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Resoconto d'Aula della Seduta n. 121 di mercoledì 12 giugno 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 15.23

   DIPASQUALE,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Catanzaro.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Claudio  Fava,  Giuseppe
  Zitelli,  Antonino  De  Luca  e Roberta Schillaci,  rispettivamente
  Presidente,  Segretario e componenti della Commissione parlamentare
  Antimafia  e  anticorruzione, saranno in missione a Bologna  il  18
  giugno 2019.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

      Comunicazione di elezione dell'Ufficio di Presidenza della
  Commissione parlamentare speciale in materia di contenimento della
                 spesa relativa agli assegni vitalizi
                  per i deputati cessati dal mandato

   PRESIDENTE. Comunico che, nella seduta n. 2 del 29 maggio 2019, la
  Commissione parlamentare speciale in materia di contenimento  della
  spesa  relativa  agli assegni vitalizi per i deputati  cessati  dal
  mandato ha provveduto all'elezione dell'Ufficio di Presidenza,  che
  risulta così composto:

   - Presidente:        on. Stefano Pellegrino;
   - Vicepresidenti: on. Antonino Cracolici;
                               on. Giovanni Carlo Cancelleri;
   -  Segretario:       on. Nicola D'Agostino.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                               Economia

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  all'ordine   del   giorno:
   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della   rubrica
   Economia .

   Si  passa all'interpellanza n. 30  Ristrutturazione degli immobili
  siti sull'Etna , a firma dell'onorevole Barbagallo.

    Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
  che:

   il  vulcano Etna è stato riconosciuto patrimonio dell'Unesco ed è,
  pertanto, un attrattore turistico di grandissimo rilievo, richiama,
  infatti,   sportivi,   appassionati  di  montagna,   escursionisti,
  scienziati da tutte le parti del mondo;

   tuttavia,  numerose  criticità  rendono  la  fruizione   di   tale
  patrimonio difficoltosa;

   la  domanda  turistica è orientata verso le  quote  più  alte  del
  vulcano  dove  è  necessario garantire una adeguata  accoglienza  e
  relativa ricettività turistica;

   attualmente,  al di sopra dei 1800 mt. s.l.m., vi sono  importanti
  strutture  ricettive di proprietà pubblica per un totale  di  circa
  500  posti  letto;  si  tratta, tra le altre,  del  Grande  Albergo
  dell'Etna,  di  proprietà del demanio regionale,  e  del  Villaggio
  Mareneve, di proprietà della Città metropolitana di Catania;

   tali strutture sono del tutto in disuso da oltre vent'anni;

   per  conoscere  se  non  ritengano necessario,  all'interno  della
  programmazione  dei fondi UE, garantire una riserva per  consentire
  la  ristrutturazione, nonché la successiva gestione,  dei  suddetti
  immobili.

   Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per illustrarla.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, signor Assessore, noi  con  questa
  interpellanza  chiediamo di conoscere la condotta  del  Governo  in
  ordine al patrimonio pubblico ricadente, in genere, su tutti i siti
  Unesco, ma nello specifico, sul vulcano Etna.
   Come lei sa, assessore Bandiera, una delle questioni precipue  che
  riguardano  la  promozione turistica della Sicilia è  quella  della
  ricettività. L'Etna, non solo è uno dei siti Unesco, ma  in  questo
  periodo di grande valorizzazione del turismo naturalistico, ha  una
  domanda di turisti particolarmente interessante. Spesso, però,  non
  riusciamo  a  garantire  la ricettività ad alta  quota,  perché  il
  turista  che si vuole recare sull'Etna non riesce magari a  trovare
  il  posto  letto ad un'altitudine adeguata, lo trova  o  sui  paesi
  etnei o a Catania città, a Taormina, ad Acireale.
   L'obiettivo,  quindi,  dell'interpellanza è  quello  di  stimolare
  l'azione  del Governo, in tutte le sue misure, il PSR,  il  POFESR,
  soprattutto  quelle relative all'asse 3, ad utilizzare  le  risorse
  dei  fondi comunitari per riqualificare le strutture del patrimonio
  pubblico  esistente  oggi  sull'Etna e segnatamente  sopra  i  1800
  metri, che avrebbero un grande valore attrattivo.
   Noi  ne  abbiamo  citati alcuni, per fare  un  esempio  il  Grande
  Albergo  dell'Etna,  che è l'albergo storico  dove  ha  dormito  De
  Gasperi,  a tutti i lotti del vecchio Villaggio Mareneve,  per  non
  parlare  ai  lotti distrutti a Piano Premonzana, nell'eruzione  del
  2002.  Sono 4 lotti, come dire, su cui, oggi, la zona è zona C,  si
  potrebbe riedificare e con un sostegno importante, quella di  Piano
  Premonzana potrebbe essere una delle stazioni sciistiche che non ha
  nulla  da  invidiare  ad  altre  stazioni  di  prestigio  italiane,
  ricordandosi che l'Etna è uno dei tre posti al mondo  dove  si  può
  sciare guardando il mare.
   Perché   no,   poi,   ci   sono  tante  porzioni   di   patrimonio
  ecclesiastico, anche se versano in condizioni di abbandono,  e  noi
  ci  aspettiamo dal Governo una risposta in termini di attenzioni  e
  di  percorso  di valorizzazione di queste strutture che  potrebbero
  essere importanti per la valorizzazione della Sicilia.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la
  risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con riguardo a questa interpellanza - che  ovviamente  è
  apprezzabile  nell'intenzione di affrontare il tema degli  immobili
  in  stato  di fatiscenza, soprattutto se in una località turistica,
  quindi, di utilizzo pubblico più che apprezzabile - devo precisare,
  con  riferimento alla nota della Segreteria generale, che  è  stata
  richiesto  al  Dipartimento finanza e credito una precisazione  sul
  punto.
   Il  dirigente del Dipartimento, in base alle informazioni  fornite
  dal  servizio 7  Demanio e Patrimonio Indisponibile , ha  precisato
  che,  pur  facendo  l'interpellanza riferimento al  grande  albergo
  Etna,  da  accertamenti effettuati risulta, invece,  che  l'albergo
  sito  nel  comune  di  Ragalna, è un bene immobile  che  appartiene
  all'Ente  Parco  dell'Etna e, pertanto, non fa  parte  del  demanio
  regionale, come plausibilmente - ma, onorevole, mi dia il beneficio
  di inventario - anche gli altri beni.
   Essendo  interesse  pieno  del Governo, ed  essendoci  la  massima
  attenzione  a che tutti i beni immobili possano essere  valorizzati
  e,  soprattutto, orientati alla ricezione turistica, segnaleremo la
  situazione   al  collega  dell'Assessorato  per  il  territorio   e
  l'ambiente affinché ne informi i vertici del Parco dell'Etna per un
  pronto intervento.
   E', comunque, ferma l'attenzione del Governo sulla vigilanza a che
  si intervenga in merito.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi o meno soddisfatto della risposta.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,  io
  mi ritengo soddisfatto della risposta dell'Assessore Armao.
   E'  un'interpellanza, non è un'interrogazione perché ho apprezzato
  il piglio e l'intenzione ferma.
   Tenga conto che non sono soltanto beni dell'Ente parco, molti sono
  dei comuni.
   Quindi,  nella riflessione col Dipartimento, si dovrebbe  dare  la
  possibilità di accedere agli altri enti pubblici non economici.

   PRESIDENTE. Va bene, si ritiene soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 139  Iniziative per garantire  la
  gratuità  degli  estratti  di ruolo sulle cartelle  esattoriali  di
  Riscossione Sicilia , dell'onorevole Cracolici ed altri.
   Essendo  assente dall'Aula l'interrogante, la stessa si  trasforma
  in interrogazione con richiesta di risposta scritta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Foti e Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende lo svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
    Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
                          rubrica  Economia
   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  42,   Gestione  dei
  complessi  cremotermali e idrominerali di Acireale (CT)  e  Sciacca
  (AG) , degli onorevoli Foti, Campo ed altri.

    Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  l'economia,
  premesso  che  con  l'articolo 21 della legge regionale  14  maggio
  2010,  n. 11 si dava mandato alla Ragioneria Generale della Regione
  di  attivare  le  procedure necessarie a porre in  liquidazione  le
  società  Terme  di  Acireale s.p.a. e Terme  di  Sciacca  s.p.a.  e
  contestualmente  avviare il processo per l'affidamento  a  soggetti
  privati,  attraverso  svolgimento gara a evidenza  pubblica,  della
  gestione   e   la  valorizzazione  dei  complessi  cremotermali   e
  idrominerali  esistenti  nel  bacino  idrotermale  di  Acireale   e
  Sciacca;

   rilevato che in data 22 novembre 2011 la Ragioneria Generale della
  Regione,  in ottemperanza a quanto statuito dall'articolo 21  della
  legge regionale suddetta, stipulava un contratto di servizio per un
  importo  di  200.000 euro più IVA, con la società  Sviluppo  Italia
  Sicilia  s.p.a.,  per  l'affidamento  del  servizio  di  consulenza
  nell'affidamento a soggetti privati della gestione e valorizzazione
  dei  complessi  cremo termali ed idrotermali esistenti  nel  bacino
  idrotermale di Acireale e di Sciacca;

   tenuto conto che sono stati liquidati alla società Sviluppo Italia
  Sicilia  s.p.a. circa 160.000 euro ( 120.000 euro + IVA,  10.731,58
  euro  per  spese di trasferta e 6.240 euro per spese di consulenza)
  per le attività realizzate secondo quanto previsto dal contratto di
  servizio suddetto nel corso dell'anno 2012;

   considerato  che  il  contratto  prevedeva  che  il  saldo   della
  rimanente  parte  del  budget previsto, circa  44.000  euro,  fosse
  subordinato   alla   definizione  da   parte   dell'Amministrazione
  regionale  delle procedure di gara per l'affidamento in gestione  a
  privati  dei  suddetti complessi idrotermali e che Sviluppo  Italia
  Sicilia  s.p.a.  avrebbe dovuto garantire l'assistenza  tecnica  al
  fine   di  assicurare  ai  potenziali  concessionari  una  compiuta
  informazione  nonché  la  visita  nei  complessi  aziendali  e   la
  predisposizione e assistenza nella consultazione della data room;

   considerato inoltre che non si è proceduto allo svolgimento  delle
  gare  ad  evidenza  pubblica per l'affidamento a  soggetti  privati
  della  gestione  e la valorizzazione dei complessi  cremotermali  e
  idrominerali esistenti nel bacino idrotermale di Acireale e Sciacca
  nonostante i lavori preparatori e propedeutici siano stati compiuti
  così  come  comprovato  dalla stipula e  dal  relativo  saldo  alla
  Società Sviluppo Italia Sicilia s.p.a.;

   per conoscere:

   le  motivazioni,  di  ordine tecnico e/o  giuridico,  che  abbiano
  ostato  alla  pubblicazione  dei bandi  per  la  manifestazione  di
  interesse prima e allo svolgimento delle gare ad evidenza  pubblica
  poi  per  l'affidamento  a soggetti privati  della  gestione  e  la
  valorizzazione dei complessi cremotermali e idrominerali  esistenti
  nel bacino idrotermale di Acireale e Sciacca;

   se  il  mancato affidamento a soggetti privati della gestione  dei
  complessi  termali previsto dall'articolo 21 della legge  regionale
  11/2010,  nonostante  le  somme  all'uopo  sborsate  a  carico  del
  bilancio  regionale,  non  possa  rappresentare  profili  di  danno
  erariale .

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  sul  punto  devo  segnalare,  e  su  questo  preannuncio
  l'adozione  di provvedimenti in merito nei confronti  degli  Uffici
  che, nonostante si tratti di un'interpellanza di quasi un anno  fa,
  ancora non hanno risposto. Per questo preannuncio all'Assemblea che
  adotterò provvedimenti formali nei confronti del dirigente.
   Se   può   essere  sufficiente  -  considerato  che  seguo  questa
  situazione   con   grande  apprensione,   pari   a   quella   degli
  interroganti, perché è un tema cruciale come, peraltro,  pienamente
  avvertito  dal Presidente Musumeci che, regolarmente, mi chiede  lo
  stato  di avanzamento delle cose - posso fornire una risposta  alla
  luce dei fatti a me conosciuti se può soddisfare gli interpellanti.
   La  questione  concerne gli immobili sottoposti  a  procedura  per
  quanto  riguarda  Acireale, a procedura esecutiva immobiliare.  Per
  questi  stiamo  accendendo  il  mutuo  per  il  quale  c'è  già  la
  preannotazione  di  impegno con Cassa depositi  e  prestiti  ed  il
  Ragioniere generale si recherà venerdì prossimo proprio alla  Cassa
  depositi e prestiti per la formale accensione del mutuo affinché in
  tempo   si  possa  presentare  offerta  per  l'acquisizione   degli
  immobili,  così  come  indicato  dalla  legge  approvata,   e   poi
  reiterata, nell'ultima legge di bilancio.
   Per  quanto  concerne Sciacca, invece, la situazione ha  visto  in
  qualche  modo  il  comune,  che era stato originariamente  indicato
  dall'Amministrazione regionale del bilancio,- qualche giorno  prima
  della  scadenza della precedente legislatura, come il soggetto  che
  avrebbe  dovuto  avviare  tutte  le  attività  procedurali  per  la
  ricognizione  catastale, poi l'avvio delle  procedure  di  evidenza
  pubblica per l'affidamento dei beni termali.
   Con  il  Comune di Sciacca c'è un'ampia collaborazione, di  questo
  non  posso  che  ringraziare  il  Sindaco  che  ha  fornito  sempre
  tempestivamente    con   gli   strumenti   che    può,    purtroppo
  l'Amministrazione  comunale  non ha al  suo  interno  la  dotazione
  adeguata per rispondere alla esigenza di seguire la questione  così
  complessa,   siamo   intervenuti  noi   come   Assessorato,   siamo
  sostanzialmente   pronti,   è  sul  mio   tavolo   lo   schema   di
  manifestazione  di  interesse di cui devo  parlare  col  Presidente
  della  Regione nelle prossime ore e laddove condiviso potrà  essere
  pubblicato.  E posso preannunciare che è pronto anche l'affidamento
  del  parco urbano delle terme del Comune di Sciacca, ovviamente con
  tutte le misure di cautela per un'area così delicata.

   PRESIDENTE. I deputati si ritengono soddisfatti?

   CAPPELLO. Ne prendiamo atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  254  dell'onorevole
  Figuccia.     Non     essendo     presente     in      Aula      il
  firmatario,l'interrogazione  si  trasforma  in  interrogazione  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 295  Ricollocazione professionale
  degli  ex  dipendenti  della Società Sicilia e-Ricerca  S.p.A.,  in
  liquidazione , a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.

    Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il  lavoro,
  premesso che:

   la  Società Sicilia e-Ricerca S.p.A. è una società partecipata  al
  100% dalla Regione Sicilia;

   con  verbale  di assemblea del socio unico del 21 Gennaio  2015  è
  stata posta in Liquidazione;

   nello  stesso  anno, è stata avviata la procedura di licenziamento
  collettivo della forza lavoro;

   i  dipendenti delle società partecipate in liquidazione sono stati
  iscritti  nell'apposito  Albo speciale previsto  dall'art.64  della
  legge regionale 12 agosto 2014, n.21;

   considerato che:

   i  lavoratori della società de qua versano da più di due  anni  in
  una situazione di incertezza in ordine alle modalità e ai tempi  di
  collocazione;

   si  tratta di soggetti qualificati che potrebbero rispondere  alle
  esigenze di competenza richieste nei vari rami dell'amministrazione
  regionale;

   ritenuto  l'interesse della Regione siciliana ad apprestare  forme
  di tutela occupazionale in favore dei lavoratori;

   per  sapere come intendano procedere alla ricollocazione degli  ex
  dipendenti   delle  Società  regionali  in  liquidazione   inseriti
  nell'albo speciale di cui alla richiamata disposizione normativa. .

   Ha facoltà di parlare L'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  anche  per  questo non è la scarsa attenzione  riservata
  agli onorevoli deputati del Movimento Cinque Stelle, ma soltanto un
  nuovo caso in cui il dirigente non ha risposto.
   Per  questo  preannuncio parimenti l'adozione di atti formali  nei
  confronti della omessa risposta, ma devo dire che sul punto  non  è
  pervenuta dagli Uffici il riscontro.
   E'  mio  impegno formulare una nota di sollecito al fine di  poter
  rispondere    nelle    prossime   sedute,    adeguatamente,    alla
  interrogazione  degli onorevoli Schillaci ed  altri  del  Movimento
  Cinque Stelle.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, rinviamo la discussione.
   Si  passa  all'interpellanza n. 103  Rifinanziamento del fondo  di
  rotazione  per  la  progettazione  degli  enti  locali ,  a   firma
  dell'onorevole Lupo.

    Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'Economia  e
  all'Assessore  per  le  Autonomie locali e  la  funzione  pubblica,
  premesso che:

   l'art. 99, c. 13, della legge di stabilità regionale per il  2018,
  ha  destinato la somma di 20 milioni di euro al rifinanziamento del
  Fondo  di  rotazione per la progettazione istituito con  l'art.  31
  della l.r. 14 maggio 2009, n. 6;

   il Fondo è destinato agli enti locali per la copertura delle spese
  occorrenti  per  la progettazione di interventi, con  priorità  per
  quelli  coerenti  con  la  politica di  coesione  e  col  ciclo  di
  programmazione 2014/2020;

   si  tratta,  pertanto, di una norma che supporta gli  enti  locali
  nell'accesso a fonti di finanziamento, regionali ed extraregionali,
  con  l'obiettivo  di colmare una annosa lacuna  data  dalla  scarsa
  capacità progettuale degli enti;

   tale  norma  è oggi ancor più importante se si pensa alle  ingenti
  risorse a disposizione provenienti dal Patto per la Sicilia e dalle
  politiche  di  coesione che rischiano di rimanere  inutilizzate  in
  assenza di adeguata progettazione;

   considerato che:

   l'art.  99  della  l.r. 8/2018 è stato impugnato dalla  Stato  per
  mancanza  di  copertura  finanziaria  in  quanto  le  risorse  sono
  impegnate a valere sul Fondo di sviluppo e coesione;

   in  sede  di  approvazione  del c.d.  'Collegato'  alla  legge  di
  stabilità  2018,  il Governo non ha ritenuto di  presentare  alcuna
  proposta  normativa  al  fine  di superare  le  criticità  generate
  dall'impugnativa,  diversamente  da  quanto  avvenuto   per   altre
  fattispecie;

   appare  necessario  procedere  al  rifinanziamento  del  Fondo  di
  rotazione per la progettazione;

   per  conoscere  se  non  ritengano di  dover  dare  attuazione  al
  disposto  dell'art. 99, c. 13 della l.r. 8/2018,  rifinanziando  il
  Fondo  per la progettazione anche attraverso l'utilizzo di  risorse
  regionali, al fine di scongiurare il rischio di disperdere  milioni
  di euro per mancanza di adeguata progettazione .

   Ha facoltà di parlare L'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,   Assessore   per  l'economia.  Con  riferimento   all'atto
  ispettivo  presentato all'onorevole Presidente  della  Regione  con
  nota  del  2018,  ha  delegato  questo  Assessorato  a  riscontrare
  l'interpellanza presentata dall'onorevole Lupo.
   Premesso  quanto  sopra  si comunica che  gli  argomenti  trattati
  nell'interpellanza  esulano  in vero  dalla  competenza  di  questo
  Assessorato,  tuttavia è stato richiesto l'orientamento  in  merito
  all'Assessore  regionale  per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica che ha rappresentato che con il comma 13 dell'articolo  99
  della  legge regionale 8 del 2018 è stato rifinanziato il fondo  di
  rotazione  per  le spese occorrenti alla progettazione  definitiva,
  già  disciplinata  dall'articolo 31 della  legge  n.  6  del  2009,
  destinando  per  l'esercizio 2018 la somma di 20 mila  migliaia  di
  euro a valere sulle risorse derivanti dal fondo del primo ambito di
  intervento   del   piano   di  completamento   del   Documento   di
  programmazione finanziaria del Fondo per lo sviluppo e la coesione,
  FSC del 2014-2020 secondo le procedure adottate dalla delibera CIPE
  n. 10 del 2015.
   A riguardo si evidenzia che l'articolo 31 della legge regionale n.
  6  del  2009  ha  istituito nel bilancio della Regione   Ragioneria
  Generale   un  fondo di progettazione di rotazione  destinata  alla
  copertura   della   finanziaria  delle  spese   correnti   per   la
  progettazione  definitiva, necessaria per  l'accesso  alle  risorse
  anche  di  provenienza extra regionale provvedendo, in particolare,
  che  l'85%  del fondo medesimo venisse riservato agli  enti  locali
  secondo  modalità  ed i criteri di utilizzazione da  stabilire  con
  decreto dell'Assessore regionale ai lavori pubblici di concerto con
  l'Assessore  per  il  bilancio e le finanze,  previa  deliberazione
  della Giunta regionale.
   Per  completezza,  si  fa presente che la Ragioneria  Generale  ha
  provveduto  con  DRG  17 ottobre 2018 all'iscrizione  nel  capitolo
  684206   del  Dipartimento  tecnico  della  somma  di  8.700.656,85
  relativa al Fondo di rotazione destinato alla copertura finanziaria
  delle  spese correnti per la progettazione del citato articolo  31,
  sicché  la  dotazione finanziaria, ancorché non  integrale  secondo
  l'originaria previsione allo stato appare congrua e quindi  foriera
  di   possibilità  di  utilizzo  da  parte  degli  uffici   per   la
  progettazione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   dichiaro
  parzialmente soddisfatto.
   L'Assessore  per  l'economia, per le sue competenze  ha  risposto,
  resta il fatto che il fondo deve trovare un'adeguata attuazione  di
  utilizzo  e  quindi un utilizzo adeguato da parte degli Assessorati
  competenti.  Quindi,  se  è possibile, inviterei  a  trasferire  la
  stessa  interpellanza  anche all'Assessore per  le  infrastrutture,
  oppure riformulerò alla luce della risposta un nuovo atto ispettivo
  rivolto  all'Assessore  per  le  infrastrutture  per  sapere  quale
  utilizzo   si   è   fatto  del  Fondo  stesso  a  vantaggio   della
  progettazione.
   Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  trasferiamo  l'interpellanza  anche
  all'Assessore  per le infrastrutture informalmente  per  avere  una
  risposta.  Credo  che  ci sia anche una norma nel   collegato'  che
  riguarda  finanziamenti che si rifà all'articolo 99 a proposito  di
  piani regolatori e di

   ARMAO, Assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   Assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  siccome
  qualche   secondo   fa   mi   è  stato  consegnato   il   riscontro
  all'interrogazione n. 295, a firma dell'onorevole  Schillaci,  sono
  in grado di rispondere.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la
  risposta all'interrogazione n. 295.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con  riferimento all'interrogazione 295, per  quanto  di
  competenza  di  questo Assessorato, si rappresenta  che,  con  nota
  prot. n. 4383 del 3 settembre scorso, è stato interessato l'Ufficio
  speciale  per la chiusura delle liquidazioni di questo Assessorato,
  per  fornire ogni elemento utile e necessario sull'argomento di che
  trattasi.
   Con  nota prot. n. 1475 del 12 giugno il Dirigente responsabile  -
  costato  con lei che sono 9 mesi, onorevole - dell'Ufficio Speciale
  ha  relazionato rappresentando che gli ex dipendenti della  società
  Sicilia  e  Ricerca  in  liquidazione,  aventi  diritto  ai   sensi
  dell'articolo  64  della  legge  regionale  21/2014,   sono   stati
  utilmente  inseriti nell'Albo del personale e sono  attualmente  in
  servizio presso la società a far data dal 31 dicembre.
   Sono  passati  sei mesi per acclararlo, però  io ne  prendo  atto.
  Ovviamente   non   dipende  da  me,  ma  adotterò   i   conseguenti
  provvedimenti.
   Grazie.

   PRESIDENTE. L'onorevole Schillaci ne prende atto.
   Si  passa all'interpellanza n. 117  Trasmissione, da parte di enti
  e  società a vario Titolo partecipate o controllate dalla  Regione,
  della  documentazione utile alla redazione del bilancio consolidato
  2017 della Regione , a firma del Movimento Cinque Stelle.

    Al  Presidente  della  Regione  e All'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   con  deliberazione n. 361 del 3 ottobre 2018, la Giunta  regionale
  ha  approvato,  così come trasmessi con nota prot. n.  5049B.05  di
  pari  data  dall'Assessorato regionale all'economia,  l'elenco  del
  Gruppo di Amministrazione Pubblica (GAP), ovvero:
   a) gli organismi strumentali
   b) gli enti strumentali controllati;
   c) gli enti strumentali partecipati;
   d) le società controllate;
   e)   società  partecipate,  Nonché  l'elenco  dei  medesimi   enti
  rientranti  nel  perimetro c.d. di consolidamento; attività  questa
  propedeutica alla redazione del bilancio consolidato 2017;

   conseguentemente,   in  pari  data,  la  Giunta   regionale,   con
  deliberazione n. 363, ha approvato il bilancio consolidato 2017;

   rilevato che:

   da  un esame del primo elenco, ossia quello relativo al Gruppo  di
  Amministrazione Pubblica (GAP), risultano appartenenti allo  stesso
  n. 164 fra enti e società;

   il  secondo  elenco,  quello relativo ai soggetti  rientranti  nel
  perimetro  di  consolidamento, viene redatto sulla  scorta  di  due
  parametri di esclusione dei soggetti inseriti nel primo:
   a)  l'irrilevanza, ovvero quando il bilancio di una componente del
  gruppo  risulti, appunto, irrilevante ai fini della  determinazione
  del risultato economico del gruppo stesso;
   b)  l'impossibilità  di  reperire le  informazioni  necessarie  al
  consolidamento in tempi ragionevoli e senza spese sproporzionate;

   in  seguito  all'applicazione di questi due criteri, l'elenco  dei
  soggetti rientranti nel perimetro di consolidamento, avrebbe dovuto
  constare di un numero pari a 25 fra enti e società e organismi;

   tuttavia,  non  avendo  14  di  queste  ultimi  soggetti  -   come
  rilevabile dalla stessa Relazione sulla Gestione consolidata e nota
  integrativa  inclusa nell'All. A alla deliberazione n.  363  del  3
  ottobre  -  trasmesso  la documentazione in tempo  utile,  l'elenco
  relativo  al  perimetro di consolidamento è  composto  da  soli  11
  soggetti;

   considerato  che  detta circostanza comporta, inevitabilmente  una
  rappresentazione  non  veritiera (se non addirittura  falsata)  del
  bilancio consolidato, tenuto conto, peraltro, della già rilevante e
  patologica causa di esclusione dall'elenco relativo al perimetro di
  consolidamento determinata dal parametro di cui al precedente punto
  b);

   per  conoscere quali iniziative intendano assumere in ordine  alla
  mancata  trasmissione, da parte degli organismi strumentali,  degli
  enti  strumentali controllati, degli enti strumentali  partecipati,
  delle  società  controllate  e  delle  società  partecipate,  della
  documentazione  utile alla redazione del bilancio consolidato  2017
  della  Regione, ai sensi degli articoli 11 bis e 11  quinquies  del
  D.Lgs n. 118/2011 .

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, con riguardo a questa interpellanza si fa presente che  è
  stato  richiesto al Dipartimento Bilancio e Tesoro di voler fornire
  ogni  elemento utile e necessario per dare esecuzione al  riscontro
  dell'atto ispettivo in questione.
   Con  nota  prot. n. 425 del 7 gennaio 2019 la Ragioneria generale,
  sulla  base delle informazioni assunte attraverso il riscontro  del
  Servizio Bilancio, ha relazionato quanto segue.
   Al   fine  di  facilitare  la  trasmissione  della  documentazione
  necessaria  nei  tempi  previsti, sono state adottate  le  seguenti
  azioni amministrative:
   Proposta   di   realizzazione  di  una   piattaforma   informatica
  raggiungibile tramite un portale mediante credenziali  di  accesso.
  La piattaforma permetterà a tutti i soggetti individuati dal Gruppo
  Amministrazione   pubblica,  indipendentemente   dai   criteri   di
  rilevanza  di  caricare  tutti i dati  necessari.  Con  i  dati  in
  possesso  sarà  possibile  acquisire in  tempi  brevi  i  dati  per
  l'individuazione  dei  soggetti che  partecipano  al  perimetro  di
  consolidamento, cosiddetto elenco 2, e conseguentemente aggregare i
  dati  di bilancio per la predisposizione di prospetti di competenza
  della  Ragioneria  generale,  stato patrimoniale  attivo,  passivo,
  conto economico, nota integrativa del bilancio consolidato.
   Si  evidenzia  che  sono  state già condotte  diverse  analisi  in
  collaborazione con i tecnici della società Sicilia digitale per  la
  realizzazione  della citata piattaforma. E quindi  è  in  corso  di
  predisposizione e approntamento.
   Giova,  inoltre,  sottolineare che l'articolo  7  della  legge  n.
  21/2018,   Norme in materia di approvazione dei bilanci degli  enti
  regionali , dispone, nella eventualità che gli enti obbligati  alla
  comunicazione   di  bilanci  non  rispettino  le   scadenze   della
  presentazione dell'allegato 11 del d.lgs. n. 118/2011 e  successive
  modifiche  e  integrazioni, l'immediata decadenza e la sostituzione
  degli organi di amministrazione.
   Quindi,  è  norma nota a codesta eccellentissima Assemblea,  poiché
  essa  stessa  ha  approvato  questa  disposizione  che,  in  termini
  sanzionatori,  prevede  un  intervento di  tipo  organizzatorio,  un
  cosiddetto  controllo sugli organi con effetti  decadenziali  per  i
  soggetti inadempienti.

   PRESIDENTE. L'onorevole Cappello ne prende atto.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  735   Chiarimenti  in   merito
  all'affidamento  dei servizi integrati di vigilanza  armata  per  le
  Aziende  del sistema sanitario regionale articolata in 6  lotti ,  a
  firma dell'onorevole Di Mauro.

    Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   con  decreto dirigenziale n. 1175 del 27.06.2017, la Centrale Unica
  di   Committenza  della  Regione  siciliana  ha  indetto  una   gara
  telematica  mediante  convenzione, per la  durata  di  5  anni,  per
  l'affidamento  dei  servizi integrati di  vigilanza  armata  per  le
  Aziende  del Sistema Sanitario Regionale, articolata in 6 lotti,  da
  espletare  mediante  procedura aperta, per  un  importo  complessivo
  quinquennale a base d'asta pari ad euro 42.743.827,31;

   nel  predisporre  relativo disciplinare di gara è  stato  precisato
  che  la procedura sarebbe stata espletata ai sensi dell'art. 58  del
  D. Lgs. N. 50/2016 in modalità telematica mediante la piattaforma di
  e-procurement della CUCRS;

   con  riferimento  alle modalità di partecipazione, il  disciplinare
  di  gara  ha  prescritto  che i partecipanti  avrebbero  dovuto  far
  pervenire tutta la documentazione richiesta esclusivamente  per  via
  telematica   attraverso  il  Sistema  informatico  elettronico   con
  sottoscrizione digitale, entro le ore 12.00 del giorno 15  settembre
  2017;

   considerato che:

   l'Amministrazione  ha espletato tutte le fasi  della  procedura  di
  gara  e  con decreto n. 3093 del 14 novembre 2018, ha aggiudicato  i
  servizi integrati relativamente ai lotti nn. 1, 2, 4, 5 e 6;

   quanto  al  lotto  n. 3, essendo per lo stesso pervenuta  una  sola
  offerta  valida  da parte di una ditta già aggiudicataria  di  n.  2
  lotti,  per l'affidamento dello stesso è stata indetta una procedura
  negoziata;

   rilevato che:

   leggendo  pagina  V del Giornale La Repubblica di  Palermo  del  26
  febbraio 2019 si apprende che l'affidamento dei servizi integrati di
  vigilanza  armata  per  le Aziende del Sistema Sanitario  Regionale,
  articolata in 6 lotti, è bloccato;

   sempre  da  notizie  giornalistiche sembra che ci  sia  un  ricorso
  pendente  e  che  tutto  ciò  abbia  determinato  uno  stallo  nella
  procedura di affidamento del servizio;

   ritenuto che:

   l'8  Febbraio  2019, il Tar Sicilia - Sezione I  -  ha  accolto  il
  ricorso  presentato  dall'Azienda di vigilanza esclusa,  accogliendo
  unicamente  la  censura relativa all'illegittima composizione  della
  commissione  di  gara. L'illegittimità riguarderebbe  il  componente
  scelto dall'Urega;

   con  decreto  D.  A. S. n. 2799 del 21 dicembre 2017  a  firma  del
  Dirigente  della  CUCRS  Avv.  Fabio  Damiani  si  nominavano  quali
  componenti  della  Commissione di Gare n. 3  membri  Dott.  Giuseppe
  Morales, Avv. M. Maddalena Bonura e l'Arch. Giuseppe Barbuscia;

   visto che:

   come  si  evince dal decreto di nomina della commissione  di  gara,
  non figura alcun Ing. Ferlazzo tra i membri sorteggiati;

   il  Tar  Sicilia  ha  annullato  gli atti  per  'illegittimità  del
  provvedimento del sorteggio e di nomina dell'Ing. Ferlazzo';

   per  sapere  se  sia intendimento del Governo regionale  presentare
  ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa.

   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, con riferimento all'interrogazione in oggetto, per  quanto
  di  competenza  di questo assessorato, si rappresenta  che  è  stato
  interessato  il  Ragioniere Generale a fornire ogni  elemento  utile
  alla   rappresentazione  della  situazione,  così   come   richiesta
  nell'interrogazione.
   Con  nota  dell'11  aprile il Ragioniere generale ha  rappresentato
  quanto segue:
    Con  sentenza breve del Tar Palermo, sezione I, è stata  annullata
  la  procedura  di  gara regionale dei servizi integrativi  vigilanza
  armata,  di  cui  al DAS di aggiudicazione, a causa  della  presunta
  errata  composizione della Commissione di gara, stante alla presenza
  in  seno  alla stessa dell'ing. Ferlazzo, che avendo rinunciato  per
  due  volte  consecutive, a far parte ad altre commissioni  di  gara,
  avrebbe dovuto essere escluso all'albo investigazione e sicurezza  e
  relative attrezzature. Si parla dell'albo Urega, sotto sezione B224.
   Dalla  lettura  della  sopra  citata  sentenza,  ove  asserito  dai
  giudici  della  Camera di Consiglio,   ne consegue  l'illegittimità,
  mediante  sorteggio  e di nomina del medesimo ing.  Ferlazzo  a  far
  parte  della  commissione di gara in parola con  l'annullamento  del
  relativo provvedimento, che si riverbera, con effetto caducante,  su
  tutti  gli ulteriori atti e provvedimenti concernenti gli  esiti  di
  gara ,  quindi,  un  travolgimento di tutte le  operazioni  di  gara
  conseguenti all'atto annullato.
   Si  è  rilevato  che  lo stesso ing. Ferlazzo  non  era  mai  stato
  nominato componente tecnico della gara in argomento, giusto  decreto
  di nomina del 21 dicembre 2017.
   Quanto  sopra  è  stato  rappresentato all'Avvocatura  Distrettuale
  dello Stato, trasmettendo apposito rapporto informativo, giusta nota
  n. 10127 del 27 febbraio 2019 con invito a resistere in appello.
   L'Avvocatura  Distrettuale  dello Stato,  con  nota  del  2  aprile
  scorso,  ha  confermato l'avvenuto deposito dell'appello avverso  la
  sentenza n. 499/19 del Tar Sicilia Palermo, comunicando altresì  che
  il  CGA  sulla concomitante impugnativa della Mondialpol, ha accolto
  la  domanda  cautelare  e,  quindi, sospendendo  gli  effetti  della
  sentenza, com'è noto.
   Come  si  rileva dalla predetta ordinanza, l'ordinanza  riguardante
  altra  fattispecie ed altro giudizio, ma di analoga  configurazione,
  l'ordinanza  n.  216  del 2019,   emergendo elementi  di  fondatezza
  nell'appello  nell'evidenza  di  un  pregiudizio  grave   derivante,
  altrimenti,  dalla  radicale caducazione della gara,  si  impone  la
  sospensione   dell'esecuzione  della  sentenza   di   primo   grado,
  ripristinando  gli  effetti degli atti impugnati ed  in  particolare
  dell'aggiudicazione .
   Per  il  superiore rilievo quest'Assessorato all'economia, con  DAS
  n.  611 dell'1 aprile 2019 ha: preso atto dell'ordinanza n. 216/2019
  del  CGA,  che accoglie l'istanza cautelare di cui al ricorso  della
  ditta Mondialpol, ed ha sospeso l'esecutività della sentenza n.  449
  del 2019 del Tar Sicilia Palermo;
   ha  messo  in  esecuzione l'ordinanza n. 216 del CGA, ripristinando
  gli effetti degli atti impugnati;
   ha  avviato  la stipula delle convenzioni per i servizi integrativi
  di  vigilanza armata per l'azienda del Servizio sanitario  regionale
  ad eccezione di quelle relative ai lotti n. 4(Ragusa e Siracusa) e 6
  (Caltanissetta),  per i quali sono in corso ulteriori  verifiche  di
  legge     sull'aggiudicatario,    riservandosi    di    ottemperare,
  eventualmente, a diverse determinazioni del CGA in merito.

   PRESIDENTE. Grazie. Mi ritengo soddisfatto della risposta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 764  Politiche  per  stimolare  la
  crescita  economica, produttiva ed occupazionale della  Sicilia ,  a
  firma degli onorevoli Lupo ed altri.

    Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   il  2019  sarà un anno di diminuzione della crescita per l'economia
  mondiale,  ma  i  dati relativi all'Italia risultano particolarmente
  allarmanti;

   in  primo  luogo,  il  nostro  Paese  è  entrato  ufficialmente  in
  recessione tecnica dopo che, nel 2018, per due trimestri consecutivi
  la crescita del PIL ha registrato percentuali negative;

   le  previsioni  per il 2019 contenute nel DEF 2019- 2021  delineano
  un  quadro  programmatico  di crescita  dell'1,5%  ma  i  principali
  osservatori economici hanno rivisto molto al ribasso tale stima;

   sia  la  Banca  d'Italia  che il FMI hanno diffuso  proiezioni  che
  indicano  un consistente rallentamento dell'economia per  l'anno  in
  corso, mentre l'OCSE prevede che il segno negativo perdurerà e  solo
  nel 2020 il PIL tornerà a crescere (+0,5%);

   a  tali  sconfortanti stime si aggiungono quelle  di  Confindustria
  che  prevede  crescita  zero  per tutto il  2019,  con  investimenti
  privati in picchiata e il crollo della fiducia delle imprese;

   secondo  l'associazione degli industriali, le politiche  economiche
  del  governo nazionale sul reddito di cittadinanza e la  quota  100,
  realizzate  in  deficit, porteranno a scelte dolorose tra  l'aumento
  delle tasse o l'innalzamento oltre il 3% del rapporto deficit/pil;

   considerato che:

   il  quadro  programmatico  di crescita per  il  triennio  2019-2021
  tracciato  nel  DEFR  e nella successiva nota di aggiornamento,  nel
  prevedere  una  crescita per la Sicilia che va  dal  1,5%  del  2019
  all'1,2% del 2021, appare con tutta evidenza irrealizzabile;

   la  Sicilia  subirà inevitabilmente gli effetti di  un  così  forte
  rallentamento della crescita con il peggioramento di tutti  i  saldi
  di  bilancio  e  con  l'ulteriore aggravarsi di tutte  le  criticità
  generate dalla drammatica crisi degli anni scorsi;

   per sapere:

   se  ritengano ancora attuali le previsioni contenute nel DEFR 2019-
  2021  e  nella  legge  di  bilancio circa l'andamento  dell'economia
  siciliana  alla luce del peggioramento delle stime di  crescita  per
  l'anno in corso;

   se   non   ritengano   indispensabile   l'adozione   di   politiche
  strategiche  per  stimolare  la crescita  economica,  produttiva  ed
  occupazionale della Sicilia.

   Ha facoltà di parlare l'assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, mi scuso  anche
  in  questo caso purtroppo non è pervenuta la risposta dagli  Uffici.
  Anche in questa ipotesi provvederò conseguentemente a richiedere  un
  chiarimento  sulle  ragioni del ritardo. Chiedo venia  all'onorevole
  Lupo.

   PRESIDENTE.   Va   bene,  allora,  onorevole  Lupo,   rinviamo   la
  trattazione.
   Si  passa  all'interrogazione n. 777  Notizie in ordine alla  grave
  situazione   finanziaria   dell'EAS  in   liquidazione ,   a   firma
  dell'onorevole Barbagallo.

    Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per  l'economia,
  premesso che:

   con  deliberazione  n. 88 del 13 marzo 2019, il  Governo  ha  preso
  atto  dei  rendiconti dell'Ente acquedotti siciliani in liquidazione
  per gli esercizi finanziari dal 2007 al 2012;

   la  relazione  del Commissario liquidatore dell'Ente  e  il  quadro
  riassuntivo   della  situazione  contabile  delineano  un   contesto
  finanziario di allarmante criticità;

   considerato che:

   l'Ente è stato posto in liquidazione nel 2004 e le competenze  sono
  state trasferite a Siciliacque spa, alla quale sono stati ceduti  62
  serbatoi comunali nonché 11 sistemi acquedottistici;

   la  convenzione stipulata tra Regione siciliana, EAS e  Siciliacque
  disponeva  che quest'ultima avrebbe fornito l'acqua  ad  EAS  ad  un
  determinato prezzo per poi essere venduta agli utenti applicando  la
  tariffa determinata per legge, che di fatto era inferiore al  prezzo
  pagato alla società fornitrice;

   tali  condizioni hanno velocemente fatto precipitare l'EAS in gravi
  condizioni  finanziarie ed hanno determinato condizioni  strutturali
  di   squilibrio  che,  peraltro,  si  sono  cumulate  con  pregresse
  criticità   derivanti   da   fatti   gestionali   precedenti    alla
  liquidazione;

   nelle  more della piena applicazione della normativa in materia  di
  affidamento  del  servizio idrico integrato, l'EAS ha  continuato  a
  fornire  l'acqua  comprata da Siciliacque a moltissimi  comuni  e  a
  migliaia  di utenti, non potendo sottrarsi agli obblighi di servizio
  pubblico, cumulando perdite su perdite;

   l'ente,  pertanto,  difficilmente è stato in grado  di  adottare  i
  bilanci e i consuntivi per impossibilità di raggiungere il pareggio;

   a  partire  dall'esercizio finanziario 2007 e fino a  quello  2016,
  l'EAS, al fine di evitare interruzione di servizio pubblico, è stato
  autorizzato,  con deliberazioni di Giunta, al solo  pagamento  delle
  spese necessarie ed inderogabili;

   il  Commissario  liquidatore ha dichiarato, con  nota  18  dicembre
  2018, lo stato di insolvenza dell'Ente;

   premesso inoltre che:

   l'art.  1  della  l.r. 8/18 ha indicato il 31  ottobre  2018  quale
  termine  ultimo  per la consegna delle reti e degli impianti  idrici
  alle  amministrazioni  comunali, ma in  molti  comuni  la  fornitura
  idrica  continua ad essere garantita dall'EAS poiché i Comuni  hanno
  impugnato  la  nomina  dei  commissari  che  dovevano  definire   la
  procedura di consegna;

   ai  sensi  dell'art.  33 della l.r. 8/2018, è cessata  la  garanzia
  solidale della Regione per i crediti vantati da Siciliacque  per  la
  fornitura idrica all'EAS;

   il  Commissario  liquidatore dell'ente, con nota  del  25  febbraio
  2019,  ha  stimato un dissesto finanziario complessivo di circa  250
  milioni di euro;

   per sapere:

   quali  provvedimenti o iniziative intendano intraprendere  al  fine
  di  procedere  alla liquidazione dell'EAS e al ripiano  dell'ingente
  disavanzo finanziario;

   quando  saranno definite le procedure di consegna degli impianti  e
  delle reti ai sensi dell'art. 1 della già richiamata l.r. 8/2018.

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per fornire la risposta.

   ARMAO,  Assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  con  riferimento all'interrogazione di cui  in  oggetto,
  questione  di  assoluto rilievo e di grave conseguenze finanziarie,
  come  formulata  dall'onorevole  Barbagallo,  è  stato  interessato
  l'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazione che,  come  è
  noto opera con riguarda a fattispecie come quella dell'EAS.
   Il   Dirigente  dell'Ufficio  speciale,  dott.ssa  Signorino,   ha
  relazionato rappresentando che l'Ente Acquedotti siciliani è  stato
  posto in liquidazione ai sensi dell'art. 1 della legge regionale n.
  9  del 2004 (sono passati quindici anni), integrato poi dalla legge
  n.  17 del 2004 e poi dalla legge n. 20 del 2008 con decorrenza dal
  primo  settembre  2004,  attribuendo all'Assessorato  regionale  al
  Bilancio i poteri di vigilanza sull'Ente.
   Negli  anni  l'EAS ha man mano dismesso la gestione  del  servizio
  idrico per i comuni serviti e, ad oggi, mantiene il servizio idrico
  per i seguenti comuni della provincia di Trapani: Buseto Palizzolo,
  Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana e Gibellina.
   La  risposta è particolarmente articolata in considerazione  della
  complessità della questione.
   La  Convenzione con Sicilia Acque c'è stata ad opera dell'art.  33
  della  legge n. 8 del 2018 perché sostanzialmente vi era un sistema
  di garanzie che si riverberava direttamente sulla Regione.
   In  coerenza con l'articolo 4 legge regionale n. 16, a mezzo della
  Deliberazione 463 del 2018, avente oggetto  Enti sviluppo agricolo
  -   Delibera   Consiglio  di  amministrazione  di   aree   speciali
  transitorie  ha  espresso  parere  favorevole  sulla  delibera  del
  Consiglio   di  amministrazione  dell'ente  di  sviluppo  agricolo,
  scusate ma forse mi hanno messo delle note
   L'Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazione con numerose
  note  in  occasioni di numerosi incontri e tavoli  tecnici  ha  più
  volte evocato la esigenza di dismettere i rapporti di fornitura  di
  acque nei confronti dei comuni interessati.
   Si  aggiunga  che  la maggioranza dei sindaci che  si  sono  visti
  scavalcare  dai  Commissari  ad acta, nominati  dall'Assessore  per
  l'Energia,  hanno  adito il TAR avverso i provvedimenti  di  nomina
  degli  stessi  Commissari, tutto ciò comportando  provvedimenti  di
  sospensione  dei  decreti, non tenendo conto del servizio  pubblico
  gestito da EAS.
   Oggi  l'EAS è ritenuta in stato di decozione, pertanto,  l'Ufficio
  ha  proposto  di  porla in liquidazione coatta amministrativa,  sul
  punto  si è già orientata la Giunta regionale e nei prossimi giorni
  dovrebbe  essere firmato il provvedimento di messa in  liquidazione
  coatta amministrativa dell'Ente acquedotto siciliani.
   Dovendo predisporre il decreto del Presidente della Regione con il
  quale  dare  attuazione a tale procedura si  è  ritenuto  opportuno
  richiedere  all'Ufficio legislativo e legale  un  parere  circa  la
  possibilità di prevedere in via del tutto eccezionale, ecco per  un
  periodo  ovviamente  limitato,  la  contestuale  continuazione  del
  servizio di gestione della rete idrica per i comuni impossibilitati
  a farsi carico delle reti idriche.
   L'Ufficio  legislativo  ha  reso il parere  il  23  maggio  scorso
  concludendo  sostanzialmente che andrà valutata caso  per  caso  la
  sussistenza  delle  ragioni di interesse pubblico,  non  altrimenti
  perseguibili,   che   consenta   di   accedere   alla   fattispecie
  dell'esercizio provvisorio.
   Ad  oggi  l'Ufficio  ha  già  predisposto  lo  schema  di  decreto
  presidenziale  attuativo della suddetta delibera n. 145  del  2019,
  con la quale è stata disposta la liquidazione coatta amministrativa
  in  ordine  alle  problematiche  connesse  al  servizio  idrico  di
  competenza  dell'Assessorato  regionale  per  l'Energia,  l'Ufficio
  speciale per le chiusure delle liquidazioni con promemoria  del  30
  gennaio  scorso ha evidenziato che il termine ultimo del 31 ottobre
  2018,  indicato  dall'articolo 1 della legge 8  del  2018,  per  il
  completamento della procedura di consegna degli impianti delle rete
  idriche,  non  è stato rispettato, e ha prospettato  una  possibile
  soluzione mediante l'attuazione delle previsioni di cui alla  legge
  regionale  n.  19  del  2015   Disciplina  in  materia  di  risorse
  idriche ,  quindi,  la  situazione è  assai  complicata  ma  l'iter
  amministrativo  della  liquidazione coatta amministrativa  dovrebbe
  consentire   una  svolta  nella  gestione  quindicennale   di   una
  liquidazione  purtroppo  risultata  assolutamente  priva  di  esiti
  positivi.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo  della
  Regione,  assessore Armao, eravamo a conoscenza della deliberazione
  di   Giunta   di  Governo  che  aveva  definito  la  procedura   di
  liquidazione  coatta  amministrativa, noi  riteniamo  come  Partito
  Democratico che bisogna intervenire presto.
   Proprio  oggi  in  Commissione Ambiente e mobilità  abbiamo  fatto
  richiesta  di  audizione delle amministrazioni interessante  perché
  riteniamo  che prima dell'adozione del provvedimento di  competenza
  del  Presidente  della  Regione ci  siano  le  condizioni  per  una
  soluzione normativa anche con un modello di fondo di rotazione  che
  metta  i  Comuni  in  condizioni di acquistare i  contatori  perché
  altrimenti continuiamo in questo sforzo anche da parte degli uffici
  per  riepilogare i fatti e inseguire commissariamenti che però  nel
  corso degli anni si sono rivelati infruttuosi sia per l'albo,  come
  lei  ricorda,  dei commissari liquidatori, sia per  il  contenzioso
  elevatissimo che c'è con le Amministrazioni.
   Quindi,  noi riteniamo che una soluzione di questo tipo tempestiva
  trattata  nella  Commissione di merito anche con il suo  autorevole
  intervento  possa  sbloccare  con  un  fondo  di  rotazione  questa
  situazione   anche   perché  a  nostro  giudizio   l'adozione   del
  provvedimento  del  Presidente aggraverebbe le  cose,  non  sarebbe
  certamente  un  provvedimento che possa andare verso una  soluzione
  della questione ormai annosa. Nei termini della risposta mi ritengo
  parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 169  Chiarimenti urgenti
  in  merito alle autorizzazioni di spesa connesse alla copertura del
  disavanzo  regionale , a firma degli onorevoli  Lupo,  Cracolici  e
  Gucciardi.

   «All'Assessore per l'economia, premesso che: nella legge regionale
  1/2019, ultima legge finanziaria, all'articolo 10 è stato stabilito
  un  apposito fondo di accantonamento in cui sono state iscritte  le
  somme  corrispondenti alle riduzioni delle autorizzazioni di  spesa
  pari  a  circa  141 milioni di euro; tale indirizzo  finanziario  è
  condizionato    dall'approvazione    da    parte    dello     Stato
  dell'autorizzazione di legge che consenta la ripartizione in trenta
  esercizi della copertura del disavanzo eccedente le quote di cui al
  comma  874 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n.145;  la
  norma  stabilisce che le somme accantonate nel succitato  fondo,  e
  analiticamente  elencate nell'allegato 2 della  legge  finanziaria,
  sarebbero   poi   successivamente  ripristinate  solo   a   seguito
  dell'entrata in vigore dell'autorizzazione di legge da parte  dello
  Stato;

   considerato che:

   nell'Allegato 2 sono previsti tagli destinati ai settori economici
  e produttivi, al mondo della cultura e in particolare dei teatri, a
  quello   dell'agricoltura  e  del  trasporto  pubblico  locale   (-
  48.000.000,00),   nonché,  su  numerose  realtà  che   garantiscono
  l'erogazione    di   servizi   fondamentali    quali    a    titolo
  esemplificativo: i PIP (- 8.781.633,36) i consorzi di  bonifica  (-
  8.506.388,41),  l'ESA (- 1.795.000,00), i lavoratori  forestali  (-
  53.069.153,34),  l'IRVV (- 500.000,00), l'ISZ  (-  755.391,50),  il
  fondo per il potenziamento delle attività sportive (-2.000.000,00),
  l'obbligo  scolastico (- 1.000.000,00), gli ERSU (-  2.400.000,00),
  le  scuole  primarie  paritarie  e secondarie  di  primo  grado  (-
  600.000,00),  diversi  soggetti del mondo della  disabilità  e  del
  sociale;

   atteso  che:  non si conosce quali siano gli sviluppi inerenti  la
  negoziazione,  la  stipula  e l'attuazione  degli  accordi  tra  il
  Governo  e  la  Regione siciliana in materia  di  finanza  pubblica
  nonostante  il  Governo  della  Regione  sia  stato  sollecitato  a
  riferirne   nel  merito  allo  scopo  di  scongiurare  un   epilogo
  drammatico  per  le  categorie interessate;  qualora  la  succitata
  negoziazione non giunga agli esiti annunciati, saremmo  dinanzi  ad
  una  situazione irrecuperabile per assenza di risorse adeguate  che
  imporrebbe la paralisi della spesa;

   per  conoscere:  se  non ritenga necessario e  urgente,  come  già
  sollecitato,  riferire sullo stato di attuazione della negoziazione
  assunta  con  lo  Stato connessa all'autorizzazione  di  ripristino
  delle  risorse necessarie; quali iniziative urgenti siano o saranno
  assunte  qualora  tale negoziazione non giunga ad  esito  positivo,
  allo  scopo  di  garantire la copertura della spesa  funzionale  ai
  bisogni».

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per  illustrare
  l'interpellanza.

   LUPO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   assessori,
  l'interpellanza  n.  169, che ha presentato il Gruppo  del  Partito
  democratico,  riguarda  appunto  quanto  è  accaduto  in  occasione
  dell'approvazione della legge finanziaria, legge di stabilità  2019
  laddove  è  stato  stabilito, come è noto l'accantonamento  in  uno
  specifico  fondo di circa 141 milioni di euro che si riferiscono  a
  vari  capitoli  di  spesa,  la  comunicazione  del  governo  ha  il
  dibattito  domani  quindi  penso  che  domani  potrà  anche  essere
  l'occasione per avere qualche elemento in più di valutazione  anche
  per consentire all'Aula di esprimersi.
   Come    è    noto    l'indirizzo   finanziario   è    condizionato
  dall'approvazione da parte dello Stato dell'autorizzazione di legge
  che consenta la ripartizione in trenta esercizi della copertura del
  disavanzo eccedente le quote di cui al comma 874 dell'art. 1  della
  legge  30  dicembre 2018 n. 145. La norma stabilisce che  le  somme
  accantonate   nel   succitato  fondo  e   analiticamente   elencate
  nell'allegato    2   della   legge   finanziaria   sarebbero    poi
  successivamente ripristinate solo a seguito dell'entrata in  vigore
  dell'autorizzazione  di legge da parte dello  Stato.  L'allegato  2
  contiene  appunto gli accantonamenti relativi a capitoli  di  spesa
  assolutamente fondamentali per la vita della Regione che riguardano
  diversi  settori, il mondo della cultura in particolare  i  teatri,
  dell'agricoltura,  del trasporto pubblico locale,  l'erogazione  di
  servizi  fondamentali, i progetti di inserimento  professionali,  i
  consorzi  di  bonifica, l'ESA, i lavoratori forestali, le  attività
  sportive  ma  anche  l'obbligo scolastico,  le  scuole  primarie  e
  diversi interventi anche a favore dei soggetti disabili.
   Domani  sarà  l'occasione per avere comunicazioni più  precise  da
  parte  del  Governo ma già in questa sede vorremmo una risposta  da
  parte dell'assessore anche per sapere se c'è un piano B, cioè  cosa
  si  può  fare, cosa intende fare il governo nel caso in cui non  si
  avesse  da  parte dello Stato una risposta positiva che  ovviamente
  auspichiamo  e  che ci auguriamo possa esserci e  quindi  chiediamo
  all'assessore   di   riferire  sullo  Stato  di  attuazione   della
  negoziazione in corso con lo Stato connessa all'autorizzazione  per
  i  ripristino delle somme necessarie a garantire gli interventi  di
  spesa  di  cui  prima dicevo fondamentali per la vita della  nostra
  regione.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao per fornire la
  risposta.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  credo  che  quando  ha presentato  questa  interpellanza
  l'onorevole   Lupo   non   pensava  di   essere   così   tempestivo
  nell'affrontare questa questione. Vengo da Roma proprio per  questo
  tema,  ma  non vorrei togliere argomenti a domani dove, ovviamente,
  il  dibattito vedrà tutta l'Aula coinvolta e quindi oggi posso dare
  alcuni  accenni e domani riservandomi di essere più puntuale,  come
  di   solito   accade   su   questioni  così   delicate   da   parte
  dell'Assessorato  dell'economia,  che  non  lesina  informazioni  e
  puntualizzazioni  come ha fatto ieri a seguito della  pubblicazione
  della  risultanza della Commissione di studio sulla situazione  del
  disavanzo 2017.
   In  merito,  com'è  noto,  è  stato concluso  un  accordo  tra  il
  Presidente della Regione siciliana ed il Ministero dell'economia ed
  il  Ministero  del sud che ha visto la disponibilità  riconosciuta,
  tacciata  da taluno come un tradimento della Sicilia, ma si  tratta
  di  facile  gioco  nel  ritenere queste affermazioni  assolutamente
  prive  di  fondamento e mi limito a queste considerazioni  per  non
  tracimare  in  altre affermazioni che sarebbero politicamente  poco
  corrette.
   Ci  si  sofferma  su una portata dell'accordo che quindi  utilizza
  temporaneamente - e solo chi non vuol vedere non vede - si  tratta,
  infatti,  di un utilizzo temporaneo perché nell'accordo è  previsto
  che  l'utilizzo  delle  risorse FSC (Fondo per  lo  Sviluppo  e  la
  Coesione) sia temporaneo, per cui non è assolutamente vero che  c'è
  distrazione  di somme da investimenti, semmai al contrario  perché,
  attraverso questo utilizzo di risorse temporaneo, si consente  alle
  province  di  non perdere del tutto le risorse per gli investimenti
  come  accadrebbe laddove le facessimo scivolare verso il  dissesto.
  Perché, in assenza di un intervento tempestivo, come quello che  il
  Governo  regionale,  grazie alla leale interlocuzione  col  Governo
  nazionale,   che   si   è  svolta  finora  in  assoluta   linearità
  istituzionale, senza alcun tipo di intrusione politica nel raccordo
  e  nell'interlocuzione, ecco, se non intervenissimo tempestivamente
  le  province  morirebbero  e una volta che  le  province  vanno  in
  default  si  perderebbero le risorse degli investimenti,  non  solo
  quelle,  ma  anche  i  540  milioni  che  abbiamo  ottenuto  grazie
  all'accordo stipulato nel dicembre scorso.
   E'  dissennata, quindi, la posizione di chi ritiene che  bisognava
  aprire  un  confronto serrato e alzando le barricate nei  confronti
  dello  Stato perché non avrebbe portato praticamente a nulla,  come
  per  anni non sono riusciti a portare nulla coloro che oggi  dicono
  che  si  doveva  fare una rivendicazione che non hanno  mai  fatto,
  ebbene,  noi siamo riusciti a portare queste risorse che consentono
  di  non  mandare le province in default. Con queste 100 milioni  si
  rinvengono  anche 50 milioni che vengono destinati  non  come  dice
  altra dissennata interpretazione di qualche sindaco per cui noi  ci
  saremmo  fregati  -  si  è  usata questa espressione  assolutamente
  inappropriata  rispetto a quest'Aula, ma purtroppo  ricorrente  nei
  comunicati stampa - 50 milioni per turare un buco di bilancio.
   Noi  stiamo utilizzando, come abbiamo spiegato ed illustrato  ieri
  con il plauso delle Organizzazioni sindacali e la collaborazione di
  tutta   la  Commissione  Bilancio  e  della  Commissione  trasporti
  dell'Assemblea,  queste risorse per il trasporto  pubblico  locale,
  cioè  per  obbligazioni giuridicamente vincolanti  e  pertanto  non
  stiamo turando nessun buco ma stiamo corrispondendo ad una esigenza
  dei  territori:  molto  ampia, rilevante  e,  credo,  assolutamente
  condivisa  tra  le forze politiche, non retaggio  di  questa  o  di
  quell'altra  forza politica. Infine, per quanto concerne  le  altre
  voci   che   evocava  l'onorevole  Lupo  che  sono   parimenti   ed
  assolutamente  prioritarie, faccio riferimento alle  spese  per  lo
  sport,   faccio  riferimento  alle  spese  per  i  teatri,   faccio
  riferimento  alle  spese  per  le società  che  sosteniamo,  per  i
  consorzi  di  bonifica  a cui sempre ricorre l'Assessore  Bandiera,
  ricordandoci  sempre  che  abbiamo  questi  importanti  oneri   cui
  dobbiamo  far fronte, attraverso un contenimento ed una  spalmatura
  dobbiamo nelle prossime ore comprendere se quadriennale o decennale
  ma  è  ancora oggetto del negoziato con lo stato che consentirà  di
  abbassare, in parte qua, in parte là, la quota di ripianamento  del
  disavanzo e quindi liberando alcune risorse.
   Si immagina che queste risorse potrebbero essere tra i 40 ed il 60
  milioni,  il  che  ci  consentirebbe  di  arrivare  sostanzialmente
  attorno  ai  110  milioni che sono molto prossimi  ai  140  che  si
  raggiungerebbero comunque in sede di assestamento.
   Quindi,  conclusivamente, al netto della bontà dell'operazione  di
  intervento finanziario in favore delle province, che è effetto  del
  negoziato  leale con il Ministero dell'Economia e il ministero  del
  Sud,  e  ringrazio  in  quest'occasione  il  Ministro  Tria  e   il
  sottosegretario Villarosa, e ringrazio anche il Ministro Lezzi  per
  aver sempre corrisposto con assoluta linearità alle richieste.
   Dopo  di  che,  con i 50 milioni prioritariamente  orientati  alle
  obbligazioni   giuridicamente  vincolanti  e  per  il   resto   con
  intervento  sulla  spalmatura  parziale  del  disavanzo  e  poi  in
  assestamento per arrivare fino ai 141, quel che è certo è che tutti
  gli  impegni  che sono stati presi nel bilancio saranno  rispettati
  entro l'esercizio finanziario.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   mi   dichiaro
  insoddisfatto e mi auguro che il dibattito di domani  possa  essere
  utile  a  colmare  lacune  informative, ma  non  chiedo  altro  nel
  rispetto  dell'Aula,  affinché  su  questo,  si  svolga  anche   un
  dibattito domani.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n. 171   Riorganizzazione
  dei  lavoratori  dei  consorzi  di  bonifica  della  Regione  e  la
  riduzione  dei  contenziosi giudiziari , degli onorevoli  Campo  ed
  altri.

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore  per  l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e  la  pesca
  mediterranea, premesso che:

   quanto  alla  disciplina  regionale in  tema  di  assunzioni  alle
  dipendenze  dei  consorzi  di bonifica,  la  L.R.  6.4.1981  n.  49
  (recante  norme  provvisorie  in  materia  di  bonifica),  dispone,
  all'art.  3  che  è  fatto  divieto  ai  consorzi  di  bonifica  di
  procedere,  sotto qualsiasi forma, a nuove assunzioni di personale,
  ad  eccezione di quelle destinate esclusivamente alla copertura  di
  posti   vacanti  della  carriera  direttiva  dei  ruoli   organici,
  stabilendo,  dunque, di fatto il divieto di nuove assunzioni  fuori
  organico;

   la  L.R.  25  maggio 1995 n. 45 (Norme sui consorzi  di  bonifica.
  Garanzie   occupazionali  per  i  prestatori  d'opera  dell'ESA   e
  disposizioni per i commissari straordinari), all'art. 30, nel testo
  modificato  dall'art. 1 della L.R. 25.5.1995 n.  48,  dall'art.  12
  della  L.R. 18 maggio 1996 n. 33, dall'art. 3 della L.R. 30 ottobre
  1995  n. 77, ha consentito ai consorzi di assumere con rapporto  di
  lavoro  a tempo indeterminato gli operai, i braccianti agricoli  ed
  altri  soggetti  che nel triennio 1992/1994 avevano  prestato  alle
  loro  dipendenze, a qualunque titolo, la loro opera per  un  numero
  non  inferiore  a  400 giornate lavorative ai fini previdenziali  o
  almeno 250 in due anni del predetto triennio;

   il  comma  4  dell'art. 30 della citata L.R. n.  45  del  1995  ha
  introdotto,  inoltre,  misure  assistenziali  che  garantivano  nei
  successivi   anni,  in  presenza  di  specifici   presupposti,   ai
  lavoratori  che  avevano  lavorato  alle  dipendenze  del  medesimo
  consorzio,   un  certo  numero  di  giornate  lavorative   a   fini
  previdenziali;

   l'assunzione  a tempo indeterminato fu estesa, dal c.  5  bis  del
  richiamato  art. 30, fino al cento per cento di ciascun contingente
  di  ogni  singolo consorzio agli operai, ai braccianti agricoli,  e
  agli  altri soggetti non rientranti nel comma 1 già iscritti  nella
  fascia di garanzia di centocinquantuno giornate lavorative, secondo
  una graduatoria che teneva conto dell'anzianità suddetta e a parità
  della maggiore anzianità di iscrizione negli elenchi anagrafici;

   rilevato che: questo piano straordinario di stabilizzazione  e  di
  misure occupazionali assistenziali fu accompagnato dall'imposizione
  del divieto (art. 32), di procedere, sotto qualsiasi forma, a nuove
  assunzioni  di  personale e dalla predisposizione, da  parte  della
  Regione,  delle  risorse finanziare necessarie  per  l'applicazione
  dell'art. 30 su indicato;

   la  successiva L.R. 30 ottobre 1995 n. 76 (Norme per il  personale
  dell'assistenza tecnica, dell'ESA, dei consorzi di bonifica e degli
  enti  parco. Disposizioni varie in materia di agricoltura) all'art.
  3  ha  autorizzato  i Consorzi di bonifica, a decorrere  dal  primo
  gennaio  1996,  in  presenza di comprovate esigenze  funzionali,  a
  stipulare  rapporti di lavoro ai sensi della legge 18 aprile  1962,
  n.   230,  avvalendosi  preferibilmente  dei  contrattisti  d'opera
  utilizzati  nel  triennio 1992 - 1994 per i fini istituzionali  dei
  consorzi medesimi e con le modalità previste dal c. 6 dell'art.  30
  della L.R. n 45 del 1995;

   l'efficacia  di  questa  disposizione  è  stata  prorogata  al  31
  dicembre 1999 dall'art. 1 della L.R. 6.8.1999 n. 12 e al 31.12.2001
  dall'art. 2 della L.R. 22.8.2000 n.16;

   la  L.R. n. 76 del 1995 all'art. 4 c. 1 ha previsto, inoltre,  che
  nelle  more dell'attuazione della previsione normativa di cui  agli
  articoli  30 e 31 della legge regionale 25 maggio 1995,  n.  45,  i
  consorzi  di  bonifica e di bonifica montana, ai fini  del  ricorso
  alla  manodopera occorrente per l'esecuzione di lavori  definiti  e
  predeterminati   avente   carattere  stagionale   od   occasionale,
  continueranno ad avvalersi della legge 18 aprile 1962, n. 230;

   la  L.R.  16 aprile 2003, n. 4 (Norme programmatiche e finanziarie
  per  l'anno  2003),  con l'art. 106 c. 1, nelle more  del  riordino
  complessivo  dei  consorzi di bonifica, finalizzato  ad  assicurare
  efficienza  ed economicità di gestione ha prorogato i contratti  di
  cui  all'articolo 3 della L.R. 30 ottobre 1995, n. 76,  fino  al  1
  dicembre 2008, (termine, poi, prorogato dall'articolo 1 della  L.R.
  del 1.2.2006 n. 4 al 31 dicembre 2008 e ulteriormente prorogato  al
  31.3.2010 dall'art. 1 c. 2 della L.R. 29.12.2009 n. 13);

   il  citato  articolo  106 della L.R. n. 4 del  2003  al  c.  2  ha
  introdotto, inoltre, misure occupazionali assistenziali analoghe  a
  quelle previste dall' art.30 della L.R. n. 45 del 1995;

   la  L.R. 28 giugno 2010, n. 14 (Norme in materia di personale  dei
  consorzi di bonifica), all'art. 1 comma 2 ha confermato il  divieto
  per  i consorzi di bonifica di procedere ad assunzioni di personale
  sotto qualsiasi forma e con qualsiasi imputazione contabile, sia  a
  carico  della  Regione  sia  a carico  dei  medesimi  consorzi,  ad
  eccezione   di  quelle  correlate  all'estensione  delle   garanzie
  occupazionali  (volte  a sopperire alle esigenze  determinatesi  in
  conseguenza delle calamità naturali verificatesi nel periodo  2009-
  2010  ed  allo  scopo  di  realizzare  interventi  e/o  lavori   di
  manutenzione e ammodernamento delle reti irrigue collettive e delle
  reti scolanti);

   ritenuto  che:  l'individuazione specifica, nella quantità,  delle
  risorse finanziare che, per ciascun periodo di bilancio, la Regione
  era  tenuta a mettere a disposizione per il ricorso alle assunzioni
  a  tempo  determinato e per l'attuazione del sistema delle garanzie
  occupazionali,  attesta  in  modo inequivocabile  l'intenzione  del
  legislatore  regionale di cristallizzare le piante organiche  e  di
  non  ampliarle nella misura corrispondente al numero dei lavoratori
  che  i  consorzi di bonifica erano stati autorizzati ad assumere  a
  tempo  determinato in caso di comprovate esigenze funzionali ovvero
  ove occorrente per l'esecuzione di lavori definiti e predeterminati
  aventi carattere stagionale o occasionale;

   risulta  chiara,  la  volontà del legislatore  di  consentire  nel
  sistema delle assunzioni dei consorzi di bonifica solo circoscritte
  ipotesi  di  assunzione  a  tempo  determinato,  rinviando  per  le
  modalità di assunzione alla Legge n. 230 del 1962;

   è  pacifica  la natura di enti pubblici economici dei Consorzi  di
  Bonifica,  regolamentati, finanziati e vigilati della  Regione  (ex
  multis, Cassazione Sez.Un. n.1548/2017);

   è  noto lo stato di forte crisi in cui versano gli 11 Consorzi, le
  cui  funzioni  di  interesse pubblico oggi sono  snaturate  per  la
  mancanza   di   programmazione  e  la  costante   diminuzione   dei
  trasferimenti regionali;

   la  grave crisi economica finanziaria in cui versano i Consorzi di
  Bonifica  siciliani  ed il Consorzio di Ragusa  in  particolare  ha
  causato l'impossibilità di garantire la normale gestione degli enti
  e aggravato la posizione dei propri dipendenti che non percepiscono
  da oltre 15 mesi gli stipendi;

   a ciò si aggiungano le conseguenze connesse alle numerose sentenze
  del    Giudice    del    lavoro   che   affermano   l'illegittimità
  dell'apposizione  del  termine  ai  contratti   stipulati   con   i
  lavoratori   a   tempo  determinato,  beneficiari  delle   garanzie
  occupazionali,  e che su tale illegittimità fondano  l'accoglimento
  delle domande di conversione in rapporto a tempo indeterminato  dei
  suddetti  contratti,  nonché  le domande  rivolte  ad  ottenere  le
  indennità risarcitorie;

   considerato che: tra le criticità più volte segnalate  nelle  sedi
  istituzionali preposte vi sono l'ammontare dei debiti pari a  circa
  70  milioni,  il  blocco delle piante organiche e  la  mancanza  di
  figure professionali necessarie per le attività;

   nei POV (Piano di Organizzazione Variabile) di alcuni consorzi  di
  bonifica, tra i quali quelli del consorzio di Ragusa e di Siracusa,
  si registrano numerose decine di posti liberi;

   visto che: una strada percorribile per eliminare il contenzioso  e
  dare serenità ai lavoratori potrebbe essere quella intrapresa dalla
  Regione Sardegna, ai sensi dell'art. 10 comma 8 lett. a) e b) della
  Legge regionale 28/12/2018 N. 48;

   tale  previsione  prevede che i consorzi di bonifica,  nell'ambito
  delle   risorse   disponibili   nei   propri   bilanci,   procedano
  all'assunzione nelle proprie dotazioni organiche, per  almeno  otto
  mesi  di  ciascun  anno,  del personale che  ha  prestato  attività
  lavorativa  a favore dei consorzi con contratti a tempo determinato
  per almeno trecento novanta giornate lavorative negli ultimi cinque
  anni;

   viene  previsto  altresì  che  i  posti  vacanti  nelle  dotazioni
  organiche  dei  consorzi di bonifica derivanti dalla cessazione,  a
  qualsiasi  titolo, di rapporti di lavoro a tempo indeterminato  del
  personale operaio sono coperti, nei limiti dei posti risultanti dal
  Piano di organizzazione variabile (POV), mediante la trasformazione
  a  tempo indeterminato dei contratti di lavoro delle corrispondenti
  categorie di personale avventizio secondo un ordine di priorità  da
  determinarsi con deliberazione della Giunta regionale;

   gli oneri derivanti dall'attuazione delle su indicate disposizioni
  potrebbero  trovare  copertura  nei  finanziamenti  della   Regione
  stanziati annualmente per l'assunzione del personale avventizio;

   per conoscere se non ravvisino la necessità di attivarsi per:

   a)  avviare  misure che consentano ai Consorzi di far fronte  alle
  conseguenze  delle  numerose  sentenze  del  Giudice   del   lavoro
  dichiaranti   l'illegittimità  dell'apposizione  del   termine   ai
  contratti   a  tempo  determinato  stipulati,  e  alla  conseguente
  conversione  degli  stessi  a  tempo  indeterminato,  nonché   alle
  indennità risarcitorie;

   b)  agevolare, nel rispetto delle leggi in vigore, la soluzione di
  eventuali   controversie  fra  consorziati  e  consorzi  attraverso
  l'attività conciliativa;

   c)  verificare se anche in Sicilia, così come fatto dalla  Regione
  Sardegna,  sia  possibile  prevedere l'assunzione  nelle  dotazioni
  organiche  dei consorzi, per un numero congruo di mesi l'anno,  del
  personale che ha prestato attività lavorativa a favore dei consorzi
  con  contratti  a  tempo determinato per un numero  determinato  di
  giornate  lavorative negli ultimi anni, nonché il  riempimento  dei
  posti  vacanti nelle dotazioni organiche di ciascun consorzio,  nei
  limiti  dei posti risultanti dal Piano di organizzazione  variabile
  (POV),  mediante  la  trasformazione  a  tempo  indeterminato   dei
  contratti  di  lavoro delle corrispondenti categorie  di  personale
  avventizio  o  l'inserimento dei lavoratori  che  abbiano  ottenuto
  sentenze   del   Giudice  del  lavoro  di   conversione   a   tempo
  indeterminato del proprio contratto».

   Onorevoli  colleghi, l'argomento era stato già trattato nel  corso
  dello   svolgimento   della  seduta  n.  118   dall'Assessore   per
  l'Agricoltura; adesso tocca all'Assessore per l'economia.
   Ha  facoltà  di parlare l'Assessore per l'economia per fornire  la
  risposta.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  in  riferimento all'atto ispettivo n.  171,  l'onorevole
  Presidente   della  Regione  ha  delegato  questo   assessorato   e
  l'assessorato per l'agricoltura con nota del 7 giugno 2019.
   Premesso quanto sopra si comunica che gli argomenti trattati  sono
  dell'assessorato  per l'agricoltura che, come  è  noto,  svolge  le
  funzioni di vigilanza nei confronti degli enti in argomento.
   Tuttavia,  per  maggiore  informazione,  si  rappresenta  che  con
  riguardo agli aspetti contabili di competenza dell'assessorato  per
  l'economia,  il  Servizio Bilancio e Programmazione  provvede  alle
  iscrizioni  delle  dotazioni  finanziarie  per  ciascun   esercizio
  finanziario, a seguito dell'approvazione della legge di bilancio  e
  della  relativa legge di stabilità finanziaria nonché in attuazione
  di  eventuali  leggi regionali, sui pertinenti  capitoli  di  spesa
  147303,  147320, 155817 rimanendo in capo al Dipartimento regionale
  Sviluppo rurale e territoriale tutte le altre competenze.
   Quindi  la  risposta dell'assessore per l'economia, che non  vuole
  essere una elusione di risposta, si limita ai profili squisitamente
  contabili  e  sono  certo  che  l'assessore  Bandiera,  che  me  lo
  conferma, ha già reso in precedente seduta, precisazioni in merito,
  laddove sia necessario compendiare con ulteriori approfondimenti la
  piena disponibilità da parte di entrambi a fornire ogni chiarimento
  in merito.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpellanza  era
  già   stata,   abbondantemente   trattata   la   settimana   scorsa
  dall'assessore  Bandiera,  però colgo  l'occasione  della  presenza
  dell'assessore   Armao  per  ribadire  nuovamente   la   condizione
  particolare del Consorzio di bonifica di Ragusa, dove i  dipendenti
  non sono pagati da 18 mesi, esortandola a trovare le risorse per un
  contributo  straordinario, governativo, nel collegato perché  siamo
  di fronte ad una vera e propria questione sociale.
   Mi  corre l'obbligo di farlo presente, per l'ennesima volta;  oggi
  si  sono  liberate  delle  somme, 250 mila  euro,  che  sono  stati
  spalmati  in  maniera  proporzionale a tutti i  dipendenti  ma  non
  arrivano   a   coprire  neanche  un'intera  mensilità,   quindi   è
  importante, cercare di non creare questa mattanza sociale e  questo
  disagio  all'interno  degli operatori del  Consorzio.  Prendo  atto
  della risposta dell'assessore all'interpellanza n. 171.


  Seguito della discussione del disegno di legge «Cultura della Pace
                        in Sicilia» (n. 514/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge «Cultura della
  Pace in Sicilia» (n. 514/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Avevamo  trattato,  nella scorsa seduta, la discussione  generale,
  che si era completata, ed avevamo già votato il passaggio all'esame
  degli articoli.
   Si passa, quindi, all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                          Oggetto e finalità

   1. La Regione siciliana, in coerenza con i principi costituzionali
  che  sanciscono  il ripudio della guerra come mezzo di  risoluzione
  delle controversie internazionali, la promozione dei diritti umani,
  delle  libertà  democratiche  e della cooperazione  internazionale,
  riconosce  nella pace un diritto fondamentale degli  uomini  e  dei
  popoli.

   2.  Allo  scopo  di rendere concreta l'aspirazione  dei  cittadini
  siciliani a fare della Sicilia una terra di pace, la presente legge
  promuove  la  cultura  della  pace e della  non  violenza  mediante
  iniziative culturali e di ricerca, di educazione, di cooperazione e
  di informazione.

   3.  Per  il conseguimento di questi obiettivi, la Regione realizza
  interventi diretti e favorisce interventi di enti locali nonché  di
  organismi    associativi,   istituzioni   culturali,   gruppi    di
  volontariato   e  di  cooperazione  internazionale   presenti   sul
  territorio regionale».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 1.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 1.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 1, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
        Giornate per la pace, la non violenza, i diritti umani

   1.  Il  2  ottobre, proclamata Giornata internazionale  della  non
  violenza   dall'Assemblea   Generale  delle   Nazioni   Unite   con
  Risoluzione  A/RES/61/271 del 15 giugno 2007,  è  individuata  come
  giornata  per  la  pace, la non violenza ed i diritti  umani  nella
  Regione siciliana.

   2.  La  Regione riconosce altresì la Giornata internazionale della
  pace che si svolge il 21 settembre e la Giornata internazionale dei
  diritti umani che si svolge il 10 dicembre.

   3.  Annualmente,  con  decreto  del Presidente  della  Regione  da
  pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Regione, sono indicate le
  iniziative  da  realizzare  e  da promuovere  per  le  celebrazioni
  relative  al  2 ottobre. Il programma delle iniziative è  formulato
  anche sulla base delle proposte avanzate dal Comitato permanente di
  cui  all'articolo  5  e, comunque, previo parere  favorevole  dello
  stesso».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 2.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 2.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  2.3 è assorbito dall'approvazione  dell'emendamento
  2.2.
   Si passa all'esame dell'emendamento 2.4, degli onorevoli Calderone
  ed altri.

   CALDERONE. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 2, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
           Premio per la non violenza e per i diritti umani

   1.  E'  istituito il Premio per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti
  Umani,  da  assegnare  a  persone, enti,  organismi  associativi  e
  cooperative,    comitati   e   organizzazioni,   che    si    siano
  particolarmente distinti nella realizzazione di iniziative sui temi
  di cui alla presente legge.

   2.  Il  premio  denominato   Sicilia  per  la  Pace'  è  conferito
  annualmente  dal  Presidente della Regione, anche su  proposta  del
  Comitato  permanente  di cui all'articolo  5  e,  comunque,  previo
  parere  favorevole  dello  stesso. Il  Premio  è  consegnato  il  2
  ottobre».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 3.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 3.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 3, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
         Registro regionale delle associazioni operanti per la
                                 pace

   1.  Presso  la  Presidenza della Regione è istituito  il  Registro
  regionale  degli  enti e delle associazioni che operano  in  favore
  della pace e della solidarietà con i Paesi in via di sviluppo,  dei
  diritti umani, della difesa non violenta, del disarmo.

   2. Ai fini dell'iscrizione nel registro di cui al comma 1 gli enti
  e  le associazioni che ne fanno domanda devono possedere i seguenti
  requisiti:

   a) operare senza fini di lucro;

   b) avere un ordinamento interno a base democratica;

   c) operare in ambito regionale da più di un anno;

   d)  prevedere nel proprio statuto, fra gli scopi sociali, in  modo
  esclusivo  o prevalente le finalità di cui al comma 1 del  presente
  articolo.

   3.  La formazione del Registro ed ogni successiva modificazione  è
  disposta con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sul
  sito web della Regione».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 4.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 4.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
            Istituzione del Comitato permanente per la pace

   1. E' istituito il Comitato regionale permanente per la pace.

   2. Il Comitato è composto:

   a)  dal  Presidente della Regione, o da un suo  delegato,  che  lo
  presiede;

   b) da tre membri designati dal Presidente dell'Assemblea regionale
  siciliana  scelti  tra i suoi componenti. Tali componenti  decadono
  qualora cessino dalle funzioni di deputato regionale;

   c)  da sei rappresentanti delle associazioni comprese nel Registro
  di   cui  all'articolo  4,  scelti  dal  Presidente  dell'Assemblea
  regionale siciliana fra quelli indicati dalle associazioni  stesse.
  In sede di prima applicazione della presente legge, provvedono alla
  designazione le associazioni che risultano iscritte entro il  terzo
  mese dalla emanazione del decreto di formazione del Registro.

   3.  I componenti del Comitato permanente per la pace sono nominati
  con decreto del Presidente della Regione.

   4.  Il  Comitato dura in carica cinque anni ed è,  in  ogni  caso,
  integralmente    rinnovato   ad   ogni   inizio   di    legislatura
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   5. Il Comitato adotta, come primo atto, un regolamento interno per
  disciplinare il proprio funzionamento. Per la validità delle sedute
  è  necessaria  la  presenza della maggioranza dei componenti  e  le
  deliberazioni  sono valide se assunte con il voto favorevole  della
  maggioranza degli intervenuti.

   6. A quanto necessario per il buon funzionamento del Comitato, ivi
  compresa  la  sala  delle riunioni, provvede  la  Presidenza  della
  Regione senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 5.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 5.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 5, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
             Funzioni del Comitato permanente per la pace

   1. Il Comitato permanente per la pace concorre:

   a)  alla formulazione del programma annuale di interventi, di  cui
  all'articolo 7;

   b) alla predisposizione del piano triennale ed eventualmente delle
  relative  linee  annuali di intervento per la  realizzazione  delle
  iniziative di cui all'articolo 7;

   c) alla formulazione delle proposte di cui agli articoli 2 e 3.

   2.  Il  Comitato  collabora con gli organismi,  altri  comitati  e
  commissioni regionali sui temi riguardanti la pace, la non violenza
  ed i diritti umani.

   3. Il Comitato esprime parere obbligatorio sulle iniziative di cui
  agli articoli 2, 3 e 7.

   4. Il Comitato esprime parere ogni qual volta ne venga richiesto e
  svolge  funzioni di alta sorveglianza sulle attività del Centro  di
  cui all'articolo 9».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 6.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                              Iniziative

   1.  Per  la  conoscenza, l'approfondimento e la  diffusione  delle
  tematiche oggetto della presente legge, la Regione interviene:

   a)  per  favorire  la  realizzazione di incontri,  manifestazioni,
  convegni e seminari di informazione, formazione e studio, anche con
  la  partecipazione di studiosi ed esperti di livello  nazionale  ed
  internazionale,  anche  promossi da  enti,  istituzioni  culturali,
  organismi   associativi   e  cooperativi  ed   organizzazioni   non
  governative  legalmente  riconosciute,  che  svolgano  attività  di
  educazione alla pace e ai diritti umani;

   b)  per la promozione di attività di indagine e di ricerca in tema
  di:

   pace,  non  violenza,  diritti fondamentali delle  persone  e  dei
  popoli;

   nuovi  rapporti  tra organizzazione economico-produttiva,  ricerca
  scientifica ed innovazione tecnologica nel quadro dello sviluppo di
  una politica di pace;

   3)  esperienze, ragioni e prospettive storiche del principio della
  nonviolenza;

   4)  pedagogia  e  didattica dirette alla produzione  di  programmi
  scolastici per la pace;

   5)  Peace  Research,  diritti umani, risoluzione  non  armata  dei
  conflitti,  sviluppo  sostenibile,  particolarmente  per   ricerche
  riferite  all'area mediterranea ed al ruolo della Sicilia  in  tale
  area,  anche attraverso la concessione di premi per tesi di laurea,
  di  specializzazione, di dottorato di ricerca,  di  master,  presso
  Università presenti nella Regione;

   c)  per agevolare programmi di soggiorni in Sicilia di studenti di
  ogni ordine e grado, singoli o in gruppo, al fine di consentire una
  migliore  comprensione delle rispettive culture,  a  condizioni  di
  reciprocità  con  iniziative analoghe realizzate da  governi  o  da
  organizzazioni  di altri paesi, in particolare di quelli  dell'area
  mediterranea;

   d)  per attivare la formazione dei volontari in servizio civile di
  cui  alla legge 6 marzo 2001, n. 64, in particolare sulle tematiche
  di cui alla presente legge».

   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento 7.1  è  decaduto  per  assenza
  dall'Aula dell'onorevole Catalfamo, unico firmatario.
   Si  passa all'emendamento 7.2, degli onorevoli Calderone ed altri.
  Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                      Programma degli interventi

   1.  Sulla base del piano triennale delle iniziative approvato  dal
  Comitato  permanente  per la pace di cui  all'articolo  5  e  delle
  eventuali   linee  guida  annuali  redatte  dallo   stesso,   viene
  annualmente predisposto il programma degli interventi relativo alle
  iniziative di cui all'articolo 7.

   2. Il programma contiene le iniziative direttamente promosse dalla
  Amministrazione  regionale e quelle proposte da  enti  pubblici  ed
  enti  privati come individuati dalla presente legge. Il  programma,
  articolato per le diverse aree di intervento, dopo avere  acquisito
  il  parere  favorevole del Comitato permanente per la  pace  ed  il
  parere   delle  commissioni  legislative  dell'Assemblea  regionale
  siciliana competenti, da esprimersi entro 15 giorni dal ricevimento
  del  programma,  è  approvato  con  decreto  del  Presidente  della
  Regione, previa deliberazione della Giunta regionale».

   Si passa all'emendamento 8.1, dell'onorevole Catalfamo.

   CATALFAMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
          Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi
       del disarmo mediterraneo e della difesa non armata e non
                               violenta

   1.L'Assemblea regionale siciliana, nello spirito del  Processo  di
  Barcellona che ha portato nel 2008 alla nascita dell'Unione per  il
  Mediterraneo, promuove l'istituzione di un Centro di documentazione
  ed iniziativa sui problemi della cooperazione tra le due sponde del
  mare  interno, specializzato sul disarmo euromediterraneo  e  sulla
  sperimentazione  delle Ambasciate di Pace e  dei  Corpi  Civili  di
  Pace, avvalendosi del Comitato di cui all'articolo 5».

   Si passa all'esame dell'emendamento 9.1, dell'onorevole Catalfamo.

   CATALFAMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 9.2, della Commissione. Il  parere  del
  Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo  9 è approvato, perché l'emendamento 9.2 è  interamente
  sostituito dell'articolo 9.
   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                  Clausola di invarianza finanziaria

   1. All'attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge si
  provvede nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
  disponibili a legislazione vigente e senza nuovi oneri a carico del
  bilancio della Regione».

   Si   passa   all'esame   dell'emendamento   10.1,   dell'onorevole
  Catalfamo.

   CATALFAMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Si   passa   all'esame   dell'emendamento   11.1,   dell'onorevole
  Catalfamo.

   CATALFAMO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cannata ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
              «Cultura della Pace in Sicilia» (n. 514/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
  scrutinio  nominale  del disegno di legge «Cultura  della  Pace  in
  Sicilia» (n. 514/A).

   LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ci  tenevo  ad
  esprimere  il  mio compiacimento, e quello del Gruppo  parlamentare
  che  rappresento, l'UDC, in merito a questa legge che è  una  legge
  importante,  soprattutto  una  legge  che  stabilisce  principi   e
  sancisce  comportamenti,  anche in  capo  alle  istituzioni  e,  mi
  auguro, anche in capo ai cittadini.
   Una legge che, ovviamente, abbiamo apprezzato, soprattutto, per il
  tono  con  cui  ha stabilito questi stessi principi, soprattutto  a
  salvaguardia, proprio, dei diritti umani e del rifiuto di qualunque
  forma di violenza alla dignità della persona.
   Mi  piace  sottolineare  che  non ho inteso  proporre  emendamenti
  perché,  in particolare lo avrei voluto fare, visto che  c'è  stata
  una specificazione sul tema del razzismo, ed io l'avrei voluto fare
  contro  ogni  forma  di  omofobia ed ogni forma  di  violenza  alla
  dignità della persona.
   E, dico, mi sono sottratta alla fine a questo obbligo morale, solo
  perché,  in effetti, dentro le parole  diritti umani  è contemplata
  la  dignità,  in assoluto, di ogni persona, con le sue diversità  e
  con  la  sua  identità,  quale che essa sia, religiosa,  culturale,
  sessuale, di opinione e di pensiero.
   Ciò   detto,  naturalmente,  e  solo  per  questo,  forse  la  mia
  preoccupazione, inizialmente, era quella di volerlo specificare con
  un  emendamento, perché molto spesso l'offesa che viene  anche  dal
  linguaggio che, normalmente, si usa, in modo banale, molto  spesso,
  invece,  è  sintomo  di  una  cultura omofoba  e  di  una  cultura,
  assolutamente, non conforme a chi deve testimoniare il  rispetto  e
  la dignità della persona umana.
   Alla  fine,  ritenendolo ultroneo, ho preferito, come  dire,  fare
  questa  dichiarazione, che rimanga a memoria ma, naturalmente,  con
  il  compiacimento  mio  e di tutto l'intero Gruppo,  daremo  parere
  favorevole alla legge.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  in
  questo  momento  particolare, in questo  momento  storico,  dove  è
  possibile  verificare e constatare una certa deriva, credo  che  un
  disegno  come quello che è stato proposto dal Movimento 5 Stelle  e
  dal Partito democratico ed anche dall'onorevole Fava sia stato,  da
  un  punto  di vista sociale e sociologico, assolutamente opportuno.
  Complimenti, quindi
   Noi,  come  Forza  Italia,  abbiamo ritenuto  di  dare  il  nostro
  contributo  estendendo tutte queste encomiabili iniziative  per  la
  pace,  così  come contenute nel disegno di legge che ci apprestiamo
  ad  approvare,  abbiamo  ritenuto di estenderle  anche  alla  lotta
  contro  il  razzismo, proprio perché il momento storico,  piuttosto
  complicato, per non dire allarmante, credo questo richieda.
   Le  istituzioni,  quindi, devono sempre  rimanere  a  presidio  di
  quelle  che  sono  e  di  quelli che sono  i  principi  fondanti  e
  fondamentali.
   Annuncio,  signor  Presidente  e  onorevoli  colleghi,  con  ferma
  convinzione, il voto favorevole di Forza Italia.

   CAMPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore, noi, come
  cofirmatari, non possiamo che dichiararci favorevoli al disegno  di
  legge  ma mi preme sottolineare come quest'Aula, forse per la prima
  volta,  è  unita e compatta a votare tutti insieme  un  disegno  di
  legge  che  sicuramente  ha  un valore ideologico,  non  servirà  a
  risolvere   i   problemi  della  disoccupazione  in  Sicilia,   dei
  trasporti, della Sanità, dei rifiuti e di tutto quello che affligge
  la nostra Terra però, con ferma convinzione, afferma che la Regione
  Sicilia è una regione di pace, al centro del Mediterraneo.
   E'  una regione che si propone per l'unione dei popoli ed è contro
  tutte  le  guerre. E questo ovviamente non poteva vedere quest'Aula
  divisa ed in contrapposizione.
   Quindi, esprimo anche la mia soddisfazione per l'approvazione, che
  a breve avverrà, di questo disegno di legge.

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  brevemente   per
  esprimere il voto favorevole del Partito democratico.
   Io penso che sia un buon punto di partenza.
   E'  un disegno di legge che impegnerà il Governo, l'Aula ad essere
  coerente  in  futuro.  Ed  io  penso che,  anche  in  futuro,  sarà
  necessario destinare risorse economiche al funzionamento di  questo
  disegno  di  legge, non appena entrerà in vigore la legge,  che  in
  questo  momento  non ha copertura finanziaria ma per  la  quale  mi
  auspico che, quanto prima, possa trovare quelle risorse quanto meno
  per  garantire  un  adeguato funzionamento degli  organismi,  della
  consulta,  del Forum nonché per realizzare tutte quelle  iniziative
  che  sarà  opportuno realizzare, per esempio penso al  mondo  della
  scuola per diffondere la cultura della pace.

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO,   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,   come  Presidente   della   Commissione   un
  ringraziamento  va  ai promotori del disegno di  legge,  li  voglio
  individuare,     che     sono    Nicolai    Catania,     Presidente
  dell'organizzazione APA, ONG, e Francesco Lo Cascio che è portavoce
  della consulta della pace.
   Hanno dato un contributo non indifferente alla stesura del disegno
  di legge ed è giusto ricordarli anche in quest'occasione. Un plauso
  va  anche a loro per questo progresso che si vuole dare all'umanità
  verso la pace ed il concreto sviluppo anche da parte dei Siciliani.

   FAVA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annunciando  il  mio
  voto  favorevole,  raccolgo  anche  la  sollecitazione  che  arriva
  dall'onorevole Lupo.
   E'  una  legge  che  va dotata di mezzi, di strumenti,  altrimenti
  resta soltanto un'ambizione, un pensiero alto che, però, non riesce
  a produrre risultati.
   Credo  anche  che questo principio, che ci trova tutti consapevoli
  concordi nell'affermare una cultura della pace come priorità  nella
  storia  e  nella  cronaca di questa Terra, abbia, poi,  bisogno  di
  essere declinato quotidianamente con le cose che accadono.
   Mi permetta di accompagnare il mio voto a favore di questo disegno
  di  legge  con  parole  di  solidarietà, che  io  mi  auguro  siano
  condivise da tutta l'Assemblea, nei confronti del Procuratore della
  Repubblica di Agrigento, Patronaggio, per la minaccia grave che  ha
  ricevuto.
   Il  Procuratore Patronaggio questa minaccia la riceve per il  modo
  in  cui ha ritenuto che la giustizia dovesse essere anche un  luogo
  di tutela e di garanzia per i diritti di tutti, applicando leggi  e
  regole.
   E,  siccome  crediamo che la cultura della pace voglia anche  dire
  capacità   di  accoglienza,  evitare  la  criminalizzazione   della
  migrazione, fare in modo che questa sia una terra aperta e non  una
  somma  di  trincee  e pensiamo che l'attività della  Procura  della
  Repubblica di Agrigento si sia mossa nel solco dei principi dettati
  dalla carta costituzionale, secondo questa sensibilità e con questo
  obiettivo, credo che abbia un senso oggi che insieme proclamiamo ed
  accogliamo  questo  disegno di legge come  il  frutto  di  un  voto
  unanime di questa Assemblea, che ci sia un pensiero di attenzione e
  di  solidarietà e di vigilanza nei confronti del Procuratore  della
  Repubblica  di Agrigento e su quanto attorno a questo tema  rischia
  di determinarsi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente,  signori  Assessori,   onorevoli
  colleghi,  io  avrei fatto a meno di intervenire su  questo  punto,
  perché  ho seguito questo disegno di legge - nonostante io sia  qui
  presente e molti colleghi manchino - per dare il mio contributo con
  il  voto,  però pensando sempre che siamo arrivati al punto  che  è
  necessario fare un disegno di legge per ristabilire delle cose  che
  sono,  a  mio  avviso,  completamente - dovrebbero  essere  -  cose
  completamente scontate: pace, integrazione, solidarietà,  razzismo,
  delle cose che sono così,  dovevano essere così ovvie.
     Già il fatto stesso che siamo qui e stiamo votando un disegno di
  legge  significa  che  qualcosa  è cambiato  rispetto  agli  ultimi
  cinquant'anni,  all'ultima guerra, perché ritornare  a  mettere  al
  centro  del  dibattito  politico  in  un  Parlamento  questioni   e
  argomenti come la pace o come la solidarietà tra i popoli significa
  che  c'è qualcosa che fa allarmare la classe dirigente e la  classe
  politica di un'Isola.
   Questa  è  una  cosa  che  mi  fa  pensare  ed  ovviamente  mi  fa
  preoccupare, però, cari amici, ce la dobbiamo passare tutti la mano
  sulla coscienza e se la devono  passare, in particolar modo, coloro
  che  poi  si  prestano  anche a questa forma  di  degrado  che  sta
  avvenendo in questi ultimi anni, perché io non voglio fare  proprio
  polemica,  però  uno sfogo pulito me lo devo togliere,  quindi  non
  dimentichiamoci  che  se siamo arrivati a  questo  punto  è  perché
  qualcuno  o  qualcosa ha messo in discussione  o  sta  mettendo  in
  discussione   quelle  che  erano  delle  cose   scontate.   E   non
  dimentichiamoci  che se qualcuno li mette in discussione  o  li  ha
  messi  in  discussione  è  anche perché c'è  chi  vicino  a  noi  e
  sostenuti da noi li mette in grado di fare queste cose.
   Passiamo  la  mano  sulla coscienza, perché se  siamo  arrivati  a
  questo  punto  è  perché abbiamo dato forza e  si  dà  forza  anche
  inconsapevolmente,   anche   inconsciamente,   anche    appoggiando
  attraverso  i  nostri  partiti di riferimento a  livello  nazionale
  quelli  che  sono processi che stanno portando il  nostro  paese  a
  diventare meno democratico.
   E  quando  io vedo - e concludo e la smetto subito perché  capisco
  che  il  mio può essere un intervento non comodo - quando il nostro
  paese diventa il riferimento e la sintesi di quella che è l'estrema
  destra  europea  che, sicuramente, ha ed è vicino  a  tutti  questi
  processi e che rafforzano questi processi, sicuramente noi  abbiamo
  motivo  di  preoccuparci; però, io mi permetto di dire  alla  forze
  politiche che a livello nazionale - e non è una sola, sono  più  di
  una - perché a volte la responsabilità ce l'ha chi li sostiene,  ma
  anche  chi  gli dice:  Cambia alleato e prendi a noi  per  fare  le
  stesse  cose , io penso che dobbiamo stare un pochino più  attenti,
  perché  davvero il lavoro che abbiamo fatto è un lavoro che  ha  un
  significato,  e  se ha un significato è proprio perché  valori  che
  erano scontati oggi non lo sono più.

                                Congedi

   PRESIDENTE.   Comunico  che  gli  onorevoli  Cracolici,   Arancio,
  Catanzaro e Lantieri hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


             Sull'ordine del giorno della prossima seduta

   PRESIDENTE.  Prima  di  passare alla  votazione  finale,  per  cui
  invito  i deputati a inserire il tesserino,  comunico che la seduta
  sarà  rinviata a domani alle ore 16.00 con all'ordine  del  giorno:
  comunicazioni;  dibattito  sulla  cosiddetta   questione   morale ;
  dibattito sulla trattativa Stato - Regione siciliana in materia  di
  rapporti  finanziari e, poi, i due disegni di legge, il  collegato'
  e quello sui rifiuti.
   Formulo  all'Aula anche una proposta e cioè di tenere il dibattito
  sia  sulla  questione morale che sulla trattativa Stato  -  Regione
  siciliana di due ore ciascuno, dividendo il tempo di un'ora a tutti
  i   Gruppi   parlamentari   e  un'altra  ora   relativamente   alla
  rappresentanza  in  sede parlamentare. Se la proposta  è  accettata
  procederemo in questo senso domani.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  può cortesemente  ripetere  quanto
  detto sul contingentamento dei tempi?

   PRESIDENTE. Due ore per ciascun dibattito, per ciascun  argomento,
  che  è suddiviso un'ora, praticamente, equamente per tutti i Gruppi
  parlamentari  e l'altra ora in ordine alla rappresentanza  numerica
  che è nel Parlamento. Chiaro?

   CAPPELLO. Va bene.

   PRESIDENTE. Bene. Quindi la proposta è accolta.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
             « Cultura della pace in Sicilia » (n. 514/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Cultura della pace in Sicilia » (n. 514/A).
   Ci sono comunicazioni di colleghi in congedo?

   LO CURTO. Sì.

   PRESIDENTE. Lo comunichi, onorevole.
   Onorevole Compagnone deve comunicare qualcuno in congedo? Lo  venga
  a comunicare.
   Annulliamo la votazione.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Pullara  e  Bulla  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
              «Cultura della pace in Sicilia » (n. 514/A)

    PRESIDENTE  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Cultura della pace in Sicilia» (514/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            39
   Votanti         .. 36
   Maggioranza         19
   Favorevoli          36
   Contrari            0
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  13
  giugno 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMUNICAZIONI

    II -DIBATTITO SULLA COSIDDETTA  QUESTIONE MORALE

    III - DIBATTITO SULLA TRATTATIVA STATO - REGIONE SICILIANA IN
       MATERIA DI RAPPORTI FINANZIARI

    IV -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Collegato  al  disegno di legge n. 476  Disposizioni
         programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
         regionale  (n. 491/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mancuso

       2)    Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A) (Seguito)

            Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 16.39

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   - Consulta giovanile regionale (n. 568)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato l'11 giugno 2019.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -   Norme  a  sostegno  del  settore  della  produzione  di  birra
  artigianale (n. 563)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato l'11 giugno 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme  in  materia  di caratterizzazione e  contenimento  delle
  emissioni  in  atmosfera  provenienti  dalle  attività  ad  impatto
  odorigeno (n. 565)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato l'11 giugno 2019.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Norme in materia di contenimento dell'inquinamento luminoso e di
  risparmio energetico (n. 567)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato l'11 giugno 2019.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (I)

   -   C.C.I.A.A.   di   Caltanissetta  -  Designazione   Commissario
  straordinario (n. 57/I).
   Pervenuto in data 6 giugno 2019.
   Inviato in data 11 giugno 2019.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   -  Schema  di  decreto attuativo dell'articolo 19, comma  2  della
  legge regionale 1/2019 (n. 56/VI).
   Pervenuto in data 6 giugno 2019.
   Inviato in data 11 giugno 2019.