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Resoconto d'Aula della Seduta n. 123 di martedì 18 giugno 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 15.16

   GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Ternullo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.   Comunico che l'onorevole Cannata in data  odierna  è
  in missione.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   "Attività produttive"

   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
     interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
                          Attività produttive

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno  di interrogazioni ed interpellanze della rubrica  Attività
  produttive .
   Purtroppo,  non  vedo l'Assessore Turano in Aula, quindi  mi  vedo
  costretto a sospendere la seduta per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.20, è ripresa alle ore 15.38)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Colleghi,  cominciamo  con  la   Rubrica    Attività
  produttive'.  L'assessore Turano è qui.  Assessore  ci  sono  delle
  interpellanze  o  delle  interrogazioni  che  sono  precluse  dalla
  Rubrica  che le hanno già consegnato? Posso procedere? La  prima  è
  l'interpellanza  n. 46 «Modalità di presentazione delle  istanze  a
  valere sul PO FESR 2014/2020», a firma degli onorevoli Siragusa  ed
  altri.

   «Al Presidente della Regione,

   premesso che:

   in  data 17 agosto 2015 la Commissione europea ha approvato il  PO
  FESR  Sicilia 2014/2020, che è stato reso disponibile dalla Regione
  sul proprio sito Internet in data 23 novembre 2015;

   tale   strumento,  avviato  con  notevole  ritardo,  finanzia   le
  infrastrutture,  gli  incentivi alle imprese,  gli  interventi  nel
  settore   ambientale   ed   energetico,  turistico   e   culturale,
  l'innovazione, avvalendosi di una dotazione finanziaria complessiva
  (UE + cofinanziamento nazionale) pari a circa 4,5 miliardi di Euro;

   considerato che:

   le  imprese  possono presentare le richieste di finanziamento  per
  esclusivamente  attraverso  il portale  appositamente  predisposto:
  http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it;

   lo  stesso,  sin  dall'avvio  della programmazione  in  corso,  ha
  evidenziato  malfunzionamenti,  come  riportato  da  varie  testate
  giornalistiche,  che  talvolta ne hanno  pregiudicato  un  utilizzo
  affidabile da parte degli utenti;

   nelle  varie azioni, i cui termini di presentazione risultano  già
  conclusi,  il  criterio temporale è stato decisivo  nel  permettere
  l'accesso ai benefici previsti;

   la procedura d'invio prevista, risulta fortemente dipendente dalle
  condizioni  tecnologiche con le quali si opera (PC,  livello  della
  connettività), estremamente collegate al luogo dal quale si  opera,
  evidenziando il già preoccupante livello di digital divide presente
  nella  Regione  Siciliana, evidenziando inoltre i diversi  problemi
  che  possono  determinare un rallentamento se non il  blocco  della
  procedura di compilazione e dell'invio delle istanze;

   non  è dato sapere se l'infrastruttura informatica utilizzata  per
  la presentazione delle istanze sia in grado di garantire equità per
  i   proponenti  indipendentemente  dalla  distanza  geografica   in
  considerazione   che   il  ritardo  di  trasmissione   dati   delle
  connessioni a Internet da postazione fissa (Ping) non è costante ma
  dipende   da  molti  fattori,  tra  i  quali  lo  stato  dei   nodi
  attraversati  dai  tuoi  pacchetti per giungere  a  destinazione  e
  tornare, la congestione del traffico ed eventuali problemi tra  due
  qualsiasi   dei  punti  della  rete  contigui,  che   obbligano   a
  ritrasmissioni del messaggio;

   atteso che:

   tutto  quanto  sopra  esposto comporti  il  mancato  rispetto  del
  requisito  indispensabile e dell'inderogabile diritto della  parità
  di possibilità di accesso tra i concorrenti;

   in  difformità  quindi da quanto previsto dal legislatore,  non  è
  garantito  che ogni concorrente sia posto nelle medesime condizioni
  degli   altri  partecipanti,  ovvero  che  non  ci  possono  essere
  favoritismi né palesi né occulti;

   per  conoscere se intenda avviare azioni tali da garantire  parità
  di  accesso  ai  benefici  previsti  dagli  avvisi  afferenti  alla
  programmazione PO.FESR 2014-2020».

                             SIRAGUSA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
                             CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA
                               FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
                               PALMERI - PASQUA - SCHILLACI - SUNSERI
                                TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO

   L'onorevole Siragusa non vuole illustrarla, pertanto ha facoltà di
  parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  colleghi, l'interpellante con l'interpellanza n. 46 chiede modalità
  di  presentazione delle istanze a valere sul PO FESR 2014/2020.  Le
  modalità  di presentazione delle istanze di finanziamento a  valere
  nell'ambito  del  Programma  Operativo  2014/2020,  attraverso   un
  sistema  elettronico  di  scambio  dati,  quale  il  portale  delle
  agevolazioni regionali, denominato con il SIPARS, non è una  scelta
  dell'Amministrazione Regionale, ma un preciso obbligo regolamentare
  per  tutti  gli  Stati membri dell'Unione europea,  (articolo  122,
  paragrafo  3  del  Regolamento  n. 1303  del  2013  del  Parlamento
  europeo) per accedere ai finanziamenti dei Fondi strutturali  e  di
  investimenti europei.
   Nell'ambito del Programma, la trasmissione delle istanze  relative
  agli  aiuti  alle  imprese  avviene  attraverso  il  portale  delle
  agevolazioni  gestito  dalla società Sicilia Digitale,  secondo  le
  indicazioni  fornite  nel portale stesso e riportate  negli  avvisi
  pubblici.
   Ad  oggi  il  funzionamento del portale non  ha  fatto  registrare
  particolari  problematiche, tranne sporadici casi, le  segnalazioni
  di   problemi   nell'invio  delle  istanze,  dopo   gli   opportuni
  accertamenti,  è  risultato normalmente dovuto ad errori  da  parte
  delle imprese nel caricamento della documentazione.
   La   prenotazione  per  la  presentazione  delle   istanze   viene
  effettuata   attraverso  lo   Sportello .   Il   sistema   provvede
  successivamente  ad inviare una e-mail certificata  contenente  gli
  estremi  della procedura di prenotazione all'indirizzo PEC  fornito
  in  fase di accreditamento. La documentazione viene successivamente
  trasmessa, tramite PEC, nelle modalità e tempi comunicati.
   La  gestione  di  un numero elevatissimo di istanze  non  può  che
  essere effettuata attraverso l'uso di piattaforme informatiche come
  da  Regolamento  UE  che, certamente, potranno  e  dovranno  essere
  perfezionate  e  rese di più facile utilizzo, in  coerenza  con  le
  previsioni del reg. 1303, come dicevo, articolo 122, azione 30, che
  prevede un progetto di revisione complessiva e coerente dei sistemi
  informatici  necessaria  alla gestione  on-line  dei  bandi  e  dei
  progetti (garantendo l'interoperabilità con i vari sistemi interni.
   L'Ufficio  di  Coordinamento  Sistemi  Informatici  Regionali   ha
  comunicato  che  è  in esecuzione il progetto relativo  ai  sistemi
  gestionali  dei Fondi, che garantirà la piena interoperabilità  dei
  sistemi  di  gestione  dei  fondi  comunitari  nelle  varie   fasi,
  monitoraggio,  tracciabilità  e la trasparenza  degli  investimenti
  pubblici  finanziati  con risorse europee, nazionali  e  regionali,
  rispondendo   ai   dettami   regolamentari   dell'Unione   europea,
  raggiungendo gli obiettivi e standard di qualità previsti  dal  PRA
  Sicilia.
   Tanto  si  rappresenta  per  l'interpellanza  che  abbiamo  appena
  illustrato.

   PRESIDENTE. Onorevole Siragusa?

   SIRAGUSA. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 68 «Istituzione  di  una
  ZES nel messinese», a firma degli onorevoli Zafarana ed altri.
   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive,

   premesso che:

   con  l'articolo  4  del DL 91/2017, convertito  con  modificazioni
  dalla legge 123/2017, vengono istituite le Zone Economiche Speciali
  - ZES;

   con  la  definizione  di ZES si intende una  zona  geograficamente
  delimitata      e      chiaramente identificata,  situata  entro  i
  confini  dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente
  adiacenti  purché presentino un nesso economico funzionale,  e  che
  comprenda  almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite
  dal  regolamento (UE) n. 1315 dell'11 dicembre 2013 del  Parlamento
  europeo  e  del  Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione  per  lo
  sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T);

   con decreto n.12/2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri  ha
  emanato   il  Regolamento  per  l'istituzione  di  Zone  Economiche
  Speciali;

   considerato che:

   l'area  di  Messina  e provincia, risulta essere  una  delle  aree
  maggiormente infrastrutturate dal punto di vista portuale;

   in particolare il comprensorio logistico industriale della zona ex
  ASI  di  Giammoro-Pace  del  Mela gode  di  un'importante  rete  di
  collegamenti  per il traffico ferroviario e gommato, oltre  che  di
  una  zona  portuale e retroportuale in quanto attigua al  porto  di
  Milazzo,  e  sarà  fornita  a breve di  un  pontile  industriale  a
  servizio  delle  operazioni commerciali,  il  quale  permetterà  di
  concentrare  parte  delle  operazioni commerciali  direttamente  in
  prossimità della zona ASI, rendendo molto più competitivo il  costo
  complessivo della logistica delle merci;

   la medesima area ricade nell'area ad elevato rischio ambientale ed
  è  stata inserita nel sito di bonifica di interesse nazionale  Area
  industriale di Milazzo e necessita, dunque, di un'importante  opera
  di  bonifica  e riconversione delle attività presenti  in  attività
  meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale;

   il  processo di riconversione di tutta l'ex area ASI di  Giammoro,
  con  l'installazione di attività produttive non  impattanti  e  nel
  rispetto  del vigente Piano Paesaggistico, sarebbe favorito  grazie
  all'istituzione  di una ZES, la quale permetterebbe  di  sviluppare
  attività  economico produttive in sinergia con le aree  industriali
  di Catania, Augusta, Siracusa, Palermo, Iblea.

   atteso che:

   il  Patto  per  lo sviluppo della Città Metropolitana  di  Messina
  prevede, fra le opere di maggior importanza, la realizzazione di un
  polo  florovivaistico  nella  sede della  meccanizzazione  agricola
  dell'ESA in c/da S. Andrea nel Comune di Barcellona P.G.;

   il  Patto  per  lo sviluppo della Città Metropolitana  di  Messina
  prevede, inoltre, la realizzazione di un sistema portuale-logistico
  in    località      Tremestieri-S.      Filippo       con        la
  realizzazione di un porto commerciale con una particolare vocazione
  per il trasporto ro-ro e le autostrade del mare, e la realizzazione
  di una piastra logistica dedicata allo stoccaggio e lavorazione dei
  prodotti,  con attivazione della catena del freddo e  della  catena
  del  caldo.  L'infrastruttura  è destinata  a  servire  il  sistema
  nazionale per il trasporto merci e passeggeri su gomma, offrendo al
  sistema  produttivo  metropolitano una  struttura  moderna  per  la
  gestione  logistica  dei  prodotti  in  entrata-uscita  dall'intero
  territorio  della  città  metropolitana, servito  anche  da  binari
  ferroviari;

   considerato che:

   tali      progetti,     una    volta    completati,  rappresentano
  evidentemente  un  passaggio di forte espansione  di  tutta  l'area
  portuale,  retroportuale, commerciale e produttiva  del  Comune  di
  Messina,  rendendo  l'intera porzione di territorio  un  importante
  volano, per tutta la regione, per lo sviluppo di attività economico-
  produttive;

   tali  sviluppi economico-produttivi si innesterebbero in un porto,
  quello  di  Messina,  che è già il primo in Italia  per  numero  di
  passeggeri con circa otto milioni di cui 400 mila crocieristi;

   che   è  in  atto  un'interlocuzione  col  Governo  nazionale  con
  l'obiettivo di realizzare un'unica Autorità dello Stretto che abbia
  competenza su tutte le strutture portuali insistenti sullo Stretto,
  con l'aggiunta del porto di Milazzo;

   visto   il   Regolamento  per  l'istituzione  di  Zone  Economiche
  Speciali,  di  cui  al  summenzionato Decreto  del  Presidente  del
  Consiglio   dei   Ministri  n.      12/2018,   con      particolare
  riferimento  all'articolo  3,  che  qui  si  intende  integralmente
  riportato;

   considerato che:

   alla luce delle superiori considerazioni il porto di Messina e  la
  zona  ex-ASI  di Giammoro rientrano precisamente nelle  definizioni
  previste  dal  Regolamento  per l'istituzione  di  Zone  Economiche
  Speciali  e  che  risulta di tutta evidenza il potenziale  sviluppo
  delle  attività economico produttive che faccia sussistere il nesso
  economico  funzionale con le altre aree industriali e/o  produttive
  del  territorio  regionale, adiacenti con Aree Portuali  aventi  le
  caratteristiche  stabilite dal regolamento  (UE)  n.  1315  dell'11
  dicembre 2013;

   per conoscere:

   lo   stato  di  avanzamento  della  redazione  della  proposta  di
  istituzione  e  del  relativo Piano di Sviluppo Strategico  di  cui
  all'art.  6  del Decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri
  12/2018;

   se  non  ritengano  di  dover inserire all'interno  del  Piano  di
  Sviluppo Strategico le aree comprendenti i territori di Giammoro  e
  di   Messina,   identificandole   correttamente   come   aree   non
  territorialmente   adiacenti   con   Aree   Portuali   aventi    le
  caratteristiche  stabilite dal regolamento  (UE)  n.  1315  dell'11
  dicembre 2013, ma che presentano un nesso economico funzionale  con
  le medesime». (68)

                               ZAFARANA - DI PAOLA - CAMPO - TRIZZINO
                       CANCELLERI - PALMERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO
                                      CAPPELLO - FOTI - PASQUA - ZITO
                            CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI
                                DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO

   Onorevole Zafarana, la vuole illustrare?

   ZAFARANA. Intervengo dopo.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Se  l'onorevole
  Zafarana  preferisce, posso trasformare la mia risposta in risposta
  scritta che consegno a lei, ma è sufficientemente chiaro che  nella
  predisposizione, nell'elaborazione del Piano ZES che peraltro è  in
  fase  avanzatissima e dovrebbe essere definito, speriamo, entro  il
  corrente  mese, comunque in tempi brevissimi, sarà tenuta  presente
  la  richiesta dell'onorevole Zafarana che, certamente, vedrà  anche
  la ZES nel messinese.
   Però,  se  l'onorevole  Zafarana  preferisce  posso  leggere   una
  risposta che è articolata.

   PRESIDENTE.   Assessore,  non  esistono  risposte   scritte   alle
  interpellanze. Quindi, legge il documento.

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Va  bene.   In
  riferimento  all'oggetto  la  cui  trattazione  è  stata   delegata
  all'Assessore  per  le  attività  produttive,  vista  la  nota  del
  Dipartimento regionale delle attività produttive prot. 58666 del 22
  ottobre  2018, dell'Assessorato delle infrastrutture della mobilità
  e  di  trasporti,  pervenuta a questo ufficio  si  comunica  quanto
  segue:
   il  DL  20  giugno 2017 n. 91, convertito con modificazioni  dalla
  legge  3 agosto 2017, n. 123, ha previsto tra l'altro l'istituzione
  della  regolamentazione delle zone economiche speciali che  saranno
  concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente
  collegate.
   L'articolo  4 del suddetto decreto istituisce le ZES  che  per  le
  regioni meno sviluppate e in transizione, e in particolare al comma
  2,  ne  specifica le caratteristiche. Per ZES si intende  una  zona
  geograficamente delimitata e chiaramente identificata situata entro
  i   confini   dello   Stato,   costituita   anche   da   aree   non
  territorialmente  adiacenti purché presentino un  nesso  economico-
  funzionale   che   comprenda  almeno  un'area   portuale   con   le
  caratteristiche  stabilite  dal  Regolamento  UE  n.  1315  dell'11
  dicembre  2013  del  Parlamento Europeo e del Consiglio,  collegata
  alla  rete  transeuropea  dei trasporti  Ten-it .  Per  l'esercizio
  delle  attività economiche imprenditoriali le aziende già operative
  e  quelle  che  si  insedieranno nella ZES possono  beneficiare  di
  speciali  condizioni  in relazione alla natura  incrementale  degli
  investimenti e delle attività di sviluppo di impresa.
   Dalla   lettura  della  norma  appare  evidente  la  volontà   del
  legislatore  di concentrare la ZES in uno specifico  settore  e  in
  particolare  sui  principali nodi portuali rientranti  nella  rete,
  come dicevo, Ten-it.
   Per  la  Sicilia, fanno parte del Core Network (rete  centrale)  i
  porti  di  Augusta  e  Palermo mentre i  porti  di  Gela,  Messina,
  Milazzo, Siracusa e Trapani e recentemente quello di Catania  fanno
  parte della rete globale.
   Il  legislatore,  tuttavia, sembra non  volere  limitare  l'azione
  delle  ZES  al  solo ambito dei trasporti ma parla in  generale  di
  attività   imprenditoriali  insediate  e  da  insediare   nell'area
  individuata  che  potrebbe estendersi oltre le aree  di  competenza
  delle  Autorità  portuali  purché  presentino  un  nesso  economico
  funzionale.
   E'  appena il caso di ricordare che, ai sensi dell'articolo 4  del
  decreto, la normativa si propone di creare condizioni favorevoli in
  termini economici, finanziari e amministrativi allo sviluppo  delle
  imprese  già  operanti  nonché  l'insediamento  di  nuove  imprese,
  definendo con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri  25
  gennaio  2018,  n. 12: a) le modalità per l'istituzione  della  ZES
  comprese  le  ZES  interregionali, la loro  durata,  i  criteri  di
  identificazione  e delimitazione dell'area ZES; d)  i  criteri  che
  disciplinano  l'accesso  alle aziende. Chiaramente  ho  saltato  la
  lettera B e C, nel senso che l'ho letta a proposito della durata  e
  sui criteri di identificazione.

   CRACOLICI. Mi sta facendo confondere

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  No.  Leggo  più
  lentamente.
   e) il coordinamento generale degli obiettivi di sviluppo.
   Lo  scopo  è  di sperimentare nuove forme di governo economico  di
  aree  concentrate  nelle  quali le procedure  amministrative  e  le
  procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese che operano
  e  che  si insediano all'interno delle aree siano coordinate da  un
  soggetto  gestore in rappresentanza dell'amministrazione  centrale,
  della  Regione interessata e della relativa autorità  portuale,  al
  fine di consentire una progressiva integrità di sviluppo delle  ZES
  con  l'obiettivo  di rilanciare le complessità dei  porti  e  delle
  Regioni meridionali.
   Le  ZES  saranno  attivate su richiesta delle regioni  meridionali
  interessate  previo adeguato progetto di sviluppo e  con  un  pieno
  coinvolgimento   delle  stesse  regioni  nel   loro   processo   di
  istituzione e nella loro governance.
   Si prevede la creazione e/o il rilancio di aree industriali di cui
  il  porto costituisce l'anello logistico amministrativo. Le imprese
  che  si  insediano o che vi partecipano, a condizione  che  restino
  insediate  per almeno 5 anni, godono di una burocrazia semplificata
  e  di  incentivi fiscali, con crediti di imposta non superiori  per
  singolo progetto a 50 milioni.
   La   normativa   prevede  che  per  la  Sicilia  dovranno   essere
  individuate le ZES nel numero massimo di due.
   Con  delibera  del 28 marzo 2018, n. 145, la Giunta  regionale  ha
  deliberato  di  condividere  la  proposta  dell'Assessore  per   le
  attività  produttive concernente la costituzione di una  cabina  di
  regia  con il compito di elaborare la proposta di istituzione della
  ZES   al   Presidente   del  Consiglio  dei  Ministri,   ai   sensi
  dell'articolo convertito con modifiche, con decreto del  Presidente
  del Consiglio dei Ministri.
   Con nota 12372, del 28 settembre 2018, la Presidenza della Regione
  siciliana  ha  convocato  una riunione in  data  3  ottobre  con  i
  componenti della cabina di regia per la consultazione dei  soggetti
  che  rivestono  una posizione qualificata al fine dell'elaborazione
  del  piano di sviluppo strategico allo scopo di individuare le aree
  che   saranno   ritenute   idonee  a  far   parte   delle   ZES   e
  conseguentemente  al  fine  ultimo  di  formulare  la  proposta  di
  istituzione  delle medesime ZES alla Presidenza del  Consiglio  dei
  Ministri.
   Nel  corso del 2018 - farò un decalogo di tutti i passaggi per poi
  arrivare  alla conclusione -, la cabina di regia ha svolto incontri
  per  la  consultazione  dei soggetti che  rivestono  una  posizione
  qualificata  al  fine dell'elaborazione dei due piani  di  sviluppo
  strategico, allo scopo di individuare le aree che saranno  ritenute
  idonee  a  fare  parte  delle  ZES per  formulare  la  proposta  di
  istituzione  delle  medesime ZES al Presidente  del  Consiglio  dei
  ministri.
   Di  recente,  le  Autorità  del  sistema  portuale  della  Sicilia
  orientale  e  occidentale, oltre che quella  portuale  di  Messina,
  stanno concludendo i lavori concordati in seno alla cabina di regia
  con  la  redazione dei documenti strategici utili alle  istituzioni
  delle  due  ZES.  Ad oggi, le aree candidate per le  ZES  orientali
  ammontano a circa 3.800 chilometri quadrati e quelli per la Sicilia
  occidentale  a  1.700  chilometri  quadrati,  a  fronte  dei  5.500
  chilometri quadrati di cui dispone la Regione siciliana.
   Per definire l'iter di istituzione delle ZES è necessario valutare
  la  congruità ai sensi della legge delle aree candidate  ad  essere
  ricomprese nelle medesime ZES.
   Bisogna dunque tenere conto delle modifiche normative sopraggiunte
  con  la legge 12 del 2019, con cui è stato modificato l'articolo  5
  del  decreto   del 2017, prevedendo nuovi adempimenti in  punto  di
  istituzione  delle  ZES e nuove opportunità  all'interno  di  esse,
  semplificazioni amministrative, riduzione dei termini in materia di
  VIA,  VAS, AIA, autorizzazione paesaggistica e in materia edilizia,
  istituzione  delle zone franche doganali intercluse  ai  sensi  del
  Regolamento UE9 n. 952 del 9 ottobre 2013.
   Infine si evidenzia che con Decreto interassessoriale del 2 aprile
  si è costituito presso il Dipartimento delle attività produttive un
  gruppo  di lavoro che supporti la cabina di regia, in coerenza  con
  la  delibera  della Giunta regionale,  allo stesso  è   attribuita,
  peraltro,  il  compito  di  predisporre per  l'apprezzamento  della
  Giunta,  per  il  tramite  della cabina di  regia,   i  criteri  da
  utilizzare  per  l'individuazione delle aree da  comprendere  nella
  perimetrazione delle zone economiche speciali e di provvedere sulla
  base  dei criteri apprezzati dalla Giunta, e sulla scorta e  previa
  analisi  delle proposte pervenute, all'elaborazione di  istituzione
  di  ZES nell'ambito regionale, da proporre all'apprezzamento  della
  Giunta regionale per il tramite della cabina di regia.
   Questa è la risposta formale che è stata comunicata. Ad ogni  buon
  conto,  mi  preme  informare l'Assemblea che  su  questo  punto  il
  Governo  non solo ha lavorato, ma è quasi nella fase di definizione
  delle  due diverse proposte, perché la nostra è una Regione che  ha
  la  fortuna  di  avere  due diverse ZES, sempre  all'interno  della
  stessa cubatura, che misura 5.500 ettari.
   Per  quanto  riguarda  la  proposta dell'Autorità  portuale  della
  Sicilia orientale, è stato più facile elaborare il documento per la
  semplice  ragione  che si tratta di una sola Autorità  portuale,  e
  notoriamente    gli    investimenti,   anche    in    termini    di
  infrastrutturazione e di nesso economico funzionale, anche  per  le
  aree  che  non  insistono sui porti, è più semplice perché  appunto
  viene elaborato da una sola Autorità e le percentuali di territorio
  sono minori rispetto alla Sicilia occidentale.
   Per  la  Sicilia occidentale abbiamo, invece, due diverse proposte
  che  si  devono interfacciare, una elaborata dall'Autorità portuale
  della  Sicilia  orientale, l'altra elaborata  invece  dall'Autorità
  portuale  di Messina, ed è fin troppo chiaro che tutte le  province
  saranno  coinvolte in questo ragionamento e avranno una  superficie
  idonea  e congrua, in relazione agli investimenti, al numero  degli
  occupati, alle iniziative presenti, ad avere una zona.
   Voglio  fin  da  subito dire che, per ora, la  proposta  elaborata
  dalle  Autorità  portuali  e  condivisa  dal  Governo  prevede  uno
  sbilanciamento  di  superficie in favore  della  Sicilia  orientale
  rispetto  alla  Sicilia  occidentale,  ma  non  si  tratta  di  uno
  sbilanciamento   di   superficie   frutto   di   una    valutazione
  discrezionale,  è ancorata a parametri oggettivi, non  fosse  altro
  perché  le  ZES  non  tengono  conto  delle  diverse  province   di
  appartenenza,  ma  sono  uno strumento organico  e   nella  Sicilia
  orientale vi è la maggior parte dei porti, e segnatamente porti più
  importanti,  che costituiscono una sorta di  rete ideale   per  gli
  investimenti che si devono analizzare.
   Vi faccio un esempio su tutti: mentre la Sicilia occidentale ha il
  porto  di Termini Imerese, di Palermo, di Trapani e anche di  Porto
  Empedocle,  tutto  il bacino dell'agrigentino guarda,  invece,  con
  interesse  alla  proposta della Sicilia orientale,  quindi  Licata,
  Gela, Catania, Messina, Augusta, Pozzallo, e ancora. Ragione per la
  quale  nella  definizione  della proposta  che  sarà  elaborata  in
  maniera  definitiva a giorni, si terrà conto di questa  valutazione
  geografica e si avrà una superficie maggiore in Sicilia orientale o
  sul   versante  della  Sicilia  orientale  come  nesso   economico-
  funzionale rispetto alla Sicilia occidentale.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Zafarana   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  stiamo
  parlando  di  una mia interpellanza che risale praticamente  al  27
  giugno 2018, quindi comunque, quasi un anno è passato da questa mia
  richiesta e tanta acqua sotto i ponti è passata rispetto,  appunto,
  alle condizioni in cui eravamo allora.
   Però,  rimane  il punto rispetto alla mia richiesta,  diciamo,  di
  dare   una  valorizzazione  non  particolare,  non  preminente   ma
  all'interno, a Messina, all'Autorità portuale di sistema di Messina
  e di Reggio Calabria, all'interno della generale proposta delle ZES
  deriva  dal  fatto che se, appunto, noi consideriamo questa  essere
  un ,  abbiamo puntato tantissimo perché, appunto, dopo  la  riforma
  Delrio  non  venisse  vanificato,  pertanto,  il  fatto  di  essere
  esautorati  totalmente in quella che, invece, è una delle  Autorità
  portuali con i numeri più interessanti e importanti di traffici, di
  persone   all'interno  dello  Stretto,  traffici  crocieristici   e
  traffici  produttivi  e,  pertanto, la  mia  richiesta  allora  era
  proprio  di  porre l'attenzione di chiedere a questo  Governo,  nel
  giugno 2018, di non dimenticare le prospettive, le possibilità,  le
  potenzialità che aveva quel territorio all'interno, per carità, dei
  5.500 ettari che la nostra ZES siciliana prevede.
   Ora,  chiaramente,  il tema è questo, un tema  che  ho  affrontato
  anche  in  un  altro atto che è presente sempre relativamente  alla
  discussione che è all'ordine del giorno di questa giornata  in  cui
  chiedevo,  invece,  quali  erano le  determinazioni,  i  tempi,  le
  tempistiche  che  questo  Governo ancora  intende,  diciamo  quanto
  ancora  intendete  ritardare rispetto  ad  un'opportunità  che  non
  possiamo  perdere anche alla luce del fatto che il ministro  Lezzi,
  non posso più dire recentemente perché sono passati sei mesi, ci ha
  addirittura  investito altri 300 milioni in potenza  rispetto  alle
  possibilità  che  noi  abbiamo,  per  cui  questo  processo  che  è
  cominciato  il 3 agosto 2017, che è divenuto concreto ed  effettivo
  con il decreto n. 12 del 2018, come lei Assessore ricordava, del 25
  gennaio  2018, siamo oggi alla data della metà di giugno e  io  non
  ritengo che un anno e mezzo possa essere un tempo congruo per  fare
  tutte quelle che sono delle operazione che andavano fatte e che  le
  posso giustificare nell'ottica della ricerca di una sempre maggiore
  condivisione  e inclusione di tutti quelli che possono  essere  gli
  attori, però mi risulta che già le Autorità portuali, a gennaio  di
  quest'anno,  erano  già  addivenute ad una pianificazione  puntuale
  delle  potenzialità  delle loro aree, ad una perimetrazione  certa,
  metro per metro, di quelli che sono gli spazi da adibire. Mi consta
  questo, caro assessore
   Pertanto,  noi  ancora  siamo  in  attesa  e  avendo  avuto  delle
  interlocuzioni con questa cabina di regia che voi avete  istituito,
  che  si  verifichi, che si renda concreto l'articolo 5 del decreto,
  cioè  la  proposta  di  istituzione da parte del  Presidente  della
  Regione  che  prevede il piano di sviluppo strategico, che  prevede
  tutta  una  serie  di  azioni che per  la  loro  qualità  che  sono
  fondamentali,  ma  non si può perdere ulteriore tempo,  Presidente.
  Già  mi  ricordo gli annunci dell'assessore Falcone che adducevano,
  appunto,  al  Governo  centrale ritardi e,  ancora,  il  presidente
  Musumeci  che  parlava della fine di maggio, stiamo arrivando  alla
  fine di giugno, cioè, veramente in chiave propositiva, speriamo che
  sia  veramente la fine di giugno perché qua, una volta che c'è  una
  possibilità  economica di potere essere attrattivi sul  territorio,
  non  vedo  perché  continuare ancora a perdere tempo;  bisognerebbe
  invece focalizzare tutte le energie su questa opportunità che viene
  data al nostro territorio, anche in ragione di ciò, chiedo a questo
  Governo  di  potere pensare alla possibilità di una velocizzazione,
  di  creare  un  ufficio  piano che preveda  la  velocizzazione  dei
  processi  autorizzativi  perché come  diceva  lei,  Presidente,  ci
  troviamo  in aree soggette a bonifica, ci troviamo in aree soggette
  a  vincolo  paesaggistico,  ci troviamo  in  aree  che  chiaramente
  presentano  peculiarità anche da prendere ciascuna con  attenzione,
  una velocizzazione delle autorizzazioni, di concerto con quello che
  riguarda la VIA-VAS e le autorizzazioni per le bonifiche, potrebbe,
  sicuramente, poi una volta avuto il piano strategico, non allungare
  ancora,   ulteriormente,  i  tempi  per  l'avvio  di  questa   ZES,
  altrimenti,  passeranno  non so quanti  anni  e  noi  avremo  perso
  l'ennesima opportunità.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   L'onorevole
  Zafarana,  nel corso del suo intervento, ha evidenziato,  a  chiare
  lettere,  la difficoltà di elaborare un piano strategico che  -  mi
  permetta, onorevole Zafarana - non avrei dubbi a definire complesso
  e  complicato  quanto un Piano regolatore di un Comune,  ma  questa
  volta riguarda l'intero territorio regionale

   ZAFARANA. Sono 5500 ettari

   TURANO,  assessore  per le attività produttive   che  deve  essere
  definito  con  criteri univoci e oggettivi, che  riguarda  l'intero
  territorio  regionale e che guarda prevalentemente, come  è  giusto
  che sia, in relazione all'idea del Governo, al potenziamento e allo
  sviluppo delle aree pubbliche su cui la Regione già ha investito.
   Ora, io le posso garantire che entro il mese di giugno o entro  la
  prima settimana del mese di luglio - onorevole Zafarana, vorrei che
  lei  affrontasse questo argomento con molta serietà, la stessa  con
  la quale lo stiamo affrontando noi

   ZAFARANA. È quello che sto facendo, assessore.

   TURANO, assessore per le attività produttive  perché nel confronto
  con  il  Governo  nazionale  e con il  Ministro  Lezzi,  al  quale,
  personalmente,   ho   espresso  la  mia  gratitudine   per   alcuni
  suggerimenti,  però  al  contempo, ho dovuto  registrare  parecchia
  confusione sulle zone SIN o sulla classificazione e sulla  bonifica
  delle  zone SIN, sull'indirizzo che lo stesso Governo doveva  dare,
  io  non  credo  che  ci sia volontà di perdere tempo  da  parte  di
  nessuno. È un argomento molto difficile e complicato, sul quale noi
  siamo pronti ad arrivare ad una conclusione. E non è stato un  anno
  perso,  ma  un  anno  di duro lavoro per costruire,  con  parametri
  oggettivi,  un  documento  programmatico  di  sviluppo  dell'intera
  Sicilia  che non esclude nessuna area geografica e che potenzia  le
  aree migliori e più appetibili.

   PRESIDENTE. Onorevole Zafarana si dichiara soddisfatta?

   ZAFARANA.  Mi  dichiaro  parzialmente soddisfatta  della  risposta
  fornita dall'assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  253   Utilizzo  dei
  distretti   produttivi   riconosciuti   dalla   Regione   per    la
  rivalutazione  delle  filiere agroalimentare  ed  ittica   a  firma
  dell'onorevole Figuccia.

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive e all'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale  e
  la   pesca   mediterranea,  premesso  che  oggi,   con   la   nuova
  Programmazione, è ancora più urgente che venga inserita nelle linee
  guida  per lo sviluppo della Sicilia fra le tre azioni chiave della
  crescita  lo  sviluppo  dei distretti produttivi,  'indicandone  le
  modalità  e  gli strumenti finalizzati a sostenere la competitività
  dei  distretti,  delle  filiere e delle loro  imprese  al  fine  di
  incentivare  la  loro  capacità  di innovazione,  di  trasferimento
  tecnologico e di internazionalizzazione';
   considerato  che  il  ruolo sempre più incisivo  che  i  distretti
  agroalimentari  giocano nell'economia reale  italiana  ed  europea,
  caratterizzato da una innovativa infrastrutturazione  che  consente
  di  sperimentare diverse modalità di tutela e valorizzazione (dalla
  tracciabilità  alimentare,  al supporto,  a  forme  alternative  di
  turismo e di 'scoperta' del territorio) e quindi avviare processi e
  progetti  innovativi come ad esempio il nuovo 'contratto di  rete',
  veicolo  idoneo a raggruppare piccoli operatori economici, branding
  territoriale   ed   altre  specifiche  sinergie   tra   ospitalità,
  artigianato, arte, ambiente, food and packaging design;
   accertato  che  in atto, i distretti agroalimentari continuano  ad
  essere  discriminati  e  poco o meglio per  nulla  attenzionati  in
  quanto  si  sono  attuati  strumenti e  bandi  che  certamente  non
  favoriscono     l'aggregazione delle imprese agroalimentari  (basti
  solo  evidenziare l'ultimo bando emanato dall'Assessorato  attività
  produttive  che  prevede 15 in più milioni di euro  il  limite  per
  partecipare);
   evidenziato che gli stessi rappresentanti dei distretti de  quo  a
  breve  verranno ricevuti in III Commissione legislativa  di  questa
  Assemblea regionale siciliana per rappresentare i veri problemi che
  affliggono questo settore economico e legati alla assoluta distonia
  fra  i  vari  dipartimenti  regionali  e  per  tempo,  chiedere  di
  assegnare le risorse emanando i relativi bandi;
   verificato che i distretti produttivi lamentano l'assenza  di  una
  politica   fiscale   di   distretto  e  una  vera   semplificazione
  amministrativa  che sono i veri motori necessari  per  lo  sviluppo
  dell'agroalimentare  siciliano oltre all'  inadeguata  politica  di
  aggregazione a favore delle imprese in Sicilia;
   per  sapere  se siano in grado di indicare un nuovo cronoprogramma
  per il rilancio della azione dei distretti produttivi.»

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Turano per fornire la risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  l'onorevole Figuccia mi ha più volte sollecitato, assieme  a  tanti
  altri   deputati,  di  accelerare  l'iter  di  riconoscimento   dei
  distretti produttivi che, purtroppo, è un argomento che sta a cuore
  a tantissimi imprenditori.
   Voglio  dire che noi abbiamo lavorato alacremente, abbiamo trovato
  già riconosciuti alcuni distretti, altri invece ancora non riescono
  a  trovare  la luce perché la procedura è molto lunga e articolata.
  Lo  dico  con  onestà  intellettuale, in questo  gli  Uffici  della
  Regione  sono  stati  un  poco  carenti  perché  il  direttore   di
  quell'Ufficio  in  un  anno  è  cambiato  tre  volte.   Era   prima
  l'architetto   Tornabene,   che   è   diventato   direttore    alla
  Programmazione, sostituito con altro funzionario che si è dimesso e
  sostituito   ancora   con   altro   funzionario   e,   con   onestà
  intellettuale,  devo  dire  che vi  è  stato  pure  il  cambio  del
  direttore.   Non  voglio,  chiaramente,  accampare  giustificazioni
  perché  quando si ha un ritardo in una procedura si dice sempre  la
  verità, ma tra le priorità che vi sono state abbiamo avuto la spesa
  dei  fondi comunitari e atteso che i distretti non sono beneficiari
  di  misure né sono soggetti attuatori di spesa, abbiamo ritenuto di
  accelerare le procedure per la riforma della spesa comunitaria.

   PRESIDENTE.   Ha   la   facoltà  di  parlare  l'interrogante   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà solo per evidenziare  come,
  in  effetti,  con l'assessore abbiamo avviato anche in  Commissione
  Attività   Produttive   ulteriori   momenti   di   confronto,    di
  condivisione.
   Stiamo  per fare un ulteriore audizione, è chiaro che nella  prima
  fase l'avvicendarsi dei funzionari degli uffici non ha aiutato,  ma
  alla  luce  che oggi sempre più urgente è che venga inserita  nelle
  linee guida per lo sviluppo della Sicilia, tra le tre azioni chiave
  della  crescita e lo sviluppo dei distretti produttivi, sono  certo
  che  su  queste premesse - ma ce lo eravamo già detti in un assetto
  istituzionale che era quello della Commissione - troveranno  spunto
  per veder luce e per trovare ulteriori approfondimenti.

   PRESIDENTE. Assessore, mi perdonerà se faccio un uso improprio del
  ruolo e della possibilità di parlare.
   E'  un  argomento  che sta molto a cuore anche a me,  i  distretti
  produttivi  in  Sicilia  sono  stati  istituiti  con  legge,   però
  purtroppo  ad oggi rimangono, non dico lettera morta,  ma  comunque
  sono  uno strumento che ancora non siamo riusciti a potenziare.  Io
  spero  che  quello della pesca, quello degli agrumi di  Sicilia,  e
  tutti  gli altri che fanno un grande lavoro di coordinamento  anche
  fra  produttori, rivenditori e quant'altro, quindi fra  gli  attori
  principali  delle varie tematiche, finalmente possano  riuscire  ad
  avere  il giusto riconoscimento. Non fosse altro che siamo all'alba
  anche  dei  distretti  del cibo e non vorrei  che  cominciassimo  a
  creare  ulteriori  apparati in duplicazione  che  poi  si  facciano
  concorrenza fra di loro. Questo un appello in maniera assolutamente
  disinteressata e senza nessuna polemica.

   Si  passa all'interrogazione  n. 283 "Riapertura della stazione di
  rifornimento  carburante  all'interno  dell'area  di  Servizio   di
  Calatabiano-Est",   a   firma  dell'onorevole   Barbagallo.   Forse
  superata, non saprei, vediamo.

    All'Assessore regionale all'Attività produttive, premesso che:

   il  comprensorio di Taormina è notoriamente la zona siciliana  più
  frequentata e visitata dai turisti italiani e stranieri;
   una    parte   consistente   delle   presenze   proviene   proprio
  dall'aeroporto di Catania e, quindi, dal traffico autostradale  CT-
  ME;
   l'unica stazione di rifornimento presente in autostrada nei pressi
  dell'uscita di Taormina, indicata come area di servizio Calatabiano
  Est,  è ormai chiusa da diverso tempo senza che, a beneficio  degli
  automobilisti, sia stata mai segnalata la sua chiusura  all'accesso
  dell'autostrada; considerato che più volte, in questo  periodo,  la
  chiusura del rifornimento ha causata gravi disagi ai turisti che si
  sono  trovati  appiedati  per l'impossibilità  di  poter  usufruire
  dell'area di servizio;
   per sapere:
   quali   iniziative  intenda  intraprendere  per   sollecitare   la
  riapertura  del  rifornimento  di  carburante  sito  nell'area   di
  servizio predetta;
   se  non  ritenga necessario provvedere affinché la chiusura  della
  stazione di servizio sia opportunamente segnalata permettendo  agli
  automobilisti   di  provvedere  in  altro  modo  a  rifornirsi   di
  carburante.

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per le attività produttive  per
  fornire la risposta.

   TURANO,  assessore  per le attività produttive.  Con  PEC  del  24
  luglio  2018,  il  Servizio Lavori d'Aula e  l'Assemblea  regionale
  siciliana  ha  trasmetto  l'interrogazione  in  capitolo   indicata
  pervenuta  a  questo Ufficio il 25 luglio 2018 con  nota  prot.  n.
  3380.
   In    ordine    al   primo   punto   agli   atti    in    possesso
  dell'Amministrazione, risulta che la convenzione  tra  il  soggetto
  gestore  autostradale CAS e la società Tamoil, nel  2015,  è  stato
  oggetto  di rescissione. A seguito di ciò, la Tamoil ha chiesto  al
  gestore,  con nota numero 16 marzo 2015, il possesso dell'area  per
  la  predisposizione della stessa al Consorzio Autostrade Siciliane.
  Ciò ha generato un contenzioso tra un ente gestore dell'impianto di
  distribuzione  e  la  stessa società Tamoil. Il  gestore  evidenzia
  infatti  inadempienze contrattuali da parte della  società  Tamoil.
  Non   risulta  agli  atti  altra  documentazione  sulla  situazione
  dell'impianto.
   A  seguito  di  quanto  sopra rappresentato,  si  attende  che  il
  Consorzio  per le Autostrade Siciliane provveda a mettere  a  bando
  l'assegnazione   dell'area  per  affidare  ad  un   nuovo   gestore
  l'impianto  di  distribuzione  carburanti.  A  tal  fine,  si   sta
  provvedendo  a sollecitare il CAS affinché provveda in  tal  senso,
  scongiurando la situazione di disagio per gli automobilisti.
   Rispetto  al  secondo punto dell'atto ispettivo,  si  precisa  che
  anche  in  questo  caso  le opportune segnalazioni  sulla  chiusura
  dell'impianto   di  distribuzione  devono  essere  assicurate   dal
  competente  Consorzio  per  le  Autostrade  Siciliane.   Tanto   si
  rappresenta in relazione all'interrogazione.

   PRESIDENTE.   Ha   la   facoltà  di  parlare  l'interrogante   per
  dichiararsi    soddisfatto   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'Assessore.

   BARBAGALLO.  Grazie,  signor  Presidente.  Prendiamo  atto   della
  risposta  dell'assessore Turano. Quello che, sostanzialmente  però,
  chiedevamo con l'interrogazione, assessore, è che ci fosse un ruolo
  attivo,  soprattutto nei confronti del dormiente Consorzio  per  le
  Autostrade Siciliane.
   Questo  atteggiamento  dormiente' del Consorzio è  particolarmente
  attuale anche in queste settimane, perché addirittura hanno pensato
  di  fare  l'attività di discerbamento, anziché a fine  aprile  e  i
  primi  di maggio, quando è iniziata la stagione turistica  a  ritmi
  importanti.
   Quindi, da qualche settimana l'autostrada Catania-Messina è ad una
  corsia. Noi non abbiamo notizie recenti perché ho preso atto che la
  risposta  è  d'annata in ordine alla riapertura  del  rifornimento,
  però  è  singolare che per un contenzioso fra il CAS e la Tamoil  a
  pagarne sono soprattutto i cittadini e, in questo caso, siccome  la
  stazione  di  servizio  è  nei pressi di  Taormina,  soprattutto  i
  turisti e i turisti stranieri.
   Quindi l'immagine che diamo della Sicilia è quella di un Paese che
  certamente  non  è  in  grado di promuovere e accogliere  i  propri
  turisti.  E  auspichiamo  che  soprattutto,  non  certamente  nella
  gestione  del  suo  Assessorato,  ma  nella  gestione  dei  servizi
  ordinari che sono di competenza del CAS ci sia un atteggiamento  di
  solerzia che certamente non c'è stato nell'affidamento del servizio
  di  distribuzione presso il casello autostradale che è un  piccolo,
  grande esempio di come non funzionano le cose in questa terra.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, si dichiara  soddisfatto  o  no
  della risposta?

   BARBAGALLO. No, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Poco   fa   ho  dimenticato   di   chiederlo   anche
  all'onorevole Figuccia. Onorevole Figuccia, è rimasto soddisfatto o
  non soddisfatto della risposta?

   FIGUCCIA. Pienamente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Benissimo.  Aiutiamo il processo  di  verbalizzazione
  della seduta d'Aula, anche per chi leggerà in futuro questa seduta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 342   Istituzione  di
  zone  economiche  speciali (ZES) nel territorio di  Gela  (CL) ,  a
  firma dell'onorevole Arancio.

   «Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   il   decreto-legge  20  giugno  2017,  n.  91,   convertito,   con
  modificazioni,  dalla legge 3 agosto 2017, n. 123  ha  dettato  una
  serie  di  misure  volte  a  sostenere  la  crescita  economica  ed
  occupazionale delle regioni del Mezzogiorno, Sicilia compresa;

   tra  queste  spicca  l'istituzione delle Zone economiche  speciali
  (ZES),  aree  nelle  quali  al fine di  favorire  la  creazione  di
  condizioni   favorevoli   in  termini   economici,   finanziari   e
  amministrativi  per lo sviluppo delle imprese già operanti,  o  per
  l'insediamento  di nuove imprese, le stesse possono beneficiare  di
  speciali condizioni nell'esercizio di attività economiche;

   la  ZES è una zona geograficamente delimitata costituita anche  da
  aree  non  territorialmente adiacenti, purché presentino  un  nesso
  economico-funzionale,  nella  quale  sia  presente  almeno  un'Area
  portuale  avente le caratteristiche stabilite dal regolamento  (UE)
  n.  1315  dell'11 dicembre 2013 sugli orientamenti dell'UE  per  lo
  sviluppo della rete trans-europea dei trasporti;

   considerato che:

   con  D.P.C.M. 25 gennaio 2018, n. 12, su proposta del Ministro per
  la Coesione territoriale, di concerto con i Ministri dell'Economia,
  dei  Trasporti e dello Sviluppo economico, sono state  disciplinate
  le  modalità per l'istituzione delle ZES, la loro durata, i criteri
  per  l'identificazione e la delimitazione delle aree, i criteri per
  l'accesso delle imprese e il coordinamento generale degli obiettivi
  di sviluppo;

   le  imprese che avviano attività economiche all'interno delle  ZES
  possono usufruire di procedure semplificate e regimi procedimentali
  speciali,  accesso  alle infrastrutture ed  aiuti,  senza  oneri  a
  carico  della finanza statale, appositamente concessi dalle regioni
  e indicati nel Piano di sviluppo strategico che correda la proposta
  di istituzione;

   premesso, inoltre, che:

   l'istituzione  della ZES avviene con Decreto  del  Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri su proposta del Presidente della  Regione,
  sentiti i sindaci delle aree interessate;

   l'Allegato 1 al DPCM summenzionato stabilisce i valori massimi  di
  superficie  ZES  per  ciascuna regione, destinando  ha  5.580  alla
  Sicilia, l'area più estesa tra tutte le 8 regioni coinvolte;

   con  delibera  di Giunta regionale n. 145 del 28/03/2018  è  stata
  istituita  la  cabina di regia cui è assegnato, tra gli  altri,  il
  compito di redigere il Piano di sviluppo strategico;

   l'area nella quale ricade il Comune di Gela è stata definita quale
  area  di  crisi  industriale complessa nella quale la riconversione
  attuata   da   ENI  ha  comportato  un  significativo  e   doloroso
  ridimensionamento occupazionale;

   per  sapere  se  non  ritengano di dovere prevedere  l'inserimento
  dell'area  di  crisi industriale complessa di  Gela  nel  Piano  di
  sviluppo  strategico ai fini della istituzione  di  una  ZES  nello
  stesso   territorio   e   consentire  il  rilancio   economico   ed
  occupazionale di una zona dilaniata dalla crisi occupazionale dalle
  macroscopiche ricadute sociali.»

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  si    tratta   dell'identica   risposta   che   abbiamo   formulato
  all'interpellanza  dell'onorevole Zafarana  che  voleva  sapere  la
  tempistica   e   le   modalità  di  attuazione  del   progetto   di
  realizzazione delle ZES.
   È  chiaro che la provincia di Caltanissetta, il nisseno, la  città
  di  Gela  sono  protagoniste  di questo ragionamento  essendo,  per
  altro,  interessate  in termini di infrastrutturazione  portuale  a
  dialogare  più  con  la  Sicilia  orientale  che  con  la   Sicilia
  occidentale,  ragione  per la quale io posso evidenziare  tutto  il
  percorso dell'iter legislativo però non aggiungerei niente di nuovo
  se  non  quello  che già ho detto. Le preoccupazioni dell'onorevole
  Arancio  nascono  dalla  necessità di  sapere  se  nel  nisseno  in
  generale, e segnatamente nella città di Gela, vi saranno delle ZES.
  E  la  risposta  è  sì, con i tempi e le modalità  che  sono  state
  indicate  quando formuleremo il piano e l'onorevole  Arancio  potrà
  riscontrare che noi manterremo l'impegno di cui stiamo parlando.
   È  identica  la  risposta, signor Presidente, se  vuole  la  posso
  rileggere.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Arancio credo che era  presente  poco  fa
  quando  è  stata  letta  la lunga e corposa risposta  all'onorevole
  Zafarana.
   Onorevole   Arancio,  ha  facoltà  di  parlare   per   dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta.

   ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione è
  stata presentata circa un anno fa, quindi eravamo in un periodo  di
  crisi abbastanza complicata.
   Gela  è  una città deprivata, avendo chiuso l'industria più grossa
  che  c'era, quindi tenevamo a sapere se nell'ottica di costituzione
  del  perimetro delle ZES potesse essere indicato anche il perimetro
  non solo di Gela ma di tutte le città che sono vicine a Gela che  è
  venuta   a  mancare  la  risorsa  principale  per  quanto  riguarda
  l'attività lavorativa.
   Mi ritengo abbastanza soddisfatto della risposta dell'Assessore  e
  lo  esorto a raggiungere gli obiettivi in tempi ancora più  rapidi,
  visto  che  ci  siamo  vicini.  Così  diamo  speranze  alle  nostre
  popolazioni che in questo momento hanno una difficoltà  enorme  che
  si  chiama lavoro. E siccome ritengo questo strumento uno strumento
  valido e importante che abbiamo modo di poterlo sperimentare il più
  presto possibile.

   TURANO, assessore per le attività produttive.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  solo  per  completezza, perché con l'onorevole Arancio abbiamo  più
  volte  parlato  dei problemi relativi, ma anche con l'onorevole  Di
  Paola se non ricordo male, dell'area di Gela.
   Io  vorrei  dire che il Governo ha già pubblicato il bando  da  25
  milioni di euro per le aree di crisi non complesse, si tratta di un
  investimento molto importante costruito al MISE con il ministro  Di
  Maio  che  prevede l'allocazione di risorse nazionali e di  risorse
  regionali.
   Siamo  stati, poi  - chiaramente la gestione del bando è  affidato
  ad  Invitalia - costretti a prorogare il termine a causa  di  poche
  domande  che erano pervenute e siamo fiduciosi, poiché  il  termine
  scade il 2 di luglio che possano pervenire tante domande.
   Qualora  così  non  dovesse essere valuteremo, in  relazione  alle
  proposte  già  pervenute,  se  c'è  una  congruità  della  capacità
  economica delle imprese o se, invece, non è opportuno concedere  un
  ulteriore proroga.
   Va  da  se  che la proroga si è giustificata perché sono pervenute
  poche  domande,  il  che significa che in quella  area  geografica,
  nonostante   il   glorioso  ricordo  di  investimenti   importanti,
  nonostante  peraltro tantissimi investimenti  allocati,  non  si  è
  avuto il ritorno che ci si aspettava.
   Lo  dico  per completezza di ragionamento, nell'ultimo periodo  ho
  incontrato  l'ENI  sulla riqualificazione e sugli  investimenti,  2
  miliardi  e 200 milioni che l'Eni sta investendo nel sito di  Gela,
  non  solo  in termini di investimenti per lo sviluppo del  progetto
  Argo-Cassiopea,  che prevede un significativo investimento  per  il
  GNL  che sarebbe una sorta di gas compresso che può determinare una
  economia  pulita, per meglio dire una energia pulita, ma anche  per
  tutti gli investimenti che sono previsti.
   In  questi investimenti ci sono lavori di compensazione che  vanno
  fatti  in favore della città di Gela pari a 32 milioni di Euro;  la
  richiesta  del  Governo  regionale è stata quella  di  implementare
  queste risorse però, per una questione di garbo istituzionale e  di
  rispetto della collettività gelese, si è aspettato l'elezione della
  nuova amministrazione perché ricordo che, nell'arco degli ultimi  9
  mesi  il  Comune di Gela è stato gestito da un commissario nominato
  dal  Governo  regionale  ed  il Governo regionale  riteneva  utile,
  giusto,  corretto,  opportuno  avere  un'amministrazione  con   cui
  confrontarsi democraticamente eletta dai cittadini.
   Chiaramente, così vado rapidamente anche se poi serve posso  anche
  leggere  la risposta dell'interrogazione 656 dell'onorevole  Nunzio
  Di  Paola che chiede una serie di aggiornamenti su Masterplane  per
  il  mezzogiorno dove abbiamo dovuto riscontrare che tanti  progetti
  sono stati presentati ma tanti altri non sono stati presentati e la
  Regione   siciliana,  nel  riaccertamento  di  tutti   i   progetti
  finanziati  da  anni  e  non realizzati mai -  neppure  nella  fase
  progettuale-  scaduti  i termini, ha dato mandato  di  rivedere  la
  programmazione in generale.
   L'aria   di   Gela  assomma  parecchie  risorse,  non   solo   per
  investimenti privati fatti dall'ENI che ammontano a 2  mila  e  200
  miliardi  di  euro  ma tantissimi investimenti  fatti  dal  Governo
  regionale  con  il  Piano  per  il  Sud,  bisogna  capire  se  sono
  investimenti che si realizzano in tempi ragionevolmente brevi o  se
  addirittura manca del tutto la progettazione.
   Ma   su   questo   credo  che  sia  opportuno  un  confronto   con
  l'Amministrazione  e,  per  quel che  mi  riguarda,  con  le  forze
  politiche,  quindi, quando saremo pronti, e lo  dico  perché  siamo
  nella fase della riprogrammazione o quando l'amministrazione gelese
  sarà  pronta,  soprattutto  nella  valutazione  delle  risorse  che
  riguardano  i  32 milioni di euro, saremo come dire, ben  lieti  di
  poter avere un confronto con l'Eni per pianificare queste risorse.
   Ricordo  a  me stesso che l'accordo è sottoscritto a tre,  tra  il
  Comune,  la Regione e l'ENI stesso, ma noi riteniamo che,  appunto,
  il  comune  debba  essere presente con gli organi  democraticamente
  eletti.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  656  Chiarimenti  in
  merito  agli  interventi  previsti  nel  'Patto  per  il  Sud'  con
  riferimento  al  Comune di Gela (CL), a firma  degli  onorevoli  Di
  Paola e altri.

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  Delibera di Giunta Regionale n. 301 del 10 settembre  2016  è
  stato  approvato il Masterplan per il Mezzogiorno -  Patto  per  lo
  sviluppo  della  Sicilia  afferente una  serie  di  interventi  per
  complessivi  2.320,4 milioni di euro, somme assegnate alla  Regione
  Siciliana con Delibera Cipe n 26 del 10 agosto 2016;

   con Deliberazioni n. 20 del 18 gennaio 2017 e n. 29 del 21 gennaio
  2017  e  successive  modifiche sono state approvate  una  serie  di
  rimodulazioni   e  aggiornamenti  all'allegato   B   della   citata
  Deliberazione n. 301/2016 e sono state definite le procedure per il
  trasferimento delle risorse relative agli interventi inseriti nell'
  allegato B - Deliberazione n. 20/2017;

   i  progetti individuati, ai fini del loro finanziamento,  dovevano
  essere   immediatamente  cantierabili,  caratteristica  individuata
  quale  requisito  preliminare  per l'inserimento  degli  interventi
  all'interno  del  Masterplan al fine di avviare  con  prontezza  le
  relative gare di aggiudicazione e di garantire celerità di spesa;

   la  mancata  presentazione  del progetto  esecutivo  con  relativo
  quadro  economico  finanziario, a cura  delle  stazioni  appaltanti
  titolari degli interventi descritti nell'Elenco A allegato  al  DDG
  n.  20/2S  del  7  gennaio  2019 fa venir  meno  la  caratteristica
  dell'immediata   cantierabilità   quale   requisito    fondamentale
  richiesto per il finanziamento degli stessi;

   considerato che:

   ai  fini  dell'eventuale  avvio  del  procedimento  di  revoca   e
  cancellazione degli interventi occorre previamente accertare presso
  gli  uffici  interessati lo stato progettuale  degli  stessi  ed  è
  stata,  a  tal  uopo, effettuata una verifica ispettiva  presso  le
  stazioni  appaltanti, e in particolare presso il  Comune  di  Gela,
  titolare  di  nove  interventi individuati  nell'Elenco  A  per  un
  ammontare complessivo di euro 38.912.869,00;

   invero,  il  giorno 8 gennaio 2019, in sede di verifica  ispettiva
  sullo stato progettuale dei suddetti interventi, pare essere emerso
  che:
   per  l'intervento  area  verde attrezzata  per  cani  il  progetto
  esecutivo è ancora in fase di definizione;
   per   l'intervento  Asilo  via  Albinoni  il  progetto   esecutivo
  risulterà  cantierabile presumibilmente entro la  fine  di  gennaio
  2019;
   per  l'intervento  Impianti sportivi nuovo stadio  Marchitello  la
  stesura del progetto esecutivo risulta in atto sospeso;
   per  l'intervento  Lungomare esiste un progetto esecutivo  per  il
  quale il RUP ha chiesto integrazioni al progettista esterno;
   per l'intervento Orto pasqualello non esiste un progetto esecutivo
  aggiornato alle nuove disposizioni di legge;
   per  l'intervento  svincolo  Manfria  roccazzelle  esiste  già  un
  progetto esecutivo da provare in conferenza dei servizi;
   per  l'intervento Riqualificazione Urbana Macchitella il  progetto
  esecutivo  è  in  corso di validazione e risulterà  presumibilmente
  cantierabile entro fine gennaio;
   per  l'intervento  Tetto scuola Albani Roccella  è  in  corso  una
  interlocuzione  informale  con  il Genio  civile  di  Caltanissetta
  relativamente al progetto esecutivo per la sua cantierabilità;
   per  l'intervento  Una  via  tre piazze  esiste  già  un  progetto
  esecutivo da approvare in conferenza di servizi di concerto con  il
  Genio Civile di Caltanissetta;

   per   sapere  se  intendano  intraprendere  iniziative  idonee   a
  prorogare  i  termini previsti e a fornire assistenza tecnica  alla
  stazione  appaltante al fine di consentire l'avvio, la prosecuzione
  e  il completamento degli interventi previsti nel Masterplan per il
  Mezzogiorno,  scongiurando  il  rischio  di  revoca  dei   relativi
  finanziamenti.»

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Paola  per
  illustrare l'interrogazione.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  allora,   se  ho  ben  capito  -  io  faccio  un  po'   un   quadro
  dell'interrogazione - al territorio gelese erano  stati  assegnati,
  per  il  Patto  per  il Sud, circa 39 milioni di  euro  per  quanto
  riguarda,  all'incirca, sono 9 progetti che furono  presentati  nel
  2016,  se  non  ricordo male. Ora voi, in data 8 gennaio  2019,  la
  Regione  invia presso gli uffici del Comune di Gela degli ispettori
  per  verificare  lo stato dei progetti, e fin qui  ci  sta  perché,
  comunque,  la  Regione invia gli ispettori proprio  per  capire  lo
  stato di avanzamento dei progetti.
   Però,  quello  che volevo sentire dall'assessore era se,  appunto,
  per  un  territorio - come lo stesso assessore ha detto  -  che  ha
  delle forti difficoltà, tra l'altro, il collega diceva pure che per
  9    mesi   è   stato   commissariato,   quindi   non   c'è   stato
  un'amministrazione  in  carica, durante  il  commissariamento  sono
  stati  inviati,  appunto, gli ispettori, la domanda  specifica  che
  avevo fatto tramite l'interrogazione era capire se, effettivamente,
  c'è  una  proroga nei termini per quanto riguarda questi 39 milioni
  di euro - e per quanto riguarda questi progetti che quel territorio
  sta  portando avanti con tante difficoltà - e, soprattutto,  se  da
  parte  della Regione c'è un aiuto a tutti quei tecnici, agli uffici
  soprattutto  comunali, non solo per quanto  riguarda  Gela  ma  per
  quanto riguarda tutto il territorio siciliano che, ad oggi, sono in
  fortissima  difficoltà, perché gli uffici comunali di ogni  singolo
  comune  sono  carenti per quanto riguarda tecnici specialistici  e,
  nello stesso tempo, quei pochi tecnici, debbono portare avanti  più
  progetti,  non  solo  quelli ordinari e  in  via  emergenziale  che
  vengono fatti all'interno dei comuni ma, poi, i RUP si trovano pure
  a fare progetti di questo tipi e, ovviamente, per non far perdere i
  fondi  non  solo  al  territorio di Gela, ma  un  po'  a  tutto  il
  territorio  siciliano, perché, oggi, un po'  tutti  i  comuni  sono
  completamente  allo stremo e non riescono proprio  a  completare  i
  progetti.
   Io volevo capire se la Regione, sotto questo punto di vista, va in
  aiuto  ai  sindaci e alle amministrazioni comunali,  e  ai  tecnici
  comunali dando un supporto, perché mi dicevano che ci sono talmente
  tanti  cavilli  con  l'UREGA e i portali e alla rendicontazione  da
  gestire per quanto riguarda la presentazione di questi progetti.
   Quindi,  la  domanda  era ben specifica ed era,  al  di  là  della
  riprogrammazione  -  che spero non avvenga,  soprattutto  per  quei
  territori che sono in fortissima difficoltà, perché se io sposto le
  somme  nei  territori che sono in difficoltà e li  metto  in  altri
  territori   e  tolgo  quelle  esigue  somme  per  rilanciare   quei
  territori, è ovvio che il Governo regionale se ne assume la  totale
  responsabilità.
   Quindi, la domanda era, uno se c'è una proroga per quanto riguarda
  il  completamento  di questi progetti e due se  la  Regione  ha  la
  volontà di aiutare tutti i comuni siciliani, non solo il Comune  di
  Gela,  ma  tutti  i comuni siciliani che sono carenti,  ripeto,  di
  personale specialistico nel completare questi progetti.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per  fornire
  la risposta.

   TURANO,  assessore per le Attività produttive.  Signor Presidente,
  io  vorrei che l'onorevole di Paola apprezzasse lo sforzo  che  sta
  facendo  la  Regione  perché, diversamente, la Regione  diventa  la
  causa di tutti i mali.
   Ora,  diciamo la verità e facciamo la radiografia. La  Regione  ha
  finanziato  importi  ben più rilevanti rispetto  a  quelli  che  ha
  indicato l'onorevole Di Paola nell'area di Gela. Ma l'onorevole  Di
  Paola chiede di sapere, se ci sono finanziamenti per 39 milioni  di
  euro  dati al Comune di Gela nel 2015. Bene, a distanza di 4  anni,
  non   abbiamo   neppure   progetti  esecutivi,   neppure   progetti
  preliminari  perché il Comune di Gela, in questi  4  anni,  non  ha
  prodotto nessuna progettualità.
   Talché abbiamo inviato gli ispettori, ma non al comune di Gela, in
  tutta  la Sicilia, perché abbiamo la necessità di riprogrammare  le
  risorse. Abbiamo scoperto chiaramente, che non sono stati elaborati
  progetti. Si può mai pensare che la Regione, oltre a negoziare  con
  lo  Stato ad erogare i finanziamenti ai comuni, si deve fare carico
  pure  della  progettualità in favore dei comuni? Se  dobbiamo  fare
  questo,  significa arrivare al collasso perché  fa  tutte  cose  la
  Regione.
   E  pur  tuttavia,  la  Regione  si è sforzata  di  fare  l'Ufficio
  progettazione  e di metterlo a disposizione dei comuni,  ma  se  un
  comune  per  quattro anni non ha fatto nulla, dobbiamo  pensare  di
  spendere queste risorse o dobbiamo rimanere bloccati? Ecco, perché,
  io  dico che quando parliamo di riprogrammazione non significa  che
  toglieremo  certamente le risorse, ma intanto va dato atto  che  un
  comune che ha avuto cospicui finanziamenti non si è preoccupato  di
  realizzare   nessun  progetto  nonostante  avesse  il  decreto   di
  finanziamento  nel cassetto. Questa è una cosa che non  fa  merito,
  che non va a merito né di quel comune, né di tutti gli altri perché
  ce ne sono tantissimi che si sono comportati così.
   E'  facile dire che la Regione non spende, ma va pure detto che la
  Regione  fa  i decreti di finanziamento e poi gli enti  locali  non
  spendono, così come con onestà intellettuale dico che la Regione si
  è  preoccupata di accelerare la spesa ma sono arrivate migliaia  di
  istanze e prima che vengano viste tutte talvolta passa un anno che,
  per un'impresa, è un tempo - come dire - irragionevole, quindi,  io
  mi  prendo anche la responsabilità, salvo poi a dovere scoprire che
  quando  si  interviene e si porta il decreto a finanziamento  e  la
  notifica  in favore dell'impresa, magari non vengono presentate  le
  fideiussioni  che permettono di accelerare la spesa, però,  siccome
  non  si  può  fare  di  tutta l'erba un  fascio,  ci  sono  imprese
  eccellenti che lavorano bene, imprese che vanno sostenute, ci  sono
  comuni  che  lavorano  bene e comuni che vanno  sostenuti,  ma  una
  riprogrammazione  su  risorse inutilizzate da cinque,  dieci  anni,
  credo che sia giusto farla.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Di  Paola, si  ritiene  soddisfatto  della
  risposta fornita?

   DI PAOLA. Mi dichiaro insoddisfatto della risposta fornita.

   PRESIDENTE. Si passa alla interpellanza n. 122  Scioglimento della
  Camera  di  Commercio  di  Siracusa,  Catania  e  Ragusa   a  firma
  dell'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA. La ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa alla interpellanza n. 145  Istituzione di ZES all'interno
  del  territorio  della  Regione siciliana  a  firma  dell'onorevole
  Zafarana ed altri.

   «Al  Presidente  della  Regione e all'Assessore  per  le  attività
  produttive, premesso che:

   con  l'articolo  4  del DL 91/2017, convertito  con  modificazioni
  dalla legge 123/2017, vengono istituite le Zone Economiche Speciali
  - ZES;

   con  la  definizione  di ZES si intende una  zona  geograficamente
  delimitata  e  chiaramente identificata, situata  entro  i  confini
  dello   Stato,   costituita  anche  da  aree  non  territorialmente
  adiacenti purche' presentino un nesso economico funzionale,  e  che
  comprenda  almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite
  dal  regolamento (UE) n. 1315 dell'11 dicembre 2013 del  Parlamento
  europeo  e  del  Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione  per  lo
  sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T);

   con decreto n.12/2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri  ha
  emanato   il  Regolamento  per  l'istituzione  di  Zone  Economiche
  Speciali;

   con  deliberazione n.145 del 28 marzo 2018 la Giunta Regionale  ha
  condiviso  la  proposta dell'Assessore regionale  per  le  attività
  produttive  concernente la costituzione di  un'apposita  cabina  di
  regia, con il compito di elaborare la proposta di istituzione della
  Zona  economica speciale, al Presidente del Consiglio dei Ministri,
  ai  sensi  dell'art.  4  del summenzionato DL  e  del  citato  DPCM
  12/2018;

   rilevato che:

   della  suddetta Cabina di Regia fanno parte il DG del Dipartimento
  programmazione o suo delegato, il DG del Dipartimento del  bilancio
  e  del tesoro, o suo delegato, il DG del Dipartimento Finanze o suo
  delegato,  il  DG  del  dipartimento  attività  produttive  o   suo
  delegato,  il DG del Dipartimento dell'ambiente o suo delegato,  il
  DG  del  Dipartimento  infrastrutture o suo  delegato,  il  DG  del
  dipartimento  urbanistica, o suo delegato,  un  componente  esterno
  all'Amministrazione   Regionale  esperto  nella   tematica   e   di
  riconosciuta esperienza nel settore;

   la Presidenza della cabina di regia è assunta dal Presidente della
  Regione  o,  su sua delega, dall'Assessore Regionale alle  Attività
  Produttive;

   al  coordinamento delle attività della Cabina di Regia è  delegato
  il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione;

   la cabina di regia è integrata dai rappresentanti delle ADSP della
  Sicilia Orientale, della Sicilia Occidentale e dell'AP di Messina e
  Milazzo;

   appreso che:

   con  nota  2680/A15 del 14/06/2018, recante in calce  la  relativa
  accettazione, avvenuta in data 15/06/2018, con la quale l'Assessore
  regionale per le Attività Produttive Girolamo Turano, esaminato
  il  curriculum,  ha comunicato il proprio intendimento di avvalersi
  della  collaborazione del Prof. Aldo Berlinguer, nato a Siena  (SI)
  il  23/01/1969,  in qualità di consulente per le materie  attinenti
  l'Assessorato  Regionale delle Attività Produttive in  ordine  alle
  Zone  Economiche  Speciali  - ZES, per la  fase  propedeutica  alla
  elaborazione della proposta di istituzione delle stesse;

   don  Decreto Assessoriale n. 05/GAB del 24 Luglio 2018 l'Assessore
  regionale  per le Attività Produttive Girolamo Turano approvava  il
  contratto   per   il  conferimento  dell'incarico  di   consulenza,
  stipulato  tra  l'Assessore medesimo e il  Prof.  Aldo  Berlinguer,
  sottoscritto in data 23/07/2018;

   con  Decreto  n.137  del 02 Ottobre 2018, l'Autorità  Portuale  di
  Messina ha affidato incarico professionale, per la redazione di uno
  studio  avente  ad  oggetto  lo sviluppo delle  politiche  portuali
  relative al settore geografico di competenza dell'Autorità Portuale
  di  Messina  nell'ambito  di una più larga pianificazione  relativa
  alle  istituende Zone economiche speciali, con particole attenzione
  ai  porti di Messina, Milazzo e Tremestieri, alle loro peculiarità,
  criticità, vocazioni industriali e di sviluppo , al Prof. Avv. Aldo
  Berlinguer;

   rilevato   che   attraverso  una  nota  ANSA  l'Assessore   Turano
  affermava, a luglio 2018, che entro il medesimo anno sarebbe  stata
  definita  la  citata proposta di istituzione della  Zona  economica
  speciale da inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri;

   preso atto che ad oggi non risultano alla scrivente determinazioni
  di  alcun tipo assunte dalla Cabina di Regia, mentre si ha contezza
  di  varie e continue interlocuzioni fra i componenti a vario titolo
  della suddetta Cabina e altri attori istituzionali e sociali quali,
  a   titolo  esemplificativo,  ANCI,  Città  metropolitane,   Liberi
  Consorzi, Comuni, stakeholders, parti datoriali e sindacali;

   per conoscere:

   quale  sia  lo stato dell'arte della redazione della  proposta  di
  istituzione  della  Zona  economica  speciale,  al  Presidente  del
  Consiglio  dei  Ministri, ai sensi dell'art. 4 del DL  91/2017  del
  DPCM 12/2018;

   se non ritengano di dover garantire un maggior grado di pubblicità
  ai  lavori,  attraverso la pubblicazione di resoconti o l'indizione
  di  sedute  aperte,  così  da coinvolgere maggiormente  e  in  modo
  migliore i territori potenzialmente interessati alla misura.».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.

   TURANO,   assessore   per  le  attività  produttive.   L'onorevole
  Zafarana,  sapendo di essere un deputato che appartiene  all'intero
  territorio regionale, ha pensato di chiedere se il Governo  intende
  istituire  le  ZES nell'area del messinese, atteso  che  lei  è  di
  quella  provenienza,  ma  si  è preoccupata  di  chiedere  pure  le
  istituzioni delle ZES nel territorio della Regione siciliana.
   L'interrogazione è di medesimo contenuto rispetto alla  precedente
  e la risposta è identica alla precedente, quindi io credo - come ho
  fatto  con  l'onorevole Arancio - di essere stato  sufficientemente
  chiaro ed esaustivo nell'indicazione del percorso delle cose  fatte
  e della imminente redazione della delibera conclusiva.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Zafarana,  si  ritiene  soddisfatta  della
  risposta?

   ZAFARANA. Mi ritengo parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE.   Colleghi,   vi  ricordo   sempre   che,   ai   sensi
  dell'articolo 151, comma 1, che per sommi capiti recita che qualora
  non  vi  riteneste soddisfatti potreste, comunque,  promuovere  una
  discussione attraverso la presentazione di una mozione, che a  quel
  punto  non  avrebbe bisogno dell'apposizione di  quattro  firme  ma
  potrebbe  essere depositata con un'unica sola firma. Vi suggerisco,
  quindi,  di  utilizzare anche questo strumento, chiaramente  quando
  ritenete di non essere soddisfatti delle risposte.

   ZAFARANA. Già fatto.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Quando le  risposte
  sono  esaustive  non c'è bisogno di fare la mozione:  c'è  l'uno  e
  l'altro.

   ZAFARANA. La mozione è già stata predisposta

   PRESIDENTE.  E'  nelle vostre facoltà. Assessore,  prendo  per  10
  secondi la parola per ricordarle - sono sicuro che prenderà a cuore
  queste  parole  -  di  non dimenticare, in questo  ragionamento  di
  rilancio anche economico della Sicilia, le aree interne che  spesso
  e  volentieri  vengono dimenticate e rimangono fuori dai  circuiti.
  Assessore  se  vuole  aggiungere  qualcosa,  perché  è   una   cosa
  importante.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente, è
  chiaro  che  le  posso  dire non mi sono  dilungato  in  un'analisi
  settoriale  delle singole province, però visto che lei ricorda  che
  per  la  terza  volta fa un uso improprio del ruolo che  in  questo
  minuto  riveste,  che  può stare certo che l'area  industriale  del
  nisseno  e,  segnatamente, di Caltanissetta è  stata  cartografata,
  abbiamo la superficie, gli insediamenti e nella elaborazione  della
  proposta  della  Zes  della  Sicilia  occidentale,  chiaramente,  è
  ricompresa.

   PRESIDENTE.  E' questa le devo dire che è una notizia,  una  buona
  notizia.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. E questo  vale  per
  alcune aree dell'agrigentino, del trapanese, del palermitano,  cioè
  per  tutto quello che riguarda la Sicilia occidentale. In settimana
  spero di concludere il lavoro della Sicilia orientale. Grazie.

   PRESIDENTE. Benissimo. E allora andiamo avanti, credo che  abbiamo
  superato. Io sono imparziale quando siedo in questa Presidenza. Lei
  lo sa e cerco di esserlo sempre e comunque con tutti. Continuiamo e
  andiamo  avanti,  credo  che ci siamo gettati  alle  spalle  questa
  corposa discussione sulle Zes.
   Si   passa   all'interpellanza  n.  163   Chiarimenti  in   ordine
  all'Istituto  regionale  per il credito agevolato  IRCA ,  a  firma
  dell'onorevole Lupo.

    Al  Presidente  della  Regione, all'Assessore  per  l'economia  e
  all'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   con l'articolo 1 della l.r. 22 luglio 2018 n. 10, si è disposta la
  fusione  di  CRIAS  e  IRCAC  in un unico  ente,  l'IRCA,  istituto
  regionale per il credito agevolato;

   la  finalità  dichiarata dalla norma richiama la 'riorganizzazione
  degli  enti  per  il  finanziamento delle  imprese,  attraverso  la
  relativa   concentrazione'   nonché  la  'razionalizzazione   degli
  interventi previsti dalla normativa vigente in favore delle imprese
  aventi sede in Sicilia';

   allo  stato attuale, tali finalità rimangono lettera morta  e,  al
  posto  della  'riorganizzazione',  è  riscontrabile  soltanto   una
  assoluta  incertezza operativa che coinvolge i due  enti  destinati
  alla  fusione,  il  relativo personale e,  soprattutto,  la  stessa
  fisionomia del nuovo ente;

   considerato che:

   IRCAC  e  CRIAS  sono istituti che praticano il  credito  a  tasso
  agevolato  rispettivamente alle imprese cooperative e alle  imprese
  artigiane; la 'mission' dei due istituti è stata fondamentale,  sin
  dalla  loro  istituzione,  per il sostegno  al  tessuto  produttivo
  regionale,  caratterizzato  per  lo  più  da  imprese  di   piccola
  dimensione, assistite da poche garanzie e che faticano ad  ottenere
  credito a condizioni di mercato;

   nelle  condizioni di crisi finanziaria che caratterizza  l'attuale
  congiuntura  economica, i due enti hanno consentito a centinaia  di
  piccole imprese di sopravvivere e salvaguardare posti di lavoro;

   la riorganizzazione di un settore tanto delicato impone, pertanto,
  la  massima cautela e una rigorosa prospettiva strategica,  essendo
  in  gioco il futuro stesso del credito agevolato in Sicilia  ed  il
  destino della fragile economia siciliana;

   al  contrario,  le mosse del Governo nell'attuazione  della  norma
  istitutiva  dell'IRCA appaiono confuse perché,  in  assenza  di  un
  piano   industriale  che  indichi  gli  obiettivi   strategici   da
  perseguire e come realizzarli, non è chiaro quali benefici il nuovo
  ente  possa apportare al mondo produttivo regionale e quale sia  il
  ruolo che dovrà in concreto rivestire;

   anche  le  modalità con le quali la concentrazione  dei  due  enti
  dovrà  avvenire  rimangono incerte, poiché il governo  ha  cambiato
  rotta  e  presentato all'ARS una proposta che prevede  non  più  la
  fusione  'propria', ma la fusione per incorporazione,  con  l'IRCAC
  che assorbe la CRIAS e muta la denominazione in IRCA;

   premesso, inoltre, che:

   l'art.  1  della l.r. 10/2018 definisce l'IRCA ente  economico  di
  diritto  pubblico  sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato  alle
  Attività  produttive e, per gli aspetti contabili, dell'Assessorato
  all'Economia,   e  gli  conferisce  la  titolarità  delle   risorse
  finanziarie  derivanti  dai  fondi istituiti  presso  gli  enti  di
  provenienza,   che   mantengono  la   destinazione   per   comparto
  produttivo;

   il  comma 5 del suddetto articolo prescrive che il regolamento  di
  attuazione,  adottato  ai sensi dell'art.  12  dello  Statuto,  sia
  emanato entro 90 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge;

   con  due  diverse deliberazioni di Giunta regionale, lo schema  di
  regolamento,  su  proposta dell'Assessore AA. PP. di  concerto  con
  l'Assessore  per  l'Economia, è stato approvato ed inviato  all'ARS
  per  i  prescritti pareri delle Commissioni Attività  produttive  e
  Bilancio;

   tale  percorso,  tuttavia, si è interrotto e  dovrà  ripetersi  da
  capo,  atteso  che  il Governo ha cambiato idea circa  le  modalità
  della  fusione  nonché sulla composizione del CdA del  nuovo  ente:
  pertanto  il  regolamento  dovrà  essere  riscritto,  inviato  alle
  Commissioni   dell'ARS   per  i  pareri,   quindi   sottoposto   ai
  rappresentanti delle categorie interessate ed infine  inoltrato  al
  CGA;

   l'IRCA,  in  assenza del regolamento attuativo,  è  oggi  un  ente
  esistente solo sulla carta;

   l'indeterminatezza di tale percorso, allo stato, congela  la  vita
  dei  due  enti e dei servizi in favore delle imprese,  e  determina
  profonda  incertezza per il personale in servizio presso  Crias  ed
  IRCAC  (rispettivamente  72  e 51 unità),  anche  in  relazione  al
  trattamento  giuridico  e  alla  tipologia  contrattuale  che  sarà
  applicata;

   per conoscere:

   quale  sia  il  ruolo  che la Regione siciliana  intende  affidare
  all'IRCA nell'ambito del settore del credito agevolato alle imprese
  artigiane e cooperative, quali siano i nuovi servizi che tale  ente
  potrà offrire alle stesse e quali i risultati attesi per l'economia
  siciliana;

   se  abbiano intrapreso un dialogo con le parti sociali al fine  di
  definire  al  meglio la fisionomia del nuovo ente e valorizzare  la
  mission storica dei due enti e il relativo personale;

   in quali tempi si preveda di rendere l'IRCA pienamente operativa a
  supporto del tessuto produttivo della Regione. .

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor   Presidente,   Assessori,   onorevoli   colleghi,
  l'interpellanza mira a chiedere al Governo a che punto  siamo,  con
  semplicità    e   rispetto   all'attuazione   del    progetto    di
  riorganizzazione dell'IRCAC e della CRIAS già avviata da tempo  per
  l'istituzione del nuovo istituto regionale per il credito agevolato
  IRCA.
   Come ricordiamo, la riforma annunciata dal Governo e approvata dal
  Parlamento risale all'articolo 1, della legge regionale  22  luglio
  2018,  n.  10,  e  quindi siamo sostanzialmente  a  quasi  un  anno
  dall'approvazione della norma.
   Successivamente  il  Governo  è  tornato  più  volte  a   proporre
  modifiche alla legge stessa, in particolare riproponendo la fusione
  per incorporazione, e modificando anche la composizione del CDA. In
  relazione  a  tali  modifiche la Giunta avrebbe  dovuto  nuovamente
  approvare  il  Regolamento che, successivamente i  pareri  espressi
  dalle Commissioni parlamentari dell'Assemblea, necessita del parere
  anche  del  CGA  rispetto alla formulazione dell'interpellanza  che
  risale al 1  aprile 2019.
   E'  trascorsa qualche settimana, quindi mi chiedo se  il  Governo,
  nel  frattempo,  abbia approvato un nuovo Regolamento,  se  intende
  trasmetterlo per il parere delle Commissioni di merito, a che punto
  siamo con l'iter e questo per quanto attiene alla costituzione  del
  nuovo ente.
   Esprimiamo  preoccupazione  per il fatto  che  la  lentezza  della
  nascita  del  nuovo  ente  di fatto, a nostro  avviso,  rischia  di
  compromettere l'attività ordinariamente svolta dall'IRCAC  e  dalla
  CRIAS  che, come sappiamo, era credito agevolato per le cooperative
  e  per  le imprese artigiane, considerato, appunto, che la funzione
  per  il  credito è una delle funzioni fondamentali che  la  Regione
  attraverso  questo ente strumentale può garantire per  lo  sviluppo
  delle piccole medie aziende.
   E  un  altro punto che vorrei sottolineare e rispetto al quale  mi
  aspetto  anche una risposta da parte dell'Assessore, sia  da  parte
  del  Governo se è stato mantenuto l'impegno di coltivare il dialogo
  con  le  parti  sociali per garantire la migliore attuazione  della
  riforma stessa. Grazie.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore   Turano   per
  rispondere all'interpellanza.

   TURANO,  assessore per le Attività produttive. Signor  Presidente,
  ringrazio  l'onorevole  Lupo  per  l'attenzione  che  pone  su   un
  argomento così delicato e importante su cui, a dire il vero, molti,
  moltissimi, io credo tutta l'Aula, fin dall'inizio, non credeva.
   Certo  è vero, l'onorevole Lupo fa riferimento ad una legge che  è
  nata un anno fa, ma dimentica di ricordare che soltanto tre mesi fa
  è stata fatta una importante novella legislativa che ha permesso di
  adeguare  quello  statuto ai cinque membri  che  sono,  come  dire,
  membri  per  permettere agli enti datoriali di essere presenti.  Lo
  dico  soltanto  come  promemoria.  Era  previsto  un  Consiglio  di
  amministrazione composto da tre membri, ed era stato previsto da me
  il  principio  della  turnazione, per  dare  la  possibilità  tanto
  all'associazione  dei  cooperatori  quanto  all'associazione  degli
  artigiani di essere presenti.
   Però,  dinanzi  alle legittime richieste dei rappresentanti  delle
  categorie   di   essere  entrambi  presenti,  si  è   ritenuto   di
  soprassedere per qualche mese in attesa che si approvasse una legge
  che  permetteva  di  avere tutti le rappresentanze.  A  seguito  di
  questo,  dopo  la  novella  legislativa, ci  siamo  preoccupati  di
  indirizzare gli atti alle Commissioni parlamentari per  l'esame  di
  merito.
   La Commissione Attività produttiva è stata molto solerte a rendere
  il  parere,  e  la Commissione Bilancio ha reso il parere  soltanto
  nell'11  giugno  di  quest'anno. E' chiaro che  noi  non  ci  siamo
  fermati  perché,  nelle more abbiamo approvato  il  Regolamento  in
  Giunta e lo abbiamo mandato all'Ufficio legislativo e legale.
   Non  sarò  io  a  ricordare all'Aula, all'onorevole  Lupo,  quanta
  attenzione  si  è dovuta mettere per sviluppare un  documento  così
  articolato e complesso che prevedeva una serie di precisazioni  che
  sono state molto utili. Detto questo, con la stessa franchezza devo
  dire  che,  le associazioni datoriali, nella risoluzione  approvate
  dalla   Commissione  Bilancio,  hanno  chiesto  di  introdurre   il
  principio all'alternanza con cadenza annuale dei soggetti indicati.
   Ora,  lo  dico  con franchezza, è chiaro che ho ricevuto  soltanto
  ieri  mattina  una  nota  di  tutte le  associazioni,  tanto  della
  cooperazione quanto dell'artigianato che apprezzano il turno  della
  rotazione,  ma  ritengono  che non si  possa  avere  una  rotazione
  annuale,   perché  è  come  se  noi  facessimo  un   Consiglio   di
  amministrazione  e ogni anno cambiamo 2 membri su  5.  Sarebbe  una
  cosa  assolutamente paradossale. Quindi posso comunicare  di  avere
  già  firmato  il  parere per l'inoltro al CGA  per  la  conclusione
  dell'iter di tutta la procedura che prevede la rappresentanza tanto
  del mondo della cooperazione quanto del mondo dell'artigianato.  Ho
  introdotto il principio della turnazione, che chiaramente  non  può
  essere annuale, introducendo il parametro che tutte le associazioni
  devono essere presenti a partire dalle più rappresentative.
   Abbiamo  cioè  fatto  un'operazione  di  buon  senso.  Appena   il
  Consiglio  di  Giustizia Amministrativa renderà  il  parere,  siamo
  pronti  ad  emanare  il decreto del Presidente della  Regione,  che
  avviene  su  proposta dell'Assessorato per le attività  produttive,
  per far nascere, far venire alla luce, un ente molto importante che
  però, assicurando l'onorevole Lupo, non ha di fatto determinato  il
  rallentamento di nessun ente di appartenenza.
   E' soltanto la notizia di ieri che sono state deliberate, da parte
  del  Commissario della CRIAS, 237 pratiche di credito di  esercizio
  in favore agli artigiani per un importo pari a 5 milioni e 100 mila
  euro.

   FOTI. E per l'IRCAC?

   TURANO,  assessore per le Attività produttive. Per l'IRCAC abbiamo
  un  problema. Il bilancio dell'IRCAC è stato formalmente  approvato
  da  parte  dell'organo,  e  non è stato ratificato  dall'organo  di
  vigilanza, perché l'Assessorato bilancio ha prodotto una nota nella
  quale si evidenziavano discrasie.
   Ieri  o  l'altro ieri, ma non mi sono informato dell'esito,  vi  è
  stato  un  confronto in Assessorato tra i funzionari  dell'IRCAC  e
  dell'Assessorato per capire come risolvere le anomalie  evidenziate
  dagli organi di vigilanza dell'Assessorato dell'economia.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io non  mi  ritengo
  soddisfatto,  non tanto rispetto a ciò che ha detto nella  risposta
  che  Lei ha fornito all'interpellanza, quanto piuttosto per ciò che
  non  ha  detto, in particolare mi riferisco al trattamento relativo
  al personale.
   Noi abbiamo voluto sottolineare con l'approvazione della legge che
  bisogna   mantenere,   salvaguardare  e   valorizzare   i   livelli
  occupazionali,  e  garantire  anche il  trattamento  giuridico  dei
  dipendenti ,dei lavoratori, quindi l'invito che vorrei rivolgere al
  Governo  è,  così  come  correttamente ha fatto  nel  coltivare  il
  dialogo con le associazioni datoriali, di fare altrettanto  con  le
  associazioni  rappresentative dei lavoratori, con i  sindacati  dei
  lavoratori,  perché diversamente questa riforma  sarà  destinata  a
  fallire,  se non si capisce che l'asset fondamentale da valorizzare
  è  quello  appunto  del  personale, e  che  è  un'operazione  anche
  complessa, derivando il personale da due diversi Enti con contratti
  diversi,  con storie diverse, con competenze diverse, io penso  che
  questo è un errore.
   Quindi  bisogna  accompagnare il processo di  crescita  del  nuovo
  Istituto,   in   particolare   coltivando   un   dialogo   con   le
  organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori, garantendo
  la  tutela  dei  lavori  occupazionali,  una  riorganizzazione  che
  valorizzi  il personale stesso e i trattamenti giuridici  e  quindi
  anche retributivi.
   Io  penso  che  questo è un atto necessario, se  fosse  possibile,
  inviterei  l'Assessore anche a farlo nell'ambito delle  Commissioni
  parlamentari,    senza    aspettare   una   nuova    interrogazione
  parlamentare.  Se  possibile  chiederei  all'Assessore  di   tenere
  informata  l'Assemblea  rispetto al processo  di  attuazione  della
  riforma.

   TURANO, assessore per le Attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore  per  le  Attività produttive.  Mi  spiace  che
  l'onorevole  Lupo non si ritiene soddisfatto della  risposta,  però
  egli  sa  che  nel  regolamento è previsto  appunto  che  il  nuovo
  Consiglio si faccia carico di definire tutto l'iter per garantire i
  lavoratori  e per garantire il trattamento economico,  parla  anche
  del trattamento giuridico, non ha nessuna difficoltà, ma questo non
  può  essere  un  ragionamento precostituito a  monte  previsto  nel
  Regolamento che va all'apprezzamento del CGA.
   Diversamente, per modificare quel ragionamento, dovremmo  chiedere
  di  cambiare  il Regolamento e di ritornare al CGA. Fa parte  della
  declinazione  statutaria  del  nuovo  Ente,  dove  è  espressamente
  previsto  che  tutte queste necessità rappresentate  dall'onorevole
  Lupo saranno risolte.
   Non  vi è nessuna difficoltà da parte del sottoscritto ad assumere
  un  impegno  politico che in relazione alla definizione  del  nuovo
  Consiglio  alla  proposta  si  darà un  confronto  con  l'Assemblea
  regionale  siciliana  e con le Commissioni legislative  competenti,
  che  nel  caso di specie segnatamente è la Commissione   Bilancio ,
  perché  da  questo  confronto  possa nascere  un  arricchimento  da
  mettere  in  atto, tanto da parte del Consiglio di amministrazione,
  quanto dalle forze politiche dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 168  Sostegno al sistema
  regionale dei distretti produttivi , degli onorevoli De Domenico ed
  altri.

    «All'Assessore per le attività produttive, premesso che:

   nelle interrogazioni n. 595 del 4/12/2018 e n. 677 del 30/01/2019,
  presentate dal sottoscritto 1  firmatario ed altri, il Governo  era
  stato  sollecitato a definire un termine preciso,  entro  il  quale
  provvedere  all'espletamento delle procedure volte  a  concedere  o
  negare   il  riconoscimento  della  Regione  alle  numerose  realtà
  distrettuali  che  ne hanno avanzato la richiesta  o  che  sono  in
  attesa del periodico rinnovo;

   nei suddetti atti parlamentari si interrogava il Governo in merito
  a   quali  provvedimenti  concreti  si  stessero  adottando  o   si
  intendessero  attuare  al  fine di sostenere  la  costituzione,  lo
  sviluppo e la crescita dimensionale dei distretti produttivi;

   con  la  mozione n. 215, presentata dal sottoscritto 1  firmatario
  ed  altri  il  30/01/2019, si era inteso  impegnare  il  Governo  a
  fissare un termine ravvicinato e perentorio entro il quale valutare
  le  richieste  dei distretti Produttivi che, attualmente,  sono  in
  attesa  del  primo  riconoscimento o del  periodico  rinnovo  dello
  stesso da parte della Regione;

   con   l'interrogazione  n.  555  del  14/11/2018,  presentata  dal
  sottoscritto  1   firmatario ed altri,  il  il  Governo  era  stato
  sollecitato  ad  avviare l'iter per la costituzione dei  'Distretti
  del  Cibo', introdotti dalla Legge Finanziaria nazionale del  2018,
  quale nuovo strumento finalizzato a garantire ulteriori risorse per
  la crescita e il rilancio di filiere e territori;

   il Decreto assessoriale del 4/02/2019 ha definito le modalità e  i
  criteri per il riconoscimento dei Distretti del Cibo, prevedendo la
  possibilità per i Distretti già costituiti, che operano nel settore
  dell'agroalimentare, di aderirvi;

   in  base  a quanto denunciato dagli operatori del settore,  tra  i
  Distretti  che  da  quasi  due  anni  sono  in  attesa  del   primo
  riconoscimento  o  del  rinnovo periodico  dello  stesso,  figurano
  quelli operanti nel settore della produzione di agrumi, della pesca
  e dell'agroalimentare;

   il  disegno  di  legge  n. 511 del 6.3.2019,  a  firma  dell'on.le
  Catanzaro  ed altri, prevede la modifica dell'art. 56  della  legge
  regionale  28 dicembre 2004 n. 17 in materia di organizzazione  dei
  distretti  produttivi, che introduce, assieme ad altri  interventi,
  la  definizione  di  un  termine temporale  certo  entro  il  quale
  espletare  le  procedure  di primo riconoscimento  o  di  periodico
  rinnovo dello stesso;

   considerato che:

   in base a quanto più volte denunciato dagli operatori del settore,
  da  quasi due anni diverse importanti realtà distrettuali, operanti
  nei  settori della meccatronica, della produzione di agrumi,  della
  pesca, dell'agroalimentare e del tessile, sono in attesa del  primo
  riconoscimento o del periodico rinnovo dello stesso da parte  della
  Regione;

   il  decimo  rapporto annuale sull'economia e finanza dei distretti
  industriali, realizzato dalla Direzione studi e ricerche di  Intesa
  Sanpaolo,  ha  evidenziato  come tra il  2008  e  il  2017  si  sia
  registrato un aumento dei ricavi del 13% nell'ambito dei  Distretti
  produttivi  italiani,  a  fronte  di  un  +8,7%  delle   aree   non
  distrettuali.  Il  rapporto  dimostra,  inoltre,  come  i   sistemi
  distrettuali  abbiano  recuperato i livelli  produttivi  pre-crisi,
  mentre  le  imprese che operano individualmente mostrano ancora  un
  significativo ritardo;

   nel  2017 i distretti del Mezzogiorno hanno registrato un  aumento
  delle esportazioni del 3,6%, pari a 254 milioni di euro, aggiuntivi
  rispetto  al  2016.  Nel  trend positivo del  meridione  spicca  la
  performance della Regione Puglia, con un +7,7%, pari a 225  milioni
  di euro in più del 2016;

   la  strategia  regionale dell'innovazione per la  specializzazione
  intelligente  per il periodo 2014- 2020 evidenzia,  sulla  base  di
  quanto  recentemente  emerso  da  diversi  studi,  come  una  forte
  attività  di  governance istituzionale, la creazione  di  reti  tra
  imprese  e  l'istituzione di distretti settoriali, possano  offrire
  alle  imprese il supporto necessario per l'accesso al mercato e  la
  creazione  di  innovazione, soprattutto in  un  contesto  economico
  sfavorevole come quello attuale;

   in  più occasioni i rappresentanti dei distretti produttivi  hanno
  sollecitato   il  Governo  regionale  affinché  si  consenta   agli
  organismi   distrettuali  con  personalità   giuridica   la   piena
  partecipazione  ai  bandi Po-Fesr e Psr, si prevedano  punteggi  di
  vantaggio  per le imprese distrettuali e si creino delle  linee  di
  finanziamento specifiche per il settore;

   per conoscere:

   per  quali  ragioni non abbia ancora provveduto  ad  espletare  la
  procedura  volta  a  concedere  o negare  il  riconoscimento  della
  Regione   alle  realtà  distrettuali  che  ne  hanno  avanzato   la
  richiesta,  ostacolando  in maniera significativa  il  processo  di
  costituzione   o   di  crescita  economica  di  importanti   realtà
  produttive e occupazionali;

   per  quali ragioni il sostegno al sistema dei distretti produttivi
  non sembra rappresentare una priorità per il Governo regionale,  in
  controtendenza  con  quanto  avviene nel  resto  del  Paese  e,  in
  particolare, nelle Regioni del Mezzogiorno che hanno fatto  segnare
  i maggiori tassi di crescita economica».

   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Domenico per illustrarla.

   TURANO, assessore per le Attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le Attività produttive. Ascolto  volentieri
  l'onorevole De Domenico, chissà, dal ragionamento può venire  fuori
  anche qualche valutazione diversa, e mi aspetto che l'onorevole  De
  Domenico  non sia soddisfattissimo come non lo è stato  l'onorevole
  Figuccia,  ma  già  avevo  indicato  nella  risposta  all'onorevole
  Figuccia, identica, rappresentando le difficoltà dell'Ufficio e  ho
  detto le cose che si sono fatte.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
  volevo  sottolineare l'approccio che deve avere  il  Governo  verso
  questa  realtà quale è questa dei Distretti produttivi, ma  la  mia
  analisi nasce da una constatazione dei fatti e da quello che  fanno
  le altre Regioni.
   I  Distretti produttivi sono una realtà importante di  un  sistema
  produttivo,  in una Regione dove l'occupazione è il  vero  problema
  drammatico,  non ci si può permettere di ritardare le  risposte.  I
  Distretti produttivi, e segnatamente i vari distretti della  pesca,
  della  produzione degli agrumi ed altri, ci dicono che è da  almeno
  due  anni  che non ricevono risposte sia in ordine al  rinnovo  per
  quanto riguarda i requisiti, sia al primo riconoscimento, ora  dico
  i  tempi,  a  mio avviso, non sono compatibili con l'importanza  di
  questo strumento.
   Inoltre  vorrei  pure risposte in ordine al tema di partecipazione
  dei  distretti  direttamente ai bandi CoFers  e  PSR  ed  anche  in
  relazione alla possibilità, vi avevo presentato sul tema  anche  un
  disegno di legge e anche altre interrogazioni perché, a mio avviso,
  l'attuale  normativa  ha  delle  carenze  che  attengono  sia  alla
  possibilità  di  attrarre investitori al di  fuori  del  territorio
  della  Sicilia  sia per quanto attiene al numero di imprese  minime
  necessarie per costituire un distretto.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

   TURANO,  assessore per le Attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, come ho già anticipato la risposta è stata resa
  sull'interrogazione  a firma dell'onorevole Figuccia,  voglio  però
  dire  una  cosa all'onorevole De Domenico. Nella sua interrogazione
  viene evidenziato come i Distretti non siano centri di spesa, e non
  potrebbero  essere dei centri di spesa, in verità quando  si  pensò
  alla  funzione  dei Distretti, si ritenne che gli  stessi  potevano
  essere  soggetti  affidatari di misure per la spesa  delle  risorse
  comunitarie.
   Chiaramente  questo  non  si  poté  fare  quindi,  come  ho  detto
  poc'anzi,  non  sono centri di spesa né possono  esserlo,  ci  sono
  tanti  distretti che partecipano ai bandi previsti dalla Regione  e
  vengono  finanziati, se si collocano in una posizione  utili  o  si
  rendono  un  progetto assolutamente congruo a  quelli  che  sono  i
  vincoli previsti dai bandi, per il PSR vale lo stesso principio del
  FERS,  i  distretti  produttivi non possono essere  assegnatari  di
  risorse da dare poi in favore delle singole aziende.

   DE   DOMENICO.   Non   mi  ritengo  soddisfatto   della   risposta
  dell'assessore e chiedo di trasformarla in mozione.

   PRESIDENTE.   Ai   sensi  dell'articolo  151   lei   si   dichiara
  insoddisfatto, quindi, la può ripresentare, ma la deve ripresentare
  lei  con la sua sola firma che è già più che bastevole  Chiaramente
  andando  a  modificare l'impianto che in fase  di  interpellanza  è
  interlocutorio,  e penso che in fase di mozione diventerà,  invece,
  di impegno per il Governo.
   Si  passa  all'interrogazione  n. 812   Partecipazione  di  realtà
  imprenditoriali   siciliane   all'EXPO   2020   Dubai ,   a   firma
  dell'onorevole Marano.

    Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore  per  i  beni  culturali  e   l'identità
  siciliana,   all'Assessore   per  l'economia,   all'Assessore   per
  l'energia  e  i  servizi di pubblica utilità  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso
  che:

   l'Expo  2020  Dubai,  United Arab Emirates (UAE)  è  l'Esposizione
  Universale  prevista  e  programmata negli  Emirati  Arabi  dal  20
  ottobre 2020 al 10 aprile 2021, con un flusso stimato di 25 milioni
  di  visitatori.  E'  la  prima  Esposizione  Universale  a  tenersi
  nell'area del Medio Oriente, Nord Africa ed Asia meridionale;

   il  tema  previsto per l'Esposizione è Connecting Minds,  Creating
  the   Future  (Collegare  le  menti,  creare  il  futuro)  ed,   in
  particolare,  l'Expo  Dubai parlerà di Opportunità  -  liberare  il
  potenziale  dei  singoli  e delle comunità  per  creare  un  futuro
  migliore,  Mobilità- sistemi innovativi di logistica,  trasporto  e
  comunicazione di persone, beni e idee, Sostenibilità- accessibilità
  e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche ;

   per sei mesi Dubai si trasformerà in una vetrina mondiale in cui i
  Paesi  partecipanti, tra cui l'Italia, presenteranno  al  mondo  il
  meglio  delle  loro idee, progetti, modelli esemplari e  innovativi
  nel  campo  delle infrastrutture materiali e immateriali  sui  temi
  dell'Esposizione Universale;

   tenuto conto che:

   il  contratto di partecipazione dell'Italia è stato firmato il  20
  gennaio  2018  ad Abu Dhabi dal Ministro degli esteri  ed  è  stato
  successivamente  nominato  il  Commissario  Generale   di   Sezione
  dell'Italia;

   il  progetto  italiano di esposizione a Expo Dubai 2020,  come  si
  legge  dal sito web istituzionale della Farnesina, rappresenta  una
  delle  grandi  priorità della diplomazia economica italiana  per  i
  prossimi anni in cui vengono coinvolti, assieme al Governo  e  alle
  Autonomie  territoriali, le principali associazioni  di  categoria,
  istituzioni  culturali, di studio e di ricerca, rappresentanti  del
  terzo           settore          (https://www.esteri.it/mae/it/sala
  stampa/archivionotizie/eventi/l-italia-a-expo-2020-dubai 0.html);

   attualmente,  come  si apprende dal sito web  ufficiale  dell'Expo
  2020   (https://italyexpo2020.it/i-partner/i-nostripartner/#),   il
  Commissariato italiano sta identificando i progetti e  i  temi  per
  rappresentare   al  meglio  l'Italia  ad  Expo   2020   Dubai.   In
  particolare,  il  Commissariato sta  sviluppando  un  percorso  con
  numerosi    partner   istituzionali   e   del   mondo   accademico,
  imprenditoriale,  scientifico, della creatività, dello  sport,  dei
  media, della musica. Si tratta di un lungo percorso il cui sviluppo
  si  intensificherà nei prossimi mesi e che coinvolgerà tutti i poli
  di  innovazione territoriale pubblici e privati del  nostro  Paese,
  con  l'obiettivo  di  creare un progetto  complessivo  che  porterà
  l'Italia  ad  uno  degli eventi più attesi del  prossimo  decennio,
  un'occasione unica per la promozione e l'internazionalizzazione del
  nostro sistema Paese;

   il   Padiglione  Italia  sarà  collocato  tra  le  aree  tematiche
  'Opportunità'  e  'Sostenibilità' nel sito di Expo  2020  Dubai  in
  posizione  strategica dal punto di vista dei flussi di  visitatori:
  sorgerà  su  un  lotto di 3.420 mq e intercetterà  il  traffico  di
  pubblico  in  uscita  dal  Padiglione  degli  Emirati  Arabi  Uniti
  (distante  250  metri) e in transito verso il North Park,  uno  dei
  principali  spazi verdi e meeting point di tutta l'area  espositiva
  di   Expo   Dubai   e  destinata  ad  ospitare  grandi   eventi   e
  manifestazioni  pubbliche. La prossimità del padiglione  al  parco,
  oltre   a   rappresentare  un  forte  vantaggio   in   termini   di
  attrattività, garantirà anche un'eccellente visione del padiglione,
  in  quanto non vi saranno strutture che ne ostacoleranno la visuale
  frontale  e  laterale. In particolare, è previsto  un  afflusso  di
  oltre  28  mila  visitatori  al  giorno  nel  Padiglione  italiano.
  L'evento, pertanto, rappresenta un'opportunità unica per le  realtà
  italiane  e  siciliane e, in particolare, per le imprese  creative,
  gli  artigiani digitali, i comunicatori e gli information designers
  che,  insieme  ai  brand più famosi della moda, del  design,  della
  gioielleria,    della    cosmesi,    dell'agroindustria     avranno
  l'opportunità di incontrare un pubblico internazionale  e  proporre
  nuove forme di cooperazione, partecipazione e sviluppo;

   considerato che:

   Invitalia,   per   conto  del  Commissariato   generale   per   la
  partecipazione  italiana all'Expo 2020 di Dubai, in data  1/4/2019,
  ha  pubblicato una Request For Proposal (RFP) rivolta a selezionare
  partner  Tecnici tra realtà imprenditoriali, enti pubblici ed  enti
  di  ricerca,  anche consorziati con imprese, che  rappresentano  la
  competenza  italiana  e l'innovazione tecnologica  più  avanzata  e
  sostenibile   e   che   potranno  partecipare   direttamente   alla
  realizzazione  del Padiglione Italia mediante le diverse  forme  di
  contribuzione  previste dalla normativa vigente e  descritte  nella
  documentazione  di  gara. La RFP è aperta  a  tutti  gli  operatori
  interessati  a partecipare per diventare Partner Tecnici,  anche  a
  coloro  che  non  hanno risposto alla precedente Manifestazione  di
  interesse,  del 9 novembre 2018, che aveva la finalità di  indagare
  l'interesse   degli   operatori  e  gli  ambiti   merceologici   di
  riferimento;

   la  RFP fa seguito alla conclusione del concorso internazionale  e
  all'aggiudicazione del Progetto del Padiglione Italia a  Expo  2020
  Dubai.  Come  previsto dal progetto aggiudicatario,  il  Padiglione
  Italia sarà un Innovation Hub che dovrà interpretare con creatività
  e  innovazione, il tema specifico scelto dall'Italia  'la  Bellezza
  unisce  le Persone', con una struttura non semplicemente espositiva
  ma   dimostrativa  del  migliore  ingegno  italiano,  offrendo  una
  memorabile  esperienza  ai visitatori e  facendo  vedere  al  mondo
  competenze,   talenti  e  ingegni  multidisciplinari  che   possono
  diventare promotori di nuove opportunità formative, professionali e
  imprenditoriali;

   a  fronte dei loro contributi, i partner tecnici per il Padiglione
  Italia  a  Expo 2020 Dubai potranno operare su una vetrina globale,
  unica  per  reputation e brand building, ricevere grande visibilità
  su  spazi  esterni, interni e virtuali, realizzare  azioni  di  co-
  marketing;

   per  sapere quali determinazioni ed azioni intendano adottare  per
  coinvolgere    e   promuovere   la   partecipazione    di    realtà
  imprenditoriali siciliane ad EXPO 2020 Dubai .

   Ha   facoltà  di  parlare  l'assessore  Turano  per  fornire
  risposta.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  io  vorrei considerare questa come l'ultima interrogazione,  e  non
  come  la  penultima, in quanto la successiva a firma dell'onorevole
  Elena   Pagana,   parla  di  gravi  carenze  infrastrutturali   nel
  territorio del libero consorzio comunale di Enna.

   PRESIDENTE.  Assessore,  mi  perdoni.  Vorrebbe  trattare   questa
  dell'onorevole Marano

   TURANO, assessore per le attività produttive. No, quella non è  di
  competenza dell'assessorato delle attività produttive. Sto parlando
  dell'interrogazione n. 829 a firma dell'onorevole Pagana.

   PRESIDENTE. Assessore, quando ci arriviamo.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. E non ci  arriviamo
  perché non è di mia competenza.

   PRESIDENTE. Io sto parlando dell'interrogazione n. 812.

   TURANO,   assessore  per  le  attività  produttive.   Sì,   signor
  Presidente,  io  volevo  solo riferire che  si  tratta  dell'ultima
  interrogazione, perché la successiva non fa parte delle  competenze
  attribuite all'assessorato delle attività produttive. E quindi  non
  posso rispondere.

   PRESIDENTE. Va bene, non si preoccupi.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Andiamo invece  alla
  n.   812  che  è  quella  dell'onorevole  Marano.  In  vista  della
  partecipazione  dell'Italia all'esposizione universale  EXPO  Dubai
  2020, programmata per il semestre ottobre 2020-aprile 2021, è stato
  costituito  presso  il  Ministero  degli  Affari  Esteri  e   della
  Cooperazione internazionale, un apposito Commissariato  di  Sezione
  con  il  compito di coordinare, attraverso la Commissione  Attività
  produttive  della  Conferenza delle Regioni,  le  regioni  italiane
  sulle procedure di partecipazione. È stato nominato commissario  il
  dott. Paolo Glisenti.
   Per  la Regione Siciliana sono stati designati al tavolo di lavoro
  nazionale,   lo   scrivente  Assessore  regionale  delle   attività
  produttive,   come  referente  politico  e  la  dottoressa   Marisa
  Finocchiaro, oggi Capo di Gabinetto, come referente tecnico.
   Con  nota n. 5865 del 14/12/2018 a firma dello scrivente, è  stato
  istituito un apposito Gruppo di lavoro con il compito di formulare,
  previa  ricognizione  e analisi dei dati e delle  informazioni  sui
  progetti  rispondenti  alle linee guida  del  tema  dell'Expo,  una
  selezione   delle  ipotesi  progettuali  relative  alle  eccellenze
  siciliane  corrispondenti  ai criteri indicati,  sulla  base  della
  quale  verrà elaborata la proposta della Regione Siciliana ai  fini
  della partecipazione alla manifestazione.
   La   Regione  Siciliana,  per  il  tramite  dell'assessorato  alle
  attività  produttive, sta collaborando già dallo scorso autunno  al
  tavolo dei referenti regionali con i quali pianificare e attuare la
  partecipazione delle Regioni ad Expo 2020 Dubai.
   Con  specifico  riguardo  al  contenuto  dell'interrogazione,   si
  precisa che nelle scorse settimane è stato selezionato, a cura  del
  Commissariato,  il  progetto del Padiglione Italia,  selezionato  a
  seguito di un concorso internazionale che prevede una struttura  di
  metri  quadrati 3500 con un'altezza di metri lineari  27,  sul  cui
  tetto  sono previsti tre scafi di imbarcazione rovesciati  (uno  di
  metri  lineari  70 e due di metri lineari 50). Per la realizzazione
  del  Padiglione Italia, è stata emanata una Request  For  Proposal,
  per  la  selezione di partner tecnici interessati alla  costruzione
  dello stesso, gestita da Invitalia, che è stata rilanciata sui siti
  istituzionali  della  Regione  Siciliana.  La  RFP  prevedeva  come
  termine  ultimo  per  le  candidature  lo  scorso  6  maggio  2019,
  successivamente il termine è stato prorogato al 20 maggio 2019.
   Inoltre, in considerazione dell'importanza dell'evento e  al  fine
  di  stimolare  il  più  possibile il coinvolgimento  delle  imprese
  siciliane,  anche in relazione ai connessi vantaggi in  termini  di
  visibilità   a   livello  planetario,  lo   scrivente   ha   inteso
  sensibilizzare la partecipazione dei settori produttivi, oltre  che
  informalmente,  nel corso degli incontri già programmati  anche  in
  via  ufficiale con propria nota prot. n. 2154 del 26  aprile  2019,
  con la quale è stato assicurato il dovuto risalto all'iniziativa.
   Ad oggi, ancora non si ha notizia dell'esito della RFP.
   All'interno del Padiglione Italia ci sarà una parte dedicata  alla
  narrazione del Paese Italia, realizzata da un apposito allestitore,
  selezionato dal Commissariato, sulla base del concept che le  varie
  Regioni  comunicheranno. E' stato inoltre comunicato  alle  Regioni
  che  gli  spazi all'interno del Padiglione Italia, saranno concessi
  dal  Commissariato  gratuitamente alle Regioni,  rimanendo  a  loro
  carico  le  spese  di  produzione, service, allestimenti,  eccetera
  degli   eventi   e  degli  appuntamenti  che  verranno   realizzati
  all'interno del Padiglione.
   Nel  frattempo che a livello nazionale si giunga alla  definizione
  della  modalità attuativa e degli spazi da assegnare, il Gruppo  di
  lavoro   interregionale,  al  fine  di  raccogliere  gli   elementi
  importanti   per   la  definizione  del  concept   regionale   che,
  all'interno e in coerenza con la partecipazione del Sistema Italia,
  ispirato  al tema "La bellezza unisce le persone", faccia  emergere
  le  peculiarità specifiche dell'offerta siciliana, in linea con  la
  strategia   regionale  dell'innovazione  per  la   Specializzazione
  intelligente nel programma S3 Sicilia 2014-2020.
   Si  sta,  dunque, lavorando alla definizione di story  telling  ad
  alto impatto emozionale, che permetta di aggregare nuovi esempi  di
  innovazione  rappresentate dalle imprese e dai  Centri  di  ricerca
  delle  Università, dei Dipartimenti regionali, in modo  da  poterne
  organizzare la partecipazione all'evento seguendo il filo ed i temi
  delle settimane tematiche.
   Nella fase realizzativa dei percorsi che saranno selezionati sulla
  base  delle  indicazioni del Commissario, ma comunque  su  proposta
  delle   singole   Regioni,  verranno  avviate   le   procedure   di
  coinvolgimento    delle   imprese   siciliane   rispondenti    alle
  caratteristiche sopra descritte.

   PRESIDENTE.   Ha   la   facoltà  di  parlare  l'interrogante   per
  dichiararsi    soddisfatta   o   meno   della   risposta    fornita
  dall'assessore.

   MARANO.  Signor  Presidente, Governo, grazie.  Assessore,  non  mi
  ritengo   soddisfatta  perché  nella  mia  interrogazione  chiedevo
  dettagli più concreti rispetto a quello che è il coinvolgimento,  e
  chiedevo  anche un cronoprogramma per i prossimi mesi,  rispetto  a
  quelle  che sono le attività di promozione e di coinvolgimento  per
  le  attività  per le imprese siciliane. Io ci tengo a rimarcare  su
  questo   tema   perché  l'Expo  di  Dubai  sarà  un'importantissima
  occasione  per  le  nostre imprese, dove sono previsti  venticinque
  milioni  di partecipanti, quindi è importante, perché già  siamo  a
  poco più di un anno di distanza.
   Certe  cose  non  si possono programmare poi gli  ultimi  mesi,  e
  chiedevo  appunto  il  dettaglio  di  quelle  che  sono  le  azioni
  concrete,  gli  obiettivi  tutti nobili  chiaramente,  però  alcune
  informazioni  le  sapevo  già, per esempio  lo  spazio  Italia,  il
  Padiglione  Italia, la metratura e quant'altro,  già  le  conoscevo
  queste  informazioni.  Chiedevo solamente un  cronoprogramma  sulle
  azioni concrete di coinvolgimento per le imprese siciliane.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  solo  per completezza di ragionamento, perché la visione che indica
  l'onorevole Marano, non può essere soltanto una visione che fa base
  nella Regione siciliana. Noi stiamo partecipando ad un evento che è
  un'esposizione  mondiale, all'interno della quale il  Paese  Italia
  partecipa  con una visione strategica, e le iniziative che  vengono
  prese  sono commisurate perfettamente alle strategie della  Regione
  siciliana e delle altre Regioni italiane.
   Non  a  caso,  se  ne  occupa la Conferenza Stato-Regioni  per  le
  attività   produttive,  ragione  per  la  quale  posso  rassicurare
  l'onorevole  Marano che noi saremo presenti, ma saremo presenti  in
  un  contesto di sistema-Paese che, chiaramente, sotto il  Ministero
  degli  Affari  Esteri e con riferimento all'internazionalizzazione,
  sta sviluppando un progetto che riguarda le venti Regioni italiane.
  Noi  siamo  una  di queste e poi avremo la certezze dell'eccellenza
  delle imprese siciliane.

   MARANO. Non mi dichiaro soddisfatta.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, l'ultima interrogazione,  la  n.
  289,  come abbiamo potuto appurare, non era pertinente alla Rubrica
  di oggi, quindi non è imputabile all'assessore Turano.
   Sospendo brevemente la seduta.

     (La seduta sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.19)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   rapporti finanziari

  Dibattito sulla trattativa Stato - Regione Siciliana in materia di
                          rapporti finanziari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, si  procede  con  il  III  punto
  dell'ordine del giorno: Dibattito sulla trattativa Stato -  Regione
  Siciliana in materia di rapporti finanziari.
   Prima  di  dare  la  parola ai colleghi deputati,  ha  chiesto  di
  parlare l'Assessore per l'economia, avvocato Gaetano Armao.  Ne  ha
  facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, vorrei solo aggiornare l'Aula in ordine ad una  serie  di
  questioni che sono intervenute negli ultimi giorni.
   Come  è  noto  il  Governo,  tramite il  Presidente  Musumeci,  ha
  sottoscritto  un  accordo  il 15 di maggio,  il  Presidente  ne  ha
  parlato  in occasione del penultimo intervento in Aula evidenziando
  una  valutazione sull'accordo - alla quale ovviamente mi associo  -
  che  è  quella  del  miglior accordo possibile in  un  contesto  di
  difficoltà  finanziaria  del Governo  nazionale  e  che  quindi  ci
  consente  di  arrivare  a  fornire alle province  quella  dotazione
  finanziaria  che  serve a scongiurarne - obiettivo prioritario  del
  Governo  -  il  dissesto  e  che  si  aggiunge  alla  misura  della
  erogazione  che  è  avvenuta  entro il primo  aprile  della  trance
  integrale stanziata nell'ultimo bilancio relativo alle province.
   Quindi  a  regime le province potranno avere 200 milioni di  spesa
  corrente e entro settembre - questo è l'impegno del Governo  -  con
  le   nuove   norme   di  attuazione  in  materia  finanziaria   che
  riguarderanno l'intera platea delle questioni aperte  tra  Stato  e
  Regione,  quindi  delle materie che sono assegnate alla  competenza
  della   Regione   che  vanno  trasferite  insieme  alla   dotazione
  finanziaria oltre che alla dotazione strumentale di risorse  umane,
  si potrà completare l'assetto delle competenze regionali.
   Devo ricordare che il Governo, già il 15 maggio dello scorso anno,
  ha   approvato  lo  schema  di  norme  ed  attuazione  in   materia
  finanziaria che è all'esame della Commissione bilancio,  di  cui  è
  stata informata la Commissione bilancio e tutti gli atti sono stati
  regolarmente trasmessi.
   Dopo  questa approvazione è stato avviato il negoziato l'1  agosto
  2018  quando col Presidente Musumeci abbiamo incontrato il Ministro
  delle  Regioni, la senatrice Stefani, dopodiché si sono aperti  ben
  quattro tavoli di negoziato con il Ministero dell'economia e  delle
  finanze.
   Nel  frattempo, poi, nel dicembre scorso, è stato firmato il primo
  importante  accordo che da un lato ha consentito la  riduzione  del
  contributo  di  risanamento della finanza pubblica da  parte  della
  Regione,  il  completamento di alcune questione aperte  concernenti
  l'IVA ma soprattutto ha visto - visto che ci stiamo occupando delle
  province  -  l'esplicito riconoscimento da  parte  dello  Stato  di
  un'avvenuta discriminazione nei confronti delle nostre province con
  un  prelievo  forzoso  di una latitudine ben più  ampia  di  quella
  applicata alle altre province dello Stato.
   Per  far  fronte a questa situazione di oggettiva discriminazione,
  che   concerneva  sia  il  prelievo  forzoso  che  le  risorse  per
  l'investimenti, in quell'accordo si prevede che entro la  fine  del
  2019  devono essere predispose le misure per far sì che da  gennaio
  2020  cessi  tale  tipo  di  discriminazione  nei  confronti  delle
  province  e,  in  secondo  luogo, vengono assegnate  alle  province
  siciliane  540  milioni di euro in un settennio che,  come  è  noto
  attraverso la norma che abbiamo inserito nel collegato, si  possono
  attualizzare entro l'attuale esercizio.
   Il  15  maggio poi, dopo un lungo negoziato dove in prima  battuta
  avevamo  richiesto circa 300 milioni di euro per  far  fronte  alle
  esigenze  delle  province  ma,  di fronte  alla  indisponibilità  e
  impossibilità  dello  Stato di disporre di  queste  risorse,  si  è
  trovata un'intesa dopo un lunghissimo negoziato.
   Anche  lo stesso sottosegretario Villarosa ha riconosciuto  in  un
  suo  comunicato stampa e quindi da 300 siamo dovuti scendere a  150
  milioni  di cui 140 a valere sul fondo FSC ma non come acquisizione
  definitiva  poiché  nell'accordo c'è l'impegno a  rimpinguare  tale
  somma in sede di programmazione di fondi strutturali per cui non ci
  sarebbe nessun tipo di privazione a regime da parte della Regione e
  si  assegnano,  altresì, 50 milioni di cui 40  all'FSC  e  10  alla
  Regione   per   far   fronte  prioritariamente  alle   obbligazioni
  giuridicamente vincolanti in gran parte riconducibili al  trasporto
  pubblico locale.
   Questo  per  quanto riguarda le province e l'accordo oltre  ad  un
  profilo  di  ordine  finanziario contiene  importanti  disposizioni
  derogatorie sancite dalla disciplina contabilistica dello Stato nei
  confronti degli enti locali che agevoleranno certamente le province
  in difficoltà finanziaria.
   Queste  disposizioni sono state concertate con tutti i  ragionieri
  generali delle province, per cui si tratta di un'azione che è stata
  condotta  sempre in assoluta interlocuzione con l'ANCI - che,  come
  voi  sapete,  raccoglie  anche le province  regionali  -  e  con  i
  sindacati,  che sono stati regolarmente incontrati, con l'Assessore
  Grasso  li  abbiamo più volte regolarmente incontrati, e che  hanno
  espresso  sia  la  prima,  l'ANCI, anche in  occasione  dell'ultimo
  incontro  tenuto  presso la Presidenza della Regione  il  5  giugno
  scorso,  che  i sindacati, il loro apprezzamento nei  confronti  di
  questa  soluzione, fermo restando che è una soluzione temporanea  e
  che allo Stato è la migliore soluzione possibile.
   Questo  non elimina, come ho avuto modo di affermare sino ad  ieri
  il   fatto   che  le  province  siciliane  continuano   ad   essere
  discriminate  e  che  questa  discriminazione  dovrà  assolutamente
  cessare  con  la prossima approvazione del bilancio da parte  dello
  Stato.  L'accordo  è  stato siglato con  il  ministro  Lezzi  e  il
  Ministro  Tria, e dopodichè se ne è dovuto prevedere la trasfusione
  nel  testo di legge nell'ordinamento giuridico poiché si tratta  di
  disposizioni di erogatoria. In questo senso il parlamento,  proprio
  ieri   sera,  ha  approvato  l'emendamento  038030.1,  038030   che
  recepisce l'accordo a livello normativo in sede di conversione  del
  decreto  legge  crescita', mentre purtroppo, ci dispiace,  non  può
  che   dispiacerci,  di  fronte  a  emendamenti  che  puntavano   ad
  incrementare  questa  dotazione, sono  stati  rigettati  tutti  gli
  emendamenti di tipo incrementativo.
   Una  considerazione  e  concludo riguarda  la  dotazione  dei  100
  milioni.  Si  è  discusso  a  lungo se  questi  100  milioni  siano
  sufficienti o meno. Ovviamente le province avrebbero diritto a  ben
  più  importanti ed ingenti risorse ma questi 100 milioni e ci siamo
  orientati  su  questa cifra, sono stati accertati dalla  corte  dei
  conti  all'audizione tenuta il 27 marzo 2019 presso la  Commissione
  bilancio  della  Camera,  audizione  tenuta  dal  Presidente  della
  sezione  autonomie  della  Corte  dei  conti  che  ha  puntualmente
  attestato  come  il  fabbisogno per scongiurare il  dissesto  delle
  province  si  attesti a 100 milioni. Dopo di chè il  Presidente  ha
  sottoscritto  l'accordo  e quindi l'accordo  diverrà  nei  prossimi
  giorni,  domani come è noto il disegno di legge di conversione  del
  decreto legge  crescita' andrà in Aula si prospetta la questione di
  fiducia  da  parte  del Governo e quindi dovrebbe essere  approvato
  alla  Camera,  poi passare al Senato e quindi nei  prossimi  giorni
  essere approvato.
   Proprio  per  far  sì, con l'Assessore Falcone abbiamo  avuto  una
  audizione  in  Commissione Bilancio per far sì che gli  effetti  di
  questo    accordo    possano   immediatamente   essere    esplicati
  nell'ordinamento regionale è stato inserito un emendamento da parte
  del  Governo  che  fa  sì che una volta che il  Parlamento  approvi
  questa modifica normativa e questa diventi efficace a seguito della
  pubblicazione   in   Gazzetta   ufficiale   si   potrà    riversare
  immediatamente  la  quota  di 100 milioni alle  province  regionali
  siciliane e utilizzare la restante parte per il trasporto  pubblico
  locale e le altre obbligazioni giuridicamente vincolanti.
   Una   considerazione  conclusiva  riguarda   poi   la   cosiddetta
  spalmatura,   tecnicamente  il  ripianamento  del   disavanzo   del
  rendiconto 2017 che come ricordo ammonta a 2 miliardi 134  milioni.
  Sul  disavanzo  abbiamo come Assessorato avviato un approfondimento
  con una commissione indipendente che qualche giorno fa ha terminato
  i  propri  lavoro le cui risultanze sono state già depositate  alla
  Commissione Bilancio che quindi immagino ne farà, oggi non vedo  il
  Presidente, ma ne farà un approfondimento non appena possibile. Per
  quanto  riguarda il disavanzo come quantificato in sede di giudizio
  di  parificazione del rendiconto generale della Regione  del  2017,
  per  quanto riguarda il miliardo 597 milioni 979 è stato  ripianato
  in  30 anni e ciò alla stregua di una disposizione statale, come  a
  voi  noto,  effetto e parimenti ricaduta di un accordo negoziato  e
  concluso  con  lo  Stato. Quindi 1 miliardo e 597 milioni  di  euro
  viene  ripianato in trent'anni, la restante parte, 546,128  milioni
  di euro, è stato invece previsto di ripianarlo in tre anni.
   Per il 2018 il ripianamento ha avuto come entità quella di 164,063
  milioni di euro, e quindi risulta già ripianato, restano le  ultime
  due  tranche,  una da 191 milioni di euro e una da 190  milioni  di
  euro.
   In  relazione  a  quanto  previsto dall'emendamento  che  poc'anzi
  richiamavo  e  che  è  all'esame  dell'Assemblea  come  emendamento
  integrativo del  collegato , si prevede che quest'ultima  somma  di
  381   milioni di euro possa essere ripianata in quattro  anni;  ciò
  consentirà  di  liberare risorse per almeno  64  milioni  di  euro,
  quindi in questo senso avremmo, per quest'anno, 50 milioni di  euro
  derivanti  dall'accordo concluso con Roma, più 64 milioni  di  euro
  derivanti  dal ripianamento in quattro anni del debito, il  che  ci
  consentirà di far fronte alla gran parte delle risorse necessarie a
   scongelare  - scusate il tecnicismo - a rendere libere le  risorse
  che  erano state vincolate con l'allegato  2  della legge regionale
  n.  1  del  2019,  mentre per i 36 milioni di euro residui,  perché
  ricordate  che  l'ammontare complessivo delle  somme  sottoposte  a
  congelamento era di 140 milioni, gli ulteriori 36 milioni  potranno
  essere  utilizzati già in sede di assestamento, quindi 114  milioni
  subito, e 36 milioni in sede di assestamento.
   In   relazione  alle  risultanze  dell'accordo  di  dicembre  2018
  peraltro,  come  vi  dicevo e ricordavo,  il   collegato   reca  la
  possibilità  di un utilizzo immediato di 500 milioni  di  euro  per
  investimenti   in   favore  di  ex  Province  regionali   e   Città
  metropolitane, il che consentirà, sostanzialmente, di immettere per
  manutenzioni  stradali e per manutenzioni di scuole  risorse  assai
  ingenti  che  consentiranno,  quindi,  un  effetto  finanziario  ed
  economico  per  la  Sicilia  e,  soprattutto  per  le  imprese,  di
  rilevante momento.
   Queste  sono, in sintesi - ovviamente, potrò dare i ragguagli  più
  opportuni  e puntuali che l'Assemblea richiederà -  le linee  guida
  che  hanno  condotto  sino ad oggi il negoziato  con  lo  Stato  in
  materia finanziaria.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, chiedo  se
  è  possibile  avere copia dell'accordo sottoscritto il  15  maggio,
  anche  per  favorire  un dibattito d'Aula più consapevole  rispetto
  agli impegni sottoscritti dalla Regione.

   PRESIDENTE. Lo abbiamo qui in Aula, Assessore Armao?

   ARMAO,  assessore per l'Economia. Solo per chiarire  che  non  c'è
  stato   atto   che  abbiamo  assunto  che  non  abbiamo   trasmesso
  immediatamente  alla Commissione  Bilancio .  Io  comunque  il  mio
  documento   lo  metto  a  disposizione,  ma  è  stata  regola   del
  comportamento  di  questo Governo di trasmettere alla  Commissione,
  appena  adottati,  gli atti formali. In ogni  caso,  ne  do  subito
  copia, sono due pagine.

   PRESIDENTE.  La richiesta dell'onorevole Lupo mi sembra  corretta.
  Ne  facciamo una fotocopia per tutti e la distribuiamo. Sospendo la
  seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.46)

   La seduta è ripresa.

   in materia di rapporti finanziari

   Riprende il dibattito sulla trattativa Stato - Regione siciliana
                   in materia di rapporti finanziari

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  do   lettura   dei   tempi   a
  disposizione di ogni Gruppo:
   Movimento Cinque Stelle 21 minuti;
   - Forza Italia 15 minuti;
   - Partito Democratico 13 minuti;
   - DiventeràBellissima 9 minuti;
   - Popolari ed Autonomisti 9 muniti;
   - UDC 8 minuti;
   - Fratelli d'Italia 6 minuti;
   - Sicilia Futura 5 minuti;
   - Gruppo Misto 7 minuti.

   E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, vorrei che fosse un dibattito  chiaro,
  dove la verità deve essere spontanea.
   Io  ho  sentito  la relazione del nostro Assessore, dell'assessore
  Armao,  e francamente da siciliano non mi ritengo soddisfatto.  Non
  mi  ritengo soddisfatto, intanto, perché è su tutti i TG  nazionali
  l'emendamento  presentato,  che non è  altro  che  una  ipotesi  di
  accordo,   presentato  dal  collega,  dal  parlamentare   nazionale
  Movimento  Cinque  Stelle,  che cerca di  mettere  una  pezza  agli
  strafalcioni  che  questi accordi e l'ultimo accordo  ha  posto  in
  essere.  Perché  se oggi il collega nazionale del Movimento  Cinque
  Stelle  non  avesse fatto approvare alla Camera un emendamento  che
  stanzia  soldi veri, soldi veri, io li contestavo quando  assessore
  al  bilancio è stato Agnello, Luca Bianchi, tutti gli assessori che
  si  sono  succeduti, e il criterio deve essere  uguale,  quando  si
  portano  fogliettini  di carta senza portare  soldi  veri,  io  per
  onestà  intellettuale,  non mi sento di  avallare  questi  tipi  di
  ipotesi.  Ma  perché il gioco è semplice: appena  noi  diciamo  che
  tutto  va  bene, poi questo va ad impattare con una realtà,  che  è
  quella delle Province, che è totalmente in ginocchio.
   Noi  possiamo  raccontare  tutte le  storielle  che  vogliamo,  le
  Province sono in ginocchio  Le Province non hanno un quattrino  per
  respirare,  per portare avanti la loro azione  E ora li  commenterò
  gli  accordi  che si sono succeduti. Però, prima di  commentare  la
  relazione  dell'assessore volenterosa e gli  accordi  che  si  sono
  succeduti, accordi che hanno via via penalizzato sempre di  più  la
  Sicilia  e  avvantaggiato  sempre più lo  Stato.  Ma  partiamo  dal
  presupposto che oggi apprendo io da tutte le agenzie, da  tutte  le
  testate giornalistiche a mezzo stampa, online e televisive, che  un
  deputato  del Movimento Cinque Stelle fa approvare alla  Camera  un
  suo  emendamento  e metta una pezza ad un disastroso  percorso  che
  fino a qui ad oggi ci ha portato. Questo è il fatto. L'Assessore lo
  inserisce nella sua relazione come se lui potesse disporre o avesse
  concordato  con il collega del Movimento Cinque Stelle  quello  che
  lui  ha  fatto, ma non può essere, perché l'Assessore interloquisce
  con il Ministero e il Ministro non ha fatto niente. Il Ministro non
  ha fatto niente  Allo stato attuale abbiamo chiacchiere
   Un collega del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati ha
  fatto  concretamente  un emendamento e lo ha fatto  approvare  alla
  Camera.  Aspettiamo l'approvazione al Senato. Quindi, ancora  siamo
  su fantascienza  Ancora siamo su fantascienza
   L'accordo di dicembre rispetto all'accordo di maggio era migliore.
  Io  li  ho  letti,  ce  li ho, mi confronto con parlamentari  della
  Commissione   Bilancio  e qualche cosa me l'hanno detta.  Mi  hanno
  detto:   Ma quando mai, onorevole Milazzo  Ma quando mai   Vorremmo
  che fosse vero  .
   Noi,  come  Sicilia, ci perdiamo ben 140 milioni di  euro,  signor
  Presidente.  L'Assessore oggi, non è che doveva fare  il  miracolo
  Non era colpa sua se avesse parlato chiaro dall'inizio. L'Assessore
  oggi qua nella sua relazione doveva dire:  noi siamo penalizzati di
  almeno 130, 140 milioni .
   E lo dico io perché. L'Ufficio Bilancio della Camera dei Deputati,
  non la segreteria dell'onorevole Milazzo, in una sua relazione,  il
  suo  studio, depositato presso la Commissione Bilancio della Camera
  scrive a chiare lettere che per le nostre province ci vogliono  243
  milioni  di euro. E nell'accordo di dicembre - e io qua ce l'ho  in
  mano e ce l'ho nel mio cellulare -  io vi do alcuni dati. L'accordo
  siglato  a  dicembre,  diventato poi legge nell'apposita  legge  di
  bilancio  del 2019, noi ci siamo impegnati a ritirare i contenziosi
  davanti  alla  Corte costituzionale, in cambio  però  noi  dovevamo
  avere  garantiti gli equilibri di bilancio per le nostre  province,
  gli  investimenti infrastrutturali e ovviamente, l'importo  di  243
  milioni. Arriviamo all'ultimo accordo e spariscono gli equilibri di
  bilancio, perché a fronte di 243, se te ne danno 100, come li  puoi
  garantire  gli  equilibri  di bilancio?  Viene  meno  questo  punto
  essenziale del primo accordo.
   Assessore, guardi che un giorno un assessore qua da questi scranni
  mi  disse  che  io  dovevo studiare di più e si fece  impugnare  33
  articoli.  Io  la  invito a guardare l'oratore ed evitare  di  fare
  sorrisini  perché ci sono gli accordi, altrimenti io mi  fermo,  mi
  prendo  tutti  i  minuti che spettano al mio Gruppo parlamentare  e
  glieli  leggo tutti e due gli articoli  Quindi, lei dovrebbe  avere
  un po' più di capacità di collaborazione con l'Aula. Ecco  E glielo
  dico:  se  nel  primo  accordo  erano garantiti  gli  equilibri  di
  bilancio  e noi chiedevamo 243 milioni e ora ce ne danno  100,  gli
  altri  143  milioni mancanti come ci garantiscono di garantire  gli
  equilibri di bilancio? Non glieli possiamo garantire:  Uno a zero e
  palla al centro
   Non  solo,  i  soldi  che ci garantivano come  equilibrio  e  come
  compensazione  su  risorse infrastrutturali qua vengono  meno.  Non
  solo: vengono tagliate, non si garantiscono gli investimenti  e  si
  tolgono  risorse al fondo sviluppo e coesione. L'unica cosa  utile,
  l'unica, sono i 10 milioni che ci danno per parte corrente per noi.
   Io  queste cose, Assessore, quando lei presentò quella leggina  in
  Commissione  dove in cambio di spesa corrente si penalizzava  tutta
  la  spesa  infrastrutturale, scuole, strade, ma  lei  ci  gira  per
  queste  benedette  strade della provincia? E noi  sventoliamo  aria
  fritta   Aria fritta  Non c'è un decreto che garantisce le province
  veramente   Abbiamo  penalizzato i soldi  che  ci  servono  per  le
  scuole,  per le strade  Queste sono le cose che lei non  ha  saputo
  portare qua
   E sa qual è la cosa grave, Assessore? Se oggi ci fosse una mozione
  di  sfiducia, lei non avrebbe tutela politica, perché lei viene qui
  con un risultato fallimentare.
   La  colpa non sarebbe stata sua se lei non avesse omesso di  dirci
  le  cose come stanno. Invece, viene qui con l'aria di quello che ha
  ottenuto  il  massimo, ed invece ottiene il minimo  del  minimo,  e
  viene qui convinto che noi dobbiamo farle l'applauso  Ma l'applauso
  io  glielo  posso fare per cortesia istituzionale,  come  dire  per
  citare frasi storiche, percependo che tutta l'Aula è contro di lei,
  glielo posso fare per cortesia istituzionale, ma i mesi passeranno,
  scuole  non ne aggiusteremo, strade non ne ripareremo, i carrozzoni
  delle società partecipate non risaneremo  Questa è la verità
   Lei  doveva  dire al Ministro:  Ci venga a combattere  lei  se  ci
  toglie  143 milioni di euro  ; questo è il punto ed il ho le  carte
  in mano, assessore. Non è l'antipatia o la simpatia di un deputato,
  ci  sono  le  carte, le ho tutte scritte qui  Le posso fare  vedere
  pure la missiva della commissione  Bilancio  della Camera. Le carte
  ci sono  Ora lei li può argomentare come vuole.
   Se  lei mi sfida, ci fermeremo, io ho altri minuti, ritornerò e le
  leggerò  tutti e due gli accordi e le farò vedere: 1) che l'accordo
  di  dicembre  era  migliore  di quello  di  maggio  che  voi  avete
  accettato;  2) che se il deputato del Movimento Cinque  stelle  non
  avesse  presentato, quindi siete pure stati in grado di dare questo
  vantaggio  ad una forza politica che qui è all'opposizione.  Perché
  lei  si  fa l'autogol e dà vantaggio politico a coloro i  quali  ci
  hanno portato a questo punto, perché oggi sentirsi dire che salvano
  le  provincie  coloro  i  quali  le volevano  tagliare  è  pure  un
  controsenso.  Ma lei che sventola qui il successo  di  mancati  143
  milioni  del Fondo sviluppo e coesione tagliato, a fronte di  spesa
  corrente  dequalificata, lei ha avallato la dequalificazione  delle
  risorse  assegnate alle provincie. Questo è il punto, Assessore,  e
  questi sono agli atti della Camera dei Deputati.
   Assessore,  le mie sono valutazioni di carattere politico,  non  è
  che  ho  omesso,  quindi se lei mi usa la cortesia  di  sopportarmi
  qualche altro momento. Il fatto...

   ARMAO, assessore per l'economia  è del Governo.

   MILAZZO.  No,  Assessore,  lei  ha partecipato  agli  accordi,  il
  giudizio non è sul Governo, è su di lei  Perché a partecipare  agli
  accordi,  al  confronto, non ci andava né  Musumeci  né  altri,  ci
  andava lei e  lei li ha portati
   Io  ho  ascoltato la sua relazione, mi aspettavo che lei  dicesse:
   Ho  fallito e per questo mi metto la mano nel braciere; altri dopo
  di me andranno lì a difendere più seriamente la Sicilia .

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Chiedo di  parlare  per  fatto
  personale.

   PRESIDENTE.  Aspetti,  assessore Armao, il  fatto  personale  deve
  essere alla fine, non può essere

   ARMAO,  assessore per l'economia. Ma sono state dette cose che  io
  non conosco  Quale emendamento  Io vorrei capire

   PRESIDENTE. Assessore, poi risponderà.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.

                           (Brusio in Aula)

   PRESIDENTE.   Colleghi,  colleghi   Onorevole   Aricò,   onorevole
  Milazzo  Fate parlare il collega Tancredi, per favore

   ARICO'. Vergogna  Vergogna

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, vi  invito  a  tenere  toni  più
  sereni, per favore, anche se il dibattito è importante ed ha creato
  parecchi  problemi,  però  cerchiamo nei limiti  del  possibile  di
  tenere i toni più sereni ed educati.

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Tancredi.

   TANCREDI. Speriamo che non ci interrompa nessuno.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per favore  prendete  posto;  il
  dibattito è ripreso.

   TANCREDI.  Grazie,  Presidente. Sul tema dei  rapporti  finanziari
  Stato-Regione  credo  che il dibattito d'Aula  dovrebbe  essere  un
  dibattito  di  livello  un po' superiore di quello  della  semplice
  maggioranza o opposizione, per un motivo molto semplice, perché  in
  questo  ambito andiamo a giocarci, sostanzialmente,  il  futuro  di
  questa Regione.
   A  tal  proposito,  riguardo a quello che stiamo  vivendo  adesso,
  comprendo  perfettamente, avendo seguiti per  vie  istituzionali  i
  rapporti che sono intercorsi tra il Governo regionale ed il Governo
  nazionale, ed è chiaro che, in questo momento, siamo in una fase di
  interlocuzione perché stiamo cercando di arrivare al risultato  che
  ci permette di far sopravvivere le nostre strutture ma, ovviamente,
  siamo  ben  lontani  dall'ottenere  quello  che  sarebbe  giusto  e
  corretto che la Regione siciliana avesse.
   Perché   dico  questo?  Perché  è  chiaro  che,  negli  anni,   la
  compressione  delle  risorse  derivate dalla  mancata  applicazione
  piena  dello  Statuto - cosa tra l'altro più volte acclarata  anche
  dai  vari  giudizi  di  parifica  della  Corte  dei  Conti  -    ha
  determinato una serie di disfunzioni sotto il profilo economico.
   Sarebbe  il caso, lo auspico fortemente, sempre nell'ottica  della
  leale collaborazione che deve essere sempre biunivoca dalla Regione
  allo Stato e viceversa, che si cominci a ragionare in prospettiva.
   Di  fatto, ho avuto modo di leggere diverse delibere della  Giunta
  sia  del  vecchio  che del nuovo Governo, in particolare  mi  hanno
  colpito due delibere di Giunta: la n. 286 del novembre 2015 e la n.
  197  del  maggio  2018.  Perché parlo di queste  due  delibere,  in
  particolare?  Perché a parere mio dovrebbero essere il  target  nel
  solco del quale dovrebbe muoversi il Governo regionale per proporre
  delle  norme di attuazione che dovrebbero arrivare ad un  risultato
  pieno  per  quella che è la capacità che dovrebbe avere la  Regione
  siciliana di spesa a più livelli.
   Questo, a parer mio, dovrebbe diventare

   PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi, sedetevi senza dare le
  spalle  alla  Presidenza  e continuiamo a sentire  quello  che  sta
  dicendo  l'onorevole  Tancredi.  Grazie.  Onorevoli  colleghi,  per
  favore seguiamo, c'è troppa confusione.

   TANCREDI.  Questa  dovrebbe diventare  la  linea  che  il  Governo
  dovrebbe  proporre,  fermo  restando  che  chiaramente  la   natura
  pattizia   dei   rapporti   tra  Stato   e   Regione,   ovviamente,
  difficilmente potrà farci ottenere tutto quello che è trascritto in
  queste delibere di Giunta ma credo che sarebbe opportuno percorrere
  questa via per un motivo molto semplice, perché chiunque si troverà
  a  governare  questa Regione in futuro dovrà farlo   con  la  piena
  possibilità di recuperare quel gap che noi in questo momento stiamo
  subendo, detto talmente acclarato a più livelli.
   Inoltre, non posso non sottolineare che tutti questi tavoli che si
  sono  susseguiti,  che  hanno  dato diverse  tipologie  di  accordi
  dovrebbero  essere  propedeutici ad  una  attività  in  Commissione
  paritetica,  perché ricordo che l'unica struttura che può  definire
  la   modifica  dei  rapporti  tra  Stato  e  Regione  è  sempre  la
  Commissione  paritetica. Quindi, ben vengano i  tavoli  tecnici  di
  approfondimento    ma   che   devono   essere   trasfusi,    sempre
  sistematicamente in Commissione paritetica e credo che questa debba
  essere la via maestra da seguire nel prossimo futuro. E' chiaro che
  la  Regione  siciliana è in forte difficoltà sotto il  profilo  del
  bilancio,  stessa cosa come Nazione, è chiaro che in un periodo  di
  transizione  dobbiamo fare tutti la nostra parte ma è anche  chiaro
  che non possiamo ratificare adesso un danno acclarato che viene  da
  più parti manifestato, consolidato, in particolare, dalla Corte dei
  Conti  per  vari  aspetti: penso ai punti di iva, penso  all'Irpef,
  penso alle accise, penso a tante discussioni che sono aperte e  che
  trovano   resistenze  che  credo  dovrebbero  diventare  l'elemento
  fondante  verso  la  quale  questa  Assemblea  reginale  si   muove
  all'unisono per ottenere il massimo per questa Regione siciliana.
   Io  prima di essere un deputato di appartenenza politica  sono  un
  siciliano e credo che questo sia dovuto da parte di ognuno  di  noi
  per  il  rispetto  per chi ci ha votato per fare il  nostro  ruolo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  cittadini  che  ci  seguono da casa, in merito  all'accordo  Stato-
  Regione  mi  sono  già espresso nella penultima  legislatura  e  ho
  evidenziato  come,  a  mio  parere, questo  accordo  purtroppo  non
  riuscirà  a  sanare il problema delle province.  L'ho  definito  un
  accordo  inutile e continuo a sostenere questa tesi perché ci  sono
  delle  norme che è vero che vengono derogate all'interno di  questo
  accordo  Stato-Regione ma, rispetto a quelle che  sono  le  risorse
  finanziarie che oggi vengono assegnate, abbiamo assistito  a  tutta
  una  serie di numero che, purtroppo, si discostano da quella che  è
  la  realtà.  Siamo partiti da 150 milioni, poi siamo  arrivati  100
  milioni  perché 50 servono ad altro e va bene, però la  realtà  dei
  fatti  è  che  questi 100 milioni non riusciranno,  l'Assessore  sa
  bene,  non  c'era la volta scorsa quando ne ho parlato, questi  100
  milioni non riusciranno a salvare le nostre province siciliane.
   Le  chiedo,  Assessore,  da questo punto  di  vista  di  avere  un
  conforto netto e sincero. Lei ritiene che realmente con questi  100
  milioni  saneremo e riusciremo a salvare le province  siciliane?  A
  questa  domanda  c'è una sola risposta. O sì o no. Non  ci  possono
  essere fraintendimenti.
   Immagino che avendo sottoscritto questo accordo Stato-Regione  lei
  abbia  la  convinzione che questo accada. Io le posso dire  che  ho
  forti  perplessità in merito, non fosse altro che quello che  è  il
  monitoraggio fatto dalle autonomie locali parla, per il solo  2019,
  di 155 milioni, ma non fosse altro perché quello che è il disavanzo
  di  amministrazione  che riguarda l'annualità 2018,  nel  redigendo
  bilancio 2019, dovrà comunque essere tenuto in considerazione.
   Allora,  se  quelli che sono i conti che sono stati fatti,  dicono
  che  con 100 milioni riusciremo a chiudere il bilancio per il 2019,
  mi  chiedo  e  le  chiedo  rispetto a quello  che  è  il  disavanzo
  dell'annualità precedente come si potrà fare. Mi chiedo e le chiedo
  anche,  Assessore, come si potrà fare rispetto a quella che  è  una
  norma che prevede i bilanci pluriennali e, quindi, capire da questo
  punto  di vista rispetto al bilancio pluriennale e, quindi,  ad  un
  triennio  che  deve vederci impegnati anche rispetto a  quelle  che
  sono le esigenze che le nostre comunità hanno, come potremmo andare
  avanti. Perché vede, Assessore, quello che abbiamo sempre sostenuto
  e  che  ribadiamo anche in questa sede è che c'è la  necessità  per
  salvare le province siciliane di 350 milioni. E non è neanche  vero
  quello  che si afferma che lo Stato non ha la liquidità disponibile
  per  garantire 350 milioni nel triennio 2019-2021. A noi non  serve
  la liquidità in questo momento. A noi serve un impegno giuridico da
  parte  dello  Stato, che ci possa consentire di salvare  le  nostre
  province ma, allo stesso tempo, di mettere in campo tutta una serie
  di  investimenti perché è chiaro che nel momento in cui noi andiamo
  a  salvare le province, cosa ripeto, a mio avviso non possibile con
  soltanto  100 milioni ma, nel momento in cui andiamo a  salvare  le
  province  e, poi, non siamo nelle condizioni di rattoppare  neanche
  una  buca  delle nostre strade provinciali ridotte a un  colabrodo,
  poi  non  siamo  nelle condizioni di poter salvare e  sistemare  le
  nostre  scuole,  poi  non  siamo nelle  condizioni  di  poter  dare
  risposta  alla  Sicilia e ai siciliani, risposte che  attendono  da
  tempo,  arrivati ad un certo punto ci ritroveremo  comunque  a  non
  aver fatto nulla, ed è chiaro che rispetto a quelli che sono i toni
  anche  trionfalistici con cui, oggi, il collega deputato del Gruppo
  Movimento  Cinque Stelle afferma di aver risolto il problema  delle
  province  siciliane,  non  possiamo trovarci  d'accordo  perché  in
  questo  momento non stiamo salvando nulla. Rischiamo  realmente  di
  fare  una  delle più colossali grosse figure della storia  politica
  siciliana, in cui affermiamo qualcosa che concretamente non si  può
  verificare.  Io  mi  auguro che ci sia una  concreta  rivisitazione
  rispetto  a  questo  accordo Stato-Regione che  non  doveva  essere
  firmato.

   FIGUCCIA. E' finito il tempo.

   LO  GIUDICE. Ancora non siamo collegati, onorevole Figuccia, siamo
  sul  Misto . Riguardo a questo, stavo dicendo, mi auguro che ci sia
  un   concreto   ripensamento  di  questo   accordo   Stato-Regione.
  Attualmente  è stato approvato solo l'emendamento, dovremmo  andare
  ancora  ad  approvarlo  a  livello  complessivo  e  mi  auguro  che
  veramente  si  possa trovare una soluzione perché le  nostre  città
  metropolitane e i nostri liberi consorzi rappresentano un  elemento
  fondamentale  e  il Governo regionale, insieme a quello  nazionale,
  non possono sottoscrivere un accordo di questo tipo che, ripeto,  è
  totalmente inutile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, con l'onorevole Lo Giudice,  insieme
  alla manifestazione con i sindaci, legato ovviamente alla richiesta
  di  quelle  risorse  rispetto ad un accordo  che  temevamo  potesse
  essere ingiusto - pensavo di dovere dividere anche il tempo, invece
  ci  sono altri sette minuti - ciò nulla toglie ovviamente a  quella
  importante  e  sentita  battaglia che  ci  portò  a  incontrare  il
  Presidente dell'Assemblea prima e il Presidente della Regione dopo,
  perché   ritenevamo  che  quell'accordo  che  vedeva  sottoscrivere
  soltanto  150 milioni di euro per una sola annualità, rischiava  di
  essere  un  accordo al ribasso. E lì giù, ovviamente, su  tutte  le
  istanze legate ai dipendenti delle province, legate alla viabilità,
  alla manutenzione delle strade, legate all'assistenza scolastica ai
  disabili.  Giuste  rivendicazioni  che  vedono  cittadini   di   un
  territorio  provinciale  e regionale per tutte  le  nove  province,
  rischiare di rimanere chiusi dentro i loro territori perché fra tre
  giorni  non si potrà neanche più uscire di casa per passare  da  un
  comune all'altro.
   E allora, certo, dobbiamo fare i conti e dobbiamo farli con quello
  che   si  rilevava  già  al  momento  dell'insediamento  di  questo
  Parlamento. Quella considerazione che trovava il paio,  che  faceva
  il  paio al momento della parificazione del rendiconto del 2017,  e
  tutti ricordiamo come a quel tempo, ovviamente, il dibattito faceva
  il  paio  con quello che era accaduto qualche anno prima,  con  una
  enunciazione  dell'ex  Presidente della Regione,  ricorderete,  che
  fece quel taglio delle province.
   Oggi  cosa è cambiato? E' cambiato che è passato un anno,  che  il
  Governo   regionale  ha  provato,  su  quella  spinta,  ad  avviare
  un'interlocuzione  con  il  Governo nazionale,  si  è  giunti  alla
  riduzione  del  contributo alla finanza  pubblica  a  carico  della
  Regione per circa 300 milioni di euro, si è giunti ad un impegno di
  aggiornare  le  norme  di  attuazione  dello  Statuto  in   materia
  finanziaria  al  30  settembre 2019, si è  giunti  all'impegno  del
  Governo nazionale a trovare adeguate soluzioni per il sostegno  dei
  liberi consorzi e le città metropolitane entro la stessa data, si è
  giunti all'impegno dello Stato e della Regione di individuare forme
  di fiscalità di sviluppo, si è giunti al trasferimento immediato di
  queste prime risorse che rappresentano, certo, un momento di avvio,
  che rappresentano, certo, un primo passo, che rappresentano, certo,
  una  prima occasione per avviare un percorso rispetto al quale,  lì
  sì,  con  tutti i sindaci della Sicilia, abbiamo chiesto al Governo
  che si passasse da quei 150 ai 350 milioni di euro.
   Certo, Presidente, e non me ne vorrà qualche mio collega di cui ho
  grande stima e verso il quale nutro grande affetto, che continua  a
  bisbigliarmi  addosso  mentre parlo,  che  vorrà  forse  utilizzare
  questo  dibattito sull'accordo Stato-Regione per fare una resa  dei
  conti.
   A  me  questa  storia  che  induce il  collega  Aricò  a  prendere
  posizione  e  a  dire che non è questa la sede per  fare  rese  dei
  conti, oggettivamente non va.
   Questo,  Presidente,  voglio dirlo  a  lei  al  di  là  dei  fatti
  personali, io incontrai lei, Presidente dell'Assemblea, dopo  avere
  incontrato   il   Presidente  della  Regione,  lei  ricorderà   che
  l'incontro con lei fu fatto dopo, come lei ci aveva chiesto  e,  in
  quella fase, ci siamo detti con chiarezza che questa sarebbe  stata
  la  madre delle battaglie, la madre di quelle battaglie che  ci  ha
  portato  a  firmare,  tutti  insieme,  un  ordine  del  giorno  per
  inchiodare  il  Governo  nazionale  alle  sue  responsabilità,  per
  evitare  quella sperequazione tra le Regioni ricche del Nord  e  le
  Regioni del Sud che continuano ad essere impoverite da un approccio
  che non gratifica certamente alcuno e di fronte a questo accordo  è
  necessario  che  tutte le parti politiche, evitando di  contrappore
  posizioni  o meriti che sentivo da qualche collega della coalizione
  che stimo e verso il quale ho affetto dover dare meriti addirittura
  ad altre parti politiche, oggettivamente, questo non rappresenta al
  meglio  il  modo in cui il mio amico ha, per un anno e  mezzo,  ben
  condotto i lavori da Capogruppo del suo Gruppo parlamentare.
   Detto  ciò, poiché nel merito più che nei toni il collega ha anche
  le  sue ragioni nell'invitare all'esigenza che questo accordo venga
  rimarcato,   recuperato,   rilanciato,   sottoscritto,   condiviso,
  ovviamente,  con gli stessi toni, Presidente dell'Assemblea,  siamo
  lì  per rivendicare con forza che si spinga in questa direzione ma,
  francamente, da componente di questa maggioranza non me la sento di
  guardare all'Assessore al ramo come un assessore che si è sottratto
  a queste responsabilità.
   Io  credo  che,  in termini di merito, in termini  di  competenze,
  abbiamo  avuto opportunità, le migliori, di farci rappresentare  in
  una  sede  come  quella del Governo nazionale,  questa  ripeto  non
  diventi la sede per rese dei conti che preferisco vengano rimandate
  ad  un'altra  occasione  e, quindi, bene  ha  fatto  il  Presidente
  dell'Assemblea  a volere, con determinazione, questo  dibattito  al
  quale certamente l'Aula tutta non vorrà sottrarsi.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,   il
  dibattito  di  questa  sera,  di questo  pomeriggio  è  francamente
  sorprendente, assistiamo a un tutti contro tutti all'interno  della
  presunta  coalizione,  dell'ex  coalizione  del  governo  Musumeci,
  perché  ormai penso che si possa parlare solo di una ex  coalizione
  perché  sono venuti al pettine tutti i nodi e abbiamo assistito  ad
  un   dibattito  franco,  laddove  anche  esponenti  della  presunta
  coalizione Musumeci sono intervenuti in maniera fortemente  critica
  contro   il   Vicepresidente   della  Regione,   contro   l'accordo
  sottoscritto, contro l'assessore Armao, ma la prima cosa che vorrei
  dire   è   che   l'accordo,  che  è  stato   fortemente   criticato
  dall'onorevole  Milazzo,  porta  la  firma  del  Presidente   della
  Regione, onorevole Nello Musumeci.
   Quindi,   l'attacco  di  Forza  Italia  non  è  rivolto   soltanto
  all'assessore  Armao,  per l'operato, per il lavoro  svolto,  anche
  nella  qualità  di  vicepresidente della  Regione  ma,  ovviamente,
  innanzitutto,  a chi quell'accordo ha sottoscritto,  cioè  al  capo
  della Giunta, al Presidente della Regione. E, quindi, io credo  che
  questa sera si apra qui, formalmente, una vera crisi di Governo per
  la  Giunta  Musumeci, che mette a nudo il fatto che ad  un  anno  e
  mezzo  dall'inizio della legislatura questo Governo non ha prodotto
  nulla  e che è al capolinea, perché noi siamo, sostanzialmente,  in
  una  condizione  di paralisi legislativa, sul piano delle  riforme,
  sul  piano economico-finanziario, sul piano amministrativo  che  la
  Regione Siciliana non può più tollerare.
   Presidente  Miccichè, volevo anche evidenziare che  il  Parlamento
  regionale,  in  data 16 aprile 2019, ha approvato  due  ordini  del
  giorno,  a  conclusione  di un dibattito  analogo  sul  tema  della
  finanza regionale, dei rapporti con lo Stato. Un ordine del  giorno
  riguardava  il  ripianamento trentennale del disavanzo  finanziario
  della  Regione Siciliana e l'ordine del giorno - ripeto -  è  stato
  approvato.  Era a firma mia e degli altri colleghi del  Gruppo  del
  Partito   democratico   ma   credo   che   sia   stato   condiviso,
  sostanzialmente, da tutta l'Aula e poneva l'esigenza  assoluta  che
  la  parte  di  disavanzo non già coperta con spalmatura trentennale
  diventasse,  appunto, un obiettivo fondamentale  da  perseguire  da
  parte  del Governo regionale nell'intesa con lo Stato per  ottenere
  una rateizzazione trentennale, anche dei 546 milioni che eccedevano
  rispetto  all'obiettivo  già raggiunto.  Così  non  è.  Ho  sentito
  parlare di una rateizzazione quadriennale - se non ho capito male -
  io credo che questo sia un dato assolutamente negativo e il Governo
  ha  agito  e  ha  sottoscritto un'intesa che  è  disegno  contrario
  rispetto al mandato ricevuto dal Parlamento.
   Mi  riferisco  anche all'ordine del giorno n.  108.  Anche  questo
  ordine  del  giorno è stato approvato nella seduta  n.  111.  Anche
  questo   ordine  del  giorno  è  stato  violato,  non   rispettato,
  calpestato  dal Governo Musumeci con la sottoscrizione dell'accordo
  che  l'assessore Armao ha illustrato all'Aula e che  lei  ha  fatto
  distribuire a tutto il Parlamento, ai colleghi parlamentari, perché
  l'ordine  del giorno di cui parlo conclude impegnando il Governo  a
  dare  piena,  immediata  e  preventiva comunicazione  all'Assemblea
  regionale   siciliana  degli  stati  di  avanzamento   dei   lavori
  concernenti l'attuazione delle prescrizioni contenute nel  punto  5
  dell'accordo  sottoscritto il 19 dicembre 2018 tra lo  Stato  e  la
  Regione Siciliana in materia di finanza pubblica.
   Il senso era prima che il Governo sottoscriva un nuovo accordo, il
  Parlamento  deve essere informato e deve condividere,  appunto,  il
  mandato  da  dare  al  Governo della Regione  nel  distinguo  delle
  competenze,  ovviamente.  Noi  in  quanto  organo  di  indirizzo  e
  controllo,  il  Governo  in quanto organo esecutivo,  ma  prima  di
  sottoscrivere l'intesa con lo Stato.
   Questo,  purtroppo, non è avvenuto e siamo qui  a  discutere  e  a
  dovere condividere, a questo punto unanimemente, le critiche  mosse
  nei   confronti  dell'accordo  sottoscritto  dal  Presidente  della
  Regione - ripeto - dal Ministro dell'Economia e dal Ministro per il
  Sud. Laddove, ovviamente, le aspettative della Sicilia erano altre.
   L'accordo,  sostanzialmente, autorizza  la  Regione  Siciliana  ad
  utilizzare,  nell'ambito della dotazione di risorse  del  Fondo  di
  sviluppo  e coesione 2014-2020, già assegnata alla stessa  Regione,
  fino  all'importo  di  centoquaranta milioni  di  euro,  le  stesse
  risorse per le Province e per altre esigenze, sappiamo tutti essere
  primaria l'esigenza del trasporto pubblico locale, ma ovviamente vi
  sono  tante altre esigenze, e poi c'è un contributo di appena dieci
  milioni.  Quindi ci si autorizza ad utilizzare per spesa  corrente,
  sostanzialmente   fondi  di  sviluppo  e  coesione   destinati   ad
  investimenti,  con  l'impegno  che potranno  essere  rimpinguati  e
  riprogrammati.
   Ma  la domanda è con quali risorse saremo in grado di rifondere il
  fondo   di   sviluppo  e  coesione  a  cui  adesso   sottraiamo   i
  centoquaranta milioni? Ma soprattutto, salta agli occhi che, al  di
  là  del  contributo di dieci milioni di euro, da parte del  Governo
  nazionale  non c'è nessuno sforzo a sostegno delle nostre Province,
  pur riconoscendo che vi è stata una disparità di trattamento tra le
  Province  della Regione siciliana e le altre Province  delle  altre
  Regioni del Paese.
   Io  credo che questa è una grande iniquità e che al riconoscimento
  della grande iniquità, purtroppo, non ha fatto seguito da parte del
  Governo nazionale, ma ovviamente se il Governo regionale non chiede
  e  si accontenta, cosa avrebbe potuto fare diversamente il Ministro
  delle  Finanze,  uno  sforzo coerente per  andare  incontro  e  per
  colmare  appunto  questo gap tra le altre Province  e  le  Province
  siciliane,   che  versano  in  condizioni  drammatiche.  Condizioni
  drammatiche per i servizi garantiti ai cittadini, al trasporto  dei
  disabili,  alle viabilità - la viabilità secondaria, come  sa  bene
  l'assessore  Falcone, è in condizioni pietose, non è  garantito  il
  diritto alla mobilità ai cittadini che vivono nell'entroterra della
  nostra Regione.
   Allora,  io  credo - mi dispiace che non è presente il  Presidente
  della  Regione - che è venuto il momento in cui questo Governo  non
  si  può solo limitare ad addossare le responsabilità al passato,  è
  venuto  il momento in cui questo Governo deve proporre le soluzioni
  ai  problemi  del  presente e del passato,  per  il  futuro  perché
  questo,  questo  Governo è chiamato a fare e per questa  ragione  è
  stato eletto dai siciliani.
   Voglio   fare   presente   anche  che   il   percorso   illustrato
  dall'assessore  Armao,  da  un  punto  di  vista   dei   tempi,   è
  preoccupante  perché la Camera dei Deputati deve ancora  approvare,
  domani vedremo cosa deciderà il Senato, dopodiché bisognerà avviare
  io   penso   anche  un  iter  in  Commissione   Bilancio ,   signor
  Presidente,  perché  io  non credo che  siamo  in  presenza  di  un
  semplice  emendamento  che  possa  essere  presentato  in  Aula  al
  collegato generale alla legge di stabilità. Io penso che  siamo  in
  presenza  di una norma che merita di seguire l'iter ordinario,  uno
  specifico disegno di legge che deve essere presentato dal  Governo,
  trasmesso  al  Parlamento, esaminato dalla Commissione   Bilancio ,
  forse  approvato dalla Commissione  Bilancio , dove vogliamo vedere
  se  i colleghi di Forza Italia voteranno a favore o contro a questa
  norma  che è la trasfusione, ovviamente, dell'accordo sottoscritto.
  Perché  se  i  colleghi  di  Forza  Italia  sono  contro  l'accordo
  sottoscritto non dovrebbero votarla, altrimenti il tema è un altro,
  è  semplicemente una resa dei conti per altri obiettivi,  rimpasti,
  ferite post-elezioni europee, tutte storie di cui ai siciliani  non
  importa assolutamente nulla.
   Io   voglio   augurarmi  che,  invece,  l'opinione  espressa   dal
  Presidente Milazzo, sia un'opinione espressa per il merito e per il
  contenuto  dell'intesa sottoscritta e che, appunto,  coerentemente,
  conseguentemente, si voti nella Commissione Bilancio. Ma se così è,
  signor  Presidente,  questo provvedimento  non  arriverà  in  Aula,
  perché  non  c'è  la maggioranza per poterlo sostenere  in  Aula  e
  allora  c'è un problema politico che oggi apre la crisi del Governo
  Musumeci  e il Presidente della Regione non può più fare  finta  di
  non  vedere  e  di non sentire. Deve dire se e come intende  andare
  avanti  per governare la Regione siciliana, visto che oggi  il  suo
  Governo arriva al capolinea.
   Credo  che  è  preoccupante  anche  il  fatto  che  nel  frattempo
  purtroppo i capitoli di bilancio di cui all'allegato 2 della  legge
  di  stabilità  n. 1 del 2019, in particolare in forza dell'articolo
  10  della  stessa legge, sono quota parte congelati e sono problemi
  drammatici,  non  sono  problemi  teorici  di  alchimie  contabili.
  Necessitano di soluzioni pronte, urgenti, direi immediate da  parte
  del Governo che deve farsi carico di trovare soluzioni che qui oggi
  non   sono  state  rappresentate  all'Assemblea  con  provvedimenti
  adeguati. E parlo di interventi che riguardano 8 milioni e passa in
  meno  per  i  progetti  di  inserimento professionale  dei  Pip  di
  Palermo,  ma  riguardano i consorzi di bonifica, riguardano  l'ESA,
  riguardano  la meccanizzazione, mancano 53 milioni di  euro  per  i
  lavori dei lavoratori forestali che sono urgenti perché siamo ormai
  in piena estate e ci sono lavori di manutenzione che andavano fatto
  tre  mesi  fa,  non  adesso.  I  viali parafuoco,  le  manutenzioni
  ordinarie  perché rischiamo di nuovo una stagione  di  incendi  che
  abbiamo  il  dovere di scongiurare con ogni mezzo perché  producono
  danno all'ambiente, rischi per le persone e un dispendio spaventoso
  di  energie, di risorse anche sul piano economico e tanti  e  tanti
  altri interventi che sono stati congelati in forza del blocco della
  spesa che a tutt'oggi rimane bloccata e che qui non trova soluzione
  ne  proposta  alcune da parte del Governo, ripeto, da parte  di  un
  Governo che, prendiamo atto, non esserci più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io  se
  fossi  stato  al  suo  posto avrei convocato  il  Presidente  della
  Regione  perché qui quello a cui abbiamo assistito oggi di fatto  è
  una sfiducia da parte del Capo Gruppo di Forza Italia nei confronti
  del  Vicepresidente della Regione su uno dei temi fondamentali  per
  la  nostra Sicilia. E glielo dico perché al riguardo è un  problema
  di credibilità.
   Veda,  signor  Presidente,  io credo che  un  Governo  per  essere
  credibile  non debba semplicemente dichiarare di essere  credibile,
  ma  lo  debba  fare con i fatti, con i documenti,  con  le  riforme
  perché  ad oggi l'unica cosa che è riuscita a fare questo  Governo,
  signor  Presidente, è presentarsi a Roma, dove c'è un  Governo  che
  evidentemente ascolta le richieste dei siciliani, con  il  piattino
  nelle  mani a chiedere aiuto e sostegno e lo ha fatto per  spalmare
  il  disavanzo,  lo  ha fatto per i 540 milioni  da  destinare  alle
  infrastrutture, alle strade, alle scuole siciliane delle  province,
  lo  ha fatto per i 100 milioni per permettere alle province di  non
  fallire,  lo  ha  fatto  per  i 50 milioni  che  determineranno  la
  possibilità  di non perdere del tutto il trasporto pubblico  locale
  perché nel bilancio che abbiamo approvato, un bilancio, se possiamo
  dirlo  tranquillamente, un bilancio falso in cui non c'erano  somme
  reali,  ma  erano  frutto  di accantonamenti  negativi  nelle  more
  dell'accordo con lo Stato, questi soldi non c'erano. Abbiamo  messo
  dei  soldi che non c'erano all'interno del proprio bilancio  e  noi
  questa  cosa  l'abbiamo  ripetuta sia in  Aula  quando  lo  abbiamo
  approvato, lo abbiamo detto più volte.
   Ma  vede,  signor Presidente, quello che ci aspettiamo  da  questo
  Governo  è  una seria stagione di riforme. Perché io l'ho ascoltato
  l'intervento  del  Presidente Musumeci in piazza  davanti  a  dieci
  persone e l'unica riforma che ha detto è la riforma dello studio in
  cui non c'è semplicemente un solo Euro messo.
   Quello  che ci aspettiamo, signor Presidente, da questo Governo  è
  non  la  ricapitolarizzazione della società interporti, non  i  tre
  milioni  di euro regalati all'IRVO, non i bilanci assenti di  tutte
  le  società  partecipate o a controllo della Regione, ci aspettiamo
  una  seria  riforma  di  questa Regione, perché  altrimenti  stiamo
  semplicemente allungando i termini della nostra morte,  perché  non
  possiamo  sempre  presentarci  a Roma  con  il  piattino  chiedendo
  dell'acqua che va a riempire una vasca piena di buchi.
   Allora,  signor Presidente, uno dei prossimi tavoli, e  le  do  un
  suggerimento,  a  Roma  che  si sta portando  avanti  è  quello  di
  Riscossione Sicilia.
   Riscossione  Sicilia  è  una delle Spa più  importanti  di  questa
  regione,  allora  il Governo vuole sapere due cose,  perché  questa
  cosa  ancora  non  è  chiara: cosa vuole fare il  Presidente  della
  Regione?  vuole una nuova società, vuole un nuovo ente regionale  o
  vuole passare ad Ader? vuole passare alle Agenzie delle Entrate?  E
  se  vuole  passare  all'Agenzia delle Entrate, tutti  i  debiti  di
  Riscossione a chi vanno in carico?
   Allora, anziché ripresentarci poi successivamente di nuovo davanti
  a  quest'Aula dicendo: «è il massimo che siamo riusciti a fare, più
  di questo non si poteva fare, lo Stato ci ha concesso solo questo»,
  vogliamo  sapere da parte della maggioranza, da parte  del  Governo
  regionale, che intenzioni ha di fare con Roma.
   Allora,  Presidente, io le chiedo veramente perché  quello  a  cui
  abbiamo  assistito  oggi  è la sfiducia da  parte  del  più  grosso
  partito  di  questa  maggioranza, nei confronti del  Vicepresidente
  Armao  in uno dei temi fondamentali per la nostra Regione.  Allora,
  cortesemente, lo chiedo magari anche a nome del nostro Gruppo venga
  il  Presidente in Aula a dirci come intende portare avanti tutta la
  materia finanziaria tra lo Stato e la Regione e, soprattutto, se la
  sua maggioranza è d'accordo perché adesso mi aspetto che magari  la
  maggioranza  arrivi  a  bocciare gli  emendamenti  che  sono  stati
  presentati  dalla stessa maggioranza e dal Governo  nel  collegato,
  perché  sappiamo  tutti che aspettiamo il collegato,  semplicemente
  per  poter  destinare quelle somme alle provincie ed  al  trasporto
  pubblico locale.
   Quindi, signor Presidente, io non mi vorrei ritrovare, tra qualche
  anno,  a  dover  dire che l'unica cosa che ha lasciato  il  Governo
  Musumeci  sia  semplicemente  un brutto  ricordo.  Mi  auguro  che,
  invece, qualche riforma possa essere portata avanti. Io, insieme ai
  miei  colleghi  del  Movimento Cinque  Stelle,  alcune  riforme  le
  abbiamo  presentate.  Abbiamo anche teso una mano,  che  invece  il
  Presidente Musumeci ha preferito rispedire al mittente.
   Oggi quello che sta succedendo qui in Aula è semplicemente la fine
  di un Governo che, purtroppo, ad oggi non ha prodotto assolutamente
  nulla. Quindi o il Presidente Musumeci viene a riferire in Aula sul
  futuro  della  sua  maggioranza  o, altrimenti,  questa  esperienza
  governativa, oltre che essere fallimentare, è già fallita.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori.  Io
  le  devo  dire  la verità: mi trovo sempre in imbarazzo  quando  la
  coalizione  di  maggioranza  si mette all'opposizione,  è  come  se
  praticamente ci venisse a mancare un po' il lavoro, ecco. Lungi  da
  me  poi prendere le parti, ovviamente del Governo, per carità senza
  alcuna posizione di parte. Però il tema di fondo è uno e chi mi  ha
  preceduto lo ha sottolineato più volte, sia il collega Sunseri  che
  anche l'onorevole Lupo.
   Qui il tema di fondo è davvero diventato politico perché non è più
  tanto  meramente  l'entrare nel merito di quello  che  è  stato  un
  accordo,  l'attacco da parte del Capogruppo di  Forza  Italia,  del
  presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia ad un assessore,
  Vicepresidente della Regione, persona di cui, leggo dai giornali le
  dichiarazioni del Presidente della regione, persona  stimata  e  di
  cui si fida il Presidente della regione, facente parte dello stesso
  gruppo politico, quindi di Forza Italia, è un attacco politico.  E'
  un attacco che ricalca un po', se mi permette Presidente, le parole
  di  quando  lei  parla  sui giornali da Commissario  regionale  del
  partito quando lo ha definito un ex assessore.
   Allora,  siamo  qui di fronte a quella che è, colleghi,  una  bega
  politica,  c'è  un  lavarsi i panni neanche più  all'interno  della
  lavanderia di Forza Italia ma, ormai, li abbiamo portati davvero in
  piazza questi panni sporchi.
   Il problema è, però, che alla fine a pagarne tutti i danni sono  i
  cittadini siciliani. Adesso dobbiamo capire una cosa, perché io  in
  questo  intervento non voglio parlare, a me non interessa l'accordo
  Stato-Regioni,  ne  hanno parlato tutti, io non  sono  contento  di
  questo accordo, chiaramente, non c'entra nulla l'emendamento di uno
  dei componenti del Movimento Cinque Stelle nazionale che, anzi,  ha
  lavorato e lavora per la Sicilia e sta portando denari e soldi  che
  sono mancati, l'accordo è un'altra cosa e non c'entra assolutamente
  niente.  Ma  qui  il  tema è uno: possiamo  continuare  ancora,  in
  quest'Aula, a far vivere ai siciliani la continua agonia di  fronte
  ad una maggioranza che si sta facendo i conti col coltello in mano,
  asciugandoselo poi sulla schiena di altri siciliani?
   Se  Forza  Italia  non vuole più questo assessore,  che  ne  parli
  direttamente con Nello Musumeci. Onorevole Milazzo, quando lei dice
   Se  ci  fosse una mozione di sfiducia  La mozione di sfiducia,  in
  questo caso, lei se la vuole chiamare la deve chiamare di fronte al
  Governo  tutto e al Presidente della Regione, e allora  saremo  lì,
  pronti, a fare questa cosa perché quell'accordo porta la firma  del
  Presidente  della  Regione,  il quale - Presidente,  glielo  chiedo
  anche  io  da  Vice Presidente di quest'Assemblea -  dovrebbe  oggi
  essere    qui    Dovremmo   chiamarlo,   perché   oggi   si    apre
  definitivamente, in maniera assoluta, una crisi di Governo.  Perché
  non  è più possibile pensare che questa maggioranza, che già non  è
  maggioranza  numericamente, possa fare a meno del gruppo  di  Forza
  Italia  che  si  mette  di fronte e contro ad uno  degli  assessori
  addirittura al Vice Presidente della Regione
   Questa  cosa  non  è  più possibile. Noi stiamo soltanto  perdendo
  tempo. E questo, dà anche la stura di come vengono condotti, poi, i
  lavori e di come vengono condotte anche le dinamiche qui dentro.
   L'altro giorno ho ascoltato il Presidente della Regione -  io  non
  sono  intervenuto,  poi  fra l'altro, non  si  poteva  neanche  più
  intervenire dopo l'intervento conclusivo del Presidente  -  che  mi
  additava,  ricorderete colleghi, come  mediatore . Io dichiarai  ad
  un  giornale  siciliano che le istanze territoriali delle  imprese,
  dei   cittadini,  quelle  dell'agricoltura,  quelle  della   pesca,
  dell'industria, del commercio io cerco, in qualche modo, da fare ma
  non  io,  io  come Movimento Cinque Stelle come deputati regionali,
  cerchiamo  di  fare  da  collante  con  il  Governo  nazionale   ma
  semplicemente  per una questione, diciamo, di rappresentanza  ecco.
  Ma  mai  mi  sognerei, e mai ho detto, e mai farei un  collegamento
  istituzionale   fra   sindaci,  fra  comuni,  fra   enti   pubblici
  territoriali  regionali  e  il Governo nazionale  perché  quello  è
  affare della Regione. Se riescono a farlo, bene  Altrimenti niente
   Però,  Presidente  mi  perdoni, è  da  novembre  che  il  Ministro
  Toninelli  ha portato qui la proposta della nomina del  Commissario
  straordinario   per  le  strade  provinciali  e,   ad   oggi,   con
  l'approvazione   dello   Sblocca  cantieri ,  e  potremmo   partire
  immediatamente, la bega, cari colleghi, è semplicemente una: quella
  del  nome   Il Ministro Toninelli propone una terna di tecnici,  di
  assolutissima  rilevanza come profilo, sganciati chiaramente  dalla
  politica.
   Il  Presidente della Regione, per ripicca, dice:  No, lo devo fare
  io  .  Allora, se continuiamo ancora a litigare sul nome  che  deve
  andare  ad  intervenire  su quei denari, noi  stiamo  lasciando  la
  Sicilia  ferma  al  palo di fronte, invece, a quelle  che  sono  le
  scaramucce  di ogni giorno. E' questo quello che sta  facendo  male
  alla  nostra terra, ed è questo quello che ricorderà questo periodo
  storico-politico come il peggiore. Perché io l'altro  giorno  e  mi
  perdonerà  la  battuta - mi è venuta spontanea col giornalista,  ma
  oggi  la  rielaboro di nuovo - siamo passati dal   crocettismo   al
   cricetismo ,  perché abbiamo un presidente  della  Regione  ed  un
  Governo   regionale,  ed  una  maggioranza  che  si  sono  talmente
  impantanati a correre dentro la ruota che non stanno più  guardando
  quello di cui sta parlando la gente fuori.
   Non  c'è  più,  qui,  il tema di chi deve fare l'assessore,  delle
  beghe  politiche all'interno della maggioranza. La gente è fuori  e
  chiede   pane,   chiede   lavoro,  chiede  infrastrutture,   chiede
  possibilità, chiede di non fare partire i propri figli  ancora  una
  volta  E noi, ancora, siamo qui a dire.  Un giorno nominiamo  Ester
  Bonafede alla FOSS, e il giorno dopo commissariamo la FOSS
   Presidente, lei è stato meraviglioso in questa due giorni.  Mi  ha
  regalato, devo dirle, un sorriso di pancia. Ma questo riguarda lei,
  come può riguardare le mille e altre cose di questo Governo.
   E,  allora, noi dobbiamo metterci in testa che o lavoriamo per  il
  bene  dei  siciliani  - e io credo che, qui dentro,  la  stragrande
  maggioranza  dei  deputati  sono  pronti  a  collaborare  su   temi
  specifici - però abbandoniamo queste bagarre. Perché se questi sono
  gli  altri  tre  anni  e  mezzo che ci volete  fare  vivere  dentro
  quest'Aula, noi certo possiamo presentarla una mozione di  sfiducia
  a questo Governo, salvo poi vedere Milazzo auto-smentirsi perché il
  giorno  prima dichiara di volere mandare tutti a casa e, il  giorno
  dopo invece poi per poltronismo oltre che cricetismo, invece votare
  contro quella mozione di sfiducia.
   Allora, o siamo conseguenti e ci passiamo una mano sulla coscienza
  e  lavorate  cercando di trattare i temi come ben  vengano,  oppure
  diversamente queste sono discussioni inutili come inutile è  stata,
  l'altro  giorno,  quella della questione morale  e  anche  inutile,
  oggi, parlare di questo che è una seduta per l'accordo tra lo Stato
  e la Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,  un
  dibattito  oggi paradossale, sentire dall'inizio alla  fine  chi  è
  intervenuto e chi è succeduto nell'intervento ha dell'inverosimile.
  E  sentire  ora  l'onorevole Cancelleri,  candidato  del  Movimento
  Cinque   Stelle   alla   Presidenza  della  Regione,   parlare   di
  disattenzione  da parte del Governo regionale per le  problematiche
  dei  siciliani  è  paradossale, come se  al  Governo  nazionale  ci
  stessero siciliani o ci stessero soggetti che fanno parte di questa
  coalizione di Governo, diciamo: lavorate anche voi per la  Sicilia,
  non lavorate solo per il resto d'Italia

   CANCELLERI. E che è per diritto di nascita?

   ARICO'.  E  quando  gli  accordi  non  vanno  bene  il  Presidente
  Cancelleri  dice che il Presidente della Regione  non  si  è  messo
  d'accordo  con  il  Ministro Toninelli per i nomi:  niente  di  più
  falso
   Il Presidente della Regione difende un principio: quello di potere
  essere  lui  il commissario di Governo com'è successo sempre  negli
  anni passati.
   E allora, se qui dobbiamo lavorare, che si lavori per la Sicilia e
  non ci siano ripicche politiche da parte del Governo nazionale  Del
  Governo nazionale
   E  sentire  anche l'intervento dei colleghi del PD, del capogruppo
  del  PD, parlare di  sfascio delle province , quando tutti sappiamo
  quello che hanno messo in piedi quando hanno abolito le province, e
  anche  parte della coalizione di Governo quando non hanno accettato
  le  elezioni di secondo grado, quando il Governo regionale  avrebbe
  voluto  dare  una  governance  a  tutte  le  province  e  le  città
  metropolitane quest'Aula ha posticipato le elezioni. E allora?

   CRACOLICI. La tua maggioranza

   ARICO'. L'ho detto; l'ho detto  Onorevole Cracolici, l'ho detto
   E  allora,  che quest'Aula non si trasformi anche in  uno  scontro
  all'interno di partiti che compongono la coalizione di Governo.
   Io spero che il collega Milazzo vada a rappresentare al più presto
  la  Sicilia  nell'Aula  del Parlamento europeo,  lì  avrà  modo  di
  rappresentare tutti gli interessi dei siciliani. Probabilmente, non
  avrà  una  presidenza che gli darà così tanto  spazio,  perché  nel
  Parlamento europeo si parla solo tre minuti, Presidente,  solo  per
  questo, perché gli interventi sono di tre minuti cadauno, solo  per
  questo.

   PRESIDENTE. Ma non è la presidenza, è il tempo che era  dovuto  al
  suo partito.

   ARICO'. Ma nel Parlamento europeo ognuno può parlare tre minuti.
   Allora,  non  c'è piattino in mano, c'è la voglia di  trovare  una
  soluzione. E' logico che avremmo preferito maggiori risorse; è  fin
  troppo  ovvio  Se Roma ci avesse dato 100, 200, 300 milioni in  più
  sicuramente sarebbe stato un accordo più vantaggioso. Però,  se  si
  sono ottenuti 540 milioni di investimenti per le province, se si  è
  ottenuta  la possibilità di incrementare dai 70 ai 100  milioni  le
  risorse  per la spesa corrente, 50 milioni in più per il  trasporto
  pubblico  locale e la possibilità di attivare tutta  una  serie  di
  procedure  che prevede lo Statuto per migliorare le  risorse  e  la
  finanza di questa Regione.
   Tutto  questo dovrebbe essere completato entro il 30 settembre  di
  quest'anno. Possiamo anche non credere che quanto sottoscritto  dai
  ministri delle finanze ed il Ministro per il Sud non possa  trovare
  attuazione.  Ed  è  questo il punto politico,  cari  amici  e  cari
  colleghi e chi ci ascolta. Perché se noi riuscissimo ad ottenere  i
  meccanismi  migliorativi  di  finanza locale  e  finanza  regionale
  previsti dallo Statuto, sottoscritti dal Ministro per le finanze ed
  il  Ministro per il Sud, che sono soggetti che appartengono  ad  un
  Governo a guida Cinque Stelle, questo lo vedremo il 30 settembre.
   E  allora,  qui  è  la  sfida politica che  lanciamo  ai  colleghi
  dell'opposizione,  quella di poter essere  tutti  insieme  affinché
  questo accordo Stato-Regione sottoscritto tra le parti, lo Stato  e
  la Regione, possa trovare finalmente attuazione.
   Lavoriamo per questo, dopodiché sappiamo che a breve il Governo ha
  presentato  già  un  emendamento che è A.2 per  dare  attuazione  a
  quanto è stato sottoscritto dal Presidente della Regione.
   Se  ci  sono dei meccanismi di modifica di questo emendamento,  la
  Giunta  di  Governo  ce lo deve dire, perché se gli  Assessori  che
  compongono questo Governo regionale non sono d'accordo per  portare
  avanti questo emendamento, cosa che non credo, ce lo devono dire.
   E  allora,  non  per  inutile polemica signor  Presidente  ma  per
  cercare oggi di capire quello che il Governo regionale ha approvato
  e  di  lanciare,  se possiamo, tutti insieme una sfida  al  Governo
  nazionale affinché quanto sottoscritto tra le parti, tra lo Stato e
  la  Regione, possa essere finalmente attuato entro il 30  settembre
  di quest'anno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io  dico
  soltanto  una  cosa:   Ma  come  vi permettete  di  sottoporre  gli
  interessi  dei  siciliani alle vostre becere  discussione  interne?
  Tutto  questo dovrebbe farvi vergognare, perché qua si è  perso  il
  punto di vista principale che è quello che dobbiamo fare rispettare
  a Roma solo gli interessi dei siciliani
   I  soldi  di cui noi stiamo parlando sono i soldi delle tasse  che
  pagano tutti gli anni i siciliani ed ancora non abbiamo trovato  un
  Governo  all'altezza della situazione e che sappia farsi rispettare
  a Roma. Questo è il punto
   Collega   Aricò   ma  quale  opposizione  e  maggioranza,   questo
  Parlamento deve ambire - se davvero lo sente dentro - la capacità e
  la potestà di rappresentare tutti i siciliani.
   Noi purtroppo abbiamo avuto soltanto la sfortuna di avere voi come
  Governo,  di essere rappresentati da questo Governo che ancora  una
  volta  rappresenta  l'assoluta incapacità di andare  a  Roma  e  di
  contattare un accordo che riguarda, ripeto, i soldi dei siciliani.
   Con questi soldi, caro Assessore, lei lo sa perché lei è molto più
  sicilianista di quanto lo sia io o di quanto lo sia il  mio  Gruppo
  politico  ma  non  lo deve fare quando non era vicepresidente  deve
  continuare a farlo anche adesso ma non in quel tono che  io  le  ho
  sempre contestato rivendicazionista.
   Qui  abbiamo bisogno d'altro, abbiamo bisogno di un accordo  vero,
  concreto,  che faccia rinascere la Sicilia ma non in termini,  come
  ha  detto il mio collega Sunseri, giustamente, rivendicazionisti  o
  con  il  piattino in mano, ma un accordo che sia programmatico,  un
  accordo pluriennale, un accordo che possa fare risorgere la  nostra
  terra  e  possa farci ritornare protagonisti del panorama  politico
  italiano.
   I  nostri colleghi a Roma stanno facendo il proprio dovere, stanno
  cercando  in  tutti  i  modi di salvare la nostra  Regione  ma  noi
  dobbiamo   metterci  del  nostro,  ecco  perché  chiedo  a   questo
  Parlamento  di  essere una forza unitaria che possa  proporre  alla
  fine una proposta a questo Governo che non è in grado di formularla
  da solo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  terminato  il  dibattito.  Assessore  Armao,   ha
  intenzione di replicare?

   CRACOLICI Chiudiamo con un ordine del giorno.

   ARMAO,   assessore   per   l'economia.   Signor   Presidente,   la
  ricostruzione   che   è   stata  fatta   nei   diversi   interventi
  cumulativamente   riesce  a  descrivere  una  situazione   che   il
  Presidente  della Regione qualche giorno fa - ma non mi sembra  che
  in quella sede siano state espresse delle contestazioni sul punto -
  ha  descritto  come  un  accordo che noi  riteniamo  insufficiente,
  perché è insufficiente, però è l'unico accordo possibile.
   Ripeto  testualmente  le  parole  del  Presidente  che  ovviamente
  condivido  e  che  condividiamo tutti  come  Giunta  poiché  questo
  accordo è prima passato per una presa d'atto della Giunta e  poi  è
  stato sottoscritto dal Presidente. Quindi è un atto che ha visto la
  condivisione   del  Governo,  d'altronde  non  si  sarebbe   potuto
  adottare,  firmare un atto che riguarda le autonomie  locali  senza
  che  l'Assessore Grasso ne fosse assolutamente d'accordo. Quindi  è
  evidente  che sul piano procedurale sono stati rispettati  tutti  i
  passaggi  anche  con  la  presenza di incontri  a  Roma  e  nessuna
  iniziativa   è   stata,   né  avrebbe  potuto   esserlo,   condotta
  personalmente.
   Vorrei  partire  dalle  affermazioni  dell'onorevole  Lupo   circa
  l'applicazione dell'ordine del giorno che io ho ben  presente,  cui
  lui  faceva  riferimento.  Un ordine del  giorno  che  invitava  il
  Governo  ad  una  spalmatura trentennale. Per  l'onorevole  Lupo  è
  evidente  che  il  Governo, che ha ottenuto per i  tre  quarti  del
  disavanzo ereditato dalla precedente legislatura, la spalmatura  in
  30 anni.
   Io  partirei da questo che è un dato consolidato e sul  quale  non
  credo  ci  sia  stato un apporto se non da parte  del  Governo  che
  questa  attività  ha  ottenuto  con  un  negoziato  con  Roma.   La
  spalmatura  trentennale ha poi incrociato una sentenza della  Corte
  costituzionale  che  come ricorderà l'onorevole  Sunseri,  che  con
  attenzione la richiamò lo stesso giorno in cui è stata approvata la
  legge  di  bilancio,  intervenne esattamente  il  pomeriggio  prima
  dell'approvazione  della  legge  di  bilancio,  il  bilancio  della
  Regione.
   Ricorderà l'onorevole Sunseri il suo passaggio al podio proprio su
  questo punto, la sentenza n. 18 del 2019. Una sentenza della  Corte
  costituzionale   che  da  un  lato  afferma   che   la   spalmatura
  trentennale, che il ripianamento trentennale dei disavanzi,  avendo
  e  svolgendo  un  effetto intergenerazionale scarica  sulle  future
  generazioni degli oneri eccessivi, per cui da quel momento  in  poi
  non  è  stato  possibile più ottenere dal Governo  nazionale  alcun
  ripianamento di tipo trentennale. Quindi l'ordine del giorno non  è
  che non lo si è voluto rispettare.
   L'ordine  del giorno è un ordine del giorno che invita a fare  una
  cosa  che il Governo farebbe evidentemente con grande disponibilità
  ancorché  e  soprattutto  perché quel disavanzo,  a  differenza  di
  quanto  assume  la  Corte costituzionale non l'ha  generato  questo
  Governo  ma lo abbiamo trovato, evidentemente non è più praticabile
  e  questa  è una cosa sulla quale con il Governo nazionale  abbiamo
  convenuto.  Tuttavia la sentenza n. 18 del 2019 lascia  aperta  una
  finestra  di tipo concettuale, è un  obiter dictum' della sentenza.
  Cioè  si  lascia aperta una finestra decennale. La Corte  dice  'il
  ripianamento  decennale  è  un  ripianamento  compatibile  con   la
  Costituzione'.  Non lo dice nella statuizione, lo  dice  nel  corpo
  della motivazione. Ed è proprio questo che ha consentito di portare
  ed  ottenere  l'approvazione da parte della Commissione paritetica,
  la Commissione paritetica si è riunita e ha approvato uno schema di
  norme  e  attuazioni  che ora seguirà l'iter fino  al  decreto  del
  Presidente della Repubblica che prevede il ripianamento decennale.
   Onorevole  Lupo  nessuno  si è sottratto né  ha  inteso  sottrarsi
  all'ordine del giorno. Abbiamo dato l'attuazione possibile e stiamo
  portando  un ripianamento quadriennale con la norma che è all'esame
  del  collegato  che  potrà essere steso quando sarà  pubblicato  il
  decreto  del  Presidente  della Repubblica che  promulgherà  questa
  norma  di  attuazione  a  10  anni.  L'unica  attuazione  possibile
  dell'ordine  del  giorno.  Quindi nessun tipo  di  intendimento  di
  sottrarsi  alle spinte che sono state prospettate.  Sul  piano  del
  rapporto,   credo  che  l'onorevole  Aricò  abbia  con  correttezza
  assoluta  descritto qual è il vero tema politico del negoziato  con
  lo  Stato. Non è né l'ottimo accordo che abbiamo chiuso a  dicembre
  che  ha  consentito di risparmiare, ringrazio l'onorevole  Figuccia
  per  avere  richiamato  i  300  milioni  meno  del  contributo   al
  risanamento della finanza pubblica, ma onorevole Figuccia, non sono
  300  milioni meno, sono 900 ed oltre milioni in meno perché abbiamo
  ottenuto una riduzione del contributo al risanamento della  finanza
  pubblica  non  solo  per  il 2019, che era  già  collegato  da  una
  decisione  che  veniva da una precedente gestione,  ma  addirittura
  l'abbiamo  ottenuta  anche  per gli anni  a  venire,  mentre  altre
  Regioni a Statuto speciale vedevano crescere, come accaduto per  la
  Sardegna, il contributo al risanamento della finanza pubblica.
   Quindi è un risultato, quello dell'accordo di dicembre, che  credo
  riterrei  più che dignitoso e più che satisfattivo delle  legittime
  aspettative  della  Sicilia di offrire un  contributo,  come  le  è
  dovuto,  al  risanamento della finanza pubblica nazionale,  tenendo
  presente  che  abbiamo  una  situazione molto  delicata  sul  piano
  finanziario.
   Signor  Presidente,  evidenzio che  sul  punto  il  contributo  al
  risanamento della finanza pubblica viene ridotto al punto tale che,
  in  qualche modo, va tenuto presente che  è di gran lunga inferiore
  a  quanto  pagheremmo, laddove il contributo al  risanamento  della
  finanza  pubblica fosse imputato per abitante - abbiamo le tabelle,
  che  il  Presidente  della  Commissione  Bilancio   conosce  perché
  gliele  ho  fatte  avere  - quindi laddove  le  Regioni  a  Statuto
  speciale  dividessero il contributo al risanamento per  la  finanza
  pubblica  in termini pro capite, per persona, avremmo un contributo
  di un miliardo e mezzo di euro da pagare, quindi ben 500 milioni in
  più.  Ma noi abbiamo ottenuto un miliardo, laddove noi avessimo  un
  contributo  al risanamento della finanza pubblica basato  sul  PIL,
  avremmo dovuto versare un miliardo e 200 milioni di euro.
   Quindi   la  circostanza  che  abbiamo  ottenuto  un  livello   di
  contribuzione  al  risanamento della finanza pubblica  inferiore  a
  quello  che  si  dovrebbe ottenere, o per PIL o  per  abitanti,  in
  ragione  delle  peculiari posizioni della Regione siciliana,  è  un
  risultato  obiettivo, che tiene conto anche di quella  che  io,  il
  Presidente Musumeci lo ha fatto, ovviamente lo sostengo pure io, un
  approccio assolutamente leale sul piano istituzionale col   Governo
  Conte .
   Sotto  questo profilo, possiamo dire che gli obiettivi sono  stati
  raggiunti,  quell'accordo  prevedeva  la  fiscalità  di   sviluppo,
  quell'accordo prevedeva e prevede le condizioni di insularità,  che
  per   la   prima   volta  viene  riconosciuta  alla   Regione.   In
  quell'accordo si disconosce anche la discriminazione  subita  dalle
  province,  e  si  determina che dal 2020 sia  eliminata  parte  del
  prelievo  forzoso  a carico delle province, analogamente  a  quanto
  avviene  per  le province nel resto del Paese, quindi  un  impianto
  assolutamente coerente.
   Nel frattempo esplode la crisi finanziaria in modo deflagrante per
  le  province siciliane, e a quel punto - emerge in modo sempre  più
  massiccio - ci troviamo costretti a intervenire. Ma io non capisco
  C'è l'onorevole Milazzo in Aula? No, non lo vedo, evidentemente  ha
  preferito non partecipare.
   Nel  momento  in cui si dice  dobbiamo intervenire sul  piano  del
  recupero delle risorse necessarie  non a risolvere a regime il tema
  delle  province,  ma a risolverlo da qui a settembre,  quando  quel
  termine  che evocava opportunamente l'onorevole Aricò è il  termine
  che  il  Governo nazionale ha preso, di cui si è fatto  carico  per
  risolvere  la  questione,  ebbene,  il  tema  del  quantum  non  lo
  stabilisce  né  il deputato  x , né il deputato  y ,  né  tantomeno
  l'Assessore per l'economia della Regione siciliana.
   Lo  ha  stabilito  la  Corte dei Conti, il Presidente  dell'organo
  della  Corte  dei Conti che si occupa delle autonomie territoriali,
  la  Sezione  delle autonomie, è andato in Parlamento -  non  lo  ha
  fatto  in un'intervista - e ha depositato una relazione nella quale
  si evince che il fabbisogno essenziale per le province siciliane  è
  di  100  milioni.  Non credo che ci sia entità più  autorevole  per
  stabilire  quale sia il fabbisogno effettivo, poi se la  Corte  dei
  Conti  ha  sbagliato,  e noi ci siamo allineati  su  una  posizione
  sbagliata  della  Corte dei Conti, ne dovremo prendere  atto,  però
  tuttavia oggi è la Corte dei Conti che ci dice 100 milioni di euro.
   Ma   il  Governo  regionale,  con  riunioni  alle  quali  non   ho
  partecipato da solo, ma spesso insieme ad altri Assessori, e sempre
  informando  la  Giunta, quindi non raccolgo neanche  ogni  tipo  di
  accusa di tipo personale, perché è un lavoro collegiale che è stato
  fatto,   e  come  tale è stato portato avanti, bene la  Regione  ha
  chiesto  300 milioni di euro, e lo ha affermato, lo ha riconosciuto
  anche  l'onorevole Villarosa, che, appunto, in un comunicato stampa
  -  di  cui posso dare copia - ha detto  la Regione siciliana ci  ha
  chiesto 300 milioni , lo ha detto il Governo nazionale,  ma noi non
  ve   li   possiamo  dare  300  milioni .  Quindi   di   fronte   ad
  un'impossibilità del Governo nazionale di offrire 300 milioni,  noi
  potevamo  chiudere,  come ha detto il Presidente  Musumeci,  alzare
  muro  contro muro e finiva come gli emendamenti che ieri sera  sono
  stati  esaminati  dalla Commissione Bilancio della  Camera  e  sono
  stati  tutti rigettati, oggi noi avremmo, laddove avessimo percorso
  la  strada  del muro contro muro, lo zero assoluto per le province,
  non  è la migliore soluzione possibile, ripeto, è l'unica soluzione
  praticabile, 100 milioni ci sono.
   Un'ultima  considerazione riguarda anche gli apprezzamenti  sempre
  con  la  stesso  approccio, cioè è un accordo buono  ma  non  è  il
  migliore  possibile ma certamente è un passo avanti,  lo  ha  fatto
  l'ANCI;  il  Presidente  dell'ANCI,  Orlando,  si  è  pubblicamente
  espresso in termini di condivisione della linea del Governo.
   Ora,  se  l'organismo che rappresenta le autonomie,  le  province,
  ritiene  satisfattivo  l'accordo e poi ci sono  altri  che  non  lo
  ritengono soddisfattivo io credo che, nel massimo rispetto dovuto a
  questa  Assemblea  e con l'ossequio dovuto, tuttavia  non  possiamo
  tenere  conto  che  l'ANCI ha ritenuto di condividere  il  percorso
  intrapreso.  Se  i  sindacati che rappresentano i lavoratori  delle
  autonomie locali hanno condiviso questo approccio ritenendo l'unico
  accordo  possibile, e poi altri non lo condividono non si  può  non
  tenere conto che i sindacati si sono espressi in termini favorevoli
  su questa posizione. E vado alla conclusione.
   Nel  1937  Vittorio  Emanuele Orlando, ricordo  che  non  sfuggirà
  all'onorevole  Milazzo, ha scritto  Il processo  del  Kaiser .  Che
  cos'era?  Era un processo che gli inglesi volevano fare al  Kaiser,
  capo  dell'Impero austro-ungarico, per avere avviato  la  I  guerra
  mondiale. La colpa era di un solo uomo che aveva avviato la  guerra
  mondiale.  Ovviamente, quel processo finì  in  un  nulla  di  fatto
  perché  ovviamente  le  colpe laddove  ci  sono  di  una  decisione
  collettiva  sono colpe condivise, quindi, oggi mi io  mi  sottraggo
  con grande facilità ad un processo del Kaiser anche perché non sono
  il  Kaiser né tanto meno si può applicare l'approccio del  processo
  del Kaiser.
   Quindi,  torniamo ad un'analisi politica, ad un approccio concreto
  sui drammi di questa situazione finanziaria che dobbiamo affrontare
  io  credo che l'emendamento che è stato presentato e che si è detto
  è  stato presentato da un deputato del Movimento Cinque Stelle, non
  so  chi sia questo deputato che ha presentato un emendamento, a  me
  risulta  e  ne  ho  chiesto  la distribuzione  che  il  recepimento
  dell'accordo  tra  Governo  e  Regione  è  stato  presentato   come
  emendamento dai relatori, un relatore della Lega, tutte  e  due  di
  maggioranza, uno della Lega e uno del Movimento Cinque Stelle,  che
  d'intesa  col Governo ieri pomeriggio mi ha scritto il  Capo  della
  segreteria tecnica che era stato presentato, bollinato e approvato,
  quindi  ci troviamo di fronte ad una presa di posizione del Governo
  che  attraverso  il  relatore  di  maggioranza  ha  presentato   il
  recepimento  dell'accordo, quindi, non capisco a quale  l'onorevole
  Milazzo  emendamento  ulteriore  si  riferisca,  speriamo  che  sia
  approvato  laddove  francamente  come  Governo  non  credo  che  se
  arrivano  risorse  ulteriori  di  questa  o  altra  matrice,  siano
  disdicevoli  purché arrivino ma noi siamo riusciti  in  questo  col
  massimo sforzo possibile.
   Conclusivamente,  ringrazio il Presidente  Savona,  perché  domani
  avremo un confronto per definire la norma che consentirà in termini
  automatici  all'accordo  di trovare piena applicazione  in  Sicilia
  appena   entrata  in  vigore  senza  necessità  di  un  intervento,
  dopodiché  se va bene il criterio, e d'altronde non può che  essere
  prevalente   quello  dell'obbligazione  giuridicamente  vincolante,
  perché  le  obbligazioni giuridicamente vincolanti sono un  vincolo
  alla  decisione  di  assegnazione delle  risorse,  sono  tantissimi
  fabbisogni  della nostra Sicilia, ma se ci sono delle  obbligazioni
  scaturenti  da  contratto, noi a quel contratto  dobbiamo  prestare
  ossequio,  perché  ne avremmo delle refluenze  negative  sul  piano
  risarcitorio.
   Quindi,  è  solo  il senso di responsabilità che  potrà  orientare
  l'utilizzo  di queste risorse. Rimane, quindi, da parte  nostra  la
  disponibilità a raccogliere tutte le critiche, tutte le opposizioni
  interne,  esterne, superiori o inferiori che siano, fermo  restando
  che, se l'accordo è migliorabile lo miglioreremo e ci batteremo per
  farlo, quello che conta - e concludo con un appello - è fare  massa
  critica  tutti  i componenti dell'Assemblea, indipendentemente  dal
  partito  politico  al  quale  fanno riferimento,  per  ottenere  il
  massimo,  il 30 settembre, quando lo Stato dovrà dare alla  Sicilia
  le risposte puntuali in ordine all'attuazione degli articoli 36, 37
  e  38  e dovrà dare le risposte puntuali in ordine all'applicazione
  della condizione di insularità, con tutto quello che vuol dire  sul
  piano  della  fiscalità di sviluppo, della continuità territoriale,
  tutti  impegni  che lo Stato si è assunto l'onere di  valutare  già
  nell'accordo di dicembre.

   PRESIDENTE.   Assessore  Armao,  due  cose.   La   prima,   questo
  emendamento che domani vedrete con l'onorevole Savona non ci mette,
  quindi, oggi in condizioni di partire con il Collegato? Giusto  per
  capirlo.  Perché  teoricamente  il  punto  all'ordine  del   giorno
  successivo

   CRACOLICI. Presidente, lo ripete?

   PRESIDENTE.  Chiedevo  all'assessore  Armao,  siccome   il   punto
  all'ordine  del  giorno successivo a questo  dibattito  è  l'inizio
  dell'esame  del  Collegato, voglio capire se  c'è  questo  incontro
  domani  mattina  che serve a chiarire come potere  inserire  queste
  cifre  o  meno nel Collegato, è evidente che oggi evito di iniziare
  il lavoro del Collegato. Lo chiedo a lei.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Presidente,  non  c'è  nessun
  problema  a cominciare domani, ma tenendo presente che il Collegato
  ha  una sua dotazione finanziaria già disponibile, si potrebbe  già
  iniziare, però se lei preferisce è chiaro se si completasse stasera
  non sarebbe male.

   PRESIDENTE.  Da  quello che ho capito, però - può  essere  che  mi
  sbagli   io  -  l'attuale  dotazione  del  Collegato  non   sarebbe
  sufficiente per il trasporto pubblico locale o no?

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Riguarda  altre   voci   del
  Collegato.

   PRESIDENTE.  Siccome  la cosa fondante di questo  Collegato  è  il
  trasporto   pubblico  locale  oggi  ci  fermiamo,  aspettiamo   che
  domattina venga fatta questa cosa.

   ARMAO, assessore per l'economia. Perfetto, massima disponibilità.

   PRESIDENTE. Seconda cosa. Lei ha comunicato nel suo intervento  di
  replica  che  la Commissione paritetica ha approvato una  norma  di
  attuazione per il riparto in tema finanziario. Le devo chiedere  la
  cortesia,  noi  non  ce l'abbiamo. Siccome su  questo  avevamo  già
  chiesto  al Governo che ci venisse data anche la proposta  che  era
  stata  fatta alla Commissione paritetica perché questa è la  prassi
  di questo rapporto tra Parlamento e Regione.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Assolutamente   sì,   signor
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Non è stato fatto. Almeno questo ce  lo  dovete  dare
  subito  perché  altrimenti  domani, quando  andate  a  parlare  con
  l'onorevole Savona se noi non sappiamo eventuali novità sui sistemi
  di   attuazione  delle  norme  non  sappiamo  cosa  fare.  Possiamo
  riceverla entro oggi?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente, io lo  faccio
  certamente  di dare il testo che è stato esitato dalla  Commissione
  paritetica, ma la delibera con la quale è stato approvato lo schema
  di  norme  è  stato inviato alla Commissione Bilancio, io  ho  dato
  sempre  informazione, se è mancata ne faccio  ammenda,  ma  che  io
  ricordi è stata inviata.

   PRESIDENTE. Ripeto, per potere domani lavorare, siccome  a  questo
  incontro  di  domani voglio essere presente anche  io,  perché  c'è
  stata  troppa  confusione  su  questo  argomento  e  vorrei  essere
  personalmente, dotto di come si risolverà la questione.
   Onorevoli  colleghi, ci sono ancora degli ordini del  giorno,  non
  abbiamo finito.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, può riassumere cosa vi  siete  detti,
  perché qui non abbiamo capito nulla.

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, l'assessore Armao ha comunicato che
  sono  state  deliberate e approvate nuove norme di  attuazione  sul
  sistema  finanziario del riparto dalla Commissione paritetica.  Noi
  non  ce le abbiamo, per cui ho chiesto che ci venissero date perché
  altrimenti non sapremmo come lavorare su questo riparto.

   LUPO.   Signor   Presidente,  io  ribadisco,  come   prima   detto
  nell'intervento,  che a mio avviso la norma merita  un  autonomo  e
  diverso   disegno  di  legge  che  deve  transitare   prima   dalla
  Commissione Bilancio e poi, ovviamente, essere esaminato dall'Aula.
  Non  credo  che una materia così delicata possa piombare  in  Aula,
  così all'improvviso, calato con un emendamento approvato in Giunta,
  credo  lunedì, e trasmesso all'Assemblea, probabilmente  molti  dei
  colleghi non avranno ancora preso visione dell'emendamento proposto
  dal Governo, che trovo peraltro lacunoso e incomprensibile.
   Credo che se fosse approvato quell'emendamento approvato in Giunta
  non   risolverebbe  nessuna  delle  questioni  poste  qui   neppure
  dall'assessore Armao e che noi ovviamente non condividiamo.  Vorrei
  chiederle,  se possibile, tre minuti di sospensione per condividere
  con i colleghi un ordine del giorno per l'Aula.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, onorevole Lupo, è  il  motivo  per  cui
  domani  mattina  parteciperò io stesso  a  questa  riunione  perché
  voglio capire se questo emendamento, proprio facendo riferimento al
  suo intervento di prima, sul fatto che potesse essere necessario un
  disegno  di  legge,  voglio  capire  personalmente  se  c'è  questa
  necessità.
   Le devo dire sinceramente che spero che non ci sia, perché siccome
  ci  sono  i  lavoratori che stanno aspettando questo  collegato  da
  tantissimo  tempo, sarei veramente propenso a cercare di risolverlo
  domani,  anche  con  un  emendamento, prima  ovviamente  parlandone
  eventualmente  anche in una riunione con i Capigruppo.  Ma  se  non
  fosse possibile evitarlo, si dovrà fare un disegno di legge.
   Spero,  sinceramente,  sia  possibile evitarlo  perché  qua  è  un
  problema  che riguarda la gente fuori che aspetta e, a partire  dal
  trasporto  pubblico locale, ma anche sulle altre  materie  comprese
  nel  collegato, che devono essere affrontate velocemente. Per  cui,
  spero  che  si possa domattina risolvere tutto e domani  pomeriggio
  iniziare l'esame del collegato.
   Comunque, la ringrazio per la sua precisazione, in ogni  caso  c'è
  un  ordine  del giorno, ne sono stati presentati altri? Attualmente
  c'è  un ordine del giorno che non riguarderebbe la materia di oggi,
  per  cui se l'Aula è d'accordo lo faccio votare, ma ci deve  essere
  un  accordo dell'Aula. Allora, onorevole Lupo, mi sembra di  capire
  che  l'Aula  preferisce, anziché i tre minuti di  pausa,  tutta  la
  notte di pausa e l'affrontiamo domani.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Però, intanto, posso  comunicare  che
  l'Aula è conclusa rispetto al dibattito che era stato previsto.

   FOTI.  Grazie, signor Presidente. La scorsa settimana si è  svolta
  la  Rubrica che interessava l'assessore Armao. In particolare,  lui
  ha  riferito  in  merito all'interrogazione n. 42  che,  nonostante
  fosse stata presentata ben un anno fa, gli uffici di fatto non  gli
  avevano  predisposto la documentazione atta a potere rispondere  in
  Aula,  e  che avrebbe pesantemente redarguito gli uffici su  questo
  ritardo veramente imponente.

   PRESIDENTE.  Possiamo ascoltare quello che ha da dire  l'onorevole
  Foti o le volete dire direttamente che non ci interessa e quindi se
  lo  dice  da  sola?  Onorevole Savona,  con  questa  confusione  mi
  costringete a sospendere di nuovo per dare poi la parola. Colleghi,
  per favore, è necessario ascoltare l'onorevole Foti, vi ringrazio.

   FOTI.  La ringrazio, Presidente. Però, l'assessore Armao  è  stato
  abbastanza  generoso  perché  ha  allietato  l'Aula  di  una  buona
  notizia,  quella che doveva essere una buona notizia, ossia  che  a
  seguito  della legge 20/2016, quella che il legislatore  ha  voluto
  approvare e prorogare di anno in anno, questa settimana si  sarebbe
  conclusa  una  procedura che finalmente avrebbe  visto  la  Regione
  potere  riacquisire  il  patrimonio  termale  e  finalmente   poter
  procedere  all'affidamento delle terme, in particolare di Acireale,
  attraverso un successivo bando pubblico.
   Quindi,  insomma,  abbiamo  tutti  quanti  appreso  questa   bella
  notizia,  a dire il vero eravamo sul pezzo, non ci aspettavamo  uno
  slancio così di positività che abbiamo accolto positivamente.
   Bene,  signor Presidente, purtroppo oggi l'asta si è chiusa ma  la
  Regione non ha partecipato.
   Ora,  siccome  so che il Presidente Musumeci, anche  ad  Acireale,
  nella  Città di Acireale e in più luoghi, ma anche nel DEFR,  anche
  nel  documento di propaganda turistica si è detto più volte, questo
  comparto  del  termalismo, eccetera, desideravo,  se  è  possibile,
  sapere  cosa  è  successo, sapere cosa si farà, sapere  se  qualche
  testa,  non  in  senso  biblico,  sta  rotolando,  perché  ho  come
  l'impressione  che ci sia qualcuno che a distanza ancora  di  quasi
  dieci  anni  si mette di traverso su un settore strategico,  signor
  Presidente, fondamentale che ha visto tutta l'Aula votare più volte
  affinché si arrivasse a questo risultato.
   Sarebbe facile da parte mia scagliarmi sul Governo, non lo  faccio
  perché  entrambi in questo caso vogliamo concorrere ad un risultato
  che  è  quello di rivitalizzare un settore e dare giustizia  ad  un
  territorio che è affamato di sviluppo e che si è piegato  ad  altre
  logiche, fuori da qualsiasi volontà politica dicibile e almeno  che
  ce ne siano di indicibili vorrei delle spiegazioni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, sull'articolo  83  può  chiedere  di
  parlare lei, ma non possiamo riaprire il dibattito. Domani pregherò
  io  l'Assessore Armao, domani pomeriggio come primo  intervento  di
  darle questa risposta.
   Onorevoli  colleghi, domani alle ore 15.00 vi sarà  l'incontro  in
  Cortile  Maqueda  e  alle ore 16.00 in Aula per  la  commemorazione
  dell'Assessore  Tusa  e  poi  il  collegato,  nella  speranza   che
  domattina si possa risolvere il problema in Commissione Bilancio.
   Vorrei  comunicare che se avete curiosità sono già  stati  montati
  gli  occhiali di Tusa nel Cortile Maqueda, se li voleste  andare  a
  vedere già ora.


   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani  mercoledì,  19
  giugno 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I -COMMEMORAZIONE   DEL  PROFESSOR  SEBASTIANO  TUSA,   ASSESSORE
       REGIONALE PER I BENI CULTURALI E L'IDENTITA' SICILIANA

    II -COMUNICAZIONI

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Collegato  al  disegno  di  legge  n.  476   Disposizioni
         programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
         regionale  (n. 491/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mancuso

       2)    Riforma  degli  ambiti  territoriali  ottimali  e  nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A) (Seguito)

           Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 19.32

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Interventi  per  contrastare il fenomeno del tabagismo  per  la
  tutela della salute e dell'ambiente (n. 569).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Tamajo il 12
  giugno 2019.

   -  Restituzione somme all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura
  (AGEA) a seguito della Decisione di esecuzione C (2018) 4032 del 29
  giugno 2018 (n. 570).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura,
  lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea  (Bandiera) il 14 giugno
  2019.

   -  Applicazione  nella  Regione siciliana delle  previsioni  della
  legge  30 dicembre 2018, n. 145, articoli 1, commi 682, 683  e  684
  (n. 571).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
  l'ambiente (Cordaro) il 14 giugno 2019.

   -  Intervento finanziario urgente a favore del Comune di  Nicolosi
  per  sostenere  l'attività espropriativa sui terreni relativi  alle
  vie sommitali di accesso al versante
   sud del vulcano Etna (n. 572).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Ciancio,
  Campo,  Cancelleri,  Cappello, Di Caro, Di Paola,  De  Luca,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 14 giugno
  2019.

   - Norme per la città dei bambini e delle bambine (n. 573).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
  14 giugno 2019.

   -  Modifiche  alla legge regionale 4 gennaio 2014, n.  1.   Misure
  eccezionali  di  contenimento della spesa relativa ai  costi  della
  politica  (n. 574).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
  Campo,  Cappello,  Ciancio, A. De Luca, Di Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 14 giugno
  2019.

   -  Disposizioni  contabili  ai sensi del  decreto  legislativo  23
  giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3 (n. 575).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 14 giugno 2019.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Modifiche  alla  legge  regionale  4  agosto  2015,   n.   15:
   Disposizioni  in materia di liberi Consorzi e Città metropolitane'
  e  s.m.i. e alla legge regionale 7 giugno 2019, n. 8:  Norme per lo
  sviluppo  del turismo nautico. Disciplina dei marina resort.  Norme
  in  materia di elezioni degli organi degli enti di area vasta'  (n.
  576).
   Di iniziativa governativa.
   Presentato il 14 giugno 2019.
   Inviato il 17 giugno 2019.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -   Norme  n  materia  di  pubblicazione  in  formato  aperto,  di
  accessibilità   e   di  riutilizzo  dei  documenti   e   dei   dati
  dell'Amministrazione regionale e degli enti locali (n. 443)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 12 giugno 2019.
   Parere II

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Norme per l'istituzione dell'Azienda regionale Emergenza urgenza
  della Sicilia (A.R.E.U. - Sicilia) (n. 562)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 12 giugno 2019.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   - Schema di decreto attuativo dell'articolo 2, comma 2 della legge
  regionale  n. 1/2019 in tema di  Agevolazioni al credito in  favore
  delle imprese' (n. 54/II).
   Reso in data 11 giugno 2019.
   Inviato in data 17 giugno 2019.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunica che la Commissione  Bilancio (II)' nella seduta n. 153
  dell'11  giugno  2019 ha approvato la risoluzione  Riprogrammazione
  degli  interventi a valere sulle risorse FSC 2014/2020 - Patto  per
  il  sud della Regione siciliana' (n. 5/II) e la risoluzione  Misure
  per  il rilancio dell'economia nel settore artigiano e cooperativo'
  (n. 6/II).

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 881 - Delucidazioni sul reclutamento di personale ex ARAS.
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Lupo Giuseppe

   N.  882 - Chiarimenti circa l'installazione di impianti eolici nei
  territori dei comuni di Gangi e Bompietro (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Cracolici Antonello

   N.  883  -  Chiarimenti sullo sversamento di  petrolio  presso  il
  torrente Moncillè a Ragusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Campo Stefania;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  175  -  Chiarimenti in merito alle segnalate inefficienze  del
  servizio mensa del P.O. 'Gravina' di Caltagirone (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.   176   -   Organizzazione  ed  efficienza  del   servizio   di
  metroferrovia della città di Messina.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;
  Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Catanzaro  Michele;
  Cafeo Giovanni

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  260  -  Presunti illeciti nell'appalto per la  raccolta  e  lo
  smaltimento dei rifiuti presso il Comune di Gela (CL).
   Di  Paola  Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro  Giovanni; Campo Stefania; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 12/06/19

   N.  261 - Interventi a sostegno del personale volontario del Corpo
  dei Vigili del Fuoco.
   Sammartino  Luca; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco;  Cafeo
  Giovanni
   Presentata il 12/06/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.