Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.04
Commemorazione del professor Sebastiano Tusa,
Assessore regionale per i beni culturali e l'identità siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno di oggi
prevede la commemorazione del professore Sebastiano Tusa Assessore
regionale per i beni culturali e dell'identità siciliana. Ringrazio
la signora Valeria di essere venuta qui ad assistere a questa
commemorazione.
La commemorazione avverrà attraverso un mio intervento iniziale,
di tutti i Capigruppo che interverranno dopo di me e concluderà il
Presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci.
Quando si parla di un grande uomo c'è sempre il rischio di
scivolare nella retorica, nel caso del professore Tusa non c'è
retorica che tenga, i meriti e il suo valore parlano da soli.
Personalità dotata di grandissima ironia, di intelligenza
sopraffina,di quelle che non si incontrano facilmente. So per certo
che non avrebbe sicuramente apprezzato il banale coccodrillo che
viene normalmente preparato nelle occasioni delle commemorazioni.
Studioso brillantissimo, uomo di cultura, siciliano e fieramente
orgoglioso di esserlo. Ha dedicato la sua vita intera, anima e
corpo, a questa Terra. Fino all'ultimo, non ha risparmiato alcuno
sforzo per restituire alle generazioni future piena coscienza dello
splendore del nostro passato.
Da archeologo appassionato ha saputo conservare gelosamente una
preziosa e infantile curiosità, quella che induce continuamente gli
uomini più grandi verso nuove scoperte.
Diceva spesso che: La felicità e l'orgoglio di essere depositari
di tanta ricchezza non ci devono fare dimenticare la grande
responsabilità che abbiamo nel conservare, nel mantenere e nel
mostrare adeguatamente tanta ricchezza .
Tutte le campagne di scavo in terra e in mare erano sempre frutto
di approfonditi e meticolosi studi e la geniale intuizione che lo
accompagnava sempre lo portò a comprendere quanto anche gli abissi
marini potessero essere un enorme museo e restituirci testimonianze
sulle civiltà che solcarono le acque del Mediterraneo.
Fu proprio uno dei primi a capirlo e farlo oggetto del suo studio.
Ricordo che per lui il museo non doveva essere un luogo ingessato
dove mostrare le bellezze, ma doveva essere un luogo di incontro
dove si viveva; lui diceva sempre: Il museo deve essere il posto
dove due amici vanno a discutere, vanno a parlare .
E' stata proprio la differenza di Sebastiano Tusa rispetto al modo
normale di concepire la cultura quella che ha fatto sì che si
potesse costruire, nascere e inventare quella che è stata la
Sovrintendenza del Mare. Era un qualcosa che ne esisteva una
soltanto non so in quale posto del mondo, ma soltanto una persona
come Sebastiano poteva immaginare di farla, di farla bene, di farla
funzionare come è avvenuto qua in Sicilia.
Bisogna - lui diceva sempre - Offrire servizi adeguati. Noi
spesso non capiamo che la comunicazione è una scienza e non si
improvvisa. E' necessario offrire servizi sempre più importanti,
musei sempre più accoglienti con standard europei. Al museo si deve
andare non solo per vedere i reperti ma per stare bene, per stare
bene in compagnia di altri e riuscire a trascorrere una intera
giornata .
E' una sorta di testamento ideale quello che il professore Tusa ci
ha lasciato e che noi abbiamo l'obbligo morale di trasformare in
realtà.
I cosiddetti giacimenti culturali dovrebbero essere valorizzati,
Presidente Musumeci, anche sul piano turistico e sono sicuro che
questo fa parte dell'idea e del programma di questo Governo.
In Sicilia, grazie alla sua instancabile opera, sono stati aperti
21 musei marini, da Levanzo ad Ustica, da Marzamemi a Pantelleria.
La decisione di lasciare sott'acqua, ancorati al suolo, i reperti
trovati in mare ha provocato una serie di polemiche ma che, alla
fine, come spesso è avvenuto, gli hanno dato ragione.
Anfore, vasi, tutti gli altri reperti lasciati in mare sono ancora
lì grazie a sofisticati sistemi di sicurezza che lui fece
installare, un patrimonio che come soleva asserire non deve essere
riservato soltanto agli addetti ai lavori, ma che deve potere
attrarre un pubblico più vasto.
Tusa è stato, nel senso più autentico del termine, un Assessore
per i beni culturali tecnico e lo ho dimostrato nel periodo
troppo breve in cui ha fatto parte della Giunta regionale: parlare
di Tusa politico, lo dicevo prima, sarebbe fare un torto a lui,
fare un torto al Tusa scienziato, a quel visionario che non si
avventurava mai in una campagna di scavi o di ricerche senza averne
prima meticolosamente studiato i luoghi e la storia; il caso ha
voluto che se ne andasse proprio il 10 marzo, il giorno che la
storia ricorda come la data della celebre battaglia delle Egadi, la
battaglia che, tra tutte le scoperte della sua lunga carriera, era
quella di cui andava più orgoglioso: aveva ricostruito con
precisione lo svolgersi di quella giornata ed il luogo preciso dove
avvenne lo scontro che, fino ad allora, era assolutamente
sconosciuto o quanto meno incerto.
Aveva già pronta la delibera per dare l'autonomia finanziaria ai
parchi archeologici, un provvedimento che, in sua memoria, è stato
poi fatto proprio dal Governo regionale che ringraziamo.
E' stato un Assessore archeologo, è stato un riferimento culturale
per tutto il mondo scientifico, è stato un siciliano di cui andare
fieri, siamo felici di averlo avuto in questo Palazzo.
Cara Valeria e caro Presidente Musumeci, l'unica parola che mi
viene da dire rispetto a Tusa, caro Presidente, è che è
insostituibile: la sua sarà una scelta difficilissima quella di
potere sostituire Sebastiano, la faccia con calma, nessuna premura,
con serenità, perché è difficile sostituire Sebastiano Tusa, questo
lo capisco, quella poltrona vuota dove lui si sedeva sempre quando
veniva qua, lui mi dava le spalle ma giocavamo spesso con i
telefonini, ci parlavamo mentre lui era seduto e ci divertivamo
anche in quell'occasione.
Valeria, un grande uomo Noi abbiamo avuto la fortuna di
conoscerlo per poco tempo, tu hai avuto la fortuna di conoscerlo
per tanto e, quindi, il tuo dolore è ovviamente maggiore del
nostro, ma goditi la fortuna di averlo conosciuto
(Applausi)
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, non è facile prendere la parola oggi nel commemorare
l'assessore Tusa, perché sebbene lo conoscessi da poco tempo posso
sostenere senza tema di smentita che era una persona amica; amica
non perché passassimo del tempo insieme fuori dalla sede
istituzionale, ma amica perché l'approccio che Sebastiano Tusa
aveva con me, ma con tutti, era un approccio amichevole, era
l'approccio di colui il quale su tematiche per le quali era
estremamente più competente di chiunque altro si poneva allo stesso
livello.
Riusciva ad avere la sensibilità di condividere progetti,
percorsi; tante sono state, infatti, le idee che abbiamo condiviso
come Gruppo parlamentare con l'assessore Tusa; probabilmente, è
stato l'Assessore con il quale abbiamo avuto l'approccio più
prolifico. Mi ricordo l'intervento sui castelli Federiciani, che è
incluso in uno dei collegati che sono nelle Commissioni in questo
momento. Ricordo l'attenzione per l'attività di catalogazione e
repertoriazione dei beni culturali, la grande attenzione anche per
il patrimonio etnologico, etnostorico che si trova nella nostra
Terra e, tra l'altro, mi legava a lui anche l'appartenenza
geografica comune: lui era originario, per lato materno, di
Barcellona Pozzo di Gotto, il mio stesso paese, e questa
circostanza aveva contribuito a cementare ancora di più il nostro
rapporto.
Oggi spendiamo, ed è giusto spenderle perché se le merita tutte,
bellissime parole per l'assessore Tusa, ma credo che sia anche
giusto cercare di trovare per l'assessore Sebastiano Tusa un posto
nella memoria siciliana che sia all'altezza del suo grande spessore
umano e scientifico.
Ho pensato, e credo che possa essere pertinente, un parallelismo
tra la figura dell'assessore Tusa ed una siciliana, una figura
della narrativa della leggenda siciliana, ossia Colapesce. Credo
che tutti conosciamo la storia di Colapesce.
Colapesce era un amante del mare, così come l'assessore Tusa era
un amante del mare e delle ricchezze che il mare custodisce.
Colapesce, per un anatema materno, fu trasformato metà in uomo e
metà in pesce, cosa che attrasse la curiosità di re Ruggero, lo
stesso re Ruggero a cui dobbiamo la costruzione di questo
meraviglioso Palazzo. Re Ruggero lo sottopose a delle prove per
testarne la perizia e, durante una di queste prove sottomarine,
Colapesce individuò tre colonne che sostenevano la Sicilia, una
delle quali erose da un incendio. Per provare questa scoperta
s'immerse e rimase sott'acqua a sostenere la Sicilia al posto di
quella colonna che veniva erosa da quel fuoco e si dice che, quando
la terra tra Messina e Catania trema è Colapesce che cambia la
spalla con la quale sostiene la nostra terra.
Mi piace pensare che l'assessore Tusa si trovi in questo momento a
sostenere insieme a Colapesce la Sicilia nelle profondità marine ed
a sostenere noi che siamo qui nel tentativo di portare avanti la
strada che ha tracciato l'assessore Tusa con il massimo rispetto
delle Istituzioni e con la massima umiltà che lui aveva, che
dobbiamo tenere sempre, senza dimenticarci mai dove siamo e qual è
il ruolo ed il rispetto che dobbiamo a questa Istituzione. Grazie.
(Applausi)
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Presidente della Regione, membri del
Governo, onorevoli colleghi, familiari, saluto la signora Valeria,
i figli.
Oggi per me è un momento di grande commozione. Conoscevo l'ex
assessore Tusa, Sebastiano, da oltre dieci anni e quando l'ho
conosciuto non avrei mai immaginato di essere oggi qui a
ritrovarmi, insieme a tutti voi, ai familiari, ai figli Vincenzo ed
Andrea, che saluto e che abbraccio, in un momento toccante per la
nostra Sicilia e per il nostro Parlamento.
Cari amici, non nascondo di avere preso una serie di appunti su
tutte le iniziative che nei decenni il professore Tusa ha portato
avanti, ma li ritengo inutili o, almeno, io sono non adatto a
raccontare tutte le iniziative che lui ha portato avanti. Parla da
sé, hanno parlato, ha parlato già un collega, hanno parlato, ha
parlato la sua storia prima di tutti.
Con lui voglio raccontare il rapporto che avevo con lui, un
rapporto d'amicizia, un rapporto molto forte in alcuni sensi,
scusate sono un po' emozionato, una persona di estremo garbo.
Ricordo le prime volte che veniva in quest'Aula, apriva il suo
computer - lui solitamente sedeva nella seconda fila del Governo,
dal lato destro - ed era attentissimo al dibattito che vi era in
Aula ed interveniva su ogni punto a richiesta. Ed allora, l'essere
stato una persona che ha, di fatto, connotato la vita culturale di
questa Isola, lo possiamo dire con fermezza.
Io sono orgoglioso di averlo conosciuto, perché più volte ho avuto
modo di parlare con lui sul futuro dell'Isola, sul sistema dei beni
culturali ma, non soltanto su quelli, su come interagissero sulla
vita quotidiana di ogni siciliano. L'importanza della Sicilia in un
sistema culturale. L'importanza di avere voluto e creato nel 2004
la Sovrintendenza del mare e tutti sapevamo, e sappiamo, che è la
prima creata dopo, e l'unica, quella greca.
E ricordare una persona come Sebastiano Tusa è difficile. E'
difficile perché nel momento in cui viene commemorata, ci rendiamo
conto che non c'è più.
Ma deve continuare ad essere qui accanto a noi. Deve continuare a
potere parlare con noi, interagire con noi attraverso tutte le
iniziative che hanno contraddistinto la sua azione culturale. Io
ritengo che si parlerà di lui per i prossimi decenni, se non
addirittura secoli.
Questa è una cosa di cui andare fieri. Ritengo che avere avuto la
possibilità di annoverare tra la Giunta di Governo Sebastiano Tusa,
è una cosa che può riempire di orgoglio, chi è stato suo collega e
chi, come il Presidente Musumeci, l'ha scelto tra le persone più
adatte a ricoprire il ruolo di assessore per i beni culturali.
Signor Presidente, lei ha ragione, sarà difficile sostituire una
persona con questo garbo istituzionale, con questa eleganza, quasi
innaturale, che aveva nel modo di rapportarsi. E questo è il
rispetto delle istituzioni. Lui era rispettoso di questo
Parlamento, era rispettoso delle commissioni parlamentari. Ricordo,
più volte, ho partecipato ad alcuni lavori della commissione
cultura ed era sempre presente, puntuale ed interagiva con tutti i
commissari.
Ed allora, quando perdi qualcuno di caro, è difficile trovare un
sistema, il miglior modo per ricordarlo, noi cercheremo di
ricordarlo cercando di portare avanti, dentro i nostri cuori, tutte
le iniziative che, in questi anni, hanno contraddistinto la sua
azione culturale ed umana.
(Applausi)
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
cittadini, volevo ringraziarvi per l'opportunità che oggi il
Parlamento e la famiglia, i familiari dell'assessore Tusa, ci
offrono per potere commemorare una persona della quale posso dire,
come ha detto lei, signor Presidente, qui non c'è retorica che
tenga, di avere avuto la fortuna di conoscere.
Una persona disponibile, una persona mai di parte, un archeologo,
un sognatore, un accademico, un siciliano, signor Presidente.
Uno dei figli migliori di questa terra. E credo che ci lasci
un'eredità pesantissima, colui che, poi, il Presidente Musumeci
chiamerà in sua vece, riceverà un'eredità veramente pesante, perché
anch'io mi associo alle parole del Presidente Micciché, è davvero
una persona insostituibile.
(Applausi)
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, familiari, cara Valeria, gentili ospiti e cari colleghi. A
me questo compito, che non è certo il compito che avrei mai voluto
interpretare e svolgere e che cercherò di fare. Per questo mi sono
scritta qualche appunto perché sento di dover fare con sentimento
profondo, come ciascuno di voi ha fatto già, sentire la voce mia
personale e quella dell'UDC.
E così mi rivolgo direttamente a lui: Caro Sebastiano, voglio
accompagnarti in questo viaggio verso l'eterno con parole di gioia
e di gratitudine per la generosa e feconda eredità che hai
disseminato nel percorso straordinario della tua, seppur breve,
esistenza.
A me il compito ingrato di questo saluto che sono certa di non
poter saper svolgere in modo adeguato a nome di tutti gli amici
dell'UDC, oltre che del gruppo parlamentare e degli assessori tuoi
colleghi.
Mi è difficile - lo riconosce senza vergogna alcuna - trovare le
parole giuste e le frasi che esprimono il groviglio di sentimenti
che attraversa ciascuno di noi dal momento in cui siamo stati
raggiunti dal dolore della tua perdita. Ci siamo chiusi nel
silenzio della nostra anima per dare voce ai nostri sentimenti.
Tra noi neppure un commento come accade quando il dolore è
sincero, sentito e lacerante.
E nel rispetto di questi sentimenti che ci pervadono non potevo
oggi pronunciare parole di circostanza, obbedire al rito della
commemorazione ed al saluto istituzionale.
C'è un per sempre , caro Sebastiano, che lega la vita di ogni
essere umano alla morte ma c'è un per sempre che resiste alla
morte, al tempo, alla storia. La tua vita, il tuo ingegno, la tua
capacità visionaria di studioso intuitivo e appassionato hanno
restituito ciò che il tempo, la storia e la morte avevano portato
via e sottratto alla vita ed al futuro. Le tue scoperte, i
ritrovamenti delle campagne di scavi e delle esplorazioni
sottomarine costituiscono un patrimonio, una ricchezza di
inestimabile valore che, grazie a te, resterà per sempre e riuscirà
ad essere il motore di uno sviluppo nel quale hai fortemente
creduto e, direi anche, quasi ostinatamente creduto e per il quale
hai lavorato con impegno, amore e dedizione assoluti anche
attraverso questa breve ma intensa esperienza di governo.
Con gioia e gratitudine per la testimonianza che lasci a ciascuno
di noi voglio ricordare di te il tratto gentile, la garbatezza, la
cordialità, la capacità di ascolto ma anche l'immediatezza e la
velocità impresse alla macchina burocratica, la semplicità e la
modestia insieme alla determinazione ed all'autorevolezza che,
senza ostentazione, promanavano dalla tua indiscussa competenza.
Voglio ricordare di te l'inusitata pazienza, l'entusiasmo con il
quale ascoltavi ognuno di noi, ogni proposta e la straordinaria
ironia e leggerezza che sono solo degli intelletti più geniali.
Voglio ancora con gioia dirti grazie da Siciliana perché sei stato
ambasciatore orgoglioso e fiero di questa Terra che hai amato,
esplorato, studiato e fatto conoscere per le sue grandi bellezze e
le sue straordinarie e millenarie ricchezze.
Ti ringrazio per la straordinaria eleganza e mitezza del tuo fare
e del tuo dire che lasciano una testimonianza etica ed una lezione
pedagogica che la politica non conosce quasi più, impegnata ad
urlare, ad agire contro, a promuovere lo scontro, a trovare un
nemico a tutti i costi per dare sfogo all'insofferenza piuttosto
che ricercare, con pazienza, soluzioni e risposte.
Sei stato una perla rara e preziosa nel contesto di uno scenario,
nel quale, troppo spesso, la politica si misura con il bilancino
delle appartenenze del potere. Chi dovrà sostituirti, caro
Sebastiano, non potrà eguagliarti. Potrà - e lo spero con tutto il
cuore - confrontarsi con la generosa eredità che hai lasciato e
continuare nel solco che in così poco tempo hai tracciato in questa
esperienza di Governo, fatta di buone pratiche e di straordinaria
serietà e impegno.
Per questo resterai nella memoria, nella coscienza e nel cuore dei
tuoi cari e di quanti abbiamo avuto il privilegio di conoscerti, di
stimarti e di amarti, per il tempo che a ciascuno di noi sarà
concesso di vivere; mentre tu resterai per sempre, oltre il tempo,
la storia e la morte, come soli a pochi grandi uomini accade.
Infine, desidero ringraziare l'ideatore della scultura che
riproduce i tuoi buffi occhiali ed anche il Presidente Micciché per
averne permesso l'attuale installazione nel Cortile Maqueda, nella
certezza che, l'uno e l'altro, sono stati inconsapevoli artefici
della tua volontà: di continuare ad indicare alla politica
l'esigenza di guardare oltre e di sapere trasformare l'esistente
attraverso l'ingegno, la creatività, la cultura e la capacità
visionaria. Quella del tuo sguardo nel quale abbiamo imparato con
gioia a specchiarci e a sentirci anche ricambiati.
Ciao, caro Sebastiano. Anche in questa occasione, della tua breve
vita, hai guardato alla vita: il mondo ed ogni cosa che ti separa
da noi con la profondità del tuo sguardo immaginifico. Grazie.
(applausi)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, indubbiamente la commemorazione di
questa sera è per noi motivo di grande commozione. A nome del
Gruppo del Partito Democratico ci uniamo innanzitutto al dolore
della famiglia, della moglie, dei familiari, degli amici tutti. E
penso che tutti eravamo amici di Sebastiano Tusa. Sicuramente sì.
Ho conosciuto Sebastiano Tusa come archeologo, come dirigente dei
beni culturali. Ma sicuramente come archeologo, come persona
estremamente gradevole, come dirigente dei beni culturali, molti
tra di voi lo avranno conosciuto meglio di me. Sebastiano Tusa ha
dato molto al mondo della cultura, al mondo della politica, ha dato
molto alla Sicilia.
Io qui vorrei ricordarlo come Assessore. E vorrei ricordarlo come
Assessore perché, forse, da questo punto di vista, l'ho conosciuto
meglio di molti di voi qui presenti, nella qualità che oggi
rappresento. Sono capogruppo del Partito Democratico e, quindi, di
un partito di opposizione al Governo Musumeci. E proprio per questo
ho avuto modo di apprezzare più a fondo le qualità di Sebastiano.
Perché spesso la politica divide, ma, devo dire, che era veramente
difficile confliggere con Sebastiano perché ci si incontrava
sempre, grazie alla sua intelligenza, perché Sebastiano era una
persona capace di ascoltare, mite ma anche capace di farsi
ascoltare. Perché quando si parlava con Sebastiano Tusa era
immediata la percezione di dialogare con una persona estremamente
intelligente, lucida, capace. E quando è così bisogna, ovviamente,
porsi subito l'interrogativo, anche rispetto alle proprie idee. Ed
era facile trovare una via mediana per potere raggiungere un punto
di condivisione, anche rispetto a problemi concreti, ai problemi
che riguardano la vita politica, parlamentare, disegni di legge,
emendamenti, gli atti ispettivi, il lavoro che si realizza nelle
Commissioni parlamentari, il lavoro che si realizza in Aula.
Quindi, io voglio ricordarlo ed esprimere un grande apprezzamento
nei confronti di Sebastiano Tusa proprio per come ha portato
avanti, in questi mesi, il suo lavoro di Assessore, con il suo
stile, con il suo garbo, con la sua competenza.
Io penso che anche da politico, voglio usare questa espressione, e
da Assessore ci ha lasciato un grande insegnamento su come si può
assolvere con onore e competenza ad una funzione pubblica di
rappresentanza, in questo caso di Assessore per i beni culturali,
in maniera egregia, al servizio degli altri, al servizio della sua
Regione, innanzitutto in questo caso. Quindi, una breve
testimonianza che voglio offrire anche su qualcosa di concreto.
Sebastiano era sempre pronto ad ascoltare, al dialogo. Si vedeva e
si percepiva che, mentre ti ascoltava, rifletteva, aveva la
capacità di intervenire con garbo.
Lo ricordiamo seduto a quel banco, al banco degli Assessori, in
quel posto. Lo ricordiamo seguire con attenzione i lavori
parlamentari, pronto a rispondere se c'era da dare un parere su un
emendamento, pronto ad offrire una risposta rispetto ai nostri atti
ispettivi.
Proprio la settimana prima della sua scomparsa era venuto in Aula
per rispondere ad interrogazioni e interpellanze - alcune erano
nostre - e lo ha fatto in maniera precisa, puntuale, senza
approssimazioni, cogliendo il punto di vista dell'altro.
Di solito, quando ci sono atti ispettivi, come sapete, ci si
dichiara soddisfatti o non soddisfatti. Era difficile dichiararsi
non soddisfatti rispetto alle risposte che Sebastiano offriva anche
alle interpellanze ed alle interrogazioni parlamentari,
caratterizzate, di solito, anche da una polemica politica, che è
nelle cose, ma sempre cercando, appunto, di trovare le risposte di
cui innanzitutto la Sicilia ha bisogno.
Ebbi modo di parlare con lui, poco prima della sua scomparsa, di
un paio di temi importanti. Lui contribuì a trovare soluzioni, per
esempio, rispetto alle problematiche di alcune associazioni
culturali. Affronteremo qui in Aula nei prossimi giorni alcuni
emendamenti che ebbero anche il suo parere positivo, che nacquero
da alcune osservazioni anche svolte dall'assessore Tusa in
Commissione Cultura su come potere andare incontro alle
problematiche espresse dalle associazioni culturali che animano la
vita culturale della nostra Regione.
Ricordo che affrontammo anche il tema della riorganizzazione del
Centro del catalogo e del restauro. L'assessore Tusa aveva una sua
idea su come riorganizzare il Centro del catalogo e il centro del
restauro. Io ero contrario alla soppressione del Centro del
catalogo e del restauro, così come i colleghi del Partito
Democratico. I due centri non furono soppressi e c'era l'idea di
affrontare questa riforma che potesse salvaguardare l'esperienza e
il patrimonio rappresentato da due centri, certamente, però per
provare a fare qualcosa che fosse più adeguata ai tempi, ai bisogni
veri della nostra Regione.
Un uomo disposto, quindi, ad ascoltare, capace di farsi ascoltare,
sempre pronto ad offrire una parola concreta che fosse di aiuto,
che fosse davvero un gesto di servizio alla Regione che tanto
amava: la Sicilia.
Con il suo stile che ricorderemo sempre con grande ammirazione,
con commozione e che io penso rappresenta anche qualcosa che
Sebastiano ha regalato a tutti noi e che sicuramente ha lasciato
un'impronta in ognuno di noi.
Concludo, ripetendo che io credo che Sebastiano Tusa abbia dato
molto al mondo della cultura, al mondo della politica, alla Sicilia
e aggiungo che il frutto del suo lavoro, il frutto del suo lavoro
di archeologo, di dirigente dei beni culturali, il frutto del suo
lavoro di Assessore rimarrà nei secoli un grande regalo alla
Sicilia ed a tutta l'umanità.
(Applausi)
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
anch'io esprimere un mio sentimento di cordoglio ai familiari e nei
confronti dell'assessore Tusa.
Ho avuto modo di conoscerlo da pochi mesi, qualche giorno dopo il
mio insediamento avvenuto a novembre dello scorso anno. Una persona
estremamente mite, ma quello che maggiormente mi ha sorpreso è
stato il suo garbo, il suo non ostentare mai una preparazione
infinita anche quando l'interlocutore che trovava di fronte,
probabilmente, era di gran lunga distante da quella che era la sua
preparazione.
Oggi, per tutti noi è veramente difficile riuscire a trovare le
parole giuste, le frasi giuste che possono realmente rendere onore
e merito a quello che è stato il suo grande valore.
Lascia una testimonianza concreta e tangibile del suo grande
impegno, della sua grande passione nei confronti della nostra Terra
che ha amato per la passione con cui svolgeva quotidianamente il
suo ruolo anche di Assessore e mostrava da una serie di atti
concreti che oggi ognuno di noi può testimoniare di cui le
generazioni future, sicuramente potranno godere. Ma credo che
l'insegnamento più grande che l'assessore Tusa lascia all'interno
di quest'Aula, all'interno dell'Assemblea, alla nostra Sicilia è un
insegnamento fatto di valori, quei valori che spesso in politica si
perdono, quei valori che spesso nella vita, presi dal quotidiano,
ognuno di noi dimentica; valori rappresentati dall'umiltà, dalla
disponibilità, dall'essere sempre attenti e presenti a quelle che
erano le esigenze del nostro territorio. Questo credo che sia
l'insegnamento più grande che ci lascia.
Ho letto con attenzione la frase riportata giù. L'assessore Tusa
non voleva essere ricordato nei libri di storia, credo che sia
riuscito in un duplice obiettivo, non solo quello di essere
ricordato nei libri di storia, perché sicuramente la sua azione
quotidiana lo farà ricordare nel tempo, ma credo che sia riuscito a
lasciare nel cuore di ognuno di noi che abbiamo avuto la fortuna e
l'onore di conoscerlo, nel cuore di tutti i siciliani, un grande
ricordo per questo suo impegno quotidiano e costante nel rilanciare
la nostra bellissima Terra.
(Applausi)
PRESIDENTE. E' Previsto l'ultimo intervento di due Capigruppo, poi
hanno chiesto di parlare i due Vicepresidenti dell'Assemblea;
subito dopo l'intervento dell'onorevole Milazzo, interverranno
l'onorevole Di Mauro e l'onorevole Cancelleri, che chiuderanno gli
interventi prima del Governo. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Milazzo.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione e famiglia dell'amico Sebastiano, non
parlerò delle grandi cose che Sebastiano ha fatto; ne hanno parlato
tutti e ne continueranno a parlare tutti.
Vorrei, intanto, ringraziare il Presidente dell'Assemblea che si è
impegnato al massimo per esaltare e per evidenziare le
caratteristiche di Sebastiano, ma ringraziare anche il Presidente
della Regione. Lo ringrazio personalmente perché se non lo avesse
nominato Assessore non avrei potuto raccontare ai miei figli di
avere avuto l'onore di stare in quest'Aula e di avere avuto
Sebastiano Tusa come Assessore per i beni culturali. Quindi,
ringrazio il Presidente della Regione che, quando il professore
Sgarbi lasciò il posto di Assessore per i beni culturali, ebbe
l'intuito di dare una continuità di elevato spessore a
quell'Assessorato.
Vorrei ricordare alcune cose piccole, di cui lui era appassionato,
che facevano grande l'uomo, perché a volte un uomo grande è grande
proprio quando si occupa di piccole cose; e lo ricordo, proprio
perché il mio primo intervento durante una finanziaria mi occupai
di una categoria, e quando avevo finito l'intervento lui mi fermò,
e fu il primo scambio di opinioni, e mi ha detto: Condivido perché
sono testimone, sai come si impegnano, io li seguo , ed era molto
attento.
Ma ricordo anche come era appassionato. Voleva realizzare e
realizzò il percorso, l'itinerario di Santa Rosalia. Ed ancora, fu
appassionato e interessato a quella che poi, grazie alla moglie,
diventò, nella scorsa stagione, a Palermo un evento importante: la
casa delle farfalle , e fui felice quando ho visto la coda in Corso
Vittorio Emanuele delle persone che è rarissimo vedere in alcuni
musei una grande partecipazione, e quello fu un exploit. E questa
fu un'altra cose che insieme, certamente, alla moglie che dirige
quella struttura, Sebastiano fu appassionato. Ma anche la presenza
insieme al professore Sgarbi a Villa Napoli, in un quartiere
periferico di Palermo, alla IV Circoscrizione. Un uomo grande che
era appassionato delle piccole cose e faceva sì che quelle piccole
cose diventassero proprio grandi.
Un giorno mi chiamò e mi disse: Ma sabato te lo prendi il caffè
con me nel mio ufficio a villa Whitaker? . Io ci andai - non
l'avevo mai vista - entrai nel suo studio e vidi tanta cultura,
tanta conoscenza, tanto impegno, e oggi lo registro e lo racconto
come una fortuna. Sono stato veramente fortunato, ed io - che
ringrazio la famiglia, ringrazio il Presidente dell'Assemblea
regionale, ringrazio il Presidente della Regione e ringrazio il mio
Gruppo che mi dà la possibilità di ricordarlo - penso che questa
Regione, questa Assemblea di cui lui aveva grande rispetto, a volte
gli Assessori, che sono presi da tantissime cose, da tantissimi
impegni anche quando c'è la finanziaria, mi dicono: Giuseppe, che
fa, posso scappare? È finita la mia rubrica. , lui a volte rimaneva
nonostante la sua parte di competenza fosse finita, rimaneva la
perché era interessato, non era un politico però era interessato a
capire perché era sempre disponibile e voleva essere sempre pronto.
Ed io concludo questo intervento dicendo: Sebastiano tu eri sempre
pronto, perché avevi una grande qualità, un grande uomo che era
umile, che era disponibile all'ascolto e che era disponibile a
confrontarsi a prescindere, anche quando noi, perché la politica
tende sempre a forzare, forzare perché dovevamo ottenere il
risultato, lui cercava con la sua grande capacità di mediazione di
portare, come dire, la soluzione al più equilibrio possibile, ad un
equilibrio maggiore possibile cercando di non dire no, ma fare la
cosa che era giusto fare.
Ecco, io dico che noi abbiamo avuto una grande fortuna ad avere
avuto un Assessore importante, un grande uomo che oggi merita a
pieno titolo di essere ricordato dal Governo, dall'Assemblea e
dalla comunità siciliana tutta. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cancelleri. Ne ha
facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, grazie per l'opportunità di aver
fatto intervenire anche i due Vicepresidenti, perché mi permette,
col cuore oltre che con le parole, di essere qui in questo giorno
importante.
Io, al di là di questa esperienza di Governo, non conoscevo prima
il dottore Tusa, però posso dire che quando lui diventò Assessore,
nei primi quindici giorni - era proprio attività d'Aula in quel
periodo - diventarono leggi di questa Regione delle cose importanti
che, probabilmente, nei dieci anni precedenti, sui beni culturali,
non si erano mai riuscite a fare. Delle cose che davvero, in
qualche modo, avevano cambiato. Ed io portai delle idee, delle idee
che nascevano da necessità, dall'andare a visitare siti
archeologici ad agosto e trovarli pieni d'erba. Quindi, il buon
senso e la voglia di vedere questa Terra rinascere, portati in dote
ad una persona che, finalmente, sapeva ascoltare quelle parole, che
sapeva andare oltre la lamentela che non voleva essere solo tale,
ma riuscire a cogliere anche quella che era la soluzione. E mi ha
dato la possibilità di potere scrivere alcuni emendamenti a quella
legge che stavamo approvando a quattro mani, per riuscire a mettere
in piedi quelle che oggi sono leggi di questa Regione.
Non voglio passare in rassegna quello che poi ha significato anche
per l'attività del suo Assessorato, perché i colleghi - devo dire
tutti - hanno passato in rassegna i grandi risultati, anche le
grandi doti umane, perché poi la politica non è semplicemente fatta
di competenze, è fatta anche di capacità e soprattutto di cuore. E
questo era quello che secondo me, poi, alla fine, ha in qualche
modo imbalsamato - passatemi il termine in maniera bonaria - tanto
la maggioranza, ma soprattutto l'opposizione.
Era un Assessore che era inattaccabile, ma non perché non
commettesse errori - per carità, li commettiamo tutti - ma perché
aveva quella grande capacità di riuscire a dribblare la polemica, a
non abbassarsi mai a quella che è la politica veramente della bassa
polemica, perché riusciva sempre, invece, ad innalzarsi fino a
toccare la soluzione del problema. E questo metteva d'accordo
tutti. Questo mette d'accordo tutti.
Per cui, in questi anni di esperienza che il popolo siciliano mi
ha regalato e che sto vivendo all'interno di questa Istituzione,
credo che fra i momenti più importanti sicuramente potrò ricordare
nella mia vita quello di avere conosciuto l'assessore Tusa. Grazie.
(Applausi)
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cancelleri.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Grazie, signor Presidente. Grazie anche a tutti i
presenti in Aula, al Governo, ai parlamentari, ai familiari che
sono qui oggi insieme a noi a ricordare la memoria del professore
Tusa.
Il Presidente Miccichè nel suo intervento introduttivo ha avuto
modo di ricordare l'attività del professore Tusa, i suoi
interventi, le cose che ha fatto, che sono innumerevoli e che
testimoniano la capacità non solo culturale di questa persona, ma
anche la capacità di lavoro, che non è sempre riscontrabile, devo
dire, in genere nei dirigente.
Il professore Tusa accomunava non solo l'interesse per la cultura,
l'interesse per il sistema dei beni culturali, la capacità di stare
sul pezzo, di impegnarsi, di trovare le risorse. E le risorse le
trovava non solo all'interno nel sistema regionale, ma spesso
ricorreva anche ad opportunità che grazie alla sua personalità
riusciva a mettere in campo.
E io credo che il Governo che sin dall'inizio ha puntato sui beni
culturali, volendo fare una scelta di alto profilo, convinto com'è
il Presidente Musumeci che il sistema dei beni culturali non solo
possa costituire un valore aggiunto del suo Governo, ma portare
anche opportunità di lavoro, di crescita per questo territorio ha
innanzitutto indicato a suo tempo il professore Sgarbi - che è
stato, per la verità, poco, poi ha voluto di suo pugno fare una
scelta che andava sempre nella stessa direzione. Cioè una direzione
squisitamente tecnica, ma nello stesso tempo capace, nello stesso
tempo in grado di mettere a frutto un'esperienza, mi permetto di
dire, superiore nel contesto siciliano a quella di Sgarbi, se non
altro per la sua presenza regionale, perché riuscire a barcamenarsi
nel sistema regionale, per chi è estraneo, non è cosa facile.
E questo lo dico perché non c'è ombra di dubbio che consta, spesso
a me personalmente, di vedere qui in questo Parlamento parecchi
tecnici, ma anche parlamentari che una volta diventati Assessori
hanno difficoltà a muoversi, a relazionarsi e hanno una fase di
apprendistato che il professore Tusa certamente non ha avuto.
E a me piace oggi sottolineare, oltre la sua capacità di lavoro,
ripeto, culturale, anche la sua straordinaria attività che ha messo
in campo in questo Parlamento e soprattutto nelle Commissioni
parlamentari, mostrando come un tecnico possa essere nel contempo
anche bravo e capace a relazionarsi politicamente e a tradurre i
suoi progetti, i suoi pensieri in un'attività anche legislativa. E
questo Parlamento ne è testimone, né è testimone certamente la V
Commissione, che lo ha visto all'opera, la Commissione Bilancio ,
ma soprattutto ciascuno di noi parlamentari che in ogni occasione e
credo anche nell'attività all'interno del Governo, in ogni
occasione ha saputo mostrare capacità di intendere gli argomenti,
approfondirli, metterli in atto e soprattutto farlo diventare
provvedimento legislativo. Qualcuno di questi ha visto la luce alla
fine, purtroppo, della sua vita allorquando, ricordo benissimo, io
presiedevo l'Aula il Presidente della Commissione V dice: Dobbiamo
immediatamente procedere all'esame di questo disegno di legge se
non altro per ricordare il lavoro svolto dal professore Tusa e
lasciarlo traccia indelebile nel Parlamento di un'iniziativa
legislativa che è stata portata avanti con la complicità, come
altri colleghi hanno manifestato, di tutto il Parlamento.
E' queste sono le cose che a me sembra giusto ricordare, questa
sua attitudine all'attività politica che è stata penso anche per
lui una scoperta alla fine della sua carriera.
(Applausi)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione,
onorevole Musumeci.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, cari familiari, gentile pubblico, la recente tragica
scomparsa del professore Sebastiano Tusa, Assessore di questo
Governo per i beni culturali e l'identità siciliana ha scritto col
sangue un'altra dolorosa pagina della storia di questa Regione.
La sua breve presenza nel Governo da tecnico innamorato della
politica ha lasciato un segno profondo in termini di fatturato
amministrativo, in termini di eleganza, in termini di capacità
propositiva.
Sebastiano Tusa era nato a Palermo nel 1952, la sua professione
era già decisa, era già scritta, era un archeologo predestinato.
Figlio di un famoso archeologo e di una donna di grande sensibilità
intellettuale, si era laureato in lettere classiche e aveva
cominciato con la sua incondizionata sensibilità intellettuale a
fare il giro del mondo per conoscere, per saziare la voglia di
sapere.
Era stato in Iran, in Iraq, nel Pakistan. Aveva iniziato una
esperienza di docente universitario a Napoli, in paleontologia e
poi aveva rinunciato a fare il docente universitario a Palermo per
dedicarsi all'attività che più lo appassionava: quella della
archeologia marina, lui che proveniva da una famiglia di gente di
montagna, come i Tusa o gente di campagna.
Conosceva il Mediterraneo come pochi altri, lo conosceva nella sua
plurimillenaria vicenda umana, lo aveva studiato come teatro di
guerra e come strumento di convivenza e di confronto fra i popoli,
fra le religioni, fra le civiltà diverse.
Aveva dato alle stampe 70 libri divulgativi e centinaia di
pubblicazioni scientifiche, conosceva e parlava 6 lingue straniere
che gli consentivano di potere essere abile relatore in molti
convegni internazionali, dove interveniva con assoluta padronanza
di linguaggio e di conoscenza della materia, non bastava conoscere
il mare e quello che il mare aveva custodito gelosamente per
secoli, per millenni, senza valorizzarne i tesori. Era convinto che
l'Europa avesse bisogno di una nuova soprintendenza del mare dopo
quella aperta in Grecia, istituita in Grecia, e diede alla Sicilia
questa felice intuizione tanto che nel 2004 quel Governo regionale
volle istituire la prima soprintendenza del mare d'Europa dopo
appunto quella ellenica, per tutelare, gestire e valorizzare la
cultura del mare.
I tesori nascosti per Sabastiano Tusa non andavano solo studiati
attraverso i libri, andavano scrutati, andavano toccati, alcuni
andavano recuperati e si immergeva assieme agli altri negli abissi
del mare, per provare questa straordinaria emozione che era al
tempo stesso un grande servizio reso alla cultura universale.
L'11 aprile del 2018 ha giurato da assessore del mio Governo, del
Governo che ho l'onore di presiedere. Lo avevo contattato in verità
perché credevo potesse essere un ottimo direttore generale del
dipartimento Beni Culturali, sapendolo schivo, sapendolo lontano
dai riflettori e assolutamente estraneo alla polemica spesso aspra
che anima e alimenta il dibattito ed il confronto politico, e con
mia grande sorpresa Sebastiano mi disse non so se potrò realizzare
tutto quello che spero e penso di potere realizzare da direttore
generale, certo da assessore sarebbe diverso, bastò questa battuta
sorprendente perché io, essendo lasciato assolutamente libero e
nella mia autonomia di designare e di scegliere il successore
dell'altrettanto valido professore Sgarbi, che nel frattempo si era
dovuto dimettere per giurare da deputato a Montecitorio, nominai il
professore Tusa assessore con preposizione specifica ai Beni
Culturali e all'identità siciliana.
Era un tecnico politico per eccellenza, carico di entusiasmo,
l'entusiasmo di un ragazzo, l'entusiasmo di chi sa che può
progettare a media e a lunga scadenza, e come hanno confermato i
colleghi che sono intervenuti in quest'Aula prima di me, sapeva
ascoltare con grande attenzione raccogliendo quanto poteva essere
raccolto per coniugarlo alle linee del Governo, mi parlava
puntualmente dei suoi incontri e dei suoi confronti con la
Commissione, con i parlamentari, con i sindaci, ci vedevamo
puntualmente due volte la settimana la sera tardi dopo le 20,
quando si poteva agire senza la spinta emotiva del telefono o della
segreteria che incalza per gli appuntamenti in agenda: Aveva
fissato alcuni obiettivi è stato detto, i parchi, è stato detto
soprattutto dal Presidente dell'Assemblea, i parchi archeologici
rimasti non costituiti, una speranza dal 2000, almeno 17 su 20, ed
aveva immaginato un nuovo sistema museale, anche questo è stato
ricordato, un museo vivo, un museo dinamico, museo in cui si può
consumare un pasto breve, un museo in cui si può andare a prendere
un caffè, un museo sposato alla moderna tecnologia per rendere più
attrattivo lo spazio museale, per dare un'anima alla staticità del
materiale esposto. Un museo diceva deve essere parte integrante
della città. Non può essere il luogo in cui mummificare quello che
appartiene al passato .
E' vero, conosceva il Mediterraneo e del Mediterraneo conosceva la
più importante fra le battaglie, la battaglia delle Egadi. Lo
appassionava quando me ne parlava ed io per evitare, a volte, di
non potere reggere il confronto sul piano dialettico, naturalmente,
mi documentavo anzi tempo su alcuni temi per non apparire del tutto
a digiuno. E mi spiegava come nel 241 a.c. finalmente il
contrastato predominio delle navi cartaginesi nei mari siciliani
veniva neutralizzato dalla astuzia e dall'abilità della marina
romana. Il 10 marzo del 241 a.c., mi ricordava Sebastiano, Vedi il
10 marzo è una data storica per la Sicilia, Presidente. E' una data
importante amava ripetermi. Ne era talmente convinto che proprio
per il 10 marzo ha voluto prenotare l'appuntamento con il suo
inesorabile destino.
Con Sebastiano Tusa la Sicilia perde un archeologo di fama
internazionale, un siciliano profondamente innamorato della propria
terra, un intellettuale raffinato ed aperto al confronto senza
iattanza, senza supponenza, senza superbia.
L'impegno mio e di tutto il Governo regionale è quello di
proseguire lungo la strada tracciata dal professore Tusa nella sua
breve, ma intensa stagione di uomo di Governo, di assessore.
L'auspicio che in questa triste circostanza vogliamo esprimere è
quello di avere presto restituite, dalle aride terre etiopi, i
poveri resti mortali del nostro Sebastiano per trovare almeno il
conforto di una tomba sulla quale versare una lacrima, una tomba
sulla quale deporre un fiore.
A Sebastiano Tusa dedicheremo la seconda Conferenza regionale sui
beni culturali fissata per il prossimo mese di ottobre ed una
giornata di studi sull'archeologia, in generale, e su quella del
mare, in particolare. Una giornata alla quale inviteremo da
relatori le più significative espressioni della cultura classica.
A nome del Governo e mio personale desidero rinnovare alla vedova
Valeria Li Vigni, ai figli Vincenzo ed Andrea ed alla sorella Lidia
i sentimenti più sinceri del nostro cordoglio, un cordoglio che non
può essere formale, come sanno i familiari, un cordoglio che ha
segnato ciascuno di noi.
Un cordoglio che, il tempo che lenisce tutti i dolori, e ve lo
dice chi ha titolo per poterlo fare, resterà vivo nell'animo di
ciascuno di noi, di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, di
apprezzarlo e di maledire la morte, se non avessimo la serenità dei
credenti.
(Applausi)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 10 minuti, giusto il tempo di
salutare la signora Valeria, i figli ed i parenti di Sebastiano
Tusa, e riprendiamo alle 17.30 per potere iniziare lo svolgimento
del collegato.
(La seduta, sospesa alle ore 17.11, è ripresa alle ore 17.29)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni sollevate in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Palmeri e Amata.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Collegato al
disegno di legge n. 476 Disposizioni programmatiche e correttive
per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale' (n. 491/A)
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
n. 491/A Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale' , posto al numero 1).
In attesa del Presidente della Commissione, onorevole Savona, vi
dico che occorrerà continuare il dibattito anche domani per l'esame
del collegato, perché è assolutamente necessario che venga esitato,
ci sono troppe categorie e troppi lavoratori che stanno aspettando
questo risultato.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevole colleghi, credo che l'Aula
e i deputati abbiano bisogno prima di cominciare la discussione del
testo del collegato, del testo con gli emendamenti, che gli Uffici
mi dicono che non sia ancora pronto per ragioni tecniche. Qualcuno
dovrebbe porsi questo problema
PRESIDENTE. Non è più un problema perché il testo è già arrivato
ed è in distribuzione. Prima di iniziare voglio capire dal
Presidente della Commissione Bilancio, qual è la situazione? Se
sono stati risolti i problemi che avevamo in qualche maniera
segnalato, anche ieri durante il dibattito d'Aula e se possiamo
iniziare materialmente l'esame del testo.
Questo è quello modificato rispetto a quello presentato dal
Governo
E' molto probabile che si debba comunque rinviare, ma non si deve
rinviare perché mancano le cose, che invece ci sono tutte, vorrei
capire se invece ci sono altre problematiche.
Ecco il Presidente Savona, chiediamo scusa per la premura che vi
facciamo ogni tanto.
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta per vedere come
procedere.
(La seduta, sospesa alle ore 17.37, è ripresa alle ore 17.42)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito i componenti la II Commissione a prendere posto
al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi ora siamo materialmente pronti alla lettura
degli articoli, per cui possiamo passare all'articolo 1 e all'esame
degli emendamenti.
La Commissione Bilancio ha delle osservazioni o delle
spiegazioni da dare, visto che di fatto è passato un mese dalla
precedente discussione?
SAVONA, presidente della Commissione. Dal chiarimento che noi oggi
abbiamo avuto in Commissione Bilancio', è passato dalla
Commissione e abbiamo rivisto la distribuzione dei famosi 2
miliardi e 143 milioni, la spalmatura come è stata fatta per i
quattro anni, come era prevista e nell'emendamento A2R c'è in
chiaro scritto tutto quello che abbiamo concordato con gli Uffici,
con gli Uffici della Regione. Quindi è voluto da tutti. Tutti ne
sono già a conoscenza, pertanto possiamo procedere.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Interventi di coesione economico-sociale e di
perequazione
per la condizione di insularità
1. In attuazione dell'Accordo in materia finanziaria con lo Stato
del 22 dicembre 2018, il Governo della Regione è autorizzato a
concordare nuove norme di attuazione in materia finanziaria e
misure ed interventi di riequilibrio del divario economico-sociale
e di perequazione per la condizione di insularità, secondo le
procedure sancite dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n.
42, partendo dall'andamento storico delle entrate e delle spese
della Regione, antecedente alla entrata in vigore della predetta
legge e tenendo conto:
a) della dimensione della finanza della Regione rispetto alla
finanza pubblica complessiva;
b) delle funzioni effettivamente esercitate e dei relativi oneri;
c) degli svantaggi strutturali permanenti, dei costi
dell'insularità e dei livelli di reddito pro capite;
d) del valore medio dei contributi alla stabilità della finanza
pubblica allargata imposti agli enti pubblici regionali nel
medesimo arco temporale;
e) del finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni
concernenti i diritti civili e sociali;
f) del principio dell'equilibrio tendenziale e/o dinamico per quel
che riguarda la copertura del contributo al risanamento della
finanza pubblica;
g) della necessità di valutare le problematiche concernenti gli
oneri e il personale del Corpo forestale della Regione e degli
Ispettorati territoriali del lavoro.
2. Per le finalità di cui al comma 1, allo scopo di incentivare lo
sviluppo delle Zone Economiche Speciali (ZES) di cui agli articoli
4 e 5 del decreto legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito con
modificazione dall'articolo l, comma l, della legge 3 agosto 2017,
n. 123 e successive modifiche ed integrazioni, anche in
considerazione del ritardo nello sviluppo economico dovuto alla
condizione di insularità, la Regione, d'intesa con l'Agenzia delle
Entrate, individua, per le imprese che hanno la sede principale o
l'unità locale all'interno delle ZES della Sicilia, nel rispetto
dei limiti derivanti dall'applicazione del Regolamento (CE) n.
1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013 e successive
modifiche ed integrazioni, misure di riequilibrio e forme di
contributo da utilizzare in compensazione, ai sensi dell'articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241».
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi, ci eravamo lasciati ieri a conclusione del
dibattito sulla questione finanziaria sull'accordo Regione-Stato
che oggi, appunto, la Commissione Bilancio' avrebbe verificato
l'emendamento di cui prima faceva cenno l'onorevole Savona e poi
avremmo valutato se era utile, opportuno, procedere eventualmente
con un diverso disegno di legge, oppure con un emendamento
nell'ambito del collegato.
Io volevo chiederle Presidente di farlo distribuire questo
emendamento che è stato valutato dalla Commissione bilancio, perché
è giusto che possiamo conoscerlo ancor prima di avviare la
votazione sull'articolo 1, in modo da avere il quadro complessivo
unitamente a tutti gli altri emendamenti che sono stati consegnati.
Non so se è già nel fascicolo che c'è stato distribuito, se non
fosse nel fascicolo che è appena stato distribuito volevo chiedere
alla Presidenza se anche questo emendamento, che è fondamentale per
la valutazione dell'intero testo può essere distribuito ai
deputati.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi sembra che sia già distribuito
quello a cui fa riferimento lei, o almeno io lo trovo qua nel
fascicolo degli emendamenti, quindi immagino che sia l'A.2R, la
relazione non lo so, non c'è ancora? Assessore Armao la relazione
tecnica all'emendamento A.2R?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, è la relazione
che abbiamo già presentato in Commissione bilancio relativa
all'emendamento in prima versione, che è stato modificato in
termini letterali dalla Commissione, ma non muta nel suo impianto
fondamentale, quindi si può dare la relazione della precedente
versione a compendio di questa, non c'è una mutuazione
dell'impianto finanziario, c'è solo un'articolazione letterale
diversa, come converrà anche il Presidente della Commissione
Bilancio.
PRESIDENTE. Per il Presidente è pure così. Allora, onorevole Lupo,
non posso che dare ragione al Governo e Commissione che mi dicono
la stessa cosa, per cui è già distribuito ed è esattamente la
relazione del testo prima di essere emendato, non cambia niente.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LUPO. Signor Presidente io credo che ci siano delle differenze
sostanziali rispetto agli emendamenti che erano stati prima
presentati in Commissione bilancio. Mi permetto anche di dire che
questo percorso non è rapido, perché ovviamente bisognerà aspettare
l'approvazione dell'accordo da parte del Parlamento nazionale.
Quindi la norma la possiamo pure approvare in attesa che venga
approvato il provvedimento da parte della Camera e del Senato fino
a quando ovviamente non avremo la legge nazionale le risorse non
saranno disponibili.
Allora, a dimostrazione del fatto che non vi è alcun intenzione da
parte nostra di voler ostacolar il percorso, né ritardare il
ripristino della spesa, che è urgente e necessaria, come lei ieri
prima diceva, una parte di questi 114 milioni che possono in questo
modo, approvato l'emendamento e fatta la legge nazionale essere
destinati al ripristino delle autorizzazioni di spesa, sono invece
io credo già immediatamente disponibili, e mi riferisco alla quota
dei 64 milioni che derivano dalla diversa spalmatura del disavanzo,
perché lì la copertura di legge nazionale noi già l'abbiamo.
Quindi, perché non distinguere l'intervento in due tempi, cioè
utilizzare subito i 64 milioni disponibili per le urgenze e per le
emergenze, così come lei prima diceva, e rinviare l'utilizzo della
cifra successiva all'approvazione della legge da parte del
Parlamento nazionale. Se si fa un'unica norma tutto è vincolato
all'approvazione della legge nazionale. Io credo che questo non
serva.
PRESIDENTE. Secondo me non è sbagliato. Ha chiesto di parlare
l'Assessore Armao ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'impianto del
ragionamento dell'onorevole Lupo ha una sua condivisibilità, se non
fosse questione di giorni, nel senso che stiamo prevedendo una
disposizione che entrerà in una legge che sarà approvata,
promulgata e pubblicata nei tempi tecnici necessari, essendo norma
finanziaria sarà utile anche predisporre delle tabelle allegate,
che incrocia l'approvazione della legge di conversione del decreto
legge in atto all'esame della Camera e immediatamente dopo del
Senato. Quindi, non c'è questa discrasia o diacronia che in qualche
modo si prospetta, viene riassorbita nell'ambito della sincronia
che invece l'atto deliberativo dell'Assemblea, e l'atto
deliberativo del Parlamento hanno, poiché entro o sette o otto
giorni entrambi arriveranno a regime.
PRESIDENTE. Se mi posso permettere, siccome non mi pare che ci sia
una grandissima differenza di vedute, sarebbe un grande problema
dividere le due cose in modo che
ARMAO, assessore per l'economia. Assolutamente no, il relatore è
d'accordo?
PRESIDENTE. Fermo restando che lei ha ragione, cioè 99 su 100
quello che la Camera che sta per approvare sarà approvato, anche
perché è stato chiesto su una indicazione del Governo nazionale,
per cui immagino che sarà approvato, però non sapendo mai come
dire, non potendosi mai evitare meglio evitare di mettere il carro
davanti ai buoi, io dico che se in qualche maniera valutiamo questa
eventuale possibilità.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
al Governo, guardate che qui non è una questione di giorni. Noi
stiamo facendo una legge, non stiamo facendo una delibera, stiamo
approvando una legge che cita come fonte legislativa una legge che
non c'è, fino a quando non è approvata dal Parlamento, come prevede
il sistema dell'accordo, cioè pubblicato in Gazzetta Ufficiale, noi
stiamo parlando di una cosa che non esiste.
Tra l'altro, non è che noi dobbiamo fare questa norma perché
dobbiamo calare nel bilancio le risorse connesse a questa eventuale
norma, noi nel bilancio che abbiamo approvato abbiamo già
accantonato delle risorse, che si sbloccheranno solo dopo che ci
sarà una norma che ci autorizza, quindi fatemi capire perché
dobbiamo incartarci con procedure. Se il Governo condivide che
liberiamo le risorse che sono liberate, traduco per capirlo io che
oggi sono un poco stanco, se c'è l'urgenza del Tpl per essere
chiari, dai 60 milioni che derivano della liberazione di quei 60
milioni, i 48 necessari per liberare il Tpl si prendono da lì,
senza aspettare cioè mi sembra più lineare e più trasparente.
PRESIDENTE. Sì, onestamente è tutto più semplice così, per cui se
non ci sono problemi, quindi che cosa c'è materialmente dal punto
di vista formale che bisogna fare?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, serve un
termine per la riscrittura. Certo, aggiuntivo essendo aggiuntivo il
termine prescritto.
PRESIDENTE. Però a questo punto partiamo dall'articolo 1,
onorevole Lupo, non riprendiamo l'argomento.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a proposito
dell'annunciata riscrittura, le quote eccedenti se si decidesse di
destinare i 48 milioni necessari intanto al TPL, là dove viene
detto per l'esercizio finanziario, là dove si parla del ripristino
delle autorizzazioni di spesa di cui all'allegato 2, ovviamente
proporzionalmente è pro-quota, cioè se ci sono x risorse
disponibili che vengano utilizzate equamente per ripristinare
proporzionalmente e pro quota tutti i capitoli di spesa che sono
stati accantonati, così come l'Assemblea è giusto che si esprima,
quindi capisco che l'intendimento è questo, però probabilmente è
opportuno scriverlo in maniera più chiara.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, se mi posso permettere, su questo
argomento abbiamo accantonato un attimo, il Governo riscrive
l'emendamento insieme alla Commissione bilancio, questo è un fatto
che poi vedremo, poi si deciderà se accettare o meno la proposta
del Governo.
Lasciamo alla prerogativa del Governo la scelta di quello che
vuole fare, fermo restando che, se ci fosse la disponibilità di
qualsiasi scelta dopo il passaggio d'Aula, è ovvio che per noi è
certamente più apprezzabile, questo è sicuro.
Onorevoli colleghi, comunico che all'articolo 1 sono stati
presentati una serie di emendamenti. Si passa all'emendamento
soppressivo 1.1.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, vedo che ci sono degli emendamenti soppressivi. Mi limito
a precisare, poi l'Aula, ovviamente, è sovrana, che si tratta della
declinazione dei principi sanciti dalla sentenza della Corte
Costituzionale n. 6 del 2019 sulle condizioni di insularità, che
danno forza e vigore al negoziato con lo Stato.
La circostanza è che l'Assemblea approvi oggi il riconoscimento di
questi principi, che sono già vigenti nell'ordinamento, in quanto
principi della giurisprudenza costituzionale, ma nel momento in cui
diventano principi che orientano e supportano il Governo nel
negoziato con lo Stato è un elemento di forza che credo arricchisca
il negoziato con lo Stato.
Non è nulla che aggiunge qualcosa al Governo, ma dà forza al
Governo, al negoziato dello Stato, quel negoziato che, credo,
interessi tutte le parti politiche in ordine all'esito positivo per
la Sicilia, soprattutto sul piano finanziario, quindi, è questo il
senso e lo spirito di questo primo comma. Mi sono limitato soltanto
a precisarlo perché non c'è nulla di politico se non, politico con
la p' maiuscola di tutta l'autonomia siciliana.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per oggi l'onorevole
Pagana.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
veramente lo dico sul piano tattico. Cioè il Governo deve aprire
una trattativa con lo Stato sulla base di alcune richieste che noi
facciamo. Che motivo ha ora di fare la norma? Semmai ha il problema
di fare, eventualmente, una legge che recepisce l'eventuale accordo
con lo Stato. Aspetti Poi ci sarà qualcuno che criticherà, com'è
successo ieri, andava fatto in un modo, ma quella è la politica
Qui stiamo parlando di una legge. Cioè lei si sta legando le mani
sulla base di una norma che è procedimentale, di un esito che non
conosciamo.
Cioè è veramente un modo di .. se io fossi l'assessore, non
l'avrei proposta, perché mi terrei le condizioni più ampie per
raggiungere un'intesa che sia la migliore possibile per la Sicilia,
ma se oggi scrivo che dobbiamo fare tutte queste cose e, poi, ne
faremo una parte, che succede? Cioè, mi pare eccessivamente inutile
scrivere una norma per avviare un procedimento ed una trattativa.
Poi, dopodiché faccia lei.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, l'intento era
quello non di prescrivere qualcosa, ma di dare un supporto al
negoziato, facendo diventare parte dell'ordinamento questi
principi. Se l'Assemblea ritiene che su questo non ci sia una
condivisione ampia, e questa è una norma che ha un senso solo se
c'è una grande condivisione, lo ritiriamo ed andiamo avanti.
Non vogliamo frapporre ostacoli, vogliamo creare supporti e forza
e spinta al negoziato con lo Stato. Il primo comma viene ritirato.
PRESIDENTE. Assessore, stiamo parlando dell'articolo 1, come dire,
il Governo non lo può ritirare. Possiamo decidere di comune accordo
di stralciarlo.
ARMAO, assessore per l'economia. Lo stralciamo.
PRESIDENTE. L'articolo 1 è stralciato e lo discuteremo
successivamente, oppure addirittura non lo discutiamo. Ne parleremo
dopo di questo.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni relative alla realizzazione e gestione del
Centro direzionale
della Regione siciliana
1. L'Amministrazione regionale, ai fini del contenimento della
spesa corrente, del conseguimento di una migliore razionalizzazione
dei servizi forniti all'utenza e dell'efficienza delle proprie
attività istituzionali, realizza entro il termine di venti anni
dalla data di entrata in vigore della presente legge il Centro
direzionale regionale in Palermo, previo parere obbligatorio del
consiglio comunale di Palermo, anche con riferimento alla mobilità
urbana, da rendersi nel termine di 120 giorni.
2. Nel Centro direzionale trovano allocazione gli uffici degli
Assessorati regionali, dei Dipartimenti regionali e degli uffici
periferici aventi sede istituzionale nella città di Palermo, gli
Uffici speciali nonché i Dipartimenti alle dirette dipendenze del
Presidente della Regione, ad eccezione di quelli che il Presidente
della Regione medesimo disponga che restino allocati presso Palazzo
d'Orleans. Trovano altresì allocazione nel Centro direzionale gli
uffici delle società partecipate della Regione siciliana
attualmente ospitati in immobili non di proprietà delle stesse
Società con sede legale in Palermo.
3. Lo stato preliminare del progetto è approvato dalla Giunta
regionale, sentito il parere della Commissione legislativa
Ambiente, territorio e mobilità e della Commissione legislativa
Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, e costituisce ad ogni
effetto variante al Piano Regolatore Generale del Comune di
Palermo.
4. Con decreto interassessoriale dell'Assessore regionale per le
infrastrutture e la mobilità e dell'Assessore regionale per
l'economia, sentito il parere della Commissione legislativa
Ambiente, territorio e mobilità e della Commissione legislativa
Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sono emanate le
disposizioni attuative.
5. Il complesso del Centro direzionale risponde al più elevato
standard di risparmio energetico, di bioarchitettura e
sostenibilità ambientale, allo scopo di migliorare il microclima
interno, rendendolo autosufficiente utilizzando impianti alimentati
con fonti rinnovabili per la copertura del fabbisogno energetico
primario integrato con impianti solari termici per il fabbisogno di
acqua calda sanitaria. Per la relativa costruzione sono utilizzati
materiali e finiture naturali e/o riciclabili ad alto comfort
acustico, oltre che energetico, insieme a misure idonee per
prevenire l'effetto dannoso del radon. Sono, altresì, previsti:
l'adozione di dispositivi per la regolazione del flusso di acqua
autorigenerata, attraverso un sistema di raccolta dell'acqua
piovana con cisterna di accumulo; aree attrezzate destinate alla
raccolta differenziata e la realizzazione di un'area destinata al
compostaggio domestico; aree attrezzate per il parcheggio di
biciclette e per i mezzi elettrici o mezzi similari».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, l'articolo 2 è una norma astrusa.
Non bisogna ricorrere a giuristi raffinati per notare, assessore
Armao, come nel nostro ordinamento giuridico, la disciplina
dell'opera pubblica in variante al piano regolatore è disciplinata
dal testo unico sugli espropri, il 327 del 2001, che è una norma di
riforma economico-sociale.
L'Assemblea regionale siciliana non può legiferare con un
procedimento diverso. Mai e poi mai, ci potrebbe essere una
delibera di giunta che costituisce variante al piano regolatore
generale del comune di Palermo, senza che il comune di Palermo sia
stato coinvolto nel procedimento secondo le regole precise del 327,
con la garanzia prevista per i proprietari dell'area, con la
garanzia prevista per gli organi che rappresentano i dominus della
materia urbanistica, titolati, quindi, quelli del comune di
Palermo.
A mio giudizio dico, noi abbiamo suggerito un emendamento. Mi
sorprendo che gli uffici dell'Assemblea su questo non siano
intervenuti anche prima che la norma arrivasse in Aula, ma mi
sembra, veramente, fuori dalla grazia di ogni lontano riferimento
giuridico. La norma, cioè, non sta in piedi, signor Presidente, per
noi è irricevibile. La invito, anche, a fare un approfondimento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole, comprendo il rilievo,
non c'è alcun problema a fare ulteriore approfondimento, ma, in
commissione bilancio, grazie anche all'apporto dell'onorevole
Caronia e di tanti altri colleghi, la questione è stata ampiamente
approfondita, al punto da inserire previo parere obbligatorio del
consiglio comunale di Palermo . E' stato, cioè, previsto il parere
del consiglio comunale di Palermo, però, se sul punto dobbiamo fare
un'ulteriore verifica, possiamo signor Presidente, tra l'altro,
appunto, come bene ricorda il Presidente Musumeci, sul punto
abbiamo anche registrato, in sede di interlocuzione, una
condivisione sull'iniziativa da parte del comune di Palermo. Ed è
previsto un parere, non solo dell'esecutivo, cioè del sindaco,
della giunta, ma anche del consiglio comunale, che è l'organo che
valuta e delibera le scelte urbanistiche di un territorio.
Dopodiché se c'è una preclusione di principio alla norma, è una
cosa, se si tratta di inserire degli elementi che possano
migliorarla, ovviamente, da parte del governo, c'è la massima
disponibilità, purché non vi sia ... Se è una preclusione di fondo,
non ho è questo il problema, in questo momento
BARBAGALLO. Non siamo contrari all'articolo 2, ma serve un
procedimento ai sensi del 327.
ARMAO, assessore per l'economia. Possiamo valutarlo, magari con
gli uffici? Lo accantoniamo e facciamo una verifica.
PRESIDENTE. L'articolo 2 è accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei
detenuti
1. Fatta salva la vigenza e la durata dell'incarico dell'attuale
Garante, l'articolo 33 della legge regionale 19 maggio 2005, n. 5 è
così sostituito:
Art. 33.
Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti
1. Nell'ambito della Regione è istituito il Garante per la tutela
dei diritti fondamentali dei detenuti e per il loro reinserimento
sociale , di seguito denominato Garante, la cui attività è rivolta
anche nei confronti di tutte le persone che, a qualunque titolo,
sono sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà
personale.
2. Il Presidente della Regione, con proprio decreto, provvede alla
nomina del Garante individuandolo fra persone residenti nel
territorio della Regione da almeno cinque anni, che abbiano una
specifica e comprovata formazione, competenza nel campo giuridico-
amministrativo e nelle discipline afferenti alla tutela dei diritti
della persona. Non possono essere nominati Garante i dipendenti in
servizio, dirigenti e non, della Regione siciliana e degli enti,
aziende e società partecipate da essa vigilati e controllati. Non
possono, altresì essere nominati Garante i parlamentari in carica
del Parlamento europeo, del Senato della Repubblica e della Camera
dei Deputati, i Deputati dell'Assemblea regionale siciliana. Il
divieto è esteso anche ai canditati non eletti alle elezioni
regionali immediatamente precedenti alla nomina, agli assessori
regionali, ai sindaci, agli assessori e consiglieri in carica dei
comuni siciliana e dei liberi Consorzi comunali e delle Città
metropolitane. Sono esclusi, comunque, dalla nomina i soggetti che
hanno ricoperto per oltre un quinquennio l'incarico di Garante
regionale per la tutela dei diritti fondamentali delle persone
soggette a misure restrittive o limitative della libertà personale
in Sicilia o nelle altre regioni d'Italia.
3. Il Garante resta in carica sette anni e non può essere
confermato. L'incarico di Garante è espletato a titolo onorifico.
Per lo svolgimento della propria attività istituzionale, al Garante
è riconosciuto il trattamento di missione previsto per i Dirigenti
della Regione siciliana. Il Presidente della Regione può revocare
il Garante a seguito di gravi e ripetute violazioni di legge,
provvedendo alla nuova nomina entro il termine di 45 giorni. Il
Garante che subentra a quello cessato dal mandato anticipatamente
per qualsiasi motivo dura in carica fino alla originaria scadenza
del mandato di quest'ultimo.
4. Il Garante:
a) pone in essere ogni iniziativa necessaria ed opportuna al fine
di promuovere e facilitare, anche attraverso azioni congiunte con
altri soggetti pubblici e con soggetti privato, l'inserimento
lavorativo dipendente ed autonomo, nonché il recupero culturale e
sociale e la formazione scolastica ed universitaria delle persone
private della libertà personale, incluse quelle che scontano la
pena anche in forma alternativa nel territorio siciliano,
intervenendo pure a sostegno della famiglia ed in particolare dei
figli minorenni;
b) vigila affinché sia garantito l'esercizio dei diritti
fondamentali ai soggetti di cui alla lettera a) e ai loro
familiari, tenendo conto della relativa condizione di restrizione.
A tale scopo il Garante si rivolge alle autorità competenti per
acquisire eventuali informazioni, segnala il mancato o inadeguato
rispetto di tali diritti e conduce un'opera di assidua informazione
e di costante comunicazione alle autorità stesse;
c) promuove iniziative ed attiva strumenti di sensibilizzazione
pubblica sui temi dei diritti umani delle persone private della
libertà personale, del loro recupero sociale e della umanizzazione
della pena detentiva, ivi comprese le attività di assistenza e
comunicazione istituzionalmente previste;
d) promuove con le amministrazioni interessate protocolli d'intesa
utili al migliore espletamento delle funzioni, anche attraverso
visite ai luoghi di restrizione delle libertà personali;
e) esprime parere vincolante sui Piani di formazione destinati ai
detenuti o ex detenuti;
f) riceve ed istruisce le istanze presentate ai sensi della legge
regionale 19 agosto 19 agosto 1999, n. 16 e ne segue la relativa
fase esecutiva.
5. Il Garante svolge le sue funzioni in maniera indipendente e non
è sottoposto ad alcuna forma di controllo gerarchico o funzionale;
al Garante è consentito libero accesso ad atti, informazioni e
documenti inerenti al suo mandato. Il Garante presenta relazioni
annuali sulle attività svolte all'Assemblea regionale siciliana ed
al Presidente della Regione. Il Garante ha facoltà di formulare
proposte e di richiedere all'Assemblea regionale, alle Commissioni
parlamentari ed al Presidente della Regione l'avvio di iniziative
ed interventi, per quanto di rispettiva competenza, a tutela dei
diritti fondamentali delle persone soggette a restrizione della
libertà personale. E' comunque fatta salva la potestà del Garante
di delegare in forma scritta, nei singoli casi in cui se ne
prospetti la necessità, al Dirigente dell'Ufficio, anche
accompagnato da altro funzionario dello stesso, il potere di fare
ingresso nelle carceri, previo preavviso al direttore
dell'istituto, per adempiere ai compiti espressamente indicati
nella delega e l'osservanza dei criteri in essa contenuti.
6. Per lo svolgimento dei propri compiti, il Garante si avvale di
apposito Ufficio speciale di diretta collaborazione e supporto cui
è destinato, con decreto del Presidente della Regione, personale da
individuarsi su proposta del Garante, nell'ambito delle attuali
dotazioni organiche degli uffici regionali. Con proprio decreto, il
Presidente della Regione, su proposta del Garante di concerto con
il dirigente apicale dell'Ufficio, definisce, altresì, le modalità
di funzionamento dell'ufficio. Al personale in servizio presso
l'Ufficio del Garante per la tutela dei diritti fondamentali dei
detenuti e per il loro reinserimento sociale compete la stessa
retribuzione accessoria omnicomprensiva prevista per il personale
in servizio presso gli uffici di diretta collaborazione del
Presidente della Regione e degli Assessori regionali.
7. La Regione assicura adeguate risorse umane, finanziarie e
strumentali affinché il Garante possa svolgere la propria attività
con la necessaria autonomia, indipendenza ed efficacia operativa.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per gli
esercizi finanziari 2019-2021, l'ulteriore spesa annua di 125
migliaia di euro. Ai maggiori oneri si provvede mediante riduzione
di pari importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704, accantonamento 1001.».
All'articolo 3 sono stati presentai emendamenti.
Comunico che sono stati ritirati gli emendamenti 3.3 ed il 3.4.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.9, a firma dell'onorevole Schillaci,
che ha facoltà di illustrarlo.
SCHILLACI. Signor Presidente, si tratta di una riscrittura che, in
particolare, interviene, non solo sugli anni in cui resta in carica
il garante equiparandolo alla maggior parte dei garanti e legandolo
alla legislatura ma, soprattutto, sulla dotazione di risorse
economiche, perché se noi dotiamo il garante dei detenuti di
risorse dobbiamo intervenire su tutti gli altri garanti che abbiamo
all'interno della nostra compagine regionale perché non vorremmo
fare delle disparità tra garanti dei detenuti e gli altri garanti.
PRESIDENTE. Se questa riscrittura viene approvata di fatto è
approvato l'articolo 3. Pongo in votazione l'emendamento 3.9. Il
parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, l'articolo 3, così come sostituito è approvato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Disposizioni sulla semplificazione delle certificazioni sanitarie
in materia di tutela della salute in ambito scolastico
1. Ai fini della semplificazione amministrativa in materia di
sanità pubblica e dell'efficacia delle prestazioni sanitarie nel
territorio regionale, l'obbligo di certifica-zione medica per
assenza scolastica, di cui all'articolo 42, comma 6, del Decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1967, n. 1518, si
applica per assenze di durata superiore ai dieci giorni, fatta
eccezione per le ipotesi in cui i certificati medesimi siano
richiesti da misure di profilassi previste a livello internazionale
e nazionale per esigenze di sanità pubblica. La trasmissione del
certificato può avvenire anche mediante posta elettronica inviata
al dirigente scolastico.».
Sull'articolo 4 non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Norme sulle modalità di gara e sui metodi di aggiudicazione dei
lavori in Sicilia
1. Nella Regione siciliana, le stazioni appaltanti sono tenute ad
utilizzare il criterio del minor prezzo, per gli appalti di lavori
d'importo pari o inferiore alla soglia comunitaria, quando
l'affidamento degli stessi avviene con procedure ordinarie sulla
base del progetto esecutivo. La soglia di aggiudicazione è
individuata dalla media aritmetica dei ribassi percentuali di tutte
le offerte ammesse, con accantonamento del 10 per cento, sia delle
offerte di maggior ribasso che di quelle di minor ribasso,
indipendentemente dalla presenza di più offerte aventi identico
ribasso a cavallo del taglio delle ali. Se il valore dato dal
calcolo del 10 per cento è con la virgola, tale valore è
arrotondato all'unità superiore. Se la seconda cifra dopo la
virgola della somma dei ribassi offerti dai concorrenti, ammessi
dopo il taglio delle ali, è dispari, la media è incrementata,
percentualmente, di un valore pari alla prima cifra dopo la virgola
della somma dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il
taglio delle ali. Se la seconda cifra dopo la virgola della somma
dei ribassi offerti dai concorrenti ammessi, dopo il taglio delle
ali è pari, la media è invece decrementata, percentualmente, di un
valore pari alla prima cifra dopo la virgola della somma dei
ribassi offerti dai concorrenti ammessi dopo il taglio delle ali.
Qualora la prima cifra dopo la virgola è uguale a zero, la media
resta invariata.
2. La gara è aggiudicata all'offerta che eguaglia tale soglia o
che più si avvicina, per difetto, a quest'ultima. Nel caso in cui
la media decrementata risulti inferiore all'offerta di minor
ribasso ammessa alla gara, la gara è aggiudicata a quest'ultima. Le
offerte espresse in cifra percentuale di ribasso sono ammesse fino
a tre cifre decimali, le medie, invece, sono troncate alla quarta
cifra decimale. Nel caso di più offerte uguali, si procede
immediatamente al sorteggio. Qualora la stazione appaltante
applichi l'esclusione automatica, la stessa ha l'obbligo di
ricorrere al metodo di aggiudicazione di cui al presente articolo.
3. Le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore a
decorrere dall'1 luglio 2019.».
Onorevoli colleghi, l'articolo 5 presenta problemi di
incostituzionalità.
Noi lo consideriamo incostituzionale in quanto la disposizione
presenta evidenti profili di incostituzionalità poiché interviene
su materie di esclusiva competenza statale afferenti la tutela
della concorrenza come, peraltro, recentemente affermato da una
fattispecie analoga della Corte costituzionale.
FALCONE. assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ritiene quest'articolo
assolutamente importante, strategico.
E' vero che c'è stato un pronunciamento di incostituzionalità nel
passato non lontanissimo, circa cinque anni addietro, questa norma,
però, è una norma che potremmo definire all'interno di una cornice
che opera lo Stato. E all'interno di una cornice questa norma crea
una modalità, una mera modalità di aggiudicazione. Una mera
modalità di aggiudicazione secondo la quale, date le offerte,
tagliate le ali del 10 per cento, fatta la media si verifica qual è
la percentuale dopo la virgola, se la seconda cifra dopo la
virgola è dispari ci sarà l'incremento, se è pari ci sarà
l'aumento. Cioè è un sistema che rende impossibile l'individuazione
nei ribassi d'asta.
Io vorrei ricordare una cosa alla Presidenza dell'Assemblea. Oggi
le gare d'appalto, al disotto della soglia comunitaria, si
aggiudicano col 37, 41, 43, 47 per cento creando una grave
discrasia col sistema dei lavori pubblici.
Da un lato abbiamo eccessivi ribassi d'asta che stritolano le
aziende, dall'altro lato non sempre abbiamo dei lavori fatti a
regola d'arte appunto perché le aziende, le imprese che devono
necessariamente concorrere - o bevono, o muoiono, o affogano - sono
costretti a dei ribassi d'asta eccessivi.
Noi oggi con questo sistema cosa stiamo facendo? Stiamo rendendo
un sistema assolutamente impermeabile a qualunque tipo di logica di
cartello e lo abbiamo fatto con trecento simulazioni.
Trecento simulazioni, le abbiamo verificate, secondo cui il
sistema non è permeabile e ci sarebbe tutt'al più un ribasso d'asta
che va dal 14 al 17 per cento.
Significa che noi oggi mettiamo nelle condizioni le imprese di
poter concorrere con un ragionevole utile d'impresa. L'utile
d'impresa non è il 47 per cento, non è il 41, non è nemmeno il 35
per cento. L'utile d'impresa va dal 15 al 20 per cento. E nel
momento in cui noi mettiamo in campo la possibilità di concorrere e
di aggiudicarsi una gara, un lavoro, dal 14 al 17 per cento,
facciamo una cosa giusta che tutto il mondo della piccola e media
impresa in Sicilia ci chiede.
Però qua c'è stato un problema. Ed è il problema della
incostituzionalità. Questo problema, la Giunta Musumeci, lo ha
risolto facendo un balzo in avanti. Quale? Abbiamo approvato le
norme di attuazione, così come nel resto d'Italia. La Regione a
Statuto speciale, il Trentino Alto Adige, ha approvato una norma di
attuazione che consente per le piccole e medie imprese delle
agevolazioni. All'interno di quella cornice ulteriormente intesa,
noi abbiamo fatto le norme di attuazione che sono già alla
Commissione paritetica che li ha anche approvate, le ha apprezzate
favorevolmente. All'interno della prima cornice nazionale,
all'interno delle norme di attuazione, noi cosa diciamo: questa
norma leggasi come norma di attuazione per l'agevolazione delle
PMI, delle piccole e medie imprese, nel settore dei lavori
pubblici. Cosa gli diamo? Delle agevolazioni? Tutt'altro
Consentiamo loro di partecipare al mercato e alla libera
concorrenza con delle regole che mettono in campo modalità di
partecipazione che sono più congrue, che sono più razionali e che
coincidono con le aspettative del mercato ma anche con i lavori che
devono essere fatti a regola d'arte e secondo norme di legge.
Ecco perché diciamo che questa norma è una norma che deve essere
approvata per aprire eventualmente un tavolo, una trattativa. Ma io
dico, questa norma è stata già, sapendo il Parlamento nazionale che
in Sicilia - e sono venuti importanti esponenti anche del Movimento
Cinque Stelle, il Capogruppo al Senato - hanno aperto anche loro un
ulteriore fronte con lo sblocca-cantieri. Dove in parte hanno preso
atto di questa nostra norma, di questo nostro disegno di legge o
proposta normativa, e hanno introdotto qualche novità.
Questa norma, invece, poiché rientra all'interno di una cornice di
norme di attuazione, oggi, per la Sicilia, diventa assolutamente
strategica ma diventa coerente con il dettato normativo nazionale e
costituzionale.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, io ho una nota degli Uffici che mi
chiedono di non farla votare per incostituzionalità.
Io però vorrei accertarmene personalmente. Per cui chiedo
l'accantonamento anche di questo articolo 5. Io lo voglio vedere
personalmente stasera, voglio capire quali sono queste norme.
Per cui lo accantoniamo un attimo perché quello che lei dice mi
convince, ma quello che mi dicono gli uffici pure. Per cui datemi
il tempo per capirlo bene, anche attraverso l'aiuto di qualche
esperto.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà, anche se non lo discutiamo l'articolo,
lo stiamo accantonando.
TANCREDI. Signor Presidente, intanto questa norma per certi versi
è gratificante essendo sostanzialmente la n. 14 del 2015, norma di
questo Parlamento, impugnata dalla Corte costituzionale. Non tanto
per il discorso del merito in sé, perché ovviamente il merito è
assolutamente corretto. Perché è una norma che tecnicamente è
assolutamente funzionale.
L'Assessore Falcone ha 300 simulazioni. Io personalmente, da
estensore della norma precedente, a casa ne ho ben 2.000 su questo
schema di attuazione della norma.
Il punto qual è? Non è un problema di merito ma è un problema che,
ovviamente, e io in più tavoli, in più discussioni l'avevo anche
manifestato come auspicio, a parer mio era necessario andare prima
ad una interlocuzione allargata, possibilmente in una concertazione
anche con le altre regioni, per arrivare ad avere una norma che
partisse dallo Stato perché, come è noto, il Codice degli appalti è
in una fase di profonda ristrutturazione. Ovviamente, essendo uno
dei temi fondamentali sul quale girano svariate centinaia di
miliardi in Italia è chiaro che in questo momento la discussione è
molto approfondita e molto avanzata. Ma, ovviamente, una revisione
del codice ha dei tempi, diciamo, lunghi.
Quindi, teoricamente, a parer mio sarebbe stato molto più utile,
per questo specifico ambito, andare a fare un ragionamento comune
ed arrivare ad una norma condivisa ma condivisa fra tutte le
regioni e con lo Stato.
Io ho la certezza che anche se dovesse essere votato e,
ovviamente, essendo una norma nostra che noi condividiamo nel
merito non potremmo andare contro, è una norma che era del
Movimento, ma ho certezza che verrebbe impugnata dallo Stato,
perché è chiaro che nel momento in cui si desse la facoltà alla
Regione siciliana di legiferare su una materia che permette di
modificare la concorrenza, è chiaro che lo Stato non potrebbe fare
altro che impugnarla. E questa è una certezza pressoché matematica.
Il ragionamento qui deve essere,mi sorprendo che gli uffici
abbiano fatto una eccezione soltanto tecnica
PRESIDENTE. Lei non mi è stato di grande aiuto. Ha confermato
quello che abbiamo detto. Per cui grazie.
Non do la parola ancora su questo argomento perché è perfettamente
inutile. Lo accantoniamo e poi decideremo cosa farne insieme al
Governo successivamente.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
TITOLO II
Disposizioni finanziarie
«Articolo 6.
Interventi finanziari in favore delle Città
metropolitane
e dei liberi Consorzi comunali
1. Il Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare operazioni
finanziarie per l'attualizzazione dell'importo massimo di 500
milioni di euro attribuito alla Regione siciliana, ai sensi
dell'articolo 1, comma 883, della legge 30 dicembre 2018, n. 145
entro il 31 dicembre 2019, da utilizzare secondo un piano e
relativo cronoprogramma approvato dalla Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, entro il 30 giugno 2019.
2. Gli oneri derivanti dalle disposizioni del comma 1, sono
quantificati in 100 milioni di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2021 al 2025, di cui euro 91.625.509,05 quale
rimborso della quota capitale, ed euro 8.374.490,95 per il
pagamento della quota interessi nell'esercizio finanziario 2021.».
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 6
inizialmente aveva una formulazione diversa. Intanto facciamo la
premessa che questo parte da quello che è stato l'accordo Stato-
Regioni e quindi quello previsto dalla legge finanziaria del
dicembre del 2018. Inizialmente prevedeva l'accollo dei mutui,
quindi questo sistema di far sì che la Regione si facesse carico
dei mutui contratti, ovviamente, dalle province. C'erano situazioni
diverse dagli specchietti che erano venuti fuori, appunto, che ci
erano stati forniti dai liberi consorzi delle Città metropolitane.
Ovviamente venivano fuori situazioni diverse, come ad esempio
quella di Siracusa dove la rata del mutuo era di circa 6 milioni e
7 l'anno, mentre altre realtà molto più virtuose da questo punto di
vista, come ad esempio Trapani, aveva una rata annuale di 700 mila
Euro.
Quindi questa differenza, ovviamente, portava delle disparità.
Perché? Perché i 540 milioni previsti nella legge di stabilità
nazionale prevede che questi soldi vengano utilizzati
sostanzialmente per scuole e strade. Mentre i mutui contratti sono
anche di diversa natura non sono solo per questi due particolari
fattispecie.
Il discorso è che l'articolo 6, così come formulato, parla di
operazioni finanziarie generali. Quindi non entra nello specifico.
Noi presentiamo, c'è l'emendamento 6.5, dove praticamente diciamo
che le somme vengono utilizzate così come previsto dalla legge
nazionale per la manutenzione di strade e scuole e che in caso, al
comma 3 del nostro emendamento, una quota di queste somme possa
essere destinata anche al pagamento dei mutui per quelle opere,
appunto, che siano strade e scuole.
Perché questo? Per evitare che un emendamento così formulato possa
andare in contrasto con quanto previsto dalla legge nazionale.
Quindi, di incorrere anche in una possibile impugnativa.
Non so, forse anche l'onorevole Zafarana mi suggeriva nel primo
comma del nostro emendamento, quindi del 6.5, di aggiungere previo
parere della Commissione se questo non è ostativo per il Governo.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Armao, ho
una domanda tecnica, rispetto alle tabelle che sono state allegate
al collegato.
E' un chiarimento rispetto all'attualizzazione da compiere; sono
previsti 500 milioni che lo Stato ci darà nel corso del quinquennio
2021-2025.
Nel 2020, ce li facciamo scontare, pagando solo nel 2021, come da
Tabella B, che è allegata al collegato, 8,4 milioni di interessi e
91,6 milioni come quota capitale di ammortamento sulle operazioni
finanziarie.
La mia richiesta di chiarimento consiste nel conoscere come fare a
trasferire alle province la somma di 500 milioni di euro, come da
lei detto, anche ieri, se nel corso dei 5 anni, pagheremo interessi
per circa 50 milioni, perché 8,5 milioni sono riferiti al solo
anno, quindi vorrei capire quanto costa quest'operazione di
attualizzazione e quanti soldi in meno riceveranno, considerando,
appunto gli interessi indicati nella Tabella B, quanto ci costerà
quest'operazione di attualizzazione.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevole colleghi, stavo verificando
in realtà anche alla luce dell'emendamento che stamani è stato
votato in Commissione Bilancio, giustamente, ritengo io, che dà la
possibilità di stanziare per il 2019 i 100 milioni di euro, frutto
appunto dell'accordo con lo Stato e di quello che poi avverrà nei
prossimi giorni, ci auguriamo, al Parlamento nazionale.
Però con questa norma, che sostanzialmente poi provvede a dare una
copertura per i cinque anni successivi, si creerebbe di fatto un
vulnus di un anno, se ho capito bene
Potrei aver capito male, è anche una richiesta, perché per il 2019
siamo coperti dalla norma che abbiamo votato stamane perché si sono
liberate queste somme. Dal 2021, la norma in questione darebbe
copertura quinquennale, per cui avremmo paradossalmente l'annualità
del 2020 scoperta.
Poiché ci apprestiamo a dare di nuovo vigore a questi enti
probabilmente mi interrogherei se trovassimo la possibilità di dare
continuità, non è semplice però capisco che è importante.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia, Capisco la questione posta, ho
verificato con la Ragioneria che ha spalmato l'intervento
finanziario senza soluzione di continuità. Cioè la previsione per
l'anno 2019 e 2020 ci consente di realizzare già subito la somma
complessiva dal 20121 in poi. Stiamo attualizzando la somma più
consistente, cioè i 100 milioni dal 2019.
Io proporrei e credo che siate tutti d'accordo, che il termine del
30 giugno che ormai è imminente vada postergato di almeno tre mesi,
in modo da consentire l'emanazione dei provvedimenti attuativi in
termini congrui.
Se lasciassimo la norma con questo termine, non ci sarebbe
praticamente tempo per adottare gli atti dopo l'entrata della
norma.
Su questo mi permetto di preannunciare un subemendamento che
certamente modifica il termine del 30 giugno e lo porta al 30
settembre. E' tutto coperto, e ho sentito adesso la Ragioneria
generale che ha fatto un prospetto complessivo, ed è tutto coperto
senza soluzione di continuità.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Dopo interverrà l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI. A meno che l'intervento dell'onorevole Lupo, mi
convinca, non interverrò
PRESIDENTE. Speriamo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo, che
ha un compito gravoso quello di convincere l'onorevole Cracolici.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Compito arduo. Penso
che siamo già della stessa opinione quindi non farò fatica.
Presidente, l'art. 6 ci propone di attualizzare i 500 milioni di
euro che lo Stato ha previsto di dare con l'accordo poi trasfuso
nella norma che sappiamo, 100 milioni all'anno nel periodo 2021-
2025; come prima dicevano i colleghi, le risorse sono destinate
fondamentalmente a manutenzione straordinaria di strade e scuole -
cosa che non si evince dal testo dell'articolo 6, ma comunque c'è
la norma nazionale - il tema è quanto ci costa questa operazione,
cioè quanto costa alle casse della Regione siciliana attualizzare i
500 milioni? Al comma 2 si dice 8.374.490,95 l'anno, quale quota
interessi per l'esercizio finanziario 2021, che moltiplicato 5, fa
circa 42 milioni di euro: non mi sembrano pochi.
Allora, intanto mi chiedo con quale criterio questi oneri passivi,
questi oneri finanziari, questi interessi passivi siano stati
calcolati, perché io penso che trattandosi di 500 milioni di euro,
bisognerà rivolgersi al mondo finanziario - Cassa Depositi e
Prestiti - non lo so, ma, diciamo o avete già una proposta
concreta e una quantificazione certa, oppure: primo, si pone un
problema di quantificazione della spesa; secondo, noi non siamo
d'accordo a bruciare, per anticipare di qualche anno, quel che lo
Stato ci deve, 42 milioni su 500 milioni complessivi, tranne che io
non abbia fatto male i conti, ma invito il Governo, eventualmente,
a correggermi.
Terzo e ultimo motivo: ieri abbiamo discusso del fatto che con il
nuovo accordo lo Stato ci riconosce, per liberi Consorzi e Città
metropolitane, ulteriori 100 milioni di euro. Quindi, quando è nata
la norma, a seguito del precedente accordo, l'accordo di cui
abbiamo parlato ieri che destina a liberi Consorzi e Città
metropolitane ulteriori 100 milioni di euro, ancora non c'era,
allora mi chiedo se è ancora così urgente e strettamente necessario
attualizzare questi 500 milioni, oppure se l'urgenza non c'è più
perché in qualche modo il ristoro ottenuto con l'ultimo accordo di
100 milioni di euro può essere sufficiente.
Ultima domanda, è questo riferimento al cronoprogramma approvato
dalla Giunta su proposta dell'assessore regionale per le autonomie
locali e la funzione pubblica, cioè si vogliono destinare queste
risorse a spesa corrente, cioè al funzionamento di liberi Consorzi
e Città metropolitane? Perché diversamente non capisco perché il
cronoprogramma viene adottato su proposta dell'assessore regionale
per le autonomie locali e la funzione pubblica: si fosse trattato
di manutenzione di strade e scuole mi sarei aspettato, piuttosto,
avere delle proposte dell'assessorato infrastrutture o
dell'assessorato all'istruzione.
Ci sono una serie di dubbi, signor Presidente, che in questo
momento ci portano a dire che noi non siamo d'accordo. Se il
Governo risponderà in maniera adeguata, valuteremo di conseguenza.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, il collega Lupo mi ha convinto
perché ha centrato le due questioni fondamentali di questo
articolo.
La prima questione, e lo dico al Presidente della Regione che non
perde, giustamente, occasione per difendere la dignità e la
funzione dei liberi Consorzi, ex province, e delle Città
metropolitane, proprio in ragione di questo non capisco perché deve
essere approvato dalla Giunta regionale un cronoprogramma per
l'attuazione delle modalità di esecuzione di quelle risorse.
Quelle risorse vanno distribuite, secondo i parametri previsti
dalle norme, ai liberi Consorzi e alle Città metropolitane e
saranno loro - oggi con i commissari, domani, quando prima o poi ci
saranno gli organi elettivi, anche se di secondo grado - a decidere
dove fare una strada, dove fare una scuola, secondo i principi di
democrazia.
Consentitemi, non mi pare una bella scelta di chi professa, come
dire, la necessità di avviare questo decentramento sugli organi di
secondo livello, approvare una norma che di fatto li sostituisce.
Quindi, suggerirei al Governo di togliere la disposizione che
rinvia a un atto di Giunta su competenze che sono delle province, o
ex province.
La seconda questione che, invece, è un po' più delicata,
assessore, perché adesso la dico con una logica, diciamo, molto
semplicistica che noi attualizziamo 500 milioni di euro
MUSUMECI, presidente della Regione. E' lei al centro del nostro
discorso
CRACOLICI. Lo so, lo so che mi volete bene
PRESIDENTE. Presidente Musumeci, devo dire che l'ha guardata con
una faccia severissima poco fa
CRACOLICI. Chi io?
PRESIDENTE. Sì.
CRACOLICI. No, ma è stato l'onorevole Cordaro che mi ha invitato a
fermarmi.
PRESIDENTE. Ah Va bene; però, concluda per favore.
CRACOLICI. Dicevo, 500 milioni attualizzati dal 2021 al 2025
significa 100 milioni l'anno di un contributo che lo Stato ci darà
in diversi anni e noi lo attualizziamo. Ma vorrei farvi notare che
42 milioni di euro di interessi - adesso lo dico a bassa voce -
siamo di fronte a un tasso usuraio, perché siamo nell'ordine dell'8-
9 per cento; allora, di cosa stiamo parlando? Per l'attualizzazione
di un contributo ci sono dei parametri. Ma io non sono così sicuro
che ci serva avere la massa finanziaria immediata per attività che,
bene che vada, si spenderanno nell'anno di x anni.
Allora, forse, quei 40 milioni, piuttosto che darli alle banche,
diamoli alle province, perché siccome non si spenderanno nel 2021
tutti e 500 milioni si potrà programmare la spesa in maniera tale
che quei soldi che oggi prevediamo di dare, sostanzialmente, al
sistema finanziario li diamo alle province per spenderli nel
territorio.
Ho detto, credo, la stessa cosa dell'onorevole Lupo. L'ho detta a
modo mio.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie agli importanti contributi
che sono stati dati a una norma che assume un rilievo centrale. Mi
permetto di fare una premessa, onorevole Lupo, che rende più chiara
la convivenza dell'accordo di dicembre con l'accordo di maggio
scorso, che queste sono somme per investimenti, mentre le somme
dell'accordo integrativo che ha firmato il Presidente a maggio
riguardano la spesa corrente.
Quindi, noi abbiamo delle province che da un lato, se gli diamo
solo spesa per investimenti, nel frattempo muoiono e, quindi, non
possono fare investimenti; se diamo solo spesa corrente non
riescono ad utilizzare, ad attualizzare. Hanno tanti progetti
pronti e possono partire.
Allora, prima questione: l'accordo di maggio, e quindi
l'emendamento che riguarda l'accordo di maggio, concerne i 100
milioni di spesa corrente, che saranno distribuiti tra le province
secondo i criteri normali, ordinari di assegnazione alle province.
Ripeto: quantificazione che viene direttamente dalla Corte dei
conti che tanto ha quantificato nell'audizione del 27 marzo alla
Commissione Bilancio della Camera.
Per quanto riguarda, invece, questa somma intanto vorrei dire
riguarda scuole e strade perché, come bene ha ricordato l'onorevole
Lupo, nella norma nazionale, nell'accordo la destinazione è a
scuole e strade. La disponibilità finanziaria per un appalto,
onorevole Cracolici, non può farsi per tempo, deve essere immediata
nel momento in cui si bandisce. La giurisprudenza è pacifica nel
dire che se fai un bando da 5 milioni i 5 milioni li devi avere,
non te li puoi ricavare nel triennio di durata dei lavori.
Ecco perché avevamo interesse, in questo momento, ad una forte
spinta di dotazione finanziaria per investimenti nelle nostre
province, perché le nostre province, soprattutto per quanto
riguarda le scuole, sono in una situazione di pericolo che più
volte l'assessore Lagalla ci ha evidenziato e le strade, che sono
in uno stato di fatiscenza che tutti voi conoscete e come il
ministro Toninelli ha potuto rilevare direttamente. Evidentemente,
si tratta di interventi necessari per progetti in atto pronti
presso le province.
La somma. Si può anche convenire, onorevole Cracolici, sulla
necessità dell'anticipazione di 500 milioni subito o potremmo fare
250 e 250. Ma questo, ripeto, non credo che nessuno oggi si stracci
le vesti se non ci sono 500 milioni di euro disponibili
immediatamente. Lo sforzo che il Governo ha voluto fare, proprio al
fine di dotare le nostre province della massa finanziaria in favore
delle imprese, perché queste sono tutte risorse che vanno al
territorio e che sono fatte per micro interventi sul territorio,
concernono peraltro un'attualizzazione che, intanto, avrà una
dinamica scalare cioè gli 8 milioni del primo anno riguardano i 400
milioni di anticipazione i 500 milioni, è chiaro che man mano che
diminuisce
CRACOLICI. Sono per 5 anni.
ARMAO, assessore per l'economia Sì, il primo anno abbiamo
quantificato in 8 milioni, sì ma il primo anno riguarda il montante
intero poi l'andamento dell'anticipazione scende e, quindi,
scendono gli interessi perché la dotazione finanziaria complessiva
riguarda il singolo anno. Dopodiché, noi non abbiamo interesse - e
l'abbiamo preannunciato e l'abbiamo già detto in Commissione
Bilancio - ad avviare un negoziato con le banche col sistema
finanziario.
Noi abbiamo avviato già e questa quantificazione che come voi
vedete è al centesimo non all'euro, al centesimo, non ci saremmo
sognati di mettere il ,95 tanto per dare un numero, ci viene
dalla Cassa Depositi e Prestiti, cioè dalla Banca dello Stato del
Ministero dell'economia, con la quale possiamo negoziare senza
bisogno di far gare come voi sapete per evitare procedure
farraginose che ci porterebbero mesi via; quindi, il nostro
intervento così come ipotizzato e questa quantificazione iniziale
riguarda una quantificazione che ci ha fatto Cassa Depositi e
Prestiti. Attenzione, questo è il montante massimo, è chiaro che
in sede di negoziato trarremo la maggiore spinta possibile
dall'esigenza di attualizzare nel modo più conveniente possibile e
al minore costo possibile per la Regione queste somme e portare a
casa il risultato più conveniente.
Parimenti quello che viene proposto di sentire la Commissione
Bilancio , il Presidente Savona sa che ogni volta che la
Commissione Bilancio ci ha chiesto di essere investita o di
conoscere le questioni prima nessun problema è stato posto mai,
però, appunto, il tema che giustamente evidenzia il collega Turano
qui accanto a me è che una cosa sono le vicende strategiche, i
piani, programmi o atti generali e altra cosa è una vicenda sulla
quale, ovviamente, io non mi sottrarrò mai o chi verrà dopo di me a
dare illustrazioni sul punto, ma certamente è opportuno non
cristallizzarlo in una norma di legge; fermo restando la piena,
assoluta disponibilità che voi conoscete perché la Commissione
Bilancio mi conosce.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Brevissimamente, onorevole Cracolici, per rafforzare ove ve ne
fosse bisogno le considerazioni già svolte dal Vicepresidente della
Regione, nel senso che, non è in pericolo la potestà programmatoria
delle amministrazioni ex provinciali in quanto la programmazione
degli interventi è richiesta nell'ambito del piano triennale per
l'edilizia scolastica a tutte le province ad alcune condizioni che
oggi sono imposte dalla legge, dalla normativa sulla sicurezza,
quindi non vi è problema o interferenza con la libera
programmazione delle amministrazioni locali.
CRACOLICI. Se lo approva la Giunta il cronoprogramma?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
No, la Giunta approva la divisione delle risorse poi
PRESIDENTE. Assessore Lagalla, onorevole Cracolici, scusatemi noi
abbiamo due problemi.
Il primo: le televisioni che riprendono il dibattito. Quando lei
interviene ogni 30 secondi a casa non sentono quello che lei dice
quindi non capiscono la reazione e la risposta dell'Assessore.
Quindi, primo, chiederei che lei non intervenga più. Secondo,
pregherei che gli Assessori non rispondano all'onorevole Cracolici
perché sennò usciamo pazzi Cioè, in televisione non si capisce più
niente Domani quando io vado a leggere il resoconto d'Aula non si
capisce più niente, perché le persone che riprendono non riescono a
seguire questo dibattito
Quindi, onorevole Cracolici, la prego con educazione, con grande
educazione da parte mia, di non interrompere più gli Assessori che
parlano e supplico gli Assessori di non rispondere quando qualcuno
dal posto vi fa delle osservazioni perché altrimenti noi non
capiamo più niente
Prego, assessore Lagalla.
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
In ogni caso, e concludo, il ruolo della Giunta comunque si assume
nel momento in cui viene approvata la programmazione che proviene
dalle province perché noi approviamo in Giunta il piano triennale
delle opere di edilizia scolastica.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e
siciliani, Presidente e Assessore, noi come parte politica
ovviamente guardiamo con favore a queste erogazioni che, per quanto
concerne il nostro ruolo nel Governo nazionale, abbiamo concordato
alla nostra stessa Regione. E vogliamo ricordare a questo Governo
che è già una forzatura utilizzarne una parte per il pagamento dei
mutui che riguardano le scuole e le strade e che andare oltre
sarebbe del tutto impensabile. Però, Assessore, come è impensabile
chiedere a questo Parlamento di votare una norma di cui conosciamo
il costo del primo anno, e di cui non conosciamo il costo esatto
del quinquennio Sì, lo conosce lei ma non noi.
In secondo luogo, non è detto e soprattutto non abbiamo contezza
che ci sia la necessità di attualizzare l'intero importo. Quindi,
io le proporrei, Assessore, di accantonare un attimo la norma e
volendo potremmo anche scrivere un emendamento che prevede, per
esempio, l'attualizzazione del 50 per cento della norma e così non
andiamo a bruciare 40 milioni di euro di interesse o quello che è,
ne andiamo a bruciare il 50 per cento in interessi, perché comunque
tutto quello che noi daremo, che sia alla banca, ad un fondo o alla
Cassa depositi e prestiti, questo non c'è scritto oggi nella norma,
sono comunque soldi bruciati che togliamo ai siciliani, che
togliamo alle scuole e che togliamo alle manutenzioni delle strade.
Quindi, non ha neanche senso se noi non abbiamo una
quantificazione dei progetti che sono attualmente eseguibili nel
biennio 2019/2020 andare ad attualizzare 500 milioni che poi mi
comporteranno un pagamento di interessi che comunque è elevato.
Quindi, io proporrei di accantonare un attimo la norma, fare una
ricognizione se siamo in grado nei tempi di conoscere qual è la
misura, oppure azzardarci nella misura del 50 per cento ed il resto
del 50 per cento lo prendiamo nelle cadenze che abbiamo riportate
nell'accordo. Credo che sia una gestione da buon padre di famiglia
che chi amministra la Cosa pubblica dovrebbe tenere sempre
presente.
PRESIDENTE. Se l'Assessore è d'accordo a questa proposta evito di
dare la parola agli altri ed andiamo avanti. Assessore, è d'accordo
con questa proposta o no?
ARMAO, assessore per l'economia. Sì, Presidente,mi scusi, se in
sede di
PRESIDENTE. Lei è d'accordo? Se lei è d'accordo andiamo avanti e
poi ne parliamo.
ARMAO, assessore per l'economia. L'Aula è sovrana quindi sembra
emergere questa volontà di dimezzare per noi va bene. La proposta
era 500, dimezziamo. Io voglio soltanto sottolineare che il costo
non è di 48 ma di 24 milioni; quindi, vi ho detto esattamente 24
milioni ve lo do all'euro 24.523.890,72.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, l'abbiamo accantonato, quindi
sull'argomento parliamo quando lo riprendiamo.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie
1. Al fine di ridurre l'impatto finanziario sul sistema sanitario
regionale delle disposizioni di cui all'articolo 6 della legge
regionale 17 marzo 2016, n. 3, che ha posto a carico del Fondo
sanitario gli oneri del mutuo sottoscritto ai sensi dell'articolo
2, comma 46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 tra il Ministero
dell'Economia e la Regione siciliana, la Giunta regionale, su
proposta degli Assessori regionali per la salute e per l'economia,
previa intesa con i soggetti interessati, promuove, ai sensi
dell'articolo 1, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2014,
n. 17 e successive modifiche ed integrazioni, un piano
straordinario di valorizzazione e/o dismissione del patrimonio
immobiliare disponibile delle aziende sanitarie, nel rispetto delle
vigenti disposizioni in tema di valorizzazione del patrimonio
immobiliare pubblico, da attuare anche mediante conferimenti, ove
previsto, a fondi immobiliari esistenti istituiti ai sensi delle
disposizioni statali o regionali vigenti.
2. Le Aziende sanitarie, entro il 31 dicembre 2019, definiscono
la ricognizione e la valutazione del patrimonio immobiliare non
strettamente destinato alle attività sanitarie, oggetto del piano
di cui al comma 1. L'Assessorato regionale della salute è
autorizzato ad avvalersi prevalentemente, tramite convenzione,
dell'Agenzia delle entrate - Dipartimento territorio, ovvero di
risorse interne all'amministrazione o, in subordine, di soggetti in
possesso di comprovata esperienza e/o abilitati per supportare le
Aziende sanitarie nell'espletamento della suddetta attività, a
valere, nel limite di 1.000 migliaia di euro, delle risorse del
Fondo sanitario».
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
l'articolo 7 si prefigge il fine di ridurre gli oneri del mutuo
sottoscritto ai sensi dell'articolo 2 del comma 46 della legge n.
244 il carico sul fondo sanitario regionale, come? Diciamo,
vendendo gli immobili disponibili del Servizio sanitario regionale.
Questa norma, questa finalità può essere comunque, è apprezzabile
però sconta un piccolo problema: attualmente ci sono parecchie
Aziende sanitarie che hanno in utilizzo immobili in affitto, cioè
da un lato vogliamo vendere degli immobili disponibili, ma
dall'altro abbiamo degli immobili in affitto. Ok, la finalità è
giusta, dobbiamo portare dentro delle risorse fresche su immobili
valorizzando immobili che non hanno un utilizzo diretto, ma
dall'altra parte paghiamo affitti.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Vi invito alla riflessione. Su questo articolo il Governo, proprio
per consentire di evitare che le aziende continuino ad avere un
problema di bilancio. Ok, sono d'accordo, dobbiamo sistemare il
problema del mutuo, ma non dobbiamo lasciare un problema al
bilancio delle aziende. Per questo, e mi dispiace che non c'è
l'Assessore, in una delle notti di marzo, quando facevamo, si
trattava in Commissione Bilancio proprio questo articolo, abbiamo
anche cercato di migliorare il comma 2, abbiamo inserito che alla
valorizzazione partecipassero dipendenti dell'Agenzia delle Entrate
oppure utilizzando risorse interne ove disponibili per trovare la
valorizzazione migliore di questi immobili disponibili. Per questo
invito il Governo ad una piccola riflessione su questo articolo e
se è possibile anche un piccolo miglioramento in questo senso,
magari, migliorandolo.
Io ho presentato un emendamento al comma 2, il 7.4, ma anche del
comma 1, chiedo al Governo, se l'assessore Armao mi ascolta, se
potete migliorarlo in questo senso, magari procedere alla
valorizzazione degli immobili, ma prima espletare, ove possibile,
la possibilità di togliere gli affitti, utilizzando gli immobili
che sono disponibili allo stato attuale. Vi ringrazio.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi, lo spiego subito è semplicissimo. La norma
proposta dal Governo è una norma meritevole certamente di
attenzione perché parte dall'articolo 6 della legge n. 3 del 2016
che, prendendo atto di avere superato sostanzialmente, essendo al
secondo o al terzo esercizio di posizione più rispetto ai conti
della Regione, partendo dal famoso piano di rientro del 2007,
correttamente il Parlamento ha votato una norma che dava la
possibilità di alleggerire il carico del bilancio della Regione che
pagava sostanzialmente i debiti della sanità e cominciare a
scaricare con 127 milioni previsti proprio dalla legge citata dalla
vostra proposta all'articolo 7 del testo ed avere la possibilità,
quindi, di cominciare a scaricare il bilancio della Regione di
questi oneri, sostanzialmente.
Quindi, è corretto, è anche corretta l'argomentazione anche se c'è
la proposta dell'onorevole Pasqua di una riscrittura che, tuttavia,
non ritengo necessaria sul comma 1 perché il comma 1 tiene conto
esattamente di quello che il decreto legislativo n. 592 del 1992,
assessore Armao, e le successive modifiche ed integrazioni,
prevedono cioè che l'aziendalizzazione, non si chiamano Aziende per
caso, evidentemente, essendo passate le Unità sanitarie locali alla
gestione economico-finanziaria, alla gestione economico-
patrimoniale, dovevano dismettere tutti i beni che non vengono
utilizzati per fini sanitari e, quindi, recuperare patrimonio e
recuperare risorse. Quindi, il primo comma è assolutamente corretto
ed ha la nostra condivisione.
Per quanto riguarda il secondo comma su cui ho presentato un
subemendamento, l'onorevole Pasqua, io credo che per l'attività che
da tempo, oltre dieci anni, fa l'Assessorato rispetto alle Aziende,
cioè nel senso dell'attrezzare dal punto di vista culturale le
Aziende per le competenze che il personale delle Aziende sanitarie
ed il personale dell'Assessorato che già hanno e, quindi, la
necessità di fare in modo che la ricognizione e la valutazione del
patrimonio immobiliare, non strettamente destinato alle attività
sanitarie, oggetto del 1 comma l'assessorato regionale alla
salute fosse autorizzato ad avvalersi, per fare questa ricognizione
ed imporre, soprattutto, questa ricognizione alle aziende,
avvalersi del personale interno, ovviamente, che è di assoluto
valore. Infatti, anche ora mi risulta ci sono interventi ripetuti
di aggiornamento del personale delle aziende sanitarie ed
ovviamente dell'Agenzia delle entrate e dipartimento delle entrate.
Ritengo che, allo stato, considerato che si sta cominciando adesso
e che è un'operazione molto complessa, non sia necessario
immaginare di potersi recare all'esterno perché, assessore Armao,
lei sa benissimo che, assessore Razza, non l'avevo vista, le chiedo
scusa - mi rivolgevo all'assessore Armao, al Vicepresidente della
Regione ed al Presidente della Regione - in questa prima fase,
assessore Razza, non si commetta l'errore che è stato commesso, in
buona fede, evidentemente, negli ultimi 10/15 anni, di avvalersi
dell'assistenza tecnica per poi non ritrovarsi alcuna competenza
all'interno dell'Assessorato. Ed avere spese per l'assistenza
tecnica e, poi, io immagino l'Assessore per la salute attuale
quanti problemi avrà, come li avranno avuti quelli in precedenza,
servendo l'assistenza tecnica sostanzialmente a sostituire le non
competenze che ci sono all'interno degli assessorati.
Io dico, pertanto, in questa prima fase, se ci avvaliamo
dell'Agenzia delle entrate, ci avvaliamo delle risorse umane
interne all'assessorato, che ci sono e sono di valore, delle
risorse umane interne alle aziende sanitarie ed alle aziende
ospedaliere, credo che avremmo dato un impulso verso una maggiore
valorizzazione del personale ed uno stimolo al personale ad
esercitare una funzione che è propria del personale
dell'assessorato e delle aziende sanitarie.
Condiviso, quindi, l'articolo quasi nella sua totalità, penso che
potremmo se, in avvenire, dovesse rendersi necessario, si potrebbe
intervenire successivamente. In questa fase, immaginare di
avvalersi di risorse esterne potrebbe vanificare, esattamente,
quello che è stato scritto, per esempio nel 1 comma e cioè che
dobbiamo costringere le aziende sanitarie a dismettere tutto il
patrimonio che non ha finalità sanitarie.
Questo è il senso del subemendamento che abbiamo proposto senza
alcuna finalità se non sia quella di raggiungere l'obiettivo di
valorizzare le risorse che le aziende sanitarie hanno spesso, da
qualche secolo, spesso da qualche secolo, e che non hanno mai
utilizzato perché non sono utilizzate a finalità sanitarie, pur
pagando, come dice il collega Pasqua, spesso degli affitti, perché
non ci sono i locali sufficienti a poter svolgere le funzioni
sanitarie proprie delle aziende sanitarie, delle aziende
ospedaliere e di tutta la struttura sanitaria.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà, intervengo in parte, in
maniera difforme rispetto all'intervento del collega Gucciardi,
poiché ritengo che la ratio di questa norma sia esattamente quella
opposta, cioè cercare di rendere agevole il personale di
dismissione di quel patrimonio che non è prettamente utilizzato per
le finalità delle Aziende sanitarie, può avvenire, probabilmente,
in maniera molto più rapida, se ci si avvale della procedura di cui
al comma 2, proprio perché se dovessi fare un'analogia rispetto a
quello che è e avviene nei comuni, devo dire che, purtroppo, per
l'impasse dell'incapacità delle amministrazioni di mettere a regime
o valorizzare, patrimonializzare, locare o patrimonializzare a
vario titolo non avviene.
L'assessore Razza ricorderà, si era discusso in Commissione
Bilancio sull'opportunità di estendere questa norma anche agli
enti locali, ovviamente attagliandola alle esigenze degli enti
locali, ricorda assessore Grasso che abbiamo parlato di questo.
Perché, purtroppo, da consigliere comunale, mi ritroverò nei
prossimi giorni a dover votare l'ennesimo elenco del patrimonio non
alienato e non patrimonializzato che è esattamente lo stesso
dell'anno scorso, così come dell'anno precedente.
Poiché si tratta di una quantità di immobili ingenti che
potrebbero dare agli enti locali una boccata di ossigeno, ma poiché
all'interno dei comuni, così come nelle ASP, non siamo nelle
condizioni di poter celermente mettere su degli uffici che si
occupino, in maniera dedicata innanzitutto alla catastazione, poi
valorizzazione e patrimonializzazione dei beni, il mio invito al
Governo - ed in quel caso l'assessore Razza lo aveva accolto
positivamente - era quello di aggiungere una norma parallela -
perché qui stiamo parlando di sanità, lì parliamo di enti locali -
con la stessa, identica ratio, cioè agevolare con lo stesso
percorso e la stessa modalità l'alienazione, patrimonializzazione
che dir si voglia dei beni degli enti locali perché versano
esattamente nelle stesse condizioni: l'impossibilità di locarli o
addirittura di catastarli.
Il Comune di Palermo, solo per dare un dato, ha 30 milioni di beni
che non sono strettamente legati all'attività istituzionale che, da
più di 10 anni, si trovano in un elenco e lì restano.
L'occasione era questa. Il Governo in quest'occasione ha fatto un
dispositivo piuttosto snello, sono pochi articoli; però, se
troviamo l'opportunità - non so in che modo, in che occasione - io
avevo lanciato il tema in Commissione, ma se troviamo o il Governo
si assume un impegno, anche qui in Aula, rispetto alla possibilità
di portare avanti questa norma, io ritengo che noi andiamo incontro
ad un'esigenza che non ho raccolto io ma tutti gli enti locali -
l'ANCE ce lo ha anche detto - l'assessore Bernardette Grasso ne è
pienamente consapevole e, credo, anche consenziente perché ne
abbiamo a lungo parlato, è un'esigenza sentita da tutti gli enti
locali.
Per cui, poiché gli assessori Razza e Grasso ne avevano entrambi
valutato la positività, io mi auguro che il Governo la tenga in
debita considerazione.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, lei sa
che in Commissione Sanità abbiamo apprezzato e condiviso almeno
la prima parte della norma perché sulla seconda parte abbiamo anche
noi sollevato diversi dubbi e pensiamo che la seconda parte -
perché, come lei sa Assessore, in Commissione si è sviluppato un
buon dibattito - vada nella direzione opposta dello scopo stesso
della norma che nel comma 1 compie un'operazione positiva per la
Regione.
Per cui, volevo semplicemente dire che il Movimento Cinque Stelle
apprezza il subemendamento proposto dall'onorevole Gucciardi e,
ovviamente, voteremo a favore.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, quando
abbiamo apprezzato questa norma anche in Commissione Bilancio , ho
immediatamente - col senso pratico che connota noi donne -
immaginato, per esempio, visto il problema gravissimo che riguarda
le scuole superiori, cioè le scuole del secondo ciclo di istruzione
che appartengono alle ex province ed in provincia di Trapani il
commissario ha già mandato lettere di dismissione di tutti gli
affitti passivi delle scuole superiori, proprio perché, con la
nota questione che investe i bilanci ed i mancati trasferimenti
alle province, chiaramente non ce la fanno a pagare le scuole.
Allora ho immaginato, per esempio, che c'è il vecchio nosocomio di
Marsala che è un grandissimo edificio, oggi abbandonato, quasi
abbandonato, proprio perché non è più adeguato allo scopo. Questo
edificio, mi riferisco sia all'Assessore Razza, sia all'Assessore
competente per la pubblica istruzione, potrebbe essere oggetto di
una convenzione, di un passaggio tra l'ASP di Trapani, che ne è il
proprietario, al Comune di Marsala. Il Comune, per altro, potrebbe
chiedere all'Ufficio che è istituito presso la Regione, presso il
Governo della Regione, per la progettazione.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
E si potrebbe così realizzare, tra virgolette, anche un intervento
che serve alla pubblica utilità, sottrae all'incuria, al degrado,
un'importante struttura, fino a qualche anno fa utilizzata come
ospedale. E può essere utilizzata appunto per le scuole di quella
città, la città di Marsala, che oggi hanno e vivono, insieme a
tante altre scuole della provincia un dramma assoluto: il fatto di
non potere essere più funzionanti a partire dal 1 settembre se non
si troverà una strategia, una risoluzione che non è facile vista la
condizione in cui versano appunto i bilanci delle ex province. Ecco
perché questa norma, invece, facilita operazioni di questo genere e
permette la valorizzazione degli immobili, del patrimonio
immobiliare.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
norma sia quanto mai opportuna per due ragioni. Una l'ha certamente
espressa l'onorevole Gucciardi perché ci porta a trasferire i 127
milioni dalla copertura di spesa sulla sanità a risorse invece a
carico del bilancio. L'altra, che dobbiamo ricordare, è che noi
abbiamo fatto, credo lo scorso anno, una norma che ci impone entro
il 31 dicembre 2020 a lasciare tutti gli immobili che la Regione in
questo momento ha locato, pena la responsabilità contabile dei
dirigenti preposti al servizio.
Credo che proprio nel settore ospedaliero, che spesso hanno
origine di beneficenza, ci sono una serie di proprietà e di
immobili che, lasciate nel tempo senza che ci sia stata una cura
adeguata, perché purtroppo le strutture ospedaliere non hanno
uffici tecnici di eccellenza, non solo c'è il dimenticatoio per cui
c'è gente che paga 4 euro di locazione, come è successo tempo fa
nell'ASP di Agrigento ed è stato argomento di discussione sulla
stampa regionale.
Ma credo che sia quanto meno necessaria, assessore Razza, la
possibilità anche di avere una serie di risorse. Perché se noi
vogliamo essere nelle condizioni di avere consapevolezza di quello
che è il patrimonio reale del sistema sanitario, che spesso sono
donazioni, credo che la cifra di un milione serve ad avere
consulenti - mi permetto di dire che non c'entrano niente i Geni
civili, le altre strutture - di un certo livello. Ed è comunque una
somma di gran lunga inferiore a quella che è stata appostata al
tempo della valorizzazione dei beni immobili della Regione
siciliana. Stiamo parlando di un milione con 80 milioni.
Quindi credo che sia una cifra adeguata, responsabile, di chi
vuole fare un processo di valorizzazione e, soprattutto, mettere a
conoscenza di tutto il sistema siciliano che ci sono beni immobili
che hanno anche un valore importante. Mi riferisco anche a terreni,
terreni per migliaia e migliaia di ettari, che sono lasciati a
persone che hanno anche l'interesse ad acquistarlo. Si tratta di
avviare le procedure necessarie per mettere in condizione il
sistema sanitario di incassare alcune risorse e di pagare,
ovviamente, quello che è dovuto rispetto al costo che la Regione
ha, a proposito del debito sulla sanità.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la norma che è stata proposta ed apprezzata anche nel
corso dell'iter in Commissione, nasce da una esigenza sostanziale.
L'esigenza è quella di poter restituire i livelli essenziali di
assistenza, quella enorme parte del patrimonio che fu spostata dal
bilancio della Regione nella parte non riservata al Fondo sanitario
sul Fondo sanitario.
L'onorevole Gucciardi, che mi ha preceduto nel ruolo, sa peraltro
che questa è una contestazione specifica che il tavolo di
monitoraggio congiunto dei Ministeri dell'Economia e della Salute
pone alla Regione siciliana perché, da parte del Ministero
dell'Economia, si rileva che quella somma superiore a 120 milioni
di euro agisce in sottrazione ai livelli essenziali di assistenza
che vengono erogati in Sicilia.
Il sistema complessivo spingeva esattamente a questo obiettivo.
Valorizzare il patrimonio finalizzando ogni atto di valorizzazione
alla sottrazione di questa quota.
Nell'ambito del dibattito che si è svolto in Commissione Bilancio
si è correttamente valutato come in via prioritaria, e io di questo
sono assolutamente convinto, queste azioni possono essere svolte
mediante una convenzione, che in ogni caso è a titolo oneroso, tra
la Regione siciliana e l'Agenzia delle Entrate o in subordine
attraverso le strutture già presenti nei dipartimenti della Regione
siciliana.
La ulteriore previsione che era stata anche valutata insieme al
tavolo di monitoraggio di una minima dotazione è una clausola di
salvaguardia posta soltanto nel caso in cui essendo principale
l'obiettivo di sottrarre i 120 milioni dal Fondo sanitario solo nel
caso in queste due prioritarie azioni, la Convenzione con l'Agenzia
delle Entrate e l'utilizzo di risorse interne, non dovessero essere
sufficienti a raggiungere.
Mi rimetto ad una valutazione che, però, gli onorevoli
parlamentari conoscono bene. Quante volte ci è capitato di
sostenere che da parte degli enti locali non si potesse determinare
spesa per carenza di strutture interne, o per la progettazione o
per la valorizzazione?
Io ritengo che posto in termini di assoluta priorità e, quindi,
con la responsabilità che un dirigente dovrà, nella eventualità,
dichiarare le ragioni per le quali non esiste la possibilità di
fare ricorso a strutture interne, la previsione della parte seconda
del comma 2, dell'articolo 7, ci consente di potere dire entro la
fine dell'anno e, cioè prima della valutazione del bilancio 2020
anche da parte del Ministero dell'Economia e delle Finanze, che la
Regione un'azione di programmazione l'ha compiuta .
E' ovvio che si tratta di una ipotesi residuale, quindi io
insisterei rimettendomi, comunque, ovviamente, alla valutazione
dell'Aula perché assai più importante è l'obiettivo indicato
all'articolo 7 comma 1, di valutare quella formulazione perché la
formulazione che oggi è contenuta nel fascicolo è quella che è
stata valutata nell'ambito della II Commissione proprio nel corso
di un dibattito che ha visto compartecipe tutte le forze politiche
e, quindi, non era la formulazione originaria proposta dal Governo
ma era la formulazione che è sembrata più di buon senso per
raggiungere l'esigenza di vedere prioritario l'intervento pubblico
e solo al più residuale l'intervento mediante una procedura che,
comunque, è di evidenza pubblica.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mantiene gli emendamenti soppressivi
7.1, 7.2 e 7.3?
LUPO. Li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.4.1, degli onorevoli Gucciardi ed
altri. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.4.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.4, degli onorevoli Pasqua ed
altri. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Disposizioni in materia di trasporto pubblico
1. Al fine di incrementare le condizioni di sicurezza del
trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, è autorizzata
l'ammissione gratuita a bordo dei mezzi dell'AST degli appartenenti
alle Forze dell'Ordine, alle Forze Armate e ai Corpi dello Stato,
nel rispetto delle condizioni contrattuali, entro il limite di
spesa di 4.000 migliaia di euro.
2. Ai fini di incentivare la mobilità, urbana ed extraurbana, gli
studenti universitari, gli anziani ultra sessantacinquenni, nonché
i disabili di cui al comma 1 dell'articolo 3 della legge 5 febbraio
1992, n. 104, sono ammessi gratuitamente ad usufruire del trasporto
pubblico locale effettuato dall'AST sino alla concorrenza dello
stanziamento di 6.000 migliaia di euro.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono effettuati a
valere sulle risorse della Missione 1, Programma 3, Capitolo
478102.
4. Entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente legge,
con decreto dell'Assessore regionale per le infrastrutture e la
mobilità è data attuazione alle disposizioni di cui al presente
articolo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 8.4,
degli onorevoli Di Paola ed altri.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, in merito all'articolo 8, stavo presentando un
emendamento che andava a modificare l'articolo, mettendo
semplicemente che la Regione siciliana da 10 milioni di euro ad
AST, perché entrando nel merito nei due commi, inizialmente noi
diciamo al fine di incrementare le condizioni di sicurezza del
trasporto pubblico locale.
Ora dico la sicurezza, la si pensa solamente se noi andiamo a
dare, 4 milioni di euro per le forze dell'ordine che usufruiscono
di AST? E tutte le altre forze dell'ordine che magari viaggiano su
altre compagnie? Cioè stiano creando una discriminante che, a mio
modo di vedere, è difficile da capire, stessa cosa per quanto
riguarda il comma 2.
Nel comma 2 andiamo a dare 6 milioni di euro per agevolare gli
studenti universitari. Ma noi abbiamo già approvato un disegno di
legge sul diritto allo studio, dove andiamo a rendere gratuito il
trasporto pubblico locale agli studenti universitari con borsa di
studio? Ora dico, anche qui, c'è un po' di conflitto, noi diamo 6
milioni di euro da un lato agli studenti universitari con il
disegno di legge per il diritto allo studio che usufruiscono di
borsa di studio.
Qui invece li diamo a tutti gli studenti universitari? Potevamo
semplicemente scrivere che stiamo dando questi 10 milioni ad AST è
inutile andare a mettere questi due commi, difficili anche da
interpretare.
La sicurezza non viene garantita semplicemente se io do dei fondi
per le forze dell'ordine e poi in che quantità? Mi sembra un po'
ambigua Presidente, magari se l'assessore può dare delucidazioni.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e mobilità. Signor
Presidente, onorevole colleghi, questo articolo nasce da
un'esigenza che poi diventa duplice. La prima esigenza è quella che
viene descritta al comma 1, poi abbiamo la seconda esigenza che
viene descritta al comma 2.
La prima esigenza è quella di consentire la sicurezza dei mezzi
pubblici. I mezzi pubblici del trasporto pubblico locale sono
quelli dell'AST, che fanno trasporto pubblico locale urbano e
trasporto pubblico locale extra urbano.
Perché vogliamo incrementare i livelli di sicurezza? Perché un
soggetto appartenente alle forze dell'ordine o alle forze dello
Stato presente in un mezzo, in un vettore del trasporto pubblico
locale crea sicuramente maggiore serenità, in un momento in cui
anche vi sono stati dei fatti di violenza, dei fatti criminogeni,
dei fatti che hanno destato preoccupazione.
Questa norma riporta quindi la possibilità di consentire alle
Forze dell'Ordine, alle Forze dello Stato, poter viaggiare
gratuitamente, dà un aiuto a coloro che sono servitori dello Stato
e che garantiscono la nostra sicurezza ma mette anche nelle
condizioni, gli stessi vettori di avere una maggiore salvaguardia
in termini di sicurezza per i propri viaggiatori.
La norma non si ferma però al comma 1, ma procede anche al comma
2. A chi abbiamo esteso la possibilità di poter viaggiare
gratuitamente. Cioè la gratuità a chi l'abbiamo assegnata?
L'abbiamo assegnato anche agli studenti Qua c'è stato un piccolo
refuso, quindi chiederò che venga sottratta e tolta la parola
studenti universitari , perché studenti sono anche gli studenti
delle scuole medie di secondo grado che devono poter viaggiare
gratuitamente, considerate che molte volte le famiglie, devono
sopportare un peso, poi abbiamo gli anziani, ultra
sessantacinquenni.
E' una norma che anche oggi viene attuata, salvo il fatto che
abbiamo previsto soltanto 674 mila euro alla Tabella G', molto
poco, onorevole Caronia.
E allora dobbiamo, con questa norma, incrementare; e abbiamo fatto
degli studi, non è che i 6 milioni li abbiamo messi là così:
abbiamo fatto uno studio e una verifica con l'Azienda siciliana
trasporti che ci ha dato anche un parametro; in più abbiamo
previsto per i disabili, ma vi sembra una cosa fuori dal mondo o
non è un fatto civile che una Regione si metta, come dire, dia
priorità alle categorie fragili.
Noi oggi siamo stati, come dire, al centro di una querelle l'anno
scorso, due anni fa, per quanto riguarda le categorie fragili a
proposito dei disabili. Noi cosa stiamo facendo? Stiamo estendendo
una misura di aiuto anche nel trasporto pubblico locale e la
stiamo, quindi, garantendo agli ultra sessantacinquenni, viene già
garantita, la stiamo estendendo a più soggetti e non a chi arriva
primo escludendo gli altri, la stiamo estendendo alle categorie
fragili, ai disabili, la stiamo, stiamo dando un diritto allo
studio con la gratuità nel trasporto pubblico locale urbano ed
extraurbano agli studenti, che non sono soltanto studenti
universitari, ma sono studenti, quindi, immaginiamo noi studenti di
secondo grado anche. E perché questo? Perché un ragazzo che si deve
muovere, ad esempio, a Palermo da una parte di Palermo a un'altra
parte deve, magari, essere sottoposto a un balzello di non poco
conto, cioè al biglietto che può pagare col tram, che può pagare
con l'autobus o qualunque altro mezzo vettore di trasporto. E così
anche nelle altre città o da una città a un'altra.
Poi, se dobbiamo dirla tutta, e lo voglio dire al collega Di
Paola, attenzione, noi l'AST è stata criticata per tanto tempo, per
tanti anni e in più ha avuto, anche, una procedura di infrazione
per la prima volta, all'AST, diamo soldi in cambio di una
controprestazione, cioè noi oggi diamo denaro, ma diamo denaro non
a fondo perduto, non come aiuto di Stato, non come alterazione del
principio della libera concorrenza nel mercato, ma lo diamo in
cambio di una controprestazione che deve fornire, a chi? Alla
Regione siciliana. E chi sono, alla fine, i destinatari? Le forze
dell'ordine, le forze dello Stato, gli ultra sessantacinquenni, i
disabili e gli studenti. Scusate, ma non penso che sia una misura
fuori da una logica, ha una sua razionalità, è una misura di buon
senso, è una misura che ci hanno chiesto, che ce la chiedono, che
ce la chiedono tutti; oggi perché non dobbiamo, invece, far fronte
e dire sì a una norma che non è di questa o di quell'altra
politica, ma è una norma che il Governo oculatamente ha voluto
sottoporre all'attenzione e deve diventare patrimonio dell'intera
Regione siciliana.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
l'onorevole Falcone, che oltre a essere assessore è un deputato che
ormai fa parte della categoria dei deputati di lungo corso, mi ha
colpito per la quantità di - lo dico con gentilezza - di
inesattezze con cui ha illustrato questa norma.
Voglio dire all'onorevole Falcone: primo, questa norma esisteva
nell'ordinamento della Regione fino al 2009, sa perché non esiste
più? Perché la Regione - e lo dico a tutela sua e della struttura -
trovatemi un funzionario, un dirigente che firmerà il provvedimento
di trasferimento all'AST dei 4 più 6 senza che ci siano criteri per
stabilire come si verifica il personale che accede a quei mezzi,
con quali strumenti di misurazione. Cioè, vi voglio dire
semplicemente che su queste questioni si sono aperte procedure e
polemiche anche con la Corte dei Conti, perché tra l'altro tra i
beneficiari della vecchia norma vi era pure la Corte dei Conti, per
cui dentro la Corte dei Conti si sollevò una questione
sull'utilizzo di strumenti di questo tipo che, di fatto, sono
contributi senza controllo. E l'Amministrazione regionale non lo
può fare.
Tutte le cose che ha detto lei sono un bel manifesto dei sogni:
gli studenti, i disabili, i vecchietti, la polizia, i carabinieri,
ci mancherebbe Solo che lei non può fare una norma senza stabilire
come effettivamente potrà erogare questi biglietti.
Allora, lei parla di sicurezza. Se parliamo di sicurezza lei sta
dicendo che, ad esempio, carabinieri, polizia e forze dell'ordine
possono accedere nei mezzi dell'AST. Tra l'altro ha detto una cosa
che l'assessore ai lavori pubblici e ai trasporti non può dire: che
il servizio pubblico lo fa l'AST. Attenzione I mezzi in
concessione fanno tutti servizio pubblico, quindi i mezzi pubblici
non sono solo quelli dell'AST. Tutti coloro che fanno servizio di
autolinee in concessione svolgono una funzione pubblica. Chiudo la
parentesi su questo. Se, quindi, chiediamo di avere la sicurezza
sui mezzi, significa che potrà accedere soltanto personale in
servizio. Chi lo stabilisce che il personale è in servizio? Ci sarà
un comandante dei carabinieri che la mattina ci dirà che il signor
Cracolici svolge funzioni in servizio? Cioè noi rischiamo di fare
norme che roviniamo i nostri dipendenti, perché poi ci vorrà
qualcuno che dovrà fare un decreto e si dovrà assumere, lui, la
responsabilità di attestare che quelle risorse sono finalizzate ai
sensi di legge.
Ecco perché dico, assessore, questa norma c'era; è stata abrogata
perché non si poteva rispettare. Quindi io dico ci sono le migliori
intenzioni; devono fare poi i conti con i sistemi amministrativi
vigenti Perché l'AST si e gli altri no Allora se il problema è
dare 10 milioni all'AST, trovate ci sono mille modi per dare 10
milioni all'AST Punto. Non si trovano norme che rovinano, poi, i
funzionari che dovranno fare un decreto assumendosi, loro, la
responsabilità di una modalità, come dire, fantasiosa di
trasferimento di risorse dalla Regione all'AST.
Spero di avere spiegato il senso, per cui io chiedo al Governo di
rifletterci meglio. Ripeto. Io non sono contrario a dare i soldi
all'AST o non sono sicuramente contrario a far viaggiare gratis gli
studenti, gli anziani, i carabinieri, la polizia, tutto quello che
volete. Ma facciamolo in maniera che funziona, non che facciamo una
norma che poi non potrà trovare attuazione, così come non l'ha
trovata negli ultimi dieci anni.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi
rivolgo all'assessore Falcone, ma per rivolgermi a tutti. La norma
è quanto meno singolare, perché parte probabilmente da un auspicio
condivisibile, buono. Siamo tutti a favore delle forze dell'ordine,
dei nostri ragazzi che difendono la nostra patria, di tutte quelle
persone che ogni giorno si occupano della sicurezza delle nostre
strade, delle nostre città e quindi questa cosa qua è importante.
E l'incipit del primo comma è al fine di incrementare le
condizioni di sicurezza . Ora, giustamente, diceva bene il collega
Cracolici: significa che ogni mattina un questore, un capo ufficio,
un capo servizio, un colonnello, qualcuno insomma che dà gli
incarichi, firmerà un foglio di servizio per il quale un
poliziotto, una coppia di poliziotti - ovviamente in servizio,
perché per garantire la sicurezza suppongo che sia questo - vadano
su un autobus che da Caltanissetta si sposta su Palermo. Io dico
che non è possibile, per due ordini di motivi.
Il primo perché sicuramente non è questa la norma, perché non
stiamo facendo un protocollo d'intesa nel quale stiamo stanziando i
soldi per pagare queste persone e fare un po' come lo facciamo con
gli Ispettorati del lavoro e i carabinieri questa convenzione a
pagamento, e li chiameremo, li chiameremo per il Governo i
navigator, ma non lo possiamo fare soprattutto Presidente Micciché
perché l'AST - e questa è la cosa secondo me grave che poi renderà
questa norma vittima di una montagna di ricorsi - non è a
Caltanissetta, come non è in tante altre province e non fa un
servizio capillare, a raggiera su tutto il territorio regionale.
Quindi, stiamo facendo una norma per alcune parti della Regione e
fra l'altro scritta anche male.
Per la seconda parte, ovviamente, io direi che per lo stesso
motivo per il quale la capillarità di questa azienda non è su tutto
il territorio regionale io non posso pensare che questa Regione,
che questo Governo, che un Assessore di questo Governo possa venire
a proporre in quest'Aula che con legge andiamo a determinare che
c'è una differenza geografica che distingue disabili, che distingue
ultra sessantacinquenni, che distingue studenti di seria A con
studenti di serie B , semplicemente perché la geografia li ha
relegati a un rango inferiore o superiore, questo è il tema.
Allora io dico una cosa, assessore Falcone, perché la norma la
posso condividere, ma la condivido solo nel momento in cui viene
allargata a tutto il territorio regionale, a tutte le aziende che
si occupano di trasporto pubblico locale e soprattutto viene
garantita a chiunque sia un ultra sessantacinquenne, uno studente,
una persona delle forze dell'ordine e un disabile di potere
prendere un bus un mezzo pubblico del trasporto pubblico locale e
potere viaggiare a tariffe agevolate, gratuitamente secondo le
risorse che ci saranno.
Questa può essere una norma condivisibile, una norma seria, il
resto per me è una propaganda che fra l'altro espone il suo
Assessorato e questa Regione siciliana ad una montagna di risorse,
sottolineerei legittimi.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, semplicemente un
accorgimento a quello che è l'articolo 8. Io credo che sia una
norma di buon senso, anzi ringrazio l'assessore Falcone, la cosa
che chiedo è se dopo la parola studenti universitari possiamo
aggiungere, con un emendamento, le parole gli studenti delle
scuole secondarie di II grado della Regione siciliana .
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io ritengo
che la norma proposta dall'assessore Falcone sia una norma di buon
senso che possa essere utile soprattutto perché rivolta alle fasce
deboli.
A proposito di ciò, ho presentato un emendamento, l'8.8, che
sostanzialmente va a migliorare la norma estendendola anche alla
Ionica trasporti spa , che è l'unica società partecipata peraltro
di AST che si occupa di trasporto pubblico locale.
La Ionica nello specifico effettua il servizio in 20 Comuni
siciliani della provincia di Messina che in questo momento non
sarebbero nelle condizioni di poter usufruire di questa
agevolazione e quindi è chiaro che l'estensione che io ho previsto
con il mio emendamento 8.8 e con un altro emendamento che è l'8.7
che riguarda uno il comma 1 e il comma 2, consentirebbe anche ai
Comuni compresi nella zona tra Scaletta Zanclea e Taormina che
usufruiscono di questo servizio tramite la partecipata di AST di
poter appunto ricevere questa agevolazione.
Tra l altro a una richiesta da parte di un concittadino che
purtroppo è portatore di disabilità, l'AST in questo momento
risponde che non risultando affidataria di servizi di trasporto
urbano ed extra urbano all'interno di uno di questi Comuni di cui
vi parlo, non è in condizione di poter dare l'agevolazione. Quindi
ritengo che questo emendamento sia non solo approvabile ma sia di
buon senso proprio perché consente la possibilità di estendere i
benefici a queste fasce deboli.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in maniera
estremamente sintetica solo per aderire direi in toto alle
argomentazioni tecniche assolutamente condivisibili dell'assessore
Falcone, è una norma assolutamente utile oltre che di buon senso,
quindi il nostro partito, cioè Forza Italia, voterà con convinzione
questa norma.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io ho
presentato un emendamento a questo articolo perché l'attuale
previsione normativa estende a tutti i soggetti ultra
sessantacinquenni e studenti universitari, studenti in generale, la
gratuità del servizio a prescindere dal reddito, cioè non c'è un
limite parametrato di ISEE, quindi che contiene la spesa dei 6
milioni di euro, assessore Falcone, per concedere la gratuità del
servizio.
Quindi, io ho pensato un emendamento per restringere la platea
quanto meno alla soglia di povertà, per potere avere un
contenimento della spesa entro i 6 milioni di euro, ed abbiamo
messo col mio Gruppo parlamentare 9.360, 00 euro, che è la soglia
di povertà.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo una
precisazione. Siccome noi siamo legislatori è corretto scrivere
gli studenti delle scuole del secondo ciclo di istruzione e non
della scuola secondaria di secondo grado , che è un termine
obsoleto rispetto alle riforme che recentemente hanno investito la
scuola.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiaramente,
ferma restando per carità la nostra alla lettura di questo testo di
primo acchito, non si può che essere in un certo senso, cioè si
comprende questa messa a disposizione da parte dell'assessorato per
le forze dell'ordine, per gli studenti, gli anziani ultra
sessantacinquenni nonché i disabili, abbiamo anche provato a
migliorarlo proponendo personalmente un subemendamento che va ad
individuare ed anche ad includere gli studenti delle scuole
secondarie di secondo grado, però mi chiedo una cosa e volevo
chiederla all'assessore. Io ho verificato il capitolo 478102, e mi
risulta essere il capitolo stesso dell'AST, e allora praticamente
cosa è? La fontana di Trevi? Nel senso, se sono soldi che prendiamo
nello stesso capitolo, mi viene il dubbio o che stiamo parlando
comunque di una norma spot, diciamo così per dire all'esterno che
abbiamo fatto questa cosa, perché altrimenti un operazione di tal
fatta all'interno dello stesso capitolo si potrebbe già fare senza
scriverlo in una legge. Mi pare che il gusto sia quasi
dell'articolo 1 praticamente che andavamo a scrivere una cosa che
non c'entrava niente, quindi chiederei un chiarimento su questa
cosa perché se all'interno dello stesso capitolo dell'AST
praticamente prendiamo 10 milioni, chiedo chiarimenti.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento
vuole semplicemente specificare due punti. Se l'obiettivo del
Governo è quello di garantire la sicurezza sui mezzi pubblici, le
somme non vanno stanziate all'AST ma vanno stanziate o per fare dei
protocolli con le forze dell'ordine oppure con istituti di
vigilanza previo accordo tra le prefetture. E con 4 milioni di
euro, assessore, garantiamo la sicurezza su tutti i mezzi pubblici.
Se, diversamente, la volontà è quella di mettere dei fondi all'AST
e poi l'AST grazie a questo sistema ci fa quello che vuole, lo dite
chiaro e tondo, venite a spiegarlo, e vi assumete la responsabilità
di dire le cose per come stanno, perché non è che ci si può poi
prendere in giro tra di noi e far finta che uno scrive una cosa io
la leggo e ne capisco un'altra, perché è evidente che l'intento è
diverso da quello dichiarato.
Assessore, intervengo io o parla con l'onorevole Cracolici?
Quindi, vi stavo dicendo, mettiamo sul tavolo quali sono le reali
esigenze ed andiamo a dirle ai siciliani perché non possiamo
scrivere in una norma li usiamo per una cosa ed invece l'intento è
un altro perché è anche squalificante dico per tutta la
deputazione, per l'Aula, per il Parlamento.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lantieri e Compagnone hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che fosse
chiaro che, intanto, non si tratta di risorse aggiuntive e che
questi servizi, soprattutto quello degli anziani, in questa fase,
funziona regolarmente. Cioè, qui, noi ci troviamo dinanzi ad una
situazione per cui domani mattina o diciamo agli anziani che non
possono più utilizzare il servizio gratis perché così è previsto da
un vecchio accordo che è stato fatto a suo tempo tra la Regione
siciliana e l'AST, credo anche supportata al tempo anche da una
disposizione legislativa che, poi, è stata abrogata oppure noi
domani mattina saremo nelle condizioni di avere una condizione di
difficoltà con questa gente.
Quindi, la specifica in una norma di legge, credo, che sia una
cosa corretta, giusta e che le preoccupazioni dell'onorevole
Cracolici sono infondate perché nell'ultimo capoverso viene proprio
descritto che entro 30 giorni, la Regione siciliana dovrà
provvedere con un apposito decreto in cui vengono ovviamente
appostate le risorse così come sono divise dall'articolato. Dopo di
ché, se tutte le risorse non verranno spese, evidentemente, le
somme che non saranno spese saranno restituite alla Regione
siciliana.
Quindi, non vedo preoccupazioni, vedo anzi un atto di chiarezza
che finalmente la Regione compie nei rapporti con l'AST perché vero
è che l'AST è un soggetto della Regione siciliana, ma non può
continuare, facendo assumere la responsabilità ai dirigente
dell'AST che tuttora hanno tutti, coloro i quali sono sopra i 65
anni o le forze dell'ordine o comunque le forze armate o i corpi
dello Stato che usufruiscono dei servizi senza pagare alcunché.
Noi questa vicenda la dobbiamo regolarizzare e non si può che
regolarizzare che con una norma di legge. Quindi, non ci sono fondi
aggiuntivi, c'è anzi un atto di chiarezza che mette nelle
condizioni i dirigenti dell'AST di continuare ad espletare un
servizio a regola d'arte.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare un po' di chiarezza
all'Aula, ai colleghi, per rassicurarli, sostanzialmente non c'è un
incipit di sicurezza soltanto. Qua noi stiamo facendo finalmente
una norma che porta ordine nel rapporto che vi è tra Regione
siciliana ed AST.
Abbiamo detto che fino adesso noi abbiamo dato delle somme, delle
risorse all'Aste senza che la stessa facesse una controprestazione,
perché? L'AST prende così come tutte le altre aziende, anche
private, un contributo in ragione di due euro per quanto riguarda
il trasporto pubblico urbano, 1 euro, o 2 per quanto riguarda il
trasporto pubblico locale extra urbano, così è l'AST, così è la
SAIS, così è l'ATM, così è la AMT, così è Segesta, tutte le aziende
pubbliche e private, per intenderci le quarantadue concessionarie
che forniscono il trasporto pubblico locale alla Regione siciliana.
Poi c'è l'AST che, oltre a prendere questi fondi, percepisce un
fondo che inizialmente era un fondo per la start-up cioè quando
l'AST venne trasformata da società partecipata in società per
azioni e, quindi, si diceva dobbiamo capitalizzare,
patrimonializzare cioè dobbiamo fare iniezioni finanziarie perché
possa stare sul mercato e questo è durato un anno, è durato due
anni, è durato cinque anni.
Nel frattempo, fino a qualche anno fa, le Forze dell'Ordine, ha
detto bene l'onorevole Cracolici, viaggiavano. E viaggiavano
gratuitamente, in cambio di un pagamento. Questo pagamento,
successivamente, non venne fatto e le Forze dell'Ordine rimasero a
casa. Viaggiavano gli anziani, poi, e vi era un capitolo dedicato
che era di 2 milioni di euro e, quindi, viaggiavano gli anziani, ad
inizio novembre, si faceva una richiesta, si faceva una
graduatoria, l'AST recepiva la graduatoria e consentiva ad un ics
numero di anziani di potere viaggiare gratuitamente sui propri
mezzi. Quei 2 milioni di euro, successivamente diventarono
1.800.000,00, poi 1.700.000,00, da 3 anni a questa parte sono
675.000,00, per cui, cosa succede? Succede un fatto grave,
gravissimo Siccome il criterio di scelta delle persone che possono
accedere, poiché non è esteso a tutti gli ultra sessantacinquenni,
viene fatto con un criterio quasi a sportello, chi arriva prima
prende il tesserino annuale per potere viaggiare gratuitamente, chi
arriva dopo viene escluso.
Noi, allora, cosa vogliamo fare? Noi vogliamo, invece, che tutti,
che tutta la categoria di ultra sessantacinquenni possa
partecipare, non soltanto alcuni, ed ecco perché mettiamo una cifra
di 6 milioni di euro. Se qualcuno, poi, ha il problema e dice: Ma
scusate, ci volete dire come volete disciplinare quest'erogazione?
Benissimo. L'ha detto bene, il vice presidente Di Mauro, faremo al
4 comma un decreto assessoriale. E nel decreto assessoriale,
possiamo esplicitare ciò che nella norma non è opportuno
puntualizzare.
Possiamo esplicitare chi sono, quali sono i criteri, se c'è un
ISEE a 15.000,00, a 20.000,00 euro, se ci sono all'interno
dell'ISEE, vi sono questioni di persone disabili, o di numero di
componenti dello stato di famiglia, cioè una serie di criteri
oggettivi che vengono comunicati, pubblicati e che fanno stato.
Per la prima volta, noi, allora, stiamo mettendo in campo una
norma razionale che fa, finalmente, che esclude la confusione che
in questo momento, purtroppo, vige nei rapporti tra AST e, se
vogliamo, Regione siciliana.
L'onorevole Zafarana ha parlato ed ha detto: Scusateci, ma sono
gli stessi soldi? Certamente, non stiamo dando soldi in più.
La cosa strana è che, oggi, diamo, oltre al contributo per il
trasporto pubblico locale all'AST diamo, ieri 27 milioni, qualche
giorno fa 23,5 milioni, ora 22 milioni ma, sono soldi che diamo in
ragione di quella trasformazione.
Noi, oggi, cosa diciamo? Poiché la trasformazione è avvenuta già
da diversi anni, a te AST diamo questi soldi ma, all'interno dei 22
milioni, sappi, AST, che per 10 milioni ci devi fare questo
servizio alle Forze dell'Ordine, quest'altro servizio ai disabili,
quest'altro servizio agli studenti, quest'altro servizio lo fai
agli anziani.
Ai soldi dati, pertanto, ad una erogazione vi è una
controprestazione. Io entro in un negozio, pago e mi danno un
prodotto. Diversamente, si entrava in un negozio, si pagava e si
usciva senza prodotto, erano cioè delle somme aggiuntive, rispetto
a quelli che già diamo.
Questa norma, allora, è una norma di buon senso ma che,
finalmente, rende giustizia anche ad alcune categorie, che sono
state fino ad adesso escluse ed oltre ad evitare, l'abbiamo già
detto, i contenziosi.
Ho letto, poi, anche qualche emendamento, dell'onorevole Lo
Giudice ad esempio.
Noi abbiamo un'altra società, che è una società partecipata
dell'AST, che è la Ionica Trasporti, nel territorio di Messina.
Anche questa, è una società pubblica che espleta un servizio di
trasporto pubblico locale extraurbano, perché non lo fanno tutti,
cioè non sono tutti e qualcuno che dice: Ma facciamolo anche alle
altre aziende, estendiamolo anche alle altre aziende , attenzione,
se li paghiamo anche le altre aziende ci farebbero questo servizio,
dalla SAIS, all'Etna Trasporti, dalla Segesta ad altre aziende, a
varie aziende.
Noi oggi stiamo aprendo un grande varco, importante, un varco che
è razionale, opportuno e, credetemi, anche un po' lungimirante.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.4. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.6. Il comma 1 è mantenuto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario
resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.8, dell'onorevole Lo Giudice. Il parere
del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ZAFERANA. E' inammissibile.
PRESIDENTE. Non mi risulta inammissibile. Estende l'ammissione
gratuita delle forze dell'ordine anche ai mezzi della Ionica. Non
c'è niente di inammissibile.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, fermo restando che è già stato
votato, la Ionica trasporti è l'unica società pubblica partecipata
dell'AST, con fondi dell'AST che esercita ed espleta un servizio di
trasporto locale extra urbano.
PRESIDENTE. L'emendamento 8.8 lo abbiamo già posto in votazione ed
approvato.
Si passa all'emendamento 8.2. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 8.9, dell'onorevole Schillaci.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Lo Curto il
subemendamento 8.9.1.1.
Gli onorevoli Caronia, Pullara e Galvagno chiedono di apporre la
propria firma a questo sub emendamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.9.1. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.9, così come emendato. Il
parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
MANCUSO, relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.12, 8.10, 8.5, 8.7 e 8.1 sono assorbiti.
Onorevoli colleghi, avendo votato il nuovo comma 2, tutti gli
emendamenti al comma 2 sono assorbiti.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, con
riferimento all'articolo 8, io ho presentato un emendamento,
unitamente ai colleghi del Gruppo, che è l'8.10.
Voglio richiamare l'attenzione della Presidenza sul fatto che i
soggetti beneficiari sono diversi rispetto a quelli che al momento
beneficiano della gratuità. Nel senso che non sono soltanto gli
anziani ultra sessantacinquenni, nonché i disabili, nonché gli
studenti ma tutti i cittadini che versano sostanzialmente in
condizioni di povertà tanto che il limite ISEE indicato è di 7 mila
euro. Infatti l'emendamento recita e i soggetti residenti in
Sicilia alla data del 31/12/2018 che abbiano un valore dell'ISEE in
corso di validità non superiore a 7 mila euro .
Quindi, non solo, appunto, gli ultra sessantacinquenni, i disabili
o gli studenti ma i normali cittadini che versano in condizioni di
gravi difficoltà economiche.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, come possiamo risolvere questo
problema? Perché effettivamente è un problema.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e alla mobilità. Signor
Presidente, il Governo può prendere l'impegno di fare delle
verifiche. Magari, il Presidente Lupo presenta un ordine del giorno
e noi ci impegniamo a fare delle verifiche, ed è un ricalcolo,
perché questo comporta delle spese aggiuntive. Con l'impegno che se
ci sono le condizioni possiamo aggiungere eventualmente anche
questa categoria.
PRESIDENTE. Anche relativamente all'onorevole Lo Giudice. Se anche
per Lei va bene presentiamo un ordine del giorno e ci penserà poi
il Governo a farlo dopo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e alla mobilità. Lo
possiamo fare lo stesso. Si può fare.
PRESIDENTE. Si può fare comunque? Senza problemi? Quindi andiamo
avanti?
Si passa all'emendamento 8.11, dell'onorevole Figuccia. Il parere
del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e alla mobilità. Chiedo
che questo emendamento venga ritirato.
FIGUCCIA. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 8.13 è privo di copertura finanziaria.
Si passa all'emendamento 8.3, dell'onorevole Lupo. Il parere del
Governo.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e alla mobilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8, così come emendato.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è annullata momentaneamente la
richiesta dell'onorevole Cappello perché il Governo ha presentato
un subemendamento per salvare questa situazione che effettivamente
andava risolta.
MILAZZO. Signor Presidente, allora accantoniamo l'articolo 8.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, facciamo così, visto che siamo
tutti molto stanchi, andiamo a domani.
ZAFARANA. Dobbiamo procedere alla votazione.
PRESIDENTE. Avevo già annullato la votazione, onorevole Zafarana.
Siccome il Presidente della Regione mi riferisce che per domani ha
degli impegni improrogabili a cui non può rinunziare, rimandiamo a
martedì alle ore 16.00 la continuazione dell'articolato.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 25 giugno
2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale (n. 491/A) (Seguito)
Relatore: on. Mancuso
2) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-
179-267/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 19.59
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Autonomie locali e la funzione
pubblica
N. 775 - Chiarimenti sulla condizione dei dipendenti del comparto
non dirigenziale dei Centri regionali per l'impiego.
Firmatari: Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Da parte dell'Assessore per l'Energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 659 - Chiarimenti in merito alla composizione societaria
della ditta ECOX S.r.l.
Firmatari: Sunseri Luigi; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zito
Stefano; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Campo Stefania; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 8920/IN.17 del 4 marzo 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
- Da parte dell'Assessore per il Territorio e l'ambiente
N. 538 - Qualità dell'aria nel quadrilatero industriale Priolo -
Melilli - Augusta - Siracusa.
Firmatari: Amata Elvira; Catalfamo Antonio; Galvagno Gaetano
- Con nota prot. n. 62188/IN.17 del 12 dicembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.
N. 566 - Chiarimenti in merito alla competenza circa gli
interventi sui torrenti che insistono sui territori
cittadini del comune di Catania.
Firmatari: Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni