Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 11.18
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute n.
130 del 17 luglio 2019 e n. 129 del 16 luglio 2019 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Presidente Musumeci, visto che abbiamo questo appuntamento tra
pochissimo, credo sia inutile iniziare per finire. Rinviamo di
mezz'ora.
Allora, colleghi, scusate, siccome il Presidente della Regione mi
ha comunicato di avere un appuntamento importante, cui peraltro mi
ha chiesto di partecipare, per cui dovremmo andare via. Pertanto,
rinviamo la seduta di un'ora e alle ore 12.30 ci rivediamo qui, in
Aula, per iniziare la votazione.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 12.45)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo avere parlato con alcuni di
ritengo che noi dobbiamo continuare a lavorare, anche perché
comunico all'Aula che fino a quando non saranno completati i
collegati e possibilmente - ma questo lo andremo a verificare -
anche la legge sui rifiuti, noi non chiudiamo l'Assemblea, per cui,
se voi preferite che il 15 agosto siamo qui a lavorare, io problemi
non ne ho, se invece vogliamo evitare e possiamo andare dopo la
prima settimana di agosto in ferie per un mese bene, se no dobbiamo
lavorare. Per cui ritengo che, ora mancano tanti colleghi, perché
c'è stata sicuramente confusione, quindi gli diamo il tempo di
tornare, ma alle 15 riprendiamo l'Aula per cominciare a votare.
(La seduta sospesa alle ore 12.47, è ripresa alle ore 15.14)
La seduta è ripresa.
Sulla grave situazione dei lavoratori di Almaviva
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo io
intervengo per denunciare una situazione davvero grave che riguarda
la città di Palermo, e precisamente i lavoratori del call center
Almaviva i quali stamani erano stati convocati per la terza volta a
Roma dal Ministro Di Maio e, nonostante la compagine sindacale
fosse a 360 aperta poiché c'erano i confederali e non solo, tutti
i rappresentanti di tutte le sigle sindacali, purtroppo il Governo
non si è presentato per la terza volta, lasciando ovviamente nello
sconforto più totale i lavoratori che obbiettivamente denunciano
una problematica serissima, che io non credo che noi non possiamo
tenere in considerazione.
Precedentemente, anche in un ordine del giorno che è stato votato
da questa Aula, abbiamo chiesto un impegno particolare della
Regione Sicilia nell'essere presente alle convocazioni che sono
state fatte da parte del Ministero, seppur per conoscenza invitati:
comune di Palermo e Regione peraltro non ci siamo presentati, e
questo è stato un motivo di rammarico di cui ho lamentato già nel
precedente mio intervento legato a questo tema, ma oggi devo dire
che la mancanza del Governo, quindi dell'onorevole Di Maio, a
quest'incontro, lascia veramente delle grandi perplessità.
Io vorrei ricordare a me stessa e ai colleghi dell'Aula che sono
impiegati 3 mila lavoratori in una partita che riguarda soprattutto
delle società che portano le proprie commesse all'estero, tema
dibattuto, discusso, di cui abbiamo letto e sappiamo tutti.
Però il tema è uno, si paventano in maniera oggettiva 1600
licenziamenti, poiché le contrazioni del flusso di Tim e di Vodafon
sono state nell'ultimo trimestre negative, per cui si è ritenuto,
le aziende hanno ritenuto, di delocalizzare ovviamente perché il
costo del lavoro in Romania è minore.
A tutti noi sarà capitato di ricevere una telefonata o di
telefonare ad un call center e di parlare con una persona che a
stento comprende l'italiano. Allora io mi chiedo ma la città di
Palermo la vogliamo davvero distruggere? Quando parliamo di fuga
dei cervelli, perché non parliamo di fuga di 3 mila persone le
quali, purtroppo, molto spesso, o sono mono reddito o ancora più
incredibile, poiché si sono sposati entrando in giovane età
all'interno di queste aziende si sono sposati tra loro, per cui
abbiamo situazioni reddituali che crollano all'interno di un nucleo
familiare.
Allora io ritengo che questo non sia un problema né del deputato
Caronia, né dell'Assemblea soltanto, ma è un problema della nostra
Nazione.
Il fatto che il Ministro Di Maio oggi non si sia presentato a
questo incontro, mi pone grossissime preoccupazioni per quello che
è il futuro di questi lavoratori, che ripeto, qualora fossero
licenziati, anche nella quota parte di cui già si parla,
comporterebbe per la città di Palermo, per tutta la città, non
soltanto per gli stessi lavoratori, un crollo in termini di PIL e
in termini di produzione, in termini di capacità di vivere in una
città come quella nostra che è ridotta ormai al collasso che è
insostenibile.
Oggi 1600 licenziamenti la città di Palermo non potrà sicuramente
sostenerli, quindi il mio invito, che non è un invito, ma è come
dire, qualcosa di più, lo formalizzeremo mi auguro in un ordine
del giorno, altri colleghi l'hanno già fatto, che il Governo faccia
richiesta di un'audizione, di un incontro dedicato col Ministro e
con le compagini sindacali perché si possa affrontare in tempi
rapidissimi, cioè entro la fine del mese la problematica, poiché i
1600 tagli sono previsti già per questa estate, non sono
temporalmente differiti in chissà quale tempo, ma si tratta del 31
di luglio, per cui Presidente la invito anche, vista la sua
sensibilità sul tema, di essere parte redigente, contribuire ecco a
far sì che queste parole diventino poi fatti.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo anch'io
sul tema dei lavoratori Almaviva per ricordare al Governo, come lei
ben sa, Presidente, che l'Assemblea regionale siciliana ha già
approvato un ordine del giorno con il quale si impegnava il Governo
della Regione a farsi parte attiva nei confronti del Ministero
dello sviluppo economico affinché, dice l'ordine del giorno,
affinchè sia aperto un tavolo di crisi con le aziende operanti nel
settore dei call center per la salvaguardia dei livelli
occupazionali di Almaviva Palermo e del rilancio del comparto .
Signor Presidente, se possibile io vorrei dal Governo sapere cosa
ha fatto dall'approvazione dell'ordine del giorno ad oggi, perché
non mi risulta assolutamente che il Governo della Regione si sia
fatto parte attiva nei confronti del Ministero a tutela dei
lavoratori di cui parlavamo.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il problema di
questa mattina l'abbiamo già sentito da altri colleghi, il problema
di Almaviva' riguarderebbe, sembra dai comunicati stampa, circa
1.600 persone che rischiano il posto di lavoro.
Proprio oggi doveva esserci una riunione al ministero dello
Sviluppo Economico, l'unione indetta con la sigla sindacale di
riferimento con tutti gli operatori dei call center, che è l'Astel,
assieme a tutte le sigle sindacali. Sappiamo che il Ministro ha
disatteso l'incontro e non si è voluto occupare della questione.
Ed è un comparto importante, Signor Presidente, signori colleghi,
salutiamo il Presidente della Regione. Sono circa 80 mila
lavoratori in Italia.
Ed' un problema grosso anche per i siciliani, migliaia e migliaia
di lavoratori che oggi rischiano il loro posto di lavoro, e
sappiamo che gli ultimi tavoli aperti, sono quelli della
Pernigotti, di Piaggio, l'Ilva di Taranto, dello Husqvarna,, Di
Stefano, il Mercatone, Alitalia, eccetera, su Almaviva', non
sappiamo nulla da parte del Ministero.
Allora, visto che è un tema così importante, dovrebbe essere tutta
l'Aula a dare un messaggio al Governo nazionale, e soprattutto al
Ministero per lo sviluppo economico, affinché si trovi una
soluzione per questi lavoratori.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la questione
che riguarda Almaviva vorrei ricordare all'onorevole Aricò che non
stiamo parlando di 1.600 dipendenti, ma di 2.770 dipendenti che
rischiano il posto di lavoro.
Il numero cambia poco, ho dato a quest'Aula un ordine del giorno,
quindi pregherei il Governo, il Presidente della Regione che vedo
qui in Aula e che saluto, di prendere tutti i provvedimenti
necessari affinché questa vertenza venga risolta e affrontata in
maniera forte ed eclatante anche da parte del Governo e del
Parlamento regionale.
E inoltre, signor Presidente, vorrei evidenziare oltre la
questione Almaviva', anche la questione relativa agli Istituti
autonomi di case popolari, e quindi soprattutto all'Istituto
autonomo case popolari di Palermo che, vista la sentenza, ormai
passata in giudicato, ha una situazione di deficit pesante, per
cui la scorsa settimana i lavoratori hanno proclamato e hanno già
fatto uno sciopero, ma rischiano veramente il default.
A tal proposito, abbiamo già presentato un emendamento al
collegato , e pregherei il Governo e l'Aula di approvarlo
celermente e velocemente prima che lo Iacp fallisca, e quindi i
lavoratori rimangono tutti, tra virgolette, disoccupati e quindi
una salvaguardia effettiva al mantenimento del livello
occupazionale dell'Istituto case popolari di Palermo, ma non solo
Palermo. Infatti, signor Presidente, anche gli altri Iacp della
Sicilia, vivono un momento devastante, e con l'approvazione di
questo emendamento noi possiamo riuscire a liberare delle somme che
derivano dalla legge 24.12.1993, n. 560, sono delle somme non
vincolate da programmazione, nonché proventi delle cessioni degli
immobili non residenziali, dove le somme che già sono in giacenza
presso i bilanci dello Iacp che attualmente non riescono a
utilizzare.
Attraverso l'approvazione di questo emendamento gli Iacp
riuscirebbero a utilizzare queste risorse e quindi evitare il
fallimento e, di conseguenza, anche il non mantenimento dei livelli
occupazionali.
PRESIDENTE. Allora, Presidente Musumeci, prima di dare la parola
sull'argomento di oggi all'onorevole Barbagallo, tutti i Gruppi
sono intervenuti sul fatto che oggi non si è presentato il Governo
nazionale all'incontro che c'era - io non ne sono a conoscenza, ma
secondo quello che dicono - per Almaviva. Allora, a questo punto
volevo soltanto dirglielo, in modo che tutti hanno chiesto che
iniziative intenda prendere il Governo, io glielo comunico, visto
che lei non c'era, questo è stato il dibattito che c'è stato fino
ad ora.
A questo punto partiamo con l'ordine dei lavori, tanto il
Presidente Musumeci non è lui che deve dare una risposta sulla
storia di oggi, della mancata presenza del Governo, a meno che non
abbia qualcosa
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, anche se non ho potuto per tre minuti ascoltare il
dibattito precedente, conosco la vicenda, conosco la vertenza,
esprimo solidarietà piena e convinta del Governo ai lavoratori
dipendenti di Almaviva, a coloro che in questo momento rischiano il
posto di lavoro, ma anche a coloro che certamente non possono
considerarsi in una condizione di serenità e di sicurezza e
assicuro che con l'Assessore regionale per la famiglia, le
politiche sociali e il lavoro e con l'Assessore per le attività
produttive promuoveremo ogni azione necessaria di sensibilizzazione
sul Governo nazionale affinché assuma la responsabilità delle
proprie scelte, almeno partecipando agli incontri convocati con le
forze sociali e con le forze sindacali.
Questo è un impegno che credo assuma e interpreti la volontà dei
colleghi che si sono espressi, e complessivamente dell'Aula. In
questo senso, signor Presidente, opereremo a partire da lunedì
della prossima settimana.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mancuso, Gallo, Figuccia e
Lo Curto hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Collegato alla
legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di pubblica
amministrazione e personale» (491 Stralcio I COMM/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale» (491 Stralcio I
COMM/A) posto al numero 1).
(Il Presidente dà la parola ai deputati che chiedono di parlare
nell'ambito della discussione generale, rinviata all'esame
dell'articolo 1 secondo quanto convenuto nel corso della seduta n.
129 del 16 luglio 2019)
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Partito
Democratico con franchezza ci aspettavamo che nell'ambito del
collegato alla legge di stabilità regionale si facesse cenno,
soprattutto nel collegato in materia di pubblica amministrazione e
autonomie locali, a risolvere alcuni problemi che riguardano la
macchina amministrativa della burocrazia regionale e
l'organizzazione degli Assessorati.
Temi e questioni che abbiamo più volte sollecitato in questa prima
parte della legislatura con la presentazione di disegni di legge,
con la presentazione di atti ispettivi. Faccio riferimento in
particolare all'accorpamento di alcuni Assessorati e alla divisione
di altri, a nostro giudizio l'organizzazione della pubblica
amministrazione regionale non è più confacente alle attuali
esigenze del sistema, per questo questa era la proposta del Partito
Democratico, abbiamo chiesto con forza l'accorpamento
dell'Assessorato regionale del Turismo, dello sport e dello
spettacolo con quello dei Beni culturali e dell'identità siciliana.
E ancora di più, a nostro giudizio, sono più contingenti le
questioni relative all'organizzazione burocratica. Signor
Presidente della Regione, noi riteniamo che i ritardi accumulati
nella gestione del sistema idrico in Sicilia non siano più
tollerabili e pertanto sia indifferibile l'istituzione di un
dipartimento delle acque in Sicilia. Un unico dipartimento che si
occupi di acque e di rifiuti è, come dire, un carico di lavoro che,
a nostro giudizio, Viale Campania non può sopportare. Faccio
riferimento in particolare al ritardo della misura 6-3.1, per cui
non è stato impegnato un solo euro in un anno e mezzo di questa
legislatura, il ritardo nelle iniziative per ridurre il costo delle
tariffe sull'acqua in Sicilia e per omogeneizzare le tariffe. Ci
sono comuni dove l'acqua, come è ben noto, si paga cento euro al
mese e altri dove si paga cinquanta euro all'anno, i ritardi
nell'emissione dei decreti del Patto per il Sud a proposito delle
reti idriche, ecco, a nostro giudizio, questa può essere
l'occasione per istituire un dipartimento regionale che si occupi
solo dell'acqua con competenze specifiche.
Venendo al testo all'esame dell'Aula, notiamo con piacere, signor
Presidente, che finalmente si parla del sostegno ai Comuni
terremotati.
Dico finalmente si parla perché l'articolo 1 arriva con 9 mesi di
ritardo.
Noi, sia nelle discussioni generali alla finanziaria che negli
atti parlamentari successivi, abbiamo sollecitato, più volte, un
intervento di quest'Assemblea.
Il Governo nazionale, onestamente, è stato solerte, perché credo
che nei 5 anni gli stanziamenti per il terremoto del 26 dicembre
ammontano a circa 300 milioni di euro, insomma, l'intervento che,
oggi, si propone all'esame dell'Aula, ammonta ad 1 milione di euro.
Ci sembra, veramente, un po' pochino.
Noi proponiamo l'accantonamento dell'articolo 1 ed una
riscrittura, anche per velocizzare le procedure di questo tonico
che andremmo a dare ai comuni, per assegnarle nel modo più veloce
possibile e per non farle passare dalle forche caudine dei
passaggi burocratici.
Resta, e lo ricordo a me stesso ma lo ricordo anche a tutti i
colleghi, aperta la questione non soltanto del terremoto del 26
dicembre, che è stata la calamità più significativa, purtroppo, che
ha colpito la nostra Terra, resta aperto il tema dell'ottobre
scorso per cui i comuni, ancora oggi, mi riferisco al terremoto del
6 ottobre 2018, non hanno ricevuto alcun ristoro. C'è stata,
soltanto, un'iniziativa per la ricostruzione delle scuole.
Un ragionamento, probabilmente, si potrebbe fare anche con i fatti
che sono accaduti a Stromboli la scorsa settimana.
Sull'articolo 6 abbiamo fatto, come Partito democratico, una serie
di emendamenti.
Siamo qua, in fase di discussione generale, vorremmo che restasse
agli atti parlamentari un principio che è quello secondo cui, ai
sensi del 165 del 2001, signor Presidente, che come lei sa è la
norma che nello Stato italiano, nell'ordinamento giuridico
italiano, disciplina il lavoro alle dipendenze delle pubbliche
amministrazioni, alla dirigenza ed al passaggio delle fasce di
dirigenza dalla 3 alla 2^, dalla 2^ alla 1^, o di chicchessia, si
accede per selezione pubblica, per titoli ed esami.
Lo ricordo a me stesso, lo ricordo ai colleghi ed ai tanti,
presidente Pellegrino, che nella vita fanno gli avvocati: questo è
un principio che deve tenere saldo, è un principio di diritto
perché quanto è accaduto nella Regione siciliana precedeva la norma
nel 2001, perché la legge n. 10 del 2000 era precedente a quella
riforma economico-sociale che, come tale, è cogente e si applica in
tutto il territorio e, per noi, va applicata in modo specifico,
ovviamente, alle procedure dell'articolo 6.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che la delega alla Protezione
civile sia rimasta in capo al Presidente della Regione e, quindi,
mi rivolgo al Presidente della Regione.
Credo che, così come è scritto, questo articolo non daremo un euro
ad alcuno Anche se ce ne mettiamo 100 milioni, non 1 milione. 1)
Se diamo aiuti alle imprese, dobbiamo fare le norme, come dire,
dobbiamo prevedere la norma che autorizza gli aiuti di Stato.
Bisogna, quindi, specificare il regime derogatorio, scritto per
legge, rispetto al regime di aiuti consentiti; 2) se ci si richiama
ai meccanismi di protezione civile, mi risulta che si citano norme
che non siano neanche quelle previste dalla Protezione civile.
Invito, allora, l'Assessore pro-tempore a verificare la coerenza
legislativa di questo articolo con la possibilità concreta di dare
esecuzione a questo aiuto che vogliamo attribuire per alcune
calamità che ci sono state nel tempo.
Aggiungo, e finisco: nel bilancio della Regione esistono diversi
capitoli che operano in regime di aiuto, dal settore agricolo a
quello infrastrutturale. Non so come divideremo questo milione,
perché ci sono danni in agricoltura, danni di tipo strutturale alle
imprese. Ricordo che il regime di aiuto per danni è fatto salvo,
diciamo, i vincoli assicurativi, cioè ci sono beni assicurabili che
non possono essere rimborsabili.
Signor Presidente della Regione, la invito - poiché non c'è
contrarietà a dare un aiuto alle imprese, forse se lo diamo ai
comuni aiutiamo un po' di più, nel senso che snelliamo, almeno ci
auguriamo, alcune procedure - in ogni caso, al di là di a chi li
diamo, rimane il fatto che questa norma, così come è costruita,
presenta una serie di difficoltà operative che rischiano di
produrre il fatto di mettere 1 milione nel bilancio ma di non
spenderlo mai.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, volevo rassegnare all'Aula ed a lei le
mie considerazioni su alcuni articoli che, secondo me, dovrebbero
essere stralciati perché, in qualche maniera, non sono
perfettamente attinenti alle materie della I Commissione.
Un esempio: questo piccolo fondo che si riserva per la rimozione
dell'amianto, secondo me, potrebbe andare nel collegato della IV
Commissione o gli aiuti alle imprese, come questo articolo 1 del
fascicolo - sono due i fascicoli -, lei capisce perché parlando di
aiuti alle imprese potrebbe essere benissimo stralciato e collegato
al collegato della III Commissione che, giusto ieri, è stato
esitato ma nel quale benissimo si può andare ad inserire questo
articolo con delle correzioni perché, in effetti, l'iter di
distribuzione è veramente poco chiaro e rischiamo che questa somma
che - mi permetto di dire - è talmente esigua che, probabilmente,
per usare un gergo comune il gioco non vale la candela .
Un milione di euro per gli aiuti alle imprese colpite da eventi
calamitosi, quando sappiamo che da chi si occupa di pesca, a chi si
occupa di agricoltura o, come diceva l'onorevole Barbagallo, ai
comuni colpiti dal terremoto del 26 dicembre, ad esempio, sono
troppo esigui.
Allora, vedrei l'opportunità non di bocciare ma di stralciare,
portarlo in III Commissione e studiare qualcosa di semplice che non
sia un sovraccarico enorme per i dipendenti della Regione che
dovrebbero fare carte su carte ed interpretare qualcosa che, seppur
nello spirito è apprezzabile, sembra uno strumento che non si può
pienamente utilizzare.
Poi, visto che lei ha dato spazio, in una sorta di ex articolo 83,
all'incipit di questa riunione, vorrei ricordare che ci sono non
solo gli eventi calamitosi ma gli eventi calamitosi burocratici. Ad
esempio, ci sono moltissime imprese del comparto balneare e
turistico che sono state colpite da una calamità non naturale, per
fortuna, ma una calamità burocratica. Mi riferisco all'ordinanza
emanata il 10 aprile che ancora non ha raggiunto tutte le province,
probabilmente, per problemi di comunicazione e che, oggi, ha visto
il primo caso risolto proprio in provincia di Catania.
In qualche modo si possono ringraziare gli Uffici che si sono
prodigati ed hanno sopportato la benevola pressione che abbiamo
cercato di fare per velocizzare.
Secondo me, questo tipo di scelte sono inopportune, soprattutto in
momenti di cambiamento. Proprio questo mese si è attivata
l'autorità di bacino. Quindi, avevamo a parità di dipendenti, a
parità di strutture, una duplicazione di compiti, competenze con un
iter tutto da inventare in piena stagione balneare iniziata.
Per fortuna ci sono tanti turisti, i cittadini si sono spostati
nelle case costiere ma trovando un disagio enorme. Mi sembra un
modo di nascondere la testa sotto la sabbia.
Il territorio italiano ed il territorio siciliano sono in gran
parte soggetti a fenomeni geomorfologici perché sono è un
territorio giovane ed in continuo movimento.
Il rischio lo corriamo, è corretto dare i preavvisi ma anche con
una tempistica, una chiarezza dell'iter e, quando è possibile, una
semplificazione perché, altrimenti, noi, gli uffici si solleva, si
passa la palla avvelenata, il cerino in mano ai territori, creando
delle calamità burocratiche a carico delle imprese che non sono
menzionate in questo articolo e mi auguro, prima o poi, abbiano un
minimo di ristoro per poter iniziare l'attività a, ripeto, metà
luglio già superato. Grazie.
PRESIDENTE. Intanto, due cose che riguardano la Presidenza
dell'Assemblea su quello che è stato detto. Onorevole Foti, lei
potrebbe avere ragione sul fatto che alcuni articoli non
sembrerebbero coerenti con la cosa ma, siccome la copertura di
questi articoli è sulla Protezione civile che, invece, è in carica
alla I Commissione, è il motivo per cui sono stati inseriti nel
collegato della I Commissione.
Poi, vorrei dire al Governo che, sull'intervento dell'onorevole
Barbagallo di poco fa, avevamo già preparato una richiesta di
stralcio al Governo dell'articolo 6 perché comunque ha delle
BARBAGALLO. Dell'articolo 6?
PRESIDENTE. Non stralcio, scusate, una riscrittura o, comunque,
accantonamento del comma 1 perché, effettivamente, ci sono profili
fortemente critici di costituzionalità per cui vorrei che se lo
facciamo
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, dell'articolo 6 ne parliamo dopo, volevamo
soltanto avvertirvi, al limite ne parliamo prima, ma ci sono dei
profili di incostituzionalità.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
sull'articolo 6 ha anticipato quello che stavo per dire perché,
questi commi 1 e 1 bis, hanno una serie di criticità. Il bis,
ovviamente, per quanto riguarda l'articolo 3 e l'articolo 7 in
quanto, soprattutto l'articolo 3, pare che non abbia la bollinatura
da parte della Ragioneria e l'articolo 7 perché, comunque sia, si
stanno aumentando sempre i compensi per questi professionisti
rispetto a prima.
Per quanto riguarda il comm1, questo collegato che è stato
suddiviso, diciamo, in vari, per le varie Commissioni, le criticità
maggiori erano proprio per questo articolo 6 ma sono palesi perché
vorrei ricordare che in una notte, nel 2000, con la legge n. 10 del
2000, si fecero di colpo 2000 dirigenti. Questi 2000 dirigenti,
ovviamente, non hanno fatto mai un concorso, non hanno mai fatto
una procedura concorsuale. Ed ora che cosa facciamo? In questo
articolo diciamo che lo vogliamo fare attraverso uno scorrimento di
una graduatoria triennale redatta a seguito di valutazione
comparativa dei titoli.
Ora, dico ci sono dirigenti di terza fascia, persone anche di un
certo livello e le posso assicurare che persone intelligenti e
preparate non hanno assolutamente paura di un concorso. Chi può
avere paura di fare un concorso? Chi, ovviamente, è stato messo lì,
è stato spinto e, spesso ha avuto nomine, solo perché erano yes
man, quindi, una persona diciamo molto affascinata dal potere. Gli
altri, invece, quelli che hanno lavorato perbene, non hanno
assolutamente problemi da questo punto di vista.
Questo articolo, comunque sia, il comm1 dell'articolo 6 va a, non
solo bypassare quelli che sono i principi di imparzialità, di buon
andamento della Pubblica amministrazione per via che non c'è un
concorso, ma va a contraddire la stessa legge n. 10 del 2000
perché, proprio al comma 5, dice in attesa delle procedure
concorsuali. Quindi, lì già c'è scritto che devono fare un concorso
e, invece, loro non lo vogliono fare.
C'è da dire, non vedo l'assessore Grasso, che nel 2003 il governo
Cuffaro provò a fare un qualcosa di simile per quanto riguarda
diciamo farli transitare, se non mi ricordo male, come dirigenti di
seconda fascia e quell'articolo fu impugnato.
Ora, non voglio scendere nei dettagli perché, comunque sia, lo
farò appena parleremo dell'articolo 6, anche perché abbiamo
presentato degli emendamenti che vanno, ovviamente, nella direzione
opposta che vuole questo Governo.
Chiudo con il discorso del Corpo Forestale perché tutti noi
vogliamo il controllo del territorio, per l'amor di Dio, ma l'unica
cosa che si fa in questo articolo 8 è solo andare indietro e
passare a riesumare la legge, se non mi sbaglio la n. 3 del 2007
dove la pianta organica del Corpo Forestale che vorrei ricordare
c'è solo in Sicilia, ormai, perché sono passati ad altre Forze di
Polizia nel resto d'Italia, da 1.250 unità questo Governo ha deciso
di portare la pianta organica di nuovo a dodici anni fa, cioè a
3.180 posti.
Questo, ovviamente, continua a creare confusione perché l'unico
modo per risolvere questo problema e dare il controllo del
territorio è sedersi assieme al Governo nazionale e cercare di
capire cosa fare di un Corpo regionale che esiste, ovviamente, solo
in Sicilia e, invece, nel resto d'Italia, è passato ai Carabinieri,
è passato ad altre Forze di Polizia. Quindi, cerchiamo di fare le
cose bene, altrimenti, continuiamo a fare confusione ed a
distruggere questa Regione che, già, è messa abbastanza male.
Grazie.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, era sempre
sull'articolo 6. Dal momento che il mio collega Zito è stato
abbastanza eloquente, in tal senso, perché i dubbi di legittimità
costituzionale sono altissimi perché proprio c'è una violazione
palese dell'articolo 97 della Costituzione che prevede l'accesso al
concorso pubblico, ma, oltre ai profili di legittimità, metto in
dubbio anche il raggiungimento degli obiettivi che l'articolo si
prefigge, cioè quello del ricambio generazionale. Perché? Perché la
maggior parte della platea di questi dipendenti beneficiari di
questo articolo hanno un'età media abbastanza elevata, quindi,
finirebbe con il non raggiungere l'obiettivo di cui ci dovremmo
prefiggere.
E, poi, volevo anche rilevare come una norma di questo tipo possa
essere mal digerita all'interno dell'intero comparto regionale che
già ha fatto sollevare la maggior parte delle organizzazioni
sindacali e dei dipendenti. Perché? Perché parliamo di persone che,
poi, alla fine farebbero un salto di fascia senza un concorso
pubblico così come previsto e, quindi, serve più ad assicurare le
solite logiche clientelari perché permetterebbe a questi dipendenti
di avere, diciamo, un profilo pensionistico sicuramente più
elevato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Allora, mettiamo un po'
di ordine. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
Istituzione del Fondo speciale eventi calamitosi
a favore delle imprese siciliane.
1. Al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo
siciliano e di fronteggiare i danni derivanti dagli eventi
calamitosi che si verificano nella Regione, la Giunta regionale,
con propria delibera, sentita la competente commissione legislativa
dell'Assemblea Regionale Siciliana, istituisce un Fondo speciale
per le emergenze regionali, di seguito denominato Fondo,
finalizzato alla erogazione di contributi a favore delle imprese
siciliane danneggiate dalle calamità naturali, definendo le
relative modalità di attuazione e concessione. Il Fondo ha una
prima dotazione, per l'anno 2019, pari a 1.000 migliaia di euro.
2. I contributi del Fondo di cui al comma 1 sono erogati nel caso
di eventi previsti dall'articolo 2, comma 1, della legge 24
febbraio 1992, n. 225, a seguito di dichiarazione di stato di
calamità o di emergenza e sono riservati in via prioritaria ai
titolari di attività produttive che siano stati danneggiati dagli
eventi calamitosi.
3. II Fondo, destinato al ripristino delle condizioni normali di
vita dei privati cittadini e prioritariamente alla ripresa delle
attività produttive che abbiano subito danni a causa di calamità, è
alimentato altresì da eventuali ulteriori finanziamenti di
provenienza locale, nazionale ed europea nonché da erogazioni
liberali in denaro ricevute dalla Regione in seguito ad eventi
calamitosi che hanno colpito la popolazione.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 1.000 migliaia di euro.
Ai relativi oneri si provvede, per l'esercizio finanziario
medesimo, mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704 - accantonamento
1001».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 1.3, a
firma degli onorevoli Lupo ed altri. Chiedo scusa, stavo chiedendo
all'onorevole Lupo, se è mantenuto.
CAPPELLO. Chiedo la verifica del numero legale.
Richiesta di verifica del numero legale
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
CRACOLICI. Presidente.
BARBAGALLO. Presidente.
PRESIDENTE. Non ho capito niente, scusate. Quali sono che non
funzionano, scusatemi?
(Subbuglio in Aula)
Scusate, dovete stare calmi un attimo. Se continuate a gridare, mi
devo fare spiegare che cosa sta succedendo? Eravamo già in
votazione?
(Proteste in Aula)
Sospendo? Se mi fate parlare io parlo. Siamo ancora in verifica.
(Vive proteste in Aula)
PRESIDENTE. No? Allora no.
BARBAGALLO. L'onorevole Papale è entrato ora
PRESIDENTE. Allora, non voto io così siamo pari perché non l'avevo
visto. Avevo capito che eravamo ancora in verifica. Chiedo scusa.
CRACOLICI. Deve alzare il tesserino.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, però io chiedo agli Uffici, quando nel
momento in cui inizia, lo devo dire io è aperta la votazione,
altrimenti io non lo capisco quanto siamo in votazione e lei non è
che lo può aprire senza che sia io ad annunciarlo, perché se no non
si capisce. Comunque è in numero legale.
Presenti . 34
Però chiedo, per il futuro, che sia io a dire è aperta la
votazione , se no non l'avevo capito che eravamo già in votazione.
Chiedo scusa a tutta l'Assemblea, ero convinto che eravamo ancora
in richiesta di numero legale. Va bene. Perfetto.
Allora, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.3. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 1.8, a firma degli onorevoli Lupo ed altri, è
precluso. Si passa all'emendamento 1.2 a firma degli onorevoli Lupo
ed altri. E' mantenuto?
LUPO. Sì.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione pONGO in votazione
l'emendamenot. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario si resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Sunseri ed
altri. E' mantenuto?
SUNSERI. Sì, Presidente.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Forse non mi sono spiegato bene, presidente della
Regione, così com'è quest'articolo non funzionerà. Credo sia utile
da parte vostra, per darne attuazione, una riscrittura perché c'è
già un limite legislativo che non è citato nessun regime di deroga
che deve essere notificato a Bruxelles, perché è un regime di
aiuto, quindi, va fatto un regime di deroga.
Scriviamo bene la norma, altrimenti scriviamo la norma e non la
potremo attuare. Si informi con gli Uffici della Protezione Civile.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Presidente, raccogliendo
l'invito dell'onorevole Cracolici, ho consultato il Dipartimento
della Protezione Civile, il quale mi dà assoluta garanzia di
coerenza legislativa con la norma che stiamo sottoponendo
all'Assemblea.
PRESIDENTE. Bene, quindi, andiamo avanti. Pongo in votazione
l'emendamento 1.1 dell'onorevole Sunseri. Il parere della
Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri. E' mantenuto, onorevole Lupo?
LUPO. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario si resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Lupo ed
altri. E' inammissibile perché sopprime la copertura, quindi,
possiamo porre in votazione l'articolo 1.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'articolo 1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 37
Votanti 28
Maggioranza 15
Favorevoli 28
Contrari 0
Astenuti 0
(E' approvato)
BARBAGALLO. Non siamo in numero legale
PRESIDENTE. Su 37 presenti, c'è il numero legale e ha vinto il sì.
Di che parlate, ragazzi? Io starò invecchiando, ma non è che
pensate di farmi confondere dicendomi che non c'è il numero legale
quando c'è? Perché io, casomai, faccio il contrario.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, lei ad inizio legislatura ha introdotto una
nuova regola, che i tesserini inseriti vengono conteggiati
presenti, ragione per la quale l'ultima votazione di richiesta di
numero legale risultavano presenti 34.
In questa votazione abbiamo chiesto il voto palese nominale, non
abbiamo partecipato al voto, risultano 37 presenti e 28 votanti,
vuol dire che nove persone della maggioranza sono presenti, però
non hanno votato con il Governo. C'è qualcosa che non funziona,
perché in 5 hanno chiesto
PRESIDENTE. Intanto, ci sono i richiedenti.
LUPO. Perché 28 più 5 fa 33, allora devo ritenere che ci sono 4
tesserini della maggioranza inseriti di persone, di deputati non
presenti in Aula. Io questo non lo trovo corretto sul piano
democratico e ancor prima che regolamentare.
PRESIDENTE. Se non sono in Aula
LUPO. E la invito a vigilare su questo, Presidente.
PRESIDENTE. E io vigilerò.
LUPO. Perché la democrazia è fatta di regole ma anche di sostanza.
PRESIDENTE. Assolutamente. Allora, chiedo, per favore, ai
segretari - dove sono i segretari - di verificare se ci sono
tesserini inseriti in posti dove non c'è presenza di deputato.
CRACOLICI. Possiamo avere l'elenco dei partecipanti al voto?
PRESIDENTE. Scusi onorevole Cracolici, stia calmo, anche perché è
possibile che qualcuno dell'opposizione abbia mantenuto il
tesserino inserito, comunque si va avanti, dalla prossima votazione
lo verificheremo.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
491Stralcio I COMM/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Rimozione smaltimento amianto
1. Per le finalità di cui all'articolo 37 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8 e successive modifiche ed integrazioni, è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 200
migliaia di euro. Ai relativi oneri si provvede, per l'esercizio
finanziario medesimo, mediante riduzione di pari importo delle
disponibilità della Missione 20, programma 3, capitolo 215704 -
accantonamento 1001».
Siccome c'è un solo l'emendamento soppressivo 2.2, si vota il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Parco d'Orleans
1. L'articolo 31 della legge regionale 15 maggio 2013, n. 9 è
sostituito dal seguente:
Art. 31 Parco d'Orleans - 1. Al fine di garantire la fruizione
pubblica della Villa d'Orleans di Palermo, la gestione del relativo
Parco faunistico è affidata mediante procedura ad evidenza
pubblica, ovvero tramite convenzioni con istituti pubblici o ditte
specializzate. Nelle more dell'espletamento della gara, ovvero
della stipula delle convenzioni, al fine di garantire la continuità
dei servizi la gestione del medesimo Parco è affidata alla ditta
riconosciuta titolare del patrimonio faunistico storico. .
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2019, l'ulteriore spesa di 150 migliaia di
euro (Missione 1, Programma 2, Capitolo 132314). Ai relativi oneri
si provvede mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704 - accantonamento
1001».
Si passa all'emendamento 3.4, di soppressione dell'articolo, a
firma dell'onorevole Lupo ed altri.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Io credo che questo articolo contenuto nel testo,
smentisca clamorosamente un lavoro che si è fatto con una certa
fatica negli ultimi anni, quello di riportare il Parco d'Orleans
che è sotto le dipendenze della Presidenza della Regione a una
gestione diretta da parte dell'Amministrazione regionale.
In atto, il Parco d'Orleans è gestito dall'Istituto zootecnico con
personale specializzato e sono gli animali, i volatili lì presenti
in custodia oltre che con dipendenti dell'Azienda foreste demaniali
che fanno l'attività di manutenzione del verde all'interno del
Parco.
C'è stata una querelle, ricorsi al TAR, una serie di liti, anche
di natura giudiziaria. D'emblée, come se nulla fosse avvenuto, si
predispone una norma. Io ne ho parlato pure con il Presidente della
Regione per correttezza istituzionale perché qui non ci stiamo
dividendo su una cosa politica, stiamo parlando del Parco della
Presidenza della Regione, e ho chiesto al Presidente della Regione
se conosceva l'esistenza di una norma che smentisce un lavoro, che
ha fatto anche saltare per aria quei dipendenti che in questi anni
lì hanno con sacrifici, anche con una certa passione, svolto
l'incarico che sono stati chiamati a svolgere dentro il Parco
d'Orleans.
Ecco perché chiedo che il Governo, sia il Governo a chiedere che
questo articolo venga soppresso, perché si mantenga la gestione del
Parco, nell'ambito istituzionale che sin qui è stato portato
avanti, ovvero l'Istituto zootecnico per le competenze connesse
alla fauna, i dipendenti dell'Azienda forestale per le competenze
connesse alla manutenzione del verde e del giardino di quel Parco.
SAVONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA. Signor Presidente, alla luce di quello che ha detto
l'onorevole Cracolici, avevamo già portato in Aula con
l'emendamento 3.3 la soppressione dell'interno articolo, per le
motivazioni che aveva addotto l'onorevole Cracolici. E' inutile
creare discussioni, votiamo la soppressione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Grazie Presidente, più che altro volevo un chiarimento
perché prima di discutere il 3.4, secondo me dovremmo capire il
3.3, perché c'è scritto che l'articolo è soppresso da parte della
Commissione. Non si capisce qual è la Commissione.
PRESIDENTE. Dell'onorevole Savona, non della Commissione.
ZITO. Va bene, ho capito. E poi se vogliamo votare la
soppressione, andiamo a votare.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Solo per chiarire come sono
andate le cose. Ho notato che l'articolo era stato sottoposto,
presentato a firma dell'onorevole Savona, presidente della
Commissione Bilancio', al quale ho relazionato sull'iter che negli
ultimi mese ha interessato il Parco d'Orleans, iter del quale il
collega non era informato nei particolari.
In quell'occasione mi aveva assicurato che avrebbe richiesto il
ritiro dell'articolo 3.
Accade, infatti, che il Parco d'Orleans, che questo Governo ha
trovato chiuso al pubblico perché mancavano alcune condizioni di
sicurezza, si trova in questo momento interessato ad un lavoro di
riqualificazione nei vialetti, a seguito di una gara, e quindi di
un progetto voluto da questo Governo.
Al tempo stesso abbiamo avviato l'incarico perché venga elaborato
un progetto complessivo relativo a tutto il parco, e quindi alla
possibilità di poterlo consegnare, nel più breve tempo possibile
alla fruizione del mondo dell'Accademia delle scienze naturali,
delle Scuole medie inferiori e superiori.
Voglio anche dire che si è definito il contenzioso, finalmente,
con il proprietario di una parte della fauna presente nel parco, e
non è escluso che la Regione possa o debba rivendicare la
restituzione di una quota di risorse che nel frattempo abbiamo
anticipato per il mantenimento degli animali cui faceva riferimento
l'onorevole Cracolici.
Quindi è mio dovere assicurare all'Aula che il parco d'Orleans
nel più breve tempo possibile, riteniamo entro alcuni mesi, possa
essere riaperto al pubblico con una segnaletica anche di carattere
didattico che possa aiutare i ragazzi ad accostarsi con più
facilità alla fauna e alla flora di questo straordinario polmone
verde della città, ed al tempo stesso si sta lavorando alla
riconsegna al legittimo proprietario degli animali che sono rimasti
in dotazione al parco, negli anni passati, affinché da questo
momento in poi ogni processo di sviluppo della fauna locale possa
essere attribuito alla piena disponibilità e piena proprietà
dell'Amministrazione regionale.
Sono contento che l'onorevole Savona ne abbia chiesto il ritiro,
perché obiettivamente la norma non rispondeva neppure ai criteri ai
quali il Governo aveva improntato la propria azione, sin dal suo
insediamento, che è proprio quello di fare del Parco d'Orleans un
luogo di attrazione per visitatori, in generale, e per la
formazione degli studenti e degli studiosi, in modo particolare.
PRESIDENTE. E' ovvio, io ho letto e non capisco bene questo
articolo che chiede che la gestione venga lasciata a chi ce l'ha
per adesso in attesa della gara, ma non c'è bisogno di fare una
legge per questo, per cui io direi di stralciarlo, onorevole
Presidente, evitiamo, lo stralciamo completamente, Non sorgendo
osservazioni l'articolo 3 è stralciato.
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Ufficio per la protezione dei dati
1. Per il funzionamento dell'Ufficio per la protezione dei dati
di cui al Regolamento UE 2016/679 ed al decreto legislativo 10
agosto 2018, n.101 é autorizzata, per l'esercizio finanziario 2019,
la spesa di 60 migliaia di euro, di cui 50 migliaia di euro per
spese di acquisto e gestione dei sistemi informatici, 4 migliaia di
euro per la formazione del personale di supporto, 4 migliaia di
euro per spese di missioni del personale di supporto e 2 migliaia
di euro per l'acquisto di libri, riviste e giornali, anche su
supporto informatico.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante
riduzione di pari importo, per l'esercizio finanziario medesimo,
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704
- accantonamento 1001.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento 4.2 a firma
dell'onorevole Lupo.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con
riferimento all'articolo 4, Rubrica Ufficio per la protezione dei
dati, io lo considero abbastanza ridicolo: invito il Governo a
valutarlo, perché non credo che per legge abbiamo bisogno di dire
che destiniamo duemila euro per l'acquisto di libri, riviste e
giornali anche su supporto informatico.
Presidente la invito a valutare se è necessario, ma francamente mi
sembra assolutamente inutile, grazie, e questo emendamento che è
soppressivo è mantenuto.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole Lupo, colleghi, questo articolo viene richiesto dagli
Uffici: presso il Dipartimento della funzione pubblica vi è un
ufficio, come tutti sapete, autonomo, per la protezione dati, ed ha
difficoltà perché non vi erano somme nel capitolo, e quindi ha
necessità di una copertura l'ufficio del garante per la protezione
dati.
E' necessaria una copertura e quindi è stato chiesto, col parere
del Ragioniere Generale, di prevederlo con norma.
Quindi, non è una norma che proviene dal Governo, ma che proviene
proprio dal Dipartimento, sia dall'ARIT che dall'Ufficio Protezione
Dati, perché altrimenti hanno difficoltà ad operare.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, Governo, colleghi. Qua, in questo
testo, ci stiamo trovando veramente ad affrontare questioni Ebbi a
parlare nella precedente finanziaria della finanziaria a gettone,
vi ricordate? C'erano duecentomila Euro per ogni emendamento.
Ora il gettone si è addirittura ridotto perché giustamente stiamo
allo Stralcio 1 del Collegato al Collegato alla Finanziaria, quindi
capisco bene che le somme sono veramente ridicole.
Però, la cosa per le quali io chiedo chiarimenti in questo
momento, perché nell'espletamento del mio ruolo voglio votare e
vogliamo votare in scienza e coscienza.
Per quanto riguarda questo Ufficio di protezione dati, andando a
fare una ricerca e anche chiedendo informazioni
all'Amministrazione, ma anche facendo quello che potrebbe fare un
semplice cittadino cioè cliccare sul link relativo, appunto, a
questo Ufficio Protezione Dati, il link ancora riporta una cosa che
non esiste, non c'è neanche la pagina internet, l'Ufficio non è
istituito.
Quindi, chiedo ancorché vi sia stata la nomina del Direttore
Sebastiano Lio, all'uopo individuato come figura per lo scopo, ma
sessantamila euro per l'acquisto di computer, al netto del fatto
che debbano essere, un'operazione che debba essere autorizzata
dalla finanziaria, perché abbiamo fondi europei, Agenda digitale,
possibilità di spesa su altri canali, quindi io non capisco la
ratio di questa manovra. Un Ufficio non istituito e per cui, se è
istituito, assessore, se mi dà il Decreto di istituzione le sono
grata, e per comprare computer, giusto? Non abbiamo materiale con
tutta la spesa che esiste in Regione siciliana? Grazie se ci vorrà
illustrare su questo, grazie.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, io insisto, questo articolo si trova solo per
una copertura finanziaria, basta.
L'ufficio è istituito, è un ufficio presso il Dipartimento della
funzione pubblica, è un ufficio che si occupa di protezione dati,
per il 2019 non avevano risorse. L'ARIT, per trasferire le risorse
ad un ufficio, ha chiesto queste risorse. Per cui, noi possiamo
anche ritirarlo, non è un problema, sarà un problema amministrativo
tra la Ragioneria e l'ARIT.
Eventualmente lo mettiamo in votazione e l'Aula decide.
PRESIDENTE. Io quello che non capisco, per comprare dei computer
ci vuole una legge? Questa è la cosa che non mi è chiara.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, non ci vuole una legge. C'è un capitolo di spesa
che per il 2019 non ha copertura. Ci vuole un trasferimento
dall'ARIT all'Ufficio Protezione Dati. Questo trasferimento, per
evitare di fare poi un debito fuori bilancio perché si tratta di
capitoli diversi, ci hanno chiesto di fare una norma.
Evidentemente siccome si tratta di Dirigenti che sanno il lavoro
che svolgono, se ci chiedono una copertura, noi la stiamo portando.
Non c'è nessun acquisto, però guardate io la norma la ritiro,
quindi chiudiamo la discussione.
PRESIDENTE. No, assessore, io le devo dire sinceramente, se l'Aula
mi fa parlare un attimo. Assessore ascolti, io se c'è un'esigenza,
onorevole Barbagallo, onorevole Barbagallo, mi fa parlare?
Onorevole Barbagallo e onorevole Lupo, se mi fate parlare.
Allora, io se c'è una necessità di copertura, quale che sia
l'utilizzo che si debba fare di questi quattrini, per computer o
per altro, per carità, ma non credo che bisogna fare un articolo di
legge che inserisca una copertura con un articolo di legge a parte.
Se si sta facendo il bilancio, quando si va a fare l'assestamento
si fa un aggiustamento di capitoli.
Per carità
Siccome la verità è che sono i dirigenti pubblici che spesso ci
fanno fare cose che manco sarebbe il caso di fare - capisco che non
c'entra niente l'Assessore - però fare un articolo di legge per
dire che si possono comprare dei computer, in assestamento no,
onorevole Savona? Non si può sistemare in assestamento una cosa di
questo tipo?
Immaginatevi se, per ogni articolo che deve cambiare, facciamo una
norma di legge
Una cosa è l'assestamento in cui si sistemano i conti, se per
sessantamila euro dobbiamo fare un articolo di legge.
Per me va benissimo Possiamo votare
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevoli
colleghi, mi pare un tema semplice rispetto al quale l'Aula deve
decidere se fare in modo che un ufficio, che per quanto riguarda il
Governo della Regione è strategico, possa avere la capienza
economica per lavorare oppure no.
E' semplice
ZAFARANA. E' istituito?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Se io in
finanziaria ho stabilito che per finanziare gli stipendi e le spese
di funzionamento dei parchi e delle riserve ho bisogno di otto
milioni e poi me ne mancano quattro, è chiaro che cercherò nelle
successive manovre finanziarie - e questo è proprio il luogo adatto
- per trovare i quattro milioni, - cosa che stiamo cercando di
fare - per completare il finanziamento e per garantire a queste
donne e questi uomini di potere ottenere gli stipendi fino al 31
dicembre, assestamento o non assestamento sempre una norma si dovrà
fare, anche in assestamento, con un aggravante, che mi permetto di
suggerire ai colleghi deputati.
Siccome questa spesa si deve fare, il Governo, al netto di quello
che poi ci spiegherà il buon onorevole Dipasquale al quale anche mi
sto rivolgendo, il Governo propone la norma perché questa spesa si
deve comunque fare essendo una spesa necessaria. Se noi non
troviamo la copertura in questa sede oggi, in buona sostanza,
finiremo per fare un debito fuori bilancio che poi quest'Aula dovrà
votare.
Credo che sia una norma di assoluta semplicità
Credo che questo - peraltro - sia lo spirito del collegato,
quindi, invito l'Aula con assoluta semplicità a riflettere sul voto
perché mi pare un voto di assoluto buon senso - non lo ha ritirato,
non credo.
Al netto di questo, invito l'Aula a votare favorevolmente questo
articolo perché, anche se si dovesse fare in un tempo successivo e
cioè nell'assestamento, vi sarebbe la necessità di una norma, col
danno che, essendo fondi utilizzati proprio in ragione della
protezione dei dati, che spesso sono anche sensibili, sono spese
necessarie che dovremmo coprire fin da ieri, certamente io auspico
fin da domani.
PRESIDENTE. Assessore, io lo pongo in votazione, ma in
assestamento non bisogna trovare alcuna copertura. Si variano i
capitoli di bilancio.
Metto in votazione.
Mi rivolgo al Governo e al Presidente della Regione. Ci sono
momenti di grande confusione ma se per ogni sessantamila euro
dovessimo fare una legge, salta tutto
La cosa migliore è: fatto l'assestamento, si fa una variazione tra
un capitolo e l'altro senza né fuori bilancio né niente.
DIPASQUALE. Presidente, ho chiesto di parlare Non è un dibattito
del Governo
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, quando le darò la parola potrà
intervenire. Sto parlando io e non le posso dare la parola.
La proposta del Governo è quindi di votare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessore - Professore, la chiamo Professore perché pensa sempre di
dare lezioni a questo Parlamento.
Una lezione gliela do subito, quando uno interviene deve stare
zitto
Così come quando lei interviene stiamo zitti, lei deve stare zitto,
questa è la prima lezione
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la prego di ascoltare l'onorevole
Dipasquale. Le chiedo di darmi una mano nella gestione dell'Aula,
non di peggiorare le cose.
DIPASQUALE. Detto questo, professore', lei ha detto una cosa
mezza vera, una mezza verità politica. Si fanno le finanziarie,
questo vale per gli enti locali, lei ha fatto l'amministratore? Non
lo so.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No.
DIPASQUALE. Infatti. Si fanno negli enti locali, si fanno nei
comuni, si facevano nelle province - si fanno ancora nelle
province, lo fanno i commissari - vale per la Regione, vale per lo
Stato.
Ci sono alcuni principi contabili, politici, finanziari.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. E' anche
maleducato.
DIPASQUALE. Sì, più di lei sicuramente, però lei deve stare zitto
Lei deve stare zitto
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la prego di fare parlare
l'onorevole Dipasquale. Non può ribattere a ogni cosa che dice
DIPASQUALE. Io ho fatto il sindaco, e quando le opposizioni mi
attaccavano, in una metropoli, la metropoli di Ragusa, dicevo,
quando le opposizioni mi attaccavano, lo so, era duro, però io
riuscivo a stare in silenzio perché ero sindaco, perché ero il
Governo.
Lei ha detto una cosa: si fanno le finanziarie, si prevedono dei
soldi per determinati capitoli, dopodiché, siccome le risorse non
sono mai sufficienti, poi negli atti finanziari successivi,
generalmente questo avviene nelle variazioni e nell'assestamento di
bilancio, si coprono le spese. Non esiste una finanza creativa ,
così come ve la siete inventati voi. Mi dispiace che non è presente
l'Assessore per l'economia.
CRACOLICI. Allora non potremmo operare
DIPASQUALE. Non è una novità, comunque. E' quella lì del
carciofo'. Noi qui, per alcuni, abbiamo fatto, avete fatto, la
finanziaria. Lo avete fatto prevedendo una serie di coperture.
Queste coperture non sono sufficienti, e questo valeva anche per le
precedenti amministrazioni, Assessore Cordaro, deve stare zitto per
favore. Lei ha problemi
(Brusio in Aula)
DIPASQUALE. Dopodiché noi riteniamo, così come ha detto
l'Assessore Cordaro, che per alcuni prevediamo le coperture
finanziarie, immediatamente, per altri invece rimandiamo tutto
all'assestamento di bilancio. Ci sono categorie, tipo i consorzi di
bonifica, che da 20 mesi non prendono risorse, tipo l'ESA, tipo il
CORFILAC, tipo tantissimi altri istituti vicino o finanziati dalla
Regione siciliana, e che devono aspettare l'assestamento di
bilancio, e invece per alcuni il carciofo' lo tiriamo oggi.
Allora, esiste un principio che è un principio che vale per tutti.
Se non abbiamo previsto la copertura finanziaria, come fanno i
comuni, come abbiamo fatto noi nella scorsa legislatura, poi vanno
tenute quelle stesse tipologie in considerazione e coperte, dal
punto di vista finanziario, nell'assestamento di bilancio.
Ritengo non solo un errore, non entro nel merito, il capitolo, il
giornale, lo considero fuori luogo al 101%, ma dal punto di vista
di metodologia politica, amministrativa, è davvero aberrante, e che
poi venga qualcuno a farci la paternale, la lezione, a fare il
professore dentro quest'Aula, a me viene difficile digerirlo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io ritengo questo dibattito
stucchevole. E' una mia dichiarazione personalissima, io non
parteciperò al voto, perché ritengo che l'Assemblea regionale
siciliana non sia passacarte di nessuno. Che si debba votare, con
tutti gli strumenti che ha l'Assemblea, dall'assestamento, dal
consuntivo al consolidato, per duemila euro per acquistare i
giornali e quattromila euro per le spese di missione non fa onore
al prestigio di quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento
4.2
CANCELLERI. L'onorevole Grasso non aveva ritirato l'articolo 4?
PRESIDENTE. Mi è stato detto che non è stato ritirato. Onorevole
Grasso, l'emendamento va votato o no?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'articolo 4 non è stato ritirato. Lasciamo decidere all'Aula se
bocciarlo o no.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
CANCELLERI. Chiedo che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 4.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti. . . . . . . . . . . . . . . . . 59
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 34
Contrari 22
Astenuti 1
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Ufficio del Garante per l'infanzia e l'adolescenza
1. Al comma 1 dell'articolo 10 del Capo II della legge regionale
10 agosto 2012, n. 47, le parole il Garante si avvale degli uffici
e del personale dell'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e del lavoro senza ulteriori e maggiori oneri a
carico del bilancio della Regione sono sostituite dalle parole al
Garante vengono garantite adeguate risorse umane e finanziarie. A
tal fine è istituito un ufficio alle dirette dipendenze del Garante
denominato Ufficio del Garante il cui personale è individuato con
decreto dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali ed il lavoro nell'ambito delle attuali dotazioni
organiche .
2. Per le finalità del presente articolo, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 45 migliaia di euro per
il funzionamento dell'Ufficio e per ogni altra iniziativa promossa
dal Garante nell'ambito delle proprie funzioni. Ai relativi oneri
si provvede, per l'esercizio finanziario 2019, mediante riduzione
di pari importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704 - accantonamento 1001.»
All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento A.7, a firma degli
onorevoli Savona e Calderone, che è l'unico aggiuntivo, che io sto
prevedendo perché la sistemazione del garante dei detenuti, su cui
era stato l'altra volta fatta un po' di confusione, è in
distribuzione per vedere se va bene a tutti.
L'articolo 5 è il testo del Governo. Poi è stato presentato un
emendamento che, di fatto, ripristina il testo del Governo.
Quindi, se lo volete accantonare io non ho problemi. Credo che
così vada bene.
Su richiesta del Presidente della Regione, l'articolo 5 è
accantonato.
Onorevoli colleghi, sospendiamo i lavori per dieci minuti, perché
il Presidente Musumeci deve ancora guardare l'articolo 6.
MUSUMECI, presidente della Regione. Non c'è bisogno.
PRESIDENTE. Non c'è più bisogno? No, Presidente Musumeci, perché
sull'articolo 6 ci sono una serie di cose che vanno riguardate due
minuti. Per cui, è bene sospendere.
Sospendo, pertanto, la seduta per cinque minuti per consentire al
Governo di riordinare le carte.
(La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 16.42)
La seduta è ripresa.
BARBAGALLO. Signor Presidente, posso intervenire?
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, un attimo perché devo capire se
si sono risolti i problemi per l'accantonamento dell'articolo 5 e
quindi se possiamo votarlo.
Presidente, possiamo votare l'articolo 5?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Possiamo
sospendere ulteriormente?
PRESIDENTE. Se avete bisogno ancora di un minuto ce lo prendiamo.
Io quello avevo iniziato, poi mi è stato detto di sospendere cinque
minuti ed ho sospeso.
Onorevoli colleghi, l'articolo 5 rimane accantonato.
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Misure per accelerare il ricambio
generazionale nell'amministrazione regionale
1. La dotazione organica della dirigenza della Regione Siciliana
è determinata nel numero corrispondente alle strutture
dirigenziali della Regione Siciliana individuate alla data di
entrata in vigore della presente legge e viene rideterminata
annualmente in corrispondenza dei processi di riorganizzazione
dell'apparato amministrativo. I dirigenti di terza fascia del
ruolo unico della dirigenza in servizio accedono alla seconda
fascia, nella misura massima del 50 per cento della dotazione
organica, attraverso lo scorrimento di una graduatoria triennale
redatta a seguito della valutazione comparativa di titoli e
servizi secondo i criteri previsti con decreto del Presidente
della Regione, previa delibera di Giunta, su proposta
dell'Assessore regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. La distinzione in fasce rileva ai soli fini del
trattamento economico.
2. Al comma 4 dell'articolo 49 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9, come modificato dal comma 15 dell'articolo 3 della
legge regionale 29 dicembre 2016, n. 27, al secondo periodo le
parole e per il triennio 2019-2021 del 100 per cento dei soggetti
cessati dal servizio nell'anno precedente per effetto delle
disposizioni di cui all'articolo 52, commi 3 e 5 sono soppresse.
3. A decorrere dall'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui
al comma 10 dell'articolo l della legge regionale 29 dicembre
2008, n. 25, l'amministrazione regionale può procedere ad
assunzioni di nuovo personale del comparto non dirigenziale a
tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale
complessivamente corrispondente ad una spesa non superiore al 75
per cento per l'anno 2019, all'85 per cento per l'anno 2020 e al
100 per cento a decorrere dall'anno 2021 di quella relativa al
personale di ruolo cessato nell'anno precedente, escluso quello
collocato in quiescenza ai sensi dell' articolo 52, commi 3 e 5,
della legge regionale n. 9/2015.
4. A decorrere dall'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui
al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale n. 25/2008,
l'amministrazione regionale può procedere ad assunzioni di nuovo
personale con qualifica dirigenziale a tempo indeterminato nel
limite di un contingente di personale complessivamente
corrispondente ad una spesa non superiore al 30 per cento per
l'anno 2019, al 40 per cento per l'anno 2020 e al 50 per cento a
decorrere dall'anno 2021 di quella relativa al personale di ruolo
cessato nell'anno precedente, escluso quello collocato in
quiescenza ai sensi dell'articolo 52, commi 3 e 5, della legge
regionale n. 9/2015.
5. Nell'ambito del ripristino delle facoltà assunzionali previste
dal comma 3, per il biennio 2019-2020 si applicano le disposizioni
di cui all'articolo 22, comma 15, del decreto legislativo 25
maggio 2017, n. 75.
6. Gli incarichi dirigenziali di livello non generale di cui
all'articolo 9, comma 5, della legge regionale 15 maggio 2000,
n.10, possono essere conferiti entro il limite dell'otto per cento
della dotazione organica vigente dell'amministrazione regionale
fornendone esplicita motivazione, a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, non rinvenibili nei ruoli
dell'Amministrazione, in possesso dei requisiti di cui
all'articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165. La durata di tali incarichi, comunque, non può essere
inferiore a due anni né eccedere il termine di cinque anni e
comunque nel limite dello stanziamento annuo di 200 migliaia di
euro per il triennio 2019-2021. Per il periodo di durata
dell'incarico, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono
collocati in aspettativa senza assegni con il riconoscimento
dell'anzianità di servizio.
7. L'amministrazione regionale può utilizzare personale di ruolo
a tempo indeterminato, anche di qualifica dirigenziale, di altre
amministrazioni pubbliche in posizione di comando, distacco o
altra tipologia prevista dai rispettivi ordinamenti, nel limite
massimo del 5 per cento delle carenze delle rispettive dotazioni
organiche e nel limite dello stanziamento annuo di 200 migliaia di
euro per il triennio 2019-2021.
8. Per far fronte ad esigenze eccezionali dell'amministrazione
regionale e per una distribuzione efficiente del personale che non
produca un incremento della spesa pubblica regionale, i dipendenti
degli enti di cui all'articolo l della legge regionale n. 10/2000
e successive modifiche ed integrazioni, possono essere comandati
temporaneamente, e comunque non oltre il permanere delle esigenze,
a prestare servizio presso i dipartimenti regionali. Il dipendente
mantiene il posto in organico ed il trattamento economico
fondamentale delle amministrazioni di appartenenza, compresi i
relativi oneri, che rimangono a carico delle stesse. Per il
trattamento accessorio a carico dell'amministrazione regionale è
autorizzata la spesa nel limite annuo di 100 migliaia di euro per
il triennio 2019-2021. La cessazione della posizione di comando
oltre che per scadenza del termine è disposta per il venir meno
delle esigenze che l'hanno determinata.
9. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 6, 7
e 8, quantificati in 500 migliaia di euro per ciascun anno del
triennio 2019-2021, si fa fronte mediante riduzione di pari
importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
Capitolo 215704 - accantonamento 1001.
10. Fatte salve le previsioni di cui al comma 9, dall'attuazione
delle disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, noi sull'articolo 6
preliminarmente, prima che iniziamo la discussione, chiediamo
l'autorevole intervento della Presidenza e degli Uffici, per il
tramite della Presidenza, affinché si faccia chiarezza su quanto
affermato dal Partito Democratico nel corso della discussione
generale di oggi e cioè che nello Stato italiano, e quindi anche
nel nostro territorio, per l'accesso alla dirigenza e per il
passaggio di fascia all'interno della dirigenza, come previsto
dall'articolo 28 e 28 bis del 167 del 2001 e come confermato da
copiosa giurisprudenza, si accede per selezione pubblica per titoli
ed esami.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, come lei si sarà già accorto,
noi abbiamo già comunicato al Governo che esistono queste
obiezioni, per cui prego l'Assessore Grasso di dare risposta a
quella che è la nostra nota.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Grazie, Presidente.
Alla luce delle osservazioni che sono pervenute dagli Uffici di
Presidenza, noi stralciamo oggi l'articolo 8 della riscrittura, è
l'art. 8 della riscrittura presentata dal Governo, Misura per
accelerare il ricambio generazionale che è proprio l'articolo che
riguarda quello della dirigenza; noi lo stiamo stralciando in
attesa di una verifica, lo stiamo stralciando
CRACOLICI. L'articolo o il comma 8?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Della riscrittura, scusate, il comma 8 dell'articolo 6 della
riscrittura lo stiamo stralciando. Lo stiamo accantonando.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, è il comma 8 dell'emendamento 6.8., non
è il comma 8 dell'articolo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'articolo 6 è stato sostituito con una riscrittura.
PRESIDENTE. Che è l'emendamento 6.8.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E', quindi, il 6.8 che viene accantonato.
PRESIDENTE. Dell'emendamento 6.8, il comma 8 viene stralciato.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
No, viene accantonato, Presidente.
PRESIDENTE. Accantonato?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Viene accantonato perché se non si vota
PRESIDENTE. Assessore Grasso, chiedo scusa, noi dopo dobbiamo
votare per cui se è accantonato non possiamo votare. Per cui, se è
stralciato è stralciato, se è accantonato non so che significa.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Va bene, Presidente, lo stralciamo e ci riserviamo eventualmente di
ripresentare un nuovo articolo che rimodifica esattamente questo.
PRESIDENTE. Comunque il comma 8 dell'emendamento 6.8 di
riscrittura è stralciato.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
C'è un rilievo fatto dagli Uffici, per cui
PRESIDENTE. C'è il 6.11 di soppressione
BARBAGALLO. Dovremmo ragionare sul testo base Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, perché
poi rischiamo di non capirci più nulla Secondo me, fino a quando
non viene approvato l'articolo di riscrittura da parte del Governo
dovremmo ragionare sul testo base sennò non ci capiamo più nulla
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Barbagallo, io avevo già messo
in votazione l'emendamento soppressivo proprio perché siamo tornati
al testo base, poi c'è l'emendamento del Governo che prevede la
riscrittura, su questa riscrittura siamo stati informati che il
comma 8 comunque non c'è
BARBAGALLO. E, quindi, a questo punto, scusi, Presidente, se
stralciano il comma 8 gli Uffici dovrebbero dare parere favorevole
sulla regolarità e sulla legittimità dell'emendamento di
riscrittura senza il comma 8, supera le riflessioni che abbiamo
fatto prima.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, la finisce di farci confondere
È stato già detto che è ammissibile perché non c'è più il comma 8,
basta
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
credo che conseguentemente il Governo dovrebbe stralciare anche il
comma 6 perché non è che si può, se il tema dell'accesso alla II
fascia è quello che è necessario o meno fare un concorso, capisco
che questo è il dubbio anche di costituzionalità degli Uffici,
stesso discorso, a maggior ragione, vale per il comma 6
PRESIDENTE. Ma il comma 6 è un comando, non è una assunzione, è un
comando Si parla di comandi.
LUPO, relatore. No, no, Presidente, il comma 6 è l'8 per cento di
dirigenti esterni nominati dal Governo della Regione, che nella
riscrittura, ha ragione lei, nella riscrittura dell'articolo 6 che
ha presentato il Governo diventa comma 5. Non è che si possono
prendere dirigenti esterni senza fare concorso A maggior ragione,
ovviamente, deve essere stralciato anche il comma 5.
PRESIDENTE. Quindi, lei parla del comma 5, non del comma 6.
LUPO, relatore. Parlo del comma 5 laddove si dice che gli
incarichi dirigenziali di livello non generale di cui all'articolo
9, comma 5, legge n. 10/2000 possono essere conferiti entro i
limiti dell'8 per cento della dotazione organica vigente
nell'amministrazione conferiti ad esterni , non si possono
conferire incarichi dirigenziali a esterni senza neanche che
abbiano fatto selezione
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, per quanto mi riguarda questo deve
andare in votazione perché la norma statale lo consente, per cui io
non lo posso stralciare in quanto non costituzionale perché la
norma statale lo permette.
LUPO, relatore. No, no Presidente, non lo consente, anche per il
comma 5 la norma statale pretende il concorso, a maggior ragione
trattandosi di esterni
PRESIDENTE. Non è così, onorevole Lupo
LUPO, relatore. Assolutamente sì, Presidente
PRESIDENTE. Allora, onorevole Lupo, siccome mi fido del lavoro che
viene fatto dai miei, io le garantisco che questo è conforme alla
norma statale e per cui è ammissibile, dopodiché si voterà e si
deciderà cosa fare
LUPO, relatore. Va bene, Presidente, si voterà
PRESIDENTE. Mentre l'8 non è ammissibile
LUPO, relatore. Intervengo, comunque, sul comma 5, io non credo
che la Regione siciliana oggi abbia bisogno di nominare un 8 per
cento di esterni dirigenti sulla pianta organica, sulla dotazione
organica, se la dotazione organica dei dirigenti notoriamente non è
sottodimensionata, è quella che serve e ad oggi sono, rispetto
all'ultima dotazione organica, oltre 1200, non credo che il Governo
regionale abbia bisogno di nominare qualcosa come ulteriori
dirigenti esterni. Ovviamente, noi siamo assolutamente contrari.
Colgo l'occasione, comunque, per dire che il riferimento alla
ricerca di personale non interna ai ruoli deve intendersi, anche
alla luce dei recenti orientamenti giurisprudenziali, riferito
anche a funzionari direttivi pertanto di categoria d . Su questo
abbiamo anche presentato i nostri emendamenti, però su questo deve
intervenire il Presidente della Regione; io non credo che la
Regione, Presidente, abbia bisogno di altri 100 dirigenti esterni.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, ora il Presidente della Regione
interviene, se vuole intervenire, ma, onorevole Lupo, questo 8 per
cento è sempre nell'ambito di quella pianta organica, cioè non è
che vengano aumentati il numero dei dirigenti, per i direttori.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
stiamo facendo con questo articolo 6 una delle cose più innovative
che riguarda la Regione siciliana dal '45 ad oggi, perché forse non
abbiamo idea qual è la novità che introduciamo. Cioè noi stiamo
introducendo, primo, la possibilità per la prima volta che la
Regione possa prendere personale esterno della Regione e immetterlo
nei ruoli della Regione.
Questo è stato già consentito, per la verità, sia per
l'Assessorato al bilancio che per l'Assessorato alla sanità con
personale comandato da amministrazioni diverse dalla Regione ma di
provenienza ad esempio delle Asp per quanto riguarda la sanità
eccetera, però qui lo stiamo rendendo un fatto generale e
trasversale all'amministrazione, in una amministrazione che
storicamente ha avuto una sua sovrabbondanza di personale e
rispetto alla , continuiamo noi con questa storia e poi dobbiamo
raccontare all'Italia una serie di problemi che abbiamo
L'argomentazione che faceva il Presidente Micciché che dice è la
dotazione organica , vorrei ricordare che nella Regione la
dotazione organica non è costruita sui fabbisogni, è costruita sul
personale, cioè è il personale in servizio che fa la dotazione
organica non viceversa.
Allora, dico attenzione che stiamo trattando materia delicata che
è, diciamo, quasi una dinamite; è, tra l'altro, materia sulla quale
ci sono una serie di conflitti, anche di natura istituzionale, non
ultimo la materia dei dirigenti esterni all'amministrazione
regionale. Credo che il Presidente della Regione appena insediato
ha fatto un bando per la nomina anche di dirigenti esterni con una
procedura comparativa e poi non ha dato esecuzione, perché
probabilmente in corso d'opera qualche dubbio di natura
amministrativa gli è venuto. Qui stiamo addirittura facendo in modo
di estendere la nomina di dirigenti esterni ai servizi, non ai
dirigenti generali, per i quali già la norma prevede un numero
massimo credo di tre o quattro, malgrado questo ci sono conflitti
con la Corte dei conti sulle procedure, sulla natura.
Cioè noi qui stiamo aprendo un versante che non sappiamo dove ci
porterà, perché quando parliamo dell'8 per cento - mi riferisco al
comma 5 - della possibilità di aprire a dirigenti esterni per la
copertura dei servizi dell'amministrazione, stiamo parlando di un
numero che si aggira intorno a 100 dirigenti esterni.
Allora lo dico perché mi auguro che quanto meno abbiate
consapevolezza di quello che si sta facendo, perché questa materia
non è che si può affrontare sulla base delle spinte che qui e lì ci
arrivano da qualche dipendente regionale piuttosto che da qualche
aspirante dirigente esterno che vuole, magari, trasferirsi da
Milano a Palermo.
Allora, Assessore e Presidente della Regione, credo che a tutela
della sostenibilità dei conti della Regione, e anche per evitare
che ci sia una pressione sulla Regione che diventa ingovernabile,
credo che nell'ambito della Regione l'unica procedura sacra devono
essere i concorsi, i concorsi Questo per tagliare la testa al
toro Nessuna nomina con mandati diretti, fiduciari, perché questo
apre problemi anche di natura giudiziaria nei confronti di chi va
poi , basta vedere quello che è successo con la Corte dei conti a
proposito della nomina del Segretario generale, del Responsabile
dell'Ufficio legislativo e legale che era pure un magistrato della
Corte dei conti oltretutto.
Allora, io vi chiedo e chiedo a questo Governo: ha contezza di
quello di cui stiamo parlando? Perché poi una cosa appare chiara:
da un lato facciamo norme generali ed astratte, dall'altro lato poi
facciamo una previsione finanziaria di 200 mila euro che rende
evidente che questa norma generale ed astratta in realtà nasconde
che dobbiamo sistemare due o tre persone.
Perché quando parliamo di 200 mila euro per un contratto di
Dirigente, un contratto di Dirigente non costa meno di 100 mila
euro, anzi nella Regione anche di più Quindi, di cosa stiamo
parlando?
Ecco perché, siamo sicuri che il Governo su questa materia non
debba fare un ulteriore approfondimento prima di andare al voto su
questo articolo così come addirittura è riscritto? Perché già il
fatto che il Governo ha stralciato il comma 8 dalla riscrittura,
che è un comma fondamentale, perché lì stiamo decidendo che tutti i
Dirigenti di terza fascia, in tre anni, dovrebbero diventare tutti
di seconda fascia, se ho capito bene Assessore, non siamo nati
ieri Il 50 per cento è un dato matematico, ma non è un dato
sostanziale, perché nel frattempo se andranno nei prossimi tre anni
in pensione 300-400 dirigenti, il 50 per cento l'avremo completato
col 100 per cento di quelli in servizio
Cioè, attenzione che le cose che si scrivono poi si sanno leggere
anche Ma rimane il fatto che l'avete voi stralciato, ed è una
norma importante, ed era la ragione di questo articolo. Se
stralciate quella e tenete in vita il comma 5, che sono i dirigenti
esterni per i servizi, tenete in vita la mobilità, che può essere
fatta per la Regione addirittura a carico degli enti di
provenienza. Poi, mi dite qual è l'ente che cede un suo dipendente
L'ente lo paga e lo utilizza la Regione Mi sembrano norme che non
stanno né in cielo né in terra La mobilità da che mondo e mondo si
fa carico del ricevente, non del trasferente Cioè chi si priva di
una persona - e ho finito - per pagarla e farla utilizzare da un
altro ente? Ci sono norme che sono desiderata, non
amministrativamente compatibili e coerenti.
Ripeto, se questo articolo è un insieme di cortesie che questo
Governo vuole fare a delle persone, io credo che in nome delle
cortesie rischiate di devastare l'ordinamento pubblico
dell'Amministrazione regionale.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Presidente, sull'ordine dei lavori, all'articolo 6 ci
sono presentati una trentina di emendamenti. Il testo di
riscrittura del Governo, sostanzialmente, riprende il testo base
cambiando un po' l'ordine degli emendamenti.
Noi speriamo che non vengano dichiarati decaduti se viene
approvato il testo base, perché verrebbe eliminata la
possibilità...
PRESIDENTE. Non c'è problema perché sono stati presentati come
subemendamenti alla riscrittura, per cui è chiaro che si vota.
BARBAGALLO. Va bene.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, io,
innanzitutto, sono contento che l'articolo 8 si sia bloccato perché
ero particolarmente preoccupato per il Presidente della Regione
che, se fosse passato così in un periodo non bello come questo,
dopo l'approvazione - è un periodo di caldo, temperatura elevata -
si trovava dietro la porta centinaia e centinaia di dirigenti
possibilmente di seconda fascia per cercare protezione per passare
in terza fascia.
Ritengo che noi tutti dell'opposizione abbiamo fatto un regalo al
Presidente della Regione intervenendo sull'articolo 8.
Gli abbiamo evitato il peso di doversi fare carico delle istanze
legittime di tantissimi dirigenti - visto che il concorso non era
previsto - andavano a bussare alla porta del Presidente per il
passaggio nella fascia superiore.
Sono contento per lui, sono contento per lui perché in un periodo
non facile come quello estivo, temperature calde, lui
impegnatissimo a fare il lavoro che fa, doversi subire anche questo
peso lo ritenevo davvero eccessivo.
Rimane però un fatto, rimane la questione delle consulenze dei
dirigenti esterni
Non è da meno, è aberrante Vi spiego perché.
Io insieme a molti dei colleghi che sono qui presenti che abbiamo
fatto la scorsa legislatura, ci siamo portati il peso bilancio dopo
bilancio, finanziaria dopo finanziaria, di tutte le assunzioni che
sono state fatte nei decenni
In ogni finanziaria abbiamo detto ma è possibile farci carico di
tutte le assunzioni che sono state fatte nei decenni passati?
E' possibile che noi che abbiamo ingessato - non noi - coloro che
hanno ingessato, quanti ci sono stati prima, e hanno ingessato il
bilancio della Regione facendolo diventare uno stipendificio
togliendo risorse allo sviluppo, togliendo risorse alle imprese.
Noi nuovi eletti dobbiamo pagare questo prezzo, è vero colleghi?
Quante volte ce lo siamo detti
Questo è successo nella scorsa legislatura
Presidente, mi creda, nella scorsa legislatura noi non abbiamo
pensato a fare assunzioni, non abbiamo pensato assolutamente Ci
siamo fermati in quella che era un'emorragia che c'era stata per
decenni
Oggi pensare di rimettere su nel calderone altri cento dirigenti -
attenzione, onorevole Cracolici - oggi mettono duecentomila euro
perché tanto possono mettere
Ma al primo passaggio ci saranno dieci, quindici, trenta
parlamentari che riusciranno a mettere tre milioni di euro, quattro
milioni di euro.
Quando noi avremo la previsione di potere fare cinquanta
dirigenti, cento dirigenti, andrà la macchina avanti
tranquillamente e ci sarà il via
Non voglio pensare al male, ma è un atto che si presta a tutto
questo se noi oggi facciamo passare questo articolo non è che si
ferma ai duecentomila euro e al dirigente.
Creiamo le condizioni - lo dico oggi sicuro di non potere essere
smentito - che alla prima variazione, il primo atto, uno dei tanti
collegati che ci sarà, ci ritroveremo tre-quattro milioni di euro
con una maggioranza, possibilmente anche trasversale, che voterà
quell'atto e quella previsione di spesa che permetterà il via a
questo altro stipendificio.
Smettiamola Dobbiamo ridurre dirigenti e personale della Regione
siciliana e utilizzare risorse per investimenti Dobbiamo pensare
alle imprese. Basta
Per un po' di anni non si deve parlare di dirigenti, funzionari,
impiegati - vi prego
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà
intervengo specificamente in relazione al comma 5, nella
riscrittura del Governo, poiché quando gli incarichi dirigenziali
di livello non generale vengono conferiti nella misura dell'8%, ho
presentato un emendamento, che probabilmente ricalca quello che ho
sentito dire anche dall'onorevole Lupo, dando la possibilità non
soltanto al livello dei dirigenti, ma anche al comparto, perché
molti funzionari direttivi dimostrano, di fatto, di tenere in piedi
degli uffici, ma poiché non possono rivestire ruoli dirigenziali,
molto spesso svolgono un ruolo cosiddetto da direttore ombra .
Allora, io ritengo che se apriamo all'esterno la possibilità di
individuare dei ruoli dirigenziali che abbiano una durata temporale
dai 2 ai 5 anni, possiamo in via prioritaria, quando si fa la
ricognizione, guardare anche tra il ruolo, anche nel comparto dei
funzionari, quindi tra i dirigenti e il comparto, perché ritengo
che tra i funzionari direttivi ce ne siano davvero di meritevoli.
E' vero che, purtroppo, sono stati rinvenuti casi in cui la
macchina amministrativa pecca, perché la lentezza burocratica e le
difficoltà le riscontriamo un po' tutti, i cittadini fanno
lamentele giornaliere, ma ritengo che ci siano anche degli ottimi
dipendenti, che molto spesso istruiscano le pratiche e facciano un
ottimo lavoro nei confronti della Regione e della Sicilia, che
credo che abbiano il diritto di potere essere prese in
considerazione, qualora si dovesse rinvenire che le professionalità
specifiche siano mancanti.
Guardare anche al comparto, nell'individuare dei ruoli
dirigenziali a termine dati come incarichi esterni, ritengo sia
doveroso. Peraltro, questa cosa credo sia abbastanza condivisa, ho
visto più emendamenti che vanno in questo senso, per cui ritengo
che l'Assessore, se la ritiene una norma interessante, di buon
senso, possa essere anche accolta col parere favorevole del
Governo.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio l'Assessore
per aver chiesto lo stralcio di quello che è diventato il comma 8,
anche perché avevamo il 6.8 come emendamento, che praticamente era
uguale all'articolo 6, soltanto avevano spostato qualche comma.
Non potevamo accettare, soprattutto per quanto riguarda questo
comma 8, questa sanatoria - perché era una sanatoria per alcuni
dirigenti ed era chiarissimo - perché non c'era nessuna prova
selettiva che affrontavano i dirigenti, era qualcosa di
intollerabile, e avremmo fatto le barricate su questo.
Questo articolo 6, Assessore, continua ad avere criticità,
intanto, secondo me, per quanto riguarda il comma 4, dobbiamo
essere più chiari, perché finalmente recepiamo questa Madia ,
questo articolo 22 del comma 15 della cosiddetta legge Madia , che
prevede le progressioni verticali. Quelle servono effettivamente,
perché abbiamo qualcuno che è stato stabilizzato, ex precari che
sono stati stabilizzati in categoria A e B per i motivi che
sappiamo, però è gente laureata e diplomata che ci potrebbe dare
una mano. Qualcuno di questi ha svolto anche mansioni superiori, ci
sono contenziosi in corso, insomma potrebbe aiutare.
Tutto il resto, caro Assessore, secondo me va fatta una riforma
seria, prendere la legge 10 e riscriverla da capo, perché serve una
vera riforma. Questi invece sono degli spot messi lì, con i
comandati, io poi ho presentato un subemendamento, perché avevo
presentato l'emendamento 6.27, che avevamo presentato col mio
Gruppo parlamentare, perché se io ricevo una persona in comando
posso creare pregiudizio all'ente che me lo sta dando, è così.
Pregiudizio che non è solo economico, perché se io a un certo punto
prendo un tecnico o un ingegnere che mi serve in qualche ufficio
regionale, o qualcuno delle Asp che mi serve all'Assessorato
salute, sto andando a danneggiare l'Asp, perché avevano una figura,
possibilmente di vertice, che viene a mancare, aggiusto una cosa e
ne sto sfasciando un'altra. Quindi nel bilancio totale della
Regione siciliana non stiamo facendo bene. Poi come diceva
l'onorevole Cracolici forse, questi 200 mila euro servono solo a
qualcuno.
Io la invito, Assessore, a parte quello che riguarda il comma 4, e
quindi il recepimento del decreto legislativo n. 75 del 2017, cioè
della legge Madia , di vedere un attimino, tutto il resto
toglierlo, perché questo serve, a cominciare dalle progressioni
verticali e la Madia dà un termine ultimo, e lei lo sa benissimo,
entro cui fare queste progressioni per il 20 per cento. Tutto il
resto si deve presentare una riforma perché se non si fanno le
riforme andremmo a mettere delle pezze che sono peggio del buco.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, Governo, credo che le cose che sono state
dette fino adesso rappresentano il quadro di questo articolo che è
un articolo delicatissimo, con la consapevolezza - ritengo - sia
dell'Assessore e del Presidente della Regione. Lo stralcio del
comma 8, a prescindere dal merito per cui ognuno può avere idee
diverse, evidentemente idee che possono portare alla modifica della
proposta del Governo, credo che abbiamo tolto i piedi a questa mini-
riforma su un tema strategico e delicatissimo per il presente e per
il futuro, soprattutto, di questa Regione. Per cui, a prescindere
dal merito dicevo o come dire della criticità, per esempio, che
porterebbe il comma 5 sui dirigenti esterni, a prescindere dalle
criticità che derivano una mancata chiarezza, vorrei dire Assessore
- senza assolutamente voler avere intenzione di polemica, me ne
guarderei bene -che questa riforma meriti un approfondimento
maggiore. E soprattutto, merita di essere completa. Non possiamo
trascurare i problemi delicatissimi che riguardano le fasce e che
investono il passato, il presente e investiranno evidentemente il
futuro se non si affronta tempestivamente. Per cui questa riforma
monca, Assessore, porterebbe più problemi se fosse approvata così
com'è che soluzioni ai problemi.
Allora credo che ci sia la necessità tempestiva di venire in Aula
con una riforma precisa, organica e completa rispetto a quello che
è il tema del personale, della struttura burocratica della Regione
siciliana che, ripeto, è strategico per il presente e per il
futuro. E che tantissime difficoltà ha provocato nel passato. Però
un approfondimento che non è una proposta dilatoria. Ho detto che è
urgente e indifferibile una riforma su questo tema. Però approvare
questa riformicchia , come dire monca, e non aver risolto il
problema che sta a monte di tutti gli altri e che investe anche le
dirigenze generali che non sono un problema di poco conto per una
Regione come la nostra, la Regione siciliana, io immagino che un
accantonamento di questo problema, un approfondimento e la
possibilità di introdurlo in una finestra legislativa che deciderà
il Presidente dell'Assemblea, il Governo e la Conferenza dei
capigruppo potrebbe tornare utile per poter chiarire meglio tutto
ciò che difficilmente si comprende per la fase applicativa. Ritengo
che molte norme non saranno applicabili. Allora abbiamo fatto una
riforma spot, una riforma che, tra l'altro Assessore, credo che
abbia anche una insufficienza dal punto di vista della copertura
finanziaria, se vogliamo davvero affrontare questo problema.
Per cui io ribadisco, signor Presidente, la necessità di
approfondire e di presentare - da parte del Governo e con
l'auspicio che l'Assemblea regionale possa condividere - una
riforma che sia approfondita, che sia organica e che risolva,
soprattutto, i problemi dell'Amministrazione attiva di questa
Regione che sono tanti e che possono essere risolti soltanto con
una riforma organica.
Questo affrontare il problema in maniera monca, a partire dallo
stralcio del comma 8che, ripeto, poteva essere riscritto in mille
modi - non entro nel merito io della riscrittura o di eventuali
proposte modificative che vengono dal Parlamento o dal Governo
stesso - ma, a prescindere da questo e ho finito Presidente, io
credo, Assessore, che questa riforma non possa andare avanti perché
ha tolto un pezzo importante di ciò che andava affrontato e risolto
dal Governo e dall'Assemblea regionale siciliana, dal Parlamento.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
all'interno di questo articolo ci sono alcune norme condivisibili
ed altre che ci lasciano molto perplessi. Alcune le hanno già
citate i miei colleghi.
Io vorrei puntare l'attenzione, invece, sul comma 1 perché il
comma 1 prevede che la disposizione che riduce ulteriormente la
dotazione organica del 100 per cento dei prepensionamenti, ex
articolo 52, non trovi applicazione. Cosa diceva l'ex articolo 52?
E' l'articolo di una legge regionale, la n. 9 del 2015, nel quale
si previde in via transitoria la possibilità per il personale che
aveva i requisiti per andare in pensione, ai sensi della vecchia
disciplina pre-Fornero, di usufruire dei vantaggi del vecchio
regime - fondamentalmente si parla di pre-pensionamenti, di una
norma che riduceva la pianta organica in virtù degli esuberi, anche
andando incontro ai vari giudizi di parifica che, negli anni, ha
fatto la Corte dei Conti.
Era una norma di spending review fondamentalmente. Noi, con questo
articolo, stiamo abrogando proprio la parte che riguarda il
triennio 2019-2021, quindi la possibilità che tale dotazione
organica è nuovamente ridotta del 100 per cento dei soggetti
cessati dal servizio nell'anno precedente. Fondamentalmente, stiamo
togliendo un limite a questa possibilità di cambiare e di ricambio
generazionale, per una categoria che, però, era già ad esaurimento.
Quindi, se può andar bene per gli altri comma, non capisco perché
questo articolo 1, in cui si era prevista questa riduzione per un
effettivo esubero di personale per il quale si erano previsti degli
incentivi per andare in pre pensionamento, adesso questo limite lo
stiamo rimuovendo. Quindi, questo è quello che voglio chiedere al
Governo e, mentre ci siamo, vorrei anche chiedere quante persone
hanno presentato la domanda proprio per questo tipo di pre-
pensionamento, nel triennio 2019-2021.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Partito
Democratico ritiene che la Regione siciliana debba fare concorsi,
sia per il comparto che per dirigenti. Quindi, la nostra non è una
posizione pregiudiziale. Il Partito Democratico ritiene che anche
la Regione siciliana abbia l'esigenza di rinormalizzare l'assetto
dirigenziale, così come oggi è nel resto delle amministrazioni
pubbliche dello Stato, e cioè in Prima e Seconda fascia. Noi siamo
l'unica amministrazione ad avere una Terza fascia ad esaurimento.
Io credo che, su questo tema, bisogna intervenire. Questo lo dico
a scanso di equivoci, quindi noi non siamo per avere una posizione
pregiudiziale contro apriori. Dobbiamo dire, con altrettanta
chiarezza, che fatto lo stralcio che il Governo ha deciso del comma
8 che decideva il transito di una percentuale di dirigenti di terza
fascia in seconda fascia, noi riteniamo che l'intero articolo 6,
così come era stato approvato dalla Commissione Affari
istituzionali', non abbia più alcun senso e provo a dire due o tre
cose per dimostrarlo. Se voi intendete mantenere il comma 5, che vi
consente di prendere dirigenti esterni, oggi li potete prendere in
seconda fascia, perché la terza fascia è ad esaurimento.
Quindi, Presidente Micciché, avremmo l'assurdo che mentre i
dirigenti che per trent'anni hanno servito questa Regione,
stralciato il comma 8, rimangono di terza fascia, il dirigente
esterno, che il Governo dovesse decidere di assumere, viene assunto
in seconda fascia, facendo un torto profondo a tutti i dirigenti
regionali che oggi rimangono in terza fascia e a tutti i funzionari
direttivi che sono idonei per l'accesso alla dirigenza che non
avrebbero la possibilità di partecipare. Io lo trovo profondamente
iniquo sul piano politico ancor prima che sul piano normativo.
E' una norma che, stralciato il comma 8, non sta più in piedi;
così come stralciato il comma 8 - e concludo con l'esempio - come
fate a definire qual è il fabbisogno annuale e triennale di
dirigenti prima di procedere ai concorsi esterni se non avete prima
determinato quali sono i dirigenti, o meglio, quanti sono i
dirigenti che transitano dalla terza alla seconda fascia? Non siete
in grado di farlo. Tutte le sentenze, anche recentemente del TAR
del Lazio, dicono che prima di attivare procedure concorsuali
esterne per il reclutamento del personale è necessario verificare e
definire il fabbisogno annuale ed il fabbisogno triennale.
Quindi, Presidente dell'Assemblea, Governo, Presidente della
Regione, Assessori ed onorevoli colleghi, credo che l'intero
articolo 6, a seguito dello stralcio del comma 8, debba essere
stralciato e rinviato Presidente, per un disegno di legge
specifico, che siamo disponibili ad affrontare da domani in
Commissione I Affari istituzionali' per rinviare a specifico
disegno di legge tutta la materia che riguarda il personale della
Regione che rappresenta uno degli asset principali della Regione
siciliana, un patrimonio che dev'essere valorizzato e che non può
essere bistrattato, maltrattato o mortificato. Considerazioni
analoghe, ovviamente, valgono anche per il comparto.
Chiedo, quindi, lo stralcio ed il rinvio in Commissione per uno
specifico disegno di legge al quale siamo disponibili a cominciare
a lavorare già da domani.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, penso
che su questa norma si sia svolto un dibattito molto utile e dal
dibattito ritengo che siano stati piuttosto numerose le riflessioni
e le criticità che sono state avanzate da tutti i colleghi che mi
hanno preceduto. E queste critiche avanzate credo siano del tutto
fondate e dovrebbero indurre il Governo a più miti consigli
rispetto ad una materia qual è quella del pubblico impiego che
certamente non può essere affrontata attraverso l'inserimento
all'interno di questo collegato' di una norma.
Ora, il problema che io pongo, ed è un problema politico, e a
questo punto mi devo chiedere: che cos'è il collegato'? Perché se
il collegato' doveva essere il residuo di norme che non potevano
essere trattate in finanziaria è un conto, se il collegato' invece
ha la pretesa di contenere una serie di potenziali e presunte
riforme è un altro conto, perché io ho l'impressione che questo
collegato' sia stato interpretato da questo Governo come una
dirigenza sulla quale salire, sistematicamente, cercando in un modo
o nell'altro, più o meno onestamente di bypassare il dibattito,
l'approfondimento, il lavoro concreto che su una riforma le
Commissioni di merito debbano affrontare.
Per carità, è vero, questa norma insieme alle altre è stata
affrontata in Commissione ma certamente non penso che la riforma
della Pubblica amministrazione possa essere oggetto di un
andirivieni di norme dall'Aula alla Commissione, dalla Commissione
all'Aula e via dicendo. Tutto questo, cari signori del Governo, è
mortificante. Questo modo di legiferare è vergognoso perché è
chiaro che si vogliono fare passare delle norme che senza il debito
approfondimento si trasformano in potenziali danni per questa
Regione ed io mi fermo semplicemente a queste che sono
supposizioni.
Ma, ripeto, io non credo che coloro che mi abbiano preceduto
avevano la voglia o il pregiudizio di sostenere delle cose senza
che queste cose fossero fondate. E allora ha ragione il collega che
mi ha preceduto. Questa norma va stralciata. Se è vero che il
manifesto del Presidente Musumeci, che continua a ripetere come un
mantra, è che questo Governo deve muoversi attraverso delle riforme
e allora che queste riforme si muovano nei luoghi deputati ad
essere trattate. Che vengano presentati dei disegni di legge
organici, che sia dato al Parlamento la possibilità di approfondire
questa materia che riguarda migliaia di persone, che riguarda
l'assetto di una Regione che è ferma e che avete bloccato e che
pretendete di sbloccare in maniera presunta attraverso una
paginetta di otto inutili commi.
Allora Assessore Grasso, ci ripensi, lei è una persona molto
intelligente ed arguta, dia la possibilità a questo Parlamento di
legiferare insieme a questo Governo ma ne approfitti per sviluppare
una riflessione condivisa nelle sedi deputate a fare questa
riflessione. Grazie.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, è stato richiamato il principio della cortesia a qualcuno
in un esercizio di dietrologia su norme che invece avrebbero dovuto
richiamare il buon senso e il senso di responsabilità di ciascuno
di noi. Tutti sappiamo che dal 1991 non si fanno concorsi alla
Regione siciliana. Tutti sappiamo che alcune decine di migliaia di
persone lavorano alla Regione siciliana senza avere mai partecipato
ad un concorso. Credo che su questo siamo tutti ben informati.
Bene, tutti sappiamo che questo Governo nel designare i direttori
generali ha proceduto ad effettuare una rotazione a 360 gradi. Noi
non abbiamo cortesia da fare ad alcuno onorevole Cracolici, lei lo
sa, ma lo dice perché giustamente deve esasperare il significato
della opposizione e forse io al suo posto, da quella tribuna, avrei
fatto le stesse cose. Però tutti siamo d'accordo sul fatto che
bisogna subito sbloccare i concorsi e se vogliamo sbloccare i
concorsi, i primi commi dell'articolo 6 non possono stasera non
trovarci tutti d'accordo.
Se poi ci sono altri aspetti che hanno bisogno di essere
approfonditi possiamo da domani, possiamo da domani, elaborare
assieme un disegno di legge di tre, quattro, cinque articoli da
portare in Aula, col consenso della Presidenza, anche prima della
eventuale pausa estiva. Si è parlato dei dirigenti esterni. Bene,
io lo voglio dire, signor Presidente dell'Assemblea, lo voglio dire
a quest'Aula, intanto il Presidente della Regione non ha fatto né
uso né abuso della possibilità che la legge gli conferisce di
potere ricorrere a dirigenti esterni.
Fu tentato un bando all'inizio e poi l'Amministrazione ha optato
per un atto di interpello interno. Ma io desidero che rimanga agli
atti di questo Parlamento che, nel momento in cui stiamo parlando e
lavorando, al Dipartimento Rifiuti rimangono scoperti sei servizi e
mi piacerebbe che in questo momento ad ascoltare ci fosse anche
qualche magistrato.
Nel Dipartimento più esposto, nel Dipartimento che si trova in
trincea, nel dipartimento verso il quale le attenzioni della
criminalità organizzata sono da sempre alte - e soprattutto per i
fatti noti anche negli ultimi anni - mancano sei dirigenti di
servizio, nonostante i reiterati atti di interpello da parte del
Dirigente generale.
Il Presidente della Regione di fronte al grido d'allarme lanciato
dal Direttore generale ha il diritto di verificare se in altre
pubbliche amministrazioni esistono dirigenti qualificati che siano
nelle condizioni, che abbiano il coraggio fino a rasentare la
follia di venire ad occupare quei sei posti di dirigente di
servizio?
E' chiaro che non si vuole fare favore a nessuno ma quando il
Direttore generale mi dice: In queste condizioni -e me lo ha detto
ieri sera alle 23.30 - non sono più messo all'altezza di potere
assicurare e garantire la funzionalità dei servizi , io ho il
dovere di chiedermi se questa norma è una norma per fare la
cortesia a qualcuno o se non sia piuttosto la norma per consentire
al Governo di garantire la funzionalità in alcuni settori
strategici dove nessuno vuole più venire per paura, per pavidità,
per ostruzionismo, perché ritiene di non essere incoraggiato
economicamente.
Io non so quali siano le cause, ed è chiaro che abbiamo stanziato
200 mila euro, perché da ora al 31 dicembre quanto vogliamo
stanziare? E poi in sede di bilancio 2020 lavoriamo per capire
quanti dirigenti di servizio servivano a questo Governo, a questa
Amministrazione regionale per coprire alcuni posti particolarmente
strategici dove nessuno vuole andare.
Si tratta di una norma che consente, a tempo determinato, di
impegnare i dirigenti e i colleghi sanno che c'è, peraltro, il 165
del 2011 e l'articolo 19 che prevede che in proporzione al numero
dei dipendenti si possa attingere all'esterno, non è il coniglio
tirato fuori dal cilindro di questo Governo.
E poi, lasciatemi dire, noi siamo assolutamente i primi a
stigmatizzare il gran numero di dipendenti che abbiamo trovato in
questa Amministrazione regionale e proprio alcuni mesi fa questo
Governo ha proceduto, su disposizione del suo Presidente, a
ridurre, a cominciare e a ridurre - a cominciare perché
continueremo l'anno prossimo - del 15 per cento le strutture
organizzative e gli assetti organizzativi, significa 220 postazioni
dirigenziali in meno, non era mai accaduto negli anni passati
Quindi la volontà di ridurre il numero dei dirigenti c'è ma c'è
anche la volontà di volere garantire e io mi affido al Parlamento,
mi dia il Parlamento gli strumenti perché io possa assicurare la
copertura di sei servizi al Dipartimento rifiuti, me lo dia il
Parlamento questo strumento.
Confesso e ammetto la mia ignoranza; se esistono strumenti e
percorsi alternativi rispetto a quelli che noi abbiamo immaginato -
ed io sono qui ad ascoltare naturalmente - ma per quando riguarda i
primi commi dell'articolo 6, cioè lo sblocco concorsi, mi pare che
su questo, onorevole Lupo, l'altro giorno, seppure informalmente,
tutti manifestavamo interesse e attenzione perché si possa
finalmente procedere ad indire qualche concorso non solo per
impolpare le strutture nelle quali siamo deficitari - vi ricordo
che il 60% del personale dipendente della Regione è di fascia A e B
- ma consentire anche a qualche centinaio di giovani siciliani di
potere mettere finalmente a profitto il proprio titolo di studi,
gente che deve rispondere agli unici requisiti essenziali che sono
quelli che obbediscono alla meritocrazia, ecco, sulla base di
queste considerazioni che mi sono permesso di fare, io vi chiedo la
cortesia di esaminare almeno i commi sui quali possiamo trovare una
intesa stasera, stralciando gli altri che possono diventare oggetto
di un apposito, più articolato e meglio articolato disegno di legge
destinato al personale, al quale possiamo mettere mani anche a
partire dalla prossima settimana.
PRESIDENTE. Allora, Presidente Musumeci, per quanto ci riguarda
questa sua proposta, che ovviamente è accettabilissima, però non so
se è il caso, per migliorare l'ordine di questi lavori, se il
Governo non dovesse essere d'accordo, raccordandosi con chi ritiene
di farlo, l'onere di una riscrittura di tutto l'articolato anziché
di un comma sì di un comma no, perché già siamo abbastanza confusi
in questa maniera.
Però, se i colleghi sono d'accordo, noi potremmo tranquillamente
continuare a votare, finire l'articolato, potremmo andare avanti,
votare il resto che c'è da votare, attendere il martedì successivo
per il voto finale, prima del voto finale votare l'eventuale
articolo riscritto dal Governo in maniera ordinata senza che ci
siano grande confusioni che mi sembrerebbe la soluzione migliore se
tutti siete d'accordo.
Presidente, se voi siete d'accordo, credo che sia la soluzione
migliore.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei un attimo anche
rassicurare il Parlamento; queste norme non sono state inserite nel
collegato solo perché si è deciso di fare collegati separati anche
d'accordo nelle Commissioni, quindi, non sono norme che sono state
calate, sono state norme che sono state oggetto di approfondimento
con i dipartimenti in Commissione e sono norme che sono approdate
qui.
Io vorrei, siccome il comma 8 l'ho stralciato io, ma l'ho
stralciato solo per una riscrittura e, quindi, una presentazione in
maniera diversa perché le argomentazioni, colleghi, che voi avete
posto, consentitemi, non sono condivisibili neanche dal punto di
vista ordinamentale ma siccome la Presidenza dell'Ars ha sollevato
un problema di costituzionalità, discutibile anche questo ma sarà
oggetto di approfondimento, per rispetto nei confronti di tutti, si
è stralciato l'articolo.
Per quanto riguarda, invece, le altre norme, voi sapete tutti, che
questa non è una riforma della pubblica amministrazione. Tutti
sapete com'è la situazione in Regione, nei dipartimenti, miracoli
non se ne possono fare, noi oggi proveniamo da un blocco delle
assunzioni, questo blocco delle assunzioni non ci consente di fare
quelle progressioni verticali che tutti abbiamo voluto, che in
Commissione si dice etc etc , quindi, noi abbiamo l'esigenza, non
c'è una riforma della pubblica amministrazione, qui ci sono delle
norme che servono in maniera organica per cominciare a mettere
ordine perché voi mi insegnate, e me lo insegnate tutti, con più
esperienza di me, legislatori tutti prima di me, che il blocco
delle assunzioni e il prepensionamento fatto con la legge 2015 ha
mandato via una serie di dirigenti e ha impedito quel blocco di
utilizzare quelle risorse assunzionali che potevano essere
necessarie per fare i concorsi.
Quindi, noi prima di dire che vogliamo fare i concorsi, abbiamo
due necessità: sbloccare i concorsi e questo, o lo discutiamo oggi
o lo discutiamo fra quindici giorni, sempre questo è. E poi
dobbiamo riportare e, quindi, approvare l'articolo 1, il comma 1,
scusate, perché sblocca i concorsi e poi all'interno e noi proprio
perché lo abbiamo concordato a livello nazionale perché quel blocco
è stato frutto di un accordo, non abbiamo dovuto neanche ponderare
lo sblocco e quindi abbiamo previsto il 50, il 75. Quindi non
avviene in un'unica soluzione, e per potere poi con le risorse,
quindi abbiamo bloccato la pianta organica al 2018, per potere poi
fare i concorsi fra il 2020 e il 2021 con quelle risorse che
possiamo utilizzare. Perché voi mi insegnate che le risorse
assunzionali del personale che è andato in pensione con la pre-
Fornero, non può essere utilizzato per legge per fare i concorsi
Allora, da qui discende la necessità delle norme successive;
quando noi abbiamo previsto il comando del personale degli enti
vigilati, e abbiamo messo 100 mila euro, quello è il salario
accessorio, perché in questo momento fino al 2020 che facciamo i
concorsi, ed il personale che se ne è andato in pensione è la quota
100 perché è un diritto che non possiamo negare ai tanti dipendenti
che se ne andranno in pensione, dirigenti altri 400, ci sarà un
depauperamento dell'amministrazione regionale, ricordiamoci che
7000 persone lavorano nelle periferie, quindi nelle sedi
decentrate, e vi è una legge nazionale che ci impedisce che oltre
50 km non li possiamo fare lavorare. Quindi quando noi parliamo di
comando non è uno scandalo, noi abbiamo applicato una norma
nazionale, il comando è e lo abbiamo fatto nei confronti di quegli
enti che la regione per cui la regione eroga contributi, cioè
quando all'ESA la Regione eroga le risorse per pagare i dipendenti,
e l'ESA è un ente dove ci possono essere personale in esubero, quel
personale dell'ESA anziché non fare niente, può venire in Regione e
viene pagato lo stesso, e il salario accessorio lo paga la Regione.
E' una norma non disordinata, è una norma ordinata che comincia a
mettere delle pezze là dove noi abbiamo trovato disastri, perché
noi siamo arrivati in una Regione, io sono l'assessore alla
funzione pubblica e mi assumo la responsabilità, dove ho trovato
una montagna di contenzioso, dove ho trovato cause di dipendenti
che aspettavano e che hanno vinto cause dopo vent'anni perché quel
blocco delle assunzioni ha impedito di essere assunti, e noi
abbiamo esborsato. Questo è danno erariale, quello che abbiamo
esborsato come risarcimento danni a quei dipendenti che in virtù di
quella norma, nonostante i vincitori con sentenze passate in
giudicato e con giudizio di ottemperanza non si erano potuti
assumere. Bene, 50 persone li abbiamo assunti noi, precari che
mille leggi la Regione aveva fatto per essere assunti e on sono
stati stabilizzati, li sta stabilizzando questo Governo, e tutti
quei precari che non erano e che sono entrati in Regione, come
diceva il Presidente, senza avere vinto un concorso, perché qualche
politico gli avrà detto passa siediti sei mesi e poi era rimasto.
Presidente, mi scusi solo un attimo, noi li stiamo stabilizzando,
questo e con un concorso perché staranno facendo delle procedure
selettive, quindi sono dipendenti che hanno lavorato e che
entreranno con un concorso, quindi la proposta è questa. Come ho
stralciato gli altri, possiamo anche stralciare tutto il resto,
però dico: siccome in tutte le Commissioni si è parlato di
progressioni verticali, si è parlato di sblocco, si è parlato di
assunzioni, votiamoli e vi prego di un'altra cortesia, quando noi
parliamo di dare un incarico ai dirigenti, lo dico anche perché
sembrerei ignorante altrimenti, quando noi diciamo che alcuni
dirigenti di altre amministrazioni o anche dirigenti esterni
possono per un periodo venire e prestare attività all'interno della
Regione, non confondiamoli con dirigenti, quindi non abbiamo
mortificato nessuno perchè i dirigenti sono inquadrati e sono
dirigenti, questi sono semplicemente dirigenti che vengono
utilizzati per un periodo di tempo.
La proposta è che secondo me, con buon senso, si può continuare su
tutti, poi mi rimetto all'Aula; il Presidente ragionevolmente
discutendo con l'Aula dice di votare solo quelle norme che insieme
decidiamo si possono votare, quindi ci fermiamo al comma 5.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, assessore, voi siete sicuri di quello
che state dicendo? Andiamo avanti così? Io per me non ho problemi
Il mio consiglio, che credo che sia un consiglio serio e ragionato,
è quello di stralciare oggi l'articolo, diversamente votiamo, io
non è che posso crearmi problemi di questo tipo
Perfetto, l'articolo 6 è accantonato. Andiamo avanti con il resto.
L'articolo 5 resta accantonato, perché mi è stato dato ora un
emendamento che cambierebbe quello di prima ma che non convince, e
peraltro non ce l'abbiamo nemmeno.
Onorevole Schillaci, sull'articolo 5 siccome anche su questo c'è
un attimo di confusione, è inutile parlarne oggi perché così
andiamo avanti, lo accantoniamo e lo riportiamo in Aula martedì,
prima del voto finale. E' inutile parlarne ora, perché era stato
presentato un emendamento, ora questo emendamento è stato
modificato, per cui comunque lo dobbiamo rivedere bene.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per un minuto, onorevole Schillaci, per
cortesia, perché lo stiamo accantonando.
SCHILLACI. Signor Presidente, Governo, assessori e colleghi, mi
sembra veramente paradossale, siamo di fronte ad una situazione
che, secondo me, non è mai capitata. Allora, si tratta di un
emendamento, l'A7 che già è circolato, che va a modificare una
delibera d'Aula fatta dieci giorni fa. Io credo - vorrei che gli
uffici verificassero - che questa cosa non può essere fatta, perché
è un emendamento che è già stato votato dall'Aula.
PRESIDENTE. E' ovvio che si può fare perché riguarda una legge
diversa, quella legge è stata approvata, questa è un'altra cosa, ma
è un emendamento. Ma in ogni caso, io sto chiedendo oggi di
accantonare, ne parliamo con la Commissione e con gli altri, lo
riportiamo eventualmente martedì in Aula prima del voto finale.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su questo argomento? Però ormai è stato accantonato.
Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, visto che è stato accantonato le volevo
chiedere di fare verificare agli uffici, perché a mio avviso, il
titolo dell'articolo è sbagliato perché il Capo II della legge
regionale non si riferisce all'adolescenza ma alla disabilità,
quindi a mio avviso è l'ufficio di garanzia per l'infanzia e la
disabilità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, questo lo verifichiamo subito ed
eventualmente lo correggiamo.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Spese per l'espletamento di concorsi per l'assunzione di
personale
1. Per l'espletamento di concorsi, per l'esercizio finanziario
2019 è autorizzata la spesa di 30 migliaia di euro (Missione 1,
Programma 10, capitolo 108526).
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede, per
l'esercizio finanziario 2019, mediante riduzione di pari importo
delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704
- accantonamento 1001.
3. Per la medesima finalità il dipartimento regionale della
funzione pubblica e del personale è autorizzato ad avvalersi del
supporto della Commissione RIPAM mediante la stipula di apposita
convenzione».
Essendo legato ai concorsi, anche l'articolo 7 lo trattiamo
martedì.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Dotazione organica comparto non dirigenziale
del Corpo Forestale della Regione
1. Il comma 5 dell'articolo 49 della legge regionale 7 maggio
2015, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni è soppresso.
2. La dotazione organica del personale del comparto non
dirigenziale del Corpo Forestale della Regione Siciliana è
determinata, ai sensi della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 4,
nella misura prevista dal decreto presidenziale 20 aprile 2007 e
successive modifiche ed integrazioni.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
Onorevoli colleghi, siccome sono stati presentati soltanto
emendamenti soppressivi, votiamo direttamente il mantenimento
dell'articolo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, sull'articolo 8, noi ripristiniamo
con questo articolo, anche se non so perché lo ripristiniamo visto
che credo che non sia mai stato abrogato, quindi mi sfugge la
necessità di ripristino, la dotazione organica del Corpo Forestale
della Regione.
L'assessore Cordaro e l'assessore alla funzione pubblica avrebbero
però, lo dico per capire, che anche su questa materia che, nel
frattempo dal 2007, perché adesso lo ricordo a me stesso, è il
famoso mega concorso bandito da Cuffaro di circa millequattrocento
guardie forestali per i quali fu fatto l'avanzamento di massa al
Corpo Forestale, per cui ora abbiamo tutti generali e nessun
soldato, anche generali come me con un po' di pancia, perché nel
frattempo gli anni sono passati.
Si pone un tema, che dobbiamo fare del Corpo Forestale della
Regione in un momento nel quale anche lo Stato ha, poi non è quella
la strada, ma affrontiamolo con una maniera organica, non un fatto
numerico, cioè ripristiniamo la dotazione organica, ma per quali
compiti, quali funzioni, qual è l'attività?
Lo Stato l'ha ceduta ai Carabinieri. Ci sono i Carabinieri oggi
nei boschi e nelle attività di competenza di quelli che una volta
erano i compiti di polizia forestale.
Aggiungo, uno dei compiti che ha il Corpo forestale, cioè di
Polizia Giudiziaria, è quello di essere strumento dell'autorità
giudiziaria per le attività investigative nei luoghi dedicati -
proprio nei luoghi dove la competenza è appunto del Corpo
forestale.
Si può limitare il tutto? Ho il dubbio che non ci sia mai stata
un'abrogazione di questa dotazione organica. Per cui, il fatto che
ripristiniamo una cosa che è già in vigore - mi interrogo ancora
una volta - perché stiamo facendo questa cosa? Sarebbe opportuno
capire cosa ne dobbiamo fare, se la dobbiamo fare come Regione
siciliana, se lo Stato, se l'Arma dei Carabinieri
Non è che noi siamo soltanto la Regione che paga i Carabinieri per
fare l'ispettore del lavoro - cosa che non avviene in nessuna
Regione di Italia, per chiarezza.
La Sicilia paga i Carabinieri per fare supporto all'attività degli
Ispettori del lavoro.
I Carabinieri che operano in Sicilia nel campo della vigilanza
forestale, in che modo li raccordiamo, li integriamo, cediamo la
competenza, non la cediamo?
Affrontiamo questo Non un mero fatto di ripristinare la dotazione
organica, punto e basta, per fare cosa? Il Governo ci chiarisca su
questo punto cosa vuole fare.
Il tema è lanciare un nuovo appello concorsuale alla vigilia del
voto per dire faremo 1400 assunzioni.
Nel 2007 ci sono state migliaia di domande, la gente è invecchiata
non avendo mai una risposta a quella domanda. Questo è quello che è
successo in Sicilia.
Abbiamo truffato migliaia di siciliani i quali per fare un
concorso hanno pure pagato perché hanno messo marche da bollo,
hanno dovuto fare i costi connessi alla presentazione di un
concorso pubblico. Per favore, non prendiamo in giro le persone.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, stiamo a discutere di un altro problema
molto grande dovuto a quello che è successo nel passato.
In questo momento al Corpo forestale, da pianta organica, dovremmo
avere 223 persone di categoria D, 1001 di categoria C e 26 di
categoria B.
Cosa facciamo con questo emendamento perché è in varianza di
spesa? Decidiamo di tornare indietro al 2007, alla legge 4 del
2007, dove si dava mandato al Presidente Cuffaro di rimodulare la
pianta organica? Quella pianta organica era tarata a 3180 persone,
1930 persone in più.
Assessore, lo dicevo prima nell'intervento quando ho parlato, sul
collegato in generale della I Commissione sulla discussione
generale. Questo non è il modo esatto per risolvere il problema e
il controllo del territorio. Il problema del Corpo forestale va
affrontato con lo Stato centrale. Si deve sedere a tavolino lei,
Presidente, con il Governo centrale e discutere di cosa fare di
questo corpo perché abbiamo difficoltà.
Se ad un certo punto quelli in servizio sono 500, 600, ora
esattamente con i pensionamenti non so quanti siano e dobbiamo
arrivare a 3180, vuol dire che ci vogliono praticamente 2500
assunzioni, per rimetterci alla pianta organica che volete
riesumare voi.
Quelle risorse non le abbiamo, quindi il controllo del territorio
non ci sarà. Ci sarà sempre un conflitto perché alcuni di questi
sono passati ai Carabinieri e parte di questo controllo del
territorio è passato ai carabinieri.
Vorrei ricordare, Assessore, non so se lei ne sia a conoscenza,
che negli anni il Corpo forestale dello Stato arrivò in Sicilia e
c'era anche un conflitto di competenze, fatto sta che spesso
venivano tolte alcune sanzioni, se non mi ricordo male, da parte
dei tribunali, però c'era questo conflitto di attribuzioni sulle
competenze, quindi c'era una confusione pazzesca, e non c'erano
controlli perché il servizio CITES era sottodimensionato, per il
bracconaggio e per altre cose, c'era tutto che non funzionava.
Il problema principale fu anche, appunto, nel passato, quando
anche lì, con un colpo di mano, si fecero tutte queste categorie
C , se non mi sbaglio, non ricordo se erano ispettori o
commissari.
Quindi poi il controllo, chi stava materialmente nel territorio,
in mezzo ai boschi, ad andare contro i bracconieri, non c'era quasi
nessuno, se non poche, audaci e volenterose persone. Dobbiamo,
innanzitutto, sederci col Governo nazionale e vedere cosa fare di
questo Corpo. Un'altra cosa è cominciare a prendere il personale e
farlo ritornare nel territorio, perché ovviamente è assolutamente
sguarnito.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
credo che il dibattito stia aiutando a far luce sulla necessità di
un approfondimento serio, anche relativo al comparto non
dirigenziale del Corpo forestale della Regione siciliana, anche su
questo punto, da parte nostra, c'è la disponibilità ad approfondire
il contenuto della norma che viene proposta.
Non posso però, signor Presidente della Regione, mi rivolgo a lei;
nei giorni scorsi, credo sia andato in Gazzetta ufficiale oggi, il
Regolamento, pubblicato con decreto del Presidente della Regione,
che riguarda la nuova dotazione organica dei dirigenti della
Regione siciliana, e mi sembra una cosa normale. Il Presidente ha
fatto presente che si è proceduto anche ad una riduzione delle
strutture dirigenziali, perché i tempi, le esigenze cambiano, e c'è
necessità di un adeguamento.
Per questo motivo mi risulta impossibile comprendere perché
nell'articolo 8 si fa riferimento al decreto presidenziale del 20
aprile 2007 e successive modifiche ed integrazioni. Io credo che
l'organico del Corpo forestale del comparto non dirigenziale debba
essere potenziato, migliorato e adeguato. Non credo che la misura
esatta dell'adeguamento necessariamente possa corrispondere a un
decreto presidenziale di 12 anni fa, perché lo trovo anacronistico,
anche dal punto di vista politico, oltre che dal punto di vista
amministrativo, essendo tutti interessati a garantire innanzitutto
il buon andamento della Pubblica Amministrazione regionale, così
come recita la nostra Costituzione.
Quindi invito il Governo a fare una verifica sulle reali necessità
di adeguamento della dotazione del comparto non dirigenziale del
Corpo forestale della Regione, dopodiché si procederà di
conseguenza, piuttosto che riesumare vecchi decreti di 12 anni fa
che francamente io non penso che abbiano più alcun senso.
Colgo l'occasione, così velocizziamo anche il dibattito,
rivolgendomi in questo caso in particolare all'Assessore Grasso,
per dire che credo, Assessore, che è necessario in generale, visto
che stiamo parlando di personale della Regione siciliana tutta, e
il Presidente della Regione giustamente faceva rilevare che circa
il 60% sono dipendenti di categoria A e B , è necessario
velocizzare i lavori della Commissione paritetica prevista dal
comma 3 dell'articolo 16 del contratto di lavoro, per riconsiderare
una riclassificazione complessiva del personale, perché è vero che
questa Regione da decenni non fa più concorsi interni, e
sbaglierebbe il Parlamento ad occuparsi solo delle posizioni
dirigenziali o apicali, credo che ovviamente il ragionamento debba
interessare tutto il personale della Regione siciliana di categoria
A, di categoria B, di categoria C, di categoria D, e delle fasce
dirigenziali che, peraltro, attendono questi ultimi da troppo
tempo, il rinnovo del contratto di lavoro che gli è assolutamente
dovuto. Su questo invito il Governo anche a rispondere. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, vorrei
cogliere l'occasione della discussione di questo articolo per
rivolgermi al Governo e cercare di capire, al netto di questo
articolo, cosa si vuole fare di questo Corpo Forestale in quanto, è
sotto gli occhi di tutti, che la diminuzione del 78 per cento degli
incendi che abbiamo avuto l'anno scorso è stata esclusivamente
dovuta alla stagione particolarmente piovosa. Quest'anno, invece,
stiamo vedendo come la Sicilia sia costantemente preda di incendi.
In questo momento, i distaccamenti del Corpo Forestale sono
ridotti all'osso. Abbiamo una carenza di personale con qualifica di
PS e PG, nonostante sia il Corpo Forestale ad avere il
coordinamento delle operazioni sia di terra che in cielo.
Allora, vorrei capire che fine hanno fatto gli otto elicotteri che
dovevano arrivare, il concorso per agenti, le revisioni dei mezzi
che, in questo momento, sono fermi, le visite mediche che
dovrebbero verificare l'idoneità del personale, così come anche le
gare di appalto per i dispositivi di protezione di questi
dipendenti.
Inoltre, vorrei capire, più che altro perché anche se non è questo
il momento, però se si approva questo articolo la dotazione
economica, in realtà, servirà, l'applicazione degli articoli 1 e
comma 2, oggi, è in invarianza di spesa, ma un domani, quando si
dovrà assumere, queste spese dovranno essere coperte e questo
dovrebbe però essere esplicitato perché l'Aula dovrebbe resa edotta
che dall'approvazione di oggi, di questo articolo, un domani si
dovrà prevedere necessariamente un esborso in denaro.
Allora, vorremmo capire anche se questi costi saranno affrontati
utilizzando personale regionale in categoria A anche se è un po' in
avanti con l'età dato che quelli di categoria B, invece, dovranno
essere necessariamente possessori di apposita qualifica.
Allora, credo che se si vuole trattare l'argomento forestali il
Governo dovrebbe, al pari della questione dei dirigenti, affrontare
in maniera organica questa tematica sia per rispetto di questi
uomini - uno è venuto a mancare durante il suo dovere la settimana
scorsa -, ma anche nei confronti dei siciliani che, in questo
momento, sono vittime di tanti incendi.
Allora, credo che dovremmo affrontare la questione in maniera
organica con un testo di legge e decidere cosa vogliamo fare del
Corpo Forestale. Grazie.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, probabilmente avrò bisogno di
qualche minuto in più perché i temi affrontati sono stati anche
generali e vanno oltre quello che è il dictum dell'articolo 8.
Però, lo faccio con piacere e ringrazio i colleghi anche per i toni
usati nella valutazione dei temi che mi hanno sottoposto e che
hanno sottoposto al Governo.
In realtà, devo dire che viene proprio da un confronto
precedentemente svolto nei mesi scorsi anche con il Ministero
dell'ambiente, la necessità di implementare il numero degli agenti
forestali in divisa e anche dallo stesso Ministero ci viene
l'indicazione, onorevole Cracolici, circa il fallimento - che è un
sentimento ormai assolutamente diffuso e sostanziato - dello
scioglimento del Corpo Forestale nazionale nell'Arma dei
Carabinieri. Una fusione a freddo che non ha trovato quei riscontri
positivi che ci si aspettava e che porta in tanti, nelle stanze in
cui si assumono le decisioni nazionali, ad immaginare di
ripristinare il Corpo Forestale dello Stato perché il risultato non
è stato quello immaginato né sotto il profilo della spending
review, né sotto il profilo dell'incidenza sul territorio.
Per quanto riguarda, poi, il tema che alcuni colleghi hanno
trattato, dobbiamo fare un minimo di storia, perché mi piace
rappresentare da dove siamo partiti. Noi siamo partiti da una norma
del governo Crocetta che, nel 2015, bloccava il turn over
all'interno del Corpo Forestale, ossia introduceva un principio
secondo il quale a un forestale che andava in pensione - mi sto
riferendo, per fare chiarezza, perché c'è stata anche un po' di
confusione, ma adesso proverò a rappresentarla per ottenere il
contributo di tutto il Parlamento -, ad un agente del Corpo
Forestale in divisa, che andava in pensione, non era possibile
intervenire, appunto con il turn over e, quindi, con il ripristino
del numero e, quindi, con la sua sostituzione.
Quella norma, che probabilmente era giustificata dai tempi,
avrebbe portato, inesorabilmente, all'esaurimento del Corpo
Forestale. Ebbene, l'anno scorso, questo Parlamento su iniziativa
del Governo e dell'Assessore che vi parla, ha intanto approvato una
norma di sistema che ha abrogato il blocco del turn over. Lo
abbiamo fatto tutti insieme, perché tutti insieme abbiamo
manifestato col nostro voto la necessità che si tornasse a parlare
di assunzioni all'interno del Corpo Forestale.
Ebbene, il riferimento al Decreto Presidenziale 2007 - mi verrebbe
da dire absit iniuria verbis, perché si parla di una stagione della
quale, ovviamente, non bisogna fare menzione - altro non è che la
necessità di ancorare, onorevole Zito, un tema legato ad un numero
e cioè: posto che siamo in gravissima carenza al di là dei profili
che, poi, insieme, stabiliremo nella Commissione di merito,
presidente Savarino, quando ci occuperemo di andare ad affrontare
il fabbisogno reale, al netto del merito dei profili, sappiamo che,
certamente, abbiamo bisogno di un minimo di 800 agenti in divisa
del Corpo Forestale per ripristinare il fabbisogno.
Che questa norma sia ad invarianza di spesa è un'altra tautologia,
mi permetto di dire perché, evidentemente, a seconda di quella che
sarà la possibilità economica che avremo come Governo e come
Parlamento e, comunque, come finanze potremo stabilire tutti
insieme se poterne assumere uno, cento, duecento fino ad un massimo
di ottocento. Quindi, è chiaro che questa non è una norma
finanziaria perché anche questo passaggio sarà immediatamente
successivo.
In ogni caso, i compiti del Corpo Forestale, collega De Luca, sono
stabiliti dalla legge istitutiva del 1972. Vero è che vogliamo,
insieme al Parlamento, realizzare una riforma del Corpo Forestale,
vogliamo immaginare a dare un contributo definitivo sulla
stabilizzazione, vogliamo eliminare le figure dei dipendenti dei
forestali, degli operai perché quelli sono un'altra cosa a tempo
determinato, perché, anche qui, ho sentito un po' di confusione ma
ci sta' perché è un mondo complesso, onorevole Cracolici, e lei se
ne è occupato prima di me seppure per la parte di competenza
dell'agricoltura perché anche qui abbiamo una bipartizione, però,
onorevole De Luca, non credo che sia il tempo dei bilanci. Non
credo che sia il tempo dei bilanci per la semplice ragione che, al
di là delle piogge, abbiamo già in campo gli 8 elicotteri, abbiamo
già pronte le dotazioni, sono tutte in regola.
Ma questi sono temi sui quali vorrò confrontarmi, in maniera
proficua, insieme a tutti voi ma tutto quello che andava fatto,
anche in questo caso, è stato fatto per tempo e, se vuole, sono
anche disposto a rappresentarglielo perché abbiamo individuato le 8
basi elicotteristiche, sono già tutti pronti, e comunque la voglio
rassicurare anche sul fatto che, se in precedenza non lo fossero
stati, il nostro accordo con la Protezione Civile ha garantito
sempre la presenza immediata in tutti i casi di incendio.
Quindi, la popolazione siciliana, sotto questo profilo, deve
sapere che siamo sul pezzo così come lo deve sapere prima il
Parlamento che la rappresenta.
In conclusione, l'invito a votare l'articolo 8, onorevole
Cracolici e colleghi tutti, così com'è muove dalla necessità di
fare un passaggio successivo e assolutamente organico rispetto
all'articolo che l'anno scorso ha sbloccato il blocco del turn over
perché questa norma, una volta accertato - e questo è uno studio
fatto dai dirigenti del Corpo Forestale e di questo ringrazio anche
il presidente Savona che si è fatto promotore di una parte di
questi passaggi in Commissione Bilancio' - di un fabbisogno
minimale di 800 agenti in divisa che, poi, insieme al Parlamento
decideremo con che numeri, in che tempi ed in che ruoli immettere
in servizio quando troveremo le provviste economiche per potere
effettuare concretamente i concorsi. Grazie.
PRESIDENTE. Bene. Parliamo ancora dell'articolo 8, resta soltanto
l'articolo soppressivo per cui votiamo il mantenimento
dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Disposizioni in materia di trattamento pensionistico dei
dipendenti regionali
1. Le disposizioni sul trattamento anticipato di pensione e di
indennità di fine servizio comunque denominata previste dagli
articoli 14 e 23, comma 1, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4,
convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per
i lavoratori di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano ai dipendenti della
Regione Siciliana che ne fanno istanza con un preavviso di almeno
sei mesi.
2. I dipendenti di cui all'articolo 52, comma 5, della legge
regionale 7 maggio 2015, n. 9 maturano i requisiti di pensione
senza gli incrementi alla speranza di vita di cui all'articolo 12
del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con
modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e conseguono il
diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre
mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti.
3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».
E' la quota cento? C'è un emendamento, a firma dell'onorevole
Lupo, di soppressione. E' ritirato?
LUPO, relatore. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Gli altri emendamenti sono tutti legati. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Clausola valutativa
1. La Giunta regionale presenta, entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, alla Commissione
legislativa competente dell'Assemblea Regionale Siciliana una
relazione sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti in
merito alle disposizioni della presente legge. In particolare, la
relazione riferisce:
a) sulle attività realizzate in attuazione della presente legge;
b) sulle eventuali criticità emerse e sulle soluzioni individuate;
c) sullo stato di attuazione della spesa relativa alle norme in
argomento.
2. Tutti i soggetti attuatori degli interventi di cui alla
presente legge, pubblici e privati, forniscono le informazioni
necessarie al fine di consentire alla Giunta regionale di
predisporre la relazione di cui al presente articolo».
Gli emendamenti sono ovviamente ritirati.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Così come avevo garantito l'altro giorno tutti gli emendamenti
dell'articolo 17 sono stati ripartiti alle Commissioni di
competenza, quelli di competenza alla I Commissione sono questi 8
che vedete inseriti nel fascicolo.
DE LUCA. Possiamo sospendere?
CRACOLICI. Possiamo rimandare a martedì?
PRESIDENTE. Sono qui e si potrebbero votare, però sono d'accordo
col fatto che si vada a questo punto a martedì per i due articoli
che sono stati accantonati e per il voto degli aggiuntivi.
La seduta è rinviata a martedì 23 luglio 2019, alle ore 16.00, con
il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II -Discussione dei disegni di legge:
1) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale (n. 491 Stralcio I
COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lupo
2) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Lupo
3) Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A)
Relatore: on. Sammartino
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 18.13
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio