Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.14
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato, in
assenza di osservazioni in contrario, al termine della presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno della seduta
odierna reca al II punto: Svolgimento di interrogazioni e
interpellanze della rubrica Infrastrutture e mobilità .
L'Assessore Falcone non è ancora presente in Aula.
Assessore Cordaro, ha notizie circa la presenza in Aula
dell'Assessore Falcone?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, le do notizie tra un minuto.
Discussione unificata delle mozioni n. 234 e n. 235
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, procederei allora con il III punto
all'ordine del giorno: Discussione unificata delle mozioni n. 234 e
n. 235.
Mozione n. 234 Iniziative per scongiurare la chiusura di 'Radio
Radicale', a firma dell'onorevole Cracolici ed altri.
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che i sottoscritti deputati firmatari della presente
mozione raccolgono ed aderiscono all'appello lanciato dalla
redazione di Radio Radicale preoccupati per l'imminente scadenza
della convenzione con lo Stato italiano senza la quale verrebbe
meno la possibilità di trasmissione dei programmi radiofonici e la
conseguente ed inevitabile chiusura dell'emittente stessa;
CONSIDERATO che:
Radio Radicale, da 40 anni, trasmette in diretta le sedute del
Parlamento, segue le attività della Corte costituzionale, del
Consiglio superiore della magistratura, i più importanti processi
giudiziari e le più importanti attività culturali e sociali;
negli ultimi 20 anni ciò è stato possibile grazie alla stipula di
una convenzione con lo Stato italiano, convenzione che lo stesso ha
deciso di non rinnovare;
CONSIDERATO, pertanto, il breve lasso di tempo che porterà alla
definitiva chiusura della Radio;
VALUTATO che i rappresentanti di Radio Radicale voce di libertà
auspicano che il Governo nazionale possa, nei fatti, evitarne la
chiusura, convinti che il diritto alla conoscenza sia fondamentale
per un Paese libero e democratico, diritto attraverso il quale,
altresì, i cittadini tutti possono avere una propria opinione senza
essere condizionati da un'informazione distorta e di parte,
FA VOTI
al Governo nazionale perché possa rivedere e modificare la propria
decisione,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi per fare a sua volta appello al Governo centrale
affinché quest'ultimo possa mutare la propria decisione e rinnovare
la convenzione necessaria ed urgente per esercitare il diritto alla
conoscenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, permettetemi di rivolgere
all'onorevole Cracolici, che è il primo giorno che ci vediamo in
Aula, sentite condoglianze, mie e di tutta l'Assemblea, per la
enorme perdita subìta, considerato anche la figura di sua moglie.
Onorevole Cracolici, le siamo tutti veramente molto vicini.
Dopodiché c'è la mozione su Radio Radicale. Vuole esporla?
Altrimenti la pongo subito in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che la mozione non abbia
bisogno di grande illustrazione. Questa è una mozione che vuole in
qualche modo manifestare il punto di vista del Parlamento siciliano
e dei parlamentari siciliani a sostegno di un pezzo di storia del
nostro Paese.
Radio Radicale, al di là poi del fatto che sia espressione di un
Partito, che ha fatto anch'esso la storia di questo Paese, è uno
strumento di democrazia e di libertà che è servito e - a mio avviso
- può e deve continuare a servire a questo Paese.
Ecco perché le argomentazioni che ascoltiamo in queste settimane
di furore ideologico e di rigore spesso inappropriato, sembrano
stucchevoli rispetto all'obiettivo di fondo.
Ecco perché credo che sia bello che il Parlamento siciliano dica
dalla Sicilia che Radio Radicale è un patrimonio dell'Italia e noi
vogliamo difenderlo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, ovviamente rispetto a questa mozione
non solo ci associamo ma riteniamo che riuscire a fare continuare
la propria attività a Radio Radicale sia una cosa importante per
tutto il popolo italiano.
Non è una questione di carattere politico ma credo che Radio
Radicale ha svolto nel tempo una supplenza di informazione
corretta, leale e soprattutto addentro a quella che è l'istituzione
Parlamento. Quindi, sotto questo punto di vista non solo ci
associamo ma auspichiamo che il Governo nazionale possa tornare
indietro rispetto alla decisione adottata e fare in modo che Radio
Radicale possa continuare ad avere le risorse adeguate per
continuare la propria attività.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, solo per associarmi a quanto testé
evidenziato dagli onorevoli Cracolici e Di Mauro.
Anche Forza Italia ritiene che Radio Radicale sia un patrimonio
comune di tutta la nazione, di tutto il Paese quindi piena adesione
alle osservazioni dei colleghi che mi hanno preceduto a nome mio e,
ovviamente, di tutto il Gruppo parlamentare di Forza Italia.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, molto brevemente, il Governo ha valutato la mozione a
firma dell'onorevole Cracolici ed altri. Per noi la tutela di Radio
Radicale significa tutela della libertà, significa tutela dei
diritti degli ultimi che spesso hanno trovato in quella voce,
libera ed indipendente, un luogo nel quale vedere tutelate la loro
dignità, i loro diritti e per questa ragione il Governo si
confronta con quest'Aula nei termini che sono stati prima
rappresentati ed è assolutamente favorevole all'approvazione di
questa mozione perché riteniamo che il Governo nazionale possa
melius re perpensa fare in modo che Radio Radicale continui la sua
attività di libera divulgazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la mozione n.
234 a firma dell'onorevole Cracolici ed altri. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla mozione n. 235 Iniziative a livello nazionale per
assicurare la prosecuzione dell'attività di servizio pubblico
svolta da 'Radio Radicale'. , a firma degli onorevoli Sammartino ed
altri.
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
Radio Radicale ha dato vita ad una programmazione incentrata sulla
pubblicizzazione dei momenti centrali della vita istituzionale e
politica italiana e che, fin da subito, le dirette dal Parlamento,
dai congressi dei partiti e dai tribunali hanno costituito il segno
distintivo dell'emittente, rendendola di fatto una struttura
privata efficacemente impegnata nello svolgimento di un servizio
pubblico;
il modello di informazione introdotto da Radio Radicale è
totalmente innovativo, garantendo l'integralità degli eventi
istituzionali e politici trasmessi: nessun taglio, nessuna
mediazione giornalistica e nessuna selezione, al fine di permettere
agli ascoltatori di conoscere per deliberare , come ancora oggi
scandisce la frase di Luigi Einaudi sul sito internet
dell'emittente;
tra le ulteriori innovazioni e realizzazioni che l'emittente ha
introdotto nel panorama informativo italiano si segnalano: la
rassegna stampa dei giornali, il 'filo diretto' con gli ospiti
politici, i programmi di interviste per strada e le trasmissioni
per le comunità immigrate in Italia, svolgendo così un servizio
imparziale e prezioso per chiunque partecipi alla vita politica e
sociale;
ATTESO che:
il palinsesto di Radio Radicale ruota intorno ai lavori del
Parlamento, giacché la radio, in virtù della convenzione con il
Ministero dello sviluppo economico è tenuta a trasmettere nel corso
dell'anno almeno il 60% delle sedute delle due Camere nella fascia
oraria che va dalle 8,00 alle 20,00;
nel tempo residuo, Radio Radicale tenta di documentare anche
l'attività di altre istituzioni (Consigli comunali, Corte dei
conti, Consiglio superiore della magistratura, Parlamento europeo),
così come i congressi, i festival e le maggiori assemblee di tutti
i partiti politici, i convegni organizzati dalle maggiori
associazioni del mondo del lavoro e dell'impresa, manifestazioni o
conferenze stampa di particolare interesse, dibattiti e
presentazioni di libri;
con i suoi 250 impianti di diffusione terrestre, Radio Radicale
copre il 75% del territorio italiano, raggiungendo l'85% della
popolazione del Paese;
la documentazione conservata nell'archivio audiovideo di Radio
Radicale può essere utilmente suddivisa per settori: archivio
istituzionale, archivio giudiziario, archivio dei partiti e
movimenti politici, archivio delle associazioni, dei sindacati e
dei movimenti e archivio culturale, e che tale archivio contiene
eventi registrati in maniera sistematica e continuativa e altre
registrazioni episodiche o periodiche. In particolare, sono
registrate con continuità le sedute a partire dal 7 giugno 1977 del
Senato della Repubblica e le sedute della Camera dei Deputati dal
26 settembre 1976; le sedute del Consiglio superiore della
magistratura con continuità dal 24 settembre 1985; dei Consigli
regionali dell'Abruzzo, dell'Emilia Romagna, del Lazio, della
Lombardia, del Piemonte e della Toscana;
l'archivio giudiziario conserva le registrazioni di processi di
grande rilievo per le ripercussioni sull'opinione pubblica e per la
qualità e l'efficacia dell'azione giudiziaria, mentre l'archivio
dei partiti e dei movimenti politici, insieme a quello delle
associazioni, dei sindacati e dei movimenti, è un fedele testimone
dell'intensa attività partecipativa italiana;
l'enorme giacimento culturale costituito dall'archivio ha in
deposito oltre 540.000 registrazioni, 224.000 oratori, 102.000
interviste, 23.500 udienze dei più importanti processi degli ultimi
due decenni, 3.300 giornate di congressi di partiti, associazioni o
sindacati, più di 32.000 tra dibattiti e presentazioni di libri,
oltre 6.900 tra comizi e manifestazioni, 22.600 conferenze stampa e
più di 16.100 convegni;
il servizio Videoparlamento pubblica su internet e rende
disponibili per tutti i cittadini i documenti audio/video integrali
di tutte le sedute della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica fin dal novembre del 1998. Le sedute, dopo la diretta,
vengono presentate in schede che rispettano la scansione delle
varie fasi dei lavori parlamentari e consentono di accedere
direttamente all'intervento o alla fase della seduta che si
desidera ascoltare e vedere;
RITENUTO che sia opportuno e doveroso assumere ogni utile
iniziativa al fine di consentire la prosecuzione dell'attività del
Centro di produzione S.p.a. (editore della testata), garantendo la
trasmissione radiofonica delle sedute dei lavori parlamentari da
parte dell'emittente Radio Radicale, assicurata, ad oggi, solo fino
a maggio 2019,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad assumere iniziative nei confronti del Governo nazionale al fine
di assicurare la continuità dell'attività di informazione svolta da
Radio Radicale, garantendo la prosecuzione del regime convenzionale
in essere con il Centro di produzione Spa per la trasmissione dei
lavori parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo questa mozione di identico
contenuto della precedente la pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli Colleghi, mi preme ringraziare quest'Aula perché credo
che le mozioni che sono state appena approvate sonno mozioni di
libertà e democrazia, per cui sono felice che siano state approvate
positivamente.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Grasso è in congedo per oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, visto che
l'Assessore sta arrivando, a quanto pare è già qui nel Palazzo,
chiedo se si poteva con priorità trattare le interpellanze n. 9 e
138, che sono a mia firma e riguardano lo stesso argomento.
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'arrivo in Aula dell'Assessore
Falcone ci consente di tornare al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni e interpellanze della rubrica
Infrastrutture e mobilità .
Si procede con l'esame dell'interpellanza n. 9 Iniziative per
fronteggiare l'attuale rapporto tra la società TUA - Trasporto
Urbano Agrigento e gli stessi dipendenti , a firma dell'onorevole
Di Mauro.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il settore del Trasporto Pubblico Locale nella Regione Siciliana è
regolamentato dalle norme in materia di trasporto e soggetto al R.
E. 1370/07 che ne regolamenta la modalità di affidamento nel
rispetto delle regole del mercato. Tale regolamento nella Regione
Siciliana non è mai stato applicato, se non in parte recepito con
il D. D. G. 3000/S1 del 2017 emanato dall'Assessorato Regionale
Infrastrutture e Trasporti;
la TUA - Trasporto Urbano Agrigento - è una società che eroga
servizi di Trasporto Urbano in forza di un contratto di affidamento
provvisorio sottoscritto nel 2007 e rinnovato (in esecuzione di
provvedimenti della Regione Siciliana) ad ogni scadenza successiva
e cioè nel 2010, nel 2015, ed in ultimo nel 2017.
considerato che:
in questi giorni parte del personale viaggiante della società TUA
è stato interessato da un provvedimento di licenziamento, tale atto
ha fatto emergere - per effetto delle asserzioni sindacali diffuse
anche a mezzo stampa - una serie di criticità meritevoli di
attenzione che vanno al di là della stessa vicenda dei lavoratori;
in particolare sarebbe emersa la circostanza che la produzione
chilometrica non viene sviluppata nel rispetto del programma
di esercizio contrattualizzato con l'Ente. A tal proposito si
ritiene opportuno una verifica degli uffici regionali competenti in
merito a tale denuncia per l'acquisizione delle relative evidenze e
per la verifica della congruità dei chilometri riconosciuti e
ammessi a corrispettivo;
rilevato che:
alcune sigle sindacali di categoria provinciale hanno denunciato
che il trasporto pubblico ad Agrigento si è caratterizzato per
enormi deficienze di funzionamento e che tale situazione con il
personale porterebbe generale un ulteriore scadimento del servizio
sia qualitativo che quantitativo, entrando nello specifico:
salto delle corse in alcune zone della città di Agrigento;
parco macchine inefficiente (mancano presidi di sicurezza);
piano trasporti non Organizzato che crea criticità ed equivoci per
fermate e soprattutto capolinea (le fermate sono sprovviste da
opportuna comunicazione);
turni di servizio del personale troppo onerosi (turni di guida che
superano le 6,30 ore di servizio e forse non rispettosi dei vincoli
contrattuali);
disservizio della Linea Verde;
le corse della Linea 1 e della Linea 4 vengono saltate con una
frequenza costante causando numerosi disagi;
nella Linea Agrigento - Montaperto - Giardina Gallotti e viceversa
è previsto che il mezzo non deve superare gli 8 metri di lunghezza
ed il servizio con tale mezzo, necessita
obbligatoriamente la presenza di due agenti, al fine
dell'assistenza all'autista per effettuare le manovre di
retromarcia nelle aree di interazioni;
personale di guida costretto a vendere biglietti a bordo in
qualunque situazione riducendo, in questo modo, la sicurezza
stradale, contravvenendo all'art. 4 della carta del Passeggero;
il personale viaggiante, al fine di garantire continuità al
servizio di trasporto, è gravato da turni di servizio che superano
le 15 ore giornaliere, con grave pregiudizio per la sicurezza
dell'utenza. La situazione descritta è ulteriormente
aggravata dalla circostanza che il medesimo personale risulta
impegnato al contempo in tratte di trasporto urbano ed
interregionali, oltre che in servizi di biglietteria a bordo che
costituiscono grave violazione della normativa Europea in materia
(562/2006) e della stessa Carta del Passeggero;
per conoscere:
la regolarità dell'applicazione del CCNL anche in considerazione
che l'applicazione dello stesso rappresenta il presupposto delle
erogazioni percepite dall'azienda negli ultimi anni relative al
quadro normativo scaturente dalle L. 47/2004, L. 58/2005 e L.
269/2006; nonché condizione di sicurezza dell'esercizio;
le modalità operative utilizzata dalla TUA per l'erogazione del
servizio in assenza del 40% (10/25) del personale viaggiante
colpito da provvedimento di licenziamento, rilevando il rapporto
tra operatori di esercizio e produzione chilometrica effettiva;
se sussistano responsabilità oggettive riconducibili direttamente
e o indirettamente ai vertici amministrativi della TUA in ordine ai
provvedimenti assunti nei confronti del personale licenziato alla
luce dei gravi disservizi ampiamente rappresentati ed a sollecitare
il Comune di Agrigento ad assumere i provvedimenti consequenziali.
DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, mi rivolgo al Governo: Assessore
Falcone, ho presentato due interpellanze, una datata 18 gennaio
2018 e l'altra datata 30 dicembre 2018, entrambe le interpellanze
riguardano il tema del trasporto urbano nella città di Agrigento,
Servizio TUA e questo servizio scaturisce da un affidamento
provvisorio che è stato sottoscritto nel 2007.
Nelle interpellanze, oltre a rilevare la circostanza che la
produzione chilometrica non viene sviluppata nel rispetto del
programma di esercizio contrattualizzato dall'ente, vengono
segnalate una serie di irregolarità: il salto delle corse in alcune
zone della città, mi riferisco al capoluogo di provincia Agrigento;
il parco macchine che è inefficiente, mancano presidi di
sicurezza; il piano trasporti non è organizzato e questo crea
criticità ed equivoci per le fermate e soprattutto per il
capolinea; i turni di servizio del personale sono troppo onerosi
per gli stessi; i disservizi della Linea Verde; le corse della
Linea 1 e 4 vengono saltate con una frequenza costante causando
numerosi disagi e, inoltre, nella Linea Agrigento- Montaperto-
Giardina-Gallotti e viceversa è previsto che il mezzo non deve
superare gli 8 metri di lunghezza ed il servizio con tale
mezzo necessita obbligatoriamente la presenza di due agenti; in
più abbiamo una serie di turni che riguarda il personale anche di
15 ore giornaliere.
Lei saprà, certamente, che recentemente questo personale è stato
licenziato, è stato presentato un regolare ricorso all'autorità
giudiziaria, il ricorso è stato accertato, è stato ordinato
l'immediato reintegro del personale in servizio e, nonostante
questo, il personale ancora risulta licenziato.
All'inizio erano 12, poi sono diventati 10, con grave nocumento
sul piano della dignità personale di queste unità, nonostante la
Società sia titolare di un contratto di affidamento provvisorio -
come dicevo poc'anzi - che prevede una serie di clausole, compresa
quella che lo porta al rispetto delle norme di prescrizione
concessionari, ivi comprese le norme del lavoro e l'integrale
applicazione al personale dipendente del trattamento economico e
normativo definito nel contratto di lavoro.
Orbene rispetto a questo non abbiamo notizie dell'attività che è
stata posta in essere dalla Regione, non sappiamo se rispetto a
questo sono state attivate alcune procedure da parte
dell'Assessorato regionale delle infrastrutture affinché si possa
con il gruppo dirigente della TUA instaurare un tavolo di
concertazione per definire al meglio questa vicenda che riguarda i
lavoratori, tenendo conto che non solo siamo dinnanzi ad una
sentenza che è passata e che ha previsto la riammissione istantanea
in servizio ma nonostante questo la società non intende riassumerle
e credo questo sia un grave inadempimento contrattuale.
La invitiamo, assessore Falcone, a nome del Governo di attivarsi
perché questa diatriba possa ricomporsi e possa essere data la
dignità ai lavoratori che da tanti anni lavorano in questa
struttura, rendono un servizio pubblico e che, inspiegabilmente,
non soltanto sono stati licenziati - ma sono stati anche
riconosciuti illecitamente licenziati da parte del Tribunale - e
non si riesce a capire come mai non siano stati riammessi in
servizio e come la Regione siciliana non abbia preso iniziative nei
confronti della ditta sospendendo il pagamento, perché siamo
dinnanzi ad inadempienze contrattuali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, ringrazio l'onorevole Di Mauro che ha voluto porre la
questione relativa alla società e ad alcuni servizi che avrebbe
posto in essere la società TUA.
Premesso che l'Assessorato delle infrastrutture dal gennaio 2018
ha posto in essere un decreto col quale vengono tracciati tutti i
percorsi che le aziende devono porre in essere per capire e
comprendere la regolarità del contratto di servizio che la Regione
ha stipulato con ciascuna delle aziende concessionarie.
Anche in questo senso abbiamo posto in essere nei confronti della
TUA le necessarie verifiche.
Alcune sono state già concluse, altre sono ancora in corso di
verifica in contraddittorio.
L'onorevole Di Mauro con questa interpellanza ha voluto
puntualizzare e focalizzare l'attenzione su un aspetto, fermo
restando che le inadempienze vengono sanzionate e le sanzioneremo -
alcune le abbiamo anche verificate - vengono sanzionate quando il
pagamento del 4 per cento residuale viene fatto l'anno successivo,
a consuntivo, proprio per verificare se il contratto è stato o meno
rispettato.
L'onorevole Di Mauro invece ha voluto focalizzare l'attenzione su
una vicenda dei licenziamenti che la società in questione ha posto
in essere nei confronti di alcuni lavoratori.
Noi, come Assessorato, ci siamo sobbarcati una iniziativa che
teoricamente avremmo potuto non compiere che è quella di mettere
l'azienda da un lato e i lavoratori vicino con i sindacati.
Lo abbiamo fatto prima, al momento del licenziamento, ma lo
abbiamo fatto anche successivamente alla sentenza.
Prima del licenziamento, dicendo che su un numero X - undici
dipendenti licenziati - ritenevamo e abbiamo chiesto all'azienda di
soprassedere sui propri passi e di reintegrare questi lavoratori,
magari con una sanzione più blanda, ad esempio quello di una
riduzione delle ore lavorative o addirittura la sanzione di alcune
giornate di lavoro cioè la sospensione per alcune giornate.
L'azienda è stata irriducibile per undici mentre per due ha
assicurato che ci sarebbe stata una certa predisposizione, alla
fine però successivamente c'è stato il procedimento, la causa del
lavoro dinnanzi al Giudice del lavoro, che ha visto per alcune, non
per tutte, per alcune unità lavorative soccombente l'azienda, noi
abbiamo chiesto che l'azienda reintegrasse rispetto dinanzi alla
richiesta dei sindacati e abbiamo fatto un tavolo tecnico, a cui ha
partecipato per conto dell'Assessorato, doveva partecipare chi vi
parla, purtroppo alla fine non sono stato presente ho avuto delle
difficoltà, ma ha partecipato il Capo di gabinetto, l'avvocato
Foti.
L'azienda, purtroppo, vi devo dire che in questo è stata
altrettanto irremovibile, nel senso che ha detto che avrebbe
verificato con i suoi legali se ci fossero le condizioni, ma in
linea di principio non era favorevole alla reintegra di questo
personale, adducendo alcune motivazioni.
Io posso dire a quest'Aula, all'onorevole di Mauro, ma a
quest'Aula che noi faremo ulteriori verifiche in questo senso. Devo
dire che noi non abbiamo una funzione di vigilanza anche nei
rapporti col personale, noi abbiamo una funzione di vigilanza sul
servizio che devono espletare, e vi devo dire che sulla stessa
azienda TUA abbiamo attivato dei procedimenti di verifica di
vigilanza che hanno anche fatto emergere alcune irregolarità che
sanzioneremo e fra qualche settimana daremo anche gli esiti dei
nostri provvedimenti che abbiamo già assunto e di quelli che
assumeremo nei prossimi giorni, così si potrà anche chiarire
appunto quelle che sono le azioni, i disservizi e i disagi che
l'azienda ha comportato.
Vorrei anche sottolineare che con il nuovo sistema, ma anche oggi
abbiamo fatto un altro incontro tecnico non per la TUA ma per tutte
le seimila e cento corse che vengono espletate dalla Regione
siciliana al giorno nel nostro territorio, vorrei dire che ogni
giorno vi sono su gomma si espletano seimila e cento corse, abbiamo
un sistema di georeferenziazione che vede, che controlla ogni
vettore cosa fa, ma controlla quanti chilometri effettua, dove li
effettua, con quali mezzi li effettua e quanto addirittura e quali
sono in più. A questo noi abbiamo messo in campo un'azione di
verifica anche sulle spese che ciascun concessionario svolge ed
attua e noi poi abbiamo anche l'onere di capire e di valutare se
queste spese sono regolari o meno e se sono compatibili col
contratto di servizio o meno.
Per cui, onorevole Di Mauro, in merito all'attività del personale,
purtroppo, noi abbiamo già fatto un'azione di stimolo, ma più di
questo non possiamo andare; faremo però, sarà mia cura rimandare
una nota dettagliata e circostanziata per chiedere alla fine di
quell'incontro che si è verificato un mese fa, circa un mese, 40
giorni fa, quali sono state le considerazioni e le determinazioni
che l'azienda ha preso nei confronti di questi dipendenti.
Per quanto riguarda i disservizi lamentati nell'interpellanza, le
faremo sapere in maniera anche perché non ancora in corso ulteriori
verifiche, le faremo sapere quali sono state le determinazioni
dell'Amministrazione regionale in merito a questi disagi da lei
paventati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Mauro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI MAURO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 51 Interventi urgenti
per la sistemazione straordinaria e la messa in sicurezza della
strada provinciale n. 16 Lentini-Scordia , a firma degli onorevoli
Cappello ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che la Strada Provinciale n. 16, avamposto
nord della rete viaria siracusana, di elevata importanza ed unico
collegamento che da Scordia, Militello e Palagonia permette di
raggiungere l'Ospedale di Lentini, è in pessime condizioni, con
numerosissime buche, con dissesti e dislivelli che creano enormi
pericoli non solo alla circolazione per coloro che sono costretti a
percorrerla giornalmente, compresi i mezzi pesanti a pieno carico
che trasportano agrumi o le autocisterne che vanno a rifornirsi al
petrolchimico di Priolo, ma soprattutto gravi rischi qualora a
percorrerla sia un'ambulanza che deve effettuare trasporti in
urgenza;
rilevato che in diverse occasioni la ex provincia di Siracusa si
era determinata a chiuderla, precludendo un'arteria di fondamentale
importanza per il collegamento viario con il nosocomio di Lentini;
preso atto che nella precedente finanziaria erano stati previsti
stanziamenti per la sistemazione straordinaria delle strade
provinciali, ridotti poi con le nuove norme sui liberi consorzi;
per sapere se, all'interno degli stanziamenti, anche se in regime
di esercizio provvisorio, previsti per gli interventi sulle strade
provinciali, non ritengano di fondamentale importanza destinare la
somma di cinquecento mila euro alla ex Provincia di Siracusa per
eseguire i dovuti e non più prorogabili interventi sulla SP 16 che
presenta una miriade di buche, avvallamenti e, in diversi tratti,
assenza di asfalto, essendo inoltre l'unica via di collegamento tra
il comune di Scordia, ma anche il comune di Militello Val di
Catania e di Palagonia, con il presidio ospedaliero di Lentini,
rendendo disponibile per il territorio un'arteria con le minime
condizioni di sicurezza e di percorribilità».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello per illustrare
l'interrogazione.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,
desideravo rivolgere una sollecitazione, l'attività del question
time, così come abbiamo discusso tante volte durante le Conferenze
dei Capigruppo, dovrebbe essere programmata con più sistematicità e
con più frequenza, perché non è possibile trattare una
interrogazione presentata in data 28 gennaio 2018 nell'anno
successivo e segnatamente in data odierna a più di un anno di
distanza. Questa è una cosa che sta diventando insostenibile,
perché è ovvio che quando si pone un'interrogazione ad un Assessore
al Governo la si pone perché provengono delle istanze dal
territorio e al territorio bisogna poi dare le debite risposte. Se
queste debite risposte arrivano un anno e mezzo dopo diventano un
problema per noi che le raccogliamo, per i cittadini che aspettano
e molto probabilmente anche per il Governo che le deve dare dopo un
anno e mezzo.
Assessore Falcone, parliamo di una interrogazione che lei conosce
benissimo perché proviene come me dallo stesso territorio.
Quasi, forse, due anni fa, insieme, ci siamo ritrovati, come
purtroppo ogni anno ci ritroviamo, alla stessa marcia organizzata
dai cittadini in favore della sistemazione di questa importate
strada provinciale che collega appunto Scordia a Lentini. Non è
successo nulla, purtroppo, a tutte le marce alle quali assieme
abbiamo partecipato, oggi, da questa interlocuzione con il Governo
ci attendiamo una risposta, un cronoprogramma, un impegno serio su
questa strada che, ripeto con forza, lei conosce benissimo, che lei
percorre e ha percorso come tutti i cittadini che provengono da
quella parte della provincia di Catania; per cui, non le ripeto
l'importanza che ha questa strada che collega questi Comuni a
quello di Lentini, l'importanza che per l'ospedale di Lentini e per
i pazienti che provengono dalle zone di Scordia e quindi da quelle
parti del territorio, per tutti gli autotrasportatori che per
l'appunto portano i propri agrumi dall'altra parte e soprattutto,
come lei sa meglio di me, per le quantità di vittime che, ahimè, le
condizioni di quella strada ha mietuto nell'arco degli ultimi dieci
anni.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
È una strada colabrodo, è una strada impercorribile, è una strada
che viene percorsa ob torto collo da chi è costretto a percorrerla.
È l'unica perché, chiusa questa arteria, sostanzialmente si
dovrebbe fare un giro incommensurabile e assolutamente
insostenibile sia per i commercianti, sia per i pazienti che devono
essere trasportati nelle ambulanze.
Oltre al danno, come lei sa, si è aggiunta la beffa durante
l'ultimo alluvione che ha interessato quei territori, ricorderà che
quella strada era totalmente invasa dall'acqua; ricordo ancora di
avere visto il video di una dottoressa del Pronto soccorso di
Caltagirone che dal Pronto soccorso di Caltagirone si recava a
Lentini sua città di origine e che è rimasta impantanata lungo
questa strada, sommersa letteralmente dall'acqua.
Quindi, ripeto, Assessore, da questo punto di vista noi ci
attendiamo una risposta ed un impegno e oggi, lo ripeto ancora con
più forza, l'enunciazione di un cronoprogramma. Sappiamo le
difficoltà economiche per quanto concerne la viabilità provinciale,
però questa parte del territorio siciliano e della provincia di
Catania, che tra l'altro comprende anche una parte della provincia
di Siracusa, Assessore, non può più attendere. E siccome le marce
le abbiamo fatte assieme e lei conosce perfettamente lo stato dei
luoghi, da lei ci attendiamo delle risposte.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
Cappello, lei ha ragione quando parla che, purtroppo, dovremmo
essere più celeri nelle risposte. È vero, anche se quasi
ironicamente dovrei rispondere che anche se è passato un anno la
risposta è ancora molto attuale.
Purtroppo, ogni 15 giorni, personalmente, atteso che io assieme a
lei, assieme all'onorevole Bandiera ed assieme ad altri consiglieri
ed amministratori del luogo facemmo due anni e mezzo fa una marcia
su quella strada a piedi, 6 chilometri e mezzo a piedi, è chiaro
che lei sa bene che mi sta a cuore questa strada, questa arteria,
come sta a cuore a lei e a tutto il territorio proprio perché
strategica. Ma non stiamo qua a ribadire l'importanza.
Noi, come Governo regionale, abbiamo avuto modo di finanziarla nei
primissimi mesi del 2018, per l'esattezza a febbraio 2018.
Dopodiché successe che è stata mandata in Provincia; alla Provincia
è stato notificato il decreto di finanziamento, la Provincia era in
dissesto e non poteva procedere all'accertamento delle somme in
entrata, paradossalmente. Successivamente e con una forzatura,
soltanto nel secondo semestre del 2018 la Provincia è riuscita a
fare ciò, ad accertarli in entrata, a fare la gara. E' stata
mandata in gara soltanto nei primi del gennaio 2019.
In questo momento la gara si sta quasi concludendo, sia il
geometra Smiriglio che il signor, se non sbaglio, Silitti, mi pare
che si chiami, il responsabile dell'Ufficio gare, mi hanno
garantito che entro il 15 maggio del 2019 sarà aggiudicata.
Ci sono stati più di 120 partecipanti per questa piccola gara.
Entro il 15 maggio, proprio dieci giorni fa, mi è stato garantito,
che sarà aggiudicata. Aggiudicata la gara, ci sarà la verifica.
Abbiamo chiesto che la stessa gara, la consegna dei lavori venisse
fatta sotto riserva di legge. Mi è stato garantito che sarà fatto,
e quindi, immaginiamo, presumibilmente, che i lavori possono
iniziare entro il mese di giugno, nelle more del perfezionamento
del contratto. Trattasi di un piccolo lavoretto di circa 850 mila
euro. Riteniamo che questo lavoro possa essere completato entro
quattro mesi.
Per cui, riteniamo che se i lavori, presumibilmente come ci è
stato garantito da parte del Libero Consorzio di Siracusa,
iniziassero tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, entro
ottobre la strada, entro questo giugno, entro ottobre 2019 la
strada potrà essere riaperta al traffico. Soprattutto con la
sistemazione e la manutenzione del caso e la messa in sicurezza che
è quella che più interessa a quest'Aula, ma anche al territorio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello per
dichiararsi soddisfatto o meno dalla risposta dell'Assessore.
CAPPELLO. Signor Presidente, signor Assessore, mi piacerebbe
ritenermi e dichiararmi soddisfatto. Io ho fissato le date che lei
ci ha rappresentato. Ovviamente, come ha detto lei, si tratta di un
intervento, di un piccolo intervento perché non è integralmente
risolutivo. Però, già rappresenta comunque un passo avanti rispetto
alla situazione attuale. Quindi, rappresenta comunque qualche cosa.
Per cui, all'esito di queste date se ciò dovesse verificarsi
secondo quanto lei ci ha esposto, ovviamente ci riterremo
soddisfatti a posteriori.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 37 Iniziative a seguito
delle indagini sui vertici dirigenziali del CAS , a firma dei
deputati del Movimento Cinque Stelle, primo firmatario l'onorevole
Mangiacavallo.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
nell'ottobre 2015, si produceva una frana all'altezza di
Letojanni, sull'Autostrada A18, Messina - Catania, a seguito della
quale già si paventava il pericolo che la frana in parola si
trasformasse in una emergenza dai tempi lunghissimi come
l'interruzione sulla Palermo - Catania;
da notizie apprese a mezzo stampa
(http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/03/09/news/messina
lavori inadeguati dopo la frana di Letojanni sospeso per un anno il
di rettore del cas-190- 814778/), si è venuti a conoscenza che i
lavori posti in essere a seguito della frana de quo sono stati
considerati inadeguati dal G.i.p. del Tribunale di Messina;
invero, sembrerebbe che secondo il g.i.p., dopo lo smottamento che
nel 2015 ha spezzato la Messina - Catania, sarebbero stati usati
materiali di scarsa qualità oltre che una progettazione inadeguata;
considerato che:
sempre dal menzionato articolo giornalistico, si è resa edotta la
cittadinanza sulla circostanza per cui il G.i.p. del Tribunale di
Messina ha contestato i reati di disastro ambientale, peculato e
falsità ideologica;
tali reati sono stati contestati al Dott. Salvatore Pirrone,
direttore generale del C.A.S., consorzio autostrade siciliano,
sospeso dall'incarico per un anno;
l'interdizione di cui al precedente punto è stata attribuita anche
al Dott. Gaspare Sceusa, dirigente dell'area tecnica del CAS;
visto che:
i provvedimenti interdittivi, decisi dal gip su richiesta della
Procura, nascono dalle indagini condotte dai carabinieri del
Comando provinciale di Messina sui lavori di somma urgenza affidati
dal Cas per un importo di 500.000 euro per la messa in sicurezza
della carreggiata autostradale;
le indagini de quibus hanno messo in evidenza una serie di
comportamenti illeciti sia nella fase di progettazione sia in
quella di esecuzione degli interventi di messa in sicurezza
dell'area, sia nella realizzazione di una barriera di contenimento
della frana totalmente inadeguata rispetto al livello di rischio
idrogeologico;
ai due dirigenti del Cas viene contestato il mancato controllo nei
confronti della ditta incaricata dei lavori, per di più
accollandosi le spese di progettazione e avallando
un'ingiustificata lievitazione dei costi;
per conoscere quali misure intendano assumere nei confronti dei
menzionati vertici del C.A.S. a seguito delle apprese notizie».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, nel frattempo mi sono permesso al
collega Cappello di inviare, proprio perché sono andato a
reperirlo, un messaggio che il 5 aprile mi ha mandato il capo
dell'Ufficio tecnico del Libero Consorzio proprio in merito a
questo perché le date mi sono state consegnate dal dirigente.
In merito all'interpellanza n. 37 trattasi di un fatto devo dire
che ho guardato con particolare attenzione perché attiene alla
sfera giudiziaria del Tribunale di Messina. Quando c'è stata la
frana di Letojanni sono stati disposti dei lavori in somma urgenza
in quel luogo per frenare appunto il versante che scivolava e i
detriti che arrivavano, che avevano attraversato l'intera
carreggiata direzione Catania e addirittura a valle la carreggiata
direzione Messina.
E' stato ritenuto dalla Procura della Repubblica, è stato ritenuto
che questi lavoro non fossero stati fatti a regola d'arte e che,
comunque, vi fossero delle irregolarità. Però, noi come Cas abbiamo
subito attuato dei provvedimenti di sospensione nei confronti dei
due dirigenti e non perché l'avesse voluto il Cas applicare, ma
perché c'erano delle misure interdittive volute dalla Procura della
Repubblica.
Successivamente, i due dirigenti hanno proceduto ad una istanza di
riesame al Tribunale della libertà e hanno visto annullati questi
provvedimenti.
Il procedimento è ancora in corso. Noi abbiamo un dirigente che
comunque si è dimesso, l'altro dirigente, invece, è rientrato in
servizio dopo che il Tribunale lo ha reintegrato, il Tribunale del
riesame. Quindi, in questo momento vi è un procedimento in corso
che attiene al giudizio della Magistratura penale.
Per quanto riguarda i procedimenti amministrativi, si sono
conclusi perché nulla osta; un dirigente non è più in forza al CAS,
un altro dirigente invece è stato reintegrato dallo stesso
Tribunale del riesame.
PRESIDENTE. L'onorevole Mangiacavallo si ritiene soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 39 Disservizi per gli utenti delle
autolinee Gallo Srl , a firma degli onorevoli Mangiacavallo e
altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
l'azienda autolinee Gallo s.r.l., appartenente alla SAIS
trasporti, gestisce in regime di monopolio il servizio di trasporto
pubblico relativo ai territori in epigrafe;
gli utenti, pendolari e non, di tali tratte, lamentano da
svariati anni, numerose e persistenti criticità;
lo scorso 28 marzo 2018, mercoledì della settimana santa, si
prevedeva che potesse esserci un maggiore afflusso di utenza per
l'imminente festività pasquale;
una gestione razionale del trasporto pubblico porrebbe la massima
attenzione sull'efficienza e sulla qualità del servizio svolto
cercando di arrecare meno disagi possibili ai propri passeggeri nei
periodi ritenuti critici;
invece, la Autolinee Gallo S.r.l. ha sostituito il pullman a due
piani, il cosiddetto double-decker bus, solitamente utilizzato per
la corsa delle 17:15 (diretta) da Palermo a Sciacca, con il pullman
a un piano, lasciando a terra in Via E. Basile oltre 20 persone che
volevano rientrare a casa, quasi tutte in possesso del titolo di
viaggio;
questi utenti, dovendo raggiungere Sciacca o Ribera, sono state
costrette ad attendere la corsa in partenza dal capoluogo siciliano
alle 19:30;
considerato che:
altresì, lo scorso 29 marzo (giovedì santo), molti utenti sono
rimasti a terra sin dalla corsa in partenza da Palermo alle 14:40,
già stracolma al capolinea;
in pari data, con la corsa delle 17:15, nonostante l'impiego di
un double-decker bus, non sono riuscite a partire ben 17 persone,
anch'esse rimaste in Via Basile;
come facilmente si intuisce, questi disagi ripetuti scatenano la
ressa per salire sul pullman e i viaggiatori, cui spetterebbe di
diritto un posto a sedere dopo aver acquistato il biglietto, si
ritrovano a fare a spallate e a spintoni per guadagnarsi il
viaggio, con tutti i rischi che ne derivano;
in data 3 aprile 2018, giornata di rientro a Palermo, il pullman
in partenza alle 16:45 da Sciacca ha lasciato a terra 20 persone.
Qualcuno tra loro, per conoscere se la ditta stesse mettendo a
disposizione un altro pullman, ha provato a contattare la
biglietteria di Sciacca, che ha risposto di non sapere nulla, e la
biglietteria di Palermo, che non ha risposto affatto;
una signora, che aveva accompagnato degli ospiti che dovevano
rientrare a Palermo, è rimasta nei pressi del Viale delle Terme e
solo fortuitamente si è accorta, alle 17:45, del passaggio di un
pullman vuoto che ha sospettato potesse essere il bis;
riuscendo a fermarlo, ha avuto conferma dall'autista che si
trattava di un pullman messo a disposizione dei 20 passeggeri
rimasti bloccati a Sciacca, passeggeri che nel frattempo,
ovviamente, non riuscendo a comunicare con la ditta, si erano
allontanati dalla fermata avendo rinviato la partenza alla corsa
successiva prevista per le 19:30 o cercando soluzioni alternative
per raggiungere il capoluogo siciliano;
in ogni caso, gli ospiti della signora e forse qualche altro
viaggiatore rimasto fermo alla fermata della Seniazza a Sciacca,
per un totale di 6 persone, sono riusciti a mettersi in viaggio per
Palermo, con una ulteriore sorpresa: al bivio Gulfa l'autista li ha
fatti scendere per farli salire su un pullman proveniente da Menfi
e diretto a Palermo;
visto che:
recentemente altri episodi simili si sono verificati in più
occasioni per la corsa in partenza da Sciacca alle ore 6:30 del
mattino;
si tratta di disservizi che, nonostante le infinite segnalazioni
pervenutegli e l'esperienza pluridecennale di cui può vantarsi, il
gestore della tratta non riesce inspiegabilmente ad evitare;
i numerosi e irrisolti problemi inerenti al servizio di trasporto
pubblico Palermo-Sciacca- Palermo sono riassumibili in:
emissione incontrollata dei titoli di viaggio, le biglietterie non
effettuano il controllo dei posti disponibili sui pullman e
staccano biglietti alla cieca. Come se non bastasse, gli autisti
hanno facoltà di emettere biglietti a bordo. Si verifica
puntualmente che viaggiatori che devono ancora munirsi di titolo di
viaggio nella calca riescono a salire prima di coloro che ne sono
già in possesso, con la chiara conseguenza che, se non ci sono più
posti disponibili, chi aveva diritto a viaggiare rimane gabbato a
terra, come ad esempio gli abbonati settimanali o mensili,
solitamente lavoratori pendolari;
assenza di un sistema di prenotazioni, non si comprende come un
sistema usato da tante altre aziende di trasporto siciliane non
possa essere impiegato dalla Autolinee Gallo Srl per risolvere il
problema del sovraffollamento delle corse. In una riunione svoltasi
oltre 4 anni fa presso il Dipartimento regionale delle
Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti gli stessi dirigenti
dell'azienda ne riconoscevano l'utilità senza però aver mai cercato
di implementarlo;
assenza di un contatto telefonico di riferimento mediante cui
potersi informare in tempo reale circa le eventuali inevitabili
criticità che possono manifestarsi per le eventuali corse in atto
(soppressioni, ritardi, pullman sostitutivi in caso di guasto o
aggiuntivi in caso di soprannumero di viaggiatori, etc.);
prolungamento delle corse con capolinea intermedio tra Palermo e
Sciacca sino a Sciacca e/o Ribera ed eventuale istituzione di nuove
corse per rispondere alla crescente richiesta d'uso del mezzo
pubblico proveniente anche dai paesi della Valle del Belice;
mezzi di trasporto non sempre efficienti (aria condizionata guasta
o mal funzionante, botole non sigillate, sedili con schienali
divelti, etc.) e/o spesso carenti dal punto di vista igienico
(sedili e vetri sporchi, polvere, spazzatura, etc.);
assenza di un effettivo controllo sull'efficienza e/o sulla
qualità del servizio svolto e di strumenti atti a garantire agli
utenti la possibilità di rilasciare feedback all'Assessorato
regionale ai Trasporti,
indispensabili per avere il quadro reale e completo della bontà
della gestione del servizio di trasporto pubblico da parte
dell'azienda affidataria;
per conoscere quali misure intendano assumere affinché si
risolvano i menzionati problemi inerenti al servizio di trasporto
pubblico PalermoSciacca-Palermo e porre così fine ai disagi dei
viaggiatori».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, anche qua vale quello che abbiamo detto in precedenza
con l'autolinea Gallo. Anche qua devo dire che ci sono stati, sono
stati manifestati dei disagi e dei disservizi, e noi abbiamo
prontamente su questa cosa, oltre ai colleghi, al collega
Mangiacavallo, Trizzino, Cancelleri e altri, che hanno manifestato
questi disservizi, devo dire che sono stati altresì rappresentati
anche da alcuni cittadini.
Abbiamo fatto delle verifiche e vi devo dire che su questo è stato
aperto un contraddittorio ed è stata anche applicata una sanzione
alla stessa azienda Gallo Autolinee.
MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANGIACAVALLO. Signor Presidente, Assessore, questa questione
ovviamente risale al marzo del 2018, quindi sono passati ormai 12
mesi, quindi a prescindere da questa risposta nel frattempo sono
cambiate diverse cose.
Quei disservizi di cui abbiamo parlato e di cui ho parlato in
quella interrogazione, sono stati superati ed è iniziata una
interlocuzione con il sottoscritto e con le Autolinee Gallo, che ha
portato a diversi provvedimenti da parte dell'azienda nei confronti
dell'utenza.
Quindi, è stato introdotto un sistema di prenotazione, è stato
fatto qualcosa, ma questi disservizi di cui parliamo a cadenza si
ripetono nel tempo. Quindi, a prescindere da quelle che sono le
iniziative corrette prese nei confronti dell'azienda, è chiaro che
bisognerebbe intraprendere delle azioni che siano invece di
programmazione, anche in relazione al fatto, relativo ai
finanziamenti che le aziende che svolgono il servizio pubblico
ricevono durante il costo della stagione.
Quindi, siccome le aziende lamentano questo, lamentano che non
sono stati adeguati i contratti, e quindi i finanziamenti non sono
stati integrati, bisognerebbe aprire un tavolo per capire quali
sono le prospettive, soprattutto per l'utenza che non può
sopportare queste carenze da un punto di vista di disservizi.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, io devo precisare quello che il collega Mangiacavallo
ha detto, perché obiettivamente il collega pone un tema abbastanza
attuale, però non veritiero da parte delle aziende.
Vorrei ricordarvi una cosa, che le aziende in questo momento
godono di una proroga malgrado la direttiva, la 1370, comunitaria.
Considerate che in questo momento, l'anno scorso alle aziende
abbiamo garantito non soltanto la cifra completa, ma abbiamo anche
assegnato loro l'adeguamento ISTAT.
Oggi vi è un tema, il tema che le aziende non possono avere un
utile di impresa superiore alla ragionevolezza, cioè il principio
del decreto che abbiamo inserito, e per cui, ad esempio,
l'onorevole Campo più volte è intervenuta, magari non sempre in
maniera clemente nei confronti di queste Autolinee, di queste
aziende che svolgono un servizio di autolinea, e perché, appunto, a
loro la Regione siciliana concede, concedeva già in illo tempore,
un servizio in concessione, direttamente, senza alcun tipo di gara.
E questo servizio è vero che è stato negli anni ridotto del 20 per
cento via via, ma sono state ridotte negli anni anche le corse,
quindi ad una riduzione c'è stata anche, tranne alcuni casi
eccezionali, una compressione del servizio, meno soldi, minor
servizio.
In questo anno 2018 è stato garantita non soltanto la copertura
finanziaria, la dotazione finanziaria completa, ma in più
un'integrazione. Oggi si pone un dato: noi stiamo procedendo al
nuovo piano complessivo regionale, dividendo in quattro macro aree
il piano del traffico extra urbano - in questo caso parliamo di
extra urbano, ma parliamo anche di urbano in altra sede - e poiché
dobbiamo fare, secondo le procedure comunitarie, un avviso,
un'informativa comunitaria che durerà un anno, non si esclude che
dobbiamo ritornare in Aula e autorizzare queste aziende per
un'ulteriore proroga. E allora delle due l'una, queste aziende
sarebbero addirittura anche disponibili a rinunciare ad
un'ulteriore percentuale, allora delle due l'una: o per loro la
dotazione finanziaria è sufficiente e allora possono continuare, o
non è sufficiente e allora, come dire, dobbiamo mandare in gara
tutto. Io dico che nel mezzo, in medio stat virtus, dicevano i
latini.
Sarebbe, invece, opportuno che facessimo un tavolo tecnico, alla
presenza anche di ciascun rappresentante di Gruppo parlamentare,
con l'Anav, se vogliamo, anche con le altre aziende che svolgono un
servizio diciamo urbano, al fine di poter con loro verificare il
servizio, valutare il servizio che danno, che offrono e mettere noi
in campo degli ulteriori provvedimenti che non sono soltanto
sanzionatori, ma soprattutto sono da stimolo, uno per tutti ad
esempio, con il nuovo sistema di georeferenziazione che abbiamo
fatto e di geolocalizzazione, con questa nuova app che abbiamo
inserito, gli stessi titolari delle aziende possono controllare lo
stato di usura delle gomme, lo stato di consumo del carburante, lo
stato di manutenzione dei mezzi e in più a questo abbiamo aggiunto
anche ben due delibere del Governo regionale, del Governo Musumeci,
che ha messo in campo l'acquisto di 600 nuovi pullman. Abbiamo già
acquistato per l'80 per cento 307 nuovi mezzi che sono già in
funzione, sono già su strada.
Allora, noi siamo pronti a fare la nostra parte, però è giusto che
anche le aziende, se mettiamo in campo delle azioni, degli atti,
dei provvedimenti che sono di valutazione, serve perché vi sia una
performance adeguata e perché il sistema, che comunque funziona in
Sicilia, di autotrasporto su gomma sia sempre più efficace e più
attuale.
L'ultima cosa, è proprio di oggi, ad esempio, un protocollo
d'intesa a titolo gratuito per fare un app per cui il cittadino che
si trova a Palermo o si trova a Ragusa o a Chiaramonte Gulfi, possa
con un app verificare quali sono i tragitti e il miglior tragitto
da un posto all'altro. Oggi non esiste, oggi ci sono delle app,
soltanto dei singoli vettori, cioè se io da Palermo mi voglio
spostare a Catania, vado su Sais, vado su Azienda Etna trasporti,
nel sito della stessa azienda, ma non posso verificare le
percorrenze e i tragitti di tutte le aziende.
Noi staremmo inserendo, speriamo tra 60 giorni, un app con cui
possiamo chiarire ai viaggiatori quali sono i migliori tragitti in
tutta la Sicilia, cioè sulle seimila e cento corse circa, quali
sono i tragitti costantemente e quotidianamente. Questo serve per
efficientare il servizio.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 158 Ripristino e messa
in opera di una adeguata segnaletica stradale per raggiungere il
Centro commerciale all'ingrosso della città di Catania' ed il
MAAS , a firma degli onorevoli Cappello ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il 'Centro Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania', di
proprietà del comune di Catania in concessione ai grossisti per
novantanove anni, è il più grande centro commerciale all'ingrosso
del meridione, con superfici commerciali modulabili da 1.700 a
20.000 mq, anello viario preferenziale per il carico e scarico
delle merci, ampio centro servizi, conferenze e formazione;
il Centro si estende su un'area di 890.000 mq (di cui 217.000 mq
coperti), dispone di 350.000 mq di parcheggi, 190.000 mq di verde
attrezzato, 10.000 mq di servizi, 18 edifici commerciali con
funzioni diversificati, di un centro congressi, di un ufficio
vendite, aree ristoro supportate da un efficiente servizio di
vigilanza. E' situato ad 1 km dall'Aeroporto di Catania, a 3 km dal
Porto di Catania, a 5 km dalla Stazione ferroviaria di Catania
Centrale, e sulle tangenziali dell'Autostrada Palermo Catania (A19)
e Messina Catania (A18);
il MAAS (Mercati Agroalimentari Sicilia S.C.p.A), nato nel 1989 in
attuazione della legge 41/86 per la realizzazione di mercati
ortofrutticoli, ittici e florovivaistici, con soci fondatori la
Regione Siciliana e l'Associazione Federmercati (rappresentanza dei
grossisti dell'ortofrutta), è un Centro Agroalimentare nonché uno
snodo logistico centrale e di estrema rilevanza nel Mediterraneo,
con significative ricadute per la filiera ortoittica ed per quella
florovivaistica in termini di fatturato e di indotto generato. I
Mercati Agroalimentari Sicilia (MAAS) si estendono su 1.100.000 mq
di superficie, con 390.000 mq di superficie edificata a mercati,
136.000 mq Mercato Ortofrutta, 25.000 mq Mercato Ittico, 25.000 mq
Area polivalente (ex Mercato Florovivaistico), 30.000 mq Aree
speciali e 30.000 mq Servizi generali e tecnologici; l'area ospita
78 aziende del settore ortofrutta, 20 aziende del settore ittico, 3
aziende nell'aria polivalente, 2 spazi commerciali per la
ristorazione, 1 azienda imballaggi, 1 azienda officina mezzi
speciali, 1 azienda tabacchi, 1 azienda servizi manutenzione e
riparazione frigo, 2 aziende di facchinaggio, 5 facchini liberi
ittico;
circa 9 anni fa, era stata realizzata una segnaletica stradale, a
spese dei commercianti operanti all'interno del 'Centro Commerciale
all'Ingrosso della Città di Catania', segnaletica prontamente
rimossa perché messa in opera abusivamente;
rilevato che:
la totale assenza di un'adeguata segnaletica lungo l'asse dei
servizi, l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro di
Catania con una vasta area periferica della città, collegandolo con
la tangenziale e le autostrade, ma anche con l'Aeroporto di
Catania, con il Porto di Catania e con la Stazione ferroviaria di
Catania Centrale, rende estremamente difficoltoso, se non
addirittura pericoloso, raggiungere il 'Centro Commerciale
all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS;
tale situazione crea grave pregiudizio per tutte la attività del
'Centro Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' e del
MAAS;
l'art. 14 comma 1 del Codice della strada dispone: 'Gli enti
proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la
fluidità della circolazione, provvedono: a) alla manutenzione,
gestione e pulizia delle strade, delle loro pertinenze e arredo,
nonché delle attrezzature, impianti e servizi; b) al controllo
tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta';
il controllo tecnico della segnaletica previsto dagli artt. 37 e
38 del Codice della strada consiste nella delicata e costante
azione che l'ente deve assicurare per mantenere a livello ottimale
le condizioni di manutenzione e di efficienza della segnaletica
stradale nella sua più ampia accezione: verticale, orizzontale,
luminosa e complementare;
all'Ente proprietario, in forza delle richiamate norme del Codice
e delle considerazioni che precedono, spetta la ricognizione di
tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di
efficienza;
inoltre, la realizzazione di un Ente fiera all'interno del 'Centro
Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' consentirebbe di
incentivare e rilanciare il settore del commercio, apportando nuova
linfa vitale all'intero comparto economico;
per sapere se sia già stato posto in essere ogni atto utile e
necessario per provvedere, in tempi celeri, al ripristino ed alla
messa in opera di una precisa ed assolutamente necessaria
segnaletica stradale che consenta di porre fine alle gravissime
difficoltà che si incontrano nel raggiungere, lungo l'asse
dei servizi, l'infrastruttura che mette in comunicazione il
centro di Catania con la tangenziale e le autostrade, il 'Centro
Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS dalle
suddette arterie stradali, ma anche e soprattutto di natura
economica».
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Non la può illustrare, è una interrogazione; poi,
quando darà risposta all'Assessore, se soddisfatta o meno vuole
aggiungere qualche cosa lo può fare.
CIANCIO. Prima l'ha fatto illustrare
PRESIDENTE. E' stato un atto di cortesia nei confronti del
Capogruppo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, in merito a questo atto che è stato comunque già
discusso, trattasi di una strada che non è proprio di competenza
della Regione, ma di competenza provinciale.
Abbiamo avuto delle interlocuzioni da parte del MAAS, ma anche con
la Città metropolitana di Catania in merito ad un'adeguata
segnaletica perché questa strada che ieri andava, come dire, era
dimensionata adeguatamente per i flussi di traffico, ma oggi non è
assolutamente dimensionata ma servirebbe anche, oltre ad una
segnaletica, servirebbe anche l'allargamento, l'adeguamento, la
messa in sicurezza della stessa si è anche immaginato una ipotesi
progettuale di ammodernamento.
Abbiamo chiesto eventualmente un progetto; questo progetto ci è
stato detto che lo faceva il MAAS, poi lo faceva la Città
metropolitana, ma ancora è in fase di discussione. Noi l'unica cosa
che abbiamo fatto e che stiamo facendo, abbiamo avviato i lavori
per l'allargamento e lo spostamento dello svincolo della
tangenziale da un lato Fontana Rossa andando a sinistra e
dall'altro lato invece andando in direzione MAAS, in direzione
Bicocca verso il mercato agroalimentare.
Quindi, l'unica cosa che stiamo attuando è quello che in corso c'è
la cantierizzazione e lo spostamento e l'allargamento dello
svincolo della tangenziale che porta da un lato verso l'aeroporto
di Fontana Rossa per alleggerire, appunto, il traffico e dall'altro
lato porta sulla strada che conduce al mercato agroalimentare.
Ci era stato detto che ci veniva fornito un progetto di
segnaletica che costerebbe veramente alcune poche decine di
migliaia di euro; ancora non c'è stato fornito.
Vi devo dire che ultimamente abbiamo fatto un ulteriore, da parte
del MAAS e perché la competenza non è della Regione non è una
strada regionale quindi noi riceviamo i progetti sulle strade
provinciali e poi facciamo la riprogrammazione. Siamo ben
disponibili, ma glielo ho detto non più tardi di un mesetto e mezzo
fa allo stesso Presidente del MAAS, che ora è stato anche
riconfermato, siamo disponibili eventualmente ad accogliere un
progetto di segnaletica che possa essere utile, anche se non è
risolutivo. Oggi, lì c'è un traffico non indifferente; il traffico
non indifferente andrebbe garantito e agevolato con una
ammodernamento della stessa arteria, pochi chilometri non sono
tantissimi però con l'ammodernamento della stessa.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io volevo approfittare della
trattazione di questa interrogazione perché il MAAS, Assessore lei
sa benissimo che sta all'interno di un territorio, che certo non
brilla per la qualità delle strade.
Io avevo presentato anche una interrogazione urgente sulla zona
industriale - là siamo competenza dell'IRSAP - proprio perché lei
sa benissimo che lì non parliamo più di strade ma di vere e proprie
trazzere dove ogni giorno rischiano la vita centinaia e centinaia
di persone che si recano semplicemente sul loro posto di lavoro.
Io vorrei capire se con l'IRSAP ci sono state delle
interlocuzioni, ci sono state degli interventi per le strade della
zona industriale che sono davvero in condizioni penose. So che non
è strettamente legato a questa interrogazione, ma il tema è urgente
e vorremmo che si agisse prima che ci scappasse il morto,
Assessore, perché davvero sono andata di persona a controllare la
situazione, abbiamo documentato
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, l'interrogazione non è un dibattito
tra lei e l'Assessore. Sì, ma lui ha risposto
CIANCIO. Presidente, stiamo parlando dello stesso territorio
PRESIDENTE. Lei deve soltanto dire se è soddisfatta o meno. Se lei
pretende una risposta
CIANCIO. Se è possibile che l'Assessore risponda, altrimenti
aspetterò l'anno prossimo
PRESIDENTE. Allora, Assessore, in via eccezionale risponda, però
le interrogazioni o le interpellanze non sono discussione tra il
collega che interviene in Aula e l'Assessore. Prego Assessore, una
risposta concisa.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,
assolutamente Presidente. Purtroppo, l'onorevole Ciancio pone
l'accento su una questione che è anch'essa abbastanza attuale. Con
i vertici dell'IRSAP, non più tardi di un mese fa, ho mandato il
Capo di Gabinetto, l'avvocato Foti, per verificare lo stato
dell'arte delle strade. Queste strade sono in parte comunali e in
parte sono dell'IRSAP. Vi sono anche dei finanziamenti col Patto
per il Sud che ammontano a 11 milioni di euro. Posso dirle che
alcuni di questi progetti - poi magari nello specifico risponderò
perché non era all'ordine del giorno - sono andati già in gara,
alcuni stanno andando in gara. Eventualmente, nei prossimi giorni,
settimana prossima, prendiamo puntualmente strada per strada e
possiamo dire gli interventi che sono stati fatti, quelli
programmati e quelli ancora da fare.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, si dichiara soddisfatta?
CIANCIO. Prendo atto della risposta.
PRESIDENTE. Allora, prende atto della risposta, va bene.
Si passa all'interpellanza n. 44 Trattamento giuridico delle
missioni del personale della Motorizzazione civile di Catania , a
firma degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e della mobilità,
premesso che:
il Decreto Presidenziale 22 giugno 2001, n.10, nel recepire, tra
l'altro, 'l'accordo del personale regionale e degli enti di cui
all'art. 1 della Legge regionale 15 maggio 200, n. 10 con
qualifiche non dirigenziali ( )', nonché il 'Contratto collettivo
regionale di lavoro dell'area della dirigenza' disciplina con le
disposizioni contenute nell'art. 9 delle 'linee guida per il
rinnovo contrattuale del personale con qualifiche non dirigenziali'
e con quelle dell'art. 43 del predetto 'Contratto collettivo
regionale di lavoro dell'area della dirigenza' il trattamento di
trasferta spettante al personale inviato in missione;
con Circolare n.8 del 05-10-2001, n. prot. 27111, ad integrazione
della precedente Circolare n. 4/2001, veniva specificato il nuovo
'Trattamento economico e giuridico delle missioni del personale'
dovuto a seguito delle modifiche di legge;
nella Circolare n. 8/2001 si legge: '( ) le nuove misure
dell'indennità di missione spettanti al personale dei Ministeri
sono quelle disciplinate dall'art. 30 del Contratto collettivo
nazionale di lavoro integrato del CCNL del personale del comparto
dei Ministeri ( ) Soltanto i dipendenti che svolgono le attività
espressamente previste dal comma 5 del medesimo art.30, hanno
titolo alla corresponsione forfettaria di £50.000 lorde giornaliere
in luogo dei rimborsi spese pasti e pernottamento';
visto che:
la lettera f) del sopracitato art. 5 specifica che, tra le
attività che non consentono di fruire, durante le trasferte, del
pasto o del pernottamento per mancanza di strutture e servizi di
ristorazione vi sono anche le '( ) di motorizzazione civile ( )', i
quali dipendenti, secondo il successivo art.6 hanno titolo alla
corresponsione della somma forfettaria di £50.000 lorde giornaliere
in luogo dei rimborsi spese pasti e pernottamento;
appreso che a quanto risulta alla scrivente nessun esaminatore e
operatore tecnico della Motorizzazione civile di Catania ha mai
percepito tale somma;
nel 'Compenso per il lavoro straordinario effettuato in conto
privato' percepito dagli esaminatori e operatori tecnici della
Motorizzazione civile di Catania, tra le ritenute viene indicata la
voce 'Tesoro' che non risulta però essere riconosciuta ai fini
pensionistici;
sempre a quanto risulta alla scrivente, inoltre, proprio le
missioni degli operatori in conto privato, sebbene le somme vengano
anticipate alla Motorizzazione dai privati e confluiscano nel
capitolo del bilancio regionale all'uopo preposto, vengono
sistematicamente retribuite con lungo ritardo;
per conoscere se il Governo regionale ritenga opportuno chiarire:
le ragioni del mancato pagamento della somma forfettaria
giornaliera che sembrerebbero spettare al personale inviato in
missione;
a quali trattenute corrisponda la voce 'Tesoro' e se queste somme
possano essere utilizzate ai fini pensionistici;
le ragioni dei gravi ritardi nel pagamento delle somme delle
Missioni in conto privato;
chiarimenti in merito al capitolo di bilancio regionale nel quale
confluiscono le somme pagate dai privati per le missioni in conto
privato, con specificazione del loro utilizzo».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare
l'interpellanza.
FOTI. Grazie, Presidente. Assessore, immagino lei avrà avuto modo
di leggere i vari passaggi e mi auguro che la questione sia risolta
dato che l'interrogazione, tengo a sottolinearlo, risale al 24
aprile del 2018 e qui, onorevole Di Mauro, nel suo ruolo di
Presidente, le chiedo di, se possibile, non dico avere risposte
velocissime, però veramente è passato più di un anno.
Con l'interrogazione si tende a sottolineare il disagio di molti
lavoratori della Motorizzazione civile, in particolare di Catania,
non so se nelle altre Motorizzazioni la questione è uguale, ossia
il mancato corrispondere di un'integrazione alle missioni,
disciplinata da una circolare del 2001, quindi ancora espressa in
lire che, a dire dei dipendenti, non viene in alcun modo
corrisposta e, poi il fatto che il compenso per lo straordinario,
per i collaudi, le revisioni, effettuate in conto privato, che
vengono versate subito dagli utenti che richiedono il servizio di
revisione, di fatto va versato attraverso bollettino, andrà in un
capitolo e chiedo all'assessore di darci contezza di come mai
questo pagamento viene corrisposto dopo parecchi mesi, ove per
parecchi mesi intendo anche più di un anno e mezzo. Questa cosa
mette a disagio questi dipendenti che, voglio ricordare, fruttano
ogni anno parecchi milioni di euro, perché le Motorizzazioni
civili, in particolare quella di Catania, sono particolarmente
attive, ad esse si rivolgono migliaia di utenti che pagano sul
momento anzi, se prima non pagano, non ricevono il servizio e nella
richiesta al Governo, in questo caso all'Assessore, chiedo,
appunto, se è vero che andrebbe corrisposta un'integrazione da 50
mila lire, poi vediamo se c'è la conversione in euro e se si può un
attimo velocizzare questo pagamento degli straordinari per queste
revisioni che vengono fatte che finiscono in un capitolo che ha
come voce Tesoro' e se possono essere utilizzate, al limite, ai
fini pensionistici, insomma, in qualche modo fare sapere come mai
non ricevono queste somme previste e, se è possibile, avere quelle
lì in un tempo congruo dato che vengono versate dagli utenti al
momento dell'espletamento del servizio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, in merito alla interpellanza dell'onorevole Foti ed
altri, bisogna dire che il trattamento oltre che giuridico anche
finanziario viene disciplinato per norma e con regolamenti.
In effetti, l'onorevole Foti fa riferimento ad un problema che
comunque è stato superato ormai in questi mesi. Ed è quello del
trattamento forfettario.
Il trattamento forfettario che non viene escluso
aprioristicamente, nel senso che è ammesso, ma in alcuni casi
particolari che devono essere dimostrati, in alcune circostanze che
vanno ben sostenute e giustificate.
C'è stata forse nel passato un'idea un po' superficiale
dell'utilizzo di queste prestazioni forfettarie, di questi rimborsi
forfettari.
Oggi, il direttore regionale ma anche il coordinatore delle
Motorizzazioni e, quindi, a cascata tutti i direttori, i dirigenti
di servizio delle nove Motorizzazioni hanno disciplinato ed hanno
chiarito quali sono i contesti in cui spettano questi rimborsi
forfettari.
Attualmente, il problema è stato superato ed è stato superato
anche perché da un lato ci sono stati più incontri, anche con le
parti sociali, abbiamo fatto anche un paio di incontri - ad uno ho
partecipato personalmente - con gli stessi dirigenti, per cui oggi
mi permetto di dire - ecco perché è passato anche un bel po' di
tempo - che il problema, l'interpellanza è stata superata.
E quasi, in un certo senso, anche a causa chiaramente del tempo
che è, purtroppo, trascorso da quando è stata presentata ad oggi
che viene discussa.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, si dichiara soddisfatta della risposta
dell'Assessore?
FOTI. Sulla tempistica?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Non
supererà i 70 giorni.
FOTI. Allora è superata.
PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Foti si dichiara soddisfatta.
Si passa all'interpellanza n. 56 Carenza di personale in servizio
presso gli uffici regionali della Motorizzazione civile , a firma
degli onorevoli Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore regionale per le
infrastrutture e per la mobilità e all'Assessore per le autonomie
locali e la funzione pubblica,
premesso che:
gli uffici delle motorizzazioni civili dell'Isola soffrono da
tempo di una grave carenza di personale in servizio che compromette
il regolare rilascio non solo delle patenti di guida, ma anche di
tutte le attività e i compiti svolti dagli uffici della
motorizzazione;
il numero esiguo di esaminatori disponibili provoca alle aziende
che operano nel settore (autoscuole), un danno economico tale da
non permette più di organizzare e gestire la propria attività di
servizio, secondo le legittime esigenze dei cittadini;
rilevato che:
gli esami di teoria per conseguire la patente di guida si svolgono
presso gli Uffici Provinciali delle MCTC. L'esiguo numero di sedute
che vengono rese disponibili per le autoscuole e il sistema
adoperato per la richiesta di tali esami, porta gli operatori del
settore ad una sorta di 'corsa all'accaparramento' del posto di
teoria, da prenotare almeno con un mese d'anticipo rispetto alla
data prevista per l'esame;
le sedute d'esame di guida che vengono svolte nelle sedi delle
autoscuole sono concesse dagli uffici provinciali della
Motorizzazione, in orario di servizio, in numero insignificante
rispetto alle esigenze dell'utenza. Si pensi ad esempio, che a
Palermo vengono concesse soltanto tre sedute l'anno, consentendo
pertanto ad ogni autoscuola della provincia di Palermo di far
sostenere esami solo a trenta candidati;
l'alternativa rimane dunque la richiesta di sedute d'esame al di
fuori dell'orario ordinario di servizio degli esaminatori, sedute
che vengono pagate dalle autoscuole sotto forma di 'prestazione
straordinaria per conto privati';
in alcune province, la carenza è tale da consentire al candidato,
di sostenere esami non prima di quattro/cinque mesi dalla data di
rilascio del foglio rosa quando la normativa prevede invero che gli
esami di guida si possano sostenere già ad un mese dal rilascio
dello stesso;
in tanti Uffici delle Motorizzazioni, se non in tutti, la carenza
di personale porta all'utilizzo di esaminatori ad attività
quotidiane interne, ad esempio attività di sportello e simili, non
consentendo agli stessi di svolgere le mansioni per le quali sono
abilitati;
considerato che:
la motorizzazione di Ragusa soffre da parecchi anni di carenza di
personale, specialmente esaminatore, dal momento che dalle 15 unità
degli anni '90 si è passati a sei, oltre l'esaminatore. Ciò
nonostante, l'ufficio è riuscito ad erogare tutti i servizi
richiesti, senza ritardi. Dal 1 ottobre dello scorso anno altre due
unità di personale sono andate in pensione, lasciando l'ufficio con
soltanto 4 funzionari, fra tecnici ed esaminatori. Pertanto, per
poter svolgere gli esami di guida, gli esaminatori vengono fatti
arrivare da Agrigento, grazie ad un intervento per arginare la
problematica da parte della Dirigenza Regionale ministeriale;
in queste condizioni non è più possibile erogare i servizi
regolarmente, le pratiche accumulano un ritardo medio di 120/180
giorni, ed aumenta il rischio che le 60 autoscuole operanti nella
provincia di Ragusa, i numerosi centri di revisione e gli studi di
consulenza automobilistica non riescano ad evadere il lavoro
lasciando migliaia di utenti senza patente e senza revisione;
visto che:
risulta necessario aumentare il numero dei dipendenti in servizio
presso le motorizzazioni, in particolare il numero e la capacità
professionale degli esaminatori nell'espletare il loro ruolo,
poiché la loro carenza ha inciso e continua a incidere gravemente
sulla possibilità di svolgere correttamente tutte le procedure di
esame previste dalla normativa;
in Sicilia il personale delle Motorizzazioni fa parte
dell'Amministrazione regionale, costituendo questo di per sé un
vantaggio nello snellimento di procedure volte a rendere più
efficiente il sistema, in un'ottica di sussidiarietà orizzontale
tra servizio pubblico e aziende private, che potrebbe dare grandi
risultati nel giro di poco tempo;
per conoscere:
se non intendano attivarsi per disporre l'invio di personale da
altri uffici in maniera permanente e per un numero maggiore di
giornate, e non più in maniera sporadica e non risolutiva;
se non reputino opportuno l'avvio di corsi per la formazione di
nuovo personale tecnico e l'avvio dei corsi previsti per
l'aggiornamento del personale tecnico in servizio;
se non ritengano necessario avviare una interlocuzione con i
soggetti referenti degli Uffici della Motorizzazione, delle
Associazioni di categoria delle autoscuole, alla presenza e/o con
la supervisione degli Assessori regionali destinatari della
presente, affinché si programmi un percorso virtuoso per fornire
risorse umane a tutti gli Uffici della
Motorizzazione indispensabili alle loro attuali e future esigenze
operative, anche utilizzando quei dipendenti regionali provenienti
da enti soppressi gestiti dalla Resais S.p.A.».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrare
l'interpellanza.
CAMPO. Assessore, come lei sa, il personale della Motorizzazione,
in molte sedi regionali, è in sotto organico, è carente, mettendo
notevolmente in difficoltà non soltanto gli utenti ma anche gli
operatori del settore e mi riferisco non solo alle scuole guida ma
anche ai centri di revisione, agli studi di consulenza.
Pertanto, ad oggi, gli uffici provinciali della Motorizzazione che
programmano gli esami all'interno delle autoscuole, ne programmano
circa tre l'anno. Per esempio, a Palermo, proprio quest'anno, ne
hanno programmati soltanto tre, riuscendo a sopperire a pochissimi
esami, sì e no a trenta, tant'è che le autoscuole devono provvedere
con delle sedute straordinarie, a proprio carico, che poi vanno
ovviamente a ricadere sull'utenza.
E questo è solo uno dei piccoli disagi, si pensi che i fogli rosa
che potrebbero tranquillamente diventare esami di guida dopo solo
un mese, vengono generalmente espletati dopo cinque, sei mesi.
Addirittura, nella Motorizzazione di Ragusa, prima, negli anni '90,
avevamo 15 esaminatori. Adesso ne sono rimasti soltanto 4 che, a
breve, andranno in pensione abbassando drasticamente il numero
degli esaminatori, tant'è che questi spesso vengono da Agrigento.
A fronte di tutto questo disagio, nonostante l'ufficio riesca a
sopperire a tutti questi problemi, comunque ha dei ritardi di circa
120, 180 giorni.
Vorrei sapere, quindi, quali sono le soluzioni. Io ne avevo
indicate alcune ma come sa all'interno di queste Motorizzazioni c'è
anche molto personale, mi riferisco agli ex articolo 23, che svolge
mansioni nettamente superiori alla loro qualifica professionale. Se
con una riprogrammazione di queste figure professionali, una
semplicissima riconversione di queste figure professionali si
potrebbe tranquillamente riportare le Motorizzazioni ad avere il
numero di personale sufficiente per svolgere regolarmente il
servizio e non creare tutti questi disagi all'utenza. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, l'onorevole Campo pone un problema che riguarda, che
afferisce comunque alle carenze di organico, intanto come prima
questione, dell'intera amministrazione regionale. Purtroppo, i
pensionamenti e le norme regionali che hanno sollecitato
l'anticipazione dei pensionamenti ha creato anche nelle
Motorizzazioni una carenza di organico abbastanza vistosa.
Devo dirvi, però, che abbiamo proceduto a degli interpelli
volontari, su base volontaria, che hanno incrementato diverse
Motorizzazioni, da Catania, da Messina a Siracusa, anche a Ragusa
sono arrivate due nuove unità.
Ma la cosa importante non è tanto questo, che comunque c'è una
carenza di organico evidente, palpabile, ma che dopo tantissimi
anni abbiamo avviato e concluso il primo corso di formazione per
esaminatori. A cosa serve questo corso? Serve per qualificare, per
riqualificare personale e metterlo a disposizione e potere
espletare e ridurre le liste d'attesa ad esempio per il
conseguimento delle patenti A, B, C e D.
Vi devo dire che quando ci siamo insediati, in effetti, dal foglio
rosa all'esame per il conseguimento della patente, addirittura,
trascorrevano quasi sei mesi; e sei mesi è il termine ultimo entro
cui poter fare questi esami. In alcuni casi, addirittura, onorevole
Campo, si sono verificati - pochissimi, ma si sono verificati - dei
casi di caducazione, cioè dei casi di decadenza perché se il
soggetto che doveva essere esaminato e doveva prendere la patente
di una certa categoria non veniva esaminato entro questo periodo
decadeva dal diritto di poterlo fare.
Problemi superati. Anche questi, oggi, entro 60 giorni, massimo 65
giorni dal rilascio del foglio rosa vengono fatti gli esami di
guida, in più a questi 40, siamo riusciti, ma proprio in queste
ultime settimane, a farne altri 15 e questo perché? Lo abbiamo
fatto per consentire, ad esempio, a Catania, ci sono circa 36 mila
utenti, a Ragusa ce ne sono circa 10 mila, faccio due esempi per
dire la portata delle richieste a cui questi uffici devono
sopperire. Considerate che poco fa l'onorevole Foti faceva rilevare
che su questi uffici vi è un introito che vale circa 15 milioni di
euro l'anno in un capitolo di entrata e, in quest'anno trascorso,
vi è stato un leggero incremento.
Riteniamo che anche nel 2019, rispetto alle previsioni - almeno
per l'indice che abbiamo potuto verificare ma è stata più una
curiosità che abbiamo fatto 15 giorni fa - pare che vi sia una
proiezione che vada in incremento.
Per cui, da un lato abbiamo ridotto ormai questi problemi del
periodo così lungo, non ci sono nel modo più assoluto; entro 60, 65
giorni vengono fatti, vengono espletati.
Per quanto riguarda, invece, l'ultima vicenda che lei ha
sollecitato, che è quella della Resais, mi pare di capire,
l'articolo 23, se non ricordo male, era quello che riguardava:
...se non intendono attivarsi per disporre l'invio di personale da
altri uffici e se non ritengano necessario avviare una
interlocuzione con i soggetti referenti degli Uffici della
Motorizzazione, delle Associazioni di categoria delle autoscuole,
alla presenza e/o con la supervisione degli Assessori regionali
destinatari della presente, affinché si programmi un percorso
virtuoso per fornire risorse umane gestiti dalla Resais S.p.A ,
alla fine si chiede questo.
E' una vicenda che porremo, ne abbiamo anche parlato, non è una
cosa semplicissima. Tutte le 1.400 circa unità della Resais sono
tutte impegnate e impiegate. Quindi, la Resais potrebbe fornire
alle Motorizzazioni anche personale se ne avesse a disposizione.
Se nel prosieguo vi fossero delle sacche di personale in esubero,
rispetto ad altre amministrazioni, che transitassero alla Resais
potremmo anche immaginare di poterle utilizzare.
Ad oggi, c'è stato detto dall'Assessorato competente ma anche
dalla stessa società che non è possibile, non hanno personale da
poterci trasferire.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Assessore, la ringrazio per le rassicurazioni sui tempi di
attesa che si sono accorciati.
Oltre al personale Resais mi riferivo anche agli ex articolo 23.
So che è più di competenza dell'Assessorato del lavoro, però sono
delle figure professionali che da tantissimi anni lavorano anche
all'interno delle Motorizzazioni e che svolgono mansioni per le
quali non sono inquadrati, mansioni superiori alla loro qualifica
con una riconversione di questo personale che già conosce il lavoro
e lo svolge da più di vent'anni, potremmo tranquillamente risolvere
il problema.
Capisco che si tratta di una questione di non facile risoluzione
perché l'articolo 23 comprende una fascia più ampia di lavoratori
che sono circa 5.000 all'interno degli uffici regionali, però se si
trovasse una strada per gli uffici della Motorizzazione, nello
specifico, già sarebbe un primo passo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Vorrei
fare una precisazione. Ho capito a cosa si riferiva l'onorevole
Campo. Il problema consiste nella riqualificazione del personale.
Su questo abbiamo fatto vari incontri e, in effetti, le categorie
A e B sono categorie che, oggi, - come negli enti locali -
rappresentano la nervatura delle Motorizzazioni e sono quelli che
sono addetti al pubblico, hanno o meglio avevano le password per
gli esami, per tutto ciò che riguarda l'espletamento delle pratiche
e dell'utilizzo dei dati sensibili.
Purtroppo, tutte le parti sociali hanno richiesto la
riqualificazione pensando di potere procedere ad una progressione
di tipo verticale.
Ci siamo confrontati con l'ARAN in sede di contrattazione
collettiva e questo non è stato possibile. Eravamo assolutamente
possibilisti, anzi d'accordo, perché vi fosse una riqualificazione,
però, ci è stato spiegato che una riqualificazione sic e
simpliciter sarebbe una progressione verticale per cui necessita di
concorso.
Stiamo valutando, chiuso il contratto - cosa che abbiamo fatto e
c'è un'interlocuzione dell'assessore Grasso anche col Ministero
della funzione pubblica - se vi possono essere dei canali
concorsuali riservati che possano loro riguardare o se, invece,
dobbiamo procedere ad un'attività concorsuale che preveda la
riserva all'esterno, purtroppo. Se sarà così potremo procedere
soltanto con questo percorso.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 278 Ripristino e messa
in sicurezza della strada provinciale n. 63 , a firma degli
onorevoli Cappello ed altri. La dicitura risposta scritta è un
refuso, la risposta è orale.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio e
l'ambiente,
premesso che:
la strada provinciale n. 63, che collega Granieri, frazione di
Caltagirone, con la vicina Mazzarrone, rappresenta una via di
comunicazione fondamentale per una zona caratterizzata da un alto
tasso di attività agricole di qualità;
la suddetta arteria è pertanto sottoposta a forti sollecitazioni
dovute al ripetuto passaggio di mezzi agricoli e pesanti, che ne
mettono a repentaglio le già fragili ed inconsistenti condizioni di
sicurezza;
inoltre, da qualche anno, lungo il medesimo tratto vige
un'ordinanza di divieto al transito di mezzi pesanti con carico
superiore alle 2 tonnellate, emanata dalla Città metropolitana di
Catania a causa delle precarie condizioni strutturali in cui
versano i due ponti che insistono sull'arteria viaria;
rilevato che:
già mesi addietro erano state più volte segnalate all'ente
competente, la Città metropolitana di Catania, e quindi alla
società partecipata Pubbliservizi, le precarie condizioni
strutturali e di sicurezza in cui versa l'arteria;
analoghe richieste di intervento erano state avanzate dai
carabinieri della Stazione di Granieri al fine di segnalare il
grave dissesto e quindi porvi rimedio;
a seguito delle precipitazioni torrenziali dei giorni passati,
così come ampiamente riportato dalla stampa locale e dal quotidiano
La Sicilia del 27 giugno, si è venuta a creare una profonda
voragine che ha compromesso ulteriormente la già precaria
circolazione viaria, restringendo significativamente la carreggiata
della Strada provinciale n.63, nei pressi del Km 3, in prossimità
del secondo tornante in direzione Granieri, creando inoltre un
profondo dislivello tra il fondo stradale ed il sottostante
terreno;
preso atto che a seguito della segnalazione effettuata dal
delegato della Frazione di Granieri, l'Amministrazione comunale di
Caltagirone si è impegnata ad apporre le necessarie transenne e ad
attivare le procedure idonee a risolvere la situazione di grave
disagio e rischio per l'incolumità di coloro che dovessero trovarsi
a percorrere la via, venutasi a creare;
per sapere:
se e quali mezzi e risorse il Governo regionale abbia intenzione
di impegnare per porre rimedio allo stato di grave disagio che
caratterizza la Strada Provinciale n.63, ripristinando le normali
condizioni di sicurezza e viabilità e rendendo disponibile per il
territorio un'arteria fondamentale;
se e quali strumenti il Governo regionale abbia inoltre previsto
per mappare il reale stato della viabilità siciliana, con
particolare attenzione alle vetuste e malridotte strade provinciali
che necessitano nella gran parte urgenti interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, anche questo è un problema già superato, riguarda una
strada provinciale della città metropolitana di Catania, c'è stato
un cedimento della sede stradale, la strada che collega Caltagirone
e Mazzarone, tra l'altro a me particolarmente nota, è intervenuta
dopo sollecitazioni la società Pubbliservizi, che ha messo in
sicurezza questa prima strada, nel senso che ha consentito, anzi
non diciamo parole poco adeguate, che ha consentito nuovamente il
transito.
Abbiamo chiesto, proprio l'altro giorno ho parlato con l'ingegnere
Galizia, per procedere ad una messa in sicurezza di questa arteria,
che è purtroppo stretta, ed è abbastanza transitata; stanno
procedendo tra le varie strade che hanno progettato, tra le varie
arterie che hanno progettato e che la Regione ha finanziato anche
con l'ultimo piano straordinario dei 70 interventi nei confronti
delle strade provinciali e, appena arriverà questo progetto, almeno
appena avranno anche di questa arteria una progettazione quanto
meno definitiva, faremo una riprogrammazione e la inseriremo,
magari a valere dal 2020, nel piano del 2020.
Il Presidente Musumeci ha detto un piano straordinario che sarà su
una triennalità, 70 opere che poi sono 72 opere 2019, altrettante
nel 2020 e altrettante nel 2021; quindi, riteniamo di poterle
inserire nell'anno successivo, nell'anno 2020.
(Dal proprio scranno l'onorevole Cappello fa cenno di dichiararsi
soddisfatto della risposta fornita)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 353 Chiarimenti in
merito al servizio di trasporto
sociale Ges.a.p S.p.A.», a firma dell'onorevole Figuccia. E' stata
anticipata la risposta scritta con nota n. 474 del 18 gennaio 2019.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che il Trasporto sociale rappresenta da
sempre uno dei servizi di maggiore rilevanza nella Regione, vuoi
per la capillarità dell'offerta, vuoi per il sistema di servizi,
strutture, centri che beneficia di questo tipo di prestazione;
considerato che:
in data 01.07.2018 il servizio de quo offerto dalla Ges.a.p.
S.p.a. ai propri dipendenti, è stato sostituito con trasporto
pubblico 'Prestia e Comandè';
la succitata ditta di trasporti predispone percorsi urbani ed
extraurbani totalmente differenti rispetto al precedente servizio
sociale, arrecando notevoli disagi ad un consistente numero di
dipendenti aeroportuali;
l'utenza interessata ammonta a circa 120 unità giornaliere per la
sola Ges.a.p. S.p.a.;
atteso che la ditta 'Prestia e Comandè' sembrerebbe l'unico
soggetto già accreditato presso la Regione Siciliana per quanto
concerne la tratta Palermo - Aeroporto Internazionale Falcone e
Borsellino e viceversa;
per sapere:
se siano a conoscenza dei fatti esposti;
se non si consideri opportuno che la Regione e per essa
l'assessorato in indirizzo, rilasci un'autorizzazione a 'Prestia e
Comandè', già disponibile ad una somministrazione gratuita del
servizio in oggetto nei confronti della Regione stessa, perché
predisponga un percorso che venga incontro alle reali necessita dei
dipendenti aeroportuali».
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, già è stata anticipata la risposta scritta. Può
intervenire per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta. Deve
dire solo questo. Prego, ha facoltà di parlare.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi ritengo
assolutamente soddisfatto della risposta data dall'assessore
Falcone, al quale tuttavia vorrei chiedere, semplicemente, in
aggiunta a questo la possibilità di convocare la suddetta Prestia e
Comandè, semplicemente per ridefinire insieme quale può essere la
tratta una volta che, effettivamente, i dipendenti, in qualche
modo, sono stati penalizzati nel trasporto da casa al posto di
lavoro, in modo da ridefinire un po' la mappa che, di fatto,
collega la dimora al luogo di lavoro.
Contestualmente, Presidente, volevo evidenziare come in queste
ore, ahimè, c'è un presidio presso l'Assessorato politiche sociali,
approfittando anche della certa sensibilità di questa Presidenza,
che so tra l'altro stamattina si è recata presso l'Assessorato ed
ha incontrato alcuni dei dipendenti, nonché della sensibilità
dell'Assessore al ramo, in modo da poter verificare la possibilità,
visto che parliamo di un gruppo di persone licenziate già nella
precedente legislatura e legate appunto alle politiche sociali
PRESIDENTE. Si attenga all'interrogazione. Poi, nelle
comunicazioni, lo fa alla fine, nelle comunicazioni ha cinque
minuti di tempo.
FIGUCCIA. Non intervengo di nuovo così non tolgo altro spazio.
Essendo che sono lì da diversi giorni in sciopero della fame e in
digiuno, se possiamo per favore diciamo attenzionare, come Governo,
queste donne che sono lì in questa condizione difficile.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 364 Iniziative per
l'avvio di idee progetto per l'utilizzo della tecnologia di
trasporto Skyway , a firma degli onorevoli Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
nel Documento di Economia e Finanza Regionale 2019/2021 approvato
dalla Giunta Regionale con Delibera n. 243 del 28 giugno 2018, si
legge che le opere strategiche da realizzarsi nel territorio della
Regione siciliana sono definite nel Piano Integrato delle
Infrastrutture e della Mobilità (PIIM) approvato nel 2017 che
individua, nel contempo, i principi per una gestione sostenibile
del trasporto pubblico ed inoltre costituisce condizionalità ex-
ante per la Programmazione comunitaria 2014-2020;
nel DEFR viene altresì specificato che la prosecuzione naturale
del Piano è rappresentata dal futuro Piano Regionale del Trasporto
Pubblico Locale, attraverso il quale occorre affrontare in modo
approfondito il tema degli Ambiti Territoriali Ottimali e dei
relativi servizi minimi, la programmazione dei servizi
automobilistici, l'integrazione tra i diversi sistemi di trasporto
presenti in Sicilia (gomma, ferro, mare), adeguando l'offerta di
servizio sia alle dinamiche economico - territoriali sia
all'indispensabile integrazione fisica, funzionale, organizzativa e
gestionale delle diverse componenti del sistema di trasporti
(modali, tipologiche, istituzionali, decisionali), senza trascurare
l'integrazione modale e tariffaria, la bigliettazione elettronica e
l'infomobilità (a terra e sui mezzi di trasporto);
rilevato che:
l'Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria da
qualche mese sta portando avanti una proposta di Progetto Metro
Aspromonte: dal Diritto alla Mobilità al Turismo Rurale per lo
Sviluppo Sostenibile delle Aree Interne, in collaborazione con i
progettisti e gli sviluppatori della c.d. tecnologia SkyWay, che
intende collegare la montagna al mare recuperando vecchie linee
ferroviarie ormai dismesse;
la tecnologia di trasporto Skyway è un sistema che si muove ad
alta velocità, in sopraelevata, per il trasporto urbano ed
extraurbano, con la possibilità di raggiungere anche luoghi con
particolari criticità di accesso e un contenuto costo di
realizzazione rispetto alla ferrovia tradizionale. Si tratta di una
tecnologia innovativa e all'avanguardia perché diminuisce i tempi
di spostamento ad un costo più abbordabile di quelli attuali, e al
tempo stesso risolve il problema dell'inquinamento, in quanto i
costi di produzione e manutenzione sarebbero nettamente minori
rispetto quelli dei mezzi di trasporto attualmente presenti in
Sicilia;
pur non essendoci in Italia applicazioni pratiche di questa
tecnologia, in Bielorussia, dove ha sede l'azienda produttrice, è
stato costruito un Ecotechnopark con strutture all'avanguardia che
permettono di vedere e toccare con mano' la tecnologia Skyway, a
riprova del fatto che si tratta di tecnologie applicabili e in
grado di rivoluzionare il mondo dei trasporti;
il parco tecnologico costruito in Bielorussia ha lo scopo di
collaudare e certificare i mezzi trasporto a cui è stata applicata
la tecnologia Skyway. Al di fuori del parco si è già iniziato a
costruire in Indonesia e ci sono trattative in corso con diverse
nazioni. L'Italia, assicurano dall'azienda, sarà uno degli Stati su
cui si punterà di più, proprio per l'applicabilità di questo
innovativo sistema di trasporto;
considerato che:
anche in Sicilia la concretizzazione di alcune idee progetto
simili alla Metro Aspromonte potrebbero considerarsi una grande
opportunità per ridare il diritto alla mobilità ad alcune aree
interne della regione, svantaggiate a causa sia della loro
posizione naturale sia per le reti stradali fatiscenti, pericolose
e spesso obbligatorie che bisogna percorrere per giungervi;
l'uso della tecnologia SkyWay potrebbe sopperire alla frequente
chiusura di alcuni svincoli autostradali a causa di frane o lavori
di messa in sicurezza, o recuperare porzioni di vecchie linee
ferroviarie dismesse da anni, che collegano molti Comuni dell'area
interna;
le idee progetto potrebbero ulteriormente essere rafforzate
mediante azioni volte a incentivare il turismo rurale con il
recupero della strada ferrata e le sue vecchie stazioni attraverso
la realizzazione di un percorso enogastronomico per la
valorizzazione delle eccellenze agroalimentari siciliane;
visto che la tecnologia SkyWay potrebbe essere la giusta chiave
di volta per far uscire la Sicilia dallo stallo in cui si trova a
causa della carente efficienza del sistema pubblico di trasporto:
strade, ferrovie, aeroporti, richiedono infatti una maggiore
attenzione e una nuova spinta verso uno sviluppo che sia non solo
sostenibile, ma che permetta anche di arrivare preparati
all'appuntamento con il futuro e con l'evoluzione della tecnologia;
per sapere:
se non ritengano opportuno avviare degli studi di fattibilità e di
settore che valutino l'applicabilità della tecnologia Skyway ai
nostri territori;
se non intendano interloquire con i rappresentanti italiani di
Skyway per creare degli impianti pilota proprio in Sicilia, magari
per collegamenti rapidi tra il mare e la montagna, al fine di
incentivare uno sviluppo soprattutto in termini turistici, ma non
solo».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, l'interrogazione n. 364 rappresenta un'iniziativa di un
modo, di una App diciamo così, di un sistema di interconnessione
ma, soprattutto, di alleggerimento dei flussi di traffico
intelligente e molto tecnologico.
Questo sistema, ad esempio, più o meno simile, lo dovrebbe già
attuare Anas nella tangenziale di Catania, dove vi era un'idea
progettuale di fare la terza corsia, ma poiché la terza corsia
rappresenterebbe un'imponente opera, molto impattante e soprattutto
rischierebbe di creare disagi non indifferenti e per lungo tempo,
stanno attivando un sistema tecnologico più o meno simile.
Un altro sistema tecnologico simile l'ANAS lo ha presentato,
alcuni mesi, fa sulla Catania-Palermo, ha idea di affermarlo con
una società cinese, la Huawei, dei telefonini, sulla Catania-
Palermo. Stiamo aspettando questi sistemi tecnologicamente
innovativi di applicazione anche al traffico extra urbano. Noi,
però, siamo particolarmente, se l'azienda Skyway volesse incontrare
i rappresentanti del Governo regionale e volesse incontrare chi, in
questo momento, ha la delega delle infrastrutture, siamo ben lieti
di farlo e poterci confrontare, anzi se lo fissiamo, nei prossimi
giorni siamo pronti a riceverli, ad ascoltare e se possiamo, ad
esempio, applicarli non sulle strade di nostra competenza, ma
potremmo immaginare di farlo sulle strade del Consorzio autostrade
siciliane, sulla parte molto trafficata che è la tangenziale di
Messina o su una prima parte che è Rometta-Villafranca svincolo
Giostra, che abbiamo aperto qualche giorno fa. Voglio dire,
disponibilità per potere affrontare e ascoltare questi nuovi
progetti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Presidente, mi ritengo abbastanza soddisfatta. Un'ultima
cosa volevo suggerire approfittando della presenza del Governo:
siccome il sistema Skyway è anche particolarmente adatto ai
collegamenti montagna-mare, potrebbe essere applicato soprattutto
per i collegamenti di quelle zone particolarmente disagiate della
nostra Terra, evitando che si facciano delle opere infrastrutturali
particolarmente impattanti come sbancamenti e tunnel o ancora,
soprattutto nell'entroterra dove la condizione del manto stradale è
pessima e necessita di un sicuro rifacimento, potrebbe essere una
valida alternativa per sopperire alla temporanea mobilità che si
andrebbe a fermare. Quindi, penso che sia un sistema moderno
necessariamente da inserire nel piano integrato delle
infrastrutture e della mobilità. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 93 Interventi di
ampliamento della rete infrastrutturale viaria nel versante sud-
occidentale della Sicilia , a firma degli onorevoli Catanzaro ed
altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le Infrastrutture
e la Mobilità,
premesso che:
il territorio ricadente all'interno del libero consorzio comunale
di Agrigento in larga misura sfornita di rete stradale adeguata
alla quantità degli utenti e alla qualità del trasporto, nonché del
tutto priva di autostrade e linea ferrata;
il deficit infrastrutturale, cronicizzatosi nel corso degli anni,
ha determinato una situazione di arretratezza e sottosviluppo del
settore Sud Occidentale della Sicilia, in termini di velocità delle
comunicazioni e sicurezza degli spostamenti, con serie
ripercussioni anche sotto il profilo economico e turistico;
la rilevanza della problematica era stata già oggetto di uno
studio di fattibilità dell'Anas compreso nel 1 Programma delle
Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo n. 433/2001 (Del.
CIPE n. 121/2001), inserito nel Piano Decennale 2003-2012
dell'Anas, concretizzatosi in un progetto inerente l'asse stradale
Gela-Agrigento-Castelvetrano;
il prefato progetto è rimasto lettera morta, non essendovi stata
data esecuzione alcuna e la provincia permane priva finanche di un
solo chilometro di rete autostradale;
considerato che:
l'inadeguatezza dei collegamenti stradali ha notevoli
ripercussioni anche sullo sviluppo industriale della zona,
ostacolando la celerità dei rapporti tra le realtà imprenditoriali
presenti sul territorio;
è precipuo compito della politica regionale pianificare e
coordinare gli obiettivi di sviluppo, e si rivela, all'uopo,
imprescindibile una rilettura della mappa viaria (stradale e
autostradale) insistente sull'intero territorio siciliano;
questa Assemblea regionale non è a conoscenza di progetti di
rifacimento o ristrutturazione di strade interaziendali, né di
implementazione di linea ferroviaria, interventi invero assai
auspicabili;
con delibera di Giunta regionale n. 145 del 28/03/2018 è stata
istituita la cabina di regia cui è assegnato, tra gli altri, il
compito di redigere il Piano di sviluppo strategico;
per conoscere:
se e quali iniziative siano state assunte al fine di far fronte
alla situazione attuale di deficit infrastrutturale viario, per ciò
intendendosi ogni via di comunicazione e, più in particolare rete
stradale, implementazione delle strade interaziendali e linea
ferroviaria, anche con riferimento al 1 Programma delle
Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo n. 433/2001;
se e quali iniziative intendano assumere per coinvolgere il
Parlamento per una soluzione immediata alla situazione emergenziale
anche sotto il profilo della sicurezza stradale e di sviluppo del
suddetto territorio, nonché per l'individuazione degli interventi
da attuare e da includere nella proposta che verrà inoltrata dal
Presidente della Regione siciliana alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro per
illustrare l'interpellanza.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, ho
presentato questa interpellanza nel settembre 2018. Questa
interpellanza vuole denunciare una situazione molto grave e
soprattutto porre l'attenzione del Governo regionale sul deficit
infrastrutturale.
Caro Presidente, lei ovviamente è pure della stessa provincia di
Agrigento, e lì abbiamo una situazione davvero drammatica che è
quello appunto dell'aspetto della viabilità, perché siamo in
assenza di autostrade e in assenza anche di linee ferrate. Ed è
veramente paradossale, oggi, che la nostra provincia, cioè quella
di Agrigento, sia considerata una tra le ultime province d'Italia e
dopo tantissimi anni che se ne parla, ovviamente voglio porre
l'attenzione al Governo regionale.
Avevo accolto con favore l'iniziativa che era stata assunta dal
Governo regionale, dalla Giunta regionale del 28 marzo del 2018 che
comunicava che era stata istituita, Assessore, la cabina di regia
ed a questa cabina di regia era stato dato il compito di redigere
il piano di sviluppo strategico.
Oggi, rispetto a questa cabina di regia, penso che non si hanno
più notizie. Ritengo che appunto sia necessario riprendere lo
studio di fattibilità che era compreso nel programma delle
infrastrutture strategiche con la legge Obiettivo della 433/2001. E
questo Piano era inserito nel Piano decennale del 2003/2012.
Ovviamente lo ritengo fondamentale perché noi siamo davvero in una
situazione drammatica. Perché quella provincia è dimenticata dal
mondo. Noi rimaniamo esclusi da Castelvetrano a Gela. Allora quello
che dico è che dobbiamo davvero impegnarci. E la invito anche,
Assessore Falcone, considerando che lei non è di quel territorio,
un giorno a farsi un giro di quelle strade che sono davvero
drammatiche. Perché altrimenti non possiamo assolutamente parlare
di sviluppo, di agricoltura, di pesca se non pensiamo ad un
argomento principale che è quello delle strade. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che quello che ha
riferito l'onorevole Catanzaro in merito al Piano strategico
infrastrutturale viario, che era quello di creare questo
collegamento, questo famoso collegamento, che partendo dalla
cosiddetta Siracusa-Gela, da Siracusa passando per Rosolini, Ispica
quindi Scicli, Ragusa, arrivasse a Gela, poi dovesse continuare per
tutta la 115 cioè la perimetrale. Potremmo dire chiamata
perimetrale del sud cioè quella che passando per Gela, Palma di
Montechiaro, Porto Empedocle, Agrigento, quindi Sciacca e
Castelvetrano, appunto la SS.115.
Purtroppo su questa strada, su questa arteria che è altrettanto
importante, da parte di Anas - perché insiste e, diciamo così, la
competenza, appunto è una strada statale - non c'è stata una
programmazione poi effettiva rispetto a delle enunciazioni di
programma. Gli unici finanziamenti che sono stati posti in essere
riguardano la 626 cioè la strada, la cosiddetta circonvallazione di
Gela, venendo da Vittoria andando verso Licata. E poi non c'è stata
invece la parte Gela- Licata e così via di cui abbiamo parlato, è
priva di finanziamento.
Gli altri finanziamenti, per parlare invece della provincia di
Agrigento, li abbiamo sulla 189 cioè la strada Agrigento-Palermo.
Il primo tratto abbiamo dal bivio Tumarrano scendendo sulla 189. La
189 è quella, per intenderci, che va dal confine con Palermo,
partendo dalla 121 verso Agrigento. Abbiamo un primo finanziamento
da 189 milioni di euro e un altro finanziamento da altri 79 milioni
di euro. Rimarrebbero privi di copertura circa 15 chilometri di
strada per l'ammodernamento. Stiamo aspettando che l'Anas proceda
nelle progettazioni, nella definizione delle progettazioni, e
giorno 7 abbiamo dinanzi al Provveditore dei lavori pubblici della
Sicilia e Calabria, un nuovo incontro per stabilire il nuovo crono-
programma che poi magari poi le potrò fare avere.
Per renderci conto e per seguire insieme: noi da parte del Governo
e lei da parte dell'opposizione, giustamente con una azione di
vigilanza e di controllo sulle strade provinciali. Ho preso un
impegno e intendo mantenerlo. Abbiamo finanziato oltre 27 milioni
di euro, lo dobbiamo dire, al Libero Consorzio di Agrigento.
Abbiamo inserito altri otto progetti nel Piano straordinario.
Questi progetti abbiamo detto al Libero Consorzio, se è nelle
condizioni di poterli espletare, di poterli attuare, di poterli
progettare, o se non è nelle condizioni siamo pronti ad intervenire
col Dipartimento Regionale tecnico. Ci vedremo mercoledì, si
vedranno con i nostri Uffici per firmare una convenzione, proprio
per intervenire in veste vicariante e sostitutiva e, comunque, di
affiancamento, per poter rimuovere criticità che sono ormai
divenute ataviche. Per cui l'impegno è anche quello che
prossimamente, nei primi di giugno, sono pronto onorevole
Catanzaro, assieme a lei, anche a fare dei sopralluoghi giusto per
renderci conto de visu quali sono le criticità e insieme trovare
anche delle soluzioni per intervenire in merito.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
CATANZARO. Signor Presidente, per carità, ringrazio l'Assessore
per la risposta, però sull'argomento non si può essere soddisfatti.
Io sono, purtroppo, insoddisfatto perché ritengo che tutto quello
che è stato detto dall'assessore sono delle cose che prendo come
importanti, però nelle more della tempistica, siccome l'argomento è
abbastanza importante per la nostra provincia, signor Presidente,
io direi di trasformare l'interpellanza in mozione d'Aula e,
perché no, nel frattempo rispetto alle cose che ha detto
l'assessore, se ci sono delle risposte positive da parte del
Governo le apprendiamo, fermo restando assessore che io l'aspetto a
Giugno per farci il giro della Provincia di Agrigento.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 392 "Chiarimenti
sull'affidamento dei servizi di trasporto pubblico extraurbano su
gomma", a firma degli onorevoli Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
in applicazione dell'art. 27, comma 6, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19, concernente disposizioni sul riassetto
organizzativo e funzionale del Trasporto pubblico locale (T.P.L.),
modificato con l'art. 53, commi 1 e 2, della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2, tutte le concessioni rilasciate ai sensi della
legge 28 settembre 1939, n. 1822 e della legge regionale 4 giugno
1964, n. 10 sono state trasformate, nelle more del riassetto
organizzativo e funzionale del trasporto pubblico locale, in
contratti di affidamento provvisorio, per la durata di 36 mesi;
con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti n.
632 del 10 agosto 2009 si è provveduto ad una prima proroga della
data di scadenza dei contratti al 31 dicembre 2015;
con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti n.
2310 del 7 ottobre 2015
la Regione Siciliana ha stabilito la rideterminazione al 31
dicembre 2017 del termine di efficacia dei rapporti di affidamento
provvisorio, ponendo in essere così una seconda proroga;
con Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti n.
3000 del 30 novembre 2017, in virtù dell'art. 15 della Legge
regionale 9 maggio 2017 n 8, si è disposta la terza proroga della
scadenza dei contratti di affidamento provvisorio del trasporto
pubblico regionale e locale sino al termine ultimo previsto
dall'art. 8, paragr. 2, del Reg. 1370/2007 (e cioè 3 dicembre
2019), onde non compromettere la regolare continuità degli
affidamenti, al fine di completare le attività propedeutiche
necessarie alla indizione dei bandi per l'aggiudicazione dei
servizi minimi;
rilevato che:
dal Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità vigente,
adottato con Decreto Assessoriale n. 1395 del 30 giugno 2017,
emerge che emerge che l'Amministrazione Regionale, nel 2015, ha
trasferito al settore del Trasporto Pubblico Locale automobilistico
un importo complessivo di poco inferiore a157 milioni di Euro.
L'importo annuo del corrispettivo trasmesso alle aziende nel 2015
per i servizi in ambito extraurbano di competenza regionale ammonta
ad euro 73.822.424,27; per i servizi di in ambito urbano il
trasferimento ai Comuni corrisponde ad un importo complessivo pari
ad euro 76.442.439,24 per l'anno 2015. I Comuni che gestiscono i
Servizi Urbani in forma diretta o con Aziende Municipalizzate e/o
Speciali, hanno ricevuto dalla Regione Siciliana nel 2015 un
corrispettivo pari ad euro 6.704.249,82;
nel medesimo documento viene specificato che l'offerta di
trasporto pubblico su gomma in Sicilia è caratterizzata da un
numero consistente di aziende (83), che coprono 410 linee il cui
volume di offerta medio erogato nel 2016 è pari a 725.000bus*km. Il
18% delle aziende (15 su 83) eroga un volume di percorrenze annuo
superiore alla media: ciò conferma l'attuale frammentazione del
servizio in numerose realtà che operano sul territorio siciliano
con volumi di produzione non significativi (inferiori a 100.000
vetture km/anno). Il 24% delle percorrenze annue dei servizi
extraurbani è erogato da AST (Azienda Siciliana Trasporti) di
proprietà della Regione Siciliana, il 9% circa da SAIS Trasporti,
l'8% da SAIS Autolinee ed il 7% da Interbus. Inoltre 66 aziende
(tre quarti delle aziende siciliane) erogano meno dell'1%
dell'offerta totale regionale;
l'intera offerta di Trasporto Pubblico Locale in Regione Siciliana
consiste in 4.700 corse giornaliere e 1,3 milioni di corse/anno.
Rapportando il numero di corse anno prodotto dal sistema TPL in
ambito extraurbano con la popolazione mobile (residenti della
Regione Siciliana di età compresa tra 7 -75 anni) si rileva un
valore medio pari a 0,3 corse annue extraurbane per abitante, nulla
in confronto ad altre realtà territoriali italiane, quali Lombardia
(0,75 corse annue per abitante) e Marche (1,07), nonché l'offerta
urbana automobilistica di Roma (0,93);
considerato che:
la Regione siciliana a fronte di un servizio scarso, inefficiente,
antiquato, realizzato con mezzi in gran parte sporchi,
malfunzionanti, obsolescenti e da rottamare, ha elargito circa 74
milioni di euro solo per il trasporto pubblico extraurbano e
garantisce direttamente, tramite l'AST, solo il 24% delle
percorrenze, mentre da decenni finanzia la SAIS Trasporti, la SAIS
Autolinee e l'Interbus che gestiscono, insieme, un ulteriore 24%,
cioè tanto quanto la Regione Siciliana, e inoltre mantiene in vita
altre ben 79 aziende disseminate in tutto il territorio siciliano,
scoordinate fra loro, con tratte non coincidenti, facendo inutile e
dannosa competizione alla ferrovia, accavallando orari di partenza
dei propri bus con quelli dei treni stessi e costringendo i propri
utenti a viaggiare in condizioni, a volte, a dir poco sconvolgenti;
la Regione siciliana, nonostante l'enormità della spesa, del
numero di concessionari, degli anni passati dalle prime ed
ingiustificabili proroghe e della inesistenza di gare pubbliche per
l'affidamento del servizio, riesce scandalosamente a garantire un
numero di corse pari solo a meno della metà di quelle della Regione
Lombardia, solo un terzo rispetto a quelle di Roma e meno di un
terzo rispetto addirittura alla Regione Marche;
è necessario riformare il sistema del trasporto pubblico su gomma,
integrarlo razionalmente con il trasporto ferroviario, modulandolo
sulle necessità di attenzione e di accoglienza del turista, nonché
rendere le nostre province interconnesse fra loro, scompaginando
l'attuale sistema delle tratte, delle linee, degli orari e,
soprattutto, della competizione fra le attuali 83 aziende che crea
in realtà solo disagio;
visto che:
l'Allegato al Reg. 1370/2007 e l'art. 4 paragr. 1 affermano che la
compensazione corrisposta non può eccedere l'importo necessario per
coprire l'effetto finanziario netto sui costi sostenuti e sui
ricavi originati dall'assolvimento dell'obbligo di servizio
pubblico, tenendo conto dei relativi ricavi trattenuti
dall'operatore del servizio pubblico, nonché di un profitto
ragionevole, da intendersi quale tasso di remunerazione del
capitale abituale per il settore;
ai fini della verifica richiesta dalla normativa comunitaria sulla
compensazione da corrispondersi, in conformità a quanto enucleato
nell'Allegato del Regolamento, nonché contenuto nella sentenza
Altmark del della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del 24
luglio 2003, si impone, per la trasparenza economica, che:
la contabilità dei servizi pubblici deve essere tenuta separata,
sicché i costi operativi, corrispondenti a ciascuna di tali
attività economiche devono essere separati e la quota dei ricavi e
dei costi fissi deve essere imputata secondo le vigenti norme
contabili e fiscali;
tutti i costi variabili, un contributo adeguato per i costi fissi
ed un utile ragionevoli connessi ad eventuali altre attività
esercitate dall'operatore di servizio pubblico non possono essere
in alcun caso poste a carico del servizio pubblico in questione;
i costi originati dalla prestazione del servizio pubblico siano
bilanciati dai ricavi di esercizio e dal versamento da parte delle
P.A., senza possibilità di trasferimento dei ricavi ad altro
settore di attività dell'operatore del servizio pubblico;
l'utile conseguito non ecceda il ragionevole utile, cioè il tasso
di remunerazione del capitale abituale per il settore, uguale
all'effetto finanziario netto;
per sapere:
se nelle proroghe effettuate negli anni si sia tenuto conto delle
modifiche societarie e delle successioni aziendali delle ditte
concessionarie che fisiologicamente sono avvenute e che in molti
casi hanno stravolto la compagine societaria titolare della
concessione originaria, si sia mai verificato se l'azienda abbia
mantenuto i requisiti necessari per lo svolgimento del servizio
pubblico e richiesto, prima delle proroghe, l'interdittiva
antimafia, per verificare e accertare l'affidabilità e l'assenza di
legami con la criminalità organizzata delle imprese con cui la
stessa pubblica amministrazione ha rapporti;
se vengano posti in essere dei controlli, e da parte di chi, per
verificare se le aziende esercenti i servizi di trasporto pubblico
regionale adempiano all'obbligo di adottare un sistema di
contabilità separata, al fine di tenere distinti i componenti
reddituali afferenti ai servizi di trasporto pubblico oggetto
dell'affidamento rispetto alle altre gestioni economiche, e
consentire di monitorare i flussi finanziari relativi alla gestione
di ciascuna linea di trasporto, ai fini anche della oggettività e
trasparenza dei parametri di calcolo utilizzati;
se abbiano mai verificato le eventuali sovracompensazioni
percepite dalle aziende, e, in caso di riscontro, abbiano proceduto
al recupero dell'indebito, e se non ritengano opportuno effettuare
delle ispezioni e dei controlli, anche a campione, sulla veridicità
dei dati trasmessi;
se nell'elaborazione del Piano Integrato delle Infrastrutture e
della Mobilità o nel suo aggiornamento si tenga conto dell'esigenza
di garantire i collegamenti principali senza lunghe attese per le
coincidenze, prevedendo collegamenti rapidi fra le centinaia di
località turistiche sparse per la Sicilia, con ticket modulabili,
con coincidenze ragionevoli, puntando alla qualità e all'efficienza
del servizio, degli automezzi e delle autostazioni;
a che punto siano le attività propedeutiche necessarie alla
indizione dei bandi per l'aggiudicazione dei servizi minimi, in
ossequio alle disposizioni contenute nel Reg. 1370/2007 (CE) che
obbligano entro il 3 dicembre 2019 all'affidamento dei servizi di
trasporto su gomma mediante espletamento di procedure concorsuali
ad evidenza pubblica».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, potrei ripetermi. Abbiamo sostanzialmente risposto,
questa interrogazione riguarda anche in parte dei quesiti che sono
stati già articolati nel corso delle precedenti interrogazioni.
Però devo dire che stiamo concludendo appunto i Piani d'Ambiti,
saranno quattro, stiamo concludendo nella individuazione dei Piani
extra urbani, ma anche dei Piani dei servizi minimi che andremo ad
assicurare, ad esempio nel settore urbano, perché i nuovi bandi per
la 1370/2007, si prevede che ci siano appunto i servizi minimi sia
urbani che extra urbani.
Addirittura, vorrei ricordare che abbiamo avuto ben quattro
incontri, anche con l'Ance. A due incontri ho partecipato
personalmente, e c'è stata la presenza del Segretario Generale
dell'Ance, l'avvocato Alvano, e abbiamo chiesto di fare delle
proposte. Una per tutte: in Sicilia ci sono dei Comuni piccolissimi
che hanno il servizio urbano, vi sono dei Comuni con cinquanta mila
abitanti che invece non hanno il servizio urbano. E allora il
servizio urbano a che cosa serve? A congiungere, a collegare due
porzioni di territorio urbano distanti tra di loro. In un piccolo
Comune, teoricamente, non si giustificherebbe, per cui abbiamo
detto, ma ritenete opportuno eventualmente di individuare il
servizio minimo per i Comuni al di sopra di venti mila abitanti.
Insomma, l'Anci si è riservata, per cui c'è ancora
un'interlocuzione in corso per definire appunto i servizi minimi
essenziali. Per quanto riguarda il Piano, faremo prima dell'estate
l'informativa europea che durerà un anno, e capiremo quali sono le
aziende, e come le aziende vorranno partecipare. Poi faremo il
bando e quindi assegneremo questi servizi. La procedure non è
sicuramente una procedura di poco conto, ma è una procedura che si
può espletare in qualche mese, però per le cose che ci siamo detti,
per gli aggiustamenti, per i correttivi che stiamo mettendo in
campo, appena arriveremo già saremo pronti e daremo già un servizio
e un piano trasportistico su gomma, urbano ed extra urbano, che
sarà sicuramente e certamente adeguato alle esigenze del
territorio.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
l'interrogazione in particolare era sul trasporto pubblico
extraurbano. Intanto, non mi reputo soddisfatta, rilevo il fatto
che a fronte di una somma pari a 156 milioni di euro l'anno circa,
per un servizio per il quale non viene espletato un bando, forse da
sempre, perché dal 2007 ad oggi siamo andati avanti di proroga in
proroga, noi abbiamo una grandissima confusione, perché abbiamo 83
aziende che si fanno praticamente concorrenza a vicenda con una
frammentazione incredibile, oltre a questo abbiamo 410 linee e,
nonostante tutto questo, il servizio è pari a meno della metà di
quello che offre la Regione Lombardia, a meno di un terzo di quello
della Regione Lazio e addirittura della stessa Regione Marche.
E quindi, perché questa interrogazione? Innanzitutto perché volevo
capire se questo Assessorato sta intervenendo su parecchie
situazioni che, ovviamente, rappresentano un disservizio per i
cittadini. Oltre a questo mi preme rilevare che i mezzi sono
obsoleti, addirittura spesso sporchi e malfunzionanti, direi
proprio da rottamare, e che a fronte di questo, praticamente,
bisognava fare un bando, così come ci ha imposto la Comunità
Europea, con un preavviso di almeno un anno, per offrire la
maggiore e più ampia partecipazione possibile alle ditte
partecipanti, solo che, affinché si rientrasse nei termini del
preavviso, bisognava pubblicare questo bando o almeno nella
Gazzetta ufficiale europea alcune indicazioni su questo bando il 3
dicembre 2018. Quindi siamo fuori tempo massimo già da circa cinque
mesi, e c'è il rischio che si arrivi ad un'impugnativa del bando
solo solo per questo.
E ancora mi chiedo e vorrei sapere se negli anni di queste 83
aziende che operano, si è tenuto conto delle modifiche societarie,
delle successioni aziendali e se queste aziende si è verificato se
hanno ancora i requisiti, perché noi sappiamo che sono praticamente
concessioni, alcune del 1939, altre degli anni sessanta che poi nel
2007 sono diventate contratti e che dovevano essere contratti
provvisori, fra l'altro, Assessore, e invece sono diventati poi
fino al 2015 nuovamente contratti prorogati, poi fino al 2017,
addirittura fino al 3 dicembre 2019. Ecco queste aziende sappiamo
se hanno praticamente i requisiti iniziali richiesti? Se si è fatto
un controllo sull'interdittiva antimafia? Noi vorremmo essere certi
che tutte queste 83 aziende non abbiano nessun tipo di legame con
la criminalità organizzata.
E ancora, in questo bando sono previste tutta una serie di cose
che ci siamo chiesti e ci chiediamo, per esempio nel piano
integrato delle infrastrutture e della mobilità, si terrà conto
dell'intermodalità, avremo sempre un bando rivolto ad 83 aziende,
quindi con una frammentazione totale, o ad una azienda sola?
Saranno tenute in considerazione le norme di salvaguardia per il
personale? Tutta una serie di interrogativi di cui ad oggi non
sappiamo nulla.
L'interrogazione, più che altro cercava di capire, di fare
chiarezza su un settore importantissimo, nodale, cruciale per i
siciliani, che è già fuori tempo massimo, perché è scaduto da
cinque mesi il bando.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, purtroppo la risposta ulteriore, l'integrazione, io la
devo dare, voglio dire, ero stato un po' superficiale, atteso che
già ne avevamo parlato, allora cerchiamo di fare un po', un minimo
di chiarezza.
Il servizio in Sicilia costa 159 milioni di euro circa quasi 160
milioni di euro.
E' un servizio che costa, che vale il 65% rispetto a quello della
Campania che ha un territorio inferiore della metà poco più di noi,
cioè un terzo in meno rispetto a noi. E' un servizio che costa meno
della metà rispetto a quello della Lombardia. E' un servizio che
costa almeno il 40% in meno rispetto al Lazio.
Noi abbiamo seimila e cento corse al giorno. Abbiamo 81 aziende
tutte sono immacolate perché?
Perché per poter pagare noi paghiamo con una regolarità che non
supera i 60 giorni. Si paga in quattro trimestri, l'ultimo il SAL
si paga in quattro trimestri il 96%, il saldo il 4%, si paga a
febbraio marzo dell'anno successivo, perché vogliamo verificare per
il pagamento devono essere in regola con il DURC, ma devono essere
in regola con i certificati antimafia.
Proprio per la vetustà di questi mezzi utilizzati, abbiamo messo
in campo il più grande rinnovo della flotta degli ultimi 20 anni,
856 pullman nuovi sono previsti.
Abbiamo già acquistato i primi 307 pullman che sono già su
strada, abbiamo predisposto gli atti per arrivare a 600 pullman,
purtroppo vi devo dire che non tutte le aziende sono disponibili a
spendere il 20%, perché loro concorrerebbero, concorrono col 20%
all'acquisto dei pullman nuovi.
Stiamo ragionando con Roma, se addirittura Roma ci può autorizzare
il MET ci può autorizzare a eliminare il 20% la parte dei privati,
quindi la parte che le aziende dovrebbero mettere.
Per il servizio extra urbano costa 74 milioni di euro e questi 74
milioni di euro, vi devo dire, è un servizio che viene fatto
secondo tutte le performance fra i migliori in Italia.
Posso portare degli atti alla mano, qui mi rendo conto che c'è chi
dice che c'è l'autobus fracassato, l'autobus vecchio, devo dire che
il livello si è alzato per le cose che vi ho detto.
Pocanzi, il collega Mangiacavallo aveva invece detto una cosa
diversa, proprio opposta, nel senso che noi trattiamo male le
aziende perché facciamo forse dei controlli eccessivi, io ho detto
c'è il punto di caduta ci deve essere cioè fra il servizio
richiesto e il servizio pagato.
Voglio dire il punto di caduta è appunto - ho detto pocanzi il
meglio stati virtus - cioè nel punto mediano sta il momento di
equilibrio e allora, se noi oggi abbiamo aumentato i controlli, se
abbiamo un decreto, abbiamo fatto un decreto che ci è stato anche
impugnato - immaginatevi - le aziende nel gennaio scorso ci
impugnarono il decreto chiedendo la sospensiva e il TAR Palermo
gliela ha rigettata e fu appunto perché noi abbiamo chiesto
ulteriori controlli.
E allora delle due l'una. E' chiaro che c'è da fare il piano, è
chiaro che secondo il vecchio piano avremmo dovuto procedere già
alla gara. Ma scusatemi per fare una gara che vale almeno 7 anni
perché deve essere questa la gara, ci vuole anche la copertura
finanziaria.
Noi purtroppo abbiamo avuto la copertura soltanto a fine anno per
il 2018 non possiamo fare una gara con 115 milioni di euro nel 2019
e con zero euro nel 2020, anche questo l'ufficio si è fermato
rispetto alle procedure di gara concorsuali proprio per questo
motivo, per questa ragione.
E allora ecco perché noi chiederemo ora, in assestamento di
Bilancio, quando a settembre andremo fare l'assestamento di
Bilancio, ma anche prima, chiederemo che ci sia una pianificazione
finanziaria oculata, adeguata, perché possiamo finalmente, ho detto
entro la fine di luglio, prima dell'agosto, prima dell'estate,
possiamo appunto pianificare la strategia delle gare e vi devo dire
però una cosa, che in questo momento, vado verso la conclusione
Presidente, qualche altro minuto, in questo momento il servizio
extra urbano da noi costa 1 euro e 2 centesimi a chilometro. Sapete
quanto costa al Nord? Due euro e 17 centesimi. In alcuni casi,
vuoto per pieno è ancora meglio; considerate, vi devo dire, che ci
sono alcune aziende siciliane che hanno in sub-appalto il servizio
in Lombardia. Ci sono alcune aziende
PRESIDENTE. Assessore, chiedo scusa, noi siamo ancora alla metà
dei lavori, finiamo stanotte così. No, no, se deve concludere per
carità, non la volevo bloccare. Va bene, grazie. Andiamo avanti.
Si passa all'interpellanza n. 94 Seguito della risoluzione n.
3/IV in materia di trasporto pubblico ferroviario , a firma degli
onorevoli Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale
è regolato dal contratto di servizio tra Regione Sicilia e
Trenitalia, firmato il 9 maggio 2018, della durata di dieci anni e
del valore di 1,2 miliardi di euro;
tra le novità annunciate dal Governo regionale vi sono: il
potenziamento delle infrastrutture, con una maggiore frequenza
nelle aree urbane e una maggiore velocità per i servizi regionali a
lungo raggio per collegare i principali centri regionali;
l'acquisto di nuovi treni moderni; le clausole a tutela dei
passeggeri;
obiettivo del contratto dovrebbe essere la valorizzazione del
trasporto ferroviario, nei termini di servizi offerti, per
aumentare in maniera consistente il numero dei viaggiatori,
trasferendo quote crescenti di viabilità dal mezzo privato al mezzo
pubblico, evitando, altresì, le sovrapposizioni con altri servizi
di trasporto pubblico locale;
rilevato che:
nella seduta n. 20 del 04.04.2018 della Commissione legislativa IV
- Ambiente, territorio e mobilità veniva approvata all'unanimità la
Risoluzione n. 3/IV 'Proposte di modifiche allo schema di Contratto
di Servizio per il Trasporto Pubblico Ferroviario di interesse
regionale e locale per il periodo 1.1.2017-31.12.2026', contenente
alcune proposte da inserire nello schema di contratto suggerite dai
comitati pendolari siciliani;
la Risoluzione in esame impegnava il governo regionale e, per
esso, il Presidente della Regione e l'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità a procedere ad integrare lo schema di
contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di
interesse regionale e locale per il periodo 1.1.2017 - 31.12.2026
con le proposte su indicate, tutte rivolte ad una concreta
attuazione di politiche che favoriscano la mobilità pubblica, nella
consapevolezza che attraverso una corretta impostazione e gestione
del trasporto pubblico si pongono le basi per una migliore qualità
della vita economico - sociale dei Siciliani;
l'Assessore Falcone, dopo aver escluso dal testo della risoluzione
alcune parti poiché materia di competenza di rete ferroviaria
italiana (RFI) ovvero estranea alla materia del contratto di
servizio con Trenitalia, ha espresso parere favorevole;
lo stesso Assessore Falcone ha assicurato più volte che i punti
inseriti nella Risoluzione n. 3/IV avrebbero trovato riscontro, se
non nel testo del Contratto di Servizio, negli allegati allo stesso
o negli atti consequenziali;
considerato che:
alcuni punti della Risoluzione approvata riguardavano la soluzione
di alcune croniche problematiche inerenti le condizioni di
trasporto di numerosi studenti e lavoratori pendolari, costretti ad
enormi disagi a causa della carenza quotidiana di corse e di mezzi;
allo stato degli atti, non si riscontra l'adempimento della
Risoluzione n. 3/IV in nessuna sua previsione da parte del Governo
regionale e, per esso, dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità;
per conoscere:
se non intendano attivarsi celermente per dare compita attuazione
alla Risoluzione n. 3/IV 'Proposte di modifiche allo schema di
Contratto di Servizio per il Trasporto Pubblico Ferroviario di
interesse regionale e locale per il periodo 1.1.2017-31.12.2026'
approvata all'unanimità dalla Commissione legislativa IV -
Ambiente, territorio e mobilità nella seduta n. 20 del 04.04.2018;
se non reputino opportuno intervenire, anche sollecitando i
vertici di Trenitalia, al fine di migliorare il servizio di
trasporto ferroviario e di adeguarlo al soddisfacimento delle
esigenze e delle aspettative del cittadino-utente-pendolare, il
quale ha il diritto di disporre di un trasporto efficiente ed
efficace e di condizioni di trasporto semplici e flessibili per la
propria mobilità».
CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Io vi pregherei sinceramente, se le
vogliamo riuscire a farle tutte dobbiamo abbreviare un po' i tempi
perché sennò diventa, cioè finiremmo stasera molto tardi, ce n'è
ancora moltissimi da affrontare, grazie. Poi l'onorevole Trizzino
aveva chiesto di anticiparne una se non ho capito male, alla
prossima la facciamo, prego.
CAMPO. Grazie, Presidente. Assessore, allora, il trasporto
ferroviario come sappiamo è regolato dal contratto di servizio, che
è stato praticamente siglato dalla Giunta regionale il 9 maggio
2018. Però, noi ad aprile come Commissione, e qua c'è l'onorevole
Savarino che mi può confermare, c'eravamo riuniti e avevamo stilato
una risoluzione che era stata votata all'unanimità per rendere
diciamo il servizio maggiormente efficiente, avendo fatto anche
parecchie interlocuzioni con tutti i comitati dei pendolari e, in
particolare, a parte le richieste di potenziamento delle
infrastrutture con maggiore frequenza di treni, maggiore velocità,
mezzi nuovi e moderni, e clausole che potevano tutelare
maggiormente i passeggeri con l'obiettivo di valorizzare
maggiormente il trasporto ferroviario e avere passeggeri in più.
Venivano richieste anche alcune modifiche ad alcune corse per
garantire in maniera più efficace le coincidenze soprattutto di
alcuni studenti e di altri lavoratori pendolari, e poi che
venissero inserite le corse anche il sabato e la domenica. Il
sabato per poter garantire anche la possibilità di fare abbonamenti
e la domenica sicuramente perché il servizio diventa indispensabile
per i collegamenti turistici. Ecco, questa risoluzione che,
appunto, era stata votata all'unanimità dalla Commissione, era
stata anche favorevolmente accolta da lei assessore Falcone, che si
era impegnato con Trenitalia di trovare una soluzione per far
fronte alle esigenze che c'erano state poste appunto dai pendolari
e dai cittadini.
Purtroppo, ad oggi, a fronte di un contratto decennale di 1,2
miliardi di euro - questo lo voglio ricordare perché oltre alle
somme che spendiamo per il trasporto su gomma, questa Regione
spende tanto quanto anche per il trasporto ferroviario -, ad oggi
purtroppo nessuna di quelle richieste compare nel contratto di
servizio. Ecco, io vorrei sapere se ha continuato ad avere delle
interlocuzioni con Trenitalia e se c'è la possibilità ancora di
intervenire, perché ad oggi il disagio per questi pendolari e
studenti sussiste. Questo ovviamente per una maggiore efficienza ed
efficacia del servizio. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente solo per dire che con la collega Campo ci sono state
varie interlocuzioni in merito al servizio che svolge Trenitalia.
Noi abbiamo fatto come ben sappiamo questo contratto che arriva al
2026, decennale, un contratto che prevede l'efficientamento del
servizio ferroviario. Consideriamo che in questo momento, a fronte
di un contratto che prevede circa 70 treni, ne vengono messi in
campo 79.
Abbiamo previsto, abbiamo fatto un contratto con Trenitalia e con
l'Ascuom per acquistare altri 21 treni a cui si aggiungeranno altri
17 treni, 21 treni sono elettrici e 17 saranno a diesel. Sono tutti
treni di ultima generazione, i treni POP che sono ancora più
nuovi dei cosiddetti treni JAZZ e sono ancora più nuovi dei
cosiddetti treni MINUETTO che sono già considerati
all'avanguardia.
Entro settembre/ottobre dovrebbero arrivare i primi quattro treni
e l'anno prossimo altri sette treni per poi arrivare agli altri
dieci treni nel 2012. Nel frattempo c'è l'acquisto di questi nuovi
vettori.
Noi riteniamo che nel giro dei prossimi tre anni e mezzo andremo a
rinnovare la flotta per il 50 per cento. Avremo, cioè, tutti treni
nuovi. O meglio, avremo treni soltanto MINUETTO , JAZZ e POP .
In merito ai disagi patiti, ho anche invitato un giorno
l'onorevole Campo ad andare presso la sede di RFI a Palermo.
Perché dico questo? Attenzione, non mi permetterei di rinfacciare
alcunché, assolutamente. Solo per dire che noi abbiamo
l'Osservatorio sui servizi ferroviaria e l'Osservatorio non è
formato soltanto dal Governo regionale, anzi per il Governo
regionale c'è soltanto l'assessore che ci va sempre, ma è formato
dai comitati dei pendolari e l'ultimo Osservatorio lo abbiamo
tenuto a Caltanissetta. Lo facciamo, tra l'altro, itinerante.
Il prossimo Osservatorio lo dovremmo tenere ad Agrigento.
Onorevole Campo, io mi permetterò di invitarla e così vediamo.
Perché c'è un problema. Cambiare un servizio per migliorarlo
significa andare a sfasciarne un altro, ad alterarne un altro e non
sempre in meglio ma in peggio.
Purtroppo in Sicilia il servizio ferroviario viene fruito da circa
11 milioni e mezzo di viaggiatori. Nel resto d'Italia, ad esempio,
non faccio il caso della Lombardia dove ci sono quasi 200 milioni
di viaggiatori, ma nel resto d'Italia è uno dei più bassi. Quindi
ci sono dei treni che vengono utilizzati da appena dieci persone,
11 persone, 12 persone.
L'altro giorno mi è arrivata una richiesta in una tratta
ferroviaria perché prima ci avevano detto che quella di Caltagirone-
Catania, che abbiamo aperto dopo due anni, quando l'abbiamo aperta
c'era un pendolarismo che andava da Catania a Caltagirone.
Apriti cielo C'era il Presidente Musumeci. Presidente, lei deve
cambiare. Il pendolarismo si fa da Caltagirone a Catania . E così
abbiamo fatto. Abbiamo detto che mettevamo un nuovo treno, un
MINUETTO, e così abbiamo fatto.
Apriti cielo E' stato detto un grande disservizio . Abbiamo
visto i flussi di viaggio, onorevole Cappello sa quanti sono? Il
massimo picco 18 viaggiatori. E allora grida un po' vendetta.
Noi dobbiamo allora dire le cose. Noi siamo pronti a tenere il
servizio ferroviario ma i cittadini lo devono anche utilizzare.
Se non lo utilizzano non possiamo mettere i treni migliori.
Considerate che i treni migliori li mettiamo sulla Agrigento-
Palermo laddove vi è un servizio veramente utilizzato. E perché?
Perché la Agrigento-Palermo, come diceva l'onorevole Catanzaro
poc'anzi, stradale è in una situazione pietosa. Quindi la gente,
piuttosto che prendere l'auto o l'autobus con grossi disagi,
utilizza il treno che è molto più veloce. In un'ora e 40 minuti
arriva a Palermo. Ma ci vogliono due ore per arrivare con l'auto,
attenzione, forse 2 ore e 20 con l'auto. Quindi è molto più
performante.
Narriamo questi fatti per dire siamo pronti. Però, siccome il
prossimo, probabilmente lo faremo a metà del mese di maggio, o fine
maggio, faremo il prossimo Osservatorio dei servizi ferroviaria,
magari, onorevole Campo partecipare e rendersi conto e confrontarsi
anche con tutti gli attori perché quando facciamo l'Osservatorio ci
sono 28 rappresentanti dei Comitati dei pendolari e ne vengono
almeno 16. Ultimamente, proprio i rappresentanti dei pendolari, non
mi ricordo il nome, proprio sul Ragusano
CAPPELLO. La Ponti?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No la
Ponti su Catania.
CAMPO. Gurrieri?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gurrieri.
C'era Gurrieri che ha detto delle cose che non erano di
contestazione, tutt'altro, però ci incontreremo e quindi anche lei
parteciperà.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Trizzino ha chiesto il
prelievo dell'interrogazione n. 718 Progetti di realizzazione di
un porto turistico nel Comune di Leni, Isola di Salina , a sua
firma.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per il territorio e
l'ambiente, all' Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana e all'Assessore per le infrastrutture e per la mobilità,
premesso che:
l'arcipelago delle Isole Eolie, ubicato a nordest della Sicilia,
costituisce uno straordinario esempio di genesi ed evoluzione di
isole vulcaniche. L'isola di Salina, in particolare, è la seconda
per estensione e per popolazione dopo Lipari. È suddivisa in tre
comuni ricadenti nella provincia di Messina, Santa Marina Salina,
Malfa e Leni, e conta complessivamente circa 2.300 abitanti;
si tratta di una terra molto ricca d'acqua, nella quale si
coltivano uve pregiate, dalle quali si ricava la Malvasia delle
Lipari, e capperi, esportati in tutto il mondo;
nel 1984 è stata ivi istituita la Riserva Naturale Regionale
Orientata Le Montagne delle Felci e dei Porri che si estende su
un'area di 1.079 ettari;
nel 2000 le Isole Eolie sono state inserite nella lista del
Patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco;
considerato che:
sembra che di recente sia stato rilasciato, dalla Regione
siciliana, il permesso per la realizzazione di un progetto volto
alla costruzione di un nuovo porto turistico nel Comune di Leni, in
un'isola che, come è noto, dispone già di un porto turistico,
peraltro del tutto sufficiente per soddisfare le esigenze
dell'intera isola;
il progetto, nello specifico, sarebbe volto alla realizzazione di
un approdo per 200 posti barca, con una spesa prevista di oltre 60
milioni di euro, da utilizzare per pochi giorni all'anno;
è bene precisare che la realizzazione di infrastrutture così
impattanti, in un territorio dal fragile ecosistema come quello di
una piccola isola, porta con sé un inevitabile degrado di tipo
ecologico a causa dell'eccessivo sfruttamento di spazi naturali,
erodendo la costa e determinando la perdita di caratteri peculiari
con la frammentazione degli habitat naturali;
tale infrastruttura, invero, distruggerebbe una delle più
importanti praterie di Posidonia oceanica, elemento fondante della
comunità climax di quell'area marina del mar Tirreno. Un ettaro di
Posidonia ospita mediamente 350 specie diverse di animali, offrendo
riparo a diverse specie marine;
si tratta di un habitat naturale in grado, peraltro, di fungere da
biostabilizzatore naturale, consolidando i fondali e agendo da
barriera contro l'impeto delle correnti;
la realizzazione di siffatta infrastruttura rischierebbe di
condurre di nuovo le Eolie verso l'espulsione dalla lista dei siti
Unesco, come già accaduto in passato con la mancata chiusura della
cava di pomice;
per sapere:
se non ritengano necessario rivalutare l'opportunità del progetto
di costruzione del porto turistico in località Leni, garantendo la
tutela di un prezioso e delicato ecosistema marino e terrestre,
tenuto conto che tale progetto altro non è se non l'ennesimo spreco
di denaro di cui l'isola di Salina non beneficerà in alcun modo, né
in termini di incremento del turismo, né in termini di sviluppo;
se il progetto di cui in premessa sia stato sottoposto, e dunque
approvato, dall'Unesco in modo da scongiurare il rischio di
cancellazione delle Isole Eolie dalla World Heritage List».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Grazie,
Presidente. Magari, poi ritorniamo all'interrogazione
dell'onorevole Savarino perché è analoga all'interrogazione
dell'onorevole Campo.
Un tema molto attuale che sta suscitando dibattiti è il tema
dell'apporto turistico di Leni a Salina.
E' un progetto che in questo momento è stato approvato dalla
Commissione regionale dei Lavori pubblici, è un progetto di circa
42 milioni di euro, è stato approvato uno stralcio di circa 19
milioni di euro ed è, però, un progetto che ha suscitato non poche
polemiche da parte di alcuni ambientalisti, perché pare
comporterebbe un impatto nei confronti della flora, oltre e
soprattutto della fauna e di alcuni uccelli particolari - mi si
dice - che nidificano in quella parte.
Io vi devo dire la verità: su questo col buon ex sindaco Riccardo
Gullo che tutto gli si può dire ma che non sia un ambientalista
Riccardo Gullo mi pare difficile. Il sindaco Gullo - ora non so chi
è stato eletto, mi pare che si andasse al rinnovo del Governo
locale - ha portato in Assessorato rispetto alle nostre
osservazioni dei pareri che sostengono il contrario.
Noi un po' ci siamo fermati su questa vicenda, perché mentre
abbiamo finanziato il porto di Malfa, a fianco ci siamo fermati sul
porto di Leni
TRIZZINO. Vi siete fermati?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Non ci
siamo fermati, non stiamo accelerando. In genere sui porti
personalmente chiamo il sindaco di turno a Lipari, a Favignana, a
Pantelleria, a Lampedusa, per Vulcano, per Stromboli, ad esempio
nelle Eolie abbiamo vari porti da fare, da realizzare, in questo
caso un attimino abbiamo frenato per capire.
Presidente Trizzino, se lei vuole, possiamo anche immaginare con
la Presidente Savarino, vogliamo anche fare un confronto in
Commissione? Perché no, siamo pronti.
Per quanto ci riguarda sotto un profilo amministrativo nulla o
poco osta al finanziamento dell'opera, dell'infrastruttura
portuale, però se ci sono degli elementi nuovi siamo pronti e
disponibili a confrontarci per capire poi come dovremo fare, come
dovremo determinarci sul da farsi.
Mi permetto di dire che su alcune questioni ideologiche si possa
fermare o rallentare anche lo sviluppo infrastrutturale di un
territorio. Mi permetto di dire soltanto questo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Trizzino per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
TRIZZINO. Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto della
risposta, anzi chiederò al Presidente della IV Commissione se poi
sarà possibile fare un dibattito nella Commissione di merito su
questo tema, lungi da me bloccare infrastrutture.
D'altronde nella passata legislatura io e l'Assessore al ramo
abbiamo approvato un disegno di legge - quello sulle isole minori -
in cui si individuava la necessità di fare porti e infrastrutture.
Le preoccupazioni che abbiamo raccolto nascono dal fatto che
l'Arcipelago delle Eolie insiste in riserva naturale, insiste su un
vincolo legato all'UNESCO e quindi, al netto di quelle che sono le
osservazioni e i pareri rilasciati in sede amministrativa, ci
chiedevamo se la valutazione di impatto ambientale piuttosto che il
parere dell'UNESCO per evitare che il sito esca fuori da quella
lista possano in qualche modo rendere difficile la realizzazione di
quell'opera.
Accetto di buon grado però l'idea dell'Assessore di avviare un
confronto costruttivo all'interno della Commissione e chiarire se
questo progetto possa essere compatibile con la tutela ambientale
dell'arcipelago delle Eolie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 401 Attività di
ricerca e sviluppo delle tecnologie avanzate di trasporto ad alta
velocità a levitazione magnetica , a firma degli onorevoli Campo ed
altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
Hyperloop è un sistema di tecnologia per il trasporto ad alta
velocità di merci e passeggeri all'interno di tubi a bassa
pressione, dentro i quali vengono inserite delle capsule spinte da
motori lineari a lievitazione magnetica, che riducono al minimo
l'attrito e permette a questi convogli di raggiungere velocità pari
a 1200 km/h;
l'idea è stata originariamente proposta nel 2012 dall'imprenditore
statunitense Elon Musk, già fondatore di Tesla Motors, e sta per
essere messa in pratica dalla Hyperloop Transportation Technologies
(società statunitense fondata dall'italiano Bibop Gabriele Gresta),
che di recente ha annunciato di aver avviato gli studi per la
realizzazione di un collegamento tra Cleveland e Chicago con il
treno supersonico Hyperloop;
si tratta senza dubbio di una rivoluzione del mondo dei trasporti,
che permetterebbe di collegare, per esempio, Ragusa a Palermo in
meno di 25 minuti;
rilevato che:
da uno studio effettuato dall'autore e ricercatore siciliano
Alessandro Cacciato, esperto in start up, innovazione e promozione
delle aziende a livello internazionale, è emerso che i primissimi
prototipi dell'Hyperloop furono sviluppati alla fine degli anni '60
proprio in Sicilia;
con il supporto della Scuola Politecnica dell'Università di
Palermo, Cacciato è entrato infatti in possesso di documenti,
custoditi all'interno della biblioteca della Regione Siciliana, che
attestano gli studi condotti dal Professore Giovanni Lanzara alla
fine degli anni 60 negli Stati Uniti prima (Università del
Kentucky), su finanziamento del Dipartimento del Commercio degli
Stati Uniti d'America, e presso l'istituto di Aeronautica
dell'Università di Palermo (1968-76) in un secondo momento, con
consistenti finanziamenti della Regione. L'attività di ricerca era
volta allo studio dell'influenza delle dimensioni principali di un
veicolo intubato di trasporto terrestre ultraveloce';
dagli studi del Prof. Lanzara e del suo team nacquero un primo
prototipo di convoglio che viaggiava su binari in calcestruzzo e
che poteva trasportare solamente 3 persone grazie a dei cuscinetti
ad aria, e, successivamente, con l'evolversi della ricerca fino
all'aderenza magnetica, un secondo prototipo di treno a levitazione
magnetica per il trasporto ad alta velocità, sperimentato nel 1973
all'interno dell'ex aeroporto militare di Trapani-Milo, che poteva
trasportare fino a 20 persone e che poteva raggiungere i 400km/h;
considerato che dai primi anni '90 in poi, in virtù della scoperta
dei superconduttori e supermagneti, la ricerca del Prof. Lanzara è
stata ripresa e definitivamente sviluppata presso l'Università
dell'Aquila, dove, già nel 2009, proprio nel capoluogo abruzzese, è
stato creato e testato un treno a levitazione magnetica, ecologico
ed avanzato, in grado di operare fino a 600 chilometri in aria per
trasportare passeggeri su lunghe distanze;
visto che:
in Sicilia, già agli inizi degli anni '70, si poteva scrivere una
pagina di storia assolutamente nuova e innovativa sul fronte dei
trasporti, che avrebbe cambiato il corso della storia, e invece si
fanno quotidianamente i conti con strutture di collegamento
indietro di almeno 50 anni;
la tecnologia Hyperloop potrebbe essere la giusta chiave di volta
per far uscire la Sicilia dallo stallo in cui si trova a causa
della carente efficienza del sistema pubblico di trasporto: strade,
ferrovie, aeroporti, richiedono infatti una maggiore attenzione e
una nuova spinta verso uno sviluppo che sia non solo sostenibile,
ma che permetta anche di arrivare preparati all'appuntamento con il
futuro e con l'evoluzione della tecnologia;
nel Documento di Economia e Finanza Regionale 2019/2021 approvato
dalla Giunta Regionale con Delibera n. 243 del 28 giugno 2018, si
legge che le opere strategiche da realizzarsi nel territorio della
Regione Siciliana sono definiti nel Piano Integrato delle
Infrastrutture e della Mobilità (PIIM) approvato nel 2017 che
individua, nel contempo, i principi per una gestione sostenibile
del trasporto pubblico ed inoltre costituisce condizionalità ex-
ante per la Programmazione comunitaria 2014-2020;
per sapere:
se ed eventualmente in che misura la Regione Siciliana investa su
attività di ricerca nel campo della mobilità sostenibile e dello
sviluppo delle nuove tecnologie di trasporto;
se non reputino opportuno prevedere, nel prossimo Piano Integrato
delle Infrastrutture e della Mobilità, un'attività di supporto allo
sviluppo delle nuove tecnologie sul trasporto, in particolare
quella a levitazione magnetica, ricercando finanziamenti pubblici e
privati e intercettando fondi europei dedicati;
se non ritengano opportuno coinvolgere le Università siciliane
nell'avvio di studi di fattibilità e di settore che valutino
l'applicabilità della tecnologia Hyperloop ai nostri territori;
se non intendano interloquire con il fondatore italiano della
Hyperloop Transportation Technologies per creare degli impianti
pilota proprio in Sicilia, dove furono progettati e realizzati i
primissimi prototipi, al fine di incentivare uno sviluppo
soprattutto in termini turistici, ma non solo;
se non reputino necessario promuovere il coinvolgimento delle
aziende presenti nel territorio siciliano affinché supportino le
attività di ricerca e finanzino borse di studio a giovani laureati
che intendono maturare esperienza di ricerca da riversare poi nel
mondo produttivo».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, anche questa è una tecnologia - ne
ho parlato con gli uffici fra il perplesso e il curioso - è una
tecnologia poco conosciuta, perplessi sono rimasti perché non
sempre pare abbia apportato tutte queste vere innovazioni, mi è
stato detto, ma curiosi per capire che anche su questo mi è stato
detto di essere pronti a comprenderne di più per verificare poi le
condizioni di inserirla nel piano di trasporto e quindi di sviluppo
in chiave trasportistica.
Sono tutte forme di nuove applicazioni tecnologiche che comunque
vanno sperimentate e non sempre è facile applicare in un territorio
come il nostro che orograficamente è abbastanza complesso,
articolato e fatto da diverse caratterizzazioni territoriali:
montagne, colline, pianure.
Non è facilissimo.
Ma siamo pronti anche su questa cosa, abbiamo detto su Sky way ma
anche su questa vediamoci Incontriamoci Fateci capire un po'
meglio
E dopo di che se ci sono delle condizioni possiamo anche
immaginare di avere - non ci sono dei finanziamenti di ricerca
comunitari per questo settore - potremmo vedere se possiamo
inserire, dedicare una misura, al fine di potere anche fare
sperimentazione e ricerca in questo settore e finanziare
conseguentemente tali percorsi innovativi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Signor Presidente, ci tenevo a questa interrogazione. Mi
preme sottolineare che questa interrogazione è nata da una ricerca
che ha fatto l'autore e promotore di start up Alessandro Cacciato
che ha scoperto che negli anni '60 nella stazione di Milo venivano
fatti degli esperimenti a lievitazione magnetica per treni ad
altissima velocità.
Effettivamente, approfondendo la ricerca, nella nostra Biblioteca
regionale di Palermo c'è un dossier dove si racconta di questo
progetto del politecnico dell'Università di Palermo retto dal
professor Lanzara, dove appunto era stato messo in pratica questo
treno a lievitazione magnetica che arrivava fino a 400 km orari,
era finanziato dalla Regione Sicilia e stiamo parlando degli anni
'60. Ecco, se la Regione non avesse ritirato il finanziamento,
forse per non penalizzare il gommato in quegli anni, e avesse
continuato a sperimentare chissà che, non avremmo scritto una
pagina di storia totalmente diversa della nostra Regione, forse
saremmo stati la prima Regione in Italia ad avere l'alta velocità,
la Regione più all'avanguardia di tutte le altre.
Ora, la mia interrogazione non voleva praticamente chiedere, lungi
da me, la realizzazione di una Iperloop che è il moderno treno a
lievitazione magnetica su cui sta investendo Elonmasca il padre di
Tesla, e che raggiunge una velocità supersonica di 1200 km orari,
ma volevo appunto sapere questo assessorato, questo Governo, quanto
crede e quanto investe nella ricerca, perché è dalla ricerca che
possiamo sicuramente trarre beneficio, quindi se ci sono appunto
contatti con le nostre Università, se non finanziate borse di
studio per i nostri studenti e i nostri ricercatori, se vengono
sperimentati e messi in atto dei prototipi, so che anche nella
città di Siracusa, per esempio, è stato fatto il prototipo di un
auto che va interamente ad energia solare. Ecco, quello che mi
preme è che si continui ad investire nella ricerca, perché ci sono
grandissime potenzialità che poi possono essere riversate nelle
nostre aziende, che possono effettivamente trarre beneficio e
commercializzare in tutto il mondo dei prodotti straordinari, ne
siamo stati precursori, e sarebbe bello continuare a poter scrivere
pagine di storia come questa.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 405 Problematiche
inerenti il contratto di servizio sottoscritto tra la Regione
siciliana e Trenitalia , a firma dell'onorevole Savarino.
«All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che
nell'anno 2018 è stato rinnovato il contratto di servizio tra la
regione Siciliana e Trenitalia S.p.A;
considerato che il rinnovo del contratto ha subito una variazione
in aumento del 33% rispetto al precedente contratto, giustificata
dal fatto che a maggiori costi sarebbero corrisposti migliori
servizi, treni più nuovi e veloci, politiche di prezzo più vicine
al cittadino;
considerato che presso la commissione IV è stato minuziosamente
analizzato il contratto e segnalato diverse esigenze migliorative,
in gran parte poi fatte proprie dal governo regionale e divenute
parte integrante del nuovo contratto di successivamente
sottoscritto;
ritenuto che:
i miglioramenti richiesti e contrattualmente pattuiti non sembrano
essere stati realizzati soprattutto sulla tratta Modica-
Caltanissetta e Agrigento-Palermo. In suddette tratte, i vettori
non sono stati cambiati, e continuano a viaggiare vecchi vettori, i
treni continuano ad avere orari scomodi e non confacenti alle
esigenze più volte segnalate di lavoratori e studenti. Non sono
state aggiunte le tratte la domenica sulla Modica- Caltanissetta.
Anche la riduzione di prezzo per gli studenti e i pendolari per
biglietti A/R da utilizzare entro il mese, non è stata realizzata;
contestualmente al contratto di servizio, è stata richiesta dalla
commissione IV e inoltrata ad RFI l'introduzione di alcune nuove
fermate, tra cui una presso l'Area industriale di Agrigento in
corrispondenza dell'ospedale San Giovanni di Dio;
considerato che non è ancora stata avviata la messa in opera di
una semplice pensilina necessaria per attivare la fermata, che con
un costo irrisorio dovrebbe dare utilità ed agevolazioni ai
lavoratori ed ai cittadini agrigentini;
per sapere:
se il Governo regionale sia a conoscenza dei fatti in narrativa e
se intenda attivare tutti i controlli necessari affinché vengano
rispettate le obbligazioni contrattualmente assunte;
se abbia attivato con RFI tutte le interlocuzioni necessarie per
avviare i lavori che migliorino il servizio ferroviario;
se vi siano delle sanzioni per il comportamento tenuto da
Trenitalia S.p.A;
se intenda attivare procedure sanzionatorie».
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, nel frattempo volevo soltanto dire una cosa, giusto per
fare una precisazione rispetto all'onorevole Campo, è chiaro io ho
detto tra il curioso ed il perplesso proprio perché attenzione
prima, è vero tutte le ricerche che vogliamo, però ecco io non sono
voluto entrare nel merito troppo della interpellanza, però c'è da
dire una cosa, oggi noi abbiamo un problema ad esempio, quando si
parla della Trapani - Milo, prima dovremo ripristinare questa
tratta che è chiusa del 2011 e poi pensare a dei sistemi
innovativi, faccio questa battuta così giusto per dire che noi i
sistemi di velocizzazione li abbiamo immaginati, li stiamo anche
attuando, ad esempio con un sistema di sollevazione e
ricollocazione del binario, con dei sistemi che sollevano il
binario e lo ricollocano ad una distanza di 10 massimo 15 cm con
delle attrezzature e macchine deputate all'uopo per velocizzare di
qualche minuto, una infrastruttura come dire per poter sostenere
quell'altissima velocità a cui facciamo riferimento, deve avere
anche come dire una sub struttura, cioè una strutture sottostante
alla infrastruttura dei binari, quindi è una partita abbastanza
complessa.
Onorevole Campo, non è una cosa non è che ai tempi la Regione non
volle finanziare questa cosa perché pensava magari di sollecitare
il gommato, è un discorso un po' più complesso però onorevole
Savarino, chiedo scusa Presidente, le due tratte di cui ha parlato
che sostanzialmente noi abbiamo fatto, l'interrogazione
dell'onorevole Savarino riguarda appunto due questioni: prima era
la Modica-Caltanissetta, cioè l'incremento di chilometri treno
sulla Modica-Caltanissetta nei periodi anche nei giorni festivi,
questo abbiamo fatto delle verifiche e purtroppo ancora non abbiamo
dato seguito per gli stessi problemi che abbiamo detto pocanzi,
cioè quante richieste ci sono, abbiamo verificato che non ci sono
tutte queste richieste tali da poter giustificare questi chilometri
treno, consideriamo che noi abbiamo per contratto nel 2017 nove
milioni e 800 mila km treno, nel 2018 dieci milioni e 200 mila,
dovremmo arrivare, ora che abbiamo aperto l'importante arteria
Punta Raisi-Notarbartolo, a dieci milioni e settecento mila
chilometri.
Purtroppo siamo in difficoltà, non abbiamo tanta disponibilità e a
la disponibilità la mettiamo là dove c'è maggiore richiesta. Non
escludiamo che nel prosieguo però si possa anche immaginare di
rafforzare nei giorni festivi anche questa tratta.
C'è un altro problema ad esempio, sulla stazione invece l'altra
interrogazione focalizza l'attenzione su un altro punto che era
quello della fermata ad Agrigento nell'area di sviluppo
industriale. Ne abbiamo parlato, però, sia con Trenitalia ma anche
con RFI. Purtroppo una fermata è una vera e propria stazione, cioè
per fare una fermata bisogna adeguare. Lì bisogna fare dei lavori
infrastrutturali che dovrebbe fare RFI e solo dopo Trenitalia, che
fa viaggiare appunto i treni, può applicarla. Trenitalia rimane
disponibile quando ci sarà questa infrastruttura. Stiamo facendo
delle verifiche perché stiamo ad esempio procedendo alla fermata di
Acireale, abbiamo fatto i lavori della fermata di Fontana Rossa,
che poi è una vera e propria stazione, la fermata stazione di
Capaci, stiamo procedendo, apriremo i lavori per quanto riguarda il
ripristino della metro ferrovia di Ragusa, in settimana forse devo
andare in consiglio comunale a Ragusa per parlare appunto di
questo, ma noi speriamo, confidiamo che facciamo partire i lavori a
giugno addirittura, ed è un fatto storico dopo trent'anni, anche su
questa. Dobbiamo però con RFI prima di fare una cosa, di spendere
centomila euro batte cassa RFI e ci chiede soldi. E noi allora
stiamo vedendo di liberare nella prossima Giunta, la settimana
prossima, la volevo portare stasera ma non ci sono riuscito, una
certificazione di spesa, liberiamo i primi 31 milioni dalla
certificazione comunitaria per poterli reinvestire e li
reinvestiamo a Ragusa. Appena svincoliamo altri soldi dal nodo
passante di Palermo, appunto, li utilizzeremo in queste fermate
così come nei passaggi a livello di cui parleremo in altra sede.
Quindi, per quanto mi riguarda, posso dire che con Trenitalia
anche se il servizio, il miglioramento c'è stato aspettiamo
soltanto una cosa che deve fare Trenitalia, ha fatto le gare, ha
avuto qualche difficoltà, il servizio di somministrazione di
bevande e alimenti nelle lunghe percorrenze: Catania-Palermo,
Palermo-Messina, Messina-Catania-Siracusa e in più a questo stanno
adeguando per il wi-fi, nei Jazz e in alcuni mezzi Minuetto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Savarino per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questa
mia interrogazione, abbastanza in linea con la collega è di
settembre scorso perché in Commissione, soprattutto a seguito delle
audizioni che abbiamo fatto prima di concludere il contratto di
servizio una serie di comitati di pendolari ci avevano segnalato
delle esigenze e delle criticità e avevamo, nelle audizioni con
Trenitalia, fatto sottoscrivere a Trenitalia l'adeguamento a queste
esigenze che ci avevano segnalato proprio per andare incontro a
quello che è un migliore servizio per il territorio e per i
cittadini. Noi sappiamo per esempio che sulla Modica-Caltanissetta
alcune tratte sono poco frequentate ed è uno dei motivi per cui
segnalavamo a Trenitalia di cambiare gli orari perché furono
pensati allora per portare gli operai all'ENI di Gela che oggi non
serve più. Quello che serve oggi è spostare invece il tipo di
fruizione che è quello soprattutto di studenti e di lavoratori che
vanno dalla Modica-Caltanissetta per poi raggiungere Palermo o
Catania, poi prendere i collegamenti e quindi bisognava raccordarli
con queste tratte. Quindi non è che non sappiamo che alcuni di
questi treni viaggiano quasi vuoti, ma proprio perché sono stati
pensati in maniera sbagliata allora e continuano a persistere
mentre le esigenze oggi sono cambiate. Ecco da lì le nostre
sollecitazioni a Trenitalia che però sono rimaste inascoltate.
L'esigenza dell'interrogazione è proprio quella di mettere nero su
bianco quello che già avevamo stimolato a Trenitalia e che già la
Giunta e il Governo Musumeci aveva recepito nel contratto che è
stato stilato con Trenitalia. Ma che per ora non vediamo, nei
fatti, recepito.
Ci fa piacere invece che sui treni ci siano stati gli acquisti dei
nuovi vagoni e che quindi da qui ai prossimi anni saranno
rimodernati tutti comprese queste tratte che continuano a viaggiare
con treni vecchi. Anche sul wi-fi mi ritengo assolutamente
soddisfatta. Per RFI devo segnalarle ancora una volta, Assesore
Falcone, che noi più volte in Commissione abbiamo convocato RFI e
ogni volta c'è stato chiesto un rinvio per motivi vari che non sto
qui a ripetere. E siccome noi abbiamo una serie di cose da
sottoporre all'attenzione anche di RFI, dalla fermata di Donna
Lucata alla esigenza della fermata che io ho sottolineato, non è
semplicemente nell'area industriale di Agrigento, ma è dove c'è
l'Ospedale più grande della provincia di Agrigento, il San Giovanni
di Dio. Quindi è un luogo per i pendolari e per le utenze di
grandissimo afflusso. E invece paradossalmente i treni passano da
lì ma loro devono fermarsi ad Agrigento e poi collegarsi, in
maniera tra l'altro pessima, con trasporto pubblico urbano verso
l'Ospedale e l'area industriale. Quando una pensilina, non serve
una fermata ultra moderna, basterebbe una pensilina, quindi non a
costi di milioni di euro, basterebbero poche migliaia di euro per
dare però la possibilità a tanti cittadini agrigentini e non solo,
anche della provincia, di potere arrivare al San Giovanni di Dio e
all'area industriale in maniera diretta e molto più comoda. Sono
piccole esigenze ma che renderebbero migliore la vita di tanti
siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la domanda è sempre se ci sono
treni brutti perché non ci sono passeggeri oppure non ci sono
passeggeri perché ci sono brutti treni.
SAVARINO. Ci sono pochi passeggeri perché quei treni passano negli
orari sbagliati come ho spiegato. Passano in orari che una volta
rispondevano alla esigenza di portare operai a Gela e oggi non c'è
più. Invece oggi l'esigenza è quella di portare studenti e
lavoratori verso le aree metropolitane.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 432 Monitoraggio circa
la sicurezza della rete stradale ed autostradale siciliana a firma
dell'onorevole Lupo.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture, premesso che:
il Presidente della Regione, all'indomani dell'immane tragedia del
crollo del ponte Morandi nella città di Genova, ha convocato i
vertici regionali di Anas, del CAS, della Protezione civile e i
dirigenti dell'Assessorato Infrastrutture per l'avvio di un
programma di verifiche sulla sicurezza di ponti, strade ed
autostrade;
da notizie diffuse dalla stampa, si apprende che il governo
regionale avrebbe inviato una lettera a tutte le concessionarie
delle autostrade siciliane per chiedere una relazione sulle
condizioni di sicurezza delle infrastrutture in gestione;
la viabilità stradale ed autostradale in Sicilia sconta un'annosa
carenza di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, e
numerosi sono gli episodi di crolli e cedimenti di pezzi di
infrastrutture occorsi negli ultimi anni;
per sapere:
se siano state avviate, nel concreto, le operazioni di verifica
circa lo stato di sicurezza delle infrastrutture viarie della
Regione e quali siano gli esiti, anche parziali, delle stesse;
se, alla luce delle risultanze delle suddette verifiche, siano
stati adottati provvedimenti rivolti a garantire la sicurezza della
circolazione o programmato interventi di ripristino e
manutenzione».
FIGUCCIA. Bravo Bravo Bene Ma che Presidente sei
PRESIDENTE. Ma cosa è successo?
FIGUCCIA. L'ha detto agli Uffici Sei una persona poca seria
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la prego Non so cosa sta dicendo
Me lo venga a spiegare qui perché non lo so
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per rispondere
all'interrogazione 432.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che il monitoraggio a cui fa
riferimento il Presidente Lupo riguarda .
FIGUCCIA. Ma si diverte così?
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la prego faccia parlare
l'Assessore. Venga qui e me ne parli. Qual è il problema?
FIGUCCIA. Si diverta, si diverta .
PRESIDENTE. Ognuno si diverta a modo proprio, onorevole Figuccia.
Allontanate per favore l'onorevole Figuccia
Assessore, la prego di continuare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Parliamo
di monitoraggio sulle infrastrutture viarie. Quel monitoraggio che
è stato pensato dal Governo regionale e dal Presidente Musumeci a
seguito di quella disgrazia che è successa nel 2018, precisamente
il 14 agosto 2018, quando cadde il ponte Morandi sul Polcevera.
Immediatamente, il 24 agosto venne convocato un incontro con Anas,
con il CAS, con i 3 sindaci metropolitani e i 6 Commissari dei
Liberi Consorzi, perché il Presidente Musumeci chiese appunto lo
stato di monitoraggio su tutti i ponti e i viadotti, ma anche sulle
gallerie, e chiese appunto quale fosse lo stato di salute. In
ragione di questo sono state considerate che nelle strade statali
l'ANAS aveva garantito di tenere sotto controllo tutti i viadotti e
tutti i ponti, invece le vere criticità rimanevano in capo alla
cassa, al consorzio autostrade siciliane ed in capo ai liberi
consorzi e alle strade provinciali. Il CAS ha proceduto a fare una
verifica di tutti i cavalcavia e di fare una verifica anche dei
viadotti, tant'è che sulla A20 ad esempio abbiamo proceduto, ha
proceduto il CAS ad una parzializzazione prima e addirittura ad una
chiusura sul viadotto Buzza, ma anche la stessa cosa dicasi sul
viadotto Pollina, tanto per fare degli esempi. Entrambi i viadotti,
ma anche altri, li abbiamo sottoposti a dei monitoraggi. Ci sono
dei sensori applicati a circa dieci viadotti, che monitorano lo
stato salute, eventuali movimenti di queste infrastrutture, di
queste opere d'arte. Sull'A18, invece, abbiamo mandato in gara, il
CAS ha mandato in gara la sistemazione di ben dodici cavalcavia,
che servono appunto, che erano un po' degradati e che necessitavano
di miglioramenti. Invece su altre due gallerie che sono anche opere
d'arte, le Guido Mandri, sono le due gallerie artificiali sempre
sulla Catania-Messina, immediatamente prima di Scaletta o in
corrispondenza del Comune di Scaletta-Zanclea, e quindi dopo Alì,
abbiamo la stessa cosa, stiamo mandando in gara la sistemazione di
queste opere d'arte.
Invece, ragionamento più complesso è per quanto riguarda i 1900
ponti e viadotti provinciali. Abbiamo verificato che ci sono circa
duecento ponti e viadotti che hanno necessità di maggiore
manutenzione e di maggiore monitoraggio. Cinque sono ad esempio in
provincia di Enna, ce ne sono tanti altri in provincia di Palermo,
una ventina in provincia di Palermo, quindici in provincia di
Catania, e così via. Su questi, abbiamo svincolato delle somme,
abbiamo reperito delle somme pari a cinque milioni e mezzo di euro
che volevamo assegnare all'ANAS.
In un primo momento l'ANAS ci aveva detto che era pronta e
disponibile a poterlo fare, ultimamente a seguito dei cambiamenti
della governance, l'amministratore delegato, dei cambiamenti oggi
dei direttori, dell'operation (che sono le manutenzioni), e della
pianificazione Grandi Opere, che sono i due grossi settori di
operatività dell'ANAS, un po' c'è stato un momento di
rallentamento. Io proprio oggi mi sono sentito con l'Ingegnere
Socodato per chiedere se ancora sono disponibili a sostituirsi alle
province che nel frattempo, in maniera molto potremmo dire molto
semplicistica, ma comunque in maniera altrettanto efficace, stanno
procedendo a fare dei monitoraggi su alcuni viadotti considerati
più a rischio, se ancora sono disponibili a voler procedere.
Diversamente, faremo una gara, abbiamo le risorse, faremo una gara
e con questa gara daremo incarico a delle aziende di indagini,
aziende specializzate, che potranno procedere a delle verifiche, a
dei monitoraggi tramite strumentazioni radar, tramite degli
strumenti che possono addirittura far vedere lo stato di degrado di
queste infrastrutture e poter poi eventualmente intervenire.
Quindi, il monitoraggio già è partito, per quanto riguarda tutte le
strade statali e le strade di competenza del consorzio Autostrade
Siciliane. E' partito anche in maniera un po' poco professionale,
potremmo anche dire, nei confronti delle strade provinciali, però
abbiamo appunto appostato circa cinque milioni e mezzo di euro per
affermare e per mettere in campo delle azioni utili, in sinergia
con le province e poter finalmente mettere a regime tutti i nostri
ponti e viadotti ancorché di competenza provinciale e non
regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
soddisfatto della risposta perché l'Assessore ha risposto
puntualmente all'interrogazione, meno soddisfatto rispetto
all'impegno che io penso il Governo debba profondare sull'emergenza
che riguarda la sicurezza della rete stradale e autostradale.
Quindi, nel dichiararmi soddisfatto inviterei l'Assessore a
riferire periodicamente, anche in assenza di interrogazioni, in
Commissione IV, che è la Commissione competente, sull'andamento del
monitoraggio e sugli interventi che il Governo ha realizzato ed
intende periodicamente realizzare, proprio al fine di favorire una
maggiore informativa nei confronti del Parlamento regionale ed
anche una migliore collaborazione rispetto ad un tema che è quello
della sicurezza stradale che sicuramente interessa tutti i
cittadini siciliani.
Sull'ordine dei lavori
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, avevo osservato con grande attenzione
e sorridendo, mi sono fatto una bella risata, quando si è
avvicinato agli Uffici ed ha detto guardate, ora qui c'è
l'interrogazione', ma siccome ognuno si diverte a modo proprio,
guardandola mi diverto, lei mi fa proprio ridere a crepacuore,
perché, vede, quelli che non si divertono invece sono ad esempio
quelli del Comitato di via Sicilia, che si chiedono perché a
Palermo il Presidente dell'Assemblea ha deciso di divertirsi così,
in questa maniera, così, legata all'improvvisazione, invece di dare
risposte ai problemi dell'anello ferroviario
PRESIDENTE. Ma lei dice cose lei si diverte da solo perché dice
cose che capisce solo lei, l'interrogazione è adesso.
FIGUCCIA. Ma come mai, signor Presidente, ha deciso di saltare
giusto le due interrogazioni?
PRESIDENTE. A parte che queste sono decisioni della Presidenza, ma
quando ho fatto prima con quelle dell'onorevole Trizzino, lei
perché non ha gridato? Sono decisioni che prende il Presidente, la
sua interrogazione è qua, perché non c'era prima.
FIGUCCIA. Signor Presidente, lei continua a farmi divertire, le
faccio un applauso, lei è simpaticissimo, lei si diverte, peccato
che i siciliani piangono, lei è troppo simpatico, è un
mattacchione
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, se lei ritiene di poter utilizzare
l'educazione bene Se sta andando via, allora evitiamo
l'interrogazione.
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 407 Chiarimenti sullo
stato dei lavori del cantiere di via Sicilia a Palermo. , a firma
dell'onorevole Figuccia.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che da parecchi anni la zona compresa tra
via Sicilia e viale Lazio a Palermo, è interessata da un cantiere
per la costruzione dell'anello ferroviario;
considerato che:
il perdurare dei lavori sta provocando gravissimi disagi ai
residenti e ai commercianti della zona;
i danni e le conseguenze economiche cagionate, non sono
calcolabili dal momento che sussistono una molteplicità di effetti
che attengono alla sfera materiale, psicologica e culturale;
rilevato che:
da circa tre mesi i residenti destati da legittime preoccupazioni,
non vedono operai nel cantiere de quo;
per tali ragioni l'omonimo comitato nel quale gli stessi residenti
e commercianti si sono costituiti, denominato Comitato Via Sicilia,
ha provveduto a inoltrare una mail alla dirigenza RFI per chiedere
chiarimenti;
in data 04.09.2018 l'ing. Filippo Palazzo avrebbe risposto che la
prosecuzione dei lavori sarebbe prevista addirittura per giugno
2019, prolungando l'attesa a tempistiche insostenibili;
per sapere:
perché da settimane i lavori del cantiere di via Sicilia siano
fermi, perché starebbero andando avanti, sia pure con molta
lentezza, soltanto i lavori in superficie e non quelli sotterranei;
quali siano le imprese attualmente operanti con il sistema del
subappalto, quanti siano gli operai in servizio e quando dovrebbero
finire i lavori;
se non si ritenga opportuno, con l'urgenza del caso, porre tutte
le azioni necessarie al fine di garantire una tempestiva ripresa
dei lavori, fissando termini perentori per la consegna dell'opera
ancora in fase di realizzazione».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per
rispondere all'interrogazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, parliamo della questione legata al cantiere dell'anello
ferroviario di Palermo, parliamo del cantiere che in questo momento
riguarda ancora via Sicilia che interessa anche viale Lazio, cioè
tutta quella parte di quell'opera che è stata finanziata al comune
di Palermo ma che sta attuando la rete ferroviaria italiana tramite
l'azienda Tecnis. Vorrei ricordare che l'azienda Tecnis è in una
condizione di amministrazione straordinaria, c'era il professore
Ruperto sino a qualche settimana fa, da un paio di settimane è
stato affiancato da altri due commissari.
Cosa è successo sostanzialmente? Sino a due mesi fa i lavori
procedevano, anche se a rilento, perché RFI pagava direttamente le
ditte fornitrici e subappaltatrici. Ad un certo punto, da due mesi
a questa parte, la Tecnis ha invece sospeso i lavori ed ha di fatto
impedito a RFI di continuare a eseguire questi lavori tramite le
aziende sub appaltatrici, perché avrebbe dovuto vendere l'intera
azienda.
Non sto qua a dire che c'erano delle trattative in corso per
vendere tutta l'azienda e non soltanto questo ramo di azienda che
vale circa 100 milioni di euro, ora 80 milioni di euro, alla fine
li abbiamo convocati, abbiamo avuto un incontro abbastanza
difficile a Roma, in quell'incontro abbiamo intimato Tecnis a
riprendere immediatamente i lavori fino al punto di diffidare RFI
eventualmente a rescindere, a risolvere il contratto con dei danni
però all'azienda ma anche all'intero appalto.
Tecnis ha chiesto un po' di tempo per regolarizzare alcune
questioni negoziali per quanto riguarda il lavoro, questo lavoro lo
vorrei ricordare non è commissionato dalla Regione siciliana ma la
Regione siciliana è intervenuta in via sostitutiva al comune perché
un comune il cui destinatario e il cui beneficiario è Palermo, è il
comune di Palermo beneficiario non è un lavoro che abbiamo
programmato noi come Regione siciliana però è chiaro poiché
trattasi di rete ferroviaria italiana siamo intervenuti per trovare
una soluzione. Abbiamo chiesto a RFI, però in sintesi, che può far
riprendere entro il mese di maggio questi lavori oppure dovrà suo
malgrado procedere alla risoluzione del contratto per inadempimento
contrattuale.
Siamo convinti, avremo un incontro, forse settimana prossima con
tutti e tre i commissari perché la mancata ripresa del cantiere sta
mettendo oltre che a dura prova gli abitanti della zona ma sta
creando un danno alla stessa azienda e alla stessa rete ferroviaria
italiana.
Speriamo quindi, abbiamo anche chiesto al Ministero dello sviluppo
economico di procedere, di accelerare la vendita al fine di poter
consentire che una nuova azienda intervenisse subentrando a Tecnis
e riuscendo a concludere i lavori di un appalto che vorrei
ricordare non è un appalto in perdita ma è un appalto che avrebbe
anche un suo utile di impresa.
Quindi, bisogna purtroppo aspettare che si esaurisca, che spiri il
termine per la nostra diffida che abbiamo fatto e poi potremo
magari rivederci fra un mese a fine maggio per capire a che punto
sono, a che punto è la Tecnis e cosa ha fatto anche RFI.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'interrogante per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.
Dopo l'intervento dell'onorevole Figuccia, non essendoci il
Vicepresidente ho bisogno di cinque minuti precisi di intervallo,
cinque minuti, ognuno ha le sue esigenze onorevole Ciancio, cinque
minuti precisi.
FIGUCCIA. Mi ritengo assolutamente soddisfatto della risposta
dell'Assessore Falcone evidentemente il comitato in realtà nasce in
contrapposizione purtroppo a lentezze addebitabili non tanto al
Governo regionale quanto anche, qui si intrecciano fatti legati
anche all'Amministrazione comunale soprattutto all'Amministrazione
Orlando.
Qui ci sono anche delle attività, assessore, magari
nell'interrogazione a questo si faceva poco riferimento, che hanno
praticamente chiuso, qua c'è un bar che ha investito decine di
migliaia di euro insieme a piccole imprese, ecco allora voler
mortificare l'attività di queste piccole e medie imprese che
ovviamente fanno leva solo sui sacrifici del proprio lavoro era
assolutamente un fatto che non potevamo tollerare.
Tra l'altro si era determinata una vicenda addirittura ad imbuto
per cui anche era difficile far passare un'ambulanza per cui sono
certo che ci sarà occasione, ulteriormente magari per incontrare e
tranquillizzare questo comitato di cittadini che riconoscerà nelle
sensibilità del Governo e della sua persona l'opportunità di
trovare presto, prestissimo una soluzione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti precisi, per poi
passare alla prossima interrogazione.
(La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.47)
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, è stata votata all'inizio della
seduta una mozione su Radio Radicale.
Anche il mio Gruppo parlamentare Diventerà Bellissima ne ha
presentata una. Volevo chiedere agli uffici se si poteva unificare
alle altre. Siccome è assolutamente affine alle mozioni che sono
state approvate, è la n. 244.
PRESIDENTE. Va bene. Faccio fare le ricerche e, ovviamente, se è
assolutamente affine alle altre credo che non ci siano problemi.
SAVARINO. E' assolutamente in linea con le altre e, quindi,
chiedevo ai colleghi se era possibile legarla per l'approvazione.
PRESIDENTE. Quando è stata presentata?
SAVARINO. Stamattina presto, è la n. 244.
PRESIDENTE. Allora, la perdoniamo. Per essere inserite all'ordine
del giorno dell'Aula devono essere presentate qualche giorno prima.
SAVARINO. A volte si presentano direttamente in Aula. Si fanno le
sintesi.
Poi le volevo chiedere, visto che stiamo parlando di mozioni, se è
possibile calendarizzare un'altra mozione che il mio Gruppo
parlamentare ha presentato sulle vicende legate alla crisi del
Venezuela.
Anche su questo argomento ci sono altre mozioni.
PRESIDENTE. Vedremo in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari.
Scusate, prima di ridare la parola all'Assessore, per
l'interrogazione n. 425 volevo avvertirvi che alcuni giorni fa è
venuto a mancare l'onorevole Gianni Parisi che è stato
un'importante deputato di questa Assemblea.
Avremmo il piacere di fare una piccola commemorazione
dell'Assemblea, per come è giusto che si faccia, per cui la
calendarizziamo sin da adesso per martedì prossimo.
Ad apertura di seduta ci sarà la commemorazione dell'onorevole
Gianni Parisi.
Si passa all'interrogazione n. 425. Dopodiché i colleghi sono
disponibili a continuare ad oltranza? Oppure se c'è qualcuno che lo
ritiene possiamo anche rimandarle perché ce ne sono ancora tante.
Se le vogliamo fare tutte facciamo veramente tardi.
CIANCIO. E a quando?
PRESIDENTE. Sempre a martedì, eventualmente.
PRESIDENTE. Ditemi, io sono qua, per cui per me possiamo restare
però, ripeto, il problema è questo: se ognuno di voi - e certamente
per essere qua ognuno di voi ce ne ha qualcuna, quindi è chiaro che
ognuno di voi ha interesse che si faccia quella vostra -, ripeto,
siccome sono già le 19.00 se volete per me possiamo andare avanti
io non ho problemi.
FOTI. Continuiamo.
PRESIDENTE. Andiamo avanti, perfetto, va benissimo.
Allora, onorevole Falcone io la devo pregare, sinceramente, di
essere molto breve e nelle risposte di evitare di dare contro
risposte perché se no veramente facciamo mezzanotte e non sarebbe
possibile. Grazie.
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
della rubrica Infrastrutture e mobilità
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 425 Chiarimenti in
merito alla gestione di Anas della rete stradale e autostradale
siciliana , a firma dell'onorevole Figuccia. Per assenza del
firmatario, l'interrogazione si intende presentata con richiesta di
risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 101 Notizie sul completamento della
strada ciclabile di Castiglione di Sicilia , a firma degli
onorevoli Ciancio ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
con l'art. 44 bis del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito
in Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 viene disciplinato l'Elenco
anagrafe delle opere pubbliche incompiute;
l'elenco di cui sopra è istituito presso il Ministero delle
Infrastrutture e dei trasporti, articolato a livello regionale
mediante la previsione di appositi elenchi presso gli assessorati
regionali competenti per le opere pubbliche;
sul sito istituzionale dell'Assessorato regionale delle
Infrastrutture e della mobilità, nella sezione dedicata
espressamente alle opere incompiute, in data 29 giugno 2018 è stata
pubblicata la tabella riepilogativa di tutte le opere incompiute
insistenti sul territorio siciliano facenti riferimento all'anno
2017 l'opera pubblica qui in esame è indicizzata in detta tabella
con l'espressione 'lavori di costruzione della strada comunale
esterna costa';
secondo l'elenco regionale, il costo di tale opera ammonta,
all'esito delle varie fasi costruttive chiarite appresso, alla
cifra di 22.724.103,56, pari ad una percentuale di realizzazione
dell'85,39%;
considerato che:
secondo le stime del Ministero dei Trasporti e dell'Assessorato
regionale delle infrastrutture, il completamento di tale struttura
comporterebbe un ulteriore esborso pari a 2 mln di euro, in quanto
l'opera non è ancora fruibile;
la causa della dichiarazione di incompiutezza dell'opera in
oggetto viene così espressa: 'i lavori di realizzazione, ultimati,
non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l'opera
non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato
e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle
operazioni di collaudo';
appreso che:
secondo fonti di stampa, originariamente il progetto, finanziato
per una somma di 14,9 milioni di euro, prevedeva uno scorrimento
veloce che avrebbe dovuto unire Castiglione e Linguaglossa;
sull' iniziativa si concentrarono subito le opposizioni di
Soprintendenza e ambientalisti tanto che, dopo lunghe trattative
invece della camionabile il Comune di Castiglione decise nel 2000
di chiedere lo spostamento del finanziamento verso un'opera
ecocompatibile : il recupero come ciclabile di una vecchia
diramazione della ferrovia Circumetnea, quella che la gente da
decenni chiama la 'strada costa', con una lievitazione dei costi
tra il 2000 e il 2009 di ulteriori 7,8 milioni;
varie frane hanno invaso un tratto di pista con la conseguenza che
'ancor prima dell' inaugurazione la pista ciclabile è diventata
impraticabile';
sono passati dodici anni dal 31 gennaio 2006, data di consegna
prevista per i lavori dell'opera;
il governo regionale ha istituito una task-force volta a riaprire
il dossier 'strada costa';
visto che:
secondo notizie recenti, la Procura ha aperto un'indagine sullo
spreco di denaro pubblico perpetratosi nella realizzazione
dell'opera in esame che fa il paio con una inchiesta che sarebbe
stata avviata anche da parte dell'Assessorato regionale alle
infrastrutture per 'l'implementazione delle azioni volte a
fronteggiare, accelerare e risolvere le criticità delle opere
incompiute', tanto da convocare presso gli uffici preposti una
riunione urgente con il primo cittadino di Castiglione di Sicilia;
gli interpellanti hanno avuto modo di verificare di persona lo
stato di totale abbandono della pista, dopo un sopralluogo
effettuato nel mese di settembre.
per conoscere:
a quali risultati sia giunta fino ad oggi la Task-force e se, al
netto degli accertamenti giudiziari, siano state individuate
responsabilità amministrative nella gestione e nel controllo dei
lavori;
se la task-force abbia individuato una strategia per rendere
finalmente fruibile l'opera, recuperando quanto di recuperabile e
definendo un cronoprogramma per il completamento dell'opera».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Parliamo
della strada 81 mi pare; è giusto?
CIANCIO. E' la pista ciclabile di Castiglione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, questa non è di competenza dell'Assessorato delle
infrastrutture.
Abbiamo mandato l'interrogazione all'Assessorato al Turismo per
capire se loro sono competenti, poi su questa abbiamo anche chiesto
dei chiarimenti, per cui io mi riserverei di rispondere su questa
interrogazione avendo degli approfondimenti, a meno che, onorevole
Ciancio la vuole spiegare?
CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.
PRESIDENTE. Se l'Assessore si dichiara incompetente è inutile che
stiamo qua
CIANCIO. Basta che non venga cancellata.
PRESIDENTE. No, prego, lo dico soltanto per un fatto di ordine dei
lavori.
CIANCIO. Signor Presidente, anch'io intervengo sull'ordine dei
lavori, l'importante è che ci sia una risposta su questa
interpellanza, poi che me la dà l'Assessore Falcone o l'Assessore
per il turismo...
PRESIDENTE. Io a questo punto la lascio scegliere se averla
scritta
CIANCIO. Anche perché le deleghe, se ci fosse stato il bisogno di
indirizzarla a qualche altro Assessorato di solito lo segnalano,
questo non mi è stato segnalato, però va bene basta che non venga
cancellata dai registri poi o l'Assessore Falcone o l'Assessore
Pappalardo mi diano una risposta.
PRESIDENTE. Per chiarimenti: Assessore Falcone, il Presidente
della Regione aveva delegato lei a fornire risposta, se però lei
ritiene di non essere pronto la svolgiamo la prossima seduta oppure
diamo risposta scritta, come lei preferisce. La facciamo alla
prossima seduta? Orale?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. No, la
faremo scritta. Manderò una risposta scritta perché rientra, tra
l'altro, tra le opere incompiute.
Io devo dire anche la verità che ho dato un report - così lo
possiamo anche verificare - delle opere incompiute all'onorevole Di
Paola.
Eventualmente lo possiamo verificare, perché questa rientra tra le
opere incompiute, per cui le indirizzerò una nota scritta e le
chiarirò i termini della questione, ancorché non sia di particolare
nostra competenza, cioè la fonte di finanziamento non sono le
infrastrutture ma è un altro Assessorato, però le indirizzerò una
nota precisa scritta e così poi ci possiamo anche confrontare.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 455 Notizie in merito
alla S.S. 115, viadotti Akragas I e II , a firma degli onorevoli
Di Mauro ed altri. Per assenza del firmatario, la stessa viene
trasformata con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 105 Dichiarazione dello stato di
calamità per fronteggiare i danni causati dalle mareggiate del 28
settembre 2018 , a firma degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che le zone costiere delle ex province di
Catania, Messina Ionica e la zona costiera mediterranea della ex
provincia di Ragusa nella notte del 28 settembre 2018 sono state
interessate da intensissimi fenomeni meteorologici scaturiti in
imponenti mareggiate che hanno causato ingenti danni alle
infrastrutture portuali pubbliche e private oltreché agli
stabilimenti balneari e alle attività commerciali ancora insistenti
sulla costa;
considerato che ai sensi della legge regionale 18 maggio 1995 n.
42, ai fini dell'applicazione dell' articolo 39, comma 2, della
legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, come sostituito
dall'articolo 44 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, la
dichiarazione dello stato di calamità, è di competenza della Giunta
regionale, su proposta del Presidente della Regione;
rilevato che è necessario procedere ad interventi di somma urgenza
volti a fronteggiare l'emergenza al fine anche di sostenere le
pubbliche amministrazioni locali;
per conoscere se non ritengano necessario per quanto in premessa
dichiarare lo stato di calamità naturale ai sensi della già citata
legge regionale 18 maggio 1995 n. 42.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Signor
Presidente, in merito abbiamo già proceduto - tutti gli eventi
atmosferici che hanno creato scompensi al nostro Territorio sono
stati classificati, catalogati e/o con procedimenti urgenti e
contingibili o addirittura provvedimenti relativamente a calamità
naturali.
Questi danni causati dalle mareggiate sono stati anche
classificati.
Non sono stati classificati come necessari gli interventi di
calamità naturale perché non possono essere classificati tali, però
con l'Assessorato del territorio e l'ambiente e il dissesto
idrogeologico - devo dire che si è fatto un Piano delle erosioni
costiere fra cui rientreranno anche le zone colpite da queste
mareggiate.
In questo senso il piano è allo studio del dott. Croce che sta
procedendo e pianificando a uno studio complessivo per l'intera
Sicilia e prossimamente - ecco perché non è proprio di competenza
nostra - sarà dato un Piano che riguarderà determinate zone
costiere, determinate zone del litorale che saranno interessate a
questo Piano.
In questo senso la competenza per questa interpellanza è più da
rivolgere al dissesto idrogeologico'.
PRESIDENTE. Che facciamo? Risposta scritta o aspetta?
(Dal proprio scranno l'onorevole Foti fa cenno di prendere atto
della risposta fornita)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 476 Ripristino del
transito del viadotto lungo la S.P. 9 Ravanusa - Butera. , a firma
dell'onorevole Catanzaro che la fa propria l'onorevole Lupo.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la strada provinciale SP9, è un asse viario di estrema importanza
per l'economia del territorio a cavallo tra i territori di Agrigento
e Caltanissetta, rappresentando uno snodo fondamentale per la
logistica del sistema produttivo locale;
la viabilità locale è un presupposto fondamentale per lo sviluppo
di nuovi investimenti aziendali che non sono immaginabili senza lo
sviluppo infrastrutturale;
considerato che:
nelle ultime settimane, la Coldiretti ha lanciato un'accorata
denuncia della precaria condizione infrastrutturale preoccupata per
il futuro delle aziende di produzione di pesche, uva da mosto e da
tavola, mandorleti, nonché la presenza in tutta l'area zona di
allevamenti di animali che devono essere accuditi quotidianamente;
l'unica viabilità alternativa possibile presume la percorrenza di
un tratto lungo parecchie decine di chilometri a fronte di poche
decine di metri di viadotto chiuso al transito, generando enormi
costi e disagi per il sistema produttivo locale basato sul sistema
turistico ed agro-alimentare;
l'approssimarsi della stagione della semina, la chiusura del
tratto di strada, rischia di provocare ancora maggiori danni agli
agricoltori per gli elevati costi di carburante che sono costretti a
sostenere;
il transito dell'alternativa viaria, con mezzi agricoli la cui
velocità di crociera e nell'ordine di 35-40 km/h, allunga
enormemente i tempi di percorrenza;
visto che l'avvicinarsi della stagione autunnale aumenta
proporzionalmente, all'aumento delle precipitazioni la pericolosità
intrinseca del territorio;
per sapere se e quali iniziative urgenti stiano mettendo in atto
per il ripristino del transito nel viadotto lungo la SP 9 Ravanusa-
Butera al fine di scongiurare il perpetuarsi delle condizioni di
disagio».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. In merito
alla SP 9, la Ravanusa-Butera, c'era stato rappresentato questo
disagio degli utenti.
Lo abbiamo rappresentato al Libero Consorzio di Agrigento che è
intervenuto, ha attivato le procedure di primo intervento e ha
ripristinato il transito e la viabilità - certo ci vorrebbe un
intervento molto più consistente.
Pertanto rimaniamo in attesa di un progetto che possa mettere in
campo un conseguente finanziamento per potere intervenire
compiutamente su questa arteria provinciale.
PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, è soddisfatto o meno della
risposta fornita dall'Assessore?
CATANZARO. Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 477, Chiarimenti
sull'adempimento dell'obbligo di preinformazione relativo ai servizi
pubblici di trasporto di passeggeri su strada , a firma
dell'onorevole Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità, premesso che:
il Regolamento (CE) n. 1370/ 2007, relativo ai servizi pubblici
di trasporto passeggeri su strada e per ferrovia, abroga i
regolamenti del Consiglio n. 1191/69 e 1107/70 e definisce
indirizzi sulle forme di affidamento del servizio e sulle
compensazioni da corrispondere alle ditte esercenti;
in applicazione dell'art. 27, comma 6, della legge regionale 22
dicembre 2005, n. 19, concernente disposizioni sul riassetto
organizzativo e funzionale del Trasporto pubblico locale (T.P.L.),
modificato con l'art. 53, commi 1 e 2, della legge regionale 8
febbraio 2007, n. 2, tutte le concessioni rilasciate ai sensi della
legge 28 settembre 1939, n. 1822 e della legge regionale 4 giugno
1964, n. 10 sono state trasformate, nelle more del riassetto
organizzativo e funzionale del trasporto pubblico locale, in
contratti di affidamento provvisorio, per la durata di 36 mesi;
con D.D.G n. 632 del 10 agosto 2009, pubblicato nella GURS n. 38
del 14.8.2009, è stata disposta la proroga della scadenza dei
contratti stipulati ai sensi dell'art. 27 della Legge regionale 22
dicembre 2005 n. 19 di ulteriori 5 anni, sino alla data del 9
novembre 2015;
con D.D.G. n. 2310 del 7 ottobre 2015, vistato alla Ragioneria
Centrale per l'Assessorato Reg.le Infrastrutture e Mobilità il 13
ottobre 2015, è stata disposta - tra le altre - la rideterminazione
al 31 dicembre 2017 del termine di efficacia dei rapporti di
affidamento provvisorio, costituiti ai sensi del citato art. 25
della L.r 19/2005;
con D.D.G. n. 3000 del 30 novembre 2017, in virtù dell'art. 15
della Legge regionale 9 maggio 2017 n 8, si è disposta la terza
proroga della scadenza dei contratti di affidamento provvisorio del
trasporto pubblico regionale e locale sino al termine ultimo
previsto dall'art. 8, paragr 2, del Reg. 1370/2007 (e cioè 3
dicembre 2019), onde non compromettere la regolare continuità degli
affidamenti, al fine di completare le attività propedeutiche
necessarie alla indizione dei bandi per l'aggiudicazione dei
servizi minimi;
rilevato che:
la prescrizione contenuta all'art. 8, par.2 , del Reg. 1370/2007
sancisce che l'aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico
per ferrovia o su strada deve conformarsi alle statuizioni
contenute all'art. del medesimo Reg. a decorrere dal 3 dicembre
2019;
il considerando 29 del regolamento n. 1370/2007 prevede che ai
fini dell'aggiudicazione dei contratti di servizio pubblico le
autorità competenti dovrebbero adottare le necessarie misure per
pubblicizzare, con almeno un anno di anticipo, il fatto che
intendono aggiudicare tali contratti così da consentire ai
potenziali operatori del servizio pubblico di attivarsi;
l'articolo 7 di detto regolamento, rubricato Pubblicazione, al
paragrafo 2 enuncia: Ciascuna autorità competente prende i
provvedimenti necessari affinché, almeno un anno prima dell'inizio
della procedura di gara o un anno prima dell'aggiudicazione diretta
del contratto, siano pubblicate nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea, come minimo, le seguenti informazioni: a) nome
e indirizzo dell'autorità competente; b) tipo di aggiudicazione
previsto; c) servizi e territori potenzialmente interessati
dall'aggiudicazione.
Le autorità competenti possono decidere di non pubblicare queste
informazioni qualora un contratto di servizio pubblico riguardi una
fornitura annuale di meno di 50 000 chilometri di servizi di
trasporto pubblico di passeggeri.
Qualora dette informazioni cambino successivamente alla loro
pubblicazione, l'autorità competente pubblica di conseguenza una
rettifica al più presto. Tale rettifica non pregiudica la data di
avvio dell'aggiudicazione diretta o del bando di gara.;
la Corte di Giustizia europea ha precisato come l'articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento n. 1370/2007 deve essere interpretato
nel senso che l'obbligo di preinformazione da esso previsto si
applica ad appalti di servizi pubblici di trasporto con autobus che
sono, in linea di principio, aggiudicati conformemente alle
procedure previste dalla direttiva 2014/24 o dalla direttiva
2014/25 e, in quanto lex specialis, prevale su queste ultime;
considerato che:
il termine ultimo previsto dall'art. 8, paragr. 2, del Reg.
1370/2007 è il 3 dicembre 2019;
è imminente pertanto la scadenza del termine per adempiere
all'obbligo di preinformazione previsto dall'articolo 7, paragrafo
2, del regolamento n. 1370/2007;
la violazione di tale obbligo potrebbe comportare l'illegittimità
del bando di gara nel caso in cui l'amministrazione aggiudicatrice
abbia per il resto soddisfatto tutti i requisiti stabiliti dalle
direttive in materia di appalti pubblici;
tale violazione potrebbe altresì configurare una lesione del
principio della par condicio competitorum tra le aziende che
attualmente esercito il servizio pubblico di trasporto e quelle che
si accingono a partecipare alla procedura di affidamento;
il diritto conferito agli operatori economici dall'articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento n. 1370/2007 mira, da un lato, a
consentire agli stessi di attivarsi rispetto alle intenzioni della
stazione appaltante circa le modalità di aggiudicazione a cui
intende ricorrere, e, dall'altro, a consentire agli operatori
economici il tempo di prepararsi meglio per la gara;
visto che alcuni addetti ai lavori hanno sollevato il sospetto
che la Regione abbia posto in essere una procedura di affidamento
per individuare una società esterna di consulenza che si occupi di
predisporre il bando pubblico per l'affidamento dei servizi di
trasporto pubblico così come imposto dalla normativa comunitaria;
per sapere:
a che punto siano le attività propedeutiche necessarie alla
indizione dei bandi per l'aggiudicazione dei servizi minimi, in
ossequio alle disposizioni contenute nel Reg. 1370/2007 (CE) che
obbligano entro il 3 dicembre 2019 all'affidamento dei servizi di
trasporto su gomma mediante espletamento di procedure concorsuali
aperte;
se non reputino opportuno adempiere celermente all'obbligo di
pubblicare determinate informazioni almeno un anno prima dell'avvio
della procedura concorsuale nella GUUE, ex art. 7, par. 2, del reg.
(CE) n. 1370/2007;
se corrisponda a verità l'indizione di una procedura di
affidamento per l'individuazione di una società esterna di
consulenza che si occupi di predisporre il bando pubblico per
l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico;
se non reputino opportuno inserire tra le informazioni ex art. 7
par. 2, del reg. (CE) n. 1370/2007 previsioni circa: il biglietto
unico per il trasporto locale; l'individuazione delle aree di
interscambio; le modalità della procedura di affidamento, in
particolare se si sta prevendendo un unico appalto o un appalto
frazionato in microaree territoriali; agevolazioni all'integrazione
dei servizi su gomma con quelli su rotaia; eventuali clausole di
salvaguardia per il personale attualmente in servizio presso le
varie aziende esercenti il trasporto pubblico locale».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Anche per
questa abbiamo risposto. Si può rintracciare nelle risposte
precedenti.
E' molto più specifica sull'interscambio, sull'intermodalità. Cosa
prevede il Piano? Il Piano prevede tutto un sistema integrato.
Considerate che l'anno scorso avevamo anche immaginato un
biglietto unico per creare questa intermodalità dei viaggiatori.
Nel Piano che poi andremo anche a sottoporre per le valutazioni
dell'Assemblea - lo faremo anche in Commissione e mi spiace che sia
andata via la Presidente Savarino - il nostro Piano sarà sottoposto
divenendo oggetto di valutazione e negazione.
Su questo vi posso dire che saranno previste le indicazioni che
con questa interrogazione l'onorevole Campo ed altri hanno dato al
Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Campo, è soddisfatto o meno della risposta
fornita dall'Assessore?
CAMPO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. L'interrogazione n. 482 Manutenzione della strada
provinciale 30 Grisì-San Cipirrello-Partinico , a firma
dell'onorevole Figuccia. Non essendo presente in Aula, si trasforma
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interrogazione 491 Iniziative per assicurare gli
investimenti nelle infrastrutture ferroviarie dell'Isola. , a firma
degli onorevoli Lupo, Arancio ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le
infrastrutture, premesso che:
nell'audizione svoltasi presso la Commissione Trasporti della
Camera dei Deputati, l'Amministratore delegato di Rete ferroviaria
italiana s.p.a. ha esposto i contenuti dello Schema di Contratto di
Programma 2017-2021 - Parte Investimenti tra Ministero delle
Infrastrutture e RFI s.p.a., strumento destinato a regolare la
programmazione, con il relativo quadro finanziario, degli
investimenti per lo sviluppo della rete ferroviaria in coerenza con
gli indirizzi strategici della programmazione economico-
finanziaria nazionale e comunitaria;
l'AD di RFI, in quella sede, ha dichiarato che le tratte ad Alta
Velocità di Napoli, Milano, Torino e Venezia esaurirebbero la
necessità di collegamento dei grandi centri urbani con l'AV, mentre
per tutto il resto della rete ferroviaria basterebbero la
velocizzazione e il potenziamento dei collegamenti;
lo stesso AD di RFI ha dichiarato, inoltre, di ritenere che in
Sicilia non sia decollato il servizio ferroviario di trasporto
merci non perché le linee esistenti siano vecchie e non in grado di
supportare il relativo traffico, ma probabilmente perché non vi è
nel territorio una presenza industriale tale da innescare una forte
domanda e che le imprese ferroviarie non sarebbero disposte ad
effettuare il servizio nel sud Italia nemmeno col sostegno di
incentivi;
rilevato che:
l'arretramento economico della Sicilia, la cui distanza dal resto
del Paese è sempre più marcata, trae origine anche da una carenza
infrastrutturale che ne penalizza tutte le potenzialità rendendo
difficilissimo per i cittadini e le imprese un equo accesso ai
mercati di produzione e consumo;
tale condizione è frutto di anni di politiche trasportistiche
errate che hanno visto crescenti disinvestimenti nel settore
ferroviario, con la chiusura, nell'arco di pochi decenni, di ben
700 km di linee, senza nessuna opera di riqualificazione o di
adeguamento dei tracciati, e privilegiando la modalità di trasporto
su strada con costi economici e sociali rilevanti, senza che ciò
abbia contribuito ad avvicinare la Sicilia al resto del Paese;
il Contratto di Programma 2017-2021 Parte Investimenti,
invertendo il trend delle precedenti edizioni, prevede importanti
opere di ammodernamento della rete siciliana, il cui stato attuale
è di totale obsolescenza, per lo più a binario unico e con
elettrificazione parziale; in particolare, oltre alla sistemazione
dei nodi di Palermo e Catania, sono previsti la velocizzazione
della Palermo-Agrigento e il raddoppio e la velocizzazione della
linea Messina - Palermo - Catania, per connettere la Sicilia al
Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia - Mediterraneo;
il raddoppio del binario lungo la tratta Messina- Catania è
interamente finanziato mentre per quanto riguarda la Palermo -
Catania, il Contratto di programma prevede, non il raddoppio, che
avrebbe tempi di realizzazione lunghi con benefici lontani, bensì
la realizzazione di una linea veloce per abbattere i tempi di
percorrenza tra le due città, affiancata da una linea tradizionale
con fermate in ogni stazione;
una importante novità derivante dalla legge n. 128/2017 e
introdotta nel Contratto di Programma è costituita dalla previsione
di risorse per la valorizzazione di linee turistiche in territori
di pregio naturalistico o archeologico grazie al reimpiego di
tratte in disuso o in corso di dismissione; la legge individua e
qualifica come turistiche 18 linee, 4 delle quali sono in
territorio siciliano: Alcantara-Randazzo, Castelvetrano-
Porto Palo, Noto-Pachino, Agrigento Bassa - Porto Empedocle;
tuttavia, soltanto quest'ultima risulta finanziata nell'ambito del
Contratto di Programma, fermo restando che le regioni possono
destinare risorse proprie per l'esercizio e il ripristino di quelle
escluse;
considerato che:
gli interventi previsti in favore della rete ferroviaria
siciliana, sebbene utili ed importanti, rimangono assolutamente
insufficienti per consentire un traffico paragonabile a quello del
resto d'Italia;
la rete ferroviaria siciliana, sebbene la più estesa tra le
regioni meridionali, è la più obsoleta sotto ogni punto di vista:
progettata o risalente alla seconda metà dell'Ottocento, su
tracciati tortuosi ed elevate pendenze, ha subito poche e limitate
opere di riqualificazione ma avrebbe bisogno di una profonda
riprogettazione in funzione delle nuove esigenze di mobilità, del
collegamento con porti ed aeroporti nonché di interventi per il
trasporto merci intermodale;
in particolare, le aree della Sicilia centrale e sud-occidentale
sono, ancora una volta, lasciate prive di adeguati collegamenti
ferroviari: in quei territori nulla è cambiato da quando la
ferrovia era a supporto dell'industria zolfifera, la velocità
commerciale è bassissima non superando i 75 km/h, interruzioni e
ritardi del traffico sono una costante; anche i convogli sono
vetusti dovendosi adattare alle specifiche tecniche delle linee;
vi sono poi aree del tutto sprovviste di collegamenti ferroviari,
nonostante le precarie condizioni della viabilità stradale e le
potenzialità turistiche che esprimono, come la costa meridionale
agrigentina e le aree interne della provincia ennese, attraversate
un tempo da ferrovie a scartamento ridotto, chiuse nella seconda
metà del secolo scorso;
l'assenza di investimenti di portata adeguata a questa emergenza
è tanto più preoccupante se si considera che il Contratto di
programma, oltre agli investimenti in essere nel periodo di vigenza
(2017- 2021), contiene anche quelli relativi ad un piano di
investimenti decennale (fino al 2026) nonché l'indicazione delle
opere la cui progettazione avrà inizio oltre il 2026: in nessuna di
tali sezioni si affrontano le profonde criticità
dell'infrastruttura ferroviaria in Sicilia, così come nessun
intendimento è manifestato in ordine alla realizzazione, anche
futura, di linee ad alta velocità;
anche a seguito del completamento delle opere di velocizzazione
della Palermo-Catania, il percorso tra le due principali città
regionali che distano circa 200 km sarà coperto in 1 h e 44 m,
certamente una performance non particolarmente competitiva con
altri vettori;
ulteriore dolente nota è costituita dal costante disimpegno di
RFI per l'attraversamento dello Stretto di Messina che ha
avvantaggiato i gestori privati, in particolare per quanto riguarda
il collegamento veloce tra le due città metropolitane, Messina e
Reggio Calabria, che è carente, specialmente nelle ore serali, ed
ostacola l'auspicata integrazione economica e sociale con lesione
del principio della continuità territoriale;
i lavori per il completamento ed il raddoppio del Passante
ferroviario di Palermo, opera fondamentale per una mobilità
alternativa nel capoluogo e in tutta l'area metropolitana, scontano
pesanti ritardi, rimanendo incompiuto, dopo ben 14 anni, circa il
15% delle opere: il raddoppio non è completo e manca ancora la
realizzazione di alcune fermate;
per sapere:
se non ritengano di porre all'attenzione del Governo nazionale le
problematiche esposte in premessa in materia di politica del
trasporto ferroviario in Sicilia, in particolare per chiedere un
rafforzamento degli investimenti di RFI nell'isola rivolti ad un
ammodernamento integrale dell'infrastruttura ferroviaria che
consenta il collegamento veloce tra le città e nelle zone interne
tale da integrarsi con altre modalità di trasporto in un'ottica di
sostenibilità;
quali iniziative intendano adottare al fine di incentivare il
traffico delle merci anche tramite il vettore ferroviario e per
potenziare i collegamenti veloci tra le città metropolitane di
Messina e Reggio Calabria;
se non ritengano altresì opportuno reperire risorse al fine di
finanziare le linee turistiche regionali individuate dalla legge n.
128/2017 ma rimaste escluse dal Contratto di programma, quali la
Alcantara-Randazzo, la Castelvetrano-Porto Palo e la Noto-Pachino».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, su questo possiamo anche fare tutta una serie di
valutazione, è una risposta molto articolata dico soltanto una
cosa, Presidente Lupo, gli investimenti che la Regione siciliana
sta facendo su rete ferroviaria italiana sono abbastanza cospicui,
si passerà dal primo intervento che riteniamo di mandare in gara,
ci sono delle valutazioni in questo momento dall'Osservatorio dei
beni culturali che è la Giampilieri, la velocizzazione del
raddoppio ferroviario sulla Catania-Messina, che vale 2 miliardi e
300 milioni ed è il più importante intervento del sud Italia, alla
via Milo che per intenderci è la Trapani-Alcamo, un progetto da 200
milioni che in questo momento si trova al Consiglio superiore dei
lavori pubblici, e nel momento in cui sarà lo stesso approvato,
passeremo alla Conferenza dei servizi ed a fine anno lo mandiamo in
gara. In più, dobbiamo dire è dell'altro giorno di qualche
settimana fa, abbiamo ripreso i lavori dopo cinque anni per il
raddoppio ferroviario Castelbuono-Cefalù-Ogliastrillo che
collegherà il tratto da Castelbuono sino a Termini Imerese, e
quindi da Termini Imerese fino alla stazione centrale Notarbartolo
e Punta Raisi. In più sono iniziati i lavori finalmente dopo
trent'anni sul primo tratto della Catania-Palermo, precisamente i
primi 38 km che sono la Bicocca- Catenanuova, abbiamo in campo la
progettazione che va da Catenanuova sino a Dittaino, da Dittaino
sino ad Enna; e poi invece, tornando da Palermo, da Fiumetorto a
Montemaggiore, da Montemaggiore a Lercara Friddi, e quindi da
Lercara Friddi a Caltanissetta per congiungersi ad Enna, e queste
progettazioni saranno tutte completate entro l'anno 2019, per
mandarle tutte la Consiglio superiore del lavori pubblici, e quindi
mandarli tutti in gara cioè per aggiudicarli entro il dicembre del
2020.
Insomma, riteniamo che tutti i lavori, anche se in maniera
falsata, inizieranno tra il giugno 2021 e il giugno 2022, cioè
avvieremo tutti e sette i lotti per la velocizzazione da Catania a
Palermo e consentire che da una stazione all'altra si arrivi in
un'ora e 46 minuti.
Devo dire per concludere ma non per essere sintetico atteso il
tempo, abbiamo già mandato, stiamo progettando stiamo completando
la progettazione della Caltagirone-Niscemi, che manderemo in gara
confidiamo entro fine anno, e quindi la progettazione da Niscemi
sino a Gela per completare l'anello la perimetrale che va da Gela e
Caltagirone, e da Caltagirone sino a Catania. Per concludere, c'è
la velocizzazione
LUPO. Sul traffico merci?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Allora,
sul traffico merci abbiamo qua il sistema del traffico merci
riguarda anche i contratti con RFI. Abbiamo ultimamente proceduto,
stiamo procedendo ad una convenzione tra la società interporti
siciliani e la RFI, perché fra qualche settimana partiranno i
lavori del polo intermodale a Catania.
Il polo intermodale è un sistema che consentirà, appunto,
l'interscambio tra gomma e ferro delle merci, e questo sarà gestito
lo vogliamo affidare ad RFI per creare una intermodalità, cioè
tutto il traffico merci che viene da Siracusa arriverà a Bicocca
passando dal polo intermodale. In più, è chiaro che per quanto
riguarda il traffico merci rientra anche in una competenza che è
più con i privati che con la Regione, cioè la Regione oggi ha un
contratto di servizio con Trenitalia, e quindi con RFI ma riguarda
gli utenti, per quanto riguarda il traffico merci stiamo il
ripristino delle tratte ferroviarie Gela-Caltagirone, per
intenderci, e Alcamo-Trapani servirà anche per consentire che il
traffico appunto rientri a sistema, anche non soltanto quello dei
viaggiatori, ma anche quello appunto delle cose.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Sono soddisfatto.
PRESIDENTE. Prima della prossima interrogazione, l'onorevole
Pagana ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
innanzitutto volevo chiedere di potere apporre la firma
all'interrogazione n. 650 che riguarda la situazione
infrastrutturale del territorio di Enna.
Dopo di questo volevo informare quest'Aula con non poco dolore che
qualche giorno fa, la sera del 28 aprile, in una strada provinciale
in provincia di Enna, si tratta della sp 21, ha perso la vita una
ragazza di 24 anni. Fermo restando che le cause dell'incidente sono
ancora da accertare, ciò che è certo è che quella strada è
pericolosa. È pericolosa la sp 21, come la sp 22, come la sp 34,
come ogni singola strada provinciale di quella provincia e a quanto
pare di tutte le province e dei liberi Consorzi, chiamiamoli come
vogliamo, della Regione siciliana.
Quindi, signor Presidente, io voglio ancora una volta, ho fatto
diverse interrogazioni, abbiamo informato il Governo, abbiamo
inviato anche diverse pec sia all'Assessore che al Presidente della
Regione, ho fatto in modo che i cittadini potessero segnalare le
strade che versavano in condizioni di gravità. Abbiamo il dovere
uno come Parlamento siciliano, ma come politici di fare qualcosa
per questa benedetta viabilità. Non ci possiamo più permettere di
rischiare la nostra vita su quelle strade, non ci possiamo più
permettere che persone perdano la vita, perché non ha perso la vita
una ragazza di 24 anni, qua la vita l'ha persa quella ragazza di 24
anni, ha perso dignità la politica siciliana tutta, da quella
passata a chi non ha fatto quello che poteva quando poteva.
Quindi, io la ringrazio e approfitto per chiedere all'Assessore,
oltre agli interventi già previsti con la rimodulazione del Patto
per il Sud, se, e questo credo che lo potrà fare anche con risposta
scritta perché c'è anche un'interrogazione presentata, se e quali
interventi sono previsti, fermo restando la volontà politica di
volere fare lavorare i precari della provincia che devono fare la
manutenzione ordinaria perché se una strada diventa un fiume di
fango è perché le cunette sono sporche.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 506 Chiarimenti in
ordine alla concessione di mutui per il recupero degli edifici
situati nei centri storici , a firma degli onorevoli Siragusa,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri,
Trizzino, Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro,
Campo, Di Paola, Marano, Pagana e De Luca.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che, l'art. 33 della legge regionale 14
maggio 2009, n.6, così come modificato dall'art. 72 della legge
regionale 12 agosto 2014, n.21, autorizza la Regione a stipulare
con gli istituti di credito convenzioni finalizzate alla stipula di
contratti di mutuo ventennale con i proprietari di immobili situati
nei centri storici o nelle zone omogenee classificate A nei piani
regolatori generali dei comuni e con i proprietari di edifici
classificati netto storico, ponendo a carico del bilancio regionale
il 100 % del costo degli interessi;
ritenuto che:
la concessione di detti mutui, con costo totale dei relativi
interessi a carico del bilancio regionale, avviene solo attraverso
la partecipazione dei proprietari ad un bando pubblico, avente ad
oggetto progetti per un importo massimo di 300 migliaia di euro, e
comunque per un importo non superiore ad un massimo di 2.000
euro/mq, per ciascun soggetto richiedente e per ciascuna unità
abitativa;
con decreto n. 639 del 26 marzo 2015, pubblicato in data
27.03.2015, è stato approvato il Bando Pubblico che prevede le
agevolazioni economiche di cui all'art. 33 l.r. n. 6/2009;
considerato che in data 14.06.2018 è stato pubblicato l'elenco
aggiornato al 13.06.2018 dei beneficiari delle agevolazioni di cui
alla legge in premessa;
per sapere:
il numero effettivo dei progetti finanziati ad oggi e quali di
questi siano stati portati a compimento;
la diponibilità finanziaria attuale e residua dell'U.P.B.
8.2.2.6.1. in applicazione della legge regionale n. 6/2009;
la capacità attuale di copertura del superiore fondo in relazione
ai progetti finanziati».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, per quanto riguarda i centri storici e quindi il numero
effettivo dei progetti finanziati che siano portati a compimento,
stiamo parlando di un numero che non è notevolissimo, si limita in
qualche decina di unità e riguarda, appunto, i privati che possono
avere concesso un contributo in conto interessi sugli interventi di
riqualificazione e ristrutturazione dei centri storici.
Vorrei ricordare che questo Parlamento l'anno scorso ha integrato
ulteriormente una cifra che già comunque è capiente
dell'Assessorato proprio perché o per poca pubblicità o per poca
convenienza, vorrei ricordare che ormai il tasso di interesse delle
banche è molto basso per cui ad un privato cittadino per potere
risparmiare l'1,5 per cento o il 2 per cento massimo non trova
convenienza nel fare, magari, quella trafila burocratica e, quindi,
per attivare questi interventi che sono, ripeto, dei contributi in
conto interessi e non sono dei contributi in conto capitale.
Per cui, a fronte di un minino indennizzo, di un minimo, se
vogliamo, contributo non trovano convenienza, ecco perché il numero
delle pratiche è abbastanza esiguo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Siragusa per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi
ritengo soddisfatto per la risposta perché ha risposto quello che
poteva rispondere. In realtà, non mi ritengo soddisfatto per il
percorso che questo contributo segue. Arrivato a questo punto che
senso ha tenere in piedi uno strumento di questo genere quando
magari si potrebbe rimodulare in qualche cosa, parliamo di una
decina di interventi, magari saranno sempre decine di interventi ma
magari saranno su una somma un po' più consistente che non un
contributo in conto capitale.
Per cui, l'invito, magari in questo senso, è cercare di trovare
qualche cosa che possa agevolare anche il recupero dei nostri
centri storici e rimettere anche in piedi quel minimo di edilizia
che può anche essere uno sbocco occupazionale nei nostri territori.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, ha saltato l'interpellanza n. 111.
PRESIDENTE. Meno male che lei non fa come l'onorevole Figuccia
Si passa all'interpellanza n. 111 Regolarizzazione dell'impiego
dell'agente unico nel trasporto pubblico extraurbano su gomma , a
firma degli onorevoli Campo e altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
il D.P.R. 753/1980 prevede, ai fini del rilascio
dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di trasporto
pubblico, l'obbligo del rilascio di un nulla-osta tecnico da parte
dei competenti uffici della Motorizzazione Civile e Trasporti in
Concessione;
la circolare dell'Assessorato del Turismo, delle Comunicazioni e
del Trasporto del 10.02.1996 Gruppo 2 prot. n. 335/43/52 S.A.
introduce la possibilità per le aziende esercenti di utilizzare il
c.d. monoagente o agente unico, ma detta altresì una serie di
requisiti stringenti per ottenerne l'autorizzazione all'impiego,
tra cui:
l'autorizzazione espressa da parte dell'azienda di trasporti
concessionaria, sotto la propria responsabilità civile e penale,
della presenza di fondamentali condizioni di sicurezza
nell'esercizio del servizio tali che l'impiego del solo conducente
non determinerà alcun pregiudizio alla regolarità e sicurezza
dell'esercizio dell'autolinea; la non sussistenza di particolari
esigenze di servizio, di condizioni di traffico stradali, di
percorso e di manovra che, in termini di presenza del solo
conducente contrastino con le norme del Codice della Strada; le
fermate per la salita e discesa dei viaggiatori nei centri
attraversati non debbano essere frequenti e numerose;
proprio a causa dell'importanza delle condizioni di sicurezza
previste dalla circolare suddetta, sembra che le aziende
autorizzate espressamente all'impiego del monoagente siano state,
negli anni, pochissime;
rilevato che:
la gran parte delle aziende esercenti il servizio di trasporto
pubblico regionale svolge il servizio in regime di agente unico per
quasi tutte le tratte, abolendo, di fatto, la funzione di
cooagente;
ciò comporterebbe una violazione sia della puntuale procedura
prevista dalla circolare del 10.02.1996 ai fini del rilascio
dell'autorizzazione all'espletamento del servizio in regime di
monoagente, sia del D.P.R. 735/1980, con grave nocumento alla
sicurezza ed alla regolarità dei servizi, nonché all'incolumità dei
viaggiatori, del personale addetto e dell'utenza delle strada;
è stata trasmessa qualche anno fa al Dipartimento delle
infrastrutture, della mobilità e dei trasporti una Perizia Tecnica
che evidenziava la carenza delle condizioni di sicurezza sopra
richiamate su alcune tratte gestite da un'azienda di trasporto
esercente in regime di monoagente quali: a) numerose fermate per la
salita dei passeggeri nelle tratte di viaggio, alcune poste in
punti pericolosi, ad es., in prossimità di una curva, o di punti di
immissione o di bivi; b) frequenti manovre, anche pericolose dovute
ad intralcio della circolazione, che necessiterebbero dell'apporto
di un secondo agente, e che invece il monoagente effettua in
assoluta autonomia; c) vendita dei biglietti di viaggio effettuata
direttamente dall'autista con conseguente blocco della circolazione
stradale e ritardi; d) tratte per nulla idonee ad una sicura
applicazione del sistema di agente unico, a causa della
ristrettezza della carreggiata e quindi della necessità di
frequenti invasioni di marcia opposta;
non sono invero rari i casi in cui le fermate sono poste su strade
ad unica carreggiata con doppio senso di circolazione e contestuale
sosta delle autovetture, e dove, la mancanza di biglietterie e
l'assenza del bigliettaio, costringe i mezzi ad intralciare il
traffico veicolare per tutta la durata delle operazioni di
emissione dei relativi titoli di viaggio che ha volte si protrae
oltre i 5 minuti;
considerato che:
a seguito della emanazione del DDG n. 1242 del 28 giugno 2010,
rientrano, nelle competenze del Dipartimento delle infrastrutture
della mobilità e dei trasporti - Servizio 1 - Autotrasporto
persone, la vigilanza e la sicurezza dell'esercizio delle ex
autolinee in concessione di competenza regionale (oggi affidate con
contratto provvisorio), l'autorizzazione e il relativo obbligo di
vigilanza sull'utilizzo del monoagente, l'attuazione del D.P.R.
753/80 nonché i sopralluoghi tecnici ai fini della sicurezza
relativa alle istituzioni e/o modifiche delle linee extraurbane;
la distinzione tra corse con agente unico e corse con agente
doppio rileva anche dal punto di vista del costo, ovviamente
diverso tra loro;
vi è il sospetto che alcuni autobus extraurbani, pur non essendo
autorizzati, viaggino in regime di monoagente, ma le aziende
esercenti percepiscano sempre il contributo previsto per le corse
con doppio agente, ponendo in essere, così, una vera e proprio
truffa ai danni delle casse regionali;
sono state avviate da parte di alcuni dipendenti dei procedimenti
giudiziari a carico delle aziende per la ricerca di posti di minor
aggravio quali quelli di bigliettaio, stante la loro inidoneità
alla mansione di autista;
da parte di numerosi autisti viene costantemente manifestata grave
preoccupazione per le continue manovre pericolose che sono
costretti quotidianamente a compiere in assenza del cooagente;
numerosi autisti hanno altresì denunciato l'eccessivo carico di
lavoro a cui sono sottoposti, essendo costretti a compiere turni
che sfiorano, nell'arco delle 12 ore, le 10 ore consecutive
rispetto le 6 ore e mezzo previste nei contratti;
la Corte di Cassazione Civile- Sezione lavoro, con sentenza n.
19107/2007, intervenendo proprio in una controversia inerente il
decesso sopraggiunto per un infarto di un autista alle dipendenze
di una società esercente il servizio di trasporto pubblico
siciliano, mentre era alla guida di un autobus di linea, ha
stabilito come non possa escludersi che l'infarto sia insorto in
occasione di lavoro presumibilmente a causa dello stress da guida,
dal momento che le produzioni effettuate (buste paga) dimostrano il
sovraccarico di orario cui l'autista era sottoposto;
per sapere:
se non reputino opportuno adottare tutti gli accorgimenti
necessari per eliminare ogni possibile violazione delle norme
codicistiche e delle disposizioni vigenti in materia di utilizzo ed
autorizzazione dell'agente unico sugli autobus impegnati dalle
ditte affidatarie, così da garantire la piena sicurezza dei
trasporti pubblici;
se non intendano avviare una verifica circa le autorizzazioni,
anche tacite, concesse a fronte delle richieste delle ditte, ad
espletare il servizio in regime di monoagente, ed eventualmente a
rescindere il contratto di affidamento con quelle ditte che, mai
autorizzate, abbiano per anni operato con un solo agente;
se il silenzio-assenso, a fronte dell'istanza di autorizzazione
all'impiego del sistema dell'agente unico, di cui molte ditte si
sono avvalse per anni, sia valido ed efficace anche a seguito dei
sopravvenuti contratti di affidamento provvisorio ex art. 27, comma
6, legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19;
se non reputino opportuno, al fine di tutelare l'integrità fisica
dei dipendenti e garantire servizi sicuri ed efficienti, avviare
misure che inibiscano alle ditte l'impiego dell'agente unico nelle
tratte extraurbane».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrarla.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, riguarda
praticamente una circolare assessoriale del 10 febbraio 1996 e cioè
quella della possibilità di far viaggiare gli autobus del trasporto
pubblico in modalità agente unico .
Questo tipo di autorizzazione ovviamente è molto delicata e
all'epoca già aveva parecchie prescrizioni legate sicuramente alle
condizioni stradali, di traffico, piuttosto che alla difficoltà di
manovra o alla possibilità di far salire o meno persone a bordo con
un agente solo.
Proprio per tutte queste tipo di prescrizioni la modalità agente
unico ha avuto negli anni pochissime autorizzazioni. Fatto sta che
quasi tutti i mezzi pubblici viaggiano in modalità agente unico. E
inoltre questo, ovviamente, mette anche a repentaglio la pubblica
incolumità dei viaggiatori e degli autisti che oltre a questo, devo
dire, hanno un nastro lavorativo superiore spesso e volentieri al
massimo delle ore consentite che sappiamo dovrebbero essere sei
invece tira fino a 10 ore consecutive. Il nastro lavorativo è tutto
quell'arco di giornata in cui un autista sta fuori casa, sia alla
guida che non.
Allora, io mi chiedo e chiedo all'Assessore Falcone se questa
modalità agente unico prevede la modalità del silenzio-assenso.
Ovvero, tutti quegli autobus che hanno fatto richiesta e che non
hanno mai avuto risposta dalla Regione, possono o non possono
viaggiare in modalità agente unico? E ancora: vengono effettuati
controlli in tal senso?
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in ragione della richiesta della
interpellanza che ha fatto la collega Campo, c'è una discussione in
atto, perché non riguarda soltanto l'Assessorato delle
infrastrutture, ma ci sono anche altri Assessorati coinvolti
relativamente alle questioni che ha sottoposto all'attenzione di
questo Governo l'onorevole Campo.
Per cui, su questo mi permetto di rinviare a una risposta scritta
dove chiariremo, perché tra l'altro abbiamo rivolto anche dei
quesiti per avere una certezza di indirizzo. Su questo per cui io
dico risponderemo anche in maniera scritta per evitare di dire
delle cose che rischiano di non essere particolarmente esatte.
(Dal proprio scranno l'onorevole Campo fa cenno di prendere atto
della risposta fornita)
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 116 Notizie in merito
all'attivazione della stazione ferroviaria di Aci Castello nel
passante ferroviario 'Nodo Catania' , a firma degli onorevoli
Ciancio e altri.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità e all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità, premesso che:
con nota 38240 del 08-10-2018 il Sindaco di Aci Castello ha
chiesto che la Regione Siciliana si 'prenda carico dell'esigenza di
un intero territorio, rivolta al potenziamento del servizio
pubblico di trasporto integrato per il compimento di un progetto
complessivo in tema di mobilità sostenibile che possa ridurre
sensibilmente il sempre più crescente flusso automobilistico da e
per Catania e la sua zona sud, con il conseguente abbattimento
delle emissioni CO2';
la nota appena citata è conseguente alla mancata evasione di due
richieste di interlocuzione che il Sindaco di Aci Castello ha già
incoato alla RFI (Rete Ferroviaria Italiana), proprio al fine
addivenire ad un confronto sul tema, nella prima delle quali, la
nota n. 17010 del 17 settembre 2014, al destinatario dell'istanza,
il prof. Dario Lo Bosco, presidente del Cda di RFI, veniva spiegato
che per Aci Castello la stazione ferroviaria in oggetto costituisce
il ruolo di vettore principale per gli spostamenti urbani, sia in
quanto le vie di accesso su strada risultano particolarmente
intasate, sia per il beneficio che ne deriverebbe all'ambiente ed
alla qualità della vita della cittadinanza;
la premessa dell'iniziativa sindacale citata prende le mosse
dall'esigenza di far fronte alla necessità di abbattere le
emissioni di CO2, così come previsto dal Patto dei Sindaci,
conosciuto anche come 'Covenant of Mayors', cui ha aderito lo
stesso comune con delibera di Giunta municipale n.14 del 26-03-
2013, e sostenuto anche dalla Regione Siciliana con l'approvazione
della delibera della Giunta Regionale n.286 del 2013;
secondo il locale Comando di Polizia municipale, citato da fonti
dell'Amministrazione comunale in oggetto, è stato rilevato un
flusso viario pari ad 'oltre 25 mila auto in transito giornalmente
sul territorio con punte di 40 mila nel periodo estivo';
ad ulteriore giustificazione di quanto in premessa, viene
riferito, inoltre, che su Aci Castello, secondo un report
dell'ufficio comunale tributi, le presenze turistiche nel
territorio per l'anno 2017 ammonterebbero a 92.806 negli hotel e,
secondo l'ufficio comunale turismo, a oltre 150 mila compresi i
visitatori occasionali;
atteso che:
l'idea lanciata dall'Amministrazione comunale scaturisce e si
rafforza anche in considerazione del
fatto che, con il completamento del raddoppio ferroviario nella
tratta Catania-Fiumefreddo, l'intero percorso assumerà la specifica
vocazione di metropolitana regionale;
l'Amministrazione comunale aveva prospettato alla RFI
l'opportunità di localizzare la fermata in argomento nella zona
dove attualmente si trova un locale adibito ad autodemolizione,
situato su terreno della stessa RFI , oggetto di una trattativa di
alienazione a privati e la cui conclusione può rendere impossibile
il progetto di istituzione della fermata ferroviaria per la
impossibilità di reperire un altro sito, considerato che si tratta
dell'unica zona allo scoperto a servizio del centro abitato di Aci
Castello;
il sito della stazione ferroviaria de quo, in aggiunta a quelle
già previste, in parte realizzate e in parte in corso di
realizzazione, è stato individuato nel Passante ferroviario di
Catania, e in particolar modo nella relativa sezione metropolitana,
nota con il nome di 'Nodo Catania', una infrastruttura, questa, di
tipo urbano compresa tra le stazioni di Cannizzaro e Catania
Bicocca, le cui caratteristiche sono rappresentate da una parte
dalla elevata frequenza di corse e, dall'altra, dalla maggior
numero di fermate;
benchè, nel frattempo, sulla proprietà dei terreni individuati
come sito ferroviario, il titolare, Rete Ferroviaria Italiana,
abbia disposto l'affitto a favore di soggetti diversi, secondo le
informazioni pervenute da parte dell'Amministrazione comunale di
Aci Castello, vi sarebbe una parte residua su cui si può ancora
realizzare quella che è stata definita come una fermata in linea ,
caratterizzata, quest'ultima, dall'essere una semplice fermata con
pensilina e annessa biglietteria elettronica, in prossimità della
stazione ferroviaria di Aci Castello chiusa nel 1989 nei pressi di
via Stazione, ma adeguata ad una metropolitana leggera di
superficie;
visto che:
a seguito di vari tavoli tecnici, inoltre, in data 21 marzo 2018
si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali
e Ambientali di Catania, all'esito della quale è stato redatto un
nuovo progetto preliminare, noto con il nome di 'Porto 3', del
Passante ferroviario di Catania e approvato dalla giunta comunale
di Catania il 10 maggio 2018;
la soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare
la visione trasportistica e la visione urbanistica, secondo il
nuovo tracciato tra le cui fermate è prevista pure quella di Aci
Castello (tra Acireale sud e la fermata Cannizzaro);
per conoscere:
se sia in corso una interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana
sul tema in questione;
quale sia la posizione di Rete Ferroviaria Italiana in merito alla
realizzazione della fermata di Aci Castello e sulla fattibilità
della stessa;
se non intenda dare seguito alla richiesta più volte espressa dal
Sindaco di Aci Castello di convocare un tavolo di confronto ad hoc,
insieme ad RFI;
quale sia l'opinione dell'Assessore al ramo in merito alla
realizzazione della fermata in linea ad Aci Castello nel 'Passante
ferroviario', segnatamente nel tratto 'Nodo Catania', e quali atti
conseguenti intenda intraprendere».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per rispondere
all'interpellanza.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, parliamo di una stazione
ferroviaria o diremo di una fermata ferroviaria che riguarda il
Comune di Acicastello.
Vorrei ricordare che il dibattito attorno a questa fermata si è
acceso soprattutto quando abbiamo aperto il cosiddetto nodo-
passante di Catania, cioè quando abbiamo aperto l'ultima fermata o
stazione, come viene chiamata in gergo, che è quella di Piccanello.
Quindi, che si aggiunge a Cannizzaro, Piccanello e quindi Piazza
Europa per poi arrivare alla Stazione Centrale. Prima di Cannizzaro
c'è appunto quella di Acicastello.
Stiamo facendo fare uno studio di fattibilità, più volte ci siamo
confrontati con l'ingegnere Leocata, che è il referente per RFI
della Sicilia per gli investimenti della Sicilia orientale, e in
parte anche per la Calabria, il quale ritiene però non compatibile
tra i costi e i benefici dell'investimento. Però, noi abbiamo,
fermo restando la sua idea, noi abbiamo detto che intanto vogliamo
capire i flussi di traffico e che comunque alla fine il committente
è la Regione siciliana, sarà il committente a dire se questa
fermata potrà essere fatta.
In linea di principio, onorevole Ciancio, le devo dire che
personalmente sono favorevole e aspettiamo un mesetto, che mi aveva
detto che ci faceva avere questi flussi di traffico entro il mese
di aprile, purtroppo sta facendo altre cose che per noi sono
maggiormente prioritari. Ma, ad esempio, abbiamo avuto anche
incontri con alcuni consiglieri comunali, con altre questioni, con
l'ex sindaco di Acicastello.
C'è stata attorno a questa vicenda un dibattito, vari incontri ci
sono stati, quindi personalmente però le dico accedo alla sua idea
e alla sua posizione. Anche io sono, e anche il Governo le devo
dire, d'accordo a verificare la possibilità di fare questa fermata.
Costerebbe intorno a 3-4 milioni di euro, almeno. Forse l'ingegnere
Leocata si era spinto un po' in più, perché quando si dice,
poc'anzi è stato detto un pensilina; no, non è una pensilina, c'è
il binario da collocare, c'è la sottostruttura, ci sono le parti
esterne e ci sono anche la viabilità da creare.
Una per tutti, quella fermata che sembra banale ad Acireale,
l'onorevole Foti lo sa, abbiamo avuto anche un incontro abbastanza
acceso dove io all'ingegnere Leocata ho chiesto energicamente di
provvedere, energicamente, utilizzo un avverbio, là ci vorranno non
meno di 5 milioni, ma forse si arriva a 7 milioni, si arriva alla
fine. Ecco perché dico comunque siamo favorevoli, tra un mesetto ci
rivediamo per capire a che punto siamo nello studio di fattibilità
e in merito alla progettazione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Ciancio per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CIANCIO. Signor Presidente, è chiaro che non posso ritenermi
soddisfatta fino a quando non vedremo i risultati di questo studio
di fattibilità. Certo, mi sembra assurdo che si possa considerare
economicamente non vantaggiosa visto che stiamo parlando di un
territorio che, forse dopo l'Etna, è quello più visitato in
assoluto dai turisti che passano da Catania e i cui collocamenti in
questo momento sono molto poco soddisfacenti rispetto alla domanda
e alla mole di persone che fanno quel tratto ogni giorno.
Tuttavia, mi riservo poi tra un mese, come ha detto l'Assessore,
di riaggiornarci perché parliamo, ci riempiamo tutti la bocca di
turismo, però se poi non creiamo queste infrastrutture che in
questo caso è una fermata in linea leggera, giustamente lei ha
detto ha dei costi , comunque io penso che ne valga la pena e la
Regione debba scommettere su questa infrastruttura.
Una piccola precisazione sull'interrogazione di prima, signor
Presidente, rubo solo un minuto. L'avevo indirizzata a lei,
Assessore, perché un articolo dell'anno scorso di luglio diceva che
l'Assessorato delle infrastrutture aveva istituito una task force
per valutare quello che era successo negli anni in questa pista
ciclabile, solo per questo motivo l'abbiamo presentata a lei
chiedendo i risultati della task force. Però, abbiamo detto che mi
darà la risposta scritta, per me va benissimo anche la risposta
scritta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' una
risposta scritta all'interpellanza parlamentare, alla n. 101, ecco
perché l'avevo tra le carte, e dalla quale appunto il nostro
Dirigente sostiene che non è di nostra competenza perché è
comunale, però mi sono permesso, facendo una battuta, l'onorevole
Di Paola è arrivato, ho detto: "eventualmente può rispondere più
compiutamente di me l'onorevole Di Paola che ha la relazione".
Quindi, questa rientra in quella relazione.
Per cui, intanto le fornisco la risposta scritta, appunto, dei
nostri uffici, dove c'è anche la relazione dell'amministrazione
comunale, perché è un'opera che non afferisce all'assessorato alle
infrastrutture. Noi l'abbiamo presa in carico come task force.
PRESIDENTE. Quindi, verrà data risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 536 Pulizia degli alvei dei fiumi
ricadenti nel territorio del libero consorzio comunale di
Agrigento , a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che l'estrazione di sabbia, ghiaia ed altri
materiali accidiosi che per effetto del fluire delle acque si
accumulano nell'alveo dei fiumi ne alterano non solo le
caratteristiche funzionali ma anche l'equilibrio geomorfologico
un'operazione indispensabile per garantire la regolarità del
deflusso necessaria per evitare il verificarsi di straripamenti
inondazioni;
considerato che l'esigenza di programmare pianificare le
operazioni di rimozione dei materiali che si accumulano nei corsi
d'acqua ritenuta necessaria al fine di prevenire il dissesto del
territorio, inclusi erosioni abbassamento degli alvei e delle
coste;
rilevato che le operazioni di pulizia dei corsi d'acqua siciliani
e in particolare quelli che ricadono nel territorio del libero
consorzio dei comuni di Agrigento, attualmente risultano essere
occupati da terra, materiale litoide, da formazioni arboree che
impedirebbero il loro decorso naturale;
tenuto conto che negli ultimi anni l'aumento di violente
precipitazioni atmosferiche che hanno colpito la nostra Regione, la
scarsa pulizia degli alvei dei fiumi causata soprattutto dalla
mancata manutenzione avrebbero determinato numerose esondazioni di
fiumi torrenti causando ingenti danni ai cittadini all'ambiente;
appreso che:
nel corso dei giorni scorsi il Governo della Regione attraverso
l'Autorità di Bacino del distretto idrografico della Sicilia, ha
varato un piano per opere urgenti: 26 cantieri in su altrettante
aste fluviali in sette province, per una spesa complessiva di circa
6 milioni e 200 mila euro, dove però non vi rientrano gli
interventi necessari per quei corsi d'acqua della provincia di
Agrigento che sono stati oggetto di esondazioni già nel novembre
2016 e 2018 causando notevoli danni all'ambiente circostante e che
oggi si trovano in una situazione di gran lunga più critica in
quanto l'accumulo di materiale è notevolmente aumentato non essendo
stati fati gli interventi di messa in sicurezza;
tale elenco è stato redatto sulla base delle segnalazioni
pervenute dagli uffici del Genio Civile dell'isola e che l'ufficio
di Agrigento non ha segnalato i fiumi o torrenti che sono in grave
dissesto;
ritenuto inoltre necessario, anche soprattutto alla luce dei
recenti cambiamenti climatici, proseguire intensificare l'opera di
manutenzione e pulizia dei fiumi al fine di provvedere ad una
maggiore protezione delle popolazioni dalle potenziali esondazioni;
visto che l'avvicinarsi della stagione autunnale aumenta
proporzionalmente il pericolo, causato dall'aumento delle
precipitazioni;
per sapere se e quali iniziative urgenti stiano mettendo in atto o
intendano assumere per fronteggiare una situazione di emergenza
rispetto a quei corsi d'acqua oggetto di esondazione già negli anni
scorsi salvaguardando l'incolumità pubblica, nonché nel dettaglio
quali siano i piani di intervento da attuare e da includere nel
programma d'intervento».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per
rispondere all'interrogazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, anche questa non è proprio un'interrogazione che
potrebbe essere rivolta all'Assessorato delle infrastrutture ed
della mobilità perché riguarda la pulizia degli alvei. Però, devo
dire una cosa, giusto per completezza. L'anno scorso sono stati
attivati, a seguito degli alluvioni del periodo autunnale, dove ci
sono stati purtroppo, ahimè, dei decessi, sono stati attivati ben
111 interventi di somma urgenza tramite il Dipartimento regionale
ed i Geni civili, anche sugli alvei dei fiumi.
Vorrei ricordare che, finalmente, l'anno scorso questa Assemblea,
dietro una esplicita richiesta del Presidente della Regione, ha
istituito l'Autorità di bacino, che è quella che pianifica e anche
quest'anno sta procedendo a pianificare ulteriori interventi che
faremo proprio nelle prossime settimane, prima dell'approssimarsi
del periodo autunnale ed invernale, per cui pur non essendo di mia
competenza, però in questo possiamo rispondere.
(Dal proprio scranno l'onorevole Catanzaro fa cenno di essere
parzialmente soddisfatto della risposta fornita)
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 119 Gravi disservizi
del trasporto extraurbano, tratta Motta Sant'Anastasia - Catania ,
a firma degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
nel quadro dei diritti inviolabili dell'uomo costituzionalmente
sanciti, trova grande valore il diritto ad un adeguato livello di
istruzione, tale da garantire a tutti i cittadini pari dignità
sociale, condizioni e eguaglianza;
in questo quadro, è compito della Regione Siciliana riconoscere e
garantire il diritto allo studio per tutti gli studenti delle
scuole di ogni ordine e grado, nel quadro dei principi sanciti
dalla Costituzione e delle leggi vigenti, promuovendo, su tutto il
suo territorio, ogni condizione affinché tale diritto possa essere
esercitato da tutti i cittadini, a prescindere dal sesso, dal credo
religioso, dalle opinioni politiche, dalla razza e dalle condizioni
socioeconomiche;
visto che il servizio di trasporto extra-urbano, tratta Motta
Sant'Anastasia-Catania, è svolto esclusivamente dalla Azienda
Siciliana Trasporti, con sede in Palermo;
considerato che:
l'Azienda AST ormai da lungo tempo, ebbene, non garantisce un
servizio pubblico adeguato alle necessità della popolazione
residente, soprattutto agli studenti, in quanto non svolge
regolarmente il servizio di trasporto, non rispetta gli orari
concordati e non utilizza un numero di mezzi sufficienti a
soddisfare le esigenze dei numerosi utenti che utilizzano la linea;
segnatamente, sono circa trecento gli studenti pendolari residenti
a Motta Sant'Anastasia che frequentano gli Istituti di scuola
secondaria di II grado a Catania, costretti a usufruire
frequentemente di permessi per ritardi o ad assentarsi, con gravi
ripercussioni sul buon andamento scolastico, i quali, quindi,
subiscono incolpevolmente un vero e proprio pregiudizio al diritto
allo studio;
in particolare, sono divenute irregolari le corse delle 7,15- 7,30
(Motta Sant'Anastasia-Catania) e dalle ore 13,45 e 14,10 (Motta
Sant'Anastasia-Catania) a motivo della asserita mancanza di mezzi,
è stata soppressa, inoltre, la corsa delle 7,00 (Motta
Sant'Anastasia-Catania);
a ciò si aggiunga che, per ciò che riguarda le poche corse
garantite, le condizioni di viaggio risultano inaccettabili, in
quanto i mezzi sono affollatissimi e non garantiscono la sicurezza
degli utenti;
appreso che le segnalazioni pervenute denunciano, parimenti, che
l'Azienda non sia in grado di garantire il servizio di trasporto ai
cittadini disabili;
per conoscere se intendano effettuare i necessari accertamenti e
mettere in atto tutte le azioni di propria competenza, verificando
le possibili soluzioni, di concerto con l'Amministrazione del
comune di Motta Sant'Anastasia, per ripristinare le normali
condizioni di efficienza del servizio e per dare risposte concrete
ai cittadini, tenuto conto, altresì, che tali disservizi incidono
negativamente sul diritto allo studio di centinaia di studenti
siciliani».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare
l'interpellanza.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa interpellanza,
che può apparire di poco conto, lo scorso anno, ma anche quello
precedente, ha determinato disagi immani nei riguardi degli
studenti di Motta Sant'Anastasia che frequentano le scuole
superiori della città di Catania. Deve sapere che gli orari non
corrispondevano alle fermate, spesso i ragazzi rimanevano lì ad
aspettare e poi in maniera, diciamo rocambolesca, si organizzavano
dopo aver aspettato quindici, venti minuti, con i genitori per
raggiungere la scuola, finché non è stato più permesso entrare alla
famosa seconda ora e questo ha determinato parecchio trambusto.
Ora, anche in questo caso, sono passati parecchi mesi, vediamo se
la cosa si è risolta.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per
rispondere all'interpellanza.
FALCONE, Assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, il problema è stato risolto. Abbiamo richiamato l'Ast a
fornire un servizio puntuale. L'Ast dal canto suo, lamentava dei
ritardi nei pagamenti da parte del comune di Motta Sant'Anastasia,
abbiamo fatto incrociare i due enti, cioè la società di trasporto
regionale ed il comune di Motta Sant'Anastasia, quest'ultimo ha
proceduto a dare degli acconti e l'Ast comunque ha invece
intensificato le corse, ha dato maggiore puntualità ed ha
sostituito due pullman, perché obiettivamente quelli precedenti non
erano adeguati.
(Dal proprio scranno l'onorevole Foti fa cenno di essere
soddisfatta della risposta fornita)
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 557 Manutenzione della
strada provinciale 118 'Corleonese - Agrigentina' , a firma
dell'onorevole Figuccia. Essendo l'onorevole Figuccia assente,
all'interrogazione verrà data risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 127 Interventi circa
l'applicazione della tassa prevista al n. 40 del d.lgs n. 230 del
1991 nei confronti di coloro che svolgono l'attività di trasporto
in conto proprio in Sicilia , a firma degli onorevoli Foti ed
altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, visti l'art. 6 della L.20/06/1935, n. 1349 e ss.mm.e
ii e il successivo articolo 7;
premesso che la tassa è prevista al numero d'ordine 40 del d.lgs.
n.230/91 'Tariffa delle tasse sulle concessioni regionali' in
relazione ai 'Trasporti, navigazione e porti locali' dispone
Concessione per servizi pubblici - di interesse regionale - di
autotrasporto di merci, rilasciata ai sensi dell' art. 7 della
legge 20 giugno 1935, n. 1349, sostituito dall' art. 60 del decreto
del Presidente della Repubblica 28 giugno 1955, n. 771, nonché
dall' art. 14 della legge 18 marzo 1968, n. 413( )';
il suddetto d.lgs. è espressamente richiamato dalla Legge
Regionale 24 agosto 1993, n. 24 e ss.mm.ii., che ha regolamentato
il tributo in Sicilia;
atteso che:
il trasporto di cose in conto proprio (art. 31 della legge n.
298/74) è l'attività di trasporto eseguita da persone fisiche,
giuridiche, enti privati o pubblici, qualunque sia la loro natura,
esclusivamente per esigenze proprie;
segnatamente, nel Trasporto in Conto Proprio il trasporto non deve
costituire attività economicamente prevalente del soggetto, ma
complementare all'attività principale, laddove, nel Trasporto in
conto terzi, la prestazione di un servizio viene eseguita
professionalmente e non in maniera strumentale ad altre attività;
appreso che:
a livello nazionale la disciplina ha subito molteplici variazioni
e abrogazioni;
la suesposta tassa in Sicilia viene ancora applicata nei confronti
di soggetti che effettuano l'autotrasporto in Conto Proprio, i
quali, è bene ribadire, non svolgono servizio pubblico di linea per
trasporto merci e non sono concessionari della relativa licenza,
bensì utilizzano il proprio mezzo per attività attinenti
all'attività principale da loro svolta;
nessuna esenzione risulta, infatti, prevista nella legislazione
regionale vigente in materia, la quale, avendo recepito la
normativa statale con rinvio statico, ha lasciato applicabili
unicamente in Sicilia le voci di tassa soppresse a livello
nazionale;
la conseguenza di tale anomalia comporta che le sopravvenute
abrogazioni operate da leggi statali, non determinando alcun
effetto giuridico nell'ordinamento regionale, discriminano coloro
che svolgono attività di trasporto in conto proprio in Sicilia,
rispetto a coloro che la esercitano nel resto d'Italia;
per conoscere se intendano intervenire al fine di impedire che la
tassa prevista al n.40 del d.lgs n 230/91, recante concessione per
servizi pubblici di interesse regionale di autotrasporto di merci,
rilasciata ai sensi dell'art 7 della legge 20/6/1935,n 1349,
sostituito dall'art 60 del D.P.R.28/6/1955 n 771, nonché dell'art
14 della legge 18 marzo 1968,n 413 espressamente richiamata dalla
L.R 24 agosto 1993 n 24, venga applicata in Sicilia anche
all'attività di trasporto di cose in conto proprio, disciplinato
dall'art 31 della legge n 298/74».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare
l'interpellanza.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come riporta il
testo, tra le varie tasse che vengono sostenute dagli
autotrasportatori ce n'è una in particolare che pare venga
applicata ormai solo in Sicilia, nonostante nel resto del Paese non
venga più applicata, parliamo del trasporto in conto proprio che,
quando non costituisce attività prevalente, non deve avere questo
tipo di tassa.
Purtroppo, questi trasportatori di solito sono aziende agricole
che hanno una camionetta in sostanza, devono invece pagare questa
tassa viene richiesta.
Allora, mi chiedo se questa anomalia non comporti un ulteriore
sovraccarico sulle nostre aziende locali e se l'Assessore ha avuto
l'opportunità di approfondire la questione soprattutto anche con
l'Assessorato al Bilancio e, magari, regolarsi di conseguenza in
particolare per quei mezzi la cui attività non costituisca tratte
ricorrenti e attività prevalente.
PRESIDENTE. Però, Assessore, scusi se mi posso permettere, non
voglio entrare nel merito, ma se c'è una tassa, la tassa c'è;
forse, bisogna intervenire legislativamente per eliminarla, ma se
la tassa c'è ha poco da rispondere secondo me l'Assessore, si può
dire se si può fare un intervento legislativo per eliminarla.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Purtroppo,
devo dire che l'interpellanza che l'onorevole Foti ha mosso è
perché vi è una diversità di vedute. Si ritiene che questa tassa
che venne recepita è una tassa nazionale che venne recepita in
Sicilia 20 anni fa forse di più 25 anni fa è stata forse superata
da una norma nazionale. Però, anche su questo noi abbiamo parlato
con il Bilancio e il Bilancio ritiene che non sia proprio così
chiaro, cioè è un recepimento di una norma nazionale. Ciò
nonostante, siccome dal Bilancio aspettavamo notizie ma non ci ha
risposto, solleciteremo ulteriormente per farci dare una risposta
scritta, onorevole Foti, così piuttosto che parlare verbalmente,
queste cose li dobbiamo anche precisare, scripta manent dicevano i
latini. Quindi, se documentiamo anche con atti scritti con
documenti scritti possiamo essere anche più precisi ed essere meno
generici. Quindi, faremo una risposta scritta.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Siccome lei ha detto che è opportuno praticamente
recepimento di una norma nazionale dinamicamente non ha recepito
l'abrogazione della norma a livello nazionale.
Giustamente, l'Assessore vuole fare degli approfondimenti. Io
annuncio già da ora che presenterò quando faremo la variazione di
bilancio insomma, una norma finanziaria il recepimento dinamico
così da eliminare questa tassa e in maniera scritta si è presentata
l'interpellanza anche perché questo è il nostro modo; qualcuno
prima diceva così un po' ironicamente: perché non fate una
telefonata all'Assessore ; io penso che la telefonata ci può stare,
però è anche giusto che dove c'è l'atto parlamentare venga
discusso, signor Presidente.
PRESIDENTE. Assessore, non voglio interferire, però mi sembra un
argomento di lana caprina, cioè se c'è una legge, si può presentare
un disegno di legge che la abroga, non è che si può fare
un'interpellanza in cui si chiede all'Assessore perché viene
rispettata la legge.
FOTI. Per lei è una questione di lana caprina, ma sono soldi delle
aziende, è una questione importante
PRESIDENTE. Lo so benissimo Io dico dal punto di vista tecnico.
FOTI. Siccome con il precedente Governo siamo stati rimbalzati,
conoscendo il ruolo dell'Assessore, presento l'atto.
PRESIDENTE. Io credo che se si presenta una norma di abrogazione,
specialmente se è già stata fatta a livello nazionale
FOTI. E lei immagini che si continui a pagare, quindi immagini
quanto saranno incavolati
PRESIDENTE. Ripeto, la questione della lana caprina non è
sull'argomento, è sulla tecnica. Secondo me la tecnica dice che
bisogna presentare un disegno di legge che abroga questa norma,
così come è stato fatto a livello nazionale.
FOTI. Quando arriva l'emendamento che non venga , perché gli
emendamenti purtroppo sono stati presentati, però spesso vengono
saltati in blocco, perché sono aggiuntivi; quindi, sull'andamento
dei lavori in Commissione, siccome l'emendamento l'ho presentato
sia in questa legislatura che nella precedente, lei deve sapere che
in Commissione Bilancio avviene che si prende il lavoro dei
deputati e si butta, allora io lo propongo all'Assessore.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, gli emendamenti vengono presentati
alla Presidenza, poi decide la Presidenza cosa fare.
FOTI. Ora dopo 8 mesi, A settembre fra un anno, mi si dice: ma tu
ti sbrighi anche più velocemente , io le dico che non ci si sbriga
velocemente, perché velocemente viene buttato e si spreca solo
carta.
PRESIDENTE. La prossima volta l'emendamento lo porti direttamente
alla Presidenza che ci pensiamo noi.
Si passa all'interpellanza n. 131 Chiarimenti sull'istituzione
dell'ufficio speciale per la progettazione regionale , a firma
degli onorevoli Campo ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
con delibera di Giunta regionale 4 novembre 2018, n. 426, ai sensi
dell'art. 4, comma 7 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, è
stato istituito l'Ufficio Speciale per la progettazione regionale,
alle dipendenze del Presidente della Regione, per la durata di 3
anni, con lo scopo di ottimizzare le professionalità tecniche degli
Uffici centrali e/o periferici dell'Amministrazione regionale 'a
servizio di un settore strategico quale la realizzazione delle
opere pubbliche, alla quale si intende imprimere un particolare
impulso e celerità al completamento delle relative attività
progettuali';
a tale struttura è attribuita la finalità di dirigere e coordinare
l'intera attività di progettazione, esecuzione e collaudo delle
opere pubbliche regionali e di dare concreta risposta alle esigenze
dei Comuni, nonché delle stesse Città metropolitane e dei Liberi
consorzi comunali, spesso carenti di professionalità tecniche
interne, consentendo loro di avvalersi delle professionalità
tecniche e del know how dell'Amministrazione regionale, anche
attraverso la stipula di apposite convenzioni;
a tal fine, è previsto: l'immediato inserimento di un Dirigente
dotato di requisiti curriculari e professionali in linea con le
funzioni ed i compiti, cui corrispondere il livello massimo di
retribuzione previsto per il personale dirigenziale oltre alla
retribuzione di risultato; il trasferimento di 50 unità di
personale dell'Amministrazione regionale, da reclutarsi nell'ambito
delle professionalità tecniche quali ingegneri, architetti, geologi
e geometri, fino a un massimo di 5 unità con profilo amministrativo
contabile;
rilevato che:
si sono subito registrati i commenti negativi sia dei progettisti
siciliani sia del Coordinamento Regionale Siciliano
dell'Associazione di Intesa Sindacale degli Architetti e Ingegneri
Liberi Professionisti Italiani (Inarsind), che hanno chiesto di
fatto al Presidente della Regione un passo indietro, in quanto, tra
le altre criticità rilevate, tale proposta non riuscirebbe a
produrre miglioramenti né a supportare il carico di lavoro dei 390
Comuni siciliani;
anche l'OICE per la Sicilia, l'associazione delle società di
ingegneria e architettura aderente a Confindustria, ha mostrato non
poche perplessità, rilevando come per un vero sviluppo sostenibile
e proattivo si debba puntare su una ingegneria di qualità, e a tal
fine è indispensabile che la pubblica amministrazione si concentri
sulle fasi di programmazione, monitoraggio e controllo delle opere
pubbliche, specie quelle di carattere strategico e territoriale,
evitando di strutturarsi per fare all'interno quanto il mercato,
con maggiore efficacia, efficienza e qualità può offrire e offre da
anni con professionalità e qualità;
considerato che:
da ultimo anche la Consulta degli Ordini degli Ingegneri della
Sicilia ha assunto una posizione avversa alla scelta di
centralizzare i servizi di progettazione, fondando le riflessioni
sulla necessità di distinguere in maniera chiara controllori e
controllati, riservando ai liberi professionisti la progettazione
ed ai pubblici dipendenti il controllo del processo di esecuzione
delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo;
è di tutta evidenza come tale istituto possa creare una
commistione di ruoli, facendo coincidere il 'controllore' e 'il
controllato' in seno alle P.A., ricoprendo contemporaneamente il
ruolo di progettista, stazione appaltante e, se delegata da altra
P.A. anche committenza. Una possibilità che si pone contro ogni
logica di 'netta' separazione dei ruoli anche ai fini della tanto
ricercata 'trasparenza';
gli ingegneri di Sicilia hanno sottolineato come tutti i tentativi
di affidare la progettazione interna alle stazioni appaltanti,
attribuendo ai privati (siano essi liberi professionisti o
direttamente ai contraenti generali, concessionari, etc.)
competenze in materia di verifica dei progetti e collaudo delle
opere, hanno alimentato varianti in corso d'opera, contenziosi ed
incompiute, oltre che situazioni di potenziale incompatibilità come
quella oggi esistente nella realizzazione e manutenzione delle
grandi opere infrastrutturali;
risulta ampiamente prevedibile come il nuovo organismo non sarà in
grado di assicurare la qualità delle prestazioni professionali
garantite dalla concorrenza e dal mercato, sia per carenza di
strumenti e di aggiornamento continuo, sia per l'endemica carenza
di personale tecnico nelle strutture tecniche periferiche, che
verrebbero ancor più depauperati del già scarso organico;
per conoscere:
se non reputino opportuno revocare la delibera 4 novembre 2018, n.
426 e prevedere l'istituzione di un'autorevole 'Cabina di regia' in
grado di garantire la programmazione, il monitoraggio e il
controllo sulle opere pubbliche, specie quelle di carattere
strategico e territoriale;
se non reputino opportuno investire risorse per un corposo piano
di formazione e dotazione delle stazioni appaltanti al fine di
permettere loro di adeguarsi ai nuovi standard progettuali, nonché
implementare le strutture tecniche regionali con nuovo personale
qualificato, anziché immaginare di centralizzare l'attività
progettuale mettendo all'angolo i liberi professionisti che
investono in formazione, innovazione, ricerca per competere sul
mercato, e che attraversano un lungo profondo momento di crisi;
se non intendano rafforzare i ruoli tecnici delle Amministrazioni,
ma per le fondamentali fasi di programmazione e controllo del
processo di esecuzione delle opere pubbliche e non per l'attività
di progettazione in house, rischiando di riproporre modelli
certamente anacronistici».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrare
l'interpellanza.
CAMPO. Presidente, con una delibera di Giunta regionale del 4
novembre 2018 si dava mandato di istituire un ufficio speciale per
la progettazione, quindi, una centrale unica di progettazione che
doveva curare le opere pubbliche dalla prima fase, quindi dal
preliminare, fino al progetto, alla direzione dei lavori,
praticamente il controllo, la manutenzione, il collaudo, quindi, un
unico ufficio che avrebbe impiegato ben 50 unità del personale
regionale tra tecnici, ingegneri, architetti, geologi e geometri e
soltanto 5 amministrativi contabili e un dirigente con retribuzione
di massimo livello più premialità.
Ecco, ora chiedo all'assessore Falcone, a fronte delle diverse
lamentele che sono arrivate da tutti i liberi professionisti e
anche dalle sigle sindacali dei professionisti, quindi, dagli
ingegneri e dagli architetti e dalla stessa OICE che è
l'associazione di società di ingegneri e architetti aderenti a
Confindustria, se la Giunta ha l'intenzione di ritirare questa
delibera perché, praticamente, un ufficio unico, una centrale unica
di progettazione è una forma abbastanza obsoleta per gestire i
lavori pubblici in Sicilia, innanzitutto perché rappresenta un
chiaro conflitto di interesse e non viene delimitato bene il ruolo
di questi tecnici, cioè il controllore e il controllato coincidono
con la stessa figura professionale.
Poi, è risaputo che quando un lavoro pubblico viene gestito
dall'interno e, quindi, da un progettista interno, spesso e
volentieri, ha anche una bassa qualità perché la qualità alta
l'abbiamo con i bandi di progettazione, bandi che mettono in gioco
i professionisti con delle gare, professionisti anche di fama
internazionale.
E, inoltre, spesso e volentieri abbiamo assistito a varianti in
corso d'opera, contenziosi proprio per il conflitto di interesse
che si viene a creare all'interno e, quindi, lavori che, poi,
restano opere incompiute.
E questo è uno degli aspetti senza valutare che tutti questi
liberi professionisti che continuano a spendere soldi per essere
costantemente formati con tutte le più grandi tecnologie
all'avanguardia, quindi, dei professionisti, ad oggi, praticamente
non hanno la possibilità di lavorare.
Io chiedo all'assessore Falcone di aumentare sì il numero di
personale tecnico all'interno degli uffici regionali e se si vuole
metterlo in distacco come prevedeva questa delibera di Giunta anche
negli enti locali, quindi, anche liberi consorzi e città
metropolitane, va bene, ma che sia personale, solo ed
esclusivamente, utilizzato per il monitoraggio, la programmazione,
il controllo e il collaudo. La progettazione lasciamola fare ai
professionisti esterni perché, ripeto, controllore e controllato
non possono coincidere, è un chiaro e netto conflitto di interesse.
Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Velocemente per dire all'onorevole Campo che non c'è alcun
conflitto di interesse.
L'ufficio progettazione, istituito appunto per un periodo
transitorio di tre anni, non ha una funzione di controllo,
assolutamente, ha una funzione di mera progettazione laddove ci
sono degli uffici pubblici, degli altri enti pubblici che
richiedano.
E' successo, tanto per fare un esempio, gli interventi dell'area
interna delle Madonie, per intenderci, hanno chiesto l'ausilio alla
Regione perché la Provincia, la Città metropolitana di Palermo è
incapace, diciamo così, non è nelle condizioni di procedere alla
progettazione. E' intervenuto, quindi, questo ufficio speciale di
progettazione per la mera progettazione. Non fanno altro. Non
devono loro, poi, controllare o procedere alla esecuzione dei
lavori, all'attuazione del progetto. Assolutamente. Lo dice lo
stesso ufficio: di progettazione.
Cosa è successo? Perché c'è stata una critica da parte degli
ordini professionali che, comunque, abbiamo incontrato. Li ho
incontrati sino a 15 giorni fa al Palazzo della Regione, a Catania,
c'era l'ordine professionale di Catania, quello di Siracusa, c'era
quello di Enna, c'erano anche altri di Messina, c'erano alcuni
rappresentanti, c'erano non soltanto gli ingegneri, c'erano anche
gli agronomi, il Collegio dei geometri, oltre a quello degli
architetti.
Vi devo dire che questo Ufficio non toglie niente a nessuno. Non è
che con questo ufficio stiamo sottraendo - perché è questo il loro
timore - gli incarichi, l'attività professionale ai liberi
professionisti privati. Assolutamente no, ce ne guarderemmo bene.
Ma stiamo soltanto volendo armonizzare qualcosa che magari in
Regione, prima, facevano tutti i dipartimenti, cioè il dipartimento
regionale tecnico con gli uffici del Genio civile, lo faceva i beni
culturali con qualche ingegnere, con qualche architetto, lo
facevano anche altri uffici, il Demanio.
Abbiamo cercato di armonizzare. Dopodiché vorrei ricordare,
onorevole Campo, che noi come Governo regionale siamo il primo in
Italia che abbiamo fatto le linee guida per gli incarichi, per i
servizi di architettura e ingegneria. Siamo stati a Roma a
presentarlo dinanzi al Presidente della Consulta nazionale
dell'Ordine degli Ingegneri e dell'Ordine degli Architetti, quindi,
la Consulta nazionale delle professioni e al Presidente dell'Ordine
degli architetti e degli ingegneri; e ci hanno fatto i complimenti.
Perché?
Noi abbiamo stabilito, c'è un sito nella Regione, presso il
dipartimento regionale tecnico, che dice quando e come si può
affidare un incarico al di sotto dei 40 mila euro con affidamento
diretto o con tre preventivi; quando si può affidare dai 40 ai 100
mila euro; quando si può affidare oltre i 100 mila euro. Quindi,
affidamento diretto, procedura negoziata, evidenza pubblica, libero
mercato.
E abbiamo anche stabilito un percorso amministrativo per i comuni
con delle risposte ai quesiti che via via loro possono fare. Questo
perché? Proprio per stimolare le libere professioni.
Ma una cosa in più le voglio dire, onorevole Campo: queste linee
guide, che non sono vincolanti ma sono, comunque, da tenere in
considerazione per gli enti locali, a differenza del passato, della
norma nazionale del Codice degli appalti che prevede per
partecipare ad una gara dei servizi di ingegneria, prevede per
esempio un certo fatturato, quindi, possono lavorare soltanto
coloro che hanno un fatturato, quindi, i grandi studi e non possono
partecipare i giovani, abbiamo previsto che, intanto, si può
partecipare ma il fatturato lo si dimostra quando si è
aggiudicatari di quel servizio e lo si dimostra anche facendo delle
ATI, delle Associazioni temporanee di impresa.
Ad esempio, l'ingegnere Falcone, piccolo ingegnere, giovane
ingegnere, partecipa. Se si aggiudica quel servizio, poi, per
dimostrare la capacità tecnica e la capacità finanziaria si può
aggregare con altri studi. Questo serve; lo sa perché? Per
consentire che anche i giovani abbiano un'occasione lavorativa e mi
creda abbiamo avuto l'apprezzamento di tutti. E questo lo abbiamo
spiegato.
Oggi, allora, questo Ufficio di progettazione che è formato da 16
unità sta intervenendo in veste sostitutiva nei confronti
soprattutto delle province che non sono capaci di fare quello che
dovrebbero fare per loro stessa missione, per loro stessa mission.
Ma non si sostituiscono ai liberi professionisti. Noi, ad esempio,
stiamo continuando, come infrastrutture, non siamo una stazione
appaltante, siamo stazione appaltante soltanto nei porti e le posso
dire, ad esempio, che per quanto riguarda noi, nei porti, abbiamo
fatto due lavori: uno che è Castellammare del Golfo, dove abbiamo
fatto una gara pubblica per i servizi ingegneristici e l'abbiamo
data all'esterno, uno l'abbiamo fatto per Marinella di Selinunte,
ora Castelvetrano e stiamo facendo una gara, una piccola gara da 30
mila euro, ai privati; così abbiamo aggiudicato Vulcano, così
abbiamo aggiudicato il porto di Stromboli, così abbiamo aggiudicato
le indagini geognostiche, geologiche e batimetriche, per la
profondità, del porto di Gela.
Per quanto ci riguarda, quindi, non ci stiamo sottraendo. Ecco il
porto di Gela, ecco qua l'onorevole Di Paola, non ci stiamo
sottraendo al reclutamento delle professionalità private, anzi
tutt'altro. Personalmente, sono il primo che dice: facciamo
lavorare - passatemi il termine - quei poveri disgraziati liberi
professionisti che non hanno il 27 garantito e che, oggi, non
riescono molte volte a portare il pane nella propria casa .
Quindi, il sistema dell'Ufficio di progettazione: 1) è un sistema
vicariante, sostitutivo, aggiuntivo, indicativo, chiamiamolo come
vogliamo, nei confronti di quegli enti che hanno bisogno di
qualcosa, li aiutiamo, e che comunque non richiederebbero ausilio
esterno; 2) non ha funzione di controllo, si chiama proprio Ufficio
speciale di progettazione; 3) è un ufficio speciale, quindi, ha un
percorso che finirà, ad esaurimento; 4) noi continuiamo, invece,
nelle procedure di evidenza pubblica e di reclutamento delle
professionalità private, così com'è giusto che venga fatto e per
questo abbiamo istituito, bandito, pubblicato con decreto
assessoriale le linee guida che sono il percorso e anche l'Anac,
che è venuta e ha preso atto facendoci i complimenti, ha detto che
queste linee guida possono diventare foriere di altre buone prassi
nel resto delle regioni italiane.
Vi erano 15 regioni che hanno partecipato a quell'incontro,
soltanto per questo, solo per dire le cose come stanno.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 137 Dichiarazione dello
stato di calamità per fronteggiare i danni causati dagli eventi
sismici che hanno interessato i Comuni etnei nella notte del 26
dicembre 2018 , a firma degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione Sicilia e all'Assessore per le
infrastrutture e la mobilità,
premesso che nella notte del 26 dicembre 2018 una forte scossa di
terremoto, di magnitudo 4.8, ha colpito diverse parti del
territorio afferenti ai Comuni di Acireale, Zafferana, Santa
Venerina e Aci Sant'Antonio, provocando ingenti danni sia al
patrimonio pubblico che privato;
considerato che ai sensi della legge regionale 18 maggio 1995 n.
42, ai fini dell'applicazione dell'articolo 39, comma 2, della
legge regionale 29 aprile 1985, n. 21, come sostituito
dall'articolo 44 della legge regionale 12 gennaio 1993, n. 10, la
dichiarazione dello stato di calamità, è di competenza della Giunta
regionale, su proposta del Presidente della Regione;
rilevato che è necessario procedere ad interventi di somma urgenza
volti a fronteggiare l'emergenza al fine anche di sostenere le
pubbliche amministrazioni locali e le popolazioni sfollate;
per conoscere se non ritengano opportuno per quanto in premessa
dichiarare lo stato di calamità naturale ai sensi della già citata
legge regionale 18 maggio 1995 n. 42 e contestualmente porre in
essere tutte le misure amministrative necessari al fine di avanzare
richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza ai competenti
Organi dello Stato».
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, già voglio dire che la questione è
superata perché l'interpellanza l'ho presentata l'indomani o se non
il giorno stesso in cui c'è stato questo terremoto, questo non
perché non avessi fiducia nel Governo che poi, in effetti, pochi
giorni dopo si è attivato con una delibera e già fin dai primi
giorni è stato presente sul territorio, ma perché probabilmente
questo terremoto è passato un po' sotto gamba. Però, voglio
chiedere all'Assessore, se è possibile, dato che in questi mesi ci
siamo visti parecchio, spesso sul territorio etneo proprio per
seguire la vicenda, chiarimenti e se possibile conforto su alcune
cose.
Ricordo distintamente quanto il 10 febbraio ci fu un incontro
pubblico in cui lei, quale rappresentante del Governo regionale a
confronto-incontro con i sindaci e i cittadini del territorio,
parlò genericamente di aiuti che la Regione avrebbe messo in campo.
Ora, è vero che si è mobilitato anche a livello nazionale il
Governo, che proprio in questi giorni è in fase di conversione un
decreto ricostruzione, anche l'ordinanza emergenza, è giunta la
notizia di un ulteriore aiuto economico che passa da 10 a un +35
milioni di euro, però l'Assessore sa perfettamente che, purtroppo,
questi eventi creano poi degli strascichi ed un impoverimento del
territorio che ha bisogno di un sostegno corale da parte di tutti.
Siccome in quell'occasione ha riferito che ci sarebbero stati
degli aiuti, se continuano a prodigarsi, se hanno trovato delle
risorse, eccetera, perché forse nel collegato ci sarà
possibilità, perché noi avevamo presentato degli emendamenti, anche
insieme alla collega Ciancio, però sempre in Commissione
Bilancio', caro Presidente - lei giustamente per motivi
istituzionale non partecipa -, si parla di tutto tranne che di cose
- a mio modo di vedere - davvero drammatiche tra cui i territori
che, purtroppo, hanno subito un evento naturale per cui non hanno
colpa.
Si pensa a sistemare partecipate fallite, senza andare ad
individuare i colpevoli spesso omessi dalla Regione, si parla di
persone che sono entrate prendendo un posto para-pubblico che deve
diventare pubblico, però della gente inerme che subisce danni non
si parla mai.
Durante la finanziaria i nostri emendamenti sono stati cestinati,
noi li abbiamo ripresentati, ci auguriamo anche se con di meno, con
gli stessi soldi, vengano fatti e dato che l'Assessore aveva detto
che avrebbe provato a dare un aiuto, trovo questa occasione giusta
anche per offrire la possibilità di dire qualcosa.
PRESIDENTE. Sull'interpellanza quindi non c'è da rispondere.
Ricordo che l'interpellanza n. 138 Chiarimenti sulla società del
trasporto urbano di Agrigento , a firma degli onorevoli Di Mauro ed
altri è stata già trattata.
FOTI. Signor Presidente, lei ha preso la calata come si dice a
Catania. L'Assessore voleva parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, però lei ha iniziato dicendo che era
ormai superata e, quindi, l'ho lasciata parlare per poi andare
avanti. Siccome lei stessa ha iniziato dicendo che era superata
però, prego, se l'Assessore vuole rispondere, si figuri se mi posso
permettere di bloccare l'assessore Falcone che è uno dei migliori
assessori che abbiamo in questo Governo. Ha facoltà di intervenire
l'Assessore.
FOTI. Il migliore tra gli Assessori presenti
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Volevo
solo ricordare che abbiamo preso degli impegni che riguardano le
competenze della Regione siciliana. Le nostre competenze sono
quelle della viabilità e sono, ove necessario, anche su alcuni
immobili.
Avevamo detto che aspettavamo che il Governo nazionale
intervenisse su questa vicenda, è stato nominato, dando una prima
dotazione finanziaria, il Commissario per l'emergenza.
Oggi, col decreto sblocca-cantieri dovrà essere nominato il
Commissario per la gestione.
Non sappiamo se coinciderà sempre nella persona dell'ingegnere
Foti o meno e in più abbiamo dato, mi pare siano stati assegnati
220 milioni in più anni.
FOTI. 260 più 45.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E' chiaro
che noi stiamo aspettando di capire come verranno utilizzate queste
risorse e dove non si interviene.
Abbiamo detto che a giugno completiamo il nostro programma per il
Patto per il Sud che prevede 350 interventi anche nei centri
storici ed i centri colpiti, vedremo quale sarà l'economia, abbiamo
economie per 15-20 milioni di euro.
Abbiamo detto che, eventualmente, li possiamo riprogrammare con
queste risorse o con altre risorse del Patto per il Sud strade, a
vantaggio di questo territorio proprio per le strade provinciali o,
eventualmente, anche per quanto riguarda gli immobili.
Vorremmo capire come saranno utilizzati i soldi che ha dato lo
Stato.
La Regione interviene in maniera integrativa per quanto riguarda
gli immobili e in maniera diretta per quanto riguarda le strade
provinciali.
Viene confermato, quindi, quello che ci siamo già detti.
PRESIDENTE. Rimangono undici interrogazioni da discutere. Mi
rivolgo a lei, Assessore, per capire se facendo velocemente ce la
possiamo fare.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Andiamo
avanti.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 141 Ripristino della
viabilità e completamento della strada provinciale 81 (SP 81) , a
firma degli onorevoli Foti ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
la Strada Provinciale 81, che dovrebbe collegare i comuni etnei di
Castiglione di Sicilia e Calatabiano, non è stata mai completata,
essendo transitabile solo a cominciare dalla frazione castiglionese
di Mitogio;
il collegamento viario tra Castiglione di Sicilia e il suo
territorio, lungo il corso dell'Alcantara, il quale comprende le
frazioni di Gravà e Mitogio e la cui lunghezza complessiva è di
km.15+800, è stato determinato con Decreto Luogotenenziale del
29/05/1919;
il tracciato costeggia, ancora in buona parte, la sponda destra
del fiume Alcantara, lungo un'area panoramica sulle Gole
dell'Alcantara di valenza paesaggistica ideale per una fruizione
turistica;
il collegamento della SP 81 con le strade parallele avviene
attraverso il ponte della S.P 120 con la S.S.185, all'altezza di
Mitogio e di Finaita (Motta Camastra ) ed è transitabile solo con
mezzi leggeri per le sue dimensioni e per le condizioni statiche
non ottimali;
considerato che:
nel corso degli ultimi decenni sono stati effettuati solo
sporadici interventi di manutenzione e, in alcuni tratti, la SP81
non è percorribile e si presenta in condizioni tali da mettere
quotidianamente in pericolo la pubblica incolumità;
attualmente, il collegamento tra Mitogio e Castiglione è
inaccessibile al traffico veicolare, proprio a causa della mancata
manutenzione del segmento lungo il complesso collinare Miramare,
proprio in prossimità delle Gole dell'Alcantara;
la strada SP81, oltre a collegare parti del territorio di
Castiglione con le frazioni verso il mare, rappresenta un'
indispensabile via di accesso alla Protezione Civile in occasione
dei frequentissimi incendi estivi e in caso di calamità naturali;
oggi più che mai, essa appare uno strumento per scongiurare
l'emarginazione e il degrado di terreni non accessibili e il
conseguente dissesto idrogeologico di un'area ad altissimo valore
ambientale, agricolo e turistico;
le Gole dell'Alcantara, soprattutto la zona di Larderia di Fondaco
Motta, rappresentano un luogo di attrazione turistica rilevante,
appare quindi evidente che la SP 81, se completata, favorirebbe uno
sviluppo di tipo turistico anche sull'altro versante del fiume;
la presenza delle Gole costituisce un punto focale di sviluppo, di
conseguenza il recupero green della SP 81 favorirebbe certamente la
nascita di nuove attività economiche nel territorio, in termini di
attività turisticoricettive di tipo ecologico rurale;
lo sfruttamento integrato dei terreni agricoli che ne deriverebbe
agirebbe, altresì, come circolo virtuoso, in quanto aprirebbe nuove
possibilità di micro impresa per i giovani, i quali, altrimenti,
sarebbero ancora una volta costretti ad emigrare per cercare
altrove lavoro e dignità sociale;
la SP 81 completata in tutto il tragitto previsto, infine,
realizzerebbe un collegamento ideale, a vocazione naturalistica, da
e per la Costa Jonica, luogo di provenienza dei maggiori flussi di
turismo alternativo, non invasivo, formato da ciclisti, camminatori
ed esploratori attenti al patrimonio ambientale e
storicomonumentale della valle;
per conoscere le iniziative necessarie al completamento della
strada provinciale SP81 e le azioni necessarie atte ad avviare le
opere di manutenzione, messa in sicurezza e ripristino della
viabilità lungo tutto il percorso della SP81, infrastruttura
indispensabile alla rinascita economica del territorio dei comuni
coinvolti, la quale rappresenta una possibilità concreta per la
valorizzazione e la promozione del territorio di Castiglione di
Sicilia, lungo il fiume e verso la costa».
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, rispondo direttamente per dire che con l'onorevole Foti
abbiamo condiviso questa vicenda. Si tratta di una strada di
penetrazione agricola con forte caratterizzazione turistica perché
è nella Valle dell'Alcantara, tra due province, Messina e Catania,
l'abbiamo inserita, onorevole Foti, come abbiamo condiviso nel
cosiddetto Piano Toninelli , chiamiamolo così, cioè in quelle 125
strade che abbiamo indicato al ministro Toninelli nel caso in cui
vorrà fare, quando vorrà fare, il commissariamento per le strade
provinciali. Questa strada è una di queste.
L'abbiamo inserita per circa 4 milioni di euro, riteniamo che per
fare l'intera infrastruttura ci vorrebbero 20 milioni di euro
perché sono 15 Km, si dispiega su un litorale di 15 Km, però
facendo anche un intervento di green way, potremmo farla anche con
3, 4 milioni di euro.
L'abbiamo dunque inserita in questo piano.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, si dichiara soddisfatta della risposta
dell'Assessore? Immagino di sì.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non vorrei rovinare la media delle
mille euro al minuto dell'onorevole Zito, perché oggi stiamo
massacrando questa media.
Prego, onorevole Foti, ha facoltà di parlare.
FOTI. Signor Presidente, non intervengo sull'ordine dei lavori
perché immagino che dalla mia faccia penso abbia capito che, più
volte, mi ha lasciato di stucco la velocizzazione in alcuni casi,
oppure ad altri deputati ha permesso di fare degli show
assolutamente inutili.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ho permesso a tutti di parlare.
FOTI. Noi parliamo di questioni importanti.
PRESIDENTE. Non la sto bloccando, onorevole Foti.
FOTI. Assessore, so che è stato sui luoghi prima di rispondere. La
questione è che sulla parte del territorio di Messina ci sono
infrastrutture, strade fantastiche che hanno permesso lo sviluppo,
sul versante di Catania abbiamo per una parte la strada provinciale
per l'altra chiamiamola una trazzera che, tra l'altro, è
un'importantissima via di fuga, perché raggiungendo il comune di
Castiglione si ottiene in questo modo non solo una viabilità di
natura turistica, ma anche un eventuale via di fuga, tra l'altro le
tantissime aziende agricole che sono sul posto, parliamo di
oliveti, agrumeti, noccioleti, sono state abbandonate con un
conseguente fenomeno che si è accelerato, un fenomeno di dissesto
idrogeologico perché dove la campagna viene abbandonata non si
ripristinano muretti, non si raccoglie e, quindi, il dilavamento
provoca ulteriori frane, quindi, bene che sia nel Piano Toninelli,
però l'importante è che sia una strada magari a una corsia e mezzo,
che non sia una strada pazzesca, ma che consenta il passaggio di
una camionetta per raggiungere le centinaia di ettari di terreno
che in quel territorio che è ricco di eccellenze uniche anche nel
settore agricolo, finalmente possono tornare ai propri terreni
perché, altrimenti, siamo come nelle condizioni della Madonie, dove
bisogna ingegnarsi per potere arrivare nel proprio terreno ed è
veramente un peccato.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 650 Azioni per
scongiurare la grave situazione infrastrutturale nel territorio di
Enna , a firma dell'onorevole Fava.
Non essendo presente in Aula il firmatario, l'interrogazione si
intende trasformata in risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 665 Chiarimenti in ordine alla
carenza di personale in servizio presso gli uffici regionali della
Motorizzazione civile , a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
e per la mobilità e all'Assessore per le autonomie locali e la
funzione pubblica,
premesso che:
ai sensi dell'art. 20, in combinato disposto con l'art. 17, lett.
a) dello Statuto, il Governo regionale esercita tutte le
attribuzioni degli organi centrali e periferici dello Stato nelle
materie concernenti le comunicazioni e i trasporti regionali di
qualsiasi genere;
da tempo, gli uffici delle motorizzazioni civili vivono una
situazione di forte disagio provocata dalla carenza di personale
negli uffici della motorizzazione civile, in particolare degli
esaminatori;
detta carenza di personale in servizio, compromette il regolare
svolgimento delle pratiche automobilistiche: si sono raddoppiati i
tempi di attesa dal foglio rosa all'esame di guida, attestandosi
intorno ai 5 mesi; le revisioni delle patenti sono in netto
arretrato, così come le lettere di azzeramento dei punti della
patente o i duplicati;
in tanti uffici delle Motorizzazioni, se non in tutti, la carenza
di personale porta all'utilizzo di esaminatori ad attività
quotidiane interne, come ad esempio le attività di sportello, che,
oltre a rallentare il lavoro degli uffici, porta gli stessi a
svolgere mansioni diverse da quelle per le quali sono abilitati;
considerato che i disagi si riversano principalmente sui cittadini
che hanno imprescindibile necessità di avvalersi di un servizio
celere ed efficiente, nonché sugli operatori del settore, in
particolare le autoscuole, che a causa della carenza di personale
all'interno della motorizzazione, si trovano nell'impossibilità di
garantire tempi rapidi per lo svolgimento dell'esame di guida o,
più in generale, per l'espletamento dei servizi richiesti dagli
utenti;
per sapere come intendano garantire il diritto ad un servizio di
qualità a tutti i cittadini che si avvalgono regolarmente, per
motivi personali e professionali, dei servizi della Motorizzazione
civile e, in particolar modo, come intendano intervenire per
risolvere i gravi disagi che le autoscuole stanno vivendo a causa
dei problemi legati alla carenza strutturale di personale».
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. L'abbiamo
già trattata.
PRESIDENTE. L'avete già trattata? In mia assenza?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo che, nel
corso di quest'Aula, abbiamo abbondantemente trattato questa
interrogazione, però, Assessore, ho ricevuto dall'assessore Grasso
una risposta a questa interrogazione relativamente al fabbisogno
dei dipendenti, per quanto attiene le Motorizzazioni di tutta la
Regione siciliana, addirittura, l'Assessore ha individuato in 539
unità in più di personale.
Sappiamo benissimo che è stata fatta una procedura di mobilità che
è andata quasi disattesa, perché soltanto pochissime unità di
personale. Ma, questa interrogazione è stata fatta a gennaio, lei
puntualmente ha risposto sui media dicendo appunto che lei aveva
risolto, la sua iniziativa è stata lodevole perché sono stati
immessi 61 esaminatori in più, però diciamo che non possono
risolvere il problema di tutta una Regione siciliana.
Ora il problema più grave qual è? E' la gestione delle risorse
interne. Quello che le chiedo è un impegno particolare sulla
riorganizzazione interna del personale, cercando di aumentare le
sedute degli esaminatori ordinarie, perché attualmente se ne fanno
soltanto tre al mese e hanno un costo di 50 euro, a fronte di 150
euro delle sedute straordinarie, costi in più che vanno a gravare
tutte sulle autoscuole ed a finire naturalmente sull'utenza,
quindi, quello che le chiedo è l'impegno sulla riorganizzazione
interna, con la separazione del personale che si occupa dello
sportello da quello che fa l'esaminatore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire
la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Sì,
Presidente, l'onorevole Schillaci infatti ha anche detto che
abbiamo incrementato, ma la vicenda dell'onorevole Schillaci
attiene anche al fatto che dovremo procedere anche alla
riqualificazione, ad esempio, del personale, e io poc'anzi ho detto
abbiamo già risposto perché, in effetti, nelle precedenti
interrogazioni dell'onorevole Campo avevo anche affrontato questo
tema, soltanto per questo motivo, però è chiaro che ci sono aspetti
di reclutamento, qualche altra unità che vorrebbe venire, perché
voglio anche dire una cosa: il personale che lavora nelle
Motorizzazioni e che fanno esami o ad esempio il personale tecnico,
guadagna quasi un altro stipendio, cioè dobbiamo dire è vero che i
cittadini pagano, ma coloro che svolgono questo servizio vengono
ben remunerati, è un lavoro anch'esso impegnativo, dobbiamo dire,
soldi così senza lavorare non se ne guadagnano, quindi, questi
nostri dipendenti regionali lavorano e vengono giustamente,
legittimamente retribuiti. Quindi, c'è l'interesse ancora a
incrementare gli organici, in più vediamo come possiamo
riqualificarlo, vediamo se possiamo anche fare ulteriori corsi, ora
a settembre, per nuovi esaminatori e, allora, possiamo, secondo le
aspettative dei privati e delle autoscuole, aumentare il numero
delle sedute ordinarie e, se possiamo, anche quelle straordinarie.
Vediamo per un po'.
Attenzione, proprio l'altro giorno ho incontrato il direttore
della Motorizzazione di Palermo e abbiamo anche affrontato alcune
tematiche, ma mi ha riferito, però verifichiamolo, che molti dei
problemi testé citati sono stati ampiamente superati. Però, ripeto
rimaniamo, voglio essere prudente, eventualmente facciamo anche un
incontro, visto che più colleghi avete sollevato questo problema,
con i dirigenti della Motorizzazione e troviamo anche delle
soluzioni.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 671 Adozione di misure
urgenti per la sicurezza dei tratti autostradali siciliani A18 e
A20 , a firma degli onorevoli De Luca, Cancelleri, Cappello,
Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino,
Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di
Paola, Marano, Pagana e Pasqua.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
in data 21 gennaio 2019, nel tratto autostradale denominato A18,
all'altezza di Scaletta Zanclea, si è verificato un incidente
mortale in cui hanno perso la vita 3 persone, tra cui il poliziotto
Angelo Spadaro, che si trovava sul posto insieme al collega
Giuseppe Muscolino ferito insieme ad altre sei persone;
in data 24 gennaio 2019, si è verificato poco prima delle 15:00
nella galleria Castello Diruto, sempre nello stesso tratto
autostradale, ma stavolta in direzione sud, un altro incidente con
due feriti;
in data 25 gennaio 2019, nella tangenziale a Messina, precisamente
nella galleria Perara, la prima dopo lo svincolo di Messina Centro
in direzione Catania, si è verificato un altro incidente,
fortunatamente, questa volta, senza morti né feriti, ma che ha
causato notevoli disagi con lunghissime code in tangenziale;
considerato che:
la viabilità sui tratti stradali denominati A18 e A20,
indipendentemente dal senso di marcia, avviene, spesso e per ampi
tratti, su doppia corsia alternata;
il manto stradale non appare in buone condizioni, la segnaletica
verticale è discontinua e spesso nascosta dalla vegetazione, i
viadotti non sono sempre in stato di buona manutenzione, come
testimonia il ferro degli stessi, che risulta nudo ed esposto alle
intemperie e che alcune gallerie risultano buie o poco illuminate e
a volte interessate da copiose infiltrazioni;
rilevato che i tratti autostradali A18 e A20, sono gestiti dal
Consorzio Autostrade Siciliane che è un ente pubblico regionale non
economico sottoposto al controllo della Regione siciliana, e che
richiede per il loro attraversamento il pagamento di un pedaggio,
instaurando così, peraltro, un rapporto contrattuale dal quale
discendono profili di responsabilità che si aggiungono a quelli
derivanti dall'attività di ente gestore della sede stradale;
per sapere quando l'Assessorato in indirizzo intenda adoperarsi
per porre in essere quegli interventi necessari a garantire la
sicurezza dei tratti autostradali A18 e A20, divenuti troppo spesso
teatro di incidenti e disservizi».
CIANCIO. Chiedo che l'interrogazione venga trasformata in risposta
scritta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 692 Iniziative urgenti
al fine di ripristinare il transito lungo la S.P.C n. 39. , a firma
dell'onorevole Catanzaro.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità,
premesso che:
il territorio in cui insiste la S.P.C. n. 39 ex consortile Soria -
Casalicchio, nel comune di Cammarata è geomorfologicamente
altamente suscettibile a movimenti franosi di tipo scorrimento e
colamento, in quanto il substrato roccioso è ricoperto da materiale
argilloso a comportamento pseudocoerente dal punto di vita
geotecnico;
la nella recente stagione autunnale si sono registrati
precipitazioni abbondanti, a tratti con natura temporalesca,
innescando sul territorio movimenti gravitazionali che hanno
cambiato la geomorfologia superficiale inficiando a tratti la rete
infrastrutturale;
considerato che:
la strada, di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Agrigento
risulta chiusa al traffico da 7 anni. A causa delle piogge
verificatesi negli ultimi mesi il tratto di strada su indicato
risulta impraticabile sia con autovetture che con mezzi agricoli a
causa di enormi frane di grossa portata;
nel tratto di strada in oggetto, risulta assente la segnaletica
orizzontale e verticale come pure le barriere di protezione della
carreggiata accrescendo il livello di rischio;
nell'area insistono numerosi insediamenti produttivi: Caseifici,
aziende agricole, una fattoria didattica;
non esiste una viabilità alternativa e i fruitori si avventurano,
certamente non in condizioni di sicurezza, nel tratto stradale per
raggiungere le abitazioni, le aziende con gli animali ecc;
gli abitanti dell'area hanno raggiunto un livello di esasperazione
giustificabile e richiedono un intervento non più procrastinabile
in quanto preoccupati per il futuro delle aziende agricole nonché
la presenza in tutta l'area zona di allevamenti di animali che
devono essere accuditi quotidianamente;
per sapere se e quali iniziative urgenti intendano mettere in atto
per il ripristino del transito lungo la S.P.C. n. 39 ex consortile
Soria - Casalicchio dal km 2+800 al km 2+950».
Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, parliamo di una strada provinciale che è chiusa al
transito e, ancora oggi, è attraversata però, di fatto, vi è
un'ordinanza di chiusura al transito.
Noi abbiamo scritto al libero Consorzio di Agrigento, abbiamo
mandato una nota proprio in concomitanza di questa interrogazione
per dare seguito. Siamo ancora in attesa dal 4 maggio scorso della
risposta da parte del libero Consorzio. Ci aspetteremo un progetto,
sarà mia cura la settimana prossima chiamare direttamente, anzi
oggi volevo segnalare e sollecitare questo perché doveva venire il
dirigente, l'ingegnere Francesco Napoli, purtroppo, non è venuto
alle 15, per segnalare anche questa strada. Vediamo un attimo.
Siamo pronti comunque, proprio perché trattasi di strada chiusa al
transito, a poterla anche mettere tra le opere da riprogrammare,
quindi, anche a trovare sostegno finanziario.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Catanzaro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
ovviamente, oggi, ne ho presentate quattro di interrogazioni, su
due sono rimasto soddisfatto, su due non soddisfatto.
PRESIDENTE. Una buona media, due su quattro
CATANZARO. Le dico subito il motivo perché, ovviamente, non do la
responsabilità a lei che da quindici, sedici mesi è Assessore, lì è
un problema davvero drammatico. È drammatico per una questione di
viabilità, è drammatico soprattutto per una trentina di aziende che
si trovano proprio su questa strada dove ci sono 2.000 mila capi di
bovini, dove lì ovviamente c'è un grande settore che è quello
zootecnico che è molto importante sia per la nostra provincia, ma
ritengo anche per la nostra Regione. Quindi, le chiedo se è
possibile, dato che abbiamo convenuto poc'anzi che lei a giugno
insieme a me si farà un giro per la provincia di Agrigento per
constatare con i suoi occhi sulla situazione drammatica della
viabilità delle strade della provincia di Agrigento, non sono
soddisfatto, ritengo che su quella zona occorra intervenire con
fermezza anche perché quella zona è una zona montana, è un zona
isolata e da tanti anni vengono presi in giro e non possiamo
permetterci e, soprattutto, lo dico io come rappresentante di quel
territorio, non posso più permettere che quella zona rimanga
abbandonata.
Quindi, al di là della sua buona volontà che mi rendo conto che si
sta attivando, ritengo che dobbiamo con più forza e, quindi, con
un'azione più concreta intervenire. Non posso essere soddisfatto e
vediamo il da farsi. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 710 Chiarimenti in
merito alle opere censite nell'elenco-anagrafe delle opere
incompiute , a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che tra le materie ascritte all'Assessorato
regionale delle Infrastrutture e della Mobilità rientra il
monitoraggio delle opere pubbliche incompiute e istituzione
dell'Elenco-anagrafe delle opere incompiute di cui all'art. 44 bis
del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;
visto l'Elenco - anagrafe delle Opere Incompiute, pubblicato il
29/06/2018, e realizzato ai sensi del D.M. 13 marzo 2013, n. 42
disciplinante il Regolamento recante modalità di redazione
dell'elenco anagrafe delle opere pubbliche incompiute, di cui
all'art. 44 bis del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.
214; anno di riferimento 2017.
considerato che:
dai sopralluoghi eseguiti dall'odierno interrogante sulla quasi
totalità delle opere censite(nonché su altre incompiute non censite
nell'Elenco ma presenti sui territori) e dal confronto con
amministratori e tecnici degli enti locali è emerso che, tra le
principali cause di interruzione dei lavori, vi sia stata la
carenza di risorse da parte dei Comuni, molti dei quali sono da
tempo in condizioni di deficit strutturale, in dissesto o
predissesto e, anche per mancanza di personale qualificato, hanno
evidenti difficoltà nell'accesso ai bandi, tanto per la fase
progettuale, quanto per la eventuale gestione delle procedure,
ritenute eccessivamente complesse;
il decadimento strutturale e le mutate esigenze territoriali fanno
sì che quasi il 40% delle opere visitate non appaiano, ad oggi,
meritevoli di interventi di ripristino o di completamento ma, al
contrario, rappresentano elementi di degrado che, se non demoliti,
inquinano la bellezza di centri urbani e di paesaggi con un
notevole potenziale in termini di richiamo turistico;
le informazioni che possono evincersi dall'Elenco possono
ritenersi solo parzialmente corrispondenti alla realtà, non solo in
termini di quantificazione degli oneri o di forme di destinazione o
di possibile utilizzo delle opere (essendo questi parametrati sulla
scorta dei dati riportati nel progetto esecutivo e non sempre
aggiornati) ma anche in relazione al numero stesso delle opere,
attesa la quantità di opere non complete che insistono sui
territori ma non sono censite nell'Elenco;
considerato, altresì, che:
con Decreto Assessoriale n. 18 del 29 agosto 2018 è stata
istituita una Task Force per l'implementazione delle azioni volte a
fronteggiare, accelerare e risolvere le criticità delle opere
pubbliche incompiute presenti nel territorio della Regione
Siciliana, col compito di formulare, entro centoottanta giorni dal
suo insediamento, proposte per la soluzione e la definizione
dell'iter tecnico-amministrativo delle opere pubbliche incompiute
presenti nel suddetto elenco;
anche a seguito del Decreto Assessoriale n 27 del 13 novembre
2018, della suddetta Task Force fa parte, tra gli altri, il
Dirigente dell'Area 3 Coordinamento degli Uffici del Genio Civile
dell'Isola del Dipartimento Regionale Tecnico, ma i suddetti Uffici
- ai quali è stata inoltrata, sin dal mese di Settembre 2018,
relativa richiesta di accesso agli atti sulle attività a tal uopo
svolte - hanno in gran parte dichiarato di non svolgere alcuna
attività o di poter evadere tale istanza in maniera parziale;
per sapere:
quali siano le proposte per la soluzione e la definizione
dell'iter tecnicoamministrativo delle opere pubbliche incompiute
elaborate dalla Task Force istituita con D.A. 29/08/2018 n 18;
per quante e quali opere sia stata proposta la demolizione o il
completamento, nonché con quali risorse si intende far fronte agli
oneri eventualmente quantificati ed entro quali termini».
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione n. 710 riguarda le
opere incompiute, l'elenco che abbiamo già fatto e che abbiamo
predisposto.
Sostanzialmente ne abbiamo circa 160-162 ma sarà qualcuna in più,
di opere incompiute in Sicilia. Noi non soltanto abbiamo quest'anno
fatto una relazione di ogni opera, abbiamo chiamato tutti i
Sindaci, abbiamo chiamato tutti i dirigenti tecnici, uno per uno, e
quando non sono venuti li abbiamo ripungolati e li abbiamo
convocati e li abbiamo sentiti, li abbiamo ascoltati. Ma alla fine
abbiamo verificato che ci sono delle opere che vanno abbattute e
sono circa 6. Ci sono delle opere, circa altre 7-8, che possono
essere invece completate. Alcune, ad esempio, li abbiamo inserite.
Una per tutte, lo dicevo poc'anzi all'onorevole Pagana, il Ponte
di Gagliano Castelferrato, incompiuta da circa 11 anni, in
provincia di Enna. Ma tanto per fare un esempio, perché ci sono
tante altre opere.
Altre opere invece, per essere completate, necessiterebbero di
risorse. E allora stiamo verificando se possiamo fare un piano
triennale, o addirittura quinquennale, di finanziamento di queste
opere. Immaginiamo 10 milioni di euro, 15 milioni di euro l'anno.
Non è semplicissimo. Sono opere che provengono dai più svariati
finanziamenti. Consideriamo ad esempio che ci sono delle opere
una per tutte la più emblematica, Giarre. Giarre è una delle città
in cui ci sono più opere incompiute. Due per tutte: le case
popolari, 60 alloggi popolari che sono stati finanziati con un
incremento, con una somministrazione aggiuntiva finanziaria di un
milione e mezzo di euro. E il teatro, ad esempio, di Giarre. Sempre
per le case popolari.
Vi sto ponendo questi esempi e sono quelli che mi sovvengono. Ma
ad esempio a Ragusa c'è la Chiesa Maria Santissima di fronte
l'Ospedale. Abbiamo fatto un sopralluogo, anche là altra cosa,
sempre con gli IACP. Molti immobili sono degli enti locali, molti
altri sono degli IACP, alcuni sono dei Consorzi di bonifica. Quindi
ci sono tra le opere più varie.
Signor Presidente, eventualmente mi potrò permettere poi di dare a
tutti i colleghi, l'ho dato all'onorevole Di Paola, la relazione
che individua le opere incompiute, individua quali opere vanno
demolite perché deturpano solo il territorio, individua le opere
che possono essere realizzate e le opere invece che troveranno
realizzazione già anche con dei finanziamenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia era solo
una preoccupazione. Adesso uscirà la nuova lista delle opere
incompiute. Al momento sono 162, probabilmente aumenteranno, perché
siamo andati in giro per la Sicilia e abbiamo visto che molte opere
non sono state censite. I Sindaci o le amministrazioni che hanno in
appalto queste opere non le hanno segnalate. Li abbiamo invitate a
segnalare. Quindi probabilmente queste opere incompiute
aumenteranno nella prossima lista.
La mia preoccupazione qual è? E' che nel report che molto
gentilmente l'Assessore mi ha consegnato molte di queste opere, di
queste 162 opere, non hanno un progetto esecutivo aggiornato. Sono
all'incirca 70, cioè quasi più della metà non hanno un progetto
aggiornato e altre non si sa in che stato di avanzamento è il
progetto.
Capisco che se le riusciamo a completare, altre se le riusciamo a
demolire, magari se riusciamo a demolirne qualcuna in più visto che
la maggior parte di queste opere io le ho visitate e sono veramente
vetuste. Sono opere comunque che difficilmente potranno essere
riprese a fronte anche di un progetto che man mano viene
aggiornato. E purtroppo queste opere all'interno del nostro
territorio deturpano sia l'ambiente, che anche il viver comune del
cittadino che magari abita attorno a queste opere. Quindi, se è
possibile aumentare, capisco che ha pure un costo, perché anche
l'abbattimento di un'opera poi ha un costo, però fare uno sforzo
maggiore a fronte di un incremento sicuro, vista la
sensibilizzazione man mano che si è fatta durante questo periodo, e
magari aumentare il fondo per completare i progetti, o magari far
sì che quei progetti, che ancora non sono progetti esecutivi, non
sono stati aggiornati, creare pure un fondo di rotazione per il
completamento, non solo dell'opera, ma anche del progetto. Grazie
signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, suggerisco a tutti un libro sulle
incompiute in Italia con delle fotografie che sono pazzesche. C'è
ad un certo punto una campagna con una scala mobile, c'è solo la
scala mobile, non c'è nient'altro, nel deserto più totale. Però a
Giarre, onorevole assessore Falcone, in quel libro Giarre è una
delle città che ha maggiori incompiute. Ora se non ricordo male,
uno stadio o qualcosa del genere.
DI PAOLA. Anche Cammarata è uno dei Comuni.
PRESIDENTE. Questo libro è veramente istruttivo, perché ci sono
delle cose questa della scala mobile se non ricordo male era in
Calabria, non ne sono sicuro. Sono tutte le incompiute d'Italia, ce
ne sono alcune che sono assolutamente pazzesche e purtroppo c'era
Giarre più volte censita in questo libro.
L'interrogazione n. 725, non essendo presente il firmatario,
onorevole Barbagallo, viene trasformata in risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 160 "Chiarimenti sul servizio di
trasporto ferroviario concernente la tratta Catania-Caltagirone",
degli onorevoli Cappello ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
e la mobilità, premesso che:
la tratta ferroviaria Catania-Caltagirone è stata ripristinata,
dopo diversi anni di chiusura, nel mese di Febbraio del 2019;
la riattivazione del suddetto servizio ferroviario è avvenuta, al
fine di soddisfare la legittima esigenza di numerosissimi cittadini
che, per necessità di studio e di lavoro, devono quotidianamente
viaggiare;
per far fronte, in particolare alle necessità degli utenti
pendolari, ma anche per fornire ulteriori servizi a beneficio delle
popolazione dei diversi comuni toccati dalla tratta, nonché ai
turisti che sempre in maggior numero scelgono di visitare il nostro
territorio, sono stati investiti, in quest'opera, ingenti somme di
denaro;
rilevato che:
malgrado le risorse impegnate, a causa di una cattiva gestione ed
organizzazione del servizio, lo stesso risulta carente ed
inadeguato rispetto alle esigenze rappresentate;
dai dati e dalle informazioni sul servizio ferroviario offerto,
acquisibili anche semplicemente in rete, risulta agevole
comprendere che gli orari di partenza ed arrivo proposti sono del
tutto incompatibili ed inconciliabili con gli orari standard di
lavoro e di studio degli utenti che potrebbero maggiormente fruire
di detti servizi;
come si apprende da organi di stampa, il servizio verrà
ulteriormente depotenziato e verranno soppresse corse in orari
particolarmente utili ai pendolari per raggiungere il proprio posto
di lavoro e/o studio;
considerato che:
le aziende di trasporto su gomma, offrendo più corse al giorno
sulla stessa tratta, avendo tempi di percorrenza molto più brevi
nonché costi dei biglietti più bassi rendono di fatto, ad oggi , il
servizio ferroviario poco concorrenziale;
la Regione siciliana, quale committente, avendo ben chiare quali
sono le esigenze del territorio, i bisogni dei cittadini in materia
di servizi di trasporto e tenuto conto delle risorse impegnate,
deve sovraintendere a che tali servizi siano erogati in modo
corretto ed adeguato;
la situazione sopradescritta imporrebbe alla Regione, attraverso
l'Assessore competente, di attivarsi ed agire, al fine di ottenere
un servizio ferroviario più efficiente, tramite l'incentivazione di
orari più consoni e funzionali rispetto alle esigenze esposte, o
esigendo la previsione di più corse;
invece, si registra una inattività ingiustificabile che
colpevolmente concorre allo spreco di risorse Pubbliche;
per conoscere se e come intendano intervenire, al fine di
potenziare, ottimizzare il servizio di trasporto ferroviario sulla
tratta Catania-Caltagirone ed assumere ogni necessaria azione ed
urgente provvedimento consequenziale per affrontare le criticità
denunciate».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per illustrare
l'interpellanza.
FOTI. Signor Presidente, in qualche modo l'interrogazione
dell'onorevole Barbagallo e l'interpellanza dell'onorevole Cappello
trattano di una questione che, nel calatino, ha lasciato strascichi
un pochino fastidiosi, soprattutto disagi per i pendolari.
Tutti siamo a conoscenza, perché siamo raggiunti da parecchie
lettere, articoli, dopo tanto tempo si è di nuovo riaperta la
tratta, solo che durante l'inaugurazione c'era un treno, ma a
servizio dei pendolari c'è una littorina, quindi si è passati da un
minuetto ad una littorina. E poi, soprattutto, vogliamo capire
dall'assessore come mai c'è una sovrapposizione del trasporto sul
gommato, anche per fare capire che, non solo su questa tratta, su
tutto il territorio regionale, quando l'assessore giustamente
lamenta lo scarso utilizzo dei treni, oltre una serie di disagi e
una mancanza di informazione, c'è anche che se c'è una concorrenza
di una tratta su gommato, probabilmente l'utente tenderà a non
rafforzare il trasporto sulla linea ferrata.
Quindi, bisognerebbe fare delle scelte, cosa che già dalla scorsa
legislatura avevamo evidenziato. Ci sono una marea di tratte che
sono sovrapposte e questo soffoca gli sforzi di migliorare il
trasporto ferroviario. Noi vorremmo che l'assessore ci illustrasse
quali interventi conseguenziali a questa criticità vuole porre,
anche perché c'è una grande attenzione da parte dell'opinione
pubblica perché come si sa dal Calatino verso Catania, ogni giorno,
si spostano centinaia di persone e magari quelli che utilizzano
l'automobile preferirebbero utilizzare un trasporto intermodale,
così da non congestionare la vicina Catania che viene oppressa
dalle automobili in una maniera inverosimile ed è una delle città
più inquinate del Sud Italia.
PRESIDENTE. Assessore, le comunico che è l'ultima perché per
quelle successive sono assenti i firmatari, quindi le trasformiamo
in risposte scritte. Per cui è l'ultimo intervento che le
chiediamo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, su questa tratta ferroviaria Caltagirone-Catania vorrei
ricordare che trattavasi di un ramo secco considerato da RFI. Era
chiusa a seguito di un incidente ferroviario tra Palagonia e
Scordia, e venne chiusa perché venne sequestrata la tratta dalla
Procura della Repubblica di Siracusa.
Successivamente noi abbiamo considerato questa tratta, invece,
essenziale nei collegamenti tra Caltagirone e Catania e lungo la
direttrice Gela - Niscemi - Caltagirone - Catania.
Oggi quando abbiamo a distanza fatto un intervento importante, da
undici milioni di euro per ripristinare questa tratta, per
adeguarla, per manutenerla, vorrei ricordare che quando l'abbiamo
riaperta vi era un pendolarismo, come ho detto poc'anzi, che
partiva da Catania e arrivava a Caltagirone. Il servizio veniva
effettuato in un'ora e cinquantuno minuti, quindi circa cento
chilometri in un'ora e cinquantuno minuti. Dinanzi a questo
servizio abbiamo ricevuto le proteste di alcuni comitati pendolari,
i quali hanno riferito che sarebbe stato più opportuno, per motivi
di pendolarismo lavorativo, che il servizio partisse da Caltagirone
e arrivasse a Catania, e che partisse nel lasso della giornata in
cui si potesse lavorare, quindi entro le otto di mattina. E così
abbiamo fatto.
Abbiamo istituito il primo treno alle sei e undici per arrivare
alle sette e quarantaquattro. Vorrei ricordare che abbiamo
velocizzato la tratta. A seguito di un intervento con l'ingegnere
Gentile con cui abbiamo verificato, il servizio è passato da un'ora
e cinquantuno minuti a un'ora e trentaquattro minuti. Considerate
ad esempio che la tratta da Scordia a Catania viene effettuata in
trentaquattro minuti, se con l'auto oggi si volesse fare Catania -
Scordia o Scordia - Catania, non la si percorrerebbe in meno di
quaranta minuti, poi c'è il parcheggio e così via. Quindi è
assolutamente performante.
Cosa è successo? E' successo che nel momento in cui abbiamo
cambiato il pendolarismo, cioè da Catania verso Caltagirone, che
era un pendolarismo studentesco, perché i ragazzi salivano a
Militello, prima a Scordia, poi a Militello, poi a Vizzini, a
Palagonia, a Mineo e andavano a Caltagirone, lo abbiamo trasformato
in un pendolarismo lavorativo proprio perché i ragazzi non
prendevano più il treno già prima che lo stesso venisse soppresso,
perché prendono gli autobus, lo ritengono più efficace il servizio
con gli autobus, abbiamo dovuto sovvertire tutti i servizi di
autobus collegati.
Faccio un esempio: se la tratta parte da Catania e arriva a
Caltagirone, poi da Caltagirone a Gela non c'è più il treno, quindi
si scende dal treno, si sale sull'autobus e si va verso Gela, con
determinati orari che seguivano questo pendolarismo verso
Caltagirone, quindi verso Gela. Nel momento in cui invece il
pendolarismo è stato su Catania, abbiamo dovuto modificare anche
gli orari dell'autobus di conseguenza e, quindi, si è passati ad
altri orari. Tutto ciò ha comportato una richiesta di ulteriori
corse, le persone che erano abituate con il pullman a viaggiare
secondo quel tipo di pendolarismo, non trovandolo più si sono
lamentate e allora dal 2 maggio, cioè da oggi, abbiamo ripristinato
tutte le corse precedenti di autobus, e in più altre due corse
aggiuntive secondo il nuovo pendolarismo, ma abbiamo anche
ripristinato tutte le vecchie corse del vecchio pendolarismo.
In più, è vero che avevamo messo la littorina, ma l'aveva messa
Trenitalia dicendo che se questo treno lo utilizzano quattro,
cinque persone, nella punta massima diciotto persone, scusate, è
uno spreco togliere ad altre zone il Minuetto e metterlo a
Caltagirone. Ciò nonostante abbiamo tolto da altre zone il Minuetto
e lo abbiamo messo in questa tratta, ora speriamo che fra un mese,
che fra due mesi, il pendolarismo su treno possa essere
incrementato, allora abbiamo detto che se sarà incrementato
manterremo tutto così come è, anche se facciamo ulteriori corse di
autobus, che comportano maggiori spese per la Regione siciliana.
Ciò nonostante siamo pronti, stiamo facendo un forte e potente
investimento, un significativo investimento nel territorio, nella
speranza e nella consapevolezza, però, che questo treno se verrà
conosciuto verrà utilizzato. Vediamo quello che succede, ma oggi vi
posso dire che abbiamo, non soltanto ripristinato il treno
Minuetto, abbiamo ridotto i tempi di percorrenza, da un'ora e
cinquantuno a un'ora e trentaquattro minuti, i tempi di puntualità
che sono pari al 92%, abbiamo non soltanto ripristinato tutte le
corse precedenti di autobus, ma addirittura due corse in più da
Gela e una corsa in più da Militello e Scordia, sono venuti i due
sindaci di Militello e di Scordia a lamentarsi e con loro abbiamo
concordato questo servizio. A questo punto aspettiamo soltanto i
viaggiatori.
PRESIDENTE. L'onorevole Foti non può che ritenersi soddisfatta,
quantomeno del tempo che l'Assessore le ha dedicato.
FOTI. Mi ritengo soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 161 Notizie in merito e
posticipo della paventata chiusura della tratta ferroviaria tra
Patti e Sant'Agata di Militello (ME) , a firma dell'onorevole
Calderone. L'interpellanza è da considerarsi decaduta per l'assenza
dell'onorevole interrogante.
Si passa all'interrogazione n. 769 Chiarimenti circa il
completamento del teatro di Giarre (CT) , a firma dell'onorevole
Barbagallo. L'interrogazione è da intendersi trasformata in
interrogazione con richiesta di risposta scritta, considerata
l'assenza dell'onorevole primo firmatario.
La seduta è rinviata a martedì 7 maggio 2019, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE GIANNI PARISI
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
funzionalità dell'azione amministrativa (n. 366/A)
Relatore: on. Figuccia
2) Disposizioni in materia di diritto allo studio (nn. 304-14/A)
Relatore: on. Sammartino
3) Norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine
e per la promozione dell'economia del mare. Disciplina della pesca
mediterranea in Sicilia (nn. 291-292/A)
Relatore: on. Catanzaro
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-
179-267/A)
Relatore: on. Savarino
5) Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei
marina resort. (nn. 381-59/A)
Relatore: on. Bulla
La seduta è tolta alle ore 20.16
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 629 - Iniziative urgenti in merito alla possibilità di
aumentare la dotazione finanziaria delle misure del PSR Sicilia
2014/2020, già avviate e con graduatorie definitive approvate o in
via di approvazione.
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive:
N. 663 - Notizie in merito allo stato di avanzamento dei lavori
della cabina di regia per la redazione del Piano di Sviluppo
Strategico.
Firmatari: Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano; Zafarana
Valentina; Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 10024/IN.17 dell'11 marzo 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
- da parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica:
N. 27 - Chiarimenti su alcuni affidamenti diretti da parte del
comune di Canicattini Bagni (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Ciancio Gianina; Campo Stefania; Di Caro
Giovanni; Di Paola Nunzio; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino;
Schillaci Roberta; Sunseri Luigi; Pagana Elena; Marano Jose;
Cancelleri Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello Francesco;
Foti Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 10916 del 15 marzo 2019 e relativa
documentazione allegata, assunta al bollo d'ingresso della
Vicesegreteria generale dell'Area Istituzionale del 21 marzo
successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2, Unità
operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
all'Assessore per le autonomie locali.
N. 184 - Interventi a salvaguardia del tratto di costa di Contrada
Casuzze a Santa Croce Camerina (RG).
Firmatari: Dipasquale Emanuele
- Con nota prot. n. 10916 del 15 marzo 2019 e relativa
documentazione allegata, assunta al bollo d'ingresso della
Vicesegreteria generale dell'Area Istituzionale del 21 marzo
successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2, Unità
operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
all'Assessore per le autonomie locali.
N. 252 - Chiarimenti sulla sicurezza ed il monitoraggio degli
edifici scolastici del comune di Floridia (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Campo Stefania; Foti Angela; Trizzino
Giampiero; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Pagana Elena;
Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
- Con nota prot. n. 43791/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 352 - Chiarimenti sullo stato di attuazione da parte
dell'Amministrazione regionale dell'art. 22 del D.lgs. n. 75 del
2017.
Firmatari: Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Palmeri Valentina; Pasqua Giorgio;
Schillaci Roberta
- Con nota prot. n. 50472/IN.17 del 5 ottobre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 415 - Chiarimenti in merito all'intervenuta sfiducia del
Sindaco di Gela (CL).
Firmatari: Genovese Luigi
Con nota prot. n. 57445/IN.17 del 15 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 543 - Chiarimenti sull'operato del Commissario ad acta presso
il Comune di Mascali (CT).
Firmatari: Papale Alfio
- Con nota prot. n. 60419/IN.17 del 3 dicembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 625 - Chiarimenti sulla determinazione dei compensi del
Presidente del Comitato direttivo dell'Agenzia per la
rappresentanza negoziale della Regione siciliana (ARAN Sicilia).
Firmatari: Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 6217/IN.17 del 13 febbraio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.
N. 699 - Chiarimenti sul corretto svolgimento delle operazioni
riguardanti le elezioni amministrative del giugno 2017 per il
rinnovo del Consiglio comunale di Avola (SR).
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità:
N. 77 - Notizie in merito ai lavori di ammodernamento della S.S.
121.
Firmatari: Siragusa Salvatore; Zafarana Valentina; Cappello
Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro
Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri
Valentina; Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi;
Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 10916 del 15 marzo 2019 e relativa
documentazione allegata, assunta al bollo d'ingresso della
Vicesegreteria generale dell'Area Istituzionale del 21 marzo
successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2, Unità
operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
all'Assessore per le infrastrutture.
N. 366 - Messa in sicurezza della S.P. 179.
Firmatari: Schillaci Roberta; De Luca Antonino; Zafarana
Valentina; Sunseri Luigi; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;
Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi Sergio;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 53947/IN.17 del 25 ottobre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
N. 526 - Garanzie per la continuità territoriale, la salute e
l'istruzione degli abitanti di Linosa (AG).
Firmatari: Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 60295/IN.17 del 30 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.
- da parte dell'Assessore per la Salute:
N. 7 - Verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'Ospedale
Vittorio Emanuele di Catania.
Firmatari: Ciancio Gianina; Campo Stefania; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Schillaci Roberta;
Sunseri Luigi; Pagana Elena; Marano Jose; Cancelleri Giovanni
Carlo; Palmeri Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco; Foti
Angela; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Siragusa
Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
- Con nota prot. n. 10916 del 15 marzo 2019 e relativa
documentazione allegata, assunta al bollo d'ingresso della
Vicesegreteria generale dell'Area Istituzionale del 21 marzo
successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2, Unità
operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
all'Assessore per la salute.
N. 142 - Chiarimenti sulle note di talune ASP e sulle modalità di
attuazione della l. r. n. 15/2000.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Campo
Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
Marano Jose; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Mangiacavallo
Matteo; Foti Angela; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Schillaci
Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero;
Tancredi Sergio; Zafarana Valentina; Zito Stefano
- Con nota prot. n. 10916 del 15 marzo 2019 e relativa
documentazione allegata, assunta al bollo d'ingresso della
Vicesegreteria generale dell'Area Istituzionale del 21 marzo
successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo 2019, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2, Unità
operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
all'Assessore per la salute.
N. 446 - Chiarimenti in merito alla vicenda che ha visto coinvolto
un medico in servizio presso l'ospedale Umberto I di Siracusa.
Firmatari: Zito Stefano; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni
Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De Luca Antonino; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Palmeri Valentina;
Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri Luigi; Tancredi
Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina
Con nota prot. n. 57437/IN.17 del 15 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
9 gennaio 2019, n. 3 e s.m.i., pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16
gennaio 2019, n. 13 (n. 550).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli
Mangiacavallo, Pagana, Cappello, Cancelleri, Campo, Ciancio, De
Luca, Di Caro, Di Paola, Foti, Marano, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi Trizzino, Zafarana e Zito il 17 aprile
2019.
- Recepimento di norme contenute nel DPR n. 220/2001 e nella legge
n. 172/2017 (n. 551).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Amata il 17
aprile 2019.
- Misure a sostegno del coworking e dei Fablab (n. 552).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Di Paola,
Cancelleri, Campo, Cappello, Ciancio, Di Caro, De Luca, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pasqua, Pagana, Palmeri, Siragusa, Sunseri,
Schillaci, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 17 aprile 2019.
- Norme per l'incentivo delle politiche abitative di edilizia
residenziale pubblica e sociale senza consumo di suolo e per il
reimpiego di immobili inutilizzati (n. 553).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri il
23 aprile 2019.
- Misure di semplificazione e accelerazione in materia di rilascio
di autorizzazione unica ambientale (n. 554).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo il
23 aprile 2019.
- Interventi finanziari urgenti volti a garantire la triennalità
del contributo per enti lirico-sinfonici, fondazioni, teatri,
comitati e per il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (n. 555).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciancio,
Campo, Cancelleri, Cappello, Di Caro, Di Paola, De Luca, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 23 aprile
2019.
- Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
e loro familiari (n. 556).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Cappello, Pasqua, Pagana, Campo, Cancelleri, Ciancio, De Luca, Di
Caro, Di Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zito il 23 aprile 2019.
- Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla Legge
9 gennaio 2019, n. 3 Spazzacorrotti e successive modifiche ed
integrazioni ed introduzione di misure volte alla trasparenza delle
operazioni di scrutinio elettorale (n. 557).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino il
23 aprile 2019.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 771 - Opportune iniziative volte all'adeguamento degli organici
nelle Soprintendenze e nei siti museali regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 772 - Precisazioni relative alla mostra 'Modigliani Experience,
Les Femmes' organizzata dall'associazione 'Gli amici di Modigliani'
a Palazzo Bonocore a Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 773 - Chiarimenti in merito all'evento franoso del 26 marzo
2019 che ha interessato parte del complesso residenziale
'Arcadia' nel Comune di Porto Empedocle (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
N. 777 - Notizie in ordine alla grave situazione finanziaria
dell'Ente acquedotti siciliani in liquidazione (EAS).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 779 - Chiarimenti in ordine allo scarico di acque reflue nel
fiume Gela.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 782 - Chiarimenti circa la trasparenza degli atti
amministrativi del Comune di Bagheria relativi al c.d. 'ecomostro'
che sorge sul litorale tra Aspra e Mongerbino.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 783 - Chiarimenti in merito alle criticità del pronto soccorso
dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 789 - Chiarimenti in merito alla nuova sede del Commissariato
della Polizia di Stato a Niscemi (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 790 - Chiarimenti circa il trasferimento della gestione delle
strutture idriche ai Comuni del messinese.
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Cafeo
Giovanni
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 774 - Mancata nomina del componente in seno al c.d.a. IPAB
Nicolaci Bonomo di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo
N. 775 - Chiarimenti sulla condizione dei dipendenti del comparto
non dirigenziale dei Centri regionali per l'impiego.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 776 - Notizie sulla mancata assunzione del Sig. Sebastiano
Marinello al Comune di Giardini Naxos (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Aricò Alessandro; Galluzzo Giuseppe
N. 778 - Iniziative urgenti per consentire la realizzazione da
parte di ENI del polo logistico per la distribuzione di 'GNL' a
Gela (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Arancio Giuseppe Concetto
N. 780 - Istituzione di una zona economica speciale a Catania ed
inserimento nella perimetrazione della zona industriale di
Belpasso.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Papale Alfio
N. 781 - Chiarimenti in ordine alla legittimità dei bandi di
concorso per l'accesso alla qualifica unica di dirigente delle
professioni sanitarie.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pasqua Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino
N. 785 - Chiarimenti in ordine all'emergenza finanziaria delle ex
province siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
D'Agostino Nicola; Tamajo Edmondo
N. 786 - Revisione dei servizi erogati nelle sedi delle
Circoscrizioni del Comune di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Genovese Luigi
N. 787 - Problematiche circa il servizio di trasporto scolastico
nell'ennese.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 788 - Chiarimenti in merito agli esami per l'abilitazione alla
figura di accompagnatore turistico.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 166 - Adeguamento ambientale e gestione del depuratore
consortile di Priolo Gargallo (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Salute
- Assessore Territorio e Ambiente
Pasqua Giorgio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino
N. 167 - Provvedimenti in merito alla deliberazione di Giunta
regionale n. 128 del 2019 in tema di provvedimento ambientale unico
regionale (PAUR)
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 168 - Sostegno al sistema regionale dei distretti produttivi.
- Assessore Attività produttive
De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Cafeo
Giovanni
N. 169 - Chiarimenti urgenti in merito alle autorizzazioni di
spesa connesse alla copertura del disavanzo regionale.
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Catanzaro
Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
N. 170 - Adozione del Piano regionale di gestione dei rifiuti.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Sammartino Luca; Catanzaro
Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 238 - Pieno ripristino della viabilità e messa in sicurezza
delle strade provinciali S.P. 7, S.P. 10 E S.P. 45.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 3/04/19
N. 239 - Attivazione delle procedure in riferimento alle
prospettive occupazionali degli insegnanti di terza fascia.
Catalfamo Antonio; Lo Curto Eleonora; Galvagno Gaetano; Amata
Elvira
Presentata il 4/04/19
N. 240 - Eliminazione dal Piano regionale dei rifiuti
dell'impianto di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e
non, sito in c.da Cuturi a Scicli (RG).
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 4/04/19
N. 241 - Manuntenzione dell'impianto del depuratore consortile di
Priolo Gargallo (SR) gestito dall'I.A.S. s.p.a.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 11/04/19
N. 242 - Completamento dei lavori della sede del Comando dei
Vigili del fuoco di Siracusa e della sede distaccata dei Vigili del
fuoco di Augusta.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 16/04/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni