Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.22
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Lo Giudice, Fava e Figuccia.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
COMM/A
Seguito della discussione del disegno di legge «Collegato alla
legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di pubblica
amministrazione e personale» (491 Stralcio I COMM/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale» (491 Stralcio I
COMM/A) posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, aspettiamo cinque minuti prima di cominciare
in quanto il Governo ha presentato la riscrittura del comma 8,
dell'articolo 6, come da riscrittura della volta precedente che,
stavolta, per quanto riguarda la Presidenza dell'Assemblea, è
ammissibile. Aspettiamo, pertanto, che venga fotocopiata e
distribuita; per cui, sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 17.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento
di riscrittura del comma 8, a sua volta della riscrittura
dell'articolo 6.
Sono stati presentati diversi emendamenti.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, la
riscrittura è piuttosto sostanziosa. Noi avremmo bisogno di un
minimo di tempo anche per poterla sub emendare ed approfondire.
Non le sto chiedendo una giornata però, Presidente, ci metta nelle
condizioni di poter svolgere il nostro lavoro.
PRESIDENTE. Assolutamente d'accordo, ma la riscrittura è di un
solo comma, non è di tutto l'articolo.
CAPPELLO. Sì ma non stiamo parlando di una materia qualsiasi. Ci
metta nelle condizioni di poter ..
BARBAGALLO. Anche dieci minuti, un quarto d'ora
PRESIDENTE. Io non ho problemi se il problema è un quarto d'ora,
anche mezz'ora purché, poi, ritorniamo a votare.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura riguarda solo
due commi, il comma 7 ed il comma 8. Io chiedo che si voti per
commi separati e, poi, quando si tratterà dei commi 7 ed 8, si
potrà fare la sospensione dei due commi.
Vorrei solo precisare che la riscrittura del comma 7 nasce dalla
sintesi che si è verificata in Aula.
Si diceva che il comando dei dipendenti era esteso ergo omnis a
tutti e, quindi, si è ristretto solo a quegli enti di cui alla
legge 10, che ricevono il contributo da parte della Regione.
Pertanto, non comporta oneri tranne che per casi eccezionali, per
un massimo di dieci unità e per acque, rifiuti e bilancio.
Questa è stata la sintesi fatta in Aula, e la riscrittura del
comma 7 non è altro che questo.
La riscrittura del comma 8 - siccome il Governo ha stralciato il
comma 8 della dirigenza - non poteva ripresentarlo. Quindi, lo
esplicito.
Prevede, in sintesi, così ne avete anche contezza, che il transito
dei dirigenti di III fascia alla II fascia, perché questi dirigenti
sono vincitori di un concorso come dirigenti amministrativi, ai
sensi della legge n. 7 del 1971, sono inquadrati nel ruolo della
dirigenza e sono ad esaurimento. Previa procedura selettiva per
titoli ed esami, per servizio, con un regolamento che deve passare
dalla I Commissione ed essere approvato dalla Giunta, etc.
Per quanto riguarda, invece, sia la I che la II fascia si faranno
i concorsi, solo concorsi, aperti anche all'esterno. Il 50 per
cento sarà riservato ai concorsi della I e II fascia, con l'accesso
all'esterno, il 50 per cento rimanente è riservato al transito
dalla III alla II fascia.
Mi sembravo giusto enunciare questi due commi. Per il resto il
testo rimane esattamente così come riscritto.
PRESIDENTE. Assessore Grasso, però far votare comma per comma è
abbastanza difficile perché questo è un emendamento.
Noi possiamo votare i singoli emendamenti che comprendono i
singoli commi però, poi, votiamo l'emendamento di riscrittura tutto
insieme.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. I
testi che sono stati distribuiti, diciamo il 6.8.29 lo considero
coerente con il dibattito che abbiamo fatto in Aula e, quindi, in
qualche modo, manifesto l'apprezzamento per il dibattito è stato
tenuto, in qualche modo, in considerazione.
Per quanto riguarda, invece, l'emendamento 6.8.30 voglio ricordare
che è stato stralciato il comma. Cioè non è stato sospeso o
rinviato alla seduta di oggi, è stato stralciato con un argomento
che è la materia del passaggio della dirigenza da terza a seconda,
i concorsi per la seconda, la prima, ecc ecc, necessitavano di un
apposito provvedimento, essendo che si discute della macchina
organizzativa del futuro di questa Regione, che non può essere
delegato ad un emendamento, ad una norma generale. Per cui si era
detto, e l'aveva detto il Governo e lei come Presidente, che questa
materia sarebbe stata regolata con un testo di approfondimento.
Lo dico anche perché, ma non è un fatto dilatorio, perché ad
esempio se addiveniamo al principio che la terza fascia istituita
venti anni fa in via - come dire eccezionale - e non esiste in
nessun ordinamento amministrativo nella pubblica amministrazione
italiana, noi potremmo anche decidere con legge che aboliamo la
terza fascia e, tutti quelli di terza fascia, transitano alla
seconda fascia senza fare il coso triennale, il 50%, vediamo chi
resta vivo Stabiliamo, cioè, una organizzazione uniforme della
pubblica amministrazione anche regionale a quella del resto
d'Italia e, quindi, non ci avventuriamo in sistemi ma è un tema di
confronto, io non ho verità da offrire, vorrei discuterne.
Però se qui si presenta, sostanzialmente, lo stesso testo che
abbiamo stralciato, è scritto un po' meglio devo dire, ma è lo
stesso, per cui le ragioni dello stralcio che avevamo condiviso la
seduta scorsa sembrano che siano venute meno alla luce di 48 ore di
rinvio, non mi pare.
Sull'emendamento 6.8.29, il Presidente ha posto una questione,
anche se ha detto che c'erano sei servizi vuoti. La domanda è: ma
ci sono dieci servizi al Dipartimento rifiuti? Dieci? Perché
abbiamo previsto dieci. Esistono dieci servizi? Eh? Sì, lei aveva
detto 6 e pensavo che fossero 6 i servizi, dovrei chiedere, o 6,
non è che insomma, il punto è: una cosa è l'eccezionalità, e
condivido anche il meccanismo che ci rivolgiamo agli enti di cui
alla legge n. 10, quindi di fatto non ci sono maggiori oneri per
l'amministrazione pubblica e, forse, anche creiamo una maggiore
mobilità interna ma, allo stesso tempo, dico attenzione sull'altro
comma, essendo strategico per il futuro della Regione, io
suggerirei al Governo di mantenere lo stralcio, anzi suggerirei
alla Presidenza dell'Assemblea di mantenere lo stralcio così come
annunciato e rinviarlo ad un testo che approfondiamo e lavoriamo
bene in Commissione, perché è un testo molto delicato, non
sottovalutiamo quello che stiamo facendo. Riguarda il futuro di
questa Regione.
PRESIDENTE. Fermo restando le ragioni che lei ha espresso,
onorevole Cracolici, che io considero assolutamente valide, perché
questo è un argomento che andrebbe fatto con tutta una sua è
praticamente una riforma quasi della pubblica amministrazione, ma
l'ultimo giorno di aula con l'intervento del Presidente della
Regione si disse che si capiva che, a questo punto, c'erano dei
problemi di costituzionalità e, quindi, si ritirava in attesa di
capire come potere superare questi dubbi di costituzionalità.
Ci sono stati questi giorni, per poter appurare questo tipo di
dubbi e, quindi, valutarli, tant'è che il testo è stato cambiato,
non sono più i concorsi soltanto interni, ma ci sono i concorsi
pubblici, il passaggio interno, il 50% dei concorsi pubblici così
come la legge prevede, per cui non ci sono più i dubbi di
costituzionalità.
A questo punto io ritengo che, se il Governo chiede di votarlo,
d'altro canto se non votiamo questo di fatto svuotiamo tutto
l'articolo 6, secondo me, di importanza, per cui io ritengo che non
essendo avvenuto uno stralcio formale, per quanto lei abbia
ragione, c'era stato un ritiro, ma era un ritiro detto dal
Presidente della Regione in attesa di capire come poterlo
riformulare. Nel momento in cui viene riformulato, io credo che
possa essere messo in votazione, pur restando d'accordo con
l'onorevole Cracolici che è un tema talmente importante che la
prossima volta, piuttosto che con un articolo, andrebbe fatto con
una legge, tra 20 anni, però diciamo non la prossima volta per
questo, ma la prossima volta per altri argomenti, riteniamo di
farlo, credo che il Governo lo faccia sicuramente con una norma
apposita. Volevate un quarto d'ora di tempo? Non più di un quarto
d'ora. 15 minuti precisi.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.45.
(La seduta sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.48)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che il Governo abbia una
comunicazione da fare sul comma 8.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, alla luce del dibattito e del confronto che c'è
stato con i vari Gruppi, le posizioni sono diverse, il Governo
ritiene di mantenere lo stralcio del comma 8 dell'articolo 6,
presenterà un testo in Commissione Affari Istituzionali. Vogliamo
che sia un testo condiviso perché è un tema delicato e, quindi, non
ci possiamo scontrare su posizioni e su convincimenti che non
convincono tutti, quando si tratta di norme che riguardano la
dirigenza e che investono anche persone. Questo, accogliendo anche
le proposte che sono arrivate.
Fermo restando - e questo scusate se mi permetto, ma è solo una
mia convinzione personale - io ero convinta della riscrittura
perché era stata condivisa da più parti, però assolutamente no per
non appesantire il dibattito, visto le varie posizioni che sono
emerse e anche per rispetto che abbiamo nei confronti dell'Aula.
Quando parliamo di norme che devono essere condivise, manteniamo
lo stralcio e, alla ripresa, presenteremo un testo in I Commissione
che sarà riesaminato.
PRESIDENTE. La ringrazio e la ringrazia tutta l'Aula, e io
personalmente, perché eravamo un po' ingarbugliati su una vicenda
che è invece è importantissima, su un argomento importantissimo,
quindi grazie assessore, ovviamente eliminiamo tutti, anzi la
riscrittura rimane, perché viene stralciato solo il comma 7.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi
chiediamo anche che, coerentemente, venga stralciato il comma 5,
che riguarda l'8 per cento dei dirigenti esterni, visto che,
peraltro, il tema del Dipartimento Acque e Rifiuti che, capisco,
poneva il Presidente della Regione nella scorsa seduta, è
diversamente risolto con l'emendamento di cui parlava l'onorevole
Cracolici e che ci trova d'accordo, cioè la possibilità di attivare
dei comandi.
A mio avviso è evidente che cade l'utilità del comma 5, che
prevede la possibilità di affidare in carica ad esterni per l'8 per
cento, peraltro di una dotazione organica che secondo la legge
Madia il 165, sarebbe la seconda fascia, che al momento sarebbero 8
dirigenti, cioè non ne potrebbero prendere neanche uno; allora
agganciamo il comma 5, se il Governo lo ritiene al percorso che si
farà in Commissione anche del comma 8, sul tema del Dipartimento
Acque e Rifiuti c'è una disponibilità, se il Governo insiste invece
col volere nominare dirigenti esterni, noi non siamo d'accordo e
voteremo contro.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 5 non è mai stato
ritirato.
Vorrei fare una precisazione: questo non ha nulla a che vedere con
il ruolo dei dirigenti perché nessuno degli esterni, entra nel
ruolo dei dirigenti.
E' una norma nazionale, ed è una norma che è stata utilizzata in
questi anni, ultimamente anche dal Ministro Di Maio, dal Comune di
Ragusa, utilizzata da più tempo, è una norma di buon senso,
applicata in tutte le Regioni d'Italia, dalla Lombardia fino a
Reggio Calabria.
Tutte le altre Regioni non hanno avuto bisogno di recepirla, la
specialità della Regione siciliana pone un limite. Quindi ritengo
che, poiché non è attinente al comma 8, non c'è motivo di
agganciarla al comma 8, e quindi di ritirarla.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo fare delle
considerazioni. Intanto per fortuna si è tornati indietro per
quanto riguarda l'emendamento sui dirigenti perché aveva, secondo
me fortissime criticità.
Per quanto riguarda invece - io ho sentito vari interventi -
quando ha parlato il Presidente della Regione, che non si riescono
a trovare dipendenti per il bilancio, per energia e rifiuti, ecc.
ecc., ma questo è un paradosso, perché proprio quella famigerata
legge n. 10 del 2000, all'art. 9 prevede che è il Presidente della
Regione a fare quelle nomine; quindi d'imperio può spostare il
personale da una parte e l'altra.
Poi se non lo vuole fare perché vogliamo trovare altre strade, è
una scelta esclusivamente politica, ma oggi si può fare, e inoltre
vorrei suggerire una cosa: il contratto collettivo, dove si
prevedono oltre allo stipendio base una serie di indennità
accessorie, benissimo quelle indennità accessorie non è che devono
essere messe tutte al massimo, possono essere messe al massimo ad
esempio, in quei settori, in quegli assessorati dove nessuno vuole
andare. No che dobbiamo dare il massimo a tutti Perché è ovvio che
ho la tendenza ad avere il massimo dove possibilmente posso firmare
e sto tranquillo, perché non c'è nessuno rischio.
Allora diversifichiamo quelle che sono le indennità accessorie,
cominciamo ad utilizzare la legge n. 10 del 2000 per quelle poche
parti buone che ha, per il resto io vorrei ricordare che la legge
n. 10/2000, all'articolo 1, fa sempre il richiamo al Testo unico
della pubblica amministrazione, quindi al decreto legislativo n.
165 del 2001, quindi possiamo utilizzare quello. Così si risolvono,
non perché non c'è nessuno con l'atto di interpello che lì ci vuole
andare e allora troviamo una soluzione normativa. Già le soluzioni
ci sono ma si devono percorrere.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi sento,
diciamo, in una sorta di , Presidente della Regione, onorevole
Musumeci, le volevo chiedere un attimo di attenzione. La volta
scorsa, quando abbiamo affrontato il comma 5, di fronte alle
obiezioni, il Presidente della Regione, con molta onestà ha posto
un tema, ci sono dei dipartimenti, dove c'è una carenza di organico
e nessuno ci vuole andare.
Alcuni di noi hanno detto: se questo è il problema, affrontiamo
questo problema, ma fare norme generali per affrontare un problema
particolare, rischiamo di trovarci poi in una situazione, ancorché
previsti dal decreto legislativo n. 165 del 2001, ma il 165 -
ricordo - essere una norma generale che consente anche gli
scorrimenti, come dire, di ascensore interno', per capirci, anche
il personale di comparto che può transitare nei ruoli dirigenziali.
Qui però la questione è un'altra: qui stiamo stabilendo che l'8
per cento delle funzioni dirigenziali, cioè stiamo parlando di
1.300 dirigenti, ovvero l'8 per cento sono cento dirigenti
nominabili dalla Regione, possono essere nominati dall'esterno.
Allora a questa obiezione il Governo ha detto: abbiamo quel
problema, vorremmo trovare una soluzione a quel problema. Io avevo
interpretato la riscrittura del comma 7 che è stata oggi
presentata, come la soluzione a quel problema, tant'è che c'è
scritto dipartimento acque e rifiuti' ed è stato esteso anche al
bilancio. Ma era per risolvere il problema e non approvare una
norma generale che prevede l'immissione di cento unità esterne nei
ruoli della dirigenza.
Ecco perché, Assessore, il comma 7, che era un'attività di comando
degli enti di cui alla legge n. 10/2000 è, come dire, un'altra cosa
rispetto a quello che era l'obiettivo che volevamo raggiungere,
ovvero consentire all'amministrazione regionale di poter nominare
fuori dai propri organici alcune figure, solo alcune figure, con
procedura aperta all'esterno. Poi l'amministrazione ha fatto
l'emendamento a quelli della legge n. 10/2000, si può anche
valutare di mantenere il principio di incarichi di comprovata
esperienza non solo della legge n. 10, che ne so, dei comuni,
piuttosto che di altri enti pubblici, ma mantenere in vita la norma
che prevede la nomina di cento dirigenti esterni alla Regione in un
momento in cui abbiamo il problema, stiamo facendo la quota cento
per mandare via la gente prima, abbiamo fatto la legge per mandare
via i dipendenti regionali con il prepensionamento nella scorsa
legislatura, attenzione che a forza di pensare di poter fare tutto,
facciamo saltare tutto.
Io penso che il comma 5 così come era - ed era la ragione per cui
personalmente ero intervenuto - pensavo che il Governo avesse
accolto quell'obiezione riproponendo una riscrittura, ma quella
interpretazione che ora dà l'Assessore, lasciamo in vita il comma 5
e modifichiamo solo il comma 7, parliamo del comando lì, stiamo
parlando di una piccolissima parte del problema, il problema è il
comma 5, che sono cento nuovi dirigenti esterni all'amministrazione
regionale. Questo è il tema.
Quindi, o il Governo condivide le ragioni per cui abbiamo rinviato
ad oggi per una riscrittura, e quella riscrittura va in direzione
della riscrittura del comma 5, o se riscrive il comma 7 mantenendo
in vita il comma 5, stiamo facendo un papocchio'.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura del comma 7 è
cosa diversa dal comma 5. Il comma 5 in che cosa consiste? Intanto
l'8 per cento è una percentuale prevista anche dallo Stato. E' una
percentuale che viene mantenuta, perché è questa la norma statale
che consente, perché lei poi mi insegna che comandano le risorse
assunzionali.
Io le faccio un esempio. In questi giorni, la Regione Lombardia ha
chiesto ad un siciliano di assumere un incarico temporaneo come
dirigente generale del dipartimento della programmazione
comunitaria. Questo significa un incarico temporaneo e non è
escluso che i funzionari interni possano partecipare, purché
abbiano quella elevata professionalità.
Intanto, non si chiama tout court e non sono 100, perché è il
limite massimo, perché poi sono le risorse assunzionali, saranno 5,
saranno 6. Se c'è una necessità, però e tutte le Regioni d'Italia,
tutte, ed i Ministeri compresi perché, ricordo a me stessa, il
Comune di Catania, Comune in dissesto, ha pubblicato un bando 15
giorni fa, con l'assenso della Commissione ministeriale, per
assumere temporaneamente 12 dirigenti esterni.
Il Comune di Ragusa l'ha fatto 10 anni fa. I comuni utilizzano il
110. Il comune di Ragusa l'ha fatto nella precedente legislatura.
Tutte le Regioni lo fanno ed è una norma di carattere generale, ma
se c'è un siciliano bravissimo, che può dare un contributo e non
entra nei ruoli della Regione, allo stesso modo, se c'è un
dipendente del comparto, un funzionario regionale che può assumere,
per un determinato periodo di tempo, un incarico dirigenziale
Ricordiamo che la Regione è stata depauperata. Non voglio tornare
a fare polemiche, però, noi oggi abbiamo la necessità di andare a
sbloccare i concorsi, perché la Regione siciliana non ha più
dipendenti. E quando l'onorevole Cappello parlava di utilizzare il
Fondo, il contratto prevede i criteri della mobilità, perché non si
sposta un personale da un dipartimento all'altro solo perché
qualcuno lo chiama e gli dice: Oggi sei qui e domani vai lì . Ci
sono delle norme di carattere generale da seguire.
Il contratto si sta occupando della mobilità. Con una delibera di
Giunta abbiamo previsto che non c'è il salario accessorio uguale
per tutti, ma il salario accessorio viene pesato a seconda del
rischio, l'esigenza e la necessità di un dipartimento, per cui chi
andrà in un dipartimento strategico sarà pesato ed avrà un salario
accessorio maggiore rispetto a tutti gli altri.
Tutto questo, quindi, rientra in questa norma di riorganizzazione
che la Regione siciliana sta facendo e questa, ripeto, è una norma
di carattere generale. E' una norma che si applica, vi ho portato
gli esempi che anche i comuni in dissesto possono fare.
L'8 per cento è il limite massimo. Non si può assumere
naturalmente così, io lo chiamo l'uomo della strada , bisogna fare
un bando. E' necessario che partecipi chi ha i requisiti, una
comparazione di curricula e vale anche per i funzionari del
comparto, se hanno quei requisiti di alta professionalità. E solo
nei limiti delle risorse assunzionali disponibili. Non si possono
prendere risorse, si aggiungono e si assume il personale. Solo per
chiarezza, grazie.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, noi qui
stiamo trattando qualcosa di delicato per i cittadini siciliani.
Dobbiamo, intanto, spiegare ai cittadini siciliani che la Regione
siciliana, al momento, ha un dirigente per ogni 10 dipendenti,
questo in media, a fronte di un dirigente ogni 20 dipendenti per le
Regioni non a Statuto speciale e di un dirigente ogni 13 dipendenti
per Regioni a Statuto speciale.
Al momento, quindi, la Regione siciliana ha più dirigenti rispetto
ad altre Regioni, anche su base nazionale. Vero è che la maggior
parte dei dirigenti sono di 3 fascia ed abbiamo pochissimi
dirigenti, di cui 8 di 2 fascia.
Nella scorsa seduta ho ascoltato il grido d'allarme del Presidente
Musumeci. Il Presidente Musumeci, nella scorsa seduta, ha
dichiarato che ben 6 servizi, 6 servizi del dipartimento, che al
momento è il dipartimento maggiormente strategico per la Regione
siciliana, che è il dipartimento per l'energia, ben 6 servizi non
sono ricoperti da dirigenti e che l'atto di interpello è andato a
vuoto.
Io chiedo al Governo, anziché fare una norma papocchio - e,
quindi, mi associo agli interventi fatti da altri colleghi - di
rivedere, assieme agli altri commi, il comma 5 perché noi per primi
ed il Governo regionale per prima si deve interrogare se il
problema dell'assenza dei dirigenti in quei servizi è un problema
relativo all'organizzazione di quel dipartimento perché anche su
questo dobbiamo interrogarci.
Perché se un dirigente non risponde ad un atto di interpello io
una domanda me la faccio, non è che quel dipartimento - e capisco
che quel dipartimento è molto delicato, non so di preciso quali
sono i servizi - è organizzato in maniera errata? Perché noi, al
momento, in Regione i dirigenti li abbiamo, i dirigenti ci sono.
Poi è ovvio che, per dare nuova linfa ai nuovi dirigenti che nel
prossimo triennio andranno in pensione e, quindi, scenderà questo
rapporto tra dirigenti e dipendenti - ci sono circa 430 dirigenti
che nell'arco del triennio andranno via e, quindi, il rapporto da
uno a dieci sicuramente salirà.
Però - a mio modo di vedere - siccome dobbiamo spiegare questo
importante problema ai cittadini siciliani, oggi non possiamo e non
dobbiamo fare forzature a livello normativo.
Con calma - ecco perché mi associo alla richiesta fatta dagli
altri colleghi - stralciamo il comma 5 e lo trattiamo in maniera
organica, perché al momento non possiamo bloccare l'avanzamento
degli interni, blocchiamo i concorsi però prendiamo i dirigenti
esterni.
Cioè, rischiamo veramente di creare un papocchio che è difficile
spiegare ad oggi ai Siciliani, a colori i quali dall'esterno ci
guardano e guardano questi dati che, al momento, sono dei dati che
i dirigenti nell'organico della Regione siciliana al momento ci
sono.
Quindi, capisco che bisogna dare una linfa nuova, bisogna
immettere forze nuove nell'ambito dirigenziale però cerchiamo di
fare le cose nel verso giusto ed evitiamo papocchi per fare
forzature.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei far
presente - come è stato già detto fra le righe - che la misura
massima dell'8 per cento significano circa 100 dirigenti esterni
per la nostra Regione.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Massima
BARBAGALLO. Massima, onorevole Presidente
Ma nella scorsa seduta d'Aula, in un momento di tensione, la
seduta si interruppe su questo appello del Presidente della Regione
che individuava questo problema specifico nel Dipartimento acque e
rifiuti.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Uno dei tanti
BARBAGALLO. Noi riteniamo che, per risolvere questo problema
specifico, se è uno dei tanti problemi, onorevole Presidente della
Regione, ma è un problema così evidente da essere stato denunciato
in Aula, allora c'è un numero esatto di dirigenti, se sono 6, 8,
10.
Se c'è l'esigenza di intervenire in modo così categorico si
intervenga, allora, per questo numero di rigenti e questo
dipartimento.
Una norma così larga che amplia così la platea da cui attingere
dall'esterno a nostro giudizio è fuori dalle cose.
Aggiunto, peraltro, che, se veramente un problema così evidente al
Dipartimento acque e rifiuti, già nell'ambito della discussione
generale avevamo suggerito - a nostro modo di vedere - alcuni temi
che potrebbero risolvere questi problemi.
Ad esempio la divisione tra il Dipartimento acque e quello per i
rifiuti, ad esempio una pesatura, assessore Pierobon, diversa fra i
vari dirigenti della Regione perché ci sono dirigenti di servizio
di serie A e dirigenti di serie C che prendono la metà, o meno
della metà, rispetto ad alcuni dirigenti.
Quindi, nell'ambito della contrattazione collettiva .
E' un po' quello che accade con i medici di pronto soccorso che,
se devono prendere meno di altri medici difficilmente se ne
andranno in prima linea.
Quindi, io ritento che un'individuazione specifica del numero di
dirigenti al Dipartimento acque e rifiuti potrebbe risolvere
evidenti problemi. Diversamente, credo che non ritenga
complessivamente all'Aula il richiamo alla normativa nazionale per
alcuni aspetti e disconoscimento per altri.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Assessori.
Assessore io, onestamente, sono molto preoccupato dalla lettura di
questa norma perché il titolo reca appunto Misure per accelerare
il ricambio generazionale nell'Amministrazione generale , poi
ascolto dalla sua viva voce la rappresentazione del tentativo di
riorganizzare la macchina della pubblica amministrazione. Beh, mi
chiedo ma perché dobbiamo tentare di cambiare l'organizzazione
della macchina attraverso una norma all'interno di un collegato
che, ancora una volta, non riesco a capire quale natura abbia?
Perché queste marce in avanti e poi queste marce indietro? Perché,
se siete così convinti, una volta presentate la riscrittura,
l'altra volta invece la ritirate e così di seduta in seduta?
Io ho ascoltato il mio collega Di Paola, lui dice bene: come
facciamo a giustificare all'opinione pubblica siciliana la volontà
di questo Governo di attingere dall'esterno nuovi dirigenti dopo i
numeri che sono stati da lui stesso, praticamente, elencati, il
numero altissimo di dirigenti.
Ma sono preoccupato, Assessore e Presidente, anche per l'opinione
pubblica delle altre regioni perché è di questi giorni la
discussione sull'autonomia differenziata, sono di questi giorni le
dichiarazioni vergognose dei governatori del centro-nord che
continuano a pretenderla.
Allora, mi chiedo: ma voi a che gioco state giocando? Volete
continuare a farci apparire così miserabili rispetto alle altre
regioni? volete dare un pretesto affinché le regioni del nord
continuino a considerarci quello che non siamo? La domanda è
questa, perché mi pare che state facendo la ruota di scorta di
tutti i governatori del centro-nord che ci considerano come succhia
sangue e come l'ultima ruota del carro in Italia E non è vero, non
è così
Allora, Assessore, se lei ha la pretesa, come è giusto che sia, di
riorganizzare la macchina burocratica, lo si faccia, come abbiamo
detto nella scorsa seduta, e noi le saremo a fianco senza
pregiudizio con un disegno di legge che venga trattato in
Commissione, che venga approfondito a 360 gradi perché, altrimenti,
stiamo imboccando una via dalla quale poi uscire sarà difficile, e
sarà difficile spiegare per voi quello che state cercando di fare,
rispetto alle regioni del nord, rispetto al Parlamento e rispetto
all'opinione pubblica siciliana.
Queste nuove assunzioni noi non ce le possiamo permettere, è un
ennesimo schiaffo che voi state cercando di dare senza se e senza
ma a questo Parlamento e a tutti i siciliani. Quindi, ci
costringerete a votare pregiudizialmente contro senza se e senza
ma, nell'esclusivo interesse dei siciliani.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, io non volevo intervenire oggi
perché già, durante la scorsa seduta, avevo espresso la mia
opinione in maniera chiara su questa vicenda che ho considerato sin
da subito strana. Però, l'intervento dell'assessore Grasso mi porta
ad intervenire. Lo farò in maniera garbata, lei lo sa io nei suoi
confronti ho un debole dal punto di vista, ovviamente, politico e
di Governo e, quindi, lo farò davvero con il massimo del rispetto.
Veda, Assessore, lei ha fatto riferimento al Comune di Ragusa
dicendo nel 2010, il Comune di Ragusa fece i dirigenti esterni che
nei Comuni, noi sappiamo, è il 110 . Vero, l'ho fatto io, ero
sindaco di Ragusa; ma perché? Perché non c'erano dirigenti,
Assessore, perché purtroppo il fatto che i pochi dirigenti che noi
avevamo, ed io sindaco da qualche anno, ero andato in pensione,
specialmente in alcuni dei settori strategici portavano il sindaco
e l'amministrazione a rimanere senza le figure dirigenziali
essenziali e fondamentali per portare avanti il servizio. Purtroppo
è una situazione ben diversa rispetto a quella della Regione. Così
è vero quello che dice lei: Io sto facendo una cosa che viene
fatta nel resto d'Italia, cioè prevediamo l'assunzione di dirigenti
esterni - io li chiamo i 110' per i Comuni, dice che sono poi
pure 110 per la Regione - e li prevediamo perché abbiamo una serie
di difficoltà in alcuni settori perché non abbiamo dirigenti in
alcuni settori strategici e quindi noi utilizziamo questo
percorso .
Allora, io mi permetto di dirle, e qui lo ridico anche da Sindaco,
lei sa benissimo, il Governo lo sa bene, dovrebbe saperlo bene
anche il Presidente Musumeci che è stato Presidente di una
provincia ma è il Presidente della Regione e conosce i meccanismi
della pubblica amministrazione, che il dirigente per egual profilo
è costretto a coprire il servizio. Non è che il dirigente è a casa
sua e decide dove andare o dove non andare Ma stiamo scherzando
Il dirigente se è in un determinato servizio che ha qualifica
amministrativa o tecnica ed è prevista quella qualifica il
dirigente ha l'obbligo nominato dalla Giunta, nominato
dall'Assessore di coprire quel ruolo.
Quindi, vi prego di non fare confusione. Poi se noi vogliamo
creare, e lì l'istituzione, il Governo, l'Assessore, la Giunta ha
altri strumenti, vuole rafforzare la presenza, la partecipazione di
alcuni dirigenti in alcuni settori che ritiene prioritari,
strategici, ma noi abbiamo la possibilità di farlo, con il salario
accessorio, con gli interventi, con gli obiettivi.
Stiamo discutendo davvero del nulla. Sono cose diverse le
emergenze. Le emergenze per risolvere le emergenze, un Sindaco li
ha gli strumenti; un Presidente della Regione ha gli strumenti che
non sono i dirigenti esterni in una situazione come quella della
Regione siciliana che a differenza - l'ho detto la scorsa volta -
del Comune di Ragusa, che nel 2010 non aveva nessun dirigente e qui
sono più i dirigenti che i dipendenti, che i funzionari. Davvero
pensiamo, pensate che ancora possiamo continuare ad essere
beffeggiati in tutta Italia perché siamo lo stipendificio' del
Paese? Siamo passati per tanti anni come stipendificio' del Paese
La scorsa legislatura che il Presidente Musumeci insieme a qualche
Assessore ha più volte attaccato, accusato, non si è permesso di
assumere nessuno perché già negli anni precedenti era stato fatto
tutto e il contrario di tutto E ora vogliamo ritornare indietro
Allora, dobbiamo avere il coraggio di fermarci sia con le
assunzioni e di fermarci specialmente con le assunzioni a tempo
esterne. Facciamo le cose che possiamo fare. Sto terminando e ho
concluso, Presidente. Laddove ci sono delle emergenze, perché è
vero delle emergenze ci sono, le emergenze vanno risolte con gli
strumenti che abbiamo nella pubblica amministrazione. Non dobbiamo
inventare l'istituto del 110 per i Comuni o delle dirigenze esterne
per risolvere problemi che sono già risolvibili.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, dopo un confronto con il Presidente della
Regione, il Presidente dice che proprio per i ragionamenti che si
erano fatti prima, anche questo verrà inserito nel disegno di legge
della dirigenza.
Però, io vorrei solo sottolineare che qui non c'era nessuna
qualsiasi voglia di assumere o di fare entrare 100 persone. Era
solo una norma di carattere generale. Fine Solo questo, perché non
può passare questo messaggio. Allo stesso modo, lei avrebbe potuto
fare il concorso onorevole, invece di assumere con il dirigente
esterno.
PRESIDENTE. Scusi, Assessore, quale comma dobbiamo stralciare? Il
5? Non il 7. Il 5 soltanto.
Va bene, quindi sono stralciati i commi 5 e 8.
Onorevoli colleghi, scusate, io però vorrei dirvi una cosa, che
fino ad ora abbiamo discusso e non abbiamo fatto nemmeno un voto e
bisognerebbe cominciare a votare, per cui io fino ad oggi, come voi
sapete, non ho rispettato alla lettera il Regolamento sugli
interventi dei colleghi, però vorrei che se un collega interviene
una volta teoricamente non potrebbe intervenire la seconda, cioè ci
sono tutta una serie di cose.
Io continuo a volere lasciare libertà di interventi però, se
capisco che il tempo è tale che non ci consente di approvare questa
legge prima delle vacanze, è chiaro che non mi potrò permettere di
farlo e, quindi, vuol dire che applicherò in maniera un po' più
rigida il Regolamento, oppure vi prego, quando sono vostri
interventi, non è obbligatorio parlare 5 minuti, è come le 100
assunzioni, non erano obbligatorie, così come non sono obbligatori
i 5 minuti; uno interviene, parla un minuto, dice quello che deve
dire e poi lascia la parola al resto dell'Aula, perché così almeno
cerchiamo di velocizzare.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
Stralcio I COMM/A
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.8.19 di soppressione del
comma 1, è mantenuto onorevole Lupo?
LUPO, relatore. Sì.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 6.8.19. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario si resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento che recita Il comma 1 è soppresso , è precluso.
Si passa all'emendamento 6.8.13, a firma degli onorevoli Zito e
altri, sostitutivo del comma 1. Il Parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Contrario.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, colleghi, giusto per spiegare
che questo emendamento è una via di mezzo rispetto a quello che è
la legge attuale e rispetto a quello che propone il Governo, perché
noi in questo modo stiamo prevedendo che la previsione per cui si
riduce nel triennio 2019-2021 la pianta organica della Regione
siciliana del cento per cento, noi con questo testo lo stiamo
abrogando, quindi stiamo venendo meno anche alle indicazioni della
Corte dei conti.
Con l'emendamento Zito non diciamo più cento per cento, ma diciamo
del cinquanta per cento, quindi ogni anno, nel triennio 2019-2021,
si può ridurre la pianta organica della Regione siciliana nella
misura del cinquanta per cento.
PRESIDENTE. Giusto per precisione, la Corte dei conti non dà
indicazioni al Parlamento.
CIANCIO. No, scusi, alla Regione, sì, mi perdoni, nel giudizio di
parifica che ogni anno la Corte dei conti fa nei confronti della
Regione siciliana, mi perdoni l'inesattezza.
PRESIDENTE. Con il parere contrario del Governo e della
Commissione, pongo in votazione l'emendamento 6.8.13 a firma degli
onorevoli Zito e altri.
CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.8.13
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 6.8.13.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 65
..
Votanti .. 62
Maggioranza 32
.
Favorevoli 33
..
Contrari 29
. ..
Astenuti 0
..
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.8.20, soppressivo del comma 2. Lo pongo
in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, se voi stesse tranquilli, lo sentireste:
abbiamo bocciato la soppressione del comma 2.
Si passa all'emendamento 6.8.14, a firma degli onorevoli Zito e
altri, sostitutivo del comma 2.
Onorevole Zito, se ci può dare un chiarimento perché all'inizio
dell'emendamento c'è a decorrere dal 2019, alla fine c'è a
decorrere dal 2021 ?
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questi
emendamenti sono meramente sostituivi solo nelle percentuali, vuol
dire che è il 30 per cento dei posti che poi rimangono in pianta
organica.
PRESIDENTE. No, onorevole Zito, non ce l'abbia a male Qua c'è un
emendamento che ha all'inizio una scritta e alla fine un'altra, poi
quale sia la sua volontà la può esprimere, ma dobbiamo capire se
questo emendamento o lo aggiustiamo perché così non può essere
ZITO. Sì, perché è della spesa. È della spesa. Ripeto, sono tutti
gli stessi emendamenti soltanto che la riduzione per tutti i commi
delle percentuali anche delle spese, né più né meno
PRESIDENTE. Onorevole Zito, se l'emendamento lo lascia così com'è
io lo deve dichiarare inammissibile perché non può essere un poco
nel 2019 e un poco nel 2021. Per cui, lo dichiaro inammissibile.
Si passa all'emendamento 6.8.1, modificativo del comma 2, a firma
dell'onorevole Lupo:
Al comma 2 dopo le parole l'amministrazione regionale' sono
aggiunte le parole nonché gli enti di cui all'articolo 1 della
legge regionale 15/5/2000 n. 10' .
Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. La Commissione si
rimetta all'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Grasso, ha rivisto l'emendamento?
GRASSO, assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Allora, il parere è favorevole. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 6.8.2., a firma dell'onorevole Lupo.
Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le Autonomie locale e la funzione pubblica.
Scusatemi, ma nella misura del 20 per cento del triennio è ancora
meno rispetto a quello che si può utilizzare; 25 per cento
significa che non faremo concorsi
PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
Si passa all'emendamento che recita Il comma 3 è soppresso . Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.8.15 a firma dell'onorevole Zito.
Anche questo è precluso.
Si passa all'emendamento 6.8.3 a firma dell'onorevole Lupo. Il
parere del Governo?
GRASSO, assessore per le Autonomie locale e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'emendamento 6.8.4, a firma dell'onorevole Lupo: Al
comma 3 ad una spesa non superiore al 30%... . E' pure ritirato.
Si passa all'emendamento 6.8.5. Il parere del Governo e della
Commissione? C'è un invito al ritiro.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
C'è parere favorevole, ma è previsto dalle norme dello Stato che
non c'è limite di età.
PRESIDENTE. Vengono stabiliti dai bandi di concorso.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
È ininfluente, è previsto dalle leggi che non c'è limite di età.
PRESIDENTE. E' previsto dai bandi di concorso.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, brevemente, chiediamo che
eventuali limiti di età non si applichino al personale del comparto
regionale. Siccome l'ultimo concorso il personale del comparto
risale a molti anni fa, se per esempio si ponesse il limite di età
dei 41 anni, come è stato fatto per l'Assemblea regionale
siciliana, nessuno di loro potrebbe partecipare. Mi sembra che sia
una cosa ingiusta. Quindi, noi difendiamo questo emendamento.
CRACOLICI. È ingiusto anche 41 anni.
PRESIDENTE. Scusate questo tipo di cose sono regolate, sono
disciplinate dai Regolamenti interni, non è che possiamo
intervenire con legge su questo. Va bene come ordine del giorno?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non stiamo polemizzando con il
concorso dell'Assemblea che è disciplinato dal Regolamento interno,
stiamo ponendo un'altra questione. Per i concorsi che fa la
Regione, no l'Assemblea, il limite di età che è quello previsto per
i dipendenti, per i funzionari pubblici, 45 anni, 6 figli, tutto
quello già previsto ordinamentalmente definito, l'emendamento che
qui si propone per la quota interna, cioè il famoso 50 per cento
rivolto a personale interno, che si possa derogare al limite di
età, per una ragione: poiché la media età nell'amministrazione di
comparto è sopra i 50 anni, è chiaro che se non facciamo una deroga
al limite di età quasi nessuno dei dipendenti funzionari direttivi
che vorrà fare un concorso per dirigente lo potrà mai fare perché
non ha più i requisiti di età. Siccome tra l'altro ormai si esce
più tardi, visto che con la pensione si va, almeno in teoria, si
dovrebbe
E' d'accordo il Governo?
PRESIDENTE. Scusate, onorevole Cracolici, onorevole Lupo e
Assessore, si può stabilire un'altra età ma non è che senza limiti
di età possono partecipare tutti perché mi sembrerebbe un errore.
E, comunque, lei è sicuro che non sia una normativa interna anche
per la Regione? A me risulta che sia normativa interna anche per la
Regione non solo per l'Assemblea
CRACOLICI. La normativa qua siamo noi, il Parlamento.
PRESIDENTE. No, la normativa regolamentare.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, raccogliendo il suo invito,
l'emendamento può anche essere riformulato nel senso che si può
dire che ai concorsi possono partecipare i funzionari direttivi in
servizio, evidentemente, senza problema di citare il limite di età.
Ma è implicito, cioè noi abbiamo funzionari direttivi della Regione
che sono idonei per l'accesso al ruolo di dirigenti che hanno
diritto a partecipare alle selezioni esterne e a misurarsi con un
concorso esterno come tutti gli altri, non possono essere
discriminati nel non potere partecipare al concorso perché sono
dipendenti da molti anni; mi sembra una cosa profondamente
ingiusta, quindi se serve riformularlo lo riformuliamo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Non è il caso di riformularlo perché è previsto dall'ordinamento
che non c'è limite di età tranne per i diplomatici, vi sono anche
sentenze e pronunce della Corte Costituzionale, per cui
l'emendamento va bene così.
PRESIDENTE. Va bene così allora? Il parere del Governo è
contrario o favorevole?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole. Se ho detto che non c'è limite nell'ordinamento dello
Stato.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Soppressione del comma 4. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Subemendamento sostitutivo dell'articolo 6 comma 4, il 6.8.16,
dell'onorevole Zito: al personale interno di categoria A e B, si
applicano le disposizioni di cui all'articolo .
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, stiamo parlando della legge Madia.
All'articolo 22, comma 15, sono previste le progressioni verticali
interne. Dalla riscrittura del Governo non si capisce se questo si
applica anche alle categorie A e B che sono quelli che, negli anni,
sono stati stabilizzati, nonostante avessero anche lauree, diplomi,
eccetera. Quindi, il mio emendamento va nella direzione proprio per
far sì che la legge Madia si applichi anche in Sicilia e si
applichi anche a quelle categorie A e B, ovviamente, di quelle
persone che hanno le lauree e possono fare queste progressioni
verticali nei limiti previsti dalla legge, nelle riserve dei posti
previste dalla legge.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, il Governo non ha difficoltà a dare parere
favorevole a questo articolo, però, rischia di essere impugnato
perché le progressioni verticali riguardano tutti, è un concorso
interno e riguardano tutte le categorie, non le posso riservare ad
uno ad uno.
ZITO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. È ritirato. Andiamo avanti. Soppressione dell'articolo
5, a firma dell'onorevole Lupo. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
CRACOLICI. È stato stralciato.
PRESIDENTE. Comma 5, stralciato. Perdonatemi. Tutto quello che è
comma 5 lo possiamo eliminare. Il comma 6 è soppresso. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto. Il 6.8.24.
(Non è approvato)
Il comma 7 è mantenuto. Chi è favorevole alla soppressione si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
C'è la riscrittura del comma 7, dell'articolo 6.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, solo per una precisazione.
All'emendamento 6.8.3, il riferimento normativo non è all'articolo
28 bis del decreto legislativo 165/2001, ma all'articolo 28, perché
il 28 bis si riferisce alla prima fascia. Solo per precisare.
PRESIDENTE. Va bene, direttamente gli Uffici faranno la
correzione.
Si passa all'emendamento 6.8.29. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Andiamo avanti. L'emendamento 6.8.17 è precluso. L'emendamento
6.8.30 è stato ritirato.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, rischiamo di determinare una
incongruenza alla fine con questo stralciato, quello rinviato. Ho
capito che rimane in vita il comma 6 della riscrittura del Governo.
È stato ritirato pure il comma 6 della riscrittura?
PRESIDENTE. No, del comma 6 non abbiamo notizia.
CRACOLICI. E, allora lo dobbiamo stralciare, Presidente, perché
altrimenti si crea una cosa diversa, dirigenza, comparto.
PRESIDENTE. Quelli stralciati sono il 5, il 6 e l'8.
CRACOLICI. 5, 6 e 8. Perfetto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per la precisazione.
Si passa all'emendamento 6.8.26. E' inammissibile, così come
l'emendamento di soppressione del comma 10, il 6.8.27.
Abbiamo terminato gli emendamenti. Vorrei dire al Governo che
essendo stati stralciati 3 articoli, la copertura cambia.
CRACOLICI. Tre commi.
PRESIDENTE. Sì. La copertura cambia, si è risparmiato qualcosa.
Gli Uffici la dovranno cambiare.
Andiamo avanti, allora. C'è ora da votare il 6.8 così come è
stato modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 6 così è approvato.
Onorevoli colleghi, stiamo distribuendo la riscrittura del Governo
dell'articolo 7. Sono le spese per l'espletamento di concorsi. Lo
avete avuto tutti? Lo possiamo votare?
BARBAGALLO. Presidente, se il Governo lo può illustrare.
PRESIDENTE. Se i colleghi fanno silenzio chiediamo all'Assessore
di spiegare questo articolo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Stiamo per bandire i concorsi per l'assunzione dei precari, quindi,
non c'è copertura nel capitolo e stiamo dando l'affidamento a
Ripam, quindi, servono 30 mila euro per l'espletamento dei
concorsi.
BARBAGALLO. Questo è il testo base. Nella riscrittura Ripam salta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
No, per una questione di natura tecnica ricalca sempre il testo
base ma è la copertura finanziaria che serve per l'espletamento dei
concorsi.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 7.R, che è la
riscrittura dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si torna all'articolo 5. Onorevole Lupo, sono mantenuti i
soppressivi?
BARBAGALLO. C'era la riscrittura dell'articolo 5.
PRESIDENTE. Sì, fermo restando il cambio del titolo, che avevamo
già discusso l'altra volta, gli emendamenti sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, si parlava dell'A7?
PRESIDENTE. No, no, l'articolo 5.
SCHILLACI. L'articolo 5? Quello sul Garante dei detenuti?
PRESIDENTE. No. Il Garante dell'infanzia.
SCHILLACI. Allora, se stiamo trattando l'emendamento aggiuntivo
che inserisce al Garante dell'infanzia quello dei detenuti, volevo
rilevare
PRESIDENTE. Questo è soltanto Garante dell'infanzia.
SCHILLACI. Nella scorsa seduta avete presentato un A7, stiamo
votando questo?
PRESIDENTE. No, no, non stiamo votando questo.
SCHILLACI. Cosa stiamo votando?
PRESIDENTE. L'articolo 5, onorevole Schillaci.
CRACOLICI. Però, c'era un emendamento che era stato presentato, ha
ragione, ed era sul Garante dei detenuti.
PRESIDENTE. Ora, ci sono tre emendamenti aggiuntivi, uno è stato
presentato dal Governo ed è sulla CRIAS che bisogna fare
assolutamente, uno è questo del Garante e l'altro
Onorevole Calderone, quello su Barcellona che si deve fare? No,
allora non c'è.
Dunque, dobbiamo votare tutti quei commi che erano nell'articolo
17 che stralciammo l'altra volta e che sono stati rimandati uno per
uno in Commissione Bilancio' e che oggi diventano singoli
articoli, quindi, diventano l'articolo 11, li avete nel fascicolo,
a pagina 38. Sono tutti gli emendamenti dell'articolo 17 che stiamo
votando, uno per uno, nei vari collegati di pertinenza.
Intanto, sono stati chiesti, e noi li diamo volentieri, dieci
minuti per capire meglio cosa stiamo facendo, ma a pagina 38 ci
sono gli emendamenti, ci sono gli articoli che erano commi
dell'articolo 17 del primo collegato che abbiamo già approvato e di
cui abbiamo stralciato l'articolo 17. Ricorderete, tutti i commi di
quell'articolo sono stati non apprezzati l'altra volta e mandati
alle singole Commissioni per essere apprezzati dalle Commissioni ed
essere inseriti nei singoli collegati di pertinenza. Quindi, qua
oggi, ci sono dell'articolo 17 del vecchio collegato, gli
emendamenti, i commi riguardanti la I Commissione. Poi, nel
prossimo collegato ci saranno quelli riguardanti la IV, la V e
quant'altro. Quindi, qua sono i commi dell'articolo 17 che
riguardano la I Commissione e sono diventati articoli, oggi, e li
votiamo, uno per uno, come articoli.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Grazie, Presidente. Al netto della procedura che è
assolutamente confusionaria e che davvero è molto difficile da
seguire come processo legislativo, su questi commi che erano
all'articolo 17, che poi sono stati indirizzati alle Commissioni
per gli apprezzamenti di merito, come componente della Commissione,
intervengo per dire che questo apprezzamento, almeno formalmente,
non è avvenuto. Quindi, non è avvenuto con l'Assessore in
Commissione, pertanto, per quanto mi riguarda, come componente
della Commissione ed a nome del mio Gruppo parlamentare, si
potrebbero anche respingere in blocco.
PRESIDENTE Ognuno, ovviamente, vota come meglio crede.
Onorevoli colleghi, volete questi dieci minuti di sospensione o
non è necessario?
(L'Aula risponde sì)
La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 19.09)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, mi sembra ci sia un po'
di confusione.
Questi articoli che stiamo votando, Assessore Armao, sono andati
in Commissione Bilancio già prima. La I Commissione deve dare il
parere e lo dà qua direttamente in Aula. Per cui non c'è bisogno di
rimandarli in nessuna Commissione, sono pronti per essere votati.
E allora, se vi accomodate. Intanto comunico che l'emendamento A4
è stralciato.
CRACOLICI. Stralciato che vuol dire?
PRESIDENTE. Stralciato, onorevole Cracolici.
Si passa all'emendamento A6 I parte.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, c'è un
po' di confusione forse, e in questa confusione faccio
l'intervento.
Se il secondo emendamento aggiuntivo è confermato, in questo
quadro questi emendamenti, in questa sessione finanziaria infinita
che dura mesi e mesi, vengono nel collegato generale, poi ritornano
in Commissione Bilancio. L'onorevole Ciancio quando ha fatto il suo
intervento prima faceva riferimento alla I Commissione, lei
giustamente dice che sono andati in Commissione Bilancio, in questo
clima affrontiamo gli emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE. Scusi, mi faccia intervenire. L'articolo 17 del
collegato, come vi ricorderete, era un articolo che comprendeva
troppi commi, ai tempi, e quindi la Presidenza decise di
stralciarlo dal collegato di allora e distribuire nelle varie
Commissioni di merito tutti quelli che erano i commi di
quell'articolo.
È stata quella decisione una volta tanto apprezzata dall'Aula,
tant'è che noi l'abbiamo mandato alle Commissioni di merito; dopo
di che, questi sono quelli che sono stati mandati alla I
Commissione. Alla Commissione Bilancio c'erano già stati,
ovviamente, quando sono arrivati là, per cui non c'era bisogno di
rimandarli. Il Presidente della I Commissione è qui e ora ci darà
il parere su questi emendamenti.
Quindi da questo punto di vista è tutto più che regolare.
BARBAGALLO. Nel merito, mi riferisco al secondo emendamento,
faceva parte di un unico disegno, nella finanziaria, e il disegno
prevedeva che aumentavano i posti dei consigli di amministrazione e
che veniva prevista la gratuità soltanto per quelli non economici;
quindi, da un lato si aumentavano i posti nei consigli di
amministrazione, e dall'altro si prevedeva l'indennità.
Noi siamo assolutamente contrari a questa previsione, quindi è una
contrarietà che abbiamo ribadito nell'esame di tutte le Commissioni
e che ribadiamo anche in Aula.
In sostanza, non c'è la voglia di alimentare stipendifici e posti
di sottogoverno. Noi siamo contrari.
PRESIDENTE. Benissimo.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, onorevole Barbagallo, vorrei che mi seguisse.
E' l'esatto contrario di quello che ha rappresentato l'onorevole
Barbagallo. Sono io il firmatario dell'emendamento A6 prima parte e
l'emendamento serve soltanto per ristorare i commissari
straordinari della CRIAS - il commissario ad acta per ora - e
dell'IRCAC che, in verità, non possono percepire nessuna indennità.
Ci troviamo nella paradossale situazione che c'è gente che
delibera milioni e milioni di euro di istanze in favore degli
artigiani e meno in favore del mondo della cooperazione che non può
essere ristorato, assumendosi grandi responsabilità.
Siccome, come vedrà, fra gli aggiuntivi ci sarà pure l'emendamento
che l'altro giorno ho rappresentato in Aula che armonizza al 2020
il principio del decreto legislativo n. 118, stiamo soltanto
provando a rinviare, con quell'emendamento, il principio del 118 al
2020 e stiamo permettendo, in questo periodo, di potere ristorare
economicamente i soggetti che si assumono grandissime
responsabilità economiche e contabili.
È un fatto momentaneo, perché il parere del CGA per l'istituzione
dell'IRCA dovrebbe arrivare a giorni, quindi, onestamente a me
sembra un principio, onorevole Cracolici, non organizzi le truppe,
si tratta soltanto di un principio di buon senso. Del resto pensare
di potere continuare a fare, mi sono fermato, no mai nessuna
provocazione, onorevole Cracolici, abbiamo soltanto rappresentato
la verità
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a me,
devo dire, che la spiegazione ecco, la delucidazione che ha dato
l'assessore Turano non mi convince soprattutto perché stiamo
parlando di tutti gli enti di natura economica regionali, perché
l'articolo cosa dice? Che rispetto agli enti di natura non
economica dove è previsto semplicemente un rimborso e al limite un
massimo di gettone di presenza di trenta euro, vengono esclusi da
questa norma nazionale, che è il decreto legislativo n. 78 del
2010, vengono esclusi gli enti di natura economica, per cui non è
che mi può venire a dire che sono soltanto la CRIAS e l'IRCAC, sono
tutti Sono tutti quelli che ci sono nel mazzo, non c'è una
prescrizione.
Fra l'altro, Presidente, lo ricordo a me stesso prima di tutto,
prima di ricordarlo sia a lei che a tutti gli altri colleghi che
fra l'altro proprio questo Parlamento ha deciso la gratuità di
quelle due nomine per cui, dico, è sempre un giocare da un altro
lato, cioè, il Parlamento decide una cosa il Governo ci riprove per
un'altra strada, siamo sempre così perché prima o poi quest'asino
dovrà passare per quella cruna dell'ago in qualche modo, ci
dobbiamo riprovare
Però le dico anche una cosa e io credo che lei debba prendersi
anche la responsabilità da Presidente di quest'Assemblea di rendere
inammissibile questo emendamento e le dico anche il perché: il
decreto legislativo n. 78 del 2010, l'articolo 6, comma 2, recita
testualmente che la partecipazione agli organi collegiali è
onorifica, essa può dar luogo esclusivamente al rimborso delle
spese sostenute ove prevista dalla normativa vigente qualora siano
già previsti gettoni di presenza non possono superare l'importo di
trenta euro a seduta giornaliera , perché le dico che va reso
inammissibile? Perché il Servizio Studi dell'Assemblea regionale
del quale lei è Presidente dell'Assemblea che ovviamente ci scrive
e lo fa a buon diritto e lo fa in ragione, appunto, delle norme
nazionali e dice bene, perché ci dice che il vincolo posto dal
comma 2 si applica anche alle Regione a Statuto speciale , per cui
noi non possiamo andare in deroga ad un decreto legislativo
nazionale e, soprattutto, ad una norma nazionale che impone agli
enti di diritto non economico ed economico di prevedere la gratuità
onorifica e al limite, al massimo, di un gettone di presenza di
trenta euro? Non è che ora qui siccome la norma nazionale noi siamo
a Statuto speciale possiamo fare quello che bellamente vogliamo,
non è possibile per cui questa norma, prima ancora di metterla in
votazione e, ovviamente noi voteremo contro, dovremmo già renderla
inammissibile per dare rispetto a chi di quest'Assemblea ogni
giorno poi produce gli atti che noi come parlamentari ci andiamo a
studiare.
PRESIDENTE. Siccome io sono uno preciso, l'accantoniamo un
secondo, lo pongo in votazione dopo, perché sto facendo verificare
quello che è stato fatto dall'Ufficio Servizio Studi.
Si passa all'emendamento A6 II parte, del Governo.
Il parere della Commissione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
capire la ratio di questo emendamento. Qual è la logica per cui
dobbiamo togliere il limite agli incarichi dei funzionari di
comparto? Cioè, perché dobbiamo stabilire che ognuno ne può avere
più di due, ho capito voi siete contrari, ma il testo è qua e
allora il Governo dia il parere negativo lo stralci e faccia in
modo che non facciamo norme schizofreniche.
GRASSO, assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
Signor Presidente, questo comma non è del Governo, non so perché è
qui e quindi noi siamo contrari, non so chi lo deve ritirare,
comunque il parere del Governo è contrario.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, con il parere contrario del
Governo, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A6 III parte.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, se ho
capito bene è stiamo discutendo l'emendamento A 6 III parte.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Caronia.
CARONIA. Bene. Allora, in realtà questo emendamento è stato a
lungo dibattuto nella Commissione però, poiché anche io avevo
sollevato dei quesiti, che poi ho chiarito, anche per un fatto -
diciamo - di conoscenza personale, con i colleghi in Commissione
bilancio si era posto il tema di quello che riguardava il CORECOM.
In realtà, dall'approfondimento fatto il CORECOM risulta
un'autorità indipendente regionale e quindi non è assimilata agli
enti che sono sottoposti a vigilanza, è un organo decentrato di una
emanazione nazionale, i CORECOM sono presenti ovviamente in tutte
le Regioni. Prima del 2017, quando l'allora Segretario Generale
fece un quesito all'Ufficio legale e legislativo, veniva conferita
una indennità che è commisurata a quello che viene fatto nel resto
d'Italia; a seguito di quel parere l'Ufficio legale legislativo ha
richiesto un intervento legislativo per dare - come dire - una
maggiore forza al decreto del Presidente della Regione con il quale
vengono di fatto date delle indennità, che non sono le indennità
che noi abbiamo immaginato colleghi quando ne abbiamo parlato in
Commissione bilancio, cioè non sono le stesse indennità che vengono
corrisposte ai componenti dei consigli di amministrazione delle
società partecipate, per intenderci.
Per altro, io ho fatto anche un ulteriore verifica, l'importo di
125 mila euro è già inserito nel Bilancio della Regione, e quindi
già sono somme ad oggi disponibili, preventivamente appostate, per
cui, qualora questa norma non fosse approvata, i 125 mila euro
andrebbero in economia, praticamente non sarebbero utilizzati.
Il CORECOM, come tutti noi sappiamo, è un organo che ha il
compito di vigilare su quello che è la comunicazione, per cui
ritengo che sia una garanzia per noi oggi votare questa norma, ed è
una precisazione che faccio perché non si tratta di importi che
hanno a che vedere con i componenti, il Presidente e i componenti
dei CDA, ma sono delle indennità che sostanzialmente sono dei
rimborsi spese, ecco perché ritengo che sia assolutamente doveroso
da parte nostra sapere cosa votiamo, e io annuncio già il mio voto
favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Ci rimettiamo all'Aula.
ZAFARANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, dico
chiaramente, superiamo qui quello che potrebbe essere una
definitiva e lapidaria censura rispetto a questo modo di lavorare,
perché praticamente noi ci siamo ritrovati questo tipo di
emendamenti, a parte triplicati, scritti due e tre volte nelle
stesse formulazioni, in emendamenti, stralciati, tornati nelle
Commissioni e poi tornati in Aula. Veramente è un modo di lavorare
che condanniamo senza se e senza ma
Ma entro ulteriormente nel merito di questo emendamento A6 III
parte. Praticamente, nella formulazione con cui ci viene
presentato, di fatto si dice che ai fini dell'attuazione delle
disposizioni di cui all'articolo 17, che prevedono appunto i
compensi, non si applica la classificazione di cui al comma 2
dell'articolo 17, quindi noi praticamente vogliamo applicare
l'articolo 17, ma contemporaneamente nello stesso articolo andiamo
a dire che non si applica il comma 2, che di fatto cosa è?
L'esclusione della onnicomprensività del compenso, di fatto questi
125 mila euro che sono per il Comitato regionale, per le
comunicazioni e per la Commissione paritetica, senza l'applicazione
del comma 2, dell'articolo 17, della legge 11/2010, mi par di
capire, che siano netti e, pertanto, gli oneri contributivi e altro
siano al di fuori di questa indicazione.
Dopodiché, ritengo, che un'azione legislativa degna debba
prevedere una copertura se così è. E questo è il fatto tecnico. Poi
c'è il fatto di commento rispetto a questo modo di operare.
Parliamo tutti i giorni di spending review, parliamo tutti i giorni
di individuare compensi adeguati, eventualmente, per azioni di
amministrazione e controllo, perché di questi organi si tratta,
però esiste una legge nazionale che va ad individuare enti che
devono lavorare a titolo onorifico che sono già pagati con il
gettone di presenza, non sono questi in questo momento, però,
ricordo che già la Commissione paritetica era stata esclusa da
questo Parlamento, dal compenso. E ricordo che nel 2002, da
verifiche che ho fatto, il compenso omnicomprensivo del CORECOM era
di 80 mila euro. Com'è che siamo arrivati a 125 mila euro? Mi duole
riconoscere che, invece di andare a comprimere la spesa, si è di
manica larga e, soprattutto, non trovo le coperture. Quindi,
chiaramente, è un modo di operare che anche altrove abbiamo
stigmatizzato e che non va bene. Non ci si dica che questo è il
Governo della spending review, non ci si dica che questo è il
Governo dei tagli alle spese dell'Amministrazione pubblica.
PRESIDENTE. Il Governo vuole intervenire su questo argomento?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente questa norma non è del Governo. È una norma che
viene dalle Commissioni.
SAMMARTINO. È una farsa
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Quale farsa?
CRACOLICI. La Commissione ha dato parere favorevole?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Questo in Commissione Bilancio, l'assessore Armao.
PRESIDENTE. Assessore Grasso, in questo momento interessa poco chi
l'ha presentata. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti A2 e A3 sono preclusi. Si
passa all'emendamento A6 IV parte. Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. La Commissione si
rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento A1 è assorbito, pertanto,
riprendiamo l'esame dell'emendamento A6 I parte, in precedenza
accantonato.
Quello che diceva l'onorevole Cancelleri è vero in parte. Anche la
Regione siciliana è coinvolta nella legge nazionale, però sul
totale della spesa. Quindi, se il Governo vuole lasciare questa
spesa deve diminuirla da qualche altra parte. Questa è la ratio
della legge nazionale. Siccome non abbiamo notizia di diminuzione
di altre parti, io chiederei al Governo. Onorevole Turano, la legge
nazionale prevede che anche le Regioni a statuto speciale sono
coinvolte. Però, a differenza delle Regioni a statuto ordinario, le
Regioni a statuto speciale hanno il coinvolgimento sul totale della
spesa. Quindi, per essere ammissibile, per mantenere questo
articolo il Governo ci dovrebbe fare una relazione dicendo dove li
va a diminuire. In questo momento, comunque, non lo possiamo
toccare. Per cui il Governo o lo ritira oppure ci fa una relazione
dicendo qual è la parte che elimina, e lo possiamo fare la prossima
volta.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
lo ritiriamo in questo momento e lo rinviamo in Commissione
Bilancio per un apprezzamento.
PRESIDENTE. Benissimo Si passa all'esame dei tre emendamenti
aggiuntivi in precedenza distribuiti.
Comunico che è stato presentato l'emendamento A.32, a firma
dell'onorevole Calderone che coinvolge anche aspetto finanziario,
pertanto, lo rimandiamo in Commissione Bilancio'.
Non lo potremmo apprezzare, se invece potrà vederlo, anche domani
mattina la Commissione, in Aula lo riesaminiamo dopo.
Si passa all'emendamento A7, che è il garante dei detenuti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo avevo
già fatto un mio intervento la scorsa seduta.
Ritengo che questo emendamento non possa essere assolutamente
accettato, intanto perché è un aggiuntivo, non è neanche un
modificativo su un articolo, su una norma già approvata il 18
giugno, e tra l'altro che non è stata ancora pubblicata
Volevo rilevare che siamo ancora nella stessa sessione di
bilancio, questo aggiuntivo stravolge totalmente il senso della
norma già approvata il 18 giugno.
Mi sembra veramente paradossale e schizofrenico, il comportamento
del Parlamento siciliano
PRESIDENTE. Dal punto di vista procedurale è giusto, onorevole
Schillaci. Lei è sempre molto gentile e quindi le rispondo in
maniera gentile: le leggi servono per cambiare quelle precedenti,
così come quella votata ha stravolto la precedente, questa
stravolge ancora.
Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A7.Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Proteste da parte dell'onorevole Schillaci)
E' già stato approvato onorevole Schillaci.
Si passa all'emendamento A.31. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento A.33, della
Commissione.Il parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione
pubblica. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Abbiamo finito, perché siccome ci sono due emendamenti che sono
stati inviati in Commissione Bilancio, per una verifica della
copertura, il voto finale lo diamo direttamente domani.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se facciamo un
attimo di calma, faccio l'intervento. Io volevo chiedere al Governo
e all'Aula, se c'era la disponibilità del Governo, siccome noi
abbiamo bocciato due articoli, l'articolo 3 e l'articolo 4, da cui
non sono state quindi attribuite somme per 210.000 euro. Siccome
sull'articolo che riguarda l'amianto - signor Presidente, per
favore, così non è modo di lavorare, richiami l'Aula e mi dia
l'attenzione che serve - siccome dalla non approvazione degli
articoli 3 e 4 sono avanzati 210.000 euro, volevo chiedere se il
Governo voleva fare propria la possibilità, con un emendamento, di
destinare questi 210.000 euro sull'articolo che riguarda i
contributi ai Comuni per la rimozione dell'amianto su cui abbiamo
collocato solo 100.000 euro, che sono delle risorse esigue. In
questo modo, utilizzando lo stesso capitolo previsto per l'amianto
e per questi altri due articoli andremmo ad implementare il fondo.
Quindi se il Governo è d'accordo e lo possiamo ammettere, potremmo
fare questa operazione che aiuterebbe i Comuni.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, volendo, io sono favorevole al
fatto che si facciano questo tipo di operazioni.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire ai sensi dell'articolo 83, quindi fuori da quella che è
la normale programmazione dei lavori.
Se mi ascolta l'Assessore Turano, perché l'intervento è rivolto a
lui, vorrei raccontarvi quello che in queste ore, in questi giorni,
sta avvenendo, perché l'Assessorato regionale delle attività
produttive sta mandando per la longa manus
PRESIDENTE. Scusate, possiamo ascoltare l'onorevole Cancelleri?
Veramente diventa un disagio enorme il fatto che qualcuno non possa
riuscire a parlare per la confusione che fate.
CANCELLERI. Dicevo che l'Assessorato regionale delle attività
produttive, per mano del Commissario liquidatore dell'IRSAP e delle
ASI che si sono insediati, sta scrivendo a tutti i sindaci che
insistono in zone che all'interno dei Comuni sono delle zone
industriali. Per dirgli cosa, direte voi? Ai sensi dell'articolo 10
di una legge che è stata approvata in questo Parlamento il 10
luglio del 2018, il Commissario liquidatore gli dice che, ai sensi
della legge, entro trenta giorni il sindaco dovrà prendersi, e
quindi il Comune per lui, dovrà prendersi in mano tutte le strade e
le pertinenze delle zone industriali che insistono nel suo Comune,
senza avere né un euro in aggiunta e prendendosi, fra l'altro,
delle strade di zone industriali che, ormai, sono abbandonate da
anni e anni, e anni, e anni e anni.
Assessore, io già so che lei mi risponderà dicendo che ci sono dei
progetti e quant'altro, secondo me, questa cosa va fermata. Va
fermata perché, glielo dicevamo in fase di approvazione di quella
legge a luglio del 2018, dicendole che sarebbe stata un'eresia ed
una follia burocratica, perché stiamo appesantendo ancora di più i
comuni che, se non vanno in dissesto finanziario, ci proviamo noi a
farli andare in dissesto finanziario per forza.
Vi faccio un esempio. Al comune di Caltanissetta d'emblée gli
regaliamo 10 km di strade distrutte, con le relative pertinenze,
quindi immondizia, pulitura delle strade, decoro urbano, verde
pubblico e tutta un'altra serie di situazioni che prima erano a
carico di chi, invece, doveva espletare il servizio, cioè l'IRSAP,
l'Istituto regionale dello sviluppo delle attività produttive.
Io sono convinto che questo è un modo sbagliato di agire. Sono
convinto che continuiamo ad utilizzare i comuni come bancomat e
questa cosa non è possibile.
Chiedo, pertanto, all'assessore Turano, per favore, di bloccare
questo scempio e, soprattutto, di convocare i sindaci che insistono
dove ci sono le zone industriali, per concordare con loro quella
che sia la soluzione migliore per potere fare questo passaggio, sul
quale, per carità, potrei anche essere d'accordo ma, così fatto,
andiamo ad appesantire sulle casse comunali e sulle spalle di quei
cittadini, anni, anni ed anni, di abbandono e di incuria, non dando
minimamente la possibilità agli imprenditori che, invece, svolgo il
lavoro di avere i giusti servizi ed il giusto decoro nelle zone
industriali.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho un'emergenza di 10 minuti, per
cui devo sospendere la seduta e poi riprendiamo.
Onorevole Cordaro, siccome ci sono diverse persone che hanno
chiesto di intervenire, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento,
ed io non posso non farli parlare ..
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chieda
all'onorevole Cancelleri di sostituirla.
PRESIDENTE. Siccome l'onorevole Turano deve rispondere
all'onorevole Cancelleri, farlo mettere qua non mi sembrava
opportuno.
Onorevole Cancelleri, mi sostituisca per 10 minuti, così non
abbiamo problemi.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
CAFEO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, davvero, è molto difficile intervenire dallo
scranno. C'è davvero molta confusione. Chi deve parlare si accomodi
fuori dall'Aula, chi, invece, rimane, rimane per ascoltare, sono
interventi molto importanti. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Cafeo.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire, non per difendere l'iniziativa del Governo rispetto
all'articolo da lei citato, perché, comunque, quell'articolo che
lei citava, è passato in discussione in Commissione attività
produttive, ed allora ho preferito spiegarne la ratio, perché non
vorrei trovarmi nella spiacevole situazione che, poi, l'assessore
Turano, come ha fatto in altre occasioni dovesse disconoscere anche
questo, quello che ha citato Cancelleri che prevede questo discorso
delle strade. Non vorrei che poi si trovasse a disconoscere pure o
a dire che non sapeva, diciamo, a che cosa si riferiva.
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, mi perdoni, però, non è un dibattito.
Lei interviene, poi l'assessore avrà lo spazio per rispondere,
altrimenti, anche per chi ci ascolta da casa, non sente l'assessore
Turano.
CAFEO. Siccome l'IRSAP è un ente in liquidazione e non percepisce
oneri di urbanizzazione per le strade e per l'illuminazione delle
zone ASI, l'articolo prevede il passaggio ai comuni che, invece,
percepiscono comunque gli oneri di urbanizzazione perché - a
prescindere dalla giusta osservazione da lei fatta - che questa
cosa aggrava i bilanci dei comuni, è anche vero che, se vogliamo
prevedere delle zone ASI, qualcuno che ha le risorse e percepisce
gli oneri derivanti si faccia carico per il corretto sviluppo
industriale.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, cercherò di essere breve perché si
rappresentano dei fatti che non rispondono alla verità delle cose
che ci siamo detti e mi fa piacere dire questo e parlare con lei -
che per ora presiede l'Assemblea - perché l'ultima volta che sulle
interrogazioni ci siamo confrontati, e presiedeva lei, lei ha avuto
la felice e gradita - per me inaspettata - intuizione di dire in
questo minuto assommo due diverse funzioni, quella di Presidente
dell'Assemblea, dunque imparziale, e quella di aver sollevato un
problema proprio per l'ASI di Caltanissetta e, dunque, difensore di
un territorio.
Voglio essere chiaro.
Quando è stata fatta la legge sulla liquidazione delle ASI tanti
anni fa non si è pensato a risolvere tutti i nodi che, in verità,
quell'argomento prospettava. E quando noi siamo intervenuti con la
legge finanziaria dell'anno scorso, nel mese di luglio, ci siamo
posti proprio il problema di capire come affrontare tutti i temi
legati alle ASI e come queste ASI venissero liquidate.
Io non conosco - vorrei che l'Aula seguisse perché è un argomento
molto importante - sistema per liquidare un ente che possa
prevedere il trasferimento degli impianti collettivi, dall'impianto
di illuminazione alla video sorveglianza, alle strade, alla
depurazione a soggetti che non sono portatori di interessi diffusi.
E siccome l'unico soggetto che è portatore di interesse diffuso è
il comune, era normale che nella legge se ne prevedesse il
trasferimento al comune.
Ma il Governo, con responsabilità, si è posto il problema di
capire come potesse consegnare degli impianti assolutamente
funzionanti e, personalmente, io, anche su sua sollecitazione, ho
parlato col sindaco di Caltanissetta, così come ho parlato con
l'associazione industriali e con l'associazione degli industriali
di Catania e Siracusa, che sono due associazioni che formalmente
non aderiscono a Sicindustria, per dire di preparare progetti di
riqualificazione delle aree comuni o delle corti condivise delle
ASI perché il Governo ne potesse disporre il finanziamento.
E' di tutta evidenza - e non sto ad anticipare argomenti che
troveranno il confronto domani in Commissione bilancio e durante la
prossima settimana con tutto il partenariato e con l'apprezzamento
finale - che proprio le ASI, e segnatamente quella di
Caltanissetta, visto che l'ultima volta abbiamo parlato di questo,
diventano, su proposta del Governo, le zone economiche speciali.
Ora, è mai possibile, come Governo, ricevere delle critiche quando
stiamo avviando, finalmente e faticosamente, la fase della
dismissione valorizzando proprio quelle aree che possono avere e
possono rappresentare un grande ristoro anche per gli imprenditori
che hanno scommesso su queste aree in maniera coraggiosa,
investendo il proprio sudore, il proprio sacrifici, anche i propri
investimenti e, dunque, meritano un premio? E lo stesso,
chiaramente, vale per le parti ancora non assegnate che acquistano
di valore.
Quindi stiamo facendo un'operazione di buon senso; cosa dovrei
chiedere io di bloccare al commissario liquidatore? Vi è una legge
che merita di essere rispettata, vi è un Governo che ha molta
attenzione per lo sviluppo di quelle aree intervenendo in maniera
di riqualificazione ed in materia straordinaria con investimenti
importanti, anche prevedendo l'allocazione delle zone ZES, e mi
sembra di tutta evidenza che il commissario liquidatore chiami i
sindaci per avviare il trasferimento delle opere. Trasferimento
delle aree comuni: trasferimento che non si materializza nell'arco
di 5/10 minuti ma su cui ci vuole un confronto tra le parti.
Quindi io credo che il Governo sta facendo bene, si è trovato sul
tavolo un problema atavico che non veniva attenzionato da dieci
anni perché la riforma di liquidazione delle ASI è cominciata nel
2009, siamo nel 2019 e non è stato compiuto nessun atto se non
quello programmatorio nostro che ci siamo posti il problema di
vendere, di riqualificare e di valorizzare le ASI, e questo fa
parte anche della riqualificazione che abbiamo evidenziato.
Io credo che il confronto con i sindaci sia un fatto del tutto
normale, sarà mia cura chiamare tutti i sindaci su cui insistono
delle aree ASI, sarà mia cura, ed io l'ho fatto con l'associazione
industriale di Caltanissetta e con i rappresentanti dell'ASI e con
il Comune di Caltanissetta, volevo dire di Catania, il Comune di
Catania, definire la strategia complessiva che determina
investimenti per milioni e milioni di euro prima del trasferimento,
a me sembra che stiamo serenamente e, aggiungo, senza nessuna
presunzione, anche seriamente.
SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, in
particolare mi vorrei rivolgere all'assessore Falcone.
Assessore Falcone le prendo un attimo, volevo porre l'attenzione
su una strada, la SP 178, che sta vivendo un momento veramente
disastrato che è una principale arteria che collega, nell'isola di
Vulcano, la zona del porto con le contrade di Piano e di Gelso.
Esattamente un anno fa io avevo già fatto un'interrogazione sulle
condizioni di mancanza di manutenzione, la mancanza di segnaletica,
così come di muretti di contenimento di questa strada ma, è notizia
già da un anno, di una frana che ha interessato larga parte della
carreggiata esattamente al chilometro 3.
Questa è una arteria fondamentale di transito per gli esercizi
commerciali, per i residenti e, soprattutto, per i turisti che si
spostano da una contrada all'altra dell'isola. Ma la cosa più grave
e più importante è che bisogna intervenire subito affinché,
veramente, si possa ripristinare la strada perché, a settembre, i
ragazzini dell'isola, esattamente 50 bambini, dalla zona del porto
andranno a scuola che si trova nella zona del piano e dovranno
transitare in questa strada.
La porzione di frana è veramente incredibile, io so che già la
comunità di Vulcano ha fatto degli esposti alle forze dell'ordine,
io so che la strada è stata messa in sicurezza ma, tutto questo, da
parte della Città metropolitana, ma naturalmente tutto questo non
basta. Io credo che si debba e si possa intervenire anche per una
questione, anche a mezzo della protezione civile, perché ricordiamo
che questa arteria è strategia anche ai fini dei piani
dell'evacuazione dell'Isola. Grazie.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo in
particolare al vice Presidente della Regione, assessore Armao che è
presente e che fa le veci in questo momento del Presidente della
Regione, per comunicare che sostanzialmente con la firma di quasi
tutti i Gruppi parlamentari, ma c'è ancora un confronto in corso
con alcuni colleghi, abbiamo presentato una mozione che riguarda
opportune iniziative volte a contrastare le diseguaglianze
derivanti dall'applicazione dell'autonomia differenziata nel
comparto scolastico regionale.
Volevo chiedere, signor Presidente, se possiamo calendarizzarla
con urgenza, se il Governo è disponibile a discuterla. Se
cortesemente il vice Presidente si fa carico anche di parlarne con
l'Assessore La Galla, perché il tema è estremamente rilevante,
importante e anche urgente, considerato anche che il Presidente
della Regione abbiamo letto, ha chiesto un incontro al Presidente
del Consiglio per affrontare tutti gli argomenti che riguardano il
regionalismo differenziato. Sarebbe importante se già in
quell'occasione questa mozione potesse essere già stata approvata
al Parlamento regionale, in modo tale da avere un atto di indirizzo
di cui il Governo della Regione possa tenere conto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, come sa, o trasforma la sua mozione in
un ordine del giorno e possiamo già presentarla per domani, oppure
la mozione deve essere concordata alla prossima Conferenza dei
Capigruppo, di cui chiaramente lei e altri firmatari si potranno
fare carico di fare le dovute pressioni al Presidente
dell'Assemblea per calendarizzarla. Grazie.
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, avevo chiesto di intervenire quando
ancora in Aula c'era l'onorevole Turano, ma evidentemente qualcuno
gli riporterà il mio messaggio. Mi rivolgo all'Aula e a lei. Tra
gli emendamenti aggiuntivi l'A31. Una frasetta che forse non dirà
molto a tanti, ma di cui noi possiamo bene comprendere il
significato.
Abbiamo spostato al 31 dicembre 2020 l'adempimento da parte della
CRIAS, in particolare all'adeguamento al 118, l'armonizzazione dei
propri bilanci che deriva da una capestra manovra del precedente
Governo che ha incluso tra gli enti strumentali questa particolare
istituzione, che qui in Sicilia è un baluardo o dovrebbe essere un
baluardo per gli artigiani. Alla fine della relazione si parla di
generiche difficoltà. Io direi che le generiche difficoltà sono
difficoltà sostanziali, perché ad oggi risulta impossibile adeguare
al 118 il bilancio della CRIAS.
Assessore Turano, lei è tornato, se può un attimino seguire
l'intervento, perché la CRIAS ha serie difficoltà ad adeguarsi al
118, non per motivi di tempo, non per motivi di mancanza di
personale adeguatamente formato, ma perché è impossibile agganciare
un fondo di rotazione e dei prestiti con i criteri
dell'armonizzazione del 118. Tra l'altro, nella relazione si dice
anche che questo è un passaggio propedeutico alla messa in funzione
dell'IRCA, ente che è stato approvato a forza di maggioranza ben un
anno fa, legge regionale 10 del luglio 2018, articolo 1, legge 10
del 10 luglio, che ha semplicemente creato il panico, il clima di
ultimo giorno di scuola in due importanti enti, Ircac e Crias.
Ora, con grande senso di responsabilità il Gruppo del Movimento
Cinque Stelle ha votato a favore di questo emendamento, con
altrettanto senso di responsabilità la scorsa settimana, la III
Commissione ha espresso il parere, perché questo aggiuntivo era
rimbalzato la scorsa settimana. Ma questo, attenzione, non
significa che noi siamo favorevoli al fatto che questo istituto
rimanga nell'elenco degli istituti strumentali, degli enti
strumentali della Regione, non siamo d'accordo su questa fusione
che è stata solo una norma spot. E mi chiedo, agganciandomi anche
al precedente intervento, con tutti i problemi che pare il Governo
stia trattando e sia in procinto di risolvere, se c'era la
necessità di crearselo un problema, perché la creazione dell'IRCA,
che ancora è solo sulla carta e crea terrorismo, sta di certo
danneggiando e non facilitando il funzionamento di questi due enti.
In particolare, la CRIAS con questa pezza - perché si tratta di
una pezza che non ha risolto nessun problema in maniera strutturale
- mi auguro nei prossimi giorni possa deliberare ed erogare i
prestiti che gli artigiani attendono, che hanno regolarmente
richiesto. Mi auguro che a livello nazionale, a breve, giunga il
recepimento della modifica del nostro Statuto regionale che ci
permetterà, finalmente, di potere accedere ad un fondo di rotazione
che ci viene precluso dal 2011 e che, finalmente, per i nostri
artigiani, oltre la via degli usurai - perché a questo sono
costretti a rivolgersi - ci sia, finalmente, una istituzione
pubblica funzionale e mi auguro, anche, che l'Assessore, che
purtroppo è stato invitato tantissime volte in III Commissione,
anche su richiesta, non solo del Movimento Cinque Stelle, ma devo
dire anche della maggioranza, cominci di nuovo a frequentare la
Commissione e a portarci dei report sulle materie di sua
competenza, perché non accetteremo più di sottostare e fare da
stampella, anche se a fin di bene, per le cose che intende portare
in Aula.
Assessore, lei è arrivato ora, io voglio, le faccio un breve
riassunto. Abbiamo messo una toppa con questo emendamento, ma la
questione dei bilanci armonizzati è molto più complicata dei
bilanci armonizzati per la CRIAS.
C'è un grande clima di incertezza perché la fusione dei due, IRCAC
e CRIAS, è veramente in alto mare. Noi ci aspettiamo che lei venga
a riferire in Commissione dove l'abbiamo invitata tante volte;
abbiamo votato con senso di responsabilità, ma vogliamo ribadire
che vogliamo che ci sia maggiore attenzione perché gli artigiani,
purtroppo, lamentano che c'è una grave sofferenza nell'accesso al
credito. Parimenti noi opereremo a livello nazionale affinché venga
- ed è alla firma del Presidente del Consiglio dei Ministri - anche
approvata la modifica del nostro Statuto che ci permetterà di
avere, di recepire, diciamo, i fondi che vengono stanziati a
livello nazionale per potere dare, veramente, soccorso alle persone
che lavorano e che non possono tentare la fortuna ma devono
rivolgersi ad istituti che hanno una vera e propria funzionalità
che non sia più a singhiozzo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Foti. Allora, sia all'assessore
Falcone che all'assessore Turano, se mi permettete ci sarebbero gli
ultimi due interventi che sono relativi all'assessore Falcone.
Assessore Turano, se vuole poi la faccio intervenire alla fine,
questo le volevo dire. La faccio intervenire alla fine, in maniera
conclusiva.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma non è che è
un question time
PRESIDENTE. Ho capito, ma se l'Assessore ha chiesto di parlare ne
avrà anche diritto.
E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno, l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, aspetto un
attimo l'assessore Falcone perché mi volevo riferire proprio a lui.
Assessore Falcone, io erroneamente mi ricordavo i primi di
febbraio ma è stato esattamente il 27 marzo quando avevo chiesto
alla Presidente della IV Commissione di fare un'audizione per
quanto riguarda alcune strade provinciali, diciamo così, del mio
territorio, soprattutto nella zona montana, che sono la SP7, la
SP10 e la SP45.
Una di queste, oltre ad un viadotto è stato praticamente, un ponte
è stato sequestrato dalla Procura perché pericolante, a queste, nei
mesi, siccome non si è potuta fare questa audizione, si sono
aggiunte la SP23 e la SP86.
Quindi, io quello che le volevo chiedere era un invito, visto che
l'audizione ancora non si riesce ad organizzare, se ci potevamo
incontrare al libero Consorzio di Siracusa quando lei, ovviamente,
è disponibile, alla presenza dei sindaci del territorio perché ci
sono, veramente, interi comuni che stanno rimanendo totalmente
isolati perché tutte le strade che conducono a questi comuni, per
un motivo o per un altro, per frane, per viadotti pericolanti, per
ponti che hanno qualche problema sono isolati. E con la scusa, dopo
che facciamo questo incontro, possibilmente al libero Consorzio, in
una data che mi darà lei, poi la invito a visitare anche il Porto
Rifugio, che le accennavo, della Capitaneria di porto perché ha
avuto dei gravi danno e se lo vediamo e interveniamo ora che è
estate prima che arrivi l'inverno sarebbe una cosa opportuna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma
2, del Regolamento interno, l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone,
poc'anzi abbiamo avuto modo di discutere della questione, appunto,
di questa strada provinciale crollata a Vulcano e pare che, mi
comunicava ora ci darà conferma, ci potrebbe essere la possibilità
di stanziare i fondi necessari alla manutenzione.
Io nella giornata odierna ho sentito telefonicamente il sindaco di
Lipari, il quale mi spiegava che già una progettazione in campo
all'ex provincia di Messina era stata effettuata, però c'è il
problema della chiusura dei bilanci e, quindi, dell'autorizzazione
da parte del Ministero ad effettuare questi lavori proprio per la
mancanza di questi bilanci. Siccome le somme non superano i 60
mila euro credo che sarebbe opportuno, per non perdere il lavoro e
la progettualità già espressi, stanziare questi fondi, quindi,
prevederli e contestualmente andare a convocare un tavolo o
comunque comunicare con l'ex Provincia di Messina in modo da
sfruttare la progettazione, perché già c'è la progettazione, anche
quelle esecutiva già in essere, già approvata, utilizzare queste
somme in modo da non gravare sul bilancio della provincia e poter,
quindi, bypassare la necessità di richiedere l'autorizzazione
ministeriale ed effettuare, cantierare immediatamente i lavori.
Quindi, se c'è questa disponibilità, credo nel limite di uno
stanziamento di 60 mila euro, noi potremmo nel giro di qualche
settimana già mandare, cantierare l'opera con delle procedure
abbastanza rapide che darebbero soddisfazione e risposta alla
comunità di Vulcano.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io rispondo alle interrogazioni dei
colleghi Schillaci e De Luca in merito alla strada 178 dopo
risponderò anche all'invito dell'onorevole Zito.
La 178: parliamo di una strada franata non ieri, ieri si è
aggravato già da alcuni mesi scorsi. L'intervento è in capo alla
Città metropolitana di Messina che avrebbe già, tra l'altro,
espletata la gara; ha un problema di bilancio e tale mancata
approvazione del bilancio non consente di aggiudicare i lavori.
Hanno previsto un intervento da 60 mila euro, a mio avviso molto
poca cosa, rispetto all'intervento che ci vorrebbe. Il Governo
Musumeci è pronto, invece, a mettere altri 300, 400 mila euro
immediatamente eventualmente in una riprogrammazione che andremo a
fare nella prossima Giunta proprio per una strada, una SP 12 a
Niscemi nel Nisseno, vorrei ricordare che quella strada è chiusa,
la SP 12, dobbiamo fare un bypass e all'occasione, allora, potremmo
anche inserire questo intervento. Lo verificheremo. Mi sono sentito
con il sindaco, con il vice sindaco poc'anzi, il Capo di Gabinetto
vicario ha anche chiamato al dottore Roccaforte della provincia,
della Città metropolitana di Messina, entro qualche giorno
riteniamo di potere fare eventualmente un intervento sostitutivo,
ma vorrei ricordare che non è che tutte le strade che crollano in
Sicilia sono di competenza della Regione siciliana, sono di
competenza delle Province, dei Comuni o, eventualmente, dell'Anas o
del Cas. Comunque, siamo pronti e vogliamo rassegnare questa
disponibilità.
In merito, invece, all'intervento dell'onorevole Zito vorrei dire
che per quanto riguarda la SP 45 che riguarda Cassaro, noi siamo
intervenuti con una somma urgenza con il Dipartimento regionale
tecnico e quindi con il Genio civile di Siracusa, siamo intervenuti
per riaprire la viabilità, lo abbiamo fatto in tempi molto celeri
avendo fatto anche un sopralluogo con i sindaci di Cassaro e di
Ferla.
Oggi, c'è un problema sul Ponte arabo che è stato sottoposto a
sequestro da parte della Procura della Repubblica. Giorno 8 agosto
vi è la gara d'appalto per poter mettere in sicurezza questo ponte.
Vi devo dire che a mio avviso, forse, non andava sottoposto a
sequestro, almeno per quello che ci riferiscono i tecnici del
Dipartimento regionale tecnico, in più vi devo dire che sulla SP 7
l'abbiamo inserita nelle richieste del cosiddetto piano Toninelli
che è al vaglio del Ministero e che la settimana scorsa abbiamo
ritrasmesso a Roma. Siamo, però, disponibilissimi a venire presso
il Libero Consorzio invitando tutta la deputazione del territorio
anche i sindaci interessati oltre che il Commissario Floreno e il
funzionario e dirigenti del Libero consorzio per vedere laddove
possiamo intervenire e cosa possiamo fare proprio per attutire i
disagi che in questo momento la provincia di Siracusa così come
tante altre stanno patendo circa la viabilità provinciale.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
soltanto per una comunicazione telegrafica. Soltanto nell'anno
2019, quindi dal mese di gennaio ad oggi, alla CRIAS sono stati
deliberati finanziamento per un importo di circa 20 milioni di
euro, che non è una cifra di secondo piano, 13 milioni la prima
volta, 5 milioni e sette la seconda volta. Quindi, io credo che il
commissario stia lavorando molto bene.
Si tratta chiaramente di un commissario ad acta a cui io ho
conferito poteri specifici, perché trovare un commissario
straordinario che si assuma questa responsabilità a titolo gratuito
è impossibile, ragione per la quale avevo presentato l'emendamento
che è stato accantonato e su cui, chiaramente, domani ci
confronteremo con gli uffici dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per 2 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.12, è ripresa alle ore 20.19)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinvita a domani,
mercoledì 24 luglio 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine
del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale (n. 491 Stralcio I
COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lupo
2) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Lupo
3) Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A)
Relatore: on. Sammartino
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 20.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per le Attività produttive
N. 806 - Chiarimenti in merito al piano di sviluppo strategico
necessario all'istituzione delle Zes in Sicilia.
Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio
Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 28344/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.
- da parte dell'Assessore per l'Economia
N. 628 - Iniziative urgenti per l'accelerazione dei fondi
comunitari del P.O. FESR Sicilia 2014/2020.
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
- Con nota prot. n. 5793/IN.17 dell'11 febbraio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.
N. 632 - Chiarimenti in merito alla liquidazione di A.R.S.E.A. ed
eventuale rivalutazione delle potenzialità della stessa Agenzia.
Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
- Con nota prot. n. 8904/IN.17 del 4 marzo 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
N. 681 - Risoluzione delle problematiche dell'Istituto del vino e
dell'olio di Sicilia.
Firmatari: Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 11236/IN.17 del 18 marzo 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.
N. 791 - Chiarimenti urgenti in merito alle possibili refluenze
sul bilancio regionale per la mancata applicazione delle
disposizioni di cui all'art. 90 della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8.
Firmatari: Pullara Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia Marianna;
Compagnone Giuseppe; Ternullo Daniela
- Con nota prot. n. 25887/IN.17 del 18 giugno 2019, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.
- da parte dell'Assessore per la Salute
N. 558 - Chiarimenti in merito alla possibile stabilizzazione del
personale pedagogista in regime di precariato all'interno delle ASP
siciliane.
Firmatari: Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 62090/IN.17 dell'11 dicembre 2018 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 925 - Provvedimenti per la tutela della salute pubblica nei
siti d'interesse nazionale (SIN) della Regione siciliana.
- Assessore Salute
Arancio Giuseppe Concetto
N. 926 - Provvedimenti al fine di rilanciare il settore del
turismo in Sicilia.
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Sammartino Luca; Catanzaro Michele; De Domenico
Francesco; Cafeo Giovanni
N. 927 - Iniziative urgenti per garantire un adeguato ed
efficiente sistema dei collegamenti marittimi con Lampedusa.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Sammartino Luca; Catanzaro Michele; De Domenico
Francesco; Cafeo Giovanni
N. 929 - Iniziative urgenti per la messa in sicurezza del ponte
sul fiume Ippari lungo la s.p. 18 Vittoria - Santa Croce Camerina
(RG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 924 - Verifica del valore economico dell'immobile 'Villa
Laudani' nel comune di Pedara, oggetto di finanziamento regionale
ai sensi della delibera n. 383 del 2016.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Ciancio Gianina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 928 - Interventi urgenti per scongiurare il trasferimento della
locale sede dell'Ufficio di Collocamento di Cammarata e San
Giovanni Gemini (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Gallo Riccardo
N. 930 - Delucidazioni in merito all'avvio degli addetti
antincendio boschivo e alla riforma del settore forestale.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 178 - Chiarimenti in merito ai disagi patiti
dall'utenza che giornalmente utilizza la tratta ferroviaria
Castelvetrano-Trapani.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Tancredi Sergio; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
N. 179 - Provvedimenti per garantire il principio di unicità della
gestione negli ATO idrici della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 180 - Risorse finanziarie destinate al Comune di Merì (ME)
nell'ambito del piano di riparto provvisorio dei trasferimenti
regionali di parte corrente per l'anno 2018.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;
Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozioni
N. 265 - Valorizzazione dei molini ad acqua e, in generale, delle
strutture produttive preindustriali.
Zito Stefano; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di
Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 2/07/19
N. 266 - Interventi urgenti per fronteggiare il fenomeno
dell'abbandono di rifiuti lungo le strade urbane ed extraurbane.
Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 9/07/19
N. 267 - Iniziative per garantire il censimento e lo smaltimento
dell'amianto negli edifici pubblici della Regione.
Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita; Lo Giudice Danilo
Presentata il 10/07/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni