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Resoconto d'Aula della Seduta n. 113 di giovedì 02 maggio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  intendano   prenderne  visione  e sarà  considerato  approvato,  in
  assenza  di  osservazioni in contrario, al termine  della  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno della  seduta
  odierna   reca  al  II  punto:  Svolgimento  di  interrogazioni   e
  interpellanze della rubrica  Infrastrutture e mobilità .
   L'Assessore Falcone non è ancora presente in Aula.
   Assessore   Cordaro,  ha  notizie  circa  la  presenza   in   Aula
  dell'Assessore Falcone?

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, le do notizie tra un minuto.


          Discussione unificata delle mozioni n. 234 e n. 235

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, procederei allora con il III punto
  all'ordine del giorno: Discussione unificata delle mozioni n. 234 e
  n. 235.
   Mozione  n. 234  Iniziative per scongiurare la chiusura di  'Radio
  Radicale', a firma dell'onorevole Cracolici ed altri.

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   PREMESSO  che  i  sottoscritti deputati firmatari  della  presente
  mozione   raccolgono  ed  aderiscono  all'appello  lanciato   dalla
  redazione  di  Radio Radicale preoccupati per l'imminente  scadenza
  della  convenzione  con lo Stato italiano senza la  quale  verrebbe
  meno la possibilità di trasmissione dei programmi radiofonici e  la
  conseguente ed inevitabile chiusura dell'emittente stessa;

   CONSIDERATO che:

   Radio  Radicale, da 40 anni, trasmette in diretta  le  sedute  del
  Parlamento,  segue  le  attività della  Corte  costituzionale,  del
  Consiglio  superiore della magistratura, i più importanti  processi
  giudiziari e le più importanti attività culturali e sociali;

   negli ultimi 20 anni ciò è stato possibile grazie alla stipula  di
  una convenzione con lo Stato italiano, convenzione che lo stesso ha
  deciso di non rinnovare;

   CONSIDERATO,  pertanto, il breve lasso di tempo che  porterà  alla
  definitiva chiusura della Radio;

   VALUTATO  che i rappresentanti di Radio Radicale voce  di  libertà
  auspicano  che il Governo nazionale possa, nei fatti,  evitarne  la
  chiusura,  convinti che il diritto alla conoscenza sia fondamentale
  per  un  Paese libero e democratico, diritto attraverso  il  quale,
  altresì, i cittadini tutti possono avere una propria opinione senza
  essere condizionati da un'informazione distorta e di parte,

   FA VOTI

   al Governo nazionale perché possa rivedere e modificare la propria
  decisione,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad  attivarsi  per  fare a sua volta appello al  Governo  centrale
  affinché quest'ultimo possa mutare la propria decisione e rinnovare
  la convenzione necessaria ed urgente per esercitare il diritto alla
  conoscenza.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  permettetemi   di   rivolgere
  all'onorevole  Cracolici, che è il primo giorno che ci  vediamo  in
  Aula,  sentite  condoglianze, mie e di tutta  l'Assemblea,  per  la
  enorme perdita subìta, considerato anche la figura di sua moglie.
   Onorevole Cracolici, le siamo tutti veramente molto vicini.
   Dopodiché  c'è  la  mozione  su  Radio  Radicale.  Vuole  esporla?
  Altrimenti la pongo subito in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, credo che  la  mozione  non  abbia
  bisogno di grande illustrazione. Questa è una mozione che vuole  in
  qualche modo manifestare il punto di vista del Parlamento siciliano
  e  dei parlamentari siciliani a sostegno di un pezzo di storia  del
  nostro Paese.
   Radio  Radicale, al di là poi del fatto che sia espressione di  un
  Partito,  che ha fatto anch'esso la storia di questo Paese,  è  uno
  strumento di democrazia e di libertà che è servito e - a mio avviso
  - può e deve continuare a servire a questo Paese.
   Ecco  perché le argomentazioni che ascoltiamo in queste  settimane
  di  furore  ideologico  e di rigore spesso inappropriato,  sembrano
  stucchevoli rispetto all'obiettivo di fondo.
   Ecco  perché credo che sia bello che il Parlamento siciliano  dica
  dalla Sicilia che Radio Radicale è un patrimonio dell'Italia e  noi
  vogliamo difenderlo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, ovviamente rispetto a questa mozione
  non  solo  ci associamo ma riteniamo che riuscire a fare continuare
  la  propria  attività a Radio Radicale sia una cosa importante  per
  tutto il popolo italiano.
   Non  è  una  questione di carattere politico ma  credo  che  Radio
  Radicale   ha  svolto  nel  tempo  una  supplenza  di  informazione
  corretta, leale e soprattutto addentro a quella che è l'istituzione
  Parlamento.  Quindi,  sotto  questo punto  di  vista  non  solo  ci
  associamo  ma  auspichiamo che il Governo nazionale  possa  tornare
  indietro rispetto alla decisione adottata e fare in modo che  Radio
  Radicale  possa  continuare  ad  avere  le  risorse  adeguate   per
  continuare la propria attività.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, solo per associarmi a quanto  testé
  evidenziato dagli onorevoli Cracolici e Di Mauro.
   Anche  Forza  Italia ritiene che Radio Radicale sia un  patrimonio
  comune di tutta la nazione, di tutto il Paese quindi piena adesione
  alle osservazioni dei colleghi che mi hanno preceduto a nome mio e,
  ovviamente, di tutto il Gruppo parlamentare di Forza Italia.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, molto brevemente, il Governo ha valutato la  mozione  a
  firma dell'onorevole Cracolici ed altri. Per noi la tutela di Radio
  Radicale  significa  tutela  della libertà,  significa  tutela  dei
  diritti  degli  ultimi  che spesso hanno trovato  in  quella  voce,
  libera ed indipendente, un luogo nel quale vedere tutelate la  loro
  dignità,  i  loro  diritti  e  per questa  ragione  il  Governo  si
  confronta   con  quest'Aula  nei  termini  che  sono  stati   prima
  rappresentati  ed  è  assolutamente favorevole all'approvazione  di
  questa  mozione  perché  riteniamo che il Governo  nazionale  possa
  melius re perpensa fare in modo che Radio Radicale continui la  sua
  attività di libera divulgazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la  mozione  n.
  234  a  firma  dell'onorevole Cracolici ed altri. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Si  passa alla mozione n. 235  Iniziative a livello nazionale  per
  assicurare  la  prosecuzione  dell'attività  di  servizio  pubblico
  svolta da 'Radio Radicale'. , a firma degli onorevoli Sammartino ed
  altri.

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

   CONSIDERATO che:

   Radio Radicale ha dato vita ad una programmazione incentrata sulla
  pubblicizzazione  dei momenti centrali della vita  istituzionale  e
  politica  italiana e che, fin da subito, le dirette dal Parlamento,
  dai congressi dei partiti e dai tribunali hanno costituito il segno
  distintivo  dell'emittente,  rendendola  di  fatto  una   struttura
  privata  efficacemente impegnata nello svolgimento di  un  servizio
  pubblico;

   il  modello  di  informazione  introdotto  da  Radio  Radicale   è
  totalmente   innovativo,  garantendo  l'integralità  degli   eventi
  istituzionali   e   politici  trasmessi:  nessun  taglio,   nessuna
  mediazione giornalistica e nessuna selezione, al fine di permettere
  agli  ascoltatori  di conoscere per deliberare , come  ancora  oggi
  scandisce   la   frase   di  Luigi  Einaudi   sul   sito   internet
  dell'emittente;

   tra  le  ulteriori innovazioni e realizzazioni che l'emittente  ha
  introdotto  nel  panorama  informativo italiano  si  segnalano:  la
  rassegna  stampa  dei giornali, il 'filo diretto'  con  gli  ospiti
  politici,  i  programmi di interviste per strada e le  trasmissioni
  per  le  comunità immigrate in Italia, svolgendo così  un  servizio
  imparziale  e prezioso per chiunque partecipi alla vita politica  e
  sociale;

   ATTESO che:

   il  palinsesto  di  Radio Radicale ruota  intorno  ai  lavori  del
  Parlamento,  giacché la radio, in virtù della  convenzione  con  il
  Ministero dello sviluppo economico è tenuta a trasmettere nel corso
  dell'anno almeno il 60% delle sedute delle due Camere nella  fascia
  oraria che va dalle 8,00 alle 20,00;

   nel  tempo  residuo,  Radio Radicale tenta  di  documentare  anche
  l'attività  di  altre  istituzioni (Consigli  comunali,  Corte  dei
  conti, Consiglio superiore della magistratura, Parlamento europeo),
  così  come i congressi, i festival e le maggiori assemblee di tutti
  i   partiti   politici,  i  convegni  organizzati  dalle   maggiori
  associazioni del mondo del lavoro e dell'impresa, manifestazioni  o
  conferenze   stampa   di   particolare   interesse,   dibattiti   e
  presentazioni di libri;

   con  i  suoi 250 impianti di diffusione terrestre, Radio  Radicale
  copre  il  75%  del territorio italiano, raggiungendo  l'85%  della
  popolazione del Paese;

   la  documentazione  conservata nell'archivio audiovideo  di  Radio
  Radicale  può  essere  utilmente suddivisa  per  settori:  archivio
  istituzionale,  archivio  giudiziario,  archivio  dei   partiti   e
  movimenti  politici, archivio delle associazioni, dei  sindacati  e
  dei  movimenti  e archivio culturale, e che tale archivio  contiene
  eventi  registrati  in maniera sistematica e continuativa  e  altre
  registrazioni   episodiche  o  periodiche.  In  particolare,   sono
  registrate con continuità le sedute a partire dal 7 giugno 1977 del
  Senato  della Repubblica e le sedute della Camera dei Deputati  dal
  26   settembre  1976;  le  sedute  del  Consiglio  superiore  della
  magistratura  con  continuità dal 24 settembre 1985;  dei  Consigli
  regionali  dell'Abruzzo,  dell'Emilia  Romagna,  del  Lazio,  della
  Lombardia, del Piemonte e della Toscana;

   l'archivio  giudiziario conserva le registrazioni di  processi  di
  grande rilievo per le ripercussioni sull'opinione pubblica e per la
  qualità  e  l'efficacia dell'azione giudiziaria, mentre  l'archivio
  dei  partiti  e  dei  movimenti politici, insieme  a  quello  delle
  associazioni, dei sindacati e dei movimenti, è un fedele  testimone
  dell'intensa attività partecipativa italiana;

   l'enorme  giacimento  culturale  costituito  dall'archivio  ha  in
  deposito  oltre  540.000  registrazioni, 224.000  oratori,  102.000
  interviste, 23.500 udienze dei più importanti processi degli ultimi
  due decenni, 3.300 giornate di congressi di partiti, associazioni o
  sindacati,  più di 32.000 tra dibattiti e presentazioni  di  libri,
  oltre 6.900 tra comizi e manifestazioni, 22.600 conferenze stampa e
  più di 16.100 convegni;

   il   servizio  Videoparlamento  pubblica  su  internet   e   rende
  disponibili per tutti i cittadini i documenti audio/video integrali
  di  tutte  le  sedute della Camera dei Deputati e del Senato  della
  Repubblica  fin dal novembre del 1998. Le sedute, dopo la  diretta,
  vengono  presentate  in schede che rispettano  la  scansione  delle
  varie  fasi  dei  lavori  parlamentari  e  consentono  di  accedere
  direttamente  all'intervento  o  alla  fase  della  seduta  che  si
  desidera ascoltare e vedere;

   RITENUTO  che  sia  opportuno  e  doveroso  assumere  ogni   utile
  iniziativa al fine di consentire la prosecuzione dell'attività  del
  Centro di produzione S.p.a. (editore della testata), garantendo  la
  trasmissione  radiofonica delle sedute dei lavori  parlamentari  da
  parte dell'emittente Radio Radicale, assicurata, ad oggi, solo fino
  a maggio 2019,

                   IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

   ad assumere iniziative nei confronti del Governo nazionale al fine
  di assicurare la continuità dell'attività di informazione svolta da
  Radio Radicale, garantendo la prosecuzione del regime convenzionale
  in  essere con il Centro di produzione Spa per la trasmissione  dei
  lavori parlamentari.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo questa mozione di identico
  contenuto  della precedente la pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Onorevoli  Colleghi, mi preme ringraziare quest'Aula perché  credo
  che  le  mozioni che sono state appena approvate sonno  mozioni  di
  libertà e democrazia, per cui sono felice che siano state approvate
  positivamente.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Grasso è in congedo per oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  visto  che
  l'Assessore  sta  arrivando, a quanto pare è già qui  nel  Palazzo,
  chiedo se si poteva con priorità trattare le interpellanze n.  9  e
  138, che sono a mia firma e riguardano lo stesso argomento.


      Svolgimento  di  interrogazioni e interpellanze  della  rubrica
       Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'arrivo in  Aula  dell'Assessore
  Falcone  ci consente di tornare al II punto dell'ordine del giorno:
  Svolgimento   di  interrogazioni  e  interpellanze  della   rubrica
   Infrastrutture e mobilità .
   Si  procede  con  l'esame dell'interpellanza n. 9  Iniziative  per
  fronteggiare  l'attuale  rapporto tra la società  TUA  -  Trasporto
  Urbano  Agrigento e gli stessi dipendenti , a firma  dell'onorevole
  Di Mauro.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il settore del Trasporto Pubblico Locale nella Regione Siciliana è
  regolamentato dalle norme in materia di trasporto e soggetto al  R.
  E.  1370/07  che  ne  regolamenta la modalità  di  affidamento  nel
  rispetto  delle regole del mercato. Tale regolamento nella  Regione
  Siciliana  non è mai stato applicato, se non in parte recepito  con
  il  D.  D.  G. 3000/S1 del 2017 emanato dall'Assessorato  Regionale
  Infrastrutture e Trasporti;

   la  TUA  -  Trasporto Urbano Agrigento - è una società  che  eroga
  servizi di Trasporto Urbano in forza di un contratto di affidamento
  provvisorio  sottoscritto nel 2007 e rinnovato  (in  esecuzione  di
  provvedimenti della Regione Siciliana) ad ogni scadenza  successiva
  e cioè nel 2010, nel 2015, ed in ultimo nel 2017.

   considerato che:

   in  questi giorni parte del personale viaggiante della società TUA
  è stato interessato da un provvedimento di licenziamento, tale atto
  ha  fatto emergere - per effetto delle asserzioni sindacali diffuse
  anche  a  mezzo  stampa  -  una serie di  criticità  meritevoli  di
  attenzione che vanno al di là della stessa vicenda dei lavoratori;

   in  particolare  sarebbe emersa la circostanza che  la  produzione
  chilometrica  non  viene  sviluppata nel  rispetto   del  programma
  di      esercizio contrattualizzato con l'Ente. A tal proposito  si
  ritiene opportuno una verifica degli uffici regionali competenti in
  merito a tale denuncia per l'acquisizione delle relative evidenze e
  per  la  verifica  della  congruità dei chilometri  riconosciuti  e
  ammessi a corrispettivo;

   rilevato che:

   alcune  sigle sindacali di categoria provinciale hanno  denunciato
  che  il  trasporto  pubblico ad Agrigento si è  caratterizzato  per
  enormi  deficienze  di funzionamento e che tale situazione  con  il
  personale porterebbe generale un ulteriore scadimento del  servizio
  sia qualitativo che quantitativo, entrando nello specifico:
   salto delle corse in alcune zone della città di Agrigento;
   parco macchine inefficiente (mancano presidi di sicurezza);
   piano trasporti non Organizzato che crea criticità ed equivoci per
  fermate  e  soprattutto capolinea (le fermate  sono  sprovviste  da
  opportuna comunicazione);
   turni di servizio del personale troppo onerosi (turni di guida che
  superano le 6,30 ore di servizio e forse non rispettosi dei vincoli
  contrattuali);
   disservizio della Linea Verde;
   le  corse  della Linea 1 e della Linea 4 vengono saltate  con  una
  frequenza costante causando numerosi disagi;
   nella Linea Agrigento - Montaperto - Giardina Gallotti e viceversa
  è  previsto che il mezzo non deve superare gli 8 metri di lunghezza
  ed il servizio      con     tale     mezzo,      necessita
   obbligatoriamente   la   presenza   di   due   agenti,   al   fine
  dell'assistenza   all'autista  per   effettuare   le   manovre   di
  retromarcia nelle aree di interazioni;
   personale  di  guida  costretto a vendere  biglietti  a  bordo  in
  qualunque  situazione  riducendo,  in  questo  modo,  la  sicurezza
  stradale, contravvenendo all'art. 4 della carta del Passeggero;
   il  personale  viaggiante,  al fine  di  garantire  continuità  al
  servizio  di trasporto, è gravato da turni di servizio che superano
  le  15  ore  giornaliere, con grave pregiudizio  per  la  sicurezza
  dell'utenza.      La     situazione   descritta   è   ulteriormente
  aggravata  dalla  circostanza  che il  medesimo  personale  risulta
  impegnato   al   contempo  in  tratte  di   trasporto   urbano   ed
  interregionali, oltre che in servizi di biglietteria  a  bordo  che
  costituiscono grave violazione della normativa Europea  in  materia
  (562/2006) e della stessa Carta del Passeggero;

   per conoscere:

   la  regolarità  dell'applicazione del CCNL anche in considerazione
  che  l'applicazione dello stesso rappresenta il  presupposto  delle
  erogazioni  percepite dall'azienda negli ultimi  anni  relative  al
  quadro  normativo  scaturente dalle L. 47/2004,  L.  58/2005  e  L.
  269/2006; nonché condizione di sicurezza dell'esercizio;

   le  modalità  operative utilizzata dalla TUA per l'erogazione  del
  servizio  in  assenza  del  40% (10/25)  del  personale  viaggiante
  colpito  da  provvedimento di licenziamento, rilevando il  rapporto
  tra operatori di esercizio e produzione chilometrica effettiva;

   se  sussistano responsabilità oggettive riconducibili direttamente
  e o indirettamente ai vertici amministrativi della TUA in ordine ai
  provvedimenti  assunti nei confronti del personale licenziato  alla
  luce dei gravi disservizi ampiamente rappresentati ed a sollecitare
  il Comune di Agrigento ad assumere i provvedimenti consequenziali.

   DI MAURO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente, mi rivolgo al  Governo:  Assessore
  Falcone,  ho  presentato due interpellanze, una datata  18  gennaio
  2018  e  l'altra datata 30 dicembre 2018, entrambe le interpellanze
  riguardano  il tema del trasporto urbano nella città di  Agrigento,
  Servizio  TUA  e  questo  servizio  scaturisce  da  un  affidamento
  provvisorio che è stato sottoscritto nel 2007.
   Nelle  interpellanze,  oltre  a rilevare  la  circostanza  che  la
  produzione  chilometrica  non  viene sviluppata  nel  rispetto  del
  programma   di   esercizio  contrattualizzato  dall'ente,   vengono
  segnalate una serie di irregolarità: il salto delle corse in alcune
  zone della città, mi riferisco al capoluogo di provincia Agrigento;
  il   parco  macchine  che  è   inefficiente,  mancano  presidi   di
  sicurezza;  il  piano  trasporti non è organizzato  e  questo  crea
  criticità  ed  equivoci  per  le   fermate  e  soprattutto  per  il
  capolinea;  i  turni di servizio del personale sono troppo  onerosi
  per  gli  stessi; i disservizi della Linea Verde;  le  corse  della
  Linea  1  e  4 vengono saltate con una frequenza costante  causando
  numerosi  disagi  e,  inoltre, nella Linea  Agrigento-  Montaperto-
  Giardina-Gallotti  e viceversa è previsto che  il  mezzo  non  deve
  superare  gli  8  metri di lunghezza ed il servizio   con      tale
  mezzo    necessita obbligatoriamente la presenza di due agenti;  in
  più  abbiamo una serie di turni che riguarda il personale anche  di
  15 ore giornaliere.
   Lei  saprà, certamente, che recentemente questo personale è  stato
  licenziato,  è  stato  presentato un regolare ricorso  all'autorità
  giudiziaria,  il  ricorso  è  stato  accertato,  è  stato  ordinato
  l'immediato  reintegro  del  personale in  servizio  e,  nonostante
  questo, il personale ancora risulta licenziato.
   All'inizio  erano 12, poi sono diventati 10, con  grave  nocumento
  sul  piano  della dignità personale di queste unità, nonostante  la
  Società  sia titolare di un contratto di affidamento provvisorio  -
  come  dicevo poc'anzi - che prevede una serie di clausole, compresa
  quella  che  lo  porta  al  rispetto delle  norme  di  prescrizione
  concessionari,  ivi  comprese le norme  del  lavoro  e  l'integrale
  applicazione  al personale dipendente del trattamento  economico  e
  normativo definito nel contratto di lavoro.
   Orbene rispetto a questo non abbiamo notizie dell'attività  che  è
  stata  posta  in essere dalla Regione, non sappiamo se  rispetto  a
  questo   sono   state   attivate   alcune   procedure   da    parte
  dell'Assessorato regionale delle infrastrutture affinché  si  possa
  con  il  gruppo  dirigente  della  TUA  instaurare  un  tavolo   di
  concertazione per definire al meglio questa vicenda che riguarda  i
  lavoratori,  tenendo  conto  che non solo  siamo  dinnanzi  ad  una
  sentenza che è passata e che ha previsto la riammissione istantanea
  in servizio ma nonostante questo la società non intende riassumerle
  e credo questo sia un grave inadempimento contrattuale.
   La  invitiamo, assessore Falcone, a nome del Governo di  attivarsi
  perché  questa  diatriba possa ricomporsi e possa  essere  data  la
  dignità  ai  lavoratori  che  da  tanti  anni  lavorano  in  questa
  struttura,  rendono  un servizio pubblico e che,  inspiegabilmente,
  non   soltanto  sono  stati  licenziati  -   ma  sono  stati  anche
  riconosciuti illecitamente licenziati da parte del Tribunale   -  e
  non  si  riesce  a  capire come mai non siano  stati  riammessi  in
  servizio e come la Regione siciliana non abbia preso iniziative nei
  confronti  della  ditta  sospendendo  il  pagamento,  perché  siamo
  dinnanzi ad inadempienze contrattuali.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, ringrazio l'onorevole Di Mauro che ha voluto  porre  la
  questione  relativa  alla società e ad alcuni servizi  che  avrebbe
  posto in essere la società TUA.
   Premesso  che l'Assessorato delle infrastrutture dal gennaio  2018
  ha  posto in essere un decreto col quale vengono tracciati tutti  i
  percorsi  che  le  aziende devono porre  in  essere  per  capire  e
  comprendere la regolarità del contratto di servizio che la  Regione
  ha stipulato con ciascuna delle aziende concessionarie.
   Anche  in questo senso abbiamo posto in essere nei confronti della
  TUA le necessarie verifiche.
   Alcune  sono  state già concluse, altre sono ancora  in  corso  di
  verifica in contraddittorio.
   L'onorevole   Di   Mauro  con  questa  interpellanza   ha   voluto
  puntualizzare  e  focalizzare l'attenzione  su  un  aspetto,  fermo
  restando che le inadempienze vengono sanzionate e le sanzioneremo -
  alcune  le abbiamo anche verificate - vengono sanzionate quando  il
  pagamento  del 4 per cento residuale viene fatto l'anno successivo,
  a consuntivo, proprio per verificare se il contratto è stato o meno
  rispettato.
   L'onorevole Di Mauro invece ha voluto focalizzare l'attenzione  su
  una  vicenda dei licenziamenti che la società in questione ha posto
  in essere nei confronti di alcuni lavoratori.
   Noi,  come  Assessorato, ci siamo sobbarcati  una  iniziativa  che
  teoricamente  avremmo potuto non compiere che è quella  di  mettere
  l'azienda da un lato e i lavoratori vicino con i sindacati.
   Lo  abbiamo  fatto  prima,  al momento del  licenziamento,  ma  lo
  abbiamo fatto anche successivamente alla sentenza.
   Prima  del  licenziamento, dicendo che su un  numero  X  -  undici
  dipendenti licenziati - ritenevamo e abbiamo chiesto all'azienda di
  soprassedere  sui propri passi e di reintegrare questi  lavoratori,
  magari  con  una  sanzione più blanda, ad  esempio  quello  di  una
  riduzione delle ore lavorative o addirittura la sanzione di  alcune
  giornate di lavoro cioè la sospensione per alcune giornate.
   L'azienda  è  stata  irriducibile per undici  mentre  per  due  ha
  assicurato  che  ci  sarebbe stata una certa predisposizione,  alla
  fine  però successivamente c'è stato il procedimento, la causa  del
  lavoro dinnanzi al Giudice del lavoro, che ha visto per alcune, non
  per  tutte, per alcune unità lavorative soccombente l'azienda,  noi
  abbiamo  chiesto che l'azienda reintegrasse rispetto  dinanzi  alla
  richiesta dei sindacati e abbiamo fatto un tavolo tecnico, a cui ha
  partecipato per conto dell'Assessorato, doveva partecipare  chi  vi
  parla,  purtroppo alla fine non sono stato presente ho avuto  delle
  difficoltà,  ma  ha  partecipato il Capo di  gabinetto,  l'avvocato
  Foti.
   L'azienda,  purtroppo,  vi  devo  dire  che  in  questo  è   stata
  altrettanto  irremovibile,  nel senso  che  ha  detto  che  avrebbe
  verificato  con  i suoi legali se ci fossero le condizioni,  ma  in
  linea  di  principio  non era favorevole alla reintegra  di  questo
  personale, adducendo alcune motivazioni.
   Io  posso  dire  a  quest'Aula,  all'onorevole  di  Mauro,  ma   a
  quest'Aula che noi faremo ulteriori verifiche in questo senso. Devo
  dire  che  noi  non  abbiamo una funzione di  vigilanza  anche  nei
  rapporti  col personale, noi abbiamo una funzione di vigilanza  sul
  servizio  che  devono espletare, e vi devo dire  che  sulla  stessa
  azienda  TUA  abbiamo  attivato dei  procedimenti  di  verifica  di
  vigilanza  che  hanno anche fatto emergere alcune irregolarità  che
  sanzioneremo  e fra qualche settimana daremo anche  gli  esiti  dei
  nostri  provvedimenti  che abbiamo già  assunto  e  di  quelli  che
  assumeremo  nei  prossimi  giorni, così  si  potrà  anche  chiarire
  appunto  quelle  che sono le azioni, i disservizi e  i  disagi  che
  l'azienda ha comportato.
   Vorrei anche sottolineare che con il nuovo sistema, ma anche  oggi
  abbiamo fatto un altro incontro tecnico non per la TUA ma per tutte
  le  seimila  e  cento  corse che vengono  espletate  dalla  Regione
  siciliana  al  giorno nel nostro territorio, vorrei dire  che  ogni
  giorno vi sono su gomma si espletano seimila e cento corse, abbiamo
  un  sistema  di  georeferenziazione che vede,  che  controlla  ogni
  vettore  cosa fa, ma controlla quanti chilometri effettua, dove  li
  effettua, con quali mezzi li effettua e quanto addirittura e  quali
  sono  in  più.  A  questo noi abbiamo messo in campo  un'azione  di
  verifica  anche  sulle spese che ciascun concessionario  svolge  ed
  attua  e  noi poi abbiamo anche l'onere di capire e di valutare  se
  queste  spese  sono  regolari o meno  e  se  sono  compatibili  col
  contratto di servizio o meno.
   Per cui, onorevole Di Mauro, in merito all'attività del personale,
  purtroppo, noi abbiamo già fatto un'azione di stimolo,  ma  più  di
  questo  non  possiamo andare; faremo però, sarà mia cura  rimandare
  una  nota  dettagliata e circostanziata per chiedere alla  fine  di
  quell'incontro che si è verificato un mese fa, circa  un  mese,  40
  giorni  fa,  quali sono state le considerazioni e le determinazioni
  che l'azienda ha preso nei confronti di questi dipendenti.
   Per quanto riguarda i disservizi lamentati nell'interpellanza,  le
  faremo sapere in maniera anche perché non ancora in corso ulteriori
  verifiche,  le  faremo  sapere quali sono state  le  determinazioni
  dell'Amministrazione  regionale in merito a questi  disagi  da  lei
  paventati.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Mauro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI MAURO. Signor Presidente, mi ritengo soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 51  Interventi  urgenti
  per  la  sistemazione straordinaria e la messa in  sicurezza  della
  strada  provinciale n. 16 Lentini-Scordia , a firma degli onorevoli
  Cappello ed altri.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,  premesso che la Strada Provinciale  n.  16,  avamposto
  nord  della rete viaria siracusana, di elevata importanza ed  unico
  collegamento  che  da  Scordia, Militello e Palagonia  permette  di
  raggiungere  l'Ospedale  di Lentini, è in pessime  condizioni,  con
  numerosissime  buche, con dissesti e dislivelli che  creano  enormi
  pericoli non solo alla circolazione per coloro che sono costretti a
  percorrerla  giornalmente, compresi i mezzi pesanti a pieno  carico
  che trasportano agrumi o le autocisterne che vanno a rifornirsi  al
  petrolchimico  di  Priolo, ma soprattutto gravi  rischi  qualora  a
  percorrerla  sia  un'ambulanza  che deve  effettuare  trasporti  in
  urgenza;

   rilevato  che in diverse occasioni la ex provincia di Siracusa  si
  era determinata a chiuderla, precludendo un'arteria di fondamentale
  importanza per il collegamento viario con il nosocomio di Lentini;

   preso  atto che nella precedente finanziaria erano stati  previsti
  stanziamenti  per  la sistemazione     straordinaria  delle  strade
  provinciali, ridotti poi con le nuove norme sui liberi consorzi;

   per  sapere se, all'interno degli stanziamenti, anche se in regime
  di  esercizio provvisorio, previsti per gli interventi sulle strade
  provinciali, non ritengano di fondamentale importanza destinare  la
  somma  di  cinquecento mila euro alla ex Provincia di Siracusa  per
  eseguire i dovuti e non più prorogabili interventi sulla SP 16  che
  presenta  una miriade di buche, avvallamenti e, in diversi  tratti,
  assenza di asfalto, essendo inoltre l'unica via di collegamento tra
  il  comune  di  Scordia, ma anche il comune  di  Militello  Val  di
  Catania  e  di Palagonia, con il presidio ospedaliero  di  Lentini,
  rendendo  disponibile per il territorio un'arteria  con  le  minime
  condizioni di sicurezza e di percorribilità».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Cappello  per  illustrare
  l'interrogazione.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   intanto,
  desideravo  rivolgere una sollecitazione, l'attività  del  question
  time,  così come abbiamo discusso tante volte durante le Conferenze
  dei Capigruppo, dovrebbe essere programmata con più sistematicità e
  con   più   frequenza,   perché  non  è  possibile   trattare   una
  interrogazione  presentata  in  data  28  gennaio  2018   nell'anno
  successivo  e  segnatamente in data odierna a più  di  un  anno  di
  distanza.  Questa  è  una  cosa che sta  diventando  insostenibile,
  perché è ovvio che quando si pone un'interrogazione ad un Assessore
  al   Governo  la  si  pone  perché  provengono  delle  istanze  dal
  territorio e al territorio bisogna poi dare le debite risposte.  Se
  queste  debite risposte arrivano un anno e mezzo dopo diventano  un
  problema  per noi che le raccogliamo, per i cittadini che aspettano
  e molto probabilmente anche per il Governo che le deve dare dopo un
  anno e mezzo.
   Assessore Falcone, parliamo di una interrogazione che lei  conosce
  benissimo perché proviene come me dallo stesso territorio.
   Quasi,  forse,  due  anni fa, insieme, ci  siamo  ritrovati,  come
  purtroppo  ogni anno ci ritroviamo, alla stessa marcia  organizzata
  dai  cittadini  in  favore della sistemazione di  questa  importate
  strada  provinciale che collega appunto Scordia a  Lentini.  Non  è
  successo  nulla,  purtroppo, a tutte le marce  alle  quali  assieme
  abbiamo  partecipato, oggi, da questa interlocuzione con il Governo
  ci  attendiamo una risposta, un cronoprogramma, un impegno serio su
  questa strada che, ripeto con forza, lei conosce benissimo, che lei
  percorre  e  ha  percorso come tutti i cittadini che provengono  da
  quella  parte  della provincia di Catania; per cui, non  le  ripeto
  l'importanza  che  ha  questa strada che collega  questi  Comuni  a
  quello di Lentini, l'importanza che per l'ospedale di Lentini e per
  i  pazienti che provengono dalle zone di Scordia e quindi da quelle
  parti  del  territorio,  per  tutti gli autotrasportatori  che  per
  l'appunto  portano i propri agrumi dall'altra parte e  soprattutto,
  come lei sa meglio di me, per le quantità di vittime che, ahimè, le
  condizioni di quella strada ha mietuto nell'arco degli ultimi dieci
  anni.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   È  una strada colabrodo, è una strada impercorribile, è una strada
  che viene percorsa ob torto collo da chi è costretto a percorrerla.
  È   l'unica  perché,  chiusa  questa  arteria,  sostanzialmente  si
  dovrebbe    fare   un   giro   incommensurabile   e   assolutamente
  insostenibile sia per i commercianti, sia per i pazienti che devono
  essere trasportati nelle ambulanze.
   Oltre  al  danno,  come  lei sa, si è aggiunta  la  beffa  durante
  l'ultimo alluvione che ha interessato quei territori, ricorderà che
  quella  strada era totalmente invasa dall'acqua; ricordo ancora  di
  avere  visto  il  video di una dottoressa del  Pronto  soccorso  di
  Caltagirone  che  dal Pronto soccorso di Caltagirone  si  recava  a
  Lentini  sua  città  di origine e che è rimasta  impantanata  lungo
  questa strada, sommersa letteralmente dall'acqua.
   Quindi,  ripeto,  Assessore,  da questo  punto  di  vista  noi  ci
  attendiamo una risposta ed un impegno e oggi, lo ripeto ancora  con
  più  forza,  l'enunciazione  di  un  cronoprogramma.  Sappiamo   le
  difficoltà economiche per quanto concerne la viabilità provinciale,
  però  questa  parte del territorio siciliano e della  provincia  di
  Catania,  che tra l'altro comprende anche una parte della provincia
  di  Siracusa, Assessore, non può più attendere. E siccome le  marce
  le  abbiamo fatte assieme e lei conosce perfettamente lo stato  dei
  luoghi, da lei ci attendiamo delle risposte.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Cappello,  lei  ha  ragione quando parla che,  purtroppo,  dovremmo
  essere   più  celeri  nelle  risposte.  È  vero,  anche  se   quasi
  ironicamente dovrei rispondere che anche se è passato  un  anno  la
  risposta è ancora molto attuale.
   Purtroppo, ogni 15 giorni, personalmente, atteso che io assieme  a
  lei, assieme all'onorevole Bandiera ed assieme ad altri consiglieri
  ed  amministratori del luogo facemmo due anni e mezzo fa una marcia
  su  quella strada a piedi, 6 chilometri e mezzo a piedi,  è  chiaro
  che  lei  sa bene che mi sta a cuore questa strada, questa arteria,
  come  sta  a  cuore  a lei e a tutto il territorio  proprio  perché
  strategica. Ma non stiamo qua a ribadire l'importanza.
   Noi, come Governo regionale, abbiamo avuto modo di finanziarla nei
  primissimi  mesi  del  2018,  per  l'esattezza  a  febbraio   2018.
  Dopodiché successe che è stata mandata in Provincia; alla Provincia
  è stato notificato il decreto di finanziamento, la Provincia era in
  dissesto  e  non poteva procedere all'accertamento delle  somme  in
  entrata,  paradossalmente. Successivamente  e  con  una  forzatura,
  soltanto  nel secondo semestre del 2018 la Provincia è  riuscita  a
  fare  ciò,  ad  accertarli in entrata, a fare  la  gara.  E'  stata
  mandata in gara soltanto nei primi del gennaio 2019.
   In  questo  momento  la  gara  si sta quasi  concludendo,  sia  il
  geometra Smiriglio che il signor, se non sbaglio, Silitti, mi  pare
  che   si  chiami,  il  responsabile  dell'Ufficio  gare,  mi  hanno
  garantito che entro il 15 maggio del 2019 sarà aggiudicata.
   Ci  sono  stati  più di 120 partecipanti per questa piccola  gara.
  Entro  il 15 maggio, proprio dieci giorni fa, mi è stato garantito,
  che  sarà  aggiudicata. Aggiudicata la gara, ci sarà  la  verifica.
  Abbiamo  chiesto che la stessa gara, la consegna dei lavori venisse
  fatta  sotto riserva di legge. Mi è stato garantito che sarà fatto,
  e  quindi,  immaginiamo,  presumibilmente,  che  i  lavori  possono
  iniziare  entro  il mese di giugno, nelle more del  perfezionamento
  del  contratto. Trattasi di un piccolo lavoretto di circa 850  mila
  euro.  Riteniamo  che questo lavoro possa essere  completato  entro
  quattro mesi.
   Per  cui,  riteniamo che se i lavori, presumibilmente  come  ci  è
  stato   garantito  da  parte  del  Libero  Consorzio  di  Siracusa,
  iniziassero  tra  la  fine di giugno e l'inizio  di  luglio,  entro
  ottobre  la  strada,  entro questo giugno, entro  ottobre  2019  la
  strada  potrà  essere  riaperta  al traffico.  Soprattutto  con  la
  sistemazione e la manutenzione del caso e la messa in sicurezza che
  è quella che più interessa a quest'Aula, ma anche al territorio.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cappello   per
  dichiararsi soddisfatto o meno dalla risposta dell'Assessore.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  signor  Assessore,  mi  piacerebbe
  ritenermi e dichiararmi soddisfatto. Io ho fissato le date che  lei
  ci ha rappresentato. Ovviamente, come ha detto lei, si tratta di un
  intervento,  di  un piccolo intervento perché non  è  integralmente
  risolutivo. Però, già rappresenta comunque un passo avanti rispetto
  alla situazione attuale. Quindi, rappresenta comunque qualche cosa.
  Per  cui,  all'esito  di  queste date se  ciò  dovesse  verificarsi
  secondo   quanto  lei  ci  ha  esposto,  ovviamente  ci   riterremo
  soddisfatti a posteriori.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 37  Iniziative a seguito
  delle  indagini  sui vertici dirigenziali del  CAS ,  a  firma  dei
  deputati  del Movimento Cinque Stelle, primo firmatario l'onorevole
  Mangiacavallo.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   nell'ottobre   2015,  si  produceva  una  frana   all'altezza   di
  Letojanni, sull'Autostrada A18, Messina - Catania, a seguito  della
  quale  già  si  paventava il pericolo che la  frana  in  parola  si
  trasformasse   in   una  emergenza  dai  tempi   lunghissimi   come
  l'interruzione sulla Palermo - Catania;

   da        notizie        apprese       a       mezzo        stampa
  (http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/03/09/news/messina
  lavori inadeguati dopo la frana di Letojanni sospeso per un anno il
  di  rettore del cas-190- 814778/), si è venuti a conoscenza  che  i
  lavori  posti  in essere a seguito della frana de  quo  sono  stati
  considerati inadeguati dal G.i.p. del Tribunale di Messina;

   invero, sembrerebbe che secondo il g.i.p., dopo lo smottamento che
  nel  2015  ha spezzato la Messina - Catania, sarebbero stati  usati
  materiali di scarsa qualità oltre che una progettazione inadeguata;

   considerato che:

   sempre dal menzionato articolo giornalistico, si è resa edotta  la
  cittadinanza  sulla circostanza per cui il G.i.p. del Tribunale  di
  Messina  ha  contestato i reati di disastro ambientale, peculato  e
  falsità ideologica;

   tali  reati  sono  stati  contestati al Dott.  Salvatore  Pirrone,
  direttore  generale del C.A.S., consorzio     autostrade siciliano,
  sospeso dall'incarico per un anno;

   l'interdizione di cui al precedente punto è stata attribuita anche
  al Dott. Gaspare Sceusa, dirigente dell'area tecnica del CAS;

   visto che:

   i  provvedimenti  interdittivi, decisi dal gip su richiesta  della
  Procura,  nascono  dalle  indagini  condotte  dai  carabinieri  del
  Comando provinciale di Messina sui lavori di somma urgenza affidati
  dal  Cas  per un importo di 500.000 euro per la messa in  sicurezza
  della carreggiata autostradale;

   le  indagini  de  quibus  hanno messo in  evidenza  una  serie  di
  comportamenti  illeciti  sia nella fase  di  progettazione  sia  in
  quella  di  esecuzione  degli  interventi  di  messa  in  sicurezza
  dell'area,  sia nella realizzazione di una barriera di contenimento
  della  frana totalmente inadeguata rispetto al livello  di  rischio
  idrogeologico;

   ai due dirigenti del Cas viene contestato il mancato controllo nei
  confronti   della  ditta  incaricata  dei  lavori,   per   di   più
  accollandosi    le    spese    di   progettazione    e    avallando
  un'ingiustificata lievitazione dei costi;

   per  conoscere  quali misure intendano assumere nei confronti  dei
  menzionati vertici del C.A.S. a seguito delle apprese notizie».

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, nel frattempo mi sono permesso  al
  collega   Cappello  di  inviare,  proprio  perché  sono  andato   a
  reperirlo,  un  messaggio che il 5 aprile mi  ha  mandato  il  capo
  dell'Ufficio  tecnico  del Libero Consorzio  proprio  in  merito  a
  questo perché le date mi sono state consegnate dal dirigente.
   In merito all'interpellanza n. 37 trattasi di un fatto   devo dire
  che  ho  guardato  con particolare attenzione perché  attiene  alla
  sfera  giudiziaria del Tribunale di Messina. Quando  c'è  stata  la
  frana  di Letojanni sono stati disposti dei lavori in somma urgenza
  in  quel  luogo per frenare appunto il versante che scivolava  e  i
  detriti   che   arrivavano,  che  avevano   attraversato   l'intera
  carreggiata  direzione Catania e addirittura a valle la carreggiata
  direzione Messina.
   E' stato ritenuto dalla Procura della Repubblica, è stato ritenuto
  che  questi lavoro non fossero stati fatti a regola d'arte  e  che,
  comunque, vi fossero delle irregolarità. Però, noi come Cas abbiamo
  subito  attuato dei provvedimenti di sospensione nei confronti  dei
  due  dirigenti  e non perché l'avesse voluto il Cas  applicare,  ma
  perché c'erano delle misure interdittive volute dalla Procura della
  Repubblica.
   Successivamente, i due dirigenti hanno proceduto ad una istanza di
  riesame  al Tribunale della libertà e hanno visto annullati  questi
  provvedimenti.
   Il  procedimento è ancora in corso. Noi abbiamo un  dirigente  che
  comunque  si  è dimesso, l'altro dirigente, invece, è rientrato  in
  servizio dopo che il Tribunale lo ha reintegrato, il Tribunale  del
  riesame.  Quindi, in questo momento vi è un procedimento  in  corso
  che attiene al giudizio della Magistratura penale.
   Per   quanto  riguarda  i  procedimenti  amministrativi,  si  sono
  conclusi perché nulla osta; un dirigente non è più in forza al CAS,
  un   altro  dirigente  invece  è  stato  reintegrato  dallo  stesso
  Tribunale del riesame.

   PRESIDENTE. L'onorevole Mangiacavallo si ritiene soddisfatto.
   Si  passa all'interpellanza n. 39  Disservizi per gli utenti delle
  autolinee  Gallo  Srl ,  a  firma degli onorevoli  Mangiacavallo  e
  altri.

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:
   l'azienda   autolinee   Gallo  s.r.l.,  appartenente   alla   SAIS
  trasporti, gestisce in regime di monopolio il servizio di trasporto
  pubblico relativo ai territori in epigrafe;

   gli  utenti,  pendolari  e  non,  di  tali  tratte,  lamentano  da
  svariati anni, numerose e persistenti criticità;

   lo  scorso  28  marzo  2018, mercoledì della settimana  santa,  si
  prevedeva  che potesse esserci un maggiore afflusso di  utenza  per
  l'imminente festività pasquale;

   una  gestione razionale del trasporto pubblico porrebbe la massima
  attenzione  sull'efficienza  e sulla qualità  del  servizio  svolto
  cercando di arrecare meno disagi possibili ai propri passeggeri nei
  periodi ritenuti critici;

   invece, la Autolinee Gallo S.r.l. ha sostituito il pullman  a  due
  piani, il cosiddetto double-decker bus, solitamente utilizzato  per
  la corsa delle 17:15 (diretta) da Palermo a Sciacca, con il pullman
  a un piano, lasciando a terra in Via E. Basile oltre 20 persone che
  volevano  rientrare a casa, quasi tutte in possesso del  titolo  di
  viaggio;

   questi  utenti, dovendo raggiungere Sciacca o Ribera,  sono  state
  costrette ad attendere la corsa in partenza dal capoluogo siciliano
  alle 19:30;

   considerato che:

   altresì,  lo  scorso 29 marzo (giovedì santo), molti  utenti  sono
  rimasti a terra sin dalla corsa in partenza da Palermo alle  14:40,
  già stracolma al capolinea;

   in  pari  data, con la corsa delle 17:15, nonostante l'impiego  di
  un  double-decker bus, non sono riuscite a partire ben 17  persone,
  anch'esse rimaste in Via Basile;
   come  facilmente si intuisce, questi disagi ripetuti scatenano  la
  ressa  per  salire sul pullman e i viaggiatori, cui spetterebbe  di
  diritto  un  posto a sedere dopo aver acquistato il  biglietto,  si
  ritrovano  a  fare  a  spallate  e a spintoni  per  guadagnarsi  il
  viaggio, con tutti i rischi che ne derivano;

   in  data  3 aprile 2018, giornata di rientro a Palermo, il pullman
  in  partenza alle 16:45 da Sciacca ha lasciato a terra 20  persone.
  Qualcuno  tra  loro, per conoscere se la ditta  stesse  mettendo  a
  disposizione   un  altro  pullman,  ha  provato  a  contattare   la
  biglietteria di Sciacca, che ha risposto di non sapere nulla, e  la
  biglietteria di Palermo, che non ha risposto affatto;

   una  signora,  che  aveva accompagnato degli ospiti  che  dovevano
  rientrare a Palermo, è rimasta nei pressi del Viale delle  Terme  e
  solo  fortuitamente si è accorta, alle 17:45, del passaggio  di  un
  pullman vuoto che ha sospettato potesse essere il bis;

   riuscendo  a  fermarlo,  ha  avuto conferma  dall'autista  che  si
  trattava  di  un  pullman messo a disposizione  dei  20  passeggeri
  rimasti   bloccati  a  Sciacca,  passeggeri  che   nel   frattempo,
  ovviamente,  non  riuscendo a comunicare con  la  ditta,  si  erano
  allontanati  dalla fermata avendo rinviato la partenza  alla  corsa
  successiva  prevista per le 19:30 o cercando soluzioni  alternative
  per raggiungere il capoluogo siciliano;

   in  ogni  caso,  gli  ospiti della signora e forse  qualche  altro
  viaggiatore  rimasto fermo alla fermata della Seniazza  a  Sciacca,
  per un totale di 6 persone, sono riusciti a mettersi in viaggio per
  Palermo, con una ulteriore sorpresa: al bivio Gulfa l'autista li ha
  fatti  scendere per farli salire su un pullman proveniente da Menfi
  e diretto a Palermo;

   visto che:

   recentemente  altri  episodi simili  si  sono  verificati  in  più
  occasioni  per la corsa in partenza da Sciacca alle  ore  6:30  del
  mattino;

   si  tratta  di disservizi che, nonostante le infinite segnalazioni
  pervenutegli e l'esperienza pluridecennale di cui può vantarsi,  il
  gestore della tratta non riesce inspiegabilmente ad evitare;

   i  numerosi e irrisolti problemi inerenti al servizio di trasporto
  pubblico Palermo-Sciacca- Palermo sono riassumibili in:
   emissione incontrollata dei titoli di viaggio, le biglietterie non
  effettuano  il  controllo  dei  posti  disponibili  sui  pullman  e
  staccano  biglietti alla cieca. Come se non bastasse,  gli  autisti
  hanno   facoltà  di  emettere  biglietti  a  bordo.   Si   verifica
  puntualmente che viaggiatori che devono ancora munirsi di titolo di
  viaggio  nella calca riescono a salire prima di coloro che ne  sono
  già  in possesso, con la chiara conseguenza che, se non ci sono più
  posti  disponibili, chi aveva diritto a viaggiare rimane gabbato  a
  terra,   come  ad  esempio  gli  abbonati  settimanali  o  mensili,
  solitamente lavoratori pendolari;

   assenza  di un sistema di prenotazioni, non si comprende  come  un
  sistema  usato  da tante altre aziende di trasporto  siciliane  non
  possa  essere impiegato dalla Autolinee Gallo Srl per risolvere  il
  problema del sovraffollamento delle corse. In una riunione svoltasi
  oltre   4   anni   fa   presso  il  Dipartimento  regionale   delle
  Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti gli stessi dirigenti
  dell'azienda ne riconoscevano l'utilità senza però aver mai cercato
  di implementarlo;

   assenza  di  un  contatto telefonico di riferimento  mediante  cui
  potersi  informare  in  tempo reale circa le eventuali  inevitabili
  criticità che possono manifestarsi per le eventuali corse  in  atto
  (soppressioni,  ritardi, pullman sostitutivi in caso  di  guasto  o
  aggiuntivi in caso di soprannumero di viaggiatori, etc.);

   prolungamento delle corse con capolinea intermedio tra  Palermo  e
  Sciacca sino a Sciacca e/o Ribera ed eventuale istituzione di nuove
  corse  per  rispondere  alla crescente richiesta  d'uso  del  mezzo
  pubblico proveniente anche dai paesi della Valle del Belice;

   mezzi di trasporto non sempre efficienti (aria condizionata guasta
  o  mal  funzionante,  botole non sigillate,  sedili  con  schienali
  divelti,  etc.)  e/o  spesso carenti dal punto  di  vista  igienico
  (sedili e vetri sporchi, polvere, spazzatura, etc.);

   assenza  di  un  effettivo  controllo  sull'efficienza  e/o  sulla
  qualità  del  servizio svolto e di strumenti atti a garantire  agli
  utenti   la  possibilità  di  rilasciare  feedback  all'Assessorato
  regionale ai Trasporti,
   indispensabili  per avere il quadro reale e completo  della  bontà
  della   gestione  del  servizio  di  trasporto  pubblico  da  parte
  dell'azienda affidataria;

   per   conoscere  quali  misure  intendano  assumere  affinché   si
  risolvano  i menzionati problemi inerenti al servizio di  trasporto
  pubblico  PalermoSciacca-Palermo e porre così fine  ai  disagi  dei
  viaggiatori».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  anche qua vale quello che abbiamo detto in  precedenza
  con  l'autolinea Gallo. Anche qua devo dire che ci sono stati, sono
  stati  manifestati  dei  disagi e dei  disservizi,  e  noi  abbiamo
  prontamente  su  questa  cosa,  oltre  ai  colleghi,   al   collega
  Mangiacavallo, Trizzino, Cancelleri e altri, che hanno  manifestato
  questi  disservizi, devo dire che sono stati altresì  rappresentati
  anche da alcuni cittadini.
   Abbiamo fatto delle verifiche e vi devo dire che su questo è stato
  aperto  un contraddittorio ed è stata anche applicata una  sanzione
  alla stessa azienda Gallo Autolinee.

   MANGIACAVALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MANGIACAVALLO.  Signor  Presidente,  Assessore,  questa  questione
  ovviamente risale al marzo del 2018, quindi sono passati  ormai  12
  mesi,  quindi  a prescindere da questa risposta nel frattempo  sono
  cambiate diverse cose.
   Quei  disservizi  di cui abbiamo parlato e di cui  ho  parlato  in
  quella  interrogazione,  sono stati  superati  ed  è  iniziata  una
  interlocuzione con il sottoscritto e con le Autolinee Gallo, che ha
  portato a diversi provvedimenti da parte dell'azienda nei confronti
  dell'utenza.
   Quindi,  è  stato introdotto un sistema di prenotazione,  è  stato
  fatto  qualcosa, ma questi disservizi di cui parliamo a cadenza  si
  ripetono  nel tempo. Quindi, a prescindere da quelle  che  sono  le
  iniziative corrette prese nei confronti dell'azienda, è chiaro  che
  bisognerebbe  intraprendere  delle  azioni  che  siano  invece   di
  programmazione,   anche  in  relazione  al   fatto,   relativo   ai
  finanziamenti  che  le  aziende che svolgono il  servizio  pubblico
  ricevono durante il costo della stagione.
   Quindi,  siccome  le aziende lamentano questo, lamentano  che  non
  sono  stati adeguati i contratti, e quindi i finanziamenti non sono
  stati  integrati,  bisognerebbe aprire un tavolo per  capire  quali
  sono   le  prospettive,  soprattutto  per  l'utenza  che  non   può
  sopportare queste carenze da un punto di vista di disservizi.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  io devo precisare quello che il collega  Mangiacavallo
  ha  detto, perché obiettivamente il collega pone un tema abbastanza
  attuale, però non veritiero da parte delle aziende.
   Vorrei  ricordarvi  una  cosa, che le aziende  in  questo  momento
  godono  di una proroga malgrado la direttiva, la 1370, comunitaria.
  Considerate  che  in  questo momento, l'anno  scorso  alle  aziende
  abbiamo garantito non soltanto la cifra completa, ma abbiamo  anche
  assegnato loro l'adeguamento ISTAT.
   Oggi  vi  è un tema, il tema che le aziende non possono  avere  un
  utile  di  impresa superiore alla ragionevolezza, cioè il principio
  del   decreto  che  abbiamo  inserito,  e  per  cui,  ad   esempio,
  l'onorevole  Campo più volte è intervenuta, magari  non  sempre  in
  maniera  clemente  nei  confronti di queste  Autolinee,  di  queste
  aziende che svolgono un servizio di autolinea, e perché, appunto, a
  loro  la  Regione siciliana concede, concedeva già in illo tempore,
  un servizio in concessione, direttamente, senza alcun tipo di gara.
  E  questo servizio è vero che è stato negli anni ridotto del 20 per
  cento  via  via, ma sono state ridotte negli anni anche  le  corse,
  quindi  ad  una  riduzione  c'è stata  anche,  tranne  alcuni  casi
  eccezionali,  una  compressione del  servizio,  meno  soldi,  minor
  servizio.
   In  questo  anno 2018 è stato garantita non soltanto la  copertura
  finanziaria,  la  dotazione  finanziaria  completa,   ma   in   più
  un'integrazione.  Oggi si pone un dato: noi  stiamo  procedendo  al
  nuovo piano complessivo regionale, dividendo in quattro macro  aree
  il  piano  del traffico extra urbano - in questo caso  parliamo  di
  extra  urbano, ma parliamo anche di urbano in altra sede - e poiché
  dobbiamo  fare,  secondo  le  procedure  comunitarie,  un   avviso,
  un'informativa comunitaria che durerà un anno, non si  esclude  che
  dobbiamo  ritornare  in  Aula  e  autorizzare  queste  aziende  per
  un'ulteriore  proroga.  E allora delle due  l'una,  queste  aziende
  sarebbero   addirittura   anche   disponibili   a   rinunciare   ad
  un'ulteriore  percentuale, allora delle due l'una: o  per  loro  la
  dotazione finanziaria è sufficiente e allora possono continuare,  o
  non  è  sufficiente e allora, come dire, dobbiamo mandare  in  gara
  tutto.  Io  dico  che nel mezzo, in medio stat virtus,  dicevano  i
  latini.
     Sarebbe, invece, opportuno che facessimo un tavolo tecnico, alla
  presenza  anche  di ciascun rappresentante di Gruppo  parlamentare,
  con l'Anav, se vogliamo, anche con le altre aziende che svolgono un
  servizio  diciamo urbano, al fine di poter con loro  verificare  il
  servizio, valutare il servizio che danno, che offrono e mettere noi
  in  campo  degli  ulteriori provvedimenti  che  non  sono  soltanto
  sanzionatori,  ma  soprattutto sono da stimolo, uno  per  tutti  ad
  esempio,  con  il nuovo sistema di georeferenziazione  che  abbiamo
  fatto  e  di  geolocalizzazione, con questa nuova app  che  abbiamo
  inserito, gli stessi titolari delle aziende possono controllare  lo
  stato di usura delle gomme, lo stato di consumo del carburante,  lo
  stato  di manutenzione dei mezzi e in più a questo abbiamo aggiunto
  anche ben due delibere del Governo regionale, del Governo Musumeci,
  che  ha messo in campo l'acquisto di 600 nuovi pullman. Abbiamo già
  acquistato  per  l'80 per cento 307 nuovi mezzi  che  sono  già  in
  funzione, sono già su strada.
   Allora, noi siamo pronti a fare la nostra parte, però è giusto che
  anche  le  aziende, se mettiamo in campo delle azioni, degli  atti,
  dei  provvedimenti che sono di valutazione, serve perché vi sia una
  performance adeguata e perché il sistema, che comunque funziona  in
  Sicilia,  di autotrasporto su gomma sia sempre più efficace  e  più
  attuale.
   L'ultima  cosa,  è  proprio  di oggi, ad  esempio,  un  protocollo
  d'intesa a titolo gratuito per fare un app per cui il cittadino che
  si trova a Palermo o si trova a Ragusa o a Chiaramonte Gulfi, possa
  con  un  app verificare quali sono i tragitti e il miglior tragitto
  da  un  posto all'altro. Oggi non esiste, oggi ci sono  delle  app,
  soltanto  dei  singoli  vettori, cioè se io da  Palermo  mi  voglio
  spostare  a  Catania, vado su Sais, vado su Azienda Etna trasporti,
  nel  sito  della  stessa  azienda,  ma  non  posso  verificare   le
  percorrenze e i tragitti di tutte le aziende.
   Noi  staremmo inserendo, speriamo tra 60 giorni, un  app  con  cui
  possiamo chiarire ai viaggiatori quali sono i migliori tragitti  in
  tutta  la  Sicilia, cioè sulle seimila e cento corse  circa,  quali
  sono  i tragitti costantemente e quotidianamente. Questo serve  per
  efficientare il servizio.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 158  Ripristino e messa
  in  opera  di una adeguata segnaletica stradale per raggiungere  il
   Centro  commerciale all'ingrosso della città  di  Catania'  ed  il
  MAAS ,  a firma degli onorevoli Cappello ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il  'Centro  Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania',  di
  proprietà  del  comune di Catania in concessione ai  grossisti  per
  novantanove  anni, è il più grande centro commerciale  all'ingrosso
  del  meridione,  con superfici commerciali modulabili  da  1.700  a
  20.000  mq,  anello viario preferenziale per il  carico  e  scarico
  delle merci, ampio centro servizi, conferenze e formazione;

   il  Centro si estende su un'area di 890.000 mq (di cui 217.000  mq
  coperti), dispone di 350.000 mq di parcheggi, 190.000 mq  di  verde
  attrezzato,  10.000  mq  di  servizi, 18  edifici  commerciali  con
  funzioni  diversificati,  di un centro  congressi,  di  un  ufficio
  vendite,  aree  ristoro  supportate da un  efficiente  servizio  di
  vigilanza. E' situato ad 1 km dall'Aeroporto di Catania, a 3 km dal
  Porto  di  Catania,  a 5 km dalla Stazione ferroviaria  di  Catania
  Centrale, e sulle tangenziali dell'Autostrada Palermo Catania (A19)
  e Messina Catania (A18);

   il MAAS (Mercati Agroalimentari Sicilia S.C.p.A), nato nel 1989 in
  attuazione  della  legge  41/86 per  la  realizzazione  di  mercati
  ortofrutticoli,  ittici e florovivaistici, con  soci  fondatori  la
  Regione Siciliana e l'Associazione Federmercati (rappresentanza dei
  grossisti  dell'ortofrutta), è un Centro Agroalimentare nonché  uno
  snodo  logistico centrale e di estrema rilevanza nel  Mediterraneo,
  con  significative ricadute per la filiera ortoittica ed per quella
  florovivaistica  in termini di fatturato e di indotto  generato.  I
  Mercati Agroalimentari Sicilia (MAAS) si estendono su 1.100.000  mq
  di  superficie, con 390.000 mq di superficie edificata  a  mercati,
  136.000 mq Mercato Ortofrutta, 25.000 mq Mercato Ittico, 25.000  mq
  Area  polivalente  (ex  Mercato Florovivaistico),  30.000  mq  Aree
  speciali e 30.000 mq Servizi generali e tecnologici; l'area  ospita
  78 aziende del settore ortofrutta, 20 aziende del settore ittico, 3
  aziende   nell'aria  polivalente,  2  spazi  commerciali   per   la
  ristorazione,  1  azienda  imballaggi,  1  azienda  officina  mezzi
  speciali,  1  azienda  tabacchi, 1 azienda servizi  manutenzione  e
  riparazione  frigo, 2 aziende di facchinaggio,  5  facchini  liberi
  ittico;

   circa 9 anni fa, era stata realizzata una segnaletica stradale,  a
  spese dei commercianti operanti all'interno del 'Centro Commerciale
  all'Ingrosso  della  Città  di  Catania',  segnaletica  prontamente
  rimossa perché messa in opera abusivamente;

   rilevato che:

   la  totale  assenza di un'adeguata segnaletica  lungo  l'asse  dei
  servizi,  l'infrastruttura che mette in comunicazione il centro  di
  Catania con una vasta area periferica della città, collegandolo con
  la  tangenziale  e  le  autostrade, ma  anche  con  l'Aeroporto  di
  Catania,  con il Porto di Catania e con la Stazione ferroviaria  di
  Catania   Centrale,   rende  estremamente  difficoltoso,   se   non
  addirittura   pericoloso,  raggiungere   il   'Centro   Commerciale
  all'Ingrosso della Città di Catania' ed il MAAS;

   tale  situazione crea grave pregiudizio per tutte la attività  del
  'Centro  Commerciale all'Ingrosso della Città  di  Catania'  e  del
  MAAS;

   l'art.  14  comma  1  del Codice della strada dispone:  'Gli  enti
  proprietari delle strade, allo scopo di garantire la sicurezza e la
  fluidità  della  circolazione, provvedono:  a)  alla  manutenzione,
  gestione  e pulizia delle strade, delle loro pertinenze  e  arredo,
  nonché  delle  attrezzature, impianti e servizi;  b)  al  controllo
  tecnico dell'efficienza delle strade e relative pertinenze;
   c) alla apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta';

   il  controllo tecnico della segnaletica previsto dagli artt. 37  e
  38  del  Codice  della  strada consiste nella delicata  e  costante
  azione  che l'ente deve assicurare per mantenere a livello ottimale
  le  condizioni  di  manutenzione e di efficienza della  segnaletica
  stradale  nella  sua  più ampia accezione: verticale,  orizzontale,
  luminosa e complementare;

   all'Ente proprietario, in forza delle richiamate norme del  Codice
  e  delle  considerazioni che precedono, spetta la  ricognizione  di
  tutta la segnaletica esistente e del suo stato di manutenzione e di
  efficienza;

   inoltre, la realizzazione di un Ente fiera all'interno del 'Centro
  Commerciale  all'Ingrosso della Città di Catania' consentirebbe  di
  incentivare e rilanciare il settore del commercio, apportando nuova
  linfa vitale all'intero comparto economico;

   per  sapere  se sia già stato posto in essere ogni  atto  utile  e
  necessario per provvedere, in tempi celeri, al ripristino  ed  alla
  messa   in   opera  di  una  precisa  ed  assolutamente  necessaria
  segnaletica  stradale  che consenta di porre fine  alle  gravissime
  difficoltà  che si incontrano nel raggiungere,     lungo     l'asse
  dei      servizi,  l'infrastruttura che mette in  comunicazione  il
  centro  di  Catania con la tangenziale e le autostrade, il  'Centro
  Commerciale all'Ingrosso della Città di Catania' ed il  MAAS  dalle
  suddette  arterie  stradali,  ma  anche  e  soprattutto  di  natura
  economica».

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Non  la  può illustrare, è una  interrogazione;  poi,
  quando  darà  risposta all'Assessore, se soddisfatta o  meno  vuole
  aggiungere qualche cosa lo può fare.

   CIANCIO. Prima l'ha fatto illustrare

   PRESIDENTE.  E'  stato  un  atto di  cortesia  nei  confronti  del
  Capogruppo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  in  merito  a questo atto che  è  stato  comunque  già
  discusso,  trattasi di una strada che non è proprio  di  competenza
  della Regione, ma di competenza provinciale.
   Abbiamo avuto delle interlocuzioni da parte del MAAS, ma anche con
  la   Città  metropolitana  di  Catania  in  merito  ad  un'adeguata
  segnaletica  perché questa strada che ieri andava, come  dire,  era
  dimensionata adeguatamente per i flussi di traffico, ma oggi non  è
  assolutamente  dimensionata  ma  servirebbe  anche,  oltre  ad  una
  segnaletica,  servirebbe  anche l'allargamento,  l'adeguamento,  la
  messa  in sicurezza della stessa si è anche immaginato una  ipotesi
  progettuale di ammodernamento.
   Abbiamo  chiesto eventualmente un progetto; questo progetto  ci  è
  stato  detto  che  lo  faceva  il MAAS,  poi  lo  faceva  la  Città
  metropolitana, ma ancora è in fase di discussione. Noi l'unica cosa
  che  abbiamo fatto e che stiamo facendo, abbiamo avviato  i  lavori
  per   l'allargamento   e  lo  spostamento  dello   svincolo   della
  tangenziale  da  un  lato  Fontana  Rossa  andando  a  sinistra   e
  dall'altro  lato  invece andando in direzione  MAAS,  in  direzione
  Bicocca verso il mercato agroalimentare.
   Quindi, l'unica cosa che stiamo attuando è quello che in corso c'è
  la   cantierizzazione  e  lo  spostamento  e  l'allargamento  dello
  svincolo  della tangenziale che porta da un lato verso  l'aeroporto
  di Fontana Rossa per alleggerire, appunto, il traffico e dall'altro
  lato porta sulla strada che conduce al mercato agroalimentare.
   Ci   era  stato  detto  che  ci  veniva  fornito  un  progetto  di
  segnaletica  che  costerebbe  veramente  alcune  poche  decine   di
  migliaia di euro; ancora non c'è stato fornito.
   Vi  devo dire che ultimamente abbiamo fatto un ulteriore, da parte
  del  MAAS  e  perché la competenza non è della Regione  non  è  una
  strada  regionale  quindi  noi riceviamo i  progetti  sulle  strade
  provinciali   e  poi  facciamo  la  riprogrammazione.   Siamo   ben
  disponibili, ma glielo ho detto non più tardi di un mesetto e mezzo
  fa  allo  stesso  Presidente  del  MAAS,  che  ora  è  stato  anche
  riconfermato,  siamo  disponibili eventualmente  ad  accogliere  un
  progetto  di  segnaletica che possa essere utile, anche  se  non  è
  risolutivo. Oggi, lì c'è un traffico non indifferente; il  traffico
  non   indifferente   andrebbe  garantito  e   agevolato   con   una
  ammodernamento  della  stessa arteria, pochi  chilometri  non  sono
  tantissimi però con l'ammodernamento della stessa.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,  io  volevo   approfittare   della
  trattazione di questa interrogazione perché il MAAS, Assessore  lei
  sa  benissimo che sta all'interno di un territorio, che  certo  non
  brilla per la qualità delle strade.
   Io  avevo  presentato anche una interrogazione urgente sulla  zona
  industriale - là siamo competenza dell'IRSAP - proprio  perché  lei
  sa benissimo che lì non parliamo più di strade ma di vere e proprie
  trazzere  dove ogni giorno rischiano la vita centinaia e  centinaia
  di persone che si recano semplicemente sul loro posto di lavoro.
   Io   vorrei   capire   se  con  l'IRSAP  ci   sono   state   delle
  interlocuzioni, ci sono state degli interventi per le strade  della
  zona industriale che sono davvero in condizioni penose. So che  non
  è strettamente legato a questa interrogazione, ma il tema è urgente
  e  vorremmo  che  si  agisse  prima  che  ci  scappasse  il  morto,
  Assessore,  perché davvero sono andata di persona a controllare  la
  situazione, abbiamo documentato

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, l'interrogazione non è un dibattito
  tra lei e l'Assessore. Sì, ma lui ha risposto

   CIANCIO. Presidente, stiamo parlando dello stesso territorio

   PRESIDENTE. Lei deve soltanto dire se è soddisfatta o meno. Se lei
  pretende una risposta

   CIANCIO.  Se  è  possibile  che l'Assessore  risponda,  altrimenti
  aspetterò l'anno prossimo

   PRESIDENTE.  Allora, Assessore, in via eccezionale risponda,  però
  le  interrogazioni o le interpellanze non sono discussione  tra  il
  collega che interviene in Aula e l'Assessore. Prego Assessore,  una
  risposta concisa.

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Sì,
  assolutamente  Presidente.  Purtroppo,  l'onorevole  Ciancio   pone
  l'accento su una questione che è anch'essa abbastanza attuale.  Con
  i  vertici  dell'IRSAP, non più tardi di un mese fa, ho mandato  il
  Capo  di  Gabinetto,  l'avvocato  Foti,  per  verificare  lo  stato
  dell'arte delle strade. Queste strade sono in parte comunali  e  in
  parte  sono dell'IRSAP. Vi sono anche dei finanziamenti  col  Patto
  per  il  Sud  che ammontano a 11 milioni di euro. Posso  dirle  che
  alcuni  di  questi progetti - poi magari nello specifico risponderò
  perché  non  era all'ordine del giorno - sono andati già  in  gara,
  alcuni  stanno andando in gara. Eventualmente, nei prossimi giorni,
  settimana  prossima,  prendiamo puntualmente strada  per  strada  e
  possiamo   dire  gli  interventi  che  sono  stati  fatti,   quelli
  programmati e quelli ancora da fare.

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, si dichiara soddisfatta?

   CIANCIO. Prendo atto della risposta.

   PRESIDENTE. Allora, prende atto della risposta, va bene.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 44  Trattamento  giuridico  delle
  missioni  del personale della Motorizzazione civile di Catania ,  a
  firma degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e della mobilità,

   premesso che:

   il  Decreto Presidenziale 22 giugno 2001, n.10, nel recepire,  tra
  l'altro,  'l'accordo del personale regionale e degli  enti  di  cui
  all'art.  1  della  Legge  regionale  15  maggio  200,  n.  10  con
  qualifiche  non dirigenziali ( )', nonché il 'Contratto  collettivo
  regionale  di lavoro dell'area della dirigenza' disciplina  con  le
  disposizioni  contenute  nell'art. 9  delle  'linee  guida  per  il
  rinnovo contrattuale del personale con qualifiche non dirigenziali'
  e  con  quelle  dell'art.  43  del predetto  'Contratto  collettivo
  regionale  di  lavoro dell'area della dirigenza' il trattamento  di
  trasferta spettante al personale inviato in missione;

   con  Circolare n.8 del 05-10-2001, n. prot. 27111, ad integrazione
  della  precedente Circolare n. 4/2001, veniva specificato il  nuovo
  'Trattamento  economico e giuridico delle missioni  del  personale'
  dovuto a seguito delle modifiche di legge;

   nella  Circolare  n.  8/2001  si  legge:  '(  )  le  nuove  misure
  dell'indennità  di  missione spettanti al personale  dei  Ministeri
  sono  quelle  disciplinate  dall'art. 30 del  Contratto  collettivo
  nazionale  di lavoro integrato del CCNL del personale del  comparto
  dei  Ministeri ( ) Soltanto i dipendenti che svolgono  le  attività
  espressamente  previste  dal  comma 5 del  medesimo  art.30,  hanno
  titolo alla corresponsione forfettaria di £50.000 lorde giornaliere
  in luogo dei rimborsi spese pasti e pernottamento';

   visto che:

   la  lettera  f)  del  sopracitato art. 5  specifica  che,  tra  le
  attività  che  non consentono di fruire, durante le trasferte,  del
  pasto  o  del pernottamento per mancanza di strutture e servizi  di
  ristorazione vi sono anche le '( ) di motorizzazione civile ( )', i
  quali  dipendenti,  secondo il successivo art.6 hanno  titolo  alla
  corresponsione della somma forfettaria di £50.000 lorde giornaliere
  in luogo dei rimborsi spese pasti e pernottamento;

   appreso  che a quanto risulta alla scrivente nessun esaminatore  e
  operatore  tecnico della Motorizzazione civile di  Catania  ha  mai
  percepito tale somma;

   nel  'Compenso  per  il lavoro straordinario effettuato  in  conto
  privato'  percepito  dagli esaminatori e  operatori  tecnici  della
  Motorizzazione civile di Catania, tra le ritenute viene indicata la
  voce  'Tesoro'  che  non risulta però essere riconosciuta  ai  fini
  pensionistici;

   sempre  a  quanto  risulta  alla scrivente,  inoltre,  proprio  le
  missioni degli operatori in conto privato, sebbene le somme vengano
  anticipate  alla  Motorizzazione dai  privati  e  confluiscano  nel
  capitolo   del   bilancio  regionale  all'uopo  preposto,   vengono
  sistematicamente retribuite con lungo ritardo;

   per conoscere se il Governo regionale ritenga opportuno chiarire:
   le   ragioni   del  mancato  pagamento  della  somma   forfettaria
  giornaliera  che  sembrerebbero spettare al  personale  inviato  in
  missione;
   a  quali trattenute corrisponda la voce 'Tesoro' e se queste somme
  possano essere utilizzate ai fini pensionistici;
   le  ragioni  dei  gravi ritardi nel pagamento  delle  somme  delle
  Missioni in conto privato;
   chiarimenti in merito al capitolo di bilancio regionale nel  quale
  confluiscono le somme pagate dai privati per le missioni  in  conto
  privato, con specificazione del loro utilizzo».

   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole   Foti   per   illustrare
  l'interpellanza.

   FOTI. Grazie, Presidente. Assessore, immagino lei avrà avuto  modo
  di leggere i vari passaggi e mi auguro che la questione sia risolta
  dato  che  l'interrogazione, tengo a sottolinearlo,  risale  al  24
  aprile  del  2018  e  qui, onorevole Di Mauro,  nel  suo  ruolo  di
  Presidente,  le  chiedo di, se possibile, non dico  avere  risposte
  velocissime, però veramente è passato più di un anno.
   Con  l'interrogazione si tende a sottolineare il disagio di  molti
  lavoratori della Motorizzazione civile, in particolare di  Catania,
  non  so se nelle altre Motorizzazioni la questione è uguale,  ossia
  il   mancato   corrispondere  di  un'integrazione  alle   missioni,
  disciplinata da una circolare del 2001, quindi ancora  espressa  in
  lire   che,  a  dire  dei  dipendenti,  non  viene  in  alcun  modo
  corrisposta  e,  poi il fatto che il compenso per lo straordinario,
  per  i  collaudi,  le revisioni, effettuate in conto  privato,  che
  vengono  versate subito dagli utenti che richiedono il servizio  di
  revisione, di fatto va versato attraverso bollettino, andrà  in  un
  capitolo  e  chiedo  all'assessore di darci contezza  di  come  mai
  questo  pagamento  viene corrisposto dopo parecchi  mesi,  ove  per
  parecchi  mesi  intendo anche più di un anno e mezzo.  Questa  cosa
  mette  a  disagio questi dipendenti che, voglio ricordare, fruttano
  ogni  anno  parecchi  milioni  di euro,  perché  le  Motorizzazioni
  civili,  in  particolare  quella di Catania,  sono  particolarmente
  attive,  ad  esse si rivolgono migliaia di utenti  che  pagano  sul
  momento anzi, se prima non pagano, non ricevono il servizio e nella
  richiesta  al  Governo,  in  questo  caso  all'Assessore,   chiedo,
  appunto, se è vero che andrebbe corrisposta un'integrazione  da  50
  mila lire, poi vediamo se c'è la conversione in euro e se si può un
  attimo  velocizzare questo pagamento degli straordinari per  queste
  revisioni  che  vengono fatte che finiscono in un capitolo  che  ha
  come  voce   Tesoro' e se possono essere utilizzate, al limite,  ai
  fini  pensionistici, insomma, in qualche modo fare sapere come  mai
  non  ricevono queste somme previste e, se è possibile, avere quelle
  lì  in  un  tempo congruo dato che vengono versate dagli utenti  al
  momento dell'espletamento del servizio.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  in  merito alla interpellanza dell'onorevole  Foti  ed
  altri,  bisogna  dire che il trattamento oltre che giuridico  anche
  finanziario viene disciplinato per norma e con regolamenti.
   In  effetti,  l'onorevole Foti fa riferimento ad un  problema  che
  comunque  è  stato superato ormai in questi mesi. Ed è  quello  del
  trattamento forfettario.
   Il    trattamento    forfettario    che    non    viene    escluso
  aprioristicamente,  nel  senso che è ammesso,  ma  in  alcuni  casi
  particolari che devono essere dimostrati, in alcune circostanze che
  vanno ben sostenute e giustificate.
   C'è   stata   forse  nel  passato  un'idea  un  po'   superficiale
  dell'utilizzo di queste prestazioni forfettarie, di questi rimborsi
  forfettari.
   Oggi,  il  direttore  regionale ma  anche  il  coordinatore  delle
  Motorizzazioni e, quindi, a cascata tutti i direttori, i  dirigenti
  di  servizio delle nove Motorizzazioni hanno disciplinato ed  hanno
  chiarito  quali  sono  i contesti in cui spettano  questi  rimborsi
  forfettari.
   Attualmente,  il  problema è stato superato ed  è  stato  superato
  anche  perché da un lato ci sono stati più incontri, anche  con  le
  parti sociali, abbiamo fatto anche un paio di incontri - ad uno  ho
  partecipato personalmente - con gli stessi dirigenti, per cui  oggi
  mi  permetto di dire - ecco perché è passato anche un  bel  po'  di
  tempo - che il problema, l'interpellanza è stata superata.
   E  quasi,  in un certo senso, anche a causa chiaramente del  tempo
  che  è,  purtroppo, trascorso da quando è stata presentata ad  oggi
  che viene discussa.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, si dichiara soddisfatta della risposta
  dell'Assessore?

   FOTI. Sulla tempistica?

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Non
  supererà i 70 giorni.

   FOTI. Allora è superata.

   PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Foti si dichiara soddisfatta.
   Si passa all'interpellanza n. 56  Carenza di personale in servizio
  presso  gli uffici regionali della Motorizzazione civile , a  firma
  degli onorevoli Campo ed altri.

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  regionale  per  le
  infrastrutture e per la mobilità e all'Assessore per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica,

   premesso che:

   gli  uffici  delle  motorizzazioni civili dell'Isola  soffrono  da
  tempo di una grave carenza di personale in servizio che compromette
  il  regolare rilascio non solo delle patenti di guida, ma anche  di
  tutte   le   attività  e  i  compiti  svolti  dagli  uffici   della
  motorizzazione;

   il  numero esiguo di esaminatori disponibili provoca alle  aziende
  che  operano nel settore (autoscuole), un danno economico  tale  da
  non  permette più di organizzare e gestire la propria  attività  di
  servizio, secondo le legittime esigenze dei cittadini;

   rilevato che:

   gli esami di teoria per conseguire la patente di guida si svolgono
  presso gli Uffici Provinciali delle MCTC. L'esiguo numero di sedute
  che  vengono  rese  disponibili per  le  autoscuole  e  il  sistema
  adoperato  per la richiesta di tali esami, porta gli operatori  del
  settore  ad  una sorta di 'corsa all'accaparramento' del  posto  di
  teoria,  da  prenotare almeno con un mese d'anticipo rispetto  alla
  data prevista per l'esame;

   le  sedute  d'esame di guida che vengono svolte nelle  sedi  delle
  autoscuole   sono   concesse   dagli   uffici   provinciali   della
  Motorizzazione,  in  orario di servizio, in  numero  insignificante
  rispetto  alle  esigenze dell'utenza. Si pensi ad  esempio,  che  a
  Palermo  vengono  concesse soltanto tre sedute l'anno,  consentendo
  pertanto  ad  ogni  autoscuola della provincia di  Palermo  di  far
  sostenere esami solo a trenta candidati;

   l'alternativa rimane dunque la richiesta di sedute d'esame  al  di
  fuori  dell'orario ordinario di servizio degli esaminatori,  sedute
  che  vengono  pagate dalle autoscuole sotto forma  di  'prestazione
  straordinaria per conto privati';

   in  alcune province, la carenza è tale da consentire al candidato,
  di  sostenere esami non prima di quattro/cinque mesi dalla data  di
  rilascio del foglio rosa quando la normativa prevede invero che gli
  esami  di  guida si possano sostenere già ad un mese  dal  rilascio
  dello stesso;

   in  tanti Uffici delle Motorizzazioni, se non in tutti, la carenza
  di   personale  porta  all'utilizzo  di  esaminatori  ad   attività
  quotidiane interne, ad esempio attività di sportello e simili,  non
  consentendo agli stessi di svolgere le mansioni per le  quali  sono
  abilitati;

   considerato che:

   la  motorizzazione di Ragusa soffre da parecchi anni di carenza di
  personale, specialmente esaminatore, dal momento che dalle 15 unità
  degli  anni  '90  si  è  passati a sei,  oltre  l'esaminatore.  Ciò
  nonostante,  l'ufficio  è  riuscito  ad  erogare  tutti  i  servizi
  richiesti, senza ritardi. Dal 1 ottobre dello scorso anno altre due
  unità di personale sono andate in pensione, lasciando l'ufficio con
  soltanto  4  funzionari, fra tecnici ed esaminatori. Pertanto,  per
  poter  svolgere gli esami di guida, gli esaminatori  vengono  fatti
  arrivare  da  Agrigento, grazie ad un intervento  per  arginare  la
  problematica da parte della Dirigenza Regionale ministeriale;

   in  queste  condizioni  non  è  più possibile  erogare  i  servizi
  regolarmente,  le pratiche accumulano un ritardo medio  di  120/180
  giorni,  ed aumenta il rischio che le 60 autoscuole operanti  nella
  provincia di Ragusa, i numerosi centri di revisione e gli studi  di
  consulenza  automobilistica  non  riescano  ad  evadere  il  lavoro
  lasciando migliaia di utenti senza patente e senza revisione;

   visto che:

   risulta  necessario aumentare il numero dei dipendenti in servizio
  presso  le  motorizzazioni, in particolare il numero e la  capacità
  professionale  degli  esaminatori  nell'espletare  il  loro  ruolo,
  poiché  la  loro carenza ha inciso e continua a incidere gravemente
  sulla  possibilità di svolgere correttamente tutte le procedure  di
  esame previste dalla normativa;

   in   Sicilia   il   personale   delle  Motorizzazioni   fa   parte
  dell'Amministrazione regionale, costituendo questo  di  per  sé  un
  vantaggio  nello  snellimento  di procedure  volte  a  rendere  più
  efficiente  il  sistema, in un'ottica di sussidiarietà  orizzontale
  tra  servizio pubblico e aziende private, che potrebbe dare  grandi
  risultati nel giro di poco tempo;

   per conoscere:

   se  non  intendano attivarsi per disporre l'invio di personale  da
  altri  uffici  in  maniera permanente e per un numero  maggiore  di
  giornate, e non più in maniera sporadica e non risolutiva;

   se  non  reputino opportuno l'avvio di corsi per la formazione  di
  nuovo   personale  tecnico  e  l'avvio  dei  corsi   previsti   per
  l'aggiornamento del personale tecnico in servizio;

   se  non  ritengano  necessario avviare una  interlocuzione  con  i
  soggetti   referenti  degli  Uffici  della  Motorizzazione,   delle
  Associazioni di categoria delle autoscuole, alla presenza  e/o  con
  la   supervisione  degli  Assessori  regionali  destinatari   della
  presente,  affinché si programmi un percorso virtuoso  per  fornire
  risorse    umane    a    tutti        gli        Uffici       della
  Motorizzazione  indispensabili alle loro attuali e future  esigenze
  operative,  anche utilizzando quei dipendenti regionali provenienti
  da enti soppressi gestiti dalla Resais S.p.A.».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrare
  l'interpellanza.

   CAMPO.  Assessore, come lei sa, il personale della Motorizzazione,
  in  molte  sedi regionali, è in sotto organico, è carente, mettendo
  notevolmente  in difficoltà non soltanto gli utenti  ma  anche  gli
  operatori del settore e mi riferisco non solo alle scuole guida  ma
  anche ai centri di revisione, agli studi di consulenza.
   Pertanto, ad oggi, gli uffici provinciali della Motorizzazione che
  programmano  gli esami all'interno delle autoscuole, ne programmano
  circa  tre  l'anno. Per esempio, a Palermo, proprio quest'anno,  ne
  hanno  programmati soltanto tre, riuscendo a sopperire a pochissimi
  esami, sì e no a trenta, tant'è che le autoscuole devono provvedere
  con  delle  sedute straordinarie, a proprio carico, che  poi  vanno
  ovviamente a ricadere sull'utenza.
   E  questo è solo uno dei piccoli disagi, si pensi che i fogli rosa
  che  potrebbero tranquillamente diventare esami di guida dopo  solo
  un  mese,  vengono  generalmente espletati dopo cinque,  sei  mesi.
  Addirittura, nella Motorizzazione di Ragusa, prima, negli anni '90,
  avevamo  15 esaminatori. Adesso ne sono rimasti soltanto 4  che,  a
  breve,  andranno  in  pensione abbassando drasticamente  il  numero
  degli esaminatori, tant'è che questi spesso vengono da Agrigento.
   A  fronte  di tutto questo disagio, nonostante l'ufficio riesca  a
  sopperire a tutti questi problemi, comunque ha dei ritardi di circa
  120, 180 giorni.
   Vorrei  sapere,  quindi,  quali sono le  soluzioni.  Io  ne  avevo
  indicate alcune ma come sa all'interno di queste Motorizzazioni c'è
  anche molto personale, mi riferisco agli ex articolo 23, che svolge
  mansioni nettamente superiori alla loro qualifica professionale. Se
  con  una  riprogrammazione  di  queste  figure  professionali,  una
  semplicissima  riconversione  di  queste  figure  professionali  si
  potrebbe  tranquillamente riportare le Motorizzazioni ad  avere  il
  numero  di  personale  sufficiente  per  svolgere  regolarmente  il
  servizio e non creare tutti questi disagi all'utenza. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente,  l'onorevole Campo pone un problema che  riguarda,  che
  afferisce  comunque  alle carenze di organico, intanto  come  prima
  questione,  dell'intera  amministrazione  regionale.  Purtroppo,  i
  pensionamenti   e   le  norme  regionali  che   hanno   sollecitato
  l'anticipazione   dei   pensionamenti   ha   creato   anche   nelle
  Motorizzazioni una carenza di organico abbastanza vistosa.
   Devo  dirvi,  però,  che  abbiamo  proceduto  a  degli  interpelli
  volontari,  su  base  volontaria, che  hanno  incrementato  diverse
  Motorizzazioni, da Catania, da Messina a Siracusa, anche  a  Ragusa
  sono arrivate due nuove unità.
   Ma  la  cosa importante non è tanto questo, che comunque  c'è  una
  carenza  di  organico evidente, palpabile, ma che  dopo  tantissimi
  anni  abbiamo  avviato e concluso il primo corso di formazione  per
  esaminatori. A cosa serve questo corso? Serve per qualificare,  per
  riqualificare  personale  e  metterlo  a  disposizione   e   potere
  espletare   e  ridurre  le  liste  d'attesa  ad  esempio   per   il
  conseguimento delle patenti A, B, C e D.
   Vi devo dire che quando ci siamo insediati, in effetti, dal foglio
  rosa  all'esame  per  il conseguimento della patente,  addirittura,
  trascorrevano quasi sei mesi; e sei mesi è il termine ultimo  entro
  cui poter fare questi esami. In alcuni casi, addirittura, onorevole
  Campo, si sono verificati - pochissimi, ma si sono verificati - dei
  casi  di  caducazione,  cioè dei casi di  decadenza  perché  se  il
  soggetto  che doveva essere esaminato e doveva prendere la  patente
  di  una  certa categoria non veniva esaminato entro questo  periodo
  decadeva dal diritto di poterlo fare.
   Problemi superati. Anche questi, oggi, entro 60 giorni, massimo 65
  giorni  dal  rilascio del foglio rosa vengono fatti  gli  esami  di
  guida,  in  più a questi 40, siamo riusciti, ma proprio  in  queste
  ultime  settimane,  a farne altri 15 e questo  perché?  Lo  abbiamo
  fatto per consentire, ad esempio, a Catania, ci sono circa 36  mila
  utenti,  a  Ragusa ce ne sono circa 10 mila, faccio due esempi  per
  dire  la  portata  delle  richieste  a  cui  questi  uffici  devono
  sopperire. Considerate che poco fa l'onorevole Foti faceva rilevare
  che su questi uffici vi è un introito che vale circa 15 milioni  di
  euro  l'anno in un capitolo di entrata e, in quest'anno  trascorso,
  vi è stato un leggero incremento.
   Riteniamo  che anche nel 2019, rispetto alle previsioni  -  almeno
  per  l'indice  che abbiamo potuto verificare ma  è  stata  più  una
  curiosità  che  abbiamo fatto 15 giorni fa - pare che  vi  sia  una
  proiezione che vada in incremento.
   Per  cui,  da  un lato abbiamo ridotto ormai questi  problemi  del
  periodo così lungo, non ci sono nel modo più assoluto; entro 60, 65
  giorni vengono fatti, vengono espletati.
   Per   quanto  riguarda,  invece,  l'ultima  vicenda  che  lei   ha
  sollecitato,  che  è  quella  della  Resais,  mi  pare  di  capire,
  l'articolo  23,  se  non ricordo male, era quello  che  riguardava:
   ...se non intendono attivarsi per disporre l'invio di personale da
  altri   uffici    e   se  non  ritengano  necessario  avviare   una
  interlocuzione  con  i  soggetti  referenti  degli   Uffici   della
  Motorizzazione,  delle Associazioni di categoria delle  autoscuole,
  alla  presenza  e/o  con la supervisione degli Assessori  regionali
  destinatari  della  presente, affinché  si  programmi  un  percorso
  virtuoso  per  fornire risorse umane  gestiti dalla Resais  S.p.A ,
  alla fine si chiede questo.
   E'  una vicenda che porremo, ne abbiamo anche parlato, non  è  una
  cosa  semplicissima. Tutte le 1.400 circa unità della  Resais  sono
  tutte  impegnate  e impiegate. Quindi, la Resais  potrebbe  fornire
  alle Motorizzazioni anche personale se ne avesse a disposizione.
   Se  nel prosieguo vi fossero delle sacche di personale in esubero,
  rispetto  ad  altre amministrazioni, che transitassero alla  Resais
  potremmo anche immaginare di poterle utilizzare.
   Ad  oggi,  c'è  stato detto dall'Assessorato competente  ma  anche
  dalla  stessa  società che non è possibile, non hanno personale  da
  poterci trasferire.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO. Assessore, la ringrazio per le rassicurazioni sui tempi  di
  attesa che si sono accorciati.
   Oltre  al personale Resais mi riferivo anche agli ex articolo  23.
  So  che è più di competenza dell'Assessorato del lavoro, però  sono
  delle  figure  professionali che da tantissimi anni lavorano  anche
  all'interno  delle Motorizzazioni e che svolgono  mansioni  per  le
  quali  non  sono inquadrati, mansioni superiori alla loro qualifica
  con una riconversione di questo personale che già conosce il lavoro
  e lo svolge da più di vent'anni, potremmo tranquillamente risolvere
  il problema.
   Capisco  che  si tratta di una questione di non facile risoluzione
  perché  l'articolo 23 comprende una fascia più ampia di  lavoratori
  che sono circa 5.000 all'interno degli uffici regionali, però se si
  trovasse  una  strada  per gli uffici della  Motorizzazione,  nello
  specifico, già sarebbe un primo passo.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Vorrei
  fare  una  precisazione. Ho capito a cosa si  riferiva  l'onorevole
  Campo. Il problema consiste nella riqualificazione del personale.
   Su  questo abbiamo fatto vari incontri e, in effetti, le categorie
   A   e   B   sono categorie che, oggi, - come negli enti  locali  -
  rappresentano la nervatura delle Motorizzazioni e sono  quelli  che
  sono  addetti  al pubblico, hanno o meglio avevano le password  per
  gli esami, per tutto ciò che riguarda l'espletamento delle pratiche
  e dell'utilizzo dei dati sensibili.
   Purtroppo,   tutte   le   parti   sociali   hanno   richiesto   la
  riqualificazione  pensando di potere procedere ad una  progressione
  di tipo verticale.
   Ci   siamo  confrontati  con  l'ARAN  in  sede  di  contrattazione
  collettiva  e  questo non è stato possibile. Eravamo  assolutamente
  possibilisti, anzi d'accordo, perché vi fosse una riqualificazione,
  però,   ci  è  stato  spiegato  che  una  riqualificazione  sic   e
  simpliciter sarebbe una progressione verticale per cui necessita di
  concorso.
   Stiamo  valutando, chiuso il contratto - cosa che abbiamo fatto  e
  c'è  un'interlocuzione dell'assessore Grasso  anche  col  Ministero
  della   funzione  pubblica  -  se  vi  possono  essere  dei  canali
  concorsuali  riservati che possano loro riguardare  o  se,  invece,
  dobbiamo  procedere  ad  un'attività  concorsuale  che  preveda  la
  riserva  all'esterno,  purtroppo. Se sarà  così  potremo  procedere
  soltanto con questo percorso.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 278  Ripristino e messa
  in  sicurezza  della  strada provinciale  n.  63 ,  a  firma  degli
  onorevoli  Cappello ed altri. La dicitura  risposta scritta   è  un
  refuso, la risposta è orale.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente,

   premesso che:

   la  strada  provinciale n. 63, che collega Granieri,  frazione  di
  Caltagirone,  con  la  vicina Mazzarrone, rappresenta  una  via  di
  comunicazione fondamentale per una zona caratterizzata da  un  alto
  tasso di attività agricole di qualità;

   la  suddetta  arteria è pertanto sottoposta a forti sollecitazioni
  dovute  al ripetuto passaggio di mezzi agricoli e pesanti,  che  ne
  mettono a repentaglio le già fragili ed inconsistenti condizioni di
  sicurezza;

   inoltre,   da   qualche  anno,  lungo  il  medesimo  tratto   vige
  un'ordinanza  di  divieto al transito di mezzi pesanti  con  carico
  superiore  alle 2 tonnellate, emanata dalla Città metropolitana  di
  Catania  a  causa  delle  precarie condizioni  strutturali  in  cui
  versano i due ponti che insistono sull'arteria viaria;

   rilevato che:

   già  mesi  addietro  erano  state  più  volte  segnalate  all'ente
  competente,  la  Città  metropolitana di  Catania,  e  quindi  alla
  società   partecipata   Pubbliservizi,   le   precarie   condizioni
  strutturali e di sicurezza in cui versa l'arteria;

   analoghe   richieste  di  intervento  erano  state  avanzate   dai
  carabinieri  della  Stazione di Granieri al fine  di  segnalare  il
  grave dissesto e quindi porvi rimedio;

   a  seguito  delle  precipitazioni torrenziali dei giorni  passati,
  così come ampiamente riportato dalla stampa locale e dal quotidiano
  La  Sicilia  del  27  giugno, si è venuta  a  creare  una  profonda
  voragine   che   ha  compromesso  ulteriormente  la  già   precaria
  circolazione viaria, restringendo significativamente la carreggiata
  della  Strada provinciale n.63, nei pressi del Km 3, in  prossimità
  del  secondo  tornante in direzione Granieri,  creando  inoltre  un
  profondo  dislivello  tra  il  fondo  stradale  ed  il  sottostante
  terreno;

   preso  atto  che  a  seguito  della  segnalazione  effettuata  dal
  delegato della Frazione di Granieri, l'Amministrazione comunale  di
  Caltagirone si è impegnata ad apporre le necessarie transenne e  ad
  attivare  le  procedure idonee a risolvere la situazione  di  grave
  disagio e rischio per l'incolumità di coloro che dovessero trovarsi
  a percorrere la via, venutasi a creare;

   per sapere:

   se  e  quali mezzi e risorse il Governo regionale abbia intenzione
  di  impegnare  per  porre rimedio allo stato di grave  disagio  che
  caratterizza la Strada Provinciale n.63, ripristinando  le  normali
  condizioni di sicurezza e viabilità e rendendo disponibile  per  il
  territorio un'arteria fondamentale;

   se  e  quali strumenti il Governo regionale abbia inoltre previsto
  per   mappare  il  reale  stato  della  viabilità  siciliana,   con
  particolare attenzione alle vetuste e malridotte strade provinciali
  che necessitano nella gran parte urgenti interventi di manutenzione
  ordinaria e straordinaria».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente,  anche questo è un problema già superato, riguarda  una
  strada provinciale della città metropolitana di Catania, c'è  stato
  un cedimento della sede stradale, la strada che collega Caltagirone
  e  Mazzarone, tra l'altro a me particolarmente nota, è  intervenuta
  dopo  sollecitazioni  la società Pubbliservizi,  che  ha  messo  in
  sicurezza  questa  prima strada, nel senso che ha consentito,  anzi
  non  diciamo parole poco adeguate, che ha consentito nuovamente  il
  transito.
   Abbiamo chiesto, proprio l'altro giorno ho parlato con l'ingegnere
  Galizia, per procedere ad una messa in sicurezza di questa arteria,
  che  è  purtroppo  stretta,  ed  è  abbastanza  transitata;  stanno
  procedendo tra le varie strade che hanno progettato, tra  le  varie
  arterie  che hanno progettato e che la Regione ha finanziato  anche
  con  l'ultimo  piano straordinario dei 70 interventi nei  confronti
  delle strade provinciali e, appena arriverà questo progetto, almeno
  appena  avranno  anche  di questa arteria una progettazione  quanto
  meno  definitiva,  faremo  una riprogrammazione  e  la  inseriremo,
  magari a valere dal 2020, nel piano del 2020.
   Il Presidente Musumeci ha detto un piano straordinario che sarà su
  una  triennalità, 70 opere che poi sono 72 opere 2019,  altrettante
  nel  2020  e  altrettante nel 2021; quindi,  riteniamo  di  poterle
  inserire nell'anno successivo, nell'anno 2020.

   (Dal proprio scranno l'onorevole Cappello fa cenno di dichiararsi
                  soddisfatto della risposta fornita)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 353   Chiarimenti  in
  merito al servizio di trasporto
   sociale Ges.a.p S.p.A.», a firma dell'onorevole Figuccia. E' stata
  anticipata la risposta scritta con nota n. 474 del 18 gennaio 2019.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità,  premesso che il Trasporto sociale rappresenta  da
  sempre  uno  dei servizi di maggiore rilevanza nella Regione,  vuoi
  per  la  capillarità dell'offerta, vuoi per il sistema di  servizi,
  strutture, centri che beneficia di questo tipo di prestazione;

   considerato che:

   in  data  01.07.2018  il  servizio de quo offerto  dalla  Ges.a.p.
  S.p.a.  ai  propri  dipendenti, è stato  sostituito  con  trasporto
  pubblico 'Prestia e Comandè';

   la  succitata  ditta  di trasporti predispone percorsi  urbani  ed
  extraurbani  totalmente differenti rispetto al precedente  servizio
  sociale,  arrecando  notevoli disagi ad un  consistente  numero  di
  dipendenti aeroportuali;

   l'utenza interessata ammonta a circa 120 unità giornaliere per  la
  sola Ges.a.p. S.p.a.;

   atteso  che  la  ditta  'Prestia  e Comandè'  sembrerebbe  l'unico
  soggetto  già  accreditato presso la Regione Siciliana  per  quanto
  concerne  la  tratta Palermo - Aeroporto Internazionale  Falcone  e
  Borsellino e viceversa;

   per sapere:

   se siano a conoscenza dei fatti esposti;

   se   non  si  consideri  opportuno  che  la  Regione  e  per  essa
  l'assessorato in indirizzo, rilasci un'autorizzazione a 'Prestia  e
  Comandè',  già  disponibile  ad una somministrazione  gratuita  del
  servizio  in  oggetto  nei confronti della Regione  stessa,  perché
  predisponga un percorso che venga incontro alle reali necessita dei
  dipendenti aeroportuali».

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No, già è stata anticipata la risposta  scritta.  Può
  intervenire per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta. Deve
  dire solo questo. Prego, ha facoltà di parlare.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi   ritengo
  assolutamente   soddisfatto  della  risposta  data   dall'assessore
  Falcone,  al  quale  tuttavia  vorrei chiedere,  semplicemente,  in
  aggiunta a questo la possibilità di convocare la suddetta Prestia e
  Comandè,  semplicemente per ridefinire insieme quale può essere  la
  tratta  una  volta  che, effettivamente, i dipendenti,  in  qualche
  modo,  sono  stati penalizzati nel trasporto da casa  al  posto  di
  lavoro,  in  modo  da  ridefinire un po' la mappa  che,  di  fatto,
  collega la dimora al luogo di lavoro.
   Contestualmente,  Presidente, volevo evidenziare  come  in  queste
  ore, ahimè, c'è un presidio presso l'Assessorato politiche sociali,
  approfittando  anche della certa sensibilità di questa  Presidenza,
  che  so tra l'altro stamattina si è recata presso l'Assessorato  ed
  ha  incontrato  alcuni  dei  dipendenti, nonché  della  sensibilità
  dell'Assessore al ramo, in modo da poter verificare la possibilità,
  visto  che  parliamo di un gruppo di persone licenziate  già  nella
  precedente legislatura e legate appunto alle politiche sociali

   PRESIDENTE.    Si   attenga   all'interrogazione.    Poi,    nelle
  comunicazioni,  lo  fa  alla fine, nelle  comunicazioni  ha  cinque
  minuti di tempo.

   FIGUCCIA.  Non  intervengo di nuovo così non tolgo  altro  spazio.
  Essendo che sono lì da diversi giorni in sciopero della fame  e  in
  digiuno, se possiamo per favore diciamo attenzionare, come Governo,
  queste donne che sono lì in questa condizione difficile.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 364   Iniziative  per
  l'avvio  di  idee  progetto  per  l'utilizzo  della  tecnologia  di
  trasporto Skyway , a firma degli onorevoli Campo ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso che:

   nel  Documento di Economia e Finanza Regionale 2019/2021 approvato
  dalla  Giunta Regionale con Delibera n. 243 del 28 giugno 2018,  si
  legge  che le opere strategiche da realizzarsi nel territorio della
  Regione   siciliana  sono  definite  nel  Piano   Integrato   delle
  Infrastrutture  e  della  Mobilità (PIIM) approvato  nel  2017  che
  individua,  nel  contempo, i principi per una gestione  sostenibile
  del  trasporto  pubblico ed inoltre costituisce condizionalità  ex-
  ante per la Programmazione comunitaria 2014-2020;

   nel  DEFR  viene altresì specificato che la prosecuzione  naturale
  del  Piano è rappresentata dal futuro Piano Regionale del Trasporto
  Pubblico  Locale,  attraverso il quale occorre affrontare  in  modo
  approfondito  il  tema  degli Ambiti Territoriali  Ottimali  e  dei
  relativi   servizi   minimi,   la   programmazione   dei    servizi
  automobilistici, l'integrazione tra i diversi sistemi di  trasporto
  presenti  in  Sicilia (gomma, ferro, mare), adeguando l'offerta  di
  servizio   sia   alle  dinamiche  economico  -   territoriali   sia
  all'indispensabile integrazione fisica, funzionale, organizzativa e
  gestionale  delle  diverse  componenti  del  sistema  di  trasporti
  (modali, tipologiche, istituzionali, decisionali), senza trascurare
  l'integrazione modale e tariffaria, la bigliettazione elettronica e
  l'infomobilità (a terra e sui mezzi di trasporto);

   rilevato che:

   l'Università  degli  Studi  Mediterranea  di  Reggio  Calabria  da
  qualche  mese  sta portando avanti una proposta di  Progetto  Metro
  Aspromonte:  dal  Diritto alla Mobilità al Turismo  Rurale  per  lo
  Sviluppo  Sostenibile delle Aree Interne, in collaborazione  con  i
  progettisti  e gli sviluppatori della c.d. tecnologia  SkyWay,  che
  intende  collegare  la montagna al mare recuperando  vecchie  linee
  ferroviarie ormai dismesse;

   la  tecnologia di trasporto Skyway è un sistema che  si  muove  ad
  alta  velocità,  in  sopraelevata,  per  il  trasporto  urbano   ed
  extraurbano,  con  la possibilità di raggiungere anche  luoghi  con
  particolari   criticità  di  accesso  e  un  contenuto   costo   di
  realizzazione rispetto alla ferrovia tradizionale. Si tratta di una
  tecnologia innovativa e all'avanguardia perché diminuisce  i  tempi
  di  spostamento ad un costo più abbordabile di quelli attuali, e al
  tempo  stesso risolve il problema dell'inquinamento,  in  quanto  i
  costi  di  produzione  e manutenzione sarebbero  nettamente  minori
  rispetto  quelli  dei  mezzi di trasporto attualmente  presenti  in
  Sicilia;

   pur  non  essendoci  in  Italia applicazioni  pratiche  di  questa
  tecnologia,  in Bielorussia, dove ha sede l'azienda produttrice,  è
  stato costruito un Ecotechnopark con strutture all'avanguardia  che
  permettono  di vedere e toccare con mano' la tecnologia  Skyway,  a
  riprova  del  fatto che si tratta di tecnologie  applicabili  e  in
  grado di rivoluzionare il mondo dei trasporti;

   il  parco  tecnologico costruito in Bielorussia  ha  lo  scopo  di
  collaudare e certificare i mezzi trasporto a cui è stata  applicata
  la  tecnologia  Skyway. Al di fuori del parco si è già  iniziato  a
  costruire  in Indonesia e ci sono trattative in corso  con  diverse
  nazioni. L'Italia, assicurano dall'azienda, sarà uno degli Stati su
  cui  si  punterà  di  più,  proprio per l'applicabilità  di  questo
  innovativo sistema di trasporto;

   considerato che:

   anche  in  Sicilia  la  concretizzazione di alcune  idee  progetto
  simili  alla  Metro Aspromonte potrebbero considerarsi  una  grande
  opportunità  per  ridare il diritto alla mobilità  ad  alcune  aree
  interne  della  regione,  svantaggiate  a  causa  sia  della   loro
  posizione  naturale sia per le reti stradali fatiscenti, pericolose
  e spesso obbligatorie che bisogna percorrere per giungervi;

   l'uso  della  tecnologia SkyWay potrebbe sopperire alla  frequente
  chiusura di alcuni svincoli autostradali a causa di frane o  lavori
  di  messa  in  sicurezza, o recuperare porzioni  di  vecchie  linee
  ferroviarie dismesse da anni, che collegano molti Comuni  dell'area
  interna;

   le   idee  progetto  potrebbero  ulteriormente  essere  rafforzate
  mediante  azioni  volte  a incentivare il  turismo  rurale  con  il
  recupero  della strada ferrata e le sue vecchie stazioni attraverso
  la   realizzazione   di   un   percorso  enogastronomico   per   la
  valorizzazione delle eccellenze agroalimentari siciliane;

   visto  che  la tecnologia SkyWay potrebbe  essere la giusta chiave
  di  volta per far uscire la Sicilia dallo stallo in cui si trova  a
  causa  della carente efficienza del sistema pubblico di  trasporto:
  strade,   ferrovie,  aeroporti,  richiedono  infatti  una  maggiore
  attenzione e una nuova spinta verso uno sviluppo che sia  non  solo
  sostenibile,   ma   che  permetta  anche  di  arrivare    preparati
  all'appuntamento con il futuro e con l'evoluzione della tecnologia;

   per sapere:

   se non ritengano opportuno avviare degli studi di fattibilità e di
  settore  che  valutino l'applicabilità della tecnologia  Skyway  ai
  nostri territori;

   se  non  intendano interloquire con i rappresentanti  italiani  di
  Skyway  per creare degli impianti pilota proprio in Sicilia, magari
  per  collegamenti  rapidi tra il mare e la  montagna,  al  fine  di
  incentivare uno sviluppo soprattutto in termini turistici,  ma  non
  solo».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente, l'interrogazione n. 364 rappresenta un'iniziativa di un
  modo,  di  una  App diciamo così, di un sistema di interconnessione
  ma,   soprattutto,  di  alleggerimento  dei  flussi   di   traffico
  intelligente e molto tecnologico.
   Questo  sistema,  ad esempio, più o meno simile, lo  dovrebbe  già
  attuare  Anas  nella tangenziale di Catania, dove  vi  era  un'idea
  progettuale  di  fare la terza corsia, ma poiché  la  terza  corsia
  rappresenterebbe un'imponente opera, molto impattante e soprattutto
  rischierebbe  di creare disagi non indifferenti e per lungo  tempo,
  stanno attivando un sistema tecnologico più o meno simile.
   Un  altro  sistema  tecnologico simile l'ANAS  lo  ha  presentato,
  alcuni  mesi,  fa sulla Catania-Palermo, ha idea di affermarlo  con
  una  società  cinese,  la  Huawei, dei telefonini,  sulla  Catania-
  Palermo.   Stiamo   aspettando  questi   sistemi   tecnologicamente
  innovativi  di  applicazione anche al traffico extra  urbano.  Noi,
  però, siamo particolarmente, se l'azienda Skyway volesse incontrare
  i rappresentanti del Governo regionale e volesse incontrare chi, in
  questo momento, ha la delega delle infrastrutture, siamo ben  lieti
  di  farlo  e poterci confrontare, anzi se lo fissiamo, nei prossimi
  giorni  siamo  pronti a riceverli, ad ascoltare e se  possiamo,  ad
  esempio,  applicarli  non  sulle strade di  nostra  competenza,  ma
  potremmo  immaginare di farlo sulle strade del Consorzio autostrade
  siciliane,  sulla  parte molto trafficata che è la  tangenziale  di
  Messina  o  su  una prima parte che è Rometta-Villafranca  svincolo
  Giostra,  che  abbiamo  aperto  qualche  giorno  fa.  Voglio  dire,
  disponibilità  per  potere  affrontare  e  ascoltare  questi  nuovi
  progetti.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO.  Presidente,  mi ritengo abbastanza soddisfatta.  Un'ultima
  cosa  volevo  suggerire approfittando della presenza  del  Governo:
  siccome  il  sistema  Skyway  è  anche  particolarmente  adatto  ai
  collegamenti  montagna-mare, potrebbe essere applicato  soprattutto
  per  i  collegamenti di quelle zone particolarmente disagiate della
  nostra Terra, evitando che si facciano delle opere infrastrutturali
  particolarmente  impattanti come sbancamenti  e  tunnel  o  ancora,
  soprattutto nell'entroterra dove la condizione del manto stradale è
  pessima  e necessita di un sicuro rifacimento, potrebbe essere  una
  valida  alternativa per sopperire alla temporanea mobilità  che  si
  andrebbe  a  fermare.  Quindi, penso che  sia  un  sistema  moderno
  necessariamente    da   inserire   nel   piano   integrato    delle
  infrastrutture e della mobilità. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  93   Interventi  di
  ampliamento  della rete infrastrutturale viaria nel  versante  sud-
  occidentale  della Sicilia , a firma degli onorevoli  Catanzaro  ed
  altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le Infrastrutture
  e la Mobilità,

   premesso che:

   il  territorio ricadente all'interno del libero consorzio comunale
  di  Agrigento  in  larga misura sfornita di rete stradale  adeguata
  alla quantità degli utenti e alla qualità del trasporto, nonché del
  tutto priva di autostrade e linea ferrata;

   il  deficit infrastrutturale, cronicizzatosi nel corso degli anni,
  ha  determinato una situazione di arretratezza e sottosviluppo  del
  settore Sud Occidentale della Sicilia, in termini di velocità delle
  comunicazioni   e   sicurezza   degli   spostamenti,   con    serie
  ripercussioni anche sotto il profilo economico e turistico;

   la  rilevanza  della  problematica era stata già  oggetto  di  uno
  studio  di  fattibilità dell'Anas compreso nel 1   Programma  delle
  Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo n. 433/2001  (Del.
  CIPE   n.   121/2001),  inserito  nel  Piano  Decennale   2003-2012
  dell'Anas, concretizzatosi in un progetto inerente l'asse  stradale
  Gela-Agrigento-Castelvetrano;

   il  prefato progetto è rimasto lettera morta, non essendovi  stata
  data esecuzione alcuna e la provincia permane priva finanche di  un
  solo chilometro di rete autostradale;

   considerato che:

   l'inadeguatezza    dei   collegamenti   stradali    ha    notevoli
  ripercussioni   anche  sullo  sviluppo  industriale   della   zona,
  ostacolando  la celerità dei rapporti tra le realtà imprenditoriali
  presenti sul territorio;

   è   precipuo  compito  della  politica  regionale  pianificare   e
  coordinare  gli  obiettivi  di sviluppo,  e  si  rivela,  all'uopo,
  imprescindibile  una  rilettura  della  mappa  viaria  (stradale  e
  autostradale) insistente sull'intero territorio siciliano;

   questa  Assemblea  regionale non è a  conoscenza  di  progetti  di
  rifacimento  o  ristrutturazione di strade  interaziendali,  né  di
  implementazione  di  linea  ferroviaria,  interventi  invero  assai
  auspicabili;

   con  delibera  di Giunta regionale n. 145 del 28/03/2018  è  stata
  istituita  la  cabina di regia cui è assegnato, tra gli  altri,  il
  compito di redigere il Piano di sviluppo strategico;

   per conoscere:

   se  e  quali iniziative siano state assunte al fine di far  fronte
  alla situazione attuale di deficit infrastrutturale viario, per ciò
  intendendosi  ogni via di comunicazione e, più in particolare  rete
  stradale,  implementazione  delle  strade  interaziendali  e  linea
  ferroviaria,   anche   con  riferimento  al  1    Programma   delle
  Infrastrutture Strategiche della Legge Obiettivo n. 433/2001;

   se  e  quali  iniziative  intendano assumere  per  coinvolgere  il
  Parlamento per una soluzione immediata alla situazione emergenziale
  anche  sotto il profilo della sicurezza stradale e di sviluppo  del
  suddetto  territorio, nonché per l'individuazione degli  interventi
  da  attuare  e da includere nella proposta che verrà inoltrata  dal
  Presidente  della Regione siciliana alla Presidenza  del  Consiglio
  dei Ministri».

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro  per
  illustrare l'interpellanza.

   CATANZARO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  ho
  presentato   questa  interpellanza  nel  settembre   2018.   Questa
  interpellanza  vuole  denunciare  una  situazione  molto  grave   e
  soprattutto  porre l'attenzione del Governo regionale  sul  deficit
  infrastrutturale.
   Caro  Presidente, lei ovviamente è pure della stessa provincia  di
  Agrigento,  e  lì abbiamo una situazione davvero drammatica  che  è
  quello  appunto  dell'aspetto  della  viabilità,  perché  siamo  in
  assenza  di  autostrade e in assenza anche di linee ferrate.  Ed  è
  veramente  paradossale, oggi, che la nostra provincia, cioè  quella
  di Agrigento, sia considerata una tra le ultime province d'Italia e
  dopo  tantissimi  anni  che se ne parla,  ovviamente  voglio  porre
  l'attenzione al Governo regionale.
   Avevo  accolto con favore l'iniziativa che era stata  assunta  dal
  Governo regionale, dalla Giunta regionale del 28 marzo del 2018 che
  comunicava che era stata istituita, Assessore, la cabina  di  regia
  ed  a  questa cabina di regia era stato dato il compito di redigere
  il piano di sviluppo strategico.
   Oggi,  rispetto a questa cabina di regia, penso che non  si  hanno
  più  notizie.  Ritengo  che  appunto sia necessario  riprendere  lo
  studio  di  fattibilità  che  era  compreso  nel  programma   delle
  infrastrutture strategiche con la legge Obiettivo della 433/2001. E
  questo Piano era inserito nel Piano decennale del 2003/2012.
   Ovviamente lo ritengo fondamentale perché noi siamo davvero in una
  situazione  drammatica. Perché quella provincia è  dimenticata  dal
  mondo. Noi rimaniamo esclusi da Castelvetrano a Gela. Allora quello
  che  dico  è  che dobbiamo davvero impegnarci. E la  invito  anche,
  Assessore  Falcone, considerando che lei non è di quel  territorio,
  un  giorno  a  farsi  un  giro di quelle strade  che  sono  davvero
  drammatiche.  Perché altrimenti non possiamo assolutamente  parlare
  di  sviluppo,  di  agricoltura, di pesca  se  non  pensiamo  ad  un
  argomento principale che è quello delle strade. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  devo  dire  che  quello  che  ha
  riferito  l'onorevole  Catanzaro  in  merito  al  Piano  strategico
  infrastrutturale   viario,  che  era  quello   di   creare   questo
  collegamento,  questo  famoso  collegamento,  che  partendo   dalla
  cosiddetta Siracusa-Gela, da Siracusa passando per Rosolini, Ispica
  quindi Scicli, Ragusa, arrivasse a Gela, poi dovesse continuare per
  tutta   la   115  cioè  la  perimetrale.  Potremmo  dire   chiamata
   perimetrale del sud  cioè quella che passando per Gela,  Palma  di
  Montechiaro,   Porto  Empedocle,  Agrigento,   quindi   Sciacca   e
  Castelvetrano, appunto la SS.115.
   Purtroppo  su  questa strada, su questa arteria che è  altrettanto
  importante, da parte di Anas - perché insiste e, diciamo  così,  la
  competenza,  appunto  è una strada statale  -  non  c'è  stata  una
  programmazione  poi  effettiva rispetto  a  delle  enunciazioni  di
  programma. Gli unici finanziamenti che sono stati posti  in  essere
  riguardano la 626 cioè la strada, la cosiddetta circonvallazione di
  Gela, venendo da Vittoria andando verso Licata. E poi non c'è stata
  invece  la parte Gela- Licata e così via di cui abbiamo parlato,  è
  priva di finanziamento.
   Gli  altri  finanziamenti, per parlare invece della  provincia  di
  Agrigento,  li  abbiamo sulla 189 cioè la strada Agrigento-Palermo.
  Il primo tratto abbiamo dal bivio Tumarrano scendendo sulla 189. La
  189  è  quella,  per  intenderci, che va dal confine  con  Palermo,
  partendo  dalla 121 verso Agrigento. Abbiamo un primo finanziamento
  da 189 milioni di euro e un altro finanziamento da altri 79 milioni
  di  euro.  Rimarrebbero privi di copertura circa 15  chilometri  di
  strada  per l'ammodernamento. Stiamo aspettando che l'Anas  proceda
  nelle  progettazioni,  nella  definizione  delle  progettazioni,  e
  giorno 7 abbiamo dinanzi al Provveditore dei lavori pubblici  della
  Sicilia e Calabria, un nuovo incontro per stabilire il nuovo crono-
  programma che poi magari poi le potrò fare avere.
   Per renderci conto e per seguire insieme: noi da parte del Governo
  e  lei  da  parte dell'opposizione, giustamente con una  azione  di
  vigilanza  e  di controllo sulle strade provinciali.  Ho  preso  un
  impegno  e intendo mantenerlo. Abbiamo finanziato oltre 27  milioni
  di  euro,  lo  dobbiamo  dire, al Libero  Consorzio  di  Agrigento.
  Abbiamo  inserito  altri  otto progetti  nel  Piano  straordinario.
  Questi  progetti  abbiamo detto al Libero  Consorzio,  se  è  nelle
  condizioni  di  poterli espletare, di poterli attuare,  di  poterli
  progettare, o se non è nelle condizioni siamo pronti ad intervenire
  col  Dipartimento  Regionale  tecnico.  Ci  vedremo  mercoledì,  si
  vedranno  con i nostri Uffici per firmare una convenzione,  proprio
  per  intervenire in veste vicariante e sostitutiva e, comunque,  di
  affiancamento,  per  poter  rimuovere  criticità  che  sono   ormai
  divenute   ataviche.  Per  cui  l'impegno  è   anche   quello   che
  prossimamente,   nei  primi  di  giugno,  sono   pronto   onorevole
  Catanzaro, assieme a lei, anche a fare dei sopralluoghi giusto  per
  renderci  conto  de visu quali sono le criticità e insieme  trovare
  anche delle soluzioni per intervenire in merito.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   CATANZARO.  Signor  Presidente, per carità, ringrazio  l'Assessore
  per la risposta, però sull'argomento non si può essere soddisfatti.
   Io  sono, purtroppo, insoddisfatto perché ritengo che tutto quello
  che  è  stato detto dall'assessore sono delle cose che prendo  come
  importanti, però nelle more della tempistica, siccome l'argomento è
  abbastanza  importante per la nostra provincia, signor  Presidente,
  io  direi  di  trasformare  l'interpellanza in  mozione  d'Aula  e,
  perché   no,  nel  frattempo  rispetto  alle  cose  che  ha   detto
  l'assessore,  se  ci  sono delle risposte  positive  da  parte  del
  Governo le apprendiamo, fermo restando assessore che io l'aspetto a
  Giugno per farci il giro della Provincia di Agrigento.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  392  "Chiarimenti
  sull'affidamento dei servizi di trasporto pubblico  extraurbano  su
  gomma", a firma degli onorevoli Campo ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  applicazione dell'art. 27, comma 6, della legge  regionale  22
  dicembre  2005, n. 19, concernente      disposizioni sul  riassetto
  organizzativo e funzionale del Trasporto pubblico locale  (T.P.L.),
  modificato  con  l'art. 53, commi 1 e 2, della  legge  regionale  8
  febbraio 2007, n. 2, tutte le concessioni rilasciate ai sensi della
  legge  28 settembre 1939, n. 1822 e della legge regionale 4  giugno
  1964,  n.  10  sono  state trasformate, nelle  more  del  riassetto
  organizzativo  e  funzionale  del  trasporto  pubblico  locale,  in
  contratti di affidamento provvisorio, per la durata di 36 mesi;

   con  Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti  n.
  632  del 10 agosto 2009 si è provveduto ad una prima proroga  della
  data di scadenza dei contratti al 31 dicembre 2015;

   con  Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti  n.
  2310 del 7 ottobre 2015
   la  Regione  Siciliana  ha  stabilito la  rideterminazione  al  31
  dicembre  2017 del termine di efficacia dei rapporti di affidamento
  provvisorio, ponendo in essere così una seconda proroga;

   con  Decreto del Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti  n.
  3000  del  30  novembre  2017, in virtù dell'art.  15  della  Legge
  regionale  9 maggio 2017 n 8, si è disposta la terza proroga  della
  scadenza  dei  contratti di affidamento provvisorio  del  trasporto
  pubblico  regionale  e  locale  sino  al  termine  ultimo  previsto
  dall'art.  8,  paragr. 2, del Reg. 1370/2007  (e  cioè  3  dicembre
  2019),   onde  non  compromettere  la  regolare  continuità   degli
  affidamenti,  al  fine  di  completare  le  attività  propedeutiche
  necessarie  alla  indizione  dei  bandi  per  l'aggiudicazione  dei
  servizi minimi;

   rilevato che:

   dal Piano Integrato delle Infrastrutture e della Mobilità vigente,
  adottato  con  Decreto Assessoriale n. 1395  del  30  giugno  2017,
  emerge  che  emerge che l'Amministrazione Regionale, nel  2015,  ha
  trasferito al settore del Trasporto Pubblico Locale automobilistico
  un  importo  complessivo di poco inferiore a157  milioni  di  Euro.
  L'importo annuo del corrispettivo trasmesso alle aziende  nel  2015
  per i servizi in ambito extraurbano di competenza regionale ammonta
  ad  euro  73.822.424,27;  per i servizi  di  in  ambito  urbano  il
  trasferimento ai Comuni corrisponde ad un importo complessivo  pari
  ad  euro  76.442.439,24 per l'anno 2015. I Comuni che gestiscono  i
  Servizi  Urbani in forma diretta o con Aziende Municipalizzate  e/o
  Speciali,  hanno  ricevuto  dalla Regione  Siciliana  nel  2015  un
  corrispettivo pari ad euro 6.704.249,82;

   nel   medesimo  documento  viene  specificato  che  l'offerta   di
  trasporto  pubblico  su  gomma in Sicilia è  caratterizzata  da  un
  numero  consistente di aziende (83), che coprono 410 linee  il  cui
  volume di offerta medio erogato nel 2016 è pari a 725.000bus*km. Il
  18%  delle aziende (15 su 83) eroga un volume di percorrenze  annuo
  superiore  alla  media: ciò conferma l'attuale  frammentazione  del
  servizio  in  numerose realtà che operano sul territorio  siciliano
  con  volumi  di produzione non significativi (inferiori  a  100.000
  vetture  km/anno).  Il  24%  delle percorrenze  annue  dei  servizi
  extraurbani  è  erogato  da AST (Azienda  Siciliana  Trasporti)  di
  proprietà  della Regione Siciliana, il 9% circa da SAIS  Trasporti,
  l'8%  da  SAIS Autolinee ed il 7% da Interbus. Inoltre  66  aziende
  (tre   quarti   delle  aziende  siciliane)  erogano  meno   dell'1%
  dell'offerta totale regionale;

   l'intera offerta di Trasporto Pubblico Locale in Regione Siciliana
  consiste  in  4.700 corse giornaliere e 1,3 milioni di  corse/anno.
  Rapportando  il  numero di corse anno prodotto dal sistema  TPL  in
  ambito  extraurbano  con  la popolazione  mobile  (residenti  della
  Regione  Siciliana  di età compresa tra 7 -75 anni)  si  rileva  un
  valore medio pari a 0,3 corse annue extraurbane per abitante, nulla
  in confronto ad altre realtà territoriali italiane, quali Lombardia
  (0,75  corse annue per abitante) e Marche (1,07), nonché  l'offerta
  urbana automobilistica di Roma (0,93);

   considerato che:

   la Regione siciliana a fronte di un servizio scarso, inefficiente,
  antiquato,   realizzato   con  mezzi   in   gran   parte   sporchi,
  malfunzionanti, obsolescenti e da rottamare, ha elargito  circa  74
  milioni  di  euro  solo  per il trasporto  pubblico  extraurbano  e
  garantisce   direttamente,  tramite  l'AST,  solo  il   24%   delle
  percorrenze, mentre da decenni finanzia la SAIS Trasporti, la  SAIS
  Autolinee  e l'Interbus che gestiscono, insieme, un ulteriore  24%,
  cioè  tanto quanto la Regione Siciliana, e inoltre mantiene in vita
  altre  ben 79 aziende disseminate in tutto il territorio siciliano,
  scoordinate fra loro, con tratte non coincidenti, facendo inutile e
  dannosa  competizione alla ferrovia, accavallando orari di partenza
  dei  propri bus con quelli dei treni stessi e costringendo i propri
  utenti a viaggiare in condizioni, a volte, a dir poco sconvolgenti;

   la  Regione  siciliana,  nonostante l'enormità  della  spesa,  del
  numero  di  concessionari,  degli  anni  passati  dalle  prime   ed
  ingiustificabili proroghe e della inesistenza di gare pubbliche per
  l'affidamento del servizio, riesce scandalosamente a  garantire  un
  numero di corse pari solo a meno della metà di quelle della Regione
  Lombardia,  solo un terzo rispetto a quelle di Roma e  meno  di  un
  terzo rispetto addirittura alla Regione Marche;

   è necessario riformare il sistema del trasporto pubblico su gomma,
  integrarlo  razionalmente con il trasporto ferroviario, modulandolo
  sulle  necessità di attenzione e di accoglienza del turista, nonché
  rendere  le  nostre province interconnesse fra loro,  scompaginando
  l'attuale  sistema  delle  tratte,  delle  linee,  degli  orari  e,
  soprattutto, della competizione fra le attuali 83 aziende che  crea
  in realtà solo disagio;

   visto che:

   l'Allegato al Reg. 1370/2007 e l'art. 4 paragr. 1 affermano che la
  compensazione corrisposta non può eccedere l'importo necessario per
  coprire  l'effetto  finanziario netto sui  costi  sostenuti  e  sui
  ricavi   originati  dall'assolvimento  dell'obbligo   di   servizio
  pubblico,    tenendo   conto   dei   relativi   ricavi   trattenuti
  dall'operatore  del  servizio  pubblico,  nonché  di  un   profitto
  ragionevole,  da  intendersi  quale  tasso  di  remunerazione   del
  capitale abituale per il settore;

   ai fini della verifica richiesta dalla normativa comunitaria sulla
  compensazione  da corrispondersi, in conformità a quanto  enucleato
  nell'Allegato  del  Regolamento, nonché  contenuto  nella  sentenza
  Altmark del della Corte di Giustizia delle Comunità Europee del  24
  luglio 2003, si impone, per la trasparenza economica, che:
   la  contabilità dei servizi pubblici deve essere tenuta  separata,
  sicché  i  costi  operativi,  corrispondenti  a  ciascuna  di  tali
  attività economiche devono essere separati e la quota dei ricavi  e
  dei  costi  fissi  deve essere imputata secondo  le  vigenti  norme
  contabili e fiscali;
   tutti  i costi variabili, un contributo adeguato per i costi fissi
  ed  un  utile ragionevoli connessi ad     eventuali altre  attività
  esercitate  dall'operatore di servizio pubblico non possono  essere
  in alcun caso poste a carico del servizio pubblico in questione;
   i  costi  originati dalla prestazione del servizio pubblico  siano
  bilanciati dai ricavi di esercizio e dal versamento da parte  delle
  P.A.,  senza  possibilità  di trasferimento  dei  ricavi  ad  altro
  settore di attività dell'operatore del servizio pubblico;
   l'utile conseguito non ecceda il ragionevole utile, cioè il  tasso
  di  remunerazione  del  capitale abituale per  il  settore,  uguale
  all'effetto finanziario netto;

   per sapere:

   se  nelle proroghe effettuate negli anni si sia tenuto conto delle
  modifiche  societarie  e delle successioni  aziendali  delle  ditte
  concessionarie che fisiologicamente sono avvenute e  che  in  molti
  casi   hanno  stravolto  la  compagine  societaria  titolare  della
  concessione  originaria, si sia mai verificato se  l'azienda  abbia
  mantenuto  i  requisiti necessari per lo svolgimento  del  servizio
  pubblico   e   richiesto,  prima  delle  proroghe,   l'interdittiva
  antimafia, per verificare e accertare l'affidabilità e l'assenza di
  legami  con  la criminalità organizzata delle imprese  con  cui  la
  stessa pubblica amministrazione ha rapporti;

   se  vengano posti in essere dei controlli, e da parte di chi,  per
  verificare se le aziende esercenti i servizi di trasporto  pubblico
  regionale   adempiano  all'obbligo  di  adottare  un   sistema   di
  contabilità  separata,  al  fine di tenere  distinti  i  componenti
  reddituali  afferenti  ai  servizi di  trasporto  pubblico  oggetto
  dell'affidamento  rispetto  alle  altre  gestioni   economiche,   e
  consentire di monitorare i flussi finanziari relativi alla gestione
  di  ciascuna linea di trasporto, ai fini anche della oggettività  e
  trasparenza dei parametri di calcolo utilizzati;

   se   abbiano   mai   verificato  le  eventuali  sovracompensazioni
  percepite dalle aziende, e, in caso di riscontro, abbiano proceduto
  al  recupero dell'indebito, e se non ritengano opportuno effettuare
  delle ispezioni e dei controlli, anche a campione, sulla veridicità
  dei dati trasmessi;

   se  nell'elaborazione del Piano Integrato delle  Infrastrutture  e
  della Mobilità o nel suo aggiornamento si tenga conto dell'esigenza
  di  garantire i collegamenti principali senza lunghe attese per  le
  coincidenze,  prevedendo collegamenti rapidi fra  le  centinaia  di
  località  turistiche sparse per la Sicilia, con ticket  modulabili,
  con coincidenze ragionevoli, puntando alla qualità e all'efficienza
  del servizio, degli automezzi e delle autostazioni;

   a  che  punto  siano  le  attività propedeutiche  necessarie  alla
  indizione  dei  bandi per l'aggiudicazione dei servizi  minimi,  in
  ossequio  alle disposizioni contenute nel Reg. 1370/2007  (CE)  che
  obbligano   entro il 3 dicembre 2019 all'affidamento dei servizi di
  trasporto  su gomma mediante espletamento di procedure  concorsuali
  ad evidenza pubblica».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  potrei  ripetermi. Abbiamo  sostanzialmente  risposto,
  questa interrogazione riguarda anche in parte dei quesiti che  sono
  stati  già  articolati  nel corso delle precedenti  interrogazioni.
  Però  devo  dire  che stiamo concludendo appunto i Piani  d'Ambiti,
  saranno quattro, stiamo concludendo nella individuazione dei  Piani
  extra urbani, ma anche dei Piani dei servizi minimi che andremo  ad
  assicurare, ad esempio nel settore urbano, perché i nuovi bandi per
  la  1370/2007, si prevede che ci siano appunto i servizi minimi sia
  urbani che extra urbani.
     Addirittura,  vorrei  ricordare che abbiamo  avuto  ben  quattro
  incontri,   anche  con  l'Ance.  A  due  incontri  ho   partecipato
  personalmente,  e  c'è  stata la presenza del  Segretario  Generale
  dell'Ance,  l'avvocato  Alvano, e abbiamo  chiesto  di  fare  delle
  proposte. Una per tutte: in Sicilia ci sono dei Comuni piccolissimi
  che hanno il servizio urbano, vi sono dei Comuni con cinquanta mila
  abitanti  che  invece  non hanno il servizio urbano.  E  allora  il
  servizio  urbano a che cosa serve? A congiungere, a  collegare  due
  porzioni  di territorio urbano distanti tra di loro. In un  piccolo
  Comune,  teoricamente,  non si giustificherebbe,  per  cui  abbiamo
  detto,  ma  ritenete  opportuno  eventualmente  di  individuare  il
  servizio minimo per i Comuni al di sopra di venti mila abitanti.
   Insomma,   l'Anci   si   è   riservata,   per   cui   c'è   ancora
  un'interlocuzione in corso per definire appunto  i  servizi  minimi
  essenziali.  Per quanto riguarda il Piano, faremo prima dell'estate
  l'informativa europea che durerà un anno, e capiremo quali sono  le
  aziende,  e  come le aziende vorranno partecipare.  Poi  faremo  il
  bando  e  quindi  assegneremo questi servizi. La  procedure  non  è
  sicuramente una procedura di poco conto, ma è una procedura che  si
  può espletare in qualche mese, però per le cose che ci siamo detti,
  per  gli  aggiustamenti, per i correttivi che  stiamo  mettendo  in
  campo, appena arriveremo già saremo pronti e daremo già un servizio
  e  un  piano  trasportistico su gomma, urbano ed extra urbano,  che
  sarà   sicuramente   e  certamente  adeguato  alle   esigenze   del
  territorio.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO.   Signor   Presidente,   Assessore,   onorevoli   colleghi,
  l'interrogazione   in  particolare  era  sul   trasporto   pubblico
  extraurbano.  Intanto, non mi reputo soddisfatta, rilevo  il  fatto
  che  a fronte di una somma pari a 156 milioni di euro l'anno circa,
  per un servizio per il quale non viene espletato un bando, forse da
  sempre,  perché dal 2007 ad oggi siamo andati avanti di proroga  in
  proroga, noi abbiamo una grandissima confusione, perché abbiamo  83
  aziende  che si fanno  praticamente concorrenza a vicenda  con  una
  frammentazione  incredibile, oltre a questo abbiamo  410  linee  e,
  nonostante  tutto questo, il servizio è pari a meno della  metà  di
  quello che offre la Regione Lombardia, a meno di un terzo di quello
  della Regione Lazio e addirittura della stessa Regione Marche.
   E quindi, perché questa interrogazione? Innanzitutto perché volevo
  capire   se   questo  Assessorato  sta  intervenendo  su  parecchie
  situazioni  che,  ovviamente, rappresentano un  disservizio  per  i
  cittadini.  Oltre  a  questo mi preme rilevare  che  i  mezzi  sono
  obsoleti,  addirittura  spesso  sporchi  e  malfunzionanti,   direi
  proprio  da  rottamare,  e  che a fronte di  questo,  praticamente,
  bisognava  fare  un  bando, così come ci  ha  imposto  la  Comunità
  Europea,  con  un  preavviso di almeno  un  anno,  per  offrire  la
  maggiore   e   più  ampia  partecipazione  possibile   alle   ditte
  partecipanti,  solo  che, affinché si rientrasse  nei  termini  del
  preavviso,  bisognava  pubblicare  questo  bando  o  almeno   nella
  Gazzetta ufficiale europea alcune indicazioni su questo bando il  3
  dicembre 2018. Quindi siamo fuori tempo massimo già da circa cinque
  mesi,  e  c'è il rischio che si arrivi ad un'impugnativa del  bando
  solo solo per questo.
   E  ancora  mi  chiedo e vorrei sapere se negli anni di  queste  83
  aziende  che operano, si è tenuto conto delle modifiche societarie,
  delle successioni aziendali e se queste aziende si è verificato  se
  hanno ancora i requisiti, perché noi sappiamo che sono praticamente
  concessioni, alcune del 1939, altre degli anni sessanta che poi nel
  2007  sono  diventate  contratti e che  dovevano  essere  contratti
  provvisori,  fra  l'altro, Assessore, e invece sono  diventati  poi
  fino  al  2015  nuovamente contratti prorogati, poi fino  al  2017,
  addirittura  fino al 3 dicembre 2019. Ecco queste aziende  sappiamo
  se hanno praticamente i requisiti iniziali richiesti? Se si è fatto
  un controllo sull'interdittiva antimafia? Noi vorremmo essere certi
  che  tutte queste 83 aziende non abbiano nessun tipo di legame  con
  la criminalità organizzata.
   E  ancora, in questo bando sono previste tutta una serie  di  cose
  che  ci  siamo  chiesti  e  ci chiediamo,  per  esempio  nel  piano
  integrato  delle infrastrutture e della mobilità,  si  terrà  conto
  dell'intermodalità, avremo sempre un bando rivolto ad  83  aziende,
  quindi  con  una  frammentazione totale, o  ad  una  azienda  sola?
  Saranno  tenute in considerazione le norme di salvaguardia  per  il
  personale?  Tutta una serie di interrogativi di  cui  ad  oggi  non
  sappiamo nulla.
     L'interrogazione,  più  che altro cercava  di  capire,  di  fare
  chiarezza  su  un settore importantissimo, nodale, cruciale  per  i
  siciliani,  che  è  già fuori tempo massimo, perché  è  scaduto  da
  cinque mesi il bando.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, purtroppo la risposta ulteriore, l'integrazione, io  la
  devo  dare, voglio dire, ero stato un po' superficiale, atteso  che
  già  ne avevamo parlato, allora cerchiamo di fare un po', un minimo
  di chiarezza.
   Il  servizio in Sicilia costa 159 milioni di euro circa quasi  160
  milioni di euro.
   E'  un servizio che costa, che vale il 65% rispetto a quello della
  Campania che ha un territorio inferiore della metà poco più di noi,
  cioè un terzo in meno rispetto a noi. E' un servizio che costa meno
  della  metà  rispetto a quello della Lombardia. E' un servizio  che
  costa almeno il 40% in meno rispetto al Lazio.
   Noi  abbiamo seimila e cento corse al giorno. Abbiamo  81  aziende
  tutte sono immacolate perché?
   Perché  per poter pagare noi paghiamo con una regolarità  che  non
  supera  i 60 giorni. Si paga in quattro trimestri, l'ultimo il  SAL
  si  paga  in quattro trimestri il 96%, il saldo il 4%,  si  paga  a
  febbraio marzo dell'anno successivo, perché vogliamo verificare per
  il  pagamento devono essere in regola con il DURC, ma devono essere
  in regola con i certificati antimafia.
   Proprio  per la vetustà di questi mezzi utilizzati, abbiamo  messo
  in  campo il più grande rinnovo della flotta degli ultimi 20  anni,
  856 pullman nuovi sono previsti.
     Abbiamo  già  acquistato i primi 307 pullman  che  sono  già  su
  strada,  abbiamo predisposto gli atti per arrivare a  600  pullman,
  purtroppo vi devo dire che non tutte le aziende sono disponibili  a
  spendere  il 20%, perché loro concorrerebbero, concorrono  col  20%
  all'acquisto dei pullman nuovi.
   Stiamo ragionando con Roma, se addirittura Roma ci può autorizzare
  il  MET ci può autorizzare a eliminare il 20% la parte dei privati,
  quindi la parte che le aziende dovrebbero mettere.
   Per il servizio extra urbano costa 74 milioni di euro e questi  74
  milioni  di  euro,  vi  devo dire, è un servizio  che  viene  fatto
  secondo tutte le performance fra i migliori in Italia.
   Posso portare degli atti alla mano, qui mi rendo conto che c'è chi
  dice che c'è l'autobus fracassato, l'autobus vecchio, devo dire che
  il livello si è alzato per le cose che vi ho detto.
   Pocanzi,  il  collega Mangiacavallo aveva invece  detto  una  cosa
  diversa,  proprio  opposta, nel senso che  noi  trattiamo  male  le
  aziende perché facciamo forse dei controlli eccessivi, io ho  detto
  c'è  il  punto  di  caduta  ci deve essere  cioè  fra  il  servizio
  richiesto e il servizio pagato.
   Voglio  dire  il punto di caduta è appunto - ho detto  pocanzi  il
   meglio  stati virtus  - cioè nel punto mediano sta il  momento  di
  equilibrio e allora, se noi oggi abbiamo aumentato i controlli,  se
  abbiamo  un decreto, abbiamo fatto un decreto che ci è stato  anche
  impugnato  -  immaginatevi  -  le aziende  nel  gennaio  scorso  ci
  impugnarono  il  decreto chiedendo la sospensiva e il  TAR  Palermo
  gliela  ha  rigettata  e  fu  appunto perché  noi  abbiamo  chiesto
  ulteriori controlli.
   E  allora  delle due l'una. E' chiaro che c'è da fare il piano,  è
  chiaro  che  secondo il vecchio piano avremmo dovuto procedere  già
  alla  gara. Ma scusatemi per fare una gara che vale almeno  7  anni
  perché  deve  essere  questa la gara, ci vuole anche  la  copertura
  finanziaria.
   Noi  purtroppo abbiamo avuto la copertura soltanto a fine anno per
  il 2018 non possiamo fare una gara con 115 milioni di euro nel 2019
  e  con  zero  euro nel 2020, anche questo l'ufficio  si  è  fermato
  rispetto  alle  procedure di gara concorsuali  proprio  per  questo
  motivo, per questa ragione.
     E  allora  ecco  perché noi chiederemo ora, in  assestamento  di
  Bilancio,  quando  a  settembre  andremo  fare  l'assestamento   di
  Bilancio,  ma anche prima, chiederemo che ci sia una pianificazione
  finanziaria oculata, adeguata, perché possiamo finalmente, ho detto
  entro  la  fine  di  luglio, prima dell'agosto, prima  dell'estate,
  possiamo appunto pianificare la strategia delle gare e vi devo dire
  però  una  cosa,  che in questo momento, vado verso la  conclusione
  Presidente,  qualche  altro minuto, in questo momento  il  servizio
  extra urbano da noi costa 1 euro e 2 centesimi a chilometro. Sapete
  quanto  costa  al  Nord? Due euro e 17 centesimi. In  alcuni  casi,
  vuoto per pieno è ancora meglio; considerate, vi devo dire, che  ci
  sono  alcune aziende siciliane che hanno in sub-appalto il servizio
  in Lombardia. Ci sono alcune aziende

   PRESIDENTE.  Assessore, chiedo scusa, noi siamo ancora  alla  metà
  dei  lavori, finiamo stanotte così. No, no, se deve concludere  per
  carità, non la volevo bloccare. Va bene, grazie. Andiamo avanti.
   Si  passa  all'interpellanza n. 94  Seguito della  risoluzione  n.
  3/IV  in materia di trasporto pubblico ferroviario , a firma  degli
  onorevoli Campo ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il  trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale
  è  regolato  dal  contratto  di  servizio  tra  Regione  Sicilia  e
  Trenitalia, firmato il 9 maggio 2018, della durata di dieci anni  e
  del valore di 1,2 miliardi di euro;

   tra  le  novità  annunciate  dal Governo  regionale  vi  sono:  il
  potenziamento  delle  infrastrutture, con  una  maggiore  frequenza
  nelle aree urbane e una maggiore velocità per i servizi regionali a
  lungo   raggio   per  collegare  i  principali  centri   regionali;
  l'acquisto  di  nuovi  treni moderni;  le  clausole  a  tutela  dei
  passeggeri;

   obiettivo  del  contratto dovrebbe essere  la  valorizzazione  del
  trasporto   ferroviario,  nei  termini  di  servizi  offerti,   per
  aumentare   in  maniera  consistente  il  numero  dei  viaggiatori,
  trasferendo quote crescenti di viabilità dal mezzo privato al mezzo
  pubblico,  evitando, altresì, le sovrapposizioni con altri  servizi
  di trasporto pubblico locale;

   rilevato che:

   nella seduta n. 20 del 04.04.2018 della Commissione legislativa IV
  - Ambiente, territorio e mobilità veniva approvata all'unanimità la
  Risoluzione n. 3/IV 'Proposte di modifiche allo schema di Contratto
  di  Servizio  per  il Trasporto Pubblico Ferroviario  di  interesse
  regionale  e locale per il periodo 1.1.2017-31.12.2026', contenente
  alcune proposte da inserire nello schema di contratto suggerite dai
  comitati pendolari siciliani;

   la  Risoluzione  in esame impegnava il governo  regionale  e,  per
  esso,  il Presidente della Regione e l'Assessore regionale  per  le
  infrastrutture e la mobilità a procedere ad integrare lo schema  di
  contratto  di  servizio  per il trasporto pubblico  ferroviario  di
  interesse  regionale e locale per il periodo 1.1.2017 -  31.12.2026
  con  le  proposte  su  indicate,  tutte  rivolte  ad  una  concreta
  attuazione di politiche che favoriscano la mobilità pubblica, nella
  consapevolezza che attraverso una corretta impostazione e  gestione
  del  trasporto pubblico si pongono le basi per una migliore qualità
  della vita economico - sociale dei Siciliani;

   l'Assessore Falcone, dopo aver escluso dal testo della risoluzione
  alcune  parti  poiché  materia di competenza  di  rete  ferroviaria
  italiana  (RFI)  ovvero  estranea alla  materia  del  contratto  di
  servizio con Trenitalia, ha espresso parere favorevole;

   lo  stesso Assessore Falcone ha assicurato più volte che  i  punti
  inseriti nella Risoluzione n. 3/IV avrebbero trovato riscontro,  se
  non nel testo del Contratto di Servizio, negli allegati allo stesso
  o negli atti consequenziali;

   considerato che:

   alcuni punti della Risoluzione approvata riguardavano la soluzione
  di   alcune  croniche  problematiche  inerenti  le  condizioni   di
  trasporto di numerosi studenti e lavoratori pendolari, costretti ad
  enormi disagi a causa della carenza quotidiana di corse e di mezzi;

   allo  stato  degli  atti,  non  si riscontra  l'adempimento  della
  Risoluzione n. 3/IV in nessuna sua previsione da parte del  Governo
  regionale   e,   per   esso,  dell'Assessore   regionale   per   le
  infrastrutture e la mobilità;

   per conoscere:

   se  non intendano attivarsi celermente per dare compita attuazione
  alla  Risoluzione  n. 3/IV 'Proposte di modifiche  allo  schema  di
  Contratto  di  Servizio  per il Trasporto Pubblico  Ferroviario  di
  interesse  regionale  e locale per il periodo  1.1.2017-31.12.2026'
  approvata   all'unanimità  dalla  Commissione  legislativa   IV   -
  Ambiente, territorio e mobilità nella seduta n. 20 del 04.04.2018;

   se  non  reputino  opportuno  intervenire,  anche  sollecitando  i
  vertici  di  Trenitalia,  al  fine di  migliorare  il  servizio  di
  trasporto  ferroviario  e  di adeguarlo  al  soddisfacimento  delle
  esigenze  e  delle  aspettative del cittadino-utente-pendolare,  il
  quale  ha  il  diritto  di disporre di un trasporto  efficiente  ed
  efficace e di condizioni di trasporto semplici e flessibili per  la
  propria mobilità».

   CAMPO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Io vi pregherei sinceramente,  se  le
  vogliamo riuscire a farle tutte dobbiamo abbreviare un po' i  tempi
  perché  sennò diventa, cioè finiremmo stasera molto tardi,  ce  n'è
  ancora  moltissimi da affrontare, grazie. Poi l'onorevole  Trizzino
  aveva  chiesto  di  anticiparne una se non  ho  capito  male,  alla
  prossima la facciamo, prego.

   CAMPO.   Grazie,  Presidente.  Assessore,  allora,  il   trasporto
  ferroviario come sappiamo è regolato dal contratto di servizio, che
  è  stato  praticamente siglato dalla Giunta regionale il  9  maggio
  2018.  Però,  noi ad aprile come Commissione, e qua c'è l'onorevole
  Savarino che mi può confermare, c'eravamo riuniti e avevamo stilato
  una  risoluzione  che  era stata votata all'unanimità  per  rendere
  diciamo  il  servizio maggiormente efficiente, avendo  fatto  anche
  parecchie interlocuzioni con tutti i comitati dei pendolari  e,  in
  particolare,   a   parte  le  richieste  di   potenziamento   delle
  infrastrutture con maggiore frequenza di treni, maggiore  velocità,
  mezzi   nuovi   e   moderni,  e  clausole  che  potevano   tutelare
  maggiormente   i   passeggeri   con  l'obiettivo   di   valorizzare
  maggiormente il trasporto ferroviario e avere passeggeri in più.
   Venivano  richieste  anche alcune modifiche ad  alcune  corse  per
  garantire  in  maniera più efficace le coincidenze  soprattutto  di
  alcuni  studenti  e  di  altri  lavoratori  pendolari,  e  poi  che
  venissero  inserite  le corse anche il sabato  e  la  domenica.  Il
  sabato per poter garantire anche la possibilità di fare abbonamenti
  e la domenica sicuramente perché il servizio diventa indispensabile
  per   i  collegamenti  turistici.  Ecco,  questa  risoluzione  che,
  appunto,  era  stata  votata all'unanimità dalla  Commissione,  era
  stata anche favorevolmente accolta da lei assessore Falcone, che si
  era  impegnato  con  Trenitalia di trovare una  soluzione  per  far
  fronte  alle esigenze che c'erano state poste appunto dai pendolari
  e dai cittadini.
   Purtroppo,  ad  oggi, a fronte di un contratto  decennale  di  1,2
  miliardi  di  euro - questo lo voglio ricordare perché  oltre  alle
  somme  che  spendiamo  per il trasporto su  gomma,  questa  Regione
  spende  tanto quanto anche per il trasporto ferroviario -, ad  oggi
  purtroppo  nessuna  di quelle richieste compare  nel  contratto  di
  servizio.  Ecco, io vorrei sapere se ha continuato ad  avere  delle
  interlocuzioni  con  Trenitalia e se c'è la possibilità  ancora  di
  intervenire,  perché  ad  oggi il disagio per  questi  pendolari  e
  studenti sussiste. Questo ovviamente per una maggiore efficienza ed
  efficacia del servizio. Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente  solo per dire che con la collega Campo  ci  sono  state
  varie  interlocuzioni in merito al servizio che svolge  Trenitalia.
  Noi abbiamo fatto come ben sappiamo questo contratto che arriva  al
  2026,  decennale,  un  contratto che prevede l'efficientamento  del
  servizio ferroviario. Consideriamo che in questo momento, a  fronte
  di  un  contratto che prevede circa 70 treni, ne vengono  messi  in
  campo 79.
   Abbiamo previsto, abbiamo fatto un contratto con Trenitalia e  con
  l'Ascuom per acquistare altri 21 treni a cui si aggiungeranno altri
  17 treni, 21 treni sono elettrici e 17 saranno a diesel. Sono tutti
  treni  di  ultima  generazione, i treni  POP  che sono  ancora  più
  nuovi  dei  cosiddetti  treni  JAZZ  e sono ancora  più  nuovi  dei
  cosiddetti    treni    MINUETTO    che   sono    già    considerati
  all'avanguardia.
   Entro  settembre/ottobre dovrebbero arrivare i primi quattro treni
  e  l'anno  prossimo altri sette treni per poi arrivare  agli  altri
  dieci  treni nel 2012. Nel frattempo c'è l'acquisto di questi nuovi
  vettori.
   Noi riteniamo che nel giro dei prossimi tre anni e mezzo andremo a
  rinnovare la flotta per il 50 per cento. Avremo, cioè, tutti  treni
  nuovi. O meglio, avremo treni soltanto  MINUETTO ,  JAZZ  e  POP .
   In   merito  ai  disagi  patiti,  ho  anche  invitato  un   giorno
  l'onorevole Campo ad andare presso la sede di RFI a Palermo.
   Perché  dico questo? Attenzione, non mi permetterei di rinfacciare
  alcunché,   assolutamente.   Solo  per   dire   che   noi   abbiamo
  l'Osservatorio  sui  servizi ferroviaria  e  l'Osservatorio  non  è
  formato  soltanto  dal  Governo  regionale,  anzi  per  il  Governo
  regionale  c'è soltanto l'assessore che ci va sempre, ma è  formato
  dai  comitati  dei  pendolari e l'ultimo  Osservatorio  lo  abbiamo
  tenuto a Caltanissetta. Lo facciamo, tra l'altro, itinerante.
   Il prossimo Osservatorio lo dovremmo tenere ad Agrigento.
   Onorevole  Campo, io mi permetterò di invitarla  e  così  vediamo.
  Perché  c'è  un  problema.  Cambiare un  servizio  per  migliorarlo
  significa andare a sfasciarne un altro, ad alterarne un altro e non
  sempre in meglio ma in peggio.
   Purtroppo in Sicilia il servizio ferroviario viene fruito da circa
  11  milioni e mezzo di viaggiatori. Nel resto d'Italia, ad esempio,
  non  faccio il caso della Lombardia dove ci sono quasi 200  milioni
  di  viaggiatori, ma nel resto d'Italia è uno dei più bassi.  Quindi
  ci  sono  dei treni che vengono utilizzati da appena dieci persone,
  11 persone, 12 persone.
   L'altro  giorno  mi  è  arrivata  una  richiesta  in  una   tratta
  ferroviaria perché prima ci avevano detto che quella di Caltagirone-
  Catania, che abbiamo aperto dopo due anni, quando l'abbiamo  aperta
  c'era un pendolarismo che andava da Catania a Caltagirone.
   Apriti cielo  C'era il Presidente Musumeci.  Presidente, lei  deve
  cambiare. Il pendolarismo si fa da Caltagirone a Catania .  E  così
  abbiamo  fatto.  Abbiamo detto che mettevamo  un  nuovo  treno,  un
  MINUETTO, e così abbiamo fatto.
   Apriti  cielo   E'  stato detto  un grande  disservizio .  Abbiamo
  visto  i  flussi di viaggio, onorevole Cappello sa quanti sono?  Il
  massimo picco 18 viaggiatori. E allora grida un po' vendetta.
   Noi  dobbiamo allora dire le cose. Noi siamo pronti  a  tenere  il
  servizio ferroviario ma i cittadini lo devono anche utilizzare.
   Se  non  lo  utilizzano  non possiamo mettere  i  treni  migliori.
  Considerate  che  i  treni  migliori li mettiamo  sulla  Agrigento-
  Palermo laddove vi è un servizio veramente utilizzato. E perché?
   Perché  la  Agrigento-Palermo, come diceva  l'onorevole  Catanzaro
  poc'anzi,  stradale è in una situazione pietosa. Quindi  la  gente,
  piuttosto  che  prendere  l'auto o  l'autobus  con  grossi  disagi,
  utilizza  il  treno che è molto più veloce. In un'ora e  40  minuti
  arriva  a Palermo. Ma ci vogliono due ore per arrivare con  l'auto,
  attenzione,  forse  2  ore  e 20 con l'auto.  Quindi  è  molto  più
  performante.
   Narriamo  questi  fatti per dire  siamo pronti. Però,  siccome  il
  prossimo, probabilmente lo faremo a metà del mese di maggio, o fine
  maggio,  faremo  il prossimo Osservatorio dei servizi  ferroviaria,
  magari, onorevole Campo partecipare e rendersi conto e confrontarsi
  anche con tutti gli attori perché quando facciamo l'Osservatorio ci
  sono  28  rappresentanti dei Comitati dei pendolari  e  ne  vengono
  almeno 16. Ultimamente, proprio i rappresentanti dei pendolari, non
  mi ricordo il nome, proprio sul Ragusano

   CAPPELLO. La Ponti?

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  No  la
  Ponti su Catania.

   CAMPO. Gurrieri?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Gurrieri.
  C'era   Gurrieri  che  ha  detto  delle  cose  che  non  erano   di
  contestazione, tutt'altro, però ci incontreremo e quindi anche  lei
  parteciperà.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO. Parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'onorevole Trizzino ha chiesto il
  prelievo  dell'interrogazione n. 718  Progetti di realizzazione  di
  un  porto  turistico nel Comune di Leni, Isola di  Salina ,  a  sua
  firma.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per il  territorio  e
  l'ambiente,  all'  Assessore  per i  beni  culturali  e  l'identità
  siciliana  e all'Assessore per le infrastrutture e per la mobilità,
  premesso che:

   l'arcipelago  delle Isole Eolie, ubicato a nordest della  Sicilia,
  costituisce  uno straordinario esempio di genesi ed  evoluzione  di
  isole  vulcaniche. L'isola di Salina, in particolare, è la  seconda
  per  estensione e per popolazione dopo Lipari. È suddivisa  in  tre
  comuni  ricadenti nella provincia di Messina, Santa Marina  Salina,
  Malfa e Leni, e conta complessivamente circa 2.300 abitanti;

   si  tratta  di  una  terra  molto ricca d'acqua,  nella  quale  si
  coltivano  uve  pregiate, dalle quali si ricava la  Malvasia  delle
  Lipari, e capperi, esportati in tutto il mondo;

   nel  1984  è  stata  ivi istituita la Riserva  Naturale  Regionale
  Orientata  Le  Montagne delle Felci e dei Porri che si  estende  su
  un'area di 1.079 ettari;

   nel  2000  le  Isole  Eolie sono state inserite  nella  lista  del
  Patrimonio mondiale dell'umanità da parte dell'Unesco;

   considerato che:

   sembra   che  di  recente  sia  stato  rilasciato,  dalla  Regione
  siciliana,  il  permesso per la realizzazione di un progetto  volto
  alla costruzione di un nuovo porto turistico nel Comune di Leni, in
  un'isola  che,  come  è noto, dispone già di  un  porto  turistico,
  peraltro   del  tutto  sufficiente  per  soddisfare   le   esigenze
  dell'intera isola;

   il  progetto, nello specifico, sarebbe volto alla realizzazione di
  un  approdo per 200 posti barca, con una spesa prevista di oltre 60
  milioni di euro, da utilizzare per pochi giorni all'anno;

   è  bene  precisare  che  la realizzazione di  infrastrutture  così
  impattanti, in un territorio dal fragile ecosistema come quello  di
  una  piccola  isola, porta con sé un inevitabile  degrado  di  tipo
  ecologico  a  causa dell'eccessivo sfruttamento di spazi  naturali,
  erodendo  la costa e determinando la perdita di caratteri peculiari
  con la frammentazione degli habitat naturali;

   tale   infrastruttura,  invero,  distruggerebbe  una   delle   più
  importanti praterie di Posidonia oceanica, elemento fondante  della
  comunità climax di quell'area marina del mar Tirreno. Un ettaro  di
  Posidonia ospita mediamente 350 specie diverse di animali, offrendo
  riparo a diverse specie marine;

   si tratta di un habitat naturale in grado, peraltro, di fungere da
  biostabilizzatore  naturale, consolidando i  fondali  e  agendo  da
  barriera contro l'impeto delle correnti;

   la   realizzazione  di  siffatta  infrastruttura  rischierebbe  di
  condurre di nuovo le Eolie verso l'espulsione dalla lista dei  siti
  Unesco, come già accaduto in passato con la mancata chiusura  della
  cava di pomice;

   per sapere:

   se  non ritengano necessario rivalutare l'opportunità del progetto
  di  costruzione del porto turistico in località Leni, garantendo la
  tutela  di  un  prezioso e delicato ecosistema marino e  terrestre,
  tenuto conto che tale progetto altro non è se non l'ennesimo spreco
  di denaro di cui l'isola di Salina non beneficerà in alcun modo, né
  in termini di incremento del turismo, né in termini di sviluppo;

   se  il  progetto di cui in premessa sia stato sottoposto, e dunque
  approvato,  dall'Unesco  in  modo  da  scongiurare  il  rischio  di
  cancellazione delle Isole Eolie dalla World Heritage List».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Grazie,
  Presidente.     Magari,    poi    ritorniamo     all'interrogazione
  dell'onorevole   Savarino   perché  è  analoga   all'interrogazione
  dell'onorevole Campo.
   Un  tema  molto  attuale che sta suscitando dibattiti  è  il  tema
  dell'apporto turistico di Leni a Salina.
   E'  un  progetto  che  in questo momento è stato  approvato  dalla
  Commissione regionale dei Lavori pubblici, è un progetto  di  circa
  42  milioni  di euro, è stato approvato uno stralcio  di  circa  19
  milioni di euro ed è, però, un progetto che ha suscitato non  poche
  polemiche   da   parte   di  alcuni  ambientalisti,   perché   pare
  comporterebbe  un  impatto  nei  confronti  della  flora,  oltre  e
  soprattutto  della fauna e di alcuni uccelli particolari  -  mi  si
  dice - che nidificano in quella parte.
   Io  vi devo dire la verità: su questo col buon ex sindaco Riccardo
  Gullo  che  tutto  gli si può dire ma che non sia un  ambientalista
  Riccardo Gullo mi pare difficile. Il sindaco Gullo - ora non so chi
  è  stato  eletto,  mi  pare che si andasse al rinnovo  del  Governo
  locale   -   ha   portato  in  Assessorato  rispetto  alle   nostre
  osservazioni dei pareri che sostengono il contrario.
   Noi  un  po'  ci  siamo fermati su questa vicenda,  perché  mentre
  abbiamo finanziato il porto di Malfa, a fianco ci siamo fermati sul
  porto di Leni

   TRIZZINO. Vi siete fermati?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Non  ci
  siamo   fermati,  non  stiamo  accelerando.  In  genere  sui  porti
  personalmente chiamo il sindaco di turno a Lipari, a  Favignana,  a
  Pantelleria,  a Lampedusa, per Vulcano, per Stromboli,  ad  esempio
  nelle  Eolie abbiamo vari porti da fare, da realizzare,  in  questo
  caso un attimino abbiamo frenato per capire.
   Presidente  Trizzino, se lei vuole, possiamo anche immaginare  con
  la  Presidente  Savarino,  vogliamo  anche  fare  un  confronto  in
  Commissione? Perché no, siamo pronti.
   Per  quanto  ci riguarda sotto un profilo amministrativo  nulla  o
  poco   osta   al   finanziamento  dell'opera,   dell'infrastruttura
  portuale,  però  se  ci sono degli elementi nuovi  siamo  pronti  e
  disponibili a confrontarci per capire poi come dovremo  fare,  come
  dovremo determinarci sul da farsi.
   Mi  permetto di dire che su alcune questioni ideologiche si  possa
  fermare  o  rallentare  anche lo sviluppo  infrastrutturale  di  un
  territorio. Mi permetto di dire soltanto questo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Trizzino   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   TRIZZINO.   Signor  Presidente,  mi  dichiaro  soddisfatto   della
  risposta, anzi chiederò al Presidente della IV Commissione  se  poi
  sarà  possibile fare un dibattito nella Commissione  di  merito  su
  questo tema, lungi da me bloccare infrastrutture.
   D'altronde  nella  passata legislatura io e  l'Assessore  al  ramo
  abbiamo approvato un disegno di legge - quello sulle isole minori -
  in cui si individuava la necessità di fare porti e infrastrutture.
   Le  preoccupazioni  che  abbiamo raccolto nascono  dal  fatto  che
  l'Arcipelago delle Eolie insiste in riserva naturale, insiste su un
  vincolo legato all'UNESCO e quindi, al netto di quelle che sono  le
  osservazioni  e  i  pareri  rilasciati in sede  amministrativa,  ci
  chiedevamo se la valutazione di impatto ambientale piuttosto che il
  parere  dell'UNESCO per evitare che il sito esca  fuori  da  quella
  lista possano in qualche modo rendere difficile la realizzazione di
  quell'opera.
   Accetto  di  buon grado però l'idea dell'Assessore di  avviare  un
  confronto  costruttivo all'interno della Commissione e chiarire  se
  questo  progetto possa essere compatibile con la tutela  ambientale
  dell'arcipelago delle Eolie.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  401   Attività  di
  ricerca  e sviluppo delle tecnologie avanzate di trasporto ad  alta
  velocità a levitazione magnetica , a firma degli onorevoli Campo ed
  altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   Hyperloop  è  un  sistema di tecnologia per il trasporto  ad  alta
  velocità  di  merci  e  passeggeri  all'interno  di  tubi  a  bassa
  pressione, dentro i quali vengono inserite delle capsule spinte  da
  motori  lineari  a lievitazione magnetica, che riducono  al  minimo
  l'attrito e permette a questi convogli di raggiungere velocità pari
  a 1200 km/h;

   l'idea è stata originariamente proposta nel 2012 dall'imprenditore
  statunitense Elon Musk, già fondatore di Tesla Motors,  e  sta  per
  essere messa in pratica dalla Hyperloop Transportation Technologies
  (società statunitense fondata dall'italiano Bibop Gabriele Gresta),
  che  di  recente  ha annunciato di aver avviato gli  studi  per  la
  realizzazione  di un collegamento tra Cleveland e  Chicago  con  il
  treno supersonico Hyperloop;

   si tratta senza dubbio di una rivoluzione del mondo dei trasporti,
  che  permetterebbe di collegare, per esempio, Ragusa a  Palermo  in
  meno di 25 minuti;

   rilevato che:

   da  uno  studio  effettuato dall'autore  e  ricercatore  siciliano
  Alessandro  Cacciato, esperto in start up, innovazione e promozione
  delle  aziende a livello internazionale, è emerso che i  primissimi
  prototipi dell'Hyperloop furono sviluppati alla fine degli anni '60
  proprio in Sicilia;

   con  il  supporto  della  Scuola  Politecnica  dell'Università  di
  Palermo,  Cacciato  è  entrato infatti in  possesso  di  documenti,
  custoditi all'interno della biblioteca della Regione Siciliana, che
  attestano  gli studi condotti dal Professore Giovanni Lanzara  alla
  fine  degli  anni  60  negli  Stati  Uniti  prima  (Università  del
  Kentucky),  su  finanziamento del Dipartimento del Commercio  degli
  Stati   Uniti   d'America,  e  presso  l'istituto  di   Aeronautica
  dell'Università  di  Palermo (1968-76) in un secondo  momento,  con
  consistenti finanziamenti della Regione. L'attività di ricerca  era
  volta allo studio dell'influenza delle dimensioni principali di  un
  veicolo intubato di trasporto terrestre ultraveloce';

   dagli  studi  del Prof. Lanzara e del suo team nacquero  un  primo
  prototipo  di  convoglio che viaggiava su binari in calcestruzzo  e
  che  poteva trasportare solamente 3 persone grazie a dei cuscinetti
  ad  aria,  e,  successivamente, con l'evolversi della ricerca  fino
  all'aderenza magnetica, un secondo prototipo di treno a levitazione
  magnetica per il trasporto ad alta velocità, sperimentato nel  1973
  all'interno dell'ex aeroporto militare di Trapani-Milo, che  poteva
  trasportare fino a 20 persone e che poteva raggiungere i 400km/h;

   considerato che dai primi anni '90 in poi, in virtù della scoperta
  dei superconduttori e supermagneti, la ricerca del Prof. Lanzara  è
  stata  ripresa  e  definitivamente sviluppata  presso  l'Università
  dell'Aquila, dove, già nel 2009, proprio nel capoluogo abruzzese, è
  stato  creato e testato un treno a levitazione magnetica, ecologico
  ed  avanzato, in grado di operare fino a 600 chilometri in aria per
  trasportare passeggeri su lunghe distanze;

   visto che:

   in  Sicilia, già agli inizi degli anni '70, si poteva scrivere una
  pagina  di  storia assolutamente nuova e innovativa sul fronte  dei
  trasporti, che avrebbe cambiato il corso della storia, e invece  si
  fanno   quotidianamente  i  conti  con  strutture  di  collegamento
  indietro di almeno 50 anni;

   la  tecnologia Hyperloop potrebbe essere la giusta chiave di volta
  per  far  uscire la Sicilia dallo stallo in cui si  trova  a  causa
  della carente efficienza del sistema pubblico di trasporto: strade,
  ferrovie,  aeroporti, richiedono infatti una maggiore attenzione  e
  una  nuova  spinta verso uno sviluppo che sia non solo sostenibile,
  ma che permetta anche di arrivare preparati all'appuntamento con il
  futuro e con l'evoluzione della tecnologia;

   nel  Documento di Economia e Finanza Regionale 2019/2021 approvato
  dalla  Giunta Regionale con Delibera n. 243 del 28 giugno 2018,  si
  legge  che le opere strategiche da realizzarsi nel territorio della
  Regione   Siciliana  sono  definiti  nel  Piano   Integrato   delle
  Infrastrutture  e  della  Mobilità (PIIM) approvato  nel  2017  che
  individua,  nel  contempo, i principi per una gestione  sostenibile
  del  trasporto  pubblico ed inoltre costituisce condizionalità  ex-
  ante per la Programmazione comunitaria 2014-2020;

   per sapere:

   se  ed eventualmente in che misura la Regione Siciliana investa su
  attività  di ricerca nel campo della mobilità sostenibile  e  dello
  sviluppo delle nuove tecnologie di trasporto;

   se  non reputino opportuno prevedere, nel prossimo Piano Integrato
  delle Infrastrutture e della Mobilità, un'attività di supporto allo
  sviluppo  delle  nuove  tecnologie sul  trasporto,  in  particolare
  quella a levitazione magnetica, ricercando finanziamenti pubblici e
  privati e intercettando fondi europei dedicati;

   se  non  ritengano  opportuno coinvolgere le Università  siciliane
  nell'avvio  di  studi  di  fattibilità e di  settore  che  valutino
  l'applicabilità della tecnologia Hyperloop ai nostri territori;

   se  non  intendano  interloquire con il fondatore  italiano  della
  Hyperloop  Transportation Technologies per  creare  degli  impianti
  pilota  proprio in Sicilia, dove furono progettati e  realizzati  i
  primissimi   prototipi,  al  fine  di  incentivare   uno   sviluppo
  soprattutto in termini turistici, ma non solo;

   se  non  reputino  necessario promuovere il  coinvolgimento  delle
  aziende  presenti nel territorio siciliano affinché  supportino  le
  attività  di ricerca e finanzino borse di studio a giovani laureati
  che  intendono maturare esperienza di ricerca da riversare poi  nel
  mondo produttivo».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, anche questa è una tecnologia -  ne
  ho  parlato con gli uffici fra il perplesso e il curioso  -  è  una
  tecnologia  poco  conosciuta, perplessi  sono  rimasti  perché  non
  sempre  pare  abbia apportato tutte queste vere innovazioni,  mi  è
  stato  detto, ma curiosi per capire che anche su questo mi è  stato
  detto di essere pronti a comprenderne di più per verificare poi  le
  condizioni di inserirla nel piano di trasporto e quindi di sviluppo
  in chiave trasportistica.
   Sono  tutte forme di nuove applicazioni tecnologiche che  comunque
  vanno sperimentate e non sempre è facile applicare in un territorio
  come   il   nostro  che  orograficamente  è  abbastanza  complesso,
  articolato  e  fatto  da  diverse  caratterizzazioni  territoriali:
  montagne, colline, pianure.
   Non è facilissimo.
   Ma  siamo pronti anche su questa cosa, abbiamo detto su Sky way ma
  anche  su  questa vediamoci  Incontriamoci  Fateci  capire  un  po'
  meglio
   E  dopo  di  che  se  ci  sono  delle  condizioni  possiamo  anche
  immaginare  di  avere  - non ci sono dei finanziamenti  di  ricerca
  comunitari  per  questo  settore  -  potremmo  vedere  se  possiamo
  inserire,  dedicare  una  misura, al  fine  di  potere  anche  fare
  sperimentazione   e   ricerca  in  questo  settore   e   finanziare
  conseguentemente tali percorsi innovativi.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO.  Signor  Presidente, ci tenevo a questa interrogazione.  Mi
  preme  sottolineare che questa interrogazione è nata da una ricerca
  che  ha  fatto l'autore e promotore di start up Alessandro Cacciato
  che  ha scoperto che negli anni '60 nella stazione di Milo venivano
  fatti  degli  esperimenti a lievitazione  magnetica  per  treni  ad
  altissima velocità.
   Effettivamente, approfondendo la ricerca, nella nostra  Biblioteca
  regionale  di  Palermo c'è un dossier dove si  racconta  di  questo
  progetto  del  politecnico dell'Università  di  Palermo  retto  dal
  professor  Lanzara, dove appunto era stato messo in pratica  questo
  treno  a  lievitazione magnetica che arrivava fino a 400 km  orari,
  era  finanziato dalla Regione Sicilia e stiamo parlando degli  anni
  '60.  Ecco,  se  la  Regione non avesse ritirato il  finanziamento,
  forse  per  non  penalizzare il gommato in quegli  anni,  e  avesse
  continuato  a  sperimentare chissà che,  non  avremmo  scritto  una
  pagina  di  storia totalmente diversa della nostra  Regione,  forse
  saremmo  stati la prima Regione in Italia ad avere l'alta velocità,
  la Regione più all'avanguardia di tutte le altre.
   Ora, la mia interrogazione non voleva praticamente chiedere, lungi
  da  me,  la realizzazione di una Iperloop che è il moderno treno  a
  lievitazione magnetica su cui sta investendo Elonmasca il padre  di
  Tesla,  e che raggiunge una velocità supersonica di 1200 km  orari,
  ma volevo appunto sapere questo assessorato, questo Governo, quanto
  crede  e  quanto investe nella ricerca, perché è dalla ricerca  che
  possiamo  sicuramente trarre beneficio, quindi se ci  sono  appunto
  contatti  con  le  nostre Università, se non  finanziate  borse  di
  studio  per  i nostri studenti e i nostri ricercatori,  se  vengono
  sperimentati  e  messi in atto dei prototipi, so  che  anche  nella
  città  di Siracusa, per esempio, è stato fatto il prototipo  di  un
  auto  che  va  interamente ad energia solare. Ecco, quello  che  mi
  preme è che si continui ad investire nella ricerca, perché ci  sono
  grandissime  potenzialità che poi possono  essere  riversate  nelle
  nostre  aziende,  che  possono effettivamente  trarre  beneficio  e
  commercializzare  in tutto il mondo dei prodotti  straordinari,  ne
  siamo stati precursori, e sarebbe bello continuare a poter scrivere
  pagine di storia come questa.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  405   Problematiche
  inerenti  il  contratto  di servizio sottoscritto  tra  la  Regione
  siciliana e Trenitalia , a firma dell'onorevole Savarino.

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità,  premesso  che
  nell'anno  2018 è stato rinnovato il contratto di servizio  tra  la
  regione Siciliana e Trenitalia S.p.A;

   considerato che il rinnovo del contratto ha subito una  variazione
  in  aumento  del 33% rispetto al precedente contratto, giustificata
  dal  fatto  che  a  maggiori costi sarebbero  corrisposti  migliori
  servizi,  treni più nuovi e veloci, politiche di prezzo più  vicine
  al cittadino;

   considerato  che  presso la commissione IV è stato  minuziosamente
  analizzato  il contratto e segnalato diverse esigenze migliorative,
  in  gran  parte poi fatte proprie dal governo regionale e  divenute
  parte   integrante   del   nuovo   contratto   di   successivamente
  sottoscritto;

   ritenuto che:

   i miglioramenti richiesti e contrattualmente pattuiti non sembrano
  essere   stati   realizzati  soprattutto   sulla   tratta   Modica-
  Caltanissetta  e Agrigento-Palermo. In suddette tratte,  i  vettori
  non sono stati cambiati, e continuano a viaggiare vecchi vettori, i
  treni  continuano  ad  avere orari scomodi e  non  confacenti  alle
  esigenze  più  volte segnalate di lavoratori e studenti.  Non  sono
  state  aggiunte  le tratte la domenica sulla Modica- Caltanissetta.
  Anche  la  riduzione di prezzo per gli studenti e i  pendolari  per
  biglietti A/R da utilizzare entro il mese, non è stata realizzata;

   contestualmente al contratto di servizio, è stata richiesta  dalla
  commissione  IV e inoltrata ad RFI l'introduzione di  alcune  nuove
  fermate,  tra  cui una presso l'Area industriale  di  Agrigento  in
  corrispondenza dell'ospedale San Giovanni di Dio;

   considerato  che non è ancora stata avviata la messa in  opera  di
  una  semplice pensilina necessaria per attivare la fermata, che con
  un  costo  irrisorio  dovrebbe  dare  utilità  ed  agevolazioni  ai
  lavoratori ed ai cittadini agrigentini;

   per sapere:

   se il Governo regionale sia a conoscenza dei fatti in narrativa  e
  se  intenda  attivare tutti i controlli necessari affinché  vengano
  rispettate le obbligazioni contrattualmente assunte;

   se  abbia attivato con RFI tutte le interlocuzioni necessarie  per
  avviare i lavori che migliorino il servizio ferroviario;

   se  vi  siano  delle  sanzioni  per  il  comportamento  tenuto  da
  Trenitalia S.p.A;

   se intenda attivare procedure sanzionatorie».

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, nel frattempo volevo soltanto dire una cosa, giusto per
  fare una precisazione rispetto all'onorevole Campo, è chiaro io  ho
  detto  tra  il  curioso ed il perplesso proprio  perché  attenzione
  prima, è vero tutte le ricerche che vogliamo, però ecco io non sono
  voluto  entrare nel merito troppo della interpellanza, però c'è  da
  dire  una cosa, oggi noi abbiamo un problema ad esempio, quando  si
  parla  della  Trapani  -  Milo, prima dovremo  ripristinare  questa
  tratta  che  è  chiusa  del  2011  e  poi  pensare  a  dei  sistemi
  innovativi, faccio questa battuta così giusto per dire  che  noi  i
  sistemi  di  velocizzazione li abbiamo immaginati, li stiamo  anche
  attuando,   ad   esempio   con  un  sistema   di   sollevazione   e
  ricollocazione  del  binario,  con dei  sistemi  che  sollevano  il
  binario  e lo ricollocano ad una distanza di 10 massimo 15  cm  con
  delle attrezzature e macchine deputate all'uopo per velocizzare  di
  qualche  minuto,  una infrastruttura come dire per poter  sostenere
  quell'altissima  velocità a cui facciamo  riferimento,  deve  avere
  anche  come  dire una sub struttura, cioè una strutture sottostante
  alla  infrastruttura  dei binari, quindi è una  partita  abbastanza
  complessa.
   Onorevole Campo, non è una cosa non è che ai tempi la Regione  non
  volle  finanziare questa cosa perché pensava magari di  sollecitare
  il  gommato,  è  un  discorso un po' più complesso  però  onorevole
  Savarino, chiedo scusa Presidente, le due tratte di cui ha  parlato
  che    sostanzialmente   noi   abbiamo   fatto,    l'interrogazione
  dell'onorevole Savarino riguarda appunto due questioni:  prima  era
  la  Modica-Caltanissetta,  cioè l'incremento  di  chilometri  treno
  sulla  Modica-Caltanissetta nei periodi anche nei  giorni  festivi,
  questo abbiamo fatto delle verifiche e purtroppo ancora non abbiamo
  dato  seguito  per gli stessi problemi che abbiamo  detto  pocanzi,
  cioè  quante richieste ci sono, abbiamo verificato che non ci  sono
  tutte queste richieste tali da poter giustificare questi chilometri
  treno,  consideriamo che noi abbiamo per contratto  nel  2017  nove
  milioni  e  800 mila km treno, nel 2018 dieci milioni e  200  mila,
  dovremmo  arrivare,  ora  che abbiamo aperto  l'importante  arteria
  Punta  Raisi-Notarbartolo,  a  dieci  milioni  e  settecento   mila
  chilometri.
   Purtroppo siamo in difficoltà, non abbiamo tanta disponibilità e a
  la  disponibilità la mettiamo là dove c'è maggiore  richiesta.  Non
  escludiamo  che  nel  prosieguo però si possa anche  immaginare  di
  rafforzare nei giorni festivi anche questa tratta.
   C'è  un  altro problema ad esempio, sulla stazione invece  l'altra
  interrogazione  focalizza l'attenzione su un altro  punto  che  era
  quello   della   fermata   ad  Agrigento  nell'area   di   sviluppo
  industriale. Ne abbiamo parlato, però, sia con Trenitalia ma  anche
  con  RFI. Purtroppo una fermata è una vera e propria stazione, cioè
  per  fare una fermata bisogna adeguare. Lì bisogna fare dei  lavori
  infrastrutturali che dovrebbe fare RFI e solo dopo Trenitalia,  che
  fa  viaggiare  appunto i treni, può applicarla.  Trenitalia  rimane
  disponibile  quando ci sarà questa infrastruttura.  Stiamo  facendo
  delle verifiche perché stiamo ad esempio procedendo alla fermata di
  Acireale,  abbiamo fatto i lavori della fermata di  Fontana  Rossa,
  che  poi  è  una  vera e propria stazione, la fermata  stazione  di
  Capaci, stiamo procedendo, apriremo i lavori per quanto riguarda il
  ripristino della metro ferrovia di Ragusa, in settimana forse  devo
  andare  in  consiglio  comunale a Ragusa  per  parlare  appunto  di
  questo, ma noi speriamo, confidiamo che facciamo partire i lavori a
  giugno addirittura, ed è un fatto storico dopo trent'anni, anche su
  questa.  Dobbiamo però con RFI prima di fare una cosa, di  spendere
  centomila  euro  batte cassa RFI e ci chiede soldi.  E  noi  allora
  stiamo  vedendo  di  liberare nella prossima Giunta,  la  settimana
  prossima,  la  volevo portare stasera ma non ci sono riuscito,  una
  certificazione  di  spesa,  liberiamo  i  primi  31  milioni  dalla
  certificazione   comunitaria   per   poterli   reinvestire   e   li
  reinvestiamo  a  Ragusa. Appena svincoliamo altri  soldi  dal  nodo
  passante  di  Palermo, appunto, li utilizzeremo in  queste  fermate
  così come nei passaggi a livello di cui parleremo in altra sede.
   Quindi,  per  quanto  mi riguarda, posso dire che  con  Trenitalia
  anche  se  il  servizio,  il  miglioramento  c'è  stato  aspettiamo
  soltanto  una cosa che deve fare Trenitalia, ha fatto le  gare,  ha
  avuto  qualche  difficoltà,  il  servizio  di  somministrazione  di
  bevande  e  alimenti  nelle  lunghe  percorrenze:  Catania-Palermo,
  Palermo-Messina, Messina-Catania-Siracusa e in più a questo  stanno
  adeguando per il wi-fi, nei Jazz e in alcuni mezzi Minuetto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savarino   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, questa
  mia  interrogazione,  abbastanza in  linea  con  la  collega  è  di
  settembre scorso perché in Commissione, soprattutto a seguito delle
  audizioni  che  abbiamo fatto prima di concludere il  contratto  di
  servizio  una  serie di comitati di pendolari ci avevano  segnalato
  delle  esigenze  e delle criticità e avevamo, nelle  audizioni  con
  Trenitalia, fatto sottoscrivere a Trenitalia l'adeguamento a queste
  esigenze  che  ci avevano segnalato proprio per andare  incontro  a
  quello  che  è  un  migliore servizio per il  territorio  e  per  i
  cittadini.  Noi sappiamo per esempio che sulla Modica-Caltanissetta
  alcune  tratte  sono poco frequentate ed è uno dei motivi  per  cui
  segnalavamo  a  Trenitalia  di cambiare  gli  orari  perché  furono
  pensati allora per portare gli operai all'ENI di Gela che oggi  non
  serve  più.  Quello  che serve oggi è spostare invece  il  tipo  di
  fruizione che è quello soprattutto di studenti e di lavoratori  che
  vanno  dalla  Modica-Caltanissetta per poi  raggiungere  Palermo  o
  Catania, poi prendere i collegamenti e quindi bisognava raccordarli
  con  queste  tratte. Quindi non è che non sappiamo  che  alcuni  di
  questi  treni viaggiano quasi vuoti, ma proprio perché  sono  stati
  pensati  in  maniera  sbagliata allora e  continuano  a  persistere
  mentre  le  esigenze  oggi sono cambiate.  Ecco  da  lì  le  nostre
  sollecitazioni a Trenitalia che però sono rimaste inascoltate.
   L'esigenza dell'interrogazione è proprio quella di mettere nero su
  bianco  quello che già avevamo stimolato a Trenitalia e che già  la
  Giunta  e  il Governo Musumeci aveva recepito nel contratto  che  è
  stato  stilato  con  Trenitalia. Ma che per ora  non  vediamo,  nei
  fatti, recepito.
   Ci fa piacere invece che sui treni ci siano stati gli acquisti dei
  nuovi  vagoni  e  che  quindi  da  qui  ai  prossimi  anni  saranno
  rimodernati tutti comprese queste tratte che continuano a viaggiare
  con   treni  vecchi.  Anche  sul  wi-fi  mi  ritengo  assolutamente
  soddisfatta.  Per  RFI devo segnalarle ancora una  volta,  Assesore
  Falcone, che noi più volte in Commissione abbiamo convocato  RFI  e
  ogni volta c'è stato chiesto un rinvio per motivi vari che non  sto
  qui  a  ripetere.  E  siccome noi abbiamo  una  serie  di  cose  da
  sottoporre  all'attenzione anche di RFI,  dalla  fermata  di  Donna
  Lucata  alla esigenza della fermata che io ho sottolineato,  non  è
  semplicemente  nell'area industriale di Agrigento, ma  è  dove  c'è
  l'Ospedale più grande della provincia di Agrigento, il San Giovanni
  di  Dio.  Quindi  è  un luogo per i pendolari e per  le  utenze  di
  grandissimo afflusso. E invece paradossalmente i treni  passano  da
  lì  ma  loro  devono  fermarsi ad Agrigento e  poi  collegarsi,  in
  maniera  tra  l'altro pessima, con trasporto pubblico urbano  verso
  l'Ospedale  e l'area industriale. Quando una pensilina,  non  serve
  una  fermata ultra moderna, basterebbe una pensilina, quindi non  a
  costi  di milioni di euro, basterebbero poche migliaia di euro  per
  dare  però la possibilità a tanti cittadini agrigentini e non solo,
  anche della provincia, di potere arrivare al San Giovanni di Dio  e
  all'area  industriale in maniera diretta e molto più  comoda.  Sono
  piccole  esigenze  ma che renderebbero migliore la  vita  di  tanti
  siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, la domanda è sempre  se  ci  sono
  treni  brutti  perché non ci sono passeggeri  oppure  non  ci  sono
  passeggeri perché ci sono brutti treni.

   SAVARINO. Ci sono pochi passeggeri perché quei treni passano negli
  orari  sbagliati come ho spiegato. Passano in orari che  una  volta
  rispondevano alla esigenza di portare operai a Gela e oggi non  c'è
  più.  Invece  oggi  l'esigenza  è  quella  di  portare  studenti  e
  lavoratori verso le aree metropolitane.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 432  Monitoraggio circa
  la sicurezza della rete stradale ed autostradale siciliana  a firma
  dell'onorevole Lupo.

   «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture, premesso che:

   il Presidente della Regione, all'indomani dell'immane tragedia del
  crollo  del  ponte Morandi nella città di Genova,  ha  convocato  i
  vertici  regionali di Anas, del CAS, della Protezione  civile  e  i
  dirigenti  dell'Assessorato  Infrastrutture  per  l'avvio   di   un
  programma  di  verifiche  sulla  sicurezza  di  ponti,  strade   ed
  autostrade;

   da  notizie  diffuse  dalla stampa, si  apprende  che  il  governo
  regionale  avrebbe  inviato una lettera a tutte  le  concessionarie
  delle   autostrade  siciliane  per  chiedere  una  relazione  sulle
  condizioni di sicurezza delle infrastrutture in gestione;

   la  viabilità stradale ed autostradale in Sicilia sconta un'annosa
  carenza  di  manutenzione,  sia  ordinaria  che  straordinaria,   e
  numerosi  sono  gli  episodi di crolli  e  cedimenti  di  pezzi  di
  infrastrutture occorsi negli ultimi anni;

   per sapere:

   se  siano  state avviate, nel concreto, le operazioni di  verifica
  circa  lo  stato  di  sicurezza delle infrastrutture  viarie  della
  Regione e quali siano gli esiti, anche parziali, delle stesse;

   se,  alla  luce  delle risultanze delle suddette verifiche,  siano
  stati adottati provvedimenti rivolti a garantire la sicurezza della
  circolazione    o   programmato   interventi   di   ripristino    e
  manutenzione».

   FIGUCCIA. Bravo  Bravo  Bene  Ma che Presidente sei

   PRESIDENTE. Ma cosa è successo?

   FIGUCCIA. L'ha detto agli Uffici  Sei una persona poca seria

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, la prego  Non so cosa sta dicendo
  Me lo venga a spiegare qui perché non lo so
   Ha   facoltà   di  parlare  l'Assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione 432.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, credo che il monitoraggio a cui  fa
  riferimento il Presidente Lupo riguarda .

   FIGUCCIA. Ma si diverte così?

   PRESIDENTE.   Onorevole   Figuccia,  la   prego   faccia   parlare
  l'Assessore. Venga qui e me ne parli. Qual è il problema?

   FIGUCCIA. Si diverta, si diverta .

   PRESIDENTE. Ognuno si diverta a modo proprio, onorevole  Figuccia.
  Allontanate per favore l'onorevole Figuccia
   Assessore, la prego di continuare.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Parliamo
  di  monitoraggio sulle infrastrutture viarie. Quel monitoraggio che
  è  stato pensato dal Governo regionale e dal Presidente Musumeci  a
  seguito  di  quella disgrazia che è successa nel 2018, precisamente
  il  14  agosto  2018, quando cadde il ponte Morandi sul  Polcevera.
  Immediatamente, il 24 agosto venne convocato un incontro con  Anas,
  con  il  CAS,  con i 3 sindaci metropolitani e i 6  Commissari  dei
  Liberi  Consorzi, perché il Presidente Musumeci chiese  appunto  lo
  stato di monitoraggio su tutti i ponti e i viadotti, ma anche sulle
  gallerie,  e  chiese  appunto quale fosse lo stato  di  salute.  In
  ragione  di questo sono state considerate che nelle strade  statali
  l'ANAS aveva garantito di tenere sotto controllo tutti i viadotti e
  tutti  i  ponti, invece le vere criticità rimanevano in  capo  alla
  cassa,  al  consorzio autostrade siciliane ed  in  capo  ai  liberi
  consorzi e alle strade provinciali. Il CAS ha proceduto a fare  una
  verifica  di  tutti i cavalcavia e di fare una verifica  anche  dei
  viadotti,  tant'è  che sulla A20 ad esempio abbiamo  proceduto,  ha
  proceduto il CAS ad una parzializzazione prima e addirittura ad una
  chiusura  sul  viadotto Buzza, ma anche la stessa cosa  dicasi  sul
  viadotto Pollina, tanto per fare degli esempi. Entrambi i viadotti,
  ma  anche altri, li abbiamo sottoposti a dei monitoraggi.  Ci  sono
  dei  sensori  applicati a circa dieci viadotti, che  monitorano  lo
  stato  salute,  eventuali  movimenti di queste  infrastrutture,  di
  queste opere d'arte. Sull'A18, invece, abbiamo mandato in gara,  il
  CAS  ha  mandato in gara la sistemazione di ben dodici  cavalcavia,
  che servono appunto, che erano un po' degradati e che necessitavano
  di miglioramenti. Invece su altre due gallerie che sono anche opere
  d'arte,  le  Guido Mandri, sono le due gallerie artificiali  sempre
  sulla  Catania-Messina,  immediatamente  prima  di  Scaletta  o  in
  corrispondenza del Comune di Scaletta-Zanclea, e quindi  dopo  Alì,
  abbiamo la stessa cosa, stiamo mandando in gara la sistemazione  di
  queste opere d'arte.
   Invece,  ragionamento più complesso è per quanto riguarda  i  1900
  ponti  e viadotti provinciali. Abbiamo verificato che ci sono circa
  duecento   ponti  e  viadotti  che  hanno  necessità  di   maggiore
  manutenzione e di maggiore monitoraggio. Cinque sono ad esempio  in
  provincia di Enna, ce ne sono tanti altri in provincia di  Palermo,
  una  ventina  in  provincia di Palermo, quindici  in  provincia  di
  Catania,  e  così via. Su questi, abbiamo svincolato  delle  somme,
  abbiamo reperito delle somme pari a cinque milioni e mezzo di  euro
  che volevamo assegnare all'ANAS.
   In  un  primo  momento  l'ANAS ci aveva detto  che  era  pronta  e
  disponibile  a poterlo fare, ultimamente a seguito dei  cambiamenti
  della  governance, l'amministratore delegato, dei cambiamenti  oggi
  dei  direttori, dell'operation (che sono le manutenzioni), e  della
  pianificazione  Grandi  Opere, che sono i  due  grossi  settori  di
  operatività   dell'ANAS,   un  po'  c'è   stato   un   momento   di
  rallentamento.  Io  proprio oggi mi sono  sentito  con  l'Ingegnere
  Socodato per chiedere se ancora sono disponibili a sostituirsi alle
  province  che nel frattempo, in maniera molto potremmo  dire  molto
  semplicistica, ma comunque in maniera altrettanto efficace,  stanno
  procedendo  a  fare dei monitoraggi su alcuni viadotti  considerati
  più  a  rischio,  se  ancora sono disponibili  a  voler  procedere.
  Diversamente, faremo una gara, abbiamo le risorse, faremo una  gara
  e  con  questa  gara daremo incarico a delle aziende  di  indagini,
  aziende specializzate, che potranno procedere a delle verifiche,  a
  dei   monitoraggi  tramite  strumentazioni  radar,  tramite   degli
  strumenti che possono addirittura far vedere lo stato di degrado di
  queste   infrastrutture  e  poter  poi  eventualmente  intervenire.
  Quindi, il monitoraggio già è partito, per quanto riguarda tutte le
  strade  statali e le strade di competenza del consorzio  Autostrade
  Siciliane.  E'  partito anche in maniera un po' poco professionale,
  potremmo  anche dire, nei confronti delle strade provinciali,  però
  abbiamo appunto appostato circa cinque milioni e mezzo di euro  per
  affermare  e  per mettere in campo delle azioni utili, in  sinergia
  con  le province e poter finalmente mettere a regime tutti i nostri
  ponti   e  viadotti  ancorché  di  competenza  provinciale  e   non
  regionale.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   dichiaro
  soddisfatto   della   risposta  perché  l'Assessore   ha   risposto
  puntualmente   all'interrogazione,   meno   soddisfatto    rispetto
  all'impegno che io penso il Governo debba profondare sull'emergenza
  che riguarda la sicurezza della rete stradale e autostradale.
   Quindi,  nel  dichiararmi  soddisfatto  inviterei  l'Assessore   a
  riferire  periodicamente, anche in assenza  di  interrogazioni,  in
  Commissione IV, che è la Commissione competente, sull'andamento del
  monitoraggio  e  sugli interventi che il Governo ha  realizzato  ed
  intende periodicamente realizzare, proprio al fine di favorire  una
  maggiore  informativa  nei confronti del  Parlamento  regionale  ed
  anche  una migliore collaborazione rispetto ad un tema che è quello
  della   sicurezza  stradale  che  sicuramente  interessa  tutti   i
  cittadini siciliani.

                        Sull'ordine dei lavori

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, avevo osservato con grande attenzione
  e  sorridendo,  mi  sono  fatto  una  bella  risata,  quando  si  è
  avvicinato  agli  Uffici  ed  ha  detto   guardate,  ora  qui   c'è
  l'interrogazione',  ma siccome ognuno si diverte  a  modo  proprio,
  guardandola  mi  diverto, lei mi fa proprio  ridere  a  crepacuore,
  perché,  vede, quelli che non si divertono invece sono  ad  esempio
  quelli  del  Comitato  di via Sicilia, che  si  chiedono  perché  a
  Palermo il Presidente dell'Assemblea ha deciso di divertirsi  così,
  in questa maniera, così, legata all'improvvisazione, invece di dare
  risposte ai problemi dell'anello ferroviario

   PRESIDENTE.  Ma lei dice cose lei si diverte da solo  perché  dice
  cose che capisce solo lei, l'interrogazione è adesso.

   FIGUCCIA.  Ma  come mai, signor Presidente, ha deciso  di  saltare
  giusto le due interrogazioni?

   PRESIDENTE. A parte che queste sono decisioni della Presidenza, ma
  quando  ho  fatto  prima  con quelle dell'onorevole  Trizzino,  lei
  perché non ha gridato? Sono decisioni che prende il Presidente,  la
  sua interrogazione è qua, perché non c'era prima.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, lei continua a farmi  divertire,  le
  faccio  un applauso, lei è simpaticissimo, lei si diverte,  peccato
  che   i   siciliani  piangono,  lei  è  troppo  simpatico,   è   un
  mattacchione

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, se lei ritiene di poter utilizzare
  l'educazione   bene    Se   sta  andando   via,   allora   evitiamo
  l'interrogazione.

     Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
               della rubrica  Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 407  Chiarimenti  sullo
  stato  dei lavori del cantiere di via Sicilia a Palermo. , a  firma
  dell'onorevole Figuccia.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità, premesso che da parecchi anni la zona compresa  tra
  via  Sicilia e viale Lazio a Palermo, è interessata da un  cantiere
  per la costruzione dell'anello ferroviario;

   considerato che:

   il  perdurare  dei  lavori  sta provocando  gravissimi  disagi  ai
  residenti e ai commercianti della zona;

   i   danni   e  le  conseguenze  economiche  cagionate,  non   sono
  calcolabili dal momento che sussistono una molteplicità di  effetti
  che attengono alla sfera materiale, psicologica e culturale;

   rilevato che:

   da circa tre mesi i residenti destati da legittime preoccupazioni,
  non vedono operai nel cantiere de quo;

   per tali ragioni l'omonimo comitato nel quale gli stessi residenti
  e commercianti si sono costituiti, denominato Comitato Via Sicilia,
  ha  provveduto a inoltrare una mail alla dirigenza RFI per chiedere
  chiarimenti;

   in  data 04.09.2018 l'ing. Filippo Palazzo avrebbe risposto che la
  prosecuzione  dei  lavori sarebbe prevista addirittura  per  giugno
  2019, prolungando l'attesa a tempistiche insostenibili;

   per sapere:

   perché  da  settimane i lavori del cantiere di via  Sicilia  siano
  fermi,  perché  starebbero  andando  avanti,  sia  pure  con  molta
  lentezza, soltanto i lavori in superficie e non quelli sotterranei;

   quali  siano  le imprese attualmente operanti con il  sistema  del
  subappalto, quanti siano gli operai in servizio e quando dovrebbero
  finire i lavori;

   se  non si ritenga opportuno, con l'urgenza del caso, porre  tutte
  le  azioni  necessarie al fine di garantire una tempestiva  ripresa
  dei  lavori, fissando termini perentori per la consegna  dell'opera
  ancora in fase di realizzazione».

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Falcone   per
  rispondere all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, parliamo della questione legata al cantiere dell'anello
  ferroviario di Palermo, parliamo del cantiere che in questo momento
  riguarda  ancora via Sicilia che interessa anche viale Lazio,  cioè
  tutta  quella parte di quell'opera che è stata finanziata al comune
  di Palermo ma che sta attuando la rete ferroviaria italiana tramite
  l'azienda Tecnis. Vorrei ricordare che l'azienda Tecnis  è  in  una
  condizione  di  amministrazione straordinaria, c'era il  professore
  Ruperto  sino  a  qualche settimana fa, da un paio di  settimane  è
  stato affiancato da altri due commissari.
   Cosa  è  successo  sostanzialmente? Sino a due mesi  fa  i  lavori
  procedevano, anche se a rilento, perché RFI pagava direttamente  le
  ditte fornitrici e subappaltatrici. Ad un certo punto, da due  mesi
  a questa parte, la Tecnis ha invece sospeso i lavori ed ha di fatto
  impedito  a  RFI di continuare a eseguire questi lavori tramite  le
  aziende  sub  appaltatrici, perché avrebbe dovuto vendere  l'intera
  azienda.
   Non  sto  qua  a dire che c'erano delle trattative  in  corso  per
  vendere  tutta l'azienda e non soltanto questo ramo di azienda  che
  vale  circa 100 milioni di euro, ora 80 milioni di euro, alla  fine
  li   abbiamo   convocati,  abbiamo  avuto  un  incontro  abbastanza
  difficile  a  Roma,  in quell'incontro abbiamo  intimato  Tecnis  a
  riprendere  immediatamente i lavori fino al punto di diffidare  RFI
  eventualmente a rescindere, a risolvere il contratto con dei  danni
  però all'azienda ma anche all'intero appalto.
   Tecnis  ha  chiesto  un  po'  di tempo  per  regolarizzare  alcune
  questioni negoziali per quanto riguarda il lavoro, questo lavoro lo
  vorrei ricordare non è commissionato dalla Regione siciliana ma  la
  Regione siciliana è intervenuta in via sostitutiva al comune perché
  un comune il cui destinatario e il cui beneficiario è Palermo, è il
  comune  di  Palermo  beneficiario  non  è  un  lavoro  che  abbiamo
  programmato  noi  come  Regione  siciliana  però  è  chiaro  poiché
  trattasi di rete ferroviaria italiana siamo intervenuti per trovare
  una  soluzione. Abbiamo chiesto a RFI, però in sintesi, che può far
  riprendere entro il mese di maggio questi lavori oppure  dovrà  suo
  malgrado procedere alla risoluzione del contratto per inadempimento
  contrattuale.
   Siamo  convinti, avremo un incontro, forse settimana prossima  con
  tutti e tre i commissari perché la mancata ripresa del cantiere sta
  mettendo  oltre  che a dura prova gli abitanti della  zona  ma  sta
  creando un danno alla stessa azienda e alla stessa rete ferroviaria
  italiana.
   Speriamo quindi, abbiamo anche chiesto al Ministero dello sviluppo
  economico di procedere, di accelerare la vendita al fine  di  poter
  consentire che una nuova azienda intervenisse subentrando a  Tecnis
  e  riuscendo  a  concludere  i lavori  di  un  appalto  che  vorrei
  ricordare  non è un appalto in perdita ma è un appalto che  avrebbe
  anche un suo utile di impresa.
   Quindi, bisogna purtroppo aspettare che si esaurisca, che spiri il
  termine  per  la  nostra diffida che abbiamo fatto  e  poi  potremo
  magari  rivederci fra un mese a fine maggio per capire a che  punto
  sono, a che punto è la Tecnis e cosa ha fatto anche RFI.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'interrogante per  dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta fornita dall'Assessore.
   Dopo  l'intervento  dell'onorevole  Figuccia,  non  essendoci   il
  Vicepresidente  ho bisogno di cinque minuti precisi di  intervallo,
  cinque  minuti, ognuno ha le sue esigenze onorevole Ciancio, cinque
  minuti precisi.

   FIGUCCIA.  Mi  ritengo  assolutamente soddisfatto  della  risposta
  dell'Assessore Falcone evidentemente il comitato in realtà nasce in
  contrapposizione  purtroppo a lentezze addebitabili  non  tanto  al
  Governo  regionale  quanto anche, qui si intrecciano  fatti  legati
  anche  all'Amministrazione comunale soprattutto all'Amministrazione
  Orlando.
   Qui    ci   sono   anche   delle   attività,   assessore,   magari
  nell'interrogazione a questo si faceva poco riferimento, che  hanno
  praticamente  chiuso,  qua c'è un bar che ha  investito  decine  di
  migliaia  di  euro  insieme a piccole imprese,  ecco  allora  voler
  mortificare  l'attività  di  queste piccole  e  medie  imprese  che
  ovviamente  fanno  leva solo sui sacrifici del proprio  lavoro  era
  assolutamente un fatto che non potevamo tollerare.
   Tra  l'altro si era determinata una vicenda addirittura ad  imbuto
  per  cui anche era difficile far passare un'ambulanza per cui  sono
  certo che ci sarà occasione, ulteriormente magari per incontrare  e
  tranquillizzare questo comitato di cittadini che riconoscerà  nelle
  sensibilità  del  Governo  e  della sua  persona  l'opportunità  di
  trovare presto, prestissimo una soluzione.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti precisi, per  poi
  passare alla prossima interrogazione.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.39, è ripresa alle ore 18.47)

   La seduta è ripresa.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  è stata  votata  all'inizio  della
  seduta una mozione su Radio Radicale.
   Anche  il  mio  Gruppo parlamentare  Diventerà Bellissima   ne  ha
  presentata una.  Volevo chiedere agli uffici se si poteva unificare
  alle  altre. Siccome è assolutamente affine alle mozioni  che  sono
  state approvate, è la n. 244.

   PRESIDENTE. Va bene. Faccio fare le ricerche e, ovviamente,  se  è
  assolutamente affine alle altre credo che non ci siano problemi.

   SAVARINO.  E'  assolutamente in linea  con  le  altre  e,  quindi,
  chiedevo ai colleghi se era possibile legarla per l'approvazione.

   PRESIDENTE. Quando è stata presentata?

   SAVARINO. Stamattina presto, è la n. 244.

   PRESIDENTE. Allora, la perdoniamo. Per essere inserite  all'ordine
  del giorno dell'Aula devono essere presentate qualche giorno prima.

   SAVARINO. A volte si presentano direttamente in Aula. Si fanno  le
  sintesi.
   Poi le volevo chiedere, visto che stiamo parlando di mozioni, se è
  possibile  calendarizzare  un'altra  mozione  che  il  mio   Gruppo
  parlamentare  ha  presentato sulle vicende legate  alla  crisi  del
  Venezuela.
   Anche su questo argomento ci sono altre mozioni.

   PRESIDENTE.  Vedremo  in  Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.
   Scusate,   prima   di   ridare   la  parola   all'Assessore,   per
  l'interrogazione n. 425 volevo avvertirvi che alcuni  giorni  fa  è
  venuto   a   mancare  l'onorevole  Gianni  Parisi   che   è   stato
  un'importante deputato di questa Assemblea.
   Avremmo   il   piacere   di   fare  una   piccola   commemorazione
  dell'Assemblea,  per  come  è giusto che  si  faccia,  per  cui  la
  calendarizziamo sin da adesso per martedì prossimo.
   Ad  apertura  di  seduta ci sarà la commemorazione  dell'onorevole
  Gianni Parisi.

   Si  passa  all'interrogazione n. 425. Dopodiché  i  colleghi  sono
  disponibili a continuare ad oltranza? Oppure se c'è qualcuno che lo
  ritiene  possiamo anche rimandarle perché ce ne sono ancora  tante.
  Se le vogliamo fare tutte facciamo veramente tardi.

   CIANCIO. E a quando?

   PRESIDENTE. Sempre a martedì, eventualmente.

   PRESIDENTE.  Ditemi, io sono qua, per cui per me possiamo  restare
  però, ripeto, il problema è questo: se ognuno di voi - e certamente
  per essere qua ognuno di voi ce ne ha qualcuna, quindi è chiaro che
  ognuno  di voi ha interesse che si faccia quella vostra -,  ripeto,
  siccome  sono già le 19.00 se volete per me possiamo andare  avanti
  io non ho problemi.

   FOTI. Continuiamo.

   PRESIDENTE. Andiamo avanti, perfetto, va benissimo.
   Allora,  onorevole  Falcone io la devo pregare,  sinceramente,  di
  essere  molto  breve  e nelle risposte di evitare  di  dare  contro
  risposte  perché se no veramente facciamo mezzanotte e non  sarebbe
  possibile. Grazie.


     Riprende lo svolgimento di interrogazioni e di interpellanze
               della rubrica  Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 425   Chiarimenti  in
  merito  alla  gestione di Anas della rete stradale  e  autostradale
  siciliana ,  a  firma  dell'onorevole  Figuccia.  Per  assenza  del
  firmatario, l'interrogazione si intende presentata con richiesta di
  risposta scritta.
   Si passa all'interpellanza n. 101  Notizie sul completamento della
  strada  ciclabile  di  Castiglione  di  Sicilia ,  a  firma   degli
  onorevoli Ciancio ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   con  l'art. 44 bis del D.L. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito
  in  Legge  n. 214 del 22 dicembre 2011 viene disciplinato  l'Elenco
  anagrafe delle opere pubbliche incompiute;

   l'elenco  di  cui  sopra  è istituito presso  il  Ministero  delle
  Infrastrutture  e  dei trasporti, articolato  a  livello  regionale
  mediante  la  previsione di appositi elenchi presso gli assessorati
  regionali competenti per le opere pubbliche;

   sul    sito   istituzionale   dell'Assessorato   regionale   delle
  Infrastrutture   e   della   mobilità,   nella   sezione   dedicata
  espressamente alle opere incompiute, in data 29 giugno 2018 è stata
  pubblicata  la  tabella riepilogativa di tutte le opere  incompiute
  insistenti  sul  territorio siciliano facenti riferimento  all'anno
  2017  l'opera pubblica qui in esame è indicizzata in detta  tabella
  con  l'espressione  'lavori di costruzione  della  strada  comunale
  esterna costa';

   secondo  l'elenco  regionale,  il costo  di  tale  opera  ammonta,
  all'esito  delle  varie  fasi costruttive chiarite  appresso,  alla
  cifra  di  22.724.103,56, pari ad una percentuale di  realizzazione
  dell'85,39%;

   considerato che:

   secondo  le  stime  del Ministero dei Trasporti e dell'Assessorato
  regionale  delle infrastrutture, il completamento di tale struttura
  comporterebbe un ulteriore esborso pari a 2 mln di euro, in  quanto
  l'opera non è ancora fruibile;

   la  causa  della  dichiarazione  di  incompiutezza  dell'opera  in
  oggetto  viene così espressa: 'i lavori di realizzazione, ultimati,
  non  sono  stati collaudati nel termine previsto in quanto  l'opera
  non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato
  e  dal  relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle
  operazioni di collaudo';

   appreso che:

   secondo  fonti di stampa, originariamente il progetto,  finanziato
  per  una  somma di 14,9 milioni di euro, prevedeva uno  scorrimento
  veloce che avrebbe dovuto unire Castiglione e Linguaglossa;

   sull'  iniziativa  si  concentrarono  subito  le  opposizioni   di
  Soprintendenza  e  ambientalisti tanto che, dopo lunghe  trattative
  invece  della camionabile il Comune di Castiglione decise nel  2000
  di   chiedere  lo  spostamento  del  finanziamento  verso  un'opera
  ecocompatibile  :  il  recupero  come  ciclabile  di  una   vecchia
  diramazione  della ferrovia Circumetnea, quella  che  la  gente  da
  decenni  chiama la 'strada costa', con una lievitazione  dei  costi
  tra il 2000 e il 2009 di ulteriori 7,8 milioni;

   varie frane hanno invaso un tratto di pista con la conseguenza che
  'ancor  prima  dell' inaugurazione la pista ciclabile  è  diventata
  impraticabile';

   sono  passati  dodici anni dal 31 gennaio 2006, data  di  consegna
  prevista per i lavori dell'opera;

   il  governo regionale ha istituito una task-force volta a riaprire
  il dossier 'strada costa';

   visto che:

   secondo  notizie  recenti, la Procura ha aperto un'indagine  sullo
  spreco   di   denaro  pubblico  perpetratosi  nella   realizzazione
  dell'opera  in esame che fa il paio con una inchiesta  che  sarebbe
  stata  avviata  anche  da  parte  dell'Assessorato  regionale  alle
  infrastrutture   per  'l'implementazione  delle  azioni   volte   a
  fronteggiare,  accelerare  e risolvere  le  criticità  delle  opere
  incompiute',  tanto  da convocare presso gli  uffici  preposti  una
  riunione urgente con il primo cittadino di Castiglione di Sicilia;

   gli  interpellanti hanno avuto modo di verificare  di  persona  lo
  stato   di  totale  abbandono  della  pista,  dopo  un  sopralluogo
  effettuato nel mese di settembre.

   per conoscere:

   a  quali risultati sia giunta fino ad oggi la Task-force e se,  al
  netto   degli  accertamenti  giudiziari,  siano  state  individuate
  responsabilità  amministrative nella gestione e nel  controllo  dei
  lavori;

   se  la  task-force  abbia individuato una  strategia  per  rendere
  finalmente  fruibile l'opera, recuperando quanto di recuperabile  e
  definendo un cronoprogramma per il completamento dell'opera».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire risposta.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  Parliamo
  della strada 81 mi pare; è giusto?

   CIANCIO. E' la pista ciclabile di Castiglione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  questa  non  è  di competenza  dell'Assessorato  delle
  infrastrutture.
   Abbiamo  mandato l'interrogazione all'Assessorato al  Turismo  per
  capire se loro sono competenti, poi su questa abbiamo anche chiesto
  dei  chiarimenti, per cui io mi riserverei di rispondere su  questa
  interrogazione avendo degli approfondimenti, a meno che,  onorevole
  Ciancio la vuole spiegare?

   CIANCIO. Chiedo di parlare per illustrare l'interpellanza.

   PRESIDENTE. Se l'Assessore si dichiara incompetente è inutile  che
  stiamo qua

   CIANCIO. Basta che non venga cancellata.

   PRESIDENTE. No, prego, lo dico soltanto per un fatto di ordine dei
  lavori.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, anch'io intervengo  sull'ordine  dei
  lavori,   l'importante  è  che  ci  sia  una  risposta  su   questa
  interpellanza, poi che me la dà l'Assessore Falcone  o  l'Assessore
  per il turismo...

   PRESIDENTE.  Io  a  questo  punto la lascio  scegliere  se  averla
  scritta

   CIANCIO. Anche perché le deleghe, se ci fosse stato il bisogno  di
  indirizzarla  a qualche altro Assessorato di solito  lo  segnalano,
  questo  non mi è stato segnalato, però va bene basta che non  venga
  cancellata  dai  registri poi o l'Assessore Falcone  o  l'Assessore
  Pappalardo mi diano una risposta.

   PRESIDENTE.  Per  chiarimenti: Assessore  Falcone,  il  Presidente
  della  Regione aveva delegato lei a fornire risposta, se  però  lei
  ritiene di non essere pronto la svolgiamo la prossima seduta oppure
  diamo  risposta  scritta,  come lei preferisce.  La  facciamo  alla
  prossima seduta? Orale?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  No,  la
  faremo  scritta. Manderò una risposta scritta perché  rientra,  tra
  l'altro, tra le opere incompiute.
   Io  devo  dire  anche la verità che ho dato un report  -  così  lo
  possiamo anche verificare - delle opere incompiute all'onorevole Di
  Paola.
   Eventualmente lo possiamo verificare, perché questa rientra tra le
  opere  incompiute,  per cui le indirizzerò una nota  scritta  e  le
  chiarirò i termini della questione, ancorché non sia di particolare
  nostra  competenza,  cioè  la fonte di finanziamento  non  sono  le
  infrastrutture  ma è un altro Assessorato, però le indirizzerò  una
  nota precisa scritta e così poi ci possiamo anche confrontare.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 455  Notizie in  merito
  alla  S.S.  115, viadotti Akragas I e II ,  a firma degli onorevoli
  Di  Mauro  ed  altri. Per assenza del firmatario, la  stessa  viene
  trasformata con richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 105  Dichiarazione dello stato  di
  calamità per fronteggiare i danni causati dalle mareggiate  del  28
  settembre 2018 , a firma degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità, premesso che le zone costiere delle ex province  di
  Catania,  Messina Ionica e la zona costiera mediterranea  della  ex
  provincia  di Ragusa nella notte del 28 settembre 2018  sono  state
  interessate  da  intensissimi fenomeni meteorologici  scaturiti  in
  imponenti   mareggiate  che  hanno  causato  ingenti   danni   alle
  infrastrutture   portuali  pubbliche  e   private   oltreché   agli
  stabilimenti balneari e alle attività commerciali ancora insistenti
  sulla costa;

   considerato che ai sensi della legge regionale 18 maggio  1995  n.
  42,  ai  fini dell'applicazione dell' articolo 39, comma  2,  della
  legge   regionale   29   aprile  1985,  n.  21,   come   sostituito
  dall'articolo 44 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.  10,  la
  dichiarazione dello stato di calamità, è di competenza della Giunta
  regionale, su proposta del Presidente della Regione;

   rilevato che è necessario procedere ad interventi di somma urgenza
  volti  a  fronteggiare l'emergenza al fine anche  di  sostenere  le
  pubbliche amministrazioni locali;

   per  conoscere se non ritengano necessario per quanto in  premessa
  dichiarare lo stato di calamità naturale ai sensi della già  citata
  legge regionale 18 maggio 1995 n. 42.»

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture  e  mobilità.  Signor
  Presidente,  in  merito abbiamo già proceduto -  tutti  gli  eventi
  atmosferici  che  hanno creato scompensi al nostro Territorio  sono
  stati  classificati,  catalogati e/o  con  procedimenti  urgenti  e
  contingibili o addirittura provvedimenti relativamente  a  calamità
  naturali.
   Questi   danni   causati  dalle  mareggiate   sono   stati   anche
  classificati.
   Non  sono  stati  classificati come necessari  gli  interventi  di
  calamità naturale perché non possono essere classificati tali, però
  con  l'Assessorato  del  territorio  e  l'ambiente  e  il  dissesto
  idrogeologico  -  devo dire che si è fatto un Piano delle  erosioni
  costiere  fra  cui  rientreranno anche le zone  colpite  da  queste
  mareggiate.
   In  questo  senso il piano è allo studio del dott. Croce  che  sta
  procedendo  e  pianificando a uno studio complessivo  per  l'intera
  Sicilia  e  prossimamente - ecco perché non è proprio di competenza
  nostra  -  sarà  dato  un  Piano  che riguarderà  determinate  zone
  costiere,  determinate zone del litorale che saranno interessate  a
  questo Piano.
   In  questo senso la competenza per questa interpellanza è  più  da
  rivolgere al  dissesto idrogeologico'.

   PRESIDENTE. Che facciamo? Risposta scritta o aspetta?

    (Dal proprio scranno l'onorevole Foti fa cenno di prendere atto
                        della risposta fornita)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  476   Ripristino  del
  transito del viadotto lungo la S.P. 9 Ravanusa - Butera. ,  a  firma
  dell'onorevole Catanzaro che la fa propria l'onorevole Lupo.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  strada  provinciale SP9, è un asse viario di estrema importanza
  per l'economia del territorio a cavallo tra i territori di Agrigento
  e  Caltanissetta,  rappresentando  uno  snodo  fondamentale  per  la
  logistica del sistema produttivo locale;

   la  viabilità locale è un presupposto fondamentale per lo  sviluppo
  di  nuovi investimenti aziendali che non sono immaginabili senza  lo
  sviluppo infrastrutturale;

   considerato che:

   nelle  ultime  settimane,  la Coldiretti  ha  lanciato  un'accorata
  denuncia della precaria condizione infrastrutturale preoccupata  per
  il  futuro delle aziende di produzione di pesche, uva da mosto e  da
  tavola,  mandorleti,  nonché la presenza in  tutta  l'area  zona  di
  allevamenti di animali che devono essere accuditi quotidianamente;

   l'unica  viabilità alternativa possibile presume la percorrenza  di
  un  tratto  lungo parecchie decine di chilometri a fronte  di  poche
  decine  di  metri  di viadotto chiuso al transito, generando  enormi
  costi  e  disagi per il sistema produttivo locale basato sul sistema
  turistico ed agro-alimentare;

   l'approssimarsi  della  stagione  della  semina,  la  chiusura  del
  tratto  di  strada, rischia di provocare ancora maggiori danni  agli
  agricoltori per gli elevati costi di carburante che sono costretti a
  sostenere;

   il  transito  dell'alternativa viaria, con mezzi  agricoli  la  cui
  velocità   di   crociera  e  nell'ordine  di  35-40  km/h,   allunga
  enormemente i tempi di percorrenza;

   visto   che   l'avvicinarsi   della  stagione   autunnale   aumenta
  proporzionalmente, all'aumento delle precipitazioni la  pericolosità
  intrinseca del territorio;

   per  sapere se e quali iniziative urgenti stiano mettendo  in  atto
  per  il ripristino del transito nel viadotto lungo la SP 9 Ravanusa-
  Butera  al  fine di scongiurare il perpetuarsi delle  condizioni  di
  disagio».

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. In  merito
  alla  SP  9,  la  Ravanusa-Butera, c'era stato rappresentato  questo
  disagio degli utenti.
   Lo  abbiamo  rappresentato al Libero Consorzio di Agrigento  che  è
  intervenuto,  ha  attivato le procedure di  primo  intervento  e  ha
  ripristinato  il  transito e la viabilità -  certo  ci  vorrebbe  un
  intervento molto più consistente.
   Pertanto  rimaniamo in attesa di un progetto che possa  mettere  in
  campo   un   conseguente   finanziamento  per   potere   intervenire
  compiutamente su questa arteria provinciale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Catanzaro,  è  soddisfatto  o  meno   della
  risposta fornita dall'Assessore?

   CATANZARO. Mi dichiaro soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  477,   Chiarimenti
  sull'adempimento dell'obbligo di preinformazione relativo ai servizi
  pubblici   di   trasporto  di  passeggeri  su   strada ,   a   firma
  dell'onorevole Campo ed altri.

    «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per    le
  infrastrutture e la mobilità, premesso che:

    il  Regolamento  (CE) n. 1370/ 2007, relativo ai servizi  pubblici
  di  trasporto  passeggeri  su  strada  e  per  ferrovia,  abroga   i
  regolamenti   del  Consiglio  n.  1191/69  e  1107/70  e   definisce
  indirizzi   sulle  forme  di  affidamento  del  servizio   e   sulle
  compensazioni da corrispondere alle ditte esercenti;

    in  applicazione dell'art. 27, comma 6, della legge  regionale  22
  dicembre   2005,  n.  19,  concernente  disposizioni  sul  riassetto
  organizzativo  e funzionale del Trasporto pubblico locale  (T.P.L.),
  modificato  con  l'art.  53, commi 1 e 2, della  legge  regionale  8
  febbraio 2007, n. 2, tutte le concessioni rilasciate ai sensi  della
  legge  28  settembre 1939, n. 1822 e della legge regionale 4  giugno
  1964,  n.  10  sono  state  trasformate, nelle  more  del  riassetto
  organizzativo  e  funzionale  del  trasporto  pubblico  locale,   in
  contratti di affidamento provvisorio, per la durata di 36 mesi;

    con  D.D.G n. 632 del 10 agosto 2009, pubblicato nella GURS n.  38
  del  14.8.2009,  è  stata  disposta la proroga  della  scadenza  dei
  contratti  stipulati ai sensi dell'art. 27 della Legge regionale  22
  dicembre  2005  n.  19 di ulteriori 5 anni, sino  alla  data  del  9
  novembre 2015;

    con  D.D.G.  n.  2310 del 7 ottobre 2015, vistato alla  Ragioneria
  Centrale  per l'Assessorato Reg.le Infrastrutture e Mobilità  il  13
  ottobre  2015, è stata disposta - tra le altre - la rideterminazione
  al  31  dicembre  2017  del  termine di efficacia  dei  rapporti  di
  affidamento  provvisorio, costituiti ai sensi  del  citato  art.  25
  della L.r 19/2005;

    con  D.D.G.  n. 3000 del 30 novembre 2017, in virtù  dell'art.  15
  della  Legge  regionale 9 maggio 2017 n 8, si è  disposta  la  terza
  proroga della scadenza dei contratti di affidamento provvisorio  del
  trasporto  pubblico  regionale  e  locale  sino  al  termine  ultimo
  previsto  dall'art.  8,  paragr 2, del  Reg.  1370/2007  (e  cioè  3
  dicembre 2019), onde non compromettere la regolare continuità  degli
  affidamenti,   al  fine  di  completare  le  attività  propedeutiche
  necessarie  alla  indizione  dei  bandi  per  l'aggiudicazione   dei
  servizi minimi;

    rilevato che:

    la  prescrizione contenuta all'art. 8, par.2 , del Reg.  1370/2007
  sancisce  che  l'aggiudicazione dei contratti di  servizio  pubblico
  per   ferrovia  o  su  strada  deve  conformarsi  alle   statuizioni
  contenute  all'art.  del medesimo Reg. a decorrere  dal  3  dicembre
  2019;

    il  considerando 29 del regolamento n. 1370/2007  prevede  che  ai
  fini  dell'aggiudicazione  dei contratti  di  servizio  pubblico  le
  autorità  competenti  dovrebbero adottare le necessarie  misure  per
  pubblicizzare,  con  almeno  un  anno  di  anticipo,  il  fatto  che
  intendono   aggiudicare  tali  contratti  così  da   consentire   ai
  potenziali operatori del servizio pubblico di attivarsi;

    l'articolo  7  di  detto regolamento, rubricato Pubblicazione,  al
  paragrafo   2  enuncia:  Ciascuna  autorità  competente   prende   i
  provvedimenti  necessari affinché, almeno un anno prima  dell'inizio
  della  procedura di gara o un anno prima dell'aggiudicazione diretta
  del   contratto,   siano   pubblicate   nella   Gazzetta   ufficiale
  dell'Unione europea, come minimo, le seguenti informazioni: a)  nome
  e  indirizzo  dell'autorità competente; b)  tipo  di  aggiudicazione
  previsto;   c)   servizi  e  territori  potenzialmente   interessati
  dall'aggiudicazione.
    Le  autorità competenti possono decidere di non pubblicare  queste
  informazioni qualora un contratto di servizio pubblico riguardi  una
  fornitura  annuale  di  meno  di 50 000  chilometri  di  servizi  di
  trasporto pubblico di passeggeri.

    Qualora  dette  informazioni  cambino  successivamente  alla  loro
  pubblicazione,  l'autorità competente pubblica  di  conseguenza  una
  rettifica  al più presto. Tale rettifica non pregiudica la  data  di
  avvio dell'aggiudicazione diretta o del bando di gara.;

    la  Corte  di  Giustizia europea ha precisato come  l'articolo  7,
  paragrafo  2,  del regolamento n. 1370/2007 deve essere interpretato
  nel  senso  che  l'obbligo di preinformazione da  esso  previsto  si
  applica ad appalti di servizi pubblici di trasporto con autobus  che
  sono,   in  linea  di  principio,  aggiudicati  conformemente   alle
  procedure   previste  dalla  direttiva  2014/24  o  dalla  direttiva
  2014/25 e, in quanto lex specialis, prevale su queste ultime;

    considerato che:

    il  termine  ultimo  previsto dall'art. 8,  paragr.  2,  del  Reg.
  1370/2007 è il 3 dicembre 2019;

    è  imminente  pertanto  la  scadenza  del  termine  per  adempiere
  all'obbligo  di preinformazione previsto dall'articolo 7,  paragrafo
  2, del regolamento n. 1370/2007;

    la  violazione di tale obbligo potrebbe comportare l'illegittimità
  del  bando  di gara nel caso in cui l'amministrazione aggiudicatrice
  abbia  per  il  resto soddisfatto tutti i requisiti stabiliti  dalle
  direttive in materia di appalti pubblici;

    tale  violazione  potrebbe  altresì configurare  una  lesione  del
  principio  della  par  condicio  competitorum  tra  le  aziende  che
  attualmente esercito il servizio pubblico di trasporto e quelle  che
  si accingono a partecipare alla procedura di affidamento;

    il  diritto  conferito agli operatori economici  dall'articolo  7,
  paragrafo  2,  del  regolamento n. 1370/2007 mira,  da  un  lato,  a
  consentire  agli stessi di attivarsi rispetto alle intenzioni  della
  stazione  appaltante  circa  le modalità  di  aggiudicazione  a  cui
  intende  ricorrere,  e,  dall'altro,  a  consentire  agli  operatori
  economici il tempo di prepararsi meglio per la gara;

    visto  che  alcuni addetti ai lavori hanno sollevato  il  sospetto
  che  la  Regione abbia posto in essere una procedura di  affidamento
  per  individuare una società esterna di consulenza che si occupi  di
  predisporre  il  bando  pubblico per l'affidamento  dei  servizi  di
  trasporto pubblico così come imposto dalla normativa comunitaria;

    per sapere:

    a  che  punto  siano  le  attività propedeutiche  necessarie  alla
  indizione  dei  bandi per l'aggiudicazione dei  servizi  minimi,  in
  ossequio  alle  disposizioni contenute nel Reg. 1370/2007  (CE)  che
  obbligano  entro il 3 dicembre 2019 all'affidamento dei  servizi  di
  trasporto  su  gomma mediante espletamento di procedure  concorsuali
  aperte;

    se  non  reputino  opportuno adempiere celermente  all'obbligo  di
  pubblicare  determinate informazioni almeno un anno prima dell'avvio
  della procedura concorsuale nella GUUE, ex art. 7, par. 2, del  reg.
  (CE) n. 1370/2007;

    se   corrisponda  a  verità  l'indizione  di  una   procedura   di
  affidamento   per  l'individuazione  di  una  società   esterna   di
  consulenza  che  si  occupi di predisporre  il  bando  pubblico  per
  l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico;

    se  non reputino opportuno inserire tra le informazioni ex art.  7
  par.  2,  del reg. (CE) n. 1370/2007 previsioni circa: il  biglietto
  unico  per  il  trasporto  locale; l'individuazione  delle  aree  di
  interscambio;  le  modalità  della  procedura  di  affidamento,   in
  particolare  se  si sta prevendendo un unico appalto  o  un  appalto
  frazionato  in microaree territoriali; agevolazioni all'integrazione
  dei  servizi  su gomma con quelli su rotaia; eventuali  clausole  di
  salvaguardia  per  il personale attualmente in  servizio  presso  le
  varie aziende esercenti il trasporto pubblico locale».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Anche  per
  questa   abbiamo  risposto.  Si  può  rintracciare  nelle  risposte
  precedenti.
   E' molto più specifica sull'interscambio, sull'intermodalità. Cosa
  prevede il Piano? Il Piano prevede tutto un sistema integrato.
   Considerate   che  l'anno  scorso  avevamo  anche  immaginato   un
  biglietto unico per creare questa intermodalità dei viaggiatori.
   Nel  Piano  che poi andremo anche a sottoporre per le  valutazioni
  dell'Assemblea - lo faremo anche in Commissione e mi spiace che sia
  andata via la Presidente Savarino - il nostro Piano sarà sottoposto
  divenendo oggetto di valutazione e negazione.
   Su  questo  vi posso dire che saranno previste le indicazioni  che
  con questa interrogazione l'onorevole Campo ed altri hanno dato  al
  Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Campo, è soddisfatto o meno della  risposta
  fornita dall'Assessore?

   CAMPO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE.  L'interrogazione n. 482   Manutenzione  della  strada
  provinciale   30   Grisì-San   Cipirrello-Partinico ,    a    firma
  dell'onorevole Figuccia. Non essendo presente in Aula, si trasforma
  con richiesta di  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione 491  Iniziative per  assicurare  gli
  investimenti nelle infrastrutture ferroviarie dell'Isola. , a firma
  degli onorevoli Lupo, Arancio ed altri.

     «Al   Presidente   della   Regione   e   all'Assessore   per   le
  infrastrutture, premesso che:

     nell'audizione  svoltasi presso la Commissione  Trasporti   della
  Camera  dei  Deputati, l'Amministratore delegato di Rete ferroviaria
  italiana s.p.a. ha esposto i contenuti dello Schema di Contratto  di
  Programma  2017-2021  -  Parte  Investimenti  tra  Ministero   delle
  Infrastrutture  e  RFI  s.p.a., strumento destinato  a  regolare  la
  programmazione,   con   il   relativo  quadro   finanziario,   degli
  investimenti per lo sviluppo della rete ferroviaria in coerenza  con
  gli   indirizzi   strategici   della     programmazione   economico-
  finanziaria nazionale e comunitaria;

     l'AD  di RFI, in quella sede, ha dichiarato che le tratte ad Alta
  Velocità  di  Napoli,  Milano, Torino  e  Venezia  esaurirebbero  la
  necessità di collegamento dei grandi centri urbani con l'AV,  mentre
  per   tutto   il  resto  della  rete  ferroviaria  basterebbero   la
  velocizzazione e il potenziamento dei collegamenti;

     lo  stesso AD di RFI ha dichiarato, inoltre, di ritenere  che  in
  Sicilia  non  sia  decollato il servizio  ferroviario  di  trasporto
  merci non perché le linee esistenti siano vecchie e non in grado  di
  supportare il relativo traffico, ma probabilmente perché  non  vi  è
  nel  territorio una presenza industriale tale da innescare una forte
  domanda  e  che  le  imprese ferroviarie non sarebbero  disposte  ad
  effettuare  il  servizio  nel sud Italia  nemmeno  col  sostegno  di
  incentivi;

     rilevato che:

     l'arretramento economico della Sicilia, la cui distanza dal resto
  del  Paese  è sempre più marcata, trae origine anche da una  carenza
  infrastrutturale  che  ne penalizza tutte le  potenzialità  rendendo
  difficilissimo  per  i cittadini e le imprese  un  equo  accesso  ai
  mercati di produzione e consumo;

     tale  condizione  è  frutto di anni di politiche  trasportistiche
  errate   che  hanno  visto  crescenti  disinvestimenti  nel  settore
  ferroviario,  con la chiusura, nell'arco di pochi  decenni,  di  ben
  700  km  di  linee,  senza nessuna opera di  riqualificazione  o  di
  adeguamento dei tracciati, e privilegiando la modalità di  trasporto
  su  strada  con costi economici e sociali rilevanti, senza  che  ciò
  abbia contribuito ad avvicinare la Sicilia al resto del Paese;

     il   Contratto   di   Programma  2017-2021  Parte   Investimenti,
  invertendo  il  trend delle precedenti edizioni, prevede  importanti
  opere  di ammodernamento della rete siciliana, il cui stato  attuale
  è  di  totale  obsolescenza,  per lo  più  a  binario  unico  e  con
  elettrificazione  parziale; in particolare, oltre alla  sistemazione
  dei  nodi  di  Palermo  e Catania, sono previsti  la  velocizzazione
  della  Palermo-Agrigento  e il raddoppio e la  velocizzazione  della
  linea  Messina  - Palermo - Catania, per connettere  la  Sicilia  al
  Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia - Mediterraneo;

     il  raddoppio  del  binario lungo la tratta  Messina-  Catania  è
  interamente  finanziato  mentre per quanto  riguarda  la  Palermo  -
  Catania,  il  Contratto di programma prevede, non il raddoppio,  che
  avrebbe  tempi  di realizzazione lunghi con benefici lontani,  bensì
  la  realizzazione  di  una linea veloce per  abbattere  i  tempi  di
  percorrenza  tra le due città, affiancata da una linea  tradizionale
  con fermate in ogni stazione;

     una  importante  novità  derivante  dalla  legge  n.  128/2017  e
  introdotta  nel Contratto di Programma è costituita dalla previsione
  di  risorse  per la valorizzazione di linee turistiche in  territori
  di  pregio  naturalistico  o archeologico  grazie  al  reimpiego  di
  tratte  in  disuso o in corso di dismissione; la legge  individua  e
  qualifica  come  turistiche  18  linee,  4  delle  quali   sono   in
  territorio         siciliano:   Alcantara-Randazzo,   Castelvetrano-
  Porto   Palo,  Noto-Pachino,  Agrigento  Bassa  -  Porto  Empedocle;
  tuttavia,  soltanto quest'ultima risulta finanziata nell'ambito  del
  Contratto  di  Programma,  fermo restando  che  le  regioni  possono
  destinare risorse proprie per l'esercizio e il ripristino di  quelle
  escluse;

     considerato che:

     gli   interventi  previsti  in  favore  della  rete   ferroviaria
  siciliana,  sebbene  utili  ed importanti,  rimangono  assolutamente
  insufficienti  per consentire un traffico paragonabile a quello  del
  resto d'Italia;

     la  rete  ferroviaria siciliana, sebbene la  più  estesa  tra  le
  regioni  meridionali, è la più obsoleta sotto ogni punto  di  vista:
  progettata   o  risalente  alla  seconda  metà  dell'Ottocento,   su
  tracciati  tortuosi ed elevate pendenze, ha subito poche e  limitate
  opere  di  riqualificazione  ma  avrebbe  bisogno  di  una  profonda
  riprogettazione  in funzione delle nuove esigenze di  mobilità,  del
  collegamento  con  porti ed aeroporti nonché di  interventi  per  il
  trasporto merci intermodale;

     in  particolare, le aree della Sicilia centrale e sud-occidentale
  sono,  ancora  una  volta, lasciate prive di  adeguati  collegamenti
  ferroviari:  in  quei  territori  nulla  è  cambiato  da  quando  la
  ferrovia  era  a  supporto  dell'industria  zolfifera,  la  velocità
  commerciale  è  bassissima non superando i 75 km/h,  interruzioni  e
  ritardi  del  traffico  sono una costante;  anche  i  convogli  sono
  vetusti dovendosi adattare alle specifiche tecniche delle linee;

     vi sono poi aree del tutto sprovviste di collegamenti ferroviari,
  nonostante  le  precarie condizioni della viabilità  stradale  e  le
  potenzialità  turistiche che esprimono, come  la  costa  meridionale
  agrigentina  e le aree interne della provincia ennese,  attraversate
  un  tempo  da  ferrovie a scartamento ridotto, chiuse nella  seconda
  metà del secolo scorso;

     l'assenza  di investimenti di portata adeguata a questa emergenza
  è  tanto  più  preoccupante  se si considera  che  il  Contratto  di
  programma, oltre agli investimenti in essere nel periodo di  vigenza
  (2017-  2021),  contiene  anche  quelli  relativi  ad  un  piano  di
  investimenti  decennale  (fino al 2026) nonché  l'indicazione  delle
  opere la cui progettazione avrà inizio oltre il 2026: in nessuna  di
  tali    sezioni   si   affrontano      le    profonde      criticità
  dell'infrastruttura  ferroviaria  in  Sicilia,  così   come   nessun
  intendimento  è  manifestato  in ordine  alla  realizzazione,  anche
  futura, di linee ad alta velocità;

     anche  a  seguito del completamento delle opere di velocizzazione
  della  Palermo-Catania,  il percorso tra  le  due  principali  città
  regionali  che distano circa 200 km sarà coperto in  1  h  e  44  m,
  certamente  una  performance  non  particolarmente  competitiva  con
  altri vettori;

     ulteriore  dolente nota è costituita dal costante  disimpegno  di
  RFI   per  l'attraversamento  dello  Stretto  di  Messina   che   ha
  avvantaggiato i gestori privati, in particolare per quanto  riguarda
  il  collegamento  veloce tra le due città metropolitane,  Messina  e
  Reggio  Calabria, che è carente, specialmente nelle ore  serali,  ed
  ostacola  l'auspicata integrazione economica e sociale  con  lesione
  del principio della continuità territoriale;

     i  lavori  per  il  completamento ed il  raddoppio  del  Passante
  ferroviario   di  Palermo,  opera  fondamentale  per  una   mobilità
  alternativa nel capoluogo e in tutta l'area metropolitana,  scontano
  pesanti  ritardi, rimanendo incompiuto, dopo ben 14 anni,  circa  il
  15%  delle  opere:  il raddoppio non è completo e  manca  ancora  la
  realizzazione di alcune fermate;

     per sapere:

     se non ritengano di porre all'attenzione del Governo nazionale le
  problematiche  esposte  in  premessa  in  materia  di  politica  del
  trasporto  ferroviario in Sicilia, in particolare  per  chiedere  un
  rafforzamento  degli investimenti di RFI nell'isola  rivolti  ad  un
  ammodernamento   integrale   dell'infrastruttura   ferroviaria   che
  consenta  il  collegamento veloce tra le città e nelle zone  interne
  tale  da integrarsi con altre modalità di trasporto in un'ottica  di
  sostenibilità;

     quali  iniziative  intendano adottare al fine di  incentivare  il
  traffico  delle  merci anche tramite il vettore  ferroviario  e  per
  potenziare  i  collegamenti  veloci tra le  città  metropolitane  di
  Messina e Reggio Calabria;

     se  non  ritengano altresì opportuno reperire risorse al fine  di
  finanziare le linee turistiche regionali individuate dalla legge  n.
  128/2017  ma  rimaste escluse dal Contratto di programma,  quali  la
  Alcantara-Randazzo, la Castelvetrano-Porto Palo e la Noto-Pachino».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  su  questo  possiamo anche fare  tutta  una  serie  di
  valutazione,  è  una risposta molto articolata  dico  soltanto  una
  cosa,   Presidente Lupo, gli investimenti che la Regione  siciliana
  sta  facendo su rete ferroviaria italiana sono abbastanza cospicui,
  si  passerà dal primo intervento che riteniamo di mandare in  gara,
  ci  sono delle valutazioni in questo momento dall'Osservatorio  dei
  beni  culturali  che  è  la  Giampilieri,  la  velocizzazione   del
  raddoppio ferroviario sulla Catania-Messina, che vale 2 miliardi  e
  300  milioni ed è il più importante intervento del sud Italia, alla
  via Milo che per intenderci è la Trapani-Alcamo, un progetto da 200
  milioni  che in questo momento si trova al Consiglio superiore  dei
  lavori  pubblici,  e nel momento in cui sarà lo  stesso  approvato,
  passeremo alla Conferenza dei servizi ed a fine anno lo mandiamo in
  gara.  In  più,  dobbiamo  dire  è  dell'altro  giorno  di  qualche
  settimana  fa,  abbiamo ripreso i lavori dopo cinque  anni  per  il
  raddoppio    ferroviario    Castelbuono-Cefalù-Ogliastrillo     che
  collegherà  il  tratto  da Castelbuono sino a  Termini  Imerese,  e
  quindi  da Termini Imerese fino alla stazione centrale Notarbartolo
  e  Punta  Raisi.  In  più  sono iniziati i lavori  finalmente  dopo
  trent'anni  sul primo tratto della Catania-Palermo, precisamente  i
  primi  38 km che sono la Bicocca- Catenanuova, abbiamo in campo  la
  progettazione  che va da Catenanuova sino a Dittaino,  da  Dittaino
  sino  ad  Enna; e poi invece, tornando da Palermo, da Fiumetorto  a
  Montemaggiore,  da  Montemaggiore a Lercara  Friddi,  e  quindi  da
  Lercara  Friddi a Caltanissetta per congiungersi ad Enna, e  queste
  progettazioni  saranno  tutte completate  entro  l'anno  2019,  per
  mandarle tutte la Consiglio superiore del lavori pubblici, e quindi
  mandarli tutti in gara cioè per aggiudicarli entro il dicembre  del
  2020.
   Insomma,  riteniamo  che  tutti i  lavori,  anche  se  in  maniera
  falsata,  inizieranno  tra il giugno 2021 e il  giugno  2022,  cioè
  avvieremo tutti e sette i lotti per la velocizzazione da Catania  a
  Palermo  e  consentire che da una stazione all'altra si  arrivi  in
  un'ora e 46 minuti.
   Devo  dire  per concludere ma non per essere sintetico  atteso  il
  tempo,  abbiamo già mandato, stiamo progettando stiamo  completando
  la  progettazione della Caltagirone-Niscemi, che manderemo in  gara
  confidiamo  entro fine anno, e quindi la progettazione  da  Niscemi
  sino a Gela per completare l'anello la perimetrale che va da Gela e
  Caltagirone,  e da Caltagirone sino a Catania. Per concludere,  c'è
  la velocizzazione

   LUPO. Sul traffico merci?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Allora,
  sul  traffico  merci  abbiamo  qua il sistema  del  traffico  merci
  riguarda  anche i contratti con RFI. Abbiamo ultimamente proceduto,
  stiamo  procedendo  ad  una convenzione tra la  società  interporti
  siciliani  e  la  RFI,  perché fra qualche settimana  partiranno  i
  lavori del polo intermodale a Catania.
   Il   polo  intermodale  è  un  sistema  che  consentirà,  appunto,
  l'interscambio tra gomma e ferro delle merci, e questo sarà gestito
  lo  vogliamo  affidare  ad RFI per creare una  intermodalità,  cioè
  tutto  il  traffico merci che viene da Siracusa arriverà a  Bicocca
  passando  dal  polo intermodale. In più, è chiaro  che  per  quanto
  riguarda  il traffico merci rientra anche in una competenza  che  è
  più  con i privati che con la Regione, cioè la Regione oggi  ha  un
  contratto di servizio con Trenitalia, e quindi con RFI ma  riguarda
  gli  utenti,  per  quanto  riguarda il  traffico  merci  stiamo  il
  ripristino   delle   tratte   ferroviarie   Gela-Caltagirone,   per
  intenderci,  e Alcamo-Trapani servirà anche per consentire  che  il
  traffico  appunto rientri a sistema, anche non soltanto quello  dei
  viaggiatori, ma anche quello appunto delle cose.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO. Sono soddisfatto.

   PRESIDENTE.   Prima  della  prossima  interrogazione,  l'onorevole
  Pagana ha chiesto di parlare. Ne ha facoltà.

   PAGANA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  innanzitutto   volevo   chiedere  di  potere   apporre   la   firma
  all'interrogazione    n.   650   che   riguarda    la    situazione
  infrastrutturale del territorio di Enna.
   Dopo di questo volevo informare quest'Aula con non poco dolore che
  qualche giorno fa, la sera del 28 aprile, in una strada provinciale
  in  provincia di Enna, si tratta della sp 21, ha perso la vita  una
  ragazza di 24 anni. Fermo restando che le cause dell'incidente sono
  ancora  da  accertare,  ciò  che è certo  è  che  quella  strada  è
  pericolosa. È pericolosa la sp 21, come la sp 22, come  la  sp  34,
  come ogni singola strada provinciale di quella provincia e a quanto
  pare  di tutte le province e dei liberi Consorzi, chiamiamoli  come
  vogliamo, della Regione siciliana.
   Quindi,  signor Presidente, io voglio ancora una volta,  ho  fatto
  diverse  interrogazioni,  abbiamo  informato  il  Governo,  abbiamo
  inviato anche diverse pec sia all'Assessore che al Presidente della
  Regione,  ho  fatto in modo che i cittadini potessero segnalare  le
  strade  che versavano in condizioni di gravità. Abbiamo  il  dovere
  uno  come  Parlamento siciliano, ma come politici di fare  qualcosa
  per  questa benedetta viabilità. Non ci possiamo più permettere  di
  rischiare  la  nostra vita su quelle strade, non  ci  possiamo  più
  permettere che persone perdano la vita, perché non ha perso la vita
  una ragazza di 24 anni, qua la vita l'ha persa quella ragazza di 24
  anni,  ha  perso  dignità la politica siciliana  tutta,  da  quella
  passata a chi non ha fatto quello che poteva quando poteva.
   Quindi,  io  la ringrazio e approfitto per chiedere all'Assessore,
  oltre  agli interventi già previsti con la rimodulazione del  Patto
  per il Sud, se, e questo credo che lo potrà fare anche con risposta
  scritta  perché c'è anche un'interrogazione presentata, se e  quali
  interventi  sono  previsti, fermo restando la volontà  politica  di
  volere  fare lavorare i precari della provincia che devono fare  la
  manutenzione  ordinaria perché se una strada diventa  un  fiume  di
  fango è perché le cunette sono sporche.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 506   Chiarimenti  in
  ordine  alla  concessione di mutui per il  recupero  degli  edifici
  situati  nei  centri  storici , a firma degli  onorevoli  Siragusa,
  Cancelleri,   Cappello,  Ciancio,  Foti,  Mangiacavallo,   Palmeri,
  Trizzino,  Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci,  Di  Caro,
  Campo, Di Paola, Marano, Pagana e De Luca.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità, premesso che, l'art. 33 della legge  regionale  14
  maggio  2009,  n.6, così come modificato dall'art. 72  della  legge
  regionale  12 agosto 2014, n.21, autorizza la Regione  a  stipulare
  con gli istituti di credito convenzioni finalizzate alla stipula di
  contratti di mutuo ventennale con i proprietari di immobili situati
  nei  centri storici o nelle zone omogenee classificate A nei  piani
  regolatori  generali  dei  comuni e con i  proprietari  di  edifici
  classificati netto storico, ponendo a carico del bilancio regionale
  il 100 % del costo degli interessi;

   ritenuto che:

   la  concessione  di  detti mutui, con costo  totale  dei  relativi
  interessi  a carico del bilancio regionale, avviene solo attraverso
  la  partecipazione dei proprietari ad un bando pubblico, avente  ad
  oggetto progetti per un importo massimo di 300 migliaia di euro,  e
  comunque  per  un  importo non superiore ad  un  massimo  di  2.000
  euro/mq,  per  ciascun soggetto richiedente e  per  ciascuna  unità
  abitativa;

   con  decreto  n.  639  del  26  marzo  2015,  pubblicato  in  data
  27.03.2015,  è  stato approvato il Bando Pubblico  che  prevede  le
  agevolazioni economiche di cui all'art. 33 l.r. n. 6/2009;

   considerato  che  in  data 14.06.2018 è stato pubblicato  l'elenco
  aggiornato al 13.06.2018 dei beneficiari delle agevolazioni di  cui
  alla legge in premessa;

   per sapere:

   il  numero  effettivo dei progetti finanziati ad oggi e  quali  di
  questi siano stati portati a compimento;

   la   diponibilità   finanziaria  attuale  e  residua   dell'U.P.B.
  8.2.2.6.1. in applicazione della legge regionale n. 6/2009;

   la  capacità attuale di copertura del superiore fondo in relazione
  ai progetti finanziati».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, per quanto riguarda i centri storici e quindi il numero
  effettivo  dei progetti finanziati che siano portati a  compimento,
  stiamo parlando di un numero che non è notevolissimo, si limita  in
  qualche  decina di unità e riguarda, appunto, i privati che possono
  avere concesso un contributo in conto interessi sugli interventi di
  riqualificazione e ristrutturazione dei centri storici.
   Vorrei  ricordare che questo Parlamento l'anno scorso ha integrato
  ulteriormente   una   cifra   che   già   comunque    è    capiente
  dell'Assessorato proprio perché o per poca pubblicità  o  per  poca
  convenienza, vorrei ricordare che ormai il tasso di interesse delle
  banche  è  molto basso per cui ad un privato cittadino  per  potere
  risparmiare  l'1,5  per cento o il 2 per cento  massimo  non  trova
  convenienza nel fare, magari, quella trafila burocratica e, quindi,
  per attivare questi interventi che sono, ripeto, dei contributi  in
  conto interessi e non sono dei contributi in conto capitale.
   Per  cui,  a  fronte di un minino indennizzo,  di  un  minimo,  se
  vogliamo, contributo non trovano convenienza, ecco perché il numero
  delle pratiche è abbastanza esiguo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Siragusa   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessore,  mi
  ritengo  soddisfatto per la risposta perché ha risposto quello  che
  poteva  rispondere.  In realtà, non mi ritengo soddisfatto  per  il
  percorso  che questo contributo segue. Arrivato a questo punto  che
  senso  ha  tenere  in piedi uno strumento di questo  genere  quando
  magari  si  potrebbe rimodulare in qualche cosa,  parliamo  di  una
  decina di interventi, magari saranno sempre decine di interventi ma
  magari  saranno  su  una somma un po' più consistente  che  non  un
  contributo in conto capitale.
   Per  cui,  l'invito, magari in questo senso, è cercare di  trovare
  qualche  cosa  che  possa agevolare anche il  recupero  dei  nostri
  centri  storici e rimettere anche in piedi quel minimo di  edilizia
  che può anche essere uno sbocco occupazionale nei nostri territori.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, ha saltato l'interpellanza n. 111.

   PRESIDENTE. Meno male che lei non fa come l'onorevole Figuccia
   Si  passa  all'interpellanza n. 111  Regolarizzazione dell'impiego
  dell'agente unico nel trasporto pubblico extraurbano su  gomma ,  a
  firma degli onorevoli Campo e altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   il    D.P.R.    753/1980   prevede,   ai   fini    del    rilascio
  dell'autorizzazione   all'esercizio  del  servizio   di   trasporto
  pubblico, l'obbligo del rilascio di un nulla-osta tecnico da  parte
  dei  competenti uffici della Motorizzazione Civile e  Trasporti  in
  Concessione;

   la  circolare dell'Assessorato del Turismo, delle Comunicazioni  e
  del  Trasporto  del  10.02.1996 Gruppo 2 prot.  n.  335/43/52  S.A.
  introduce la possibilità per le aziende esercenti di utilizzare  il
  c.d.  monoagente  o  agente unico, ma detta altresì  una  serie  di
  requisiti  stringenti  per ottenerne l'autorizzazione  all'impiego,
  tra cui:
   l'autorizzazione  espressa  da  parte  dell'azienda  di  trasporti
  concessionaria,  sotto la propria responsabilità civile  e  penale,
  della    presenza   di   fondamentali   condizioni   di   sicurezza
  nell'esercizio del servizio tali che l'impiego del solo  conducente
  non  determinerà alcun pregiudizio alla regolarità      e sicurezza
  dell'esercizio  dell'autolinea; la non sussistenza  di  particolari
  esigenze  di  servizio,  di  condizioni di  traffico  stradali,  di
  percorso  e  di  manovra  che,  in termini  di  presenza  del  solo
  conducente  contrastino con le norme del Codice  della  Strada;  le
  fermate  per  la  salita  e  discesa  dei  viaggiatori  nei  centri
  attraversati non debbano essere frequenti e numerose;

   proprio  a  causa  dell'importanza delle condizioni  di  sicurezza
  previste   dalla   circolare  suddetta,  sembra  che   le   aziende
  autorizzate  espressamente all'impiego del monoagente siano  state,
  negli anni, pochissime;

   rilevato che:

   la  gran  parte delle aziende esercenti il servizio  di  trasporto
  pubblico regionale svolge il servizio in regime di agente unico per
  quasi  tutte  le  tratte,  abolendo,  di  fatto,  la  funzione   di
  cooagente;

   ciò  comporterebbe  una  violazione sia della  puntuale  procedura
  prevista  dalla  circolare  del 10.02.1996  ai  fini  del  rilascio
  dell'autorizzazione  all'espletamento del  servizio  in  regime  di
  monoagente,  sia  del  D.P.R. 735/1980, con  grave  nocumento  alla
  sicurezza ed alla regolarità dei servizi, nonché all'incolumità dei
  viaggiatori, del personale addetto e dell'utenza delle strada;

   è   stata   trasmessa  qualche  anno  fa  al  Dipartimento   delle
  infrastrutture, della mobilità e dei trasporti una Perizia  Tecnica
  che  evidenziava  la  carenza delle condizioni di  sicurezza  sopra
  richiamate  su  alcune  tratte gestite da un'azienda  di  trasporto
  esercente in regime di monoagente quali: a) numerose fermate per la
  salita  dei  passeggeri nelle tratte di viaggio,  alcune  poste  in
  punti pericolosi, ad es., in prossimità di una curva, o di punti di
  immissione o di bivi; b) frequenti manovre, anche pericolose dovute
  ad  intralcio della circolazione, che necessiterebbero dell'apporto
  di  un  secondo  agente,  e che invece il  monoagente  effettua  in
  assoluta  autonomia; c) vendita dei biglietti di viaggio effettuata
  direttamente dall'autista con conseguente blocco della circolazione
  stradale  e  ritardi;  d) tratte per nulla  idonee  ad  una  sicura
  applicazione   del  sistema  di  agente  unico,   a   causa   della
  ristrettezza   della  carreggiata  e  quindi  della  necessità   di
  frequenti invasioni di marcia opposta;

   non sono invero rari i casi in cui le fermate sono poste su strade
  ad unica carreggiata con doppio senso di circolazione e contestuale
  sosta  delle  autovetture, e dove, la mancanza  di  biglietterie  e
  l'assenza  del  bigliettaio, costringe i mezzi  ad  intralciare  il
  traffico  veicolare  per  tutta  la  durata  delle  operazioni   di
  emissione  dei relativi titoli di viaggio che ha volte  si  protrae
  oltre i 5 minuti;

   considerato che:

   a  seguito  della emanazione del DDG n. 1242 del 28  giugno  2010,
  rientrano,  nelle competenze del Dipartimento delle  infrastrutture
  della  mobilità  e  dei  trasporti -  Servizio  1  -  Autotrasporto
  persone,  la  vigilanza  e  la sicurezza  dell'esercizio  delle  ex
  autolinee in concessione di competenza regionale (oggi affidate con
  contratto  provvisorio), l'autorizzazione e il relativo obbligo  di
  vigilanza  sull'utilizzo  del monoagente, l'attuazione  del  D.P.R.
  753/80  nonché  i  sopralluoghi tecnici  ai  fini  della  sicurezza
  relativa alle istituzioni e/o modifiche delle linee extraurbane;

   la  distinzione  tra  corse con agente unico e  corse  con  agente
  doppio  rileva  anche  dal  punto di vista  del  costo,  ovviamente
  diverso tra loro;

   vi  è  il sospetto che alcuni autobus extraurbani, pur non essendo
  autorizzati,  viaggino  in  regime di  monoagente,  ma  le  aziende
  esercenti percepiscano sempre il contributo previsto per  le  corse
  con  doppio  agente, ponendo in essere, così, una  vera  e  proprio
  truffa ai danni delle casse regionali;

   sono  state avviate da parte di alcuni dipendenti dei procedimenti
  giudiziari a carico delle aziende per la ricerca di posti di  minor
  aggravio  quali  quelli di bigliettaio, stante la  loro  inidoneità
  alla mansione di autista;

   da parte di numerosi autisti viene costantemente manifestata grave
  preoccupazione  per  le  continue  manovre  pericolose   che   sono
  costretti quotidianamente a compiere in assenza del cooagente;

   numerosi  autisti hanno altresì denunciato l'eccessivo  carico  di
  lavoro  a  cui sono sottoposti, essendo costretti a compiere  turni
  che  sfiorano,  nell'arco  delle 12  ore,  le  10  ore  consecutive
  rispetto le 6 ore e mezzo previste nei contratti;

   la  Corte  di  Cassazione Civile- Sezione lavoro, con sentenza  n.
  19107/2007,  intervenendo proprio in una controversia  inerente  il
  decesso  sopraggiunto per un infarto di un autista alle  dipendenze
  di   una  società  esercente  il  servizio  di  trasporto  pubblico
  siciliano,  mentre  era  alla guida di  un  autobus  di  linea,  ha
  stabilito  come non possa escludersi che l'infarto sia  insorto  in
  occasione di lavoro presumibilmente a causa dello stress da  guida,
  dal momento che le produzioni effettuate (buste paga) dimostrano il
  sovraccarico di orario cui l'autista era sottoposto;

   per sapere:

   se   non   reputino  opportuno  adottare  tutti  gli  accorgimenti
  necessari  per  eliminare  ogni possibile  violazione  delle  norme
  codicistiche e delle disposizioni vigenti in materia di utilizzo ed
  autorizzazione  dell'agente  unico sugli  autobus  impegnati  dalle
  ditte  affidatarie,  così  da  garantire  la  piena  sicurezza  dei
  trasporti pubblici;

   se  non  intendano  avviare una verifica circa le  autorizzazioni,
  anche  tacite,  concesse a fronte delle richieste delle  ditte,  ad
  espletare  il servizio in regime di monoagente, ed eventualmente  a
  rescindere  il contratto di affidamento con quelle ditte  che,  mai
  autorizzate, abbiano per anni operato con un solo agente;

   se  il  silenzio-assenso, a fronte dell'istanza di  autorizzazione
  all'impiego  del sistema dell'agente unico, di cui molte  ditte  si
  sono  avvalse per anni, sia valido ed efficace anche a seguito  dei
  sopravvenuti contratti di affidamento provvisorio ex art. 27, comma
  6, legge regionale 22 dicembre 2005, n. 19;

   se  non reputino opportuno, al fine di tutelare l'integrità fisica
  dei  dipendenti  e garantire servizi sicuri ed efficienti,  avviare
  misure che inibiscano alle ditte l'impiego dell'agente unico  nelle
  tratte extraurbane».

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrarla.

   CAMPO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    riguarda
  praticamente una circolare assessoriale del 10 febbraio 1996 e cioè
  quella della possibilità di far viaggiare gli autobus del trasporto
  pubblico in modalità  agente unico .
   Questo  tipo  di  autorizzazione ovviamente  è  molto  delicata  e
  all'epoca già aveva parecchie prescrizioni legate sicuramente  alle
  condizioni stradali, di traffico, piuttosto che alla difficoltà  di
  manovra o alla possibilità di far salire o meno persone a bordo con
  un agente solo.
   Proprio  per tutte queste tipo di prescrizioni la modalità  agente
  unico ha avuto negli anni pochissime autorizzazioni. Fatto sta  che
  quasi tutti i mezzi pubblici viaggiano in modalità agente unico.  E
  inoltre  questo, ovviamente, mette anche a repentaglio la  pubblica
  incolumità dei viaggiatori e degli autisti che oltre a questo, devo
  dire,  hanno un nastro lavorativo superiore spesso e volentieri  al
  massimo  delle  ore consentite che sappiamo dovrebbero  essere  sei
  invece tira fino a 10 ore consecutive. Il nastro lavorativo è tutto
  quell'arco di giornata in cui un autista sta fuori casa,  sia  alla
  guida che non.
   Allora,  io  mi  chiedo e chiedo all'Assessore Falcone  se  questa
  modalità  agente  unico  prevede la modalità del  silenzio-assenso.
  Ovvero,  tutti quegli autobus che hanno fatto richiesta e  che  non
  hanno  mai  avuto  risposta dalla Regione, possono  o  non  possono
  viaggiare  in  modalità agente unico? E ancora: vengono  effettuati
  controlli in tal senso?

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in ragione della  richiesta  della
  interpellanza che ha fatto la collega Campo, c'è una discussione in
  atto,    perché   non   riguarda   soltanto   l'Assessorato   delle
  infrastrutture,  ma  ci  sono  anche  altri  Assessorati  coinvolti
  relativamente  alle questioni che ha sottoposto  all'attenzione  di
  questo Governo l'onorevole Campo.
   Per  cui, su questo mi permetto di rinviare a una risposta scritta
  dove  chiariremo,  perché  tra l'altro abbiamo  rivolto  anche  dei
  quesiti per avere una certezza di indirizzo. Su questo per  cui  io
  dico  risponderemo  anche in maniera scritta per  evitare  di  dire
  delle cose che rischiano di non essere particolarmente esatte.

   (Dal proprio scranno l'onorevole Campo fa cenno di prendere atto
                        della risposta fornita)

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 116  Notizie  in  merito
  all'attivazione  della stazione ferroviaria  di  Aci  Castello  nel
  passante  ferroviario  'Nodo Catania' ,  a  firma  degli  onorevoli
  Ciancio e altri.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
  utilità, premesso che:

   con  nota  38240  del  08-10-2018 il Sindaco di  Aci  Castello  ha
  chiesto che la Regione Siciliana si 'prenda carico dell'esigenza di
  un   intero  territorio,  rivolta  al  potenziamento  del  servizio
  pubblico  di  trasporto integrato per il compimento di un  progetto
  complessivo  in  tema  di mobilità sostenibile  che  possa  ridurre
  sensibilmente il sempre più crescente flusso automobilistico  da  e
  per  Catania  e  la  sua zona sud, con il conseguente  abbattimento
  delle emissioni CO2';

   la  nota appena citata è conseguente alla mancata evasione di  due
  richieste di interlocuzione che il Sindaco di Aci Castello  ha  già
  incoato  alla  RFI  (Rete Ferroviaria Italiana),  proprio  al  fine
  addivenire  ad un confronto sul tema, nella prima delle  quali,  la
  nota  n. 17010 del 17 settembre 2014, al destinatario dell'istanza,
  il prof. Dario Lo Bosco, presidente del Cda di RFI, veniva spiegato
  che per Aci Castello la stazione ferroviaria in oggetto costituisce
  il  ruolo di vettore principale per gli spostamenti urbani, sia  in
  quanto  le  vie  di  accesso  su strada  risultano  particolarmente
  intasate,  sia per il beneficio che ne deriverebbe all'ambiente  ed
  alla qualità della vita della cittadinanza;

   la  premessa  dell'iniziativa sindacale  citata  prende  le  mosse
  dall'esigenza  di  far  fronte  alla  necessità  di  abbattere   le
  emissioni  di  CO2,  così  come previsto  dal  Patto  dei  Sindaci,
  conosciuto  anche  come 'Covenant of Mayors',  cui  ha  aderito  lo
  stesso  comune  con delibera di Giunta municipale n.14  del  26-03-
  2013,  e sostenuto anche dalla Regione Siciliana con l'approvazione
  della delibera della Giunta Regionale n.286 del 2013;

   secondo  il locale Comando di Polizia municipale, citato da  fonti
  dell'Amministrazione  comunale in  oggetto,  è  stato  rilevato  un
  flusso  viario pari ad 'oltre 25 mila auto in transito giornalmente
  sul territorio con punte di 40 mila nel periodo estivo';

   ad   ulteriore  giustificazione  di  quanto  in  premessa,   viene
  riferito,   inoltre,  che  su  Aci  Castello,  secondo  un   report
  dell'ufficio   comunale   tributi,  le  presenze   turistiche   nel
  territorio per l'anno 2017 ammonterebbero a 92.806 negli  hotel  e,
  secondo  l'ufficio comunale turismo, a oltre 150  mila  compresi  i
  visitatori occasionali;

   atteso che:

   l'idea  lanciata  dall'Amministrazione comunale  scaturisce  e  si
  rafforza anche in considerazione del
   fatto  che,  con il completamento del raddoppio ferroviario  nella
  tratta Catania-Fiumefreddo, l'intero percorso assumerà la specifica
  vocazione di metropolitana regionale;

   l'Amministrazione    comunale   aveva   prospettato    alla    RFI
  l'opportunità  di  localizzare la fermata in argomento  nella  zona
  dove  attualmente  si  trova un locale adibito ad  autodemolizione,
  situato su terreno della stessa RFI , oggetto di una trattativa  di
  alienazione  a privati e la cui conclusione può rendere impossibile
  il  progetto  di  istituzione  della  fermata  ferroviaria  per  la
  impossibilità di reperire un altro sito, considerato che si  tratta
  dell'unica zona allo scoperto a servizio del centro abitato di  Aci
  Castello;

   il  sito  della stazione ferroviaria de quo, in aggiunta a  quelle
  già  previste,  in  parte  realizzate  e  in  parte  in  corso   di
  realizzazione,  è  stato  individuato nel Passante  ferroviario  di
  Catania, e in particolar modo nella relativa sezione metropolitana,
  nota con il nome di 'Nodo Catania', una infrastruttura, questa,  di
  tipo  urbano  compresa  tra le stazioni  di  Cannizzaro  e  Catania
  Bicocca,  le  cui caratteristiche sono rappresentate da  una  parte
  dalla  elevata  frequenza  di corse e,  dall'altra,  dalla  maggior
  numero di fermate;

   benchè,  nel  frattempo, sulla proprietà dei  terreni  individuati
  come  sito  ferroviario,  il titolare, Rete  Ferroviaria  Italiana,
  abbia  disposto l'affitto a favore di soggetti diversi, secondo  le
  informazioni  pervenute da parte dell'Amministrazione  comunale  di
  Aci  Castello,  vi sarebbe una parte residua su cui si  può  ancora
  realizzare quella che è stata definita come una fermata in linea  ,
  caratterizzata, quest'ultima, dall'essere una semplice fermata  con
  pensilina  e annessa biglietteria elettronica, in prossimità  della
  stazione ferroviaria di Aci Castello chiusa nel 1989 nei pressi  di
  via  Stazione,  ma  adeguata  ad   una  metropolitana  leggera   di
  superficie;

   visto che:

   a  seguito di vari tavoli tecnici, inoltre, in data 21 marzo  2018
  si è svolta una riunione presso la Soprintendenza ai Beni Culturali
  e  Ambientali di Catania, all'esito della quale è stato redatto  un
  nuovo  progetto  preliminare, noto con il nome di  'Porto  3',  del
  Passante  ferroviario di Catania e approvato dalla giunta  comunale
  di Catania il 10 maggio 2018;

   la  soluzione Porto 3, secondo i progettisti, riuscirà a coniugare
  la  visione  trasportistica e la visione  urbanistica,  secondo  il
  nuovo  tracciato tra le cui fermate è prevista pure quella  di  Aci
  Castello (tra Acireale sud e la fermata Cannizzaro);

   per conoscere:

   se  sia  in corso una interlocuzione con Rete Ferroviaria Italiana
  sul tema in questione;

   quale sia la posizione di Rete Ferroviaria Italiana in merito alla
  realizzazione  della  fermata di Aci Castello e  sulla  fattibilità
  della stessa;

   se  non intenda dare seguito alla richiesta più volte espressa dal
  Sindaco di Aci Castello di convocare un tavolo di confronto ad hoc,
  insieme ad RFI;

   quale  sia  l'opinione  dell'Assessore  al  ramo  in  merito  alla
  realizzazione della fermata in linea ad Aci Castello nel  'Passante
  ferroviario', segnatamente nel tratto 'Nodo Catania', e quali  atti
  conseguenti intenda intraprendere».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'Assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interpellanza.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  parliamo   di   una   stazione
  ferroviaria  o  diremo di una fermata ferroviaria che  riguarda  il
  Comune di Acicastello.
   Vorrei  ricordare che il dibattito attorno a questa fermata  si  è
  acceso  soprattutto  quando  abbiamo  aperto  il  cosiddetto  nodo-
  passante di Catania, cioè quando abbiamo aperto l'ultima fermata  o
  stazione, come viene chiamata in gergo, che è quella di Piccanello.
  Quindi,  che  si aggiunge a Cannizzaro, Piccanello e quindi  Piazza
  Europa per poi arrivare alla Stazione Centrale. Prima di Cannizzaro
  c'è appunto quella di Acicastello.
   Stiamo facendo fare uno studio di fattibilità, più volte ci  siamo
  confrontati  con  l'ingegnere Leocata, che è il referente  per  RFI
  della  Sicilia per gli investimenti della Sicilia orientale,  e  in
  parte  anche per la Calabria, il quale ritiene però non compatibile
  tra  i  costi  e i benefici dell'investimento. Però,  noi  abbiamo,
  fermo  restando la sua idea, noi abbiamo detto che intanto vogliamo
  capire i flussi di traffico e che comunque alla fine il committente
  è  la  Regione  siciliana, sarà il committente  a  dire  se  questa
  fermata potrà essere fatta.
   In  linea  di  principio,  onorevole Ciancio,  le  devo  dire  che
  personalmente sono favorevole e aspettiamo un mesetto, che mi aveva
  detto  che ci faceva avere questi flussi di traffico entro il  mese
  di  aprile,  purtroppo  sta facendo altre cose  che  per  noi  sono
  maggiormente  prioritari.  Ma,  ad  esempio,  abbiamo  avuto  anche
  incontri con alcuni consiglieri comunali, con altre questioni,  con
  l'ex sindaco di Acicastello.
   C'è stata attorno a questa vicenda un dibattito, vari incontri  ci
  sono  stati, quindi personalmente però le dico accedo alla sua idea
  e  alla  sua posizione. Anche io sono, e anche il Governo  le  devo
  dire, d'accordo a verificare la possibilità di fare questa fermata.
  Costerebbe intorno a 3-4 milioni di euro, almeno. Forse l'ingegnere
  Leocata  si  era  spinto  un po' in più,  perché  quando  si  dice,
  poc'anzi  è stato detto un pensilina; no, non è una pensilina,  c'è
  il  binario da collocare, c'è la sottostruttura, ci sono  le  parti
  esterne e ci sono anche la viabilità da creare.
   Una  per  tutti,  quella fermata che sembra  banale  ad  Acireale,
  l'onorevole Foti lo sa, abbiamo avuto anche un incontro  abbastanza
  acceso  dove  io all'ingegnere Leocata ho chiesto energicamente  di
  provvedere, energicamente, utilizzo un avverbio, là ci vorranno non
  meno  di 5 milioni, ma forse si arriva a 7 milioni, si arriva  alla
  fine. Ecco perché dico comunque siamo favorevoli, tra un mesetto ci
  rivediamo  per capire a che punto siamo nello studio di fattibilità
  e in merito alla progettazione.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ciancio   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, è chiaro  che  non  posso  ritenermi
  soddisfatta fino a quando non vedremo i risultati di questo  studio
  di  fattibilità. Certo, mi sembra assurdo che si possa  considerare
  economicamente  non  vantaggiosa visto che stiamo  parlando  di  un
  territorio  che,  forse  dopo l'Etna,  è  quello  più  visitato  in
  assoluto dai turisti che passano da Catania e i cui collocamenti in
  questo  momento sono molto poco soddisfacenti rispetto alla domanda
  e alla mole di persone che fanno quel tratto ogni giorno.
   Tuttavia,  mi  riservo poi tra un mese, come ha detto l'Assessore,
  di  riaggiornarci perché parliamo, ci riempiamo tutti la  bocca  di
  turismo,  però  se  poi  non creiamo queste infrastrutture  che  in
  questo  caso  è  una fermata in linea leggera, giustamente  lei  ha
  detto  ha dei costi , comunque io penso che ne valga la pena  e  la
  Regione debba scommettere su questa infrastruttura.
   Una  piccola  precisazione sull'interrogazione  di  prima,  signor
  Presidente,  rubo  solo  un  minuto.  L'avevo  indirizzata  a  lei,
  Assessore, perché un articolo dell'anno scorso di luglio diceva che
  l'Assessorato delle infrastrutture aveva istituito una  task  force
  per  valutare  quello che era successo negli anni in  questa  pista
  ciclabile,  solo  per  questo  motivo l'abbiamo  presentata  a  lei
  chiedendo i risultati della task force. Però, abbiamo detto che  mi
  darà  la  risposta scritta, per me va benissimo anche  la  risposta
  scritta.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  E'  una
  risposta scritta all'interpellanza parlamentare, alla n. 101,  ecco
  perché  l'avevo  tra  le  carte, e dalla quale  appunto  il  nostro
  Dirigente  sostiene  che  non  è  di  nostra  competenza  perché  è
  comunale,  però mi sono permesso, facendo una battuta,  l'onorevole
  Di  Paola  è arrivato, ho detto: "eventualmente può rispondere  più
  compiutamente  di  me l'onorevole Di Paola che  ha  la  relazione".
  Quindi, questa rientra in quella relazione.
   Per  cui,  intanto le fornisco la risposta scritta,  appunto,  dei
  nostri  uffici,  dove  c'è anche la relazione  dell'amministrazione
  comunale, perché è un'opera che non afferisce all'assessorato  alle
  infrastrutture. Noi l'abbiamo presa in carico come task force.

   PRESIDENTE. Quindi, verrà data risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 536  Pulizia degli alvei dei fiumi
  ricadenti   nel  territorio  del  libero  consorzio   comunale   di
  Agrigento , a firma degli onorevoli Catanzaro ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che l'estrazione di sabbia, ghiaia ed altri
  materiali  accidiosi  che per effetto del  fluire  delle  acque  si
  accumulano   nell'alveo  dei  fiumi  ne  alterano   non   solo   le
  caratteristiche  funzionali  ma anche  l'equilibrio  geomorfologico
  un'operazione  indispensabile  per  garantire  la  regolarità   del
  deflusso  necessaria  per evitare il verificarsi  di  straripamenti
  inondazioni;

   considerato   che   l'esigenza  di  programmare   pianificare   le
  operazioni di rimozione dei materiali che si accumulano  nei  corsi
  d'acqua  ritenuta necessaria al fine di prevenire il  dissesto  del
  territorio,  inclusi  erosioni abbassamento  degli  alvei  e  delle
  coste;

   rilevato  che le operazioni di pulizia dei corsi d'acqua siciliani
  e  in  particolare  quelli che ricadono nel territorio  del  libero
  consorzio  dei  comuni di Agrigento, attualmente  risultano  essere
  occupati  da  terra, materiale litoide, da formazioni  arboree  che
  impedirebbero il loro decorso naturale;

   tenuto   conto  che  negli  ultimi  anni  l'aumento  di   violente
  precipitazioni atmosferiche che hanno colpito la nostra Regione, la
  scarsa  pulizia  degli  alvei dei fiumi causata  soprattutto  dalla
  mancata manutenzione avrebbero determinato numerose esondazioni  di
  fiumi torrenti causando ingenti danni ai cittadini all'ambiente;

   appreso che:

   nel  corso  dei giorni scorsi il Governo della Regione  attraverso
  l'Autorità  di Bacino del distretto idrografico della  Sicilia,  ha
  varato  un  piano per opere urgenti: 26 cantieri in su  altrettante
  aste fluviali in sette province, per una spesa complessiva di circa
  6  milioni  e  200  mila  euro, dove  però  non  vi  rientrano  gli
  interventi  necessari  per quei corsi d'acqua  della  provincia  di
  Agrigento  che sono stati oggetto di esondazioni già  nel  novembre
  2016 e 2018 causando notevoli danni all'ambiente circostante e  che
  oggi  si  trovano in una situazione di gran lunga  più  critica  in
  quanto l'accumulo di materiale è notevolmente aumentato non essendo
  stati fati gli interventi di messa in sicurezza;

   tale   elenco  è  stato  redatto  sulla  base  delle  segnalazioni
  pervenute  dagli uffici del Genio Civile dell'isola e che l'ufficio
  di  Agrigento non ha segnalato i fiumi o torrenti che sono in grave
  dissesto;

   ritenuto  inoltre  necessario, anche  soprattutto  alla  luce  dei
  recenti cambiamenti climatici, proseguire intensificare l'opera  di
  manutenzione  e  pulizia dei fiumi al fine  di  provvedere  ad  una
  maggiore protezione delle popolazioni dalle potenziali esondazioni;

   visto   che   l'avvicinarsi  della  stagione   autunnale   aumenta
  proporzionalmente   il   pericolo,   causato   dall'aumento   delle
  precipitazioni;

   per sapere se e quali iniziative urgenti stiano mettendo in atto o
  intendano  assumere  per fronteggiare una situazione  di  emergenza
  rispetto a quei corsi d'acqua oggetto di esondazione già negli anni
  scorsi  salvaguardando l'incolumità pubblica, nonché nel  dettaglio
  quali  siano  i  piani di intervento da attuare e da includere  nel
  programma d'intervento».

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Falcone   per
  rispondere all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  anche  questa  non  è  proprio  un'interrogazione  che
  potrebbe  essere  rivolta all'Assessorato delle  infrastrutture  ed
  della  mobilità perché riguarda la pulizia degli alvei. Però,  devo
  dire  una  cosa, giusto per completezza. L'anno scorso  sono  stati
  attivati, a seguito degli alluvioni del periodo autunnale, dove  ci
  sono  stati purtroppo, ahimè, dei decessi, sono stati attivati  ben
  111  interventi di somma urgenza tramite il Dipartimento  regionale
  ed i Geni civili, anche sugli alvei dei fiumi.
   Vorrei  ricordare che, finalmente, l'anno scorso questa Assemblea,
  dietro  una  esplicita richiesta del Presidente della  Regione,  ha
  istituito l'Autorità di bacino, che è quella che pianifica e  anche
  quest'anno  sta  procedendo a pianificare ulteriori interventi  che
  faremo  proprio  nelle prossime settimane, prima dell'approssimarsi
  del  periodo autunnale ed invernale, per cui pur non essendo di mia
  competenza, però in questo possiamo rispondere.

     (Dal proprio scranno l'onorevole Catanzaro fa cenno di essere
           parzialmente soddisfatto della risposta fornita)

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 119  Gravi  disservizi
  del  trasporto extraurbano, tratta Motta Sant'Anastasia - Catania ,
  a firma degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   nel  quadro  dei  diritti inviolabili dell'uomo costituzionalmente
  sanciti,  trova grande valore il diritto ad un adeguato livello  di
  istruzione,  tale  da  garantire a tutti i cittadini  pari  dignità
  sociale, condizioni e eguaglianza;

   in questo quadro, è compito della Regione Siciliana riconoscere  e
  garantire  il  diritto  allo studio per tutti  gli  studenti  delle
  scuole  di  ogni  ordine e grado, nel quadro dei  principi  sanciti
  dalla Costituzione e delle leggi vigenti, promuovendo, su tutto  il
  suo  territorio, ogni condizione affinché tale diritto possa essere
  esercitato da tutti i cittadini, a prescindere dal sesso, dal credo
  religioso, dalle opinioni politiche, dalla razza e dalle condizioni
  socioeconomiche;

   visto  che  il  servizio di trasporto extra-urbano,  tratta  Motta
  Sant'Anastasia-Catania,  è  svolto  esclusivamente  dalla   Azienda
  Siciliana Trasporti, con sede in Palermo;

   considerato che:

   l'Azienda  AST  ormai da lungo tempo, ebbene,  non  garantisce  un
  servizio   pubblico  adeguato  alle  necessità  della   popolazione
  residente,   soprattutto  agli  studenti,  in  quanto  non   svolge
  regolarmente  il  servizio di trasporto,  non  rispetta  gli  orari
  concordati  e  non  utilizza  un  numero  di  mezzi  sufficienti  a
  soddisfare le esigenze dei numerosi utenti che utilizzano la linea;

   segnatamente, sono circa trecento gli studenti pendolari residenti
  a  Motta  Sant'Anastasia  che frequentano gli  Istituti  di  scuola
  secondaria   di   II  grado  a  Catania,  costretti   a   usufruire
  frequentemente di permessi per ritardi o ad assentarsi,  con  gravi
  ripercussioni  sul  buon  andamento scolastico,  i  quali,  quindi,
  subiscono incolpevolmente un vero e proprio pregiudizio al  diritto
  allo studio;

   in particolare, sono divenute irregolari le corse delle 7,15- 7,30
  (Motta  Sant'Anastasia-Catania) e dalle ore 13,45  e  14,10  (Motta
  Sant'Anastasia-Catania) a motivo della asserita mancanza di  mezzi,
  è   stata   soppressa,  inoltre,  la  corsa   delle   7,00   (Motta
  Sant'Anastasia-Catania);

   a  ciò  si  aggiunga  che,  per ciò che riguarda  le  poche  corse
  garantite,  le  condizioni di viaggio risultano  inaccettabili,  in
  quanto  i mezzi sono affollatissimi e non garantiscono la sicurezza
  degli utenti;

   appreso  che le segnalazioni pervenute denunciano, parimenti,  che
  l'Azienda non sia in grado di garantire il servizio di trasporto ai
  cittadini disabili;

   per  conoscere se intendano effettuare i necessari accertamenti  e
  mettere  in atto tutte le azioni di propria competenza, verificando
  le  possibili  soluzioni,  di concerto  con  l'Amministrazione  del
  comune   di  Motta  Sant'Anastasia,  per  ripristinare  le  normali
  condizioni di efficienza del servizio e per dare risposte  concrete
  ai  cittadini, tenuto conto, altresì, che tali disservizi  incidono
  negativamente  sul  diritto allo studio di  centinaia  di  studenti
  siciliani».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per  illustrare
  l'interpellanza.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa interpellanza,
  che  può  apparire di poco conto, lo scorso anno, ma  anche  quello
  precedente,  ha  determinato  disagi  immani  nei  riguardi   degli
  studenti   di  Motta  Sant'Anastasia  che  frequentano  le   scuole
  superiori  della città di Catania. Deve sapere che  gli  orari  non
  corrispondevano  alle fermate, spesso i ragazzi  rimanevano  lì  ad
  aspettare  e poi in maniera, diciamo rocambolesca, si organizzavano
  dopo  aver  aspettato quindici, venti minuti, con  i  genitori  per
  raggiungere la scuola, finché non è stato più permesso entrare alla
  famosa  seconda  ora  e questo ha determinato parecchio  trambusto.
  Ora,  anche in questo caso, sono passati parecchi mesi, vediamo  se
  la cosa si è risolta.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'Assessore  Falcone   per
  rispondere all'interpellanza.

   FALCONE,  Assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, il problema è stato risolto. Abbiamo richiamato l'Ast a
  fornire  un  servizio puntuale. L'Ast dal canto suo, lamentava  dei
  ritardi  nei pagamenti da parte del comune di Motta Sant'Anastasia,
  abbiamo  fatto incrociare i due enti, cioè la società di  trasporto
  regionale  ed  il  comune di Motta Sant'Anastasia, quest'ultimo  ha
  proceduto  a  dare  degli  acconti  e  l'Ast  comunque  ha   invece
  intensificato  le  corse,  ha  dato  maggiore  puntualità   ed   ha
  sostituito due pullman, perché obiettivamente quelli precedenti non
  erano adeguati.

       (Dal proprio scranno l'onorevole Foti fa cenno di essere
                  soddisfatta della risposta fornita)

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 557  Manutenzione della
  strada  provinciale  118  'Corleonese  -  Agrigentina' ,  a   firma
  dell'onorevole  Figuccia.  Essendo  l'onorevole  Figuccia  assente,
  all'interrogazione verrà data risposta scritta.
   Si    passa    all'interpellanza   n.   127    Interventi    circa
  l'applicazione della tassa prevista al n. 40 del d.lgs n.  230  del
  1991  nei  confronti di coloro che svolgono l'attività di trasporto
  in  conto  proprio  in Sicilia , a firma degli  onorevoli  Foti  ed
  altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, visti l'art. 6 della L.20/06/1935, n. 1349 e ss.mm.e
  ii e il successivo articolo 7;

   premesso che la tassa è prevista al numero d'ordine 40 del  d.lgs.
  n.230/91  'Tariffa  delle  tasse sulle  concessioni  regionali'  in
  relazione  ai  'Trasporti,  navigazione  e  porti  locali'  dispone
  Concessione  per  servizi pubblici - di interesse  regionale  -  di
  autotrasporto  di  merci, rilasciata ai sensi dell'  art.  7  della
  legge 20 giugno 1935, n. 1349, sostituito dall' art. 60 del decreto
  del  Presidente  della Repubblica 28 giugno 1955,  n.  771,  nonché
  dall' art. 14 della legge 18 marzo 1968, n. 413( )';

   il   suddetto  d.lgs.  è  espressamente  richiamato  dalla   Legge
  Regionale  24  agosto 1993, n. 24 e ss.mm.ii., che ha regolamentato
  il tributo in Sicilia;

   atteso che:

   il  trasporto  di cose in conto proprio (art. 31  della  legge  n.
  298/74)  è  l'attività di trasporto eseguita  da  persone  fisiche,
  giuridiche, enti privati o pubblici, qualunque sia la loro  natura,
  esclusivamente per esigenze proprie;

   segnatamente, nel Trasporto in Conto Proprio il trasporto non deve
  costituire  attività  economicamente prevalente  del  soggetto,  ma
  complementare  all'attività principale, laddove, nel  Trasporto  in
  conto   terzi,  la  prestazione  di  un  servizio  viene   eseguita
  professionalmente e non in maniera strumentale ad altre attività;

   appreso che:

   a  livello nazionale la disciplina ha subito molteplici variazioni
  e abrogazioni;

   la suesposta tassa in Sicilia viene ancora applicata nei confronti
  di  soggetti  che  effettuano l'autotrasporto in Conto  Proprio,  i
  quali, è bene ribadire, non svolgono servizio pubblico di linea per
  trasporto  merci  e non sono concessionari della relativa  licenza,
  bensì   utilizzano   il  proprio  mezzo  per   attività   attinenti
  all'attività principale da loro svolta;

   nessuna  esenzione  risulta, infatti, prevista nella  legislazione
  regionale  vigente  in  materia,  la  quale,  avendo  recepito   la
  normativa  statale  con  rinvio statico,  ha  lasciato  applicabili
  unicamente  in  Sicilia  le  voci  di  tassa  soppresse  a  livello
  nazionale;

   la  conseguenza  di  tale anomalia comporta  che  le  sopravvenute
  abrogazioni  operate  da  leggi  statali,  non  determinando  alcun
  effetto  giuridico nell'ordinamento regionale, discriminano  coloro
  che  svolgono  attività di trasporto in conto proprio  in  Sicilia,
  rispetto a coloro che la esercitano nel resto d'Italia;

   per conoscere se intendano intervenire al fine di impedire che  la
  tassa prevista al n.40 del d.lgs n 230/91, recante concessione  per
  servizi pubblici di interesse regionale di autotrasporto di  merci,
  rilasciata  ai  sensi  dell'art  7 della  legge  20/6/1935,n  1349,
  sostituito  dall'art 60 del D.P.R.28/6/1955 n 771, nonché  dell'art
  14  della legge 18 marzo 1968,n 413 espressamente richiamata  dalla
  L.R  24  agosto  1993  n  24,  venga  applicata  in  Sicilia  anche
  all'attività  di  trasporto di cose in conto proprio,  disciplinato
  dall'art 31 della legge n 298/74».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Foti per  illustrare
  l'interpellanza.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  come  riporta  il
  testo,   tra   le   varie   tasse  che  vengono   sostenute   dagli
  autotrasportatori  ce  n'è  una  in  particolare  che  pare   venga
  applicata ormai solo in Sicilia, nonostante nel resto del Paese non
  venga  più applicata, parliamo del trasporto in conto proprio  che,
  quando  non costituisce attività prevalente, non deve avere  questo
  tipo di tassa.
   Purtroppo,  questi trasportatori di solito sono  aziende  agricole
  che  hanno una camionetta in sostanza, devono invece pagare  questa
  tassa viene richiesta.
   Allora,  mi  chiedo se questa anomalia non comporti  un  ulteriore
  sovraccarico sulle nostre aziende locali e se l'Assessore ha  avuto
  l'opportunità  di approfondire la questione soprattutto  anche  con
  l'Assessorato  al Bilancio e,  magari, regolarsi di conseguenza  in
  particolare  per quei mezzi la cui attività non costituisca  tratte
  ricorrenti e attività prevalente.

   PRESIDENTE.  Però,  Assessore, scusi se mi posso  permettere,  non
  voglio  entrare  nel  merito, ma se c'è una tassa,  la  tassa  c'è;
  forse, bisogna intervenire legislativamente per eliminarla,  ma  se
  la  tassa c'è ha poco da rispondere secondo me l'Assessore,  si può
  dire se si può fare un intervento legislativo per eliminarla.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Purtroppo,
  devo  dire  che  l'interpellanza che l'onorevole Foti  ha  mosso  è
  perché  vi  è una diversità di vedute. Si ritiene che questa  tassa
  che  venne  recepita è una tassa nazionale che  venne  recepita  in
  Sicilia  20 anni fa forse di più 25 anni fa è stata forse  superata
  da  una  norma nazionale. Però, anche su questo noi abbiamo parlato
  con  il  Bilancio  e il Bilancio ritiene che non sia  proprio  così
  chiaro,  cioè  è  un  recepimento  di  una  norma  nazionale.   Ciò
  nonostante, siccome dal Bilancio aspettavamo notizie ma non  ci  ha
  risposto,  solleciteremo ulteriormente per farci dare una  risposta
  scritta,  onorevole  Foti, così piuttosto che parlare  verbalmente,
  queste cose li dobbiamo anche precisare, scripta manent dicevano  i
  latini.  Quindi,   se  documentiamo  anche  con  atti  scritti  con
  documenti scritti possiamo essere anche più precisi ed essere  meno
  generici. Quindi, faremo una risposta scritta.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.   Siccome   lei  ha  detto  che  è  opportuno   praticamente
  recepimento  di una norma nazionale dinamicamente non  ha  recepito
  l'abrogazione della norma a livello nazionale.
   Giustamente,  l'Assessore  vuole fare  degli  approfondimenti.  Io
  annuncio  già da ora che presenterò quando faremo la variazione  di
  bilancio  insomma,  una norma finanziaria il  recepimento  dinamico
  così da eliminare questa tassa e in maniera scritta si è presentata
  l'interpellanza  anche  perché questo è il  nostro  modo;  qualcuno
  prima  diceva  così  un  po' ironicamente:   perché  non  fate  una
  telefonata all'Assessore ; io penso che la telefonata ci può stare,
  però  è  anche  giusto  che  dove  c'è  l'atto  parlamentare  venga
  discusso, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Assessore, non voglio interferire, però mi  sembra  un
  argomento di lana caprina, cioè se c'è una legge, si può presentare
  un  disegno  di  legge  che  la abroga,  non  è  che  si  può  fare
  un'interpellanza  in  cui  si  chiede  all'Assessore  perché  viene
  rispettata la legge.

   FOTI. Per lei è una questione di lana caprina, ma sono soldi delle
  aziende, è una questione importante

   PRESIDENTE. Lo so benissimo  Io dico dal punto di vista tecnico.

   FOTI.  Siccome  con il precedente Governo siamo stati  rimbalzati,
  conoscendo il ruolo dell'Assessore, presento l'atto.

   PRESIDENTE.  Io credo che se si presenta una norma di abrogazione,
  specialmente se è già stata fatta a livello nazionale

   FOTI.  E  lei  immagini che si continui a pagare, quindi  immagini
  quanto saranno incavolati

   PRESIDENTE.  Ripeto,  la  questione della   lana  caprina   non  è
  sull'argomento,  è sulla tecnica. Secondo me la  tecnica  dice  che
  bisogna  presentare  un disegno di legge che abroga  questa  norma,
  così come è stato fatto a livello nazionale.

   FOTI.  Quando  arriva  l'emendamento che non  venga ,  perché  gli
  emendamenti  purtroppo sono stati presentati, però  spesso  vengono
  saltati  in  blocco, perché sono aggiuntivi; quindi, sull'andamento
  dei  lavori  in Commissione, siccome l'emendamento l'ho  presentato
  sia in questa legislatura che nella precedente, lei deve sapere che
  in  Commissione   Bilancio  avviene che si  prende  il  lavoro  dei
  deputati e si butta, allora io lo propongo all'Assessore.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, gli emendamenti  vengono  presentati
  alla Presidenza, poi decide la Presidenza cosa fare.

   FOTI. Ora dopo 8 mesi, A settembre fra un anno, mi si dice:  ma tu
  ti  sbrighi anche più velocemente , io le dico che non ci si sbriga
  velocemente,  perché velocemente viene buttato  e  si  spreca  solo
  carta.

   PRESIDENTE.  La prossima volta l'emendamento lo porti direttamente
  alla Presidenza che ci pensiamo noi.
   Si  passa  all'interpellanza n. 131  Chiarimenti  sull'istituzione
  dell'ufficio  speciale  per la progettazione  regionale ,  a  firma
  degli onorevoli Campo ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso che:

   con delibera di Giunta regionale 4 novembre 2018, n. 426, ai sensi
  dell'art. 4, comma 7 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, è
  stato  istituito l'Ufficio Speciale per la progettazione regionale,
  alle  dipendenze del Presidente della Regione, per la durata  di  3
  anni, con lo scopo di ottimizzare le professionalità tecniche degli
  Uffici  centrali e/o periferici dell'Amministrazione  regionale  'a
  servizio  di  un  settore strategico quale la  realizzazione  delle
  opere  pubbliche,  alla quale si intende imprimere  un  particolare
  impulso   e  celerità  al  completamento  delle  relative  attività
  progettuali';

   a tale struttura è attribuita la finalità di dirigere e coordinare
  l'intera  attività di progettazione, esecuzione  e  collaudo  delle
  opere pubbliche regionali e di dare concreta risposta alle esigenze
  dei  Comuni, nonché delle stesse Città metropolitane e  dei  Liberi
  consorzi  comunali,  spesso  carenti  di  professionalità  tecniche
  interne,   consentendo  loro  di  avvalersi  delle  professionalità
  tecniche  e  del  know  how dell'Amministrazione  regionale,  anche
  attraverso la stipula di apposite convenzioni;

   a  tal  fine, è previsto: l'immediato inserimento di un  Dirigente
  dotato  di  requisiti curriculari e professionali in linea  con  le
  funzioni  ed  i  compiti, cui corrispondere il livello  massimo  di
  retribuzione  previsto  per il personale  dirigenziale  oltre  alla
  retribuzione  di  risultato;  il  trasferimento  di  50  unità   di
  personale dell'Amministrazione regionale, da reclutarsi nell'ambito
  delle professionalità tecniche quali ingegneri, architetti, geologi
  e geometri, fino a un massimo di 5 unità con profilo amministrativo
  contabile;

   rilevato che:

   si  sono subito registrati i commenti negativi sia dei progettisti
  siciliani     sia    del    Coordinamento    Regionale    Siciliano
  dell'Associazione di Intesa Sindacale degli Architetti e  Ingegneri
  Liberi  Professionisti Italiani (Inarsind), che  hanno  chiesto  di
  fatto al Presidente della Regione un passo indietro, in quanto, tra
  le  altre  criticità  rilevate, tale  proposta  non  riuscirebbe  a
  produrre miglioramenti né a supportare il carico di lavoro dei  390
  Comuni siciliani;

   anche  l'OICE  per  la Sicilia, l'associazione  delle  società  di
  ingegneria e architettura aderente a Confindustria, ha mostrato non
  poche  perplessità, rilevando come per un vero sviluppo sostenibile
  e  proattivo si debba puntare su una ingegneria di qualità, e a tal
  fine  è indispensabile che la pubblica amministrazione si concentri
  sulle  fasi di programmazione, monitoraggio e controllo delle opere
  pubbliche,  specie quelle di carattere strategico  e  territoriale,
  evitando  di  strutturarsi per fare all'interno quanto il  mercato,
  con maggiore efficacia, efficienza e qualità può offrire e offre da
  anni con professionalità e qualità;

   considerato che:

   da  ultimo  anche  la Consulta degli Ordini degli Ingegneri  della
  Sicilia   ha   assunto  una  posizione  avversa  alla   scelta   di
  centralizzare  i servizi di progettazione, fondando le  riflessioni
  sulla  necessità  di  distinguere in maniera chiara  controllori  e
  controllati,  riservando ai liberi professionisti la  progettazione
  ed  ai  pubblici dipendenti il controllo del processo di esecuzione
  delle opere pubbliche, dalla programmazione al collaudo;

   è   di  tutta  evidenza  come  tale  istituto  possa  creare   una
  commistione  di  ruoli, facendo coincidere il 'controllore'  e  'il
  controllato'  in  seno alle P.A., ricoprendo contemporaneamente  il
  ruolo  di progettista, stazione appaltante e, se delegata da  altra
  P.A.  anche  committenza. Una possibilità che si pone  contro  ogni
  logica  di 'netta' separazione dei ruoli anche ai fini della  tanto
  ricercata 'trasparenza';

   gli ingegneri di Sicilia hanno sottolineato come tutti i tentativi
  di  affidare  la  progettazione interna alle  stazioni  appaltanti,
  attribuendo   ai  privati  (siano  essi  liberi  professionisti   o
  direttamente   ai   contraenti   generali,   concessionari,   etc.)
  competenze  in  materia di verifica dei progetti e  collaudo  delle
  opere,  hanno alimentato varianti in corso d'opera, contenziosi  ed
  incompiute, oltre che situazioni di potenziale incompatibilità come
  quella  oggi  esistente nella realizzazione  e  manutenzione  delle
  grandi opere infrastrutturali;

   risulta ampiamente prevedibile come il nuovo organismo non sarà in
  grado  di  assicurare  la  qualità delle prestazioni  professionali
  garantite  dalla  concorrenza e dal mercato,  sia  per  carenza  di
  strumenti  e di aggiornamento continuo, sia per l'endemica  carenza
  di  personale  tecnico  nelle strutture tecniche  periferiche,  che
  verrebbero ancor più depauperati del già scarso organico;

   per conoscere:

   se non reputino opportuno revocare la delibera 4 novembre 2018, n.
  426 e prevedere l'istituzione di un'autorevole 'Cabina di regia' in
  grado  di  garantire  la  programmazione,  il  monitoraggio  e   il
  controllo   sulle  opere  pubbliche,  specie  quelle  di  carattere
  strategico e territoriale;

   se  non reputino opportuno investire risorse per un corposo  piano
  di  formazione  e dotazione delle stazioni appaltanti  al  fine  di
  permettere loro di adeguarsi ai nuovi standard progettuali,  nonché
  implementare  le  strutture tecniche regionali con nuovo  personale
  qualificato,   anziché   immaginare  di  centralizzare   l'attività
  progettuale   mettendo  all'angolo  i  liberi  professionisti   che
  investono  in  formazione, innovazione, ricerca per  competere  sul
  mercato, e che attraversano un lungo profondo momento di crisi;

   se non intendano rafforzare i ruoli tecnici delle Amministrazioni,
  ma  per  le  fondamentali fasi di programmazione  e  controllo  del
  processo  di esecuzione delle opere pubbliche e non per  l'attività
  di   progettazione  in  house,  rischiando  di  riproporre  modelli
  certamente anacronistici».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per illustrare
  l'interpellanza.

   CAMPO.  Presidente,  con una delibera di Giunta  regionale  del  4
  novembre 2018 si dava mandato di istituire un ufficio speciale  per
  la  progettazione, quindi, una centrale unica di progettazione  che
  doveva  curare  le  opere pubbliche dalla prima  fase,  quindi  dal
  preliminare,   fino  al  progetto,  alla  direzione   dei   lavori,
  praticamente il controllo, la manutenzione, il collaudo, quindi, un
  unico  ufficio  che  avrebbe impiegato ben 50 unità  del  personale
  regionale tra tecnici, ingegneri, architetti, geologi e geometri  e
  soltanto 5 amministrativi contabili e un dirigente con retribuzione
  di massimo livello più premialità.
   Ecco,  ora  chiedo all'assessore Falcone, a fronte  delle  diverse
  lamentele  che  sono  arrivate da tutti i liberi  professionisti  e
  anche  dalle  sigle  sindacali  dei professionisti,  quindi,  dagli
  ingegneri   e  dagli  architetti  e  dalla  stessa   OICE   che   è
  l'associazione  di  società di ingegneri e  architetti  aderenti  a
  Confindustria,  se  la Giunta ha l'intenzione  di  ritirare  questa
  delibera perché, praticamente, un ufficio unico, una centrale unica
  di  progettazione  è una forma abbastanza obsoleta  per  gestire  i
  lavori  pubblici  in  Sicilia, innanzitutto perché  rappresenta  un
  chiaro conflitto di interesse e non viene delimitato bene il  ruolo
  di  questi tecnici, cioè il controllore e il controllato coincidono
  con la stessa figura professionale.
   Poi,  è  risaputo  che  quando un lavoro  pubblico  viene  gestito
  dall'interno  e,  quindi,  da  un  progettista  interno,  spesso  e
  volentieri,  ha  anche  una bassa qualità perché  la  qualità  alta
  l'abbiamo con i bandi di progettazione, bandi che mettono in  gioco
  i  professionisti  con  delle gare, professionisti  anche  di  fama
  internazionale.
   E,  inoltre,  spesso e volentieri abbiamo assistito a varianti  in
  corso  d'opera, contenziosi proprio per il conflitto  di  interesse
  che  si  viene  a  creare all'interno e, quindi, lavori  che,  poi,
  restano opere incompiute.
   E  questo  è  uno  degli aspetti senza valutare che  tutti  questi
  liberi  professionisti che continuano a spendere soldi  per  essere
  costantemente   formati   con  tutte  le  più   grandi   tecnologie
  all'avanguardia, quindi, dei professionisti, ad oggi,  praticamente
  non hanno la possibilità di lavorare.
   Io  chiedo  all'assessore Falcone di aumentare  sì  il  numero  di
  personale tecnico all'interno degli uffici regionali e se si  vuole
  metterlo in distacco come prevedeva questa delibera di Giunta anche
  negli   enti  locali,  quindi,  anche  liberi  consorzi   e   città
  metropolitane,   va   bene,  ma  che   sia   personale,   solo   ed
  esclusivamente,  utilizzato per il monitoraggio, la programmazione,
  il  controllo  e il collaudo. La progettazione lasciamola  fare  ai
  professionisti  esterni perché, ripeto, controllore  e  controllato
  non possono coincidere, è un chiaro e netto conflitto di interesse.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Velocemente  per  dire  all'onorevole  Campo  che  non  c'è   alcun
  conflitto di interesse.
   L'ufficio   progettazione,  istituito  appunto  per   un   periodo
  transitorio  di  tre  anni,  non  ha  una  funzione  di  controllo,
  assolutamente,  ha  una funzione di mera progettazione  laddove  ci
  sono   degli  uffici  pubblici,  degli  altri  enti  pubblici   che
  richiedano.
   E'  successo, tanto per fare un esempio, gli interventi  dell'area
  interna delle Madonie, per intenderci, hanno chiesto l'ausilio alla
  Regione  perché la Provincia, la Città metropolitana di  Palermo  è
  incapace,  diciamo così, non è nelle condizioni di  procedere  alla
  progettazione. E' intervenuto, quindi, questo ufficio  speciale  di
  progettazione  per  la  mera progettazione. Non  fanno  altro.  Non
  devono  loro,  poi,  controllare o procedere  alla  esecuzione  dei
  lavori,  all'attuazione  del progetto. Assolutamente.  Lo  dice  lo
  stesso ufficio: di progettazione.
   Cosa  è  successo?  Perché c'è stata una critica  da  parte  degli
  ordini  professionali  che,  comunque, abbiamo  incontrato.  Li  ho
  incontrati sino a 15 giorni fa al Palazzo della Regione, a Catania,
  c'era  l'ordine professionale di Catania, quello di Siracusa, c'era
  quello  di  Enna,  c'erano anche altri di Messina,  c'erano  alcuni
  rappresentanti, c'erano non soltanto gli ingegneri,  c'erano  anche
  gli  agronomi,  il  Collegio dei geometri,  oltre  a  quello  degli
  architetti.
   Vi devo dire che questo Ufficio non toglie niente a nessuno. Non è
  che  con questo ufficio stiamo sottraendo - perché è questo il loro
  timore   -  gli  incarichi,  l'attività  professionale  ai   liberi
  professionisti privati. Assolutamente no, ce ne guarderemmo bene.
   Ma  stiamo  soltanto volendo armonizzare qualcosa  che  magari  in
  Regione, prima, facevano tutti i dipartimenti, cioè il dipartimento
  regionale tecnico con gli uffici del Genio civile, lo faceva i beni
  culturali  con  qualche  ingegnere,  con  qualche  architetto,   lo
  facevano anche altri uffici, il Demanio.
   Abbiamo   cercato  di  armonizzare.  Dopodiché  vorrei  ricordare,
  onorevole Campo, che noi come Governo regionale siamo il  primo  in
  Italia  che abbiamo fatto le linee guida per gli incarichi,  per  i
  servizi  di  architettura  e  ingegneria.  Siamo  stati  a  Roma  a
  presentarlo   dinanzi  al  Presidente  della   Consulta   nazionale
  dell'Ordine degli Ingegneri e dell'Ordine degli Architetti, quindi,
  la Consulta nazionale delle professioni e al Presidente dell'Ordine
  degli architetti e degli ingegneri; e ci hanno fatto i complimenti.
  Perché?
   Noi  abbiamo  stabilito,  c'è un sito  nella  Regione,  presso  il
  dipartimento  regionale tecnico, che dice  quando  e  come  si  può
  affidare  un  incarico al di sotto dei 40 mila euro con affidamento
  diretto o con tre preventivi; quando si può affidare dai 40 ai  100
  mila  euro;  quando si può affidare oltre i 100 mila euro.  Quindi,
  affidamento diretto, procedura negoziata, evidenza pubblica, libero
  mercato.
   E  abbiamo anche stabilito un percorso amministrativo per i comuni
  con delle risposte ai quesiti che via via loro possono fare. Questo
  perché? Proprio per stimolare le libere professioni.
   Ma  una cosa in più le voglio dire, onorevole Campo: queste  linee
  guide,  che  non sono vincolanti ma sono, comunque,  da  tenere  in
  considerazione per gli enti locali, a differenza del passato, della
  norma   nazionale  del  Codice  degli  appalti  che   prevede   per
  partecipare  ad  una  gara dei servizi di ingegneria,  prevede  per
  esempio  un  certo  fatturato, quindi,  possono  lavorare  soltanto
  coloro che hanno un fatturato, quindi, i grandi studi e non possono
  partecipare  i  giovani,  abbiamo previsto  che,  intanto,  si  può
  partecipare   ma  il  fatturato  lo  si  dimostra   quando   si   è
  aggiudicatari di quel servizio e lo si dimostra anche facendo delle
  ATI, delle Associazioni temporanee di impresa.
   Ad   esempio,  l'ingegnere  Falcone,  piccolo  ingegnere,  giovane
  ingegnere,  partecipa.  Se si aggiudica  quel  servizio,  poi,  per
  dimostrare  la  capacità tecnica e la capacità finanziaria  si  può
  aggregare  con  altri  studi.  Questo  serve;  lo  sa  perché?  Per
  consentire che anche i giovani abbiano un'occasione lavorativa e mi
  creda  abbiamo avuto l'apprezzamento di tutti. E questo lo  abbiamo
  spiegato.
   Oggi, allora, questo Ufficio di progettazione che è formato da  16
  unità   sta   intervenendo  in  veste  sostitutiva  nei   confronti
  soprattutto delle province che non sono capaci di fare  quello  che
  dovrebbero fare per loro stessa missione, per loro stessa mission.
   Ma non si sostituiscono ai liberi professionisti. Noi, ad esempio,
  stiamo  continuando, come infrastrutture, non  siamo  una  stazione
  appaltante, siamo stazione appaltante soltanto nei porti e le posso
  dire,  ad esempio, che per quanto riguarda noi, nei porti,  abbiamo
  fatto  due lavori: uno che è Castellammare del Golfo, dove  abbiamo
  fatto  una  gara pubblica per i servizi ingegneristici e  l'abbiamo
  data  all'esterno, uno l'abbiamo fatto per Marinella di  Selinunte,
  ora Castelvetrano e stiamo facendo una gara, una piccola gara da 30
  mila  euro,  ai  privati;  così abbiamo aggiudicato  Vulcano,  così
  abbiamo aggiudicato il porto di Stromboli, così abbiamo aggiudicato
  le   indagini  geognostiche,  geologiche  e  batimetriche,  per  la
  profondità, del porto di Gela.
   Per quanto ci riguarda, quindi, non ci stiamo sottraendo. Ecco  il
  porto  di  Gela,  ecco  qua l'onorevole Di  Paola,  non  ci  stiamo
  sottraendo  al  reclutamento  delle professionalità  private,  anzi
  tutt'altro.  Personalmente,  sono  il  primo  che  dice:   facciamo
  lavorare  -  passatemi il termine - quei poveri disgraziati  liberi
  professionisti  che  non hanno il 27 garantito  e  che,  oggi,  non
  riescono molte volte a portare il pane nella propria casa .
   Quindi,  il sistema dell'Ufficio di progettazione: 1) è un sistema
  vicariante,  sostitutivo, aggiuntivo, indicativo, chiamiamolo  come
  vogliamo,  nei  confronti  di quegli  enti  che  hanno  bisogno  di
  qualcosa,  li aiutiamo, e che comunque non richiederebbero  ausilio
  esterno; 2) non ha funzione di controllo, si chiama proprio Ufficio
  speciale di progettazione; 3) è un ufficio speciale, quindi, ha  un
  percorso  che  finirà, ad esaurimento; 4) noi continuiamo,  invece,
  nelle  procedure  di  evidenza pubblica  e  di  reclutamento  delle
  professionalità private, così com'è giusto che venga  fatto  e  per
  questo   abbiamo   istituito,  bandito,  pubblicato   con   decreto
  assessoriale  le linee guida che sono il percorso e  anche  l'Anac,
  che  è venuta e ha preso atto facendoci i complimenti, ha detto che
  queste  linee guida possono diventare foriere di altre buone prassi
  nel resto delle regioni italiane.
   Vi  erano  15  regioni  che  hanno partecipato  a  quell'incontro,
  soltanto per questo, solo per dire le cose come stanno.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

    CAMPO. Mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 137  Dichiarazione dello
  stato  di  calamità per fronteggiare i danni causati  dagli  eventi
  sismici  che  hanno interessato i Comuni etnei nella notte  del  26
  dicembre 2018 , a firma degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al  Presidente  della  Regione Sicilia  e  all'Assessore  per  le
  infrastrutture e la mobilità,

   premesso che nella notte del 26 dicembre 2018 una forte scossa  di
  terremoto,  di  magnitudo  4.8,  ha  colpito  diverse   parti   del
  territorio  afferenti  ai  Comuni  di  Acireale,  Zafferana,  Santa
  Venerina  e  Aci  Sant'Antonio, provocando  ingenti  danni  sia  al
  patrimonio pubblico che privato;

   considerato che ai sensi della legge regionale 18 maggio  1995  n.
  42,  ai  fini  dell'applicazione dell'articolo 39, comma  2,  della
  legge   regionale   29   aprile  1985,  n.  21,   come   sostituito
  dall'articolo 44 della legge regionale 12 gennaio 1993, n.  10,  la
  dichiarazione dello stato di calamità, è di competenza della Giunta
  regionale, su proposta del Presidente della Regione;

   rilevato che è necessario procedere ad interventi di somma urgenza
  volti  a  fronteggiare l'emergenza al fine anche  di  sostenere  le
  pubbliche amministrazioni locali e le popolazioni sfollate;

   per  conoscere se non ritengano opportuno per quanto  in  premessa
  dichiarare lo stato di calamità naturale ai sensi della già  citata
  legge  regionale  18 maggio 1995 n. 42 e contestualmente  porre  in
  essere tutte le misure amministrative necessari al fine di avanzare
  richiesta  di dichiarazione dello stato di emergenza ai  competenti
  Organi dello Stato».

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, già voglio  dire  che  la  questione  è
  superata perché l'interpellanza l'ho presentata l'indomani o se non
  il  giorno  stesso  in cui c'è stato questo terremoto,  questo  non
  perché  non  avessi fiducia nel Governo che poi, in effetti,  pochi
  giorni  dopo  si è attivato con una delibera e già  fin  dai  primi
  giorni  è  stato  presente sul territorio, ma perché  probabilmente
  questo  terremoto  è  passato  un po'  sotto  gamba.  Però,  voglio
  chiedere all'Assessore, se è possibile, dato che in questi mesi  ci
  siamo  visti  parecchio, spesso sul territorio  etneo  proprio  per
  seguire  la vicenda, chiarimenti e se possibile conforto su  alcune
  cose.
   Ricordo  distintamente quanto il 10 febbraio  ci  fu  un  incontro
  pubblico  in cui lei, quale rappresentante del Governo regionale  a
  confronto-incontro  con  i  sindaci e i cittadini  del  territorio,
  parlò genericamente di aiuti che la Regione avrebbe messo in campo.
   Ora,  è  vero  che  si è mobilitato anche a livello  nazionale  il
  Governo,  che proprio in questi giorni è in fase di conversione  un
  decreto  ricostruzione, anche l'ordinanza emergenza,  è  giunta  la
  notizia  di un ulteriore aiuto economico che passa da 10 a  un  +35
  milioni  di euro, però l'Assessore sa perfettamente che, purtroppo,
  questi  eventi creano poi degli strascichi ed un impoverimento  del
  territorio che ha bisogno di un sostegno corale da parte di tutti.
   Siccome  in  quell'occasione ha riferito che  ci  sarebbero  stati
  degli  aiuti,  se continuano a prodigarsi, se hanno  trovato  delle
  risorse,   eccetera,   perché  forse  nel    collegato    ci   sarà
  possibilità, perché noi avevamo presentato degli emendamenti, anche
  insieme   alla   collega  Ciancio,  però  sempre   in   Commissione
   Bilancio',   caro   Presidente  -  lei  giustamente   per   motivi
  istituzionale non partecipa -, si parla di tutto tranne che di cose
  -  a  mio  modo di vedere - davvero drammatiche tra cui i territori
  che,  purtroppo, hanno subito un evento naturale per cui non  hanno
  colpa.
   Si   pensa  a  sistemare  partecipate  fallite,  senza  andare  ad
  individuare  i colpevoli spesso omessi dalla Regione, si  parla  di
  persone che sono entrate prendendo un posto para-pubblico che  deve
  diventare  pubblico, però della gente inerme che subisce danni  non
  si parla mai.
   Durante  la finanziaria i nostri emendamenti sono stati cestinati,
  noi li abbiamo ripresentati, ci auguriamo anche se con di meno, con
  gli  stessi soldi, vengano fatti e dato che l'Assessore aveva detto
  che  avrebbe provato a dare un aiuto, trovo questa occasione giusta
  anche per offrire la possibilità di dire qualcosa.

   PRESIDENTE. Sull'interpellanza quindi non c'è da rispondere.
   Ricordo che l'interpellanza n. 138  Chiarimenti sulla società  del
  trasporto urbano di Agrigento , a firma degli onorevoli Di Mauro ed
  altri è stata già trattata.

   FOTI.  Signor Presidente, lei ha preso la  calata  come si dice  a
  Catania. L'Assessore voleva parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, però lei ha iniziato dicendo  che  era
  ormai  superata  e, quindi, l'ho lasciata parlare  per  poi  andare
  avanti.  Siccome  lei stessa ha iniziato dicendo che  era  superata
  però, prego, se l'Assessore vuole rispondere, si figuri se mi posso
  permettere  di bloccare l'assessore Falcone che è uno dei  migliori
  assessori  che abbiamo in questo Governo. Ha facoltà di intervenire
  l'Assessore.

   FOTI. Il migliore tra gli Assessori presenti

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Volevo
  solo  ricordare che abbiamo preso degli impegni che  riguardano  le
  competenze  della  Regione  siciliana. Le  nostre  competenze  sono
  quelle  della  viabilità e sono, ove necessario,  anche  su  alcuni
  immobili.
   Avevamo   detto   che   aspettavamo  che  il   Governo   nazionale
  intervenisse su questa vicenda, è stato nominato, dando  una  prima
  dotazione finanziaria, il Commissario per l'emergenza.
   Oggi,  col  decreto  sblocca-cantieri  dovrà  essere  nominato  il
  Commissario per la gestione.
   Non  sappiamo  se  coinciderà sempre nella persona  dell'ingegnere
  Foti  o  meno e in più abbiamo dato, mi pare siano stati  assegnati
  220 milioni in più anni.

   FOTI. 260 più 45.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. E'  chiaro
  che noi stiamo aspettando di capire come verranno utilizzate queste
  risorse e dove non si interviene.
   Abbiamo detto che a giugno completiamo il nostro programma per  il
  Patto  per  il  Sud  che prevede 350 interventi  anche  nei  centri
  storici ed i centri colpiti, vedremo quale sarà l'economia, abbiamo
  economie per 15-20 milioni di euro.
   Abbiamo  detto  che, eventualmente, li possiamo riprogrammare  con
  queste  risorse o con altre risorse del Patto per il Sud strade,  a
  vantaggio di questo territorio proprio per le strade provinciali o,
  eventualmente, anche per quanto riguarda gli immobili.
   Vorremmo  capire come saranno utilizzati i soldi che  ha  dato  lo
  Stato.
   La  Regione interviene in maniera integrativa per quanto  riguarda
  gli  immobili  e in maniera diretta per quanto riguarda  le  strade
  provinciali.
   Viene confermato, quindi, quello che ci siamo già detti.

   PRESIDENTE.  Rimangono  undici  interrogazioni  da  discutere.  Mi
  rivolgo a lei, Assessore, per capire se facendo velocemente  ce  la
  possiamo fare.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la  mobilità.  Andiamo
  avanti.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 141  Ripristino  della
  viabilità e completamento della strada provinciale 81 (SP  81) ,  a
  firma degli onorevoli Foti ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso che:

   la Strada Provinciale 81, che dovrebbe collegare i comuni etnei di
  Castiglione  di Sicilia e Calatabiano, non è stata mai  completata,
  essendo transitabile solo a cominciare dalla frazione castiglionese
  di Mitogio;

   il  collegamento  viario  tra Castiglione  di  Sicilia  e  il  suo
  territorio,  lungo il corso dell'Alcantara, il quale  comprende  le
  frazioni  di  Gravà e Mitogio e la cui lunghezza complessiva  è  di
  km.15+800,  è  stato  determinato con Decreto  Luogotenenziale  del
  29/05/1919;

   il  tracciato  costeggia, ancora in buona parte, la sponda  destra
  del   fiume   Alcantara,  lungo  un'area  panoramica   sulle   Gole
  dell'Alcantara  di valenza paesaggistica ideale per  una  fruizione
  turistica;

   il  collegamento  della  SP  81 con le  strade  parallele  avviene
  attraverso  il  ponte della S.P 120 con la S.S.185, all'altezza  di
  Mitogio  e di Finaita (Motta Camastra ) ed è transitabile solo  con
  mezzi  leggeri  per le sue dimensioni e per le condizioni  statiche
  non ottimali;

   considerato che:

   nel  corso  degli  ultimi  decenni  sono  stati  effettuati   solo
  sporadici interventi di manutenzione e, in alcuni tratti,  la  SP81
  non  è  percorribile e si presenta in condizioni  tali  da  mettere
  quotidianamente in pericolo la pubblica incolumità;

   attualmente,   il  collegamento  tra  Mitogio  e   Castiglione   è
  inaccessibile al traffico veicolare, proprio a causa della  mancata
  manutenzione  del  segmento lungo il complesso collinare  Miramare,
  proprio in prossimità delle Gole dell'Alcantara;

   la  strada  SP81,  oltre  a  collegare  parti  del  territorio  di
  Castiglione  con  le  frazioni  verso  il  mare,  rappresenta   un'
  indispensabile via di accesso alla Protezione Civile  in  occasione
  dei frequentissimi incendi estivi e in caso di calamità naturali;

   oggi  più  che  mai,  essa  appare uno strumento  per  scongiurare
  l'emarginazione  e  il  degrado di terreni  non  accessibili  e  il
  conseguente  dissesto idrogeologico di un'area ad altissimo  valore
  ambientale, agricolo e turistico;

   le Gole dell'Alcantara, soprattutto la zona di Larderia di Fondaco
  Motta,  rappresentano  un luogo di attrazione turistica  rilevante,
  appare quindi evidente che la SP 81, se completata, favorirebbe uno
  sviluppo di tipo turistico anche sull'altro versante del fiume;

   la presenza delle Gole costituisce un punto focale di sviluppo, di
  conseguenza il recupero green della SP 81 favorirebbe certamente la
  nascita di nuove attività economiche nel territorio, in termini  di
  attività turisticoricettive di tipo ecologico rurale;

   lo  sfruttamento integrato dei terreni agricoli che ne deriverebbe
  agirebbe, altresì, come circolo virtuoso, in quanto aprirebbe nuove
  possibilità  di  micro impresa per i giovani, i quali,  altrimenti,
  sarebbero  ancora  una  volta costretti  ad  emigrare  per  cercare
  altrove lavoro e dignità sociale;

   la  SP  81  completata  in  tutto il  tragitto  previsto,  infine,
  realizzerebbe un collegamento ideale, a vocazione naturalistica, da
  e  per la Costa Jonica, luogo di provenienza dei maggiori flussi di
  turismo alternativo, non invasivo, formato da ciclisti, camminatori
  ed    esploratori    attenti    al    patrimonio    ambientale    e
  storicomonumentale della valle;

   per  conoscere  le  iniziative necessarie al  completamento  della
  strada  provinciale SP81 e le azioni necessarie atte ad avviare  le
  opere  di  manutenzione,  messa  in sicurezza  e  ripristino  della
  viabilità  lungo  tutto  il  percorso  della  SP81,  infrastruttura
  indispensabile alla rinascita economica del territorio  dei  comuni
  coinvolti,  la  quale rappresenta una possibilità concreta  per  la
  valorizzazione  e  la promozione del territorio di  Castiglione  di
  Sicilia, lungo il fiume e verso la costa».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente, rispondo direttamente per dire che con l'onorevole Foti
  abbiamo  condiviso  questa vicenda. Si  tratta  di  una  strada  di
  penetrazione agricola con forte caratterizzazione turistica  perché
  è  nella Valle dell'Alcantara, tra due province, Messina e Catania,
  l'abbiamo  inserita,  onorevole Foti, come  abbiamo  condiviso  nel
  cosiddetto  Piano Toninelli , chiamiamolo così, cioè in quelle  125
  strade  che abbiamo indicato al ministro Toninelli nel caso in  cui
  vorrà  fare, quando vorrà fare, il commissariamento per  le  strade
  provinciali. Questa strada è una di queste.
   L'abbiamo inserita per circa 4 milioni di euro, riteniamo che  per
  fare  l'intera  infrastruttura ci vorrebbero  20  milioni  di  euro
  perché  sono  15  Km, si dispiega su un litorale  di  15  Km,  però
  facendo anche un intervento di green way, potremmo farla anche  con
  3, 4 milioni di euro.
   L'abbiamo dunque inserita in questo piano.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, si dichiara soddisfatta della risposta
  dell'Assessore? Immagino di sì.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, non vorrei rovinare  la  media  delle
  mille  euro  al  minuto  dell'onorevole Zito,  perché  oggi  stiamo
  massacrando questa media.
   Prego, onorevole Foti, ha facoltà di parlare.

   FOTI.  Signor  Presidente, non intervengo sull'ordine  dei  lavori
  perché  immagino che dalla mia faccia penso abbia capito  che,  più
  volte,  mi ha lasciato di stucco la velocizzazione in alcuni  casi,
  oppure   ad   altri  deputati  ha  permesso  di  fare  degli   show
  assolutamente inutili.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, ho permesso a tutti di parlare.

   FOTI. Noi parliamo di questioni importanti.

   PRESIDENTE. Non la sto bloccando, onorevole Foti.

   FOTI. Assessore, so che è stato sui luoghi prima di rispondere. La
  questione  è  che  sulla parte del territorio di  Messina  ci  sono
  infrastrutture, strade fantastiche che hanno permesso lo  sviluppo,
  sul versante di Catania abbiamo per una parte la strada provinciale
  per   l'altra  chiamiamola  una  trazzera  che,  tra   l'altro,   è
  un'importantissima via di fuga, perché raggiungendo  il  comune  di
  Castiglione  si  ottiene in questo modo non solo una  viabilità  di
  natura turistica, ma anche un eventuale via di fuga, tra l'altro le
  tantissime  aziende  agricole  che  sono  sul  posto,  parliamo  di
  oliveti,  agrumeti,  noccioleti,  sono  state  abbandonate  con  un
  conseguente  fenomeno che si è accelerato, un fenomeno di  dissesto
  idrogeologico  perché  dove la campagna viene  abbandonata  non  si
  ripristinano  muretti, non si raccoglie e, quindi,  il  dilavamento
  provoca  ulteriori frane, quindi, bene che sia nel Piano Toninelli,
  però l'importante è che sia una strada magari a una corsia e mezzo,
  che  non  sia una strada pazzesca, ma che consenta il passaggio  di
  una  camionetta per raggiungere le centinaia di ettari  di  terreno
  che  in quel territorio che è ricco di eccellenze uniche anche  nel
  settore  agricolo,  finalmente possono tornare  ai  propri  terreni
  perché, altrimenti, siamo come nelle condizioni della Madonie, dove
  bisogna  ingegnarsi per potere arrivare nel proprio  terreno  ed  è
  veramente un peccato.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  650   Azioni   per
  scongiurare la grave situazione infrastrutturale nel territorio  di
  Enna , a firma dell'onorevole Fava.
   Non  essendo  presente in Aula il firmatario, l'interrogazione  si
  intende trasformata in risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 665  Chiarimenti in  ordine  alla
  carenza di personale in servizio presso gli uffici regionali  della
  Motorizzazione civile , a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  per  la  mobilità e all'Assessore per le autonomie locali  e  la
  funzione pubblica,

   premesso che:

   ai  sensi dell'art. 20, in combinato disposto con l'art. 17, lett.
  a)   dello   Statuto,  il  Governo  regionale  esercita  tutte   le
  attribuzioni degli organi centrali e periferici dello  Stato  nelle
  materie  concernenti  le comunicazioni e i trasporti  regionali  di
  qualsiasi genere;

   da  tempo,  gli  uffici  delle motorizzazioni  civili  vivono  una
  situazione  di forte disagio provocata dalla carenza  di  personale
  negli  uffici  della  motorizzazione civile, in  particolare  degli
  esaminatori;

   detta  carenza di personale in servizio, compromette  il  regolare
  svolgimento delle pratiche automobilistiche: si sono raddoppiati  i
  tempi  di  attesa dal foglio rosa all'esame di guida,  attestandosi
  intorno  ai  5  mesi;  le  revisioni delle patenti  sono  in  netto
  arretrato,  così  come le lettere di azzeramento  dei  punti  della
  patente o i duplicati;

   in  tanti uffici delle Motorizzazioni, se non in tutti, la carenza
  di   personale  porta  all'utilizzo  di  esaminatori  ad   attività
  quotidiane interne, come ad esempio le attività di sportello,  che,
  oltre  a  rallentare  il lavoro degli uffici, porta  gli  stessi  a
  svolgere mansioni diverse da quelle per le quali sono abilitati;

   considerato che i disagi si riversano principalmente sui cittadini
  che  hanno  imprescindibile necessità di avvalersi di  un  servizio
  celere  ed  efficiente,  nonché sugli  operatori  del  settore,  in
  particolare  le autoscuole, che a causa della carenza di  personale
  all'interno della motorizzazione, si trovano nell'impossibilità  di
  garantire  tempi rapidi per lo svolgimento dell'esame di  guida  o,
  più  in  generale, per l'espletamento dei servizi  richiesti  dagli
  utenti;

   per  sapere come intendano garantire il diritto ad un servizio  di
  qualità  a  tutti  i  cittadini che si avvalgono regolarmente,  per
  motivi  personali e professionali, dei servizi della Motorizzazione
  civile  e,  in  particolar  modo, come  intendano  intervenire  per
  risolvere i gravi disagi che le autoscuole stanno vivendo  a  causa
  dei problemi legati alla carenza strutturale di personale».

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. L'abbiamo
  già trattata.

   PRESIDENTE. L'avete già trattata? In mia assenza?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, diciamo che, nel
  corso   di  quest'Aula,  abbiamo  abbondantemente  trattato  questa
  interrogazione, però, Assessore, ho ricevuto dall'assessore  Grasso
  una  risposta  a questa interrogazione relativamente al  fabbisogno
  dei  dipendenti, per quanto attiene le Motorizzazioni di  tutta  la
  Regione siciliana, addirittura, l'Assessore ha individuato  in  539
  unità in più di personale.
   Sappiamo benissimo che è stata fatta una procedura di mobilità che
  è  andata  quasi  disattesa, perché soltanto  pochissime  unità  di
  personale.  Ma, questa interrogazione è stata fatta a gennaio,  lei
  puntualmente  ha risposto sui media dicendo appunto che  lei  aveva
  risolto,  la  sua  iniziativa è stata lodevole  perché  sono  stati
  immessi  61  esaminatori  in  più, però  diciamo  che  non  possono
  risolvere il problema di tutta una Regione siciliana.
   Ora  il  problema più grave qual è? E' la gestione  delle  risorse
  interne.  Quello  che  le  chiedo è un  impegno  particolare  sulla
  riorganizzazione interna del personale, cercando  di  aumentare  le
  sedute degli esaminatori ordinarie, perché attualmente se ne  fanno
  soltanto tre al mese e hanno un costo di 50 euro, a fronte  di  150
  euro  delle sedute straordinarie, costi in più che vanno a  gravare
  tutte  sulle  autoscuole  ed  a  finire  naturalmente  sull'utenza,
  quindi,  quello  che  le chiedo è l'impegno sulla  riorganizzazione
  interna,  con  la  separazione del personale che  si  occupa  dello
  sportello da quello che fa l'esaminatore.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per  fornire
  la risposta.

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Sì,
  Presidente,  l'onorevole  Schillaci  infatti  ha  anche  detto  che
  abbiamo   incrementato,  ma  la  vicenda  dell'onorevole  Schillaci
  attiene   anche   al  fatto  che  dovremo  procedere   anche   alla
  riqualificazione, ad esempio, del personale, e io poc'anzi ho detto
  abbiamo   già   risposto  perché,  in  effetti,  nelle   precedenti
  interrogazioni  dell'onorevole Campo avevo anche affrontato  questo
  tema, soltanto per questo motivo, però è chiaro che ci sono aspetti
  di  reclutamento, qualche altra unità che vorrebbe  venire,  perché
  voglio  anche  dire  una  cosa:  il  personale  che  lavora   nelle
  Motorizzazioni e che fanno esami o ad esempio il personale tecnico,
  guadagna quasi un altro stipendio, cioè dobbiamo dire è vero che  i
  cittadini  pagano, ma coloro che svolgono questo  servizio  vengono
  ben  remunerati, è un lavoro anch'esso impegnativo, dobbiamo  dire,
  soldi  così  senza  lavorare non se ne guadagnano,  quindi,  questi
  nostri   dipendenti  regionali  lavorano  e  vengono   giustamente,
  legittimamente  retribuiti.  Quindi,  c'è  l'interesse   ancora   a
  incrementare   gli   organici,  in  più   vediamo   come   possiamo
  riqualificarlo, vediamo se possiamo anche fare ulteriori corsi, ora
  a  settembre, per nuovi esaminatori e, allora, possiamo, secondo le
  aspettative  dei  privati e delle autoscuole, aumentare  il  numero
  delle  sedute ordinarie e, se possiamo, anche quelle straordinarie.
  Vediamo per un po'.
   Attenzione,  proprio  l'altro giorno ho  incontrato  il  direttore
  della  Motorizzazione di Palermo e abbiamo anche affrontato  alcune
  tematiche,  ma mi ha riferito, però verifichiamolo, che  molti  dei
  problemi testé citati sono stati ampiamente superati. Però,  ripeto
  rimaniamo, voglio essere prudente, eventualmente facciamo anche  un
  incontro,  visto che più colleghi avete sollevato questo  problema,
  con  i  dirigenti  della  Motorizzazione  e  troviamo  anche  delle
  soluzioni.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 671  Adozione di misure
  urgenti  per la sicurezza dei tratti autostradali siciliani  A18  e
  A20 ,  a  firma  degli  onorevoli De  Luca,  Cancelleri,  Cappello,
  Ciancio,   Foti,   Mangiacavallo,  Palmeri,   Siragusa,   Trizzino,
  Zafarana,  Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro,  Campo,  Di
  Paola, Marano, Pagana e Pasqua.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso che:

   in  data 21 gennaio 2019, nel tratto autostradale denominato  A18,
  all'altezza  di  Scaletta  Zanclea, si è  verificato  un  incidente
  mortale in cui hanno perso la vita 3 persone, tra cui il poliziotto
  Angelo  Spadaro,  che  si  trovava sul  posto  insieme  al  collega
  Giuseppe Muscolino ferito insieme ad altre sei persone;

   in  data  24 gennaio 2019, si è verificato poco prima delle  15:00
  nella   galleria  Castello  Diruto,  sempre  nello  stesso   tratto
  autostradale, ma stavolta in direzione sud, un altro incidente  con
  due feriti;

   in data 25 gennaio 2019, nella tangenziale a Messina, precisamente
  nella  galleria Perara, la prima dopo lo svincolo di Messina Centro
  in   direzione  Catania,  si  è  verificato  un  altro   incidente,
  fortunatamente,  questa volta, senza morti né  feriti,  ma  che  ha
  causato notevoli disagi con lunghissime code in tangenziale;

   considerato che:

   la   viabilità  sui  tratti  stradali  denominati   A18   e   A20,
  indipendentemente dal senso di marcia, avviene, spesso e  per  ampi
  tratti, su doppia corsia alternata;

   il  manto  stradale non appare in buone condizioni, la segnaletica
  verticale  è  discontinua e spesso nascosta  dalla  vegetazione,  i
  viadotti  non  sono  sempre  in stato di buona  manutenzione,  come
  testimonia il ferro degli stessi, che risulta nudo ed esposto  alle
  intemperie e che alcune gallerie risultano buie o poco illuminate e
  a volte interessate da copiose infiltrazioni;

   rilevato  che  i tratti autostradali A18 e A20, sono  gestiti  dal
  Consorzio Autostrade Siciliane che è un ente pubblico regionale non
  economico  sottoposto al controllo della Regione siciliana,  e  che
  richiede  per il loro attraversamento il pagamento di un  pedaggio,
  instaurando  così,  peraltro, un rapporto  contrattuale  dal  quale
  discendono  profili  di responsabilità che si aggiungono  a  quelli
  derivanti dall'attività di ente gestore della sede stradale;

   per  sapere  quando l'Assessorato in indirizzo intenda  adoperarsi
  per  porre  in  essere quegli interventi necessari a  garantire  la
  sicurezza dei tratti autostradali A18 e A20, divenuti troppo spesso
  teatro di incidenti e disservizi».

   CIANCIO. Chiedo che l'interrogazione venga trasformata in risposta
  scritta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 692  Iniziative urgenti
  al fine di ripristinare il transito lungo la S.P.C n. 39. , a firma
  dell'onorevole Catanzaro.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità,

   premesso che:

   il territorio in cui insiste la S.P.C. n. 39 ex consortile Soria -
  Casalicchio,   nel   comune  di  Cammarata  è   geomorfologicamente
  altamente  suscettibile a movimenti franosi di tipo  scorrimento  e
  colamento, in quanto il substrato roccioso è ricoperto da materiale
  argilloso  a  comportamento  pseudocoerente  dal  punto   di   vita
  geotecnico;

   la   nella   recente   stagione  autunnale  si   sono   registrati
  precipitazioni  abbondanti,  a  tratti  con  natura   temporalesca,
  innescando  sul  territorio  movimenti  gravitazionali  che   hanno
  cambiato la geomorfologia superficiale inficiando a tratti la  rete
  infrastrutturale;

   considerato che:

   la strada, di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Agrigento
  risulta  chiusa  al  traffico  da 7  anni.  A  causa  delle  piogge
  verificatesi  negli  ultimi mesi il tratto di  strada  su  indicato
  risulta impraticabile sia con autovetture che con mezzi agricoli  a
  causa di enormi frane di grossa portata;

   nel  tratto  di strada in oggetto, risulta assente la  segnaletica
  orizzontale  e verticale come pure le barriere di protezione  della
  carreggiata accrescendo il livello di rischio;

   nell'area  insistono numerosi insediamenti produttivi:  Caseifici,
  aziende agricole, una fattoria didattica;

   non  esiste una viabilità alternativa e i fruitori si avventurano,
  certamente non in condizioni di sicurezza, nel tratto stradale  per
  raggiungere le abitazioni, le aziende con gli animali ecc;

   gli abitanti dell'area hanno raggiunto un livello di esasperazione
  giustificabile  e richiedono un intervento non più  procrastinabile
  in  quanto preoccupati per il futuro delle aziende agricole  nonché
  la  presenza  in  tutta l'area zona di allevamenti di  animali  che
  devono essere accuditi quotidianamente;

   per sapere se e quali iniziative urgenti intendano mettere in atto
  per  il ripristino del transito lungo la S.P.C. n. 39 ex consortile
  Soria - Casalicchio dal km 2+800 al km 2+950».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  parliamo di una strada provinciale  che  è  chiusa  al
  transito  e,  ancora  oggi, è attraversata però,  di  fatto,  vi  è
  un'ordinanza di chiusura al transito.
   Noi  abbiamo  scritto  al libero Consorzio di  Agrigento,  abbiamo
  mandato  una  nota proprio in concomitanza di questa interrogazione
  per  dare seguito. Siamo ancora in attesa dal 4 maggio scorso della
  risposta da parte del libero Consorzio. Ci aspetteremo un progetto,
  sarà  mia  cura  la settimana prossima chiamare direttamente,  anzi
  oggi volevo segnalare e sollecitare questo perché doveva venire  il
  dirigente,  l'ingegnere Francesco Napoli, purtroppo, non  è  venuto
  alle  15,  per  segnalare anche questa strada. Vediamo  un  attimo.
  Siamo pronti comunque, proprio perché trattasi di strada chiusa  al
  transito,  a  poterla anche mettere tra le opere da  riprogrammare,
  quindi, anche a trovare sostegno finanziario.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  ovviamente,  oggi,  ne ho presentate quattro di interrogazioni,  su
  due sono rimasto soddisfatto, su due non soddisfatto.

   PRESIDENTE. Una buona media, due su quattro

   CATANZARO. Le dico subito il motivo perché, ovviamente, non do  la
  responsabilità a lei che da quindici, sedici mesi è Assessore, lì è
  un  problema davvero drammatico. È drammatico per una questione  di
  viabilità, è drammatico soprattutto per una trentina di aziende che
  si trovano proprio su questa strada dove ci sono 2.000 mila capi di
  bovini,  dove  lì  ovviamente c'è un grande settore  che  è  quello
  zootecnico  che è molto importante sia per la nostra provincia,  ma
  ritengo  anche  per  la  nostra Regione. Quindi,  le  chiedo  se  è
  possibile,  dato che abbiamo convenuto poc'anzi che  lei  a  giugno
  insieme  a  me  si farà un giro per la provincia di  Agrigento  per
  constatare  con  i  suoi  occhi sulla situazione  drammatica  della
  viabilità  delle  strade  della provincia di  Agrigento,  non  sono
  soddisfatto,  ritengo  che su quella zona occorra  intervenire  con
  fermezza  anche perché quella zona è una zona montana,  è  un  zona
  isolata  e  da  tanti  anni vengono presi in giro  e  non  possiamo
  permetterci e, soprattutto, lo dico io come rappresentante di  quel
  territorio,  non  posso  più permettere  che  quella  zona  rimanga
  abbandonata.
   Quindi, al di là della sua buona volontà che mi rendo conto che si
  sta  attivando, ritengo che dobbiamo con più forza e,  quindi,  con
  un'azione più concreta intervenire. Non posso essere soddisfatto  e
  vediamo il da farsi. Grazie.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 710   Chiarimenti  in
  merito   alle   opere  censite  nell'elenco-anagrafe  delle   opere
  incompiute , a firma degli onorevoli Di Paola ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che tra le materie ascritte all'Assessorato
  regionale   delle  Infrastrutture  e  della  Mobilità  rientra   il
  monitoraggio   delle  opere  pubbliche  incompiute  e   istituzione
  dell'Elenco-anagrafe delle opere incompiute di cui all'art. 44  bis
  del  decreto  legge  6  dicembre  2011,  n.  201,  convertito,  con
  modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214;

   visto  l'Elenco - anagrafe delle Opere Incompiute,  pubblicato  il
  29/06/2018,  e realizzato ai sensi del D.M. 13 marzo  2013,  n.  42
  disciplinante   il  Regolamento  recante  modalità   di   redazione
  dell'elenco  anagrafe  delle  opere pubbliche  incompiute,  di  cui
  all'art.  44  bis  del  decreto legge  6  dicembre  2011,  n.  201,
  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 22 dicembre  2011,  n.
  214; anno di riferimento 2017.

   considerato che:

   dai  sopralluoghi eseguiti dall'odierno interrogante  sulla  quasi
  totalità delle opere censite(nonché su altre incompiute non censite
  nell'Elenco  ma  presenti  sui  territori)  e  dal  confronto   con
  amministratori  e tecnici degli enti locali è emerso  che,  tra  le
  principali  cause  di  interruzione dei lavori,  vi  sia  stata  la
  carenza  di  risorse da parte dei Comuni, molti dei quali  sono  da
  tempo   in  condizioni  di  deficit  strutturale,  in  dissesto   o
  predissesto  e, anche per mancanza di personale qualificato,  hanno
  evidenti  difficoltà  nell'accesso ai  bandi,  tanto  per  la  fase
  progettuale,  quanto  per  la eventuale gestione  delle  procedure,
  ritenute eccessivamente complesse;

   il decadimento strutturale e le mutate esigenze territoriali fanno
  sì  che  quasi il 40% delle opere visitate non appaiano,  ad  oggi,
  meritevoli  di interventi di ripristino o di completamento  ma,  al
  contrario, rappresentano elementi di degrado che, se non  demoliti,
  inquinano  la  bellezza  di centri urbani  e  di  paesaggi  con  un
  notevole potenziale in termini di richiamo turistico;

   le   informazioni   che  possono  evincersi  dall'Elenco   possono
  ritenersi solo parzialmente corrispondenti alla realtà, non solo in
  termini di quantificazione degli oneri o di forme di destinazione o
  di possibile utilizzo delle opere (essendo questi parametrati sulla
  scorta  dei  dati  riportati nel progetto esecutivo  e  non  sempre
  aggiornati)  ma  anche in relazione al numero stesso  delle  opere,
  attesa  la  quantità  di  opere  non  complete  che  insistono  sui
  territori ma non sono censite nell'Elenco;

   considerato, altresì, che:

   con  Decreto  Assessoriale  n. 18  del  29  agosto  2018  è  stata
  istituita una Task Force per l'implementazione delle azioni volte a
  fronteggiare,  accelerare  e risolvere  le  criticità  delle  opere
  pubbliche   incompiute  presenti  nel  territorio   della   Regione
  Siciliana, col compito di formulare, entro centoottanta giorni  dal
  suo  insediamento,  proposte  per la  soluzione  e  la  definizione
  dell'iter  tecnico-amministrativo delle opere pubbliche  incompiute
  presenti nel suddetto elenco;

   anche  a  seguito  del Decreto Assessoriale n 27 del  13  novembre
  2018,  della  suddetta  Task Force fa  parte,  tra  gli  altri,  il
  Dirigente  dell'Area 3 Coordinamento degli Uffici del Genio  Civile
  dell'Isola del Dipartimento Regionale Tecnico, ma i suddetti Uffici
  -  ai  quali  è  stata inoltrata, sin dal mese di  Settembre  2018,
  relativa  richiesta di accesso agli atti sulle attività a tal  uopo
  svolte  -  hanno  in gran parte dichiarato di non  svolgere  alcuna
  attività o di poter evadere tale istanza in maniera parziale;

   per sapere:

   quali  siano  le  proposte  per  la  soluzione  e  la  definizione
  dell'iter  tecnicoamministrativo delle opere  pubbliche  incompiute
  elaborate dalla Task Force istituita con D.A. 29/08/2018 n 18;

   per  quante e quali opere sia stata proposta la demolizione  o  il
  completamento, nonché con quali risorse si intende far fronte  agli
  oneri eventualmente quantificati ed entro quali termini».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione n. 710 riguarda le
  opere  incompiute,  l'elenco che abbiamo già fatto  e  che  abbiamo
  predisposto.
   Sostanzialmente ne abbiamo circa 160-162 ma sarà qualcuna in  più,
  di opere incompiute in Sicilia. Noi non soltanto abbiamo quest'anno
  fatto  una  relazione  di  ogni opera,  abbiamo  chiamato  tutti  i
  Sindaci, abbiamo chiamato tutti i dirigenti tecnici, uno per uno, e
  quando  non  sono  venuti  li  abbiamo  ripungolati  e  li  abbiamo
  convocati e li abbiamo sentiti, li abbiamo ascoltati. Ma alla  fine
  abbiamo  verificato che ci sono delle opere che vanno  abbattute  e
  sono  circa  6. Ci sono delle opere, circa altre 7-8,  che  possono
  essere invece completate. Alcune, ad esempio, li abbiamo inserite.
   Una  per tutte, lo dicevo poc'anzi all'onorevole Pagana, il  Ponte
  di   Gagliano  Castelferrato,  incompiuta  da  circa  11  anni,  in
  provincia  di  Enna. Ma tanto per fare un esempio, perché  ci  sono
  tante altre opere.
   Altre  opere  invece,  per essere completate, necessiterebbero  di
  risorse.  E  allora stiamo verificando se possiamo  fare  un  piano
  triennale, o addirittura quinquennale, di finanziamento  di  queste
  opere.  Immaginiamo 10 milioni di euro, 15 milioni di euro  l'anno.
  Non  è  semplicissimo. Sono opere che provengono dai  più  svariati
  finanziamenti. Consideriamo ad esempio che ci sono  delle  opere
  una  per tutte la più emblematica, Giarre. Giarre è una delle città
  in  cui  ci  sono  più  opere incompiute. Due per  tutte:  le  case
  popolari,  60  alloggi popolari che sono stati  finanziati  con  un
  incremento, con una somministrazione aggiuntiva finanziaria  di  un
  milione e mezzo di euro. E il teatro, ad esempio, di Giarre. Sempre
  per le case popolari.
   Vi  sto ponendo questi esempi e sono quelli che mi sovvengono.  Ma
  ad  esempio  a  Ragusa  c'è la Chiesa Maria  Santissima  di  fronte
  l'Ospedale.  Abbiamo  fatto un sopralluogo, anche  là  altra  cosa,
  sempre  con gli IACP. Molti immobili sono degli enti locali,  molti
  altri sono degli IACP, alcuni sono dei Consorzi di bonifica. Quindi
  ci sono tra le opere più varie.
   Signor Presidente, eventualmente mi potrò permettere poi di dare a
  tutti  i  colleghi, l'ho dato all'onorevole Di Paola, la  relazione
  che  individua  le  opere incompiute, individua quali  opere  vanno
  demolite  perché deturpano solo il territorio, individua  le  opere
  che  possono  essere  realizzate e le opere invece  che  troveranno
  realizzazione già anche con dei finanziamenti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Paola  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia era  solo
  una  preoccupazione.  Adesso  uscirà la  nuova  lista  delle  opere
  incompiute. Al momento sono 162, probabilmente aumenteranno, perché
  siamo andati in giro per la Sicilia e abbiamo visto che molte opere
  non sono state censite. I Sindaci o le amministrazioni che hanno in
  appalto queste opere non le hanno segnalate. Li abbiamo invitate  a
  segnalare.    Quindi   probabilmente   queste   opere    incompiute
  aumenteranno nella prossima lista.
   La  mia  preoccupazione  qual  è? E'  che  nel  report  che  molto
  gentilmente l'Assessore mi ha consegnato molte di queste opere,  di
  queste 162 opere, non hanno un progetto esecutivo aggiornato.  Sono
  all'incirca  70,  cioè quasi più della metà non hanno  un  progetto
  aggiornato  e  altre  non si sa in che stato di  avanzamento  è  il
  progetto.
   Capisco che se le riusciamo a completare, altre se le riusciamo  a
  demolire, magari se riusciamo a demolirne qualcuna in più visto che
  la maggior parte di queste opere io le ho visitate e sono veramente
  vetuste.  Sono  opere  comunque che difficilmente  potranno  essere
  riprese  a  fronte  anche  di  un  progetto  che  man  mano   viene
  aggiornato.  E  purtroppo  queste  opere  all'interno  del   nostro
  territorio deturpano sia l'ambiente, che anche il viver comune  del
  cittadino  che magari abita attorno a queste opere.  Quindi,  se  è
  possibile  aumentare, capisco che ha pure un  costo,  perché  anche
  l'abbattimento  di un'opera poi ha un costo, però fare  uno  sforzo
  maggiore   a   fronte   di   un   incremento   sicuro,   vista   la
  sensibilizzazione man mano che si è fatta durante questo periodo, e
  magari  aumentare il fondo per completare i progetti, o magari  far
  sì  che quei progetti, che ancora non sono progetti esecutivi,  non
  sono  stati  aggiornati, creare pure un fondo di rotazione  per  il
  completamento,  non solo dell'opera, ma anche del progetto.  Grazie
  signor Presidente, mi ritengo parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, suggerisco a tutti un libro  sulle
  incompiute  in Italia con delle fotografie che sono pazzesche.  C'è
  ad  un  certo punto una campagna con una scala mobile, c'è solo  la
  scala  mobile, non c'è nient'altro, nel deserto più totale. Però  a
  Giarre,  onorevole assessore Falcone, in quel libro  Giarre  è  una
  delle  città  che ha maggiori incompiute. Ora se non ricordo  male,
  uno stadio o qualcosa del genere.

   DI PAOLA. Anche Cammarata è uno dei Comuni.

   PRESIDENTE.  Questo libro è veramente istruttivo, perché  ci  sono
  delle  cose  questa della scala mobile se non ricordo male  era  in
  Calabria, non ne sono sicuro. Sono tutte le incompiute d'Italia, ce
  ne  sono alcune che sono assolutamente pazzesche e purtroppo  c'era
  Giarre più volte censita in questo libro.
   L'interrogazione  n.  725,  non essendo  presente  il  firmatario,
  onorevole Barbagallo, viene trasformata in risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 160 "Chiarimenti sul  servizio  di
  trasporto  ferroviario  concernente la tratta Catania-Caltagirone",
  degli onorevoli Cappello ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  tratta  ferroviaria Catania-Caltagirone è stata  ripristinata,
  dopo diversi anni di chiusura, nel mese di Febbraio del 2019;

   la  riattivazione del suddetto servizio ferroviario è avvenuta, al
  fine di soddisfare la legittima esigenza di numerosissimi cittadini
  che,  per  necessità di studio e di lavoro, devono  quotidianamente
  viaggiare;

   per  far  fronte,  in  particolare  alle  necessità  degli  utenti
  pendolari, ma anche per fornire ulteriori servizi a beneficio delle
  popolazione  dei  diversi comuni toccati dalla  tratta,  nonché  ai
  turisti che sempre in maggior numero scelgono di visitare il nostro
  territorio, sono stati investiti, in quest'opera, ingenti somme  di
  denaro;

   rilevato che:

   malgrado le risorse impegnate, a causa di una cattiva gestione  ed
  organizzazione   del  servizio,  lo  stesso  risulta   carente   ed
  inadeguato rispetto alle esigenze rappresentate;

   dai  dati  e dalle informazioni sul servizio ferroviario  offerto,
  acquisibili   anche   semplicemente  in   rete,   risulta   agevole
  comprendere che gli orari di partenza ed arrivo proposti  sono  del
  tutto  incompatibili ed inconciliabili con gli  orari  standard  di
  lavoro  e di studio degli utenti che potrebbero maggiormente fruire
  di detti servizi;

   come   si  apprende  da  organi  di  stampa,  il  servizio   verrà
  ulteriormente  depotenziato e verranno  soppresse  corse  in  orari
  particolarmente utili ai pendolari per raggiungere il proprio posto
  di lavoro e/o studio;

   considerato che:

   le  aziende  di trasporto su gomma, offrendo più corse  al  giorno
  sulla  stessa tratta, avendo tempi di percorrenza molto  più  brevi
  nonché costi dei biglietti più bassi rendono di fatto, ad oggi , il
  servizio ferroviario poco concorrenziale;

   la  Regione siciliana, quale committente, avendo ben chiare  quali
  sono le esigenze del territorio, i bisogni dei cittadini in materia
  di  servizi  di  trasporto e tenuto conto delle risorse  impegnate,
  deve  sovraintendere  a  che tali servizi  siano  erogati  in  modo
  corretto ed adeguato;

   la  situazione sopradescritta imporrebbe alla Regione,  attraverso
  l'Assessore competente, di attivarsi ed agire, al fine di  ottenere
  un servizio ferroviario più efficiente, tramite l'incentivazione di
  orari  più  consoni e funzionali rispetto alle esigenze esposte,  o
  esigendo la previsione di più corse;

   invece,   si   registra   una  inattività   ingiustificabile   che
  colpevolmente concorre allo spreco di risorse Pubbliche;

   per  conoscere  se  e  come  intendano  intervenire,  al  fine  di
  potenziare, ottimizzare il servizio di trasporto ferroviario  sulla
  tratta  Catania-Caltagirone ed assumere ogni necessaria  azione  ed
  urgente  provvedimento consequenziale per affrontare  le  criticità
  denunciate».

   Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole   Foti   per   illustrare
  l'interpellanza.

   FOTI.   Signor   Presidente,  in  qualche  modo   l'interrogazione
  dell'onorevole Barbagallo e l'interpellanza dell'onorevole Cappello
  trattano di una questione che, nel calatino, ha lasciato strascichi
  un pochino fastidiosi, soprattutto disagi per i pendolari.
   Tutti  siamo  a  conoscenza, perché siamo raggiunti  da  parecchie
  lettere,  articoli,  dopo tanto tempo si è  di  nuovo  riaperta  la
  tratta,  solo  che durante l'inaugurazione c'era  un  treno,  ma  a
  servizio dei pendolari c'è una littorina, quindi si è passati da un
  minuetto  ad  una  littorina. E poi, soprattutto,  vogliamo  capire
  dall'assessore come mai c'è una sovrapposizione del  trasporto  sul
  gommato,  anche per fare capire che, non solo su questa tratta,  su
  tutto  il  territorio  regionale,  quando  l'assessore  giustamente
  lamenta  lo scarso utilizzo dei treni, oltre una serie di disagi  e
  una  mancanza di informazione, c'è anche che se c'è una concorrenza
  di  una  tratta  su gommato, probabilmente l'utente tenderà  a  non
  rafforzare il trasporto sulla linea ferrata.
   Quindi, bisognerebbe fare delle scelte, cosa che già dalla  scorsa
  legislatura  avevamo evidenziato. Ci sono una marea di  tratte  che
  sono  sovrapposte  e  questo soffoca gli sforzi  di  migliorare  il
  trasporto  ferroviario. Noi vorremmo che l'assessore ci illustrasse
  quali  interventi  conseguenziali a questa criticità  vuole  porre,
  anche  perché  c'è  una  grande attenzione da  parte  dell'opinione
  pubblica perché come si sa dal Calatino verso Catania, ogni giorno,
  si  spostano  centinaia di persone e magari quelli  che  utilizzano
  l'automobile  preferirebbero utilizzare un  trasporto  intermodale,
  così  da  non  congestionare la vicina Catania che  viene  oppressa
  dalle  automobili in una maniera inverosimile ed è una delle  città
  più inquinate del Sud Italia.

   PRESIDENTE.  Assessore,  le comunico che  è  l'ultima  perché  per
  quelle  successive sono assenti i firmatari, quindi le trasformiamo
  in   risposte  scritte.  Per  cui  è  l'ultimo  intervento  che  le
  chiediamo.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, su questa tratta ferroviaria Caltagirone-Catania vorrei
  ricordare che trattavasi di un ramo secco considerato da  RFI.  Era
  chiusa  a  seguito  di  un incidente ferroviario  tra  Palagonia  e
  Scordia,  e  venne chiusa perché venne sequestrata la tratta  dalla
  Procura della Repubblica di Siracusa.
   Successivamente  noi  abbiamo considerato questa  tratta,  invece,
  essenziale  nei collegamenti tra Caltagirone e Catania e  lungo  la
  direttrice Gela - Niscemi - Caltagirone - Catania.
   Oggi quando abbiamo a distanza fatto un intervento importante,  da
  undici  milioni  di  euro  per  ripristinare  questa  tratta,   per
  adeguarla,  per manutenerla, vorrei ricordare che quando  l'abbiamo
  riaperta  vi  era  un  pendolarismo, come ho  detto  poc'anzi,  che
  partiva  da  Catania e arrivava a Caltagirone. Il  servizio  veniva
  effettuato  in  un'ora  e cinquantuno minuti,  quindi  circa  cento
  chilometri  in  un'ora  e  cinquantuno  minuti.  Dinanzi  a  questo
  servizio abbiamo ricevuto le proteste di alcuni comitati pendolari,
  i  quali hanno riferito che sarebbe stato più opportuno, per motivi
  di pendolarismo lavorativo, che il servizio partisse da Caltagirone
  e  arrivasse a Catania, e che partisse nel lasso della giornata  in
  cui  si  potesse lavorare, quindi entro le otto di mattina. E  così
  abbiamo fatto.
   Abbiamo  istituito il primo treno alle sei e undici  per  arrivare
  alle   sette  e  quarantaquattro.  Vorrei  ricordare  che   abbiamo
  velocizzato  la tratta. A seguito di un intervento con  l'ingegnere
  Gentile con cui abbiamo verificato, il servizio è passato da un'ora
  e  cinquantuno minuti a un'ora e trentaquattro minuti.  Considerate
  ad  esempio che la tratta da Scordia a Catania viene effettuata  in
  trentaquattro minuti, se con l'auto oggi si volesse fare Catania  -
  Scordia  o  Scordia - Catania, non la si percorrerebbe in  meno  di
  quaranta  minuti,  poi  c'è il parcheggio  e  così  via.  Quindi  è
  assolutamente performante.
   Cosa  è  successo?  E'  successo che nel momento  in  cui  abbiamo
  cambiato  il  pendolarismo, cioè da Catania verso Caltagirone,  che
  era  un  pendolarismo  studentesco, perché  i  ragazzi  salivano  a
  Militello,  prima  a Scordia, poi a Militello,  poi  a  Vizzini,  a
  Palagonia, a Mineo e andavano a Caltagirone, lo abbiamo trasformato
  in   un  pendolarismo  lavorativo  proprio  perché  i  ragazzi  non
  prendevano  più il treno già prima che lo stesso venisse soppresso,
  perché  prendono gli autobus, lo ritengono più efficace il servizio
  con  gli  autobus,  abbiamo dovuto sovvertire tutti  i  servizi  di
  autobus collegati.
   Faccio  un  esempio:  se la tratta parte da  Catania  e  arriva  a
  Caltagirone, poi da Caltagirone a Gela non c'è più il treno, quindi
  si  scende dal treno, si sale sull'autobus e si va verso Gela,  con
  determinati   orari   che  seguivano  questo   pendolarismo   verso
  Caltagirone,  quindi  verso Gela. Nel  momento  in  cui  invece  il
  pendolarismo  è  stato su Catania, abbiamo dovuto modificare  anche
  gli  orari  dell'autobus di conseguenza e, quindi, si è passati  ad
  altri  orari.  Tutto ciò ha comportato una richiesta  di  ulteriori
  corse,  le  persone che erano abituate con il pullman  a  viaggiare
  secondo  quel  tipo  di pendolarismo, non trovandolo  più  si  sono
  lamentate e allora dal 2 maggio, cioè da oggi, abbiamo ripristinato
  tutte  le  corse  precedenti di autobus, e in più altre  due  corse
  aggiuntive   secondo  il  nuovo  pendolarismo,  ma  abbiamo   anche
  ripristinato tutte le vecchie corse del vecchio pendolarismo.
   In  più,  è vero che avevamo messo la littorina, ma l'aveva  messa
  Trenitalia  dicendo  che  se questo treno  lo  utilizzano  quattro,
  cinque  persone, nella punta massima diciotto persone,  scusate,  è
  uno  spreco  togliere  ad  altre zone  il  Minuetto  e  metterlo  a
  Caltagirone. Ciò nonostante abbiamo tolto da altre zone il Minuetto
  e  lo abbiamo messo in questa tratta, ora speriamo che fra un mese,
  che   fra   due  mesi,  il  pendolarismo  su  treno  possa   essere
  incrementato,  allora  abbiamo  detto  che  se  sarà   incrementato
  manterremo tutto così come è, anche se facciamo ulteriori corse  di
  autobus, che comportano maggiori spese per la Regione siciliana.
   Ciò  nonostante  siamo pronti, stiamo facendo un forte  e  potente
  investimento,  un significativo investimento nel territorio,  nella
  speranza  e nella consapevolezza, però, che questo treno  se  verrà
  conosciuto verrà utilizzato. Vediamo quello che succede, ma oggi vi
  posso   dire  che  abbiamo,  non  soltanto  ripristinato  il  treno
  Minuetto,  abbiamo  ridotto i tempi di  percorrenza,  da  un'ora  e
  cinquantuno a un'ora e trentaquattro minuti, i tempi di  puntualità
  che  sono  pari al 92%, abbiamo non soltanto ripristinato tutte  le
  corse  precedenti di autobus, ma addirittura due corse  in  più  da
  Gela  e una corsa in più da Militello e Scordia, sono venuti i  due
  sindaci  di Militello e di Scordia a lamentarsi e con loro  abbiamo
  concordato  questo servizio. A questo punto aspettiamo  soltanto  i
  viaggiatori.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Foti non può che  ritenersi  soddisfatta,
  quantomeno del tempo che l'Assessore le ha dedicato.

   FOTI. Mi ritengo soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 161  Notizie in merito e
  posticipo  della  paventata chiusura della tratta  ferroviaria  tra
  Patti  e  Sant'Agata  di  Militello (ME) , a  firma  dell'onorevole
  Calderone. L'interpellanza è da considerarsi decaduta per l'assenza
  dell'onorevole interrogante.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  769   Chiarimenti  circa   il
  completamento  del  teatro di Giarre (CT) , a firma  dell'onorevole
  Barbagallo.   L'interrogazione  è  da  intendersi  trasformata   in
  interrogazione  con  richiesta  di  risposta  scritta,  considerata
  l'assenza dell'onorevole primo firmatario.


   La  seduta è rinviata a martedì 7 maggio 2019, alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI
  II -COMMEMORAZIONE DELL'ONOREVOLE GIANNI PARISI
  III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
         funzionalità dell'azione amministrativa  (n. 366/A)

         Relatore: on. Figuccia

       2)   Disposizioni in materia di diritto allo studio  (nn. 304-14/A)

         Relatore: on. Sammartino

       3)  Norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine
         e per la promozione dell'economia del mare. Disciplina della pesca
         mediterranea in Sicilia  (nn. 291-292/A)

         Relatore: on. Catanzaro

       4)    Riforma  degli  ambiti territoriali  ottimali  e  nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A)

         Relatore: on. Savarino

       5)  Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei
         marina resort.  (nn. 381-59/A)

         Relatore: on. Bulla

                   La seduta è tolta alle ore 20.16

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per l'Agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediterranea

   N.  629  -  Iniziative  urgenti  in  merito  alla  possibilità  di
  aumentare  la  dotazione finanziaria delle misure del  PSR  Sicilia
  2014/2020, già avviate e con graduatorie definitive approvate o  in
  via di approvazione.
   Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive:

   N.  663  - Notizie in merito allo stato di avanzamento dei  lavori
  della  cabina  di  regia  per la redazione del  Piano  di  Sviluppo
  Strategico.
   Firmatari:  Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Foti  Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero;  Zito  Stefano;  Zafarana
  Valentina;  Sunseri Luigi; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota prot. n. 10024/IN.17 dell'11 marzo 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la  funzione
  pubblica:

   N.  27  -  Chiarimenti su alcuni affidamenti diretti da parte  del
  comune di Canicattini Bagni (SR).
   Firmatari: Zito Stefano; Ciancio Gianina; Campo Stefania; Di  Caro
  Giovanni;  Di  Paola  Nunzio;  Pasqua Giorgio;  De  Luca  Antonino;
  Schillaci  Roberta;  Sunseri  Luigi;  Pagana  Elena;  Marano  Jose;
  Cancelleri  Giovanni Carlo; Palmeri Valentina; Cappello  Francesco;
  Foti  Angela; Trizzino  Giampiero; Mangiacavallo Matteo;   Siragusa
  Salvatore;  Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
   -   Con  nota  prot.  n.  10916  del  15  marzo  2019  e  relativa
  documentazione   allegata,  assunta  al  bollo   d'ingresso   della
  Vicesegreteria  generale  dell'Area  Istituzionale  del  21   marzo
  successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo  2019,  la
  Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2,  Unità
  operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
  all'Assessore per le autonomie locali.

   N. 184 - Interventi a salvaguardia del tratto di costa di Contrada
  Casuzze a Santa Croce Camerina (RG).
   Firmatari: Dipasquale Emanuele
   -   Con  nota  prot.  n.  10916  del  15  marzo  2019  e  relativa
  documentazione   allegata,  assunta  al  bollo   d'ingresso   della
  Vicesegreteria  generale  dell'Area  Istituzionale  del  21   marzo
  successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo  2019,  la
  Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2,  Unità
  operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
  all'Assessore per le autonomie locali.

   N.  252  -  Chiarimenti sulla sicurezza ed il  monitoraggio  degli
  edifici scolastici del comune di Floridia (SR).
   Firmatari: Zito Stefano; Mangiacavallo Matteo; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Cappello  Francesco; Campo Stefania; Foti Angela;  Trizzino
  Giampiero;  Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Palmeri Valentina;
  Marano Jose; Zafarana Valentina; Ciancio Gianina; De Luca Antonino;
  Di  Caro  Giovanni;  Di  Paola Nunzio; Foti Angela;  Pagana  Elena;
  Pasqua Giorgio; Schillaci Roberta; Sunseri Luigi
   -  Con  nota prot. n. 43791/IN.17 del 10 agosto 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.   352  -  Chiarimenti  sullo  stato  di  attuazione  da   parte
  dell'Amministrazione regionale dell'art. 22 del D.lgs.  n.  75  del
  2017.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino;  Di
  Caro  Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Palmeri Valentina;  Pasqua  Giorgio;
  Schillaci Roberta
   -  Con  nota prot. n. 50472/IN.17 del 5 ottobre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  415  -  Chiarimenti  in  merito all'intervenuta  sfiducia  del
  Sindaco di Gela (CL).
   Firmatari: Genovese Luigi
   Con  nota  prot. n. 57445/IN.17 del 15 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  543  - Chiarimenti sull'operato del Commissario ad acta presso
  il Comune di Mascali (CT).
   Firmatari: Papale Alfio
   -  Con nota prot. n. 60419/IN.17 del 3 dicembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  625  -  Chiarimenti  sulla  determinazione  dei  compensi  del
  Presidente   del   Comitato   direttivo   dell'Agenzia    per    la
  rappresentanza negoziale della Regione siciliana (ARAN Sicilia).
   Firmatari:  Sunseri  Luigi; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina;  Zito  Stefano; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con nota prot. n. 6217/IN.17 del 13 febbraio 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le autonomie locali.

   N.  699  -  Chiarimenti sul corretto svolgimento delle  operazioni
  riguardanti  le  elezioni amministrative del  giugno  2017  per  il
  rinnovo del Consiglio comunale di Avola (SR).
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   - da parte dell'Assessore per le Infrastrutture e la mobilità:

   N.  77 - Notizie in merito ai lavori di ammodernamento della  S.S.
  121.
   Firmatari:   Siragusa  Salvatore;  Zafarana  Valentina;   Cappello
  Francesco; Pagana Elena; Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo;
  Ciancio  Gianina;  De  Luca  Antonino; Di  Paola  Nunzio;  Di  Caro
  Giovanni;  Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Marano Jose;  Palmeri
  Valentina;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci  Roberta;  Sunseri   Luigi;
  Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   -   Con  nota  prot.  n.  10916  del  15  marzo  2019  e  relativa
  documentazione   allegata,  assunta  al  bollo   d'ingresso   della
  Vicesegreteria  generale  dell'Area  Istituzionale  del  21   marzo
  successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo  2019,  la
  Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2,  Unità
  operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
  all'Assessore per le infrastrutture.

   N. 366 - Messa in sicurezza della S.P. 179.
   Firmatari:   Schillaci   Roberta;  De  Luca   Antonino;   Zafarana
  Valentina;  Sunseri  Luigi;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Di Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;  Marano  Jose;
  Pagana  Elena; Pasqua Giorgio; Palmeri Valentina; Tancredi  Sergio;
  Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
   -  Con nota prot. n. 53947/IN.17 del 25 ottobre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   N.  526  -  Garanzie per la continuità territoriale, la  salute  e
  l'istruzione degli abitanti di Linosa (AG).
   Firmatari:  Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   - Con nota prot. n. 60295/IN.17 del 30 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le infrastrutture.

   - da parte dell'Assessore per la Salute:

   N.  7 - Verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'Ospedale
  Vittorio Emanuele di Catania.
   Firmatari:  Ciancio Gianina; Campo Stefania; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Schillaci Roberta;
  Sunseri  Luigi;  Pagana  Elena; Marano  Jose;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo;  Palmeri Valentina; Zito Stefano; Cappello Francesco;   Foti
  Angela;    Trizzino   Giampiero;  Mangiacavallo  Matteo;   Siragusa
  Salvatore; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio
   -   Con  nota  prot.  n.  10916  del  15  marzo  2019  e  relativa
  documentazione   allegata,  assunta  al  bollo   d'ingresso   della
  Vicesegreteria  generale  dell'Area  Istituzionale  del  21   marzo
  successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo  2019,  la
  Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2,  Unità
  operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
  all'Assessore per la salute.

   N.  142 - Chiarimenti sulle note di talune ASP e sulle modalità di
  attuazione della l. r. n. 15/2000.
   Firmatari:  Palmeri  Valentina; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Campo
  Stefania;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina; De  Luca  Antonino;
  Marano  Jose;  Di  Caro  Giovanni; Di Paola  Nunzio;  Mangiacavallo
  Matteo;  Foti  Angela;  Pagana  Elena;  Pasqua  Giorgio;  Schillaci
  Roberta;  Siragusa  Salvatore; Sunseri Luigi; Trizzino   Giampiero;
  Tancredi  Sergio;  Zafarana Valentina; Zito Stefano
   -   Con  nota  prot.  n.  10916  del  15  marzo  2019  e  relativa
  documentazione   allegata,  assunta  al  bollo   d'ingresso   della
  Vicesegreteria  generale  dell'Area  Istituzionale  del  21   marzo
  successivo e protocollata al n. 2469/AulaPG del 22 marzo  2019,  la
  Segreteria generale della Presidenza della Regione - Area 2,  Unità
  operativa A2.1, ha comunicato che l'atto ispettivo è stato delegato
  all'Assessore per la salute.

   N. 446 - Chiarimenti in merito alla vicenda che ha visto coinvolto
  un medico in servizio presso l'ospedale Umberto I di Siracusa.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Campo  Stefania;  Cancelleri  Giovanni
  Carlo; Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; De Luca Antonino;  Di
  Caro  Giovanni; Di Paola Nunzio; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  Pasqua Giorgio;  Palmeri  Valentina;
  Schillaci  Roberta;  Siragusa Salvatore;  Sunseri  Luigi;  Tancredi
  Sergio; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina
   Con  nota  prot. n. 57437/IN.17 del 15 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
  9  gennaio 2019, n. 3 e s.m.i., pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16
  gennaio 2019, n. 13 (n. 550).
   Di    iniziativa    parlamentare   presentato   dagli    onorevoli
  Mangiacavallo,  Pagana, Cappello, Cancelleri,  Campo,  Ciancio,  De
  Luca,  Di Caro, Di Paola, Foti, Marano, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi Trizzino, Zafarana e Zito il 17  aprile
  2019.

   - Recepimento di norme contenute nel DPR n. 220/2001 e nella legge
  n. 172/2017  (n. 551).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Amata il  17
  aprile 2019.

   - Misure a sostegno del coworking e dei Fablab (n. 552).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Di  Paola,
  Cancelleri,  Campo,  Cappello, Ciancio, Di  Caro,  De  Luca,  Foti,
  Mangiacavallo, Marano, Pasqua, Pagana, Palmeri, Siragusa,  Sunseri,
  Schillaci, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 17 aprile 2019.

   -  Norme  per  l'incentivo delle politiche abitative  di  edilizia
  residenziale  pubblica e sociale senza consumo di suolo  e  per  il
  reimpiego di immobili inutilizzati (n. 553).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri  il
  23 aprile 2019.

   - Misure di semplificazione e accelerazione in materia di rilascio
  di autorizzazione unica ambientale (n. 554).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Barbagallo il
  23 aprile 2019.

   -  Interventi finanziari urgenti volti a garantire la  triennalità
  del  contributo  per  enti  lirico-sinfonici,  fondazioni,  teatri,
  comitati e per il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (n. 555).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciancio,
  Campo,  Cancelleri,  Cappello, Di Caro, Di Paola,  De  Luca,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 23 aprile
  2019.

   -  Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
  misure  di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
  e loro familiari (n. 556).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Cappello, Pasqua, Pagana, Campo, Cancelleri, Ciancio, De  Luca,  Di
  Caro,  Di  Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri,  Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zito il 23 aprile 2019.

   -  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla Legge
  9  gennaio  2019, n. 3  Spazzacorrotti  e successive  modifiche  ed
  integrazioni ed introduzione di misure volte alla trasparenza delle
  operazioni di scrutinio elettorale (n. 557).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Savarino  il
  23 aprile 2019.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 771 - Opportune iniziative volte all'adeguamento degli organici
  nelle Soprintendenze e nei siti museali regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 772 - Precisazioni relative alla mostra 'Modigliani Experience,
  Les Femmes' organizzata dall'associazione 'Gli amici di Modigliani'
  a Palazzo Bonocore a Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  773  -  Chiarimenti in merito all'evento franoso del 26  marzo
  2019  che   ha   interessato   parte  del   complesso  residenziale
  'Arcadia' nel Comune di Porto Empedocle (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe

   N.  777  -  Notizie  in  ordine alla grave situazione  finanziaria
  dell'Ente acquedotti siciliani in liquidazione (EAS).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  779  - Chiarimenti in ordine allo scarico di acque reflue  nel
  fiume Gela.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.   782   -   Chiarimenti   circa  la  trasparenza   degli   atti
  amministrativi del Comune di Bagheria relativi al c.d.  'ecomostro'
  che sorge sul litorale tra Aspra e Mongerbino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  783 - Chiarimenti in merito alle criticità del pronto soccorso
  dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  789  - Chiarimenti in merito alla nuova sede del Commissariato
  della Polizia di Stato a Niscemi (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  790 - Chiarimenti circa il trasferimento della gestione  delle
  strutture idriche ai Comuni del messinese.
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   De   Domenico  Francesco;  Gucciardi  Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
  Arancio  Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
  Emanuele;   Lantieri  Annunziata  Luisa;  Sammartino  Luca;   Cafeo
  Giovanni

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

     N.  774  - Mancata nomina del componente in seno al c.d.a.  IPAB
  Nicolaci Bonomo di Barcellona Pozzo di Gotto (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo

   N.  775 - Chiarimenti sulla condizione dei dipendenti del comparto
  non dirigenziale dei Centri  regionali  per l'impiego.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Campo  Stefania; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  776  -  Notizie sulla mancata assunzione del  Sig.  Sebastiano
  Marinello al Comune di Giardini Naxos (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Aricò Alessandro; Galluzzo Giuseppe

   N.  778  -  Iniziative urgenti per consentire la realizzazione  da
  parte  di  ENI del polo logistico per la distribuzione di  'GNL'  a
  Gela (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Arancio Giuseppe Concetto

   N.  780 - Istituzione di una zona economica speciale a Catania  ed
  inserimento   nella  perimetrazione  della  zona   industriale   di
  Belpasso.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Papale Alfio

   N.  781  -  Chiarimenti in ordine alla legittimità  dei  bandi  di
  concorso  per  l'accesso alla qualifica unica  di  dirigente  delle
  professioni sanitarie.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pasqua  Giorgio;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino

   N.  785 - Chiarimenti in ordine all'emergenza finanziaria delle ex
  province siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   D'Agostino Nicola; Tamajo Edmondo

   N.   786  -  Revisione  dei  servizi  erogati  nelle  sedi   delle
  Circoscrizioni del Comune di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Genovese Luigi

   N.  787  - Problematiche circa il servizio di trasporto scolastico
  nell'ennese.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Pagana  Elena;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  788 - Chiarimenti in merito agli esami per l'abilitazione alla
  figura di accompagnatore turistico.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.   166  -  Adeguamento  ambientale  e  gestione  del  depuratore
  consortile di Priolo Gargallo (SR).
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Salute
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Pasqua  Giorgio;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino

   N.  167  -  Provvedimenti in merito alla deliberazione  di  Giunta
  regionale n. 128 del 2019 in tema di provvedimento ambientale unico
  regionale (PAUR)
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N. 168 - Sostegno al sistema regionale dei distretti produttivi.
   - Assessore Attività produttive
   De   Domenico  Francesco;  Gucciardi  Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
  Arancio  Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
  Emanuele;   Lantieri  Annunziata  Luisa;  Sammartino  Luca;   Cafeo
  Giovanni

   N.  169  -  Chiarimenti urgenti in merito alle  autorizzazioni  di
  spesa connesse alla copertura del disavanzo regionale.
   - Assessore Economia
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;  Lantieri  Annunziata Luisa; Sammartino  Luca;  Catanzaro
  Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni

   N. 170 - Adozione del Piano regionale di gestione dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;  Lantieri  Annunziata Luisa; Sammartino  Luca;  Catanzaro
  Michele; De Domenico Francesco; Cafeo Giovanni

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  238  -  Pieno ripristino della viabilità e messa in  sicurezza
  delle strade provinciali S.P. 7, S.P. 10 E S.P. 45.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 3/04/19

   N.   239  -  Attivazione  delle  procedure  in  riferimento   alle
  prospettive occupazionali degli insegnanti di terza fascia.
   Catalfamo  Antonio;  Lo  Curto Eleonora; Galvagno  Gaetano;  Amata
  Elvira
   Presentata il 4/04/19

   N.   240   -   Eliminazione  dal  Piano  regionale   dei   rifiuti
  dell'impianto di  trattamento e recupero di  rifiuti  pericolosi  e
  non, sito in c.da Cuturi a Scicli (RG).
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 4/04/19

   N.  241 - Manuntenzione dell'impianto del depuratore consortile di
  Priolo Gargallo (SR) gestito dall'I.A.S. s.p.a.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 11/04/19

   N.  242  -  Completamento dei lavori della sede  del  Comando  dei
  Vigili del fuoco di Siracusa e della sede distaccata dei Vigili del
  fuoco di Augusta.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 16/04/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni