Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.20
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che il Presidente della
Regione giunga in Aula, la seduta è rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 17.09)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Milazzo è in missione a Roma
dal 22 al 23 gennaio 2018.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
PAPALE, segretario:
- Ricandidatura terzo mandato del Sindaco nei comuni sino a 3.000
abitanti (n. 102).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Genovese,
Milazzo, Calderone, Cannata, Caronia, Gallo, Mancuso, Papale,
Pellegrino, Ragusa e Savona in data 19 gennaio 2018.
- Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-
culturale dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in Sicilia
nel 75 anniversario dell'Operazione Husky (n. 103).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
data 19 gennaio 2018.
- Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia (n. 104).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Arancio e
Cracolici in data 19 gennaio 2018.
- Norme in materia di revisori dei conti (n. 106).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciancio,
Campo, Cancelleri, Cappello, Di caro, Di paola, Pasqua, De luca A.,
Schillaci, Sunseri, Pagana, Marano, Palmeri, Zito, Foti, Trizzino,
Mangiacavallo, Siragusa, Zafarana e Tancredi in data 19 gennaio
2018.
- Misure per il contrasto all'evasione tariffaria nei servizi di
trasporto pubblico regionale e locale (n. 107).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
data 19 gennaio 2018.
- Disciplina dei servizi di Trasporto Pubblico Locale in Sicilia
(n. 108).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
data 19 gennaio 2018.
- Istituzione del Garante regionale della famiglia (n. 109).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 19 gennaio 2018.
- Trattamento biologico per combattere il fenomeno fitopatologico
del punteruolo rosso (n. 110).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
22 gennaio 2018.
- Nuove norme in materia di contrasto all'obesità infantile e
giovanile (n. 112).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
22 gennaio 2018.
- Norme per la promozione, il sostegno e lo sviluppo delle
cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Ciancio, Zito, Cancelleri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana,
Sunseri, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 22
gennaio 2018.
- Nuovi interventi a sostegno dell'autonomia abitativa dei giovani
siciliani (n. 114).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
22 gennaio 2018.
- Nuove norme in materia di agevolazioni sulla tassa di
circolazione per le autovetture e mezzi in forza alle associazioni
di protezione civile iscritte all'albo regionale (n. 115).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
22 gennaio 2018.
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Istituzione di sistemi tariffari agevolati di continuità
territoriale per i trasporti aerei e marittimi verso la Sicilia'
(n. 116).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
data 22 gennaio 2018.
- Norme per il riconoscimento e la promozione delle attività
artistiche di strada (n. 117).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
data 22 gennaio 2018.
- Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 in materia
di elezione diretta degli organi (n. 118).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia in
data 22 gennaio 2018.
- Norme finalizzate alla realizzazione di parcheggi e alla
decongestione dei centri urbani (n. 119).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Amata, Di
Mauro, Caronia, Galvagno, Genovese e Catalfamo in data 22 gennaio
2018.
- Modifiche e integrazioni alla legge regionale n. 8 del 12
gennaio 2012 (n. 120).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Amata, Di
Mauro, Caronia, Galvagno, Genovese e Catalfamo in data 22 gennaio
2018.
- Sistema socio-educativo integrato dei servizi per la prima
infanzia (n. 121).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Interventi a sostegno dei giovani professionisti (n. 122).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciancio,
Cappello, Mangiacavallo, Palmeri, Zito, Cancelleri, Siragusa,
Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua, Pagana, Sunseri,
Foti, De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro in data 22
gennaio 2018.
- Finanziamento degli Istituti superiori di studi musicali ex
Istituti musicali pareggiati della Regione (n. 123).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Provvedimenti in materia di affidamento dei minori rimasti
orfani per crimini domestici. Istituzione di un Fondo di
solidarietà in favore degli stessi (n. 124).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Istituzione del Servizio di psicologia del territorio (n. 125).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Attuazione urgente del Quoziente familiare per le famiglie
numerose siciliane (n. 126).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Istituzione del reddito minimo di sostegno (n. 127).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Sistema educativo regionale di istruzione e formazione (n. 128).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
- Interventi contro gli sprechi alimentari (n. 129).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole La Rocca
Ruvolo in data 22 gennaio 2018.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.
PAPALE, segretario:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituzione del comitato regionale delle autonomie. (n. 33).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Aiuto tecnico-amministrativo e creazione di un fondo di
investimenti per i comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. (n.
44).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Riordino e trasformazione delle Istituzioni Pubbliche di
Assistenza e Beneficenza (IPAB) e disciplina delle Aziende
Pubbliche di Servizi alla Persona (ASeP). (n. 47).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
PARERE VI.
- Modifiche alla legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4
Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia . (n. 101).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 19 gennaio 2018.
- Sala del commiato e casa funebre. Modifiche alla legge regionale
17 agosto 2010, n. 18. (n. 56).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
PARERE VI.
- Disposizioni per la trasparenza delle operazioni di scrutinio
dei voti nelle elezioni siciliane. (n. 62).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
alle imprese artigiane siciliane. (n. 45).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
PARERE V.
- Applicazione del 'Principio di Precauzione' nell'Ordinamento
della Regione Siciliana ai fini della tutela della biodiversità nel
territorio siciliano. (n. 51).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
a chilometri zero. (n. 54)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 maggio 2009,
n. 6 e successive modifiche ed integrazioni. (n. 57).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Disposizioni per la promozione e l'utilizzo del marchio "km
zero" nelle mense scolastiche e pubbliche in Sicilia. (n. 58).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Modifica dell'articolo 17, comma 3 della legge regionale 8
aprile 2010, n. 9 e s.m.i.. (n. 49).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Riperimetrazione della riserva naturale Pino D'Aleppo. (n. 50).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Provvedimenti anticrisi per l'edilizia agevolata e
convenzionata. (n. 55)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Reddito di dignità. (n. 52).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Disposizioni a sostegno del turismo da diporto, istituzione dei
Marina Resort. (n. 59).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
PARERE III.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Misure volte a garantire l'attivazione del Centro di riferimento
regionale per la cura e la diagnosi delle patologie derivanti
dall'amianto, nonché il funzionamento delle unità operative
complesse in discipline oncologiche e radioterapiche nei distretti
ospedalieri e nelle Aziende ospedaliere ricadenti nelle zone
classificate ad alto rischio ambientale. (n. 42).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Modifiche all'articolo 25, comma 8 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19 Misure volte al potenziamento dei servizi di
tipo diagnostico/riabilitativo di soggetti affetti da Disturbi
dello Spettro Autistico'. (n. 43).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Norme a favore di soggetti incontinenti e stomizzati della
Regione Siciliana. (n. 48).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 18 gennaio 2018.
- Provvedimenti in favore dei lavoratori contro i rischi connessi
all'esposizione all'amianto. (n. 53)
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Introduzione di un sistema di video sorveglianza obbligatorio
nelle strutture destinate alla tutela e assistenza degli anziani,
disabili e bambini. (n. 60).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Disposizioni per la istituzione e realizzazione dei cimiteri per
la sepoltura degli animali domestici e di affezione. (n. 61).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Istituzionalizzazione presenza centri aiuto alla vita negli
ospedali siciliani. (n. 63).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Interventi contro i disturbi del comportamento alimentare. (n.
64).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
- Norme sulla Disostruzione pediatrica. (n. 65).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
PARERE V.
- Istituzione del registro regionale integrato dei tumori e delle
patologie di interesse sanitario di particolare complessità. (n.
86).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 22 gennaio 2018.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
PAPALE, segretario:
N. 8 - Revoca in autotutela del D.A. n. 263/Gab del 2 agosto 2017.
Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Campo Stefania; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
Presentata il 15/01/18
N. 9 - Revoca della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la
realizzazione e gestione dell'impianto di trattamento e di recupero
dei rifiuti pericolosi e non presso il Comune di Scicli (RG).
Campo Stefania; Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Cancelleri
Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Fava Giovanni
Presentata il 16/01/18
N. 10 - Chiarimenti sul piano di gestione dei rifiuti e sulla
centrale termoelettrica di San Filippo del Mela.
Catalfamo Antonio; Amata Elvira; Galvagno Gaetano
Presentata il 17/01/18
N. 11 - Salvaguardia del Fondo pensioni dei dipendenti regionali.
Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe; Gennuso
Giuseppe
Presentata il 18/01/18
N. 12 - Attività ordinarie e straordinarie in materia di gestione
e smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi urbani.
De Luca Cateno; Rizzotto Antonino; Galvagno Gaetano
Presentata il 19/01/18
N. 13 - Revoca della realizzazione di un impianto di biometano nel
territorio di Francofonte (EN).
Fava Giovanni; Pagana Elena; Palmeri Valentina
Presentata il 19/01/18
N. 14 - Misure a sostegno dell'economia circolare e della
valorizzazione dei materiali post-consumo.
Trizzino Giampiero; Palmeri Valentina; Foti Angela; Di Paola
Nunzio; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri Luigi;
Mangiacavallo Matteo; Zafarana Valentina; Cappello Francesco;
Pasqua Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
Di Caro Giovanni; Marano Jose
Presentata il 19/01/18
N. 15 - Iniziative in ordine alla grave crisi dei rifiuti in
Sicilia.
Aricò Alessandro; Catalfamo Antonio; La Rocca Ruvolo Margherita;
Milazzo Giuseppe; Pullara Carmelo; Rizzotto Antonino
Presentata il 19/01/18
N. 16 - Annullamento in autotutela della procedura di AIA relativa
alla domanda presentata dalla ditta Solgesta S.r.l.
Palmeri Valentina; De Luca Antonino; Zafarana Valentina; Campo
Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Fava Giovanni
Presentata il 19/01/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione, ad eccezione
delle mozioni nn. 9, 10, 12, 13, 14, 15 e 16 che, trattando di
rifiuti, saranno discusse nella seduta odierna, come da calendario
dei lavori comunicato nella seduta n. 10 del 17 gennaio 2018.
Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
decreti di nomina di componenti di Commissione.
PAPALE, segretario:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 8
VISTA la nota pervenuta il 10 gennaio 2018 e protocollata al n.
362/AulaPG dell'11 gennaio successivo,con la quale il Presidente
del Gruppo parlamentare Unione dei Democratici Cristiani e dei
Democratici di Centro , on. La Rocca Ruvolo, si dimette da
componente della I Commissione legislativa permanente Affari
istituzionali e contestualmente designa in sua vece l'on.le
Vincenzo Figuccia;
CONSIDERATO che gli onorevoli La Rocca Ruvolo e Figuccia fanno
parte del medesimo Gruppo parlamentare Unione dei Democratici
Cristiani e dei Democratici di Centro ;
VISTO il Regolamento interno dell'Ars,
D E C R E T A
l'onorevole Vincenzo FIGUCCIA è nominato componente della I
Commissione legislativa permanente Affari istituzionali , in
sostituzione dell'on.le Margherita LA ROCCA RUVOLO, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 17 gennaio 2018
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 22
VISTA la nota del 15 gennaio 2018, pervenuta in pari data alla
Presidenza dell'Assemblea e protocollata al n. 517/AulaPG del 16
gennaio successivo, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
DiventeràBellissima , con la quale si designa l'on. Giuseppa
Savarino a componente della III Commissione legislativa permanente
Attività produttive;
VISTE le dimissioni dell'onorevole Giuseppe Galluzzo da componente
della suddetta Commissione, pervenute alla Segreteria generale il
17 gennaio 2018 e protocollate al n. 589/AulaPG del 18 gennaio
successivo;
CONSIDERATO che l'on. Savarino fa parte dello stesso Gruppo
parlamentare del componente dimissionario, on. Galluzzo;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppa SAVARINO è nominata componente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive, in
sostituzione dell'on.le Galluzzo, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 19 gennaio 2018
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D E N T E 23
VISTA la nota del 15 gennaio 2018, pervenuta in pari data alla
Presidenza dell'Assemblea e protocollata al n. 517/AulaPG del 16
gennaio successivo, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
DiventeràBellissima , con la quale si designa l'on. Giuseppe
Galluzzo a componente della VI Commissione legislativa permanente
Salute, servizi sociali e sanitari;
VISTE le dimissioni dell'onorevole Giuseppa Savarino da componente
della suddetta Commissione, pervenute alla Segreteria generale il
17 gennaio 2018 e protocollate al n. 589/AulaPG del 18 gennaio
successivo;
CONSIDERATO che l'on. Galluzzo fa parte dello stesso Gruppo
parlamentare del componente dimissionario, on. Savarino;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Giuseppe GALLUZZO è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Salute, servizi sociali e
sanitari, in sostituzione dell'on.le Savarino, dimissionaria.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 19 gennaio 2018
Comunicazione relativa al mantenimento in vita nella
sua attuale composizione della Commissione per la
Verifica dei Poteri
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono pervenuti, in successione
temporale (in data 5, 10 e 12 gennaio 2018), distinti ricorsi
elettorali al Tribunale amministrativo regionale avverso le
proclamazioni effettuate dagli Uffici elettorali (e contro quelle
conseguenti a surroghe per opzione) in occasione delle recenti
consultazioni popolari per il rinnovo dell'A.R.S. e l'elezione del
Presidente della Regione, con la singolare peculiarità che l'ultimo
dei ricorsi pervenuti si rivolge contro le proclamazioni di tutta
la deputazione regionale eletta.
Ebbene, a norma del Regolamento interno di questa Assemblea
regionale, la Presidenza avrebbe dovuto dichiarare la decadenza dei
componenti la Commissione Verifica Poteri avverso la cui elezione
siano pendenti reclami o ricorsi presentati dopo la proclamazione ,
prevedendone conseguentemente la sostituzione, fino all'ipotesi
estrema del rinnovo totale della Commissione contemplato dal
Regolamento medesimo per l'impossibilità di funzionamento.
Senonché, proprio a cagione del sopra citato ricorso avverso
l'elezione di tutti i deputati dell'attuale Assemblea regionale,
neppure tale ultima soluzione appare percorribile.
Faccio presente che, secondo le Norme per l'attuazione dello
Statuto della Regione siciliana e disposizioni transitorie del
1947, si devono, però, in ogni caso costituire una Commissione per
la convalida dei deputati eletti [oggi Commissione Verifica poteri]
e una Commissione per il Regolamento interno .
Ricordo, inoltre, che, a norma della legge elettorale siciliana,
approvata dall'Ars ai sensi dello Statuto della Regione, la
Commissione per la verifica dei poteri si atteggia ad organo
indefettibile, deputato per legge, fra l'altro, alle surroghe dei
componenti l'Assemblea regionale, non escluse quelle scaturenti
dall'applicazione della c.d. legge Severino .
Ed allora questa Presidenza, avvalendosi dei poteri conferitile
dal Regolamento interno dell'Assemblea, è venuta nella
determinazione necessitata di disporre il mantenimento in vita
dell'Organo di verifica dei poteri nella sua attuale composizione,
quale Organo istituzionale indefettibile che, pertanto, eserciterà
tutte le proprie attribuzioni ad eccezione, ai sensi di quanto
previsto dal Regolamento medesimo, delle competenze attinenti
all'esame dell'elezione dei deputati proclamati eletti ed a quello
relativo alle proteste, ricorsi e reclami alla Commissione stessa
presentati, e ciò fino alla definizione dei gravami giurisdizionali
in atto pendenti presso il Tribunale amministrativo regionale
adito.
Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Di Caro.
L'Assemblea ne prende atto.
PAPALE, segretario, continua la lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Discussione unificata di mozioni sul tema dei rifiuti in Sicilia:
nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno
Discussione unificata di mozioni sul tema dei rifiuti in Sicilia:
n. 1 «Ritiro in autotutela del D.A. n. 403/GAB del 25 ottobre
2017», n. 6 «Iniziative in ordine all'emergenza rifiuti nel
territorio della Regione siciliana», n. 9 «Revoca della Valutazione
di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione e gestione
dell'impianto di trattamento e di recupero dei rifiuti pericolosi e
non presso il Comune di Scicli (RG)», n. 10 «Chiarimenti sul piano
di gestione dei rifiuti e sulla centrale termoelettrica di San
Filippo del Mela», n. 12 «Attività ordinarie e straordinarie in
materia di gestione e smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi
urbani», n. 13 «Revoca della realizzazione di un impianto di
biometano nel territorio di Francofonte (EN)», n. 14 «Misure a
sostegno dell'economia circolare e della valorizzazione dei
materiali post-consumo», n. 15 «Iniziative in ordine alla grave
crisi dei rifiuti in Sicilia», n. 16 «Annullamento in autotutela
della procedura di AIA relativa alla domanda presentata dalla ditta
Solgesta S.r.l.».
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
la società AGIRECO con sede in Agira(EN), c.da Spinapulci s.n.c.,
in data 02/11/2016 ha presentato istanza di V.I.A. al Servizio
V.A.S -V.I.A dell'ARTA-Dipartimento Territorio e Ambiente, sul
progetto relativo a un discarica di rifiuti speciali, pericolosi e
non pericolosi, da realizzare in c/da Serra Campana, nel territorio
del comune di Agira (EN);
in data 12/10/2017, la Commissione preposta esprimeva parere
favorevole alla procedura di Impatto Ambientale Via;
a seguito di tale parere, con D.A. n. 403/GAB, del 25/10/2017,
l'assessore regionale pro tempore, dott. Maurizio Croce, rilasciava
autorizzazione all'esecuzione dell'opera;
CONSIDERATO che:
ad opinione degli scriventi esistono gravi dubbi sulla
legittimità della nomina dei componenti della sopracitata
Commissione avvenuta con D.A. n.230 del 27.05.2016;
si ritiene, invero, che l'individuazione incentrata sull'intuitu
personae dei soggetti cui veniva conferito l'incarico di componente
della Commissione, ovverosia 30 professionisti esterni
all'Amministrazione regionale (ingegneri, architetti,
geologi, avvocati, ecc.), proveniente tutti da studi professionali
privati, ai quali è demandata la trattazione delle autorizzazioni
ambientali (VIA, VAS, AIA, ecc.), si ponga in contrasto con i
principi espressi più volte, in casi analoghi, dal Consiglio di
Stato(Consiglio di Stato, Sez. VI, sent. N.8253 del 2009) e
riportati dalla Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli
atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato nella
Deliberazione n. SCCLEG/09/2016/PREV, il quale ha più volte
affermato di non poter ritenere che la disciplina legislativa abbia
previsto uno spoils system in relazione ad incarichi di esclusivo
profilo tecnicoprofessionale in contrasto con i dettami della Corte
Costituzionale (sentenza n. 104 del 2007), in base ai quali
l'istituto non appare giustificato per incarichi a contenuto
tecnico non implicanti una diretta e fiduciaria collaborazione con
i vertici politici;
risulta fuor di dubbio, ebbene, che gli incarichi in questione
siano da annoverare tra quelli ad esclusivo profilo tecnico-
professionale e non espressione di quella alta amministrazione che
giustificherebbe nomine fiduciarie, così operando, altresì, si
contravvengono le norme anticorruzione, poiché trattasi di funzioni
di amministrazione attiva e non di carattere fiduciario-politiche,
ponendo dubbi su una possibile ingerenza della politica e
contravvenendo ai principi di separazione della politica dalla
gestione amministrativa sanciti (ex multis) dalla L.R. 10/2000 e
dalle norme anticorruzione;
si ritiene inoltre che, anche nell'esercizio discrezionale di un
potere amministrativo, i provvedimenti adottati a valle dell'iter
selettivo debbano essere supportati da adeguata motivazione, nel
caso de quo inesistente, ma che è da ritenersi obbligatoria, in
quanto, ampliando la sfera giuridica dei destinatari, può
comportare la compressione di quella di altri soggetti, quali il
personale e le competenze già presenti nell'apparato regionale e
quindi deve riportare i presupposti di fatto e le ragioni
giuridiche che hanno indotto l'Amministrazione ad adottare la
decisione finale, rispetto ad altre soluzioni possibili, in
relazione alle risultanze dell'istruttoria, così come
espresso dalla Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli
atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato chiamata ed
esprimersi in un caso analogo (Deliberazione n.
SCCLEG/09/2016/PREV);
APPRESO che:
la Procura di Enna ha recentemente aperto un fascicolo
conoscitivo sulla discarica di rifiuti speciali in contrada Serra
Campana-Cote ad Agira (En), l'indagine mira ad accertare la
regolarità del procedimento in quanto, così come riportato dagli
organi di stampa, la discarica dovrebbe essere costruita sul
terreno di un ex consigliere comunale di Agira e si paventa che
alcuni soci della società AGIRECO potrebbero avere legami di
parentela con funzionari degli enti preposti a rilasciare i pareri
e le autorizzazioni;
a ciò si aggiunga che con deliberazione della Giunta Comunale n.
196, del 27/11/2017, il Comune di Agira (EN) approvava la proposta
di ricorso al TAR averso il sopracitato D.A. n. 403GAB, del
25/10/2017,a causa di numerosi vizi che inficerebbero l intero
procedimento autorizzativo dell'opera, tra questi ricordiamo:
a)la carenza di istruttoria del D.A. n 403/GAB del 25/10/2017, in
quanto non tiene conto delle barriere idrauliche, manca il
monitoraggio delle acque, del reticolo idrico minore oltre la
modifica del paesaggio, non sono state previste soluzioni
alternative;
b)l'Autorità competente non risulta aver avviato la verifica di
assoggettabilità alla Vas ai sensi dell'art. 12 del d.lgs n.
152/2006;
c)il progetto dovrebbe realizzarsi su un sito che ricade
urbanisticamente in zona E agricola del vigente PRG e, pertanto,
necessita di VAS in quanto l'approvazione determinerebbe
automaticamente una variante al medesimo PRG;
d) il sito indicato in progetto ricadente in zona E agricola del
PRG vigente del comune di Agira, risulta ubicato a 1,600 dal
perimetro del S.I.C. denominato Vallone di Piano della Corte e
quindi all'interno della fascia di km 2,00 dalla zona sensibile e
ciò contrariamente alla violazione dello studio di impatto
ambientale prodotta dalla Società AGIRECO in cui viene indicato
erroneamente che il progetto non interferisce con siti di interesse
comunitario;
e) sullo studio di V.I.N.C.A.( Valutazione di Incidenza
Ambientale), richiesto dall'Ufficio Tecnico del comune di Agira con
nota prot. n.22960 del 27/12/2017, nel D.A. n. 403/GAB, del
25/10/2017 si legge: non ricorrono gli estremi di legge(L.357/97 e
L.reg.n.16 del 2016) previsti per lo studio addetto ( ). Tale
affermazione si pone in palese contrasto con quanto disposto
nell'Aggiornamento del Piano Regionale per la gestione dei rifiuti
speciali, approvato in Sicilia con Decreto Presidenziale del 21
aprile 2017, n. 10, il quale stabilisce che dovranno essere
sottoposti a verifica di assoggettabilità alla Valutazione di
Incidenza tutti i nuovi impianti da localizzarsi entro il raggio di
2 km dal perimetro dei Siti Natura 2000, inoltre, si ricorda che
gli Enti Gestori potranno richiedere lo Studio di Incidenza anche
per i progetti posti a una distanza superiore ai 2 km rispetto ai
siti di Rete Natura 2000, la cui realizzazione, in seguito a una
maggiore e dettagliata descrizione operativa, potrebbe avere dei
riscontri negativi, sia diretti sia indiretti, sulla salvaguardia
dei siti di Rete Natura 2000 e/o sulla connettività ecologica;
CONSIDERATO che:
la discarica di c/da Serra Campana verrebbe realizzata a circa 5
Km dal centro del comune Agira e a 1,5 Km dalla Riserva Naturale
Orientata di Vallone di Piano di Corte, area di interesse
comunitario, protetta dal 2000 dalla Regione ed inclusa nella Rete
Natura 2000;
l'impatto ambientale risulterebbe disastroso per un territorio
che vorrebbe basare la propria rinascita economica sulla coltura
biologica, la quale verrebbe ad essere fatalmente compromessa dalla
presenza della discarica e infatti, contro la sua realizzazione, si
sono mobilitate migliaia di cittadini e diversi comitati;
a tal proposito ricordiamo il principio del diritto all'assenza
di contaminazione, sancito da una sentenza storica del tribunale di
Pistoia a tutela degli agricoltori biologici, che riguarda nello
specifico la tolleranza zero nei confronti di chi utilizza
pesticidi nelle proprietà e nei terreni confinanti con terreni
coltivati a biologico, ma che in generale tutela i cittadini e gli
agricoltori biologici dalle contaminazioni di qualsiasi natura;
VISTO che:
quello per discarica di rifiuti speciali pericolosi di C.da Serra
Campana Cote non è l'unico progetto presentato presso gli Uffici
dell'ARTA. Agli atti dell'Assessorato Territorio e Ambiente,
invero, giace il progetto per la realizzazione di una discarica per
lo smaltimento di rifiuti pericolosi e non in C.da Branche di Agira
, della Sapens s.r.l., protocollato il 15 novembre del 2013 con la
richiesta di rilascio della Via;
non si comprende la ragione per la quale una richiesta di ben 4
anni fa non sia stata esitata e, invece, il progetto della AGIRECO
sia stato così speditamente esitata, anche in presenza dei numerosi
dubbi sulla legittimità procedimentale;
alla luce di tutto ciò, secondo gli scriventi si impone una
considerazione finale: la scelta di realizzare una nuova discarica,
quale quella in oggetto, con un così grave impatto ambientale, che
incide su un territorio con vocazione agricola, non soltanto
dovrebbe essere animata da un maggiore senso di responsabilità
rispetto a quello mostrato, ma, soprattutto, dovrebbe essere
inserita in un contesto più vasto, quale è un Piano Rifiuti
regionale, documento imprescindibile ove valutare tutte le
implicazioni di una tale scelta, il quale abbia come precipuo scopo
il benessere del territorio, dell'ambiente e della salute dei
siciliani;
a tal proposito si ricorda che ancora la Sicilia è priva di un
Piano Rifiuti e che tale Piano deve rifarsi alla Direttiva
2008/98/CE- del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre
2008, che costituisce un quadro giuridico per i rifiuti in ambito
europeo e rappresenta l'intenzione del legislatore di porre
l'attenzione sull'intero ciclo dei rifiuti dalla produzione sino
allo smaltimento ed in particolare sulle possibilità di recupero e
riciclo dei rifiuti stessi al fine di prevenire e ridurre gli
impatti ambientali e sanitari dovuti alla produzione e gestione. Il
trattamento dei rifiuti, pertanto, deve essere perseguito secondo
una gerarchia che vede in primo luogo la prevenzione della
produzione dei rifiuti, quindi la preparazione per il riutilizzo,
il riciclaggio, il recupero ed infine lo smaltimento;
in Italia il recepimento della Direttiva quadro sui rifiuti
2008/98/Ce, avvenuta con il D. Lgs. 205/10, introduce nell'ambito
della normativa nazionale in materia di rifiuti, ed in particolare
nel D. Lgs. 152/06 di cui il 205/10 costituisce un aggiornamento,
il tema della prevenzione e riduzione della produzione e della
nocività dei rifiuti;
le finalità della legge sono: prevenire la produzione di rifiuti e
ridurne la pericolosità;· promuovere la progettazione di prodotti
ed imballaggi tali da ridurre all'origine la produzione di
rifiuti, soprattutto non riciclabili, adottando anche le
necessarie forme di incentivazione; promuovere l'informazione e la
partecipazione dei cittadini, attraverso adeguate forme
di comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni
ordine e grado;· promuovere il riutilizzo, il riciclaggio ed il
recupero dei rifiuti urbani e speciali;
promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti
solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani, adottando in via
prioritaria il sistema di raccolta porta a porta e definendo
sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le
relative percentuali; incrementare l'implementazione di tecnologie
impiantistiche a basso impatto ambientale, che consentano un
risparmio di risorse naturali;
ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso
l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
della salute e dell'ambiente; favorire la riduzione dello
smaltimento in discarica;
riconoscere il ruolo dei comuni quali responsabili
del servizio erogato ai propri cittadini, anche
attraverso soggetti diversi; valorizzare la partecipazione dei
cittadini, con particolare riferimento a forme di premialità
economiche in funzione dei livelli di raccolta differenziata
raggiunti,
impegna il Governo della Regione
a procedere all'immediato ritiro in autotutela, annullandolo o
revocandolo, del D.A. n. 403/GAB, del 25/10/2017?. (1)
PAGANA - FOTI - TRIZZINO - ZAFARANA - CANCELLERI
SIRAGUSA - PALMERI - TANCREDI - ZITO - DI PAOLA
SCHILLACI - SUNSERI - DE LUCA A - PASQUA - MARANO
CAPPELLO - CAMPO - DI CARO - MANGIACAVALLO - CIANCIO
MARANO - FAVA
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
a riferire in Aula circa le novità sulla situazione di crisi nel
settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti nel territorio
della Regione siciliana, tali da costituire quasi un nuovo e più
preoccupante allarme, sfociato, da un lato, nella richiesta di
dichiarazione di emergenza rivolta al Governo nazionale e,
dall'altro, in ripetute e generiche dichiarazioni alla stampa;
ad indicare nel merito quali siano le misure ritenute necessarie
ai fini di una gestione pianificata e strutturata del ciclo dei
rifiuti, anche alla luce della protesta dei 50 sindaci della
provincia di Palermo e Trapani che si sono costituiti in comitato
ed autoconvocati alla presenza del Presidente della Regione». (6)
LUPO - GUCCIARDI - CRACOLICI - ARANCIO
-BARBAGALLO - CAFEO - CATANZARO - DE DOMENICO
DIPASQUALE - LANTIERI - SAMMARTINO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che la società A.Ci.F. Servizi srl gestisce un impianto a
Scicli nel settore della gestione, trattamento e recupero dei
rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Per lo svolgimento della
suddetta attività, la ditta ha programmato l'ampliamento
dell'impianto, per mezzo della progettazione di una nuova e più
ampia piattaforma in grado di allargare lo spettro dei rifiuti che
possono essere trattati e riutilizzati nel ciclo produttivo.
L'autorizzazione prevede la realizzazione, su una
superficie di circa 40.000 mq, di un impianto idoneo al trattamento
di rifiuti per complessive 200.000 tonnellate annue, pari a 800
tonnellate al giorno, di cui 85.000 tonnellate non pericolosi e
115.000 pericolosi. L'impianto in questione dista in linea d'aria
circa 1.800 metri dal centro abitato di Scicli e circa 1.400 metri
dal torrente Fiumara di Modica, nel quale si prevede lo scarico
delle acque oleose. Nella zona dell'impianto, peraltro, esistono
due discariche di RSU esaurite e dismesse: la discarica comunale di
Petrapalio e quella comprensoriale di S. Biagio;
RILEVATO che:
il progetto è stato sottoposto alla procedura di Valutazione di
Impatto Ambientale - VIA e a quella di Autorizzazione Integrata
Ambientale - AIA, presso la Regione Siciliana. Con Decreto 159/Gab
del 04.05.2015 l'Assessore Regionale all'Ambiente ha espresso
giudizio di compatibilità ambientale positivo, ai sensi e per gli
effetti del D.Lgs. n. 152/2006. Con DDS n. 218 del 03.03.2016
l'Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità -
Dipartimento Regionale acqua e rifiuti ha rilasciato l'AIA;
con decreto 162 Gab del 04.05.2016 l'Assessore regionale
all'ambiente, sulla base del presupposto che il giudizio di
compatibilità ambientale sarebbe stato reso senza tenere conto
dell'Elaborato n.20 (Protocollo di miscelazione - Piano di Gestione
operativa), ha sospeso sine die l'efficacia del precedente suo
stesso decreto del 4 maggio 2015. Conseguentemente, anche
l'Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità, con
DDS n. 629 del 05.05.2016 ha sospeso sine die l'efficacia del suo
precedente provvedimento del 03.03.2016. La ditta, quindi, ha
impugnato tali atti di sospensione dinanzi al Tar di Catania, che
con sentenza in forma abbreviata n. 1955 del 21.07.2016 li ha
annullati, perché emessi senza alcun termine di scadenza della
sospensione medesima;
con provvedimento n. 290/Gab del 25.07.2016, quindi, l'Assessore
al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana ha revocato il
proprio precedente D.A. n. 159/gab del 04.05.2015, con il quale era
stato espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale. Tale
provvedimento di revoca si è basato sulla stessa motivazione del
provvedimento di sospensione. La ditta, quindi, ha opposto ricorso
avverso i provvedimenti di revoca. Con sentenza n. 3516/2016, il
Tar di Catania ha accolto i ricorsi della ditta;
CONSIDERATO che
con nota prot. n. 0032728 dell'1.2.2017 e con nota prot. n.
0016061 del 30.05.2017, il Sindaco del comune di Scicli ha chiesto
all'Assessorato regionale al Territorio il riesame del
provvedimento autorizzativo. Tale richiesta si è basata su una
serie di motivazioni che rendono necessaria una riconsiderazione
dell'interesse pubblico alla realizzazione delle opere di cui si
tratta, al fine di attivare il potere di annullamento in autotutela
ovvero di revoca;
con la nota prot.n. 67462 del 27.9.2017, l'Assessorato regionale
Territorio ed Ambiente ha trasmesso il D.A. n. 330/gab del
22.09.2017 con il quale è stata rigettata la richiesta del Comune
di Scicli e confermata la V.I.A. di cui al D.A. 159/GAB del
04/05/2015. Il rigetto si basa sul parere Commissione tecnica
specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza
regionale dell'Assessorato regionale Territorio ed Ambiente n.
102/2017 del 20.07.2017;
VISTO che:
con l'istanza di riesame, il Comune di Scicli ha evidenziato i
gravi pericoli per la salute pubblica connessi all'ampliamento
dell'impianto di cui si tratta, sottolineando l'impossibilità ad
effettuare concretamente i controlli necessari. Tale pericolo
scaturisce dal fatto che l'impianto di cui si tratta, dista in
linea d'aria circa 1.800 metri dal centro abitato di Scicli.
L'impianto, inoltre, dista poche centinaia di metri da altre
frazioni del comune di Scicli densamente popolate, site sempre
all'interno dei 2.000 metri dall'impianto. Uno dei criteri
sicuramente prioritari nella scelta dei siti in cui ubicare le
discariche è la distanza dai centri abitati, come stabilito dal
punto 2.1. dell'allegato 1 al D.Lgs. n. 36/2003. Giova anzi
precisare che, secondo la giurisprudenza amministrativa, integra un
vincolo escludente la presenza di centri abitati a distanza
inferiore ai 2 km. (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1272, del 4
marzo 2013). L'impianto di cui si tratta, pertanto, mette in
pericolo la salute delle persone che risiedono nelle zone suddette,
atteso che non vi è la distanza minima di sicurezza dalle aree
abitate;
il Comune di Scicli, nell'ambito del procedimento per il rilascio
della VIA, con delibera di G.M. n. 125 del 15.07.2014 ha espresso
osservazione negativa alla proposta di intervento, ma tale parere
contrario non è stato preso in alcuna considerazione. Inoltre con
la delibera di consiglio comunale n. 5 del 19.01.2015, il Comune di
Scicli, con riferimento all'area di intervento, ha imposto una
disciplina urbanistica diversa rispetto al PRG, riclassificando la
stessa quale z.t.o. da sottozone E4 a sottozona E1, con vigenza, a
far data dall'adozione, delle norme di salvaguardia di cui all'art.
19 l.r. 71/78. In ragione del parere espresso e della rinnovata
pianificazione urbanistica, il Comune di Scicli ha chiesto il
riesame mediante annullamento e/o revoca del provvedimento
autorizzativo, attestando la palese incompatibilità della
realizzazione dell'impianto rispetto agli strumenti di governo del
territorio. L'Assessorato regionale, tuttavia, ha ritenuto di non
accogliere la richiesta. Invero la verifica di compatibilità di un
progetto con gli strumenti di pianificazione territoriale non è
estranea alla V.I.A.. L'art. 22 T.U.A. rimanda all'All. VII per le
indicazioni sulle caratteristiche dello studio di impatto
ambientale, che al punto 6 prevede: La descrizione degli elementi
culturali e paesaggistici eventualmente presenti, dell'impatto su
di essi delle trasformazioni proposte e delle misure di mitigazione
e compensazione necessarie . In applicazione di tale norma, non può
non verificarsi la conformità del progetto agli strumenti
urbanistici ed agli eventuali piani generali o di settore e ai
vincoli esistenti. Gli strumenti di pianificazione che contengono
indicazioni utili sotto questo profilo, quindi, non possono non
essere tenuti in considerazione nell'ambito del procedimento di
rilascio della V.I.A.;
l'art. 40 del piano paesaggistico della provincia di Ragusa
stabilisce che i progetti che comportano notevoli trasformazioni e
modificazioni profonde dei caratteri paesaggistici del territorio ,
anche quando non siano soggetti a valutazione di impatto ambientale
(V.I.A.) a norma della legislazione vigente, nazionale e regionale,
quando non preclusi dalla presente normativa, debbono essere
accompagnati, ai fini del presente Piano, da uno studio di
compatibilità paesaggisticoambientale ai sensi del D.P.R. del
12.04.1996 e s.m.i. e che Si considerano interventi di rilevante
trasformazione del territorio: [ ] impianti per lo smaltimento e il
trattamento di rifiuti solidi urbani, speciali e pericolosi,
inclusi discariche, termovalorizzatori, gassificatori, ecc... Si
precisa altresì che: Nella localizzazione delle aree per lo
smaltimento, lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti solidi
urbani, speciali e pericolosi, la cui realizzazione è in ogni caso
preclusa nelle aree sottoposte a tutela paesaggistica ai sensi
dell'art.134 del Codice, si dovrà valutare l'idoneità del sito
rispetto alle caratteristiche paesaggistico ambientali del contesto
e le trasformazioni sull'ambiente determinate dalla viabilità di
accesso;
l'art. 18 del medesimo Piano paesaggistico prevede inoltre una
particolare tutela della viabilità storica, riconoscendo
nell'infrastrutturazione viaria storica del territorio valori
culturali ed ambientali in quanto testimonianza delle trame di
relazioni antropiche storiche ed elemento di connessione di
contesti culturali e ambientali di interesse testimoniale,
relazionale e turistico culturale, e stabilendo che: I progetti
delle opere da realizzare sono soggette ad autorizzazione da parte
della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. Relativamente
alle componenti non comprese nei territori sopra detti, gli Enti
competenti avranno cura di valutare sulla base dei caratteri
culturali sopra descritti e della rilevanza degli oggetti
interessati la qualità e l'ammissibilità della opere progettate.
Risulta evidente pertanto il contrasto con le norme richiamate
dell'impianto in esame, capace di far transitare sulla S.P. 38, che
è poco più di una stradina di campagna, circa 800 tonnellate al
giorno di rifiuti (tante sono quelle dichiarate in AIA ed in VIA).
Sulla S.P. 38, quindi, dovrebbero transitare quotidianamente 35
autotreni, per 70 viaggi al giorno, ossia circa 10 all'ora. La
larghezza e la struttura della strada rendono impossibile un
transito di tali dimensioni;
nel caso di specie, la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Ragusa non
ha espresso il proprio parere né al fine dell'emanazione del D.A.
n. 159/GAB del 4.5.2015, né a seguito dell'istanza di riesame del
Comune di Scicli, né sulla valutazione di cui all'art. 18 del piano
paesaggistico;
l'art. 35 delle norme tecniche di attuazione del PRG del comune
di Scicli individua l'area su cui insiste l'impianto tra le zone
destinate ad usi agricoli. Il punto 3.23 delle norme di carattere
generale, come introdotte dal D.A. 2.2.2012, stabilisce che:
vengono ritenute compatibili con le zone agricole i depositi di
materiali pericolosi (liquidi, infiammabili, esplosivi, etc) fatta
salva la specifica disciplina e esclusi quelli riconducibili al
decreto legislativo n. 152/2006. Poiché l'impianto di cui si tratta
rientra tra quelli riconducibili al d.lgs. n. 152/2006, appare
evidente che è illegittimo consentire l'ampliamento dello stesso;
VISTO altresì che la realizzazione del superiore
impianto in un sito Unesco metterebbe a rischio tale importante
riconoscimento e nuocerebbe gravemente alla vocazione
turistica del territorio,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per il territorio e l'ambiente
a volere adoperarsi urgentemente ai fini del ritiro della
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la realizzazione e
gestione dell'impianto di ampliamento della piattaforma di
trattamento e recupero di rifiuti, pericolosi e non, presso il
comune di Scicli in contrada Cuturi in variante allo strumento
urbanistico, per ragioni di tutela della salute pubblica,
dell'ambiente e dei beni culturali e paesaggistici, a seguito dei
motivati dubbi di legittimità emersi da quanto sopra sopra esposto
anche al fine di evitare l'insorgere di aspettative e profili
risarcitori, tenuto conto, peraltro, del grave allarme sociale e
sanitario, oltreché del rischio della revoca del riconoscimento
UNESCO che la realizzazione di una piattaforma di trattamento e
recupero di rifiuti pericolosi provoca sul territorio». (9)
CAMPO - TRIZZINO - PALMERI - DI PAOLA - SUNSERI
MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO - FOTI - PASQUA
ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI
DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO - CANCELLERI - FAVA
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
nella legislatura precedente non è stato predisposto ed attuato
l'annunciato Piano di Gestione dei rifiuti in Sicilia e attualmente
non risulta nessuna pianificazione del ciclo dei rifiuti nella
nostra regione;
ad oggi assistiamo all'emergenza scaturita dall'assenza del Piano
rifiuti e gli stessi vengono conferiti, per la maggior parte, in
discarica, in assenza di controlli preventivi e con bassissime
percentuali di raccolta differenziata nel territorio;
nonostante non esista un progetto complessivo per la nostra
regione, la Edipower, nel sito di S. Filippo del Mela, continua a
procedere nel progetto di riconversione della centrale
termoelettrica alla combustione di CSS;
nell'inceneritore verrebbe bruciato il CSS, ovvero la frazione
combustibile dei rifiuti indifferenziati mentre la frazione
organica dei rifiuti, che crea i maggiori problemi
igienicosanitari, resterebbe appannaggio delle discariche;
l'attuazione e la messa in funzione dell'impianto sarebbe
pericoloso per la salute delle centinaia di migliaia di persone che
abitano le zone limitrofe;
visto che:
oltre alla procedura AIA, già esitata, risulta aperta quella
relativa alla Valutazione d'Impatto Ambientale in seno ai ministeri
competenti;
in precedenza già due volte il Ministero dei Beni e delle
Attività Culturali e del Turismo ha emesso parere negativo
ravvisando i vincoli contenuti nel P.T.P. Ambito 9 con riferimento
all'area 12D Paesaggio, Riviera di Levante. Tra le direttive del
suddetto paesaggio si dispone è necessario che vengano adottati
tutti i possibili accorgimenti per ridurre il carico inquinante e
mitigare l'impatto visivo di tali impianti ed è vietato il
potenziamento degli stessi e l'ampliamento delle aree interessate;
il riferimento è alla Centrale Termoelettrica di San Filippo del
Mela di Edipower e si espresse quindi parere contrario;
tra i pareri, comunque non vincolanti, oltre a quelli già
rilasciati in senso negativo dal Comune di San Filippo del Mela e
dalla Città Metropolitana di Messina, manca ancora quello della
Regione Siciliana, la quale può esprimere la sua volontà politica
con riferimento alla riconversione di tale opera nel territorio del
Mela;
CONSIDERATO che:
da numerosi studi scientifici risulta che gli inceneritori siano
impianti pericolosi per la salute dei cittadini, devastanti per
l'impatto ambientale e in contrasto con i vincoli paesaggistici;
i cittadini residenti nella Valle del Mela stanno utilizzando
tutti gli strumenti utili per manifestare la preoccupazione per la
trasformazione della destinazione d'uso della centrale in
termovalorizzatore senza una pianificazione della gestione del
ciclo dei rifiuti,
impegna il Governo della Regione
a esporre nelle competenti Commissioni parlamentari e in Aula le
scelte che intenda effettuare per la gestione dei rifiuti e in
particolar modo con riferimento ai danni che scaturirebbero da una
eventuale riconversione della centrale termoelettrica di San
Filippo del Mela e, nello specifico se intenda o meno porre in
essere i sopra richiamati atti di propria competenza tendenti a
scongiurare il rilascio delle autorizzazioni relative alla
riconversione della centrale termoelettrica;
ad intervenire con tutti gli strumenti utili, urgenti e
improcrastinabili per realizzare una pianificazione regionale,
attenta e peculiare, della gestione dei rifiuti che preveda
modalità coordinate con i Comuni, tenendo conto dei vincoli
paesaggistici, nel rispetto del diritto alla salute degli abitanti,
per il raggiungimento di obiettivi legati alla soluzione
dell'emergenza rifiuti». (10)
CATALFAMO - AMATA - GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
impegna il Governo della Regione
a riferire in Aula circa le attività che vuole porre in essere al
fine di superare l'emergenza, oramai strutturata, del ciclo
integrato dei rifiuti nel territorio della Regione siciliana. In
particolare, si chiede di riferire come intenda, L'On Presidente
della Regione siciliana, proporre una strategia, che non contempli
soluzioni di continuità alla raccolta ed allo smaltimento in
osservanza della legge, finalizzata:
a) a modificare/implementare/abrogare la vigente legge regionale
9/2010 relativa al settore della gestione integrata degli RSU nel
territorio siciliano e quali siano gli indirizzi legislativi in
ordine alla pianificazione che tengano conto della liquidazione
definitiva degli ATO, il passaggio alle SRR o la
chiusura/liquidazione delle SRR con il passaggio delle competenze
ad altri organi/enti istituzionali quali le ex Province come dallo
stesso Presidente della Regione dichiarato;
b) alla gestione del personale ed il relativo passaggio tra i
vari enti in osservanza della legge e che contempli il mantenimento
dei livelli occupazionali;
c) a redigere ed approvare un Piano regionale dei rifiuti
coerente alla vigente normativa e direttive europee di settore,
utile e finalizzato ad applicare nei tempi compatibili ad evitare
un procedura d'infrazione europea in materia di raccolta
differenziata (ricordiamo come i livelli di raccolta differenziata
avrebbero dovuto già essere al 65% su territorio regionale),
pianificare un'impiantistica utile al pretrattamento ed allo
smaltimento dei rifiuti che possa entrare in esercizio, evitando
l'interruzione del giornaliero servizio di smaltimento degli RSU,
evitare la perdita di 160.000.000,00 di fondi europei in
considerazione che il piano esistente (parzialmente vigente) non ha
ancora avuto la condizionalità exante utile alla rendicontazione
della passata programmazione PO-FESR 2007-2013;
d) ad ampliare, realizzare o, comunque, individuare siti che
possano permettere lo smaltimento della giornaliera produzione di
rifiuto indifferenziato (circa 5.800 tonn/giorno) nelle more della
riforma di settore smantellando il regime di monopolio attualmente
esistente in questo settore;
e) ad avviare sistemi di raccolta differenziata nei vari ambiti
che possa incrementare nel breve periodo il recupero di
multimateriali e la conseguente riduzione di rifiuti da conferire
in discarica;
f) ad autorizzare, realizzare e gestire piattaforme utili al
recupero del materiale differenziato (carta, plastica, vetro, etc.
etc.) in considerazione che l'attuale offerta non risponderebbe ad
un aumento della raccolta differenziata;
g) ad autorizzare (AIA) Realizzare (con quali progetti e fondi)
ed affidare in gestione (in considerazione che gli ATO in
liquidazione non potranno gestire nuove piattaforme mentre le SRR
non sono ancora pronte a farlo) un sistema impiantistico
finalizzato al trattamento della frazione organica derivante dalla
raccolta differenziata (FORSU - umido) per la produzione di
compost;
h) ad ottemperare alla vigente disposizione legislativa in
materia (art.35 della l. n. 164 del 2014) in materia di
termovalorizzazione che obbliga la Regione Siciliana a realizzare
impiantistica utile alla valorizzazione energetica della frazione
residuale secca (sopravaglio) in proiezione di una raccolta
differenziata pari al 65% (che già doveva essere stata raggiunta)
per una potenzialità complessiva pari a 700.000,00 tonn/anno;
alla luce delle decine di ordinanze contingibili ed urgenti
emanate dal precedente Presidente della Regione, nonché
dall'attuale in continuità amministrativa, a riferire:
se siano stati rispettati gli step di aumento della raccolta
differenziata previsti quali condizioni imposte dal Ministero
dell'Ambiente per l'apposizione della prevista intesa sulle citate
ordinanze ex art. 191 di cui al D.Lgs 152/06 e smi;
in caso contrario, se siano stati presi opportuni provvedimenti,
anche sanzionatori, per quei comuni che non abbiano ancora
raggiunto i livelli di differenziata previsti (vedi aree
metropolitane) sino alla destituzione dello stesso sindaco, come
previsto per legge;
se siano stati presi gli opportuni provvedimenti per quei
soggetti che non abbiano rispettato le prescrizioni delle citate
ordinanze ex art. 191 del D.Lgs n. 152 del 2016 e smi (gestori,
enti di controllo, dipartimenti, etc. etc.);
se vi sia, ad oggi, un piano, o una strategia, per evitare
l'emissione di continue ordinanze in deroga coscienti che le
imposizioni ivi previste non potranno mai essere rispettate con
conseguente aperture di procedimenti EU-Pilot sfocianti in
procedure di infrazione europea per mancato rispetto delle
direttive di settore;
con riferimento ai continui proclami di stampa relativi a
richieste di stato di emergenza (con poteri speciali ad un relativo
commissario governativo) sul ciclo integrato dei rifiuti:
a) quali siano i poteri emergenziali richiesti in considerazione
che le normative da derogare dovranno essere specificatamente
previste nell'atto amministrativo che dovrà dichiarare
l'emergenza stessa. A quali norma si intende derogare al fine di
evitare la soluzione di continuità in materia di smaltimento di RSU
considerando che le direttive europee ambientali non possono essere
derogate e la pianificazione e realizzazione di impiantistica dovrà
comunque rispettarle in relazione a provvedimenti di Valutazione
d'impatto Ambientale ed Autorizzazione Integrata Ambientale,
comunque necessari;
b) quali siano le norme in materia di raccolta gestione e
smaltimento degli RSU al fine di predisporre eventuali trasporti
trasfontalieri in considerazione che il produttore del rifiuto
rimane chi opera lo spazzamento (ATO, ARO, comuni...);
c) a quali risorse si intenda attingere per effettuare tali
trasporti trasfontalieri in considerazione che la tariffa rimane a
carico dei comuni e secondo quale principio di danno ai soggetti
ordinariamente competenti si intende;
d) come si intenda procedere per non danneggiare quei comuni
virtuosi che raggiungono livelli di indifferenziata superiore al
50% e quegli ambiti che si erano dotati per tempo di
un'impiantistica utile al ciclo integrato dei rifiuti (e che oggi
hanno dovuto sopperire con i propri impianti alle criticità degli
altri ambiti regionali), al fine di non incorrere in un aumento
globale della tassa di smaltimento in relazione ai maggiori costi
necessari per il trasporto all'estero dei rifiuti;
e) alla data odierna, una strategia complessiva che non tenga
conto della catastrofica gestione precedente e possa, nelle more di
una gestione ordinaria e moderna del ciclo integrato dei rifiuti,
determinare un percorso verso il quale indirizzare gli enti
ordinariamente preposti, ricordando che le competenze della Regione
siciliana in materia di rifiuti devono fermarsi alla pianificazione
ed al controllo, mentre l'attuazione deve rimanere a carico degli
ambiti territoriali, qualsiasivoglia essi siano, mentre viceversa,
si dovranno sempre scontare e compensare danni e costi sull'intero
territorio regionale a svantaggio di quelle comunità che, per virtù
o lungimiranza, si trovassero, ad oggi, in condizione di assoluta
autonomia gestionale». (12)
DE LUCA C. - RIZZOTTO - GALVAGNO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
in data 17.05.2017 la società Solgesta (S.r.l.), con sede in Roma
(RM), ha trasmesso al Comune di Franconfonte (SR) apposito avviso
pubblico di istanza di avvio del procedimento di verifica di
assoggettabilità alla procedura V.I.A. relativo alla realizzazione
di un nuovo impianto di produzione integrata di biometano da 600
sm3/h ed energia in assetto cogenerativo 'car' da biomasse da
realizzarsi in c/da San Biagio (foglio 1 particella 116);
in data 16.06.2017 la sopra citata società ha trasmesso al Comune
di Francofonte specifica nota integrativa con la quale si chiedeva
l'utilizzo di alcune materie prime aggiuntive, puntualmente
descritte nella relazione allegata, nella quantità massima di
25.000 ton/annuo;
in data 25.07.2017 il Responsabile Unico del Procedimento -
Responsabile del IV Settore del Comune di Francofonte ha emesso
parere favorevole alla costruzione ed esercizio del nuovo impianto
di biometano;
in data 20.11.2017 è stato pubblicato sul sito dell'Assessorato
Regionale dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità l'avviso
di autorizzazione integrata ambientale ex art. 29 quater comma 3
del D.Lgs. n. 152/2006, in virtù del quale i soggetti interessati
possono presentare in forma scritta le proprie osservazioni entro
trenta giorni dalla pubblicazione;
in data 18.12.2017 il Consiglio Comunale di Francofonte si è
riunito in sessione urgente a seguito della quale ha trasmesso al
Dipartimento Regionale dell'Energia e dei Rifiuti - Servizio 7 -
Autorizzazioni impianti gestione rifiuti - AIA dell'Assessorato
Regionale compente le seguenti osservazioni:
le norme di attuazione del Piano regolatore approvato nel 2002
non prevedono insediamenti industriali in zona agricola, con la
conseguenza che non è stato verificato se nell'area in cui si vuole
realizzare l'impianto sussistano vincoli di governo del territorio
di carattere comunale, provinciale o regionale. Tale affermazione
risulta suffragata dall'art. 12 comma 7 del D.Lgs. n. 387 del 2003
'promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili'
la dove pur consentendo di ubicare gli impianti di produzione di
energia elettrica in zone classificate agricole negli strumenti
urbanistici, prevede che siano tenute in considerazione le
disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo con
particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni
agroalimentari locali. Il Comune di Francofonte, territorio per
eccellenza per la produzione di arancia rossa, appartiene al
consorzio IGP arancia rossa di Sicilia;
dalla relazione geologica a corredo del progetto presentato dalla
ditta Solgesta s.r.l., viene riportato testualmente quanto segue:
'Dall'esame delle cartografiche esistente tale sito risulta essere
sottoposto a vincolo idrogeologico ai sensi del RDL 3267 del
30/12/1923' e pertanto soggetto a nulla osta da parte del Servizio
Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Siracusa di cui non si
conosce l'esito;
il Comune di Francofonte è regolarmente dotato di zona per
insediamenti produttivi PIP in contrada Boschetto fornita di tutte
le infrastrutture e pertinenze necessarie ad accogliere gli
impianti in questione e per tale motivo non si comprende la scelta
di allocare la struttura in zona agricola in cui, come sopra detto,
non sono previsti insediamenti industriali;
nella zona adiacente la realizzazione dell'impianto è previsto un
progetto di realizzazione di laghetti collinari con
sbarramento naturale finalizzati al rimpinguamento delle falda
acquifere del Comune;
non da ultimo, l'identico progetto della Solgesta è stato
presentato al Comune di Calatafimi e sul quale Lega Ambiente ha
espresso le proprie perplessità in quanto ritiene che tali impianti
per la loro conformazione abbisognerebbero della Valutazione
Impatto Ambientale non essendo sufficiente la sola autorizzazione
integrale ambientale;
per questi motivi, si ritiene che il Dipartimento regionale in
questione debba valutare le suddette osservazioni per la verifica
della sussistenza di tutti i pareri richiesti per l'emanazione
dell'autorizzazione integrata ambientale e fornire riscontro al
Comune di Francofonte prima che siano intraprese ulteriori azioni
nelle competenti sedi;
CONSIDERATO che:
le superiori osservazioni formulate dal Consiglio comunale di
Francofonte, stante il loro carattere cogente e preminente, destano
non poche perplessità in ordine all'intero iter autorizzativo e,
segnatamente,
all'adeguatezza/appropriatezza/completezza/sufficienza dello
stesso;
in particolar modo, va chiarito se, così come evidenziato da Lega
Ambiente con riferimento ad analogo progetto presentato dalla
medesima ditta, tale impianto necessiti ai fini autorizzativi anche
della Valutazione di Impatto Ambientale;
PRESO ATTO che alla data odierna il competente Assessorato
regionale non ha dato riscontro alla superiori osservazioni
formulate dal Consiglio comunale di Francofonte a margine della
sessione urgente del 18.12.2017,
impegna il Governo della Regione
nelle more di un riscontro alle sopra richiamate osservazioni
avanzate in data 18.01.2017 dal Consiglio comunale di Francofonte,
ad adottare tutti i provvedimenti di propria competenza volti alla
tutela e salvaguardia dell'ambiente, del territorio e della salute
pubblica, procedendo, laddove necessario, all'immediato ritiro in
autotutela, mediante annullamento o revoca, delle autorizzazioni
finora rilasciate e di tutti gli atti alle stesse prodromici». (13)
FAVA - PAGANA - PALMERI
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO il quadro di riferimento normativo ultranazionale, che
costituisce la cornice all'interno della quale devono svilupparsi
le politiche ambientali delle regioni dell'Unione europea:
a) l'art. 191, par. 2 del TFUE (Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea), individua una politica ambientale dell'Unione
ispirata ad un elevato livello di tutela, tenendo conto della
diversità delle situazioni nelle varie regioni dell'Unione e
fondata sui principi di precauzione e di azione preventiva, nonché
sul principio della correzione dei danni causati all'ambiente e sul
principio chi inquina paga;
b) la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 19 novembre 2008, costituisce un quadro giuridico per i rifiuti
in ambito europeo e rappresenta la volontà del Legislatore di porre
l'attenzione sull'intero ciclo dei rifiuti, dalla produzione allo
smaltimento con particolare riferimento alle operazioni di
riduzione alla fonte, recupero e riciclo. Secondo la Direttiva, il
trattamento dei rifiuti deve essere perseguito seguendo una
gerarchia che vede in primo luogo la prevenzione della produzione
dei rifiuti, dunque la preparazione per il riutilizzo, il recupero,
il riciclo e soltanto alla fine lo smaltimento. In Italia il
recepimento della Direttiva 2008/98/CE è avvenuto con il D.Lgs.
205/2010 che ha modificato il D.Lgs. 152/2006, le cui principali
finalità sono: 1) la prevenzione della produzione di rifiuti; 2) la
promozione di una progettazione industriale tale da ridurre
all'origine la produzione di rifiuti, soprattutto non riciclabili;
3) la promozione dell'informazione e della partecipazione dei
cittadini attraverso adeguate forme di comunicazione;
4) la promozione del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero dei
materiali post consumo; 5) la promozione della raccolta
differenziata, favorendo sistemi di premialità e penalizzazione
finalizzati ad aumentarne le relative percentuali; 6)
l'implementazione di tecnologie impiantistiche a basso impatto
ambientale che consentano un risparmio di risorse naturali; 7) la
riduzione della movimentazione dei rifiuti attraverso
l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
produzione; 8) la riduzione dello smaltimento in discarica; 9) il
riconoscimento del ruolo dei Comuni quali responsabili del servizio
erogato ai cittadini; 10) l'equilibrio economico del servizio di
gestione integrata con le risorse pubbliche disponibili e con le
entrate derivabili dalla riscossione della tassa sui rifiuti;
c) il VII Programma d'azione per l'ambiente, approvato dal
Parlamento europeo e dal Consiglio il 20 novembre 2013, definisce
un quadro generale per le politiche da seguire in materia
ambientale fino al 2020. L'Unione europea in forza del citato
Programma, si è prefissata l'obiettivo di proteggere l'ambiente,
nonché la salute dei cittadini riducendo l'impatto negativo della
produzione e della gestione dei rifiuti, anche mediante
l'applicazione della gerarchia dei rifiuti così come prevista dalla
Direttiva 2008/98/CE. L'Unione si è ulteriormente prefissa di
incoraggiare la transizione verso un'economia verde e di addivenire
a una completa dissociazione della crescita economica dal degrado
ambientale. Particolare attenzione è stata posta alla
trasformazione dei rifiuti in risorsa, favorendo la prevenzione, il
riutilizzo e il riciclaggio e rinunciando a metodi inefficienti e
nocivi, quali le discariche e la
termovalorizzazione;
d) la Comunicazione verso una economia circolare della Commissione
al Parlamento europeo del 2 luglio 2014 getta le basi per il
superamento della materia dei rifiuti dall'ambito stesso della
gestione degli stessi, per travalicare nell'intero processo
industriale. La comunicazione Verso una economia circolare mette in
piedi una strategia che riprende pedissequamente i passaggi che
Paul Connett aveva intuito già diversi anni prima. Secondo la
Commissione europea è possibile utilizzare le risorse in modo più
efficiente traendo notevoli benefici sia in termini ambientali che
economici, e ciò è possibile mettendo a sistema i rifiuti, che per
tale motivo, perdono addirittura l'accezione stessa di rifiuto per
diventare più semplicemente materiali post consumo capaci di essere
reimpiegati in modo continuativo nel ciclo produttivo. Una
interessante definizione di economia circolare viene formulata
dalla Fondazione Ellen MacArthur, secondo cui con questo termine si
intende una economia pensata per potersi rigenerare da sola nella
quale i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in
grado di essere reintegrati nella biosfera e quelli tecnici,
destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Il
modello circolare, dunque, si antepone a quello lineare nel quale
le risorse vengono utilizzate seguendo un percorso unidirezionale
in cui il ciclo del prodotto parte dalla materia, e una volta
concluso, vede trasformarsi il prodotto in rifiuto, costringendo la
catena economica a riprendere daccapo. Nel modello circolare,
invece, le risorse vengono indirizzate verso un processo che ne
garantisce la massimizzazione dell'efficienza: sin dalla fase della
creazione, ogni passaggio della catena industriale è ordinato
affinché, tanto lo scarto quanto il prodotto a fine vita diventino,
a loro volta, materia prima per una altro ciclo di produzione. In
altre parole, nell'era dell'economia circolare, il rifiuto viene
sostituito da un catalogo di materie reimpiegabili infinite volte.
La Comunicazione non si limita ad indicare una serie di principi di
soft law, ma traccia un solco ben preciso all'interno del quale
dovranno strutturarsi gli ordinamenti degli Stati membri. Partendo
dal data secondo cui già sei paesi dell'Unione europea
sono riusciti a contenere al di sotto del 3% i rifiuti depositati
in discarica o smaltiti presso gli impianti di incenerimento, la
Commissione ha avviato un percorso di riscrittura delle leggi
comunitarie in materia di rifiuti. La road map prevede nuovi
obiettivi di riduzione dei rifiuti che si spingono ben oltre quelli
attualmente contemplati dalla normativa vigente. Secondo la
Commissione, entro il 2025 gli Stati membri dovranno raggiungere il
traguardo della riduzione del 30% rispetto ai valori attuali, dei
rifiuti alimentari e di quelli del settore della fabbricazione ed
inoltre dovranno introdurre il divieto di smaltire qualunque
rifiuto riciclabile. Entro il 2030, invece, è previsto un aumento
della quantità del prodotto riciclato o riutilizzato del 70% per
quanto riguarda i rifiuti urbani e dell'80% per quanto riguarda
quelli derivanti dagli imballaggi;
CONSIDERATA la condizione di difficoltà in cui versa la Regione
siciliana sia sotto il profilo delle azioni amministrative che
della disciplina normativa di dettaglio:
a) la Regione siciliana non dispone di un piano ordinario dei
rifiuti ex art. 199 D.lgs. n. 152 del 2006. L'Isola, negli ultimi
venti anni, non ha mai conosciuto un periodo di gestione ordinaria.
L'avvicendarsi di procedure contingibili ed urgenti ha fatto
dell'emergenza un caratteristica del sistema ed è, con molta
probabilità, la causa principale del fallimento del modello
siciliano. Da Cuffaro a Lombardo fino a Crocetta, il modello di
gestione dei rifiuti non è mai entrato sotto il regime ordinario.
Il continuo avvicendarsi di ordinanze emergenziali, spesso dettate
oltre i limiti del consentito ha rappresentato il modello ordinario
di gestione, i cui effetti si sono manifestati sia sotto il profilo
ambientale che sotto quello economico;
b) è pubblicato sul sito del Dipartimento regionale dei rifiuti
un Piano di gestione di rifiuti di tipo emergenziale, nato sotto
l'ordinanza n. 3887/2010 e in quanto tale incapace di esperire
effetti in un regime ordinatorio. A dichiararlo è stato lo stesso
assessore, Dott.ssa Contrafatto, audito dalla Commissione
bicamerale sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti
della XVII Legislatura, secondo il quale il piano non può più
considerarsi adeguato alla situazione normativa vigente, perché per
essere un piano adeguato deve seguire degli iter, con acquisizioni
di parere e passaggi particolari, che in quell'occasione furono
saltati proprio perché eravamo in emergenza. Ora che l'emergenza
non è stata più reiterata, in automatico è un piano che, a stretto
rigore di diritto, non è conforme;
c) il Presidente del Consiglio dei Ministri, di fronte
all'inoperatività della Regione siciliana, il 7 agosto 2015 ha
inviato una diffida affinché il Presidente pro tempore approvasse,
entro 60 giorni, il piano regionale dei rifiuti adeguato alle
prescrizioni definite in sede di VAS dal decreto del Ministero
dell'ambiente n. 100 del 28 maggio 2015;
d) all'inerzia del Governo regionale, in data 22 gennaio 2016 i
parlamentari Claudia Mannino della Camera dei deputati, Ignazio
Corrao del Parlamento Europeo e Giampiero Trizzino dell'Assemblea
regionale siciliana hanno inviato una diffida all'assessorato
regionale, chiedendo di compiere senza indugio alcuno tutti gli
atti funzionali all'approvazione e adozione nel rispetto della
normativa vigente, del piano regionale rifiuti;
e) in data 23 febbraio 2016 l'Assessorato regionale ha risposto
alla diffida, affermando che il piano regionale rifiuti aggiornato
era quello approvato con delibera della giunta regionale il 18
gennaio 2016 e che il rapporto ambientale a supporto della VAS è
quello predisposto nel 2012;
f) in verità, sarà poi lo stesso Ministero dell'ambiente a
chiarire nella successiva Ordinanza contingibile ed urgente 5/Rif
del 7 giugno 2016 che nessun piano regionale dei rifiuti conforme
alla disciplina nazionale era stato prodotto e che dunque il
Governo regionale risultava ancora inadempiente;
g) la mancanza assoluta di uno strumento di programmazione emerge
anche alla fine del mese di ottobre 2017, quando lo stesso
Dipartimento regionale dei rifiuti apprende dal Ministero che i
servizi della Commissione europea non hanno ritenuto soddisfatta la
condizionalità ex ante per l'assegnazione dei fondi PO FESR
2014/2020, per violazioni riconducibili alla mancanza di
definizione del piano ed alla carenza di informazioni;
h) la Regione siciliana risulta carente di impianti per la
gestione dei materiali recuperati dalla raccolta differenziata, ciò
impedisce i Comuni di implementare e talvolta anche semplicemente
di avviare i modelli di raccolta differenziata per impossibilità di
conferimento del prodotto raccolto;
i) la Regione siciliana è caratterizzata da un sistema
'discaricocentrico', ossia legato ad un quasi esclusivo ricorso
allo smaltimento in discarica che, invece, dovrebbe costituire la
fase residuale della gestione dei rifiuti. Allo stato attuale, la
capacità di smaltimento e di trattamento, nonché la raccolta
differenziata e il funzionamento degli impianti sono regolate da
provvedimenti contingibili e urgenti. il totale dei rifiuti
differenziati copre circa il 24%, distante dagli obiettivi di legge
nazionale che fissavano il 65% al 2012. Il 40% dei rifiuti
differenziati è costituito dalla frazione organica, ne deriva che
per incrementare la raccolta differenziata sarebbe, dunque, di
fondamentale importanza creare le condizioni per implementare gli
impianti di compostaggio. Oggi risultano in attività otto impianti
di compostaggio per una capacità complessiva di 210.000 tonn/anno.
Ampliando le capacità di trattamento dei citati impianti esistenti
fino ad un valore di 30.000 tonn/anno ed avviando una ricognizione
dei sei impianti pubblici realizzati e non funzionanti con capacità
complessiva di circa 68.000 tonn./anno, si potrebbe raggiungere una
valore di conferimento pari a 308.000 tonn/anno, che garantirebbero
un incremento della raccolta differenziata fino al valore del 30%.
Sommando a questi valori i quattro impianti privati in costruzione
(Catania, Custonaci, Ragusa, Bel Passo) più l'ampliamento di quello
ubicato a Ciminna con una capacità complessiva di 177.800
tonn/anno, si potrebbe raggiungere il valore complessivo di 486.000
tonn./anno pari ad ad raccolta differenziata prossima al 40%;
l) in merito alle discariche, oggi ne risultano in attività nove
di cui quattro in esaurimento. Si stima che nel secondo semestre
2019 vi sarà un deficit strutturale se non si procede ad integrare
con nuove realizzazioni. Particolare criticità si riscontra nel
Capoluogo siciliano, per l'imminente chiusura della VI vasca della
discarica di Bellolampo e per i lavori necessari alla consegna
della VII vasca commisurati in circa 12 mesi. Si aggiunga che non
tutte le discariche sono dotate di impianto per il trattamento
meccanico biologico (TMB), il che comporta - oltre alla esposizione
a procedure di infrazione europea - disservizi legati alla
duplicazione dei viaggi che devono compiere i rifiuti per passare
da un impianto per il pretrattamento ad un altro per il
conferimento definitivo. Si veda il caso di EcoAmbiente a Palermo
per il trattamento meccanico biologico e la discarica ubicata nella
provincia di Catania gestita dalla ditta Oikos s.p.a.;
m) infine, le piattaforme delle frazioni merceologiche frutto
della selezione dalla raccolta differenziata, sono prevalentemente
gestite da privati. Un incremento delle percentuali di raccolta
differenziata creerebbero l'interesse e le condizioni per gli
operatori del settore di crescere e costruire una economia solida
dei materiali post consumo;
n) ai sensi della legge regionale n. 9 del 2010 il territorio è
suddiviso il diciotto ambiti territoriali il cui servizio di
gestione è organizzato - sulla base di un piano d'ambito - da una
Società per azioni per la regolamentazione del servizio di gestione
rifiuti (SRR) costituita, obbligatoriamente, dai Comuni ricompresi
nel territorio interessato. Dalle risultanze emerse dalla Corte dei
conti con la delibera n. 223 del 20 dicembre 2017 si evincono gravi
criticità connesse al compimento degli atti propedeutici al
regolare funzionamento delle SRR, quali quelli relativi al transito
del personale, al trasferimento della dotazione di attrezzature, di
beni ed impianti e alle procedure di recupero di capitale sociale.
Delle diciotto Società per la regolamentazione dei rifiuti ad oggi
costituite, soltanto quattro risultano operative avendo completato
le procedure di affidamento del servizio di gestione rifiuti. A ciò
si aggiunga la pesante eredità debitoria accumulata nel precedente
modello di gestione che supera abbondantemente un miliardo di euro
e che contribuisce ad impedire l'avvio dei nuovi soggetti d'ambito,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilita'
a redigere un piano regionale dei rifiuti ordinario, tenendo
conto della gerarchia delle azioni comprese nel processo di
gestione dei rifiuti previste dall'art. 179 del D.Lgs. n. 152 del
2006, del reale fabbisogno impiantistico e delle azioni finalizzate
a creare un'economia virtuosa dei materiali recuperati e riciclati,
nonché ad avviare iniziative legislative che si ispirino ai
seguenti principi:
1) riorganizzazione della governance regionale al fine di
superare le criticità legate alle precedenti gestioni, nonché a
realizzare economie di scala tali da ridurre i costi di gestione e
costruire le basi per un mercato dei materiali post consumo;
2) separazione tra gestione della raccolta, dello smaltimento e
del riciclo. Al fine di superare il fenomeno monopolistico di
attività connesse ma diverse e favorire un corretto sistema della
gestione del trattamento dei rifiuti, si stabilisce
- nel caso di soggetti privati - il principio di separazione dei
ruoli tra gestori delle fasi di raccolta e recupero e gestori della
fase dello smaltimento;
3) semplificazione delle procedure per gli impianti di recupero e
riciclo dei rifiuti. Al fine di promuovere il riutilizzo, il
riciclaggio e il recupero dei rifiuti urbani e speciali,
nell'attuazione del principio generale della gerarchia di
trattamento, si privilegiano procedure di autorizzazione accelerate
e - ove previste - semplificate come disposto dall'art. 214 D.Lgs.
152/2006, per la realizzazione di impianti di trattamento per il
riciclaggio ed il recupero sia di frazioni secche che umide, con
l'adozione da parte della Regione di iter amministrativi che
dispongano la conclusione del procedimento ed il rilascio del
titolo autorizzatorio da parte dell'Amministrazione competente
entro e non oltre dodici mesi dalla data del deposito del progetto
definitivo da parte del richiedente;
4) divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili e non
trattati. E' vietato: a) smaltire in discarica rifiuti urbani
indifferenziati che non siano stati sottoposti a preliminari
operazioni finalizzate a ricavare ulteriori beni o materiali atti
al riuso, al riciclaggio, al recupero di materia; b) smaltire in
discarica rifiuti riciclabili, rifiuti contenenti
sostanze putrescibili non sottoposte a stabilizzazione biologica,
comprese le biomasse agricole comportabili;
5) divieto di qualsiasi forma di incenerimento,
termovalorizzazione o gassificazione di qualunque tipo di rifiuto
urbano indifferenziato;
6) applicazione obbligatoria della tariffa puntuale da parte dei
Comuni siciliani entro tre anni dall'approvazione della presente
mozione. Entro tre anni dall'approvazione della presente mozione, è
attuato il passaggio al sistema della tariffa puntuale, in cui la
quota di tariffa variabile per le utenze domestiche e non
domestiche è calcolata in modo direttamente proporzionale alla
quantità di rifiuto urbano residuo conferito, o riconoscendo uno
sconto commisurato ai quantitativi di frazioni differenziate
conferite, ovvero attraverso la combinazione dei predetti metodi,
ferma restando l'applicazione del criterio di rilevazione e di
contabilità riferito a ogni singola utenza;
7) attuazione delle disposizioni in materia di compostaggio
domestico e di comunità di cui all'art. 3, comma 9, dell'ordinanza
urgente e contingibile del Presidente della Regione siciliana n.
5/RIF. del 07.06.2016;
8) premialità per coloro che praticano il compostaggio domestico,
attraverso uno sconto sulla tariffa determinato dai Comuni pari ad
almeno il 20% dell'importo totale della stessa;
9) piani di razionalizzazione della filiera alimentare e banche
alimentari. La Regione di concerto con le associazioni degli
agricoltori, con l'industria di trasformazione e del commercio, con
le associazioni ambientaliste e con le associazioni dei
consumatori, redige un piano della filiera agroalimentare, dalla
produzione al consumo, per la razionalizzazione e l'efficiente
utilizzo delle risorse agro-alimentari e per l'uso più corretto
degli alimenti in scadenza, dei sottoprodotti e degli scarti
alimentari al fine di ridurre gli ingenti sprechi di prodotti del
settore, nonché degli imballaggi a questi associati e allo scopo di
destinare quanto non più utile ai fini alimentari, umani e
zootecnici alla ricostituzione della fertilità dei suoli contro i
gravi processi di desertificazione in atto. Del pari, sono
istituite le banche alimentari - così come disciplinate dalla legge
n. 166 del 2016 - intese come luoghi pubblici gestiti dai comuni in
collaborazione con le principali organizzazioni umanitarie, con le
associazioni di volontariato e con le organizzazioni non lucrative
di utilità sociale del territorio, in cui poter conferire surplus
alimentare proveniente da circuiti distributivi commerciali,
aziende di produzione, fondazioni e singoli cittadini. La donazione
di scorte alimentari, integre e non scadute per scopi di
solidarietà civile e di sostegno al disagio sociale, è interesse
del Comune stesso al fine di ridurre il conferimento nel sistema di
raccolta dei rifiuti urbani e sottrarle allo smaltimento;
10) centri per il riuso e centri di raccolta per il riciclo. Sono
istituiti nel territorio regionale, ogni 20.000 abitanti, i centri
per il riuso e per il riciclo al fine del riutilizzo di prodotti e
di componenti di prodotti esclusi dal circuito per la raccolta
differenziata domiciliare, di cui è ancora possibile il riuso anche
attraverso processo di riparazione. La gestione dei centri per il
riuso e il riciclo è affidata, in via preferenziale ma non
esclusiva, alle associazioni di volontariato, alle cooperative
sociali, alle associazioni di promozione sociale e alle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale del territorio;
11) recupero degli imballaggi nei centri commerciali. La Regione
incentiva i centri commerciali, operanti nel territorio siciliano,
ad effettuare il servizio di ritiro degli imballaggi consegnati dai
consumatori. I centri commerciali che forniscono tale servizio
hanno diritto ad una riduzione della tassa sui rifiuti pari almeno
al 35%. I punti di raccolta di possono essere costituiti da sistemi
automatici. I centri commerciali applicano ai consumatori che
conferiscono gli imballaggi uno sconto pari ad almeno il 5% del
prezzo di vendita di un prodotto analogo. Ai sensi della presente
disposizione si intendono per imballaggi i seguenti prodotti:
bottiglie di vetro con volume maggiore o uguale a 33 cc; bottiglie
di PET, PE, PP con volume maggiore o uguale a 50 cc; lattine in
alluminio con volume maggiore o uguale a 33 cc; contenitori in
tetrapak con volume maggiore o uguale a 50 cc. Per centri
commerciali: gli esercizi di vendita al pubblico di prodotti di
largo consumo prevalentemente alimentari di dimensioni pari o
superiori a 5 mila metri quadrati di superficie;
12) informazione ambientale e partecipazione dei cittadini. La
Regione e i Comuni promuovono attività informative a favore dei
consumatori sulle buone pratiche ambientali, con particolare
riferimento alla raccolta differenziata, nonché all'acquisto di
prodotti a basso contenuto di imballaggi;
13) avvio di protocolli d'intesa con i consorzi e filiere di
imprese che si occupano del riciclo e il riuso dei beni post
consumo, affinché le amministrazioni della Regione possano
acquisire il necessario know-how sulle best practices sul ciclo
integrato dei rifiuti». (14)
TRIZZINO - PALMERI - FOTI - DI PAOLA - CAMPO
CANCELLERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO
PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI
SCHILLACI - DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
è ormai noto lo stato di grave criticità che affligge il settore
della gestione dei rifiuti urbani nel territorio della Regione
siciliana;
la situazione di criticità nel settore della gestione dei rifiuti
urbani nel territorio regionale è già stata oggetto di
dichiarazione dello stato di emergenza con D.P.C.M. del 9 luglio
2010, prorogato con d.l. n. 43 del 2013 sino al 31 dicembre 2013.
Successivamente, con ordinanze del Capo del Dipartimento di
Protezione Civile del 2014 e del 2015, è stato disciplinato il
passaggio alla gestione ordinaria degli interventi già avviati, al
fine di consentire la piena realizzazione del ciclo integrato dei
rifiuti. Obiettivo che non solo non è stato raggiunto ma che oggi
impone di avviare una pianificazione di medio e lungo periodo
ripensando l'intero sistema di organizzazione del sistema che ha
prodotto degli evidenti risultati fallimentari. Programmazione che
deve però essere preceduta da immediati e urgenti interventi volti
a scongiurare gravi danni ambientali e sanitari;
CONSIDERATO che:
la grave criticità è determinata dalla bassa percentuale di
raccolta differenziata mediamente raggiunta nell'Isola, su cui
grava il peso delle città metropolitane. Tale percentuale è
cresciuta dal 12,50% nel 2014, al 12,80% nel 2015% al 16% nel 2016
fino al 17% medio nel 2017 e si mantiene a livelli molto bassi e
non raggiunge neppure lontanamente la percentuale minima di legge
del 65%;
il totale dei rifiuti prodotti in Sicilia ammonta a circa
2.350.000 ton (Ispra 2016) e mediamente a circa 6.450 t/g. Tale
quantità per circa l'80% viene inviata in discarica e sottoposta al
preventivo trattamento meccanico-biologico. Un ulteriore 2-3 %
viene abbancato quale sovvalli degli impianti di compostaggio e di
selezione del secco;
il rifiuto pervenuto alle discariche ammonta oggi a quantità
variabili da 4.000 a 5.000 t/giorno, con punte nei mesi estivi. A
ciò si aggiunga la carenza impiantistica. Gli impianti di Compost
attualmente autorizzati sono in tutto 18 e la metà di questi non
sono operativi. Gli impianti di Trattamento Meccanico e Biologico
presentano molteplici criticità e coprono poco più del 60% del
fabbisogno di trattamento. Come destinazione finale del processo
rimane quindi la discarica;
tuttavia, anche la capacità delle discariche siciliane
attualmente autorizzate è in gran parte in via di esaurimento. In
particolare, da quanto risulta, sono prossime alla chiusura la
discarica di Bellolampo a Palermo, e quella di Trapani. Con
riferimento al sistema di Bellolampo, la sesta vasca di originari
1.771.000 mc, realizzata dal Commissario Straordinario nel 2014 e
attualmente gestita da RAP, è oggi in via di esaurimento (3
settimane);
PRESO ATTO che:
al fine di allungare la vita utile del sistema di Bellolampo,
sono stati trasferiti ad altri siti i conferimenti di 49 Comuni del
palermitano (sottovaglio a Castellana; sopravvaglio secco a
Catania) con conseguente notevole aggravio dei costi di trasporto
(50 /t). Si avrà, dunque, a breve la saturazione della 6a vasca di
Bellollampo che avrà, come conseguenza, il blocco della raccolta
dei rifiuti in 51 Comuni, compreso il capoluogo di Regione, per
circa 1.100.000 abitanti;
per quanto concerne il sistema di Trapani - Borranea - la vasca
in esercizio è prossima alla saturazione. Vi conferiscono i Comuni
della provincia di Trapani; il sopravvaglio del TMB viene inviato
al sito di Siculiana (AG). Inoltre, dal 16 gennaio tutti i Comuni
della SRR Trapani sud sono stati dirottati su Siculiana;
TENUTO CONTO che:
le criticità riguardano anche la pianificazione e gestione.
Infatti, com'è noto, la Regione siciliana è l'unica a non disporre
di un Piano ordinario di gestione dei rifiuti. Nel 2012 la Regione
ha pubblicato sul proprio sito web un Piano di gestione di rifiuti
urbani di rango emergenziale e peraltro relativo ai soli rifiuti
urbani del 2012. Tale Piano non è mai stato sostituito dal Piano di
gestione dei rifiuti ai sensi dell'art. 9 della legge 9/2010, in
base a quanto stabilito dall'art. 199, comma 8, del D.Lgs 152/2006;
inoltre, l'istituzione avvenuta in passato dei cosiddetti ARO,
introdotti surrettiziamente da una circolare, ha generato attività
operative differenti e contrastanti tra Comuni aderenti ad una
stessa SRR. Risulta, inoltre, che siano stati presentati, negli
ultimi tre anni, più di duecento Piani di Raccolta comunali, da
parte dei Comuni con la previsione di attivazione dei cosiddetti
ARO. Questi Piani sono stati realizzati senza tener conto dei Piani
d'Ambito delle SRR, e stanno comportando nuovi oneri,
contrariamente a quanto prevede la vigente normativa di settore;
a ciò si aggiunga che la situazione debitoria delle società
d'ambito, e quindi dei Comuni, è fuori controllo. Il numero di 18
SRR non risponde a nessun criterio tecnico-economico per la
gestione ottimale dal punto di vista economico e ambientale;
da ultimo, si evidenzia che l'evasione della tariffa/tassa in
Sicilia è del 50% circa. Chi paga si fa carico due volte, in quanto
gli evasori fanno gravare la mancata riscossione sul bilancio dei
Comuni, e quindi, sulla fiscalità generale che si traduce o in meno
servizi o in aumento della tariffa/tassa,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le azioni necessarie e urgenti - non
esclusa la richiesta al Governo centrale di pieni poteri - al fine
di sopperire alla saturazione delle discariche siciliane
attualmente autorizzate, ivi incluso il trasferimento
temporaneo dei rifiuti fuori dal territorio regionale;
ad accelerare i tempi di realizzazione delle infrastrutture
pubbliche necessarie a risolvere la carenza impiantistica, come
evidenziato nelle premesse;
ad avviare quindi una gestione pianificata e strutturata del
sistema integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti, attraverso
l'approvazione di un piano di gestione dei rifiuti e una riforma
normativa che consenta di riportare il numero degli ambiti
territoriali a 9». (15)
ARICO' - CATALFAMO - LA ROCCA RUVOLO - MILAZZO -
PULLARA - RIZZOTTO
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
in data 31.07.2017 veniva presentata un'istanza di accesso agli
atti dal Movimento Cinque Stelle all'Assessorato Territorio e
ambiente in merito agli impianti proposti dalla ditta Solgesta. La
risposta all'istanza veniva resa dopo 60 giorni e il Dipartimento
Territorio e ambiente sosteneva che non disponeva degli elaborati
progettuali in supporto informatico (CD) in quanto la ditta non li
avevi forniti in tale formato;
del progetto inerente l'impianto della Solgesta S.r.l. è stato
possibile consultare solo una parte della versione cartacea
direttamente in assessorato, riuscendo a fotocopiare la Relazione
generale del progetto nella quale sono stati trovati molti elementi
che meritano dovuti approfondimenti tecnici, possibili solamente
con l'acquisizione di tutta la progettazione, per essere posti
nelle condizioni di poter esercitare pienamente il relativo ruolo
istituzionale. Per tale ragione è stata formalizzata, attraverso la
stesura di una nota politica a firma della sottoscritta prima
firmataria e del deputato Giampiero Trizzino, la contrarietà al
progetto sia sotto il profilo procedurale che tecnico: l'impianto
sembrerebbe non far parte di alcuna pianificazione regionale, in
quanto è stato fatto rientrare soltanto nella categoria degli
impianti di produzione di energia, nonostante, come sembra, si
dedicherebbe principalmente alla gassificazione di rifiuti. La nota
è stata fatta pervenire la nota all'incontro organizzato dal
Sindaco di Calatafimi-Segesta per presentare il progetto alla
cittadinanza;
in data 20 novembre 2017 veniva pubblicato sul sito della Regione
siciliana l'avviso, con titolo Avviso Autorizzazione Integrata
Ambientale (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs n. 152 del 2006 e
ss.mm.ii.) - Solgesta S.r.l. - Impianto di produzione di biometano
in C.da Gallitello - Calatafimi (TP) e testo descrittivo come segue
avviso in ottemperanza a quanto prescritto dal comma 3, art.29-
quater del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. per la libera consultazione
del pubblico, inerente la richiesta di A.I.A. relativa alla
realizzazione di un nuovo Impianto per la produzione integrata di
biometano' in C.da Gallitello - Comune di Calatafimi- Segesta (TP),
depositata dalla ditta Solgesta S.r.l.. Nella stessa pagina veniva
pubblicato il link che conteneva nel titolo Allegato: Avviso AIA
Solgesta srl - Calatafimi -TP (nuova finestra) che riconduceva al
documento della Regione Siciliana - Assessorato Regionale
dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità - Dipartimento
Regionale dell'Acqua e dei Rifiuti - Servizio 7 - Autorizzazioni
Impianti gestione rifiuti - AIA - U.O.B. 7.2 Autorizzazione
Integrata Ambientale per le Provincie di Catania, Enna, Messina,
Ragusa, Siracusa, che avvisava, per la libera consultazione del
pubblico, che veniva depositata, presso il suddetto Assessorato, la
domanda di Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.) per la
realizzazione ed esercizio di un nuovo impianto ad energia
rinnovabile di produzione integrata di Biometano da parte della
ditta Solgesta s.r.l.;
in data 28 novembre 2017 si è reso necessario l'invio di una
nota, avente ad oggetto Avvisi di Autorizzazione Integrata
Ambientale relativi all'impianto di produzione di biometano in C.da
Gallitello - Calatafimi (TP) della Ditta Solgesta S.r.l, e in C.da
San Biagio - Francofonte (SR), pubblicati online in data
20.11.2017, ex. art. 29-quater c. 3 D.Lgs 152/06 e ss.mm.ii., a
firma della scrivente, al Dirigente del Servizio 7 Autorizzazioni
Impianti Gestione Rifiuti - A.I.A presso il Dipartimento Regionale
dell'Acqua e dei Rifiuti dell'Assessorato Regionale dell'Energia e
dei Servizi di Pubblica Utilità, con la quale si segnalava, tra le
altre cose, che l'avviso dell'A.I.A relativo all'impianto per la
produzione integrata di biometano in C.da Gallitello, Comune di
Calatafimi-Segesta, nella provincia di Trapani, è stato pubblicato
dall'U.O.B. 7.2., responsabile per le province di Catania, Enna,
Messina, Ragusa, Siracusa;
in data 6 dicembre 2017 l'Assessorato regionale dell'energia e dei
servizi di pubblica utilità - Dipartimento dell'Energia - Servizio
3 - Autorizzazioni e concessioni, con una nota inerente l'accesso
agli atti dell'on. Giampiero Trizzino del 31.07.17, rappresentava
l'impossibilità di evadere le richieste (si richiedevano gli
elaborati progettuali degli impianti) a seguito di una grave
situazione logistica in cui versa l'archivio generale, e che, prima
della scadenza del tempo necessario per soddisfare la richiesta,
faceva una comunicazione telefonica in cui si informava la
sottoscritta prima firmataria in merito all'intenzione
di evadere le richieste quanto prima;
in data 12 dicembre 2017, con nota protocollata l'Assessorato
regionale dell'Energia e dei servizi di pubblica utilità -
Dipartimento dell'Energia - Servizio 3 - Autorizzazioni e
concessioni comunicava all'on. Giampiero Trizzino l'invio di
allegati inerenti solo i pareri pervenuti per il Progetto in
questione, specificando che lo stesso Ufficio provvedeva a
richiedere alla società Solgesta la copia completa in formato
digitale del Progetto;
CONSIDERATO che:
nelle disposizioni procedurali previste dal Codice dell'Ambiente,
in particolare ai sensi del combinato disposto del comma 2 e comma
3 dell'art. 29 quater del D.lgs 152/2006, si prevede che l'autorità
competente individui gli uffici presso i quali sono depositati i
documenti e gli atti inerenti il procedimento, al fine della
consultazione del pubblico;
tale consultazione è garantita anche mediante pubblicazione sul
sito internet dell'autorità competente, e che la stessa autorità
pubblica nel proprio sito web deve pubblicare l'indicazione della
localizzazione dell'installazione e il nominativo del gestore,
nonché gli uffici individuati ai sensi del comma 2 ove è possibile
prendere visione degli atti per permettere ai portatori d'interesse
(cittadini, associazioni, comitati ecc.), ai fini dell'accesso agli
atti e per poter esercitare in modo trasparente rispetto al
procedimento amministrativo, il diritto di trasmettere le
osservazioni;
sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni
alla domanda di AIA presentata dalla Ditta Solgesta S.r.l
nonostante la documentazione relativa agli impianti della Ditta
Solgesta S.r.l. non sia mai stata resa disponibile in formato
digitale dall'Ufficio dove l'azienda li ha depositati; tutto ciò,
inoltre, appare in contrasto con quanto previsto dall'art .1 della
legge 7 agosto 2015, n. 124 che disponeva nei confronti del Governo
di ridefinire e semplificare i procedimenti amministrativi, in
relazione alle esigenze di celerità, certezza dei tempi e
trasparenza nei confronti dei cittadini e delle imprese, mediante
una disciplina basata sulla loro digitalizzazione e per la piena
realizzazione del principio innanzitutto digitale (digital first)
al fine di garantire ai cittadini e alle imprese, anche attraverso
l'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della
comunicazione, il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e
i servizi di loro interesse in modalità digitale, nonché al fine di
garantire la semplificazione nell'accesso ai servizi alla persona,
riducendo la necessità dell'accesso fisico agli uffici pubblici;
è parte integrante della suddetta legge 7 agosto 2015, n. 124 la
normativa cosiddetta FOIA (Freedom of Information Act), introdotta
con decreto legislativo n. 97 del 2016 per mezzo della quale
l'ordinamento italiano riconosce la libertà di accedere alle
informazioni in possesso delle pubbliche amministrazioni come
diritto fondamentale. L'obiettivo della norma, è anche quello di
favorire una maggiore trasparenza nel rapporto tra le istituzioni e
la società civile, e incoraggiare un dibattito pubblico informato
su temi di interesse collettivo;
TENUTO CONTO che il mancato accesso digitale, avendo impedito o
ostacolato il facile accesso al pubblico, collide con la
convenzione sull'accesso alle informazioni, la partecipazione dei
cittadini e l'accesso alla giustizia in materia ambientale meglio
conosciuta come Convenzione di Aarhus che garantisce, nei rapporti
tra il pubblico e le autorità pubbliche, il diritto alla
trasparenza e alla partecipazione in materia ai processi
decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero
concernenti l'ambiente;
CONSTATATO che:
ai sensi dall'art. 21 octies e nonies della l. 241 del 1990 e
s.m.i con efficacia retroattiva, è annullabile il provvedimento
amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso
di potere o da incompetenza, è illegittima la procedura di AIA
relativa alla domanda della Ditta Solgesta S.r.l perché adottata in
violazione di legge e, quindi, sarà illegittimo il conseguente atto
amministrativo (AIA) per la presenza di vizi di legittimità
originari identificati nella carenza documentale;
viene disattesa la direttiva europea IED, Dir. 2010/75/UE cui le
autorizzazioni AIA, di cui necessitano le aziende, si uniformano in
relazione ai relativi principi che disciplinano l'obbligo di
informazione e partecipazione dei cittadini e l'approccio di
collaborazione tra amministrazioni e gestori impianti;
le osservazioni al Progetto della Ditta Solgesta S.r.l. da parte
di Arpa Struttura Territoriale di Trapani hanno rilevato lacune e
incongruenze nel Piano di Monitoraggio e Controllo relativo
all'impianto sino a chiedere un aggiornamento del PMC prima della
messa in esercizio degli impianti che tenga conto delle
osservazioni poste dall'agenzia, e che il Comando Militare Esercito
Sicilia, sempre nelle osservazioni al Progetto, evidenzia
l'esistenza del rischio di presenza di ordigni bellici interrati
nelle aree interessate e che tale rischio è eliminabile previa
bonifica ai sensi di legge;
EVIDENZIATO che:
in data 13.12.17 è stato presentato un esposto alla Procura della
Repubblica di Palermo allo scopo di disporre gli opportuni
accertamenti in ordine alla vicenda fin qui trattata; in data
14.12.17 il Sindaco di Calatafimi-Segesta Vito Sciortino scrive
all'Assessorato regionale dell'energia e dei servizi di pubblica
utilità, Serv. 3 e Serv. 7, con nota prot. n. 20882 del 14.12.17,
per notificare la formale revoca in autotutela del parere
condizionato a suo tempo espresso con nota n. 14067 del 13.09.17,
condividendo tale parere con l'intera Giunta municipale. Nella
suddetta nota il Sindaco rileva 'non poche anomalie, gravi dubbi e
palesi perplessità' riguardanti il progetto della Solgesta che
dovrebbe realizzare il suo progetto impiantistico in contrada
Gallitello, e scrive: 'Quindi lo stesso Sindaco ha revocato in
data 14/12/2017 in autotutela il suo parere favorevole espresso il
13 settembre 2017 invitando la Solgesta ad eliminare dal progetto
la lavorazione dei rifiuti solidi urbani ovvero Rsu e lasciando
solo la lavorazione dell'organico'.;
in data 20.12.17 è stata presentata un'istanza di annullamento in
autotutela del procedimento di domanda di A.I.A al Direttore del
Dip. Acqua e rifiuti, dr. Gaetano Valastro, e p.c. all'ex Assessore
regionale, on. Vincenzo Figuccia e al Presidente della Regione, on.
Nello Musumeci;
in risposta alla nota del sindaco Sciortino del 14.12.17, con
nota del 10 gennaio 2018, la Solgesta, attraverso un suo delegato,
scrive testualmente: 'la scrivente è disponibile ad assumere un
atteggiamento più conciliante (come richiesto dal sindaco), e a tal
proposito manifesta la propria disponibilità ad apportare la
necessaria modifica progettuale al fine di realizzare un impianto
di biometano alimentato con l'utilizzo della frazione organica dei
rifiuti, con esclusione dei rifiuti solidi urbani (RSU).',
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità
ad annullare la procedura di AIA relativa alla domanda presentata
dalla ditta Solgesta S.r.l. e ad avviare una nuova procedura nel
rispetto delle norme citate, garantendo a tutti l'accesso in
formato digitale al progetto relativo agli impianti per cui è stata
posta la domanda di AIA». (16)
PALMERI - DE LUCA A. - ZAFARANA - CAMPO - CANCELLERI
CAPPELLO - CIANCIO - DI CARO - DI PAOLA - FOTI
MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PASQUA
SCHILLACI - SERGIO - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - ZITO - FAVA
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Sulle comunicazioni
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 135, comma
2, chiedo che l'Assemblea adotti la procedura d'urgenza sul disegno
n. 103, che è quello che ha per oggetto le celebrazioni e la
procedura di valorizzazione dell'Operazione Hushy nel 75
anniversario, che ricorre proprio quest'anno e, quindi, per
consentire la regolarità delle celebrazioni chiedo che venga
adottata la procedura d'urgenza.
PRESIDENTE. Quanto richiesto sarà inserito all'ordine del giorno
della prossima seduta.
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
PRESIDENTE. Comunico all'Aula come si svolgerà il dibattito
relativo alle mozioni. Ogni presentatore di mozione potrà parlare
per 10 minuti, gli altri deputati potranno parlare 5 minuti
ciascuno. Ricordo all'Aula che potranno parlare due deputati per
ciascun Gruppo parlamentare. La discussione non può durare,
comunque, oltre le tre sedute.
Le mozioni verranno poste in votazione secondo l'ordine di
presentazione e l'approvazione di una di esse preclude quelle
successive, tranne che queste riguardino aspetti complementari e
compatibili.
Procediamo adesso alla discussione delle mozioni.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 12.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
sulla mozione n. 12 Attività ordinarie e straordinarie in materia
di gestione e smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi urbani .
Vado, sinteticamente, nell'esporla evidenziando che ho cercato di
presentare al Governo un ventaglio di riflessioni e, soprattutto,
ad invitarlo nel suddividere la strategia che diventa
indispensabile, tenendo conto di alcuni aspetti che desidero
sottolineare.
Il Presidente della Regione ha avuto degli incontri con il
Presidente del Consiglio dei Ministri, al quale ha chiesto dei
poteri speciali ed è opportuno che quest'Aula si renda conto di
quali poteri speciali nel merito, su quali, eventualmente,
procedure - se parliamo di aspetti derogatori rispetto, anche, alla
tempistica che è prevista dalle normative vigenti - e, nello stesso
tempo è fondamentale che il Presidente della Regione ci chiarisca
qual è, oggi, la strategia di medio periodo e di lungo periodo,
oltre quella emergenziale nella quale, in ogni caso, ci troviamo a
prescindere da ciò che sarà poi la decisione del Presidente del
Consiglio.
Desidero anche premettere, soprattutto in riferimento ad altre
mozioni che sono state presentate, che dobbiamo evitare un'azione
di revisione che c'è in atto, in una parte dell'Aula, in relazione
alle situazioni che ha ereditato questo Governo. Noi ci troviamo
con un piano dei rifiuti sostanzialmente bocciato, perché non ha
tenuto conto di una serie di criticità e, soprattutto, di fronte ad
una filiera dell'impiantistica che doveva essere già realizzata,
anche in attuazione delle normative già approvate nel 2009/2010 che
dovevano consegnare già, secondo un crono programma, una situazione
di gestionale che mirava a quello che era già un punto ben preciso
che le norme prevedono, e cioè il superamento del sessantacinque
per cento della raccolta differenziata.
Noi abbiamo avuto, in questi ultimi cinque anni, una gestione
improvvisata anche per quanto riguarda il settore dei rifiuti. Ed
allora, rispetto alle situazioni che questo Governo ha ereditato ma
rispetto anche agli annunci a cui abbiamo assistito, è fondamentale
che oggi il Governo ci dica come vuole modificare la legge n. 9 del
2010, e cioè rispetto ad una strategia che è stata impostata tra la
previsione dell'istituzione delle A.R.O. e dall'altro lato delle
S.R.R., se questo Governo, oggi, intende prendere atto del
fallimento delle S.R.R. e, nello stesso tempo come vuole,
eventualmente, suddividere i principi di competenza tra i Comuni e
una struttura di area vasta che, dalle dichiarazioni del Presidente
della Regione, dovrebbero essere le Province, o comunque le
strutture di area vasta che si intenderà in ogni caso riattivare
sul territorio.
Su questo io sono perfettamente d'accordo, fermo restando - e
questo è fondamentale, signor Presidente - che noi non possiamo
buttare alle ortiche le esperienze positive che in questi cinque
anni, anche di grande difficoltà, possiamo tranquillamente
individuare. L'ambito ottimale Kalat, per esempio, è l'unico
esempio in Sicilia che ha avuto, paradossalmente, rispetto a tutto
il resto, un riscontro di attività, sia sotto il profilo
dell'impiantistica che anche del risultato della raccolta
differenziata dei comuni che ne fanno parte, che ovviamente va
salvaguardato. Così come ci sono tanti comuni, una quarantina
circa, che hanno superato in Sicilia la soglia del 65%: non voglio
citare Santa Teresa che è all'80%, ma ci sono tanti comuni che
hanno costituito correttamente l'Aro e nonostante le difficoltà di
sistema, dovute proprio alla Regione e alle scelte spesso
improvvisate e improvvise del Presidente Crocetta, sono riusciti
comunque a raggiungere degli obiettivi.
E allora il Governo, nell'azione di revisione delle modifiche
della legge 9, deve tenere conto di queste esperienze e deve anche,
sulla scorta del principio di meritocrazia, salvaguardare queste
esperienze e renderle compatibili con la nuova visione che da un
punto di vista organizzativo riterrà necessario avviare per quelle
che sono le strategie, non solo emergenziali, ma di medio e lungo
periodo.
Bisogna anche stare attenti su un passaggio, che ho inserito
chiaramente nella mozione. La Sicilia rischia di perdere 160
milioni di euro che riguardano la programmazione 2014-2020. Lei sa
bene che faccio riferimento alle condizioni ex ante riguardanti il
PO-FESR e che ancora non sono state superate. E' stato confermato
anche dal direttore Falgares quando è stato audito la settima
scorsa in Commissione Bilancio. Ovviamente qui il rischio è
duplice, perché la Sicilia può avere in modo irreversibile un danno
in relazione alla filiera dell'impiantistica che ancora manca.
Nel breve periodo c'è anche il tema di salvaguardare le risorse
umane e di conseguenza, anche da questo punto di vista, l'invito
che noi facciamo al Governo è quello di tenere conto in ogni caso,
anche nella revisione e riorganizzazione del sistema, dei livelli
occupazionali ad oggi comunque già previsti. E nel frattempo avere
anche la possibilità di individuare, con i poteri speciali che ha
chiesto al Presidente del Consiglio, dove poter tentare nel breve
periodo degli ampliamenti in deroga. Perché naturalmente, qualunque
strategia questo Governo oggi ci rappresenterà, una cosa è certa:
ci sono delle fasi emergenziali e una tempistica ben precisa che
può essere gestita soltanto puntando ad alcuni ampliamenti - come
Bellolampo, che si sta discutendo - ma bisogna anche in ogni caso
cercare di spezzare, per quanto è possibile, un monopolio che c'è
nel settore, lasciando stare ora le cause -e non vogliamo qui fare
una riflessione genetica - ma in ogni caso sono questioni sulle
quali noi abbiamo sicuramente la possibilità, in altre sedi, di
poter discutere.
Rispetto a tutto questo, quello che noi ci aspettiamo è che il
Governo sia chiaro anche su un altro aspetto: i tanto vituperati
termovalorizzatori. C'è una norma nazionale - lei lo sa meglio di
me, faccio riferimento all'articolo 35 della legge 164/2014 - che
impone anche alla Sicilia, noi dobbiamo essere chiari, perché
queste strutture sono state comunque qualificate come strutture
strategiche. Questo significa che certe infrastrutture sono
definite da norme, ed è ovvio, c'è anche un decreto attuativo che
ha già previsto comunque quale deve essere il minimo che in Sicilia
deve riguardare questa impiantistica. E allora, anche su questo, è
logico che il Governo non può dire no nel fare il minimo previsto
da norme nazionali, perché non le può derogare. E' ovvio che un
conto è impiantare la strategia sui termovalorizzatori, un conto è
che una parte residua della filiera, sulla quale il Governo
nazionale, quindi lo Stato, ha posto in termini definitivi alcuni
paletti.
Questo l'ho voluto precisare perché è ovvio che oggi si discute
della cosiddetta economia circolare, che è anche già una prima nota
da parte della Commissione Europea che è partita, ma noi parliamo
di una proiezione per il 2030, per come è stato chiarito ormai
anche nei vari passaggi che sono stati avviati nelle Commissione e
che naturalmente non possono oggi riguardare quella che è una
situazione di breve periodo, ed ovviamente con norme cogenti
riguardanti il minimo indispensabile che anche in Sicilia deve
essere realizzato.
L'ho voluto puntualizzare perché, in conclusione, oggi chiedo al
Governo che sia chiaro su tutti i passaggi, che sia anche chiaro
sugli approdi e soprattutto che sia anche chiaro su quelle che sono
situazioni nelle quali noi in ogni caso siamo obbligati per quel
minimo che comunque prevede la norma a dovere fare e, quindi, a
chiamare con il nome e cognome le cose e soprattutto a definire, in
modo anche esaustivo quella che è una situazione, che è stata una
fase storica vergognosa nella quale ci siamo trovati in Sicilia e
che spesso in conclusione voglio sottolineare abbiamo più volte
decantato di combattere certe mafie quando abbiamo purtroppo con la
nostra complicità o meglio con l'assenza della vera politica
l'abbiamo alimentata soprattutto non portando avanti quelle
strategie, soprattutto in questo caso nel settore dei rifiuti, che
sicuramente, direttamente o indirettamente, ha alimentato certi
fenomeni.
CRACOLICI. Signor Presidente, non è più opportuno che riferisca il
Presidente?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, facciamo illustrare le mozioni
perché il dibattito si svolge in due momenti: l'illustrazione,
ovviamente, delle mozioni da parte dei presentatori, e questi sono
uno per ogni mozione, sono quattro le mozioni saranno quattro gli
interventi. Gli altri parlamentari, che ovviamente vorranno
intervenire, possono intervenire per cinque minuti. Questo prevede
il Regolamento e questo noi facciamo.
CRACOLICI. Ed il Presidente quando parla?
PRESIDENTE. Quando riterrà opportuno di parlare. Non sarò certo io
a stabilirlo. Alterniamo ovviamente un deputato di un partito e un
deputato di un altro partito.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Gennuso
ha chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, noi abbiamo presentato una mozione, la n. 6, che invita
intanto il Presidente della Regione a riferire e ad informare
l'Aula rispetto a questa presunta emergenza rifiuti di cui abbiamo
letto sulla stampa, atteso peraltro che il Presidente ha già
incontrato una delegazione di sindaci, che in realtà si sono
autoconvocati, rappresentando agli stessi una situazione piuttosto
allarmante sulla raccolta, conferimento, smaltimento dei rifiuti.
Abbiamo, altresì, appreso dalla stampa che il Presidente della
Regione ha chiesto un incontro al Presidente del Consiglio per
chiedere peraltro poteri speciali nel settore rifiuti appunto per
far fronte all'emergenza. Il tutto si intreccia con una particolare
condizione della discarica di bello lampo e quindi della Città
Metropolitana di Palermo.
Noi, quindi, crediamo che questa seduta parlamentare debba
raggiungere questo obiettivo, intanto che il Presidente della
Regione possa davvero informare nel dettaglio il Parlamento
regionale sulla reale, attuale situazione del settore dei rifiuti
in Sicilia ed ovviamente riteniamo che si debba sviluppare un
dibattito parlamentare per arrivare all'approvazione di una
mozione, ci auguriamo, condivisa dall'Aula che abbia alcuni punti
fermi.
Ne approfitto intanto per porre alcune domande in modo che poi il
Presidente possa chiarire e per sviluppare un dibattito adeguato.
Mi pare di tutta evidenza che ci sono due ordini di problemi, un
problema di natura gestionale ed un problema che attiene invece
agli impianti ed in particolare alle discariche. Quindi, invito il
Presidente ad informarci su qual è l'attuale situazione delle
discariche in Sicilia risultandoci che alcune non sono tutt'ora
operative, altre sono chiuse e, sostanzialmente, ci sono due o tre
discariche, che fanno fronte al servizio nell'intera Regione,
ovviamente, con conseguenze negative sui Comuni, che spesso si
vedono costretti a dovere conferire, dall'oggi al domani, non alla
discarica più vicina, così come peraltro la normativa prevede, ma
purtroppo, spesso, anche in discariche distanti centinaia e
centinaia di chilometri, non solo con un inquinamento che, a quel
punto, è generato anche dal trasporto dei rifiuti stessi ma con un
aggravio di costi, un aggravio di costi molto rilevante per questi
Comuni che, magari, pensavano di dovere conferire a tariffa 100
alla discarica più vicina e, invece, si ritrovano costretti a
conferire, con un costo 150, in una discarica molto più distante.
Abbiamo anche letto dell'ipotesi e della necessità di dovere
trasferire questi rifiuti, addirittura, fuori dalla Sicilia e,
quindi, anche su questo vorremmo un chiarimento perché, ovviamente,
anche tutto ciò costa, tutto il tema che riguarda la
stabilizzazione dei rifiuti, il T.M.B., il pretrattamento, cioè, in
definitiva, noi riteniamo che, il Governo regionale, debba
illustrarci qual è il piano ordinario di smaltimento dei rifiuti
che ha in mente di realizzare che propone all'Assemblea regionale
per le competenze che l'Assemblea ha ma, comunque, affinché ogni
Deputato possa essere informato.
Facciamo subito una prima richiesta rispetto al deliberato della
mozione, che ci auguriamo possa essere approvata da tutti, che è
quella di prevedere un Fondo perequativo per andare incontro ai
maggiori costi di trasporto che i singoli Comuni sono chiamati ad
affrontare, dall'oggi al domani, per effetto dell'esplodere di
emergenze impreviste non potendosi, dall'oggi al domani, per altro,
procedere alla variazione dei bilanci di previsione dei Comuni.
Di fatto, i Comuni stessi, si ritrovano, nel breve, in maniera
imprevista, a dovere fronteggiare due difficoltà: il rischio di
debiti fuori bilancio, non avendo potuto provvedere ad una
revisione adeguata rispetto ai costi effettivi ed anche un rischio,
purtroppo gravissimo, di dovere aumentare le tariffe per i
cittadini con la conseguenza, purtroppo, del fatto che non sempre
i Comuni, poi, riescono a riscuotere l'intero rispetto al costo
globale della tariffa e, quindi, dovendo poi procedere, di fatto,
col mettere a carico della fiscalità generale la parte evasa dei
tributi.
Riteniamo, altresì, che si debba procedere ad una accelerazione
della liquidazione dei 27 ATO che risalgono ad emergenze che,
ormai, davvero, sono di decenni fa; 27 ATO che costano, ancora, una
certa cifra che non avanzano nel processo di liquidazione e che,
per altro, probabilmente, continuano ad accumulare un indebitamento
o, comunque, ad avere un indebitamento che vorremmo sapere,
esattamente, in quanto è quantificato e come si intende far fronte
allo stesso.
Riteniamo, altresì, che si debba prevedere anche utilizzando il
Fondo perequativo, di cui parlavamo poc'anzi, ma in questo si possa
condividere insieme una soluzione per incentivare, fortemente, la
raccolta differenziata dei Comuni e qui vogliamo dire bravi a
tanti, tanti Sindaci, a tanti, tanti Amministratori locali che
stanno davvero facendo un lavoro eccezionale realizzando obiettivi
assolutamente importanti, rilevanti, di raccolta differenziata con
progressi molto, molto significativi, per altro, raggiunti spesso
anche nel corso di pochi mesi o di pochi anni.
Adesso, non voglio citare i singoli Comuni ma tutti sappiamo che,
alcuni Comuni, sono riusciti davvero a migliorare di gran lunga la
raccolta dei rifiuti accelerando sulla differenziata; penso a
Carini che ha superato il 50% in poco tempo, così come Marsala,
Misterbianco ma giusto per parlare di Comuni di media e grandi
dimensioni ma tantissimi piccoli Comuni come Sambuca di Sicilia,
altri hanno superato perfino l'80% di raccolta differenziata.
Sappiamo che c'è un problema molto serio che invece riguarda le
grandi città metropolitane, Palermo, Catania, Messina che per le
notizie di cui disponiamo, pare non superino il 13 per cento di
raccolta differenziata, compromettendo il dato medio globale
complessivo dell'intera Regione con problemi molto, molto gravi.
Qui vorrei fermarmi, invitando ancora il Presidente della Regione
ad illustrarci qual è l'idea di piano ordinario di raccolta, di
smaltimento e di conferimento che ha in mente di realizzare, per
l'intero ciclo dei rifiuti della nostra Regione, anche per
chiarirci a cosa dovrebbero servire questi poteri speciali, a
seguito del dichiarato stato di emergenza, chiesti al governo
centrale.
Cioè questi poteri speciali servono ad accelerare un tratto di
strada in vista di una normalizzazione che è indicata da un piano
ordinario per il settore dei rifiuti in Sicilia, sì e per far cosa?
Si chiedono i poteri speciali solo per ottenere, nel più breve
tempo possibile, la realizzazione della settima vasca a Bellolampo,
oppure no?
Sono domande che per noi sono fondamentali perché, come lo stesso
Presidente Musumeci ha avuto modo di dire se procediamo da
emergenza ad emergenza, da emergenza in emergenza, come è stato per
troppo tempo, rischiamo di non avere mai un orizzonte di
normalizzazione nel settore.
Noi vorremmo che si invertissero le cose che il Governo indicasse
qual è il piano ordinario che ha in mente per la normalizzazione
del settore dei rifiuti in Sicilia e poi si discutesse dei poteri
speciali, se e per un certo periodo questi poteri possono essere
utili, appunto alla realizzazione di quel piano di normalizzazione,
di realizzazione dell'ordinarietà di cui la Sicilia ha bisogno in
un settore così delicato per i rifiuti nella nostra Regione stessa.
Temo che l'allarme possa generare anche preoccupazione tra i
sindaci anche tra gli operatori del settore del turismo perché come
sappiamo quest'anno la Pasqua arriverà presto e come è sempre stato
con l'incremento dei flussi turistici e quindi della popolazione
della nostra Regione c'è anche un aumento della produzione di
rifiuti e, quindi, tutto ciò può creare un allarme significativo e
noi ci teniamo ad offrire un'immagine della nostra Sicilia che sia
un'immagine positiva fatta di bellezza e non di rifiuti.
Voglio, ovviamente, qui sottolineare il fatto che parliamo della
salute dei cittadini siciliani perché far fronte, in maniera
adeguata al ciclo dei rifiuti, significa tutelare la salute dei
nostri concittadini.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Governo, voglio partire proprio dalle
parole dell'onorevole Lupo, le ultime quelle del problema della
sanità. Purtroppo in questi cinque anni c'è stata una regressione
della gestione del ciclo dei rifiuti.
Un problema vecchio che deriva già dal 1998, quando l'allora
Presidente della Regione, Capodicasa, scrisse e gli venne
autorizzato, dopo pochi mesi, lo stato di emergenza e calamità per
questa nostra terra.
Da qui i rinnovi dopo rinnovi, passando per il governo Leanza,
successivamente quello Cuffaro, dopodiché quello Lombardo e non
ultima la richiesta dell'allora presidente Crocetta che, non
prendendo posizione sull'argomento chiedeva immediatamente lo stato
di emergenza che gli veniva autorizzato fino al 31 dicembre 2013.
Conosciamo tutti quelle vicende e abbiamo anche i dati della
raccolta differenziata, di quegli anni.
Il decreto del presidente del Consiglio di allora, prevedeva
alcuni obiettivi che non sono stati raggiunti, tra cui la raccolta
differenziata.
Tutti noi conosciamo bene, l'articolo 9 della legge 9 del 2010 che
prevede degli obiettivi di raccolta differenziata perentori. Si
parlava del 20% nel 2012, fino al arrivare al 65% nel 2015. Oggi,
se noi vediamo i dati ufficiali, che sono quelli dell'Ispra, ci
accorgiamo che la Sicilia è passata da una raccolta differenziata
di appena il 13% del 2012, ha avuto un incremento di appena due
punti, si parla di appena il 15%. Ed allora, giusto per rimanere in
tema e paragonare con altre Regioni: se noi pensiamo che nel 2013
la raccolta differenziata della Sicilia era il 13%, e giusto l'anno
scorso del 16, e analizziamo una regione come la Calabria, pensate,
ogni tanto quando si parla di profondo Sud si cerca di individuare
la Calabria. La Calabria, dal 14%, grazie ad una gestione
probabilmente migliore rispetto a quella degli ultimi cinque anni
raddoppia, più che raddoppia, la raccolta, passando al 33%. O
un'Isola come la Sardegna, che oggi è arrivata a percentuali di
oltre il 60%. E allora, ho ascoltato con attenzione gli interventi
di chi mi ha preceduto, siamo in uno stato di emergenza assoluta.
Ha ragione chi mi ha preceduto quando parla di costi maggiorati per
i Comuni per problemi di trasporto. Ma se in questi cinque anni non
si sono risolti questi problemi, qual è la parte politica che deve
giudicare l'operato dei primi cinquanta giorni dell'attuale Governo
regionale? Questa è la prima domanda che pongo all'Aula.
Allora, azioni importanti, come la richiesta di commissariamento,
io ho apprezzato molto l'attività del Presidente della Regione,
andando a chiedere con forza e con autorevolezza al Presidente del
Consiglio Gentiloni la possibilità di riavviare una procedura
straordinaria di emergenze, però a fianco di questa emergenza il
Governo, come sta cominciando a fare, deve programmare i prossimi
tre anni. Dobbiamo entrare in uno stato di normalità da qui ai
prossimi diciotto mesi, programmare i prossimi cinque anni.
Ed allora, si è parlato per esempio di trasporto dei rifiuti fuori
dai confini regionali. Ma noi, se abbiamo parlato di questo, ne
abbiamo parlato perché purtroppo la raccolta differenziata è al
15%, purtroppo gli impianti di compostaggio, quando si sono
approvate le SRR ci sono addirittura ambiti ottimali dove
all'interno dei quali non sono previsti gli impianti di
compostaggio. E allora come dovrebbe essere circolare il ciclo
della raccolta differenziata? Questa è l'altra domanda che pongo a
chi ha gestito prima la questione. Perché ci sono delle
autorizzazioni nuove, degli impianti di compostaggio, che non
vengono date? Perché altre che vengono date?
Signor Presidente, membri del Governo, una volta date le
autorizzazioni a società private si attende, ma si attende cosa?
Che si debbono vendere le autorizzazioni? Che si debbano fare
speculazioni? E un'altra domanda ci facciamo, e allora io ritengo
che il problema signor Presidente, il Governo e quest'Aula lo potrà
risolvere. E' vero che ci sono alcuni Comuni che hanno raggiunto
livelli ottimali di raccolta differenziata, ma è anche vero che le
città metropolitane rappresentano un grave problema per la media
regionale. Io ho visto l'ultimo dato del Ministero dell'ambiente.
Le città metropolitane di riferimento Palermo e Catania, le più
grandi, Catania è sotto l'8% e l'altra, Palermo, con ben due
finanziamenti di circa 25 milioni di euro, è sotto il 15%.
Ed allora non si capisce cosa si sia fatto. Questo Governo sono
sicuro che ha ben capito cosa si dovrà fare e allora sì vivere
l'emergenza ma subito programmare il ciclo integrato attivando gli
impianti di compostaggio.
Ce n'è uno, credo che sia a Sciacca, che è in essere ma non è
attivo e ci sono delle risorse all'interno del Dipartimento
rifiuti, mi dicono essere 55 milioni di euro con già cinque
impianti di compostaggio pronti per essere appaltati di cui non si
sa niente.
Sono gli impianti di Casteltermini, Noto, Augusta, Capo d'Orlando
e già due progetti esecutivi su Ravanusa e Terrasini, con i soldi,
ci sono 55 milioni di euro, e in questi cinque anni si è fatto
poco. Neanche uno se n'è attivato
C'è qualche realtà, qualche piccolo impianto di compostaggio che
può ricevere poche tonnellate giornaliere, c'è l'impianto di
compostaggio su Bello Lampo, funziona, non funziona: non funziona.
Allora, questo è uno dei temi, ma i temi sono anche i 27 ATO che
sono posti in liquidazione.
C'è una sentenza del 2016, Onorevole Presidente, in cui viene data
la possibilità ai creditori delle società d'ambito ottimale, oggi
poste in liquidazione, di poter procedere al pignoramento verso
terzi.
Si parla che questi ATO abbiano un debito verso i fornitori a
circa 1 miliardo e 500 milioni di euro.
Voi pensate che se tutti i creditori delle vecchie società
d'ambito dovessero fare il pignoramento presso terzi ai comuni, ci
sarebbe il collasso e la paralisi totale di tutti i comuni che
hanno aderito alle città d'ambito.
Signori colleghi, ritengo che questa sia la legislatura della
svolta; ritengo che sul tema dei rifiuti, - ma credo che lo
ritenga anche il Governo regionale - sul tema dei rifiuti, su
grandi temi come anche quello della sanità, - ma sono due temi
collegati - questa legislatura ci mette la faccia.
E ci mettiamo la faccia con tutti i siciliani, non ritengo che ci
siano colori politici quando si parla di raccolta differenziata, di
ciclo integrato dei rifiuti, di tassa Non parliamo di quanto costa
ai cittadini la tariffa che ogni comune applica ai propri
concittadini, però quando vediamo percentuali di raccolta
differenziata di questo tipo- mi ero scordato - Agrigento al 7,8%,
quindi una piccola cittadina anche se è capoluogo di provincia che
non riesce ad arrivare neanche all'8 per cento.
Allora, Onorevole Presidente, noi vogliamo dare sostegno al
Governo regionale affinché si possa avere con forza i poteri
speciali previsti, che credo verranno previsti, speriamo che il
Presidente del Consiglio Gentiloni decida di conferire al
Presidente della Regione dei poteri di commissario speciali, perché
ritengo che in questa fase, vivendo nell'emergenza, abbiamo bisogno
di grande autorevolezza e grande compattezza politica al di là dei
colori politici.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, Onorevole Presidente, Signori
Assessori, onorevoli colleghi. La mozione che presentiamo oggi a
firma del Movimento 5 Stelle, rappresenta il tentativo di
riprendere un discorso che si è interrotto quattro anni fa.
Quando la nostra collega, qui su questo scranno, presentò la
mozione n. 59 con la quale chiedeva di applicare le misure che
ormai sono cogenti in tutti i Paesi dell'Unione Europea tranne che
in Sicilia, quel discorso si interruppe pochi mesi dopo quella
discussione, oggi lo riprendiamo nostro malgrado, perché l'unico
sviluppo che c'è stato da parte dell'ex Presidente Crocetta e del
partito che lo appoggiava era mantenere lo status quo che avevano
portato avanti Cuffaro prima e Lombardo dopo.
Diciamo che le premesse con le quali si apre questo Governo non
sono delle migliori, anche alla luce del fatto, non me ne voglia il
collega che ha, diciamo, abbandonato l'Assessorato ai rifiuti, ma
non sono delle migliori perché dopo pochi mesi dall'insediamento la
poltrona dell'Assessore ai rifiuti è sguarnita e ci auguriamo che
presto un assessore, quanto meno, tecnico, possa ricoprire questo
ruolo.
Ciononostante noi vogliamo provare ad accordare fiducia al suo
governo Presidente, però è chiaro che abbiamo bisogno di uno sforzo
maggiore rispetto a quello che fino ad oggi abbiamo sentito. Lei,
giustamente, parla di emergenza. Lo faceva anche Crocetta. Lei ha
ereditato quello che il presidente Crocetta ha mantenuto in questi
anni. Ma abbiamo anche bisogno di una programmazione dei rifiuti.
Lo diceva prima il collega Aricò della maggioranza. Noi da questo
punto di vista siamo pienamente d'accordo, però il problema è:
accanto ad un meccanismo emergenziale noi dobbiamo costruire una
pianificazione che manca da vent'anni. La mancanza di uno strumento
di pianificazione crea un sistema schizofrenico anche sul profilo
degli impianti. In questo momento lo dicono tutti, è sotto gli
occhi di tutti, non abbiamo una pianificazione che permette un
meccanismo organico degli impianti.
Noi in questa mozione citiamo soltanto normative europee. Lo
facciamo perché come sa la materia ambientale dei rifiuti attiene
esclusivamente al comparto europeo.
Citiamo la direttiva 2008/98, una direttiva già vecchia di dieci
anni che stabiliva degli standard diversi da quelli della legge n.
9, 65 per cento di raccolta differenziata al 2012. Oggi siamo, mi
permetto di correggere i colleghi che mi hanno preceduto, al 24 per
cento di raccolta differenziata. I comuni che la fanno hanno
estrema difficoltà a conferire le frazioni merceologiche
differenziate. Il problema della mancanza di un piano dei rifiuti
non è soltanto strutturale. Lei parlava prima - ho letto un
comunicato stampa - di emergenza strutturale. E' vero ma il
problema non è soltanto strutturale, legato agli impianti. Il fatto
che manca un piano dei rifiuti impedisce la possibilità di accedere
ai fondi europei e questa è stata la stessa Commissione Europea che
l'ha detto pochi mesi fa. Abbiamo, in questo momento, congelati
tutti gli strumenti della programmazione FESR 2014 - 2020, ma le
dirò di più, il collega Cateno De Luca citava giustamente la
comunicazione verso un'economia circolare che sarà lo strumento con
il quale andremo, noi, Unione Europea, a modificare le direttive
sui rifiuti.
Ecco, con quell'intervento legislativo si sbloccheranno altre
somme, oltre quelle di cui sappiamo, e sono per i fondi di politica
di coesione centocinquantamiliardi di euro, per 2020
seicentocinquantamilioni di euro, per i progetti Life
centocinquantamilioni di euro.
Sono tutti soldi che sono congelati perché la Commissione Europea
ha chiarito che in questo momento la Sicilia è deficitaria sotto il
profilo del piano regionale dei rifiuti. Piano regionale - e anche
qui mi si deve consentire - che Crocetta ha tentato in mille modi
di rappresentarlo come già pronto e programmato. In realtà non ha
fatto altro che prendere il piano del 2012 di Lombardo, modificarlo
cento volte e ripresentarlo facendo credere che la Valutazione
ambientale e strategica fosse compiuta. Non è vero. Lo ha
dimostrato il Ministero dell'ambiente. Lo stesso Ministro da cui
lei è stato ricevuto nell'ordinanza 5 RIF dell'anno scorso, disse
fate il piano dei rifiuti altrimenti non vi sblocchiamo i fondi.
Ora è chiaro che il primo step è la pianificazione dei rifiuti
organici ed è quello che le chiediamo fondamentalmente. Non
facciamo altro che richiedere l'applicazione delle norme del codice
dell'ambiente, più di questo.
Lei sta chiedendo una dichiarazione dello stato di emergenza, o
comunque poteri speciali per gestire nell'imminente il problema. E'
chiaro che lei ha ereditato questa difficoltà e chiede di ampliare
le discariche, di aumentare la sponda, per esempio nella sesta
vasca di Bellolampo, in modo da potere conferire per qualche mese
in più, - questo abbiamo appreso - i rifiuti.
Ma il problema è, accanto ad una programmazione e un incremento
delle discariche bisogna avviare l'apertura di tutti quegli
impianti che in questo momento sono bloccati.
Noi produciamo in questo momento duemilioni trecentocinquantamila
tonnellate di rifiuti all'anno. Soltanto il 23 per cento in questo
momento va conferito in raccolta differenziata e nelle frazioni
merceologiche delle piattaforme private e in quelle di
compostaggio.
Il primo passaggio da fare è la ricognizione degli impianti di
compostaggio perché gli impianti di compostaggio sono quelli in
grado di captare il 40 per cento della raccolta differenziata.
Soltanto l'utilizzo del compost è in grado di incrementare la
raccolta differenziata del 40 per cento e questo come si fa? In
questo momento sono attivi otto impianti per una capacità di
duecentodiecimila tonnellate. Se noi riuscissimo ad avviare a
compimento quelli privati e quelli pubblici in brevissimo tempo -
sono i dati dell'ISPRA tra l'altro confermati dal suo nuovo
dirigente generale dei rifiuti - che, fino a poco tempo fa ma
credo lo sia ancora, è a capo dell'ufficio speciale della raccolta
differenziata, potremmo arrivare a 480 mila tonnellate di compost,
cioè di frazione umida. Soltanto questa azione potrebbe
incrementare la raccolta differenziata del 40 per cento.
Attenzione: soltanto questa azione.
Quindi il passaggio fondamentale è: ok in questo momento
ragioniamo su come gestire l'emergenza ma a tre mesi iniziamo ad
aprire tutti gli impianti che sono in stand-by.
Ce ne stanno 6 privati che sono realizzati ma fermi, e 4 che sono
uno a Catania, a Custonaci, a Ragusa e a Belpasso, più
l'ampliamento di Ciminna che possono di per sé aumentare la
raccolta differenziata.
Un altro passaggio centrale è sui TMB, trattamento meccanico
biologico stabilito per legge europea obbligatoria a pertinenza di
tutte le discariche. Non tutte ce l'hanno, il che significa che i
rifiuti devono gravitare da una discarica all'altra per avere il
pre-trattamento e poi il conferimento definitivo in discarica.
Questo ha aperto una procedura di infrazione, che chiaramente
ricade sulle tasche dei siciliani, e un esborso esagerato dei
comuni che devono fare la raccolta differenziata.
Lei l'altro giorno puntava il dito, se non erro, anche sui comuni
che non la fanno la raccolta differenziata, ci mancherebbe. Palermo
è al 14 per cento, Catania al 9 per cento. I comuni al di sotto dei
30.000 abitanti riescono a gestire la raccolta differenziata nella
media intorno al 30. Ma c'è un limite strutturale. Oltre ad una
certa capacità non hanno dove conferire. Se noi non apriamo gli
impianti non possiamo strozzare i comuni e sperare che questi
possano gestire la raccolta differenziata. O facciamo gli impianti
oppure quel limite del 30 per cento non potrà mai essere superato.
E in questo modo, anche in questo caso, bisogna fare una
ricognizione di quelli che sono tutti gli ambiti e il fabbisogno
esistente per potere capire quale deve essere il sistema
impiantistico.
Sulla governance un altro passaggio determinante, i colleghi che
mi hanno preceduto sottolineavano la duplicità di commissariamento.
Abbiamo i Commissari liquidatori dei soggetti gestori e i
Commissari delle SRR. Solo quattro su 18 SRR sono attive.
Il che significa che prima di parlare di governance, attenzione
noi siamo disposti a discutere sulla governance, sempre alla luce
di ragionare su economie di scala, perché se si ricorda bene
l'assessore Contrafatto presentò un disegno di legge ed individuava
nove ambiti territoriali, uno a provincia. Peccato che la Corte dei
Conti ci ha bacchettato dicendo No. Gli ambiti territoriali vanno
identificati su economie di scala per un numero massimo di cinque .
Il ragionamento lo possiamo fare in Aula su questo discorso, ma un
miliardo e 700 milioni di passività dei vecchi soggetti gestori
qualcuno li deve pagare. Quindi, o risolviamo quello, oppure è
inutile discutere di nuovi soggetti gestori. Quindi, sul tavolo
della contrattazione deve entrare anche un sistema di
commissariamento che sia, per la prima volta, efficace.
Detto questo, i punti che le chiediamo di osservare nella nostra
mozione sono fondamentalmente due: una programmazione attenta sulla
base di una redistribuzione degli ambiti e una serie di azioni
legislative che poi sono fondamentalmente quelle che fanno anche
gli altri Paesi e le altre regioni d'Europa, come per esempio la
separazione tra la gestione della raccolta e dello smaltimento.
E' assurdo, in Sicilia accade, che uno stesso soggetto gestore è
in grado di gestire l'attività della raccolta e l'attività dello
smaltimento.
Questo è anacronistico e anche monopolistico. Ed è un sistema che
non può avvenire.La separazione tra attività di raccolta in un
soggetto privato, chiaramente, e attività di smaltimento deve
essere separata, è un modello che è stato adottato da altre
regioni, lo possiamo fare anche noi anche alla luce del fatto che
sono pochi i soggetti privati che gestiscono le discariche.
Sappiamo nomi e cognomi di tutti.
Il divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili e riutilizzabili.
Anche questo è un principio che è stato introdotto con la nuova
comunicazione verso una economia circolare, perché non dobbiamo
farlo? Inserire, come dicevo prima, tutti gli impianti di
trattamento meccanico biologico all'interno delle discariche.
Applicare la tariffa puntuale, da qui a tre anni dall'approvazione
della mozione facciamo uno sforzo. Chiediamo a tutti i comuni,
forniamo i comuni degli impianti ma poi chiediamo loro di applicare
la tariffa puntuale.
Compostaggio domestico, compostaggio di comunità, piani di
razionalizzazione della filiera alimentare sono altri passaggi
determinanti.
In sintesi, onorevole Presidente, e concludo dimostriamo per una
volta che la politica in Sicilia è in grado di gestire i rifiuti
fuori da un modello emergenziale. Diamoci tre mesi per gestire
questo problema ma dopodiché portiamo da qui a sei mesi, in
Commissione Ambiente e poi in Aula, un piano regionale dei rifiuti
che sia un Piano regionale dei rifiuti così come stabilisce il
codice dell'ambiente e ripartiamo attraverso un modello ordinario.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha
facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione, ho
presentato una mozione che dice no ad un impianto biometano a
Francofonte. Ho sostenuto e cofirmato una mozione che dice no ad
una discarica di rifiuti speciali ad Agira. Ho emendato una mozione
che dice no ad un inceneritore nella Valle del Mela. E si potrebbe
commentare facilmente che per sottrazione, per somme di no, non si
risolve il problema dei rifiuti. Il problema è che questi no, che
siamo chiamati e costretti a dire, sono conseguenze. Il no non
riguarda una discarica, un inceneritore. Il no riguarda un modello
complessivo che è quello che lei ha ereditato e che questa
Assemblea regionale si trova a discutere ed a condividere. Il no
riguarda una spesa di 20 miliardi accumulata nel corso degli anni,
che sono un costo vivo che ha sostenuto questa comunità. Il no
riguarda le cifre con le quali ci troviamo a fare i conti: il 90%
di raccolta avviata nelle discariche.
Mi limito, allora, a dirle che credo che emergenza e poteri
speciali siano una consuetudine che dobbiamo rapidamente
abbandonare. Anche perché in Italia, in Europa, e, quindi, anche in
Sicilia, abbiamo leggi, norme puntuali, efficaci, presenti e capaci
di guidare e di accompagnare un piano per lo smaltimento dei
rifiuti in qualsiasi territorio della Repubblica. Ma le dico che
vorremmo evitare di ricevere risposte, atteggiamenti e consuetudini
opache, come questa Assemblea regionale ha dovuto subire nel corso
delle passate legislature.
La prima ragione di opacità sta nel fatto che da vent'anni si
aspetta di avere un piano organico, cioè un'idea, non solo una
strategia, un'idea, un punto di vista, uno sguardo rivolto al
futuro, una gestione delle risorse presenti e future legate
all'obiettivo che si vuole raggiungere.
E, naturalmente, un piano organico di smaltimento dei rifiuti, una
capacità di utilizzare le risorse con una loro finalità, è il
contrario dell'emergenza. E, viceversa, l'emergenza è una
condizione esemplare per garantire arbitrio, quindi, noi vorremmo,
anzitutto, che lei rapidamente ci presentasse la sua proposta, il
suo progetto, un rientro alla normalità che vuol dire superare
l'eccezionalità, ma superare anche la navigazione a vista che la
Regione ha affrontato giorno per giorno negli ultimi 20 anni.
L'opacità in passato ha riguardato anche l'assenza di risposte o,
a volte, l'assenza di domande.
Siamo di fronte a queste cifre che imbarazzano lei, che
imbarazzano noi. Ma queste cifre sono logica conseguenza del
passato. Se noi continuiamo a conferire il 90% dei rifiuti nelle
discariche, quasi tutte, private, credo che questo non sia frutto
del caso, di un destino cinico e baro, credo che sia anche il
frutto di una governance che ha avuto un atteggiamento di
particolare attenzione e benevolenza nei confronti delle grandi
famiglie che gestiscono le discariche private ma, tutto questo non
è, diciamo, un assunto che si definisce soltanto per logica ma
l'esame dei fatti concreti.
I 94 milioni, per esempio, che erano destinati ad impianti di
compostaggio, a nuovi impianti, e che sono stati girati ad ampliare
o a costruire nuove discariche: Enna, Gela, Bellolampo. Non siamo
di fronte ad un dato di fatto che ci consegna, come se fosse un
graffito immutabile, la storia. Siamo di fronte a scelte di spesa.
Non siamo di fronte all'assenza di risorse economiche. Siamo di
fronte alla scelta di destinare queste risorse economiche verso
altri usi, verso altri obiettivi.
Quasi 100 milioni di euro, che dovevano essere utilizzati per
rendere finalmente utili, agibili, fruibili, impianti di
compostaggio e sono stati destinati ad ampliare o a costruire nuove
discariche, sono una scelta. Una scelta di campo, una scelta, come
dire, di percorso e, probabilmente, anche una scelta amicale ed
amichevole nei confronti di coloro che dagli impianti privati,
oggi, traggono profitto. E' un affare.
Così come avere sprecato, lo ricordavamo la scorsa volta, quasi
300 milioni di fondi europei.
Il problema è che questa Regione non è povera, onorevole
Presidente, e lei lo sa, non è povera.
E' una Regione che ha deciso di sprecare, di non vedere o di
utilizzare male le risorse che ha. E, in quell'utilizzo, non c'è
soltanto dabbenaggine, non c'è stoltezza: c'è stato dolo Togliere
soldi agli impianti di compostaggio, per darli alle discariche
private, è un dolo politico non è una scelta superficiale.
Così come credo che la raccolta differenziata o noi la assumiamo
con toni salviniani, come un fatto genetico che appartiene ai
siciliani, o la assumiamo come la conseguenza, anche, di alcune
scelte. Vivere in tempo e regime di facile anarchia, dove
l'emergenza determina la prorogatio delle gare d'appalto, o altre
gare d'appalto vengono gestite e confezionate su misura soltanto
per alcune aziende, ha determinato anche che si arrivasse a questo
stato dell'arte, dove le grandi città siciliane hanno numeri
tragici, la nostra città è precipitata dal 18 al 9 per cento.
Allora, Presidente, io le chiedo di applicare la legge n. 19 del
2005 che dice che si commissariano le amministrazioni, si nomina un
commissario ad acta. Si definisce un crono programma con le
amministrazioni, ma se un'amministrazione non è capace di
rispettare a far rispettare, nell'arco di un tempo che è stato
insieme definito, quel programma si nomina un commissario ad acta,
ma non si può accettare l'idea che Palermo, Messina e Catania siano
impiccate a queste percentuali come se fosse un dato necessario
della loro vicenda e della loro storia.
E, in questo, mi permetta di fare riferimento ad una sola delle
vicende di cui oggi stiamo trattando, perché mi sembra
significativa, emblematica, una specie di fermo immagine che
racconta quale sia, oggi, lo stato dell'emergenza, qual è il
rischio dell'opacità e qual è la necessità di avere dal Governo che
lei presiede, risposte chiare: si o no. Penso alla discarica di
Agira, penso alla discarica di rifiuti speciali che contiene,
dentro di sé, tutti gli elementi di illegalità, illiceità e di
mancanza di buon senso che caratterizzano l'intero panorama delle
scelte che sono state accettate, o subite, nel corso di questi anni
non soltanto perché ricade su un'area a forte, come dire, sviluppo,
investimento economico nel settore dell'agricoltura, un'agricoltura
di qualità, non soltanto perché è una zona che nel corso degli anni
è stata martirizzata e martoriata da investimenti illeciti e
illegali, che avevano nel business dei rifiuti il proprio punto di
arrivo, ma anche per alcune cose specifiche rispetto alle quali chi
le parla, assieme ad altri colleghi, le chiede di intervenire.
Quando si apprende che c'è un'inchiesta della procura, perché pare
che alcuni interessi privati che hanno a che fare con l'area in cui
ricadrà questa discarica, si confondono e si sovrappongono con gli
interessi privati di alcuni signori che, a livello istituzionale,
hanno consentito che venisse autorizzata questa discarica e,
quindi, il sospetto che questo conflitto di interessi non sia una
coincidenza, ma sia un dolo specifico è una prima ragione per cui
la Regione, in autotutela, dovrebbe dire Non voglio metterci la
faccia ; la seconda ragione è che siamo di fronte ad una violazione
palese della normativa europea, siamo ad un chilometro e mezzo da
un sito di interesse comunitario. Se queste norme sono state volute
dall'Unione europea, recepite dall'Italia, assunte come elemento
normativo, non è per un fatto estetico ma perché, evidentemente,
delle vicinanze troppo ridotte, un'eccessiva prossimità, determina
un rischio per la qualità dell'ambiente, per la qualità della
salute, per ciò che viene tutelato dal punto di vista comunitario.
C'è questa cosa abbastanza bizzarra, di una commissione che deve
decidere di dare l'autorizzazione, sono trenta membri e il parere
positivo viene sottoscritto soltanto da quattordici componenti, che
diventano maggioranza grazie all'assenza di molti. Anche questo, di
fronte ad una scelta, con un impatto così pesante, così devastante
è possibile? Già siamo abituati a livello, come dire, nazionale ad
avere leggi di straordinaria importanza votate a colpi di
maggioranza con un voto in più, ma che si possa arrivare anche ad
decidere sul diritto alla salute dei cittadini, con un voto che
viene dato con maggioranze risicate all'interno di un organismo -
all'interno del quale, forse, insistono conflitti e interessi
privati - è una cosa che mi preoccupa, come mi preoccupa il fatto
che un altro progetto identico, ma presentato da altra ditta,
identico, quattro anni fa è stato accantonato. E, questo progetto
presentato dalla Agireco, quest'atto è stato rapidamente
accompagnato al suo esito.
Allora, Presidente, quello che le chiediamo, quello che le chiedo
è di garantirci che ci sia un atteggiamento di trasparenza nelle
scelte. Poi potremo non condividere le scelte, purché ci sia un
punto di verità e la mia è una domanda di verità. Le chiediamo di
intervenire, in autotutela, per ritirare questa autorizzazione per
non compromettere l'immagine della Regione e per non compromettere
gli interessi sacrosanti, il diritto sacrosanto alla salute e alla
tutela del territorio di chi oggi, e sono tanti, vengono a
protestare non perché si fa una discarica, ma per il modo in cui è
stato concepito questo progetto contro ogni norma di legge e contro
ogni buon senso.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana, che è
sottoscrittrice di più mozioni. Ne ha facoltà.
PAGANA. Membri del Governo, onorevoli colleghi, cittadini che ci
guardate in Aula e da casa, non nascondo l'emozione che provo qui,
questa sera, a parlare da questo scranno. E oltre l'emozione non
posso nemmeno nascondere il forte senso di responsabilità che
avverto. E' un senso di responsabilità che deriva dal fatto che
sono stata delegata da migliaia di cittadini a presentare, insieme
al Gruppo e anche insieme all'onorevole Fava, una mozione con cui
chiediamo il ritiro o la revoca in autotutela di una Valutazione di
Impatto Ambientale, che riguarda la costruzione di duna discarica
di rifiuti speciali nel territorio di Agira.
Questa - permettetemi - non rappresenta una semplice mozione,
questo è un vero e proprio grido di aiuto. Si parla di una
discarica. Si parla di una discarica di rifiuti speciali. E si
parla di un iter che è già stato avviato. E' stato avviato in tempi
troppo rapidi rispetto al normale. E' un iter particolare, verso il
quale la Procura di Enna ha già avviato un'indagine conoscitiva. E'
una discarica che andrebbe a deturpare e che, comunque, entrerebbe
in contrasto con il territorio dell'entroterra siciliano: dovrebbe
sorgere accanto ad alcuni siti dove si producono coltivazioni
biologiche. Sorge a 5 km da Agira, sorge a 1,5 km da un sito di
interesse comunitario.
Sono tante le irregolarità e, prima di entrare nel merito della
costruzione o meno della discarica, è opportuno riferire che già il
comune di Agira ha proposto un ricorso al TAR a causa di queste
anomalie.
Chiediamo di ritirare questo decreto e chiediamo di farlo perché
abbiamo tutti i motivi per poterlo chiedere e poterlo pretendere.
Presidente Musumeci, ho letto il discorso di insediamento, le
comunicazioni programmatiche, e ho letto la bellissima immagine
della Sicilia che si vuole dare, che si vuole creare, che si vuole
strutturare, seppur con molte difficoltà.
Ebbene io penso molto spesso a quell'immagine di Sicilia. Penso a
una Sicilia dove di agricoltura si possa veramente vivere, dove
l'agricoltura diventi il cuore, diventi lo stimolo dell'intera
economia. Penso a una Sicilia dove anche l'agricoltura possa essere
promotrice di un turismo nuovo, di un turismo innovativo e diverso
da quello mordi e fuggi a cui, purtroppo, siamo abituati. Una
Sicilia bella. Meravigliosa. Tutto questo che parte addirittura dal
cuore della Sicilia, dalla provincia di Enna e dall'entroterra
siciliano, dove si vive di agricoltura, dove si vive di allevamento
e zootecnia.
Ebbene io mi chiedo, e con i colleghi ci chiediamo e vi chiediamo,
ma il progetto di una discarica di rifiuti speciali non andrebbe a
cozzare con quell'immagine di Sicilia? Una discarica dove i
costruttori dicono di voler depositare soltanto l'amianto, tra
l'altro vendendo il progetto come bello, perché addirittura lo
smaltimento dell'amianto al cittadino verrebbe a costare meno E'
questa la Sicilia bellissima che abbiamo avuto il piacere di
ascoltare nelle dichiarazioni programmatiche, o che comunque
vogliamo tutti insieme, perché tutti insieme in quest'Aula vogliamo
questo? Secondo me e secondo il Movimento Cinque Stelle
assolutamente no.
Gli elementi per ritirare questa Valutazione di Impatto Ambientale
ci sono tutti. Ci sono irregolarità del tipo amministrativo, c'è il
fatto che questa valutazione di impatto ambientale è stata firmata
soltanto da circa la metà dei membri della Commissione fatta da 30
esperti, Commissione che, tra l'altro, se vogliamo analizzare da un
punto di vista normativo o comunque giurisprudenziale si pone in
contrasto con quelli che sono i principi dell'ordinamento perché è
una Commissione fatta da 30 soggetti che sono stati nominati a
totale discrezione; fin qui nulla di particolare, peccato che
questi soggetti possono esercitare un potere discrezionale, il che
si pone nettamente in contrasto con quelle che sono le leggi
dell'ordinamento italiano, ma soprattutto con la Costituzione.
Ritirare questa valutazione di impatto ambientale significa
ascoltare migliaia di cittadini. Ritirare questa valutazione di
impatto ambientale - e lo chiedo anche all'assessore Cordaro -
significa dare una speranza a chi oggi continua a produrre in
biologico, a chi oggi continua a scommettere sull'allevamento, a
chi oggi continua a scommettere sulla Sicilia, sulla zona interna
della Sicilia che è letteralmente abbandonata. Ritirare questa
valutazione di impatto ambientale significa salvaguardare la vita,
significa salvaguardare la salute dei cittadini che vivono lì, la
salute dei siciliani che non hanno nulla da invidiare alle altre
Regioni. Significa dare un segnale di vicinanza alla popolazione
che da troppo tempo è abbandonata ed inascoltata. Significa
riuscire a considerare questi cittadini dell'esistenza di questa
valutazione di impatto ambientale e questo è curioso e su questo
credo si debba lavorare. Si è venuti a conoscenza così, quasi per
caso, come un colpo di fortuna. Bisogna avere trasparenza, bisogna
cercare una Sicilia nuova, bisogna lottare per una Sicilia diversa.
Signor Presidente, le chiediamo, e lo facciamo con tutta la nostra
forza, ci appelliamo all'assessore Cordaro, di ritirare
assolutamente questa valutazione di impatto ambientale. E' un atto
doveroso nei confronti dei siciliani, è un atto doveroso nei
confronti di un insieme di cittadini ed alcuni sono presenti in
Aula. Ci sono centinaia di persone su Piazza del Parlamento che
stanno guardando la diretta streaming della seduta al freddo,
abbiamo montato un proiettore perché noi dobbiamo permettere alle
persone di entrare dentro le istituzioni e di viverle.
Lanciamo questo segnale, facciamolo insieme; passiamoci una mano
sulla coscienza e siamo convinti nel dire no alla discarica dei
rifiuti speciali ad Agira. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Campo,
sottoscrittore di più mozioni. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e cittadini
che ci guardano e che ci ascoltano da casa, ho ascoltato diverse
mozioni stasera che sono state presentate ed ho avuto come
l'impressione che ci fosse anche il tentativo di ribaltare le
responsabilità e addossarle al Governo, diciamo al nuovo arrivato,
all'ultimo arrivato.
Ebbene, negli anni addietro, in realtà, le responsabilità sono
tante basta scorrere addirittura di vent'anni o forse più e
ripartirle equamente verso tutti coloro che il problema dei rifiuti
lo hanno sempre affrontato senza volerlo veramente risolvere.
I cittadini, sicuramente, non hanno la memoria breve come si può
pensare e non sono passati né lustri e né anni, soltanto pochi mesi
da quando il Presidente Crocetta è stato restituito ai suoi affetti
familiari e, quindi, ricordiamo bene di chi sono le responsabilità
che ci hanno ridotto in questo stato in cui la Sicilia versa adesso
ed è uno stato di emergenza assoluta.
Io dico non bisogna inventarsi nulla di nuovo, le soluzioni sono
tante e funzionano basta copiare dalle altre Regioni o dagli altri
Paesi dove tutto viene smaltito e si arriva ad una percentuale di
raccolta molto alta.
Forse, qua, nessuno vuole mettere veramente le mani in ciò che
puzza; sì, perché la spazzatura non è che puzza perché è spazzatura
ma puzza perché, purtroppo, è legata, spesso e volentieri, a
speculazioni, a mafia, ad equilibri che vengono toccati e che
nessuno vuole scardinare veramente.
Per governare bene questa Regione ci vogliono due cose
principalmente: le mani libere dagli speculatori e la volontà di
costruire politiche fruttuose e a vantaggio dei cittadini;
successivamente, ci vuole progettualità e lungimiranza.
Questo è quello che chiediamo a questo Governo, una visione
lucida, una visione che parta da cose semplici ma funzionanti e
funzionali.
La raccolta differenziata, come le direttive ci impongono, deve
arrivare al 65 per cento. Ebbene, sappiamo che c'è un sistema
integrato, un sistema del prendere, ovvero, del porta a porta e del
lasciare, cioè dell'Isola ecologica.
Oltre a questo, ci sono tanti altri strumenti che ci
permetterebbero di potere arrivare ad un riciclo quasi integrale e
totale del rifiuto, mi riferisco agli impianti di compostaggio, ai
digestori anaerobici, ai centri di raccolta a impianti per il
trattamento biologico dei rifiuti; questo, addirittura,
permetterebbe di smaltire e di trasformare in valore anche il
rifiuto solido non compostabile perché si potrebbe trasformare,
appunto, in
(Durante l'intervento dell'onorevole Campo si verifica un problema
tecnico ai microfoni)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 19.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto.
Stava parlando l'onorevole Campo. Per problemi di natura tecnica
riprendiamo dai banchi della Commissione.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ricomincio,
insomma, da dove avevo lasciato. Quando si parla di rifiuti le
parole sono forti; Carlo Levi diceva Le parole sono pietre , così
forti che si è guastato il microfono. Mi dispiace per i cittadini
che sono fuori a guardare la diretta streaming.
Allora, entro nel vivo della mozione che ho presentato. Avevo
terminato dicendo che bisogna trasformare integralmente il rifiuto
in risorsa. A Scicli, nel territorio della provincia dove vivo,
purtroppo, questo non è stato fatto. C'è una piattaforma di
smaltimento rifiuti tossici e pericolosi che si estende per ben 40
mila metri quadri; questa piattaforma dovrebbe smaltire 200 mila
tonnellate annue di cui 115 mila tonnellate di questi rifiuti sono
appunto tossici e pericolosi.
La cosa grave, la più grave, è che quando sarà a pieno regime non
smaltirà solo i rifiuti del nostro territorio, ma anche rifiuti
provenienti da ovunque, anche da paesi esteri.
Ecco, io reputo immorale che la spazzatura possa essere portata in
un territorio, fra l'altro a soli 1.800 metri da un centro abitato
e parliamo di un centro abitato come Scicli che ha riconosciuto il
titolo di Patrimonio dell'UNESCO, a soli 1.400 metri dal torrente
Fiumara di Modica, dove verranno sversati liquidi oleosi; trovo
immorale introitare la spazzatura ed i rifiuti tossici di altri
luoghi, così come, Presidente, trovo immorale che, noi stessi,
inviamo la nostra spazzatura altrove. Ognuno deve poter smaltire,
con gli impianti adeguati, i propri rifiuti.
Le ricordo che nel 2016, quando era Presidente della Commissione
Antimafia, lei stesso revocò in autotutela quest'atto che dava,
appunto, le autorizzazioni all'ampliamento di questo impianto di
rifiuti tossici.
Ecco, io adesso, alla luce di quello che sta succedendo nel nostro
territorio, le chiedo di perseguire quella strada e cioè di
ritirare, in autotutela, la Via, anche a fronte del fatto che è
stato redatto un nuovo piano regolatore, pertanto sono cambiate le
stesse condizioni urbanistiche di quel territorio. Adesso è un
territorio a vocazione prettamente agricola. Nuovamente, le dico è
molto vicino al centro abitato, quindi, costituirebbe un grave
danno per la salute, con un rischio igienico-sanitario per i
cittadini. Inoltre, c'è il rischio che venga revocato quel titolo a
cui siamo tanto legati, che è quello appunto di essere sito e
patrimonio dell'UNESCO.
Questo sta accadendo, adesso, nel comune di Scicli dove i
cittadini non possono accettare questa cosa e si sono, nuovamente,
mobilitati come fecero nel 2016.
Concludo parlando anche di un'altra cosa che ho letto nelle varie
mozioni che sono state presentate. E' spuntata la parola, alquanto
brutta a mio avviso, di inceneritore . Allora, l'inceneritore è
qualcosa, lo dice la parola stessa, che non genera valore, che
incenerisce, che distrugge. Io penso che la Sicilia non abbia
bisogno di qualcosa che crei soltanto distruzione, perché in questi
anni è stata distrutta abbastanza, ci hanno già pensato tutti. Fra
l'altro, l'inceneritore avrebbe l'unico valore di produrre calore,
ma in Sicilia non abbiamo bisogno di calore, non ci serve.
Insomma, è un qualcosa che non valorizza un bel nulla, pertanto le
chiedo, nell'ottica di una Regione virtuosa, che possa avere,
appunto, un ciclo di rifiuti, di economia circolare e
valorizzazione dei materiali di consumo, di non prendere in
considerazione questa parola, appunto, inceneritore e di cercare
di costruire, di costruire valore aggiunto e di far diventare il
rifiuto una risorsa.
Queste sono le due cose che, nelle due mozioni che ho firmato, mi
sono permessa di chiedere al Governo e spero che vengano prese in
considerazione nell'interesse di tutti i siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo
che rappresenti un atto di grande responsabilità per quest'Aula
avere affrontato l'emergenza dei rifiuti in maniera così solerte,
dal momento che tra le tante emergenze che, ahimè, ci siamo
ritrovati a dover fronteggiare in questo primo scampolo di
legislatura, quella dei rifiuti, probabilmente, rappresenta quella
che desta maggiore preoccupazione tra la cittadinanza, anche alla
luce del fatto che, stando così le cose, si fa fatica a trovare una
soluzione che possa essere stabile e duratura in tempi brevi.
Siamo, come Gruppo Fratelli d'Italia, estremamente fiduciosi circa
la capacità, presidente Musumeci, che il Governo da lei
rappresentato, ha di adottare le strategie migliori per
fronteggiare questa emergenza e sono anche ansioso di sentire la
sua relazione su questo tema.
Tuttavia, qualcosa è già trapelato. E tutto quello che ho sentito
dire, ovvero temporaneo conferimento al di fuori dei confini della
Regione, poteri straordinari per cercare di bruciare i tempi
riguardo l'implementazione infrastrutturale per il biocompostaggio,
implementazione dei volumi delle discariche, sono tutti
provvedimenti che mi sento assolutamente di condividere nel breve e
medio termine. Tuttavia, ritengo che sia giusto dare ai cittadini
anche delle linee guida che mirino ad una risposta nel medio e
lungo termine. Credo che il tema necessiti di risposte che siano
lungimiranti.
E, da questo punto di vista, entrando nel merito della questione,
credo che non si possa fare a meno di valutare le direttive che
provengono dall'Unione europea, quelle contenute principalmente
nella cosiddetta Agenda 2030 che suggerisce di adottare un
approccio che vada ad abbandonare il ciclo di gestione dei rifiuti
lineare - quello del conferimento in discarica - per, gradualmente,
adottare il ciclo di gestione dei rifiuti circolare; quel ciclo di
gestione dei rifiuti dove il rifiuto venga riutilizzato al fine di
generare energia pulita, che possa anche essere reimmessa nel
mercato per ottenere degli introiti che il comparto pubblico può
utilizzare per fornire dei servizi ai cittadini anche a prezzi più
bassi.
Abbiamo esempi non soltanto fuori dall'Italia, ma anche in Italia,
dove questo approccio è stato utilizzato. In Belgio, ad esempio,
nel distretto municipale di Malbech i cittadini non pagano più le
imposte sui rifiuti, perché il comparto pubblico ha adottato questa
politica ottenendo in cambio introiti, perché l'energia è stata
venduta a buon prezzo sul mercato. Ma anche in Lombardia,
attraverso l'impianto di biomasse di Bergamo, l'energia pulita
viene fornita a 24 mila famiglie lombarde ed il biofertilizzante
che viene prodotto basta per tutto il comparto agricolo della
Lombardia.
Ed io so, per avere seguito la campagna elettorale, che questo
tipo di approccio è un approccio che il suo Governo vuole
sicuramente portare avanti nel medio e lungo periodo.
Nel breve periodo è però chiaro che non possiamo ritenere di non
utilizzare gli strumenti delle discariche o gli strumenti dei
termovalorizzatori ma, se è vero come è vero, che dobbiamo seguire
quelle direttive, questi strumenti devono essere considerati in via
residuale.
Ed ecco che, essendo questi strumenti da utilizzare in maniera
residuale, entro nel vivo della mozione che abbiamo presentato e
che si riferisce alla paventata installazione di un inceneritore
nella Valle del Mela.
Esiste in corso una procedura ministeriale che ha già visto il
rilascio dell'Aia nel giugno del 2017 e che, successivamente, è
passata dalle mani del Ministero dell'Ambiente che ha già
rilasciato parere positivo per la valutazione di impatto
ambientale. Si aspetta il parere del Ministero dei Beni Culturali
e, a dire la verità, già in passato, due volte, il Ministero dei
Beni Culturali ha rigettato questa procedura, ha dato parere
negativo perché il piano paesaggistico del 2016 stabilisce per
quell'area che è necessario che vengano adottati tutti i possibili
accorgimenti per ridurre il carico inquinante e mitigare l'impatto
visivo, vietando il potenziamento degli impianti industriali già in
essere.
Tuttavia, all'interno di questa procedura è possibile anche che la
Regione emetta un parere che non ha alcun valore vincolante ma che
può avere un valore politico notevole per tutti gli abitanti del
comprensorio che ci chiedono fortemente, Presidente, che la Regione
possa dare un segnale di vicinanza ai territori.
Vede, signor Presidente, come dicevo, non siamo contrari ad un
grande inceneritore nella Valle del Mela perché siamo contrari a
qualsiasi tipo di inceneritore; siamo contrari all'inceneritore
nella Valle del Mela perché riteniamo che sia di buon senso evitare
di andare ad aggiungere un altro elemento di grande impatto
ambientale su un'area già fortemente compromessa.
Recentemente, il 18 gennaio, il Centro Nazionale Ricerca ha
pubblicato un dossier che riguarda un'area, quella di Ospedaletto,
che presenta le stesse caratteristiche della Valle del Mela: grandi
stabilimenti industriali, flussi veicolari molto intensi ed un
enorme inceneritore.
Ebbene, è stato dimostrato che le maggiori patologie ed il tasso
di mortalità aumenta esponenzialmente in quell'area proprio a causa
delle esalazioni dell'inceneritore. Quindi, signor Presidente,
credo che nell'adottare tutte le strategie di medio, breve termine
e di medio e lungo termine dobbiamo anche avere il buon senso di
ascoltare il territorio e di evitare di installare, se è
necessario, impianti di questo tipo in zone già molto, molto
danneggiate precedentemente.
Chiediamo questo parere al Governo e, a questo punto, mi ricollego
anche, visto che ho del tempo ancora a disposizione, a quanto detto
precedentemente con riferimento alla discarica di materiali
pericolosi di Agira. Anche lì ci sentiamo di esternare delle
perplessità circa l'iter procedurale per come è stato descritto
precedentemente dai miei colleghi ed anche per i conflitti di
interesse che, a quanto pare, si sollevano in merito a quella
questione.
Rimaniamo a disposizione, comunque, del Governo per la risoluzione
dei problemi relativi alla gestione dei rifiuti ed aspettiamo
chiaramente di avere una risposta su questa mozione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri,
sottoscrittore di mozioni. Hanno chiesto, poi, di parlare, avendo
concluso la facoltà di dare la parola ai sottoscrittori, per cinque
minuti ciascuno, gli onorevoli Cracolici, Savarino, Compagnone,
Pullara, Ragusa, Calderone, Foti, Di Paola e Marano. Se non ci
sono altre richieste, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
cittadini, vorrei portare all'attenzione dell'Aula due argomenti,
uno relativo al progetto Solgesta, progetto gemello che vuole
nascere a Francofonte in provincia di Siracusa, e Gallitello in
provincia di Trapani e, l'altro, la realizzazione
dell'impiantistica della SRR Trapani Nord. Quindi, il nostro no ad
un impianto non è semplicemente un no ma è il sì alla
realizzazione, in particolare, di tutta un'impiantistica che
permetterebbe di chiudere il ciclo dei rifiuti della provincia di
Trapani, permetterebbe, quindi, di trasformare il rifiuto in
risorse, in risorsa economica, di ottenere delle economie e,
quindi, dei risparmi delle Amministrazioni fondamentali per,
appunto, risolvere il problema dei rifiuti della nostra Provincia
e, al pari, credo che lo stesso ragionamento si dovrebbe utilizzare
in tutte le Province visto che la legislazione nazionale parla
proprio di chiusura del ciclo dei rifiuti a livello provinciale.
Ora, in particolare, abbiamo visto una situazione dei rifiuti
allarmante, una percentuale di raccolta differenziata che, da poco,
ha raggiunto il 20 per cento e che ci pone gli ultimi in Italia
come Regione e che, a giudicare dal decreto Ronchi, noi, entro il
1999 dovevamo raggiungere la percentuale dei rifiuti di raccolta
differenziata del 65 per cento ma, ahimè, se continuiamo ad
aumentare di questo passo, oltrepasseremo la percentuale del 65 per
cento nel giro di diversi decenni.
Quindi, tutto questo, sicuramente a causa di una disorganizzazione
totale, della mancanza di pianificazione e, soprattutto, tutto
questo ha dei responsabili, ha avuto dei responsabili ben precisi,
perché hanno favorito interessi privatistici a discapito degli
interessi collettivi, a discapito della realizzazione degli
impianti in Sicilia, quindi, mi auguro, finalmente, che adesso si
possa invertire, in maniera decisa, questa tendenza, una tendenza
che, ahimè, ha visto nel governo Crocetta la sua massima
espressione di immobilismo e di mancanza, proprio, di
pianificazione.
Quindi, dobbiamo assolutamente cambiare, in particolare, questa
situazione.
Questo quadro, diciamo, desolante ha anche un'ulteriore
conseguenza, ossia quella di vedere il proliferare di tutta una
serie di proposte di realizzazione di impianti che nascono sotto
diverse denominazioni ma che, poi, non sono altro che impianti di
incenerimento, sto parlando, ad esempio, di impianti al biometano,
sto parlando di gassificatori e così via, c'è una lunga casistica
ma non sono altro che degli inceneritori che, soprattutto, non
possono essere autorizzati perché non sono previsti da alcuna
pianificazione, né da parte della SRR, né da parte della Regione.
Quindi, si deve partire, appunto, da quei progetti - come dicevo -
che già esistono nei cassetti da anni e che, addirittura, sono
stati autorizzati e, quindi, passo subito al contenuto di un ordine
del giorno che, oggi, ho presentato che è la realizzazione di tutta
la pianificazione della SRR Trapani Nord, ad esempio, che già dal
2009, vede appunto la presentazione, in particolare, di diverse
impiantistiche come, ad esempio, l'impianto di compostaggio a
Calatafimi-Segesta in un territorio confiscato alla Mafia,
l'impianto di Buseto-Palizzolo e, soprattutto, l'allargamento della
discarica di Trapani di Borranea per i rifiuti non pericolosi e
l'impianto, come dicevo, di Buseto-Palizzolo.
Ecco, queste impiantistiche - come dicevo - già hanno avuto le
autorizzazioni da parte della Regione e, addirittura, sin
dall'aprile del 2010, sono state presentate diverse istanze di
finanziamento all'Ente regionale competente.
Risulta, invero, che siano stati inseriti nel cosiddetto Patto per
il Sud, l'impianto di compostaggio di Calatafimi-Segesta,
l'ampliamento della discarica di contrada Borranea a Trapani ed il
relativo completamento della piattaforma con il TMB.
Quindi, mi chiedo: che fine hanno fatto questi progetti?
Per quanto riguarda il progetto della Solgesta è dallo scorso
luglio, dal 31 luglio che, insieme ai miei colleghi, presentiamo
diverse richieste di accesso agli atti per capire di che tipologia
di progetto si tratta visto che, appunto, era presentato anche da
parte dell'Amministrazione, a suo tempo, con un impianto al
biometano.
Ecco, da luglio ad oggi, ancora non è stato possibile avere il
progetto; dagli Uffici della Regione ci hanno risposto che potevamo
andare direttamente in Assessorato a guardare il progetto. Siamo
andati direttamente in Assessorato a fare delle fotocopie e dalla
relazione progettuale abbiamo visto che è un impianto che è
rappresentato come un impianto a biometano, era un gassificatore di
rifiuti, sia per quanto riguarda Gallitello che per quanto riguarda
Francofonte.
Inoltre è stata presentata pure la procedura che è giunta a
completamento, e questo è avvenuto senza pubblicare minimamente
progetti e tutti gli atti relativi a questo progetto. Quindi, a
nostro avviso, secondo tutte le normative che abbiamo preso in
considerazione e che citiamo nella mozione oggi presentata, ci sono
tutta una serie di vizi e irregolarità, lacune relative alla
mancata pubblicazione, alla poca trasparenza di questi progetti che
rendono nulla tutta la procedura.
Fra l'altro, la stessa Legambiente che è stata interpellata dal
sindaco di Calatafimi, ha presentato un parere tecnico, dove dà un
parere sostanzialmente negativo alla realizzazione di questo
progetto, in quanto ci sono tutta una serie di lacune procedurali,
mancanza di documenti e manca anche la via.
La stessa amministrazione di Calatafimi, dopo questo parere di
Legambiente, ritira il parere precedentemente positivo che aveva
dato per revocare in autotutela il parere condizionato a suo tempo
espresso, rilevando non poche anomalie, gravi dubbi e palesi
perplessità riguardanti il progetto della Solgesta.
Io, insieme con i miei colleghi parlamentari abbiamo presentato
pure un esposto alla procura della Repubblica.
Abbiamo diffidato l'Amministrazione regionale dal procedere a dare
ulteriori pareri favorevoli e a ritirare in autotutela la procedura
già arrivata a compimento e quindi, chiediamo attraverso la mozione
oggi presentata di annullare la procedura relativa alla domanda
presentata dalla Solgesta e presso Gallitello e presso Francofonte.
Soprattutto oggi, come dicevo, vogliamo accendere il riflettore su
tutta l'impiantistica che è stata presentata, i progetti che sono
già stati presentati dalla SRR di Trapani che permetterebbero di
chiudere il ciclo dei rifiuti dell'intera provincia, al pari di
provvedere nel più breve tempo possibile a fornire un piano dei
rifiuti regionale che sia coerente e che permetta in tutte le
province della Sicilia di andare a realizzare l'impiantistica
necessaria.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che una
discussione del genere, inevitabilmente, rischia di partire come è
successo in tutte le diverse legislature che negli ultimi anni si
sono susseguite, partendo dal dato che chi c'era prima ha lasciato
il disastro.
Ed è una parte della verità. Il tema è da dove si parte in quel
prima e al di là di dove si parte perché potrei raccontare da dove
siamo partiti quando per primi abbiamo utilizzato i poteri
emergenziali per realizzare quello che, a mio avviso ha prodotto il
disastro perché con i poteri emergenziali la Sicilia, con il
commissario per l'emergenza dei rifiuti ha realizzato 27 ATO.
Con i poteri commissariali ha definito un progetto di
termovalorizzatori che, come è noto alle cronache, è stata
dichiarata nulla la gara perché anche le procedure di gara,
pensando di utilizzare poteri in deroga alle norme nazionali e
comunitarie, si sono fatte in violazione di tutto compreso il fatto
che poi si è visto, ma su questo ci sono diversi atti parlamentari
e, non ultima la commissione nazionale sulla questione dei rifiuti
che ha acclarato che quell'appalto altro non era che un appalto
combinato con sistemi di infiltrazione della criminalità che, in
qualche modo, aveva davanti di gestire la prospettiva
dell'emergenza dei rifiuti in Sicilia con una logica
prevalentemente di affari.
Non a caso quel sistema di programmazione e di progettazione
prevedeva ad esempio che l'intera quota, anzi per la verità più
della quota che in Sicilia viene prodotta ogni anno, sarebbe andata
a termovalorizzatore e si sarebbe pagato il pieno per vuoto qualora
quei rifiuti non fossero stati conferiti ai quattro
termovalorizzatori.
Perché parto da questo? Non per un dato della storia, la storia
com'è noto è sempre oggetto di valutazione e di opinioni.
Il dato è che, Presidente, lei ha iniziato questa sua esperienza
di Presidente della Regione, come dire, come tutti quelli che
arrivano e raccontano quello che trovano, dicendo che c'è una
situazione drammatica, che c'è una situazione emergenziale. Ed in
nome di questa situazione drammatica e di questa situazione
emergenziale ha pensato che la soluzione, se c'è un'emergenza, è
quella di provare a chiedere una deroga ai poteri ordinari della
Legislazione vigente allo Stato per esercitare i poteri di
commissario.
Io devo dirle che mi preoccupo molto di questa scelta anche per
lei personalmente. Perché il potere derogatorio fa assumere al
commissario, che nel caso di specie altro non sarebbe che il
Presidente della Regione che tra l'altro ad oggi, talmente
l'emergenza è tale, che il Presidente della Regione non è riuscito
a trovare qualcuno che faccia l'assessore con delega al ramo, anche
perché uno di quelli che aveva individuato, diciamo, dopo qualche
giorno, qualche ora, ha visto bene di mettere le ruote sulle gambe
e fuggire prima possibile. Addirittura ha ipotizzato, l'onorevole
Figuccia, che quell'esperienza ne poteva determinare persino il
rischio della sua vita. Saremmo curiosi di sapere quali minacce ha
ricevuto nelle ore, nelle poche ore che ha svolto quell'attività e
se queste minacce sono state, diciamo, formalmente prodotte.
Chiedo qualche minuto in più, sono solo all'inizio. Quello che
però mi preme, Presidente, è sapere qual è l'emergenza che abbiamo.
Perché oggi il rischio è che siccome c'è un'emergenza, alla fine si
scarica questa emergenza nel punto finale della catena, cioè i
Comuni. Perché, io vorrei conoscere se ad esempio le quantità
conferibili nel sistema di scarico centrico che è stato costruito
in Sicilia le quantità di rifiuti conferibili nelle discariche,
quanto ce n'è ancora potenzialmente disponibile. E se queste
quantità sono compatibili con la possibilità di accompagnare a
questa gestione di completamento dei rifiuti in discarica, attività
ordinaria che mettono in moto quelle attività necessarie, ad
esempio sbloccando i 150 milioni di euro del Patto per il Sud, che
sono stati attivati per realizzare una serie di impianti
soprattutto finalizzati a sostenere l'attività della differenziata
dei Comuni.
Mi interesserebbe capire se la disponibilità reale e non
raccontata, accertata, certificata con i tecnici, ci consente di
fare un piano di trasferimento dei rifiuti determinando una
condizione in cui i rifiuti non diventino, diciamo, uno dei flussi
turistici della Regione. Perché vorrei raccontare che in Sicilia i
rifiuti viaggiano tre volte: primo, dal luogo di produzione, cioè
il Comune, al luogo di trasferenza; secondo, dal luogo di
trasferenza al luogo dove c'è l'impianto Tmb; terzo, dal luogo dove
viene trattato il rifiuto nel recapito finale della discarica, con
situazioni - ad esempio quella di Palermo - dove Comuni che da
Carini, o dalla provincia più lontana, dal comune più lontano della
provincia di Palermo, vengono a Bellolampo. Quindi, prima lo
portano ad Alcamo nella stazione di trasferenza, poi da lì viene
trasferito a Bellolampo, da Bellolampo dove viene trattato col Tmb,
viene trasferito a Lentini.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego di avviarsi a
conclusione.
CRACOLICI. Sì. Il tema che abbiamo, sarebbe stato utile sentire al
contrario il Presidente della Regione, e poi magari avere un
dibattito
MILAZZO. Già lo sappiamo come la pensa
CRACOLICI. Sei bravo perché conosci il mio pensiero, quindi sei in
grado anche di anticipare il mio pensiero.
Presidente, il tema che abbiamo dinnanzi è che oggi, con la
dimensione dell'emergenza che si è determinata questo è un
ulteriore colpo mortale ai nostri Comuni. I nostri Comuni non
saranno in grado di sostenere i costi aggiuntivi per trasferire a
quattrocento chilometri di distanza i rifiuti che vengono
trasferiti a Bellolampo.
I nostri Comuni non sono più in grado di sostenere tutto ciò,
anche perché c'è un paradosso: più i comuni fanno differenziata e
quindi dovrebbero ridurre i costi per i cittadini, più rischiano di
aumentare i costi di fatto negando le ragioni per cui si fa la
differenziata, cioè dare un sistema di convenienza ai cittadini.
Allora, non so se la soluzione è il Commissario; io, fossi in lei,
qualche riflessione in più la farei, ma la soluzione che
bisognerebbe trovare è su come non scaricare sui sindaci e sulle
amministrazioni un problema di incapacità organizzativa del sistema
Regione e quando dico sistema Regione non intendo solo
l'Amministrazione regionale, intendo le SRR, intendo il gioco degli
specchi tra i vecchi ATO in liquidazione e le nuove società,
intendo un sistema di irresponsabilità che coinvolge anche
l'Amministrazione nel suo dipartimento.
Noi abbiamo - e concludo - un piano dei rifiuti rielaborato,
approvato a gennaio, a febbraio del 2016 dalla Giunta che è fermo
all'Assessorato Territorio e Ambiente per la Vas; mentre abbiamo
autorizzato, abbiamo dato il nostro parere favorevole all'impianto
di San Filippo del Mela che prevede un mega inceneritore in Sicilia
dove - dobbiamo intenderci - serve o non serve il mega
inceneritore? Io penso di no Ma non perché sono contrario ai
termovalorizzatori, vorrei che fosse chiaro e non sono tra quelli
che si iscrive al partito ideologico del NO ai
Termovalorizzatori . Il problema è capire se ce ne servono uno,
due, tre, di mega inceneritori o se non serva un sistema di
prossimità dove sia possibile anche per la quota a valle della
differenziata, secondo le percentuali previste dalla legge, gestire
anche la fase di termovalorizzazioni, ma con sistemi piccoli che
siano anche in grado di non avere costi per il trasferimento di
quella quota residuale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, l'ho interrotta tre volte
Concluda perché anche gli altri hanno diritto a parlare.
CRACOLICI. Ho finito Presidente, non si agiti
PRESIDENTE. Non mi agito, ma la invito a concludere.
CRACOLICI. Le chiedo scusa Presidente, allora il tema che abbiamo
dinanzi è sapere da parte sua, signor Presidente della Regione, e
quindi del suo Governo, al di là dell'emergenza che c'è da
vent'anni, quali sono le soluzioni che nell'immediato e nel futuro
intende gestire sia per l'emergenza, sia per dare finalmente un
carattere ordinario a un tema drammatico che riguarda questa
Regione che è appunto l'emergenza rifiuti.
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Foti, Di Paola e Marano del
Movimento 5 Stelle hanno chiesto di parlare. Sono tre, devono
diventare due perché lo prevede il Regolamento. Pertanto, fatemi
sapere chi rinuncia.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi, l'affermazione più brillante
che ho sentito sino adesso è quella - a mio modesto avviso -
dell'onorevole Aricò quando dice e pronuncia una locuzione, una
frase che a me è veramente piaciuta tanto, non tanto da un punto di
vista formale, onorevole Presidente, ma da un punto di vista
sostanziale.
Orbene, l'onorevole Aricò ha parlato di legislazione della svolta
per quanto riguarda l'annoso e gravosissimo problema dei rifiuti.
Io, signor Presidente, a nome del mio Gruppo Forza Italia,
desidero sottoporre alla sua attenzione, sia pure per le vie brevi,
stante il ristretto numero di minuti che mi è concesso per
Regolamento e che osserverò; ho da sottoporle soltanto, tra
virgolette, una raccomandazione, che è la seguente: la legge n. 9
del 2010, la nota legge, in parte inapplicata e le successive leggi
regionali 2 del 2012, 1 del 2013 e 1 del 2014, ad oggi, possiamo
dire che sono la rappresentazione plastica di un fallimento. Di chi
sia la colpa o di chi non sia la colpa, chi ha cagionato questo
sistema strutturalmente disastroso a me personalmente poca importa,
perché è specioso, inutile e financo paradossale dare sempre le
colpe agli altri.
Signor Presidente, la invito a non adottare una strategia del
mettere le toppe. Parafrasando e facendo un'analogia, a me sembra
il codice di procedura penale varato nel 1989 che a pezzo a pezzo,
riforma dopo riforma, miniriforma dopo miniriforma, è diventato un
altro codice ed ha acclarato il fallimento dell'ordinamento
processuale penale.
Stessa cosa, a me pare, sia accaduta con i rifiuti. Se è vero come
è vero che il presidente che l'ha preceduta, presidente Musumeci,
ha emesso sedici ordinanze temporanee ed urgenti ai sensi
dell'articolo 191 del testo unico sull'ambiente. Cioè è stata
gestita la questione, uso un termine certamente poco elegante,
spazzatura, soltanto in via emergenziale.
Non è questa la strada. La strada è una svolta strutturale che
riguardi non soltanto la gestione. Ho seguito con l'attenzione
massima che meritava la sua comunicazione programmatica a proposito
delle competenze e dell'orientamento della sua signoria e del
Governo circa la possibilità di gestione da parte delle province.
Ebbene, e ho letto pure un disegno di legge che nel 2013,
l'onorevole Ioppolo aveva presentato a tal uopo. Ecco quella può
essere una buona strada.
Però, se poi, signor Presidente e signori del Governo, non si
passa dall'aspetto gestionale all'aspetto concreto, cioè dove vanno
a finire i rifiuti e come è la raccolta dei rifiuti, cioè al piano
rifiuti, all'impiantistica, ci troveremo fra qualche mese e forse,
ahimè, fra qualche anno, non voglio essere facile profeta, ma
pessimo in questo caso, a parlare sempre della stessa cosa,
inceneritore sì, inceneritore no. Lo dico, non per andare ad
innestare inutili e sterili polemiche. Il problema non è
l'inceneritore, il problema non è il singolo impianto, il problema
non è la discarica dalla settima vasca o l'ottava vasca di
Bellolampo.
Il problema, signor Presidente, ed è questa la raccomandazione
accorata che il mio gruppo le sottopone, quello di dare una svolta
epocale, come dice l'onorevole Aricò la legislazione della svolta.
E come ha detto anche l'onorevole Trizzino del Movimento cinque
stelle che ci sia una programmazione strutturale. L'emergenza è
ovvia. Non possiamo né sfuggire, né scappare dall'emergenza in
questo momento. Però con uno studio approfondito, perché veda
Presidente, a me sé stato insegnato da sempre, ed è stata la stella
cometa della mia vita, se si studia, se ci si applica, se si ha
volontà, se si evitano le polemiche, appunto, auspico un documento
comune, ed è questo il mio sogno tra virgolette, il risultato si
raggiunge.
Se, invece, cerchiamo di mettere la toppa, l'inceneritore, il
compostaggio, la settima vasca, la differenziata sì, la
differenziata no, è chiaro, è sotto gli occhi di tutti che non è a
pieno regime.
Ma se si scrivono le norme, si adotta un piano che sia un vero
piano, se si scrive esattamente, correttamente, in maniera dotta ed
articolata ed è questo il punto, sono convinto e persuaso, signor
Presidente, ed è questa la raccomandazione che noi arriveremo ad
una soluzione strutturale e importante.
Veda, signor Presidente - e concludo - si è parlato, lo ha fatto
non ricordo quale collega, del problema veramente sorprendente, non
voglio usare altro termine, della discarica di Agira. A me fa
veramente specie considerare che a sette giorni dalle elezioni
viene emesso un decreto assessoriale.
Hanno parlato di revoca in autotutela.
Signor Presidente, io Le rappresento, da modestissimo operatore
del diritto, e le consegno soltanto questa osservazione: c'è una
violazione di legge acclarata perché c'è una norma che prevede che
a determinata distanza non si può costruire la discarica.
Quando si viola intenzionalmente una norma per arrecare vantaggio
o danni, si rientra nel paradigma dell'articolo 323 del Codice
Penale e questo sicuramente chi l'ha preceduta doveva saperlo.
Quindi, io auspico un suo provvedimento. La conosco e la conosco
da tanto tempo e conosco la sua adamantina condotta che l'ha sempre
contraddistinta nel corso della sua vita personale e politica.
La ringrazio e chiedo scusa per avere sforato il tempo massimo.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io farò di
tutto per limitare il mio intervento ed essere nei tempi dei cinque
minuti.
Purtroppo, mi accorgo sempre di più che quando si tratta
l'argomento rifiuti c'è, molto spesso, una grande confusione. Si fa
di tutta l'erba un fascio, si mischiano capre e cavoli. Purtroppo
si fa un po' di confusione e molto spesso il risultato è quello di
produrre tante chiacchere con pochi risultati.
Mi attengo, invece, al nostro modo scientifico di ragionare, caro
signor Presidente, per cui si fanno le diagnosi e le terapie.
La diagnosi qual è? La diagnosi l'abbiamo detta un po' tutti. E'
davanti gli occhi di tutti.
Vorrei fare un po' di chiarezza su questa cosa, perché quando si
fa di tutta l'erba un fascio, non è mai buono; nel 2009 fu fatto un
piano di rifiuti e quel piano di rifiuti era chiaro ed era coerente
con la legislazione europea. Prevedeva e metteva al centro del
sistema, il sistema di raccolta porta a porta, fu fatto da una
commissione autorevolissima, studiato, messo a punto ed approvato
da questa Aula. Prevedeva la riduzione del quantitativo della massa
della spazzatura così come oggi tutta la legislazione europea
prevede. Prevedeva, in questo criterio, la maggiore possibilità di
riuso e di riciclo e, quindi, riducendo al minimo la quantità di
indifferenziata che poi viva Dio non ha nessun senso e non ha più
senso parlare di termovalorizzatori sì, termovalorizzatore no, come
spesso si determina nelle discussione e nella cattiva informazione
che si fa anche sui giornali, perché diventa un problema residuo.
E quando giustamente l'onorevole Cracolici chiede è necessario o
meno un termovalorizzatore e quanti termovalorizzatori si devono
fare , è la scienza che ce lo dice, caro collega Cracolici. E'
molto semplice.
Noi produciamo circa 2 milioni e mezzo, poco più, poco meno, forse
poco meno, di tonnellate di spazzatura. Dalla ricerca scientifica e
l'esperienza che viene fatta in tutti i Paesi dove i
termovalorizzatori ci sono ormai da anni, io li ho visti,
normalmente un termovalorizzatore per essere a pieno regime non può
andare sotto la termovalorizzazione di 200 circa tonnellate di
spazzatura. Il che significa che deve essere da 200 in su.
Il che significa che in Sicilia, se proprio questo
termovalorizzatore si vuole fare per coprire quella quota parte del
10 per cento di rifiuti che noi non riusciamo a riutilizzare e a
riciclare, corrisponde a circa un termovalorizzatore in Sicilia. E'
più che sufficiente.
Ecco perché quella programmazione dei quattro termovalorizzatori
era truffaldina. Ecco perché l'idea di farne sei è ridicola. Punto.
Detto questo la terapia qual è? E' molto semplice. E' quello che
c'è scritto nella legislazione europea, è quello che prevedeva il
piano dei rifiuti del 2009 e noi facciamo confusione e non
seguiamo.
Questo passato Governo avrebbe potuto seguirlo. In quel progetto,
in quel piano dei rifiuti c'erano preventivati ed organizzati e
finanziati con 200 milioni di euro 19 impianti di compostaggio.
Tutti abbiamo detto e tutti sappiamo come quando tu togli questo
40%, 30 o 40% di umido, di materiale organico, hai già risolto il
problema perché caro Presidente, avendo tolto il 40% di quello che
noi produciamo che è organico, frutta, verdura e tutto quello che
rimane dalla nostra tavola, rimane niente, perché il vetro, la
plastica, il cartone, ormai lo ricicliamo, lo riutilizziamo e c'è
chi se lo compra. Alla fine, rimane un misero 10%. Questo ci dice
la scienza e questo ci dice l'esperienza.
Questo 10% poi, o lo mettiamo nel termovalorizzatore, che più di
uno non è il caso, o lo vogliamo mettere in una discarica già
esistente, fatta bene. Nell'uno e nell'altro caso, vi posso
garantire, che non si inquina. E ce lo dice la scienza. La scienza
attuale, per carità, poi, fra 20 anni può essere che saremo
contraddetti ma, oggi, la scienza ci dice, con un
termovalorizzatore fatto bene, con i forni che lavorano a 1200
gradi centigradi o una discarica, fatta bene, vi posso garantire
che, oggi, non si inquina.
E queste sono le metodologie più moderne, altro non c'è, e siccome
qualche cosa dobbiamo farla per risolvere il problema, questo è
quello che noi dobbiamo fare.
Cosa le dico, allora, signor Presidente con molta serenità:
facciamo questo.
Facciamo subito un piano di rifiuti coerente con questa
impostazione, anche perché se non abbiamo il piano dei rifiuti non
riusciamo a prendere quei finanziamenti, quei fondi della Comunità
europea che servono per fare gli impianti.
Facciamo gli impianti: molti sono fatti ed alcuni non vengono
fatti funzionare, vediamo di fare funzionare gli impianti e quando
parlo di impianti parlo, soprattutto, degli impianti di
compostaggio. Facciamoli dove non ci sono e facciamo funzionare
quelli realizzati e che non vengono fatti funzionare.
E lì, caro signor Presidente, poi facciamo in modo che i comuni
facciano il loro dovere, perché anche questo piagnisteo dei comuni
poveretti. I comuni, e molti sindaci, hanno le loro responsabilità
e ve lo dice uno che ha fatto il sindaco. I comuni e i sindaci
hanno le loro responsabilità, i cittadini hanno le loro
responsabilità, perché non ci si può deresponsabilizzare pensando
che qualcuno debba risolvere il problema quando tutti ce ne
freghiamo, compresi i sindaci, compresi i cittadini.
E neppure si può, come al solito, immaginare di cambiare tutto per
non cambiare niente, signor Presidente. Questa cosa ci tengo a
dirla chiaramente.
Le SRR non è vero che non funzionano, non è il sistema che non
funziona, sono gli uomini che non li fanno funzionare i sistemi.
Ed io faccio l'esempio della macchina, un automezzo: se io metto
un automezzo nelle mani di uno che non sa guidare, l'automezzo non
mi funziona. Non è colpa dell'automezzo. Con questo cosa voglio
dire? Non buttiamo il bimbo con l'acqua sporca , come si dice.
Ci sono delle SRR che funzionano e che, oggi, stanno cominciando a
lavorare. Ci sono molti comuni, è stato detto, che, oggi, grazie
alla pressione anche mediatica, stanno cominciando a fare la
raccolta differenziata. Aiutiamoli Non sfasciamo tutto
Ecco perché io mi sono permesso, seppur sono assolutamente
d'accordo alla mozione a firma dell'onorevole Aricò ed altri,
compreso il mio Capogruppo, non sarei così affezionato al discorso
di 9 impianti, 7 impianti, 7 ATO, 7 SRR, ma sarei, invece, attento
a tutelare quelle realtà che funzionano e che rischiamo, nel
momento in cui noi buttiamo tutto, di ridurre ancor di più e fare
un danno a quella che è la raccolta differenziata, perché riduciamo
ulteriormente la raccolta differenziata delle percentuali che si
realizzano in Sicilia.
Propongo, quindi, di avere un minimo di elasticità in questo
senso, prevedendo anche qualche sub-ambito, dove è necessario,
tutelando quelle realtà che hanno, invece, saputo bene amministrare
e sono forse l'esempio per la Sicilia della buona amministrazione e
della tutela dell'ambiente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, Governo, colleghi, deputati ed ospiti che
ci seguono qui dall'Aula e da casa, mi devo riservare un minuto del
mio intervento per leggere: La dottoressa Contrafatto, audita
dalla commissione bicamerale sulle attività illecite connesse al
ciclo dei rifiuti della XVII legislatura, in merito al piano dei
rifiuti, dice che non può più considerarsi adeguata la situazione
normativa vigente perché per essere un piano adeguato deve seguire
degli iter con acquisizione di pareri, passaggi
Ed in quella occasione furono saltati proprio perché eravamo in
emergenza. Ora che l'emergenza non è stata più reiterata, in
automatico, è un piano che a stretto rigore di diritto, non è
conforme.
Immagino che il Presidente Musumeci, che in fatto di Commissione
Antimafia si è fatto riconoscere come persona preparata e che ha
approfondito parecchi temi, oltre questo aspetto conosca anche
altri aspetti.
La scorsa settimana, durante la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, non nego il mio stupore, alla fine, quando ho
sentito la collega, nell'avere scoperto che il PD, tutto a un
tratto, chiede a lei cosa succede nel mondo dei rifiuti. Forse,
avrebbe potuto fare una telefonata all'ex Assessore, perché giusto
qualche mese fa è stato Assessore, quindi sanno perfettamente lo
sfacelo che c'è stato consegnato da Capodicasa, Cuffaro, Lombardo,
Crocetta si è solo degenerato, si è decomposto con sovrapposizioni
di illegittimità su illegittimità e perdita di denaro.
Presidente, il mio messaggio è molto semplice perché i colleghi
hanno detto un po' di tutto e tutte cose giuste e condivisibili.
Lei deve fare una scelta: questi 2 milioni e centomila tonnellate,
che mediamente 100 euro a tonnellata sono 210 milioni solo di
conferimento in una quantità di discariche che, tra grandi e
piccole, si possono contare sulle dita di due mani, li dobbiamo
mettere, questi 200 milioni, nelle tasche di poche persone o
dobbiamo creare, attraverso l'economia circolare, un modello
diffuso di ricchezza, di occupazione e di rispetto di quello che ci
dice la normativa europea?
Noi, qui dentro, non dobbiamo pensare come dei dinosauri con dei
modelli superati. L'Europa dice di spegnere gli inceneritori, in
altre regioni lo hanno fatto ok, è il passato. Oggi, dice di
spegnerli, oggi dice di riutilizzare le materie: è un dovere. Ed
allora finiamola Utilizziamo gli strumenti che abbiamo. Avrà
bisogno di tempo e dell'aiuto di tutti, essere comunità con la
nostra regione dal singolo cittadino, ai sindaci, alle città
metropolitane, agli assessori che siedono con lei quasi tutti
coinvolti in questo processo, perché l'assessore per l'Agricoltura
non può permettere che sorgano inceneritori, impianti impattanti in
luoghi dell'eccellenza, come ad esempio Valle del Simeto zona di
Biancavilla dove devono costruire impianti di distruzione della
materia e inquinanti, perché il valore dei prodotti agricoli che si
affermano sul mercato perderebbero la loro riconoscibilità. Così
come ad Agira, la stessa identica cosa. Invece, ha bisogno di
compost di qualità, per contrastare la desertificazione; allora, lì
il processo dei rifiuti si lega in una delle sue matrici per
diventare risorsa per l'agricoltura.
Lei ha incontrato i Rettori delle Università; la ricerca ci viene
incontro per tutte quelle frazioni secche che non sono riciclabili,
quello che avviene in altri paesi. Allora progettiamo, immaginiamo
come riutilizzare quelle frazioni, come costruirle in maniera
diversa. E poi, Presidente, partendo anche dalle semplici mense
pubbliche, la riduzione dei monouso a partire dagli ospedali.
Quando si fanno le gare pensiamoci, scuole, mense, centri di
accoglienza di primo e secondo livello per l'immigrazione. Anche lì
l'utilizzo delle stoviglie compostabili o riutilizzabili si può
fare. Ed allora, lavoriamo insieme all'Assessore per le Attività
produttive per dare sostegno a chi offre questi servizi, affinché
non produca scarti, non produca monouso.
E poi, Presidente, battere forte i pugni a Roma perché molte delle
eredità, ad esempio quello che sta succedendo a Pace del Mela dove
si deve bruciare CSS per ottenere energia che possiamo ottenere dal
sole e da altre fonti che non inquinano e che non creano
devastazione. Non è il problema devastiamo un'altra porzione del
territorio, o continuiamo a tempestare territori già massacrati.
Lei deve dire no a entrambi, perché bruciare il CSS, ossia scarti
plastici, è una misura prevista nello Sblocca Italia , quella
odiosa imposizione per cui anche lei, quando era deputato di
opposizione, si è fermamente contrariato. A quello dobbiamo
guardare, lì si deve fare la bonifica, non si può cercare un
artifizio per favorire un gruppo di affari, tenersi in tasca i
soldi della bonifica e continuare a distruggere un territorio ad
altissima vocazione agricola, turistica come quello della Valle del
Mela.
Ci sono degli strumenti molto semplici - e concludo - che sono, ad
esempio, il decreto 266, quello sul compostaggio di comunità,
signor Presidente, permette per impianti da 1, 10, 60, 130
tonnellate un'autorizzazione semplificata di semplice comunicazione
ai comuni, che devono avere un regolamento per il compostaggio. Ce
n'è uno pronto. Il presidente Crocetta in una delle terribili
ordinanze, una era efficiente, parlava di questo, dava indirizzo ai
comuni.
Ed allora, noi, attraverso questi semplici impianti, di cui,
quelli da 1 e 10 tonnellate sono compostiere statiche, le abbiamo
viste sul TG3 l'altra settimana, una a Siracusa che accoglie
l'umido di una settantina di famiglie, e l'anno precedente ancora a
Ferla ed anche ad Augusta persino all'interno di un carcere, e lì
la gestione è affidata ai cittadini, che hanno uno sconto nella
tariffa, immediato Oggi Domani si può fare Impianti da 60 a 130
tonnellate, per 180 utenze o 390 utenze, sono compostiere
elettromeccaniche poco più grandi di una cella frigorifera e lì
immediatamente
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha già superato di due minuti il tempo
a lei assegnato. La invito a concludere.
FOTI. per i piccoli borghi può avere immediatamente il via una
sana gestione dei rifiuti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, noi in Commissione Territorio e
ambiente , la Commissione che io presiedo, stiamo facendo un lavoro
di audizioni e di ascolto, anche dei territori, prima di affrontare
nel merito la normativa che la Corte dei conti ci ha chiesto di
cambiare, non solo gli enti locali e i riferimenti di questo
sistema che hanno già appurato che in alcune parti va modificato e
migliorato. Un sistema che ha bisogno, ovviamente, di una regia e
di un coordinamento che fino ad ora è mancato.
Noi abbiamo ereditato - lo dicevano prima di me - una situazione
disastrosa. Non so quanto è antica e di chi sono le colpe, ma di
certo, in questo momento, abbiamo una serie di criticità che
dall'ascolto che stiamo facendo in Commissione degli operatori,
degli SRR, dei liquidatori ex ATO, vengono fuori in maniera
lampante. Criticità legate a una sovrapposizione di soggetti e
quindi di competenze. Criticità dovute ai debiti che si stanno
accavallando tra ex ATO e ora SRR. Criticità dovute anche a debiti,
dovuti al fatto che i comuni non sempre pagano queste società, e
quindi ci sono dei crediti certi che però non vengono reperiti.
Abbiamo delle criticità legate al personale, perché la norma di
riferimento parla di utilizzazione del personale; ma questa dizione
di utilizzazione viene interpretata in maniera diversa da alcuni
SRR rispetto ad altri, per cui alcuni ritengono che il personale
debba rimanere in capo alle SRR e solo in uso alle società che
svolgono di fatto la gestione dei rifiuti in ARO - quindi vincendo
gare d'appalto - altri ritengono che, invece, il personale debba
passare a loro e, quindi, non più in un rapporto con le SRR.
Ci sono SRR che si muovono in un modo e altre SRR che si muovono
in un altro. E' chiaro che qui serve dare un'indicazione chiara.
Probabilmente, sarà anche solo amministrativa, potrà bastare una
circolare. Se serve interverremo in Aula; però, è una delle
criticità che stiamo riscontrando.
Abbiamo riscontrato una criticità che ci ha allarmato. Molti ci
hanno detto - noi non abbiamo ancora concluso il nostro giro di
audizioni - che già da anni giacciono nei Dipartimenti richieste di
autorizzazione di impianti che se fossero stati autorizzati anni
fa, probabilmente noi oggi avremmo un sistema dei rifiuti molto più
efficiente e in condizioni di chiudere il ciclo anche all'interno
degli ex ATO.
Questo non è successo. Ci stiamo chiedendo perché, perché queste
autorizzazioni da anni sono ferme e a chi è servito non
autorizzarle? Ci stiamo chiedendo quante di queste sono giacenti
perché alcune ce le hanno riferite soggetti pubblici, ma ce ne
saranno anche di soggetti privati, immaginiamo che ce ne siano
diverse, che questi non siano solo casi isolati ma che sia un
malcostume che in questi anni in qualche modo ha bloccato
l'impiantistica, favorendo il conferimento in discarica.
L'onorevole Foti prima di me diceva il costo di questo
conferimento in discarica che, cara onorevole, noi abbiamo scoperto
essere a volte anche oltre i 100 euro da lei citate, addirittura
150 euro. Ed anche su questo una criticità che abbiamo scoperto e
che allarmati abbiamo segnalato agli Uffici e che stiamo
attenzionando è che non abbiamo capito come questa tariffa sia
stata individuata e come in alcune realtà come Bellolampo è di 80
euro a tonnellate in altre 100 ed in altre 150 euro e perché
all'interno di questa tariffa in alcuni casi ci sono 20 euro post
mortem per gestire la discarica una volta esaurita, sapendo che,
magari, gli stessi soggetti poi accedono ad altri finanziamenti per
la bonifica delle discariche esaurite e quindi paghiamo due volte
la stessa cosa.
Sono tante le criticità che stiamo scoprendo. Abbiamo una
differenziata altalenante, alcuni comuni meritevoli arrivano al 65,
all'82 per cento. Abbiamo parlato di Delia, di tanti comuni che
hanno avuto premi anche nazionali, altri sono vergognosamente a
zero e non sono solo le grandi aree metropolitane che preoccupano,
che sono al 7, all'8 per cento, ma anche grosse città come Licata
che sta affrontando adesso un'emergenza rifiuti, ma dove il
cittadino e l'amministrazione non si mettono in condizioni di
operare una scelta che aiuti la differenziata e che, quindi,
faciliti questo sistema di rifiuti che è chiaro che deve portare ad
un sistema circolare, come più volte è stato detto prima di me, e
condivido le parole dei colleghi che mi hanno preceduto, condivido
quanto scritto e detto anche dai colleghi del Movimento Cinque
Stelle.
Il sistema a regime è quello, a regime, ma noi oggi abbiamo una
situazione disastrosa ereditata, chi ha memoria lunga dice per
colpe di cinque anni fa, chi ha memoria più breve non giustifica
gli ultimi cinque e nove anni, ma un sistema che certamente va
affrontato, proponendo e questa è la richiesta che arriva da me
nella qualità di Presidente di Commissione, proponendo a noi un
piano regionale dei rifiuti che noi ci impegneremo ad attenzionare,
ad approvare in tempi brevissimi e dando a noi, a lei, Presidente,
e al Dipartimento una relazione chiara a termine delle nostre
audizioni in cui queste criticità non saranno semplicemente
esposte, che serve a poco, ma anche ci preoccuperemo di individuare
i modi per cui queste criticità possano trovare risposte e
soluzione. In alcuni casi, ritengo, saranno soluzioni semplicemente
amministrative, in altre sarà necessaria una circolare
assessoriale, in altre ancora una modifica normativa.
Questi sono mesi importanti in cui tutti noi siamo chiamati a
tentare di risolvere, e non deve essere solo un tentativo, deve
essere una certezza, dare un piano regionale rifiuti che ci
permetta di accedere a quei finanziamenti, che ci permetta di
chiudere il circolo che possa diventare virtuoso dei rifiuti e
tutto questo in tempi, purtroppo, brevissimi.
Il nostro impegno c'è, lo stiamo facendo con grande attenzione, lo
stiamo facendo con grande scrupolo, sapendo che il tema è delicato
ma non arretrando davanti alle responsabilità politiche di nessuno.
Chi ci ha preceduto, chi adesso gestisce e, possibilmente,
consegnando a chi verrà dopo una situazione non più emergenziale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Musumeci, ritengo che gli interventi che abbiamo ascoltato stasera
in Aula siano interventi di grande livello culturale e di
preparazione perché - penso - che il problema dei rifiuti sia molto
sentito da tutta la collettività siciliana ed i vari territori che
si vedono investiti, magari, di nuove discariche che dovranno
nascere, sono preoccupati ma sono certo che noi, insieme,
risolveremo questo grande problema con la collaborazione reciproca
perché ci sono tutte le condizioni per risolverla.
Io la trasferisco, in quattro minuti, in provincia di Ragusa, una
provincia che, in questi anni, ha fatto grandi progressi, fascia
trasformata, zootecnia, coltivazione biologica, abbiamo approvato
il piano paesaggistico e, quindi, vorremmo integrare quello che è
l'agricoltura con il turismo che sta andando anche molto bene
perché, gran parte della nostra Provincia, è tutelata dall'UNESCO
e, quindi, vuol dire cultura e, quindi, patrimonio culturale e,
quindi, bellezza; bellezza è Scicli, così la definì Vittorini, la
più bella città del mondo , ci sono già due discariche, una morta
ed una in via di sistemazione. La ex Provincia, nell'individuare 6
macro aree, va ad individuare, ancora una volta, Scicli.
Allora, io non comprendo, chi stila questo tipo di attività, chi
fa questo tipo di studi ma non si rende conto che ci sono già due
discariche e ne vuoi ancora un'altra progettare, preventivare?
Inoltre, pare, e questa è una cosa certa, stia partendo una
piattaforma per rifiuti particolari.
Allora, caro Presidente, io mi chiedo una cosa: da che parte
vogliamo andare? Da una parte i cittadini si stanno
autodeterminando e hanno scelto, come modello, il turismo, la
cultura e, quindi, va a cozzare con questa programmazione sui
rifiuti. E' da qui che deve partire la vera rivoluzione. Cambiamo
sistema, cambiamo metodo, ascoltiamo i territori, ascoltiamo la
nostra gente perché solo ascoltando, noi, potremmo fare cosa grata
e importante per la nostra Terra.
Tornando a Scicli, io so che ci sarà, adesso, un incontro con la
collettività perché è chiaro che c'è un allarme molto forte, ma
speriamo di risolvere tutto nel miglior modo possibile, grazie
all'intervento di un Governo regionale attento che si prodigherà
per trovare soluzioni ottimali, nell'ambito dei rifiuti solidi ed
urbani che noi produciamo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevole colleghi, è fuori discussione che, questa sera,
dopo oltre tre ore di discussione in Aula, i contributi che sono
arrivati da tutti i Gruppi - penso - convergano sulla stessa linea
che è quella di efficientare al meglio quella che, oggi, è una
tragedia: cosa fare con questi rifiuti? Quale via percorrere?
Mi permetto, però, di dire, Presidente, che prima ancora di
pensare al come, per potere attuare un piano strutturale, bisogna
necessariamente capire cosa abbiamo.
Ritengo che, quando uno debba ristrutturare un appartamento e
decide di cambiare tutto, però, poi, vuole mantenere i mattoni,
vuole mantenere la finestra perché, quasi, quasi, funziona e non la
perdiamo, allora non è più un ristrutturare un sistema ma,
significa, un mettere alcune toppe.
Cosa voglio dire, Presidente? Lo dico come Presidente del Gruppo
che rappresento e lo dico anche da Sindaco, innanzitutto ritengo
fondamentale abolire e dare seguito a quella che è la liquidazione
di questi ATO.
Questi ATO gravano, per un miliardo e 800 milioni di euro di
passività, con una Corte dei conti che, più volte, ha sollecitato
la loro chiusura.
Ogni ATO ha una propria storia. Qui i colleghi le hanno un po'
rappresentate tutte questa sera però ritengo che, nel momento in
cui una società è in liquidazione ed ancora continua, in qualche
maniera ad esistere perché ci sono i commissari, perché ci sono i
mezzi, il carrozzone è ancora vivente e con dei costi. Questo è già
un punto da cui partire per risolvere, una volta e per tutte, la
questione degli ATO.
Inoltre, dal 2012 questa Regione ed ancor prima, da quello che
dicevano i colleghi, dal 2012 questa Regione ha un piano
emergenziale. Questo piano non è mai stato sostituito con un piano
di gestione di questi rifiuti. Secondo me questo è il passaggio
fondamentale, pregnante, principale che bisogna fare.
Qui, ognuno ha dato uno spaccato del proprio territorio, se fare o
no gli inceneritori, gli esperti eccetera ed è una materia dove non
mi voglio addentrare però bisogna, in qualche maniera, rendere
giustizia alla verità. E' vero che oggi questa gestione dei rifiuti
è in mano a pochissimi. I rifiuti, come dicono dalle mie parti la
munnizza serve per fare soldi . Questa è una questione che questo
Governo non può mettere in secondo piano.
Se significa fare soldi perché è vero che ci saranno gli 80 euro a
tonnellata, ma è anche vero che nel caso del mio territorio per
portare al centro di compostaggio noi paghiamo 80 euro per quanto
riguarda il centro di compostaggio e, quindi, la frazione di umido,
ma nel momento in cui il sistema è saturo e lo sarà dal 20 di
questo mese e, quindi, mi devo spostare sul versante Mazara del
Vallo, Marsala, il trasporto raddoppia. Idem per quanto riguarda
l'indifferenziata, in questo momento noi andiamo a Siculiana perché
Sciacca è chiusa e paghiamo 140 euro a tonnellata.
Questi sono soldi e non voglio farla lunga, ma il discorso dei
costi deve essere un discorso fortemente attenzionato perché i
cittadini, lo abbiamo detto quando lei ha enunciato le sue linee
programmatiche da quella postazione, abbiamo detto che ai cittadini
bisogna dare servizi. I cittadini chiedono bollette calmierate, ma
nel momento in cui i costi aumentano, necessariamente questi costi
ricadono sui cittadini e siamo punto e a capo.
Ed allora, oggi, signor Presidente, al netto di quello che vuole
essere un accorato appello dal parte del Gruppo parlamentare che
rappresento, dico, la prima cosa, mi permetto di suggerire, la
prima cosa: questi ATO vanno completamente archiviati; vanno
completamente chiusi.
Io mi sono trovata a gestire, un anno e mezzo fa, un contratto di
comodato d'uso, dal mio predecessore di 50 mila euro annui, quando
l'ATO era in liquidazione, cioè continuano ad essere fonte di
dispendio di energie economiche.
Questo è un punto che non può più funzionare, fermo restando
quello che diceva la Presidente della IV Commissione, che bisogna
capire per quale motivo i costi lievitino da una parte ad un'altra
della Sicilia e non ci sia un prezzo calmierato per tutti.
Quindi, mettere mano a questa annosa materia vuol dire ripartire
da zero per capire che cosa è che si inceppa.
Inoltre, voglio sottolineare, qui si è detto la mozione che noi
abbiamo presentato, lo sottolineava in qualche maniera ed io
francamente, non sono molto d'accordo, per quanto riguarda la
negatività degli ARO. Ma perché gli ARO sono qualcosa di negativo e
perché le CCR che dovrebbero sorgere lo sono altrettanto?
Quando l'ARO funziona, se l'ARO funziona e a quel punto è
facilmente intercettabile la responsabilità perché è dei sindaci,
perché sono due, tre i cinque comuni che si mettono insieme. A quel
punto la responsabilità è presto delineata. Quando lavoriamo su
larga scala, le responsabilità si spalmano e si perdono e non si
capisce.
Quindi, volevo ritornare sulla questione della criticità degli ARO
che invece, ritengo essere, quando funzionano, una risorsa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Presidente, Governo, onorevoli colleghi, oggi a proposito
di rifiuti non potevo esimermi dal fare proprio un intervento.
Io vengo da Misterbianco e com'è noto si ha una discarica a soli
500 metri dal centro abitato. Questa discarica, nata nel 1992,
rappresenta la mala gestione dei rifiuti che dura da 25 anni dei
governi che si sono susseguiti ed il completo disinteresse della
politica di attuare un progetto, un piano rifiuti che abbia come
obiettivo la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini e la
qualità di vita dei cittadini.
I cittadini di Misterbianco e di Motta Santa Anastasia respirano
quotidianamente i miasmi provenienti da questo ecomostro.
Praticamente, hanno perso il diritto a respirare, hanno perso il
diritto di passeggiare nel proprio paese, hanno perso il diritto di
respirare a pieni polmoni o semplicemente di aprire una finestra.
La stessa problematica vivono gli abitanti di Vaccarizzo per la
presenza di un biostabilizzatore proprio a poche centinaia di metri
dal centro abitato, per il quale proprio oggi abbiamo presentato un
ordine del giorno.
Voglio portare qui una voce proveniente da un territorio che ha
già dato abbastanza, ha dato tanto, ha colto i rifiuti di tutta la
Sicilia, ha tamponato tutte le emergenze regionali degli ultimi
vent'anni, ha colto pure i rifiuti dalla Campania. Ma anziché
prendere come modello nazioni virtuose che già operano in tal
senso, qui in Sicilia bisogna sempre rimanere bloccati in
interventi dell'ultimo minuti senza progettualità.
Noi vi chiediamo di affrontare il problema rifiuti tenendo come
primo obiettivo il rispetto e la salvaguardia di tutti i territori
siciliani, dell'ambiente e della salute dei cittadini.
Bisogna cominciare ora a risolvere il problema a livello
strutturale e facendo progetti nel lungo termine.
In questi giorni mi è sembrato di vivere un deja vu, come se
fossimo un po' nel Governo Crocetta. Stato di emergenza, richiesta
di poteri speciali e poi avanti proroga dopo proroga e
probabilmente succederà questo anche in questo Governo. Ci
trascineremo senza progetti ed agiremo sempre in emergenza.
Ora si parla anche di termovolarizzatori. L'Europa ci impone di
raggiungere livelli superiori al 65 per cento di raccolta
differenziata e qui, invece, si parla di ultimare i lavori di
discariche ancora che sono incompiuti e, addirittura, di incenerire
i rifiuti con i termovolarizzatori. Costruire i termovolarizzatori
non garantirebbe affatto questi risultati, Presidente, ma non si
tratta soltanto di impianti pericolosi ma anche inutili per gli
obiettivi imposti dall'Europa.
Vorrei ricordare al Governo, al Presidente, ai colleghi che gli
inceneritori riducono le particelle velenose, come i metalli
pesanti, in nano particelle che oltrepassano le membrane del nostro
corpo in maniera irreversibile. Oggi, parlare di inceneritori è
anacronistico, l'unica scarica per diminuire il conferimento in
discarica è aprire le piattaforme che recuperano l'umido, sia
private che pubbliche, ed avviare un'economia dei materiali
riciclati.
Questo avremmo fatto se i siciliani ci avessero dato la loro
fiducia, e se fossimo andati al Governo con Cancelleri Presidente.
Questo avremmo fatto perché noi amiamo la nostra Sicilia. E
concludo, una cosa è operare per l'interesse dei cittadini, una
cosa, Presidente, è lavorare per l'interesse di pochi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi, io sono di Licata, un paese che ha vissuto
nell'ultimo mese e mezzo sommerso dai rifiuti e tutto ciò non è
stata una cosa bella né per la cittadinanza né per coloro i quali
sono chiamati, poi, a rispondere perché in mezzo a loro vivono e si
sono candidati per rappresentare le loro esigenze e fare in modo
che la Regione dia quelle risposte che sono assolutamente
necessarie.
Io parto da quello che lei ha detto nel suo intervento
introduttivo, ad inizio di legislatura; mi ha convinto molto
quello che è il disegno di riportare tutto, per singola provincia,
ad unicità.
In management la regola numero uno è quella di individuare chi fa
che cosa, cioè le responsabilità, ma non in termini di individuare
il responsabile, ma individuare eventualmente chi dovrà svolgere al
meglio quel processo per poterlo migliorare e per vedere dove si
inceppa.
Noi, oggi, siamo attanagliati da un turbinio di sigle: Aro, Apea,
Dedalo, Ato; non si capisce chi deve intervenire quando c'è un
problema, ognuno scarica sull'altro. Questa è una cosa che non
dovrà continuare a succedere.
Noi dobbiamo dire ai sindaci chi sono gli interlocutori unici e
privilegiati per un problema che non solo investe il decoro, ma
investe la salute, investe anche l'economia della Regione siciliana
non tanto per i costi ma per i mancati introiti.
Non possiamo pensare di fare turismo presentandoci in questa
maniera, è assolutamente fuori dal mondo; noi possiamo attrarre i
nostri turisti se, quanto meno, gli facciamo trovare delle città,
dei luoghi puliti, assolutamente all'interno del decoro.
Ecco perché il ragionamento che ho sentito, che sono le varie
soluzioni cioè, intanto come diceva lei, individuare un solo
interlocutore per singola provincia e, poi, prima di istradarsi
verso nuove soluzioni, guardiamoci dentro.
Gli impianti di compostaggio non avviati, proviamo a farli partire
per intero e, allora, dopo aver fatto questo, se la situazione si
dovesse mantenere allo stato, è chiaro che si dovrà intervenire
anche con soluzioni che possono risultare drastiche.
Lei, onorevole Presidente, dovrà essere insieme al Governo ed
insieme al Parlamento perché ho sentito solamente interventi che
vanno verso una visione costruttiva, cioè quella di raccogliersi
intorno ad un problema che è assolutamente importante, lei dovrà
essere bravo - mi consenta una battuta - a cambiare le ruote di
una macchina mentre sta ancora camminando e non sarà una cosa
facile.
Io non entro nel merito di quello che è stato il Governo
precedente, non ci interessa, dobbiamo guardare avanti e dare la
soluzione ai nostri cittadini.
PRESIDENTE. Con l'onorevole Pullara sono terminati gli interventi.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, esprimo sincera soddisfazione per il contenuto, la
qualità, il garbo degli interventi che hanno dato vita a questo
ampio e sereno dibattito.
Il tema dell'assunzione delle responsabilità convince ciascuno di
noi, al di là dei settori di appartenenza, alla necessità di essere
propositivi senza naturalmente risparmiare, come non sono state
risparmiate, le critiche a gestioni passate che, tuttavia, lo
voglio dire sin dall'inizio, non possono costituire materia del
mio intervento.
Sarebbe gioco fin troppo facile quello di andare alla ricerca
delle responsabilità, remote o recenti.
E siccome la demagogia e il tentativo della strumentalizzazione
che mi sembravano in agguato, stasera non sono state oggetto di
questo dibattito, dico che le responsabilità appartengono a tutti,
al centro destra ed al centro sinistra. Appartengono ad una visione
sbagliata della politica dei rifiuti.
Mi suggeriscono il Presidente del Gruppo parlamentare di Forza
Italia ed il Gruppo del Movimento Cinque Stelle che ci sarà tempo,
per scrivere nei comuni in cui amministrano, il consuntivo e la
storia di quelle amministrazioni in materia di rifiuti.
Non sono qui portato a citare il caso di Roma perché mi
sembrerebbe fin troppo facile come il caso dei cinque anni del
governo Crocetta.
Desidero essere al di sopra di ogni sospetto di parte perché il
vento che infuria della campagna elettorale mi auguro non sarà
penetrato attraverso, ancora, le solide mura di questa navata
pagana.
E, però, credo che le difficoltà ci siano e coinvolgano tutti i
sistemi di governo locale, basta leggere i quotidiani nazionali.
Prendo atto del fatto che negli interventi di questo dibattito
siano stati ripresi i temi che il Governo ha rassegnato alla stampa
il 3 gennaio, ad un mese dal suo insediamento, ed il 9 gennaio, in
Aula, nel corso delle dichiarazioni programmatiche.
Mi fa piacere, davvero, che in tutti gli interventi siano stati
ripresi, seppure in forma interrogativa, e capisco anche le
necessità dei meccanismi e della dinamica della dialettica
politica, siano stati ripresi temi che ho trattato come
rappresentante del Governo in tutte e due le sedi, quando abbiamo
parlato, non soltanto, dell'emergenza rifiuti, ma abbiamo
accompagnato a quella nostra doverosa denuncia conoscitiva una
serie di proposte che sono diventate oggetto di esame all'interno
delle singole mozioni.
L'emergenza è determinata innanzitutto dal fatto che il sistema
delle discariche in Sicilia, sistema che comprende discariche
pubbliche e discariche private, più pubbliche che private, perché
questo è stato l'orientamento negli anni che ha animato i governi
- chiedo scusa più private che pubbliche, e questo deve fare
riflettere -, ebbene, il sistema dei rifiuti è al collasso.
Se non partiamo da questo dato, ogni analisi tempistica sulle cose
da fare è chiaro che diventa soltanto strumento di propaganda
politica. Fra sette, otto mesi, al massimo avremo in Sicilia i
rifiuti in mezza alla strada e voi sapete che in mezza alla strada
restano tre, quattro, cinque giorni, dopodiché qualcuno butta un
cerino con un pezzo di carta o un pezzo di stoffa inzuppata di
benzina e la montagna di rifiuti diventa falò. Nel frattempo
saranno arrivate in Sicilia dieci, quindici, venti troupes
televisive, di televisioni del nord e straniere, che offriranno in
piena estate l'immagine di una Sicilia, non più terra del sole, ma
terra della spazzatura che brucia.
Palermo è la prima emergenza delle emergenze. L'ho detto in sede
di dichiarazioni programmatiche, lo ripeto stasera. Palermo e
Ustica conferiscono nella discarica pubblica di Bellolampo. La
discarica è esaurita. La sesta vasca può contenere qualche altro
migliaio di tonnellate di rifiuti se saranno apportati alcuni
lavori per aumentarne la cubatura.
Due mesi? Due mesi e mezzo?
Ma se in questi due mesi, due mesi e mezzo, dovessero conferire
oltre a Palermo e ad Ustica anche i 50 comuni del palermitano la
disponibilità di tempo si riduce a venti, venticinque giorni. Il
resto delle discariche ha sei mesi di autonomia.
L'ufficio ha interpellato i gestori delle discariche e ognuno,
come sapete, periodicamente è tenuto a dare in maniera
approssimativa, ma con un margine di errore assai ristretto, la
capacità ancora di cubatura di quella discarica.
Dicono tutti: abbiamo appena due milioni di metri cubi di
disponibilità.
Ogni giorno si producono in Sicilia circa cinquemila tonnellate di
rifiuti. Il 90 per cento di questa quantità va in discarica.
La Sicilia è l'ultima Regione d'Italia, non da ora ma da anni, in
materia di raccolta differenziata.
Quindi, l'emergenza mentre oggi riguarda la Sicilia occidentale,
fra qualche mese riguarderà anche la Sicilia orientale.
Affrontare il tema della gestione dell'emergenza significa
affrontare con poteri ordinari una situazione straordinaria.
Impossibile, perché nel frattempo cosa si fa? Abbiamo bisogno di
realizzare l'impiantistica nuova o quella avviata da completare o
quella progettata da avviare.
I tempi come sapete sono non compatibili con quelli che ho appena
accennato della disponibilità residua delle discariche. Ci vorrà un
anno e mezzo, ci vorranno due anni, per alcune cose forse
basteranno 8 mesi, nove mesi.
E, allora, qual è il primo problema che dobbiamo affrontare?
Ridurre il conferimento di spazzatura nelle discariche per
allungare i tempi, perché i due mesi di Bellolampo possano
diventare quattro, cinque mesi e perché i sette mesi del resto
dell'Isola possano diventare un anno, un anno e qualcosa.
Dice il Ministero dell'Ambiente: Regione siciliana tu non puoi
continuare a mandare cinquemila tonnellate di rifiuti, ogni giorno,
nelle discariche. Metà devi mandarli fuori .
Non lo dice Musumeci, lo dice il Ministerso dell'Ambiente. Ma non
mi dice dove. E non mi dice come.
Ho chiesto al Ministro, nel corso di un'udienza da me richiesta,
di verificare se alcune regioni fossero disponibili a ricevere i
nostri rifiuti. La risposta è stata sì per un periodo di qualche
settimana, per diversi mesi, come a noi invece serve, almeno
quattro, cinque mesi, non c'è disponibilità.
Cosa resta? Resta il Paese straniero.
Ma noi non possiamo attivare i Tir pieni di ecoballe per potere
andare nel Nord Europa, o comunque oltre le Alpi. Noi dobbiamo
necessariamente seguire la via del mare. Non ci sono, allo stato
attuale, navi che siano sufficientemente attrezzate per questo tipo
di lavoro, di trasporto che sarà costoso, incide il 20 per cento in
più rispetto alle tariffe che stiamo pagando oggi, 20, 25 per cento
all'incirca. Ma non abbiamo ancora trovato una ditta che sia
disposta a trasportare attraverso una serie di mediazioni i rifiuti
nei Paesi europei.
E, poi, bisogna procedere all'attivazione degli impianti di cui
già disponiamo.
Bellolampo, discarica non di questo o di quest'altro papavero ,
come spesso sento dire ed io ritengo sia appropriato questo
appellativo, perché i privati si sono arricchiti. Direte: Ma è
un'impresa privata . Sì, è un'impresa privata che, a causa della
latitanza della politica, è diventata una sorta di potere con un
esercizio di condizionamento sul Governo assai illimitato e, molte
volte, in questo ambiente, tra raccolta e smaltimento si annidano
imprenditori spregiudicati, assai contigui a poteri ed ad ambienti
mafiosi. Come dice, peraltro, la relazione parlamentare approvata
qualche tempo fa.
La settima vasca di Bellolampo non è una nuova discarica. Lo dico
ai colleghi del Movimento Cinque Stelle che mi accusano nei loro
comunicati di volere termovalorizzatori e nuove discariche.
Non ho mai parlato di nuove discariche. Ho parlato solo di
discariche già autorizzate, alcune avviate ed incomplete, alcune
non avviate ma autorizzate.
Non abbiamo bisogno di nuove discariche in Sicilia. Abbiamo solo
bisogno di un anno di tempo per evitare l'ingolfamento delle
discariche e, quindi, i rifiuti sulla strada.
La settima vasca di Bellolampo è già stata progettata, è già stata
individuata. Ha già avuto le prime autorizzazioni ma, in sede di
autorizzazione da parte dell'Assessorato territorio ed ambiente, ci
si è accorti che c'è una faglia, una presunta faglia, o se volete,
la faglia c'è.
Vi chiedo scusa per l'inappropriatezza, a volte, del mio
linguaggio, ma io nella vita faccio altre cose, faccio il bancario,
però, ho capito che la faglia c'è ma può essere attiva o può essere
dormiente, non attiva. Se fosse non attiva non pregiudicherebbe la
realizzazione di un'ulteriore vasca, se la faglia fosse attiva
costituirebbe minaccia perché potrebbe pregiudicare le falde
acquifere del sottosuolo.
Abbiamo chiesto all'Università di Palermo, Dipartimento
competente, di esprimersi in 15 giorni. L'Università ha chiesto 4
mesi di tempo.
Se dovessimo sapere che quella faglia non è attiva, potremmo, non
soltanto, dirottare un poco di rifiuti di Palermo sulla settima
vasca, ma consentire anche ai 50 sindaci dei comuni del palermitano
di non dovere fare ricorso alla Sicula Trasporti di Catania, con un
ulteriore aggravio di costi, ma conferire nella vicinissima
discarica di Bellolampo.
Per una serie di ragioni che adesso vi elencherò, ho ritenuto di
dovere incontrare - anche per una questione di garbo istituzionale,
innanzitutto, perché era giusto che il Presidente della più grande
Regione d'Italia, si presentasse al Capo del Governo -, di chiedere
ed ottenere un incontro con il presidente Gentiloni. Incontro
concesso, di grande garbo istituzionale e, se mi consentite, anche,
di apertura umana, che non guasta mai nei rapporti fra
rappresentanti delle istituzioni, anzi diventa un elemento
significativo se i rappresentanti appartengono ad aree politiche
diverse.
Ho chiesto, in sintesi - perché il presidente Gentiloni non ha
voluto alcuna relazione -, di mettere la Regione nelle condizioni
di potere neutralizzare i tempi lunghi che l'emergenza non potrebbe
sopportare e di farlo o con un Commissario di sua fiducia, un
tecnico che rispondesse direttamente al Governo centrale o, se lo
ritenesse, affidare al Presidente della Regione l'incarico di
Commissario, ma ho insistito molto più per la prima opzione.
Io ho qualche esperienza di Commissario del Governo centrale,
durante l'eruzione dell'Etna, terrificante, dell'estate 2001 ed è
un'esperienza che assorbe tantissimo. Io, davvero, ne farei a meno
anche perché, se ci fosse un tecnico, sarebbe senza dubbio molto
più semplice ed ho chiesto i poteri straordinari ai sensi degli
articoli 2 e 5 della legge nazionale 225 del 1992 che è la legge
istitutiva della Protezione Civile perché, per conferire poteri in
deroga, bisogna prima dichiarare lo stato di calamità ambientale.
Il presidente Gentiloni, dopo aver ascoltato la mia sintetica, ma
spero compiuta relazione, si è riservato di decidere perché avrebbe
dovuto prima, giustamente, parlare con i propri consiglieri e con
i propri tecnici.
In deroga alla normativa vigente in materia, soprattutto, di
codice degli appalti cosa vogliamo chiedere - mi è stato chiesto,
credo, dall'onorevole Lupo di essere, da questo punto di vista,
analitico -: l'accelerazione dei tempi di realizzazione delle
infrastrutture pubbliche, già programmate e per il trattamento dei
rifiuti e, cioè la settima vasca presso la discarica di Bellolampo,
la messa in esercizio che può essere anticipata in 8, 9 mesi invece
che in 20, 22 mesi; la nuova vasca delle discariche di Trapani e
Castellana e la messa in sicurezza della discarica di Bolognetta;
l'installazione di ulteriori impianti mobili, per il pre-
trattamento dei rifiuti presso o nelle vicinanze delle discariche
regionali; e, ancora, l'accelerazione dei tempi di realizzazione
del sistema della infrastrutture pubbliche da programmare per il
trattamento dei rifiuti. Primo: Tale sistema integrato con le
strutture esistenti dovrà far conseguire una dotazione
impiantistica ottimale per ogni ambito provinciale. Secondo: la
riduzione dei tempi delle procedure di Via e Aia e di tutti gli
iter approvativi dell'impiantistica regionale. Terzo:
l'accelerazione delle azioni necessarie per l'avvio immediato a
smaltimento dei rifiuti fuori dal territorio regionale, valutando
il supporto, se fosse necessario ma lo valuterà il Governo, del
Genio civile nel trasporto dei rifiuti fuori della Regione. E' una
valutazione che attiene, assolutamente, al governo Gentiloni.
Quarto: la costituzione di una efficiente struttura tecnico-
amministrativa per la gestione degli interventi e per la redazione
dei progetti e del piano regionale di gestione dei rifiuti
costituita da personale regionale, personale in comando da enti
pubblici e, se servono, da limitate professionalità esterne, ma
solo se non ne troviamo all'interno dei funzionari e dei tecnici
della Pubblica Amministrazione.
Occorrerà, naturalmente, prevedere un'apposita contabilità
speciale per la realizzazione degli interventi indicati nei punti
che vi ho appena detto.
Quali risorse? Le risorse necessarie potranno essere attinte dalla
riprogrammazione di residui sulle contabilità speciali, in atto
gestite dalla Regione per quanto riguarda i rifiuti e le bonifiche,
e da quelle risorse del Patto per il Sud, oltre che da altri
strumenti di finanziamento. A questo servirebbero i poteri
speciali, o a un commissario voluto dal Governo, o allo stesso
Presidente della Regione.
Qual è il crono programma che questo Governo si è posto, con
l'ausilio di alcuni esperti fra cui il Professore Angelini, della
Università di Palermo, che è stato consulente della Commissione
Antimafia nella scorsa legislatura - l'ho conosciuto in quella
occasione - e che adesso guida il team di questa piccola cabina di
regia.
Entro febbraio cosa vogliamo realizzare? Primo: un Piano stralcio
per la realizzazione di dieci piattaforme per la raccolta
differenziata, il compostaggio ed il conferimento da post
trattamento, per gestire la fase di transizione ed arrivare ad una
gestione ordinaria fra un anno e mezzo, due anni. Secondo: entro
febbraio, il bando per la realizzazione di accordi in ambito
nazionale ed europeo per il trasferimento di almeno la metà dei
rifiuti attualmente destinati in discarica. Terzo: l'avvio della
redazione del Piano di gestione regionale dei rifiuti, piano
approvato col governo Lombardo, aggiornato col governo Crocetta, ma
non è un piano ordinario, è un piano emergenziale, bocciato
dall'Unione europea, che proprio per questo ha negato
l'assegnazione dei fondi, e sono cospicui, che andrebbero alla
Regione siciliana.
Entro aprile, maggio cosa prevediamo? Un intervento legislativo -
e qui siete voi i protagonisti - sugli ATO e sulle SRR, riportando
il numero degli ambiti territoriali a nove, quanti sono i liberi
consorzi dei comuni. Liquidazione delle società d'ambito.
Autorizzazione di misure di fiscalità di vantaggio a favore delle
imprese che investono nel campo della prevenzione, del riuso o del
riciclo e penalizzazione - perché se non c'è una regola
accompagnata da una sanzione ci prendiamo in giro - del
conferimento in discarica per chi non raggiunge almeno il 50 per
cento della differenziata.
Entro la fine di quest'anno o ai primi del 2019, contiamo di
potere arrivare all'approvazione del Piano di gestione e dei Piani
d'ambito e al parziale utilizzo dei fondi POR su rifiuti e
bonifiche.
Entro la fine del 2019 la messa in attività delle piattaforme per
la raccolta differenziata, il compostaggio ed il conferimento da
post trattamento.
Questo è il nostro crono programma. Come vedete, non rincorriamo
le discariche e non intendiamo liberarci del problema mandando i
rifiuti fuori. Chiediamo soltanto il tempo necessario per dotare la
Regione ed il territorio dell'impiantistica affinché i virtuosi
comuni che faranno la differenziata potranno, poi, vedere i propri
rifiuti lavorarsi all'interno della stessa provincia.
Sì, perché la scommessa alla quale chiamiamo il Parlamento è
questa. Siamo ancora disposti a continuare ad interloquire con 33
soggetti, che hanno prodotto quasi 2 miliardi di debiti e oltre
5.000 dipendenti? Che dovremo salvaguardare E decidere come
CRACOLICI. Di più
MUSUMECI, presidente della Regione. Più di 5.000, onorevole
Cracolici? 10.000? Quasi.
Questo è il problema che dovrà affrontare il Parlamento. O
pensiamo, invece, di attribuire ad ogni provincia l'ambito
territoriale ottimale e creare all'interno di ogni provincia un
dipartimento che si occupi esclusivamente di rifiuti, come del
resto avveniva con la legge n. 9 del 1986?
Riusciamo ad operare questo passaggio da soggetti assai
appesantiti, dove la gestione liquidatoria sembra essere diventata
infinita? Commissari liquidatori che operano da sette, otto, dieci
anni e nessuno riesce a vedere in prospettiva quando completeranno
il loro lavoro. E cosa fanno diecimila dipendenti? Dove lavorano?
Chi li controlla? Ma sapete che su 18 SRR ne funzionano soltanto 3?
Allora mandiamo a casa queste sigle che non servono,
salvaguardiamo le competenze, salvaguardiamo i dipendenti - e
dobbiamo capire come - e attribuiamo a ogni provincia il compito di
occuparsi della politica dei rifiuti.
Per questo Governo, sia detto chiaro e tondo, il ciclo dei rifiuti
che comprende il riuso dei rifiuti, cosa che era anche nel nostro
programma elettorale ben evidenziato, deve aprirsi e chiudersi
nella stessa provincia.
E' assurdo che un autocompattatore debba fare duecento chilometri
per potere compiere il ciclo dei rifiuti di un comune, è assurdo
In alcune province, laddove se ne ravvisasse la necessità, si
potrebbero creare due ambiti, due comprensori. Penso alla provincia
di Messina per la sua geografia fisica forse andrebbero bene due
ambiti, due ARO potremmo chiamarli, due comprensori.
Per altre province ne basterebbe uno - se volete - per due
province contigue, piccole, si potrebbe creare un solo centro di
gestione, ma questa è una valutazione che farà il Parlamento perché
se noi entro tre, quattro mesi non variamo la legge abrogando la
legge n. 9 del 2010, non avremo assolutamente, non risolto, ma
avviato a soluzione il problema.
In Sicilia c'è bisogno di impianti di compostaggio, non c'è
bisogno di termovalorizzatori.
Sia detto una volta per tutte
Non sono del partito che demonizza i termovalorizzatori ma non
sono neanche del partito che ritiene che i termovalorizzatori
rappresentino la soluzione.
Perché se nei termovalorizzatori deve arrivare solo la parte
residua e cioè il 10 per cento, il termovalorizzatore se lo si
vuole creare può essere anche piccolo e si può contenere in una
stanza e non ha nulla da bruciare o come avviene a Bolzano, il
termovalorizzatore che opera all'interno della città, a Bolzano
opera all'interno della città, non funziona da due anni e alla mia
domanda perché non funziona? mi è stato risposto perché non c'è
più spazzatura che arriva al termovalorizzatore.
Il nostro problema non è come eliminare il 10 per cento dei
rifiuti residuo, il problema è come eliminare il 90 per cento che
oggi va nelle discariche.
Non mi interessa il discorso del termovalorizzatore - se serve,
poi ci confrontiamo - in questo momento non prevediamo di
realizzarne, sia detto con assoluta chiarezza.
Mi interessa capire perché su 18 impianti di compostaggio
autorizzati in Sicilia e completati ne funzionano soltanto 8, 9?
Qualcuno deve rispondere
Quante richieste di autorizzazione per impianti di compostaggio
giacciono negli uffici della Regione? Perché? Da quanto tempo?
E' il lavoro che con l'Assessore competente Cordaro stiamo
portando avanti e, vi assicuro, non è escluso possa saltare qualche
testa di dirigente.
Il problema è della governance e su quella dobbiamo
necessariamente lavorare.
Terrò informato il Parlamento delle decisioni che vorrà adottare
il Governo centrale. Se da Roma non dovesse arrivare il consenso
per poteri speciali o diretti o indiretti, noi ci troveremmo in
serissime difficoltà. Non avremmo dove portare i rifiuti. E fra 25-
30 giorni Palermo avrebbe i rifiuti sulle strade.
Vi assicuro che questa vicenda - consentitemi questa confessione
personale - mi sta molto, molto amareggiando. Perché sento per
intero il peso di una responsabilità che, amministrativa e
politica, non è mia. Ma non basta perché non possa e non debba
profondere ogni energia affinché possa essere scongiurato questa
caduta di reputazione da parte della Regione nell'immagine che si
proietta in Italia e in Europa e nel mondo alla vigilia
dell'estate.
Si è parlato della discarica di Agira. Sulla discarica di Agira
siamo intervenuti come Governo assai in tempo utile. Come sapete,
c'è già - è stato detto - una autorizzazione VIA-VAS rilasciata
sotto il precedente Governo. Manca l'autorizzazione AIA perché
quella discarica possa entrare in funzione. Questo Governo ha
bloccato la procedura già da diverse settimane perché su questa
pratica vogliamo vederci chiaro. Tutti gli atti sono già pervenuti
alla Presidenza e noi vorremmo che la Commissione, quella stessa
che ha concesso l'autorizzazione, tornasse a riunirsi per un esame
molto più approfondito, molto più oculato, molto più serio ed,
eventualmente, provvedere alla revoca di quel parere, di quella
stessa Commissione che non si è presentata - pare - in maggioranza
dei suoi componenti in autotutela. Su questa vicenda il Governo,
quindi, chiede al Parlamento qualche settimana di tempo, due-tre
settimane al massimo, per poter procedere in maniera più lineare e
trasparente possibile e chiudere definitivamente questa vicenda.
Noi pregiudizialmente non siamo favorevoli ma, come sapete, non
tutti i desideri possono diventare norme di legge. Vogliamo capire
che cosa c'è dietro, cosa c'è davanti a questa procedura. E vi
assicuro che se ci sono responsabilità, se ci dovessero essere
responsabilità, non guarderemo in faccia nessuno. Conosco bene la
zona di Agira; comprendo e condivido la preoccupazione degli
abitanti e degli amministratori. State certi che noi vigileremo
affinché sia fatta chiarezza su quello che si è finora deliberato
e, soprattutto, su quello che non può più essere deliberato se i
nostri sospetti dovessero diventare certezze fondate.
Per quanto riguarda Piana del Mela, l'inceneritore. Ho sentito
l'onorevole Catalfamo e anche altri colleghi. Anche qui ho
l'impressione che ci si voglia curare in salute, consentitemi
questa battuta. Il piano paesaggistico è uno strumento di
pianificazione che non ammette deroghe. Quindi in quella zona
l'inceneritore - e io non sono pregiudizialmente contrario agli
inceneritori se tutte le città del nord e del cuore dell'Europa
hanno gli inceneritori, non credo che siano tutti banditi - non
ci può stare proprio perché c'è un vincolo paesaggistico.
Prendo atto della mobilitazione dei cittadini, dei sindaci del
territorio, e davvero vorrei augurarmi che questa mobilitazione
possa ripetersi nelle settimane future quando questo Governo
chiederà chi gestisce il registro dei tumori nell'area di Milazzo,
chi gestisce il registro dei tumori nell'area siracusana, chi ha
gestito il registro dei tumori nell'area del gelese, perché la
mobilitazione dei sindaci deve essere costante, non solo di fronte
ad un paventato pericolo, ma anche e soprattutto di fronte alla
certezza di un pericolo esistente. Il Governo su questa strada non
intende fare un solo passo indietro, dichiariamo guerra a chi
avvelena il territorio e costringe la gente a morire di tumori.
Spero che anche nella Piana del Mela i sindaci vorranno mettersi al
fianco del Governo regionale, e sono certo del Parlamento, per
condurre finalmente questa battaglia; i petrolieri devono sapere, e
lo dico con tutto il rispetto, che si deve all'industria del
petrolio che in Sicilia questo Governo non teme ricatti e
condizionamenti, non conosciamo la firma di nessun petroliere, sia
chiaro. Però questa battaglia la possiamo vincere se stiamo
assieme, tutti assieme, e sono sicuro che staremo tutti assieme.
Allora onorevole Presidente e onorevoli colleghi, considerato che a
parte la premessa poi il dispositivo di tutte le mozioni
sostanzialmente tende a chiedere al Governo quali sono i programmi
che ha messo in calendario, e nella speranza di avere io reso
edotto il Parlamento della necessità di ricorrere agli strumenti
straordinari ma anche del crono programma per gli strumenti
ordinari, io a nome del Governo auspico che si possa pervenire a un
testo unificato delle mozioni con l'impegno da parte nostra, prima
ancora che da parte del Parlamento, di tenere informata l'Aula su
ogni iniziativa ricadente nell'ambito della politica dei rifiuti.
Se mi consentite con lo stesso impegno e con la stessa passione
vorremmo in una prossima seduta che il signor Presidente dell'Aula
con la Conferenza dei Capigruppo vorrà determinare, vorremmo
affrontare il tema delle risorse idriche che è un tema altrettanto
grave, emergenziale perché richiamiamo la teoria del dubbio, noi
abbiamo le idee chiare ma ci conforta il diritto al dubbio,
confrontarci con il Parlamento e anche in questa occasione
dall'opposizione sono arrivate proposte che facevano già parte del
nostro bagaglio ma che abbiamo arricchito per dovizia di
particolari; allora credo che sarà utile un confronto del
Parlamento, tenuto conto che secondo i tecnici l'emergenza idrica
coinvolgerà la città di Palermo, potrebbe coinvolgere la città di
Palermo, fra qualche settimana e non so se noi possiamo fare tutti
la danza dell'acqua, della pioggia, credo che non servirebbe a
niente, ma a parte le battute, questo dà l'idea di quanto miope sia
stata la politica delle risorse idriche negli ultimi decenni in
Sicilia, e lo dico senza salvare nessuna parte politica, la mia di
provenienza per prima. Bene, quindi signor Presidente la proposta
che il Governo si permette di formalizzare è quella di pervenire,
attraverso magari un confronto con i capi gruppo, ad un testo unico
che faccia salva una articolata premessa e una altrettanto
articolata parte dispositiva.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Congedo
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che ha chiesto congedo
per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.
L'Assemblea ne prende atto.
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
PRESIDENTE. Rispetto alla proposta dell'onorevole Musumeci che,
credo, possa riferirsi anche ad un ordine del giorno condiviso, se
i capigruppo lo chiedono, possiamo sospendere la trattazione delle
mozioni, verificare se si può individuare un percorso comune in un
ordine del giorno.
Se c'è questa richiesta, sospendo la seduta per 15 minuti.
MILAZZO GIUSEPPE. Anche 10 minuti, signor Presidente.
PRESIDENTE. Allora, sospendo la seduta per 10 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.16, è ripresa alle ore 21.41)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
CANCELLERI. Chiedo di parlare per una comunicazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a me
premeva semplicemente sottolineare una cosa in maniera davvero
veloce.
Io ho ascoltato tutti gli interventi di proposizione delle varie
mozioni e poi ho ascoltato in ultimo, anche con interesse,
l'intervento del Presidente della Regione e devo dire che ho
apprezzato quando lui ha detto che non c'era stata alcuna
demagogia, alcuna campagna elettorale negli interventi. Poi, però,
la demagogia l'ho dovuta ascoltare nell'intervento del Presidente
della Regione.
Io volevo semplicemente ricordare al presidente Musumeci che la
questione di Roma, visto che lui, essendo Presidente della Regione,
ne parla parlando di Catania e di Palermo, è relativa a delle
disfunzioni proprio della Regione Lazio e che proprio su
quell'argomento il Partito Democratico con il presidente D'Alfonso
dell'Abruzzo e il presidente Bonaccini dell'Emilia Romagna stanno
facendo demagogia aprendo le discariche delle loro regioni a quella
che è un'incombenza che doveva avere la Regione Lazio. Ora qui è la
stessa situazione. Se si parla di Palermo il problema è della
Regione siciliana.
PRESIDENTE. Onorevole Cancelleri, mi ha chiesto di fare delle
comunicazioni, non c'è replica alle dichiarazioni del Presidente
della Regione. Si devono votare le mozioni singolarmente secondo
l'ordine cronologico.
CANCELLERI. Signor Presidente, ho finito. Volevo semplicemente
ripristinare per un attimo la verità dei fatti, visto che in questo
caso la verità non era stata riportata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede alla votazione secondo
l'ordine di presentazione delle mozioni. Ricordo che quando si
tratta di mozioni che tra loro riportano lo stesso oggetto, e lo
sviluppo della mozione in gran parte riguarda gli stessi argomenti,
ovviamente l'approvazione di una di queste preclude l'esame delle
altre. Mi riferisco in particolar modo alle mozioni n. 12, n. 14 e
n. 15.
Si procede, pertanto, con la votazione della mozione n. 1 Ritiro
in autotutela del D.A. n. 403/GAB del 25 ottobre 2017 , i cui
firmatari sono tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e
l'onorevole Fava. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 24
Contrari 30
Astenuti 0
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 6 Iniziative in ordine all'emergenza
rifiuti nel territorio della Regione siciliana , a firma degli
onorevoli Lupo ed altri. La pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 9 Revoca della Valutazione di Impatto
Ambientale (VIA) per la realizzazione e gestione dell'impianto di
trattamento e di recupero dei rifiuti pericolosi e non presso il
Comune di Scicli (RG) , a firma dei parlamentari del Movimento
Cinque Stelle e dell'onorevole Fava.. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 9
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 0
Astenuti 28
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 10 Chiarimenti sul piano di gestione dei
rifiuti e sulla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela , a
firma degli onorevoli Catalfamo, Amata e Galvagno.
Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Fava e De Luca
Cateno, gli emendamenti 10,1 e 10.2.
Si passa all'emendamento 10.1. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 10.2. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione la mozione n. 10.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 10
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 19
Astenuti 8
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 12 Attività ordinarie e straordinarie in
materia di gestione e smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi
urbani , a firma degli onorevoli De Luca Cateno, Rizzotto e
Galvagno.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 12.1, a firma degli
onorevoli De Luca Cateno ed altri.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 12.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 1
Contrari 50
Astenuti 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione la mozione n. 12.
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, accogliendo quella che è stata
anche la richiesta da parte del Presidente della Regione e non
volendo pensare che si possa fare una guerra di religione su questo
argomento, anche perché è stato abbastanza esaustivo e devo dire
anche abbastanza puntuale - in parte anche sorprendendomi devo
dire, onestamente - ritiro la mozione a mia firma.
Naturalmente, il tema che io pongo per quanto riguarda la mozione
della maggioranza è quella di tenere in considerazione, considerato
che non c'è stata la possibilità di sistemare tecnicamente la
questione, che qualunque decisione prenderà il Governo e che
proporrà all'Aula, quella di salvaguardare i Comuni e gli Ambiti
virtuosi. Questo è fondamentale, lo ha detto anche nella sua
dichiarazione. Quindi, per il resto ritiro la mozione e di
conseguenza mi associo a quella della maggioranza.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla mozione n. 13 Revoca della realizzazione di un
impianto di biometano nel territorio di Francoforte (EN) , a firma
degli onorevoli Fava, Pagana e Palmeri.
Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 26
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 14 «Misure a sostegno dell'economia
circolare e della valorizzazione dei materiali post consumo , a
firma del Movimento Cinque Stelle. Comunico che è stato presentato
un emendamento, il 14.1, a firma degli onorevoli Lupo, Trizzino,
Cracolici, De Domenico, Lantieri, Gucciardi. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 14.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 14.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 56
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 26
Contrari 29
(Non è approvata)
Pongo in votazione la mozione n. 14. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.
SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 14
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 14.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 26
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvata)
Si passa alla mozione n. 15 «Iniziative in ordine alla grave crisi
dei rifiuti in Sicilia». Comunico che è stato presentato un
emendamento, il 15.1, a firma dell'onorevole Compagnone. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Vorremmo prendere visione
dell'emendamento, signor Presidente.
PRESIDENTE. Certo. Si provveda a distribuire l'emendamento. Questa
è la mozione a firma degli onorevoli Aricò, Catalfamo, La Rocca
Ruvolo, Milazzo, Pullara, Rizzotto.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, non
possiamo esprimere parere favorevole nella misura in cui
l'emendamento tende a salvaguardare l'esistenza, la continuità
delle S.R.R., mentre riteniamo di doverlo condividere nella prima
parte in cui si invita il legislatore ad individuare il numero di
ambiti territoriali ai fini di una gestione economico-ambientale
ottimale. Quindi, la prima parte per noi va benissimo, fino ad
ottimale.
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, lei esprime un
parere favorevole per una parte, quindi l'onorevole Compagnone
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo non lo può
condividere nella sua interezza, quindi, per noi il parere è
contrario.
MILAZZO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione, per alzata e seduta, la mozione n. 15. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
CRACOLICI. Presidente, però è stato poco elegante. Doveva far
alzare i favorevoli
PRESIDENTE. Erano già stanchi, onorevole Cracolici, perché si
erano alzati poco fa.
Si passa alla mozione n. 16 «Annullamento in autotutela della
procedura di AIA relativa alla domanda presentata dalla ditta
Solgesta S.r.l.», a firma dei deputati del Movimento Cinque Stelle
più l'onorevole Fava. La pongo in votazione. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Il Governo si rimette
all'Aula.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 26
Contrari 0
Astenuti 26
(Non è approvata)
Comunico che sono stati presentati alcuni ordini del giorno.
Si passa all'ordine del giorno n. 2 «Chiusura del ciclo dei
rifiuti della provincia di Trapani», a firma dei deputati del
Movimento Cinque Stelle.
Il parere del Governo? Lo accetta come raccomandazione?
MUSUMECI, presidente della Regione. E' un ordine del giorno che,
però, nel dispositivo impegna il Governo.
L'ordine del giorno, come sanno i colleghi, può fare voti,
auspici, non può impegnare il Governo, altrimenti è una mozione.
Il Governo l'accetta come raccomandazione.
CRACOLICI. Quindi, accetta le raccomandazioni? Se lo ricordi
MUSUMECI, presidente della Regione. Sì, lo dico pubblicamente,
quelle che arrivano dal Parlamento.
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno n. 3 «Controlli,
monitoraggio delle discariche in contrada Grotte San Giorgio a
Catania, e tutela dei residenti» e n. 4 «Opposizione a qualsiasi
progetto che preveda impianti di incenerimento o termovalorizzatori
di rifiuti, o derivati degli stessi, all'interno della Valle del
Mela». Il parere del Governo? Presidente Musumeci, li accetta pure
come raccomandazione?
MUSUMECI, presidente della Regione. E' l'ordine del giorno avente
come primo firmatario l'onorevole Ciancio. Certo che li accetto
come raccomandazione.
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30
gennaio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni
II - Procedura d'urgenza dell'esame del disegno di legge n. 103
III - Discussione della mozione n. 2 (v. allegato)
IV - Discussione della mozione n. 3 (v. allegato)
V - Discussione della mozione n. 4 (v. allegato)
VI - Discussione della mozione n. 5 (v. allegato)
VII - Discussione della mozione n. 7 (v. allegato)
La seduta è tolta alle ore 22.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio