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Resoconto d'Aula della Seduta n. 124 di mercoledì 19 giugno 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.04

             Commemorazione del professor Sebastiano Tusa,
    Assessore regionale per i beni culturali e l'identità siciliana

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'ordine  del  giorno  di  oggi
  prevede  la commemorazione del professore Sebastiano Tusa Assessore
  regionale per i beni culturali e dell'identità siciliana. Ringrazio
  la  signora  Valeria  di essere venuta qui ad  assistere  a  questa
  commemorazione.
   La  commemorazione avverrà attraverso un mio intervento  iniziale,
  di  tutti i Capigruppo che interverranno dopo di me e concluderà il
  Presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci.
   Quando  si  parla  di  un grande uomo c'è  sempre  il  rischio  di
  scivolare  nella  retorica, nel caso del professore  Tusa  non  c'è
  retorica che tenga, i meriti e il suo valore parlano da soli.
   Personalità   dotata  di  grandissima  ironia,   di   intelligenza
  sopraffina,di quelle che non si incontrano facilmente. So per certo
  che  non  avrebbe sicuramente apprezzato il banale coccodrillo  che
  viene normalmente preparato nelle occasioni delle commemorazioni.
   Studioso  brillantissimo, uomo di cultura, siciliano e  fieramente
  orgoglioso  di  esserlo. Ha dedicato la sua vita  intera,  anima  e
  corpo,  a questa Terra. Fino all'ultimo, non ha risparmiato  alcuno
  sforzo per restituire alle generazioni future piena coscienza dello
  splendore del nostro passato.
   Da  archeologo  appassionato ha saputo conservare gelosamente  una
  preziosa e infantile curiosità, quella che induce continuamente gli
  uomini più grandi verso nuove scoperte.
   Diceva  spesso che:  La felicità e l'orgoglio di essere depositari
  di  tanta  ricchezza  non  ci  devono fare  dimenticare  la  grande
  responsabilità  che  abbiamo nel conservare, nel  mantenere  e  nel
  mostrare adeguatamente tanta ricchezza .
   Tutte  le campagne di scavo in terra e in mare erano sempre frutto
  di  approfonditi e meticolosi studi e la geniale intuizione che  lo
  accompagnava sempre lo portò a comprendere quanto anche gli  abissi
  marini potessero essere un enorme museo e restituirci testimonianze
  sulle civiltà che solcarono le acque del Mediterraneo.
   Fu proprio uno dei primi a capirlo e farlo oggetto del suo studio.
  Ricordo  che per lui il museo non doveva essere un luogo  ingessato
  dove  mostrare le bellezze, ma doveva essere un luogo  di  incontro
  dove  si viveva; lui diceva sempre:  Il museo deve essere il  posto
  dove due amici vanno a discutere, vanno a parlare .
   E' stata proprio la differenza di Sebastiano Tusa rispetto al modo
  normale  di  concepire la cultura quella che ha  fatto  sì  che  si
  potesse  costruire,  nascere e inventare  quella  che  è  stata  la
  Sovrintendenza  del  Mare.  Era un qualcosa  che  ne  esisteva  una
  soltanto  non so in quale posto del mondo, ma soltanto una  persona
  come Sebastiano poteva immaginare di farla, di farla bene, di farla
  funzionare come è avvenuto qua in Sicilia.
    Bisogna   -  lui diceva sempre -  Offrire servizi  adeguati.  Noi
  spesso  non  capiamo che la comunicazione è una scienza  e  non  si
  improvvisa.  E'  necessario offrire servizi sempre più  importanti,
  musei sempre più accoglienti con standard europei. Al museo si deve
  andare  non solo per vedere i reperti ma per stare bene, per  stare
  bene  in  compagnia  di altri e riuscire a trascorrere  una  intera
  giornata .
   E' una sorta di testamento ideale quello che il professore Tusa ci
  ha  lasciato  e che noi abbiamo l'obbligo morale di trasformare  in
  realtà.
   I cosiddetti  giacimenti culturali  dovrebbero essere valorizzati,
  Presidente  Musumeci, anche sul piano turistico e sono  sicuro  che
  questo fa parte dell'idea e del programma di questo Governo.
   In  Sicilia, grazie alla sua instancabile opera, sono stati aperti
  21  musei marini, da Levanzo ad Ustica, da Marzamemi a Pantelleria.
  La  decisione di lasciare sott'acqua, ancorati al suolo, i  reperti
  trovati  in mare ha provocato una serie di polemiche ma  che,  alla
  fine, come spesso è avvenuto, gli hanno dato ragione.
   Anfore, vasi, tutti gli altri reperti lasciati in mare sono ancora
  lì   grazie  a  sofisticati  sistemi  di  sicurezza  che  lui  fece
  installare, un patrimonio che come soleva asserire non deve  essere
  riservato  soltanto  agli addetti ai lavori,  ma  che  deve  potere
  attrarre un pubblico più vasto.
   Tusa  è  stato, nel senso più autentico del termine, un  Assessore
  per  i  beni  culturali   tecnico  e lo ho dimostrato  nel  periodo
  troppo  breve in cui ha fatto parte della Giunta regionale: parlare
  di  Tusa  politico, lo dicevo prima, sarebbe fare un torto  a  lui,
  fare  un  torto al Tusa scienziato, a quel visionario  che  non  si
  avventurava mai in una campagna di scavi o di ricerche senza averne
  prima  meticolosamente studiato i luoghi e la storia;  il  caso  ha
  voluto  che  se  ne andasse proprio il 10 marzo, il giorno  che  la
  storia ricorda come la data della celebre battaglia delle Egadi, la
  battaglia che, tra tutte le scoperte della sua lunga carriera,  era
  quella  di  cui  andava  più  orgoglioso:  aveva  ricostruito   con
  precisione lo svolgersi di quella giornata ed il luogo preciso dove
  avvenne   lo   scontro  che,  fino  ad  allora,  era  assolutamente
  sconosciuto o quanto meno incerto.
   Aveva  già pronta la delibera per dare l'autonomia finanziaria  ai
  parchi archeologici, un provvedimento che, in sua memoria, è  stato
  poi fatto proprio dal Governo regionale che ringraziamo.
   E' stato un Assessore archeologo, è stato un riferimento culturale
  per  tutto il mondo scientifico, è stato un siciliano di cui andare
  fieri, siamo felici di averlo avuto in questo Palazzo.
   Cara  Valeria  e caro Presidente Musumeci, l'unica parola  che  mi
  viene   da  dire  rispetto  a  Tusa,  caro  Presidente,  è  che   è
  insostituibile:  la  sua sarà una scelta difficilissima  quella  di
  potere sostituire Sebastiano, la faccia con calma, nessuna premura,
  con serenità, perché è difficile sostituire Sebastiano Tusa, questo
  lo  capisco, quella poltrona vuota dove lui si sedeva sempre quando
  veniva  qua,  lui  mi  dava le spalle ma  giocavamo  spesso  con  i
  telefonini,  ci  parlavamo mentre lui era seduto e  ci  divertivamo
  anche in quell'occasione.
   Valeria,  un  grande  uomo   Noi  abbiamo  avuto  la  fortuna   di
  conoscerlo  per poco tempo, tu hai avuto la fortuna  di  conoscerlo
  per  tanto  e,  quindi,  il  tuo dolore è ovviamente  maggiore  del
  nostro, ma goditi la fortuna di averlo conosciuto

                              (Applausi)

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini,  non  è facile prendere la parola oggi  nel  commemorare
  l'assessore Tusa, perché sebbene lo conoscessi da poco tempo  posso
  sostenere  senza tema di smentita che era una persona amica;  amica
  non   perché   passassimo  del  tempo  insieme  fuori  dalla   sede
  istituzionale,  ma  amica perché l'approccio  che  Sebastiano  Tusa
  aveva  con  me,  ma  con  tutti, era un approccio  amichevole,  era
  l'approccio  di  colui  il  quale su tematiche  per  le  quali  era
  estremamente più competente di chiunque altro si poneva allo stesso
  livello.
   Riusciva   ad  avere  la  sensibilità  di  condividere   progetti,
  percorsi;  tante sono state, infatti, le idee che abbiamo condiviso
  come  Gruppo  parlamentare con l'assessore Tusa;  probabilmente,  è
  stato  l'Assessore  con  il  quale abbiamo  avuto  l'approccio  più
  prolifico. Mi ricordo l'intervento sui castelli Federiciani, che  è
  incluso in uno dei  collegati  che sono nelle Commissioni in questo
  momento.  Ricordo  l'attenzione per l'attività di  catalogazione  e
  repertoriazione dei beni culturali, la grande attenzione anche  per
  il  patrimonio  etnologico, etnostorico che si trova  nella  nostra
  Terra  e,  tra  l'altro,  mi  legava  a  lui  anche  l'appartenenza
  geografica  comune:  lui  era  originario,  per  lato  materno,  di
  Barcellona  Pozzo  di  Gotto,  il  mio  stesso  paese,   e   questa
  circostanza aveva contribuito a cementare ancora di più  il  nostro
  rapporto.
   Oggi  spendiamo, ed è giusto spenderle perché se le merita  tutte,
  bellissime  parole  per l'assessore Tusa, ma credo  che  sia  anche
  giusto cercare di trovare per l'assessore Sebastiano Tusa un  posto
  nella memoria siciliana che sia all'altezza del suo grande spessore
  umano e scientifico.
   Ho  pensato,  e credo che possa essere pertinente, un parallelismo
  tra  la  figura  dell'assessore Tusa ed una siciliana,  una  figura
  della  narrativa  della leggenda siciliana, ossia Colapesce.  Credo
  che tutti conosciamo la storia di Colapesce.
   Colapesce era un amante del mare, così come l'assessore  Tusa  era
  un amante del mare e delle ricchezze che il mare custodisce.
   Colapesce, per un anatema materno, fu trasformato metà in  uomo  e
  metà  in  pesce, cosa che  attrasse la curiosità di re Ruggero,  lo
  stesso   re  Ruggero  a  cui  dobbiamo  la  costruzione  di  questo
  meraviglioso  Palazzo. Re Ruggero lo sottopose a  delle  prove  per
  testarne  la  perizia e, durante una di queste  prove  sottomarine,
  Colapesce  individuò tre colonne che sostenevano  la  Sicilia,  una
  delle  quali  erose  da  un incendio. Per provare  questa  scoperta
  s'immerse  e rimase sott'acqua a sostenere la Sicilia al  posto  di
  quella colonna che veniva erosa da quel fuoco e si dice che, quando
  la  terra  tra  Messina e Catania trema è Colapesce che  cambia  la
  spalla con la quale sostiene la nostra terra.
   Mi piace pensare che l'assessore Tusa si trovi in questo momento a
  sostenere insieme a Colapesce la Sicilia nelle profondità marine ed
  a  sostenere noi che siamo qui nel tentativo di portare  avanti  la
  strada  che  ha tracciato l'assessore Tusa con il massimo  rispetto
  delle  Istituzioni  e  con la massima umiltà  che  lui  aveva,  che
  dobbiamo tenere sempre, senza dimenticarci mai dove siamo e qual  è
  il ruolo ed il rispetto che dobbiamo a questa Istituzione. Grazie.

                              (Applausi)

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  membri  del
  Governo,  onorevoli colleghi, familiari, saluto la signora Valeria,
  i figli.
   Oggi  per  me  è  un momento di grande commozione. Conoscevo  l'ex
  assessore  Tusa,  Sebastiano, da oltre dieci  anni  e  quando  l'ho
  conosciuto  non  avrei  mai  immaginato  di  essere  oggi   qui   a
  ritrovarmi, insieme a tutti voi, ai familiari, ai figli Vincenzo ed
  Andrea, che saluto e che abbraccio, in un momento toccante  per  la
  nostra Sicilia e per il nostro Parlamento.
   Cari  amici, non nascondo di avere preso una serie di  appunti  su
  tutte  le iniziative che nei decenni il professore Tusa ha  portato
  avanti,  ma  li  ritengo inutili o, almeno, io sono  non  adatto  a
  raccontare tutte le iniziative che lui ha portato avanti. Parla  da
  sé,  hanno  parlato, ha parlato già un collega, hanno  parlato,  ha
  parlato la sua storia prima di tutti.
   Con  lui  voglio  raccontare il rapporto che  avevo  con  lui,  un
  rapporto  d'amicizia,  un rapporto molto  forte  in  alcuni  sensi,
  scusate sono un po' emozionato, una persona di estremo garbo.
   Ricordo  le  prime volte che veniva in quest'Aula, apriva  il  suo
  computer  -  lui solitamente sedeva nella seconda fila del Governo,
  dal  lato destro - ed era attentissimo al dibattito che vi  era  in
  Aula  ed interveniva su ogni punto a richiesta. Ed allora, l'essere
  stato una persona che ha, di fatto, connotato la vita culturale  di
  questa Isola, lo possiamo dire con fermezza.
   Io sono orgoglioso di averlo conosciuto, perché più volte ho avuto
  modo di parlare con lui sul futuro dell'Isola, sul sistema dei beni
  culturali  ma, non soltanto su quelli, su come interagissero  sulla
  vita quotidiana di ogni siciliano. L'importanza della Sicilia in un
  sistema  culturale. L'importanza di avere voluto e creato nel  2004
  la  Sovrintendenza del mare e tutti sapevamo, e sappiamo, che è  la
  prima creata dopo, e l'unica, quella greca.
   E  ricordare  una  persona come Sebastiano Tusa  è  difficile.  E'
  difficile perché nel momento in cui viene commemorata, ci  rendiamo
  conto che non c'è più.
   Ma deve continuare ad essere qui accanto a noi. Deve continuare  a
  potere  parlare  con  noi, interagire con noi attraverso  tutte  le
  iniziative  che hanno contraddistinto la sua azione  culturale.  Io
  ritengo  che  si  parlerà  di lui per i prossimi  decenni,  se  non
  addirittura secoli.
   Questa è una cosa di cui andare fieri. Ritengo che avere avuto  la
  possibilità di annoverare tra la Giunta di Governo Sebastiano Tusa,
  è  una cosa che può riempire di orgoglio, chi è stato suo collega e
  chi,  come  il Presidente Musumeci, l'ha scelto tra le persone  più
  adatte a ricoprire il ruolo di assessore per i beni culturali.
   Signor  Presidente, lei ha ragione, sarà difficile sostituire  una
  persona con questo garbo istituzionale, con questa eleganza,  quasi
  innaturale,  che  aveva  nel modo di rapportarsi.  E  questo  è  il
  rispetto   delle   istituzioni.  Lui  era  rispettoso   di   questo
  Parlamento, era rispettoso delle commissioni parlamentari. Ricordo,
  più  volte,  ho  partecipato  ad alcuni  lavori  della  commissione
  cultura ed era sempre presente, puntuale ed interagiva con tutti  i
  commissari.
   Ed  allora, quando perdi qualcuno di caro, è difficile trovare  un
  sistema,  il  miglior  modo  per  ricordarlo,  noi  cercheremo   di
  ricordarlo cercando di portare avanti, dentro i nostri cuori, tutte
  le  iniziative  che, in questi anni, hanno contraddistinto  la  sua
  azione culturale ed umana.

                              (Applausi)

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  cittadini,  volevo  ringraziarvi  per  l'opportunità  che  oggi  il
  Parlamento  e  la  famiglia, i familiari  dell'assessore  Tusa,  ci
  offrono per potere commemorare una persona della quale posso  dire,
  come  ha  detto  lei, signor Presidente, qui non c'è  retorica  che
  tenga, di avere avuto la fortuna di conoscere.
   Una  persona disponibile, una persona mai di parte, un archeologo,
  un sognatore, un accademico, un siciliano, signor Presidente.
   Uno  dei  figli  migliori di questa terra. E credo  che  ci  lasci
  un'eredità  pesantissima, colui che, poi,  il  Presidente  Musumeci
  chiamerà in sua vece, riceverà un'eredità veramente pesante, perché
  anch'io  mi associo alle parole del Presidente Micciché, è  davvero
  una persona insostituibile.

                              (Applausi)

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Governo, familiari, cara Valeria, gentili ospiti e cari colleghi. A
  me  questo compito, che non è certo il compito che avrei mai voluto
  interpretare e svolgere e che cercherò di fare. Per questo mi  sono
  scritta  qualche appunto perché sento di dover fare con  sentimento
  profondo,  come ciascuno di voi ha fatto già, sentire la  voce  mia
  personale e quella dell'UDC.
   E  così  mi  rivolgo  direttamente a lui: Caro Sebastiano,  voglio
  accompagnarti in questo viaggio verso l'eterno con parole di  gioia
  e  di  gratitudine  per  la  generosa e  feconda  eredità  che  hai
  disseminato  nel  percorso straordinario della tua,  seppur  breve,
  esistenza.
   A  me  il compito ingrato di questo saluto che sono certa  di  non
  poter  saper  svolgere in modo adeguato a nome di tutti  gli  amici
  dell'UDC, oltre che del gruppo parlamentare e degli assessori  tuoi
  colleghi.
   Mi  è difficile - lo riconosce senza vergogna alcuna - trovare  le
  parole  giuste e le frasi che esprimono il groviglio di  sentimenti
  che  attraversa  ciascuno di noi dal momento  in  cui  siamo  stati
  raggiunti  dal  dolore  della  tua perdita.  Ci  siamo  chiusi  nel
  silenzio della nostra anima per dare voce ai nostri sentimenti.
   Tra  noi  neppure  un  commento come accade  quando  il  dolore  è
  sincero, sentito e lacerante.
   E  nel  rispetto di questi sentimenti che ci pervadono non  potevo
  oggi  pronunciare  parole di circostanza, obbedire  al  rito  della
  commemorazione ed al saluto istituzionale.
   C'è  un   per sempre , caro Sebastiano, che lega la vita  di  ogni
  essere  umano  alla morte ma c'è un  per sempre  che  resiste  alla
  morte,  al tempo, alla storia. La tua vita, il tuo ingegno, la  tua
  capacità  visionaria  di studioso intuitivo  e  appassionato  hanno
  restituito  ciò che il tempo, la storia e la morte avevano  portato
  via  e  sottratto  alla  vita  ed al futuro.  Le  tue  scoperte,  i
  ritrovamenti   delle   campagne  di  scavi  e  delle   esplorazioni
  sottomarine   costituiscono  un  patrimonio,   una   ricchezza   di
  inestimabile valore che, grazie a te, resterà per sempre e riuscirà
  ad  essere  il  motore  di uno sviluppo nel  quale  hai  fortemente
  creduto e, direi anche, quasi ostinatamente creduto e per il  quale
  hai   lavorato  con  impegno,  amore  e  dedizione  assoluti  anche
  attraverso questa breve ma intensa esperienza di governo.
   Con  gioia e gratitudine per la testimonianza che lasci a ciascuno
  di  noi voglio ricordare di te il tratto gentile, la garbatezza, la
  cordialità,  la  capacità di ascolto ma anche l'immediatezza  e  la
  velocità  impresse alla macchina burocratica, la  semplicità  e  la
  modestia  insieme  alla  determinazione ed  all'autorevolezza  che,
  senza ostentazione, promanavano dalla tua indiscussa competenza.
   Voglio  ricordare di te l'inusitata pazienza, l'entusiasmo con  il
  quale  ascoltavi  ognuno di noi, ogni proposta e  la  straordinaria
  ironia e leggerezza che sono solo degli intelletti più geniali.
   Voglio ancora con gioia dirti grazie da Siciliana perché sei stato
  ambasciatore  orgoglioso e fiero di questa  Terra  che  hai  amato,
  esplorato, studiato e fatto conoscere per le sue grandi bellezze  e
  le sue straordinarie e millenarie ricchezze.
   Ti  ringrazio per la straordinaria eleganza e mitezza del tuo fare
  e  del tuo dire che lasciano una testimonianza etica ed una lezione
  pedagogica  che  la  politica non conosce quasi più,  impegnata  ad
  urlare,  ad  agire contro, a promuovere lo scontro,  a  trovare  un
  nemico  a  tutti i costi per dare sfogo all'insofferenza  piuttosto
  che ricercare, con pazienza, soluzioni e risposte.
   Sei  stato una perla rara e preziosa nel contesto di uno scenario,
  nel  quale,  troppo spesso, la politica si misura con il  bilancino
  delle   appartenenze  del  potere.  Chi  dovrà  sostituirti,   caro
  Sebastiano, non potrà eguagliarti. Potrà - e lo spero con tutto  il
  cuore  -  confrontarsi con la generosa eredità che hai  lasciato  e
  continuare nel solco che in così poco tempo hai tracciato in questa
  esperienza  di  Governo, fatta di buone pratiche e di straordinaria
  serietà e impegno.
   Per questo resterai nella memoria, nella coscienza e nel cuore dei
  tuoi cari e di quanti abbiamo avuto il privilegio di conoscerti, di
  stimarti  e  di  amarti, per il tempo che a ciascuno  di  noi  sarà
  concesso di vivere; mentre tu resterai per sempre, oltre il  tempo,
  la storia e la morte, come soli a pochi grandi uomini accade.
   Infine,   desidero  ringraziare  l'ideatore  della  scultura   che
  riproduce i tuoi buffi occhiali ed anche il Presidente Micciché per
  averne permesso l'attuale installazione nel Cortile Maqueda,  nella
  certezza  che,  l'uno e l'altro, sono stati inconsapevoli  artefici
  della   tua  volontà:  di  continuare  ad  indicare  alla  politica
  l'esigenza  di  guardare oltre e di sapere trasformare  l'esistente
  attraverso  l'ingegno,  la creatività, la  cultura  e  la  capacità
  visionaria.  Quella del tuo sguardo nel quale abbiamo imparato  con
  gioia a specchiarci e a sentirci anche ricambiati.
   Ciao,  caro Sebastiano. Anche in questa occasione, della tua breve
  vita,  hai guardato alla vita: il mondo ed ogni cosa che ti  separa
  da noi con la profondità del tuo sguardo immaginifico. Grazie.

                              (applausi)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  signor  Presidente  della   Regione,
  Assessori,  onorevoli colleghi, indubbiamente la commemorazione  di
  questa  sera  è  per noi motivo di grande commozione.  A  nome  del
  Gruppo  del  Partito Democratico ci uniamo innanzitutto  al  dolore
  della  famiglia, della moglie, dei familiari, degli amici tutti.  E
  penso che tutti eravamo amici di Sebastiano Tusa. Sicuramente sì.
   Ho  conosciuto Sebastiano Tusa come archeologo, come dirigente dei
  beni  culturali.  Ma  sicuramente  come  archeologo,  come  persona
  estremamente  gradevole, come dirigente dei beni  culturali,  molti
  tra  di voi lo avranno conosciuto meglio di me. Sebastiano Tusa  ha
  dato molto al mondo della cultura, al mondo della politica, ha dato
  molto alla Sicilia.
   Io  qui vorrei ricordarlo come Assessore. E vorrei ricordarlo come
  Assessore  perché, forse, da questo punto di vista, l'ho conosciuto
  meglio  di  molti  di  voi  qui presenti, nella  qualità  che  oggi
  rappresento. Sono capogruppo del Partito Democratico e, quindi,  di
  un partito di opposizione al Governo Musumeci. E proprio per questo
  ho  avuto  modo di apprezzare più a fondo le qualità di Sebastiano.
  Perché  spesso la politica divide, ma, devo dire, che era veramente
  difficile  confliggere  con  Sebastiano  perché  ci  si  incontrava
  sempre,  grazie  alla sua intelligenza, perché Sebastiano  era  una
  persona  capace  di  ascoltare,  mite  ma  anche  capace  di  farsi
  ascoltare.  Perché  quando  si  parlava  con  Sebastiano  Tusa  era
  immediata  la  percezione di dialogare con una persona estremamente
  intelligente, lucida, capace. E quando è così bisogna,  ovviamente,
  porsi subito l'interrogativo, anche rispetto alle proprie idee.  Ed
  era  facile trovare una via mediana per potere raggiungere un punto
  di  condivisione, anche rispetto a problemi concreti,  ai  problemi
  che  riguardano la vita politica, parlamentare, disegni  di  legge,
  emendamenti,  gli atti ispettivi, il lavoro che si  realizza  nelle
  Commissioni parlamentari, il lavoro che si realizza in Aula.
   Quindi,  io voglio ricordarlo ed esprimere un grande apprezzamento
  nei  confronti  di  Sebastiano Tusa proprio  per  come  ha  portato
  avanti,  in  questi mesi, il suo lavoro di Assessore,  con  il  suo
  stile, con il suo garbo, con la sua competenza.
   Io penso che anche da politico, voglio usare questa espressione, e
  da  Assessore ci ha lasciato un grande insegnamento su come si  può
  assolvere  con  onore  e  competenza ad una  funzione  pubblica  di
  rappresentanza,  in questo caso di Assessore per i beni  culturali,
  in  maniera egregia, al servizio degli altri, al servizio della sua
  Regione,   innanzitutto   in  questo  caso.   Quindi,   una   breve
  testimonianza che voglio offrire anche su qualcosa di concreto.
   Sebastiano era sempre pronto ad ascoltare, al dialogo. Si vedeva e
  si  percepiva  che,  mentre  ti  ascoltava,  rifletteva,  aveva  la
  capacità di intervenire con garbo.
   Lo  ricordiamo  seduto a quel banco, al banco degli Assessori,  in
  quel   posto.  Lo  ricordiamo  seguire  con  attenzione  i   lavori
  parlamentari, pronto a rispondere se c'era da dare un parere su  un
  emendamento, pronto ad offrire una risposta rispetto ai nostri atti
  ispettivi.
   Proprio la settimana prima della sua scomparsa era venuto in  Aula
  per  rispondere  ad interrogazioni e interpellanze -  alcune  erano
  nostre  -  e  lo  ha  fatto  in maniera  precisa,  puntuale,  senza
  approssimazioni, cogliendo il punto di vista dell'altro.
   Di  solito,  quando  ci sono atti ispettivi, come  sapete,  ci  si
  dichiara  soddisfatti o non soddisfatti. Era difficile  dichiararsi
  non soddisfatti rispetto alle risposte che Sebastiano offriva anche
  alle    interpellanze   ed   alle   interrogazioni    parlamentari,
  caratterizzate,  di solito, anche da una polemica politica,  che  è
  nelle cose, ma sempre cercando, appunto, di trovare le risposte  di
  cui innanzitutto la Sicilia ha bisogno.
   Ebbi  modo di parlare con lui, poco prima della sua scomparsa,  di
  un  paio di temi importanti. Lui contribuì a trovare soluzioni, per
  esempio,   rispetto  alle  problematiche  di  alcune   associazioni
  culturali.  Affronteremo  qui in Aula nei  prossimi  giorni  alcuni
  emendamenti  che ebbero anche il suo parere positivo, che  nacquero
  da   alcune  osservazioni  anche  svolte  dall'assessore  Tusa   in
  Commissione    Cultura   su  come  potere  andare   incontro   alle
  problematiche espresse dalle associazioni culturali che animano  la
  vita culturale della nostra Regione.
   Ricordo  che affrontammo anche il tema della riorganizzazione  del
  Centro del catalogo e del restauro. L'assessore Tusa aveva una  sua
  idea  su come riorganizzare il Centro del catalogo e il centro  del
  restauro.  Io  ero  contrario  alla  soppressione  del  Centro  del
  catalogo  e  del  restauro,  così  come  i  colleghi  del   Partito
  Democratico.  I due centri non furono soppressi e c'era  l'idea  di
  affrontare questa riforma che potesse salvaguardare l'esperienza  e
  il  patrimonio  rappresentato da due centri, certamente,  però  per
  provare a fare qualcosa che fosse più adeguata ai tempi, ai bisogni
  veri della nostra Regione.
   Un uomo disposto, quindi, ad ascoltare, capace di farsi ascoltare,
  sempre  pronto ad offrire una parola concreta che fosse  di  aiuto,
  che  fosse  davvero  un gesto di servizio alla  Regione  che  tanto
  amava: la Sicilia.
   Con  il  suo  stile che ricorderemo sempre con grande ammirazione,
  con  commozione  e  che  io penso rappresenta  anche  qualcosa  che
  Sebastiano  ha regalato a tutti noi e che sicuramente  ha  lasciato
  un'impronta in ognuno di noi.
   Concludo,  ripetendo che io credo che Sebastiano Tusa  abbia  dato
  molto al mondo della cultura, al mondo della politica, alla Sicilia
  e  aggiungo che il frutto del suo lavoro, il frutto del suo  lavoro
  di  archeologo, di dirigente dei beni culturali, il frutto del  suo
  lavoro  di  Assessore  rimarrà nei secoli  un  grande  regalo  alla
  Sicilia ed a tutta l'umanità.

                              (Applausi)

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  desidero
  anch'io esprimere un mio sentimento di cordoglio ai familiari e nei
  confronti dell'assessore Tusa.
   Ho  avuto modo di conoscerlo da pochi mesi, qualche giorno dopo il
  mio insediamento avvenuto a novembre dello scorso anno. Una persona
  estremamente  mite, ma quello che maggiormente  mi  ha  sorpreso  è
  stato  il  suo  garbo,  il suo non ostentare mai  una  preparazione
  infinita  anche  quando  l'interlocutore  che  trovava  di  fronte,
  probabilmente, era di gran lunga distante da quella che era la  sua
  preparazione.
   Oggi,  per  tutti noi è veramente difficile riuscire a trovare  le
  parole giuste, le frasi giuste che possono realmente rendere  onore
  e merito a quello che è stato il suo grande valore.
   Lascia  una  testimonianza  concreta e tangibile  del  suo  grande
  impegno, della sua grande passione nei confronti della nostra Terra
  che  ha amato per la passione con cui svolgeva  quotidianamente  il
  suo  ruolo  anche  di Assessore e mostrava da  una  serie  di  atti
  concreti  che  oggi  ognuno  di noi  può  testimoniare  di  cui  le
  generazioni  future,  sicuramente potranno  godere.  Ma  credo  che
  l'insegnamento  più grande che l'assessore Tusa lascia  all'interno
  di quest'Aula, all'interno dell'Assemblea, alla nostra Sicilia è un
  insegnamento fatto di valori, quei valori che spesso in politica si
  perdono,  quei valori che spesso nella vita, presi dal  quotidiano,
  ognuno  di  noi dimentica; valori rappresentati dall'umiltà,  dalla
  disponibilità, dall'essere sempre attenti e presenti a  quelle  che
  erano  le  esigenze  del nostro territorio. Questo  credo  che  sia
  l'insegnamento più grande che ci lascia.
   Ho  letto con attenzione la frase riportata giù. L'assessore  Tusa
  non  voleva  essere ricordato nei libri di storia,  credo  che  sia
  riuscito  in  un  duplice  obiettivo, non  solo  quello  di  essere
  ricordato  nei  libri di storia, perché sicuramente la  sua  azione
  quotidiana lo farà ricordare nel tempo, ma credo che sia riuscito a
  lasciare nel cuore di ognuno di noi che abbiamo avuto la fortuna  e
  l'onore  di conoscerlo, nel cuore di tutti i siciliani,  un  grande
  ricordo per questo suo impegno quotidiano e costante nel rilanciare
  la nostra bellissima Terra.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. E' Previsto l'ultimo intervento di due Capigruppo, poi
  hanno  chiesto  di  parlare  i  due Vicepresidenti  dell'Assemblea;
  subito  dopo  l'intervento  dell'onorevole  Milazzo,  interverranno
  l'onorevole Di Mauro e l'onorevole Cancelleri, che chiuderanno  gli
  interventi  prima  del Governo. Ha facoltà di  parlare  l'onorevole
  Milazzo.

   MILAZZO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della  Regione  e famiglia dell'amico  Sebastiano,  non
  parlerò delle grandi cose che Sebastiano ha fatto; ne hanno parlato
  tutti e ne continueranno a parlare tutti.
   Vorrei, intanto, ringraziare il Presidente dell'Assemblea che si è
  impegnato   al   massimo  per  esaltare  e   per   evidenziare   le
  caratteristiche di Sebastiano, ma ringraziare anche  il  Presidente
  della  Regione. Lo ringrazio personalmente perché se non lo  avesse
  nominato  Assessore non avrei potuto raccontare ai  miei  figli  di
  avere  avuto  l'onore  di  stare in quest'Aula  e  di  avere  avuto
  Sebastiano  Tusa  come  Assessore per  i  beni  culturali.  Quindi,
  ringrazio  il  Presidente della Regione che, quando  il  professore
  Sgarbi  lasciò  il  posto di Assessore per i beni  culturali,  ebbe
  l'intuito   di   dare   una  continuità  di  elevato   spessore   a
  quell'Assessorato.
   Vorrei ricordare alcune cose piccole, di cui lui era appassionato,
  che  facevano grande l'uomo, perché a volte un uomo grande è grande
  proprio  quando  si occupa di piccole cose; e lo  ricordo,  proprio
  perché  il mio primo intervento durante una finanziaria mi  occupai
  di  una categoria, e quando avevo finito l'intervento lui mi fermò,
  e fu il primo scambio di opinioni, e mi ha detto:  Condivido perché
  sono  testimone, sai come si impegnano, io li seguo , ed era  molto
  attento.
   Ma  ricordo  anche  come  era appassionato.  Voleva  realizzare  e
  realizzò il percorso, l'itinerario di Santa Rosalia. Ed ancora,  fu
  appassionato  e interessato a quella che poi, grazie  alla  moglie,
  diventò, nella scorsa stagione, a Palermo un evento importante:  la
  casa delle farfalle , e fui felice quando ho visto la coda in Corso
  Vittorio  Emanuele delle persone che è rarissimo vedere  in  alcuni
  musei  una grande partecipazione, e quello fu un exploit. E  questa
  fu  un'altra cose che insieme, certamente, alla moglie  che  dirige
  quella  struttura, Sebastiano fu appassionato. Ma anche la presenza
  insieme  al  professore  Sgarbi a Villa  Napoli,  in  un  quartiere
  periferico  di Palermo, alla IV Circoscrizione. Un uomo grande  che
  era  appassionato delle piccole cose e faceva sì che quelle piccole
  cose diventassero proprio grandi.
   Un  giorno mi chiamò e mi disse:  Ma sabato te lo prendi il  caffè
  con  me  nel  mio  ufficio a villa Whitaker? . Io ci  andai  -  non
  l'avevo  mai  vista - entrai nel suo studio e vidi  tanta  cultura,
  tanta  conoscenza, tanto impegno, e oggi lo registro e lo  racconto
  come  una  fortuna. Sono stato veramente fortunato,  ed  io  -  che
  ringrazio  la  famiglia,  ringrazio  il  Presidente  dell'Assemblea
  regionale, ringrazio il Presidente della Regione e ringrazio il mio
  Gruppo  che  mi dà la possibilità di ricordarlo - penso che  questa
  Regione, questa Assemblea di cui lui aveva grande rispetto, a volte
  gli  Assessori,  che sono presi da tantissime cose,  da  tantissimi
  impegni anche quando c'è la finanziaria, mi dicono:  Giuseppe,  che
  fa, posso scappare? È finita la mia rubrica. , lui a volte rimaneva
  nonostante  la  sua parte di competenza fosse finita,  rimaneva  la
  perché era interessato, non era un politico però era interessato  a
  capire perché era sempre disponibile e voleva essere sempre pronto.
   Ed io concludo questo intervento dicendo: Sebastiano tu eri sempre
  pronto,  perché avevi una grande qualità, un grande  uomo  che  era
  umile,  che  era  disponibile all'ascolto e che era  disponibile  a
  confrontarsi  a prescindere, anche quando noi, perché  la  politica
  tende  sempre  a  forzare,  forzare  perché  dovevamo  ottenere  il
  risultato, lui cercava con la sua grande capacità di mediazione  di
  portare, come dire, la soluzione al più equilibrio possibile, ad un
  equilibrio maggiore possibile cercando di non dire no, ma  fare  la
  cosa che era giusto fare.
   Ecco,  io  dico che noi abbiamo avuto una grande fortuna ad  avere
  avuto  un  Assessore importante, un grande uomo che oggi  merita  a
  pieno  titolo  di  essere ricordato dal Governo,  dall'Assemblea  e
  dalla comunità siciliana tutta. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri.  Ne  ha
  facoltà.

   CANCELLERI.  Signor Presidente, grazie per l'opportunità  di  aver
  fatto  intervenire anche i due Vicepresidenti, perché mi  permette,
  col  cuore oltre che con le parole, di essere qui in questo  giorno
  importante.
   Io,  al di là di questa esperienza di Governo, non conoscevo prima
  il  dottore Tusa, però posso dire che quando lui diventò Assessore,
  nei  primi  quindici giorni - era proprio attività d'Aula  in  quel
  periodo - diventarono leggi di questa Regione delle cose importanti
  che,  probabilmente, nei dieci anni precedenti, sui beni culturali,
  non  si  erano  mai  riuscite a fare. Delle cose  che  davvero,  in
  qualche modo, avevano cambiato. Ed io portai delle idee, delle idee
  che   nascevano   da  necessità,  dall'andare   a   visitare   siti
  archeologici  ad  agosto e trovarli pieni d'erba. Quindi,  il  buon
  senso e la voglia di vedere questa Terra rinascere, portati in dote
  ad una persona che, finalmente, sapeva ascoltare quelle parole, che
  sapeva  andare oltre la lamentela che non voleva essere solo  tale,
  ma  riuscire a cogliere anche quella che era la soluzione. E mi  ha
  dato  la possibilità di potere scrivere alcuni emendamenti a quella
  legge che stavamo approvando a quattro mani, per riuscire a mettere
  in piedi quelle che oggi sono leggi di questa Regione.
   Non voglio passare in rassegna quello che poi ha significato anche
  per  l'attività del suo Assessorato, perché i colleghi - devo  dire
  tutti  -  hanno  passato in rassegna i grandi risultati,  anche  le
  grandi doti umane, perché poi la politica non è semplicemente fatta
  di competenze, è fatta anche di capacità e soprattutto di cuore.  E
  questo  era  quello che secondo me, poi, alla fine, ha  in  qualche
  modo  imbalsamato - passatemi il termine in maniera bonaria - tanto
  la maggioranza, ma soprattutto l'opposizione.
   Era  un  Assessore  che  era  inattaccabile,  ma  non  perché  non
  commettesse errori - per carità, li commettiamo tutti -  ma  perché
  aveva quella grande capacità di riuscire a dribblare la polemica, a
  non abbassarsi mai a quella che è la politica veramente della bassa
  polemica,  perché  riusciva sempre, invece, ad  innalzarsi  fino  a
  toccare  la  soluzione  del  problema. E questo  metteva  d'accordo
  tutti. Questo mette d'accordo tutti.
   Per  cui, in questi anni di esperienza che il popolo siciliano  mi
  ha  regalato  e che sto vivendo all'interno di questa  Istituzione,
  credo  che fra i momenti più importanti sicuramente potrò ricordare
  nella mia vita quello di avere conosciuto l'assessore Tusa. Grazie.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Grazie,  signor Presidente. Grazie  anche  a  tutti  i
  presenti  in  Aula, al Governo, ai parlamentari, ai  familiari  che
  sono  qui  oggi insieme a noi a ricordare la memoria del professore
  Tusa.
   Il  Presidente Miccichè nel suo intervento introduttivo  ha  avuto
  modo   di  ricordare  l'attività  del  professore  Tusa,   i   suoi
  interventi,  le  cose  che ha fatto, che sono  innumerevoli  e  che
  testimoniano la capacità non solo culturale di questa  persona,  ma
  anche  la capacità di lavoro, che non è sempre riscontrabile,  devo
  dire, in genere nei dirigente.
   Il professore Tusa accomunava non solo l'interesse per la cultura,
  l'interesse per il sistema dei beni culturali, la capacità di stare
  sul  pezzo,  di impegnarsi, di trovare le risorse. E le risorse  le
  trovava  non  solo  all'interno nel sistema  regionale,  ma  spesso
  ricorreva  anche  ad  opportunità che grazie alla  sua  personalità
  riusciva a mettere in campo.
   E  io credo che il Governo che sin dall'inizio ha puntato sui beni
  culturali, volendo fare una scelta di alto profilo, convinto  com'è
  il  Presidente Musumeci che il sistema dei beni culturali non  solo
  possa  costituire  un valore aggiunto del suo Governo,  ma  portare
  anche  opportunità di lavoro, di crescita per questo territorio  ha
  innanzitutto  indicato a suo tempo il professore  Sgarbi  -  che  è
  stato,  per  la verità, poco, poi ha voluto di suo pugno  fare  una
  scelta che andava sempre nella stessa direzione. Cioè una direzione
  squisitamente tecnica, ma nello stesso tempo capace,  nello  stesso
  tempo  in  grado di mettere a frutto un'esperienza, mi permetto  di
  dire,  superiore nel contesto siciliano a quella di Sgarbi, se  non
  altro per la sua presenza regionale, perché riuscire a barcamenarsi
  nel sistema regionale, per chi è estraneo, non è cosa facile.
   E questo lo dico perché non c'è ombra di dubbio che consta, spesso
  a  me  personalmente,  di vedere qui in questo Parlamento  parecchi
  tecnici,  ma  anche parlamentari che una volta diventati  Assessori
  hanno  difficoltà a muoversi, a relazionarsi e hanno  una  fase  di
  apprendistato che il professore Tusa certamente non ha avuto.
   E  a  me piace oggi sottolineare, oltre la sua capacità di lavoro,
  ripeto, culturale, anche la sua straordinaria attività che ha messo
  in  campo  in  questo  Parlamento e soprattutto  nelle  Commissioni
  parlamentari, mostrando come un tecnico possa essere  nel  contempo
  anche  bravo e capace a relazionarsi politicamente e a  tradurre  i
  suoi progetti, i suoi pensieri in un'attività anche legislativa.  E
  questo  Parlamento ne è testimone, né è testimone certamente  la  V
  Commissione, che lo ha visto all'opera, la Commissione   Bilancio ,
  ma soprattutto ciascuno di noi parlamentari che in ogni occasione e
  credo   anche  nell'attività  all'interno  del  Governo,  in   ogni
  occasione  ha saputo mostrare capacità di intendere gli  argomenti,
  approfondirli,  metterli  in  atto e  soprattutto  farlo  diventare
  provvedimento legislativo. Qualcuno di questi ha visto la luce alla
  fine, purtroppo, della sua vita allorquando, ricordo benissimo,  io
  presiedevo l'Aula il Presidente della Commissione V dice:  Dobbiamo
  immediatamente procedere all'esame di questo disegno  di  legge  se
  non  altro  per  ricordare il lavoro svolto dal professore  Tusa  e
  lasciarlo   traccia  indelebile  nel  Parlamento  di  un'iniziativa
  legislativa   che  è stata portata avanti con la  complicità,  come
  altri colleghi hanno manifestato, di tutto il Parlamento.
   E'  queste  sono le cose che a me sembra giusto ricordare,  questa
  sua  attitudine all'attività politica  che è stata penso anche  per
  lui una scoperta alla fine della sua carriera.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare il Presidente  della  Regione,
  onorevole Musumeci.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  cari  familiari, gentile pubblico,  la  recente  tragica
  scomparsa  del  professore  Sebastiano Tusa,  Assessore  di  questo
  Governo per i beni culturali e l'identità siciliana ha scritto  col
  sangue un'altra dolorosa pagina della storia di questa Regione.
   La  sua  breve  presenza nel Governo da tecnico  innamorato  della
  politica  ha  lasciato  un segno profondo in termini  di  fatturato
  amministrativo,  in  termini di eleganza, in  termini  di  capacità
  propositiva.
   Sebastiano  Tusa  era nato a Palermo nel 1952, la sua  professione
  era  già  decisa, era già scritta, era un archeologo  predestinato.
  Figlio di un famoso archeologo e di una donna di grande sensibilità
  intellettuale,  si  era  laureato  in  lettere  classiche  e  aveva
  cominciato  con  la sua incondizionata sensibilità intellettuale  a
  fare  il  giro  del mondo per conoscere, per saziare la  voglia  di
  sapere.
   Era  stato  in  Iran,  in Iraq, nel Pakistan. Aveva  iniziato  una
  esperienza  di  docente universitario a Napoli, in paleontologia  e
  poi  aveva rinunciato a fare il docente universitario a Palermo per
  dedicarsi  all'attività  che  più  lo  appassionava:  quella  della
  archeologia marina, lui che proveniva da una famiglia di  gente  di
  montagna, come i  Tusa  o gente di campagna.
   Conosceva il Mediterraneo come pochi altri, lo conosceva nella sua
  plurimillenaria  vicenda umana, lo aveva studiato  come  teatro  di
  guerra  e come strumento di convivenza e di confronto fra i popoli,
  fra le religioni, fra le civiltà diverse.
   Aveva  dato  alle  stampe  70  libri divulgativi  e  centinaia  di
  pubblicazioni scientifiche, conosceva e parlava 6 lingue  straniere
  che  gli  consentivano  di potere essere abile  relatore  in  molti
  convegni  internazionali, dove interveniva con assoluta  padronanza
  di  linguaggio e di conoscenza della materia, non bastava conoscere
  il  mare  e  quello  che  il mare aveva custodito  gelosamente  per
  secoli, per millenni, senza valorizzarne i tesori. Era convinto che
  l'Europa  avesse bisogno di una nuova soprintendenza del mare  dopo
  quella  aperta in Grecia, istituita in Grecia, e diede alla Sicilia
  questa  felice intuizione tanto che nel 2004 quel Governo regionale
  volle  istituire  la  prima soprintendenza del mare  d'Europa  dopo
  appunto  quella  ellenica, per tutelare, gestire e  valorizzare  la
  cultura del mare.
   I  tesori  nascosti per Sabastiano Tusa non andavano solo studiati
  attraverso  i  libri, andavano scrutati, andavano  toccati,  alcuni
  andavano recuperati e si immergeva assieme agli altri negli  abissi
  del  mare,  per provare questa straordinaria emozione  che  era  al
  tempo stesso un grande servizio reso alla cultura universale.
   L'11 aprile del 2018 ha giurato da assessore del mio Governo,  del
  Governo che ho l'onore di presiedere. Lo avevo contattato in verità
  perché  credevo  potesse  essere un ottimo direttore  generale  del
  dipartimento  Beni  Culturali, sapendolo schivo, sapendolo  lontano
  dai  riflettori e assolutamente estraneo alla polemica spesso aspra
  che  anima e alimenta il dibattito ed il confronto politico, e  con
  mia  grande sorpresa Sebastiano mi disse non so se potrò realizzare
  tutto  quello  che spero e penso di potere realizzare da  direttore
  generale, certo da assessore sarebbe diverso, bastò questa  battuta
  sorprendente  perché  io, essendo lasciato assolutamente  libero  e
  nella  mia  autonomia  di  designare e di scegliere  il  successore
  dell'altrettanto valido professore Sgarbi, che nel frattempo si era
  dovuto dimettere per giurare da deputato a Montecitorio, nominai il
  professore  Tusa  assessore  con  preposizione  specifica  ai  Beni
  Culturali e all'identità siciliana.
   Era  un  tecnico  politico per eccellenza, carico  di  entusiasmo,
  l'entusiasmo  di  un  ragazzo,  l'entusiasmo  di  chi  sa  che  può
  progettare  a  media e a lunga scadenza, e come hanno confermato  i
  colleghi  che  sono intervenuti in quest'Aula prima di  me,  sapeva
  ascoltare  con grande attenzione raccogliendo quanto poteva  essere
  raccolto  per  coniugarlo  alle  linee  del  Governo,  mi   parlava
  puntualmente  dei  suoi  incontri  e  dei  suoi  confronti  con  la
  Commissione,  con  i  parlamentari,  con  i  sindaci,  ci  vedevamo
  puntualmente  due  volte la settimana la sera  tardi  dopo  le  20,
  quando si poteva agire senza la spinta emotiva del telefono o della
  segreteria  che  incalza  per  gli appuntamenti  in  agenda:  Aveva
  fissato  alcuni obiettivi è stato detto, i parchi,  è  stato  detto
  soprattutto  dal  Presidente dell'Assemblea, i parchi  archeologici
  rimasti non costituiti, una speranza dal 2000, almeno 17 su 20,  ed
  aveva  immaginato un nuovo sistema museale, anche  questo  è  stato
  ricordato,  un museo vivo, un museo dinamico, museo in cui  si  può
  consumare un pasto breve, un museo in cui si può andare a  prendere
  un  caffè, un museo sposato alla moderna tecnologia per rendere più
  attrattivo lo spazio museale, per dare un'anima alla staticità  del
  materiale  esposto.  Un museo  diceva  deve essere parte integrante
  della città. Non può essere il luogo in cui mummificare quello  che
  appartiene al passato .
   E' vero, conosceva il Mediterraneo e del Mediterraneo conosceva la
  più  importante  fra  le battaglie, la battaglia  delle  Egadi.  Lo
  appassionava quando me ne parlava ed io per evitare,  a  volte,  di
  non potere reggere il confronto sul piano dialettico, naturalmente,
  mi documentavo anzi tempo su alcuni temi per non apparire del tutto
  a   digiuno.  E  mi  spiegava  come  nel  241  a.c.  finalmente  il
  contrastato  predominio delle navi cartaginesi nei  mari  siciliani
  veniva  neutralizzato  dalla astuzia e  dall'abilità  della  marina
  romana. Il 10 marzo del 241 a.c., mi ricordava Sebastiano,  Vedi il
  10 marzo è una data storica per la Sicilia, Presidente. E' una data
  importante   amava ripetermi. Ne era talmente convinto che  proprio
  per  il  10  marzo ha voluto prenotare l'appuntamento  con  il  suo
  inesorabile destino.
   Con  Sebastiano  Tusa  la  Sicilia perde  un  archeologo  di  fama
  internazionale, un siciliano profondamente innamorato della propria
  terra,  un  intellettuale raffinato ed aperto  al  confronto  senza
  iattanza, senza supponenza, senza superbia.
     L'impegno  mio  e  di  tutto il Governo regionale  è  quello  di
  proseguire lungo la strada tracciata dal professore Tusa nella  sua
  breve,  ma  intensa  stagione di uomo  di  Governo,  di  assessore.
  L'auspicio  che in questa triste circostanza vogliamo  esprimere  è
  quello  di  avere  presto restituite, dalle aride terre  etiopi,  i
  poveri  resti mortali del nostro Sebastiano per trovare  almeno  il
  conforto  di una tomba sulla quale versare una lacrima,  una  tomba
  sulla quale deporre un fiore.
   A  Sebastiano Tusa dedicheremo la seconda Conferenza regionale sui
  beni  culturali  fissata per il prossimo mese  di  ottobre  ed  una
  giornata  di studi sull'archeologia, in generale, e su  quella  del
  mare,  in  particolare.  Una  giornata  alla  quale  inviteremo  da
  relatori le più significative espressioni della cultura classica.
   A  nome del Governo e mio personale desidero rinnovare alla vedova
  Valeria Li Vigni, ai figli Vincenzo ed Andrea ed alla sorella Lidia
  i sentimenti più sinceri del nostro cordoglio, un cordoglio che non
  può  essere  formale, come sanno i familiari, un cordoglio  che  ha
  segnato ciascuno di noi.
   Un  cordoglio che, il tempo che lenisce tutti i dolori,  e  ve  lo
  dice  chi  ha  titolo per poterlo fare, resterà vivo nell'animo  di
  ciascuno  di  noi,  di chi ha avuto la fortuna  di  conoscerlo,  di
  apprezzarlo e di maledire la morte, se non avessimo la serenità dei
  credenti.

                              (Applausi)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 10 minuti, giusto il tempo  di
  salutare  la  signora Valeria, i figli ed i parenti  di  Sebastiano
  Tusa,  e  riprendiamo alle 17.30 per potere iniziare lo svolgimento
  del collegato.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 17.29)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni sollevate in contrario nella presente seduta.


   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Palmeri e Amata.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito  della  discussione del disegno  di  legge   Collegato  al
  disegno  di  legge n. 476  Disposizioni programmatiche e correttive
  per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale'  (n. 491/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  III  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  n.  491/A   Collegato  al  disegno di legge  n.  476   Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2019. Legge  di  stabilità
  regionale' ,  posto al numero 1).
   In  attesa del Presidente della Commissione, onorevole Savona,  vi
  dico che occorrerà continuare il dibattito anche domani per l'esame
  del collegato, perché è assolutamente necessario che venga esitato,
  ci  sono troppe categorie e troppi lavoratori che stanno aspettando
  questo risultato.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo che l'Aula
  e i deputati abbiano bisogno prima di cominciare la discussione del
  testo  del collegato, del testo con gli emendamenti, che gli Uffici
  mi  dicono che non sia ancora pronto per ragioni tecniche. Qualcuno
  dovrebbe porsi questo problema

   PRESIDENTE.  Non è più un problema perché il testo è già  arrivato
  ed  è  in  distribuzione.  Prima  di  iniziare  voglio  capire  dal
  Presidente  della  Commissione Bilancio, qual è la  situazione?  Se
  sono  stati  risolti  i  problemi che avevamo  in  qualche  maniera
  segnalato,  anche ieri durante il dibattito d'Aula  e  se  possiamo
  iniziare materialmente l'esame del testo.
   Questo  è  quello  modificato rispetto  a  quello  presentato  dal
  Governo
   E'  molto probabile che si debba comunque rinviare, ma non si deve
  rinviare  perché mancano le cose, che invece ci sono tutte,  vorrei
  capire se invece ci sono altre problematiche.
   Ecco  il Presidente Savona, chiediamo scusa per la premura che  vi
  facciamo ogni tanto.
   Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per vedere  come
  procedere.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.37, è ripresa alle ore 17.42)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
  al banco delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi  ora siamo materialmente pronti  alla  lettura
  degli articoli, per cui possiamo passare all'articolo 1 e all'esame
  degli emendamenti.
   La   Commissione    Bilancio   ha  delle  osservazioni   o   delle
  spiegazioni  da dare, visto che di fatto è passato  un  mese  dalla
  precedente discussione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Dal chiarimento che noi oggi
  abbiamo   avuto   in  Commissione   Bilancio',  è   passato   dalla
  Commissione  e  abbiamo  rivisto  la  distribuzione  dei  famosi  2
  miliardi  e  143 milioni, la spalmatura come è stata  fatta  per  i
  quattro  anni,  come  era prevista e nell'emendamento  A2R  c'è  in
  chiaro  scritto tutto quello che abbiamo concordato con gli Uffici,
  con  gli  Uffici della Regione. Quindi è voluto da tutti. Tutti  ne
  sono già a conoscenza, pertanto possiamo procedere.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
             Interventi di coesione economico-sociale e di
                             perequazione
                    per la condizione di insularità

   1.  In attuazione dell'Accordo in materia finanziaria con lo Stato
  del  22  dicembre  2018, il Governo della Regione è  autorizzato  a
  concordare  nuove  norme  di attuazione in  materia  finanziaria  e
  misure  ed interventi di riequilibrio del divario economico-sociale
  e  di  perequazione  per  la condizione di insularità,  secondo  le
  procedure  sancite dall'articolo 27 della legge 5 maggio  2009,  n.
  42,  partendo  dall'andamento storico delle entrate e  delle  spese
  della  Regione,  antecedente alla entrata in vigore della  predetta
  legge e tenendo conto:

   a)  della  dimensione  della finanza della Regione  rispetto  alla
  finanza pubblica complessiva;

   b) delle funzioni effettivamente esercitate e dei relativi oneri;

   c)    degli   svantaggi   strutturali   permanenti,   dei    costi
  dell'insularità e dei livelli di reddito pro capite;

   d)  del  valore medio dei contributi alla stabilità della  finanza
  pubblica  allargata  imposti  agli  enti  pubblici  regionali   nel
  medesimo arco temporale;

   e)  del  finanziamento  dei livelli essenziali  delle  prestazioni
  concernenti i diritti civili e sociali;

   f) del principio dell'equilibrio tendenziale e/o dinamico per quel
  che  riguarda  la  copertura del contributo  al  risanamento  della
  finanza pubblica;

   g)  della  necessità di valutare le problematiche concernenti  gli
  oneri  e  il  personale del Corpo forestale della Regione  e  degli
  Ispettorati territoriali del lavoro.

   2. Per le finalità di cui al comma 1, allo scopo di incentivare lo
  sviluppo  delle Zone Economiche Speciali (ZES) di cui agli articoli
  4  e  5  del  decreto legge 20 giugno 2017, n. 91,  convertito  con
  modificazione dall'articolo l, comma l, della legge 3 agosto  2017,
  n.   123   e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  anche   in
  considerazione  del  ritardo nello sviluppo economico  dovuto  alla
  condizione di insularità, la Regione, d'intesa con l'Agenzia  delle
  Entrate,  individua, per le imprese che hanno la sede principale  o
  l'unità  locale all'interno delle ZES della Sicilia,  nel  rispetto
  dei  limiti  derivanti dall'applicazione del  Regolamento  (CE)  n.
  1407/2013  della  Commissione, del 18 dicembre  2013  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  misure di  riequilibrio  e  forme  di
  contributo  da  utilizzare in compensazione, ai sensi dell'articolo
  17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241».

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Presidente della  Regione,  Assessori,
  onorevoli  colleghi,  ci eravamo lasciati ieri  a  conclusione  del
  dibattito  sulla  questione finanziaria sull'accordo  Regione-Stato
  che  oggi,  appunto,  la Commissione  Bilancio' avrebbe  verificato
  l'emendamento di cui prima faceva cenno l'onorevole  Savona  e  poi
  avremmo  valutato se era utile, opportuno, procedere  eventualmente
  con  un  diverso  disegno  di  legge,  oppure  con  un  emendamento
  nell'ambito del collegato.
   Io   volevo  chiederle  Presidente  di  farlo  distribuire  questo
  emendamento che è stato valutato dalla Commissione bilancio, perché
  è  giusto  che  possiamo  conoscerlo  ancor  prima  di  avviare  la
  votazione  sull'articolo 1, in modo da avere il quadro  complessivo
  unitamente a tutti gli altri emendamenti che sono stati consegnati.
  Non  so  se è già nel fascicolo che c'è stato distribuito,  se  non
  fosse  nel fascicolo che è appena stato distribuito volevo chiedere
  alla Presidenza se anche questo emendamento, che è fondamentale per
  la   valutazione  dell'intero  testo  può  essere  distribuito   ai
  deputati.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, mi sembra che  sia  già  distribuito
  quello  a  cui  fa riferimento lei, o almeno io lo  trovo  qua  nel
  fascicolo  degli emendamenti, quindi immagino che  sia  l'A.2R,  la
  relazione  non lo so, non c'è ancora? Assessore Armao la  relazione
  tecnica all'emendamento A.2R?

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, è la relazione
  che   abbiamo  già  presentato  in  Commissione  bilancio  relativa
  all'emendamento  in  prima  versione, che  è  stato  modificato  in
  termini  letterali dalla Commissione, ma non muta nel suo  impianto
  fondamentale,  quindi  si  può dare la relazione  della  precedente
  versione   a   compendio  di  questa,  non   c'è   una   mutuazione
  dell'impianto  finanziario,  c'è  solo  un'articolazione  letterale
  diversa,  come  converrà  anche  il  Presidente  della  Commissione
  Bilancio.

   PRESIDENTE. Per il Presidente è pure così. Allora, onorevole Lupo,
  non  posso che dare ragione al Governo e Commissione che mi  dicono
  la  stessa  cosa,  per cui è già distribuito ed  è  esattamente  la
  relazione del testo prima di essere emendato, non cambia niente.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LUPO.  Signor  Presidente io credo che ci siano  delle  differenze
  sostanziali  rispetto  agli  emendamenti  che  erano  stati   prima
  presentati in Commissione bilancio. Mi permetto anche di  dire  che
  questo percorso non è rapido, perché ovviamente bisognerà aspettare
  l'approvazione  dell'accordo  da parte  del  Parlamento  nazionale.
  Quindi  la  norma  la possiamo pure approvare in attesa  che  venga
  approvato il provvedimento da parte della Camera e del Senato  fino
  a  quando  ovviamente non avremo la legge nazionale le risorse  non
  saranno disponibili.
   Allora, a dimostrazione del fatto che non vi è alcun intenzione da
  parte  nostra  di  voler  ostacolar il percorso,  né  ritardare  il
  ripristino della spesa, che è urgente e necessaria, come  lei  ieri
  prima diceva, una parte di questi 114 milioni che possono in questo
  modo,  approvato  l'emendamento e fatta la legge  nazionale  essere
  destinati al ripristino delle autorizzazioni di spesa, sono  invece
  io  credo già immediatamente disponibili, e mi riferisco alla quota
  dei 64 milioni che derivano dalla diversa spalmatura del disavanzo,
  perché lì la copertura di legge nazionale noi già l'abbiamo.
   Quindi,  perché  non distinguere l'intervento in due  tempi,  cioè
  utilizzare subito i 64 milioni disponibili per le urgenze e per  le
  emergenze, così come lei prima diceva, e rinviare l'utilizzo  della
  cifra   successiva  all'approvazione  della  legge  da  parte   del
  Parlamento  nazionale. Se si fa un'unica norma  tutto  è  vincolato
  all'approvazione  della legge nazionale. Io credo  che  questo  non
  serva.

   PRESIDENTE.  Secondo  me non è sbagliato. Ha  chiesto  di  parlare
  l'Assessore Armao ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'impianto del
  ragionamento dell'onorevole Lupo ha una sua condivisibilità, se non
  fosse  questione  di  giorni, nel senso che stiamo  prevedendo  una
  disposizione   che  entrerà  in  una  legge  che  sarà   approvata,
  promulgata e pubblicata nei tempi tecnici necessari, essendo  norma
  finanziaria  sarà  utile anche predisporre delle tabelle  allegate,
  che  incrocia l'approvazione della legge di conversione del decreto
  legge  in  atto  all'esame della Camera e immediatamente  dopo  del
  Senato. Quindi, non c'è questa discrasia o diacronia che in qualche
  modo  si  prospetta, viene riassorbita nell'ambito della  sincronia
  che   invece   l'atto   deliberativo   dell'Assemblea,   e   l'atto
  deliberativo  del Parlamento hanno, poiché entro  o  sette  o  otto
  giorni entrambi arriveranno a regime.

   PRESIDENTE. Se mi posso permettere, siccome non mi pare che ci sia
  una  grandissima  differenza di vedute, sarebbe un grande  problema
  dividere le due cose in modo che

   ARMAO,  assessore per l'economia. Assolutamente no, il relatore  è
  d'accordo?

   PRESIDENTE.  Fermo restando che lei ha ragione,  cioè  99  su  100
  quello  che  la Camera che sta per approvare sarà approvato,  anche
  perché  è  stato chiesto su una indicazione del Governo  nazionale,
  per  cui  immagino  che sarà approvato, però non sapendo  mai  come
  dire,  non potendosi mai evitare meglio evitare di mettere il carro
  davanti ai buoi, io dico che se in qualche maniera valutiamo questa
  eventuale possibilità.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
  al  Governo,  guardate che qui non è una questione di  giorni.  Noi
  stiamo  facendo una legge, non stiamo facendo una delibera,  stiamo
  approvando una legge che cita come fonte legislativa una legge  che
  non c'è, fino a quando non è approvata dal Parlamento, come prevede
  il sistema dell'accordo, cioè pubblicato in Gazzetta Ufficiale, noi
  stiamo parlando di una cosa che non esiste.
   Tra  l'altro,  non  è  che noi dobbiamo fare questa  norma  perché
  dobbiamo calare nel bilancio le risorse connesse a questa eventuale
  norma,   noi  nel  bilancio  che  abbiamo  approvato  abbiamo   già
  accantonato  delle risorse, che si sbloccheranno solo dopo  che  ci
  sarà  una  norma  che  ci autorizza, quindi  fatemi  capire  perché
  dobbiamo  incartarci  con procedure. Se il  Governo  condivide  che
  liberiamo le risorse che sono liberate, traduco per capirlo io  che
  oggi  sono  un  poco stanco, se c'è l'urgenza del  Tpl  per  essere
  chiari,  dai 60 milioni che derivano della liberazione di  quei  60
  milioni,  i  48  necessari per liberare il Tpl si prendono  da  lì,
  senza aspettare cioè mi sembra più lineare e più trasparente.

   PRESIDENTE. Sì, onestamente è tutto più semplice così, per cui  se
  non  ci sono problemi, quindi che cosa c'è materialmente dal  punto
  di vista formale che bisogna fare?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  serve  un
  termine per la riscrittura. Certo, aggiuntivo essendo aggiuntivo il
  termine prescritto.

   PRESIDENTE.   Però  a  questo  punto  partiamo  dall'articolo   1,
  onorevole Lupo, non riprendiamo l'argomento.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   a   proposito
  dell'annunciata riscrittura, le quote eccedenti se si decidesse  di
  destinare  i  48 milioni necessari intanto al TPL,  là  dove  viene
  detto  per l'esercizio finanziario, là dove si parla del ripristino
  delle  autorizzazioni  di spesa di cui all'allegato  2,  ovviamente
  proporzionalmente  è  pro-quota,  cioè  se  ci   sono   x   risorse
  disponibili  che  vengano  utilizzate  equamente  per  ripristinare
  proporzionalmente e pro quota tutti i capitoli di  spesa  che  sono
  stati  accantonati, così come l'Assemblea è giusto che si  esprima,
  quindi  capisco  che l'intendimento è questo, però probabilmente  è
  opportuno scriverlo in maniera più chiara.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, se mi posso  permettere,  su  questo
  argomento  abbiamo  accantonato  un  attimo,  il  Governo  riscrive
  l'emendamento insieme alla Commissione bilancio, questo è un  fatto
  che  poi  vedremo, poi si deciderà se accettare o meno la  proposta
  del Governo.
   Lasciamo  alla  prerogativa del Governo la scelta  di  quello  che
  vuole  fare,  fermo restando che, se ci fosse la  disponibilità  di
  qualsiasi  scelta dopo il passaggio d'Aula, è ovvio che per  noi  è
  certamente più apprezzabile, questo è sicuro.
   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  all'articolo  1  sono   stati
  presentati  una  serie  di  emendamenti. Si  passa  all'emendamento
  soppressivo 1.1.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, vedo che ci sono degli emendamenti soppressivi. Mi limito
  a precisare, poi l'Aula, ovviamente, è sovrana, che si tratta della
  declinazione  dei  principi  sanciti  dalla  sentenza  della  Corte
  Costituzionale  n. 6 del 2019 sulle condizioni di  insularità,  che
  danno forza e vigore al negoziato con lo Stato.
   La circostanza è che l'Assemblea approvi oggi il riconoscimento di
  questi  principi, che sono già vigenti nell'ordinamento, in  quanto
  principi della giurisprudenza costituzionale, ma nel momento in cui
  diventano  principi  che  orientano e  supportano  il  Governo  nel
  negoziato con lo Stato è un elemento di forza che credo arricchisca
  il negoziato con lo Stato.
   Non  è  nulla  che aggiunge qualcosa al Governo, ma  dà  forza  al
  Governo,  al  negoziato  dello Stato, quel  negoziato  che,  credo,
  interessi tutte le parti politiche in ordine all'esito positivo per
  la  Sicilia, soprattutto sul piano finanziario, quindi, è questo il
  senso e lo spirito di questo primo comma. Mi sono limitato soltanto
  a  precisarlo perché non c'è nulla di politico se non, politico con
  la  p' maiuscola di tutta l'autonomia siciliana.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che ha chiesto congedo per oggi  l'onorevole
  Pagana.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessore
  veramente  lo dico sul piano tattico. Cioè il Governo  deve  aprire
  una  trattativa con lo Stato sulla base di alcune richieste che noi
  facciamo. Che motivo ha ora di fare la norma? Semmai ha il problema
  di fare, eventualmente, una legge che recepisce l'eventuale accordo
  con  lo Stato. Aspetti  Poi ci sarà qualcuno che criticherà,  com'è
  successo  ieri, andava fatto in un modo, ma quella è  la  politica
  Qui  stiamo parlando di una legge. Cioè lei si sta legando le  mani
  sulla  base di una norma che è procedimentale, di un esito che  non
  conosciamo.
   Cioè  è  veramente  un  modo di .. se io  fossi  l'assessore,  non
  l'avrei  proposta,  perché mi terrei le condizioni  più  ampie  per
  raggiungere un'intesa che sia la migliore possibile per la Sicilia,
  ma  se  oggi scrivo che dobbiamo fare tutte queste cose e, poi,  ne
  faremo una parte, che succede? Cioè, mi pare eccessivamente inutile
  scrivere  una norma per avviare un procedimento ed una  trattativa.
  Poi, dopodiché faccia lei.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'intento  era
  quello  non  di  prescrivere qualcosa, ma di dare  un  supporto  al
  negoziato,   facendo   diventare  parte   dell'ordinamento   questi
  principi.  Se  l'Assemblea ritiene che su questo  non  ci  sia  una
  condivisione  ampia, e questa è una norma che ha un senso  solo  se
  c'è una grande condivisione, lo ritiriamo ed andiamo avanti.
   Non  vogliamo frapporre ostacoli, vogliamo creare supporti e forza
  e spinta al negoziato con lo Stato. Il primo comma viene ritirato.

   PRESIDENTE. Assessore, stiamo parlando dell'articolo 1, come dire,
  il Governo non lo può ritirare. Possiamo decidere di comune accordo
  di stralciarlo.

   ARMAO, assessore per l'economia. Lo stralciamo.

   PRESIDENTE.   L'articolo   1  è  stralciato   e   lo   discuteremo
  successivamente, oppure addirittura non lo discutiamo. Ne parleremo
  dopo di questo.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
        Disposizioni relative alla realizzazione e gestione del
                          Centro direzionale
                        della Regione siciliana

   1.  L'Amministrazione  regionale, ai fini del  contenimento  della
  spesa corrente, del conseguimento di una migliore razionalizzazione
  dei  servizi  forniti  all'utenza e dell'efficienza  delle  proprie
  attività  istituzionali, realizza entro il termine  di  venti  anni
  dalla  data  di  entrata in vigore della presente legge  il  Centro
  direzionale  regionale in Palermo, previo parere  obbligatorio  del
  consiglio comunale di Palermo, anche con riferimento alla  mobilità
  urbana, da rendersi nel termine di 120 giorni.

   2.  Nel  Centro direzionale trovano allocazione gli  uffici  degli
  Assessorati  regionali, dei Dipartimenti regionali e  degli  uffici
  periferici  aventi sede istituzionale nella città di  Palermo,  gli
  Uffici  speciali nonché i Dipartimenti alle dirette dipendenze  del
  Presidente  della Regione, ad eccezione di quelli che il Presidente
  della Regione medesimo disponga che restino allocati presso Palazzo
  d'Orleans.  Trovano altresì allocazione nel Centro direzionale  gli
  uffici   delle   società   partecipate  della   Regione   siciliana
  attualmente  ospitati  in immobili non di  proprietà  delle  stesse
  Società con sede legale in Palermo.

   3.  Lo  stato  preliminare del progetto è approvato  dalla  Giunta
  regionale,   sentito   il  parere  della  Commissione   legislativa
  Ambiente,  territorio  e  mobilità e della Commissione  legislativa
  Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, e costituisce ad  ogni
  effetto  variante  al  Piano  Regolatore  Generale  del  Comune  di
  Palermo.

   4.  Con decreto interassessoriale dell'Assessore regionale per  le
  infrastrutture  e  la  mobilità  e  dell'Assessore  regionale   per
  l'economia,   sentito  il  parere  della  Commissione   legislativa
  Ambiente,  territorio  e  mobilità e della Commissione  legislativa
  Bilancio  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  sono  emanate   le
  disposizioni attuative.

   5.  Il  complesso del Centro direzionale risponde al  più  elevato
  standard   di   risparmio   energetico,   di   bioarchitettura    e
  sostenibilità  ambientale, allo scopo di migliorare  il  microclima
  interno, rendendolo autosufficiente utilizzando impianti alimentati
  con  fonti  rinnovabili per la copertura del fabbisogno  energetico
  primario integrato con impianti solari termici per il fabbisogno di
  acqua  calda sanitaria. Per la relativa costruzione sono utilizzati
  materiali  e  finiture  naturali e/o riciclabili  ad  alto  comfort
  acustico,  oltre  che  energetico,  insieme  a  misure  idonee  per
  prevenire  l'effetto  dannoso del radon. Sono,  altresì,  previsti:
  l'adozione  di dispositivi per la regolazione del flusso  di  acqua
  autorigenerata,  attraverso  un  sistema  di  raccolta   dell'acqua
  piovana  con  cisterna di accumulo; aree attrezzate destinate  alla
  raccolta  differenziata e la realizzazione di un'area destinata  al
  compostaggio  domestico;  aree  attrezzate  per  il  parcheggio  di
  biciclette e per i mezzi elettrici o mezzi similari».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, l'articolo 2 è una norma  astrusa.
  Non  bisogna  ricorrere a giuristi raffinati per notare,  assessore
  Armao,   come  nel  nostro  ordinamento  giuridico,  la  disciplina
  dell'opera  pubblica in variante al piano regolatore è disciplinata
  dal testo unico sugli espropri, il 327 del 2001, che è una norma di
  riforma economico-sociale.
   L'Assemblea  regionale  siciliana  non  può  legiferare   con   un
  procedimento  diverso.  Mai  e  poi mai,  ci  potrebbe  essere  una
  delibera  di  giunta che costituisce variante al  piano  regolatore
  generale del comune di Palermo, senza che il comune di Palermo  sia
  stato coinvolto nel procedimento secondo le regole precise del 327,
  con  la  garanzia  prevista  per i proprietari  dell'area,  con  la
  garanzia prevista per gli organi che rappresentano i dominus  della
  materia  urbanistica,  titolati,  quindi,  quelli  del  comune   di
  Palermo.
   A  mio  giudizio  dico, noi abbiamo suggerito un  emendamento.  Mi
  sorprendo  che  gli  uffici  dell'Assemblea  su  questo  non  siano
  intervenuti  anche  prima che la norma arrivasse  in  Aula,  ma  mi
  sembra,  veramente, fuori dalla grazia di ogni lontano  riferimento
  giuridico. La norma, cioè, non sta in piedi, signor Presidente, per
  noi è irricevibile. La invito, anche, a fare un approfondimento.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole, comprendo il rilievo,
  non  c'è  alcun problema a fare ulteriore approfondimento,  ma,  in
  commissione   bilancio,  grazie  anche  all'apporto  dell'onorevole
  Caronia  e di tanti altri colleghi, la questione è stata ampiamente
  approfondita, al punto da inserire  previo parere obbligatorio  del
  consiglio comunale di Palermo . E' stato, cioè, previsto il  parere
  del consiglio comunale di Palermo, però, se sul punto dobbiamo fare
  un'ulteriore  verifica,  possiamo signor Presidente,  tra  l'altro,
  appunto,  come  bene  ricorda  il Presidente  Musumeci,  sul  punto
  abbiamo   anche   registrato,  in  sede  di   interlocuzione,   una
  condivisione sull'iniziativa da parte del comune di Palermo.  Ed  è
  previsto  un  parere, non solo dell'esecutivo,  cioè  del  sindaco,
  della  giunta, ma anche del consiglio comunale, che è l'organo  che
  valuta   e  delibera  le  scelte  urbanistiche  di  un  territorio.
  Dopodiché  se  c'è una preclusione di principio alla norma,  è  una
  cosa,   se  si  tratta  di  inserire  degli  elementi  che  possano
  migliorarla,  ovviamente,  da parte del  governo,  c'è  la  massima
  disponibilità, purché non vi sia ... Se è una preclusione di fondo,
  non ho è questo il problema, in questo momento

   BARBAGALLO.  Non  siamo  contrari  all'articolo  2,  ma  serve  un
  procedimento ai sensi del 327.

     ARMAO, assessore per l'economia. Possiamo valutarlo, magari  con
  gli uffici? Lo accantoniamo e facciamo una verifica.

   PRESIDENTE. L'articolo 2 è accantonato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
          Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei
                               detenuti

   1.  Fatta  salva la vigenza e la durata dell'incarico dell'attuale
  Garante, l'articolo 33 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5 è
  così sostituito:
    Art. 33.
   Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti

   1. Nell'ambito della Regione è istituito il  Garante per la tutela
  dei  diritti  fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento
  sociale , di seguito denominato Garante, la cui attività è  rivolta
  anche  nei  confronti di tutte le persone che, a qualunque  titolo,
  sono  sottoposte  a misure restrittive o limitative  della  libertà
  personale.

   2. Il Presidente della Regione, con proprio decreto, provvede alla
  nomina  del  Garante  individuandolo  fra  persone  residenti   nel
  territorio  della Regione da almeno cinque anni,  che  abbiano  una
  specifica  e comprovata formazione, competenza nel campo giuridico-
  amministrativo e nelle discipline afferenti alla tutela dei diritti
  della persona. Non possono essere nominati Garante i dipendenti  in
  servizio,  dirigenti e non, della Regione siciliana e  degli  enti,
  aziende  e società partecipate da essa vigilati e controllati.  Non
  possono,  altresì essere nominati Garante i parlamentari in  carica
  del  Parlamento europeo, del Senato della Repubblica e della Camera
  dei  Deputati,  i Deputati dell'Assemblea regionale  siciliana.  Il
  divieto  è  esteso  anche  ai canditati non  eletti  alle  elezioni
  regionali  immediatamente precedenti alla  nomina,  agli  assessori
  regionali,  ai sindaci, agli assessori e consiglieri in carica  dei
  comuni  siciliana  e  dei liberi Consorzi comunali  e  delle  Città
  metropolitane. Sono esclusi, comunque, dalla nomina i soggetti  che
  hanno  ricoperto  per  oltre un quinquennio l'incarico  di  Garante
  regionale  per  la  tutela dei diritti fondamentali  delle  persone
  soggette  a misure restrittive o limitative della libertà personale
  in Sicilia o nelle altre regioni d'Italia.

   3.  Il  Garante  resta  in carica sette  anni  e  non  può  essere
  confermato.  L'incarico di Garante è espletato a titolo  onorifico.
  Per lo svolgimento della propria attività istituzionale, al Garante
  è  riconosciuto il trattamento di missione previsto per i Dirigenti
  della  Regione siciliana. Il Presidente della Regione può  revocare
  il  Garante  a  seguito  di gravi e ripetute violazioni  di  legge,
  provvedendo  alla nuova nomina entro il termine di  45  giorni.  Il
  Garante  che  subentra a quello cessato dal mandato anticipatamente
  per  qualsiasi motivo dura in carica fino alla originaria  scadenza
  del mandato di quest'ultimo.

   4. Il Garante:

   a)  pone in essere ogni iniziativa necessaria ed opportuna al fine
  di  promuovere e facilitare, anche attraverso azioni congiunte  con
  altri  soggetti  pubblici  e  con soggetti  privato,  l'inserimento
  lavorativo  dipendente ed autonomo, nonché il recupero culturale  e
  sociale  e la formazione scolastica ed universitaria delle  persone
  private  della  libertà personale, incluse quelle che  scontano  la
  pena   anche   in  forma  alternativa  nel  territorio   siciliano,
  intervenendo  pure a sostegno della famiglia ed in particolare  dei
  figli minorenni;

   b)   vigila   affinché  sia  garantito  l'esercizio  dei   diritti
  fondamentali  ai  soggetti  di  cui  alla  lettera  a)  e  ai  loro
  familiari,  tenendo conto della relativa condizione di restrizione.
  A  tale  scopo  il Garante si rivolge alle autorità competenti  per
  acquisire  eventuali informazioni, segnala il mancato o  inadeguato
  rispetto di tali diritti e conduce un'opera di assidua informazione
  e di costante comunicazione alle autorità stesse;

   c)  promuove  iniziative ed attiva strumenti di  sensibilizzazione
  pubblica  sui  temi dei diritti umani delle persone  private  della
  libertà  personale, del loro recupero sociale e della umanizzazione
  della  pena  detentiva, ivi comprese le attività  di  assistenza  e
  comunicazione istituzionalmente previste;

   d) promuove con le amministrazioni interessate protocolli d'intesa
  utili  al  migliore espletamento delle funzioni,  anche  attraverso
  visite ai luoghi di restrizione delle libertà personali;

   e)  esprime parere vincolante sui Piani di formazione destinati ai
  detenuti o ex detenuti;

   f)  riceve ed istruisce le istanze presentate ai sensi della legge
  regionale  19 agosto 19 agosto 1999, n. 16 e ne segue  la  relativa
  fase esecutiva.

   5. Il Garante svolge le sue funzioni in maniera indipendente e non
  è  sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale;
  al  Garante  è  consentito libero accesso ad atti,  informazioni  e
  documenti  inerenti  al suo mandato. Il Garante presenta  relazioni
  annuali sulle attività svolte all'Assemblea regionale siciliana  ed
  al  Presidente  della Regione. Il Garante ha facoltà  di  formulare
  proposte  e di richiedere all'Assemblea regionale, alle Commissioni
  parlamentari  ed al Presidente della Regione l'avvio di  iniziative
  ed  interventi, per quanto di rispettiva competenza, a  tutela  dei
  diritti  fondamentali delle persone soggette  a  restrizione  della
  libertà  personale. E' comunque fatta salva la potestà del  Garante
  di  delegare  in  forma scritta, nei singoli  casi  in  cui  se  ne
  prospetti   la   necessità,   al  Dirigente   dell'Ufficio,   anche
  accompagnato da altro funzionario dello stesso, il potere  di  fare
  ingresso    nelle   carceri,   previo   preavviso   al    direttore
  dell'istituto,  per  adempiere  ai compiti  espressamente  indicati
  nella delega e l'osservanza dei criteri in essa contenuti.

   6.  Per lo svolgimento dei propri compiti, il Garante si avvale di
  apposito Ufficio speciale di diretta collaborazione e supporto  cui
  è destinato, con decreto del Presidente della Regione, personale da
  individuarsi  su  proposta del Garante, nell'ambito  delle  attuali
  dotazioni organiche degli uffici regionali. Con proprio decreto, il
  Presidente  della Regione, su proposta del Garante di concerto  con
  il  dirigente apicale dell'Ufficio, definisce, altresì, le modalità
  di  funzionamento  dell'ufficio. Al personale  in  servizio  presso
  l'Ufficio  del  Garante per la tutela dei diritti fondamentali  dei
  detenuti  e  per  il loro reinserimento sociale compete  la  stessa
  retribuzione  accessoria omnicomprensiva prevista per il  personale
  in  servizio  presso  gli  uffici  di  diretta  collaborazione  del
  Presidente della Regione e degli Assessori regionali.

   7.  La  Regione  assicura adeguate risorse  umane,  finanziarie  e
  strumentali affinché il Garante possa svolgere la propria  attività
  con la necessaria autonomia, indipendenza ed efficacia operativa.

   2.  Per  le finalità del presente articolo è autorizzata, per  gli
  esercizi  finanziari  2019-2021, l'ulteriore  spesa  annua  di  125
  migliaia  di euro. Ai maggiori oneri si provvede mediante riduzione
  di pari importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
  Capitolo 215704, accantonamento 1001.».

   All'articolo 3 sono stati presentai emendamenti.
   Comunico  che sono stati ritirati gli emendamenti 3.3 ed  il  3.4.
  L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole  Schillaci,
  che ha facoltà di illustrarlo.

   SCHILLACI. Signor Presidente, si tratta di una riscrittura che, in
  particolare, interviene, non solo sugli anni in cui resta in carica
  il garante equiparandolo alla maggior parte dei garanti e legandolo
  alla  legislatura  ma,  soprattutto,  sulla  dotazione  di  risorse
  economiche,  perché  se  noi dotiamo il  garante  dei  detenuti  di
  risorse dobbiamo intervenire su tutti gli altri garanti che abbiamo
  all'interno  della nostra compagine regionale perché  non  vorremmo
  fare delle disparità tra garanti dei detenuti e gli altri garanti.

   PRESIDENTE.  Se  questa riscrittura viene  approvata  di  fatto  è
  approvato  l'articolo 3. Pongo in votazione l'emendamento  3.9.  Il
  parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pertanto, l'articolo 3, così come sostituito è approvato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4
   Disposizioni sulla semplificazione delle certificazioni sanitarie
        in materia di tutela della salute in ambito scolastico

   1.  Ai  fini  della semplificazione amministrativa in  materia  di
  sanità  pubblica e dell'efficacia delle prestazioni  sanitarie  nel
  territorio  regionale,  l'obbligo  di  certifica-zione  medica  per
  assenza  scolastica, di cui all'articolo 42, comma 6,  del  Decreto
  del  Presidente  della Repubblica 22 dicembre  1967,  n.  1518,  si
  applica  per  assenze  di durata superiore ai dieci  giorni,  fatta
  eccezione  per  le  ipotesi  in cui i  certificati  medesimi  siano
  richiesti da misure di profilassi previste a livello internazionale
  e  nazionale  per esigenze di sanità pubblica. La trasmissione  del
  certificato  può avvenire anche mediante posta elettronica  inviata
  al dirigente scolastico.».

   Sull'articolo 4 non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
    Norme sulle modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei
                           lavori in Sicilia

   1.  Nella Regione siciliana, le stazioni appaltanti sono tenute ad
  utilizzare il criterio del minor prezzo, per gli appalti di  lavori
  d'importo   pari  o  inferiore  alla  soglia  comunitaria,   quando
  l'affidamento  degli stessi avviene con procedure  ordinarie  sulla
  base  del  progetto  esecutivo.  La  soglia  di  aggiudicazione   è
  individuata dalla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte
  le  offerte ammesse, con accantonamento del 10 per cento, sia delle
  offerte  di  maggior  ribasso  che  di  quelle  di  minor  ribasso,
  indipendentemente  dalla  presenza di più offerte  aventi  identico
  ribasso  a  cavallo  del taglio delle ali. Se il  valore  dato  dal
  calcolo  del  10  per  cento  è  con  la  virgola,  tale  valore  è
  arrotondato  all'unità  superiore. Se  la  seconda  cifra  dopo  la
  virgola  della  somma dei ribassi offerti dai concorrenti,  ammessi
  dopo  il  taglio  delle  ali, è dispari, la media  è  incrementata,
  percentualmente, di un valore pari alla prima cifra dopo la virgola
  della  somma  dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi  dopo  il
  taglio  delle ali. Se la seconda cifra dopo la virgola della  somma
  dei  ribassi offerti dai concorrenti ammessi, dopo il taglio  delle
  ali è pari, la media è invece decrementata, percentualmente, di  un
  valore  pari  alla  prima  cifra dopo la virgola  della  somma  dei
  ribassi  offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle  ali.
  Qualora  la prima cifra dopo la virgola è uguale a zero,  la  media
  resta invariata.

   2.  La  gara è aggiudicata all'offerta che eguaglia tale soglia  o
  che  più si avvicina, per difetto, a quest'ultima. Nel caso in  cui
  la  media  decrementata  risulti  inferiore  all'offerta  di  minor
  ribasso ammessa alla gara, la gara è aggiudicata a quest'ultima. Le
  offerte espresse in cifra percentuale di ribasso sono ammesse  fino
  a  tre  cifre decimali, le medie, invece, sono troncate alla quarta
  cifra  decimale.  Nel  caso  di  più  offerte  uguali,  si  procede
  immediatamente   al  sorteggio.  Qualora  la  stazione   appaltante
  applichi  l'esclusione  automatica,  la  stessa  ha  l'obbligo   di
  ricorrere al metodo di aggiudicazione di cui al presente articolo.

   3. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore a
  decorrere dall'1 luglio 2019.».

   Onorevoli   colleghi,   l'articolo   5   presenta   problemi    di
  incostituzionalità.
   Noi  lo  consideriamo incostituzionale in quanto  la  disposizione
  presenta  evidenti profili di incostituzionalità poiché  interviene
  su  materie  di  esclusiva competenza statale afferenti  la  tutela
  della  concorrenza come, peraltro, recentemente  affermato  da  una
  fattispecie analoga della Corte costituzionale.

   FALCONE. assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il Governo ritiene  quest'articolo
  assolutamente importante, strategico.
   E'  vero che c'è stato un pronunciamento di incostituzionalità nel
  passato non lontanissimo, circa cinque anni addietro, questa norma,
  però,  è una norma che potremmo definire all'interno di una cornice
  che  opera lo Stato. E all'interno di una cornice questa norma crea
  una  modalità,  una  mera  modalità  di  aggiudicazione.  Una  mera
  modalità  di  aggiudicazione secondo la  quale,  date  le  offerte,
  tagliate le ali del 10 per cento, fatta la media si verifica qual è
  la  percentuale  dopo  la virgola,  se la  seconda  cifra  dopo  la
  virgola  è  dispari  ci  sarà  l'incremento,  se  è  pari  ci  sarà
  l'aumento. Cioè è un sistema che rende impossibile l'individuazione
  nei ribassi d'asta.
   Io  vorrei ricordare una cosa alla Presidenza dell'Assemblea. Oggi
  le   gare  d'appalto,  al  disotto  della  soglia  comunitaria,  si
  aggiudicano  col  37,  41,  43,  47 per  cento  creando  una  grave
  discrasia col sistema dei lavori pubblici.
   Da  un  lato  abbiamo eccessivi ribassi d'asta che  stritolano  le
  aziende,  dall'altro lato non sempre abbiamo  dei  lavori  fatti  a
  regola  d'arte  appunto perché le aziende, le  imprese  che  devono
  necessariamente concorrere - o bevono, o muoiono, o affogano - sono
  costretti a dei ribassi d'asta eccessivi.
   Noi  oggi  con questo sistema cosa stiamo facendo? Stiamo rendendo
  un sistema assolutamente impermeabile a qualunque tipo di logica di
  cartello e lo abbiamo fatto con trecento simulazioni.
   Trecento  simulazioni,  le  abbiamo  verificate,  secondo  cui  il
  sistema non è permeabile e ci sarebbe tutt'al più un ribasso d'asta
  che va dal 14 al 17 per cento.
   Significa  che  noi oggi mettiamo nelle condizioni le  imprese  di
  poter  concorrere  con  un  ragionevole  utile  d'impresa.  L'utile
  d'impresa non è il 47 per cento, non è il 41, non è nemmeno  il  35
  per  cento.  L'utile d'impresa va dal 15 al 20  per  cento.  E  nel
  momento in cui noi mettiamo in campo la possibilità di concorrere e
  di  aggiudicarsi  una  gara, un lavoro, dal 14  al  17  per  cento,
  facciamo una cosa giusta che tutto il mondo della piccola  e  media
  impresa in Sicilia ci chiede.
   Però   qua  c'è  stato  un  problema.  Ed  è  il  problema   della
  incostituzionalità.  Questo problema, la  Giunta  Musumeci,  lo  ha
  risolto  facendo  un balzo in avanti. Quale? Abbiamo  approvato  le
  norme  di  attuazione, così come nel resto d'Italia. La  Regione  a
  Statuto speciale, il Trentino Alto Adige, ha approvato una norma di
  attuazione  che  consente  per le piccole  e  medie  imprese  delle
  agevolazioni.  All'interno di quella cornice ulteriormente  intesa,
  noi  abbiamo  fatto  le  norme  di attuazione  che  sono  già  alla
  Commissione paritetica che li ha anche approvate, le ha  apprezzate
  favorevolmente.   All'interno  della   prima   cornice   nazionale,
  all'interno  delle  norme di attuazione, noi cosa  diciamo:  questa
  norma  leggasi  come  norma di attuazione per l'agevolazione  delle
  PMI,  delle  piccole  e  medie  imprese,  nel  settore  dei  lavori
  pubblici.   Cosa   gli   diamo?  Delle  agevolazioni?   Tutt'altro
  Consentiamo   loro  di  partecipare  al  mercato  e   alla   libera
  concorrenza  con  delle regole che mettono  in  campo  modalità  di
  partecipazione che sono più congrue, che sono più razionali  e  che
  coincidono con le aspettative del mercato ma anche con i lavori che
  devono essere fatti a regola d'arte e secondo norme di legge.
   Ecco  perché diciamo che questa norma è una norma che deve  essere
  approvata per aprire eventualmente un tavolo, una trattativa. Ma io
  dico, questa norma è stata già, sapendo il Parlamento nazionale che
  in Sicilia - e sono venuti importanti esponenti anche del Movimento
  Cinque Stelle, il Capogruppo al Senato - hanno aperto anche loro un
  ulteriore fronte con lo sblocca-cantieri. Dove in parte hanno preso
  atto  di  questa nostra norma, di questo nostro disegno di legge  o
  proposta normativa, e hanno introdotto qualche novità.
   Questa norma, invece, poiché rientra all'interno di una cornice di
  norme  di  attuazione, oggi, per la Sicilia, diventa  assolutamente
  strategica ma diventa coerente con il dettato normativo nazionale e
  costituzionale.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, io ho una nota degli Uffici che  mi
  chiedono di non farla votare per incostituzionalità.
   Io   però  vorrei  accertarmene  personalmente.  Per  cui   chiedo
  l'accantonamento  anche di questo articolo 5. Io lo  voglio  vedere
  personalmente stasera, voglio capire quali sono queste norme.
   Per  cui  lo accantoniamo un attimo perché quello che lei dice  mi
  convince,  ma quello che mi dicono gli uffici pure. Per cui  datemi
  il  tempo  per  capirlo bene, anche attraverso l'aiuto  di  qualche
  esperto.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà, anche se non lo discutiamo l'articolo,
  lo stiamo accantonando.

   TANCREDI. Signor Presidente, intanto questa norma per certi  versi
  è  gratificante essendo sostanzialmente la n. 14 del 2015, norma di
  questo Parlamento, impugnata dalla Corte costituzionale. Non  tanto
  per  il  discorso del merito in sé, perché ovviamente il  merito  è
  assolutamente  corretto.  Perché è una  norma  che  tecnicamente  è
  assolutamente funzionale.
   L'Assessore  Falcone  ha  300 simulazioni.  Io  personalmente,  da
  estensore della norma precedente, a casa ne ho ben 2.000 su  questo
  schema di attuazione della norma.
   Il punto qual è? Non è un problema di merito ma è un problema che,
  ovviamente,  e  io in più tavoli, in più discussioni l'avevo  anche
  manifestato come auspicio, a parer mio era necessario andare  prima
  ad una interlocuzione allargata, possibilmente in una concertazione
  anche  con  le altre regioni, per arrivare ad avere una  norma  che
  partisse dallo Stato perché, come è noto, il Codice degli appalti è
  in  una fase di profonda ristrutturazione. Ovviamente, essendo  uno
  dei  temi  fondamentali  sul  quale girano  svariate  centinaia  di
  miliardi in Italia è chiaro che in questo momento la discussione  è
  molto  approfondita e molto avanzata. Ma, ovviamente, una revisione
  del codice ha dei tempi, diciamo, lunghi.
   Quindi,  teoricamente, a parer mio sarebbe stato molto più  utile,
  per  questo specifico ambito, andare a fare un ragionamento  comune
  ed  arrivare  ad  una  norma condivisa ma condivisa  fra  tutte  le
  regioni e con lo Stato.
   Io   ho  la  certezza  che  anche  se  dovesse  essere  votato  e,
  ovviamente,  essendo  una  norma nostra che  noi  condividiamo  nel
  merito  non  potremmo  andare contro,  è  una  norma  che  era  del
  Movimento,  ma  ho  certezza che verrebbe  impugnata  dallo  Stato,
  perché  è  chiaro che nel momento in cui si desse la  facoltà  alla
  Regione  siciliana  di legiferare su una materia  che  permette  di
  modificare la concorrenza, è chiaro che lo Stato non potrebbe  fare
  altro che impugnarla. E questa è una certezza pressoché matematica.
   Il  ragionamento  qui  deve  essere,mi sorprendo  che  gli  uffici
  abbiano fatto una eccezione soltanto tecnica

   PRESIDENTE.  Lei  non  mi è stato di grande aiuto.  Ha  confermato
  quello che abbiamo detto. Per cui grazie.
   Non do la parola ancora su questo argomento perché è perfettamente
  inutile.  Lo  accantoniamo e poi decideremo cosa farne  insieme  al
  Governo successivamente.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               TITOLO II
                       Disposizioni finanziarie

                             «Articolo 6.
              Interventi finanziari in favore delle Città
                             metropolitane
                    e dei liberi Consorzi comunali

   1.  Il  Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare operazioni
  finanziarie  per  l'attualizzazione  dell'importo  massimo  di  500
  milioni  di  euro  attribuito  alla  Regione  siciliana,  ai  sensi
  dell'articolo 1, comma 883, della legge 30 dicembre  2018,  n.  145
  entro  il  31  dicembre  2019, da utilizzare  secondo  un  piano  e
  relativo   cronoprogramma  approvato  dalla  Giunta  regionale   su
  proposta  dell'Assessore regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione  pubblica,  di  concerto  con  l'Assessore  regionale  per
  l'economia, entro il 30 giugno 2019.

   2.  Gli  oneri  derivanti dalle disposizioni  del  comma  1,  sono
  quantificati  in  100 milioni di euro per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  dal  2021  al  2025, di cui  euro  91.625.509,05  quale
  rimborso  della  quota  capitale,  ed  euro  8.374.490,95  per   il
  pagamento della quota interessi nell'esercizio finanziario 2021.».

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'articolo   6
  inizialmente  aveva una formulazione diversa. Intanto  facciamo  la
  premessa  che  questo parte da quello che è stato l'accordo  Stato-
  Regioni  e  quindi  quello  previsto dalla  legge  finanziaria  del
  dicembre  del  2018.  Inizialmente prevedeva l'accollo  dei  mutui,
  quindi  questo  sistema di far sì che la Regione si facesse  carico
  dei mutui contratti, ovviamente, dalle province. C'erano situazioni
  diverse dagli specchietti che erano venuti fuori, appunto,  che  ci
  erano  stati forniti dai liberi consorzi delle Città metropolitane.
  Ovviamente  venivano  fuori situazioni  diverse,  come  ad  esempio
  quella di Siracusa dove la rata del mutuo era di circa 6 milioni  e
  7 l'anno, mentre altre realtà molto più virtuose da questo punto di
  vista, come ad esempio Trapani, aveva una rata annuale di 700  mila
  Euro.
   Quindi  questa  differenza, ovviamente, portava  delle  disparità.
  Perché?  Perché  i  540 milioni previsti nella legge  di  stabilità
  nazionale    prevede   che   questi   soldi   vengano    utilizzati
  sostanzialmente per scuole e strade. Mentre i mutui contratti  sono
  anche  di  diversa natura non sono solo per questi due  particolari
  fattispecie.
   Il  discorso  è  che l'articolo 6, così come formulato,  parla  di
  operazioni finanziarie generali. Quindi non entra nello specifico.
   Noi  presentiamo, c'è l'emendamento 6.5, dove praticamente diciamo
  che  le  somme  vengono utilizzate così come previsto  dalla  legge
  nazionale per la manutenzione di strade e scuole e che in caso,  al
  comma  3  del  nostro emendamento, una quota di queste somme  possa
  essere  destinata  anche al pagamento dei mutui per  quelle  opere,
  appunto, che siano strade e scuole.
   Perché questo? Per evitare che un emendamento così formulato possa
  andare  in  contrasto  con quanto previsto dalla  legge  nazionale.
  Quindi,  di incorrere anche in una possibile impugnativa.
   Non  so,  forse anche l'onorevole Zafarana mi suggeriva nel  primo
  comma del nostro emendamento, quindi del 6.5, di aggiungere  previo
  parere della Commissione  se questo non è ostativo per il Governo.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Armao, ho
  una  domanda tecnica, rispetto alle tabelle che sono state allegate
  al collegato.
   E'  un chiarimento rispetto all'attualizzazione da compiere;  sono
  previsti 500 milioni che lo Stato ci darà nel corso del quinquennio
  2021-2025.
   Nel 2020, ce li facciamo scontare, pagando solo nel 2021, come  da
  Tabella B, che è allegata al collegato, 8,4 milioni di interessi  e
  91,6  milioni come quota capitale di ammortamento sulle  operazioni
  finanziarie.
   La mia richiesta di chiarimento consiste nel conoscere come fare a
  trasferire alle province la somma di 500 milioni di euro,  come  da
  lei detto, anche ieri, se nel corso dei 5 anni, pagheremo interessi
  per  circa  50  milioni, perché 8,5 milioni sono riferiti  al  solo
  anno,  quindi  vorrei  capire  quanto  costa  quest'operazione   di
  attualizzazione  e quanti soldi in meno riceveranno,  considerando,
  appunto  gli interessi indicati nella Tabella B, quanto ci  costerà
  quest'operazione di attualizzazione.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevole colleghi, stavo verificando
  in  realtà  anche  alla luce dell'emendamento che stamani  è  stato
  votato in Commissione Bilancio, giustamente, ritengo io, che dà  la
  possibilità di stanziare per il 2019 i 100 milioni di euro,  frutto
  appunto  dell'accordo con lo Stato e di quello che poi avverrà  nei
  prossimi giorni, ci auguriamo, al Parlamento nazionale.
   Però con questa norma, che sostanzialmente poi provvede a dare una
  copertura  per i cinque anni successivi, si creerebbe di  fatto  un
  vulnus di un anno, se ho capito bene
   Potrei aver capito male, è anche una richiesta, perché per il 2019
  siamo coperti dalla norma che abbiamo votato stamane perché si sono
  liberate  queste  somme. Dal 2021, la norma  in  questione  darebbe
  copertura quinquennale, per cui avremmo paradossalmente l'annualità
  del 2020 scoperta.
   Poiché  ci  apprestiamo  a  dare di nuovo  vigore  a  questi  enti
  probabilmente mi interrogherei se trovassimo la possibilità di dare
  continuità, non è semplice però capisco che è importante.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia, Capisco la questione  posta,  ho
  verificato   con   la  Ragioneria  che  ha  spalmato   l'intervento
  finanziario  senza soluzione di continuità. Cioè la previsione  per
  l'anno  2019 e 2020 ci consente di realizzare già subito  la  somma
  complessiva  dal 20121 in poi. Stiamo attualizzando  la  somma  più
  consistente, cioè i 100 milioni dal 2019.
   Io proporrei e credo che siate tutti d'accordo, che il termine del
  30 giugno che ormai è imminente vada postergato di almeno tre mesi,
  in  modo da consentire l'emanazione dei provvedimenti attuativi  in
  termini congrui.
   Se  lasciassimo  la  norma  con questo  termine,  non  ci  sarebbe
  praticamente  tempo  per  adottare gli atti  dopo  l'entrata  della
  norma.
   Su  questo  mi  permetto  di preannunciare un  subemendamento  che
  certamente  modifica il termine del 30 giugno  e  lo  porta  al  30
  settembre.  E'  tutto  coperto, e ho sentito adesso  la  Ragioneria
  generale che ha fatto un prospetto complessivo, ed è tutto  coperto
  senza soluzione di continuità.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo interverrà l'onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  A  meno  che  l'intervento  dell'onorevole  Lupo,   mi
  convinca, non interverrò

   PRESIDENTE. Speriamo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo,  che
  ha un compito gravoso quello di convincere l'onorevole Cracolici.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Compito arduo. Penso
  che siamo già della stessa opinione quindi non farò fatica.
   Presidente, l'art. 6 ci propone di attualizzare i 500  milioni  di
  euro  che  lo Stato ha previsto di dare con l'accordo poi  trasfuso
  nella  norma  che sappiamo, 100 milioni all'anno nel periodo  2021-
  2025;  come  prima dicevano i colleghi, le risorse  sono  destinate
  fondamentalmente a manutenzione straordinaria di strade e scuole  -
  cosa  che non si evince dal testo dell'articolo 6, ma comunque  c'è
  la  norma  nazionale - il tema è quanto ci costa questa operazione,
  cioè quanto costa alle casse della Regione siciliana attualizzare i
  500  milioni? Al comma 2 si dice 8.374.490,95 l'anno,  quale  quota
  interessi per l'esercizio finanziario 2021, che moltiplicato 5,  fa
  circa 42 milioni di euro: non mi sembrano pochi.
   Allora, intanto mi chiedo con quale criterio questi oneri passivi,
  questi  oneri  finanziari,  questi interessi  passivi  siano  stati
  calcolati, perché io penso che trattandosi di 500 milioni di  euro,
  bisognerà  rivolgersi  al mondo finanziario  -   Cassa  Depositi  e
  Prestiti  -   non  lo  so, ma, diciamo  o avete  già  una  proposta
  concreta  e  una quantificazione certa, oppure: primo, si  pone  un
  problema  di  quantificazione della spesa; secondo, noi  non  siamo
  d'accordo a bruciare, per anticipare di qualche anno, quel  che  lo
  Stato ci deve, 42 milioni su 500 milioni complessivi, tranne che io
  non  abbia fatto male i conti, ma invito il Governo, eventualmente,
  a correggermi.
    Terzo e ultimo motivo: ieri abbiamo discusso del fatto che con il
  nuovo  accordo lo Stato ci riconosce, per liberi Consorzi  e  Città
  metropolitane, ulteriori 100 milioni di euro. Quindi, quando è nata
  la  norma,  a  seguito  del precedente accordo,  l'accordo  di  cui
  abbiamo  parlato  ieri  che  destina  a  liberi  Consorzi  e  Città
  metropolitane  ulteriori  100 milioni di euro,  ancora  non  c'era,
  allora mi chiedo se è ancora così urgente e strettamente necessario
  attualizzare questi 500 milioni, oppure se l'urgenza  non  c'è  più
  perché in qualche modo il ristoro ottenuto con l'ultimo accordo  di
  100 milioni di euro può essere sufficiente.
   Ultima  domanda, è questo riferimento al cronoprogramma  approvato
  dalla  Giunta su proposta dell'assessore regionale per le autonomie
  locali  e  la funzione pubblica, cioè si vogliono destinare  queste
  risorse  a spesa corrente, cioè al funzionamento di liberi Consorzi
  e  Città  metropolitane? Perché diversamente non capisco perché  il
  cronoprogramma viene adottato su proposta dell'assessore  regionale
  per  le  autonomie locali e la funzione pubblica: si fosse trattato
  di  manutenzione di strade e scuole mi sarei aspettato,  piuttosto,
  avere    delle    proposte   dell'assessorato   infrastrutture    o
  dell'assessorato all'istruzione.
   Ci  sono  una  serie di dubbi, signor Presidente,  che  in  questo
  momento  ci  portano  a  dire che noi non siamo  d'accordo.  Se  il
  Governo risponderà in maniera adeguata, valuteremo di conseguenza.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, il collega  Lupo  mi  ha  convinto
  perché   ha  centrato  le  due  questioni  fondamentali  di  questo
  articolo.
   La  prima questione, e lo dico al Presidente della Regione che non
  perde,  giustamente,  occasione  per  difendere  la  dignità  e  la
  funzione   dei  liberi  Consorzi,  ex  province,  e   delle   Città
  metropolitane, proprio in ragione di questo non capisco perché deve
  essere  approvato  dalla  Giunta regionale  un  cronoprogramma  per
  l'attuazione delle modalità di esecuzione di quelle risorse.
   Quelle  risorse  vanno distribuite, secondo i  parametri  previsti
  dalle  norme,  ai  liberi  Consorzi e alle  Città  metropolitane  e
  saranno loro - oggi con i commissari, domani, quando prima o poi ci
  saranno gli organi elettivi, anche se di secondo grado - a decidere
  dove  fare una strada, dove fare una scuola, secondo i principi  di
  democrazia.
   Consentitemi,  non mi pare una bella scelta di chi professa,  come
  dire, la necessità di avviare questo decentramento sugli organi  di
  secondo livello, approvare una norma che di fatto li sostituisce.
   Quindi,  suggerirei  al Governo di togliere  la  disposizione  che
  rinvia a un atto di Giunta su competenze che sono delle province, o
  ex province.
   La   seconda  questione  che,  invece,  è  un  po'  più  delicata,
  assessore,  perché  adesso la dico con una logica,  diciamo,  molto
  semplicistica che noi attualizziamo 500 milioni di euro

   MUSUMECI,  presidente della Regione. E' lei al centro  del  nostro
  discorso

   CRACOLICI. Lo so, lo so che mi volete bene

   PRESIDENTE.  Presidente Musumeci, devo dire che l'ha guardata  con
  una faccia severissima poco fa

   CRACOLICI. Chi io?

   PRESIDENTE. Sì.

   CRACOLICI. No, ma è stato l'onorevole Cordaro che mi ha invitato a
  fermarmi.

   PRESIDENTE. Ah  Va bene; però, concluda per favore.

   CRACOLICI.  Dicevo,  500 milioni attualizzati  dal  2021  al  2025
  significa 100 milioni l'anno di un contributo che lo Stato ci  darà
  in  diversi anni e noi lo attualizziamo. Ma vorrei farvi notare che
  42  milioni  di euro di interessi - adesso lo dico a bassa  voce  -
  siamo di fronte a un tasso usuraio, perché siamo nell'ordine dell'8-
  9 per cento; allora, di cosa stiamo parlando? Per l'attualizzazione
  di  un contributo ci sono dei parametri. Ma io non sono così sicuro
  che ci serva avere la massa finanziaria immediata per attività che,
  bene che vada, si spenderanno nell'anno di  x  anni.
   Allora,  forse, quei 40 milioni, piuttosto che darli alle  banche,
  diamoli  alle province, perché siccome non si spenderanno nel  2021
  tutti  e 500 milioni si potrà programmare la spesa in maniera  tale
  che  quei  soldi  che oggi prevediamo di dare, sostanzialmente,  al
  sistema  finanziario  li  diamo alle  province  per  spenderli  nel
  territorio.
   Ho detto, credo, la stessa cosa dell'onorevole Lupo. L'ho detta  a
  modo mio.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Grazie agli importanti contributi
  che sono stati dati a una norma che assume un rilievo centrale.  Mi
  permetto di fare una premessa, onorevole Lupo, che rende più chiara
  la  convivenza  dell'accordo di dicembre con  l'accordo  di  maggio
  scorso,  che  queste sono somme per investimenti, mentre  le  somme
  dell'accordo  integrativo che ha firmato  il  Presidente  a  maggio
  riguardano la spesa corrente.
   Quindi,  noi abbiamo delle province che da un lato, se  gli  diamo
  solo  spesa per investimenti, nel frattempo muoiono e, quindi,  non
  possono  fare  investimenti;  se  diamo  solo  spesa  corrente  non
  riescono  ad  utilizzare,  ad attualizzare.  Hanno  tanti  progetti
  pronti e possono partire.
   Allora,   prima   questione:  l'accordo  di   maggio,   e   quindi
  l'emendamento  che  riguarda l'accordo di maggio,  concerne  i  100
  milioni  di spesa corrente, che saranno distribuiti tra le province
  secondo  i criteri normali, ordinari di assegnazione alle province.
  Ripeto:  quantificazione  che viene direttamente  dalla  Corte  dei
  conti  che  tanto ha quantificato nell'audizione del 27 marzo  alla
  Commissione  Bilancio  della Camera.
   Per  quanto  riguarda, invece, questa somma  intanto  vorrei  dire
  riguarda scuole e strade perché, come bene ha ricordato l'onorevole
  Lupo,  nella  norma  nazionale, nell'accordo la  destinazione  è  a
  scuole  e  strade.  La disponibilità finanziaria  per  un  appalto,
  onorevole Cracolici, non può farsi per tempo, deve essere immediata
  nel  momento  in cui si bandisce. La giurisprudenza è pacifica  nel
  dire  che  se fai un bando da 5 milioni i 5 milioni li devi  avere,
  non te li puoi ricavare nel triennio di durata dei lavori.
   Ecco  perché  avevamo interesse, in questo momento, ad  una  forte
  spinta  di  dotazione  finanziaria per  investimenti  nelle  nostre
  province,  perché  le  nostre  province,  soprattutto  per   quanto
  riguarda  le  scuole, sono in una situazione di  pericolo  che  più
  volte  l'assessore Lagalla ci ha evidenziato e le strade, che  sono
  in  uno  stato  di  fatiscenza che tutti voi conoscete  e  come  il
  ministro  Toninelli ha potuto rilevare direttamente. Evidentemente,
  si  tratta  di  interventi necessari per progetti  in  atto  pronti
  presso le province.
   La  somma.  Si  può  anche convenire, onorevole  Cracolici,  sulla
  necessità dell'anticipazione di 500 milioni subito o potremmo  fare
  250 e 250. Ma questo, ripeto, non credo che nessuno oggi si stracci
  le   vesti   se  non  ci  sono  500  milioni  di  euro  disponibili
  immediatamente. Lo sforzo che il Governo ha voluto fare, proprio al
  fine di dotare le nostre province della massa finanziaria in favore
  delle  imprese,  perché  queste sono tutte  risorse  che  vanno  al
  territorio  e  che sono fatte per micro interventi sul  territorio,
  concernono  peraltro  un'attualizzazione  che,  intanto,  avrà  una
  dinamica scalare cioè gli 8 milioni del primo anno riguardano i 400
  milioni  di anticipazione i 500 milioni, è chiaro che man mano  che
  diminuisce

   CRACOLICI. Sono per 5 anni.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia   Sì,  il  primo  anno  abbiamo
  quantificato in 8 milioni, sì ma il primo anno riguarda il montante
  intero   poi  l'andamento  dell'anticipazione  scende  e,   quindi,
  scendono  gli interessi perché la dotazione finanziaria complessiva
  riguarda il singolo anno. Dopodiché, noi non abbiamo interesse -  e
  l'abbiamo  preannunciato  e  l'abbiamo  già  detto  in  Commissione
   Bilancio   -  ad  avviare un negoziato con le banche  col  sistema
  finanziario.
   Noi  abbiamo  avviato già e questa quantificazione  che  come  voi
  vedete  è  al centesimo non all'euro, al centesimo, non ci  saremmo
  sognati  di  mettere il  ,95  tanto per dare un  numero,  ci  viene
  dalla  Cassa Depositi e Prestiti, cioè dalla Banca dello Stato  del
  Ministero  dell'economia,  con la quale  possiamo  negoziare  senza
  bisogno   di  far  gare  come  voi  sapete  per  evitare  procedure
  farraginose  che  ci  porterebbero  mesi  via;  quindi,  il  nostro
  intervento  così come ipotizzato e questa quantificazione  iniziale
  riguarda  una  quantificazione che ci ha  fatto  Cassa  Depositi  e
  Prestiti.  Attenzione,  questo è il montante massimo, è chiaro  che
  in   sede  di  negoziato  trarremo  la  maggiore  spinta  possibile
  dall'esigenza di attualizzare nel modo più conveniente possibile  e
  al  minore costo possibile per la Regione queste somme e portare  a
  casa il risultato più conveniente.
     Parimenti  quello che viene proposto di sentire  la  Commissione
   Bilancio ,  il  Presidente  Savona  sa  che  ogni  volta  che   la
  Commissione   Bilancio   ci ha chiesto di  essere  investita  o  di
  conoscere  le  questioni prima nessun problema è stato  posto  mai,
  però,  appunto, il tema che giustamente evidenzia il collega Turano
  qui  accanto  a  me è che una cosa sono le vicende  strategiche,  i
  piani, programmi  o atti generali e altra cosa è una vicenda  sulla
  quale, ovviamente, io non mi sottrarrò mai o chi verrà dopo di me a
  dare  illustrazioni  sul  punto,  ma  certamente  è  opportuno  non
  cristallizzarlo  in  una norma di legge; fermo restando  la  piena,
  assoluta  disponibilità  che voi conoscete  perché  la  Commissione
   Bilancio  mi conosce.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Brevissimamente,  onorevole Cracolici, per  rafforzare  ove  ve  ne
  fosse bisogno le considerazioni già svolte dal Vicepresidente della
  Regione, nel senso che, non è in pericolo la potestà programmatoria
  delle  amministrazioni ex provinciali in quanto  la  programmazione
  degli  interventi è richiesta nell'ambito del piano  triennale  per
  l'edilizia scolastica a tutte le province ad alcune condizioni  che
  oggi  sono  imposte dalla legge, dalla normativa  sulla  sicurezza,
  quindi   non   vi   è  problema  o  interferenza  con   la   libera
  programmazione delle amministrazioni locali.

   CRACOLICI. Se lo approva la Giunta il cronoprogramma?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  No, la Giunta approva la divisione delle risorse poi

   PRESIDENTE. Assessore Lagalla, onorevole Cracolici, scusatemi  noi
  abbiamo due problemi.
   Il  primo: le televisioni che riprendono il dibattito. Quando  lei
  interviene ogni 30 secondi a casa non sentono quello che  lei  dice
  quindi  non  capiscono  la  reazione e la risposta  dell'Assessore.
  Quindi,  primo,  chiederei  che lei non  intervenga  più.  Secondo,
  pregherei  che gli Assessori non rispondano all'onorevole Cracolici
  perché sennò usciamo pazzi  Cioè, in televisione non si capisce più
  niente  Domani quando io vado a leggere il resoconto d'Aula non  si
  capisce più niente, perché le persone che riprendono non riescono a
  seguire questo dibattito
   Quindi,  onorevole Cracolici, la prego con educazione, con  grande
  educazione da parte mia, di non interrompere più gli Assessori  che
  parlano  e supplico gli Assessori di non rispondere quando qualcuno
  dal  posto  vi  fa  delle osservazioni perché  altrimenti  noi  non
  capiamo più niente
   Prego, assessore Lagalla.

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  In  ogni caso, e concludo, il ruolo della Giunta comunque si assume
  nel  momento in cui viene approvata la programmazione che  proviene
  dalle  province perché noi approviamo in Giunta il piano  triennale
  delle opere di edilizia scolastica.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo   e
  siciliani,   Presidente  e  Assessore,  noi  come  parte   politica
  ovviamente guardiamo con favore a queste erogazioni che, per quanto
  concerne  il nostro ruolo nel Governo nazionale, abbiamo concordato
  alla  nostra stessa Regione. E vogliamo ricordare a questo  Governo
  che  è già una forzatura utilizzarne una parte per il pagamento dei
  mutui  che  riguardano le scuole e le strade  e  che  andare  oltre
  sarebbe  del tutto impensabile. Però, Assessore, come è impensabile
  chiedere  a questo Parlamento di votare una norma di cui conosciamo
  il  costo  del primo anno, e di cui non conosciamo il costo  esatto
  del quinquennio  Sì, lo conosce lei ma non noi.
   In  secondo luogo, non è detto e soprattutto non abbiamo  contezza
  che  ci  sia la necessità di attualizzare l'intero importo. Quindi,
  io  le  proporrei, Assessore, di accantonare un attimo la  norma  e
  volendo  potremmo  anche scrivere un emendamento che  prevede,  per
  esempio, l'attualizzazione del 50 per cento della norma e così  non
  andiamo a bruciare 40 milioni di euro di interesse o quello che  è,
  ne andiamo a bruciare il 50 per cento in interessi, perché comunque
  tutto quello che noi daremo, che sia alla banca, ad un fondo o alla
  Cassa depositi e prestiti, questo non c'è scritto oggi nella norma,
  sono  comunque  soldi  bruciati  che  togliamo  ai  siciliani,  che
  togliamo alle scuole e che togliamo alle manutenzioni delle strade.
   Quindi,   non   ha   neanche  senso  se  noi   non   abbiamo   una
  quantificazione  dei progetti che sono attualmente  eseguibili  nel
  biennio  2019/2020 andare ad attualizzare 500 milioni  che  poi  mi
  comporteranno un pagamento di interessi che comunque è elevato.
   Quindi,  io proporrei di accantonare un attimo la norma, fare  una
  ricognizione  se siamo in grado nei tempi di conoscere  qual  è  la
  misura, oppure azzardarci nella misura del 50 per cento ed il resto
  del  50  per cento lo prendiamo nelle cadenze che abbiamo riportate
  nell'accordo. Credo che sia una gestione da buon padre di  famiglia
  che   chi  amministra  la  Cosa  pubblica  dovrebbe  tenere  sempre
  presente.

   PRESIDENTE. Se l'Assessore è d'accordo a questa proposta evito  di
  dare la parola agli altri ed andiamo avanti. Assessore, è d'accordo
  con questa proposta o no?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Sì, Presidente,mi scusi,  se  in
  sede di

   PRESIDENTE. Lei è d'accordo? Se lei è d'accordo andiamo  avanti  e
  poi ne parliamo.

   ARMAO,  assessore per l'economia. L'Aula è sovrana  quindi  sembra
  emergere  questa volontà di dimezzare per noi va bene. La  proposta
  era  500, dimezziamo. Io voglio soltanto sottolineare che il  costo
  non  è  di 48 ma di 24 milioni; quindi, vi ho detto esattamente  24
  milioni ve lo do all'euro 24.523.890,72.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Lupo,  l'abbiamo   accantonato,   quindi
  sull'argomento parliamo quando lo riprendiamo.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
            Patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie

   1.  Al fine di ridurre l'impatto finanziario sul sistema sanitario
  regionale  delle  disposizioni di cui all'articolo  6  della  legge
  regionale  17  marzo 2016, n. 3, che ha posto a  carico  del  Fondo
  sanitario  gli  oneri del mutuo sottoscritto ai sensi dell'articolo
  2,  comma 46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 tra il Ministero
  dell'Economia  e  la  Regione siciliana, la  Giunta  regionale,  su
  proposta  degli Assessori regionali per la salute e per l'economia,
  previa  intesa  con  i  soggetti interessati,  promuove,  ai  sensi
  dell'articolo  1, comma 1, della legge regionale 28 dicembre  2014,
  n.   17   e   successive  modifiche  ed  integrazioni,   un   piano
  straordinario  di  valorizzazione e/o  dismissione  del  patrimonio
  immobiliare disponibile delle aziende sanitarie, nel rispetto delle
  vigenti  disposizioni  in  tema  di valorizzazione  del  patrimonio
  immobiliare  pubblico, da attuare anche mediante conferimenti,  ove
  previsto,  a  fondi immobiliari esistenti istituiti ai sensi  delle
  disposizioni statali o regionali vigenti.

   2.  Le  Aziende sanitarie, entro il 31 dicembre 2019,  definiscono
  la  ricognizione  e la valutazione del patrimonio  immobiliare  non
  strettamente destinato alle attività sanitarie, oggetto  del  piano
  di  cui  al  comma  1.  L'Assessorato  regionale  della  salute   è
  autorizzato  ad  avvalersi  prevalentemente,  tramite  convenzione,
  dell'Agenzia  delle  entrate - Dipartimento territorio,  ovvero  di
  risorse interne all'amministrazione o, in subordine, di soggetti in
  possesso  di comprovata esperienza e/o abilitati per supportare  le
  Aziende  sanitarie  nell'espletamento della  suddetta  attività,  a
  valere,  nel  limite di 1.000 migliaia di euro, delle  risorse  del
  Fondo sanitario».

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Assessori,
  l'articolo  7  si prefigge il fine di ridurre gli oneri  del  mutuo
  sottoscritto ai sensi dell'articolo 2 del comma 46 della  legge  n.
  244  il  carico  sul  fondo  sanitario  regionale,  come?  Diciamo,
  vendendo gli immobili disponibili del Servizio sanitario regionale.
   Questa  norma, questa finalità può essere comunque, è apprezzabile
  però  sconta  un  piccolo problema: attualmente ci  sono  parecchie
  Aziende  sanitarie che hanno in utilizzo immobili in affitto,  cioè
  da   un  lato  vogliamo  vendere  degli  immobili  disponibili,  ma
  dall'altro  abbiamo degli immobili in affitto. Ok,  la  finalità  è
  giusta,  dobbiamo portare dentro delle risorse fresche su  immobili
  valorizzando  immobili  che  non  hanno  un  utilizzo  diretto,  ma
  dall'altra parte paghiamo affitti.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Vi invito alla riflessione. Su questo articolo il Governo, proprio
  per  consentire di evitare che le aziende continuino  ad  avere  un
  problema  di  bilancio. Ok, sono d'accordo, dobbiamo  sistemare  il
  problema  del  mutuo,  ma  non dobbiamo  lasciare  un  problema  al
  bilancio  delle  aziende. Per questo, e mi  dispiace  che  non  c'è
  l'Assessore,  in  una  delle notti di marzo,  quando  facevamo,  si
  trattava in Commissione  Bilancio  proprio questo articolo, abbiamo
  anche  cercato di migliorare il comma 2, abbiamo inserito che  alla
  valorizzazione partecipassero dipendenti dell'Agenzia delle Entrate
  oppure  utilizzando risorse interne ove disponibili per trovare  la
  valorizzazione migliore di questi immobili disponibili. Per  questo
  invito  il Governo ad una piccola riflessione su questo articolo  e
  se  è  possibile  anche un piccolo miglioramento in  questo  senso,
  magari, migliorandolo.
   Io  ho presentato un emendamento al comma 2, il 7.4, ma anche  del
  comma  1,  chiedo al Governo, se l'assessore Armao mi  ascolta,  se
  potete   migliorarlo  in  questo  senso,  magari   procedere   alla
  valorizzazione  degli immobili, ma prima espletare, ove  possibile,
  la  possibilità di togliere gli affitti, utilizzando  gli  immobili
  che sono disponibili allo stato attuale. Vi ringrazio.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor Presidente, Presidente della Regione,  Governo,
  onorevoli  colleghi,  lo  spiego subito è semplicissimo.  La  norma
  proposta   dal  Governo  è  una  norma  meritevole  certamente   di
  attenzione perché parte dall'articolo 6 della legge n. 3  del  2016
  che,  prendendo atto di avere superato sostanzialmente, essendo  al
  secondo  o  al terzo esercizio di posizione più rispetto  ai  conti
  della  Regione,  partendo dal famoso piano  di  rientro  del  2007,
  correttamente  il  Parlamento  ha votato  una  norma  che  dava  la
  possibilità di alleggerire il carico del bilancio della Regione che
  pagava  sostanzialmente  i  debiti  della  sanità  e  cominciare  a
  scaricare con 127 milioni previsti proprio dalla legge citata dalla
  vostra  proposta all'articolo 7 del testo ed avere la  possibilità,
  quindi,  di  cominciare a scaricare il bilancio  della  Regione  di
  questi oneri, sostanzialmente.
   Quindi, è corretto, è anche corretta l'argomentazione anche se c'è
  la proposta dell'onorevole Pasqua di una riscrittura che, tuttavia,
  non  ritengo  necessaria sul comma 1 perché il comma 1 tiene  conto
  esattamente di quello che il decreto legislativo n. 592  del  1992,
  assessore   Armao,  e  le  successive  modifiche  ed  integrazioni,
  prevedono cioè che l'aziendalizzazione, non si chiamano Aziende per
  caso, evidentemente, essendo passate le Unità sanitarie locali alla
  gestione    economico-finanziaria,   alla    gestione    economico-
  patrimoniale,  dovevano dismettere tutti i  beni  che  non  vengono
  utilizzati  per  fini sanitari e, quindi, recuperare  patrimonio  e
  recuperare risorse. Quindi, il primo comma è assolutamente corretto
  ed ha la nostra condivisione.
   Per  quanto  riguarda  il secondo comma su cui  ho  presentato  un
  subemendamento, l'onorevole Pasqua, io credo che per l'attività che
  da tempo, oltre dieci anni, fa l'Assessorato rispetto alle Aziende,
  cioè  nel  senso  dell'attrezzare dal punto di vista  culturale  le
  Aziende  per le competenze che il personale delle Aziende sanitarie
  ed  il  personale  dell'Assessorato che già  hanno  e,  quindi,  la
  necessità di fare in modo che la ricognizione e la valutazione  del
  patrimonio  immobiliare, non strettamente destinato  alle  attività
  sanitarie,  oggetto  del  1   comma  l'assessorato  regionale  alla
  salute fosse autorizzato ad avvalersi, per fare questa ricognizione
  ed   imporre,   soprattutto,  questa  ricognizione  alle   aziende,
  avvalersi  del  personale interno, ovviamente, che  è  di  assoluto
  valore.  Infatti, anche ora mi risulta ci sono interventi  ripetuti
  di   aggiornamento  del  personale  delle  aziende   sanitarie   ed
  ovviamente dell'Agenzia delle entrate e dipartimento delle entrate.
   Ritengo che, allo stato, considerato che si sta cominciando adesso
  e   che   è  un'operazione  molto  complessa,  non  sia  necessario
  immaginare  di potersi recare all'esterno perché, assessore  Armao,
  lei sa benissimo che, assessore Razza, non l'avevo vista, le chiedo
  scusa  - mi rivolgevo all'assessore Armao, al Vicepresidente  della
  Regione  ed  al  Presidente della Regione - in questa  prima  fase,
  assessore Razza,  non si commetta l'errore che è stato commesso, in
  buona  fede,  evidentemente, negli ultimi 10/15 anni, di  avvalersi
  dell'assistenza  tecnica per poi non ritrovarsi  alcuna  competenza
  all'interno  dell'Assessorato.  Ed  avere  spese  per  l'assistenza
  tecnica  e,  poi,  io immagino l'Assessore per  la  salute  attuale
  quanti  problemi avrà, come li avranno avuti quelli in  precedenza,
  servendo l'assistenza tecnica sostanzialmente a sostituire  le  non
  competenze che ci sono all'interno degli assessorati.
   Io   dico,  pertanto,  in  questa  prima  fase,  se  ci  avvaliamo
  dell'Agenzia  delle  entrate,  ci  avvaliamo  delle  risorse  umane
  interne  all'assessorato,  che ci sono  e  sono  di  valore,  delle
  risorse  umane  interne  alle aziende  sanitarie  ed  alle  aziende
  ospedaliere,  credo che avremmo dato un impulso verso una  maggiore
  valorizzazione  del  personale  ed  uno  stimolo  al  personale  ad
  esercitare    una   funzione   che   è   propria   del    personale
  dell'assessorato e delle aziende sanitarie.
   Condiviso, quindi, l'articolo quasi nella sua totalità, penso  che
  potremmo  se, in avvenire, dovesse rendersi necessario, si potrebbe
  intervenire   successivamente.  In  questa  fase,   immaginare   di
  avvalersi  di  risorse  esterne potrebbe  vanificare,  esattamente,
  quello  che è stato scritto, per esempio nel 1  comma  e  cioè  che
  dobbiamo  costringere le aziende sanitarie a  dismettere  tutto  il
  patrimonio che non ha finalità sanitarie.
   Questo  è  il senso del subemendamento che abbiamo proposto  senza
  alcuna  finalità  se non sia quella di raggiungere  l'obiettivo  di
  valorizzare  le risorse che le aziende sanitarie hanno  spesso,  da
  qualche  secolo,  spesso da qualche secolo, e  che  non  hanno  mai
  utilizzato  perché  non sono utilizzate a finalità  sanitarie,  pur
  pagando, come dice il collega Pasqua, spesso degli affitti,  perché
  non  ci  sono  i  locali sufficienti a poter svolgere  le  funzioni
  sanitarie   proprie   delle   aziende  sanitarie,   delle   aziende
  ospedaliere e di tutta la struttura sanitaria.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, in realtà, intervengo  in  parte,  in
  maniera  difforme  rispetto all'intervento del  collega  Gucciardi,
  poiché  ritengo che la ratio di questa norma sia esattamente quella
  opposta,   cioè  cercare  di  rendere  agevole  il   personale   di
  dismissione di quel patrimonio che non è prettamente utilizzato per
  le  finalità  delle Aziende sanitarie, può avvenire, probabilmente,
  in maniera molto più rapida, se ci si avvale della procedura di cui
  al  comma 2, proprio perché se dovessi fare un'analogia rispetto  a
  quello  che  è e avviene nei comuni, devo dire che, purtroppo,  per
  l'impasse dell'incapacità delle amministrazioni di mettere a regime
  o  valorizzare,  patrimonializzare,  locare o  patrimonializzare  a
  vario titolo non avviene.
   L'assessore  Razza  ricorderà,  si  era  discusso  in  Commissione
   Bilancio   sull'opportunità di estendere questa norma  anche  agli
  enti  locali,  ovviamente attagliandola alle  esigenze  degli  enti
  locali,  ricorda  assessore Grasso che abbiamo parlato  di  questo.
  Perché,  purtroppo,  da  consigliere comunale,   mi  ritroverò  nei
  prossimi giorni a dover votare l'ennesimo elenco del patrimonio non
  alienato  e  non  patrimonializzato che  è  esattamente  lo  stesso
  dell'anno scorso, così come dell'anno precedente.
   Poiché  si  tratta  di  una  quantità  di  immobili  ingenti   che
  potrebbero dare agli enti locali una boccata di ossigeno, ma poiché
  all'interno  dei  comuni,  così come nelle  ASP,  non  siamo  nelle
  condizioni  di  poter  celermente mettere su degli  uffici  che  si
  occupino,  in maniera dedicata innanzitutto alla catastazione,  poi
  valorizzazione e patrimonializzazione dei beni, il  mio  invito  al
  Governo  -  ed  in  quel caso l'assessore Razza  lo  aveva  accolto
  positivamente  -  era quello di aggiungere una  norma  parallela  -
  perché qui stiamo parlando di sanità, lì parliamo di enti locali  -
  con  la  stessa,  identica  ratio, cioè  agevolare  con  lo  stesso
  percorso  e  la stessa modalità l'alienazione, patrimonializzazione
  che  dir  si  voglia  dei  beni degli enti  locali  perché  versano
  esattamente nelle stesse condizioni: l'impossibilità di  locarli  o
  addirittura di catastarli.
   Il Comune di Palermo, solo per dare un dato, ha 30 milioni di beni
  che non sono strettamente legati all'attività istituzionale che, da
  più di 10 anni, si trovano in un elenco e lì restano.
   L'occasione era questa. Il Governo in quest'occasione ha fatto  un
  dispositivo  piuttosto  snello,  sono  pochi  articoli;  però,   se
  troviamo l'opportunità - non so in che modo, in che occasione -  io
  avevo  lanciato il tema in Commissione, ma se troviamo o il Governo
  si  assume un impegno, anche qui in Aula, rispetto alla possibilità
  di portare avanti questa norma, io ritengo che noi andiamo incontro
  ad  un'esigenza che non ho raccolto io ma tutti gli enti  locali  -
  l'ANCE ce lo ha anche detto - l'assessore Bernardette Grasso  ne  è
  pienamente  consapevole  e,  credo, anche  consenziente  perché  ne
  abbiamo  a lungo parlato, è un'esigenza sentita da tutti  gli  enti
  locali.
   Per  cui,  poiché gli assessori Razza e Grasso ne avevano entrambi
  valutato  la  positività, io mi auguro che il Governo la  tenga  in
  debita considerazione.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, lei sa
  che  in  Commissione  Sanità  abbiamo apprezzato e condiviso almeno
  la prima parte della norma perché sulla seconda parte abbiamo anche
  noi  sollevato  diversi dubbi e pensiamo che  la  seconda  parte  -
  perché,  come  lei sa Assessore, in Commissione si è sviluppato  un
  buon  dibattito - vada nella direzione opposta dello  scopo  stesso
  della  norma che nel comma 1 compie un'operazione positiva  per  la
  Regione.
   Per  cui, volevo semplicemente dire che il Movimento Cinque Stelle
  apprezza  il  subemendamento proposto dall'onorevole  Gucciardi  e,
  ovviamente, voteremo a favore.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne ha facoltà.

   LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, quando
  abbiamo apprezzato questa norma anche in Commissione  Bilancio , ho
  immediatamente  -  col  senso  pratico  che  connota  noi  donne  -
  immaginato, per esempio, visto il problema gravissimo che  riguarda
  le scuole superiori, cioè le scuole del secondo ciclo di istruzione
  che  appartengono alle ex province ed in provincia  di  Trapani  il
  commissario  ha  già mandato lettere di dismissione  di  tutti  gli
  affitti  passivi delle scuole superiori,  proprio  perché,  con  la
  nota  questione  che  investe i bilanci ed i mancati  trasferimenti
  alle province, chiaramente non ce la fanno a pagare le scuole.
   Allora ho immaginato, per esempio, che c'è il vecchio nosocomio di
  Marsala  che  è  un  grandissimo edificio, oggi abbandonato,  quasi
  abbandonato,  proprio perché non è più adeguato allo scopo.  Questo
  edificio,  mi  riferisco sia all'Assessore Razza, sia all'Assessore
  competente  per la pubblica istruzione, potrebbe essere oggetto  di
  una convenzione, di un passaggio tra l'ASP di Trapani, che ne è  il
  proprietario, al Comune di Marsala. Il Comune, per altro,  potrebbe
  chiedere  all'Ufficio che è istituito presso la Regione, presso  il
  Governo della Regione, per la progettazione.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   E si potrebbe così realizzare, tra virgolette, anche un intervento
  che  serve alla pubblica utilità, sottrae all'incuria, al  degrado,
  un'importante  struttura, fino a qualche anno  fa  utilizzata  come
  ospedale.  E può essere utilizzata appunto per le scuole di  quella
  città,  la  città  di Marsala, che oggi hanno e vivono,  insieme  a
  tante altre scuole della provincia un dramma assoluto: il fatto  di
  non potere essere più funzionanti a partire dal 1  settembre se non
  si troverà una strategia, una risoluzione che non è facile vista la
  condizione in cui versano appunto i bilanci delle ex province. Ecco
  perché questa norma, invece, facilita operazioni di questo genere e
  permette   la   valorizzazione  degli  immobili,   del   patrimonio
  immobiliare.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
  norma sia quanto mai opportuna per due ragioni. Una l'ha certamente
  espressa l'onorevole Gucciardi perché ci porta a trasferire  i  127
  milioni  dalla copertura di spesa sulla sanità a risorse  invece  a
  carico  del bilancio. L'altra, che dobbiamo ricordare,  è  che  noi
  abbiamo fatto, credo lo scorso anno, una norma che ci impone  entro
  il 31 dicembre 2020 a lasciare tutti gli immobili che la Regione in
  questo  momento  ha  locato, pena la responsabilità  contabile  dei
  dirigenti preposti al servizio.
   Credo  che  proprio  nel  settore ospedaliero,  che  spesso  hanno
  origine  di  beneficenza,  ci sono una  serie  di  proprietà  e  di
  immobili  che, lasciate nel tempo senza che ci sia stata  una  cura
  adeguata,  perché  purtroppo  le strutture  ospedaliere  non  hanno
  uffici tecnici di eccellenza, non solo c'è il dimenticatoio per cui
  c'è  gente che paga 4 euro di locazione, come è successo  tempo  fa
  nell'ASP  di  Agrigento ed è stato argomento di  discussione  sulla
  stampa regionale.
   Ma  credo  che  sia  quanto meno necessaria, assessore  Razza,  la
  possibilità  anche  di avere una serie di risorse.  Perché  se  noi
  vogliamo essere nelle condizioni di avere consapevolezza di  quello
  che  è  il patrimonio reale del sistema sanitario, che spesso  sono
  donazioni,  credo  che  la  cifra di  un  milione  serve  ad  avere
  consulenti  - mi permetto di dire che non c'entrano niente  i  Geni
  civili, le altre strutture - di un certo livello. Ed è comunque una
  somma  di  gran lunga inferiore a quella che è stata  appostata  al
  tempo   della  valorizzazione  dei  beni  immobili  della   Regione
  siciliana. Stiamo parlando di un milione con 80 milioni.
   Quindi  credo  che  sia una cifra adeguata, responsabile,  di  chi
  vuole fare un processo di valorizzazione e, soprattutto, mettere  a
  conoscenza di tutto il sistema siciliano che ci sono beni  immobili
  che hanno anche un valore importante. Mi riferisco anche a terreni,
  terreni  per  migliaia e migliaia di ettari, che  sono  lasciati  a
  persone  che hanno anche l'interesse ad acquistarlo. Si  tratta  di
  avviare  le  procedure  necessarie per  mettere  in  condizione  il
  sistema   sanitario  di  incassare  alcune  risorse  e  di  pagare,
  ovviamente,  quello che è dovuto rispetto al costo che  la  Regione
  ha, a proposito del debito sulla sanità.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  norma che è stata proposta ed apprezzata  anche  nel
  corso dell'iter in Commissione, nasce da una esigenza sostanziale.
   L'esigenza  è  quella di poter restituire i livelli essenziali  di
  assistenza, quella enorme parte del patrimonio che fu spostata  dal
  bilancio della Regione nella parte non riservata al Fondo sanitario
  sul Fondo sanitario.
   L'onorevole Gucciardi, che mi ha preceduto nel ruolo, sa  peraltro
  che  questa  è  una  contestazione  specifica  che  il  tavolo   di
  monitoraggio  congiunto dei Ministeri dell'Economia e della  Salute
  pone   alla  Regione  siciliana  perché,  da  parte  del  Ministero
  dell'Economia, si rileva che quella somma superiore a  120  milioni
  di  euro  agisce in sottrazione ai livelli essenziali di assistenza
  che vengono erogati in Sicilia.
   Il  sistema  complessivo spingeva esattamente a questo  obiettivo.
  Valorizzare  il patrimonio finalizzando ogni atto di valorizzazione
  alla sottrazione di questa quota.
   Nell'ambito del dibattito che si è svolto in Commissione  Bilancio
  si è correttamente valutato come in via prioritaria, e io di questo
  sono  assolutamente convinto, queste azioni possono  essere  svolte
  mediante una convenzione, che in ogni caso è a titolo oneroso,  tra
  la  Regione  siciliana  e l'Agenzia delle Entrate  o  in  subordine
  attraverso le strutture già presenti nei dipartimenti della Regione
  siciliana.
   La  ulteriore previsione che era stata anche valutata  insieme  al
  tavolo  di  monitoraggio di una minima dotazione è una clausola  di
  salvaguardia  posta  soltanto nel caso in  cui  essendo  principale
  l'obiettivo di sottrarre i 120 milioni dal Fondo sanitario solo nel
  caso in queste due prioritarie azioni, la Convenzione con l'Agenzia
  delle Entrate e l'utilizzo di risorse interne, non dovessero essere
  sufficienti a raggiungere.
   Mi   rimetto   ad   una  valutazione  che,  però,  gli   onorevoli
  parlamentari  conoscono  bene.  Quante  volte  ci  è  capitato   di
  sostenere che da parte degli enti locali non si potesse determinare
  spesa  per  carenza di strutture interne, o per la progettazione  o
  per la valorizzazione?
   Io  ritengo  che posto in termini di assoluta priorità e,  quindi,
  con  la  responsabilità che un dirigente dovrà, nella  eventualità,
  dichiarare  le  ragioni per le quali non esiste la  possibilità  di
  fare ricorso a strutture interne, la previsione della parte seconda
  del comma 2, dell'articolo 7, ci consente di potere dire  entro  la
  fine  dell'anno e, cioè prima della valutazione del  bilancio  2020
  anche da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che  la
  Regione un'azione di programmazione l'ha compiuta .
   E'  ovvio  che  si  tratta  di una ipotesi  residuale,  quindi  io
  insisterei  rimettendomi,  comunque, ovviamente,  alla  valutazione
  dell'Aula  perché  assai  più  importante  è  l'obiettivo  indicato
  all'articolo 7 comma 1, di valutare quella formulazione  perché  la
  formulazione  che oggi è contenuta nel fascicolo  è  quella  che  è
  stata  valutata nell'ambito della II Commissione proprio nel  corso
  di  un dibattito che ha visto compartecipe tutte le forze politiche
  e,  quindi, non era la formulazione originaria proposta dal Governo
  ma  era  la  formulazione che è sembrata  più  di  buon  senso  per
  raggiungere l'esigenza di vedere prioritario l'intervento  pubblico
  e  solo  al più residuale l'intervento mediante una procedura  che,
  comunque, è di evidenza pubblica.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, mantiene gli emendamenti  soppressivi
  7.1, 7.2 e 7.3?

   LUPO. Li ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  7.4.1, degli  onorevoli  Gucciardi  ed
  altri. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.4.1.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 7.4, degli onorevoli Pasqua  ed
  altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
             Disposizioni in materia di trasporto pubblico

   1.  Al  fine  di  incrementare  le  condizioni  di  sicurezza  del
  trasporto  pubblico  locale, urbano ed extraurbano,  è  autorizzata
  l'ammissione gratuita a bordo dei mezzi dell'AST degli appartenenti
  alle  Forze dell'Ordine, alle Forze Armate e ai Corpi dello  Stato,
  nel  rispetto  delle condizioni contrattuali, entro  il  limite  di
  spesa di 4.000 migliaia di euro.

   2.  Ai fini di incentivare la mobilità, urbana ed extraurbana, gli
  studenti universitari, gli anziani ultra sessantacinquenni,  nonché
  i disabili di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge 5 febbraio
  1992, n. 104, sono ammessi gratuitamente ad usufruire del trasporto
  pubblico  locale  effettuato dall'AST sino alla  concorrenza  dello
  stanziamento di 6.000 migliaia di euro.

   3.  Gli  interventi di cui al presente articolo sono effettuati  a
  valere  sulle  risorse  della Missione  1,  Programma  3,  Capitolo
  478102.

   4.  Entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente  legge,
  con  decreto  dell'Assessore regionale per le infrastrutture  e  la
  mobilità  è  data attuazione alle disposizioni di cui  al  presente
  articolo».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento soppressivo  8.4,
  degli onorevoli Di Paola ed altri.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini,   in   merito  all'articolo  8,  stavo  presentando   un
  emendamento   che   andava   a  modificare   l'articolo,   mettendo
  semplicemente  che la Regione siciliana da 10 milioni  di  euro  ad
  AST,  perché  entrando nel merito nei due commi,  inizialmente  noi
  diciamo  al  fine  di incrementare le condizioni di  sicurezza  del
  trasporto pubblico locale.
   Ora  dico  la  sicurezza, la si pensa solamente se noi  andiamo  a
  dare,  4  milioni di euro per le forze dell'ordine che usufruiscono
  di  AST? E tutte le altre forze dell'ordine che magari viaggiano su
  altre  compagnie? Cioè stiano creando una discriminante che, a  mio
  modo  di  vedere,  è difficile da capire, stessa  cosa  per  quanto
  riguarda il comma 2.
   Nel  comma  2  andiamo a dare 6 milioni di euro per agevolare  gli
  studenti  universitari. Ma noi abbiamo già approvato un disegno  di
  legge  sul diritto allo studio, dove andiamo a rendere gratuito  il
  trasporto pubblico locale agli studenti universitari con  borsa  di
  studio?  Ora dico, anche qui, c'è un po' di conflitto, noi diamo  6
  milioni  di  euro  da  un lato agli studenti  universitari  con  il
  disegno  di  legge per il diritto allo studio che  usufruiscono  di
  borsa di studio.
   Qui  invece  li diamo a tutti gli studenti universitari?  Potevamo
  semplicemente scrivere che stiamo dando questi 10 milioni ad AST  è
  inutile  andare  a  mettere questi due commi,  difficili  anche  da
  interpretare.
   La  sicurezza non viene garantita semplicemente se io do dei fondi
  per  le  forze dell'ordine e poi in che quantità? Mi sembra un  po'
  ambigua Presidente, magari se l'assessore può dare delucidazioni.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e mobilità.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per  le  infrastrutture  e  mobilità.  Signor
  Presidente,   onorevole   colleghi,  questo   articolo   nasce   da
  un'esigenza che poi diventa duplice. La prima esigenza è quella che
  viene  descritta  al comma 1, poi abbiamo la seconda  esigenza  che
  viene descritta al comma 2.
   La  prima  esigenza è quella di consentire la sicurezza dei  mezzi
  pubblici.  I  mezzi  pubblici del trasporto  pubblico  locale  sono
  quelli  dell'AST,  che  fanno trasporto pubblico  locale  urbano  e
  trasporto pubblico locale extra urbano.
   Perché  vogliamo  incrementare i livelli di sicurezza?  Perché  un
  soggetto  appartenente alle forze dell'ordine o  alle  forze  dello
  Stato  presente  in un mezzo, in un vettore del trasporto  pubblico
  locale  crea  sicuramente maggiore serenità, in un momento  in  cui
  anche  vi  sono stati dei fatti di violenza, dei fatti criminogeni,
  dei fatti che hanno destato preoccupazione.
   Questa  norma  riporta quindi la possibilità  di  consentire  alle
  Forze   dell'Ordine,  alle  Forze  dello  Stato,  poter   viaggiare
  gratuitamente, dà un aiuto a coloro che sono servitori dello  Stato
  e  che  garantiscono  la  nostra sicurezza  ma  mette  anche  nelle
  condizioni,  gli stessi vettori di avere una maggiore  salvaguardia
  in termini di sicurezza per i propri viaggiatori.
   La  norma non si ferma però al comma 1, ma procede anche al  comma
  2.   A  chi  abbiamo  esteso  la  possibilità  di  poter  viaggiare
  gratuitamente.   Cioè  la  gratuità  a  chi  l'abbiamo   assegnata?
  L'abbiamo  assegnato anche agli studenti  Qua c'è stato un  piccolo
  refuso,  quindi  chiederò che venga sottratta  e  tolta  la  parola
   studenti  universitari , perché studenti sono anche  gli  studenti
  delle  scuole  medie  di secondo grado che devono  poter  viaggiare
  gratuitamente,  considerate che molte  volte  le  famiglie,  devono
  sopportare    un    peso,   poi   abbiamo   gli   anziani,    ultra
  sessantacinquenni.
   E'  una  norma  che anche oggi viene attuata, salvo il  fatto  che
  abbiamo  previsto  soltanto 674 mila euro alla Tabella   G',  molto
  poco, onorevole Caronia.
   E allora dobbiamo, con questa norma, incrementare; e abbiamo fatto
  degli  studi,  non  è  che i 6 milioni li abbiamo  messi  là  così:
  abbiamo  fatto  uno  studio e una verifica con l'Azienda  siciliana
  trasporti  che  ci  ha  dato  anche un parametro;  in  più  abbiamo
  previsto  per i disabili, ma vi sembra una cosa fuori dal  mondo  o
  non  è  un  fatto civile che una Regione si metta, come  dire,  dia
  priorità alle categorie fragili.
   Noi  oggi siamo stati, come dire, al centro di una querelle l'anno
  scorso,  due  anni fa, per quanto riguarda le categorie  fragili  a
  proposito  dei disabili. Noi cosa stiamo facendo? Stiamo estendendo
  una  misura  di  aiuto  anche nel trasporto pubblico  locale  e  la
  stiamo, quindi, garantendo agli ultra sessantacinquenni, viene  già
  garantita,  la stiamo estendendo a più soggetti e non a chi  arriva
  primo  escludendo  gli altri, la stiamo estendendo  alle  categorie
  fragili,  ai  disabili,  la stiamo, stiamo dando  un  diritto  allo
  studio  con  la  gratuità nel trasporto pubblico locale  urbano  ed
  extraurbano   agli   studenti,  che  non  sono  soltanto   studenti
  universitari, ma sono studenti, quindi, immaginiamo noi studenti di
  secondo grado anche. E perché questo? Perché un ragazzo che si deve
  muovere,  ad esempio, a Palermo da una parte di Palermo a  un'altra
  parte  deve,  magari, essere sottoposto a un balzello di  non  poco
  conto,  cioè al biglietto che può pagare col tram, che  può  pagare
  con  l'autobus o qualunque altro mezzo vettore di trasporto. E così
  anche nelle altre città o da una città a un'altra.
   Poi,  se  dobbiamo  dirla tutta, e lo voglio dire  al  collega  Di
  Paola, attenzione, noi l'AST è stata criticata per tanto tempo, per
  tanti  anni  e in più ha avuto, anche, una procedura di  infrazione
  per  la  prima  volta,  all'AST,  diamo  soldi  in  cambio  di  una
  controprestazione, cioè noi oggi diamo denaro, ma diamo denaro  non
  a  fondo perduto, non come aiuto di Stato, non come alterazione del
  principio  della libera concorrenza nel mercato,  ma  lo  diamo  in
  cambio  di  una  controprestazione che deve fornire,  a  chi?  Alla
  Regione  siciliana. E chi sono, alla fine, i destinatari? Le  forze
  dell'ordine,  le forze dello Stato, gli ultra sessantacinquenni,  i
  disabili  e gli studenti. Scusate, ma non penso che sia una  misura
  fuori  da una logica, ha una sua razionalità, è una misura di  buon
  senso,  è una misura che ci hanno chiesto, che ce la chiedono,  che
  ce  la chiedono tutti; oggi perché non dobbiamo, invece, far fronte
  e  dire  sì  a  una  norma  che non è di questa  o  di  quell'altra
  politica,  ma  è  una norma che il Governo oculatamente  ha  voluto
  sottoporre  all'attenzione e deve diventare patrimonio  dell'intera
  Regione siciliana.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  l'onorevole Falcone, che oltre a essere assessore è un deputato che
  ormai  fa parte della categoria dei deputati di lungo corso, mi  ha
  colpito  per  la  quantità  di  -  lo  dico  con  gentilezza  -  di
  inesattezze con cui ha illustrato questa norma.
   Voglio  dire  all'onorevole Falcone: primo, questa norma  esisteva
  nell'ordinamento della Regione fino al 2009, sa perché  non  esiste
  più? Perché la Regione - e lo dico a tutela sua e della struttura -
  trovatemi un funzionario, un dirigente che firmerà il provvedimento
  di trasferimento all'AST dei 4 più 6 senza che ci siano criteri per
  stabilire  come si verifica il personale che accede a  quei  mezzi,
  con   quali   strumenti  di  misurazione.  Cioè,  vi  voglio   dire
  semplicemente  che su queste questioni si sono aperte  procedure  e
  polemiche  anche con la Corte dei Conti, perché tra l'altro  tra  i
  beneficiari della vecchia norma vi era pure la Corte dei Conti, per
  cui   dentro   la   Corte  dei  Conti  si  sollevò  una   questione
  sull'utilizzo  di  strumenti di questo tipo  che,  di  fatto,  sono
  contributi  senza controllo. E l'Amministrazione regionale  non  lo
  può fare.
   Tutte  le  cose che ha detto lei sono un bel manifesto dei  sogni:
  gli  studenti, i disabili, i vecchietti, la polizia, i carabinieri,
  ci mancherebbe  Solo che lei non può fare una norma senza stabilire
  come effettivamente potrà erogare questi biglietti.
   Allora,  lei parla di sicurezza. Se parliamo di sicurezza lei  sta
  dicendo  che, ad esempio, carabinieri, polizia e forze  dell'ordine
  possono accedere nei mezzi dell'AST. Tra l'altro ha detto una  cosa
  che l'assessore ai lavori pubblici e ai trasporti non può dire: che
  il   servizio  pubblico  lo  fa  l'AST.  Attenzione   I  mezzi   in
  concessione fanno tutti servizio pubblico, quindi i mezzi  pubblici
  non  sono solo quelli dell'AST. Tutti coloro che fanno servizio  di
  autolinee in concessione svolgono una funzione pubblica. Chiudo  la
  parentesi  su  questo. Se, quindi, chiediamo di avere la  sicurezza
  sui  mezzi,  significa  che potrà accedere  soltanto  personale  in
  servizio. Chi lo stabilisce che il personale è in servizio? Ci sarà
  un  comandante dei carabinieri che la mattina ci dirà che il signor
  Cracolici svolge funzioni in servizio? Cioè noi rischiamo  di  fare
  norme  che  roviniamo  i nostri dipendenti,  perché  poi  ci  vorrà
  qualcuno  che  dovrà fare un decreto e si dovrà assumere,  lui,  la
  responsabilità di attestare che quelle risorse sono finalizzate  ai
  sensi di legge.
   Ecco  perché dico, assessore, questa norma c'era; è stata abrogata
  perché non si poteva rispettare. Quindi io dico ci sono le migliori
  intenzioni;  devono  fare poi i conti con i sistemi  amministrativi
  vigenti   Perché l'AST si e gli altri no  Allora se il  problema  è
  dare  10 milioni all'AST, trovate   ci sono mille modi per dare  10
  milioni all'AST  Punto. Non si trovano norme che rovinano,  poi,  i
  funzionari  che  dovranno  fare un decreto  assumendosi,  loro,  la
  responsabilità   di   una  modalità,  come  dire,   fantasiosa   di
  trasferimento di risorse dalla Regione all'AST.
   Spero di avere spiegato il senso, per cui io chiedo al Governo  di
  rifletterci  meglio. Ripeto. Io non sono contrario a dare  i  soldi
  all'AST o non sono sicuramente contrario a far viaggiare gratis gli
  studenti, gli anziani, i carabinieri, la polizia, tutto quello  che
  volete. Ma facciamolo in maniera che funziona, non che facciamo una
  norma  che  poi  non potrà trovare attuazione, così come  non  l'ha
  trovata negli ultimi dieci anni.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  mi
  rivolgo all'assessore Falcone, ma per rivolgermi a tutti. La  norma
  è  quanto meno singolare, perché parte probabilmente da un auspicio
  condivisibile, buono. Siamo tutti a favore delle forze dell'ordine,
  dei  nostri ragazzi che difendono la nostra patria, di tutte quelle
  persone  che  ogni giorno si occupano della sicurezza delle  nostre
  strade, delle nostre città e quindi questa cosa qua è importante.
   E  l'incipit  del  primo  comma  è  al  fine  di  incrementare  le
  condizioni di sicurezza . Ora, giustamente, diceva bene il  collega
  Cracolici: significa che ogni mattina un questore, un capo ufficio,
  un  capo  servizio,  un colonnello, qualcuno  insomma  che  dà  gli
  incarichi,  firmerà  un  foglio  di  servizio  per  il   quale   un
  poliziotto,  una  coppia  di poliziotti - ovviamente  in  servizio,
  perché  per garantire la sicurezza suppongo che sia questo - vadano
  su  un  autobus che da Caltanissetta si sposta su Palermo. Io  dico
  che non è possibile, per due ordini di motivi.
   Il  primo  perché  sicuramente non è questa la norma,  perché  non
  stiamo facendo un protocollo d'intesa nel quale stiamo stanziando i
  soldi per pagare queste persone e fare un po' come lo facciamo  con
  gli  Ispettorati  del lavoro e i carabinieri questa  convenzione  a
  pagamento,  e  li  chiameremo,  li  chiameremo  per  il  Governo  i
  navigator, ma non lo possiamo fare soprattutto Presidente  Micciché
  perché  l'AST - e questa è la cosa secondo me grave che poi renderà
  questa  norma  vittima  di una montagna  di  ricorsi  -   non  è  a
  Caltanissetta,  come  non è in tante altre province  e  non  fa  un
  servizio  capillare,  a raggiera su tutto il territorio  regionale.
  Quindi,  stiamo facendo una norma per alcune parti della Regione  e
  fra l'altro scritta anche male.
   Per  la  seconda  parte, ovviamente, io direi che  per  lo  stesso
  motivo per il quale la capillarità di questa azienda non è su tutto
  il  territorio  regionale io non posso pensare che questa  Regione,
  che questo Governo, che un Assessore di questo Governo possa venire
  a  proporre  in quest'Aula che con legge andiamo a determinare  che
  c'è una differenza geografica che distingue disabili, che distingue
  ultra  sessantacinquenni, che distingue studenti di seria   A   con
  studenti  di  serie  B , semplicemente perché la  geografia  li  ha
  relegati a un rango inferiore o superiore, questo è il tema.
   Allora  io  dico una cosa, assessore Falcone, perché la  norma  la
  posso  condividere, ma la condivido solo nel momento in  cui  viene
  allargata  a tutto il territorio regionale, a tutte le aziende  che
  si  occupano  di  trasporto  pubblico locale  e  soprattutto  viene
  garantita  a chiunque sia un ultra sessantacinquenne, uno studente,
  una  persona  delle  forze  dell'ordine e  un  disabile  di  potere
  prendere  un bus un mezzo pubblico del trasporto pubblico locale  e
  potere  viaggiare  a  tariffe agevolate, gratuitamente  secondo  le
  risorse che ci saranno.
   Questa  può  essere una norma condivisibile, una norma  seria,  il
  resto  per  me  è  una  propaganda che fra l'altro  espone  il  suo
  Assessorato e questa Regione siciliana ad una montagna di  risorse,
  sottolineerei legittimi.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente  un
  accorgimento  a  quello che è l'articolo 8. Io credo  che  sia  una
  norma  di buon senso, anzi ringrazio l'assessore Falcone,  la  cosa
  che  chiedo  è  se  dopo  la parola studenti universitari  possiamo
  aggiungere,  con  un  emendamento, le parole   gli  studenti  delle
  scuole secondarie di II grado della Regione siciliana .

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ritengo
  che  la norma proposta dall'assessore Falcone sia una norma di buon
  senso  che possa essere utile soprattutto perché rivolta alle fasce
  deboli.
   A  proposito  di  ciò,  ho presentato un emendamento,  l'8.8,  che
  sostanzialmente  va a migliorare la norma estendendola  anche  alla
   Ionica  trasporti spa , che è l'unica società partecipata peraltro
  di AST che si occupa di trasporto pubblico locale.
   La  Ionica  nello  specifico effettua il  servizio  in  20  Comuni
  siciliani  della  provincia di Messina che in  questo  momento  non
  sarebbero   nelle   condizioni  di  poter   usufruire   di   questa
  agevolazione e quindi è chiaro che l'estensione che io ho  previsto
  con  il mio emendamento 8.8 e con un altro emendamento che è  l'8.7
  che  riguarda uno il comma 1 e il comma 2, consentirebbe  anche  ai
  Comuni  compresi  nella zona tra Scaletta Zanclea  e  Taormina  che
  usufruiscono di questo servizio tramite la partecipata  di  AST  di
  poter appunto ricevere questa agevolazione.
   Tra  l altro  a  una  richiesta da parte di  un  concittadino  che
  purtroppo  è  portatore  di disabilità,  l'AST  in  questo  momento
  risponde  che  non risultando affidataria di servizi  di  trasporto
  urbano  ed extra urbano all'interno di uno di questi Comuni di  cui
  vi  parlo, non è in condizione di poter dare l'agevolazione. Quindi
  ritengo che questo emendamento sia non solo approvabile ma  sia  di
  buon  senso  proprio perché consente la possibilità di estendere  i
  benefici a queste fasce deboli.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   CALDERONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  maniera
  estremamente  sintetica  solo  per  aderire  direi  in  toto   alle
  argomentazioni  tecniche assolutamente condivisibili dell'assessore
  Falcone,  è una norma assolutamente utile oltre che di buon  senso,
  quindi il nostro partito, cioè Forza Italia, voterà con convinzione
  questa norma.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io  ho
  presentato  un  emendamento  a  questo  articolo  perché  l'attuale
  previsione   normativa   estende   a   tutti   i   soggetti   ultra
  sessantacinquenni e studenti universitari, studenti in generale, la
  gratuità  del servizio a prescindere dal reddito, cioè non  c'è  un
  limite  parametrato di ISEE, quindi che contiene  la  spesa  dei  6
  milioni  di euro, assessore Falcone, per concedere la gratuità  del
  servizio.
   Quindi,  io  ho pensato un emendamento per restringere  la  platea
  quanto   meno  alla  soglia  di  povertà,  per  potere   avere   un
  contenimento  della  spesa entro i 6 milioni di  euro,  ed  abbiamo
  messo  col mio Gruppo parlamentare 9.360, 00 euro, che è la  soglia
  di povertà.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  solo   una
  precisazione.  Siccome noi siamo legislatori  è  corretto  scrivere
   gli  studenti delle scuole del secondo ciclo di istruzione  e  non
   della  scuola  secondaria  di secondo grado ,  che  è  un  termine
  obsoleto rispetto alle riforme che recentemente hanno investito  la
  scuola.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  chiaramente,
  ferma restando per carità la nostra alla lettura di questo testo di
  primo  acchito,  non si può che essere in un certo senso,  cioè  si
  comprende questa messa a disposizione da parte dell'assessorato per
  le   forze  dell'ordine,  per  gli  studenti,  gli  anziani   ultra
  sessantacinquenni  nonché  i  disabili,  abbiamo  anche  provato  a
  migliorarlo proponendo personalmente un subemendamento  che  va  ad
  individuare  ed  anche  ad  includere  gli  studenti  delle  scuole
  secondarie  di  secondo grado, però mi chiedo  una  cosa  e  volevo
  chiederla all'assessore. Io ho verificato il capitolo 478102, e  mi
  risulta  essere il capitolo stesso dell'AST, e allora  praticamente
  cosa è? La fontana di Trevi? Nel senso, se sono soldi che prendiamo
  nello  stesso  capitolo, mi viene il dubbio o che  stiamo  parlando
  comunque  di una norma spot, diciamo così per dire all'esterno  che
  abbiamo fatto questa cosa, perché altrimenti un operazione  di  tal
  fatta  all'interno dello stesso capitolo si potrebbe già fare senza
  scriverlo   in  una  legge.  Mi  pare  che  il  gusto   sia   quasi
  dell'articolo 1 praticamente che andavamo a scrivere una  cosa  che
  non  c'entrava  niente, quindi chiederei un chiarimento  su  questa
  cosa   perché   se  all'interno  dello  stesso  capitolo   dell'AST
  praticamente prendiamo 10 milioni, chiedo chiarimenti.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
  vuole  semplicemente  specificare due  punti.  Se  l'obiettivo  del
  Governo  è quello di garantire la sicurezza sui mezzi pubblici,  le
  somme non vanno stanziate all'AST ma vanno stanziate o per fare dei
  protocolli  con  le  forze  dell'ordine  oppure  con  istituti   di
  vigilanza  previo  accordo tra le prefetture. E con  4  milioni  di
  euro, assessore, garantiamo la sicurezza su tutti i mezzi pubblici.
   Se, diversamente, la volontà è quella di mettere dei fondi all'AST
  e poi l'AST grazie a questo sistema ci fa quello che vuole, lo dite
  chiaro e tondo, venite a spiegarlo, e vi assumete la responsabilità
  di  dire  le cose per come stanno, perché non è che ci si  può  poi
  prendere in giro tra di noi e far finta che uno scrive una cosa  io
  la  leggo e ne capisco un'altra, perché è evidente che l'intento  è
  diverso da quello dichiarato.
   Assessore,  intervengo  io  o  parla  con  l'onorevole  Cracolici?
  Quindi,  vi stavo dicendo, mettiamo sul tavolo quali sono le  reali
  esigenze  ed  andiamo  a  dirle ai siciliani  perché  non  possiamo
  scrivere in una norma li usiamo per una cosa ed invece l'intento  è
  un   altro   perché  è  anche  squalificante  dico  per  tutta   la
  deputazione, per l'Aula, per il Parlamento.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lantieri e Compagnone hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che fosse
  chiaro  che,  intanto, non si tratta di risorse  aggiuntive  e  che
  questi  servizi, soprattutto quello degli anziani, in questa  fase,
  funziona  regolarmente. Cioè, qui, noi ci troviamo dinanzi  ad  una
  situazione  per cui domani mattina o diciamo agli anziani  che  non
  possono più utilizzare il servizio gratis perché così è previsto da
  un  vecchio  accordo che è stato fatto a suo tempo tra  la  Regione
  siciliana  e  l'AST, credo anche supportata al tempo anche  da  una
  disposizione  legislativa  che, poi, è stata  abrogata  oppure  noi
  domani  mattina saremo nelle condizioni di avere una condizione  di
  difficoltà con questa gente.
   Quindi,  la  specifica in una norma di legge, credo, che  sia  una
  cosa  corretta,  giusta  e  che  le  preoccupazioni  dell'onorevole
  Cracolici sono infondate perché nell'ultimo capoverso viene proprio
  descritto   che  entro  30  giorni,  la  Regione  siciliana   dovrà
  provvedere  con  un  apposito decreto  in  cui  vengono  ovviamente
  appostate le risorse così come sono divise dall'articolato. Dopo di
  ché,  se  tutte  le  risorse non verranno spese, evidentemente,  le
  somme  che  non  saranno  spese  saranno  restituite  alla  Regione
  siciliana.
   Quindi,  non  vedo preoccupazioni, vedo anzi un atto di  chiarezza
  che finalmente la Regione compie nei rapporti con l'AST perché vero
  è  che  l'AST  è un soggetto della Regione siciliana,  ma  non  può
  continuare,   facendo  assumere  la  responsabilità  ai   dirigente
  dell'AST  che tuttora hanno tutti, coloro i quali sono sopra  i  65
  anni  o  le forze dell'ordine o comunque le forze armate o i  corpi
  dello Stato che usufruiscono dei servizi senza pagare alcunché.
   Noi  questa  vicenda la dobbiamo regolarizzare e non  si  può  che
  regolarizzare che con una norma di legge. Quindi, non ci sono fondi
  aggiuntivi,  c'è  anzi  un  atto  di  chiarezza  che  mette   nelle
  condizioni  i  dirigenti  dell'AST di continuare  ad  espletare  un
  servizio a regola d'arte.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, volevo fare un  po'  di  chiarezza
  all'Aula, ai colleghi, per rassicurarli, sostanzialmente non c'è un
  incipit  di  sicurezza soltanto. Qua noi stiamo facendo  finalmente
  una  norma  che  porta ordine nel rapporto che  vi  è  tra  Regione
  siciliana ed AST.
   Abbiamo detto che fino adesso noi abbiamo dato delle somme,  delle
  risorse all'Aste senza che la stessa facesse una controprestazione,
  perché?  L'AST  prende  così come tutte  le  altre  aziende,  anche
  private,  un contributo in ragione di due euro per quanto  riguarda
  il  trasporto pubblico urbano, 1 euro, o 2 per quanto  riguarda  il
  trasporto  pubblico locale extra urbano, così è l'AST,  così  è  la
  SAIS, così è l'ATM, così è la AMT, così è Segesta, tutte le aziende
  pubbliche  e  private, per intenderci le quarantadue concessionarie
  che forniscono il trasporto pubblico locale alla Regione siciliana.
  Poi  c'è  l'AST  che, oltre a prendere questi fondi, percepisce  un
  fondo  che  inizialmente era un fondo per la start-up  cioè  quando
  l'AST  venne  trasformata  da società partecipata  in  società  per
  azioni    e,    quindi,    si   diceva   dobbiamo    capitalizzare,
  patrimonializzare  cioè dobbiamo fare iniezioni finanziarie  perché
  possa  stare  sul mercato e questo è durato un anno, è  durato  due
  anni, è durato cinque anni.
   Nel  frattempo,  fino a qualche anno fa, le Forze dell'Ordine,  ha
  detto   bene  l'onorevole  Cracolici,  viaggiavano.  E  viaggiavano
  gratuitamente,  in  cambio  di  un  pagamento.  Questo   pagamento,
  successivamente, non venne fatto e le Forze dell'Ordine rimasero  a
  casa.  Viaggiavano gli anziani, poi, e vi era un capitolo  dedicato
  che era di 2 milioni di euro e, quindi, viaggiavano gli anziani, ad
  inizio   novembre,  si  faceva  una  richiesta,   si   faceva   una
  graduatoria, l'AST recepiva la graduatoria e consentiva ad  un  ics
  numero  di  anziani  di potere viaggiare gratuitamente  sui  propri
  mezzi.   Quei   2  milioni  di  euro,  successivamente  diventarono
  1.800.000,00,  poi  1.700.000,00, da 3 anni  a  questa  parte  sono
  675.000,00,  per  cui,  cosa  succede?  Succede  un  fatto   grave,
  gravissimo  Siccome il criterio di scelta delle persone che possono
  accedere,  poiché non è esteso a tutti gli ultra sessantacinquenni,
  viene  fatto  con un criterio quasi a sportello, chi  arriva  prima
  prende il tesserino annuale per potere viaggiare gratuitamente, chi
  arriva dopo viene escluso.
   Noi,  allora, cosa vogliamo fare? Noi vogliamo, invece, che tutti,
  che   tutta   la   categoria   di  ultra  sessantacinquenni   possa
  partecipare, non soltanto alcuni, ed ecco perché mettiamo una cifra
  di  6 milioni di euro. Se qualcuno, poi, ha il problema e dice:  Ma
  scusate, ci volete dire come volete disciplinare quest'erogazione?
  Benissimo. L'ha detto bene, il vice presidente Di Mauro, faremo  al
  4   comma   un  decreto  assessoriale. E nel decreto  assessoriale,
  possiamo   esplicitare  ciò  che  nella  norma  non   è   opportuno
  puntualizzare.
   Possiamo  esplicitare chi sono, quali sono i criteri,  se  c'è  un
  ISEE  a  15.000,00,  a  20.000,00  euro,  se  ci  sono  all'interno
  dell'ISEE,  vi sono questioni di persone disabili, o di  numero  di
  componenti  dello  stato di famiglia, cioè  una  serie  di  criteri
  oggettivi che vengono comunicati, pubblicati e che fanno stato.
   Per  la  prima  volta, noi, allora, stiamo mettendo in  campo  una
  norma  razionale che fa, finalmente, che esclude la confusione  che
  in  questo  momento, purtroppo, vige nei rapporti  tra  AST  e,  se
  vogliamo, Regione siciliana.
   L'onorevole Zafarana ha parlato ed ha detto:  Scusateci,  ma  sono
  gli stessi soldi?  Certamente, non stiamo dando soldi in più.
   La  cosa  strana  è che, oggi, diamo, oltre al contributo  per  il
  trasporto  pubblico locale all'AST diamo, ieri 27 milioni,  qualche
  giorno fa 23,5 milioni, ora 22 milioni ma, sono soldi che diamo  in
  ragione di quella trasformazione.
   Noi,  oggi, cosa diciamo? Poiché la trasformazione è avvenuta  già
  da diversi anni, a te AST diamo questi soldi ma, all'interno dei 22
  milioni,  sappi,  AST,  che  per 10 milioni  ci  devi  fare  questo
  servizio  alle Forze dell'Ordine, quest'altro servizio ai disabili,
  quest'altro  servizio agli studenti, quest'altro  servizio  lo  fai
  agli anziani.
   Ai   soldi   dati,   pertanto,  ad  una  erogazione   vi   è   una
  controprestazione.  Io entro in un negozio,  pago  e  mi  danno  un
  prodotto.  Diversamente, si entrava in un negozio, si pagava  e  si
  usciva  senza prodotto, erano cioè delle somme aggiuntive, rispetto
  a quelli che già diamo.
   Questa  norma,  allora,  è  una  norma  di  buon  senso  ma   che,
  finalmente,  rende  giustizia anche ad alcune categorie,  che  sono
  state  fino  ad  adesso escluse ed oltre ad evitare, l'abbiamo  già
  detto, i contenziosi.
   Ho  letto,  poi,  anche  qualche  emendamento,  dell'onorevole  Lo
  Giudice ad esempio.
   Noi  abbiamo  un'altra  società, che  è  una  società  partecipata
  dell'AST, che è la Ionica Trasporti, nel territorio di Messina.
   Anche  questa, è una società pubblica che espleta un  servizio  di
  trasporto  pubblico locale extraurbano, perché non lo fanno  tutti,
  cioè  non sono tutti e qualcuno che dice:  Ma facciamolo anche alle
  altre  aziende, estendiamolo anche alle altre aziende , attenzione,
  se li paghiamo anche le altre aziende ci farebbero questo servizio,
  dalla  SAIS, all'Etna Trasporti, dalla Segesta ad altre aziende,  a
  varie aziende.
   Noi  oggi stiamo aprendo un grande varco, importante, un varco che
  è razionale, opportuno e, credetemi, anche un po' lungimirante.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.4. Chi è favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.6. Il comma 1 è mantenuto.
   Lo  pongo  in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
  resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.8, dell'onorevole Lo Giudice. Il parere
  del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   ZAFERANA. E' inammissibile.

   PRESIDENTE.  Non  mi  risulta inammissibile. Estende  l'ammissione
  gratuita  delle forze dell'ordine anche ai mezzi della Ionica.  Non
  c'è niente di inammissibile.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, fermo restando  che  è  già  stato
  votato,  la Ionica trasporti è l'unica società pubblica partecipata
  dell'AST, con fondi dell'AST che esercita ed espleta un servizio di
  trasporto locale extra urbano.

   PRESIDENTE. L'emendamento 8.8 lo abbiamo già posto in votazione ed
  approvato.
   Si passa all'emendamento 8.2. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 8.9, dell'onorevole Schillaci.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Lo  Curto  il
  subemendamento 8.9.1.1.
   Gli  onorevoli Caronia, Pullara e Galvagno chiedono di apporre  la
  propria firma a questo sub emendamento.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 8.9.1. Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 8.9, così  come  emendato.  Il
  parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   MANCUSO, relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 8.12, 8.10, 8.5, 8.7 e 8.1 sono assorbiti.
   Onorevoli  colleghi, avendo votato il nuovo  comma  2,  tutti  gli
  emendamenti al comma 2 sono assorbiti.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   con
  riferimento  all'articolo  8,  io  ho  presentato  un  emendamento,
  unitamente ai colleghi del Gruppo, che è l'8.10.
   Voglio  richiamare l'attenzione della Presidenza sul fatto  che  i
  soggetti beneficiari sono diversi rispetto a quelli che al  momento
  beneficiano  della  gratuità. Nel senso che non sono  soltanto  gli
  anziani  ultra  sessantacinquenni, nonché i  disabili,  nonché  gli
  studenti  ma  tutti  i  cittadini che  versano  sostanzialmente  in
  condizioni di povertà tanto che il limite ISEE indicato è di 7 mila
  euro.  Infatti  l'emendamento recita  e  i  soggetti  residenti  in
  Sicilia alla data del 31/12/2018 che abbiano un valore dell'ISEE in
  corso di validità non superiore a 7 mila euro .
   Quindi, non solo, appunto, gli ultra sessantacinquenni, i disabili
  o  gli studenti ma i normali cittadini che versano in condizioni di
  gravi difficoltà economiche.

   PRESIDENTE.  Assessore  Falcone, come  possiamo  risolvere  questo
  problema? Perché effettivamente è un problema.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e alla mobilità.  Signor
  Presidente,  il  Governo  può  prendere  l'impegno  di  fare  delle
  verifiche. Magari, il Presidente Lupo presenta un ordine del giorno
  e  noi  ci  impegniamo a fare delle verifiche, ed è  un  ricalcolo,
  perché questo comporta delle spese aggiuntive. Con l'impegno che se
  ci  sono  le  condizioni  possiamo aggiungere  eventualmente  anche
  questa categoria.

   PRESIDENTE. Anche relativamente all'onorevole Lo Giudice. Se anche
  per  Lei va bene presentiamo un ordine del giorno e ci penserà  poi
  il Governo a farlo dopo.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture  e  alla  mobilità.  Lo
  possiamo fare lo stesso. Si può fare.

   PRESIDENTE.  Si può fare comunque? Senza problemi? Quindi  andiamo
  avanti?
   Si  passa all'emendamento 8.11, dell'onorevole Figuccia. Il parere
  del Governo?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e alla mobilità.  Chiedo
  che questo emendamento venga ritirato.

   FIGUCCIA. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 8.13 è privo di copertura finanziaria.
   Si  passa all'emendamento 8.3, dell'onorevole Lupo. Il parere  del
  Governo.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture  e  alla   mobilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è annullata  momentaneamente  la
  richiesta  dell'onorevole Cappello perché il Governo ha  presentato
  un  subemendamento per salvare questa situazione che effettivamente
  andava risolta.

   MILAZZO. Signor Presidente, allora accantoniamo l'articolo 8.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, facciamo così,  visto  che  siamo
  tutti molto stanchi, andiamo a domani.

   ZAFARANA. Dobbiamo procedere alla votazione.

   PRESIDENTE. Avevo già annullato la votazione, onorevole Zafarana.
   Siccome il Presidente della Regione mi riferisce che per domani ha
  degli impegni improrogabili a cui non può rinunziare, rimandiamo  a
  martedì alle ore 16.00 la continuazione dell'articolato.


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  martedì,  25  giugno
  2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Collegato  al  disegno  di  legge  n.  476   Disposizioni
         programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
         regionale  (n. 491/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mancuso

       2)    Riforma  degli  ambiti territoriali  ottimali  e  nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 19.59

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la  funzione
  pubblica

   N.  775 - Chiarimenti sulla condizione dei dipendenti del comparto
  non  dirigenziale  dei  Centri  regionali  per l'impiego.
   Firmatari:  Campo  Stefania; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   -  Da  parte dell'Assessore per l'Energia e i servizi di  pubblica
  utilità

   N.   659  - Chiarimenti  in  merito  alla  composizione societaria
  della ditta ECOX S.r.l.
   Firmatari:  Sunseri  Luigi; Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri  Valentina;  Siragusa Salvatore; Trizzino  Giampiero;  Zito
  Stefano; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 8920/IN.17 del 4 marzo 2019  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   - Da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente

   N.  538 - Qualità dell'aria nel quadrilatero industriale Priolo  -
  Melilli - Augusta - Siracusa.
   Firmatari: Amata Elvira; Catalfamo Antonio; Galvagno Gaetano
   - Con nota prot. n. 62188/IN.17 del 12 dicembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.

   N.   566  -  Chiarimenti  in  merito  alla  competenza  circa  gli
  interventi      sui   torrenti   che   insistono   sui    territori
  cittadini del comune di Catania.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;   Cappello
  Francesco;   Ciancio   Gianina;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni