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Resoconto d'Aula della Seduta n. 108 di mercoledì 27 marzo 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 15.09

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  intendano  prenderne  visione  e  sarà  considerato  approvato,  in
  assenza  di  osservazioni in contrario, al termine  della  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Figuccia.
   .
   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i deputati, la seduta è
  sospesa e riprenderà alle ore 15.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.10, è ripresa alle ore 15.39)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Trizzino e Lo Giudice.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
   di composizione della giunta comunale e di incompatibilità tra la
   carica di consigliere comunale e la caricadi assessore comunale.
     Quorum dei votanti per l'elezione del sindaco nei comuni con
          popolazione fino a 15.000 abitanti» (nn. 377-303/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  nn.  377-303/A   Norme  in  materia di  composizione  della  giunta
  comunale e di incompatibilità tra la carica di consigliere comunale
  e   la  carica  di  assessore  comunale.  Quorum  dei  votanti  per
  l'elezione  del sindaco nei comuni con popolazione  fino  a  15.000
  abitanti , posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
  Norme in materia di rappresentanza di genere nella giunta comunale
    e di incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e la
                     carica di assessore comunale

   1.  Il  comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale  26  agosto
  1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito  dai
  seguenti:

    4. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, la giunta è
  composta  in  modo  da garantire la rappresentanza  di  entrambi  i
  generi. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti,  la
  giunta è composta in modo da garantire almeno il 40 per cento della
  rappresentanza di genere.

   4  bis.  Nei  comuni  con popolazione fino a 15.000  abitanti,  la
  carica  di  componente  della giunta è compatibile  con  quella  di
  consigliere comunale. Nei medesimi comuni, la giunta non può essere
  composta  da consiglieri in misura superiore alla metà  dei  propri
  componenti.

   4  ter. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la
  carica  di  componente della giunta è incompatibile con  quella  di
  consigliere comunale. Nei medesimi comuni, il consigliere  comunale
  che  sia  stato nominato assessore ha facoltà di dichiarare,  entro
  dieci  giorni  dalla  nomina, per quale carica intende  optare;  in
  mancanza  della  dichiarazione, decade dalla carica  di  assessore.
  L'esercizio  dell'opzione comporta la cessazione dalla  carica  non
  prescelta.'.

   2.  I  comuni  di cui al comma 4 ter dell'articolo 12 della  legge
  regionale   n.  7/1992  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
  introdotto dal comma 1, entro sessanta giorni dalla data di entrata
  in  vigore  della  presente legge, adeguano i propri  statuti  alle
  disposizioni del medesimo comma 4 ter. Le disposizioni  di  cui  al
  presente  articolo si applicano a decorrere dal primo  rinnovo  dei
  consigli  comunali successivo alla data di entrata  in  vigore  del
  presente legge».

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli onorevoli  Cancelleri  e
  altri, l'emendamento soppressivo 1.22. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.22

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.22.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  49
   Votanti             42
   Maggioranza         22
   Favorevoli          26
   Contrari            16
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   L'articolo 1 è soppresso.
   Onorevoli  colleghi,  voglio  capire dalla  Commissione  che  cosa
  comporta  la  soppressione dell'articolo 1 per il  prosieguo  della
  discussione.  Proporrei quindi una sospensione  di  cinque  minuti.
  Aspetto di parlare col Presidente della Commissione.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  una
  cosa  è  il  numero, un'altra è l'incompatibilità. Quindi  possiamo
  andare anche avanti.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, posso chiedere,  per  la  prossima
  volta, di sapere quanti hanno votato a favore e quanti contro?

   PRESIDENTE. Ci sono i dati, onorevole Cracolici, vengono riportati
  lì, comunque era 26 a 16.
   Lei  ci  vede, io lo devo leggere da lontano, non mi  viene  bene,
  invece  lei  lo  legge  da  più  vicino.  Possiamo  andare  avanti,
  presidente Pellegrino?

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione.  Chiedo   una   breve
  sospensione.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta  per dieci minuti.

     (La seduta è sospesa alle ore 15.53 è ripresa alle ore 16.06)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Zafarana  e  Papale  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 377-
                                 303/A

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, chiederei cortesemente l'attenzione
  dell'Aula, perché altrimenti mi parlo addosso, e posso farne  anche
  a meno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, se prendete posto ha  chiesto  di
  intervenire l'onorevole Lo Curto e sarebbe bene ascoltarla.

   LO  CURTO. Signor Presidente, comprendo la difficoltà di  prestare
  attenzione  alle  mie parole, quando qui si è  scritta  una  pagina
  veramente  squallida e cattiva, che segna in modo omofobo l'impegno
  del Movimento 5 Stelle, che è presentatore dell'emendamento.
   Oggi  abbiamo  conclamato  la vostra visione  dell'umanità,  della
  libertà,  dei  diritti,  e  soprattutto  della  parità  di  genere.
  L'abbiamo  qui  celebrata grazie a questo emendamento  soppressivo,
  che  è  soppressivo proprio della presenza delle donne nelle giunte
  dei  Comuni  sino  a  15  mila abitanti,  che  evidentemente  danno
  fastidio
   Probabilmente  dà troppo fastidio la presenza delle  donne  per  i
  cultori   del  diritto  a  senso  unico  e  omofobo,  che   è   ben
  rappresentato dall'onorevole Cancelleri, il quale si è speso e si è
  prodotto,  non soltanto nell'emendamento soppressivo 1.22,  firmato
  anche  dagli  onorevoli Ciancio, Mangiacavallo e Pagana,  ma  nella
  stessa misura, qualora ci fosse stata una maggioranza in quest'Aula
  che  avesse sventato, purtroppo non  reso possibile, questo disegno
  omofobo, avevano anche presentato quest'altro emendamento, l'1.19.
   Bene,  questo  disegno, per il quale è stato chiesto  -  diciamolo
  pure  -  il voto segreto per carpire all'interno della maggioranza,
  ed  anche  tra  le file dell'opposizione, del Partito  Democratico,
  eventuali sostenitori di coloro che ritengono che le donne siamo un
  incidente di percorso, siamo un abuso nella democrazia, costituiamo
  un  disvalore,  ce  lo  devono venire a raccontare  perché,  signor
  Presidente,  e  la  devono smettere di fare le parlamentare,  tutte
  quelle storie inventate sulla democrazia e sulla partecipazione. La
  verità  è  che  vogliono un mondo a senso unico,  che  una  visione
  unilaterale della politica e della gestione della cosa pubblica.
   Mi chiedo, signor Presidente, da costoro ovviamente dai cui banchi
  viene  anche,  come  dire, sollevata una questione  morale,  perché
  questa stessa questione, queste stesse vicende non le sollevate per
  la  sindaca Raggi, che è la sindaca della prima città d'Italia,  la
  città  capitale,  dove il cerchio magico dalla  signora  scelta,  è
  finito tutto in galera.
   Ed  allora,  veramente,  su questi temi,  mi  auguro,  lei  lo  ha
  promesso signor Presidente, affronteremo il dibattito, non è questo
  il  momento  di  affrontarlo ma, certamente, mi  chiedo  per  quale
  oscuro,  cattivo,  razzista ed omofobo disegno si debba  precludere
  alle donne la possibilità di esserci nelle Giunte. Perché forse  il
  potere  deve  essere nelle mani degli uomini che  sanno  bene  come
  riproporlo, o soltanto di quelle donne che sono al servizio  di  un
  disegno tutto al maschile?
   Probabilmente  questa  è  la  verità  signor  Presidente,  noi  ci
  dissociamo,  lo  rifiutiamo. Siamo veramente inorriditi  da  questa
  cultura  squallida  e cattiva, che certamente  disegna  una  pagina
  pessima  all'interno di questo Parlamento, che ha  una  storia  ben
  diversa,  e  mi  auguro anche nel futuro ritorneremo,  riscriveremo
  altre  norme,  su questo ci intenderemo e cercheremo  di  dare  una
  battaglia dura, terribile, in maniera che questa visione del mondo,
  della libertà, dei diritti, sia cancellata.

   Imerese

       Saluto agli studenti del Liceo classico Gregorio Ugdulena
      e ai rappresentanti dell'Istituto Ecrow Village di Chicago

   PRESIDENTE. Mi permetto un attimo di salutare i rappresentanti del
  Liceo  classico  Gregorio Ugdulena di Termini Imerese,  e  anche  i
  rappresentanti  dell'Istituto Ecrow Village  di  Chicago  che  sono
  venuti  a fare visita oggi a questo Parlamento, e li ringrazio  per
  questo.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 377-
                                 303/A

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori.  Io
  oggi, purtroppo, sento ancor peggio degli altri giorni, sarà un mio
  problema.  Si  sente un eco bestiale. Cercherò  di  essere  rapida,
  anche  perché  molte  delle considerazioni accalorate  e,  diciamo,
  accorate, della collega Lo Curto, le condivido in pieno.
   Vorrei  però  fare  soltanto una riflessione con  me  stessa,  con
  l'Aula  e con i colleghi. Il ricorso al voto segreto, che  è  stato
  lungamente  dibattuto durante le sessioni di bilancio, e  visto  in
  molti  casi come uno strumento per l'opposizione per portare avanti
  delle  iniziative  che,  spesso, per  carità,  l'opposizione  si  è
  avvalsa di questo diritto dello statuto che il regolamento  ci  dà,
  purtroppo  in  occasioni  come queste  io  ritengo  che  forse  sia
  l'utilizzo meno adatto.
   E  soprattutto quando si esprime un parere su un argomento che non
  ha  colori, perché il fatto che ci debba essere un reale parità  di
  genere,   non  è  una  battaglia  che  io  riesco  a  vedere   come
  appartenente  ad un partito piuttosto che ad un altro.  Mi  rifiuto
  categoricamente  di pensare, anche perché la compagine  di  ciascun
  Gruppo  parlamentare oggi qui rappresentato vede sedere sia  uomini
  che donne, per fortuna.
   Ed allora, io ritengo, anche perché i numeri purtroppo corroborano
  questa  mia  convinzione, che non soltanto il Movimento dei  Cinque
  Stelle  che, peraltro, lo ha anche dichiarato di essere  contro  la
  doppia  preferenza di genere e questo ingresso favorito all'interno
  degli  organi  sia assembleari che anche di Governo potesse  essere
  bloccato,  io  devo  dire e in altre occasioni vi  siete  espressi,
  purtroppo i numeri però sono inquietanti perché 26 voti contro  16,
  credo  che  il  risultato  sia questo, indica  che,  evidentemente,
  questa  Aula  per  una  parte, questo è un  voto  segreto  per  cui
  possiamo  soltanto  immaginare che, evidentemente,  altri  colleghi
  condividano questa impostazione.
   Per  cui  come  ha ben detto la collega Lo Curto, le donne  devono
  stare  al  loro  posto, il che significa che se  riescono  a  farsi
  eleggere  bene,  abbiamo  la  doppia  preferenza,  siamo  riusciti.
  Ricordo  a me stessa colleghi e anche a voi che nel 2009  la  norma
  per  la  doppia  preferenza  nei consigli  comunali,  che  oggi  ha
  acconsentito  un  numero esponenziale di  donne  in  più  dentro  i
  consigli  comunali di tutta la Sicilia, è stata bocciata grazie  al
  ricorso  al  voto  segreto,  e  abbiamo  perso  per  un  solo  voto
  contrario.  La storia si ripete, questo non fa altro che  lasciarmi
  una convinzione sempre più forte, e dice bene l'onorevole Lo Curto,
  ancora questa è una battaglia che dovrà essere combattuta.
   Io preannuncio sin da ora la mia volontà di proporre un disegno di
  legge  di  iniziativa  popolare affinché  le  donne  della  Sicilia
  possano  dare un contributo, se lo ritengono, nella raccolta  delle
  firme a favore di un disegno di legge che sostenga che le donne  in
  politica,  non  devono  essere cooptate per amicizia  o  perché  in
  qualche modo ritenute in maniera assolutamente verticistica  adatte
  a  quei ruoli, ma perché con il merito possono entrare, sì con  una
  quota inizialmente, ma perché si possa modificare la cultura di chi
  è governato.
   I  comuni dove abbiamo avuto sindaci donne hanno eletto negli anni
  successivi donne in maniera spontanea, perché hanno ritrovato nella
  donna  la  capacità di gestire un ente pubblico, e di  farlo  bene.
  Ebbene,  questo è un problema prettamente culturale.  Io  non  sono
  appassionata  di  quote  nella maniera  più  categorica,  perché  è
  umiliante, e vi assicuro che non parlo a titolo personale perché
  Presidente io non sente più niente  .

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate  Onorevole Lupo, onorevole
  Fava,   onorevole  Grasso  per  favore   Onorevole  Tamajo,  potete
  evitare, non si sente quello che dice l'onorevole Caronia  Grazie.

   CARONIA. Grazie, Presidente, e concludo dicendo che io ritengo che
  proprio  perché  in questa Aula si è dimostrato invece,  attraverso
  delle iniziative che hanno visto delle norme a sostegno delle donne
  che  lavorano,  e  a  sostegno delle donne che  possono  avere  una
  possibilità  di  entrare  anche in  politica  con  un  sostegno  al
  reddito, perché oggi fare politica, ricordiamolo, non è per  tutte,
  Non  perché  non  ci sono le capacità, Presidente  Pellegrino,  non
  perché  non siano all'altezza, ma perché molto spesso le condizioni
  culturali  ed economiche non consentono a tutte le donne  di  poter
  partecipare  in  maniera eguale a quello che è un  dibattito  e  un
  impegno  politico, che è una cosa molto seria ed è  un  tema  molto
  delicato.
   Probabilmente,  non appassionerà a tutti, ma io  vi  assicuro  che
  fuori   da   questa  Aula  il  nostro  dibattito   è   estremamente
  attenzionato,  ed è la ragione per la quale io ritengo  che  questo
  tema  così delicato debba vedere una partecipazione da parte  delle
  siciliane  e dei siciliani attraverso un disegno di legge  che  noi
  proporremo, però questa volta di iniziativa popolare, capendo quale
  sarà  veramente l'intenzione rispetto a un tema così delicato sulla
  possibilità, non soltanto di inserire le quote dentro le giunte, ma
  anche, signor Presidente, di stabile la doppia preferenza di genere
  all'Assemblea  regionale,  così come una  quota  dentro  la  Giunta
  regionale.
   Lo Stato nel 2011 e nel 2012, ha previsto la presenza obbligatoria
  di   una   componente  di  diverso  genere  dentro   il   consiglio
  d'Amministrazione della società partecipate pubbliche.
   E  allora  queste  norme sono delle conquiste che camminano  sulle
  spalle di tante donne che hanno combattuto perché i diritti vengano
  riconosciuti  in  maniera paritaria. Qui nessuno vuole  preferenze,
  non  vuole nessuno delle piste agevolate, ma si vuole semplicemente
  rispettare la Costituzione.
   Presidente, mi scusi, perché chiaramente i temi poi ci  riscaldano
  gli  animi, concludo dicendo che a brevissimo il disegno  di  legge
  appunto  riguarderà - voglio essere chiara che questo resti  -  non
  soltanto  il tema dei comuni ma anche della Regione e della  Giunta
  regionale.  Doppia preferenza alla Regione, presenza di  una  quota
  ben stabilita dentro la Giunta

   CRACOLICI. Due disegni di legge deve fare

   CARONIA.  Perfetto,  due ne faremo, assolutamente,  e  mi  aiuterà
  anche lei, onorevole Cracolici

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, colleghi, Governo, cittadini,  ospiti
  in  Aula,  io  trovo  questo  dibattito  veramente  stucchevole   e
  strumentale, ed onestamente di doppia preferenza ne abbiamo parlato
  fin  troppo  in  questo Parlamento. E lo dico non perché  voglia  a
  tornare  a  parlarne,  perché il tema  di  oggi  non  è  la  doppia
  preferenza,  per  questo  dico  che è  un  dibattito  assolutamente
  strumentale.
   Perché  questo disegno di legge - io capisco che qua c'è  qualcuno
  che  sproloquia e parla senza avere cognizione di  quel  che  si  è
  fatto in Commissione - parla di cose diverse, nasce dall'unione  di
  due  disegni  di legge che parlavano, uno dell'incompatibilità  tra
  carica di consigliere ed assessore comunale, ed uno che parla della
  possibilità  di  aumentare  il numero  di  assessori  nei  consigli
  comunali. Sono due cose assolutamente diverse. Capisco che,  ormai,
  il  doppio  voto  di  genere  in quest'Aula  è  diventato  come  il
  prezzemolo che sta bene ovunque.
   Tra   l'altro,   ricordo  sulla  incompatibilità   che,   se   noi
  applicassimo  la stessa legge che noi stiamo cercando di  applicare
  per  i  comuni a quest'Aula, noi non avremmo nessun assessore donna
  in questo Parlamento.
   L'unico  parlamentare  che  è  la nostra  rappresentante  è  anche
  deputata, quindi, se noi applicassimo la stessa regola e lo  stesso
  principio  che  noi  stiamo chiedendo per i  comuni  qui,  noi  non
  avremmo nessun rappresentante.
   Quindi, smettiamola con questa strumentalizzazione.
   Si  è parlato, Presidente, di  omofobia , senza sapere neanche  il
  significato, forse, l'onorevole Lo Curto ha parlato di  un  disegno
  di legge omofobo.
   Ma lei lo sa che significa omofobia?

   LO CURTO. Glielo spiegherò

   CIANCIO. Vabbè me lo spiega  Lo cerco su Internet, faccio prima

   PRESIDENTE. La prego di rivolgersi al Presidente.

   CIANCIO. Signor Presidente, sono due cose diverse, per carità  non
  ne facciamo un dibattito di principio, perché già quest'Aula non  è
  famosa  per  la produttività, ma se noi continuiamo a  parlare  del
  nulla, non rendiamo grazie alla nostra posizione.
   Andiamo avanti perché - ripeto - qui più che a dare fastidio io ho
  l'impressione che ci siano alcuni interventi veramente fuori  luogo
  e fastidiosi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, la prego nei  suoi  interventi  di
  evitare   di   parlare  di  sproloquio  anche  perché   onestamente
  l'articolo 1 è stato soppresso, l'articolo in cui si dice che,  nei
  comuni  fino a 15 mila abitanti, la giunta era composta in modo  da
  garantire la rappresentanza di entrambi.
   Per  cui non so quanto sproloquio ci sia stato, ma ognuno la pensa
  a modo proprio.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in commissione affari
  costituzionali abbiamo sostenuto con forza l'esigenza  di  adeguare
  la normativa regionale a quella nazionale.
   E'  a tutti noto che la legge Del Rio, la n. 56 del 2014, al comma
  137,  stabilisce  che   nelle  giunte dei  comuni  con  popolazione
  superiore  a  tremila  abitanti nessuno dei due  sessi  può  essere
  rappresentato in misura inferiore al 40 per cento  e  questo  è  il
  senso  della  proposta legislativa approvata in Commissione  affari
  istituzionali.
   Ci rincresce che, purtroppo, nel breve tragitto tra la Commissione
  Affari  Istituzionali  e l'Aula, altri Gruppi parlamentari  abbiano
  maturato l'idea di sopprimere questa previsione.
   Noi  difendiamo questa esigenza di assicurare a entrambi i  generi
  una rappresentanza adeguata nelle giunte dei comuni e per quanto ci
  riguarda  difendiamo la stessa prerogativa per la giunta regionale.
  Vogliamo  anche anticipare un disegno di legge che  il  Gruppo  del
  Partito   Democratico   presenterà   sul   tema   specifico   della
  rappresentanza di genere all'interno delle istituzioni democratiche
  che  riguarderà  i  consigli  comunali,  ma  che  riguarderà  anche
  l'Assemblea regionale siciliana.
   E  qui voglio rivendicare con forza che la preferenza di genere  è
  stata   introdotta  nell'ordinamento  regionale  per   i   consigli
  comunali, e allora per i consigli provinciali, proprio su  proposta
  del Partito Democratico, che la Sicilia è stata la prima regione di
  Italia  ad  adottare  una  previsione normativa  che  poi  è  stata
  adottata dal Parlamento Nazionale per l'intero Paese.
   Io  credo  che  oggi qui sia stato commesso un  errore  grave  che
  danneggia  la democrazia e anche il buon governo delle  istituzioni
  democratiche  e sicuramente il nostro impegno sarà forte  affinché,
  nel  più  breve tempo possibile, si possa recuperare per introdurre
  un  principio della parità autentica tra uomini e donne per il buon
  governo delle istituzioni locali.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri,  lei  fa  questo  mio   stesso
  mestiere,  io do la parola in ordine a chi la chiede, ed  evito  di
  stravolgere la verità.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Marano.

   MARANO.  Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
  io rimango basita perché a fare certi discorsi sono propriamente le
  donne  delle  altre forze politiche che attaccano  il  Movimento  5
  Stelle.
   Rimango sconvolta in quest'Aula perché a fare certi discorsi  sono
  proprio  le  donne  delle altre forze politiche che,  fra  l'altro,
  attaccano  il Movimento Cinque Stelle che è l'unica forza  politica
  che  oggi ha la massima rappresentanza qui in Parlamento siciliano,
  con otto donne presenti in questa Assemblea; attaccano il Movimento
  Cinque  Stelle  che ha due sindache in Italia nelle maggiori  città
  italiane:  a  Roma Virgina Raggi e a Torino Chiara  Appendino,  che
  sono  due  delle  città  più importanti  di  Italia;  attaccano  il
  Movimento  5  Stelle  che il Parlamento la  scorsa  legislatura  ha
  portato  ad  oltre il 30 per cento la rappresentanza  femminile  in
  Parlamento  dico? Informatevi ed evitate di strumentalizzare queste
  cose,  perché  è davvero scandaloso  Vi consiglierei  piuttosto  di
  chiedervi  cosa  ha  fatto, cosa hanno fatto i governi  di  destra,
  sinistra,  centro-destra, centro-sinistra, in  questi  decenni?  La
  storia  ce  l'avete  rappresentata là fuori  all'ingresso  di  Sala
  d'Ercole  dove ci sono tutti i quadri dei Presidenti dell'Assemblea
  regionale  ed  una donna non c'è  Non esiste  Per  il  Movimento  5
  Stelle  la  rappresentanza  femminile è fondamentale  e  il  nostro
  Movimento  le donne le fa candidare, le mette in lista,  chiedetevi
  voi  nei partiti che cultura avete avuto nel corso della storia;  a
  chi  avete candidato e chi ci avete messo: dovreste farvi un  esame
  di  coscienza e pensare che non avete fatto nulla e non attaccateci
  e pensate a quello che fate voi

   PRESIDENTE.  Onorevole  Marano, il suo  ragionamento  non  fa  una
  grinza  però,  per  onore  della  verità,  è  stato  presentato  un
  emendamento  soppressivo di una norma che prevedeva  la  parità  di
  genere  nelle  giunte,  come  dire,  mi  sembra  che  continuare  a
  discuterne sia abbastanza inutile.
   Il  Movimento ha presentato questo emendamento che è passato,  per
  cui non c'è più la parità di genere nelle donne.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo  una
  raccomandazione poc'anzi, volevo semplicemente sapere a  che  turno
  ero,  visto  che avevo alzato la mano ma non mi ero  accorto  degli
  altri, mi scuserà.
   Io,  signor Presidente, come sa e come tutti sanno ho soltanto  un
  diploma  di  geometra però, mi pare di ricordare - sempre  da  buon
  diplomato  geometra - che  omofobo  dovrebbe essere  chi  ha  paura
  degli  omosessuali.  Assessore Cordaro mi pare che  questo  è,  no?
  Perché  chi ha paura delle donne è il  misogino , o no? Non ho  mai
  sentito  appellare nessuno che ha paura delle donne o che è  contro
  le  donne  dire:   sei un omofobo  , ma sempre  chi  è  contro  gli
  omosessuali, quindi mi pare di ricordare questa cosa,  per  carità,
  non sono un dirigente scolastico, per cui mi potrei anche sbagliare
  ma  magari  ci azzecco ed invece ho ragione io, quindi  oggi  è  la
  rivincita dei geometri, in qualche modo.
   Vorrei  dire, però, un'altra cosa, signor  Presidente: qui non  ci
  stiamo  scagliando contro quella che è la parità di genere e  tutto
  quanto,  anche  perché di esempi nel nostro Movimento  ne  potremmo
  annoverare  tantissimi: delle 8 donne elette  su  20,  molte  delle
  quali  erano capolista nei collegi di appartenenza come la  collega
  Zafarana,  la collega Campo, la collega Ciancio e tante  altre  che
  erano in giro, ma potrei anche ricordare che alle scorse regionali,
  addirittura, ci fu un caso che in qualche modo destò anche  un  po'
  di scalpore, perché nella provincia di Ragusa, a fronte dei quattro
  seggi  a disposizione, noi abbiamo dovuto parlare di quote azzurre,
  perché avevamo tre donne candidate e un solo uomo.
   Potrei anche dire che senza una legge che impone la rappresentanza
  di  genere oggi ad Augusta, nella nostra Giunta, su cinque posti  a
  disposizione ci sono tre donne, quattro compresa la sindaca  perché
  è una donna anche quella, a fronte di due uomini.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Ecco,  io  non credo ci sia bisogno di avere una legge  per  poter
  fare  partecipare alle donne, forse serve semplicemente  una  cosa:
  candidarle.  Ma candidarle perché hanno una valenza,  perché  hanno
  delle  capacità, non per farle fare da  riempilista  che  poi  alla
  fine  non  devono essere votate. E allora dico anche un'altra  cosa
  che  alla fine mi rimane davanti. Mi fa specie, e per carità di Dio
  qui dentro possiamo ricevere tutte le critiche perché ogni opinione
  è  legittima  ed è giusto che sia cosi, però quando  in  un  Gruppo
  parlamentare  composto da 20 membri di cui 8 donne si  ricevono  le
  critiche  da chi, magari, nel proprio Gruppo parlamentare di  donne
  ne  ha  soltanto una, ecco, un po' mi stride perché vuol  dire  che
  magari  si  deve  rivedere,  non  per  legge,  ma  per  qualità   o
  semplicemente per modo di agire all'interno di quel singolo partito
  come   devono   essere  strutturate  determinate  situazioni.   Qui
  l'articolo 1 -  cosa di cui nessuno sta parlando - stava prevedendo
  invece che per i comuni sopra i 15.000 abitanti fosse incompatibile
  la    carica    di    consigliere   comunale   e    di    assessore
  contemporaneamente, e questa cosa non solo avrebbe  raddoppiato  la
  spesa   all'interno  dei  comuni,  ma  soprattutto   avrebbe   reso
  all'opinione  pubblica, ed anche a chi fa il  consigliere  comunale
  con  grande  sacrificio, quello che poi alla  fine  avremmo  avuto:
  assessore regionali che contemporaneamente fanno i deputati  ed  il
  consigliere comunale che non può fare invece l'assessore,  per  cui
  si  sarebbe dovuto trovare di fronte alla situazione sgradevole  di
  dovere  decidere se continuare a fare quello eletto dai  cittadini,
  quindi  rappresentando i voti popolari, oppure l'assessore  con  la
  spada  di  Damocle e di essere ad un certo punto cacciato  poi  dal
  sindaco  e  non  potere  più  rientrare a  rappresentare  i  propri
  cittadini in consiglio comunale.
   Noi abbiamo voluto dire no a questo, che poi la rappresentanza  di
  genere  sia  garantita già oggi per legge va bene, non  sarà  nella
  misura del 50 per cento ma io sono convinto che si può andare oltre
  il  50 per cento per le donne, quando finalmente si cominceranno  a
  mettere  nei  posti giusti per poterle candidare e soprattutto  per
  poterle  fare eleggere, perché è certo che se si mettono alla  fine
  delle liste o si mettono semplicemente per riempire le liste e  poi
  alla  fine,  però,  non le si danno gli appoggi e  non  si  cercano
  neanche   i  voti,  è  chiaro  che  queste  donne  ovviamente   non
  rappresenteranno mai i cittadini.
   Sulla questione morale, signor Presidente, il tema stasera non  mi
  appassionerà,  mi appassionerà dopo, però glielo dico  chiaramente:
  noi   abbiamo  presentato,  come  Gruppo  parlamentare,  ai   sensi
  dell'articolo  75  del Regolamento interno,  la  richiesta  con  20
  firme,  perché così è previsto dal Regolamento interno, per  potere
  fare  una  seduta apposita e potere parlare anche nel  particolare,
  perché  vogliamo entrare in questa cosa, ma quando sarà il  momento
  lo analizzeremo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Che  oggi qui vengano gettate in mezzo a queste discussioni  anche
  queste  altre non solo non mi appassiona, ma voglio dire anche  che
  non  prendiamo  lezioni  in questo caso, perché  non  mi  interessa
  rispondere in questa fase alla persona che ci attacca perché  prima
  dovrebbero guardarsi gli scheletri negli armadi e poi cominciare  a
  dibattere di quello che c'è intorno a questo Parlamento,  che  oggi
  tutti conosciamo bene e che soprattutto i cittadini conoscono bene.

   PRESIDENTE.  A  proposito di quest'ultimo  argomento,  l'onorevole
  Fava,  ha  chiesto  già da alcuni giorni questo dibattito,  ho  già
  parlato con l'onorevole Fava e dobbiamo soltanto stabilire la  data
  in cui svolgeremo questo dibattito in Aula.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  amo  fare
  polemiche e soprattutto non mi appassionano, per cultura personale,
  le  lotte  femministe,  però, sono stata eletta  nel  2001  con  la
  collega Lo Curto in un'Assemblea in cui c'erano solo 3 donne su  90
  deputati  e  riconosco che l'impegno di questi anni, a partire  dal
  Ministro  Stefania Prestigiacomo, che ha modificato la norma  della
  Costituzione che ha permesso poi a cascata di modificare  le  varie
  leggi  elettorali  per  consentire parità di  accesso  alle  liste,
  compresa  la  Regione siciliana nella legge elettorale che  abbiamo
  approvato, che ha appunto permesso il principio di alternanza nella
  lista  bloccata,  la  presenza delle donne  nelle  liste,  è  tutto
  partito   appunto,   da  un'azione  incisiva   che   dal   Ministro
  Prestigiacomo e qui, dal lavoro nostro, ha potuto permettere che si
  inserisse  una normativa che, in qualche modo, agevolasse l'accesso
  delle donne in politica; al di là e a prescindere dal fatto che sia
  io   che  l'onorevole  Lo  Curto,  allora  protagoniste  di  queste
  battaglia,  eravamo  state  elette senza doppia  preferenza,  senza
  quote, ma solo con i voti che ci siamo cercate uno ad uno.
   Questo  perché,  pur non essendo femministe, pur non  appartenendo
  alla  nostra  cultura  questo  tipo di battaglia,  abbiamo  capito,
  facendo politica sul territorio e nei comuni, che in quella fase  e
  soprattutto  oggi,  grazie a tante cose, a tante  battaglie  comuni
  vinte,  lo Stato per fortuna è diverso, ma sto parlando di 15  anni
  fa,  c'era una grandissima difficoltà nel coinvolgere la  donna,  e
  quindi  inserire  una normativa che in qualche  modo  obbligasse  i
  partiti,     che    hanno    come    primo    principio,     quello
  dell'autoconservazione  a interagire con il  mondo  femminile  e  a
  coinvolgere le donne che nel frattempo erano diventate protagoniste
  nella  famiglia,  nel  lavoro, nel terziario, nell'associazionismo,
  che  diventassero protagoniste anche in politica non era  una  cosa
  semplice, era una cosa in cui serviva l'esempio positivo di  ognuno
  di  noi,  che quindi dava il messaggio che la politica non era  una
  cosa  maschilist che non apparteneva a quel mondo, cioè al  nostro,
  ma  anche una normativa che imponesse anche ai partiti di occuparsi
  del coinvolgimento delle donne.
   Una  cosa  che probabilmente ha anche bisogno di un tempo  chiuso,
  non è detto che serva per sempre questo tipo di politica che impone
  questa  scelta di favore nei confronti della donna ma certamente  a
  partire  da 15 anni fa ad oggi, questo tipo di azione è  servita  a
  coinvolgere il mondo femminile nella politica.
   Questo  articolo,  frutto del lavoro della I  Commissione,  che  è
  stato soppresso con l'emendamento dei colleghi del Movimento Cinque
  Stelle, andava su questa stessa strada, ed è un peccato.
   Onorevole  Marano,  sono  poco più  vecchia  di  te,  siamo  quasi
  coetanee

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, si rivolga alla  Presidenza,  per
  favore, non a loro. Grazie.

   SAVARINO.   Sì,  volevo  che  non  venisse  chiesto   a   noi   la
  responsabilità  di  anni  di una politica maschile,  improntata  al
  maschilismo,  quando, appunto, noi ci siamo da poco, relativamente,
  e in questi anni, col nostro esempio, col nostro lavoro e anche con
  le  azioni e le norme legislative, anche in questa sede, aiutato al
  coinvolgimento delle donne, non possiamo essere colpevolizzate  per
  cinquant'anni di democrazia che ha visto l'uomo, e le  donne  molto
  assenti.
   E'  chiaro,  che apprezziamo che ci siano oggi, tante donne  anche
  del  Movimento  Cinque  Stelle, come anche  noi,  cioè  l'onorevole
  Assenza ne è testimone, abbiamo donne sindaco, le abbiamo a Comiso,
  stiamo  crescendo e stiamo coinvolgendo, come è giusto che  sia  le
  donne in questo mondo della politica che, come diceva Papa Pio XII:
  «la  donna non può rimanere indifferente alla politica». Ma la cosa
  che funziona di più e meglio, al di là delle norme che sono servite
  e che quindi servono, è l'esempio positivo di ognuno di noi e anche
  un cambiamento positivo che, per esempio, il Presidente ha fatto in
  quest'Aula,  di orari che siano consoni alla gestione, anche  della
  famiglia che la donna ha come prima esigenza.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente la ringrazio. Intanto credo  che  questo
  dibattito sia un dibattito serio che ci interroga su un tema antico
  della  politica, non solo siciliana, meriti un po' meno i  toni  da
  crociata,  nel  senso  che si possono conservare  opinioni  diverse
  senza  per questo essere affidati alla colonna infame, da una parte
  e dall'altra.
   Lo dico avendo votato contro quest'emendamento soppressivo, quindi
  sostenendo in piena consapevolezza la proposta di questo disegno di
  legge.  Lo  dico anche agli amici del Movimento Cinque Stelle,  nel
  senso  che  io rivendico il diritto di votare contro un emendamento
  soppressivo e di motivare questa mia intenzione senza, per  questo,
  considerare  meno significativo, meno importante,  meno  nobile  il
  lavoro che il Movimento ha fatto nel valorizzare la funzione  delle
  donne  nella  politica, ma in questo dibattito è un  excusatio  non
  petita, qui non stiamo parlando di quanto le nostre forze politiche
  abbiamo  saputo  costruire nella parità di  genere  un  presupposto
  della  propria attività politica, ma di un emendamento  soppressivo
  che  prevedeva, assieme ad altre cose, anche una quota del  40  per
  cento raggiunta, ed io, di questo, ritenendo di avere il diritto  e
  il  dovere  di  poter esprimere una valutazione  senza  che  questa
  valutazione   debba   mettere   in  discussione   le   nobiltà   di
  comportamento  e  di  animo di ciascuna delle forze  politiche  qui
  presenti.
   Mi  permetto di obiettare, all'onorevole Cancelleri che  dice  che
  non  ci  sia  bisogno  di una legge, che noi abbiamo  un'esperienza
  diversa.  Noi  abbiamo  introdotto  la  doppia  preferenza  per  le
  elezioni amministrative e abbiamo visto lievitare la presenza delle
  donne  nei consigli comunali dal 10 per cento al 34 per cento,  per
  cui io credo che le norme servano e lo dico sapendo che la politica
  è  sempre in condizioni di auto-emendarsi, però, signor Presidente,
  noi  tra  qualche  giorno proporremo all'Aula un codice  etico  del
  quale,  applicando  rigorosamente questo ragionamento,  non  avremo
  alcun  bisogno,  perché ciascuno di noi potrebbe dire   io  non  ho
  bisogno  -  io  come  parte politica, come partito  politico,  come
  dirigente  politico - di alcun codice etico perché sono  capace  di
  garantire la qualità dei miei comportamenti , ma noi riteniamo  che
  accanto  a  questa  disponibilità della politica di  auto-emendarsi
  alcune  norme  servano,  siano servite,  rappresentino  stimoli  ed
  elementi  di  garanzia. Ricordiamoci che in questo  Paese,  fino  a
  pochi  anni  fa,  le donne non potevano votare per cui  non  stiamo
  parlando di argomenti totalmente privi di senso, stiamo parlando di
  un  lavoro  di  civiltà  della  politica,  che  è  stato  costruito
  faticosamente in questi anni, anche attraverso norme di  legge  che
  non  tolgono alla politica meriti e autonomia, ma cercano  di  dare
  garanzie a chi dalla politica è stato escluso.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Mi  permetta  l'ultima osservazione, signor  Presidente.  Il  voto
  segreto  è  una  prerogativa di quest'Aula. Io  vorrei  invitare  i
  colleghi  a farne un uso più misurato. Il voto segreto ha  una  sua
  funzione,  una sua fisiologia nel momento in cui c'è  da  esprimere
  un'opinione, una valutazione che riguarda sensibilità personali, ma
  l'uso  del  voto  segreto in un argomento  come  questo  e  in  una
  proposta  soppressiva come quella che è stata  presentata,  che  ha
  soltanto  una cifra politica, io chiedo ai colleghi, per  cortesia,
  che  si  abbia  il  coraggio di affrontare la responsabilità  delle
  nostre  scelte pubblicamente, senza ricorrere al voto  segreto  che
  serve a creare queste ombre di trasversalismo di cui quest'Aula non
  ha alcun bisogno.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi conclude l'onorevole Lo Curto per
  un chiarimento.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il mio
  intervento vuole essere a completamento di alcuni discorsi che sono
  stati  affrontati, io ho apprezzato molto le parole  che  ha  detto
  l'onorevole  Cancelleri  su quello che è  la  rappresentanza  delle
  donne  all'interno dei partiti, credo che noi di Fratelli  d'Italia
  non   siamo  ultimi  a  nessuno  avendo  un  parlamentare  su   tre
  all'interno dell'Assemblea regionale siciliana, due parlamentari  a
  livello  nazionale entrambe donne e soprattutto  avendo  il  nostro
  leader  del  partito, Giorgia Meloni, essere segretaria del  nostro
  partito.
   Ora  io  credo, però, che la discussione sia diventata  un  po'più
  strumentale,  fossi  donna io quasi quasi  mi  sentirei  offesa  da
  quella   che   è  la  discussione  di  oggi  perché   io   ricordo,
  perfettamente,  di alcune parlamentari donna, come  l'onorevole  Lo
  Curto e l'onorevole Savarino, che già sono state qui presenti,  non
  hanno avuto bisogno di alcuna corsia preferenziale o alcun tipo  di
  legge che le portasse a fare politica, ma noi in tutti i casi siamo
  stati  pronti ad accogliere quelle che sono state le loro  istanze,
  le  loro  richieste e anche a confrontarci su questo tema e saremmo
  stati  favorevoli  a  quelle che erano le loro  prerogative,  però,
  credo che oggi la figura delle donne sia un po' strumentalizzata da
  questi discorsi, quindi, io credo sia il caso, forse, di fermarci e
  andare avanti sulla nostra discussione.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, abbiamo
  abrogato   un   articolo   che  prevedeva   l'incompatibilità   tra
  consigliere  comunale e assessore comunale e  si  è  scatenata  una
  guerra,  si è parlato di omofobia, si è parlato di razzismo,  si  è
  parlato   di   classismo,  di  ignoranza,  di  cose  gravissime   e
  bruttissime
   E  allora, signor Presidente, visto che nemmeno noi siamo omofobi,
  nemmeno  noi siamo razzisti, sessisti, se si vuole parlare  di  una
  questione della donna in generale, parliamone, noi siamo d'accordo,
  se  ci rendiamo conto che una donna ha difficoltà di inserirsi  non
  tanto nella politica ma nel mondo del lavoro, se ha difficoltà,   e
  più difficoltà rispetto ad un uomo, noi la sfida la accettiamo,  il
  Movimento  Cinque  Stelle ha già iniziato con la collega  Zafarana,
  con  la  collega Marano, un ottimo lavoro tramite convegni, tramite
  manifestazioni che parlano di donna senza creare nuove e  ulteriori
  discriminazioni; noi questa sfida la accettiamo e sappiamo  che  si
  tratta  di  un  argomento che ha bisogno di tempo, se vuole  essere
  sviluppato  bene,  quindi,  nel frattempo,  signor  Presidente,  mi
  permetto  di  consigliare a qualche collega, mentre  si  trova  una
  soluzione   ad  un  problema  molto  più  ampio,  di   iniziare   a
  rivoluzionare  il  proprio  mondo, a  partire  magari  dal  proprio
  partito politico, a partire dalla visione politica del partito  cui
  appartiene,  poi questa norma è stata abrogata con il voto segreto?
  Sì,  lo sappiamo, il voto segreto è una nostra prerogativa?  Sì  lo
  sappiamo,  ce  l'abbiamo e lo utilizziamo. Siamo contrari  al  voto
  segreto? Noi già l'abbiamo presentato un emendamento che prevede la
  prevalenza  del voto palese sul voto segreto ma alla Presidenza  di
  questa Assemblea non ci siamo noi, non la possiamo convocare noi la
  Commissione Regolamento, quindi cogliamo questa occasione anche per
  chiedere  che la Commissione Regolamento venga convocata anche  per
  potere  dare il nostro umile contributo affinché quest'Aula  lavori
  di più e lavori meglio.

   ASSENZA, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA,   relatore.   Signor  Presidente,   onorevoli   colleghi,
  assessori,  io non volevo intervenire ma siccome è stato  attaccato
  l'articolo 1 come la somma di chissà quali mali, nella parte in cui
  prevedeva  l'incompatibilità tra consigliere comunale  e  assessore
  che  io  mi  ero  permesso di proporre nel  mio  disegno  di  legge
  iniziale  di  sostenere  in Commissione che  aveva  poi,  peraltro,
  trovato  il consenso della maggioranza della Commissione  sia  pure
  nella forma attenuata che la prevedeva l'incompatibilità solo per i
  comuni  sopra  i  15.000  abitanti, dopo le  parole  dell'onorevole
  Cancelleri  e  di  qualche altro che individuava  in  questa  norma
  chissà quale argomento scandaloso, mi permetto di intervenire.
   Qualcuno  dovrebbe sapere o non potrebbe ignorare  che  la  giunta
  comunale ha il compito di amministrare ed è l'organo esecutivo,  il
  consiglio  comunale è l'organo di controllo e di  proposizione,  io
  nel  mio  comune  di  Comiso,  dove il  sindaco,  come  giustamente
  ricordava  l'onorevole  Savarino è una  donna,  una  professoressa,
  l'assessore  al  bilancio è una collega avvocato,  ma  allo  stesso
  tempo  l'assessore  al  bilancio  è  consigliere  comunale,  allora
  onorevole  Cancelleri  ma  le sembra corretto  che  la  Giunta  che
  predispone il bilancio venga poi a sottoporlo al consiglio comunale
  di   cui  quella  stessa  persona  assessore  è  contemporaneamente
  consigliere comunale e lo va ad approvare? Non confonde i piani?

   CANCELLERI. Ma qua cosa facciamo?

   ASSENZA,  relatore   lo  potremmo proporre anche  per  l'Assemblea
  regionale,  nessun problema, ma non mi dica che quella  non  è  una
  norma  di  assoluta civiltà, che tende a distinguere il  ruolo  del
  controllore dal ruolo del controllato, e poi è assurdo  che  quella
  stessa  norma  preveda l'incompatibilità con  gli  affini  fino  al
  secondo  grado tra al Giunta e i componenti del consiglio comunale,
  e  non  lo  preveda  nella  stessa identità  personale.  E  allora,
  scusatemi, dovremmo vergognarci di avere abrogato con voto  segreto
  quella norma che sanciva un principio di assoluta civiltà.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  cercherò  di
  essere  più serena ed equilibrata anche nell'esposizione, perché  a
  volte d'impeto ci si appropria anche di un linguaggio e dell'uso di
  termini  che,  però, solo per un lapsus freudiano ho utilizzato  in
  modo improprio; per mia cultura modestissima, ma per il mio impegno
  storico a favore della lettura e della conoscenza che sono  il  mio
  hobby  più importante da quando ho imparato a leggere, so  bene  la
  differenza  tra misoginia ed omofobia, ma l'ho usato  quel  termine
  proprio per un lapsus freudiano, perché di fatto è la visione che è
  dietro alle cose, ed è un fatto culturale signor Presidente, perché
  l'omofobia  e la misoginia sono aspetti speculari di una  stessa  e
  medesima cultura, la cultura che nega la diversità di genere  nelle
  sue  afferenze e nelle sue differenze, con ciò voglio dire  che  un
  movimento che non si oppone

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, no mi scusi lei già è intervenuta,
  lei deve intervenire per un chiarimento lo faccia, ma non si prenda
  altri dieci minuti, faccia un chiarimento breve e veloce, perché le
  ho dato la parola perché mi è sembrato giusto.

   LO CURTO. Signor Presidente,  sono stata accusata di non capire, e
  di  non conoscere, devo spiegare che ho chiara la comprensione e la
  conoscenza

   FOTI. Abbiamo capito, abbiamo capito

   PRESIDENTE.  Non  deve spiegare, deve chiarire,  lei  innesca  una
  polemica inutilmente.

   LO  CURTO. Allora Presidente, sto spiegando, se lei me lo consente
  finisco in cinque minuti, Presidente ho il diritto di esercitare la
  parola.

   PRESIDENTE. Lo faccia con celerità, lei parli onorevole.

   LO  CURTO. Mi sono espressa dicevo attraverso un lapsus freudiano,
  capita, andiamo avanti perché un Governo

   PRESIDENTE.  Facciamo  completare  l'intervento  all'onorevole  Lo
  Curto.

   LO  CURTO...  perchè  un Governo che non si oppone  ha  come  dire
  azioni  che a Verona porteranno ad esaltare determinati valori,  in
  contrapposizione  a tutti i diversi che oggi ci  sono  e  sono  una
  realtà,  per me, e voi siete in quel Governo, siete quello  che  in
  Sicilia  si dice, quanto meno  faccioli', da una parte vi esprimete
  in un modo, dall'altra agite in un altro modo.

           (Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, per favore  Stiamo discutendo  un
  disegno di legge su cui i deputati, onorevole Lo Curto, la prego di
  consentire  di svolgere un regolare dibattito. Spieghi  quello  che
  voleva dire col suo primo intervento e concluda nel più breve tempo
  possibile  Per favore

   LO CURTO. Signor Presidente, ma lo dica ai colleghi

   PRESIDENTE. Concluda l'intervento.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, io stigmatizzo il modo  in  cui  si
  verificano i lavori in quest'Aula.

   PRESIDENTE. Lasci perdere l'argomento e continui.

   LO  CURTO.  Capisco che il diritto di libertà è  uno  degli  altri
  diritti che a senso unico volete negare  Allora questa è una legge,
  signor Presidente, che a me che si dice che non capisco

        (Vive proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)

   PRESIDENTE. Per favore  Abbiamo già votato, onorevole Lo Curto

   LO  CURTO    Norme in materia di rappresentanza  di  genere  nella
  giunta  comunale e di incompatibilità tra la carica di  consigliere
  comunale  e  la carica di assessore comunale . Allora è  questo  il
  tema  che  voi  avete  bocciato   L'avete  scritta  voi  in  quella
  Commissione   Quindi, se c'è qualcuno che non  capisce,  non  siamo
  certamente noi, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto, l'intervento è concluso.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
                  Composizione della giunta comunale

   1.   L'articolo  33  della  legge 8  giugno  1990,  n.  142,  come
  introdotto  dall'articolo  1, comma  1,  lettera  e),  della  legge
  regionale  11  dicembre  1991,  n. 48  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, è sostituito dal seguente:

                                Art. 33.
                  Composizione della giunta comunale

   1.  La giunta comunale è composta dal sindaco che la presiede e da
  un  numero  massimo  di assessori, stabilito  dallo  statuto,  così
  individuato:

   a)  nei  comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti  il  numero
  massimo degli assessori è fissato a quattro;

   b)  nei  comuni  con  popolazione superiore  a  10.000  e  pari  o
  inferiore  a  30.000 abitanti il numero massimo degli  assessori  è
  fissato a cinque;

   c)  nei  comuni  con  popolazione superiore  a  30.000  e  pari  o
  inferiore  a  100.000 abitanti il numero massimo degli assessori  è
  fissato a sette;

   d)  nei  comuni  con  popolazione superiore a  100.000  e  pari  o
  inferiore  a  250.000  abitanti e nei comuni  capoluogo  di  liberi
  Consorzi comunali con popolazione inferiore il numero massimo degli
  assessori è fissato a nove;

   e)  nei  comuni  con  popolazione superiore a  250.000  e  pari  o
  inferiore  a  500.000 abitanti il numero massimo degli assessori  è
  fissato a dieci;

   f)  nei  comuni  con popolazione superiore a 500.000  abitanti  il
  numero massimo degli assessori è fissato a undici.

   2.  La  variazione della popolazione accertata con censimento  nel
  corso  del  periodo di carica del sindaco comporta la modifica  del
  numero   massimo   degli  assessori  alla  scadenza,   naturale   o
  anticipata, del periodo di carica.'.

   2.  I comuni adeguano i propri statuti alle disposizioni del comma
  1  entro  sessanta  giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge. In caso di mancato adeguamento degli  statuti,  il
  numero  massimo  degli  assessori  è  comunque  determinato,   alla
  scadenza   del  termine  di  cui  al  presente  comma,  in   quello
  individuato dal comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno 1990,
  n.  142,  come  introdotto dall'articolo 1, comma  1,  lettera  e),
  della  legge regionale n. 48/1991, nel testo sostituito  dal  comma
  1».

   Si passa all'emendamento 2.1. C'è una parte di questo emendamento,
  e  più  precisamente l'emendamento 2.bis, che pur apprezzabile  nel
  contenuto   politico,   L'emendamento   è   il   2.1.   Nell'ambito
  dell'articolato  che  è  stato  scritto  c'è  il  2.bis,  che   pur
  apprezzandone il contenuto - cioè l'opportunità che si darebbe a un
  candidato  che non è stato eletto, che è il primo dei  non  eletti,
  che  subentra  qualora un eletto della lista possa essere  nominato
  assessore  - ha purtroppo la necessità di una copertura  di  spesa.
  Quindi così com'è formulato dovremmo stralciarlo, a meno che si sia
  una  proposta da parte di un parlamentare di valutare l'opportunità
  di  rimettere  il disegno di legge alla Commissione  Bilancio'  per
  l'esame di una copertura finanziaria.

   PELLEGRINO,  presidente della Commissione. E' stato già  trasmesso
  in Commissione  Bilancio .

   PRESIDENTE.  Lo  sappiamo,  e non  è  stata  data  copertura
  finanziaria.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor Presidente, io al netto del ragionamento relativo
  alla  copertura  finanziaria,  intanto  volevo  spiegare  il  senso
  dell'emendamento,  perché poi è chiaro che  per  la  copertura,  se
  l'Aula lo riterrà, si faranno i passaggi dovuti. Se i colleghi  non
  lo ritengono è chiaro che nel merito non c'entra niente.
   Questo  emendamento tende solamente a dare - e  mi  è  venuta  tra
  l'altro   ulteriore  precisazione  -   a  seguito   dell'intervento
  dell'onorevole  Assenza.  E'  l'evoluzione  del  pensiero  relativo
  all'opzione  tra  consigliere  e assessore:  nella  buona  sostanza
  questo consente di evitare quel ragionamento che faceva l'onorevole
  Assenza relativo a controllori e controllati, oltre al fatto che dà
  risposta  alle giuste aspettative di soggetti che si  candidano  in
  delle  liste, chiedono il voto e, invece, spesso rimangono al palo.
  E',  oserei  dire, un tentativo di fare in modo di far  capire  che
  alla  fine  non  è  una  casta chiusa. La possibilità  di  dare  la
  possibilità  di fare l'esperienza di consigliere comunale  anche  a
  coloro  i  quali  non  lo sono diventati in prima  battuta,  ma  lo
  possono  diventare perché un candidato della medesima  lista  viene
  nominato consigliere, risponde a diverse esigenze.
   La  prima,  evitare  che lo stesso consigliere  da  assessore  sia
  controllore  e  controllato;  la  seconda,  quella   di   dare   la
  possibilità  di avvicinare le persone alla politica  piuttosto  che
  allontanarle; la terza quella di dare legittima aspettativa  a  chi
  si  è  candidato ed ha preso i voti delle diverse liste; la  quarta
  ancora è quella di evitare di dare in mano ad un sindaco la vita di
  un  consigliere comunale che si è candidato, ha preso i voti, e poi
  per un fatto politico viene messo fuori.
   Queste  le  diverse esigenze che si propone di  dare,  le  diverse
  risposte  che si propone di dare questo emendamento che ritengo  di
  assoluto buonsenso, al netto della copertura finanziaria o meno che
  se  l'Aula riterrà di valutare positivamente nel merito si fanno  i
  passaggi  dovuti, diversamente voglio dire non c'è niente di  male,
  ma  non è un emendamento che dà una risposta ad una parte politica.
  E'  un emendamento che dà risposta alla politica e a coloro i quali
  si  candidano credendo in una pura elezione e poi, di fatto, per un
  voto  in  meno  rimangono al palo, invece gli dà la possibilità  di
  fare  la  propria  esperienza  come  consiglieri  comunali  in  una
  assemblea legittimamente eletti e prendendo i voti.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  l'emendamento  del  collega, dei colleghi  autonomisti,  mi  sembra
  assolutamente  un  emendamento di buon  senso  perché  permette  di
  ampliare la platea dei politici che possono essere attivi, compresi
  nei  Consigli comunali e nei Comuni, sia a titolo di assessori  che
  poi  di  consigliere comunale, evita il ricatto del sindaco qualora
  il  consigliere  comunale si sia dimesso  dal  consiglio  per  fare
  l'assessore;  quindi,  libera  da  questa  morsa  politica  e   gli
  consente, quindi, maggiore autonomia e indipendenza anche  rispetto
  al  suo dante causa e, ovviamente, dà la possibilità a più soggetti
  di essere impegnati attivamente nell'ente locale.
   Mi  permetto  di  suggerire, se la Presidenza è  d'accordo  e  gli
  uffici  ritengono  che  possa  essere  valida,  di  aggiungere   ad
  invarianza  di spesa . Siccome comunque è lo statuto  comunale  che
  deve   prevedere   la  possibilità  che  vengano   predisposto   il
  consigliere supplente, lo stesso statuto comunale può ritenere  che
  con  lo stesso budget piuttosto che pagare quell'aggiunta si  paghi
  dallo  stesso  budget anche il consigliere supplente  abbattendo  i
  costi, tagliando in maniera orizzontale. Mi sembra una cosa di buon
  senso, se noi aggiungiamo ad invarianza di spesa non c'è bisogno di
  copertura.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  ritengo   che  questo  emendamento,  ancorché  la  norma  purtroppo
  amputata  dal  primo articolo, chiaramente ha una sua validità  per
  quello  che  riguarda la composizione delle giunte dei  comuni,  ma
  ritengo  che  sia  abbastanza interessante il dibattito  che  si  è
  aperto rispetto alla possibilità di dare spazio alla democrazia.
   In Commissione  Bilancio  abbiamo dibattuto in merito a quello che
  è  la eventuale copertura, eventuale varianza di spesa che potrebbe
  comportare  la  presenza  del consigliere supplente  qualora  vada,
  ovviamente,  a  sedere dentro la commissione consiliare,  cosa  che
  invece l'assessore non fa più nel momento in cui diventa assessore.
  Ma ancorché ci fosse .

   PRESIDENTE.  Mi  scusi, il tema è semplice:  se  il  Parlamento  è
  d'accordo questo articolo si invia in Commissione

   CARONIA. C'è stato già

   PRESIDENTE.  La  Commissione  Bilancio   trova   la  copertura  di
  spesa, se lo ritiene, di 50 mila euro di somme

   CARONIA. Già questo l'Assessore l'ha superato

   PRESIDENTE. Mi deve ascoltare, però  Lasci perdere quello che dice
  l'onorevole  Pellegrino che lo ha esaminato  Ritorna in Commissione
  e  si  trova  la copertura di spesa, se il Parlamento è  d'accordo,
  perché  c'è un emendamento che noi o lo stralciamo o lo inviamo  in
  Commissione. Questo è il tema.

   CARONIA.  Signor Presidente, io non sto entrando nel merito  della
  Commissione   Bilancio , adesso l'Assessore  poi  ci  darà,  perché
  chiaramente l'Assessore è stato in Commissione  Bilancio   e  potrà
  dire, non sono io che dovrò farlo.
   Io  stavo  commentando e stavo dando il mio contributo  in  merito
  all'utilità della norma che ritengo che sia estremamente importante
  perché,  ancorché ci fosse spesa e non è detto che ci sia,  ritengo
  che  quando  si  allarghi la democrazia e si dia la  possibilità  a
  colui o colei che è stata eletta, cioè è stata votata e, quindi, si
  trova  all'interno di un percorso democratico che possa all'interno
  di  un  aula  consiliare supplendo il consigliere che  è  diventato
  assessore,  ritengo  che sia un'azione a favore  della  democrazia.
  Quando  si allarga la possibilità di scelta e di consenso a  platee
  sempre più ampie, ritengo che sia sempre e comunque delle norme che
  hanno un buon senso.
   Quindi,  io  ritengo  che  oltretutto  creare  la  prigionia,  tra
  virgolette, dell'Assessore che sa di non poter ritentare, ritornare
  indietro  rispetto  a quella che è la scelta  che,  magari,  in  un
  momento storico ha fatto, diventa, effettivamente, corroborato  dai
  fatti,  rischioso. Per cui, io sto qui a perorare  la  bontà  della
  norma. L'Assessore adesso ci dirà rispetto al resto.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, questo argomento è stato oggetto di discussione
  in  Commissione   Bilancio  perché il disegno di legge  stamattina,
  proprio  questo  emendamento,  è  stato  trasmesso  in  Commissione
   Bilancio .  C'è  una relazione a proposito del Dipartimento  delle
  Autonomie  locali che chiarisce il principio del divieto di  cumulo
  dettato  dall'articolo 83, comma 2  del TUEL, per cui nel  caso  di
  spesa  è ad invarianza di spesa, cioè non ci sono oneri né a carico
  del bilancio regionale e né ci può essere la carica di consigliere,
  quindi non ci sono somme né per i Comuni in più, né per la Regione.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Andiamo avanti, passiamo alla votazione. Abbiamo  già
  risolto il problema onorevole Calderone.
   Si  può  andare avanti rispetto all'interpretazione  che  ha  dato
  l'Assessore. Poi può intervenire per dichiarazione di voto.
   Si passa alla votazione dell'emendamento 2.1, tutto unito, a firma
  degli  onorevoli  Pullara,  Di Mauro, Compagnone,  Caronia.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione

   GUCCIARDI. Non l'ha messo in votazione

   PRESIDENTE. La stiamo ripetendo. Lo  pongo in votazione.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            57
   Votanti             49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          21
   Contrari            28
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.2. a firma degli onorevoli Catanzaro,
  Lupo ed altri.
   L'emendamento 2.2 è compreso già nel testo, si passa  direttamente
  alla votazione dell'articolo 2.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   siccome
  l'emendamento  è a mia firma, volevo dire che lo ritiro  perché  il
  senso  di  questo  emendamento era fatto  per  agevolare  i  comuni
  rispetto  ovviamente  ai sessanta giorni, quindi  lo  statuto  e  i
  consigli  comunali, però dopo avere parlato con gli uffici  che  mi
  garantiscono che non cambia nulla, quindi significa che, al  di  là
  dei sessanta giorni, comunque si aumenta il numero degli assessori.
   Per me l'emendamento è ritirato.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
             Quorum dei votanti per l'elezione del sindaco
           nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti

   1.  Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, in caso  di
  un  solo  can-didato alla carica di sindaco, ai fini della validità
  dell'elezione  per  determinare il  quorum  dei  votanti  non  sono
  compuntati  gli elettori iscritti all'Anagrafe italiani  resi-denti
  all'estero (A.I.R.E.)».

   Si passa all'emendamento 3.1, dell'onorevole Milazzo.

   MILAZZO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.2. Lo dichiaro inammissibile.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 17.21)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo. 4.
                        Invarianza finanziaria

    1. Dalle  disposizioni della presente legge non possono  derivare
       nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                             Norma finale

   1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
      Regione siciliana.

   2. E'  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
      osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato bocciato
  l'articolo  1, io ho predisposto l'emendamento per fare entrare  in
  vigore queste norme:  le disposizioni di cui alla presente legge si
  applicano al primo rinnovo del consiglio comunale successivo  dalla
  data di entrata in vigore della presente legge .

   SAMMARTINO. No, ma che sta dicendo?

   DI MAURO. Non è che possono entrare in vigore le norme sin da ora?
  Col prossimo rinnovo del consiglio comunale.

   SAMMARTINO. Presidente, siamo alla votazione finale

   PRESIDENTE.   Onorevole  Sammartino,  la  prego,  ci   penso   io,
  probabilmente arriveremo alla stessa conclusione se lei  si  siede.
  Grazie.

   SAMMARTINO. Presidente, è già normato

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo semplicemente  dire
  che  già la norma prevede l'efficacia subito, cioè dall'entrata  in
  vigore della norma.

   SAMMARTINO. L'emendamento è inammissibile

   PRESIDENTE. Scusate, passiamo alla votazione finale.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, lei si determina e lei decide, però in
  base  alla  Convenzione  di  Ginevra le  vorrei  ricordare  che  un
  emendamento  mio,  legittimamente  e regolarmente presentato,  cioè
  l'A6,  lei,  magari  l'Ufficio  di  Presidenza,  non  lo  ha  fatto
  trattare, riguarda il fondo dei comuni sulle anticipazioni.
   Il  Presidente non ha detto che non è inammissibile e ritengo  che
  non  è inammissibile, onorevole Di Mauro, e penso, Presidente,  che
  se  lei potesse prendersi un minuto per leggerlo, noi salviamo  dei
  Comuni che sarebbero in ginocchio. Ascolti anche l'Assessore.

   PRESIDENTE.  Onorevole Milazzo, la Convenzione di  Ginevra  le  ha
  tolto la parola  La ringrazio.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi all'articolo
  1,  che è stato bocciato, avevamo indicato specificatamente che  la
  norma sarebbe entrata in vigore dal prossimo consiglio comunale. Lo
  bocci questo emendamento

   SAMMARTINO. E' stato bocciato l'articolo  Non è ammissibile

   DI MAURO. No, è ammissibile  Lo bocci questo emendamento

   PRESIDENTE. L'articolo 2, di questo disegno di legge, che è  stato
  votato,  prevede  che  i  Comuni  si  adeguano   entro  60   giorni
  dall'entrata  in  vigore  della presente legge ,  quindi  chiudiamo
  l'argomento perché il problema non c'è.


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
                               377-303/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  nn.  377-303/A   Norme  in   materia   di
  composizione  della  giunta comunale e di  incompatibilità  tra  la
  carica  di  consigliere comunale e la carica di assessore comunale.
  Quorum  dei  votanti  per  l'elezione del sindaco  nei  comuni  con
  popolazione fino a 15.000 abitanti .
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            59
   Votanti             50
   Maggioranza          26
   Favorevoli          47
   Contrari             3
   Astenuti              1

                         (L'Assemblea approva)

   parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
   della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (Doc. II)

      Discussione della relazione sull'attività della Commissione
   parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
         della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (DOC. II)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione   della   relazione  sull'attività  della   Commissione
  parlamentare  di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della  mafia  e
  della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (DOC. II).
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Fava, per svolgere la relazione.

   FAVA,  presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi, sarà una relazione molto breve, una  relazione
  tecnica  che  riepiloga il lavoro che finora è stato  svolto  dalla
  Commissione  Antimafia dal momento in cui si è  insediata,  dal  15
  maggio  dello  scorso anno, alla fine del 2018 e aggiungiamo  anche
  alcuni  dati che riguardano questo scorcio del 2019. Un lavoro  che
  crediamo sia stato particolarmente proficuo.
   Abbiamo  in  tutto  collezionato  74  sedute;  ci  sono  state  95
  audizioni,  abbiamo  tre gruppi di lavoro  su  specifici  temi  che
  stanno  operando, tre visite presso le Prefetture, quattro incontri
  con  le  Commissioni prefettizie dei comuni sciolti e, soprattutto,
  abbiamo   avviato  cinque  inchieste.  Due  sono  state   concluse:
  l'inchiesta  sul  depistaggio per via D'Amelio e l'altra  approvata
  qualche   giorno  fa  sul  sistema  Montante,  entrambe   approvate
  all'unanimità.
   Altre  tre inchieste sono avviate, due inchieste a cui si aggiunge
  il  lavoro  sul  codice etico che sarà presentato in Aula  crediamo
  nelle  prossime  settimane - la settimana  prossima  sarà  discusso
  dalla  Commissione  - e due inchieste che sono  state  avviate  sul
  mercato  ortofrutticolo di Vittoria, le pervasività della mafia  in
  quella  zona  e  sul  tema dell'acqua a partire dall'inchiesta  che
  riguarda Girgenti Acque. È un'indagine che abbiamo deciso di aprire
  sul  rapporto più complessivo tra mafia e politica anche alla  luce
  delle  recenti  indagini. Un lavoro del quale ringrazio  intanto  i
  colleghi,  tutti,  che hanno permesso che la produzione  di  questa
  Commissione  fosse  significativamente  densa  di  iniziative,   di
  risultati   acquisiti  e,  naturalmente,  mi  permetta   anche   di
  ringraziare gli Uffici che sono stati sottoposti spesso a un lavoro
  particolarmente  pressato e faticoso, e si sono  sempre  dimostrati
  all'altezza  delle nostre necessità. E grazie anche a  lei,  signor
  Presidente,  per  collaborazione che  abbiamo  ricevuto  da  questa
  Presidenza.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  sabato scorso - ne avrete avuto sicuramente notizia - il sindaco di
  Termini  Imerese  a seguito di una maxi inchiesta che  riguarda  96
  indagati   ha   annunciato  le  proprie  dimissioni.   Chiaramente,
  trascorreranno  i venti giorni successivi alla presentazione  delle
  dimissioni,  ma  quello che mi sono permesso di  fare  inviare  una
  lettera  all'assessore Grasso e mi auguravo di vedere il Presidente
  della  Regione  per chiedere che la persona che verrà  scelta  come
  Commissario della mia città che, tra l'altro, si ritroverà a  dover
  fare il Commissario per 14 mesi, quindi non sarebbe più neanche  un
  Commissario ma diventa un sindaco con una vertenza fondamentale per
  la  Regione Siciliana che è quella della Blutec, con 2016,  2017  e
  2018  bilanci  assenti  all'interno  della  città,  con  tantissimi
  precari che rischiano il posto.
   Mi  auguro  che  questo Governo e l'assessore possano  trovare  la
  quadra sul nome che possa aiutare questa città che, purtroppo,  sta
  subendo  da  troppi  anni  delle inchieste  che  hanno  portato  la
  dimissione   di   due  sindaci  e  ad  avere  semplicemente   delle
  legislature di un anno e mezzo, due. Quindi, mi auguro che da parte
  del  Governo nella scelta del Commissario straordinario ci  sia  la
  possibilità  di  trovare  una persona che sia  presente,  attiva  e
  capace  a  portare fuori Termini Imerese dallo stato in  cui  è  in
  questo momento.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, la montagna ha partorito  il  topolino
  Oggi,  abbiamo approvato una legge e ce ne possiamo tornare a  casa
  contenti,  dato  che  ieri abbiamo fatto un buco  nell'acqua,  come
  spesso accade in questa Assemblea.
   Io,  Presidente, sono qui a rappresentarle una sensazione. Un anno
  fa, attraverso lo strumento della mozione d'urgenza di una proposta
  di  riforma, avevo chiesto e l'Aula ha votato, che venisse trattata
  la riforma degli Istituti di pubblica assistenza e beneficienza, le
  IPAB. Un tema che, evidentemente, provoca allergia a molti perché a
  via  di  forzature,  di  imput etc. etc. la  prima  Commissione  ha
  esitato un testo che in maniera trasversale

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, stiamo votando  la  relazione  della
  Commissione  Antimafia,  se poi lei vuole intervenire  le  darò  la
  parola, però prima almeno finiamo un argomento.

   FOTI.  Signor  Presidente  mi sembrava che  avevamo  concluso,  mi
  scusi. Se lei preferisce mi interrompo e ripeto dopo oppure  se  mi
  concede.

   PRESIDENTE. No, finiamo l'argomento che stavamo facendo e  poi  le
  do la parola.

   FOTI. Va bene, allora mi ritenga iscritta per intervenire dopo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato, a
  firma  di  tutti  i Capigruppo e dai componenti della  Commissione,
  l'ordine del giorno n. 104 di approvazione della relazione  che  ha
  testè illustrato l'onorevole Fava.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Grazie,   onorevole  Fava.  Così  come  ho  avuto  modo  di   fare
  direttamente  in Commissione, faccio i complimenti a tutti  per  il
  lavoro  che  avete svolto e il fatto che le relazioni  siano  state
  approvate   all'unanimità  lo  considero  un  grandissimo   segnale
  positivo per la politica in generale e per questo Parlamento.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Esauriti  gli  argomenti all'ordine  del  giorno,  ha
  chiesto  di  parlare  l'onorevole Foti ai sensi  dell'articolo  83,
  comma 2, del Regolamento interno, e a seguire l'onorevole Savarino.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi  scusi
  per la distrazione di prima pensavo che avevamo superato la fase.
   Come  le  dicevo  il  disegno di legge è  stato  esitato  con  una
  proposta  trasversale  che  è a firma  degli  onorevoli  Di  Mauro,
  Pellegrino,  Foti,  è dal mese, più o meno di novembre,  attendiamo
  che la Commissione Bilancio esiti il parere.
   Bene,  Presidente, io sto vedendo che oltre alle norme finanziarie
  che  chiaramente  devono avere la loro precedenza,  si  discute  di
  altro,  si rilascia il parere su altre norme ma di questo argomento
  non c'è traccia neppure di iscrizione all'ordine del giorno.
   Ora,  Presidente,  dato  che  lei  è  così  sensibile  e  non  sto
  utilizzando nessun genere di ironia perché lei spesso si esprime su
  situazioni  di  bisogno  dei siciliani, sulle  realtà  più  estreme
  magari  perché le coglie dai giornali, dalla stampa, devo dire  con
  rammarico  che di questo tema non si parla e allora ci  sono  delle
  strutture  in crisi assoluta, questa crisi si riverbera sui  comuni
  perché  i comuni nel caso delle estinzioni e nella norma è previsto
  un  passaggio paracadute per le strutture in fase di estinzione, si
  ripercuotono sui comuni che secondo la vecchia norma che ancora non
  è  stata  abrogata, dipendenti, debiti e patrimonio vanno a  carico
  dei comuni.
   Ora,  Presidente,  qua purtroppo c'è un po' di bipolarismo  perché
  alcuni deputati quando sentono di questi problemi si interessano ma
  poi  qui  in  Commissione e in Aula non si ritorna  sull'argomento,
  quindi, io la prego, Presidente, so che ne avevate parlato anche in
  una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di ritornare
  questo  tema  e  non so qual è il verbo che si deve utilizzare,  di
  certo  non costringere, di certo però di caldeggiare al Presidente,
  onorevole  Savona,  a  meno che non voglia  fare  spazio  ad  altri
  deputati,  dato che sa anche qual è la nostra posizione  sul  fatto
  che  abbia deciso di mantenere questa carica, almeno che faccia  il
  suo lavoro e rispetti la mozione d'ordine che è stata votata qui in
  Aula  perché sono diciotto anni che si attende la riforma  e  fuori
  c'è  gente  che  soffre, che non viene a protestare perché  non  ha
  neanche  i  soldi per venire qua sotto, prendere un autobus  perché
  non  si  prendono  stipendi da più di un  anno,  è  una  situazione
  vergognosa, surreale di cui l'Assemblea non vuole prendere  atto  e
  io le chiedo questa cortesia.

   PRESIDENTE.   Mi  farà  carico  personalmente  di  chiedere   alla
  Commissione il perché non è stato fatto.
   Onorevole Foti ho già la risposta rispetto alla sua obiezione, non
  è ancora arrivata purtroppo la relazione del Governo per cui se non
  arriva  la  relazione da parte del Governo, mi farò  carico  io  di
  parlare   anche  con  il  Governo  per  avere  velocemente   questa
  relazione.

   FOTI. Ci vogliono cinque anni per presentare una relazione?

   PRESIDENTE. Ci penserò io, non si preoccupi

   SAVARINO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  purtroppo  devo  comunicare a questa Presidenza, a  quest'Aula  una
  notizia tragica di queste ore, sono le ennesime morti sulle strade,
  le  ennesime vittime che hanno colpito due giovanissimi, una coppia
  del  mio  paese  di  origine, quindi della mia  zona,  due  giovani
  ventenni  che  sulla strada da Campobello di Licata a Ravanusa,  la
  strada  statale 557 dell'Anas, hanno visto tragicamente la morte  e
  purtroppo  la ragazza aveva già visto morire il padre sulla  stessa
  strada qualche anno fa.
   Quanti  morti  dobbiamo piangere prima che  l'Anas  si  occupi  di
  tutelarci  in  queste  curve  pericolose,  in  queste  strade   che
  diventano  tragicamente strade delle morti? Quante  volte  dobbiamo
  appellare una strada come strada delle morte prima che qualcuno  si
  occupi di metterle in sicurezza?
   Io personalmente, e lo farò prima chiedendo anche l'autorizzazione
  alla  mia  Commissione,  mi  occuperò  di  scrivere  all'Anas,   di
  convocarli  perché  anche  queste strade  che  sembrano  di  minore
  importanza, abbiano un'attenzione, perché non è possibile  più  che
  giovani  vite vengano spezzate perché ci siano curve pericolose,  o
  perché sono mal segnalate.

                Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   Io  volevo che anche l'Aula sentisse questo mio cordoglio e questo
  mio  sfogo, e accompagnasse quindi anche la mia mano nello scrivere
  una  lettera a nome di tutti all'Anas perché si occupi della  messa
  in  sicurezza  di  strade che diventano tragicamente  strade  delle
  morti, della morte come è successo purtroppo ancora una volta oggi.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che  sia
  necessario  convocare una nuova Conferenza dei  Capigruppo,  perché
  veniva  prima  trattato dall'onorevole Foti il tema  della  riforma
  delle  IPAB,  in questi giorni la Commissione bilancio  ha  dato  i
  pareri  su  un paio di riforme, diritto allo studio e su altre  che
  sono all'ordine del giorno ancora delle Commissioni e prossimamente
  la  stessa  Commissione bilancio dovrà esprimere il parere  per  la
  copertura.
   Dico  questo, Presidente, perché bisogna che il Governo  chiarisca
  se  intende proseguire con l'esame del collegato o meno, e  se  nel
  caso  in  cui  fosse approvato il collegato residuano  risorse  nel
  bilancio  per  dare copertura alle riforme che nel corso  dell'anno
  dovessero essere approvate. Perché è chiaro che riforme come quella
  delle  IPAB  richiedono indubbiamente un impegno di  spesa;  se  le
  uniche risorse disponibili nel bilancio della Regione siciliana per
  l'anno 2019 fossero utilizzate interamente per dare copertura  alla
  spesa  prevista  nel  disegno  di legge  collegato  alla  legge  di
  stabilità,  verrebbero a mancare a mio avviso le risorse necessarie
  per portare avanti riforme che io valuto assolutamente utili per la
  Regione  siciliana.  Voglio  citare la riforma  del  settore  della
  pesca, che è stata una riforma approvata credo all'unanimità  dalla
  III  Commissione, e che è importante per un settore strategico  per
  l'economia della nostra regione.
   Quindi, credo che una Conferenza dei Capigruppo, durante la  quale
  in  Governo  possa  chiarire  come intende  utilizzare  le  risorse
  disponibili per realizzare le riforme o meno che la Regione attende
  da  tanto  tempo,  piuttosto che per portare  avanti  il  collegato
  sentendo  ancora  portarlo avanti, sia utile quanto  meno  per  una
  corretta programmazione dei lavori parlamentari.

   PRESIDENTE.  Mi farò carico di comunicare questa sua richiesta  al
  Presidente dell'Assemblea onorevole Micciché.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  io  desidero  dare  una risposta  all'onorevole  Lupo,
  perché  il Governo resta fermo su quello che è il dato di principio
  che  abbiamo più volte espresso, e cioè le priorità per noi sono  i
  disegni   di  legge  di  riforma  che  sono  all'attenzione   delle
  Commissioni di merito. E' chiaro che, con riferimento al disegno di
  legge  collegato alla legge di stabilità, il Governo prenderà  atto
  della volontà della Commissione bilancio prima e dell'Aula dopo,  e
  comunque  è  disponibile  a partecipare  quando  verrà  fissata  la
  prossima Conferenza dei Capigruppo.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 2 aprile 2019,
  alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
  REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA:  Infrastrutture e mobilità  (V. allegato)
  III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         a.  Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
            funzionalità dell'azione amministrativa  (n. 366/A) (Seguito)

           Relatore: On. Figuccia

                   La seduta è tolta alle ore 17.45

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Linee  guida  per  la  disciplina  dei  mercati  agroalimentari
  all'ingrosso (n. 524).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  26 marzo 2019.

   -  Modifica  del  comma 8, articolo 25 della  legge  regionale  22
  dicembre  2005, n. 19. Istituzione del supervisore ABA  nei  centri
  per il trattamento del Disturbo Autistico (n. 525).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Campo,
  Cancelleri,   Cappello,   Ciancio,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Zito,  Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il
  26 marzo 2019.

   - Modifiche alla disciplina dettata dalla legge regionale 8 agosto
  1985,  n.  34,  in  tema di contributi per interventi  edilizi  nel
  centro storico di Siracusa (n. 526).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,   Ciancio,   Cappello,   Sunseri,   Foti,   Di    Caro,
  Mangiacavallo,  Palmeri,  Siragusa, Tancredi,  Trizzino,  Zafarana,
  Pagana,  A.  De  Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci  il  26
  marzo 2019.

   - Disposizioni per l'accesso al demanio marittimo degli animali da
  compagnia. Modifiche della legge regionale n. 15 del 2005 (n. 527).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
  26 marzo 2019.

   -  Interventi per un migliore accesso ai fondi dell'Unione europea
  (n. 528).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Cafeo  e
  Assenza il 26 marzo 2019.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                   BILANCIO - UNIONE EUROPEA (II-UE)

   -  FSC  2014/2020.  Patto  per  il Sud  della  Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco degli interventi di cui  all'Allegato  B  del
  Patto  -  Settori d'intervento  Interventi su Poli e BBCC  ad  alta
  attrattività   turistica';  Interventi   su   siti   culturali   ed
  archeologici' - Deliberazione della Giunta regionale  n.  3  del  3
  gennaio 2019 (n. 46/II-UE).
   Pervenuto in data 19 marzo 2019.
   Inviato in data 26 marzo 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Proposta  di  Piano  regionale per la gestione  dei  rifiuti  -
  Apprezzamento - Deliberazione della Giunta regionale n. 526 del  20
  dicembre 2018 - Richiesta di parere ai sensi dell'art. 9, comma  1,
  della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9           (n. 47/IV).
   Pervenuto in data 21 marzo 2019.
   Inviato in data 25 marzo 2019.

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si   comunica  che  è  pervenuta  la  deliberazione  della  Giunta
  regionale n. 93 del 13 marzo 2019 relativa a:  Programma di  lavoro
  2019  della  Commissione U.E. - Tematiche di  interesse  regionale.
  Presa d'atto. .

   La  predetta  delibera  è stata trasmessa  alla  III  ed  alla  IV
  Commissione  legislativa  ed  alla Commissione  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  742  -  Ridistribuzione  posti TFA di  sostegno  della  scuola
  secondaria di I e II grado già assegnati alla Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Cracolici Antonello

   N.   743  -  Richiesta  urgente  di  chiarimenti  in  merito  alla
  soppressione   dell'unità  operativa  del  Museo  regionale   della
  ceramica di Caltagirone.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  744  -  Attuazione  dell'accordo Stato-Regioni  su  'Linee  di
  indirizzo sui percorsi nutrizionali nei  pazienti oncologici'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cracolici Antonello

   N.  746  -  Introduzione  per  l'introduzione  obbligatoria  della
  videosorveglianza  negli  impianti  di  trattamento,  stoccaggio  e
  recupero dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentata:

   N. 745 - Visita del Presidente della Repubblica popolare cinese  a
  Palermo e possibile adesione italiana alla 'Belt and Road' promossa
  dal Governo cinese.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Attività produttive
   De Domenico Francesco

   L'interrogazione sarà inviata al Governo.

  Allegato B

       Relazione sull'attività della Commissione parlamentare di
                         inchiesta e vigilanza
   sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia per l'anno
                            2018 (Doc. II)