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Resoconto d'Aula della Seduta n. 114 di martedì 07 maggio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati  che
  intendano   prenderne  visione  e sarà  considerato  approvato,  in
  assenza  di  osservazioni in contrario, al termine  della  presente
  seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Foti, Cafeo, Lantieri, Arancio Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione relativa alle interrogazioni n. 736 e n. 747

   PRESIDENTE. Preciso che le interrogazioni nn. 736 e 747,  a  firma
  rispettivamente degli onorevoli Fava e Galvagno, sono da intendersi
  presentate con richiesta di risposta scritta.

   L'Assemblea ne prende atto.


              Commemorazione dell'onorevole Gianni Parisi

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi si passa al II  punto  dell'ordine
  del giorno: Commemorazione dell'onorevole Gianni Parisi.
   Il giorno 20 aprile scorso è venuto a mancare, all'età di 83, anni
  l'onorevole  Gianni  Parisi, storico volto  del  Partito  Comunista
  Italiano e siciliano, in particolar modo.
   Formatosi  sulla lezione politica e morale di Girolamo  Li  Causi,
  dopo  gli studi dell'Università di Mosca dove conobbe la sua futura
  moglie  Svetlana,  nel corso della sua lunga  ed  intensa  attività
  politica  da  Segretario  di una federazione  giovanile,  arrivò  a
  ricoprire  le  più  alte  cariche del  Partito  e  nell'Istituzione
  regionale.
   Fu   dapprima   Segretario  provinciale  di  Palermo,   Segretario
  regionale  del  Partito  dal 1976 al 1981,  nonché  Presidente  del
  Centro Studi  Pio La Torre' ed è stato deputato di questa Assemblea
  Regionale Siciliana per tre legislature, Vicepresidente del Governo
  regionale presieduto dall'onorevole Campione.
   L'onorevole Parisi si è contraddistinto per il suo rigore  morale,
  ed   il  suo  impegno  politico  e  culturale,  battendosi  per  la
  valorizzazione   dell'autonomia   siciliana,   il   riscatto    del
  Mezzogiorno  e  l'emancipazione  delle  classi  più  deboli   della
  società.
   Vincenzo Consolo lo ricordava come uno dei dirigenti più attivi  e
  più intelligenti, più limpidi e più intransigenti del PC, PDS e PD,
  DS.
   Nella  sua   Storia  capovolta ,  un  libro  che  scrisse  e   che
  rappresentava la storia di Palermo tra il 1951 ed il 2001, edito da
  Sellerio, che fu un'opera a metà strada tra la biografia dei  primi
  cinquant'anni  di  storia  siciliana  ed  il  diario   di   ricerca
  esistenziale, Gianni Parisi raccontò mezzo secolo di  impegno,  dai
  primi  incontri  da fanciullo con gli eroi della  Resistenza,  agli
  ultimi fuochi del Comunismo siciliano, fino agli anni dell'Ulivo.
   Si  tratta di un racconto che Gianni Parisi sentì la necessità  di
  scrivere  e  dare  alle  stampe, dopo aver ricevuto  un  avviso  di
  garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa che  fu,  per
  lui,  un  assurdo capovolgimento della sua storia personale,  e  di
  tutto il contesto storico che aveva vissuto e che stava vivendo  in
  quel momento.
   Mi piace ricordare queste parole che, secondo me sono molto belle,
  tratte  dalla recensione di Vincenzo Consolo, che rendono  bene  il
  senso del titolo  Una storia capovolta . Scrisse Consolo  Una  vita
  limpida,  integerrima, la sua, spesa in totale  impegno  nell'aspra
  lotta  al  potere  politico mafioso. In difesa dei  principi  della
  democrazia, della dignità dell'uomo e della donna .
   Senonché quest'uomo, questo politico, un giorno assurdamente, come
  l'impiegato  di banca Joseph Kafka - vi ricorderete la  storia  del
  processo   di  Kafka  -  venne  risucchiato  nelle  spire   di   un
  incomprensibile processo e venne incriminato dai PM  della  procura
  di Palermo.
   Il procedimento, ovviamente, fu poi archiviato nel 2003, senza che
  però  vi  fosse  stato  l'analogo rilievo mediatico  della  notizia
  rispetto  a  quando ricevette l'avviso di garanzia.  Questa  volta,
  scriveva  Consolo   Non  vi  è  stata però  conferenza  stampa  dei
  magistrati,  non  vi  è  stato  clamore  alla  televisione  e   sui
  giornali .
   Con Gianni Parisi è scomparso un importante esponente della classe
  politica di quegli anni.
   Io  non mai stato iscritto al partito comunista, anzi spesso ne ho
  anche  combattuto le idee e le ideologie, e non ho  mai  conosciuto
  Gianni  Parisi  ma ne ho sentito parlare tante e  tante  di  quelle
  volte  che  mi sono fatto un'idea di chi potesse essere, della  sua
  figura  certamente  molto lontana da quella  che  i  magistrati  di
  Palermo tentarono di darne in quel periodo.
   Quella  era  una classe politica a cui oggi si guarda  spesso  con
  superficialità, anzi, ma alla quale va riconosciuto  il  merito  di
  avere   saputo  affrontare  e  superare  anni  enormi  di   immensa
  difficoltà sociale, economica e politica, dando vita ad istituti ed
  esperienze  che  hanno  più volte fatto da  modello  a  quanto  poi
  accaduto a livello nazionale.
   Colleghi mi piace dire che, qualche giorno fa, è stato commemorato
  qui   a   Palazzo  Reale,  al  Palazzo  dell'Assemblea   regionale,
  l'onorevole Pio La Torre e vorrei farvi riflettere sul  fatto  che,
  per  la  prima  volta  nella storia di questa  Assemblea,  è  stato
  commemorato,  - all'interno di questa Assemblea - una  persona  che
  fu  ammazzata dalla mafia, perché fino a poco tempo fa  non  ci  si
  permetteva  di  commemorarla all'interno  dell'Assemblea,  come  se
  l'istituzione fosse stata la mafia stessa.
   Io  in  quella occasione e ancora oggi, ringrazio Vito Lo  Monaco,
  che  è il presidente del centro studi Pio La Torre, per avere avuto
  questo  coraggio di voler finalmente rompere questa catena assurda,
  questo   assurdo  ragionamento  secondo  cui  è  il   Palazzo   che
  rappresenta  qualcosa  di buono o di brutto  che  siano,  sono  gli
  uomini che stanno all'interno del Palazzo che la rappresentano.  Il
  fatto che un tempo nessuno avesse il coraggio, la voglia e la forza
  di  commemorare  qualcuno  qui dentro, forse  aveva  un  senso,  ma
  ringrazio  ancora Lo Monaco perché oggi ha dato un senso diverso  a
  questo Palazzo e all'istituzione tutta, cioè una istituzione che  è
  Istituzione.    Non    esiste   l'istituzione    mafiosa,    esiste
  l'Istituzione, poi se chi la dirige, se gli uomini  che  vi  stanno
  dentro  sono  uomini  del  malaffare, sono  uomini  indegni,  è  un
  problema diverso, ma non potrà mai essere l'istituzione quella  che
  rappresenta il bene o il male. L'istituzione rappresenta lo  Stato,
  rappresenta  l'Istituzione e oggi siamo,  finalmente  tornati  alla
  normalità anche questa istituzione, come tutte le altre -   come  è
  avvenuto  al  Comune, come è avvenuto in centomila altre  volte  -,
  sono in condizioni di poter commemorare i propri morti, perché  poi
  Pio  La  Torre  faceva parte di questa istituzione,  ha  combattuto
  all'interno  di questa istituzione. State tranquilli  non  verranno
  commemorati  quelli che di questa istituzione ne  hanno  fatto  una
  cattiva  istituzione,  ma per tutti coloro  che  hanno  combattuto,
  perché qui dentro, forse, c'è stata anche la rappresentazione della
  mafia,  ma  qui  dentro  c'è  stata la  più  alta  rappresentazione
  dell'antimafia,  attraverso alcuni uomini, tra cui  Gianni  Parisi,
  Pio  La  Torre, e tanti altri che sono stati uomini veri, siciliani
  veri, che hanno perso la loro vita per combattere la mafia.
   Come  classe politica oggi siamo tenuti ad un giudizio attento  su
  quel periodo. Un periodo importante e fondativo della nostra storia
  che  non può essere valutato cedendo a semplificazioni populistiche
  che pretendono di individuare nella classe politica di un tempo  le
  origini  di  tutti  i  mali che oggi affliggono  la  nostra  Terra,
  pretendendo,  addirittura, l'adozione di misure quasi punitive  nei
  confronti  dei  suoi esponenti ancora viventi. Senza  vergogna,  mi
  riferisco  ai  vitalizi. Considero una vergogna togliere  a  questa
  gente, a quelli che hanno fatto una battaglia vera e che sono state
  persone  utili  alla crescita di questa Terra e che  oggi,  invece,
  devono essere puniti.
   Allo  stesso  modo, non si deve guardare al passato indulgendo  in
  esaltazioni   di  un  periodo  aureo  mai  più  ripetibile   o   in
  rivendicazione  di tipo sicilianista, ormai forse,  superata  dalla
  storia.
   Con  questo auspicio ritrovare nella lezione della nostra Terra  e
  degli  uomini che l'hanno fatta le ragioni di una rinnovata  azione
  politica  che  possa unire anziché dividere, mi unisco  a  nome  di
  tutta l'Assemblea regionale al dolore della famiglia e al dolore di
  tutti  gli amici che lo conobbero a suo tempo e a tutti quelli  che
  ne furono compagni di partito.
   Invito,  pertanto,  tutti i colleghi ad  osservare  un  minuto  di
  silenzio in memoria di Gianni Parisi.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi  sono  tra
  quelli  che  può  dire di ricordare un uomo che  ha  conosciuto.  È
  naturale  che  in un Parlamento come l'attuale ci sia tanta  gente,
  anche  per ragioni anagrafiche, che magari ha saputo chi è  ma  non
  l'ha mai né visto né avuto possibilità di conoscerlo durante la sua
  attività.
   Consentitemi  di dire che Gianni Parisi è una delle prime  persone
  che  ho  conosciuto appena iniziai a fare politica. Era da  qualche
  giorno  il  nuovo  segretario  del Partito  Comunista  Italiano  in
  Sicilia,  aveva preso il posto di Achille Occhetto, e ho conosciuto
  un  uomo  che  ha  saputo  indicare  a  chi,  come  me,  nella  mia
  generazione,  si affacciava alla politica con gli entusiasmi  e  le
  radicalità  di una generazione giovane che entrava in un  contesto,
  una  cultura politica della sinistra, del Partito Comunista che era
  il  principale  riferimento della sinistra italiana e  siciliana  e
  vedeva in quella figura anche la figura di un partito degli adulti,
  un  partito rigoroso, un partito fatto anche di educatori verso  le
  nuove generazioni.
   E  ho  il  ricordo di un uomo che era un esempio.  Un  esempio  di
  stile,  un esempio di rigore, ma era, innanzitutto, un uomo che  ha
  saputo trasformare la passione della sua vita, la politica, che sin
  da  ragazzo  cominciò a fare, a frequentare, a sviluppare,  in  una
  professione.   La  professione  del  politico.   Quando   dico   la
  professione  non intendo riferirmi al professionista, intendo  dire
  che  uomini  come  Gianni Parisi, e non solo lui,  ma  uomini  come
  Gianni  Parisi, hanno scelto la politica e l'hanno  scelta  con  un
  livello  di rigore professionale in cui mai, nella loro  vita,  nel
  loro  impegno,  hanno anteposto interessi personali  rispetto  alla
  funzione di rappresentanza che essi sentivano gravare su di loro.
   Gianni Parisi in quest'Aula è stato per tantissimi anni un leader.
  E' stato il capogruppo del Partito comunista, il principale partito
  in   un  mondo  oggi  completamente  cambiato,  quando  c'era   chi
  governava,  al di là di come sarebbero andate le elezioni  e  c'era
  chi  faceva  l'opposizione, al di là di come  sarebbero  andate  le
  elezioni.
   Eppure  Gianni  Parisi  fu, forse, uno dei primi  protagonisti  in
  Sicilia, senza capovolgimenti che poi la storia ci ha consegnati  a
  lunghi dibattiti, mi riferisco alla storia del Milazzismo.
     Gianni  Parisi  da  capogruppo del Partito  comunista,  con  una
  Democrazia cristiana che, in un momento storico, si trovò di fronte
  ad  una  crisi profonda, ancor prima della crisi che poi nel  resto
  d'Italia ebbe il '92 come lo spartiacque tra la prima e la  seconda
  Repubblica, Gianni Parisi, con un pezzo della Democrazia  cristiana
  di  allora  seppe,  in  qualche modo, da uomo  rigoroso  qual  era,
  trovare  le  ragioni per anteporre l'interesse della  Sicilia  alle
  ragioni degli interessi dei singoli partiti.
   Nacque  un  governo che, in quel momento, fece molto rumore,  aprì
  degli interrogativi.
   Chi  vi  parla da giovane militante del Partito comunista  fu  tra
  quelli  che  ebbe più di un dubbio rispetto a quell'esperienza  che
  nacque  col  Governo Campione-Parisi e, quindi, lo  dico  oggi  col
  senno  di poi, che quell'attività, quel momento fu lungimirante  di
  una politica che, in qualche modo, sapeva anteporre, anche rispetto
  ai  processi  politici  che si sarebbero da  quel  momento  in  poi
  aperti,  l'interesse  della Sicilia e dei Siciliani  per  costruire
  nuovi  scenari,  nuove  prospettive, nuove alleanze  nella  società
  prima che nel Palazzo.
   Gianni Parisi ebbe questo merito, il merito di essere un uomo  che
  ha  fatto  della  passione una professione,  e  l'ha  fatta  sempre
  guardando  con  grande rigore anche nel suo modo  di  concepire  la
  funzione   di   governo  al  quale  è  stato   chiamato.   Lui   fu
  Viceppresidente della Regione, fu Assessore all'allora  Assessorato
  della cooperazione che era uno degli assessorati chiave della spesa
  pubblica   siciliana   e  delle  regole  in   settore   strategici,
  l'artigianato,  il commercio, quelli che erano i  settori  portanti
  dell'economia di quel tempo.
   Sembra preistoria rispetto ai temi con cui oggi viviamo, di cui ci
  occupiamo  e Gianni la sua passione non la interruppe quando  smise
  di fare il deputato.
   Gianni Parisi fu tra i fondatori del Centro  Pio La Torre . Per 14
  anni  diresse quell'associazione, quella fondazione in ricordo  non
  solo di un uomo, Pio La Torre, ma in ricordo di una cultura, di  un
  metodo, di uno stile che è parte importante di questa nostra Terra.
   Vede, Presidente, e concludo, io dico spesso di noi Siciliani  che
  spesso   siamo  rappresentati  con  dei  luoghi  comuni,  con   una
  rappresentazione  superficiale,  noi  che  abbiamo  conosciuto   la
  violenza  mafiosa, noi che abbiamo conosciuto ciò che nessun  altro
  territorio  forse  al mondo ha conosciuto con la  costanza  con  la
  quale  si  è  determinata  in Sicilia - non  dimentichiamo  che  in
  Sicilia   è   stato   ucciso  il  capo   del   Governo,   il   capo
  dell'opposizione,  i più importanti magistrati,  i  più  importanti
  investigatori  di  Polizia, giornalisti, preti  -  noi  in  Sicilia
  abbiamo  imparato  sulle  nostre spalle e  sulla  nostra  pelle  la
  necessità di alzare l'asticella della moralità.
   Noi,  in Sicilia, conosciamo la violenza e conosciamo ciò che sono
  state  quelle  istituzioni che hanno, per lungo tempo,  chiuso  gli
  occhi,  se  non  convissuto con quella  idea  di  Sicilia,  con  la
  violenza  mafiosa,  con la sopraffazione, con  l'arbitrio,  con  il
  tentativo  di  fare dei forti e della forza della violenza  l'unica
  ragione per cui si affermava il potere.
   Grazie a uomini come Gianni Parisi ed a tutti quegli uomini che ci
  hanno  insegnato che si deve e si può essere liberi con la  propria
  testa,  col proprio rigore, con la propria storia; grazie  anche  a
  quegli  uomini  che,  oggi, possiamo litigare, possiamo  discutere,
  possiamo   avere  opinioni  diverse,  ma  in  un  mondo   in   cui,
  fortunatamente, ci battiamo per le nostre idee e ci siamo  lasciati
  alle  spalle  quell'idea in cui lo scontro delle idee,  spesso,  in
  Sicilia, si risolveva con la lupara e con le pistole.
   Quella  generazione ci ha insegnato anche ad apprezzare il  valore
  della  democrazia, inteso come valore delle idee, con  rigore,  con
  caparbietà,  senza  rinunciare  mai alla  propria  convinzione,  ma
  avendo davanti il bene comune, che è il bene dei siciliani.
   Grazie Gianni  Grazie, per la storia che ci lasci
   Grazie  e ringrazio anche la moglie che è qui presente ed  i  suoi
  familiari, perché hanno avuto un marito, un padre che è stato ed  è
  un esempio per la Sicilia.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi,
  rivolgo  un  saluto  anche  ai familiari ed  alla  delegazione  qui
  presente,  soprattutto  ai  giovani che  ci  onorano  con  la  loro
  presenza.
   Signor  Presidente,  intanto, grazie per avere  voluto  accogliere
  l'invito di commemorare Gianni Parisi e grazie, soprattutto, perché
  lei  ha  voluto  farlo  in maniera sentita, con  un  intervento  in
  apertura  che  abbiamo avuto modo di apprezzare, che ha  ripercorso
  brevemente i tratti biografici della personalità che è stata Gianni
  Parisi,   Vicepresidente  della  Regione,  segretario  del  Partito
  Comunista, capogruppo per molti anni in quest'Assemblea regionale.
   Grazie,  per  avere  voluto anche citare  un  libro,   Una  storia
  capovolta ,  che merita di essere nuovamente letto e  riconsiderato
  con attenzione.
   E   aggiungerò  poche  considerazioni.  Ho  avuto  il  piacere  di
  conoscerlo,  di  frequentarlo, non a lungo, ma di conoscerlo  e  lo
  conoscevo da anni, senz'altro di apprezzarne le doti, le qualità in
  quelle occasioni che ho avuto di poterlo frequentare.
   Ho avuto, anche, modo di conoscerlo attraverso le testimonianze ed
  i  ricordi  di  chi più l'ha frequentato, collaboratori,  compagni,
  amici,  che  me  ne hanno descritto la personalità  forte,  qualità
  eccellenti ed una grande apertura mentale.
   Come lei ha avuto modo di ricordare, Gianni Parisi studiò a Mosca,
  si  laureò in Economia, ma fu sempre aperto al cambiamento, ad  una
  ricerca vera del bene comune.
   Di solida formazione marxista, sicuramente, ma aperto a cogliere i
  segni  della  società, coerenti rispetto ai valori di una  sinistra
  che,  davvero, si è battuta e si batteva per il progresso  sociale,
  per  i  più deboli, per i poveri, per il progresso, per la crescita
  democratica, per la libertà, per la lotta alla mafia. E l'ha fatto,
  convintamente, fino alla fine. L'ha fatto generosamente.
   E'  stato  un uomo generoso e rigoroso. Generoso nel suo spendersi
  quotidiano  al  servizio dei valori in cui credeva,  per  la  buona
  politica,  ma  anche  rigoroso  nell'esercizio  del  ruolo  sia  di
  segretario  che di capogruppo, chiedendo il massimo a tutti  coloro
  che in quel momento, in quei frangenti, avevano il dovere di tenere
  alta la bandiera dei valori democratici.
   Aderì  convintamente  al  Partito democratico  e  lo  ricordo,  lo
  ricordo, con grande piacere, e in qualche modo mi piace dire  anche
  che  fu tra i precursori del Partito democratico, proprio perché  -
  come   ricordava  bene  l'onorevole  Cracolici  -  dando   vita   a
  quell'esperienza   del   Governo   Campione,   nella   qualità   di
  Vicepresidente  della Regione, colse la sfida  di  unire  le  forze
  democratiche  migliori  che,  in  quel  momento  potevano  dare  un
  contributo forte per la crescita della Sicilia.
   Ho  colto  anche qualche parola dalla moglie nei giorni scorsi:  è
  una  battuta  che  mi è rimasta impressa e che mi piace  ricordare.
  Gianni  Parisi,  da  segretario regionale  del  partito  e  poi  da
  Capogruppo  girava  in  lungo e in largo  per  la  Sicilia,  comuni
  importanti  e piccole comunità montane, a volte anche  sfidando  le
  intemperie e la neve, a volte per arrivare, per esempio, nei comuni
  dell'entroterra,  quando  i  compagni  lo  vedevano   arrivare   si
  sorprendevano del fatto che avesse sfidato perfino le intemperie  e
  la  moglie  mi riferiva che era solito dire:  Abbiamo  fatto  tanti
  chilometri in Sicilia che è come se fossimo arrivati sulla luna  .
   Penso che questo esprime anche il senso di una persona al servizio
  dei compagni, degli amici, degli amministratori locali, delle fasce
  sociali  più  deboli, impegnati sul territorio,  su  un  territorio
  difficile,  come quello della nostra regione, dove fino  a  qualche
  anno  fa,  l'unico  modo  di fare arrivare una  testimonianza  vera
  dell'impegno politico, era quello di andare, recarsi. Forse, questo
  è  uno  degli insegnamenti che noi possiamo valorizzare nel  nostro
  impegno quotidiano: la prossimità rispetto a chi vive il territorio
  e  il  dovere  di  essere presente ovunque ci  venga  richiesta  la
  presenza,  ma con generosità, spendendoci come è giusto  spendersi,
  anche  per  tenere alti i valori che animarono la vita  e  la  vita
  politica di Gianni Parisi.
   Oggi, qui l'Assemblea Regionale Siciliana lo ricorda, si unisce al
  dolore  dei  familiari, degli amici, della moglie,  dei  figli,  ma
  voglio aggiungere, il Gruppo del Partito Democratico ricorda  oggi,
  qui,  Gianni  Parisi e lo commemora come è giusto che  sia,  ma  lo
  ricorderà  e  ne onorerà la memoria tutti i gironi con  il  proprio
  impegno quotidiano.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  poche  parole  per
  unire il mio ricordo  a quello di altri colleghi per Gianni Parisi,
  che  ho avuto il piacere di conoscere molto più giovane, quando  mi
  toccò  fare  il  segretario dell'allora Partito dei democratici  di
  sinistra e Parisi era il Presidente di quel partito e fu un periodo
  difficile che coincise con l'inchiesta che lei ha ricordato.
   Di  quella  inchiesta voglio ricordare a partire  dal  titolo  del
  libro,   La storia capovolta , il modo con cui Gianni Parisi  seppe
  attraversarla, seppe viverla sino all'esito che lei ci ha ricordato
  cioè di proscioglimento senza alcun ombra nei suoi confronti.
   Ricordo  il  dolore  e  la  sobrietà,  dolore  intimo,  interiore,
  profondo  e  la sobrietà con cui scelse di raccontare  quei  giorni
  attraverso questo libro.
   Inviterei alla lettura quanti non hanno letto o incontrato  questo
  libro  perché  è una lettura illuminante, perché non  è  il  diario
  rabbioso  di  chi  sente di avere subìto un'ingiustizia,  ma  è  il
  diario di viaggio di un uomo che per cinquant'anni aveva conosciuto
  questa  Terra, l'aveva attraversata, l'aveva raccontata con il  suo
  mestiere  di  uomo, di parlamentare e di comunista.  E'  una  bella
  cronaca dove racconta il suo presente continuando a mescolarlo  con
  le cose che gli sovvengono dalla memoria delle tante vite che aveva
  vissuto.  E  a me piace questo stile, questa sobrietà ed  anche  la
  sobrietà  con cui ha atteso la conclusione di quella vicenda  senza
  cercare medaglie di cartone da appendersi al petto.
   Perché  Gianni Parisi fu un uomo che non tacque mai, come accadeva
  a  quella generazione di comunisti, e non urlò mai. Non ebbe mai la
  necessità  di cercare le vie facili della retorica, non  riempì  le
  sue  parole  di vento e di polvere perché sarebbero suonate  meglio
  agli occhi della gente. Ricordava il collega Cracolici lo stile  di
  questa  generazione,  è  uno stile che,  Presidente,  io  rimpiango
  molto.
   Gianni  Parisi  è stato un eccellente parlamentare, un  eccellente
  comunista ed un uomo libero in un tempo in cui era difficile essere
  bravi  parlamentari, un tempo in cui era difficile essere comunisti
  ed un tempo in cui era difficile essere uomini liberi.
   Lei   ha  ricordato  Pio  La  Torre  e  mi  sembra  dovuto  questo
  accostamento,  parliamo di due uomini, due dirigenti politici,  due
  comunisti  che  appartenevano più o meno allo  stesso  tempo,  alla
  stessa  epoca.  Ricordavamo qualche giorno fa  qui  a  Palazzo  dei
  Normanni come Pio La Torre si sia fatto 17 mesi di galera per avere
  accompagnato il bracciante ad occupare un latifondo, per essere poi
  condannato  a 4 mesi di reclusione per reati e bagattellare  ma  se
  n'era fatti 17 mesi di reclusione ed anche lui non si appese mai al
  petto queste medaglie di cartone, le considerava uno dei pedaggi da
  pagare  se  vuoi  essere un uomo libero, un bravo comunista  ed  un
  bravo dirigente politico.
   La  generazione di Parisi e di La Torre è quella,  per  esempio  -
  anche  questo lo ricordavamo qualche giorno fa - che ci ha regalato
  la  più  importante, lucida, spietata relazione che una Commissione
  Antimafia abbia mai prodotto sulla mafia, la relazione di minoranza
  che  Pio La Torre firmò e che va ricordata non solo e non tanto per
  quello  che  contiene, ma per quanto fosse difficile a  quell'epoca
  scrivere una relazione in una Commissione Antimafia come quella.
   Oggi  è facile fare questo lavoro, ve lo dico da Presidente  della
  Commissione  Antimafia perché abbiamo a disposizione e alle  nostre
  spalle  sentenze,  processi, lavori di autorità giudiziaria,  mille
  fonti  alle  quali attingere per formarci una nostra convinzione  e
  portare avanti una nostra investigazione. A metà degli anni  70 non
  era  così,  a  metà degli anni  70 non c'era processi di  mafia  in
  Sicilia  ed  erano  poche  le  Procure  che  di  questi  reati   si
  occupavano.  A  metà  degli anni  70 costruire una  relazione  come
  quella  che  Pio  La Torre firmò e che si nutriva  del  lavoro  che
  quelli come Gianni Parisi facevano in Sicilia voleva dire avere  un
  partito  nel senso più umile ed autentico, cioè di donne  e  uomini
  che ascoltano la loro Terra, che mettono insieme conoscenza, fatti,
  numeri,  nomi, che sanno ciò di cui si occupano e che le mettono  a
  disposizione in una relazione che era una fotografia così impietosa
  da risultare indigesta e la vicenda di La Torre ce lo racconta.
   Io  credo  che noi facciamo un buon servizio se ricordiamo  Gianni
  Parisi  assieme a tutti gli altri, vivi e non più, che fanno  parte
  di quel tempo, di quella generazione e di quel modo di intendere la
  politica, e se ci sentiamo un po' tutti orfani di quello stile e di
  quel  tempo  credo  che  sia un atto di onesta  umiltà  che  questa
  Assemblea ha il dovere di fare. Grazie.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Grazie, signor Presidente, io appartengo ad una  storia
  politica  diversa  dell'onorevole Parisi, ma ho  avuto  l'onore  di
  conoscerlo  quando, appena eletta nella mia prima legislatura,  lui
  era presidente del Centro studi Pio La Torre, ed io ero una ragazza
  giovanissima. Ricordo allora di avere avuto l'umiltà di affiancarmi
  a  persone  che  sapevo potevano insegnarmi molto al  di  là  della
  storia  politica diversa rispetto a quella con cui  sono  cresciuta
  io.
   In  silenzio  ascoltai,  ricordo, un incontro  bellissimo  in  cui
  colsi, è quello che mi rimane di quell'incontro e di quella persona
  forte  più  di altri perché non ho avuto il piacere e  l'onore  che
  hanno  avuto  i colleghi che mi hanno preceduto di frequentarlo  in
  maniera diretta ed anche di avere una militanza politica comune, ma
  ricordo  questo  messaggio quasi a volte di solitudine  di  chi  fa
  politica con grande idealismo come lui.
   Era  questa  consapevolezza, che a volte all'interno  del  proprio
  partito  - e lo diceva a me che venivo da una storia che  è  quella
  democristiana  -  i  nemici più forti fossero  proprio  quelli  che
  condividevano  a  volte con te questo percorso. E,  quindi,  questo
  senso di solitudine che lui riferiva parlando di La Torre, parlando
  di  Mattarella,  che  a  volte avevano  questi  nemici  soprattutto
  all'interno  del  loro stesso partito piuttosto che  fuori.  Questo
  senso di solitudine di chi è idealista, di chi ci crede davvero  e,
  a  volte,  si  ritrova  a  vivere un  sentimento  quasi  di  grande
  accoramento è quello che io porto dentro e che conservo  e  che  dà
  anche  maggiore forza a quel messaggio politico di cui  l'onorevole
  Parisi è stato interprete.
   Faccio mio questo sentimento che ho raccolto allora e lo porto con
  me e do, a nome del mio Gruppo parlamentare DiventeràBellissima, le
  condoglianze alla famiglia e a sua moglie.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io desidero esprimere, a  nome  del
  Governo regionale, il profondo e sentito cordoglio alla signora, ai
  familiari,   agli   amici  e  ai  compagni   che   hanno,   insieme
  all'onorevole Gianni Parisi, percorso questo pezzo di strada.
   È  venuta  fuori  una  figura che io ho avuto  modo  di  conoscere
  indirettamente,  non avendo avuto mai il modo  di  confrontarmi  in
  sede  politica con l'onorevole Gianni Parisi, del quale,  però,  ho
  sentito  sempre  e  solo parlare in termini positivi.  E  per  chi,
  culturalmente  e politicamente, ha frequentato un'altra  scuola  di
  pensiero  credo  che  questo  già da solo  basti  a  disegnarne  il
  profilo.
   Il  cordoglio  si unisce anche alla idea che questa figura  che  è
  stata davvero, e ringrazio i colleghi che sono intervenuti prima di
  me,  che hanno rappresentato l'idea di un uomo retto, l'idea di  un
  uomo  sobrio,  l'idea di un uomo che ha avuto  e  ha  rappresentato
  plasticamente  il  rispetto  per  l'Istituzione  che  egli   stesso
  incarnava  e per questo mi piace immaginare Gianni Parisi  come  un
  esempio  per le giovani generazioni, e vedo tanti giovani oggi  che
  ci  ascoltano,  non  come  esempio  di  appartenenza  politica  ma,
  soprattutto,  come  esempio  prestigioso  di  rappresentante  della
  Istituzione Regione siciliana. Ancora condoglianze.

   PRESIDENTE. Chiudiamo la commemorazione dando ancora un fortissimo
  abbraccio alla signora Svetlana che è presente.


      Sul decreto di costituzione della Commissione sui vitalizi

   PRESIDENTE. Intanto, vorrei comunicare ai colleghi che ho  firmato
  il  decreto di costituzione della Commissione sui vitalizi  di  cui
  fanno  parte  gli onorevoli Alessandro Aricò, Giancarlo Cancelleri,
  Marianna  Caronia,  Antonio Catalfamo, Antonello Cracolici,  Nicola
  D'Agostino, Roberto Di Mauro, Baldo Gucciardi, Eleonora  Lo  Curto,
  Michele Mancuso, Josè Marano, Stefano Pellegrino e Carmelo Pullara.
   Avrei  anche  insediato  oggi stesso la  Commissione,  ma  mancano
  troppi  dei rappresentanti, per cui noi faremo in modo, lo  dico  a
  tutti  quelli  che  ne  fanno parte, entro  la  settimana,  massimo
  martedì  prossimo,  di  potere avere l'elezione  del  Presidente  e
  quindi la prima convocazione, decideremo la data e arriverà tramite
  e-mail  che  manderemo  personalmente a tutti  i  componenti  della
  Commissione.
   Andiamo avanti, oggi abbiamo una seduta abbastanza veloce,  perché
  dobbiamo soltanto incardinare alcuni disegni di legge.


                   Discussione dei disegni di legge

   PRESIDENTE. Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del    giorno:
  Discussione di disegni di legge.


   Fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti ai
  disegni di legge n. 366/A, nn. 304-14/A, nn. 291-292/A, nn. 290-49-
                      76-179-267/A e nn. 381-59/A

   PRESIDENTE.  Dobbiamo  incardinare  il  primo  disegno  di   legge
   Disposizioni  per i procedimenti amministrativi e la  funzionalità
  dell'azione  amministrativa  (n. 366/A),   di  competenza  della  I
  Commissione; il secondo disegno di legge  Disposizioni  in  materia
  di  diritto  allo  studio  (nn. 304-14/A) , di competenza  della  V
  Commissione;  il terzo disegno di legge  Norme per la  salvaguardia
  della   cultura  e  delle  identità  marine  e  per  la  promozione
  dell'economia  del  mare. Disciplina della  pesca  mediterranea  in
  Sicilia   (nn. 291-292/A), di competenza della III Commissione;  il
  quarto disegno di legge  Riforma degli ambiti territoriali ottimali
  e  nuove  disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti   (nn.
  290-49-76-179-267/A), di competenza della IV Commissione; il quinto
  disegno  di  legge   Norme  per lo sviluppo  del  turismo  nautico.
  Disciplina dei marina resort.  (nn. 381-59/A), di competenza  della
  V Commissione.
   Se  voi siete d'accordo, diamo tempo fino a venerdì prossimo, alle
  ore  12.00, per la presentazione di tutti gli emendamenti per tutti
  i  disegni di legge. A partire da martedì prossimo, iniziamo invece
  l'esame e le votazioni per ciascun disegno di legge.

   CAPPELLO. E la discussione generale?

   PRESIDENTE. Sì, la discussione generale possiamo farla anche oggi,
  però  farla  per  tutti  i disegni di legge  diventa   La  facciamo
  martedì, alla prima seduta facciamo la discussione generale,  forse
  la cosa migliore, addirittura, è che all'inizio di ogni valutazione
  di  ogni singolo disegno di legge facciamo la discussione generale.
  Per  adesso è assente la II Commissione che, su mia autorizzazione,
  è ancora riunita.


                        Sull'ordine dei lavori

   CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, in considerazione che si tratta di un
  numero  di  disegni  di  legge  piuttosto  cospicuo,  non  potrebbe
  rinviare  la  scadenza  per la presentazione  degli  emendamenti  a
  martedì  prossimo, alle ore 12.00? Sono cinque  o  sei  disegni  di
  legge, Presidente.

   PRESIDENTE. Ma non avremmo il tempo di valutarli.

   CAPPELLO.  A  lunedì, se fosse possibile, Presidente, perché  sono
  cinque disegni di legge, per cui di lavoro preparatorio ce n'è.

   PRESIDENTE.  Sono d'accordo con lei. La discussione che  ho  avuto
  con gli Uffici è questa. Se fosse per me o stabiliamo fin da ora il
  percorso dei singoli disegni di legge, e quindi apriamo e chiudiamo
  i  tempi per gli emendamenti man mano che si devono valutare,  però
  siccome  teoricamente può essere che uno, per  qualche  motivo,  si
  blocca  e  si  passa all'altro, per cui io direi, diamo  più  tempo
  possibile,  io  sono d'accordo, fino a lunedì, però tutti  insieme.
  Quindi,  diamo  tempo  fino  a  lunedì  alle  ore  12.00   per   la
  presentazione degli emendamenti.

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente, io  avrei  preso  l'impegno  con  i
  colleghi   della  Commissione  che  presiedo  che  gli  emendamenti
  presentati sul disegno di legge sul testo dei rifiuti,  che  è  una
  legge  di  riforma organica, li valuteremo insieme  in  Commissione
  prima  di  dare l'apprezzamento della Commissione in  Aula,  quindi
  avrei  bisogno anche di qualche giorno per fare almeno  una  seduta
  con  i  colleghi  in  Commissione. Questo è un impegno  che  voglio
  mantenere coi colleghi.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Savarino, lei è  la  Presidente  della  IV
  Commissione  e  ha  totalmente la disponibilità  e  la  facoltà  di
  utilizzare  il  sistema che crede, se ha bisogno di più  tempo,  si
  sbrighi.


   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 14 maggio 2019,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

    II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
         funzionalità dell'azione amministrativa  (n. 366/A) (Seguito)

         Relatore: on. Figuccia

       2)   Disposizioni in materia di diritto allo studio  (nn. 304-14/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Sammartino

       3)  Norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine
         e per la promozione dell'economia del mare. Disciplina della pesca
         mediterranea in Sicilia  (nn. 291-292/A) (Seguito)

         Relatore: on. Catanzaro

       4)    Riforma  degli  ambiti territoriali  ottimali  e  nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A)  (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       5)  Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei
         marina resort.  (nn. 381-59/A) (Seguito)

         Relatore: on. Bulla

                   La seduta è tolta alle ore 16.59

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -   Norme  in  materia  di  autonomie  locali  e  di  procedimento
  elettorale (n. 558).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su proposta dell'Assessore regionale per  le  autonomie
  locali e la funzione pubblica (Grasso) il 3 maggio 2019.

   -  Destinazione  d'uso  dei  locali adibiti  a  palestre  e  altri
  impianti sportivi (n. 559).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Pasqua,
  Campo,  Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Schillaci, Siragusa,
  Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 3 maggio 2019.

   - Istituzione Consulta giovanile regionale (n. 560).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Milazzo,
  Calderone,  Mancuso, Cannata, Gallo, Genovese, Papale,  Pellegrino,
  Ragusa e Savona il 3 maggio 2019.

       Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
                              Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni per il riequilibrio della rappresentanza di genere
  negli organi elettivi
   ed  amministrativi degli enti territoriali della Regione siciliana
  e negli enti e società
   soggetti al controllo pubblico (n. 548).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 maggio 2019.

   -  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
  9  gennaio 2019, n. 3 e s.m.i., pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16
  gennaio 2019, n. 13 (n. 550).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 maggio 2019.

   -  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla Legge
  9  gennaio  2019, n. 3  Spazzacorrotti  e successive  modifiche  ed
  integrazioni ed introduzione di misure volte alla trasparenza delle
  operazioni di scrutinio elettorale (n. 557).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.

                             BILANCIO (II)

   -  Interventi finanziari urgenti volti a garantire la  triennalità
  del  contributo  per  enti  lirico-sinfonici,  fondazioni,  teatri,
  comitati e per il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (n. 555).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.
   Parere V e VI

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Norme  per  l'incentivo delle politiche abitative  di  edilizia
  residenziale  pubblica e sociale senza consumo di suolo  e  per  il
  reimpiego di immobili inutilizzati (n. 533).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 maggio 2019.
   Parere IV, VI e UE

   - Misure a sostegno del coworking e dei Fablab (n. 552).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Mobilità non di linea (n. 549).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 maggio 2019.

   -  Norme  per  l'incentivo delle politiche abitative  di  edilizia
  residenziale  pubblica e sociale senza consumo di suolo  e  per  il
  reimpiego di immobili inutilizzati (n. 553).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.

   - Misure di semplificazione e accelerazione in materia di rilascio
  di autorizzazione unica ambientale (n. 554).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Recepimento di norme contenute nel DPR n. 220/2001 e nella legge
  n. 172/2017 (n. 551).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 2 maggio 2019.

   -  Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
  misure  di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
  e loro familiari (n. 556).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 6 maggio 2019.
   Parere I

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  FSC  2014/2020.  Patto  per  il Sud  della  Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco degli interventi di cui  all'Allegato  B  del
  Patto  Settori  d'intervento 'Interventi su Poli  e  BBCC  ad  alta
  attrattività   turistica';  Interventi   su   siti   culturali   ed
  archeologici'  -Deliberazione della Giunta regionale  n.  3  del  3
  gennaio 2019 ' (n. 46/II-UE).
   Reso in data 23 aprile 2019.
   Inviato in data 6 maggio 2019.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 784 - Chiarimenti in merito al malfunzionamento degli ascensori
  e  allo  stato dei locali di degenza dell'ospedale San Giovanni  di
  Dio di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  795 - Politiche di risanamento urbanistico e abitativo per  la
  città di Messina.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De Domenico Francesco

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  791  -  Chiarimenti urgenti in merito alle possibili refluenze
  sul   bilancio   regionale  per  la  mancata   applicazione   delle
  disposizioni  di  cui all'art. 90 della legge  regionale  8  maggio
  2018, n. 8.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Pullara  Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia Marianna;  Compagnone
  Giuseppe; Ternullo Daniela

   N.  792 - Ripristino e messa in sicurezza della strada provinciale
  n. 20 'Nicosia - Ponte Oliveri - Sperlinga' (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Pagana  Elena;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  793  -  Interventi  in ordine alle precarie  condizioni  e  al
  rischio  di  cedimento strutturale del viadotto Akragas  II,  ponte
  Morandi, ad Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Di  Caro  Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Campo  Stefania;  Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 794 - Revisione della riprogrammazione degli orari della tratta
  Niscemi-Catania effettuata da Etna Trasporti s.p.a.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  171 - Riorganizzazione dei lavoratori dei consorzi di bonifica
  della  Regione  e  riduzione  dei  contenziosi giudiziari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

    N. 243 - Istituzione delle zone franche montane.
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino
   Presentata il 23/04/19

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.