Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 15.09
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato, in
assenza di osservazioni in contrario, al termine della presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Figuccia.
.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivino i deputati, la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 15.10, è ripresa alle ore 15.39)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Trizzino e Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di composizione della giunta comunale e di incompatibilità tra la
carica di consigliere comunale e la caricadi assessore comunale.
Quorum dei votanti per l'elezione del sindaco nei comuni con
popolazione fino a 15.000 abitanti» (nn. 377-303/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
nn. 377-303/A Norme in materia di composizione della giunta
comunale e di incompatibilità tra la carica di consigliere comunale
e la carica di assessore comunale. Quorum dei votanti per
l'elezione del sindaco nei comuni con popolazione fino a 15.000
abitanti , posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Norme in materia di rappresentanza di genere nella giunta comunale
e di incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e la
carica di assessore comunale
1. Il comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni è sostituito dai
seguenti:
4. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, la giunta è
composta in modo da garantire la rappresentanza di entrambi i
generi. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la
giunta è composta in modo da garantire almeno il 40 per cento della
rappresentanza di genere.
4 bis. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, la
carica di componente della giunta è compatibile con quella di
consigliere comunale. Nei medesimi comuni, la giunta non può essere
composta da consiglieri in misura superiore alla metà dei propri
componenti.
4 ter. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la
carica di componente della giunta è incompatibile con quella di
consigliere comunale. Nei medesimi comuni, il consigliere comunale
che sia stato nominato assessore ha facoltà di dichiarare, entro
dieci giorni dalla nomina, per quale carica intende optare; in
mancanza della dichiarazione, decade dalla carica di assessore.
L'esercizio dell'opzione comporta la cessazione dalla carica non
prescelta.'.
2. I comuni di cui al comma 4 ter dell'articolo 12 della legge
regionale n. 7/1992 e successive modifiche ed integrazioni,
introdotto dal comma 1, entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, adeguano i propri statuti alle
disposizioni del medesimo comma 4 ter. Le disposizioni di cui al
presente articolo si applicano a decorrere dal primo rinnovo dei
consigli comunali successivo alla data di entrata in vigore del
presente legge».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cancelleri e
altri, l'emendamento soppressivo 1.22. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga a scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.22
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.22.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 49
Votanti 42
Maggioranza 22
Favorevoli 26
Contrari 16
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 1 è soppresso.
Onorevoli colleghi, voglio capire dalla Commissione che cosa
comporta la soppressione dell'articolo 1 per il prosieguo della
discussione. Proporrei quindi una sospensione di cinque minuti.
Aspetto di parlare col Presidente della Commissione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Signor Presidente, una
cosa è il numero, un'altra è l'incompatibilità. Quindi possiamo
andare anche avanti.
PRESIDENTE. Benissimo.
CRACOLICI. Signor Presidente, posso chiedere, per la prossima
volta, di sapere quanti hanno votato a favore e quanti contro?
PRESIDENTE. Ci sono i dati, onorevole Cracolici, vengono riportati
lì, comunque era 26 a 16.
Lei ci vede, io lo devo leggere da lontano, non mi viene bene,
invece lei lo legge da più vicino. Possiamo andare avanti,
presidente Pellegrino?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo una breve
sospensione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta è sospesa alle ore 15.53 è ripresa alle ore 16.06)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Zafarana e Papale hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 377-
303/A
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, chiederei cortesemente l'attenzione
dell'Aula, perché altrimenti mi parlo addosso, e posso farne anche
a meno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se prendete posto ha chiesto di
intervenire l'onorevole Lo Curto e sarebbe bene ascoltarla.
LO CURTO. Signor Presidente, comprendo la difficoltà di prestare
attenzione alle mie parole, quando qui si è scritta una pagina
veramente squallida e cattiva, che segna in modo omofobo l'impegno
del Movimento 5 Stelle, che è presentatore dell'emendamento.
Oggi abbiamo conclamato la vostra visione dell'umanità, della
libertà, dei diritti, e soprattutto della parità di genere.
L'abbiamo qui celebrata grazie a questo emendamento soppressivo,
che è soppressivo proprio della presenza delle donne nelle giunte
dei Comuni sino a 15 mila abitanti, che evidentemente danno
fastidio
Probabilmente dà troppo fastidio la presenza delle donne per i
cultori del diritto a senso unico e omofobo, che è ben
rappresentato dall'onorevole Cancelleri, il quale si è speso e si è
prodotto, non soltanto nell'emendamento soppressivo 1.22, firmato
anche dagli onorevoli Ciancio, Mangiacavallo e Pagana, ma nella
stessa misura, qualora ci fosse stata una maggioranza in quest'Aula
che avesse sventato, purtroppo non reso possibile, questo disegno
omofobo, avevano anche presentato quest'altro emendamento, l'1.19.
Bene, questo disegno, per il quale è stato chiesto - diciamolo
pure - il voto segreto per carpire all'interno della maggioranza,
ed anche tra le file dell'opposizione, del Partito Democratico,
eventuali sostenitori di coloro che ritengono che le donne siamo un
incidente di percorso, siamo un abuso nella democrazia, costituiamo
un disvalore, ce lo devono venire a raccontare perché, signor
Presidente, e la devono smettere di fare le parlamentare, tutte
quelle storie inventate sulla democrazia e sulla partecipazione. La
verità è che vogliono un mondo a senso unico, che una visione
unilaterale della politica e della gestione della cosa pubblica.
Mi chiedo, signor Presidente, da costoro ovviamente dai cui banchi
viene anche, come dire, sollevata una questione morale, perché
questa stessa questione, queste stesse vicende non le sollevate per
la sindaca Raggi, che è la sindaca della prima città d'Italia, la
città capitale, dove il cerchio magico dalla signora scelta, è
finito tutto in galera.
Ed allora, veramente, su questi temi, mi auguro, lei lo ha
promesso signor Presidente, affronteremo il dibattito, non è questo
il momento di affrontarlo ma, certamente, mi chiedo per quale
oscuro, cattivo, razzista ed omofobo disegno si debba precludere
alle donne la possibilità di esserci nelle Giunte. Perché forse il
potere deve essere nelle mani degli uomini che sanno bene come
riproporlo, o soltanto di quelle donne che sono al servizio di un
disegno tutto al maschile?
Probabilmente questa è la verità signor Presidente, noi ci
dissociamo, lo rifiutiamo. Siamo veramente inorriditi da questa
cultura squallida e cattiva, che certamente disegna una pagina
pessima all'interno di questo Parlamento, che ha una storia ben
diversa, e mi auguro anche nel futuro ritorneremo, riscriveremo
altre norme, su questo ci intenderemo e cercheremo di dare una
battaglia dura, terribile, in maniera che questa visione del mondo,
della libertà, dei diritti, sia cancellata.
Imerese
Saluto agli studenti del Liceo classico Gregorio Ugdulena
e ai rappresentanti dell'Istituto Ecrow Village di Chicago
PRESIDENTE. Mi permetto un attimo di salutare i rappresentanti del
Liceo classico Gregorio Ugdulena di Termini Imerese, e anche i
rappresentanti dell'Istituto Ecrow Village di Chicago che sono
venuti a fare visita oggi a questo Parlamento, e li ringrazio per
questo.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 377-
303/A
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
oggi, purtroppo, sento ancor peggio degli altri giorni, sarà un mio
problema. Si sente un eco bestiale. Cercherò di essere rapida,
anche perché molte delle considerazioni accalorate e, diciamo,
accorate, della collega Lo Curto, le condivido in pieno.
Vorrei però fare soltanto una riflessione con me stessa, con
l'Aula e con i colleghi. Il ricorso al voto segreto, che è stato
lungamente dibattuto durante le sessioni di bilancio, e visto in
molti casi come uno strumento per l'opposizione per portare avanti
delle iniziative che, spesso, per carità, l'opposizione si è
avvalsa di questo diritto dello statuto che il regolamento ci dà,
purtroppo in occasioni come queste io ritengo che forse sia
l'utilizzo meno adatto.
E soprattutto quando si esprime un parere su un argomento che non
ha colori, perché il fatto che ci debba essere un reale parità di
genere, non è una battaglia che io riesco a vedere come
appartenente ad un partito piuttosto che ad un altro. Mi rifiuto
categoricamente di pensare, anche perché la compagine di ciascun
Gruppo parlamentare oggi qui rappresentato vede sedere sia uomini
che donne, per fortuna.
Ed allora, io ritengo, anche perché i numeri purtroppo corroborano
questa mia convinzione, che non soltanto il Movimento dei Cinque
Stelle che, peraltro, lo ha anche dichiarato di essere contro la
doppia preferenza di genere e questo ingresso favorito all'interno
degli organi sia assembleari che anche di Governo potesse essere
bloccato, io devo dire e in altre occasioni vi siete espressi,
purtroppo i numeri però sono inquietanti perché 26 voti contro 16,
credo che il risultato sia questo, indica che, evidentemente,
questa Aula per una parte, questo è un voto segreto per cui
possiamo soltanto immaginare che, evidentemente, altri colleghi
condividano questa impostazione.
Per cui come ha ben detto la collega Lo Curto, le donne devono
stare al loro posto, il che significa che se riescono a farsi
eleggere bene, abbiamo la doppia preferenza, siamo riusciti.
Ricordo a me stessa colleghi e anche a voi che nel 2009 la norma
per la doppia preferenza nei consigli comunali, che oggi ha
acconsentito un numero esponenziale di donne in più dentro i
consigli comunali di tutta la Sicilia, è stata bocciata grazie al
ricorso al voto segreto, e abbiamo perso per un solo voto
contrario. La storia si ripete, questo non fa altro che lasciarmi
una convinzione sempre più forte, e dice bene l'onorevole Lo Curto,
ancora questa è una battaglia che dovrà essere combattuta.
Io preannuncio sin da ora la mia volontà di proporre un disegno di
legge di iniziativa popolare affinché le donne della Sicilia
possano dare un contributo, se lo ritengono, nella raccolta delle
firme a favore di un disegno di legge che sostenga che le donne in
politica, non devono essere cooptate per amicizia o perché in
qualche modo ritenute in maniera assolutamente verticistica adatte
a quei ruoli, ma perché con il merito possono entrare, sì con una
quota inizialmente, ma perché si possa modificare la cultura di chi
è governato.
I comuni dove abbiamo avuto sindaci donne hanno eletto negli anni
successivi donne in maniera spontanea, perché hanno ritrovato nella
donna la capacità di gestire un ente pubblico, e di farlo bene.
Ebbene, questo è un problema prettamente culturale. Io non sono
appassionata di quote nella maniera più categorica, perché è
umiliante, e vi assicuro che non parlo a titolo personale perché
Presidente io non sente più niente .
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate Onorevole Lupo, onorevole
Fava, onorevole Grasso per favore Onorevole Tamajo, potete
evitare, non si sente quello che dice l'onorevole Caronia Grazie.
CARONIA. Grazie, Presidente, e concludo dicendo che io ritengo che
proprio perché in questa Aula si è dimostrato invece, attraverso
delle iniziative che hanno visto delle norme a sostegno delle donne
che lavorano, e a sostegno delle donne che possono avere una
possibilità di entrare anche in politica con un sostegno al
reddito, perché oggi fare politica, ricordiamolo, non è per tutte,
Non perché non ci sono le capacità, Presidente Pellegrino, non
perché non siano all'altezza, ma perché molto spesso le condizioni
culturali ed economiche non consentono a tutte le donne di poter
partecipare in maniera eguale a quello che è un dibattito e un
impegno politico, che è una cosa molto seria ed è un tema molto
delicato.
Probabilmente, non appassionerà a tutti, ma io vi assicuro che
fuori da questa Aula il nostro dibattito è estremamente
attenzionato, ed è la ragione per la quale io ritengo che questo
tema così delicato debba vedere una partecipazione da parte delle
siciliane e dei siciliani attraverso un disegno di legge che noi
proporremo, però questa volta di iniziativa popolare, capendo quale
sarà veramente l'intenzione rispetto a un tema così delicato sulla
possibilità, non soltanto di inserire le quote dentro le giunte, ma
anche, signor Presidente, di stabile la doppia preferenza di genere
all'Assemblea regionale, così come una quota dentro la Giunta
regionale.
Lo Stato nel 2011 e nel 2012, ha previsto la presenza obbligatoria
di una componente di diverso genere dentro il consiglio
d'Amministrazione della società partecipate pubbliche.
E allora queste norme sono delle conquiste che camminano sulle
spalle di tante donne che hanno combattuto perché i diritti vengano
riconosciuti in maniera paritaria. Qui nessuno vuole preferenze,
non vuole nessuno delle piste agevolate, ma si vuole semplicemente
rispettare la Costituzione.
Presidente, mi scusi, perché chiaramente i temi poi ci riscaldano
gli animi, concludo dicendo che a brevissimo il disegno di legge
appunto riguarderà - voglio essere chiara che questo resti - non
soltanto il tema dei comuni ma anche della Regione e della Giunta
regionale. Doppia preferenza alla Regione, presenza di una quota
ben stabilita dentro la Giunta
CRACOLICI. Due disegni di legge deve fare
CARONIA. Perfetto, due ne faremo, assolutamente, e mi aiuterà
anche lei, onorevole Cracolici
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, colleghi, Governo, cittadini, ospiti
in Aula, io trovo questo dibattito veramente stucchevole e
strumentale, ed onestamente di doppia preferenza ne abbiamo parlato
fin troppo in questo Parlamento. E lo dico non perché voglia a
tornare a parlarne, perché il tema di oggi non è la doppia
preferenza, per questo dico che è un dibattito assolutamente
strumentale.
Perché questo disegno di legge - io capisco che qua c'è qualcuno
che sproloquia e parla senza avere cognizione di quel che si è
fatto in Commissione - parla di cose diverse, nasce dall'unione di
due disegni di legge che parlavano, uno dell'incompatibilità tra
carica di consigliere ed assessore comunale, ed uno che parla della
possibilità di aumentare il numero di assessori nei consigli
comunali. Sono due cose assolutamente diverse. Capisco che, ormai,
il doppio voto di genere in quest'Aula è diventato come il
prezzemolo che sta bene ovunque.
Tra l'altro, ricordo sulla incompatibilità che, se noi
applicassimo la stessa legge che noi stiamo cercando di applicare
per i comuni a quest'Aula, noi non avremmo nessun assessore donna
in questo Parlamento.
L'unico parlamentare che è la nostra rappresentante è anche
deputata, quindi, se noi applicassimo la stessa regola e lo stesso
principio che noi stiamo chiedendo per i comuni qui, noi non
avremmo nessun rappresentante.
Quindi, smettiamola con questa strumentalizzazione.
Si è parlato, Presidente, di omofobia , senza sapere neanche il
significato, forse, l'onorevole Lo Curto ha parlato di un disegno
di legge omofobo.
Ma lei lo sa che significa omofobia?
LO CURTO. Glielo spiegherò
CIANCIO. Vabbè me lo spiega Lo cerco su Internet, faccio prima
PRESIDENTE. La prego di rivolgersi al Presidente.
CIANCIO. Signor Presidente, sono due cose diverse, per carità non
ne facciamo un dibattito di principio, perché già quest'Aula non è
famosa per la produttività, ma se noi continuiamo a parlare del
nulla, non rendiamo grazie alla nostra posizione.
Andiamo avanti perché - ripeto - qui più che a dare fastidio io ho
l'impressione che ci siano alcuni interventi veramente fuori luogo
e fastidiosi.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, la prego nei suoi interventi di
evitare di parlare di sproloquio anche perché onestamente
l'articolo 1 è stato soppresso, l'articolo in cui si dice che, nei
comuni fino a 15 mila abitanti, la giunta era composta in modo da
garantire la rappresentanza di entrambi.
Per cui non so quanto sproloquio ci sia stato, ma ognuno la pensa
a modo proprio.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in commissione affari
costituzionali abbiamo sostenuto con forza l'esigenza di adeguare
la normativa regionale a quella nazionale.
E' a tutti noto che la legge Del Rio, la n. 56 del 2014, al comma
137, stabilisce che nelle giunte dei comuni con popolazione
superiore a tremila abitanti nessuno dei due sessi può essere
rappresentato in misura inferiore al 40 per cento e questo è il
senso della proposta legislativa approvata in Commissione affari
istituzionali.
Ci rincresce che, purtroppo, nel breve tragitto tra la Commissione
Affari Istituzionali e l'Aula, altri Gruppi parlamentari abbiano
maturato l'idea di sopprimere questa previsione.
Noi difendiamo questa esigenza di assicurare a entrambi i generi
una rappresentanza adeguata nelle giunte dei comuni e per quanto ci
riguarda difendiamo la stessa prerogativa per la giunta regionale.
Vogliamo anche anticipare un disegno di legge che il Gruppo del
Partito Democratico presenterà sul tema specifico della
rappresentanza di genere all'interno delle istituzioni democratiche
che riguarderà i consigli comunali, ma che riguarderà anche
l'Assemblea regionale siciliana.
E qui voglio rivendicare con forza che la preferenza di genere è
stata introdotta nell'ordinamento regionale per i consigli
comunali, e allora per i consigli provinciali, proprio su proposta
del Partito Democratico, che la Sicilia è stata la prima regione di
Italia ad adottare una previsione normativa che poi è stata
adottata dal Parlamento Nazionale per l'intero Paese.
Io credo che oggi qui sia stato commesso un errore grave che
danneggia la democrazia e anche il buon governo delle istituzioni
democratiche e sicuramente il nostro impegno sarà forte affinché,
nel più breve tempo possibile, si possa recuperare per introdurre
un principio della parità autentica tra uomini e donne per il buon
governo delle istituzioni locali.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, lei fa questo mio stesso
mestiere, io do la parola in ordine a chi la chiede, ed evito di
stravolgere la verità.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Marano.
MARANO. Signor Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi,
io rimango basita perché a fare certi discorsi sono propriamente le
donne delle altre forze politiche che attaccano il Movimento 5
Stelle.
Rimango sconvolta in quest'Aula perché a fare certi discorsi sono
proprio le donne delle altre forze politiche che, fra l'altro,
attaccano il Movimento Cinque Stelle che è l'unica forza politica
che oggi ha la massima rappresentanza qui in Parlamento siciliano,
con otto donne presenti in questa Assemblea; attaccano il Movimento
Cinque Stelle che ha due sindache in Italia nelle maggiori città
italiane: a Roma Virgina Raggi e a Torino Chiara Appendino, che
sono due delle città più importanti di Italia; attaccano il
Movimento 5 Stelle che il Parlamento la scorsa legislatura ha
portato ad oltre il 30 per cento la rappresentanza femminile in
Parlamento dico? Informatevi ed evitate di strumentalizzare queste
cose, perché è davvero scandaloso Vi consiglierei piuttosto di
chiedervi cosa ha fatto, cosa hanno fatto i governi di destra,
sinistra, centro-destra, centro-sinistra, in questi decenni? La
storia ce l'avete rappresentata là fuori all'ingresso di Sala
d'Ercole dove ci sono tutti i quadri dei Presidenti dell'Assemblea
regionale ed una donna non c'è Non esiste Per il Movimento 5
Stelle la rappresentanza femminile è fondamentale e il nostro
Movimento le donne le fa candidare, le mette in lista, chiedetevi
voi nei partiti che cultura avete avuto nel corso della storia; a
chi avete candidato e chi ci avete messo: dovreste farvi un esame
di coscienza e pensare che non avete fatto nulla e non attaccateci
e pensate a quello che fate voi
PRESIDENTE. Onorevole Marano, il suo ragionamento non fa una
grinza però, per onore della verità, è stato presentato un
emendamento soppressivo di una norma che prevedeva la parità di
genere nelle giunte, come dire, mi sembra che continuare a
discuterne sia abbastanza inutile.
Il Movimento ha presentato questo emendamento che è passato, per
cui non c'è più la parità di genere nelle donne.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo una
raccomandazione poc'anzi, volevo semplicemente sapere a che turno
ero, visto che avevo alzato la mano ma non mi ero accorto degli
altri, mi scuserà.
Io, signor Presidente, come sa e come tutti sanno ho soltanto un
diploma di geometra però, mi pare di ricordare - sempre da buon
diplomato geometra - che omofobo dovrebbe essere chi ha paura
degli omosessuali. Assessore Cordaro mi pare che questo è, no?
Perché chi ha paura delle donne è il misogino , o no? Non ho mai
sentito appellare nessuno che ha paura delle donne o che è contro
le donne dire: sei un omofobo , ma sempre chi è contro gli
omosessuali, quindi mi pare di ricordare questa cosa, per carità,
non sono un dirigente scolastico, per cui mi potrei anche sbagliare
ma magari ci azzecco ed invece ho ragione io, quindi oggi è la
rivincita dei geometri, in qualche modo.
Vorrei dire, però, un'altra cosa, signor Presidente: qui non ci
stiamo scagliando contro quella che è la parità di genere e tutto
quanto, anche perché di esempi nel nostro Movimento ne potremmo
annoverare tantissimi: delle 8 donne elette su 20, molte delle
quali erano capolista nei collegi di appartenenza come la collega
Zafarana, la collega Campo, la collega Ciancio e tante altre che
erano in giro, ma potrei anche ricordare che alle scorse regionali,
addirittura, ci fu un caso che in qualche modo destò anche un po'
di scalpore, perché nella provincia di Ragusa, a fronte dei quattro
seggi a disposizione, noi abbiamo dovuto parlare di quote azzurre,
perché avevamo tre donne candidate e un solo uomo.
Potrei anche dire che senza una legge che impone la rappresentanza
di genere oggi ad Augusta, nella nostra Giunta, su cinque posti a
disposizione ci sono tre donne, quattro compresa la sindaca perché
è una donna anche quella, a fronte di due uomini.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Ecco, io non credo ci sia bisogno di avere una legge per poter
fare partecipare alle donne, forse serve semplicemente una cosa:
candidarle. Ma candidarle perché hanno una valenza, perché hanno
delle capacità, non per farle fare da riempilista che poi alla
fine non devono essere votate. E allora dico anche un'altra cosa
che alla fine mi rimane davanti. Mi fa specie, e per carità di Dio
qui dentro possiamo ricevere tutte le critiche perché ogni opinione
è legittima ed è giusto che sia cosi, però quando in un Gruppo
parlamentare composto da 20 membri di cui 8 donne si ricevono le
critiche da chi, magari, nel proprio Gruppo parlamentare di donne
ne ha soltanto una, ecco, un po' mi stride perché vuol dire che
magari si deve rivedere, non per legge, ma per qualità o
semplicemente per modo di agire all'interno di quel singolo partito
come devono essere strutturate determinate situazioni. Qui
l'articolo 1 - cosa di cui nessuno sta parlando - stava prevedendo
invece che per i comuni sopra i 15.000 abitanti fosse incompatibile
la carica di consigliere comunale e di assessore
contemporaneamente, e questa cosa non solo avrebbe raddoppiato la
spesa all'interno dei comuni, ma soprattutto avrebbe reso
all'opinione pubblica, ed anche a chi fa il consigliere comunale
con grande sacrificio, quello che poi alla fine avremmo avuto:
assessore regionali che contemporaneamente fanno i deputati ed il
consigliere comunale che non può fare invece l'assessore, per cui
si sarebbe dovuto trovare di fronte alla situazione sgradevole di
dovere decidere se continuare a fare quello eletto dai cittadini,
quindi rappresentando i voti popolari, oppure l'assessore con la
spada di Damocle e di essere ad un certo punto cacciato poi dal
sindaco e non potere più rientrare a rappresentare i propri
cittadini in consiglio comunale.
Noi abbiamo voluto dire no a questo, che poi la rappresentanza di
genere sia garantita già oggi per legge va bene, non sarà nella
misura del 50 per cento ma io sono convinto che si può andare oltre
il 50 per cento per le donne, quando finalmente si cominceranno a
mettere nei posti giusti per poterle candidare e soprattutto per
poterle fare eleggere, perché è certo che se si mettono alla fine
delle liste o si mettono semplicemente per riempire le liste e poi
alla fine, però, non le si danno gli appoggi e non si cercano
neanche i voti, è chiaro che queste donne ovviamente non
rappresenteranno mai i cittadini.
Sulla questione morale, signor Presidente, il tema stasera non mi
appassionerà, mi appassionerà dopo, però glielo dico chiaramente:
noi abbiamo presentato, come Gruppo parlamentare, ai sensi
dell'articolo 75 del Regolamento interno, la richiesta con 20
firme, perché così è previsto dal Regolamento interno, per potere
fare una seduta apposita e potere parlare anche nel particolare,
perché vogliamo entrare in questa cosa, ma quando sarà il momento
lo analizzeremo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Che oggi qui vengano gettate in mezzo a queste discussioni anche
queste altre non solo non mi appassiona, ma voglio dire anche che
non prendiamo lezioni in questo caso, perché non mi interessa
rispondere in questa fase alla persona che ci attacca perché prima
dovrebbero guardarsi gli scheletri negli armadi e poi cominciare a
dibattere di quello che c'è intorno a questo Parlamento, che oggi
tutti conosciamo bene e che soprattutto i cittadini conoscono bene.
PRESIDENTE. A proposito di quest'ultimo argomento, l'onorevole
Fava, ha chiesto già da alcuni giorni questo dibattito, ho già
parlato con l'onorevole Fava e dobbiamo soltanto stabilire la data
in cui svolgeremo questo dibattito in Aula.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non amo fare
polemiche e soprattutto non mi appassionano, per cultura personale,
le lotte femministe, però, sono stata eletta nel 2001 con la
collega Lo Curto in un'Assemblea in cui c'erano solo 3 donne su 90
deputati e riconosco che l'impegno di questi anni, a partire dal
Ministro Stefania Prestigiacomo, che ha modificato la norma della
Costituzione che ha permesso poi a cascata di modificare le varie
leggi elettorali per consentire parità di accesso alle liste,
compresa la Regione siciliana nella legge elettorale che abbiamo
approvato, che ha appunto permesso il principio di alternanza nella
lista bloccata, la presenza delle donne nelle liste, è tutto
partito appunto, da un'azione incisiva che dal Ministro
Prestigiacomo e qui, dal lavoro nostro, ha potuto permettere che si
inserisse una normativa che, in qualche modo, agevolasse l'accesso
delle donne in politica; al di là e a prescindere dal fatto che sia
io che l'onorevole Lo Curto, allora protagoniste di queste
battaglia, eravamo state elette senza doppia preferenza, senza
quote, ma solo con i voti che ci siamo cercate uno ad uno.
Questo perché, pur non essendo femministe, pur non appartenendo
alla nostra cultura questo tipo di battaglia, abbiamo capito,
facendo politica sul territorio e nei comuni, che in quella fase e
soprattutto oggi, grazie a tante cose, a tante battaglie comuni
vinte, lo Stato per fortuna è diverso, ma sto parlando di 15 anni
fa, c'era una grandissima difficoltà nel coinvolgere la donna, e
quindi inserire una normativa che in qualche modo obbligasse i
partiti, che hanno come primo principio, quello
dell'autoconservazione a interagire con il mondo femminile e a
coinvolgere le donne che nel frattempo erano diventate protagoniste
nella famiglia, nel lavoro, nel terziario, nell'associazionismo,
che diventassero protagoniste anche in politica non era una cosa
semplice, era una cosa in cui serviva l'esempio positivo di ognuno
di noi, che quindi dava il messaggio che la politica non era una
cosa maschilist che non apparteneva a quel mondo, cioè al nostro,
ma anche una normativa che imponesse anche ai partiti di occuparsi
del coinvolgimento delle donne.
Una cosa che probabilmente ha anche bisogno di un tempo chiuso,
non è detto che serva per sempre questo tipo di politica che impone
questa scelta di favore nei confronti della donna ma certamente a
partire da 15 anni fa ad oggi, questo tipo di azione è servita a
coinvolgere il mondo femminile nella politica.
Questo articolo, frutto del lavoro della I Commissione, che è
stato soppresso con l'emendamento dei colleghi del Movimento Cinque
Stelle, andava su questa stessa strada, ed è un peccato.
Onorevole Marano, sono poco più vecchia di te, siamo quasi
coetanee
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, si rivolga alla Presidenza, per
favore, non a loro. Grazie.
SAVARINO. Sì, volevo che non venisse chiesto a noi la
responsabilità di anni di una politica maschile, improntata al
maschilismo, quando, appunto, noi ci siamo da poco, relativamente,
e in questi anni, col nostro esempio, col nostro lavoro e anche con
le azioni e le norme legislative, anche in questa sede, aiutato al
coinvolgimento delle donne, non possiamo essere colpevolizzate per
cinquant'anni di democrazia che ha visto l'uomo, e le donne molto
assenti.
E' chiaro, che apprezziamo che ci siano oggi, tante donne anche
del Movimento Cinque Stelle, come anche noi, cioè l'onorevole
Assenza ne è testimone, abbiamo donne sindaco, le abbiamo a Comiso,
stiamo crescendo e stiamo coinvolgendo, come è giusto che sia le
donne in questo mondo della politica che, come diceva Papa Pio XII:
«la donna non può rimanere indifferente alla politica». Ma la cosa
che funziona di più e meglio, al di là delle norme che sono servite
e che quindi servono, è l'esempio positivo di ognuno di noi e anche
un cambiamento positivo che, per esempio, il Presidente ha fatto in
quest'Aula, di orari che siano consoni alla gestione, anche della
famiglia che la donna ha come prima esigenza.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente la ringrazio. Intanto credo che questo
dibattito sia un dibattito serio che ci interroga su un tema antico
della politica, non solo siciliana, meriti un po' meno i toni da
crociata, nel senso che si possono conservare opinioni diverse
senza per questo essere affidati alla colonna infame, da una parte
e dall'altra.
Lo dico avendo votato contro quest'emendamento soppressivo, quindi
sostenendo in piena consapevolezza la proposta di questo disegno di
legge. Lo dico anche agli amici del Movimento Cinque Stelle, nel
senso che io rivendico il diritto di votare contro un emendamento
soppressivo e di motivare questa mia intenzione senza, per questo,
considerare meno significativo, meno importante, meno nobile il
lavoro che il Movimento ha fatto nel valorizzare la funzione delle
donne nella politica, ma in questo dibattito è un excusatio non
petita, qui non stiamo parlando di quanto le nostre forze politiche
abbiamo saputo costruire nella parità di genere un presupposto
della propria attività politica, ma di un emendamento soppressivo
che prevedeva, assieme ad altre cose, anche una quota del 40 per
cento raggiunta, ed io, di questo, ritenendo di avere il diritto e
il dovere di poter esprimere una valutazione senza che questa
valutazione debba mettere in discussione le nobiltà di
comportamento e di animo di ciascuna delle forze politiche qui
presenti.
Mi permetto di obiettare, all'onorevole Cancelleri che dice che
non ci sia bisogno di una legge, che noi abbiamo un'esperienza
diversa. Noi abbiamo introdotto la doppia preferenza per le
elezioni amministrative e abbiamo visto lievitare la presenza delle
donne nei consigli comunali dal 10 per cento al 34 per cento, per
cui io credo che le norme servano e lo dico sapendo che la politica
è sempre in condizioni di auto-emendarsi, però, signor Presidente,
noi tra qualche giorno proporremo all'Aula un codice etico del
quale, applicando rigorosamente questo ragionamento, non avremo
alcun bisogno, perché ciascuno di noi potrebbe dire io non ho
bisogno - io come parte politica, come partito politico, come
dirigente politico - di alcun codice etico perché sono capace di
garantire la qualità dei miei comportamenti , ma noi riteniamo che
accanto a questa disponibilità della politica di auto-emendarsi
alcune norme servano, siano servite, rappresentino stimoli ed
elementi di garanzia. Ricordiamoci che in questo Paese, fino a
pochi anni fa, le donne non potevano votare per cui non stiamo
parlando di argomenti totalmente privi di senso, stiamo parlando di
un lavoro di civiltà della politica, che è stato costruito
faticosamente in questi anni, anche attraverso norme di legge che
non tolgono alla politica meriti e autonomia, ma cercano di dare
garanzie a chi dalla politica è stato escluso.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Mi permetta l'ultima osservazione, signor Presidente. Il voto
segreto è una prerogativa di quest'Aula. Io vorrei invitare i
colleghi a farne un uso più misurato. Il voto segreto ha una sua
funzione, una sua fisiologia nel momento in cui c'è da esprimere
un'opinione, una valutazione che riguarda sensibilità personali, ma
l'uso del voto segreto in un argomento come questo e in una
proposta soppressiva come quella che è stata presentata, che ha
soltanto una cifra politica, io chiedo ai colleghi, per cortesia,
che si abbia il coraggio di affrontare la responsabilità delle
nostre scelte pubblicamente, senza ricorrere al voto segreto che
serve a creare queste ombre di trasversalismo di cui quest'Aula non
ha alcun bisogno.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi conclude l'onorevole Lo Curto per
un chiarimento.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, il mio
intervento vuole essere a completamento di alcuni discorsi che sono
stati affrontati, io ho apprezzato molto le parole che ha detto
l'onorevole Cancelleri su quello che è la rappresentanza delle
donne all'interno dei partiti, credo che noi di Fratelli d'Italia
non siamo ultimi a nessuno avendo un parlamentare su tre
all'interno dell'Assemblea regionale siciliana, due parlamentari a
livello nazionale entrambe donne e soprattutto avendo il nostro
leader del partito, Giorgia Meloni, essere segretaria del nostro
partito.
Ora io credo, però, che la discussione sia diventata un po'più
strumentale, fossi donna io quasi quasi mi sentirei offesa da
quella che è la discussione di oggi perché io ricordo,
perfettamente, di alcune parlamentari donna, come l'onorevole Lo
Curto e l'onorevole Savarino, che già sono state qui presenti, non
hanno avuto bisogno di alcuna corsia preferenziale o alcun tipo di
legge che le portasse a fare politica, ma noi in tutti i casi siamo
stati pronti ad accogliere quelle che sono state le loro istanze,
le loro richieste e anche a confrontarci su questo tema e saremmo
stati favorevoli a quelle che erano le loro prerogative, però,
credo che oggi la figura delle donne sia un po' strumentalizzata da
questi discorsi, quindi, io credo sia il caso, forse, di fermarci e
andare avanti sulla nostra discussione.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, abbiamo
abrogato un articolo che prevedeva l'incompatibilità tra
consigliere comunale e assessore comunale e si è scatenata una
guerra, si è parlato di omofobia, si è parlato di razzismo, si è
parlato di classismo, di ignoranza, di cose gravissime e
bruttissime
E allora, signor Presidente, visto che nemmeno noi siamo omofobi,
nemmeno noi siamo razzisti, sessisti, se si vuole parlare di una
questione della donna in generale, parliamone, noi siamo d'accordo,
se ci rendiamo conto che una donna ha difficoltà di inserirsi non
tanto nella politica ma nel mondo del lavoro, se ha difficoltà, e
più difficoltà rispetto ad un uomo, noi la sfida la accettiamo, il
Movimento Cinque Stelle ha già iniziato con la collega Zafarana,
con la collega Marano, un ottimo lavoro tramite convegni, tramite
manifestazioni che parlano di donna senza creare nuove e ulteriori
discriminazioni; noi questa sfida la accettiamo e sappiamo che si
tratta di un argomento che ha bisogno di tempo, se vuole essere
sviluppato bene, quindi, nel frattempo, signor Presidente, mi
permetto di consigliare a qualche collega, mentre si trova una
soluzione ad un problema molto più ampio, di iniziare a
rivoluzionare il proprio mondo, a partire magari dal proprio
partito politico, a partire dalla visione politica del partito cui
appartiene, poi questa norma è stata abrogata con il voto segreto?
Sì, lo sappiamo, il voto segreto è una nostra prerogativa? Sì lo
sappiamo, ce l'abbiamo e lo utilizziamo. Siamo contrari al voto
segreto? Noi già l'abbiamo presentato un emendamento che prevede la
prevalenza del voto palese sul voto segreto ma alla Presidenza di
questa Assemblea non ci siamo noi, non la possiamo convocare noi la
Commissione Regolamento, quindi cogliamo questa occasione anche per
chiedere che la Commissione Regolamento venga convocata anche per
potere dare il nostro umile contributo affinché quest'Aula lavori
di più e lavori meglio.
ASSENZA, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessori, io non volevo intervenire ma siccome è stato attaccato
l'articolo 1 come la somma di chissà quali mali, nella parte in cui
prevedeva l'incompatibilità tra consigliere comunale e assessore
che io mi ero permesso di proporre nel mio disegno di legge
iniziale di sostenere in Commissione che aveva poi, peraltro,
trovato il consenso della maggioranza della Commissione sia pure
nella forma attenuata che la prevedeva l'incompatibilità solo per i
comuni sopra i 15.000 abitanti, dopo le parole dell'onorevole
Cancelleri e di qualche altro che individuava in questa norma
chissà quale argomento scandaloso, mi permetto di intervenire.
Qualcuno dovrebbe sapere o non potrebbe ignorare che la giunta
comunale ha il compito di amministrare ed è l'organo esecutivo, il
consiglio comunale è l'organo di controllo e di proposizione, io
nel mio comune di Comiso, dove il sindaco, come giustamente
ricordava l'onorevole Savarino è una donna, una professoressa,
l'assessore al bilancio è una collega avvocato, ma allo stesso
tempo l'assessore al bilancio è consigliere comunale, allora
onorevole Cancelleri ma le sembra corretto che la Giunta che
predispone il bilancio venga poi a sottoporlo al consiglio comunale
di cui quella stessa persona assessore è contemporaneamente
consigliere comunale e lo va ad approvare? Non confonde i piani?
CANCELLERI. Ma qua cosa facciamo?
ASSENZA, relatore lo potremmo proporre anche per l'Assemblea
regionale, nessun problema, ma non mi dica che quella non è una
norma di assoluta civiltà, che tende a distinguere il ruolo del
controllore dal ruolo del controllato, e poi è assurdo che quella
stessa norma preveda l'incompatibilità con gli affini fino al
secondo grado tra al Giunta e i componenti del consiglio comunale,
e non lo preveda nella stessa identità personale. E allora,
scusatemi, dovremmo vergognarci di avere abrogato con voto segreto
quella norma che sanciva un principio di assoluta civiltà.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di
essere più serena ed equilibrata anche nell'esposizione, perché a
volte d'impeto ci si appropria anche di un linguaggio e dell'uso di
termini che, però, solo per un lapsus freudiano ho utilizzato in
modo improprio; per mia cultura modestissima, ma per il mio impegno
storico a favore della lettura e della conoscenza che sono il mio
hobby più importante da quando ho imparato a leggere, so bene la
differenza tra misoginia ed omofobia, ma l'ho usato quel termine
proprio per un lapsus freudiano, perché di fatto è la visione che è
dietro alle cose, ed è un fatto culturale signor Presidente, perché
l'omofobia e la misoginia sono aspetti speculari di una stessa e
medesima cultura, la cultura che nega la diversità di genere nelle
sue afferenze e nelle sue differenze, con ciò voglio dire che un
movimento che non si oppone
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, no mi scusi lei già è intervenuta,
lei deve intervenire per un chiarimento lo faccia, ma non si prenda
altri dieci minuti, faccia un chiarimento breve e veloce, perché le
ho dato la parola perché mi è sembrato giusto.
LO CURTO. Signor Presidente, sono stata accusata di non capire, e
di non conoscere, devo spiegare che ho chiara la comprensione e la
conoscenza
FOTI. Abbiamo capito, abbiamo capito
PRESIDENTE. Non deve spiegare, deve chiarire, lei innesca una
polemica inutilmente.
LO CURTO. Allora Presidente, sto spiegando, se lei me lo consente
finisco in cinque minuti, Presidente ho il diritto di esercitare la
parola.
PRESIDENTE. Lo faccia con celerità, lei parli onorevole.
LO CURTO. Mi sono espressa dicevo attraverso un lapsus freudiano,
capita, andiamo avanti perché un Governo
PRESIDENTE. Facciamo completare l'intervento all'onorevole Lo
Curto.
LO CURTO... perchè un Governo che non si oppone ha come dire
azioni che a Verona porteranno ad esaltare determinati valori, in
contrapposizione a tutti i diversi che oggi ci sono e sono una
realtà, per me, e voi siete in quel Governo, siete quello che in
Sicilia si dice, quanto meno faccioli', da una parte vi esprimete
in un modo, dall'altra agite in un altro modo.
(Proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, per favore Stiamo discutendo un
disegno di legge su cui i deputati, onorevole Lo Curto, la prego di
consentire di svolgere un regolare dibattito. Spieghi quello che
voleva dire col suo primo intervento e concluda nel più breve tempo
possibile Per favore
LO CURTO. Signor Presidente, ma lo dica ai colleghi
PRESIDENTE. Concluda l'intervento.
LO CURTO. Signor Presidente, io stigmatizzo il modo in cui si
verificano i lavori in quest'Aula.
PRESIDENTE. Lasci perdere l'argomento e continui.
LO CURTO. Capisco che il diritto di libertà è uno degli altri
diritti che a senso unico volete negare Allora questa è una legge,
signor Presidente, che a me che si dice che non capisco
(Vive proteste dai banchi del Movimento Cinque Stelle)
PRESIDENTE. Per favore Abbiamo già votato, onorevole Lo Curto
LO CURTO Norme in materia di rappresentanza di genere nella
giunta comunale e di incompatibilità tra la carica di consigliere
comunale e la carica di assessore comunale . Allora è questo il
tema che voi avete bocciato L'avete scritta voi in quella
Commissione Quindi, se c'è qualcuno che non capisce, non siamo
certamente noi, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto, l'intervento è concluso.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Composizione della giunta comunale
1. L'articolo 33 della legge 8 giugno 1990, n. 142, come
introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e), della legge
regionale 11 dicembre 1991, n. 48 e successive modifiche ed
integrazioni, è sostituito dal seguente:
Art. 33.
Composizione della giunta comunale
1. La giunta comunale è composta dal sindaco che la presiede e da
un numero massimo di assessori, stabilito dallo statuto, così
individuato:
a) nei comuni con popolazione fino a 10.000 abitanti il numero
massimo degli assessori è fissato a quattro;
b) nei comuni con popolazione superiore a 10.000 e pari o
inferiore a 30.000 abitanti il numero massimo degli assessori è
fissato a cinque;
c) nei comuni con popolazione superiore a 30.000 e pari o
inferiore a 100.000 abitanti il numero massimo degli assessori è
fissato a sette;
d) nei comuni con popolazione superiore a 100.000 e pari o
inferiore a 250.000 abitanti e nei comuni capoluogo di liberi
Consorzi comunali con popolazione inferiore il numero massimo degli
assessori è fissato a nove;
e) nei comuni con popolazione superiore a 250.000 e pari o
inferiore a 500.000 abitanti il numero massimo degli assessori è
fissato a dieci;
f) nei comuni con popolazione superiore a 500.000 abitanti il
numero massimo degli assessori è fissato a undici.
2. La variazione della popolazione accertata con censimento nel
corso del periodo di carica del sindaco comporta la modifica del
numero massimo degli assessori alla scadenza, naturale o
anticipata, del periodo di carica.'.
2. I comuni adeguano i propri statuti alle disposizioni del comma
1 entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge. In caso di mancato adeguamento degli statuti, il
numero massimo degli assessori è comunque determinato, alla
scadenza del termine di cui al presente comma, in quello
individuato dal comma 1 dell'articolo 33 della legge 8 giugno 1990,
n. 142, come introdotto dall'articolo 1, comma 1, lettera e),
della legge regionale n. 48/1991, nel testo sostituito dal comma
1».
Si passa all'emendamento 2.1. C'è una parte di questo emendamento,
e più precisamente l'emendamento 2.bis, che pur apprezzabile nel
contenuto politico, L'emendamento è il 2.1. Nell'ambito
dell'articolato che è stato scritto c'è il 2.bis, che pur
apprezzandone il contenuto - cioè l'opportunità che si darebbe a un
candidato che non è stato eletto, che è il primo dei non eletti,
che subentra qualora un eletto della lista possa essere nominato
assessore - ha purtroppo la necessità di una copertura di spesa.
Quindi così com'è formulato dovremmo stralciarlo, a meno che si sia
una proposta da parte di un parlamentare di valutare l'opportunità
di rimettere il disegno di legge alla Commissione Bilancio' per
l'esame di una copertura finanziaria.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. E' stato già trasmesso
in Commissione Bilancio .
PRESIDENTE. Lo sappiamo, e non è stata data copertura
finanziaria.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, io al netto del ragionamento relativo
alla copertura finanziaria, intanto volevo spiegare il senso
dell'emendamento, perché poi è chiaro che per la copertura, se
l'Aula lo riterrà, si faranno i passaggi dovuti. Se i colleghi non
lo ritengono è chiaro che nel merito non c'entra niente.
Questo emendamento tende solamente a dare - e mi è venuta tra
l'altro ulteriore precisazione - a seguito dell'intervento
dell'onorevole Assenza. E' l'evoluzione del pensiero relativo
all'opzione tra consigliere e assessore: nella buona sostanza
questo consente di evitare quel ragionamento che faceva l'onorevole
Assenza relativo a controllori e controllati, oltre al fatto che dà
risposta alle giuste aspettative di soggetti che si candidano in
delle liste, chiedono il voto e, invece, spesso rimangono al palo.
E', oserei dire, un tentativo di fare in modo di far capire che
alla fine non è una casta chiusa. La possibilità di dare la
possibilità di fare l'esperienza di consigliere comunale anche a
coloro i quali non lo sono diventati in prima battuta, ma lo
possono diventare perché un candidato della medesima lista viene
nominato consigliere, risponde a diverse esigenze.
La prima, evitare che lo stesso consigliere da assessore sia
controllore e controllato; la seconda, quella di dare la
possibilità di avvicinare le persone alla politica piuttosto che
allontanarle; la terza quella di dare legittima aspettativa a chi
si è candidato ed ha preso i voti delle diverse liste; la quarta
ancora è quella di evitare di dare in mano ad un sindaco la vita di
un consigliere comunale che si è candidato, ha preso i voti, e poi
per un fatto politico viene messo fuori.
Queste le diverse esigenze che si propone di dare, le diverse
risposte che si propone di dare questo emendamento che ritengo di
assoluto buonsenso, al netto della copertura finanziaria o meno che
se l'Aula riterrà di valutare positivamente nel merito si fanno i
passaggi dovuti, diversamente voglio dire non c'è niente di male,
ma non è un emendamento che dà una risposta ad una parte politica.
E' un emendamento che dà risposta alla politica e a coloro i quali
si candidano credendo in una pura elezione e poi, di fatto, per un
voto in meno rimangono al palo, invece gli dà la possibilità di
fare la propria esperienza come consiglieri comunali in una
assemblea legittimamente eletti e prendendo i voti.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'emendamento del collega, dei colleghi autonomisti, mi sembra
assolutamente un emendamento di buon senso perché permette di
ampliare la platea dei politici che possono essere attivi, compresi
nei Consigli comunali e nei Comuni, sia a titolo di assessori che
poi di consigliere comunale, evita il ricatto del sindaco qualora
il consigliere comunale si sia dimesso dal consiglio per fare
l'assessore; quindi, libera da questa morsa politica e gli
consente, quindi, maggiore autonomia e indipendenza anche rispetto
al suo dante causa e, ovviamente, dà la possibilità a più soggetti
di essere impegnati attivamente nell'ente locale.
Mi permetto di suggerire, se la Presidenza è d'accordo e gli
uffici ritengono che possa essere valida, di aggiungere ad
invarianza di spesa . Siccome comunque è lo statuto comunale che
deve prevedere la possibilità che vengano predisposto il
consigliere supplente, lo stesso statuto comunale può ritenere che
con lo stesso budget piuttosto che pagare quell'aggiunta si paghi
dallo stesso budget anche il consigliere supplente abbattendo i
costi, tagliando in maniera orizzontale. Mi sembra una cosa di buon
senso, se noi aggiungiamo ad invarianza di spesa non c'è bisogno di
copertura.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
ritengo che questo emendamento, ancorché la norma purtroppo
amputata dal primo articolo, chiaramente ha una sua validità per
quello che riguarda la composizione delle giunte dei comuni, ma
ritengo che sia abbastanza interessante il dibattito che si è
aperto rispetto alla possibilità di dare spazio alla democrazia.
In Commissione Bilancio abbiamo dibattuto in merito a quello che
è la eventuale copertura, eventuale varianza di spesa che potrebbe
comportare la presenza del consigliere supplente qualora vada,
ovviamente, a sedere dentro la commissione consiliare, cosa che
invece l'assessore non fa più nel momento in cui diventa assessore.
Ma ancorché ci fosse .
PRESIDENTE. Mi scusi, il tema è semplice: se il Parlamento è
d'accordo questo articolo si invia in Commissione
CARONIA. C'è stato già
PRESIDENTE. La Commissione Bilancio trova la copertura di
spesa, se lo ritiene, di 50 mila euro di somme
CARONIA. Già questo l'Assessore l'ha superato
PRESIDENTE. Mi deve ascoltare, però Lasci perdere quello che dice
l'onorevole Pellegrino che lo ha esaminato Ritorna in Commissione
e si trova la copertura di spesa, se il Parlamento è d'accordo,
perché c'è un emendamento che noi o lo stralciamo o lo inviamo in
Commissione. Questo è il tema.
CARONIA. Signor Presidente, io non sto entrando nel merito della
Commissione Bilancio , adesso l'Assessore poi ci darà, perché
chiaramente l'Assessore è stato in Commissione Bilancio e potrà
dire, non sono io che dovrò farlo.
Io stavo commentando e stavo dando il mio contributo in merito
all'utilità della norma che ritengo che sia estremamente importante
perché, ancorché ci fosse spesa e non è detto che ci sia, ritengo
che quando si allarghi la democrazia e si dia la possibilità a
colui o colei che è stata eletta, cioè è stata votata e, quindi, si
trova all'interno di un percorso democratico che possa all'interno
di un aula consiliare supplendo il consigliere che è diventato
assessore, ritengo che sia un'azione a favore della democrazia.
Quando si allarga la possibilità di scelta e di consenso a platee
sempre più ampie, ritengo che sia sempre e comunque delle norme che
hanno un buon senso.
Quindi, io ritengo che oltretutto creare la prigionia, tra
virgolette, dell'Assessore che sa di non poter ritentare, ritornare
indietro rispetto a quella che è la scelta che, magari, in un
momento storico ha fatto, diventa, effettivamente, corroborato dai
fatti, rischioso. Per cui, io sto qui a perorare la bontà della
norma. L'Assessore adesso ci dirà rispetto al resto.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, questo argomento è stato oggetto di discussione
in Commissione Bilancio perché il disegno di legge stamattina,
proprio questo emendamento, è stato trasmesso in Commissione
Bilancio . C'è una relazione a proposito del Dipartimento delle
Autonomie locali che chiarisce il principio del divieto di cumulo
dettato dall'articolo 83, comma 2 del TUEL, per cui nel caso di
spesa è ad invarianza di spesa, cioè non ci sono oneri né a carico
del bilancio regionale e né ci può essere la carica di consigliere,
quindi non ci sono somme né per i Comuni in più, né per la Regione.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Andiamo avanti, passiamo alla votazione. Abbiamo già
risolto il problema onorevole Calderone.
Si può andare avanti rispetto all'interpretazione che ha dato
l'Assessore. Poi può intervenire per dichiarazione di voto.
Si passa alla votazione dell'emendamento 2.1, tutto unito, a firma
degli onorevoli Pullara, Di Mauro, Compagnone, Caronia. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Ripetiamo la votazione
GUCCIARDI. Non l'ha messo in votazione
PRESIDENTE. La stiamo ripetendo. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 21
Contrari 28
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.2. a firma degli onorevoli Catanzaro,
Lupo ed altri.
L'emendamento 2.2 è compreso già nel testo, si passa direttamente
alla votazione dell'articolo 2.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siccome
l'emendamento è a mia firma, volevo dire che lo ritiro perché il
senso di questo emendamento era fatto per agevolare i comuni
rispetto ovviamente ai sessanta giorni, quindi lo statuto e i
consigli comunali, però dopo avere parlato con gli uffici che mi
garantiscono che non cambia nulla, quindi significa che, al di là
dei sessanta giorni, comunque si aumenta il numero degli assessori.
Per me l'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Quorum dei votanti per l'elezione del sindaco
nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti
1. Nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, in caso di
un solo can-didato alla carica di sindaco, ai fini della validità
dell'elezione per determinare il quorum dei votanti non sono
compuntati gli elettori iscritti all'Anagrafe italiani resi-denti
all'estero (A.I.R.E.)».
Si passa all'emendamento 3.1, dell'onorevole Milazzo.
MILAZZO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.2. Lo dichiaro inammissibile.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 17.21)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo. 4.
Invarianza finanziaria
1. Dalle disposizioni della presente legge non possono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della
Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato bocciato
l'articolo 1, io ho predisposto l'emendamento per fare entrare in
vigore queste norme: le disposizioni di cui alla presente legge si
applicano al primo rinnovo del consiglio comunale successivo dalla
data di entrata in vigore della presente legge .
SAMMARTINO. No, ma che sta dicendo?
DI MAURO. Non è che possono entrare in vigore le norme sin da ora?
Col prossimo rinnovo del consiglio comunale.
SAMMARTINO. Presidente, siamo alla votazione finale
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, la prego, ci penso io,
probabilmente arriveremo alla stessa conclusione se lei si siede.
Grazie.
SAMMARTINO. Presidente, è già normato
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo semplicemente dire
che già la norma prevede l'efficacia subito, cioè dall'entrata in
vigore della norma.
SAMMARTINO. L'emendamento è inammissibile
PRESIDENTE. Scusate, passiamo alla votazione finale.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, lei si determina e lei decide, però in
base alla Convenzione di Ginevra le vorrei ricordare che un
emendamento mio, legittimamente e regolarmente presentato, cioè
l'A6, lei, magari l'Ufficio di Presidenza, non lo ha fatto
trattare, riguarda il fondo dei comuni sulle anticipazioni.
Il Presidente non ha detto che non è inammissibile e ritengo che
non è inammissibile, onorevole Di Mauro, e penso, Presidente, che
se lei potesse prendersi un minuto per leggerlo, noi salviamo dei
Comuni che sarebbero in ginocchio. Ascolti anche l'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, la Convenzione di Ginevra le ha
tolto la parola La ringrazio.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi all'articolo
1, che è stato bocciato, avevamo indicato specificatamente che la
norma sarebbe entrata in vigore dal prossimo consiglio comunale. Lo
bocci questo emendamento
SAMMARTINO. E' stato bocciato l'articolo Non è ammissibile
DI MAURO. No, è ammissibile Lo bocci questo emendamento
PRESIDENTE. L'articolo 2, di questo disegno di legge, che è stato
votato, prevede che i Comuni si adeguano entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge , quindi chiudiamo
l'argomento perché il problema non c'è.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge nn.
377-303/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge nn. 377-303/A Norme in materia di
composizione della giunta comunale e di incompatibilità tra la
carica di consigliere comunale e la carica di assessore comunale.
Quorum dei votanti per l'elezione del sindaco nei comuni con
popolazione fino a 15.000 abitanti .
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 59
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 47
Contrari 3
Astenuti 1
(L'Assemblea approva)
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (Doc. II)
Discussione della relazione sull'attività della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (DOC. II)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione della relazione sull'attività della Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia per l'anno 2018 (DOC. II).
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Fava, per svolgere la relazione.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, sarà una relazione molto breve, una relazione
tecnica che riepiloga il lavoro che finora è stato svolto dalla
Commissione Antimafia dal momento in cui si è insediata, dal 15
maggio dello scorso anno, alla fine del 2018 e aggiungiamo anche
alcuni dati che riguardano questo scorcio del 2019. Un lavoro che
crediamo sia stato particolarmente proficuo.
Abbiamo in tutto collezionato 74 sedute; ci sono state 95
audizioni, abbiamo tre gruppi di lavoro su specifici temi che
stanno operando, tre visite presso le Prefetture, quattro incontri
con le Commissioni prefettizie dei comuni sciolti e, soprattutto,
abbiamo avviato cinque inchieste. Due sono state concluse:
l'inchiesta sul depistaggio per via D'Amelio e l'altra approvata
qualche giorno fa sul sistema Montante, entrambe approvate
all'unanimità.
Altre tre inchieste sono avviate, due inchieste a cui si aggiunge
il lavoro sul codice etico che sarà presentato in Aula crediamo
nelle prossime settimane - la settimana prossima sarà discusso
dalla Commissione - e due inchieste che sono state avviate sul
mercato ortofrutticolo di Vittoria, le pervasività della mafia in
quella zona e sul tema dell'acqua a partire dall'inchiesta che
riguarda Girgenti Acque. È un'indagine che abbiamo deciso di aprire
sul rapporto più complessivo tra mafia e politica anche alla luce
delle recenti indagini. Un lavoro del quale ringrazio intanto i
colleghi, tutti, che hanno permesso che la produzione di questa
Commissione fosse significativamente densa di iniziative, di
risultati acquisiti e, naturalmente, mi permetta anche di
ringraziare gli Uffici che sono stati sottoposti spesso a un lavoro
particolarmente pressato e faticoso, e si sono sempre dimostrati
all'altezza delle nostre necessità. E grazie anche a lei, signor
Presidente, per collaborazione che abbiamo ricevuto da questa
Presidenza.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
sabato scorso - ne avrete avuto sicuramente notizia - il sindaco di
Termini Imerese a seguito di una maxi inchiesta che riguarda 96
indagati ha annunciato le proprie dimissioni. Chiaramente,
trascorreranno i venti giorni successivi alla presentazione delle
dimissioni, ma quello che mi sono permesso di fare inviare una
lettera all'assessore Grasso e mi auguravo di vedere il Presidente
della Regione per chiedere che la persona che verrà scelta come
Commissario della mia città che, tra l'altro, si ritroverà a dover
fare il Commissario per 14 mesi, quindi non sarebbe più neanche un
Commissario ma diventa un sindaco con una vertenza fondamentale per
la Regione Siciliana che è quella della Blutec, con 2016, 2017 e
2018 bilanci assenti all'interno della città, con tantissimi
precari che rischiano il posto.
Mi auguro che questo Governo e l'assessore possano trovare la
quadra sul nome che possa aiutare questa città che, purtroppo, sta
subendo da troppi anni delle inchieste che hanno portato la
dimissione di due sindaci e ad avere semplicemente delle
legislature di un anno e mezzo, due. Quindi, mi auguro che da parte
del Governo nella scelta del Commissario straordinario ci sia la
possibilità di trovare una persona che sia presente, attiva e
capace a portare fuori Termini Imerese dallo stato in cui è in
questo momento.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, la montagna ha partorito il topolino
Oggi, abbiamo approvato una legge e ce ne possiamo tornare a casa
contenti, dato che ieri abbiamo fatto un buco nell'acqua, come
spesso accade in questa Assemblea.
Io, Presidente, sono qui a rappresentarle una sensazione. Un anno
fa, attraverso lo strumento della mozione d'urgenza di una proposta
di riforma, avevo chiesto e l'Aula ha votato, che venisse trattata
la riforma degli Istituti di pubblica assistenza e beneficienza, le
IPAB. Un tema che, evidentemente, provoca allergia a molti perché a
via di forzature, di imput etc. etc. la prima Commissione ha
esitato un testo che in maniera trasversale
PRESIDENTE. Onorevole Foti, stiamo votando la relazione della
Commissione Antimafia, se poi lei vuole intervenire le darò la
parola, però prima almeno finiamo un argomento.
FOTI. Signor Presidente mi sembrava che avevamo concluso, mi
scusi. Se lei preferisce mi interrompo e ripeto dopo oppure se mi
concede.
PRESIDENTE. No, finiamo l'argomento che stavamo facendo e poi le
do la parola.
FOTI. Va bene, allora mi ritenga iscritta per intervenire dopo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato, a
firma di tutti i Capigruppo e dai componenti della Commissione,
l'ordine del giorno n. 104 di approvazione della relazione che ha
testè illustrato l'onorevole Fava.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Grazie, onorevole Fava. Così come ho avuto modo di fare
direttamente in Commissione, faccio i complimenti a tutti per il
lavoro che avete svolto e il fatto che le relazioni siano state
approvate all'unanimità lo considero un grandissimo segnale
positivo per la politica in generale e per questo Parlamento.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Esauriti gli argomenti all'ordine del giorno, ha
chiesto di parlare l'onorevole Foti ai sensi dell'articolo 83,
comma 2, del Regolamento interno, e a seguire l'onorevole Savarino.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, mi scusi
per la distrazione di prima pensavo che avevamo superato la fase.
Come le dicevo il disegno di legge è stato esitato con una
proposta trasversale che è a firma degli onorevoli Di Mauro,
Pellegrino, Foti, è dal mese, più o meno di novembre, attendiamo
che la Commissione Bilancio esiti il parere.
Bene, Presidente, io sto vedendo che oltre alle norme finanziarie
che chiaramente devono avere la loro precedenza, si discute di
altro, si rilascia il parere su altre norme ma di questo argomento
non c'è traccia neppure di iscrizione all'ordine del giorno.
Ora, Presidente, dato che lei è così sensibile e non sto
utilizzando nessun genere di ironia perché lei spesso si esprime su
situazioni di bisogno dei siciliani, sulle realtà più estreme
magari perché le coglie dai giornali, dalla stampa, devo dire con
rammarico che di questo tema non si parla e allora ci sono delle
strutture in crisi assoluta, questa crisi si riverbera sui comuni
perché i comuni nel caso delle estinzioni e nella norma è previsto
un passaggio paracadute per le strutture in fase di estinzione, si
ripercuotono sui comuni che secondo la vecchia norma che ancora non
è stata abrogata, dipendenti, debiti e patrimonio vanno a carico
dei comuni.
Ora, Presidente, qua purtroppo c'è un po' di bipolarismo perché
alcuni deputati quando sentono di questi problemi si interessano ma
poi qui in Commissione e in Aula non si ritorna sull'argomento,
quindi, io la prego, Presidente, so che ne avevate parlato anche in
una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di ritornare
questo tema e non so qual è il verbo che si deve utilizzare, di
certo non costringere, di certo però di caldeggiare al Presidente,
onorevole Savona, a meno che non voglia fare spazio ad altri
deputati, dato che sa anche qual è la nostra posizione sul fatto
che abbia deciso di mantenere questa carica, almeno che faccia il
suo lavoro e rispetti la mozione d'ordine che è stata votata qui in
Aula perché sono diciotto anni che si attende la riforma e fuori
c'è gente che soffre, che non viene a protestare perché non ha
neanche i soldi per venire qua sotto, prendere un autobus perché
non si prendono stipendi da più di un anno, è una situazione
vergognosa, surreale di cui l'Assemblea non vuole prendere atto e
io le chiedo questa cortesia.
PRESIDENTE. Mi farà carico personalmente di chiedere alla
Commissione il perché non è stato fatto.
Onorevole Foti ho già la risposta rispetto alla sua obiezione, non
è ancora arrivata purtroppo la relazione del Governo per cui se non
arriva la relazione da parte del Governo, mi farò carico io di
parlare anche con il Governo per avere velocemente questa
relazione.
FOTI. Ci vogliono cinque anni per presentare una relazione?
PRESIDENTE. Ci penserò io, non si preoccupi
SAVARINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
purtroppo devo comunicare a questa Presidenza, a quest'Aula una
notizia tragica di queste ore, sono le ennesime morti sulle strade,
le ennesime vittime che hanno colpito due giovanissimi, una coppia
del mio paese di origine, quindi della mia zona, due giovani
ventenni che sulla strada da Campobello di Licata a Ravanusa, la
strada statale 557 dell'Anas, hanno visto tragicamente la morte e
purtroppo la ragazza aveva già visto morire il padre sulla stessa
strada qualche anno fa.
Quanti morti dobbiamo piangere prima che l'Anas si occupi di
tutelarci in queste curve pericolose, in queste strade che
diventano tragicamente strade delle morti? Quante volte dobbiamo
appellare una strada come strada delle morte prima che qualcuno si
occupi di metterle in sicurezza?
Io personalmente, e lo farò prima chiedendo anche l'autorizzazione
alla mia Commissione, mi occuperò di scrivere all'Anas, di
convocarli perché anche queste strade che sembrano di minore
importanza, abbiano un'attenzione, perché non è possibile più che
giovani vite vengano spezzate perché ci siano curve pericolose, o
perché sono mal segnalate.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
Io volevo che anche l'Aula sentisse questo mio cordoglio e questo
mio sfogo, e accompagnasse quindi anche la mia mano nello scrivere
una lettera a nome di tutti all'Anas perché si occupi della messa
in sicurezza di strade che diventano tragicamente strade delle
morti, della morte come è successo purtroppo ancora una volta oggi.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che sia
necessario convocare una nuova Conferenza dei Capigruppo, perché
veniva prima trattato dall'onorevole Foti il tema della riforma
delle IPAB, in questi giorni la Commissione bilancio ha dato i
pareri su un paio di riforme, diritto allo studio e su altre che
sono all'ordine del giorno ancora delle Commissioni e prossimamente
la stessa Commissione bilancio dovrà esprimere il parere per la
copertura.
Dico questo, Presidente, perché bisogna che il Governo chiarisca
se intende proseguire con l'esame del collegato o meno, e se nel
caso in cui fosse approvato il collegato residuano risorse nel
bilancio per dare copertura alle riforme che nel corso dell'anno
dovessero essere approvate. Perché è chiaro che riforme come quella
delle IPAB richiedono indubbiamente un impegno di spesa; se le
uniche risorse disponibili nel bilancio della Regione siciliana per
l'anno 2019 fossero utilizzate interamente per dare copertura alla
spesa prevista nel disegno di legge collegato alla legge di
stabilità, verrebbero a mancare a mio avviso le risorse necessarie
per portare avanti riforme che io valuto assolutamente utili per la
Regione siciliana. Voglio citare la riforma del settore della
pesca, che è stata una riforma approvata credo all'unanimità dalla
III Commissione, e che è importante per un settore strategico per
l'economia della nostra regione.
Quindi, credo che una Conferenza dei Capigruppo, durante la quale
in Governo possa chiarire come intende utilizzare le risorse
disponibili per realizzare le riforme o meno che la Regione attende
da tanto tempo, piuttosto che per portare avanti il collegato
sentendo ancora portarlo avanti, sia utile quanto meno per una
corretta programmazione dei lavori parlamentari.
PRESIDENTE. Mi farò carico di comunicare questa sua richiesta al
Presidente dell'Assemblea onorevole Micciché.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, io desidero dare una risposta all'onorevole Lupo,
perché il Governo resta fermo su quello che è il dato di principio
che abbiamo più volte espresso, e cioè le priorità per noi sono i
disegni di legge di riforma che sono all'attenzione delle
Commissioni di merito. E' chiaro che, con riferimento al disegno di
legge collegato alla legge di stabilità, il Governo prenderà atto
della volontà della Commissione bilancio prima e dell'Aula dopo, e
comunque è disponibile a partecipare quando verrà fissata la
prossima Conferenza dei Capigruppo.
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che ha chiesto congedo
per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 2 aprile 2019,
alle ore 15.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Infrastrutture e mobilità (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
a. Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
funzionalità dell'azione amministrativa (n. 366/A) (Seguito)
Relatore: On. Figuccia
La seduta è tolta alle ore 17.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Linee guida per la disciplina dei mercati agroalimentari
all'ingrosso (n. 524).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
26 marzo 2019.
- Modifica del comma 8, articolo 25 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19. Istituzione del supervisore ABA nei centri
per il trattamento del Disturbo Autistico (n. 525).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Zito, Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il
26 marzo 2019.
- Modifiche alla disciplina dettata dalla legge regionale 8 agosto
1985, n. 34, in tema di contributi per interventi edilizi nel
centro storico di Siracusa (n. 526).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Ciancio, Cappello, Sunseri, Foti, Di Caro,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana,
Pagana, A. De Luca, Pasqua, Di Paola, Marano e Schillaci il 26
marzo 2019.
- Disposizioni per l'accesso al demanio marittimo degli animali da
compagnia. Modifiche della legge regionale n. 15 del 2005 (n. 527).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
26 marzo 2019.
- Interventi per un migliore accesso ai fondi dell'Unione europea
(n. 528).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cafeo e
Assenza il 26 marzo 2019.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
BILANCIO - UNIONE EUROPEA (II-UE)
- FSC 2014/2020. Patto per il Sud della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi di cui all'Allegato B del
Patto - Settori d'intervento Interventi su Poli e BBCC ad alta
attrattività turistica'; Interventi su siti culturali ed
archeologici' - Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
gennaio 2019 (n. 46/II-UE).
Pervenuto in data 19 marzo 2019.
Inviato in data 26 marzo 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Proposta di Piano regionale per la gestione dei rifiuti -
Apprezzamento - Deliberazione della Giunta regionale n. 526 del 20
dicembre 2018 - Richiesta di parere ai sensi dell'art. 9, comma 1,
della legge regionale 8 aprile 2010, n. 9 (n. 47/IV).
Pervenuto in data 21 marzo 2019.
Inviato in data 25 marzo 2019.
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 93 del 13 marzo 2019 relativa a: Programma di lavoro
2019 della Commissione U.E. - Tematiche di interesse regionale.
Presa d'atto. .
La predetta delibera è stata trasmessa alla III ed alla IV
Commissione legislativa ed alla Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 742 - Ridistribuzione posti TFA di sostegno della scuola
secondaria di I e II grado già assegnati alla Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Cracolici Antonello
N. 743 - Richiesta urgente di chiarimenti in merito alla
soppressione dell'unità operativa del Museo regionale della
ceramica di Caltagirone.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 744 - Attuazione dell'accordo Stato-Regioni su 'Linee di
indirizzo sui percorsi nutrizionali nei pazienti oncologici'.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cracolici Antonello
N. 746 - Introduzione per l'introduzione obbligatoria della
videosorveglianza negli impianti di trattamento, stoccaggio e
recupero dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Figuccia Vincenzo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentata:
N. 745 - Visita del Presidente della Repubblica popolare cinese a
Palermo e possibile adesione italiana alla 'Belt and Road' promossa
dal Governo cinese.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Attività produttive
De Domenico Francesco
L'interrogazione sarà inviata al Governo.
Allegato B
Relazione sull'attività della Commissione parlamentare di
inchiesta e vigilanza
sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia per l'anno
2018 (Doc. II)