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Resoconto d'Aula della Seduta n. 111 di martedì 16 aprile 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.12

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Rizzotto.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e di indirizzo
                               politico

   PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della sospensione  di  diritto
  dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica di deputato  regionale
  ai   sensi  del  decreto  legislativo  n.  235  del  2012,  di  cui
  l'Assemblea  ha preso atto nella seduta n. 109 del 2  aprile  2019,
  decade  la  firma  dello  stesso  parlamentare  dai  seguenti  atti
  ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazioni con richiesta di risposta orale: nn. 454, 455,  456
  e 457;
   interrogazioni con richiesta di risposta scritta:  nn.  628,  629,
  631, 632, 633, 634 e 635;
   interpellanze: nn. 138, 139 e 142;
   mozioni: nn. 11, 49, 113, 145, 157, 158, 159, 160, 161, 202,  203,
  204, 209 e 217.
   Decade, infine, per il venir meno del prescritto numero minimo  di
  firmatari, il seguente atto di indirizzo politico:
   mozione n. 178.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di ritiro dell'interrogazione n. 721

   PRESIDENTE.  Comunico  che  con nota e-mail  dell'8  aprile  2019,
  assunta al bollo d'ingresso della Vicesegreteria generale dell'Area
  Istituzionale in pari data e protocollata al n. 2904/AulaPG  dell'8
  aprile  2019,  l'on.  Stefania  Campo  ha  dichiarato  di  ritirare
  l'interrogazione n. 721, a propria firma.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo che con nota del 3 aprile 2019,  pervenuta  a
  questa Presidenza in pari data, assunta al bollo di ingresso  della
  Segreteria  generale del 4 aprile successivo e protocollata  al  n.
  2871/AulaPG del 5 aprile 2019, l'on. Daniela Ternullo ha dichiarato
  di  aderire al Gruppo parlamentare  Popolari ed Autonomisti -  Idea
  Sicilia .

   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreti di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Do  lettura dei decreti di nomina  di  componente  di
  Commissione:

                         «Repubblica  Italiana
                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                                    I L    P R E S  I
     D E N T E                                     175

   CONSIDERATO che a seguito della sospensione di diritto,  ai  sensi
  del  decreto  legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole  Giuseppe
  GENNUSO  dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea  ha
  preso  atto  nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019,  risulta
  temporaneamente  vacante  il seggio dallo  stesso  ricoperto  nella
  Commissione  permanente  per  l'esame delle  questioni  concernenti
  l'attività dell'Unione europea;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione  del  Gruppo  parlamentare   Popolari   ed
  Autonomisti   -   Idea   Sicilia'  al  quale  l'onorevole   GENNUSO
  apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole   Daniela   TERNULLO  è  nominata   componente   della
  Commissione  permanente  per  l'esame delle  questioni  concernenti
  l'attività  dell'Unione  europea,  in  sostituzione  dell'onorevole
  Giuseppe  GENNUSO,  sospeso di diritto  dalla  carica  di  deputato
  regionale.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 10 aprile 2019

                         Repubblica  Italiana
                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                                    I L    P R E S  I
     D E N T E                                     176

   CONSIDERATO che, a seguito della sospensione di diritto, ai  sensi
  del  decreto  legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole  Giuseppe
  GENNUSO  dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea  ha
  preso  atto  nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019,  risulta
  temporaneamente vacante il seggio dallo stesso ricoperto nella  III
  Commissione legislativa permanente  Attività produttive';

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA   la  designazione  del  Gruppo  parlamentare   Popolari   e
  Autonomisti   -   Idea  Sicilia',  al  quale  l'onorevole   GENNUSO
  apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Daniela  TERNULLO  è nominata  componente  della  III
  Commissione   legislativa  permanente   Attività  produttive',   in
  sostituzione  dell'onorevole Giuseppe GENNUSO, sospeso  di  diritto
  dalla carica di deputato regionale.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 10 aprile2019

                         Repubblica  Italiana
                    ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                                    I L    P R E S  I
     D E N T E                                     177

   CONSIDERATO che a seguito della sospensione di diritto,  ai  sensi
  del  decreto  legislativo n. 235 del 2012, dell'onorevole  Giuseppe
  GENNUSO  dalla carica di deputato regionale, di cui l'Assemblea  ha
  preso  atto  nella seduta d'Aula n. 109 del 2 aprile 2019,  risulta
  temporaneamente  vacante  il seggio dallo  stesso  ricoperto  nella
  Commissione  parlamentare  speciale d'inchiesta  sul  fenomeno  del
  randagismo in Sicilia;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTA  la  designazione  del  Gruppo  parlamentare   Popolari   ed
  Autonomisti   -   Idea   Sicilia'  al  quale  l'onorevole   GENNUSO
  apparteneva;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole   Daniela   TERNULLO  è  nominata   componente   della
  Commissione  parlamentare  speciale d'inchiesta  sul  fenomeno  del
  randagismo  in  Sicilia,  in sostituzione  dell'onorevole  Giuseppe
  GENNUSO, sospeso di diritto dalla carica di deputato regionale.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

   Palermo, 10 aprile 2019»

            Comunicazione di correzione di errore materiale
        relativo a comunicazione di decadenza di atti ispettivi

   PRESIDENTE.  Comunico che nel resoconto stenografico della  seduta
  n.  394 del 20 dicembre 2016, con riferimento alla comunicazione di
  decadenza  di atti ispettivi, devono intendersi cassate le  parole:
   automaticamente,  ai sensi dell'art. 37 bis, comma  2,  Reg.  Int.
  Ars .

   L'Assemblea prende atto della correzione di errore materiale.


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 10  aprile  2019,
  sotto  la  Presidenza  del Presidente dell'Assemblea,  presente  il
  Vicepresidente   vicario,  onorevole   Di   Mauro,   ha   approvato
  all'unanimità   il   seguente   programma-calendario   dei   lavori
  parlamentari per la corrente sessione.

   AULA
   l'Aula  terrà  seduta  martedì  16  aprile  2019  per  avviare  la
  discussione  dei  disegni di legge n. 419/A   Individuazione  degli
  interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a
  procedura autorizzatoria semplificata  e n. 220/A  Norme in materia
  di politiche giovanili. Istituzione del Forum Regionale dei Giovani
  e dell'Osservatorio Regionale delle politiche giovanili .
   Il termine per la fissazione degli emendamenti ai disegni di legge
  sopra  menzionati è fissato per mercoledì 17 aprile 2019, alle  ore
  12:00, i quali ultimi saranno discussi nella seduta d'Aula che sarà
  convocata nella stessa data, alle ore 16:00.
   Nella seduta di martedì 16 aprile 2019 avranno, altresì, luogo  le
  comunicazioni  del Presidente della Regione e successivo  dibattito
  in  ordine  alla trattativa con il Governo nazionale  sui  rapporti
  finanziari Stato - Regione siciliana.

   COMMISSIONI
   Le  Commissioni daranno priorità all'esame dei seguenti disegni di
  legge:
   I Commissione: ddl in materia di riassetto dei sistemi cimiteriali
  e ddl di recepimento della normativa nazionale anticorruzione.

   Priorità   è  stata  data,  inoltre,  al  disegno  di  legge   cd.
   collegato   nonché agli altri disegni di legge  di  rielaborazione
  degli  emendamenti presentati al  collegato  medesimo, di  ciascuna
  Commissione di merito.

   L'Assemblea ne prende atto.


  Discussione del disegno di legge   Individuazione degli interventi
  esclusi dall'autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura
                autorizzatoria semplificata  (n. 419/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si procede con la discussione del disegno di legge  Individuazione
  degli   interventi  esclusi  dall'autorizzazione  paesaggistica   o
  sottoposti  a  procedura autorizzatoria semplificata   (n.  419/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Sammartino, per svolgere la relazione.
   Onorevole  Sammartino, secondo quanto stabilito  dalla  Conferenza
  dei Capigruppo che ho letto poc'anzi, lei è invitato a svolgere  la
  sua  relazione  e  rinviare la presentazione  degli  emendamenti  a
  domani  alle  ore 12.00, e la discussione a domani pomeriggio  alle
  ore 16.00.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la proposta di legge in  esame,  a
  firma  del  compianto  Assessore Sebastiano Tusa,  contiene  misure
  volte    a    garantire   la   semplificazione   del   procedimento
  amministrativo in materia di autorizzazione paesaggistica.
      Disciplina,   infatti,  gli  interventi  e  le  opere   esclusi
  dall'autorizzazione  paesaggistica  o  sottoposti  al  procedimento
  semplificato   di  autorizzazione  paesaggistica,   in   attuazione
  dell'articolo  146  comma 9 del Codice dei  beni  culturali  e  del
  paesaggio,  come  modificato  dal  secondo  decreto  correttivo   e
  integrativo  n.  63  del 2008 e del D.P.R. 9  luglio  2010  n.  139
  recante   la   disciplina   del   procedimento   semplificato    di
  autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve  entità  e
  dal D.P.R. n. 31 del 2017.
   Il  DPR del 2010 conteneva l'Allegato 1 con l'individuazione di 39
  tipologie  di  interventi, cui applicare la procedura  semplificata
  ivi  prevista, articolata essenzialmente in tre misure, consistenti
  nel    dimezzamento    dei   termini   del   procedimento,    nella
  semplificazione  documentale e in alcune misure di  semplificazione
  organizzativa.
   L'applicazione  di  tale  provvedimento  normativo  nella  Regione
  siciliana, però, ad eccezione di alcune disposizioni in materia  di
  semplificazione documentale, richiedeva l'emanazione di un'apposita
  norma   regionale  di  recepimento,  e  non  solo  a  causa   della
  disposizione, contenuta nello stesso D.P.R. 139/2010,  secondo  cui
  le  Regioni  a  Statuto speciale avrebbero dovuto  emanare  proprie
  disposizioni normative ispirate agli stessi principi, ma  anche  in
  considerazione del fatto che la maggior parte delle norme, in  esso
  contenute,   innovava   nel   complesso   rapporto        esistente
  nell'ordinamento statale ma non in quello regionale siciliano   tra
  le   Soprintendenze  statali  e  uffici  delle  Regioni  a  Statuto
  ordinario competenti in materia.
   Con  il  citato  DPR  del  2017 è stato approvato  il  regolamento
  rubricato     «Individuazione     degli     interventi      esclusi
  dall'autorizzazione   paesaggistica  o   sottoposti   a   procedura
  autorizzativa  semplificata»  che  ha  abrogato  e  sostituito   il
  precedente  D.P.R.  n.139/2010,  e  che,  almeno  in  parte,  trova
  immediata  applicazione anche nell'ordinamento regionale siciliano.
  Stabilisce, infatti, l'articolo 13, comma 3, del D.P.R. 31/2017 che
  l'esonero dall'obbligo di autorizzazione delle categorie di opere e
  interventi di cui all'allegato A si applica immediatamente in tutto
  il   territorio   nazionale,  fermo  restando  il  rispetto   delle
  competenze delle Regioni a Statuto speciale; tale ultimo inciso  fa
  riferimento  alla  diversa  organizzazione  degli  uffici  e  delle
  competenze,  in  materia di beni culturali e tutela del  paesaggio,
  presente  nelle Regioni a statuto speciale rispetto alle Regioni  a
  statuto   ordinario.  Il  nuovo  regolamento  di   semplificazione,
  relativo     all'individuazione    degli     interventi     esclusi
  dall'autorizzazione   paesaggistica  o   sottoposti   a   procedura
  autorizzatoria  semplificata, attua  la  previsione  dell'art.  12,
  comma  2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito,  con
  modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014. n. 106, come  modificato
  dall'art. 25, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133,
  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 11 novembre  2014.  n.
  164.
   Tra  le  innovazioni  più rilevanti, anche per  la  sua  efficacia
  immediata  nell'ordinamento regionale siciliano, è l'individuazione
  di   31   tipologie  di  interventi  "di  lieve  entità",  elencati
  nell'Allegato A al DPR, che se eseguiti in aree vincolate, e se non
  vietati  da  specifiche  prescrizioni  d'uso  contenute  nei  piani
  paesaggistici o nei provvedimenti di vincolo, non sono soggetti  ad
  autorizzazione paesaggistica.
   Il   regolamento  individua,  poi,  ulteriori  42   tipologie   di
  interventi,  elencati  nell'Allegato B allo stesso  D.P.R,  che  se
  eseguiti  in  aree  vincolate, e sempre che non  siano  vietati  da
  specifiche  prescrizioni d'uso contenute nei piani paesaggistici  o
  nei   provvedimenti  di  vincolo,  sono  soggetti  al  procedimento
  autorizzativo semplificato.
   A   questi   si   aggiunge  la  possibilità   di   sottoporre   ad
  autorizzazione paesaggistica semplificata le istanze di rinnovo  di
  autorizzazioni  scadute  da  non più di  un  anno  ed  inerenti  ad
  interventi in tutto o in parte non eseguiti, purché il progetto sia
  conforme all'autorizzazione già rilasciata.
   Qualora  con  l'istanza di rinnovo siano chieste anche  variazioni
  progettuali  che  comportino interventi di  non  lieve  entità,  si
  applica, invece, il procedimento autorizzatorio ordinario.
   Allo  scopo di introdurre pienamente le disposizioni su richiamate
  e   di   adattarle  all'ordinamento  regionale  si  è  dunque  reso
  necessario   il   presente   disegno   di   legge   relativo   alla
  "Individuazione   degli   interventi  esclusi   dall'autorizzazione
  paesaggistica    o    sottoposti   a    procedura    autorizzatoria
  semplificata".
   Onorevoli   colleghi,   signor  Presidente,  chiedo   l'attenzione
  dell'Aula, dopo avere illustrato brevemente la relazione tecnica  a
  questo  disegno  di  legge perché questo  disegno  di  legge  viene
  trattato  oggi  in  Aula  grazie  alla  sensibilità  di  tutta   la
  Commissione,  che  ho  l'onore  di  presiedere,  su  proposta   del
  compianto   Assessore   Tusa,   che  nelle   settimane   precedenti
  all'accaduto  che conosciamo aveva già allertato la Commissione  di
  merito  per  questo  importante disegno  di  legge  che  ridarà  ai
  siciliani  gli stessi diritti che, in parte, il resto delle  nostre
  regioni  hanno  nel  vedere  erogare alcuni  servizi  con  un  iter
  semplificato,  con  un  iter burocratico molto  più  snello  e  che
  consentirà ai nostri concittadini siciliani di avere lo stesso iter
  autorizzativo da Reggio Calabria piuttosto che a Messina.
   Aiuteremo  le famiglie siciliane con questo disegno di  legge  nel
  non  vedere  nella  Pubblica Amministrazione un  ostacolo  e  -  mi
  consentirete di sottolineare - come i tempi brevi e la certezza dei
  procedimenti elimineranno a volte delle lungaggini che,  purtroppo,
  sono  anche  fatti  di  cronaca e che molto spesso  allontanano  il
  cittadino dalle istituzioni che non vede nella classe politica,  in
  noi, una soluzione concreta ai bisogni in cui le famiglie siciliane
  versano.
   Ringraziando  la  Commissione e gli Uffici che  hanno  lavorato  a
  questo   disegno  di  legge  per  l'armonia  di  tutti   i   Gruppi
  parlamentari, vi chiedo di poterlo esitare nella maniera più serena
  e portando le giuste modifiche emendative partendo da un testo base
  che,  credo,  rispecchi davvero le esigenze che  oggi  i  siciliani
  hanno. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il termine per  la  presentazione
  degli   emendamenti,  così  come  stabilito   in   Conferenza   dei
  Capigruppo, è fissato a domani, 17 aprile 2019, alle ore 12.00.
   Pongo   in   votazione  il  passaggio  all'esame  degli  articoli,
  rinviando  la  discussione generale a domani  pomeriggio  alle  ore
  16.00. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Discussione  del disegno di legge  Norme in materia  di  politiche
  giovanili.   Istituzione  del  Forum  Regionale   dei   Giovani   e
  dell'Osservatorio Regionale delle politiche giovanili   (n.220/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione del disegno di legge   Norme
  in  materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum Regionale
  dei   Giovani   e   dell'Osservatorio  Regionale  delle   politiche
  giovanili  (n.220/A), posto al numero 2).
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Sammartino, per svolgere la relazione.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il tema della  partecipazione  dei
  giovani è alquanto vasto, complesso ed affrontabile da più punti di
  vista:  da una parte rispetto al livello partecipativo dei  giovani
  in  Italia  ed  in  Europa  e dall'altra  rispetto  a  metodologie,
  strumenti   e   linee   guida  che  possono  favorire   l'effettiva
  partecipazione dei giovani alla vita locale.
   Il  Consiglio  europeo  nel   Piano  di  lavoro  per  la  gioventù
  2016/2018  ha posto agli Stati membri l'obiettivo di una   maggiore
  partecipazione di tutti i giovani alla vita democratica e civica in
  Europa, invitando a promuovere cittadinanza attiva e partecipazione
  dei giovani a società plurali e tolleranti .
   In  questa  direzione appare fondamentale educare i  giovani  alla
  partecipazione   alla  vita  democratica  (processo   reciproco   e
  permanente)  per  rafforzare il ruolo degli  stessi  giovani  nella
  definizione delle politiche che li riguardano, favorendo il dialogo
  con i giovani ed un migliore utilizzo dei meccanismi esistenti -  o
  l'istituzione di nuovi meccanismi - per raccogliere  i  pareri  dei
  giovani  al  fine  di  informare e impostare  la  politica  per  la
  gioventù e le politiche attinenti ai giovani.
   I  giovani hanno un prezioso contributo da apportare allo sviluppo
  della  società.  Una loro maggiore partecipazione  può  contribuire
  allo  sviluppo sociale, politico, culturale ed economico e,  se  un
  maggior  numero di persone e di idee sono rappresentate  in  ambito
  pubblico, le decisioni avranno basi più solide.
   Il  presente disegno di legge è volto al riconoscimento di diritti
  autonomi,   agli  adolescenti  ed  ai  giovani,  che   la   Regione
  nell'ambito   delle  proprie  competenze  e  nel   rispetto   delle
  raccomandazioni   europee,  contenute  nel   libro   bianco   della
  Commissione Europea e nella Carta Europea della partecipazione  dei
  giovani   alla  vita  comunale  e  regionale,  deve  attuare   come
  condizione  necessaria per l'innovazione, lo sviluppo  sostenibile,
  la  crescita umana, sociale, occupazionale, culturale ed  economica
  della regione stessa.
   Bisogna riconosce i giovani come ricchezza del territorio  e  come
  risorsa  fondamentale  ed  essenziale della  comunità,  cercare  di
  perseguire  il  benessere e il pieno loro sviluppo  di  coloro  che
  vivono  sul  territorio  e  delle loro famiglie,  per  favorire  la
  coesione   sociale,  la  crescita  culturale  ed  economica   della
  collettività.
   La  Regione  siciliana attraverso tale iniziativa dovrà provvedere
  all'armonizzazione delle politiche giovanili con tutte le forme  di
  tutela  dei  cittadini, assicurando risposte adeguate ed  esaustive
  sui  bisogni  dei  giovani.  Sviluppare  politiche  per  i  giovani
  coordinate  con  i  comuni  singoli o  associati,  altri  organismi
  pubblici,   organismi  privati  e  associazioni  interessate   alle
  politiche giovanili, volte a garantire l'accesso all'istruzione, la
  continuità  dei  percorsi  scolastici  e  universitari,  alternanza
  scuola-lavoro, il successo formativo, la partecipazione  alla  vita
  della   comunità  educativa  e  la  valorizzazione  dell'educazione
  informale e non formale.
   Promuovere interventi e servizi per i giovani che garantiscono  la
  facilità  di  accesso, l'ascolto e gli stili di  vita  sani  ed  il
  rifiuto della violenza in ogni sua forma.
   Il presente disegno di legge ha come scopo principale di istituire
  il   Forum  Regionale  dei  Giovani   quale  organo  consultivo   e
  propositivo per le politiche che mirano a sostenere il diritto allo
  studio,  l'inserimento  dei  giovani nel  mondo  del  lavoro  anche
  attraverso    una    formazione   mirata   volta    a    promuovere
  l'associazionismo giovanile.
   Il  Forum  Regionale  dei Giovani, di seguito denominato   Forum ,
  quale  organismo stabile di riferimento e confronto tra i  giovani,
  la  Regione  e  gli  enti locali è istituito presso   l'Assessorato
  regionale  della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro   e
  con    la    propria   attività   contribuisce   alla   definizione
  dell'indirizzo politico della Regione sulle tematiche giovanili.
   Le  finalità della presente iniziativa di legge sono attuate dalla
  Regione,  dagli  enti  locali e dalle associazioni  senza  fini  di
  lucro, secondo le rispettive competenze.
   Le  azioni  e gli interventi in favore dei giovani sono improntati
  al  rispetto  dei  principi  di  pari  opportunità,  di  parità  di
  trattamento, di uguaglianza e di non discriminazione.
   Si  precisa, infine, che il testo in esame non necessita di alcuna
  copertura  finanziaria, atteso che sono state  eliminate  tutte  le
  parti  che  avrebbero comportato oneri a carico del bilancio  della
  Regione.
   Onorevoli   colleghi,  su  questo  si  è  a  lungo  dibattuto   in
  Commissione  di merito e ringrazio anche la Commissione  Bilancio .
  L'ultima parte della relazione, ahimè, è la pecca di questo disegno
  di  legge che vuole essere e che vuole avviare una stagione diversa
  all'interno   delle  Istituzioni  regionali,  perché  quanto   meno
  istituiamo il Forum e diamo spazio ai ragazzi siciliani e alle idee
  dei  nostri giovani di potersi relazionare con gli Enti locali, con
  gli  Organi preposti ma, soprattutto, con tutto quel comparto anche
  amministrativo  che  molto  spesso ha visto  nei  giovani  o  nelle
  politiche da attuare nei loro confronti con un certo distacco.
   La  copertura  finanziaria  non  è  stata  possibile  trovarla  in
  Commissione   Bilancio   e ringrazio il Presidente  Savona  per  lo
  sforzo; però, ad oggi stiamo istituendo il Forum e ci auguriamo che
  la sensibilità del Parlamento in questi anni che verranno di questa
  XVII  Legislatura potrà consentire anche un impegno  economico  che
  darà  sicuramente  voce  a  tutte  le  rappresentanze  studentesche
  siciliane e che riporti, così come nel resto del Paese, un  diritto
  ai nostri ragazzi che molto spesso la politica ha negato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, il termine per  la  presentazione
  degli  emendamenti  è fissato a domani, 17 aprile  2019,  alle  ore
  12.00.  La  discussione generale è rinviata  all'articolo  1  nella
  seduta di domani alle ore 16.00.
   Pongo  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   finanziari Stato - Regione Siciliana

   Comunicazioni del Presidente della Regione e successivo dibattito
    in ordine alla trattativa con il Governo nazionale sui rapporti
                 finanziari Stato - Regione siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
   Comunicazioni del Presidente della Regione e successivo  dibattito
  in  ordine  alla trattativa con il Governo nazionale  sui  rapporti
  finanziari Stato - Regione siciliana .
   Comunico all'Aula che sono stati presentati due ordini del giorno.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Signor Presidente, intervengo
  per  due ragioni. La prima è quella di comunicare all'Aula  che  il
  Governo  ha  delegato  il Vicepresidente, Assessore  Armao  per  la
  trattativa  con  il  Governo nazionale e, quindi,  sarà  lo  stesso
  Vicepresidente ad illustrare all'Aula le novità emerse negli ultimi
  giorni.
   La  seconda ragione per la quale intervengo è un atto formale,  ma
  anche  sentito, quello di presentare al Parlamento l'Assessore  per
  la  famiglia, le politiche sociali e il lavoro, il dottore  Antonio
  Scavone,  alla mia estrema destra, ma è solo un caso  geografico  e
  logistico.  Egli  è di formazione cattolica, democratica-cristiana,
  primario radiologo presso l'Azienda Garibaldi di Catania,  è  stato
  senatore della Repubblica, uomo di competenza sul piano politico ed
  amministrativo  e sono davvero contento che abbia voluto  accettare
  il mio invito a far parte del Governo regionale.
   Sostituisce  la  dottoressa Mariella Ippolito della  provincia  di
  Caltanissetta, Presidente dell'Ordine dei farmacisti, la  quale  ha
  rassegnato tempo fa le dimissioni e alla quale va il mio  ufficiale
  e sentito ringraziamento e quello di tutto il Governo regionale per
  l'impegno che ha voluto profondere alla guida di questo impegnativo
  e difficile Assessorato. Buon lavoro.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, il negoziato con lo Stato che si è avviato  già
  dall'1  agosto  scorso,  concernente la revisione  delle  norme  in
  materia  finanziaria ed una serie di questioni concernenti  i  temi
  finanziari,  dalla  finanza locale alla  cosiddetta  condizione  di
  insularità,  per non indugiare oltre su temi riguardanti  in  senso
  ampio i rapporti finanziari tra Stato e Regione, compresa anche  la
  questione  di Riscossione Sicilia, ha avuto una serie  di  passaggi
  che hanno condotto già nel dicembre scorso alla stipula di un primo
  accordo. Un primo accordo che tra le tante questioni analizzate  ed
  esaminate ha riguardato anche il tema del disavanzo.
   Come  voi  ben sapete, in sede di parifica del Rendiconto generale
  della Regione 2017 la Corte dei conti ha rilevato un disavanzo di 2
  miliardi  e  143  milioni.  Questo disavanzo  ha  una  composizione
  variegata  e  nella  stragrande parte  riconducibile  al  tema  del
  maggior disavanzo di cui si era previsto il ripianamento nel 2015.
   Una  premessa di ordine tecnico-giuridico. Il decreto  legislativo
  n.  118 del 2011 ha innovato profondamente le relazioni finanziarie
  e  la cosiddetta armonizzazione dei bilanci, cioè ha introdotto una
  previsione  che, in qualche modo, toglie alla Regione siciliana  la
  competenza prima avuta in materia di ordinamento finanziario  della
  Regione,  com'è noto a voi tutti prima del recepimento del  decreto
  legislativo  n. 118 del 2011 i bilanci e in generale la contabilità
  regionale erano disciplinati da una normativa interna e non da  una
  normativa statale.
   L'avvento  della legge costituzionale n. 1 del 2012, la legge  che
  ha  introdotto  il cosiddetto pareggio di bilancio in  Costituzione
  prima,  e  poi il recepimento del decreto legislativo  n.  118  del
  2011,  avvenuto in vero in modo non corretto come ha  puntualizzato
  la  Corte  dei conti ed intempestivo perché arrivato  nel  2015,  è
  intervenuto  mediante  una norma di recepimento  diretto  da  parte
  della  Regione  siciliana con legge e, quindi,  non  con  norma  di
  attuazione.
   Apro  una parentesi: a tale riguardo, proprio per ovviare a questo
  tipo di asimmetria sul piano del recepimento normativo, abbiamo già
  approvato in Giunta ed è all'esame della Commissione paritetica uno
  schema  di  norme di attuazione che, finalmente, possa ripristinare
  il  corretto  adeguamento  della Regione siciliana  ad  un  decreto
  legislativo che è attuativo della normativa sul federalismo fiscale
  e, pertanto, va recepito nelle forme sancite dall'articolo 27 della
  legge  n.  42  del  2009,  la  legge sul  federalismo  fiscale  per
  l'appunto,   quindi  mediante  norme  di  attuazione,   Commissione
  paritetica, nelle forme che ben conoscete.
   Quindi,  il  decreto n. 118 viene recepito nel 2015 ed  in  quella
  sede  si  effettua  il cosiddetto riaccertamento straordinario  dei
  residui.
   Ad un giornale che qualche giorno fa leggeva in termini diacronici
  il  divenire dei rapporti finanziari tra Stato e Regione,  è  stato
  necessario  precisare che in qualche modo la vicenda della  finanza
  pubblica  nel  nostro Paese è un po' simile a quella della  vicenda
  monetaria,  nel senso che tutto si distingue da prima  dell'euro  e
  dopo l'euro, e lo stesso può dirsi con la legge costituzionale  del
  2012  che  ha  radicalmente  modificato  il  regime  della  finanza
  pubblica  prima del 2012 e dopo il 2012. Dal 2013 in poi i  bilanci
  hanno  dovuto  avere una configurazione diversa e  si  è  posto  il
  problema  dei  residui, che prima erano una  parte  importante  del
  nostro bilancio sia per la parte dei cosiddetti residui passivi, ma
  soprattutto per la parte dei residui attivi.
   Come ricorderà il Presidente Savona, che presiedeva la Commissione
  paritetica in passate legislature, i residui attivi consentivano un
  margine  di  spesa  che oggi sarebbe impensabile proprio  perché  è
  intervenuto un nuovo assetto della finanza pubblica.
   Per  eliminare  questa  massa  enorme  di  residui  attivi  si   è
  effettuato  un  riaccertamento straordinario con la possibilità  di
  spalmare nel trentennio gli effetti finanziari di questi residui e,
  quindi, il disavanzo è stato così limitato negli immediati esercizi
  successivi  al riaccertamento e spalmato come si usa  dire  con  un
  termine atecnico ripianato in trent'anni.
   La Corte ha rilevato, tuttavia, che a questa operazione importante
  di  risanamento significativo del bilancio regionale effettuato nel
  2015,  sono  mancati  circa 2 miliardi e 143 milioni,  pertanto  ha
  riconosciuto ed evidenziato questa cifra, questa cifra laddove  non
  avessimo convenuto con lo Stato nel dicembre scorso con un  accordo
  firmato tra il Presidente Musumeci e il Ministro Tria, non avessimo
  concordato un ripianamento trentennale per una quota parte, avrebbe
  avuto  un effetto di circa 700 milioni di euro l'anno tra lo scorso
  anno,  questo  e il prossimo con un effetto di default  fin  troppo
  evidente.
   L'accordo intervenuto ha consentito di spalmare 1 miliardo  e  600
  milioni  di euro mentre sono rimasti fuori 546 milioni,  circa  550
  milioni,   che  non  rientravano  nella  fattispecie  appositamente
  generica che ha preteso la Ragioneria generale dello Stato,  perché
  nonostante   fosse  contenuta  in  questo  accordo  la   previsione
  normativa che poi è stata trasfusa nella legge di bilancio,  questa
  previsione  doveva  essere  generale e astratta,  cioè  non  doveva
  riguardare  squisitamente  la Sicilia, esplicitamente  la  Sicilia,
  sicché in questa fattispecie generica non poteva che entrare questa
  somma di 1 miliardo e 600 milioni e non di più. A questo punto si è
  posta  la  questione del ripianamento che, ex articolo 42 del  118,
  deve  essere  effettuato  nei tre esercizi successivi  all'avvenuto
  riconoscimento, all'avvenuta emersione del disavanzo. Di questi 546
  milioni,  già  164 sono stati ripianati nel 2018 con  la  legge  di
  assestamento  che ha approvato questo Parlamento; restano  pertanto
  191 milioni per il 2019 e 190 milioni per il 2020.
   Come  ricorderete  dalle articolate e, in  alcuni  casi,  sofferte
  discussioni  e  dibattiti che si sono articolati  nell'esame  della
  legge  di  bilancio  si  è posto il problema  di  come  ovviare  al
  ripianamento  di  questi  191 milioni, da un  lato  richiedendo  un
  ulteriore  ripianamento trentennale che invero è del  tutto  logico
  poiché  non  stiamo ripianando nuovi residui o un nuovo  disavanzo,
  stiamo ripianando il disavanzo che sarebbe dovuto emergere a quella
  data che invece non è emerso. Dall'altro è subentrata una pronuncia
  della Corte costituzionale, proprio il giorno in cui approvavamo la
  legge di bilancio la Corte costituzionale con la sentenza n.18  del
  2019  ha,  in qualche modo, stigmatizzato una fattispecie  analoga,
  non  la  stessa,  ha stigmatizzato il ripianamento trentennale  del
  disavanzo  dei  Comuni,  di un Comune in  dissesto,  ritenendo  che
  questo    ripianamento    trentennale    refluisse    negativamente
  sull'applicazione  intergenerazionale dei  sacrifici  di  fronte  a
  disavanzi, nel senso che la Corte precisa che non è corretto che le
  amministrazioni  spalmino  per  un  tempo  troppo  lungo  i  propri
  disavanzi  perché  questo  refluirebbe   negativamente  in  termini
  intergenerazionali sui bilanci delle generazioni future e,  quindi,
  scaricherebbe sul futuro operazioni finanziarie di risanamento  che
  devono essere compiute e completate nel più breve tempo possibile.
   Dall'indomani     dell'approvazione    del    bilancio     abbiamo
  immediatamente avviato un negoziato con lo Stato per comprendere da
  un  lato  come  affrontare  e risolvere  questa  questione  che  ha
  portato,   come   voi  ricorderete,  al  congelamento   di   taluni
  stanziamenti  per  circa 140 milioni e che  ancora  oggi  risultano
  congelati con effetti che chiaramente destano la preoccupazione  di
  tutti   noi;  dall'altro,  si  è  posto  il  problema,  altrettanto
  pressante, altrettanto incombente, delle Province regionali.
   Su  questo tema il Presidente è più volte intervenuto, abbiamo più
  volte   contestato  allo  Stato  un  comportamento   di   oggettiva
  discriminazione  che  le  nostre Province subiscono  rispetto  alle
  province  del  resto  del  Paese, che  non  solo  hanno  avuto  una
  attenuazione  del cosiddetto prelievo forzoso, ma  che  addirittura
  avevano ricevuto nella legge di bilancio nella sua primaria stesura
  risorse finanziarie aggiuntive per gli investimenti.
   Questa  discriminazione  è stata in parte  attenuata  dall'accordo
  sottoscritto dal Presidente Musumeci, che ha previsto  540  milioni
  di  investimenti  nei 7 anni a venire, in termini di  investimenti,
  quindi  in  qualche  modo riequilibrando la  simmetria  che  vedeva
  ulteriormente danneggiati nelle nostre Province per minori  risorse
  gli   investimenti,  ma  ha  lasciato  inalterato  il  tema   della
  discriminazione.
   Un  vantaggio, però, si è ottenuto con quell'accordo, che lo Stato
  ha   riconosciuto  espressamente  che  le  nostre  Province   erano
  discriminate  e  si è impegnato a risolvere questa  discriminazione
  entro il settembre del 2019.
   Avviati i contatti, anzi approfonditi - i contatti ci sono  sempre
  stati - con le Amministrazioni provinciali, abbiamo verificato  che
  questo  termine del 2019 rischia di vederci arrivare alla data  con
  le  province sostanzialmente quasi tutte al default e questo non ce
  lo possiamo permettere, perché vorrebbe dire aggravare i disagi dei
  nostri  cittadini che già patiscono una carenza  di  servizi  e  un
  abbassamento  della  qualità  delle manutenzioni  per  il  prelievo
  forzoso che in questi anni hanno subito le nostre Province. D'altra
  parte,  però,  questa paralisi delle Province si rivelerebbe  nella
  capacità  di  continuare a fare investimenti e, addirittura,  nella
  possibilità di utilizzare 540 milioni che a questo punto  sarebbero
  sostanzialmente  inutili perché di fronte  a  province  in  default
  queste  non  potrebbero neanche utilizzare, non  solo  risorse  per
  investimenti, che già hanno, ma a fortiori quelle che arrivano  con
  questo accordo.
   Quindi,  di  fronte  a  questa  situazione  paradossale,  dove   è
  necessario intervenire immediatamente, si è cominciato un negoziato
  con  lo  Stato  per  comprendere  come  questo  possa  offrire   un
  intervento  finanziario  immediato che  scongiuri  il  default  che
  altrimenti è ineludibile.
   Vorrei precisare che l'approvazione del bilancio della Regione con
  la  legge  regionale n. 1 del 2019, con un solo mese  di  esercizio
  provvisorio, ha consentito, con un decreto a firma dell'Assessorato
  dell'economia  e dell'Assessorato delle autonomie  locali  e  della
  funzione  pubblica,  di  erogare  già  102  milioni  di  euro  alle
  Province.
   Quindi, a differenza di quanto avvenuto negli anni passati, quando
  l'erogazione  delle risorse in favore delle Province  avveniva  per
  tranches a cominciare da settembre-ottobre, quest'anno abbiamo  già
  entro  l'1  aprile erogato 100 milioni, proprio per  un  intervento
  immediato  di  soccorso finanziario, frutto di una  scelta  che  il
  Presidente ha prospettato all'Assemblea e che poi il Parlamento  ha
  condiviso,  approvando  la  legge  di  bilancio,  di  non  arrivare
  all'esercizio  provvisorio massimo dei 4  mesi.  Dall'altro,  però,
  sono  necessarie  risorse  aggiuntive,  perché  i  disavanzi  delle
  Province  sono  così  pesanti che non consentono  loro  neanche  di
  chiudere i bilanci 2016 o 2017.
   Con l'attuale sistema finanziario la mancata chiusura dei bilanci,
  la  mancata  approvazione dei bilanci determina l'impossibilità  di
  effettuare gli investimenti e di chiudere i bilanci successivi. Una
  sorta di spirale negativa che le sta portando tutte sostanzialmente
  al dissesto finanziario.
   E' necessario, quindi, una iniezione finanziaria ulteriore che, in
  qualche  modo,  attenui gli impatti negativi del  prelievo  forzoso
  degli scorsi anni e consenta di arrivare sino a settembre quando lo
  Stato, ha confermato il Vice Ministro all'Economia fino a ieri  che
  ho  incontrato  il  Vice Ministro Garavaglia e  il  Sottosegretario
  Vidarosa, entrambi hanno preso assoluto impegno che nella  prossima
  legge  di  bilancio  la  questione sarà a regime  risolta,  come  è
  necessario  che  sia.  Non possiamo andare avanti  con   pannicelli
  caldi ,  con situazioni tampone, dobbiamo tornare ad una situazione
  a  regime che non consenta più la discriminazione inaccettabile che
  hanno subìto le nostre Province, in qualche modo, purtroppo, che ha
  trovato  sponda  nelle  traversie - e non indugio  ulteriormente  -
  della  legislazione regionale in materia di Province, ma su  questo
  non è necessario, appunto, precisare ulteriormente.
   A  questo  punto,  abbiamo  chiesto al Governo  nazionale  risorse
  finanziarie  aggiuntive;  e in questo è  stato  molto  prezioso  un
  disegno  di  legge  presentato  da alcuni  parlamentari  a  livello
  nazionale  che ha consentito di aprire in Commissione  bilancio  un
  dibattito  sul tema delle risorse per le nostre province regionali;
  come  è  stata  molto  utile,  il  Presidente  della  Regione  l'ha
  immediatamente  diramata al Ministro dell'Economia  e  al  Ministro
  degli  Interni, una nota del Presidente dell'ANCI nazionale, che  è
  stata   formulata  sulla  base  di  una  richiesta  del  Presidente
  dell'ANCI  regionale,  che in qualche modo  delineasse  l'effettivo
  disagio   delle   amministrazioni  provinciali   siciliane   e   ne
  quantificasse gli importi.
   Ecco, l'intervento dell'ANCI da un lato, questo disegno di legge e
  il fatto che la Commissione  Bilancio  ne abbia avviato l'esame con
  alcuni approfondimenti di cui ora vi dico, è stato molto importante
  perché ha consentito di approfondire le questioni.
   Provvidenziale risulta al riguardo una audizione della  Corte  dei
  conti il 27 marzo scorso, che in Commissione  Bilancio  alla Camera
  ha  potuto inquadrare - e di questa, Presidente, se me lo  consente
  ne  produrrò  copia affinchè i parlamentari ne possono avere  piena
  visione  e  consapevolezza  - ha svolto  un  esame  compiuto  della
  situazione  finanziaria, giovandosi anche  del lavoro svolto  dagli
  uffici  dell'Assessorato alle autonomie locali e in parte di quello
  dell'Economia,  la  quantificazione  delle  misure  finanziarie  da
  predisporre e da approntare affinché si possa risolvere  in  radice
  il  disastro  che  in questo momento vede le Province  -  ripeto  -
  precipitare verso il dissesto.
   La  quantificazione  dell'intervento  immediato  porta  una  cifra
  equivalente  sostanzialmente a quella che abbiamo  trasferito  alle
  Province  il  primo  di  questo mese: 100 milioni  per  arrivare  a
  settembre e scongiurare il dissesto.
   Alcuni  amministratori  hanno prospettato l'esigenza  di  maggiore
  risorse;  ovviamente,  da  parte nostra  non  possiamo  che  essere
  solidali con una richiesta di risorse aggiuntive, ma dobbiamo anche
  far  i  conti  con  chi queste risorse le deve fornire  e  le  deve
  approntare.
   Sul  punto,  dopo  che abbiamo fatto almeno 7 riunioni  presso  il
  Ministero   dell'economia  e  delle  finanze  alla   presenza   del
  Ragioniere  generale  dello  Stato, del  Ministero  del  Sud,  alla
  presenza  dei  Capi di gabinetto dei Ministri e  di  esponenti  del
  Governo,  si è arrivati sostanzialmente ad una ipotesi  che,  però,
  allo  stato non risulta formalizzata e, pertanto, io non posso  che
  riferirne  che all'Assemblea in termini ipotetici e certamente  non
  finali, ma sulla base della quale si può comunque svolgere già  una
  prima  considerazione, che dovrebbe vedere risorse  per  circa  100
  milioni  che  lo Stato si impegnerebbe - ovviamente,  su  questo  è
  necessario   acquisire  il  consenso  della  Regione   -   dovrebbe
  utilizzare  prendendole  dalle  FSC,  in  termini  temporanei   con
  l'impegno  a rimpinguare le somme utilizzate, quindi non si  tratta
  di  uno  storno di somme ma soltanto di un utilizzo temporaneo  con
  l'impegno a rimpinguare, poi, con una possibilità per la Regione di
  ripianare   sulla   base  degli  argomenti   svolti   dalla   Corte
  Costituzionale,  a nostro modo di vedere la sentenza  18  non  dice
  esattamente  quello  che  qualcuno  vi  vuol  far  dire:   che   il
  ripianamento trentennale non si potrà fare più; dice che non si può
  fare più in quelle condizioni, non in altre. Però, su questo c'è un
  confronto con lo Stato e con la Ragioneria che su questo punto  non
  arretra  e,  quindi,  ritiene che i principi di  diritto  che  sono
  espressi  nella  sentenza 18 siano, in qualche modo,  definitivi  e
  che,  pertanto,  non  si  possano  più  effettuare  in  alcun  modo
  ripianamenti trentennali.
   A  questo  punto, considerato che ci ritroveremmo a  ripianare  un
  disavanzo  che  non  abbiamo prodotto  perché  è  evidente  che  il
  ripianamento afferisce a disavanzi maturati al 31 dicembre  2017  -
  mi  permetto di ricordare che il governo Musumeci si è insediato il
  primo  dicembre del 2017 e, quindi, è evidente che non ci  sia  una
  riconducibilità  del  disavanzo, ma neanche al  precedente  Governo
  perché quei residui non erano neanche riferibili a quel Governo  -,
  il  problema è che quello che è mancato è l'emersione anche per  un
  deficit  degli  uffici, evidentemente, la emersione  tempestiva  di
  quei residui, non la formazione di quei residui.
   Sta  di  fatto, però, che oggi questa legislatura e questo Governo
  si  trovano  di  fronte  ad un ripianamento così  massiccio  per  2
  miliardi  146 senza aver contribuito a determinarne un  euro  e  la
  Corte  Costituzionale  dice:   è  dovere  di  ogni  amministrazione
  provvedere  al ripianamento dei disavanzo che crea , quindi,  sotto
  questo  profilo  è evidente che questa sentenza, le statuizioni  di
  questa sentenza, non si applicano a noi.
   Tuttavia,    è   anche   vero   che   il   tema   degli    effetti
  intergenerazionali di un ripianamento così massiccio vanno comunque
  considerati, sicché si può utilizzare un altro principio di diritto
  che emerge dalla sentenza 18 del 2019 laddove dice:  e comunque  il
  ripianamento   può   svolgersi  nell'ambito  della   durata   della
  consiliatura , nel nostro caso della legislatura.
   E, allora, un'ipotesi che sembrerebbe emergere dalla proposta che,
  ripeto,  dovrebbe  essere  formalizzata  a  momenti  dal  Ministero
  dell'economia, potrebbe essere quella di un eventuale  ripianamento
  nei prossimi esercizi fino alla fine della legislatura. E' evidente
  che  si  tratterebbe di un impatto significativo, quasi 100 milioni
  di  euro  l'anno,  che  comprendete, in un bilancio  rigido  e  con
  risorse scarse come quello regionale, in qualche modo, non dico che
  ipotechi  la  legislatura, ma certamente  pone  serie  ombre  sulla
  possibilità che la Regione, nei prossimi anni, con risorse proprie,
  al netto dell'utilizzo di risorse extra regionali che è altra cosa,
  possa  adottare misure di grande investimento nella Regione. Questi
  100 milioni peserebbero non poco.
   Sul  piano  finanziario, quindi, oltre ai 100 milioni del  FSC  si
  potrebbe   arrivare   addirittura  a  150,  con   la   possibilità,
  sostanzialmente, per quest'anno, di sbloccare interamente le  somme
  congelate  perché  con effetti connessi anche ad  una  misura,  non
  scendo  troppo  nei particolari, che dovrebbe dispiegare  i  propri
  effetti,  nei  prossimi mesi, riteniamo che da qui all'assestamento
  tutti gli impegni che abbiamo preso in legge di bilancio potrebbero
  essere   mantenuti.  Ciò  consentirebbe,  quindi,  di   raggiungere
  l'obiettivo   quest'anno,   ma  lascerebbe   inalterato   l'impatto
  pesantissimo  nei prossimi tre esercizi, nei prossimi tre  bilanci,
  che ci separano da qui alla fine della legislatura.
   E'  evidente  che  questa  è una misura assolutamente  di  ripiego
  perché  allo  Stato  e al Governo nazionale che trova  risorse  col
  decreto  crescita, con la legge sblocca cantieri,  per  tante  cose
  buone e giuste, non si vede perché i disastri procurati alle nostre
  province debbano essere risolti con le risorse del Fondo sviluppo e
  coesione cioè con le risorse per investimenti. Vero è che si tratta
  di  un  utilizzo temporaneo ma è, comunque, un utilizzo non lineare
  per  risorse  che  dovrebbero  essere  destinate  esclusivamente  a
  investimenti.  Ma, portare le province al dissesto  vuol  dire  non
  fare   più   alcun   tipo   di  investimento,   quindi   questa   è
  l'argomentazione che viene utilizzata a Roma per  dire:   questa  è
  l'unica soluzione che possiamo offrire .
   E'  una  soluzione, oggettivamente, insoddisfacente perché non  dà
  risposta  al diritto dei siciliani di essere trattati al  pari  dei
  propri  concittadini delle altre province italiane che, invece,  il
  prelievo  forzoso,  in  questa entità, non  l'hanno  subito  e  che
  debbono  utilizzare le risorse per investimenti per ovviare,  però,
  sotto  questo profilo, non posso in questa fare dire che sia questa
  esattamente la proposta. Se sono questi i connotati sono molteplici
  le  perplessità,  sono  molteplici i  quesiti  che  occorre  porsi.
  Tuttavia,  potremo essere esaustivi con il Presidente  solo  quando
  vedremo  la  formale proposta del Ministero dell'economia  e  delle
  finanze.
   Ciò che è certo è che, nel frattempo, i tavoli di negoziato con lo
  Stato  stanno lavorando. Quello sulla insularità, sui  costi  della
  insularità,  qualche  giorno  fa la  CISL,  in  un  approfondimento
  economico-sociale  che  ha  fatto,  ha  calcolato  i  costi   della
  insularità in 5,2 miliardi l'anno. I siciliani subiscono una  tassa
  occulta di 5,2 miliardi di euro derivanti dalla sola condizione  di
  insularità.
   Ieri, come regioni, siamo stati auditi in Commissione  Bilancio  e
  Finanze'  congiunta  sul documento economia  e  finanze  e  abbiamo
  ribadito, ho ribadito personalmente, che non c'è neanche la  parola
  insularità nel DEF.
   Nel  Paese  europeo dove c'è il più alto numero di  cittadini  che
  vivono  nelle  isole  non è pensabile che  si  posa  affrontare  la
  programmazione   economico-finanziaria  senza  valutare   il   tema
  dell'insularità  su  circa 7 milioni e mezzo di  italiani  isolani,
  cioè di siciliani e di sardi.
   Quindi, sotto questo profilo questo è lo stato.
   Io ringrazio l'Assemblea, il Presidente, che ha dato l'opportunità
  al  Governo  di  illustrare, ma già in Commissione  Bilancio',  più
  volte,  avevamo avuto modo con il presidente Savona  di  effettuare
  degli approfondimenti sullo stato dei negoziati.
   Accanto  a quello sull'insularità c'è il negoziato sulle norme  di
  attuazione finanziaria. I tavoli sono a lavoro. E, poi, c'è  quello
  su  Riscossione;  oggi, è appena arrivata una  nota  del  Ministero
  dell'economia  concernente  la legge  di  bilancio  che,  come  voi
  ricorderete  -  l'onorevole Caronia è  stata  tra  i  promotori  -,
  contiene  una  disposizione  che  riguarda  Riscossione  Sicilia  e
  proprio, per l'appunto, a firma del capo ufficio legislativo dottor
  Zaccardi  si evidenzia la necessità di addivenire, prima possibile,
  ad una intesa tra Stato e Regioni sul tema della riscossione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  Lupo,  per questa discussione - mi rivolgo  anche  agli
  altri Gruppi paramentari - diamo 10 minuti ciascuno.

   LUPO.  Signor  Presidente dell'Assemblea, signor Presidente  della
  Regione, Assessori, onorevoli colleghi, penso di impegnare meno del
  tempo  previsto  anche  per dare tempo ad altri  colleghi  del  mio
  Gruppo, eventualmente, di intervenire.
   Noi  abbiamo  voluto  e  chiesto questo momento  di  confronto  in
  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  perché   lo
  ritenevamo  utile e penso che la comunicazione resa dall'assessore,
  vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, confermi  l'importanza
  del  dibattito perché, indubbiamente, il tema trattato  suscita  in
  noi grande apprensione per le ragioni che, appunto, l'Assessore, in
  maniera chiara, riassumeva.
   Noi  abbiamo  circa 140 milioni di euro di spesa bloccata  con  la
  normativa approvata in sede di legge di stabilità e sono interventi
  di  spesa  destinati  a settori fondamentali per  la  crescita,  lo
  sviluppo,   per  il  sociale,  per  i  diritti  e  con  conseguenze
  estremamente negative qualora questa spesa non fosse attivata entro
  l'anno.  Quindi, l'esito del negoziato ne condiziona la possibilità
  di utilizzo e per questo per noi è estremamente importante favorire
  il  massimo della sinergia tra il Parlamento regionale e il Governo
  della  Regione,  augurandoci che il Governo  voglia  anche  seguire
  l'indirizzo  espresso dal Parlamento su questo  argomento,  essendo
  chiaro  a tutti l'interesse e l'esigenza di tutelare il bene comune
  rispetto  all'obiettivo di sbloccare questi capitoli di spesa,  che
  voglio  solo  ricordarli  per esempi:  sono  circa  48  milioni  di
  trasporto  pubblico  locale,  quindi,  parliamo  del  diritto  alla
  mobilità  dei  cittadini  siciliani; tagli  che  riguarderebbero  i
  lavoratori  forestali;  tutti gli enti  strumentali  della  Regione
  siciliana; la scuola, compreso l'obbligo formativo. Questi tagli si
  abbatterebbero  in maniera drammatica sul diritto  di  cittadinanza
  dei nostri concittadini.
   Io  condivido  un  principio espresso dalla Corte  Costituzionale,
  cioè che non è giusto fare debiti in questa generazione e lasciarli
  alle  generazioni  future,  ma  non è  neanche  giusto  che  questa
  generazione possa farsi carico e pagare debiti che non ha contratto
  perché, come diceva l'assessore Armao, il disavanzo accertato nasce
  da  un'operazione trasparenza imposta con il decreto legislativo n.
  118 nel 2015 ed è un'operazione trasparenza che porta alla luce  un
  disavanzo spaventoso che risale alla notte dei tempi, che risale  a
  chissà  quale  Governo,  parliamo  di  decenni  e  decenni  fa   e,
  certamente,   è   impossibile,  oggi,  spalmare  questo   ulteriore
  disavanzo   in   tre  anni,  2018-2019-  2020,   perché   i   tagli
  ucciderebbero   l'economia  siciliana  e   desta   in   me   grande
  preoccupazione l'ipotesi di spalmare il disavanzo non nei  prossimi
  due anni, 2019-2020, ma al massimo nei prossimi quattro, perché 100
  milioni  di tagli sulla spesa - già alquanto ridotta per  le  varie
  operazioni di spending review sui  conti della Regione siciliana  -
  sono  una  cifra spaventosa che non credo sia assorbibile  anche  a
  fronte  di  un bilancio, sostanzialmente, ancora ingessato  su  una
  spesa  corrente già ridotta all'osso, penso agli interventi per  la
  cultura  che  sono  già  ridotti all'osso   e  che  non  potrebbero
  soffrire ulteriori tagli.
   E,   allora,  credo  che  sia  necessario  mettere  in  campo  una
  mobilitazione  forte; è l'iniziativa forte che tocca, innanzitutto,
  al  Governo  della  Regione  sul piano istituzionale  e  penso  che
  l'Assemblea regionale siciliana debba accompagnare questo  processo
  negoziale,  quindi,  chiediamo  al Governo  di  riferire   rispetto
  all'andamento del confronto con lo Stato, volendoci augurare che ci
  sia  il  dovuto ascolto da parte del Governo nazionale,  perché  il
  Governo  nazionale  deve rendersi conto della  situazione  in  cui,
  oggi, si trova la Sicilia che non è certamente responsabilità né di
  questo  Governo  né  del  Governo che lo  ha  preceduto  risalendo,
  appunto, le cause degli effetti prodotti col disavanzo a molti anni
  in  cui,  purtroppo, la Regione ha speso molto più  di  quello  che
  riusciva, di fatto, ad avere a sua disposizione.
   Voglio aggiungere un ulteriore elemento di riflessione e anche  di
  preoccupazione: è l'aggiornamento del DEF. A livello nazionale vede
  l'Italia   ferma   con   una   crescita   simbolica   dello    0,1,
  sostanzialmente, siamo fra la stagnazione e la recessione di  fatto
  e  io  temo  che  questo  possa  avere ulteriori  effetti  negativi
  sull'economia  regionale.  Mi chiedo se  sarà  necessario  rivedere
  persino  le previsioni di bilancio della Regione siciliana  per  il
  2019  e,  quindi,  come potrà mai essere possibile intervenire  per
  ripianare  nei  prossimi  quattro anni  -  se  il  Governo  dovesse
  accettare  questa proposta - il deficit che non è  stato  ripartito
  nei 30 anni futuri.
   Ecco, credo che la proposta del Governo vada rivista. L'ipotesi di
  una  spalmatura nel prossimo quadriennio, a nostro  avviso,  non  è
  sostenibile e mi auguro che non possa essere il punto di arrivo  di
  un   negoziato   che,  in  quel  caso,  ci  vedrebbe  indubbiamente
  soccombere rispetto all'impossibilità di ripianare questo disavanzo
  nei prossimi 4 anni.
   Io  credo che sia necessario mettere il Governo nazionale  dinanzi
  alle proprie responsabilità, all'impossibilità che la Sicilia possa
  ripianare questo disavanzo in sole 4 annualità future, all'esigenza
  di   riproporre,  proprio  in  base  al  principio  che  la   Corte
  Costituzionale cita che non è giusto che chi non ha fatto i  debiti
  debba  pagarli, la necessità di avere un periodo di tempo più ampio
  per potere procedere ad un ripianamento del deficit sicuramente non
  in 4 anni ma vogliamo ancora sperare nel prossimo trentennio.
   Quindi,  credo che su questo l'opposizione farà la sua  parte,  la
  farà  certamente ma credo che il Governo, fino in fondo, debba fare
  la  propria  parte e non cedere ad eventuali proposte  del  Governo
  nazionale    che    ci    vedrebbero   assolutamente    soccombenti
  nell'impossibilità  di  fare  fronte  ad  una  spesa  che   ritengo
  assolutamente  obbligatoria, sacrosanta, perché i  cittadini  della
  Sicilia  devono avere, di fatto, gli stessi diritti  dei  cittadini
  del Nord.
   Questa discussione cade, e concludo, nel momento in cui si discute
  ancora  di  regionalismo  differenziato  e  lo  si  fa  in  termini
  preoccupanti.  Io  penso  che  il  documento  approvato  da  questa
  Assemblea   regionale  siciliana  su  quel  tema,  sul   tema   del
  regionalismo differenziato, possa guidare e debba guidare  l'azione
  del  Governo  anche  nel rivendicare i giusti  diritti  dei  nostri
  concittadini. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessori,
  onorevole  Presidente della Regione e cittadini che ci  seguono  da
  casa, vorrei intervenire e puntare l'attenzione su quello che è  un
  tema delicato che riguarda le province siciliane.
   L'assessore  Armao, che ringrazio per avere relazionato  a  questa
  autorevole  Assemblea  su  quello che sono  stati  questi  mesi  di
  discussione, ha evidenziato in maniera brillante un percorso che ha
  visto  il  Governo  della  Regione siciliana  impegnato  proprio  a
  cercare  di  risolvere  la  problematica complessiva  della  nostra
  Regione ma, in modo particolare, quello che mi sta più a cuore è il
  tema  delle  province proprio perché, complessivamente, quelle  che
  sono  le  risorse  necessarie ammontano a circa  110,  120  milioni
  l'anno che, per un triennio, sarebbero circa 350 milioni.
   In  questo  momento lo Stato ci dà una disponibilità di  soli  100
  milioni.  E'  chiaro che queste risorse non possono bastare  e  non
  possono  servire. Il comunicarci, il Governo regionale  che  queste
  risorse   arriveranno  e  si  risolverà  il  problema  a  settembre
  significa  che  dovremmo essere d'accordo su un fatto,  ovvero  sul
  fatto  di  andare a dichiarare fallite tutte le province siciliane.
  Io non credo che possiamo essere d'accordo sul dichiarare le nostre
  province fallite.
   Questo non può passare ovviamente come un messaggio in cui, ancora
  una  volta, la Sicilia si ritrova con il cappello in mano a  dovere
  chiedere qualcosa che ci spetta di diritto. Il Governo nazionale ha
  l'obbligo  morale ed istituzionale di dare delle risposte  concrete
  rispetto  ad  una  problematica che  riguarda  le  nostre  province
  siciliane;  il  Governo del cambiamento, come  si  definisce,  deve
  invertire  la rotta rispetto a quella che è una situazione  che  ha
  ereditato, per carità, che ereditiamo anche ma che, oggi,  vede  il
  rischio  di  vedere,  per esempio, 400 milioni  che  riguardano  la
  provincia di Messina per investimenti totalmente fermi. Ed è chiaro
  che   se  queste  risorse  non  giungeranno  nel  più  breve  tempo
  possibile,  questi 400 milioni d investimenti non  potranno  essere
  utilizzati  e  la Regione siciliana si ritrova a dovere  affrontare
  una situazione inerme.
   Io  mi  auguro,  invece, che ci sia un senso di responsabilità  da
  parte del Governo nazionale che, ovviamente, queste risorse possano
  essere  messe  in  campo e possano consentire alle nostre  province
  finalmente  di potersi risollevare e di potere gestire  quelle  che
  sono  le  tante risorse che hanno per investimenti e che  sarebbero
  una   boccata  d'ossigeno  importante  sicuramente  per  le  nostre
  comunità, per i tanti comuni che hanno tanti progetti approvati  e,
  quando   parliamo  di  mancanza  di  progetti,   di   mancanza   di
  investimenti e, poi, abbiamo queste risorse bloccate,  ecco,  è  lì
  che viene il dubbio e la gente non capisce più quello che realmente
  stiamo andando a fare.
   Come  diceva l'assessore Armao, è stata evidenziata una  cosa.  Lo
  Stato  ha riconosciuto che, effettivamente, la Sicilia rispetto  al
  resto  d'Italia  in  questo momento si trova in una  situazione  di
  disparità.
   Mi  auguro che, effettivamente, questa disparità venga risolta nel
  più  breve  tempo  possibile e, a mio avviso, non  è  corretto  che
  accettiamo  questi 100 milioni. Non dobbiamo elemosinare  niente  a
  nessuno
   Per carità, meglio di niente - qualcuno direbbe - e lo comprendo e
  lo  condivido.  Ma dobbiamo essere consapevoli di un fatto:  questi
  100  milioni che, tecnicamente, riguardano le province siciliane  a
  noi  non  serviranno  a  nulla,  non sbloccheranno  alcun  tipo  di
  investimento  e,  quindi,  le risorse finanziarie  che,  in  questo
  momento,  sono in capo alle province siciliane rimarranno  comunque
  bloccate.  Non  risolveranno  alcuna  problematica  e  comunque  ci
  ritroveremo a dovere dichiarare fallite le nostre province.
   Allora,   pensiamoci  bene  anche  da  questo  punto   di   vista.
  Ovviamente,  l'Assemblea regionale con il  Governo  regionale  farà
  quadrato in maniera univoca ma, anche dal punto di vista normativo,
  il  sindaco  metropolitano  della  città  di  Messina  ha  avanzato
  un'ipotesi, ha chiesto delle norme derogatorie chiudendo i  bilanci
  in disavanzo.
   E'   un'ipotesi  che  mi  auguro  venga  attuata  perché   questo,
  quantomeno,   ci   consentirebbe  di  sbloccare  gli   investimenti
  immediatamente.
   E'  chiaro,  però,  che queste soluzioni e, quindi,  l'ipotesi  di
  andare  con  delle  norme derogatorie rispetto  alla  chiusura  dei
  bilanci non devono fare calare l'attenzione ma devono tenere sempre
  impegnato il Governo regionale - come è stato fino a questo momento
  -  affinché, in maniera definitiva, si ponga la parola  fine  e  le
  province siciliane possano ritornare ad operare al cento per cento.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  L'intervento   dell'onorevole  Lo  Giudice  mi  ha  suscitato   una
  riflessione  su  una carenza della mia relazione  e  di  questo  mi
  scuso.
   L'ipotesi  di  accordo non ha soltanto una valenza  finanziaria  -
  come  vi ho sommariamente illustrato - ma contiene anche una  parte
  normativa   che  assume  una  valenza  derogatoria  rispetto   alle
  previsioni dell'ordinamento finanziario delle autonomie locali, per
  cui   consente   di   approvare   il  rendiconto   della   gestione
  dell'esercizio 2018 e precedenti, mediante previsioni annuali e non
  triennali, consente la predisposizione di un bilancio di previsione
  solo  per  il  2019, quindi, una serie di interventi normativi  che
  consentono  alle province che sono in una situazione di  difficoltà
  finanziaria  di  non  cristallizzarla  all'interno  di   meccanismi
  triennali  di  pianificazione di bilancio che, invece, scaturiscono
  dall'impianto del 118.
   Pertanto,   sotto  questo  profilo,  questi  interventi  normativi
  concordati  con  le  nove  province regionali,  e  che  sono  stati
  condivisi,  comunque,  svolgerebbero  un  effetto  benefico   sulla
  situazione  finanziaria  di  detti enti,  a  compendio  di  quella,
  invece, connessa all'erogazione diretta delle risorse.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Vicepresidente,  Assessori,
  onorevoli  colleghi, anzitutto do il benvenuto al nuovo  Assessore;
  ci  eravamo  lamentati durante la scorsa Assemblea che  ancora  non
  avevamo avuto il piacere di poterla salutare ufficialmente in Aula,
  ebbene, lo facciamo oggi.
   L'argomento  che  stiamo  trattando è un argomento  delicatissimo,
  molto importante, si tratta delle vite delle province siciliane.
   Voglio  ringraziare l'assessore Armao e lo faccio senza difficoltà
  perché  quando  le  cose  vengono  fatte,  ci  sono  e  si  vedono,
  sicuramente,  devono essere riconosciute e anch'io  che  svolgo  il
  ruolo  di opposizione, non provenendo dalla palestra della sinistra
  che è uguale a quella della destra, ci faceva ricordare l'onorevole
  Musumeci, durante un suo intervento, la mia scuola non è quella  di
  demonizzare  o attaccare l'avversario e, quindi, non ho  difficoltà
  quando   vedo   i  risultati,  così  come  ho  visto  i   risultati
  dell'impegno dell'assessore Armao per alcune infrastrutture tra cui
  la  Ragusa-Catania di cui si è occupato. Purtroppo,  è  un  impegno
  che, ad oggi, non ha risultati concreti. C'è stato, va riconosciuto
  ma, oggi, purtroppo non abbiamo risultati concreti.
   Abbiamo  le  Province che rischiano veramente  di  saltare.  E  io
  faccio   riferimento   alla   mia   Provincia   che   salterà   per
  responsabilità solo di questo Governo. Sfido chiunque a  dimostrare
  cose  diverse. E' sufficiente, assessore Armao - la prego prima  di
  rispondere  -  chiamare il Ragioniere generale  e  verificarlo.  Su
  questo  sfido  chiunque a dimostrare che non è così e chi  sostiene
  cose diverse è un bugiardo  Lo dico qui in Aula così per com'è.
   Noi ci trovavamo in una situazione di equilibrio e per il fatto di
  non  avere  dato un contributo straordinario - la Lo  Castro  è  il
  responsabile dell'Ufficio finanziario della Provincia -, andremo in
  dissesto  e  di questo la colpa non è dello Stato, la  colpa  è  di
  questo  Governo,  di  questa maggioranza che ha  fatto  una  scelta
  diversa, a differenza della precedente maggioranza che aveva  fatto
  la scelta di dare un contributo straordinario di diversi milioni di
  euro  e di mettere in sicurezza il bilancio. Questi sono fatti  che
  non  possono  essere smentiti da alcuno. Purtroppo,  il  non  avere
  avuto  la  sensibilità  di  intervenire  manderà  in  dissesto   la
  Provincia regionale di Ragusa, non per colpa del Governo nazionale,
  ma per colpa di questo Governo e di questa maggioranza.
   Io  ho  una  sensazione, quindi, che ben venga e  continui  questo
  lavoro. Lo ritengo insufficiente nel senso che penso che, in questo
  momento,  stiamo  governando  la  Regione  siciliana  e  la  stiamo
  governando    senza    Presidente.    L'abbiamo    visto    proprio
  nell'intervento essenziale. Il Presidente si è limitato  a  passare
  la  parola  al Vicepresidente. Quando ci sono temi così importanti,
  non può un Presidente per argomenti del genere, un Presidente della
  Provincia  e  lei onorevole Musumeci ha fatto anche  il  Presidente
  della  Provincia, o un sindaco, lasciare poi intervenire  solamente
  l'Assessore,  perché le cose sono due: o non ha la sensibilità  per
  affrontare  il problema o non l'ha seguito, o forse,  davvero,  sta
  passando le carte, sta passando il gioco.
   Siccome siamo in un momento importante, Presidente, perché per  le
  province  siamo  soli.  Abbiamo  il problema  delle  infrastrutture
  perché  anche  per queste abbiamo bisogno di confrontarci  con  uno
  Stato  e un Governo che, a volte, è sordo e che, a volte, la  pensa
  in maniera diversa rispetto a noi.
   Vede,  quello  che mi dispiace è che quando, poi,  arriva  qualche
  intervento  da parte della Presidenza, arriva in maniera scomposta.
  L'ho  visto  per la Ragusa-Catania. Come si fa a non coinvolgere  i
  parlamentari dei territori e solo alcuni sindaci
   Lei  sarà un Presidente fuori moda, sì è un Presidente fuori moda,
  lo  sa perché? Perché da sempre quando ci sono argomenti importanti
  e  ci  sono  argomenti  importanti che riguardano  i  territori,  i
  Presidenti  hanno,  da  sempre, convocato i parlamentari  oltre  le
  Istituzioni. I parlamentari nazionali, i parlamentari regionali. Si
  parla  di  processi importanti di sviluppo come le  infrastrutture,
  come i parchi, tutto quello che c'è in discussione e, a volte,  noi
  parlamentari siamo costretti ad apprendere solo dalla stampa  tutto
  quello  che  avviene o tutto quello che determinerà le  scelte  sui
  nostri territori.
   Sì,  è  fuori  moda, onorevole Presidente. È fuori moda  perché  è
  abituato  a  governare con alcuni, con i pochi e non con  i  molti.
  Purtroppo  io  lo  capisco, quando uno governa  con  i  molti  poi,
  magari, si deve confrontare con chi la pensa diversamente o chi può
  avere  un'opinione diversa e questo, capisco, a non tutti  può  far
  piacere.
   E  allora,  io  ho letto le sue dichiarazioni in merito  quando  è
  uscito  questo  sondaggio, proprio perché non ha  fatto  piacere  a
  nessuno  quando  è  uscito il sondaggio sull'indice  di  gradimento
  sulle  presidenze, mi creda, non fa piacere a nessuno e secondo  me
  indebolisce  molto tutti noi, anche Armao, quando va a svolgere  il
  suo  ruolo a difesa della Sicilia e poi si trova  siamo gli  ultimi
  in  graduatoria  e siamo gli ultimi della classe,  non  l'aiuta.  È
  così, caro assessore Turano, non l'aiuta.
   Quindi  dobbiamo capire che cosa fare. La sensazione è davvero  di
  chi  sta tirando i remi in barca. E noi non possiamo andare  avanti
  per  altra  metà  legislatura con un Governo non  presidenziale  ma
  vicepresidenziale. Cioè io penso che, o davvero  andiamo  verso  un
  rilancio  o,  la cosa migliore, veramente onorevole  Presidente,  è
  quella  lì  di  staccare. Cioè di staccare la spina.  È  quella  di
  staccare  la  spina perché rischiamo di trovarci in  interlocuzioni
  importanti con lo Stato per quanto riguarda tematiche delicate:  le
  infrastrutture,  l'accordo tra Stato e Regione,  tutto  quello  che
  c'è  le difficoltà che ci sono e che lei ha, che non sono dovute  a
  lei,  non  sono dovute neanche a Crocetta, sono dovute alla  storia
  della  Sicilia ma si devono affrontare veramente insieme in maniere
  democratica, non demonizzando l'avversario. Io lo dico a  lei,  non
  che lei lo dice a noi, che si lamenta, chi demonizza  è lei che non
  ne  cerca  interlocuzione.  Lei cerca  interlocuzione  con  chi  le
  conviene,  e  non con tutti. Ad oggi in questi quasi  due  anni  ha
  fatto questo e, mi creda, non se ne metta medagliette, perché non è
  titolato  a mettersi medagliette di buono, di persona che  fa  solo
  cose  buone   perché  purtroppo non è così,  onorevole  Presidente.
  Purtroppo non è così.
   Quindi  io  intervengo su questa cosa, dico  ad  Armao  di  andare
  avanti,  che  continui, sapendo che però il solo Armao  rispetto  a
  queste  tematiche così importanti, e non legittimato nel  ruolo  di
  Presidente  della  Regione, a noi ci porterà solamente  a  sbattere
  contro il muro. E quindi faccia bene le sue riflessioni, perché  se
  si dovesse rendere veramente conto che questo non è un ruolo che fa
  per  lei,  non  è  un momento che fa per lei, la  cosa  migliore  è
  veramente passare, lasciare di nuovo la parola  facciamo  la  legge
  elettorale, facciamo velocemente una legge elettorale che  dia  una
  maggioranza  solida  e  ampia alla Regione siciliana  e  andiamo  a
  votare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non siamo  qui  da
  dieci  anni, siamo qui da quindici mesi. E se ci voltassimo un  po'
  indietro  ci  renderemmo conto tutti di quello che  è  stato  e  di
  quanto è difficoltoso rimettere in moto una macchina che, per tutta
  una  serie di iniziative politiche ha visto cambiare non so  quanti
  assessori  ed era diventato una cosa impressionante.  Questa  è  la
  Sicilia che il Governo Musumeci ha avuto in eredità.
   Se  fossero passati tre anni il mio intervento non avrebbe  senso,
  ma sono solo quindici mesi.
   Pochi giorni fa ho assistito in televisione ad un programma che mi
  ha  lasciato  molto  perplesso,  quasi  sgomento.  Hanno  fatto  un
  paragone  tra  la sanità lombarda, cioè Milano, e la  sanità  della
  Regione  Calabria,  e devo dirvi che, al punto  in  cui  siamo,  il
  Governo  Musumeci  e l'assessore Razza in Sicilia  hanno  fatto  un
  grande  e  importante lavoro, perché noi siamo assimilabili  a  una
  Regione  che  fa parte della nazione italiana, siamo un'Isola,  che
  molto spesso viene additata per tutta una serie di servizi che  non
  funzionano,  ma  ringraziando  il Dio,  in  questa  circostanza  ci
  tiriamo fuori grazie a un impegno importante e profondo che  non  è
  facile per nessuno, quello di governare la nostra Terra.
   Abbiamo   ereditato   precariato,  abbiamo  ereditato   tantissime
  sofferenze, però la legge sui rifiuti è quasi pronta e arriverà  in
  Aula  spero presto, e sarà una svolta per iniziare il percorso  del
  cambiamento, perché io ho ascoltato e ho letto  stiamo  seminando ;
  se  qualcuno  pensa  che  in 15 mesi si possono  cambiare  le  cose
  sbaglia, perché diventa solo un modo per strumentalizzare argomenti
  politici che hanno poco a che fare con la serietà dell'amministrare
  una  Regione  importante come la Sicilia. La legge  sulla  pesca  è
  pronta,  è  stata votata all'unanimità nella nostra  Commissione  e
  dopo  18  anni  arriva questa norma nuova, dopo 18 anni   Il  piano
  energetico  è  quasi  pronto, queste tre azioni significheranno  il
  momento di iniziare il percorso nuovo che va verso una svolta vera,
  reale.
   Assessore  Falcone, la Ragusa-Catania, la sa una cosa? Sarebbe  il
  caso  manco  di parlarne perché non c'è nessuna responsabilità  del
  Governo  di  questa  Regione,  è una vicenda  talmente  triste  che
  attiene  ad  un  modo  di governare la nostra Terra  da  parte  dei
  Governi nazionali che si sono succeduti, con scene tragiche tra  il
  Cipe e il Mit, tra le cose che vanno bene, tra le insolvenze di chi
  si  prende l'appalto, io so che lei sta lavorando molto bene  e  la
  prego  di  assumere  politicamente la guida di  questo  intervento,
  perché tante persone stanno aspettando questa infrastruttura,  così
  come  piccoli  soggetti politici vorrebbero assurgere  a  posizioni
  attraverso  questa infrastruttura. Non lo possiamo permettere,  non
  lo deve permettere, perché arrivano notizie infondate e sono sicuro
  che  con la sua mano avremo finalmente risolto, quanto meno  da  un
  punto  di vista tecnico amministrativo, questa storia. Se così  non
  è,  assessore Falcone, lei deve dichiarare esattamente come  stanno
  le  cose, perché ognuno si deve assumere le proprie responsabilità,
  se  ci  sono, perché non è possibile far caricare al Governo  della
  Regione la responsabilità che questa arteria non viene fatta perché
  la Regione è disinteressata, perché io so che non è così.
   Così  come  so  che  per il porto di Pozzallo,  prima  c'erano  20
  milioni  stanziati,  oggi sono 30 milioni, e questo  è  merito  del
  Governo  della  Regione  siciliana, merito  del  Governo  Musumeci,
  dell'assessore  Falcone;  queste cose  servono  anche  dirle,  caro
  assessore, perché qualcuno pensa che noi siamo disinteressati  alla
  questione.  E  così  vale  per le ZES,  zone  economiche  speciali,
  Presidente Musumeci, il Ministero fa un decreto dove assegna 5 mila
  e  ottocento  e passa ettari per rientrare nelle zone  ZES,  io  su
  questo argomento non sono d'accordo perché se è vero che la Regione
  siciliana  è  nelle  condizioni di allargare  questo  comparto  noi
  dobbiamo  chiederlo,  dobbiamo chiederlo e  ottenerlo,  perché  non
  possono pensare che le cose in Sicilia si risolvono con la cicogna,
  perché  la cicogna non c'è più ed è inutile che i ministri  vengono
  in Sicilia a dire  c'è una ferrovia vecchia  quando non è stato mai
  stanziato  un budget esatto, giusto ed equo per questa Regione   E'
  inutile  stendere  un  tiro  d'accusa  contro  coloro  che   stanno
  governando  con  grande sofferenza per risolvere anche  i  problemi
  delle infrastrutture che sono le nostre autostrade.
   Se  qualcuno  pensa  che possiamo farcela da  soli  ha  sbagliato,
  perché  noi da soli non ce la possiamo fare, perché siamo Italia  e
  abbiamo  il  diritto  di  avere anche noi  un  sostegno,  un  aiuto
  economico  per le nostre infrastrutture. E non mi piace neanche  il
  fatto di come vengono relegati i nostri porti. I nostri porti  sono
  tutti  importanti  e  se  lo  Stato, se  il  Governo  nazionale  si
  ricordassero  anche dei nostri porti, forse qualcosa  riusciremo  a
  farla.
   La  storia  delle Province è la storia più triste -  e  io  faccio
  ammenda,  anche  alla mia stessa persona - per quanto  mi  riguarda
  sono   passato   attraverso   l'esperienza   politica   di   essere
  amministratore   della  provincia  di  Ragusa,   un'amministrazione
  efficiente,   importante,  che  per  tanti   anni   ha   retto   le
  infrastrutture  e  le  scuole,  oggi  ha  una  grossa   difficoltà,
  Assessore Armao, la provincia regionale di Ragusa non può andare in
  default, lo sa perché? E le racconto anche un'altra storia:  è  una
  provincia  sana  Se questo dovesse accadere, io dico che ognuno  di
  noi veramente si deve assumere la responsabilità degli atti che  fa
  e che compie, e lei, Assessore, questo se può lo deve impedire
   E  io  sono  certo  che lei lo impedirà, dopo il  mio  intervento,
  quando  vuole  lei, si alzi e dica che questo non  accadrà   Perché
  altrimenti  offriamo il nostro corpo politico a strumentalizzazioni
  inutili   Perché  qui  arriva chiunque e dice   stiamo  andando  in
  default'   Diciamo le cose come stanno, perché  io  sono  sicuro  e
  certo che le cose sono positive grazie ad un Governo saggio, grazie
  ad  un  Assessore  per  il  bilancio attento,  giudizioso,  che  sa
  misurare,  come  sta  facendo in questi quindici  mesi,  le  misure
  ideali,  le azioni idonee per salvare le Province di questa Regione
  siciliana,  e  non  c'è bisogno di nessun  Masaniello',  perché  le
  Province sono un valore  Sono un patrimonio di questa Regione, ed è
  stato  commesso  un  errore  Un errore politico  madornale  che  ha
  rovinato  un  sistema,  non solo di amministrazione,  ma  anche  un
  sistema  politico,  perché  adesso la filiera  si  è  interrotta  e
  chiunque  sui  Territori  si può alzare, basta  essere  eletto  dal
  popolo, e dire quello che pensa.
   Io   concludo   il  mio  intervento  ringraziando  il   Presidente
  dell'Assemblea, ringraziando voi tutti Assessori, perché conosco il
  vostro  impegno, ed è un impegno talmente pesante che a  volte  non
  trovi neanche la forza di spiegare le cose che hai fatto.
   Presidente Musumeci, lei non deve staccare nessuna spina,  non  ho
  nessun timore, rispondo ad un mio collega, non è tempo di scappare,
  scappano  solo coloro che hanno paura delle proprie responsabilità,
  noi  abbiamo vinto questa tornata elettorale e con grande  coraggio
  dobbiamo  avere il dovere morale di amministrare la  nostra  Terra,
  nel  miglior modo possibile, dando fondo a tutte le nostre energie,
  perché usciremo da questa esperienza con la coscienza a posto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà. Ci sono altri colleghi che hanno chiesto di intervenire?
   Hanno chiesto di intervenire gli onorevoli Foti, Sunseri, Aricò  e
  la discussione è chiusa.

   CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente della
  Regione,  Assessori,  cittadini, ho  ascoltato  con  attenzione  la
  relazione   dell'Assessore  Armao  e  ringrazio  il   Governo   per
  l'attività  di  mediazione e di trattativa che sta portando  avanti
  con  il  Governo centrale, al fine di ripianare quelli che  sono  i
  debiti che la Regione ha nei confronti dello Stato.
   Mi  ha colpito all'interno della relazione - mi colpisce in realtà
  sempre,  ogni  volta  che sento il termine  prelievo  forzoso'-  lo
  spettro dell'incongruenza strisciante all'interno di questo binomio
  di  termini,  a  volte  nella sintattica,  nella  semantica,  nella
  terminologia c'è molta incongruenza, se si tratta di un  contributo
  alla  finanza  pubblica  non si  capisce  perché  debba  essere  un
  prelievo, e non si capisce perché ci debba essere anche aggiunto il
  paradigma della forza.
   Ma al di là di questo ci sono anche dei dati, dei numeri che ho in
  qualche  modo  verificato  in  queste  ore  che  destano  parecchia
  preoccupazione.
   Lo  Stato da 17 anni a questa parte versa all'Europa molto più  di
  quanto l'Europa restituisca allo Stato, una media di 4 miliardi  di
  euro  l'anno che, moltiplicati per 17 anni, fanno quasi 70 miliardi
  di euro complessivi.
   Settanta  miliardi di euro complessivi basterebbero per  costruire
  non  uno,  non  due,  non tre ma circa 10 ponti sullo  Stretto,  su
  questo   vorrei  che  riflettesse  anche  il  mio  fraterno  amico,
  l'onorevole  Galluzzo,  con  il  quale  abbiamo  anche   costituito
  l'Intergruppo  per le infrastrutture qui all'interno dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Stessa  cosa  avviene per quanto riguarda il prelievo  forzoso,  i
  numeri ci dicono che aumenta sempre di più ciò che viene prelevato,
  ed  è sempre di meno quello che viene restituito e sembra quasi che
  lo  Stato tenda a rifarsi di quello che perde rispetto a quanto  dà
  all'Europa  a  scapito soprattutto delle ex province e  soprattutto
  l'ex  province siciliane. Se è vero come è vero, che tra il 2016  e
  il 2019 i milioni di euro che alle ex province siciliane sono stati
  restituiti  in  meno  rispetto alle altre  ex  province,  sono  270
  duecento settanta milioni di euro in meno.
   Molto  bene, ed è sicuramente un dato confortante il fatto che  vi
  sia  stata alla Camera dei Deputati una proposta di legge di  Forza
  Italia,  cofirmata  anche dai deputati di  Fratelli  d'Italia,  per
  arginare  questa deriva nelle cifre, un po' meno bene il fatto  che
  questo  tavolo  di  trattativa, di concertazione duri  da  parecchi
  mesi,  la  paura  è  che  questa lunghezza possa  essere  anche  un
  pretesto per ritardare o per non dare le dovute soluzioni.
   Preoccupano  anche i ragionamenti che sono stati  fatti  e  alcune
  riflessioni che sono state fatte in queste settimane anche da  lei,
  Presidente  della  Regione, sul regionalismo differenziato.  Sembra
  quasi  che  si  stia  giocando una partita  tra  Nord  e  Sud  dove
  purtroppo  l'arbitro,  in questo caso il Governo  centrale,  sembra
  quasi tenere per il Nord, e allora se dobbiamo giocare questo  tipo
  di  partita con un arbitro un attimino fazioso, e sarà il  caso  di
  adeguarci rispetto a quelle che sono le regole del gioco.  Pertanto
  io  auspico che, a partire da questa Assemblea, vi possa essere uno
  scatto  di  orgoglio anche in un' ottica maggiormente  federalista,
  maggiormente identitaria, maggiormente autonomista, e  lo  dobbiamo
  soprattutto  ai Territori, perché non è giusto, non è assolutamente
  giusto  e corretto che i Territori e i cittadini possano pagare  le
  conseguenze  rispetto a quelli che sono stati  problemi  che,  come
  qualcuno  dei miei colleghi ha detto, risalgono sicuramente  non  a
  questo e neanche al Governo precedente.
   Parliamo  di  problemi con riferimento soprattutto  alle  province
  importanti,  parliamo dei creditori delle province, dei  lavoratori
  delle  province, dei precari, degli ASU, delle mense scolastiche  e
  allora  io dico semplicemente di continuare in questa attività  che
  il  Governo  sta  utilmente portando a compimento di interlocuzione
  con il Governo centrale con grande forza, aggiornando costantemente
  come sta avvenendo, questo Parlamento, e con la consapevolezza  che
  da questo Parlamento sicuramente le forze politiche faranno la loro
  parte.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  novità  che,
  diciamo, queste importanti somme sono bloccate finché non si  trovi
  una   soluzione  adeguata  presso  i  tavoli  nazionali,  ho   come
  l'impressione  che per qualcuno abbia sparigliato i giochi.  Perché
  se  vi  ricordate,  già  a dicembre qualcuno  si  leccava  i  baffi
  all'idea  di  un  collegato, di parecchi collegati belli  pieni  di
  risorse,  però è arrivato il monito per cui bisogna  prima  fare  i
  conti,  prima  stabilire come procedere e poi, dopo, eventualmente,
  parlare di soldi da spendere.
   Ora è un momento molto doloroso perché nei territori in effetti si
  sente  la mancanza di questo ente intermedio, soprattutto si  sente
  la  mancanza di risorse economiche. Però io Presidente, finora, non
  ho  sentito un mea culpa da parte di nessuno anzi, un atteggiamento
  quasi  a  voler prendere le distanze da quello che è successo,  che
  non   è  successo  nell'ultimo  anno,  che  non  è  successo  nella
  legislatura  precedente.  Ma voglio dire, moltissimi  dei  deputati
  presenti in quest'Aula hanno in attivo tre, quattro, qualcuno forse
  anche  cinque  legislature, e se noi dobbiamo  andare  a  Roma  con
  l'atteggiamento dell'arroganza, credo che questo non  sia  il  modo
  giusto di approcciarsi con un Governo che in questo caso sì, non ha
  neanche un anno di vita.
   Quindi,   diciamo,  ho  apprezzato  la  relazione,  seppur   molto
  riassuntiva, dell'assessore Armao, consapevole, perché  ho  sentito
  anche  le  sue  parole,  ha  detto che il Governo  attualmente  sta
  investendo  per  quanto riguarda lo sblocca  cantieri,  il  decreto
  crescita  e  altri provvedimenti per le scuole, in cui direttamente
  le  Regioni  e i Comuni possono accedere a risorse vere,  concrete,
  messe  a disposizione. Non vedo perché non si debba andare  con  lo
  stesso  atteggiamento propositivo, e questo è quello che mi  sembra
  che  muove l'Assessore però, da questo scranno, lezioncine di certo
  non  se  ne  accettano  da  chi  è erede  o  è  direttamente  stato
  protagonista nelle stagioni che hanno distrutto intere generazioni.
   Quindi,  abbiamo un'Aula  schizofrenica', da una parte si  propone
  un  disegno  di  legge  che dà per i giovani  tutta  una  serie  di
  riconoscimenti,  forse anche quello di appendergli la  medaglietta,
  noi  Regione  ti riconosciamo che tu hai un ruolo, che  tu  sei  il
  testimone  del  futuro però, le parole di chi ha  governato  dieci,
  quindici, vent'anni fa, da vent'anni qui in questa Regione,  devono
  essere  più moderate e non venire a fare i verginelli da qua  sopra
  quando si è eredi di un testimone, testimoni che hanno ereditato il
  testimone di classi politiche che sulle Province ci hanno speculato
  alla grande e non siamo nati ieri.
   Quindi che l'atteggiamento sia corretto, e sono certa che da parte
  del  Governo centrale non ci sarà freno allo sforzo e alla  serietà
  per  affrontare  questo  argomento, ma sempre  con  la  promessa  e
  l'impegno che non si faccia di nuovo il giro per ritornare di nuovo
  ad  accumulare debiti, di nuovo a creare sacche di clientelismo, di
  nuovo  a lasciare incompiute, perché moltissimi dei danni ereditati
  dal passato non si debbono più ripetere. Grazie.

  PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

  SUNSERI.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,  la
  nostra Sicilia sta morendo. Di fatto una deindustrializzazione  che
  continua  a  procedere, una classe politica  che  purtroppo  ci  ha
  governata,  corrotta,  incapace di saper gestire  i  bilanci  della
  nostra  Regione,  una  burocrazia  ipertrofica,  un'incapacità   di
  provvedere ad una programmazione seria della nostra Regione.  E  le
  riforme  Presidente?  Presidente Musumeci le riforme  servono.  Per
  essere  credibili  ad un tavolo nei confronti dello  Stato,  e  per
  chiedere allo Stato ulteriori risorse, servono le riforme. Senza le
  riforme  facciamo  la figura di tutti gli altri Governi  precedenti
  che si presentavano a Roma con il piattino in mano chiedendo pietà,
  aiuto e soccorso.
   Questo  Stato  mi pare, e l'assessore Armao poco  fa  ne  ha  data
  giusta  informazione,  sta in qualsiasi modo  provando  ad  aiutare
  questa  Regione. Lo sta facendo. Lo ha fatto riducendo nell'accordo
  di   300  milioni  il  prelievo  forzoso,  lo  ha  fatto  dando  la
  possibilità di allungare e spalmare in 30 anni il miliardo  e  sei,
  ci  sono questi 540 milioni che vanno spalmati, sono 380, che vanno
  spalmati entro il corso di questa legislatura ma se fossi io al suo
  posto,  Presidente, comincerei a pensare realmente  a  come  questa
  Regione  si  può cambiare da qui senza continuare a chiedere  aiuto
  dello Stato.
   E glielo chiedo perché quello che si rischia di avere è di mettere
  dell'acqua in una vasca che è piena di buchi.
   E  se  continuiamo a mettere risorse semplicemente  per  la  spesa
  corrente, si continuano a fare quegli investimenti necessari di cui
  questa  Regione ha la necessità, e non si riescono  a  fare  quelle
  riforme  che questa Regione ha la necessità di fare. Ci ritroveremo
  a  fare  i vari Crocetta, Lombardo, Cuffaro che hanno già governato
  questa  Regione e i risultati, purtroppo, ahinoi, li stiamo  ancora
  piangendo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Governo, saluto l'assessore Scavone.
   Presidente,  era  il  20  agosto 2016, noi avevamo  costituito  il
  nostro movimento  DiventeràBellissima , eravamo fuori dal Palazzo a
  fare  opposizione  al  Governo Crocetta. Sentiamo  una  notizia  di
  stampa:   il Presidente Crocetta rinuncia al contenzioso presso  la
  Corte Costituzionale Stato-Regione .
   Un  contenzioso  avanzato  dal  precedente  Governo;  rinuncia   a
  potenziali 6 miliardi di euro in cambio di 500 milioni di euro  che
  servivano  per  chiudere  il bilancio.  E  oggi  si  parla  di  gap
  generazionale,  di  responsabilità di tanti che siedono  in  questi
  banchi  da  più legislature, io sono uno di quelli che  va  per  la
  seconda,  il  Presidente  Musumeci  la  volta  scorsa,  la  passata
  legislatura era membro dell'opposizione. Gli assessori nessuno  fra
  i   presenti,  a  parte  la  parentesi  dell'assessore  Lagalla   e
  dell'assessore  Armao, che è stato uno di quelli che  ha  mosso  il
  contenzioso Stato-Regione, ha fatto parte di Governi precedenti.
   Ed allora, se dobbiamo fare chiarezza e operazioni di verità vanno
  fatte  ma vanno fatte con dati precisi e certi. E oggi non  abbiamo
  visto,   perché  abbiamo  visto  interventi  garbati,  pacati,   di
  riconoscimento all'attività del Governo con rapporto  tra  Stato  e
  Regione  favorevoli  ma, a volte, non si  è  detta  la  verità.  E'
  diventato  quasi un dibattito sull'operato del Governo. Ed  allora,
  io  vorrei  partire  dal riconoscimento che hanno  fatto  anche  le
  stesse  opposizioni del duro lavoro che questo Governo sta  facendo
  in questi mesi.
   E'  stato  detto:  l'operazione verità  del  2015.  Allora,  credo
  l'assessore  fosse Baccei, si è dato attuazione ad un  decreto  che
  però portava la data del 2011. Quindi, Crocetta arriva nel 2012, fa
  passare   tre  anni  per  fare   l'operazione  verità .  E   questa
   operazione  verità   porta  un disavanzo  di  un  miliardo  e  600
  milioni. Si sono fatti sforzi per coprire questa cifra.
   Nel  2018 questo Governo ha trovato le risorse per coprire il buco
  di  164  milioni  ma  dei  191  di quest'anno,  purtroppo,  essendo
  intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 18 del  2019,
  purtroppo,  non  è stata data la possibilità di spalmare  la  parte
  residuale  del  disavanzo  nei trent'anni  successivi.  E  io  sono
  convinto   che   comunque   ci  sia  un   problema   di   carattere
  generazionale.
   Ma  quando  si  parla  di nuove generazioni allora  dire  che  noi
  appesantiremo la spesa pubblica nei prossimi trent'anni sicuramente
  non è una cosa che ci inorgoglisce, purtroppo, ma si deve fare.  Le
  cose sono due: o mandiamo in default, come purtroppo sta succedendo
  per  le  province,  noi non eravamo costituiti in  quest'Aula  come
  Gruppo parlamentare né come movimento politico quando si annunciava
  ai quattro venti l'eliminazione delle province da parte del Governo
  Crocetta.  Rai  1  ed altre reti televisive, in tutti  i  talk-show
  nazionali  andava  in passato il Presidente della  Regione  a  dire
  quanto  era  stato bravo, con l'aiuto del Movimento Cinque  Stelle,
  con una legge capestro, ad eliminare le province.
   E'  proprio  notizia di qualche ora fa, purtroppo, a proposito  di
  prelievo forzoso, la morte di una signora in una strada provinciale
  la Partinico-Corleone che occorreva, bisognava di manutenzione.
   La colpa non è di nessuno, sono soltanto fatalità però, purtroppo,
  oggi   tutti  quelli  che  percorrono  le  strade  interne  possono
  rischiare e allora un prelievo forzoso che, secondo i dati, è stato
  da  parte  dello  Stato  di 270 milioni di euro,  come  giustamente
  diceva l'onorevole Lo Giudice.
   Per  quanto riguarda l'onorevole Dipasquale questo Governo - e  il
  Presidente della Regione lo ha sempre detto - verrà il tempo in cui
  tutto   quello   che  si  sta  facendo  troverà  i   suoi   frutti,
  probabilmente  non  è  stato  bravo in  termini  di  comunicazione,
  probabilmente  noi sostenitori di questo Governo  non  siamo  stati
  bravi  a veicolare il messaggio di tutto il lavoro svolto in questi
  pochi mesi.
   Io  sono  certo,  come  dicevo, un  anno  e  tre  mesi,  perché  è
  paradossale che il Governo nazionale stia lavorando per un  anno  e
  il  Governo regionale che sono un anno e tre mesi si parla  di  due
  anni;  ma  dico  non  è un problema di tempo è  il  problema  della
  dedizione  e  dello sfacelo che questo Governo  ha  trovato  e  sta
  cercando di mettere le pezze.
   E  allora  parliamo  dei  nuovi propositi  del  Governo  che  sono
  diventati  atti  importanti: il piano energetico, investimenti  per
  centinaia  di  milioni di euro, se ci sarà la  possibilità  che  la
  Sicilia possa diventare autosufficiente sul tema energetico  e  poi
  se  il  Governo  nazionale vorrà - ma non con  piattino  o  meno  -
  collaborare  insieme al Governo regionale c'è  il  problema  annoso
  delle strade provinciali.
   Questo  è  un tema che io ritengo importantissimo, che il  Governo
  Musumeci  ha  sempre  messo tra le priorità  della  propria  azione
  politica,  quindi  voglio  augurare buon lavoro,  sperando  che  il
  Governo nazionale possa essere a fianco di tutto il lavoro fatto in
  questi  mesi  dal Presidente Musumeci, dall'Assessore  Armao  e  da
  tutto il Governo per far si che questa Regione possa diventare  una
  regione normale.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  in omaggio all'Assemblea perché sono state fatte  alcune
  considerazioni  di carattere politico che esulano dalle  competenze
  specifiche  del Vicepresidente, al quale ho voluto dare  la  parola
  perché  ha  studiato, conosce la lingua italiana,  sa  coniugare  i
  verbi,  i congiuntivi e quindi è giusto che sia lui a parlare,  per
  me  diventa  un  po'  più difficile essendo di  livelli  molto  più
  modesti. Non mi guardate così, dovete accontentarvi
   Però  voglio dire, con molta franchezza, che io sono convinto  che
  la  trattativa  col  Governo Nazionale si  stia  conducendo  su  un
  terreno   di  grande  rispetto  istituzionale,  rispetto  reciproco
  certamente.
   Il Governo nazionale ha fatto sapere di non essere ben disposto ad
  accettare,  al di là di quello che è stato consacrato  nell'accordo
  del  dicembre  scorso  con il Ministro delle  Finanze,  non  sembra
  disposto  ad  accettare le proposte concrete che il  Governo  della
  Regione  siciliana  ha avanzato per consentire  a  questo  ente  di
  evitare  il  collo di bottiglia con l'adempimento di  impegni  che,
  sappiamo, non possono essere sul piano del bilancio rispettati.
   Noi continueremo a sostenere, e l'Assessore Armao lo ha fatto e lo
  fa settimanalmente, avviando anche rapporti personali o utilizzando
  pregressi rapporti di amicizia con la burocrazia ministeriale, farà
  tutto  quello che sarà necessario fare. Ma al Governo, noi, abbiamo
  chiesto  non elemosine e a Roma non andiamo mai con il piattino  in
  mano. Noi abbiamo detto con grande franchezza che le responsabilità
  di  Governi  precedenti - non so quanti 10, 15, 20, 30 anni,  conta
  poco in questo momento - non possono essere pagati da un ente che è
  stato devastato e che lentamente risale la china affinché tra 15/20
  anni  possa  essere  una Regione normale. Questo  è  il  tempo  che
  abbiamo   previsto  noi  naturalmente,  regione  normale  significa
  competere con le Regioni del Nord. 20 anni per una bonifica  che  è
  già cominciata, è già cominciata con questo Governo. Ma per mettere
  le  carte in regola come diceva il compianto Presidente Mattarella,
  per mettere le carte in regola ci vorranno alcune generazioni.
   Noi  sappiamo benissimo di non potere sostenere lo sforzo  di  una
  rateizzazione  all'interno  di  questa  legislatura.  Qualcuno  dei
  colleghi ha parlato di 30 anni, noi ci accontenteremo anche  di  un
  lasso di tempo minore pur di evitare il collasso con allo strumento
  contabile  e  pur  di consentirci e di ridotare i capitoli  che  ha
  richiamato,  credo  l'onorevole  Lupo,  e  che  toccano  le   corde
  sensibili  di  alcuni  settori  importanti  della  nostra  società:
  lavoratori  forestali, gli enti della cultura, alcune attività  che
  sono e restano prioritaria nella vita quotidiana di questa Regione.
   Noi  confidiamo nel senso di responsabilità del Governo  nazionale
  verso  il  quale, come sapete, abbiamo sempre mantenuto un rapporto
  improntato  a grande rispetto. Ma il grosso problema rimane  quello
  legato alle province. Le province come sapete rischiano davvero,  è
  stato detto. Io credo che prima ancora del problema finanziario  la
  sorte  incerta  delle  province sia  legato  alla  scelta  funesta,
  irresponsabile  compiuta  in quest'Aula nella  passata  legislatura
  quando alcuni gruppi parlamentari in una prima fase hanno deciso di
  portare al patibolo le province in quanto enti intermedi, in quanto
  enti inutili.
   Mi  ha  fatto davvero piacere che l'onorevole Foti, che era fra  i
  parlamentari  che nella scorsa legislatura sostenevano  l'inutilità
  della provincia, lo dico con rispetto che sa io ho sempre avuto nei
  suoi  confronti, l'onorevole Foti oggi ha detto che  si  sente  nel
  territorio  la mancanza dell'ente intermedio. Ed è una assenza  che
  avvertiamo  tutti  -  non c'è dubbio - perché un  ente  può  essere
  benissimo  soppresso,  è  una  scelta politica,  ma  bisogna  prima
  trovare una soluzione alternativa. Se sopprimiamo le province e non
  troviamo   chi  deve  svolgerne  le  funzioni  e  come   svolgerle,
  determiniamo un vuoto istituzionale.
   Lo  stesso  centrosinistra,  che prima  era  sulla  posizione  del
  Governo Renzi e quindi del Ministro Delrio per la soppressione, per
  l'abrogazione della norma sulle province, come ricordano i colleghi
  di  seconda  legislatura, poi nell'ultima parte del  mandato  hanno
  fatto  autocritica  riconoscendo l'utilità delle  province;  troppo
  tardi,  perché già la legge nazionale era stata varata e a nulla  è
  valso il ricorso di questo Governo, del Governo Musumeci, perché la
  Corte  Costituzionale ha difeso la legge Delrio e non  poteva  fare
  altrimenti.
   Ha ragione l'onorevole Sunseri quando dice che servono le riforme.
  Cominciamo  proprio dalla madre delle riforme che  è  quella  delle
  province.  Stabiliamo a livello nazionale, non potendolo  fare  qui
  perché non abbiamo la potestà per farlo, che cosa devono essere  le
  province o liberi consorzi o città metropolitane - come le si vuole
  chiamare.
   Il Governo si è espresso anche nei rapporti con alcuni Ministri di
  questo  Governo e leghisti e Ministri del Movimento Cinque  Stelle,
  abbiamo detto che siamo per restituire all'ente intermedio il ruolo
  e  la funzione che aveva fino alla passata legislatura, se si vuole
  anche  riducendo  o  eliminando l'indennità che abbiamo  saputo  in
  Sicilia  incidere  soltanto  per  il  2-3  per  cento  sulla  spesa
  complessiva degli enti intermedi, ma il Presidente della  Provincia
  facciamolo  eleggere dal popolo per dargli quella piena legittimità
  che gli servirà per potere interloquire con i comuni, da una parte,
  e con la Regione e lo Stato, dall'altra parte.
   Proprio  oggi  leggevo  sulla  cronaca  di  Siracusa,  l'ANCI,  un
  esponente  autorevole dell'ANCI ribadisce la necessità di  sabotare
  le  elezioni per le province che questo Governo ha fissato - e  non
  poteva non farlo quel giorno per il 30 giugno.
   Non  abbiamo  motivo di sabotare una consultazione elettorale  per
  quanto   inutile,  se  non  dannosa,  essendo  affidata  ai  quadri
  dirigenti  dei partiti perché quel giorno i siciliani  andranno  al
  mare  perché non saranno assolutamente interessati a votare  perché
  non  potranno votare perché sarà loro negato il diritto di  entrare
  nel  seggio  - e questo la dice lunga sui principi della democrazia
  diretta e partecipata.
   Vorremmo - come Governo ma anche come coalizione di centrodestra -
  che  almeno il presidente della provincia venisse eletto dal popolo
  e  che  alle  province venisse restituita la funzione  che  avevano
  prima.
   Si  è parlato di strade provinciali chiuse, certo i commissari che
  questo  Governo  ha  voluto nominare in dirigenti,  alti  dirigenti
  dello  Stato in quiescenza, ex prefetti, ex magistrati, ex questori
  come  è  noto  abbiamo fatto questa scelta e siamo  felici  di  non
  dovercene  pentire, anzi va il mio ringraziamento  e  di  tutto  il
  Governo  ai  nove  commissari. Soltanto uno è Segretario  generale,
  quello  di  Ragusa, che ha lavorato con pari impegno ed entusiasmo,
  il mio ringraziamento e il nostro ringraziamento ai nove Commissari
  per quello che hanno fatto prima. Oggi sono diventati sei per i tre
  sindaci  metropolitani,  altra  follia  legislativa,  come  se   le
  Province  fossero una sorta di dopolavoro per occupare qualche  ora
  durante  la  settimana, per un sindaco di una città capoluogo  che,
  non avendo niente da fare, dice  beh  Adesso per un paio d'ore vado
  alla  Provincia. .  Veramente mortificante  tutto  questo   Chi  ha
  governato  una Provincia, lasciatemelo dire, sa che invece  bisogna
  stare lì dalla mattina alla sera tutti i giorni e qualche volta non
  bastano neppure i giorni feriali.
   Quindi,  noi,  deputato Sunseri, sulle riforme siamo perfettamente
  d'accordo e sarei felice se questo Parlamento autonomamente,  senza
  bisogno  di un documento del Governo, potesse votare un ordine  del
  giorno facendo voti al Governo nazionale per tornare ad esaminare -
  come  si  è  detto seppure a denti stretti qualche  mese  fa  -  in
  maniera   più  approfondita  l'ipotesi  di  una  riforma   concreta
  dell'ente  intermedio.  E' una esigenza  avvertita  dal  nord  fino
  all'ultima estrema provincia della nostra Isola.
   Quanto alle altre riforme dobbiamo presentare altri 4-5 disegni di
  legge.  E  la nostra stagione di riforme del Governo si è conclusa.
  Non  è  una  stagione  che  deve durare cinque  anni.  Abbiamo  già
  presentato sette disegni di legge. Altri 4-5 basteranno per  potere
  definire  il nostro modello di Regione che vorremmo, che  vogliamo.
  Naturalmente poi il Parlamento, nella coalizione di Governo e nella
  opposizione, ci arricchirà di ulteriori proposte sulle quali saremo
  felici di poterci confrontare.
   Credo che questo Parlamento abbia tanto materiale su cui lavorare.
  Qualche norma di riforma è stata già preannunciata dalla tribuna da
  parte   dell'onorevole  Ragusa.  Noi  siamo  convinti   di   potere
  consegnare  alla  fine di questa legislatura una Regione,  non  una
  super  Regione,  ma  una Regione degna di essere chiamata  Regione.
  Abbiamo trovato una Regione devastata per responsabilità recenti  e
  remote,  va detto per onestà, e pensiamo di consegnare una  Regione
  con  le  carte in regola. Una Regione che abbia tutti gli strumenti
  di pianificazione. Una Regione che abbia con lo Stato concordato la
  pianificazione   dei  debiti.  Una  Regione  che  abbia   abrogato,
  soppresso, due-tre-quattro partecipate mangiasoldi. Una Regione che
  abbia saputo mettere le persone giuste al posto giusto. Una Regione
  che  abbia  utilizzato le risorse comunitarie non polverizzando  la
  destinazione  della  spesa  ma  accorpandola  attorno  a  5-6  assi
  particolarmente  prioritari.  Una  Regione  che  abbia   recuperato
  credibilità e reputazione.
   Quanto ai sondaggi, vedete, chi conosce la mia vita privata sa che
  ho  superato  ostacoli indicibili. Perdonate se  lo  dico,  ma  chi
  governa  una  Regione importante come questa, non può  definire  il
  contorno fra la vita pubblica e la vita privata. Non esiste più  un
  Musumeci  privato e un Musumeci pubblico. Sono forgiato a tutte  le
  esperienze. Sono caduto mille volte nella mia vita e mi sono sempre
  rialzato  con  le  ginocchia  sanguinanti.  Credetemi,  non  è   il
  sondaggio  del  giornale di Confindustria che  può  determinare  le
  sorti di questo Governo o di questa legislatura.
   Noi  tireremo diritto, andremo avanti perseverando con  tenacia  e
  con  determinazione.  Lavoreremo nel silenzio,  senza  dovere  fare
  clamori.  Alla  fine  dei cinque anni, alla fine  dei  cinque  anni
  presenteremo il consuntivo sapendo di aver fatto tutto  quello  che
  era  umanamente possibile fare per consegnare a chi verrà  dopo  di
  me,  questo  sì  credo di poterlo dire, una Regione  normale.  Alle
  super  Regioni non ci ho mai creduto, ai super presidenti  neanche.
  Vedete,  alla fine dei cinque anni arrivare penultimo, beh,  è  una
  buona  consolazione perché se mi giro indietro ricordo che  il  mio
  predecessore è stato costantemente ultimo nei cinque anni.  Partire
  dalla  sua eredità per arrivare penultimo, credetemi, lo reputo  un
  grande successo.
   Non  sono  una  quercia, ma neanche un cespuglio; e se  mi  guardo
  attorno, in questo deserto di piante grasse, non vedo assolutamente
  alberi alti e capaci di resistere ai venti.
   Lasciatemi  e  lasciateci lavorare con i  nostri  limiti,  con  le
  nostre   difficoltà,   senza   maggioranza   parlamentare,    senza
  riferimenti nazionali. Lasciateci lavorare. I siciliani  alla  fine
  comprenderanno lo sforzo, non eroico, ma certamente onesto, pulito,
  coerente  e  determinato di questo presidente e di questo  Governo.
  Questo  è lo stato d'animo con il quale io mi presento a quest'Aula
  dopo qualche settimana, dopo un prolungato periodo di assenza e  di
  questo  me ne scuso per ragioni personali, per ragioni fisiche,  ho
  avuto qualche problema che abbiamo felicemente risolto nonostante i
  gufi, le cornacchie e gli uccelli del malaugurio.
   Siamo  qui sotto questo cielo, con la grazia del Signore e con  la
  considerazione  dei siciliani sono convinto che  andremo  avanti  e
  otterremo il risultato per il quale abbiamo chiesto ed ottenuto  il
  consenso nel novembre del 2017.
   Grazie, signor Presidente, per avermi concesso la parola.

                   (Applausi dai banchi del Governo)

   PRESIDENTE. Onorevoli, si passa all'esame degli ordini del  giorno
  che sono stati presentati e distribuiti.
   Si  passa  all'ordine del giorno n. 108  Preventiva  comunicazione
  all'Assemblea  regionale siciliana delle prescrizioni  dell'accordo
  Stato-Regione in materia finanziaria del 19 dicembre  2018 ,  degli
  onorevoli   Cappello,  Cancelleri,  Gucciardi,  Lupo,   Dipasquale,
  Cracolici e De Domenico. Il parere del Governo?

   ARMAO,  vicepresidente della Regione e assessore  per  l'economia.
  Signor  Presidente, stante la circostanza che questo è un dibattito
  dove emerge l'informativa da parte del Governo e la valutazione  da
  parte  dell'Aula, riteniamo di rimetterci all'Aula  per  tutti  gli
  ordini del giorno presentati.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 108.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Si  passa  dell'ordine del giorno n. 109  Tempestiva  e  periodica
  comunicazione  dell'avanzamento di lavori concernenti  gli  accordi
  Stato-Regione  in  materia  finanziaria ,  degli  onorevoli   Lupo,
  Cracolici, Catanzaro, De Demenico, Dipasquale, Barbagallo, Arancio,
  Cappello, Cancelleri e Lantieri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Si  passa  all'ordine del giorno n. 110, a firma  degli  onorevoli
  Lupo,  Gucciardi,  Cracolici,  Catanzaro,  Sammartino,  Barbagallo,
  Cafeo, Arancio, De Domenico e Dipasquale.

   MANGIACAVALLO.  Signor  Presidente,  i  deputati  del  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle si astengono.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Si  passa  all'ordine del giorno n. 111, a firma  degli  onorevoli
  Milazzo, Aricò, Catalfamo ed altri.

   MANGIACAVALLO.  Signor  Presidente,  i  deputati  del  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle si astengono.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, 17 aprile 2019,
  alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)  Individuazione degli interventi esclusi dall'autorizzazione
            paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata
            (n. 419/A) (Seguito)

           Relatore: On. Sammartino

         2)  Norme in materia di politiche giovanili. Istituzione del Forum
            Regionale dei Giovani e dell'Osservatorio Regionale delle politiche
            giovanili  (n. 220/A) (Seguito)
  3) Relatore: On. Sammartino

                   La seduta è tolta alle ore 18.25

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -   Istituzione   della  giornata  regionale  dell'accoglienza   e
  dell'integrazione (n. 529).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Cracolici,
  Lupo,   Arancio,   Barbagallo,  Cafeo,  Catanzaro,   De   Domenico,
  Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 2 aprile 2019.

   -   Azioni   a   difesa   della  salute,  dell'ecosistema,   della
  biodiversità  e della qualità dei prodotti agricoli  siciliani  (n.
  533).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Palmeri,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Pasqua, Schillaci,  Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 2 aprile 2019.

   -  Disposizioni per il riequilibrio della rappresentanza di genere
  negli  organi  elettivi ed amministrativi degli  enti  territoriali
  della  Regione  siciliana  e  negli  enti  e  società  soggetti  al
  controllo pubblico (n. 548).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Arancio,  Barbagallo,  Cafeo, Catanzaro,  Cracolici,  De  Domenico,
  Dipasquale, Gucciardi, Lantieri e Sammartino il 15 aprile 2019.

   - Mobilità non di linea (n. 549).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Savarino, Lo
  Curto e Zitelli il 15 aprile 2019.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifiche  alla legge regionale 15 settembre  1997,  n.  35  in
  materia  di  cessazione  delle cariche elettive  nei  comuni  della
  Regione siciliana (n. 538).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.

   -  Misure  per  la  trasparenza dei finanziamenti  elettorali  per
  l'elezione dell'Assemblea Regionale Siciliana e il presidente della
  Regione (n. 542).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 5 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.

   -  Introduzione  del tagliando antifrode in sede di  elezione  dei
  deputati all'Assemblea
   Regionale Siciliana e dei consigli comunali (n. 544).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 10 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.

                             BILANCIO (II)

   - Abrogazione della tassa di concessione governativa sulle licenze
  al trasporto merci in conto proprio (n. 531).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere IV.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Disposizioni  per  l'esercizio di  funzioni  amministrative  di
  competenza  regionale in materia di costruzione ed esercizio  delle
  linee  e  impianti  per  il  trasporto,  la  trasformazione  e   la
  distribuzione di energia elettrica (n. 535).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere IV.

   -  Norme  per favorire il risparmio energetico e la riduzione  del
  rischio sismico in edilizia (n. 540).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 5 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.
   Parere IV.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme  per  la  promozione  della  sostenibilità  ambientale  e
  l'applicazione dei principi dell'economia circolare negli  acquisti
  di beni e servizi della Pubblica Amministrazione (n. 530).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.

   - Norme in materia di Servizio idrico integrato (n. 534).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.

   -   Norme   in   materia  di  urbanistica,  edilizia   e   qualità
  architettonica (n. 536).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere V.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Trasferimento  del  Complesso monumentale Santa  Margherita  al
  patrimonio della Regione siciliana (n. 539).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 5 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.
   Parere VI.

   -  Disposizioni  per  il  sostegno della Regione  all'attività  di
  contrasto culturale ai fenomeni mafiosi (n. 541).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 5 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.
   Parere Antimafia.

   -  Norme  per  la valorizzazione ed il riconoscimento della  dieta
  mediterranea (n. 547).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 10 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.
   Parere V e VI.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Disegno  di  legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Formazione specialistica dei medici del SSN  (n. 532).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.

   - Legge sull'istituzione dell'infermiere di famiglia (n. 537).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 2 aprile 2019.
   Inviato il 10 aprile 2019.

   -   Disposizioni   per   prevenire  e  contrastare   condotte   di
  maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di
  minori, anziani e persone con disabilità    (n. 545).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 10 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.

   -  Disposizioni  per  il  riordino  dell'istituto  zooprofilattico
  sperimentale della Sicilia,  A. Mirri  (n. 546).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 10 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.

                              RANDAGISMO

   -  Norme  per  incentivare le adozioni e per ridurre  il  fenomeno
  dell'abbandono e randagismo dei cani e dei gatti (n. 543).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 10 aprile 2019.
   Inviato il 15 aprile 2019.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Interventi per un migliore accesso ai fondi dell'Unione europea
  (n. 528).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere V e UE.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Linee  guida  per  la  disciplina  dei  mercati  agroalimentari
  all'ingrosso (n. 524).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere I.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Modifiche alla disciplina dettata dalla legge regionale 8 agosto
  1985,  n.  34,  in  tema di contributi per interventi  edilizi  nel
  centro storico di Siracusa (n. 526).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere I.

   - Disposizioni per l'accesso al demanio marittimo degli animali da
  compagnia. Modifiche della legge regionale n. 15 del 2005 (n. 527).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 aprile 2019.
   Parere I.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Modifica  del  comma 8, articolo 25 della  legge  regionale  22
  dicembre  2005, n. 19. Istituzione del supervisore ABA  nei  centri
  per il trattamento del Disturbo Autistico (n. 525).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 10 aprile 2019.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che gli onorevoli Giovanni Cafeo e Michele Catanzaro,
  con  nota prot. n. 2751/SG.LEG.PG. del 2 aprile 2019, hanno chiesto
  di  apporre  la propria firma al disegno di legge n. 465  Consiglio
  comunale dei giovani .

         Comunicazione di deliberazione della Giunta regionale

   Si   comunica  che  è  pervenuta  la  deliberazione  della  Giunta
  regionale  n.  126 del 25 marzo 2019 relativa a:  Interventi  sulla
  rete  viaria siciliana gestita dall'ANAS S.p.A. - Atto integrativo.
  Apprezzamento. .
     La  predetta  delibera è stata trasmessa  alla  II  ed  alla  IV
  Commissione  legislativa  ed  alla Commissione  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione europea.

   Copia  della  stessa è disponibile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 764 - Politiche per stimolare la crescita economica, produttiva
  ed occupazionale della Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Lupo  Giuseppe; Dipasquale Emanuele; De Domenico Francesco;  Cafeo
  Giovanni

   N.  765  - Concessione dell'utilizzo ad uso gratuito dell'immobile
  'ex Brucato' in contrada Addaura (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Cracolici Antonello

   N.  766  -  Chiarimenti in merito alla procedura adottata  per  la
  stipula  della  convenzione con FORMEZ - PA e  relativi  avvisi  di
  reclutamento di esperti nell'ambito della linea 2.3.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Pullara  Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia Marianna;  Compagnone
  Giuseppe

   N.  767  - Chiarimenti in ordine all'auspicata apertura del  Parco
  d'Orleans.
   - Presidente Regione
   Schillaci  Roberta; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  768 - Iniziative a seguito della chiusura dello storico cinema
  di Riposto (CT).
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  769  - Chiarimenti circa il completamento del teatro di Giarre
  (CT).
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.   770  -  Chiarimenti  urgenti  in  merito  alle  procedure  di
  privatizzazione delle Terme di Sciacca (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Pullara Carmelo

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  161  -  Notizie in merito e posticipo della paventata chiusura
  della tratta ferroviaria tra Patti e Sant'Agata di Militello (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Calderone Tommaso A.

   N. 162 - Ispezione sui Comuni siciliani che hanno disatteso quanto
  disposto  dagli artt. 10 e 12 della legge regionale 5 aprile  2011,
  n. 6.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  163  -  Chiarimenti  sull'Istituto regionale  per  il  credito
  agevolato (IRCA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Lupo Giuseppe

   N.  164  - Notizie sullo stato di attuazione della legge regionale
  22 febbraio 2019, n.1.
   - Presidente Regione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;  Lantieri  Annunziata Luisa; Sammartino  Luca;  Catanzaro
  Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  233 - Iniziative  per  la  modifica  del  Decreto dirigenziale
  del  Ministero  della Salute n. 6478 del 10 marzo  2017  in  ordine
  all'emergenza 'blue tongue'.
   Dipasquale  Emanuele;  Lupo Giuseppe; Arancio  Giuseppe  Concetto;
  Barbagallo  Anthony  Emanuele; Cafeo Giovanni;  Catanzaro  Michele;
  Cracolici  Antonello; De Domenico Francesco; Gucciardi  Baldassare;
  Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca
   Presentata il 26/03/19

   N.  234  -  Iniziative  per  scongiurare  la  chiusura  di  'Radio
  Radicale'.
   Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;  Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;  Lantieri  Annunziata Luisa; Sammartino  Luca;  Catanzaro
  Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
   Presentata il 29/03/19

   N.  235  -  Iniziative  a  livello  nazionale  per  assicurare  la
  prosecuzione  dell'attività di servizio pubblico svolta  da  'Radio
  Radicale'.
   Sammartino  Luca; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;  Lupo
  Giuseppe;  Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony  Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Catanzaro  Michele;
  De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
   Presentata il 29/03/19

   N.  236  -  Inapplicabilità del d.lgs 23 giugno 2011, n.  118,  in
  merito ai salari dei lavoratori forestali a tempo indeterminato.
   Genovese  Luigi;  Gallo Riccardo; Calderone  Tommaso  A.;  Cannata
  Rossana
   Presentata il 2/04/19

   N.  237  - Revisione dei criteri di assegnazione del numero  degli
  esaminatori delle patenti nautiche.
   Genovese  Luigi;  Gallo Riccardo; Calderone  Tommaso  A.;  Cannata
  Rossana
   Presentata il 2/04/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.