Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 11.31
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buongiorno, oggi al I punto
all'ordine del giorno c'è l'attribuzione del seggio e doveva
riunirsi la Commissione Verifica Poteri per potere autorizzare
l'ingresso in Aula del deputato che prenderà il posto
dell'onorevole Milazzo, però, purtroppo mancano alcuni componenti
della Commissione Verifica poteri, quindi, siamo in questo
imbarazzo. Abbiamo qua .
CRACOLICI. Si deve dimettere anche il deputato
PRESIDENTE. E' vero, dobbiamo fare tornare l'onorevole Milazzo,
l'unica è quella, ma l'onorevole Milazzo si è già dimesso, per
cui, se anche fosse qua non potrebbe entrare e, quindi, abbiamo un
vulnus, in qualche maniera, da coprire.
La Presidenza sta contattando i componenti la Commissione Verifica
Poteri se ci possono fare questa cortesia di venire a lavorare che,
come dire, non sarebbe male come idea.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Do lettura del decreto di nomina di componente di
Commissione:
«Repubblica
Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S
I D E N T E 369
VISTA la nota del 26 giugno 2019, pervenuta in pari data alla
Presidenza dell'Assemblea e protocollata al n. 4771/AulaPG del 26
giugno 2019, a firma del Presidente del Gruppo parlamentare Forza
Italia , on. Milazzo, con la quale, nel rassegnare le dimissioni da
componente della VI Commissione legislativa permanente Salute,
servizi sociali e sanitari, designa contestualmente in sua
sostituzione l'on. Alfio Papale a componente della stessa
Commissione;
CONSIDERATO che l'on. Papale fa parte dello stesso Gruppo
parlamentare del componente dimissionario, on. Milazzo;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l' onorevole Alfio PAPALE è nominato componente della VI
Commissione legislativa permanente Salute, servizi sociali e
sanitari, in sostituzione dell'on.le Milazzo, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 2 luglio 2019»
Comunicazione di costituzione di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. 2/Segr del 2 luglio 2019,
pervenuta in pari data alla Presidenza dell'Assemblea e
protocollata al n. 4902/AulaPG-SGPG del 2 luglio 2019, l'onorevole
Luigi Genovese ha comunicato l'avvenuta costituzione del Gruppo
parlamentare denominato ORA - Sicilia , composto, oltre che dallo
stesso onorevole Genovese, dagli onorevoli Luisa Lantieri, Antonino
Rizzotto e Daniela Ternullo, Gruppo che, pertanto, si è costituito
di diritto ai sensi del comma 2 dell'articolo 23 del Regolamento
interno dell'Assemblea.
Nella nota testé citata e nella documentazione ivi allegata si fa
presente che l'onorevole Genovese è da considerarsi quale
Presidente pro-tempore del nuovo Gruppo, sino al momento in cui
l'elezione del neo Presidente non verrà ufficialmente ratificata
nel corso della prima riunione di gruppo .
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, pertanto il neocostituito Gruppo parlamentare a comunicare
la conferma della carica di Presidente di Gruppo, e a procedere
altresì alla nomina di un Vicepresidente e di un Segretario, a
norma, rispettivamente, dell'art. 25 quater e dell'art. 25 del
Regolamento interno dell'Assemblea, dandone comunicazione a questa
Presidenza.
Invito, infine, il Gruppo Misto , di cui l'onorevole Rizzotto
faceva parte, ricoprendo altresì la carica di Segretario, a
procedere alla nomina sostitutiva, ai sensi della normativa interna
richiamata, dandone comunicazione a questa Presidenza.
Comunicazione di elezione di cariche interne di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Con nota pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea il 2
luglio 2019 e protocollata al n. 4912/AulaPG del 3 luglio
successivo, l'on.le Calderone ha comunicato, allegando il relativo
verbale di riunione n. 6/2019 del 27.06.2019, che il Gruppo
parlamentare Forza Italia , in pari data, ha proceduto
all'elezione, con decorrenza 3 luglio 2019, delle seguenti cariche
interne:
Presidente: On.le Tommaso Calderone, in sostituzione dell'on.le
Giuseppe Milazzo, dimissionario;
Vicepresidente: On.le Michele Mancuso, il quale, come da citata
documentazione continuerà ad essere, come da precedente verbale,
anche il tesoriere del Gruppo .
L'Assemblea ne prende atto.
Invito, infine, lo stesso Gruppo parlamentare a procedere alla
nomina di un segretario e a darne comunicazione a questa
Presidenza, a norma dell'art. 25 del Regolamento interno
dell'Assemblea.
Comunicazione di decadenza da cariche di componente di Commissione
nonché di decadenza di atti ispettivi e di firma da atti ispettivi
e di indirizzo politico a seguito delle dimissione dell'onorevole
Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale,
di cui l'Assemblea ha preso atto nella seduta n. 127 del 2 luglio
2019, lo stesso deputato decade, con decorrenza 3 luglio 2019,
dalle seguenti cariche:
componente della Commissione parlamentare speciale sul fenomeno
del randagismo in Sicilia;
componente della Commissione parlamentare speciale Statuto e
materia statutaria ;
componente della Commissione II legislativa permanente
Bilancio .
Decade, inoltre, il seguente atto ispettivo:
interrogazione con richiesta di risposta scritta: n. 195.
Decade, altresì, la firma dello stesso parlamentare dai seguenti
atti ispettivi e di indirizzo politico:
interrogazione con richiesta di risposta scritta: n. 841;
mozioni: nn. 18 - 19 - 20 - 21 - 22 - 23 - 24 - 25 - 43 - 51 - 88
- 223.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 28846 del 5 luglio
2019, pervenuta alla Presidenza di questa Assemblea in pari data e
protocollata al n. 5009/AulaPG del 10 luglio successivo, la
Segreteria generale della Presidenza della Regione ha trasmesso
copia del decreto presidenziale n. 440/Area 1 /S.G. del 5 luglio
2019, di nomina del Dott. Manlio Messina ad Assessore regionale
con preposizione all'Assessorato del turismo, dello sport e dello
spettacolo, con contestuale cessazione delle funzioni assunte ad
interim dal Presidente della Regione di Assessore regionale
preposto al predetto ramo di Amministrazione.
Ne do lettura:
«REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. N. 440/Area 1 /S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
dall'articolo 1, comma 1, lett. f) della legge costituzionale 31
gennaio 2001, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
universale e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
il potere di nominare e revocare gli Assessori tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni, ed in particolare le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO il Decreto Presidenziale 14 giugno 2016, n. 12 "Regolamento
di attuazione del Titolo II della Legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
Regionali di cui all'articolo 49, comma 1, della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni";
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv. 4-
S.G. concernente la ripartizione dei seggi dell'Assemblea Regionale
Siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv. 4-
S.G. concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei deputati dell'Assemblea Regionale
Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di
Palermo - Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente
della Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 5
novembre 2017) con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci è stato
proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 643 del 29 novembre 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5
dicembre 2017 - Parte I - n. 53, di costituzione del Governo della
Regione Siciliana - XVII Legislatura, di nomina degli Assessori
regionali con le relative preposizioni ai vari rami
dell'Amministrazione regionale e successivi decreti presidenziali
integrativi e modificativi del Governo della Regione;
VISTO IL Decreto Presidenziale n. 355/A del 7 giugno 2019 con il
quale il dott. Sandro Pappalardo cessa dalla carica di Assessore
regionale preposto all'Assessorato regionale del Turismo, dello
Sport e dello Spettacolo con contestuale assunzione temporanea
delle predette funzioni da parte del Presidente della Regione
Siciliana;
RITENUTO di dovere nominare il Dott. Manlio Messina, nato a
Catania il 12/11/73, Assessore Regionale con preposizione
all'Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo con contestuale cessazione delle funzioni
contestualmente assunte dal Presidente della Regione Siciliana di
cui al sopra richiamato D.P. n. 355/Area 1 /S.G. del 7 giugno 2019.
D E C R E T A
ART. 1
1. Per quanto in premessa, il dott. Manlio Messina, nato a Catania
il 12/11/73, è nominato Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo.
2. Contestualmente alla nomina di cui al superiore comma 1 del
presente articolo cessa la funzione del Presidente della Regione
Siciliana di Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
Regionale del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo assunta
temporaneamente con il D.P. n. 355/Area 1 /S.G. del 7 giugno 2019.
ART. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21.
Palermo, lì 5 luglio 2019
Il Presidente
MUSUMECI»
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Arancio, Sunseri, Trizzino, Mangiacavallo e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Ci comunicano che sta arrivando l'onorevole Cannata, perché
mancherebbero gli onorevoli Lantieri o Cannata per la Commissione
Verifica Poteri, rinviamo la Commissione Verifica Poteri quando
arriva, alle ore 15,00 o comunque nel momento in cui arrivano.
Siccome è necessario il voto di uno in più, perché se no stiamo
votando con un vulnus che il Presidente dell'Assemblea non si può
permettere di fare, diciamo che appena arriva l'onorevole Cannata
sospendiamo cinque minuti per la Verifica Poteri e poi riprendiamo,
in tutto questo scusi onorevole Ciancio un attimo solo, ho parlato
poco fa con il Presidente della Regione e si stanno incontrando in
Giunta, perché ho chiesto sull'articolato che dovremmo esanimare,
oggi, un chiarimento e quindi me lo devono dare, quindi comunque
diciamo che dopo l'intervento dell'onorevole Ciancio sospendiamo
qualche minuto, e riprendiamo in ogni caso alle ore 12.00 l'inizio
l'iter della discussione sull'argomento che è oggi in votazione.
Sull'ordine dei lavori
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
approfitto di questo momento di assestamento diciamo così
dell'Aula, per portare all'attenzione del Parlamento, in
particolare sua, un problema che secondo me ci è sfuggito di mano
in un certo senso, io mi spiego subito a maggio abbiamo approvato
la legge Disposizione per i procedimenti amministrativi e le
funzionalità dell'azione amministrativa , ci siamo accorti che nel
recepimento di un articolo, in particolare dell'articolo 20, della
legge 241 del 1990
PRESIDENTE. Un attimo, perché devo invitare al silenzio se no non
sento, colleghi per favore possiamo ascoltare un attimo quello che
dice l'onorevole Ciancio che credo sia interesse anche vostro,
grazie.
CIANCIO.. intervengo per capire se ci sono i margini per poter
intervenire, trattandosi secondo me di un problema, di una
dimenticanza tecnica, per intervenire in sede di collegato, quindi
la discussione non è diciamo avulsa da quello che trattiamo oggi.
Dicevo nel recepire l'articolo 20 della legge 241 del 1990 abbiamo
omesso due parole, perché al comma 4 l'articolo 20 dice che le
disquisizioni del presente articolo, parliamo del silenzio-assenso
assessore Cordaro mi rivolgo anche a lei, parliamo del silenzio-
assenso, le disposizioni del presente articolo non si applicano
agli altri procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e
paesaggistico, l'ambiente, la tutela del rischio idrogeologico, la
difesa nazionale, la pubblica sicurezza, l'immigrazione e una serie
di altre cose, nel recepimento della legge nazionale abbiamo omesso
di inserire le parole patrimonio culturale e paesaggistico,
significa escludere dal silenzio-assenso fondamentalmente questi
due ambiti che sono molto, molto importanti, ora siccome penso sia
più una questione tecnica, spero sia una questione tecnica, chiedo
se ci sono i margini per potere intervenire in Aula e risolvere
queste criticità che potrebbero anche essere a rischio impugnativa.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, grazie per il suo intervento ma
sappiamo, assessore Cordaro, sappiamo che il Consiglio dei Ministri
ha notato questo errore, e quindi si predispone ad impugnare questo
articolo della legge, ed ha già parlato con la Presidenza della
Regione, con la Giunta, che si è a sua volta già impegnata a
modificarla, per cui diciamo non abbiamo bisogno di fare niente noi
perché è un'operazione che stanno già facendo tra Consiglio dei
Ministri e, sì la norma la dovremo fare, certo questo per forza, ma
stiamo aspettando che l'impugnativa del Consiglio dei Ministri, la
nuova stesura che presenterà il Governo, appena la presenta la
votiamo, quindi non lo correggiamo, oggi, perché c'è già un
qualcosa che stanno facendo tra Presidenza della Regione, e
Presidenza del Consiglio dei Ministri, e questo l'onorevole Cordaro
questo voleva dire? A posto, perfetto.
La seduta è sospesa sino alle ore 12.00, in attesa, assessore
Cordaro, che ci facciate sapere dalla Giunta queste obiezioni che
abbiamo chiesto di poter essere chiarite.
(La seduta, sospesa alle ore 11.39, è ripresa alle ore 12.22)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Collegato al
disegno di legge n. 476 Disposizione programmatiche e correttive
per l'anno 2019.
Legge di stabilità regionale' (n. 491/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'esame del disegno di
legge Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni
programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità
regionale' (n. 491/A).
Presidente Savona, ci dice come iniziare i lavori?
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il testo è stato rinviato in Commissione Bilancio per
rivedere l'articolo 17 e le eventuali aggiunte da potere
estrapolare, così da stringere il più possibile. Noi abbiamo
rifatto l'esame dell'articolo 17 e la Commissione, nella seduta n.
140, ha effettuato l'approfondimento richiesto sulle disposizioni
non ancora approvate dall'Aula del disegno di legge n. 491/A.
In particolare, con riferimento all'articolo 17, ha confermato a
maggioranza la decisione assunta in sede di istruttoria del disegno
di legge, ad esclusione della previsione di cui al comma 2 e che si
propone di rinviare il disegno di legge n. 491 Stralcio I/A alla I
Commissione. Oltre questo, abbiamo aggiunto di sottoporre
all'attenzione dell'Aula i seguenti emendamenti aggiuntivi, che
sono quelli presentati dal Governo, ed alcuni con delle rettifiche
fatte. Tutto questo è quello che abbiamo fatto in quella
Commissione pronto per essere discusso.
PRESIDENTE. E' stato predisposto un emendamento? Che cosa avete
immaginato di fare?
SAVONA, presidente della Commissione. Sono diversi i commi che
restano in vita, ad eccezione del secondo comma, poi il resto si
devono fare separatamente uno per uno.
PRESIDENTE. No anche se l'altra volta però avevamo rimandato
proprio perché era un articolo che era abbastanza complesso, se
dobbiamo pensare di fare tutto con un articolo sono, diciamo, tante
leggi in un unico articolo, come dire le possiamo votare così? Su
leggi che sono anche abbastanza complesse e che prevedono cose,
questa era stata l'obiezione che era stata fatta l'altra volta, per
cui ci eravamo fermati, quindi lei dice: faccia l'Aula
Io però ho l'impressione, e lo dico anche al Governo, che in
queste condizioni si vota il primo emendamento soppressivo e
finisce l'argomento. Io, come dire, mi posso permettere solo di
dare dei suggerimenti, poi decidete voi che cosa fare. C'è questo
problema sull'articolo 17, che è un articolo per cui l'altra
avevamo deciso quasi di stralciarlo, poi abbiamo detto va bene non
lo stralciamo, mandiamolo in Commissione però, se ora la
Commissione mi dice che non è successo niente, io metto in
votazione, ma l'avvertimento che do - no avvertimento, non mi
permetterei - il suggerimento che do al Governo è che appena
mettiamo in votazione il primo emendamento soppressivo passa, e
quindi salta tutto, ditemi voi.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, d'intesa con il Presidente Musumeci a questo punto,
considerato che c'è un priorità oggi, che è quella di far presto
per liberare le risorse per le province e tutti i settori che sono
in sofferenza, se ci incastriamo in questioni che non sono
cruciali, rischiamo di compromettere l'asse portante di questo
intervento normativo, che è proprio quello di rispondere alla
domanda di reintegrazione delle disponibilità finanziarie dei
capitoli..
PRESIDENTE. Saggia risposta assessore Armao, saggia risposta
ARMAO, assessore per l'economia. dopo di ché però, mi scusi
Presidente, l'unica priorità che riteniamo essenziale, soprattutto
per una finalità politica di attenzione della città di Catania, è
il comma 5 che consente, dal 5 al 10, tutto l'articolo che modifica
l'articolo 31, il comma 10, ha ragione scusi, che riguarda il
comune di Catania, e che consente la destinazione di risorse che
avevamo già, che il Parlamento aveva già assegnato per queste
finalità, e che solo e soltanto questione di ordine procedurale
hanno impedito di applicare, quindi sotto questo profilo si tratta
di una mera reintegrazione in termini del comune di Catania per
accedere a queste opportunità finanziarie, quindi comma 10.
PRESIDENTE. E allora figuriamoci se io mi posso permettere con
questo Governo di parlare male di Catania, non lo potrei fare
neanche volendo, anche perché ci sono state polemiche che sembra
che sono io che odio Catania, per cui quando si parla di Catania io
devo essere totalmente a disposizione, però vorrei capire che cosa
fate, presentate un emendamento a parte? Perché o l'articolo 17 lo
affrontiamo o non lo affrontiamo, e non possiamo fare un comma si,
un altro no, per cui se ritenete intanto che si va avanti, che voi
presentate un emendamento da aggiungere al resto del collegato che
stiamo valutando, e l'Aula lo apprezza per quello che è, come
emendamento, e quindi stralciamo l'articolo 17 e presentate un
emendamento su Catania per me va benissimo, però certo così non lo
possiamo affrontare.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io rispetto a
questa situazione vorrei avanzare una riflessione innanzitutto al
Governo, ma anche all'Aula, perché, se ci mettiamo a stabilire che
quell'articolo, che è un'altra finanziaria obiettivamente, qualcosa
la teniamo in vita, e qualcosa la mandiamo a mare, è evidente che
c'è sempre chiunque ha ispirato un singolo comma riterrà giusto
salvare anche quello, e quindi torneremo punto e daccapo.
Poi nel merito, può darsi che ho letto male, ma giusto qualche
giorno fa il sindaco di Catania ha fatto una intervista in cui
ringraziava il Governo nazionale, il decreto crescita che è stato
convertito, che ha salvato Catania e ha aggiunto quel punto grazie
a quella norma, poi poteva fare benissimo a meno anche della
vicenda della Regione, anche con una certa spocchia questa
dichiarazione è stata fatta sui giornali.
Ora, io non voglio qui commentare le interviste, perché siamo in
un Parlamento, però se il tema è evitare di mandare a ramengo il
lavoro che è stato fatto e incartarci su aspetti di dettaglio, mi
pare che anche questa, anche per la caratteristica evolutiva di
questa storia, forse è diventato un dettaglio. Ecco perché
suggerirei al Governo, se acconsente il fatto che questo articolo
17 troverà altro canale parlamentare, l'aggiuntivo del collegato,
il collegato tris, quater, quintus, insomma, .. quello era Cuffaro
che c'era la famosa legge sullo sviluppo .
Quindi io suggerirei al Governo di evitare di incartarci sugli
elementi di incartamento, quindi o l'articolo 17 lo consideriamo
superato e andiamo al voto e chiudiamo questa legge, oppure
ricominciamo sempre daccapo. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole questo è quello che è già stato deciso,
cioè, poi se il Governo ritiene di presentare un emendamento per
una norma che il Governo stesso ritiene importante certo non
possiamo essere noi a farne una questione.
Però non apriamo un dibattito su questo tanto il Governo ha già
comunicato che lo stralcia, che lo toglie, quindi il 17 non c'è
più, pertanto, non intavoliamo una discussione su questo.
PAPALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
sottolineare una cosa e vorrei invitare tutti i colleghi onorevoli
di non fare un problema politico per Catania. Catania ha bisogno di
quelle somme, ci sono tante imprese, tanta gente che sta aspettando
che dalla mattina alla sera telefona a tutti i deputati, a tutti
coloro che hanno il potere di dare una mano al comune di Catania di
farlo. Se perdiamo cinque minuti onorevole Cracolici sinceramente
cerchiamo un sistema, ma io ritengo che il problema Catania ha
priorità, ma non tanto per problemi di natura politica o di
contrapposizione, ma per rispetto di tutte quelle persone che hanno
fatto dei servizi al comune e che aspettano di essere liquidati.
Pertanto, vi pregherei, se lo possiamo attenzionare al di fuori da
correnti politiche o al di fuori da ideologie o meno o di problemi
di natura personale. Grazie.
PRESIDENTE. Così rimane stabilito, l'articolo 17 è ritirato dal
Governo, poi se c'è la presentazione di un emendamento è un
problema che non possiamo discutere adesso.
Cordoglio per la scomparsa dell'onorevole Cappadona
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho purtroppo una brutta notizia da
darvi, sono stato appena messo al corrente che è morto l'onorevole
Nuccio Cappadona che tanti noi, quelli un po' più anziani,
conoscevano bene. Per me è veramente un grande dispiacere, penso
per tanti di voi, quindi appena avremo notizie più precise, poi
eventualmente nella prossima seduta faremo anche una commemorazione
per l'onorevole Cappadona. Intanto alla famiglia vada il nostro più
sincero cordoglio.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Schillaci, Fava e
Rizzotto, hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito dell'esame del disegno di legge n. 491/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del disegno di
legge 491/A. Si riprende l'articolo 2 in precedenza accantonato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 2 che, come lei ricorderà, era stato accantonato su
mia richiesta per fare un approfondimento sul testo e su qualche
incongruenza che c'era sull'articolo.
Mi è stato anticipato adesso dall'Assessore Armao che il Governo
darà parere favorevole all'emendamento 2.15.
CRACOLICI. E' stato distribuito questo emendamento. E' ritirato o
no?
PRESIDENTE. E' stato ritirato dal Governo, quindi lo potete
eliminare.
BARBAGALLO. In ordine al procedimento, poiché si fa riferimento al
Testo Unico sugli espropri, i nostri dubbi sono fugati.
Noi chiediamo al Governo - e segnatamente all'Assessore Armao - di
scoprire le carte, perché sull'articolo 2 resta un'ultima grande
questione. Nel testo che è uscito dalla Commissione non si faceva
più riferimento a quale era l'area di sedime in cui si sarebbe
dovuto individuare questo intervento edilizio.
Nel testo che c'è in Aula si fa riferimento all'area di Via Ugo La
Malfa, quell'area a noi risulta che non sia di proprietà della
Regione ma sia di proprietà del Fondo a cui è stata trasferita.
Allora il Governo regionale ha intenzione di utilizzare proprio
quell'area trasferita al Fondo immobiliare e quindi intende
riscattarla oppure noi realizziamo un intervento edilizio in
un'area di proprietà del Fondo, signor Presidente della Regione,
che è un fondo famoso perché ha storie dietro di faccendieri e
paradisi fiscali, oppure l'area in cui intende realizzarla è
un'altra? Io vorrei che su questo venisse fatta chiarezza.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, volentieri onorevole Barbagallo, io le rispondo perché ho
seguito questa vicenda anche con l'Ufficio Tecnico del nostro
Governo e mi fa piacere che lei abbia a proposito del Fondo fatto
riferimento a una stagione di ombre che, come lei sa, determina
contagi assai diffusi e trasversali.
Detto questo l'obiettivo è quello di realizzare il Centro
direzionale della Regione esattamente come sta facendo in Campania
il Governo De Luca, in un luogo già occupato per la stessa
superficie da edilizia pubblica. Quel luogo è di proprietà del
Fondo e l'intenzione del Governo è di poterne avere la piena
proprietà attraverso una misura compensativa per la quota che è già
nostra.
Noi facciamo parte, come lei sa, del Fondo e per quello che dovrà
essere riscattato soltanto quando avremo la piena proprietà
dell'area, di tutta l'area, provvederemo a indire il concorso per
la realizzazione del Centro direzionale.
Il sito, peraltro, è stato individuato non solo perché già
occupato da edilizia pubblica ma previo confronto con il sindaco
della città di Palermo, che ha avuto parole di elogio per questa
iniziativa, che naturalmente si intesterà il Parlamento, il Governo
l'ha solo proposta, al fine di razionalizzare i servizi mettendo in
uno stesso immobile i dodici assessorati e risparmiando circa 38
milioni di euro l'anno.
Ecco perché noi riteniamo che questa opera, quando sarà
realizzata, non sapremo fra quanti anni, sarà un'opera che
consentirà alla Regione siciliana di avere dato una risposta in
termini di efficienza all'organizzazione degli uffici ma avrà anche
evitato indicibili disagi alle migliaia e migliaia di cittadini
siciliani che ogni giorno, per ragioni diverse, sono costrette a
raggiungere in varie parti della città gli uffici della Regione.
Tenga peraltro conto, ci è stato detto dall'incontro tecnico avuto
con il sindaco Orlando, almeno per due volte ci siamo incontrati,
che nei pressi di quel sito è in previsione la fermata della
metropolitana e c'è già il treno di superficie. Quindi, dal punto
di vista della accessibilità, quello risulta essere, io non sono
particolarmente a conoscenza della realtà urbanistica palermitana,
però ho il dovere ed il diritto di credere al sindaco della città
di Palermo.
Per queste ragioni, onorevole Barbagallo ed onorevoli tutti, noi
riteniamo che con il disco verde al centro direzionale della
Regione siciliana realizziamo un sogno antico ma, soprattutto,
diamo finalmente all'ente regione la possibilità di risparmiare
decine di milioni di euro e sapete che dietro i contratti di
affitto non sempre ci sono atteggiamenti improntati ad efficienza e
a convenienza, ma si tratta di una storia antica di qualche
decennio e consentiamo anche una razionalizzazione degli uffici. Mi
interessava dire questo, signor Presidente, per lanciare un
ulteriore appello al Parlamento.
PRESIDENTE. Un attimo, ora do la parola a tutti, l'avete chiesta
in tanti. Ci sono gli onorevoli Di Paola, Zito, Di Caro, Cracolici,
poi Di Mauro, Savarino e Calderone.
Prima di dare la parola all'onorevole Di Paola, che è il primo
iscritto a parlare, presidente Musumeci, visto che ha parlato di
treni, posso chiedere personalmente un minimo di interesse su
questa vicenda del treno Palermo-Messina che, certamente, per noi è
un problema realmente serio. Chiederei personalmente al Governo di
occuparsene, perché per noi palermitani, specialmente d'estate,
tutte le zone di mare che sono quelle che i palermitani frequentano
regolarmente, vengono precluse. La ringrazio perché,
effettivamente, è una cosa molto, molto negativa, per quanto ci
sarebbe l'alternativa del pullman, ma specialmente d'estate,
veramente per tutti noi è un problema, e siccome sono stato
investito da mille telefonate di protesta rispetto a questo, mi
permetto di girarle.
E iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signore Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
capisco il sogno, come diceva il presidente Musumeci, di realizzare
una struttura centrale che possa accogliere tutti i servizi che la
Regione al momento eroga in via distribuita, cioè su più palazzi.
Ed ho ascoltato pure l'intervento del presidente Musumeci che parla
di risparmi, parlava addirittura di 39 milioni di euro che si
potrebbero risparmiare nel corso degli anni.
Ma io mi chiedo: questi risparmi e questi numeri che, man mano, il
presidente ha detto durante il suo intervento da cosa vengono
fuori? Perché ricordiamoci, cari colleghi, che la Regione ad oggi
non ha un censimento preciso di tutti gli immobili e dei vari
affitti che, ad oggi, noi stiamo pagando. Considerate pure, e
questo è venuto nuovamente fuori dopo anni ed anni che questa
vicenda si porta dietro, che la Regione nel 2005 con il Governo
Cuffaro, spende più di 80 milioni di euro per un censimento che, ad
oggi, noi non abbiamo avuto accesso allo stesso censimento e non si
è ben capito perché non abbiamo accesso a quel censimento. Manca la
password, c'è un contenzioso?
Cari colleghi, ricordiamoci pure che in quegli anni, nel 2006, la
Regione vendette degli immobili per circa 200 milioni di euro
perché si doveva in qualche modo recuperare, la Regione doveva
recuperare soldi per poi nuovamente riaffittare quegli immobili,
cioè abbiamo venduto quegli immobili per 200 milioni di euro, 200,
220 milioni di euro e li abbiamo riaffittati nuovamente per anno a
20 milioni di euro, praticamente abbiamo fatto un'operazione
fallimentare.
Ora qui noi stiamo nuovamente provando a fare un'ulteriore
operazione immobiliare perché stiamo realizzando nuovamente un
grosso centro, non so poi come verrà realizzato nell'arco dei
vent'anni in progect financing o in altri modi ad oggi non c'è dato
saperlo, ma attenzione può essere nuovamente un'operazione
fallimentare perché se non abbiamo fatto bene l'analisi costi-
benefici, se così come ci dice la Corte dei conti al momento non
abbiamo nemmeno un censimento valido dei nostri immobili, questo a
che cosa ci porterà? Ci porterà nuovamente a un'ulteriore danno
erariale, perché ricordiamoci abbiamo speso 80 milioni di euro per
un censimento più è nato un contenzioso da quel censimento e ad
oggi i dati di quel censimento non li abbiamo.
Abbiamo venduto i nostri immobili per 200 milioni di euro, li
abbiamo riaffittati per 20 milioni di euro, oggi come facciamo ad
approvare un articolo, l'articolo 2 che ci dice di fare un
ulteriore centro senza che si è fatta un'adeguata analisi costi-
benefici.
Questo articolo non è un articolo che può essere attribuito al mio
Gruppo politico.
Ascoltavo poco fa il Presidente della Regione dire che questo
articolo verrà attribuito all'Assemblea regionale siciliana; cari
colleghi cerchiamo di non essere complici di ulteriori danni
erariali per la nostra Regione, visto i tanti soldi che negli anni
sono stati sperperati. Mi rivolgo anche al Presidente della
Commissione bilancio, il Presidente Savona che nel 2010 riguardo a
quel censimento ha avviato, in quanto Presidente della Commissione
Bilancio anche a quell'epoca, una Commissione d'inchiesta.
Vorrei capire quella Commissione d'inchiesta del 2010 in merito a
quel censimento che risultati ha prodotti Presidente Savona? Perché
anche nel 2010 lei era Presidente della Commissione Bilancio e come
giusto ha avviato una Commissione d'inchiesta, ha avviato
un'indagine, vorrei capire quell'indagine a che cosa ha portato?
Perché se ad oggi non abbiamo un'analisi effettiva dei costi-
benefici come facciamo a prenderci la responsabilità di realizzare
un centro direzionale nell'arco dei vent'anni. Iniziamo prima
dall'analisi costi-benefici, iniziamo prima a vedere effettivamente
e a fare un censimento veritiero della Regione partendo da quel
censimento che ci è costato 80 milioni di euro e forse con il
contenzioso ci andrà a costare quasi 140 milioni di euro, Assessore
Armao, contenzioso che si è avviato nel 2010, quando lei Assessore
al bilancio del Governo Lombardo ha bloccato i pagamenti all'epoca
di 20 milioni di euro all'anno.
Da qual momento in poi l'Azienda ha avviato un contenzioso ad oggi
vorremmo capire prima di fare qualunque tipo intervento immobiliare
vorremmo capire intanto quel censimento che fine ha fatto? E se
effettivamente la Regione siciliana prima di realizzare un'opera di
questo tipo o progettare un'opera di questo tipo ha fatto una
effettiva analisi costi-benefici riguardo i propri immobili di
proprietà e gli immobili in affitto.
PRESIDENTE. Vi chiedo scusa devo fare intervenire prima
l'onorevole Di Mauro, perché poi mi devo allontanare 10 minuti e
quindi devo essere sostituito dal Vicepresidente Di Mauro.
La ringrazio onorevole Di Mauro, e scusate gli altri che si erano
iscritti a parlare prima.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo perché
conosco bene questa storia dei beni immobili che ha visto questo
Parlamento a suo tempo legiferare e non voglio con questo criticare
l'intervento di chi mi ha preceduto ma riconoscere che ovviamente
nel passato sono stati commessi errori.
Oggi siamo dinnanzi a una norma di carattere programmatorio. E'
una norma che è abbastanza chiaro, tende sostanzialmente a creare
dei risparmi per la Regione, una concentrazione degli uffici e a
dare a questa città - se mi consentite - un volto diverso, un volto
più ambientale, un volto in cui c'è maggiore rispetto per l'aria
che si respira. E la possibilità che la città possa essere
decongestionata dal traffico. Perché se noi abbiamo l'opportunità
di trasferire gli immobili fuori dalla città, in un contesto in cui
comunque nel disegno di legge non c'è scritto, quindi poi sarà sul
piano urbanistico, l'intesa di Governo regionale e del Comune di
Palermo, individuare quel sito che riterrà più opportuno perché
Palermo, da capoluogo di Regione, possa essere una città simile a
tanti altri capoluoghi di regione o, comunque, capitale del mondo
che certamente vedono decongestionato il traffico e spesso le auto
che arrivano in città si fermano all'inizio della città per poi
tutto il resto essere sottoposto a zone di traffico limitato.
Questo è un disegno politico che questo Governo presenta al
Parlamento su cui credo non debba esserci alcuna divisione. Si può
discutere sul metodo, sul come fare. Io personalmente, Presidente
Musumeci, mi sembra ultroneo immaginare una modifica urbanistica
con una norma di legge. Perché credo che il Consiglio comunale
debba essere coinvolto e, comunque, secondo tutte le procedure
regolari. Ma l'idea che gli uffici che sono ubicati, per esempio,
in Via Notarbartolo o altri parti che non fanno altro che
congestionare il traffico, siano trasferiti in una parte esterna
della città perché attraverso un sistema di circonvallazione, chi
arriva a Palermo si possa collegare con questi Uffici senza
intralciare il traffico della città e lasciare la città vissuta in
tutti i suoi ambiti, in tutte le sue vie, a chi viene per
visitarla.
E' una esperienza che, onestamente bisogna riconoscerlo, il
Sindaco Orlando ha prospettato alla città - mi riferisco a Via
Maqueda, a parte di Via Roma - certamente è una esperienza
positiva. E' una esperienza che ha messo a valore un territorio che
ahimè era stato abbandonato soprattutto in quelle che sono le
attività commerciali a piano terra.
Questo è un disegno politico che certamente il Governo, di
concerto con il Sindaco, ha elaborato. Noi vogliamo opporci a
questo disegno? Vuol dire che non abbiamo capito qual è il futuro
che deve avere la città di Palermo e, soprattutto, la città che è
capoluogo di Regione. Su cui, mi dispiace dirlo, non penso che
possono esserci divisioni e chi propone di fermare il treno che è
partito lo fa soltanto per ragioni politiche. Noi abbiamo qui un
dovere: che è quello di assicurare a questa città una prospettiva e
la possibilità, soprattutto a questa città, di vederla essere
paragonata a città europee che hanno il traffico limitato, che
hanno il traffico decongestionato e che gli uffici sono collocati
in unico luogo che è fonte di risparmio, di convenienza per la
Regione e soprattutto una opportunità per il resto del centro
abitato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, che sia una opera -
come diceva prima il Presidente Musumeci - antica è vero. Perché si
parlava di questo Centro direzionale già dal 1992. Poi è stato
inserito nel programma Cuffaro; è stato inserito anche nel
programma Lombardo dove si era preventivato un costo di 2 miliardi
euro di cui 200 milioni proprio per il Centro, 300 per le strade e
un miliardo per le bretelle autostradali. Si era individuato allora
il Fondo Luparello. Poi, successivamente, si era visto di creare
anche una base di trincea vicino alla zona Notarbartolo. Poi ora
siamo arrivati a questa area, quindi Cuffaro l'aveva individuata
nel Fondo Uditore, ora questa area è in Via Ugo La Malfa.
Noi, con un articolo e 5 commi, stiamo cercando di normare l'opera
più importante che avrà Palermo se non la Regione, nei prossimi 50
anni sicuramente, se non di più. E lo facciamo con 5 articoli. Ma
già il fallimento di questa opera si legge nelle prime tre righe
perché non c'è bisogno di andare lontano. Nel primo comma si dice
che l'Amministrazione regionale realizzerà entro il termine di 20
anni, di 20 anni, all'entrata in vigore del Centro Direzionale.
Quindi noi già stiamo dicendo che in Italia purtroppo, e in
Sicilia in particolar modo, per costruire una opera ci possiamo
stare 20 anni. In altri Paesi europei ce ne stanno 5 per opere
delle stesse dimensioni e noi, ovviamente, ci teniamo con tempi
diciamo siculi perché questo è quello che vediamo, ma non c'è
scritto che cosa faremo, perché in questo articolo non c'è
copertura finanziaria. E allora che cosa vuol dire? che stiamo
facendo un favore a qualcuno perché faremo un projet financing, che
lo daremo in gestione, non si capisce quello che si vuole fare,
perché anche questo tra le righe, forse alcuni colleghi soprattutto
della maggioranza non l'hanno capito, c'è una legge delega, stiamo
totalmente delegando senza metterci soldi quindi al Governo di
decidere cosa fare.
Poi secondo me c'è il comma 3, che è fantastico, perché a un certo
punto cancelliamo di colpo la legge n.71 del 78, quindi quelle che
sono le leggi sull'urbanistica perché direttamente andiamo a dire
che è una variante, è una variante al piano regolatore, io vorrei
dire, un'opera così importante si devono prendere tutte le figure
professionali siciliane, e non perché un'opera unica che avrà
Palermo e non è solo il contenitore sono anche le opere quelle che
si chiamano a contorno che saranno importanti e vanno a definire
cioè la strade, le infrastrutture che arriveranno che devono
arrivare la mobilità che è l'altra cosa importante che devono
arrivare a quell'opera, invece tutto solamente in forma
superficiale e ripeto senza metterci una lira nonostante, un euro
anzi, nonostante qui c'è scritto che la deve realizzare la Regione
Siciliana.
E allora diteci effettivamente chi lo deve realizzare, perché
senza copertura finanziaria la Regione siciliana ovviamente non
c'ha i soldi per farlo e cerchiamo di fare le opere come si deve e
con criterio, non cattedrali nel deserto che non funzionano, non
servono a nessuno e fanno sì che poi va ad aggravare la situazione
del traffico e di altri cose della città di Palermo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
all'inizio avevo un'idea positiva di questo articolo, nel senso che
risolvere quelli che sono i problemi legati ai fitti passivi
potrebbe essere una cosa auspicabile, però la cosa che mi sono
chiesto è come mai farlo con una legge? Visto che i fitti passivi
si potrebbero banalmente abbattere con un provvedimento
amministrativo. Poi leggendo i vari articoli ho capito perché. Al
comma 3 vediamo che praticamente si cerca di andare per legge in
deroga ad uno strumento urbanistico, quale è lo strumento
urbanistico del Comune di Palermo e non si capisce perché si
dovrebbe farlo per legge e non seguendo le vie che sono quelle dei
Consigli comunali delle pubbliche amministrazioni e dei Comuni.
Noto anche che si tratterebbe di un finanziamento tramite terzi,
nel senso che, come ha detto il Presidente della Regione poco fa,
risparmiando 38 milioni di euro l'anno in vent'anni questo Centro
direzionale andrebbe a costare 760 milioni di euro, oltre al fatto
che all'articolo poi 5 c'è quella che sembrerebbe essere
l'indicazione di un capitolato di gara, è quello che riconduce
questo articolo a un vero e proprio spot, se non fosse quello di
risolvere, signor Presidente, l'annoso problema di Palermo reso
famoso da un film famosissimo che è quello di risolvere il problema
del traffico . Ecco se è questo il problema che si vuole
risolvere, con questo disegno di legge chiederemo poi la consulenza
di Roberto Benigni.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Savarino, Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
volevo ricordare ai colleghi che questa è una norma che è arrivata
in IV Commissione per l'esame, noi ne abbiamo fatto un
approfondimento sia giuridico che di merito, abbiamo fatto
audizioni, abbiamo fatto un approfondimento quindi attento e
puntuale, abbiamo ascoltato i dirigenti, abbiamo visto addirittura
non solo il progetto fisico ma anche un video di presentazione di
quello che sarà, quella che è l'idea di questo Centro direzionale.
Abbiamo fatto un approfondimento normativo ed approvato una norma,
condivisa in Commissione.
Inviterei l'assessore Armao a non avallare, in Commissione
Bilancio', modifiche di merito delle norme che escono dalle
Commissioni che sconvolgono, non l'aspetto finanziario ma l'aspetto
di merito della norma perché se, oggi, avessimo portato ai voti la
norma uscita in IV Commissione, questa norma probabilmente sarebbe
già stata approvata e non accantonata e gli approfondimenti che
adesso stiamo facendo. Per cui, dico: evitiamo di dare avalli,
assessore Armao, di modifiche di merito nella Commissione
Bilancio' dopo che noi abbiamo fatto un lavoro di approfondimento
giuridico puntuale che, oggi, avrebbe permesso a quella norma di
essere approvata, così come è uscita in Commissione IV e, invece,
le modifiche di oggi hanno portato l'onorevole Barbagallo a
chiedere l'accantonamento ed a fare questo approfondimento, per cui
ritengo di apporre la firma anche all'emendamento presentato
dall'onorevole Barbagallo, perché le sue sono puntuali
sollecitazioni che non sarebbero state necessarie se in Aula fosse
arrivata la norma di merito approvata in IV. E non è la prima
volta Lo dico, non voglio fare polemica, ma non una norma uscita
dalla IV Commissione è mai stata impugnata e dichiarata
illegittima. Diverse norme, poi modificate in Commissione
Bilancio', sono state impugnate e dichiarate illegittime, per cui,
non è possibile che noi facciamo un lavoro di approfondimento e di
studio sulle norme che, poi, vengono modificate inopinatamente in
II Commissione e regolarmente impugnate.
O ci dite, quindi, che direttamente il nostro lavoro non serve, e
non perdiamo tempo, oppure, vi prego, col rispetto che ho per il
ruolo dell'Assessore, pretendo rispetto per il ruolo ed il lavoro
della Commissione che presiedo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, ed anche signor Presidente della
Regione, visto che ha ritenuto di intervenire di persona su questo
articolo e, però, devo fare una prima considerazione, Presidente,
lei ha fatto un intervento su un testo che, forse, non conosceva,
perché ha parlato di via Ugo La Malfa, ha parlato di un'area di
proprietà del fondo immobiliare, ha parlato della possibilità,
addirittura, di compensazione. Uso le sue parole.
Ha detto, però, una cosa a monte - allegando questo provvedimento
che si intende approvare all'ipotesi che sia via Ugo La Malfa -, ha
detto, dando ragione all'onorevole Barbagallo, che: la storia di
quel fondo immobiliare, è una storia antica ed abbastanza
discutibile, con interessi trasversali.
Pregherei il Presidente della Regione di fare nome e cognomi.
Visto che io sono uno di quelli che quando
MUSUMECI, presidente della Regione. Le posso dare i partiti
politici, se vuole.
CRACOLICI. Sì, sì, però, i nomi; nomi e partiti politici. Nomi e
partiti politici No, signor Presidente, perché sta diventando un
film troppo facile da girare. Quando si spara sul mucchio e si dice
che tutti fanno schifo, è l'unico modo per dire che nulla fa
schifo. Siccome lei è stato uno dei sostenitori, nel passato, di
quelli che hanno fatto quel provvedimento, per cui c'è un'indagine
della Magistratura, lei è stato tra i sostenitori
MUSUMECI, presidente della Regione. Mai stato Mai stato
CRACOLICI. la prego di assumersi la responsabilità, quanto meno
sul piano politico, non certo sul piano personale perché, comunque,
i reati, se ci sono, li commettono le persone e non le opinioni.
Detto questo, perché se no diventa tutta una finzione.
Detto questo, ribadisco, il Presidente ha parlato di un
provvedimento che non è quello che stiamo discutendo.
Quindi, non c'è via Ugo La Malfa, non c'è la compensazione, non
c'è nulla. C'è una norma manifesto che dice che ci piacerebbe fare
un Centro direzionale .
E per me tutti i sogni I have a dream , guai a negare il sogno a
chiunque di noi
Ma il punto è che stiamo facendo una legge, non stiamo facendo una
legge che si limita ad affermare un sogno Perché, Presidente della
Regione, alla luce delle varie elaborazioni che questo testo ha
avuto tra il testo iniziale della Giunta, quello della Commissione
di merito, poi la Commissione Bilancio', poi qui un testo di
riscrittura del Governo al testo esitato dalla stessa Commissione
Bilancio'. Posso dire che su un provvedimento, quando ci sono
quattro riscritture, c'è qualcosa che puzza?
Allora, siccome questa storia, che non credo sia solo un sogno ma
forse qualcuno nel sogno non riesce a capire bene come deve
scrivere la norma per vestire il pupo , lo chiamo così, credo che
farebbe bene il Governo primo a chiarirsi le idee, a dirci con un
provvedimento ad hoc perché, ad esempio, non dovremmo fare un
grattacielo a Palermo? Ci mancherebbe Si può pure fare, l'hanno
fatto a Milano
Professor Armao, se c'è non c'è bisogno della variante urbanistica
perché quell'area, come diceva il Presidente, è già un'area
residenziale a destinazione direzionale da parte del Piano
regolatore di Palermo. Quindi, quale sarebbe questa pianta
urbanistica da fare?
Ma di cosa state parlando? Se si precisa in una legge che si deve
fare una variante urbanistica stiamo parlando di un'area dove
urbanisticamente c'è un'altra previsione.
Siccome le idee non sono chiare suggerirei al Governo di
stralciare la norma, scrivervi fra di voi, chiarirvi le idee e
presentate un testo di legge. Chi è contrario a concentrare in un
unico sito gli uffici della Regione? Ma diteci come lo volete fare,
con quali soldi e con chi perché non è secondario quello che si
vuole fare. Ecco perché a questo testo voterò contro.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Luisa Lantieri.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, ho letto, come era mio dovere, con
grande attenzione questa norma ed è quella che tecnicamente viene
definita una norma di programma.
Tutte le argomentazioni dei colleghi che mi hanno preceduto che,
ovviamente, sono rispettabili, non tengono conto che è una norma di
programma.
Con questa disposizione di legge il Governo - che Forza Italia
condivide in pieno, lo dico subito - ha inteso programmare il
superamento di una serie di problematiche ataviche - dicono bene,
sin dal 1992 si era posto il problema - che hanno come finalità
esclusiva quella dell'economia e della razionalizzazione.
Ella, signor Presidente, ha fatto riferimento ad un risparmio
annuo di 38 milioni di euro, per tutti i beni. Certamente, questa
cifra lei non l'ha espressa per vaghezza ma lo ha fatto dopo
approfondito studio suo e degli Uffici.
Risparmiare tanti soldi l'anno, come programma, ribadisco, rendere
efficiente finalmente tutti i servizi - io sono di prima
legislatura, Presidente, e mi sono trovato spesso, lo dico da
utente, a girare i sepolcri , se così posso dire, da Assessorato
ad Assessorato da un capo all'altro della città e, allora, come si
possa essere, come norma di programma, contrari ad una norma che
prevede il Centro direzionale a me le ragioni, in tutta verità,
sfuggono, pur rispettando ovviamente - come è mio dovere - le
opinioni dei colleghi.
L'unica mia perplessità, che non è perplessità, proprio perché la
ritengo una norma fondamentale, signor Presidente, è il termine di
vent'anni. Si fa riferimento al primo comma entro vent'anni
dall'entrata in vigore entro, per carità, non significa nei, come
mi è stato insegnato. Quindi, credo, che questa sia un'ottima
norma, un'ottima norma di programma, una norma alla quale e per la
quale non ci può essere opposizione, almeno così credevo e speravo.
Purtroppo, così non è e lo abbiamo capito, anche perché, signor
Presidente, si è fatto riferimento, per esempio, a quello che
accadrà.
Il comma 4 ha previsto il decreto dell'Assessore per le
infrastrutture per quanto riguarda tutte le disposizioni attuative.
Tutto quello che avverrà dopo è work in progress perché appunto, lo
ribadisco e giuro e garantisco per l'ultima volta, è una norma di
programma. Quindi, anticipo, signor Presidente, con convinzione, il
voto favorevole, all'articolo 2, da parte del Gruppo parlamentare
di Forza Italia.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'assessore Armao. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, alcune
precisazioni anche rispetto a quello che si è detto nella
precedente seduta, avuto riguardo alla vicenda della banca dati
sulla quale si è ritenuto di far carico al governo Musumeci di
disallineamenti o quanto meno, se non, disfunzioni.
Ho detto che avrei risolto la questione perché era stata affidata
agli Uffici ed avevo manifestato dove erano arrivati gli Uffici e
posso dire che d'intesa con il Presidente la soluzione è stata
trovata, la password matrice è stata individuata, consegnata
all'Amministrazione regionale e il 17 ed il 18 avremo il pieno
accesso alle banche dati. Gli Uffici avevano avuto delle difficoltà
di verifica e di confronto e, quindi, ho rappresentato lo stato
della situazione, l'impegno preso con l'Assemblea, credo, che possa
dirsi coronato da successo. Quindi, le polemiche...
Addirittura di fronte alla disfunzione avevo fatto una
segnalazione alla Procura della Corte dei Conti e, quindi, su
questo non facciamo sconti a nessuno.
Nessuno, qua, intende coprire o lanciare accuse nel mucchio.
Dobbiamo solo risolvere nell'interesse dei siciliani una
situazione. Come diceva bene l'onorevole Cracolici dei danni
erariali o dei reati si occupano altre autorità che ben conoscono
la questione per avere più volte acquisito documentazione, quindi,
non è oggetto, credo, non dobbiamo essere noi che, peraltro, non
avremmo neanche la completezza della visione di una questione, come
diceva l'onorevole Di Paola ben stratificata nel tempo a fare,
oggi, accertamenti che non sono di competenza.
Quindi, questione risolta, banca dati accessibile. Non è vero che
la Regione non ha accesso alla banca dati; l'accesso alla banca
dati è consentito. In settimana avremo pieno accesso alla banca
dati che, però, lo ricordo, ma lo dicevo anche l'altra volta, è una
banca dati con dati non più aggiornati, nel senso che sono, sotto
il profilo urbanistico, veritieri perché ad eccezione di qualche
fondo che potrà avere cambiato la destinazione urbanistica per
varianti intervenute nei diversi comuni - perché, attenzione, i
beni sono distribuiti sull'intero territorio regionale e non solo a
Palermo -, ma ad eccezione di qualche piccola questione il
problema, oggi, è di valutazione perché come voi ben sapete,
rispetto al 2008, 2009, i valori immobiliari sono profondamente
mutati, purtroppo, e quindi, su questo profilo ecco perché era
necessaria quella disposizione che vi avevamo proposto con il
Governo per compendiare questa documentazione con analisi
aggiornata sulla valutazione.
Alla Corte dei Conti, quando si rende il conto del patrimonio,
interessa avere le valutazioni patrimoniali attuali, non quelle
comunque acquisite. Quindi, è cosa buona e giusta averle comunque
acquisite, vanno certamente attualizzate e lo possiamo fare non
ricorrendo a soggetti esterni attraverso le nostre strutture
tecniche e, quindi, questo era il senso della norma.
Chiusa questa questione, vorrei illustrare il testo della norma.
Intanto la norma è oggetto di una mediazione che si è svolta nella
Commissione di merito e poi in Commissione Bilancio' avuto
riguardo ad alcune proposte. Ricordo l'ultimo comma, lo dico al
Gruppo del Movimento Cinque Stelle, ricorderete bene - il
Presidente Savona non c'è ma i componenti della Commissione
presenti lo ricorderanno -, l'ultimo comma è frutto di un confronto
leale, onesto, con il Movimento Cinque Stelle che ha proposto
questi inserimenti, quindi, poi la Commissione ha votato e li ha
inseriti condividendoli, non credo che si dica nulla di tutto ciò.
Nei confronti dell'emendamento dell'onorevole Barbagallo,
onorevole Savarino, se ci sono problemi di ordine tecnico, mi sono
limitato a dire che se questa cosa agevola l'approvazione della
norma anche da parte del , personalmente l'idea è quella di
approdare ad un risultato e non quella di bloccarsi, quindi, sotto
questo profilo l'idea è proprio di arrivare, al più presto
possibile, ad un'approvazione, che diceva bene l'onorevole
Calderone è di tipo programmatico.
Quella che ha prefigurato il Presidente, che è la soluzione che
abbiamo ampiamente condiviso, è una soluzione che ci fa risparmiare
veramente risorse importanti. Oggi, paghiamo 24 milioni di euro di
affitti al fondo, 16 milioni di euro di affitti a soggetti terzi,
nel momento in cui si fa un'operazione che vale attorno a 400
milioni, comprendete bene che con l'attualizzazione a vent'anni i
risparmi sono assolutamente significativi, il nostro partner
finanziario l'idea è quella di individuarlo come abbiamo fatto
anche per altre cose non ricorrendo al mercato, ma con cassa
depositi e prestiti, così come ha fatto anche la regione Lombardia;
non è un fatto marginale che la Lombardia, l'Emilia Romagna, il
Piemonte, la Calabria, il Lazio abbiano tutti Centri direzionali.
Oggi, non ha senso avere questa frammentazione per il carico
urbanistico che ha la siccità, per l'inquinamento che si determina
acustico, ambientale e quant'altro, quindi su questo è una norma
programmatica, e concludo, che coinvolge l'Assemblea, oltre che il
comune di Palermo; coinvolge l'Assemblea perché le Commissioni sono
chiamate ad intervenire, ci sarà un controllo concomitante da parte
dell'Assemblea su tutto l'iter, non vi stiamo chiedendo una delega
in bianco, dateci la delega e non ci vediamo più, è previsto dal
terzo comma un coinvolgimento continuo dell'Assemblea, in modo
molto puntuale, quindi, sotto questo profilo, ed anche dal quarto
comma, il provvedimento che è assegnato alla competenza
dell'Assessore per le infrastrutture passa dalla Commissione
Bilancio' dell'Assemblea, quindi, sotto questo profilo il
coinvolgimento del Parlamento è continuo, concomitante, lungo tutto
l'iter per la realizzazione di questa importante opera che porterà
risparmi e soprattutto renderà più agevole la vita dei siciliani
che da fuori vengono a Palermo e non dovranno entrare nel centro
città per andare a trovare un ufficio dove risolvere un problema e
rende anche la vita dei palermitani più agevole perché non dovranno
subire l'attraversamento pesante che ogni giorno si svolge per
l'accesso ai diversi uffici dislocati nel centro della città nel
modo più disarticolato. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 2 anche perché dal dibattito, dalle precisazioni del
Governo, per quanto mi riguarda, emergono nuovi dubbi: 1) ci
chiediamo tutti perché serva una legge, perché l'articolo 2 non
prevede copertura finanziaria, non si capisce perché per realizzare
un'opera o per stabilire il trasferimento di uffici regionali da un
edificio ad un altro debba essere necessario un pronunciamento
dell'Assemblea; non mi risulta. 2) Ho sentito parlare di cospicui
risparmi che ne deriverebbero per le casse della Regione siciliana,
però, non sono stati quantificati; in Commissione Bilancio' non si
è minimamente parlato di questo, sento parlare di 38 milioni, il
testo di legge non prevede nulla, non c'è neppure una relazione del
Governo in allegato che, quanto meno, possa confermarlo. 3) Avete
ritirato l'emendamento 2.R. che, dopo una lunga discussione fatta
in quest'Aula, precisava al comma 1 che il Centro direzionale si
sarebbe realizzato nell'area attualmente occupata dagli edifici già
sede dell'Ente minerario siciliano in Palermo via Ugo La Malfa.
Perché è stato ritirato l'emendamento 2.R? Il Governo ha cambiato
opinione? Perché altrimenti non si capisce perché il 2.R è stato
ritirato. 4) Se il Governo intende realizzare il Centro
direzionale, ha tutti i mezzi per poterlo fare con atti
amministrativi di Giunta; non si capisce perché, l'ho già detto,
debba richiedere il parere del Parlamento, con un articolo 2 che
peraltro ha un contenuto, direi vago, generico, di enunciati, di
principi, ma sicuramente non ha contenuti precettivi considerato
che per quanto ci riguarda il comma 3 è assolutamente inammissibile
perché non possiamo violentare le prerogative del Consiglio
comunale di Palermo apportando noi variante al Piano regolare
generale del comune di Palermo, checché ne dica il signor Sindaco,
sia chiaro, perché è una cosa il sindaco, altra cosa è il consiglio
comunale di Palermo che ha sue precise attribuzioni di legge. 5) Al
comma 4 si parla di un decreto interassessoriale che andrebbe a
definire le disposizioni attuative. Il nostro Gruppo parlamentare
non intende dare al Governo alcuna delega in bianco per un decreto
interassessoriale di cui non sappiamo nulla perché non si capisce
esattamente a cosa debba servire né quali contenuti possa avere. 6)
Il comma 5 rasenta il ridicolo perché mettere in una legge
regionale che ci saranno impianti solari termici per il fabbisogno
di acqua calda sanitaria o che ci saranno i parcheggi per
biciclette e mezzi elettrici o similari per una struttura che avrà
il progetto che avrà e che si realizzerà da qui a vent'anni
CRACOLICI. Lo facciamo senza acqua calda.
LUPO. non è competenza del Parlamento regionale decidere che ci
sarà un impianto solare per riscaldare l'acqua per i servizi
igienici del futuro Centro direzionale.
MUSUMECI, presidente della Regione. C'è un emendamento in
Commissione.
LUPO. E allora, se l'emendamento è in Commissione, il Governo
presenti una riscrittura e cambi il testo perché a questo serve il
Governo, sicuramente non penso che l'Aula, oggi, si debba
pronunciare, peraltro parliamo di edifici da realizzarsi a
vent'anni, noi oggi diamo dettagli tecnici sulla realizzazione di
edifici che, da qui a vent'anni, chissà con quali moderne
tecnologie potranno ravvisarsi. 7) Copertura finanziaria. Il
Governo ha il dovere di essere chiaro. Ho sentito parlare di
compensazioni. Cosa significa. Il Centro si realizzerà sull'area di
competenza del Fondo pensioni e con quali coperture si procede al
riscatto o con quale altro bene patrimoniale si intende procedere
alla compensazione. Io penso che la valutazione, anche su eventuali
compensazioni, debba passare dal parere della Commissione
Bilancio' perché diversamente non si può fare e non c'è neanche
scritto nel testo di legge che oggi ci viene proposto.
Per le ragioni esposte, ovviamente, non siamo assolutamente
d'accordo all'approvazione dell'articolo 2, così come oggi ci viene
riproposto dopo una giornata di dibattito; l'ultima volta che
abbiamo tenuta seduta, siamo tornati al testo base senza che ci
siano state precisate neppure le ragioni per le quali il Governo ha
fatto marcia indietro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo. Restano i colleghi Caronia e
Cappello. Confermano che voglio intervenire?
CARONIA. Rinuncio.
PRESIDENTE. L'onorevole Caronia rinuncia. L'onorevole Cappello è
l'ultimo che chiede di intervenire. Poi si passa al voto, l'Aula è
avvisata. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, come è
già stato ampiamente anticipato dall'intervento dei colleghi del
Movimento Cinque Stelle che mi hanno preceduto, va da sé che questa
norma non può essere assolutamente condivisa dal Gruppo
parlamentare del quale mi onoro di appartenere.
Assessore Armao prendiamo atto che questa benedetta password è
stata trovata. Io mi auguro che lei si renda conto della gravità
delle sue affermazioni perché avevamo un censimento costato 91
milioni di euro, avevamo un server e se il collega Di Paola e a
seguire gli altri non fossero intervenuti questa password sarebbe
rimasta nel dimenticatoio del buio più totale nel quale lei ha
dimostrato di trovarsi. Ed è un'affermazione triste e assai grave
perché sicuramente questo è soltanto l'inizio di una vicenda che,
probabilmente, il Parlamento non ha mai avuto il coraggio di
affrontare fino in fondo. Tanto è vero che quando il collega Di
Paola ha chiesto da questo scranno al Presidente Savona qual è
stato l'esito della Commissione di inchiesta, che lui stesso
promosse all'epoca, ancora stiamo attendendo la risposta.
Orbene, apprendiamo, quindi che - io oggi ho 47 - all'età di 67
anni dovrei finalmente vedere alla luce il Centro direzionale qui a
Palermo.
Presidente Di Mauro la questione qui non è politica, perché
nessuno è assolutamente contro a che ci sia un Centro direzionale,
a che le attività degli Uffici, al pari degli altri capoluoghi di
provincia e di regione, siano concentrati nel medesimo immobile.
Qua non stiamo parlando soltanto di abbassare le emissioni
dell'inquinamento, di regolare meglio il traffico della città di
Catania, qua parliamo di un investimento la cui natura al momento
non è stata chiarita da parte del Governo; qua parliamo di una
legge e, quindi, di un'intenzione da parte di questo Governo di
coinvolgere il Parlamento al fine stesso di deresponsabilizzarsi
rispetto ad un atto che poteva essere adottato dal punto di vista
amministrativo.
Non è chiara quale sia la forma di finanziamento, è soltanto
chiaro che verrà realizzato entro il termine di 20 anni e, quindi,
è già stato detto: norma spot, norma insegna, ci rivolgeremo a
Roberto Benigni, all'I have a dream dell'onorevole Cracolici,
insomma chi più ne ha ne metta.
Signor Presidente, per noi è esiziale e dirimente risolvere
innanzitutto la questione del censimento degli immobili della
Regione prima di affrontare qualsiasi norma di carattere
programmatorio o qualsiasi discussione o progetto o intenzione che
riguardi un immobile costruito, costruendo, proposto da questo
Governo o avallato da una parte di questo Parlamento, per noi è
esiziale risolvere quel problema. Chiudiamo quella partita,
verifichiamo quali immobili abbiamo, verifichiamo i costi e i
benefici, tanto più - e lei lo sa assessore Armao - il risparmio
che tanto state declamando e annunciando si realizzerebbe un
istante dopo il completamento e la realizzazione dell'immobile, non
prima.
Signor Presidente, non posso che chiederle, visto e considerato
anche lo strappo che è stato denunciato e testimoniato
dall'onorevole Savarino, la quale ha denunciato che questa norma è
stata cambiata da un'altra Commissione, che non è certo quella di
merito che è la IV e su questo presidente Di Mauro dovremmo prima o
dopo intervenire, perché qua dobbiamo chiarire dove finisce il
compito e il potere della Commissione di merito e dove cominci
quella del Bilancio, perché a questo punto - ed è come ha detto
l'onorevole Savarino - io non posso che auspicare la consegna di
tutte le norme di legge alla Commissione Bilancio', facciamo
lavorare soltanto la Commissione Bilancio', affidiamole questa
potestà esclusiva ed esautoriamo tutte le altre Commissioni del
lavoro che hanno fatto.
E siccome questa cosa va risolta ed oggi non possiamo che
prenderne atto per l'ennesima volta chiedo, successivamente, che la
Commissione Regolamento faccia luce anche sui confini delle potestà
delle Commissioni.
Assessore Armao stracciamola questa norma, stracciamola, è l'unica
soluzione per mettere d'accordo tutto il Parlamento e coinvolgerlo
veramente e definitivamente su un'opera importantissima. Grazie.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.2. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 21
Contrari 29
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.4. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento 2.8. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento 2.9. Lo dichiaro precluso.
Si passa all'emendamento 2.7. Lo dichiaro precluso.
CRACOLICI. Ma che c'entra
PRESIDENTE. L'emendamento è precluso perché equivale alla
soppressione dell'intero articolo.
BARBAGALLO. Non è così
PRESIDENTE. E' precluso perché vuol dire che, togliendo questo,
cade tutto l'articolo, onorevole Barbagallo Non è ammesso,
onorevole Barbagallo
Si passa all'emendamento 2.6, Le parole venti anni' sono
sostituite dalle parole cinque anni' , a firma degli onorevoli
Zito, Cappello, Sunseri, Tancredi e Pasqua. Il parere della
Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 2.6
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 2.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiuso la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 50
Maggioranza .. 26
Favorevoli ..18
Contrari .. 32
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.14 I parte. Lo accantoniamo in questo
momento perché c'è una riscrittura del comma 3, quindi quando
tratteremo il comma 3, tratteremo questo argomento. Per ora lo
accantoniamo.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. C'è una riscrittura del comma 3, per
questo glielo dico.
CARONIA. Signor Presidente, allora, a questo punto, è
semplicemente un'indicazione rispetto alla riscrittura
PRESIDENTE. Accantonato, esatto.
CARONIA. per quello che riguarda il senso così come abbiamo
discusso ampiamente in Commissione Bilancio , il tema era,
semplicemente, quello di rendere obbligatorio e vincolante il
parere del Consiglio comunale poiché si è convenuto
sull'opportunità di coinvolgere, così come è stato detto anche da
più parti, i Consigli comunali - ed in questo caso il Consiglio
comunale di Palermo - perché si possa, effettivamente, come dire
non è un ultroneo quello che è scritto in questo articolo, a
differenza di quello che è stato detto, vorrei precisare la ratio
di questo emendamento che poi è diventato articolo; vincolante
rispetto al fatto che si individua insieme al Consiglio comunale
quella che è l'ubicazione.
Vincolante perché il tema era quello di dare un valore al
Consiglio comunale. Io penso che nel momento in cui stiamo parlando
di qualcosa che è assolutamente utile per la città ed è importante
perché si possa, invece, realizzare; mi dispiace che si faccia in
vent'anni, io mi auguro che ci possa essere più tempo è il tempo
massimo, quello è l'arco massimo.
Io aspetto la riscrittura del Governo, quindi, per il momento,
l'accantoniamo. Perché io mi auguro che venga accolto il
significato di questo mio emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento 2.10 è inammissibile.
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, io chiederei, se lei è d'accordo
ovviamente nelle sue prerogative, la distribuzione degli
emendamenti di riscrittura. Siccome stiamo votando un articolo, io
prima di procedere voglio sapere cosa dicono gli emendamenti di
riscrittura.
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Lupo. Mi pare corretto.
Allora sono, praticamente, subemendamenti all'emendamento 2.15 e
sono a firma Caronia, credo della Commissione e questo a firma Lupo
e Barbagallo, e sono stati già distribuiti, mi dicono. Il comma 3 è
l'emendamento 2.15.
Allora, abbiamo detto il comma 3 non si può sopprimere perché è
inammissibile.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, noi possiamo sempre fare tutto, però
non urtiamo l'intelligenza Il comma 3 a cui lei fa riferimento, la
riscrittura, rispetto alle ragioni per cui lei ha dichiarato di
sospendere l'emendamento Pullara con tutto il rispetto non c'entra
nulla, perché al comma 1 si fa riferimento a un principio che è il
Comune deve dare un parere vincolante.
PRESIDENTE. Lei l'ha letto l'emendamento 2.15?
CRACOLICI. Sì, lo letto, ma non c'è nessun vincolo, c'è
addirittura il silenzio-assenso
PRESIDENTE. Il progetto è approvato e trasmesso al Consiglio
comunale di Palermo per l'adozione ai sensi dell'art. 19, comma 2,
del DPR 327/2001 e successive modifiche ed integrazioni .
CRACOLICI. E quindi?
PRESIDENTE. E quindi decorso il termine di 90 giorni di
trasmissione ai sensi senza che sia intervenuto
CRACOLICI. C'è il silenzio-assenso addirittura
PRESIDENTE. E presentate un subemendamento e lo cambiate, questo
voglio dire
CRACOLICI. Scusate, ripeto, il comma 1 limitava al parere
obbligatorio e vincolante che io ho fatto mio perché condividevo;
il comma 3 dice quale è la procedura con cui il Comune deve
adottare, poi rimango convinto che se stiamo parlando di un centro
direzionale in un'area direzionale non c'è bisogno di fare varianti
urbanistiche, ma questo poi lo vedremo nel merito.
PRESIDENTE. Poi si vedrà, perfetto.
CRACOLICI. Ma in ogni caso, il parere del Comune è vincolante
rispetto alla proposta che fa la Regione che è quello che chiedeva
Pullara. Il comma 3 è un comma procedurale
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, lo abbiamo accantonato
l'emendamento Pullara-Caronia.
CRACOLICI. L'ho capito
PRESIDENTE. Non è eliminato, è accantonato. Vuol dire che,
onorevole Cracolici, se lei guarda i subemendamenti che ha
presentato al 2.15 c'è la riproposta dell'emendamento. L'abbiamo
distribuito deve stare più attento, onorevole Cracolici, deve
guardare i subemendamenti, non mi aspettavo da lei un errore
simile
CRACOLICI. Sì, sì, faccia il furbo
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 2.11, Il comma 3 è
soppresso , degli onorevoli Pupo ed altri. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.15. Ci sono tre subemendamenti, li
cominciamo ad esaminare uno per uno: 2.15.1, 2.15.2, 2.15.3.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Prima voglio fare il punto della
situazione. Noi abbiamo l'emendamento 2.14 I parte accantonato, i
subemendamenti 2.15.1, 2.15.2, 2.15.3 che fanno riferimento al
2.15. Quindi, onorevole Caronia, rispetto a questo subemendamento,
l'emendamento che aveva presentato poc'anzi di pagina 4, 2.14 I
parte che parlava del termine vincolante se lei ritiene
L'emendamento che abbiamo messo da parte, il 2.14 I parte, fa
riferimento alla trattazione del 2.15, se lei ritiene di doverlo
ripresentare
CARONIA. No, aspetto la riscrittura del Governo.
PRESIDENTE. Va bene. Prego, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, l'emendamento 2.15 inquadra il
procedimento previsto per l'approvazione del centro direzionale
dell'articolo 2 nell'ambito della normativa generale che è il testo
unico sugli espropri, quindi ha questo sentimento.
Io ho dato un'occhiata anche ai subemendamenti; noi come Partito
democratico abbiamo presentato il 2.15.3 che prevede anche
l'abrogazione - per questo sono intervenuto prima - del doppio
parere previsto all'articolo 1, che non è previsto - con il
conforto degli Uffici e lo abbiamo approfondito - da nessuna
normativa di legge. Quindi, sarebbe un aggravamento di un
procedimento che già per le cose che abbiamo esposto in Aula, da
parte di tutte le forze parlamentari, si rileva un procedimento
complicato. Quindi, vorremmo evitare che venisse ulteriormente
aggravato.
Noi insistiamo per l'approvazione dell'emendamento 2.15. Ho capito
che ci sono, Assessore Armao, anche degli emendamenti sollecitatori
del Governo sui termini di procedura, e insistiamo anche sul 2.15.3
per quell'ulteriore aggravamento della procedura che non porta a
nulla.
Resta il tema, poi, prima dell'approvazione finale dell'articolo,
e sarebbe un atto di rispetto non soltanto nei confronti del
Parlamento, ma anche nei confronti dei siciliani che, facendo
seguito all'intervento del Presidente della Regione che resterà
agli atti parlamentari, a mio giudizio, che nell'articolo 2 resti
il posto esatto in cui venga ubicato l'intervento. Abbiamo deciso
di fare in Aula un articolo per normare il Centro direzionale?
Allora che venga normato dall'inizio alla fine.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lei sostiene con l'emendamento
2.15.3 che dopo le parole previo parere fino a 120 giorni sono
soppresse. Poi, lei ha presentato un altro emendamento che è il
2.15
BARBGALLO. E' il subemendamento.
PRESIDENTE. Perfetto. Abbondiamo
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà vorrei
chiarire perché a mio avviso l'2.15.3 dovrebbe essere precluso
poiché si tratta del comma 1 che abbiamo già votato, se non ho
compreso male. Se non ho compreso male perché il cassare previo
parere fino al termine dei 120 giorni se non ho capito male,
stiamo trattando il comma 3 adesso. Stiamo discutendo del comma 3.
Quindi al comma 3 io vedo l'emendamento 2.15.1 dove noi abbiamo
modificato e io l'ho controfirmato insieme al collega Lupo, i 90
giorni li abbiamo portato a 120 giorni che era la ratio che avevamo
richiesto perché il Consiglio comunale potesse esprimersi piuttosto
che 90, 120 giorni. Questa era la proposta di cui ho sostenuto
l'iniziativa.
Rispetto al comma 1 che comunque, credo, lo abbiamo superato,
stiamo aspettando la riscrittura del Governo, il tema non è quello
di fare una doppia votazione in Consiglio comunale.
Signor Presidente della Regione, vorrei chiarire il mio punto
perché non vorrei che si fosse un po' un attimo ingarbugliato
rispetto anche alla presentazione degli emendamenti. L'obiettivo
dell'emendamento così come formulato in Commissione Bilancio era
semplicemente quello di dire non di fare due pareri del Consiglio
comunale, bensì di dare una indicazione da parte del Consiglio
rispetto alla ubicazione, con un termine che qui è stato
identificato in 120 giorni. Potremmo anche aggiungere, così come
abbiamo fatto nel comma 3, qualora il Consiglio non si esprimesse
si considera il silenzio-assenso e, quindi, procedere speditamente.
Il comma 3, invece, ha un'altra ratio che, così come è stato
emendato dai colleghi dell'opposizione, anche l'Assessore Armao
aveva trovato una quadra. Si era in dubbio rispetto al tempo che si
volesse dare, se un anno o 6 mesi. Quindi, se si emenda rispetto ai
6 mesi, diamo la possibilità al Consiglio comunale di dare
l'espressione della propria volontà subemendandolo. E ritengo che
in questo modo si possa fare, così come fatto in Commissione
Bilancio , una quadra rispetto alle istanze di tutti noi.
L'emendamento 2.15 perché sostanzialmente diamo al Consiglio
comunale la possibilità di esprimersi su una variante urbanistica
piuttosto che lasciarlo invece semplicemente alla valutazione della
Commissione parlamentare.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione. L'ordine della votazione è il
seguente: prima i subemendamenti, poi il 2.15 e, dipende da quello
che succede con il 2.15, poi si procederà eventualmente dovesse
essere bocciato, con il 2.14 I parte.
Pongo in votazione il subemendamento 2.15.1 che sostanzialmente
cambia il termine 90 a 120 giorni . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.15.2, presentato dalla
Commissione: sostituire entro un anno con entro sei mesi . Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.15.3, a firma dell'onorevole
Lupo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 2.15. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, mi scusi, non vorrei essere in errore
io, ma il 2.15.3 afferiva al comma 1 che abbiamo già votato,
quindi non comprendo che cosa significa se noi togliamo siamo
andati siamo al comma 3, quindi
PRESIDENTE. Stiamo esaminando l'emendamento all'articolo.
CARONIA. Abbiamo sospeso sul comma 1
PRESIDENTE. L'abbiamo sospeso.
Il parere della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Con il parere favorevole della Commissione e del
Governo, pongo in votazione l'emendamento 2.15. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, l'emendamento 2.14 I parte, a firma degli onorevoli
Pullara e Caronia, è precluso.
Si passa all'emendamento 2.3. Questo emendamento è stato
riscritto, quindi è precluso.
L'emendamento 2.1 è precluso.
L'emendamento 2.14 II parte è precluso.
Si passa all'emendamento 2.13, Il comma 4 è soppresso , a firma
degli onorevoli Lupo ed altri.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.12, degli onorevoli Lupo ed altri. Chi
è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 53
Votanti ..51
Maggioranza .26
Favorevoli .32
Contrari .19
Astenuti 0
(E' approvato)
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Signor Presidente,
intervengo per delle precisazioni, perché ognuno parla, parla ma
senza capire cosa succede.
Nel 2010 abbiamo fatto una Commissione di indagine e da quella
scaturisce un dossier. Questo dossier era sotto gli occhi di tutti
possono andare a vedere, sono presso gli Uffici, e sono state
consegnate agli ufficiali della Guardi di Finanza, che loro hanno
avuto il compito di verificare tutto quello che era successo, se
lei ha bisogno di ulteriore notizia vada alla guardia di Finanza e
vede cosa è successo.
Per quanto riguarda quello che ha dichiarato l'onorevole Savarino,
io devo precisare che il 6 gennaio 2019 noi abbiamo dato corso a
questo disegno di legge approvando l'articolo 2 così per come era
pervenuto al Governo modificato già dalla Commissione di merito. Ci
sono stati 2 emendamenti, uno, che sono stati inseriti ad opera dei
Cinque Stelle, e uno dall'onorevole Savarino. Il relatore di questo
disegno di legge in Commissione Bilancio era l'onorevole Caronia
che ha apportato ulteriori modifiche, in funzione alla sua
funzione, che sono stata applicate e inserite nel testo; nessuna
modifica è stata fatta sull'articolo 2 che oggi è oggetto della
questione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà
alle ore 15.00 per la trattazione degli articoli 5, 6 e 12.
Ricordo agli onorevoli componenti la Commissione Verifica Poteri
che la stessa è convocata alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.50, è ripresa alle ore 15.52)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che a far data da oggi l'onorevole Cannata ha
comunicato di aderire al Gruppo parlamentare Fratelli d'Italia.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Cannata.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, il congedo chiesto dall'onorevole Cannata
nonché gli altri deputati ci mette nell'assoluta impossibilità -
con tutti gli sforzi di questo mondo, perché sarei stato contento
di potere insediare l'onorevole Lentini - di non potere convocare
la Commissione Verifica Poteri e, quindi, dobbiamo assolutamente
rinviare l'insediamento. Comunque, le votazioni saranno valide a
prescindere, anche se abbiamo un componente dell'Assemblea in meno
in questo momento.
Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Genovese ha comunicato di
essere stato eletto, in data odierna, Presidente del Gruppo
parlamentare ORA - Sicilia .
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si riprende l'esame del disegno di
legge n. 491/A.
Si riprende l'esame dell'articolo 5, in precedenza accantonato.
Io devo, ancora una volta, segnalare quello che avevo segnalato la
volta scorsa e cioè che ci sono comunque forti dubbi di
incostituzionalità su questo articolo. Vero è che ci sono delle
piccole novità di alcune regioni che l'hanno fatto, però ad oggi il
dubbio di incostituzionalità rimane. Se il Governo decide di
metterlo in votazione io, ovviamente, lo metto in votazione.
Quindi, vorrei che il Governo prendesse una decisione in tal senso.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, il Governo insiste per metterlo in votazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome tutti gli emendamenti sono
soppressivi
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, ho chiesto di intervenire perché ho
capito che stava mettendo in votazione l'articolo.
Intervengo per dichiarazioni di voto del Partito Democratico, il
nostro voto sarà contrario per le ragioni a cui ha fatto
riferimento già lei nel suo intervento.
A nostro giudizio l'articolo è fuori dalla competenza legislativa
della Regione siciliana, andava fatto un altro tipo di intervento
allora, che per diverse ragioni non si è potuto concretizzare.
Quindi, a nostro giudizio, l'Assemblea non ha competenza sul
metodo di aggiudicazione, in ogni caso se proprio ci poteva essere
uno spiraglio sarebbe stato più giusto rinviarlo al collegato della
Quarta. Quindi il nostro voto sarà consequenziale a questa
dichiarazione.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, intervengo a nome del Gruppo
parlamentare di Forza Italia per dichiarare il voto favorevole.
E' una norma ottima per la Sicilia per due ragioni: la prima di
ordine pratico, perché sarà una procedura più snella; la seconda
che ritengo sia ancora più importante perché con questo sistema
previsto e contenuto dall'articolo 5 di cui oggi stiamo discutendo
potrà allontanarsi il malaffare dalle gare; quindi le procedure
saranno sicuramente più corrette anche da un punto di vista
procedimentale.
Non credo che ci siano problemi di costituzionalità, si è
lavorato, conosco discretamente bene l'articolo 117 della
Costituzione, anche la Corte costituzionale che si è pronunciata
credo nell'ottobre 2016 a tal riguardo, ma abbiamo anche già pronte
le norme attuative e c'è un parere dell'Ufficio legale.
Io credo che è un articolo, è una norma che può tranquillamente
essere posta al voto e Forza Italia, come ho già anticipato, voterà
favorevolmente per l'approvazione dell'articolo 5 di cui abbiamo
finora discusso.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, ma se noi, in funzione di quello
che diceva prima l'onorevole Barbagallo, visto che l'1 luglio è già
passato, spostassimo all'1 gennaio prossimo?
FALCONE. 30 settembre.
PRESIDENTE. 30 settembre? Questo potrebbe già creare un minimo di
possibilità.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, intervengo per la manifestazione
dell'intenzione di voto del nostro Gruppo che sarà assolutamente
favorevole, perché nel merito essendo una norma mutuata dalla
scorsa Legislatura proposta dal Movimento Cinque Stelle regionale,
chiaramente non possiamo venire meno a quello che già più volte
abbiamo detto, fermo restando che da un passaggio delle norme di
attuazione in Commissione paritetica, probabilmente, potrebbe
esserci una nuova lettura sotto il profilo costituzionale, essendo
stato oggetto di trattazione in Commissione paritetica potrebbe
anche superare il vaglio di costituzionalità, cosa che invece non
era accaduto nella scorsa legislatura.
Il Gruppo del Movimento Cinque Stelle darà voto favorevole.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo a una norma
che ritengo possa mettere di nuovo in equilibrio un sistema che è
quello dell'aggiudicazioni in Sicilia, che ha portato nel tempo non
poche distorsioni e, probabilmente, è una delle cause per le quali
si realizzano, tra virgolette, le cosiddette incompiute. Un sistema
di questo tipo che può correttamente far valutare i costi al
bisogno necessari al completamento dell'opera, è un emendamento che
sicuramente può rimettere in moto un sistema portante per
l'economia siciliana e, al contempo, fare cambiare marcia a una
Regione che, purtroppo, negli anni ricorda solamente incompiute.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Grazie Presidente. Finalmente un articolo che va incontro
alle esigenze delle imprese siciliane che da più tempo lamentano
uno stato di crisi profonda dovuta all'eccessivo incremento della
percentuale dei ribassi.
Noi abbiamo, ad oggi, i ribassi percentuali per l'aggiudicazione
dei lavori che superano il 40%. Ora, questa percentuale oltre, così
come diceva il collega Pullara, a causare le cosiddette incompiute
ma spesso e volentieri sono veicolo di corruzione e sono veicolo di
lavori eseguiti male con, - spesso e volentieri - cemento
depotenziato, veicoli di tangenti o vari imbrogli nell'eseguire i
lavori.
Anche per questo noi voteremo a favore di questo articolo che
potrebbe diventare un modello che qualcuno potrebbe seguire a Roma
anziché procedere con l'impugnativa così come presupponeva il
collega Barbagallo poco fa, quindi voteremo decisamente a favore di
questo articolo. Grazie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. In realtà credo di poter dire che,
effettivamente, all'unanimità quest'Aula avrà modo, ormai con il
voto finale, di apprezzare un articolo che ben è stato congeniato
dal Governo che, nella figura anche dell'assessore per le
infrastrutture trova anche un'attenzione al dettaglio, perché non
basta dire che bisogna rimanere lontani dai ribassi anomali o da
quei ribassi eccessivi dietro ai quali si sono spesso nascoste
delle intenzioni, perché no, anche di natura malavitosa dove spesse
in quelle incompiute si sono annidati dei processi che hanno, in un
modo o nell'altro, finito col tracciare dei percorsi infiniti. No?
Strutture, strade, viadotti, opere che per decenni hanno rischiato
di non veder mai la luce per colpa di un sistema spesso anche,
diciamocelo, di scatole cinesi, di aziende siciliane che magari
venivano utilizzate per guadagni miseri costringendo ovviamente ad
un utilizzo anche di una manodopera quasi sottocosto, pur di
rientrare nelle maglie di gare d'appalto che, invece, venivano
prese con guadagni risicati che, certamente, non rimanevano in
Sicilia.
Oggi, grazie a questa norma, che vede unanimità da parte del
Parlamento, superiamo questi ostacoli e mi fa anche ben sperare,
come dire, l'intervento anche di quella parte del Parlamento che
siede tra i banchi dell'opposizione che ritiene che sul piano
dell'iter procedimentale si stia superando anche il limite del
vaglio di costituzionalità. Che venga detto e riconosciuto da tutti
è certamente di buon auspicio rispetto alle prossime mosse del
governo nazionale certi che questo passaggio rappresentato dal
Governo regionale possa rappresentare una buona prassi e un buon
modello da seguire. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato
l'emendamento 5.6 che sposta il termine dal primo luglio, visto
che è passato, al 30 settembre. I soppressivi sono mantenuti?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. La data
del 30 settembre
PRESIDENTE. Un attimo assessore Falcone. Voglio capire se sono
mantenuti i soppressivi, allora lei ci fa il chiarimento. Sono
mantenuti?
CRACOLICI. Sì, sono mantenuti.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, la data del 30 settembre ha una sua logica, nel senso
che noi, oggi, perché stiamo mettendo ai voti questo articolo? Lo
mettiamo perché c'è un elemento di novità rispetto al 2014, che è
l'approvazione delle norme attuative del nostro Statuto. Norme
attuative che sono state approvate dalla nostra Giunta di Governo,
ma sono state già apprezzate dalla Commissione paritetica, oggi
quindi manca l'ultimo, diciamo così, tassello. Nel momento in cui
noi facciamo decorrere la entrata in vigore di questa norma dal 30
settembre, noi riteniamo che entro quella data il procedimento
legislativo si sarà completato e quindi, a pieno titolo, noi
possiamo attuare quello che è stato attuato nel Trentino Alto
Adige.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Falcone. Pongo in votazione
l'emendamento 5.3. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
A questo punto il comma 1 è inutile votarlo, perché sarebbe di
nuovo una soppressione di tutto; il comma 2 è precluso. Si passa
alla votazione dell'emendamento 5.5, che sopprime il comma 3
dell'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla votazione dell'emendamento 5.6, a firma del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, non
voglio allungare o aggiungere rispetto a quello che è stato detto
su questo articolo e che da diversi anni l'organo di controllo
delle leggi regionali ha più volte manifestato, e voglio solo
aggiungere un dato: non solo questa norma non raggiungerà
l'obiettivo che si è prefissato - secondo me aggraverà la
condizione di incertezza delle regole e bloccherà ulteriormente il
sistema degli appalti in Sicilia - ma tra l'altro lo stiamo facendo
in un momento in cui se tre anni fa la legge fu fatta nell'auspicio
che il Governo cambiasse le regole, sperando di poterle cambiare
nella direzione che la Sicilia indicava con quella legge, adesso
abbiamo una certezza, quella che la sospensione del Codice degli
appalti, che è stata varata qualche settimana fa, una cosa ha
mantenuto fermo, ha mantenuto fermo il principio che il metodo di
aggiudicazione stabilito dalla legislazione nazionale ha rilanciato
il massimo ribasso, cioè noi stiamo andando ad approvare una legge
che non solo ha i profili di incostituzionalità a tutti noti e
ribaditi anche dagli Uffici, ma che addirittura si muove, persino,
in controtendenza dello stesso provvedimento nazionale varato
qualche giorno fa che in qualche modo ha ribadito un modello del
massimo ribasso. Quindi io per queste ragioni voto contrario,
ritengo che il mio voto contrario sarà ininfluente perché sarà una
norma impugnata.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5, così come emendato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
Interventi finanziari in favore delle Città
metropolitane
e dei liberi Consorzi comunali
1. Il Ragioniere generale è autorizzato ad effettuare operazioni
finanziarie per l'attualizzazione dell'importo massimo di 500
milioni di euro attribuito alla Regione siciliana, ai sensi
dell'articolo 1, comma 883, della legge 30 dicembre 2018, n. 145
entro il 31 dicembre 2019, da utilizzare secondo un piano e
relativo cronoprogramma approvato dalla Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la
funzione pubblica, di concerto con l'Assessore regionale per
l'economia, entro il 30 giugno 2019.
2. Gli oneri derivanti dalle disposizioni del comma 1, sono
quantificati in 100 milioni di euro per ciascuno degli esercizi
finanziari dal 2021 al 2025, di cui euro 91.625.509,05 quale
rimborso della quota capitale, ed euro 8.374.490,95 per il
pagamento della quota interessi nell'esercizio finanziario 2021.»
Comunico che il Governo ha presentato l'emendamento di riscrittura
n. 6.R.Ter.
CRACOLICI. E' interamente sostitutivo dell'articolo 6?
PRESIDENTE. Sostituisce l'articolo 6.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, la norma è
stata ampiamente esaminata in Commissione Bilancio' e, come è
noto, concerne la previsione di un finanziamento per investimenti
alle province, contenuta nell'accordo concluso fra il Presidente
Musumeci e il Ministro Tria, in ordine all'attuazione di alcune
misure finanziarie e compensative per le province regionali
siciliane.
Queste risorse - spalmate in sette anni - riguardano circa 540
milioni di euro.
Questi 540 milioni di euro, però, non sono ripartiti in termini
proporzionali, ma sono ripartiti in termini incrementali in modo da
trasferire la gran parte delle risorse alla fine della legislatura
e all'inizio della prossima legislatura.
Credo che lo sforzo che vuole fare il Governo - condiviso anche
dalla Commissione - è quello di mettere a disposizione del sistema
delle imprese, delle autonomie locali, le risorse subito.
In un primo momento ci eravamo orientati a chiedere
un'anticipazione che verrà negoziata con la Cassa Depositi e
Prestiti con la quale abbiamo già aperto un'interlocuzione sul
punto, anche per avere la quantificazione precisa degli oneri. Le
risorse erano prima state individuate in 500 milioni di euro.
A seguito di un confronto leale e sereno - come al solito - con
l'Assemblea, si è arrivati a ridurre la quantificazione alla metà,
a 250 milioni di Euro.
In questo momento saremmo con una dotazione dimezzata che però -
laddove vi sia quello che viene chiamato volgarmente il tiraggio'
da parte delle istituzioni territoriali - se queste hanno progetti
già pronti che consumeranno i 250 milioni, potremo attivare
semplicemente sostituendo la quantificazione, ulteriori risorse.
Quindi è un modo di rendere operativi questi investimenti subito,
consentendo alle province di metterli in cantiere e soprattutto
alle nostre imprese di potere accedere ad appalti per le
manutenzioni di scuole e strade.
Richiamo la finalizzazione, la teleologia di questo intervento
legislativo che è preordinato alle manutenzioni ordinarie e
straordinarie di scuole e strade che sono le strutture che
manifestano maggior ritardo nelle opere di manutenzione.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, rispetto
all'impianto dell'art. 6, com'era previsto nel Collegato così come
giunto in Aula, si è aggiustato un po' il tiro con la riscrittura
dell'art. 6. Rimane, secondo me, la criticità sul primo rigo dove
si parla in generale di operazioni finanziarie , secondo me,
questo deve essere specificato meglio, perché rischia sempre di non
essere capito da questo punto di vista perché nella legge n. 145,
all'articolo 1, al comma 883, era chiaro l'indirizzo di queste
somme che dovevano essere utilizzate per investimenti e,
soprattutto, per quanto riguarda scuole e strade; la dicitura
operazione finanziaria molto generica, secondo me, rischia, va
esplicitata meglio.
Io vorrei invitare per questo anche l'assessore a valutare
l'emendamento 6.5, trovare anche una mediazione perché ho visto
che, comunque sia, si sta parlando della rata passando dai 100 ai
50 milioni, che va bene lo stesso, perché è sempre una boccata di
ossigeno, quindi, di valutare prima dell'emendamento 6.R il 6.5.R.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per l'economia.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Zito, io raccolgo la
sua proposta, tuttavia, credo che le preoccupazioni, se pur
legittime sono, a mio avviso, eccessive perché come vede è
richiamato testualmente il comma, l'articolo della legge n. 145 del
2018 che, come è noto, vincola queste risorse ad investimenti,
abbiamo fatto pure un riferimento testuale, era inutile ripeterlo
in sede di legislazione regionale: è chiaro che si tratta di
risorse destinate esclusivamente ad investimenti e le operazioni
finanziarie per creare la provvista necessaria a sostenere questi
interventi sarà acquisita mediante negoziato con la Cassa Depositi
e Prestiti.
Lo stiamo dicendo in modo formale, quindi, il Governo ha chiarito
che nessun intervento finanziario con soggetti privati o extra-
istituzionali sarà posto in essere, né tanto meno la pur legittima
preoccupazione di un utilizzo delle risorse per spese correnti può
trovare fondamento rispetto al richiamo testuale della norma
nazionale che vincola le somme, crea un vincolo di destinazione ad
investimenti.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, perché lei ha ribattuto ma, quindi, è
d'accordo a quello che diceva
ARMAO, assessore per l'economia. È già detto nella nostra
versione.
PRESIDENTE. All'onorevole Zito è chiaro questo, quindi, non
presenta alcun emendamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Onorevole Zito mi scusi, come a
lei ben nota, l'ultima parte del primo comma recepisce una
richiesta che veniva anche dal vostro Gruppo politico che
opportunamente proponeva di inserire anche la possibilità di
utilizzare le risorse per il pagamento di ratei di mutui accesi,
quindi, in questo modo veniamo incontro anche ad un alleggerimento
finanziario, ovviamente, sempre per spese di investimenti. Era
l'onorevole De Luca che l'aveva proposta, è già stata recepita,
quindi, io direi che quest'articolo rappresenta una giusta
mediazione tra le diverse proposte e valutazioni fatte su questo
importante intervento finanziario.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, avevamo già
esposto nella precedente seduta le nostre perplessità
sull'articolo. Voglio riassumere semplicemente due aspetti: il
primo aspetto, che si chiede l'attualizzazione dell'importo massimo
di 250 milioni di Euro, il problema è come intendere questo
massimo, cioè, se Liberi consorzi e Città metropolitane hanno
progetti esecutivi e, quindi, i 250 milioni possono servire ad
aprire cantieri noi siamo d'accordo.
Questa ricognizione, mi pare di capire, il Governo però non l'ha
fatta.
Diversamente, se invece di 250 milioni ci fosse la possibilità di
aprire cantieri per investire nell'immediato 125 milioni faccio
l'esempio, stiamo buttando dalla finestra 6 milioni di Euro circa
perché attualizzare 250 milioni costerà alle casse della Regione
siciliana circa 12 milioni di euro. Voglio ricordare a tutti che il
dibattito sui vitalizi', la Commissione sta lavorando sul tema,
credo comporti una riduzione di spesa inferiore ai 6 milioni,
perché attualmente siamo intorno a 19, e questa è una norma che in
un colpo vanificherebbe i risparmi che noi dovremmo ottenere, ed io
sono d'accordo che il tema venga affrontato con assoluta
attenzione, ma trovo assurdo diciamo che per un verso si ponga la
dovuta attenzione ad un tema per razionalizzare spesa e fare equità
e per altro verso una questione così spinosa si affronti con
leggerezza. Serve attualizzare 250 milioni per aprire cantieri, per
strade e scuole? Perché sicuramente sì la Sicilia ha bisogno di
investimenti per strade e scuole. Si è fatta una ricognizione dai
piani triennali delle opere pubbliche di Liberi consorzi comunali e
Città metropolitane per capire quante opere si possono mettere in
cantiere ed a partire da quando? Perché diversamente, ripeto,
stiamo attualizzando a carico della cassa della Regione siciliana
inutilmente somme che non si riusciranno ad investire. Primo
aspetto.
Secondo aspetto: perché la Regione si deve sostituire nel decidere
gli interventi programmatori ai Liberi consorzi e alle Città
metropolitane? Io penso che ogni livello istituzionale deve
attenersi alle proprie prerogative. Assistiamo ad un dibattito in
cui il Ministro Toninelli chiede il commissario per le strade
provinciali, il Presidente della Regione dovrebbe dare questo
nominativo per le strade provinciali, non so se lo darà
CRACOLICI. L'hanno già nominato.
LUPO. L'ha dato. L'hanno già nominato. Che oggi il Presidente
della Regione, conosco la sua sensibilità nei confronti delle ex
province o delle province, si voglia sostituire nel decidere quali
strade provinciali e quali scuole bisogna manutenzionare rispetto a
liberi consorzi e città metropolitane che ci auguriamo quanto prima
possano avere una loro governance, io non ci posso credere.
E allora perché Presidente scrivere che attualizzando queste somme
da utilizzare secondo un piano e il relativo cronoprogramma
approvato dalla Giunta regionale.
Noi dobbiamo fare una cosa molto semplice, onorevole Presidente,
trasferire le somme attualizzate ai bilanci dei liberi consorzi e
delle città metropolitane che hanno l'autonomia di spesa per
programmare e per spendere su strade e scuole in base a criteri di
priorità che loro conoscono sicuramente molto meglio della Giunta
regionale.
Lei ha fatto il Presidente della Provincia, penso che su questo
più di molti deputati qui presenti, più di altri, possa avere la
competenza per rispondermi. Diversamente, c'è una operazione di
accentramento e di commissariamento di funzioni fondamentali di
liberi consorzi e di città metropolitane. Voi vi sostituireste agli
interventi di programmazione e di spesa di investimenti per strade
provinciali e per scuole che non rende credibile poi la vostra
pressante richiesta di procedere subito all'elezione degli organi
per dare autonomia gestionale, o come è giusto che l'abbiano, di
liberi consorzi e di città metropolitane. Quali fondi dovrebbero
investire città metropolitane e liberi consorzi se i fondi vengono
accentrati alle decisioni della Giunta di Governo?
Voglio richiamare, peraltro, che testualmente l'accordo dice, e
concludo, che queste risorse sono da destinare ai liberi consorzi e
alle città metropolitane. Questo noi dobbiamo fare.
Quindi io formalizzerò, signor Presidente, le chiedo un minuto per
poterlo scrivere, un emendamento che dopo le parole il 31 dicembre
2019', sostituisce il periodo fino a per le finalità' sostituendo
da utilizzare secondo un piano e il relativo cronoprogramma con
le parole da trasferire a liberi consorzi e città metropolitane ,
poi sarà la Città metropolitana di Palermo a decidere se è più
urgente l'SP1 o la SP2 o la scuola di Baucina rispetto ad un'altra
scuola. Non possiamo aspettare un altro cronoprogramma varato dalla
Giunta di Governo.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
per animare un po' questa seduta che mi sembra sopita, vorrei
riportare alla verità quanto stiamo discutendo. Questi sono dei
soldi che sono frutto dell'accordo Stato-Regione. Sono soldi che lo
Stato e il Governo sta concedendo alla Regione siciliana per un
problema serio che è quello delle infrastrutture provinciali, delle
strade, delle scuole provinciali. Sono 540 milioni.
Nell'accordo Stato-Regione, nella norma che è stata varata, si
parla di 20 milioni per il 2019, 20 per il 2020, 100 per gli anni
successivi. Quello che sta chiedendo il Governo a quest'Aula è di
anticipare parte di queste somme per metterle a disposizione delle
province e spendere il prima possibile delle risorse che saranno,
sicuramente, utili per la viabilità secondaria nella nostra
Regione.
Ci dispiace dover perdere diversi milioni di Euro in interessi,
perché se avessimo speso i soldi così come previsto nell'accordo
sicuramente i soldi spesi per interessi non ne avremmo avuti. Ma
noi ci teniamo, particolarmente, a capire adesso il ruolo del
Commissario che è stato nominato dal Governo di cui fa parte un
assessore che il Presidente della Regione ha nominato come una
calamità naturale per l'Italia, cosa che, invece, probabilmente,
sarà utile per la nostra Regione, e mi auguro che poi se ne darà
contezza alla Regione tutta.
Adesso, quello che chiediamo è: nella scelta dell'utilizzo di
queste somme, per capire dove sono i progetti esecutivi e dove è
possibile mettere al via i cantieri per riprendere quello che è un
problema serissimo della nostra Regione, il Commissario
straordinario che ruolo avrà? Perché se noi togliamo la
disponibilità del Commissario, che è stato ben accetto da questa
Regione, è stato voluto, è stato votato da quest'Aula, è stato
scelto dal Governo, di concerto con il Presidente della Regione,
vogliamo capire questi 540 milioni in che modo lui riuscirà,
comunque, ad intervenire e utilizzarli per accelerare quella che è
una spesa che, ad oggi, purtroppo, per assenza di soldi, alcune
volte, ma soprattutto per assenza di progetti questa Regione
continua a soffrire.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, intervengo perché comprendo anche che
chi è all'opposizione cerca strumentalmente di assumere in
quest'Aula iniziativa tendente a far comprendere a chi ci ascolta
che il Governo, a proposito di queste risorse, quasi voglia
compiere un'operazione di natura finanziaria e, quindi, spendere
soldi per quanto riguarda l'accensione dei mutui e, quindi, per gli
interessi. In realtà non è così. Perché se cominciamo a pensare che
le opere che si possono realizzare fra sette anni, sei anni, cinque
anni, vengono attualizzate, certamente, c'è un risparmio su quello
che è il prezziario, ma soprattutto potremmo essere nelle
condizioni, tutti quanti, di dare risposte a un sistema che da
diversi anni - mi riferisco, soprattutto, al sistema dei liberi
consorzi, ieri province -lamenta una serie di progetti, di opere,
che sono cantierabili e che non vedono la messa a bando per la
mancanza di risorse finanziarie.
Quindi, qui sia dinnanzi a un'operazione di natura finanziaria che
è finalizzata, da un lato ad una spesa relativa a quelle che sono
gli interessi dei mutui, dall'altro a recuperare una serie di
risorse di opere che se venissero realizzate fra sei anni, fra
cinque anni, comporterebbero un aumento di spesa.
Il nostro obiettivo, in questo momento, a mio parere, è che i
progetti che sono cantierabili, che hanno un importo, possono
essere realizzati nel più breve tempo possibile, affinché si
abbiano opere non incompiute ma opere che vengano ad essere
completate.
Credo che lo spirito di questo emendamento sia assolutamente
positivo, sia apprezzabile, e che possa mettere in condizione
finalmente, nell'ambito di quelli che sono soprattutto i Liberi
consorzi, relativamente a scuola e strade, di assumere una serie di
iniziative che possono portare lavoro e meglio ancora, un sistema
anche riconosciuto; mi riferisco soprattutto al territorio che,
vedendo anche una serie di iniziative portate a termine, possano
portare certamente ristoro di natura finanziaria.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cittadini che ci seguono da casa, io ritengo che questo emendamento
sia effettivamente meritorio di essere considerato, anche perché ci
permette di utilizzare delle risorse importanti per Città
metropolitane e Liberi Consorzi che sappiamo bene essere in una
situazione di grande difficoltà, soprattutto per ciò che concerne
la manutenzione di strade e di scuole.
A mio avviso è chiaro, però, che sarebbe utile andare a
specificare meglio o, qualora l'intenzione del Governo in merito
sia già chiara, che l'Assessore Armao o l'Assessore Grasso ci diano
informazioni in tal senso, di capire come queste risorse verranno
trasferite alle Città metropolitane e ai Liberi Consorzi, perché in
questo momento non è specificato un criterio.
Se, per esempio, l'Assemblea stabilisce che il criterio per
trasferire queste risorse è quello dei trasferimenti classici che
vengono utilizzati, a mio avviso sarebbe chiaro specificarlo,
perché questo è importante e consente, allo stesso tempo, la
possibilità ai presidenti delle Città metropolitane e dei Liberi
Consorzi di individuare quelle che sono delle opere fondamentali e
prioritarie, altrimenti parrebbe, da quello che l'emendamento, per
quello che ne leggo io, ma premetto che mi posso anche sbagliare,
parrebbe che l'intenzione sia quella di fare un cronoprogramma che
prevede dei progetti approvati dalla Giunta di Governo, ma non
stabilisce quali sono.
Per cui, a mio avviso, sarebbe utile inserire una specifica dove
si evidenzi un aspetto fondamentale: le risorse vengono trasferite
ai liberi consorzi in funzione di quello che è il trasferimento
ordinario che viene fatto a Città metropolitane e Liberi Consorzi
e, allo stesso tempo, così, sia i presidenti dei Liberi Consorzi
che delle Città metropolitane avranno la possibilità di individuare
quelli che sono gli interventi prioritari, perché è inutile che noi
andiamo a finanziare una strada che, per carità, necessita di un
intervento, quando poi nella stessa provincia magari c'è un ponte
che sta crollando e non lo andiamo a finanziare.
Dico questo solo come intervento migliorativo rispetto a quello
che può essere l'emendamento. Se c'è, eventualmente la necessità di
presentare un ulteriore subemendamento che possa specificare questa
cosa, sono ovviamente pronto a farlo, perché a mio avviso, così per
come lo leggo io, mi sembra molto generico e potrebbe destare il
dubbio a interpretazioni differenti.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Armao, noi in pratica attualizziamo 250 milioni di euro e avremo
subito 45 milioni per 5 diciamo, in buona sostanza abbiamo circa 21
milioni di interessi, giusto? Il tasso annuo di interesse a quanto
corrisponde? Vorrei capire questo se fosse possibile, partendo dal
presupposto che immagino sia il tasso di interesse che applica la
Cassa Depositi e Prestiti. Chiedo se sia stata valutata la
possibilità, visto che il mercato finanziario in questo momento
prevede tassi di interesse molto bassi, se sul libero mercato non
fosse stata più economica l'operazione per le casse della Regione.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io sono
abbastanza soddisfatto della riscrittura di questo articolo, perché
accoglie in toto le osservazioni che avevamo presentato nelle
scorse sedute e che, per l'appunto, erano state consacrate in un
articolo sostitutivo che avevamo depositato un paio di sedute fa.
Non comprendo molto che senso abbia averlo riscritto nuovamente e
poi averlo dovuto emendare dato che c'era scritto, però se deve
giustamente passare il concetto che il Governo sentiva il bisogno
di riscriverlo a firma propria, lo posso anche comprendere. I
limiti sono stati correttamente inseriti rispetto a quella
riscrittura, manca solo il vincolo di rivolgersi alla Cassa
depositi e prestiti, ma l'Assessore ha più volte dichiarato che è
quello l'intendimento di questo Governo, e sono sicuro e convinto
che non andrà a tradire la parola che ha dato all'Aula, per cui
esprimo apprezzamento nei confronti dell'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, d'altro canto non potremmo
scriverlo per legge dove deve andare a prenderli, quindi le
intenzioni del Governo sono già state comunicate.
Si passa all'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole Lupo ed
altri, soppressivo dell'articolo.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa al subemendamento 6.R.ter.1, a firma dell'onorevole Lupo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.R.ter di riscrittura, a firma del
Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si riprende l'esame dell'articolo 12,
precedentemente accantonato.
E' stato presentato dal Governo l'emendamento di riscrittura 12.R.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà
intervengo soltanto per dettagliare ulteriormente un invito, una
richiesta che era stata fatta al Governo che ha decisamente ben
inteso l'idea del trasferimento delle somme. Ma nella
considerazione ovviamente di dar priorità agli interventi che
riguardano le scuole, le strade, noi ci chiedevamo se
effettivamente fosse possibile specificare meglio i criteri in
funzione dei quali le ripartizioni vengono effettivamente
ridistribuite, proprio per evitare che, in considerazione del fatto
che tante sono le emergenze che riguardano le opere da realizzare a
beneficio delle Città metropolitane e dei Liberi Consorzi, avendo
assolutamente, peraltro, apprezzato l'impegno del Governo per dare
risposte soprattutto alle aree interne, che rischiano davvero di
divenire inaccessibili da qui a breve, se fosse possibile, e mi
riferivo prevalentemente all'Assessore Grasso, che però vedo, in
effetti, all'opera forse per una riscrittura di un subemendamento,
in modo che si potessero ridistribuire le risorse in funzione di
trasferimenti ordinari, facendo quindi riferimento alla normativa
secondo il riparto stabilito, per l'appunto, dalla legge.
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'emendamento di riscrittura del
Governo 12.R.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo
all'interno della riscrittura c'è sempre il comma 3 che riguarda i
300 mila euro che noi stiamo dando all'European Golf Tour. Quindi,
comunque, colleghi, noi ci stiamo assumendo questa responsabilità
che, viste le grosse difficoltà che in giro per la Sicilia hanno
gli atleti siciliani a svolgere lo sport per varie motivazioni, noi
stiamo togliendo 300 mila euro che possono essere dati a tutti, e
li stiamo dando ad una specifica manifestazione. Cioè questa
Assemblea sta dando 300 mila euro a una manifestazione settoriale,
del golf, togliendola a tutti quei siciliani che oggi hanno
difficoltà a comprare le attrezzature minime per fare attività
sportiva.
Se questo Parlamento si vuole assumere questa enorme
responsabilità, sono 300 mila euro che possono essere dati ai
giovani siciliani che vogliono fare sport, noi prendiamo 300 mila
euro e li diamo ad una manifestazione sportiva. Va bene.
PRESIDENTE. Dalla riscrittura emerge che non vengono tolti da
nessuna altra parte, per cui non so se l'ha letta la riscrittura.
DI PAOLA. Signor Presidente, lo so che non vengono tolti da
un'altra parte, ma a mio modo di vedere quei 300 mila euro io li
darei ai giovani siciliani che non possono fare sport.
PRESIDENTE. Benissimo.
DI PAOLA. Capisco che non vengono tolti da un capitolo, questo
l'ho capito.
E un'altra cosa, volevo chiedere all'Assessore per il turismo, lo
sport e lo spettacolo se i fondi che noi stiamo dando, era una
domanda che avevo fatto nella precedente seduta al Presidente
Musumeci, al CIP se questi fondi poi vengono pure ripartiti alle
associazioni che fanno attività sportiva non agonistica per
disabili psichici. Perché mi spiegavano che ci sono associazioni
con atleti con disabilità sia fisica che psichica, e si
differenziano anche per attività agonistica e non agonistica.
Volevo sapere dall'Assessore se questi fondi vanno pure ripartiti a
quelle associazioni che fanno attività sportiva non agonistica con
disabili psichici.
Grazie.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, per
quanto ci riguarda questa riscrittura non è sufficiente a coprire o
ad arrivare alla somma che avevamo previsto noi, tant'è che
chiediamo, visto che qualora fosse approvata la riscrittura
decadrebbero tutti gli emendamenti, ovviamente, di valutare il
nostro emendamento che porta non a 780 migliaia di euro ma a 2
milioni.
In subordine, se dovessimo comunque andare avanti
nell'approvazione della riscrittura, io chiedo un minuto per
presentare un subemendamento a questa riscrittura, perché chiediamo
che la somma di cui al comma 3 venga portata ad incremento invece
del comma 2, quindi con l'abrogazione del comma 3.
Però chiedo il tempo materiale di formularlo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, anche io sono qui un attimino perplessa
davanti a questa riscrittura, perché questa riscrittura mi sembra
solo un modo di eludere gli emendamenti che noi abbiamo presentato
nel fascicolo.
Io chiedo di poter riproporre e, quindi, di potere emendare la
riscrittura del Governo soprattutto su questo famigerato comma 3.
Perché, come ho detto l'altra volta, è vero che le grandi
manifestazioni hanno una valenza, sicuramente sportiva e anche di
immagine, ma in questi anni abbiamo eccessivamente sacrificato lo
sport e, quindi, tra la continuità territoriale, tra la diminuzione
dei trasferimenti da parte della Regione solo nelle ultime due
legislature del 300 per cento, significa mettere alla canna del gas
le società sportive e sinceramente io voglio riproporre gli
emendamenti del fascicolo con l'abrogazione, in particolare, del
comma 3.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, dovete intervenire tutti oppure
no?
CAPPELLO. Noi abbiamo il diritto di intervenire.
PRESIDENTE. Con grande onestà, siccome mi sembra che l'andamento
della seduta è sereno, e io vorrei che fosse mantenuto sereno, se
per un subemendamento, per 20 mila euro di differenza, dovete
intervenire tutti, sospendo e andiamo a domani.
Stanno parlando tutti della stessa cosa.
Onorevole Cappello, credo che quando si parla tra persone serie,
siamo persone serie.
Se c'è un problema mettiamo in votazione e se lo volete bocciare,
lo bocciate, ma non possiamo passare il pomeriggio a sentire sempre
gli stessi argomenti.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, condivido con Lei la serenità del
dibattito però, avendo presentato il Governo una riscrittura,
avendo chiesto la mia collega il tempo materiale di poterlo
subemendare, se noi torniamo indietro e ci basiamo soltanto sugli
emendamenti presentati i miei colleghi ne vogliono discutere. Sono
modificativi, sono sostitutivi.
Per cui signor Presidente non è colpa sua, perché c'è questa
riscrittura però, inevitabilmente, la riscrittura finisce col
tarpare un dibattito che, altrimenti, sarebbe potuto avvenire
secondo quello che stabilisce il Regolamento.
PRESIDENTE. Ma basta che il vostro Gruppo mi chieda un quarto
d'ora di sospensione per fare la riscrittura e abbiamo risolto il
problema, piuttosto che dare la parola a tutti.
CAPPELLO. Allora, signor Presidente, se sospende l'Aula
nell'attesa che noi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché è arrivato l'onorevole
Mangiacavallo, approfitterei di questa sospensione per convocare la
Commissione Verifica Poteri così procediamo all'insediamento.
Convoco la Commissione Verifica Poteri in Sala Lettura.
Sospendo la seduta per un quarto d'ora.
(La seduta sospesa alle ore 16.49, è ripresa alle ore 17.29)
La seduta è ripresa.
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato regionale
PRESIDENTE. Si passa al I punto all'ordine del giorno, che reca:
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni
dell'onorevole Giuseppe Milazzo dalla carica di deputato
regionale .
Ricordo che, ai fini dell'attribuzione del seggio resosi vacante a
seguito delle dimissioni dalla carica di deputato regionale
dell'onorevole Giuseppe Milazzo, dimissioni rassegnate per
esercizio del diritto di opzione per la carica di parlamentare
europeo e di cui l'Assemblea ha preso atto - con decorrenza 3
luglio 2019 - nella seduta n. 127 del 2 luglio 2019, lo stesso
deputato regionale era stato proclamato eletto nel collegio
circoscrizionale di Palermo, per la lista avente la denominazione
Musumeci Forza Italia Berlusconi .
Conseguentemente, la Commissione per la verifica dei poteri, ai
sensi del combinato disposto dell'art. 4, parte seconda, dello
Statuto della Regione e della sezione IV del Capo V del Titolo II
del Regolamento interno dell'Assemblea, nella riunione del 10
luglio 2019, dopo aver proceduto ai necessari accertamenti, ha
deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo 60 della legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive modifiche ed
integrazioni (legge elettorale siciliana), di attribuire il seggio
lasciato vacante dall'onorevole Milazzo al candidato Salvatore
Lentini, detto Totò, il quale, primo dei non eletti della medesima
lista provinciale e nel medesimo collegio elettorale in cui era
stato eletto l'on. Milazzo, segue immediatamente - con voti 4.853 -
l'ultimo dei proclamati eletti, onorevole Caronia.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana il candidato Salvatore Lentini, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di 20 giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami, ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.
(L'on. Lentini entra in Aula)
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Salvatore Lentini è presente in
Aula, lo invito a prestare il giuramento di rito.
Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 6
delle Norme di attuazione' dello Statuto siciliano:
«Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo,
di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione e di
esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio al
solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana».
(L'on. Lentini pronuncia a voce alta le parole: Lo giuro )
PRESIDENTE. Dichiaro immesso l'on. Lentini nelle funzioni di
deputato all'Assemblea regionale siciliana.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, se si va a sedere cominciamo.
Eravamo alla riscrittura. C'erano dei subemendamenti che dovevano
essere presentati. Li avete presentati? Li possiamo mettere in
votazione?
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Prego.
Sugli incendi divampati nel catanese
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Ciancio, ha chiesto di parlare
l'onorevole Galvagno su una cosa che va al di là della legge in
esame. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, solo per informare e impegnare il
Governo siciliano ad attivare tutte le misure di emergenza visto e
considerato che in molte zone della Sicilia, in particolar modo a
Catania, alla Playa di Catania, ci sono vastissimi incendi che
stanno rendendo veramente impossibile la circolazione
automobilistica e stanno mettendo veramente a repentaglio la vita
di tantissime persone. Molti giornali, in questo momento, ne stanno
parlando, proprio in questo momento si stanno consumando questi
incendi. Quindi, chiedo che il Governo possa in qualche modo
intervenire. Grazie.
PRESIDENTE. Sono sicuro che il Governo, ovviamente, fosse già a
conoscenza di questo e quindi sia già intervenuto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, giusto per
chiarire, avevo presentato il subemendamento 12.R.2 che, dopo la
soppressione del comma 3, trasferiva la somma al comma 2. Questo è
ritirato perché la somma dei 300 mila euro è al comma 1, per le
società sportive dilettantistiche. Quindi, il subemendamento che ho
illustrato e anticipato prima consiste nella soppressione del comma
3 per portare a incremento di 300 mila euro la somma di cui al
comma 1. Questo perché, anche per chiarire, sull'European Golf
Tour, ma magari ci sarà anche la mia collega che interverrà dopo,
in questo momento, non è prevista alcuna tappa in Sicilia. Io
capisco, prima abbiamo parlato un po' con l'Assessore, dice che è
un segnale da mandare anche a queste società, però l'Assessorato al
turismo, in questo caso, ha degli strumenti a disposizione per
finanziare delle iniziative di questo tipo. Si parla delle
iniziative direttamente promosse, per esempio, che possono
finanziare fino a 250 mila euro per eventi che riguardano tutto il
territorio regionale. Quindi, l'Assessorato e in particolare il
Governo ha tutti gli strumenti per invogliare queste società ad
investire in Sicilia senza impegnare una somma di 300 mila euro che
potrebbe essere molto meglio spesa in un finanziamento diffuso
delle società.
Quindi, questo per illustrare l'emendamento. Il 12.R.2 è ritirato
e c'è il subemendamento sul comma 1. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo. Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, è confortante che attraverso l'articolo 12 e attraverso
anche il secondo comma dell'articolo 13 che è già stato discusso
nelle scorse sedute ci si occupi dello sport nella nostra Regione
partendo dal presupposto che, dati alla mano, dobbiamo recuperare
un gap significativo rispetto alle altre Regioni d'Italia.
C'è uno studio del 2017 che testimonia come vi è un profondo
ritardo soprattutto per quanto riguarda i praticanti dello sport,
sia i praticanti assidui che quelli occasionali. Addirittura, in
Sicilia, risulta che il 57 per cento della popolazione non pratichi
neanche saltuariamente alcuna attività sportiva.
Da questo punto di vista credo che sia importante, assolutamente
condivisibile, lo sforzo economico che si sta provando a fare.
Parliamo, adesso, di 780 mila euro e non più 500 mila euro per il
potenziamento delle attività sportive, i 500 mila euro per le
società affidate al Comitato Italiano Paraolimpico, i 500 mila euro
per i contributi alle Società sportive professionistiche ed anche i
300 mila euro per l'European Golf Tour sul quale noto c'è una certa
preoccupazione da parte di molti colleghi.
Io, invece, credo che sia condivisibile anche sostenere questo
tipo di manifestazione perché una delle potenzialità più grandi che
la nostra Terra ha è quella del turismo ed anche del turismo
sportivo.
Tra l'altro le tappe dell'European Golf Tour porterebbero un certo
tipo di turismo, non un turismo di massa ma un turismo che si basa
su un certo target di frequentatori.
Quindi, al di là del fatto che queste risorse potrebbero essere
anche utilizzate per altro, ritengo che i vantaggi che potrebbero
derivare dall'investire su questo tipo di turismo possano essere
anche maggiori.
Per tutti questi motivi, chiaramente, preannuncio che Fratelli
d'Italia sosterrà convintamente questo articolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo
che la buona volontà manifestata nella riscrittura di questa norma
entri un po' in contrasto, e non me ne voglia nessuno, con alcune
affermazioni che ho sentito qualche minuto fa soprattutto a
proposito del terzo comma, dell'articolo 12.
Io credo che sia sempre da eliminare in ogni ragionamento, vieppiù
politico, il concetto di pregiudizio.
Proprio a testimonianza che Forza Italia non ha pregiudizio
qualche minuto fa ho scambiato un'opinione con il collega,
onorevole Di Paola, sull'emendamento 12R.1 e credo che sia un
emendamento non soltanto ragionevole ma anche condivisibile perché
mi ha spiegato le ragioni.
Io non avevo ben compreso cosa significasse attività non
agonistiche . L'onorevole Di Paola me le ha evidenziate e sono ben
lieto di votare questo emendamento unitamente a tutto il Gruppo di
Forza Italia.
Sul terzo comma, però, devo dire che non mi trovo d'accordo perché
è facile dire Beh, diamo più soldi ai nostri atleti dilettanti,
diamo più soldi ai siciliani ed invece cassiamo questo terzo comma
perché sembrerebbe quasi un pleonasma.
Presidente, mi assumo le responsabilità, sempre, di quello che
dico e me le assumo anche quale Presidente del Gruppo parlamentare.
E' una tappa di un circuito internazionale, di un famosissimo e
prestigioso circuito internazionale.
Basta andare su google, io l'ho fatto perché non sono un
appassionato di golf, non ne conosco neanche le regole ed ho capito
quanto importante sia finanziarie con questa somma che, poi, viene
attinta ai Fondi globali e non certamente tolta ai siciliani,
quanto sia importante per la Sicilia finanziare questa tappa di
questo circuito europeo.
Concordo con il collega che mi ha preceduto: finanziare questa
tappa significa finanziare il volano del turismo, magari di un
certo tipo di turismo ma è proprio quel turismo che porta nelle
casse dei nostri esercenti commerciali ingenti somme.
E' proprio quel turismo che ci fa conoscere in tutto il mondo
perché ho visto che, nonostante sia un circuito europeo, ci sono
tappe negli Stati Uniti d'America, ad Hong Kong. Ci fa conoscere,
fa conoscere i nostri resort, fa conoscere i nostri luoghi, fa
conoscere la nostra meravigliosa campagna in tutto al mondo,
Presidente, con un ritorno economico che, è facile prevederlo, sarà
ben al di là della somma che il Governo siciliano vuole impegnare
per finanziare quest'unica tappa.
Quindi, se dobbiamo fare, così come deve fare il legislatore,
un'analisi costi-benefici ci rendiamo conto che non può non
votarsi, al di là del pregiudizio - ed era questo il prologo del
mio intervento - questa norma. Quindi, in maniera convinta e per
tutte le ragioni anche sociali e sociologiche, mi sia consentito,
che sottendono a questa norma e di grande espansione e di grande
veduta perché a me i discorsi di populismo non mi appassionano; è
troppo facile, troppo agevole e agile dire: beh togliamo i soldi
ai siciliani , non togliamo soldi a nessuno, noi scriviamo una
norma, la scriviamo con convinzione e per quanto ci riguarda,
signor Presidente, la voteremo con convinzione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, premesso che,
ovviamente, qui nessuno è contro il golf e tutti quanti siamo
sportivi, amiamo lo sport e ci piace promuoverlo, però ci
piacerebbe che, se ci sono dei fondi da poter stanziare, questi
fondi andassero magari a tutte le associazioni del territorio
siciliano.
Tra le altre cose, per noi, il comma 3 è assolutamente da
sopprimere perché nel calendario ufficiale dell'European Golf Tour
non è prevista nel 2019 alcuna tappa siciliana. Nel calendario
ufficiale è prevista solamente la tappa di Roma, unica tappa
nazionale del 2019.
Siccome la previsione di spesa è prevista, chiaramente, per
l'intero triennio 2019, 2020, 2021, vorremmo capire per quale
motivo dovremmo stanziare i soldi anche per quest' anno, che
ovviamente sarà impossibile poterli spendere, per una tappa che non
esiste.
Quindi, per noi sarebbe più opportuno dare questi soldi, questi
fondi alle associazioni, al Fondo dello sport che, ricordo,
sostiene le associazioni sportive, le attività agonistiche, in modo
tale che si possa fare promozione dello sport in tutto il
territorio siciliano alla stessa maniera.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie Presidente. Volevo illustrare l'emendamento 12.R.3,
la riscrittura del Governo che riprende l'emendamento che trovate
sul fascicolo che ha come prima firmataria l'onorevole Schillaci
che, nella scorsa seduta, aveva illustrato e aveva trovato
l'apprezzamento che sembrava fosse proprio unanime da parte
dell'Aula.
Che cos'è che si prevede? Si prevede di ripristinare delle somme
significative per le attività sportive prelevando dal capitolo
413374 che è quello dei farmaci innovativi.
Vorrei ricordare che da un controllo che abbiamo fatto sul
capitolo attualmente ci sono intorno ai 49 milioni e se facciamo un
passo breve di memoria, con la variazione di bilancio di dicembre
del 2018 tutti siamo venuti a conoscenza del fatto che il fondo,
per fortuna, era più che avanzato, quindi, venivano restituite
somme che non si erano potute spendere.
Questo prelievo di 2 milioni da questo fondo non andrebbe
minimamente ad intaccare la possibilità di erogazione di farmaci
innovativi e finalmente darebbe una risposta dignitosa allo sport
qui in Sicilia.
Io, Presidente, apprezzo da parte del Governo il fatto di avere
messo un altro piccolo aiuto, un aumento in cui porta le somme a
780 ottanta più 20 migliaia di euro, insomma si arriva a un più 300
mila, però vorrei riportare l'attenzione all'Aula con l'emendamento
12.R.3 che sarebbe veramente quello che vogliamo, cioè un aiuto
corposo per lo sport, per le associazioni sportive.
Noi qui abbiamo, finalmente, anche l'Assessore per il turismo che,
magari, si comincerà a fare un'idea di quello che dovrà affrontare.
Noi abbiamo le società agonistiche, quelle che partono con il
vivaio dei giovani atleti fino all'età adulta che vogliamo
mantenere con delle briciole e penso che sia impresentabile questa
riscrittura del Governo, a meno che non si prenda in considerazione
l'idea di prendere questi 2 milioni dal fondo dei farmaci
innovativi che già l'anno scorso è rimasto in gran parte
inutilizzato e nella variazione è stato spalmato su altre spese
necessarie e pensarci per tempo, perché le associazioni sportive ci
chiedono delle risposte.
Qualche mese fa c'è stato un incontro in Sala Gialla, hanno
partecipato tutti i Capigruppo, tutti hanno ribadito la necessità e
fatto una sorta di promessa solenne che nello stralcio del bilancio
e, quindi, al collegato avremmo messo delle cifre accettabili,
ecco, 2 milioni sul comma 2 cominciano ad essere una cifra
accettabile per, non dico salvare lo sport, ma quantomeno
allungarne l'agonia.
Io mi aspetto anche una risposta da parte dell'Assessore, perché
l'European Golf Tour per il 2019 qui in Sicilia non è previsto.
Vogliamo dei chiarimenti e mi sembra giusto. L'avevo detto anche
nella scorsa seduta ma il chiarimento non è mai arrivato. Oggi, lo
ha fortemente ribadito la collega e prima di passare alla votazione
vorremmo ampie, ampie spiegazioni, anche perché ci sono
manifestazioni molto importanti, religiose e non, qui in Sicilia,
che hanno anche ricevuto un decreto, che prendono poche decine di
migliaia di euro. Stendere tappeti rossi per le grandi
manifestazioni ben venga - specialmente se si realizzano, perché se
sono fantasmi sono soldi che rimarranno inutilizzati - e sostenere
i nostri grandi eventi che sono alla canna del gas' e rientrano
spesso nell'attività discrezionale ed incomprensibile
dell'Assessore. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, per un attimo avevo visto il nuovo
Assessore per lo sport a cui volevamo augurare buon lavoro per
conto del Partito Democratico, non lo vedo più ma svolgo il mio
intervento comunque rilevando tutto il nostro disappunto a
proposito del taglio delle risorse a valere sulla legge 8 che, come
lei sa Presidente, è la legge che finanzia lo sport di base ed è
quello da cui attingono tutte le federazioni, in particolare anche
le attività giovanili legate alla federazione. E' un capitolo che
negli ultimi anni ha avuto stanziamenti che vanno dai 5 milioni ai
4 milioni, con l'intervento di oggi il totale sarebbe di 3.280
milioni di euro.
Io ed i miei colleghi apponiamo la firma all'emendamento 12.R.3,
prima firmataria onorevole Schillaci, che implementa di 2 milioni
di euro il capitolo della legge 8 a valere sui farmaci innovativi,
se ho ben letto il capitolo. L'emendamento, sostanzialmente,
riequilibrerebbe lo stanziamento dello sport di base in linea con
gli ultimi anni e darebbe la possibilità alle federazioni di
definire le attività programmate.
Rilevo, poi, la presentazione, a nome del Partito Democratico, di
un ordine del giorno a proposito degli impianti sportivi con cui
chiediamo quanto già affermato nella scorsa seduta, che nell'ambito
della rimodulazione vengano finanziati i piccoli interventi che,
però, servono a mettere in funzione, a mettere in esercizio gli
impianti come tali, cioè i campi da gioco, i piccoli campi da
pallacanestro, di pallavolo, di calcio e non i grandi impianti
sportivi che spesso restano delle cattedrali nel deserto'.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
anch'io intervengo per apporre la firma all'emendamento 12.R.3 che
ritengo essere meritorio.
Le società sportive oggi presenti in Sicilia svolgono un'attività
che credo sia fondamentale per il nostro territorio, considerando
anche che, al di là di quello che è l'aspetto sportivo, c'è una
finalità sociale importante e fondamentale che credo vada tutelata.
Oggi, abbiamo la possibilità di inserire delle risorse importanti
che possono, quantomeno, tamponare un settore che sicuramente,
nell'ultimo periodo in Sicilia, ha avuto grandi difficoltà e la
possibilità di sostenere tutte le società sportive che operano nei
nostri territori, credo che sia fondamentale e importante.
Per questo non solo appongo la mia firma ma annuncio il voto
favorevole rispetto a questo emendamento presentato dai colleghi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, la
sensazione è che mi viene in mente il Consiglio provinciale quando
avevamo la possibilità di intervenire con la legge 13 e che
finanziavamo singole iniziative.
Innanzitutto approfitto per dare un saluto al nuovo Assessore,
benvenuto, buon lavoro.
La sensazione è proprio questa che questo Parlamento stia
diventando meno di un Consiglio provinciale. Meno di un Consiglio
provinciale, attenzione è un'iniziativa ed io non ho nulla da dire
su questo intervento sul golf, che ben venga, che ben vengano tante
altre iniziative perché le iniziative sportive possono essere un
volano di sviluppo per la nostra Isola.
Però, è davvero una mortificazione per chi ha svolto altri ruoli,
chi è stato Sindaco, chi è stato Presidente di una provincia o
anche semplice Presidente di Consiglio provinciale, vedere questa
Assemblea che è arrivata al punto di dovere disquisire o dibattere
su una manifestazione di 300 mila euro.
Il motivo è riconducibile al fatto che non esiste una
programmazione e la colpa non è di questa Assemblea. La colpa è di
questo Governo, secondo me. So, onorevole Cordaro, che per lei va
tutto bene e siete bravissimi e non sbagliate nulla. Però, secondo
me, è un intervento che vuole essere costruttivo e vuole suggerirvi
di mettere un po' di attenzione sulle attività sportive che possano
essere volano di sviluppo dell'Isola.
Fare una programmazione che preveda un sostegno a quello che
possono essere le manifestazioni del golf, a quelle che possono
essere le manifestazioni della vela, delle regate, creare un
circuito delle regate più importanti a livello nazionale, a livello
europeo. La Sicilia può mettersi al centro di quelle che sono le
iniziative importanti.
Ancora ricordo quanto benessere ha portato quando a Trapani si è
svolta un'importante manifestazione sulla vela.
Riteniamo che questo possa soddisfare, Presidente della Regione,
una discussione come quella che stiamo facendo sull'articolo 12?
Possiamo ritenerci soddisfatti o stiamo sbagliando veramente
qualcosa? O veramente non esiste la programmazione in questa
Regione, anche sulle cose più semplici come possono essere le
manifestazioni sportive?
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, per carità, colgo lo spirito
assolutamente costruttivo anche degli interventi dell'opposizione,
tuttavia, seppure forse quest'articolo poteva anche, secondo me,
nel titolo essere scritto diversamente; io avrei fatto più
chiaramente riferimento alle sue finalità, che non sono legate allo
sport in senso stretto, ma che vanno persino oltre in termini di
buoni propositi e mi riferisco a due aspetti: il primo che è quello
delle attività paraolimpiche che giustamente il Gruppo del
Movimento Cinque Stelle ha indicato auspicando persino anche
un'opportunità di investire ulteriormente in quell'ambito; il
secondo, che sono certo non sfuggirà agli interventi di nessuno dei
colleghi che è intervenuto appunto sull'articolo, io avrei fatto
riferimento, signor Presidente, all'attività dello sport collegato
al mondo del turismo. Ma vivaddio, se questa Regione incomincia ad
immaginare delle iniziative che, forse, in una visione un po'
troppo provinciale noi intendiamo come lontane dal modo di
promuovere la nostra Regione e la nostra Terra, credo che faremo un
regalo a noi stessi, se è vero che si potrà parlare di campionati
internazionali di vela, che si potrà parlare di campionati
internazionali di salto ad ostacoli, perché la Sicilia non deve
essere nota nel mondo, Presidente, per un campionato internazionale
di golf.
Io approfitto proprio della presenza dell'Assessore per il turismo
perché questo, Presidente della Regione, Presidente dell'Assemblea,
non è solo un articolo che promuove lo sport, questo è un articolo
che promuove una visione nuova della Sicilia nel mondo, che parla
di destagionalizzazione rispetto all'offerta turistica.
Mi sembra una visione un po' provinciale quella che guarda
soltanto ad alcuni altri mondi che guardano allo sport. Forse,
dimentichiamo che il golf nel mondo, Presidente dell'Assemblea,
Presidente della Regione, oggi, è uno degli sport più praticati.
Allora, se la Sicilia probabilmente anche attraverso le sue
attività sportive, commerciali, avrà meno magliette che inneggiano
ad altri simboli, che possono essere il padrino o cose di cui
oggettivamente non andare orgogliosi, se la Sicilia incomincerà a
far parlare di sé meno per simboli collegati alla malavita, alla
mafia, alle magliette del padrino e più, invece, ad iniziative come
queste che sono assolutamente lodevoli e che ritengo di dover
caldeggiare a questo Governo e all'Assessore, che ponga finalmente
in essere una visione nuova della Sicilia, devono venire dalla
Norvegia, dall'Irlanda, dal Giappone, dalla Cina per partecipare ai
campionati internazionali di golf, di vela, di tiro a piattello, di
salto ad ostacoli, e probabilmente, facendo meno riferimento a quei
piccoli contributi che sappiamo forse servono meno alle società
sportive che dobbiamo sicuramente sostenere, ma l'articolo che qui
troviamo al collegato mi sembra assolutamente lodevole e degno di
grande apprezzamento.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, noi credo che
oggi, anche sulla base della proposta del Governo, passato in
Commissione e condivisa anche dall'emendamento che stiamo
esaminando, prevede un terzo comma che è orientato a sostenere una
vocazione internazionale della Sicilia.
Come sostengono anche gli studiosi in materia, il turismo
relazionale com'è quello destinato ad una community qual è quella
del golf assume, oggi, una valenza di sviluppo straordinaria perché
si tratta di un turismo che non è offerto indiscriminatamente al
mondo ma è orientato sua una comunità che è quella del golf che è
tra le più importanti del mondo non solo per numero - come sappiamo
è lo sport più praticato al mondo - ma anche perché intercetta
livelli di turismo di altissimo livello che sono quelli ai quali
ambisce la nostra Regione.
C'è un collega che si occupa adesso di turismo e saprà difendere
bene queste tematiche, ma l'orientamento è la vocazione di turismo
di qualità, sportivo di qualità, che la Regione può fare.
Grazie a investimenti significativi sono stati realizzati degli
impianti golfistici tra Sciacca e Donnafugata di primissimo
livello. Oggi, purtroppo, quello di Donnafugata si trova in un
momento di travaglio che speriamo superi al più presto e si sono
imposti con iniziative già in precedenza celebrate, con risorse
della Sicilia all'attenzione. Però, per confermare, il golf
Siciliano come un golf attrattivo occorre programmare.
L'orientamento del Governo è proprio questo. E' evidente che
l'European golf tour avrà un interesse a venire in Sicilia se e in
quanto la Sicilia sosterrà quest'attrazione e non al contrario;
rischiamo di entrare in un sistema dove il cane si morde la coda,
finché non stanziamo le risorse loro non fanno un investimento in
Sicilia di tipo golfistico, fino a quanto il golf non viene in
Sicilia noi non lo finanziamo. Usciamo da questo loop.
Abbiamo previsto un intervento finanziario triennale programmatico
e, proprio perché vogliamo programmare, pensiamo che il turismo
golfistico sia un turismo che alla Sicilia fa bene, fa bene anche a
quegli sport che giustamente negli interventi che si sono fatti, si
vogliono tutelare, gli sport più poveri, tra virgolette, che però
da un ritorno importante di turismo golfistico possono trarre
benefici indotti. Su questo credo che si possa puntare, lo sforzo
finanziario non è enorme, insistiamo affinché questo importante
articolo che qualifica per tre anni l'offerta golfistica siciliana
sia approvato.
FOTI. La tappa del 2019?
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Armao. Quello che ha detto
l'Assessore Armao credo che sia chiarissimo. E' chiaro che finché
non sanno che la Regione siciliana lo vuole non lo possono
iscrivere. Poi quando lo iscriveranno si vedrà.
Va bene, allora passiamo alle votazioni. La prima votazione è
sull'emendamento 12.R.1. Allora, su questo c'è da fare un
chiarimento, Assessore Armao, oppure il nuovo Assessore che
peraltro salutiamo tutta l'Aula, il dottore Messina, come nuovo
Assessore per il turismo, stamattina l'abbiamo già formalmente
comunicato, ora ne stiamo approfittando per fargli un saluto,
diciamo, informale e di amicizia da parte di tutta l'Aula.
Allora, l'emendamento 12.R.1 ha soltanto una piccola questione da
chiarire: siccome l'articolo 12 fa riferimento alle finalità di cui
all'articolo 21 della legge regionale 17 maggio '84 che parla solo
di attività agonistiche perché per me andrebbe, diciamo non avrei
problemi a considerarlo ammissibile questo 12.R.1 ma la scritta
non agonistiche' mi crea qualche problema perché non è compatibile
con l'articolo 21 della legge '84. Per cui, o si fa qualche .
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, sappiate che o togliamo il non
agonistiche e inseriamo un'altra cosa oppure, purtroppo, non lo
possiamo fare votare. Prego.
DI PAOLA. Grazie. Ma, infatti, il problema è proprio questo, cioè,
perché se noi stiamo dando soldi al CIP e stiamo finanziando, poi,
attività agonistiche praticamente stiamo togliendo tutti i disabili
psichici che fanno attività non agonistica.
Cioè il punto è questo, è solo ed esclusivamente per il CIP.
Capisco la sua precisazione
PRESIDENTE. No, però mi sembra di dire che non si sta togliendo a
quelli. In questo momento si sta dando a quelle agonistiche. Poi,
si può proporre di darle a quelle non agonistiche. Ma da
quell'articolo 21, considerata la finalità di cui all'articolo 21,
diventa solo agonistiche' perché sennò non va più rispetto alle
finalità dell'articolo 21. Allora dovrebbe avere un altro tipo di
copertura.
Per cui, io sono, per quanto mi riguarda ma credo di parlare a
nome del Governo, assolutamente favorevole nel concetto che lei ha
espresso nella maniera assoluta, figuriamoci Però, se mettiamo
questa cosa, come Assemblea non possiamo fare una cosa che
materialmente è vietata. Noi possiamo fare un ordine del giorno che
preveda un'aggiunta di spesa anche per quelle non agonistiche, ma
dall'articolo 21 non lo possiamo prendere.
DI PAOLA. Va bene, Presidente, vediamo se possiamo fare qualche
PRESIDENTE. Benissimo; grazie.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
condividendo il senso dell'intervento dell'onorevole Di Paola e
penso di tutta l'Aula, cioè la finalità di destinare uno
stanziamento di 500 mila euro per le attività del Comitato
paraolimpico, per attività agonistiche e non agonistiche e per
tutti i tipi di disabilità fisica, psichica, sensoriale, credo che
sia necessario sdoppiare il comma 1, cioè destinare 500 mila euro
al finanziamento della legge n. 31 dell'84 e 500 mila euro per il
finanziamento del CIP.
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo, per me va bene.
LUPO. A quel punto il problema è risolto.
PRESIDENTE. Avrei bisogno se il Governo stesso o voi potete
presentare un emendamento che fa questa operazione che ha previsto
l'onorevole Lupo. A questo punto diventerebbe tutto ammissibile e,
quindi, lo possiamo mettere in votazione. Aspettiamo ancora due
minuti se possiamo fare velocemente questa operazione. Visto che
stiamo discutendo tutti, all'aperto, e quindi tutti stiamo
ascoltando, se facciamo al volo un emendamento di questo, anche se
poi evitiamo di distribuirlo, così facciamo più velocemente e lo
votiamo subito.
A proposito degli emendamenti presentati, il 12.R.2.bis lo
possiamo mettere in votazione perché prevede la soppressione del 3.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Possiamo chiederle di mettere in votazione il comma 2 con
l'emendamento 12.R.3? Visto che sul comma 1 stanno facendo questo
PRESIDENTE. Venendo al pulpito non è stata attenta. Stiamo
parlando proprio di questo.
CIANCIO. Il 12.R.3, Presidente.
PRESIDENTE. Il 12.R.3 è un problema semplicissimo, se il Governo
trova la copertura, altrimenti non è ammissibile.
CIANCIO. Perché da questo dipende anche come ci comporteremo con
gli altri due.
PRESIDENTE. Sì, ho capito. Ma io faccio il mestiere di Presidente
dell'Assemblea. Se il Governo ci dice che trova gli 8 milioni in
più da mettere.
(Brusìo in Aula)
Arrivati al momento dell'emendamento lo chiedo subito. Deve dare
il parere, ma se dà il parere non basta il parere mi deve dire
dov'è la copertura.
FOTI. C'è scritto nell'emendamento da dove si prendono. È
indicato.
PRESIDENTE. Il Governo non è che deve dare un parere, mi deve dire
se c'è la copertura su questi capitoli perché io non lo so. Al di
là di questo, il Governo deve dire va bene sì, coperto in questa
maniera, e per me non c'è problema. Io credo che ci sia la volontà
di fare tutto, però devono essere scritte
Il mio è un compito ingrato: laddove c'è un problema di tipo
regolamentare lo devo palesare.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Caronia è in congedo.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Da parte del Governo non c'è,
ovviamente, nessuna volontà di sottrarsi a mettere risorse per un
settore che riteniamo cruciale, vitale, qual è quello dello sport.
Che sia fuor di dubbio.
Le risorse che ci sono oggi e, soprattutto, la captazione di
risorse a valere su farmaci in assenza dell'assessore non posso
prendere impegni per risorse così delicate che abbisognano di
ponderazione. In sede di assestamento, subito dopo l'approvazione
del rendiconto, potremo fare degli aggiustamenti del caso, come è
avvenuto anche l'anno scorso. Sapete che l'anno scorso gli
interventi di ripristino si sono fatti, non c'è nessuna preclusione
da parte nostra, però quello che vi diciamo è: andiamo avanti così.
Tra settembre e i primissimi di ottobre, eventualmente, saremo
disponibili a effettuare gli interventi di aggiustamento e gli
interventi che potranno essere finanziati a valere su risorse non
tempestivamente utilizzabili da parte degli assessorati, ma oggi,
vi prego, non metteteci in condizioni di andare in difficoltà con
risorse in settori delicatissimi, di cui oggi non possiamo
effettuare l'utilizzazione senza una congrua certezza che non si
utilizzeranno.
PRESIDENTE. A questo punto io non posso che dichiarare
l'emendamento inammissibile, a meno che non venga ritirato dai
proponenti.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, mi perdoni. Questo subemendamento non è
uscito adesso. Questo subemendamento era già stato presentato nel
fascicolo degli emendamenti.
PRESIDENTE. Infatti, anche allora avevamo detto che era
inammissibile.
FOTI. Quindi, chiaramente, si è verificato che la copertura c'è.
Lo scorso anno dal fondo dei farmaci sono avanzati ben 10 milioni
di euro. Io penso che, dato che c'è il Presidente della Regione in
Aula, il fatto che manchi l'Assessore Razza sia una questione
abbastanza relativa. Non ritiro l'emendamento, mettiamolo in
votazione.
PRESIDENTE. Non posso metterlo in votazione, onorevole Foti.
FOTI. Io non lo ritiro.
PRESIDENTE. E io lo dichiaro inammissibile, che posso fare?
FOTI. Mi scusi, è ammissibile.
PRESIDENTE. Non ha copertura finanziaria.
FOTI. E' ammissibile, eventualmente il Governo si esprime con
parere contrario e il Parlamento vota, perché non ci sono i profili
di inammissibilità, semmai di opportunità o non opportunità; per
noi è opportuno e lo manteniamo.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la prego di credermi; Il giorno che
lei dovesse stare al mio posto si renderà conto che è così E'
possibile che queste somme si liberino, e nel momento in cui, come
ha detto l'Assessore Armao, si farà il rendiconto, se queste somme
saranno liberate, in quel momento si potrà coprire. Oggi come oggi,
non è coperto, e di conseguenza non lo posso mettere in votazione.
La prego di credermi, fermo restando che io idealmente sono
assolutamente favorevole, ma non posso porre l'emendamento in
votazione, perché è vietato, nel ruolo che svolgo, un emendamento
che preveda una spesa priva di copertura.
Diamo la parola agli altri colleghi.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, io non ho capito una cosa, sarà che
sono alla prima Legislatura: se non ci sono le coperture ce lo deve
dire la Commissione Bilancio . Se questo articolo è arrivato in
Aula, salvo che non ci siano profili di inammissibilità - non la
voglio correggere - salvo che non ci siano profili di
inammissibilità, formale, non sostanziale, il Governo esprime
parere, dice no . I deputati, chi vuole votare sì, vota sì, chi
vuole votare no, vota no, e chi vuole astenersi si astiene. Ma non
che non poniamo in votazione un articolo, perché altrimenti io le
chiedo di leggermi - ripeto, perché magari non lo ricordo -
l'articolo del Regolamento interno che vieta di discutere questo
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, glielo spiego subito. Allora,
l'emendamento arriva in Aula perché teoricamente, se il Governo
dovesse dire: Va bene, approvo questa copertura , perché è in
condizioni di farlo, noi lo metteremo, ovviamente, in votazione.
Il Governo ha appena finito di dire che su quel fondo è possibile
che le somme si liberino dopo, ma lo possiamo andare a verificare
solo al momento del rendiconto, per cui, se voi potete aspettare
che venga predisposto il rendiconto, si verifica che quelle somme
sono state liberate, così come successo l'anno scorso, sulla base
di risparmi che si sono fatti sui farmaci, a quel punto il Governo,
che non sta dando un parere sull'idealità della cosa, sta dicendo
che su questa, perché lo poteva fare solo il Governo che sa le
cifre, non le conosce la Commissione Bilancio , il Governo ci sta
dicendo che può essere che queste cifre verranno liberate
effettivamente per un risparmio sui farmaci, come è già avvenuto
l'anno scorso, a quel punto potrà essere una copertura.
Poi, se il Governo sarà d'accordo o meno che venga coperto con
quello, si esprimerà e si voterà, ma intanto, materialmente, adesso
questo fondo non c'è proprio, perché finché non c'è il rendiconto
questo risparmio di cui voi parlate non è verificabile e quindi, di
fatto, non c'è.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo
semplicemente per cercare di dare una mano in questo senso perché
credo che ci stiamo un po' incartando sulle procedure regolamentari.
Il tema non è se questo emendamento ha la copertura o non ha la
copertura, perché tecnicamente è un emendamento coperto, nel senso
che l'emendamento prevede una spesa e prevede anche il capitolo da
cui prelevare quella spesa. Tra l'altro, ricordo, che noi siamo con
una legge impropria che si chiama collegato', cioè è il collegato
alla finanziaria, quindi tecnicamente stiamo facendo una legge
finanziaria, quindi nel pieno del rispetto delle procedure anche di
natura finanziaria.
Dopodichè nel merito, devo dire, anch'io ho qualche dubbio che
possiamo togliere soldi ai farmaci innovativi - parliamo di farmaci
sostanzialmente salva vita - così, diciamo, per un fatto finanziario
avere la certezza che non facciamo danni a gente che rischia di
morire di epatite C perché non si può permettere la cura, io credo
che una cosa è il buon senso sul piano del ragionamento
politico-amministrativo, altra cosa è la procedura regolamentare,
perché secondo questo principio che qualcuno le ha suggerito, in
Aula non potremo mai più fare un emendamento come parlamentari che
dice io invece di spendere per andarcene sulla luna, voglio che
andiamo su Marte', ma la libertà del parlamentare deve rimanere, poi
l'Aula deciderà che non si va né sulla luna né su Marte, ma è una
volontà.
Quindi, io le chiedo, signor Presidente, di suggerire
eventualmente di soprassedere come ha fatto l'Assessore, prendendo
l'impegno che nell'eventualità, in fase di assestamento, si possa
trovare la soluzione, ma di non dichiararlo inammissibile per
mancanza di copertura, perché questo sì, costituisce un precedente
antipatico.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, siccome non è mia intenzione
cercare di fare elucubrazioni mentali per arrivare ad un risultato,
io le dico che se il Governo avesse detto: ci sono i soldi, ma io
non voglio che vengano presi , io avrei fatto votare con il parere
negativo del Governo. Il Governo ha detto che finché non ci sarà il
rendiconto, non può avere la garanzia che quei soldi ci siano; per
cui, di fatto, mi sta dando la notizia che questo fondo sarebbe
insufficiente comunque a coprire questa previsione.
A questo punto, se è così come io ho capito, se io ho capito
diversamente, il Governo chiede la parola e mi dice: la correggo ;
ma se è come io ho capito, il Governo non mi sta dando un parere, mi
sta dicendo: quell'articolo da cui vuole essere presa la copertura
non ha quei fondi in questo momento, per cui non li possiamo
prendere .
FOTI. Ci sono 49 milioni.
PRESIDENTE. Il Governo ha detto, ripeto, non faccio nessuna fatica
a metterlo in votazione, io cerco di fare le cose per come è giusto
che si facciano. Se il Governo mi dice: è possibile che quella
cifra si sblocchi perché il fatto che ci sia una cifra in un
articolo di bilancio, se ci sono degli impegni noi non lo possiamo
sapere, lo può sapere il Governo, se ci sono degli impegni quella
cifra è solo cartolarmente inserita, perché una parte è già di fatto
stata eliminata.
Per cui, siccome il Governo mi dice: se per caso si dovessero
liberare, perché nel rendiconto andiamo a verificare se si liberano,
li possiamo utilizzare , significa secondo me, e secondo l'italiano
che io conosco ma che so conosce molto bene anche l'Assessore Armao,
nel momento in cui oggi come oggi quei soldi sono impegnati e quindi
non li possiamo utilizzare, però è possibile che prima della
rendicontazione alcuni di quegli impegni si siano liberati, a quel
punto ritornano ad essere nella disponibilità del Governo e quindi
possiamo coprire in quella maniera. Secondo me questo ragionamento
mi porta a dire che è inammissibile.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Voglio raccogliere le perplessità
dell'onorevole Cracolici per trovare una soluzione.
E' chiaro che noi dall'andamento della spesa dell'anno scorso
capiremo se lo stanziamento di quest'anno è sovradimensionato o
sottodimensionato. Quindi, in sede di assestamento, vedremo, anche
in relazione all'andamento fino a settembre della spesa su questa
voce, se abbiamo stanziato un po' di più di quanto è necessario e
allora sì possiamo utilizzare le risorse, altrimenti no.
Quindi, io ripeto, credo che l'assestamento è la sede appropriata
perché avremo le cose più chiare e potremo toccare un settore
sensibile, come ha sottolineato opportunamente l'onorevole
Cracolici, qual è quello dei farmaci innovativi, per disporre di
risorse.
Io non dico che non si potranno utilizzare, però si potranno
utilizzare dopo che avremo degli andamenti più definiti, il che non
può avvenire oggi.
Quindi, fermo restando che la proposta è apprezzabile e
sostanzialmente condivisa dal Governo, tuttavia rinviamo con
l'impegno di trattarlo con la massima lealtà e serenità questa
cosa.
CRACOLICI. Facciamo un ordine del giorno.
ARMAO, assessore per l'economia. Fate un ordine del giorno,
appunto, e poi lo esaminiamo subito dopo l'estate.
PRESIDENTE. Infatti, io avevo fatto un ordine del giorno con cui
si impegna il Governo in questo momento, onorevole Cappello, la
prego di credermi, ripeto, le mie non vogliono essere alchimie per
non fare votare un emendamento, non ne ho nessun piacere a non
farlo, ma mi creda che dalla spiegazione dell'Assessore Armao è
evidente che quelle cifre in questo momento, se andate a prendere
sul bilancio della Regione, risultano ma sono evidentissimamente
impegnate, perché se servono per comprare 10 scatole di un
medicinale salvavita, poi può essere che invece alla fine se ne
utilizzino 8 e quindi sono rimaste delle disponibilità che possono
essere utilizzate, ma sino ad oggi non è possibile. Per cui,
andiamo avanti.
L'emendamento 12.R.4 è la riscrittura dell'emendamento 12.R.1 che
è stato richiesto dall'onorevole Di Paola e che è stato già
apprezzato dal Presidente della Regione, quindi immagino che il
Governo sia favorevole.
Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Quindi, è approvato l'emendamento 12.R.4, che è quello che
distingue 500 e 500, attività agonistiche con attività non
agonistiche.
Noi dobbiamo ora votare perché ammissibile l'emendamento
12.R.2bis.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alla luce della
discussione del fatto che non si è potuto votare l'emendamento
della collega Schillaci, a questo punto io chiedo di votare
l'emendamento 12.R.2, eliminando tutti gli altri, che trasferisce
la copertura del comma 3 al comma 2.
PRESIDENTE. E solo quello è rimasto da votare
CIANCIO. Signor Presidente, lei diceva l'emendamento 12.R.2bis,
per questo. Questo è l'emendamento 12.R.2 senza il 2 bis, solo
l'emendamento 12.R.2.
PRESIDENTE. Non lo aveva ritirato quello?
CIANCIO. A seguito della discussione che c'è stata, signor
Presidente.
PRESIDENTE. Ma lei pensa veramente, lei si è convinta che ci può
fare uscire pazzi?
CIANCIO. No, no io non la faccio uscire quella è l'ultima delle
mie intenzioni
PRESIDENTE. Quell'emendamento è stato ritirato, onorevole.
CIANCIO. No, signor Presidente, mi scusi, ma se io so che prima
c'è un emendamento della collega Schillaci che non è stato messo
neanche in votazione e adesso ho un'altra proposta, sono libera di
farla
PRESIDENTE. Siccome io voglio, mentre qua mi dicono se è stato
ritirato non si può votare, mentre io voglio essere assolutamente
insieme a voi a fare le cose, io dico che per la prossima volta se
un emendamento è ritirato, è ritirato. Allora questo emendamento
rispetto all'emendamento senza bis' che cosa prevedeva?
CIANCIO. Signor Presidente, al posto dell'emendamento 12.R.2
trasferisce al comma 2.
PRESIDENTE. Ho capito, voglio capire che cosa prevedeva
CIANCIO. Mentre quello lo prevedeva al comma 1 perché c'era
l'emendamento Schillaci per il comma 2.
PRESIDENTE. Nel momento in cui abbiamo già votato e approvato
l'emendamento 12.R.4 che ha già distinto i due stanziamenti, questo
qua
CIANCIO. No, signor Presidente, stiamo parlando del comma 2. Cioè
soppressione comma 3 e trasferimento al comma 2, non il comma 1.
PRESIDENTE. L'emendamento 12.R.2bis prevede che al comma 1 le
cifre cambiano, quindi è precluso già.
CIANCIO. Pacifico, perché lo abbiamo già votato. L'emendamento
12.R.2 prevede la soppressione del comma 3 e il trasferimento dei
300 mila euro al comma 2. Quindi, i 780 mila euro diventano 1
milione e 80 mila euro.
PRESIDENTE. Quello che è stato ritirato.
CIANCIO. Non è più ritirato. Lo ripresento di nuovo.
PRESIDENTE. Non è più ritirato Ora vediamo. Un attimo, per
favore. Fatemi capire.
CIANCIO. Presidente, anche volendo l'altro non lo posso più votare
perché il comma 1, ormai, lo abbiamo votato.
PRESIDENTE. Ho capito. Onorevole, le pratiche parlamentari si
imparano a poco a poco, io questo lo capisco, neanche le conosco
tutte. Io sto vedendo, onorevole Ciancio, se riesco, e non sono
sicuro, anzi credo di non riuscire, a recuperare e vedere come è
possibile recuperare un emendamento ritirato
CIANCIO. Glielo ripresento
PRESIDENTE. Questo lo so. E' ritirato. Aspetti un attimo. Sto
studiando come farla contenta Me lo dà il tempo almeno
Abbiamo trovato il sistema: da Regolamento se un emendamento viene
ritirato da chi lo ha presentato, può essere fatto proprio da un
altro. Lo faccia fare proprio da un altro e lo votiamo.
CAPPELLO. Lo faccio proprio.
PRESIDENTE. E' fatto proprio dall'onorevole Cappello e, quindi, lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Uno vi fa i favori e pure li deve pagare questi
favori Io già non lo dovevo mettere in votazione, onorevole
Cappello. Vi prego, ci sono delle regole di buona convivenza pure,
non ce l'abbia a male Già non era messo in votazione. Ora è stato
comunicato che chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Basta Non è approvato.
Articolo 12R, che di fatto è sostitutivo dell'articolo 12. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
CIANCIO. Non potevamo votare questo articolo
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, la prego, sto facendo di tutto per
fare quello che è possibile
CIANCIO. Ho chiesto una votazione per appello nominale e non me la
fa fare
PRESIDENTE. Un appello nominale lo possiamo fare quando vuole, ma
questo articolo non è stato approvato. Questo emendamento non è
stato approvato Non potete approfittare così di me
Abbiamo finito. Onorevoli colleghi, sono le 18.30, Presidente
Musumeci vorrei anche il suo suggerimento, sono le 18.30, ci sono
gli emendamenti aggiuntivi. Questi aggiuntivi, che sono moltissimi,
la grande maggioranza di questi emendamenti aggiuntivi non li
faremo neanche votare. Ce ne sono alcuni, però non c'è dubbio che
una perdita di tempo c'è per forza di cose. In ogni caso, io dovrei
chiedere dieci minuti, un quarto d'ora di sospensione perché
dovremo verificare esattamente quali sono gli emendamenti da
proporre o no.
Domani non possiamo fare Aula perché dalle ore 8.00 di mattina, in
poi, c'è di nuovo il concorso e dopodomani lo stesso. Io chiedo,
con grande serenità, per quanto mi riguarda possiamo andare avanti,
altrimenti dovremmo rinviare il tutto a martedì.
Chiedo al Presidente stesso
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di continuare ad
oltranza.
PRESIDENTE. Il Presidente chiede di andare avanti ad oltranza. Per
me va benissimo e, quindi, si continua.
Chiedo un quarto d'ora di sospensione dopo che avranno parlato
l'onorevole Lupo e l'onorevole Cracolici, che mi hanno chiesto di
parlare, per potere dare una verifica del lavoro che è stato fatto
dagli uffici sugli emendamenti aggiuntivi in modo da potere tornare
e cominciare a votare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, la comunicazione che ci sarebbero
moltissimi aggiuntivi ci coglie di sorpresa, perché in conclusione
della seduta precedente, proprio il mio ultimo intervento
sull'ordine dei lavori, ha riguardato il tema degli aggiuntivi e
abbiamo chiesto al Presidente dell'Assemblea e al Governo di sapere
se vi fossero degli emendamenti aggiuntivi in modo da poterli
distribuire all'Aula per accelerare i lavori della seduta
successiva, e ci è stato risposto di no, che non c'erano
emendamenti.
Voglio ricordare, peraltro, che oltre al collegato generale ci
sono diversi disegni di legge collegato-stralcio delle diverse
Commissioni di competenza che hanno lavorato, hanno dato pareri,
hanno approvato i testi; ora, sovvertire il lavoro fatto in questi
mesi a me sembra sbagliato, altra cosa è se vi è un'urgenza,
un'emergenza, un tema che deve essere affrontato in termini
prioritari, e allora, non ci sottraiamo, e a tal proposito io colgo
l'occasione per dire, signor Presidente, ci siamo accorti con
grande sorpresa che Ferrovie dello Stato ha sospeso il servizio
ferroviario sulla Palermo-Messina.
Io penso che una risposta va data. Per esempio, non credo abbia
molto senso, considerato che i nostri concittadini e i turisti
saranno costretti a servirsi esclusivamente dei mezzi di trasporto
su gommato, mantenere i pedaggi sul Consorzio autostradale
siciliano sul CAS per il periodo di sospensione del servizio
ferroviario. Io penso che il governo dovrebbe sospendere i pedaggi
sul tratto autostradale del CAS da Palermo a Messina per l'intera
durata della sospensione del servizio ferroviario.
Vorrei sapere - così ho letto sulla stampa - se è vero che
Ferrovie ha concordato col Governo regionale la sospensione del
servizio ferroviario.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, per quanto riguarda la prima parte
LUPO. Presidente, fino all'ultima seduta, in questo Parlamento
abbiamo parlato di infrastrutture, non è accettabile che il Governo
non abbia informato il Parlamento di un fatto così grave che
riguarda migliaia e migliaia di siciliani.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Lupo
LUPO. Perché noi rischiamo qui di discutere di cose di cui alla
gente non importa nulla e di non occuparci delle cose che invece
alle gente importano ed interessano.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo la prego, distinguiamo le cose. Io ora
sospendo per la verifica di questi emendamenti, dopo di che il
Governo, il Presidente Musumeci direttamente, che io stesso ho
peraltro scritto a verbale perché l'ho fatto dalla mia postazione,
ho chiesto al Presidente notizie su questo argomento, il Presidente
ha risposto che è stata già fatta una nota di protesta, quindi, è
ovvio che non c'è nessun accordo su questo.
Siccome continua il dibattito e per me se volete continuare su
questo argomento va benissimo, io ho bisogno di ritirarmi insieme
al Presidente Savona e all'assessore Armao per la verifica al volo
di questi aggiuntivi perché io
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente le chiedo scusa. Noi dobbiamo ritrovare un
ordine se no impazziamo, ancora abbiamo tre anni e mezzo davanti,
rischiamo di finire questa legislatura ricoverati in una casa
psichiatrica, perché c'è un livello di fare le leggi che è folle.
Cioè abbiamo una legge finanziaria poi abbiamo fatto un collegato,
poi abbiamo diviso il collegato in cinque sub-collegati, abbiamo
praticamente, da qui a dicembre, sempre all'ordine del giorno la
finanziaria che abbiamo approvato ad Aprile, perché è chiaro che è
un meccanismo in cui non si chiude mai, aggiungi che ci sono gli
emendamenti in cui lei ora sta annunciando ed io finché si scherza
si scherza ma con tutto il rispetto per la Presidenza, la
Presidenza non ha il potere di decidere quali emendamenti vanno
esaminati e quali no e neanche il Governo.
PRESIDENTE. E neanche il Governo, ovviamente.
CRACOLICI. Perché la possibilità che gli emendamenti aggiuntivi
abbiano la stessa dignità sia del Governo che del singolo
parlamentare, quindi se lei dice ci riuniamo, ora vediamo quelli
che portiamo in Aula, gli altri , Presidente non funziona così.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questi che sono arrivati qua,
vengono dalla Commissione per cui sono stati già apprezzati in
Commissione.
CRACOLICI. Presidente, insisto, gli emendamenti che sono arrivati
come aggiuntivi
PRESIDENTE. ..vengono dalla Commissione, per cui sono stati già
apprezzati in Commissione
CRACOLICI. Signor Presidente, insisto, gli emendamenti che sono
arrivati come aggiuntivi, io adesso non conosco il dettaglio perché
non ne troverà uno a mia firma, sono stati però esaminati dalla
Commissione immagino, o dalle Commissioni di merito immagino,
addirittura mi risulta che ci sono norme che sono nei collegati
cosiddetti integrativi che sono stati estrapolati, già votati
dalle Commissioni, e presentati adesso come emendamenti: è una
follia
Allora, Presidente, io le chiedo una cortesia: rimetta ordine,
abbiamo finito un collegato e ci sono altri collegati, andiamo con
ordine, poi, se ci sono urgenze reali che si capisce che c'è una
necessità vera, che creiamo un danno alle province, si affronta con
buon senso, altrimenti è un caos
PRESIDENTE. Lei ha perfettamente ragione, tant'è che io devo
verificare tutto quello che è stato estrapolato da altri per
riportarlo ad altri, questo perché sia chiaro, perché ci sono delle
situazioni che io non accetterò proprio per mettere ordine,
onorevole Cracolici.
Io le sto dicendo che proprio per mettere ordine io, nonostante la
Commissione abbia fatto arrivare in Aula una serie di emendamenti
aggiuntivi, ho già comunicato che non ne faccio, però devo
verificare se ci sono due o tre emendamenti di cui effettivamente
c'è necessità di doverli affrontare in Aula, allora li porterò in
Aula, diversamente, ed è stato esattamente quello che lei ha detto,
si vede che mi avrà insegnato prima questa cosa, perché oggi, nuovi
altri interventi non ne concedo, anzi, chiedo scusa, concedo
l'intervento dell'onorevole Di Mauro, - poi assuma la presidenza
perché mi devo allontanare -, per cui faccio esattamente questo
lavoro, può stare tranquillo che non ci sarà nessun sovvertimento
dell'ordine che ci siamo già dati.
DI MAURO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
che fosse chiaro: noi abbiamo stabilito un percorso che era quello
del collegato del Governo e poi una serie di collegati che facevano
riferimento ad argomenti specifici, quindi la prima condizione
perché un emendamento possa essere ammissibile è che dev'essere
trattato dalla Commissione di merito, dalla Commissione bilancio e
non deve far parte dei collegati successivi.
Secondo tema: lei ha stralciato - così d'intesa col Governo che
l'ha proposto - l'articolo 17. Desidero che la Presidenza comunichi
all'Aula i vari commi che sono stati esaminati dalle Commissioni di
merito e dalla Commissione Bilancio , credo che i parlamentari
abbiano diritto di presentare questi commi nei disegni di legge
collegati di competenza, questo credo che lei debba comunicarlo
all'Aula. E' un problema di ordine dei lavori, credo che debba
essere comunicato.
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo con lei, fermo restando,
onorevole Di Mauro, che il Governo ha ritirato - io non ho
stralciato niente - l'articolo 17 ed è ovvio che tutto quello che
c'è nell'articolo 17 può essere assolutamente utilizzato per essere
inserito, non è stato bocciato, il Governo ha ritenuto, -
l'intervento dell'Assessore Armao è stato un intervento molto
chiaro -, di evitare uno scontro per cui l'ha ritirato per
ripresentarlo nella maniera più opportuna che è questa che dice
lei.
Onorevole Di Mauro le devo chiedere di sostituirmi perché io devo
assolutamente assentarmi.
DI MAURO. Signor Presidente, volevo aggiungere una cosa.
Trattandosi, l'articolo 17, argomento che è stato trattato in
Commissione di merito e Bilancio , gli emendamenti di cui ai commi
di questo articolo 17 vanno presentati direttamente in Aula nei
collegati di competenza, perché non è che li possiamo esaminare
nuovamente?
PRESIDENTE. Mi dia il tempo di verificare ma in linea di massimo
dovrebbe essere così.
DI MAURO. Non è che possiamo esaminarli due volte?
PRESIDENTE. In linea di massima va bene così.
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
FOTI. Signor Presidente, se ne sta andando? Se si trattiene un
secondo, ho preparato l'ordine del giorno - come lei mi ha
consigliato - Presidente Miccichè, chiedendo al Governo di
rimpinguare i capitoli alla prossima predisposizione di una norma
finanziaria per le leggi 8 e 31 che, oggi, sono ridotte al
lumicino.
Vorrei ricordare all'Aula che avevamo approvato un altro ordine
del giorno che chiedeva di modificare i criteri di ripartizione che
avvengono secondo un decreto dell'Assessore per il turismo e lo
sport.
Volevo preannunciare anche che, andando così a memoria, perché
prima si è fatta una discussione in cui questo capitolo sui farmaci
- utilizzato quasi come uno scudo umano -, nessuno tocchi i
farmaci Ovviamente.
Vorrei ricordare all'Aula che questo capitolo durante la
finanziaria è stato ampiamente saccheggiato.
Ci vedremo all'assestamento.
Qui c'è l'ordine del giorno - che adesso depositerò - e spero sia
distribuito per un'approvazione da parte dell'Aula.
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.41, è ripresa alle ore 19.42)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto devo dare una garanzia a
tutti e cioè che già nell'ordine del giorno della prossima
settimana, che faremo stasera, garantisco che a partire da martedì,
quindi mercoledì e giovedì, si porteranno in Aula i collegati delle
specifiche Commissioni per cui vi prego di stare assolutamente
tranquilli che tutti gli emendamenti che non stiamo discutendo
oggi, verranno discussi. Mi dovete credere, di 100 e non so quanti
di più, quasi 200, noi ne abbiamo presi ora 7 o forse 8, quelli che
abbiamo ritenuto effettivamente
SAMMARTINO. Il fascicolo è corposo.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, se mi ascolta, stavo dicendo che
a partire da martedì li discuteremo; il fascicolo era tanto, ora
sono 8 emendamenti che, scusatemi, comunque dovremo valutare in
ogni caso e che però hanno la garanzia, c'è la mia garanzia
personale, del fatto che da martedì a giovedì nella settimana
prossima, noi apprezzeremo tutti i collegati che sono stati
definiti e sono praticamente tutti pronti. Per cui, a partire da
martedì, iniziamo con quello della I Commissione e della V
Commissione per andare avanti poi con quelli degli altri tra
mercoledì e giovedì, per cui tutti stiano tranquilli che gli
emendamenti di ognuno di voi saranno assolutamente apprezzati.
Scusi Assessore Falcone, chiedo scusa, se ci sediamo votiamo
perché dobbiamo votare poi andare via.
BARBAGALLO. Signor Presidente, non si possono votare.
PRESIDENTE. Chiedo scusa onorevole Barbagallo, io ho valutato
insieme agli uffici quelli che riteniamo più urgenti, se alcuni non
li volete apprezzare, non li apprezzate, punto. Non stiamo a
ridiscutere di nuovo, tanto da qui alla prossima settimana saranno
votati tutti compresi quelli, onorevole Di Mauro, di cui parlavamo,
dell'articolo 17 e che devono essere predisposti, dobbiamo
scegliere e capire quali siano e portati in Aula. È inutile
continuare a discutere se sono belli o brutti quelli che abbiamo
portato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è sull'ordine dei lavori, se è sulla qualità o meno
sono quelli che abbiamo ritenuto di portare qua in Aula, sono 8 su
200 e mi sembra di avere fatto il mio dovere portando questo tipo
di emendamenti, se poi non li volete votare non li votate. Prego,
però non apro la discussione sulla scelta. È una scelta della
Presidenza, può essere giusta o sbagliata, ma così è.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi trattengo
dall'esprimere un giudizio. Mi permetto di dire che non funziona
così, Presidente. Mi dispiace, non funziona come lei sta operando.
Lei che fa? Ha sorteggiato? Cosa ha fatto? Come ha operato? Il
sorteggio su quali parametri l'ha definito? L'urgenza? L'emergenza?
Qui ci sono variazioni di bilancio di cui non si ha contezza delle
ragioni di urgenza per le quali si fanno, dal turismo - immagino
perché è arrivato l'assessore e, quindi, è una sorta di benvenuto
fra di noi - alla sanità, per le stesse ragioni per cui ha
dichiarato che non si poteva discutere l'emendamento famoso, quello
dei farmaci. Adesso abbiamo emendamenti col fondo sull'Oasi di
Troina per l'autosufficienza. Ho dato uno sguardo a volo di
uccello.
Signor Presidente, ma può pensare che l'Aula è una sorta di luogo
dove abbiamo deciso'? M con tutto il rispetto, abbiamo deciso,
chi? Qui non c'è un potere della Presidenza che sostituisce il
Parlamento. O lei li mette tutti, o lei ci dice qual è la ragione
di urgenza reale e il Governo se ne fa carico, perché non si può
passare da 2, non è un problema di peso. Trattiamo sui numeri, ma
non si può sospendere l'Aula dicendo che ci sono 2 emergenze, la
redistribuzione dei 110 milioni e il TPL, le province, e poi si
passa dai precari, alle multe dei beni culturali. Ora tutto è
urgente.
Ma, tra l'altro, lei ha appena finito di dire che ci sono i
collegati di settore dove troveranno soddisfazione gli ulteriori
emendamenti. Mi spiega perché ci sono emendamenti che lei annuncia
andranno lì e altri che, invece, entrano qui? Qualcuno ha fatto il
concorso per arrivare primo? C'era una gara? Una gara podistica?
C'è stata una coppa in palio? Presidente, con questi emendamenti
per quello che potrò - e stasera annuncio che non me ne andrò -
userò tutte le tecniche parlamentari e regolamentari perché queste
norme le approverete nel mese di agosto. Non martedì, nel mese di
agosto.
Pertanto, o il Governo, assieme alla Presidenza, avanza una
proposta seria, credibile all'Aula, o, per quanto mi riguarda, per
quello che potrò - poi vi batterete perché c'è la logica dei numeri
- ma per quello che potrò le assicuro che non sarà una Finanziaria
che chiuderemo né stasera, né martedì.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ho capito che il suo è un
intervento preventivo, come la guerra preventiva di Bush. Prima se
lo faccia dire se ci sono le emergenze e quali sono e poi fa
l'intervento che ha fatto. Lei ha fatto un intervento preventivo
che para le mani e dice qualsiasi cosa mi dicano io non ci
crederò'. Ma siccome la scelta è stata fatta sulla base di
ragionamenti che io ho ascoltato e che ho ritenuto alcuni di
accettare, altri no. Non ho accettato il Salva Catania perché ho
detto che può andare martedì, non ho accettato lo Sblocca concorsi
che mi aveva proposto il Presidente perché ho detto che può andare
martedì. Ho accettato - e devono essere, ovviamente, valutati -
soltanto quegli emendamenti che ho ritenuto particolarmente
urgenti. Non altri. Dopodiché, io, se lei mi dà il tempo di farlo,
li posso anche non illustrare, perché non spetta a me illustrare
gli emendamenti, ma spiegare, emendamento per emendamento, quale è
stata la motivazione per cui ho ritenuto di portarli in Aula, a
partire dal primo, l'emendamento aggiuntivo A.2R bis. Sono sette,
non dire tutti questi . Erano duecento, ho ritenuto di portare
questi.
Voi fate quello che volete, io non ho problemi, perché sia chiaro,
io posso pure chiudere l'Aula; la settimana prossima, invece di
fare i collegati, facciamo gli aggiuntivi, io non ho problemi. Sto
cercando di trovare un ordine perché la settimana prossima si
possano portare in Aula i collegati specifici, siccome la Regione
deve fare la spalmatura, e si deve fare, qua c'è l'emendamento che
consente la spalmatura, c'è una proroga sugli stipendi che devono
essere dati, quindi non credo ci sia niente di straordinario, c'è
un errore fatto dall'Assessorato beni culturali, per cui c'è da
dare la possibilità, con soldi già esistenti, di sistemare una
vicenda che era stata erroneamente fatta, non c'è niente di nuovo,
non ci sono spese aggiuntive, non c'è assolutamente niente.
Poi, se ritenete che non si debba fare io, siccome faccio parte di
un'Assemblea, e sono il Presidente di un'Assemblea che ritengo sia
un'Assemblea seria, comunque vado avanti. Se voi riuscirete a non
fare lavorare l'Assemblea non so che dirvi, a me va benissimo.
Io ho fatto tutto quello che è necessario perché da martedì si
possano valutare i collegati che sono quelli cui tutti teniamo,
di settore. Se non volete la settimana prossima, se riuscirete
nell'intento del boicottaggio, del bolstering che riuscirete a
fare oggi, vuol dire che la settimana prossima parleremo degli
aggiuntivi di cui stiamo parlando oggi, invece che di otto, di
tutti e duecento.
Non so cos'altro dirvi, io vado avanti sulle votazioni, e dico
pure che, senza volere essere arrogante, però io ho il dovere di
portare avanti i lavori di questa Assemblea, io darò la parola
soltanto sull'argomento di cui si sta parlando, do la parola ai
Capigruppo, se vorranno, sull'ordine dei lavori, ma non a 70
deputati, dopo di che si inizia a votare. Chi vuole che queste cose
vengano bocciate, non le vota.
CRACOLICI. Lei dà la parola in funzione del regolamento d'Aula
Qualunque deputato ha facoltà di parlare
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, se il Regolamento lo prevede gli
do la parola, non si preoccupi. Ha chiesto di intervenire
l'onorevole Dipasquale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, io faccio un appello. Non ho tempo da perdere
Faccio un appello a lei, perché penso che si sia lavorato
velocemente e bene. La sensazione è che se mettiamo questa sera
ancora carne al fuoco noi rischiamo davvero di bloccare l'Aula, non
di bloccarla con le azioni pretestuose o strumentali, di bloccarla
nei fatti.
Se noi accettiamo, tra questi sette emendamenti alcuni interventi
di settore, ma ne dobbiamo individuare anche altri, così come
possono essere emergenze quelle del turismo, come possono essere
emergenze quelle dei precari di Troina, di dove sono, di Leonforte,
che stanno a cuore a una parte del parlamento ma stanno a cuore a
tutti quanti, ma ci sono i lavoratori del Consorzio di bonifica di
Ragusa che non prendono da venti mesi lo stipendio Da venti mesi
Non è uno scherzo, su questa cosa non le permetto di scherzare,
quindi stia muto e in silenzio
Venti mesi che non prendono lo stipendio, più emergenza di questa
E così il Corfilac, così tante altre cose.
Signor Presidente la prego, questa sera soffermiamoci sulla vera
emergenza. La vera emergenza qual è? Le risorse che noi possiamo
sbloccare, che noi possiamo utilizzare per spalmarle in quei
capitoli che erano stati bloccati. Fermiamoci, signor Presidente,
la prego, su questo. Perché se noi apriamo questa riflessione, così
come avete individuato sette interventi, sei, cinque, importanti,
tra gli emendamenti ce ne sono tantissimi altri che rappresentano
emergenze e allora prendiamo solamente le risorse da spalmare e
facciamolo tutti insieme in maniera condivisa - e questo lo
possiamo fare velocemente - e il resto rimandiamolo invece ai
collegati di settore.
Io penso che il lavoro che abbiamo fatto e che lei ha fatto da
Presidente dell'Assemblea, è un lavoro positivo in questa giornata.
Penso che dobbiamo fare un ultimo sforzo per salvaguardare quello
che è il patrimonio di tutti e per il resto far capire ai colleghi
che tengono ad alcuni interventi, che ce ne sono altri altrettanto
importanti, e li rimandiamo ai collegati di settore. Io mi rimetto
davvero a lei, signor Presidente, su questa riflessione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io dico che se avessi avuto l'idea
di accontentare qualcuno, avrei fatto, come era corretto che io
facessi, di ascoltare i Gruppi e avrei chiesto ai Gruppi, non è
così. Io posso garantire che la scelta è stata fatta sulla base
delle mie convinzioni. Posso avere sbagliato qualche convinzione,
posso avere sbagliato qualche analisi, ma è stata fatta sulla base
delle mie convinzioni, perché siccome ho l'intenzione la settimana
prossima di esitare i collegati e quindi non ho voluto - e me ne
dovete dare atto - neanche tenere in considerazione i duecento
emendamenti aggiuntivi, ma ho scelto, non perché fosse
obbligatorio, comunque uno era obbligatorio portarlo, che è quello
della spalmatura, che è obbligatorio.
Insieme a questi, se avessimo voluto li avremmo già apprezzati, ma
ho portato quelli che sulla base delle cose che mi hanno detto i
vari assessorati, perché poi non ce ne è di tipo personale, sono
tutti degli assessorati, quando l'Assessorato dei beni culturali e
dell'identità siciliana ha fatto un errore, rischiano sessanta
imprese di non ricevere i soldi che devono avere, è un'emergenza,
quando è scaduto il tempo per gli IACP, non so cosa, e se non si fa
cadono pure i commissari, è un'emergenza.
Non c'è niente tra questi emendamenti che possa essere assegnato a
nessuno di tutti voi, né della maggioranza, né dell'opposizione, ci
sono soltanto il Governo e gli assessorati che mi hanno segnalato
alcune emergenze su cui non credo - lo dico sinceramente - che un
dibattito d'Aula possa essere utile né alla Sicilia, né a
quest'Aula, né al Governo, a nessuno, perché se si approvassero o
bocciassero nel giro di pochi minuti, comunque martedì prossimo si
partirebbe con i collegati di settore che dobbiamo assolutamente
fare senza nessun problema.
Mi sembra questa vostra una presa di posizione, ovviamente più che
legittima, avete tutto il diritto di fare ostruzionismo quanto
volete, ma vi prego di credermi, non ci sono marchette' in questa
mia scelta. Questo vi prego di crederlo perché è così.
Dopo di che io, ripeto, dopo che do la parola a chi la chiede,
inizieremo, fosse anche a mezzanotte - questo ve lo devo dire -
inizieremo a votare e si potranno approvare o bocciare, questa è
una cosa che ovviamente dipende da tutta l'Aula, ma io vi comunico
che comunque ascolterò tutti con assoluta serenità, ma che fosse
anche stanotte, questi emendamenti si votano in modo che martedì si
possa iniziare con i collegati.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
vorrei che ritornasse in quest'Aula il clima con il quale abbiamo
lavorato nelle scorse settimane, questo collegato ricordo a me
stesso, nasce qualche mese addietro e finalmente sta iniziando a
prendere il suo corso e nel cammino di questo collegato si è deciso
insieme alla Presidenza e a tutti i Presidenti di Commissione di
trattare le materie per argomento. Lei ha appena annunciato che la
settimana prossima entrerà qui in Aula il disegno di legge
collegato della I Commissione e quello della V Commissione.
Io credo di poter parlare a nome della maggioranza dei
parlamentari della V Commissione perché non possiamo fare due pesi
e due misure su materie inerenti un testo di legge che entrerà in
Aula martedì.
Io ricordo all'assessore Armao come, con grande garbo
istituzionale, venne stralciata la scorsa settimana la norma sulla
Whitaker che si ritroverà poi proposta sul collegato della V
perché si era deciso che le materie, e lo aveva deciso anche lei
signor Presidente, in quest'Aula, inerenti il turismo, i beni
culturali e l'associazionismo entrassero in quel collegato .
Io nel leggere velocemente alcune delle proposte che lei dice di
avere selezionato senza passare neanche nelle Commissioni di
merito, noto come dal 164 - su questo può essere più o meno
condivisibile, con l'occasione saluto il neo Assessore per il
turismo -, ricordo come l'assessore Pappalardo, onorevole
Presidente della Regione, insieme ai dirigenti in Commissione mi
chiese - e la troverete, colleghi, nel collegato della V - una
norma per migliorare la fruizione e la destagionalizzazione dei
nostri territori e, quindi, è stata introdotta in quel collegato
una norma per fare sì che, finalmente, quella norma approvata nel
2016 si potesse attuare. Ora leggo, in maniera un po'
schizofrenica, assessore Messina, una proposta di definanziare
quella proposta che l'assessore Pappalardo, insieme a questo
Governo, aveva fatto per utilizzare i fondi per altra materia, più
o meno condivisibile, credo che vada discussa all'interno della
Commissione di merito ma, soprattutto, nel collegato di merito.
Com'è assolutamente un'ottima iniziativa quella di intitolare al
compianto assessore Tusa una fondazione, onorevole Presidente della
Regione. Credo che questa sia una materia che si possa trattare
martedì nel collegato della V Commissione. O altre iniziative
rivolte, non credo, a emergenze ma che possono trovare - e credo
che su questo anche il Presidente della Commissione Bilancio'
potrà condividere - un percorso lineare così come nelle scorse
settimane questo Parlamento ha fatto.
Ben altro, invece, leggo qui di urgenza come il trasporto pubblico
locale e il fondo di riparto che sappiamo necessitare di essere
sbloccato con grande urgenza.
Quindi l'invito, presidente Micciché - visto che dal punto di
vista anche regolamentare non si è seguito l'iter che si è seguito
sempre ai sensi dello Statuto, di passare nelle Commissioni di
merito, perché stiamo parlando di trattazioni che vedranno martedì
la possibilità di essere discusse da questo Parlamento -, è quello
di stralciare alcune norme che benissimo possono essere inserite
nei collegati da martedì in poi e di affrontare le vere urgenze,
riproponendogli una norma che ha fatto molto discutere i giornali
nelle scorse settimane che è il Salva-Catania', che lei poc'anzi
ha definito una norma non urgente.
Io credo che invece proprio il Salva-Catania', con l'impegno
assunto dal Governo regionale, ce lo portiamo ormai dal mese di
dicembre, forse gennaio, e dovrebbe essere ora che questo
Parlamento si possa esprimere su un carattere d'urgenza che vede
non soltanto il comune di Catania nella crisi finanziaria che
conosciamo, anche se in parte aiutato dal Governo nazionale, ma a
cui dobbiamo dare una risposta a quelle migliaia di lavoratori che
aspettano dal mese di dicembre una norma con la quale il Governo
aveva preso impegni agli occhi di tutta la città. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto il Salva-Catania' era inserito nell'articolo
17, per cui non l'ho considerato norma urgente, mi preme
sottolinearlo perché altrimenti il sindaco di Catania ritiene che
io ce l'abbia con lui e, quindi, questo non c'entra assolutamente.
Io ricordo comunque a tutti che questi emendamenti, onorevole
Sammartino parlo con lei, sono stati già approvati in Commissione
Bilancio' e nelle Commissioni
SAMMARTINO. In Commissione di merito no.
PRESIDENTE. Forse uno, mi stavo accertando ora. Voi avete ragione
forse su uno e me ne sto accertando.
SAMMARTINO. Tre.
PRESIDENTE. No, uno soltanto.
SAMMARTINO. Posso confrontarmi con gli Uffici.
PRESIDENTE. Ora lo vediamo.
SAMMARTINO. Se vuole glieli elenco.
PRESIDENTE. Se io ho commesso un errore
Stia attento, onorevole Sammartino, lei sa quanta correttezza c'è
nei nostri rapporti. Durante il suo intervento ho chiesto una
verifica. Se ci sono emendamenti di cui non mi sono accorto, visto
che avevo le richieste degli Assessorati, che non sono stati
approvati già in Commissione di merito e poi in Commissione
Bilancio', li stralcio io. Non c'è bisogno, me lo diranno gli
Uffici. Li tolgo io stesso e mi sembra difficile addirittura che mi
siano arrivate sul tavolo poco fa, ma mi dispiace se è così e
quindi nell'eventualità in cui ci siano cose di questo genere,
tranquillo che le tolgo io adesso.
Per quanto riguarda il resto sono emendamenti già approvati nelle
Commissioni di merito e in Commissione Bilancio' e, quindi, è
stata soltanto una scelta, ora vediamo questi qua.
Il Presidente Savona mi ha chiesto di intervenire. Questo lo sto
vedendo subito e se ci sono, onorevole Sammartino, sappia che io
sono uno che non ho paura di chiedere scusa se faccio un errore; se
lo faccio lo riconosco e provvedo immediatamente.
SAMMARTINO. Nel rispetto reciproco.
SAVONA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione. Per amore della verità, gli
unici due emendamenti proposti in questo mazzetto di emendamenti,
sono il 164 e il 166 che non sono passati in Commissione. Quindi,
non hanno avuto la valutazione della Commissione Bilancio'. Tutto
il resto è stato tutto valutato ed apprezzato a maggioranza o
all'unanimità in Commissione Bilancio'.
Le cose sono andate secondo le regole già previste dal nostro
Regolamento.
PRESIDENTE. Siccome nelle regole che avevo elencato e avevo dato,
c'era il fatto che fossero state già approvate dalle Commissioni di
merito, chiedo scusa, mi dispiace che me le abbiano date senza che
fossero state approvate.
Dopodiché, onorevole Turano, la prego non chieda la parola. Quale
che sia la motivazione, martedì così come vale per i deputati vale
per il Governo.
164 e 167 li devo
Il 167 era stato approvato nelle Commissioni?
TAMAJO. Il 167 era stato approvato.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
si figuri se voglio contestare la sua decisione ma perché l'Aula
sia informata l'emendamento 166 è soltanto la modifica di un
termine. Non serve il parere della Commissione.
Stiamo posponendo il termine del 2018 al 2020 per permettere, in
vista della fusione, aspettiamo il parere del CGA, tra la CRIAS e
l'IRCAC di potere funzionare e di erogare i benefici in favore
delle categorie che rappresentano.
Non credo che serva il parere della Commissione per dire 2018-
2020.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, le chiedo scusa ma non c'è dubbio -
mi creda - che in tutti i 200 emendamenti che non ho considerato da
portare in Aula, sicuramente c'è una motivazione valida come quella
che lei ha portato. Però, chiedendo scusa sinceramente, assessore
Turano, avevo chiesto soltanto gli emendamenti approvati.
Se per una motivazione validissima dovessi aprire una maglia,
tutti gli emendamenti hanno una motivazione validissima.
Mi dispiace perché avevo chiesto gli emendamenti già approvati in
Commissione Bilancio' da potere verificare.
Evidentemente o per errore mio, o per errore di qualcun altro, di
cui comunque mi assumo la responsabilità, me ne sono arrivati
alcuni che non erano di quel pacchetto.
Non me ne parlate perché non li prendo in considerazione. Per cui
è inutile che me ne parliate. Mi dispiace molto. Martedì si fanno.
Come si fanno martedì per gli altri, si fanno martedì pure per
loro. Per cui chiedo scusa alle persone che me l'avevano proposto e
a cui avevo dato un parere positivo, ma non possiamo aprire questa
maglia.
Per cui gli emendamenti da valutare sono: A2Rbis, che è quello
della spalmatura, con il subemendamento; proroga dei contratti
perché si devono pagare gli stipendi; A154, che è anche questo una
proroga; A17R, un'altra di quelle cose che sono urgentissime perché
si devono fare dei pagamenti; A155 quello di Troina, credetemi,
l'ho valutato, facendo parte di quelli che erano stati già
approvati, un emendamento da portare. Se poi non volete lo si
bocci. Ma io ho ritenuto di portarlo. Il 164 e questi sono levati.
Per cui sono rimasti, di fatto, cinque emendamenti da approvare.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente grazie. Dico che parlare ci aiuta a
costruire un percorso e capisco anche la difficoltà e capisco anche
l'impostazione che lei ha dato a questi emendamenti aggiuntivi. Io
vorrei attirare l'attenzione dell'Aula sul A166, colleghi scusate,
è un emendamento che riguarda la CRIAS, senza l'approvazione di
questo emendamento che non prevede alcun impegno di spesa ma che,
come dice il presidente Savona, non è stato valutato in
Commissione. Tuttavia non essendoci, e mi rivolgo al presidente
Savona, l'A166 non prevede alcun impegno di spesa, è dare la
possibilità alla CRIAS di erogare finanziamenti che spettano agli
artigiani e all'agricoltura, non c'è alcun impegno di spesa, non
c'è appartenenza politica perché la CRIAS è di tutti e serve a
coloro che oggi operano nel mondo dell'agricoltura per iniziare una
nuova stagione produttiva, quindi, chiederei un momento di
attenzione a lei, presidente Micciché, a voi del Governo, in
particolare valutatela con attenzione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ragusa. Io ripeto perché altrimenti
non ci capiamo: sono costernato ma è inutile che ognuno di voi mi
porti la motivazione per cui il proprio emendamento vada votato
perché o c'è una regola che io devo rispettare oppure
TURANO, assessore per le attività produttive. Se lei fa una
deroga, la chiedono tutti.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, mi fa parlare? Se poi c'è uno di
questi emendamenti che non è passato in Commissione perché non ci
doveva passare, allora è un discorso diverso, per cui se il
Presidente della Commissione mi dirà che questo emendamento non è
stato approvato perché non ci doveva passare, bene, altrimenti non
c'è la possibilità di votarlo.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Presidente, mi ascolti, comincio ad avere le idee
confuse perché se noi non risolviamo a monte il problema del metodo
che quest'Aula si vuole dare, secondo me è inutile andare avanti
perché o scegliamo il metodo imposto dal Regolamento o scegliamo il
metodo del sorteggio perché non so se me la devo prendere col
Governo che le avanza le proposte o con lei che decide quale cosa è
più urgente di un'altra.
Ora Presidente non entro nel merito degli emendamenti che lei ha
selezionato o di quelli che ha escluso ma qua il problema è a monte
perché abbiamo preso delle norme, altre le abbiamo stralciate e le
abbiamo consegnate ai collegati di merito, ora ci troviamo con
altre norme che sono il collegato del collegato e che tecnicamente,
invece, se seguiamo la regola che ci siamo dati prima, dovrebbero
andare al collegato di merito.
Allora, Presidente, prima sciogliamo la riserva su ciò che
vogliamo fare e su qual è il metodo che ci vogliamo dare e
successivamente decidiamo il da farsi. Io non penso che, in questo
momento, Presidente, ci siano le condizioni per poter andare avanti
perché, legittimamente, ciascun deputato ha presentato degli
emendamenti aggiuntivi che pretende, per Regolamento, di discutere.
Lei ne ha scelti altri, allora ci dica qual è il metodo fisso, se
stiamo seguendo il Regolamento oppure stiamo seguendo altre
esigenze, sia pure legittime, ma certo Presidente non possiamo
accettare il metodo del sorteggio.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, vorrei mi ascoltasse. Io credo che
non stiamo offrendo un bello spettacolo a chi sta guardando questa
seduta. Vorrei esercitare le mie prerogative parlamentari. Abbiamo
appena appreso quelle che sono state le scelte della Presidenza. Io
credo che sia nel diritto dei parlamentari istruire ogni singolo
emendamento aggiuntivo, avere la possibilità di approfondirlo, non
di tutti c'è la relazione tecnica e quindi le chiediamo,
Presidente, alla luce degli emendamenti che lei ha selezionato, di
offrirci un congruo termine per gli emendamenti - ventiquattro ore,
dodici ore, quarantotto ore, quelle che lei riterrà opportuno - e
martedì venire in Parlamento e affrontarli.
Ci sono emendamenti che hanno 4 milioni di euro, 5 milioni di
copertura. Poco prima, due ore fa la Presidenza non ha ammesso a
votazione quell'emendamento col prelievo sui farmaci innovativi che
peraltro era firmato da tutte le opposizioni, io credo Presidente,
sono le 20.15 anche per il lavoro che abbiamo fatto oggi e per il
livello in cui siamo giunti di avanzamento dei lavori parlamentari,
dico che, una decisione che rassereni gli animi è attesa.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, con grande serenità, prima di
dare la parola agli altri colleghi, però vorrei evitare per favore
di ridarla a chi già l'ho data. Io sono stanco come voi, peraltro
voi non avete sopportato i 40 gradi e 10 ore consecutive di
concorso come ho fatto io sia ieri che l'altro ieri e come devo
fare domani e dopo domani. Il metodo è quello che se non sono state
approvate in Commissione Bilancio' e già precedentemente nella
Commissione di merito nemmeno le prendo, infatti c'è stato un
errore di cui chiedo scusa, dopodiché quello che dice lei, se non
fossero stati già approvati proprio in funzione del metodo e,
quindi, con tutto il tempo che è stato necessario sia nelle
Commissioni di merito che in Commissione Bilancio', avrei
l'obbligo di dare il tempo per la valutazione, ma non sono
emendamenti che state vedendo per la prima volta, voi o chi per voi
è in Commissione Bilancio', li ha già visti più volte sia nelle
Commissioni di merito che in Commissione Bilancio', quindi,
credetemi non sono nelle condizioni di dare tempi aggiuntivi per
valutare questi emendamenti.
Sia l'onorevole Tamajo che altri che hanno degli emendamenti, vi
prego sinceramente, con tutta la buona volontà: è ovvio, è scontato
che ogni emendamento abbia un'importanza enorme per chiunque
l'abbia presentato, altrimenti non l'avrebbe presentato, però vi
prego di dirmi una cosa: se la non approvazione o la bocciatura,
comunque il non apprezzamento di oggi creasse dei danni
irreparabili, se si dovesse fare martedì, allora avreste ragione e
me ne convincerei, ma se qualsiasi emendamento fosse possibile
farlo martedì o mercoledì della settimana prossima, ed io credo che
se quest'Aula, con grande serenità, ci darà la possibilità di
votare questi quattro che sono rimasti su cui comunque non vengo
meno all'approvazione o alla bocciatura che sia, per cui li metto
comunque in votazione perché mi hanno convinto essere realmente
importanti a livello di tempo, di urgenza, credo che la cosa
migliore sia votare questi quattro e martedì ricominciare
serenamente. Ho già ammesso un mio errore, perché mi erano stati
segnalati degli emendamenti che non sapevo non facessero parte di
quel pacchetto, vi prego di non fare più interventi sui singoli
emendamenti perché è ovvio che sono tutti validissimi e tutti
perfetti ma dobbiamo cominciare a votare questi emendamenti.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
intervengo perché è prassi consolidata di questo Parlamento che,
dopo dieci ore di lavoro, a proposito di disegni di legge corposi
com'è stato questo che abbiamo esaminato in questi giorni, si
faccia uno stralcio delle cose più importanti, più significative,
affinché si possa concludere il disegno di legge e soprattutto dare
quelle risposte che sono necessarie. E vorrei passare all'esame di
questi emendamenti che sono, il primo che l'onorevole Cracolici
annunciava come una manovra finanziaria chissà di che cosa fosse,
in realtà si tratta del recepimento dell'accordo integrativo di
finanza pubblica del 15
CRACOLICI. Proprio a questo ho detto sì.
DI MAURO. Però, siccome parlavi di una grande manovra finanziaria,
io sto cercando di illustrare al Parlamento di che cosa stiamo
parlando, onorevole Cracolici, no, onorevole Cracolici, perché
altrimenti
CRACOLICI. Mi dispiace ma ho capito male.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, si rivolga per favore soltanto
alla presidenza, perché altrimenti non ne usciamo più stanotte.
DI MAURO. Non voglio fare polemica, però, Presidente, le volevo
ricordare che l'emendamento A156 è stato esaminato anche dalla
Commissione Bilancio', quindi anche questo deve fare parte della
votazione. Non voglio aggiungere altro, ma sono tutti emendamenti
che hanno un valore se votati immediatamente, altrimenti sono
emendamenti che si perderanno nei meandri di tutti questi disegni
di legge che abbiamo ancora.
PRESIDENTE. Presidente Savona, mi fa un elenco esatto di quelli
che sono stati approvati dalla Commissione Bilancio'.
CRACOLICI. Onorevole Di Mauro, non è avvenuto in I Commissione,
non può dire cose non vere
DI MAURO. Si tratta di gente che non prende lo stipendio da
parecchio tempo.
(Subbuglio in Aula)
PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.20, è ripresa alle ore 20.26)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tento ogni volta di ottenere,
discutendo con tutti, la possibilità di aiutare la Sicilia.
Scusate, se mi date un attimo di attenzione, tutto quello che
faccio lo faccio sempre in funzione di potere aiutare i nostri
concittadini siciliani e la nostra Terra e, quindi, mi faccio
spesso convincere da tanti di voi, correttamente, su problemi reali
che esistono, non problemi né personali, né di partito, né di
correnti, né di altro, ma reali che esistono in questa Terra.
Io quando ho sospeso l'Aula avevo già deciso prima con gli Uffici
gli emendamenti da fare votare perché era inevitabile che si
votassero, non voglio dire ora che, siccome mi hanno convinto sono
diventati di più, questo perché mi assumo sempre le responsabilità,
quindi, quelli che sono stati portati all'inizio, devo essere
sincero, tranne quelli che mi sono stati infilati non sapendo che
non erano passati nelle Commissioni di merito, quelli sì ma gli
altri continuo ad essere convinto che sono emendamenti che
andrebbero votati per motivi assolutamente seri e corretti, ma
quelli che avevamo deciso prima di entrare in Aula con gli Uffici
erano soltanto tre.
Ora, non voglio creare problemi ad alcuno, quindi, ho già
comunicato al Presidente e agli altri che, per quanto importanti
gli altri che gli Assessori mi avevano segnalato e su cui mi ero
fatto convincere, mi ero convinto correttamente, mi sono convinto
di farli votare, ho chiesto se è possibile ritornare a quei tre
emendamenti che avevamo previsto originariamente dopo una attenta
valutazione che avevamo fatto con gli Uffici che sono: la
spalmatura, la soluzione che hanno trovato ai Beni culturali e
quella dei trasporti.
Quando li ho accettati ho preso un impegno con il Governo, devo
tornare indietro a questo impegno, però perché ci sia la serenità
di tutta l'Aula vi chiedo di fare votare questi tre perché sono
realmente indispensabili, tutti gli altri si rimandano ai collegati
di merito; se alcuni non sono stati nelle Commissioni di merito,
ovviamente, ritorneranno nelle Commissioni di merito e se per tutti
va bene inizio la votazione di questi emendamenti.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispetto all'emendamento
A2Rbis si rende necessario proporre un subemendamento. Perché è
necessario questo subemendamento? Perché il quadro normativo
nazionale con il decreto crescita consente a tutti gli enti, a
tutti i liberi consorzi, quindi è un subemendamento, la necessità
nasce ora di utilizzare tutti gli avanzi, quindi, abbiamo fatto un
monitoraggio, un'indagine su tutti i liberi consorzi e le città
metropolitane su quante somme necessitano per consentire la
chiusura del bilancio relativamente al 2019. Pertanto, se non
inseriamo questo emendamento, questo subemendamento avremmo dovuto
ripartire, dovremmo ripartire le somme secondo il riparto
tradizionale e, quindi, vi sarebbero alcuni liberi consorzi che non
riescono a chiudere il bilancio, quindi, si fa un bilanciamento
generale perché alcuni liberi consorzi e città metropolitane hanno
l'avanzo che, in virtù del decreto crescita, possono utilizzare e,
quindi, hanno bisogno di meno risorse. Quindi, non è un
subemendamento pretestuoso, ma si rende necessario per applicare e
per potere distribuire 100 milioni di euro. Per cui, chiedo a tutta
l'Aula di apprezzarlo e alla Presidenza di ammetterlo. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, Assessore Grasso, lei sa quanto io le voglio
bene ma lei mi deve fare una cortesia: è passato questo
subemendamento? E' stato già visto? Ovviamente no, perché sennò
sarebbe diventato emendamento. Io voglio capire con grande serenità
qual è
Onorevole Cracolici, c'è già chi, forse, male ma fa il Presidente
dell'Assemblea. Grazie Se lei si va a sedere possiamo lavorare
tutti meglio
Io le chiedo se ci fossero reali, reali conseguenze importanti a
una cosa di questo genere ne parliamo, sennò io ho già comunicato
quali sono gli emendamenti da mettere in votazione e, quindi, la
prego di evitare altre apertura perché sennò non ci fermiamo più. E
allora, l'emendamento A.2Rbis che ha un
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E' sul merito dell'emendamento?
ZITO. Sì, Presidente, visto che si parla anche del decreto
crescita, questo emendamento soprattutto nella parte che riguarda
le province, e così come previsto nella norma nazionale si parla di
funzioni essenziali.
Io le volevo chiedere, Assessore, visto che ci sono province in
dissesto e poi ogni volta alla fine dell'anno dobbiamo mettere
soldi perché queste persone non prendono lo stipendio, avete fatto
i conti, è necessario che ci sia all'interno di questo 100 milioni
una parte che va per queste province o nel decreto di riparto già
viene considerato chi è in dissesto e in pre-dissesto e, quindi, ci
sarà una quota ulteriore per garantire quelle funzioni essenziali
che c'è scritto qua nella norma che avete messo voi perché se è un
riparto come quello che è stato fatto per i primi diciamo 120
milioni, che poi 120 milioni non sono stati, ci saranno alcune che
avranno molti soldi in più e altri che possibilmente avranno sempre
problemi con gli stipendi. Solo questo.
PRESIDENTE. Allora, mi sembra di capire che l'obiezione
dell'onorevole Zito vada in direzione del subemendamento
presentato, per cui se viene richiesto dall'Aula non è mia
intenzione ovviamente negare la possibilità che venga fatto. Per
cui, Assessore, aspettiamo gli altri interventi.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Una cosa veloce, dico accogliamo il
buon senso e nel merito dell'emendamento dell'Assessore, ma
quest'emendamento è in Commissione Bilancio , l'abbiamo discusso
da mesi. Cioè io voglio pensare che l'Assessore si è svegliata oggi
durante l'Aula e ha ricordato che quest'emendamento andava
presentato? Cioè è credibile una cosa del genere? Cioè è credibile
che un Assessore per gli enti locali si svegli dopo mesi che questa
norma è in Commissione Bilancio e la presenti il giorno
dell'Aula? A prescindere, ripeto, dal buon senso della norma che
accettiamo e possiamo anche votare. Ma è mai possibile che da
gennaio lo capiamo la sera alle 20.30 in Aula? Dico ci stiamo
prendendo in giro
PRESIDENTE. No, il suo intervento non fa una grinza salvo che è
fuori tema, diciamo, perché io mi devo di occupare di farlo votare
o meno. Le valutazioni sull'Assessore Grasso le fate voi
personalmente. Tranquilla Assessore, voteremo il subemendamento.
Allora dobbiamo votare l'emendamento A.2Rbis.1, anzi prima
A.2Rbis.2; si votano tutti e due.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il decreto crescita è stato approvato due giorni fa, collega
Sunseri. Mi dispiace che non lo capisci perché questo che si può
utilizzare tutto l'avanzo è contenuto nel decreto crescita; non
dormiamo, tranquillo
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.2Rbis.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, sull'emendamento A.2.R prima c'è il
subemendamento A.2.R.bis.1 che è importante. Chiedo, siccome non è
esposto con chiarezza, sembra quasi una nota a margine, la nota a
margine è parte integrante del testo già approvato.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, è quello che ho messo in votazione
adesso. Lo stiamo votando.
LUPO. Siccome è scritto, lo dico al fine del coordinamento
formale.
PRESIDENTE. Pongo in votazione proprio quello che diceva
l'onorevole Lupo, l'emendamento A.2.R.bis.1. La parte scritta a
penna è parte integrante dell'emendamento perché li abbiamo fatti
con velocità. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'emendamento A.2.R.bis così come modificato.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.19.R. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento A.17.R. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Se prendete posto, dobbiamo votare il disegno di legge. Ci sono da
votare un paio di ordini del giorno. Votiamo ora l'ordine del
giorno n. 122 Proroga della Commissione parlamentare speciale per
la revisione dello Statuto della Regione e per l'esame dei disegni
di legge in materia statutaria . Se il Governo è favorevole
(E' approvato)
Ce ne sono ancora altri. Mi ridate gli ordini del giorno
presentati, così li facciamo approvare? C'è quello di Almaviva,
quello del tram. Non li distribuisco, vi dico quali sono. Il
Governo li ha accettati? Come raccomandazione. Se li accetta è
inutile farli votare.
Gli ordini del giorno li distribuiamo e poi li votiamo dopo con
calma.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Collegato al disegno di legge n. 476 Disposizioni programmatiche e
correttive per l'anno 2019. Legge di stabilità regionale' (n.
491/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Collegato al disegno di legge n. 476
Disposizioni programmatiche e correttive per l'anno 2019. Legge di
stabilità regionale' (n. 491/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 34
Votanti 32
Maggioranza 17
Favorevoli 32
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Gli ordini del giorno sono stati tutti accettati dal Governo come
raccomandazione, per cui non li votiamo.
(Gli ordini del giorno accettati dal Governo come raccomandazione
sono i seguenti: nn. 112, 118, 119, 121, 123,124, 125, 126, 127,
128, 130, 131, 132, 133 e 134)
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, ovviamente tutti gli emendamenti che non
sono stati esaminati vengono trasmessi alle Commissioni di merito.
PRESIDENTE. Ça va sans dire, l'ho già detto prima.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, è possibile avere un attimo di ordine,
per potere svolgere il mio intervento?
PRESIDENTE. Possiamo fare parlare l'onorevole Pagana, per favore?
Governo, posso chiedervi di fare le vostre riunioni dopo? Onorevole
Presidente Musumeci, posso chiederle la cortesia di far liberare i
posti del Governo? Grazie.
PAGANA. Signor Presidente, io da questa seduta
(Brusìo in Aula)
PAGANA. Presidente, io pretendo di essere ascoltata; lo pretendo
PRESIDENTE. Questa è una pretesa che non le posso garantire, se la
vogliono ascoltare è un problema loro. Per favore, nei banchi del
PD, onorevole Lupo, onorevole Dipasquale, c'è un vostro collega che
sta parlando. Se vi interessa o meno, è un fatto secondario per me.
Che siate sereni e tranquilli ad ascoltarlo è un fatto primario.
PAGANA. Grazie, Presidente. Io ci tenevo tanto ad essere ascoltata
da quest'Aula e dal Governo di questa Regione, anche per raccontare
a qualcuno che magari siede dall'opposizione, e non sono i banchi
del Movimento Cinque Stelle, che cos'è l'Oasi di Troina, perché i
deputati, soprattutto del PD, che fino alla scorsa legislatura
governavano, cos'è l'Oasi di Troina lo sanno, e quanto è importante
questo emendamento che noi avevamo e che era stato inserito ed
evidentemente l'urgenza c'era, e se non la sapete ve la spiego io
qual era l'urgenza, perché non si tratta del classico emendamento
che proponeva Mario Alloro e che molte volte veniva dichiarato
inammissibile perché addirittura veniva scritto male, questa
urgenza ora la vorrei spiegare; perché io domani andrò a Troina e
domani prenderò le persone una ad una, ma non solo a Troina, andrò
a Troina, andrò a Gagliano, andrò a Cerami, incontrerò tutti i
genitori delle persone che sono ricoverate all'interno della
struttura che è una salvezza per le famiglie, e dirò ad uno ad uno
che il Governo, per portare avanti la convenzione, per stipulare
una nuova convenzione, perché la vecchia è scaduta a dicembre del
2018, aveva bisogno di una norma che autorizzasse l'Assessorato
alla famiglia ad accedere al fondo per le non autosufficienze. Dirò
che il Parlamento, dirò che il PD non ha ritenuto questo
necessario, che la Presidenza dell'Assemblea, poi di fatto c'erano
cose ancora più necessario e di fatto quell'articolo non si è
votato.
Onorevole Dipasquale, per favore, sta di fatto che noi ci troviamo
oggi con una struttura che non ha una convenzione, perché non c'è
una norma
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, si rivolga alla Presidenza, non
all'onorevole Dipasquale.
PAGANA. Questa struttura aspetta una norma per avere una
convenzione, che magari sarà anche una convenzione più seria,
magari, chi lo sa, riuscirà ad essere una convenzione che
svincolerà l'Oasi di Troina dalle logiche che ci sono state negli
ultimi anni, magari prevedendo l'adeguamento a determinati criteri
che finora, purtroppo, non si sono visti. Quindi, io me ne andrò
dalle persone, una per una, a raccontare quello che è successo oggi
e mi auguro che le persone sappiano come ringraziare i responsabili
di tutto questo
PRESIDENTE. Siccome io so che lei è una persona onesta, sono certo
che non mancherà di dire a tutti che la Presidenza di
quest'Assemblea aveva portato 6 emendamenti su 200, tra cui c'era
questo dell'Oasi di Troina e che le opposizioni intere hanno
preferito che non si trattasse. Per cui, non dia la colpa ad uno
piuttosto che ad un altro, perché tutte le opposizioni avete voluto
che quei 6 emendamenti che io avevo portato qui in Aula non
venissero trattati. Per cui, ognuno si assuma almeno le
responsabilità di quello che fa
Io vi prego di avere pietà Sono di una stanchezza mortale Il
Vicepresidente Di Mauro se ne è andato, vi prego di parlare per
poco, se potete, e farmi andare a casa
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo ai
sensi dell'articolo 83, approfitto della presenza del Governo in
Aula per evidenziare l'insostenibile situazione in cui versano i
titolari delle strutture balneari a seguito dell'ordinanza del 10
giugno dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
che dopo l'ordinanza che ha declarato il rischio per il dissesto
idrogeologico, avrebbe dovuto perimetrare esattamente le aree
oggetto di rischio. Questo ancora al 10 luglio non è avvenuto e
questa situazione sta comportando l'inibizione non solo alla
balneazione, ma l'inibizione anche all'esercizio delle attività
strumentali alla balneazione come quelle dei lidi, creando non
soltanto allarmismo e disorientamento nei cittadini, ma creando
anche un evidente interesse e danno economico a carico delle
strutture, su tutte in particolare quelle della zone dell'Acese, di
Santa Maria La Scala, di Fiumefreddo, che ancora oggi non riescono
ad aprire le strutture per consentire la normale attività di
balneazione.
Io credo che un'attività sollecitatoria dell'Assessore nei
confronti dell'Assessorato possa sbloccare questa situazione che ci
preoccupa molto.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io devo dire
due cose, brevemente. Una in risposta all'onorevole Pagana, che
quelli del Gruppo Partito Democratico
SAMMARTINO. E' andata via
DE DOMENICO. Anche se è andata via, sentirà la registrazione
Mi dispiace che dica queste cose perché il fatto che
all'emendamento Oasi di Troina teniamo tutti, ma noi teniamo
soprattutto al rispetto delle regole. Se volevano che passasse, si
doveva portare in Commissione Sanità , come tutti gli altri,
perché è una questione di dignità dei componenti delle Commissioni,
non c'è una Commissione di serie A che è quella del Bilancio e le
altre sono Commissioni di serie B. Abbiamo stabilito che le regole
valgono per tutti. E mi dispiace che un'esponente del Movimento
Cinque Stelle si sia dimenticata che le regole valgono per tutti,
che peraltro avevamo condiviso la discussione con i quattro
componenti della Commissione Sanità e tutti erano d'accordo.
L'altra cosa, Presidente Musumeci, mi perdoni se richiamo la sua
attenzione, approfitto di questa occasione e della presenza
dell'Assessore per il turismo, lo sport e lo spettacolo, per
ribadire la grave situazione in cui - come lei ben sa, perché ho
letto le sue dichiarazioni e so che si vorrà recare nell'isola di
Stromboli - l'isola di Stromboli è un'isola nelle isole, che già
sono isole e c'è una grave situazione di immagine, ovviamente gli
sciacalli del nord, come gli avvoltoi si stanno buttando su questa
situazione per sfruttare una morte disgraziata e dire che le isole
sono pericolose. Noi non possiamo far rischiare una stagione
turistica e il pane di tante famiglie e, quindi, dobbiamo
intervenire anche dal punto di vista mediatico per difendere le
nostre isole, il nostro turismo e le persone che ci vivono.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto mi
permetta di esprimerle la mia gratitudine per la conclusione dei
lavori dell'Aula. Penso che quando riusciamo a trovare delle
sintesi ci guadagniamo tutti e facciamo un servizio alla nostra
Isola.
A me dispiace intervenire in risposta all'onorevole Pagana, a me
non piace intervenire sopra i colleghi, in particolar modo poi
quando è anche una donna, però non posso permettere che qui dentro
si dicano delle sciocchezze e non è possibile andare a forviare
quella che è proprio la verità. Forse l'onorevole Pagana non ha
neanche sentito il mio intervento. Io ho detto che il problema
dell'Oasi di Troina, poi abbiamo capito da dove veniva
quell'emendamento e ne prendiamo atto e ha fatto bene a farlo
presentare, mi rendo conto che l'onorevole Pagana ha questo canale
preferenziale con il Governo e con la maggioranza, cosa che non
abbiamo noi, però mi permetto di dire che io non ho detto
PRESIDENTE. La scelta di portarlo in Aula è mia e non c'è nessun
rapporto preferenziale
DIPASQUALE. Eh?
PRESIDENTE. La scelta di portarlo in Aula era stata mia e non ho
nessun rapporto preferenziale con l'onorevole Pagana.
DIPASQUALE. Ho capito, perfetto, mi sembrava. Siccome se l'è presa
come una cosa personale. Io non voglio mettere in dubbio quello che
lei ha detto, Presidente Micciché, che ha preso i suggerimenti da
parte del Governo e degli Assessori, però mi pare strano che
l'onorevole Pagana si sia calata in maniera così forte a difendere
questo emendamento a tal punto di attaccare il Partito Democratico
quando non aveva detto che era sbagliato l'intervento sull'Oasi di
Troina, assolutamente E sfido chiunque rivedendo l'intervento mio
fatto precedentemente ho detto solamente che così, come era
importante l'intervento per l'Oasi di Troina, c'erano altre
questioni come il Consorzio di bonifica di Ragusa. Questo è stato
il mio intervento e, quindi, nessuna responsabilità da parte del
Partito Democratico, nessun attacco nei confronti dell'Oasi di
Troina. Abbiamo detto solamente che serviva un criterio unico.
Grazie, Presidente per avermi dato la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, onestamente io devo dire che non
solo, ovviamente, la scelta di portare l'emendamento di Troina non
mi è stata suggerita da un Assessore che neanche c'è oggi, ma è
stata una scelta che avevo fatto io personalmente, ripeto, senza
avere nessun rapporto preferenziale, ma che la cosa che dovrebbe
essere quanto meno confessata è che l'onorevole Pagana non si è
alzata per difendere il fatto che io avessi portato
quell'emendamento in Aula, ma ha lasciato parlare soltanto le
persone del suo partito che erano assolutamente contrarie: per cui,
come dire, non si può poi dal silenzio della difesa fare la parola
dell'attacco quando questa non può esistere.
Per cui, mi è dispiaciuto l'intervento dell'onorevole Pagana, è
dispiaciuto anche a me, non vi crediate, però ognuno è libero di
dire quello che vuole.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
io conosco il Regolamento però conosco pure le regole della
politica. Io penso che questa sera possiamo trovare una soluzione
perché, con tutta franchezza, l'interpretazione che il Presidente
dell'Assemblea aveva dato - onorevole Lupo vorrei che mi seguisse -
rappresentando alcune emergenze di fatto, poi, si è scontrata con
le tensioni dell'Aula.
Il Presidente dell'Assemblea ha detto a chiare lettere che martedì
incardinerà il resto del collegato , qualunque essa sia la
Commissione di appartenenza. Se entro martedì le Commissioni
rendono i pareri sugli emendamenti che sono stati individuati
dall'Assemblea e successivamente accantonati, io credo che, con il
consenso dell'Aula, quest'Aula questa sera può tranquillamente
decidere che martedì sul primo disegno di legge, qualunque esso
sia, riguardi la I, la V o la IV Commissione si possono a margine
inserire due, tre, quattro emendamenti che facevano parte di questo
blocco. Di fatto sulla prima legge utile, rinviando soltanto di
qualche giorno si trova una soluzione tecnica. Questa è una
soluzione politica che io penso possa essere apprezzata
positivamente dall'Aula e permette di raggiungere l'obiettivo.
PRESIDENTE. Assessore Turano, ovviamente emendamenti su una legge
che è stata già approvata non se ne possono presentare e sulla
nuova tanto vale discuterne durante tanto verrebbero approvati nel
momento in cui viene approvata la legge. Ma il Regolamento rimane
lo stesso e, cioè, gli emendamenti su una legge diventano legge nel
momento in cui la legge viene approvata, per cui è inutile votarli
prima della legge.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo pochi secondi
per esprimere apprezzamenti ai Vigili del fuoco che in Sicilia
stanno combattendo in queste ore contro incendi che purtroppo
divampano nell'intero territorio regionale. Hanno domato le fiamme
al Lido Playa di Catania dove. Purtroppo. gli esiti sarebbero stati
diversamente ben più gravi; anche per augurare pronta guarigione al
Vigile del fuoco che purtroppo è rimasto infortunato.
PRESIDENTE. Ovviamente, da parte di tutta l'Aula vengono estesi
questi ringraziamenti che ha fatto adesso l'onorevole Lupo.
Onorevoli colleghi la seduta è rinviata a martedì 16 luglio 2019,
alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale (n. 491 Stralcio I
COMM/A)
Relatore: on. Lupo
2) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
Relatore: on. Lupo
3) Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A)
Relatore: on. Sammartino
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 20.56
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio