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Resoconto d'Aula della Seduta n. 128 di mercoledì 10 luglio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 11.31

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  buongiorno,  oggi  al  I  punto
  all'ordine  del  giorno  c'è l'attribuzione  del  seggio  e  doveva
  riunirsi  la  Commissione Verifica Poteri  per  potere  autorizzare
  l'ingresso   in   Aula   del  deputato  che   prenderà   il   posto
  dell'onorevole  Milazzo, però, purtroppo mancano alcuni  componenti
  della   Commissione  Verifica  poteri,  quindi,  siamo  in   questo
  imbarazzo. Abbiamo qua .

   CRACOLICI. Si deve dimettere anche il deputato

   PRESIDENTE.  E'  vero, dobbiamo fare tornare l'onorevole  Milazzo,
  l'unica  è  quella, ma  l'onorevole Milazzo si è già  dimesso,  per
  cui, se anche fosse qua non potrebbe entrare e, quindi, abbiamo  un
  vulnus, in qualche maniera, da coprire.
   La Presidenza sta contattando i componenti la Commissione Verifica
  Poteri se ci possono fare questa cortesia di venire a lavorare che,
  come dire, non sarebbe male come idea.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Do  lettura del decreto di nomina  di  componente  di
  Commissione:

                                                          «Repubblica
      Italiana

                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                                 I L    P R E S
               I D E N T E                           369

   VISTA  la  nota  del 26 giugno 2019, pervenuta in pari  data  alla
  Presidenza dell'Assemblea e protocollata al n. 4771/AulaPG  del  26
  giugno  2019, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare  Forza
  Italia , on. Milazzo, con la quale, nel rassegnare le dimissioni da
  componente  della  VI  Commissione legislativa  permanente  Salute,
  servizi  sociali  e  sanitari,  designa  contestualmente   in   sua
  sostituzione   l'on.  Alfio  Papale  a  componente   della   stessa
  Commissione;

   CONSIDERATO  che  l'on.  Papale  fa  parte  dello  stesso   Gruppo
  parlamentare del componente dimissionario, on. Milazzo;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'   onorevole  Alfio  PAPALE  è  nominato  componente  della   VI
  Commissione  legislativa  permanente  Salute,  servizi  sociali   e
  sanitari, in sostituzione dell'on.le Milazzo, dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

       Palermo, 2 luglio 2019»

         Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. 2/Segr del 2 luglio  2019,
  pervenuta   in   pari   data  alla  Presidenza   dell'Assemblea   e
  protocollata al n. 4902/AulaPG-SGPG del 2 luglio 2019,  l'onorevole
  Luigi  Genovese  ha comunicato l'avvenuta costituzione  del  Gruppo
  parlamentare denominato  ORA - Sicilia , composto, oltre che  dallo
  stesso onorevole Genovese, dagli onorevoli Luisa Lantieri, Antonino
  Rizzotto  e Daniela Ternullo, Gruppo che, pertanto, si è costituito
  di  diritto  ai sensi del comma 2 dell'articolo 23 del  Regolamento
  interno dell'Assemblea.
   Nella nota testé citata e nella documentazione ivi allegata si  fa
  presente   che   l'onorevole  Genovese  è  da  considerarsi   quale
   Presidente pro-tempore  del nuovo Gruppo,  sino al momento in  cui
  l'elezione  del  neo Presidente non verrà ufficialmente  ratificata
  nel corso della prima riunione di gruppo .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito, pertanto il neocostituito Gruppo parlamentare a comunicare
  la  conferma  della carica di Presidente di Gruppo, e  a  procedere
  altresì  alla  nomina di un Vicepresidente e di  un  Segretario,  a
  norma,  rispettivamente, dell'art. 25 quater  e  dell'art.  25  del
  Regolamento interno dell'Assemblea, dandone comunicazione a  questa
  Presidenza.
   Invito,  infine,  il  Gruppo  Misto , di cui l'onorevole  Rizzotto
  faceva  parte,  ricoprendo  altresì  la  carica  di  Segretario,  a
  procedere alla nomina sostitutiva, ai sensi della normativa interna
  richiamata, dandone comunicazione a questa Presidenza.

        Comunicazione di elezione di cariche interne di Gruppo
                             parlamentare

   PRESIDENTE. Con nota pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea il 2
  luglio   2019  e  protocollata  al  n.  4912/AulaPG  del  3  luglio
  successivo, l'on.le Calderone ha comunicato, allegando il  relativo
  verbale  di  riunione  n.  6/2019 del  27.06.2019,  che  il  Gruppo
  parlamentare    Forza   Italia ,  in  pari   data,   ha   proceduto
  all'elezione, con decorrenza 3 luglio 2019, delle seguenti  cariche
  interne:
   Presidente:  On.le  Tommaso Calderone, in sostituzione  dell'on.le
  Giuseppe Milazzo, dimissionario;
   Vicepresidente: On.le Michele Mancuso, il quale,  come  da  citata
  documentazione   continuerà ad essere, come da precedente  verbale,
  anche il tesoriere del Gruppo .

   L'Assemblea ne prende atto.

   Invito,  infine,  lo stesso Gruppo parlamentare a  procedere  alla
  nomina   di  un  segretario  e  a  darne  comunicazione  a   questa
  Presidenza,   a   norma   dell'art.  25  del  Regolamento   interno
  dell'Assemblea.

  Comunicazione di decadenza da cariche di componente di Commissione
  nonché di decadenza di atti ispettivi e di firma da atti ispettivi
   e di indirizzo politico a seguito delle dimissione dell'onorevole
          Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   delle    dimissioni
  dell'onorevole Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale,
  di  cui  l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 127 del 2 luglio
  2019,  lo  stesso deputato decade, con decorrenza  3  luglio  2019,
  dalle seguenti cariche:

   componente  della Commissione parlamentare speciale  sul  fenomeno
  del randagismo in Sicilia;
   componente  della  Commissione parlamentare  speciale   Statuto  e
  materia statutaria ;
   componente    della   Commissione   II   legislativa    permanente
   Bilancio .

   Decade, inoltre, il seguente atto ispettivo:
   interrogazione con richiesta di risposta scritta: n. 195.

   Decade,  altresì, la firma dello stesso parlamentare dai  seguenti
  atti ispettivi e di indirizzo politico:
   interrogazione con richiesta di risposta scritta:  n. 841;
   mozioni: nn. 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 43 - 51 -  88
  - 223.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazione di decreto di nomina di Assessore regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che con nota prot. n.  28846  del  5  luglio
  2019, pervenuta alla Presidenza di questa Assemblea in pari data  e
  protocollata  al  n.  5009/AulaPG  del  10  luglio  successivo,  la
  Segreteria  generale  della Presidenza della Regione  ha  trasmesso
  copia   del decreto presidenziale n. 440/Area 1 /S.G. del 5  luglio
  2019,  di  nomina del Dott.  Manlio Messina ad Assessore  regionale
  con  preposizione all'Assessorato del turismo, dello sport e  dello
  spettacolo,  con contestuale cessazione delle funzioni  assunte  ad
  interim   dal  Presidente  della  Regione  di  Assessore  regionale
  preposto al predetto ramo di Amministrazione.

   Ne do lettura:

                          «REGIONE  SICILIANA
                             IL  PRESIDENTE

   D.P. N. 440/Area 1 /S.G.

   VISTO  lo Statuto della Regione Siciliana;

   VISTO  in  particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
  dall'articolo  1,  comma 1, lett. f) della legge costituzionale  31
  gennaio  2001,  n.  2,  che, nel prevedere l'elezione  a  suffragio
  universale  e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
  il  potere  di  nominare  e  revocare  gli  Assessori  tra  cui  un
  Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento;

   VISTA  la  Legge  Regionale 29 dicembre 1962, n. 28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

   VISTA  la  Legge  Regionale 15 maggio 2000, n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

   VISTA  la  Legge  Regionale 16 dicembre 2008, n. 19  e  successive
  modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

   VISTA  la  Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

   VISTO  il Decreto Presidenziale 14 giugno 2016, n. 12 "Regolamento
  di attuazione del Titolo II della Legge regionale 16 dicembre 2008,
  n.  19.  Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
  Regionali di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale  7
  maggio  2015,  n.  9.  Modifica del decreto  del  Presidente  della
  Regione   18   gennaio  2013,  n.  6  e  successive   modifiche   e
  integrazioni";

   VISTO  il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.  4-
  S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea Regionale
  Siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

   VISTO  il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv.  4-
  S.G.  concernente  la convocazione dei comizi  per  l'elezione  del
  Presidente  della  Regione e dei deputati dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana per la XVII legislatura;

   VISTO  l'atto  del  18  novembre 2017 della Corte  di  Appello  di
  Palermo  - Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente
  della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del  5
  novembre  2017)  con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci  è  stato
  proclamato   eletto  alle  cariche  di  Presidente  della   Regione
  Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

   VISTO  il  Decreto  Presidenziale n. 643  del  29  novembre  2017,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana  del  5
  dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del Governo  della
  Regione  Siciliana  - XVII Legislatura, di nomina  degli  Assessori
  regionali    con   le   relative   preposizioni   ai   vari    rami
  dell'Amministrazione  regionale e successivi decreti  presidenziali
  integrativi e modificativi del Governo della Regione;

   VISTO  IL Decreto Presidenziale n. 355/A del 7 giugno 2019 con  il
  quale  il  dott. Sandro Pappalardo cessa dalla carica di  Assessore
  regionale  preposto  all'Assessorato regionale del  Turismo,  dello
  Sport  e  dello  Spettacolo con contestuale  assunzione  temporanea
  delle  predette  funzioni  da parte del  Presidente  della  Regione
  Siciliana;

   RITENUTO  di  dovere  nominare il Dott.  Manlio  Messina,  nato  a
  Catania   il   12/11/73,  Assessore  Regionale   con   preposizione
  all'Assessorato  Regionale  del  Turismo,  dello  Sport   e   dello
  Spettacolo    con    contestuale    cessazione    delle    funzioni
  contestualmente assunte dal Presidente della Regione  Siciliana  di
  cui al sopra richiamato D.P. n. 355/Area 1 /S.G. del 7 giugno 2019.

                             D E C R E T A

                                ART. 1

   1. Per quanto in premessa, il dott. Manlio Messina, nato a Catania
   il  12/11/73,  è  nominato  Assessore regionale  con  preposizione
   all'Assessorato  Regionale  del  Turismo,  dello  Sport  e   dello
   Spettacolo.
   2.  Contestualmente alla nomina di cui al superiore  comma  1  del
  presente  articolo cessa la funzione del Presidente  della  Regione
  Siciliana  di  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
  Regionale  del  Turismo,  dello Sport e  dello  Spettacolo  assunta
  temporaneamente con il D.P. n. 355/Area 1 /S.G. del 7 giugno 2019.

                                ART. 2

   Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
   Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione siciliana  ai
   sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
   n. 21.

   Palermo, lì 5 luglio 2019

  Il Presidente

  MUSUMECI»

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Arancio, Sunseri, Trizzino, Mangiacavallo  e Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ci  comunicano  che  sta  arrivando  l'onorevole  Cannata,  perché
  mancherebbero  gli onorevoli Lantieri o Cannata per la  Commissione
  Verifica  Poteri,  rinviamo la Commissione Verifica  Poteri  quando
  arriva,  alle  ore  15,00 o comunque nel momento in  cui  arrivano.
  Siccome  è  necessario il voto di uno in più, perché se  no  stiamo
  votando con un vulnus che il Presidente dell'Assemblea non  si  può
  permettere  di fare, diciamo che appena arriva l'onorevole  Cannata
  sospendiamo cinque minuti per la Verifica Poteri e poi riprendiamo,
  in  tutto questo scusi onorevole Ciancio un attimo solo, ho parlato
  poco fa con il Presidente della Regione e si stanno incontrando  in
  Giunta,  perché ho chiesto sull'articolato che dovremmo  esanimare,
  oggi,  un  chiarimento e quindi me lo devono dare, quindi  comunque
  diciamo  che  dopo l'intervento dell'onorevole Ciancio  sospendiamo
  qualche  minuto, e riprendiamo in ogni caso alle ore 12.00 l'inizio
  l'iter della discussione sull'argomento che è oggi in votazione.


                        Sull'ordine dei lavori

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,  io
  approfitto   di  questo  momento  di  assestamento   diciamo   così
  dell'Aula,   per   portare  all'attenzione   del   Parlamento,   in
  particolare sua, un problema che secondo me ci è sfuggito  di  mano
  in  un  certo senso, io mi spiego subito a maggio abbiamo approvato
  la  legge   Disposizione  per i procedimenti  amministrativi  e  le
  funzionalità dell'azione amministrativa , ci siamo accorti che  nel
  recepimento di un articolo, in particolare dell'articolo 20,  della
  legge 241 del 1990

   PRESIDENTE. Un attimo, perché devo invitare al silenzio se no  non
  sento, colleghi per favore possiamo ascoltare un attimo quello  che
  dice  l'onorevole  Ciancio che credo sia  interesse  anche  vostro,
  grazie.

   CIANCIO..  intervengo per capire se ci sono i  margini  per  poter
  intervenire,  trattandosi  secondo  me  di  un  problema,  di   una
  dimenticanza tecnica, per intervenire in sede di collegato,  quindi
  la discussione non è diciamo avulsa da quello che trattiamo oggi.
   Dicevo nel recepire l'articolo 20 della legge 241 del 1990 abbiamo
  omesso  due  parole, perché al comma 4 l'articolo 20  dice  che  le
  disquisizioni  del presente articolo, parliamo del silenzio-assenso
  assessore  Cordaro mi rivolgo anche a lei, parliamo  del  silenzio-
  assenso,  le  disposizioni del presente articolo non  si  applicano
  agli  altri  procedimenti  riguardanti il  patrimonio  culturale  e
  paesaggistico, l'ambiente, la tutela del rischio idrogeologico,  la
  difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione e una serie
  di altre cose, nel recepimento della legge nazionale abbiamo omesso
  di   inserire  le  parole  patrimonio  culturale  e  paesaggistico,
  significa  escludere  dal silenzio-assenso fondamentalmente  questi
  due  ambiti che sono molto, molto importanti, ora siccome penso sia
  più  una questione tecnica, spero sia una questione tecnica, chiedo
  se  ci  sono  i margini per potere intervenire in Aula e  risolvere
  queste criticità che potrebbero anche essere a rischio impugnativa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, grazie per il  suo  intervento  ma
  sappiamo, assessore Cordaro, sappiamo che il Consiglio dei Ministri
  ha notato questo errore, e quindi si predispone ad impugnare questo
  articolo  della  legge, ed ha già parlato con la  Presidenza  della
  Regione,  con  la  Giunta, che si è a sua  volta  già  impegnata  a
  modificarla, per cui diciamo non abbiamo bisogno di fare niente noi
  perché  è  un'operazione che stanno già facendo tra  Consiglio  dei
  Ministri e, sì la norma la dovremo fare, certo questo per forza, ma
  stiamo aspettando che l'impugnativa del Consiglio dei Ministri,  la
  nuova  stesura  che presenterà il Governo, appena  la  presenta  la
  votiamo,  quindi  non  lo  correggiamo, oggi,  perché  c'è  già  un
  qualcosa  che  stanno  facendo  tra  Presidenza  della  Regione,  e
  Presidenza del Consiglio dei Ministri, e questo l'onorevole Cordaro
  questo voleva dire? A posto, perfetto.
   La  seduta  è  sospesa sino alle ore 12.00, in  attesa,  assessore
  Cordaro,  che ci facciate sapere dalla Giunta queste obiezioni  che
  abbiamo chiesto di poter essere chiarite.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.39, è ripresa alle ore 12.22)

   La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge  Collegato al
   disegno di legge n. 476  Disposizione programmatiche e correttive
                           per l'anno 2019.
               Legge di stabilità regionale'  (n. 491/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
  legge    Collegato  al  disegno  di  legge  n.  476    Disposizioni
  programmatiche  e  correttive per l'anno 2019. Legge  di  stabilità
  regionale'  (n. 491/A).
    Presidente Savona, ci dice come iniziare i lavori?

   SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
  colleghi,  il  testo è stato rinviato in Commissione  Bilancio  per
  rivedere   l'articolo  17  e  le  eventuali  aggiunte   da   potere
  estrapolare,  così  da  stringere il  più  possibile.  Noi  abbiamo
  rifatto l'esame dell'articolo 17 e la Commissione, nella seduta  n.
  140,  ha  effettuato l'approfondimento richiesto sulle disposizioni
  non ancora approvate dall'Aula del disegno di legge n. 491/A.
   In  particolare, con riferimento all'articolo 17, ha confermato  a
  maggioranza la decisione assunta in sede di istruttoria del disegno
  di legge, ad esclusione della previsione di cui al comma 2 e che si
  propone di rinviare il disegno di legge n. 491 Stralcio I/A alla  I
  Commissione.   Oltre   questo,  abbiamo  aggiunto   di   sottoporre
  all'attenzione  dell'Aula  i seguenti emendamenti  aggiuntivi,  che
  sono  quelli presentati dal Governo, ed alcuni con delle rettifiche
  fatte.   Tutto  questo  è  quello  che  abbiamo  fatto  in   quella
  Commissione pronto per essere discusso.

   PRESIDENTE.  E' stato predisposto un emendamento? Che  cosa  avete
  immaginato di fare?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Sono diversi  i  commi  che
  restano  in vita, ad eccezione del secondo comma, poi il  resto  si
  devono fare separatamente uno per uno.

   PRESIDENTE.  No  anche  se l'altra volta  però  avevamo  rimandato
  proprio  perché  era un articolo che era abbastanza  complesso,  se
  dobbiamo pensare di fare tutto con un articolo sono, diciamo, tante
  leggi  in un unico articolo, come dire le possiamo votare così?  Su
  leggi  che  sono  anche abbastanza complesse e che prevedono  cose,
  questa era stata l'obiezione che era stata fatta l'altra volta, per
  cui ci eravamo fermati, quindi lei dice:  faccia l'Aula
   Io  però  ho  l'impressione, e lo dico anche al  Governo,  che  in
  queste  condizioni  si  vota  il primo  emendamento  soppressivo  e
  finisce  l'argomento. Io, come dire, mi posso  permettere  solo  di
  dare  dei suggerimenti, poi decidete voi che cosa fare. C'è  questo
  problema  sull'articolo  17,  che è un  articolo  per  cui  l'altra
  avevamo deciso quasi di stralciarlo, poi abbiamo detto va bene  non
  lo   stralciamo,  mandiamolo  in  Commissione  però,  se   ora   la
  Commissione  mi  dice  che  non  è successo  niente,  io  metto  in
  votazione,  ma  l'avvertimento che do -  no  avvertimento,  non  mi
  permetterei  -  il  suggerimento che do al  Governo  è  che  appena
  mettiamo  in  votazione il primo emendamento soppressivo  passa,  e
  quindi salta tutto, ditemi voi.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  d'intesa  con  il Presidente Musumeci  a  questo  punto,
  considerato  che c'è un priorità oggi, che è quella di  far  presto
  per  liberare le risorse per le province e tutti i settori che sono
  in  sofferenza,  se  ci  incastriamo  in  questioni  che  non  sono
  cruciali,  rischiamo  di compromettere l'asse  portante  di  questo
  intervento  normativo,  che  è proprio quello  di  rispondere  alla
  domanda  di  reintegrazione  delle  disponibilità  finanziarie  dei
  capitoli..

   PRESIDENTE. Saggia risposta assessore Armao, saggia risposta

   ARMAO,  assessore  per l'economia.  dopo di  ché  però,  mi  scusi
  Presidente,  l'unica priorità che riteniamo essenziale, soprattutto
  per  una finalità politica di attenzione della città di Catania,  è
  il comma 5 che consente, dal 5 al 10, tutto l'articolo che modifica
  l'articolo  31,  il  comma 10, ha ragione scusi,  che  riguarda  il
  comune  di  Catania, e che consente la destinazione di risorse  che
  avevamo  già,  che  il  Parlamento aveva già assegnato  per  queste
  finalità,  e  che  solo e soltanto questione di ordine  procedurale
  hanno  impedito di applicare, quindi sotto questo profilo si tratta
  di  una  mera  reintegrazione in termini del comune di Catania  per
  accedere a queste opportunità finanziarie, quindi comma 10.

   PRESIDENTE.  E  allora figuriamoci se io mi posso  permettere  con
  questo  Governo  di  parlare male di Catania, non  lo  potrei  fare
  neanche  volendo, anche perché ci sono state polemiche  che  sembra
  che sono io che odio Catania, per cui quando si parla di Catania io
  devo  essere totalmente a disposizione, però vorrei capire che cosa
  fate, presentate un emendamento a parte? Perché o l'articolo 17  lo
  affrontiamo o non lo affrontiamo, e non possiamo fare un comma  si,
  un  altro no, per cui se ritenete intanto che si va avanti, che voi
  presentate un emendamento da aggiungere al resto del collegato  che
  stiamo  valutando,  e l'Aula lo apprezza per  quello  che  è,  come
  emendamento,  e  quindi stralciamo l'articolo 17  e  presentate  un
  emendamento su Catania per me va benissimo, però certo così non  lo
  possiamo affrontare.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  rispetto  a
  questa  situazione vorrei avanzare una riflessione innanzitutto  al
  Governo, ma anche all'Aula, perché, se ci mettiamo a stabilire  che
  quell'articolo, che è un'altra finanziaria obiettivamente, qualcosa
  la  teniamo in vita, e qualcosa la mandiamo a mare, è evidente  che
  c'è  sempre  chiunque ha ispirato un singolo comma  riterrà  giusto
  salvare anche quello, e quindi torneremo punto e daccapo.
   Poi  nel  merito, può darsi che ho letto male, ma  giusto  qualche
  giorno  fa  il  sindaco di Catania ha fatto una intervista  in  cui
  ringraziava il Governo nazionale, il decreto crescita che  è  stato
  convertito, che ha salvato Catania e ha aggiunto quel punto  grazie
  a  quella  norma,  poi poteva fare benissimo  a  meno  anche  della
  vicenda  della  Regione,  anche  con  una  certa  spocchia   questa
  dichiarazione è stata fatta sui giornali.
   Ora,  io non voglio qui commentare le interviste, perché siamo  in
  un  Parlamento, però se il tema è evitare di mandare a  ramengo  il
  lavoro  che è stato fatto e incartarci su aspetti di dettaglio,  mi
  pare  che  anche questa, anche per la caratteristica  evolutiva  di
  questa   storia,  forse  è  diventato  un  dettaglio.  Ecco  perché
  suggerirei  al Governo, se acconsente il fatto che questo  articolo
  17  troverà  altro canale parlamentare, l'aggiuntivo del collegato,
  il collegato tris, quater, quintus, insomma,  .. quello era Cuffaro
  che c'era la famosa legge sullo sviluppo .
   Quindi  io  suggerirei al Governo di evitare di  incartarci  sugli
  elementi  di  incartamento, quindi o l'articolo 17 lo  consideriamo
  superato  e  andiamo  al  voto  e chiudiamo  questa  legge,  oppure
  ricominciamo sempre daccapo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole questo è quello che  è  già  stato  deciso,
  cioè,  poi  se il Governo ritiene di presentare un emendamento  per
  una  norma  che  il  Governo stesso ritiene  importante  certo  non
  possiamo essere noi a farne una questione.
   Però  non apriamo un dibattito su questo tanto il Governo  ha  già
  comunicato  che lo stralcia, che lo toglie, quindi il  17  non  c'è
  più, pertanto, non intavoliamo una discussione su questo.

   PAPALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAPALE.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   vorrei
  sottolineare una cosa e vorrei invitare tutti i colleghi  onorevoli
  di non fare un problema politico per Catania. Catania ha bisogno di
  quelle somme, ci sono tante imprese, tanta gente che sta aspettando
  che  dalla mattina alla sera telefona a tutti i deputati,  a  tutti
  coloro che hanno il potere di dare una mano al comune di Catania di
  farlo.  Se  perdiamo cinque minuti onorevole Cracolici sinceramente
  cerchiamo  un  sistema, ma io ritengo che il  problema  Catania  ha
  priorità,  ma  non  tanto  per problemi di  natura  politica  o  di
  contrapposizione, ma per rispetto di tutte quelle persone che hanno
  fatto  dei  servizi al comune e che aspettano di essere  liquidati.
  Pertanto, vi pregherei, se lo possiamo attenzionare al di fuori  da
  correnti  politiche o al di fuori da ideologie o meno o di problemi
  di natura personale. Grazie.

   PRESIDENTE.  Così rimane stabilito, l'articolo 17 è  ritirato  dal
  Governo,  poi  se  c'è  la presentazione di  un  emendamento  è  un
  problema che non possiamo discutere adesso.


          Cordoglio per la scomparsa dell'onorevole Cappadona

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho purtroppo una brutta notizia da
  darvi,  sono stato appena messo al corrente che è morto l'onorevole
  Nuccio  Cappadona  che  tanti  noi,  quelli  un  po'  più  anziani,
  conoscevano  bene.  Per me è veramente un grande dispiacere,  penso
  per  tanti  di  voi, quindi appena avremo notizie più precise,  poi
  eventualmente nella prossima seduta faremo anche una commemorazione
  per l'onorevole Cappadona. Intanto alla famiglia vada il nostro più
  sincero cordoglio.


                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli  Schillaci,   Fava   e
  Rizzotto, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 491/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del disegno di
  legge 491/A. Si riprende l'articolo 2 in precedenza accantonato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  sull'articolo  2 che, come lei ricorderà, era stato accantonato  su
  mia  richiesta per fare un approfondimento sul testo e  su  qualche
  incongruenza che c'era sull'articolo.
   Mi  è  stato anticipato adesso dall'Assessore Armao che il Governo
  darà parere favorevole all'emendamento 2.15.

   CRACOLICI. E' stato distribuito questo emendamento. E' ritirato  o
  no?

   PRESIDENTE.  E'  stato  ritirato dal  Governo,  quindi  lo  potete
  eliminare.

   BARBAGALLO. In ordine al procedimento, poiché si fa riferimento al
  Testo Unico sugli espropri, i nostri dubbi sono fugati.
   Noi chiediamo al Governo - e segnatamente all'Assessore Armao - di
  scoprire  le  carte, perché sull'articolo 2 resta un'ultima  grande
  questione. Nel testo che è uscito dalla Commissione non  si  faceva
  più  riferimento  a quale era l'area di sedime in  cui  si  sarebbe
  dovuto individuare questo intervento edilizio.
   Nel testo che c'è in Aula si fa riferimento all'area di Via Ugo La
  Malfa,  quell'area  a noi risulta che non sia  di  proprietà  della
  Regione ma sia di proprietà del Fondo a cui è stata trasferita.
   Allora  il  Governo regionale ha intenzione di utilizzare  proprio
  quell'area  trasferita  al  Fondo  immobiliare  e  quindi   intende
  riscattarla  oppure  noi  realizziamo  un  intervento  edilizio  in
  un'area  di  proprietà del Fondo, signor Presidente della  Regione,
  che  è  un  fondo famoso perché ha storie dietro di  faccendieri  e
  paradisi  fiscali,  oppure  l'area in  cui  intende  realizzarla  è
  un'altra? Io vorrei che su questo venisse fatta chiarezza.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, volentieri onorevole Barbagallo, io le rispondo perché ho
  seguito  questa  vicenda  anche con l'Ufficio  Tecnico  del  nostro
  Governo  e mi fa piacere che lei abbia a proposito del Fondo  fatto
  riferimento  a  una stagione di ombre che, come lei  sa,  determina
  contagi assai diffusi e trasversali.
   Detto   questo  l'obiettivo  è  quello  di  realizzare  il  Centro
  direzionale della Regione esattamente come sta facendo in  Campania
  il  Governo  De  Luca,  in  un luogo già  occupato  per  la  stessa
  superficie  da  edilizia pubblica. Quel luogo è  di  proprietà  del
  Fondo  e  l'intenzione  del Governo è di  poterne  avere  la  piena
  proprietà attraverso una misura compensativa per la quota che è già
  nostra.
   Noi  facciamo parte, come lei sa, del Fondo e per quello che dovrà
  essere   riscattato  soltanto  quando  avremo  la  piena  proprietà
  dell'area,  di tutta l'area, provvederemo a indire il concorso  per
  la realizzazione del Centro direzionale.
   Il  sito,  peraltro,  è  stato individuato  non  solo  perché  già
  occupato  da edilizia pubblica ma previo confronto con  il  sindaco
  della  città di Palermo, che ha avuto parole di elogio  per  questa
  iniziativa, che naturalmente si intesterà il Parlamento, il Governo
  l'ha solo proposta, al fine di razionalizzare i servizi mettendo in
  uno  stesso immobile i dodici assessorati e risparmiando  circa  38
  milioni di euro l'anno.
   Ecco   perché   noi  riteniamo  che  questa  opera,  quando   sarà
  realizzata,  non  sapremo  fra  quanti  anni,  sarà  un'opera   che
  consentirà  alla  Regione siciliana di avere dato una  risposta  in
  termini di efficienza all'organizzazione degli uffici ma avrà anche
  evitato  indicibili  disagi alle migliaia e migliaia  di  cittadini
  siciliani  che ogni giorno, per ragioni diverse, sono  costrette  a
  raggiungere in varie parti della città gli uffici della Regione.
   Tenga peraltro conto, ci è stato detto dall'incontro tecnico avuto
  con  il  sindaco Orlando, almeno per due volte ci siamo incontrati,
  che  nei  pressi  di  quel sito è in previsione  la  fermata  della
  metropolitana e c'è già il treno di superficie. Quindi,  dal  punto
  di  vista  della accessibilità, quello risulta essere, io non  sono
  particolarmente a conoscenza della realtà urbanistica  palermitana,
  però  ho il dovere ed il diritto di credere al sindaco della  città
  di Palermo.
   Per  queste ragioni, onorevole Barbagallo ed onorevoli tutti,  noi
  riteniamo  che  con  il  disco verde al  centro  direzionale  della
  Regione  siciliana  realizziamo un sogno  antico  ma,  soprattutto,
  diamo  finalmente  all'ente regione la possibilità  di  risparmiare
  decine  di  milioni  di  euro e sapete che dietro  i  contratti  di
  affitto non sempre ci sono atteggiamenti improntati ad efficienza e
  a  convenienza,  ma  si  tratta di una  storia  antica  di  qualche
  decennio e consentiamo anche una razionalizzazione degli uffici. Mi
  interessava  dire  questo,  signor  Presidente,  per  lanciare   un
  ulteriore appello al Parlamento.

   PRESIDENTE.  Un attimo, ora do la parola a tutti, l'avete  chiesta
  in tanti. Ci sono gli onorevoli Di Paola, Zito, Di Caro, Cracolici,
  poi Di Mauro, Savarino e Calderone.
   Prima  di  dare la parola all'onorevole Di Paola, che è  il  primo
  iscritto  a  parlare, presidente Musumeci, visto che ha parlato  di
  treni,  posso  chiedere  personalmente un minimo  di  interesse  su
  questa vicenda del treno Palermo-Messina che, certamente, per noi è
  un  problema realmente serio. Chiederei personalmente al Governo di
  occuparsene,  perché  per noi palermitani,  specialmente  d'estate,
  tutte le zone di mare che sono quelle che i palermitani frequentano
  regolarmente,    vengono    precluse.    La    ringrazio    perché,
  effettivamente,  è una cosa molto, molto negativa,  per  quanto  ci
  sarebbe   l'alternativa  del  pullman,  ma  specialmente  d'estate,
  veramente  per  tutti  noi  è un problema,  e  siccome  sono  stato
  investito  da  mille telefonate di protesta rispetto a  questo,  mi
  permetto di girarle.
   E iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori,  io
  capisco il sogno, come diceva il presidente Musumeci, di realizzare
  una struttura centrale che possa accogliere tutti i servizi che  la
  Regione  al momento eroga in via distribuita, cioè su più  palazzi.
  Ed ho ascoltato pure l'intervento del presidente Musumeci che parla
  di  risparmi,  parlava addirittura di 39 milioni  di  euro  che  si
  potrebbero risparmiare nel corso degli anni.
   Ma io mi chiedo: questi risparmi e questi numeri che, man mano, il
  presidente  ha  detto  durante il suo intervento  da  cosa  vengono
  fuori?  Perché ricordiamoci, cari colleghi, che la Regione ad  oggi
  non  ha  un  censimento preciso di tutti gli immobili  e  dei  vari
  affitti  che,  ad  oggi, noi stiamo pagando.  Considerate  pure,  e
  questo  è  venuto  nuovamente fuori dopo anni ed  anni  che  questa
  vicenda  si  porta dietro, che la Regione nel 2005 con  il  Governo
  Cuffaro, spende più di 80 milioni di euro per un censimento che, ad
  oggi, noi non abbiamo avuto accesso allo stesso censimento e non si
  è ben capito perché non abbiamo accesso a quel censimento. Manca la
  password, c'è un contenzioso?
   Cari colleghi, ricordiamoci pure che in quegli anni, nel 2006,  la
  Regione  vendette  degli immobili per circa  200  milioni  di  euro
  perché  si  doveva  in qualche modo recuperare, la  Regione  doveva
  recuperare  soldi  per poi nuovamente riaffittare quegli  immobili,
  cioè  abbiamo venduto quegli immobili per 200 milioni di euro, 200,
  220 milioni di euro e li abbiamo riaffittati nuovamente per anno  a
  20  milioni  di  euro,  praticamente  abbiamo  fatto  un'operazione
  fallimentare.
   Ora  qui  noi  stiamo  nuovamente  provando  a  fare  un'ulteriore
  operazione  immobiliare  perché stiamo  realizzando  nuovamente  un
  grosso  centro,  non  so  poi come verrà realizzato  nell'arco  dei
  vent'anni in progect financing o in altri modi ad oggi non c'è dato
  saperlo,   ma   attenzione  può  essere  nuovamente   un'operazione
  fallimentare  perché  se non abbiamo fatto  bene  l'analisi  costi-
  benefici,  se così come ci dice la Corte dei conti al  momento  non
  abbiamo nemmeno un censimento valido dei nostri immobili, questo  a
  che  cosa  ci  porterà? Ci porterà nuovamente a un'ulteriore  danno
  erariale, perché ricordiamoci abbiamo speso 80 milioni di euro  per
  un  censimento  più è nato un contenzioso da quel censimento  e  ad
  oggi i dati di quel censimento non li abbiamo.
   Abbiamo  venduto  i nostri immobili per 200 milioni  di  euro,  li
  abbiamo  riaffittati per 20 milioni di euro, oggi come facciamo  ad
  approvare  un  articolo,  l'articolo 2  che  ci  dice  di  fare  un
  ulteriore  centro senza che si è fatta un'adeguata  analisi  costi-
  benefici.
   Questo articolo non è un articolo che può essere attribuito al mio
  Gruppo politico.
   Ascoltavo  poco  fa il Presidente della Regione  dire  che  questo
  articolo  verrà attribuito all'Assemblea regionale siciliana;  cari
  colleghi  cerchiamo  di  non  essere complici  di  ulteriori  danni
  erariali per la nostra Regione, visto i tanti soldi che negli  anni
  sono  stati  sperperati.  Mi  rivolgo  anche  al  Presidente  della
  Commissione bilancio, il Presidente Savona che nel 2010 riguardo  a
  quel  censimento ha avviato, in quanto Presidente della Commissione
  Bilancio anche a quell'epoca, una Commissione d'inchiesta.
   Vorrei capire quella Commissione d'inchiesta del 2010 in merito  a
  quel censimento che risultati ha prodotti Presidente Savona? Perché
  anche nel 2010 lei era Presidente della Commissione Bilancio e come
  giusto   ha   avviato  una  Commissione  d'inchiesta,  ha   avviato
  un'indagine,  vorrei capire quell'indagine a che cosa  ha  portato?
  Perché  se  ad  oggi  non abbiamo un'analisi effettiva  dei  costi-
  benefici  come facciamo a prenderci la responsabilità di realizzare
  un  centro  direzionale  nell'arco dei  vent'anni.  Iniziamo  prima
  dall'analisi costi-benefici, iniziamo prima a vedere effettivamente
  e  a  fare un censimento veritiero della Regione partendo  da  quel
  censimento  che  ci è costato 80 milioni di euro  e  forse  con  il
  contenzioso ci andrà a costare quasi 140 milioni di euro, Assessore
  Armao,  contenzioso che si è avviato nel 2010, quando lei Assessore
  al  bilancio del Governo Lombardo ha bloccato i pagamenti all'epoca
  di 20 milioni di euro all'anno.
   Da qual momento in poi l'Azienda ha avviato un contenzioso ad oggi
  vorremmo capire prima di fare qualunque tipo intervento immobiliare
  vorremmo  capire intanto quel censimento che fine ha  fatto?  E  se
  effettivamente la Regione siciliana prima di realizzare un'opera di
  questo  tipo  o  progettare un'opera di questo tipo  ha  fatto  una
  effettiva  analisi  costi-benefici riguardo i  propri  immobili  di
  proprietà e gli immobili in affitto.

   PRESIDENTE.   Vi   chiedo  scusa  devo  fare   intervenire   prima
  l'onorevole  Di Mauro, perché poi mi devo allontanare 10  minuti  e
  quindi devo essere sostituito dal Vicepresidente Di Mauro.
   La  ringrazio onorevole Di Mauro, e scusate gli altri che si erano
  iscritti a parlare prima.

   DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
  conosco  bene  questa storia dei beni immobili che ha visto  questo
  Parlamento a suo tempo legiferare e non voglio con questo criticare
  l'intervento  di chi mi ha preceduto ma riconoscere che  ovviamente
  nel passato sono stati commessi errori.
   Oggi  siamo  dinnanzi a una norma di carattere programmatorio.  E'
  una  norma che è abbastanza chiaro, tende sostanzialmente a  creare
  dei  risparmi per la Regione, una concentrazione degli uffici  e  a
  dare a questa città - se mi consentite - un volto diverso, un volto
  più  ambientale, un volto in cui c'è maggiore rispetto  per  l'aria
  che  si  respira.  E  la  possibilità che  la  città  possa  essere
  decongestionata  dal traffico. Perché se noi abbiamo  l'opportunità
  di trasferire gli immobili fuori dalla città, in un contesto in cui
  comunque nel disegno di legge non c'è scritto, quindi poi sarà  sul
  piano  urbanistico, l'intesa di Governo regionale e del  Comune  di
  Palermo,  individuare  quel sito che riterrà più  opportuno  perché
  Palermo,  da capoluogo di Regione, possa essere una città simile  a
  tanti  altri capoluoghi di regione o, comunque, capitale del  mondo
  che  certamente vedono decongestionato il traffico e spesso le auto
  che  arrivano  in città si fermano all'inizio della città  per  poi
  tutto il resto essere sottoposto a zone di traffico limitato.
   Questo  è  un  disegno  politico che questo  Governo  presenta  al
  Parlamento su cui credo non debba esserci alcuna divisione. Si  può
  discutere  sul metodo, sul come fare. Io personalmente,  Presidente
  Musumeci,  mi  sembra ultroneo immaginare una modifica  urbanistica
  con  una  norma  di  legge. Perché credo che il Consiglio  comunale
  debba  essere  coinvolto e, comunque, secondo  tutte  le  procedure
  regolari.  Ma l'idea che gli uffici che sono ubicati, per  esempio,
  in  Via  Notarbartolo  o  altri  parti  che  non  fanno  altro  che
  congestionare  il traffico, siano trasferiti in una  parte  esterna
  della  città perché attraverso un sistema di circonvallazione,  chi
  arriva  a  Palermo  si  possa collegare  con  questi  Uffici  senza
  intralciare il traffico della città e lasciare la città vissuta  in
  tutti  i  suoi  ambiti,  in  tutte le sue  vie,  a  chi  viene  per
  visitarla.
   E'  una  esperienza  che,  onestamente  bisogna  riconoscerlo,  il
  Sindaco  Orlando  ha prospettato alla città - mi  riferisco  a  Via
  Maqueda,  a  parte  di  Via  Roma -  certamente  è  una  esperienza
  positiva. E' una esperienza che ha messo a valore un territorio che
  ahimè   era  stato abbandonato soprattutto in quelle  che  sono  le
  attività commerciali a piano terra.
   Questo  è  un  disegno  politico che  certamente  il  Governo,  di
  concerto  con  il  Sindaco, ha elaborato. Noi  vogliamo  opporci  a
  questo  disegno? Vuol dire che non abbiamo capito qual è il  futuro
  che  deve avere la città di Palermo e, soprattutto, la città che  è
  capoluogo  di  Regione. Su cui, mi dispiace dirlo,  non  penso  che
  possono esserci divisioni e chi propone di fermare il treno  che  è
  partito  lo fa soltanto per ragioni politiche. Noi abbiamo  qui  un
  dovere: che è quello di assicurare a questa città una prospettiva e
  la  possibilità,  soprattutto a questa  città,  di  vederla  essere
  paragonata  a  città  europee che hanno il traffico  limitato,  che
  hanno  il  traffico decongestionato e che gli uffici sono collocati
  in  unico  luogo  che è fonte di risparmio, di convenienza  per  la
  Regione  e  soprattutto una opportunità per  il  resto  del  centro
  abitato.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, che sia una opera  -
  come diceva prima il Presidente Musumeci - antica è vero. Perché si
  parlava  di  questo Centro direzionale già dal 1992.  Poi  è  stato
  inserito  nel  programma  Cuffaro;  è  stato  inserito  anche   nel
  programma Lombardo dove si era preventivato un costo di 2  miliardi
  euro di cui 200 milioni proprio per il Centro, 300 per le strade  e
  un miliardo per le bretelle autostradali. Si era individuato allora
  il  Fondo  Luparello. Poi, successivamente, si era visto di  creare
  anche  una base di trincea vicino alla zona Notarbartolo.  Poi  ora
  siamo  arrivati  a questa area, quindi Cuffaro l'aveva  individuata
  nel Fondo Uditore, ora questa area è in Via Ugo La Malfa.
   Noi, con un articolo e 5 commi, stiamo cercando di normare l'opera
  più importante che avrà Palermo se non la Regione, nei prossimi  50
  anni  sicuramente, se non di più. E lo facciamo con 5 articoli.  Ma
  già  il  fallimento di questa opera si legge nelle prime tre  righe
  perché  non c'è bisogno di andare lontano. Nel primo comma si  dice
  che  l'Amministrazione regionale realizzerà entro il termine di  20
  anni, di 20 anni, all'entrata in vigore del Centro Direzionale.
   Quindi  noi  già  stiamo  dicendo che in Italia  purtroppo,  e  in
  Sicilia  in  particolar modo, per costruire una opera  ci  possiamo
  stare  20  anni. In altri Paesi europei ce ne stanno  5  per  opere
  delle  stesse  dimensioni e noi, ovviamente, ci teniamo  con  tempi
  diciamo  siculi  perché questo è quello che  vediamo,  ma  non  c'è
  scritto  che  cosa  faremo,  perché  in  questo  articolo  non  c'è
  copertura  finanziaria. E allora che cosa  vuol  dire?  che  stiamo
  facendo un favore a qualcuno perché faremo un projet financing, che
  lo  daremo  in gestione, non si capisce quello che si  vuole  fare,
  perché anche questo tra le righe, forse alcuni colleghi soprattutto
  della  maggioranza non l'hanno capito, c'è una legge delega, stiamo
  totalmente  delegando  senza metterci soldi quindi  al  Governo  di
  decidere cosa fare.
   Poi secondo me c'è il comma 3, che è fantastico, perché a un certo
  punto cancelliamo di colpo la legge n.71 del 78, quindi quelle  che
  sono  le leggi sull'urbanistica perché direttamente andiamo a  dire
  che  è  una variante, è una variante al piano regolatore, io vorrei
  dire,  un'opera così importante si devono prendere tutte le  figure
  professionali  siciliane,  e non perché  un'opera  unica  che  avrà
  Palermo e non è solo il contenitore sono anche le opere quelle  che
  si  chiamano a contorno che saranno importanti e vanno  a  definire
  cioè  la  strade,  le  infrastrutture che  arriveranno  che  devono
  arrivare  la  mobilità  che è l'altra cosa  importante  che  devono
  arrivare   a   quell'opera,  invece  tutto   solamente   in   forma
  superficiale e ripeto senza metterci una lira nonostante,  un  euro
  anzi,  nonostante qui c'è scritto che la deve realizzare la Regione
  Siciliana.
   E  allora  diteci  effettivamente chi lo deve  realizzare,  perché
  senza  copertura  finanziaria la Regione siciliana  ovviamente  non
  c'ha i soldi per farlo e cerchiamo di fare le opere come si deve  e
  con  criterio,  non cattedrali nel deserto che non funzionano,  non
  servono  a nessuno e fanno sì che poi va ad aggravare la situazione
  del traffico e di altri cose della città di Palermo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  all'inizio avevo un'idea positiva di questo articolo, nel senso che
  risolvere  quelli  che  sono i problemi  legati  ai  fitti  passivi
  potrebbe  essere  una cosa auspicabile, però la cosa  che  mi  sono
  chiesto  è come mai farlo con una legge? Visto che i fitti  passivi
  si   potrebbero   banalmente   abbattere   con   un   provvedimento
  amministrativo. Poi leggendo i vari articoli ho capito  perché.  Al
  comma  3  vediamo che praticamente si cerca di andare per legge  in
  deroga   ad   uno  strumento  urbanistico,  quale  è  lo  strumento
  urbanistico  del  Comune  di Palermo e non  si  capisce  perché  si
  dovrebbe farlo per legge e non seguendo le vie che sono quelle  dei
  Consigli comunali delle pubbliche amministrazioni e dei Comuni.
   Noto  anche che si tratterebbe di un finanziamento tramite  terzi,
  nel  senso che, come ha detto il Presidente della Regione poco  fa,
  risparmiando  38 milioni di euro l'anno in vent'anni questo  Centro
  direzionale andrebbe a costare 760 milioni di euro, oltre al  fatto
  che   all'articolo   poi  5  c'è  quella  che  sembrerebbe   essere
  l'indicazione  di  un  capitolato di gara, è quello  che  riconduce
  questo  articolo a un vero e proprio spot, se non fosse  quello  di
  risolvere,  signor Presidente, l'annoso problema  di  Palermo  reso
  famoso da un film famosissimo che è quello di risolvere il problema
  del   traffico .  Ecco  se  è  questo  il  problema  che  si  vuole
  risolvere, con questo disegno di legge chiederemo poi la consulenza
  di Roberto Benigni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Savarino,  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  io
  volevo  ricordare ai colleghi che questa è una norma che è arrivata
  in   IV   Commissione  per  l'esame,  noi  ne  abbiamo   fatto   un
  approfondimento  sia  giuridico  che  di  merito,   abbiamo   fatto
  audizioni,  abbiamo  fatto  un  approfondimento  quindi  attento  e
  puntuale,  abbiamo ascoltato i dirigenti, abbiamo visto addirittura
  non  solo il progetto fisico ma anche un video di presentazione  di
  quello  che sarà, quella che è l'idea di questo Centro direzionale.
  Abbiamo fatto un approfondimento normativo ed approvato una  norma,
  condivisa in Commissione.
   Inviterei   l'assessore  Armao  a  non  avallare,  in  Commissione
   Bilancio',  modifiche  di  merito delle  norme  che  escono  dalle
  Commissioni che sconvolgono, non l'aspetto finanziario ma l'aspetto
  di  merito della norma perché se, oggi, avessimo portato ai voti la
  norma  uscita in IV Commissione, questa norma probabilmente sarebbe
  già  stata  approvata  e non accantonata e gli approfondimenti  che
  adesso  stiamo  facendo. Per cui, dico: evitiamo  di  dare  avalli,
  assessore   Armao,   di  modifiche  di  merito  nella   Commissione
   Bilancio'  dopo che noi abbiamo fatto un lavoro di approfondimento
  giuridico  puntuale che, oggi, avrebbe permesso a quella  norma  di
  essere  approvata,  così come è uscita in Commissione IV e, invece,
  le  modifiche  di  oggi  hanno  portato  l'onorevole  Barbagallo  a
  chiedere l'accantonamento ed a fare questo approfondimento, per cui
  ritengo  di  apporre  la  firma  anche  all'emendamento  presentato
  dall'onorevole   Barbagallo,   perché   le   sue   sono    puntuali
  sollecitazioni che non sarebbero state necessarie se in Aula  fosse
  arrivata  la  norma di merito approvata in IV. E  non  è  la  prima
  volta   Lo dico, non voglio fare polemica, ma non una norma  uscita
  dalla   IV   Commissione  è  mai  stata  impugnata   e   dichiarata
  illegittima.   Diverse   norme,  poi  modificate   in   Commissione
   Bilancio', sono state impugnate e dichiarate illegittime, per cui,
  non è possibile che noi facciamo un lavoro di approfondimento e  di
  studio  sulle norme che, poi, vengono modificate inopinatamente  in
  II Commissione e regolarmente impugnate.
   O  ci dite, quindi, che direttamente il nostro lavoro non serve, e
  non  perdiamo tempo, oppure, vi prego, col rispetto che ho  per  il
  ruolo  dell'Assessore, pretendo rispetto per il ruolo ed il  lavoro
  della Commissione che presiedo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, ed anche signor  Presidente  della
  Regione, visto che ha ritenuto di intervenire di persona su  questo
  articolo  e,  però, devo fare una prima considerazione, Presidente,
  lei  ha  fatto un intervento su un testo che, forse, non conosceva,
  perché  ha  parlato di via Ugo La Malfa, ha parlato di  un'area  di
  proprietà  del  fondo  immobiliare, ha parlato  della  possibilità,
  addirittura, di compensazione. Uso le sue parole.
   Ha  detto, però, una cosa a monte - allegando questo provvedimento
  che si intende approvare all'ipotesi che sia via Ugo La Malfa -, ha
  detto,  dando ragione all'onorevole Barbagallo, che:  la storia  di
  quel   fondo   immobiliare,  è  una  storia  antica  ed  abbastanza
  discutibile, con interessi trasversali.
   Pregherei  il  Presidente della Regione di fare  nome  e  cognomi.
  Visto che io sono uno di quelli che quando

   MUSUMECI,  presidente  della Regione.  Le  posso  dare  i  partiti
  politici, se vuole.

   CRACOLICI. Sì, sì, però, i nomi; nomi e partiti politici.  Nomi  e
  partiti  politici  No, signor Presidente, perché sta diventando  un
  film troppo facile da girare. Quando si spara sul mucchio e si dice
  che  tutti  fanno  schifo, è l'unico modo per  dire  che  nulla  fa
  schifo.  Siccome lei è stato uno dei sostenitori, nel  passato,  di
  quelli  che hanno fatto quel provvedimento, per cui c'è un'indagine
  della Magistratura, lei è stato tra i sostenitori

   MUSUMECI, presidente della Regione. Mai stato  Mai stato

   CRACOLICI.   la prego di assumersi la responsabilità, quanto  meno
  sul piano politico, non certo sul piano personale perché, comunque,
  i reati, se ci sono, li commettono le persone e non le opinioni.
   Detto questo, perché se no diventa tutta una finzione.
   Detto   questo,  ribadisco,  il  Presidente  ha  parlato   di   un
  provvedimento che non è quello che stiamo discutendo.
   Quindi,  non  c'è via Ugo La Malfa, non c'è la compensazione,  non
  c'è nulla. C'è una norma manifesto che dice che  ci piacerebbe fare
  un Centro direzionale .
   E  per me tutti i sogni  I have a dream , guai a negare il sogno a
  chiunque di noi
   Ma il punto è che stiamo facendo una legge, non stiamo facendo una
  legge che si limita ad affermare un sogno  Perché, Presidente della
  Regione,  alla  luce delle varie elaborazioni che questo  testo  ha
  avuto  tra il testo iniziale della Giunta, quello della Commissione
  di  merito,  poi  la Commissione  Bilancio', poi qui  un  testo  di
  riscrittura  del Governo al testo esitato dalla stessa  Commissione
   Bilancio'.  Posso  dire che su un provvedimento,  quando  ci  sono
  quattro riscritture, c'è qualcosa che puzza?
   Allora, siccome questa storia, che non credo sia solo un sogno  ma
  forse  qualcuno  nel  sogno non riesce  a  capire  bene  come  deve
  scrivere la norma per  vestire il pupo , lo chiamo così, credo  che
  farebbe bene il Governo primo a chiarirsi le idee, a dirci  con  un
  provvedimento  ad  hoc  perché, ad esempio, non  dovremmo  fare  un
  grattacielo  a  Palermo? Ci mancherebbe  Si può pure fare,  l'hanno
  fatto a Milano
   Professor Armao, se c'è non c'è bisogno della variante urbanistica
  perché  quell'area,  come  diceva  il  Presidente,  è  già  un'area
  residenziale  a  destinazione  direzionale  da  parte   del   Piano
  regolatore   di  Palermo.  Quindi,  quale  sarebbe  questa   pianta
  urbanistica da fare?
   Ma  di cosa state parlando? Se si precisa in una legge che si deve
  fare  una  variante  urbanistica stiamo parlando  di  un'area  dove
  urbanisticamente c'è un'altra previsione.
   Siccome  le  idee  non  sono  chiare  suggerirei  al  Governo   di
  stralciare  la  norma, scrivervi fra di voi, chiarirvi  le  idee  e
  presentate un testo di legge. Chi è contrario a concentrare  in  un
  unico sito gli uffici della Regione? Ma diteci come lo volete fare,
  con  quali  soldi e con chi perché non è secondario quello  che  si
  vuole fare. Ecco perché a questo testo voterò contro.


                                Congedo

   PRESIDENTE.   Comunico  che  ha chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Luisa Lantieri.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Governo,  onorevoli colleghi, ho letto, come era  mio  dovere,  con
  grande  attenzione questa norma ed è quella che tecnicamente  viene
  definita una norma di programma.
   Tutte  le argomentazioni dei colleghi che mi hanno preceduto  che,
  ovviamente, sono rispettabili, non tengono conto che è una norma di
  programma.
   Con  questa  disposizione di legge il Governo - che  Forza  Italia
  condivide  in  pieno,  lo dico subito - ha  inteso  programmare  il
  superamento  di una serie di problematiche ataviche - dicono  bene,
  sin  dal  1992  si era posto il problema - che hanno come  finalità
  esclusiva quella dell'economia e della razionalizzazione.
   Ella,  signor  Presidente, ha fatto riferimento  ad  un  risparmio
  annuo  di 38 milioni di euro, per tutti i beni. Certamente,  questa
  cifra  lei  non  l'ha espressa per vaghezza ma  lo  ha  fatto  dopo
  approfondito studio suo e degli Uffici.
   Risparmiare tanti soldi l'anno, come programma, ribadisco, rendere
  efficiente  finalmente  tutti  i  servizi  -  io  sono   di   prima
  legislatura,  Presidente,  e mi sono trovato  spesso,  lo  dico  da
  utente,  a  girare  i sepolcri , se così posso dire, da Assessorato
  ad  Assessorato da un capo all'altro della città e, allora, come si
  possa  essere, come norma di programma, contrari ad una  norma  che
  prevede  il  Centro direzionale a me le ragioni, in  tutta  verità,
  sfuggono,  pur  rispettando ovviamente - come è  mio  dovere  -  le
  opinioni dei colleghi.
   L'unica mia perplessità, che non è perplessità, proprio perché  la
  ritengo una norma fondamentale, signor Presidente, è il termine  di
  vent'anni.  Si  fa  riferimento  al primo  comma   entro  vent'anni
  dall'entrata in vigore  entro, per carità, non significa nei,  come
  mi  è  stato  insegnato. Quindi, credo, che  questa  sia  un'ottima
  norma, un'ottima norma di programma, una norma alla quale e per  la
  quale non ci può essere opposizione, almeno così credevo e speravo.
  Purtroppo,  così  non è e lo abbiamo capito, anche  perché,  signor
  Presidente,  si  è  fatto riferimento, per esempio,  a  quello  che
  accadrà.
   Il   comma  4  ha  previsto  il  decreto  dell'Assessore  per   le
  infrastrutture per quanto riguarda tutte le disposizioni attuative.
  Tutto quello che avverrà dopo è work in progress perché appunto, lo
  ribadisco e giuro e garantisco per l'ultima volta, è una  norma  di
  programma. Quindi, anticipo, signor Presidente, con convinzione, il
  voto  favorevole, all'articolo 2, da parte del Gruppo  parlamentare
  di Forza Italia.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'assessore  Armao.  Ne  ha
  facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   alcune
  precisazioni  anche  rispetto  a  quello  che  si  è  detto   nella
  precedente  seduta, avuto riguardo alla vicenda  della  banca  dati
  sulla  quale  si  è ritenuto di far carico al governo  Musumeci  di
  disallineamenti o quanto meno, se non, disfunzioni.
   Ho  detto che avrei risolto la questione perché era stata affidata
  agli  Uffici ed avevo manifestato dove erano arrivati gli Uffici  e
  posso  dire  che  d'intesa con il Presidente la soluzione  è  stata
  trovata,  la  password  matrice  è  stata  individuata,  consegnata
  all'Amministrazione  regionale e il 17 ed il  18  avremo  il  pieno
  accesso alle banche dati. Gli Uffici avevano avuto delle difficoltà
  di  verifica  e di confronto e, quindi, ho rappresentato  lo  stato
  della situazione, l'impegno preso con l'Assemblea, credo, che possa
  dirsi coronato da successo. Quindi, le polemiche...
   Addirittura   di   fronte  alla  disfunzione   avevo   fatto   una
  segnalazione  alla  Procura della Corte dei  Conti  e,  quindi,  su
  questo non facciamo sconti a nessuno.
   Nessuno,  qua,  intende  coprire o lanciare  accuse  nel  mucchio.
  Dobbiamo   solo   risolvere  nell'interesse   dei   siciliani   una
  situazione.  Come  diceva  bene l'onorevole  Cracolici   dei  danni
  erariali  o dei reati si occupano altre autorità  che ben conoscono
  la  questione per avere più volte acquisito documentazione, quindi,
  non  è  oggetto, credo, non dobbiamo essere noi che, peraltro,  non
  avremmo neanche la completezza della visione di una questione, come
  diceva  l'onorevole Di Paola  ben stratificata nel tempo   a  fare,
  oggi, accertamenti che non sono di competenza.
   Quindi, questione risolta, banca dati accessibile. Non è vero  che
  la  Regione  non ha accesso alla banca dati; l'accesso  alla  banca
  dati  è  consentito. In settimana avremo pieno accesso  alla  banca
  dati che, però, lo ricordo, ma lo dicevo anche l'altra volta, è una
  banca  dati con dati non più aggiornati, nel senso che sono,  sotto
  il  profilo  urbanistico, veritieri perché ad eccezione di  qualche
  fondo  che  potrà  avere cambiato la destinazione  urbanistica  per
  varianti  intervenute  nei diversi comuni - perché,  attenzione,  i
  beni sono distribuiti sull'intero territorio regionale e non solo a
  Palermo  -,  ma  ad  eccezione  di  qualche  piccola  questione  il
  problema,  oggi,  è  di  valutazione perché come  voi  ben  sapete,
  rispetto  al  2008,  2009, i valori immobiliari sono  profondamente
  mutati,  purtroppo,  e quindi, su questo profilo  ecco  perché  era
  necessaria  quella  disposizione che vi  avevamo  proposto  con  il
  Governo   per   compendiare  questa  documentazione   con   analisi
  aggiornata sulla valutazione.
   Alla  Corte  dei  Conti, quando si rende il conto del  patrimonio,
  interessa  avere  le valutazioni patrimoniali attuali,  non  quelle
  comunque  acquisite. Quindi, è cosa buona e giusta averle  comunque
  acquisite,  vanno  certamente attualizzate e lo possiamo  fare  non
  ricorrendo  a  soggetti  esterni  attraverso  le  nostre  strutture
  tecniche e, quindi, questo era il senso della norma.
   Chiusa  questa questione, vorrei illustrare il testo della  norma.
  Intanto la norma è oggetto di una mediazione che si è svolta  nella
  Commissione  di  merito  e  poi  in  Commissione   Bilancio'  avuto
  riguardo  ad alcune proposte. Ricordo l'ultimo comma,  lo  dico  al
  Gruppo  del  Movimento  Cinque  Stelle,  ricorderete  bene   -   il
  Presidente  Savona  non  c'è  ma  i  componenti  della  Commissione
  presenti lo ricorderanno -, l'ultimo comma è frutto di un confronto
  leale,  onesto,  con  il Movimento Cinque Stelle  che  ha  proposto
  questi  inserimenti, quindi, poi la Commissione ha votato e  li  ha
  inseriti condividendoli, non credo che si dica nulla di tutto ciò.
   Nei    confronti   dell'emendamento   dell'onorevole   Barbagallo,
  onorevole Savarino, se ci sono problemi di ordine tecnico, mi  sono
  limitato  a  dire  che se questa cosa agevola l'approvazione  della
  norma  anche  da  parte  del , personalmente  l'idea  è  quella  di
  approdare ad un risultato e non quella di bloccarsi, quindi,  sotto
  questo  profilo  l'idea  è  proprio  di  arrivare,  al  più  presto
  possibile,   ad   un'approvazione,  che  diceva  bene   l'onorevole
  Calderone è di tipo programmatico.
   Quella  che  ha prefigurato il Presidente, che è la soluzione  che
  abbiamo ampiamente condiviso, è una soluzione che ci fa risparmiare
  veramente risorse importanti. Oggi,  paghiamo 24 milioni di euro di
  affitti  al fondo, 16 milioni di euro di affitti a soggetti  terzi,
  nel  momento  in  cui si fa un'operazione che vale  attorno  a  400
  milioni,  comprendete bene che con l'attualizzazione a vent'anni  i
  risparmi  sono  assolutamente  significativi,  il  nostro   partner
  finanziario  l'idea  è quella di individuarlo  come  abbiamo  fatto
  anche  per  altre  cose  non ricorrendo al mercato,  ma  con  cassa
  depositi e prestiti, così come ha fatto anche la regione Lombardia;
  non  è  un  fatto marginale che la Lombardia, l'Emilia Romagna,  il
  Piemonte,  la  Calabria, il Lazio abbiano tutti Centri direzionali.
  Oggi,  non  ha  senso  avere questa frammentazione  per  il  carico
  urbanistico che ha la siccità, per l'inquinamento che si  determina
  acustico,  ambientale e quant'altro, quindi su questo è  una  norma
  programmatica, e concludo, che coinvolge l'Assemblea, oltre che  il
  comune di Palermo; coinvolge l'Assemblea perché le Commissioni sono
  chiamate ad intervenire, ci sarà un controllo concomitante da parte
  dell'Assemblea su tutto l'iter, non vi stiamo chiedendo una  delega
  in  bianco,  dateci la delega e non ci vediamo più, è previsto  dal
  terzo  comma  un  coinvolgimento continuo dell'Assemblea,  in  modo
  molto  puntuale, quindi, sotto questo profilo, ed anche dal  quarto
  comma,   il   provvedimento   che  è  assegnato   alla   competenza
  dell'Assessore  per  le  infrastrutture  passa  dalla   Commissione
   Bilancio'   dell'Assemblea,  quindi,  sotto  questo   profilo   il
  coinvolgimento del Parlamento è continuo, concomitante, lungo tutto
  l'iter  per la realizzazione di questa importante opera che porterà
  risparmi  e  soprattutto renderà più agevole la vita dei  siciliani
  che  da  fuori vengono a Palermo e non dovranno entrare nel  centro
  città per andare a trovare un ufficio dove risolvere un problema  e
  rende anche la vita dei palermitani più agevole perché non dovranno
  subire  l'attraversamento pesante che ogni  giorno  si  svolge  per
  l'accesso  ai diversi uffici dislocati nel centro della  città  nel
  modo più disarticolato. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'articolo 2 anche perché dal dibattito, dalle precisazioni  del
  Governo,  per  quanto  mi riguarda, emergono  nuovi  dubbi:  1)  ci
  chiediamo  tutti  perché serva una legge, perché l'articolo  2  non
  prevede copertura finanziaria, non si capisce perché per realizzare
  un'opera o per stabilire il trasferimento di uffici regionali da un
  edificio  ad  un  altro debba essere necessario  un  pronunciamento
  dell'Assemblea; non mi risulta. 2) Ho sentito parlare  di  cospicui
  risparmi che ne deriverebbero per le casse della Regione siciliana,
  però, non sono stati quantificati; in Commissione  Bilancio' non si
  è  minimamente parlato di questo, sento parlare di 38  milioni,  il
  testo di legge non prevede nulla, non c'è neppure una relazione del
  Governo  in allegato che, quanto meno, possa confermarlo. 3)  Avete
  ritirato  l'emendamento 2.R. che, dopo una lunga discussione  fatta
  in  quest'Aula,  precisava al comma 1 che il Centro direzionale  si
  sarebbe realizzato nell'area attualmente occupata dagli edifici già
  sede  dell'Ente minerario siciliano in Palermo via  Ugo  La  Malfa.
  Perché  è  stato ritirato l'emendamento 2.R? Il Governo ha cambiato
  opinione?  Perché altrimenti non si capisce perché il 2.R  è  stato
  ritirato.   4)   Se  il  Governo  intende  realizzare   il   Centro
  direzionale,   ha  tutti  i  mezzi  per  poterlo  fare   con   atti
  amministrativi  di Giunta; non si capisce perché, l'ho  già  detto,
  debba  richiedere il parere del Parlamento, con un articolo  2  che
  peraltro  ha  un contenuto, direi vago, generico, di enunciati,  di
  principi,  ma  sicuramente non ha contenuti precettivi  considerato
  che per quanto ci riguarda il comma 3 è assolutamente inammissibile
  perché   non  possiamo  violentare  le  prerogative  del  Consiglio
  comunale  di  Palermo  apportando noi variante  al  Piano  regolare
  generale  del comune di Palermo, checché ne dica il signor Sindaco,
  sia chiaro, perché è una cosa il sindaco, altra cosa è il consiglio
  comunale di Palermo che ha sue precise attribuzioni di legge. 5) Al
  comma  4  si  parla di un decreto interassessoriale che andrebbe  a
  definire  le  disposizioni attuative. Il nostro Gruppo parlamentare
  non  intende dare al Governo alcuna delega in bianco per un decreto
  interassessoriale di cui non sappiamo nulla perché non  si  capisce
  esattamente a cosa debba servire né quali contenuti possa avere. 6)
  Il  comma  5  rasenta  il  ridicolo perché  mettere  in  una  legge
  regionale  che ci saranno impianti solari termici per il fabbisogno
  di  acqua  calda  sanitaria  o  che  ci  saranno  i  parcheggi  per
  biciclette e mezzi elettrici o similari per una struttura che  avrà
  il progetto che avrà e che si realizzerà da qui a vent'anni

   CRACOLICI. Lo facciamo senza acqua calda.

   LUPO.   non è competenza del Parlamento regionale decidere che  ci
  sarà  un  impianto  solare per riscaldare  l'acqua  per  i  servizi
  igienici del futuro Centro direzionale.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  C'è  un  emendamento   in
  Commissione.

   LUPO.  E  allora,  se l'emendamento è in Commissione,  il  Governo
  presenti una riscrittura e cambi il testo perché a questo serve  il
  Governo,   sicuramente  non  penso  che  l'Aula,  oggi,  si   debba
  pronunciare,   peraltro  parliamo  di  edifici  da  realizzarsi   a
  vent'anni,  noi oggi diamo dettagli tecnici sulla realizzazione  di
  edifici   che,  da  qui  a  vent'anni,  chissà  con  quali  moderne
  tecnologie  potranno  ravvisarsi.  7)  Copertura  finanziaria.   Il
  Governo  ha  il  dovere  di essere chiaro. Ho  sentito  parlare  di
  compensazioni. Cosa significa. Il Centro si realizzerà sull'area di
  competenza  del Fondo pensioni e con quali coperture si procede  al
  riscatto  o con quale altro bene patrimoniale si intende  procedere
  alla compensazione. Io penso che la valutazione, anche su eventuali
  compensazioni,   debba   passare  dal  parere   della   Commissione
   Bilancio'  perché diversamente non si può fare e non  c'è  neanche
  scritto nel testo di legge che oggi ci viene proposto.
   Per  le  ragioni  esposte,  ovviamente,  non  siamo  assolutamente
  d'accordo all'approvazione dell'articolo 2, così come oggi ci viene
  riproposto  dopo  una  giornata di dibattito;  l'ultima  volta  che
  abbiamo  tenuta seduta, siamo tornati al testo base  senza  che  ci
  siano state precisate neppure le ragioni per le quali il Governo ha
  fatto marcia indietro. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Lupo. Restano i colleghi  Caronia  e
  Cappello. Confermano che voglio intervenire?

   CARONIA. Rinuncio.

   PRESIDENTE. L'onorevole Caronia rinuncia. L'onorevole  Cappello  è
  l'ultimo che chiede di intervenire. Poi si passa al voto, l'Aula  è
  avvisata. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, come  è
  già  stato  ampiamente anticipato dall'intervento dei colleghi  del
  Movimento Cinque Stelle che mi hanno preceduto, va da sé che questa
  norma   non   può   essere  assolutamente  condivisa   dal   Gruppo
  parlamentare del quale mi onoro di appartenere.
   Assessore  Armao  prendiamo atto che questa benedetta  password  è
  stata  trovata. Io mi auguro che lei si renda conto  della  gravità
  delle  sue  affermazioni perché avevamo un  censimento  costato  91
  milioni  di euro, avevamo un server e se il collega Di  Paola  e  a
  seguire  gli altri non fossero intervenuti questa password  sarebbe
  rimasta  nel  dimenticatoio del buio più totale nel  quale  lei  ha
  dimostrato  di trovarsi. Ed è un'affermazione triste e assai  grave
  perché  sicuramente questo è soltanto l'inizio di una vicenda  che,
  probabilmente,  il  Parlamento non ha  mai  avuto  il  coraggio  di
  affrontare  fino in fondo. Tanto è vero che quando  il  collega  Di
  Paola  ha  chiesto da questo scranno al Presidente  Savona  qual  è
  stato  l'esito  della  Commissione di  inchiesta,  che  lui  stesso
  promosse all'epoca, ancora stiamo attendendo la risposta.
   Orbene,  apprendiamo, quindi che - io oggi ho 47 - all'età  di  67
  anni dovrei finalmente vedere alla luce il Centro direzionale qui a
  Palermo.
   Presidente  Di  Mauro  la  questione qui non  è  politica,  perché
  nessuno  è assolutamente contro a che ci sia un Centro direzionale,
  a  che le attività degli Uffici, al pari degli altri capoluoghi  di
  provincia  e  di regione, siano concentrati nel medesimo  immobile.
  Qua   non  stiamo  parlando  soltanto  di  abbassare  le  emissioni
  dell'inquinamento, di regolare meglio il traffico  della  città  di
  Catania,  qua parliamo di un investimento la cui natura al  momento
  non  è  stata  chiarita da parte del Governo; qua parliamo  di  una
  legge  e,  quindi, di un'intenzione da parte di questo  Governo  di
  coinvolgere  il  Parlamento al fine stesso di  deresponsabilizzarsi
  rispetto  ad un atto che poteva essere adottato dal punto di  vista
  amministrativo.
   Non  è  chiara  quale  sia la forma di finanziamento,  è  soltanto
  chiaro  che verrà realizzato entro il termine di 20 anni e, quindi,
  è  già  stato  detto: norma spot, norma insegna, ci  rivolgeremo  a
  Roberto  Benigni,  all'I  have  a dream  dell'onorevole  Cracolici,
  insomma chi più ne ha ne metta.
   Signor  Presidente,  per  noi  è esiziale  e  dirimente  risolvere
  innanzitutto  la  questione  del censimento  degli  immobili  della
  Regione   prima   di  affrontare  qualsiasi  norma   di   carattere
  programmatorio o qualsiasi discussione o progetto o intenzione  che
  riguardi  un  immobile costruito, costruendo,  proposto  da  questo
  Governo  o  avallato da una parte di questo Parlamento, per  noi  è
  esiziale   risolvere  quel  problema.  Chiudiamo  quella   partita,
  verifichiamo  quali  immobili abbiamo, verifichiamo  i  costi  e  i
  benefici,  tanto più - e lei lo sa assessore Armao -  il  risparmio
  che  tanto  state  declamando  e annunciando  si  realizzerebbe  un
  istante dopo il completamento e la realizzazione dell'immobile, non
  prima.
   Signor  Presidente, non posso che chiederle, visto  e  considerato
  anche   lo   strappo   che  è  stato  denunciato   e   testimoniato
  dall'onorevole Savarino, la quale ha denunciato che questa norma  è
  stata  cambiata da un'altra Commissione, che non è certo quella  di
  merito che è la IV e su questo presidente Di Mauro dovremmo prima o
  dopo  intervenire,  perché qua dobbiamo chiarire  dove  finisce  il
  compito  e  il  potere della Commissione di merito e  dove  cominci
  quella  del  Bilancio, perché a questo punto - ed è come  ha  detto
  l'onorevole  Savarino - io non posso che auspicare la  consegna  di
  tutte  le  norme  di  legge alla Commissione   Bilancio',  facciamo
  lavorare  soltanto  la Commissione  Bilancio',  affidiamole  questa
  potestà  esclusiva  ed esautoriamo tutte le altre  Commissioni  del
  lavoro che hanno fatto.
   E  siccome  questa  cosa  va  risolta ed  oggi  non  possiamo  che
  prenderne atto per l'ennesima volta chiedo, successivamente, che la
  Commissione Regolamento faccia luce anche sui confini delle potestà
  delle Commissioni.
   Assessore Armao stracciamola questa norma, stracciamola, è l'unica
  soluzione  per mettere d'accordo tutto il Parlamento e coinvolgerlo
  veramente e definitivamente su un'opera importantissima. Grazie.

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.2. Lo pongo in votazione.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 2.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  50
   Maggioranza         26
   Favorevoli          21
   Contrari            29
   Astenuti             0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.4. Lo dichiaro precluso.
   Si passa all'emendamento 2.8. Lo dichiaro precluso.
   Si passa all'emendamento 2.9. Lo dichiaro precluso.
   Si passa all'emendamento 2.7. Lo dichiaro precluso.

   CRACOLICI. Ma che c'entra

   PRESIDENTE.   L'emendamento  è  precluso  perché   equivale   alla
  soppressione dell'intero articolo.

   BARBAGALLO. Non è così

   PRESIDENTE.  E'  precluso perché vuol dire che, togliendo  questo,
  cade   tutto  l'articolo,  onorevole  Barbagallo   Non  è  ammesso,
  onorevole Barbagallo
   Si  passa  all'emendamento  2.6,   Le  parole   venti  anni'  sono
  sostituite  dalle  parole  cinque anni' , a firma  degli  onorevoli
  Zito,  Cappello,  Sunseri,  Tancredi  e  Pasqua.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.6

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 2.6.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiuso la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti      50
   Maggioranza       .. 26
   Favorevoli        ..18
   Contrari         .. 32
   Astenuti           0

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.14 I parte.  Lo accantoniamo in questo
  momento  perché  c'è  una riscrittura del comma  3,  quindi  quando
  tratteremo  il  comma 3, tratteremo questo argomento.  Per  ora  lo
  accantoniamo.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. C'è una riscrittura del comma  3,  per
  questo glielo dico.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  allora,   a   questo   punto,   è
  semplicemente un'indicazione rispetto alla riscrittura

   PRESIDENTE. Accantonato, esatto.

   CARONIA.   per  quello  che riguarda il senso  così  come  abbiamo
  discusso  ampiamente  in  Commissione   Bilancio ,  il  tema   era,
  semplicemente,  quello  di  rendere obbligatorio  e  vincolante  il
  parere    del   Consiglio   comunale   poiché   si   è    convenuto
  sull'opportunità di coinvolgere, così come è stato detto  anche  da
  più  parti,  i  Consigli comunali - ed in questo caso il  Consiglio
  comunale  di Palermo - perché si possa, effettivamente,  come  dire
  non  è  un  ultroneo  quello che è scritto in  questo  articolo,  a
  differenza di quello che è stato detto, vorrei precisare  la  ratio
  di  questo  emendamento  che poi è diventato  articolo;  vincolante
  rispetto  al  fatto che si individua insieme al Consiglio  comunale
  quella che è l'ubicazione.
   Vincolante  perché  il  tema  era quello  di  dare  un  valore  al
  Consiglio comunale. Io penso che nel momento in cui stiamo parlando
  di  qualcosa che è assolutamente utile per la città ed è importante
  perché  si possa, invece, realizzare; mi dispiace che si faccia  in
  vent'anni, io mi auguro che ci possa essere più tempo  è  il  tempo
  massimo, quello è l'arco massimo.
   Io  aspetto  la riscrittura del Governo, quindi, per  il  momento,
  l'accantoniamo.   Perché  io  mi  auguro  che  venga   accolto   il
  significato di questo mio emendamento.

   PRESIDENTE. L'emendamento 2.10 è inammissibile.

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,   io  chiederei,  se  lei  è  d'accordo
  ovviamente   nelle   sue   prerogative,  la   distribuzione   degli
  emendamenti di riscrittura. Siccome stiamo votando un articolo,  io
  prima  di  procedere voglio sapere cosa dicono gli  emendamenti  di
  riscrittura.

   PRESIDENTE. Va bene, onorevole Lupo. Mi pare corretto.
   Allora  sono, praticamente, subemendamenti all'emendamento 2.15  e
  sono a firma Caronia, credo della Commissione e questo a firma Lupo
  e Barbagallo, e sono stati già distribuiti, mi dicono. Il comma 3 è
  l'emendamento 2.15.
   Allora,  abbiamo detto il comma 3 non si può sopprimere  perché  è
  inammissibile.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, noi possiamo sempre fare tutto, però
  non urtiamo l'intelligenza  Il comma 3 a cui lei fa riferimento, la
  riscrittura,  rispetto alle ragioni per cui lei  ha  dichiarato  di
  sospendere l'emendamento Pullara con tutto il rispetto non  c'entra
  nulla, perché al comma 1 si fa riferimento a un principio che è  il
  Comune deve dare un parere vincolante.

   PRESIDENTE. Lei l'ha letto l'emendamento 2.15?

   CRACOLICI.  Sì,  lo  letto,  ma  non  c'è  nessun  vincolo,    c'è
  addirittura il silenzio-assenso

   PRESIDENTE.   Il  progetto è approvato e  trasmesso  al  Consiglio
  comunale di Palermo per l'adozione ai sensi dell'art. 19, comma  2,
  del DPR 327/2001 e successive modifiche ed integrazioni .

   CRACOLICI. E quindi?

   PRESIDENTE.  E  quindi   decorso  il  termine  di  90  giorni   di
  trasmissione ai sensi senza che sia intervenuto

   CRACOLICI. C'è il silenzio-assenso addirittura

   PRESIDENTE.  E presentate un subemendamento e lo cambiate,  questo
  voglio dire

   CRACOLICI.  Scusate,  ripeto,  il  comma  1  limitava  al   parere
  obbligatorio  e vincolante che io ho fatto mio perché  condividevo;
  il  comma  3  dice  quale è la procedura con  cui  il  Comune  deve
  adottare, poi rimango convinto che se stiamo parlando di un  centro
  direzionale in un'area direzionale non c'è bisogno di fare varianti
  urbanistiche, ma questo poi lo vedremo nel merito.

   PRESIDENTE. Poi si vedrà, perfetto.

   CRACOLICI.  Ma  in  ogni caso, il parere del Comune  è  vincolante
  rispetto  alla proposta che fa la Regione che è quello che chiedeva
  Pullara. Il comma 3 è un comma procedurale

   PRESIDENTE.    Onorevole   Cracolici,   lo   abbiamo   accantonato
  l'emendamento Pullara-Caronia.

   CRACOLICI. L'ho capito

   PRESIDENTE.  Non  è  eliminato,  è  accantonato.  Vuol  dire  che,
  onorevole  Cracolici,  se  lei  guarda  i  subemendamenti  che   ha
  presentato  al  2.15 c'è la riproposta dell'emendamento.  L'abbiamo
  distribuito  deve  stare  più attento,  onorevole  Cracolici,  deve
  guardare  i  subemendamenti,  non mi aspettavo  da  lei  un  errore
  simile

   CRACOLICI. Sì, sì, faccia il furbo

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  2.11,   Il  comma   3   è
  soppresso ,  degli onorevoli Pupo ed altri. Lo pongo in  votazione.
  Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.15. Ci sono  tre  subemendamenti,  li
  cominciamo ad esaminare uno per uno:  2.15.1, 2.15.2, 2.15.3.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Prima voglio  fare  il  punto  della
  situazione.  Noi abbiamo l'emendamento 2.14 I parte accantonato,  i
  subemendamenti  2.15.1,  2.15.2, 2.15.3 che  fanno  riferimento  al
  2.15.  Quindi, onorevole Caronia, rispetto a questo subemendamento,
  l'emendamento  che aveva presentato poc'anzi di pagina  4,  2.14  I
  parte   che   parlava  del  termine  vincolante  se  lei   ritiene
  L'emendamento  che  abbiamo messo da parte, il  2.14  I  parte,  fa
  riferimento  alla trattazione del 2.15, se lei ritiene  di  doverlo
  ripresentare

   CARONIA. No, aspetto la riscrittura del Governo.

   PRESIDENTE. Va bene. Prego, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, l'emendamento  2.15  inquadra  il
  procedimento  previsto  per l'approvazione del  centro  direzionale
  dell'articolo 2 nell'ambito della normativa generale che è il testo
  unico sugli espropri, quindi ha questo sentimento.
   Io  ho  dato un'occhiata anche ai subemendamenti; noi come Partito
  democratico   abbiamo  presentato  il  2.15.3  che  prevede   anche
  l'abrogazione  -  per questo sono intervenuto prima  -  del  doppio
  parere  previsto  all'articolo 1, che  non  è  previsto  -  con  il
  conforto  degli  Uffici  e  lo abbiamo approfondito  -  da  nessuna
  normativa  di  legge.  Quindi,  sarebbe  un  aggravamento   di   un
  procedimento che già per le cose che abbiamo esposto  in  Aula,  da
  parte  di  tutte  le forze parlamentari, si rileva un  procedimento
  complicato.  Quindi,  vorremmo evitare  che  venisse  ulteriormente
  aggravato.
   Noi insistiamo per l'approvazione dell'emendamento 2.15. Ho capito
  che ci sono, Assessore Armao, anche degli emendamenti sollecitatori
  del Governo sui termini di procedura, e insistiamo anche sul 2.15.3
  per  quell'ulteriore aggravamento della procedura che non  porta  a
  nulla.
   Resta  il tema, poi, prima dell'approvazione finale dell'articolo,
  e  sarebbe  un  atto  di rispetto non soltanto  nei  confronti  del
  Parlamento,  ma  anche  nei confronti dei  siciliani  che,  facendo
  seguito  all'intervento del Presidente della  Regione  che  resterà
  agli  atti parlamentari, a mio giudizio, che nell'articolo 2  resti
  il  posto esatto in cui venga ubicato l'intervento. Abbiamo  deciso
  di  fare  in  Aula  un articolo per normare il Centro  direzionale?
  Allora che venga normato dall'inizio alla fine.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, lei sostiene con  l'emendamento
  2.15.3 che dopo le parole  previo parere  fino a  120 giorni   sono
  soppresse.  Poi, lei ha presentato un altro emendamento  che  è  il
  2.15

   BARBGALLO. E' il subemendamento.

   PRESIDENTE. Perfetto. Abbondiamo

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà  vorrei
  chiarire  perché  a  mio avviso l'2.15.3 dovrebbe  essere  precluso
  poiché  si  tratta del comma 1 che abbiamo già votato,  se  non  ho
  compreso  male.  Se non ho compreso male perché il cassare   previo
  parere   fino   al termine dei 120 giorni  se non ho  capito  male,
  stiamo trattando il comma 3 adesso. Stiamo discutendo del comma  3.
  Quindi  al  comma 3 io vedo l'emendamento 2.15.1 dove  noi  abbiamo
  modificato  e io l'ho controfirmato insieme al collega Lupo,  i  90
  giorni li abbiamo portato a 120 giorni che era la ratio che avevamo
  richiesto perché il Consiglio comunale potesse esprimersi piuttosto
  che  90,  120  giorni. Questa era la proposta di cui  ho  sostenuto
  l'iniziativa.
   Rispetto  al  comma  1 che comunque, credo, lo  abbiamo  superato,
  stiamo  aspettando la riscrittura del Governo, il tema non è quello
  di fare una doppia votazione in Consiglio comunale.
   Signor  Presidente  della Regione, vorrei chiarire  il  mio  punto
  perché  non  vorrei  che  si fosse un po' un  attimo  ingarbugliato
  rispetto  anche  alla presentazione degli emendamenti.  L'obiettivo
  dell'emendamento così come formulato in Commissione  Bilancio   era
  semplicemente  quello di dire non di fare due pareri del  Consiglio
  comunale,  bensì  di  dare una indicazione da parte  del  Consiglio
  rispetto  alla  ubicazione,  con  un  termine  che  qui   è   stato
  identificato  in 120 giorni. Potremmo anche aggiungere,  così  come
  abbiamo  fatto nel comma 3, qualora il Consiglio non si  esprimesse
  si considera il silenzio-assenso e, quindi, procedere speditamente.
   Il  comma  3,  invece, ha un'altra ratio che, così  come  è  stato
  emendato  dai  colleghi dell'opposizione, anche  l'Assessore  Armao
  aveva trovato una quadra. Si era in dubbio rispetto al tempo che si
  volesse dare, se un anno o 6 mesi. Quindi, se si emenda rispetto ai
  6  mesi,  diamo  la  possibilità  al  Consiglio  comunale  di  dare
  l'espressione della propria volontà subemendandolo. E  ritengo  che
  in  questo  modo  si  possa fare, così come  fatto  in  Commissione
   Bilancio ,  una  quadra  rispetto  alle  istanze  di  tutti   noi.
  L'emendamento  2.15   perché  sostanzialmente  diamo  al  Consiglio
  comunale  la  possibilità di esprimersi su una variante urbanistica
  piuttosto che lasciarlo invece semplicemente alla valutazione della
  Commissione parlamentare.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione. L'ordine della votazione è il
  seguente: prima i subemendamenti, poi il 2.15 e, dipende da  quello
  che  succede  con  il 2.15, poi si procederà eventualmente  dovesse
  essere bocciato, con il 2.14 I parte.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 2.15.1 che  sostanzialmente
  cambia  il  termine   90  a  120 giorni . Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  2.15.2,  presentato   dalla
  Commissione: sostituire  entro un anno  con  entro sei mesi . Chi è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.15.3, a firma  dell'onorevole
  Lupo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 2.15. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, mi scusi, non vorrei essere in  errore
  io,   ma  il  2.15.3  afferiva al comma 1 che abbiamo  già  votato,
  quindi  non  comprendo che cosa significa se  noi  togliamo   siamo
  andati siamo al comma 3, quindi

   PRESIDENTE. Stiamo esaminando l'emendamento all'articolo.

   CARONIA. Abbiamo sospeso sul comma 1

   PRESIDENTE. L'abbiamo sospeso.
   Il  parere della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?

       ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Con  il  parere favorevole della  Commissione  e  del
  Governo,  pongo in votazione l'emendamento 2.15. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi,  l'emendamento  2.14  I parte,  a  firma  degli  onorevoli
  Pullara e Caronia, è precluso.
   Si   passa  all'emendamento  2.3.  Questo  emendamento   è   stato
  riscritto, quindi è precluso.
   L'emendamento 2.1 è precluso.
   L'emendamento 2.14 II parte è precluso.
   Si  passa all'emendamento 2.13,  Il comma 4 è soppresso , a  firma
  degli onorevoli Lupo ed altri.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'Economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 2.12, degli onorevoli Lupo ed altri. Chi
  è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indico   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'articolo 2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti      53
   Votanti     ..51
   Maggioranza   .26
   Favorevoli    .32
   Contrari     .19
   Astenuti      0

                            (E' approvato)

   SAVONA, presidente della  Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,   presidente   della   Commissione.   Signor   Presidente,
  intervengo  per delle precisazioni, perché ognuno parla,  parla  ma
  senza capire cosa succede.
   Nel  2010  abbiamo fatto una Commissione di indagine e  da  quella
  scaturisce un dossier. Questo dossier era sotto gli occhi di  tutti
  possono  andare  a  vedere, sono presso gli Uffici,  e  sono  state
  consegnate  agli ufficiali della Guardi di Finanza, che loro  hanno
  avuto  il  compito di verificare tutto quello che era successo,  se
  lei ha bisogno di ulteriore notizia vada alla guardia di Finanza  e
  vede cosa è successo.
   Per quanto riguarda quello che ha dichiarato l'onorevole Savarino,
  io  devo  precisare che il 6 gennaio 2019 noi abbiamo dato corso  a
  questo  disegno di legge approvando l'articolo 2 così per come  era
  pervenuto al Governo modificato già dalla Commissione di merito. Ci
  sono stati 2 emendamenti, uno, che sono stati inseriti ad opera dei
  Cinque Stelle, e uno dall'onorevole Savarino. Il relatore di questo
  disegno  di legge in Commissione  Bilancio  era l'onorevole Caronia
  che   ha  apportato  ulteriori  modifiche,  in  funzione  alla  sua
  funzione,  che  sono stata applicate e inserite nel testo;  nessuna
  modifica  è  stata fatta sull'articolo 2 che oggi è  oggetto  della
  questione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e  riprenderà
  alle ore 15.00 per la trattazione degli articoli 5, 6 e 12.
   Ricordo  agli onorevoli componenti la Commissione Verifica  Poteri
  che la stessa è convocata alle ore 15.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 15.52)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.


            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo che a far data da oggi l'onorevole Cannata  ha
  comunicato di aderire al Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Cannata.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,   il  congedo chiesto dall'onorevole  Cannata
  nonché  gli  altri deputati ci mette nell'assoluta impossibilità  -
  con  tutti gli sforzi di questo mondo, perché sarei stato  contento
  di  potere insediare l'onorevole Lentini -  di non potere convocare
  la  Commissione  Verifica Poteri e, quindi, dobbiamo  assolutamente
  rinviare  l'insediamento. Comunque, le votazioni saranno  valide  a
  prescindere, anche se abbiamo un componente dell'Assemblea in  meno
  in questo momento.


    Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Informo  che l'onorevole Genovese  ha  comunicato  di
  essere  stato  eletto,  in  data odierna,   Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  ORA - Sicilia .


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del disegno di
  legge n. 491/A.
   Si riprende l'esame dell'articolo 5, in precedenza accantonato.
   Io devo, ancora una volta, segnalare quello che avevo segnalato la
  volta   scorsa  e  cioè  che  ci  sono  comunque  forti  dubbi   di
  incostituzionalità su questo articolo. Vero è  che  ci  sono  delle
  piccole novità di alcune regioni che l'hanno fatto, però ad oggi il
  dubbio  di  incostituzionalità rimane.  Se  il  Governo  decide  di
  metterlo  in  votazione  io, ovviamente,  lo  metto  in  votazione.
  Quindi, vorrei che il Governo prendesse una decisione in tal senso.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, il Governo insiste per metterlo in votazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome tutti gli emendamenti sono
  soppressivi

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché ho
  capito che stava mettendo in  votazione l'articolo.
   Intervengo  per dichiarazioni di voto del Partito Democratico,  il
  nostro  voto  sarà  contrario  per  le  ragioni  a  cui  ha   fatto
  riferimento già lei nel suo intervento.
   A  nostro giudizio l'articolo è fuori dalla competenza legislativa
  della  Regione siciliana, andava fatto un altro tipo di  intervento
  allora, che per diverse ragioni non si è potuto concretizzare.
   Quindi,  a  nostro  giudizio, l'Assemblea non  ha  competenza  sul
  metodo  di aggiudicazione, in ogni caso se proprio ci poteva essere
  uno spiraglio sarebbe stato più giusto rinviarlo al collegato della
  Quarta.  Quindi  il  nostro  voto  sarà  consequenziale  a   questa
  dichiarazione.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente,  intervengo  a  nome  del   Gruppo
  parlamentare di Forza Italia per dichiarare il voto favorevole.
   E'  una  norma ottima per la Sicilia per due ragioni: la prima  di
  ordine  pratico, perché sarà una procedura più snella;  la  seconda
  che  ritengo  sia ancora più importante perché con  questo  sistema
  previsto  e contenuto dall'articolo 5 di cui oggi stiamo discutendo
  potrà  allontanarsi  il malaffare dalle gare; quindi  le  procedure
  saranno  sicuramente  più  corrette anche  da  un  punto  di  vista
  procedimentale.
   Non  credo  che  ci  siano  problemi  di  costituzionalità,  si  è
  lavorato,   conosco   discretamente  bene  l'articolo   117   della
  Costituzione,  anche la Corte costituzionale che si  è  pronunciata
  credo nell'ottobre 2016 a tal riguardo, ma abbiamo anche già pronte
  le norme attuative e c'è un parere dell'Ufficio legale.
   Io  credo  che  è un articolo, è una norma che può tranquillamente
  essere posta al voto e Forza Italia, come ho già anticipato, voterà
  favorevolmente  per l'approvazione dell'articolo 5 di  cui  abbiamo
  finora discusso.

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone, ma se noi, in funzione  di  quello
  che diceva prima l'onorevole Barbagallo, visto che l'1 luglio è già
  passato, spostassimo all'1 gennaio prossimo?

   FALCONE. 30 settembre.

   PRESIDENTE. 30 settembre? Questo potrebbe già creare un minimo  di
  possibilità.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.  Signor  Presidente, intervengo  per  la  manifestazione
  dell'intenzione  di  voto del nostro Gruppo che sarà  assolutamente
  favorevole,  perché  nel  merito essendo una  norma  mutuata  dalla
  scorsa  Legislatura proposta dal Movimento Cinque Stelle regionale,
  chiaramente  non possiamo venire meno a quello che  già  più  volte
  abbiamo  detto, fermo restando che da un passaggio delle  norme  di
  attuazione  in  Commissione  paritetica,  probabilmente,   potrebbe
  esserci  una nuova lettura sotto il profilo costituzionale, essendo
  stato  oggetto  di  trattazione in Commissione paritetica  potrebbe
  anche  superare il vaglio di costituzionalità, cosa che invece  non
  era accaduto nella scorsa legislatura.
   Il Gruppo del Movimento Cinque Stelle darà voto favorevole.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo a una norma
  che  ritengo possa mettere di nuovo in equilibrio un sistema che  è
  quello dell'aggiudicazioni in Sicilia, che ha portato nel tempo non
  poche  distorsioni e, probabilmente, è una delle cause per le quali
  si realizzano, tra virgolette, le cosiddette incompiute. Un sistema
  di  questo  tipo  che  può correttamente far valutare  i  costi  al
  bisogno necessari al completamento dell'opera, è un emendamento che
  sicuramente   può  rimettere  in  moto  un  sistema  portante   per
  l'economia  siciliana e, al contempo, fare cambiare  marcia  a  una
  Regione che, purtroppo, negli anni ricorda solamente incompiute.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI CARO. Grazie Presidente. Finalmente un articolo che va incontro
  alle  esigenze  delle imprese siciliane che da più tempo  lamentano
  uno  stato di crisi profonda dovuta all'eccessivo incremento  della
  percentuale dei ribassi.
   Noi  abbiamo,  ad oggi, i ribassi percentuali per l'aggiudicazione
  dei lavori che superano il 40%. Ora, questa percentuale oltre, così
  come  diceva il collega Pullara, a causare le cosiddette incompiute
  ma spesso e volentieri sono veicolo di corruzione e sono veicolo di
  lavori  eseguiti  male  con,   - spesso  e  volentieri  -   cemento
  depotenziato,  veicoli di tangenti o vari imbrogli nell'eseguire  i
  lavori.
   Anche  per  questo  noi voteremo a favore di questo  articolo  che
  potrebbe diventare un modello che qualcuno potrebbe seguire a  Roma
  anziché  procedere  con  l'impugnativa così  come  presupponeva  il
  collega Barbagallo poco fa, quindi voteremo decisamente a favore di
  questo articolo. Grazie.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Grazie, Presidente. In realtà credo di poter dire  che,
  effettivamente, all'unanimità quest'Aula avrà modo,  ormai  con  il
  voto  finale, di apprezzare un articolo che ben è stato  congeniato
  dal   Governo  che,  nella  figura  anche  dell'assessore  per   le
  infrastrutture trova anche un'attenzione al dettaglio,  perché  non
  basta  dire che bisogna rimanere lontani dai ribassi anomali  o  da
  quei  ribassi  eccessivi dietro ai quali si  sono  spesso  nascoste
  delle intenzioni, perché no, anche di natura malavitosa dove spesse
  in quelle incompiute si sono annidati dei processi che hanno, in un
  modo o nell'altro, finito col tracciare dei percorsi infiniti.  No?
  Strutture, strade, viadotti, opere che per decenni hanno  rischiato
  di  non  veder  mai la luce per colpa di un sistema  spesso  anche,
  diciamocelo,  di  scatole cinesi, di aziende siciliane  che  magari
  venivano utilizzate per guadagni miseri costringendo ovviamente  ad
  un  utilizzo  anche  di  una manodopera quasi  sottocosto,  pur  di
  rientrare  nelle  maglie di gare d'appalto  che,  invece,  venivano
  prese  con  guadagni risicati che, certamente,  non  rimanevano  in
  Sicilia.
   Oggi,  grazie  a  questa norma, che vede unanimità  da  parte  del
  Parlamento,  superiamo questi ostacoli e mi fa anche  ben  sperare,
  come  dire,  l'intervento anche di quella parte del Parlamento  che
  siede  tra  i  banchi dell'opposizione che ritiene  che  sul  piano
  dell'iter  procedimentale si stia superando  anche  il  limite  del
  vaglio di costituzionalità. Che venga detto e riconosciuto da tutti
  è  certamente  di  buon auspicio rispetto alle prossime  mosse  del
  governo  nazionale  certi  che questo passaggio  rappresentato  dal
  Governo  regionale possa rappresentare una buona prassi e  un  buon
  modello da seguire. Grazie.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  il  Governo   ha   presentato
  l'emendamento  5.6  che sposta il termine dal primo  luglio,  visto
  che è passato, al 30 settembre. I soppressivi sono mantenuti?

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità.  La  data
  del 30 settembre

   PRESIDENTE.  Un  attimo assessore Falcone. Voglio capire  se  sono
  mantenuti  i  soppressivi, allora lei ci fa  il  chiarimento.  Sono
  mantenuti?

   CRACOLICI. Sì, sono mantenuti.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, la data del 30 settembre ha una sua logica,  nel  senso
  che  noi, oggi, perché stiamo mettendo ai voti questo articolo?  Lo
  mettiamo perché c'è un elemento di novità rispetto al 2014,  che  è
  l'approvazione  delle  norme attuative del  nostro  Statuto.  Norme
  attuative che sono state approvate dalla nostra Giunta di  Governo,
  ma  sono  state  già apprezzate dalla Commissione paritetica,  oggi
  quindi  manca l'ultimo, diciamo così, tassello. Nel momento in  cui
  noi facciamo decorrere la entrata in vigore di questa norma dal  30
  settembre,  noi  riteniamo che entro quella  data  il  procedimento
  legislativo  si  sarà  completato e quindi,  a  pieno  titolo,  noi
  possiamo  attuare  quello  che è stato attuato  nel  Trentino  Alto
  Adige.

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore  Falcone.  Pongo   in   votazione
  l'emendamento 5.3. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (Non è approvato)
   A  questo  punto il comma 1 è inutile votarlo, perché  sarebbe  di
  nuovo  una soppressione di tutto; il comma 2 è precluso.  Si  passa
  alla  votazione  dell'emendamento 5.5,  che  sopprime  il  comma  3
  dell'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa alla votazione dell'emendamento 5.6, a firma del Governo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  non
  voglio  allungare o aggiungere rispetto a quello che è stato  detto
  su  questo  articolo  e che da diversi anni l'organo  di  controllo
  delle  leggi  regionali  ha più volte manifestato,  e  voglio  solo
  aggiungere   un  dato:  non  solo  questa  norma  non   raggiungerà
  l'obiettivo  che  si  è  prefissato  -  secondo  me  aggraverà   la
  condizione di incertezza delle regole e bloccherà ulteriormente  il
  sistema degli appalti in Sicilia - ma tra l'altro lo stiamo facendo
  in un momento in cui se tre anni fa la legge fu fatta nell'auspicio
  che  il  Governo cambiasse le regole, sperando di poterle  cambiare
  nella  direzione che la Sicilia indicava con quella  legge,  adesso
  abbiamo  una  certezza, quella che la sospensione del Codice  degli
  appalti,  che  è  stata varata qualche settimana fa,  una  cosa  ha
  mantenuto  fermo, ha mantenuto fermo il principio che il metodo  di
  aggiudicazione stabilito dalla legislazione nazionale ha rilanciato
  il  massimo ribasso, cioè noi stiamo andando ad approvare una legge
  che  non  solo  ha i profili di incostituzionalità a tutti  noti  e
  ribaditi  anche dagli Uffici, ma che addirittura si muove, persino,
  in  controtendenza  dello  stesso  provvedimento  nazionale  varato
  qualche  giorno fa che in qualche modo ha ribadito un  modello  del
  massimo  ribasso.  Quindi  io per queste  ragioni  voto  contrario,
  ritengo che il mio voto contrario sarà ininfluente perché sarà  una
  norma impugnata.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 5, così come  emendato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                               «Art. 6.
              Interventi finanziari in favore delle Città
                             metropolitane
                    e dei liberi Consorzi comunali

   1.  Il  Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare operazioni
  finanziarie  per  l'attualizzazione  dell'importo  massimo  di  500
  milioni  di  euro  attribuito  alla  Regione  siciliana,  ai  sensi
  dell'articolo 1, comma 883, della legge 30 dicembre  2018,  n.  145
  entro  il  31  dicembre  2019, da utilizzare  secondo  un  piano  e
  relativo   cronoprogramma  approvato  dalla  Giunta  regionale   su
  proposta  dell'Assessore regionale per le  autonomie  locali  e  la
  funzione  pubblica,  di  concerto  con  l'Assessore  regionale  per
  l'economia, entro il 30 giugno 2019.

   2.  Gli  oneri  derivanti dalle disposizioni  del  comma  1,  sono
  quantificati  in  100 milioni di euro per ciascuno  degli  esercizi
  finanziari  dal  2021  al  2025, di cui  euro  91.625.509,05  quale
  rimborso  della  quota  capitale,  ed  euro  8.374.490,95  per   il
  pagamento della quota interessi nell'esercizio finanziario 2021.»

   Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento di riscrittura
  n. 6.R.Ter.

   CRACOLICI. E' interamente sostitutivo dell'articolo 6?

   PRESIDENTE. Sostituisce l'articolo 6.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  la  norma  è
  stata  ampiamente  esaminata in Commissione  Bilancio'  e,  come  è
  noto,  concerne la previsione di un finanziamento per  investimenti
  alle  province, contenuta nell'accordo concluso fra  il  Presidente
  Musumeci  e  il Ministro Tria, in ordine all'attuazione  di  alcune
  misure   finanziarie  e  compensative  per  le  province  regionali
  siciliane.
   Queste  risorse  - spalmate in sette anni - riguardano  circa  540
  milioni di euro.
   Questi  540  milioni di euro, però, non sono ripartiti in  termini
  proporzionali, ma sono ripartiti in termini incrementali in modo da
  trasferire  la gran parte delle risorse alla fine della legislatura
  e all'inizio della prossima legislatura.
   Credo  che  lo sforzo che vuole fare il Governo - condiviso  anche
  dalla  Commissione - è quello di mettere a disposizione del sistema
  delle imprese, delle autonomie locali, le risorse subito.
   In   un   primo   momento   ci  eravamo   orientati   a   chiedere
  un'anticipazione  che  verrà negoziata  con  la  Cassa  Depositi  e
  Prestiti  con  la  quale  abbiamo già aperto un'interlocuzione  sul
  punto,  anche per avere la quantificazione precisa degli oneri.  Le
  risorse erano prima state individuate in 500 milioni di euro.
   A  seguito di un confronto leale e sereno - come al solito  -  con
  l'Assemblea, si è arrivati a ridurre la quantificazione alla  metà,
  a 250 milioni di Euro.
   In  questo momento saremmo con una dotazione dimezzata che però  -
  laddove  vi sia quello che viene chiamato volgarmente il  tiraggio'
  da  parte delle istituzioni territoriali - se queste hanno progetti
  già  pronti  che  consumeranno  i  250  milioni,  potremo  attivare
  semplicemente sostituendo la quantificazione, ulteriori risorse.
   Quindi  è un modo di rendere operativi questi investimenti subito,
  consentendo  alle  province di metterli in cantiere  e  soprattutto
  alle   nostre  imprese  di  potere  accedere  ad  appalti  per   le
  manutenzioni di scuole e strade.
   Richiamo  la  finalizzazione, la teleologia di  questo  intervento
  legislativo  che  è  preordinato  alle  manutenzioni  ordinarie   e
  straordinarie  di  scuole  e  strade  che  sono  le  strutture  che
  manifestano maggior ritardo nelle opere di manutenzione.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  rispetto
  all'impianto dell'art. 6, com'era previsto nel Collegato  così come
  giunto  in  Aula, si è aggiustato un po' il tiro con la riscrittura
  dell'art.  6. Rimane, secondo me, la criticità sul primo rigo  dove
  si  parla  in  generale  di  operazioni finanziarie ,  secondo  me,
  questo deve essere specificato meglio, perché rischia sempre di non
  essere  capito da questo punto di vista perché nella legge n.  145,
  all'articolo  1,  al  comma 883, era chiaro l'indirizzo  di  queste
  somme   che   dovevano  essere  utilizzate  per   investimenti   e,
  soprattutto,  per  quanto riguarda scuole  e  strade;  la  dicitura
   operazione  finanziaria  molto generica, secondo me,  rischia,  va
  esplicitata meglio.
   Io  vorrei  invitare  per  questo  anche  l'assessore  a  valutare
  l'emendamento  6.5, trovare anche una mediazione  perché  ho  visto
  che,  comunque sia, si sta parlando della rata passando dai 100  ai
  50  milioni, che va bene lo stesso, perché è sempre una boccata  di
  ossigeno, quindi, di valutare prima dell'emendamento 6.R il 6.5.R.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'economia.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole Zito, io  raccolgo  la
  sua  proposta,  tuttavia,  credo  che  le  preoccupazioni,  se  pur
  legittime  sono,  a  mio  avviso,  eccessive  perché  come  vede  è
  richiamato testualmente il comma, l'articolo della legge n. 145 del
  2018  che,  come  è  noto, vincola queste risorse ad  investimenti,
  abbiamo  fatto pure un riferimento testuale, era inutile  ripeterlo
  in  sede  di  legislazione regionale: è chiaro  che  si  tratta  di
  risorse  destinate esclusivamente ad investimenti e  le  operazioni
  finanziarie  per creare la provvista necessaria a sostenere  questi
  interventi sarà acquisita mediante negoziato con la Cassa  Depositi
  e Prestiti.
   Lo  stiamo dicendo in modo formale, quindi, il Governo ha chiarito
  che  nessun  intervento finanziario con soggetti privati  o  extra-
  istituzionali sarà posto in essere, né tanto meno la pur  legittima
  preoccupazione di un utilizzo delle risorse per spese correnti  può
  trovare  fondamento  rispetto  al  richiamo  testuale  della  norma
  nazionale che vincola le somme, crea un vincolo di destinazione  ad
  investimenti.

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, perché lei ha ribattuto ma, quindi,  è
  d'accordo a quello che diceva

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  È  già  detto  nella  nostra
  versione.

   PRESIDENTE.  All'onorevole  Zito  è  chiaro  questo,  quindi,  non
  presenta alcun emendamento.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Onorevole Zito mi scusi, come  a
  lei  ben  nota,  l'ultima  parte  del  primo  comma  recepisce  una
  richiesta   che  veniva  anche  dal  vostro  Gruppo  politico   che
  opportunamente  proponeva  di  inserire  anche  la  possibilità  di
  utilizzare  le  risorse per il pagamento di ratei di mutui  accesi,
  quindi,  in questo modo veniamo incontro anche ad un alleggerimento
  finanziario,  ovviamente,  sempre per spese  di  investimenti.  Era
  l'onorevole  De  Luca che l'aveva proposta, è già  stata  recepita,
  quindi,   io  direi  che  quest'articolo  rappresenta  una   giusta
  mediazione  tra le diverse proposte e valutazioni fatte  su  questo
  importante intervento finanziario.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avevamo  già
  esposto    nella   precedente   seduta   le   nostre    perplessità
  sull'articolo.  Voglio  riassumere semplicemente  due  aspetti:  il
  primo aspetto, che si chiede l'attualizzazione dell'importo massimo
  di  250  milioni  di  Euro,  il problema è  come  intendere  questo
  massimo,  cioè,  se  Liberi  consorzi e Città  metropolitane  hanno
  progetti  esecutivi  e, quindi, i 250 milioni  possono  servire  ad
  aprire cantieri noi siamo d'accordo.
   Questa  ricognizione, mi pare di capire, il Governo però non  l'ha
  fatta.
   Diversamente, se invece di 250 milioni ci fosse la possibilità  di
  aprire  cantieri  per investire nell'immediato 125  milioni  faccio
  l'esempio,  stiamo buttando dalla finestra 6 milioni di Euro  circa
  perché  attualizzare 250 milioni costerà alle casse  della  Regione
  siciliana circa 12 milioni di euro. Voglio ricordare a tutti che il
  dibattito  sui  vitalizi', la Commissione sta lavorando  sul  tema,
  credo  comporti  una  riduzione di spesa inferiore  ai  6  milioni,
  perché attualmente siamo intorno a 19, e questa è una norma che  in
  un colpo vanificherebbe i risparmi che noi dovremmo ottenere, ed io
  sono   d'accordo  che  il  tema  venga  affrontato   con   assoluta
  attenzione, ma trovo assurdo diciamo che per un verso si  ponga  la
  dovuta attenzione ad un tema per razionalizzare spesa e fare equità
  e  per  altro  verso  una questione così spinosa  si  affronti  con
  leggerezza. Serve attualizzare 250 milioni per aprire cantieri, per
  strade  e  scuole? Perché sicuramente sì la Sicilia ha  bisogno  di
  investimenti  per strade e scuole. Si è fatta una ricognizione  dai
  piani triennali delle opere pubbliche di Liberi consorzi comunali e
  Città  metropolitane per capire quante opere si possono mettere  in
  cantiere  ed  a  partire  da quando? Perché  diversamente,  ripeto,
  stiamo  attualizzando a carico della cassa della Regione  siciliana
  inutilmente  somme  che  non  si riusciranno  ad  investire.  Primo
  aspetto.
   Secondo aspetto: perché la Regione si deve sostituire nel decidere
  gli  interventi  programmatori  ai Liberi  consorzi  e  alle  Città
  metropolitane?  Io  penso  che  ogni  livello  istituzionale   deve
  attenersi  alle proprie prerogative. Assistiamo ad un dibattito  in
  cui  il  Ministro  Toninelli chiede il commissario  per  le  strade
  provinciali,  il  Presidente  della Regione  dovrebbe  dare  questo
  nominativo per le strade provinciali, non so se lo darà

   CRACOLICI. L'hanno già nominato.

   LUPO.  L'ha  dato.  L'hanno già nominato. Che oggi  il  Presidente
  della  Regione, conosco la sua sensibilità nei confronti  delle  ex
  province o delle province, si voglia sostituire nel decidere  quali
  strade provinciali e quali scuole bisogna manutenzionare rispetto a
  liberi consorzi e città metropolitane che ci auguriamo quanto prima
  possano avere una loro governance, io non ci posso credere.
   E allora perché Presidente scrivere che attualizzando queste somme
  da  utilizzare  secondo  un  piano  e  il  relativo  cronoprogramma
  approvato dalla Giunta regionale.
   Noi  dobbiamo fare una cosa molto semplice, onorevole  Presidente,
  trasferire  le somme attualizzate ai bilanci dei liberi consorzi  e
  delle  città  metropolitane  che hanno  l'autonomia  di  spesa  per
  programmare e per spendere su strade e scuole in base a criteri  di
  priorità  che loro conoscono sicuramente molto meglio della  Giunta
  regionale.
   Lei  ha  fatto il Presidente della Provincia, penso che su  questo
  più  di  molti deputati qui presenti, più di altri, possa avere  la
  competenza  per  rispondermi. Diversamente, c'è una  operazione  di
  accentramento  e  di commissariamento di funzioni  fondamentali  di
  liberi consorzi e di città metropolitane. Voi vi sostituireste agli
  interventi di programmazione e di spesa di investimenti per  strade
  provinciali  e  per scuole che non rende credibile  poi  la  vostra
  pressante  richiesta di procedere subito all'elezione degli  organi
  per  dare  autonomia gestionale, o come è giusto che l'abbiano,  di
  liberi  consorzi  e di città metropolitane. Quali fondi  dovrebbero
  investire città metropolitane e liberi consorzi se i fondi  vengono
  accentrati alle decisioni della Giunta di Governo?
   Voglio  richiamare, peraltro, che testualmente l'accordo  dice,  e
  concludo, che queste risorse sono da destinare ai liberi consorzi e
  alle città metropolitane. Questo noi dobbiamo fare.
   Quindi io formalizzerò, signor Presidente, le chiedo un minuto per
  poterlo scrivere, un emendamento che dopo le parole  il 31 dicembre
  2019',  sostituisce il periodo fino a  per le finalità' sostituendo
   da  utilizzare secondo un piano e il relativo cronoprogramma   con
  le  parole  da trasferire a liberi consorzi e città metropolitane ,
  poi  sarà  la Città metropolitana di Palermo a decidere  se  è  più
  urgente  l'SP1 o la SP2 o la scuola di Baucina rispetto ad un'altra
  scuola. Non possiamo aspettare un altro cronoprogramma varato dalla
  Giunta di Governo.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  per  animare  un  po'  questa seduta che mi sembra  sopita,  vorrei
  riportare  alla  verità quanto stiamo discutendo. Questi  sono  dei
  soldi che sono frutto dell'accordo Stato-Regione. Sono soldi che lo
  Stato  e  il Governo sta concedendo alla Regione siciliana  per  un
  problema serio che è quello delle infrastrutture provinciali, delle
  strade, delle scuole provinciali. Sono 540 milioni.
   Nell'accordo  Stato-Regione, nella norma che è  stata  varata,  si
  parla  di 20 milioni per il 2019, 20 per il 2020, 100 per gli  anni
  successivi. Quello che sta chiedendo il Governo a quest'Aula  è  di
  anticipare parte di queste somme per metterle a disposizione  delle
  province  e spendere il prima possibile delle risorse che  saranno,
  sicuramente,  utili  per  la  viabilità  secondaria  nella   nostra
  Regione.
     Ci  dispiace dover perdere diversi milioni di Euro in interessi,
  perché  se  avessimo speso i soldi così come previsto  nell'accordo
  sicuramente  i soldi spesi per interessi non ne avremmo  avuti.  Ma
  noi  ci  teniamo,  particolarmente, a capire adesso  il  ruolo  del
  Commissario  che è stato nominato dal Governo di cui  fa  parte  un
  assessore  che  il  Presidente della Regione ha nominato  come  una
  calamità  naturale  per l'Italia, cosa che, invece,  probabilmente,
  sarà  utile per la nostra Regione, e mi auguro che poi se  ne  darà
  contezza alla Regione tutta.
   Adesso,  quello  che  chiediamo è: nella scelta  dell'utilizzo  di
  queste  somme, per capire dove sono i progetti esecutivi e  dove  è
  possibile mettere al via i cantieri per riprendere quello che è  un
  problema   serissimo   della   nostra   Regione,   il   Commissario
  straordinario   che  ruolo  avrà?  Perché  se   noi   togliamo   la
  disponibilità  del Commissario, che è stato ben accetto  da  questa
  Regione,  è  stato  voluto, è stato votato da quest'Aula,  è  stato
  scelto  dal  Governo, di concerto con il Presidente della  Regione,
  vogliamo  capire  questi  540 milioni in  che  modo  lui  riuscirà,
  comunque, ad intervenire e utilizzarli per accelerare quella che  è
  una  spesa  che, ad oggi, purtroppo, per assenza di  soldi,  alcune
  volte,  ma  soprattutto  per  assenza di  progetti  questa  Regione
  continua a soffrire.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché comprendo anche che
  chi   è  all'opposizione  cerca  strumentalmente  di  assumere   in
  quest'Aula  iniziativa tendente a far comprendere a chi ci  ascolta
  che  il  Governo,  a  proposito  di queste  risorse,  quasi  voglia
  compiere  un'operazione di natura finanziaria e,  quindi,  spendere
  soldi per quanto riguarda l'accensione dei mutui e, quindi, per gli
  interessi. In realtà non è così. Perché se cominciamo a pensare che
  le opere che si possono realizzare fra sette anni, sei anni, cinque
  anni,  vengono attualizzate, certamente, c'è un risparmio su quello
  che   è   il  prezziario,  ma  soprattutto  potremmo  essere  nelle
  condizioni,  tutti  quanti, di dare risposte a un  sistema  che  da
  diversi  anni  - mi riferisco, soprattutto, al sistema  dei  liberi
  consorzi,  ieri province -lamenta una serie di progetti, di  opere,
  che  sono  cantierabili e che non vedono la messa a  bando  per  la
  mancanza di risorse finanziarie.
   Quindi, qui sia dinnanzi a un'operazione di natura finanziaria che
  è  finalizzata, da un lato ad una spesa relativa a quelle che  sono
  gli  interessi  dei  mutui, dall'altro a recuperare  una  serie  di
  risorse  di  opere che se venissero realizzate fra  sei  anni,  fra
  cinque anni, comporterebbero un aumento di spesa.
     Il  nostro obiettivo, in questo momento, a mio parere, è  che  i
  progetti  che  sono  cantierabili, che hanno  un  importo,  possono
  essere  realizzati  nel  più  breve tempo  possibile,  affinché  si
  abbiano  opere  non  incompiute ma  opere  che  vengano  ad  essere
  completate.
   Credo  che  lo  spirito  di questo emendamento  sia  assolutamente
  positivo,  sia  apprezzabile,  e che possa  mettere  in  condizione
  finalmente,  nell'ambito di quelli che sono  soprattutto  i  Liberi
  consorzi, relativamente a scuola e strade, di assumere una serie di
  iniziative  che possono portare lavoro e meglio ancora, un  sistema
  anche  riconosciuto; mi riferisco soprattutto  al  territorio  che,
  vedendo  anche  una serie di iniziative portate a termine,  possano
  portare certamente ristoro di natura finanziaria.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori,
  cittadini che ci seguono da casa, io ritengo che questo emendamento
  sia effettivamente meritorio di essere considerato, anche perché ci
  permette   di  utilizzare  delle  risorse  importanti   per   Città
  metropolitane  e Liberi Consorzi che sappiamo bene  essere  in  una
  situazione  di grande difficoltà, soprattutto per ciò che  concerne
  la manutenzione di strade e di scuole.
   A   mio  avviso  è  chiaro,  però,  che  sarebbe  utile  andare  a
  specificare  meglio o, qualora l'intenzione del Governo  in  merito
  sia già chiara, che l'Assessore Armao o l'Assessore Grasso ci diano
  informazioni  in tal senso, di capire come queste risorse  verranno
  trasferite alle Città metropolitane e ai Liberi Consorzi, perché in
  questo momento non è specificato un criterio.
   Se,  per  esempio,  l'Assemblea stabilisce  che  il  criterio  per
  trasferire  queste risorse è quello dei trasferimenti classici  che
  vengono  utilizzati,  a  mio  avviso sarebbe  chiaro  specificarlo,
  perché  questo  è  importante e consente,  allo  stesso  tempo,  la
  possibilità  ai presidenti delle Città metropolitane e  dei  Liberi
  Consorzi di individuare quelle che sono delle opere fondamentali  e
  prioritarie, altrimenti parrebbe, da quello che l'emendamento,  per
  quello  che  ne leggo io, ma premetto che mi posso anche sbagliare,
  parrebbe che l'intenzione sia quella di fare un cronoprogramma  che
  prevede  dei  progetti approvati dalla Giunta di  Governo,  ma  non
  stabilisce quali sono.
   Per  cui, a mio avviso, sarebbe utile inserire una specifica  dove
  si  evidenzi un aspetto fondamentale: le risorse vengono trasferite
  ai  liberi  consorzi in funzione di quello che è  il  trasferimento
  ordinario  che viene fatto a Città metropolitane e Liberi  Consorzi
  e,  allo  stesso tempo, così, sia i presidenti dei Liberi  Consorzi
  che delle Città metropolitane avranno la possibilità di individuare
  quelli che sono gli interventi prioritari, perché è inutile che noi
  andiamo  a finanziare una strada che, per carità, necessita  di  un
  intervento, quando poi nella stessa provincia magari c'è  un  ponte
  che sta crollando e non lo andiamo a finanziare.
   Dico  questo solo come intervento migliorativo rispetto  a  quello
  che può essere l'emendamento. Se c'è, eventualmente la necessità di
  presentare un ulteriore subemendamento che possa specificare questa
  cosa, sono ovviamente pronto a farlo, perché a mio avviso, così per
  come  lo  leggo io, mi sembra molto generico e potrebbe destare  il
  dubbio a interpretazioni differenti.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessore
  Armao,  noi in pratica attualizziamo 250 milioni di euro  e  avremo
  subito 45 milioni per 5 diciamo, in buona sostanza abbiamo circa 21
  milioni di interessi, giusto? Il tasso annuo di interesse a  quanto
  corrisponde? Vorrei capire questo se fosse possibile, partendo  dal
  presupposto che immagino sia il tasso di interesse che  applica  la
  Cassa  Depositi  e  Prestiti.  Chiedo  se  sia  stata  valutata  la
  possibilità,  visto che il mercato finanziario  in  questo  momento
  prevede  tassi di interesse molto bassi, se sul libero mercato  non
  fosse stata più economica l'operazione per le casse della Regione.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  sono
  abbastanza soddisfatto della riscrittura di questo articolo, perché
  accoglie  in  toto  le  osservazioni che avevamo  presentato  nelle
  scorse  sedute e che, per l'appunto, erano state consacrate  in  un
  articolo sostitutivo che avevamo depositato un paio di sedute fa.
   Non comprendo molto che senso abbia averlo riscritto nuovamente  e
  poi  averlo  dovuto emendare dato che c'era scritto, però  se  deve
  giustamente passare il concetto che il Governo sentiva  il  bisogno
  di  riscriverlo  a  firma propria, lo posso  anche  comprendere.  I
  limiti   sono  stati  correttamente  inseriti  rispetto  a   quella
  riscrittura,  manca  solo  il  vincolo  di  rivolgersi  alla  Cassa
  depositi e prestiti, ma l'Assessore ha più volte dichiarato  che  è
  quello  l'intendimento di questo Governo, e sono sicuro e  convinto
  che  non  andrà a tradire la parola che ha dato all'Aula,  per  cui
  esprimo apprezzamento nei confronti dell'articolo.

   PRESIDENTE.   Onorevole  De  Luca,  d'altro  canto  non   potremmo
  scriverlo  per  legge  dove  deve andare  a  prenderli,  quindi  le
  intenzioni del Governo sono già state comunicate.
   Si  passa  all'emendamento  6.1, a firma  dell'onorevole  Lupo  ed
  altri, soppressivo dell'articolo.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa al subemendamento 6.R.ter.1, a firma dell'onorevole Lupo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.R.ter di riscrittura,  a  firma  del
  Governo.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  si  riprende  l'esame   dell'articolo   12,
  precedentemente accantonato.
   E' stato presentato dal Governo l'emendamento di riscrittura 12.R.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in   realtà
  intervengo  soltanto per dettagliare ulteriormente un  invito,  una
  richiesta  che  era stata fatta al Governo che ha  decisamente  ben
  inteso   l'idea   del   trasferimento   delle   somme.   Ma   nella
  considerazione  ovviamente  di  dar priorità  agli  interventi  che
  riguardano   le   scuole,  le  strade,   noi   ci   chiedevamo   se
  effettivamente  fosse possibile specificare  meglio  i  criteri  in
  funzione   dei   quali   le  ripartizioni  vengono   effettivamente
  ridistribuite, proprio per evitare che, in considerazione del fatto
  che tante sono le emergenze che riguardano le opere da realizzare a
  beneficio  delle Città metropolitane e dei Liberi Consorzi,  avendo
  assolutamente, peraltro, apprezzato l'impegno del Governo per  dare
  risposte  soprattutto alle aree interne, che rischiano  davvero  di
  divenire  inaccessibili da qui a breve, se fosse  possibile,  e  mi
  riferivo  prevalentemente all'Assessore Grasso, che però  vedo,  in
  effetti,  all'opera forse per una riscrittura di un subemendamento,
  in  modo  che si potessero ridistribuire le risorse in funzione  di
  trasferimenti  ordinari, facendo quindi riferimento alla  normativa
  secondo il riparto stabilito, per l'appunto, dalla legge.

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento di riscrittura del
  Governo 12.R.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo
  all'interno della riscrittura c'è sempre il comma 3 che riguarda  i
  300  mila euro che noi stiamo dando all'European Golf Tour. Quindi,
  comunque,  colleghi, noi ci stiamo assumendo questa  responsabilità
  che,  viste  le grosse difficoltà che in giro per la Sicilia  hanno
  gli atleti siciliani a svolgere lo sport per varie motivazioni, noi
  stiamo  togliendo 300 mila euro che possono essere dati a tutti,  e
  li  stiamo  dando  ad  una  specifica manifestazione.  Cioè  questa
  Assemblea  sta dando 300 mila euro a una manifestazione settoriale,
  del  golf,  togliendola  a  tutti quei  siciliani  che  oggi  hanno
  difficoltà  a  comprare le attrezzature minime  per  fare  attività
  sportiva.
   Se   questo   Parlamento   si   vuole   assumere   questa   enorme
  responsabilità,  sono  300 mila euro che  possono  essere  dati  ai
  giovani  siciliani che vogliono fare sport, noi prendiamo 300  mila
  euro e li diamo ad una manifestazione sportiva. Va bene.

   PRESIDENTE.  Dalla  riscrittura emerge che non  vengono  tolti  da
  nessuna altra parte, per cui  non so se l'ha letta la riscrittura.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, lo so che  non  vengono  tolti  da
  un'altra  parte, ma a mio modo di vedere quei 300 mila euro  io  li
  darei ai giovani siciliani che non possono fare sport.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   DI  PAOLA.  Capisco che non vengono tolti da un  capitolo,  questo
  l'ho capito.
   E  un'altra cosa, volevo chiedere all'Assessore per il turismo, lo
  sport  e  lo  spettacolo se i fondi che noi stiamo dando,  era  una
  domanda  che  avevo  fatto nella precedente  seduta  al  Presidente
  Musumeci,  al  CIP se questi fondi poi vengono pure ripartiti  alle
  associazioni  che  fanno  attività  sportiva  non  agonistica   per
  disabili  psichici. Perché mi spiegavano che ci  sono  associazioni
  con   atleti  con  disabilità  sia  fisica  che  psichica,   e   si
  differenziano  anche  per  attività agonistica  e  non  agonistica.
  Volevo sapere dall'Assessore se questi fondi vanno pure ripartiti a
  quelle associazioni che fanno attività sportiva non agonistica  con
  disabili psichici.
   Grazie.

   CIANCIO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  per
  quanto ci riguarda questa riscrittura non è sufficiente a coprire o
  ad  arrivare  alla  somma  che avevamo  previsto  noi,  tant'è  che
  chiediamo,   visto  che  qualora  fosse  approvata  la  riscrittura
  decadrebbero  tutti  gli emendamenti, ovviamente,  di  valutare  il
  nostro  emendamento che porta non a 780 migliaia di  euro  ma  a  2
  milioni.
   In    subordine,    se    dovessimo   comunque    andare    avanti
  nell'approvazione  della  riscrittura,  io  chiedo  un  minuto  per
  presentare un subemendamento a questa riscrittura, perché chiediamo
  che  la  somma di cui al comma 3 venga portata ad incremento invece
  del comma 2, quindi con l'abrogazione del comma 3.
   Però chiedo il tempo materiale di formularlo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, anche io sono qui un attimino  perplessa
  davanti  a questa riscrittura, perché questa riscrittura mi  sembra
  solo  un modo di eludere gli emendamenti che noi abbiamo presentato
  nel fascicolo.
   Io  chiedo  di poter riproporre e, quindi, di potere  emendare  la
  riscrittura del Governo soprattutto su questo famigerato comma 3.
   Perché,  come  ho  detto  l'altra volta,  è  vero  che  le  grandi
  manifestazioni hanno una valenza, sicuramente sportiva e  anche  di
  immagine,  ma in questi anni abbiamo eccessivamente sacrificato  lo
  sport e, quindi, tra la continuità territoriale, tra la diminuzione
  dei  trasferimenti  da parte della Regione solo  nelle  ultime  due
  legislature del 300 per cento, significa mettere alla canna del gas
  le  società  sportive  e  sinceramente  io  voglio  riproporre  gli
  emendamenti  del  fascicolo con l'abrogazione, in particolare,  del
  comma 3.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, dovete intervenire  tutti  oppure
  no?

   CAPPELLO. Noi abbiamo il diritto di intervenire.

   PRESIDENTE.  Con grande onestà, siccome mi sembra che  l'andamento
  della  seduta è sereno, e io vorrei che fosse mantenuto sereno,  se
  per  un  subemendamento,  per 20 mila euro  di  differenza,  dovete
  intervenire tutti, sospendo e andiamo a domani.
   Stanno parlando tutti della stessa cosa.
   Onorevole  Cappello, credo che quando si parla tra persone  serie,
  siamo persone serie.
   Se  c'è un problema mettiamo in votazione e se lo volete bocciare,
  lo bocciate, ma non possiamo passare il pomeriggio a sentire sempre
  gli stessi argomenti.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, condivido con Lei  la  serenità  del
  dibattito  però,  avendo  presentato il  Governo  una  riscrittura,
  avendo  chiesto  la  mia  collega il  tempo  materiale  di  poterlo
  subemendare,  se noi torniamo indietro e ci basiamo soltanto  sugli
  emendamenti presentati i miei colleghi ne vogliono discutere.  Sono
  modificativi, sono sostitutivi.
   Per  cui  signor  Presidente non è colpa sua,  perché  c'è  questa
  riscrittura  però,  inevitabilmente,  la  riscrittura  finisce  col
  tarpare  un  dibattito  che, altrimenti,  sarebbe  potuto  avvenire
  secondo quello che stabilisce il Regolamento.

   PRESIDENTE.  Ma  basta che il vostro Gruppo mi  chieda  un  quarto
  d'ora  di sospensione per fare la riscrittura e abbiamo risolto  il
  problema, piuttosto che dare la parola a tutti.

   CAPPELLO.   Allora,   signor  Presidente,   se   sospende   l'Aula
  nell'attesa che noi

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, poiché  è  arrivato  l'onorevole
  Mangiacavallo, approfitterei di questa sospensione per convocare la
  Commissione Verifica Poteri così procediamo all'insediamento.
   Convoco la Commissione Verifica Poteri in Sala Lettura.
   Sospendo la seduta per un quarto d'ora.

     (La seduta sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 17.29)

   La seduta è ripresa.


   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
  dell'onorevole Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale

   PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno,  che  reca:
   Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle  dimissioni
  dell'onorevole   Giuseppe   Milazzo  dalla   carica   di   deputato
  regionale .
   Ricordo che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante a
  seguito   delle  dimissioni  dalla  carica  di  deputato  regionale
  dell'onorevole   Giuseppe   Milazzo,  dimissioni   rassegnate   per
  esercizio  del  diritto  di opzione per la carica  di  parlamentare
  europeo  e  di  cui  l'Assemblea ha preso atto - con  decorrenza  3
  luglio  2019  -  nella seduta n. 127 del 2 luglio 2019,  lo  stesso
  deputato   regionale  era  stato  proclamato  eletto  nel  collegio
  circoscrizionale  di Palermo, per la lista avente la  denominazione
   Musumeci Forza Italia Berlusconi .
   Conseguentemente, la Commissione per la verifica  dei  poteri,  ai
  sensi  del  combinato  disposto dell'art. 4, parte  seconda,  dello
  Statuto  della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo  II
  del  Regolamento  interno dell'Assemblea,  nella  riunione  del  10
  luglio  2019,  dopo  aver proceduto ai necessari  accertamenti,  ha
  deliberato,  all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60  della  legge
  regionale  20  marzo  1951,  n.  29,  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il  seggio
  lasciato  vacante  dall'onorevole Milazzo  al  candidato  Salvatore
  Lentini, detto Totò,  il quale, primo dei non eletti della medesima
  lista  provinciale e nel medesimo collegio elettorale  in  cui  era
  stato eletto l'on. Milazzo, segue immediatamente - con voti 4.853 -
  l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole Caronia.
   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  il candidato Salvatore Lentini, salva la sussistenza  di
  motivi  di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.
   Avverto  che  da  oggi  decorre il termine di  20  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste  o   reclami,   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.

                     (L'on. Lentini entra in Aula)

   PRESIDENTE.  Poiché l'onorevole Salvatore Lentini  è  presente  in
  Aula, lo invito a prestare il giuramento di rito.
   Do  lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo  6
  delle  Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:

   «Giuro  di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo  Capo,
  di  osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione  e  di
  esercitare  con  coscienza le funzioni inerenti al mio  ufficio  al
  solo  scopo  del  bene  inseparabile dello Stato  e  della  Regione
  siciliana».

      (L'on. Lentini pronuncia a voce alta le parole:  Lo giuro )

   PRESIDENTE.  Dichiaro  immesso l'on.  Lentini  nelle  funzioni  di
  deputato all'Assemblea regionale siciliana.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   PRESIDENTE. Onorevole Lentini, se si va a sedere cominciamo.
   Eravamo  alla riscrittura. C'erano dei subemendamenti che dovevano
  essere  presentati.  Li avete presentati? Li  possiamo  mettere  in
  votazione?

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Prego.


                 Sugli incendi divampati nel catanese

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole  Ciancio,  ha  chiesto  di  parlare
  l'onorevole  Galvagno su una cosa che va al di là  della  legge  in
  esame. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, solo per informare  e  impegnare  il
  Governo siciliano ad attivare tutte le misure di emergenza visto  e
  considerato che in molte zone della Sicilia, in particolar  modo  a
  Catania,  alla  Playa  di Catania, ci sono vastissimi  incendi  che
  stanno    rendendo    veramente   impossibile    la    circolazione
  automobilistica e stanno mettendo veramente a repentaglio  la  vita
  di tantissime persone. Molti giornali, in questo momento, ne stanno
  parlando,  proprio  in questo momento si stanno  consumando  questi
  incendi.  Quindi,  chiedo  che il Governo  possa  in  qualche  modo
  intervenire. Grazie.

   PRESIDENTE.  Sono sicuro che il Governo, ovviamente, fosse  già  a
  conoscenza di questo e quindi sia già intervenuto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   CIANCIO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  giusto   per
  chiarire,  avevo presentato il subemendamento 12.R.2 che,  dopo  la
  soppressione del comma 3, trasferiva la somma al comma 2. Questo  è
  ritirato  perché la somma dei 300 mila euro è al comma  1,  per  le
  società sportive dilettantistiche. Quindi, il subemendamento che ho
  illustrato e anticipato prima consiste nella soppressione del comma
  3  per  portare a incremento di 300 mila euro la somma  di  cui  al
  comma  1.  Questo  perché, anche per chiarire,  sull'European  Golf
  Tour,  ma magari ci sarà anche la mia collega che interverrà  dopo,
  in  questo  momento,  non è prevista alcuna tappa  in  Sicilia.  Io
  capisco, prima abbiamo parlato un po' con l'Assessore, dice  che  è
  un segnale da mandare anche a queste società, però l'Assessorato al
  turismo,  in  questo  caso, ha degli strumenti a  disposizione  per
  finanziare  delle  iniziative  di  questo  tipo.  Si  parla   delle
  iniziative   direttamente  promosse,  per  esempio,   che   possono
  finanziare fino a 250 mila euro per eventi che riguardano tutto  il
  territorio  regionale. Quindi, l'Assessorato e  in  particolare  il
  Governo  ha  tutti gli strumenti per invogliare queste  società  ad
  investire in Sicilia senza impegnare una somma di 300 mila euro che
  potrebbe  essere  molto  meglio spesa in un  finanziamento  diffuso
  delle società.
   Quindi,  questo per illustrare l'emendamento. Il 12.R.2 è ritirato
  e c'è il subemendamento sul comma 1. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.  Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini,  è confortante che attraverso l'articolo 12 e attraverso
  anche  il  secondo comma dell'articolo 13 che è già stato  discusso
  nelle  scorse sedute ci si occupi dello sport nella nostra  Regione
  partendo  dal presupposto che, dati alla mano, dobbiamo  recuperare
  un gap significativo rispetto alle altre Regioni d'Italia.
   C'è  uno  studio  del 2017 che testimonia come vi  è  un  profondo
  ritardo  soprattutto per quanto riguarda i praticanti dello  sport,
  sia  i  praticanti assidui che quelli occasionali. Addirittura,  in
  Sicilia, risulta che il 57 per cento della popolazione non pratichi
  neanche saltuariamente alcuna attività sportiva.
   Da  questo  punto di vista credo che sia importante, assolutamente
  condivisibile,  lo  sforzo economico che si sta  provando  a  fare.
  Parliamo, adesso, di 780 mila euro e non più 500 mila euro  per  il
  potenziamento  delle  attività sportive, i 500  mila  euro  per  le
  società affidate al Comitato Italiano Paraolimpico, i 500 mila euro
  per i contributi alle Società sportive professionistiche ed anche i
  300 mila euro per l'European Golf Tour sul quale noto c'è una certa
  preoccupazione da parte di molti colleghi.
   Io,  invece,  credo che sia condivisibile anche  sostenere  questo
  tipo di manifestazione perché una delle potenzialità più grandi che
  la  nostra  Terra  ha  è quella del turismo ed  anche  del  turismo
  sportivo.
   Tra l'altro le tappe dell'European Golf Tour porterebbero un certo
  tipo  di turismo, non un turismo di massa ma un turismo che si basa
  su un certo target di frequentatori.
   Quindi,  al  di là del fatto che queste risorse potrebbero  essere
  anche  utilizzate per altro, ritengo che i vantaggi che  potrebbero
  derivare  dall'investire su questo tipo di turismo  possano  essere
  anche maggiori.
   Per  tutti  questi motivi, chiaramente, preannuncio  che  Fratelli
  d'Italia sosterrà convintamente questo articolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  credo
  che  la buona volontà manifestata nella riscrittura di questa norma
  entri  un po' in contrasto, e non me ne voglia nessuno, con  alcune
  affermazioni  che  ho  sentito  qualche  minuto  fa  soprattutto  a
  proposito del terzo comma, dell'articolo 12.
   Io credo che sia sempre da eliminare in ogni ragionamento, vieppiù
  politico, il concetto di pregiudizio.
   Proprio  a  testimonianza  che Forza  Italia  non  ha  pregiudizio
  qualche   minuto  fa  ho  scambiato  un'opinione  con  il  collega,
  onorevole  Di  Paola, sull'emendamento 12R.1 e  credo  che  sia  un
  emendamento non soltanto ragionevole ma anche condivisibile  perché
  mi ha spiegato le ragioni.
   Io   non  avevo  ben  compreso  cosa  significasse   attività  non
  agonistiche . L'onorevole Di Paola me le ha evidenziate e sono  ben
  lieto di votare questo emendamento unitamente a tutto il Gruppo  di
  Forza Italia.
   Sul terzo comma, però, devo dire che non mi trovo d'accordo perché
  è  facile  dire  Beh, diamo più soldi ai nostri atleti  dilettanti,
  diamo più soldi ai siciliani  ed invece cassiamo questo terzo comma
  perché sembrerebbe quasi un pleonasma.
   Presidente,  mi assumo le responsabilità, sempre,  di  quello  che
  dico e me le assumo anche quale Presidente del Gruppo parlamentare.
   E'  una  tappa di un circuito internazionale, di un famosissimo  e
  prestigioso circuito internazionale.
   Basta  andare  su  google,  io  l'ho  fatto  perché  non  sono  un
  appassionato di golf, non ne conosco neanche le regole ed ho capito
  quanto importante sia finanziarie con questa somma che, poi,  viene
  attinta  ai  Fondi  globali e non certamente  tolta  ai  siciliani,
  quanto  sia  importante per la Sicilia finanziare questa  tappa  di
  questo circuito europeo.
   Concordo  con  il  collega che mi ha preceduto: finanziare  questa
  tappa  significa  finanziare il volano del turismo,  magari  di  un
  certo  tipo  di turismo ma è proprio quel turismo che  porta  nelle
  casse dei nostri esercenti commerciali ingenti somme.
   E'  proprio  quel turismo che ci fa conoscere in  tutto  il  mondo
  perché  ho visto che, nonostante sia un circuito europeo,  ci  sono
  tappe  negli Stati Uniti d'America, ad Hong Kong. Ci fa  conoscere,
  fa  conoscere  i  nostri resort, fa conoscere i nostri  luoghi,  fa
  conoscere  la  nostra  meravigliosa campagna  in  tutto  al  mondo,
  Presidente, con un ritorno economico che, è facile prevederlo, sarà
  ben  al  di là della somma che il Governo siciliano vuole impegnare
  per finanziare quest'unica tappa.
   Quindi,  se  dobbiamo  fare, così come deve fare  il  legislatore,
  un'analisi  costi-benefici  ci  rendiamo  conto  che  non  può  non
  votarsi,  al  di là del pregiudizio - ed era questo il prologo  del
  mio  intervento - questa norma. Quindi, in maniera convinta  e  per
  tutte  le  ragioni anche sociali e sociologiche, mi sia consentito,
  che  sottendono a questa norma e di grande espansione e  di  grande
  veduta  perché a me i discorsi di populismo non mi appassionano;  è
  troppo  facile, troppo agevole e agile dire:  beh togliamo i  soldi
  ai  siciliani ,  non togliamo soldi a nessuno,  noi  scriviamo  una
  norma,  la  scriviamo  con convinzione e per  quanto  ci  riguarda,
  signor Presidente, la voteremo con convinzione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  premesso   che,
  ovviamente,  qui  nessuno è contro il golf  e  tutti  quanti  siamo
  sportivi,  amiamo  lo  sport  e  ci  piace  promuoverlo,  però   ci
  piacerebbe  che,  se ci sono dei fondi da poter  stanziare,  questi
  fondi  andassero  magari  a  tutte le associazioni  del  territorio
  siciliano.
   Tra  le  altre  cose,  per  noi, il comma  3  è  assolutamente  da
  sopprimere perché nel calendario ufficiale dell'European Golf  Tour
  non  è  prevista  nel 2019 alcuna tappa siciliana.  Nel  calendario
  ufficiale  è  prevista  solamente la tappa  di  Roma,  unica  tappa
  nazionale del 2019.
   Siccome  la  previsione  di  spesa è  prevista,  chiaramente,  per
  l'intero  triennio  2019,  2020, 2021, vorremmo  capire  per  quale
  motivo  dovremmo  stanziare  i soldi anche  per  quest'  anno,  che
  ovviamente sarà impossibile poterli spendere, per una tappa che non
  esiste.
   Quindi,  per  noi sarebbe più opportuno dare questi soldi,  questi
  fondi  alle  associazioni,  al  Fondo  dello  sport  che,  ricordo,
  sostiene le associazioni sportive, le attività agonistiche, in modo
  tale  che  si  possa  fare  promozione  dello  sport  in  tutto  il
  territorio siciliano alla stessa maniera.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie Presidente. Volevo illustrare l'emendamento  12.R.3,
  la  riscrittura del Governo che riprende l'emendamento che  trovate
  sul  fascicolo  che ha come prima firmataria l'onorevole  Schillaci
  che,   nella  scorsa  seduta,  aveva  illustrato  e  aveva  trovato
  l'apprezzamento  che  sembrava  fosse  proprio  unanime  da   parte
  dell'Aula.
   Che  cos'è che si prevede? Si prevede di ripristinare delle  somme
  significative  per  le  attività sportive prelevando  dal  capitolo
  413374 che è quello dei farmaci innovativi.
   Vorrei  ricordare  che  da  un controllo  che  abbiamo  fatto  sul
  capitolo attualmente ci sono intorno ai 49 milioni e se facciamo un
  passo  breve di memoria, con la variazione di bilancio di  dicembre
  del  2018  tutti siamo venuti a conoscenza del fatto che il  fondo,
  per  fortuna,  era  più che avanzato, quindi,  venivano  restituite
  somme che non si erano potute spendere.
   Questo  prelievo  di  2  milioni  da  questo  fondo  non  andrebbe
  minimamente  ad intaccare la possibilità di erogazione  di  farmaci
  innovativi  e finalmente darebbe una risposta dignitosa allo  sport
  qui in Sicilia.
   Io,  Presidente, apprezzo da parte del Governo il fatto  di  avere
  messo  un altro piccolo aiuto, un aumento in cui porta le  somme  a
  780 ottanta più 20 migliaia di euro, insomma si arriva a un più 300
  mila, però vorrei riportare l'attenzione all'Aula con l'emendamento
  12.R.3  che  sarebbe veramente quello che vogliamo, cioè  un  aiuto
  corposo per lo sport, per le associazioni sportive.
   Noi qui abbiamo, finalmente, anche l'Assessore per il turismo che,
  magari, si comincerà a fare un'idea di quello che dovrà affrontare.
   Noi  abbiamo  le  società agonistiche, quelle che partono  con  il
  vivaio   dei  giovani  atleti  fino  all'età  adulta  che  vogliamo
  mantenere con delle briciole e penso che sia impresentabile  questa
  riscrittura del Governo, a meno che non si prenda in considerazione
  l'idea   di  prendere  questi  2  milioni  dal  fondo  dei  farmaci
  innovativi   che  già  l'anno  scorso  è  rimasto  in  gran   parte
  inutilizzato  e  nella variazione è stato spalmato su  altre  spese
  necessarie e pensarci per tempo, perché le associazioni sportive ci
  chiedono delle risposte.
   Qualche  mese  fa  c'è  stato un incontro in  Sala  Gialla,  hanno
  partecipato tutti i Capigruppo, tutti hanno ribadito la necessità e
  fatto una sorta di promessa solenne che nello stralcio del bilancio
  e,  quindi,  al  collegato  avremmo messo delle cifre  accettabili,
  ecco,  2  milioni  sul  comma  2 cominciano  ad  essere  una  cifra
   accettabile   per,  non  dico  salvare  lo  sport,  ma  quantomeno
  allungarne l'agonia.
   Io  mi  aspetto anche una risposta da parte dell'Assessore, perché
  l'European  Golf  Tour per il 2019 qui in Sicilia non  è  previsto.
  Vogliamo  dei chiarimenti e mi sembra giusto. L'avevo  detto  anche
  nella scorsa seduta ma il chiarimento non è mai arrivato. Oggi,  lo
  ha fortemente ribadito la collega e prima di passare alla votazione
  vorremmo   ampie,   ampie  spiegazioni,  anche   perché   ci   sono
  manifestazioni molto importanti, religiose e non, qui  in  Sicilia,
  che  hanno anche ricevuto un decreto, che prendono poche decine  di
  migliaia   di   euro.  Stendere  tappeti  rossi   per   le   grandi
  manifestazioni ben venga - specialmente se si realizzano, perché se
  sono  fantasmi sono soldi che rimarranno inutilizzati - e sostenere
  i  nostri  grandi eventi che sono  alla canna del gas' e  rientrano
  spesso     nell'attività    discrezionale    ed     incomprensibile
  dell'Assessore. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, per un attimo avevo visto il  nuovo
  Assessore  per  lo sport a cui volevamo augurare  buon  lavoro  per
  conto  del  Partito Democratico, non lo vedo più ma svolgo  il  mio
  intervento   comunque  rilevando  tutto  il  nostro  disappunto   a
  proposito del taglio delle risorse a valere sulla legge 8 che, come
  lei  sa Presidente, è la legge che finanzia lo sport di base  ed  è
  quello da cui attingono tutte le federazioni, in particolare  anche
  le  attività giovanili legate alla federazione. E' un capitolo  che
  negli ultimi anni ha avuto stanziamenti che vanno dai 5 milioni  ai
  4  milioni,  con  l'intervento di oggi il totale sarebbe  di  3.280
  milioni di euro.
   Io  ed  i miei colleghi apponiamo la firma all'emendamento 12.R.3,
  prima  firmataria onorevole Schillaci, che implementa di 2  milioni
  di  euro il capitolo della legge 8 a valere sui farmaci innovativi,
  se  ho  ben  letto  il  capitolo.  L'emendamento,  sostanzialmente,
  riequilibrerebbe lo stanziamento dello sport di base in  linea  con
  gli  ultimi  anni  e  darebbe la possibilità  alle  federazioni  di
  definire le attività programmate.
   Rilevo, poi, la presentazione, a nome del Partito Democratico,  di
  un  ordine del giorno a proposito degli impianti sportivi  con  cui
  chiediamo quanto già affermato nella scorsa seduta, che nell'ambito
  della  rimodulazione vengano finanziati i piccoli  interventi  che,
  però,  servono  a mettere in funzione, a mettere in  esercizio  gli
  impianti  come  tali, cioè i campi da gioco,  i  piccoli  campi  da
  pallacanestro,  di  pallavolo, di calcio e non  i  grandi  impianti
  sportivi che spesso restano delle  cattedrali nel deserto'.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,
  anch'io intervengo per apporre la firma all'emendamento 12.R.3  che
  ritengo essere meritorio.
   Le  società sportive oggi presenti in Sicilia svolgono un'attività
  che  credo  sia fondamentale per il nostro territorio, considerando
  anche  che,  al di là di quello che è l'aspetto sportivo,  c'è  una
  finalità sociale importante e fondamentale che credo vada tutelata.
   Oggi,  abbiamo la possibilità di inserire delle risorse importanti
  che  possono,  quantomeno,  tamponare un settore  che  sicuramente,
  nell'ultimo  periodo in Sicilia, ha avuto grandi  difficoltà  e  la
  possibilità di sostenere tutte le società sportive che operano  nei
  nostri territori, credo che sia fondamentale e importante.
   Per  questo  non  solo appongo la mia firma ma  annuncio  il  voto
  favorevole rispetto a questo emendamento presentato dai colleghi.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  la
  sensazione è che mi viene in mente il Consiglio provinciale  quando
  avevamo  la  possibilità di intervenire  con  la  legge  13  e  che
  finanziavamo singole iniziative.
   Innanzitutto  approfitto per dare un saluto  al  nuovo  Assessore,
  benvenuto, buon lavoro.
   La   sensazione  è  proprio  questa  che  questo  Parlamento  stia
  diventando  meno di un Consiglio provinciale. Meno di un  Consiglio
  provinciale, attenzione è un'iniziativa ed io non ho nulla da  dire
  su questo intervento sul golf, che ben venga, che ben vengano tante
  altre  iniziative perché le iniziative sportive possono  essere  un
  volano di sviluppo per la nostra Isola.
   Però,  è davvero una mortificazione per chi ha svolto altri ruoli,
  chi  è  stato  Sindaco, chi è stato Presidente di una  provincia  o
  anche  semplice Presidente di Consiglio provinciale, vedere  questa
  Assemblea  che è arrivata al punto di dovere disquisire o dibattere
  su una manifestazione di 300 mila euro.
   Il   motivo   è  riconducibile  al  fatto  che  non   esiste   una
  programmazione e la colpa non è di questa Assemblea. La colpa è  di
  questo  Governo, secondo me. So, onorevole Cordaro, che per lei  va
  tutto  bene e siete bravissimi e non sbagliate nulla. Però, secondo
  me, è un intervento che vuole essere costruttivo e vuole suggerirvi
  di mettere un po' di attenzione sulle attività sportive che possano
  essere volano di sviluppo dell'Isola.
   Fare  una  programmazione che preveda un  sostegno  a  quello  che
  possono  essere  le manifestazioni del golf, a quelle  che  possono
  essere  le  manifestazioni  della vela,  delle  regate,  creare  un
  circuito delle regate più importanti a livello nazionale, a livello
  europeo.  La Sicilia può mettersi al centro di quelle che  sono  le
  iniziative importanti.
   Ancora ricordo quanto benessere ha portato quando a Trapani  si  è
  svolta un'importante manifestazione sulla vela.
   Riteniamo  che questo possa soddisfare, Presidente della  Regione,
  una  discussione  come quella che stiamo facendo sull'articolo  12?
  Possiamo   ritenerci  soddisfatti  o  stiamo  sbagliando  veramente
  qualcosa?  O  veramente  non  esiste la  programmazione  in  questa
  Regione,  anche  sulle  cose più semplici come  possono  essere  le
  manifestazioni sportive?

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  per  carità,  colgo  lo   spirito
  assolutamente  costruttivo anche degli interventi dell'opposizione,
  tuttavia,  seppure forse quest'articolo poteva anche,  secondo  me,
  nel   titolo  essere  scritto  diversamente;  io  avrei  fatto  più
  chiaramente riferimento alle sue finalità, che non sono legate allo
  sport  in  senso stretto, ma che vanno persino oltre in termini  di
  buoni propositi e mi riferisco a due aspetti: il primo che è quello
  delle   attività  paraolimpiche  che  giustamente  il  Gruppo   del
  Movimento  Cinque  Stelle  ha  indicato  auspicando  persino  anche
  un'opportunità  di  investire  ulteriormente  in  quell'ambito;  il
  secondo, che sono certo non sfuggirà agli interventi di nessuno dei
  colleghi  che è intervenuto appunto sull'articolo, io  avrei  fatto
  riferimento, signor Presidente, all'attività dello sport  collegato
  al  mondo del turismo. Ma vivaddio, se questa Regione incomincia ad
  immaginare  delle  iniziative che, forse, in  una  visione  un  po'
  troppo  provinciale  noi  intendiamo  come  lontane  dal  modo   di
  promuovere la nostra Regione e la nostra Terra, credo che faremo un
  regalo  a  noi stessi, se è vero che si potrà parlare di campionati
  internazionali  di  vela,  che  si  potrà  parlare  di   campionati
  internazionali  di salto ad ostacoli, perché la  Sicilia  non  deve
  essere nota nel mondo, Presidente, per un campionato internazionale
  di golf.
   Io approfitto proprio della presenza dell'Assessore per il turismo
  perché questo, Presidente della Regione, Presidente dell'Assemblea,
  non  è solo un articolo che promuove lo sport, questo è un articolo
  che  promuove una visione nuova della Sicilia nel mondo, che  parla
  di destagionalizzazione rispetto all'offerta turistica.
   Mi  sembra  una  visione  un  po' provinciale  quella  che  guarda
  soltanto  ad  alcuni  altri mondi che guardano allo  sport.  Forse,
  dimentichiamo  che  il  golf nel mondo, Presidente  dell'Assemblea,
  Presidente della Regione, oggi, è uno degli sport più praticati.
   Allora,  se  la  Sicilia  probabilmente anche  attraverso  le  sue
  attività  sportive, commerciali, avrà meno magliette che inneggiano
  ad  altri  simboli, che possono essere il padrino  o  cose  di  cui
  oggettivamente non andare orgogliosi, se la Sicilia  incomincerà  a
  far  parlare  di sé meno per simboli collegati alla malavita,  alla
  mafia, alle magliette del padrino e più, invece, ad iniziative come
  queste  che  sono  assolutamente lodevoli e che  ritengo  di  dover
  caldeggiare a questo Governo e all'Assessore, che ponga  finalmente
  in  essere   una visione nuova della Sicilia, devono  venire  dalla
  Norvegia, dall'Irlanda, dal Giappone, dalla Cina per partecipare ai
  campionati internazionali di golf, di vela, di tiro a piattello, di
  salto ad ostacoli, e probabilmente, facendo meno riferimento a quei
  piccoli  contributi che sappiamo forse servono  meno  alle  società
  sportive che dobbiamo sicuramente sostenere, ma l'articolo che  qui
  troviamo al  collegato  mi sembra assolutamente lodevole e degno di
  grande apprezzamento.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, noi credo  che
  oggi,  anche  sulla  base della proposta del  Governo,  passato  in
  Commissione   e   condivisa  anche  dall'emendamento   che   stiamo
  esaminando, prevede un terzo comma che è orientato a sostenere  una
  vocazione internazionale della Sicilia.
   Come   sostengono  anche  gli  studiosi  in  materia,  il  turismo
  relazionale com'è quello destinato ad una community qual  è  quella
  del golf assume, oggi, una valenza di sviluppo straordinaria perché
  si  tratta  di un turismo che non è offerto indiscriminatamente  al
  mondo  ma è orientato sua una comunità che è quella del golf che  è
  tra le più importanti del mondo non solo per numero - come sappiamo
  è  lo  sport  più  praticato al mondo - ma anche perché  intercetta
  livelli  di turismo di altissimo livello che sono quelli  ai  quali
  ambisce la nostra Regione.
   C'è  un  collega che si occupa adesso di turismo e saprà difendere
  bene  queste tematiche, ma l'orientamento è la vocazione di turismo
  di qualità, sportivo di qualità, che la Regione può fare.
   Grazie  a  investimenti significativi sono stati realizzati  degli
  impianti   golfistici  tra  Sciacca  e  Donnafugata  di  primissimo
  livello.  Oggi,  purtroppo, quello di Donnafugata si  trova  in  un
  momento  di travaglio che speriamo superi al più presto e  si  sono
  imposti  con  iniziative già in precedenza celebrate,  con  risorse
  della  Sicilia  all'attenzione.  Però,  per  confermare,  il   golf
  Siciliano come un golf attrattivo occorre programmare.
   L'orientamento  del  Governo è proprio  questo.  E'  evidente  che
  l'European golf tour avrà un interesse a venire in Sicilia se e  in
  quanto  la  Sicilia sosterrà quest'attrazione e non  al  contrario;
  rischiamo di entrare in un sistema dove il cane si morde  la  coda,
  finché  non stanziamo le risorse loro non fanno un investimento  in
  Sicilia  di  tipo golfistico, fino a quanto il golf  non  viene  in
  Sicilia noi non lo finanziamo. Usciamo da questo loop.
   Abbiamo previsto un intervento finanziario triennale programmatico
  e,  proprio  perché vogliamo programmare, pensiamo che  il  turismo
  golfistico sia un turismo che alla Sicilia fa bene, fa bene anche a
  quegli sport che giustamente negli interventi che si sono fatti, si
  vogliono  tutelare, gli sport più poveri, tra virgolette, che  però
  da  un  ritorno  importante  di turismo golfistico  possono  trarre
  benefici  indotti. Su questo credo che si possa puntare, lo  sforzo
  finanziario  non  è  enorme, insistiamo affinché questo  importante
  articolo  che qualifica per tre anni l'offerta golfistica siciliana
  sia approvato.

   FOTI. La tappa del 2019?

   PRESIDENTE.   Grazie,  Assessore  Armao.  Quello  che   ha   detto
  l'Assessore Armao credo che sia chiarissimo. E' chiaro  che  finché
  non  sanno  che  la  Regione siciliana  lo  vuole  non  lo  possono
  iscrivere. Poi quando lo iscriveranno si vedrà.
   Va  bene,  allora  passiamo alle votazioni. La prima  votazione  è
  sull'emendamento  12.R.1.  Allora,  su  questo  c'è  da   fare   un
  chiarimento,  Assessore  Armao,  oppure  il  nuovo  Assessore   che
  peraltro  salutiamo  tutta l'Aula, il dottore Messina,  come  nuovo
  Assessore  per  il  turismo, stamattina l'abbiamo  già  formalmente
  comunicato,  ora  ne  stiamo approfittando per  fargli  un  saluto,
  diciamo, informale e di amicizia da parte di tutta l'Aula.
   Allora, l'emendamento 12.R.1 ha soltanto una piccola questione  da
  chiarire: siccome l'articolo 12 fa riferimento alle finalità di cui
  all'articolo 21 della legge regionale 17 maggio '84 che parla  solo
  di  attività agonistiche perché per me andrebbe, diciamo non  avrei
  problemi  a  considerarlo ammissibile questo 12.R.1 ma  la  scritta
   non agonistiche' mi crea qualche problema perché non è compatibile
  con l'articolo 21 della legge '84. Per cui, o si fa qualche .

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, sappiate che o togliamo  il   non
  agonistiche   e inseriamo un'altra cosa oppure, purtroppo,  non  lo
  possiamo fare votare. Prego.

   DI PAOLA. Grazie. Ma, infatti, il problema è proprio questo, cioè,
  perché se noi stiamo dando soldi al CIP e stiamo finanziando,  poi,
  attività agonistiche praticamente stiamo togliendo tutti i disabili
  psichici che fanno attività non agonistica.
   Cioè  il  punto  è questo, è solo ed esclusivamente  per  il  CIP.
  Capisco la sua precisazione

   PRESIDENTE. No, però mi sembra di dire che non si sta togliendo  a
  quelli.  In questo momento si sta dando a quelle agonistiche.  Poi,
  si   può  proporre  di  darle  a  quelle  non  agonistiche.  Ma  da
  quell'articolo 21, considerata la finalità di cui all'articolo  21,
  diventa  solo   agonistiche' perché sennò non va più rispetto  alle
  finalità dell'articolo 21. Allora dovrebbe avere un altro  tipo  di
  copertura.
   Per  cui,  io sono, per quanto mi riguarda ma credo di  parlare  a
  nome del Governo, assolutamente favorevole nel concetto che lei  ha
  espresso  nella  maniera assoluta, figuriamoci  Però,  se  mettiamo
  questa  cosa,  come  Assemblea  non  possiamo  fare  una  cosa  che
  materialmente è vietata. Noi possiamo fare un ordine del giorno che
  preveda  un'aggiunta di spesa anche per quelle non agonistiche,  ma
  dall'articolo 21 non lo possiamo prendere.

   DI PAOLA. Va bene, Presidente, vediamo se possiamo fare qualche

   PRESIDENTE. Benissimo; grazie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  condividendo  il senso dell'intervento dell'onorevole  Di  Paola  e
  penso   di  tutta  l'Aula,  cioè  la  finalità  di  destinare   uno
  stanziamento  di  500  mila  euro  per  le  attività  del  Comitato
  paraolimpico,  per  attività agonistiche e non  agonistiche  e  per
  tutti i tipi di disabilità fisica, psichica, sensoriale, credo  che
  sia  necessario sdoppiare il comma 1, cioè destinare 500 mila  euro
  al  finanziamento della legge n. 31 dell'84 e 500 mila euro per  il
  finanziamento del CIP.

   PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo, per me va bene.

   LUPO. A quel punto il problema è risolto.

   PRESIDENTE.  Avrei  bisogno  se il Governo  stesso  o  voi  potete
  presentare un emendamento che fa questa operazione che ha  previsto
  l'onorevole Lupo. A questo punto diventerebbe tutto ammissibile  e,
  quindi,  lo  possiamo mettere in votazione. Aspettiamo  ancora  due
  minuti  se  possiamo fare velocemente questa operazione. Visto  che
  stiamo   discutendo  tutti,  all'aperto,  e  quindi  tutti   stiamo
  ascoltando, se facciamo al volo un emendamento di questo, anche  se
  poi  evitiamo di distribuirlo, così facciamo più velocemente  e  lo
  votiamo subito.
   A   proposito  degli  emendamenti  presentati,  il  12.R.2.bis  lo
  possiamo mettere in votazione perché prevede la soppressione del 3.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Possiamo chiederle di mettere in votazione il comma 2 con
  l'emendamento 12.R.3? Visto che sul comma 1 stanno facendo questo

   PRESIDENTE.  Venendo  al  pulpito  non  è  stata  attenta.  Stiamo
  parlando proprio di questo.

   CIANCIO. Il 12.R.3, Presidente.

   PRESIDENTE. Il 12.R.3 è un problema semplicissimo, se  il  Governo
  trova la copertura, altrimenti non è ammissibile.

   CIANCIO.  Perché da questo dipende anche come ci comporteremo  con
  gli altri due.

   PRESIDENTE. Sì, ho capito. Ma io faccio il mestiere di  Presidente
  dell'Assemblea. Se il Governo ci dice che trova gli  8  milioni  in
  più da mettere.

                           (Brusìo in Aula)

   Arrivati  al momento dell'emendamento lo chiedo subito. Deve  dare
  il  parere,  ma se dà il parere non basta il parere  mi  deve  dire
  dov'è la copertura.

   FOTI.  C'è  scritto  nell'emendamento  da  dove  si  prendono.   È
  indicato.

   PRESIDENTE. Il Governo non è che deve dare un parere, mi deve dire
  se  c'è la copertura su questi capitoli perché io non lo so. Al  di
  là  di  questo, il Governo deve dire va bene sì, coperto in  questa
  maniera, e per me non c'è problema. Io credo che ci sia la  volontà
  di fare tutto, però devono essere scritte
   Il  mio  è  un  compito ingrato: laddove c'è un problema  di  tipo
  regolamentare lo devo palesare.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole  Caronia è in congedo.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Da parte del Governo  non  c'è,
  ovviamente, nessuna volontà di sottrarsi a mettere risorse  per  un
  settore che riteniamo cruciale, vitale, qual è quello dello  sport.
  Che sia fuor di dubbio.
   Le  risorse  che  ci sono oggi e, soprattutto,  la  captazione  di
  risorse  a  valere su farmaci in assenza dell'assessore  non  posso
  prendere  impegni  per  risorse così delicate  che  abbisognano  di
  ponderazione.  In sede di assestamento, subito dopo  l'approvazione
  del  rendiconto, potremo fare degli aggiustamenti del caso, come  è
  avvenuto  anche  l'anno  scorso.  Sapete  che  l'anno  scorso   gli
  interventi di ripristino si sono fatti, non c'è nessuna preclusione
  da parte nostra, però quello che vi diciamo è: andiamo avanti così.
   Tra  settembre  e  i primissimi di ottobre, eventualmente,  saremo
  disponibili  a  effettuare gli interventi di  aggiustamento  e  gli
  interventi  che potranno essere finanziati a valere su risorse  non
  tempestivamente utilizzabili da parte degli assessorati,  ma  oggi,
  vi  prego, non metteteci in condizioni di andare in difficoltà  con
  risorse   in  settori  delicatissimi,  di  cui  oggi  non  possiamo
  effettuare  l'utilizzazione senza una congrua certezza che  non  si
  utilizzeranno.

   PRESIDENTE.   A   questo  punto  io  non  posso   che   dichiarare
  l'emendamento  inammissibile, a meno che  non  venga  ritirato  dai
  proponenti.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, mi perdoni. Questo subemendamento non  è
  uscito  adesso. Questo subemendamento era già stato presentato  nel
  fascicolo degli emendamenti.

   PRESIDENTE.   Infatti,  anche  allora  avevamo   detto   che   era
  inammissibile.

   FOTI.  Quindi, chiaramente, si è verificato che la copertura  c'è.
  Lo  scorso anno dal fondo dei farmaci sono avanzati ben 10  milioni
  di  euro. Io penso che, dato che c'è il Presidente della Regione in
  Aula,  il  fatto  che manchi l'Assessore Razza  sia  una  questione
  abbastanza  relativa.  Non  ritiro  l'emendamento,  mettiamolo   in
  votazione.

   PRESIDENTE. Non posso metterlo in votazione, onorevole Foti.

   FOTI. Io non lo ritiro.

   PRESIDENTE. E io lo dichiaro inammissibile, che posso fare?

   FOTI. Mi scusi, è ammissibile.

   PRESIDENTE. Non ha copertura finanziaria.

   FOTI.  E'  ammissibile, eventualmente il Governo  si  esprime  con
  parere contrario e il Parlamento vota, perché non ci sono i profili
  di  inammissibilità, semmai di opportunità o non  opportunità;  per
  noi è opportuno e lo manteniamo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, la prego di credermi; Il  giorno  che
  lei  dovesse  stare al mio posto si renderà conto che  è  così   E'
  possibile che queste somme si liberino, e nel momento in cui,  come
  ha  detto l'Assessore Armao, si farà il rendiconto, se queste somme
  saranno liberate, in quel momento si potrà coprire. Oggi come oggi,
  non  è coperto, e di conseguenza non lo posso mettere in votazione.
  La  prego  di  credermi,  fermo restando  che  io  idealmente  sono
  assolutamente  favorevole,  ma  non posso  porre  l'emendamento  in
  votazione,  perché è vietato, nel ruolo che svolgo, un  emendamento
  che preveda una spesa priva di copertura.
   Diamo la parola agli altri colleghi.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, io non ho capito una cosa, sarà  che
  sono alla prima Legislatura: se non ci sono le coperture ce lo deve
  dire  la  Commissione  Bilancio . Se questo articolo è arrivato  in
  Aula,  salvo che non ci siano profili di inammissibilità -  non  la
  voglio   correggere   -  salvo  che  non  ci   siano   profili   di
  inammissibilità,  formale,  non  sostanziale,  il  Governo  esprime
  parere,  dice  no . I deputati, chi vuole votare sì, vota  sì,  chi
  vuole votare no, vota no, e chi vuole astenersi si astiene. Ma  non
  che  non poniamo in votazione un articolo, perché altrimenti io  le
  chiedo  di  leggermi  -  ripeto, perché magari  non  lo  ricordo  -
  l'articolo  del  Regolamento interno che vieta di discutere  questo
  emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca, glielo  spiego  subito.  Allora,
  l'emendamento  arriva in Aula perché teoricamente,  se  il  Governo
  dovesse  dire:   Va bene, approvo questa copertura ,  perché  è  in
  condizioni di farlo, noi lo metteremo, ovviamente, in votazione.
   Il  Governo ha appena finito di dire che su quel fondo è possibile
  che  le  somme si liberino dopo, ma lo possiamo andare a verificare
  solo  al  momento del rendiconto, per cui, se voi potete  aspettare
  che  venga predisposto il rendiconto, si verifica che quelle  somme
  sono  state liberate, così come successo l'anno scorso, sulla  base
  di risparmi che si sono fatti sui farmaci, a quel punto il Governo,
  che  non  sta dando un parere sull'idealità della cosa, sta dicendo
  che  su  questa, perché lo poteva fare solo il Governo  che  sa  le
  cifre, non le conosce la Commissione  Bilancio , il Governo ci  sta
  dicendo   che  può  essere  che  queste  cifre  verranno   liberate
  effettivamente  per un risparmio sui farmaci, come è  già  avvenuto
  l'anno scorso, a quel punto potrà essere una copertura.
   Poi,  se  il  Governo sarà d'accordo o meno che venga  coperto  con
  quello, si esprimerà e si voterà, ma intanto, materialmente,  adesso
  questo  fondo  non c'è proprio, perché finché non c'è il  rendiconto
  questo risparmio di cui voi parlate non è verificabile e quindi,  di
  fatto, non c'è.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   parlo
  semplicemente  per cercare di dare una mano in questo  senso  perché
  credo che ci stiamo un po' incartando sulle procedure regolamentari.
   Il  tema  non è se questo emendamento ha la copertura o non  ha  la
  copertura, perché tecnicamente è un emendamento coperto,  nel  senso
  che  l'emendamento prevede una spesa e prevede anche il capitolo  da
  cui  prelevare quella spesa. Tra l'altro, ricordo, che noi siamo con
  una  legge  impropria che si chiama  collegato', cioè è il collegato
  alla  finanziaria,  quindi  tecnicamente stiamo  facendo  una  legge
  finanziaria, quindi nel pieno del rispetto delle procedure anche  di
  natura finanziaria.
   Dopodichè  nel  merito, devo dire, anch'io ho  qualche  dubbio  che
  possiamo togliere soldi ai farmaci innovativi - parliamo di  farmaci
  sostanzialmente salva vita - così, diciamo, per un fatto finanziario
  avere  la  certezza che non facciamo danni a gente  che  rischia  di
  morire  di epatite C perché non si può permettere la cura, io  credo
  che   una   cosa   è  il  buon  senso  sul  piano  del  ragionamento
  politico-amministrativo,  altra cosa è la  procedura  regolamentare,
  perché  secondo  questo principio che qualcuno le ha  suggerito,  in
  Aula  non potremo mai più fare un emendamento come parlamentari  che
  dice   io  invece di spendere per andarcene sulla luna,  voglio  che
  andiamo su Marte', ma la libertà del parlamentare deve rimanere, poi
  l'Aula  deciderà che non si va né sulla luna né su Marte, ma  è  una
  volontà.
   Quindi,   io   le   chiedo,   signor   Presidente,   di   suggerire
  eventualmente  di soprassedere come ha fatto l'Assessore,  prendendo
  l'impegno  che nell'eventualità, in fase di assestamento,  si  possa
  trovare  la  soluzione,  ma  di  non dichiararlo  inammissibile  per
  mancanza  di copertura, perché questo sì, costituisce un  precedente
  antipatico.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, siccome  non  è  mia  intenzione
  cercare  di fare elucubrazioni mentali per arrivare ad un risultato,
  io  le dico che se il Governo avesse detto:  ci sono i soldi, ma  io
  non  voglio che vengano presi , io avrei fatto votare con il  parere
  negativo del Governo. Il Governo ha detto che finché non ci sarà  il
  rendiconto, non può avere la garanzia che quei soldi ci  siano;  per
  cui,  di  fatto,  mi sta dando la notizia che questo  fondo  sarebbe
  insufficiente comunque a coprire questa previsione.
   A  questo  punto,  se è così come io ho capito,  se  io  ho  capito
  diversamente, il Governo chiede la parola e mi dice:  la  correggo ;
  ma se è come io ho capito, il Governo non mi sta dando un parere, mi
  sta  dicendo:  quell'articolo da cui vuole essere presa la copertura
  non  ha  quei  fondi  in questo momento, per  cui  non  li  possiamo
  prendere .

   FOTI. Ci sono 49 milioni.

   PRESIDENTE. Il Governo ha detto, ripeto, non faccio nessuna  fatica
  a  metterlo in votazione, io cerco di fare le cose per come è giusto
  che  si  facciano.  Se il Governo mi dice:  è possibile  che  quella
  cifra  si  sblocchi   perché il fatto che ci sia  una  cifra  in  un
  articolo  di bilancio, se ci sono degli impegni noi non lo  possiamo
  sapere,  lo  può sapere il Governo, se ci sono degli impegni  quella
  cifra è solo cartolarmente inserita, perché una parte è già di fatto
  stata eliminata.
   Per  cui,  siccome  il Governo mi dice:  se per caso  si  dovessero
  liberare, perché nel rendiconto andiamo a verificare se si liberano,
  li  possiamo utilizzare , significa secondo me, e secondo l'italiano
  che io conosco ma che so conosce molto bene anche l'Assessore Armao,
  nel momento in cui oggi come oggi quei soldi sono impegnati e quindi
  non  li  possiamo  utilizzare,  però è  possibile  che  prima  della
  rendicontazione alcuni di quegli impegni si siano liberati,  a  quel
  punto  ritornano ad essere nella disponibilità del Governo e  quindi
  possiamo  coprire in quella maniera. Secondo me questo  ragionamento
  mi porta a dire che è inammissibile.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Voglio raccogliere le perplessità
  dell'onorevole Cracolici per trovare una soluzione.
   E'  chiaro  che  noi  dall'andamento della spesa  dell'anno  scorso
  capiremo  se  lo  stanziamento di quest'anno è  sovradimensionato  o
  sottodimensionato. Quindi, in sede di assestamento,  vedremo,  anche
  in  relazione all'andamento fino a settembre della spesa  su  questa
  voce,  se  abbiamo stanziato un po' di più di quanto è necessario  e
  allora sì possiamo utilizzare le risorse, altrimenti no.
   Quindi,  io ripeto, credo che l'assestamento è la sede appropriata
  perché  avremo  le  cose più chiare e potremo  toccare  un  settore
  sensibile,   come   ha   sottolineato  opportunamente   l'onorevole
  Cracolici,  qual è quello dei farmaci innovativi, per  disporre  di
  risorse.
   Io  non  dico  che  non si potranno utilizzare, però  si  potranno
  utilizzare dopo che avremo degli andamenti più definiti, il che non
  può avvenire oggi.
   Quindi,   fermo   restando  che  la  proposta  è  apprezzabile   e
  sostanzialmente  condivisa  dal  Governo,  tuttavia  rinviamo   con
  l'impegno  di  trattarlo con la massima lealtà  e  serenità  questa
  cosa.

   CRACOLICI. Facciamo un ordine del giorno.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Fate  un  ordine  del  giorno,
  appunto, e poi lo esaminiamo subito dopo l'estate.

   PRESIDENTE. Infatti, io avevo fatto un ordine del giorno  con  cui
  si  impegna  il Governo in questo momento, onorevole  Cappello,  la
  prego di credermi, ripeto, le mie non vogliono essere alchimie  per
  non  fare  votare un emendamento, non ne ho nessun  piacere  a  non
  farlo,  ma  mi creda che dalla spiegazione dell'Assessore  Armao  è
  evidente  che quelle cifre in questo momento, se andate a  prendere
  sul  bilancio  della  Regione, risultano ma sono evidentissimamente
  impegnate,  perché  se  servono  per  comprare  10  scatole  di  un
  medicinale  salvavita, poi può essere che invece alla  fine  se  ne
  utilizzino 8 e quindi sono rimaste delle disponibilità che  possono
  essere  utilizzate,  ma  sino ad oggi non  è  possibile.  Per  cui,
  andiamo avanti.
   L'emendamento 12.R.4 è la riscrittura dell'emendamento 12.R.1  che
  è  stato  richiesto  dall'onorevole Di Paola  e  che  è  stato  già
  apprezzato  dal  Presidente della Regione, quindi immagino  che  il
  Governo sia favorevole.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Quindi,  è  approvato  l'emendamento  12.R.4,  che  è  quello  che
  distingue  500  e  500,  attività  agonistiche  con  attività   non
  agonistiche.
   Noi   dobbiamo   ora   votare  perché  ammissibile   l'emendamento
  12.R.2bis.

   CIANCIO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla  luce  della
  discussione  del  fatto  che non si è potuto  votare  l'emendamento
  della  collega  Schillaci,  a questo  punto  io  chiedo  di  votare
  l'emendamento  12.R.2, eliminando tutti gli altri, che  trasferisce
  la copertura del comma 3 al comma 2.

   PRESIDENTE. E solo quello è rimasto da votare

   CIANCIO.  Signor  Presidente, lei diceva l'emendamento  12.R.2bis,
  per  questo.  Questo è l'emendamento 12.R.2 senza il  2  bis,  solo
  l'emendamento 12.R.2.

   PRESIDENTE. Non lo aveva ritirato quello?

   CIANCIO.  A  seguito  della  discussione  che  c'è  stata,  signor
  Presidente.

   PRESIDENTE. Ma lei pensa veramente, lei si è convinta che  ci  può
  fare uscire pazzi?

   CIANCIO.  No, no io non la faccio uscire  quella è l'ultima  delle
  mie intenzioni

   PRESIDENTE. Quell'emendamento è stato ritirato, onorevole.

   CIANCIO.  No, signor Presidente, mi scusi, ma se io so  che  prima
  c'è  un  emendamento della collega Schillaci che non è stato  messo
  neanche in votazione e adesso ho un'altra proposta, sono libera  di
  farla

   PRESIDENTE.  Siccome io voglio, mentre qua mi dicono  se  è  stato
  ritirato  non  si può votare, mentre io voglio essere assolutamente
  insieme a voi a fare le cose, io dico che per la prossima volta  se
  un  emendamento  è ritirato, è ritirato. Allora questo  emendamento
  rispetto all'emendamento senza  bis' che cosa prevedeva?

   CIANCIO.  Signor  Presidente,  al  posto  dell'emendamento  12.R.2
  trasferisce al comma 2.

   PRESIDENTE. Ho capito, voglio capire che cosa prevedeva

   CIANCIO.  Mentre  quello  lo prevedeva al  comma  1  perché  c'era
  l'emendamento Schillaci per il comma 2.

   PRESIDENTE.  Nel  momento in cui abbiamo già  votato  e  approvato
  l'emendamento 12.R.4 che ha già distinto i due stanziamenti, questo
  qua

   CIANCIO. No, signor Presidente, stiamo parlando del comma 2.  Cioè
  soppressione comma 3 e trasferimento al comma 2, non il comma 1.

   PRESIDENTE.  L'emendamento 12.R.2bis  prevede che al  comma  1  le
  cifre cambiano, quindi è precluso già.

   CIANCIO.  Pacifico,  perché lo abbiamo già  votato.  L'emendamento
  12.R.2  prevede la soppressione del comma 3 e il trasferimento  dei
  300  mila  euro  al  comma 2. Quindi, i 780 mila euro  diventano  1
  milione e 80 mila euro.

   PRESIDENTE. Quello che è stato ritirato.

   CIANCIO. Non è più ritirato. Lo ripresento di nuovo.

   PRESIDENTE.  Non  è  più  ritirato  Ora vediamo.  Un  attimo,  per
  favore. Fatemi capire.

   CIANCIO. Presidente, anche volendo l'altro non lo posso più votare
  perché il comma 1, ormai, lo abbiamo votato.

   PRESIDENTE.  Ho  capito.  Onorevole, le pratiche  parlamentari  si
  imparano  a  poco a poco, io questo lo capisco, neanche le  conosco
  tutte.   Io sto vedendo, onorevole Ciancio, se riesco, e  non  sono
  sicuro,  anzi credo di non riuscire, a recuperare e vedere  come  è
  possibile recuperare un emendamento ritirato

   CIANCIO. Glielo ripresento

   PRESIDENTE.  Questo  lo so. E' ritirato. Aspetti  un  attimo.  Sto
  studiando come farla contenta  Me lo dà il tempo almeno
   Abbiamo trovato il sistema: da Regolamento se un emendamento viene
  ritirato  da chi lo ha presentato, può essere fatto proprio  da  un
  altro. Lo faccia fare proprio da un altro e lo votiamo.

   CAPPELLO. Lo faccio proprio.

   PRESIDENTE. E' fatto proprio dall'onorevole Cappello e, quindi, lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi;  chi  è  contrario  resti
  seduto.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Uno  vi  fa  i favori e pure li  deve  pagare  questi
  favori   Io  già  non  lo  dovevo mettere in  votazione,  onorevole
  Cappello. Vi prego, ci sono delle regole di buona convivenza  pure,
  non  ce l'abbia a male  Già non era messo in votazione. Ora è stato
  comunicato  che  chi è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Basta  Non è approvato.
   Articolo  12R,  che  di fatto è sostitutivo dell'articolo  12.  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Non potevamo votare questo articolo

   PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, la prego, sto facendo di tutto  per
  fare quello che è possibile

   CIANCIO. Ho chiesto una votazione per appello nominale e non me la
  fa fare

   PRESIDENTE. Un appello nominale lo possiamo fare quando vuole,  ma
  questo  articolo  non è stato approvato. Questo emendamento  non  è
  stato approvato  Non potete approfittare così di me
   Abbiamo  finito.  Onorevoli colleghi, sono  le  18.30,  Presidente
  Musumeci vorrei anche il suo suggerimento, sono le 18.30,  ci  sono
  gli emendamenti aggiuntivi. Questi aggiuntivi, che sono moltissimi,
  la  grande  maggioranza  di questi emendamenti  aggiuntivi  non  li
  faremo  neanche votare. Ce ne sono alcuni, però non c'è dubbio  che
  una perdita di tempo c'è per forza di cose. In ogni caso, io dovrei
  chiedere  dieci  minuti,  un  quarto d'ora  di  sospensione  perché
  dovremo  verificare  esattamente  quali  sono  gli  emendamenti  da
  proporre o no.
   Domani non possiamo fare Aula perché dalle ore 8.00 di mattina, in
  poi,  c'è  di nuovo il concorso e dopodomani lo stesso. Io  chiedo,
  con grande serenità, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti,
  altrimenti dovremmo rinviare il tutto a martedì.
   Chiedo al Presidente stesso

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Chiedo  di  continuare  ad
  oltranza.

   PRESIDENTE. Il Presidente chiede di andare avanti ad oltranza. Per
  me va benissimo e, quindi, si continua.
   Chiedo  un  quarto d'ora di sospensione dopo che  avranno  parlato
  l'onorevole Lupo e l'onorevole Cracolici, che mi hanno  chiesto  di
  parlare, per potere dare una verifica del lavoro che è stato  fatto
  dagli uffici sugli emendamenti aggiuntivi in modo da potere tornare
  e cominciare a votare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

   LUPO.   Signor  Presidente,  la  comunicazione  che  ci  sarebbero
  moltissimi  aggiuntivi ci coglie di sorpresa, perché in conclusione
  della   seduta   precedente,  proprio  il  mio  ultimo   intervento
  sull'ordine  dei lavori, ha riguardato il tema degli  aggiuntivi  e
  abbiamo chiesto al Presidente dell'Assemblea e al Governo di sapere
  se  vi  fossero  degli emendamenti aggiuntivi in  modo  da  poterli
  distribuire   all'Aula  per  accelerare  i  lavori   della   seduta
  successiva,  e  ci  è  stato  risposto  di  no,  che  non   c'erano
  emendamenti.
     Voglio  ricordare, peraltro, che oltre al collegato generale  ci
  sono  diversi  disegni  di legge collegato-stralcio  delle  diverse
  Commissioni  di competenza che hanno lavorato, hanno  dato  pareri,
  hanno  approvato i testi; ora, sovvertire il lavoro fatto in questi
  mesi  a  me  sembra  sbagliato, altra cosa è se  vi  è  un'urgenza,
  un'emergenza,  un  tema  che  deve  essere  affrontato  in  termini
  prioritari, e allora, non ci sottraiamo, e a tal proposito io colgo
  l'occasione  per  dire, signor Presidente,  ci  siamo  accorti  con
  grande  sorpresa  che Ferrovie dello Stato ha sospeso  il  servizio
  ferroviario sulla Palermo-Messina.
   Io  penso  che una risposta va data. Per esempio, non credo  abbia
  molto  senso,  considerato che i nostri concittadini  e  i  turisti
  saranno  costretti a servirsi esclusivamente dei mezzi di trasporto
  su   gommato,   mantenere  i  pedaggi  sul  Consorzio  autostradale
  siciliano  sul  CAS  per  il  periodo di sospensione  del  servizio
  ferroviario. Io penso che il governo dovrebbe sospendere i  pedaggi
  sul  tratto autostradale del CAS da Palermo a Messina per  l'intera
  durata della sospensione del servizio ferroviario.
   Vorrei  sapere  -  così ho letto sulla stampa  -  se  è  vero  che
  Ferrovie  ha  concordato col Governo regionale la  sospensione  del
  servizio ferroviario.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, per quanto riguarda la prima parte

   LUPO.  Presidente,  fino all'ultima seduta, in  questo  Parlamento
  abbiamo parlato di infrastrutture, non è accettabile che il Governo
  non  abbia  informato  il Parlamento di un  fatto  così  grave  che
  riguarda migliaia e migliaia di siciliani.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Lupo

   LUPO.  Perché noi rischiamo qui di discutere di cose di  cui  alla
  gente  non  importa nulla e di non occuparci delle cose che  invece
  alle gente importano ed interessano.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo la prego, distinguiamo le cose. Io  ora
  sospendo  per  la verifica di questi emendamenti, dopo  di  che  il
  Governo,  il  Presidente Musumeci direttamente, che  io  stesso  ho
  peraltro  scritto a verbale perché l'ho fatto dalla mia postazione,
  ho chiesto al Presidente notizie su questo argomento, il Presidente
  ha  risposto che è stata già fatta una nota di protesta, quindi,  è
  ovvio che non c'è nessun accordo su questo.
   Siccome  continua  il dibattito e per me se volete  continuare  su
  questo  argomento va benissimo, io ho bisogno di ritirarmi  insieme
  al  Presidente Savona e all'assessore Armao per la verifica al volo
  di questi aggiuntivi perché io


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente le chiedo scusa. Noi dobbiamo ritrovare  un
  ordine  se no impazziamo, ancora abbiamo tre anni e mezzo  davanti,
  rischiamo  di  finire  questa legislatura ricoverati  in  una  casa
  psichiatrica, perché c'è un livello di fare le leggi che  è  folle.
  Cioè  abbiamo una legge finanziaria poi abbiamo fatto un collegato,
  poi  abbiamo  diviso il collegato in cinque sub-collegati,  abbiamo
  praticamente,  da qui a dicembre, sempre all'ordine del  giorno  la
  finanziaria che abbiamo approvato ad Aprile, perché è chiaro che  è
  un  meccanismo in cui non si chiude mai, aggiungi che ci  sono  gli
  emendamenti in cui lei ora sta annunciando ed io  finché si scherza
  si  scherza  ma  con  tutto  il  rispetto  per  la  Presidenza,  la
  Presidenza  non  ha  il potere di decidere quali emendamenti  vanno
  esaminati e quali no e neanche il Governo.

   PRESIDENTE. E neanche il Governo, ovviamente.

   CRACOLICI.  Perché  la possibilità che gli emendamenti  aggiuntivi
  abbiano   la  stessa  dignità  sia  del  Governo  che  del  singolo
  parlamentare,  quindi se lei dice  ci riuniamo, ora vediamo  quelli
  che portiamo in Aula, gli altri  , Presidente non funziona così.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, questi che  sono  arrivati  qua,
  vengono  dalla  Commissione per cui sono stati  già  apprezzati  in
  Commissione.

   CRACOLICI. Presidente, insisto, gli emendamenti che sono  arrivati
  come aggiuntivi

   PRESIDENTE.  ..vengono dalla Commissione, per cui sono  stati  già
  apprezzati in Commissione

   CRACOLICI.  Signor Presidente, insisto, gli emendamenti  che  sono
  arrivati come aggiuntivi, io adesso non conosco il dettaglio perché
  non  ne  troverà  uno a mia firma, sono stati però esaminati  dalla
  Commissione  immagino,  o  dalle Commissioni  di  merito  immagino,
  addirittura  mi  risulta che ci sono norme che sono  nei  collegati
  cosiddetti   integrativi  che sono stati  estrapolati,  già  votati
  dalle  Commissioni,  e presentati adesso come  emendamenti:  è  una
  follia
   Allora,  Presidente,  io le chiedo una cortesia:  rimetta  ordine,
  abbiamo finito un collegato e ci sono altri collegati, andiamo  con
  ordine,  poi, se ci sono urgenze reali che si capisce che  c'è  una
  necessità vera, che creiamo un danno alle province, si affronta con
  buon senso, altrimenti è un caos

   PRESIDENTE.  Lei  ha  perfettamente ragione, tant'è  che  io  devo
  verificare  tutto  quello  che è stato  estrapolato  da  altri  per
  riportarlo ad altri, questo perché sia chiaro, perché ci sono delle
  situazioni  che  io  non  accetterò  proprio  per  mettere  ordine,
  onorevole Cracolici.
   Io le sto dicendo che proprio per mettere ordine io, nonostante la
  Commissione  abbia fatto arrivare in Aula una serie di  emendamenti
  aggiuntivi,  ho  già  comunicato  che  non  ne  faccio,  però  devo
  verificare  se  ci sono due o tre emendamenti di cui effettivamente
  c'è  necessità di doverli affrontare in Aula, allora li porterò  in
  Aula, diversamente, ed è stato esattamente quello che lei ha detto,
  si vede che mi avrà insegnato prima questa cosa, perché oggi, nuovi
  altri  interventi  non  ne  concedo, anzi,  chiedo  scusa,  concedo
  l'intervento  dell'onorevole Di Mauro,  - poi assuma la  presidenza
  perché  mi  devo  allontanare -, per cui faccio esattamente  questo
  lavoro,  può  stare tranquillo che non ci sarà nessun sovvertimento
  dell'ordine che ci siamo già dati.

   DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  vorrei
  che  fosse chiaro: noi abbiamo stabilito un percorso che era quello
  del collegato del Governo e poi una serie di collegati che facevano
  riferimento  ad  argomenti specifici, quindi  la  prima  condizione
  perché  un  emendamento possa essere ammissibile è  che  dev'essere
  trattato dalla Commissione di merito, dalla Commissione bilancio  e
  non deve far parte dei collegati successivi.
   Secondo  tema: lei ha stralciato - così d'intesa col  Governo  che
  l'ha proposto - l'articolo 17. Desidero che la Presidenza comunichi
  all'Aula i vari commi che sono stati esaminati dalle Commissioni di
  merito  e  dalla  Commissione  Bilancio , credo che i  parlamentari
  abbiano  diritto  di presentare questi commi nei disegni  di  legge
  collegati  di  competenza, questo credo che lei  debba  comunicarlo
  all'Aula.  E'  un  problema di ordine dei lavori, credo  che  debba
  essere comunicato.

   PRESIDENTE.  Assolutamente  d'accordo  con  lei,  fermo  restando,
  onorevole  Di  Mauro,  che  il Governo ha  ritirato  -  io  non  ho
  stralciato  niente - l'articolo 17 ed è ovvio che tutto quello  che
  c'è nell'articolo 17 può essere assolutamente utilizzato per essere
  inserito,  non  è  stato  bocciato,  il  Governo  ha  ritenuto,   -
  l'intervento  dell'Assessore  Armao è  stato  un  intervento  molto
  chiaro  -,  di  evitare  uno  scontro per  cui  l'ha  ritirato  per
  ripresentarlo  nella maniera più opportuna che è  questa  che  dice
  lei.
   Onorevole Di Mauro le devo chiedere di sostituirmi perché io  devo
  assolutamente assentarmi.

   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  volevo  aggiungere  una   cosa.
  Trattandosi,  l'articolo  17, argomento che  è  stato  trattato  in
  Commissione di merito e  Bilancio , gli emendamenti di cui ai commi
  di  questo  articolo 17 vanno presentati direttamente in  Aula  nei
  collegati  di  competenza, perché non è che li  possiamo  esaminare
  nuovamente?

   PRESIDENTE. Mi dia il tempo di verificare ma in linea  di  massimo
  dovrebbe essere così.

   DI MAURO. Non è che possiamo esaminarli due volte?

   PRESIDENTE. In linea di massima va bene così.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   FOTI.  Signor  Presidente, se ne sta andando? Se si  trattiene  un
  secondo,  ho  preparato  l'ordine del  giorno  -  come  lei  mi  ha
  consigliato  -  Presidente  Miccichè,  chiedendo  al   Governo   di
  rimpinguare i capitoli alla prossima predisposizione di  una  norma
  finanziaria  per  le  leggi  8  e 31 che,  oggi,  sono  ridotte  al
  lumicino.
   Vorrei  ricordare all'Aula che avevamo approvato un  altro  ordine
  del giorno che chiedeva di modificare i criteri di ripartizione che
  avvengono  secondo un decreto dell'Assessore per il  turismo  e  lo
  sport.
   Volevo  preannunciare anche che, andando così  a  memoria,  perché
  prima si è fatta una discussione in cui questo capitolo sui farmaci
  -  utilizzato  quasi  come  uno scudo umano  -,  nessuno  tocchi  i
  farmaci  Ovviamente.
   Vorrei   ricordare  all'Aula  che  questo  capitolo   durante   la
  finanziaria è stato ampiamente saccheggiato.
   Ci vedremo all'assestamento.
   Qui  c'è l'ordine del giorno - che adesso depositerò - e spero sia
  distribuito per un'approvazione da parte dell'Aula.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 15 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.41, è ripresa alle ore 19.42)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 491/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto devo dare una  garanzia  a
  tutti  e  cioè  che  già  nell'ordine  del  giorno  della  prossima
  settimana, che faremo stasera, garantisco che a partire da martedì,
  quindi mercoledì e giovedì, si porteranno in Aula i collegati delle
  specifiche  Commissioni  per cui vi prego  di  stare  assolutamente
  tranquilli  che  tutti  gli emendamenti che non  stiamo  discutendo
  oggi,  verranno discussi. Mi dovete credere, di 100 e non so quanti
  di più, quasi 200, noi ne abbiamo presi ora 7 o forse 8, quelli che
  abbiamo ritenuto effettivamente

   SAMMARTINO. Il fascicolo è corposo.

   PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, se mi ascolta, stavo dicendo che
  a  partire  da martedì li discuteremo; il fascicolo era tanto,  ora
  sono  8  emendamenti che, scusatemi, comunque dovremo  valutare  in
  ogni  caso  e  che  però hanno la garanzia,  c'è  la  mia  garanzia
  personale,  del  fatto  che da martedì a  giovedì  nella  settimana
  prossima,  noi  apprezzeremo  tutti  i  collegati  che  sono  stati
  definiti  e  sono praticamente tutti pronti. Per cui, a partire  da
  martedì,  iniziamo  con  quello  della  I  Commissione  e  della  V
  Commissione  per  andare  avanti poi con  quelli  degli  altri  tra
  mercoledì  e  giovedì,  per  cui tutti stiano  tranquilli  che  gli
  emendamenti di ognuno di voi saranno assolutamente apprezzati.
   Scusi  Assessore  Falcone, chiedo scusa,  se  ci  sediamo  votiamo
  perché dobbiamo votare poi andare via.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, non si possono votare.

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa onorevole Barbagallo,  io  ho  valutato
  insieme agli uffici quelli che riteniamo più urgenti, se alcuni non
  li  volete  apprezzare,  non li apprezzate,  punto.  Non  stiamo  a
  ridiscutere di nuovo, tanto da qui alla prossima settimana  saranno
  votati tutti compresi quelli, onorevole Di Mauro, di cui parlavamo,
  dell'articolo   17  e  che  devono  essere  predisposti,   dobbiamo
  scegliere  e  capire  quali  siano e portati  in  Aula.  È  inutile
  continuare  a discutere se sono belli o brutti quelli  che  abbiamo
  portato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se è sull'ordine dei lavori, se è sulla qualità o meno
  sono quelli che abbiamo ritenuto di portare qua in Aula, sono 8  su
  200  e mi sembra di avere fatto il mio dovere portando questo  tipo
  di  emendamenti, se poi non li volete votare non li votate.  Prego,
  però  non  apro  la  discussione sulla scelta. È una  scelta  della
  Presidenza, può essere giusta o sbagliata, ma così è.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  trattengo
  dall'esprimere  un giudizio. Mi permetto di dire che  non  funziona
  così,  Presidente. Mi dispiace, non funziona come lei sta operando.
  Lei  che  fa?  Ha sorteggiato? Cosa ha fatto? Come ha  operato?  Il
  sorteggio su quali parametri l'ha definito? L'urgenza? L'emergenza?
   Qui ci sono variazioni di bilancio di cui non si ha contezza delle
  ragioni  di  urgenza per le quali si fanno, dal turismo -  immagino
  perché  è  arrivato l'assessore e, quindi, è una sorta di benvenuto
  fra  di  noi  -  alla  sanità, per le stesse  ragioni  per  cui  ha
  dichiarato che non si poteva discutere l'emendamento famoso, quello
  dei  farmaci.  Adesso abbiamo emendamenti col  fondo  sull'Oasi  di
  Troina  per  l'autosufficienza. Ho  dato  uno  sguardo  a  volo  di
  uccello.
   Signor Presidente, ma può pensare che l'Aula è una sorta di  luogo
  dove   abbiamo  deciso'? M con tutto il rispetto,  abbiamo  deciso,
  chi?  Qui  non  c'è un potere della Presidenza che  sostituisce  il
  Parlamento. O lei li mette tutti, o lei ci dice qual è  la  ragione
  di  urgenza reale e il Governo se ne fa carico, perché non  si  può
  passare  da 2, non è un problema di peso. Trattiamo sui numeri,  ma
  non  si  può sospendere l'Aula dicendo che ci sono 2 emergenze,  la
  redistribuzione  dei 110 milioni e il TPL, le province,  e  poi  si
  passa  dai  precari,  alle multe dei beni culturali.  Ora  tutto  è
  urgente.
   Ma,  tra  l'altro,  lei ha appena finito di dire  che  ci  sono  i
  collegati  di  settore dove troveranno soddisfazione gli  ulteriori
  emendamenti. Mi spiega perché ci sono emendamenti che lei  annuncia
  andranno lì e altri che, invece, entrano qui? Qualcuno ha fatto  il
  concorso  per  arrivare primo? C'era una gara? Una gara  podistica?
  C'è  stata  una coppa in palio? Presidente, con questi  emendamenti
  per  quello  che potrò - e stasera annuncio che non me ne  andrò  -
  userò  tutte le tecniche parlamentari e regolamentari perché queste
  norme  le approverete nel mese di agosto. Non martedì, nel mese  di
  agosto.
   Pertanto,  o  il  Governo,  assieme alla  Presidenza,  avanza  una
  proposta seria, credibile all'Aula, o, per quanto mi riguarda,  per
  quello che potrò - poi vi batterete perché c'è la logica dei numeri
  -  ma per quello che potrò le assicuro che non sarà una Finanziaria
  che chiuderemo né stasera, né martedì.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, ho  capito  che  il  suo  è  un
  intervento preventivo, come la guerra preventiva di Bush. Prima  se
  lo  faccia  dire  se ci sono le emergenze e quali  sono  e  poi  fa
  l'intervento  che  ha fatto. Lei ha fatto un intervento  preventivo
  che  para  le  mani  e dice  qualsiasi cosa mi  dicano  io  non  ci
  crederò'.  Ma  siccome  la  scelta è  stata  fatta  sulla  base  di
  ragionamenti  che  io  ho ascoltato e che  ho  ritenuto  alcuni  di
  accettare,  altri no. Non ho accettato il Salva Catania  perché  ho
  detto  che può andare martedì, non ho accettato lo Sblocca concorsi
  che  mi aveva proposto il Presidente perché ho detto che può andare
  martedì.  Ho  accettato - e devono essere, ovviamente,  valutati  -
  soltanto   quegli   emendamenti  che  ho  ritenuto  particolarmente
  urgenti. Non altri. Dopodiché, io, se lei mi dà il tempo di  farlo,
  li  posso  anche non illustrare, perché non spetta a me  illustrare
  gli emendamenti, ma spiegare, emendamento per emendamento, quale  è
  stata  la  motivazione per cui ho ritenuto di portarli in  Aula,  a
  partire  dal primo, l'emendamento aggiuntivo A.2R bis. Sono  sette,
  non  dire   tutti questi . Erano duecento, ho ritenuto  di  portare
  questi.
   Voi fate quello che volete, io non ho problemi, perché sia chiaro,
  io  posso  pure chiudere l'Aula; la settimana prossima,  invece  di
  fare i collegati, facciamo gli aggiuntivi, io non ho problemi.  Sto
  cercando  di  trovare  un ordine perché la  settimana  prossima  si
  possano  portare in Aula i collegati specifici, siccome la  Regione
  deve fare la spalmatura, e si deve fare, qua c'è l'emendamento  che
  consente  la spalmatura, c'è una proroga sugli stipendi che  devono
  essere  dati, quindi non credo ci sia niente di straordinario,  c'è
  un  errore  fatto dall'Assessorato beni culturali, per cui  c'è  da
  dare  la  possibilità, con soldi già esistenti,  di  sistemare  una
  vicenda che era stata erroneamente fatta, non c'è niente di  nuovo,
  non ci sono spese aggiuntive, non c'è assolutamente niente.
   Poi, se ritenete che non si debba fare io, siccome faccio parte di
  un'Assemblea, e sono il Presidente di un'Assemblea che ritengo  sia
  un'Assemblea seria, comunque vado avanti. Se voi riuscirete  a  non
  fare lavorare l'Assemblea non so che dirvi, a me va benissimo.
   Io  ho  fatto tutto quello che è necessario perché da  martedì  si
  possano  valutare i  collegati  che sono quelli cui tutti  teniamo,
  di  settore.  Se  non volete la settimana prossima,  se  riuscirete
  nell'intento  del boicottaggio, del  bolstering  che  riuscirete  a
  fare  oggi,  vuol  dire che la settimana prossima  parleremo  degli
  aggiuntivi  di  cui stiamo parlando oggi, invece che  di  otto,  di
  tutti e duecento.
   Non  so  cos'altro dirvi, io vado avanti sulle votazioni,  e  dico
  pure  che,  senza volere essere arrogante, però io ho il dovere  di
  portare  avanti  i lavori di questa Assemblea, io  darò  la  parola
  soltanto  sull'argomento di cui si sta parlando, do  la  parola  ai
  Capigruppo,  se  vorranno, sull'ordine dei  lavori,  ma  non  a  70
  deputati, dopo di che si inizia a votare. Chi vuole che queste cose
  vengano bocciate, non le vota.

   CRACOLICI.  Lei  dà la parola in funzione del regolamento  d'Aula
  Qualunque deputato ha facoltà di parlare

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se il Regolamento lo prevede  gli
  do   la  parola,  non  si  preoccupi.  Ha  chiesto  di  intervenire
  l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  onorevoli colleghi, io faccio un appello. Non ho tempo da  perdere
  Faccio  un  appello  a  lei,  perché  penso  che  si  sia  lavorato
  velocemente  e  bene. La sensazione è che se mettiamo  questa  sera
  ancora carne al fuoco noi rischiamo davvero di bloccare l'Aula, non
  di  bloccarla con le azioni pretestuose o strumentali, di bloccarla
  nei fatti.
   Se  noi accettiamo, tra questi sette emendamenti alcuni interventi
  di  settore,  ma  ne dobbiamo individuare anche  altri,  così  come
  possono  essere  emergenze quelle del turismo, come possono  essere
  emergenze quelle dei precari di Troina, di dove sono, di Leonforte,
  che  stanno a cuore a una parte del parlamento ma stanno a cuore  a
  tutti quanti, ma ci sono i lavoratori del Consorzio di bonifica  di
  Ragusa che non prendono da venti mesi lo stipendio  Da venti mesi
   Non  è  uno  scherzo, su questa cosa non le permetto di scherzare,
  quindi stia muto e in silenzio
   Venti mesi che non prendono lo stipendio, più emergenza di questa
  E così il Corfilac, così tante altre cose.
   Signor  Presidente la prego, questa sera soffermiamoci sulla  vera
  emergenza.  La vera emergenza qual è? Le risorse che  noi  possiamo
  sbloccare,  che  noi  possiamo utilizzare  per  spalmarle  in  quei
  capitoli  che erano stati bloccati. Fermiamoci, signor  Presidente,
  la prego, su questo. Perché se noi apriamo questa riflessione, così
  come  avete  individuato sette interventi, sei, cinque, importanti,
  tra  gli  emendamenti ce ne sono tantissimi altri che rappresentano
  emergenze  e  allora prendiamo solamente le risorse da  spalmare  e
  facciamolo  tutti  insieme  in maniera  condivisa  -  e  questo  lo
  possiamo  fare  velocemente  - e il resto  rimandiamolo  invece  ai
  collegati di settore.
   Io  penso  che il lavoro che abbiamo fatto e che lei ha  fatto  da
  Presidente dell'Assemblea, è un lavoro positivo in questa giornata.
  Penso  che dobbiamo fare un ultimo sforzo per salvaguardare  quello
  che  è il patrimonio di tutti e per il resto far capire ai colleghi
  che  tengono ad alcuni interventi, che ce ne sono altri altrettanto
  importanti, e li rimandiamo ai collegati di settore. Io mi  rimetto
  davvero a lei, signor Presidente, su questa riflessione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io dico che se avessi avuto l'idea
  di  accontentare  qualcuno, avrei fatto, come era corretto  che  io
  facessi,  di  ascoltare i Gruppi e avrei chiesto ai Gruppi,  non  è
  così.  Io  posso garantire che la scelta è stata fatta  sulla  base
  delle  mie  convinzioni. Posso avere sbagliato qualche convinzione,
  posso avere sbagliato qualche analisi, ma è stata fatta sulla  base
  delle  mie convinzioni, perché siccome ho l'intenzione la settimana
  prossima di esitare i collegati e quindi non ho voluto -  e  me  ne
  dovete  dare  atto  - neanche tenere in considerazione  i  duecento
  emendamenti   aggiuntivi,   ma  ho   scelto,   non   perché   fosse
  obbligatorio, comunque uno era obbligatorio portarlo, che è  quello
  della spalmatura, che è obbligatorio.
   Insieme a questi, se avessimo voluto li avremmo già apprezzati, ma
  ho  portato quelli che sulla base delle cose che mi hanno  detto  i
  vari  assessorati, perché poi non ce ne è di tipo  personale,  sono
  tutti degli assessorati, quando l'Assessorato dei beni culturali  e
  dell'identità  siciliana  ha  fatto un errore,  rischiano  sessanta
  imprese  di  non ricevere i soldi che devono avere, è un'emergenza,
  quando è scaduto il tempo per gli IACP, non so cosa, e se non si fa
  cadono pure i commissari, è un'emergenza.
   Non c'è niente tra questi emendamenti che possa essere assegnato a
  nessuno di tutti voi, né della maggioranza, né dell'opposizione, ci
  sono  soltanto il Governo e gli assessorati che mi hanno  segnalato
  alcune  emergenze su cui non credo - lo dico sinceramente - che  un
  dibattito  d'Aula  possa  essere  utile  né  alla  Sicilia,  né   a
  quest'Aula,  né al Governo, a nessuno, perché se si approvassero  o
  bocciassero nel giro di pochi minuti, comunque martedì prossimo  si
  partirebbe  con  i collegati di settore che dobbiamo  assolutamente
  fare senza nessun problema.
   Mi sembra questa vostra una presa di posizione, ovviamente più che
  legittima,  avete  tutto  il diritto di fare  ostruzionismo  quanto
  volete, ma vi prego di credermi, non ci sono  marchette' in  questa
  mia scelta. Questo vi prego di crederlo perché è così.
   Dopo  di  che io, ripeto, dopo che do la parola a chi  la  chiede,
  inizieremo,  fosse anche a mezzanotte - questo ve lo  devo  dire  -
  inizieremo  a votare e si potranno approvare o bocciare,  questa  è
  una  cosa che ovviamente dipende da tutta l'Aula, ma io vi comunico
  che  comunque ascolterò tutti con assoluta serenità, ma  che  fosse
  anche stanotte, questi emendamenti si votano in modo che martedì si
  possa iniziare con i collegati.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  vorrei  che ritornasse in quest'Aula il clima con il quale  abbiamo
  lavorato  nelle  scorse settimane, questo collegato  ricordo  a  me
  stesso,  nasce qualche mese addietro e finalmente sta  iniziando  a
  prendere il suo corso e nel cammino di questo collegato si è deciso
  insieme  alla  Presidenza e a tutti i Presidenti di Commissione  di
  trattare le materie per argomento. Lei ha appena annunciato che  la
  settimana  prossima  entrerà  qui  in  Aula  il  disegno  di  legge
  collegato della I Commissione e quello della V Commissione.
   Io   credo   di  poter  parlare  a  nome  della  maggioranza   dei
  parlamentari della V Commissione perché non possiamo fare due  pesi
  e  due misure su materie inerenti un testo di legge che entrerà  in
  Aula martedì.
   Io   ricordo   all'assessore  Armao   come,   con   grande   garbo
  istituzionale, venne stralciata la scorsa settimana la norma  sulla
  Whitaker  che  si  ritroverà poi proposta sul  collegato   della  V
  perché  si  era deciso che le materie, e lo aveva deciso anche  lei
  signor  Presidente,  in quest'Aula, inerenti  il  turismo,  i  beni
  culturali e l'associazionismo entrassero in quel  collegato .
   Io  nel leggere velocemente alcune delle proposte che lei dice  di
  avere  selezionato  senza  passare  neanche  nelle  Commissioni  di
  merito,  noto  come  dal  164 - su questo può  essere  più  o  meno
  condivisibile,  con  l'occasione saluto il  neo  Assessore  per  il
  turismo   -,   ricordo   come  l'assessore  Pappalardo,   onorevole
  Presidente  della Regione, insieme ai dirigenti in  Commissione  mi
  chiese  - e la troverete, colleghi, nel  collegato  della V  -  una
  norma  per  migliorare  la fruizione e la destagionalizzazione  dei
  nostri  territori e, quindi, è stata introdotta in quel  collegato
  una  norma per fare sì che, finalmente, quella norma approvata  nel
  2016   si   potesse  attuare.  Ora  leggo,  in   maniera   un   po'
  schizofrenica,  assessore  Messina, una  proposta  di  definanziare
  quella  proposta  che  l'assessore  Pappalardo,  insieme  a  questo
  Governo, aveva fatto per utilizzare i fondi per altra materia,  più
  o  meno  condivisibile, credo che vada discussa  all'interno  della
  Commissione di merito ma, soprattutto, nel  collegato  di merito.
   Com'è  assolutamente un'ottima iniziativa quella di intitolare  al
  compianto assessore Tusa una fondazione, onorevole Presidente della
  Regione.  Credo  che questa sia una materia che si  possa  trattare
  martedì  nel   collegato  della V Commissione. O  altre  iniziative
  rivolte,  non credo, a emergenze ma che possono trovare -  e  credo
  che  su  questo  anche  il Presidente della Commissione   Bilancio'
  potrà  condividere  - un percorso lineare così  come  nelle  scorse
  settimane questo Parlamento ha fatto.
   Ben altro, invece, leggo qui di urgenza come il trasporto pubblico
  locale  e  il fondo di riparto che sappiamo necessitare  di  essere
  sbloccato con grande urgenza.
   Quindi  l'invito,  presidente Micciché - visto che  dal  punto  di
  vista  anche regolamentare non si è seguito l'iter che si è seguito
  sempre  ai  sensi  dello Statuto, di passare nelle  Commissioni  di
  merito,  perché stiamo parlando di trattazioni che vedranno martedì
  la  possibilità di essere discusse da questo Parlamento -, è quello
  di  stralciare  alcune norme che benissimo possono essere  inserite
  nei  collegati  da martedì in poi e di affrontare le vere  urgenze,
  riproponendogli una norma che ha fatto molto discutere  i  giornali
  nelle  scorse settimane che è il  Salva-Catania', che lei  poc'anzi
  ha definito una norma non urgente.
   Io  credo  che  invece proprio il  Salva-Catania',  con  l'impegno
  assunto  dal  Governo regionale, ce lo portiamo ormai dal  mese  di
  dicembre,   forse  gennaio,  e  dovrebbe  essere  ora  che   questo
  Parlamento  si possa esprimere su un carattere d'urgenza  che  vede
  non  soltanto  il  comune di Catania nella  crisi  finanziaria  che
  conosciamo, anche se in parte aiutato dal Governo nazionale,  ma  a
  cui  dobbiamo dare una risposta a quelle migliaia di lavoratori che
  aspettano  dal mese di dicembre una norma con la quale  il  Governo
  aveva preso impegni agli occhi di tutta la città. Grazie.

   PRESIDENTE.  Intanto il  Salva-Catania' era inserito nell'articolo
  17,   per  cui  non  l'ho  considerato  norma  urgente,  mi   preme
  sottolinearlo perché altrimenti il sindaco di Catania  ritiene  che
  io ce l'abbia con lui e, quindi, questo non c'entra assolutamente.
   Io  ricordo  comunque  a  tutti che questi emendamenti,  onorevole
  Sammartino  parlo con lei, sono stati già approvati in  Commissione
   Bilancio' e nelle Commissioni

   SAMMARTINO. In Commissione di merito no.

   PRESIDENTE. Forse uno, mi stavo accertando ora. Voi avete  ragione
  forse su uno e me ne sto accertando.

   SAMMARTINO. Tre.

   PRESIDENTE. No, uno soltanto.

   SAMMARTINO. Posso confrontarmi con gli Uffici.

   PRESIDENTE. Ora lo vediamo.

   SAMMARTINO. Se vuole glieli elenco.

   PRESIDENTE. Se io ho commesso un errore
   Stia attento, onorevole Sammartino, lei sa quanta correttezza  c'è
  nei  nostri  rapporti.  Durante il suo intervento  ho  chiesto  una
  verifica. Se ci sono emendamenti di cui non mi sono accorto,  visto
  che  avevo  le  richieste degli Assessorati,  che  non  sono  stati
  approvati  già  in  Commissione di  merito  e  poi  in  Commissione
   Bilancio',  li  stralcio io. Non c'è bisogno, me  lo  diranno  gli
  Uffici. Li tolgo io stesso e mi sembra difficile addirittura che mi
  siano  arrivate  sul tavolo poco fa, ma mi dispiace  se  è  così  e
  quindi  nell'eventualità in cui ci siano  cose  di  questo  genere,
  tranquillo che le tolgo io adesso.
   Per  quanto riguarda il resto sono emendamenti già approvati nelle
  Commissioni  di  merito e in Commissione  Bilancio'  e,  quindi,  è
  stata soltanto una scelta, ora vediamo questi qua.
   Il  Presidente Savona mi ha chiesto di intervenire. Questo lo  sto
  vedendo  subito e se ci sono, onorevole Sammartino, sappia  che  io
  sono uno che non ho paura di chiedere scusa se faccio un errore; se
  lo faccio lo riconosco e provvedo immediatamente.

   SAMMARTINO. Nel rispetto reciproco.

   SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione. Per amore della verità,  gli
  unici  due  emendamenti proposti in questo mazzetto di emendamenti,
  sono  il  164 e il 166 che non sono passati in Commissione. Quindi,
  non  hanno avuto la valutazione della Commissione  Bilancio'. Tutto
  il  resto  è  stato tutto valutato ed apprezzato  a  maggioranza  o
  all'unanimità in Commissione  Bilancio'.
   Le  cose  sono  andate secondo le regole già previste  dal  nostro
  Regolamento.

   PRESIDENTE. Siccome nelle regole che avevo elencato e avevo  dato,
  c'era il fatto che fossero state già approvate dalle Commissioni di
  merito, chiedo scusa, mi dispiace che me le abbiano date senza  che
  fossero state approvate.
   Dopodiché, onorevole Turano, la prego non chieda la parola.  Quale
  che  sia la motivazione, martedì così come vale per i deputati vale
  per il Governo.
   164 e 167 li devo
   Il 167 era stato approvato nelle Commissioni?

   TAMAJO. Il 167 era stato approvato.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  si  figuri  se voglio contestare la sua decisione ma perché  l'Aula
  sia  informata  l'emendamento 166 è  soltanto  la  modifica  di  un
  termine. Non serve il parere della Commissione.
   Stiamo  posponendo il termine del 2018 al 2020 per permettere,  in
  vista  della fusione, aspettiamo il parere del CGA, tra la CRIAS  e
  l'IRCAC  di  potere  funzionare e di erogare i benefici  in  favore
  delle categorie che rappresentano.
   Non  credo  che serva il parere della Commissione per  dire  2018-
  2020.

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, le chiedo scusa ma non c'è dubbio  -
  mi creda - che in tutti i 200 emendamenti che non ho considerato da
  portare in Aula, sicuramente c'è una motivazione valida come quella
  che  lei  ha portato. Però, chiedendo scusa sinceramente, assessore
  Turano, avevo chiesto soltanto gli emendamenti approvati.
   Se  per  una  motivazione validissima dovessi aprire  una  maglia,
  tutti gli emendamenti hanno una motivazione validissima.
   Mi  dispiace perché avevo chiesto gli emendamenti già approvati in
  Commissione  Bilancio' da potere verificare.
   Evidentemente o per errore mio, o per errore di qualcun altro,  di
  cui  comunque  mi  assumo la responsabilità, me  ne  sono  arrivati
  alcuni che non erano di quel pacchetto.
   Non  me ne parlate perché non li prendo in considerazione. Per cui
  è  inutile che me ne parliate. Mi dispiace molto. Martedì si fanno.
  Come  si  fanno  martedì per gli altri, si fanno martedì  pure  per
  loro. Per cui chiedo scusa alle persone che me l'avevano proposto e
  a  cui avevo dato un parere positivo, ma non possiamo aprire questa
  maglia.
   Per  cui  gli emendamenti da valutare sono: A2Rbis, che  è  quello
  della  spalmatura,  con  il subemendamento; proroga  dei  contratti
  perché si devono pagare gli stipendi; A154, che è anche questo  una
  proroga; A17R, un'altra di quelle cose che sono urgentissime perché
  si  devono  fare  dei pagamenti; A155 quello di Troina,  credetemi,
  l'ho  valutato,  facendo  parte  di  quelli  che  erano  stati  già
  approvati,  un  emendamento da portare. Se poi  non  volete  lo  si
  bocci.  Ma io ho ritenuto di portarlo. Il 164 e questi sono levati.
  Per cui sono rimasti, di fatto, cinque emendamenti da approvare.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente grazie. Dico che parlare  ci  aiuta  a
  costruire un percorso e capisco anche la difficoltà e capisco anche
  l'impostazione che lei ha dato a questi emendamenti aggiuntivi.  Io
  vorrei  attirare l'attenzione dell'Aula sul A166, colleghi scusate,
  è  un  emendamento  che riguarda la CRIAS, senza l'approvazione  di
  questo  emendamento che non prevede alcun impegno di spesa ma  che,
  come   dice   il  presidente  Savona,  non  è  stato  valutato   in
  Commissione.  Tuttavia  non essendoci, e mi rivolgo  al  presidente
  Savona,  l'A166  non  prevede alcun impegno di  spesa,  è  dare  la
  possibilità  alla CRIAS di erogare finanziamenti che spettano  agli
  artigiani  e all'agricoltura, non c'è alcun impegno di  spesa,  non
  c'è  appartenenza politica perché la CRIAS è di  tutti  e  serve  a
  coloro che oggi operano nel mondo dell'agricoltura per iniziare una
  nuova   stagione  produttiva,  quindi,  chiederei  un  momento   di
  attenzione  a  lei,  presidente Micciché, a  voi  del  Governo,  in
  particolare valutatela con attenzione. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa. Io ripeto perché  altrimenti
  non  ci capiamo: sono costernato ma è inutile che ognuno di voi  mi
  porti  la  motivazione per cui il proprio emendamento  vada  votato
  perché o c'è una regola che io devo rispettare oppure

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Se  lei  fa  una
  deroga, la chiedono tutti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Turano, mi fa parlare? Se poi  c'è  uno  di
  questi  emendamenti che non è passato in Commissione perché non  ci
  doveva  passare,  allora  è un discorso  diverso,  per  cui  se  il
  Presidente della Commissione mi dirà che questo emendamento  non  è
  stato approvato perché non ci doveva passare, bene, altrimenti  non
  c'è la possibilità di votarlo.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Presidente,  mi  ascolti, comincio  ad  avere  le  idee
  confuse perché se noi non risolviamo a monte il problema del metodo
  che  quest'Aula si vuole dare, secondo me è inutile  andare  avanti
  perché o scegliamo il metodo imposto dal Regolamento o scegliamo il
  metodo  del  sorteggio  perché non so se me la  devo  prendere  col
  Governo che le avanza le proposte o con lei che decide quale cosa è
  più urgente di un'altra.
   Ora  Presidente non entro nel merito degli emendamenti che lei  ha
  selezionato o di quelli che ha escluso ma qua il problema è a monte
  perché abbiamo preso delle norme, altre le abbiamo stralciate e  le
  abbiamo  consegnate  ai collegati di merito, ora  ci  troviamo  con
  altre norme che sono il collegato del collegato e che tecnicamente,
  invece,  se  seguiamo la regola che ci siamo dati prima, dovrebbero
  andare al collegato di merito.
   Allora,  Presidente,  prima  sciogliamo  la  riserva  su  ciò  che
  vogliamo  fare  e  su  qual è il metodo  che  ci  vogliamo  dare  e
  successivamente decidiamo il da farsi. Io non penso che, in  questo
  momento, Presidente, ci siano le condizioni per poter andare avanti
  perché,  legittimamente,  ciascun  deputato  ha  presentato   degli
  emendamenti aggiuntivi che pretende, per Regolamento, di discutere.
  Lei  ne ha scelti altri, allora ci dica qual è il metodo fisso,  se
  stiamo  seguendo  il  Regolamento  oppure  stiamo  seguendo   altre
  esigenze,  sia  pure  legittime, ma certo Presidente  non  possiamo
  accettare il metodo del sorteggio.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, vorrei mi ascoltasse. Io credo  che
  non  stiamo offrendo un bello spettacolo a chi sta guardando questa
  seduta.  Vorrei esercitare le mie prerogative parlamentari. Abbiamo
  appena appreso quelle che sono state le scelte della Presidenza. Io
  credo  che  sia nel diritto dei parlamentari istruire ogni  singolo
  emendamento aggiuntivo, avere la possibilità di approfondirlo,  non
  di   tutti   c'è  la  relazione  tecnica  e  quindi  le  chiediamo,
  Presidente, alla luce degli emendamenti che lei ha selezionato,  di
  offrirci un congruo termine per gli emendamenti - ventiquattro ore,
  dodici ore, quarantotto ore, quelle che lei riterrà opportuno  -  e
  martedì venire in Parlamento e affrontarli.
   Ci  sono  emendamenti che hanno 4 milioni di euro,  5  milioni  di
  copertura.  Poco prima, due ore fa la Presidenza non ha  ammesso  a
  votazione quell'emendamento col prelievo sui farmaci innovativi che
  peraltro  era firmato da tutte le opposizioni, io credo Presidente,
  sono  le 20.15 anche per il lavoro che abbiamo fatto oggi e per  il
  livello in cui siamo giunti di avanzamento dei lavori parlamentari,
  dico che, una decisione che rassereni gli animi è attesa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, con grande serenità,  prima  di
  dare  la parola agli altri colleghi, però vorrei evitare per favore
  di  ridarla a chi già l'ho data. Io sono stanco come voi,  peraltro
  voi  non  avete  sopportato i 40 gradi  e  10  ore  consecutive  di
  concorso  come ho fatto io sia ieri che l'altro ieri  e  come  devo
  fare domani e dopo domani. Il metodo è quello che se non sono state
  approvate  in  Commissione  Bilancio' e già  precedentemente  nella
  Commissione  di  merito nemmeno le prendo,  infatti  c'è  stato  un
  errore  di cui chiedo scusa, dopodiché quello che dice lei, se  non
  fossero  stati  già  approvati proprio in funzione  del  metodo  e,
  quindi,  con  tutto  il  tempo  che è stato  necessario  sia  nelle
  Commissioni   di  merito  che  in  Commissione   Bilancio',   avrei
  l'obbligo  di  dare  il  tempo  per la  valutazione,  ma  non  sono
  emendamenti che state vedendo per la prima volta, voi o chi per voi
  è  in  Commissione  Bilancio', li ha già visti più volte sia  nelle
  Commissioni  di  merito  che  in  Commissione   Bilancio',  quindi,
  credetemi  non  sono nelle condizioni di dare tempi aggiuntivi  per
  valutare questi emendamenti.
   Sia  l'onorevole Tamajo che altri che hanno degli emendamenti,  vi
  prego sinceramente, con tutta la buona volontà: è ovvio, è scontato
  che  ogni  emendamento  abbia  un'importanza  enorme  per  chiunque
  l'abbia  presentato, altrimenti non l'avrebbe presentato,  però  vi
  prego  di  dirmi una cosa: se la non approvazione o la  bocciatura,
  comunque   il   non  apprezzamento  di  oggi  creasse   dei   danni
  irreparabili, se si dovesse fare martedì, allora avreste ragione  e
  me  ne  convincerei,  ma se qualsiasi emendamento  fosse  possibile
  farlo martedì o mercoledì della settimana prossima, ed io credo che
  se  quest'Aula,  con  grande serenità, ci darà  la  possibilità  di
  votare  questi quattro che sono rimasti su cui comunque  non  vengo
  meno  all'approvazione o alla bocciatura che sia, per cui li  metto
  comunque  in  votazione perché mi hanno convinto  essere  realmente
  importanti  a  livello  di tempo, di urgenza,  credo  che  la  cosa
  migliore   sia   votare  questi  quattro  e  martedì   ricominciare
  serenamente.  Ho già ammesso un mio errore, perché mi  erano  stati
  segnalati degli emendamenti che non sapevo non facessero  parte  di
  quel  pacchetto,  vi prego di non fare più interventi  sui  singoli
  emendamenti  perché  è  ovvio che sono tutti  validissimi  e  tutti
  perfetti ma dobbiamo cominciare a votare questi emendamenti.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli   colleghi,
  intervengo  perché è prassi consolidata di questo  Parlamento  che,
  dopo  dieci ore di lavoro, a proposito di disegni di legge  corposi
  com'è  stato  questo  che abbiamo esaminato in  questi  giorni,  si
  faccia  uno  stralcio delle cose più importanti, più significative,
  affinché si possa concludere il disegno di legge e soprattutto dare
  quelle risposte che sono necessarie. E vorrei passare all'esame  di
  questi  emendamenti  che sono, il primo che  l'onorevole  Cracolici
  annunciava  come una manovra finanziaria chissà di che cosa  fosse,
  in  realtà  si  tratta del recepimento dell'accordo integrativo  di
  finanza pubblica del 15

   CRACOLICI. Proprio a questo ho detto sì.

   DI MAURO. Però, siccome parlavi di una grande manovra finanziaria,
  io  sto  cercando  di illustrare al Parlamento di che  cosa  stiamo
  parlando,  onorevole  Cracolici, no,  onorevole  Cracolici,  perché
  altrimenti

   CRACOLICI. Mi dispiace ma ho capito male.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Mauro, si rivolga  per  favore  soltanto
  alla presidenza, perché altrimenti non ne usciamo più stanotte.

   DI  MAURO.  Non voglio fare polemica, però, Presidente, le  volevo
  ricordare  che  l'emendamento A156 è stato  esaminato  anche  dalla
  Commissione   Bilancio', quindi anche questo deve fare parte  della
  votazione.  Non voglio aggiungere altro, ma sono tutti  emendamenti
  che  hanno  un  valore  se votati immediatamente,  altrimenti  sono
  emendamenti  che si perderanno nei meandri di tutti questi  disegni
  di legge che abbiamo ancora.

   PRESIDENTE.  Presidente Savona, mi fa un elenco esatto  di  quelli
  che sono stati approvati dalla Commissione  Bilancio'.

   CRACOLICI.  Onorevole Di Mauro, non è avvenuto in  I  Commissione,
  non può dire cose non vere

   DI  MAURO.  Si  tratta  di gente che non prende  lo  stipendio  da
  parecchio tempo.

                          (Subbuglio in Aula)

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.20, è ripresa alle ore 20.26)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, tento ogni  volta  di  ottenere,
  discutendo  con  tutti,  la  possibilità  di  aiutare  la  Sicilia.
  Scusate,  se  mi  date un attimo di attenzione,  tutto  quello  che
  faccio  lo  faccio  sempre in funzione di potere aiutare  i  nostri
  concittadini  siciliani  e la nostra Terra  e,  quindi,  mi  faccio
  spesso convincere da tanti di voi, correttamente, su problemi reali
  che  esistono,  non  problemi né personali, né di  partito,  né  di
  correnti, né di altro, ma reali che esistono in questa Terra.
   Io  quando ho sospeso l'Aula avevo già deciso prima con gli Uffici
  gli  emendamenti  da  fare votare perché  era  inevitabile  che  si
  votassero, non voglio dire ora che, siccome mi hanno convinto  sono
  diventati di più, questo perché mi assumo sempre le responsabilità,
  quindi,  quelli  che  sono  stati portati all'inizio,  devo  essere
  sincero,  tranne quelli che mi sono stati infilati non sapendo  che
  non  erano  passati nelle Commissioni di merito, quelli sì  ma  gli
  altri  continuo  ad  essere  convinto  che  sono  emendamenti   che
  andrebbero  votati  per motivi assolutamente seri  e  corretti,  ma
  quelli  che avevamo deciso prima di entrare in Aula con gli  Uffici
  erano soltanto tre.
   Ora,  non  voglio  creare  problemi  ad  alcuno,  quindi,  ho  già
  comunicato  al  Presidente e agli altri che, per quanto  importanti
  gli  altri che gli Assessori mi avevano segnalato e su cui  mi  ero
  fatto  convincere, mi ero convinto correttamente, mi sono  convinto
  di  farli  votare, ho chiesto se è possibile ritornare a  quei  tre
  emendamenti  che avevamo previsto originariamente dopo una  attenta
  valutazione  che  avevamo  fatto  con  gli  Uffici  che  sono:   la
  spalmatura,  la  soluzione che hanno trovato ai  Beni  culturali  e
  quella dei trasporti.
   Quando  li  ho accettati ho preso un impegno con il Governo,  devo
  tornare  indietro a questo impegno, però perché ci sia la  serenità
  di  tutta  l'Aula vi chiedo di fare votare questi tre  perché  sono
  realmente indispensabili, tutti gli altri si rimandano ai collegati
  di  merito;  se alcuni non sono stati nelle Commissioni di  merito,
  ovviamente, ritorneranno nelle Commissioni di merito e se per tutti
  va bene inizio la votazione di questi emendamenti.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  rispetto  all'emendamento
  A2Rbis  si  rende necessario proporre un subemendamento.  Perché  è
  necessario  questo  subemendamento?  Perché  il  quadro   normativo
  nazionale  con  il decreto crescita consente a tutti  gli  enti,  a
  tutti  i  liberi consorzi, quindi è un subemendamento, la necessità
  nasce ora di utilizzare tutti gli avanzi, quindi, abbiamo fatto  un
  monitoraggio,  un'indagine su tutti i liberi consorzi  e  le  città
  metropolitane  su  quante  somme  necessitano  per  consentire   la
  chiusura  del  bilancio  relativamente al 2019.  Pertanto,  se  non
  inseriamo questo emendamento, questo subemendamento avremmo  dovuto
  ripartire,   dovremmo  ripartire  le  somme  secondo   il   riparto
  tradizionale e, quindi, vi sarebbero alcuni liberi consorzi che non
  riescono  a  chiudere il bilancio, quindi, si fa  un  bilanciamento
  generale perché alcuni liberi consorzi e città metropolitane  hanno
  l'avanzo che, in virtù del decreto crescita, possono utilizzare  e,
  quindi,   hanno  bisogno  di  meno  risorse.  Quindi,  non   è   un
  subemendamento pretestuoso, ma si rende necessario per applicare  e
  per potere distribuire 100 milioni di euro. Per cui, chiedo a tutta
  l'Aula di apprezzarlo e alla Presidenza di ammetterlo. Grazie.

   PRESIDENTE. Allora, Assessore Grasso, lei sa quanto io  le  voglio
  bene   ma  lei  mi  deve  fare  una  cortesia:  è  passato   questo
  subemendamento?  E' stato già visto? Ovviamente  no,  perché  sennò
  sarebbe diventato emendamento. Io voglio capire con grande serenità
  qual è
   Onorevole  Cracolici, c'è già chi, forse, male ma fa il Presidente
  dell'Assemblea.  Grazie   Se lei si va a sedere  possiamo  lavorare
  tutti meglio
     Io le chiedo se ci fossero reali, reali conseguenze importanti a
  una  cosa  di questo genere ne parliamo, sennò io ho già comunicato
  quali  sono  gli emendamenti da mettere in votazione e, quindi,  la
  prego di evitare altre apertura perché sennò non ci fermiamo più. E
  allora, l'emendamento A.2Rbis che ha un

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' sul merito dell'emendamento?

   ZITO.  Sì,  Presidente,  visto che  si  parla  anche  del  decreto
  crescita,  questo emendamento soprattutto nella parte che  riguarda
  le province, e così come previsto nella norma nazionale si parla di
  funzioni essenziali.
   Io  le  volevo chiedere, Assessore, visto che ci sono province  in
  dissesto  e  poi  ogni volta alla fine dell'anno  dobbiamo  mettere
  soldi  perché queste persone non prendono lo stipendio, avete fatto
  i  conti, è necessario che ci sia all'interno di questo 100 milioni
  una  parte che va per queste province o nel decreto di riparto  già
  viene considerato chi è in dissesto e in pre-dissesto e, quindi, ci
  sarà  una  quota ulteriore per garantire quelle funzioni essenziali
  che c'è scritto qua nella norma che avete messo voi perché se è  un
  riparto  come  quello  che è stato fatto per i  primi  diciamo  120
  milioni, che poi 120 milioni non sono stati, ci saranno alcune  che
  avranno molti soldi in più e altri che possibilmente avranno sempre
  problemi con gli stipendi. Solo questo.

   PRESIDENTE.   Allora,   mi  sembra  di  capire   che   l'obiezione
  dell'onorevole   Zito   vada   in  direzione   del   subemendamento
  presentato,  per  cui  se  viene  richiesto  dall'Aula  non  è  mia
  intenzione  ovviamente negare la possibilità che venga  fatto.  Per
  cui, Assessore,  aspettiamo gli altri interventi.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Una cosa veloce, dico accogliamo  il
  buon  senso  e  nel  merito  dell'emendamento  dell'Assessore,   ma
  quest'emendamento  è in Commissione  Bilancio , l'abbiamo  discusso
  da mesi. Cioè io voglio pensare che l'Assessore si è svegliata oggi
  durante   l'Aula  e  ha  ricordato  che  quest'emendamento   andava
  presentato? Cioè è credibile una cosa del genere? Cioè è  credibile
  che un Assessore per gli enti locali si svegli dopo mesi che questa
  norma   è  in  Commissione   Bilancio   e  la  presenti  il  giorno
  dell'Aula?  A prescindere, ripeto, dal buon senso della  norma  che
  accettiamo  e  possiamo anche votare. Ma è  mai  possibile  che  da
  gennaio  lo  capiamo  la sera alle 20.30 in Aula?  Dico  ci  stiamo
  prendendo in giro

   PRESIDENTE.  No, il suo intervento non fa una grinza salvo  che  è
  fuori  tema, diciamo, perché io mi devo di occupare di farlo votare
  o   meno.   Le  valutazioni  sull'Assessore  Grasso  le  fate   voi
  personalmente.  Tranquilla Assessore, voteremo  il  subemendamento.
  Allora   dobbiamo  votare  l'emendamento  A.2Rbis.1,   anzi   prima
  A.2Rbis.2; si votano tutti e due.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  decreto  crescita  è  stato approvato due  giorni  fa,  collega
  Sunseri.  Mi dispiace che non lo capisci perché questo che  si  può
  utilizzare  tutto  l'avanzo è contenuto nel decreto  crescita;  non
  dormiamo, tranquillo

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento  A.2Rbis.2.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, sull'emendamento  A.2.R  prima  c'è  il
  subemendamento A.2.R.bis.1 che è importante. Chiedo, siccome non  è
  esposto con chiarezza, sembra quasi una nota a margine, la  nota  a
  margine è parte integrante del testo già approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, è quello che ho  messo  in  votazione
  adesso. Lo stiamo votando.

   LUPO.  Siccome  è  scritto,  lo dico  al  fine  del  coordinamento
  formale.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  proprio  quello   che   diceva
  l'onorevole  Lupo, l'emendamento A.2.R.bis.1. La  parte  scritta  a
  penna  è parte integrante dell'emendamento perché li abbiamo  fatti
  con  velocità.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento A.2.R.bis così come modificato.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.19.R. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.17.R. Lo pongo in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Se prendete posto, dobbiamo votare il disegno di legge. Ci sono da
  votare  un  paio  di ordini del giorno. Votiamo  ora  l'ordine  del
  giorno n. 122  Proroga della Commissione  parlamentare speciale per
  la  revisione dello Statuto della Regione e per l'esame dei disegni
  di legge in materia statutaria . Se il Governo è favorevole

                            (E' approvato)

   Ce  ne  sono  ancora  altri.  Mi  ridate  gli  ordini  del  giorno
  presentati,  così  li facciamo approvare? C'è quello  di  Almaviva,
  quello  del  tram.  Non li distribuisco, vi  dico  quali  sono.  Il
  Governo  li  ha accettati? Come raccomandazione. Se  li  accetta  è
  inutile farli votare.
   Gli  ordini del giorno li distribuiamo e poi li votiamo  dopo  con
  calma.


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale  del  disegno  di  legge
   Collegato al disegno di legge n. 476  Disposizioni programmatiche e
  correttive  per  l'anno  2019. Legge di  stabilità  regionale'   (n.
  491/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge   Collegato  al  disegno  di  legge  n.  476
   Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge  di
  stabilità regionale'  (n. 491/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           34
   Votanti            32
   Maggioranza        17
   Favorevoli         32
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Gli  ordini del giorno sono stati tutti accettati dal Governo come
  raccomandazione, per cui non li votiamo.

   (Gli  ordini del giorno accettati dal Governo come raccomandazione
  sono  i  seguenti: nn. 112, 118, 119, 121, 123,124, 125, 126,  127,
  128, 130, 131, 132, 133 e 134)


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, ovviamente tutti gli emendamenti che  non
  sono stati esaminati vengono trasmessi alle Commissioni di merito.

   PRESIDENTE. Ça va sans dire, l'ho già detto prima.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, è possibile avere un attimo di ordine,
  per potere svolgere il mio intervento?

   PRESIDENTE. Possiamo fare parlare l'onorevole Pagana, per  favore?
  Governo, posso chiedervi di fare le vostre riunioni dopo? Onorevole
  Presidente Musumeci, posso chiederle la cortesia di far liberare  i
  posti del Governo? Grazie.

   PAGANA. Signor Presidente, io da questa seduta

                           (Brusìo in Aula)

   PAGANA. Presidente, io pretendo di essere ascoltata; lo pretendo

   PRESIDENTE. Questa è una pretesa che non le posso garantire, se la
  vogliono  ascoltare è un problema loro. Per favore, nei banchi  del
  PD, onorevole Lupo, onorevole Dipasquale, c'è un vostro collega che
  sta parlando. Se vi interessa o meno, è un fatto secondario per me.
  Che siate sereni e tranquilli ad ascoltarlo è un fatto primario.

   PAGANA. Grazie, Presidente. Io ci tenevo tanto ad essere ascoltata
  da quest'Aula e dal Governo di questa Regione, anche per raccontare
  a  qualcuno che magari siede dall'opposizione, e non sono i  banchi
  del  Movimento Cinque Stelle, che cos'è l'Oasi di Troina, perché  i
  deputati,  soprattutto  del PD, che fino  alla  scorsa  legislatura
  governavano, cos'è l'Oasi di Troina lo sanno, e quanto è importante
  questo  emendamento  che noi avevamo e che era  stato  inserito  ed
  evidentemente l'urgenza c'era, e se non la sapete ve la  spiego  io
  qual  era  l'urgenza, perché non si tratta del classico emendamento
  che  proponeva  Mario  Alloro e che molte volte  veniva  dichiarato
  inammissibile  perché  addirittura  veniva  scritto  male,   questa
  urgenza  ora la vorrei spiegare; perché io domani andrò a Troina  e
  domani prenderò le persone una ad una, ma non solo a Troina,  andrò
  a  Troina,  andrò  a Gagliano, andrò a Cerami, incontrerò  tutti  i
  genitori  delle  persone  che  sono  ricoverate  all'interno  della
  struttura che è una salvezza per le famiglie, e dirò ad uno ad  uno
  che  il  Governo, per portare avanti la convenzione, per  stipulare
  una  nuova convenzione, perché la vecchia è scaduta a dicembre  del
  2018,  aveva  bisogno  di una norma che autorizzasse  l'Assessorato
  alla famiglia ad accedere al fondo per le non autosufficienze. Dirò
  che   il  Parlamento,  dirò  che  il  PD  non  ha  ritenuto  questo
  necessario, che la Presidenza dell'Assemblea, poi di fatto  c'erano
  cose  ancora  più  necessario e di fatto quell'articolo  non  si  è
  votato.
   Onorevole Dipasquale, per favore, sta di fatto che noi ci troviamo
  oggi  con una struttura che non ha una convenzione, perché non  c'è
  una norma

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pagana, si rivolga  alla  Presidenza,  non
  all'onorevole Dipasquale.

   PAGANA.   Questa  struttura  aspetta  una  norma  per  avere   una
  convenzione,  che  magari  sarà anche una  convenzione  più  seria,
  magari,  chi  lo  sa,  riuscirà  ad  essere  una  convenzione   che
  svincolerà  l'Oasi di Troina dalle logiche che ci sono state  negli
  ultimi  anni, magari prevedendo l'adeguamento a determinati criteri
  che  finora, purtroppo, non si sono visti. Quindi, io me  ne  andrò
  dalle persone, una per una, a raccontare quello che è successo oggi
  e mi auguro che le persone sappiano come ringraziare i responsabili
  di tutto questo

   PRESIDENTE. Siccome io so che lei è una persona onesta, sono certo
  che   non   mancherà  di  dire  a  tutti  che  la   Presidenza   di
  quest'Assemblea aveva portato 6 emendamenti su 200, tra  cui  c'era
  questo  dell'Oasi  di  Troina  e che le  opposizioni  intere  hanno
  preferito  che non si trattasse. Per cui, non dia la colpa  ad  uno
  piuttosto che ad un altro, perché tutte le opposizioni avete voluto
  che  quei  6  emendamenti  che io avevo portato  qui  in  Aula  non
  venissero   trattati.  Per  cui,  ognuno  si   assuma   almeno   le
  responsabilità di quello che fa
   Io  vi  prego  di avere pietà  Sono di una stanchezza mortale   Il
  Vicepresidente  Di Mauro se ne è andato, vi prego  di  parlare  per
  poco, se potete, e farmi andare a casa


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  ai
  sensi  dell'articolo 83, approfitto della presenza del  Governo  in
  Aula  per  evidenziare l'insostenibile situazione in cui versano  i
  titolari delle strutture balneari a seguito dell'ordinanza  del  10
  giugno  dell'Assessorato regionale del territorio e  dell'ambiente,
  che  dopo  l'ordinanza che ha declarato il rischio per il  dissesto
  idrogeologico,  avrebbe  dovuto  perimetrare  esattamente  le  aree
  oggetto  di  rischio. Questo ancora al 10 luglio non è  avvenuto  e
  questa  situazione  sta  comportando  l'inibizione  non  solo  alla
  balneazione,  ma  l'inibizione anche all'esercizio  delle  attività
  strumentali  alla  balneazione come quelle dei  lidi,  creando  non
  soltanto  allarmismo  e disorientamento nei cittadini,  ma  creando
  anche  un  evidente  interesse e danno  economico  a  carico  delle
  strutture, su tutte in particolare quelle della zone dell'Acese, di
  Santa  Maria La Scala, di Fiumefreddo, che ancora oggi non riescono
  ad  aprire  le  strutture  per consentire la  normale  attività  di
  balneazione.
   Io   credo  che  un'attività  sollecitatoria  dell'Assessore   nei
  confronti dell'Assessorato possa sbloccare questa situazione che ci
  preoccupa molto.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo  dire
  due  cose,  brevemente. Una in risposta all'onorevole  Pagana,  che
  quelli del Gruppo Partito Democratico

   SAMMARTINO. E' andata via

   DE DOMENICO. Anche se è andata via, sentirà la registrazione
   Mi   dispiace   che  dica  queste  cose  perché   il   fatto   che
  all'emendamento  Oasi  di  Troina teniamo  tutti,  ma  noi  teniamo
  soprattutto al rispetto delle regole. Se volevano che passasse,  si
  doveva  portare  in  Commissione  Sanità , come  tutti  gli  altri,
  perché è una questione di dignità dei componenti delle Commissioni,
  non  c'è una Commissione di serie A che è quella del Bilancio e  le
  altre  sono Commissioni di serie B. Abbiamo stabilito che le regole
  valgono  per  tutti. E mi dispiace che un'esponente  del  Movimento
  Cinque  Stelle si sia dimenticata che le regole valgono per  tutti,
  che  peraltro  avevamo  condiviso  la  discussione  con  i  quattro
  componenti della Commissione  Sanità  e tutti erano d'accordo.
   L'altra cosa, Presidente Musumeci, mi perdoni se richiamo  la  sua
  attenzione,  approfitto  di  questa  occasione  e  della   presenza
  dell'Assessore  per  il  turismo, lo sport  e  lo  spettacolo,  per
  ribadire  la grave situazione in cui - come lei ben sa,  perché  ho
  letto  le sue dichiarazioni e so che si vorrà recare nell'isola  di
  Stromboli  - l'isola di Stromboli è un'isola nelle isole,  che  già
  sono  isole e c'è una grave situazione di immagine, ovviamente  gli
  sciacalli del nord, come gli avvoltoi si stanno buttando su  questa
  situazione per sfruttare una morte disgraziata e dire che le  isole
  sono  pericolose.  Noi  non  possiamo far  rischiare  una  stagione
  turistica  e  il  pane  di  tante  famiglie  e,  quindi,   dobbiamo
  intervenire  anche dal punto di vista mediatico  per  difendere  le
  nostre isole, il nostro turismo e le persone che ci vivono.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi
  permetta  di  esprimerle la mia gratitudine per la conclusione  dei
  lavori  dell'Aula.  Penso  che quando  riusciamo  a  trovare  delle
  sintesi  ci  guadagniamo tutti e facciamo un servizio  alla  nostra
  Isola.
   A  me dispiace intervenire in risposta all'onorevole Pagana, a  me
  non  piace  intervenire sopra i colleghi, in  particolar  modo  poi
  quando  è anche una donna, però non posso permettere che qui dentro
  si  dicano  delle sciocchezze e non è possibile andare  a  forviare
  quella  che  è proprio la verità. Forse l'onorevole Pagana  non  ha
  neanche  sentito  il mio intervento. Io ho detto  che  il  problema
  dell'Oasi   di   Troina,  poi  abbiamo  capito   da   dove   veniva
  quell'emendamento  e  ne prendiamo atto e ha  fatto  bene  a  farlo
  presentare, mi rendo conto che l'onorevole Pagana ha questo  canale
  preferenziale  con il Governo e con la maggioranza,  cosa  che  non
  abbiamo noi, però mi permetto di dire che io non ho detto

   PRESIDENTE. La scelta di portarlo in Aula è mia e non  c'è  nessun
  rapporto preferenziale

   DIPASQUALE. Eh?

   PRESIDENTE. La scelta di portarlo in Aula era stata mia e  non  ho
  nessun rapporto preferenziale con l'onorevole Pagana.

   DIPASQUALE. Ho capito, perfetto, mi sembrava. Siccome se l'è presa
  come una cosa personale. Io non voglio mettere in dubbio quello che
  lei  ha detto, Presidente Micciché, che ha preso i suggerimenti  da
  parte  del  Governo  e degli Assessori, però  mi  pare  strano  che
  l'onorevole Pagana si sia calata in maniera così forte a  difendere
  questo  emendamento a tal punto di attaccare il Partito Democratico
  quando non aveva detto che era sbagliato l'intervento sull'Oasi  di
  Troina, assolutamente  E sfido chiunque rivedendo l'intervento  mio
  fatto  precedentemente  ho  detto  solamente  che  così,  come  era
  importante  l'intervento  per  l'Oasi  di  Troina,  c'erano   altre
  questioni come il Consorzio di bonifica di Ragusa. Questo  è  stato
  il  mio  intervento e, quindi, nessuna responsabilità da parte  del
  Partito  Democratico,  nessun attacco nei  confronti  dell'Oasi  di
  Troina. Abbiamo detto solamente che serviva un criterio unico.
   Grazie, Presidente per avermi dato la parola.

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, onestamente io devo dire che non
  solo, ovviamente, la scelta di portare l'emendamento di Troina  non
  mi  è  stata suggerita da un Assessore che neanche c'è oggi,  ma  è
  stata  una  scelta che avevo fatto io personalmente, ripeto,  senza
  avere  nessun  rapporto preferenziale, ma che la cosa che  dovrebbe
  essere  quanto meno confessata è che l'onorevole Pagana  non  si  è
  alzata   per   difendere   il   fatto   che   io   avessi   portato
  quell'emendamento  in  Aula,  ma ha lasciato  parlare  soltanto  le
  persone del suo partito che erano assolutamente contrarie: per cui,
  come  dire, non si può poi dal silenzio della difesa fare la parola
  dell'attacco quando questa non può esistere.
   Per  cui,  mi è dispiaciuto l'intervento dell'onorevole Pagana,  è
  dispiaciuto  anche a me, non vi crediate, però ognuno è  libero  di
  dire quello che vuole.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
  io  conosco  il  Regolamento  però conosco  pure  le  regole  della
  politica.  Io penso che questa sera possiamo trovare una  soluzione
  perché,  con tutta franchezza, l'interpretazione che il  Presidente
  dell'Assemblea aveva dato - onorevole Lupo vorrei che mi seguisse -
  rappresentando alcune emergenze di fatto, poi, si è  scontrata  con
  le tensioni dell'Aula.
   Il Presidente dell'Assemblea ha detto a chiare lettere che martedì
  incardinerà  il  resto  del   collegato ,  qualunque  essa  sia  la
  Commissione  di  appartenenza.  Se  entro  martedì  le  Commissioni
  rendono  i  pareri  sugli  emendamenti che sono  stati  individuati
  dall'Assemblea e successivamente accantonati, io credo che, con  il
  consenso  dell'Aula,  quest'Aula questa  sera  può  tranquillamente
  decidere  che  martedì sul primo disegno di legge,  qualunque  esso
  sia,  riguardi la I, la V o la IV Commissione si possono a  margine
  inserire due, tre, quattro emendamenti che facevano parte di questo
  blocco.  Di  fatto sulla prima legge utile, rinviando  soltanto  di
  qualche  giorno  si  trova  una soluzione  tecnica.  Questa  è  una
  soluzione   politica   che   io  penso  possa   essere   apprezzata
  positivamente dall'Aula e permette di raggiungere l'obiettivo.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, ovviamente emendamenti su una  legge
  che  è  stata  già approvata non se ne possono presentare  e  sulla
  nuova tanto vale discuterne durante  tanto verrebbero approvati nel
  momento  in cui viene approvata la legge. Ma il Regolamento  rimane
  lo stesso e, cioè, gli emendamenti su una legge diventano legge nel
  momento  in cui la legge viene approvata, per cui è inutile votarli
  prima della legge.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, solo pochi  secondi
  per  esprimere  apprezzamenti ai Vigili del fuoco  che  in  Sicilia
  stanno  combattendo  in  queste ore contro  incendi  che  purtroppo
  divampano nell'intero territorio regionale. Hanno domato le  fiamme
  al Lido Playa di Catania dove. Purtroppo. gli esiti sarebbero stati
  diversamente ben più gravi; anche per augurare pronta guarigione al
  Vigile del fuoco che purtroppo è rimasto infortunato.


   PRESIDENTE.  Ovviamente, da parte di tutta l'Aula  vengono  estesi
  questi ringraziamenti che ha fatto adesso l'onorevole Lupo.
   Onorevoli colleghi la seduta  è rinviata a martedì 16 luglio 2019,
  alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di pubblica amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I
         COMM/A)

         Relatore: on. Lupo

       2)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di autonomie locali  (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)

         Relatore: on. Lupo

       3)  Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A)

         Relatore: on. Sammartino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 20.56

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio