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Resoconto d'Aula della Seduta n. 130 di mercoledì 17 luglio 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.17

   DIPASQUALE,  segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta n. 128 del 10 luglio 2019 che, non sorgendo osservazioni, si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Di Paola.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Svolgimento di interrogazioni e di interpellanze della rubrica
                       Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni e di  interpellanze  della  rubrica
   Infrastrutture e mobilità .
   Si  procede con l'interrogazione n. 730  Interventi urgenti per la
  messa  in  sicurezza  della  S.S. 640  nel  tratto  Agrigento-Porto
  Empedocle , a firma degli onorevoli Catanzaro e Lupo.

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente, premesso che:

   la   statale  640  'Strada  degli  Scrittori'  (ex-640  di   Porto
  Empedocle)  costituisce il collegamento diretto  tra  i  capoluoghi
  delle provincie di Agrigento e Caltanissetta ed è una dorsale di 72
  km, strategica per la viabilità regionale.

   è  un'arteria che unisce cultura e turismo attraversando i  luoghi
  dove hanno vissuto autori come Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia,
  Andrea  Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio  Russello,
  Pier Maria Rosso di San Secondo e molti altri, da Racalmuto a Porto
  Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta. Un
  viaggio nella storia a contatto con personaggi raccontati in pagine
  e  pagine  di  letteratura e di teatro, che  hanno  appassionato  e
  formato  intere  generazioni di tutto il  mondo  e  che  rivivranno
  nell'itinerario che attraversa i luoghi resi celebri dagli autori;

   nel  tratto  che va da Agrigento a Porto Empedocle  attraversa  un
  percorso  unico fatto di teatri, castelli, palazzi, musei, paesaggi
  mozzafiato,  congiungendo la casa natale di Pirandello,  fino  alla
  sua  Girgenti, passando dalla  Scala  dei Turchi e dalla miniera di
  sale di Realmonte;

   considerato che:

   il  tratto  che  congiunge la località  di  San  Leone  con  Porto
  Empedocle   è  interessato  da  accentuati  fenomeno  di   erosione
  accelerata che hanno già di fatto inibito l'utilizzo di  alcuni  km
  di coste e spiagge;

   si  sono  verificati fenomeni di crollo che hanno causato danni  e
  alimentato il rischio per la stessa vita umana;

   le  situazioni  di maggior criticità si registrano  da  Zingarello
  fino  a  Punta bianca, nel viale delle dune e al Caos in  quanto  i
  fenomeni  gravitativi  di  tipo  crollo  presto  coinvolgeranno  la
  galleria 640, che è l'unica infrastruttura che permette ai  camion,
  provenienti  dal  porto di Porto Empedocle, di  andare  ovunque  in
  Sicilia;

   le   frane   coinvolgeranno  pure  alcune  civili  abitazioni   ed
  importanti infrastrutture viarie;

   visto  che  il  comune di Agrigento non è in grado  di  presentare
  alcun progetto alla Regione;

   per  sapere  se  e quali iniziative urgenti abbiano  intrapreso  o
  intendano  intraprendere per mettere in sicurezza questa importante
  arteria stradale».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  in  merito all'interrogazione n. 730, sono  interventi
  sostanzialmente di messa in sicurezza della S.S. 640, strada  degli
  scrittori.
   Gli interroganti descrivono questa strada di primaria importanza e
  lo  è. Sappiamo tutte le difficoltà che questa strada, partendo  da
  Porto  Empedocle, arrivando ad Agrigento e quindi a  Caltanissetta,
  sta  vivendo,  ma gli interroganti per questa vicenda  chiedono  la
  messa in sicurezza da Porto Empedocle fino ad Agrigento.
   Il  Governo  regionale ha già pungolato e ha  già  anche,  diciamo
  così,  stabilito  alcuni interventi assieme  all'ANAS  che  possano
  mettere  in sicurezza questo tratto di strada, molto breve rispetto
  all'intera arteria, e già dal mese di settembre possono  partire  i
  primi interventi di manutenzione straordinaria.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Catanzaro  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CATANZARO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,
  intanto mi preme oggi parlare della S.S. 640. però parlarne con una
  certa emozione perché oggi è un giorno abbastanza importante perché
  una  delle  persone  più  rappresentative  di  quel  territorio   è
  scomparsa. Quindi, è un argomento, quello di oggi, sulla  S.S.  640
  che  non  era previsto; però, oggi è scomparso Camilleri e, quindi,
  mi corre l'obbligo di ricordarlo e di condividerlo con l'Aula.
   Io   della   risposta   dell'Assessore  mi  ritengo,   ovviamente,
  soddisfatto per quello che già si è posto in essere sull'inizio dei
  lavori,  però vorrei anche un attimino ricordare all'Assessore  che
  quella strada, così denominata  la strada degli scrittori ,  è  una
  strada  molto ma molto importante con un percorso di 72 chilometri.
  È  chiaro  che  lei sta facendo i lavori per la messa in  sicurezza
  sulla  Porto Empedocle, però quello è uno snodo davvero  importante
  perché è un collegamento tra Agrigento e Caltanissetta dove in quel
  tratto  di strada noi abbiamo molte cose importanti di castelli  ed
  altro.
   Quindi,  ovviamente,  comprenderà bene,  Assessore,  che  dobbiamo
  davvero correre perché ci sono anche delle enormi difficoltà per la
  gente  che vive quel territorio e, le ritorno a ripetere, non vuole
  essere  la  mia  una polemica, di dare un occhio di riguardo  e  di
  attenzione  al tratto della viabilità della provincia di Agrigento,
  perché  lei  che qualche settimana fa è venuto, e io la  ringrazio,
  nel  territorio  agrigentino rispetto alle cose che  avevamo  anche
  altre interrogazioni che avevamo trattato in Aula, ha compreso bene
  lo stato di disagio sulla viabilità che i cittadini della provincia
  di  Agrigento - e non solo - ma quelli che si trovano di  passaggio
  sulla provincia di Agrigento, sono costretti a vivere giornalmente.

   PRESIDENTE. Onorevole Catanzaro, deve concludere. Deve dirci se  è
  soddisfatto o meno.

   CATANZARO. Sto completando. Quindi, per noi è molto importante che
  ci sia un'ulteriore attenzione sulla S.S. 640.

   PRESIDENTE. Quindi, è soddisfatto.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  773   Chiarimenti  in   merito
  all'evento franoso del 26 marzo 2019 che ha interessato  parte  del
  complesso residenziale  Arcadia' del comune di Porto Empedocle ,  a
  firma degli onorevoli Di Mauro, Pullara e Compagnone.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la  mobilità  e  all'Assessore per il territorio  e  l'ambiente,
  premesso che:

   a  seguito del grave evento franoso che in data 26 marzo  2019  ha
  interessato  il  costone marnoso posto tra  le  vie  Vincenzella  e
  Lincoln  nel territorio del Comune di Porto Empedocle,  nei  pressi
  del quale sorge il complesso residenziale Arcadia , su segnalazione
  dell'Amministrazione   comunale,  si   è   richiesto   un   urgente
  sopralluogo   congiunto,  cui  hanno  preso   parte   il   Sindaco,
  l'Assessore ai LL.PP., il Dirigente responsabile del Settore LL.PP.
  del  Comune  di  Porto Empedocle, unitamente  ai  funzionari  e  ai
  tecnici del Servizio 10 del Dipartimento regionale della Protezione
  civile,  alla  presenza dei Vigili del fuoco e  delle  Autorità  di
  pubblica  sicurezza, allo scopo di verificare l'entità del dissesto
  medesimo  che ha interessato il versante in oggetto e stabilire  le
  misure consequenziali da adottare;

   la verifica dei luoghi ha evidenziato la presenza di un importante
  ammasso detritico, quantificabile in circa 400 mc, scivolato  dalla
  sommità  del  versante posto a circa 55 metri dal  piano  stradale,
  riversatosi   pericolosamente  su  una  delle   palazzine   ubicate
  nell'estremità   ovest   del  complesso  residenziale   Arcadia   ,
  invadendone  integralmente  la  strada  privata  di  confine  ed  i
  magazzini esposti al versante. L'ulteriore porzione di pendio,  non
  coinvolta dai descritti smottamenti, inoltre, apparirebbe anch'essa
  in procinto di franare, richiedendo interventi urgenti di riduzione
  del rischio residuo incombente;

   rilevato  che il Sindaco di Porto Empedocle, con Ordinanza  emessa
  in pari data dell'evento occorso, a seguito delle risultanze emerse
  dal      sopralluogo     congiunto           descritto,          in
  considerazione  dell'esigenza  di  salvaguardia  della  pubblica  e
  privata incolumità, ha disposto lo sgombero immediato dei residenti
  della  palazzina  del  complesso  Arcadia  contraddistinta  con  la
  lettera  'E',  nonché  l'interdizione  parziale  di  taluni  spazi,
  maggiormente  esposti  al  pericolo  di  nuovi  smottamenti,  delle
  ulteriori palazzine del complesso residenziale;

   considerato che:

   l'area  interessata dall'evento franoso ricade in zona ad  elevato
  rischio  di dissesto idrogeologico (R4) come risulta dal P.A.I.,  e
  in  passato  si  erano registrati ulteriori eventi  della  medesima
  natura, cui hanno fatto seguito provvedimenti contingenti che, come
  i  recenti  fatti  di  cronaca dimostrano, non  hanno  arginato  il
  fenomeno.

   il  complesso  residenziale  Arcadia è  sorto  in  data  anteriore
  all'apposizione  del  summenzionato vincolo e successivamente  alla
  sua   edificazione  sono  stati  registrati  numerosi   smottamenti
  nell'area  in  cui  sorge, tanto da determinare una  revisione  del
  P.A.I.  Il  Dipartimento regionale della Protezione civile,  a  tal
  proposito,    già    negli   anni   2010   e   2011,    sollecitava
  l'Amministrazione  comunale empedoclina ad intervenire  con  misure
  idonee a mitigare efficacemente il rischio idrogeologico incombente
  nella area anzidetta;

   alla   luce   delle  verifiche  condotte  nel  corso  del   citato
  sopralluogo,  sembrerebbe che una delle possibili cause  innescanti
  il  movimento franoso sia la presenza di un affioramento idrico che
  impregna  i  detriti  accumulatisi,  indicativo  di  una  possibile
  perdita  del sistema idrico - fognario. A tal proposito, il  Comune
  rendeva  noto  ai  partecipanti  il sopraluogo  di  avere  invitato
  Girgenti   Acque  ,  gestore  del  sistema  idrico  integrato,   ad
  effettuare  le dovute verifiche che scongiurassero la  presenza  di
  perdite nella zona in questione;

   visto  che  i  provvedimenti contingenti  disposti  con  ordinanza
  sindacale,  purtroppo sistematicamente reiterati in  occasione  del
  susseguirsi   degli   eventi   franosi,   essendo   finalizzati   a
  fronteggiare  prevalentemente il pericolo in atto, mediante  ordini
  di  sgombero  o interventi palliativi, non incidono definitivamente
  sulle  cause che determinano il fenomeno che andrebbero  altrimenti
  affrontate      con     adeguanti    interventi   di consolidamento
  del territorio, certamente onerosi rispetto alle già esigue risorse
  economiche a disposizione dell'Amministrazione comunale;

   per sapere:

   quali  provvedimenti siano stati assunti nel corso degli  anni,  a
  fronte  del  susseguirsi  degli  smottamenti  avvenuti  nella  area
  anzidetta,   per   fronteggiare  il  grave  rischio   di   dissesto
  idrogeologico che incombe;

   se  risulti  redatto  il progetto di consolidamento  dell'area  in
  questione  e  se  sia  stato  inserito nella  programmazione  degli
  interventi  a tal fine previsti dall'Assessore per il territorio  e
  l'ambiente;

   se  non  ritengano opportuno rendere disponibili adeguate  risorse
  economiche  che  permettano  gli  studi  geotecnici  necessari   ad
  individuare  gli interventi più idonei a ridurre l'attuale  rischio
  di dissesto che caratterizza l'intera zona;

   se  abbiano  assunto, o ritengano di dover assumere  provvedimenti
  volti  ad  alleviare  i  gravi  disagi ripetutamente  sofferti  dai
  residenti  della  zona  in occasione delle  ordinanze  di  sgombero
  disposte dall'Amministrazione comunale».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, in merito all'interrogazione n. 773, ancorché  non  sia
  di  competenza  di  questo Assessorato perché la competenza  è  del
  Territorio e ambiente, e noi in tal senso abbiamo anche scritto  al
  collega,  però  posso  dire  che  già  il  collega  Cordaro  e   il
  Dipartimento Territorio e ambiente si è già attivato per  procedere
  a tutti gli atti propedeutici relativamente alla messa in sicurezza
  del  territorio interessato, appunto, da questo evento franoso  che
  poi  è  il  complesso residenziale  Arcadia  del  Comune  di  Porto
  Empedocle.

   PRESIDENTE. Quindi, trasferiamo l'interrogazione all'Assessore per
  il territorio e l'ambiente.
   Si  passa  all'interrogazione n. 789  Chiarimenti in  merito  alla
  nuova  sede del Commissariato della Polizia di Stato a Niscemi ,  a
  firma   degli  onorevoli  Di  Paola,  Cancelleri,  Ciancio,   Foti,
  Mangiacavallo,   Palmeri,  Siragusa,  Trizzino,   Zafarana,   Zito,
  Tancredi,  Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Marano,  Pagana,  De
  Luca, Pasqua.
   Non  è presente l'onorevole Di Paola, primo firmatario, ma ci sono
  molti altri deputati.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   l'attuale  sede del Commissariato di Polizia di Stato di  Niscemi,
  in  viale  Mario Gori, concessa in affitto da privati e attualmente
  posta sotto sfratto esecutivo, versa da diverso tempo in condizioni
  critiche;

   con Delibera n. 68 del 27 novembre 2017, il Consiglio Comunale  di
  Niscemi  aveva approvato la 'Mozione di indirizzo sul  mantenimento
  del  locale del Commissariato di P.S.', deliberando la destinazione
  dei   locali  dell'Ufficio  tecnico  comunale  a  nuova  sede   del
  Commissariato di Polizia;

   appreso che come riportato da notizie di stampa del 22 marzo 2019,
  è  stata  'ammessa la richiesta di finanziamento di oltre 1 milione
  di  euro che l'Amministrazione comunale di Niscemi aveva presentato
  nel  mese  di  novembre, per l'adeguamento di  locali  dell'Ufficio
  tecnico  del Comune a nuova sede del Commissariato di Polizia.'  da
  parte  dell'Assessorato  regionale  delle  infrastrutture  e  della
  mobilità, ed altresì che 'Le somme saranno reperite da parte  della
  Giunta   di   Governo   regionale,  con  la   rimodulazione   della
  programmazione  relativa alle risorse finanziarie  provenienti  dal
  Patto   del   Sud.'      (Cfr.https://www.accentonews.it/niscemi-1-
  milione-di-euro-per-i-locali-destinati-alcommissariato-di-
  polizia/);

   considerato che in data 27 febbraio 2019, la Prefettura -  UTG  di
  Caltanissetta  aveva  già avviato un'indagine di  mercato  relativa
  alla  ricerca  di  locali  nel Comune di  Niscemi  da  prendere  in
  locazione  per  la  destinazione a nuova sede del Commissariato  di
  Polizia  di  Stato, aventi una superficie complessiva di  circa  mq
  1200, distribuita tra uffici ed alloggi individuali, oltre a mq 400
  di area parcheggio;

   il  termine  per  la  presentazione delle  domande  da  parte  dei
  soggetti interessati a concedere un immobile in locazione scadrà il
  30 aprile 2019, sicché la procedura è ancora aperta;

   per sapere:

   se  la richiesta di finanziamento presentata dal Comune di Niscemi
  per  l'adeguamento dei locali dell'Ufficio tecnico per le  finalità
  descritte sia stata effettivamente ammessa;

   quale  documentazione  sia stata valutata ai fini  dell'ammissione
  del  finanziamento,  considerato che  la  procedura  avviata  dalla
  Prefettura  di Caltanissetta relativa alla ricerca di  immobili  da
  prendere  in  locazione  per  la  destinazione  a  nuova  sede  del
  Commissariato di Polizia di Stato non si è ancora conclusa;

   con  quali  risorse  si  intenda provvedere al  finanziamento  dei
  lavori di adeguamento dei locali e, in particolare, se e con  quali
  modalità si intendano utilizzare le risorse previste dal Patto  per
  il Sud».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'Assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. In  merito
  all'interrogazione n. 789, invece, rientra in un quadro  molto  più
  vasto che è il cosiddetto  Patto per il Sud .
   Quando  nel  2016 la Regione siciliana, con il Governo  nazionale,
  firmò  il   Patto  per il Sud  da 2 milioni  e  300  mila  euro  si
  prevedevano interventi per 300 mila euro nelle infrastrutture.
   Gli   interventi  erano  così  segmentanti:  il  primo  intervento
  riguardava  i comuni al di sotto dei 5000 abitanti (A1); interventi
  per  i  comuni al di sopra dei 5000 abitanti (A2); poi vi erano  le
  Chiese che era la linea B); poi vi era un intervento con l'articolo
  38   e   un   altro  intervento,  invece,  riguardava   appunto   i
  Commissariati di Polizia, le caserme o, addirittura,  a  Catania  i
  tribunali,  i presidi di legalità come la Cittadella giudiziaria  a
  Catania ma anche in altre parti di Sicilia.
   Questo  progetto  non  è  rientrato  in  questo  segmento.  Stiamo
  valutando  la possibilità di poterlo fare rientrare all'interno  di
  una  riprogrammazione. Stiamo aspettando di  conseguire  i  ribassi
  d'asta, da un lato, e le economie dall'altro.
   Ad  esempio,  ci  sono dei progetti che non sono  stati,  che  non
  possono  essere  portati  a  finanziamento  perché  ci  sono  delle
  carenze,  perché  non  sono  più attuali,  perché  non  sono  anche
  ritenuti più necessari dalle stesse stazioni proponenti e,  quindi,
  con  le risorse che riusciremo a liberare stiamo pensando anche  di
  mettere  in  campo  delle  risorse  dedicate  alle  caserme  e   ai
  commissariati di Polizia.
   Alla fine di settembre avremo le idee chiare per potere dire quali
  sono  e  quanti  sono  i progetti che di questo  segmento  potranno
  rientrare.  Speriamo, ma siamo anche convinti, che il Commissariato
  di Pubblica sicurezza di Niscemi possa essere tra questi.

   PRESIDENTE. E' soddisfatto onorevole Cappello?

   CAPPELLO. Parzialmente soddisfatto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che sono in congedo, per la seduta  odierna,
  gli onorevoli Mangiacavallo e Trizzino.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze
               della rubrica  Infrastrutture e mobilità

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione n.  795   Politiche  di
  risanamento  urbanistico e abitativo per la Città  di  Messina ,  a
  firma  dell'onorevole  De  Domenico. Poiché  il  firmatario  non  è
  presente  in  Aula,  l'interrogazione  si  intende  presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 796  Chiarimenti circa i lavori di
  ricostruzione della sezione idraulica del torrente Archi , a  firma
  dell'onorevole Barbagallo.

   «All'Assessore per le infrastrutture e la mobilità, premesso che:

   a  breve  inizieranno  i  lavori di  ricostruzione  della  sezione
  idraulica  del  torrente  Archi  nel  comune  di  Scordia,   resisi
  necessari dopo le piogge alluvionali dello scorso autunno;

   le  opere  prevedono di riportare alla sua originaria destinazione
  una strada che è in realtà l'alveo del fiume;

   tale   strada  sarà  pertanto  abolita  ma,  a  quel  punto,  sarà
  impossibile l'accesso a fondi privati ed abitazioni;

   per  sapere quali soluzioni alternative siano state messe in campo
  al fine di consentire ai proprietari dei terreni e delle abitazioni
  l'accesso ai loro beni».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,   anche  questo  intervento  di  cui  si  parla   nella
  interrogazione n. 796 rientra ed è rientrato in un più vasto quadro
  di  interventi  che  sono stati fatti tramite  i  Geni  civili,  il
  Dipartimento regionale tecnico che, in questo senso, però, è  stato
  utilizzato   non   direttamente,   ma   come   braccio    operativo
  dell'autorità di bacino.
   Noi  siamo  entrati  a  dare  una mano  -  diciamo  così  -  siamo
  intervenuti,  per  dare una mano e come braccio,  appunto,  tecnico
  dell'autorità di bacino e abbiamo fatto vari interventi. Nel 2000 e
  fine  2018-2019  abbiamo  fatto  in  tutta  la  Sicilia  circa  108
  interventi, tra cui anche questo intervento. E' chiaro  che  questi
  sono   degli   interventi  tampone,  poi  ci  sono  interventi   di
  programmazione,  di pianificazione degli alvei,  dei  torrenti,  di
  risagomatura,  di  messa  in  sicurezza  che  attengono  non   alla
  competenza  dell'Assessorato di cui ho  la  responsabilità,  quanto
  invece dell'autorità di bacino.

   PRESIDENTE.  Ha  la facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo  per
  dichiararsi  soddisfatto  o  meno  della  risposta  dell'Assessore.
  Onorevole   Barbagallo,  si  ritiene  soddisfatto?  Lei,  onorevole
  Barbagallo,  ha  avuto  il pregio di fare una interrogazione  molto
  sintetica,  sia  questa che l'altra. Non si  è  allungato  in  tre,
  quattro pagine, come fanno altri colleghi che, a mio parere, non  è
  opportuno.

   BARBAGALLO.  Come lei ben sa, Signor  Presidente, non  contano  le
  righe dell'interrogazione, ma il contenuto.
   Prendiamo atto della risposta dell'assessore Falcone. Noi facciamo
  rilevare, Assessore, che ancora i lavori non sono finiti e come lei
  ben  sa,  perché  è  di  quella zona, crea  grande  preoccupazione,
  agitazione  alla  cittadinanza,  soprattutto  alle  tante  attività
  produttive,  perché  è una zona dedita all'agricoltura;  quindi,  è
  anche  questa l'occasione per sollecitare la definizione dei lavori
  a  regola  d'arte,  fermo restando che, al di là delle  competenze,
  dell'autorità  di  bacino, però certamente il ruolo  sollecitatorio
  del Governo può essere importante.
   Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 797  Interventi per  la
  messa   in  sicurezza  della  S.P.  122 ,  a  firma  dell'onorevole
  Barbagallo.

   «All'Assessore  per  le infrastrutture e la mobilità,  per  sapere
  quali  urgenti  provvedimenti  si intendano  adottare  al  fine  di
  mettere  in sicurezza la S.P. 122, nel comune di Adrano, che  versa
  in  condizioni  di  totale  degrado ed abbandono,  a  tutela  della
  pubblica incolumità e del diritto alla mobilità».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, soltanto brevissimamente per dire, giustamente ha detto
  bene  il  collega Barbagallo in merito al torrente Archi, i  lavori
  non  sono  stati  ancora conclusi, perché? Perché  vi  è  stato  un
  problema.  Purtroppo, dobbiamo rimpinguare quel capitolo che  aveva
  una  sua  dotazione, una previsione, dotazione finanziaria che  poi
  non  venne accolta in Aula; però, voglio rassicurare che i  lavori,
  ma  sia  a Scordia ad Acicastello c'è qualche altra questione,  nel
  giarrese,  ma  anche  in  altre  parti  della  Sicilia,  li  stiamo
  completando nel momento in cui avremo la definizione dell'ordinanza
  558  da parte del Dipartimento nazionale di Protezione civile,  che
  già  è  stata, proprio nei giorni scorsi, erogata, ed il  direttore
  Foti  la  sta appunto regolarizzando e la sta traducendo in impegno
  spesa.
   Invece,  sulla  100  S.P.  122, questa è una  strada  appunto  che
  riguarda  una  zona  interna tra il paternese Adrano  e  quindi  la
  provincia  di  Enna. Questa strada non è stata  ricompresa  né  nel
  Patto  per  il  Sud,  né nella PQ, né nel piano  straordinario  che
  avevamo fatto l'anno scorso, ma la stiamo facendo rientrare  in  un
  nuovo piano, il cosiddetto  Piano Toninelli  che abbiamo trasferito
  e  che  proprio tra stasera e domani trasmetteremo a Roma,  proprio
  per  la  nomina,  per dare seguito alla nomina  del  Commissario  e
  potere adeguatamente intervenire.
   Noi  abbiamo previsto circa 270 interventi, questo è un intervento
  che  sarà  ricompreso in altri 130 interventi, appunto,  che  dovrà
  curare il Commissario governativo per le strade provinciali.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, anche in questo caso prendiamo atto
  della  risposta  del Governo. Ovviamente, sono un po'  preoccupato,
  Assessore,   di  questo iter a cavallo col Governo  nazionale,  del
  numero  degli  interventi,  quindi  noi  teniamo  ferma  la  nostra
  preoccupazione.
   Abbiamo  trasmesso al Governo l'evidenza e l'importanza di  questa
  strada,  confidiamo  anche che in tutti i passaggi  successivi  non
  venga  meno l'attenzione del Governo per attenzionare e valorizzare
  questo tratto di strada, perché, Presidente, è davvero un tratto di
  strada pericolo e, quindi, occorre tutta l'urgenza e la perizia  da
  parte degli organi competenti.
   Mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 802  Chiarimenti  sulla
  redazione del Piano regionale di mobilità ciclistica e altre azioni
  per  lo  sviluppo  della mobilità ciclistica e non  motorizzata  in
  Sicilia ,  a  firma  degli onorevoli Marana, Cancelleri,  Cappello,
  Ciancio,   Foti,   Mangiacavallo,  Palmeri,   Siragusa,   Trizzino,
  Zafarana,  Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro,  Campo,  Di
  Paola,  Pagana, De Luca, Pasqua.

   «Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  le  attività
  produttive,  all'Assessore  per le infrastrutture  e  la  mobilità,
  all'Assessore  per  la salute, all'Assessore per  il  territorio  e
  l'ambiente  e  all'Assessore  per  il  turismo,  lo  sport   e   lo
  spettacolo, premesso che:

   la  legge  11  gennaio 2018 n.2, denominata 'Disposizioni  per  lo
  sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete
  nazionale  di  percorribilità ciclistica', persegue l'obiettivo  di
  promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto  sia  per
  le esigenze quotidiane sia per le attività turistiche e ricreative,
  al fine di migliorare l'efficienza, la sicurezza e la sostenibilità
  della   mobilita'  urbana,  tutelare  il  patrimonio   naturale   e
  ambientale,  ridurre  gli  effetti  negativi  della  mobilita'   in
  relazione  alla  salute  e  al consumo  di  suolo,  valorizzare  il
  territorio  e i beni culturali e accrescere e sviluppare l'attività
  turistica;

   la  medesima  legge stabilisce che lo Stato, le  Regioni  (incluse
  quelle  a  Statuto speciale), gli enti locali e gli altri  soggetti
  pubblici  interessati,  nell'ambito  delle  rispettive  competenze,
  perseguono  il  suddetto l'obiettivo in modo, in  primo  luogo,  da
  rendere   lo  sviluppo  della  mobilita'  ciclistica   e      delle
  necessarie infrastrutture di rete una componente fondamentale delle
  politiche  della mobilita' in tutto il territorio nazionale  e,  in
  secondo  luogo,  da  pervenire ad un sistema generale  e  integrato
  della mobilita' sostenibile dal punto di vista economico, sociale e
  ambientale e accessibile a tutti i cittadini;

   per il conseguimento delle suddette finalità, ai sensi dell'art. 5
  della  medesima  l.  n. 2 del 2018, le Regioni,  nell'ambito  delle
  proprie  competenze,  sono  tenute a predisporre  e  approvare  con
  cadenza triennale, il Piano regionale della mobilita' ciclistica il
  quale  individua  gli interventi da adottare per  promuovere  l'uso
  della  bicicletta  come mezzo di trasporto,  sia  per  le  esigenze
  quotidiane,  sia  per  le  attività  turistiche  e  ricreative  nel
  territorio regionale;

   al  fine  di conseguire al meglio le finalità della l.  n.  2  del
  2018,  le  singole Regioni devono, inoltre, assicurare un  efficace
  coordinamento  dell'azione  amministrativa  degli  enti  locali   e
  territoriali  concernente  la mobilita' ciclistica  e  le  relative
  infrastrutture  e  promuovere la partecipazione degli  utenti  alla
  programmazione,  realizzazione e gestione  della  rete  cicloviaria
  regionale;

   diverse  Regioni  hanno già ottemperato alla redazione  del  Piano
  regionale,  tra  cui la Regione Puglia, la Regione  Sardegna  e  la
  Regione Lombardia;

   considerato che:

   è  attualmente  in  corso  di redazione il  Piano  generale  della
  mobilità ciclistica, previsto dall'art. 3 della l. n. 2 del 2018, a
  cui  i piani regionali dovranno adeguarsi. In particolare, il Piano
  generale  della mobilità ciclistica è articolato in due settori  di
  intervento:  ambito  urbano e metropolitano e percorsi  definiti  a
  livello regionale, nazionale ed europeo;

   con  riferimento  alla  parte del Piano  relativa  ai  percorsi  a
  livello regionale, Direzione generale per le strade e le autostrade
  presso il Dipartimento per le Infrastrutture, i sistemi informativi
  e  statistici, del Ministero delle Infrastrutture e dei  Trasporti,
  con  nota  del  31  gennaio  2019, ha  richiesto  alla  Federazione
  Italiana   Ambiente   e  Bicicletta  (F.I.A.B)  la   documentazione
  riguardante  i  tracciati  'Bicitalia' individuati  ad  oggi  dalla
  stessa  come punto di partenza per arrivare a definire  i  percorsi
  'Bicitalia',   parte   fondamentale  del  'Piano   della   mobilità
  ciclistica';

   la  F.I.A.B  ha risposto con nota pervenuta il 15 marzo  2019,  n.
  3494,  mettendo  a  disposizione del Ministero  il  proprio  lavoro
  (visualizzabile al link: http://www.bicitalia.org/images/schede/MIT-
  2019/)  che è stato sottoposto a verifica dalla Direzione Generale,
  attraverso l'utilizzo del sistema informativo geografico ARCGIS;

   a  breve,  la  Direzione generale per le strade  e  le  autostrade
  invierà a tutte le Regioni i tracciati attualmente collezionati  da
  F.I.A.B  con  l'obiettivo  di avere da  loro  una  conferma  o  una
  modifica dei percorsi di propria competenza. Le eventuali modifiche
  da parte delle Regioni dovranno essere effettuate sempre attraverso
  software  di  geolocalizzazione  e  dovranno  essere  inviati  alla
  Direzione  Generale per le Strade e le Autostrade per una  verifica
  e,   nel   momento   in  cui  tutte  le  regioni  confermeranno   o
  modificheranno il lavoro di definizione di 'Bicitalia' nel  proprio
  territorio,  la  Direzione generale per le strade e  le  autostrade
  elaborerà   la  mappa  completa  di  Bicitalia  da  sottoporre   in
  Conferenza Unificata;

   è   stato  recentemente  firmato  il  Protocollo  d'intesa   sulla
  progettazione  e realizzazione della 'Ciclovia della Magna  Grecia'
  tra  il  Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e le Regioni
  interessate   (Regione   Calabria,  Regione   Basilicata,   Regione
  siciliana).  La Ciclovia della Magna Grecia ambisce  ad  essere  la
  prima  ciclovia  del  Sud Italia con una lunghezza  complessiva  di
  circa  1.020  km  e  si  inserisce nel  progetto  più  ampio  della
  realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche;

   ritenuto che:

   in Sicilia, secondo l' 'Atlante di viaggio lungo le delle ferrovie
  dismesse' redatto nel 2017 da F.S.I italiane e R.F.I, vi sono oltre
  1000 chilometri di binari ferrovie dismesse che si prestano, per le
  loro   le  condizioni  tecniche  e  geografiche  (tra  cui:percorso
  ininterrotto e in sede propria, proprietà o controllo pubblico  sul
  destino    della   ferrovia,   pendenza   regolare    e    modesta,
  interconnessione con altri servizi di trasporto pubblico) ad essere
  un  elemento  primario  e fondamentale di  una  rete  regionale  di
  percorribilità  ciclistica  e,  comunque,  adatta  ad  utenti   non
  motorizzati (le c.d. 'greenways');

   al  fine  di valorizzare le potenzialità dei progetti di  recupero
  come  greenways  dei vecchi tracciati ferroviari, è necessario  che
  gli  interventi  di  riutilizzo non si limitino alla  creazione  di
  semplici piste ciclabili, ma mirino alla sviluppo di veri e  propri
  progetti  integrati  di  sviluppo, in grado  di  far  risaltare  il
  passato  ferroviario  e  di  promuovere i  territori  attraversati,
  portando  benefici per le popolazioni interessate  e  favorendo  la
  creazione di nuove attività economiche,

   per sapere:

   quale  sia  lo  stato  dell'arte  circa  la  redazione  del  Piano
  regionale della mobilità ciclistica della Regione siciliana;

   quali  determinazioni intendano attuare al fine  di  realizzare  e
  garantire,  da  parte  della Regione, un coordinamento  dell'azione
  amministrativa  delle  Città  metropolitane,  dei  Liberi  Consorzi
  comunali  e dei Comuni siciliani concernente la mobilità ciclistica
  e  le  relative  infrastrutture, con particolare  riferimento  alla
  realizzazione della ciclovia 'Magna Grecia';

   quali  determinazioni intendano attuare al fine di  promuovere  la
  partecipazione dei cittadini, delle cittadine e degli  utenti  alla
  programmazione, realizzazione e gestione della rete cicloviaria  in
  Sicilia;

   se,  al  fine di interloquire in maniera proficua con la Direzione
  generale  per le strade e le autostrade del Ministero dei Trasporti
  e  delle  infrastrutture  in merito ai tracciati  'Bicitalia',  non
  reputino  opportuno convocare al più presto un tavolo tecnico,  con
  rappresentanti delle F.I.A.B siciliane, associazioni e altre realtà
  attive  nel  mondo  ciclistisco,  operatori  del  mondo  turistico,
  Università e rappresentanti di F.S.I. italiane e R.S.I nonché degli
  enti locali al fine di valutare i tracciati proposti;

   quali  determinazioni intendano attuare al fine di  promuovere  un
  riutilizzo ed una trasformazione delle ferrovie dismesse nonché  le
  aree  e  riserve  naturali, per la percorribilità ciclistica  e  lo
  sviluppo turistico».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  io,  anche  qua,  per un attimo  prima  di  rispondere
  all'interrogazione  n.  802,  desideravo  precisare   all'onorevole
  Barbagallo anche un fatto essenziale. Sappiamo bene che ci  possono
  essere  problemi,  noi  però  abbiamo,  proprio  per  evitare,   la
  cosiddetta  clausola di salvaguardia. Abbiamo mandato  in  gara,  a
  settembre completiamo le operazioni di gara e aggiudichiamo  lavori
  per  45  milioni  di  euro,  un  accordo  quadro  che  servirà  per
  finanziare 5 milioni di euro di opere indistinte in ciascuna  delle
  9 province di Sicilia.
   Cioè, noi abbiamo questo accordo quadro col quale interverremo  in
  via sostitutiva, addirittura supplementare, laddove si prevederà la
  necessità  di  farlo. Per cui, se questa strada, la 122,  onorevole
  Barbagallo, non dovesse essere attenzionata, non dovesse  rientrare
  in  un  finanziamento regionale e/o nazionale, eventualmente magari
  cercheremo,  in  una  parte, cercheremo di intervenire  con  questo
  accordo quadro.

   PRESIDENTE.  Assessore Falcone deve rispondere  all'interrogazione
  n. 802.

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Sì,
  rispondo all'interrogazione n. 802, avevo già completato.
   L'interrogazione  n. 802, invece, è un'interrogazione  che  in  un
  certo  senso  è  stata  anche  presa in considerazione,  già  quasi
  superata, nel senso che l'avevamo letta e proprio per tale  ragione
  a   maggio   scorso  abbiamo  fatto  un  incontro  con   tutte   le
  associazioni,  è  venuta  la F.I.A.B.,  ma  sono  venute  tutte  le
  associazioni  che sono amanti della bicicletta, delle  ciclovie,  e
  quindi  della  sostenibilità ambientale  e  abbiamo  illustrato  il
  progetto.
   Sostanzialmente,  è così il progetto: noi abbiamo  16  milioni  di
  euro  che saranno affidati alla Regione capofila, che è la  Regione
  Calabria, l'intero tratto sono circa 1.100 chilometri, la Sicilia è
  interessata  per  circa 300 chilometri. Assieme  all'Università  di
  Catania,  assieme  ai Parchi, assieme alle associazioni,  al  mondo
  associazionistico, assieme alle Sovrintendenze, assieme ai  Comuni,
  stiamo  ragionando perché questa ciclovia possa toccare quanti  più
  territori  possibili e quanti più Comuni della  Sicilia  nord,  del
  nord-est, settentrionale e orientale, che vadano da Messina sino ad
  arrivare a Portopalo. Per questo motivo qua si chiama Magna Grecia,
  proprio  perché  dovrebbe toccare quella parte che ha  dei  ricordi
  storici.
   In questo senso, abbiamo e stiamo raggiungendo un accordo per cui,
  alla  fine, già riteniamo nei primissimi di settembre di presentare
  il progetto che possa essere messo in gara dalla Regione Calabria e
  poterlo,  quindi,  appaltare  per  quanto  riguarda  i  servizi  di
  ingegneria  e  di  architettura. Dopodiché  ci  aspettiamo  che  il
  Ministero  delle  Infrastrutture e dei Trasporti  possa  finanziare
  appunto le opere.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Marano   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   MARANO.  Grazie, Presidente. Assessore, la mia interrogazione  non
  ha come oggetto solamente la questione della Magna Grecia, che è un
  progetto   evidente   che  rientra  nel  settore   della   mobilità
  ciclistica. Chiedo chiarimenti in merito alla redazione  del  Piano
  regionale di mobilità ciclistica.
   C'è  una  legge,  Assessore,  la n. 2  dell'11  maggio  del  2018,
  denominata    Disposizioni  per  lo  sviluppo  della  mobilità   in
  bicicletta   e   la   realizzazione   della   rete   nazionale   di
  percorribilità  ciclistica ,  che  ha  l'obiettivo  di   promuovere
  l'utilizzo  della  bicicletta nella nostra  quotidianità,  ai  fini
  turistici, ricreativi, per migliorare l'efficienza, la sicurezza  e
  la sostenibilità della mobilità urbana.
   Questa legge impone alle Regioni - anche quelle a Statuto speciale
  -   di  redigere  un  Piano  regionale  della  mobilità  ciclistica
  triennalmente.
   So  della  questione della Magna Grecia perché ho seguito  le  sue
  interlocuzioni,  e so anche bene che il progetto  è  partito  anche
  grazie  ai  fondi  stanziati dal Ministero delle  infrastrutture  e
  trasporti.
   Chiedo  informazioni e spiegazioni su quelli che sono  i  progetti
  per  la promozione della mobilità ciclistica nei prossimi mesi,  in
  virtù  della  pianificazione all'interno del Piano regionale  della
  mobilità.
   Non sono soddisfatta della risposta dell'Assessore.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 808   Chiarimenti  in
  merito alle continue disfunzioni che caratterizzano il servizio  di
  trasporto  ferroviario  e  di  'bus-treno'  sulla  tratta  Catania-
  Caltagirone-Niscemi-Gela ,  a  firma  degli   onorevoli   Cappello,
  Cancelleri,   Ciancio,  Foti,  Mangiacavallo,  Palmeri,   Siragusa,
  Trizzino,  Zafarana, Zito, Tancredi, Sunseri, Schillaci,  Di  Caro,
  Campo, Di Paola, Marano, De Luca, Pasqua.

    Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   malgrado  la  riattivazione del servizio ferroviario sulla  tratta
  Catania-Caltagirone-Niscemi-Gela, limitatamente alla tratta Catania-
  Caltagirone, sia ormai avvenuta da diversi mesi, ad oggi,  a  causa
  di  gravi  e continue inefficienze organizzative e strutturali,  lo
  stesso  risulta ancora fortemente insufficiente e carente  rispetto
  alle  reali  necessità di tutti quegli utenti  che  quotidianamente
  sono costretti ad usufruirne;

   dalla  riattivazione del servizio ad oggi, le legittime e ripetute
  segnalazioni dei pendolari, i quali si trovano ormai da mesi a fare
  i  conti  con  disagi  estremi, spesso  accompagnati  anche  da  un
  considerevole  aggravio economico, nonché delle  associazioni,  non
  hanno ancora ricevuto alcuna risposta esaustiva;

   rilevato come, ultimamente, i disagi che i pendolari si trovano ad
  affrontare    quotidianamente,   si   siano   incredibilmente    ed
  ulteriormente  aggravati, poiché il servizio  di  'bus-treno',  che
  dovrebbe  sostituire il treno, e garantire il regolare collegamento
  Caltagirone-Niscemi-Gela,  oltre  ad  aver  già  fatto   registrare
  riduzioni nel numero di corse, orari assurdi e inadeguati  rispetto
  alle reali esigenze lavorative degli utenti, ed affidamenti a nuove
  aziende (attualmente Etna trasporti), non offre neppure la corsa di
  ritorno  per  Caltagirone, costringendo, pertanto, i  pendolari  ad
  arrangiarsi con mezzi di fortuna o propri;

   rilevato  inoltre  come molteplici e contraddittorie  appaiono  le
  informazioni  relative ad un'adeguata, soddisfacente  e  definitiva
  riorganizzazione sia del servizio di trasporto ferroviario, che  di
  quello  di  bus-treno  , sulla predetta tratta Catania-Caltagirone-
  Niscemi-Gela;

   considerato che:

   ancora  oggi,  nulla  si è provveduto a modificare  rispetto  agli
  orari  di partenza ed arrivo dei treni, non ponendo quindi  rimedio
  anche  al  problema  delle coincidenze, per  venire  incontro  alle
  richieste degli studenti e dei lavoratori pendolari;

   come  noto  e ribadito già in tutte le sedi, la Regione siciliana,
  quale  committente, avendo ben chiare quali siano le  esigenze  del
  territorio,  i  bisogni  dei cittadini in  materia  di  servizi  di
  trasporto  e  tenuto conto delle risorse effettivamente  impegnate,
  deve  sovraintendere  a  che tali servizi  siano  erogati  in  modo
  corretto ed adeguato;

   la  situazione sopradescritta imporrebbe alla Regione,  attraverso
  l'Assessore  competente, di attivarsi ed agire al fine di  ottenere
  un servizio ferroviario più efficiente, tramite l'incentivazione di
  orari più consoni e funzionali rispetto alle esigenze degli utenti,
  la  previsione  di più corse, ottimizzando inoltre il  servizio  di
  'bus-treno';

   per  sapere  se e come intendano intervenire al fine  di  assumere
  ogni  necessaria azione ed urgente provvedimento, impedendo che  la
  situazione   delineata  permanga,  ottimizzando  il   servizio   di
  trasporto  ferroviario  e  di  'bus-treno'  sulla  tratta  Catania-
  Caltagirone-Niscemi-Gela,  e fornendo, altresì,  adeguate  risposte
  alle reali necessità degli utenti .

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, posso anche rispondere all'onorevole Marano.

   PRESIDENTE.  Assessore, non deve rispondere. Non si tratta  di  un
  ping pong fra lei e l'onorevole Marano.
   Onorevole  Falcone,  la invito ad attenersi al  tema,  si  attenga
  all'interrogazione che ho appena letto.

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  Marano,  le fornirò una risposta scritta in maniera più puntuale  e
  faremo  un  incontro tecnico in Assessorato per parlare  del  Piano
  regionale della mobilità ciclistica.
   Relativamente  all'interrogazione n. 808, in  effetti,  da  quando
  abbiamo  riaperto la tratta ferroviaria, la Lentini  -  diramazione
  Lentini  Caltagirone - abbiamo dopo due anni dovuto modificare  gli
  orari  perché,  mentre prima il pendolarismo era da  Catania  verso
  Caltagirone, ed era un pendolarismo studentesco, successivamente, a
  seguito  di  richieste,  abbiamo  trasformato  il  pendolarismo  da
  studentesco in lavorativo.
   Abbiamo  accolto le richieste di alcuni cittadini  lavoratori  che
  dall'entroterra di Catania si vogliono riversare sulla stessa città
  metropolitana, sul capoluogo. Così abbiamo cambiato gli  orari  del
  treno.
   Il  primo  treno  quindi parte alle ore 6.10 ed arriva  in  appena
  un'ora e trentacinque minuti a Catania, esattamente alle 7.45.
   Voglio fare una precisazione. Prima della riapertura della tratta,
  il  treno  viaggiava  in un'ora e cinquanta  minuti,  oggi  abbiamo
  ridotto di circa quindici minuti questo tragitto, fatto sicuramente
  apprezzabile.
   Inoltre,  laddove manca ancora il treno, nella tratta Caltagirone-
  Niscemi  e  Niscemi-Gela,  vi sono i bus  sostitutivi.  Questi  bus
  sostitutivi andavano in collegamento al pendolarismo che da Catania
  andava a Caltagirone e da Caltagirone a Niscemi e poi a Gela.
   Nel momento in cui abbiamo invertito gli orari, questi bus, questi
  collegamenti sono stati invertiti anch'essi.
   Devo  dire,  proprio  per garantire anche il precedente  servizio,
  abbiamo  aumentato  un bus da Militello verso Catania,  lo  abbiamo
  mantenuto in aggiunta e in aggiunta abbiamo mantenuto due  bus  che
  vanno  da  Caltagirone a Niscemi e da Niscemi a Gela  e  viceversa.
  Questo  per  non  alterare i collegamenti che c'erano  fra  Gela  e
  Caltagirone.
   Di  questi  collegamenti però, onorevole Cappello, uno lo  abbiamo
  soppresso, successivamente, perché dopo una settimana ci è arrivata
  una  nota da parte del Direttore dell'AST che ci ha sottoposto  una
  considerazione: se era giusto che, dopo una settimana, tenessimo un
  collegamento  su  strada e su gomma atteso che  in  ben  14  corse,
  avesse  viaggiato soltanto un utente. A questo punto abbiamo dovuto
  procedere alla soppressione di quella corsa. Ne rimane, invece, una
  in  più  da  Caltagirone  verso Gela e ne  rimane  una  in  più  da
  Militello.

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, si ritiene soddisfatto?

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE.   Si  passa  all'interrogazione  n.  817   Chiarimenti
  urgenti in merito alle gravi condizioni del sistema dei servizi  di
  trasporto  ferroviario, autolinee e dei collegamenti  stradali  che
  interessano e penalizzano il Comune di Scordia (CT) , a firma degli
  onorevoli   Cappello,  Cancelleri,  Ciancio,  Foti,  Mangiacavallo,
  Palmeri,  Siragusa,  Trizzino, Zafarana, Zito,  Tancredi,  Sunseri,
  Schillaci,  DiCaro,  Campo,  Di Paola,  Marano,  Pagana,  De  Luca,
  Pasqua.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   la  vasta  area in cui è ricompresa la città di Scordia  è  stata,
  come  noto,  colpita da recenti e violenti eventi atmosferici,  che
  hanno  pregiudicato  fortemente  il  già  deficitario  sistema   di
  collegamenti del Calatino;

   molteplici,   legittime  e  ripetute  sono  le  segnalazioni   dei
  pendolari,  i  quali  si  trovano  ormai  da  tempo  ad  affrontare
  ingiustificabili disagi determinati dalle pessime condizioni  della
  viabilità,   in   particolare  quelle  della  strada  intercomunale
  Militello-Scordia;

   gli  attuali  servizi di trasporto, predisposti a copertura  della
  vasta  area  del Calatino, sono insufficienti ed inadeguati  a  far
  fronte  all'emergenza  di  mobilità  che  investe  la  comunità  di
  pendolari, studenti, lavoratori, operatori economici e cittadini di
  Scordia;

   nonostante  gli  ingenti investimenti economici  effettuati  e  la
  riapertura   al   traffico  ferroviario   della   tratta   Catania-
  Caltagirone, che interessa anche il Comune di Scordia, a  causa  di
  un   inadeguato   impiego  di  mezzi,  risorse  umane   e   cattiva
  programmazione degli orari di partenza/arrivo e fermate intermedie,
  il   servizio  risulta  ancora  fortemente  carente  rispetto  alle
  effettive necessità degli utenti;

   rilevato che:

   a  fronte di una maggiore richiesta di mobilità del territorio, si
  apprende  da  numerosissimi utenti nonché  dai  diversi  organi  di
  stampa, della soppressione di corse da Scordia per Catania da parte
  della  società  di autolinee 'Interbus', nonché di pesanti  ritardi
  dei treni che collegano Scordia a Catania;

   un  ulteriore depotenziamento da parte delle società di autolinee,
  mediante   soppressione   di   corse   giornaliere   o   in   orari
  particolarmente utili ai pendolari per raggiungere il proprio posto
  di lavoro e/o studio penalizzerebbe l'utenza della città di Scordia
  anche  in  relazione alle inefficienze del servizio ferroviario  ed
  alle pessime condizioni delle reti stradali;

   considerato che:

   la  Regione  siciliana  deve avere ben chiaro  che  la  situazione
  sopradescritta è ormai divenuta intollerabile;

   le  problematiche  sopra  descritte,  le  effettive  esigenze  del
  territorio  ed i reali bisogni dei cittadini di Scordia,  rimangono
  tutt'oggi inascoltati da parte dell'attuale Governo della Regione;

   solo  attraverso  il controllo costante, l'operato  dell'Assessore
  competente volto a pretendere la previsione di più corse, orari più
  consoni  e  funzionali  rispetto alle esigenze  degli  utenti,  una
  programmazione  delle  coincidenze più  efficiente  comporterà  che
  detti servizi ferroviari e di autolinee potranno essere erogati  in
  modo corretto ed adeguato;

   per  sapere  se e come intendano intervenire al fine  di  assumere
  ogni necessaria azione ed urgente provvedimento per impedire che la
  situazione delineata permanga, continuando a comportare ulteriori e
  inammissibili  disagi  per le popolazioni  dei  luoghi,  nonché  lo
  spreco intollerabile di denaro pubblico».

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, anche questa interrogazione n. 817, è più o meno  sullo
  stesso  filone,  riguarda  il  problema  degli  autobus,  dei   bus
  sostitutivi,  che abbiamo già risolto. In più devo  dire  che,  non
  soltanto si sono risolti ma oggi, per viaggiare in treno da Scordìa
  a Catania ci si impiega appena 35 minuti. Io ritengo che questo sia
  un  collegamento molto sfidante, molto performante. In  autovettura
  da  Scordìa a Catania e da Catania a Scordìa non riusciamo a tenere
  lo  stesso  orario. Per cui, anche questo è stato  superato  perché
  abbiamo  avuto ben tre incontri, col sindaco Barchitta, col sindaco
  Burtone  e  anche con un'associazione di pendolari  e,  alla  fine,
  abbiamo con loro concordato.
   Per  cui  ritengo  che, in questo senso, abbiamo  corretto  quelle
  disfunzioni  iniziali,  anche alla luce del fatto  che  l'onorevole
  Barbagallo  aveva contestato l'utilizzo del materiale rotabile  con
  un  ATL  - cioè le vecchie Littorine - l'abbiamo, invece sostituito
  con  un  più  moderno Minuetto che, oggi, ha orari  più  ristretti,
  quindi  è  molto  più  veloce  ed  ha  degli  standard  qualitativi
  sicuramente superiori.

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 818  Interventi urgenti
  circa  il  reintegro lavorativo degli operai ex  Keller ,  a  firma
  dell'onorevole Figuccia.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
  e il lavoro, premesso che:

   la  Keller  Elettromeccanica, nelle sue  due  sedi  di  Villacidro
  (Sardegna)   e   Carini  (Palermo),  occupava  quasi   500   operai
  specializzati nella produzione di materiale rotabile e ferroviaria;

   nel  2014  la  sezione fallimentare del Tribunale di  Cagliari  ha
  sancito di fatto il fallimento dell'Azienda;

   a  seguito del fallimento dell'Azienda, tutto il personale è stato
  posto in mobilità;

   ad   oggi   tutti  i  dipendenti  sono  rimasti  privi   di   ogni
  ammortizzatore  sociale,  decretando  l'ennesimo  fallimento  delle
  Istituzioni,   incapaci  di  porre  in  essere  un  intervento   di
  salvataggio dell'Azienda;

   considerato che:

   a  seguito  degli  incontri avvenuti tra  l'Assessorato  regionale
  delle infrastrutture in indirizzo ed i vertici di RFI, nell'ottobre
  del  2018  è stato pubblicato dal gruppo Ferrovie dello  Stato  sul
  proprio sito web una bando di selezione del personale;

   nel  bando di selezione non si fa alcun riferimento al numero  dei
  posti  disponibili, e che il primo non è stato dedicato a personale
  disoccupato bensì 'aperto' a tutti coloro che avessero i  requisiti
  richiesti. Quest'ultimo punto non è in linea con le prerogative  di
  reinserimento del personale che rientra tra le categorie  'fragili'
  e  che  avrebbe  dovuto tenere in considerazione solo  chi  dovesse
  essere ricollocato nel mondo del lavoro;

   rilevato che:

   giorno  1  aprile 2019, circa 50 dipendenti ex Keller hanno  preso
  servizio  in RFI S.p.a, stabilimento O.N.A.I. di Carini, unitamente
  ad altri selezionati che non fanno parte del bacino Keller e di cui
  non si conosce con esattezza il numero;

   il restante personale che non 'avrebbe' soddisfatto/interessato le
  aspettative  professionali di RFI è stato posto in graduatoria  per
  eventuali future necessità;

   al  momento,  quindi,  restano  circa  100  ex  dipendenti  Keller
  (compresi  coloro  i  quali  non  hanno  presentato  domanda,   che
  avrebbero compilato in maniera difforme la stessa o che non sono in
  possesso dei requisiti) che non hanno soluzione occupazionale;

   preso  atto  che  con delibera del 30/7/91 facente riferimento  al
  d.l.  29 marzo 1991 n. 108, convertito, con modificazioni, in legge
  1   giugno  1991,  n.  169,  il Comitato interministeriale  per  il
  coordinamento  della  politica  industriale,  autorizzava  la  GEPI
  (visti  gli  elementi  forniti dalla  Regione  siciliana  con  note
  dell'11/03/91 e del 16/07/91 in merito alla particolare  situazione
  di  alcune  società  localizzate in aree  di  crisi)  a  costituire
  società  aventi per oggetto la promozione di iniziative  produttive
  idonee  a  consentire  il reimpiego di un massimo  di  1.000  unità
  (oppure  di  servirsi di società già costituite allo scopo  di  cui
  sopra). Il numero di 1.000 unità fu distribuito per il reimpiego di
  lavoratori   di   circa  una  dozzina  di  aziende  siciliane   ben
  individuate  tra  cui  la  Keller di Palermo  con  347  lavoratori,
  lavoratori  che  in  parte  sono stati collocati  all'epoca  presso
  l'area  dei  beni  culturali ed in parte presso il  comparto  della
  sanità;

   per sapere:

   se  non  ritengano  opportuno,  con l'urgenza  del  caso,  trovare
  soluzioni  idonee  al  fine  di  ricollocare  pienamente  tutti   i
  dipendenti ex Keller aventi diritto al reintegro;

   quali   misure  intendano  adottare  affinché  vengano   garantiti
  strumenti  di  sostegno  al  reddito per  i  avoratori  nella  fase
  transitoria fino all'effettiva ripresa dell'attività lavorativa .

   Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Falcone  per   rispondere
  all'interrogazione.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  in merito agli operai ex Keller, anche  questa  è  una
  vicenda  che  si  trascinava da oltre 6 anni.  La  Keller  era  una
  importante  azienda  che costruiva treni, ma procedeva  anche  alla
  manutenzione.
   Successivamente, chiusa questa azienda, in parte era  stata  anche
  rilevata  da  un'altra azienda, però vennero licenziati  circa  200
  operai. Di queste 200 maestranze, avendo superato il periodo  degli
  ammortizzatori  sociali,  cioè Cassa integrazione,  disoccupazione,
  tutto il resto, si sono presentati da noi, dal Governo regionale  e
  devo  dire, dopo una lunghissima trattativa che abbiamo  fatto  con
  RFI  e  Trenitalia,  alla  fine abbiamo  ottenuto  nessun  tipo  di
  apertura  da parte di Trenitalia, invece una significativa apertura
  da parte di RFI che ha assunto ben 68 persone.
   Di  queste  68  persone, addirittura, c'è un'ipotesi di  ulteriori
  assunzioni appena a Carini partiranno delle azioni di manutenzione,
  di  ristrutturazione  sia  dei  binari,  ma  anche  del  cosiddetto
  materiale rotabile. Abbiamo fatto un bando pubblico, al quale hanno
  partecipato circa 140 persone, di cui circa 120 dell'ex Keller,  ne
  sono  stati  assunti  ben 68. Altri sono  ancora  in  attesa  e  si
  apriranno - così come riteniamo entro fine anno o l'aprile del 2020
  -  altre opportunità lavorative, il dirigente del personale di  RFI
  ci ha dato garanzie che procederà a ulteriori reclutamenti.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Figuccia   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor assessore,
  in  realtà  con l'assessore Falcone ho avuto il piacere di  seguire
  questa vertenza - come lui, giustamente, ricordava - già da qualche
  anno,  a  far data dalla precedente legislatura, quando l'allora  -
  ricorderà  l'assessore  oggi  alle infrastrutture  -  assessore  Lo
  Bello,  nonché  vicepresidente della Regione  -  mi  dispiace  fare
  riferimento a persone che non sono oggi presenti in Aula - fece una
  serie  di  rimpalli  che  generarono, purtroppo,  questo  misfatto,
  ovvero  il  licenziamento in tronco di tanta gente che  aveva,  tra
  l'altro, maturato esperienza in quell'ambito.
   Oggi, al Governo regionale, il riconoscimento di un impegno, nella
  persona  dell'assessore Falcone, che è riuscito - come  lui  stesso
  ricordava  - a recuperare, attraverso RFI, l'esperienza di  ben  68
  unità.  Gente  che  si era formata all'interno di quegli  impianti,
  nell'area del carinese, che aveva delle esperienze da poter portare
  a  testimonianza di un impegno e di un lavoro che non è soltanto  a
  beneficio  di  quelle  famiglie ma che,  soprattutto,  a  beneficio
  torna,  perché no, degli interventi infrastrutturali che riguardano
  il gommato, che riguardano il sistema del trasporto ferroviario.
   Pur  tuttavia, l'assessore Falcone fa riferimento,  da  una  parte
  all'impegno di RFI ma, contestualmente, a come Trenitalia, chiamata
  anch'essa ad assumersi delle responsabilità, di fatto troviamo meno
  presente  nel dibattito e nell'impegno. Questo, ovviamente,  è  una
  cosa  con la quale dobbiamo fare i conti, anche alla luce del fatto
  che  quegli  avvisi, seppur da parte di un'azienda  privata,  erano
  degli avvisi che rispondevano a procedure di trasparenza

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, si deve dichiarare soddisfatto  o
  non soddisfatto.

   FIGUCCIA. Glielo sto dicendo, entro i tempi.

   PRESIDENTE.  No, i tempi no  Io vorrei ricordare all'Aula  che  il
  parlamentare  che ha svolto l'interrogazione deve dichiarare  se  è
  soddisfatto o no, non fare un intervento

   FIGUCCIA. Lo sto facendo, se lei me lo permette

   PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione.

   FIGUCCIA. Io ho un modo di spiegarle le cose, Presidente

   PRESIDENTE. È semplice, le assicuro che è semplice

   FIGUCCIA.  Per lei è semplice, invece siccome ci sono le  vite  di
  tanti  padri di famiglia, e c'è di mezzo un tema che è quello delle
  infrastrutture, penso che questo tema meriti rispetto a  favore  di
  queste persone che attendono una risposta.

   PRESIDENTE. È un problema di Regolamento, onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  E,  quindi, nel merito, Presidente dell'Assemblea,  noi
  alla luce di una richiesta che è stata fatta dal sindacato, abbiamo
  chiesto  un'audizione all'assessore. In quel caso  l'assessore,  al
  quale  io  ho finito di fare i complimenti, purtroppo non  è  stato
  presente.  Non è stato presente, assessore, noi abbiamo chiesto  in
  audizione  la  presenza  anche di ANAS,  ovviamente  oltre  che  di
  Trenitalia,  nessuno dei due si è presentato e, quindi,  io  vorrei
  chiederle  assessore, nel dichiararmi parzialmente soddisfatto  nel
  merito,  ma assolutamente, invece, soddisfatto rispetto  al  lavoro
  che lei ha fatto e che tutti le riconoscono, di essere presente  ad
  una  prossima  audizione  dove  ANAS e  Trenitalia,  questa  volta,
  potranno  essere  presenti per aver modo -  e  qui  ha  ragione  il
  Presidente dell'Assemblea regionale - in quel contesto, che  è  più
  adeguato  rispetto a quello dell'Aula, e mi scuso con il Presidente
  per  aver preso più tempo del dovuto, per poter affrontare, in quel
  contesto,  in  maniera strutturale, una questione che  riguarda  la
  dimensione professionale e lavorativa di questa gente, ma anche  il
  tema dell'infrastrutturazione in Sicilia.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Figuccia   si   ritiene   parzialmente
  soddisfatto.
   Si passa all'interrogazione n. 829  Gravi carenze infrastrutturali
  nel  territorio  del Libero Consorzio comunale di  Enna ,  a  firma
  degli onorevoli Pagana e altri.

   «Al  Presidente della Regione, all'Assessore per le infrastrutture
  e  la mobilità e all'Assessore per le attività produttive, premesso
  che:

   l'attività dì tutti i settori dell'economia del territorio  ennese
  è  pesantemente condizionata dalla carenza strutturale delle vie di
  comunicazione e delle infrastrutture in generale;

   il  completamento  delle  numerose  opere  e  l'ammodernamento  ed
  ampliamento  delle  esistenti sono da  inquadrare  in  una  visione
  organica  per  la  soluzione  della  problematica  della  viabilità
  interna e per il superamento degli squilibri territoriali;

   l'isolamento   di  un'area  ne  determina  la  marginalità   quale
  incapacità  ad attivare uno sviluppo economico e sociale  autonomo,
  collocando  le imprese in una situazione di svantaggio rispetto  ai
  loro competitors;

   sono necessari pertanto interventi urgenti ed improrogabili nonché
  un   piano  strategico  che  facciano  da  supporto  allo  sviluppo
  economico e forniscano alle imprese le condizioni per continuare ad
  operare sul mercato;

   tale  situazione è, con tutta evidenza, elemento che  contribuisce
  alla  scarsità  di  insediamenti produttivi  nel  territorio  e  al
  continuo spopolamento delle aree interne;

   il  parametro popolazione è fondamentale nell'inquadramento  dello
  stato  di fatto di un territorio, in quanto esso stesso rappresenta
  un   fattore  di  interdipendenza  in  un  sistema  socio-economico
  moderno;   basti  pensare  all'influenza  che  hanno  sul   fattore
  popolazione, in positivo o in negativo, le variazioni  dei  fattori
  sviluppo economico, impiego ed educazione;

   rilevato che:

   tra   le  aeree  libero  consorziali  comunali,  quella  di   Enna
  rappresenta,  sotto  molteplici aspetti,  elementi  di  particolare
  gravità in merito alla già precaria dotazione di infrastrutture  di
  collegamento;

   in  particolare,  appare  grave  la  situazione  dei  collegamenti
  stradali   che,  di  fatto,  isolano  l'intero  territorio   libero
  consorziale comunale;

   considerato che:

   la  viabilità libero consorziale comunale, al pari della  statale,
  ha  un  ruolo fondamentale nel quadro generale delle infrastrutture
  regionali  e,  nella  maggior  parte  dei  casi,  risulta   l'unica
  viabilità   esistente   di   collegamento   tra   paesi   limitrofi
  dell'entroterra siciliano;

   i  maggiori disservizi riguardano proprio i tratti di collegamento
  interni essenziali per congiungersi con il tratto autostradale e le
  principali vie di collegamento verso i poli economici più grandi;

   la  situazione  precaria  della viabilità  nel  territorio  non  è
  elemento  episodico  o isolato: infatti, molte  delle  strade  sono
  interrotte  e/o  chiuse  al  traffico  veicolare,  ad  esempio,  la
  chiusura  al traffico della strada provinciale n. 20 o  le  pessime
  condizioni del manto stradale della SP 21, creano enormi disagi per
  delle  zone caratterizzate da un alto tasso di attività agricole  e
  centri abitati;

   anche  la  rete infrastrutturale ferroviaria risulta inadeguata  e
  carente,  caratterizzata da strutture antiquate e poco  funzionali,
  in particolare per il trasporto merci;

   è compito essenziale del Governo regionale sia garantire urgenti e
  non procrastinabili interventi di manutenzione e messa in sicurezza
  della  rete  stradale  provinciale, sia  predisporre  un  programma
  urgente  di  potenziamento dell'intera rete viaria  nel  territorio
  della  ennese,  anche come strumento per garantire  opportunità  di
  sviluppo all'intera economia regionale;

   per sapere:

   se  il Governo non ritenga opportuno intraprendere una complessiva
  campagna   di   ammodernamento  della   rete   infrastrutturale   e
  predisporre  un  piano  strategico per lo  sviluppo  economico  del
  territorio di Enna;

   quali  mezzi e risorse il Governo regionale intenda investire  sul
  comparto infrastrutturale nell'area della ennese;

   quali  interventi il Governo intenda porre in essere  al  fine  di
  richiamare  le  autorità competenti ad una maggiore  attenzione  in
  merito  alla  manutenzione e al potenziamento della  rete  stradale
  nazionale, oltre che per le vie di comunicazione libero consorziali
  comunali e comunali, e ferroviaria nel territorio di Enna».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Falcone per fornire risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  la questione delle gravi carenze infrastrutturali  nel
  territorio di Enna, rubricata alla 829, è stata affrontata  qualche
  settimana  fa  ad Agira. Ne abbiamo parlato al Comune,  ne  abbiamo
  parlato  con  i  sindaci e la promotrice è stata la stessa  collega
  Pagana, abbiamo affrontato la vicenda.
   Ora,  a  distanza  di circa un mese, devo dire che  finalmente  la
  Regione  Siciliana, tramite il proprio Dipartimento, ha  portato  a
  compimento  ben  sei  progetti che riguardano  varie  strade  della
  provincia di Enna ad esempio la SP16, la SP64, ma riguardano  anche
  la SP19, SP94 Nicosia- Enna e alla A19, la SP85A, SP85B, insomma la
  SP che va verso Regalbuto e ancora la SP23B e così via.
   Dico  queste cose perché ieri, tra l'altro, il Presidente Musumeci
  si  è incontrato con il nuovo amministratore delegato di Anas e  in
  più  a questo piano straordinario che il Governo regionale ha messo
  in  campo per la provincia di Enna, che riguarda circa otto milioni
  di  euro  al piano dell'accordo quadro che riguarda appunto  cinque
  milioni  di  euro,  di cui ho detto pocanzi, vi  sarà  un'ulteriore
  convenzione con l'Anas, vediamo se stavolta sarà appunto  la  volta
  buona  per  potere intervenire in tutta una serie di  strade  della
  provincia di Enna che sono interessate da frane, da smottamenti, da
  degrado,  insomma ad esempio ad iniziare dalla SP21 quella  che  va
  dalla A19 verso Troina, Agira e quindi continua verso Troina e così
  via.  Ne  possiamo dire tantissime, la parte nord,  la  parte  sud,
  siamo stati qualche tempo fa anche col sindaco di Pietraperzia, col
  sindaco  di Barrafranca, la 190, ma non stiamo qua a dire tutte  le
  strade.
   Voglio dire però questo. Noi abbiamo pronto un piano che attueremo
  già  dalla fine di settembre e il piano sarà attuato appunto  negli
  interventi  specifici  che  ho  testé  annunziato,  ma  anche   con
  l'accordo quadro, in più con la convenzione che faremo con  l'Anas,
  dipartimento  manutenzione. Riteniamo che  nel  giro  di  un  anno,
  partendo  da  ottobre  prossimo ad arrivare ad ottobre  successivo,
  soltanto  nella  provincia  di Enna noi  spenderemo  dai  dieci  ai
  quindici  milioni di euro, tutti interventi pianificati, interventi
  che   saranno  puntualmente  realizzati  e  che  sono   stati   già
  specificatamente individuati.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Pagana   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   PAGANA. Grazie, Presidente, nel ritenermi parzialmente soddisfatta
  della  risposta dell'assessore Falcone, volevo cogliere l'occasione
  per  raccontare all'Aula quanto accaduto qualche giorno fa. Allora,
  anzitutto ho dovuto presentare un'interrogazione generale su  tutte
  le  strade, sulla condizione infrastrutturale in provincia di  Enna
  perché  altrimenti  avrei  dovuto fare un'interrogazione  per  ogni
  singola  strada. Anche gli interventi  tampone  che vengono  fatti,
  sono  appunto  interventi  tampone  quindi lasciano  il  tempo  che
  trovano, lasci pensare alla SP4 nei pressi di Valguarnera, a tratti
  è anche imbarazzante.
   Quindi, apprezzando naturalmente l'interesse del Governo nel voler
  porre  rimedio  a questa crisi, perché di crisi si  tratta,  io  la
  scorsa seduta avevo anche investito della questione l'assessore per
  le  attività  produttive, perché è chiaro che  lungo  le  strade  -
  citiamo  il  caso  di  Aidone sul quale c'è  una  interrogazione  a
  risposta  scritta - lungo le strade ci sono delle aziende  agricole
  che  non  riescono  nemmeno a fare arrivare i  fornitori  e  poi  a
  vendere  i propri prodotti. Coglierei anche l'occasione, magari  ne
  parleremo  con  la  Presidente della IV Commissione,  per  chiedere
  un'audizione in IV Commissione con un punto all'ordine  del  giorno
  che è la provincia di Enna, così da inquadrare tutti gli interventi
  e  così  da  potere anche tracciare, nei limiti del  possibile,  un
  quadro  temporale  o comunque un crono-programma  per  potere  dare
  risposte  ai  cittadini, perché è chiaro che  i  cittadini  che  si
  trovano le strade in quelle condizioni non vedono la politica, anzi
  si arrabbiano giustamente con la politica e con le istituzioni.

   PRESIDENTE.    L'onorevole   Pagana   si   ritiene    parzialmente
  soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 852  Chiarimenti in  merito  alla
  manutenzione  delle  strade provinciali  238,  130,  21  e  20  bis
  ricadenti  nel  territorio comunale di Campofranco (CL) ,  a  firma
  dell'onorevole Di Paola ed altri.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per le infrastrutture
  e la mobilità, premesso che:

   in  data 24 gennaio 2019, il Comune di Campofranco ha trasmesso al
  Libero  Consorzio comunale di Caltanissetta una specifica richiesta
  per   l'avvio  di  procedure  d'urgenza  per  il  ripristino  della
  viabilità   delle   strade  provinciali  oggetto   della   presente
  interrogazione   invase,   a  seguito  delle   avverse   condizioni
  meteorologiche, da fanghiglia e terra;

   in  mancanza  di riscontri, in data 13 maggio 2019, il  Comune  ha
  reiterato  la  richiesta  di interventi sulle  SS.PP.  interessate,
  sottolineando  l'urgenza di provvedere alla  manutenzione  a  causa
  delle  pessime  condizioni di percorribilità  e  di  un  importante
  restringimento della carreggiata, dovuto in parte alla  persistente
  presenza  della  fanghiglia  accumulatasi  nel  periodo  invernale,
  nonché al mancato diserbamento della vegetazione infestante lungo i
  cigli delle strade medesime;

   rilevato che:

   nella  SP 21 'Campofranco-bivio Molinella-stazione di Sutera',  in
  prossimità  dell'abitato di Campofranco, la  presenza  notevole  di
  erbe infestanti pone seri problemi igienico-sanitari e la terra che
  ha  invaso la carreggiata nel periodo invernale ne rende pericoloso
  il transito;

   nella  SP 20 bis 'Sutera-bivio Campofranco', subito dopo il  bivio
  per  Sutera, la rimozione della terra che occupa circa  metà  della
  carreggiata  appare inderogabile, restringendo il transito  proprio
  in un tratto in curva estremamente pericoloso;

   analoghe  considerazioni  possono  farsi  anche  per  la  SP   130
  'Campofranco-contrada  Chiartasi'  e  soprattutto  per  la  SP  238
  'Strada    intercomunale   Sutera-Campofranco',   che   rappresenta
  un'importante via di collegamento per entrambi i Comuni;

   considerato che:

   il deposito di terra e fanghiglia sulla carreggiata delle SS.PP de
  quibus  rappresenta  una  costante  che  si  ripete  ogni  anno  al
  verificarsi delle prime piogge autunnali e durante tutto  l'inverno
  per le condizioni geomorfologiche del territorio;

   l'approssimarsi  della  stagione  estiva  rende  improrogabile  il
  diserbamento   della   vegetazione   infestante   che,   oltre    a
  compromettere  la  visibilità sui tratti  maggiormente  pericolosi,
  espongono  le  aree in parola al rischio di incendi che  potrebbero
  propagarsi agevolmente;

   è verosimile ritenere che le esigue risorse finanziarie del Libero
  Consorzio   comunale  di  Caltanissetta  non  gli   consentano   di
  provvedere   al   ripristino,  neppure   provvisorio   e   limitato
  all'indispensabile, delle citate strade provinciali;

   le  pessime  condizioni del sistema viario del Vallone raggiungono
  livelli sempre più allarmanti, non solo per i rischi connessi  alla
  sicurezza  stradale,  ma  anche per un progressivo  e  preoccupante
  isolamento dell'area interna, con notevoli ricadute sullo  sviluppo
  economico, sulla libertà di circolazione delle persone  e,  non  di
  rado, persino sull'accessibilità ai servizi sanitari;

   altresì,  nel  mese  di  marzo  u.s.  l'Assessore  interrogato  ha
  presentato  un  Piano straordinario di manutenzione per  le  strade
  provinciali, con oltre 102 milioni, predisposto e finanziato  dalla
  Regione,  grazie  ai fondi del Patto per il Sud, e  all'Accordo  di
  programma   quadro,   destinato  ai  9  Liberi  Consorzi   comunali
  siciliani, con 70 interventi programmati ;

   per sapere:

   se   tra   gli  interventi  programmati  nel  piano  straordinario
  rientrino  quelli relativi alle SS.PP. nn. 238, 130, 21 e  20  bis,
  ricadenti nel territorio comunale di Campofranco (CL);

   quali iniziative intendano, comunque, intraprendere per avviare  i
  lavori  di  manutenzione delle strade citate e di  mitigazione  del
  rischio  idrogeologico del territorio attraversato  dalle  suddette
  SS.PP.;

   quali  siano  gli  interventi previsti per le  strade  provinciali
  ricadenti   nel  territorio  del  Libero  Consorzio   comunale   di
  Caltanissetta».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone per fornire la risposta.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  vorrei fare intanto una precisazione:  in  genere  gli
  interventi che la Regione finanzia non sono interventi che finanzia
   motu proprio  ma li finanzia, appunto, perché i Liberi Consorzi  -
  come  in  questo  caso  quello  di  Caltanissetta  -  avanza  delle
  richieste.
   Queste  strade,  devo dire, non sono rientrate  tra  le  richieste
  formulate  dal Libero Consorzio, forse anche perché il  degrado  di
  queste  strade  si  è  accentuato a  seguito  degli  ultimi  eventi
  alluvionali, per cui abbiamo fatto richiesta alla Protezione Civile
  per capire se potessero rientrare nell'ordinanza n. 558, cioè negli
  ultimi eventi alluvionali dell'inverno trascorso.
   Alcuni  rientreranno, altri no, per cui come possiamo  intervenire
  su queste arterie?
   Possiamo  intervenire  con l'accordo quadro.  E  allora  questo  è
  l'impegno  che prenderemo, però deve essere non soltanto il  Comune
  di  Campofranco  che avanzi questa richiesta ma ci  deve  pervenire
  dallo stesso Libero Consorzio.
   Io  vorrei concludere, invece, rispondendo a questa interrogazione
  per  fare  una  precisazione: l'onorevole Pagana ha  chiesto  delle
  audizione  in  IV  Commissione - parleremo poi  con  il  Presidente
  Savarino  - ma noi siamo pronti a venire in audizione per tracciare
  provincia  per  provincia  tutti  gli  interventi  che  sono  stati
  programmati e quelli che possiamo anche programmare a seguito delle
  istanze,   delle  esigenze,  delle  necessità  che  il   territorio
  rappresenterà.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cappello   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAPPELLO. Ne prendo atto.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 857   Chiarimenti  su
  alcune  anomalie  riguardanti la Camera di Commercio  del  Sud  Est
  Sicilia ,  a  firma  degli  onorevoli  Campo  ed  altri,   riguarda
  l'Assessore  per le attività produttive, viene trasferita  pertanto
  alla Rubrica Attività produttive.
   Relativamente all'interpellanza n. 173  Chiarimenti sul temporaneo
  accantonamento  negativo  da parte delle misure  stanziate  per  il
  trasporto pubblico locale , a firma degli onorevoli Campo ed altri,
  è  superata  dalla recente legge che ha dato copertura  finanziaria
  all'intero testo.


   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  domani,  giovedì  18
  luglio 2019, alle ore 11.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -Comunicazioni

   II -Discussione dei disegni di legge:

       1)   Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di pubblica amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I
         COMM/A) (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       2)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di autonomie locali  (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       3)  Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A)

         Relatore: on. Sammartino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 17.23

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio