Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.16
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente sarà posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione e sarà considerato approvato, in
assenza di osservazioni in contrario, al termine della presente
seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Foti, Cafeo, Lantieri, Arancio Tamajo.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione relativa alle interrogazioni n. 736 e n. 747
PRESIDENTE. Preciso che le interrogazioni nn. 736 e 747, a firma
rispettivamente degli onorevoli Fava e Galvagno, sono da intendersi
presentate con richiesta di risposta scritta.
L'Assemblea ne prende atto.
Commemorazione dell'onorevole Gianni Parisi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Commemorazione dell'onorevole Gianni Parisi.
Il giorno 20 aprile scorso è venuto a mancare, all'età di 83, anni
l'onorevole Gianni Parisi, storico volto del Partito Comunista
Italiano e siciliano, in particolar modo.
Formatosi sulla lezione politica e morale di Girolamo Li Causi,
dopo gli studi dell'Università di Mosca dove conobbe la sua futura
moglie Svetlana, nel corso della sua lunga ed intensa attività
politica da Segretario di una federazione giovanile, arrivò a
ricoprire le più alte cariche del Partito e nell'Istituzione
regionale.
Fu dapprima Segretario provinciale di Palermo, Segretario
regionale del Partito dal 1976 al 1981, nonché Presidente del
Centro Studi Pio La Torre' ed è stato deputato di questa Assemblea
Regionale Siciliana per tre legislature, Vicepresidente del Governo
regionale presieduto dall'onorevole Campione.
L'onorevole Parisi si è contraddistinto per il suo rigore morale,
ed il suo impegno politico e culturale, battendosi per la
valorizzazione dell'autonomia siciliana, il riscatto del
Mezzogiorno e l'emancipazione delle classi più deboli della
società.
Vincenzo Consolo lo ricordava come uno dei dirigenti più attivi e
più intelligenti, più limpidi e più intransigenti del PC, PDS e PD,
DS.
Nella sua Storia capovolta , un libro che scrisse e che
rappresentava la storia di Palermo tra il 1951 ed il 2001, edito da
Sellerio, che fu un'opera a metà strada tra la biografia dei primi
cinquant'anni di storia siciliana ed il diario di ricerca
esistenziale, Gianni Parisi raccontò mezzo secolo di impegno, dai
primi incontri da fanciullo con gli eroi della Resistenza, agli
ultimi fuochi del Comunismo siciliano, fino agli anni dell'Ulivo.
Si tratta di un racconto che Gianni Parisi sentì la necessità di
scrivere e dare alle stampe, dopo aver ricevuto un avviso di
garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa che fu, per
lui, un assurdo capovolgimento della sua storia personale, e di
tutto il contesto storico che aveva vissuto e che stava vivendo in
quel momento.
Mi piace ricordare queste parole che, secondo me sono molto belle,
tratte dalla recensione di Vincenzo Consolo, che rendono bene il
senso del titolo Una storia capovolta . Scrisse Consolo Una vita
limpida, integerrima, la sua, spesa in totale impegno nell'aspra
lotta al potere politico mafioso. In difesa dei principi della
democrazia, della dignità dell'uomo e della donna .
Senonché quest'uomo, questo politico, un giorno assurdamente, come
l'impiegato di banca Joseph Kafka - vi ricorderete la storia del
processo di Kafka - venne risucchiato nelle spire di un
incomprensibile processo e venne incriminato dai PM della procura
di Palermo.
Il procedimento, ovviamente, fu poi archiviato nel 2003, senza che
però vi fosse stato l'analogo rilievo mediatico della notizia
rispetto a quando ricevette l'avviso di garanzia. Questa volta,
scriveva Consolo Non vi è stata però conferenza stampa dei
magistrati, non vi è stato clamore alla televisione e sui
giornali .
Con Gianni Parisi è scomparso un importante esponente della classe
politica di quegli anni.
Io non mai stato iscritto al partito comunista, anzi spesso ne ho
anche combattuto le idee e le ideologie, e non ho mai conosciuto
Gianni Parisi ma ne ho sentito parlare tante e tante di quelle
volte che mi sono fatto un'idea di chi potesse essere, della sua
figura certamente molto lontana da quella che i magistrati di
Palermo tentarono di darne in quel periodo.
Quella era una classe politica a cui oggi si guarda spesso con
superficialità, anzi, ma alla quale va riconosciuto il merito di
avere saputo affrontare e superare anni enormi di immensa
difficoltà sociale, economica e politica, dando vita ad istituti ed
esperienze che hanno più volte fatto da modello a quanto poi
accaduto a livello nazionale.
Colleghi mi piace dire che, qualche giorno fa, è stato commemorato
qui a Palazzo Reale, al Palazzo dell'Assemblea regionale,
l'onorevole Pio La Torre e vorrei farvi riflettere sul fatto che,
per la prima volta nella storia di questa Assemblea, è stato
commemorato, - all'interno di questa Assemblea - una persona che
fu ammazzata dalla mafia, perché fino a poco tempo fa non ci si
permetteva di commemorarla all'interno dell'Assemblea, come se
l'istituzione fosse stata la mafia stessa.
Io in quella occasione e ancora oggi, ringrazio Vito Lo Monaco,
che è il presidente del centro studi Pio La Torre, per avere avuto
questo coraggio di voler finalmente rompere questa catena assurda,
questo assurdo ragionamento secondo cui è il Palazzo che
rappresenta qualcosa di buono o di brutto che siano, sono gli
uomini che stanno all'interno del Palazzo che la rappresentano. Il
fatto che un tempo nessuno avesse il coraggio, la voglia e la forza
di commemorare qualcuno qui dentro, forse aveva un senso, ma
ringrazio ancora Lo Monaco perché oggi ha dato un senso diverso a
questo Palazzo e all'istituzione tutta, cioè una istituzione che è
Istituzione. Non esiste l'istituzione mafiosa, esiste
l'Istituzione, poi se chi la dirige, se gli uomini che vi stanno
dentro sono uomini del malaffare, sono uomini indegni, è un
problema diverso, ma non potrà mai essere l'istituzione quella che
rappresenta il bene o il male. L'istituzione rappresenta lo Stato,
rappresenta l'Istituzione e oggi siamo, finalmente tornati alla
normalità anche questa istituzione, come tutte le altre - come è
avvenuto al Comune, come è avvenuto in centomila altre volte -,
sono in condizioni di poter commemorare i propri morti, perché poi
Pio La Torre faceva parte di questa istituzione, ha combattuto
all'interno di questa istituzione. State tranquilli non verranno
commemorati quelli che di questa istituzione ne hanno fatto una
cattiva istituzione, ma per tutti coloro che hanno combattuto,
perché qui dentro, forse, c'è stata anche la rappresentazione della
mafia, ma qui dentro c'è stata la più alta rappresentazione
dell'antimafia, attraverso alcuni uomini, tra cui Gianni Parisi,
Pio La Torre, e tanti altri che sono stati uomini veri, siciliani
veri, che hanno perso la loro vita per combattere la mafia.
Come classe politica oggi siamo tenuti ad un giudizio attento su
quel periodo. Un periodo importante e fondativo della nostra storia
che non può essere valutato cedendo a semplificazioni populistiche
che pretendono di individuare nella classe politica di un tempo le
origini di tutti i mali che oggi affliggono la nostra Terra,
pretendendo, addirittura, l'adozione di misure quasi punitive nei
confronti dei suoi esponenti ancora viventi. Senza vergogna, mi
riferisco ai vitalizi. Considero una vergogna togliere a questa
gente, a quelli che hanno fatto una battaglia vera e che sono state
persone utili alla crescita di questa Terra e che oggi, invece,
devono essere puniti.
Allo stesso modo, non si deve guardare al passato indulgendo in
esaltazioni di un periodo aureo mai più ripetibile o in
rivendicazione di tipo sicilianista, ormai forse, superata dalla
storia.
Con questo auspicio ritrovare nella lezione della nostra Terra e
degli uomini che l'hanno fatta le ragioni di una rinnovata azione
politica che possa unire anziché dividere, mi unisco a nome di
tutta l'Assemblea regionale al dolore della famiglia e al dolore di
tutti gli amici che lo conobbero a suo tempo e a tutti quelli che
ne furono compagni di partito.
Invito, pertanto, tutti i colleghi ad osservare un minuto di
silenzio in memoria di Gianni Parisi.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi sono tra
quelli che può dire di ricordare un uomo che ha conosciuto. È
naturale che in un Parlamento come l'attuale ci sia tanta gente,
anche per ragioni anagrafiche, che magari ha saputo chi è ma non
l'ha mai né visto né avuto possibilità di conoscerlo durante la sua
attività.
Consentitemi di dire che Gianni Parisi è una delle prime persone
che ho conosciuto appena iniziai a fare politica. Era da qualche
giorno il nuovo segretario del Partito Comunista Italiano in
Sicilia, aveva preso il posto di Achille Occhetto, e ho conosciuto
un uomo che ha saputo indicare a chi, come me, nella mia
generazione, si affacciava alla politica con gli entusiasmi e le
radicalità di una generazione giovane che entrava in un contesto,
una cultura politica della sinistra, del Partito Comunista che era
il principale riferimento della sinistra italiana e siciliana e
vedeva in quella figura anche la figura di un partito degli adulti,
un partito rigoroso, un partito fatto anche di educatori verso le
nuove generazioni.
E ho il ricordo di un uomo che era un esempio. Un esempio di
stile, un esempio di rigore, ma era, innanzitutto, un uomo che ha
saputo trasformare la passione della sua vita, la politica, che sin
da ragazzo cominciò a fare, a frequentare, a sviluppare, in una
professione. La professione del politico. Quando dico la
professione non intendo riferirmi al professionista, intendo dire
che uomini come Gianni Parisi, e non solo lui, ma uomini come
Gianni Parisi, hanno scelto la politica e l'hanno scelta con un
livello di rigore professionale in cui mai, nella loro vita, nel
loro impegno, hanno anteposto interessi personali rispetto alla
funzione di rappresentanza che essi sentivano gravare su di loro.
Gianni Parisi in quest'Aula è stato per tantissimi anni un leader.
E' stato il capogruppo del Partito comunista, il principale partito
in un mondo oggi completamente cambiato, quando c'era chi
governava, al di là di come sarebbero andate le elezioni e c'era
chi faceva l'opposizione, al di là di come sarebbero andate le
elezioni.
Eppure Gianni Parisi fu, forse, uno dei primi protagonisti in
Sicilia, senza capovolgimenti che poi la storia ci ha consegnati a
lunghi dibattiti, mi riferisco alla storia del Milazzismo.
Gianni Parisi da capogruppo del Partito comunista, con una
Democrazia cristiana che, in un momento storico, si trovò di fronte
ad una crisi profonda, ancor prima della crisi che poi nel resto
d'Italia ebbe il '92 come lo spartiacque tra la prima e la seconda
Repubblica, Gianni Parisi, con un pezzo della Democrazia cristiana
di allora seppe, in qualche modo, da uomo rigoroso qual era,
trovare le ragioni per anteporre l'interesse della Sicilia alle
ragioni degli interessi dei singoli partiti.
Nacque un governo che, in quel momento, fece molto rumore, aprì
degli interrogativi.
Chi vi parla da giovane militante del Partito comunista fu tra
quelli che ebbe più di un dubbio rispetto a quell'esperienza che
nacque col Governo Campione-Parisi e, quindi, lo dico oggi col
senno di poi, che quell'attività, quel momento fu lungimirante di
una politica che, in qualche modo, sapeva anteporre, anche rispetto
ai processi politici che si sarebbero da quel momento in poi
aperti, l'interesse della Sicilia e dei Siciliani per costruire
nuovi scenari, nuove prospettive, nuove alleanze nella società
prima che nel Palazzo.
Gianni Parisi ebbe questo merito, il merito di essere un uomo che
ha fatto della passione una professione, e l'ha fatta sempre
guardando con grande rigore anche nel suo modo di concepire la
funzione di governo al quale è stato chiamato. Lui fu
Viceppresidente della Regione, fu Assessore all'allora Assessorato
della cooperazione che era uno degli assessorati chiave della spesa
pubblica siciliana e delle regole in settore strategici,
l'artigianato, il commercio, quelli che erano i settori portanti
dell'economia di quel tempo.
Sembra preistoria rispetto ai temi con cui oggi viviamo, di cui ci
occupiamo e Gianni la sua passione non la interruppe quando smise
di fare il deputato.
Gianni Parisi fu tra i fondatori del Centro Pio La Torre . Per 14
anni diresse quell'associazione, quella fondazione in ricordo non
solo di un uomo, Pio La Torre, ma in ricordo di una cultura, di un
metodo, di uno stile che è parte importante di questa nostra Terra.
Vede, Presidente, e concludo, io dico spesso di noi Siciliani che
spesso siamo rappresentati con dei luoghi comuni, con una
rappresentazione superficiale, noi che abbiamo conosciuto la
violenza mafiosa, noi che abbiamo conosciuto ciò che nessun altro
territorio forse al mondo ha conosciuto con la costanza con la
quale si è determinata in Sicilia - non dimentichiamo che in
Sicilia è stato ucciso il capo del Governo, il capo
dell'opposizione, i più importanti magistrati, i più importanti
investigatori di Polizia, giornalisti, preti - noi in Sicilia
abbiamo imparato sulle nostre spalle e sulla nostra pelle la
necessità di alzare l'asticella della moralità.
Noi, in Sicilia, conosciamo la violenza e conosciamo ciò che sono
state quelle istituzioni che hanno, per lungo tempo, chiuso gli
occhi, se non convissuto con quella idea di Sicilia, con la
violenza mafiosa, con la sopraffazione, con l'arbitrio, con il
tentativo di fare dei forti e della forza della violenza l'unica
ragione per cui si affermava il potere.
Grazie a uomini come Gianni Parisi ed a tutti quegli uomini che ci
hanno insegnato che si deve e si può essere liberi con la propria
testa, col proprio rigore, con la propria storia; grazie anche a
quegli uomini che, oggi, possiamo litigare, possiamo discutere,
possiamo avere opinioni diverse, ma in un mondo in cui,
fortunatamente, ci battiamo per le nostre idee e ci siamo lasciati
alle spalle quell'idea in cui lo scontro delle idee, spesso, in
Sicilia, si risolveva con la lupara e con le pistole.
Quella generazione ci ha insegnato anche ad apprezzare il valore
della democrazia, inteso come valore delle idee, con rigore, con
caparbietà, senza rinunciare mai alla propria convinzione, ma
avendo davanti il bene comune, che è il bene dei siciliani.
Grazie Gianni Grazie, per la storia che ci lasci
Grazie e ringrazio anche la moglie che è qui presente ed i suoi
familiari, perché hanno avuto un marito, un padre che è stato ed è
un esempio per la Sicilia.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi,
rivolgo un saluto anche ai familiari ed alla delegazione qui
presente, soprattutto ai giovani che ci onorano con la loro
presenza.
Signor Presidente, intanto, grazie per avere voluto accogliere
l'invito di commemorare Gianni Parisi e grazie, soprattutto, perché
lei ha voluto farlo in maniera sentita, con un intervento in
apertura che abbiamo avuto modo di apprezzare, che ha ripercorso
brevemente i tratti biografici della personalità che è stata Gianni
Parisi, Vicepresidente della Regione, segretario del Partito
Comunista, capogruppo per molti anni in quest'Assemblea regionale.
Grazie, per avere voluto anche citare un libro, Una storia
capovolta , che merita di essere nuovamente letto e riconsiderato
con attenzione.
E aggiungerò poche considerazioni. Ho avuto il piacere di
conoscerlo, di frequentarlo, non a lungo, ma di conoscerlo e lo
conoscevo da anni, senz'altro di apprezzarne le doti, le qualità in
quelle occasioni che ho avuto di poterlo frequentare.
Ho avuto, anche, modo di conoscerlo attraverso le testimonianze ed
i ricordi di chi più l'ha frequentato, collaboratori, compagni,
amici, che me ne hanno descritto la personalità forte, qualità
eccellenti ed una grande apertura mentale.
Come lei ha avuto modo di ricordare, Gianni Parisi studiò a Mosca,
si laureò in Economia, ma fu sempre aperto al cambiamento, ad una
ricerca vera del bene comune.
Di solida formazione marxista, sicuramente, ma aperto a cogliere i
segni della società, coerenti rispetto ai valori di una sinistra
che, davvero, si è battuta e si batteva per il progresso sociale,
per i più deboli, per i poveri, per il progresso, per la crescita
democratica, per la libertà, per la lotta alla mafia. E l'ha fatto,
convintamente, fino alla fine. L'ha fatto generosamente.
E' stato un uomo generoso e rigoroso. Generoso nel suo spendersi
quotidiano al servizio dei valori in cui credeva, per la buona
politica, ma anche rigoroso nell'esercizio del ruolo sia di
segretario che di capogruppo, chiedendo il massimo a tutti coloro
che in quel momento, in quei frangenti, avevano il dovere di tenere
alta la bandiera dei valori democratici.
Aderì convintamente al Partito democratico e lo ricordo, lo
ricordo, con grande piacere, e in qualche modo mi piace dire anche
che fu tra i precursori del Partito democratico, proprio perché -
come ricordava bene l'onorevole Cracolici - dando vita a
quell'esperienza del Governo Campione, nella qualità di
Vicepresidente della Regione, colse la sfida di unire le forze
democratiche migliori che, in quel momento potevano dare un
contributo forte per la crescita della Sicilia.
Ho colto anche qualche parola dalla moglie nei giorni scorsi: è
una battuta che mi è rimasta impressa e che mi piace ricordare.
Gianni Parisi, da segretario regionale del partito e poi da
Capogruppo girava in lungo e in largo per la Sicilia, comuni
importanti e piccole comunità montane, a volte anche sfidando le
intemperie e la neve, a volte per arrivare, per esempio, nei comuni
dell'entroterra, quando i compagni lo vedevano arrivare si
sorprendevano del fatto che avesse sfidato perfino le intemperie e
la moglie mi riferiva che era solito dire: Abbiamo fatto tanti
chilometri in Sicilia che è come se fossimo arrivati sulla luna .
Penso che questo esprime anche il senso di una persona al servizio
dei compagni, degli amici, degli amministratori locali, delle fasce
sociali più deboli, impegnati sul territorio, su un territorio
difficile, come quello della nostra regione, dove fino a qualche
anno fa, l'unico modo di fare arrivare una testimonianza vera
dell'impegno politico, era quello di andare, recarsi. Forse, questo
è uno degli insegnamenti che noi possiamo valorizzare nel nostro
impegno quotidiano: la prossimità rispetto a chi vive il territorio
e il dovere di essere presente ovunque ci venga richiesta la
presenza, ma con generosità, spendendoci come è giusto spendersi,
anche per tenere alti i valori che animarono la vita e la vita
politica di Gianni Parisi.
Oggi, qui l'Assemblea Regionale Siciliana lo ricorda, si unisce al
dolore dei familiari, degli amici, della moglie, dei figli, ma
voglio aggiungere, il Gruppo del Partito Democratico ricorda oggi,
qui, Gianni Parisi e lo commemora come è giusto che sia, ma lo
ricorderà e ne onorerà la memoria tutti i gironi con il proprio
impegno quotidiano.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, poche parole per
unire il mio ricordo a quello di altri colleghi per Gianni Parisi,
che ho avuto il piacere di conoscere molto più giovane, quando mi
toccò fare il segretario dell'allora Partito dei democratici di
sinistra e Parisi era il Presidente di quel partito e fu un periodo
difficile che coincise con l'inchiesta che lei ha ricordato.
Di quella inchiesta voglio ricordare a partire dal titolo del
libro, La storia capovolta , il modo con cui Gianni Parisi seppe
attraversarla, seppe viverla sino all'esito che lei ci ha ricordato
cioè di proscioglimento senza alcun ombra nei suoi confronti.
Ricordo il dolore e la sobrietà, dolore intimo, interiore,
profondo e la sobrietà con cui scelse di raccontare quei giorni
attraverso questo libro.
Inviterei alla lettura quanti non hanno letto o incontrato questo
libro perché è una lettura illuminante, perché non è il diario
rabbioso di chi sente di avere subìto un'ingiustizia, ma è il
diario di viaggio di un uomo che per cinquant'anni aveva conosciuto
questa Terra, l'aveva attraversata, l'aveva raccontata con il suo
mestiere di uomo, di parlamentare e di comunista. E' una bella
cronaca dove racconta il suo presente continuando a mescolarlo con
le cose che gli sovvengono dalla memoria delle tante vite che aveva
vissuto. E a me piace questo stile, questa sobrietà ed anche la
sobrietà con cui ha atteso la conclusione di quella vicenda senza
cercare medaglie di cartone da appendersi al petto.
Perché Gianni Parisi fu un uomo che non tacque mai, come accadeva
a quella generazione di comunisti, e non urlò mai. Non ebbe mai la
necessità di cercare le vie facili della retorica, non riempì le
sue parole di vento e di polvere perché sarebbero suonate meglio
agli occhi della gente. Ricordava il collega Cracolici lo stile di
questa generazione, è uno stile che, Presidente, io rimpiango
molto.
Gianni Parisi è stato un eccellente parlamentare, un eccellente
comunista ed un uomo libero in un tempo in cui era difficile essere
bravi parlamentari, un tempo in cui era difficile essere comunisti
ed un tempo in cui era difficile essere uomini liberi.
Lei ha ricordato Pio La Torre e mi sembra dovuto questo
accostamento, parliamo di due uomini, due dirigenti politici, due
comunisti che appartenevano più o meno allo stesso tempo, alla
stessa epoca. Ricordavamo qualche giorno fa qui a Palazzo dei
Normanni come Pio La Torre si sia fatto 17 mesi di galera per avere
accompagnato il bracciante ad occupare un latifondo, per essere poi
condannato a 4 mesi di reclusione per reati e bagattellare ma se
n'era fatti 17 mesi di reclusione ed anche lui non si appese mai al
petto queste medaglie di cartone, le considerava uno dei pedaggi da
pagare se vuoi essere un uomo libero, un bravo comunista ed un
bravo dirigente politico.
La generazione di Parisi e di La Torre è quella, per esempio -
anche questo lo ricordavamo qualche giorno fa - che ci ha regalato
la più importante, lucida, spietata relazione che una Commissione
Antimafia abbia mai prodotto sulla mafia, la relazione di minoranza
che Pio La Torre firmò e che va ricordata non solo e non tanto per
quello che contiene, ma per quanto fosse difficile a quell'epoca
scrivere una relazione in una Commissione Antimafia come quella.
Oggi è facile fare questo lavoro, ve lo dico da Presidente della
Commissione Antimafia perché abbiamo a disposizione e alle nostre
spalle sentenze, processi, lavori di autorità giudiziaria, mille
fonti alle quali attingere per formarci una nostra convinzione e
portare avanti una nostra investigazione. A metà degli anni 70 non
era così, a metà degli anni 70 non c'era processi di mafia in
Sicilia ed erano poche le Procure che di questi reati si
occupavano. A metà degli anni 70 costruire una relazione come
quella che Pio La Torre firmò e che si nutriva del lavoro che
quelli come Gianni Parisi facevano in Sicilia voleva dire avere un
partito nel senso più umile ed autentico, cioè di donne e uomini
che ascoltano la loro Terra, che mettono insieme conoscenza, fatti,
numeri, nomi, che sanno ciò di cui si occupano e che le mettono a
disposizione in una relazione che era una fotografia così impietosa
da risultare indigesta e la vicenda di La Torre ce lo racconta.
Io credo che noi facciamo un buon servizio se ricordiamo Gianni
Parisi assieme a tutti gli altri, vivi e non più, che fanno parte
di quel tempo, di quella generazione e di quel modo di intendere la
politica, e se ci sentiamo un po' tutti orfani di quello stile e di
quel tempo credo che sia un atto di onesta umiltà che questa
Assemblea ha il dovere di fare. Grazie.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie, signor Presidente, io appartengo ad una storia
politica diversa dell'onorevole Parisi, ma ho avuto l'onore di
conoscerlo quando, appena eletta nella mia prima legislatura, lui
era presidente del Centro studi Pio La Torre, ed io ero una ragazza
giovanissima. Ricordo allora di avere avuto l'umiltà di affiancarmi
a persone che sapevo potevano insegnarmi molto al di là della
storia politica diversa rispetto a quella con cui sono cresciuta
io.
In silenzio ascoltai, ricordo, un incontro bellissimo in cui
colsi, è quello che mi rimane di quell'incontro e di quella persona
forte più di altri perché non ho avuto il piacere e l'onore che
hanno avuto i colleghi che mi hanno preceduto di frequentarlo in
maniera diretta ed anche di avere una militanza politica comune, ma
ricordo questo messaggio quasi a volte di solitudine di chi fa
politica con grande idealismo come lui.
Era questa consapevolezza, che a volte all'interno del proprio
partito - e lo diceva a me che venivo da una storia che è quella
democristiana - i nemici più forti fossero proprio quelli che
condividevano a volte con te questo percorso. E, quindi, questo
senso di solitudine che lui riferiva parlando di La Torre, parlando
di Mattarella, che a volte avevano questi nemici soprattutto
all'interno del loro stesso partito piuttosto che fuori. Questo
senso di solitudine di chi è idealista, di chi ci crede davvero e,
a volte, si ritrova a vivere un sentimento quasi di grande
accoramento è quello che io porto dentro e che conservo e che dà
anche maggiore forza a quel messaggio politico di cui l'onorevole
Parisi è stato interprete.
Faccio mio questo sentimento che ho raccolto allora e lo porto con
me e do, a nome del mio Gruppo parlamentare DiventeràBellissima, le
condoglianze alla famiglia e a sua moglie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io desidero esprimere, a nome del
Governo regionale, il profondo e sentito cordoglio alla signora, ai
familiari, agli amici e ai compagni che hanno, insieme
all'onorevole Gianni Parisi, percorso questo pezzo di strada.
È venuta fuori una figura che io ho avuto modo di conoscere
indirettamente, non avendo avuto mai il modo di confrontarmi in
sede politica con l'onorevole Gianni Parisi, del quale, però, ho
sentito sempre e solo parlare in termini positivi. E per chi,
culturalmente e politicamente, ha frequentato un'altra scuola di
pensiero credo che questo già da solo basti a disegnarne il
profilo.
Il cordoglio si unisce anche alla idea che questa figura che è
stata davvero, e ringrazio i colleghi che sono intervenuti prima di
me, che hanno rappresentato l'idea di un uomo retto, l'idea di un
uomo sobrio, l'idea di un uomo che ha avuto e ha rappresentato
plasticamente il rispetto per l'Istituzione che egli stesso
incarnava e per questo mi piace immaginare Gianni Parisi come un
esempio per le giovani generazioni, e vedo tanti giovani oggi che
ci ascoltano, non come esempio di appartenenza politica ma,
soprattutto, come esempio prestigioso di rappresentante della
Istituzione Regione siciliana. Ancora condoglianze.
PRESIDENTE. Chiudiamo la commemorazione dando ancora un fortissimo
abbraccio alla signora Svetlana che è presente.
Sul decreto di costituzione della Commissione sui vitalizi
PRESIDENTE. Intanto, vorrei comunicare ai colleghi che ho firmato
il decreto di costituzione della Commissione sui vitalizi di cui
fanno parte gli onorevoli Alessandro Aricò, Giancarlo Cancelleri,
Marianna Caronia, Antonio Catalfamo, Antonello Cracolici, Nicola
D'Agostino, Roberto Di Mauro, Baldo Gucciardi, Eleonora Lo Curto,
Michele Mancuso, Josè Marano, Stefano Pellegrino e Carmelo Pullara.
Avrei anche insediato oggi stesso la Commissione, ma mancano
troppi dei rappresentanti, per cui noi faremo in modo, lo dico a
tutti quelli che ne fanno parte, entro la settimana, massimo
martedì prossimo, di potere avere l'elezione del Presidente e
quindi la prima convocazione, decideremo la data e arriverà tramite
e-mail che manderemo personalmente a tutti i componenti della
Commissione.
Andiamo avanti, oggi abbiamo una seduta abbastanza veloce, perché
dobbiamo soltanto incardinare alcuni disegni di legge.
Discussione dei disegni di legge
PRESIDENTE. Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Fissazione del termine per la presentazione degli emendamenti ai
disegni di legge n. 366/A, nn. 304-14/A, nn. 291-292/A, nn. 290-49-
76-179-267/A e nn. 381-59/A
PRESIDENTE. Dobbiamo incardinare il primo disegno di legge
Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la funzionalità
dell'azione amministrativa (n. 366/A), di competenza della I
Commissione; il secondo disegno di legge Disposizioni in materia
di diritto allo studio (nn. 304-14/A) , di competenza della V
Commissione; il terzo disegno di legge Norme per la salvaguardia
della cultura e delle identità marine e per la promozione
dell'economia del mare. Disciplina della pesca mediterranea in
Sicilia (nn. 291-292/A), di competenza della III Commissione; il
quarto disegno di legge Riforma degli ambiti territoriali ottimali
e nuove disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn.
290-49-76-179-267/A), di competenza della IV Commissione; il quinto
disegno di legge Norme per lo sviluppo del turismo nautico.
Disciplina dei marina resort. (nn. 381-59/A), di competenza della
V Commissione.
Se voi siete d'accordo, diamo tempo fino a venerdì prossimo, alle
ore 12.00, per la presentazione di tutti gli emendamenti per tutti
i disegni di legge. A partire da martedì prossimo, iniziamo invece
l'esame e le votazioni per ciascun disegno di legge.
CAPPELLO. E la discussione generale?
PRESIDENTE. Sì, la discussione generale possiamo farla anche oggi,
però farla per tutti i disegni di legge diventa La facciamo
martedì, alla prima seduta facciamo la discussione generale, forse
la cosa migliore, addirittura, è che all'inizio di ogni valutazione
di ogni singolo disegno di legge facciamo la discussione generale.
Per adesso è assente la II Commissione che, su mia autorizzazione,
è ancora riunita.
Sull'ordine dei lavori
CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, in considerazione che si tratta di un
numero di disegni di legge piuttosto cospicuo, non potrebbe
rinviare la scadenza per la presentazione degli emendamenti a
martedì prossimo, alle ore 12.00? Sono cinque o sei disegni di
legge, Presidente.
PRESIDENTE. Ma non avremmo il tempo di valutarli.
CAPPELLO. A lunedì, se fosse possibile, Presidente, perché sono
cinque disegni di legge, per cui di lavoro preparatorio ce n'è.
PRESIDENTE. Sono d'accordo con lei. La discussione che ho avuto
con gli Uffici è questa. Se fosse per me o stabiliamo fin da ora il
percorso dei singoli disegni di legge, e quindi apriamo e chiudiamo
i tempi per gli emendamenti man mano che si devono valutare, però
siccome teoricamente può essere che uno, per qualche motivo, si
blocca e si passa all'altro, per cui io direi, diamo più tempo
possibile, io sono d'accordo, fino a lunedì, però tutti insieme.
Quindi, diamo tempo fino a lunedì alle ore 12.00 per la
presentazione degli emendamenti.
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, io avrei preso l'impegno con i
colleghi della Commissione che presiedo che gli emendamenti
presentati sul disegno di legge sul testo dei rifiuti, che è una
legge di riforma organica, li valuteremo insieme in Commissione
prima di dare l'apprezzamento della Commissione in Aula, quindi
avrei bisogno anche di qualche giorno per fare almeno una seduta
con i colleghi in Commissione. Questo è un impegno che voglio
mantenere coi colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, lei è la Presidente della IV
Commissione e ha totalmente la disponibilità e la facoltà di
utilizzare il sistema che crede, se ha bisogno di più tempo, si
sbrighi.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 14 maggio 2019,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la
funzionalità dell'azione amministrativa (n. 366/A) (Seguito)
Relatore: on. Figuccia
2) Disposizioni in materia di diritto allo studio (nn. 304-14/A)
(Seguito)
Relatore: on. Sammartino
3) Norme per la salvaguardia della cultura e delle identità marine
e per la promozione dell'economia del mare. Disciplina della pesca
mediterranea in Sicilia (nn. 291-292/A) (Seguito)
Relatore: on. Catanzaro
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-
179-267/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
5) Norme per lo sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei
marina resort. (nn. 381-59/A) (Seguito)
Relatore: on. Bulla
La seduta è tolta alle ore 16.59
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Norme in materia di autonomie locali e di procedimento
elettorale (n. 558).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica (Grasso) il 3 maggio 2019.
- Destinazione d'uso dei locali adibiti a palestre e altri
impianti sportivi (n. 559).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pasqua,
Campo, Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Schillaci, Siragusa,
Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 3 maggio 2019.
- Istituzione Consulta giovanile regionale (n. 560).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Milazzo,
Calderone, Mancuso, Cannata, Gallo, Genovese, Papale, Pellegrino,
Ragusa e Savona il 3 maggio 2019.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni per il riequilibrio della rappresentanza di genere
negli organi elettivi
ed amministrativi degli enti territoriali della Regione siciliana
e negli enti e società
soggetti al controllo pubblico (n. 548).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 maggio 2019.
- Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
9 gennaio 2019, n. 3 e s.m.i., pubblicata in Gazzetta Ufficiale 16
gennaio 2019, n. 13 (n. 550).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 maggio 2019.
- Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla Legge
9 gennaio 2019, n. 3 Spazzacorrotti e successive modifiche ed
integrazioni ed introduzione di misure volte alla trasparenza delle
operazioni di scrutinio elettorale (n. 557).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
BILANCIO (II)
- Interventi finanziari urgenti volti a garantire la triennalità
del contributo per enti lirico-sinfonici, fondazioni, teatri,
comitati e per il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (n. 555).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
Parere V e VI
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Norme per l'incentivo delle politiche abitative di edilizia
residenziale pubblica e sociale senza consumo di suolo e per il
reimpiego di immobili inutilizzati (n. 533).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 maggio 2019.
Parere IV, VI e UE
- Misure a sostegno del coworking e dei Fablab (n. 552).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Mobilità non di linea (n. 549).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 maggio 2019.
- Norme per l'incentivo delle politiche abitative di edilizia
residenziale pubblica e sociale senza consumo di suolo e per il
reimpiego di immobili inutilizzati (n. 553).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
- Misure di semplificazione e accelerazione in materia di rilascio
di autorizzazione unica ambientale (n. 554).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Recepimento di norme contenute nel DPR n. 220/2001 e nella legge
n. 172/2017 (n. 551).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 2 maggio 2019.
- Nuove norme di contrasto al fenomeno della violenza di genere e
misure di solidarietà in favore delle vittime di crimini domestici
e loro familiari (n. 556).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 6 maggio 2019.
Parere I
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
- FSC 2014/2020. Patto per il Sud della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi di cui all'Allegato B del
Patto Settori d'intervento 'Interventi su Poli e BBCC ad alta
attrattività turistica'; Interventi su siti culturali ed
archeologici' -Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
gennaio 2019 ' (n. 46/II-UE).
Reso in data 23 aprile 2019.
Inviato in data 6 maggio 2019.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 784 - Chiarimenti in merito al malfunzionamento degli ascensori
e allo stato dei locali di degenza dell'ospedale San Giovanni di
Dio di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 795 - Politiche di risanamento urbanistico e abitativo per la
città di Messina.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 791 - Chiarimenti urgenti in merito alle possibili refluenze
sul bilancio regionale per la mancata applicazione delle
disposizioni di cui all'art. 90 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Pullara Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia Marianna; Compagnone
Giuseppe; Ternullo Daniela
N. 792 - Ripristino e messa in sicurezza della strada provinciale
n. 20 'Nicosia - Ponte Oliveri - Sperlinga' (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Pagana Elena; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 793 - Interventi in ordine alle precarie condizioni e al
rischio di cedimento strutturale del viadotto Akragas II, ponte
Morandi, ad Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Di Caro Giovanni; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 794 - Revisione della riprogrammazione degli orari della tratta
Niscemi-Catania effettuata da Etna Trasporti s.p.a.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 171 - Riorganizzazione dei lavoratori dei consorzi di bonifica
della Regione e riduzione dei contenziosi giudiziari.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 243 - Istituzione delle zone franche montane.
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino
Presentata il 23/04/19
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.