Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.12
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Rizzotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
politico
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della sospensione di diritto
dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica di deputato regionale
ai sensi del decreto legislativo n. 235 del 2012, di cui
l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 109 del 2 aprile 2019,
decade la firma dello stesso parlamentare dai seguenti atti
ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 454, 455, 456
e 457;
interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 628, 629,
631, 632, 633, 634 e 635;
interpellanze: nn. 138, 139 e 142;
mozioni: nn. 11, 49, 113, 145, 157, 158, 159, 160, 161, 202, 203,
204, 209 e 217.
Decade, infine, per il venir meno del prescritto numero minimo di
firmatari, il seguente atto di indirizzo politico:
mozione n. 178.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 721
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail dell'8 aprile 2019,
assunta al bollo d'ingresso della Vicesegreteria generale dell'Area
Istituzionale in pari data e protocollata al n. 2904/AulaPG dell'8
aprile 2019, l'on. Stefania Campo ha dichiarato di ritirare
l'interrogazione n. 721, a propria firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che con nota del 3 aprile 2019, pervenuta a
questa Presidenza in pari data, assunta al bollo di ingresso della
Segreteria generale del 4 aprile successivo e protocollata al n.
2871/AulaPG del 5 aprile 2019, l'on. Daniela Ternullo ha dichiarato
di aderire al Gruppo parlamentare Popolari ed Autonomisti - Idea
Sicilia .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Do lettura dei decreti di nomina di componente di
Commissione:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I
D E N T E 175
CONSIDERATO che a seguito della sospensione di diritto, ai sensi
del decreto legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole Giuseppe
GENNUSO dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019, risulta
temporaneamente vacante il seggio dallo stesso ricoperto nella
Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Popolari ed
Autonomisti - Idea Sicilia' al quale l'onorevole GENNUSO
apparteneva;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Daniela TERNULLO è nominata componente della
Commissione permanente per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea, in sostituzione dell'onorevole
Giuseppe GENNUSO, sospeso di diritto dalla carica di deputato
regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 10 aprile 2019
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I
D E N T E 176
CONSIDERATO che, a seguito della sospensione di diritto, ai sensi
del decreto legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole Giuseppe
GENNUSO dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019, risulta
temporaneamente vacante il seggio dallo stesso ricoperto nella III
Commissione legislativa permanente Attività produttive';
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Popolari e
Autonomisti - Idea Sicilia', al quale l'onorevole GENNUSO
apparteneva;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Daniela TERNULLO è nominata componente della III
Commissione legislativa permanente Attività produttive', in
sostituzione dell'onorevole Giuseppe GENNUSO, sospeso di diritto
dalla carica di deputato regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 10 aprile2019
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I
D E N T E 177
CONSIDERATO che a seguito della sospensione di diritto, ai sensi
del decreto legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole Giuseppe
GENNUSO dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019, risulta
temporaneamente vacante il seggio dallo stesso ricoperto nella
Commissione parlamentare speciale d'inchiesta sul fenomeno del
randagismo in Sicilia;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTA la designazione del Gruppo parlamentare Popolari ed
Autonomisti - Idea Sicilia' al quale l'onorevole GENNUSO
apparteneva;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Daniela TERNULLO è nominata componente della
Commissione parlamentare speciale d'inchiesta sul fenomeno del
randagismo in Sicilia, in sostituzione dell'onorevole Giuseppe
GENNUSO, sospeso di diritto dalla carica di deputato regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 10 aprile 2019»
Comunicazione di correzione di errore materiale
relativo a comunicazione di decadenza di atti ispettivi
PRESIDENTE. Comunico che nel resoconto stenografico della seduta
n. 394 del 20 dicembre 2016, con riferimento alla comunicazione di
decadenza di atti ispettivi, devono intendersi cassate le parole:
automaticamente, ai sensi dell'art. 37 bis, comma 2, Reg. Int.
Ars .
L'Assemblea prende atto della correzione di errore materiale.
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 10 aprile 2019,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, presente il
Vicepresidente vicario, onorevole Di Mauro, ha approvato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per la corrente sessione.
AULA
l'Aula terrà seduta martedì 16 aprile 2019 per avviare la
discussione dei disegni di legge n. 419/A Individuazione degli
interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a
procedura autorizzatoria semplificata e n. 220/A Norme in materia
di politiche giovanili. Istituzione del Forum Regionale dei Giovani
e dell'Osservatorio Regionale delle politiche giovanili .
Il termine per la fissazione degli emendamenti ai disegni di legge
sopra menzionati è fissato per mercoledì 17 aprile 2019, alle ore
12:00, i quali ultimi saranno discussi nella seduta d'Aula che sarà
convocata nella stessa data, alle ore 16:00.
Nella seduta di martedì 16 aprile 2019 avranno, altresì, luogo le
comunicazioni del Presidente della Regione e successivo dibattito
in ordine alla trattativa con il Governo nazionale sui rapporti
finanziari Stato - Regione siciliana.
COMMISSIONI
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
legge:
I Commissione: ddl in materia di riassetto dei sistemi cimiteriali
e ddl di recepimento della normativa nazionale anticorruzione.
Priorità è stata data, inoltre, al disegno di legge cd.
collegato nonché agli altri disegni di legge di rielaborazione
degli emendamenti presentati al collegato medesimo, di ciascuna
Commissione di merito.
L'Assemblea ne prende atto.
Discussione del disegno di legge Individuazione degli interventi
esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura
autorizzatoria semplificata (n. 419/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge Individuazione
degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o
sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata (n. 419/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Sammartino, per svolgere la relazione.
Onorevole Sammartino, secondo quanto stabilito dalla Conferenza
dei Capigruppo che ho letto poc'anzi, lei è invitato a svolgere la
sua relazione e rinviare la presentazione degli emendamenti a
domani alle ore 12.00, e la discussione a domani pomeriggio alle
ore 16.00.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la proposta di legge in esame, a
firma del compianto Assessore Sebastiano Tusa, contiene misure
volte a garantire la semplificazione del procedimento
amministrativo in materia di autorizzazione paesaggistica.
Disciplina, infatti, gli interventi e le opere esclusi
dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti al procedimento
semplificato di autorizzazione paesaggistica, in attuazione
dell'articolo 146 comma 9 del Codice dei beni culturali e del
paesaggio, come modificato dal secondo decreto correttivo e
integrativo n. 63 del 2008 e del D.P.R. 9 luglio 2010 n. 139
recante la disciplina del procedimento semplificato di
autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità e
dal D.P.R. n. 31 del 2017.
Il DPR del 2010 conteneva l'Allegato 1 con l'individuazione di 39
tipologie di interventi, cui applicare la procedura semplificata
ivi prevista, articolata essenzialmente in tre misure, consistenti
nel dimezzamento dei termini del procedimento, nella
semplificazione documentale e in alcune misure di semplificazione
organizzativa.
L'applicazione di tale provvedimento normativo nella Regione
siciliana, però, ad eccezione di alcune disposizioni in materia di
semplificazione documentale, richiedeva l'emanazione di un'apposita
norma regionale di recepimento, e non solo a causa della
disposizione, contenuta nello stesso D.P.R. 139/2010, secondo cui
le Regioni a Statuto speciale avrebbero dovuto emanare proprie
disposizioni normative ispirate agli stessi principi, ma anche in
considerazione del fatto che la maggior parte delle norme, in esso
contenute, innovava nel complesso rapporto esistente
nell'ordinamento statale ma non in quello regionale siciliano tra
le Soprintendenze statali e uffici delle Regioni a Statuto
ordinario competenti in materia.
Con il citato DPR del 2017 è stato approvato il regolamento
rubricato «Individuazione degli interventi esclusi
dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura
autorizzativa semplificata» che ha abrogato e sostituito il
precedente D.P.R. n.139/2010, e che, almeno in parte, trova
immediata applicazione anche nell'ordinamento regionale siciliano.
Stabilisce, infatti, l'articolo 13, comma 3, del D.P.R. 31/2017 che
l'esonero dall'obbligo di autorizzazione delle categorie di opere e
interventi di cui all'allegato A si applica immediatamente in tutto
il territorio nazionale, fermo restando il rispetto delle
competenze delle Regioni a Statuto speciale; tale ultimo inciso fa
riferimento alla diversa organizzazione degli uffici e delle
competenze, in materia di beni culturali e tutela del paesaggio,
presente nelle Regioni a statuto speciale rispetto alle Regioni a
statuto ordinario. Il nuovo regolamento di semplificazione,
relativo all'individuazione degli interventi esclusi
dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura
autorizzatoria semplificata, attua la previsione dell'art. 12,
comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014. n. 106, come modificato
dall'art. 25, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014. n.
164.
Tra le innovazioni più rilevanti, anche per la sua efficacia
immediata nell'ordinamento regionale siciliano, è l'individuazione
di 31 tipologie di interventi "di lieve entità", elencati
nell'Allegato A al DPR, che se eseguiti in aree vincolate, e se non
vietati da specifiche prescrizioni d'uso contenute nei piani
paesaggistici o nei provvedimenti di vincolo, non sono soggetti ad
autorizzazione paesaggistica.
Il regolamento individua, poi, ulteriori 42 tipologie di
interventi, elencati nell'Allegato B allo stesso D.P.R, che se
eseguiti in aree vincolate, e sempre che non siano vietati da
specifiche prescrizioni d'uso contenute nei piani paesaggistici o
nei provvedimenti di vincolo, sono soggetti al procedimento
autorizzativo semplificato.
A questi si aggiunge la possibilità di sottoporre ad
autorizzazione paesaggistica semplificata le istanze di rinnovo di
autorizzazioni scadute da non più di un anno ed inerenti ad
interventi in tutto o in parte non eseguiti, purché il progetto sia
conforme all'autorizzazione già rilasciata.
Qualora con l'istanza di rinnovo siano chieste anche variazioni
progettuali che comportino interventi di non lieve entità, si
applica, invece, il procedimento autorizzatorio ordinario.
Allo scopo di introdurre pienamente le disposizioni su richiamate
e di adattarle all'ordinamento regionale si è dunque reso
necessario il presente disegno di legge relativo alla
"Individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione
paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria
semplificata".
Onorevoli colleghi, signor Presidente, chiedo l'attenzione
dell'Aula, dopo avere illustrato brevemente la relazione tecnica a
questo disegno di legge perché questo disegno di legge viene
trattato oggi in Aula grazie alla sensibilità di tutta la
Commissione, che ho l'onore di presiedere, su proposta del
compianto Assessore Tusa, che nelle settimane precedenti
all'accaduto che conosciamo aveva già allertato la Commissione di
merito per questo importante disegno di legge che ridarà ai
siciliani gli stessi diritti che, in parte, il resto delle nostre
regioni hanno nel vedere erogare alcuni servizi con un iter
semplificato, con un iter burocratico molto più snello e che
consentirà ai nostri concittadini siciliani di avere lo stesso iter
autorizzativo da Reggio Calabria piuttosto che a Messina.
Aiuteremo le famiglie siciliane con questo disegno di legge nel
non vedere nella Pubblica Amministrazione un ostacolo e - mi
consentirete di sottolineare - come i tempi brevi e la certezza dei
procedimenti elimineranno a volte delle lungaggini che, purtroppo,
sono anche fatti di cronaca e che molto spesso allontanano il
cittadino dalle istituzioni che non vede nella classe politica, in
noi, una soluzione concreta ai bisogni in cui le famiglie siciliane
versano.
Ringraziando la Commissione e gli Uffici che hanno lavorato a
questo disegno di legge per l'armonia di tutti i Gruppi
parlamentari, vi chiedo di poterlo esitare nella maniera più serena
e portando le giuste modifiche emendative partendo da un testo base
che, credo, rispecchi davvero le esigenze che oggi i siciliani
hanno. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione
degli emendamenti, così come stabilito in Conferenza dei
Capigruppo, è fissato a domani, 17 aprile 2019, alle ore 12.00.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli,
rinviando la discussione generale a domani pomeriggio alle ore
16.00. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Discussione del disegno di legge Norme in materia di politiche
giovanili. Istituzione del Forum Regionale dei Giovani e
dell'Osservatorio Regionale delle politiche giovanili (n.220/A)
PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge Norme
in materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum Regionale
dei Giovani e dell'Osservatorio Regionale delle politiche
giovanili (n.220/A), posto al numero 2).
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Sammartino, per svolgere la relazione.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il tema della partecipazione dei
giovani è alquanto vasto, complesso ed affrontabile da più punti di
vista: da una parte rispetto al livello partecipativo dei giovani
in Italia ed in Europa e dall'altra rispetto a metodologie,
strumenti e linee guida che possono favorire l'effettiva
partecipazione dei giovani alla vita locale.
Il Consiglio europeo nel Piano di lavoro per la gioventù
2016/2018 ha posto agli Stati membri l'obiettivo di una maggiore
partecipazione di tutti i giovani alla vita democratica e civica in
Europa, invitando a promuovere cittadinanza attiva e partecipazione
dei giovani a società plurali e tolleranti .
In questa direzione appare fondamentale educare i giovani alla
partecipazione alla vita democratica (processo reciproco e
permanente) per rafforzare il ruolo degli stessi giovani nella
definizione delle politiche che li riguardano, favorendo il dialogo
con i giovani ed un migliore utilizzo dei meccanismi esistenti - o
l'istituzione di nuovi meccanismi - per raccogliere i pareri dei
giovani al fine di informare e impostare la politica per la
gioventù e le politiche attinenti ai giovani.
I giovani hanno un prezioso contributo da apportare allo sviluppo
della società. Una loro maggiore partecipazione può contribuire
allo sviluppo sociale, politico, culturale ed economico e, se un
maggior numero di persone e di idee sono rappresentate in ambito
pubblico, le decisioni avranno basi più solide.
Il presente disegno di legge è volto al riconoscimento di diritti
autonomi, agli adolescenti ed ai giovani, che la Regione
nell'ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle
raccomandazioni europee, contenute nel libro bianco della
Commissione Europea e nella Carta Europea della partecipazione dei
giovani alla vita comunale e regionale, deve attuare come
condizione necessaria per l'innovazione, lo sviluppo sostenibile,
la crescita umana, sociale, occupazionale, culturale ed economica
della regione stessa.
Bisogna riconosce i giovani come ricchezza del territorio e come
risorsa fondamentale ed essenziale della comunità, cercare di
perseguire il benessere e il pieno loro sviluppo di coloro che
vivono sul territorio e delle loro famiglie, per favorire la
coesione sociale, la crescita culturale ed economica della
collettività.
La Regione siciliana attraverso tale iniziativa dovrà provvedere
all'armonizzazione delle politiche giovanili con tutte le forme di
tutela dei cittadini, assicurando risposte adeguate ed esaustive
sui bisogni dei giovani. Sviluppare politiche per i giovani
coordinate con i comuni singoli o associati, altri organismi
pubblici, organismi privati e associazioni interessate alle
politiche giovanili, volte a garantire l'accesso all'istruzione, la
continuità dei percorsi scolastici e universitari, alternanza
scuola-lavoro, il successo formativo, la partecipazione alla vita
della comunità educativa e la valorizzazione dell'educazione
informale e non formale.
Promuovere interventi e servizi per i giovani che garantiscono la
facilità di accesso, l'ascolto e gli stili di vita sani ed il
rifiuto della violenza in ogni sua forma.
Il presente disegno di legge ha come scopo principale di istituire
il Forum Regionale dei Giovani quale organo consultivo e
propositivo per le politiche che mirano a sostenere il diritto allo
studio, l'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro anche
attraverso una formazione mirata volta a promuovere
l'associazionismo giovanile.
Il Forum Regionale dei Giovani, di seguito denominato Forum ,
quale organismo stabile di riferimento e confronto tra i giovani,
la Regione e gli enti locali è istituito presso l'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro e
con la propria attività contribuisce alla definizione
dell'indirizzo politico della Regione sulle tematiche giovanili.
Le finalità della presente iniziativa di legge sono attuate dalla
Regione, dagli enti locali e dalle associazioni senza fini di
lucro, secondo le rispettive competenze.
Le azioni e gli interventi in favore dei giovani sono improntati
al rispetto dei principi di pari opportunità, di parità di
trattamento, di uguaglianza e di non discriminazione.
Si precisa, infine, che il testo in esame non necessita di alcuna
copertura finanziaria, atteso che sono state eliminate tutte le
parti che avrebbero comportato oneri a carico del bilancio della
Regione.
Onorevoli colleghi, su questo si è a lungo dibattuto in
Commissione di merito e ringrazio anche la Commissione Bilancio .
L'ultima parte della relazione, ahimè, è la pecca di questo disegno
di legge che vuole essere e che vuole avviare una stagione diversa
all'interno delle Istituzioni regionali, perché quanto meno
istituiamo il Forum e diamo spazio ai ragazzi siciliani e alle idee
dei nostri giovani di potersi relazionare con gli Enti locali, con
gli Organi preposti ma, soprattutto, con tutto quel comparto anche
amministrativo che molto spesso ha visto nei giovani o nelle
politiche da attuare nei loro confronti con un certo distacco.
La copertura finanziaria non è stata possibile trovarla in
Commissione Bilancio e ringrazio il Presidente Savona per lo
sforzo; però, ad oggi stiamo istituendo il Forum e ci auguriamo che
la sensibilità del Parlamento in questi anni che verranno di questa
XVII Legislatura potrà consentire anche un impegno economico che
darà sicuramente voce a tutte le rappresentanze studentesche
siciliane e che riporti, così come nel resto del Paese, un diritto
ai nostri ragazzi che molto spesso la politica ha negato. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il termine per la presentazione
degli emendamenti è fissato a domani, 17 aprile 2019, alle ore
12.00. La discussione generale è rinviata all'articolo 1 nella
seduta di domani alle ore 16.00.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
finanziari Stato - Regione Siciliana
Comunicazioni del Presidente della Regione e successivo dibattito
in ordine alla trattativa con il Governo nazionale sui rapporti
finanziari Stato - Regione siciliana
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Comunicazioni del Presidente della Regione e successivo dibattito
in ordine alla trattativa con il Governo nazionale sui rapporti
finanziari Stato - Regione siciliana .
Comunico all'Aula che sono stati presentati due ordini del giorno.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, intervengo
per due ragioni. La prima è quella di comunicare all'Aula che il
Governo ha delegato il Vicepresidente, Assessore Armao per la
trattativa con il Governo nazionale e, quindi, sarà lo stesso
Vicepresidente ad illustrare all'Aula le novità emerse negli ultimi
giorni.
La seconda ragione per la quale intervengo è un atto formale, ma
anche sentito, quello di presentare al Parlamento l'Assessore per
la famiglia, le politiche sociali e il lavoro, il dottore Antonio
Scavone, alla mia estrema destra, ma è solo un caso geografico e
logistico. Egli è di formazione cattolica, democratica-cristiana,
primario radiologo presso l'Azienda Garibaldi di Catania, è stato
senatore della Repubblica, uomo di competenza sul piano politico ed
amministrativo e sono davvero contento che abbia voluto accettare
il mio invito a far parte del Governo regionale.
Sostituisce la dottoressa Mariella Ippolito della provincia di
Caltanissetta, Presidente dell'Ordine dei farmacisti, la quale ha
rassegnato tempo fa le dimissioni e alla quale va il mio ufficiale
e sentito ringraziamento e quello di tutto il Governo regionale per
l'impegno che ha voluto profondere alla guida di questo impegnativo
e difficile Assessorato. Buon lavoro.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, il negoziato con lo Stato che si è avviato già
dall'1 agosto scorso, concernente la revisione delle norme in
materia finanziaria ed una serie di questioni concernenti i temi
finanziari, dalla finanza locale alla cosiddetta condizione di
insularità, per non indugiare oltre su temi riguardanti in senso
ampio i rapporti finanziari tra Stato e Regione, compresa anche la
questione di Riscossione Sicilia, ha avuto una serie di passaggi
che hanno condotto già nel dicembre scorso alla stipula di un primo
accordo. Un primo accordo che tra le tante questioni analizzate ed
esaminate ha riguardato anche il tema del disavanzo.
Come voi ben sapete, in sede di parifica del Rendiconto generale
della Regione 2017 la Corte dei conti ha rilevato un disavanzo di 2
miliardi e 143 milioni. Questo disavanzo ha una composizione
variegata e nella stragrande parte riconducibile al tema del
maggior disavanzo di cui si era previsto il ripianamento nel 2015.
Una premessa di ordine tecnico-giuridico. Il decreto legislativo
n. 118 del 2011 ha innovato profondamente le relazioni finanziarie
e la cosiddetta armonizzazione dei bilanci, cioè ha introdotto una
previsione che, in qualche modo, toglie alla Regione siciliana la
competenza prima avuta in materia di ordinamento finanziario della
Regione, com'è noto a voi tutti prima del recepimento del decreto
legislativo n. 118 del 2011 i bilanci e in generale la contabilità
regionale erano disciplinati da una normativa interna e non da una
normativa statale.
L'avvento della legge costituzionale n. 1 del 2012, la legge che
ha introdotto il cosiddetto pareggio di bilancio in Costituzione
prima, e poi il recepimento del decreto legislativo n. 118 del
2011, avvenuto in vero in modo non corretto come ha puntualizzato
la Corte dei conti ed intempestivo perché arrivato nel 2015, è
intervenuto mediante una norma di recepimento diretto da parte
della Regione siciliana con legge e, quindi, non con norma di
attuazione.
Apro una parentesi: a tale riguardo, proprio per ovviare a questo
tipo di asimmetria sul piano del recepimento normativo, abbiamo già
approvato in Giunta ed è all'esame della Commissione paritetica uno
schema di norme di attuazione che, finalmente, possa ripristinare
il corretto adeguamento della Regione siciliana ad un decreto
legislativo che è attuativo della normativa sul federalismo fiscale
e, pertanto, va recepito nelle forme sancite dall'articolo 27 della
legge n. 42 del 2009, la legge sul federalismo fiscale per
l'appunto, quindi mediante norme di attuazione, Commissione
paritetica, nelle forme che ben conoscete.
Quindi, il decreto n. 118 viene recepito nel 2015 ed in quella
sede si effettua il cosiddetto riaccertamento straordinario dei
residui.
Ad un giornale che qualche giorno fa leggeva in termini diacronici
il divenire dei rapporti finanziari tra Stato e Regione, è stato
necessario precisare che in qualche modo la vicenda della finanza
pubblica nel nostro Paese è un po' simile a quella della vicenda
monetaria, nel senso che tutto si distingue da prima dell'euro e
dopo l'euro, e lo stesso può dirsi con la legge costituzionale del
2012 che ha radicalmente modificato il regime della finanza
pubblica prima del 2012 e dopo il 2012. Dal 2013 in poi i bilanci
hanno dovuto avere una configurazione diversa e si è posto il
problema dei residui, che prima erano una parte importante del
nostro bilancio sia per la parte dei cosiddetti residui passivi, ma
soprattutto per la parte dei residui attivi.
Come ricorderà il Presidente Savona, che presiedeva la Commissione
paritetica in passate legislature, i residui attivi consentivano un
margine di spesa che oggi sarebbe impensabile proprio perché è
intervenuto un nuovo assetto della finanza pubblica.
Per eliminare questa massa enorme di residui attivi si è
effettuato un riaccertamento straordinario con la possibilità di
spalmare nel trentennio gli effetti finanziari di questi residui e,
quindi, il disavanzo è stato così limitato negli immediati esercizi
successivi al riaccertamento e spalmato come si usa dire con un
termine atecnico ripianato in trent'anni.
La Corte ha rilevato, tuttavia, che a questa operazione importante
di risanamento significativo del bilancio regionale effettuato nel
2015, sono mancati circa 2 miliardi e 143 milioni, pertanto ha
riconosciuto ed evidenziato questa cifra, questa cifra laddove non
avessimo convenuto con lo Stato nel dicembre scorso con un accordo
firmato tra il Presidente Musumeci e il Ministro Tria, non avessimo
concordato un ripianamento trentennale per una quota parte, avrebbe
avuto un effetto di circa 700 milioni di euro l'anno tra lo scorso
anno, questo e il prossimo con un effetto di default fin troppo
evidente.
L'accordo intervenuto ha consentito di spalmare 1 miliardo e 600
milioni di euro mentre sono rimasti fuori 546 milioni, circa 550
milioni, che non rientravano nella fattispecie appositamente
generica che ha preteso la Ragioneria generale dello Stato, perché
nonostante fosse contenuta in questo accordo la previsione
normativa che poi è stata trasfusa nella legge di bilancio, questa
previsione doveva essere generale e astratta, cioè non doveva
riguardare squisitamente la Sicilia, esplicitamente la Sicilia,
sicché in questa fattispecie generica non poteva che entrare questa
somma di 1 miliardo e 600 milioni e non di più. A questo punto si è
posta la questione del ripianamento che, ex articolo 42 del 118,
deve essere effettuato nei tre esercizi successivi all'avvenuto
riconoscimento, all'avvenuta emersione del disavanzo. Di questi 546
milioni, già 164 sono stati ripianati nel 2018 con la legge di
assestamento che ha approvato questo Parlamento; restano pertanto
191 milioni per il 2019 e 190 milioni per il 2020.
Come ricorderete dalle articolate e, in alcuni casi, sofferte
discussioni e dibattiti che si sono articolati nell'esame della
legge di bilancio si è posto il problema di come ovviare al
ripianamento di questi 191 milioni, da un lato richiedendo un
ulteriore ripianamento trentennale che invero è del tutto logico
poiché non stiamo ripianando nuovi residui o un nuovo disavanzo,
stiamo ripianando il disavanzo che sarebbe dovuto emergere a quella
data che invece non è emerso. Dall'altro è subentrata una pronuncia
della Corte costituzionale, proprio il giorno in cui approvavamo la
legge di bilancio la Corte costituzionale con la sentenza n.18 del
2019 ha, in qualche modo, stigmatizzato una fattispecie analoga,
non la stessa, ha stigmatizzato il ripianamento trentennale del
disavanzo dei Comuni, di un Comune in dissesto, ritenendo che
questo ripianamento trentennale refluisse negativamente
sull'applicazione intergenerazionale dei sacrifici di fronte a
disavanzi, nel senso che la Corte precisa che non è corretto che le
amministrazioni spalmino per un tempo troppo lungo i propri
disavanzi perché questo refluirebbe negativamente in termini
intergenerazionali sui bilanci delle generazioni future e, quindi,
scaricherebbe sul futuro operazioni finanziarie di risanamento che
devono essere compiute e completate nel più breve tempo possibile.
Dall'indomani dell'approvazione del bilancio abbiamo
immediatamente avviato un negoziato con lo Stato per comprendere da
un lato come affrontare e risolvere questa questione che ha
portato, come voi ricorderete, al congelamento di taluni
stanziamenti per circa 140 milioni e che ancora oggi risultano
congelati con effetti che chiaramente destano la preoccupazione di
tutti noi; dall'altro, si è posto il problema, altrettanto
pressante, altrettanto incombente, delle Province regionali.
Su questo tema il Presidente è più volte intervenuto, abbiamo più
volte contestato allo Stato un comportamento di oggettiva
discriminazione che le nostre Province subiscono rispetto alle
province del resto del Paese, che non solo hanno avuto una
attenuazione del cosiddetto prelievo forzoso, ma che addirittura
avevano ricevuto nella legge di bilancio nella sua primaria stesura
risorse finanziarie aggiuntive per gli investimenti.
Questa discriminazione è stata in parte attenuata dall'accordo
sottoscritto dal Presidente Musumeci, che ha previsto 540 milioni
di investimenti nei 7 anni a venire, in termini di investimenti,
quindi in qualche modo riequilibrando la simmetria che vedeva
ulteriormente danneggiati nelle nostre Province per minori risorse
gli investimenti, ma ha lasciato inalterato il tema della
discriminazione.
Un vantaggio, però, si è ottenuto con quell'accordo, che lo Stato
ha riconosciuto espressamente che le nostre Province erano
discriminate e si è impegnato a risolvere questa discriminazione
entro il settembre del 2019.
Avviati i contatti, anzi approfonditi - i contatti ci sono sempre
stati - con le Amministrazioni provinciali, abbiamo verificato che
questo termine del 2019 rischia di vederci arrivare alla data con
le province sostanzialmente quasi tutte al default e questo non ce
lo possiamo permettere, perché vorrebbe dire aggravare i disagi dei
nostri cittadini che già patiscono una carenza di servizi e un
abbassamento della qualità delle manutenzioni per il prelievo
forzoso che in questi anni hanno subito le nostre Province. D'altra
parte, però, questa paralisi delle Province si rivelerebbe nella
capacità di continuare a fare investimenti e, addirittura, nella
possibilità di utilizzare 540 milioni che a questo punto sarebbero
sostanzialmente inutili perché di fronte a province in default
queste non potrebbero neanche utilizzare, non solo risorse per
investimenti, che già hanno, ma a fortiori quelle che arrivano con
questo accordo.
Quindi, di fronte a questa situazione paradossale, dove è
necessario intervenire immediatamente, si è cominciato un negoziato
con lo Stato per comprendere come questo possa offrire un
intervento finanziario immediato che scongiuri il default che
altrimenti è ineludibile.
Vorrei precisare che l'approvazione del bilancio della Regione con
la legge regionale n. 1 del 2019, con un solo mese di esercizio
provvisorio, ha consentito, con un decreto a firma dell'Assessorato
dell'economia e dell'Assessorato delle autonomie locali e della
funzione pubblica, di erogare già 102 milioni di euro alle
Province.
Quindi, a differenza di quanto avvenuto negli anni passati, quando
l'erogazione delle risorse in favore delle Province avveniva per
tranches a cominciare da settembre-ottobre, quest'anno abbiamo già
entro l'1 aprile erogato 100 milioni, proprio per un intervento
immediato di soccorso finanziario, frutto di una scelta che il
Presidente ha prospettato all'Assemblea e che poi il Parlamento ha
condiviso, approvando la legge di bilancio, di non arrivare
all'esercizio provvisorio massimo dei 4 mesi. Dall'altro, però,
sono necessarie risorse aggiuntive, perché i disavanzi delle
Province sono così pesanti che non consentono loro neanche di
chiudere i bilanci 2016 o 2017.
Con l'attuale sistema finanziario la mancata chiusura dei bilanci,
la mancata approvazione dei bilanci determina l'impossibilità di
effettuare gli investimenti e di chiudere i bilanci successivi. Una
sorta di spirale negativa che le sta portando tutte sostanzialmente
al dissesto finanziario.
E' necessario, quindi, una iniezione finanziaria ulteriore che, in
qualche modo, attenui gli impatti negativi del prelievo forzoso
degli scorsi anni e consenta di arrivare sino a settembre quando lo
Stato, ha confermato il Vice Ministro all'Economia fino a ieri che
ho incontrato il Vice Ministro Garavaglia e il Sottosegretario
Vidarosa, entrambi hanno preso assoluto impegno che nella prossima
legge di bilancio la questione sarà a regime risolta, come è
necessario che sia. Non possiamo andare avanti con pannicelli
caldi , con situazioni tampone, dobbiamo tornare ad una situazione
a regime che non consenta più la discriminazione inaccettabile che
hanno subìto le nostre Province, in qualche modo, purtroppo, che ha
trovato sponda nelle traversie - e non indugio ulteriormente -
della legislazione regionale in materia di Province, ma su questo
non è necessario, appunto, precisare ulteriormente.
A questo punto, abbiamo chiesto al Governo nazionale risorse
finanziarie aggiuntive; e in questo è stato molto prezioso un
disegno di legge presentato da alcuni parlamentari a livello
nazionale che ha consentito di aprire in Commissione bilancio un
dibattito sul tema delle risorse per le nostre province regionali;
come è stata molto utile, il Presidente della Regione l'ha
immediatamente diramata al Ministro dell'Economia e al Ministro
degli Interni, una nota del Presidente dell'ANCI nazionale, che è
stata formulata sulla base di una richiesta del Presidente
dell'ANCI regionale, che in qualche modo delineasse l'effettivo
disagio delle amministrazioni provinciali siciliane e ne
quantificasse gli importi.
Ecco, l'intervento dell'ANCI da un lato, questo disegno di legge e
il fatto che la Commissione Bilancio ne abbia avviato l'esame con
alcuni approfondimenti di cui ora vi dico, è stato molto importante
perché ha consentito di approfondire le questioni.
Provvidenziale risulta al riguardo una audizione della Corte dei
conti il 27 marzo scorso, che in Commissione Bilancio alla Camera
ha potuto inquadrare - e di questa, Presidente, se me lo consente
ne produrrò copia affinchè i parlamentari ne possono avere piena
visione e consapevolezza - ha svolto un esame compiuto della
situazione finanziaria, giovandosi anche del lavoro svolto dagli
uffici dell'Assessorato alle autonomie locali e in parte di quello
dell'Economia, la quantificazione delle misure finanziarie da
predisporre e da approntare affinché si possa risolvere in radice
il disastro che in questo momento vede le Province - ripeto -
precipitare verso il dissesto.
La quantificazione dell'intervento immediato porta una cifra
equivalente sostanzialmente a quella che abbiamo trasferito alle
Province il primo di questo mese: 100 milioni per arrivare a
settembre e scongiurare il dissesto.
Alcuni amministratori hanno prospettato l'esigenza di maggiore
risorse; ovviamente, da parte nostra non possiamo che essere
solidali con una richiesta di risorse aggiuntive, ma dobbiamo anche
far i conti con chi queste risorse le deve fornire e le deve
approntare.
Sul punto, dopo che abbiamo fatto almeno 7 riunioni presso il
Ministero dell'economia e delle finanze alla presenza del
Ragioniere generale dello Stato, del Ministero del Sud, alla
presenza dei Capi di gabinetto dei Ministri e di esponenti del
Governo, si è arrivati sostanzialmente ad una ipotesi che, però,
allo stato non risulta formalizzata e, pertanto, io non posso che
riferirne che all'Assemblea in termini ipotetici e certamente non
finali, ma sulla base della quale si può comunque svolgere già una
prima considerazione, che dovrebbe vedere risorse per circa 100
milioni che lo Stato si impegnerebbe - ovviamente, su questo è
necessario acquisire il consenso della Regione - dovrebbe
utilizzare prendendole dalle FSC, in termini temporanei con
l'impegno a rimpinguare le somme utilizzate, quindi non si tratta
di uno storno di somme ma soltanto di un utilizzo temporaneo con
l'impegno a rimpinguare, poi, con una possibilità per la Regione di
ripianare sulla base degli argomenti svolti dalla Corte
Costituzionale, a nostro modo di vedere la sentenza 18 non dice
esattamente quello che qualcuno vi vuol far dire: che il
ripianamento trentennale non si potrà fare più; dice che non si può
fare più in quelle condizioni, non in altre. Però, su questo c'è un
confronto con lo Stato e con la Ragioneria che su questo punto non
arretra e, quindi, ritiene che i principi di diritto che sono
espressi nella sentenza 18 siano, in qualche modo, definitivi e
che, pertanto, non si possano più effettuare in alcun modo
ripianamenti trentennali.
A questo punto, considerato che ci ritroveremmo a ripianare un
disavanzo che non abbiamo prodotto perché è evidente che il
ripianamento afferisce a disavanzi maturati al 31 dicembre 2017 -
mi permetto di ricordare che il governo Musumeci si è insediato il
primo dicembre del 2017 e, quindi, è evidente che non ci sia una
riconducibilità del disavanzo, ma neanche al precedente Governo
perché quei residui non erano neanche riferibili a quel Governo -,
il problema è che quello che è mancato è l'emersione anche per un
deficit degli uffici, evidentemente, la emersione tempestiva di
quei residui, non la formazione di quei residui.
Sta di fatto, però, che oggi questa legislatura e questo Governo
si trovano di fronte ad un ripianamento così massiccio per 2
miliardi 146 senza aver contribuito a determinarne un euro e la
Corte Costituzionale dice: è dovere di ogni amministrazione
provvedere al ripianamento dei disavanzo che crea , quindi, sotto
questo profilo è evidente che questa sentenza, le statuizioni di
questa sentenza, non si applicano a noi.
Tuttavia, è anche vero che il tema degli effetti
intergenerazionali di un ripianamento così massiccio vanno comunque
considerati, sicché si può utilizzare un altro principio di diritto
che emerge dalla sentenza 18 del 2019 laddove dice: e comunque il
ripianamento può svolgersi nell'ambito della durata della
consiliatura , nel nostro caso della legislatura.
E, allora, un'ipotesi che sembrerebbe emergere dalla proposta che,
ripeto, dovrebbe essere formalizzata a momenti dal Ministero
dell'economia, potrebbe essere quella di un eventuale ripianamento
nei prossimi esercizi fino alla fine della legislatura. E' evidente
che si tratterebbe di un impatto significativo, quasi 100 milioni
di euro l'anno, che comprendete, in un bilancio rigido e con
risorse scarse come quello regionale, in qualche modo, non dico che
ipotechi la legislatura, ma certamente pone serie ombre sulla
possibilità che la Regione, nei prossimi anni, con risorse proprie,
al netto dell'utilizzo di risorse extra regionali che è altra cosa,
possa adottare misure di grande investimento nella Regione. Questi
100 milioni peserebbero non poco.
Sul piano finanziario, quindi, oltre ai 100 milioni del FSC si
potrebbe arrivare addirittura a 150, con la possibilità,
sostanzialmente, per quest'anno, di sbloccare interamente le somme
congelate perché con effetti connessi anche ad una misura, non
scendo troppo nei particolari, che dovrebbe dispiegare i propri
effetti, nei prossimi mesi, riteniamo che da qui all'assestamento
tutti gli impegni che abbiamo preso in legge di bilancio potrebbero
essere mantenuti. Ciò consentirebbe, quindi, di raggiungere
l'obiettivo quest'anno, ma lascerebbe inalterato l'impatto
pesantissimo nei prossimi tre esercizi, nei prossimi tre bilanci,
che ci separano da qui alla fine della legislatura.
E' evidente che questa è una misura assolutamente di ripiego
perché allo Stato e al Governo nazionale che trova risorse col
decreto crescita, con la legge sblocca cantieri, per tante cose
buone e giuste, non si vede perché i disastri procurati alle nostre
province debbano essere risolti con le risorse del Fondo sviluppo e
coesione cioè con le risorse per investimenti. Vero è che si tratta
di un utilizzo temporaneo ma è, comunque, un utilizzo non lineare
per risorse che dovrebbero essere destinate esclusivamente a
investimenti. Ma, portare le province al dissesto vuol dire non
fare più alcun tipo di investimento, quindi questa è
l'argomentazione che viene utilizzata a Roma per dire: questa è
l'unica soluzione che possiamo offrire .
E' una soluzione, oggettivamente, insoddisfacente perché non dà
risposta al diritto dei siciliani di essere trattati al pari dei
propri concittadini delle altre province italiane che, invece, il
prelievo forzoso, in questa entità, non l'hanno subito e che
debbono utilizzare le risorse per investimenti per ovviare, però,
sotto questo profilo, non posso in questa fare dire che sia questa
esattamente la proposta. Se sono questi i connotati sono molteplici
le perplessità, sono molteplici i quesiti che occorre porsi.
Tuttavia, potremo essere esaustivi con il Presidente solo quando
vedremo la formale proposta del Ministero dell'economia e delle
finanze.
Ciò che è certo è che, nel frattempo, i tavoli di negoziato con lo
Stato stanno lavorando. Quello sulla insularità, sui costi della
insularità, qualche giorno fa la CISL, in un approfondimento
economico-sociale che ha fatto, ha calcolato i costi della
insularità in 5,2 miliardi l'anno. I siciliani subiscono una tassa
occulta di 5,2 miliardi di euro derivanti dalla sola condizione di
insularità.
Ieri, come regioni, siamo stati auditi in Commissione Bilancio e
Finanze' congiunta sul documento economia e finanze e abbiamo
ribadito, ho ribadito personalmente, che non c'è neanche la parola
insularità nel DEF.
Nel Paese europeo dove c'è il più alto numero di cittadini che
vivono nelle isole non è pensabile che si posa affrontare la
programmazione economico-finanziaria senza valutare il tema
dell'insularità su circa 7 milioni e mezzo di italiani isolani,
cioè di siciliani e di sardi.
Quindi, sotto questo profilo questo è lo stato.
Io ringrazio l'Assemblea, il Presidente, che ha dato l'opportunità
al Governo di illustrare, ma già in Commissione Bilancio', più
volte, avevamo avuto modo con il presidente Savona di effettuare
degli approfondimenti sullo stato dei negoziati.
Accanto a quello sull'insularità c'è il negoziato sulle norme di
attuazione finanziaria. I tavoli sono a lavoro. E, poi, c'è quello
su Riscossione; oggi, è appena arrivata una nota del Ministero
dell'economia concernente la legge di bilancio che, come voi
ricorderete - l'onorevole Caronia è stata tra i promotori -,
contiene una disposizione che riguarda Riscossione Sicilia e
proprio, per l'appunto, a firma del capo ufficio legislativo dottor
Zaccardi si evidenzia la necessità di addivenire, prima possibile,
ad una intesa tra Stato e Regioni sul tema della riscossione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli Lupo, per questa discussione - mi rivolgo anche agli
altri Gruppi paramentari - diamo 10 minuti ciascuno.
LUPO. Signor Presidente dell'Assemblea, signor Presidente della
Regione, Assessori, onorevoli colleghi, penso di impegnare meno del
tempo previsto anche per dare tempo ad altri colleghi del mio
Gruppo, eventualmente, di intervenire.
Noi abbiamo voluto e chiesto questo momento di confronto in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché lo
ritenevamo utile e penso che la comunicazione resa dall'assessore,
vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, confermi l'importanza
del dibattito perché, indubbiamente, il tema trattato suscita in
noi grande apprensione per le ragioni che, appunto, l'Assessore, in
maniera chiara, riassumeva.
Noi abbiamo circa 140 milioni di euro di spesa bloccata con la
normativa approvata in sede di legge di stabilità e sono interventi
di spesa destinati a settori fondamentali per la crescita, lo
sviluppo, per il sociale, per i diritti e con conseguenze
estremamente negative qualora questa spesa non fosse attivata entro
l'anno. Quindi, l'esito del negoziato ne condiziona la possibilità
di utilizzo e per questo per noi è estremamente importante favorire
il massimo della sinergia tra il Parlamento regionale e il Governo
della Regione, augurandoci che il Governo voglia anche seguire
l'indirizzo espresso dal Parlamento su questo argomento, essendo
chiaro a tutti l'interesse e l'esigenza di tutelare il bene comune
rispetto all'obiettivo di sbloccare questi capitoli di spesa, che
voglio solo ricordarli per esempi: sono circa 48 milioni di
trasporto pubblico locale, quindi, parliamo del diritto alla
mobilità dei cittadini siciliani; tagli che riguarderebbero i
lavoratori forestali; tutti gli enti strumentali della Regione
siciliana; la scuola, compreso l'obbligo formativo. Questi tagli si
abbatterebbero in maniera drammatica sul diritto di cittadinanza
dei nostri concittadini.
Io condivido un principio espresso dalla Corte Costituzionale,
cioè che non è giusto fare debiti in questa generazione e lasciarli
alle generazioni future, ma non è neanche giusto che questa
generazione possa farsi carico e pagare debiti che non ha contratto
perché, come diceva l'assessore Armao, il disavanzo accertato nasce
da un'operazione trasparenza imposta con il decreto legislativo n.
118 nel 2015 ed è un'operazione trasparenza che porta alla luce un
disavanzo spaventoso che risale alla notte dei tempi, che risale a
chissà quale Governo, parliamo di decenni e decenni fa e,
certamente, è impossibile, oggi, spalmare questo ulteriore
disavanzo in tre anni, 2018-2019- 2020, perché i tagli
ucciderebbero l'economia siciliana e desta in me grande
preoccupazione l'ipotesi di spalmare il disavanzo non nei prossimi
due anni, 2019-2020, ma al massimo nei prossimi quattro, perché 100
milioni di tagli sulla spesa - già alquanto ridotta per le varie
operazioni di spending review sui conti della Regione siciliana -
sono una cifra spaventosa che non credo sia assorbibile anche a
fronte di un bilancio, sostanzialmente, ancora ingessato su una
spesa corrente già ridotta all'osso, penso agli interventi per la
cultura che sono già ridotti all'osso e che non potrebbero
soffrire ulteriori tagli.
E, allora, credo che sia necessario mettere in campo una
mobilitazione forte; è l'iniziativa forte che tocca, innanzitutto,
al Governo della Regione sul piano istituzionale e penso che
l'Assemblea regionale siciliana debba accompagnare questo processo
negoziale, quindi, chiediamo al Governo di riferire rispetto
all'andamento del confronto con lo Stato, volendoci augurare che ci
sia il dovuto ascolto da parte del Governo nazionale, perché il
Governo nazionale deve rendersi conto della situazione in cui,
oggi, si trova la Sicilia che non è certamente responsabilità né di
questo Governo né del Governo che lo ha preceduto risalendo,
appunto, le cause degli effetti prodotti col disavanzo a molti anni
in cui, purtroppo, la Regione ha speso molto più di quello che
riusciva, di fatto, ad avere a sua disposizione.
Voglio aggiungere un ulteriore elemento di riflessione e anche di
preoccupazione: è l'aggiornamento del DEF. A livello nazionale vede
l'Italia ferma con una crescita simbolica dello 0,1,
sostanzialmente, siamo fra la stagnazione e la recessione di fatto
e io temo che questo possa avere ulteriori effetti negativi
sull'economia regionale. Mi chiedo se sarà necessario rivedere
persino le previsioni di bilancio della Regione siciliana per il
2019 e, quindi, come potrà mai essere possibile intervenire per
ripianare nei prossimi quattro anni - se il Governo dovesse
accettare questa proposta - il deficit che non è stato ripartito
nei 30 anni futuri.
Ecco, credo che la proposta del Governo vada rivista. L'ipotesi di
una spalmatura nel prossimo quadriennio, a nostro avviso, non è
sostenibile e mi auguro che non possa essere il punto di arrivo di
un negoziato che, in quel caso, ci vedrebbe indubbiamente
soccombere rispetto all'impossibilità di ripianare questo disavanzo
nei prossimi 4 anni.
Io credo che sia necessario mettere il Governo nazionale dinanzi
alle proprie responsabilità, all'impossibilità che la Sicilia possa
ripianare questo disavanzo in sole 4 annualità future, all'esigenza
di riproporre, proprio in base al principio che la Corte
Costituzionale cita che non è giusto che chi non ha fatto i debiti
debba pagarli, la necessità di avere un periodo di tempo più ampio
per potere procedere ad un ripianamento del deficit sicuramente non
in 4 anni ma vogliamo ancora sperare nel prossimo trentennio.
Quindi, credo che su questo l'opposizione farà la sua parte, la
farà certamente ma credo che il Governo, fino in fondo, debba fare
la propria parte e non cedere ad eventuali proposte del Governo
nazionale che ci vedrebbero assolutamente soccombenti
nell'impossibilità di fare fronte ad una spesa che ritengo
assolutamente obbligatoria, sacrosanta, perché i cittadini della
Sicilia devono avere, di fatto, gli stessi diritti dei cittadini
del Nord.
Questa discussione cade, e concludo, nel momento in cui si discute
ancora di regionalismo differenziato e lo si fa in termini
preoccupanti. Io penso che il documento approvato da questa
Assemblea regionale siciliana su quel tema, sul tema del
regionalismo differenziato, possa guidare e debba guidare l'azione
del Governo anche nel rivendicare i giusti diritti dei nostri
concittadini. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
onorevole Presidente della Regione e cittadini che ci seguono da
casa, vorrei intervenire e puntare l'attenzione su quello che è un
tema delicato che riguarda le province siciliane.
L'assessore Armao, che ringrazio per avere relazionato a questa
autorevole Assemblea su quello che sono stati questi mesi di
discussione, ha evidenziato in maniera brillante un percorso che ha
visto il Governo della Regione siciliana impegnato proprio a
cercare di risolvere la problematica complessiva della nostra
Regione ma, in modo particolare, quello che mi sta più a cuore è il
tema delle province proprio perché, complessivamente, quelle che
sono le risorse necessarie ammontano a circa 110, 120 milioni
l'anno che, per un triennio, sarebbero circa 350 milioni.
In questo momento lo Stato ci dà una disponibilità di soli 100
milioni. E' chiaro che queste risorse non possono bastare e non
possono servire. Il comunicarci, il Governo regionale che queste
risorse arriveranno e si risolverà il problema a settembre
significa che dovremmo essere d'accordo su un fatto, ovvero sul
fatto di andare a dichiarare fallite tutte le province siciliane.
Io non credo che possiamo essere d'accordo sul dichiarare le nostre
province fallite.
Questo non può passare ovviamente come un messaggio in cui, ancora
una volta, la Sicilia si ritrova con il cappello in mano a dovere
chiedere qualcosa che ci spetta di diritto. Il Governo nazionale ha
l'obbligo morale ed istituzionale di dare delle risposte concrete
rispetto ad una problematica che riguarda le nostre province
siciliane; il Governo del cambiamento, come si definisce, deve
invertire la rotta rispetto a quella che è una situazione che ha
ereditato, per carità, che ereditiamo anche ma che, oggi, vede il
rischio di vedere, per esempio, 400 milioni che riguardano la
provincia di Messina per investimenti totalmente fermi. Ed è chiaro
che se queste risorse non giungeranno nel più breve tempo
possibile, questi 400 milioni d investimenti non potranno essere
utilizzati e la Regione siciliana si ritrova a dovere affrontare
una situazione inerme.
Io mi auguro, invece, che ci sia un senso di responsabilità da
parte del Governo nazionale che, ovviamente, queste risorse possano
essere messe in campo e possano consentire alle nostre province
finalmente di potersi risollevare e di potere gestire quelle che
sono le tante risorse che hanno per investimenti e che sarebbero
una boccata d'ossigeno importante sicuramente per le nostre
comunità, per i tanti comuni che hanno tanti progetti approvati e,
quando parliamo di mancanza di progetti, di mancanza di
investimenti e, poi, abbiamo queste risorse bloccate, ecco, è lì
che viene il dubbio e la gente non capisce più quello che realmente
stiamo andando a fare.
Come diceva l'assessore Armao, è stata evidenziata una cosa. Lo
Stato ha riconosciuto che, effettivamente, la Sicilia rispetto al
resto d'Italia in questo momento si trova in una situazione di
disparità.
Mi auguro che, effettivamente, questa disparità venga risolta nel
più breve tempo possibile e, a mio avviso, non è corretto che
accettiamo questi 100 milioni. Non dobbiamo elemosinare niente a
nessuno
Per carità, meglio di niente - qualcuno direbbe - e lo comprendo e
lo condivido. Ma dobbiamo essere consapevoli di un fatto: questi
100 milioni che, tecnicamente, riguardano le province siciliane a
noi non serviranno a nulla, non sbloccheranno alcun tipo di
investimento e, quindi, le risorse finanziarie che, in questo
momento, sono in capo alle province siciliane rimarranno comunque
bloccate. Non risolveranno alcuna problematica e comunque ci
ritroveremo a dovere dichiarare fallite le nostre province.
Allora, pensiamoci bene anche da questo punto di vista.
Ovviamente, l'Assemblea regionale con il Governo regionale farà
quadrato in maniera univoca ma, anche dal punto di vista normativo,
il sindaco metropolitano della città di Messina ha avanzato
un'ipotesi, ha chiesto delle norme derogatorie chiudendo i bilanci
in disavanzo.
E' un'ipotesi che mi auguro venga attuata perché questo,
quantomeno, ci consentirebbe di sbloccare gli investimenti
immediatamente.
E' chiaro, però, che queste soluzioni e, quindi, l'ipotesi di
andare con delle norme derogatorie rispetto alla chiusura dei
bilanci non devono fare calare l'attenzione ma devono tenere sempre
impegnato il Governo regionale - come è stato fino a questo momento
- affinché, in maniera definitiva, si ponga la parola fine e le
province siciliane possano ritornare ad operare al cento per cento.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
L'intervento dell'onorevole Lo Giudice mi ha suscitato una
riflessione su una carenza della mia relazione e di questo mi
scuso.
L'ipotesi di accordo non ha soltanto una valenza finanziaria -
come vi ho sommariamente illustrato - ma contiene anche una parte
normativa che assume una valenza derogatoria rispetto alle
previsioni dell'ordinamento finanziario delle autonomie locali, per
cui consente di approvare il rendiconto della gestione
dell'esercizio 2018 e precedenti, mediante previsioni annuali e non
triennali, consente la predisposizione di un bilancio di previsione
solo per il 2019, quindi, una serie di interventi normativi che
consentono alle province che sono in una situazione di difficoltà
finanziaria di non cristallizzarla all'interno di meccanismi
triennali di pianificazione di bilancio che, invece, scaturiscono
dall'impianto del 118.
Pertanto, sotto questo profilo, questi interventi normativi
concordati con le nove province regionali, e che sono stati
condivisi, comunque, svolgerebbero un effetto benefico sulla
situazione finanziaria di detti enti, a compendio di quella,
invece, connessa all'erogazione diretta delle risorse.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Vicepresidente, Assessori,
onorevoli colleghi, anzitutto do il benvenuto al nuovo Assessore;
ci eravamo lamentati durante la scorsa Assemblea che ancora non
avevamo avuto il piacere di poterla salutare ufficialmente in Aula,
ebbene, lo facciamo oggi.
L'argomento che stiamo trattando è un argomento delicatissimo,
molto importante, si tratta delle vite delle province siciliane.
Voglio ringraziare l'assessore Armao e lo faccio senza difficoltà
perché quando le cose vengono fatte, ci sono e si vedono,
sicuramente, devono essere riconosciute e anch'io che svolgo il
ruolo di opposizione, non provenendo dalla palestra della sinistra
che è uguale a quella della destra, ci faceva ricordare l'onorevole
Musumeci, durante un suo intervento, la mia scuola non è quella di
demonizzare o attaccare l'avversario e, quindi, non ho difficoltà
quando vedo i risultati, così come ho visto i risultati
dell'impegno dell'assessore Armao per alcune infrastrutture tra cui
la Ragusa-Catania di cui si è occupato. Purtroppo, è un impegno
che, ad oggi, non ha risultati concreti. C'è stato, va riconosciuto
ma, oggi, purtroppo non abbiamo risultati concreti.
Abbiamo le Province che rischiano veramente di saltare. E io
faccio riferimento alla mia Provincia che salterà per
responsabilità solo di questo Governo. Sfido chiunque a dimostrare
cose diverse. E' sufficiente, assessore Armao - la prego prima di
rispondere - chiamare il Ragioniere generale e verificarlo. Su
questo sfido chiunque a dimostrare che non è così e chi sostiene
cose diverse è un bugiardo Lo dico qui in Aula così per com'è.
Noi ci trovavamo in una situazione di equilibrio e per il fatto di
non avere dato un contributo straordinario - la Lo Castro è il
responsabile dell'Ufficio finanziario della Provincia -, andremo in
dissesto e di questo la colpa non è dello Stato, la colpa è di
questo Governo, di questa maggioranza che ha fatto una scelta
diversa, a differenza della precedente maggioranza che aveva fatto
la scelta di dare un contributo straordinario di diversi milioni di
euro e di mettere in sicurezza il bilancio. Questi sono fatti che
non possono essere smentiti da alcuno. Purtroppo, il non avere
avuto la sensibilità di intervenire manderà in dissesto la
Provincia regionale di Ragusa, non per colpa del Governo nazionale,
ma per colpa di questo Governo e di questa maggioranza.
Io ho una sensazione, quindi, che ben venga e continui questo
lavoro. Lo ritengo insufficiente nel senso che penso che, in questo
momento, stiamo governando la Regione siciliana e la stiamo
governando senza Presidente. L'abbiamo visto proprio
nell'intervento essenziale. Il Presidente si è limitato a passare
la parola al Vicepresidente. Quando ci sono temi così importanti,
non può un Presidente per argomenti del genere, un Presidente della
Provincia e lei onorevole Musumeci ha fatto anche il Presidente
della Provincia, o un sindaco, lasciare poi intervenire solamente
l'Assessore, perché le cose sono due: o non ha la sensibilità per
affrontare il problema o non l'ha seguito, o forse, davvero, sta
passando le carte, sta passando il gioco.
Siccome siamo in un momento importante, Presidente, perché per le
province siamo soli. Abbiamo il problema delle infrastrutture
perché anche per queste abbiamo bisogno di confrontarci con uno
Stato e un Governo che, a volte, è sordo e che, a volte, la pensa
in maniera diversa rispetto a noi.
Vede, quello che mi dispiace è che quando, poi, arriva qualche
intervento da parte della Presidenza, arriva in maniera scomposta.
L'ho visto per la Ragusa-Catania. Come si fa a non coinvolgere i
parlamentari dei territori e solo alcuni sindaci
Lei sarà un Presidente fuori moda, sì è un Presidente fuori moda,
lo sa perché? Perché da sempre quando ci sono argomenti importanti
e ci sono argomenti importanti che riguardano i territori, i
Presidenti hanno, da sempre, convocato i parlamentari oltre le
Istituzioni. I parlamentari nazionali, i parlamentari regionali. Si
parla di processi importanti di sviluppo come le infrastrutture,
come i parchi, tutto quello che c'è in discussione e, a volte, noi
parlamentari siamo costretti ad apprendere solo dalla stampa tutto
quello che avviene o tutto quello che determinerà le scelte sui
nostri territori.
Sì, è fuori moda, onorevole Presidente. È fuori moda perché è
abituato a governare con alcuni, con i pochi e non con i molti.
Purtroppo io lo capisco, quando uno governa con i molti poi,
magari, si deve confrontare con chi la pensa diversamente o chi può
avere un'opinione diversa e questo, capisco, a non tutti può far
piacere.
E allora, io ho letto le sue dichiarazioni in merito quando è
uscito questo sondaggio, proprio perché non ha fatto piacere a
nessuno quando è uscito il sondaggio sull'indice di gradimento
sulle presidenze, mi creda, non fa piacere a nessuno e secondo me
indebolisce molto tutti noi, anche Armao, quando va a svolgere il
suo ruolo a difesa della Sicilia e poi si trova siamo gli ultimi
in graduatoria e siamo gli ultimi della classe, non l'aiuta. È
così, caro assessore Turano, non l'aiuta.
Quindi dobbiamo capire che cosa fare. La sensazione è davvero di
chi sta tirando i remi in barca. E noi non possiamo andare avanti
per altra metà legislatura con un Governo non presidenziale ma
vicepresidenziale. Cioè io penso che, o davvero andiamo verso un
rilancio o, la cosa migliore, veramente onorevole Presidente, è
quella lì di staccare. Cioè di staccare la spina. È quella di
staccare la spina perché rischiamo di trovarci in interlocuzioni
importanti con lo Stato per quanto riguarda tematiche delicate: le
infrastrutture, l'accordo tra Stato e Regione, tutto quello che
c'è le difficoltà che ci sono e che lei ha, che non sono dovute a
lei, non sono dovute neanche a Crocetta, sono dovute alla storia
della Sicilia ma si devono affrontare veramente insieme in maniere
democratica, non demonizzando l'avversario. Io lo dico a lei, non
che lei lo dice a noi, che si lamenta, chi demonizza è lei che non
ne cerca interlocuzione. Lei cerca interlocuzione con chi le
conviene, e non con tutti. Ad oggi in questi quasi due anni ha
fatto questo e, mi creda, non se ne metta medagliette, perché non è
titolato a mettersi medagliette di buono, di persona che fa solo
cose buone perché purtroppo non è così, onorevole Presidente.
Purtroppo non è così.
Quindi io intervengo su questa cosa, dico ad Armao di andare
avanti, che continui, sapendo che però il solo Armao rispetto a
queste tematiche così importanti, e non legittimato nel ruolo di
Presidente della Regione, a noi ci porterà solamente a sbattere
contro il muro. E quindi faccia bene le sue riflessioni, perché se
si dovesse rendere veramente conto che questo non è un ruolo che fa
per lei, non è un momento che fa per lei, la cosa migliore è
veramente passare, lasciare di nuovo la parola facciamo la legge
elettorale, facciamo velocemente una legge elettorale che dia una
maggioranza solida e ampia alla Regione siciliana e andiamo a
votare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo qui da
dieci anni, siamo qui da quindici mesi. E se ci voltassimo un po'
indietro ci renderemmo conto tutti di quello che è stato e di
quanto è difficoltoso rimettere in moto una macchina che, per tutta
una serie di iniziative politiche ha visto cambiare non so quanti
assessori ed era diventato una cosa impressionante. Questa è la
Sicilia che il Governo Musumeci ha avuto in eredità.
Se fossero passati tre anni il mio intervento non avrebbe senso,
ma sono solo quindici mesi.
Pochi giorni fa ho assistito in televisione ad un programma che mi
ha lasciato molto perplesso, quasi sgomento. Hanno fatto un
paragone tra la sanità lombarda, cioè Milano, e la sanità della
Regione Calabria, e devo dirvi che, al punto in cui siamo, il
Governo Musumeci e l'assessore Razza in Sicilia hanno fatto un
grande e importante lavoro, perché noi siamo assimilabili a una
Regione che fa parte della nazione italiana, siamo un'Isola, che
molto spesso viene additata per tutta una serie di servizi che non
funzionano, ma ringraziando il Dio, in questa circostanza ci
tiriamo fuori grazie a un impegno importante e profondo che non è
facile per nessuno, quello di governare la nostra Terra.
Abbiamo ereditato precariato, abbiamo ereditato tantissime
sofferenze, però la legge sui rifiuti è quasi pronta e arriverà in
Aula spero presto, e sarà una svolta per iniziare il percorso del
cambiamento, perché io ho ascoltato e ho letto stiamo seminando ;
se qualcuno pensa che in 15 mesi si possono cambiare le cose
sbaglia, perché diventa solo un modo per strumentalizzare argomenti
politici che hanno poco a che fare con la serietà dell'amministrare
una Regione importante come la Sicilia. La legge sulla pesca è
pronta, è stata votata all'unanimità nella nostra Commissione e
dopo 18 anni arriva questa norma nuova, dopo 18 anni Il piano
energetico è quasi pronto, queste tre azioni significheranno il
momento di iniziare il percorso nuovo che va verso una svolta vera,
reale.
Assessore Falcone, la Ragusa-Catania, la sa una cosa? Sarebbe il
caso manco di parlarne perché non c'è nessuna responsabilità del
Governo di questa Regione, è una vicenda talmente triste che
attiene ad un modo di governare la nostra Terra da parte dei
Governi nazionali che si sono succeduti, con scene tragiche tra il
Cipe e il Mit, tra le cose che vanno bene, tra le insolvenze di chi
si prende l'appalto, io so che lei sta lavorando molto bene e la
prego di assumere politicamente la guida di questo intervento,
perché tante persone stanno aspettando questa infrastruttura, così
come piccoli soggetti politici vorrebbero assurgere a posizioni
attraverso questa infrastruttura. Non lo possiamo permettere, non
lo deve permettere, perché arrivano notizie infondate e sono sicuro
che con la sua mano avremo finalmente risolto, quanto meno da un
punto di vista tecnico amministrativo, questa storia. Se così non
è, assessore Falcone, lei deve dichiarare esattamente come stanno
le cose, perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
se ci sono, perché non è possibile far caricare al Governo della
Regione la responsabilità che questa arteria non viene fatta perché
la Regione è disinteressata, perché io so che non è così.
Così come so che per il porto di Pozzallo, prima c'erano 20
milioni stanziati, oggi sono 30 milioni, e questo è merito del
Governo della Regione siciliana, merito del Governo Musumeci,
dell'assessore Falcone; queste cose servono anche dirle, caro
assessore, perché qualcuno pensa che noi siamo disinteressati alla
questione. E così vale per le ZES, zone economiche speciali,
Presidente Musumeci, il Ministero fa un decreto dove assegna 5 mila
e ottocento e passa ettari per rientrare nelle zone ZES, io su
questo argomento non sono d'accordo perché se è vero che la Regione
siciliana è nelle condizioni di allargare questo comparto noi
dobbiamo chiederlo, dobbiamo chiederlo e ottenerlo, perché non
possono pensare che le cose in Sicilia si risolvono con la cicogna,
perché la cicogna non c'è più ed è inutile che i ministri vengono
in Sicilia a dire c'è una ferrovia vecchia quando non è stato mai
stanziato un budget esatto, giusto ed equo per questa Regione E'
inutile stendere un tiro d'accusa contro coloro che stanno
governando con grande sofferenza per risolvere anche i problemi
delle infrastrutture che sono le nostre autostrade.
Se qualcuno pensa che possiamo farcela da soli ha sbagliato,
perché noi da soli non ce la possiamo fare, perché siamo Italia e
abbiamo il diritto di avere anche noi un sostegno, un aiuto
economico per le nostre infrastrutture. E non mi piace neanche il
fatto di come vengono relegati i nostri porti. I nostri porti sono
tutti importanti e se lo Stato, se il Governo nazionale si
ricordassero anche dei nostri porti, forse qualcosa riusciremo a
farla.
La storia delle Province è la storia più triste - e io faccio
ammenda, anche alla mia stessa persona - per quanto mi riguarda
sono passato attraverso l'esperienza politica di essere
amministratore della provincia di Ragusa, un'amministrazione
efficiente, importante, che per tanti anni ha retto le
infrastrutture e le scuole, oggi ha una grossa difficoltà,
Assessore Armao, la provincia regionale di Ragusa non può andare in
default, lo sa perché? E le racconto anche un'altra storia: è una
provincia sana Se questo dovesse accadere, io dico che ognuno di
noi veramente si deve assumere la responsabilità degli atti che fa
e che compie, e lei, Assessore, questo se può lo deve impedire
E io sono certo che lei lo impedirà, dopo il mio intervento,
quando vuole lei, si alzi e dica che questo non accadrà Perché
altrimenti offriamo il nostro corpo politico a strumentalizzazioni
inutili Perché qui arriva chiunque e dice stiamo andando in
default' Diciamo le cose come stanno, perché io sono sicuro e
certo che le cose sono positive grazie ad un Governo saggio, grazie
ad un Assessore per il bilancio attento, giudizioso, che sa
misurare, come sta facendo in questi quindici mesi, le misure
ideali, le azioni idonee per salvare le Province di questa Regione
siciliana, e non c'è bisogno di nessun Masaniello', perché le
Province sono un valore Sono un patrimonio di questa Regione, ed è
stato commesso un errore Un errore politico madornale che ha
rovinato un sistema, non solo di amministrazione, ma anche un
sistema politico, perché adesso la filiera si è interrotta e
chiunque sui Territori si può alzare, basta essere eletto dal
popolo, e dire quello che pensa.
Io concludo il mio intervento ringraziando il Presidente
dell'Assemblea, ringraziando voi tutti Assessori, perché conosco il
vostro impegno, ed è un impegno talmente pesante che a volte non
trovi neanche la forza di spiegare le cose che hai fatto.
Presidente Musumeci, lei non deve staccare nessuna spina, non ho
nessun timore, rispondo ad un mio collega, non è tempo di scappare,
scappano solo coloro che hanno paura delle proprie responsabilità,
noi abbiamo vinto questa tornata elettorale e con grande coraggio
dobbiamo avere il dovere morale di amministrare la nostra Terra,
nel miglior modo possibile, dando fondo a tutte le nostre energie,
perché usciremo da questa esperienza con la coscienza a posto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà. Ci sono altri colleghi che hanno chiesto di intervenire?
Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Foti, Sunseri, Aricò e
la discussione è chiusa.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
Regione, Assessori, cittadini, ho ascoltato con attenzione la
relazione dell'Assessore Armao e ringrazio il Governo per
l'attività di mediazione e di trattativa che sta portando avanti
con il Governo centrale, al fine di ripianare quelli che sono i
debiti che la Regione ha nei confronti dello Stato.
Mi ha colpito all'interno della relazione - mi colpisce in realtà
sempre, ogni volta che sento il termine prelievo forzoso'- lo
spettro dell'incongruenza strisciante all'interno di questo binomio
di termini, a volte nella sintattica, nella semantica, nella
terminologia c'è molta incongruenza, se si tratta di un contributo
alla finanza pubblica non si capisce perché debba essere un
prelievo, e non si capisce perché ci debba essere anche aggiunto il
paradigma della forza.
Ma al di là di questo ci sono anche dei dati, dei numeri che ho in
qualche modo verificato in queste ore che destano parecchia
preoccupazione.
Lo Stato da 17 anni a questa parte versa all'Europa molto più di
quanto l'Europa restituisca allo Stato, una media di 4 miliardi di
euro l'anno che, moltiplicati per 17 anni, fanno quasi 70 miliardi
di euro complessivi.
Settanta miliardi di euro complessivi basterebbero per costruire
non uno, non due, non tre ma circa 10 ponti sullo Stretto, su
questo vorrei che riflettesse anche il mio fraterno amico,
l'onorevole Galluzzo, con il quale abbiamo anche costituito
l'Intergruppo per le infrastrutture qui all'interno dell'Assemblea
regionale siciliana.
Stessa cosa avviene per quanto riguarda il prelievo forzoso, i
numeri ci dicono che aumenta sempre di più ciò che viene prelevato,
ed è sempre di meno quello che viene restituito e sembra quasi che
lo Stato tenda a rifarsi di quello che perde rispetto a quanto dà
all'Europa a scapito soprattutto delle ex province e soprattutto
l'ex province siciliane. Se è vero come è vero, che tra il 2016 e
il 2019 i milioni di euro che alle ex province siciliane sono stati
restituiti in meno rispetto alle altre ex province, sono 270
duecento settanta milioni di euro in meno.
Molto bene, ed è sicuramente un dato confortante il fatto che vi
sia stata alla Camera dei Deputati una proposta di legge di Forza
Italia, cofirmata anche dai deputati di Fratelli d'Italia, per
arginare questa deriva nelle cifre, un po' meno bene il fatto che
questo tavolo di trattativa, di concertazione duri da parecchi
mesi, la paura è che questa lunghezza possa essere anche un
pretesto per ritardare o per non dare le dovute soluzioni.
Preoccupano anche i ragionamenti che sono stati fatti e alcune
riflessioni che sono state fatte in queste settimane anche da lei,
Presidente della Regione, sul regionalismo differenziato. Sembra
quasi che si stia giocando una partita tra Nord e Sud dove
purtroppo l'arbitro, in questo caso il Governo centrale, sembra
quasi tenere per il Nord, e allora se dobbiamo giocare questo tipo
di partita con un arbitro un attimino fazioso, e sarà il caso di
adeguarci rispetto a quelle che sono le regole del gioco. Pertanto
io auspico che, a partire da questa Assemblea, vi possa essere uno
scatto di orgoglio anche in un' ottica maggiormente federalista,
maggiormente identitaria, maggiormente autonomista, e lo dobbiamo
soprattutto ai Territori, perché non è giusto, non è assolutamente
giusto e corretto che i Territori e i cittadini possano pagare le
conseguenze rispetto a quelli che sono stati problemi che, come
qualcuno dei miei colleghi ha detto, risalgono sicuramente non a
questo e neanche al Governo precedente.
Parliamo di problemi con riferimento soprattutto alle province
importanti, parliamo dei creditori delle province, dei lavoratori
delle province, dei precari, degli ASU, delle mense scolastiche e
allora io dico semplicemente di continuare in questa attività che
il Governo sta utilmente portando a compimento di interlocuzione
con il Governo centrale con grande forza, aggiornando costantemente
come sta avvenendo, questo Parlamento, e con la consapevolezza che
da questo Parlamento sicuramente le forze politiche faranno la loro
parte.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la novità che,
diciamo, queste importanti somme sono bloccate finché non si trovi
una soluzione adeguata presso i tavoli nazionali, ho come
l'impressione che per qualcuno abbia sparigliato i giochi. Perché
se vi ricordate, già a dicembre qualcuno si leccava i baffi
all'idea di un collegato, di parecchi collegati belli pieni di
risorse, però è arrivato il monito per cui bisogna prima fare i
conti, prima stabilire come procedere e poi, dopo, eventualmente,
parlare di soldi da spendere.
Ora è un momento molto doloroso perché nei territori in effetti si
sente la mancanza di questo ente intermedio, soprattutto si sente
la mancanza di risorse economiche. Però io Presidente, finora, non
ho sentito un mea culpa da parte di nessuno anzi, un atteggiamento
quasi a voler prendere le distanze da quello che è successo, che
non è successo nell'ultimo anno, che non è successo nella
legislatura precedente. Ma voglio dire, moltissimi dei deputati
presenti in quest'Aula hanno in attivo tre, quattro, qualcuno forse
anche cinque legislature, e se noi dobbiamo andare a Roma con
l'atteggiamento dell'arroganza, credo che questo non sia il modo
giusto di approcciarsi con un Governo che in questo caso sì, non ha
neanche un anno di vita.
Quindi, diciamo, ho apprezzato la relazione, seppur molto
riassuntiva, dell'assessore Armao, consapevole, perché ho sentito
anche le sue parole, ha detto che il Governo attualmente sta
investendo per quanto riguarda lo sblocca cantieri, il decreto
crescita e altri provvedimenti per le scuole, in cui direttamente
le Regioni e i Comuni possono accedere a risorse vere, concrete,
messe a disposizione. Non vedo perché non si debba andare con lo
stesso atteggiamento propositivo, e questo è quello che mi sembra
che muove l'Assessore però, da questo scranno, lezioncine di certo
non se ne accettano da chi è erede o è direttamente stato
protagonista nelle stagioni che hanno distrutto intere generazioni.
Quindi, abbiamo un'Aula schizofrenica', da una parte si propone
un disegno di legge che dà per i giovani tutta una serie di
riconoscimenti, forse anche quello di appendergli la medaglietta,
noi Regione ti riconosciamo che tu hai un ruolo, che tu sei il
testimone del futuro però, le parole di chi ha governato dieci,
quindici, vent'anni fa, da vent'anni qui in questa Regione, devono
essere più moderate e non venire a fare i verginelli da qua sopra
quando si è eredi di un testimone, testimoni che hanno ereditato il
testimone di classi politiche che sulle Province ci hanno speculato
alla grande e non siamo nati ieri.
Quindi che l'atteggiamento sia corretto, e sono certa che da parte
del Governo centrale non ci sarà freno allo sforzo e alla serietà
per affrontare questo argomento, ma sempre con la promessa e
l'impegno che non si faccia di nuovo il giro per ritornare di nuovo
ad accumulare debiti, di nuovo a creare sacche di clientelismo, di
nuovo a lasciare incompiute, perché moltissimi dei danni ereditati
dal passato non si debbono più ripetere. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la
nostra Sicilia sta morendo. Di fatto una deindustrializzazione che
continua a procedere, una classe politica che purtroppo ci ha
governata, corrotta, incapace di saper gestire i bilanci della
nostra Regione, una burocrazia ipertrofica, un'incapacità di
provvedere ad una programmazione seria della nostra Regione. E le
riforme Presidente? Presidente Musumeci le riforme servono. Per
essere credibili ad un tavolo nei confronti dello Stato, e per
chiedere allo Stato ulteriori risorse, servono le riforme. Senza le
riforme facciamo la figura di tutti gli altri Governi precedenti
che si presentavano a Roma con il piattino in mano chiedendo pietà,
aiuto e soccorso.
Questo Stato mi pare, e l'assessore Armao poco fa ne ha data
giusta informazione, sta in qualsiasi modo provando ad aiutare
questa Regione. Lo sta facendo. Lo ha fatto riducendo nell'accordo
di 300 milioni il prelievo forzoso, lo ha fatto dando la
possibilità di allungare e spalmare in 30 anni il miliardo e sei,
ci sono questi 540 milioni che vanno spalmati, sono 380, che vanno
spalmati entro il corso di questa legislatura ma se fossi io al suo
posto, Presidente, comincerei a pensare realmente a come questa
Regione si può cambiare da qui senza continuare a chiedere aiuto
dello Stato.
E glielo chiedo perché quello che si rischia di avere è di mettere
dell'acqua in una vasca che è piena di buchi.
E se continuiamo a mettere risorse semplicemente per la spesa
corrente, si continuano a fare quegli investimenti necessari di cui
questa Regione ha la necessità, e non si riescono a fare quelle
riforme che questa Regione ha la necessità di fare. Ci ritroveremo
a fare i vari Crocetta, Lombardo, Cuffaro che hanno già governato
questa Regione e i risultati, purtroppo, ahinoi, li stiamo ancora
piangendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, saluto l'assessore Scavone.
Presidente, era il 20 agosto 2016, noi avevamo costituito il
nostro movimento DiventeràBellissima , eravamo fuori dal Palazzo a
fare opposizione al Governo Crocetta. Sentiamo una notizia di
stampa: il Presidente Crocetta rinuncia al contenzioso presso la
Corte Costituzionale Stato-Regione .
Un contenzioso avanzato dal precedente Governo; rinuncia a
potenziali 6 miliardi di euro in cambio di 500 milioni di euro che
servivano per chiudere il bilancio. E oggi si parla di gap
generazionale, di responsabilità di tanti che siedono in questi
banchi da più legislature, io sono uno di quelli che va per la
seconda, il Presidente Musumeci la volta scorsa, la passata
legislatura era membro dell'opposizione. Gli assessori nessuno fra
i presenti, a parte la parentesi dell'assessore Lagalla e
dell'assessore Armao, che è stato uno di quelli che ha mosso il
contenzioso Stato-Regione, ha fatto parte di Governi precedenti.
Ed allora, se dobbiamo fare chiarezza e operazioni di verità vanno
fatte ma vanno fatte con dati precisi e certi. E oggi non abbiamo
visto, perché abbiamo visto interventi garbati, pacati, di
riconoscimento all'attività del Governo con rapporto tra Stato e
Regione favorevoli ma, a volte, non si è detta la verità. E'
diventato quasi un dibattito sull'operato del Governo. Ed allora,
io vorrei partire dal riconoscimento che hanno fatto anche le
stesse opposizioni del duro lavoro che questo Governo sta facendo
in questi mesi.
E' stato detto: l'operazione verità del 2015. Allora, credo
l'assessore fosse Baccei, si è dato attuazione ad un decreto che
però portava la data del 2011. Quindi, Crocetta arriva nel 2012, fa
passare tre anni per fare l'operazione verità . E questa
operazione verità porta un disavanzo di un miliardo e 600
milioni. Si sono fatti sforzi per coprire questa cifra.
Nel 2018 questo Governo ha trovato le risorse per coprire il buco
di 164 milioni ma dei 191 di quest'anno, purtroppo, essendo
intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 18 del 2019,
purtroppo, non è stata data la possibilità di spalmare la parte
residuale del disavanzo nei trent'anni successivi. E io sono
convinto che comunque ci sia un problema di carattere
generazionale.
Ma quando si parla di nuove generazioni allora dire che noi
appesantiremo la spesa pubblica nei prossimi trent'anni sicuramente
non è una cosa che ci inorgoglisce, purtroppo, ma si deve fare. Le
cose sono due: o mandiamo in default, come purtroppo sta succedendo
per le province, noi non eravamo costituiti in quest'Aula come
Gruppo parlamentare né come movimento politico quando si annunciava
ai quattro venti l'eliminazione delle province da parte del Governo
Crocetta. Rai 1 ed altre reti televisive, in tutti i talk-show
nazionali andava in passato il Presidente della Regione a dire
quanto era stato bravo, con l'aiuto del Movimento Cinque Stelle,
con una legge capestro, ad eliminare le province.
E' proprio notizia di qualche ora fa, purtroppo, a proposito di
prelievo forzoso, la morte di una signora in una strada provinciale
la Partinico-Corleone che occorreva, bisognava di manutenzione.
La colpa non è di nessuno, sono soltanto fatalità però, purtroppo,
oggi tutti quelli che percorrono le strade interne possono
rischiare e allora un prelievo forzoso che, secondo i dati, è stato
da parte dello Stato di 270 milioni di euro, come giustamente
diceva l'onorevole Lo Giudice.
Per quanto riguarda l'onorevole Dipasquale questo Governo - e il
Presidente della Regione lo ha sempre detto - verrà il tempo in cui
tutto quello che si sta facendo troverà i suoi frutti,
probabilmente non è stato bravo in termini di comunicazione,
probabilmente noi sostenitori di questo Governo non siamo stati
bravi a veicolare il messaggio di tutto il lavoro svolto in questi
pochi mesi.
Io sono certo, come dicevo, un anno e tre mesi, perché è
paradossale che il Governo nazionale stia lavorando per un anno e
il Governo regionale che sono un anno e tre mesi si parla di due
anni; ma dico non è un problema di tempo è il problema della
dedizione e dello sfacelo che questo Governo ha trovato e sta
cercando di mettere le pezze.
E allora parliamo dei nuovi propositi del Governo che sono
diventati atti importanti: il piano energetico, investimenti per
centinaia di milioni di euro, se ci sarà la possibilità che la
Sicilia possa diventare autosufficiente sul tema energetico e poi
se il Governo nazionale vorrà - ma non con piattino o meno -
collaborare insieme al Governo regionale c'è il problema annoso
delle strade provinciali.
Questo è un tema che io ritengo importantissimo, che il Governo
Musumeci ha sempre messo tra le priorità della propria azione
politica, quindi voglio augurare buon lavoro, sperando che il
Governo nazionale possa essere a fianco di tutto il lavoro fatto in
questi mesi dal Presidente Musumeci, dall'Assessore Armao e da
tutto il Governo per far si che questa Regione possa diventare una
regione normale.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, in omaggio all'Assemblea perché sono state fatte alcune
considerazioni di carattere politico che esulano dalle competenze
specifiche del Vicepresidente, al quale ho voluto dare la parola
perché ha studiato, conosce la lingua italiana, sa coniugare i
verbi, i congiuntivi e quindi è giusto che sia lui a parlare, per
me diventa un po' più difficile essendo di livelli molto più
modesti. Non mi guardate così, dovete accontentarvi
Però voglio dire, con molta franchezza, che io sono convinto che
la trattativa col Governo Nazionale si stia conducendo su un
terreno di grande rispetto istituzionale, rispetto reciproco
certamente.
Il Governo nazionale ha fatto sapere di non essere ben disposto ad
accettare, al di là di quello che è stato consacrato nell'accordo
del dicembre scorso con il Ministro delle Finanze, non sembra
disposto ad accettare le proposte concrete che il Governo della
Regione siciliana ha avanzato per consentire a questo ente di
evitare il collo di bottiglia con l'adempimento di impegni che,
sappiamo, non possono essere sul piano del bilancio rispettati.
Noi continueremo a sostenere, e l'Assessore Armao lo ha fatto e lo
fa settimanalmente, avviando anche rapporti personali o utilizzando
pregressi rapporti di amicizia con la burocrazia ministeriale, farà
tutto quello che sarà necessario fare. Ma al Governo, noi, abbiamo
chiesto non elemosine e a Roma non andiamo mai con il piattino in
mano. Noi abbiamo detto con grande franchezza che le responsabilità
di Governi precedenti - non so quanti 10, 15, 20, 30 anni, conta
poco in questo momento - non possono essere pagati da un ente che è
stato devastato e che lentamente risale la china affinché tra 15/20
anni possa essere una Regione normale. Questo è il tempo che
abbiamo previsto noi naturalmente, regione normale significa
competere con le Regioni del Nord. 20 anni per una bonifica che è
già cominciata, è già cominciata con questo Governo. Ma per mettere
le carte in regola come diceva il compianto Presidente Mattarella,
per mettere le carte in regola ci vorranno alcune generazioni.
Noi sappiamo benissimo di non potere sostenere lo sforzo di una
rateizzazione all'interno di questa legislatura. Qualcuno dei
colleghi ha parlato di 30 anni, noi ci accontenteremo anche di un
lasso di tempo minore pur di evitare il collasso con allo strumento
contabile e pur di consentirci e di ridotare i capitoli che ha
richiamato, credo l'onorevole Lupo, e che toccano le corde
sensibili di alcuni settori importanti della nostra società:
lavoratori forestali, gli enti della cultura, alcune attività che
sono e restano prioritaria nella vita quotidiana di questa Regione.
Noi confidiamo nel senso di responsabilità del Governo nazionale
verso il quale, come sapete, abbiamo sempre mantenuto un rapporto
improntato a grande rispetto. Ma il grosso problema rimane quello
legato alle province. Le province come sapete rischiano davvero, è
stato detto. Io credo che prima ancora del problema finanziario la
sorte incerta delle province sia legato alla scelta funesta,
irresponsabile compiuta in quest'Aula nella passata legislatura
quando alcuni gruppi parlamentari in una prima fase hanno deciso di
portare al patibolo le province in quanto enti intermedi, in quanto
enti inutili.
Mi ha fatto davvero piacere che l'onorevole Foti, che era fra i
parlamentari che nella scorsa legislatura sostenevano l'inutilità
della provincia, lo dico con rispetto che sa io ho sempre avuto nei
suoi confronti, l'onorevole Foti oggi ha detto che si sente nel
territorio la mancanza dell'ente intermedio. Ed è una assenza che
avvertiamo tutti - non c'è dubbio - perché un ente può essere
benissimo soppresso, è una scelta politica, ma bisogna prima
trovare una soluzione alternativa. Se sopprimiamo le province e non
troviamo chi deve svolgerne le funzioni e come svolgerle,
determiniamo un vuoto istituzionale.
Lo stesso centrosinistra, che prima era sulla posizione del
Governo Renzi e quindi del Ministro Delrio per la soppressione, per
l'abrogazione della norma sulle province, come ricordano i colleghi
di seconda legislatura, poi nell'ultima parte del mandato hanno
fatto autocritica riconoscendo l'utilità delle province; troppo
tardi, perché già la legge nazionale era stata varata e a nulla è
valso il ricorso di questo Governo, del Governo Musumeci, perché la
Corte Costituzionale ha difeso la legge Delrio e non poteva fare
altrimenti.
Ha ragione l'onorevole Sunseri quando dice che servono le riforme.
Cominciamo proprio dalla madre delle riforme che è quella delle
province. Stabiliamo a livello nazionale, non potendolo fare qui
perché non abbiamo la potestà per farlo, che cosa devono essere le
province o liberi consorzi o città metropolitane - come le si vuole
chiamare.
Il Governo si è espresso anche nei rapporti con alcuni Ministri di
questo Governo e leghisti e Ministri del Movimento Cinque Stelle,
abbiamo detto che siamo per restituire all'ente intermedio il ruolo
e la funzione che aveva fino alla passata legislatura, se si vuole
anche riducendo o eliminando l'indennità che abbiamo saputo in
Sicilia incidere soltanto per il 2-3 per cento sulla spesa
complessiva degli enti intermedi, ma il Presidente della Provincia
facciamolo eleggere dal popolo per dargli quella piena legittimità
che gli servirà per potere interloquire con i comuni, da una parte,
e con la Regione e lo Stato, dall'altra parte.
Proprio oggi leggevo sulla cronaca di Siracusa, l'ANCI, un
esponente autorevole dell'ANCI ribadisce la necessità di sabotare
le elezioni per le province che questo Governo ha fissato - e non
poteva non farlo quel giorno per il 30 giugno.
Non abbiamo motivo di sabotare una consultazione elettorale per
quanto inutile, se non dannosa, essendo affidata ai quadri
dirigenti dei partiti perché quel giorno i siciliani andranno al
mare perché non saranno assolutamente interessati a votare perché
non potranno votare perché sarà loro negato il diritto di entrare
nel seggio - e questo la dice lunga sui principi della democrazia
diretta e partecipata.
Vorremmo - come Governo ma anche come coalizione di centrodestra -
che almeno il presidente della provincia venisse eletto dal popolo
e che alle province venisse restituita la funzione che avevano
prima.
Si è parlato di strade provinciali chiuse, certo i commissari che
questo Governo ha voluto nominare in dirigenti, alti dirigenti
dello Stato in quiescenza, ex prefetti, ex magistrati, ex questori
come è noto abbiamo fatto questa scelta e siamo felici di non
dovercene pentire, anzi va il mio ringraziamento e di tutto il
Governo ai nove commissari. Soltanto uno è Segretario generale,
quello di Ragusa, che ha lavorato con pari impegno ed entusiasmo,
il mio ringraziamento e il nostro ringraziamento ai nove Commissari
per quello che hanno fatto prima. Oggi sono diventati sei per i tre
sindaci metropolitani, altra follia legislativa, come se le
Province fossero una sorta di dopolavoro per occupare qualche ora
durante la settimana, per un sindaco di una città capoluogo che,
non avendo niente da fare, dice beh Adesso per un paio d'ore vado
alla Provincia. . Veramente mortificante tutto questo Chi ha
governato una Provincia, lasciatemelo dire, sa che invece bisogna
stare lì dalla mattina alla sera tutti i giorni e qualche volta non
bastano neppure i giorni feriali.
Quindi, noi, deputato Sunseri, sulle riforme siamo perfettamente
d'accordo e sarei felice se questo Parlamento autonomamente, senza
bisogno di un documento del Governo, potesse votare un ordine del
giorno facendo voti al Governo nazionale per tornare ad esaminare -
come si è detto seppure a denti stretti qualche mese fa - in
maniera più approfondita l'ipotesi di una riforma concreta
dell'ente intermedio. E' una esigenza avvertita dal nord fino
all'ultima estrema provincia della nostra Isola.
Quanto alle altre riforme dobbiamo presentare altri 4-5 disegni di
legge. E la nostra stagione di riforme del Governo si è conclusa.
Non è una stagione che deve durare cinque anni. Abbiamo già
presentato sette disegni di legge. Altri 4-5 basteranno per potere
definire il nostro modello di Regione che vorremmo, che vogliamo.
Naturalmente poi il Parlamento, nella coalizione di Governo e nella
opposizione, ci arricchirà di ulteriori proposte sulle quali saremo
felici di poterci confrontare.
Credo che questo Parlamento abbia tanto materiale su cui lavorare.
Qualche norma di riforma è stata già preannunciata dalla tribuna da
parte dell'onorevole Ragusa. Noi siamo convinti di potere
consegnare alla fine di questa legislatura una Regione, non una
super Regione, ma una Regione degna di essere chiamata Regione.
Abbiamo trovato una Regione devastata per responsabilità recenti e
remote, va detto per onestà, e pensiamo di consegnare una Regione
con le carte in regola. Una Regione che abbia tutti gli strumenti
di pianificazione. Una Regione che abbia con lo Stato concordato la
pianificazione dei debiti. Una Regione che abbia abrogato,
soppresso, due-tre-quattro partecipate mangiasoldi. Una Regione che
abbia saputo mettere le persone giuste al posto giusto. Una Regione
che abbia utilizzato le risorse comunitarie non polverizzando la
destinazione della spesa ma accorpandola attorno a 5-6 assi
particolarmente prioritari. Una Regione che abbia recuperato
credibilità e reputazione.
Quanto ai sondaggi, vedete, chi conosce la mia vita privata sa che
ho superato ostacoli indicibili. Perdonate se lo dico, ma chi
governa una Regione importante come questa, non può definire il
contorno fra la vita pubblica e la vita privata. Non esiste più un
Musumeci privato e un Musumeci pubblico. Sono forgiato a tutte le
esperienze. Sono caduto mille volte nella mia vita e mi sono sempre
rialzato con le ginocchia sanguinanti. Credetemi, non è il
sondaggio del giornale di Confindustria che può determinare le
sorti di questo Governo o di questa legislatura.
Noi tireremo diritto, andremo avanti perseverando con tenacia e
con determinazione. Lavoreremo nel silenzio, senza dovere fare
clamori. Alla fine dei cinque anni, alla fine dei cinque anni
presenteremo il consuntivo sapendo di aver fatto tutto quello che
era umanamente possibile fare per consegnare a chi verrà dopo di
me, questo sì credo di poterlo dire, una Regione normale. Alle
super Regioni non ci ho mai creduto, ai super presidenti neanche.
Vedete, alla fine dei cinque anni arrivare penultimo, beh, è una
buona consolazione perché se mi giro indietro ricordo che il mio
predecessore è stato costantemente ultimo nei cinque anni. Partire
dalla sua eredità per arrivare penultimo, credetemi, lo reputo un
grande successo.
Non sono una quercia, ma neanche un cespuglio; e se mi guardo
attorno, in questo deserto di piante grasse, non vedo assolutamente
alberi alti e capaci di resistere ai venti.
Lasciatemi e lasciateci lavorare con i nostri limiti, con le
nostre difficoltà, senza maggioranza parlamentare, senza
riferimenti nazionali. Lasciateci lavorare. I siciliani alla fine
comprenderanno lo sforzo, non eroico, ma certamente onesto, pulito,
coerente e determinato di questo presidente e di questo Governo.
Questo è lo stato d'animo con il quale io mi presento a quest'Aula
dopo qualche settimana, dopo un prolungato periodo di assenza e di
questo me ne scuso per ragioni personali, per ragioni fisiche, ho
avuto qualche problema che abbiamo felicemente risolto nonostante i
gufi, le cornacchie e gli uccelli del malaugurio.
Siamo qui sotto questo cielo, con la grazia del Signore e con la
considerazione dei siciliani sono convinto che andremo avanti e
otterremo il risultato per il quale abbiamo chiesto ed ottenuto il
consenso nel novembre del 2017.
Grazie, signor Presidente, per avermi concesso la parola.
(Applausi dai banchi del Governo)
PRESIDENTE. Onorevoli, si passa all'esame degli ordini del giorno
che sono stati presentati e distribuiti.
Si passa all'ordine del giorno n. 108 Preventiva comunicazione
all'Assemblea regionale siciliana delle prescrizioni dell'accordo
Stato-Regione in materia finanziaria del 19 dicembre 2018 , degli
onorevoli Cappello, Cancelleri, Gucciardi, Lupo, Dipasquale,
Cracolici e De Domenico. Il parere del Governo?
ARMAO, vicepresidente della Regione e assessore per l'economia.
Signor Presidente, stante la circostanza che questo è un dibattito
dove emerge l'informativa da parte del Governo e la valutazione da
parte dell'Aula, riteniamo di rimetterci all'Aula per tutti gli
ordini del giorno presentati.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 108. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa dell'ordine del giorno n. 109 Tempestiva e periodica
comunicazione dell'avanzamento di lavori concernenti gli accordi
Stato-Regione in materia finanziaria , degli onorevoli Lupo,
Cracolici, Catanzaro, De Demenico, Dipasquale, Barbagallo, Arancio,
Cappello, Cancelleri e Lantieri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 110, a firma degli onorevoli
Lupo, Gucciardi, Cracolici, Catanzaro, Sammartino, Barbagallo,
Cafeo, Arancio, De Domenico e Dipasquale.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, i deputati del Gruppo del
Movimento Cinque Stelle si astengono.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 111, a firma degli onorevoli
Milazzo, Aricò, Catalfamo ed altri.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, i deputati del Gruppo del
Movimento Cinque Stelle si astengono.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 17 aprile 2019,
alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione
paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata
(n. 419/A) (Seguito)
Relatore: On. Sammartino
2) Norme in materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum
Regionale dei Giovani e dell'Osservatorio Regionale delle politiche
giovanili (n. 220/A) (Seguito)
3) Relatore: On. Sammartino
La seduta è tolta alle ore 18.25
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Istituzione della giornata regionale dell'accoglienza e
dell'integrazione (n. 529).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cracolici,
Lupo, Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, De Domenico,
Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 2 aprile 2019.
- Azioni a difesa della salute, dell'ecosistema, della
biodiversità e della qualità dei prodotti agricoli siciliani (n.
533).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Palmeri,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Pasqua, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 2 aprile 2019.
- Disposizioni per il riequilibrio della rappresentanza di genere
negli organi elettivi ed amministrativi degli enti territoriali
della Regione siciliana e negli enti e società soggetti al
controllo pubblico (n. 548).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Arancio, Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico,
Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 15 aprile 2019.
- Mobilità non di linea (n. 549).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Savarino, Lo
Curto e Zitelli il 15 aprile 2019.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 15 settembre 1997, n. 35 in
materia di cessazione delle cariche elettive nei comuni della
Regione siciliana (n. 538).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
- Misure per la trasparenza dei finanziamenti elettorali per
l'elezione dell'Assemblea Regionale Siciliana e il presidente della
Regione (n. 542).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 5 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
- Introduzione del tagliando antifrode in sede di elezione dei
deputati all'Assemblea
Regionale Siciliana e dei consigli comunali (n. 544).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 10 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
BILANCIO (II)
- Abrogazione della tassa di concessione governativa sulle licenze
al trasporto merci in conto proprio (n. 531).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere IV.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disposizioni per l'esercizio di funzioni amministrative di
competenza regionale in materia di costruzione ed esercizio delle
linee e impianti per il trasporto, la trasformazione e la
distribuzione di energia elettrica (n. 535).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere IV.
- Norme per favorire il risparmio energetico e la riduzione del
rischio sismico in edilizia (n. 540).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 5 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
Parere IV.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme per la promozione della sostenibilità ambientale e
l'applicazione dei principi dell'economia circolare negli acquisti
di beni e servizi della Pubblica Amministrazione (n. 530).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
- Norme in materia di Servizio idrico integrato (n. 534).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
- Norme in materia di urbanistica, edilizia e qualità
architettonica (n. 536).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere V.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Trasferimento del Complesso monumentale Santa Margherita al
patrimonio della Regione siciliana (n. 539).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 5 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
Parere VI.
- Disposizioni per il sostegno della Regione all'attività di
contrasto culturale ai fenomeni mafiosi (n. 541).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 5 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
Parere Antimafia.
- Norme per la valorizzazione ed il riconoscimento della dieta
mediterranea (n. 547).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 10 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
Parere V e VI.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Formazione specialistica dei medici del SSN (n. 532).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
- Legge sull'istituzione dell'infermiere di famiglia (n. 537).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 2 aprile 2019.
Inviato il 10 aprile 2019.
- Disposizioni per prevenire e contrastare condotte di
maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di
minori, anziani e persone con disabilità (n. 545).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 10 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
- Disposizioni per il riordino dell'istituto zooprofilattico
sperimentale della Sicilia, A. Mirri (n. 546).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 10 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
RANDAGISMO
- Norme per incentivare le adozioni e per ridurre il fenomeno
dell'abbandono e randagismo dei cani e dei gatti (n. 543).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 10 aprile 2019.
Inviato il 15 aprile 2019.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Interventi per un migliore accesso ai fondi dell'Unione europea
(n. 528).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere V e UE.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Linee guida per la disciplina dei mercati agroalimentari
all'ingrosso (n. 524).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere I.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Modifiche alla disciplina dettata dalla legge regionale 8 agosto
1985, n. 34, in tema di contributi per interventi edilizi nel
centro storico di Siracusa (n. 526).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere I.
- Disposizioni per l'accesso al demanio marittimo degli animali da
compagnia. Modifiche della legge regionale n. 15 del 2005 (n. 527).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 aprile 2019.
Parere I.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Modifica del comma 8, articolo 25 della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19. Istituzione del supervisore ABA nei centri
per il trattamento del Disturbo Autistico (n. 525).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 10 aprile 2019.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che gli onorevoli Giovanni Cafeo e Michele Catanzaro,
con nota prot. n. 2751/SG.LEG.PG. del 2 aprile 2019, hanno chiesto
di apporre la propria firma al disegno di legge n. 465 Consiglio
comunale dei giovani .
Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale
Si comunica che è pervenuta la deliberazione della Giunta
regionale n. 126 del 25 marzo 2019 relativa a: Interventi sulla
rete viaria siciliana gestita dall'ANAS S.p.A. - Atto integrativo.
Apprezzamento. .
La predetta delibera è stata trasmessa alla II ed alla IV
Commissione legislativa ed alla Commissione per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.
Copia della stessa è disponibile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 764 - Politiche per stimolare la crescita economica, produttiva
ed occupazionale della Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe; Dipasquale Emanuele; De Domenico Francesco; Cafeo
Giovanni
N. 765 - Concessione dell'utilizzo ad uso gratuito dell'immobile
'ex Brucato' in contrada Addaura (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Cracolici Antonello
N. 766 - Chiarimenti in merito alla procedura adottata per la
stipula della convenzione con FORMEZ - PA e relativi avvisi di
reclutamento di esperti nell'ambito della linea 2.3.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Pullara Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia Marianna; Compagnone
Giuseppe
N. 767 - Chiarimenti in ordine all'auspicata apertura del Parco
d'Orleans.
- Presidente Regione
Schillaci Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 768 - Iniziative a seguito della chiusura dello storico cinema
di Riposto (CT).
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 769 - Chiarimenti circa il completamento del teatro di Giarre
(CT).
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 770 - Chiarimenti urgenti in merito alle procedure di
privatizzazione delle Terme di Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Pullara Carmelo
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
Annunzio di interpellanze
N. 161 - Notizie in merito e posticipo della paventata chiusura
della tratta ferroviaria tra Patti e Sant'Agata di Militello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Calderone Tommaso A.
N. 162 - Ispezione sui Comuni siciliani che hanno disatteso quanto
disposto dagli artt. 10 e 12 della legge regionale 5 aprile 2011,
n. 6.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 163 - Chiarimenti sull'Istituto regionale per il credito
agevolato (IRCA).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Lupo Giuseppe
N. 164 - Notizie sullo stato di attuazione della legge regionale
22 febbraio 2019, n.1.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Catanzaro
Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 233 - Iniziative per la modifica del Decreto dirigenziale
del Ministero della Salute n. 6478 del 10 marzo 2017 in ordine
all'emergenza 'blue tongue'.
Dipasquale Emanuele; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;
Barbagallo Anthony Emanuele; Cafeo Giovanni; Catanzaro Michele;
Cracolici Antonello; De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare;
Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
Presentata il 26/03/19
N. 234 - Iniziative per scongiurare la chiusura di 'Radio
Radicale'.
Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Catanzaro
Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
Presentata il 29/03/19
N. 235 - Iniziative a livello nazionale per assicurare la
prosecuzione dell'attività di servizio pubblico svolta da 'Radio
Radicale'.
Sammartino Luca; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Lupo
Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Catanzaro Michele;
De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
Presentata il 29/03/19
N. 236 - Inapplicabilità del d.lgs 23 giugno 2011, n. 118, in
merito ai salari dei lavoratori forestali a tempo indeterminato.
Genovese Luigi; Gallo Riccardo; Calderone Tommaso A.; Cannata
Rossana
Presentata il 2/04/19
N. 237 - Revisione dei criteri di assegnazione del numero degli
esaminatori delle patenti nautiche.
Genovese Luigi; Gallo Riccardo; Calderone Tommaso A.; Cannata
Rossana
Presentata il 2/04/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.