Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 15.16
GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Ternullo.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cannata in data odierna è
in missione.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
"Attività produttive"
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica:
Attività produttive
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno di interrogazioni ed interpellanze della rubrica Attività
produttive .
Purtroppo, non vedo l'Assessore Turano in Aula, quindi mi vedo
costretto a sospendere la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.20, è ripresa alle ore 15.38)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Colleghi, cominciamo con la Rubrica Attività
produttive'. L'assessore Turano è qui. Assessore ci sono delle
interpellanze o delle interrogazioni che sono precluse dalla
Rubrica che le hanno già consegnato? Posso procedere? La prima è
l'interpellanza n. 46 «Modalità di presentazione delle istanze a
valere sul PO FESR 2014/2020», a firma degli onorevoli Siragusa ed
altri.
«Al Presidente della Regione,
premesso che:
in data 17 agosto 2015 la Commissione europea ha approvato il PO
FESR Sicilia 2014/2020, che è stato reso disponibile dalla Regione
sul proprio sito Internet in data 23 novembre 2015;
tale strumento, avviato con notevole ritardo, finanzia le
infrastrutture, gli incentivi alle imprese, gli interventi nel
settore ambientale ed energetico, turistico e culturale,
l'innovazione, avvalendosi di una dotazione finanziaria complessiva
(UE + cofinanziamento nazionale) pari a circa 4,5 miliardi di Euro;
considerato che:
le imprese possono presentare le richieste di finanziamento per
esclusivamente attraverso il portale appositamente predisposto:
http://portaleagevolazioni.regione.sicilia.it;
lo stesso, sin dall'avvio della programmazione in corso, ha
evidenziato malfunzionamenti, come riportato da varie testate
giornalistiche, che talvolta ne hanno pregiudicato un utilizzo
affidabile da parte degli utenti;
nelle varie azioni, i cui termini di presentazione risultano già
conclusi, il criterio temporale è stato decisivo nel permettere
l'accesso ai benefici previsti;
la procedura d'invio prevista, risulta fortemente dipendente dalle
condizioni tecnologiche con le quali si opera (PC, livello della
connettività), estremamente collegate al luogo dal quale si opera,
evidenziando il già preoccupante livello di digital divide presente
nella Regione Siciliana, evidenziando inoltre i diversi problemi
che possono determinare un rallentamento se non il blocco della
procedura di compilazione e dell'invio delle istanze;
non è dato sapere se l'infrastruttura informatica utilizzata per
la presentazione delle istanze sia in grado di garantire equità per
i proponenti indipendentemente dalla distanza geografica in
considerazione che il ritardo di trasmissione dati delle
connessioni a Internet da postazione fissa (Ping) non è costante ma
dipende da molti fattori, tra i quali lo stato dei nodi
attraversati dai tuoi pacchetti per giungere a destinazione e
tornare, la congestione del traffico ed eventuali problemi tra due
qualsiasi dei punti della rete contigui, che obbligano a
ritrasmissioni del messaggio;
atteso che:
tutto quanto sopra esposto comporti il mancato rispetto del
requisito indispensabile e dell'inderogabile diritto della parità
di possibilità di accesso tra i concorrenti;
in difformità quindi da quanto previsto dal legislatore, non è
garantito che ogni concorrente sia posto nelle medesime condizioni
degli altri partecipanti, ovvero che non ci possono essere
favoritismi né palesi né occulti;
per conoscere se intenda avviare azioni tali da garantire parità
di accesso ai benefici previsti dagli avvisi afferenti alla
programmazione PO.FESR 2014-2020».
SIRAGUSA - CAMPO - CANCELLERI - CAPPELLO
CIANCIO - DE LUCA A - DI CARO - DI PAOLA
FOTI - MANGIACAVALLO - MARANO - PAGANA
PALMERI - PASQUA - SCHILLACI - SUNSERI
TRIZZINO - TANCREDI - ZAFARANA - ZITO
L'onorevole Siragusa non vuole illustrarla, pertanto ha facoltà di
parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
colleghi, l'interpellante con l'interpellanza n. 46 chiede modalità
di presentazione delle istanze a valere sul PO FESR 2014/2020. Le
modalità di presentazione delle istanze di finanziamento a valere
nell'ambito del Programma Operativo 2014/2020, attraverso un
sistema elettronico di scambio dati, quale il portale delle
agevolazioni regionali, denominato con il SIPARS, non è una scelta
dell'Amministrazione Regionale, ma un preciso obbligo regolamentare
per tutti gli Stati membri dell'Unione europea, (articolo 122,
paragrafo 3 del Regolamento n. 1303 del 2013 del Parlamento
europeo) per accedere ai finanziamenti dei Fondi strutturali e di
investimenti europei.
Nell'ambito del Programma, la trasmissione delle istanze relative
agli aiuti alle imprese avviene attraverso il portale delle
agevolazioni gestito dalla società Sicilia Digitale, secondo le
indicazioni fornite nel portale stesso e riportate negli avvisi
pubblici.
Ad oggi il funzionamento del portale non ha fatto registrare
particolari problematiche, tranne sporadici casi, le segnalazioni
di problemi nell'invio delle istanze, dopo gli opportuni
accertamenti, è risultato normalmente dovuto ad errori da parte
delle imprese nel caricamento della documentazione.
La prenotazione per la presentazione delle istanze viene
effettuata attraverso lo Sportello . Il sistema provvede
successivamente ad inviare una e-mail certificata contenente gli
estremi della procedura di prenotazione all'indirizzo PEC fornito
in fase di accreditamento. La documentazione viene successivamente
trasmessa, tramite PEC, nelle modalità e tempi comunicati.
La gestione di un numero elevatissimo di istanze non può che
essere effettuata attraverso l'uso di piattaforme informatiche come
da Regolamento UE che, certamente, potranno e dovranno essere
perfezionate e rese di più facile utilizzo, in coerenza con le
previsioni del reg. 1303, come dicevo, articolo 122, azione 30, che
prevede un progetto di revisione complessiva e coerente dei sistemi
informatici necessaria alla gestione on-line dei bandi e dei
progetti (garantendo l'interoperabilità con i vari sistemi interni.
L'Ufficio di Coordinamento Sistemi Informatici Regionali ha
comunicato che è in esecuzione il progetto relativo ai sistemi
gestionali dei Fondi, che garantirà la piena interoperabilità dei
sistemi di gestione dei fondi comunitari nelle varie fasi,
monitoraggio, tracciabilità e la trasparenza degli investimenti
pubblici finanziati con risorse europee, nazionali e regionali,
rispondendo ai dettami regolamentari dell'Unione europea,
raggiungendo gli obiettivi e standard di qualità previsti dal PRA
Sicilia.
Tanto si rappresenta per l'interpellanza che abbiamo appena
illustrato.
PRESIDENTE. Onorevole Siragusa?
SIRAGUSA. Ne prendo atto.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 68 «Istituzione di una
ZES nel messinese», a firma degli onorevoli Zafarana ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive,
premesso che:
con l'articolo 4 del DL 91/2017, convertito con modificazioni
dalla legge 123/2017, vengono istituite le Zone Economiche Speciali
- ZES;
con la definizione di ZES si intende una zona geograficamente
delimitata e chiaramente identificata, situata entro i
confini dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente
adiacenti purché presentino un nesso economico funzionale, e che
comprenda almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite
dal regolamento (UE) n. 1315 dell'11 dicembre 2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione per lo
sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T);
con decreto n.12/2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha
emanato il Regolamento per l'istituzione di Zone Economiche
Speciali;
considerato che:
l'area di Messina e provincia, risulta essere una delle aree
maggiormente infrastrutturate dal punto di vista portuale;
in particolare il comprensorio logistico industriale della zona ex
ASI di Giammoro-Pace del Mela gode di un'importante rete di
collegamenti per il traffico ferroviario e gommato, oltre che di
una zona portuale e retroportuale in quanto attigua al porto di
Milazzo, e sarà fornita a breve di un pontile industriale a
servizio delle operazioni commerciali, il quale permetterà di
concentrare parte delle operazioni commerciali direttamente in
prossimità della zona ASI, rendendo molto più competitivo il costo
complessivo della logistica delle merci;
la medesima area ricade nell'area ad elevato rischio ambientale ed
è stata inserita nel sito di bonifica di interesse nazionale Area
industriale di Milazzo e necessita, dunque, di un'importante opera
di bonifica e riconversione delle attività presenti in attività
meno impattanti dal punto di vista sanitario e ambientale;
il processo di riconversione di tutta l'ex area ASI di Giammoro,
con l'installazione di attività produttive non impattanti e nel
rispetto del vigente Piano Paesaggistico, sarebbe favorito grazie
all'istituzione di una ZES, la quale permetterebbe di sviluppare
attività economico produttive in sinergia con le aree industriali
di Catania, Augusta, Siracusa, Palermo, Iblea.
atteso che:
il Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Messina
prevede, fra le opere di maggior importanza, la realizzazione di un
polo florovivaistico nella sede della meccanizzazione agricola
dell'ESA in c/da S. Andrea nel Comune di Barcellona P.G.;
il Patto per lo sviluppo della Città Metropolitana di Messina
prevede, inoltre, la realizzazione di un sistema portuale-logistico
in località Tremestieri-S. Filippo con la
realizzazione di un porto commerciale con una particolare vocazione
per il trasporto ro-ro e le autostrade del mare, e la realizzazione
di una piastra logistica dedicata allo stoccaggio e lavorazione dei
prodotti, con attivazione della catena del freddo e della catena
del caldo. L'infrastruttura è destinata a servire il sistema
nazionale per il trasporto merci e passeggeri su gomma, offrendo al
sistema produttivo metropolitano una struttura moderna per la
gestione logistica dei prodotti in entrata-uscita dall'intero
territorio della città metropolitana, servito anche da binari
ferroviari;
considerato che:
tali progetti, una volta completati, rappresentano
evidentemente un passaggio di forte espansione di tutta l'area
portuale, retroportuale, commerciale e produttiva del Comune di
Messina, rendendo l'intera porzione di territorio un importante
volano, per tutta la regione, per lo sviluppo di attività economico-
produttive;
tali sviluppi economico-produttivi si innesterebbero in un porto,
quello di Messina, che è già il primo in Italia per numero di
passeggeri con circa otto milioni di cui 400 mila crocieristi;
che è in atto un'interlocuzione col Governo nazionale con
l'obiettivo di realizzare un'unica Autorità dello Stretto che abbia
competenza su tutte le strutture portuali insistenti sullo Stretto,
con l'aggiunta del porto di Milazzo;
visto il Regolamento per l'istituzione di Zone Economiche
Speciali, di cui al summenzionato Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri n. 12/2018, con particolare
riferimento all'articolo 3, che qui si intende integralmente
riportato;
considerato che:
alla luce delle superiori considerazioni il porto di Messina e la
zona ex-ASI di Giammoro rientrano precisamente nelle definizioni
previste dal Regolamento per l'istituzione di Zone Economiche
Speciali e che risulta di tutta evidenza il potenziale sviluppo
delle attività economico produttive che faccia sussistere il nesso
economico funzionale con le altre aree industriali e/o produttive
del territorio regionale, adiacenti con Aree Portuali aventi le
caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n. 1315 dell'11
dicembre 2013;
per conoscere:
lo stato di avanzamento della redazione della proposta di
istituzione e del relativo Piano di Sviluppo Strategico di cui
all'art. 6 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
12/2018;
se non ritengano di dover inserire all'interno del Piano di
Sviluppo Strategico le aree comprendenti i territori di Giammoro e
di Messina, identificandole correttamente come aree non
territorialmente adiacenti con Aree Portuali aventi le
caratteristiche stabilite dal regolamento (UE) n. 1315 dell'11
dicembre 2013, ma che presentano un nesso economico funzionale con
le medesime». (68)
ZAFARANA - DI PAOLA - CAMPO - TRIZZINO
CANCELLERI - PALMERI - SUNSERI - MANGIACAVALLO
CAPPELLO - FOTI - PASQUA - ZITO
CIANCIO - SIRAGUSA - TANCREDI - SCHILLACI
DE LUCA A - PAGANA - DI CARO - MARANO
Onorevole Zafarana, la vuole illustrare?
ZAFARANA. Intervengo dopo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Se l'onorevole
Zafarana preferisce, posso trasformare la mia risposta in risposta
scritta che consegno a lei, ma è sufficientemente chiaro che nella
predisposizione, nell'elaborazione del Piano ZES che peraltro è in
fase avanzatissima e dovrebbe essere definito, speriamo, entro il
corrente mese, comunque in tempi brevissimi, sarà tenuta presente
la richiesta dell'onorevole Zafarana che, certamente, vedrà anche
la ZES nel messinese.
Però, se l'onorevole Zafarana preferisce posso leggere una
risposta che è articolata.
PRESIDENTE. Assessore, non esistono risposte scritte alle
interpellanze. Quindi, legge il documento.
TURANO, assessore per le attività produttive. Va bene. In
riferimento all'oggetto la cui trattazione è stata delegata
all'Assessore per le attività produttive, vista la nota del
Dipartimento regionale delle attività produttive prot. 58666 del 22
ottobre 2018, dell'Assessorato delle infrastrutture della mobilità
e di trasporti, pervenuta a questo ufficio si comunica quanto
segue:
il DL 20 giugno 2017 n. 91, convertito con modificazioni dalla
legge 3 agosto 2017, n. 123, ha previsto tra l'altro l'istituzione
della regolamentazione delle zone economiche speciali che saranno
concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente
collegate.
L'articolo 4 del suddetto decreto istituisce le ZES che per le
regioni meno sviluppate e in transizione, e in particolare al comma
2, ne specifica le caratteristiche. Per ZES si intende una zona
geograficamente delimitata e chiaramente identificata situata entro
i confini dello Stato, costituita anche da aree non
territorialmente adiacenti purché presentino un nesso economico-
funzionale che comprenda almeno un'area portuale con le
caratteristiche stabilite dal Regolamento UE n. 1315 dell'11
dicembre 2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio, collegata
alla rete transeuropea dei trasporti Ten-it . Per l'esercizio
delle attività economiche imprenditoriali le aziende già operative
e quelle che si insedieranno nella ZES possono beneficiare di
speciali condizioni in relazione alla natura incrementale degli
investimenti e delle attività di sviluppo di impresa.
Dalla lettura della norma appare evidente la volontà del
legislatore di concentrare la ZES in uno specifico settore e in
particolare sui principali nodi portuali rientranti nella rete,
come dicevo, Ten-it.
Per la Sicilia, fanno parte del Core Network (rete centrale) i
porti di Augusta e Palermo mentre i porti di Gela, Messina,
Milazzo, Siracusa e Trapani e recentemente quello di Catania fanno
parte della rete globale.
Il legislatore, tuttavia, sembra non volere limitare l'azione
delle ZES al solo ambito dei trasporti ma parla in generale di
attività imprenditoriali insediate e da insediare nell'area
individuata che potrebbe estendersi oltre le aree di competenza
delle Autorità portuali purché presentino un nesso economico
funzionale.
E' appena il caso di ricordare che, ai sensi dell'articolo 4 del
decreto, la normativa si propone di creare condizioni favorevoli in
termini economici, finanziari e amministrativi allo sviluppo delle
imprese già operanti nonché l'insediamento di nuove imprese,
definendo con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
gennaio 2018, n. 12: a) le modalità per l'istituzione della ZES
comprese le ZES interregionali, la loro durata, i criteri di
identificazione e delimitazione dell'area ZES; d) i criteri che
disciplinano l'accesso alle aziende. Chiaramente ho saltato la
lettera B e C, nel senso che l'ho letta a proposito della durata e
sui criteri di identificazione.
CRACOLICI. Mi sta facendo confondere
TURANO, assessore per le attività produttive. No. Leggo più
lentamente.
e) il coordinamento generale degli obiettivi di sviluppo.
Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di
aree concentrate nelle quali le procedure amministrative e le
procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese che operano
e che si insediano all'interno delle aree siano coordinate da un
soggetto gestore in rappresentanza dell'amministrazione centrale,
della Regione interessata e della relativa autorità portuale, al
fine di consentire una progressiva integrità di sviluppo delle ZES
con l'obiettivo di rilanciare le complessità dei porti e delle
Regioni meridionali.
Le ZES saranno attivate su richiesta delle regioni meridionali
interessate previo adeguato progetto di sviluppo e con un pieno
coinvolgimento delle stesse regioni nel loro processo di
istituzione e nella loro governance.
Si prevede la creazione e/o il rilancio di aree industriali di cui
il porto costituisce l'anello logistico amministrativo. Le imprese
che si insediano o che vi partecipano, a condizione che restino
insediate per almeno 5 anni, godono di una burocrazia semplificata
e di incentivi fiscali, con crediti di imposta non superiori per
singolo progetto a 50 milioni.
La normativa prevede che per la Sicilia dovranno essere
individuate le ZES nel numero massimo di due.
Con delibera del 28 marzo 2018, n. 145, la Giunta regionale ha
deliberato di condividere la proposta dell'Assessore per le
attività produttive concernente la costituzione di una cabina di
regia con il compito di elaborare la proposta di istituzione della
ZES al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi
dell'articolo convertito con modifiche, con decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri.
Con nota 12372, del 28 settembre 2018, la Presidenza della Regione
siciliana ha convocato una riunione in data 3 ottobre con i
componenti della cabina di regia per la consultazione dei soggetti
che rivestono una posizione qualificata al fine dell'elaborazione
del piano di sviluppo strategico allo scopo di individuare le aree
che saranno ritenute idonee a far parte delle ZES e
conseguentemente al fine ultimo di formulare la proposta di
istituzione delle medesime ZES alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
Nel corso del 2018 - farò un decalogo di tutti i passaggi per poi
arrivare alla conclusione -, la cabina di regia ha svolto incontri
per la consultazione dei soggetti che rivestono una posizione
qualificata al fine dell'elaborazione dei due piani di sviluppo
strategico, allo scopo di individuare le aree che saranno ritenute
idonee a fare parte delle ZES per formulare la proposta di
istituzione delle medesime ZES al Presidente del Consiglio dei
ministri.
Di recente, le Autorità del sistema portuale della Sicilia
orientale e occidentale, oltre che quella portuale di Messina,
stanno concludendo i lavori concordati in seno alla cabina di regia
con la redazione dei documenti strategici utili alle istituzioni
delle due ZES. Ad oggi, le aree candidate per le ZES orientali
ammontano a circa 3.800 chilometri quadrati e quelli per la Sicilia
occidentale a 1.700 chilometri quadrati, a fronte dei 5.500
chilometri quadrati di cui dispone la Regione siciliana.
Per definire l'iter di istituzione delle ZES è necessario valutare
la congruità ai sensi della legge delle aree candidate ad essere
ricomprese nelle medesime ZES.
Bisogna dunque tenere conto delle modifiche normative sopraggiunte
con la legge 12 del 2019, con cui è stato modificato l'articolo 5
del decreto del 2017, prevedendo nuovi adempimenti in punto di
istituzione delle ZES e nuove opportunità all'interno di esse,
semplificazioni amministrative, riduzione dei termini in materia di
VIA, VAS, AIA, autorizzazione paesaggistica e in materia edilizia,
istituzione delle zone franche doganali intercluse ai sensi del
Regolamento UE9 n. 952 del 9 ottobre 2013.
Infine si evidenzia che con Decreto interassessoriale del 2 aprile
si è costituito presso il Dipartimento delle attività produttive un
gruppo di lavoro che supporti la cabina di regia, in coerenza con
la delibera della Giunta regionale, allo stesso è attribuita,
peraltro, il compito di predisporre per l'apprezzamento della
Giunta, per il tramite della cabina di regia, i criteri da
utilizzare per l'individuazione delle aree da comprendere nella
perimetrazione delle zone economiche speciali e di provvedere sulla
base dei criteri apprezzati dalla Giunta, e sulla scorta e previa
analisi delle proposte pervenute, all'elaborazione di istituzione
di ZES nell'ambito regionale, da proporre all'apprezzamento della
Giunta regionale per il tramite della cabina di regia.
Questa è la risposta formale che è stata comunicata. Ad ogni buon
conto, mi preme informare l'Assemblea che su questo punto il
Governo non solo ha lavorato, ma è quasi nella fase di definizione
delle due diverse proposte, perché la nostra è una Regione che ha
la fortuna di avere due diverse ZES, sempre all'interno della
stessa cubatura, che misura 5.500 ettari.
Per quanto riguarda la proposta dell'Autorità portuale della
Sicilia orientale, è stato più facile elaborare il documento per la
semplice ragione che si tratta di una sola Autorità portuale, e
notoriamente gli investimenti, anche in termini di
infrastrutturazione e di nesso economico funzionale, anche per le
aree che non insistono sui porti, è più semplice perché appunto
viene elaborato da una sola Autorità e le percentuali di territorio
sono minori rispetto alla Sicilia occidentale.
Per la Sicilia occidentale abbiamo, invece, due diverse proposte
che si devono interfacciare, una elaborata dall'Autorità portuale
della Sicilia orientale, l'altra elaborata invece dall'Autorità
portuale di Messina, ed è fin troppo chiaro che tutte le province
saranno coinvolte in questo ragionamento e avranno una superficie
idonea e congrua, in relazione agli investimenti, al numero degli
occupati, alle iniziative presenti, ad avere una zona.
Voglio fin da subito dire che, per ora, la proposta elaborata
dalle Autorità portuali e condivisa dal Governo prevede uno
sbilanciamento di superficie in favore della Sicilia orientale
rispetto alla Sicilia occidentale, ma non si tratta di uno
sbilanciamento di superficie frutto di una valutazione
discrezionale, è ancorata a parametri oggettivi, non fosse altro
perché le ZES non tengono conto delle diverse province di
appartenenza, ma sono uno strumento organico e nella Sicilia
orientale vi è la maggior parte dei porti, e segnatamente porti più
importanti, che costituiscono una sorta di rete ideale per gli
investimenti che si devono analizzare.
Vi faccio un esempio su tutti: mentre la Sicilia occidentale ha il
porto di Termini Imerese, di Palermo, di Trapani e anche di Porto
Empedocle, tutto il bacino dell'agrigentino guarda, invece, con
interesse alla proposta della Sicilia orientale, quindi Licata,
Gela, Catania, Messina, Augusta, Pozzallo, e ancora. Ragione per la
quale nella definizione della proposta che sarà elaborata in
maniera definitiva a giorni, si terrà conto di questa valutazione
geografica e si avrà una superficie maggiore in Sicilia orientale o
sul versante della Sicilia orientale come nesso economico-
funzionale rispetto alla Sicilia occidentale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, stiamo
parlando di una mia interpellanza che risale praticamente al 27
giugno 2018, quindi comunque, quasi un anno è passato da questa mia
richiesta e tanta acqua sotto i ponti è passata rispetto, appunto,
alle condizioni in cui eravamo allora.
Però, rimane il punto rispetto alla mia richiesta, diciamo, di
dare una valorizzazione non particolare, non preminente ma
all'interno, a Messina, all'Autorità portuale di sistema di Messina
e di Reggio Calabria, all'interno della generale proposta delle ZES
deriva dal fatto che se, appunto, noi consideriamo questa essere
un , abbiamo puntato tantissimo perché, appunto, dopo la riforma
Delrio non venisse vanificato, pertanto, il fatto di essere
esautorati totalmente in quella che, invece, è una delle Autorità
portuali con i numeri più interessanti e importanti di traffici, di
persone all'interno dello Stretto, traffici crocieristici e
traffici produttivi e, pertanto, la mia richiesta allora era
proprio di porre l'attenzione di chiedere a questo Governo, nel
giugno 2018, di non dimenticare le prospettive, le possibilità, le
potenzialità che aveva quel territorio all'interno, per carità, dei
5.500 ettari che la nostra ZES siciliana prevede.
Ora, chiaramente, il tema è questo, un tema che ho affrontato
anche in un altro atto che è presente sempre relativamente alla
discussione che è all'ordine del giorno di questa giornata in cui
chiedevo, invece, quali erano le determinazioni, i tempi, le
tempistiche che questo Governo ancora intende, diciamo quanto
ancora intendete ritardare rispetto ad un'opportunità che non
possiamo perdere anche alla luce del fatto che il ministro Lezzi,
non posso più dire recentemente perché sono passati sei mesi, ci ha
addirittura investito altri 300 milioni in potenza rispetto alle
possibilità che noi abbiamo, per cui questo processo che è
cominciato il 3 agosto 2017, che è divenuto concreto ed effettivo
con il decreto n. 12 del 2018, come lei Assessore ricordava, del 25
gennaio 2018, siamo oggi alla data della metà di giugno e io non
ritengo che un anno e mezzo possa essere un tempo congruo per fare
tutte quelle che sono delle operazione che andavano fatte e che le
posso giustificare nell'ottica della ricerca di una sempre maggiore
condivisione e inclusione di tutti quelli che possono essere gli
attori, però mi risulta che già le Autorità portuali, a gennaio di
quest'anno, erano già addivenute ad una pianificazione puntuale
delle potenzialità delle loro aree, ad una perimetrazione certa,
metro per metro, di quelli che sono gli spazi da adibire. Mi consta
questo, caro assessore
Pertanto, noi ancora siamo in attesa e avendo avuto delle
interlocuzioni con questa cabina di regia che voi avete istituito,
che si verifichi, che si renda concreto l'articolo 5 del decreto,
cioè la proposta di istituzione da parte del Presidente della
Regione che prevede il piano di sviluppo strategico, che prevede
tutta una serie di azioni che per la loro qualità che sono
fondamentali, ma non si può perdere ulteriore tempo, Presidente.
Già mi ricordo gli annunci dell'assessore Falcone che adducevano,
appunto, al Governo centrale ritardi e, ancora, il presidente
Musumeci che parlava della fine di maggio, stiamo arrivando alla
fine di giugno, cioè, veramente in chiave propositiva, speriamo che
sia veramente la fine di giugno perché qua, una volta che c'è una
possibilità economica di potere essere attrattivi sul territorio,
non vedo perché continuare ancora a perdere tempo; bisognerebbe
invece focalizzare tutte le energie su questa opportunità che viene
data al nostro territorio, anche in ragione di ciò, chiedo a questo
Governo di potere pensare alla possibilità di una velocizzazione,
di creare un ufficio piano che preveda la velocizzazione dei
processi autorizzativi perché come diceva lei, Presidente, ci
troviamo in aree soggette a bonifica, ci troviamo in aree soggette
a vincolo paesaggistico, ci troviamo in aree che chiaramente
presentano peculiarità anche da prendere ciascuna con attenzione,
una velocizzazione delle autorizzazioni, di concerto con quello che
riguarda la VIA-VAS e le autorizzazioni per le bonifiche, potrebbe,
sicuramente, poi una volta avuto il piano strategico, non allungare
ancora, ulteriormente, i tempi per l'avvio di questa ZES,
altrimenti, passeranno non so quanti anni e noi avremo perso
l'ennesima opportunità.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'onorevole
Zafarana, nel corso del suo intervento, ha evidenziato, a chiare
lettere, la difficoltà di elaborare un piano strategico che - mi
permetta, onorevole Zafarana - non avrei dubbi a definire complesso
e complicato quanto un Piano regolatore di un Comune, ma questa
volta riguarda l'intero territorio regionale
ZAFARANA. Sono 5500 ettari
TURANO, assessore per le attività produttive che deve essere
definito con criteri univoci e oggettivi, che riguarda l'intero
territorio regionale e che guarda prevalentemente, come è giusto
che sia, in relazione all'idea del Governo, al potenziamento e allo
sviluppo delle aree pubbliche su cui la Regione già ha investito.
Ora, io le posso garantire che entro il mese di giugno o entro la
prima settimana del mese di luglio - onorevole Zafarana, vorrei che
lei affrontasse questo argomento con molta serietà, la stessa con
la quale lo stiamo affrontando noi
ZAFARANA. È quello che sto facendo, assessore.
TURANO, assessore per le attività produttive perché nel confronto
con il Governo nazionale e con il Ministro Lezzi, al quale,
personalmente, ho espresso la mia gratitudine per alcuni
suggerimenti, però al contempo, ho dovuto registrare parecchia
confusione sulle zone SIN o sulla classificazione e sulla bonifica
delle zone SIN, sull'indirizzo che lo stesso Governo doveva dare,
io non credo che ci sia volontà di perdere tempo da parte di
nessuno. È un argomento molto difficile e complicato, sul quale noi
siamo pronti ad arrivare ad una conclusione. E non è stato un anno
perso, ma un anno di duro lavoro per costruire, con parametri
oggettivi, un documento programmatico di sviluppo dell'intera
Sicilia che non esclude nessuna area geografica e che potenzia le
aree migliori e più appetibili.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana si dichiara soddisfatta?
ZAFARANA. Mi dichiaro parzialmente soddisfatta della risposta
fornita dall'assessore.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 253 Utilizzo dei
distretti produttivi riconosciuti dalla Regione per la
rivalutazione delle filiere agroalimentare ed ittica a firma
dell'onorevole Figuccia.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive e all'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea, premesso che oggi, con la nuova
Programmazione, è ancora più urgente che venga inserita nelle linee
guida per lo sviluppo della Sicilia fra le tre azioni chiave della
crescita lo sviluppo dei distretti produttivi, 'indicandone le
modalità e gli strumenti finalizzati a sostenere la competitività
dei distretti, delle filiere e delle loro imprese al fine di
incentivare la loro capacità di innovazione, di trasferimento
tecnologico e di internazionalizzazione';
considerato che il ruolo sempre più incisivo che i distretti
agroalimentari giocano nell'economia reale italiana ed europea,
caratterizzato da una innovativa infrastrutturazione che consente
di sperimentare diverse modalità di tutela e valorizzazione (dalla
tracciabilità alimentare, al supporto, a forme alternative di
turismo e di 'scoperta' del territorio) e quindi avviare processi e
progetti innovativi come ad esempio il nuovo 'contratto di rete',
veicolo idoneo a raggruppare piccoli operatori economici, branding
territoriale ed altre specifiche sinergie tra ospitalità,
artigianato, arte, ambiente, food and packaging design;
accertato che in atto, i distretti agroalimentari continuano ad
essere discriminati e poco o meglio per nulla attenzionati in
quanto si sono attuati strumenti e bandi che certamente non
favoriscono l'aggregazione delle imprese agroalimentari (basti
solo evidenziare l'ultimo bando emanato dall'Assessorato attività
produttive che prevede 15 in più milioni di euro il limite per
partecipare);
evidenziato che gli stessi rappresentanti dei distretti de quo a
breve verranno ricevuti in III Commissione legislativa di questa
Assemblea regionale siciliana per rappresentare i veri problemi che
affliggono questo settore economico e legati alla assoluta distonia
fra i vari dipartimenti regionali e per tempo, chiedere di
assegnare le risorse emanando i relativi bandi;
verificato che i distretti produttivi lamentano l'assenza di una
politica fiscale di distretto e una vera semplificazione
amministrativa che sono i veri motori necessari per lo sviluppo
dell'agroalimentare siciliano oltre all' inadeguata politica di
aggregazione a favore delle imprese in Sicilia;
per sapere se siano in grado di indicare un nuovo cronoprogramma
per il rilancio della azione dei distretti produttivi.»
Ha facoltà di parlare l'Assessore Turano per fornire la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
l'onorevole Figuccia mi ha più volte sollecitato, assieme a tanti
altri deputati, di accelerare l'iter di riconoscimento dei
distretti produttivi che, purtroppo, è un argomento che sta a cuore
a tantissimi imprenditori.
Voglio dire che noi abbiamo lavorato alacremente, abbiamo trovato
già riconosciuti alcuni distretti, altri invece ancora non riescono
a trovare la luce perché la procedura è molto lunga e articolata.
Lo dico con onestà intellettuale, in questo gli Uffici della
Regione sono stati un poco carenti perché il direttore di
quell'Ufficio in un anno è cambiato tre volte. Era prima
l'architetto Tornabene, che è diventato direttore alla
Programmazione, sostituito con altro funzionario che si è dimesso e
sostituito ancora con altro funzionario e, con onestà
intellettuale, devo dire che vi è stato pure il cambio del
direttore. Non voglio, chiaramente, accampare giustificazioni
perché quando si ha un ritardo in una procedura si dice sempre la
verità, ma tra le priorità che vi sono state abbiamo avuto la spesa
dei fondi comunitari e atteso che i distretti non sono beneficiari
di misure né sono soggetti attuatori di spesa, abbiamo ritenuto di
accelerare le procedure per la riforma della spesa comunitaria.
PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
FIGUCCIA. Signor Presidente, in realtà solo per evidenziare come,
in effetti, con l'assessore abbiamo avviato anche in Commissione
Attività Produttive ulteriori momenti di confronto, di
condivisione.
Stiamo per fare un ulteriore audizione, è chiaro che nella prima
fase l'avvicendarsi dei funzionari degli uffici non ha aiutato, ma
alla luce che oggi sempre più urgente è che venga inserita nelle
linee guida per lo sviluppo della Sicilia, tra le tre azioni chiave
della crescita e lo sviluppo dei distretti produttivi, sono certo
che su queste premesse - ma ce lo eravamo già detti in un assetto
istituzionale che era quello della Commissione - troveranno spunto
per veder luce e per trovare ulteriori approfondimenti.
PRESIDENTE. Assessore, mi perdonerà se faccio un uso improprio del
ruolo e della possibilità di parlare.
E' un argomento che sta molto a cuore anche a me, i distretti
produttivi in Sicilia sono stati istituiti con legge, però
purtroppo ad oggi rimangono, non dico lettera morta, ma comunque
sono uno strumento che ancora non siamo riusciti a potenziare. Io
spero che quello della pesca, quello degli agrumi di Sicilia, e
tutti gli altri che fanno un grande lavoro di coordinamento anche
fra produttori, rivenditori e quant'altro, quindi fra gli attori
principali delle varie tematiche, finalmente possano riuscire ad
avere il giusto riconoscimento. Non fosse altro che siamo all'alba
anche dei distretti del cibo e non vorrei che cominciassimo a
creare ulteriori apparati in duplicazione che poi si facciano
concorrenza fra di loro. Questo un appello in maniera assolutamente
disinteressata e senza nessuna polemica.
Si passa all'interrogazione n. 283 "Riapertura della stazione di
rifornimento carburante all'interno dell'area di Servizio di
Calatabiano-Est", a firma dell'onorevole Barbagallo. Forse
superata, non saprei, vediamo.
All'Assessore regionale all'Attività produttive, premesso che:
il comprensorio di Taormina è notoriamente la zona siciliana più
frequentata e visitata dai turisti italiani e stranieri;
una parte consistente delle presenze proviene proprio
dall'aeroporto di Catania e, quindi, dal traffico autostradale CT-
ME;
l'unica stazione di rifornimento presente in autostrada nei pressi
dell'uscita di Taormina, indicata come area di servizio Calatabiano
Est, è ormai chiusa da diverso tempo senza che, a beneficio degli
automobilisti, sia stata mai segnalata la sua chiusura all'accesso
dell'autostrada; considerato che più volte, in questo periodo, la
chiusura del rifornimento ha causata gravi disagi ai turisti che si
sono trovati appiedati per l'impossibilità di poter usufruire
dell'area di servizio;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere per sollecitare la
riapertura del rifornimento di carburante sito nell'area di
servizio predetta;
se non ritenga necessario provvedere affinché la chiusura della
stazione di servizio sia opportunamente segnalata permettendo agli
automobilisti di provvedere in altro modo a rifornirsi di
carburante.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per le attività produttive per
fornire la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Con PEC del 24
luglio 2018, il Servizio Lavori d'Aula e l'Assemblea regionale
siciliana ha trasmetto l'interrogazione in capitolo indicata
pervenuta a questo Ufficio il 25 luglio 2018 con nota prot. n.
3380.
In ordine al primo punto agli atti in possesso
dell'Amministrazione, risulta che la convenzione tra il soggetto
gestore autostradale CAS e la società Tamoil, nel 2015, è stato
oggetto di rescissione. A seguito di ciò, la Tamoil ha chiesto al
gestore, con nota numero 16 marzo 2015, il possesso dell'area per
la predisposizione della stessa al Consorzio Autostrade Siciliane.
Ciò ha generato un contenzioso tra un ente gestore dell'impianto di
distribuzione e la stessa società Tamoil. Il gestore evidenzia
infatti inadempienze contrattuali da parte della società Tamoil.
Non risulta agli atti altra documentazione sulla situazione
dell'impianto.
A seguito di quanto sopra rappresentato, si attende che il
Consorzio per le Autostrade Siciliane provveda a mettere a bando
l'assegnazione dell'area per affidare ad un nuovo gestore
l'impianto di distribuzione carburanti. A tal fine, si sta
provvedendo a sollecitare il CAS affinché provveda in tal senso,
scongiurando la situazione di disagio per gli automobilisti.
Rispetto al secondo punto dell'atto ispettivo, si precisa che
anche in questo caso le opportune segnalazioni sulla chiusura
dell'impianto di distribuzione devono essere assicurate dal
competente Consorzio per le Autostrade Siciliane. Tanto si
rappresenta in relazione all'interrogazione.
PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'interrogante per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita
dall'Assessore.
BARBAGALLO. Grazie, signor Presidente. Prendiamo atto della
risposta dell'assessore Turano. Quello che, sostanzialmente però,
chiedevamo con l'interrogazione, assessore, è che ci fosse un ruolo
attivo, soprattutto nei confronti del dormiente Consorzio per le
Autostrade Siciliane.
Questo atteggiamento dormiente' del Consorzio è particolarmente
attuale anche in queste settimane, perché addirittura hanno pensato
di fare l'attività di discerbamento, anziché a fine aprile e i
primi di maggio, quando è iniziata la stagione turistica a ritmi
importanti.
Quindi, da qualche settimana l'autostrada Catania-Messina è ad una
corsia. Noi non abbiamo notizie recenti perché ho preso atto che la
risposta è d'annata in ordine alla riapertura del rifornimento,
però è singolare che per un contenzioso fra il CAS e la Tamoil a
pagarne sono soprattutto i cittadini e, in questo caso, siccome la
stazione di servizio è nei pressi di Taormina, soprattutto i
turisti e i turisti stranieri.
Quindi l'immagine che diamo della Sicilia è quella di un Paese che
certamente non è in grado di promuovere e accogliere i propri
turisti. E auspichiamo che soprattutto, non certamente nella
gestione del suo Assessorato, ma nella gestione dei servizi
ordinari che sono di competenza del CAS ci sia un atteggiamento di
solerzia che certamente non c'è stato nell'affidamento del servizio
di distribuzione presso il casello autostradale che è un piccolo,
grande esempio di come non funzionano le cose in questa terra.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto o no
della risposta?
BARBAGALLO. No, signor Presidente.
PRESIDENTE. Poco fa ho dimenticato di chiederlo anche
all'onorevole Figuccia. Onorevole Figuccia, è rimasto soddisfatto o
non soddisfatto della risposta?
FIGUCCIA. Pienamente soddisfatto.
PRESIDENTE. Benissimo. Aiutiamo il processo di verbalizzazione
della seduta d'Aula, anche per chi leggerà in futuro questa seduta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 342 Istituzione di
zone economiche speciali (ZES) nel territorio di Gela (CL) , a
firma dell'onorevole Arancio.
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
il decreto-legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 ha dettato una
serie di misure volte a sostenere la crescita economica ed
occupazionale delle regioni del Mezzogiorno, Sicilia compresa;
tra queste spicca l'istituzione delle Zone economiche speciali
(ZES), aree nelle quali al fine di favorire la creazione di
condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e
amministrativi per lo sviluppo delle imprese già operanti, o per
l'insediamento di nuove imprese, le stesse possono beneficiare di
speciali condizioni nell'esercizio di attività economiche;
la ZES è una zona geograficamente delimitata costituita anche da
aree non territorialmente adiacenti, purché presentino un nesso
economico-funzionale, nella quale sia presente almeno un'Area
portuale avente le caratteristiche stabilite dal regolamento (UE)
n. 1315 dell'11 dicembre 2013 sugli orientamenti dell'UE per lo
sviluppo della rete trans-europea dei trasporti;
considerato che:
con D.P.C.M. 25 gennaio 2018, n. 12, su proposta del Ministro per
la Coesione territoriale, di concerto con i Ministri dell'Economia,
dei Trasporti e dello Sviluppo economico, sono state disciplinate
le modalità per l'istituzione delle ZES, la loro durata, i criteri
per l'identificazione e la delimitazione delle aree, i criteri per
l'accesso delle imprese e il coordinamento generale degli obiettivi
di sviluppo;
le imprese che avviano attività economiche all'interno delle ZES
possono usufruire di procedure semplificate e regimi procedimentali
speciali, accesso alle infrastrutture ed aiuti, senza oneri a
carico della finanza statale, appositamente concessi dalle regioni
e indicati nel Piano di sviluppo strategico che correda la proposta
di istituzione;
premesso, inoltre, che:
l'istituzione della ZES avviene con Decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri su proposta del Presidente della Regione,
sentiti i sindaci delle aree interessate;
l'Allegato 1 al DPCM summenzionato stabilisce i valori massimi di
superficie ZES per ciascuna regione, destinando ha 5.580 alla
Sicilia, l'area più estesa tra tutte le 8 regioni coinvolte;
con delibera di Giunta regionale n. 145 del 28/03/2018 è stata
istituita la cabina di regia cui è assegnato, tra gli altri, il
compito di redigere il Piano di sviluppo strategico;
l'area nella quale ricade il Comune di Gela è stata definita quale
area di crisi industriale complessa nella quale la riconversione
attuata da ENI ha comportato un significativo e doloroso
ridimensionamento occupazionale;
per sapere se non ritengano di dovere prevedere l'inserimento
dell'area di crisi industriale complessa di Gela nel Piano di
sviluppo strategico ai fini della istituzione di una ZES nello
stesso territorio e consentire il rilancio economico ed
occupazionale di una zona dilaniata dalla crisi occupazionale dalle
macroscopiche ricadute sociali.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
si tratta dell'identica risposta che abbiamo formulato
all'interpellanza dell'onorevole Zafarana che voleva sapere la
tempistica e le modalità di attuazione del progetto di
realizzazione delle ZES.
È chiaro che la provincia di Caltanissetta, il nisseno, la città
di Gela sono protagoniste di questo ragionamento essendo, per
altro, interessate in termini di infrastrutturazione portuale a
dialogare più con la Sicilia orientale che con la Sicilia
occidentale, ragione per la quale io posso evidenziare tutto il
percorso dell'iter legislativo però non aggiungerei niente di nuovo
se non quello che già ho detto. Le preoccupazioni dell'onorevole
Arancio nascono dalla necessità di sapere se nel nisseno in
generale, e segnatamente nella città di Gela, vi saranno delle ZES.
E la risposta è sì, con i tempi e le modalità che sono state
indicate quando formuleremo il piano e l'onorevole Arancio potrà
riscontrare che noi manterremo l'impegno di cui stiamo parlando.
È identica la risposta, signor Presidente, se vuole la posso
rileggere.
PRESIDENTE. L'onorevole Arancio credo che era presente poco fa
quando è stata letta la lunga e corposa risposta all'onorevole
Zafarana.
Onorevole Arancio, ha facoltà di parlare per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta.
ARANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione è
stata presentata circa un anno fa, quindi eravamo in un periodo di
crisi abbastanza complicata.
Gela è una città deprivata, avendo chiuso l'industria più grossa
che c'era, quindi tenevamo a sapere se nell'ottica di costituzione
del perimetro delle ZES potesse essere indicato anche il perimetro
non solo di Gela ma di tutte le città che sono vicine a Gela che è
venuta a mancare la risorsa principale per quanto riguarda
l'attività lavorativa.
Mi ritengo abbastanza soddisfatto della risposta dell'Assessore e
lo esorto a raggiungere gli obiettivi in tempi ancora più rapidi,
visto che ci siamo vicini. Così diamo speranze alle nostre
popolazioni che in questo momento hanno una difficoltà enorme che
si chiama lavoro. E siccome ritengo questo strumento uno strumento
valido e importante che abbiamo modo di poterlo sperimentare il più
presto possibile.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
solo per completezza, perché con l'onorevole Arancio abbiamo più
volte parlato dei problemi relativi, ma anche con l'onorevole Di
Paola se non ricordo male, dell'area di Gela.
Io vorrei dire che il Governo ha già pubblicato il bando da 25
milioni di euro per le aree di crisi non complesse, si tratta di un
investimento molto importante costruito al MISE con il ministro Di
Maio che prevede l'allocazione di risorse nazionali e di risorse
regionali.
Siamo stati, poi - chiaramente la gestione del bando è affidato
ad Invitalia - costretti a prorogare il termine a causa di poche
domande che erano pervenute e siamo fiduciosi, poiché il termine
scade il 2 di luglio che possano pervenire tante domande.
Qualora così non dovesse essere valuteremo, in relazione alle
proposte già pervenute, se c'è una congruità della capacità
economica delle imprese o se, invece, non è opportuno concedere un
ulteriore proroga.
Va da se che la proroga si è giustificata perché sono pervenute
poche domande, il che significa che in quella area geografica,
nonostante il glorioso ricordo di investimenti importanti,
nonostante peraltro tantissimi investimenti allocati, non si è
avuto il ritorno che ci si aspettava.
Lo dico per completezza di ragionamento, nell'ultimo periodo ho
incontrato l'ENI sulla riqualificazione e sugli investimenti, 2
miliardi e 200 milioni che l'Eni sta investendo nel sito di Gela,
non solo in termini di investimenti per lo sviluppo del progetto
Argo-Cassiopea, che prevede un significativo investimento per il
GNL che sarebbe una sorta di gas compresso che può determinare una
economia pulita, per meglio dire una energia pulita, ma anche per
tutti gli investimenti che sono previsti.
In questi investimenti ci sono lavori di compensazione che vanno
fatti in favore della città di Gela pari a 32 milioni di Euro; la
richiesta del Governo regionale è stata quella di implementare
queste risorse però, per una questione di garbo istituzionale e di
rispetto della collettività gelese, si è aspettato l'elezione della
nuova amministrazione perché ricordo che, nell'arco degli ultimi 9
mesi il Comune di Gela è stato gestito da un commissario nominato
dal Governo regionale ed il Governo regionale riteneva utile,
giusto, corretto, opportuno avere un'amministrazione con cui
confrontarsi democraticamente eletta dai cittadini.
Chiaramente, così vado rapidamente anche se poi serve posso anche
leggere la risposta dell'interrogazione 656 dell'onorevole Nunzio
Di Paola che chiede una serie di aggiornamenti su Masterplane per
il mezzogiorno dove abbiamo dovuto riscontrare che tanti progetti
sono stati presentati ma tanti altri non sono stati presentati e la
Regione siciliana, nel riaccertamento di tutti i progetti
finanziati da anni e non realizzati mai - neppure nella fase
progettuale- scaduti i termini, ha dato mandato di rivedere la
programmazione in generale.
L'aria di Gela assomma parecchie risorse, non solo per
investimenti privati fatti dall'ENI che ammontano a 2 mila e 200
miliardi di euro ma tantissimi investimenti fatti dal Governo
regionale con il Piano per il Sud, bisogna capire se sono
investimenti che si realizzano in tempi ragionevolmente brevi o se
addirittura manca del tutto la progettazione.
Ma su questo credo che sia opportuno un confronto con
l'Amministrazione e, per quel che mi riguarda, con le forze
politiche, quindi, quando saremo pronti, e lo dico perché siamo
nella fase della riprogrammazione o quando l'amministrazione gelese
sarà pronta, soprattutto nella valutazione delle risorse che
riguardano i 32 milioni di euro, saremo come dire, ben lieti di
poter avere un confronto con l'Eni per pianificare queste risorse.
Ricordo a me stesso che l'accordo è sottoscritto a tre, tra il
Comune, la Regione e l'ENI stesso, ma noi riteniamo che, appunto,
il comune debba essere presente con gli organi democraticamente
eletti.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 656 Chiarimenti in
merito agli interventi previsti nel 'Patto per il Sud' con
riferimento al Comune di Gela (CL), a firma degli onorevoli Di
Paola e altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con Delibera di Giunta Regionale n. 301 del 10 settembre 2016 è
stato approvato il Masterplan per il Mezzogiorno - Patto per lo
sviluppo della Sicilia afferente una serie di interventi per
complessivi 2.320,4 milioni di euro, somme assegnate alla Regione
Siciliana con Delibera Cipe n 26 del 10 agosto 2016;
con Deliberazioni n. 20 del 18 gennaio 2017 e n. 29 del 21 gennaio
2017 e successive modifiche sono state approvate una serie di
rimodulazioni e aggiornamenti all'allegato B della citata
Deliberazione n. 301/2016 e sono state definite le procedure per il
trasferimento delle risorse relative agli interventi inseriti nell'
allegato B - Deliberazione n. 20/2017;
i progetti individuati, ai fini del loro finanziamento, dovevano
essere immediatamente cantierabili, caratteristica individuata
quale requisito preliminare per l'inserimento degli interventi
all'interno del Masterplan al fine di avviare con prontezza le
relative gare di aggiudicazione e di garantire celerità di spesa;
la mancata presentazione del progetto esecutivo con relativo
quadro economico finanziario, a cura delle stazioni appaltanti
titolari degli interventi descritti nell'Elenco A allegato al DDG
n. 20/2S del 7 gennaio 2019 fa venir meno la caratteristica
dell'immediata cantierabilità quale requisito fondamentale
richiesto per il finanziamento degli stessi;
considerato che:
ai fini dell'eventuale avvio del procedimento di revoca e
cancellazione degli interventi occorre previamente accertare presso
gli uffici interessati lo stato progettuale degli stessi ed è
stata, a tal uopo, effettuata una verifica ispettiva presso le
stazioni appaltanti, e in particolare presso il Comune di Gela,
titolare di nove interventi individuati nell'Elenco A per un
ammontare complessivo di euro 38.912.869,00;
invero, il giorno 8 gennaio 2019, in sede di verifica ispettiva
sullo stato progettuale dei suddetti interventi, pare essere emerso
che:
per l'intervento area verde attrezzata per cani il progetto
esecutivo è ancora in fase di definizione;
per l'intervento Asilo via Albinoni il progetto esecutivo
risulterà cantierabile presumibilmente entro la fine di gennaio
2019;
per l'intervento Impianti sportivi nuovo stadio Marchitello la
stesura del progetto esecutivo risulta in atto sospeso;
per l'intervento Lungomare esiste un progetto esecutivo per il
quale il RUP ha chiesto integrazioni al progettista esterno;
per l'intervento Orto pasqualello non esiste un progetto esecutivo
aggiornato alle nuove disposizioni di legge;
per l'intervento svincolo Manfria roccazzelle esiste già un
progetto esecutivo da provare in conferenza dei servizi;
per l'intervento Riqualificazione Urbana Macchitella il progetto
esecutivo è in corso di validazione e risulterà presumibilmente
cantierabile entro fine gennaio;
per l'intervento Tetto scuola Albani Roccella è in corso una
interlocuzione informale con il Genio civile di Caltanissetta
relativamente al progetto esecutivo per la sua cantierabilità;
per l'intervento Una via tre piazze esiste già un progetto
esecutivo da approvare in conferenza di servizi di concerto con il
Genio Civile di Caltanissetta;
per sapere se intendano intraprendere iniziative idonee a
prorogare i termini previsti e a fornire assistenza tecnica alla
stazione appaltante al fine di consentire l'avvio, la prosecuzione
e il completamento degli interventi previsti nel Masterplan per il
Mezzogiorno, scongiurando il rischio di revoca dei relativi
finanziamenti.»
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola per
illustrare l'interrogazione.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
allora, se ho ben capito - io faccio un po' un quadro
dell'interrogazione - al territorio gelese erano stati assegnati,
per il Patto per il Sud, circa 39 milioni di euro per quanto
riguarda, all'incirca, sono 9 progetti che furono presentati nel
2016, se non ricordo male. Ora voi, in data 8 gennaio 2019, la
Regione invia presso gli uffici del Comune di Gela degli ispettori
per verificare lo stato dei progetti, e fin qui ci sta perché,
comunque, la Regione invia gli ispettori proprio per capire lo
stato di avanzamento dei progetti.
Però, quello che volevo sentire dall'assessore era se, appunto,
per un territorio - come lo stesso assessore ha detto - che ha
delle forti difficoltà, tra l'altro, il collega diceva pure che per
9 mesi è stato commissariato, quindi non c'è stato
un'amministrazione in carica, durante il commissariamento sono
stati inviati, appunto, gli ispettori, la domanda specifica che
avevo fatto tramite l'interrogazione era capire se, effettivamente,
c'è una proroga nei termini per quanto riguarda questi 39 milioni
di euro - e per quanto riguarda questi progetti che quel territorio
sta portando avanti con tante difficoltà - e, soprattutto, se da
parte della Regione c'è un aiuto a tutti quei tecnici, agli uffici
soprattutto comunali, non solo per quanto riguarda Gela ma per
quanto riguarda tutto il territorio siciliano che, ad oggi, sono in
fortissima difficoltà, perché gli uffici comunali di ogni singolo
comune sono carenti per quanto riguarda tecnici specialistici e,
nello stesso tempo, quei pochi tecnici, debbono portare avanti più
progetti, non solo quelli ordinari e in via emergenziale che
vengono fatti all'interno dei comuni ma, poi, i RUP si trovano pure
a fare progetti di questo tipi e, ovviamente, per non far perdere i
fondi non solo al territorio di Gela, ma un po' a tutto il
territorio siciliano, perché, oggi, un po' tutti i comuni sono
completamente allo stremo e non riescono proprio a completare i
progetti.
Io volevo capire se la Regione, sotto questo punto di vista, va in
aiuto ai sindaci e alle amministrazioni comunali, e ai tecnici
comunali dando un supporto, perché mi dicevano che ci sono talmente
tanti cavilli con l'UREGA e i portali e alla rendicontazione da
gestire per quanto riguarda la presentazione di questi progetti.
Quindi, la domanda era ben specifica ed era, al di là della
riprogrammazione - che spero non avvenga, soprattutto per quei
territori che sono in fortissima difficoltà, perché se io sposto le
somme nei territori che sono in difficoltà e li metto in altri
territori e tolgo quelle esigue somme per rilanciare quei
territori, è ovvio che il Governo regionale se ne assume la totale
responsabilità.
Quindi, la domanda era, uno se c'è una proroga per quanto riguarda
il completamento di questi progetti e due se la Regione ha la
volontà di aiutare tutti i comuni siciliani, non solo il Comune di
Gela, ma tutti i comuni siciliani che sono carenti, ripeto, di
personale specialistico nel completare questi progetti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
la risposta.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Signor Presidente,
io vorrei che l'onorevole di Paola apprezzasse lo sforzo che sta
facendo la Regione perché, diversamente, la Regione diventa la
causa di tutti i mali.
Ora, diciamo la verità e facciamo la radiografia. La Regione ha
finanziato importi ben più rilevanti rispetto a quelli che ha
indicato l'onorevole Di Paola nell'area di Gela. Ma l'onorevole Di
Paola chiede di sapere, se ci sono finanziamenti per 39 milioni di
euro dati al Comune di Gela nel 2015. Bene, a distanza di 4 anni,
non abbiamo neppure progetti esecutivi, neppure progetti
preliminari perché il Comune di Gela, in questi 4 anni, non ha
prodotto nessuna progettualità.
Talché abbiamo inviato gli ispettori, ma non al comune di Gela, in
tutta la Sicilia, perché abbiamo la necessità di riprogrammare le
risorse. Abbiamo scoperto chiaramente, che non sono stati elaborati
progetti. Si può mai pensare che la Regione, oltre a negoziare con
lo Stato ad erogare i finanziamenti ai comuni, si deve fare carico
pure della progettualità in favore dei comuni? Se dobbiamo fare
questo, significa arrivare al collasso perché fa tutte cose la
Regione.
E pur tuttavia, la Regione si è sforzata di fare l'Ufficio
progettazione e di metterlo a disposizione dei comuni, ma se un
comune per quattro anni non ha fatto nulla, dobbiamo pensare di
spendere queste risorse o dobbiamo rimanere bloccati? Ecco, perché,
io dico che quando parliamo di riprogrammazione non significa che
toglieremo certamente le risorse, ma intanto va dato atto che un
comune che ha avuto cospicui finanziamenti non si è preoccupato di
realizzare nessun progetto nonostante avesse il decreto di
finanziamento nel cassetto. Questa è una cosa che non fa merito,
che non va a merito né di quel comune, né di tutti gli altri perché
ce ne sono tantissimi che si sono comportati così.
E' facile dire che la Regione non spende, ma va pure detto che la
Regione fa i decreti di finanziamento e poi gli enti locali non
spendono, così come con onestà intellettuale dico che la Regione si
è preoccupata di accelerare la spesa ma sono arrivate migliaia di
istanze e prima che vengano viste tutte talvolta passa un anno che,
per un'impresa, è un tempo - come dire - irragionevole, quindi, io
mi prendo anche la responsabilità, salvo poi a dovere scoprire che
quando si interviene e si porta il decreto a finanziamento e la
notifica in favore dell'impresa, magari non vengono presentate le
fideiussioni che permettono di accelerare la spesa, però, siccome
non si può fare di tutta l'erba un fascio, ci sono imprese
eccellenti che lavorano bene, imprese che vanno sostenute, ci sono
comuni che lavorano bene e comuni che vanno sostenuti, ma una
riprogrammazione su risorse inutilizzate da cinque, dieci anni,
credo che sia giusto farla.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, si ritiene soddisfatto della
risposta fornita?
DI PAOLA. Mi dichiaro insoddisfatto della risposta fornita.
PRESIDENTE. Si passa alla interpellanza n. 122 Scioglimento della
Camera di Commercio di Siracusa, Catania e Ragusa a firma
dell'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. La ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa alla interpellanza n. 145 Istituzione di ZES all'interno
del territorio della Regione siciliana a firma dell'onorevole
Zafarana ed altri.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per le attività
produttive, premesso che:
con l'articolo 4 del DL 91/2017, convertito con modificazioni
dalla legge 123/2017, vengono istituite le Zone Economiche Speciali
- ZES;
con la definizione di ZES si intende una zona geograficamente
delimitata e chiaramente identificata, situata entro i confini
dello Stato, costituita anche da aree non territorialmente
adiacenti purche' presentino un nesso economico funzionale, e che
comprenda almeno un'area portuale con le caratteristiche stabilite
dal regolamento (UE) n. 1315 dell'11 dicembre 2013 del Parlamento
europeo e del Consiglio, sugli orientamenti dell'Unione per lo
sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T);
con decreto n.12/2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha
emanato il Regolamento per l'istituzione di Zone Economiche
Speciali;
con deliberazione n.145 del 28 marzo 2018 la Giunta Regionale ha
condiviso la proposta dell'Assessore regionale per le attività
produttive concernente la costituzione di un'apposita cabina di
regia, con il compito di elaborare la proposta di istituzione della
Zona economica speciale, al Presidente del Consiglio dei Ministri,
ai sensi dell'art. 4 del summenzionato DL e del citato DPCM
12/2018;
rilevato che:
della suddetta Cabina di Regia fanno parte il DG del Dipartimento
programmazione o suo delegato, il DG del Dipartimento del bilancio
e del tesoro, o suo delegato, il DG del Dipartimento Finanze o suo
delegato, il DG del dipartimento attività produttive o suo
delegato, il DG del Dipartimento dell'ambiente o suo delegato, il
DG del Dipartimento infrastrutture o suo delegato, il DG del
dipartimento urbanistica, o suo delegato, un componente esterno
all'Amministrazione Regionale esperto nella tematica e di
riconosciuta esperienza nel settore;
la Presidenza della cabina di regia è assunta dal Presidente della
Regione o, su sua delega, dall'Assessore Regionale alle Attività
Produttive;
al coordinamento delle attività della Cabina di Regia è delegato
il Capo di Gabinetto del Presidente della Regione;
la cabina di regia è integrata dai rappresentanti delle ADSP della
Sicilia Orientale, della Sicilia Occidentale e dell'AP di Messina e
Milazzo;
appreso che:
con nota 2680/A15 del 14/06/2018, recante in calce la relativa
accettazione, avvenuta in data 15/06/2018, con la quale l'Assessore
regionale per le Attività Produttive Girolamo Turano, esaminato
il curriculum, ha comunicato il proprio intendimento di avvalersi
della collaborazione del Prof. Aldo Berlinguer, nato a Siena (SI)
il 23/01/1969, in qualità di consulente per le materie attinenti
l'Assessorato Regionale delle Attività Produttive in ordine alle
Zone Economiche Speciali - ZES, per la fase propedeutica alla
elaborazione della proposta di istituzione delle stesse;
don Decreto Assessoriale n. 05/GAB del 24 Luglio 2018 l'Assessore
regionale per le Attività Produttive Girolamo Turano approvava il
contratto per il conferimento dell'incarico di consulenza,
stipulato tra l'Assessore medesimo e il Prof. Aldo Berlinguer,
sottoscritto in data 23/07/2018;
con Decreto n.137 del 02 Ottobre 2018, l'Autorità Portuale di
Messina ha affidato incarico professionale, per la redazione di uno
studio avente ad oggetto lo sviluppo delle politiche portuali
relative al settore geografico di competenza dell'Autorità Portuale
di Messina nell'ambito di una più larga pianificazione relativa
alle istituende Zone economiche speciali, con particole attenzione
ai porti di Messina, Milazzo e Tremestieri, alle loro peculiarità,
criticità, vocazioni industriali e di sviluppo , al Prof. Avv. Aldo
Berlinguer;
rilevato che attraverso una nota ANSA l'Assessore Turano
affermava, a luglio 2018, che entro il medesimo anno sarebbe stata
definita la citata proposta di istituzione della Zona economica
speciale da inviare al Presidente del Consiglio dei Ministri;
preso atto che ad oggi non risultano alla scrivente determinazioni
di alcun tipo assunte dalla Cabina di Regia, mentre si ha contezza
di varie e continue interlocuzioni fra i componenti a vario titolo
della suddetta Cabina e altri attori istituzionali e sociali quali,
a titolo esemplificativo, ANCI, Città metropolitane, Liberi
Consorzi, Comuni, stakeholders, parti datoriali e sindacali;
per conoscere:
quale sia lo stato dell'arte della redazione della proposta di
istituzione della Zona economica speciale, al Presidente del
Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'art. 4 del DL 91/2017 del
DPCM 12/2018;
se non ritengano di dover garantire un maggior grado di pubblicità
ai lavori, attraverso la pubblicazione di resoconti o l'indizione
di sedute aperte, così da coinvolgere maggiormente e in modo
migliore i territori potenzialmente interessati alla misura.».
Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire la risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. L'onorevole
Zafarana, sapendo di essere un deputato che appartiene all'intero
territorio regionale, ha pensato di chiedere se il Governo intende
istituire le ZES nell'area del messinese, atteso che lei è di
quella provenienza, ma si è preoccupata di chiedere pure le
istituzioni delle ZES nel territorio della Regione siciliana.
L'interrogazione è di medesimo contenuto rispetto alla precedente
e la risposta è identica alla precedente, quindi io credo - come ho
fatto con l'onorevole Arancio - di essere stato sufficientemente
chiaro ed esaustivo nell'indicazione del percorso delle cose fatte
e della imminente redazione della delibera conclusiva.
PRESIDENTE. Onorevole Zafarana, si ritiene soddisfatta della
risposta?
ZAFARANA. Mi ritengo parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Colleghi, vi ricordo sempre che, ai sensi
dell'articolo 151, comma 1, che per sommi capiti recita che qualora
non vi riteneste soddisfatti potreste, comunque, promuovere una
discussione attraverso la presentazione di una mozione, che a quel
punto non avrebbe bisogno dell'apposizione di quattro firme ma
potrebbe essere depositata con un'unica sola firma. Vi suggerisco,
quindi, di utilizzare anche questo strumento, chiaramente quando
ritenete di non essere soddisfatti delle risposte.
ZAFARANA. Già fatto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Quando le risposte
sono esaustive non c'è bisogno di fare la mozione: c'è l'uno e
l'altro.
ZAFARANA. La mozione è già stata predisposta
PRESIDENTE. E' nelle vostre facoltà. Assessore, prendo per 10
secondi la parola per ricordarle - sono sicuro che prenderà a cuore
queste parole - di non dimenticare, in questo ragionamento di
rilancio anche economico della Sicilia, le aree interne che spesso
e volentieri vengono dimenticate e rimangono fuori dai circuiti.
Assessore se vuole aggiungere qualcosa, perché è una cosa
importante.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente, è
chiaro che le posso dire non mi sono dilungato in un'analisi
settoriale delle singole province, però visto che lei ricorda che
per la terza volta fa un uso improprio del ruolo che in questo
minuto riveste, che può stare certo che l'area industriale del
nisseno e, segnatamente, di Caltanissetta è stata cartografata,
abbiamo la superficie, gli insediamenti e nella elaborazione della
proposta della Zes della Sicilia occidentale, chiaramente, è
ricompresa.
PRESIDENTE. E' questa le devo dire che è una notizia, una buona
notizia.
TURANO, assessore per le attività produttive. E questo vale per
alcune aree dell'agrigentino, del trapanese, del palermitano, cioè
per tutto quello che riguarda la Sicilia occidentale. In settimana
spero di concludere il lavoro della Sicilia orientale. Grazie.
PRESIDENTE. Benissimo. E allora andiamo avanti, credo che abbiamo
superato. Io sono imparziale quando siedo in questa Presidenza. Lei
lo sa e cerco di esserlo sempre e comunque con tutti. Continuiamo e
andiamo avanti, credo che ci siamo gettati alle spalle questa
corposa discussione sulle Zes.
Si passa all'interpellanza n. 163 Chiarimenti in ordine
all'Istituto regionale per il credito agevolato IRCA , a firma
dell'onorevole Lupo.
Al Presidente della Regione, all'Assessore per l'economia e
all'Assessore per le attività produttive, premesso che:
con l'articolo 1 della l.r. 22 luglio 2018 n. 10, si è disposta la
fusione di CRIAS e IRCAC in un unico ente, l'IRCA, istituto
regionale per il credito agevolato;
la finalità dichiarata dalla norma richiama la 'riorganizzazione
degli enti per il finanziamento delle imprese, attraverso la
relativa concentrazione' nonché la 'razionalizzazione degli
interventi previsti dalla normativa vigente in favore delle imprese
aventi sede in Sicilia';
allo stato attuale, tali finalità rimangono lettera morta e, al
posto della 'riorganizzazione', è riscontrabile soltanto una
assoluta incertezza operativa che coinvolge i due enti destinati
alla fusione, il relativo personale e, soprattutto, la stessa
fisionomia del nuovo ente;
considerato che:
IRCAC e CRIAS sono istituti che praticano il credito a tasso
agevolato rispettivamente alle imprese cooperative e alle imprese
artigiane; la 'mission' dei due istituti è stata fondamentale, sin
dalla loro istituzione, per il sostegno al tessuto produttivo
regionale, caratterizzato per lo più da imprese di piccola
dimensione, assistite da poche garanzie e che faticano ad ottenere
credito a condizioni di mercato;
nelle condizioni di crisi finanziaria che caratterizza l'attuale
congiuntura economica, i due enti hanno consentito a centinaia di
piccole imprese di sopravvivere e salvaguardare posti di lavoro;
la riorganizzazione di un settore tanto delicato impone, pertanto,
la massima cautela e una rigorosa prospettiva strategica, essendo
in gioco il futuro stesso del credito agevolato in Sicilia ed il
destino della fragile economia siciliana;
al contrario, le mosse del Governo nell'attuazione della norma
istitutiva dell'IRCA appaiono confuse perché, in assenza di un
piano industriale che indichi gli obiettivi strategici da
perseguire e come realizzarli, non è chiaro quali benefici il nuovo
ente possa apportare al mondo produttivo regionale e quale sia il
ruolo che dovrà in concreto rivestire;
anche le modalità con le quali la concentrazione dei due enti
dovrà avvenire rimangono incerte, poiché il governo ha cambiato
rotta e presentato all'ARS una proposta che prevede non più la
fusione 'propria', ma la fusione per incorporazione, con l'IRCAC
che assorbe la CRIAS e muta la denominazione in IRCA;
premesso, inoltre, che:
l'art. 1 della l.r. 10/2018 definisce l'IRCA ente economico di
diritto pubblico sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato alle
Attività produttive e, per gli aspetti contabili, dell'Assessorato
all'Economia, e gli conferisce la titolarità delle risorse
finanziarie derivanti dai fondi istituiti presso gli enti di
provenienza, che mantengono la destinazione per comparto
produttivo;
il comma 5 del suddetto articolo prescrive che il regolamento di
attuazione, adottato ai sensi dell'art. 12 dello Statuto, sia
emanato entro 90 giorni dall'entrata in vigore della stessa legge;
con due diverse deliberazioni di Giunta regionale, lo schema di
regolamento, su proposta dell'Assessore AA. PP. di concerto con
l'Assessore per l'Economia, è stato approvato ed inviato all'ARS
per i prescritti pareri delle Commissioni Attività produttive e
Bilancio;
tale percorso, tuttavia, si è interrotto e dovrà ripetersi da
capo, atteso che il Governo ha cambiato idea circa le modalità
della fusione nonché sulla composizione del CdA del nuovo ente:
pertanto il regolamento dovrà essere riscritto, inviato alle
Commissioni dell'ARS per i pareri, quindi sottoposto ai
rappresentanti delle categorie interessate ed infine inoltrato al
CGA;
l'IRCA, in assenza del regolamento attuativo, è oggi un ente
esistente solo sulla carta;
l'indeterminatezza di tale percorso, allo stato, congela la vita
dei due enti e dei servizi in favore delle imprese, e determina
profonda incertezza per il personale in servizio presso Crias ed
IRCAC (rispettivamente 72 e 51 unità), anche in relazione al
trattamento giuridico e alla tipologia contrattuale che sarà
applicata;
per conoscere:
quale sia il ruolo che la Regione siciliana intende affidare
all'IRCA nell'ambito del settore del credito agevolato alle imprese
artigiane e cooperative, quali siano i nuovi servizi che tale ente
potrà offrire alle stesse e quali i risultati attesi per l'economia
siciliana;
se abbiano intrapreso un dialogo con le parti sociali al fine di
definire al meglio la fisionomia del nuovo ente e valorizzare la
mission storica dei due enti e il relativo personale;
in quali tempi si preveda di rendere l'IRCA pienamente operativa a
supporto del tessuto produttivo della Regione. .
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
l'interpellanza mira a chiedere al Governo a che punto siamo, con
semplicità e rispetto all'attuazione del progetto di
riorganizzazione dell'IRCAC e della CRIAS già avviata da tempo per
l'istituzione del nuovo istituto regionale per il credito agevolato
IRCA.
Come ricordiamo, la riforma annunciata dal Governo e approvata dal
Parlamento risale all'articolo 1, della legge regionale 22 luglio
2018, n. 10, e quindi siamo sostanzialmente a quasi un anno
dall'approvazione della norma.
Successivamente il Governo è tornato più volte a proporre
modifiche alla legge stessa, in particolare riproponendo la fusione
per incorporazione, e modificando anche la composizione del CDA. In
relazione a tali modifiche la Giunta avrebbe dovuto nuovamente
approvare il Regolamento che, successivamente i pareri espressi
dalle Commissioni parlamentari dell'Assemblea, necessita del parere
anche del CGA rispetto alla formulazione dell'interpellanza che
risale al 1 aprile 2019.
E' trascorsa qualche settimana, quindi mi chiedo se il Governo,
nel frattempo, abbia approvato un nuovo Regolamento, se intende
trasmetterlo per il parere delle Commissioni di merito, a che punto
siamo con l'iter e questo per quanto attiene alla costituzione del
nuovo ente.
Esprimiamo preoccupazione per il fatto che la lentezza della
nascita del nuovo ente di fatto, a nostro avviso, rischia di
compromettere l'attività ordinariamente svolta dall'IRCAC e dalla
CRIAS che, come sappiamo, era credito agevolato per le cooperative
e per le imprese artigiane, considerato, appunto, che la funzione
per il credito è una delle funzioni fondamentali che la Regione
attraverso questo ente strumentale può garantire per lo sviluppo
delle piccole medie aziende.
E un altro punto che vorrei sottolineare e rispetto al quale mi
aspetto anche una risposta da parte dell'Assessore, sia da parte
del Governo se è stato mantenuto l'impegno di coltivare il dialogo
con le parti sociali per garantire la migliore attuazione della
riforma stessa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per
rispondere all'interpellanza.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Signor Presidente,
ringrazio l'onorevole Lupo per l'attenzione che pone su un
argomento così delicato e importante su cui, a dire il vero, molti,
moltissimi, io credo tutta l'Aula, fin dall'inizio, non credeva.
Certo è vero, l'onorevole Lupo fa riferimento ad una legge che è
nata un anno fa, ma dimentica di ricordare che soltanto tre mesi fa
è stata fatta una importante novella legislativa che ha permesso di
adeguare quello statuto ai cinque membri che sono, come dire,
membri per permettere agli enti datoriali di essere presenti. Lo
dico soltanto come promemoria. Era previsto un Consiglio di
amministrazione composto da tre membri, ed era stato previsto da me
il principio della turnazione, per dare la possibilità tanto
all'associazione dei cooperatori quanto all'associazione degli
artigiani di essere presenti.
Però, dinanzi alle legittime richieste dei rappresentanti delle
categorie di essere entrambi presenti, si è ritenuto di
soprassedere per qualche mese in attesa che si approvasse una legge
che permetteva di avere tutti le rappresentanze. A seguito di
questo, dopo la novella legislativa, ci siamo preoccupati di
indirizzare gli atti alle Commissioni parlamentari per l'esame di
merito.
La Commissione Attività produttiva è stata molto solerte a rendere
il parere, e la Commissione Bilancio ha reso il parere soltanto
nell'11 giugno di quest'anno. E' chiaro che noi non ci siamo
fermati perché, nelle more abbiamo approvato il Regolamento in
Giunta e lo abbiamo mandato all'Ufficio legislativo e legale.
Non sarò io a ricordare all'Aula, all'onorevole Lupo, quanta
attenzione si è dovuta mettere per sviluppare un documento così
articolato e complesso che prevedeva una serie di precisazioni che
sono state molto utili. Detto questo, con la stessa franchezza devo
dire che, le associazioni datoriali, nella risoluzione approvate
dalla Commissione Bilancio, hanno chiesto di introdurre il
principio all'alternanza con cadenza annuale dei soggetti indicati.
Ora, lo dico con franchezza, è chiaro che ho ricevuto soltanto
ieri mattina una nota di tutte le associazioni, tanto della
cooperazione quanto dell'artigianato che apprezzano il turno della
rotazione, ma ritengono che non si possa avere una rotazione
annuale, perché è come se noi facessimo un Consiglio di
amministrazione e ogni anno cambiamo 2 membri su 5. Sarebbe una
cosa assolutamente paradossale. Quindi posso comunicare di avere
già firmato il parere per l'inoltro al CGA per la conclusione
dell'iter di tutta la procedura che prevede la rappresentanza tanto
del mondo della cooperazione quanto del mondo dell'artigianato. Ho
introdotto il principio della turnazione, che chiaramente non può
essere annuale, introducendo il parametro che tutte le associazioni
devono essere presenti a partire dalle più rappresentative.
Abbiamo cioè fatto un'operazione di buon senso. Appena il
Consiglio di Giustizia Amministrativa renderà il parere, siamo
pronti ad emanare il decreto del Presidente della Regione, che
avviene su proposta dell'Assessorato per le attività produttive,
per far nascere, far venire alla luce, un ente molto importante che
però, assicurando l'onorevole Lupo, non ha di fatto determinato il
rallentamento di nessun ente di appartenenza.
E' soltanto la notizia di ieri che sono state deliberate, da parte
del Commissario della CRIAS, 237 pratiche di credito di esercizio
in favore agli artigiani per un importo pari a 5 milioni e 100 mila
euro.
FOTI. E per l'IRCAC?
TURANO, assessore per le Attività produttive. Per l'IRCAC abbiamo
un problema. Il bilancio dell'IRCAC è stato formalmente approvato
da parte dell'organo, e non è stato ratificato dall'organo di
vigilanza, perché l'Assessorato bilancio ha prodotto una nota nella
quale si evidenziavano discrasie.
Ieri o l'altro ieri, ma non mi sono informato dell'esito, vi è
stato un confronto in Assessorato tra i funzionari dell'IRCAC e
dell'Assessorato per capire come risolvere le anomalie evidenziate
dagli organi di vigilanza dell'Assessorato dell'economia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non mi ritengo
soddisfatto, non tanto rispetto a ciò che ha detto nella risposta
che Lei ha fornito all'interpellanza, quanto piuttosto per ciò che
non ha detto, in particolare mi riferisco al trattamento relativo
al personale.
Noi abbiamo voluto sottolineare con l'approvazione della legge che
bisogna mantenere, salvaguardare e valorizzare i livelli
occupazionali, e garantire anche il trattamento giuridico dei
dipendenti ,dei lavoratori, quindi l'invito che vorrei rivolgere al
Governo è, così come correttamente ha fatto nel coltivare il
dialogo con le associazioni datoriali, di fare altrettanto con le
associazioni rappresentative dei lavoratori, con i sindacati dei
lavoratori, perché diversamente questa riforma sarà destinata a
fallire, se non si capisce che l'asset fondamentale da valorizzare
è quello appunto del personale, e che è un'operazione anche
complessa, derivando il personale da due diversi Enti con contratti
diversi, con storie diverse, con competenze diverse, io penso che
questo è un errore.
Quindi bisogna accompagnare il processo di crescita del nuovo
Istituto, in particolare coltivando un dialogo con le
organizzazioni sindacali rappresentative dei lavoratori, garantendo
la tutela dei lavori occupazionali, una riorganizzazione che
valorizzi il personale stesso e i trattamenti giuridici e quindi
anche retributivi.
Io penso che questo è un atto necessario, se fosse possibile,
inviterei l'Assessore anche a farlo nell'ambito delle Commissioni
parlamentari, senza aspettare una nuova interrogazione
parlamentare. Se possibile chiederei all'Assessore di tenere
informata l'Assemblea rispetto al processo di attuazione della
riforma.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Mi spiace che
l'onorevole Lupo non si ritiene soddisfatto della risposta, però
egli sa che nel regolamento è previsto appunto che il nuovo
Consiglio si faccia carico di definire tutto l'iter per garantire i
lavoratori e per garantire il trattamento economico, parla anche
del trattamento giuridico, non ha nessuna difficoltà, ma questo non
può essere un ragionamento precostituito a monte previsto nel
Regolamento che va all'apprezzamento del CGA.
Diversamente, per modificare quel ragionamento, dovremmo chiedere
di cambiare il Regolamento e di ritornare al CGA. Fa parte della
declinazione statutaria del nuovo Ente, dove è espressamente
previsto che tutte queste necessità rappresentate dall'onorevole
Lupo saranno risolte.
Non vi è nessuna difficoltà da parte del sottoscritto ad assumere
un impegno politico che in relazione alla definizione del nuovo
Consiglio alla proposta si darà un confronto con l'Assemblea
regionale siciliana e con le Commissioni legislative competenti,
che nel caso di specie segnatamente è la Commissione Bilancio ,
perché da questo confronto possa nascere un arricchimento da
mettere in atto, tanto da parte del Consiglio di amministrazione,
quanto dalle forze politiche dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 168 Sostegno al sistema
regionale dei distretti produttivi , degli onorevoli De Domenico ed
altri.
«All'Assessore per le attività produttive, premesso che:
nelle interrogazioni n. 595 del 4/12/2018 e n. 677 del 30/01/2019,
presentate dal sottoscritto 1 firmatario ed altri, il Governo era
stato sollecitato a definire un termine preciso, entro il quale
provvedere all'espletamento delle procedure volte a concedere o
negare il riconoscimento della Regione alle numerose realtà
distrettuali che ne hanno avanzato la richiesta o che sono in
attesa del periodico rinnovo;
nei suddetti atti parlamentari si interrogava il Governo in merito
a quali provvedimenti concreti si stessero adottando o si
intendessero attuare al fine di sostenere la costituzione, lo
sviluppo e la crescita dimensionale dei distretti produttivi;
con la mozione n. 215, presentata dal sottoscritto 1 firmatario
ed altri il 30/01/2019, si era inteso impegnare il Governo a
fissare un termine ravvicinato e perentorio entro il quale valutare
le richieste dei distretti Produttivi che, attualmente, sono in
attesa del primo riconoscimento o del periodico rinnovo dello
stesso da parte della Regione;
con l'interrogazione n. 555 del 14/11/2018, presentata dal
sottoscritto 1 firmatario ed altri, il il Governo era stato
sollecitato ad avviare l'iter per la costituzione dei 'Distretti
del Cibo', introdotti dalla Legge Finanziaria nazionale del 2018,
quale nuovo strumento finalizzato a garantire ulteriori risorse per
la crescita e il rilancio di filiere e territori;
il Decreto assessoriale del 4/02/2019 ha definito le modalità e i
criteri per il riconoscimento dei Distretti del Cibo, prevedendo la
possibilità per i Distretti già costituiti, che operano nel settore
dell'agroalimentare, di aderirvi;
in base a quanto denunciato dagli operatori del settore, tra i
Distretti che da quasi due anni sono in attesa del primo
riconoscimento o del rinnovo periodico dello stesso, figurano
quelli operanti nel settore della produzione di agrumi, della pesca
e dell'agroalimentare;
il disegno di legge n. 511 del 6.3.2019, a firma dell'on.le
Catanzaro ed altri, prevede la modifica dell'art. 56 della legge
regionale 28 dicembre 2004 n. 17 in materia di organizzazione dei
distretti produttivi, che introduce, assieme ad altri interventi,
la definizione di un termine temporale certo entro il quale
espletare le procedure di primo riconoscimento o di periodico
rinnovo dello stesso;
considerato che:
in base a quanto più volte denunciato dagli operatori del settore,
da quasi due anni diverse importanti realtà distrettuali, operanti
nei settori della meccatronica, della produzione di agrumi, della
pesca, dell'agroalimentare e del tessile, sono in attesa del primo
riconoscimento o del periodico rinnovo dello stesso da parte della
Regione;
il decimo rapporto annuale sull'economia e finanza dei distretti
industriali, realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa
Sanpaolo, ha evidenziato come tra il 2008 e il 2017 si sia
registrato un aumento dei ricavi del 13% nell'ambito dei Distretti
produttivi italiani, a fronte di un +8,7% delle aree non
distrettuali. Il rapporto dimostra, inoltre, come i sistemi
distrettuali abbiano recuperato i livelli produttivi pre-crisi,
mentre le imprese che operano individualmente mostrano ancora un
significativo ritardo;
nel 2017 i distretti del Mezzogiorno hanno registrato un aumento
delle esportazioni del 3,6%, pari a 254 milioni di euro, aggiuntivi
rispetto al 2016. Nel trend positivo del meridione spicca la
performance della Regione Puglia, con un +7,7%, pari a 225 milioni
di euro in più del 2016;
la strategia regionale dell'innovazione per la specializzazione
intelligente per il periodo 2014- 2020 evidenzia, sulla base di
quanto recentemente emerso da diversi studi, come una forte
attività di governance istituzionale, la creazione di reti tra
imprese e l'istituzione di distretti settoriali, possano offrire
alle imprese il supporto necessario per l'accesso al mercato e la
creazione di innovazione, soprattutto in un contesto economico
sfavorevole come quello attuale;
in più occasioni i rappresentanti dei distretti produttivi hanno
sollecitato il Governo regionale affinché si consenta agli
organismi distrettuali con personalità giuridica la piena
partecipazione ai bandi Po-Fesr e Psr, si prevedano punteggi di
vantaggio per le imprese distrettuali e si creino delle linee di
finanziamento specifiche per il settore;
per conoscere:
per quali ragioni non abbia ancora provveduto ad espletare la
procedura volta a concedere o negare il riconoscimento della
Regione alle realtà distrettuali che ne hanno avanzato la
richiesta, ostacolando in maniera significativa il processo di
costituzione o di crescita economica di importanti realtà
produttive e occupazionali;
per quali ragioni il sostegno al sistema dei distretti produttivi
non sembra rappresentare una priorità per il Governo regionale, in
controtendenza con quanto avviene nel resto del Paese e, in
particolare, nelle Regioni del Mezzogiorno che hanno fatto segnare
i maggiori tassi di crescita economica».
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Domenico per illustrarla.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Ascolto volentieri
l'onorevole De Domenico, chissà, dal ragionamento può venire fuori
anche qualche valutazione diversa, e mi aspetto che l'onorevole De
Domenico non sia soddisfattissimo come non lo è stato l'onorevole
Figuccia, ma già avevo indicato nella risposta all'onorevole
Figuccia, identica, rappresentando le difficoltà dell'Ufficio e ho
detto le cose che si sono fatte.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
volevo sottolineare l'approccio che deve avere il Governo verso
questa realtà quale è questa dei Distretti produttivi, ma la mia
analisi nasce da una constatazione dei fatti e da quello che fanno
le altre Regioni.
I Distretti produttivi sono una realtà importante di un sistema
produttivo, in una Regione dove l'occupazione è il vero problema
drammatico, non ci si può permettere di ritardare le risposte. I
Distretti produttivi, e segnatamente i vari distretti della pesca,
della produzione degli agrumi ed altri, ci dicono che è da almeno
due anni che non ricevono risposte sia in ordine al rinnovo per
quanto riguarda i requisiti, sia al primo riconoscimento, ora dico
i tempi, a mio avviso, non sono compatibili con l'importanza di
questo strumento.
Inoltre vorrei pure risposte in ordine al tema di partecipazione
dei distretti direttamente ai bandi CoFers e PSR ed anche in
relazione alla possibilità, vi avevo presentato sul tema anche un
disegno di legge e anche altre interrogazioni perché, a mio avviso,
l'attuale normativa ha delle carenze che attengono sia alla
possibilità di attrarre investitori al di fuori del territorio
della Sicilia sia per quanto attiene al numero di imprese minime
necessarie per costituire un distretto.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
TURANO, assessore per le Attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, come ho già anticipato la risposta è stata resa
sull'interrogazione a firma dell'onorevole Figuccia, voglio però
dire una cosa all'onorevole De Domenico. Nella sua interrogazione
viene evidenziato come i Distretti non siano centri di spesa, e non
potrebbero essere dei centri di spesa, in verità quando si pensò
alla funzione dei Distretti, si ritenne che gli stessi potevano
essere soggetti affidatari di misure per la spesa delle risorse
comunitarie.
Chiaramente questo non si poté fare quindi, come ho detto
poc'anzi, non sono centri di spesa né possono esserlo, ci sono
tanti distretti che partecipano ai bandi previsti dalla Regione e
vengono finanziati, se si collocano in una posizione utili o si
rendono un progetto assolutamente congruo a quelli che sono i
vincoli previsti dai bandi, per il PSR vale lo stesso principio del
FERS, i distretti produttivi non possono essere assegnatari di
risorse da dare poi in favore delle singole aziende.
DE DOMENICO. Non mi ritengo soddisfatto della risposta
dell'assessore e chiedo di trasformarla in mozione.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 151 lei si dichiara
insoddisfatto, quindi, la può ripresentare, ma la deve ripresentare
lei con la sua sola firma che è già più che bastevole Chiaramente
andando a modificare l'impianto che in fase di interpellanza è
interlocutorio, e penso che in fase di mozione diventerà, invece,
di impegno per il Governo.
Si passa all'interrogazione n. 812 Partecipazione di realtà
imprenditoriali siciliane all'EXPO 2020 Dubai , a firma
dell'onorevole Marano.
Al Presidente della Regione, all'Assessore per le attività
produttive, all'Assessore per i beni culturali e l'identità
siciliana, all'Assessore per l'economia, all'Assessore per
l'energia e i servizi di pubblica utilità e all'Assessore per
l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, premesso
che:
l'Expo 2020 Dubai, United Arab Emirates (UAE) è l'Esposizione
Universale prevista e programmata negli Emirati Arabi dal 20
ottobre 2020 al 10 aprile 2021, con un flusso stimato di 25 milioni
di visitatori. E' la prima Esposizione Universale a tenersi
nell'area del Medio Oriente, Nord Africa ed Asia meridionale;
il tema previsto per l'Esposizione è Connecting Minds, Creating
the Future (Collegare le menti, creare il futuro) ed, in
particolare, l'Expo Dubai parlerà di Opportunità - liberare il
potenziale dei singoli e delle comunità per creare un futuro
migliore, Mobilità- sistemi innovativi di logistica, trasporto e
comunicazione di persone, beni e idee, Sostenibilità- accessibilità
e resilienza delle risorse ambientali, energetiche e idriche ;
per sei mesi Dubai si trasformerà in una vetrina mondiale in cui i
Paesi partecipanti, tra cui l'Italia, presenteranno al mondo il
meglio delle loro idee, progetti, modelli esemplari e innovativi
nel campo delle infrastrutture materiali e immateriali sui temi
dell'Esposizione Universale;
tenuto conto che:
il contratto di partecipazione dell'Italia è stato firmato il 20
gennaio 2018 ad Abu Dhabi dal Ministro degli esteri ed è stato
successivamente nominato il Commissario Generale di Sezione
dell'Italia;
il progetto italiano di esposizione a Expo Dubai 2020, come si
legge dal sito web istituzionale della Farnesina, rappresenta una
delle grandi priorità della diplomazia economica italiana per i
prossimi anni in cui vengono coinvolti, assieme al Governo e alle
Autonomie territoriali, le principali associazioni di categoria,
istituzioni culturali, di studio e di ricerca, rappresentanti del
terzo settore (https://www.esteri.it/mae/it/sala
stampa/archivionotizie/eventi/l-italia-a-expo-2020-dubai 0.html);
attualmente, come si apprende dal sito web ufficiale dell'Expo
2020 (https://italyexpo2020.it/i-partner/i-nostripartner/#), il
Commissariato italiano sta identificando i progetti e i temi per
rappresentare al meglio l'Italia ad Expo 2020 Dubai. In
particolare, il Commissariato sta sviluppando un percorso con
numerosi partner istituzionali e del mondo accademico,
imprenditoriale, scientifico, della creatività, dello sport, dei
media, della musica. Si tratta di un lungo percorso il cui sviluppo
si intensificherà nei prossimi mesi e che coinvolgerà tutti i poli
di innovazione territoriale pubblici e privati del nostro Paese,
con l'obiettivo di creare un progetto complessivo che porterà
l'Italia ad uno degli eventi più attesi del prossimo decennio,
un'occasione unica per la promozione e l'internazionalizzazione del
nostro sistema Paese;
il Padiglione Italia sarà collocato tra le aree tematiche
'Opportunità' e 'Sostenibilità' nel sito di Expo 2020 Dubai in
posizione strategica dal punto di vista dei flussi di visitatori:
sorgerà su un lotto di 3.420 mq e intercetterà il traffico di
pubblico in uscita dal Padiglione degli Emirati Arabi Uniti
(distante 250 metri) e in transito verso il North Park, uno dei
principali spazi verdi e meeting point di tutta l'area espositiva
di Expo Dubai e destinata ad ospitare grandi eventi e
manifestazioni pubbliche. La prossimità del padiglione al parco,
oltre a rappresentare un forte vantaggio in termini di
attrattività, garantirà anche un'eccellente visione del padiglione,
in quanto non vi saranno strutture che ne ostacoleranno la visuale
frontale e laterale. In particolare, è previsto un afflusso di
oltre 28 mila visitatori al giorno nel Padiglione italiano.
L'evento, pertanto, rappresenta un'opportunità unica per le realtà
italiane e siciliane e, in particolare, per le imprese creative,
gli artigiani digitali, i comunicatori e gli information designers
che, insieme ai brand più famosi della moda, del design, della
gioielleria, della cosmesi, dell'agroindustria avranno
l'opportunità di incontrare un pubblico internazionale e proporre
nuove forme di cooperazione, partecipazione e sviluppo;
considerato che:
Invitalia, per conto del Commissariato generale per la
partecipazione italiana all'Expo 2020 di Dubai, in data 1/4/2019,
ha pubblicato una Request For Proposal (RFP) rivolta a selezionare
partner Tecnici tra realtà imprenditoriali, enti pubblici ed enti
di ricerca, anche consorziati con imprese, che rappresentano la
competenza italiana e l'innovazione tecnologica più avanzata e
sostenibile e che potranno partecipare direttamente alla
realizzazione del Padiglione Italia mediante le diverse forme di
contribuzione previste dalla normativa vigente e descritte nella
documentazione di gara. La RFP è aperta a tutti gli operatori
interessati a partecipare per diventare Partner Tecnici, anche a
coloro che non hanno risposto alla precedente Manifestazione di
interesse, del 9 novembre 2018, che aveva la finalità di indagare
l'interesse degli operatori e gli ambiti merceologici di
riferimento;
la RFP fa seguito alla conclusione del concorso internazionale e
all'aggiudicazione del Progetto del Padiglione Italia a Expo 2020
Dubai. Come previsto dal progetto aggiudicatario, il Padiglione
Italia sarà un Innovation Hub che dovrà interpretare con creatività
e innovazione, il tema specifico scelto dall'Italia 'la Bellezza
unisce le Persone', con una struttura non semplicemente espositiva
ma dimostrativa del migliore ingegno italiano, offrendo una
memorabile esperienza ai visitatori e facendo vedere al mondo
competenze, talenti e ingegni multidisciplinari che possono
diventare promotori di nuove opportunità formative, professionali e
imprenditoriali;
a fronte dei loro contributi, i partner tecnici per il Padiglione
Italia a Expo 2020 Dubai potranno operare su una vetrina globale,
unica per reputation e brand building, ricevere grande visibilità
su spazi esterni, interni e virtuali, realizzare azioni di co-
marketing;
per sapere quali determinazioni ed azioni intendano adottare per
coinvolgere e promuovere la partecipazione di realtà
imprenditoriali siciliane ad EXPO 2020 Dubai .
Ha facoltà di parlare l'assessore Turano per fornire
risposta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
io vorrei considerare questa come l'ultima interrogazione, e non
come la penultima, in quanto la successiva a firma dell'onorevole
Elena Pagana, parla di gravi carenze infrastrutturali nel
territorio del libero consorzio comunale di Enna.
PRESIDENTE. Assessore, mi perdoni. Vorrebbe trattare questa
dell'onorevole Marano
TURANO, assessore per le attività produttive. No, quella non è di
competenza dell'assessorato delle attività produttive. Sto parlando
dell'interrogazione n. 829 a firma dell'onorevole Pagana.
PRESIDENTE. Assessore, quando ci arriviamo.
TURANO, assessore per le attività produttive. E non ci arriviamo
perché non è di mia competenza.
PRESIDENTE. Io sto parlando dell'interrogazione n. 812.
TURANO, assessore per le attività produttive. Sì, signor
Presidente, io volevo solo riferire che si tratta dell'ultima
interrogazione, perché la successiva non fa parte delle competenze
attribuite all'assessorato delle attività produttive. E quindi non
posso rispondere.
PRESIDENTE. Va bene, non si preoccupi.
TURANO, assessore per le attività produttive. Andiamo invece alla
n. 812 che è quella dell'onorevole Marano. In vista della
partecipazione dell'Italia all'esposizione universale EXPO Dubai
2020, programmata per il semestre ottobre 2020-aprile 2021, è stato
costituito presso il Ministero degli Affari Esteri e della
Cooperazione internazionale, un apposito Commissariato di Sezione
con il compito di coordinare, attraverso la Commissione Attività
produttive della Conferenza delle Regioni, le regioni italiane
sulle procedure di partecipazione. È stato nominato commissario il
dott. Paolo Glisenti.
Per la Regione Siciliana sono stati designati al tavolo di lavoro
nazionale, lo scrivente Assessore regionale delle attività
produttive, come referente politico e la dottoressa Marisa
Finocchiaro, oggi Capo di Gabinetto, come referente tecnico.
Con nota n. 5865 del 14/12/2018 a firma dello scrivente, è stato
istituito un apposito Gruppo di lavoro con il compito di formulare,
previa ricognizione e analisi dei dati e delle informazioni sui
progetti rispondenti alle linee guida del tema dell'Expo, una
selezione delle ipotesi progettuali relative alle eccellenze
siciliane corrispondenti ai criteri indicati, sulla base della
quale verrà elaborata la proposta della Regione Siciliana ai fini
della partecipazione alla manifestazione.
La Regione Siciliana, per il tramite dell'assessorato alle
attività produttive, sta collaborando già dallo scorso autunno al
tavolo dei referenti regionali con i quali pianificare e attuare la
partecipazione delle Regioni ad Expo 2020 Dubai.
Con specifico riguardo al contenuto dell'interrogazione, si
precisa che nelle scorse settimane è stato selezionato, a cura del
Commissariato, il progetto del Padiglione Italia, selezionato a
seguito di un concorso internazionale che prevede una struttura di
metri quadrati 3500 con un'altezza di metri lineari 27, sul cui
tetto sono previsti tre scafi di imbarcazione rovesciati (uno di
metri lineari 70 e due di metri lineari 50). Per la realizzazione
del Padiglione Italia, è stata emanata una Request For Proposal,
per la selezione di partner tecnici interessati alla costruzione
dello stesso, gestita da Invitalia, che è stata rilanciata sui siti
istituzionali della Regione Siciliana. La RFP prevedeva come
termine ultimo per le candidature lo scorso 6 maggio 2019,
successivamente il termine è stato prorogato al 20 maggio 2019.
Inoltre, in considerazione dell'importanza dell'evento e al fine
di stimolare il più possibile il coinvolgimento delle imprese
siciliane, anche in relazione ai connessi vantaggi in termini di
visibilità a livello planetario, lo scrivente ha inteso
sensibilizzare la partecipazione dei settori produttivi, oltre che
informalmente, nel corso degli incontri già programmati anche in
via ufficiale con propria nota prot. n. 2154 del 26 aprile 2019,
con la quale è stato assicurato il dovuto risalto all'iniziativa.
Ad oggi, ancora non si ha notizia dell'esito della RFP.
All'interno del Padiglione Italia ci sarà una parte dedicata alla
narrazione del Paese Italia, realizzata da un apposito allestitore,
selezionato dal Commissariato, sulla base del concept che le varie
Regioni comunicheranno. E' stato inoltre comunicato alle Regioni
che gli spazi all'interno del Padiglione Italia, saranno concessi
dal Commissariato gratuitamente alle Regioni, rimanendo a loro
carico le spese di produzione, service, allestimenti, eccetera
degli eventi e degli appuntamenti che verranno realizzati
all'interno del Padiglione.
Nel frattempo che a livello nazionale si giunga alla definizione
della modalità attuativa e degli spazi da assegnare, il Gruppo di
lavoro interregionale, al fine di raccogliere gli elementi
importanti per la definizione del concept regionale che,
all'interno e in coerenza con la partecipazione del Sistema Italia,
ispirato al tema "La bellezza unisce le persone", faccia emergere
le peculiarità specifiche dell'offerta siciliana, in linea con la
strategia regionale dell'innovazione per la Specializzazione
intelligente nel programma S3 Sicilia 2014-2020.
Si sta, dunque, lavorando alla definizione di story telling ad
alto impatto emozionale, che permetta di aggregare nuovi esempi di
innovazione rappresentate dalle imprese e dai Centri di ricerca
delle Università, dei Dipartimenti regionali, in modo da poterne
organizzare la partecipazione all'evento seguendo il filo ed i temi
delle settimane tematiche.
Nella fase realizzativa dei percorsi che saranno selezionati sulla
base delle indicazioni del Commissario, ma comunque su proposta
delle singole Regioni, verranno avviate le procedure di
coinvolgimento delle imprese siciliane rispondenti alle
caratteristiche sopra descritte.
PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'interrogante per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta fornita
dall'assessore.
MARANO. Signor Presidente, Governo, grazie. Assessore, non mi
ritengo soddisfatta perché nella mia interrogazione chiedevo
dettagli più concreti rispetto a quello che è il coinvolgimento, e
chiedevo anche un cronoprogramma per i prossimi mesi, rispetto a
quelle che sono le attività di promozione e di coinvolgimento per
le attività per le imprese siciliane. Io ci tengo a rimarcare su
questo tema perché l'Expo di Dubai sarà un'importantissima
occasione per le nostre imprese, dove sono previsti venticinque
milioni di partecipanti, quindi è importante, perché già siamo a
poco più di un anno di distanza.
Certe cose non si possono programmare poi gli ultimi mesi, e
chiedevo appunto il dettaglio di quelle che sono le azioni
concrete, gli obiettivi tutti nobili chiaramente, però alcune
informazioni le sapevo già, per esempio lo spazio Italia, il
Padiglione Italia, la metratura e quant'altro, già le conoscevo
queste informazioni. Chiedevo solamente un cronoprogramma sulle
azioni concrete di coinvolgimento per le imprese siciliane.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
solo per completezza di ragionamento, perché la visione che indica
l'onorevole Marano, non può essere soltanto una visione che fa base
nella Regione siciliana. Noi stiamo partecipando ad un evento che è
un'esposizione mondiale, all'interno della quale il Paese Italia
partecipa con una visione strategica, e le iniziative che vengono
prese sono commisurate perfettamente alle strategie della Regione
siciliana e delle altre Regioni italiane.
Non a caso, se ne occupa la Conferenza Stato-Regioni per le
attività produttive, ragione per la quale posso rassicurare
l'onorevole Marano che noi saremo presenti, ma saremo presenti in
un contesto di sistema-Paese che, chiaramente, sotto il Ministero
degli Affari Esteri e con riferimento all'internazionalizzazione,
sta sviluppando un progetto che riguarda le venti Regioni italiane.
Noi siamo una di queste e poi avremo la certezze dell'eccellenza
delle imprese siciliane.
MARANO. Non mi dichiaro soddisfatta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ultima interrogazione, la n.
289, come abbiamo potuto appurare, non era pertinente alla Rubrica
di oggi, quindi non è imputabile all'assessore Turano.
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.19)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
rapporti finanziari
Dibattito sulla trattativa Stato - Regione Siciliana in materia di
rapporti finanziari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si procede con il III punto
dell'ordine del giorno: Dibattito sulla trattativa Stato - Regione
Siciliana in materia di rapporti finanziari.
Prima di dare la parola ai colleghi deputati, ha chiesto di
parlare l'Assessore per l'economia, avvocato Gaetano Armao. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vorrei solo aggiornare l'Aula in ordine ad una serie di
questioni che sono intervenute negli ultimi giorni.
Come è noto il Governo, tramite il Presidente Musumeci, ha
sottoscritto un accordo il 15 di maggio, il Presidente ne ha
parlato in occasione del penultimo intervento in Aula evidenziando
una valutazione sull'accordo - alla quale ovviamente mi associo -
che è quella del miglior accordo possibile in un contesto di
difficoltà finanziaria del Governo nazionale e che quindi ci
consente di arrivare a fornire alle province quella dotazione
finanziaria che serve a scongiurarne - obiettivo prioritario del
Governo - il dissesto e che si aggiunge alla misura della
erogazione che è avvenuta entro il primo aprile della trance
integrale stanziata nell'ultimo bilancio relativo alle province.
Quindi a regime le province potranno avere 200 milioni di spesa
corrente e entro settembre - questo è l'impegno del Governo - con
le nuove norme di attuazione in materia finanziaria che
riguarderanno l'intera platea delle questioni aperte tra Stato e
Regione, quindi delle materie che sono assegnate alla competenza
della Regione che vanno trasferite insieme alla dotazione
finanziaria oltre che alla dotazione strumentale di risorse umane,
si potrà completare l'assetto delle competenze regionali.
Devo ricordare che il Governo, già il 15 maggio dello scorso anno,
ha approvato lo schema di norme ed attuazione in materia
finanziaria che è all'esame della Commissione bilancio, di cui è
stata informata la Commissione bilancio e tutti gli atti sono stati
regolarmente trasmessi.
Dopo questa approvazione è stato avviato il negoziato l'1 agosto
2018 quando col Presidente Musumeci abbiamo incontrato il Ministro
delle Regioni, la senatrice Stefani, dopodiché si sono aperti ben
quattro tavoli di negoziato con il Ministero dell'economia e delle
finanze.
Nel frattempo, poi, nel dicembre scorso, è stato firmato il primo
importante accordo che da un lato ha consentito la riduzione del
contributo di risanamento della finanza pubblica da parte della
Regione, il completamento di alcune questione aperte concernenti
l'IVA ma soprattutto ha visto - visto che ci stiamo occupando delle
province - l'esplicito riconoscimento da parte dello Stato di
un'avvenuta discriminazione nei confronti delle nostre province con
un prelievo forzoso di una latitudine ben più ampia di quella
applicata alle altre province dello Stato.
Per far fronte a questa situazione di oggettiva discriminazione,
che concerneva sia il prelievo forzoso che le risorse per
l'investimenti, in quell'accordo si prevede che entro la fine del
2019 devono essere predispose le misure per far sì che da gennaio
2020 cessi tale tipo di discriminazione nei confronti delle
province e, in secondo luogo, vengono assegnate alle province
siciliane 540 milioni di euro in un settennio che, come è noto
attraverso la norma che abbiamo inserito nel collegato, si possono
attualizzare entro l'attuale esercizio.
Il 15 maggio poi, dopo un lungo negoziato dove in prima battuta
avevamo richiesto circa 300 milioni di euro per far fronte alle
esigenze delle province ma, di fronte alla indisponibilità e
impossibilità dello Stato di disporre di queste risorse, si è
trovata un'intesa dopo un lunghissimo negoziato.
Anche lo stesso sottosegretario Villarosa ha riconosciuto in un
suo comunicato stampa e quindi da 300 siamo dovuti scendere a 150
milioni di cui 140 a valere sul fondo FSC ma non come acquisizione
definitiva poiché nell'accordo c'è l'impegno a rimpinguare tale
somma in sede di programmazione di fondi strutturali per cui non ci
sarebbe nessun tipo di privazione a regime da parte della Regione e
si assegnano, altresì, 50 milioni di cui 40 all'FSC e 10 alla
Regione per far fronte prioritariamente alle obbligazioni
giuridicamente vincolanti in gran parte riconducibili al trasporto
pubblico locale.
Questo per quanto riguarda le province e l'accordo oltre ad un
profilo di ordine finanziario contiene importanti disposizioni
derogatorie sancite dalla disciplina contabilistica dello Stato nei
confronti degli enti locali che agevoleranno certamente le province
in difficoltà finanziaria.
Queste disposizioni sono state concertate con tutti i ragionieri
generali delle province, per cui si tratta di un'azione che è stata
condotta sempre in assoluta interlocuzione con l'ANCI - che, come
voi sapete, raccoglie anche le province regionali - e con i
sindacati, che sono stati regolarmente incontrati, con l'Assessore
Grasso li abbiamo più volte regolarmente incontrati, e che hanno
espresso sia la prima, l'ANCI, anche in occasione dell'ultimo
incontro tenuto presso la Presidenza della Regione il 5 giugno
scorso, che i sindacati, il loro apprezzamento nei confronti di
questa soluzione, fermo restando che è una soluzione temporanea e
che allo Stato è la migliore soluzione possibile.
Questo non elimina, come ho avuto modo di affermare sino ad ieri
il fatto che le province siciliane continuano ad essere
discriminate e che questa discriminazione dovrà assolutamente
cessare con la prossima approvazione del bilancio da parte dello
Stato. L'accordo è stato siglato con il ministro Lezzi e il
Ministro Tria, e dopodichè se ne è dovuto prevedere la trasfusione
nel testo di legge nell'ordinamento giuridico poiché si tratta di
disposizioni di erogatoria. In questo senso il parlamento, proprio
ieri sera, ha approvato l'emendamento 038030.1, 038030 che
recepisce l'accordo a livello normativo in sede di conversione del
decreto legge crescita', mentre purtroppo, ci dispiace, non può
che dispiacerci, di fronte a emendamenti che puntavano ad
incrementare questa dotazione, sono stati rigettati tutti gli
emendamenti di tipo incrementativo.
Una considerazione e concludo riguarda la dotazione dei 100
milioni. Si è discusso a lungo se questi 100 milioni siano
sufficienti o meno. Ovviamente le province avrebbero diritto a ben
più importanti ed ingenti risorse ma questi 100 milioni e ci siamo
orientati su questa cifra, sono stati accertati dalla corte dei
conti all'audizione tenuta il 27 marzo 2019 presso la Commissione
bilancio della Camera, audizione tenuta dal Presidente della
sezione autonomie della Corte dei conti che ha puntualmente
attestato come il fabbisogno per scongiurare il dissesto delle
province si attesti a 100 milioni. Dopo di chè il Presidente ha
sottoscritto l'accordo e quindi l'accordo diverrà nei prossimi
giorni, domani come è noto il disegno di legge di conversione del
decreto legge crescita' andrà in Aula si prospetta la questione di
fiducia da parte del Governo e quindi dovrebbe essere approvato
alla Camera, poi passare al Senato e quindi nei prossimi giorni
essere approvato.
Proprio per far sì, con l'Assessore Falcone abbiamo avuto una
audizione in Commissione Bilancio per far sì che gli effetti di
questo accordo possano immediatamente essere esplicati
nell'ordinamento regionale è stato inserito un emendamento da parte
del Governo che fa sì che una volta che il Parlamento approvi
questa modifica normativa e questa diventi efficace a seguito della
pubblicazione in Gazzetta ufficiale si potrà riversare
immediatamente la quota di 100 milioni alle province regionali
siciliane e utilizzare la restante parte per il trasporto pubblico
locale e le altre obbligazioni giuridicamente vincolanti.
Una considerazione conclusiva riguarda poi la cosiddetta
spalmatura, tecnicamente il ripianamento del disavanzo del
rendiconto 2017 che come ricordo ammonta a 2 miliardi 134 milioni.
Sul disavanzo abbiamo come Assessorato avviato un approfondimento
con una commissione indipendente che qualche giorno fa ha terminato
i propri lavoro le cui risultanze sono state già depositate alla
Commissione Bilancio che quindi immagino ne farà, oggi non vedo il
Presidente, ma ne farà un approfondimento non appena possibile. Per
quanto riguarda il disavanzo come quantificato in sede di giudizio
di parificazione del rendiconto generale della Regione del 2017,
per quanto riguarda il miliardo 597 milioni 979 è stato ripianato
in 30 anni e ciò alla stregua di una disposizione statale, come a
voi noto, effetto e parimenti ricaduta di un accordo negoziato e
concluso con lo Stato. Quindi 1 miliardo e 597 milioni di euro
viene ripianato in trent'anni, la restante parte, 546,128 milioni
di euro, è stato invece previsto di ripianarlo in tre anni.
Per il 2018 il ripianamento ha avuto come entità quella di 164,063
milioni di euro, e quindi risulta già ripianato, restano le ultime
due tranche, una da 191 milioni di euro e una da 190 milioni di
euro.
In relazione a quanto previsto dall'emendamento che poc'anzi
richiamavo e che è all'esame dell'Assemblea come emendamento
integrativo del collegato , si prevede che quest'ultima somma di
381 milioni di euro possa essere ripianata in quattro anni; ciò
consentirà di liberare risorse per almeno 64 milioni di euro,
quindi in questo senso avremmo, per quest'anno, 50 milioni di euro
derivanti dall'accordo concluso con Roma, più 64 milioni di euro
derivanti dal ripianamento in quattro anni del debito, il che ci
consentirà di far fronte alla gran parte delle risorse necessarie a
scongelare - scusate il tecnicismo - a rendere libere le risorse
che erano state vincolate con l'allegato 2 della legge regionale
n. 1 del 2019, mentre per i 36 milioni di euro residui, perché
ricordate che l'ammontare complessivo delle somme sottoposte a
congelamento era di 140 milioni, gli ulteriori 36 milioni potranno
essere utilizzati già in sede di assestamento, quindi 114 milioni
subito, e 36 milioni in sede di assestamento.
In relazione alle risultanze dell'accordo di dicembre 2018
peraltro, come vi dicevo e ricordavo, il collegato reca la
possibilità di un utilizzo immediato di 500 milioni di euro per
investimenti in favore di ex Province regionali e Città
metropolitane, il che consentirà, sostanzialmente, di immettere per
manutenzioni stradali e per manutenzioni di scuole risorse assai
ingenti che consentiranno, quindi, un effetto finanziario ed
economico per la Sicilia e, soprattutto per le imprese, di
rilevante momento.
Queste sono, in sintesi - ovviamente, potrò dare i ragguagli più
opportuni e puntuali che l'Assemblea richiederà - le linee guida
che hanno condotto sino ad oggi il negoziato con lo Stato in
materia finanziaria.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, chiedo se
è possibile avere copia dell'accordo sottoscritto il 15 maggio,
anche per favorire un dibattito d'Aula più consapevole rispetto
agli impegni sottoscritti dalla Regione.
PRESIDENTE. Lo abbiamo qui in Aula, Assessore Armao?
ARMAO, assessore per l'Economia. Solo per chiarire che non c'è
stato atto che abbiamo assunto che non abbiamo trasmesso
immediatamente alla Commissione Bilancio . Io comunque il mio
documento lo metto a disposizione, ma è stata regola del
comportamento di questo Governo di trasmettere alla Commissione,
appena adottati, gli atti formali. In ogni caso, ne do subito
copia, sono due pagine.
PRESIDENTE. La richiesta dell'onorevole Lupo mi sembra corretta.
Ne facciamo una fotocopia per tutti e la distribuiamo. Sospendo la
seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.34, è ripresa alle ore 17.46)
La seduta è ripresa.
in materia di rapporti finanziari
Riprende il dibattito sulla trattativa Stato - Regione siciliana
in materia di rapporti finanziari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura dei tempi a
disposizione di ogni Gruppo:
Movimento Cinque Stelle 21 minuti;
- Forza Italia 15 minuti;
- Partito Democratico 13 minuti;
- DiventeràBellissima 9 minuti;
- Popolari ed Autonomisti 9 muniti;
- UDC 8 minuti;
- Fratelli d'Italia 6 minuti;
- Sicilia Futura 5 minuti;
- Gruppo Misto 7 minuti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Milazzo. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, vorrei che fosse un dibattito chiaro,
dove la verità deve essere spontanea.
Io ho sentito la relazione del nostro Assessore, dell'assessore
Armao, e francamente da siciliano non mi ritengo soddisfatto. Non
mi ritengo soddisfatto, intanto, perché è su tutti i TG nazionali
l'emendamento presentato, che non è altro che una ipotesi di
accordo, presentato dal collega, dal parlamentare nazionale
Movimento Cinque Stelle, che cerca di mettere una pezza agli
strafalcioni che questi accordi e l'ultimo accordo ha posto in
essere. Perché se oggi il collega nazionale del Movimento Cinque
Stelle non avesse fatto approvare alla Camera un emendamento che
stanzia soldi veri, soldi veri, io li contestavo quando assessore
al bilancio è stato Agnello, Luca Bianchi, tutti gli assessori che
si sono succeduti, e il criterio deve essere uguale, quando si
portano fogliettini di carta senza portare soldi veri, io per
onestà intellettuale, non mi sento di avallare questi tipi di
ipotesi. Ma perché il gioco è semplice: appena noi diciamo che
tutto va bene, poi questo va ad impattare con una realtà, che è
quella delle Province, che è totalmente in ginocchio.
Noi possiamo raccontare tutte le storielle che vogliamo, le
Province sono in ginocchio Le Province non hanno un quattrino per
respirare, per portare avanti la loro azione E ora li commenterò
gli accordi che si sono succeduti. Però, prima di commentare la
relazione dell'assessore volenterosa e gli accordi che si sono
succeduti, accordi che hanno via via penalizzato sempre di più la
Sicilia e avvantaggiato sempre più lo Stato. Ma partiamo dal
presupposto che oggi apprendo io da tutte le agenzie, da tutte le
testate giornalistiche a mezzo stampa, online e televisive, che un
deputato del Movimento Cinque Stelle fa approvare alla Camera un
suo emendamento e metta una pezza ad un disastroso percorso che
fino a qui ad oggi ci ha portato. Questo è il fatto. L'Assessore lo
inserisce nella sua relazione come se lui potesse disporre o avesse
concordato con il collega del Movimento Cinque Stelle quello che
lui ha fatto, ma non può essere, perché l'Assessore interloquisce
con il Ministero e il Ministro non ha fatto niente. Il Ministro non
ha fatto niente Allo stato attuale abbiamo chiacchiere
Un collega del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati ha
fatto concretamente un emendamento e lo ha fatto approvare alla
Camera. Aspettiamo l'approvazione al Senato. Quindi, ancora siamo
su fantascienza Ancora siamo su fantascienza
L'accordo di dicembre rispetto all'accordo di maggio era migliore.
Io li ho letti, ce li ho, mi confronto con parlamentari della
Commissione Bilancio e qualche cosa me l'hanno detta. Mi hanno
detto: Ma quando mai, onorevole Milazzo Ma quando mai Vorremmo
che fosse vero .
Noi, come Sicilia, ci perdiamo ben 140 milioni di euro, signor
Presidente. L'Assessore oggi, non è che doveva fare il miracolo
Non era colpa sua se avesse parlato chiaro dall'inizio. L'Assessore
oggi qua nella sua relazione doveva dire: noi siamo penalizzati di
almeno 130, 140 milioni .
E lo dico io perché. L'Ufficio Bilancio della Camera dei Deputati,
non la segreteria dell'onorevole Milazzo, in una sua relazione, il
suo studio, depositato presso la Commissione Bilancio della Camera
scrive a chiare lettere che per le nostre province ci vogliono 243
milioni di euro. E nell'accordo di dicembre - e io qua ce l'ho in
mano e ce l'ho nel mio cellulare - io vi do alcuni dati. L'accordo
siglato a dicembre, diventato poi legge nell'apposita legge di
bilancio del 2019, noi ci siamo impegnati a ritirare i contenziosi
davanti alla Corte costituzionale, in cambio però noi dovevamo
avere garantiti gli equilibri di bilancio per le nostre province,
gli investimenti infrastrutturali e ovviamente, l'importo di 243
milioni. Arriviamo all'ultimo accordo e spariscono gli equilibri di
bilancio, perché a fronte di 243, se te ne danno 100, come li puoi
garantire gli equilibri di bilancio? Viene meno questo punto
essenziale del primo accordo.
Assessore, guardi che un giorno un assessore qua da questi scranni
mi disse che io dovevo studiare di più e si fece impugnare 33
articoli. Io la invito a guardare l'oratore ed evitare di fare
sorrisini perché ci sono gli accordi, altrimenti io mi fermo, mi
prendo tutti i minuti che spettano al mio Gruppo parlamentare e
glieli leggo tutti e due gli articoli Quindi, lei dovrebbe avere
un po' più di capacità di collaborazione con l'Aula. Ecco E glielo
dico: se nel primo accordo erano garantiti gli equilibri di
bilancio e noi chiedevamo 243 milioni e ora ce ne danno 100, gli
altri 143 milioni mancanti come ci garantiscono di garantire gli
equilibri di bilancio? Non glieli possiamo garantire: Uno a zero e
palla al centro
Non solo, i soldi che ci garantivano come equilibrio e come
compensazione su risorse infrastrutturali qua vengono meno. Non
solo: vengono tagliate, non si garantiscono gli investimenti e si
tolgono risorse al fondo sviluppo e coesione. L'unica cosa utile,
l'unica, sono i 10 milioni che ci danno per parte corrente per noi.
Io queste cose, Assessore, quando lei presentò quella leggina in
Commissione dove in cambio di spesa corrente si penalizzava tutta
la spesa infrastrutturale, scuole, strade, ma lei ci gira per
queste benedette strade della provincia? E noi sventoliamo aria
fritta Aria fritta Non c'è un decreto che garantisce le province
veramente Abbiamo penalizzato i soldi che ci servono per le
scuole, per le strade Queste sono le cose che lei non ha saputo
portare qua
E sa qual è la cosa grave, Assessore? Se oggi ci fosse una mozione
di sfiducia, lei non avrebbe tutela politica, perché lei viene qui
con un risultato fallimentare.
La colpa non sarebbe stata sua se lei non avesse omesso di dirci
le cose come stanno. Invece, viene qui con l'aria di quello che ha
ottenuto il massimo, ed invece ottiene il minimo del minimo, e
viene qui convinto che noi dobbiamo farle l'applauso Ma l'applauso
io glielo posso fare per cortesia istituzionale, come dire per
citare frasi storiche, percependo che tutta l'Aula è contro di lei,
glielo posso fare per cortesia istituzionale, ma i mesi passeranno,
scuole non ne aggiusteremo, strade non ne ripareremo, i carrozzoni
delle società partecipate non risaneremo Questa è la verità
Lei doveva dire al Ministro: Ci venga a combattere lei se ci
toglie 143 milioni di euro ; questo è il punto ed il ho le carte
in mano, assessore. Non è l'antipatia o la simpatia di un deputato,
ci sono le carte, le ho tutte scritte qui Le posso fare vedere
pure la missiva della commissione Bilancio della Camera. Le carte
ci sono Ora lei li può argomentare come vuole.
Se lei mi sfida, ci fermeremo, io ho altri minuti, ritornerò e le
leggerò tutti e due gli accordi e le farò vedere: 1) che l'accordo
di dicembre era migliore di quello di maggio che voi avete
accettato; 2) che se il deputato del Movimento Cinque stelle non
avesse presentato, quindi siete pure stati in grado di dare questo
vantaggio ad una forza politica che qui è all'opposizione. Perché
lei si fa l'autogol e dà vantaggio politico a coloro i quali ci
hanno portato a questo punto, perché oggi sentirsi dire che salvano
le provincie coloro i quali le volevano tagliare è pure un
controsenso. Ma lei che sventola qui il successo di mancati 143
milioni del Fondo sviluppo e coesione tagliato, a fronte di spesa
corrente dequalificata, lei ha avallato la dequalificazione delle
risorse assegnate alle provincie. Questo è il punto, Assessore, e
questi sono agli atti della Camera dei Deputati.
Assessore, le mie sono valutazioni di carattere politico, non è
che ho omesso, quindi se lei mi usa la cortesia di sopportarmi
qualche altro momento. Il fatto...
ARMAO, assessore per l'economia è del Governo.
MILAZZO. No, Assessore, lei ha partecipato agli accordi, il
giudizio non è sul Governo, è su di lei Perché a partecipare agli
accordi, al confronto, non ci andava né Musumeci né altri, ci
andava lei e lei li ha portati
Io ho ascoltato la sua relazione, mi aspettavo che lei dicesse:
Ho fallito e per questo mi metto la mano nel braciere; altri dopo
di me andranno lì a difendere più seriamente la Sicilia .
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Aspetti, assessore Armao, il fatto personale deve
essere alla fine, non può essere
ARMAO, assessore per l'economia. Ma sono state dette cose che io
non conosco Quale emendamento Io vorrei capire
PRESIDENTE. Assessore, poi risponderà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha facoltà.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE. Colleghi, colleghi Onorevole Aricò, onorevole
Milazzo Fate parlare il collega Tancredi, per favore
ARICO'. Vergogna Vergogna
PRESIDENTE. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.00, è ripresa alle ore 18.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi invito a tenere toni più
sereni, per favore, anche se il dibattito è importante ed ha creato
parecchi problemi, però cerchiamo nei limiti del possibile di
tenere i toni più sereni ed educati.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Tancredi.
TANCREDI. Speriamo che non ci interrompa nessuno.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per favore prendete posto; il
dibattito è ripreso.
TANCREDI. Grazie, Presidente. Sul tema dei rapporti finanziari
Stato-Regione credo che il dibattito d'Aula dovrebbe essere un
dibattito di livello un po' superiore di quello della semplice
maggioranza o opposizione, per un motivo molto semplice, perché in
questo ambito andiamo a giocarci, sostanzialmente, il futuro di
questa Regione.
A tal proposito, riguardo a quello che stiamo vivendo adesso,
comprendo perfettamente, avendo seguiti per vie istituzionali i
rapporti che sono intercorsi tra il Governo regionale ed il Governo
nazionale, ed è chiaro che, in questo momento, siamo in una fase di
interlocuzione perché stiamo cercando di arrivare al risultato che
ci permette di far sopravvivere le nostre strutture ma, ovviamente,
siamo ben lontani dall'ottenere quello che sarebbe giusto e
corretto che la Regione siciliana avesse.
Perché dico questo? Perché è chiaro che, negli anni, la
compressione delle risorse derivate dalla mancata applicazione
piena dello Statuto - cosa tra l'altro più volte acclarata anche
dai vari giudizi di parifica della Corte dei Conti - ha
determinato una serie di disfunzioni sotto il profilo economico.
Sarebbe il caso, lo auspico fortemente, sempre nell'ottica della
leale collaborazione che deve essere sempre biunivoca dalla Regione
allo Stato e viceversa, che si cominci a ragionare in prospettiva.
Di fatto, ho avuto modo di leggere diverse delibere della Giunta
sia del vecchio che del nuovo Governo, in particolare mi hanno
colpito due delibere di Giunta: la n. 286 del novembre 2015 e la n.
197 del maggio 2018. Perché parlo di queste due delibere, in
particolare? Perché a parere mio dovrebbero essere il target nel
solco del quale dovrebbe muoversi il Governo regionale per proporre
delle norme di attuazione che dovrebbero arrivare ad un risultato
pieno per quella che è la capacità che dovrebbe avere la Regione
siciliana di spesa a più livelli.
Questo, a parer mio, dovrebbe diventare
PRESIDENTE. Per favore, onorevoli colleghi, sedetevi senza dare le
spalle alla Presidenza e continuiamo a sentire quello che sta
dicendo l'onorevole Tancredi. Grazie. Onorevoli colleghi, per
favore seguiamo, c'è troppa confusione.
TANCREDI. Questa dovrebbe diventare la linea che il Governo
dovrebbe proporre, fermo restando che chiaramente la natura
pattizia dei rapporti tra Stato e Regione, ovviamente,
difficilmente potrà farci ottenere tutto quello che è trascritto in
queste delibere di Giunta ma credo che sarebbe opportuno percorrere
questa via per un motivo molto semplice, perché chiunque si troverà
a governare questa Regione in futuro dovrà farlo con la piena
possibilità di recuperare quel gap che noi in questo momento stiamo
subendo, detto talmente acclarato a più livelli.
Inoltre, non posso non sottolineare che tutti questi tavoli che si
sono susseguiti, che hanno dato diverse tipologie di accordi
dovrebbero essere propedeutici ad una attività in Commissione
paritetica, perché ricordo che l'unica struttura che può definire
la modifica dei rapporti tra Stato e Regione è sempre la
Commissione paritetica. Quindi, ben vengano i tavoli tecnici di
approfondimento ma che devono essere trasfusi, sempre
sistematicamente in Commissione paritetica e credo che questa debba
essere la via maestra da seguire nel prossimo futuro. E' chiaro che
la Regione siciliana è in forte difficoltà sotto il profilo del
bilancio, stessa cosa come Nazione, è chiaro che in un periodo di
transizione dobbiamo fare tutti la nostra parte ma è anche chiaro
che non possiamo ratificare adesso un danno acclarato che viene da
più parti manifestato, consolidato, in particolare, dalla Corte dei
Conti per vari aspetti: penso ai punti di iva, penso all'Irpef,
penso alle accise, penso a tante discussioni che sono aperte e che
trovano resistenze che credo dovrebbero diventare l'elemento
fondante verso la quale questa Assemblea reginale si muove
all'unisono per ottenere il massimo per questa Regione siciliana.
Io prima di essere un deputato di appartenenza politica sono un
siciliano e credo che questo sia dovuto da parte di ognuno di noi
per il rispetto per chi ci ha votato per fare il nostro ruolo.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini che ci seguono da casa, in merito all'accordo Stato-
Regione mi sono già espresso nella penultima legislatura e ho
evidenziato come, a mio parere, questo accordo purtroppo non
riuscirà a sanare il problema delle province. L'ho definito un
accordo inutile e continuo a sostenere questa tesi perché ci sono
delle norme che è vero che vengono derogate all'interno di questo
accordo Stato-Regione ma, rispetto a quelle che sono le risorse
finanziarie che oggi vengono assegnate, abbiamo assistito a tutta
una serie di numero che, purtroppo, si discostano da quella che è
la realtà. Siamo partiti da 150 milioni, poi siamo arrivati 100
milioni perché 50 servono ad altro e va bene, però la realtà dei
fatti è che questi 100 milioni non riusciranno, l'Assessore sa
bene, non c'era la volta scorsa quando ne ho parlato, questi 100
milioni non riusciranno a salvare le nostre province siciliane.
Le chiedo, Assessore, da questo punto di vista di avere un
conforto netto e sincero. Lei ritiene che realmente con questi 100
milioni saneremo e riusciremo a salvare le province siciliane? A
questa domanda c'è una sola risposta. O sì o no. Non ci possono
essere fraintendimenti.
Immagino che avendo sottoscritto questo accordo Stato-Regione lei
abbia la convinzione che questo accada. Io le posso dire che ho
forti perplessità in merito, non fosse altro che quello che è il
monitoraggio fatto dalle autonomie locali parla, per il solo 2019,
di 155 milioni, ma non fosse altro perché quello che è il disavanzo
di amministrazione che riguarda l'annualità 2018, nel redigendo
bilancio 2019, dovrà comunque essere tenuto in considerazione.
Allora, se quelli che sono i conti che sono stati fatti, dicono
che con 100 milioni riusciremo a chiudere il bilancio per il 2019,
mi chiedo e le chiedo rispetto a quello che è il disavanzo
dell'annualità precedente come si potrà fare. Mi chiedo e le chiedo
anche, Assessore, come si potrà fare rispetto a quella che è una
norma che prevede i bilanci pluriennali e, quindi, capire da questo
punto di vista rispetto al bilancio pluriennale e, quindi, ad un
triennio che deve vederci impegnati anche rispetto a quelle che
sono le esigenze che le nostre comunità hanno, come potremmo andare
avanti. Perché vede, Assessore, quello che abbiamo sempre sostenuto
e che ribadiamo anche in questa sede è che c'è la necessità per
salvare le province siciliane di 350 milioni. E non è neanche vero
quello che si afferma che lo Stato non ha la liquidità disponibile
per garantire 350 milioni nel triennio 2019-2021. A noi non serve
la liquidità in questo momento. A noi serve un impegno giuridico da
parte dello Stato, che ci possa consentire di salvare le nostre
province ma, allo stesso tempo, di mettere in campo tutta una serie
di investimenti perché è chiaro che nel momento in cui noi andiamo
a salvare le province, cosa ripeto, a mio avviso non possibile con
soltanto 100 milioni ma, nel momento in cui andiamo a salvare le
province e, poi, non siamo nelle condizioni di rattoppare neanche
una buca delle nostre strade provinciali ridotte a un colabrodo,
poi non siamo nelle condizioni di poter salvare e sistemare le
nostre scuole, poi non siamo nelle condizioni di poter dare
risposta alla Sicilia e ai siciliani, risposte che attendono da
tempo, arrivati ad un certo punto ci ritroveremo comunque a non
aver fatto nulla, ed è chiaro che rispetto a quelli che sono i toni
anche trionfalistici con cui, oggi, il collega deputato del Gruppo
Movimento Cinque Stelle afferma di aver risolto il problema delle
province siciliane, non possiamo trovarci d'accordo perché in
questo momento non stiamo salvando nulla. Rischiamo realmente di
fare una delle più colossali grosse figure della storia politica
siciliana, in cui affermiamo qualcosa che concretamente non si può
verificare. Io mi auguro che ci sia una concreta rivisitazione
rispetto a questo accordo Stato-Regione che non doveva essere
firmato.
FIGUCCIA. E' finito il tempo.
LO GIUDICE. Ancora non siamo collegati, onorevole Figuccia, siamo
sul Misto . Riguardo a questo, stavo dicendo, mi auguro che ci sia
un concreto ripensamento di questo accordo Stato-Regione.
Attualmente è stato approvato solo l'emendamento, dovremmo andare
ancora ad approvarlo a livello complessivo e mi auguro che
veramente si possa trovare una soluzione perché le nostre città
metropolitane e i nostri liberi consorzi rappresentano un elemento
fondamentale e il Governo regionale, insieme a quello nazionale,
non possono sottoscrivere un accordo di questo tipo che, ripeto, è
totalmente inutile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, con l'onorevole Lo Giudice, insieme
alla manifestazione con i sindaci, legato ovviamente alla richiesta
di quelle risorse rispetto ad un accordo che temevamo potesse
essere ingiusto - pensavo di dovere dividere anche il tempo, invece
ci sono altri sette minuti - ciò nulla toglie ovviamente a quella
importante e sentita battaglia che ci portò a incontrare il
Presidente dell'Assemblea prima e il Presidente della Regione dopo,
perché ritenevamo che quell'accordo che vedeva sottoscrivere
soltanto 150 milioni di euro per una sola annualità, rischiava di
essere un accordo al ribasso. E lì giù, ovviamente, su tutte le
istanze legate ai dipendenti delle province, legate alla viabilità,
alla manutenzione delle strade, legate all'assistenza scolastica ai
disabili. Giuste rivendicazioni che vedono cittadini di un
territorio provinciale e regionale per tutte le nove province,
rischiare di rimanere chiusi dentro i loro territori perché fra tre
giorni non si potrà neanche più uscire di casa per passare da un
comune all'altro.
E allora, certo, dobbiamo fare i conti e dobbiamo farli con quello
che si rilevava già al momento dell'insediamento di questo
Parlamento. Quella considerazione che trovava il paio, che faceva
il paio al momento della parificazione del rendiconto del 2017, e
tutti ricordiamo come a quel tempo, ovviamente, il dibattito faceva
il paio con quello che era accaduto qualche anno prima, con una
enunciazione dell'ex Presidente della Regione, ricorderete, che
fece quel taglio delle province.
Oggi cosa è cambiato? E' cambiato che è passato un anno, che il
Governo regionale ha provato, su quella spinta, ad avviare
un'interlocuzione con il Governo nazionale, si è giunti alla
riduzione del contributo alla finanza pubblica a carico della
Regione per circa 300 milioni di euro, si è giunti ad un impegno di
aggiornare le norme di attuazione dello Statuto in materia
finanziaria al 30 settembre 2019, si è giunti all'impegno del
Governo nazionale a trovare adeguate soluzioni per il sostegno dei
liberi consorzi e le città metropolitane entro la stessa data, si è
giunti all'impegno dello Stato e della Regione di individuare forme
di fiscalità di sviluppo, si è giunti al trasferimento immediato di
queste prime risorse che rappresentano, certo, un momento di avvio,
che rappresentano, certo, un primo passo, che rappresentano, certo,
una prima occasione per avviare un percorso rispetto al quale, lì
sì, con tutti i sindaci della Sicilia, abbiamo chiesto al Governo
che si passasse da quei 150 ai 350 milioni di euro.
Certo, Presidente, e non me ne vorrà qualche mio collega di cui ho
grande stima e verso il quale nutro grande affetto, che continua a
bisbigliarmi addosso mentre parlo, che vorrà forse utilizzare
questo dibattito sull'accordo Stato-Regione per fare una resa dei
conti.
A me questa storia che induce il collega Aricò a prendere
posizione e a dire che non è questa la sede per fare rese dei
conti, oggettivamente non va.
Questo, Presidente, voglio dirlo a lei al di là dei fatti
personali, io incontrai lei, Presidente dell'Assemblea, dopo avere
incontrato il Presidente della Regione, lei ricorderà che
l'incontro con lei fu fatto dopo, come lei ci aveva chiesto e, in
quella fase, ci siamo detti con chiarezza che questa sarebbe stata
la madre delle battaglie, la madre di quelle battaglie che ci ha
portato a firmare, tutti insieme, un ordine del giorno per
inchiodare il Governo nazionale alle sue responsabilità, per
evitare quella sperequazione tra le Regioni ricche del Nord e le
Regioni del Sud che continuano ad essere impoverite da un approccio
che non gratifica certamente alcuno e di fronte a questo accordo è
necessario che tutte le parti politiche, evitando di contrappore
posizioni o meriti che sentivo da qualche collega della coalizione
che stimo e verso il quale ho affetto dover dare meriti addirittura
ad altre parti politiche, oggettivamente, questo non rappresenta al
meglio il modo in cui il mio amico ha, per un anno e mezzo, ben
condotto i lavori da Capogruppo del suo Gruppo parlamentare.
Detto ciò, poiché nel merito più che nei toni il collega ha anche
le sue ragioni nell'invitare all'esigenza che questo accordo venga
rimarcato, recuperato, rilanciato, sottoscritto, condiviso,
ovviamente, con gli stessi toni, Presidente dell'Assemblea, siamo
lì per rivendicare con forza che si spinga in questa direzione ma,
francamente, da componente di questa maggioranza non me la sento di
guardare all'Assessore al ramo come un assessore che si è sottratto
a queste responsabilità.
Io credo che, in termini di merito, in termini di competenze,
abbiamo avuto opportunità, le migliori, di farci rappresentare in
una sede come quella del Governo nazionale, questa ripeto non
diventi la sede per rese dei conti che preferisco vengano rimandate
ad un'altra occasione e, quindi, bene ha fatto il Presidente
dell'Assemblea a volere, con determinazione, questo dibattito al
quale certamente l'Aula tutta non vorrà sottrarsi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, il
dibattito di questa sera, di questo pomeriggio è francamente
sorprendente, assistiamo a un tutti contro tutti all'interno della
presunta coalizione, dell'ex coalizione del governo Musumeci,
perché ormai penso che si possa parlare solo di una ex coalizione
perché sono venuti al pettine tutti i nodi e abbiamo assistito ad
un dibattito franco, laddove anche esponenti della presunta
coalizione Musumeci sono intervenuti in maniera fortemente critica
contro il Vicepresidente della Regione, contro l'accordo
sottoscritto, contro l'assessore Armao, ma la prima cosa che vorrei
dire è che l'accordo, che è stato fortemente criticato
dall'onorevole Milazzo, porta la firma del Presidente della
Regione, onorevole Nello Musumeci.
Quindi, l'attacco di Forza Italia non è rivolto soltanto
all'assessore Armao, per l'operato, per il lavoro svolto, anche
nella qualità di vicepresidente della Regione ma, ovviamente,
innanzitutto, a chi quell'accordo ha sottoscritto, cioè al capo
della Giunta, al Presidente della Regione. E, quindi, io credo che
questa sera si apra qui, formalmente, una vera crisi di Governo per
la Giunta Musumeci, che mette a nudo il fatto che ad un anno e
mezzo dall'inizio della legislatura questo Governo non ha prodotto
nulla e che è al capolinea, perché noi siamo, sostanzialmente, in
una condizione di paralisi legislativa, sul piano delle riforme,
sul piano economico-finanziario, sul piano amministrativo che la
Regione Siciliana non può più tollerare.
Presidente Miccichè, volevo anche evidenziare che il Parlamento
regionale, in data 16 aprile 2019, ha approvato due ordini del
giorno, a conclusione di un dibattito analogo sul tema della
finanza regionale, dei rapporti con lo Stato. Un ordine del giorno
riguardava il ripianamento trentennale del disavanzo finanziario
della Regione Siciliana e l'ordine del giorno - ripeto - è stato
approvato. Era a firma mia e degli altri colleghi del Gruppo del
Partito democratico ma credo che sia stato condiviso,
sostanzialmente, da tutta l'Aula e poneva l'esigenza assoluta che
la parte di disavanzo non già coperta con spalmatura trentennale
diventasse, appunto, un obiettivo fondamentale da perseguire da
parte del Governo regionale nell'intesa con lo Stato per ottenere
una rateizzazione trentennale, anche dei 546 milioni che eccedevano
rispetto all'obiettivo già raggiunto. Così non è. Ho sentito
parlare di una rateizzazione quadriennale - se non ho capito male -
io credo che questo sia un dato assolutamente negativo e il Governo
ha agito e ha sottoscritto un'intesa che è disegno contrario
rispetto al mandato ricevuto dal Parlamento.
Mi riferisco anche all'ordine del giorno n. 108. Anche questo
ordine del giorno è stato approvato nella seduta n. 111. Anche
questo ordine del giorno è stato violato, non rispettato,
calpestato dal Governo Musumeci con la sottoscrizione dell'accordo
che l'assessore Armao ha illustrato all'Aula e che lei ha fatto
distribuire a tutto il Parlamento, ai colleghi parlamentari, perché
l'ordine del giorno di cui parlo conclude impegnando il Governo a
dare piena, immediata e preventiva comunicazione all'Assemblea
regionale siciliana degli stati di avanzamento dei lavori
concernenti l'attuazione delle prescrizioni contenute nel punto 5
dell'accordo sottoscritto il 19 dicembre 2018 tra lo Stato e la
Regione Siciliana in materia di finanza pubblica.
Il senso era prima che il Governo sottoscriva un nuovo accordo, il
Parlamento deve essere informato e deve condividere, appunto, il
mandato da dare al Governo della Regione nel distinguo delle
competenze, ovviamente. Noi in quanto organo di indirizzo e
controllo, il Governo in quanto organo esecutivo, ma prima di
sottoscrivere l'intesa con lo Stato.
Questo, purtroppo, non è avvenuto e siamo qui a discutere e a
dovere condividere, a questo punto unanimemente, le critiche mosse
nei confronti dell'accordo sottoscritto dal Presidente della
Regione - ripeto - dal Ministro dell'Economia e dal Ministro per il
Sud. Laddove, ovviamente, le aspettative della Sicilia erano altre.
L'accordo, sostanzialmente, autorizza la Regione Siciliana ad
utilizzare, nell'ambito della dotazione di risorse del Fondo di
sviluppo e coesione 2014-2020, già assegnata alla stessa Regione,
fino all'importo di centoquaranta milioni di euro, le stesse
risorse per le Province e per altre esigenze, sappiamo tutti essere
primaria l'esigenza del trasporto pubblico locale, ma ovviamente vi
sono tante altre esigenze, e poi c'è un contributo di appena dieci
milioni. Quindi ci si autorizza ad utilizzare per spesa corrente,
sostanzialmente fondi di sviluppo e coesione destinati ad
investimenti, con l'impegno che potranno essere rimpinguati e
riprogrammati.
Ma la domanda è con quali risorse saremo in grado di rifondere il
fondo di sviluppo e coesione a cui adesso sottraiamo i
centoquaranta milioni? Ma soprattutto, salta agli occhi che, al di
là del contributo di dieci milioni di euro, da parte del Governo
nazionale non c'è nessuno sforzo a sostegno delle nostre Province,
pur riconoscendo che vi è stata una disparità di trattamento tra le
Province della Regione siciliana e le altre Province delle altre
Regioni del Paese.
Io credo che questa è una grande iniquità e che al riconoscimento
della grande iniquità, purtroppo, non ha fatto seguito da parte del
Governo nazionale, ma ovviamente se il Governo regionale non chiede
e si accontenta, cosa avrebbe potuto fare diversamente il Ministro
delle Finanze, uno sforzo coerente per andare incontro e per
colmare appunto questo gap tra le altre Province e le Province
siciliane, che versano in condizioni drammatiche. Condizioni
drammatiche per i servizi garantiti ai cittadini, al trasporto dei
disabili, alle viabilità - la viabilità secondaria, come sa bene
l'assessore Falcone, è in condizioni pietose, non è garantito il
diritto alla mobilità ai cittadini che vivono nell'entroterra della
nostra Regione.
Allora, io credo - mi dispiace che non è presente il Presidente
della Regione - che è venuto il momento in cui questo Governo non
si può solo limitare ad addossare le responsabilità al passato, è
venuto il momento in cui questo Governo deve proporre le soluzioni
ai problemi del presente e del passato, per il futuro perché
questo, questo Governo è chiamato a fare e per questa ragione è
stato eletto dai siciliani.
Voglio fare presente anche che il percorso illustrato
dall'assessore Armao, da un punto di vista dei tempi, è
preoccupante perché la Camera dei Deputati deve ancora approvare,
domani vedremo cosa deciderà il Senato, dopodiché bisognerà avviare
io penso anche un iter in Commissione Bilancio , signor
Presidente, perché io non credo che siamo in presenza di un
semplice emendamento che possa essere presentato in Aula al
collegato generale alla legge di stabilità. Io penso che siamo in
presenza di una norma che merita di seguire l'iter ordinario, uno
specifico disegno di legge che deve essere presentato dal Governo,
trasmesso al Parlamento, esaminato dalla Commissione Bilancio ,
forse approvato dalla Commissione Bilancio , dove vogliamo vedere
se i colleghi di Forza Italia voteranno a favore o contro a questa
norma che è la trasfusione, ovviamente, dell'accordo sottoscritto.
Perché se i colleghi di Forza Italia sono contro l'accordo
sottoscritto non dovrebbero votarla, altrimenti il tema è un altro,
è semplicemente una resa dei conti per altri obiettivi, rimpasti,
ferite post-elezioni europee, tutte storie di cui ai siciliani non
importa assolutamente nulla.
Io voglio augurarmi che, invece, l'opinione espressa dal
Presidente Milazzo, sia un'opinione espressa per il merito e per il
contenuto dell'intesa sottoscritta e che, appunto, coerentemente,
conseguentemente, si voti nella Commissione Bilancio. Ma se così è,
signor Presidente, questo provvedimento non arriverà in Aula,
perché non c'è la maggioranza per poterlo sostenere in Aula e
allora c'è un problema politico che oggi apre la crisi del Governo
Musumeci e il Presidente della Regione non può più fare finta di
non vedere e di non sentire. Deve dire se e come intende andare
avanti per governare la Regione siciliana, visto che oggi il suo
Governo arriva al capolinea.
Credo che è preoccupante anche il fatto che nel frattempo
purtroppo i capitoli di bilancio di cui all'allegato 2 della legge
di stabilità n. 1 del 2019, in particolare in forza dell'articolo
10 della stessa legge, sono quota parte congelati e sono problemi
drammatici, non sono problemi teorici di alchimie contabili.
Necessitano di soluzioni pronte, urgenti, direi immediate da parte
del Governo che deve farsi carico di trovare soluzioni che qui oggi
non sono state rappresentate all'Assemblea con provvedimenti
adeguati. E parlo di interventi che riguardano 8 milioni e passa in
meno per i progetti di inserimento professionale dei Pip di
Palermo, ma riguardano i consorzi di bonifica, riguardano l'ESA,
riguardano la meccanizzazione, mancano 53 milioni di euro per i
lavori dei lavoratori forestali che sono urgenti perché siamo ormai
in piena estate e ci sono lavori di manutenzione che andavano fatto
tre mesi fa, non adesso. I viali parafuoco, le manutenzioni
ordinarie perché rischiamo di nuovo una stagione di incendi che
abbiamo il dovere di scongiurare con ogni mezzo perché producono
danno all'ambiente, rischi per le persone e un dispendio spaventoso
di energie, di risorse anche sul piano economico e tanti e tanti
altri interventi che sono stati congelati in forza del blocco della
spesa che a tutt'oggi rimane bloccata e che qui non trova soluzione
ne proposta alcune da parte del Governo, ripeto, da parte di un
Governo che, prendiamo atto, non esserci più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io se
fossi stato al suo posto avrei convocato il Presidente della
Regione perché qui quello a cui abbiamo assistito oggi di fatto è
una sfiducia da parte del Capo Gruppo di Forza Italia nei confronti
del Vicepresidente della Regione su uno dei temi fondamentali per
la nostra Sicilia. E glielo dico perché al riguardo è un problema
di credibilità.
Veda, signor Presidente, io credo che un Governo per essere
credibile non debba semplicemente dichiarare di essere credibile,
ma lo debba fare con i fatti, con i documenti, con le riforme
perché ad oggi l'unica cosa che è riuscita a fare questo Governo,
signor Presidente, è presentarsi a Roma, dove c'è un Governo che
evidentemente ascolta le richieste dei siciliani, con il piattino
nelle mani a chiedere aiuto e sostegno e lo ha fatto per spalmare
il disavanzo, lo ha fatto per i 540 milioni da destinare alle
infrastrutture, alle strade, alle scuole siciliane delle province,
lo ha fatto per i 100 milioni per permettere alle province di non
fallire, lo ha fatto per i 50 milioni che determineranno la
possibilità di non perdere del tutto il trasporto pubblico locale
perché nel bilancio che abbiamo approvato, un bilancio, se possiamo
dirlo tranquillamente, un bilancio falso in cui non c'erano somme
reali, ma erano frutto di accantonamenti negativi nelle more
dell'accordo con lo Stato, questi soldi non c'erano. Abbiamo messo
dei soldi che non c'erano all'interno del proprio bilancio e noi
questa cosa l'abbiamo ripetuta sia in Aula quando lo abbiamo
approvato, lo abbiamo detto più volte.
Ma vede, signor Presidente, quello che ci aspettiamo da questo
Governo è una seria stagione di riforme. Perché io l'ho ascoltato
l'intervento del Presidente Musumeci in piazza davanti a dieci
persone e l'unica riforma che ha detto è la riforma dello studio in
cui non c'è semplicemente un solo Euro messo.
Quello che ci aspettiamo, signor Presidente, da questo Governo è
non la ricapitolarizzazione della società interporti, non i tre
milioni di euro regalati all'IRVO, non i bilanci assenti di tutte
le società partecipate o a controllo della Regione, ci aspettiamo
una seria riforma di questa Regione, perché altrimenti stiamo
semplicemente allungando i termini della nostra morte, perché non
possiamo sempre presentarci a Roma con il piattino chiedendo
dell'acqua che va a riempire una vasca piena di buchi.
Allora, signor Presidente, uno dei prossimi tavoli, e le do un
suggerimento, a Roma che si sta portando avanti è quello di
Riscossione Sicilia.
Riscossione Sicilia è una delle Spa più importanti di questa
regione, allora il Governo vuole sapere due cose, perché questa
cosa ancora non è chiara: cosa vuole fare il Presidente della
Regione? vuole una nuova società, vuole un nuovo ente regionale o
vuole passare ad Ader? vuole passare alle Agenzie delle Entrate? E
se vuole passare all'Agenzia delle Entrate, tutti i debiti di
Riscossione a chi vanno in carico?
Allora, anziché ripresentarci poi successivamente di nuovo davanti
a quest'Aula dicendo: «è il massimo che siamo riusciti a fare, più
di questo non si poteva fare, lo Stato ci ha concesso solo questo»,
vogliamo sapere da parte della maggioranza, da parte del Governo
regionale, che intenzioni ha di fare con Roma.
Allora, Presidente, io le chiedo veramente perché quello a cui
abbiamo assistito oggi è la sfiducia da parte del più grosso
partito di questa maggioranza, nei confronti del Vicepresidente
Armao in uno dei temi fondamentali per la nostra Regione. Allora,
cortesemente, lo chiedo magari anche a nome del nostro Gruppo venga
il Presidente in Aula a dirci come intende portare avanti tutta la
materia finanziaria tra lo Stato e la Regione e, soprattutto, se la
sua maggioranza è d'accordo perché adesso mi aspetto che magari la
maggioranza arrivi a bocciare gli emendamenti che sono stati
presentati dalla stessa maggioranza e dal Governo nel collegato,
perché sappiamo tutti che aspettiamo il collegato, semplicemente
per poter destinare quelle somme alle provincie ed al trasporto
pubblico locale.
Quindi, signor Presidente, io non mi vorrei ritrovare, tra qualche
anno, a dover dire che l'unica cosa che ha lasciato il Governo
Musumeci sia semplicemente un brutto ricordo. Mi auguro che,
invece, qualche riforma possa essere portata avanti. Io, insieme ai
miei colleghi del Movimento Cinque Stelle, alcune riforme le
abbiamo presentate. Abbiamo anche teso una mano, che invece il
Presidente Musumeci ha preferito rispedire al mittente.
Oggi quello che sta succedendo qui in Aula è semplicemente la fine
di un Governo che, purtroppo, ad oggi non ha prodotto assolutamente
nulla. Quindi o il Presidente Musumeci viene a riferire in Aula sul
futuro della sua maggioranza o, altrimenti, questa esperienza
governativa, oltre che essere fallimentare, è già fallita.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
le devo dire la verità: mi trovo sempre in imbarazzo quando la
coalizione di maggioranza si mette all'opposizione, è come se
praticamente ci venisse a mancare un po' il lavoro, ecco. Lungi da
me poi prendere le parti, ovviamente del Governo, per carità senza
alcuna posizione di parte. Però il tema di fondo è uno e chi mi ha
preceduto lo ha sottolineato più volte, sia il collega Sunseri che
anche l'onorevole Lupo.
Qui il tema di fondo è davvero diventato politico perché non è più
tanto meramente l'entrare nel merito di quello che è stato un
accordo, l'attacco da parte del Capogruppo di Forza Italia, del
presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia ad un assessore,
Vicepresidente della Regione, persona di cui, leggo dai giornali le
dichiarazioni del Presidente della regione, persona stimata e di
cui si fida il Presidente della regione, facente parte dello stesso
gruppo politico, quindi di Forza Italia, è un attacco politico. E'
un attacco che ricalca un po', se mi permette Presidente, le parole
di quando lei parla sui giornali da Commissario regionale del
partito quando lo ha definito un ex assessore.
Allora, siamo qui di fronte a quella che è, colleghi, una bega
politica, c'è un lavarsi i panni neanche più all'interno della
lavanderia di Forza Italia ma, ormai, li abbiamo portati davvero in
piazza questi panni sporchi.
Il problema è, però, che alla fine a pagarne tutti i danni sono i
cittadini siciliani. Adesso dobbiamo capire una cosa, perché io in
questo intervento non voglio parlare, a me non interessa l'accordo
Stato-Regioni, ne hanno parlato tutti, io non sono contento di
questo accordo, chiaramente, non c'entra nulla l'emendamento di uno
dei componenti del Movimento Cinque Stelle nazionale che, anzi, ha
lavorato e lavora per la Sicilia e sta portando denari e soldi che
sono mancati, l'accordo è un'altra cosa e non c'entra assolutamente
niente. Ma qui il tema è uno: possiamo continuare ancora, in
quest'Aula, a far vivere ai siciliani la continua agonia di fronte
ad una maggioranza che si sta facendo i conti col coltello in mano,
asciugandoselo poi sulla schiena di altri siciliani?
Se Forza Italia non vuole più questo assessore, che ne parli
direttamente con Nello Musumeci. Onorevole Milazzo, quando lei dice
Se ci fosse una mozione di sfiducia La mozione di sfiducia, in
questo caso, lei se la vuole chiamare la deve chiamare di fronte al
Governo tutto e al Presidente della Regione, e allora saremo lì,
pronti, a fare questa cosa perché quell'accordo porta la firma del
Presidente della Regione, il quale - Presidente, glielo chiedo
anche io da Vice Presidente di quest'Assemblea - dovrebbe oggi
essere qui Dovremmo chiamarlo, perché oggi si apre
definitivamente, in maniera assoluta, una crisi di Governo. Perché
non è più possibile pensare che questa maggioranza, che già non è
maggioranza numericamente, possa fare a meno del gruppo di Forza
Italia che si mette di fronte e contro ad uno degli assessori
addirittura al Vice Presidente della Regione
Questa cosa non è più possibile. Noi stiamo soltanto perdendo
tempo. E questo, dà anche la stura di come vengono condotti, poi, i
lavori e di come vengono condotte anche le dinamiche qui dentro.
L'altro giorno ho ascoltato il Presidente della Regione - io non
sono intervenuto, poi fra l'altro, non si poteva neanche più
intervenire dopo l'intervento conclusivo del Presidente - che mi
additava, ricorderete colleghi, come mediatore . Io dichiarai ad
un giornale siciliano che le istanze territoriali delle imprese,
dei cittadini, quelle dell'agricoltura, quelle della pesca,
dell'industria, del commercio io cerco, in qualche modo, da fare ma
non io, io come Movimento Cinque Stelle come deputati regionali,
cerchiamo di fare da collante con il Governo nazionale ma
semplicemente per una questione, diciamo, di rappresentanza ecco.
Ma mai mi sognerei, e mai ho detto, e mai farei un collegamento
istituzionale fra sindaci, fra comuni, fra enti pubblici
territoriali regionali e il Governo nazionale perché quello è
affare della Regione. Se riescono a farlo, bene Altrimenti niente
Però, Presidente mi perdoni, è da novembre che il Ministro
Toninelli ha portato qui la proposta della nomina del Commissario
straordinario per le strade provinciali e, ad oggi, con
l'approvazione dello Sblocca cantieri , e potremmo partire
immediatamente, la bega, cari colleghi, è semplicemente una: quella
del nome Il Ministro Toninelli propone una terna di tecnici, di
assolutissima rilevanza come profilo, sganciati chiaramente dalla
politica.
Il Presidente della Regione, per ripicca, dice: No, lo devo fare
io . Allora, se continuiamo ancora a litigare sul nome che deve
andare ad intervenire su quei denari, noi stiamo lasciando la
Sicilia ferma al palo di fronte, invece, a quelle che sono le
scaramucce di ogni giorno. E' questo quello che sta facendo male
alla nostra terra, ed è questo quello che ricorderà questo periodo
storico-politico come il peggiore. Perché io l'altro giorno e mi
perdonerà la battuta - mi è venuta spontanea col giornalista, ma
oggi la rielaboro di nuovo - siamo passati dal crocettismo al
cricetismo , perché abbiamo un presidente della Regione ed un
Governo regionale, ed una maggioranza che si sono talmente
impantanati a correre dentro la ruota che non stanno più guardando
quello di cui sta parlando la gente fuori.
Non c'è più, qui, il tema di chi deve fare l'assessore, delle
beghe politiche all'interno della maggioranza. La gente è fuori e
chiede pane, chiede lavoro, chiede infrastrutture, chiede
possibilità, chiede di non fare partire i propri figli ancora una
volta E noi, ancora, siamo qui a dire. Un giorno nominiamo Ester
Bonafede alla FOSS, e il giorno dopo commissariamo la FOSS
Presidente, lei è stato meraviglioso in questa due giorni. Mi ha
regalato, devo dirle, un sorriso di pancia. Ma questo riguarda lei,
come può riguardare le mille e altre cose di questo Governo.
E, allora, noi dobbiamo metterci in testa che o lavoriamo per il
bene dei siciliani - e io credo che, qui dentro, la stragrande
maggioranza dei deputati sono pronti a collaborare su temi
specifici - però abbandoniamo queste bagarre. Perché se questi sono
gli altri tre anni e mezzo che ci volete fare vivere dentro
quest'Aula, noi certo possiamo presentarla una mozione di sfiducia
a questo Governo, salvo poi vedere Milazzo auto-smentirsi perché il
giorno prima dichiara di volere mandare tutti a casa e, il giorno
dopo invece poi per poltronismo oltre che cricetismo, invece votare
contro quella mozione di sfiducia.
Allora, o siamo conseguenti e ci passiamo una mano sulla coscienza
e lavorate cercando di trattare i temi come ben vengano, oppure
diversamente queste sono discussioni inutili come inutile è stata,
l'altro giorno, quella della questione morale e anche inutile,
oggi, parlare di questo che è una seduta per l'accordo tra lo Stato
e la Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, un
dibattito oggi paradossale, sentire dall'inizio alla fine chi è
intervenuto e chi è succeduto nell'intervento ha dell'inverosimile.
E sentire ora l'onorevole Cancelleri, candidato del Movimento
Cinque Stelle alla Presidenza della Regione, parlare di
disattenzione da parte del Governo regionale per le problematiche
dei siciliani è paradossale, come se al Governo nazionale ci
stessero siciliani o ci stessero soggetti che fanno parte di questa
coalizione di Governo, diciamo: lavorate anche voi per la Sicilia,
non lavorate solo per il resto d'Italia
CANCELLERI. E che è per diritto di nascita?
ARICO'. E quando gli accordi non vanno bene il Presidente
Cancelleri dice che il Presidente della Regione non si è messo
d'accordo con il Ministro Toninelli per i nomi: niente di più
falso
Il Presidente della Regione difende un principio: quello di potere
essere lui il commissario di Governo com'è successo sempre negli
anni passati.
E allora, se qui dobbiamo lavorare, che si lavori per la Sicilia e
non ci siano ripicche politiche da parte del Governo nazionale Del
Governo nazionale
E sentire anche l'intervento dei colleghi del PD, del capogruppo
del PD, parlare di sfascio delle province , quando tutti sappiamo
quello che hanno messo in piedi quando hanno abolito le province, e
anche parte della coalizione di Governo quando non hanno accettato
le elezioni di secondo grado, quando il Governo regionale avrebbe
voluto dare una governance a tutte le province e le città
metropolitane quest'Aula ha posticipato le elezioni. E allora?
CRACOLICI. La tua maggioranza
ARICO'. L'ho detto; l'ho detto Onorevole Cracolici, l'ho detto
E allora, che quest'Aula non si trasformi anche in uno scontro
all'interno di partiti che compongono la coalizione di Governo.
Io spero che il collega Milazzo vada a rappresentare al più presto
la Sicilia nell'Aula del Parlamento europeo, lì avrà modo di
rappresentare tutti gli interessi dei siciliani. Probabilmente, non
avrà una presidenza che gli darà così tanto spazio, perché nel
Parlamento europeo si parla solo tre minuti, Presidente, solo per
questo, perché gli interventi sono di tre minuti cadauno, solo per
questo.
PRESIDENTE. Ma non è la presidenza, è il tempo che era dovuto al
suo partito.
ARICO'. Ma nel Parlamento europeo ognuno può parlare tre minuti.
Allora, non c'è piattino in mano, c'è la voglia di trovare una
soluzione. E' logico che avremmo preferito maggiori risorse; è fin
troppo ovvio Se Roma ci avesse dato 100, 200, 300 milioni in più
sicuramente sarebbe stato un accordo più vantaggioso. Però, se si
sono ottenuti 540 milioni di investimenti per le province, se si è
ottenuta la possibilità di incrementare dai 70 ai 100 milioni le
risorse per la spesa corrente, 50 milioni in più per il trasporto
pubblico locale e la possibilità di attivare tutta una serie di
procedure che prevede lo Statuto per migliorare le risorse e la
finanza di questa Regione.
Tutto questo dovrebbe essere completato entro il 30 settembre di
quest'anno. Possiamo anche non credere che quanto sottoscritto dai
ministri delle finanze ed il Ministro per il Sud non possa trovare
attuazione. Ed è questo il punto politico, cari amici e cari
colleghi e chi ci ascolta. Perché se noi riuscissimo ad ottenere i
meccanismi migliorativi di finanza locale e finanza regionale
previsti dallo Statuto, sottoscritti dal Ministro per le finanze ed
il Ministro per il Sud, che sono soggetti che appartengono ad un
Governo a guida Cinque Stelle, questo lo vedremo il 30 settembre.
E allora, qui è la sfida politica che lanciamo ai colleghi
dell'opposizione, quella di poter essere tutti insieme affinché
questo accordo Stato-Regione sottoscritto tra le parti, lo Stato e
la Regione, possa trovare finalmente attuazione.
Lavoriamo per questo, dopodiché sappiamo che a breve il Governo ha
presentato già un emendamento che è A.2 per dare attuazione a
quanto è stato sottoscritto dal Presidente della Regione.
Se ci sono dei meccanismi di modifica di questo emendamento, la
Giunta di Governo ce lo deve dire, perché se gli Assessori che
compongono questo Governo regionale non sono d'accordo per portare
avanti questo emendamento, cosa che non credo, ce lo devono dire.
E allora, non per inutile polemica signor Presidente ma per
cercare oggi di capire quello che il Governo regionale ha approvato
e di lanciare, se possiamo, tutti insieme una sfida al Governo
nazionale affinché quanto sottoscritto tra le parti, tra lo Stato e
la Regione, possa essere finalmente attuato entro il 30 settembre
di quest'anno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io dico
soltanto una cosa: Ma come vi permettete di sottoporre gli
interessi dei siciliani alle vostre becere discussione interne?
Tutto questo dovrebbe farvi vergognare, perché qua si è perso il
punto di vista principale che è quello che dobbiamo fare rispettare
a Roma solo gli interessi dei siciliani
I soldi di cui noi stiamo parlando sono i soldi delle tasse che
pagano tutti gli anni i siciliani ed ancora non abbiamo trovato un
Governo all'altezza della situazione e che sappia farsi rispettare
a Roma. Questo è il punto
Collega Aricò ma quale opposizione e maggioranza, questo
Parlamento deve ambire - se davvero lo sente dentro - la capacità e
la potestà di rappresentare tutti i siciliani.
Noi purtroppo abbiamo avuto soltanto la sfortuna di avere voi come
Governo, di essere rappresentati da questo Governo che ancora una
volta rappresenta l'assoluta incapacità di andare a Roma e di
contattare un accordo che riguarda, ripeto, i soldi dei siciliani.
Con questi soldi, caro Assessore, lei lo sa perché lei è molto più
sicilianista di quanto lo sia io o di quanto lo sia il mio Gruppo
politico ma non lo deve fare quando non era vicepresidente deve
continuare a farlo anche adesso ma non in quel tono che io le ho
sempre contestato rivendicazionista.
Qui abbiamo bisogno d'altro, abbiamo bisogno di un accordo vero,
concreto, che faccia rinascere la Sicilia ma non in termini, come
ha detto il mio collega Sunseri, giustamente, rivendicazionisti o
con il piattino in mano, ma un accordo che sia programmatico, un
accordo pluriennale, un accordo che possa fare risorgere la nostra
terra e possa farci ritornare protagonisti del panorama politico
italiano.
I nostri colleghi a Roma stanno facendo il proprio dovere, stanno
cercando in tutti i modi di salvare la nostra Regione ma noi
dobbiamo metterci del nostro, ecco perché chiedo a questo
Parlamento di essere una forza unitaria che possa proporre alla
fine una proposta a questo Governo che non è in grado di formularla
da solo. Grazie.
PRESIDENTE. E' terminato il dibattito. Assessore Armao, ha
intenzione di replicare?
CRACOLICI Chiudiamo con un ordine del giorno.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, la
ricostruzione che è stata fatta nei diversi interventi
cumulativamente riesce a descrivere una situazione che il
Presidente della Regione qualche giorno fa - ma non mi sembra che
in quella sede siano state espresse delle contestazioni sul punto -
ha descritto come un accordo che noi riteniamo insufficiente,
perché è insufficiente, però è l'unico accordo possibile.
Ripeto testualmente le parole del Presidente che ovviamente
condivido e che condividiamo tutti come Giunta poiché questo
accordo è prima passato per una presa d'atto della Giunta e poi è
stato sottoscritto dal Presidente. Quindi è un atto che ha visto la
condivisione del Governo, d'altronde non si sarebbe potuto
adottare, firmare un atto che riguarda le autonomie locali senza
che l'Assessore Grasso ne fosse assolutamente d'accordo. Quindi è
evidente che sul piano procedurale sono stati rispettati tutti i
passaggi anche con la presenza di incontri a Roma e nessuna
iniziativa è stata, né avrebbe potuto esserlo, condotta
personalmente.
Vorrei partire dalle affermazioni dell'onorevole Lupo circa
l'applicazione dell'ordine del giorno che io ho ben presente, cui
lui faceva riferimento. Un ordine del giorno che invitava il
Governo ad una spalmatura trentennale. Per l'onorevole Lupo è
evidente che il Governo, che ha ottenuto per i tre quarti del
disavanzo ereditato dalla precedente legislatura, la spalmatura in
30 anni.
Io partirei da questo che è un dato consolidato e sul quale non
credo ci sia stato un apporto se non da parte del Governo che
questa attività ha ottenuto con un negoziato con Roma. La
spalmatura trentennale ha poi incrociato una sentenza della Corte
costituzionale che come ricorderà l'onorevole Sunseri, che con
attenzione la richiamò lo stesso giorno in cui è stata approvata la
legge di bilancio, intervenne esattamente il pomeriggio prima
dell'approvazione della legge di bilancio, il bilancio della
Regione.
Ricorderà l'onorevole Sunseri il suo passaggio al podio proprio su
questo punto, la sentenza n. 18 del 2019. Una sentenza della Corte
costituzionale che da un lato afferma che la spalmatura
trentennale, che il ripianamento trentennale dei disavanzi, avendo
e svolgendo un effetto intergenerazionale scarica sulle future
generazioni degli oneri eccessivi, per cui da quel momento in poi
non è stato possibile più ottenere dal Governo nazionale alcun
ripianamento di tipo trentennale. Quindi l'ordine del giorno non è
che non lo si è voluto rispettare.
L'ordine del giorno è un ordine del giorno che invita a fare una
cosa che il Governo farebbe evidentemente con grande disponibilità
ancorché e soprattutto perché quel disavanzo, a differenza di
quanto assume la Corte costituzionale non l'ha generato questo
Governo ma lo abbiamo trovato, evidentemente non è più praticabile
e questa è una cosa sulla quale con il Governo nazionale abbiamo
convenuto. Tuttavia la sentenza n. 18 del 2019 lascia aperta una
finestra di tipo concettuale, è un obiter dictum' della sentenza.
Cioè si lascia aperta una finestra decennale. La Corte dice 'il
ripianamento decennale è un ripianamento compatibile con la
Costituzione'. Non lo dice nella statuizione, lo dice nel corpo
della motivazione. Ed è proprio questo che ha consentito di portare
ed ottenere l'approvazione da parte della Commissione paritetica,
la Commissione paritetica si è riunita e ha approvato uno schema di
norme e attuazioni che ora seguirà l'iter fino al decreto del
Presidente della Repubblica che prevede il ripianamento decennale.
Onorevole Lupo nessuno si è sottratto né ha inteso sottrarsi
all'ordine del giorno. Abbiamo dato l'attuazione possibile e stiamo
portando un ripianamento quadriennale con la norma che è all'esame
del collegato che potrà essere steso quando sarà pubblicato il
decreto del Presidente della Repubblica che promulgherà questa
norma di attuazione a 10 anni. L'unica attuazione possibile
dell'ordine del giorno. Quindi nessun tipo di intendimento di
sottrarsi alle spinte che sono state prospettate. Sul piano del
rapporto, credo che l'onorevole Aricò abbia con correttezza
assoluta descritto qual è il vero tema politico del negoziato con
lo Stato. Non è né l'ottimo accordo che abbiamo chiuso a dicembre
che ha consentito di risparmiare, ringrazio l'onorevole Figuccia
per avere richiamato i 300 milioni meno del contributo al
risanamento della finanza pubblica, ma onorevole Figuccia, non sono
300 milioni meno, sono 900 ed oltre milioni in meno perché abbiamo
ottenuto una riduzione del contributo al risanamento della finanza
pubblica non solo per il 2019, che era già collegato da una
decisione che veniva da una precedente gestione, ma addirittura
l'abbiamo ottenuta anche per gli anni a venire, mentre altre
Regioni a Statuto speciale vedevano crescere, come accaduto per la
Sardegna, il contributo al risanamento della finanza pubblica.
Quindi è un risultato, quello dell'accordo di dicembre, che credo
riterrei più che dignitoso e più che satisfattivo delle legittime
aspettative della Sicilia di offrire un contributo, come le è
dovuto, al risanamento della finanza pubblica nazionale, tenendo
presente che abbiamo una situazione molto delicata sul piano
finanziario.
Signor Presidente, evidenzio che sul punto il contributo al
risanamento della finanza pubblica viene ridotto al punto tale che,
in qualche modo, va tenuto presente che è di gran lunga inferiore
a quanto pagheremmo, laddove il contributo al risanamento della
finanza pubblica fosse imputato per abitante - abbiamo le tabelle,
che il Presidente della Commissione Bilancio conosce perché
gliele ho fatte avere - quindi laddove le Regioni a Statuto
speciale dividessero il contributo al risanamento per la finanza
pubblica in termini pro capite, per persona, avremmo un contributo
di un miliardo e mezzo di euro da pagare, quindi ben 500 milioni in
più. Ma noi abbiamo ottenuto un miliardo, laddove noi avessimo un
contributo al risanamento della finanza pubblica basato sul PIL,
avremmo dovuto versare un miliardo e 200 milioni di euro.
Quindi la circostanza che abbiamo ottenuto un livello di
contribuzione al risanamento della finanza pubblica inferiore a
quello che si dovrebbe ottenere, o per PIL o per abitanti, in
ragione delle peculiari posizioni della Regione siciliana, è un
risultato obiettivo, che tiene conto anche di quella che io, il
Presidente Musumeci lo ha fatto, ovviamente lo sostengo pure io, un
approccio assolutamente leale sul piano istituzionale col Governo
Conte .
Sotto questo profilo, possiamo dire che gli obiettivi sono stati
raggiunti, quell'accordo prevedeva la fiscalità di sviluppo,
quell'accordo prevedeva e prevede le condizioni di insularità, che
per la prima volta viene riconosciuta alla Regione. In
quell'accordo si disconosce anche la discriminazione subita dalle
province, e si determina che dal 2020 sia eliminata parte del
prelievo forzoso a carico delle province, analogamente a quanto
avviene per le province nel resto del Paese, quindi un impianto
assolutamente coerente.
Nel frattempo esplode la crisi finanziaria in modo deflagrante per
le province siciliane, e a quel punto - emerge in modo sempre più
massiccio - ci troviamo costretti a intervenire. Ma io non capisco
C'è l'onorevole Milazzo in Aula? No, non lo vedo, evidentemente ha
preferito non partecipare.
Nel momento in cui si dice dobbiamo intervenire sul piano del
recupero delle risorse necessarie non a risolvere a regime il tema
delle province, ma a risolverlo da qui a settembre, quando quel
termine che evocava opportunamente l'onorevole Aricò è il termine
che il Governo nazionale ha preso, di cui si è fatto carico per
risolvere la questione, ebbene, il tema del quantum non lo
stabilisce né il deputato x , né il deputato y , né tantomeno
l'Assessore per l'economia della Regione siciliana.
Lo ha stabilito la Corte dei Conti, il Presidente dell'organo
della Corte dei Conti che si occupa delle autonomie territoriali,
la Sezione delle autonomie, è andato in Parlamento - non lo ha
fatto in un'intervista - e ha depositato una relazione nella quale
si evince che il fabbisogno essenziale per le province siciliane è
di 100 milioni. Non credo che ci sia entità più autorevole per
stabilire quale sia il fabbisogno effettivo, poi se la Corte dei
Conti ha sbagliato, e noi ci siamo allineati su una posizione
sbagliata della Corte dei Conti, ne dovremo prendere atto, però
tuttavia oggi è la Corte dei Conti che ci dice 100 milioni di euro.
Ma il Governo regionale, con riunioni alle quali non ho
partecipato da solo, ma spesso insieme ad altri Assessori, e sempre
informando la Giunta, quindi non raccolgo neanche ogni tipo di
accusa di tipo personale, perché è un lavoro collegiale che è stato
fatto, e come tale è stato portato avanti, bene la Regione ha
chiesto 300 milioni di euro, e lo ha affermato, lo ha riconosciuto
anche l'onorevole Villarosa, che, appunto, in un comunicato stampa
- di cui posso dare copia - ha detto la Regione siciliana ci ha
chiesto 300 milioni , lo ha detto il Governo nazionale, ma noi non
ve li possiamo dare 300 milioni . Quindi di fronte ad
un'impossibilità del Governo nazionale di offrire 300 milioni, noi
potevamo chiudere, come ha detto il Presidente Musumeci, alzare
muro contro muro e finiva come gli emendamenti che ieri sera sono
stati esaminati dalla Commissione Bilancio della Camera e sono
stati tutti rigettati, oggi noi avremmo, laddove avessimo percorso
la strada del muro contro muro, lo zero assoluto per le province,
non è la migliore soluzione possibile, ripeto, è l'unica soluzione
praticabile, 100 milioni ci sono.
Un'ultima considerazione riguarda anche gli apprezzamenti sempre
con la stesso approccio, cioè è un accordo buono ma non è il
migliore possibile ma certamente è un passo avanti, lo ha fatto
l'ANCI; il Presidente dell'ANCI, Orlando, si è pubblicamente
espresso in termini di condivisione della linea del Governo.
Ora, se l'organismo che rappresenta le autonomie, le province,
ritiene satisfattivo l'accordo e poi ci sono altri che non lo
ritengono soddisfattivo io credo che, nel massimo rispetto dovuto a
questa Assemblea e con l'ossequio dovuto, tuttavia non possiamo
tenere conto che l'ANCI ha ritenuto di condividere il percorso
intrapreso. Se i sindacati che rappresentano i lavoratori delle
autonomie locali hanno condiviso questo approccio ritenendo l'unico
accordo possibile, e poi altri non lo condividono non si può non
tenere conto che i sindacati si sono espressi in termini favorevoli
su questa posizione. E vado alla conclusione.
Nel 1937 Vittorio Emanuele Orlando, ricordo che non sfuggirà
all'onorevole Milazzo, ha scritto Il processo del Kaiser . Che
cos'era? Era un processo che gli inglesi volevano fare al Kaiser,
capo dell'Impero austro-ungarico, per avere avviato la I guerra
mondiale. La colpa era di un solo uomo che aveva avviato la guerra
mondiale. Ovviamente, quel processo finì in un nulla di fatto
perché ovviamente le colpe laddove ci sono di una decisione
collettiva sono colpe condivise, quindi, oggi mi io mi sottraggo
con grande facilità ad un processo del Kaiser anche perché non sono
il Kaiser né tanto meno si può applicare l'approccio del processo
del Kaiser.
Quindi, torniamo ad un'analisi politica, ad un approccio concreto
sui drammi di questa situazione finanziaria che dobbiamo affrontare
io credo che l'emendamento che è stato presentato e che si è detto
è stato presentato da un deputato del Movimento Cinque Stelle, non
so chi sia questo deputato che ha presentato un emendamento, a me
risulta e ne ho chiesto la distribuzione che il recepimento
dell'accordo tra Governo e Regione è stato presentato come
emendamento dai relatori, un relatore della Lega, tutte e due di
maggioranza, uno della Lega e uno del Movimento Cinque Stelle, che
d'intesa col Governo ieri pomeriggio mi ha scritto il Capo della
segreteria tecnica che era stato presentato, bollinato e approvato,
quindi ci troviamo di fronte ad una presa di posizione del Governo
che attraverso il relatore di maggioranza ha presentato il
recepimento dell'accordo, quindi, non capisco a quale l'onorevole
Milazzo emendamento ulteriore si riferisca, speriamo che sia
approvato laddove francamente come Governo non credo che se
arrivano risorse ulteriori di questa o altra matrice, siano
disdicevoli purché arrivino ma noi siamo riusciti in questo col
massimo sforzo possibile.
Conclusivamente, ringrazio il Presidente Savona, perché domani
avremo un confronto per definire la norma che consentirà in termini
automatici all'accordo di trovare piena applicazione in Sicilia
appena entrata in vigore senza necessità di un intervento,
dopodiché se va bene il criterio, e d'altronde non può che essere
prevalente quello dell'obbligazione giuridicamente vincolante,
perché le obbligazioni giuridicamente vincolanti sono un vincolo
alla decisione di assegnazione delle risorse, sono tantissimi
fabbisogni della nostra Sicilia, ma se ci sono delle obbligazioni
scaturenti da contratto, noi a quel contratto dobbiamo prestare
ossequio, perché ne avremmo delle refluenze negative sul piano
risarcitorio.
Quindi, è solo il senso di responsabilità che potrà orientare
l'utilizzo di queste risorse. Rimane, quindi, da parte nostra la
disponibilità a raccogliere tutte le critiche, tutte le opposizioni
interne, esterne, superiori o inferiori che siano, fermo restando
che, se l'accordo è migliorabile lo miglioreremo e ci batteremo per
farlo, quello che conta - e concludo con un appello - è fare massa
critica tutti i componenti dell'Assemblea, indipendentemente dal
partito politico al quale fanno riferimento, per ottenere il
massimo, il 30 settembre, quando lo Stato dovrà dare alla Sicilia
le risposte puntuali in ordine all'attuazione degli articoli 36, 37
e 38 e dovrà dare le risposte puntuali in ordine all'applicazione
della condizione di insularità, con tutto quello che vuol dire sul
piano della fiscalità di sviluppo, della continuità territoriale,
tutti impegni che lo Stato si è assunto l'onere di valutare già
nell'accordo di dicembre.
PRESIDENTE. Assessore Armao, due cose. La prima, questo
emendamento che domani vedrete con l'onorevole Savona non ci mette,
quindi, oggi in condizioni di partire con il Collegato? Giusto per
capirlo. Perché teoricamente il punto all'ordine del giorno
successivo
CRACOLICI. Presidente, lo ripete?
PRESIDENTE. Chiedevo all'assessore Armao, siccome il punto
all'ordine del giorno successivo a questo dibattito è l'inizio
dell'esame del Collegato, voglio capire se c'è questo incontro
domani mattina che serve a chiarire come potere inserire queste
cifre o meno nel Collegato, è evidente che oggi evito di iniziare
il lavoro del Collegato. Lo chiedo a lei.
ARMAO, assessore per l'economia. Presidente, non c'è nessun
problema a cominciare domani, ma tenendo presente che il Collegato
ha una sua dotazione finanziaria già disponibile, si potrebbe già
iniziare, però se lei preferisce è chiaro se si completasse stasera
non sarebbe male.
PRESIDENTE. Da quello che ho capito, però - può essere che mi
sbagli io - l'attuale dotazione del Collegato non sarebbe
sufficiente per il trasporto pubblico locale o no?
ARMAO, assessore per l'economia. Riguarda altre voci del
Collegato.
PRESIDENTE. Siccome la cosa fondante di questo Collegato è il
trasporto pubblico locale oggi ci fermiamo, aspettiamo che
domattina venga fatta questa cosa.
ARMAO, assessore per l'economia. Perfetto, massima disponibilità.
PRESIDENTE. Seconda cosa. Lei ha comunicato nel suo intervento di
replica che la Commissione paritetica ha approvato una norma di
attuazione per il riparto in tema finanziario. Le devo chiedere la
cortesia, noi non ce l'abbiamo. Siccome su questo avevamo già
chiesto al Governo che ci venisse data anche la proposta che era
stata fatta alla Commissione paritetica perché questa è la prassi
di questo rapporto tra Parlamento e Regione.
ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente sì, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Non è stato fatto. Almeno questo ce lo dovete dare
subito perché altrimenti domani, quando andate a parlare con
l'onorevole Savona se noi non sappiamo eventuali novità sui sistemi
di attuazione delle norme non sappiamo cosa fare. Possiamo
riceverla entro oggi?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io lo faccio
certamente di dare il testo che è stato esitato dalla Commissione
paritetica, ma la delibera con la quale è stato approvato lo schema
di norme è stato inviato alla Commissione Bilancio, io ho dato
sempre informazione, se è mancata ne faccio ammenda, ma che io
ricordi è stata inviata.
PRESIDENTE. Ripeto, per potere domani lavorare, siccome a questo
incontro di domani voglio essere presente anche io, perché c'è
stata troppa confusione su questo argomento e vorrei essere
personalmente, dotto di come si risolverà la questione.
Onorevoli colleghi, ci sono ancora degli ordini del giorno, non
abbiamo finito.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, può riassumere cosa vi siete detti,
perché qui non abbiamo capito nulla.
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, l'assessore Armao ha comunicato che
sono state deliberate e approvate nuove norme di attuazione sul
sistema finanziario del riparto dalla Commissione paritetica. Noi
non ce le abbiamo, per cui ho chiesto che ci venissero date perché
altrimenti non sapremmo come lavorare su questo riparto.
LUPO. Signor Presidente, io ribadisco, come prima detto
nell'intervento, che a mio avviso la norma merita un autonomo e
diverso disegno di legge che deve transitare prima dalla
Commissione Bilancio e poi, ovviamente, essere esaminato dall'Aula.
Non credo che una materia così delicata possa piombare in Aula,
così all'improvviso, calato con un emendamento approvato in Giunta,
credo lunedì, e trasmesso all'Assemblea, probabilmente molti dei
colleghi non avranno ancora preso visione dell'emendamento proposto
dal Governo, che trovo peraltro lacunoso e incomprensibile.
Credo che se fosse approvato quell'emendamento approvato in Giunta
non risolverebbe nessuna delle questioni poste qui neppure
dall'assessore Armao e che noi ovviamente non condividiamo. Vorrei
chiederle, se possibile, tre minuti di sospensione per condividere
con i colleghi un ordine del giorno per l'Aula.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Lupo, è il motivo per cui
domani mattina parteciperò io stesso a questa riunione perché
voglio capire se questo emendamento, proprio facendo riferimento al
suo intervento di prima, sul fatto che potesse essere necessario un
disegno di legge, voglio capire personalmente se c'è questa
necessità.
Le devo dire sinceramente che spero che non ci sia, perché siccome
ci sono i lavoratori che stanno aspettando questo collegato da
tantissimo tempo, sarei veramente propenso a cercare di risolverlo
domani, anche con un emendamento, prima ovviamente parlandone
eventualmente anche in una riunione con i Capigruppo. Ma se non
fosse possibile evitarlo, si dovrà fare un disegno di legge.
Spero, sinceramente, sia possibile evitarlo perché qua è un
problema che riguarda la gente fuori che aspetta e, a partire dal
trasporto pubblico locale, ma anche sulle altre materie comprese
nel collegato, che devono essere affrontate velocemente. Per cui,
spero che si possa domattina risolvere tutto e domani pomeriggio
iniziare l'esame del collegato.
Comunque, la ringrazio per la sua precisazione, in ogni caso c'è
un ordine del giorno, ne sono stati presentati altri? Attualmente
c'è un ordine del giorno che non riguarderebbe la materia di oggi,
per cui se l'Aula è d'accordo lo faccio votare, ma ci deve essere
un accordo dell'Aula. Allora, onorevole Lupo, mi sembra di capire
che l'Aula preferisce, anziché i tre minuti di pausa, tutta la
notte di pausa e l'affrontiamo domani.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, intanto, posso comunicare che
l'Aula è conclusa rispetto al dibattito che era stato previsto.
FOTI. Grazie, signor Presidente. La scorsa settimana si è svolta
la Rubrica che interessava l'assessore Armao. In particolare, lui
ha riferito in merito all'interrogazione n. 42 che, nonostante
fosse stata presentata ben un anno fa, gli uffici di fatto non gli
avevano predisposto la documentazione atta a potere rispondere in
Aula, e che avrebbe pesantemente redarguito gli uffici su questo
ritardo veramente imponente.
PRESIDENTE. Possiamo ascoltare quello che ha da dire l'onorevole
Foti o le volete dire direttamente che non ci interessa e quindi se
lo dice da sola? Onorevole Savona, con questa confusione mi
costringete a sospendere di nuovo per dare poi la parola. Colleghi,
per favore, è necessario ascoltare l'onorevole Foti, vi ringrazio.
FOTI. La ringrazio, Presidente. Però, l'assessore Armao è stato
abbastanza generoso perché ha allietato l'Aula di una buona
notizia, quella che doveva essere una buona notizia, ossia che a
seguito della legge 20/2016, quella che il legislatore ha voluto
approvare e prorogare di anno in anno, questa settimana si sarebbe
conclusa una procedura che finalmente avrebbe visto la Regione
potere riacquisire il patrimonio termale e finalmente poter
procedere all'affidamento delle terme, in particolare di Acireale,
attraverso un successivo bando pubblico.
Quindi, insomma, abbiamo tutti quanti appreso questa bella
notizia, a dire il vero eravamo sul pezzo, non ci aspettavamo uno
slancio così di positività che abbiamo accolto positivamente.
Bene, signor Presidente, purtroppo oggi l'asta si è chiusa ma la
Regione non ha partecipato.
Ora, siccome so che il Presidente Musumeci, anche ad Acireale,
nella Città di Acireale e in più luoghi, ma anche nel DEFR, anche
nel documento di propaganda turistica si è detto più volte, questo
comparto del termalismo, eccetera, desideravo, se è possibile,
sapere cosa è successo, sapere cosa si farà, sapere se qualche
testa, non in senso biblico, sta rotolando, perché ho come
l'impressione che ci sia qualcuno che a distanza ancora di quasi
dieci anni si mette di traverso su un settore strategico, signor
Presidente, fondamentale che ha visto tutta l'Aula votare più volte
affinché si arrivasse a questo risultato.
Sarebbe facile da parte mia scagliarmi sul Governo, non lo faccio
perché entrambi in questo caso vogliamo concorrere ad un risultato
che è quello di rivitalizzare un settore e dare giustizia ad un
territorio che è affamato di sviluppo e che si è piegato ad altre
logiche, fuori da qualsiasi volontà politica dicibile e almeno che
ce ne siano di indicibili vorrei delle spiegazioni.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, sull'articolo 83 può chiedere di
parlare lei, ma non possiamo riaprire il dibattito. Domani pregherò
io l'Assessore Armao, domani pomeriggio come primo intervento di
darle questa risposta.
Onorevoli colleghi, domani alle ore 15.00 vi sarà l'incontro in
Cortile Maqueda e alle ore 16.00 in Aula per la commemorazione
dell'Assessore Tusa e poi il collegato, nella speranza che
domattina si possa risolvere il problema in Commissione Bilancio.
Vorrei comunicare che se avete curiosità sono già stati montati
gli occhiali di Tusa nel Cortile Maqueda, se li voleste andare a
vedere già ora.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani mercoledì, 19
giugno 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMMEMORAZIONE DEL PROFESSOR SEBASTIANO TUSA, ASSESSORE
REGIONALE PER I BENI CULTURALI E L'IDENTITA' SICILIANA
II -COMUNICAZIONI
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale (n. 491/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-
179-267/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 19.32
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Interventi per contrastare il fenomeno del tabagismo per la
tutela della salute e dell'ambiente (n. 569).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Tamajo il 12
giugno 2019.
- Restituzione somme all'Agenzia per le erogazioni in agricoltura
(AGEA) a seguito della Decisione di esecuzione C (2018) 4032 del 29
giugno 2018 (n. 570).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura,
lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea (Bandiera) il 14 giugno
2019.
- Applicazione nella Regione siciliana delle previsioni della
legge 30 dicembre 2018, n. 145, articoli 1, commi 682, 683 e 684
(n. 571).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per il territorio e
l'ambiente (Cordaro) il 14 giugno 2019.
- Intervento finanziario urgente a favore del Comune di Nicolosi
per sostenere l'attività espropriativa sui terreni relativi alle
vie sommitali di accesso al versante
sud del vulcano Etna (n. 572).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Ciancio,
Campo, Cancelleri, Cappello, Di Caro, Di Paola, De Luca, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 14 giugno
2019.
- Norme per la città dei bambini e delle bambine (n. 573).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Gucciardi il
14 giugno 2019.
- Modifiche alla legge regionale 4 gennaio 2014, n. 1. Misure
eccezionali di contenimento della spesa relativa ai costi della
politica (n. 574).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Cancelleri,
Campo, Cappello, Ciancio, A. De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 14 giugno
2019.
- Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3 (n. 575).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 14 giugno 2019.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifiche alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15:
Disposizioni in materia di liberi Consorzi e Città metropolitane'
e s.m.i. e alla legge regionale 7 giugno 2019, n. 8: Norme per lo
sviluppo del turismo nautico. Disciplina dei marina resort. Norme
in materia di elezioni degli organi degli enti di area vasta' (n.
576).
Di iniziativa governativa.
Presentato il 14 giugno 2019.
Inviato il 17 giugno 2019.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme n materia di pubblicazione in formato aperto, di
accessibilità e di riutilizzo dei documenti e dei dati
dell'Amministrazione regionale e degli enti locali (n. 443)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 12 giugno 2019.
Parere II
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per l'istituzione dell'Azienda regionale Emergenza urgenza
della Sicilia (A.R.E.U. - Sicilia) (n. 562)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 12 giugno 2019.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
- Schema di decreto attuativo dell'articolo 2, comma 2 della legge
regionale n. 1/2019 in tema di Agevolazioni al credito in favore
delle imprese' (n. 54/II).
Reso in data 11 giugno 2019.
Inviato in data 17 giugno 2019.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Bilancio (II)' nella seduta n. 153
dell'11 giugno 2019 ha approvato la risoluzione Riprogrammazione
degli interventi a valere sulle risorse FSC 2014/2020 - Patto per
il sud della Regione siciliana' (n. 5/II) e la risoluzione Misure
per il rilancio dell'economia nel settore artigiano e cooperativo'
(n. 6/II).
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 881 - Delucidazioni sul reclutamento di personale ex ARAS.
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lupo Giuseppe
N. 882 - Chiarimenti circa l'installazione di impianti eolici nei
territori dei comuni di Gangi e Bompietro (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cracolici Antonello
N. 883 - Chiarimenti sullo sversamento di petrolio presso il
torrente Moncillè a Ragusa.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di interpellanze
N. 175 - Chiarimenti in merito alle segnalate inefficienze del
servizio mensa del P.O. 'Gravina' di Caltagirone (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 176 - Organizzazione ed efficienza del servizio di
metroferrovia della città di Messina.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele;
Dipasquale Emanuele; Lantieri Annunziata Luisa; Catanzaro Michele;
Cafeo Giovanni
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 260 - Presunti illeciti nell'appalto per la raccolta e lo
smaltimento dei rifiuti presso il Comune di Gela (CL).
Di Paola Nunzio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 12/06/19
N. 261 - Interventi a sostegno del personale volontario del Corpo
dei Vigili del Fuoco.
Sammartino Luca; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco; Cafeo
Giovanni
Presentata il 12/06/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.