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Resoconto d'Aula della Seduta n. 11 di martedì 23 gennaio 2018
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.20

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, in attesa che il Presidente  della
  Regione giunga in Aula, la seduta è rinviata di un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 17.09)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il   preavviso  di trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Milazzo è in missione a  Roma
  dal 22 al 23 gennaio 2018.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   PAPALE, segretario:

   -  Ricandidatura terzo mandato del Sindaco nei comuni sino a 3.000
  abitanti (n. 102).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Genovese,
  Milazzo,  Calderone,  Cannata,  Caronia,  Gallo,  Mancuso,  Papale,
  Pellegrino, Ragusa e Savona in data 19 gennaio 2018.

   -  Norme per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-
  culturale  dei siti legati alla Seconda Guerra Mondiale in  Sicilia
  nel 75  anniversario dell'Operazione  Husky  (n. 103).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo in
  data 19 gennaio 2018.

   - Disposizioni per l'accesso alla psicoterapia (n. 104).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Arancio  e
  Cracolici in data 19 gennaio 2018.

   - Norme in materia di revisori dei conti (n. 106).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciancio,
  Campo, Cancelleri, Cappello, Di caro, Di paola, Pasqua, De luca A.,
  Schillaci, Sunseri, Pagana, Marano, Palmeri, Zito, Foti,  Trizzino,
  Mangiacavallo,  Siragusa, Zafarana e Tancredi in  data  19  gennaio
  2018.

   -  Misure per il contrasto all'evasione tariffaria nei servizi  di
  trasporto pubblico regionale e locale (n. 107).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
  data 19 gennaio 2018.

   -  Disciplina dei servizi di Trasporto Pubblico Locale in  Sicilia
  (n. 108).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
  data 19 gennaio 2018.

   - Istituzione del Garante regionale della famiglia (n. 109).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 19 gennaio 2018.

   -  Trattamento biologico per combattere il fenomeno fitopatologico
  del punteruolo rosso (n. 110).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  22 gennaio 2018.

   -  Nuove  norme  in materia di contrasto all'obesità  infantile  e
  giovanile (n. 112).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  22 gennaio 2018.

   -  Norme  per  la  promozione, il sostegno  e  lo  sviluppo  delle
  cooperative di comunità nel territorio siciliano (n. 113).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Foti,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Ciancio,  Zito,   Cancelleri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,
  Sunseri,  De Luca, Schillaci, Marano, Campo e Di Caro  in  data  22
  gennaio 2018.

   - Nuovi interventi a sostegno dell'autonomia abitativa dei giovani
  siciliani (n. 114).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  22 gennaio 2018.

   -   Nuove  norme  in  materia  di  agevolazioni  sulla  tassa   di
  circolazione  per le autovetture e mezzi in forza alle associazioni
  di protezione civile iscritte all'albo regionale (n. 115).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Aricò in data
  22 gennaio 2018.

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Istituzione   di   sistemi  tariffari  agevolati   di   continuità
  territoriale  per i trasporti aerei e marittimi verso  la  Sicilia'
  (n. 116).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
  data 22 gennaio 2018.

   -  Norme  per  il  riconoscimento e la promozione  delle  attività
  artistiche di strada (n. 117).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Sammartino in
  data 22 gennaio 2018.

   -  Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 in  materia
  di elezione diretta degli organi (n. 118).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  in
  data 22 gennaio 2018.

   -  Norme  finalizzate  alla  realizzazione  di  parcheggi  e  alla
  decongestione dei centri urbani (n. 119).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Amata,  Di
  Mauro,  Caronia, Galvagno, Genovese e Catalfamo in data 22  gennaio
  2018.

   -  Modifiche  e  integrazioni alla legge regionale  n.  8  del  12
  gennaio 2012 (n. 120).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Amata,  Di
  Mauro,  Caronia, Galvagno, Genovese e Catalfamo in data 22  gennaio
  2018.

   -  Sistema  socio-educativo integrato dei  servizi  per  la  prima
  infanzia (n. 121).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   - Interventi a sostegno dei giovani professionisti (n. 122).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciancio,
  Cappello,   Mangiacavallo,  Palmeri,  Zito,  Cancelleri,  Siragusa,
  Trizzino,  Tancredi, Zafarana, Di Paola, Pasqua,  Pagana,  Sunseri,
  Foti,  De  Luca,  Schillaci, Marano, Campo e Di  Caro  in  data  22
  gennaio 2018.

   -  Finanziamento  degli Istituti superiori di  studi  musicali  ex
  Istituti musicali pareggiati della Regione (n. 123).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   -  Provvedimenti  in  materia di affidamento  dei  minori  rimasti
  orfani   per  crimini  domestici.  Istituzione  di  un   Fondo   di
  solidarietà in favore degli stessi (n. 124).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   - Istituzione del Servizio di psicologia del territorio (n. 125).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   -  Attuazione  urgente  del Quoziente familiare  per  le  famiglie
  numerose siciliane (n. 126).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   - Istituzione del reddito minimo di sostegno (n. 127).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   - Sistema educativo regionale di istruzione e formazione (n. 128).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

   - Interventi contro gli sprechi alimentari (n. 129).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dall'onorevole  La  Rocca
  Ruvolo in data 22 gennaio 2018.

      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                              Commissioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge inviati alle competenti Commissioni.

   PAPALE, segretario:
                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Istituzione del comitato regionale delle autonomie. (n. 33).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -   Aiuto  tecnico-amministrativo  e  creazione  di  un  fondo  di
  investimenti  per i comuni sciolti per infiltrazioni  mafiose.  (n.
  44).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -   Riordino  e  trasformazione  delle  Istituzioni  Pubbliche  di
  Assistenza   e  Beneficenza  (IPAB)  e  disciplina  delle   Aziende
  Pubbliche di Servizi alla Persona (ASeP). (n. 47).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.
   PARERE VI.

   -   Modifiche  alla  legge  regionale  14  gennaio  1991,   n.   4
   Istituzione  di  una  Commissione  parlamentare  di  inchiesta   e
  vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia . (n. 101).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 19 gennaio 2018.

   - Sala del commiato e casa funebre. Modifiche alla legge regionale
  17 agosto 2010, n. 18. (n. 56).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.
   PARERE VI.

   -  Disposizioni per la trasparenza delle operazioni  di  scrutinio
  dei voti nelle elezioni siciliane. (n. 62).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Riconoscimento del titolo di Maestro artigiano e Bottega scuola
  alle imprese artigiane siciliane. (n. 45).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.
   PARERE V.

   -  Applicazione  del  'Principio di Precauzione'  nell'Ordinamento
  della Regione Siciliana ai fini della tutela della biodiversità nel
  territorio siciliano. (n. 51).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   - Norme per orientare e sostenere il consumo dei prodotti agricoli
  a chilometri zero. (n. 54)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   -  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 14 maggio  2009,
  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni. (n. 57).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   -  Disposizioni  per la promozione e l'utilizzo  del  marchio  "km
  zero" nelle mense scolastiche e pubbliche in Sicilia. (n. 58).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Modifica  dell'articolo 17, comma 3  della  legge  regionale  8
  aprile 2010, n. 9 e s.m.i.. (n. 49).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   - Riperimetrazione della riserva naturale Pino D'Aleppo. (n. 50).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -    Provvedimenti   anticrisi   per   l'edilizia   agevolata    e
  convenzionata. (n. 55)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Reddito di dignità. (n. 52).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -  Disposizioni a sostegno del turismo da diporto, istituzione dei
  Marina Resort. (n. 59).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.
   PARERE III.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Misure volte a garantire l'attivazione del Centro di riferimento
  regionale  per  la  cura  e la diagnosi delle  patologie  derivanti
  dall'amianto,   nonché  il  funzionamento  delle  unità   operative
  complesse  in discipline oncologiche e radioterapiche nei distretti
  ospedalieri  e  nelle  Aziende  ospedaliere  ricadenti  nelle  zone
  classificate ad alto rischio ambientale. (n. 42).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -  Modifiche  all'articolo 25, comma 8 della  legge  regionale  22
  dicembre 2005, n. 19  Misure volte al potenziamento dei servizi  di
  tipo  diagnostico/riabilitativo di  soggetti  affetti  da  Disturbi
  dello Spettro Autistico'. (n. 43).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -  Norme  a  favore  di soggetti incontinenti e  stomizzati  della
  Regione Siciliana. (n. 48).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 18 gennaio 2018.

   -  Provvedimenti in favore dei lavoratori contro i rischi connessi
  all'esposizione all'amianto. (n. 53)
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   -  Introduzione  di un sistema di video sorveglianza  obbligatorio
  nelle  strutture destinate alla tutela e assistenza degli  anziani,
  disabili e bambini. (n. 60).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   - Disposizioni per la istituzione e realizzazione dei cimiteri per
  la sepoltura degli animali domestici e di affezione. (n. 61).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   -  Istituzionalizzazione presenza centri  aiuto  alla  vita  negli
  ospedali siciliani. (n. 63).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   -  Interventi contro i disturbi del comportamento alimentare.  (n.
  64).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

   - Norme sulla Disostruzione pediatrica. (n. 65).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.
   PARERE V.

   -  Istituzione del registro regionale integrato dei tumori e delle
  patologie  di  interesse sanitario di particolare complessità.  (n.
  86).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 22 gennaio 2018.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   PAPALE, segretario:

   N. 8 - Revoca in autotutela del D.A. n. 263/Gab del 2 agosto 2017.
   Palmeri  Valentina; Trizzino Giampiero; Campo Stefania; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;   Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta; Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;   Tancredi
  Sergio;  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   Presentata il 15/01/18

   N. 9 - Revoca della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per la
  realizzazione e gestione dell'impianto di trattamento e di recupero
  dei rifiuti pericolosi e non presso il Comune di Scicli (RG).
   Campo  Stefania; Palmeri Valentina; Trizzino Giampiero; Cancelleri
  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;   Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta; Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;   Tancredi
  Sergio;  Zafarana Valentina; Zito Stefano; Fava Giovanni
   Presentata il 16/01/18

   N.  10  -  Chiarimenti sul piano di gestione dei rifiuti  e  sulla
  centrale termoelettrica di San Filippo del Mela.
   Catalfamo Antonio; Amata Elvira; Galvagno Gaetano
   Presentata il 17/01/18

   N. 11 - Salvaguardia del Fondo pensioni dei dipendenti regionali.
   Di  Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe;  Gennuso
  Giuseppe
   Presentata il 18/01/18

   N.  12 - Attività ordinarie e straordinarie in materia di gestione
  e smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi urbani.
   De Luca Cateno; Rizzotto Antonino; Galvagno Gaetano
   Presentata il 19/01/18

   N. 13 - Revoca della realizzazione di un impianto di biometano nel
  territorio di Francofonte (EN).
   Fava Giovanni; Pagana Elena; Palmeri Valentina
   Presentata il 19/01/18

   N.  14  -  Misure  a  sostegno  dell'economia  circolare  e  della
  valorizzazione dei materiali post-consumo.
   Trizzino  Giampiero;  Palmeri Valentina;  Foti  Angela;  Di  Paola
  Nunzio;  Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Sunseri  Luigi;
  Mangiacavallo  Matteo;  Zafarana  Valentina;  Cappello   Francesco;
  Pasqua  Giorgio; Zito Stefano; Ciancio Gianina; Siragusa Salvatore;
  Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Pagana Elena;
  Di Caro Giovanni; Marano Jose
   Presentata il 19/01/18

   N.  15  -  Iniziative in ordine alla grave crisi  dei  rifiuti  in
  Sicilia.
   Aricò  Alessandro; Catalfamo Antonio; La Rocca Ruvolo  Margherita;
  Milazzo Giuseppe; Pullara Carmelo; Rizzotto Antonino
   Presentata il 19/01/18

   N. 16 - Annullamento in autotutela della procedura di AIA relativa
  alla domanda presentata dalla ditta Solgesta S.r.l.
   Palmeri  Valentina;  De Luca Antonino; Zafarana  Valentina;  Campo
  Stefania;  Cancelleri Giovanni  Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio
  Gianina;   Di   Caro  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo  Matteo; Marano Jose; Pagana Elena;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci  Roberta; Siragusa Salvatore;  Sunseri   Luigi;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Fava Giovanni
   Presentata il 19/01/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione  della  relativa data di discussione,  ad  eccezione
  delle  mozioni  nn.  9, 10, 12, 13, 14, 15 e 16 che,  trattando  di
  rifiuti,  saranno discusse nella seduta odierna, come da calendario
  dei lavori comunicato nella seduta n. 10 del 17 gennaio 2018.

    Comunicazione di decreti di nomina di componenti di Commissione

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  decreti di nomina  di componenti di Commissione.

   PAPALE, segretario:

                             Repubblica Italiana

                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                     I L P R E S I D E N T E                 8

   VISTA  la nota pervenuta il 10 gennaio 2018 e protocollata  al  n.
  362/AulaPG  dell'11 gennaio successivo,con la quale  il  Presidente
  del  Gruppo  parlamentare  Unione dei Democratici Cristiani  e  dei
  Democratici  di  Centro ,  on.  La  Rocca  Ruvolo,  si  dimette  da
  componente  della  I  Commissione  legislativa  permanente   Affari
  istituzionali   e  contestualmente  designa  in  sua  vece  l'on.le
  Vincenzo Figuccia;

   CONSIDERATO  che  gli onorevoli La Rocca Ruvolo e  Figuccia  fanno
  parte  del  medesimo  Gruppo parlamentare  Unione  dei  Democratici
  Cristiani e dei Democratici di Centro ;

   VISTO il Regolamento interno dell'Ars,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Vincenzo  FIGUCCIA  è  nominato  componente  della  I
  Commissione  legislativa  permanente   Affari  istituzionali ,   in
  sostituzione dell'on.le Margherita LA ROCCA RUVOLO, dimissionario.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo,  17 gennaio 2018

                             Repubblica Italiana

                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


       I L  P R E S I D E N T E                               22

   VISTA  la  nota del 15 gennaio 2018, pervenuta in pari  data  alla
  Presidenza  dell'Assemblea e protocollata al n. 517/AulaPG  del  16
  gennaio  successivo, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
   DiventeràBellissima ,   con la quale  si  designa  l'on.  Giuseppa
  Savarino  a componente della III Commissione legislativa permanente
  Attività produttive;

   VISTE le dimissioni dell'onorevole Giuseppe Galluzzo da componente
  della  suddetta Commissione, pervenute alla Segreteria generale  il
  17  gennaio  2018 e protocollate al n. 589/AulaPG  del  18  gennaio
  successivo;

   CONSIDERATO  che  l'on.  Savarino fa  parte  dello  stesso  Gruppo
  parlamentare del componente dimissionario, on. Galluzzo;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Giuseppa  SAVARINO è nominata  componente  della  III
  Commissione   legislativa   permanente  Attività   produttive,   in
  sostituzione dell'on.le Galluzzo, dimissionario.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo,  19 gennaio 2018

                       Repubblica Italiana

                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


         I L    P R E S I D E N T E                           23

   VISTA  la  nota del 15 gennaio 2018, pervenuta in pari  data  alla
  Presidenza  dell'Assemblea e protocollata al n. 517/AulaPG  del  16
  gennaio  successivo, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare
   DiventeràBellissima ,   con la quale  si  designa  l'on.  Giuseppe
  Galluzzo  a  componente della VI Commissione legislativa permanente
  Salute, servizi sociali e sanitari;

   VISTE le dimissioni dell'onorevole Giuseppa Savarino da componente
  della  suddetta Commissione, pervenute alla Segreteria generale  il
  17  gennaio  2018 e protocollate al n. 589/AulaPG  del  18  gennaio
  successivo;

   CONSIDERATO  che  l'on.  Galluzzo fa  parte  dello  stesso  Gruppo
  parlamentare del componente dimissionario, on. Savarino;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Giuseppe  GALLUZZO è  nominato  componente  della  VI
  Commissione  legislativa  permanente  Salute,  servizi  sociali   e
  sanitari, in sostituzione dell'on.le Savarino, dimissionaria.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo,  19 gennaio 2018

         Comunicazione relativa al mantenimento in vita nella
          sua attuale composizione della  Commissione per la
                          Verifica dei Poteri

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, sono pervenuti,  in  successione
  temporale  (in  data  5,  10 e 12 gennaio 2018),  distinti  ricorsi
  elettorali   al  Tribunale  amministrativo  regionale  avverso   le
  proclamazioni  effettuate dagli Uffici elettorali (e contro  quelle
  conseguenti  a  surroghe  per opzione) in occasione  delle  recenti
  consultazioni popolari per il rinnovo dell'A.R.S. e l'elezione  del
  Presidente della Regione, con la singolare peculiarità che l'ultimo
  dei  ricorsi pervenuti si rivolge contro le proclamazioni di  tutta
  la deputazione regionale eletta.
   Ebbene,  a  norma  del  Regolamento interno  di  questa  Assemblea
  regionale, la Presidenza avrebbe dovuto dichiarare la decadenza dei
  componenti la Commissione Verifica Poteri  avverso la cui  elezione
  siano pendenti reclami o ricorsi presentati dopo la proclamazione ,
  prevedendone  conseguentemente  la sostituzione,  fino  all'ipotesi
  estrema  del  rinnovo  totale  della  Commissione  contemplato  dal
  Regolamento medesimo per l'impossibilità di funzionamento.
   Senonché,  proprio  a  cagione del sopra  citato  ricorso  avverso
  l'elezione  di  tutti i deputati dell'attuale Assemblea  regionale,
  neppure tale ultima soluzione appare percorribile.
   Faccio  presente  che,  secondo le Norme  per  l'attuazione  dello
  Statuto  della  Regione  siciliana e disposizioni  transitorie  del
  1947, si devono,  però, in ogni caso costituire una Commissione per
  la convalida dei deputati eletti [oggi Commissione Verifica poteri]
  e una Commissione per il Regolamento interno .
   Ricordo,  inoltre, che, a norma della legge elettorale  siciliana,
  approvata  dall'Ars  ai  sensi  dello  Statuto  della  Regione,  la
  Commissione  per  la  verifica dei poteri  si  atteggia  ad  organo
  indefettibile, deputato per legge, fra l'altro, alle  surroghe  dei
  componenti  l'Assemblea  regionale, non escluse  quelle  scaturenti
  dall'applicazione della c.d.  legge Severino .
   Ed  allora  questa Presidenza, avvalendosi dei poteri  conferitile
  dal    Regolamento   interno   dell'Assemblea,   è   venuta   nella
  determinazione  necessitata di disporre  il  mantenimento  in  vita
  dell'Organo  di verifica dei poteri nella sua attuale composizione,
  quale  Organo istituzionale indefettibile che, pertanto, eserciterà
  tutte  le  proprie attribuzioni ad eccezione, ai  sensi  di  quanto
  previsto  dal  Regolamento  medesimo,  delle  competenze  attinenti
  all'esame dell'elezione dei deputati proclamati eletti ed a  quello
  relativo  alle proteste, ricorsi e reclami alla Commissione  stessa
  presentati, e ciò fino alla definizione dei gravami giurisdizionali
  in  atto  pendenti  presso  il Tribunale  amministrativo  regionale
  adito.

   Non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Di Caro.

   L'Assemblea ne prende atto.

   PAPALE, segretario, continua la lettura del processo verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                      nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   Discussione unificata di mozioni sul tema dei rifiuti in Sicilia:
                      nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine   del   giorno
   Discussione unificata di mozioni sul tema dei rifiuti in  Sicilia:
  n.  1  «Ritiro  in autotutela del D.A. n. 403/GAB  del  25  ottobre
  2017»,  n.  6  «Iniziative  in  ordine  all'emergenza  rifiuti  nel
  territorio della Regione siciliana», n. 9 «Revoca della Valutazione
  di  Impatto  Ambientale  (VIA)  per  la  realizzazione  e  gestione
  dell'impianto di trattamento e di recupero dei rifiuti pericolosi e
  non  presso il Comune di Scicli (RG)», n. 10 «Chiarimenti sul piano
  di  gestione  dei  rifiuti e sulla centrale termoelettrica  di  San
  Filippo  del  Mela», n. 12 «Attività ordinarie e  straordinarie  in
  materia  di  gestione e smaltimento del ciclo  dei  rifiuti  solidi
  urbani»,  n.  13  «Revoca della realizzazione  di  un  impianto  di
  biometano  nel  territorio di Francofonte (EN)», n.  14  «Misure  a
  sostegno   dell'economia  circolare  e  della  valorizzazione   dei
  materiali  post-consumo», n. 15 «Iniziative in  ordine  alla  grave
  crisi  dei  rifiuti in Sicilia», n. 16 «Annullamento in  autotutela
  della procedura di AIA relativa alla domanda presentata dalla ditta
  Solgesta S.r.l.».
   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   la  società AGIRECO con sede in Agira(EN), c.da Spinapulci s.n.c.,
  in  data  02/11/2016  ha presentato istanza di V.I.A.  al  Servizio
  V.A.S  -V.I.A  dell'ARTA-Dipartimento Territorio  e  Ambiente,  sul
  progetto relativo a un discarica di rifiuti speciali, pericolosi  e
  non pericolosi, da realizzare in c/da Serra Campana, nel territorio
  del comune di Agira (EN);

   in  data  12/10/2017,  la  Commissione preposta  esprimeva  parere
  favorevole alla procedura di Impatto Ambientale Via;

   a  seguito  di  tale parere, con D.A. n. 403/GAB, del  25/10/2017,
  l'assessore regionale pro tempore, dott. Maurizio Croce, rilasciava
  autorizzazione all'esecuzione dell'opera;

   CONSIDERATO che:

   ad   opinione   degli   scriventi  esistono  gravi   dubbi   sulla
  legittimità   della   nomina  dei  componenti   della   sopracitata
  Commissione avvenuta con D.A. n.230 del 27.05.2016;

   si  ritiene,  invero, che l'individuazione incentrata sull'intuitu
  personae dei soggetti cui veniva conferito l'incarico di componente
  della    Commissione,    ovverosia   30   professionisti    esterni
  all'Amministrazione         regionale    (ingegneri,    architetti,
  geologi,  avvocati, ecc.), proveniente tutti da studi professionali
  privati,  ai  quali è demandata la trattazione delle autorizzazioni
  ambientali  (VIA,  VAS, AIA, ecc.), si ponga  in  contrasto  con  i
  principi  espressi più volte, in casi analoghi,  dal  Consiglio  di
  Stato(Consiglio  di  Stato,  Sez. VI,  sent.  N.8253  del  2009)  e
  riportati dalla Sezione Centrale del controllo di legittimità sugli
  atti   del  Governo  e  delle  Amministrazioni  dello  Stato  nella
  Deliberazione  n.  SCCLEG/09/2016/PREV,  il  quale  ha  più   volte
  affermato di non poter ritenere che la disciplina legislativa abbia
  previsto  uno spoils system in relazione ad incarichi di  esclusivo
  profilo tecnicoprofessionale in contrasto con i dettami della Corte
  Costituzionale  (sentenza  n.  104 del  2007),  in  base  ai  quali
  l'istituto  non  appare  giustificato  per  incarichi  a  contenuto
  tecnico non implicanti una diretta e fiduciaria collaborazione  con
  i vertici politici;

   risulta  fuor  di dubbio, ebbene, che gli incarichi  in  questione
  siano  da  annoverare  tra  quelli ad  esclusivo  profilo  tecnico-
  professionale e non espressione di quella alta amministrazione  che
  giustificherebbe  nomine  fiduciarie, così  operando,  altresì,  si
  contravvengono le norme anticorruzione, poiché trattasi di funzioni
  di  amministrazione attiva e non di carattere fiduciario-politiche,
  ponendo   dubbi  su  una  possibile  ingerenza  della  politica   e
  contravvenendo  ai  principi di separazione  della  politica  dalla
  gestione  amministrativa sanciti (ex multis) dalla L.R.  10/2000  e
  dalle norme anticorruzione;

   si  ritiene inoltre che, anche nell'esercizio discrezionale di  un
  potere  amministrativo, i provvedimenti adottati a valle  dell'iter
  selettivo  debbano essere supportati da adeguata  motivazione,  nel
  caso  de  quo  inesistente, ma che è da ritenersi obbligatoria,  in
  quanto,   ampliando  la  sfera  giuridica  dei   destinatari,   può
  comportare  la compressione di quella di altri soggetti,  quali  il
  personale  e  le competenze già presenti nell'apparato regionale  e
  quindi   deve  riportare  i  presupposti  di  fatto  e  le  ragioni
  giuridiche  che  hanno  indotto l'Amministrazione  ad  adottare  la
  decisione  finale,  rispetto ad altre soluzioni  possibili,      in
  relazione      alle     risultanze  dell'istruttoria,   così   come
  espresso dalla Sezione Centrale del controllo di legittimità  sugli
  atti  del  Governo e delle Amministrazioni dello Stato chiamata  ed
  esprimersi     in    un    caso    analogo    (Deliberazione     n.
  SCCLEG/09/2016/PREV);

   APPRESO che:

   la   Procura   di  Enna  ha  recentemente  aperto   un   fascicolo
  conoscitivo  sulla discarica di rifiuti speciali in contrada  Serra
  Campana-Cote  ad  Agira  (En),  l'indagine  mira  ad  accertare  la
  regolarità  del  procedimento in quanto, così come riportato  dagli
  organi  di  stampa,  la  discarica dovrebbe  essere  costruita  sul
  terreno  di  un ex consigliere comunale di Agira e si  paventa  che
  alcuni  soci  della  società  AGIRECO potrebbero  avere  legami  di
  parentela con funzionari degli enti preposti a rilasciare i  pareri
  e le autorizzazioni;

   a  ciò si aggiunga che con deliberazione della Giunta Comunale  n.
  196,  del 27/11/2017, il Comune di Agira (EN) approvava la proposta
  di  ricorso  al  TAR  averso il sopracitato  D.A.  n.  403GAB,  del
  25/10/2017,a  causa  di  numerosi vizi che inficerebbero  l  intero
  procedimento autorizzativo dell'opera, tra questi ricordiamo:
   a)la carenza di istruttoria del D.A. n 403/GAB del 25/10/2017,  in
  quanto  non  tiene  conto  delle  barriere  idrauliche,  manca   il
  monitoraggio  delle  acque, del reticolo  idrico  minore  oltre  la
  modifica   del   paesaggio,  non  sono  state  previste   soluzioni
  alternative;
   b)l'Autorità  competente non risulta aver avviato la  verifica  di
  assoggettabilità  alla  Vas  ai sensi dell'art.  12  del  d.lgs  n.
  152/2006;
   c)il   progetto  dovrebbe  realizzarsi  su  un  sito  che   ricade
  urbanisticamente  in zona E agricola del vigente PRG  e,  pertanto,
  necessita   di   VAS   in   quanto  l'approvazione   determinerebbe
  automaticamente una variante al medesimo PRG;
   d)  il sito indicato in progetto ricadente in zona E agricola  del
  PRG  vigente  del  comune di Agira, risulta  ubicato  a  1,600  dal
  perimetro  del  S.I.C. denominato Vallone di Piano  della  Corte  e
  quindi  all'interno della fascia di km 2,00 dalla zona sensibile  e
  ciò   contrariamente  alla  violazione  dello  studio  di   impatto
  ambientale  prodotta dalla Società AGIRECO in  cui  viene  indicato
  erroneamente che il progetto non interferisce con siti di interesse
  comunitario;
   e)   sullo   studio  di  V.I.N.C.A.(  Valutazione   di   Incidenza
  Ambientale), richiesto dall'Ufficio Tecnico del comune di Agira con
  nota  prot.  n.22960  del  27/12/2017, nel  D.A.  n.  403/GAB,  del
  25/10/2017 si legge: non ricorrono gli estremi di legge(L.357/97  e
  L.reg.n.16  del  2016) previsti per lo studio  addetto  (  ).  Tale
  affermazione  si  pone in palese  contrasto  con  quanto   disposto
  nell'Aggiornamento del Piano Regionale per la gestione dei  rifiuti
  speciali,  approvato  in Sicilia con Decreto Presidenziale  del  21
  aprile  2017,  n.  10,  il  quale stabilisce  che  dovranno  essere
  sottoposti  a  verifica  di assoggettabilità  alla  Valutazione  di
  Incidenza tutti i nuovi impianti da localizzarsi entro il raggio di
  2  km  dal perimetro dei Siti Natura 2000, inoltre, si ricorda  che
  gli  Enti Gestori potranno richiedere lo Studio di Incidenza  anche
  per  i progetti posti a una distanza superiore ai 2 km rispetto  ai
  siti  di Rete Natura 2000, la cui realizzazione, in seguito  a  una
  maggiore  e dettagliata descrizione operativa, potrebbe  avere  dei
  riscontri  negativi, sia diretti sia indiretti, sulla  salvaguardia
  dei siti di Rete Natura 2000 e/o sulla connettività ecologica;

   CONSIDERATO che:

   la  discarica di c/da Serra Campana verrebbe realizzata a circa  5
  Km  dal  centro del comune Agira e a 1,5 Km dalla Riserva  Naturale
  Orientata   di  Vallone  di  Piano  di  Corte,  area  di  interesse
  comunitario, protetta dal 2000 dalla Regione ed inclusa nella  Rete
  Natura 2000;

   l'impatto  ambientale risulterebbe disastroso  per  un  territorio
  che  vorrebbe  basare la propria rinascita economica sulla  coltura
  biologica, la quale verrebbe ad essere fatalmente compromessa dalla
  presenza della discarica e infatti, contro la sua realizzazione, si
  sono mobilitate migliaia di cittadini e diversi comitati;

   a  tal  proposito ricordiamo il principio del diritto  all'assenza
  di contaminazione, sancito da una sentenza storica del tribunale di
  Pistoia  a  tutela degli agricoltori biologici, che riguarda  nello
  specifico  la  tolleranza  zero  nei  confronti  di  chi   utilizza
  pesticidi  nelle  proprietà e nei terreni  confinanti  con  terreni
  coltivati a biologico, ma che in generale tutela i cittadini e  gli
  agricoltori biologici dalle contaminazioni di qualsiasi natura;

   VISTO che:

   quello per discarica di rifiuti speciali pericolosi di C.da  Serra
  Campana  Cote non è l'unico progetto presentato presso  gli  Uffici
  dell'ARTA.  Agli  atti  dell'Assessorato  Territorio  e   Ambiente,
  invero, giace il progetto per la realizzazione di una discarica per
  lo smaltimento di rifiuti pericolosi e non in C.da Branche di Agira
  ,  della Sapens s.r.l., protocollato il 15 novembre del 2013 con la
  richiesta di rilascio della Via;

   non  si comprende la ragione per la quale una richiesta di  ben  4
  anni  fa non sia stata esitata e, invece, il progetto della AGIRECO
  sia stato così speditamente esitata, anche in presenza dei numerosi
  dubbi sulla legittimità procedimentale;

   alla  luce  di  tutto  ciò, secondo gli scriventi  si  impone  una
  considerazione finale: la scelta di realizzare una nuova discarica,
  quale quella in oggetto, con un così grave impatto ambientale,  che
  incide  su  un  territorio  con vocazione  agricola,  non  soltanto
  dovrebbe  essere  animata  da un maggiore senso  di  responsabilità
  rispetto  a  quello  mostrato,  ma,  soprattutto,  dovrebbe  essere
  inserita  in  un  contesto  più vasto, quale  è  un  Piano  Rifiuti
  regionale,   documento  imprescindibile  ove  valutare   tutte   le
  implicazioni di una tale scelta, il quale abbia come precipuo scopo
  il  benessere  del  territorio, dell'ambiente e  della  salute  dei
  siciliani;

   a  tal  proposito si ricorda che ancora la Sicilia è priva  di  un
  Piano  Rifiuti  e  che  tale  Piano  deve  rifarsi  alla  Direttiva
  2008/98/CE- del Parlamento europeo e del Consiglio del 19  novembre
  2008,  che costituisce un quadro giuridico per i rifiuti in  ambito
  europeo  e  rappresenta l'intenzione del     legislatore  di  porre
  l'attenzione  sull'intero ciclo dei rifiuti dalla  produzione  sino
  allo smaltimento ed in particolare sulle possibilità di recupero  e
  riciclo  dei  rifiuti  stessi al fine di prevenire  e  ridurre  gli
  impatti ambientali e sanitari dovuti alla produzione e gestione. Il
  trattamento  dei rifiuti, pertanto, deve essere perseguito  secondo
  una  gerarchia  che  vede  in  primo  luogo  la  prevenzione  della
  produzione  dei rifiuti, quindi la preparazione per il  riutilizzo,
  il   riciclaggio,  il  recupero   ed infine lo smaltimento;

   in  Italia  il  recepimento  della Direttiva  quadro  sui  rifiuti
  2008/98/Ce,  avvenuta con il D. Lgs. 205/10, introduce  nell'ambito
  della  normativa nazionale in materia di rifiuti, ed in particolare
  nel  D.  Lgs. 152/06 di cui il 205/10 costituisce un aggiornamento,
  il  tema  della  prevenzione e riduzione della produzione  e  della
  nocività dei rifiuti;

   le finalità della legge sono: prevenire la produzione di rifiuti e
  ridurne  la pericolosità;· promuovere la progettazione di  prodotti
  ed  imballaggi  tali da ridurre all'origine  la  produzione      di
  rifiuti,     soprattutto     non riciclabili,  adottando  anche  le
  necessarie forme di incentivazione; promuovere l'informazione e  la
  partecipazione    dei     cittadini,      attraverso adeguate forme
  di  comunicazione, rivolte anche agli studenti delle scuole di ogni
  ordine  e  grado;· promuovere il riutilizzo, il riciclaggio  ed  il
  recupero dei rifiuti urbani e speciali;

   promuovere     la    raccolta     differenziata      dei   rifiuti
  solidi urbani e di quelli assimilati agli urbani, adottando in  via
  prioritaria  il  sistema  di raccolta porta  a  porta  e  definendo
  sistemi di premialità e penalizzazione finalizzati ad aumentarne le
  relative  percentuali; incrementare l'implementazione di tecnologie
  impiantistiche  a  basso  impatto  ambientale,  che  consentano  un
  risparmio di risorse naturali;

   ridurre      la      movimentazione    dei     rifiuti  attraverso
  l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
  produzione, con la garanzia di un alto grado di tutela e protezione
  della   salute   e  dell'ambiente;  favorire  la  riduzione   dello
  smaltimento in discarica;

   riconoscere    il    ruolo    dei    comuni     quali responsabili
  del       servizio      erogato       ai  propri  cittadini,  anche
  attraverso  soggetti  diversi; valorizzare  la  partecipazione  dei
  cittadini,  con  particolare  riferimento  a  forme  di  premialità
  economiche  in  funzione  dei  livelli  di  raccolta  differenziata
  raggiunti,

                   impegna il Governo della Regione

   a  procedere  all'immediato ritiro in autotutela,  annullandolo  o
  revocandolo, del D.A. n. 403/GAB, del 25/10/2017?. (1)

                     PAGANA - FOTI - TRIZZINO - ZAFARANA - CANCELLERI
                      SIRAGUSA - PALMERI - TANCREDI - ZITO - DI PAOLA
                    SCHILLACI - SUNSERI - DE LUCA A - PASQUA - MARANO
                 CAPPELLO - CAMPO - DI CARO - MANGIACAVALLO - CIANCIO
                                                        MARANO - FAVA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   a  riferire in Aula circa le novità sulla situazione di crisi  nel
  settore  della  raccolta e smaltimento dei rifiuti  nel  territorio
  della  Regione siciliana, tali da costituire quasi un nuovo  e  più
  preoccupante  allarme,  sfociato, da un lato,  nella  richiesta  di
  dichiarazione  di  emergenza  rivolta  al  Governo   nazionale   e,
  dall'altro, in ripetute e generiche dichiarazioni alla stampa;

   ad  indicare nel merito quali siano le misure ritenute  necessarie
  ai  fini  di una gestione pianificata e strutturata del  ciclo  dei
  rifiuti,  anche  alla  luce della protesta  dei  50  sindaci  della
  provincia  di Palermo e Trapani che si sono costituiti in  comitato
  ed autoconvocati alla presenza del Presidente della Regione». (6)

                               LUPO - GUCCIARDI - CRACOLICI - ARANCIO
                        -BARBAGALLO - CAFEO - CATANZARO - DE DOMENICO
                                   DIPASQUALE - LANTIERI - SAMMARTINO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che la società A.Ci.F. Servizi srl gestisce un impianto a
  Scicli  nel  settore  della gestione, trattamento  e  recupero  dei
  rifiuti,  pericolosi  e non pericolosi. Per  lo  svolgimento  della
  suddetta   attività,   la   ditta  ha   programmato   l'ampliamento
  dell'impianto,  per mezzo della progettazione di una  nuova  e  più
  ampia piattaforma in grado di allargare lo spettro dei rifiuti  che
  possono  essere  trattati  e  riutilizzati  nel  ciclo  produttivo.
  L'autorizzazione       prevede       la   realizzazione,   su   una
  superficie di circa 40.000 mq, di un impianto idoneo al trattamento
  di  rifiuti  per complessive 200.000 tonnellate annue, pari  a  800
  tonnellate  al  giorno, di cui 85.000 tonnellate non  pericolosi  e
  115.000  pericolosi. L'impianto in questione dista in linea  d'aria
  circa  1.800 metri dal centro abitato di Scicli e circa 1.400 metri
  dal  torrente  Fiumara di Modica, nel quale si prevede  lo  scarico
  delle  acque  oleose. Nella zona dell'impianto, peraltro,  esistono
  due discariche di RSU esaurite e dismesse: la discarica comunale di
  Petrapalio e quella comprensoriale di S. Biagio;

   RILEVATO che:

   il  progetto  è stato sottoposto alla procedura di Valutazione  di
  Impatto  Ambientale  -  VIA e a quella di Autorizzazione  Integrata
  Ambientale - AIA, presso la Regione Siciliana. Con Decreto  159/Gab
  del  04.05.2015  l'Assessore  Regionale  all'Ambiente  ha  espresso
  giudizio di compatibilità ambientale positivo, ai sensi e  per  gli
  effetti  del  D.Lgs.  n. 152/2006. Con DDS n.  218  del  03.03.2016
  l'Assessorato  Regionale Energia e Servizi di  Pubblica  Utilità  -
  Dipartimento Regionale acqua e rifiuti ha rilasciato l'AIA;

   con   decreto   162  Gab  del  04.05.2016  l'Assessore   regionale
  all'ambiente,  sulla  base  del  presupposto  che  il  giudizio  di
  compatibilità  ambientale sarebbe stato  reso  senza  tenere  conto
  dell'Elaborato n.20 (Protocollo di miscelazione - Piano di Gestione
  operativa),  ha  sospeso sine die l'efficacia  del  precedente  suo
  stesso   decreto   del  4  maggio  2015.  Conseguentemente,   anche
  l'Assessorato Regionale Energia e Servizi di Pubblica Utilità,  con
  DDS  n. 629 del 05.05.2016 ha sospeso sine die l'efficacia del  suo
  precedente  provvedimento  del 03.03.2016.  La  ditta,  quindi,  ha
  impugnato  tali atti di sospensione dinanzi al Tar di Catania,  che
  con  sentenza  in  forma abbreviata n. 1955 del  21.07.2016  li  ha
  annullati,  perché  emessi senza alcun termine  di  scadenza  della
  sospensione medesima;

   con  provvedimento n. 290/Gab del 25.07.2016, quindi,  l'Assessore
  al  Territorio  e Ambiente della Regione Siciliana ha  revocato  il
  proprio precedente D.A. n. 159/gab del 04.05.2015, con il quale era
  stato espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale.  Tale
  provvedimento  di revoca si è basato sulla stessa  motivazione  del
  provvedimento di sospensione. La ditta, quindi, ha opposto  ricorso
  avverso  i  provvedimenti di revoca. Con sentenza n. 3516/2016,  il
  Tar di Catania ha accolto i ricorsi della ditta;

   CONSIDERATO che

   con  nota  prot.  n.  0032728 dell'1.2.2017 e con  nota  prot.  n.
  0016061  del 30.05.2017, il Sindaco del comune di Scicli ha chiesto
  all'Assessorato   regionale   al   Territorio   il   riesame    del
  provvedimento  autorizzativo. Tale richiesta si  è  basata  su  una
  serie  di  motivazioni che rendono necessaria una  riconsiderazione
  dell'interesse pubblico alla realizzazione delle opere  di  cui  si
  tratta, al fine di attivare il potere di annullamento in autotutela
  ovvero di revoca;

   con  la  nota prot.n. 67462 del 27.9.2017, l'Assessorato regionale
  Territorio  ed  Ambiente  ha  trasmesso  il  D.A.  n.  330/gab  del
  22.09.2017  con il quale è stata rigettata la richiesta del  Comune
  di  Scicli  e  confermata  la V.I.A. di cui  al  D.A.  159/GAB  del
  04/05/2015.  Il  rigetto  si  basa sul parere  Commissione  tecnica
  specialistica  per  le  autorizzazioni  ambientali  di   competenza
  regionale  dell'Assessorato regionale  Territorio  ed  Ambiente  n.
  102/2017 del 20.07.2017;

   VISTO che:

   con  l'istanza  di riesame, il Comune di Scicli ha  evidenziato  i
  gravi  pericoli  per  la  salute pubblica connessi  all'ampliamento
  dell'impianto  di  cui si tratta, sottolineando l'impossibilità  ad
  effettuare  concretamente  i  controlli  necessari.  Tale  pericolo
  scaturisce  dal  fatto che l'impianto di cui si  tratta,  dista  in
  linea  d'aria  circa  1.800  metri dal centro  abitato  di  Scicli.
  L'impianto,  inoltre,  dista  poche centinaia  di  metri  da  altre
  frazioni  del  comune  di Scicli densamente popolate,  site  sempre
  all'interno   dei  2.000  metri  dall'impianto.  Uno  dei   criteri
  sicuramente  prioritari nella scelta dei siti  in  cui  ubicare  le
  discariche  è  la distanza dai centri abitati, come  stabilito  dal
  punto  2.1.  dell'allegato  1  al D.Lgs.  n.  36/2003.  Giova  anzi
  precisare che, secondo la giurisprudenza amministrativa, integra un
  vincolo  escludente  la  presenza  di  centri  abitati  a  distanza
  inferiore ai 2 km. (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, n. 1272, del 4
  marzo  2013).  L'impianto  di  cui si tratta,  pertanto,  mette  in
  pericolo la salute delle persone che risiedono nelle zone suddette,
  atteso  che  non  vi è la distanza minima di sicurezza  dalle  aree
  abitate;

   il  Comune di Scicli, nell'ambito del procedimento per il rilascio
  della  VIA, con delibera di G.M. n. 125 del 15.07.2014 ha  espresso
  osservazione negativa alla proposta di intervento, ma  tale  parere
  contrario  non è stato preso in alcuna considerazione. Inoltre  con
  la delibera di consiglio comunale n. 5 del 19.01.2015, il Comune di
  Scicli,  con  riferimento all'area di intervento,  ha  imposto  una
  disciplina urbanistica diversa rispetto al PRG, riclassificando  la
  stessa quale z.t.o. da sottozone E4 a sottozona E1, con vigenza,  a
  far data dall'adozione, delle norme di salvaguardia di cui all'art.
  19  l.r.  71/78.  In ragione del parere espresso e della  rinnovata
  pianificazione  urbanistica, il Comune  di  Scicli  ha  chiesto  il
  riesame   mediante   annullamento  e/o  revoca  del   provvedimento
  autorizzativo,  attestando la palese      incompatibilità     della
  realizzazione dell'impianto rispetto agli strumenti di governo  del
  territorio. L'Assessorato regionale, tuttavia, ha ritenuto  di  non
  accogliere la richiesta. Invero la verifica di compatibilità di  un
  progetto  con  gli strumenti di pianificazione territoriale  non  è
  estranea alla V.I.A.. L'art. 22 T.U.A. rimanda all'All. VII per  le
  indicazioni   sulle   caratteristiche  dello  studio   di   impatto
  ambientale,  che al punto 6 prevede: La descrizione degli  elementi
  culturali  e paesaggistici eventualmente presenti, dell'impatto  su
  di essi delle trasformazioni proposte e delle misure di mitigazione
  e compensazione necessarie . In applicazione di tale norma, non può
  non   verificarsi  la  conformità  del  progetto   agli   strumenti
  urbanistici  ed  agli eventuali piani generali o di  settore  e  ai
  vincoli  esistenti. Gli strumenti di pianificazione che  contengono
  indicazioni  utili sotto questo profilo, quindi,  non  possono  non
  essere  tenuti  in considerazione nell'ambito del  procedimento  di
  rilascio della V.I.A.;

   l'art.  40  del  piano  paesaggistico della  provincia  di  Ragusa
  stabilisce che i progetti che comportano notevoli trasformazioni  e
  modificazioni profonde dei caratteri paesaggistici del territorio ,
  anche quando non siano soggetti a valutazione di impatto ambientale
  (V.I.A.) a norma della legislazione vigente, nazionale e regionale,
  quando  non  preclusi  dalla  presente  normativa,  debbono  essere
  accompagnati,  ai  fini  del  presente  Piano,  da  uno  studio  di
  compatibilità  paesaggisticoambientale  ai  sensi  del  D.P.R.  del
  12.04.1996  e  s.m.i. e che Si considerano interventi di  rilevante
  trasformazione del territorio: [ ] impianti per lo smaltimento e il
  trattamento  di  rifiuti  solidi  urbani,  speciali  e  pericolosi,
  inclusi  discariche, termovalorizzatori, gassificatori,  ecc...  Si
  precisa  altresì  che:  Nella  localizzazione  delle  aree  per  lo
  smaltimento,  lo  stoccaggio e il trattamento  dei  rifiuti  solidi
  urbani, speciali e pericolosi, la cui realizzazione è in ogni  caso
  preclusa  nelle  aree  sottoposte a tutela paesaggistica  ai  sensi
  dell'art.134  del  Codice, si dovrà valutare  l'idoneità  del  sito
  rispetto alle caratteristiche paesaggistico ambientali del contesto
  e  le  trasformazioni sull'ambiente determinate dalla viabilità  di
  accesso;

   l'art.  18  del medesimo Piano paesaggistico prevede  inoltre  una
  particolare tutela della viabilità            storica, riconoscendo
  nell'infrastrutturazione  viaria  storica  del  territorio   valori
  culturali  ed  ambientali in quanto testimonianza  delle  trame  di
  relazioni  antropiche  storiche  ed  elemento  di  connessione   di
  contesti   culturali   e  ambientali  di  interesse   testimoniale,
  relazionale  e  turistico culturale, e stabilendo che:  I  progetti
  delle  opere da realizzare sono soggette ad autorizzazione da parte
  della  Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. Relativamente
  alle  componenti non comprese nei territori sopra detti,  gli  Enti
  competenti  avranno  cura  di valutare  sulla  base  dei  caratteri
  culturali   sopra  descritti  e  della  rilevanza   degli   oggetti
  interessati  la  qualità e l'ammissibilità della opere  progettate.
  Risulta  evidente  pertanto il contrasto con  le  norme  richiamate
  dell'impianto in esame, capace di far transitare sulla S.P. 38, che
  è  poco  più  di una stradina di campagna, circa 800 tonnellate  al
  giorno di rifiuti (tante sono quelle dichiarate in AIA ed in  VIA).
  Sulla  S.P.  38,  quindi, dovrebbero transitare quotidianamente  35
  autotreni,  per  70 viaggi al giorno, ossia circa  10  all'ora.  La
  larghezza  e  la  struttura  della strada  rendono  impossibile  un
  transito di tali dimensioni;

   nel  caso di specie, la Soprintendenza ai BB.CC.AA. di Ragusa  non
  ha  espresso il proprio parere né al fine dell'emanazione del  D.A.
  n.  159/GAB del 4.5.2015, né a seguito dell'istanza di riesame  del
  Comune di Scicli, né sulla valutazione di cui all'art. 18 del piano
  paesaggistico;

   l'art.  35  delle norme tecniche di attuazione del PRG del  comune
  di  Scicli individua l'area su cui insiste l'impianto tra  le  zone
  destinate  ad usi agricoli. Il punto 3.23 delle norme di  carattere
  generale,  come  introdotte  dal  D.A.  2.2.2012,  stabilisce  che:
  vengono  ritenute compatibili con le zone agricole  i  depositi  di
  materiali pericolosi (liquidi, infiammabili, esplosivi, etc)  fatta
  salva  la  specifica disciplina e esclusi quelli  riconducibili  al
  decreto legislativo n. 152/2006. Poiché l'impianto di cui si tratta
  rientra  tra  quelli  riconducibili al d.lgs. n.  152/2006,  appare
  evidente che è illegittimo consentire l'ampliamento dello stesso;

   VISTO     altresì    che      la   realizzazione    del  superiore
  impianto  in  un  sito Unesco metterebbe a rischio tale  importante
  riconoscimento   e  nuocerebbe  gravemente      alla      vocazione
  turistica    del territorio,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
              l'Assessore per il territorio e l'ambiente

   a   volere  adoperarsi  urgentemente  ai  fini  del  ritiro  della
  Valutazione  di  Impatto Ambientale (VIA) per  la  realizzazione  e
  gestione   dell'impianto  di  ampliamento  della   piattaforma   di
  trattamento  e  recupero di rifiuti, pericolosi e  non,  presso  il
  comune  di  Scicli  in contrada Cuturi in variante  allo  strumento
  urbanistico,   per   ragioni  di  tutela  della  salute   pubblica,
  dell'ambiente e dei beni culturali e paesaggistici, a  seguito  dei
  motivati dubbi di legittimità emersi da quanto sopra sopra  esposto
  anche  al  fine  di  evitare l'insorgere di aspettative  e  profili
  risarcitori,  tenuto conto, peraltro, del grave allarme  sociale  e
  sanitario,  oltreché  del rischio della revoca  del  riconoscimento
  UNESCO  che  la  realizzazione di una piattaforma di trattamento  e
  recupero di rifiuti pericolosi provoca sul territorio». (9)

                      CAMPO - TRIZZINO - PALMERI - DI PAOLA - SUNSERI
                  MANGIACAVALLO - ZAFARANA - CAPPELLO - FOTI - PASQUA
                     ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI
            DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO - CANCELLERI - FAVA

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   nella  legislatura precedente non è stato predisposto  ed  attuato
  l'annunciato Piano di Gestione dei rifiuti in Sicilia e attualmente
  non  risulta  nessuna pianificazione del ciclo  dei  rifiuti  nella
  nostra regione;

   ad  oggi assistiamo all'emergenza scaturita dall'assenza del Piano
  rifiuti  e  gli stessi vengono conferiti, per la maggior parte,  in
  discarica,  in  assenza di controlli preventivi  e  con  bassissime
  percentuali di raccolta differenziata nel territorio;

   nonostante  non  esista  un  progetto complessivo  per  la  nostra
  regione,  la Edipower, nel sito di S. Filippo del Mela, continua  a
  procedere   nel   progetto   di   riconversione   della    centrale
  termoelettrica alla combustione di CSS;

   nell'inceneritore  verrebbe bruciato il CSS,  ovvero  la  frazione
  combustibile  dei  rifiuti  indifferenziati  mentre   la   frazione
  organica    dei    rifiuti,   che   crea   i   maggiori    problemi
  igienicosanitari, resterebbe appannaggio delle discariche;

   l'attuazione   e  la  messa  in  funzione  dell'impianto   sarebbe
  pericoloso per la salute delle centinaia di migliaia di persone che
  abitano le zone limitrofe;

   visto che:

   oltre  alla  procedura  AIA, già esitata,  risulta  aperta  quella
  relativa alla Valutazione d'Impatto Ambientale in seno ai ministeri
  competenti;

   in  precedenza  già  due  volte il  Ministero  dei  Beni  e  delle
  Attività   Culturali  e  del  Turismo  ha  emesso  parere  negativo
  ravvisando  i vincoli contenuti nel P.T.P. Ambito 9 con riferimento
  all'area  12D  Paesaggio, Riviera di Levante. Tra le direttive  del
  suddetto  paesaggio  si dispone è necessario che  vengano  adottati
  tutti  i possibili accorgimenti per ridurre il carico inquinante  e
  mitigare  l'impatto  visivo  di  tali  impianti  ed  è  vietato  il
  potenziamento degli stessi e l'ampliamento delle aree interessate;

   il  riferimento è alla Centrale Termoelettrica di San Filippo  del
  Mela di Edipower e si espresse quindi parere contrario;

   tra  i  pareri,  comunque  non  vincolanti,  oltre  a  quelli  già
  rilasciati in senso negativo dal Comune di San Filippo del  Mela  e
  dalla  Città  Metropolitana di Messina, manca ancora  quello  della
  Regione  Siciliana, la quale può esprimere la sua volontà  politica
  con riferimento alla riconversione di tale opera nel territorio del
  Mela;

   CONSIDERATO che:

   da  numerosi studi scientifici risulta che gli inceneritori  siano
  impianti  pericolosi  per la salute dei cittadini,  devastanti  per
  l'impatto ambientale e in contrasto con i vincoli paesaggistici;

   i  cittadini  residenti  nella Valle del Mela  stanno  utilizzando
  tutti gli strumenti utili per manifestare la preoccupazione per  la
  trasformazione   della  destinazione  d'uso   della   centrale   in
  termovalorizzatore  senza  una pianificazione  della  gestione  del
  ciclo dei rifiuti,

                   impegna il Governo della Regione

   a  esporre nelle competenti Commissioni parlamentari e in Aula  le
  scelte  che  intenda effettuare per la gestione dei  rifiuti  e  in
  particolar modo con riferimento ai danni che scaturirebbero da  una
  eventuale  riconversione  della  centrale  termoelettrica  di   San
  Filippo  del  Mela e, nello specifico se intenda o  meno  porre  in
  essere  i  sopra richiamati atti di propria competenza  tendenti  a
  scongiurare   il  rilascio  delle  autorizzazioni   relative   alla
  riconversione della centrale termoelettrica;

   ad   intervenire  con  tutti  gli  strumenti  utili,   urgenti   e
  improcrastinabili  per  realizzare  una  pianificazione  regionale,
  attenta  e  peculiare,  della  gestione  dei  rifiuti  che  preveda
  modalità  coordinate  con  i  Comuni,  tenendo  conto  dei  vincoli
  paesaggistici, nel rispetto del diritto alla salute degli abitanti,
  per   il   raggiungimento  di  obiettivi  legati   alla   soluzione
  dell'emergenza rifiuti». (10)

                                         CATALFAMO - AMATA - GALVAGNO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

                   impegna il Governo della Regione

   a  riferire in Aula circa le attività che vuole porre in essere al
  fine   di  superare  l'emergenza,  oramai  strutturata,  del  ciclo
  integrato  dei  rifiuti nel territorio della Regione siciliana.  In
  particolare,  si  chiede di riferire come intenda, L'On  Presidente
  della  Regione siciliana, proporre una strategia, che non contempli
  soluzioni  di  continuità  alla raccolta  ed  allo  smaltimento  in
  osservanza della legge, finalizzata:
   a)  a  modificare/implementare/abrogare la vigente legge regionale
  9/2010  relativa al settore della gestione integrata degli RSU  nel
  territorio  siciliano  e quali siano gli indirizzi  legislativi  in
  ordine  alla  pianificazione che tengano conto  della  liquidazione
  definitiva   degli   ATO,   il   passaggio   alle    SRR    o    la
  chiusura/liquidazione delle SRR con il passaggio  delle  competenze
  ad  altri organi/enti istituzionali quali le ex Province come dallo
  stesso Presidente della Regione dichiarato;
   b)  alla  gestione del personale ed il relativo  passaggio  tra  i
  vari enti in osservanza della legge e che contempli il mantenimento
  dei livelli occupazionali;
   c)  a  redigere  ed  approvare  un  Piano  regionale  dei  rifiuti
  coerente  alla  vigente normativa e direttive europee  di  settore,
  utile  e  finalizzato ad applicare nei tempi compatibili ad evitare
  un   procedura   d'infrazione  europea  in  materia   di   raccolta
  differenziata  (ricordiamo come i livelli di raccolta differenziata
  avrebbero  dovuto  già  essere  al 65%  su  territorio  regionale),
  pianificare  un'impiantistica  utile  al  pretrattamento  ed   allo
  smaltimento  dei  rifiuti che possa entrare in esercizio,  evitando
  l'interruzione del giornaliero servizio di smaltimento  degli  RSU,
  evitare   la   perdita  di  160.000.000,00  di  fondi  europei   in
  considerazione che il piano esistente (parzialmente vigente) non ha
  ancora  avuto  la  condizionalità exante utile alla rendicontazione
  della passata programmazione PO-FESR 2007-2013;
   d)  ad  ampliare,  realizzare o, comunque,  individuare  siti  che
  possano  permettere lo smaltimento della giornaliera produzione  di
  rifiuto indifferenziato (circa 5.800 tonn/giorno) nelle more  della
  riforma  di settore smantellando il regime di monopolio attualmente
  esistente in questo settore;
   e)  ad  avviare sistemi di raccolta differenziata nei vari  ambiti
  che   possa   incrementare  nel  breve  periodo  il   recupero   di
  multimateriali e la conseguente riduzione di rifiuti  da  conferire
  in discarica;
   f)  ad  autorizzare,  realizzare e gestire  piattaforme  utili  al
  recupero del materiale differenziato (carta, plastica, vetro,  etc.
  etc.) in considerazione che l'attuale offerta non risponderebbe  ad
  un aumento della raccolta differenziata;
   g)  ad  autorizzare (AIA) Realizzare (con quali progetti e  fondi)
  ed   affidare  in  gestione  (in  considerazione  che  gli  ATO  in
  liquidazione non potranno gestire nuove piattaforme mentre  le  SRR
  non   sono   ancora  pronte  a  farlo)  un  sistema   impiantistico
  finalizzato al trattamento della frazione organica derivante  dalla
  raccolta  differenziata  (FORSU  -  umido)  per  la  produzione  di
  compost;
   h)   ad  ottemperare  alla  vigente  disposizione  legislativa  in
  materia   (art.35  della  l.  n.  164  del  2014)  in  materia   di
  termovalorizzazione che obbliga la Regione Siciliana  a  realizzare
  impiantistica  utile alla valorizzazione energetica della  frazione
  residuale  secca  (sopravaglio)  in  proiezione  di  una   raccolta
  differenziata  pari al 65% (che già doveva essere stata  raggiunta)
  per una potenzialità complessiva pari a 700.000,00 tonn/anno;

   alla  luce  delle  decine  di ordinanze  contingibili  ed  urgenti
  emanate   dal   precedente   Presidente   della   Regione,   nonché
  dall'attuale in continuità amministrativa, a riferire:
   se  siano  stati  rispettati gli step di  aumento  della  raccolta
  differenziata  previsti  quali  condizioni  imposte  dal  Ministero
  dell'Ambiente per l'apposizione della prevista intesa sulle  citate
  ordinanze ex art. 191 di cui al D.Lgs 152/06 e smi;
   in  caso  contrario, se siano stati presi opportuni provvedimenti,
  anche   sanzionatori,  per  quei  comuni  che  non  abbiano  ancora
  raggiunto   i   livelli  di  differenziata  previsti   (vedi   aree
  metropolitane)  sino alla destituzione dello stesso  sindaco,  come
  previsto per legge;
   se   siano  stati  presi  gli  opportuni  provvedimenti  per  quei
  soggetti  che  non abbiano rispettato le prescrizioni delle  citate
  ordinanze  ex  art. 191 del D.Lgs n. 152 del 2016 e  smi  (gestori,
  enti di controllo, dipartimenti, etc. etc.);
   se  vi  sia,  ad  oggi,  un  piano, o una strategia,  per  evitare
  l'emissione  di  continue  ordinanze in  deroga  coscienti  che  le
  imposizioni  ivi  previste non potranno mai essere  rispettate  con
  conseguente   aperture  di  procedimenti  EU-Pilot   sfocianti   in
  procedure   di  infrazione  europea  per  mancato  rispetto   delle
  direttive di settore;

   con  riferimento  ai  continui  proclami  di  stampa  relativi   a
  richieste di stato di emergenza (con poteri speciali ad un relativo
  commissario governativo) sul ciclo integrato dei rifiuti:
   a)  quali  siano i poteri emergenziali richiesti in considerazione
  che  le  normative  da derogare dovranno essere    specificatamente
  previste       nell'atto   amministrativo  che   dovrà   dichiarare
  l'emergenza stessa. A quali norma si intende derogare  al  fine  di
  evitare la soluzione di continuità in materia di smaltimento di RSU
  considerando che le direttive europee ambientali non possono essere
  derogate e la pianificazione e realizzazione di impiantistica dovrà
  comunque  rispettarle in relazione a provvedimenti  di  Valutazione
  d'impatto   Ambientale  ed  Autorizzazione  Integrata   Ambientale,
  comunque necessari;
   b)  quali  siano  le  norme  in materia  di  raccolta  gestione  e
  smaltimento  degli  RSU al fine di predisporre eventuali  trasporti
  trasfontalieri  in  considerazione che il  produttore  del  rifiuto
  rimane chi opera lo spazzamento (ATO, ARO, comuni...);
   c)  a  quali  risorse  si intenda attingere  per  effettuare  tali
  trasporti trasfontalieri in considerazione che la tariffa rimane  a
  carico  dei  comuni e secondo quale principio di danno ai  soggetti
  ordinariamente competenti si intende;
   d)  come  si  intenda  procedere per non danneggiare  quei  comuni
  virtuosi  che  raggiungono livelli di indifferenziata superiore  al
  50%   e   quegli   ambiti  che  si  erano  dotati  per   tempo   di
  un'impiantistica utile al ciclo integrato dei rifiuti (e  che  oggi
  hanno  dovuto sopperire con i propri impianti alle criticità  degli
  altri  ambiti  regionali), al fine di non incorrere in  un  aumento
  globale  della tassa di smaltimento in relazione ai maggiori  costi
  necessari per il trasporto all'estero dei rifiuti;
   e)  alla  data  odierna, una strategia complessiva che  non  tenga
  conto della catastrofica gestione precedente e possa, nelle more di
  una  gestione ordinaria e moderna del ciclo integrato dei  rifiuti,
  determinare  un  percorso  verso  il  quale  indirizzare  gli  enti
  ordinariamente preposti, ricordando che le competenze della Regione
  siciliana in materia di rifiuti devono fermarsi alla pianificazione
  ed  al  controllo, mentre l'attuazione deve rimanere a carico degli
  ambiti  territoriali, qualsiasivoglia essi siano, mentre viceversa,
  si  dovranno sempre scontare e compensare danni e costi sull'intero
  territorio regionale a svantaggio di quelle comunità che, per virtù
  o  lungimiranza, si trovassero, ad oggi, in condizione di  assoluta
  autonomia gestionale». (12)

                                     DE LUCA C. - RIZZOTTO - GALVAGNO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   in  data 17.05.2017 la società Solgesta (S.r.l.), con sede in Roma
  (RM),  ha trasmesso al Comune di Franconfonte (SR) apposito  avviso
  pubblico  di  istanza  di  avvio del procedimento  di  verifica  di
  assoggettabilità alla procedura V.I.A. relativo alla  realizzazione
  di  un  nuovo impianto di produzione integrata di biometano da  600
  sm3/h  ed  energia  in assetto cogenerativo 'car'  da  biomasse  da
  realizzarsi in c/da San Biagio (foglio 1 particella 116);

   in  data 16.06.2017 la sopra citata società ha trasmesso al Comune
  di  Francofonte specifica nota integrativa con la quale si chiedeva
  l'utilizzo   di  alcune  materie  prime  aggiuntive,   puntualmente
  descritte  nella  relazione  allegata, nella  quantità  massima  di
  25.000 ton/annuo;

   in  data  25.07.2017  il  Responsabile Unico  del  Procedimento  -
  Responsabile  del IV  Settore del Comune di Francofonte  ha  emesso
  parere  favorevole alla costruzione ed esercizio del nuovo impianto
  di biometano;

   in  data  20.11.2017 è stato pubblicato sul sito  dell'Assessorato
  Regionale  dell'Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità  l'avviso
  di  autorizzazione integrata ambientale ex art. 29 quater  comma  3
  del  D.Lgs.  n. 152/2006, in virtù del quale i soggetti interessati
  possono  presentare in forma scritta le proprie osservazioni  entro
  trenta giorni dalla pubblicazione;

   in  data  18.12.2017  il Consiglio Comunale di  Francofonte  si  è
  riunito  in sessione urgente a seguito della quale ha trasmesso  al
  Dipartimento  Regionale dell'Energia e dei Rifiuti - Servizio  7  -
  Autorizzazioni  impianti gestione rifiuti  -  AIA  dell'Assessorato
  Regionale compente le seguenti osservazioni:
   le  norme  di attuazione del Piano regolatore approvato  nel  2002
  non  prevedono  insediamenti industriali in zona agricola,  con  la
  conseguenza che non è stato verificato se nell'area in cui si vuole
  realizzare  l'impianto sussistano vincoli di governo del territorio
  di  carattere  comunale, provinciale o regionale. Tale affermazione
  risulta suffragata dall'art. 12 comma 7 del D.Lgs. n. 387 del  2003
  'promozione  dell'energia elettrica prodotta da fonti  rinnovabili'
  la  dove  pur consentendo di ubicare gli impianti di produzione  di
  energia  elettrica  in zone classificate agricole  negli  strumenti
  urbanistici,   prevede  che  siano  tenute  in  considerazione   le
  disposizioni  in  materia  di sostegno  nel  settore  agricolo  con
  particolare   riferimento  alla  valorizzazione  delle   tradizioni
  agroalimentari  locali.  Il Comune di Francofonte,  territorio  per
  eccellenza  per  la  produzione  di arancia  rossa,  appartiene  al
  consorzio IGP arancia rossa di Sicilia;
   dalla  relazione geologica a corredo del progetto presentato dalla
  ditta  Solgesta s.r.l., viene riportato testualmente quanto  segue:
  'Dall'esame delle cartografiche esistente tale sito risulta  essere
  sottoposto  a  vincolo  idrogeologico ai sensi  del  RDL  3267  del
  30/12/1923' e pertanto soggetto a nulla osta da parte del  Servizio
  Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Siracusa di cui non  si
  conosce l'esito;
   il  Comune  di  Francofonte  è regolarmente  dotato  di  zona  per
  insediamenti produttivi PIP in contrada Boschetto fornita di  tutte
  le   infrastrutture  e  pertinenze  necessarie  ad  accogliere  gli
  impianti in questione e per tale motivo non si comprende la  scelta
  di allocare la struttura in zona agricola in cui, come sopra detto,
  non sono previsti insediamenti industriali;
   nella zona adiacente la realizzazione dell'impianto è previsto  un
  progetto  di  realizzazione    di     laghetti    collinari     con
  sbarramento  naturale  finalizzati al  rimpinguamento  delle  falda
  acquifere del Comune;
   non   da  ultimo,  l'identico  progetto  della  Solgesta  è  stato
  presentato  al  Comune di Calatafimi e sul quale Lega  Ambiente  ha
  espresso le proprie perplessità in quanto ritiene che tali impianti
  per   la  loro  conformazione  abbisognerebbero  della  Valutazione
  Impatto  Ambientale non essendo sufficiente la sola  autorizzazione
  integrale ambientale;
   per  questi  motivi, si ritiene che il Dipartimento  regionale  in
  questione  debba valutare le suddette osservazioni per la  verifica
  della  sussistenza  di  tutti i pareri richiesti  per  l'emanazione
  dell'autorizzazione  integrata ambientale e  fornire  riscontro  al
  Comune  di Francofonte prima che siano intraprese ulteriori  azioni
  nelle competenti sedi;

   CONSIDERATO che:

   le  superiori  osservazioni formulate dal  Consiglio  comunale  di
  Francofonte, stante il loro carattere cogente e preminente, destano
  non  poche  perplessità in ordine all'intero iter autorizzativo  e,
  segnatamente,
  all'adeguatezza/appropriatezza/completezza/sufficienza        dello
  stesso;

   in  particolar modo, va chiarito se, così come evidenziato da Lega
  Ambiente  con  riferimento  ad analogo  progetto  presentato  dalla
  medesima ditta, tale impianto necessiti ai fini autorizzativi anche
  della Valutazione di Impatto Ambientale;

   PRESO  ATTO  che  alla  data  odierna  il  competente  Assessorato
  regionale   non  ha  dato  riscontro  alla  superiori  osservazioni
  formulate  dal  Consiglio comunale di Francofonte a  margine  della
  sessione urgente del 18.12.2017,

                   impegna il Governo della Regione

   nelle  more  di  un  riscontro alle sopra richiamate  osservazioni
  avanzate  in data 18.01.2017 dal Consiglio comunale di Francofonte,
  ad  adottare tutti i provvedimenti di propria competenza volti alla
  tutela  e salvaguardia dell'ambiente, del territorio e della salute
  pubblica,  procedendo, laddove necessario, all'immediato ritiro  in
  autotutela,  mediante  annullamento o revoca, delle  autorizzazioni
  finora rilasciate e di tutti gli atti alle stesse prodromici». (13)

                                              FAVA - PAGANA - PALMERI

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO  il  quadro di riferimento normativo ultranazionale,  che
  costituisce  la cornice all'interno della quale devono  svilupparsi
  le politiche ambientali delle regioni dell'Unione europea:
   a)  l'art.  191,  par.  2  del  TFUE (Trattato  sul  funzionamento
  dell'Unione europea), individua una politica ambientale dell'Unione
  ispirata  ad  un  elevato livello di tutela,  tenendo  conto  della
  diversità  delle  situazioni  nelle  varie  regioni  dell'Unione  e
  fondata sui principi di precauzione e di azione preventiva,  nonché
  sul principio della correzione dei danni causati all'ambiente e sul
  principio chi inquina paga;
   b)  la Direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
  del 19 novembre 2008, costituisce un quadro giuridico per i rifiuti
  in ambito europeo e rappresenta la volontà del Legislatore di porre
  l'attenzione  sull'intero ciclo dei rifiuti, dalla produzione  allo
  smaltimento   con  particolare  riferimento  alle   operazioni   di
  riduzione alla fonte, recupero e riciclo. Secondo la Direttiva,  il
  trattamento  dei  rifiuti  deve  essere  perseguito  seguendo   una
  gerarchia  che vede in primo luogo la prevenzione della  produzione
  dei rifiuti, dunque la preparazione per il riutilizzo, il recupero,
  il  riciclo  e  soltanto  alla fine lo smaltimento.  In  Italia  il
  recepimento  della Direttiva 2008/98/CE è avvenuto  con  il  D.Lgs.
  205/2010  che  ha modificato il D.Lgs. 152/2006, le cui  principali
  finalità sono: 1) la prevenzione della produzione di rifiuti; 2) la
  promozione  di  una  progettazione  industriale  tale  da   ridurre
  all'origine  la produzione di rifiuti, soprattutto non riciclabili;
  3)  la  promozione  dell'informazione e  della  partecipazione  dei
  cittadini    attraverso    adeguate     forme     di comunicazione;
  4) la promozione del riutilizzo, del riciclaggio e del recupero dei
  materiali   post   consumo;   5)  la  promozione   della   raccolta
  differenziata,  favorendo  sistemi di premialità  e  penalizzazione
  finalizzati    ad   aumentarne   le   relative   percentuali;    6)
  l'implementazione  di  tecnologie impiantistiche  a  basso  impatto
  ambientale che consentano un risparmio di risorse naturali;  7)  la
  riduzione    della    movimentazione   dei    rifiuti    attraverso
  l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
  produzione; 8) la riduzione dello smaltimento in discarica;  9)  il
  riconoscimento del ruolo dei Comuni quali responsabili del servizio
  erogato  ai  cittadini; 10) l'equilibrio economico del servizio  di
  gestione  integrata con le risorse pubbliche disponibili e  con  le
  entrate derivabili dalla riscossione della tassa sui rifiuti;
   c)  il  VII  Programma  d'azione  per  l'ambiente,  approvato  dal
  Parlamento  europeo e dal Consiglio il 20 novembre 2013,  definisce
  un   quadro  generale  per  le  politiche  da  seguire  in  materia
  ambientale  fino  al  2020. L'Unione europea in  forza  del  citato
  Programma,  si  è prefissata l'obiettivo di proteggere  l'ambiente,
  nonché  la salute dei cittadini riducendo l'impatto negativo  della
  produzione   e   della   gestione  dei  rifiuti,   anche   mediante
  l'applicazione della gerarchia dei rifiuti così come prevista dalla
  Direttiva  2008/98/CE.  L'Unione si  è  ulteriormente  prefissa  di
  incoraggiare la transizione verso un'economia verde e di addivenire
  a  una  completa dissociazione della crescita economica dal degrado
  ambientale.   Particolare   attenzione   è   stata    posta    alla
  trasformazione dei rifiuti in risorsa, favorendo la prevenzione, il
  riutilizzo  e il riciclaggio e rinunciando a metodi inefficienti  e
  nocivi,        quali        le        discariche        e        la
  termovalorizzazione;
   d) la Comunicazione verso una economia circolare della Commissione
  al  Parlamento  europeo del 2 luglio 2014  getta  le  basi  per  il
  superamento  della  materia dei rifiuti  dall'ambito  stesso  della
  gestione   degli  stessi,  per  travalicare  nell'intero   processo
  industriale. La comunicazione Verso una economia circolare mette in
  piedi  una  strategia che riprende pedissequamente i  passaggi  che
  Paul  Connett  aveva  intuito già diversi anni  prima.  Secondo  la
  Commissione europea è possibile utilizzare le risorse in  modo  più
  efficiente traendo notevoli benefici sia in termini ambientali  che
  economici, e ciò è possibile mettendo a sistema i rifiuti, che  per
  tale motivo, perdono addirittura l'accezione stessa di rifiuto  per
  diventare più semplicemente materiali post consumo capaci di essere
  reimpiegati   in  modo  continuativo  nel  ciclo  produttivo.   Una
  interessante  definizione  di economia  circolare  viene  formulata
  dalla Fondazione Ellen MacArthur, secondo cui con questo termine si
  intende  una economia pensata per potersi rigenerare da sola  nella
  quale i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici,  in
  grado  di  essere  reintegrati nella  biosfera  e  quelli  tecnici,
  destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera.  Il
  modello  circolare, dunque, si antepone a quello lineare nel  quale
  le  risorse  vengono utilizzate seguendo un percorso unidirezionale
  in  cui  il  ciclo del prodotto parte dalla materia,  e  una  volta
  concluso, vede trasformarsi il prodotto in rifiuto, costringendo la
  catena  economica  a  riprendere daccapo.  Nel  modello  circolare,
  invece,  le  risorse vengono indirizzate verso un processo  che  ne
  garantisce la massimizzazione dell'efficienza: sin dalla fase della
  creazione,  ogni  passaggio  della catena  industriale  è  ordinato
  affinché, tanto lo scarto quanto il prodotto a fine vita diventino,
  a  loro volta, materia prima per una altro ciclo di produzione.  In
  altre  parole,  nell'era dell'economia circolare, il rifiuto  viene
  sostituito da un catalogo di materie reimpiegabili infinite  volte.
  La Comunicazione non si limita ad indicare una serie di principi di
  soft  law,  ma traccia un solco ben preciso all'interno  del  quale
  dovranno  strutturarsi gli ordinamenti degli Stati membri. Partendo
  dal  data      secondo  cui  già  sei  paesi   dell'Unione  europea
  sono  riusciti a contenere al di sotto del 3% i rifiuti  depositati
  in  discarica  o smaltiti presso gli impianti di incenerimento,  la
  Commissione  ha  avviato  un percorso di  riscrittura  delle  leggi
  comunitarie  in  materia  di rifiuti. La  road  map  prevede  nuovi
  obiettivi di riduzione dei rifiuti che si spingono ben oltre quelli
  attualmente  contemplati  dalla  normativa  vigente.   Secondo   la
  Commissione, entro il 2025 gli Stati membri dovranno raggiungere il
  traguardo  della riduzione del 30% rispetto ai valori attuali,  dei
  rifiuti  alimentari e di quelli del settore della fabbricazione  ed
  inoltre  dovranno  introdurre  il  divieto  di  smaltire  qualunque
  rifiuto  riciclabile. Entro il 2030, invece, è previsto un  aumento
  della  quantità del prodotto riciclato o riutilizzato del  70%  per
  quanto  riguarda  i rifiuti urbani e dell'80% per  quanto  riguarda
  quelli derivanti dagli imballaggi;

   CONSIDERATA  la condizione di difficoltà in cui versa  la  Regione
  siciliana  sia  sotto  il profilo delle azioni  amministrative  che
  della disciplina normativa di dettaglio:
   a)  la  Regione  siciliana non dispone di un piano  ordinario  dei
  rifiuti  ex art. 199 D.lgs. n. 152 del 2006. L'Isola, negli  ultimi
  venti anni, non ha mai conosciuto un periodo di gestione ordinaria.
  L'avvicendarsi  di  procedure  contingibili  ed  urgenti  ha  fatto
  dell'emergenza  un  caratteristica del  sistema  ed  è,  con  molta
  probabilità,  la  causa  principale  del  fallimento  del   modello
  siciliano.  Da  Cuffaro a Lombardo fino a Crocetta, il  modello  di
  gestione  dei rifiuti non è mai entrato sotto il regime  ordinario.
  Il  continuo avvicendarsi di ordinanze emergenziali, spesso dettate
  oltre i limiti del consentito ha rappresentato il modello ordinario
  di gestione, i cui effetti si sono manifestati sia sotto il profilo
  ambientale che sotto quello economico;
   b)  è  pubblicato sul sito del Dipartimento regionale dei  rifiuti
  un  Piano  di gestione di rifiuti di tipo emergenziale, nato  sotto
  l'ordinanza  n.  3887/2010 e in quanto tale  incapace  di  esperire
  effetti  in un regime ordinatorio. A dichiararlo è stato lo  stesso
  assessore,   Dott.ssa   Contrafatto,   audito   dalla   Commissione
  bicamerale  sulle attività illecite connesse al ciclo  dei  rifiuti
  della  XVII  Legislatura, secondo il quale il  piano  non  può  più
  considerarsi adeguato alla situazione normativa vigente, perché per
  essere  un piano adeguato deve seguire degli iter, con acquisizioni
  di  parere  e  passaggi particolari, che in quell'occasione  furono
  saltati  proprio  perché eravamo in emergenza. Ora che  l'emergenza
  non  è stata più reiterata, in automatico è un piano che, a stretto
  rigore di diritto, non è conforme;
   c)   il   Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,   di   fronte
  all'inoperatività  della Regione siciliana, il  7  agosto  2015  ha
  inviato  una diffida affinché il Presidente pro tempore approvasse,
  entro  60  giorni,  il  piano regionale dei rifiuti  adeguato  alle
  prescrizioni  definite  in sede di VAS dal  decreto  del  Ministero
  dell'ambiente n. 100 del 28 maggio 2015;
   d)  all'inerzia del Governo regionale, in data 22 gennaio  2016  i
  parlamentari  Claudia  Mannino della Camera dei  deputati,  Ignazio
  Corrao  del  Parlamento Europeo e Giampiero Trizzino dell'Assemblea
  regionale  siciliana  hanno  inviato  una  diffida  all'assessorato
  regionale,  chiedendo di compiere senza indugio  alcuno  tutti  gli
  atti  funzionali  all'approvazione e adozione  nel  rispetto  della
  normativa vigente, del piano regionale rifiuti;
   e)  in  data 23 febbraio 2016 l'Assessorato regionale ha  risposto
  alla  diffida, affermando che il piano regionale rifiuti aggiornato
  era  quello  approvato con delibera della giunta  regionale  il  18
  gennaio  2016 e che il rapporto ambientale a supporto della  VAS  è
  quello predisposto nel 2012;
   f)  in  verità,  sarà  poi  lo  stesso Ministero  dell'ambiente  a
  chiarire  nella successiva Ordinanza contingibile ed urgente  5/Rif
  del  7  giugno 2016 che nessun piano regionale dei rifiuti conforme
  alla  disciplina  nazionale era stato  prodotto  e  che  dunque  il
  Governo regionale risultava ancora inadempiente;
   g)  la mancanza assoluta di uno strumento di programmazione emerge
  anche  alla  fine  del  mese  di ottobre  2017,  quando  lo  stesso
  Dipartimento  regionale dei rifiuti apprende dal  Ministero  che  i
  servizi della Commissione europea non hanno ritenuto soddisfatta la
  condizionalità  ex  ante  per  l'assegnazione  dei  fondi  PO  FESR
  2014/2020,   per   violazioni  riconducibili   alla   mancanza   di
  definizione del piano ed alla carenza di informazioni;
   h)  la  Regione  siciliana  risulta carente  di  impianti  per  la
  gestione dei materiali recuperati dalla raccolta differenziata, ciò
  impedisce  i  Comuni di implementare e talvolta anche semplicemente
  di avviare i modelli di raccolta differenziata per impossibilità di
  conferimento del prodotto raccolto;
   i)   la   Regione  siciliana  è  caratterizzata  da   un   sistema
  'discaricocentrico',  ossia legato ad un  quasi  esclusivo  ricorso
  allo  smaltimento in discarica che, invece, dovrebbe costituire  la
  fase  residuale della gestione dei rifiuti. Allo stato attuale,  la
  capacità  di  smaltimento  e  di trattamento,  nonché  la  raccolta
  differenziata  e il funzionamento degli impianti sono  regolate  da
  provvedimenti  contingibili  e  urgenti.  il  totale  dei   rifiuti
  differenziati copre circa il 24%, distante dagli obiettivi di legge
  nazionale  che  fissavano  il  65% al  2012.  Il  40%  dei  rifiuti
  differenziati è costituito dalla frazione organica, ne  deriva  che
  per  incrementare  la  raccolta differenziata sarebbe,  dunque,  di
  fondamentale  importanza creare le condizioni per implementare  gli
  impianti  di compostaggio. Oggi risultano in attività otto impianti
  di  compostaggio per una capacità complessiva di 210.000 tonn/anno.
  Ampliando  le capacità di trattamento dei citati impianti esistenti
  fino  ad un valore di 30.000 tonn/anno ed avviando una ricognizione
  dei sei impianti pubblici realizzati e non funzionanti con capacità
  complessiva di circa 68.000 tonn./anno, si potrebbe raggiungere una
  valore di conferimento pari a 308.000 tonn/anno, che garantirebbero
  un  incremento della raccolta differenziata fino al valore del 30%.
  Sommando  a questi valori i quattro impianti privati in costruzione
  (Catania, Custonaci, Ragusa, Bel Passo) più l'ampliamento di quello
  ubicato   a  Ciminna  con  una  capacità  complessiva  di   177.800
  tonn/anno, si potrebbe raggiungere il valore complessivo di 486.000
  tonn./anno pari ad ad raccolta differenziata prossima al 40%;
   l)  in merito alle discariche, oggi ne risultano in attività  nove
  di  cui  quattro in esaurimento. Si stima che nel secondo  semestre
  2019  vi sarà un deficit strutturale se non si procede ad integrare
  con  nuove  realizzazioni. Particolare criticità si  riscontra  nel
  Capoluogo siciliano, per l'imminente chiusura della VI vasca  della
  discarica  di  Bellolampo  e per i lavori necessari  alla  consegna
  della  VII vasca commisurati in circa 12 mesi. Si aggiunga che  non
  tutte  le  discariche sono dotate di impianto  per  il  trattamento
  meccanico biologico (TMB), il che comporta - oltre alla esposizione
  a   procedure  di  infrazione  europea  -  disservizi  legati  alla
  duplicazione dei viaggi che devono compiere i rifiuti  per  passare
  da   un  impianto  per  il  pretrattamento  ad  un  altro  per   il
  conferimento definitivo. Si veda il caso di EcoAmbiente  a  Palermo
  per il trattamento meccanico biologico e la discarica ubicata nella
  provincia di Catania gestita dalla ditta Oikos s.p.a.;
   m)  infine,  le  piattaforme delle frazioni  merceologiche  frutto
  della  selezione dalla raccolta differenziata, sono prevalentemente
  gestite  da  privati. Un incremento delle percentuali  di  raccolta
  differenziata  creerebbero l'interesse  e  le  condizioni  per  gli
  operatori  del settore di crescere e costruire una economia  solida
  dei materiali post consumo;
   n)  ai  sensi della legge regionale n. 9 del 2010 il territorio  è
  suddiviso  il  diciotto  ambiti territoriali  il  cui  servizio  di
  gestione è organizzato - sulla base di un piano d'ambito -  da  una
  Società per azioni per la regolamentazione del servizio di gestione
  rifiuti  (SRR) costituita, obbligatoriamente, dai Comuni ricompresi
  nel territorio interessato. Dalle risultanze emerse dalla Corte dei
  conti con la delibera n. 223 del 20 dicembre 2017 si evincono gravi
  criticità  connesse  al  compimento  degli  atti  propedeutici   al
  regolare funzionamento delle SRR, quali quelli relativi al transito
  del personale, al trasferimento della dotazione di attrezzature, di
  beni  ed impianti e alle procedure di recupero di capitale sociale.
  Delle diciotto Società per la regolamentazione dei rifiuti ad  oggi
  costituite, soltanto quattro risultano operative avendo  completato
  le procedure di affidamento del servizio di gestione rifiuti. A ciò
  si  aggiunga la pesante eredità debitoria accumulata nel precedente
  modello di gestione che supera abbondantemente un miliardo di  euro
  e che contribuisce ad impedire l'avvio dei nuovi soggetti d'ambito,

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
      l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilita'

   a  redigere  un  piano  regionale dei rifiuti  ordinario,  tenendo
  conto  della  gerarchia  delle  azioni  comprese  nel  processo  di
  gestione dei rifiuti previste dall'art. 179 del D.Lgs. n.  152  del
  2006, del reale fabbisogno impiantistico e delle azioni finalizzate
  a creare un'economia virtuosa dei materiali recuperati e riciclati,
  nonché  ad  avviare  iniziative  legislative  che  si  ispirino  ai
  seguenti principi:
   1)   riorganizzazione  della  governance  regionale  al  fine   di
  superare  le  criticità legate alle precedenti gestioni,  nonché  a
  realizzare economie di scala tali da ridurre i costi di gestione  e
  costruire le basi per un mercato dei materiali post consumo;
   2)  separazione tra gestione della raccolta, dello  smaltimento  e
  del  riciclo.  Al  fine  di superare il fenomeno  monopolistico  di
  attività  connesse ma diverse e favorire un corretto sistema  della
  gestione del trattamento dei rifiuti, si stabilisce
   -  nel caso di soggetti privati - il principio di separazione  dei
  ruoli tra gestori delle fasi di raccolta e recupero e gestori della
  fase dello smaltimento;
   3) semplificazione delle procedure per gli impianti di recupero  e
  riciclo  dei  rifiuti.  Al  fine di promuovere  il  riutilizzo,  il
  riciclaggio   e  il  recupero  dei  rifiuti  urbani   e   speciali,
  nell'attuazione   del  principio  generale   della   gerarchia   di
  trattamento, si privilegiano procedure di autorizzazione accelerate
  e  - ove previste - semplificate come disposto dall'art. 214 D.Lgs.
  152/2006,  per la realizzazione di impianti di trattamento  per  il
  riciclaggio  ed il recupero sia di frazioni secche che  umide,  con
  l'adozione  da  parte  della  Regione di  iter  amministrativi  che
  dispongano  la  conclusione del procedimento  ed  il  rilascio  del
  titolo  autorizzatorio  da  parte  dell'Amministrazione  competente
  entro  e non oltre dodici mesi dalla data del deposito del progetto
  definitivo da parte del richiedente;
   4) divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili, riciclabili e non
  trattati.  E'  vietato:  a)  smaltire in discarica  rifiuti  urbani
  indifferenziati  che  non  siano  stati  sottoposti  a  preliminari
  operazioni  finalizzate a ricavare ulteriori beni o materiali  atti
  al  riuso,  al riciclaggio, al recupero di materia; b) smaltire  in
  discarica    rifiuti   riciclabili,       rifiuti        contenenti
  sostanze  putrescibili non sottoposte a stabilizzazione  biologica,
  comprese le biomasse agricole comportabili;
   5)     divieto    di    qualsiasi    forma    di    incenerimento,
  termovalorizzazione o gassificazione di qualunque tipo  di  rifiuto
  urbano indifferenziato;
   6)  applicazione obbligatoria della tariffa puntuale da parte  dei
  Comuni  siciliani entro tre anni dall'approvazione  della  presente
  mozione. Entro tre anni dall'approvazione della presente mozione, è
  attuato il passaggio al sistema della tariffa puntuale, in  cui  la
  quota  di  tariffa  variabile  per  le  utenze  domestiche  e   non
  domestiche  è  calcolata  in modo direttamente  proporzionale  alla
  quantità  di  rifiuto urbano residuo conferito, o riconoscendo  uno
  sconto   commisurato  ai  quantitativi  di  frazioni  differenziate
  conferite,  ovvero attraverso la combinazione dei predetti  metodi,
  ferma  restando  l'applicazione del criterio di  rilevazione  e  di
  contabilità riferito a ogni singola utenza;
   7)  attuazione  delle  disposizioni  in  materia  di  compostaggio
  domestico  e di comunità di cui all'art. 3, comma 9, dell'ordinanza
  urgente  e  contingibile del Presidente della Regione siciliana  n.
  5/RIF. del 07.06.2016;
   8)  premialità per coloro che praticano il compostaggio domestico,
  attraverso uno sconto sulla tariffa determinato dai Comuni pari  ad
  almeno il 20% dell'importo totale della stessa;
   9)  piani  di razionalizzazione della filiera alimentare e  banche
  alimentari.  La  Regione  di  concerto con  le  associazioni  degli
  agricoltori, con l'industria di trasformazione e del commercio, con
  le   associazioni   ambientaliste  e  con   le   associazioni   dei
  consumatori,  redige  un piano della filiera agroalimentare,  dalla
  produzione  al  consumo,  per la razionalizzazione  e  l'efficiente
  utilizzo  delle  risorse agro-alimentari e per l'uso  più  corretto
  degli  alimenti  in  scadenza,  dei sottoprodotti  e  degli  scarti
  alimentari  al fine di ridurre gli ingenti sprechi di prodotti  del
  settore, nonché degli imballaggi a questi associati e allo scopo di
  destinare  quanto  non  più  utile  ai  fini  alimentari,  umani  e
  zootecnici alla ricostituzione della fertilità dei suoli  contro  i
  gravi  processi  di  desertificazione  in  atto.  Del  pari,   sono
  istituite le banche alimentari - così come disciplinate dalla legge
  n. 166 del 2016 - intese come luoghi pubblici gestiti dai comuni in
  collaborazione con le principali organizzazioni umanitarie, con  le
  associazioni di volontariato e con le organizzazioni non  lucrative
  di  utilità sociale del territorio, in cui poter conferire  surplus
  alimentare   proveniente  da  circuiti  distributivi   commerciali,
  aziende di produzione, fondazioni e singoli cittadini. La donazione
  di   scorte  alimentari,  integre  e  non  scadute  per  scopi   di
  solidarietà  civile e di sostegno al disagio sociale,  è  interesse
  del Comune stesso al fine di ridurre il conferimento nel sistema di
  raccolta dei rifiuti urbani e sottrarle allo smaltimento;
   10)  centri per il riuso e centri di raccolta per il riciclo. Sono
  istituiti nel territorio regionale, ogni 20.000 abitanti, i  centri
  per il riuso e per il riciclo al fine del riutilizzo di prodotti  e
  di  componenti  di prodotti esclusi dal circuito  per  la  raccolta
  differenziata domiciliare, di cui è ancora possibile il riuso anche
  attraverso processo di riparazione. La gestione dei centri  per  il
  riuso  e  il  riciclo  è  affidata, in  via  preferenziale  ma  non
  esclusiva,  alle  associazioni  di volontariato,  alle  cooperative
  sociali,   alle   associazioni  di  promozione   sociale   e   alle
  organizzazioni non lucrative di utilità sociale del territorio;
   11)  recupero degli imballaggi nei centri commerciali. La  Regione
  incentiva  i centri commerciali, operanti nel territorio siciliano,
  ad effettuare il servizio di ritiro degli imballaggi consegnati dai
  consumatori.  I  centri  commerciali che forniscono  tale  servizio
  hanno  diritto ad una riduzione della tassa sui rifiuti pari almeno
  al 35%. I punti di raccolta di possono essere costituiti da sistemi
  automatici.  I  centri  commerciali applicano  ai  consumatori  che
  conferiscono  gli imballaggi uno sconto pari ad almeno  il  5%  del
  prezzo  di vendita di un prodotto analogo. Ai sensi della  presente
  disposizione  si  intendono  per imballaggi  i  seguenti  prodotti:
  bottiglie  di vetro con volume maggiore o uguale a 33 cc; bottiglie
  di  PET,  PE, PP con volume maggiore o uguale a 50 cc;  lattine  in
  alluminio  con  volume maggiore o uguale a 33  cc;  contenitori  in
  tetrapak  con  volume  maggiore  o  uguale  a  50  cc.  Per  centri
  commerciali:  gli esercizi di vendita al pubblico  di  prodotti  di
  largo  consumo  prevalentemente alimentari  di  dimensioni  pari  o
  superiori a 5 mila metri quadrati di superficie;
   12)  informazione  ambientale e partecipazione dei  cittadini.  La
  Regione  e  i Comuni promuovono attività informative a  favore  dei
  consumatori   sulle  buone  pratiche  ambientali,  con  particolare
  riferimento  alla  raccolta differenziata, nonché  all'acquisto  di
  prodotti a basso contenuto di imballaggi;
   13)  avvio  di  protocolli d'intesa con i consorzi  e  filiere  di
  imprese  che  si  occupano del riciclo e il  riuso  dei  beni  post
  consumo,   affinché  le  amministrazioni  della   Regione   possano
  acquisire  il  necessario know-how sulle best practices  sul  ciclo
  integrato dei rifiuti». (14)

                         TRIZZINO - PALMERI - FOTI - DI PAOLA - CAMPO
          CANCELLERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO - ZAFARANA -  CAPPELLO
                        PASQUA - ZITO - CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI
                    SCHILLACI - DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   è  ormai  noto lo stato di grave criticità che affligge il settore
  della  gestione  dei  rifiuti urbani nel territorio  della  Regione
  siciliana;

   la  situazione di criticità nel settore della gestione dei rifiuti
  urbani   nel   territorio  regionale  è  già   stata   oggetto   di
  dichiarazione dello stato di emergenza con D.P.C.M.  del  9  luglio
  2010,  prorogato con d.l. n. 43 del 2013 sino al 31 dicembre  2013.
  Successivamente,  con  ordinanze  del  Capo  del  Dipartimento   di
  Protezione  Civile  del  2014 e del 2015, è stato  disciplinato  il
  passaggio alla gestione ordinaria degli interventi già avviati,  al
  fine  di consentire la piena realizzazione del ciclo integrato  dei
  rifiuti.  Obiettivo che non solo non è stato raggiunto ma che  oggi
  impone  di  avviare  una pianificazione di medio  e  lungo  periodo
  ripensando  l'intero sistema di organizzazione del sistema  che  ha
  prodotto degli evidenti risultati fallimentari. Programmazione  che
  deve  però essere preceduta da immediati e urgenti interventi volti
  a scongiurare gravi danni ambientali e sanitari;

   CONSIDERATO che:

   la  grave  criticità  è  determinata dalla  bassa  percentuale  di
  raccolta  differenziata  mediamente raggiunta  nell'Isola,  su  cui
  grava  il  peso  delle  città  metropolitane.  Tale  percentuale  è
  cresciuta dal 12,50% nel 2014, al 12,80% nel 2015% al 16% nel  2016
  fino  al  17% medio nel 2017 e si mantiene a livelli molto bassi  e
  non  raggiunge neppure lontanamente la percentuale minima di  legge
  del 65%;

   il  totale  dei  rifiuti  prodotti  in  Sicilia  ammonta  a  circa
  2.350.000  ton  (Ispra 2016) e mediamente a circa 6.450  t/g.  Tale
  quantità per circa l'80% viene inviata in discarica e sottoposta al
  preventivo  trattamento meccanico-biologico.  Un  ulteriore  2-3  %
  viene abbancato quale sovvalli degli impianti di compostaggio e  di
  selezione del secco;

   il  rifiuto  pervenuto  alle discariche ammonta  oggi  a  quantità
  variabili  da 4.000 a 5.000 t/giorno, con punte nei mesi estivi.  A
  ciò  si  aggiunga la carenza impiantistica. Gli impianti di Compost
  attualmente  autorizzati sono in tutto 18 e la metà di  questi  non
  sono  operativi. Gli impianti di Trattamento Meccanico e  Biologico
  presentano  molteplici criticità e coprono poco  più  del  60%  del
  fabbisogno  di trattamento. Come destinazione finale  del  processo
  rimane quindi la discarica;

   tuttavia,   anche   la   capacità   delle   discariche   siciliane
  attualmente  autorizzate è in gran parte in via di esaurimento.  In
  particolare,  da  quanto risulta, sono prossime  alla  chiusura  la
  discarica  di  Bellolampo  a Palermo,  e  quella  di  Trapani.  Con
  riferimento  al sistema di Bellolampo, la sesta vasca di  originari
  1.771.000 mc, realizzata dal Commissario Straordinario nel  2014  e
  attualmente  gestita  da  RAP, è oggi  in  via  di  esaurimento  (3
  settimane);

   PRESO ATTO che:

   al  fine  di  allungare la vita utile del sistema  di  Bellolampo,
  sono stati trasferiti ad altri siti i conferimenti di 49 Comuni del
  palermitano  (sottovaglio  a  Castellana;  sopravvaglio   secco   a
  Catania)  con conseguente notevole aggravio dei costi di  trasporto
  (50 /t). Si avrà, dunque, a breve la saturazione della 6a vasca  di
  Bellollampo  che avrà, come conseguenza, il blocco  della  raccolta
  dei  rifiuti  in 51 Comuni, compreso il capoluogo di  Regione,  per
  circa 1.100.000 abitanti;

   per  quanto concerne il sistema di Trapani - Borranea -  la  vasca
  in  esercizio è prossima alla saturazione. Vi conferiscono i Comuni
  della  provincia di Trapani; il sopravvaglio del TMB viene  inviato
  al  sito di Siculiana (AG). Inoltre, dal 16 gennaio tutti i  Comuni
  della SRR Trapani sud sono stati dirottati su Siculiana;

   TENUTO CONTO che:

   le  criticità  riguardano  anche  la  pianificazione  e  gestione.
  Infatti,  com'è noto, la Regione siciliana è l'unica a non disporre
  di  un Piano ordinario di gestione dei rifiuti. Nel 2012 la Regione
  ha  pubblicato sul proprio sito web un Piano di gestione di rifiuti
  urbani  di  rango emergenziale e peraltro relativo ai soli  rifiuti
  urbani del 2012. Tale Piano non è mai stato sostituito dal Piano di
  gestione  dei rifiuti ai sensi dell'art. 9 della legge  9/2010,  in
  base a quanto stabilito dall'art. 199, comma 8, del D.Lgs 152/2006;

   inoltre,  l'istituzione avvenuta in passato  dei  cosiddetti  ARO,
  introdotti surrettiziamente da una circolare, ha generato  attività
  operative  differenti  e contrastanti tra Comuni  aderenti  ad  una
  stessa  SRR.  Risulta, inoltre, che siano stati  presentati,  negli
  ultimi  tre  anni, più di duecento Piani di Raccolta  comunali,  da
  parte  dei  Comuni con la previsione di attivazione dei  cosiddetti
  ARO. Questi Piani sono stati realizzati senza tener conto dei Piani
  d'Ambito   delle   SRR,   e   stanno   comportando   nuovi   oneri,
  contrariamente a quanto prevede la vigente normativa di settore;

   a  ciò  si  aggiunga  che  la situazione debitoria  delle  società
  d'ambito, e quindi dei Comuni, è fuori controllo. Il numero  di  18
  SRR  non  risponde  a  nessun  criterio  tecnico-economico  per  la
  gestione ottimale dal punto di vista economico e ambientale;

   da  ultimo,  si  evidenzia che l'evasione della  tariffa/tassa  in
  Sicilia è del 50% circa. Chi paga si fa carico due volte, in quanto
  gli  evasori fanno gravare la mancata riscossione sul bilancio  dei
  Comuni, e quindi, sulla fiscalità generale che si traduce o in meno
  servizi o in aumento della tariffa/tassa,

                   impegna il Governo della Regione

   a  porre  in  essere tutte le azioni necessarie e  urgenti  -  non
  esclusa la richiesta al Governo centrale di pieni poteri - al  fine
  di   sopperire   alla   saturazione  delle   discariche   siciliane
  attualmente  autorizzate,   ivi   incluso      il     trasferimento
  temporaneo dei rifiuti fuori dal territorio regionale;

   ad  accelerare  i  tempi  di  realizzazione  delle  infrastrutture
  pubbliche  necessarie  a risolvere la carenza  impiantistica,  come
  evidenziato nelle premesse;

   ad  avviare  quindi  una gestione pianificata  e  strutturata  del
  sistema integrato di raccolta e smaltimento dei rifiuti, attraverso
  l'approvazione di un piano di gestione dei rifiuti  e  una  riforma
  normativa  che  consenta  di  riportare  il  numero  degli   ambiti
  territoriali a 9». (15)

                     ARICO' - CATALFAMO - LA ROCCA RUVOLO - MILAZZO -
                                                   PULLARA - RIZZOTTO

                   «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   in  data  31.07.2017 veniva presentata un'istanza di accesso  agli
  atti  dal  Movimento  Cinque  Stelle all'Assessorato  Territorio  e
  ambiente in merito agli impianti proposti dalla ditta Solgesta.  La
  risposta  all'istanza veniva resa dopo 60 giorni e il  Dipartimento
  Territorio  e ambiente sosteneva che non disponeva degli  elaborati
  progettuali in supporto informatico (CD) in quanto la ditta non  li
  avevi forniti in tale formato;

   del  progetto  inerente l'impianto della Solgesta S.r.l.  è  stato
  possibile  consultare  solo  una  parte  della  versione   cartacea
  direttamente  in assessorato, riuscendo a fotocopiare la  Relazione
  generale del progetto nella quale sono stati trovati molti elementi
  che  meritano  dovuti approfondimenti tecnici, possibili  solamente
  con  l'acquisizione  di tutta la progettazione,  per  essere  posti
  nelle  condizioni di poter esercitare pienamente il relativo  ruolo
  istituzionale. Per tale ragione è stata formalizzata, attraverso la
  stesura  di  una  nota  politica a firma della  sottoscritta  prima
  firmataria  e  del deputato Giampiero Trizzino, la  contrarietà  al
  progetto  sia sotto il profilo procedurale che tecnico:  l'impianto
  sembrerebbe  non far parte di alcuna pianificazione  regionale,  in
  quanto  è  stato  fatto  rientrare soltanto nella  categoria  degli
  impianti  di  produzione di energia, nonostante,  come  sembra,  si
  dedicherebbe principalmente alla gassificazione di rifiuti. La nota
  è  stata  fatta  pervenire  la  nota all'incontro  organizzato  dal
  Sindaco  di  Calatafimi-Segesta per  presentare  il  progetto  alla
  cittadinanza;

   in  data 20 novembre 2017 veniva pubblicato sul sito della Regione
  siciliana  l'avviso,  con  titolo Avviso  Autorizzazione  Integrata
  Ambientale  (ex comma 3, art. 29-quater, D.Lgs n. 152  del  2006  e
  ss.mm.ii.) - Solgesta S.r.l. - Impianto di produzione di  biometano
  in C.da Gallitello - Calatafimi (TP) e testo descrittivo come segue
  avviso  in  ottemperanza a quanto prescritto dal comma  3,  art.29-
  quater  del  D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. per la libera consultazione
  del  pubblico,  inerente  la  richiesta  di  A.I.A.  relativa  alla
  realizzazione di un nuovo Impianto per la produzione  integrata  di
  biometano' in C.da Gallitello - Comune di Calatafimi- Segesta (TP),
  depositata dalla ditta Solgesta S.r.l.. Nella stessa pagina  veniva
  pubblicato  il link che conteneva nel titolo Allegato:  Avviso  AIA
  Solgesta  srl - Calatafimi -TP (nuova finestra) che riconduceva  al
  documento   della   Regione  Siciliana  -   Assessorato   Regionale
  dell'Energia  e  dei  Servizi di Pubblica  Utilità  -  Dipartimento
  Regionale  dell'Acqua e dei Rifiuti - Servizio 7  -  Autorizzazioni
  Impianti  gestione  rifiuti  -  AIA  -  U.O.B.  7.2  Autorizzazione
  Integrata  Ambientale per le Provincie di Catania,  Enna,  Messina,
  Ragusa,  Siracusa,  che avvisava, per la libera  consultazione  del
  pubblico, che veniva depositata, presso il suddetto Assessorato, la
  domanda  di  Autorizzazione Integrata Ambientale  (A.I.A.)  per  la
  realizzazione  ed  esercizio  di  un  nuovo  impianto  ad   energia
  rinnovabile  di  produzione integrata di Biometano da  parte  della
  ditta Solgesta s.r.l.;

   in  data  28  novembre 2017 si è reso necessario  l'invio  di  una
  nota,   avente  ad  oggetto  Avvisi  di  Autorizzazione   Integrata
  Ambientale relativi all'impianto di produzione di biometano in C.da
  Gallitello - Calatafimi (TP) della Ditta Solgesta S.r.l, e in  C.da
  San   Biagio  -  Francofonte  (SR),  pubblicati  online   in   data
  20.11.2017,  ex. art. 29-quater c. 3 D.Lgs 152/06  e  ss.mm.ii.,  a
  firma  della  scrivente, al Dirigente del Servizio 7 Autorizzazioni
  Impianti  Gestione Rifiuti - A.I.A presso il Dipartimento Regionale
  dell'Acqua e dei Rifiuti dell'Assessorato Regionale dell'Energia  e
  dei Servizi di Pubblica Utilità, con la quale si segnalava, tra  le
  altre  cose, che l'avviso dell'A.I.A relativo all'impianto  per  la
  produzione  integrata  di biometano in C.da Gallitello,  Comune  di
  Calatafimi-Segesta, nella provincia di Trapani, è stato  pubblicato
  dall'U.O.B.  7.2., responsabile per le province di  Catania,  Enna,
  Messina, Ragusa, Siracusa;

   in data 6 dicembre 2017 l'Assessorato regionale dell'energia e dei
  servizi  di pubblica utilità - Dipartimento dell'Energia - Servizio
  3  -  Autorizzazioni e concessioni, con una nota inerente l'accesso
  agli  atti  dell'on. Giampiero Trizzino del 31.07.17, rappresentava
  l'impossibilità  di  evadere  le  richieste  (si  richiedevano  gli
  elaborati  progettuali  degli impianti)  a  seguito  di  una  grave
  situazione logistica in cui versa l'archivio generale, e che, prima
  della  scadenza del tempo necessario per soddisfare  la  richiesta,
  faceva  una  comunicazione  telefonica  in  cui  si  informava   la
  sottoscritta    prima    firmataria    in     merito all'intenzione
  di evadere le richieste quanto prima;

   in  data  12  dicembre  2017, con nota protocollata  l'Assessorato
  regionale  dell'Energia  e  dei  servizi  di  pubblica  utilità   -
  Dipartimento   dell'Energia  -  Servizio  3  -   Autorizzazioni   e
  concessioni  comunicava  all'on.  Giampiero  Trizzino  l'invio   di
  allegati  inerenti  solo  i pareri pervenuti  per  il  Progetto  in
  questione,   specificando  che  lo  stesso  Ufficio  provvedeva   a
  richiedere  alla  società  Solgesta la copia  completa  in  formato
  digitale del Progetto;

   CONSIDERATO che:

   nelle  disposizioni procedurali previste dal Codice dell'Ambiente,
  in  particolare ai sensi del combinato disposto del comma 2 e comma
  3 dell'art. 29 quater del D.lgs 152/2006, si prevede che l'autorità
  competente  individui gli uffici presso i quali sono  depositati  i
  documenti  e  gli  atti  inerenti il procedimento,  al  fine  della
  consultazione del pubblico;

   tale  consultazione è garantita anche mediante  pubblicazione  sul
  sito  internet  dell'autorità competente, e che la stessa  autorità
  pubblica  nel proprio sito web deve pubblicare l'indicazione  della
  localizzazione  dell'installazione e  il  nominativo  del  gestore,
  nonché  gli uffici individuati ai sensi del comma 2 ove è possibile
  prendere visione degli atti per permettere ai portatori d'interesse
  (cittadini, associazioni, comitati ecc.), ai fini dell'accesso agli
  atti  e  per  poter  esercitare  in modo  trasparente  rispetto  al
  procedimento   amministrativo,  il  diritto   di   trasmettere   le
  osservazioni;

   sono  scaduti  i  termini per la presentazione delle  osservazioni
  alla   domanda  di  AIA  presentata  dalla  Ditta  Solgesta   S.r.l
  nonostante  la  documentazione relativa agli impianti  della  Ditta
  Solgesta  S.r.l.  non  sia mai stata resa  disponibile  in  formato
  digitale  dall'Ufficio dove l'azienda li ha depositati; tutto  ciò,
  inoltre, appare in contrasto con quanto previsto dall'art .1  della
  legge 7 agosto 2015, n. 124 che disponeva nei confronti del Governo
  di  ridefinire  e  semplificare i procedimenti  amministrativi,  in
  relazione  alle  esigenze  di  celerità,  certezza  dei   tempi   e
  trasparenza  nei confronti dei cittadini e delle imprese,  mediante
  una  disciplina basata sulla loro digitalizzazione e per  la  piena
  realizzazione  del principio innanzitutto digitale (digital  first)
  al  fine di garantire ai cittadini e alle imprese, anche attraverso
  l'utilizzo       delle       tecnologie dell'informazione  e  della
  comunicazione, il diritto di accedere a tutti i dati, i documenti e
  i servizi di loro interesse in modalità digitale, nonché al fine di
  garantire la semplificazione nell'accesso ai servizi alla  persona,
  riducendo la necessità dell'accesso fisico agli uffici pubblici;

   è  parte integrante della suddetta legge 7 agosto 2015, n. 124  la
  normativa  cosiddetta FOIA (Freedom of Information Act), introdotta
  con  decreto  legislativo  n. 97 del 2016  per  mezzo  della  quale
  l'ordinamento  italiano  riconosce  la  libertà  di  accedere  alle
  informazioni  in  possesso  delle  pubbliche  amministrazioni  come
  diritto  fondamentale. L'obiettivo della norma, è anche  quello  di
  favorire una maggiore trasparenza nel rapporto tra le istituzioni e
  la  società civile, e incoraggiare un dibattito pubblico  informato
  su temi di interesse collettivo;

   TENUTO  CONTO che il mancato accesso digitale, avendo  impedito  o
  ostacolato   il  facile  accesso  al  pubblico,  collide   con   la
  convenzione  sull'accesso alle informazioni, la partecipazione  dei
  cittadini  e l'accesso alla giustizia in materia ambientale  meglio
  conosciuta come Convenzione di Aarhus che garantisce, nei  rapporti
  tra   il  pubblico  e  le  autorità  pubbliche,  il  diritto   alla
  trasparenza   e   alla  partecipazione  in  materia   ai   processi
  decisionali   di   governo  locale,  nazionale  e  transfrontaliero
  concernenti l'ambiente;

   CONSTATATO che:

   ai  sensi  dall'art. 21 octies e nonies della l. 241  del  1990  e
  s.m.i  con  efficacia retroattiva, è annullabile  il  provvedimento
  amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso
  di  potere  o  da incompetenza, è illegittima la procedura  di  AIA
  relativa alla domanda della Ditta Solgesta S.r.l perché adottata in
  violazione di legge e, quindi, sarà illegittimo il conseguente atto
  amministrativo  (AIA)  per  la  presenza  di  vizi  di  legittimità
  originari identificati nella carenza documentale;

   viene  disattesa la direttiva europea IED, Dir. 2010/75/UE cui  le
  autorizzazioni AIA, di cui necessitano le aziende, si uniformano in
  relazione  ai  relativi  principi  che  disciplinano  l'obbligo  di
  informazione  e  partecipazione  dei  cittadini  e  l'approccio  di
  collaborazione tra amministrazioni e gestori impianti;

   le  osservazioni al Progetto della Ditta Solgesta S.r.l. da  parte
  di  Arpa Struttura Territoriale di Trapani hanno rilevato lacune  e
  incongruenze  nel  Piano  di  Monitoraggio  e  Controllo   relativo
  all'impianto sino a chiedere un aggiornamento del PMC  prima  della
  messa   in   esercizio  degli  impianti  che  tenga   conto   delle
  osservazioni poste dall'agenzia, e che il Comando Militare Esercito
  Sicilia,   sempre   nelle  osservazioni  al   Progetto,   evidenzia
  l'esistenza  del  rischio di presenza di ordigni bellici  interrati
  nelle  aree  interessate e che tale rischio  è  eliminabile  previa
  bonifica ai sensi di legge;

   EVIDENZIATO che:

   in  data 13.12.17 è stato presentato un esposto alla Procura della
  Repubblica  di  Palermo  allo  scopo  di  disporre  gli   opportuni
  accertamenti  in  ordine alla vicenda fin  qui  trattata;  in  data
  14.12.17  il  Sindaco di Calatafimi-Segesta Vito  Sciortino  scrive
  all'Assessorato  regionale dell'energia e dei servizi  di  pubblica
  utilità,  Serv. 3 e Serv. 7, con nota prot. n. 20882 del  14.12.17,
  per   notificare  la  formale  revoca  in  autotutela  del   parere
  condizionato  a suo tempo espresso con nota n. 14067 del  13.09.17,
  condividendo  tale  parere  con l'intera Giunta  municipale.  Nella
  suddetta nota il Sindaco rileva 'non poche anomalie, gravi dubbi  e
  palesi  perplessità'  riguardanti il progetto  della  Solgesta  che
  dovrebbe realizzare il suo progetto impiantistico    in    contrada
  Gallitello,     e scrive: 'Quindi lo stesso Sindaco ha revocato  in
  data 14/12/2017 in autotutela il suo parere favorevole espresso  il
  13  settembre 2017 invitando la Solgesta ad eliminare dal  progetto
  la  lavorazione  dei rifiuti solidi urbani ovvero Rsu  e  lasciando
  solo la lavorazione dell'organico'.;

   in  data 20.12.17 è stata presentata un'istanza di annullamento in
  autotutela  del procedimento di domanda di A.I.A al  Direttore  del
  Dip. Acqua e rifiuti, dr. Gaetano Valastro, e p.c. all'ex Assessore
  regionale, on. Vincenzo Figuccia e al Presidente della Regione, on.
  Nello Musumeci;

   in  risposta  alla  nota del sindaco Sciortino del  14.12.17,  con
  nota  del 10 gennaio 2018, la Solgesta, attraverso un suo delegato,
  scrive  testualmente: 'la scrivente è disponibile  ad  assumere  un
  atteggiamento più conciliante (come richiesto dal sindaco), e a tal
  proposito  manifesta  la  propria  disponibilità  ad  apportare  la
  necessaria  modifica progettuale al fine di realizzare un  impianto
  di  biometano alimentato con l'utilizzo della frazione organica dei
  rifiuti, con esclusione dei rifiuti solidi urbani (RSU).',

                   impegna il Governo della Regione
                              e per esso
       l'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità

   ad  annullare la procedura di AIA relativa alla domanda presentata
  dalla  ditta  Solgesta S.r.l. e ad avviare una nuova procedura  nel
  rispetto  delle  norme  citate, garantendo  a  tutti  l'accesso  in
  formato digitale al progetto relativo agli impianti per cui è stata
  posta la domanda di AIA». (16)

                 PALMERI - DE LUCA A. - ZAFARANA - CAMPO - CANCELLERI
                       CAPPELLO - CIANCIO - DI CARO - DI PAOLA - FOTI
                             MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA - PASQUA
     SCHILLACI - SERGIO - SIRAGUSA - SUNSERI - TRIZZINO - ZITO - FAVA


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                          Sulle comunicazioni

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sulle comunicazioni.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, ai sensi dell'articolo  135,  comma
  2, chiedo che l'Assemblea adotti la procedura d'urgenza sul disegno
  n.  103,  che  è  quello che ha per oggetto le  celebrazioni  e  la
  procedura  di  valorizzazione  dell'Operazione   Hushy    nel   75
  anniversario,  che  ricorre  proprio  quest'anno  e,  quindi,   per
  consentire  la  regolarità  delle  celebrazioni  chiedo  che  venga
  adottata la procedura d'urgenza.

   PRESIDENTE. Quanto richiesto sarà inserito all'ordine  del  giorno
  della prossima seduta.

          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16

   PRESIDENTE.  Comunico  all'Aula  come  si  svolgerà  il  dibattito
  relativo  alle mozioni. Ogni presentatore di mozione potrà  parlare
  per  10  minuti,  gli  altri  deputati potranno  parlare  5  minuti
  ciascuno.  Ricordo all'Aula che potranno parlare due  deputati  per
  ciascun   Gruppo  parlamentare.  La  discussione  non  può  durare,
  comunque, oltre le tre sedute.
   Le  mozioni  verranno  poste  in  votazione  secondo  l'ordine  di
  presentazione  e  l'approvazione di una  di  esse  preclude  quelle
  successive,  tranne che queste riguardino aspetti  complementari  e
  compatibili.
   Procediamo adesso alla discussione delle mozioni.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare per illustrare la mozione n. 12.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo
  sulla  mozione n. 12  Attività ordinarie e straordinarie in materia
  di  gestione  e  smaltimento del ciclo dei rifiuti solidi  urbani .
  Vado,  sinteticamente, nell'esporla evidenziando che ho cercato  di
  presentare  al Governo un ventaglio di riflessioni e,  soprattutto,
  ad   invitarlo   nel   suddividere   la   strategia   che   diventa
  indispensabile,  tenendo  conto  di  alcuni  aspetti  che  desidero
  sottolineare.
   Il  Presidente  della  Regione  ha avuto  degli  incontri  con  il
  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, al quale  ha  chiesto  dei
  poteri  speciali ed è opportuno che quest'Aula si  renda  conto  di
  quali   poteri   speciali  nel  merito,  su  quali,  eventualmente,
  procedure - se parliamo di aspetti derogatori rispetto, anche, alla
  tempistica che è prevista dalle normative vigenti - e, nello stesso
  tempo  è  fondamentale che il Presidente della Regione ci chiarisca
  qual  è,  oggi,  la strategia di medio periodo e di lungo  periodo,
  oltre quella emergenziale nella quale, in ogni caso, ci troviamo  a
  prescindere  da  ciò che sarà poi la decisione del  Presidente  del
  Consiglio.
   Desidero  anche  premettere, soprattutto in riferimento  ad  altre
  mozioni  che sono state presentate, che dobbiamo evitare  un'azione
  di  revisione che c'è in atto, in una parte dell'Aula, in relazione
  alle  situazioni che ha ereditato questo Governo. Noi  ci  troviamo
  con  un  piano dei rifiuti sostanzialmente bocciato, perché non  ha
  tenuto conto di una serie di criticità e, soprattutto, di fronte ad
  una  filiera  dell'impiantistica che doveva essere già  realizzata,
  anche in attuazione delle normative già approvate nel 2009/2010 che
  dovevano consegnare già, secondo un crono programma, una situazione
  di  gestionale che mirava a quello che era già un punto ben preciso
  che  le  norme  prevedono, e cioè il superamento del sessantacinque
  per cento della raccolta differenziata.
   Noi  abbiamo  avuto,  in questi ultimi cinque anni,  una  gestione
  improvvisata anche per quanto riguarda il settore dei  rifiuti.  Ed
  allora, rispetto alle situazioni che questo Governo ha ereditato ma
  rispetto anche agli annunci a cui abbiamo assistito, è fondamentale
  che oggi il Governo ci dica come vuole modificare la legge n. 9 del
  2010, e cioè rispetto ad una strategia che è stata impostata tra la
  previsione  dell'istituzione delle A.R.O. e dall'altro  lato  delle
  S.R.R.,  se  questo  Governo,  oggi,  intende  prendere  atto   del
  fallimento   delle  S.R.R.  e,  nello  stesso  tempo  come   vuole,
  eventualmente, suddividere i principi di competenza tra i Comuni  e
  una struttura di area vasta che, dalle dichiarazioni del Presidente
  della  Regione,  dovrebbero  essere  le  Province,  o  comunque  le
  strutture  di  area vasta che si intenderà in ogni caso  riattivare
  sul territorio.
   Su  questo  io  sono perfettamente d'accordo, fermo restando  -  e
  questo  è  fondamentale, signor Presidente - che noi  non  possiamo
  buttare  alle  ortiche le esperienze positive che in questi  cinque
  anni,   anche   di   grande  difficoltà,  possiamo  tranquillamente
  individuare.  L'ambito  ottimale  Kalat,  per  esempio,  è  l'unico
  esempio in Sicilia che ha avuto, paradossalmente, rispetto a  tutto
  il   resto,  un  riscontro  di  attività,  sia  sotto  il   profilo
  dell'impiantistica   che   anche  del  risultato   della   raccolta
  differenziata  dei  comuni che ne fanno parte,  che  ovviamente  va
  salvaguardato.  Così  come  ci sono tanti  comuni,  una  quarantina
  circa,  che hanno superato in Sicilia la soglia del 65%: non voglio
  citare  Santa  Teresa che è all'80%, ma ci sono  tanti  comuni  che
  hanno costituito correttamente l'Aro e nonostante le difficoltà  di
  sistema,   dovute  proprio  alla  Regione  e  alle  scelte   spesso
  improvvisate  e improvvise del Presidente Crocetta,  sono  riusciti
  comunque a raggiungere degli obiettivi.
   E  allora  il  Governo, nell'azione di revisione  delle  modifiche
  della legge 9, deve tenere conto di queste esperienze e deve anche,
  sulla  scorta  del principio di meritocrazia, salvaguardare  queste
  esperienze e renderle compatibili con la nuova visione  che  da  un
  punto  di vista organizzativo riterrà necessario avviare per quelle
  che  sono le strategie, non solo emergenziali, ma di medio e  lungo
  periodo.
   Bisogna  anche  stare  attenti su un passaggio,  che  ho  inserito
  chiaramente  nella  mozione.  La Sicilia  rischia  di  perdere  160
  milioni di euro che riguardano la programmazione 2014-2020. Lei  sa
  bene che faccio riferimento alle condizioni ex ante riguardanti  il
  PO-FESR  e  che ancora non sono state superate. E' stato confermato
  anche  dal  direttore  Falgares quando è stato  audito  la  settima
  scorsa  in  Commissione  Bilancio.  Ovviamente  qui  il  rischio  è
  duplice, perché la Sicilia può avere in modo irreversibile un danno
  in relazione alla filiera dell'impiantistica che ancora manca.
   Nel  breve  periodo c'è anche il tema di salvaguardare le  risorse
  umane  e  di conseguenza, anche da questo punto di vista,  l'invito
  che  noi facciamo al Governo è quello di tenere conto in ogni caso,
  anche  nella revisione e riorganizzazione del sistema, dei  livelli
  occupazionali ad oggi comunque già previsti. E nel frattempo  avere
  anche  la possibilità di individuare, con i poteri speciali che  ha
  chiesto  al Presidente del Consiglio, dove poter tentare nel  breve
  periodo degli ampliamenti in deroga. Perché naturalmente, qualunque
  strategia questo Governo oggi ci rappresenterà, una cosa  è  certa:
  ci  sono  delle fasi emergenziali e una tempistica ben precisa  che
  può  essere gestita soltanto puntando ad alcuni ampliamenti -  come
  Bellolampo, che si sta discutendo - ma bisogna anche in  ogni  caso
  cercare  di spezzare, per quanto è possibile, un monopolio che  c'è
  nel  settore, lasciando stare ora le cause -e non vogliamo qui fare
  una  riflessione  genetica - ma in ogni caso sono  questioni  sulle
  quali  noi  abbiamo sicuramente la possibilità, in altre  sedi,  di
  poter discutere.
   Rispetto  a tutto questo, quello che noi ci aspettiamo  è  che  il
  Governo  sia  chiaro anche su un altro aspetto: i tanto  vituperati
  termovalorizzatori. C'è una norma nazionale - lei lo sa  meglio  di
  me,  faccio riferimento all'articolo 35 della legge 164/2014 -  che
  impone  anche  alla  Sicilia, noi dobbiamo  essere  chiari,  perché
  queste  strutture  sono state comunque qualificate  come  strutture
  strategiche.   Questo  significa  che  certe  infrastrutture   sono
  definite  da norme, ed è ovvio, c'è anche un decreto attuativo  che
  ha già previsto comunque quale deve essere il minimo che in Sicilia
  deve riguardare questa impiantistica. E allora, anche su questo,  è
  logico che il Governo non può dire  no  nel fare il minimo previsto
  da  norme  nazionali, perché non le può derogare. E' ovvio  che  un
  conto è impiantare la strategia sui termovalorizzatori, un conto  è
  che  una  parte  residua  della filiera,  sulla  quale  il  Governo
  nazionale,  quindi lo Stato, ha posto in termini definitivi  alcuni
  paletti.
   Questo  l'ho voluto precisare perché è ovvio che oggi  si  discute
  della cosiddetta economia circolare, che è anche già una prima nota
  da  parte  della Commissione Europea che è partita, ma noi parliamo
  di  una  proiezione  per il 2030, per come è stato  chiarito  ormai
  anche nei vari passaggi che sono stati avviati nelle Commissione  e
  che  naturalmente  non possono oggi riguardare  quella  che  è  una
  situazione  di  breve  periodo,  ed ovviamente  con  norme  cogenti
  riguardanti  il  minimo indispensabile che anche  in  Sicilia  deve
  essere realizzato.
   L'ho  voluto puntualizzare perché, in conclusione, oggi chiedo  al
  Governo  che  sia chiaro su tutti i passaggi, che sia anche  chiaro
  sugli approdi e soprattutto che sia anche chiaro su quelle che sono
  situazioni  nelle quali noi in ogni caso siamo obbligati  per  quel
  minimo  che  comunque prevede la norma a dovere fare e,  quindi,  a
  chiamare con il nome e cognome le cose e soprattutto a definire, in
  modo  anche esaustivo quella che è una situazione, che è stata  una
  fase  storica vergognosa nella quale ci siamo trovati in Sicilia  e
  che  spesso  in conclusione voglio sottolineare abbiamo  più  volte
  decantato di combattere certe mafie quando abbiamo purtroppo con la
  nostra  complicità  o  meglio  con l'assenza  della  vera  politica
  l'abbiamo   alimentata  soprattutto  non  portando  avanti   quelle
  strategie, soprattutto in questo caso nel settore dei rifiuti,  che
  sicuramente,  direttamente o indirettamente,  ha  alimentato  certi
  fenomeni.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non è più opportuno che riferisca il
  Presidente?

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, facciamo illustrare  le  mozioni
  perché  il  dibattito  si  svolge in due momenti:  l'illustrazione,
  ovviamente, delle mozioni da parte dei presentatori, e questi  sono
  uno  per ogni mozione, sono quattro le mozioni saranno quattro  gli
  interventi.   Gli  altri  parlamentari,  che  ovviamente   vorranno
  intervenire, possono intervenire per cinque minuti. Questo  prevede
  il Regolamento e questo noi facciamo.

   CRACOLICI. Ed il Presidente quando parla?

   PRESIDENTE. Quando riterrà opportuno di parlare. Non sarò certo io
  a  stabilirlo. Alterniamo ovviamente un deputato di un partito e un
  deputato di un altro partito.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole  Gennuso
  ha chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Presidente  della
  Regione,  noi abbiamo presentato una mozione, la n. 6,  che  invita
  intanto  il  Presidente  della Regione a riferire  e  ad  informare
  l'Aula  rispetto a questa presunta emergenza rifiuti di cui abbiamo
  letto  sulla  stampa,  atteso peraltro che  il  Presidente  ha  già
  incontrato  una  delegazione di sindaci,  che  in  realtà  si  sono
  autoconvocati, rappresentando agli stessi una situazione  piuttosto
  allarmante sulla raccolta, conferimento, smaltimento dei rifiuti.
   Abbiamo,  altresì,  appreso dalla stampa che il  Presidente  della
  Regione  ha  chiesto un incontro al Presidente  del  Consiglio  per
  chiedere  peraltro poteri speciali nel settore rifiuti appunto  per
  far fronte all'emergenza. Il tutto si intreccia con una particolare
  condizione  della  discarica di bello lampo e  quindi  della  Città
  Metropolitana di Palermo.
   Noi,   quindi,  crediamo  che  questa  seduta  parlamentare  debba
  raggiungere  questo  obiettivo, intanto  che  il  Presidente  della
  Regione   possa  davvero  informare  nel  dettaglio  il  Parlamento
  regionale  sulla reale, attuale situazione del settore dei  rifiuti
  in  Sicilia  ed  ovviamente riteniamo che si  debba  sviluppare  un
  dibattito  parlamentare  per  arrivare  all'approvazione   di   una
  mozione,  ci auguriamo, condivisa dall'Aula che abbia alcuni  punti
  fermi.
   Ne  approfitto intanto per porre alcune domande in modo che poi il
  Presidente  possa chiarire e per sviluppare un dibattito  adeguato.
  Mi  pare  di tutta evidenza che ci sono due ordini di problemi,  un
  problema  di  natura gestionale ed un problema che  attiene  invece
  agli impianti ed in particolare alle discariche. Quindi, invito  il
  Presidente  ad  informarci  su qual è  l'attuale  situazione  delle
  discariche  in  Sicilia risultandoci che alcune non  sono  tutt'ora
  operative, altre sono chiuse e, sostanzialmente, ci sono due o  tre
  discariche,  che  fanno  fronte  al servizio  nell'intera  Regione,
  ovviamente,  con  conseguenze negative sui Comuni,  che  spesso  si
  vedono costretti a dovere conferire, dall'oggi al domani, non  alla
  discarica  più vicina, così come peraltro la normativa prevede,  ma
  purtroppo,  spesso,  anche  in  discariche  distanti  centinaia   e
  centinaia di chilometri, non solo con un inquinamento che,  a  quel
  punto, è generato anche dal trasporto dei rifiuti stessi ma con  un
  aggravio di costi, un aggravio di costi molto rilevante per  questi
  Comuni  che,  magari, pensavano di dovere conferire a  tariffa  100
  alla  discarica  più  vicina e, invece, si  ritrovano  costretti  a
  conferire, con un costo 150, in una discarica molto più distante.
   Abbiamo  anche  letto  dell'ipotesi e della  necessità  di  dovere
  trasferire  questi  rifiuti, addirittura, fuori  dalla  Sicilia  e,
  quindi, anche su questo vorremmo un chiarimento perché, ovviamente,
  anche   tutto   ciò   costa,  tutto  il  tema   che   riguarda   la
  stabilizzazione dei rifiuti, il T.M.B., il pretrattamento, cioè, in
  definitiva,   noi  riteniamo  che,  il  Governo  regionale,   debba
  illustrarci  qual è il piano ordinario di smaltimento  dei  rifiuti
  che  ha  in mente di realizzare che propone all'Assemblea regionale
  per  le  competenze che l'Assemblea ha ma, comunque, affinché  ogni
  Deputato possa essere informato.
   Facciamo  subito una prima richiesta rispetto al deliberato  della
  mozione,  che ci auguriamo possa essere approvata da tutti,  che  è
  quella  di  prevedere un Fondo perequativo per andare  incontro  ai
  maggiori  costi di trasporto che i singoli Comuni sono chiamati  ad
  affrontare,  dall'oggi  al  domani, per effetto  dell'esplodere  di
  emergenze impreviste non potendosi, dall'oggi al domani, per altro,
  procedere alla variazione dei bilanci di previsione dei Comuni.
   Di  fatto,  i Comuni stessi, si ritrovano, nel breve,  in  maniera
  imprevista,  a  dovere fronteggiare due difficoltà: il  rischio  di
  debiti  fuori  bilancio,  non  avendo  potuto  provvedere  ad   una
  revisione adeguata rispetto ai costi effettivi ed anche un rischio,
  purtroppo  gravissimo,  di  dovere  aumentare  le  tariffe  per   i
  cittadini con la conseguenza, purtroppo, del fatto che  non  sempre
  i  Comuni,  poi, riescono a riscuotere l'intero rispetto  al  costo
  globale  della tariffa e, quindi, dovendo poi procedere, di  fatto,
  col  mettere a carico della fiscalità generale la parte  evasa  dei
  tributi.
   Riteniamo,  altresì, che si debba procedere ad  una  accelerazione
  della  liquidazione  dei  27 ATO che risalgono  ad  emergenze  che,
  ormai, davvero, sono di decenni fa; 27 ATO che costano, ancora, una
  certa  cifra che non avanzano nel processo di liquidazione  e  che,
  per altro, probabilmente, continuano ad accumulare un indebitamento
  o,  comunque,  ad  avere  un  indebitamento  che  vorremmo  sapere,
  esattamente, in quanto è quantificato e come si intende far  fronte
  allo stesso.
   Riteniamo,  altresì, che si debba prevedere anche  utilizzando  il
  Fondo perequativo, di cui parlavamo poc'anzi, ma in questo si possa
  condividere  insieme una soluzione per incentivare, fortemente,  la
  raccolta  differenziata  dei Comuni e qui  vogliamo  dire  bravi  a
  tanti,  tanti  Sindaci,  a tanti, tanti Amministratori  locali  che
  stanno  davvero facendo un lavoro eccezionale realizzando obiettivi
  assolutamente importanti, rilevanti, di raccolta differenziata  con
  progressi  molto, molto significativi, per altro, raggiunti  spesso
  anche nel corso di pochi mesi o di pochi anni.
   Adesso, non voglio citare i singoli Comuni ma tutti sappiamo  che,
  alcuni Comuni, sono riusciti davvero a migliorare di gran lunga  la
  raccolta  dei  rifiuti  accelerando sulla  differenziata;  penso  a
  Carini  che  ha  superato il 50% in poco tempo, così come  Marsala,
  Misterbianco  ma  giusto per parlare di Comuni di  media  e  grandi
  dimensioni  ma tantissimi piccoli Comuni come Sambuca  di  Sicilia,
  altri hanno superato perfino l'80% di raccolta differenziata.
   Sappiamo  che c'è un problema molto serio che invece  riguarda  le
  grandi  città metropolitane, Palermo, Catania, Messina che  per  le
  notizie  di  cui disponiamo, pare non superino il 13 per  cento  di
  raccolta  differenziata,   compromettendo  il  dato  medio  globale
  complessivo dell'intera Regione con problemi molto, molto gravi.
   Qui  vorrei fermarmi, invitando ancora il Presidente della Regione
  ad  illustrarci  qual è l'idea di piano ordinario di  raccolta,  di
  smaltimento  e  di conferimento che ha in mente di realizzare,  per
  l'intero  ciclo  dei  rifiuti  della  nostra  Regione,  anche   per
  chiarirci  a  cosa  dovrebbero servire questi  poteri  speciali,  a
  seguito  del  dichiarato  stato di emergenza,  chiesti  al  governo
  centrale.
   Cioè  questi  poteri speciali servono ad accelerare un  tratto  di
  strada  in vista di una normalizzazione che è indicata da un  piano
  ordinario per il settore dei rifiuti in Sicilia, sì e per far cosa?
   Si  chiedono  i poteri speciali solo per ottenere, nel  più  breve
  tempo possibile, la realizzazione della settima vasca a Bellolampo,
  oppure no?
   Sono  domande che per noi sono fondamentali perché, come lo stesso
  Presidente  Musumeci  ha  avuto  modo  di  dire  se  procediamo  da
  emergenza ad emergenza, da emergenza in emergenza, come è stato per
  troppo   tempo,  rischiamo  di  non  avere  mai  un  orizzonte   di
  normalizzazione nel settore.
   Noi  vorremmo che si invertissero le cose che il Governo indicasse
  qual  è  il  piano ordinario che ha in mente per la normalizzazione
  del  settore dei rifiuti in Sicilia e poi si discutesse dei  poteri
  speciali,  se  e per un certo periodo questi poteri possono  essere
  utili, appunto alla realizzazione di quel piano di normalizzazione,
  di  realizzazione dell'ordinarietà di cui la Sicilia ha bisogno  in
  un settore così delicato per i rifiuti nella nostra Regione stessa.
   Temo  che  l'allarme  possa generare anche  preoccupazione  tra  i
  sindaci anche tra gli operatori del settore del turismo perché come
  sappiamo quest'anno la Pasqua arriverà presto e come è sempre stato
  con  l'incremento  dei flussi turistici e quindi della  popolazione
  della  nostra  Regione  c'è anche un aumento  della  produzione  di
  rifiuti e, quindi, tutto ciò può creare un allarme significativo  e
  noi  ci teniamo ad offrire un'immagine della nostra Sicilia che sia
  un'immagine positiva fatta di bellezza e non di rifiuti.
   Voglio,  ovviamente, qui sottolineare il fatto che parliamo  della
  salute  dei  cittadini  siciliani perché  far  fronte,  in  maniera
  adeguata  al  ciclo dei rifiuti, significa tutelare la  salute  dei
  nostri concittadini.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione, Governo, voglio partire  proprio  dalle
  parole  dell'onorevole Lupo, le ultime quelle  del  problema  della
  sanità.  Purtroppo in questi cinque anni c'è stata una  regressione
  della gestione del ciclo dei rifiuti.
   Un  problema  vecchio  che deriva già dal  1998,  quando  l'allora
  Presidente   della  Regione,  Capodicasa,  scrisse  e   gli   venne
  autorizzato, dopo pochi mesi, lo stato di emergenza e calamità  per
  questa nostra terra.
   Da  qui  i  rinnovi dopo rinnovi, passando per il governo  Leanza,
  successivamente  quello Cuffaro, dopodiché quello  Lombardo  e  non
  ultima  la  richiesta  dell'allora  presidente  Crocetta  che,  non
  prendendo posizione sull'argomento chiedeva immediatamente lo stato
  di emergenza che gli veniva autorizzato fino al 31 dicembre 2013.
   Conosciamo  tutti  quelle vicende e abbiamo  anche  i  dati  della
  raccolta differenziata, di quegli anni.
   Il  decreto  del  presidente del Consiglio  di  allora,  prevedeva
  alcuni  obiettivi che non sono stati raggiunti, tra cui la raccolta
  differenziata.
   Tutti noi conosciamo bene, l'articolo 9 della legge 9 del 2010 che
  prevede  degli  obiettivi di raccolta differenziata  perentori.  Si
  parlava  del 20% nel 2012, fino al arrivare al 65% nel 2015.  Oggi,
  se  noi  vediamo  i dati ufficiali, che sono quelli dell'Ispra,  ci
  accorgiamo  che la Sicilia è passata da una raccolta  differenziata
  di  appena  il 13% del 2012, ha avuto un incremento di  appena  due
  punti, si parla di appena il 15%. Ed allora, giusto per rimanere in
  tema  e paragonare con altre Regioni: se noi pensiamo che nel  2013
  la raccolta differenziata della Sicilia era il 13%, e giusto l'anno
  scorso del 16, e analizziamo una regione come la Calabria, pensate,
  ogni  tanto quando si parla di profondo Sud si cerca di individuare
  la   Calabria.  La  Calabria,  dal  14%,  grazie  ad  una  gestione
  probabilmente migliore rispetto a quella degli ultimi  cinque  anni
  raddoppia,  più  che  raddoppia, la raccolta, passando  al  33%.  O
  un'Isola  come  la Sardegna, che oggi è arrivata a  percentuali  di
  oltre  il 60%. E allora, ho ascoltato con attenzione gli interventi
  di  chi  mi ha preceduto, siamo in uno stato di emergenza assoluta.
  Ha ragione chi mi ha preceduto quando parla di costi maggiorati per
  i Comuni per problemi di trasporto. Ma se in questi cinque anni non
  si  sono risolti questi problemi, qual è la parte politica che deve
  giudicare l'operato dei primi cinquanta giorni dell'attuale Governo
  regionale? Questa è la prima domanda che pongo all'Aula.
   Allora,  azioni importanti, come la richiesta di commissariamento,
  io  ho  apprezzato molto l'attività del Presidente  della  Regione,
  andando a chiedere con forza e con autorevolezza al Presidente  del
  Consiglio  Gentiloni  la  possibilità di  riavviare  una  procedura
  straordinaria  di emergenze, però a fianco di questa  emergenza  il
  Governo,  come sta cominciando a fare, deve programmare i  prossimi
  tre  anni.  Dobbiamo entrare in uno stato di normalità  da  qui  ai
  prossimi diciotto mesi, programmare i prossimi cinque anni.
   Ed allora, si è parlato per esempio di trasporto dei rifiuti fuori
  dai  confini  regionali. Ma noi, se abbiamo parlato di  questo,  ne
  abbiamo  parlato  perché purtroppo la raccolta differenziata  è  al
  15%,  purtroppo  gli  impianti  di  compostaggio,  quando  si  sono
  approvate   le  SRR  ci  sono  addirittura  ambiti  ottimali   dove
  all'interno   dei   quali  non  sono  previsti  gli   impianti   di
  compostaggio.  E  allora come dovrebbe essere  circolare  il  ciclo
  della raccolta differenziata? Questa è l'altra domanda che pongo  a
  chi   ha   gestito  prima  la  questione.  Perché  ci  sono   delle
  autorizzazioni  nuove,  degli impianti  di  compostaggio,  che  non
  vengono date? Perché altre che vengono date?
     Signor  Presidente,  membri  del  Governo,  una  volta  date  le
  autorizzazioni  a società private si attende, ma si  attende  cosa?
  Che  si  debbono  vendere le autorizzazioni? Che  si  debbano  fare
  speculazioni? E un'altra domanda ci facciamo, e allora  io  ritengo
  che il problema signor Presidente, il Governo e quest'Aula lo potrà
  risolvere.  E'  vero che ci sono alcuni Comuni che hanno  raggiunto
  livelli ottimali di raccolta differenziata, ma è anche vero che  le
  città  metropolitane rappresentano un grave problema per  la  media
  regionale.  Io  ho visto l'ultimo dato del Ministero dell'ambiente.
  Le  città  metropolitane di riferimento Palermo e Catania,  le  più
  grandi,  Catania  è  sotto l'8% e l'altra,  Palermo,  con  ben  due
  finanziamenti di circa 25 milioni di euro, è sotto il 15%.
   Ed  allora  non si capisce cosa si sia fatto. Questo Governo  sono
  sicuro  che  ha  ben capito cosa si dovrà fare e allora  sì  vivere
  l'emergenza ma subito programmare il ciclo integrato attivando  gli
  impianti di compostaggio.
   Ce  n'è  uno, credo che sia a Sciacca, che è in essere  ma  non  è
  attivo  e  ci  sono  delle  risorse  all'interno  del  Dipartimento
  rifiuti,  mi  dicono  essere 55 milioni  di  euro  con  già  cinque
  impianti di compostaggio pronti per essere appaltati di cui non  si
  sa niente.
   Sono  gli impianti di Casteltermini, Noto, Augusta, Capo d'Orlando
  e  già due progetti esecutivi su Ravanusa e Terrasini, con i soldi,
  ci  sono  55  milioni di euro, e in questi cinque anni si  è  fatto
  poco. Neanche uno se n'è attivato
   C'è  qualche realtà, qualche piccolo impianto di compostaggio  che
  può  ricevere  poche  tonnellate  giornaliere,  c'è  l'impianto  di
  compostaggio su Bello Lampo, funziona, non funziona: non funziona.
   Allora,  questo è uno dei temi, ma i temi sono anche i 27 ATO  che
  sono posti in liquidazione.
   C'è una sentenza del 2016, Onorevole Presidente, in cui viene data
  la  possibilità ai creditori delle società d'ambito ottimale,  oggi
  poste  in  liquidazione, di poter procedere al  pignoramento  verso
  terzi.
   Si  parla  che  questi ATO abbiano un debito verso i  fornitori  a
  circa 1 miliardo e 500 milioni di euro.
   Voi  pensate  che  se  tutti  i creditori  delle  vecchie  società
  d'ambito dovessero fare il pignoramento presso terzi ai comuni,  ci
  sarebbe  il  collasso e la paralisi totale di tutti  i  comuni  che
  hanno aderito alle città d'ambito.
   Signori  colleghi,  ritengo che questa sia  la  legislatura  della
  svolta;  ritengo  che sul tema dei rifiuti,   -  ma  credo  che  lo
  ritenga  anche  il  Governo regionale - sul tema  dei  rifiuti,  su
  grandi  temi  come anche quello della sanità,  - ma sono  due  temi
  collegati - questa legislatura ci mette la faccia.
   E  ci mettiamo la faccia con tutti i siciliani, non ritengo che ci
  siano colori politici quando si parla di raccolta differenziata, di
  ciclo integrato dei rifiuti, di tassa  Non parliamo di quanto costa
  ai   cittadini  la  tariffa  che  ogni  comune  applica  ai  propri
  concittadini,   però   quando  vediamo  percentuali   di   raccolta
  differenziata di questo tipo- mi ero scordato - Agrigento al  7,8%,
  quindi una piccola cittadina anche se è capoluogo di provincia  che
  non riesce ad arrivare neanche all'8 per cento.
   Allora,  Onorevole  Presidente,  noi  vogliamo  dare  sostegno  al
  Governo  regionale  affinché si possa  avere  con  forza  i  poteri
  speciali  previsti, che credo verranno previsti,  speriamo  che  il
  Presidente   del  Consiglio  Gentiloni  decida  di   conferire   al
  Presidente della Regione dei poteri di commissario speciali, perché
  ritengo che in questa fase, vivendo nell'emergenza, abbiamo bisogno
  di  grande autorevolezza e grande compattezza politica al di là dei
  colori politici.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO.   Signor   Presidente,  Onorevole  Presidente,   Signori
  Assessori,  onorevoli colleghi. La mozione che presentiamo  oggi  a
  firma   del  Movimento  5  Stelle,  rappresenta  il  tentativo   di
  riprendere un discorso che si è interrotto quattro anni fa.
   Quando  la  nostra  collega, qui su questo  scranno,  presentò  la
  mozione  n.  59  con la quale chiedeva di applicare le  misure  che
  ormai sono cogenti in tutti i Paesi dell'Unione Europea tranne  che
  in  Sicilia,  quel  discorso si interruppe pochi mesi  dopo  quella
  discussione,  oggi lo riprendiamo nostro malgrado,  perché  l'unico
  sviluppo che c'è stato da  parte dell'ex Presidente Crocetta e  del
  partito  che lo appoggiava era mantenere lo status quo che  avevano
  portato avanti Cuffaro prima e Lombardo dopo.
   Diciamo  che le premesse con le quali si apre questo Governo   non
  sono delle migliori, anche alla luce del fatto, non me ne voglia il
  collega  che ha, diciamo, abbandonato l'Assessorato ai rifiuti,  ma
  non sono delle migliori perché dopo pochi mesi dall'insediamento la
  poltrona  dell'Assessore ai rifiuti è sguarnita e ci auguriamo  che
  presto  un assessore, quanto meno, tecnico, possa ricoprire  questo
  ruolo.
   Ciononostante  noi vogliamo provare ad accordare  fiducia  al  suo
  governo Presidente, però è chiaro che abbiamo bisogno di uno sforzo
  maggiore  rispetto a quello che fino ad oggi abbiamo sentito.  Lei,
  giustamente, parla di emergenza. Lo faceva anche Crocetta.  Lei  ha
  ereditato quello che il presidente Crocetta ha mantenuto in  questi
  anni. Ma abbiamo anche bisogno di una programmazione dei rifiuti.
   Lo  diceva prima il collega Aricò della maggioranza. Noi da questo
  punto  di  vista  siamo pienamente d'accordo, però il  problema  è:
  accanto  ad  un meccanismo emergenziale noi dobbiamo costruire  una
  pianificazione che manca da vent'anni. La mancanza di uno strumento
  di  pianificazione crea un sistema schizofrenico anche sul  profilo
  degli  impianti.  In questo momento lo dicono tutti,  è  sotto  gli
  occhi  di  tutti,  non abbiamo una pianificazione che  permette  un
  meccanismo organico degli impianti.
   Noi  in  questa  mozione  citiamo soltanto normative  europee.  Lo
  facciamo  perché come sa la materia ambientale dei rifiuti  attiene
  esclusivamente al comparto europeo.
   Citiamo  la direttiva 2008/98, una direttiva già vecchia di  dieci
  anni che stabiliva degli standard diversi da quelli della legge  n.
  9,  65 per cento di raccolta differenziata al 2012. Oggi siamo,  mi
  permetto di correggere i colleghi che mi hanno preceduto, al 24 per
  cento  di  raccolta  differenziata. I comuni  che  la  fanno  hanno
  estrema   difficoltà   a   conferire  le   frazioni   merceologiche
  differenziate. Il problema della mancanza di un piano  dei  rifiuti
  non  è  soltanto  strutturale. Lei parlava prima   -  ho  letto  un
  comunicato  stampa  -  di  emergenza strutturale.  E'  vero  ma  il
  problema non è soltanto strutturale, legato agli impianti. Il fatto
  che manca un piano dei rifiuti impedisce la possibilità di accedere
  ai fondi europei e questa è stata la stessa Commissione Europea che
  l'ha  detto  pochi  mesi fa. Abbiamo, in questo momento,  congelati
  tutti  gli strumenti della programmazione FESR 2014 - 2020,  ma  le
  dirò  di  più,  il  collega Cateno De Luca  citava  giustamente  la
  comunicazione verso un'economia circolare che sarà lo strumento con
  il  quale  andremo, noi, Unione Europea, a modificare le  direttive
  sui rifiuti.
   Ecco,  con  quell'intervento legislativo  si  sbloccheranno  altre
  somme, oltre quelle di cui sappiamo, e sono per i fondi di politica
  di    coesione   centocinquantamiliardi   di   euro,    per    2020
  seicentocinquantamilioni   di   euro,   per   i    progetti    Life
  centocinquantamilioni di euro.
   Sono  tutti soldi che sono congelati perché la Commissione Europea
  ha chiarito che in questo momento la Sicilia è deficitaria sotto il
  profilo del piano regionale dei rifiuti. Piano regionale - e  anche
  qui  mi si deve consentire - che Crocetta ha tentato in mille  modi
  di  rappresentarlo come già pronto e programmato. In realtà non  ha
  fatto altro che prendere il piano del 2012 di Lombardo, modificarlo
  cento  volte  e  ripresentarlo facendo credere che  la  Valutazione
  ambientale  e  strategica  fosse  compiuta.  Non  è  vero.  Lo   ha
  dimostrato  il Ministero dell'ambiente. Lo stesso Ministro  da  cui
  lei  è  stato ricevuto nell'ordinanza 5 RIF dell'anno scorso, disse
  fate il piano dei rifiuti altrimenti non vi sblocchiamo i fondi.
   Ora  è  chiaro che il primo step è la pianificazione  dei  rifiuti
  organici  ed  è  quello  che  le  chiediamo  fondamentalmente.  Non
  facciamo altro che richiedere l'applicazione delle norme del codice
  dell'ambiente, più di questo.
   Lei  sta  chiedendo una dichiarazione dello stato di emergenza,  o
  comunque poteri speciali per gestire nell'imminente il problema. E'
  chiaro  che lei ha ereditato questa difficoltà e chiede di ampliare
  le  discariche,  di  aumentare la sponda, per esempio  nella  sesta
  vasca  di Bellolampo, in modo da potere conferire per qualche  mese
  in più,  - questo abbiamo appreso - i rifiuti.
   Ma  il  problema è, accanto ad una programmazione e un  incremento
  delle   discariche  bisogna  avviare  l'apertura  di  tutti  quegli
  impianti che in questo momento sono bloccati.
   Noi  produciamo in questo momento duemilioni trecentocinquantamila
  tonnellate di rifiuti all'anno. Soltanto il 23 per cento in  questo
  momento  va  conferito in raccolta differenziata e  nelle  frazioni
  merceologiche   delle   piattaforme  private   e   in   quelle   di
  compostaggio.
   Il  primo  passaggio da fare è la ricognizione degli  impianti  di
  compostaggio  perché gli impianti di compostaggio  sono  quelli  in
  grado  di  captare  il  40 per cento della raccolta  differenziata.
  Soltanto  l'utilizzo  del  compost è in grado  di  incrementare  la
  raccolta  differenziata del 40 per cento e questo come  si  fa?  In
  questo  momento  sono  attivi otto impianti  per  una  capacità  di
  duecentodiecimila  tonnellate. Se  noi  riuscissimo  ad  avviare  a
  compimento quelli privati e quelli pubblici in brevissimo  tempo  -
  sono  i  dati  dell'ISPRA  tra l'altro  confermati  dal  suo  nuovo
  dirigente  generale dei rifiuti -  che, fino a  poco  tempo  fa  ma
  credo  lo sia ancora, è a capo dell'ufficio speciale della raccolta
  differenziata, potremmo arrivare a 480 mila tonnellate di  compost,
  cioè   di   frazione   umida.  Soltanto  questa   azione   potrebbe
  incrementare   la  raccolta  differenziata  del   40   per   cento.
  Attenzione: soltanto questa azione.
   Quindi   il  passaggio  fondamentale  è:  ok  in  questo   momento
  ragioniamo  su come gestire l'emergenza ma a tre mesi  iniziamo  ad
  aprire tutti gli impianti che sono in stand-by.
   Ce  ne stanno 6 privati che sono realizzati ma fermi, e 4 che sono
  uno   a   Catania,  a  Custonaci,  a  Ragusa  e  a  Belpasso,   più
  l'ampliamento  di  Ciminna  che possono  di  per  sé  aumentare  la
  raccolta differenziata.
   Un  altro  passaggio  centrale è sui  TMB,  trattamento  meccanico
  biologico stabilito per legge europea obbligatoria a pertinenza  di
  tutte  le discariche. Non tutte ce l'hanno, il che significa che  i
  rifiuti  devono gravitare da una discarica all'altra per  avere  il
  pre-trattamento e poi il conferimento definitivo in discarica.
   Questo  ha  aperto  una procedura di infrazione,  che  chiaramente
  ricade  sulle  tasche  dei siciliani, e un  esborso  esagerato  dei
  comuni che devono fare la raccolta differenziata.
   Lei  l'altro giorno puntava il dito, se non erro, anche sui comuni
  che non la fanno la raccolta differenziata, ci mancherebbe. Palermo
  è al 14 per cento, Catania al 9 per cento. I comuni al di sotto dei
  30.000 abitanti riescono a gestire la raccolta differenziata  nella
  media  intorno al 30. Ma c'è un limite strutturale.  Oltre  ad  una
  certa  capacità  non hanno dove conferire. Se noi non  apriamo  gli
  impianti  non  possiamo strozzare i comuni  e  sperare  che  questi
  possano  gestire la raccolta differenziata. O facciamo gli impianti
  oppure  quel limite del 30 per cento non potrà mai essere superato.
  E   in  questo  modo,  anche  in  questo  caso,  bisogna  fare  una
  ricognizione  di quelli che sono tutti gli ambiti e  il  fabbisogno
  esistente   per  potere  capire  quale  deve  essere   il   sistema
  impiantistico.
   Sulla  governance un altro passaggio determinante, i colleghi  che
  mi hanno preceduto sottolineavano la duplicità di commissariamento.
  Abbiamo  i  Commissari  liquidatori  dei  soggetti  gestori   e   i
  Commissari delle SRR. Solo quattro su 18 SRR sono attive.
   Il  che  significa che prima di parlare di governance,  attenzione
  noi  siamo disposti a discutere sulla governance, sempre alla  luce
  di  ragionare  su  economie di scala, perché  se  si  ricorda  bene
  l'assessore Contrafatto presentò un disegno di legge ed individuava
  nove ambiti territoriali, uno a provincia. Peccato che la Corte dei
  Conti  ci ha bacchettato dicendo  No. Gli ambiti territoriali vanno
  identificati su economie di scala per un numero massimo di cinque .
   Il ragionamento lo possiamo fare in Aula su questo discorso, ma un
  miliardo  e  700  milioni di passività dei vecchi soggetti  gestori
  qualcuno  li  deve  pagare. Quindi, o risolviamo quello,  oppure  è
  inutile  discutere  di nuovi soggetti gestori. Quindi,  sul  tavolo
  della   contrattazione   deve   entrare   anche   un   sistema   di
  commissariamento che sia, per la prima volta, efficace.
   Detto  questo, i punti che le chiediamo di osservare nella  nostra
  mozione sono fondamentalmente due: una programmazione attenta sulla
  base  di  una  redistribuzione degli ambiti e una serie  di  azioni
  legislative  che poi sono fondamentalmente quelle che  fanno  anche
  gli  altri  Paesi e le altre regioni d'Europa, come per esempio  la
  separazione tra la gestione della raccolta e dello smaltimento.
   E'  assurdo, in Sicilia accade, che uno stesso soggetto gestore  è
  in  grado  di gestire l'attività della raccolta e l'attività  dello
  smaltimento.
   Questo è anacronistico e anche monopolistico. Ed è un sistema  che
  non  può  avvenire.La separazione tra attività di  raccolta  in  un
  soggetto  privato,  chiaramente, e  attività  di  smaltimento  deve
  essere  separata,  è  un  modello che è  stato  adottato  da  altre
  regioni,  lo possiamo fare anche noi anche alla luce del fatto  che
  sono  pochi  i  soggetti  privati  che  gestiscono  le  discariche.
  Sappiamo nomi e cognomi di tutti.
   Il  divieto di smaltimento dei rifiuti riusabili e riutilizzabili.
  Anche  questo  è un principio che è stato introdotto con  la  nuova
  comunicazione  verso  una economia circolare, perché  non  dobbiamo
  farlo?   Inserire,  come  dicevo  prima,  tutti  gli  impianti   di
  trattamento   meccanico  biologico  all'interno  delle  discariche.
  Applicare  la tariffa puntuale, da qui a tre anni dall'approvazione
  della  mozione  facciamo uno sforzo. Chiediamo a  tutti  i  comuni,
  forniamo i comuni degli impianti ma poi chiediamo loro di applicare
  la tariffa puntuale.
   Compostaggio  domestico,  compostaggio  di  comunità,   piani   di
  razionalizzazione  della  filiera alimentare  sono  altri  passaggi
  determinanti.
   In  sintesi, onorevole Presidente, e concludo dimostriamo per  una
  volta  che  la politica in Sicilia è in grado di gestire i  rifiuti
  fuori  da  un  modello emergenziale. Diamoci tre mesi  per  gestire
  questo  problema  ma  dopodiché portiamo da  qui  a  sei  mesi,  in
  Commissione Ambiente e poi in Aula, un piano regionale dei  rifiuti
  che  sia  un  Piano regionale dei rifiuti così come  stabilisce  il
  codice dell'ambiente e ripartiamo attraverso un modello ordinario.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Fava.   Ne  ha
  facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,  ho
  presentato  una  mozione  che dice no ad un  impianto  biometano  a
  Francofonte. Ho sostenuto e  cofirmato una mozione che dice  no  ad
  una discarica di rifiuti speciali ad Agira. Ho emendato una mozione
  che  dice no ad un inceneritore nella Valle del Mela. E si potrebbe
  commentare facilmente che per sottrazione, per somme di no, non  si
  risolve  il problema dei rifiuti. Il problema è che questi no,  che
  siamo  chiamati  e costretti a dire, sono conseguenze.  Il  no  non
  riguarda una discarica, un inceneritore. Il no riguarda un  modello
  complessivo  che  è  quello  che lei  ha  ereditato  e  che  questa
  Assemblea  regionale si trova a discutere ed a condividere.  Il  no
  riguarda una spesa di 20 miliardi accumulata nel corso degli  anni,
  che  sono  un  costo vivo che ha sostenuto questa comunità.  Il  no
  riguarda le cifre con le quali ci troviamo a fare i conti:  il  90%
  di raccolta avviata nelle discariche.
   Mi  limito,  allora,  a  dirle che credo che  emergenza  e  poteri
  speciali   siano   una   consuetudine  che   dobbiamo   rapidamente
  abbandonare. Anche perché in Italia, in Europa, e, quindi, anche in
  Sicilia, abbiamo leggi, norme puntuali, efficaci, presenti e capaci
  di  guidare  e  di  accompagnare un piano per  lo  smaltimento  dei
  rifiuti  in qualsiasi territorio della Repubblica. Ma le  dico  che
  vorremmo evitare di ricevere risposte, atteggiamenti e consuetudini
  opache, come questa Assemblea regionale ha dovuto subire nel  corso
  delle passate legislature.
   La  prima  ragione di opacità sta nel fatto che  da  vent'anni  si
  aspetta  di  avere un piano organico, cioè un'idea,  non  solo  una
  strategia,  un'idea,  un  punto di vista, uno  sguardo  rivolto  al
  futuro,  una  gestione  delle  risorse  presenti  e  future  legate
  all'obiettivo che si vuole raggiungere.
   E, naturalmente, un piano organico di smaltimento dei rifiuti, una
  capacità  di  utilizzare le risorse con una  loro  finalità,  è  il
  contrario   dell'emergenza.  E,  viceversa,   l'emergenza   è   una
  condizione esemplare per garantire arbitrio, quindi, noi  vorremmo,
  anzitutto,  che lei rapidamente ci presentasse la sua proposta,  il
  suo  progetto,  un  rientro alla normalità che vuol  dire  superare
  l'eccezionalità, ma superare anche la navigazione a  vista  che  la
  Regione ha affrontato giorno per giorno negli ultimi 20 anni.
   L'opacità in passato ha riguardato anche l'assenza di risposte  o,
  a volte, l'assenza di domande.
   Siamo   di  fronte  a  queste  cifre  che  imbarazzano  lei,   che
  imbarazzano  noi.  Ma  queste  cifre sono  logica  conseguenza  del
  passato.  Se  noi continuiamo a conferire il 90% dei rifiuti  nelle
  discariche, quasi tutte, private, credo che questo non  sia  frutto
  del  caso,  di  un destino cinico e baro, credo che  sia  anche  il
  frutto  di  una  governance  che  ha  avuto  un  atteggiamento   di
  particolare  attenzione  e benevolenza nei confronti  delle  grandi
  famiglie che gestiscono le discariche private ma, tutto questo  non
  è,  diciamo,  un assunto che si definisce soltanto  per  logica  ma
  l'esame dei fatti concreti.
   I  94  milioni,  per esempio, che erano destinati ad  impianti  di
  compostaggio, a nuovi impianti, e che sono stati girati ad ampliare
  o  a  costruire nuove discariche: Enna, Gela, Bellolampo. Non siamo
  di  fronte  ad un dato di fatto che ci consegna, come se  fosse  un
  graffito immutabile, la storia. Siamo di fronte a scelte di  spesa.
  Non  siamo  di fronte all'assenza di risorse economiche.  Siamo  di
  fronte  alla  scelta di destinare queste risorse  economiche  verso
  altri usi, verso altri obiettivi.
   Quasi  100  milioni  di euro, che dovevano essere  utilizzati  per
  rendere   finalmente   utili,  agibili,   fruibili,   impianti   di
  compostaggio e sono stati destinati ad ampliare o a costruire nuove
  discariche, sono una scelta. Una scelta di campo, una scelta,  come
  dire,  di  percorso e, probabilmente, anche una scelta  amicale  ed
  amichevole  nei  confronti di coloro che  dagli  impianti  privati,
  oggi, traggono profitto. E' un affare.
   Così  come  avere sprecato, lo ricordavamo la scorsa volta,  quasi
  300 milioni di fondi europei.
   Il   problema  è  che  questa  Regione  non  è  povera,  onorevole
  Presidente, e lei lo sa, non è povera.
   E'  una  Regione  che ha deciso di sprecare, di non  vedere  o  di
  utilizzare  male le risorse che ha. E, in quell'utilizzo,  non  c'è
  soltanto  dabbenaggine, non c'è stoltezza: c'è stato dolo  Togliere
  soldi  agli  impianti  di compostaggio, per darli  alle  discariche
  private, è un dolo politico non è una scelta superficiale.
   Così  come  credo che la raccolta differenziata o noi la assumiamo
  con  toni  salviniani,  come un fatto genetico  che  appartiene  ai
  siciliani,  o  la assumiamo come la conseguenza, anche,  di  alcune
  scelte.  Vivere  in  tempo  e  regime  di  facile  anarchia,   dove
  l'emergenza determina la prorogatio delle gare d'appalto,  o  altre
  gare  d'appalto  vengono gestite e confezionate su misura  soltanto
  per  alcune aziende, ha determinato anche che si arrivasse a questo
  stato  dell'arte,  dove  le  grandi città  siciliane  hanno  numeri
  tragici,  la nostra città è precipitata dal 18 al 9 per cento.
   Allora, Presidente, io le chiedo di applicare la legge n.  19  del
  2005 che dice che si commissariano le amministrazioni, si nomina un
  commissario  ad  acta.  Si  definisce un  crono  programma  con  le
  amministrazioni,  ma  se  un'amministrazione  non   è   capace   di
  rispettare  a  far rispettare, nell'arco di un tempo  che  è  stato
  insieme definito, quel programma si nomina un commissario ad  acta,
  ma non si può accettare l'idea che Palermo, Messina e Catania siano
  impiccate  a  queste percentuali come se fosse un  dato  necessario
  della loro vicenda e della loro storia.
   E,  in  questo, mi permetta di fare riferimento ad una sola  delle
  vicende   di   cui   oggi  stiamo  trattando,  perché   mi   sembra
  significativa,  emblematica,  una  specie  di  fermo  immagine  che
  racconta  quale  sia,  oggi,  lo stato dell'emergenza,  qual  è  il
  rischio dell'opacità e qual è la necessità di avere dal Governo che
  lei  presiede,  risposte chiare: si o no. Penso alla  discarica  di
  Agira,  penso  alla  discarica di rifiuti  speciali  che  contiene,
  dentro  di  sé,  tutti gli elementi di illegalità, illiceità  e  di
  mancanza  di buon senso che caratterizzano l'intero panorama  delle
  scelte che sono state accettate, o subite, nel corso di questi anni
  non soltanto perché ricade su un'area a forte, come dire, sviluppo,
  investimento economico nel settore dell'agricoltura, un'agricoltura
  di qualità, non soltanto perché è una zona che nel corso degli anni
  è  stata  martirizzata  e  martoriata da  investimenti  illeciti  e
  illegali, che avevano nel business dei rifiuti il proprio punto  di
  arrivo, ma anche per alcune cose specifiche rispetto alle quali chi
  le parla, assieme ad altri colleghi, le chiede di intervenire.
   Quando si apprende che c'è un'inchiesta della procura, perché pare
  che alcuni interessi privati che hanno a che fare con l'area in cui
  ricadrà questa discarica, si confondono e si sovrappongono con  gli
  interessi  privati di alcuni signori che, a livello  istituzionale,
  hanno  consentito  che  venisse  autorizzata  questa  discarica  e,
  quindi,  il sospetto che questo conflitto di interessi non sia  una
  coincidenza, ma sia un dolo specifico è una prima ragione  per  cui
  la  Regione,  in autotutela, dovrebbe dire  Non voglio metterci  la
  faccia ; la seconda ragione è che siamo di fronte ad una violazione
  palese  della normativa europea, siamo ad un chilometro e mezzo  da
  un sito di interesse comunitario. Se queste norme sono state volute
  dall'Unione  europea, recepite dall'Italia, assunte  come  elemento
  normativo,  non  è per un fatto estetico ma perché,  evidentemente,
  delle  vicinanze troppo ridotte, un'eccessiva prossimità, determina
  un  rischio  per  la qualità dell'ambiente, per  la  qualità  della
  salute, per ciò che viene tutelato dal punto di vista comunitario.
   C'è  questa cosa abbastanza bizzarra, di una commissione che  deve
  decidere  di dare l'autorizzazione, sono trenta membri e il  parere
  positivo viene sottoscritto soltanto da quattordici componenti, che
  diventano maggioranza grazie all'assenza di molti. Anche questo, di
  fronte  ad una scelta, con un impatto così pesante, così devastante
  è  possibile? Già siamo abituati a livello, come dire, nazionale ad
  avere   leggi  di  straordinaria  importanza  votate  a  colpi   di
  maggioranza con un voto in più, ma che si possa arrivare anche   ad
  decidere  sul diritto alla salute dei cittadini, con  un  voto  che
  viene  dato con maggioranze risicate all'interno di un organismo  -
  all'interno  del  quale,  forse, insistono  conflitti  e  interessi
  privati  - è una cosa che mi preoccupa, come mi preoccupa il  fatto
  che  un  altro  progetto identico, ma presentato  da  altra  ditta,
  identico,  quattro anni fa è stato accantonato. E, questo  progetto
  presentato   dalla   Agireco,  quest'atto   è   stato   rapidamente
  accompagnato al suo esito.
   Allora, Presidente, quello che le chiediamo, quello che le  chiedo
  è  di  garantirci che ci sia un atteggiamento di trasparenza  nelle
  scelte.  Poi potremo non condividere le scelte, purché  ci  sia  un
  punto  di verità e la mia è una domanda di verità. Le chiediamo  di
  intervenire, in autotutela, per ritirare questa autorizzazione  per
  non  compromettere l'immagine della Regione e per non compromettere
  gli  interessi sacrosanti, il diritto sacrosanto alla salute e alla
  tutela  del  territorio  di  chi oggi,  e  sono  tanti,  vengono  a
  protestare non perché si fa una discarica, ma per il modo in cui  è
  stato concepito questo progetto contro ogni norma di legge e contro
  ogni buon senso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana,  che  è
  sottoscrittrice di più mozioni. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Membri del Governo, onorevoli colleghi, cittadini  che  ci
  guardate in Aula e da casa, non nascondo l'emozione che provo  qui,
  questa  sera,  a parlare da questo scranno. E oltre l'emozione  non
  posso  nemmeno  nascondere  il forte senso  di  responsabilità  che
  avverto.  E'  un senso di responsabilità che deriva dal  fatto  che
  sono  stata delegata da migliaia di cittadini a presentare, insieme
  al  Gruppo e anche insieme all'onorevole Fava, una mozione con  cui
  chiediamo il ritiro o la revoca in autotutela di una Valutazione di
  Impatto  Ambientale, che riguarda la costruzione di duna  discarica
  di rifiuti speciali nel territorio di Agira.
   Questa  -  permettetemi  - non rappresenta una  semplice  mozione,
  questo  è  un  vero  e  proprio grido di aiuto.  Si  parla  di  una
  discarica.  Si  parla di una discarica di rifiuti  speciali.  E  si
  parla di un iter che è già stato avviato. E' stato avviato in tempi
  troppo rapidi rispetto al normale. E' un iter particolare, verso il
  quale la Procura di Enna ha già avviato un'indagine conoscitiva. E'
  una  discarica che andrebbe a deturpare e che, comunque, entrerebbe
  in  contrasto con il territorio dell'entroterra siciliano: dovrebbe
  sorgere  accanto  ad  alcuni  siti dove si  producono  coltivazioni
  biologiche.  Sorge a 5 km da Agira, sorge a 1,5 km da  un  sito  di
  interesse comunitario.
   Sono  tante  le irregolarità e, prima di entrare nel merito  della
  costruzione o meno della discarica, è opportuno riferire che già il
  comune  di  Agira ha proposto un ricorso al TAR a causa  di  queste
  anomalie.
   Chiediamo  di ritirare questo decreto e chiediamo di farlo  perché
  abbiamo tutti i motivi per poterlo chiedere e poterlo pretendere.
   Presidente  Musumeci,  ho letto il discorso  di  insediamento,  le
  comunicazioni  programmatiche, e ho letto  la  bellissima  immagine
  della  Sicilia che si vuole dare, che si vuole creare, che si vuole
  strutturare, seppur con molte difficoltà.
   Ebbene io penso molto spesso a quell'immagine di Sicilia. Penso  a
  una  Sicilia  dove di agricoltura si possa veramente  vivere,  dove
  l'agricoltura  diventi  il cuore, diventi  lo  stimolo  dell'intera
  economia. Penso a una Sicilia dove anche l'agricoltura possa essere
  promotrice di un turismo nuovo, di un turismo innovativo e  diverso
  da  quello  mordi  e  fuggi a cui, purtroppo, siamo  abituati.  Una
  Sicilia bella. Meravigliosa. Tutto questo che parte addirittura dal
  cuore  della  Sicilia,  dalla provincia di Enna  e  dall'entroterra
  siciliano, dove si vive di agricoltura, dove si vive di allevamento
  e zootecnia.
   Ebbene io mi chiedo, e con i colleghi ci chiediamo e vi chiediamo,
  ma il progetto di una discarica di rifiuti speciali non andrebbe  a
  cozzare  con  quell'immagine  di  Sicilia?  Una  discarica  dove  i
  costruttori  dicono  di  voler depositare soltanto  l'amianto,  tra
  l'altro  vendendo  il  progetto come bello, perché  addirittura  lo
  smaltimento dell'amianto al cittadino verrebbe a costare  meno   E'
  questa  la  Sicilia  bellissima che abbiamo  avuto  il  piacere  di
  ascoltare  nelle  dichiarazioni  programmatiche,  o  che   comunque
  vogliamo tutti insieme, perché tutti insieme in quest'Aula vogliamo
  questo?   Secondo   me  e  secondo  il  Movimento   Cinque   Stelle
  assolutamente no.
   Gli elementi per ritirare questa Valutazione di Impatto Ambientale
  ci sono tutti. Ci sono irregolarità del tipo amministrativo, c'è il
  fatto  che questa valutazione di impatto ambientale è stata firmata
  soltanto da circa la metà dei membri della Commissione fatta da  30
  esperti, Commissione che, tra l'altro, se vogliamo analizzare da un
  punto  di vista normativo o comunque giurisprudenziale si  pone  in
  contrasto con quelli che sono i principi dell'ordinamento perché  è
  una  Commissione  fatta da 30 soggetti che sono  stati  nominati  a
  totale  discrezione;  fin  qui nulla di  particolare,  peccato  che
  questi soggetti possono esercitare un potere discrezionale, il  che
  si  pone  nettamente  in contrasto con quelle  che  sono  le  leggi
  dell'ordinamento italiano, ma soprattutto con la Costituzione.
   Ritirare   questa  valutazione  di  impatto  ambientale  significa
  ascoltare  migliaia  di cittadini. Ritirare questa  valutazione  di
  impatto  ambientale  -  e lo chiedo anche all'assessore  Cordaro  -
  significa  dare  una  speranza a chi oggi continua  a  produrre  in
  biologico,  a  chi oggi continua a scommettere sull'allevamento,  a
  chi  oggi continua a scommettere sulla Sicilia, sulla zona  interna
  della  Sicilia  che  è letteralmente abbandonata.  Ritirare  questa
  valutazione di impatto ambientale significa salvaguardare la  vita,
  significa salvaguardare la salute dei cittadini che vivono  lì,  la
  salute  dei  siciliani che non hanno nulla da invidiare alle  altre
  Regioni.  Significa dare un segnale di vicinanza  alla  popolazione
  che  da  troppo  tempo  è  abbandonata  ed  inascoltata.  Significa
  riuscire  a considerare questi cittadini dell'esistenza  di  questa
  valutazione  di impatto ambientale e questo è curioso e  su  questo
  credo  si debba lavorare. Si è venuti a conoscenza così, quasi  per
  caso,  come un colpo di fortuna. Bisogna avere trasparenza, bisogna
  cercare una Sicilia nuova, bisogna lottare per una Sicilia diversa.
   Signor Presidente, le chiediamo, e lo facciamo con tutta la nostra
  forza,   ci   appelliamo   all'assessore   Cordaro,   di   ritirare
  assolutamente questa valutazione di impatto ambientale. E' un  atto
  doveroso  nei  confronti  dei siciliani, è  un  atto  doveroso  nei
  confronti  di un insieme di cittadini  ed alcuni sono  presenti  in
  Aula.  Ci  sono  centinaia di persone su Piazza del Parlamento  che
  stanno  guardando  la  diretta streaming della  seduta  al  freddo,
  abbiamo  montato un proiettore perché noi dobbiamo permettere  alle
  persone di entrare dentro le istituzioni e di viverle.
   Lanciamo  questo segnale, facciamolo insieme; passiamoci una  mano
  sulla  coscienza  e siamo convinti nel dire no alla  discarica  dei
  rifiuti speciali ad Agira. Grazie.

   PRESIDENTE.    E'   iscritto   a   parlare   l'onorevole    Campo,
  sottoscrittore di più mozioni. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e cittadini
  che  ci  guardano e che ci ascoltano da casa, ho ascoltato  diverse
  mozioni  stasera  che  sono  state  presentate  ed  ho  avuto  come
  l'impressione  che  ci  fosse anche il tentativo  di  ribaltare  le
  responsabilità e addossarle al Governo, diciamo al nuovo  arrivato,
  all'ultimo arrivato.
   Ebbene,  negli  anni  addietro, in realtà, le responsabilità  sono
  tante  basta  scorrere  addirittura di  vent'anni  o  forse  più  e
  ripartirle equamente verso tutti coloro che il problema dei rifiuti
  lo hanno sempre affrontato senza volerlo veramente risolvere.
   I  cittadini, sicuramente, non hanno la memoria breve come si  può
  pensare e non sono passati né lustri e né anni, soltanto pochi mesi
  da quando il Presidente Crocetta è stato restituito ai suoi affetti
  familiari  e, quindi, ricordiamo bene di chi sono le responsabilità
  che ci hanno ridotto in questo stato in cui la Sicilia versa adesso
  ed è uno stato di emergenza assoluta.
   Io  dico non bisogna inventarsi nulla di nuovo, le soluzioni  sono
  tante  e funzionano basta copiare dalle altre Regioni o dagli altri
  Paesi  dove tutto viene smaltito e si arriva ad una percentuale  di
  raccolta molto alta.
   Forse,  qua, nessuno vuole mettere veramente le mani  in  ciò  che
  puzza; sì, perché la spazzatura non è che puzza perché è spazzatura
  ma  puzza  perché,  purtroppo, è legata,  spesso  e  volentieri,  a
  speculazioni,  a  mafia, ad equilibri che  vengono  toccati  e  che
  nessuno vuole scardinare veramente.
   Per   governare   bene  questa  Regione  ci  vogliono   due   cose
  principalmente: le mani libere dagli speculatori e  la  volontà  di
  costruire   politiche  fruttuose  e  a  vantaggio  dei   cittadini;
  successivamente, ci vuole progettualità e lungimiranza.
   Questo  è  quello  che  chiediamo a questo  Governo,  una  visione
  lucida,  una  visione che parta da cose semplici ma  funzionanti  e
  funzionali.
   La  raccolta  differenziata, come le direttive ci impongono,  deve
  arrivare  al  65  per cento. Ebbene, sappiamo che  c'è  un  sistema
  integrato, un sistema del prendere, ovvero, del porta a porta e del
  lasciare, cioè dell'Isola ecologica.
   Oltre   a   questo,   ci  sono  tanti  altri  strumenti   che   ci
  permetterebbero di potere arrivare ad un riciclo quasi integrale  e
  totale del rifiuto, mi riferisco agli impianti di compostaggio,  ai
  digestori  anaerobici,  ai centri di raccolta  a  impianti  per  il
  trattamento    biologico   dei   rifiuti;   questo,    addirittura,
  permetterebbe  di  smaltire e di trasformare  in  valore  anche  il
  rifiuto  solido  non  compostabile perché si potrebbe  trasformare,
  appunto, in

  (Durante l'intervento dell'onorevole Campo si verifica un problema
                         tecnico ai microfoni)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 19.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito gli onorevoli colleghi a prendere posto.
   Stava  parlando l'onorevole Campo. Per problemi di natura  tecnica
  riprendiamo dai banchi della Commissione.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ricomincio,
  insomma,  da  dove avevo lasciato. Quando si parla  di  rifiuti  le
  parole sono forti; Carlo Levi diceva  Le parole sono pietre ,  così
  forti  che  si è guastato il microfono. Mi dispiace per i cittadini
  che sono fuori a guardare la diretta streaming.
   Allora,  entro  nel  vivo della mozione che ho  presentato.  Avevo
  terminato dicendo che bisogna trasformare integralmente il  rifiuto
  in  risorsa.  A Scicli, nel territorio della provincia  dove  vivo,
  purtroppo,  questo  non  è  stato fatto.  C'è  una  piattaforma  di
  smaltimento rifiuti tossici e pericolosi che si estende per ben  40
  mila  metri quadri; questa piattaforma dovrebbe smaltire  200  mila
  tonnellate annue di cui 115 mila tonnellate di questi rifiuti  sono
  appunto tossici e pericolosi.
   La  cosa grave, la più grave, è che quando sarà a pieno regime non
  smaltirà  solo  i rifiuti del nostro territorio, ma  anche  rifiuti
  provenienti da ovunque, anche da paesi esteri.
   Ecco, io reputo immorale che la spazzatura possa essere portata in
  un  territorio, fra l'altro a soli 1.800 metri da un centro abitato
  e  parliamo di un centro abitato come Scicli che ha riconosciuto il
  titolo  di Patrimonio dell'UNESCO, a soli 1.400 metri dal  torrente
  Fiumara  di  Modica, dove verranno sversati liquidi  oleosi;  trovo
  immorale  introitare la spazzatura ed i rifiuti  tossici  di  altri
  luoghi,  così  come, Presidente, trovo immorale  che,  noi  stessi,
  inviamo  la nostra spazzatura altrove. Ognuno deve poter  smaltire,
  con gli impianti adeguati, i propri rifiuti.
   Le  ricordo  che nel 2016, quando era Presidente della Commissione
  Antimafia,  lei  stesso revocò in autotutela quest'atto  che  dava,
  appunto,  le  autorizzazioni all'ampliamento di questo impianto  di
  rifiuti tossici.
   Ecco, io adesso, alla luce di quello che sta succedendo nel nostro
  territorio,  le  chiedo  di perseguire  quella  strada  e  cioè  di
  ritirare,  in autotutela, la Via, anche a fronte del  fatto  che  è
  stato redatto un nuovo piano regolatore, pertanto sono cambiate  le
  stesse  condizioni  urbanistiche di quel territorio.  Adesso  è  un
  territorio a vocazione prettamente agricola. Nuovamente, le dico  è
  molto  vicino  al  centro abitato, quindi, costituirebbe  un  grave
  danno  per  la  salute,  con  un rischio igienico-sanitario  per  i
  cittadini. Inoltre, c'è il rischio che venga revocato quel titolo a
  cui  siamo  tanto  legati, che è quello appunto di  essere  sito  e
  patrimonio dell'UNESCO.
   Questo  sta  accadendo,  adesso,  nel  comune  di  Scicli  dove  i
  cittadini  non possono accettare questa cosa e si sono, nuovamente,
  mobilitati come fecero nel 2016.
   Concludo parlando anche di un'altra cosa che ho letto nelle  varie
  mozioni  che sono state presentate. E' spuntata la parola, alquanto
  brutta  a  mio avviso, di  inceneritore . Allora, l'inceneritore  è
  qualcosa,  lo  dice  la parola stessa, che non genera  valore,  che
  incenerisce,  che  distrugge. Io penso che  la  Sicilia  non  abbia
  bisogno di qualcosa che crei soltanto distruzione, perché in questi
  anni è stata distrutta abbastanza, ci hanno già pensato tutti.  Fra
  l'altro, l'inceneritore avrebbe l'unico valore di produrre  calore,
  ma in Sicilia non abbiamo bisogno di calore, non ci serve.
   Insomma, è un qualcosa che non valorizza un bel nulla, pertanto le
  chiedo,  nell'ottica  di  una Regione virtuosa,  che  possa  avere,
  appunto,   un   ciclo   di   rifiuti,  di  economia   circolare   e
  valorizzazione  dei  materiali  di  consumo,  di  non  prendere  in
  considerazione questa parola, appunto,  inceneritore  e di  cercare
  di  costruire, di costruire valore aggiunto e di far  diventare  il
  rifiuto una risorsa.
   Queste sono le due cose che, nelle due mozioni che ho firmato,  mi
  sono  permessa di chiedere al Governo e spero che vengano prese  in
  considerazione nell'interesse di tutti i siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  credo
  che  rappresenti  un atto di grande responsabilità  per  quest'Aula
  avere  affrontato l'emergenza dei rifiuti in maniera così  solerte,
  dal  momento  che  tra  le tante emergenze  che,  ahimè,  ci  siamo
  ritrovati  a  dover  fronteggiare  in  questo  primo  scampolo   di
  legislatura, quella dei rifiuti, probabilmente, rappresenta  quella
  che  desta maggiore preoccupazione tra la cittadinanza, anche  alla
  luce del fatto che, stando così le cose, si fa fatica a trovare una
  soluzione che possa essere stabile e duratura in tempi brevi.
   Siamo, come Gruppo Fratelli d'Italia, estremamente fiduciosi circa
  la   capacità,   presidente  Musumeci,  che  il  Governo   da   lei
  rappresentato,   ha   di   adottare  le  strategie   migliori   per
  fronteggiare  questa emergenza e sono anche ansioso di  sentire  la
  sua relazione su questo tema.
   Tuttavia, qualcosa è già trapelato. E tutto quello che ho  sentito
  dire,  ovvero temporaneo conferimento al di fuori dei confini della
  Regione,  poteri  straordinari per  cercare  di  bruciare  i  tempi
  riguardo l'implementazione infrastrutturale per il biocompostaggio,
  implementazione   dei   volumi   delle   discariche,   sono   tutti
  provvedimenti che mi sento assolutamente di condividere nel breve e
  medio  termine. Tuttavia, ritengo che sia giusto dare ai  cittadini
  anche  delle  linee guida che mirino ad una risposta  nel  medio  e
  lungo  termine. Credo che il tema necessiti di risposte  che  siano
  lungimiranti.
   E,  da questo punto di vista, entrando nel merito della questione,
  credo  che  non  si possa fare a meno di valutare le direttive  che
  provengono  dall'Unione  europea, quelle  contenute  principalmente
  nella  cosiddetta  Agenda  2030  che  suggerisce  di  adottare   un
  approccio che vada ad abbandonare il ciclo di gestione dei  rifiuti
  lineare - quello del conferimento in discarica - per, gradualmente,
  adottare il ciclo di gestione dei rifiuti circolare; quel ciclo  di
  gestione dei rifiuti dove il rifiuto venga riutilizzato al fine  di
  generare  energia  pulita,  che possa anche  essere  reimmessa  nel
  mercato  per  ottenere degli introiti che il comparto pubblico  può
  utilizzare per fornire dei servizi ai cittadini anche a prezzi  più
  bassi.
   Abbiamo esempi non soltanto fuori dall'Italia, ma anche in Italia,
  dove  questo  approccio è stato utilizzato. In Belgio, ad  esempio,
  nel  distretto municipale di Malbech i cittadini non pagano più  le
  imposte sui rifiuti, perché il comparto pubblico ha adottato questa
  politica  ottenendo in cambio introiti, perché  l'energia  è  stata
  venduta   a  buon  prezzo  sul  mercato.  Ma  anche  in  Lombardia,
  attraverso  l'impianto  di  biomasse di Bergamo,  l'energia  pulita
  viene  fornita  a  24 mila famiglie lombarde ed il biofertilizzante
  che  viene  prodotto  basta per tutto il  comparto  agricolo  della
  Lombardia.
   Ed  io  so,  per avere seguito la campagna elettorale, che  questo
  tipo  di  approccio  è  un  approccio  che  il  suo  Governo  vuole
  sicuramente portare avanti nel medio e lungo periodo.
   Nel  breve periodo è però chiaro che non possiamo ritenere di  non
  utilizzare  gli  strumenti delle discariche  o  gli  strumenti  dei
  termovalorizzatori ma, se è vero come è vero, che dobbiamo  seguire
  quelle direttive, questi strumenti devono essere considerati in via
  residuale.
   Ed  ecco  che, essendo questi strumenti da utilizzare  in  maniera
  residuale,  entro nel vivo della mozione che abbiamo  presentato  e
  che  si  riferisce alla paventata installazione di un  inceneritore
  nella Valle del Mela.
   Esiste  in  corso una procedura ministeriale che ha già  visto  il
  rilascio  dell'Aia  nel giugno del 2017 e che,  successivamente,  è
  passata  dalle  mani  del  Ministero  dell'Ambiente  che   ha   già
  rilasciato   parere   positivo  per  la  valutazione   di   impatto
  ambientale.  Si aspetta il parere del Ministero dei Beni  Culturali
  e,  a  dire la verità, già in passato, due volte, il Ministero  dei
  Beni  Culturali  ha  rigettato questa  procedura,  ha  dato  parere
  negativo  perché  il  piano paesaggistico del 2016  stabilisce  per
  quell'area che è necessario che vengano adottati tutti i  possibili
  accorgimenti per ridurre il carico inquinante e mitigare  l'impatto
  visivo, vietando il potenziamento degli impianti industriali già in
  essere.
   Tuttavia, all'interno di questa procedura è possibile anche che la
  Regione emetta un parere che non ha alcun valore vincolante ma  che
  può  avere  un valore politico notevole per tutti gli abitanti  del
  comprensorio che ci chiedono fortemente, Presidente, che la Regione
  possa dare un segnale di vicinanza ai territori.
   Vede,  signor  Presidente, come dicevo, non siamo contrari  ad  un
  grande  inceneritore nella Valle del Mela perché siamo  contrari  a
  qualsiasi  tipo  di  inceneritore; siamo contrari  all'inceneritore
  nella Valle del Mela perché riteniamo che sia di buon senso evitare
  di  andare  ad  aggiungere  un  altro elemento  di  grande  impatto
  ambientale su un'area già fortemente compromessa.
   Recentemente,  il  18  gennaio, il  Centro  Nazionale  Ricerca  ha
  pubblicato  un dossier che riguarda un'area, quella di Ospedaletto,
  che presenta le stesse caratteristiche della Valle del Mela: grandi
  stabilimenti  industriali, flussi veicolari  molto  intensi  ed  un
  enorme inceneritore.
   Ebbene,  è stato dimostrato che le maggiori patologie ed il  tasso
  di mortalità aumenta esponenzialmente in quell'area proprio a causa
  delle  esalazioni  dell'inceneritore.  Quindi,  signor  Presidente,
  credo  che nell'adottare tutte le strategie di medio, breve termine
  e  di  medio e lungo termine dobbiamo anche avere il buon senso  di
  ascoltare  il  territorio  e  di  evitare  di  installare,   se   è
  necessario,  impianti  di  questo tipo in  zone  già  molto,  molto
  danneggiate precedentemente.
   Chiediamo questo parere al Governo e, a questo punto, mi ricollego
  anche, visto che ho del tempo ancora a disposizione, a quanto detto
  precedentemente  con  riferimento  alla  discarica   di   materiali
  pericolosi  di  Agira.  Anche  lì ci sentiamo  di  esternare  delle
  perplessità  circa  l'iter procedurale per come è  stato  descritto
  precedentemente  dai  miei colleghi ed anche  per  i  conflitti  di
  interesse  che,  a  quanto pare, si sollevano in  merito  a  quella
  questione.
   Rimaniamo a disposizione, comunque, del Governo per la risoluzione
  dei  problemi  relativi  alla gestione dei  rifiuti  ed  aspettiamo
  chiaramente di avere una risposta su questa mozione. Grazie.

   PRESIDENTE.    E'   iscritta  a  parlare   l'onorevole    Palmeri,
  sottoscrittore  di mozioni. Hanno chiesto, poi, di parlare,  avendo
  concluso la facoltà di dare la parola ai sottoscrittori, per cinque
  minuti  ciascuno,  gli  onorevoli Cracolici, Savarino,  Compagnone,
  Pullara,  Ragusa, Calderone,  Foti,  Di Paola e Marano. Se  non  ci
  sono altre richieste, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  cittadini,  vorrei portare all'attenzione dell'Aula due  argomenti,
  uno  relativo  al  progetto Solgesta, progetto  gemello  che  vuole
  nascere  a  Francofonte in provincia di Siracusa, e  Gallitello  in
  provincia    di    Trapani    e,    l'altro,    la    realizzazione
  dell'impiantistica della SRR Trapani Nord. Quindi, il nostro no  ad
  un   impianto  non  è  semplicemente  un  no  ma  è  il   sì   alla
  realizzazione,  in  particolare,  di  tutta  un'impiantistica   che
  permetterebbe di chiudere il ciclo dei rifiuti della  provincia  di
  Trapani,  permetterebbe,  quindi,  di  trasformare  il  rifiuto  in
  risorse,  in  risorsa  economica, di  ottenere  delle  economie  e,
  quindi,  dei  risparmi  delle  Amministrazioni  fondamentali   per,
  appunto,  risolvere il problema dei rifiuti della nostra  Provincia
  e, al pari, credo che lo stesso ragionamento si dovrebbe utilizzare
  in  tutte  le  Province visto che la legislazione  nazionale  parla
  proprio di chiusura del ciclo dei rifiuti a livello provinciale.
   Ora,  in  particolare,  abbiamo visto una situazione  dei  rifiuti
  allarmante, una percentuale di raccolta differenziata che, da poco,
  ha  raggiunto  il 20 per cento e che ci pone gli ultimi  in  Italia
  come  Regione e che, a giudicare dal decreto Ronchi, noi, entro  il
  1999  dovevamo raggiungere la percentuale dei rifiuti  di  raccolta
  differenziata  del  65  per  cento ma,  ahimè,  se  continuiamo  ad
  aumentare di questo passo, oltrepasseremo la percentuale del 65 per
  cento nel giro di diversi decenni.
   Quindi, tutto questo, sicuramente a causa di una disorganizzazione
  totale,  della  mancanza di pianificazione  e,  soprattutto,  tutto
  questo  ha dei responsabili, ha avuto dei responsabili ben precisi,
  perché  hanno  favorito interessi privatistici  a  discapito  degli
  interessi   collettivi,  a  discapito  della  realizzazione   degli
  impianti  in Sicilia, quindi, mi auguro, finalmente, che adesso  si
  possa  invertire, in maniera decisa, questa tendenza, una  tendenza
  che,   ahimè,  ha  visto  nel  governo  Crocetta  la  sua   massima
  espressione   di   immobilismo   e   di   mancanza,   proprio,   di
  pianificazione.
   Quindi,  dobbiamo  assolutamente cambiare, in particolare,  questa
  situazione.
   Questo   quadro,   diciamo,  desolante   ha   anche   un'ulteriore
  conseguenza,  ossia quella di vedere il proliferare  di  tutta  una
  serie  di  proposte di realizzazione di impianti che nascono  sotto
  diverse  denominazioni ma che, poi, non sono altro che impianti  di
  incenerimento, sto parlando, ad esempio, di impianti al  biometano,
  sto  parlando di gassificatori e così via, c'è una lunga  casistica
  ma  non  sono  altro che degli inceneritori che,  soprattutto,  non
  possono  essere  autorizzati perché non  sono  previsti  da  alcuna
  pianificazione, né da parte della SRR, né da parte della Regione.
   Quindi, si deve partire, appunto, da quei progetti - come dicevo -
  che  già  esistono  nei cassetti da anni e che,  addirittura,  sono
  stati autorizzati e, quindi, passo subito al contenuto di un ordine
  del giorno che, oggi, ho presentato che è la realizzazione di tutta
  la  pianificazione della SRR Trapani Nord, ad esempio, che già  dal
  2009,  vede  appunto la presentazione, in particolare,  di  diverse
  impiantistiche  come,  ad  esempio, l'impianto  di  compostaggio  a
  Calatafimi-Segesta   in  un  territorio  confiscato   alla   Mafia,
  l'impianto di Buseto-Palizzolo e, soprattutto, l'allargamento della
  discarica  di  Trapani di Borranea per i rifiuti non  pericolosi  e
  l'impianto, come dicevo, di Buseto-Palizzolo.
   Ecco,  queste  impiantistiche - come dicevo - già hanno  avuto  le
  autorizzazioni   da  parte  della  Regione  e,   addirittura,   sin
  dall'aprile  del  2010, sono state presentate  diverse  istanze  di
  finanziamento all'Ente regionale competente.
   Risulta, invero, che siano stati inseriti nel cosiddetto Patto per
  il   Sud,   l'impianto   di  compostaggio  di   Calatafimi-Segesta,
  l'ampliamento della discarica di contrada Borranea a Trapani ed  il
  relativo completamento della piattaforma con il TMB.
   Quindi, mi chiedo: che fine hanno fatto questi progetti?
   Per  quanto  riguarda il progetto della Solgesta  è  dallo  scorso
  luglio,  dal  31 luglio che, insieme ai miei colleghi,  presentiamo
  diverse  richieste di accesso agli atti per capire di che tipologia
  di  progetto si tratta visto che, appunto, era presentato anche  da
  parte  dell'Amministrazione,  a  suo  tempo,  con  un  impianto  al
  biometano.
   Ecco,  da  luglio ad oggi, ancora non è stato possibile  avere  il
  progetto; dagli Uffici della Regione ci hanno risposto che potevamo
  andare  direttamente in Assessorato a guardare il  progetto.  Siamo
  andati  direttamente in Assessorato a fare delle fotocopie e  dalla
  relazione  progettuale  abbiamo visto  che  è  un  impianto  che  è
  rappresentato come un impianto a biometano, era un gassificatore di
  rifiuti, sia per quanto riguarda Gallitello che per quanto riguarda
  Francofonte.
   Inoltre  è  stata  presentata pure la procedura  che  è  giunta  a
  completamento,  e  questo è avvenuto senza  pubblicare  minimamente
  progetti  e  tutti gli atti relativi a questo progetto.  Quindi,  a
  nostro  avviso,  secondo tutte le normative che  abbiamo  preso  in
  considerazione e che citiamo nella mozione oggi presentata, ci sono
  tutta  una  serie  di  vizi e irregolarità,  lacune  relative  alla
  mancata pubblicazione, alla poca trasparenza di questi progetti che
  rendono nulla tutta la procedura.
   Fra  l'altro,  la stessa Legambiente che è stata interpellata  dal
  sindaco di Calatafimi, ha presentato un parere tecnico, dove dà  un
  parere   sostanzialmente  negativo  alla  realizzazione  di  questo
  progetto,  in quanto ci sono tutta una serie di lacune procedurali,
  mancanza di documenti e manca anche la via.
   La  stessa  amministrazione di Calatafimi, dopo questo  parere  di
  Legambiente,  ritira il parere precedentemente positivo  che  aveva
  dato  per revocare in autotutela il parere condizionato a suo tempo
  espresso,  rilevando  non  poche anomalie,  gravi  dubbi  e  palesi
  perplessità riguardanti il progetto della Solgesta.
   Io,  insieme  con i miei colleghi parlamentari abbiamo  presentato
  pure un esposto alla procura della Repubblica.
   Abbiamo diffidato l'Amministrazione regionale dal procedere a dare
  ulteriori pareri favorevoli e a ritirare in autotutela la procedura
  già arrivata a compimento e quindi, chiediamo attraverso la mozione
  oggi  presentata  di annullare la procedura relativa  alla  domanda
  presentata dalla Solgesta e presso Gallitello e presso Francofonte.
   Soprattutto oggi, come dicevo, vogliamo accendere il riflettore su
  tutta  l'impiantistica che è stata presentata, i progetti che  sono
  già  stati  presentati dalla SRR di Trapani che permetterebbero  di
  chiudere  il ciclo dei rifiuti dell'intera provincia,  al  pari  di
  provvedere  nel più breve tempo possibile a fornire  un  piano  dei
  rifiuti  regionale  che sia coerente e che  permetta  in  tutte  le
  province  della  Sicilia  di  andare a  realizzare  l'impiantistica
  necessaria.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  una
  discussione del genere, inevitabilmente, rischia di partire come  è
  successo in tutte le diverse legislature che negli ultimi  anni  si
  sono  susseguite, partendo dal dato che chi c'era prima ha lasciato
  il disastro.
   Ed  è  una parte della verità. Il tema è da dove si parte in  quel
  prima e al di là di dove si parte perché potrei raccontare da  dove
  siamo   partiti  quando  per  primi  abbiamo  utilizzato  i  poteri
  emergenziali per realizzare quello che, a mio avviso ha prodotto il
  disastro  perché  con  i poteri emergenziali  la  Sicilia,  con  il
  commissario per l'emergenza dei rifiuti ha realizzato 27 ATO.
   Con   i   poteri   commissariali  ha  definito  un   progetto   di
  termovalorizzatori  che,  come  è  noto  alle  cronache,  è   stata
  dichiarata  nulla  la  gara  perché anche  le  procedure  di  gara,
  pensando  di  utilizzare poteri in deroga alle  norme  nazionali  e
  comunitarie, si sono fatte in violazione di tutto compreso il fatto
  che  poi si è visto, ma su questo ci sono diversi atti parlamentari
  e,  non ultima la commissione nazionale sulla questione dei rifiuti
  che  ha  acclarato che quell'appalto altro non era che  un  appalto
  combinato  con sistemi di infiltrazione della criminalità  che,  in
  qualche   modo,   aveva   davanti   di   gestire   la   prospettiva
  dell'emergenza   dei   rifiuti   in   Sicilia   con   una    logica
  prevalentemente di affari.
   Non  a  caso  quel  sistema di programmazione e  di  progettazione
  prevedeva  ad  esempio che l'intera quota, anzi per la  verità  più
  della quota che in Sicilia viene prodotta ogni anno, sarebbe andata
  a termovalorizzatore e si sarebbe pagato il pieno per vuoto qualora
  quei    rifiuti   non   fossero   stati   conferiti   ai    quattro
  termovalorizzatori.
   Perché  parto da questo? Non per un dato della storia,  la  storia
  com'è noto è sempre oggetto di valutazione e di opinioni.
   Il  dato  è che, Presidente, lei ha iniziato questa sua esperienza
  di  Presidente  della  Regione, come dire, come  tutti  quelli  che
  arrivano  e  raccontano quello che trovano,  dicendo  che  c'è  una
  situazione drammatica, che c'è una situazione emergenziale.  Ed  in
  nome  di  questa  situazione  drammatica  e  di  questa  situazione
  emergenziale  ha  pensato che la soluzione, se c'è un'emergenza,  è
  quella  di  provare a chiedere una deroga ai poteri ordinari  della
  Legislazione  vigente  allo  Stato  per  esercitare  i  poteri   di
  commissario.
   Io  devo  dirle che mi preoccupo molto di questa scelta anche  per
  lei  personalmente.  Perché il potere derogatorio  fa  assumere  al
  commissario,  che  nel  caso di specie altro  non  sarebbe  che  il
  Presidente  della  Regione  che  tra  l'altro  ad  oggi,   talmente
  l'emergenza è tale, che il Presidente della Regione non è  riuscito
  a trovare qualcuno che faccia l'assessore con delega al ramo, anche
  perché  uno di quelli che aveva individuato, diciamo, dopo  qualche
  giorno, qualche ora, ha visto bene di mettere le ruote sulle  gambe
  e  fuggire  prima possibile. Addirittura ha ipotizzato, l'onorevole
  Figuccia,  che  quell'esperienza ne poteva determinare  persino  il
  rischio della sua vita. Saremmo curiosi di sapere quali minacce  ha
  ricevuto nelle ore, nelle poche ore che ha svolto quell'attività  e
  se queste minacce sono state, diciamo, formalmente prodotte.
   Chiedo  qualche  minuto in più, sono solo all'inizio.  Quello  che
  però mi preme, Presidente, è sapere qual è l'emergenza che abbiamo.
  Perché oggi il rischio è che siccome c'è un'emergenza, alla fine si
  scarica  questa  emergenza nel punto finale della  catena,  cioè  i
  Comuni.  Perché,  io  vorrei conoscere se ad  esempio  le  quantità
  conferibili  nel sistema di scarico centrico che è stato  costruito
  in  Sicilia  le  quantità di rifiuti conferibili nelle  discariche,
  quanto  ce  n'è  ancora  potenzialmente disponibile.  E  se  queste
  quantità  sono  compatibili con la possibilità  di  accompagnare  a
  questa gestione di completamento dei rifiuti in discarica, attività
  ordinaria  che  mettono  in  moto quelle  attività  necessarie,  ad
  esempio sbloccando i 150 milioni di euro del Patto per il Sud,  che
  sono   stati   attivati  per  realizzare  una  serie  di   impianti
  soprattutto  finalizzati a sostenere l'attività della differenziata
  dei Comuni.
   Mi   interesserebbe  capire  se  la  disponibilità  reale  e   non
  raccontata,  accertata, certificata con i tecnici, ci  consente  di
  fare  un  piano  di  trasferimento  dei  rifiuti  determinando  una
  condizione in cui i rifiuti non diventino, diciamo, uno dei  flussi
  turistici della Regione. Perché vorrei raccontare che in Sicilia  i
  rifiuti  viaggiano tre volte: primo, dal luogo di produzione,  cioè
  il   Comune,  al  luogo  di  trasferenza;  secondo,  dal  luogo  di
  trasferenza al luogo dove c'è l'impianto Tmb; terzo, dal luogo dove
  viene trattato il rifiuto nel recapito finale della discarica,  con
  situazioni  -  ad esempio quella di Palermo - dove  Comuni  che  da
  Carini, o dalla provincia più lontana, dal comune più lontano della
  provincia  di  Palermo,  vengono a  Bellolampo.  Quindi,  prima  lo
  portano  ad Alcamo nella stazione di trasferenza, poi da  lì  viene
  trasferito a Bellolampo, da Bellolampo dove viene trattato col Tmb,
  viene trasferito a Lentini.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Cracolici,  la  prego   di   avviarsi   a
  conclusione.

   CRACOLICI. Sì. Il tema che abbiamo, sarebbe stato utile sentire al
  contrario  il  Presidente della Regione,  e  poi  magari  avere  un
  dibattito

   MILAZZO. Già lo sappiamo come la pensa

   CRACOLICI. Sei bravo perché conosci il mio pensiero, quindi sei in
  grado anche di anticipare il mio pensiero.
   Presidente,  il  tema che abbiamo dinnanzi  è  che  oggi,  con  la
  dimensione  dell'emergenza  che  si  è  determinata  questo  è   un
  ulteriore  colpo  mortale ai nostri Comuni.  I  nostri  Comuni  non
  saranno  in grado di sostenere i costi aggiuntivi per trasferire  a
  quattrocento   chilometri  di  distanza  i  rifiuti   che   vengono
  trasferiti a Bellolampo.
   I  nostri  Comuni  non sono più in grado di sostenere  tutto  ciò,
  anche  perché c'è un paradosso: più i comuni fanno differenziata  e
  quindi dovrebbero ridurre i costi per i cittadini, più rischiano di
  aumentare  i  costi di fatto negando le ragioni per cui  si  fa  la
  differenziata, cioè dare un sistema di convenienza ai cittadini.
   Allora, non so se la soluzione è il Commissario; io, fossi in lei,
  qualche   riflessione  in  più  la  farei,  ma  la  soluzione   che
  bisognerebbe  trovare è su come non scaricare sui sindaci  e  sulle
  amministrazioni un problema di incapacità organizzativa del sistema
  Regione   e   quando   dico  sistema  Regione  non   intendo   solo
  l'Amministrazione regionale, intendo le SRR, intendo il gioco degli
  specchi  tra  i  vecchi ATO in liquidazione  e  le  nuove  società,
  intendo   un  sistema  di  irresponsabilità  che  coinvolge   anche
  l'Amministrazione nel suo dipartimento.
   Noi  abbiamo  -  e  concludo - un piano dei  rifiuti  rielaborato,
  approvato a gennaio, a febbraio del 2016 dalla Giunta che  è  fermo
  all'Assessorato  Territorio e Ambiente per la Vas;  mentre  abbiamo
  autorizzato,  abbiamo dato il nostro parere favorevole all'impianto
  di San Filippo del Mela che prevede un mega inceneritore in Sicilia
  dove   -   dobbiamo  intenderci  -  serve  o  non  serve  il   mega
  inceneritore?  Io  penso  di no  Ma non perché  sono  contrario  ai
  termovalorizzatori, vorrei che fosse chiaro e non sono  tra  quelli
  che    si    iscrive   al   partito   ideologico   del     NO    ai
  Termovalorizzatori . Il problema è capire se  ce  ne  servono  uno,
  due,  tre,  di  mega  inceneritori o se non  serva  un  sistema  di
  prossimità  dove  sia possibile anche per la quota  a  valle  della
  differenziata, secondo le percentuali previste dalla legge, gestire
  anche  la  fase di termovalorizzazioni, ma con sistemi piccoli  che
  siano  anche  in  grado di non avere costi per il trasferimento  di
  quella quota residuale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  l'ho  interrotta  tre   volte
  Concluda perché anche gli altri hanno diritto a parlare.

   CRACOLICI. Ho finito Presidente, non si agiti

   PRESIDENTE. Non mi agito, ma la invito a concludere.

   CRACOLICI. Le chiedo scusa Presidente, allora il tema che  abbiamo
  dinanzi  è sapere da parte sua, signor Presidente della Regione,  e
  quindi  del  suo  Governo,  al  di là  dell'emergenza  che  c'è  da
  vent'anni, quali sono le soluzioni che nell'immediato e nel  futuro
  intende  gestire  sia per l'emergenza, sia per dare  finalmente  un
  carattere  ordinario  a  un  tema drammatico  che  riguarda  questa
  Regione che è appunto l'emergenza rifiuti.

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Foti, Di Paola e Marano del
  Movimento  5  Stelle  hanno chiesto di parlare.  Sono  tre,  devono
  diventare  due  perché lo prevede il Regolamento. Pertanto,  fatemi
  sapere chi rinuncia.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  signori Assessori, onorevoli colleghi, l'affermazione più brillante
  che  ho  sentito  sino  adesso è quella - a mio  modesto  avviso  -
  dell'onorevole  Aricò quando dice e pronuncia  una  locuzione,  una
  frase che a me è veramente piaciuta tanto, non tanto da un punto di
  vista  formale,  onorevole Presidente, ma  da  un  punto  di  vista
  sostanziale.
   Orbene, l'onorevole Aricò ha parlato di legislazione della  svolta
  per quanto riguarda l'annoso e gravosissimo problema dei rifiuti.
   Io,  signor  Presidente,  a  nome del  mio  Gruppo  Forza  Italia,
  desidero sottoporre alla sua attenzione, sia pure per le vie brevi,
  stante  il  ristretto  numero  di minuti  che  mi  è  concesso  per
  Regolamento  e  che  osserverò;  ho  da  sottoporle  soltanto,  tra
  virgolette, una raccomandazione, che è la seguente: la legge  n.  9
  del 2010, la nota legge, in parte inapplicata e le successive leggi
  regionali  2  del 2012, 1 del 2013 e 1 del 2014, ad oggi,  possiamo
  dire che sono la rappresentazione plastica di un fallimento. Di chi
  sia  la  colpa  o di chi non sia la colpa, chi ha cagionato  questo
  sistema strutturalmente disastroso a me personalmente poca importa,
  perché  è  specioso, inutile e financo paradossale dare  sempre  le
  colpe agli altri.
   Signor  Presidente,  la invito a non adottare  una  strategia  del
  mettere  le toppe. Parafrasando e facendo un'analogia, a me  sembra
  il  codice di procedura penale varato nel 1989 che a pezzo a pezzo,
  riforma dopo riforma, miniriforma dopo miniriforma, è diventato  un
  altro   codice  ed  ha  acclarato  il  fallimento  dell'ordinamento
  processuale penale.
   Stessa cosa, a me pare, sia accaduta con i rifiuti. Se è vero come
  è  vero  che il presidente che l'ha preceduta, presidente Musumeci,
  ha   emesso  sedici  ordinanze  temporanee  ed  urgenti  ai   sensi
  dell'articolo  191  del  testo unico sull'ambiente.  Cioè  è  stata
  gestita  la  questione,  uso un termine certamente  poco  elegante,
  spazzatura, soltanto in via emergenziale.
   Non  è  questa  la strada. La strada è una svolta strutturale  che
  riguardi  non  soltanto  la gestione. Ho seguito  con  l'attenzione
  massima che meritava la sua comunicazione programmatica a proposito
  delle  competenze  e  dell'orientamento della sua  signoria  e  del
  Governo  circa la possibilità di gestione da parte delle  province.
  Ebbene,  e  ho  letto  pure  un disegno  di  legge  che  nel  2013,
  l'onorevole  Ioppolo aveva presentato a tal uopo. Ecco  quella  può
  essere una buona strada.
   Però,  se  poi,  signor Presidente e signori del Governo,  non  si
  passa dall'aspetto gestionale all'aspetto concreto, cioè dove vanno
  a  finire i rifiuti e come è la raccolta dei rifiuti, cioè al piano
  rifiuti, all'impiantistica, ci troveremo fra qualche mese e  forse,
  ahimè,  fra  qualche  anno, non voglio essere  facile  profeta,  ma
  pessimo  in  questo  caso,  a  parlare sempre  della  stessa  cosa,
  inceneritore  sì,  inceneritore no. Lo  dico,  non  per  andare  ad
  innestare   inutili  e  sterili  polemiche.  Il  problema   non   è
  l'inceneritore, il problema non è il singolo impianto, il  problema
  non  è  la  discarica  dalla  settima vasca  o  l'ottava  vasca  di
  Bellolampo.
   Il  problema,  signor Presidente, ed è questa  la  raccomandazione
  accorata che il mio gruppo le sottopone, quello di dare una  svolta
  epocale, come dice l'onorevole Aricò la legislazione della  svolta.
  E  come  ha  detto anche l'onorevole Trizzino del Movimento  cinque
  stelle  che  ci  sia una programmazione strutturale. L'emergenza  è
  ovvia.  Non  possiamo  né sfuggire, né scappare  dall'emergenza  in
  questo  momento.  Però  con  uno studio approfondito,  perché  veda
  Presidente, a me sé stato insegnato da sempre, ed è stata la stella
  cometa  della mia vita, se si studia, se ci si applica,  se  si  ha
  volontà,  se si evitano le polemiche, appunto, auspico un documento
  comune,  ed  è questo il mio sogno tra virgolette, il risultato  si
  raggiunge.
   Se,  invece,  cerchiamo  di mettere la toppa,  l'inceneritore,  il
  compostaggio,   la   settima  vasca,  la   differenziata   sì,   la
  differenziata no, è chiaro, è sotto gli occhi di tutti che non è  a
  pieno regime.
   Ma  se  si scrivono le norme, si adotta un piano che sia  un  vero
  piano, se si scrive esattamente, correttamente, in maniera dotta ed
  articolata  ed è questo il punto, sono convinto e persuaso,  signor
  Presidente,  ed è questa la raccomandazione che noi  arriveremo  ad
  una soluzione strutturale e importante.
   Veda,  signor Presidente - e concludo - si è parlato, lo ha  fatto
  non ricordo quale collega, del problema veramente sorprendente, non
  voglio  usare  altro termine, della discarica di  Agira.  A  me  fa
  veramente  specie  considerare che a sette  giorni  dalle  elezioni
  viene emesso un decreto assessoriale.
   Hanno parlato di revoca in autotutela.
   Signor  Presidente,  io Le rappresento, da modestissimo  operatore
  del  diritto, e le consegno soltanto questa osservazione:  c'è  una
  violazione di legge acclarata perché c'è una norma che prevede  che
  a determinata distanza non si può costruire la discarica.
   Quando  si viola intenzionalmente una norma per arrecare vantaggio
  o  danni,  si  rientra nel paradigma dell'articolo 323  del  Codice
  Penale e questo sicuramente chi l'ha preceduta doveva saperlo.
   Quindi,  io auspico un suo provvedimento. La conosco e la  conosco
  da tanto tempo e conosco la sua adamantina condotta che l'ha sempre
  contraddistinta nel corso della sua vita personale e politica.
   La ringrazio e chiedo scusa per avere sforato il tempo massimo.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  farò  di
  tutto per limitare il mio intervento ed essere nei tempi dei cinque
  minuti.
   Purtroppo,  mi  accorgo  sempre  di  più  che  quando  si   tratta
  l'argomento rifiuti c'è, molto spesso, una grande confusione. Si fa
  di  tutta  l'erba un fascio, si mischiano capre e cavoli. Purtroppo
  si  fa un po' di confusione e molto spesso il risultato è quello di
  produrre tante chiacchere con pochi risultati.
   Mi  attengo, invece, al nostro modo scientifico di ragionare, caro
  signor Presidente, per cui si fanno le diagnosi e le terapie.
   La  diagnosi qual è? La diagnosi l'abbiamo detta un po' tutti.  E'
  davanti gli occhi di tutti.
   Vorrei  fare un po' di chiarezza su questa cosa, perché quando  si
  fa di tutta l'erba un fascio, non è mai buono; nel 2009 fu fatto un
  piano di rifiuti e quel piano di rifiuti era chiaro ed era coerente
  con  la  legislazione europea. Prevedeva e metteva  al  centro  del
  sistema,  il  sistema di raccolta porta a porta, fu  fatto  da  una
  commissione  autorevolissima, studiato, messo a punto ed  approvato
  da questa Aula. Prevedeva la riduzione del quantitativo della massa
  della  spazzatura  così  come oggi tutta  la  legislazione  europea
  prevede. Prevedeva, in questo criterio, la maggiore possibilità  di
  riuso  e  di riciclo e, quindi, riducendo al minimo la quantità  di
  indifferenziata che poi  viva Dio  non ha nessun senso e non ha più
  senso parlare di termovalorizzatori sì, termovalorizzatore no, come
  spesso  si determina nelle discussione e nella cattiva informazione
  che si fa anche sui giornali, perché diventa un problema residuo.
   E  quando giustamente l'onorevole Cracolici chiede  è necessario o
  meno  un  termovalorizzatore e quanti termovalorizzatori si  devono
  fare ,  è  la  scienza che ce lo dice, caro collega  Cracolici.  E'
  molto semplice.
   Noi produciamo circa 2 milioni e mezzo, poco più, poco meno, forse
  poco meno, di tonnellate di spazzatura. Dalla ricerca scientifica e
  l'esperienza   che   viene  fatta  in  tutti   i   Paesi   dove   i
  termovalorizzatori  ci  sono  ormai  da  anni,  io  li  ho   visti,
  normalmente un termovalorizzatore per essere a pieno regime non può
  andare  sotto  la  termovalorizzazione di 200 circa  tonnellate  di
  spazzatura. Il che significa che deve essere da 200 in su.
   Il   che   significa   che   in   Sicilia,   se   proprio   questo
  termovalorizzatore si vuole fare per coprire quella quota parte del
  10  per cento di rifiuti che noi non riusciamo a riutilizzare  e  a
  riciclare, corrisponde a circa un termovalorizzatore in Sicilia. E'
  più che sufficiente.
   Ecco  perché  quella programmazione dei quattro termovalorizzatori
  era truffaldina. Ecco perché l'idea di farne sei è ridicola. Punto.
   Detto  questo la terapia qual è? E' molto semplice. E' quello  che
  c'è  scritto nella legislazione europea, è quello che prevedeva  il
  piano  dei  rifiuti  del  2009  e noi  facciamo  confusione  e  non
  seguiamo.
   Questo  passato Governo avrebbe potuto seguirlo. In quel progetto,
  in  quel  piano  dei rifiuti c'erano preventivati ed organizzati  e
  finanziati  con  200 milioni di euro 19 impianti  di  compostaggio.
  Tutti  abbiamo detto e tutti sappiamo come quando tu  togli  questo
  40%,  30 o 40% di umido, di materiale organico, hai già risolto  il
  problema perché caro Presidente, avendo tolto il 40% di quello  che
  noi  produciamo che è organico, frutta, verdura e tutto quello  che
  rimane  dalla  nostra tavola, rimane niente, perché  il  vetro,  la
  plastica, il cartone, ormai lo ricicliamo, lo riutilizziamo  e  c'è
  chi  se lo compra. Alla fine, rimane un misero 10%. Questo ci  dice
  la scienza e questo ci dice l'esperienza.
   Questo  10% poi, o lo mettiamo nel termovalorizzatore, che più  di
  uno  non  è  il  caso, o lo vogliamo mettere in una  discarica  già
  esistente,  fatta  bene.  Nell'uno  e  nell'altro  caso,  vi  posso
  garantire, che non si inquina. E ce lo dice la scienza. La  scienza
  attuale,  per  carità,  poi,  fra 20 anni  può  essere  che  saremo
  contraddetti   ma,   oggi,   la   scienza   ci   dice,    con    un
  termovalorizzatore  fatto bene, con i forni  che  lavorano  a  1200
  gradi  centigradi o una discarica, fatta bene, vi  posso  garantire
  che, oggi, non si inquina.
   E queste sono le metodologie più moderne, altro non c'è, e siccome
  qualche  cosa  dobbiamo farla per risolvere il problema,  questo  è
  quello che noi dobbiamo fare.
   Cosa  le  dico,  allora,  signor Presidente  con  molta  serenità:
  facciamo questo.
   Facciamo   subito  un  piano  di  rifiuti  coerente   con   questa
  impostazione, anche perché se non abbiamo il piano dei rifiuti  non
  riusciamo a prendere quei finanziamenti, quei fondi della  Comunità
  europea che servono per fare gli impianti.
   Facciamo  gli  impianti: molti sono fatti ed  alcuni  non  vengono
  fatti  funzionare, vediamo di fare funzionare gli impianti e quando
  parlo   di   impianti   parlo,  soprattutto,  degli   impianti   di
  compostaggio.  Facciamoli dove non ci sono  e  facciamo  funzionare
  quelli realizzati e che non vengono fatti funzionare.
   E  lì,  caro signor Presidente, poi facciamo in modo che i  comuni
  facciano il loro dovere, perché anche questo piagnisteo dei  comuni
  poveretti.  I comuni, e molti sindaci, hanno le loro responsabilità
  e  ve  lo  dice uno che ha fatto il sindaco. I comuni e  i  sindaci
  hanno   le   loro  responsabilità,  i  cittadini  hanno   le   loro
  responsabilità,  perché non ci si può deresponsabilizzare  pensando
  che  qualcuno  debba  risolvere il  problema  quando  tutti  ce  ne
  freghiamo, compresi i sindaci, compresi i cittadini.
   E neppure si può, come al solito, immaginare di cambiare tutto per
  non  cambiare  niente, signor Presidente. Questa cosa  ci  tengo  a
  dirla chiaramente.
   Le  SRR  non è vero che non funzionano, non è il sistema  che  non
  funziona, sono gli uomini che non li fanno funzionare i sistemi.
   Ed  io  faccio l'esempio della macchina, un automezzo: se io metto
  un  automezzo nelle mani di uno che non sa guidare, l'automezzo non
  mi  funziona.  Non è colpa dell'automezzo. Con questo  cosa  voglio
  dire?  Non buttiamo il bimbo con l'acqua sporca , come si dice.
   Ci sono delle SRR che funzionano e che, oggi, stanno cominciando a
  lavorare.  Ci  sono molti comuni, è stato detto, che, oggi,  grazie
  alla  pressione  anche  mediatica, stanno  cominciando  a  fare  la
  raccolta differenziata. Aiutiamoli  Non sfasciamo tutto
   Ecco  perché  io  mi  sono  permesso,  seppur  sono  assolutamente
  d'accordo  alla  mozione  a firma dell'onorevole  Aricò  ed  altri,
  compreso  il mio Capogruppo, non sarei così affezionato al discorso
  di  9 impianti, 7 impianti, 7 ATO, 7 SRR, ma sarei, invece, attento
  a  tutelare  quelle  realtà che funzionano  e  che  rischiamo,  nel
  momento in cui noi buttiamo tutto, di ridurre ancor di più  e  fare
  un danno a quella che è la raccolta differenziata, perché riduciamo
  ulteriormente  la raccolta differenziata delle percentuali  che  si
  realizzano in Sicilia.
   Propongo,  quindi,  di  avere un minimo di  elasticità  in  questo
  senso,  prevedendo  anche qualche sub-ambito,  dove  è  necessario,
  tutelando quelle realtà che hanno, invece, saputo bene amministrare
  e sono forse l'esempio per la Sicilia della buona amministrazione e
  della tutela dell'ambiente.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, Governo, colleghi, deputati ed ospiti che
  ci seguono qui dall'Aula e da casa, mi devo riservare un minuto del
  mio  intervento  per  leggere:  La dottoressa  Contrafatto,  audita
  dalla  commissione bicamerale sulle attività illecite  connesse  al
  ciclo  dei  rifiuti della XVII legislatura, in merito al piano  dei
  rifiuti,  dice che non può più considerarsi adeguata la  situazione
  normativa vigente perché per essere un piano adeguato deve  seguire
  degli iter con acquisizione di pareri, passaggi
   Ed  in  quella occasione furono saltati proprio perché eravamo  in
  emergenza.  Ora  che  l'emergenza non è  stata  più  reiterata,  in
  automatico,  è  un  piano che a stretto rigore di  diritto,  non  è
  conforme.
   Immagino  che il Presidente Musumeci, che in fatto di  Commissione
  Antimafia si è fatto riconoscere come persona preparata  e  che  ha
  approfondito  parecchi  temi, oltre questo  aspetto  conosca  anche
  altri aspetti.
   La  scorsa  settimana, durante la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari, non nego il mio stupore, alla fine, quando  ho
  sentito  la  collega, nell'avere scoperto che il  PD,  tutto  a  un
  tratto,  chiede  a lei cosa succede nel mondo dei  rifiuti.  Forse,
  avrebbe potuto fare una telefonata all'ex Assessore, perché  giusto
  qualche  mese  fa è stato Assessore, quindi sanno perfettamente  lo
  sfacelo  che c'è stato consegnato da Capodicasa, Cuffaro, Lombardo,
  Crocetta  si è solo degenerato, si è decomposto con sovrapposizioni
  di illegittimità su illegittimità e perdita di denaro.
   Presidente,  il mio messaggio è molto semplice perché  i  colleghi
  hanno  detto  un  po' di tutto e tutte cose giuste e condivisibili.
  Lei  deve fare una scelta: questi 2 milioni e centomila tonnellate,
  che  mediamente  100  euro a tonnellata sono 210  milioni  solo  di
  conferimento  in  una  quantità di discariche  che,  tra  grandi  e
  piccole,  si  possono contare sulle dita di due mani,  li  dobbiamo
  mettere,  questi  200  milioni, nelle tasche  di  poche  persone  o
  dobbiamo  creare,  attraverso  l'economia  circolare,  un   modello
  diffuso di ricchezza, di occupazione e di rispetto di quello che ci
  dice la normativa europea?
   Noi,  qui dentro, non dobbiamo pensare come dei dinosauri con  dei
  modelli  superati. L'Europa dice di spegnere gli  inceneritori,  in
  altre  regioni  lo  hanno  fatto ok, è il passato.  Oggi,  dice  di
  spegnerli,  oggi dice di riutilizzare le materie: è un  dovere.  Ed
  allora  finiamola   Utilizziamo gli  strumenti  che  abbiamo.  Avrà
  bisogno  di  tempo e dell'aiuto di tutti, essere  comunità  con  la
  nostra  regione  dal  singolo cittadino,  ai  sindaci,  alle  città
  metropolitane,  agli  assessori che siedono  con  lei  quasi  tutti
  coinvolti  in questo processo, perché l'assessore per l'Agricoltura
  non può permettere che sorgano inceneritori, impianti impattanti in
  luoghi  dell'eccellenza, come ad esempio Valle del Simeto  zona  di
  Biancavilla  dove  devono costruire impianti di  distruzione  della
  materia e inquinanti, perché il valore dei prodotti agricoli che si
  affermano  sul  mercato perderebbero la loro riconoscibilità.  Così
  come  ad  Agira,  la stessa identica cosa. Invece,  ha  bisogno  di
  compost di qualità, per contrastare la desertificazione; allora, lì
  il  processo  dei  rifiuti si lega in una  delle  sue  matrici  per
  diventare risorsa per l'agricoltura.
   Lei  ha incontrato i Rettori delle Università; la ricerca ci viene
  incontro per tutte quelle frazioni secche che non sono riciclabili,
  quello  che avviene in altri paesi. Allora progettiamo, immaginiamo
  come  riutilizzare  quelle  frazioni, come  costruirle  in  maniera
  diversa.  E  poi, Presidente, partendo anche dalle  semplici  mense
  pubbliche, la riduzione dei monouso a partire dagli ospedali.
   Quando  si  fanno  le gare pensiamoci, scuole,  mense,  centri  di
  accoglienza di primo e secondo livello per l'immigrazione. Anche lì
  l'utilizzo  delle  stoviglie compostabili o riutilizzabili  si  può
  fare.  Ed  allora, lavoriamo insieme all'Assessore per le  Attività
  produttive  per dare sostegno a chi offre questi servizi,  affinché
  non produca scarti, non produca monouso.
   E poi, Presidente, battere forte i pugni a Roma perché molte delle
  eredità, ad esempio quello che sta succedendo a Pace del Mela  dove
  si deve bruciare CSS per ottenere energia che possiamo ottenere dal
  sole  e  da  altre  fonti  che  non  inquinano  e  che  non  creano
  devastazione.  Non è il problema devastiamo un'altra  porzione  del
  territorio,  o  continuiamo a tempestare territori già  massacrati.
  Lei deve dire  no  a entrambi, perché bruciare il CSS, ossia scarti
  plastici,  è  una  misura prevista nello  Sblocca  Italia ,  quella
  odiosa  imposizione  per  cui anche lei,  quando  era  deputato  di
  opposizione,  si  è  fermamente  contrariato.  A  quello   dobbiamo
  guardare,  lì  si  deve fare la bonifica, non  si  può  cercare  un
  artifizio  per  favorire un gruppo di affari, tenersi  in  tasca  i
  soldi  della  bonifica e continuare a distruggere un territorio  ad
  altissima vocazione agricola, turistica come quello della Valle del
  Mela.
   Ci sono degli strumenti molto semplici - e concludo - che sono, ad
  esempio,  il  decreto  266,  quello sul compostaggio  di  comunità,
  signor  Presidente,  permette  per  impianti  da  1,  10,  60,  130
  tonnellate un'autorizzazione semplificata di semplice comunicazione
  ai  comuni, che devono avere un regolamento per il compostaggio. Ce
  n'è  uno  pronto.  Il  presidente Crocetta in una  delle  terribili
  ordinanze, una era efficiente, parlava di questo, dava indirizzo ai
  comuni.
   Ed  allora,  noi,  attraverso questi semplici  impianti,  di  cui,
  quelli  da 1 e 10 tonnellate sono compostiere statiche, le  abbiamo
  viste  sul  TG3  l'altra  settimana, una a  Siracusa  che  accoglie
  l'umido di una settantina di famiglie, e l'anno precedente ancora a
  Ferla ed anche ad Augusta persino all'interno di un carcere,  e  lì
  la  gestione  è affidata ai cittadini, che hanno uno  sconto  nella
  tariffa, immediato  Oggi  Domani si può fare  Impianti da 60 a  130
  tonnellate,   per  180  utenze  o  390  utenze,  sono   compostiere
  elettromeccaniche  poco più grandi di una cella  frigorifera  e  lì
  immediatamente

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, ha già superato di due minuti il tempo
  a lei assegnato. La invito a concludere.

   FOTI.   per i piccoli borghi può avere immediatamente il  via  una
  sana gestione dei rifiuti. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, noi in  Commissione   Territorio  e
  ambiente , la Commissione che io presiedo, stiamo facendo un lavoro
  di audizioni e di ascolto, anche dei territori, prima di affrontare
  nel  merito  la normativa che la Corte dei conti ci ha  chiesto  di
  cambiare,  non  solo  gli  enti locali e i  riferimenti  di  questo
  sistema che hanno già appurato che in alcune parti va modificato  e
  migliorato. Un sistema che ha bisogno, ovviamente, di una  regia  e
  di un coordinamento che fino ad ora è mancato.
   Noi  abbiamo ereditato - lo dicevano prima di me - una  situazione
  disastrosa.  Non so quanto è antica e di chi sono le colpe,  ma  di
  certo,  in  questo  momento, abbiamo una  serie  di  criticità  che
  dall'ascolto  che  stiamo facendo in Commissione  degli  operatori,
  degli  SRR,  dei  liquidatori  ex ATO,  vengono  fuori  in  maniera
  lampante.  Criticità  legate a una sovrapposizione  di  soggetti  e
  quindi  di  competenze. Criticità dovute ai debiti  che  si  stanno
  accavallando tra ex ATO e ora SRR. Criticità dovute anche a debiti,
  dovuti  al  fatto che i comuni non sempre pagano queste società,  e
  quindi ci sono dei crediti certi che però non vengono reperiti.
   Abbiamo  delle criticità legate al personale, perché la  norma  di
  riferimento parla di utilizzazione del personale; ma questa dizione
  di   utilizzazione  viene interpretata in maniera diversa da alcuni
  SRR  rispetto  ad altri, per cui alcuni ritengono che il  personale
  debba  rimanere  in capo alle SRR e solo in uso  alle  società  che
  svolgono  di fatto la gestione dei rifiuti in ARO - quindi vincendo
  gare  d'appalto  - altri ritengono che, invece, il personale  debba
  passare a loro  e, quindi, non più in un rapporto con le SRR.
   Ci  sono  SRR che si muovono in un modo e altre SRR che si muovono
  in  un  altro. E' chiaro che qui serve dare un'indicazione  chiara.
  Probabilmente,  sarà anche solo amministrativa, potrà  bastare  una
  circolare.  Se  serve  interverremo in  Aula;  però,  è  una  delle
  criticità che stiamo riscontrando.
   Abbiamo  riscontrato una criticità che ci ha allarmato.  Molti  ci
  hanno  detto  - noi non abbiamo ancora concluso il nostro  giro  di
  audizioni - che già da anni giacciono nei Dipartimenti richieste di
  autorizzazione  di impianti che se fossero stati  autorizzati  anni
  fa, probabilmente noi oggi avremmo un sistema dei rifiuti molto più
  efficiente  e in condizioni di chiudere il ciclo anche  all'interno
  degli ex ATO.
   Questo  non è successo. Ci stiamo chiedendo perché, perché  queste
  autorizzazioni  da  anni  sono  ferme  e  a  chi  è   servito   non
  autorizzarle?  Ci stiamo chiedendo quante di queste  sono  giacenti
  perché  alcune  ce le hanno riferite soggetti pubblici,  ma  ce  ne
  saranno  anche  di soggetti privati, immaginiamo che  ce  ne  siano
  diverse,  che  questi non siano solo casi isolati  ma  che  sia  un
  malcostume   che  in  questi  anni  in  qualche  modo  ha  bloccato
  l'impiantistica, favorendo il conferimento in discarica.
   L'onorevole   Foti  prima  di  me  diceva  il  costo   di   questo
  conferimento in discarica che, cara onorevole, noi abbiamo scoperto
  essere  a  volte anche oltre i 100 euro da lei citate,  addirittura
  150  euro. Ed anche su questo una criticità che abbiamo scoperto  e
  che   allarmati  abbiamo  segnalato  agli  Uffici  e   che   stiamo
  attenzionando  è  che non abbiamo capito come  questa  tariffa  sia
  stata  individuata e come in alcune realtà come Bellolampo è di  80
  euro  a  tonnellate  in altre 100 ed in altre  150  euro  e  perché
  all'interno di questa tariffa in alcuni casi ci sono 20  euro  post
  mortem  per  gestire la discarica una volta esaurita, sapendo  che,
  magari, gli stessi soggetti poi accedono ad altri finanziamenti per
  la  bonifica delle discariche esaurite e quindi paghiamo due  volte
  la stessa cosa.
   Sono  tante  le  criticità  che  stiamo  scoprendo.  Abbiamo   una
  differenziata altalenante, alcuni comuni meritevoli arrivano al 65,
  all'82  per  cento. Abbiamo parlato di Delia, di tanti  comuni  che
  hanno  avuto  premi  anche nazionali, altri sono vergognosamente  a
  zero  e non sono solo le grandi aree metropolitane che preoccupano,
  che  sono al 7, all'8 per cento, ma anche grosse città come  Licata
  che  sta  affrontando  adesso  un'emergenza  rifiuti,  ma  dove  il
  cittadino  e  l'amministrazione non si  mettono  in  condizioni  di
  operare  una  scelta  che  aiuti la differenziata  e  che,  quindi,
  faciliti questo sistema di rifiuti che è chiaro che deve portare ad
  un  sistema circolare, come più volte è stato detto prima di me,  e
  condivido  le parole dei colleghi che mi hanno preceduto, condivido
  quanto  scritto  e  detto anche dai colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle.
   Il  sistema  a regime è quello, a regime, ma noi oggi abbiamo  una
  situazione  disastrosa  ereditata, chi ha memoria  lunga  dice  per
  colpe  di  cinque anni fa, chi ha memoria più breve non  giustifica
  gli  ultimi  cinque  e nove anni, ma un sistema che  certamente  va
  affrontato,  proponendo e questa è la richiesta che  arriva  da  me
  nella  qualità di Presidente di Commissione, proponendo  a  noi  un
  piano regionale dei rifiuti che noi ci impegneremo ad attenzionare,
  ad  approvare in tempi brevissimi e dando a noi, a lei, Presidente,
  e  al  Dipartimento  una relazione chiara a  termine  delle  nostre
  audizioni   in  cui  queste  criticità  non  saranno  semplicemente
  esposte, che serve a poco, ma anche ci preoccuperemo di individuare
  i  modi  per  cui  queste  criticità  possano  trovare  risposte  e
  soluzione. In alcuni casi, ritengo, saranno soluzioni semplicemente
  amministrative,   in   altre   sarà   necessaria   una    circolare
  assessoriale, in altre ancora una modifica normativa.
   Questi  sono  mesi  importanti in cui tutti noi siamo  chiamati  a
  tentare  di  risolvere, e non deve essere solo un  tentativo,  deve
  essere  una  certezza,  dare  un piano  regionale  rifiuti  che  ci
  permetta  di  accedere a quei finanziamenti,  che  ci  permetta  di
  chiudere  il  circolo che possa diventare virtuoso  dei  rifiuti  e
  tutto questo in tempi, purtroppo, brevissimi.
   Il nostro impegno c'è, lo stiamo facendo con grande attenzione, lo
  stiamo  facendo con grande scrupolo, sapendo che il tema è delicato
  ma non arretrando davanti alle responsabilità politiche di nessuno.
  Chi   ci  ha  preceduto,  chi  adesso  gestisce  e,  possibilmente,
  consegnando a chi verrà dopo una situazione non  più emergenziale.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Presidente
  Musumeci, ritengo che gli interventi che abbiamo ascoltato  stasera
  in   Aula  siano  interventi  di  grande  livello  culturale  e  di
  preparazione perché - penso - che il problema dei rifiuti sia molto
  sentito da tutta la collettività siciliana ed i vari territori  che
  si  vedono  investiti,  magari, di nuove  discariche  che  dovranno
  nascere,   sono  preoccupati  ma  sono  certo  che  noi,   insieme,
  risolveremo questo grande problema con la collaborazione  reciproca
  perché ci sono tutte le condizioni per risolverla.
   Io  la trasferisco, in quattro minuti, in provincia di Ragusa, una
  provincia  che,  in questi anni, ha fatto grandi progressi,  fascia
  trasformata,  zootecnia, coltivazione biologica, abbiamo  approvato
  il  piano paesaggistico e, quindi, vorremmo integrare quello che  è
  l'agricoltura  con  il  turismo che sta andando  anche  molto  bene
  perché,  gran parte della nostra Provincia, è tutelata  dall'UNESCO
  e,  quindi,  vuol dire cultura e, quindi, patrimonio  culturale  e,
  quindi,  bellezza; bellezza è Scicli, così la definì Vittorini,  la
  più  bella città del mondo , ci sono già due discariche, una  morta
  ed una in via di sistemazione. La ex Provincia, nell'individuare  6
  macro aree, va ad individuare, ancora una volta, Scicli.
   Allora,  io non comprendo, chi stila questo tipo di attività,  chi
  fa  questo tipo di studi ma non si rende conto che ci sono già  due
  discariche  e  ne  vuoi  ancora un'altra progettare,  preventivare?
  Inoltre,  pare,  e  questa  è una cosa  certa,  stia  partendo  una
  piattaforma per rifiuti particolari.
   Allora,  caro  Presidente, io mi chiedo una  cosa:  da  che  parte
  vogliamo   andare?   Da   una   parte   i   cittadini   si   stanno
  autodeterminando  e  hanno scelto, come  modello,  il  turismo,  la
  cultura  e,  quindi,  va  a cozzare con questa  programmazione  sui
  rifiuti.  E' da qui che deve partire la vera rivoluzione.  Cambiamo
  sistema,  cambiamo  metodo, ascoltiamo i territori,  ascoltiamo  la
  nostra gente perché solo ascoltando, noi, potremmo fare cosa  grata
  e importante per la nostra Terra.
   Tornando a Scicli, io so che ci sarà, adesso, un incontro con   la
  collettività  perché è chiaro che c'è un allarme  molto  forte,  ma
  speriamo  di  risolvere  tutto nel miglior modo  possibile,  grazie
  all'intervento  di un Governo regionale attento che  si  prodigherà
  per  trovare soluzioni ottimali, nell'ambito dei rifiuti solidi  ed
  urbani che noi produciamo.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione, onorevole colleghi, è fuori discussione che, questa  sera,
  dopo  oltre tre ore di discussione in Aula, i contributi  che  sono
  arrivati da tutti i Gruppi - penso - convergano sulla stessa  linea
  che  è  quella di efficientare al meglio quella che,  oggi,  è  una
  tragedia: cosa fare con questi rifiuti? Quale via percorrere?
   Mi  permetto,  però,  di dire, Presidente,  che  prima  ancora  di
  pensare  al come, per potere attuare un piano strutturale,  bisogna
  necessariamente capire cosa abbiamo.
   Ritengo  che,  quando uno debba ristrutturare  un  appartamento  e
  decide  di  cambiare tutto, però, poi, vuole mantenere  i  mattoni,
  vuole mantenere la finestra perché, quasi, quasi, funziona e non la
  perdiamo,  allora  non  è  più  un  ristrutturare  un  sistema  ma,
  significa, un mettere alcune toppe.
   Cosa  voglio dire, Presidente? Lo dico come Presidente del  Gruppo
  che  rappresento  e lo dico anche da Sindaco, innanzitutto  ritengo
  fondamentale  abolire e dare seguito a quella che è la liquidazione
  di questi ATO.
   Questi  ATO  gravano, per un miliardo e 800  milioni  di  euro  di
  passività,  con una Corte dei conti che, più volte, ha  sollecitato
  la loro chiusura.
   Ogni  ATO ha una propria storia. Qui i  colleghi le hanno  un  po'
  rappresentate  tutte questa sera però ritengo che, nel  momento  in
  cui  una  società è in liquidazione ed ancora continua, in  qualche
  maniera ad esistere perché ci sono i commissari, perché ci  sono  i
  mezzi, il carrozzone è ancora vivente e con dei costi. Questo è già
  un  punto  da cui partire per risolvere, una volta e per tutte,  la
  questione degli ATO.
   Inoltre,  dal  2012 questa Regione ed ancor prima, da  quello  che
  dicevano   i  colleghi,  dal  2012  questa  Regione  ha  un   piano
  emergenziale. Questo piano non è mai stato sostituito con un  piano
  di  gestione  di questi rifiuti. Secondo me questo è  il  passaggio
  fondamentale, pregnante, principale che bisogna fare.
   Qui, ognuno ha dato uno spaccato del proprio territorio, se fare o
  no gli inceneritori, gli esperti eccetera ed è una materia dove non
  mi  voglio  addentrare  però bisogna, in qualche  maniera,  rendere
  giustizia alla verità. E' vero che oggi questa gestione dei rifiuti
  è  in mano a pochissimi. I rifiuti, come dicono dalle mie parti  la
  munnizza  serve per fare soldi . Questa è una questione che  questo
  Governo non può mettere in secondo piano.
   Se significa fare soldi perché è vero che ci saranno gli 80 euro a
  tonnellata,  ma  è anche vero che nel caso del mio  territorio  per
  portare  al centro di compostaggio noi paghiamo 80 euro per  quanto
  riguarda il centro di compostaggio e, quindi, la frazione di umido,
  ma  nel  momento  in cui il sistema è saturo e lo sarà  dal  20  di
  questo  mese  e, quindi, mi devo spostare sul versante  Mazara  del
  Vallo,  Marsala,  il trasporto raddoppia. Idem per quanto  riguarda
  l'indifferenziata, in questo momento noi andiamo a Siculiana perché
  Sciacca è chiusa e paghiamo 140 euro a tonnellata.
   Questi  sono  soldi e non voglio farla lunga, ma il  discorso  dei
  costi  deve  essere  un discorso fortemente attenzionato  perché  i
  cittadini,  lo abbiamo detto quando lei ha enunciato le  sue  linee
  programmatiche da quella postazione, abbiamo detto che ai cittadini
  bisogna dare servizi. I cittadini chiedono bollette calmierate,  ma
  nel  momento in cui i costi aumentano, necessariamente questi costi
  ricadono sui cittadini e siamo punto e a capo.
   Ed  allora, oggi, signor Presidente, al netto di quello che  vuole
  essere  un  accorato appello dal parte del Gruppo parlamentare  che
  rappresento,  dico,  la prima cosa, mi permetto  di  suggerire,  la
  prima  cosa:  questi  ATO  vanno  completamente  archiviati;  vanno
  completamente chiusi.
   Io  mi sono trovata a gestire, un anno e mezzo fa, un contratto di
  comodato d'uso, dal mio predecessore di 50 mila euro annui,  quando
  l'ATO  era  in  liquidazione, cioè continuano ad  essere  fonte  di
  dispendio di energie economiche.
   Questo  è  un  punto  che non può più funzionare,  fermo  restando
  quello  che diceva la Presidente della IV Commissione, che  bisogna
  capire  per quale motivo i costi lievitino da una parte ad un'altra
  della Sicilia e non ci sia un prezzo calmierato per tutti.
   Quindi,  mettere mano a questa annosa materia vuol dire  ripartire
  da zero per capire che cosa è che si inceppa.
   Inoltre,  voglio sottolineare, qui si è detto la mozione  che  noi
  abbiamo  presentato,  lo  sottolineava in  qualche  maniera  ed  io
  francamente,  non  sono  molto d'accordo, per  quanto  riguarda  la
  negatività degli ARO. Ma perché gli ARO sono qualcosa di negativo e
  perché le CCR che dovrebbero sorgere lo sono altrettanto?
   Quando  l'ARO  funziona,  se  l'ARO funziona  e  a  quel  punto  è
  facilmente  intercettabile la responsabilità perché è dei  sindaci,
  perché sono due, tre i cinque comuni che si mettono insieme. A quel
  punto  la  responsabilità è presto delineata. Quando  lavoriamo  su
  larga  scala, le responsabilità si spalmano e si perdono e  non  si
  capisce.
   Quindi, volevo ritornare sulla questione della criticità degli ARO
  che invece, ritengo essere, quando funzionano, una risorsa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Presidente, Governo, onorevoli colleghi, oggi a proposito
  di rifiuti non potevo esimermi dal fare proprio un intervento.
   Io  vengo da Misterbianco e com'è noto si ha una discarica a  soli
  500  metri  dal  centro abitato. Questa discarica, nata  nel  1992,
  rappresenta  la mala gestione dei rifiuti che dura da 25  anni  dei
  governi  che  si sono susseguiti ed il completo disinteresse  della
  politica  di attuare un progetto, un piano rifiuti che  abbia  come
  obiettivo  la  tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini  e  la
  qualità di vita dei cittadini.
   I  cittadini di Misterbianco e di Motta Santa Anastasia  respirano
  quotidianamente   i   miasmi  provenienti  da   questo   ecomostro.
  Praticamente,  hanno perso il diritto a respirare, hanno  perso  il
  diritto di passeggiare nel proprio paese, hanno perso il diritto di
  respirare a pieni polmoni o semplicemente di aprire una finestra.
   La  stessa problematica vivono gli abitanti di Vaccarizzo  per  la
  presenza di un biostabilizzatore proprio a poche centinaia di metri
  dal centro abitato, per il quale proprio oggi abbiamo presentato un
  ordine del giorno.
   Voglio  portare qui una voce proveniente da un territorio  che  ha
  già dato abbastanza, ha dato tanto, ha colto i rifiuti di tutta  la
  Sicilia,  ha  tamponato tutte le emergenze regionali  degli  ultimi
  vent'anni,  ha  colto  pure i rifiuti dalla  Campania.  Ma  anziché
  prendere  come  modello nazioni virtuose che  già  operano  in  tal
  senso,   qui  in  Sicilia  bisogna  sempre  rimanere  bloccati   in
  interventi dell'ultimo minuti senza progettualità.
   Noi  vi  chiediamo di affrontare il problema rifiuti tenendo  come
  primo  obiettivo il rispetto e la salvaguardia di tutti i territori
  siciliani, dell'ambiente e della salute dei cittadini.
   Bisogna   cominciare  ora  a  risolvere  il  problema  a   livello
  strutturale e facendo progetti nel lungo termine.
   In  questi  giorni  mi è sembrato di vivere un deja  vu,  come  se
  fossimo  un po' nel Governo Crocetta. Stato di emergenza, richiesta
  di   poteri   speciali  e  poi  avanti  proroga  dopo   proroga   e
  probabilmente  succederà  questo  anche  in  questo   Governo.   Ci
  trascineremo senza progetti ed agiremo sempre in emergenza.
   Ora  si  parla anche di termovolarizzatori. L'Europa ci impone  di
  raggiungere   livelli  superiori  al  65  per  cento  di   raccolta
  differenziata  e  qui,  invece, si parla di ultimare  i  lavori  di
  discariche ancora che sono incompiuti e, addirittura, di incenerire
  i  rifiuti con i termovolarizzatori. Costruire i termovolarizzatori
  non  garantirebbe affatto questi risultati, Presidente, ma  non  si
  tratta  soltanto  di impianti pericolosi ma anche inutili  per  gli
  obiettivi imposti dall'Europa.
   Vorrei  ricordare al Governo, al Presidente, ai colleghi  che  gli
  inceneritori  riducono  le  particelle  velenose,  come  i  metalli
  pesanti, in nano particelle che oltrepassano le membrane del nostro
  corpo  in  maniera irreversibile. Oggi, parlare di  inceneritori  è
  anacronistico,  l'unica scarica per diminuire  il  conferimento  in
  discarica  è  aprire  le  piattaforme che recuperano  l'umido,  sia
  private   che  pubbliche,  ed  avviare  un'economia  dei  materiali
  riciclati.
   Questo  avremmo  fatto  se i siciliani ci avessero  dato  la  loro
  fiducia,  e se fossimo andati al Governo con Cancelleri Presidente.
  Questo  avremmo  fatto  perché  noi amiamo  la  nostra  Sicilia.  E
  concludo,  una  cosa è operare per l'interesse dei  cittadini,  una
  cosa, Presidente, è lavorare per l'interesse di pochi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, Presidente della  Regione,  Governo,
  onorevoli  colleghi,  io sono di Licata, un paese  che  ha  vissuto
  nell'ultimo  mese e mezzo sommerso dai rifiuti e tutto  ciò  non  è
  stata  una cosa bella né per la cittadinanza né per coloro i  quali
  sono chiamati, poi, a rispondere perché in mezzo a loro vivono e si
  sono  candidati per rappresentare le loro esigenze e fare in   modo
  che   la   Regione  dia  quelle  risposte  che  sono  assolutamente
  necessarie.
   Io   parto   da  quello  che  lei  ha  detto  nel  suo  intervento
  introduttivo,  ad  inizio di legislatura;   mi  ha  convinto  molto
  quello che è il disegno di riportare tutto, per  singola provincia,
  ad unicità.
   In  management la regola numero uno è quella di individuare chi fa
  che  cosa, cioè le responsabilità, ma non in termini di individuare
  il responsabile, ma individuare eventualmente chi dovrà svolgere al
  meglio  quel processo per poterlo migliorare e per vedere  dove  si
  inceppa.
   Noi,  oggi, siamo attanagliati da un turbinio di sigle: Aro, Apea,
  Dedalo,  Ato;  non si capisce chi deve intervenire  quando  c'è  un
  problema,  ognuno  scarica sull'altro. Questa è una  cosa  che  non
  dovrà continuare a succedere.
   Noi  dobbiamo dire ai sindaci chi sono gli interlocutori  unici  e
  privilegiati  per un problema che non solo investe  il  decoro,  ma
  investe la salute, investe anche l'economia della Regione siciliana
  non tanto per i costi ma per i mancati introiti.
   Non  possiamo  pensare  di  fare turismo presentandoci  in  questa
  maniera,  è assolutamente fuori dal mondo; noi possiamo attrarre  i
  nostri  turisti se, quanto meno, gli facciamo trovare delle  città,
  dei luoghi puliti, assolutamente all'interno del decoro.
   Ecco  perché  il ragionamento che ho sentito, che  sono  le  varie
  soluzioni  cioè,  intanto  come diceva  lei,  individuare  un  solo
  interlocutore  per  singola provincia e, poi, prima  di  istradarsi
  verso nuove soluzioni, guardiamoci dentro.
   Gli impianti di compostaggio non avviati, proviamo a farli partire
  per  intero e, allora, dopo aver fatto questo, se la situazione  si
  dovesse  mantenere  allo stato, è chiaro che si  dovrà  intervenire
  anche con soluzioni che possono risultare drastiche.
   Lei,  onorevole  Presidente, dovrà essere insieme  al  Governo  ed
  insieme  al  Parlamento perché ho sentito solamente interventi  che
  vanno  verso  una visione costruttiva, cioè quella di  raccogliersi
  intorno  ad un problema che è assolutamente importante,  lei  dovrà
  essere  bravo - mi consenta una battuta  -  a cambiare le ruote  di
  una  macchina  mentre sta ancora camminando e  non  sarà  una  cosa
  facile.
   Io  non  entro  nel  merito  di quello  che  è  stato  il  Governo
  precedente, non ci interessa, dobbiamo guardare avanti  e  dare  la
  soluzione ai nostri cittadini.

   PRESIDENTE. Con l'onorevole Pullara sono terminati gli interventi.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  esprimo  sincera  soddisfazione  per  il  contenuto,  la
  qualità,  il  garbo degli interventi che hanno dato vita  a  questo
  ampio e sereno dibattito.
   Il  tema dell'assunzione delle responsabilità convince ciascuno di
  noi, al di là dei settori di appartenenza, alla necessità di essere
  propositivi  senza naturalmente risparmiare, come  non  sono  state
  risparmiate,  le  critiche  a gestioni passate  che,  tuttavia,  lo
  voglio  dire  sin dall'inizio, non possono costituire  materia  del
  mio intervento.
   Sarebbe  gioco  fin  troppo facile quello di andare  alla  ricerca
  delle responsabilità, remote o recenti.
   E  siccome  la  demagogia e il tentativo della strumentalizzazione
  che  mi  sembravano in agguato, stasera non sono state  oggetto  di
  questo dibattito,  dico che le responsabilità appartengono a tutti,
  al centro destra ed al centro sinistra. Appartengono ad una visione
  sbagliata della politica dei rifiuti.
   Mi  suggeriscono  il Presidente del Gruppo parlamentare  di  Forza
  Italia  ed il Gruppo del Movimento Cinque Stelle che ci sarà tempo,
  per  scrivere  nei comuni in cui amministrano, il consuntivo  e  la
  storia di quelle amministrazioni in materia di rifiuti.
   Non  sono  qui  portato  a  citare  il  caso  di  Roma  perché  mi
  sembrerebbe  fin  troppo facile come il caso dei  cinque  anni  del
  governo Crocetta.
   Desidero  essere al di sopra di ogni sospetto di parte  perché  il
  vento  che  infuria della campagna elettorale mi  auguro  non  sarà
  penetrato  attraverso,  ancora, le solide  mura  di  questa  navata
  pagana.
   E,  però, credo che le difficoltà ci siano e coinvolgano  tutti  i
  sistemi di governo locale, basta leggere i quotidiani nazionali.
   Prendo  atto  del  fatto che negli interventi di questo  dibattito
  siano stati ripresi i temi che il Governo ha rassegnato alla stampa
  il  3 gennaio, ad un mese dal suo insediamento, ed il 9 gennaio, in
  Aula, nel corso delle dichiarazioni programmatiche.
   Mi  fa  piacere, davvero, che in tutti gli interventi siano  stati
  ripresi,  seppure  in  forma  interrogativa,  e  capisco  anche  le
  necessità   dei  meccanismi  e  della  dinamica  della   dialettica
  politica,   siano   stati  ripresi  temi  che  ho   trattato   come
  rappresentante  del Governo in tutte e due le sedi, quando  abbiamo
  parlato,   non   soltanto,  dell'emergenza  rifiuti,   ma   abbiamo
  accompagnato  a  quella  nostra doverosa denuncia  conoscitiva  una
  serie  di  proposte che sono diventate oggetto di esame all'interno
  delle singole mozioni.
   L'emergenza  è determinata innanzitutto dal fatto che  il  sistema
  delle  discariche  in  Sicilia, sistema  che  comprende  discariche
  pubbliche  e discariche private, più pubbliche che private,  perché
  questo  è stato  l'orientamento negli anni che ha animato i governi
  -  chiedo  scusa  più  private che pubbliche, e  questo  deve  fare
  riflettere -, ebbene, il sistema dei rifiuti è al collasso.
   Se non partiamo da questo dato, ogni analisi tempistica sulle cose
  da  fare  è  chiaro  che diventa soltanto strumento  di  propaganda
  politica.  Fra  sette, otto mesi, al massimo avremo  in  Sicilia  i
  rifiuti in mezza alla strada e voi sapete che in mezza alla  strada
  restano  tre, quattro, cinque giorni, dopodiché qualcuno  butta  un
  cerino  con  un  pezzo di carta o un pezzo di stoffa  inzuppata  di
  benzina  e  la  montagna  di rifiuti diventa  falò.  Nel  frattempo
  saranno   arrivate  in  Sicilia  dieci,  quindici,  venti   troupes
  televisive, di televisioni del nord e straniere, che offriranno  in
  piena estate l'immagine di una Sicilia, non più terra del sole,  ma
  terra della spazzatura che brucia.
   Palermo  è la prima emergenza delle emergenze. L'ho detto in  sede
  di  dichiarazioni  programmatiche, lo  ripeto  stasera.  Palermo  e
  Ustica  conferiscono  nella discarica pubblica  di  Bellolampo.  La
  discarica  è  esaurita. La sesta vasca può contenere qualche  altro
  migliaio  di  tonnellate  di rifiuti se  saranno  apportati  alcuni
  lavori per aumentarne la cubatura.
   Due mesi? Due mesi e mezzo?
   Ma  se  in  questi due mesi, due mesi e mezzo, dovessero conferire
  oltre  a  Palermo e ad Ustica anche i 50 comuni del palermitano  la
  disponibilità  di tempo si riduce a venti, venticinque  giorni.  Il
  resto delle discariche ha sei mesi di autonomia.
   L'ufficio  ha  interpellato i gestori delle discariche  e  ognuno,
  come   sapete,   periodicamente  è  tenuto  a   dare   in   maniera
  approssimativa,  ma  con un margine di errore assai  ristretto,  la
  capacità ancora di cubatura di quella discarica.
   Dicono  tutti:  abbiamo  appena  due  milioni  di  metri  cubi  di
  disponibilità.
   Ogni giorno si producono in Sicilia circa cinquemila tonnellate di
  rifiuti. Il 90 per cento di questa quantità va in discarica.
   La  Sicilia è l'ultima Regione d'Italia, non da ora ma da anni, in
  materia di raccolta differenziata.
   Quindi,  l'emergenza mentre oggi riguarda la Sicilia  occidentale,
  fra qualche mese riguarderà anche la Sicilia orientale.
   Affrontare   il  tema  della  gestione  dell'emergenza   significa
  affrontare   con  poteri  ordinari  una  situazione  straordinaria.
  Impossibile,  perché nel frattempo cosa si fa? Abbiamo  bisogno  di
  realizzare  l'impiantistica nuova o quella avviata da completare  o
  quella progettata da avviare.
   I  tempi come sapete sono non compatibili con quelli che ho appena
  accennato della disponibilità residua delle discariche. Ci vorrà un
  anno  e  mezzo,  ci  vorranno  due  anni,  per  alcune  cose  forse
  basteranno 8 mesi,  nove mesi.
   E,  allora,  qual  è  il  primo problema che dobbiamo  affrontare?
  Ridurre   il  conferimento  di  spazzatura  nelle  discariche   per
  allungare  i  tempi,  perché  i  due  mesi  di  Bellolampo  possano
  diventare  quattro,  cinque mesi e perché i sette  mesi  del  resto
  dell'Isola possano diventare un anno, un anno e qualcosa.
   Dice  il  Ministero dell'Ambiente:  Regione siciliana tu non  puoi
  continuare a mandare cinquemila tonnellate di rifiuti, ogni giorno,
  nelle discariche. Metà devi mandarli fuori .
   Non  lo dice Musumeci, lo dice il Ministerso dell'Ambiente. Ma non
  mi dice dove. E non mi dice come.
   Ho  chiesto  al Ministro, nel corso di un'udienza da me richiesta,
  di  verificare se alcune regioni fossero disponibili a  ricevere  i
  nostri  rifiuti. La risposta è stata sì per un periodo  di  qualche
  settimana,  per  diversi  mesi, come a  noi  invece  serve,  almeno
  quattro, cinque mesi, non c'è disponibilità.
   Cosa resta? Resta il Paese straniero.
   Ma  noi  non possiamo attivare i Tir pieni di ecoballe per  potere
  andare  nel  Nord  Europa, o comunque oltre le Alpi.  Noi  dobbiamo
  necessariamente  seguire la via del mare. Non ci sono,  allo  stato
  attuale, navi che siano sufficientemente attrezzate per questo tipo
  di lavoro, di trasporto che sarà costoso, incide il 20 per cento in
  più rispetto alle tariffe che stiamo pagando oggi, 20, 25 per cento
  all'incirca.  Ma  non  abbiamo ancora trovato  una  ditta  che  sia
  disposta a trasportare attraverso una serie di mediazioni i rifiuti
  nei Paesi europei.
   E,  poi, bisogna procedere all'attivazione degli impianti  di  cui
  già disponiamo.
   Bellolampo,  discarica non di questo o di quest'altro   papavero ,
  come  spesso  sento  dire  ed  io ritengo  sia  appropriato  questo
  appellativo,  perché i privati si sono arricchiti.  Direte:   Ma  è
  un'impresa  privata  . Sì, è un'impresa privata che, a causa  della
  latitanza  della politica, è diventata una sorta di potere  con  un
  esercizio di condizionamento sul Governo assai illimitato e,  molte
  volte,  in questo ambiente, tra raccolta e smaltimento si  annidano
  imprenditori spregiudicati, assai contigui a poteri ed ad  ambienti
  mafiosi.  Come dice, peraltro, la relazione parlamentare  approvata
  qualche tempo fa.
   La  settima vasca di Bellolampo non è una nuova discarica. Lo dico
  ai  colleghi del Movimento Cinque Stelle che mi accusano  nei  loro
  comunicati di volere termovalorizzatori e nuove discariche.
   Non  ho  mai  parlato  di nuove discariche.  Ho  parlato  solo  di
  discariche  già  autorizzate, alcune avviate ed incomplete,  alcune
  non avviate ma autorizzate.
   Non  abbiamo bisogno di nuove discariche in Sicilia. Abbiamo  solo
  bisogno  di  un  anno  di  tempo per evitare  l'ingolfamento  delle
  discariche e, quindi, i rifiuti sulla strada.
   La settima vasca di Bellolampo è già stata progettata, è già stata
  individuata. Ha già avuto le prime autorizzazioni ma,  in  sede  di
  autorizzazione da parte dell'Assessorato territorio ed ambiente, ci
  si  è accorti che c'è una faglia, una presunta faglia, o se volete,
  la faglia c'è.
   Vi   chiedo  scusa  per  l'inappropriatezza,  a  volte,  del   mio
  linguaggio, ma io nella vita faccio altre cose, faccio il bancario,
  però, ho capito che la faglia c'è ma può essere attiva o può essere
  dormiente, non attiva. Se fosse non attiva non pregiudicherebbe  la
  realizzazione  di  un'ulteriore vasca, se la  faglia  fosse  attiva
  costituirebbe  minaccia  perché  potrebbe  pregiudicare  le   falde
  acquifere del sottosuolo.
   Abbiamo    chiesto   all'Università   di   Palermo,   Dipartimento
  competente, di esprimersi in 15 giorni. L'Università ha  chiesto  4
  mesi di tempo.
   Se  dovessimo sapere che quella faglia non è attiva, potremmo, non
  soltanto,  dirottare  un poco di rifiuti di Palermo  sulla  settima
  vasca, ma consentire anche ai 50 sindaci dei comuni del palermitano
  di non dovere fare ricorso alla Sicula Trasporti di Catania, con un
  ulteriore   aggravio  di  costi,  ma  conferire  nella  vicinissima
  discarica di Bellolampo.
   Per  una serie di ragioni che adesso vi elencherò, ho ritenuto  di
  dovere incontrare - anche per una questione di garbo istituzionale,
  innanzitutto, perché era giusto che il Presidente della più  grande
  Regione d'Italia, si presentasse al Capo del Governo -, di chiedere
  ed  ottenere  un  incontro  con il presidente  Gentiloni.  Incontro
  concesso, di grande garbo istituzionale e, se mi consentite, anche,
  di   apertura   umana,  che  non  guasta  mai  nei   rapporti   fra
  rappresentanti   delle  istituzioni,  anzi  diventa   un   elemento
  significativo  se i rappresentanti appartengono ad  aree  politiche
  diverse.
   Ho  chiesto,  in sintesi - perché il presidente Gentiloni  non  ha
  voluto  alcuna relazione -, di mettere la Regione nelle  condizioni
  di potere neutralizzare i tempi lunghi che l'emergenza non potrebbe
  sopportare  e  di  farlo o con un Commissario di  sua  fiducia,  un
  tecnico che rispondesse direttamente al Governo centrale o,  se  lo
  ritenesse,  affidare  al  Presidente della  Regione  l'incarico  di
  Commissario, ma ho insistito molto più per la prima opzione.
   Io  ho  qualche  esperienza di Commissario del  Governo  centrale,
  durante l'eruzione dell'Etna, terrificante, dell'estate 2001  ed  è
  un'esperienza che assorbe tantissimo. Io, davvero, ne farei a  meno
  anche  perché, se ci fosse un tecnico, sarebbe senza  dubbio  molto
  più  semplice  ed ho chiesto i poteri straordinari ai  sensi  degli
  articoli  2 e 5 della legge nazionale 225 del 1992 che è  la  legge
  istitutiva della Protezione Civile perché, per conferire poteri  in
  deroga, bisogna prima dichiarare lo stato di calamità ambientale.
   Il  presidente Gentiloni, dopo aver ascoltato la mia sintetica, ma
  spero compiuta relazione, si è riservato di decidere perché avrebbe
  dovuto prima, giustamente, parlare con  i propri consiglieri e  con
  i propri tecnici.
   In  deroga  alla  normativa  vigente in materia,  soprattutto,  di
  codice  degli appalti cosa vogliamo chiedere - mi è stato  chiesto,
  credo,  dall'onorevole Lupo di essere, da questo  punto  di  vista,
  analitico  -:  l'accelerazione  dei tempi  di  realizzazione  delle
  infrastrutture pubbliche, già programmate e per il trattamento  dei
  rifiuti e, cioè la settima vasca presso la discarica di Bellolampo,
  la messa in esercizio che può essere anticipata in 8, 9 mesi invece
  che  in  20, 22 mesi; la nuova vasca delle discariche di Trapani  e
  Castellana  e la messa in sicurezza della discarica di  Bolognetta;
  l'installazione  di  ulteriori  impianti  mobili,   per   il   pre-
  trattamento  dei rifiuti presso o nelle vicinanze delle  discariche
  regionali;  e,  ancora, l'accelerazione dei tempi di  realizzazione
  del  sistema della infrastrutture pubbliche da programmare  per  il
  trattamento  dei  rifiuti. Primo: Tale sistema   integrato  con  le
  strutture    esistenti   dovrà   far   conseguire   una   dotazione
  impiantistica  ottimale  per ogni ambito provinciale.  Secondo:  la
  riduzione  dei tempi delle procedure di Via e Aia e  di  tutti  gli
  iter     approvativi    dell'impiantistica    regionale.     Terzo:
  l'accelerazione  delle azioni necessarie per  l'avvio  immediato  a
  smaltimento  dei rifiuti fuori dal territorio regionale,  valutando
  il  supporto,  se fosse necessario ma lo valuterà il  Governo,  del
  Genio civile nel trasporto dei rifiuti fuori della Regione. E'  una
  valutazione  che  attiene,  assolutamente,  al  governo  Gentiloni.
  Quarto:  la  costituzione  di  una  efficiente  struttura  tecnico-
  amministrativa per la gestione degli interventi e per la  redazione
  dei  progetti  e  del  piano  regionale  di  gestione  dei  rifiuti
  costituita  da  personale regionale, personale in comando  da  enti
  pubblici  e,  se servono, da limitate professionalità  esterne,  ma
  solo  se  non ne troviamo all'interno dei funzionari e dei  tecnici
  della Pubblica Amministrazione.
   Occorrerà,   naturalmente,   prevedere   un'apposita   contabilità
  speciale  per la realizzazione degli interventi indicati nei  punti
  che vi ho appena detto.
   Quali risorse? Le risorse necessarie potranno essere attinte dalla
  riprogrammazione  di residui sulle contabilità  speciali,  in  atto
  gestite dalla Regione per quanto riguarda i rifiuti e le bonifiche,
  e  da  quelle  risorse del Patto per il Sud,  oltre  che  da  altri
  strumenti  di  finanziamento.  A  questo  servirebbero   i   poteri
  speciali,  o  a  un commissario voluto dal Governo, o  allo  stesso
  Presidente della Regione.
   Qual  è  il  crono programma che questo Governo si  è  posto,  con
  l'ausilio  di alcuni esperti fra cui il Professore Angelini,  della
  Università  di  Palermo, che è stato consulente  della  Commissione
  Antimafia  nella  scorsa legislatura - l'ho  conosciuto  in  quella
  occasione - e che adesso guida il team di questa piccola cabina  di
  regia.
   Entro  febbraio cosa vogliamo realizzare? Primo: un Piano stralcio
  per   la   realizzazione  di  dieci  piattaforme  per  la  raccolta
  differenziata,   il  compostaggio  ed  il  conferimento   da   post
  trattamento, per gestire la fase di transizione ed arrivare ad  una
  gestione  ordinaria fra un anno e mezzo, due anni.  Secondo:  entro
  febbraio,  il  bando  per la realizzazione  di  accordi  in  ambito
  nazionale  ed europeo per il trasferimento di almeno  la  metà  dei
  rifiuti  attualmente destinati in discarica. Terzo:  l'avvio  della
  redazione  del  Piano  di  gestione regionale  dei  rifiuti,  piano
  approvato col governo Lombardo, aggiornato col governo Crocetta, ma
  non  è  un  piano  ordinario,  è  un piano  emergenziale,  bocciato
  dall'Unione   europea,   che   proprio   per   questo   ha   negato
  l'assegnazione  dei  fondi, e sono cospicui,  che  andrebbero  alla
  Regione siciliana.
   Entro aprile, maggio cosa prevediamo? Un intervento legislativo  -
  e  qui siete voi i protagonisti - sugli ATO e sulle SRR, riportando
  il  numero degli ambiti territoriali a nove, quanti sono  i  liberi
  consorzi   dei   comuni.  Liquidazione  delle   società   d'ambito.
  Autorizzazione di misure di fiscalità di vantaggio a  favore  delle
  imprese che investono nel campo della prevenzione, del riuso o  del
  riciclo   e   penalizzazione  -  perché  se  non  c'è  una   regola
  accompagnata  da  una  sanzione  ci  prendiamo  in   giro   -   del
  conferimento in discarica per chi non raggiunge almeno  il  50  per
  cento della differenziata.
   Entro  la  fine  di  quest'anno o ai primi del 2019,  contiamo  di
  potere arrivare all'approvazione del Piano di gestione e dei  Piani
  d'ambito  e  al  parziale  utilizzo dei  fondi  POR  su  rifiuti  e
  bonifiche.
   Entro la fine del 2019 la messa in attività delle piattaforme  per
  la  raccolta  differenziata, il compostaggio ed il conferimento  da
  post trattamento.
   Questo  è  il nostro crono programma. Come vedete, non rincorriamo
  le  discariche e non intendiamo liberarci del problema  mandando  i
  rifiuti fuori. Chiediamo soltanto il tempo necessario per dotare la
  Regione  ed  il territorio dell'impiantistica affinché  i  virtuosi
  comuni  che faranno la differenziata potranno, poi, vedere i propri
  rifiuti lavorarsi all'interno della stessa provincia.
   Sì,  perché  la  scommessa alla quale chiamiamo  il  Parlamento  è
  questa. Siamo ancora disposti a continuare ad interloquire  con  33
  soggetti,  che  hanno prodotto quasi 2 miliardi di debiti  e  oltre
  5.000 dipendenti? Che dovremo salvaguardare  E decidere come

   CRACOLICI. Di più

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Più  di  5.000,  onorevole
  Cracolici? 10.000? Quasi.
   Questo  è  il  problema  che  dovrà affrontare  il  Parlamento.  O
  pensiamo,   invece,  di  attribuire  ad  ogni  provincia   l'ambito
  territoriale  ottimale e creare all'interno di  ogni  provincia  un
  dipartimento  che  si occupi esclusivamente di  rifiuti,  come  del
  resto avveniva con la legge n. 9 del 1986?
   Riusciamo   ad   operare  questo  passaggio  da   soggetti   assai
  appesantiti, dove la gestione liquidatoria sembra essere  diventata
  infinita? Commissari liquidatori che operano da sette, otto,  dieci
  anni  e nessuno riesce a vedere in prospettiva quando completeranno
  il  loro  lavoro. E cosa fanno diecimila dipendenti? Dove lavorano?
  Chi li controlla? Ma sapete che su 18 SRR ne funzionano soltanto 3?
   Allora   mandiamo   a   casa  queste  sigle   che   non   servono,
  salvaguardiamo  le  competenze, salvaguardiamo  i  dipendenti  -  e
  dobbiamo capire come - e attribuiamo a ogni provincia il compito di
  occuparsi della politica dei rifiuti.
   Per questo Governo, sia detto chiaro e tondo, il ciclo dei rifiuti
  che  comprende il riuso dei rifiuti, cosa che era anche nel  nostro
  programma  elettorale  ben evidenziato, deve  aprirsi  e  chiudersi
  nella stessa provincia.
   E'  assurdo che un autocompattatore debba fare duecento chilometri
  per  potere compiere il ciclo dei rifiuti di un comune, è  assurdo
  In  alcune  province,  laddove se ne ravvisasse  la  necessità,  si
  potrebbero creare due ambiti, due comprensori. Penso alla provincia
  di  Messina per la sua geografia fisica forse andrebbero  bene  due
  ambiti, due ARO potremmo chiamarli, due comprensori.
   Per  altre  province  ne basterebbe uno -  se  volete  -  per  due
  province  contigue, piccole, si potrebbe creare un solo  centro  di
  gestione, ma questa è una valutazione che farà il Parlamento perché
  se  noi  entro tre, quattro mesi non variamo la legge abrogando  la
  legge  n.  9  del 2010, non avremo assolutamente, non  risolto,  ma
  avviato a soluzione il problema.
   In  Sicilia  c'è  bisogno  di impianti di  compostaggio,  non  c'è
  bisogno di termovalorizzatori.
   Sia detto una volta per tutte
   Non  sono  del partito che demonizza i termovalorizzatori  ma  non
  sono  neanche  del  partito  che ritiene che  i  termovalorizzatori
  rappresentino la soluzione.
   Perché  se  nei  termovalorizzatori deve arrivare  solo  la  parte
  residua  e  cioè il 10 per cento, il termovalorizzatore  se  lo  si
  vuole  creare  può essere anche piccolo e si può contenere  in  una
  stanza  e  non  ha nulla da bruciare o come avviene a  Bolzano,  il
  termovalorizzatore  che opera all'interno della  città,  a  Bolzano
  opera all'interno della città, non funziona da due anni e alla  mia
  domanda   perché non funziona?  mi è stato risposto perché non  c'è
  più spazzatura che arriva al termovalorizzatore.
   Il  nostro  problema  non è come eliminare il  10  per  cento  dei
  rifiuti  residuo, il problema è come eliminare il 90 per cento  che
  oggi va nelle discariche.
   Non  mi  interessa il discorso del termovalorizzatore - se  serve,
  poi  ci  confrontiamo   -  in  questo  momento  non  prevediamo  di
  realizzarne, sia detto con assoluta chiarezza.
   Mi   interessa  capire  perché  su  18  impianti  di  compostaggio
  autorizzati  in Sicilia e completati ne funzionano soltanto  8,  9?
  Qualcuno deve rispondere
   Quante  richieste di autorizzazione per impianti  di  compostaggio
  giacciono negli uffici della Regione? Perché? Da quanto tempo?
   E'  il  lavoro  che  con  l'Assessore  competente  Cordaro  stiamo
  portando avanti e, vi assicuro, non è escluso possa saltare qualche
  testa di dirigente.
   Il   problema   è   della   governance  e   su   quella   dobbiamo
  necessariamente lavorare.
   Terrò  informato il Parlamento delle decisioni che vorrà  adottare
  il  Governo  centrale. Se da Roma non dovesse arrivare il  consenso
  per  poteri  speciali o diretti o indiretti, noi ci  troveremmo  in
  serissime difficoltà. Non avremmo dove portare i rifiuti. E fra 25-
  30 giorni Palermo avrebbe i rifiuti sulle strade.
   Vi  assicuro  che questa vicenda - consentitemi questa confessione
  personale  -  mi  sta molto, molto amareggiando. Perché  sento  per
  intero  il  peso  di  una  responsabilità  che,  amministrativa   e
  politica,  non  è mia. Ma non basta perché non possa  e  non  debba
  profondere  ogni  energia affinché possa essere scongiurato  questa
  caduta  di reputazione da parte della Regione nell'immagine che  si
  proietta   in  Italia  e  in  Europa  e  nel  mondo  alla   vigilia
  dell'estate.
   Si  è  parlato della discarica di Agira. Sulla discarica di  Agira
  siamo  intervenuti come Governo assai in tempo utile. Come  sapete,
  c'è  già  -  è stato detto - una autorizzazione VIA-VAS  rilasciata
  sotto  il  precedente  Governo. Manca l'autorizzazione  AIA  perché
  quella  discarica  possa  entrare in funzione.  Questo  Governo  ha
  bloccato  la  procedura già da diverse settimane perché  su  questa
  pratica  vogliamo vederci chiaro. Tutti gli atti sono già pervenuti
  alla  Presidenza e noi vorremmo che la Commissione,  quella  stessa
  che  ha concesso l'autorizzazione, tornasse a riunirsi per un esame
  molto  più  approfondito, molto più oculato, molto  più  serio  ed,
  eventualmente,  provvedere alla revoca di quel  parere,  di  quella
  stessa  Commissione che non si è presentata - pare - in maggioranza
  dei  suoi  componenti in autotutela. Su questa vicenda il  Governo,
  quindi,  chiede  al Parlamento qualche settimana di tempo,  due-tre
  settimane al massimo, per poter procedere in maniera più lineare  e
  trasparente  possibile e chiudere definitivamente  questa  vicenda.
  Noi  pregiudizialmente non siamo favorevoli ma,  come  sapete,  non
  tutti  i desideri possono diventare norme di legge. Vogliamo capire
  che  cosa  c'è  dietro, cosa c'è davanti a questa procedura.  E  vi
  assicuro  che  se  ci sono responsabilità, se ci  dovessero  essere
  responsabilità, non guarderemo in faccia nessuno. Conosco  bene  la
  zona  di  Agira;  comprendo  e condivido  la  preoccupazione  degli
  abitanti  e  degli amministratori. State certi che  noi  vigileremo
  affinché  sia fatta chiarezza su quello che si è finora  deliberato
  e,  soprattutto, su quello che non può più essere deliberato  se  i
  nostri sospetti dovessero diventare certezze fondate.
   Per  quanto  riguarda Piana del Mela, l'inceneritore.  Ho  sentito
  l'onorevole  Catalfamo  e  anche  altri  colleghi.  Anche  qui   ho
  l'impressione  che  ci  si  voglia curare in  salute,  consentitemi
  questa   battuta.  Il  piano  paesaggistico  è  uno  strumento   di
  pianificazione  che  non ammette deroghe.  Quindi  in  quella  zona
  l'inceneritore  -  e io non sono pregiudizialmente  contrario  agli
  inceneritori  se  tutte le città del nord e del  cuore  dell'Europa
  hanno  gli inceneritori, non credo che siano tutti banditi  -   non
  ci può stare proprio perché c'è un vincolo paesaggistico.
   Prendo  atto  della mobilitazione dei cittadini, dei  sindaci  del
  territorio,  e  davvero vorrei augurarmi che  questa  mobilitazione
  possa  ripetersi  nelle  settimane  future  quando  questo  Governo
  chiederà  chi gestisce il registro dei tumori nell'area di Milazzo,
  chi  gestisce il registro dei tumori nell'area siracusana,  chi  ha
  gestito  il  registro dei tumori nell'area del  gelese,  perché  la
  mobilitazione dei sindaci deve essere costante, non solo di  fronte
  ad  un  paventato pericolo, ma anche e soprattutto di  fronte  alla
  certezza di un pericolo esistente. Il Governo su questa strada  non
  intende  fare  un  solo passo indietro, dichiariamo  guerra  a  chi
  avvelena  il  territorio e costringe la gente a morire  di  tumori.
  Spero che anche nella Piana del Mela i sindaci vorranno mettersi al
  fianco  del  Governo  regionale, e sono certo del  Parlamento,  per
  condurre finalmente questa battaglia; i petrolieri devono sapere, e
  lo  dico  con  tutto  il  rispetto, che si deve  all'industria  del
  petrolio  che  in  Sicilia  questo  Governo  non  teme  ricatti   e
  condizionamenti, non conosciamo la firma di nessun petroliere,  sia
  chiaro.  Però  questa  battaglia  la  possiamo  vincere  se  stiamo
  assieme,  tutti  assieme, e sono sicuro che staremo tutti  assieme.
  Allora onorevole Presidente e onorevoli colleghi, considerato che a
  parte   la  premessa  poi  il  dispositivo  di  tutte  le   mozioni
  sostanzialmente tende a chiedere al Governo quali sono i  programmi
  che  ha  messo  in calendario, e nella speranza di  avere  io  reso
  edotto  il  Parlamento della necessità di ricorrere agli  strumenti
  straordinari  ma  anche  del  crono  programma  per  gli  strumenti
  ordinari, io a nome del Governo auspico che si possa pervenire a un
  testo  unificato delle mozioni con l'impegno da parte nostra, prima
  ancora  che da parte del Parlamento, di tenere informata l'Aula  su
  ogni  iniziativa ricadente nell'ambito della politica dei  rifiuti.
  Se  mi  consentite con lo stesso impegno e con la  stessa  passione
  vorremmo  in una prossima seduta che il signor Presidente dell'Aula
  con  la  Conferenza  dei  Capigruppo  vorrà  determinare,  vorremmo
  affrontare  il tema delle risorse idriche che è un tema altrettanto
  grave,  emergenziale perché richiamiamo la teoria del  dubbio,  noi
  abbiamo  le  idee  chiare  ma ci conforta  il  diritto  al  dubbio,
  confrontarci  con  il  Parlamento  e  anche  in  questa   occasione
  dall'opposizione sono arrivate proposte che facevano già parte  del
  nostro   bagaglio  ma  che  abbiamo  arricchito  per   dovizia   di
  particolari;   allora  credo  che  sarà  utile  un  confronto   del
  Parlamento,  tenuto conto che secondo i tecnici l'emergenza  idrica
  coinvolgerà la città di Palermo, potrebbe coinvolgere la  città  di
  Palermo, fra qualche settimana e non so se noi possiamo fare  tutti
  la  danza  dell'acqua, della pioggia, credo che  non  servirebbe  a
  niente, ma a parte le battute, questo dà l'idea di quanto miope sia
  stata  la  politica delle risorse idriche negli ultimi  decenni  in
  Sicilia, e lo dico senza salvare nessuna parte politica, la mia  di
  provenienza  per prima. Bene, quindi signor Presidente la  proposta
  che  il  Governo si permette di formalizzare è quella di pervenire,
  attraverso magari un confronto con i capi gruppo, ad un testo unico
  che   faccia  salva  una  articolata  premessa  e  una  altrettanto
  articolata parte dispositiva.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna l'onorevole Mancuso.
   L'Assemblea ne prende atto.

          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16
   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Riprende la discussione unificata di mozioni sul tema
          dei rifiuti in Sicilia: nn. 1-6-9-10-12-13-14-15-16

   PRESIDENTE.  Rispetto alla proposta dell'onorevole  Musumeci  che,
  credo, possa riferirsi anche ad un ordine del giorno condiviso,  se
  i  capigruppo lo chiedono, possiamo sospendere la trattazione delle
  mozioni, verificare se si può individuare un percorso comune in  un
  ordine del giorno.
   Se c'è questa richiesta, sospendo la seduta per 15 minuti.

   MILAZZO GIUSEPPE. Anche 10 minuti, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora, sospendo la seduta per 10 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 21.16, è ripresa alle ore 21.41)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare per una comunicazione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  a  me
  premeva  semplicemente  sottolineare una cosa  in  maniera  davvero
  veloce.
   Io  ho  ascoltato tutti gli interventi di proposizione delle varie
  mozioni  e  poi  ho  ascoltato  in  ultimo,  anche  con  interesse,
  l'intervento  del  Presidente della Regione  e  devo  dire  che  ho
  apprezzato  quando  lui  ha  detto  che  non  c'era  stata   alcuna
  demagogia, alcuna campagna elettorale negli interventi. Poi,  però,
  la  demagogia l'ho dovuta ascoltare nell'intervento del  Presidente
  della Regione.
   Io  volevo semplicemente ricordare al presidente Musumeci  che  la
  questione di Roma, visto che lui, essendo Presidente della Regione,
  ne  parla  parlando  di Catania e di Palermo, è  relativa  a  delle
  disfunzioni   proprio  della  Regione  Lazio  e  che   proprio   su
  quell'argomento il Partito Democratico con il presidente  D'Alfonso
  dell'Abruzzo  e il presidente Bonaccini dell'Emilia Romagna  stanno
  facendo demagogia aprendo le discariche delle loro regioni a quella
  che è un'incombenza che doveva avere la Regione Lazio. Ora qui è la
  stessa  situazione.  Se si parla di Palermo  il  problema  è  della
  Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cancelleri, mi ha chiesto  di  fare  delle
  comunicazioni,  non c'è replica alle dichiarazioni  del  Presidente
  della  Regione.  Si devono votare le mozioni singolarmente  secondo
  l'ordine cronologico.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, ho finito.  Volevo  semplicemente
  ripristinare per un attimo la verità dei fatti, visto che in questo
  caso la verità non era stata riportata.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede alla votazione  secondo
  l'ordine  di  presentazione delle mozioni. Ricordo  che  quando  si
  tratta  di mozioni che tra loro riportano lo stesso oggetto,  e  lo
  sviluppo della mozione in gran parte riguarda gli stessi argomenti,
  ovviamente  l'approvazione di una di queste preclude l'esame  delle
  altre. Mi riferisco in particolar modo alle mozioni n. 12, n. 14  e
  n. 15.
   Si  procede, pertanto, con la votazione della mozione n. 1  Ritiro
  in  autotutela  del D.A. n. 403/GAB del 25 ottobre  2017 ,   i  cui
  firmatari sono tutti i parlamentari del Movimento Cinque  Stelle  e
  l'onorevole Fava. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   CANCELLERI.  Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


          Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          24
   Contrari            30
   Astenuti             0

                          (Non è  approvata)

   Si  passa  alla  mozione n. 6  Iniziative in ordine  all'emergenza
  rifiuti  nel  territorio della Regione siciliana ,  a  firma  degli
  onorevoli  Lupo ed altri. La pongo  in  votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvata)

   Si  passa  alla mozione n. 9  Revoca della Valutazione di  Impatto
  Ambientale  (VIA) per la realizzazione e gestione dell'impianto  di
  trattamento  e di recupero dei rifiuti pericolosi e non  presso  il
  Comune  di  Scicli  (RG) , a firma dei parlamentari  del  Movimento
  Cinque Stelle e dell'onorevole Fava.. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga  per  scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


          Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 9

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 9.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          27
   Contrari             0
   Astenuti            28

                          (Non è  approvata)

   Si passa alla mozione n. 10  Chiarimenti sul piano di gestione dei
  rifiuti e sulla centrale termoelettrica di San Filippo del Mela , a
  firma degli onorevoli Catalfamo, Amata e Galvagno.
   Comunico che sono stati presentati, dagli onorevoli Fava e De Luca
  Cateno, gli emendamenti 10,1 e 10.2.
     Si passa all'emendamento 10.1. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 10.2. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione la mozione n. 10.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione   avvenga   per
  scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 10

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 10
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          27
   Contrari            19
   Astenuti             8

                           (Non è approvata)

   Si passa alla mozione n. 12  Attività ordinarie e straordinarie in
  materia  di  gestione e smaltimento del ciclo  dei  rifiuti  solidi
  urbani ,  a  firma  degli  onorevoli De  Luca  Cateno,  Rizzotto  e
  Galvagno.
    Comunico che è stato presentato l'emendamento 12.1, a firma degli
  onorevoli De Luca Cateno ed altri.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 12.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 12.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             56
   Votanti              52
   Maggioranza          27
   Favorevoli            1
   Contrari             50
   Astenuti              1

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione la mozione n. 12.

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, accogliendo quella che è stata
  anche  la  richiesta da parte del Presidente della  Regione  e  non
  volendo pensare che si possa fare una guerra di religione su questo
  argomento,  anche perché è stato abbastanza esaustivo e  devo  dire
  anche  abbastanza  puntuale  - in parte anche  sorprendendomi  devo
  dire,  onestamente - ritiro la mozione a mia firma.
   Naturalmente, il tema che io pongo per quanto riguarda la  mozione
  della maggioranza è quella di tenere in considerazione, considerato
  che  non  c'è  stata  la possibilità di sistemare  tecnicamente  la
  questione,  che  qualunque  decisione prenderà  il  Governo  e  che
  proporrà  all'Aula, quella di salvaguardare i Comuni e  gli  Ambiti
  virtuosi.  Questo  è  fondamentale, lo ha  detto  anche  nella  sua
  dichiarazione.  Quindi,  per  il  resto  ritiro  la  mozione  e  di
  conseguenza mi associo a quella della maggioranza.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  alla  mozione n. 13  Revoca della realizzazione  di  un
  impianto di biometano nel territorio di Francoforte (EN) , a  firma
  degli onorevoli Fava, Pagana e Palmeri.
   Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 13

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti             56
   Votanti              55
   Maggioranza          28
   Favorevoli           26
   Contrari             29
   Astenuti              0

                           (Non è approvata)

   Si  passa  alla  mozione  n. 14 «Misure a  sostegno  dell'economia
  circolare  e  della valorizzazione dei materiali post  consumo ,  a
  firma  del Movimento Cinque Stelle. Comunico che è stato presentato
  un  emendamento,  il 14.1, a firma degli onorevoli Lupo,  Trizzino,
  Cracolici, De Domenico, Lantieri, Gucciardi. Lo pongo in votazione.
  Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 14.1

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 14.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            56
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          26
   Contrari            29

                           (Non è approvata)

   Pongo in votazione la mozione n. 14. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Contrario.

   SIRAGUSA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 14

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 14.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            57
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          26
   Contrari            31
   Astenuti             0

                           (Non è approvata)

   Si passa alla mozione n. 15 «Iniziative in ordine alla grave crisi
  dei  rifiuti  in  Sicilia».  Comunico che  è  stato  presentato  un
  emendamento, il 15.1,  a firma dell'onorevole Compagnone. Lo  pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Vorremmo  prendere  visione
  dell'emendamento, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Certo. Si provveda a distribuire l'emendamento. Questa
  è  la  mozione a firma degli onorevoli Aricò, Catalfamo,  La  Rocca
  Ruvolo, Milazzo, Pullara, Rizzotto.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   non
  possiamo   esprimere  parere  favorevole  nella   misura   in   cui
  l'emendamento  tende  a  salvaguardare l'esistenza,  la  continuità
  delle  S.R.R., mentre riteniamo di doverlo condividere nella  prima
  parte  in cui si invita il legislatore ad individuare il numero  di
  ambiti  territoriali  ai fini di una gestione  economico-ambientale
  ottimale.  Quindi,  la prima parte per noi va  benissimo,  fino  ad
  ottimale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Presidente della Regione,  lei  esprime  un
  parere favorevole per una parte, quindi l'onorevole Compagnone

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Il  Governo  non  lo   può
  condividere  nella  sua interezza,  quindi, per  noi  il  parere  è
  contrario.

   MILAZZO.  Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirare
  l'emendamento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione, per alzata e seduta, la mozione n. 15. Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   CRACOLICI.  Presidente,  però è stato poco  elegante.  Doveva  far
  alzare i favorevoli

   PRESIDENTE.  Erano  già stanchi, onorevole  Cracolici,  perché  si
  erano alzati poco fa.
   Si  passa  alla  mozione n. 16 «Annullamento in  autotutela  della
  procedura  di  AIA  relativa alla domanda  presentata  dalla  ditta
  Solgesta S.r.l.», a firma dei deputati del Movimento Cinque  Stelle
  più l'onorevole Fava. La pongo in votazione. Il parere del Governo?

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Il  Governo  si   rimette
  all'Aula.

   CANCELLERI.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


         Votazione per scrutinio nominale della mozione n. 16

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            53
   Votanti             52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          26
   Contrari             0
   Astenuti            26

                           (Non è approvata)

   Comunico che sono stati presentati alcuni ordini del giorno.
   Si  passa  all'ordine  del  giorno n. 2 «Chiusura  del  ciclo  dei
  rifiuti  della  provincia di Trapani», a  firma  dei  deputati  del
  Movimento Cinque Stelle.
   Il parere del Governo? Lo accetta come raccomandazione?

   MUSUMECI,  presidente della Regione. E' un ordine del giorno  che,
  però, nel dispositivo impegna il Governo.
   L'ordine  del  giorno,  come  sanno i  colleghi,  può  fare  voti,
  auspici, non può impegnare il Governo, altrimenti è una mozione.
   Il Governo l'accetta come raccomandazione.

   CRACOLICI. Quindi, accetta le raccomandazioni? Se lo ricordi

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Sì, lo  dico  pubblicamente,
  quelle che arrivano dal Parlamento.

   PRESIDENTE.  Si  passa agli ordini del giorno  n.  3   «Controlli,
  monitoraggio  delle  discariche in contrada Grotte  San  Giorgio  a
  Catania,  e  tutela dei residenti» e n. 4 «Opposizione a  qualsiasi
  progetto che preveda impianti di incenerimento o termovalorizzatori
  di  rifiuti, o derivati degli stessi, all'interno della  Valle  del
  Mela». Il parere del Governo? Presidente Musumeci, li accetta  pure
  come raccomandazione?

   MUSUMECI, presidente della Regione.  E' l'ordine del giorno avente
  come  primo  firmatario l'onorevole Ciancio. Certo che  li  accetto
  come raccomandazione.


   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 30
  gennaio 2018, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I  - Comunicazioni
  II  -  Procedura d'urgenza dell'esame del disegno di legge n. 103
  III - Discussione della mozione n. 2 (v. allegato)
  IV  -  Discussione della mozione n. 3 (v. allegato)
  V   - Discussione della mozione n. 4 (v. allegato)
  VI  -  Discussione della mozione n. 5 (v. allegato)
  VII  - Discussione della mozione n. 7 (v. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 22.10

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio