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Resoconto d'Aula della Seduta n. 131 di giovedì 18 luglio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 11.18

   ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale delle sedute  n.
  130  del  17  luglio  2019 e n. 129 del 16  luglio  2019  che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

   Presidente  Musumeci,  visto che abbiamo questo  appuntamento  tra
  pochissimo,  credo  sia inutile iniziare per  finire.  Rinviamo  di
  mezz'ora.
   Allora, colleghi, scusate, siccome il Presidente della Regione  mi
  ha  comunicato di avere un appuntamento importante, cui peraltro mi
  ha  chiesto di partecipare, per cui dovremmo andare via.  Pertanto,
  rinviamo la seduta di un'ora e alle ore 12.30 ci rivediamo qui,  in
  Aula, per iniziare la votazione.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.30, è ripresa alle ore 12.45)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo avere parlato con  alcuni  di
  ritengo  che  noi  dobbiamo  continuare a  lavorare,  anche  perché
  comunico  all'Aula  che  fino a quando  non  saranno  completati  i
  collegati  e  possibilmente - ma questo lo andremo a  verificare  -
  anche la legge sui rifiuti, noi non chiudiamo l'Assemblea, per cui,
  se voi preferite che il 15 agosto siamo qui a lavorare, io problemi
  non  ne  ho, se invece vogliamo evitare e possiamo andare  dopo  la
  prima settimana di agosto in ferie per un mese bene, se no dobbiamo
  lavorare.  Per cui ritengo che, ora mancano tanti colleghi,  perché
  c'è  stata  sicuramente confusione, quindi gli diamo  il  tempo  di
  tornare, ma alle 15 riprendiamo l'Aula per cominciare a votare.

     (La seduta sospesa alle ore 12.47, è ripresa alle ore 15.14)

   La seduta è ripresa.


           Sulla grave situazione dei lavoratori di Almaviva

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo   io
  intervengo per denunciare una situazione davvero grave che riguarda
  la  città  di Palermo, e precisamente i lavoratori del call  center
  Almaviva i quali stamani erano stati convocati per la terza volta a
  Roma  dal  Ministro  Di Maio e, nonostante la  compagine  sindacale
  fosse a 360  aperta  poiché c'erano i confederali e non solo, tutti
  i  rappresentanti di tutte le sigle sindacali, purtroppo il Governo
  non  si è presentato per la terza volta, lasciando ovviamente nello
  sconforto  più  totale i lavoratori che obbiettivamente  denunciano
  una  problematica serissima, che io non credo che noi non  possiamo
  tenere  in considerazione.
   Precedentemente, anche in un ordine del giorno che è stato  votato
  da  questa  Aula,  abbiamo  chiesto un  impegno  particolare  della
  Regione  Sicilia  nell'essere presente alle convocazioni  che  sono
  state fatte da parte del Ministero, seppur per conoscenza invitati:
  comune  di  Palermo e Regione peraltro non ci siamo  presentati,  e
  questo  è stato un motivo di rammarico di cui ho lamentato già  nel
  precedente mio intervento legato a questo tema, ma oggi  devo  dire
  che  la  mancanza  del Governo, quindi dell'onorevole  Di  Maio,  a
  quest'incontro, lascia veramente delle grandi perplessità.
   Io  vorrei ricordare a me stessa e ai colleghi dell'Aula che  sono
  impiegati 3 mila lavoratori in una partita che riguarda soprattutto
  delle  società  che  portano le proprie commesse  all'estero,  tema
  dibattuto, discusso, di cui abbiamo letto e sappiamo tutti.
   Però  il  tema  è  uno,  si  paventano in maniera  oggettiva  1600
  licenziamenti, poiché le contrazioni del flusso di Tim e di Vodafon
  sono  state nell'ultimo trimestre negative, per cui si è  ritenuto,
  le  aziende hanno ritenuto, di delocalizzare ovviamente  perché  il
  costo del lavoro in Romania è minore.
   A  tutti  noi  sarà  capitato  di ricevere  una  telefonata  o  di
  telefonare  ad  un call center e di parlare con una persona  che  a
  stento  comprende l'italiano. Allora io mi chiedo ma  la  città  di
  Palermo  la vogliamo davvero distruggere? Quando parliamo  di  fuga
  dei  cervelli,  perché non parliamo di fuga di 3  mila  persone  le
  quali,  purtroppo, molto spesso, o sono mono reddito o  ancora  più
  incredibile,  poiché  si  sono  sposati  entrando  in  giovane  età
  all'interno  di queste aziende si sono sposati tra  loro,  per  cui
  abbiamo situazioni reddituali che crollano all'interno di un nucleo
  familiare.
   Allora  io ritengo che questo non sia un problema né del  deputato
  Caronia, né dell'Assemblea soltanto, ma è un problema della  nostra
  Nazione.
   Il  fatto  che  il Ministro Di Maio oggi non si sia  presentato  a
  questo incontro, mi pone grossissime preoccupazioni per quello  che
  è  il  futuro  di  questi lavoratori, che ripeto,  qualora  fossero
  licenziati,  anche  nella  quota  parte  di  cui  già   si   parla,
  comporterebbe  per  la città di Palermo, per tutta  la  città,  non
  soltanto per gli stessi lavoratori, un crollo in termini di  PIL  e
  in  termini di produzione, in termini di capacità di vivere in  una
  città  come  quella nostra che è ridotta ormai al  collasso  che  è
  insostenibile.
   Oggi  1600 licenziamenti la città di Palermo non potrà sicuramente
  sostenerli, quindi il mio invito, che non è un invito,  ma  è  come
  dire,  qualcosa di più, lo formalizzeremo mi auguro in   un  ordine
  del giorno, altri colleghi l'hanno già fatto, che il Governo faccia
  richiesta  di un'audizione, di un incontro dedicato col Ministro  e
  con  le  compagini  sindacali perché si possa affrontare  in  tempi
  rapidissimi, cioè entro la fine del mese la problematica, poiché  i
  1600   tagli  sono  previsti  già  per  questa  estate,  non   sono
  temporalmente differiti in chissà quale tempo, ma si tratta del  31
  di  luglio,  per  cui  Presidente la invito  anche,  vista  la  sua
  sensibilità sul tema, di essere parte redigente, contribuire ecco a
  far sì che queste parole diventino poi fatti.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  anch'io
  sul tema dei lavoratori Almaviva per ricordare al Governo, come lei
  ben  sa,  Presidente, che l'Assemblea regionale  siciliana  ha  già
  approvato un ordine del giorno con il quale si impegnava il Governo
  della  Regione  a  farsi parte attiva nei confronti  del  Ministero
  dello  sviluppo  economico  affinché,  dice  l'ordine  del  giorno,
   affinchè sia aperto un tavolo di crisi con le aziende operanti nel
  settore   dei   call  center  per  la  salvaguardia   dei   livelli
  occupazionali di Almaviva Palermo e del rilancio del comparto .
   Signor Presidente, se possibile io vorrei dal Governo sapere  cosa
  ha  fatto dall'approvazione dell'ordine del giorno ad oggi,  perché
  non  mi  risulta assolutamente che il Governo della Regione si  sia
  fatto  parte  attiva  nei  confronti del  Ministero  a  tutela  dei
  lavoratori di cui parlavamo.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  problema  di
  questa mattina l'abbiamo già sentito da altri colleghi, il problema
  di   Almaviva'  riguarderebbe, sembra dai comunicati stampa,  circa
  1.600 persone che rischiano il posto di lavoro.
   Proprio  oggi  doveva  esserci  una riunione  al  ministero  dello
  Sviluppo  Economico,  l'unione indetta con la  sigla  sindacale  di
  riferimento con tutti gli operatori dei call center, che è l'Astel,
  assieme  a  tutte le sigle sindacali. Sappiamo che il  Ministro  ha
  disatteso l'incontro e non si è voluto occupare della questione.
   Ed  è un comparto importante, Signor Presidente, signori colleghi,
  salutiamo  il  Presidente  della  Regione.  Sono  circa   80   mila
  lavoratori in Italia.
   Ed'  un problema grosso anche per i siciliani, migliaia e migliaia
  di  lavoratori  che  oggi  rischiano il loro  posto  di  lavoro,  e
  sappiamo   che   gli  ultimi  tavoli  aperti,  sono  quelli   della
  Pernigotti,  di  Piaggio, l'Ilva di Taranto, dello  Husqvarna,,  Di
  Stefano,  il  Mercatone,  Alitalia, eccetera,  su   Almaviva',  non
  sappiamo nulla da parte del Ministero.
   Allora, visto che è un tema così importante, dovrebbe essere tutta
  l'Aula  a dare un messaggio al Governo nazionale, e soprattutto  al
  Ministero  per  lo  sviluppo  economico,  affinché  si  trovi   una
  soluzione per questi lavoratori.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per  la  questione
  che  riguarda Almaviva vorrei ricordare all'onorevole Aricò che non
  stiamo  parlando  di 1.600 dipendenti, ma di 2.770  dipendenti  che
  rischiano il posto di lavoro.
   Il  numero cambia poco, ho dato a quest'Aula un ordine del giorno,
  quindi  pregherei il Governo, il Presidente della Regione che  vedo
  qui  in  Aula  e  che  saluto, di prendere  tutti  i  provvedimenti
  necessari  affinché questa vertenza venga risolta e  affrontata  in
  maniera  forte  ed  eclatante anche da  parte  del  Governo  e  del
  Parlamento regionale.
   E   inoltre,  signor  Presidente,  vorrei  evidenziare  oltre   la
  questione   Almaviva',  anche la questione relativa  agli  Istituti
  autonomi  di  case  popolari,  e  quindi  soprattutto  all'Istituto
  autonomo  case  popolari di Palermo che, vista la  sentenza,  ormai
  passata  in  giudicato, ha una situazione di deficit  pesante,  per
  cui  la scorsa settimana i lavoratori hanno proclamato e hanno  già
  fatto uno sciopero, ma rischiano veramente il default.
   A   tal  proposito,  abbiamo  già  presentato  un  emendamento  al
   collegato ,  e  pregherei  il  Governo  e  l'Aula  di   approvarlo
  celermente  e velocemente prima che lo Iacp fallisca,  e  quindi  i
  lavoratori  rimangono tutti, tra virgolette, disoccupati  e  quindi
  una    salvaguardia   effettiva   al   mantenimento   del   livello
  occupazionale dell'Istituto case popolari di Palermo, ma  non  solo
  Palermo.  Infatti, signor Presidente, anche gli  altri  Iacp  della
  Sicilia,  vivono  un  momento devastante, e con  l'approvazione  di
  questo emendamento noi possiamo riuscire a liberare delle somme che
  derivano  dalla  legge  24.12.1993, n. 560, sono  delle  somme  non
  vincolate  da programmazione, nonché proventi delle cessioni  degli
  immobili  non residenziali, dove le somme che già sono in  giacenza
  presso  i  bilanci  dello  Iacp  che  attualmente  non  riescono  a
  utilizzare.
   Attraverso   l'approvazione  di  questo   emendamento   gli   Iacp
  riuscirebbero  a  utilizzare queste risorse  e  quindi  evitare  il
  fallimento e, di conseguenza, anche il non mantenimento dei livelli
  occupazionali.

   PRESIDENTE. Allora, Presidente Musumeci, prima di dare  la  parola
  sull'argomento  di oggi all'onorevole Barbagallo,  tutti  i  Gruppi
  sono  intervenuti sul fatto che oggi non si è presentato il Governo
  nazionale all'incontro che c'era - io non ne sono a conoscenza,  ma
  secondo  quello che dicono - per Almaviva. Allora, a  questo  punto
  volevo  soltanto  dirglielo, in modo che tutti  hanno  chiesto  che
  iniziative  intenda prendere il Governo, io glielo comunico,  visto
  che  lei non c'era, questo è stato il dibattito che c'è stato  fino
  ad ora.
   A  questo  punto  partiamo  con  l'ordine  dei  lavori,  tanto  il
  Presidente  Musumeci  non è lui che deve dare  una  risposta  sulla
  storia di oggi, della mancata presenza del Governo, a meno che  non
  abbia qualcosa

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  anche  se  non  ho potuto per tre  minuti  ascoltare  il
  dibattito  precedente,  conosco la vicenda,  conosco  la  vertenza,
  esprimo  solidarietà  piena e convinta del  Governo  ai  lavoratori
  dipendenti di Almaviva, a coloro che in questo momento rischiano il
  posto  di  lavoro,  ma  anche a coloro che certamente  non  possono
  considerarsi  in  una  condizione di  serenità  e  di  sicurezza  e
  assicuro  che  con  l'Assessore  regionale  per  la  famiglia,   le
  politiche  sociali e il lavoro e con l'Assessore  per  le  attività
  produttive promuoveremo ogni azione necessaria di sensibilizzazione
  sul  Governo  nazionale  affinché assuma  la  responsabilità  delle
  proprie scelte, almeno partecipando agli incontri convocati con  le
  forze sociali e con le forze sindacali.
   Questo  è un impegno che credo assuma e interpreti la volontà  dei
  colleghi  che  si sono espressi, e complessivamente  dell'Aula.  In
  questo  senso,  signor Presidente, opereremo a  partire  da  lunedì
  della prossima settimana.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Mancuso, Gallo, Figuccia e
  Lo Curto hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Seguito della discussione del disegno di legge «Collegato alla
  legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di pubblica
         amministrazione e personale» (491 Stralcio I COMM/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Collegato  alla legge di stabilità regionale per  l'anno  2019  in
  materia  di  pubblica amministrazione e personale» (491 Stralcio  I
  COMM/A) posto al numero 1).

   (Il  Presidente dà la parola ai deputati che chiedono  di  parlare
  nell'ambito   della   discussione  generale,   rinviata   all'esame
  dell'articolo 1 secondo quanto convenuto nel corso della seduta  n.
  129 del 16 luglio 2019)

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  Partito
  Democratico  con  franchezza  ci aspettavamo  che  nell'ambito  del
  collegato  alla  legge  di stabilità regionale  si  facesse  cenno,
  soprattutto nel collegato in materia di pubblica amministrazione  e
  autonomie  locali,  a risolvere alcuni problemi che  riguardano  la
  macchina    amministrativa    della    burocrazia    regionale    e
  l'organizzazione degli Assessorati.
   Temi e questioni che abbiamo più volte sollecitato in questa prima
  parte  della legislatura con la presentazione di disegni di  legge,
  con  la  presentazione  di atti ispettivi.  Faccio  riferimento  in
  particolare all'accorpamento di alcuni Assessorati e alla divisione
  di   altri,  a  nostro  giudizio  l'organizzazione  della  pubblica
  amministrazione  regionale  non  è  più  confacente  alle   attuali
  esigenze del sistema, per questo questa era la proposta del Partito
  Democratico,    abbiamo    chiesto   con    forza    l'accorpamento
  dell'Assessorato  regionale  del  Turismo,  dello  sport  e   dello
  spettacolo con quello dei Beni culturali e dell'identità siciliana.
   E  ancora  di  più,  a  nostro giudizio, sono più  contingenti  le
  questioni    relative   all'organizzazione   burocratica.    Signor
  Presidente  della  Regione, noi riteniamo che i ritardi  accumulati
  nella  gestione  del  sistema  idrico  in  Sicilia  non  siano  più
  tollerabili  e  pertanto  sia  indifferibile  l'istituzione  di  un
  dipartimento delle acque in Sicilia. Un unico dipartimento  che  si
  occupi di acque e di rifiuti è, come dire, un carico di lavoro che,
  a  nostro  giudizio,  Viale  Campania non  può  sopportare.  Faccio
  riferimento in particolare al ritardo della misura 6-3.1,  per  cui
  non  è  stato impegnato un solo euro in un anno e mezzo  di  questa
  legislatura, il ritardo nelle iniziative per ridurre il costo delle
  tariffe  sull'acqua in Sicilia e per omogeneizzare le  tariffe.  Ci
  sono  comuni dove l'acqua, come è ben noto, si paga cento  euro  al
  mese  e  altri  dove  si paga cinquanta euro  all'anno,  i  ritardi
  nell'emissione  dei decreti del Patto per il Sud a proposito  delle
  reti   idriche,  ecco,  a  nostro  giudizio,  questa   può   essere
  l'occasione per istituire un dipartimento regionale che  si  occupi
  solo dell'acqua con competenze specifiche.
   Venendo al testo all'esame dell'Aula, notiamo con piacere,  signor
  Presidente,  che  finalmente  si  parla  del  sostegno  ai   Comuni
  terremotati.
   Dico finalmente si parla perché l'articolo 1 arriva con 9 mesi  di
  ritardo.
   Noi,  sia  nelle discussioni generali alla finanziaria  che  negli
  atti  parlamentari successivi, abbiamo sollecitato, più  volte,  un
  intervento di quest'Assemblea.
   Il  Governo nazionale, onestamente, è stato solerte, perché  credo
  che  nei  5 anni gli stanziamenti per il terremoto del 26  dicembre
  ammontano  a circa 300 milioni di euro, insomma, l'intervento  che,
  oggi, si propone all'esame dell'Aula, ammonta ad 1 milione di euro.
  Ci sembra, veramente, un po' pochino.
   Noi   proponiamo   l'accantonamento   dell'articolo   1   ed   una
  riscrittura,  anche per velocizzare le procedure di  questo  tonico
  che  andremmo a dare ai comuni, per assegnarle nel modo più  veloce
  possibile  e  per  non  farle passare dalle   forche  caudine   dei
  passaggi burocratici.
   Resta,  e  lo ricordo a me stesso ma lo ricordo anche  a  tutti  i
  colleghi,  aperta  la questione non soltanto del terremoto  del  26
  dicembre, che è stata la calamità più significativa, purtroppo, che
  ha  colpito  la  nostra  Terra, resta aperto il  tema  dell'ottobre
  scorso per cui i comuni, ancora oggi, mi riferisco al terremoto del
  6  ottobre  2018,  non  hanno ricevuto alcun  ristoro.  C'è  stata,
  soltanto, un'iniziativa per la ricostruzione delle scuole.
   Un ragionamento, probabilmente, si potrebbe fare anche con i fatti
  che sono accaduti a Stromboli la scorsa settimana.
   Sull'articolo 6 abbiamo fatto, come Partito democratico, una serie
  di emendamenti.
   Siamo  qua, in fase di discussione generale, vorremmo che restasse
  agli  atti parlamentari un principio che è quello secondo  cui,  ai
  sensi  del 165 del 2001, signor Presidente, che come lei  sa  è  la
  norma   che   nello  Stato  italiano,  nell'ordinamento   giuridico
  italiano,  disciplina  il  lavoro alle dipendenze  delle  pubbliche
  amministrazioni,  alla  dirigenza ed al passaggio  delle  fasce  di
  dirigenza  dalla 3  alla 2^, dalla 2^ alla 1^, o di chicchessia, si
  accede per selezione pubblica, per titoli ed esami.
   Lo  ricordo  a  me  stesso, lo ricordo ai colleghi  ed  ai  tanti,
  presidente Pellegrino, che nella vita fanno gli avvocati: questo  è
  un  principio  che  deve tenere saldo, è un  principio  di  diritto
  perché quanto è accaduto nella Regione siciliana precedeva la norma
  nel  2001, perché la legge n. 10 del 2000 era precedente  a  quella
  riforma economico-sociale che, come tale, è cogente e si applica in
  tutto  il  territorio e, per noi, va applicata in  modo  specifico,
  ovviamente, alle procedure dell'articolo 6.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, credo che la delega alla Protezione
  civile  sia rimasta in capo al Presidente della Regione e,  quindi,
  mi rivolgo al Presidente della Regione.
   Credo che, così come è scritto, questo articolo non daremo un euro
  ad  alcuno  Anche se ce ne mettiamo 100 milioni, non 1 milione.  1)
  Se  diamo  aiuti alle imprese, dobbiamo fare le norme,  come  dire,
  dobbiamo  prevedere  la norma che autorizza  gli  aiuti  di  Stato.
  Bisogna,  quindi,  specificare il regime derogatorio,  scritto  per
  legge, rispetto al regime di aiuti consentiti; 2) se ci si richiama
  ai  meccanismi di protezione civile, mi risulta che si citano norme
  che non siano neanche quelle previste dalla Protezione civile.
   Invito,  allora, l'Assessore pro-tempore a verificare la  coerenza
  legislativa di questo articolo con la possibilità concreta di  dare
  esecuzione  a  questo  aiuto  che vogliamo  attribuire  per  alcune
  calamità che ci sono state nel tempo.
   Aggiungo,  e finisco: nel bilancio della Regione esistono  diversi
  capitoli  che  operano in regime di aiuto, dal settore  agricolo  a
  quello  infrastrutturale.  Non so come divideremo  questo  milione,
  perché ci sono danni in agricoltura, danni di tipo strutturale alle
  imprese.  Ricordo che il regime di aiuto per danni è  fatto  salvo,
  diciamo, i vincoli assicurativi, cioè ci sono beni assicurabili che
  non possono essere rimborsabili.
   Signor  Presidente  della  Regione, la invito  -  poiché  non  c'è
  contrarietà  a  dare un aiuto alle imprese, forse se  lo  diamo  ai
  comuni  aiutiamo un po' di più, nel senso che snelliamo, almeno  ci
  auguriamo, alcune procedure - in ogni caso, al di là di  a  chi  li
  diamo,  rimane  il fatto che questa norma, così come  è  costruita,
  presenta  una  serie  di  difficoltà  operative  che  rischiano  di
  produrre  il  fatto  di mettere 1 milione nel bilancio  ma  di  non
  spenderlo mai.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, volevo rassegnare all'Aula ed a  lei  le
  mie  considerazioni su alcuni articoli che, secondo me,  dovrebbero
  essere   stralciati   perché,   in  qualche   maniera,   non   sono
  perfettamente attinenti alle materie della I Commissione.
   Un  esempio: questo piccolo fondo che si riserva per la  rimozione
  dell'amianto, secondo me, potrebbe andare nel  collegato  della  IV
  Commissione  o gli aiuti alle imprese, come questo articolo  1  del
  fascicolo - sono due i fascicoli -, lei capisce perché parlando  di
  aiuti alle imprese potrebbe essere benissimo stralciato e collegato
  al   collegato   della III Commissione che, giusto  ieri,  è  stato
  esitato  ma  nel  quale benissimo si può andare ad inserire  questo
  articolo  con  delle  correzioni perché,   in  effetti,  l'iter  di
  distribuzione è veramente poco chiaro e rischiamo che questa  somma
  che  -  mi permetto di dire - è talmente esigua che, probabilmente,
  per usare un gergo comune  il gioco non vale la candela .
   Un  milione di euro per gli aiuti alle imprese colpite  da  eventi
  calamitosi, quando sappiamo che da chi si occupa di pesca, a chi si
  occupa  di  agricoltura o, come diceva l'onorevole  Barbagallo,  ai
  comuni  colpiti  dal terremoto del 26 dicembre,  ad  esempio,  sono
  troppo esigui.
   Allora,  vedrei  l'opportunità non di bocciare ma  di  stralciare,
  portarlo in III Commissione e studiare qualcosa di semplice che non
  sia  un  sovraccarico  enorme per i dipendenti  della  Regione  che
  dovrebbero fare carte su carte ed interpretare qualcosa che, seppur
  nello  spirito è apprezzabile, sembra uno strumento che non si  può
  pienamente utilizzare.
   Poi, visto che lei ha dato spazio, in una sorta di ex articolo 83,
  all'incipit  di questa riunione, vorrei ricordare che ci  sono  non
  solo gli eventi calamitosi ma gli eventi calamitosi burocratici. Ad
  esempio,  ci  sono  moltissime  imprese  del  comparto  balneare  e
  turistico che sono state colpite da una calamità non naturale,  per
  fortuna,  ma  una calamità burocratica. Mi riferisco  all'ordinanza
  emanata il 10 aprile che ancora non ha raggiunto tutte le province,
  probabilmente, per problemi di comunicazione e che, oggi, ha  visto
  il primo caso risolto proprio in provincia di Catania.
   In  qualche  modo si possono ringraziare gli Uffici  che  si  sono
  prodigati  ed  hanno sopportato la benevola pressione  che  abbiamo
  cercato di fare per velocizzare.
   Secondo me, questo tipo di scelte sono inopportune, soprattutto in
  momenti   di  cambiamento.  Proprio  questo  mese  si  è   attivata
  l'autorità  di  bacino. Quindi, avevamo a parità di  dipendenti,  a
  parità di strutture, una duplicazione di compiti, competenze con un
  iter tutto da inventare in piena stagione balneare iniziata.
   Per  fortuna  ci sono tanti turisti, i cittadini si sono  spostati
  nelle  case  costiere ma trovando un disagio enorme. Mi  sembra  un
  modo di nascondere la testa sotto la sabbia.
   Il  territorio italiano ed il territorio siciliano  sono  in  gran
  parte  soggetti  a  fenomeni  geomorfologici  perché  sono   è   un
  territorio giovane ed in continuo movimento.
   Il  rischio lo corriamo, è corretto dare i preavvisi ma anche  con
  una  tempistica, una chiarezza dell'iter e, quando è possibile, una
  semplificazione perché, altrimenti, noi, gli uffici si solleva,  si
  passa  la palla avvelenata, il cerino in mano ai territori, creando
  delle  calamità burocratiche a carico delle imprese  che  non  sono
  menzionate in questo articolo e mi auguro, prima o poi, abbiano  un
  minimo  di  ristoro per poter iniziare l'attività a,  ripeto,  metà
  luglio già superato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Intanto,  due  cose  che  riguardano  la   Presidenza
  dell'Assemblea  su  quello che è stato detto. Onorevole  Foti,  lei
  potrebbe   avere  ragione  sul  fatto  che  alcuni   articoli   non
  sembrerebbero  coerenti  con la cosa ma, siccome  la  copertura  di
  questi  articoli è sulla Protezione civile che, invece, è in carica
  alla  I  Commissione, è il motivo per cui sono stati  inseriti  nel
   collegato  della I Commissione.
   Poi,  vorrei  dire al Governo che, sull'intervento  dell'onorevole
  Barbagallo  di  poco  fa, avevamo già preparato  una  richiesta  di
  stralcio al Governo dell'articolo 6 perché comunque ha delle

   BARBAGALLO. Dell'articolo 6?

   PRESIDENTE.  Non stralcio, scusate, una riscrittura  o,  comunque,
  accantonamento del comma 1 perché, effettivamente, ci sono  profili
  fortemente  critici di costituzionalità per cui vorrei  che  se  lo
  facciamo

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  No,  dell'articolo  6  ne  parliamo  dopo,   volevamo
  soltanto  avvertirvi, al limite ne parliamo prima, ma ci  sono  dei
  profili di incostituzionalità.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Assessori,
  sull'articolo  6  ha anticipato quello che stavo per  dire  perché,
  questi  commi  1  e  1 bis, hanno una serie di criticità.  Il  bis,
  ovviamente,  per  quanto riguarda l'articolo 3 e  l'articolo  7  in
  quanto, soprattutto l'articolo 3, pare che non abbia la bollinatura
  da  parte della Ragioneria e l'articolo 7 perché, comunque sia,  si
  stanno  aumentando  sempre  i compensi  per  questi  professionisti
  rispetto a prima.
   Per  quanto  riguarda  il comm1, questo  collegato   che  è  stato
  suddiviso, diciamo, in vari, per le varie Commissioni, le criticità
  maggiori erano proprio per questo articolo 6 ma sono palesi  perché
  vorrei ricordare che in una notte, nel 2000, con la legge n. 10 del
  2000,  si  fecero  di colpo 2000 dirigenti. Questi 2000  dirigenti,
  ovviamente,  non hanno fatto mai un concorso, non hanno  mai  fatto
  una  procedura  concorsuale. Ed ora che cosa  facciamo?  In  questo
  articolo diciamo che lo vogliamo fare attraverso uno scorrimento di
  una   graduatoria  triennale  redatta  a  seguito  di   valutazione
  comparativa dei titoli.
   Ora,  dico ci sono dirigenti di terza fascia, persone anche di  un
  certo  livello  e  le posso assicurare che persone  intelligenti  e
  preparate  non  hanno assolutamente paura di un concorso.  Chi  può
  avere paura di fare un concorso? Chi, ovviamente, è stato messo lì,
  è  stato  spinto e, spesso ha avuto nomine, solo perché  erano  yes
  man, quindi, una persona diciamo molto affascinata dal potere.  Gli
  altri,  invece,  quelli  che  hanno  lavorato  perbene,  non  hanno
  assolutamente problemi da questo punto di vista.
   Questo articolo, comunque sia, il comm1 dell'articolo 6 va a,  non
  solo  bypassare quelli che sono i principi di imparzialità, di buon
  andamento  della Pubblica amministrazione per via che  non  c'è  un
  concorso,  ma  va  a contraddire la stessa legge  n.  10  del  2000
  perché,  proprio  al  comma  5,  dice  in  attesa  delle  procedure
  concorsuali. Quindi, lì già c'è scritto che devono fare un concorso
  e, invece, loro non lo vogliono fare.
   C'è  da dire, non vedo l'assessore Grasso, che nel 2003 il governo
  Cuffaro  provò  a  fare un qualcosa di simile per  quanto  riguarda
  diciamo farli transitare, se non mi ricordo male, come dirigenti di
  seconda fascia e quell'articolo fu impugnato.
   Ora,  non  voglio scendere nei dettagli perché, comunque  sia,  lo
  farò   appena  parleremo  dell'articolo  6,  anche  perché  abbiamo
  presentato degli emendamenti che vanno, ovviamente, nella direzione
  opposta che vuole questo Governo.
   Chiudo  con  il  discorso  del Corpo Forestale  perché  tutti  noi
  vogliamo il controllo del territorio, per l'amor di Dio, ma l'unica
  cosa  che  si  fa  in  questo articolo 8 è solo andare  indietro  e
  passare  a riesumare la legge, se non mi sbaglio la n. 3  del  2007
  dove  la  pianta organica del Corpo Forestale che vorrei  ricordare
  c'è  solo in Sicilia, ormai, perché sono passati ad altre Forze  di
  Polizia nel resto d'Italia, da 1.250 unità questo Governo ha deciso
  di  portare  la pianta organica di nuovo a dodici anni fa,  cioè  a
  3.180 posti.
   Questo,  ovviamente, continua a creare confusione  perché  l'unico
  modo  per  risolvere  questo  problema  e  dare  il  controllo  del
  territorio  è  sedersi assieme al Governo nazionale  e  cercare  di
  capire cosa fare di un Corpo regionale che esiste, ovviamente, solo
  in Sicilia e, invece, nel resto d'Italia, è passato ai Carabinieri,
  è  passato ad altre Forze di Polizia. Quindi, cerchiamo di fare  le
  cose   bene,  altrimenti,  continuiamo  a  fare  confusione  ed   a
  distruggere  questa  Regione che, già,  è  messa  abbastanza  male.
  Grazie.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  era  sempre
  sull'articolo  6.  Dal  momento che il mio  collega  Zito  è  stato
  abbastanza  eloquente, in tal senso, perché i dubbi di  legittimità
  costituzionale  sono altissimi perché proprio  c'è  una  violazione
  palese dell'articolo 97 della Costituzione che prevede l'accesso al
  concorso  pubblico, ma, oltre ai profili di legittimità,  metto  in
  dubbio  anche  il raggiungimento degli obiettivi che l'articolo  si
  prefigge, cioè quello del ricambio generazionale. Perché? Perché la
  maggior  parte  della  platea di questi dipendenti  beneficiari  di
  questo  articolo  hanno  un'età media abbastanza  elevata,  quindi,
  finirebbe  con  il non raggiungere l'obiettivo di cui  ci  dovremmo
  prefiggere.
   E,  poi, volevo anche rilevare come una norma di questo tipo possa
  essere mal digerita all'interno dell'intero comparto regionale  che
  già  ha  fatto  sollevare  la  maggior parte  delle  organizzazioni
  sindacali e dei dipendenti. Perché? Perché parliamo di persone che,
  poi,  alla  fine  farebbero un salto di fascia  senza  un  concorso
  pubblico  così come previsto e, quindi, serve più ad assicurare  le
  solite logiche clientelari perché permetterebbe a questi dipendenti
  di   avere,  diciamo,  un  profilo  pensionistico  sicuramente  più
  elevato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Allora, mettiamo  un  po'
  di ordine. Dichiaro chiusa la discussione generale.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                              «Articolo 1
           Istituzione del Fondo speciale eventi calamitosi
                   a favore delle imprese siciliane.

   1.  Al  fine di promuovere la competitività del sistema produttivo
  siciliano  e  di  fronteggiare  i  danni  derivanti  dagli   eventi
  calamitosi  che  si verificano nella Regione, la Giunta  regionale,
  con propria delibera, sentita la competente commissione legislativa
  dell'Assemblea  Regionale Siciliana, istituisce un  Fondo  speciale
  per   le   emergenze   regionali,  di  seguito  denominato   Fondo,
  finalizzato  alla erogazione di contributi a favore  delle  imprese
  siciliane   danneggiate  dalle  calamità  naturali,  definendo   le
  relative  modalità di attuazione e concessione.  Il  Fondo  ha  una
  prima dotazione, per l'anno 2019, pari a 1.000 migliaia di euro.

   2.  I contributi del Fondo di cui al comma 1 sono erogati nel caso
  di  eventi  previsti  dall'articolo 2,  comma  1,  della  legge  24
  febbraio  1992,  n.  225, a seguito di dichiarazione  di  stato  di
  calamità  o  di  emergenza e sono riservati in via  prioritaria  ai
  titolari  di attività produttive che siano stati danneggiati  dagli
  eventi calamitosi.

   3.  II Fondo, destinato al ripristino delle condizioni normali  di
  vita  dei  privati cittadini e prioritariamente alla ripresa  delle
  attività produttive che abbiano subito danni a causa di calamità, è
  alimentato   altresì  da  eventuali  ulteriori   finanziamenti   di
  provenienza  locale,  nazionale ed  europea  nonché  da  erogazioni
  liberali  in  denaro ricevute dalla Regione in  seguito  ad  eventi
  calamitosi che hanno colpito la popolazione.

   4.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 1.000 migliaia  di  euro.
  Ai   relativi   oneri  si  provvede,  per  l'esercizio  finanziario
  medesimo,  mediante  riduzione di pari importo delle  disponibilità
  della  Missione  20, Programma 3, Capitolo 215704 -  accantonamento
  1001».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  1.3,  a
  firma  degli onorevoli Lupo ed altri. Chiedo scusa, stavo chiedendo
  all'onorevole Lupo, se è mantenuto.

   CAPPELLO. Chiedo la verifica del numero legale.

                Richiesta di verifica del numero legale

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   CRACOLICI. Presidente.

   BARBAGALLO. Presidente.

   PRESIDENTE.  Non  ho capito niente, scusate. Quali  sono  che  non
  funzionano, scusatemi?

                          (Subbuglio in Aula)

   Scusate, dovete stare calmi un attimo. Se continuate a gridare, mi
  devo  fare  spiegare  che  cosa  sta  succedendo?  Eravamo  già  in
  votazione?

                          (Proteste in Aula)

   Sospendo? Se mi fate parlare io parlo. Siamo ancora in verifica.

                        (Vive proteste in Aula)

   PRESIDENTE. No? Allora no.

   BARBAGALLO. L'onorevole Papale è entrato ora

   PRESIDENTE. Allora, non voto io così siamo pari perché non l'avevo
  visto. Avevo capito che eravamo ancora in verifica. Chiedo scusa.

   CRACOLICI. Deve alzare il tesserino.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, però io chiedo agli Uffici,  quando  nel
  momento  in  cui  inizia, lo devo dire io è  aperta  la  votazione,
  altrimenti io non lo capisco quanto siamo in votazione e lei non  è
  che lo può aprire senza che sia io ad annunciarlo, perché se no non
  si capisce. Comunque è in numero legale.

   Presenti   . 34

   Però  chiedo,  per  il  futuro, che sia io a  dire   è  aperta  la
  votazione , se no non l'avevo capito che eravamo già in  votazione.
  Chiedo  scusa a tutta l'Assemblea, ero convinto che eravamo  ancora
  in richiesta di numero legale. Va bene. Perfetto.

   Allora, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.3.   Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  1.8,  a  firma degli onorevoli  Lupo  ed  altri,  è
  precluso. Si passa all'emendamento 1.2 a firma degli onorevoli Lupo
  ed altri. E' mantenuto?

   LUPO. Sì.

   PRESIDENTE.    Lo   pongo   in   votazione pONGO   in    votazione
  l'emendamenot. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  si  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.1, a firma degli onorevoli Sunseri  ed
  altri. E' mantenuto?

   SUNSERI. Sì, Presidente.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Forse  non  mi sono spiegato  bene,  presidente  della
  Regione, così com'è quest'articolo non funzionerà. Credo sia  utile
  da  parte vostra, per darne attuazione, una riscrittura perché  c'è
  già  un limite legislativo che non è citato nessun regime di deroga
  che  deve  essere notificato a Bruxelles, perché  è  un  regime  di
  aiuto, quindi, va fatto un regime di deroga.
   Scriviamo bene la norma, altrimenti scriviamo la norma  e  non  la
  potremo attuare. Si informi con gli Uffici della Protezione Civile.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,   presidente  della  Regione.  Presidente,  raccogliendo
  l'invito  dell'onorevole Cracolici, ho consultato  il  Dipartimento
  della  Protezione  Civile,  il quale mi  dà  assoluta  garanzia  di
  coerenza   legislativa  con  la  norma  che   stiamo   sottoponendo
  all'Assemblea.

   PRESIDENTE.  Bene,  quindi,  andiamo avanti.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento   1.1  dell'onorevole  Sunseri.   Il   parere   della
  Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in  votazione l'emendamento.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.5, a firma degli  onorevoli  Lupo  ed
  altri. E' mantenuto, onorevole Lupo?

   LUPO. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Pongo  in  votazione  l'emendamento.   Lo   pongo   in
  votazione.  Chi  è  favorevole si alzi; chi è  contrario  si  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.4, a firma degli  onorevoli  Lupo  ed
  altri.  E'  inammissibile  perché sopprime  la  copertura,  quindi,
  possiamo porre in votazione l'articolo 1.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


           Votazione per scrutinio nominale dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'articolo 1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            37
   Votanti             28
   Maggioranza         15
   Favorevoli          28
   Contrari              0
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   BARBAGALLO. Non siamo in numero legale

   PRESIDENTE. Su 37 presenti, c'è il numero legale e ha vinto il sì.
  Di  che  parlate,  ragazzi? Io starò invecchiando,  ma  non  è  che
  pensate di farmi confondere dicendomi che non c'è il numero  legale
  quando c'è? Perché io, casomai, faccio il contrario.


                        Sull'ordine dei lavori

  LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  LUPO.  Presidente,  lei  ad inizio legislatura  ha  introdotto  una
  nuova   regola,  che  i  tesserini  inseriti  vengono   conteggiati
  presenti,  ragione per la quale l'ultima votazione di richiesta  di
  numero legale risultavano presenti 34.
  In  questa  votazione abbiamo chiesto il voto palese nominale,  non
  abbiamo  partecipato al voto, risultano 37 presenti e  28  votanti,
  vuol  dire  che nove persone della maggioranza sono presenti,  però
  non  hanno  votato con il Governo. C'è qualcosa che  non  funziona,
  perché in 5 hanno chiesto

  PRESIDENTE. Intanto, ci sono i richiedenti.

  LUPO.  Perché 28 più 5 fa 33, allora devo ritenere che  ci  sono  4
  tesserini  della maggioranza inseriti di persone, di  deputati  non
  presenti  in  Aula.  Io  questo non lo  trovo  corretto  sul  piano
  democratico e ancor prima che regolamentare.

  PRESIDENTE. Se non sono in Aula

  LUPO. E la invito a vigilare su questo, Presidente.

  PRESIDENTE. E io vigilerò.

  LUPO. Perché la democrazia è fatta di regole ma anche di sostanza.

  PRESIDENTE.   Assolutamente.  Allora,  chiedo,   per   favore,   ai
  segretari  -  dove  sono  i segretari - di verificare  se  ci  sono
  tesserini inseriti in posti dove non c'è presenza di deputato.

   CRACOLICI. Possiamo avere l'elenco dei partecipanti al voto?

   PRESIDENTE. Scusi onorevole Cracolici, stia calmo, anche perché  è
  possibile   che  qualcuno  dell'opposizione  abbia   mantenuto   il
  tesserino inserito, comunque si va avanti, dalla prossima votazione
  lo verificheremo.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                         491Stralcio I COMM/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                              «Articolo 2
                     Rimozione smaltimento amianto

   1. Per le finalità di cui all'articolo 37 della legge regionale  8
  maggio  2018,  n.  8  e  successive modifiche  ed  integrazioni,  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2019,  la  spesa  di  200
  migliaia  di  euro. Ai relativi oneri si provvede, per  l'esercizio
  finanziario  medesimo,  mediante riduzione di  pari  importo  delle
  disponibilità  della Missione 20, programma 3,  capitolo  215704  -
  accantonamento 1001».

   Siccome  c'è  un solo l'emendamento soppressivo 2.2,  si  vota  il
  mantenimento  dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                            Parco d'Orleans

   1.  L'articolo 31 della legge regionale 15 maggio  2013,  n.  9  è
  sostituito dal seguente:

    Art.  31  Parco d'Orleans - 1. Al fine di garantire la  fruizione
  pubblica della Villa d'Orleans di Palermo, la gestione del relativo
  Parco   faunistico  è  affidata  mediante  procedura  ad   evidenza
  pubblica, ovvero tramite convenzioni con istituti pubblici o  ditte
  specializzate.  Nelle  more dell'espletamento  della  gara,  ovvero
  della stipula delle convenzioni, al fine di garantire la continuità
  dei  servizi la gestione del medesimo Parco è affidata  alla  ditta
  riconosciuta titolare del patrimonio faunistico storico.  .

   2.  Per  le  finalità  del presente articolo  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2019, l'ulteriore spesa di 150 migliaia  di
  euro  (Missione 1, Programma 2, Capitolo 132314). Ai relativi oneri
  si  provvede mediante riduzione di pari importo delle disponibilità
  della  Missione  20, Programma 3, Capitolo 215704 -  accantonamento
  1001».

   Si  passa  all'emendamento 3.4, di soppressione  dell'articolo,  a
  firma dell'onorevole Lupo ed altri.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Io  credo  che questo articolo contenuto  nel  testo,
  smentisca  clamorosamente un lavoro che si è fatto  con  una  certa
  fatica  negli  ultimi anni, quello di riportare il Parco  d'Orleans
  che  è  sotto  le dipendenze della Presidenza della Regione  a  una
  gestione diretta da parte dell'Amministrazione regionale.
   In atto, il Parco d'Orleans è gestito dall'Istituto zootecnico con
  personale specializzato e sono gli animali, i volatili lì  presenti
  in custodia oltre che con dipendenti dell'Azienda foreste demaniali
  che  fanno  l'attività  di manutenzione del verde  all'interno  del
  Parco.
   C'è  stata una querelle, ricorsi al TAR, una serie di liti,  anche
  di  natura giudiziaria. D'emblée, come se nulla fosse avvenuto,  si
  predispone una norma. Io ne ho parlato pure con il Presidente della
  Regione  per  correttezza istituzionale perché qui  non  ci  stiamo
  dividendo  su  una cosa politica, stiamo parlando del  Parco  della
  Presidenza della Regione, e ho chiesto al Presidente della  Regione
  se  conosceva l'esistenza di una norma che smentisce un lavoro, che
  ha  fatto anche saltare per aria quei dipendenti che in questi anni
  lì  hanno  con  sacrifici,  anche con una  certa  passione,  svolto
  l'incarico  che  sono  stati chiamati a svolgere  dentro  il  Parco
  d'Orleans.
   Ecco  perché chiedo che il Governo, sia il Governo a chiedere  che
  questo articolo venga soppresso, perché si mantenga la gestione del
  Parco,  nell'ambito  istituzionale che  sin  qui  è  stato  portato
  avanti,  ovvero  l'Istituto zootecnico per le  competenze  connesse
  alla  fauna, i dipendenti dell'Azienda forestale per le  competenze
  connesse alla manutenzione del verde e del giardino di quel Parco.

   SAVONA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA.  Signor  Presidente, alla luce  di  quello  che  ha  detto
  l'onorevole   Cracolici,   avevamo  già   portato   in   Aula   con
  l'emendamento  3.3 la soppressione dell'interno  articolo,  per  le
  motivazioni  che  aveva addotto l'onorevole Cracolici.  E'  inutile
  creare discussioni, votiamo la soppressione.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.   Grazie  Presidente, più che altro  volevo  un  chiarimento
  perché  prima  di discutere il 3.4, secondo me dovremmo  capire  il
  3.3,  perché c'è scritto che l'articolo è soppresso da parte  della
  Commissione. Non si capisce qual è la Commissione.

   PRESIDENTE. Dell'onorevole Savona, non della Commissione.

   ZITO.   Va   bene,  ho  capito.  E  poi  se  vogliamo  votare   la
  soppressione, andiamo a votare.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Solo per chiarire  come  sono
  andate  le  cose.  Ho notato che l'articolo era  stato  sottoposto,
  presentato   a   firma  dell'onorevole  Savona,  presidente   della
  Commissione  Bilancio', al quale ho relazionato sull'iter che negli
  ultimi  mese ha interessato il Parco d'Orleans, iter del  quale  il
  collega non era informato nei particolari.
   In  quell'occasione mi aveva assicurato che avrebbe  richiesto  il
  ritiro dell'articolo 3.
   Accade,  infatti,  che il Parco d'Orleans, che questo  Governo  ha
  trovato  chiuso al pubblico perché mancavano alcune  condizioni  di
  sicurezza, si trova in questo momento interessato ad un  lavoro  di
  riqualificazione nei vialetti, a seguito di una gara, e  quindi  di
  un progetto voluto da questo Governo.
   Al  tempo stesso abbiamo avviato l'incarico perché venga elaborato
  un  progetto  complessivo relativo a tutto il parco, e quindi  alla
  possibilità  di  poterlo consegnare, nel più breve tempo  possibile
  alla  fruizione  del mondo dell'Accademia delle  scienze  naturali,
  delle Scuole medie inferiori e superiori.
     Voglio  anche dire che si è definito il contenzioso, finalmente,
  con il proprietario di una parte della fauna presente nel parco,  e
  non  è  escluso  che  la  Regione  possa  o  debba  rivendicare  la
  restituzione  di  una  quota di risorse che nel  frattempo  abbiamo
  anticipato per il mantenimento degli animali cui faceva riferimento
  l'onorevole Cracolici.
     Quindi  è  mio dovere assicurare all'Aula che il parco d'Orleans
  nel  più breve tempo possibile, riteniamo entro alcuni mesi,  possa
  essere  riaperto al pubblico con una segnaletica anche di carattere
  didattico  che  possa  aiutare  i ragazzi  ad  accostarsi  con  più
  facilità  alla  fauna e alla flora di questo straordinario  polmone
  verde  della  città,  ed  al tempo stesso  si  sta  lavorando  alla
  riconsegna al legittimo proprietario degli animali che sono rimasti
  in  dotazione  al  parco, negli anni passati,  affinché  da  questo
  momento  in poi ogni processo di sviluppo della fauna locale  possa
  essere  attribuito  alla  piena  disponibilità  e  piena  proprietà
  dell'Amministrazione regionale.
     Sono contento che l'onorevole Savona ne abbia chiesto il ritiro,
  perché obiettivamente la norma non rispondeva neppure ai criteri ai
  quali  il Governo aveva improntato la propria azione, sin  dal  suo
  insediamento, che è proprio quello di fare del Parco  d'Orleans  un
  luogo  di  attrazione  per  visitatori,  in  generale,  e  per   la
  formazione degli studenti e degli studiosi, in modo particolare.

   PRESIDENTE.  E'  ovvio,  io ho letto e  non  capisco  bene  questo
  articolo  che chiede che la gestione venga lasciata a chi  ce  l'ha
  per  adesso  in attesa della gara, ma non c'è bisogno di  fare  una
  legge  per  questo,  per  cui  io direi di  stralciarlo,  onorevole
  Presidente,  evitiamo,  lo stralciamo completamente,  Non  sorgendo
  osservazioni l'articolo 3 è stralciato.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                  Ufficio per la protezione dei dati

   1.   Per il funzionamento dell'Ufficio per la protezione dei  dati
  di  cui  al  Regolamento UE 2016/679 ed al decreto  legislativo  10
  agosto 2018, n.101 é autorizzata, per l'esercizio finanziario 2019,
  la  spesa  di 60 migliaia di euro, di cui 50 migliaia di  euro  per
  spese di acquisto e gestione dei sistemi informatici, 4 migliaia di
  euro  per  la  formazione del personale di supporto, 4 migliaia  di
  euro  per  spese di missioni del personale di supporto e 2 migliaia
  di  euro  per  l'acquisto di libri, riviste e  giornali,  anche  su
  supporto informatico.

   2. Agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede mediante
  riduzione  di  pari importo, per l'esercizio finanziario  medesimo,
  delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704
  - accantonamento 1001.»

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'emendamento  4.2  a   firma
  dell'onorevole Lupo.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   con
  riferimento  all'articolo 4, Rubrica Ufficio per la protezione  dei
  dati,  io  lo  considero abbastanza ridicolo: invito il  Governo  a
  valutarlo, perché non credo che per legge abbiamo bisogno  di  dire
  che  destiniamo  duemila euro per l'acquisto di  libri,  riviste  e
  giornali anche su supporto informatico.
   Presidente la invito a valutare se è necessario, ma francamente mi
  sembra  assolutamente inutile, grazie, e questo emendamento  che  è
  soppressivo è mantenuto.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  Lupo,  colleghi, questo articolo viene  richiesto  dagli
  Uffici:  presso  il Dipartimento della funzione pubblica  vi  è  un
  ufficio, come tutti sapete, autonomo, per la protezione dati, ed ha
  difficoltà  perché  non vi erano somme nel capitolo,  e  quindi  ha
  necessità  di una copertura l'ufficio del garante per la protezione
  dati.
   E'  necessaria una copertura e quindi è stato chiesto, col  parere
  del Ragioniere Generale, di prevederlo con norma.
   Quindi,  non è una norma che proviene dal Governo, ma che proviene
  proprio dal Dipartimento, sia dall'ARIT che dall'Ufficio Protezione
  Dati, perché altrimenti hanno difficoltà ad operare.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, Governo, colleghi.  Qua,  in  questo
  testo, ci stiamo trovando veramente ad affrontare questioni  Ebbi a
  parlare  nella precedente finanziaria della finanziaria a  gettone,
  vi ricordate? C'erano duecentomila Euro per ogni emendamento.
   Ora  il gettone si è addirittura ridotto perché giustamente stiamo
  allo Stralcio 1 del Collegato al Collegato alla Finanziaria, quindi
  capisco bene che le somme sono veramente ridicole.
   Però,  la  cosa  per  le  quali io chiedo  chiarimenti  in  questo
  momento,  perché  nell'espletamento del mio ruolo voglio  votare  e
  vogliamo votare in scienza e coscienza.
   Per  quanto riguarda questo Ufficio di protezione dati, andando  a
  fare     una     ricerca    e    anche    chiedendo    informazioni
  all'Amministrazione, ma anche facendo quello che potrebbe  fare  un
  semplice  cittadino  cioè cliccare sul link  relativo,  appunto,  a
  questo Ufficio Protezione Dati, il link ancora riporta una cosa che
  non  esiste,  non c'è neanche la pagina internet, l'Ufficio  non  è
  istituito.
   Quindi,  chiedo  ancorché  vi sia stata la  nomina  del  Direttore
  Sebastiano Lio, all'uopo individuato come figura per lo  scopo,  ma
  sessantamila  euro per l'acquisto di computer, al netto  del  fatto
  che  debbano  essere,  un'operazione che debba  essere  autorizzata
  dalla  finanziaria, perché abbiamo fondi europei, Agenda  digitale,
  possibilità  di  spesa su altri canali, quindi io  non  capisco  la
  ratio di questa manovra. Un Ufficio non istituito e per cui,  se  è
  istituito,  assessore, se mi dà il Decreto di istituzione  le  sono
  grata,  e per comprare computer, giusto? Non abbiamo materiale  con
  tutta  la spesa che esiste in Regione siciliana? Grazie se ci vorrà
  illustrare su questo, grazie.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, io insisto, questo articolo si trova  solo  per
  una copertura finanziaria, basta.
   L'ufficio  è istituito, è un ufficio presso il Dipartimento  della
  funzione  pubblica, è un ufficio che si occupa di protezione  dati,
  per  il 2019 non avevano risorse. L'ARIT, per trasferire le risorse
  ad  un  ufficio, ha chiesto queste risorse. Per cui,  noi  possiamo
  anche ritirarlo, non è un problema, sarà un problema amministrativo
  tra la Ragioneria e l'ARIT.
   Eventualmente lo mettiamo in votazione e l'Aula decide.

   PRESIDENTE.  Io quello che non capisco, per comprare dei  computer
  ci vuole una legge? Questa è la cosa che non mi è chiara.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, non ci vuole una legge. C'è un capitolo di spesa
  che  per  il  2019  non  ha  copertura. Ci vuole  un  trasferimento
  dall'ARIT  all'Ufficio Protezione Dati. Questo  trasferimento,  per
  evitare  di fare poi un debito fuori bilancio perché si  tratta  di
  capitoli diversi, ci hanno chiesto di fare una norma.
   Evidentemente siccome si tratta di Dirigenti che sanno  il  lavoro
  che svolgono, se ci chiedono una copertura, noi la stiamo portando.
  Non  c'è  nessun  acquisto, però guardate io la  norma  la  ritiro,
  quindi chiudiamo la discussione.

   PRESIDENTE. No, assessore, io le devo dire sinceramente, se l'Aula
  mi  fa parlare un attimo. Assessore ascolti, io se c'è un'esigenza,
  onorevole   Barbagallo,  onorevole  Barbagallo,  mi   fa   parlare?
  Onorevole Barbagallo e onorevole Lupo, se mi fate parlare.
   Allora,  io  se  c'è  una necessità di copertura,  quale  che  sia
  l'utilizzo  che si debba fare di questi quattrini, per  computer  o
  per altro, per carità, ma non credo che bisogna fare un articolo di
  legge che inserisca una copertura con un articolo di legge a parte.
   Se  si sta facendo il bilancio, quando si va a fare l'assestamento
  si fa un aggiustamento di capitoli.
   Per carità
   Siccome  la verità è che sono i dirigenti pubblici che  spesso  ci
  fanno fare cose che manco sarebbe il caso di fare - capisco che non
  c'entra  niente l'Assessore - però fare un articolo  di  legge  per
  dire  che  si  possono comprare dei computer, in  assestamento  no,
  onorevole Savona? Non si può sistemare in assestamento una cosa  di
  questo tipo?
   Immaginatevi se, per ogni articolo che deve cambiare, facciamo una
  norma di legge
   Una  cosa  è  l'assestamento in cui si sistemano i conti,  se  per
  sessantamila euro dobbiamo fare un articolo di legge.
   Per me va benissimo  Possiamo votare

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Onorevoli
  colleghi,  mi pare un tema semplice rispetto al quale  l'Aula  deve
  decidere se fare in modo che un ufficio, che per quanto riguarda il
  Governo  della  Regione  è  strategico,  possa  avere  la  capienza
  economica per lavorare oppure no.
   E' semplice

   ZAFARANA. E' istituito?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Se  io  in
  finanziaria ho stabilito che per finanziare gli stipendi e le spese
  di  funzionamento  dei parchi e delle riserve ho  bisogno  di  otto
  milioni  e  poi me ne mancano quattro, è chiaro che cercherò  nelle
  successive manovre finanziarie - e questo è proprio il luogo adatto
  -  per  trovare i quattro milioni,  - cosa che stiamo  cercando  di
  fare  -   per completare il finanziamento e per garantire a  queste
  donne  e questi uomini di potere ottenere gli stipendi fino  al  31
  dicembre, assestamento o non assestamento sempre una norma si dovrà
  fare, anche in assestamento, con un aggravante, che mi permetto  di
  suggerire ai colleghi deputati.
   Siccome questa spesa si deve fare, il Governo, al netto di  quello
  che poi ci spiegherà il buon onorevole Dipasquale al quale anche mi
  sto rivolgendo, il Governo propone la norma perché questa spesa  si
  deve  comunque  fare  essendo  una spesa  necessaria.  Se  noi  non
  troviamo  la  copertura  in questa sede oggi,  in  buona  sostanza,
  finiremo per fare un debito fuori bilancio che poi quest'Aula dovrà
  votare.
   Credo che sia una norma di assoluta semplicità
   Credo  che  questo  -  peraltro - sia lo  spirito  del  collegato,
  quindi, invito l'Aula con assoluta semplicità a riflettere sul voto
  perché mi pare un voto di assoluto buon senso - non lo ha ritirato,
  non credo.
   Al  netto di questo, invito l'Aula a votare favorevolmente  questo
  articolo perché, anche se si dovesse fare in un tempo successivo  e
  cioè  nell'assestamento, vi sarebbe la necessità di una norma,  col
  danno  che,  essendo  fondi  utilizzati proprio  in  ragione  della
  protezione  dei dati, che spesso sono anche sensibili,  sono  spese
  necessarie che dovremmo coprire fin da ieri, certamente io  auspico
  fin da domani.

   PRESIDENTE.   Assessore,  io  lo  pongo  in   votazione,   ma   in
  assestamento  non bisogna trovare alcuna copertura.  Si  variano  i
  capitoli di bilancio.
   Metto in votazione.
   Mi  rivolgo  al  Governo e al Presidente della  Regione.  Ci  sono
  momenti  di  grande  confusione ma se per  ogni  sessantamila  euro
  dovessimo fare una legge, salta tutto
   La cosa migliore è: fatto l'assestamento, si fa una variazione tra
  un capitolo e l'altro senza né fuori bilancio né niente.

   DIPASQUALE. Presidente, ho chiesto di parlare  Non è un  dibattito
  del Governo

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, quando le darò la parola  potrà
  intervenire. Sto parlando io e non le posso dare la parola.
   La proposta del Governo è quindi di votare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  Assessore - Professore, la chiamo Professore perché pensa sempre di
  dare lezioni a questo Parlamento.
   Una  lezione  gliela do subito, quando uno interviene  deve  stare
  zitto
  Così come quando lei interviene stiamo zitti, lei deve stare zitto,
  questa è la prima lezione

   PRESIDENTE.  Assessore Cordaro, la prego di ascoltare  l'onorevole
  Dipasquale.  Le chiedo di darmi una mano nella gestione  dell'Aula,
  non di peggiorare le cose.

   DIPASQUALE.  Detto  questo,  professore', lei ha  detto  una  cosa
  mezza  vera,  una  mezza verità politica. Si fanno le  finanziarie,
  questo vale per gli enti locali, lei ha fatto l'amministratore? Non
  lo so.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No.

   DIPASQUALE.  Infatti.  Si fanno negli enti locali,  si  fanno  nei
  comuni,  si  facevano  nelle  province  -  si  fanno  ancora  nelle
  province, lo fanno i commissari -  vale per la Regione, vale per lo
  Stato.
   Ci sono alcuni principi contabili, politici, finanziari.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  E'  anche
  maleducato.

   DIPASQUALE. Sì, più di lei sicuramente, però lei deve stare zitto
  Lei deve stare zitto

   PRESIDENTE.   Assessore  Cordaro,  la  prego   di   fare   parlare
  l'onorevole Dipasquale. Non può ribattere a ogni cosa che dice

   DIPASQUALE.  Io  ho fatto il sindaco, e quando le  opposizioni  mi
  attaccavano,  in  una metropoli, la metropoli  di  Ragusa,  dicevo,
  quando  le  opposizioni mi attaccavano, lo so, era  duro,  però  io
  riuscivo  a  stare in silenzio perché ero sindaco,  perché  ero  il
  Governo.
   Lei  ha detto una cosa: si fanno le finanziarie, si prevedono  dei
  soldi  per determinati capitoli, dopodiché, siccome le risorse  non
  sono   mai  sufficienti,  poi  negli  atti  finanziari  successivi,
  generalmente questo avviene nelle variazioni e nell'assestamento di
  bilancio,  si coprono le spese. Non esiste una  finanza  creativa ,
  così come ve la siete inventati voi. Mi dispiace che non è presente
  l'Assessore per l'economia.

   CRACOLICI. Allora non potremmo operare

   DIPASQUALE.  Non  è  una  novità,  comunque.  E'  quella  lì   del
   carciofo'.  Noi  qui, per alcuni, abbiamo fatto, avete  fatto,  la
  finanziaria.  Lo  avete fatto prevedendo una  serie  di  coperture.
  Queste coperture non sono sufficienti, e questo valeva anche per le
  precedenti amministrazioni, Assessore Cordaro, deve stare zitto per
  favore. Lei ha problemi

                           (Brusio in Aula)

   DIPASQUALE.   Dopodiché  noi  riteniamo,  così   come   ha   detto
  l'Assessore  Cordaro,  che  per  alcuni  prevediamo  le   coperture
  finanziarie,  immediatamente,  per altri  invece  rimandiamo  tutto
  all'assestamento di bilancio. Ci sono categorie, tipo i consorzi di
  bonifica, che da 20 mesi non prendono risorse, tipo l'ESA, tipo  il
  CORFILAC, tipo tantissimi altri istituti vicino o finanziati  dalla
  Regione  siciliana,  e  che  devono  aspettare  l'assestamento   di
  bilancio, e invece per alcuni il  carciofo' lo tiriamo oggi.
   Allora, esiste un principio che è un principio che vale per tutti.
  Se  non  abbiamo previsto la copertura finanziaria,  come  fanno  i
  comuni, come abbiamo fatto noi nella scorsa legislatura, poi  vanno
  tenute  quelle  stesse tipologie in considerazione e  coperte,  dal
  punto di vista finanziario, nell'assestamento di bilancio.
   Ritengo non solo un errore, non entro nel merito, il capitolo,  il
  giornale, lo considero fuori luogo al 101%, ma dal punto  di  vista
  di metodologia politica, amministrativa, è davvero aberrante, e che
  poi  venga  qualcuno a farci la paternale, la lezione,  a  fare  il
  professore dentro quest'Aula, a me viene difficile digerirlo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  io  ritengo  questo   dibattito
  stucchevole.  E'  una  mia  dichiarazione  personalissima,  io  non
  parteciperò  al  voto,  perché ritengo  che  l'Assemblea  regionale
  siciliana  non sia passacarte di nessuno. Che si debba votare,  con
  tutti  gli  strumenti  che ha l'Assemblea,  dall'assestamento,  dal
  consuntivo  al  consolidato,  per duemila  euro  per  acquistare  i
  giornali  e quattromila euro per le spese di missione non fa  onore
  al prestigio di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'emendamento
  4.2

   CANCELLERI. L'onorevole Grasso non aveva ritirato l'articolo 4?

   PRESIDENTE.  Mi è stato detto che non è stato ritirato.  Onorevole
  Grasso, l'emendamento va votato o no?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  L'articolo  4 non è stato ritirato. Lasciamo decidere  all'Aula  se
  bocciarlo o no.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.

   CANCELLERI.  Chiedo  che  la  votazione   avvenga   per
  scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 4.2

    PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 4.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti. . . . . . . . . . . . . . . . .   59
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          34
   Contrari            22
   Astenuti            1

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
          Ufficio del Garante per l'infanzia e l'adolescenza

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 10 del Capo II della legge regionale
  10 agosto 2012, n. 47, le parole  il Garante si avvale degli uffici
  e  del  personale dell'Assessorato regionale della famiglia,  delle
  politiche sociali e del lavoro senza ulteriori e maggiori  oneri  a
  carico del bilancio della Regione  sono sostituite dalle parole  al
  Garante  vengono garantite adeguate risorse umane e finanziarie.  A
  tal fine è istituito un ufficio alle dirette dipendenze del Garante
  denominato  Ufficio del Garante il cui personale è individuato  con
  decreto  dell'Assessore  regionale per la  famiglia,  le  politiche
  sociali   ed   il   lavoro  nell'ambito  delle  attuali   dotazioni
  organiche .

   2.  Per  le  finalità  del presente articolo, è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2019, la spesa di 45 migliaia di  euro  per
  il  funzionamento dell'Ufficio e per ogni altra iniziativa promossa
  dal  Garante nell'ambito delle proprie funzioni. Ai relativi  oneri
  si  provvede, per l'esercizio finanziario 2019, mediante  riduzione
  di pari importo delle disponibilità della Missione 20, Programma 3,
  Capitolo 215704 - accantonamento 1001.»

   All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento A.7, a firma degli
  onorevoli Savona e Calderone, che è l'unico aggiuntivo, che io  sto
  prevedendo perché la sistemazione del garante dei detenuti, su  cui
  era  stato  l'altra  volta  fatta  un  po'  di  confusione,  è   in
  distribuzione per vedere se va bene a tutti.
   L'articolo  5  è il testo del Governo. Poi è stato  presentato  un
  emendamento che, di fatto, ripristina il testo del Governo.
   Quindi,  se  lo volete accantonare io non ho problemi.  Credo  che
  così vada bene.
   Su  richiesta  del  Presidente  della  Regione,  l'articolo  5   è
  accantonato.

   Onorevoli colleghi, sospendiamo i lavori per dieci minuti,  perché
  il Presidente Musumeci deve ancora guardare l'articolo 6.

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Non c'è bisogno.

   PRESIDENTE.  Non c'è più bisogno? No, Presidente Musumeci,  perché
  sull'articolo 6 ci sono una serie di cose che vanno riguardate  due
  minuti. Per cui, è bene sospendere.
   Sospendo, pertanto,  la seduta per cinque minuti per consentire al
  Governo di riordinare le carte.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 16.42)

   La seduta è ripresa.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, posso intervenire?

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, un attimo perché devo capire  se
  si  sono risolti i problemi per l'accantonamento dell'articolo 5  e
  quindi se possiamo votarlo.
   Presidente, possiamo votare l'articolo 5?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Possiamo
  sospendere ulteriormente?

   PRESIDENTE. Se avete bisogno ancora di un minuto ce lo  prendiamo.
  Io quello avevo iniziato, poi mi è stato detto di sospendere cinque
  minuti ed ho sospeso.
   Onorevoli colleghi, l'articolo 5 rimane accantonato.
   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6.
                   Misure per accelerare il ricambio
              generazionale nell'amministrazione regionale

    1.  La dotazione organica della dirigenza della Regione Siciliana
  è    determinata   nel   numero   corrispondente   alle   strutture
  dirigenziali  della  Regione Siciliana  individuate  alla  data  di
  entrata  in  vigore  della  presente legge  e  viene  rideterminata
  annualmente  in  corrispondenza dei  processi  di  riorganizzazione
  dell'apparato  amministrativo.  I dirigenti  di  terza  fascia  del
  ruolo  unico  della  dirigenza in servizio  accedono  alla  seconda
  fascia,  nella  misura  massima del 50 per  cento  della  dotazione
  organica,  attraverso  lo scorrimento di una graduatoria  triennale
  redatta  a  seguito  della  valutazione  comparativa  di  titoli  e
  servizi  secondo  i  criteri previsti con  decreto  del  Presidente
  della   Regione,   previa   delibera   di   Giunta,   su   proposta
  dell'Assessore  regionale per le autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica.  La  distinzione  in  fasce  rileva  ai  soli  fini   del
  trattamento economico.

    2.  Al  comma 4 dell'articolo 49 della legge regionale  7  maggio
  2015,  n.  9,  come modificato dal comma 15 dell'articolo  3  della
  legge  regionale  29  dicembre 2016, n. 27, al secondo  periodo  le
  parole   e per il triennio 2019-2021 del 100 per cento dei soggetti
  cessati  dal  servizio  nell'anno  precedente  per  effetto   delle
  disposizioni di cui all'articolo 52, commi 3 e 5  sono soppresse.

    3. A decorrere dall'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui
  al  comma  10  dell'articolo l della legge  regionale  29  dicembre
  2008,   n.   25,  l'amministrazione  regionale  può  procedere   ad
  assunzioni  di  nuovo  personale del comparto  non  dirigenziale  a
  tempo  indeterminato  nel  limite di un  contingente  di  personale
  complessivamente corrispondente ad una spesa non  superiore  al  75
  per  cento per l'anno 2019, all'85 per cento per l'anno 2020  e  al
  100  per  cento  a decorrere dall'anno 2021 di quella  relativa  al
  personale  di  ruolo cessato nell'anno precedente,  escluso  quello
  collocato in quiescenza ai sensi dell' articolo 52, commi  3  e  5,
  della legge regionale n. 9/2015.

    4. A decorrere dall'anno 2019, in deroga alle disposizioni di cui
  al  comma  10  dell'articolo 1 della legge  regionale  n.  25/2008,
  l'amministrazione  regionale può procedere ad assunzioni  di  nuovo
  personale  con  qualifica  dirigenziale a tempo  indeterminato  nel
  limite    di   un   contingente   di   personale   complessivamente
  corrispondente  ad  una spesa non superiore al  30  per  cento  per
  l'anno  2019, al 40 per cento per l'anno 2020 e al 50 per  cento  a
  decorrere dall'anno 2021 di quella relativa al personale  di  ruolo
  cessato   nell'anno   precedente,  escluso  quello   collocato   in
  quiescenza  ai  sensi dell'articolo 52, commi 3 e  5,  della  legge
  regionale n. 9/2015.

    5. Nell'ambito del ripristino delle facoltà assunzionali previste
  dal  comma 3, per il biennio 2019-2020 si applicano le disposizioni
  di  cui  all'articolo  22,  comma 15, del  decreto  legislativo  25
  maggio 2017, n. 75.

    6.   Gli  incarichi dirigenziali di livello non generale  di  cui
  all'articolo  9,  comma 5, della legge regionale  15  maggio  2000,
  n.10,  possono essere conferiti entro il limite dell'otto per cento
  della  dotazione  organica  vigente dell'amministrazione  regionale
  fornendone  esplicita  motivazione,  a  persone  di  particolare  e
  comprovata qualificazione professionale, non rinvenibili nei  ruoli
  dell'Amministrazione,   in   possesso   dei   requisiti   di    cui
  all'articolo  19, comma 6, del decreto legislativo 30  marzo  2001,
  n.  165.  La  durata di tali incarichi, comunque,  non  può  essere
  inferiore  a  due  anni né eccedere il termine  di  cinque  anni  e
  comunque  nel  limite dello stanziamento annuo di 200  migliaia  di
  euro   per  il  triennio  2019-2021.  Per  il  periodo  di   durata
  dell'incarico,  i  dipendenti delle pubbliche amministrazioni  sono
  collocati  in  aspettativa  senza  assegni  con  il  riconoscimento
  dell'anzianità di servizio.

    7.  L'amministrazione regionale può utilizzare personale di ruolo
  a  tempo  indeterminato, anche di qualifica dirigenziale, di  altre
  amministrazioni  pubbliche  in posizione  di  comando,  distacco  o
  altra  tipologia  prevista dai rispettivi ordinamenti,  nel  limite
  massimo  del  5 per cento delle carenze delle rispettive  dotazioni
  organiche e nel limite dello stanziamento annuo di 200 migliaia  di
  euro per il triennio 2019-2021.

    8.  Per  far  fronte ad esigenze eccezionali dell'amministrazione
  regionale e per una distribuzione efficiente del personale che  non
  produca  un incremento della spesa pubblica regionale, i dipendenti
  degli  enti di cui all'articolo l della legge regionale n.  10/2000
  e  successive  modifiche ed integrazioni, possono essere  comandati
  temporaneamente, e comunque non oltre il permanere delle  esigenze,
  a  prestare servizio presso i dipartimenti regionali. Il dipendente
  mantiene   il  posto  in  organico  ed  il  trattamento   economico
  fondamentale  delle  amministrazioni di  appartenenza,  compresi  i
  relativi  oneri,  che  rimangono a  carico  delle  stesse.  Per  il
  trattamento  accessorio a carico dell'amministrazione  regionale  è
  autorizzata la spesa nel limite annuo di 100 migliaia di  euro  per
  il  triennio  2019-2021. La cessazione della posizione  di  comando
  oltre  che  per scadenza del termine è disposta per il  venir  meno
  delle esigenze che l'hanno determinata.

      9. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 6, 7
  e  8,  quantificati in 500 migliaia di euro per  ciascun  anno  del
  triennio  2019-2021,  si  fa  fronte  mediante  riduzione  di  pari
  importo  delle  disponibilità  della  Missione  20,  Programma   3,
  Capitolo 215704 - accantonamento 1001.

   10.  Fatte  salve le previsioni di cui al comma 9, dall'attuazione
  delle  disposizioni del presente articolo non devono derivare nuovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.    Signor    Presidente,    noi    sull'articolo     6
  preliminarmente,  prima  che  iniziamo  la  discussione,  chiediamo
  l'autorevole  intervento della Presidenza e degli  Uffici,  per  il
  tramite  della Presidenza, affinché si faccia chiarezza  su  quanto
  affermato  dal  Partito  Democratico nel  corso  della  discussione
  generale  di  oggi e cioè che nello Stato italiano, e quindi  anche
  nel  nostro  territorio,  per l'accesso alla  dirigenza  e  per  il
  passaggio  di  fascia all'interno della dirigenza,   come  previsto
  dall'articolo  28 e 28 bis  del 167 del 2001 e come  confermato  da
  copiosa giurisprudenza, si accede per selezione pubblica per titoli
  ed esami.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, come lei si sarà  già  accorto,
  noi   abbiamo  già  comunicato  al  Governo  che  esistono   queste
  obiezioni,  per  cui prego l'Assessore Grasso di  dare  risposta  a
  quella che è la nostra nota.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Grazie, Presidente.
   Alla  luce  delle osservazioni che sono pervenute dagli Uffici  di
  Presidenza,  noi stralciamo oggi l'articolo 8 della riscrittura,  è
  l'art.  8  della  riscrittura presentata dal Governo,   Misura  per
  accelerare il ricambio generazionale  che è proprio l'articolo  che
  riguarda  quello  della  dirigenza; noi lo  stiamo  stralciando  in
  attesa di una verifica, lo stiamo stralciando

   CRACOLICI. L'articolo o il comma 8?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Della  riscrittura,  scusate,  il comma  8  dell'articolo  6  della
  riscrittura lo stiamo stralciando. Lo stiamo accantonando.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, è il comma 8 dell'emendamento 6.8.,  non
  è il comma 8 dell'articolo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  L'articolo 6 è stato sostituito con una riscrittura.

   PRESIDENTE. Che è l'emendamento 6.8.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E', quindi, il 6.8 che viene accantonato.

   PRESIDENTE. Dell'emendamento 6.8, il comma 8 viene stralciato.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  No, viene accantonato, Presidente.

   PRESIDENTE. Accantonato?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Viene accantonato perché se non si vota

   PRESIDENTE.  Assessore  Grasso, chiedo scusa,  noi  dopo  dobbiamo
  votare per cui se è accantonato non possiamo votare. Per cui, se  è
  stralciato è stralciato, se è accantonato non so che significa.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Va bene, Presidente, lo stralciamo e ci riserviamo eventualmente di
  ripresentare un nuovo articolo che rimodifica esattamente questo.

   PRESIDENTE.   Comunque   il  comma  8  dell'emendamento   6.8   di
  riscrittura è stralciato.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  C'è un rilievo fatto dagli Uffici, per cui

   PRESIDENTE. C'è il 6.11 di soppressione

   BARBAGALLO. Dovremmo ragionare sul testo base  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, perché
  poi  rischiamo di non capirci più nulla  Secondo me, fino a  quando
  non  viene approvato l'articolo di riscrittura da parte del Governo
  dovremmo ragionare sul testo base sennò non ci capiamo più nulla

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Barbagallo, io avevo già messo
  in votazione l'emendamento soppressivo proprio perché siamo tornati
  al  testo  base, poi c'è l'emendamento del Governo che  prevede  la
  riscrittura,  su  questa riscrittura siamo stati informati  che  il
  comma 8 comunque non c'è

   BARBAGALLO.  E,  quindi,  a questo punto,  scusi,  Presidente,  se
  stralciano  il comma 8 gli Uffici dovrebbero dare parere favorevole
  sulla   regolarità   e   sulla  legittimità   dell'emendamento   di
  riscrittura  senza  il comma 8, supera le riflessioni  che  abbiamo
  fatto prima.

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, la finisce di farci confondere
  È  stato già detto che è ammissibile perché non c'è più il comma 8,
  basta

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
  credo che conseguentemente il Governo dovrebbe stralciare anche  il
  comma  6  perché non è che si può, se il tema dell'accesso alla  II
  fascia  è quello che è necessario o meno fare un concorso,  capisco
  che  questo  è  il dubbio anche di costituzionalità  degli  Uffici,
  stesso discorso, a maggior ragione, vale per il comma 6

   PRESIDENTE. Ma il comma 6 è un comando, non è una assunzione, è un
  comando  Si parla di comandi.

   LUPO, relatore. No, no, Presidente, il comma 6 è l'8 per cento  di
  dirigenti  esterni  nominati dal Governo della Regione,  che  nella
  riscrittura, ha ragione lei, nella riscrittura dell'articolo 6  che
  ha  presentato  il Governo diventa comma 5. Non è  che  si  possono
  prendere  dirigenti esterni senza fare concorso  A maggior ragione,
  ovviamente, deve essere stralciato anche il comma 5.

   PRESIDENTE. Quindi, lei parla del comma 5, non del comma 6.

   LUPO,  relatore.  Parlo  del comma 5  laddove  si  dice  che   gli
  incarichi  dirigenziali di livello non generale di cui all'articolo
  9,  comma  5,  legge  n. 10/2000 possono essere conferiti  entro  i
  limiti   dell'8   per  cento  della  dotazione   organica   vigente
  nell'amministrazione  conferiti  ad  esterni ,   non   si   possono
  conferire  incarichi  dirigenziali  a  esterni  senza  neanche  che
  abbiano fatto selezione

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, per quanto mi  riguarda  questo  deve
  andare in votazione perché la norma statale lo consente, per cui io
  non  lo  posso  stralciare in quanto non costituzionale  perché  la
  norma statale lo permette.

   LUPO,  relatore. No, no Presidente, non lo consente, anche per  il
  comma  5  la norma statale pretende il concorso, a maggior  ragione
  trattandosi di esterni

   PRESIDENTE. Non è così, onorevole Lupo

   LUPO, relatore. Assolutamente sì, Presidente

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Lupo, siccome mi fido del lavoro che
  viene  fatto dai miei, io le garantisco che questo è conforme  alla
  norma  statale e per cui è ammissibile, dopodiché si  voterà  e  si
  deciderà cosa fare

   LUPO, relatore. Va bene, Presidente, si voterà

   PRESIDENTE. Mentre l'8 non è ammissibile

   LUPO,  relatore. Intervengo, comunque, sul comma 5, io  non  credo
  che  la Regione siciliana oggi abbia bisogno di nominare un  8  per
  cento  di  esterni dirigenti sulla pianta organica, sulla dotazione
  organica, se la dotazione organica dei dirigenti notoriamente non è
  sottodimensionata,  è  quella che serve e ad  oggi  sono,  rispetto
  all'ultima dotazione organica, oltre 1200, non credo che il Governo
  regionale   abbia  bisogno  di  nominare  qualcosa  come  ulteriori
  dirigenti esterni. Ovviamente, noi siamo assolutamente contrari.
   Colgo  l'occasione,  comunque, per dire che  il  riferimento  alla
  ricerca  di  personale non interna ai ruoli deve intendersi,  anche
  alla  luce  dei  recenti  orientamenti giurisprudenziali,  riferito
  anche  a funzionari direttivi pertanto di categoria  d . Su  questo
  abbiamo anche presentato i nostri emendamenti, però su questo  deve
  intervenire  il  Presidente della Regione;  io  non  credo  che  la
  Regione, Presidente, abbia bisogno di altri 100 dirigenti esterni.

   PRESIDENTE.   Chiedo  scusa,  ora  il  Presidente  della   Regione
  interviene, se vuole intervenire, ma, onorevole Lupo, questo 8  per
  cento  è sempre nell'ambito di quella pianta organica, cioè  non  è
  che vengano aumentati il numero dei dirigenti, per i direttori.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  stiamo  facendo con questo articolo 6 una delle cose più innovative
  che riguarda la Regione siciliana dal '45 ad oggi, perché forse non
  abbiamo  idea  qual è la novità che introduciamo. Cioè  noi  stiamo
  introducendo,  primo,  la possibilità per la  prima  volta  che  la
  Regione possa prendere personale esterno della Regione e immetterlo
  nei ruoli della Regione.
   Questo   è   stato  già  consentito,  per  la  verità,   sia   per
  l'Assessorato  al bilancio che per l'Assessorato  alla  sanità  con
  personale comandato da amministrazioni diverse dalla Regione ma  di
  provenienza  ad  esempio delle Asp per quanto  riguarda  la  sanità
  eccetera,  però  qui  lo  stiamo  rendendo  un  fatto  generale   e
  trasversale   all'amministrazione,  in  una   amministrazione   che
  storicamente  ha  avuto  una  sua  sovrabbondanza  di  personale  e
  rispetto  alla , continuiamo noi con questa storia e  poi  dobbiamo
  raccontare all'Italia una serie di problemi che abbiamo
   L'argomentazione che faceva il Presidente Micciché che dice  è  la
  dotazione   organica ,  vorrei  ricordare  che  nella  Regione   la
  dotazione organica non è costruita sui fabbisogni, è costruita  sul
  personale,  cioè  è il personale in servizio che  fa  la  dotazione
  organica non viceversa.
   Allora, dico attenzione che stiamo trattando materia delicata  che
  è, diciamo, quasi una dinamite; è, tra l'altro, materia sulla quale
  ci  sono una serie di conflitti, anche di natura istituzionale, non
  ultimo   la   materia  dei  dirigenti  esterni  all'amministrazione
  regionale.  Credo che il Presidente della Regione appena  insediato
  ha  fatto un bando per la nomina anche di dirigenti esterni con una
  procedura  comparativa  e  poi  non  ha  dato  esecuzione,   perché
  probabilmente   in   corso  d'opera  qualche   dubbio   di   natura
  amministrativa gli è venuto. Qui stiamo addirittura facendo in modo
  di  estendere  la  nomina di dirigenti esterni ai servizi,  non  ai
  dirigenti  generali,  per i quali già la norma  prevede  un  numero
  massimo  credo di tre o quattro, malgrado questo ci sono  conflitti
  con la Corte dei conti sulle procedure, sulla natura.
   Cioè  noi qui stiamo aprendo un versante che non sappiamo dove  ci
  porterà, perché quando parliamo dell'8 per cento - mi riferisco  al
  comma  5 - della possibilità di aprire a dirigenti esterni  per  la
  copertura dei servizi dell'amministrazione, stiamo parlando  di  un
  numero che si aggira intorno a 100 dirigenti esterni.
   Allora   lo  dico  perché  mi  auguro  che  quanto  meno   abbiate
  consapevolezza di quello che si sta facendo, perché questa  materia
  non è che si può affrontare sulla base delle spinte che qui e lì ci
  arrivano  da qualche dipendente regionale piuttosto che da  qualche
  aspirante  dirigente  esterno  che vuole,  magari,  trasferirsi  da
  Milano a Palermo.
   Allora,  Assessore e Presidente della Regione, credo che a  tutela
  della  sostenibilità dei conti della Regione, e anche  per  evitare
  che  ci  sia una pressione sulla Regione che diventa ingovernabile,
  credo  che nell'ambito della Regione l'unica procedura sacra devono
  essere  i  concorsi, i concorsi  Questo per tagliare  la  testa  al
  toro   Nessuna nomina con mandati diretti, fiduciari, perché questo
  apre  problemi anche di natura giudiziaria nei confronti di chi  va
  poi  , basta vedere quello che è successo con la Corte dei conti  a
  proposito  della  nomina del Segretario generale, del  Responsabile
  dell'Ufficio legislativo e legale che era pure un magistrato  della
  Corte dei conti oltretutto.
   Allora,  io  vi chiedo e chiedo a questo Governo: ha  contezza  di
  quello  di cui stiamo parlando? Perché poi una cosa appare  chiara:
  da un lato facciamo norme generali ed astratte, dall'altro lato poi
  facciamo  una  previsione finanziaria di 200 mila  euro  che  rende
  evidente  che questa norma generale ed astratta in realtà  nasconde
  che dobbiamo sistemare due o tre persone.
   Perché  quando  parliamo  di 200 mila euro  per  un  contratto  di
  Dirigente,  un contratto di Dirigente non costa meno  di  100  mila
  euro,  anzi  nella  Regione anche di più  Quindi,  di  cosa  stiamo
  parlando?
   Ecco  perché,  siamo sicuri che il Governo su questa  materia  non
  debba fare un ulteriore approfondimento prima di andare al voto  su
  questo  articolo così come addirittura è riscritto? Perché  già  il
  fatto  che  il  Governo ha stralciato il comma 8 dalla riscrittura,
  che è un comma fondamentale, perché lì stiamo decidendo che tutti i
  Dirigenti di terza fascia, in tre anni, dovrebbero diventare  tutti
  di  seconda  fascia, se ho capito bene  Assessore, non  siamo  nati
  ieri   Il  50  per cento è un dato matematico, ma  non  è  un  dato
  sostanziale, perché nel frattempo se andranno nei prossimi tre anni
  in  pensione 300-400 dirigenti, il 50 per cento l'avremo completato
  col 100 per cento di quelli in servizio
   Cioè,  attenzione che le cose che si scrivono poi si sanno leggere
  anche   Ma  rimane il fatto che l'avete voi stralciato,  ed  è  una
  norma  importante,  ed  era  la  ragione  di  questo  articolo.  Se
  stralciate quella e tenete in vita il comma 5, che sono i dirigenti
  esterni  per i servizi, tenete in vita la mobilità, che può  essere
  fatta   per  la  Regione  addirittura  a  carico  degli   enti   di
  provenienza. Poi, mi dite qual è l'ente che cede un suo dipendente
  L'ente lo paga e lo utilizza la Regione  Mi sembrano norme che  non
  stanno né in cielo né in terra  La mobilità da che mondo e mondo si
  fa  carico del ricevente, non del trasferente  Cioè chi si priva di
  una  persona - e ho finito - per pagarla e farla utilizzare  da  un
  altro   ente?   Ci   sono   norme   che   sono   desiderata,    non
  amministrativamente compatibili e coerenti.
   Ripeto,  se  questo articolo è un insieme di cortesie  che  questo
  Governo  vuole  fare a delle persone, io credo che  in  nome  delle
  cortesie    rischiate    di   devastare   l'ordinamento    pubblico
  dell'Amministrazione regionale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Presidente, sull'ordine dei lavori, all'articolo 6  ci
  sono   presentati  una  trentina  di  emendamenti.  Il   testo   di
  riscrittura  del Governo, sostanzialmente, riprende il  testo  base
  cambiando un po' l'ordine degli emendamenti.
   Noi   speriamo  che  non  vengano  dichiarati  decaduti  se  viene
  approvato   il   testo   base,   perché   verrebbe   eliminata   la
  possibilità...

   PRESIDENTE.  Non  c'è problema perché sono stati  presentati  come
  subemendamenti alla riscrittura, per cui è chiaro che si vota.

   BARBAGALLO. Va bene.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  io,
  innanzitutto, sono contento che l'articolo 8 si sia bloccato perché
  ero  particolarmente  preoccupato per il Presidente  della  Regione
  che,  se  fosse passato così in un periodo non bello  come  questo,
  dopo l'approvazione - è un periodo di caldo, temperatura elevata  -
  si  trovava  dietro  la  porta centinaia e centinaia  di  dirigenti
  possibilmente di seconda fascia per cercare protezione per  passare
  in terza fascia.
   Ritengo che noi tutti dell'opposizione abbiamo fatto un regalo  al
  Presidente della Regione intervenendo sull'articolo 8.
   Gli  abbiamo evitato il peso di doversi fare carico delle  istanze
  legittime di tantissimi dirigenti - visto che il concorso  non  era
  previsto  -  andavano a bussare alla porta del  Presidente  per  il
  passaggio nella fascia superiore.
   Sono  contento per lui, sono contento per lui perché in un periodo
  non   facile   come   quello   estivo,   temperature   calde,   lui
  impegnatissimo a fare il lavoro che fa, doversi subire anche questo
  peso lo ritenevo davvero eccessivo.
   Rimane  però  un  fatto, rimane la questione delle consulenze  dei
  dirigenti esterni
   Non è da meno, è aberrante  Vi spiego perché.
   Io  insieme a molti dei colleghi che sono qui presenti che abbiamo
  fatto la scorsa legislatura, ci siamo portati il peso bilancio dopo
  bilancio, finanziaria dopo finanziaria, di tutte le assunzioni  che
  sono state fatte nei decenni
   In  ogni finanziaria abbiamo detto ma è possibile farci carico  di
  tutte le assunzioni che sono state fatte nei decenni passati?
   E' possibile che noi che abbiamo ingessato - non noi  - coloro che
  hanno  ingessato, quanti ci sono stati prima, e hanno ingessato  il
  bilancio   della  Regione  facendolo  diventare  uno  stipendificio
  togliendo risorse allo sviluppo, togliendo risorse alle imprese.
   Noi  nuovi  eletti dobbiamo pagare questo prezzo, è vero colleghi?
  Quante volte ce lo siamo detti
   Questo è successo nella scorsa legislatura
   Presidente,  mi  creda, nella scorsa legislatura noi  non  abbiamo
  pensato  a  fare assunzioni, non abbiamo pensato assolutamente   Ci
  siamo  fermati in quella che era un'emorragia che c'era  stata  per
  decenni
   Oggi pensare di rimettere su nel calderone altri cento dirigenti -
  attenzione,  onorevole Cracolici - oggi mettono  duecentomila  euro
  perché tanto possono mettere
   Ma   al   primo  passaggio  ci  saranno  dieci,  quindici,  trenta
  parlamentari che riusciranno a mettere tre milioni di euro, quattro
  milioni di euro.
   Quando   noi  avremo  la  previsione  di  potere  fare   cinquanta
  dirigenti,    cento   dirigenti,   andrà   la    macchina    avanti
  tranquillamente e ci sarà il via
   Non  voglio  pensare al male, ma è un atto che si presta  a  tutto
  questo  se noi oggi facciamo passare questo articolo non è  che  si
  ferma ai duecentomila euro e al dirigente.
   Creiamo  le condizioni - lo dico oggi sicuro di non potere  essere
  smentito - che alla prima variazione, il primo atto, uno dei  tanti
  collegati che ci sarà, ci ritroveremo tre-quattro milioni  di  euro
  con  una  maggioranza, possibilmente anche trasversale, che  voterà
  quell'atto  e quella previsione di spesa che permetterà  il  via  a
  questo altro stipendificio.
   Smettiamola  Dobbiamo ridurre dirigenti e personale della  Regione
  siciliana  e utilizzare risorse per investimenti  Dobbiamo  pensare
  alle imprese. Basta
   Per  un  po' di anni non si deve parlare di dirigenti, funzionari,
  impiegati - vi prego

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   realtà
  intervengo   specificamente  in  relazione  al   comma   5,   nella
  riscrittura  del Governo, poiché quando gli incarichi  dirigenziali
  di  livello non generale vengono conferiti nella misura dell'8%, ho
  presentato un emendamento, che probabilmente ricalca quello che  ho
  sentito  dire  anche dall'onorevole Lupo, dando la possibilità  non
  soltanto  al  livello dei dirigenti, ma anche al  comparto,  perché
  molti funzionari direttivi dimostrano, di fatto, di tenere in piedi
  degli  uffici,  ma poiché non possono rivestire ruoli dirigenziali,
  molto spesso svolgono un ruolo cosiddetto da  direttore ombra .
   Allora,  io  ritengo che se apriamo all'esterno la possibilità  di
  individuare dei ruoli dirigenziali che abbiano una durata temporale
  dai  2  ai  5 anni, possiamo in via prioritaria, quando  si  fa  la
  ricognizione, guardare anche tra il ruolo, anche nel  comparto  dei
  funzionari,  quindi tra i dirigenti e il comparto,  perché  ritengo
  che tra i funzionari direttivi ce ne siano davvero di meritevoli.
   E'  vero  che,  purtroppo, sono stati rinvenuti  casi  in  cui  la
  macchina amministrativa pecca, perché la lentezza burocratica e  le
  difficoltà  le  riscontriamo  un  po'  tutti,  i  cittadini   fanno
  lamentele  giornaliere, ma ritengo che ci siano anche degli  ottimi
  dipendenti, che molto spesso istruiscano le pratiche e facciano  un
  ottimo  lavoro  nei  confronti della Regione e della  Sicilia,  che
  credo   che   abbiano  il  diritto  di  potere  essere   prese   in
  considerazione, qualora si dovesse rinvenire che le professionalità
  specifiche siano mancanti.
   Guardare   anche   al   comparto,   nell'individuare   dei   ruoli
  dirigenziali  a  termine dati come incarichi esterni,  ritengo  sia
  doveroso. Peraltro, questa cosa credo sia abbastanza condivisa,  ho
  visto  più  emendamenti che vanno in questo senso, per cui  ritengo
  che  l'Assessore,  se  la ritiene una norma interessante,  di  buon
  senso,  possa  essere  anche  accolta  col  parere  favorevole  del
  Governo.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio l'Assessore
  per aver chiesto lo stralcio di quello che è diventato il comma  8,
  anche perché avevamo il 6.8 come emendamento, che praticamente  era
  uguale all'articolo 6, soltanto avevano spostato qualche comma.
   Non  potevamo  accettare, soprattutto per quanto  riguarda  questo
  comma  8,  questa sanatoria - perché era una sanatoria  per  alcuni
  dirigenti  ed  era  chiarissimo - perché non  c'era  nessuna  prova
  selettiva   che   affrontavano  i  dirigenti,   era   qualcosa   di
  intollerabile, e avremmo fatto le barricate su questo.
   Questo   articolo  6,  Assessore,  continua  ad  avere  criticità,
  intanto,  secondo  me,  per quanto riguarda il  comma  4,  dobbiamo
  essere  più  chiari,  perché finalmente recepiamo  questa   Madia ,
  questo articolo 22 del comma 15 della cosiddetta  legge Madia , che
  prevede  le  progressioni verticali. Quelle servono effettivamente,
  perché  abbiamo qualcuno che è stato stabilizzato, ex  precari  che
  sono  stati  stabilizzati in categoria  A  e  B  per i  motivi  che
  sappiamo,  però è gente laureata e diplomata che ci  potrebbe  dare
  una mano. Qualcuno di questi ha svolto anche mansioni superiori, ci
  sono contenziosi in corso, insomma potrebbe aiutare.
   Tutto  il  resto, caro Assessore, secondo me va fatta una  riforma
  seria, prendere la legge 10 e riscriverla da capo, perché serve una
  vera  riforma.  Questi  invece sono degli  spot  messi  lì,  con  i
  comandati,  io  poi ho presentato un subemendamento,  perché  avevo
  presentato  l'emendamento  6.27, che  avevamo  presentato  col  mio
  Gruppo  parlamentare, perché se io ricevo una  persona  in  comando
  posso  creare  pregiudizio all'ente che me lo sta  dando,  è  così.
  Pregiudizio che non è solo economico, perché se io a un certo punto
  prendo  un  tecnico o un ingegnere che mi serve in qualche  ufficio
  regionale,  o  qualcuno  delle  Asp che  mi  serve  all'Assessorato
  salute, sto andando a danneggiare l'Asp, perché avevano una figura,
  possibilmente di vertice, che viene a mancare, aggiusto una cosa  e
  ne  sto  sfasciando  un'altra. Quindi  nel  bilancio  totale  della
  Regione  siciliana  non  stiamo  facendo  bene.  Poi  come   diceva
  l'onorevole  Cracolici forse, questi 200 mila euro servono  solo  a
  qualcuno.
   Io la invito, Assessore, a parte quello che riguarda il comma 4, e
  quindi il recepimento del decreto legislativo n. 75 del 2017,  cioè
  della   legge  Madia ,  di  vedere  un  attimino,  tutto  il  resto
  toglierlo,  perché  questo serve, a cominciare  dalle  progressioni
  verticali  e la Madia dà un termine ultimo, e lei lo sa  benissimo,
  entro  cui fare queste progressioni per il 20 per cento.  Tutto  il
  resto  si  deve presentare una riforma perché se non  si  fanno  le
  riforme andremmo a mettere delle pezze che sono peggio del buco.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente della Regione, Governo, credo che le cose che sono state
  dette fino adesso rappresentano il quadro di questo articolo che  è
  un  articolo delicatissimo, con la consapevolezza - ritengo  -  sia
  dell'Assessore  e  del Presidente della Regione.  Lo  stralcio  del
  comma  8,  a  prescindere dal merito per cui ognuno può avere  idee
  diverse, evidentemente idee che possono portare alla modifica della
  proposta del Governo, credo che abbiamo tolto i piedi a questa mini-
  riforma su un tema strategico e delicatissimo per il presente e per
  il  futuro,  soprattutto, di questa Regione. Per cui, a prescindere
  dal  merito  dicevo o come dire della criticità, per  esempio,  che
  porterebbe  il  comma 5 sui dirigenti esterni, a prescindere  dalle
  criticità che derivano una mancata chiarezza, vorrei dire Assessore
  -  senza  assolutamente voler avere intenzione di polemica,  me  ne
  guarderei  bene  -che  questa  riforma  meriti  un  approfondimento
  maggiore.  E  soprattutto, merita di essere completa. Non  possiamo
  trascurare i problemi delicatissimi che riguardano le fasce  e  che
  investono  il passato, il presente e investiranno evidentemente  il
  futuro  se non si affronta tempestivamente. Per cui questa  riforma
  monca,  Assessore, porterebbe più problemi se fosse approvata  così
  com'è che soluzioni ai problemi.
   Allora credo che ci sia la necessità tempestiva di venire in  Aula
  con  una riforma precisa, organica e completa rispetto a quello che
  è  il tema del personale, della struttura burocratica della Regione
  siciliana  che,  ripeto, è strategico per  il  presente  e  per  il
  futuro. E che tantissime difficoltà ha provocato nel passato.  Però
  un approfondimento che non è una proposta dilatoria. Ho detto che è
  urgente  e indifferibile una riforma su questo tema. Però approvare
  questa   riformicchia , come dire monca,  e  non  aver  risolto  il
  problema che sta a monte di tutti gli altri e che investe anche  le
  dirigenze generali che non sono un problema di poco conto  per  una
  Regione  come la nostra, la Regione siciliana, io immagino  che  un
  accantonamento  di  questo  problema,  un  approfondimento   e   la
  possibilità di introdurlo in una finestra legislativa che  deciderà
  il  Presidente  dell'Assemblea, il  Governo  e  la  Conferenza  dei
  capigruppo  potrebbe tornare utile per poter chiarire meglio  tutto
  ciò che difficilmente si comprende per la fase applicativa. Ritengo
  che  molte norme non saranno applicabili. Allora abbiamo fatto  una
  riforma  spot,  una riforma che, tra l'altro Assessore,  credo  che
  abbia  anche  una insufficienza dal punto di vista della  copertura
  finanziaria, se vogliamo davvero affrontare questo problema.
   Per   cui  io  ribadisco,  signor  Presidente,  la  necessità   di
  approfondire  e  di  presentare  -  da  parte  del  Governo  e  con
  l'auspicio  che  l'Assemblea  regionale  possa  condividere  -  una
  riforma  che  sia  approfondita, che sia organica  e  che  risolva,
  soprattutto,  i  problemi  dell'Amministrazione  attiva  di  questa
  Regione  che  sono tanti e che possono essere risolti soltanto  con
  una riforma organica.
   Questo  affrontare il problema in maniera monca, a  partire  dallo
  stralcio  del comma 8che, ripeto, poteva essere riscritto in  mille
  modi  -  non  entro nel merito io della riscrittura o di  eventuali
  proposte  modificative  che vengono dal Parlamento  o  dal  Governo
  stesso  -  ma,  a prescindere da questo e ho finito Presidente,  io
  credo, Assessore, che questa riforma non possa andare avanti perché
  ha tolto un pezzo importante di ciò che andava affrontato e risolto
  dal Governo e dall'Assemblea regionale siciliana, dal Parlamento.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  all'interno  di questo articolo ci sono alcune norme  condivisibili
  ed  altre  che  ci lasciano molto perplessi. Alcune  le  hanno  già
  citate i miei colleghi.
   Io  vorrei  puntare l'attenzione, invece, sul comma  1  perché  il
  comma  1  prevede  che la disposizione che riduce ulteriormente  la
  dotazione  organica  del  100 per cento  dei  prepensionamenti,  ex
  articolo 52, non trovi applicazione. Cosa diceva l'ex articolo  52?
  E'  l'articolo di una legge regionale, la n. 9 del 2015, nel  quale
  si  previde in via transitoria la possibilità per il personale  che
  aveva  i  requisiti per andare in pensione, ai sensi della  vecchia
  disciplina  pre-Fornero,  di usufruire  dei  vantaggi  del  vecchio
  regime  -  fondamentalmente si parla di pre-pensionamenti,  di  una
  norma che riduceva la pianta organica in virtù degli esuberi, anche
  andando  incontro ai vari giudizi di parifica che, negli  anni,  ha
  fatto la Corte dei Conti.
   Era una norma di spending review fondamentalmente. Noi, con questo
  articolo,  stiamo  abrogando  proprio  la  parte  che  riguarda  il
  triennio  2019-2021,  quindi  la  possibilità  che  tale  dotazione
  organica  è  nuovamente  ridotta del 100  per  cento  dei  soggetti
  cessati dal servizio nell'anno precedente. Fondamentalmente, stiamo
  togliendo un limite a questa possibilità di cambiare e di  ricambio
  generazionale, per una categoria che, però, era già ad esaurimento.
  Quindi,  se può andar bene per gli altri comma, non capisco  perché
  questo  articolo 1, in cui si era prevista questa riduzione per  un
  effettivo esubero di personale per il quale si erano previsti degli
  incentivi per andare in pre pensionamento, adesso questo limite  lo
  stiamo  rimuovendo. Quindi, questo è quello che voglio chiedere  al
  Governo  e,  mentre ci siamo, vorrei anche chiedere quante  persone
  hanno  presentato  la  domanda proprio  per  questo  tipo  di  pre-
  pensionamento, nel triennio 2019-2021.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Partito
  Democratico  ritiene che la Regione siciliana debba fare  concorsi,
  sia  per il comparto che per dirigenti. Quindi, la nostra non è una
  posizione  pregiudiziale. Il Partito Democratico ritiene che  anche
  la  Regione siciliana abbia l'esigenza di rinormalizzare  l'assetto
  dirigenziale,  così  come  oggi è nel resto  delle  amministrazioni
  pubbliche dello Stato, e cioè in Prima e Seconda fascia. Noi  siamo
  l'unica amministrazione ad avere una Terza fascia ad esaurimento.
   Io  credo che, su questo tema, bisogna intervenire. Questo lo dico
  a  scanso di equivoci, quindi noi non siamo per avere una posizione
  pregiudiziale  contro  apriori.  Dobbiamo  dire,  con   altrettanta
  chiarezza, che fatto lo stralcio che il Governo ha deciso del comma
  8 che decideva il transito di una percentuale di dirigenti di terza
  fascia  in  seconda fascia, noi riteniamo che l'intero articolo  6,
  così   come   era   stato   approvato  dalla  Commissione    Affari
  istituzionali', non abbia più alcun senso e provo a dire due o  tre
  cose per dimostrarlo. Se voi intendete mantenere il comma 5, che vi
  consente di prendere dirigenti esterni, oggi li potete prendere  in
  seconda fascia, perché la terza fascia è ad esaurimento.
   Quindi,  Presidente  Micciché,  avremmo  l'assurdo  che  mentre  i
  dirigenti   che  per  trent'anni  hanno  servito  questa   Regione,
  stralciato  il  comma  8, rimangono di terza fascia,  il  dirigente
  esterno, che il Governo dovesse decidere di assumere, viene assunto
  in  seconda  fascia, facendo un torto profondo a tutti i  dirigenti
  regionali che oggi rimangono in terza fascia e a tutti i funzionari
  direttivi  che  sono idonei per l'accesso alla  dirigenza  che  non
  avrebbero  la possibilità di partecipare. Io lo trovo profondamente
  iniquo sul piano politico ancor prima che sul piano normativo.
   E'  una  norma che, stralciato il comma 8, non sta più  in  piedi;
  così  come stralciato il comma 8 - e concludo con l'esempio -  come
  fate  a  definire  qual  è  il fabbisogno annuale  e  triennale  di
  dirigenti prima di procedere ai concorsi esterni se non avete prima
  determinato  quali  sono  i dirigenti,  o  meglio,  quanti  sono  i
  dirigenti che transitano dalla terza alla seconda fascia? Non siete
  in  grado di farlo. Tutte le sentenze, anche recentemente  del  TAR
  del  Lazio,  dicono  che  prima di attivare  procedure  concorsuali
  esterne per il reclutamento del personale è necessario verificare e
  definire il fabbisogno annuale ed il fabbisogno triennale.
   Quindi,  Presidente  dell'Assemblea,  Governo,  Presidente   della
  Regione,  Assessori  ed  onorevoli  colleghi,  credo  che  l'intero
  articolo  6,  a  seguito dello stralcio del comma 8,  debba  essere
  stralciato  e  rinviato  Presidente,  per  un  disegno   di   legge
  specifico,  che  siamo  disponibili  ad  affrontare  da  domani  in
  Commissione  I   Affari  istituzionali' per  rinviare  a  specifico
  disegno  di legge tutta la materia che riguarda il personale  della
  Regione  che  rappresenta uno degli asset principali della  Regione
  siciliana, un patrimonio che dev'essere valorizzato e che  non  può
  essere   bistrattato,  maltrattato  o  mortificato.  Considerazioni
  analoghe, ovviamente, valgono anche per il comparto.
   Chiedo,  quindi, lo stralcio ed il rinvio in Commissione  per  uno
  specifico  disegno di legge al quale siamo disponibili a cominciare
  a lavorare già da domani.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  penso
  che  su questa norma si sia svolto un dibattito molto utile  e  dal
  dibattito ritengo che siano stati piuttosto numerose le riflessioni
  e  le criticità che sono state avanzate da tutti i colleghi che  mi
  hanno  preceduto. E queste critiche avanzate credo siano del  tutto
  fondate  e  dovrebbero  indurre il  Governo  a  più  miti  consigli
  rispetto  ad  una  materia qual è quella del pubblico  impiego  che
  certamente  non  può  essere  affrontata  attraverso  l'inserimento
  all'interno di questo  collegato' di una norma.
   Ora,  il  problema che io pongo, ed è un problema  politico,  e  a
  questo punto mi devo chiedere: che cos'è il  collegato'? Perché  se
  il   collegato' doveva essere il residuo di norme che non  potevano
  essere trattate in finanziaria è un conto, se il  collegato' invece
  ha  la  pretesa  di  contenere una serie di potenziali  e  presunte
  riforme  è  un altro conto, perché io ho l'impressione  che  questo
   collegato'  sia  stato  interpretato da questo  Governo  come  una
  dirigenza sulla quale salire, sistematicamente, cercando in un modo
  o  nell'altro,  più o meno onestamente di bypassare  il  dibattito,
  l'approfondimento,  il  lavoro  concreto  che  su  una  riforma  le
  Commissioni di merito debbano affrontare.
   Per  carità,  è  vero, questa norma insieme  alle  altre  è  stata
  affrontata  in Commissione ma certamente non penso che  la  riforma
  della   Pubblica  amministrazione  possa  essere  oggetto   di   un
  andirivieni  di norme dall'Aula alla Commissione, dalla Commissione
  all'Aula  e via dicendo. Tutto questo, cari signori del Governo,  è
  mortificante.  Questo  modo di legiferare  è  vergognoso  perché  è
  chiaro che si vogliono fare passare delle norme che senza il debito
  approfondimento  si  trasformano in  potenziali  danni  per  questa
  Regione   ed   io  mi  fermo  semplicemente  a  queste   che   sono
  supposizioni.
   Ma,  ripeto,  io  non  credo che coloro che mi  abbiano  preceduto
  avevano  la  voglia o il pregiudizio di sostenere delle cose  senza
  che queste cose fossero fondate. E allora ha ragione il collega che
  mi  ha  preceduto. Questa norma va stralciata. Se  è  vero  che  il
  manifesto del Presidente Musumeci, che continua a ripetere come  un
  mantra, è che questo Governo deve muoversi attraverso delle riforme
  e  allora  che  queste riforme si muovano nei  luoghi  deputati  ad
  essere  trattate.  Che  vengano presentati  dei  disegni  di  legge
  organici, che sia dato al Parlamento la possibilità di approfondire
  questa  materia  che  riguarda migliaia di  persone,  che  riguarda
  l'assetto  di  una Regione che è ferma e che avete bloccato  e  che
  pretendete   di  sbloccare  in  maniera  presunta  attraverso   una
  paginetta di otto inutili commi.
   Allora  Assessore  Grasso, ci ripensi, lei  è  una  persona  molto
  intelligente  ed arguta, dia la possibilità a questo Parlamento  di
  legiferare insieme a questo Governo ma ne approfitti per sviluppare
  una  riflessione  condivisa  nelle  sedi  deputate  a  fare  questa
  riflessione. Grazie.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, è stato richiamato il principio della cortesia a qualcuno
  in un esercizio di dietrologia su norme che invece avrebbero dovuto
  richiamare  il buon senso e il senso di responsabilità di  ciascuno
  di  noi.  Tutti  sappiamo che dal 1991 non si fanno  concorsi  alla
  Regione siciliana. Tutti sappiamo che alcune decine di migliaia  di
  persone lavorano alla Regione siciliana senza avere mai partecipato
  ad un concorso. Credo che su questo siamo tutti ben informati.
   Bene,  tutti sappiamo che questo Governo nel designare i direttori
  generali ha proceduto ad effettuare una rotazione a 360 gradi.  Noi
  non abbiamo cortesia da fare ad alcuno onorevole Cracolici, lei  lo
  sa,  ma  lo  dice perché giustamente deve esasperare il significato
  della opposizione e forse io al suo posto, da quella tribuna, avrei
  fatto  le  stesse cose. Però tutti siamo d'accordo  sul  fatto  che
  bisogna  subito  sbloccare i concorsi e  se  vogliamo  sbloccare  i
  concorsi,  i  primi commi dell'articolo 6 non possono  stasera  non
  trovarci tutti d'accordo.
   Se  poi  ci  sono  altri  aspetti  che  hanno  bisogno  di  essere
  approfonditi  possiamo  da domani, possiamo  da  domani,  elaborare
  assieme  un  disegno di legge di tre, quattro, cinque  articoli  da
  portare  in Aula, col consenso della Presidenza, anche prima  della
  eventuale  pausa estiva. Si è parlato dei dirigenti esterni.  Bene,
  io lo voglio dire, signor Presidente dell'Assemblea, lo voglio dire
  a  quest'Aula, intanto il Presidente della Regione non ha fatto  né
  uso  né  abuso  della possibilità che la legge  gli  conferisce  di
  potere ricorrere a dirigenti esterni.
   Fu  tentato un bando all'inizio e poi l'Amministrazione ha  optato
  per  un atto di interpello interno. Ma io desidero che rimanga agli
  atti di questo Parlamento che, nel momento in cui stiamo parlando e
  lavorando, al Dipartimento Rifiuti rimangono scoperti sei servizi e
  mi  piacerebbe  che in questo momento ad ascoltare ci  fosse  anche
  qualche magistrato.
   Nel  Dipartimento più esposto, nel Dipartimento che  si  trova  in
  trincea,  nel  dipartimento  verso il  quale  le  attenzioni  della
  criminalità organizzata sono da sempre alte - e soprattutto  per  i
  fatti  noti  anche  negli ultimi anni - mancano  sei  dirigenti  di
  servizio,  nonostante i reiterati atti di interpello da  parte  del
  Dirigente generale.
   Il  Presidente della Regione di fronte al grido d'allarme lanciato
  dal  Direttore  generale ha il diritto di verificare  se  in  altre
  pubbliche amministrazioni esistono dirigenti qualificati che  siano
  nelle  condizioni,  che abbiano il coraggio  fino  a  rasentare  la
  follia  di  venire  ad  occupare quei sei  posti  di  dirigente  di
  servizio?
   E'  chiaro  che non si vuole fare favore a nessuno  ma  quando  il
  Direttore generale mi dice:  In queste condizioni -e me lo ha detto
  ieri  sera  alle 23.30 - non sono più messo all'altezza  di  potere
  assicurare  e  garantire la funzionalità dei  servizi ,  io  ho  il
  dovere  di  chiedermi  se questa norma è  una  norma  per  fare  la
  cortesia  a qualcuno o se non sia piuttosto la norma per consentire
  al   Governo  di  garantire  la  funzionalità  in  alcuni   settori
  strategici  dove nessuno vuole più venire per paura, per  pavidità,
  per  ostruzionismo,  perché  ritiene  di  non  essere  incoraggiato
  economicamente.
   Io  non so quali siano le cause, ed è chiaro che abbiamo stanziato
  200  mila  euro,  perché  da  ora al 31  dicembre  quanto  vogliamo
  stanziare?  E  poi  in sede di bilancio 2020 lavoriamo  per  capire
  quanti  dirigenti di servizio servivano a questo Governo, a  questa
  Amministrazione  regionale per coprire alcuni posti particolarmente
  strategici dove nessuno vuole andare.
   Si  tratta  di  una  norma che consente, a tempo  determinato,  di
  impegnare i dirigenti e i colleghi sanno che c'è, peraltro, il  165
  del  2011 e l'articolo 19 che prevede che in proporzione al  numero
  dei  dipendenti si possa attingere all'esterno, non è  il  coniglio
  tirato fuori dal cilindro di questo Governo.
   E  poi,  lasciatemi  dire,  noi  siamo  assolutamente  i  primi  a
  stigmatizzare il gran numero di dipendenti che abbiamo  trovato  in
  questa  Amministrazione regionale e proprio alcuni mesi  fa  questo
  Governo  ha  proceduto,  su  disposizione  del  suo  Presidente,  a
  ridurre,   a   cominciare  e  a  ridurre  -  a  cominciare   perché
  continueremo  l'anno  prossimo - del  15  per  cento  le  strutture
  organizzative e gli assetti organizzativi, significa 220 postazioni
  dirigenziali  in  meno, non era mai accaduto  negli  anni  passati
  Quindi  la  volontà di ridurre il numero dei dirigenti c'è  ma  c'è
  anche  la volontà di volere garantire e io mi affido al Parlamento,
  mi  dia  il Parlamento gli strumenti perché io possa assicurare  la
  copertura  di  sei servizi al Dipartimento rifiuti, me  lo  dia  il
  Parlamento questo strumento.
   Confesso  e  ammetto  la mia ignoranza; se  esistono  strumenti  e
  percorsi alternativi rispetto a quelli che noi abbiamo immaginato -
  ed io sono qui ad ascoltare naturalmente - ma per quando riguarda i
  primi commi dell'articolo 6, cioè lo sblocco concorsi, mi pare  che
  su  questo,  onorevole Lupo, l'altro giorno, seppure informalmente,
  tutti   manifestavamo  interesse  e  attenzione  perché  si   possa
  finalmente  procedere  ad  indire qualche  concorso  non  solo  per
  impolpare  le strutture nelle quali siamo deficitari -  vi  ricordo
  che il 60% del personale dipendente della Regione è di fascia A e B
  -  ma consentire anche a qualche centinaio di giovani siciliani  di
  potere  mettere finalmente a profitto il proprio titolo  di  studi,
  gente che deve rispondere agli unici requisiti essenziali che  sono
  quelli  che  obbediscono alla meritocrazia,  ecco,  sulla  base  di
  queste considerazioni che mi sono permesso di fare, io vi chiedo la
  cortesia di esaminare almeno i commi sui quali possiamo trovare una
  intesa stasera, stralciando gli altri che possono diventare oggetto
  di un apposito, più articolato e meglio articolato disegno di legge
  destinato  al  personale, al quale possiamo mettere  mani  anche  a
  partire dalla prossima settimana.

   PRESIDENTE.  Allora, Presidente Musumeci, per quanto  ci  riguarda
  questa sua proposta, che ovviamente è accettabilissima, però non so
  se  è  il  caso,  per migliorare l'ordine di questi lavori,  se  il
  Governo non dovesse essere d'accordo, raccordandosi con chi ritiene
  di  farlo, l'onere di una riscrittura di tutto l'articolato anziché
  di  un comma sì di un comma no, perché già siamo abbastanza confusi
  in questa maniera.
   Però,  se  i colleghi sono d'accordo, noi potremmo tranquillamente
  continuare  a votare, finire l'articolato, potremmo andare  avanti,
  votare  il resto che c'è da votare, attendere il martedì successivo
  per  il  voto  finale,  prima  del voto finale  votare  l'eventuale
  articolo  riscritto dal Governo in maniera ordinata  senza  che  ci
  siano grande confusioni che mi sembrerebbe la soluzione migliore se
  tutti siete d'accordo.
   Presidente,  se  voi siete d'accordo, credo che sia  la  soluzione
  migliore.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei un  attimo  anche
  rassicurare il Parlamento; queste norme non sono state inserite nel
  collegato solo perché si è deciso di fare collegati separati  anche
  d'accordo nelle Commissioni, quindi, non sono norme che sono  state
  calate,  sono state norme che sono state oggetto di approfondimento
  con  i  dipartimenti in Commissione e sono norme che sono approdate
  qui.
   Io  vorrei,  siccome  il  comma  8 l'ho  stralciato  io,  ma  l'ho
  stralciato solo per una riscrittura e, quindi, una presentazione in
  maniera  diversa perché le argomentazioni, colleghi, che voi  avete
  posto,  consentitemi, non sono condivisibili neanche dal  punto  di
  vista  ordinamentale ma siccome la Presidenza dell'Ars ha sollevato
  un  problema di costituzionalità, discutibile anche questo ma  sarà
  oggetto di approfondimento, per rispetto nei confronti di tutti, si
  è stralciato l'articolo.
   Per quanto riguarda, invece, le altre norme, voi sapete tutti, che
  questa  non  è  una  riforma della pubblica amministrazione.  Tutti
  sapete  com'è la situazione in Regione, nei dipartimenti,  miracoli
  non  se  ne  possono fare, noi oggi proveniamo da un  blocco  delle
  assunzioni, questo blocco delle assunzioni non ci consente di  fare
  quelle  progressioni  verticali che tutti abbiamo  voluto,  che  in
  Commissione  si dice etc etc , quindi, noi abbiamo l'esigenza,  non
  c'è  una riforma della pubblica amministrazione, qui ci sono  delle
  norme  che  servono  in maniera organica per cominciare  a  mettere
  ordine  perché voi mi insegnate, e me lo insegnate tutti,  con  più
  esperienza  di  me, legislatori tutti prima di me,  che  il  blocco
  delle  assunzioni e il prepensionamento fatto con la legge 2015  ha
  mandato  via  una serie di dirigenti e ha impedito quel  blocco  di
  utilizzare   quelle  risorse  assunzionali  che   potevano   essere
  necessarie per fare i concorsi.
   Quindi,  noi  prima di dire che vogliamo fare i concorsi,  abbiamo
  due  necessità: sbloccare i concorsi e questo, o lo discutiamo oggi
  o  lo  discutiamo  fra  quindici giorni, sempre  questo  è.  E  poi
  dobbiamo  riportare e, quindi, approvare l'articolo 1, il comma  1,
  scusate, perché sblocca i concorsi e poi all'interno e noi  proprio
  perché lo abbiamo concordato a livello nazionale perché quel blocco
  è  stato frutto di un accordo, non abbiamo dovuto neanche ponderare
  lo  sblocco  e  quindi abbiamo previsto il 50, il  75.  Quindi  non
  avviene  in  un'unica soluzione, e per potere poi con  le  risorse,
  quindi abbiamo bloccato la pianta organica al 2018, per potere  poi
  fare  i  concorsi  fra  il 2020 e il 2021 con  quelle  risorse  che
  possiamo  utilizzare.  Perché  voi  mi  insegnate  che  le  risorse
  assunzionali  del personale che è andato in pensione  con  la  pre-
  Fornero, non può essere utilizzato per legge per fare i concorsi
   Allora,  da  qui  discende  la necessità delle  norme  successive;
  quando  noi  abbiamo previsto il comando del personale  degli  enti
  vigilati,  e  abbiamo  messo 100 mila euro,  quello  è  il  salario
  accessorio,  perché in questo momento fino al 2020 che  facciamo  i
  concorsi, ed il personale che se ne è andato in pensione è la quota
  100 perché è un diritto che non possiamo negare ai tanti dipendenti
  che  se  ne andranno in pensione, dirigenti altri 400, ci  sarà  un
  depauperamento  dell'amministrazione  regionale,  ricordiamoci  che
  7000   persone   lavorano  nelle  periferie,  quindi   nelle   sedi
  decentrate, e vi è una legge nazionale che ci impedisce  che  oltre
  50  km non li possiamo fare lavorare. Quindi quando noi parliamo di
  comando  non  è  uno  scandalo,  noi abbiamo  applicato  una  norma
  nazionale, il comando è e lo abbiamo fatto nei confronti di  quegli
  enti  che  la  regione  per cui la regione eroga  contributi,  cioè
  quando all'ESA la Regione eroga le risorse per pagare i dipendenti,
  e l'ESA è un ente dove ci possono essere personale in esubero, quel
  personale dell'ESA anziché non fare niente, può venire in Regione e
  viene pagato lo stesso, e il salario accessorio lo paga la Regione.
   E' una norma non disordinata, è una norma ordinata che comincia  a
  mettere  delle  pezze là dove noi abbiamo trovato disastri,  perché
  noi  siamo  arrivati  in  una Regione,  io  sono  l'assessore  alla
  funzione  pubblica e mi assumo la responsabilità, dove  ho  trovato
  una  montagna  di contenzioso, dove ho trovato cause di  dipendenti
  che  aspettavano e che hanno vinto cause dopo vent'anni perché quel
  blocco  delle  assunzioni  ha impedito di  essere  assunti,  e  noi
  abbiamo  esborsato.  Questo è danno erariale,  quello  che  abbiamo
  esborsato come risarcimento danni a quei dipendenti che in virtù di
  quella  norma,  nonostante  i vincitori  con  sentenze  passate  in
  giudicato  e  con  giudizio di ottemperanza  non  si  erano  potuti
  assumere.  Bene,  50 persone li abbiamo assunti  noi,  precari  che
  mille  leggi la Regione aveva fatto per essere assunti  e  on  sono
  stati  stabilizzati, li sta stabilizzando questo Governo,  e  tutti
  quei  precari  che  non erano e che sono entrati in  Regione,  come
  diceva il Presidente, senza avere vinto un concorso, perché qualche
  politico gli avrà detto passa siediti sei mesi e poi era rimasto.
   Presidente,  mi scusi solo un attimo, noi li stiamo stabilizzando,
  questo  e  con un concorso perché staranno facendo delle  procedure
  selettive,  quindi  sono  dipendenti  che  hanno  lavorato  e   che
  entreranno  con un concorso, quindi la proposta è questa.  Come  ho
  stralciato  gli  altri, possiamo anche stralciare tutto  il  resto,
  però  dico:  siccome  in  tutte  le Commissioni  si  è  parlato  di
  progressioni  verticali, si è parlato di sblocco, si è  parlato  di
  assunzioni, votiamoli e vi prego di un'altra cortesia,  quando  noi
  parliamo  di  dare un incarico ai dirigenti, lo dico  anche  perché
  sembrerei  ignorante  altrimenti, quando  noi  diciamo  che  alcuni
  dirigenti  di  altre  amministrazioni  o  anche  dirigenti  esterni
  possono per un periodo venire e prestare attività all'interno della
  Regione,  non  confondiamoli  con  dirigenti,  quindi  non  abbiamo
  mortificato  nessuno  perchè i dirigenti  sono  inquadrati  e  sono
  dirigenti,   questi  sono  semplicemente  dirigenti   che   vengono
  utilizzati per un periodo di tempo.
   La proposta è che secondo me, con buon senso, si può continuare su
  tutti,  poi  mi  rimetto  all'Aula; il  Presidente  ragionevolmente
  discutendo con l'Aula dice di votare solo quelle norme che  insieme
  decidiamo si possono votare, quindi ci fermiamo al comma 5.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, assessore, voi siete sicuri  di  quello
  che  state dicendo? Andiamo avanti così? Io per me non ho problemi
  Il mio consiglio, che credo che sia un consiglio serio e ragionato,
  è  quello  di stralciare oggi l'articolo, diversamente votiamo,  io
  non è che posso crearmi problemi di questo tipo
   Perfetto, l'articolo 6 è accantonato. Andiamo avanti con il resto.
   L'articolo  5  resta accantonato, perché mi è stato  dato  ora  un
  emendamento che cambierebbe quello di prima ma che non convince,  e
  peraltro non ce l'abbiamo nemmeno.
   Onorevole  Schillaci, sull'articolo 5 siccome anche su questo  c'è
  un  attimo  di  confusione,  è inutile parlarne  oggi  perché  così
  andiamo  avanti, lo accantoniamo e lo riportiamo in  Aula  martedì,
  prima  del  voto finale. E' inutile parlarne ora, perché era  stato
  presentato   un  emendamento,  ora  questo  emendamento   è   stato
  modificato, per cui comunque lo dobbiamo rivedere bene.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Per un minuto, onorevole Schillaci, per
  cortesia, perché lo stiamo accantonando.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, Governo, assessori e  colleghi,  mi
  sembra  veramente  paradossale, siamo di fronte ad  una  situazione
  che,  secondo  me,  non è mai capitata. Allora,  si  tratta  di  un
  emendamento,  l'A7  che già è circolato, che va  a  modificare  una
  delibera  d'Aula fatta dieci giorni fa. Io credo - vorrei  che  gli
  uffici verificassero - che questa cosa non può essere fatta, perché
  è un emendamento che è già stato votato dall'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  ovvio che si può fare perché riguarda  una  legge
  diversa, quella legge è stata approvata, questa è un'altra cosa, ma
  è  un  emendamento.  Ma  in ogni caso, io  sto  chiedendo  oggi  di
  accantonare,  ne parliamo con la Commissione e con  gli  altri,  lo
  riportiamo eventualmente martedì in Aula prima del voto finale.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Su questo argomento? Però ormai è stato  accantonato.
  Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, visto che è stato accantonato le volevo
  chiedere  di fare verificare agli uffici, perché a mio  avviso,  il
  titolo  dell'articolo è sbagliato perché il  Capo  II  della  legge
  regionale  non  si  riferisce all'adolescenza ma  alla  disabilità,
  quindi  a  mio avviso è l'ufficio di garanzia per l'infanzia  e  la
  disabilità.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole, questo lo verifichiamo  subito  ed
  eventualmente lo correggiamo.
   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
        Spese per l'espletamento di concorsi per l'assunzione di
                               personale

   1.  Per  l'espletamento  di concorsi, per l'esercizio  finanziario
  2019  è  autorizzata la spesa di 30 migliaia di euro  (Missione  1,
  Programma 10, capitolo 108526).

   2.  Agli  oneri  derivanti dal presente articolo si provvede,  per
  l'esercizio  finanziario 2019, mediante riduzione di  pari  importo
  delle disponibilità della Missione 20, Programma 3, Capitolo 215704
  - accantonamento 1001.

   3.  Per  la  medesima  finalità  il dipartimento  regionale  della
  funzione  pubblica e del personale è autorizzato ad  avvalersi  del
  supporto  della Commissione RIPAM mediante la stipula  di  apposita
  convenzione».

   Essendo  legato  ai  concorsi, anche  l'articolo  7  lo  trattiamo
  martedì.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
              Dotazione organica comparto non dirigenziale
                   del Corpo Forestale della Regione

   1.  Il  comma  5 dell'articolo 49 della legge regionale  7  maggio
  2015, n. 9 e successive modifiche ed integrazioni è soppresso.

   2.   La   dotazione  organica  del  personale  del  comparto   non
  dirigenziale  del  Corpo  Forestale  della  Regione   Siciliana   è
  determinata, ai sensi della legge regionale 27 febbraio 2007, n. 4,
  nella  misura prevista dal decreto presidenziale 20 aprile  2007  e
  successive modifiche ed integrazioni.

   3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   Onorevoli   colleghi,  siccome  sono  stati  presentati   soltanto
  emendamenti   soppressivi,  votiamo  direttamente  il  mantenimento
  dell'articolo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, sull'articolo 8, noi  ripristiniamo
  con  questo articolo, anche se non so perché lo ripristiniamo visto
  che  credo  che  non sia mai stato abrogato, quindi  mi  sfugge  la
  necessità  di ripristino, la dotazione organica del Corpo Forestale
  della Regione.
   L'assessore Cordaro e l'assessore alla funzione pubblica avrebbero
  però,  lo  dico  per capire, che anche su questa materia  che,  nel
  frattempo  dal  2007, perché adesso lo ricordo a me  stesso,  è  il
  famoso  mega concorso bandito da Cuffaro di circa millequattrocento
  guardie  forestali per i quali fu fatto l'avanzamento di  massa  al
  Corpo  Forestale,  per  cui ora abbiamo  tutti  generali  e  nessun
  soldato,  anche generali come me con un po' di pancia,  perché  nel
  frattempo gli anni sono passati.
   Si  pone  un  tema,  che dobbiamo fare del Corpo  Forestale  della
  Regione in un momento nel quale anche lo Stato ha, poi non è quella
  la  strada, ma affrontiamolo con una maniera organica, non un fatto
  numerico,  cioè ripristiniamo la dotazione organica, ma  per  quali
  compiti, quali funzioni, qual è l'attività?
   Lo  Stato  l'ha ceduta ai Carabinieri. Ci sono i Carabinieri  oggi
  nei  boschi e nelle attività di competenza di quelli che una  volta
  erano i compiti di polizia forestale.
   Aggiungo,  uno  dei  compiti che ha il Corpo  forestale,  cioè  di
  Polizia  Giudiziaria,  è  quello di essere strumento  dell'autorità
  giudiziaria  per  le attività investigative nei luoghi  dedicati  -
  proprio  nei  luoghi  dove  la  competenza  è  appunto  del   Corpo
  forestale.
   Si  può  limitare il tutto? Ho il dubbio che non ci sia mai  stata
  un'abrogazione di questa dotazione organica. Per cui, il fatto  che
  ripristiniamo  una cosa che è già in vigore - mi  interrogo  ancora
  una  volta  - perché stiamo facendo questa cosa? Sarebbe  opportuno
  capire  cosa  ne  dobbiamo fare, se la dobbiamo fare  come  Regione
  siciliana, se lo Stato, se l'Arma dei Carabinieri
   Non è che noi siamo soltanto la Regione che paga i Carabinieri per
  fare  l'ispettore  del  lavoro - cosa che non  avviene  in  nessuna
  Regione di Italia, per chiarezza.
   La Sicilia paga i Carabinieri per fare supporto all'attività degli
  Ispettori del lavoro.
   I  Carabinieri  che operano in Sicilia nel campo  della  vigilanza
  forestale,  in che modo li raccordiamo, li integriamo,  cediamo  la
  competenza, non la cediamo?
   Affrontiamo questo  Non un mero fatto di ripristinare la dotazione
  organica, punto e basta, per fare cosa? Il Governo ci chiarisca  su
  questo punto cosa vuole fare.
   Il  tema è lanciare un nuovo appello concorsuale alla vigilia  del
  voto per dire faremo 1400 assunzioni.
   Nel 2007 ci sono state migliaia di domande, la gente è invecchiata
  non avendo mai una risposta a quella domanda. Questo è quello che è
  successo in Sicilia.
   Abbiamo  truffato  migliaia  di siciliani  i  quali  per  fare  un
  concorso  hanno  pure pagato perché hanno messo  marche  da  bollo,
  hanno  dovuto  fare  i  costi connessi  alla  presentazione  di  un
  concorso pubblico. Per favore, non prendiamo in giro le persone.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, stiamo a discutere di un altro  problema
  molto grande dovuto a quello che è successo nel passato.
   In questo momento al Corpo forestale, da pianta organica, dovremmo
  avere  223  persone di categoria D, 1001 di categoria  C  e  26  di
  categoria B.
   Cosa  facciamo  con questo emendamento perché  è  in  varianza  di
  spesa?  Decidiamo  di tornare indietro al 2007, alla  legge  4  del
  2007, dove si dava mandato al Presidente  Cuffaro  di rimodulare la
  pianta  organica? Quella pianta organica era tarata a 3180 persone,
  1930 persone in più.
   Assessore, lo dicevo prima nell'intervento quando ho parlato,  sul
  collegato   in  generale  della  I  Commissione  sulla  discussione
  generale.  Questo non è il modo esatto per risolvere il problema  e
  il  controllo  del territorio. Il problema del Corpo  forestale  va
  affrontato  con lo Stato centrale. Si deve sedere a  tavolino  lei,
  Presidente,  con il Governo centrale e discutere di  cosa  fare  di
  questo corpo perché abbiamo difficoltà.
   Se  ad  un  certo  punto quelli in servizio  sono  500,  600,  ora
  esattamente  con  i pensionamenti non so quanti  siano  e  dobbiamo
  arrivare  a  3180,  vuol  dire  che ci vogliono  praticamente  2500
  assunzioni,  per  rimetterci  alla  pianta  organica   che   volete
  riesumare voi.
   Quelle  risorse non le abbiamo, quindi il controllo del territorio
  non  ci  sarà. Ci sarà sempre un conflitto perché alcuni di  questi
  sono  passati  ai  Carabinieri  e parte  di  questo  controllo  del
  territorio è passato ai carabinieri.
   Vorrei  ricordare, Assessore, non so se lei ne sia  a  conoscenza,
  che  negli anni il Corpo forestale dello Stato arrivò in Sicilia  e
  c'era  anche  un  conflitto di competenze,  fatto  sta  che  spesso
  venivano  tolte alcune sanzioni, se non mi ricordo male,  da  parte
  dei  tribunali,  però c'era questo conflitto di attribuzioni  sulle
  competenze,  quindi c'era una confusione pazzesca,  e  non  c'erano
  controlli  perché il servizio CITES era sottodimensionato,  per  il
  bracconaggio e per altre cose, c'era tutto che non funzionava.
   Il  problema  principale fu anche, appunto,  nel  passato,  quando
  anche  lì,  con un colpo di mano, si fecero tutte queste  categorie
   C ,  se  non  mi  sbaglio,  non  ricordo  se  erano  ispettori   o
  commissari.
   Quindi  poi  il controllo, chi stava materialmente nel territorio,
  in mezzo ai boschi, ad andare contro i bracconieri, non c'era quasi
  nessuno,  se  non  poche, audaci e volenterose  persone.  Dobbiamo,
  innanzitutto, sederci col Governo nazionale e vedere cosa  fare  di
  questo Corpo. Un'altra cosa è cominciare a prendere il personale  e
  farlo  ritornare nel territorio, perché ovviamente è  assolutamente
  sguarnito.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
  credo che il dibattito stia aiutando a far luce sulla necessità  di
  un   approfondimento  serio,  anche  relativo   al   comparto   non
  dirigenziale del Corpo forestale della Regione siciliana, anche  su
  questo punto, da parte nostra, c'è la disponibilità ad approfondire
  il contenuto della norma che viene proposta.
   Non posso però, signor Presidente della Regione, mi rivolgo a lei;
  nei giorni scorsi, credo sia andato in Gazzetta ufficiale oggi,  il
  Regolamento,  pubblicato con decreto del Presidente della  Regione,
  che  riguarda  la  nuova  dotazione organica  dei  dirigenti  della
  Regione  siciliana, e mi sembra una cosa normale. Il Presidente  ha
  fatto  presente  che  si è proceduto anche ad una  riduzione  delle
  strutture dirigenziali, perché i tempi, le esigenze cambiano, e c'è
  necessità di un adeguamento.
   Per  questo  motivo  mi  risulta  impossibile  comprendere  perché
  nell'articolo 8 si fa riferimento al decreto presidenziale  del  20
  aprile  2007 e successive modifiche ed integrazioni. Io  credo  che
  l'organico del Corpo forestale del comparto non dirigenziale  debba
  essere  potenziato, migliorato e adeguato. Non credo che la  misura
  esatta  dell'adeguamento necessariamente possa corrispondere  a  un
  decreto presidenziale di 12 anni fa, perché lo trovo anacronistico,
  anche  dal  punto di vista politico, oltre che dal punto  di  vista
  amministrativo, essendo tutti interessati a garantire  innanzitutto
  il  buon  andamento della Pubblica Amministrazione regionale,  così
  come recita la nostra Costituzione.
   Quindi invito il Governo a fare una verifica sulle reali necessità
  di  adeguamento  della dotazione del comparto non dirigenziale  del
  Corpo   forestale   della  Regione,  dopodiché  si   procederà   di
  conseguenza, piuttosto che riesumare vecchi decreti di 12  anni  fa
  che francamente io non penso che abbiano più alcun senso.
   Colgo   l'occasione,   così  velocizziamo  anche   il   dibattito,
  rivolgendomi  in  questo caso in particolare all'Assessore  Grasso,
  per  dire che credo, Assessore, che è necessario in generale, visto
  che  stiamo parlando di personale della Regione siciliana tutta,  e
  il  Presidente della Regione giustamente faceva rilevare che  circa
  il  60%  sono  dipendenti  di categoria  A   e   B ,  è  necessario
  velocizzare  i  lavori  della Commissione paritetica  prevista  dal
  comma 3 dell'articolo 16 del contratto di lavoro, per riconsiderare
  una  riclassificazione complessiva del personale, perché è vero che
  questa   Regione  da  decenni  non  fa  più  concorsi  interni,   e
  sbaglierebbe  il  Parlamento  ad  occuparsi  solo  delle  posizioni
  dirigenziali o apicali, credo che ovviamente il ragionamento  debba
  interessare tutto il personale della Regione siciliana di categoria
  A,  di  categoria B, di categoria C, di categoria D, e delle  fasce
  dirigenziali  che,  peraltro, attendono  questi  ultimi  da  troppo
  tempo,  il  rinnovo del contratto di lavoro che gli è assolutamente
  dovuto. Su questo invito il Governo anche a rispondere. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  vorrei
  cogliere  l'occasione  della discussione  di  questo  articolo  per
  rivolgermi  al  Governo e cercare di capire,  al  netto  di  questo
  articolo, cosa si vuole fare di questo Corpo Forestale in quanto, è
  sotto gli occhi di tutti, che la diminuzione del 78 per cento degli
  incendi  che  abbiamo  avuto l'anno scorso è  stata  esclusivamente
  dovuta  alla stagione particolarmente piovosa. Quest'anno,  invece,
  stiamo vedendo come la Sicilia sia costantemente preda di incendi.
   In  questo  momento,  i  distaccamenti del  Corpo  Forestale  sono
  ridotti all'osso. Abbiamo una carenza di personale con qualifica di
  PS   e   PG,  nonostante  sia  il  Corpo  Forestale  ad  avere   il
  coordinamento delle operazioni sia di terra che in cielo.
   Allora, vorrei capire che fine hanno fatto gli otto elicotteri che
  dovevano  arrivare, il concorso per agenti, le revisioni dei  mezzi
  che,  in  questo  momento,  sono  fermi,  le  visite  mediche   che
  dovrebbero verificare l'idoneità del personale, così come anche  le
  gare   di  appalto  per  i  dispositivi  di  protezione  di  questi
  dipendenti.
   Inoltre, vorrei capire, più che altro perché anche se non è questo
  il  momento,  però  se  si  approva questo  articolo  la  dotazione
  economica,  in realtà, servirà, l'applicazione degli articoli  1  e
  comma  2,  oggi, è in invarianza di spesa, ma un domani, quando  si
  dovrà  assumere,  queste  spese dovranno essere  coperte  e  questo
  dovrebbe però essere esplicitato perché l'Aula dovrebbe resa edotta
  che  dall'approvazione di oggi, di questo articolo,  un  domani  si
  dovrà prevedere necessariamente un esborso in denaro.
   Allora,  vorremmo capire anche se questi costi saranno  affrontati
  utilizzando personale regionale in categoria A anche se è un po' in
  avanti  con l'età dato che quelli di categoria B, invece,  dovranno
  essere necessariamente possessori di apposita qualifica.
   Allora,  credo che se si vuole trattare l'argomento  forestali  il
  Governo dovrebbe, al pari della questione dei dirigenti, affrontare
  in  maniera  organica questa tematica sia per  rispetto  di  questi
  uomini  - uno è venuto a mancare durante il suo dovere la settimana
  scorsa  -,  ma  anche nei confronti dei siciliani  che,  in  questo
  momento, sono vittime di tanti incendi.
   Allora,  credo  che  dovremmo affrontare la questione  in  maniera
  organica  con un testo di legge e decidere cosa vogliamo  fare  del
  Corpo Forestale. Grazie.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  probabilmente  avrò  bisogno  di
  qualche  minuto  in più perché i temi affrontati sono  stati  anche
  generali  e  vanno  oltre quello che è il dictum  dell'articolo  8.
  Però, lo faccio con piacere e ringrazio i colleghi anche per i toni
  usati  nella  valutazione dei temi che mi hanno  sottoposto  e  che
  hanno sottoposto al Governo.
   In   realtà,   devo  dire  che  viene  proprio  da  un   confronto
  precedentemente  svolto  nei mesi scorsi  anche  con  il  Ministero
  dell'ambiente, la necessità di implementare il numero degli  agenti
  forestali  in  divisa  e  anche dallo  stesso  Ministero  ci  viene
  l'indicazione, onorevole Cracolici, circa il fallimento - che è  un
  sentimento  ormai  assolutamente  diffuso  e  sostanziato  -  dello
  scioglimento   del   Corpo   Forestale  nazionale   nell'Arma   dei
  Carabinieri. Una fusione a freddo che non ha trovato quei riscontri
  positivi che ci si aspettava e che porta in tanti, nelle stanze  in
  cui   si   assumono  le  decisioni  nazionali,  ad  immaginare   di
  ripristinare il Corpo Forestale dello Stato perché il risultato non
  è  stato  quello  immaginato  né sotto il  profilo  della  spending
  review, né sotto il profilo dell'incidenza sul territorio.
   Per  quanto  riguarda,  poi,  il tema che  alcuni  colleghi  hanno
  trattato,  dobbiamo  fare  un minimo di  storia,  perché  mi  piace
  rappresentare da dove siamo partiti. Noi siamo partiti da una norma
  del   governo  Crocetta  che,  nel  2015,  bloccava  il  turn  over
  all'interno  del  Corpo Forestale, ossia introduceva  un  principio
  secondo  il quale a un forestale che andava in pensione  -  mi  sto
  riferendo,  per fare chiarezza, perché c'è stata anche  un  po'  di
  confusione,  ma  adesso proverò a rappresentarla  per  ottenere  il
  contributo  di  tutto  il  Parlamento -, ad  un  agente  del  Corpo
  Forestale  in  divisa, che andava in pensione,  non  era  possibile
  intervenire, appunto con il turn over e, quindi, con il  ripristino
  del numero e, quindi, con la sua sostituzione.
   Quella  norma,  che  probabilmente  era  giustificata  dai  tempi,
  avrebbe   portato,  inesorabilmente,  all'esaurimento   del   Corpo
  Forestale.  Ebbene, l'anno scorso, questo Parlamento su  iniziativa
  del Governo e dell'Assessore che vi parla, ha intanto approvato una
  norma  di  sistema  che ha abrogato il blocco  del  turn  over.  Lo
  abbiamo   fatto   tutti  insieme,  perché  tutti  insieme   abbiamo
  manifestato col nostro voto la necessità che si tornasse a  parlare
  di assunzioni all'interno del Corpo Forestale.
   Ebbene, il riferimento al Decreto Presidenziale 2007 - mi verrebbe
  da dire absit iniuria verbis, perché si parla di una stagione della
  quale,  ovviamente, non bisogna fare menzione - altro non è che  la
  necessità di ancorare, onorevole Zito, un tema legato ad un  numero
  e  cioè: posto che siamo in gravissima carenza al di là dei profili
  che,   poi,  insieme,  stabiliremo  nella  Commissione  di  merito,
  presidente  Savarino, quando ci occuperemo di andare ad  affrontare
  il fabbisogno reale, al netto del merito dei profili, sappiamo che,
  certamente,  abbiamo bisogno di un minimo di 800 agenti  in  divisa
  del Corpo Forestale per ripristinare il fabbisogno.
   Che questa norma sia ad invarianza di spesa è un'altra tautologia,
  mi  permetto di dire perché, evidentemente, a seconda di quella che
  sarà  la  possibilità  economica che avremo  come  Governo  e  come
  Parlamento  e,  comunque,  come  finanze  potremo  stabilire  tutti
  insieme se poterne assumere uno, cento, duecento fino ad un massimo
  di  ottocento.  Quindi,  è  chiaro  che  questa  non  è  una  norma
  finanziaria  perché  anche  questo  passaggio  sarà  immediatamente
  successivo.
   In ogni caso, i compiti del Corpo Forestale, collega De Luca, sono
  stabiliti  dalla  legge istitutiva del 1972. Vero è  che  vogliamo,
  insieme  al Parlamento, realizzare una riforma del Corpo Forestale,
  vogliamo   immaginare  a  dare  un  contributo   definitivo   sulla
  stabilizzazione,  vogliamo eliminare le figure dei  dipendenti  dei
  forestali,  degli operai perché quelli sono un'altra cosa  a  tempo
  determinato, perché, anche qui, ho sentito un po' di confusione  ma
  ci  sta' perché è un mondo complesso, onorevole Cracolici, e lei se
  ne  è  occupato  prima  di me seppure per la  parte  di  competenza
  dell'agricoltura  perché anche qui abbiamo una bipartizione,  però,
  onorevole  De  Luca, non credo che sia il tempo  dei  bilanci.  Non
  credo che sia il tempo dei bilanci per la semplice ragione che,  al
  di  là delle piogge, abbiamo già in campo gli 8 elicotteri, abbiamo
  già pronte le dotazioni, sono tutte in regola.
   Ma  questi  sono  temi  sui quali vorrò confrontarmi,  in  maniera
  proficua,  insieme  a tutti voi ma tutto quello che  andava  fatto,
  anche  in  questo caso, è stato fatto per tempo e, se  vuole,  sono
  anche disposto a rappresentarglielo perché abbiamo individuato le 8
  basi  elicotteristiche, sono già tutti pronti, e comunque la voglio
  rassicurare  anche sul fatto che, se in precedenza non  lo  fossero
  stati,  il  nostro  accordo con la Protezione Civile  ha  garantito
  sempre la presenza immediata in tutti i casi di incendio.
   Quindi,  la  popolazione  siciliana, sotto  questo  profilo,  deve
  sapere  che  siamo  sul  pezzo così come lo deve  sapere  prima  il
  Parlamento che la rappresenta.
   In   conclusione,  l'invito  a  votare  l'articolo  8,   onorevole
  Cracolici  e  colleghi tutti, così com'è muove dalla  necessità  di
  fare  un  passaggio  successivo e assolutamente  organico  rispetto
  all'articolo che l'anno scorso ha sbloccato il blocco del turn over
  perché  questa norma, una volta accertato - e questo è  uno  studio
  fatto dai dirigenti del Corpo Forestale e di questo ringrazio anche
  il  presidente  Savona che si è fatto promotore  di  una  parte  di
  questi  passaggi  in  Commissione  Bilancio'  -  di  un  fabbisogno
  minimale  di  800 agenti in divisa che, poi, insieme al  Parlamento
  decideremo  con che numeri, in che tempi ed in che ruoli  immettere
  in  servizio  quando troveremo le provviste economiche  per  potere
  effettuare concretamente i concorsi. Grazie.

   PRESIDENTE. Bene. Parliamo ancora dell'articolo 8, resta  soltanto
  l'articolo    soppressivo   per   cui   votiamo   il   mantenimento
  dell'articolo.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
       Disposizioni in materia di trattamento pensionistico dei
                         dipendenti regionali

   1.  Le  disposizioni sul trattamento anticipato di pensione  e  di
  indennità  di  fine  servizio comunque  denominata  previste  dagli
  articoli 14 e 23, comma 1, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4,
  convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26,  per
  i   lavoratori  di  cui  all'articolo  1,  comma  2,  del   decreto
  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, si applicano ai dipendenti della
  Regione  Siciliana che ne fanno istanza con un preavviso di  almeno
  sei mesi.

   2.  I  dipendenti  di cui all'articolo 52, comma  5,  della  legge
  regionale  7  maggio  2015, n. 9 maturano i requisiti  di  pensione
  senza  gli incrementi alla speranza di vita di cui all'articolo  12
  del   decreto   legge  31  maggio  2010,  n.  78,  convertito   con
  modificazioni  dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e  conseguono  il
  diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre
  mesi dalla data di maturazione dei medesimi requisiti.

   3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
  o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione».

   E'  la  quota  cento?  C'è un emendamento, a firma  dell'onorevole
  Lupo, di soppressione. E' ritirato?

   LUPO, relatore. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. Gli altri emendamenti sono tutti legati. Lo  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
                          Clausola valutativa

   1.  La  Giunta  regionale presenta, entro sei mesi dalla  data  di
  entrata   in   vigore  della  presente  legge,   alla   Commissione
  legislativa  competente  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana   una
  relazione  sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti  in
  merito  alle disposizioni della presente legge. In particolare,  la
  relazione riferisce:

   a) sulle attività realizzate in attuazione della presente legge;

   b) sulle eventuali criticità emerse e sulle soluzioni individuate;

   c)  sullo  stato di attuazione della spesa relativa alle norme  in
  argomento.

   2.  Tutti  i  soggetti  attuatori degli  interventi  di  cui  alla
  presente  legge,  pubblici  e privati, forniscono  le  informazioni
  necessarie   al  fine  di  consentire  alla  Giunta  regionale   di
  predisporre la relazione di cui al presente articolo».

   Gli emendamenti sono ovviamente ritirati.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Così  come  avevo  garantito l'altro giorno tutti gli  emendamenti
  dell'articolo   17  sono  stati  ripartiti  alle   Commissioni   di
  competenza, quelli di competenza alla I Commissione sono  questi  8
  che vedete inseriti nel fascicolo.

   DE LUCA. Possiamo sospendere?

   CRACOLICI. Possiamo rimandare a martedì?


   PRESIDENTE.  Sono qui e si potrebbero votare, però sono  d'accordo
  col  fatto che si vada a questo punto a martedì per i due  articoli
  che sono stati accantonati e per il voto degli aggiuntivi.
   La seduta è rinviata a martedì 23 luglio 2019, alle ore 16.00, con
  il seguente ordine del giorno:

   I -Comunicazioni

   II -Discussione dei disegni di legge:

       1)   Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di pubblica amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I
         COMM/A) (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       2)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di autonomie locali  (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       3)  Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A)

         Relatore: on. Sammartino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 18.13

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio