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Resoconto d'Aula della Seduta n. 132 di martedì 23 luglio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.22

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Lo Giudice, Fava e Figuccia.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   COMM/A

    Seguito della discussione del disegno di legge «Collegato alla
  legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in materia di pubblica
         amministrazione e personale» (491 Stralcio I COMM/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Collegato  alla legge di stabilità regionale per  l'anno  2019  in
  materia  di  pubblica amministrazione e personale» (491 Stralcio  I
  COMM/A) posto al numero 1).
   Onorevoli  colleghi, aspettiamo cinque minuti prima di  cominciare
  in  quanto  il  Governo ha presentato la riscrittura del  comma  8,
  dell'articolo  6, come da riscrittura della volta  precedente  che,
  stavolta,  per  quanto  riguarda la  Presidenza  dell'Assemblea,  è
  ammissibile.   Aspettiamo,  pertanto,  che  venga   fotocopiata   e
  distribuita; per cui, sospendo la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.24, è ripresa alle ore 17.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, è stato distribuito l'emendamento
  di   riscrittura  del  comma  8,  a  sua  volta  della  riscrittura
  dell'articolo 6.
   Sono stati presentati diversi emendamenti.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  la
  riscrittura  è  piuttosto sostanziosa. Noi avremmo  bisogno  di  un
  minimo di tempo anche per poterla sub emendare ed approfondire.
   Non le sto chiedendo una giornata però, Presidente, ci metta nelle
  condizioni di poter svolgere il nostro lavoro.

   PRESIDENTE.  Assolutamente d'accordo, ma la riscrittura  è  di  un
  solo comma, non è di tutto l'articolo.

   CAPPELLO.  Sì ma non stiamo parlando di una materia qualsiasi.  Ci
  metta nelle condizioni di poter ..

   BARBAGALLO. Anche dieci minuti, un quarto d'ora

   PRESIDENTE.  Io non ho problemi se il problema è un quarto  d'ora,
  anche mezz'ora purché, poi, ritorniamo a votare.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura riguarda solo
  due  commi,  il comma 7 ed il comma 8. Io chiedo che  si  voti  per
  commi  separati e, poi, quando si tratterà dei commi  7  ed  8,  si
  potrà fare la sospensione dei due commi.
   Vorrei  solo precisare che la riscrittura del comma 7 nasce  dalla
  sintesi che si è verificata in Aula.
   Si  diceva che il comando dei dipendenti era esteso ergo  omnis  a
  tutti  e,  quindi, si è ristretto solo a quegli enti  di  cui  alla
  legge 10, che ricevono il contributo da parte della Regione.
   Pertanto, non comporta oneri tranne che per casi eccezionali,  per
  un massimo di dieci unità e per acque, rifiuti e bilancio.
   Questa  è  stata  la sintesi fatta in Aula, e la  riscrittura  del
  comma 7 non è altro che questo.
   La  riscrittura del comma 8 - siccome il Governo ha stralciato  il
  comma  8  della  dirigenza - non poteva ripresentarlo.  Quindi,  lo
  esplicito.
   Prevede, in sintesi, così ne avete anche contezza, che il transito
  dei dirigenti di III fascia alla II fascia, perché questi dirigenti
  sono  vincitori  di  un concorso come dirigenti amministrativi,  ai
  sensi  della  legge n. 7 del 1971, sono inquadrati nel ruolo  della
  dirigenza  e  sono ad esaurimento. Previa procedura  selettiva  per
  titoli  ed esami, per servizio, con un regolamento che deve passare
  dalla I Commissione ed essere approvato dalla Giunta, etc.

   Per  quanto riguarda, invece, sia la I che la II fascia si faranno
  i  concorsi,  solo concorsi, aperti anche all'esterno.  Il  50  per
  cento sarà riservato ai concorsi della I e II fascia, con l'accesso
  all'esterno,  il  50  per cento rimanente è riservato  al  transito
  dalla III alla II fascia.
   Mi  sembravo  giusto enunciare questi due commi. Per il  resto  il
  testo rimane esattamente così come riscritto.

   PRESIDENTE.  Assessore Grasso, però far votare comma per  comma  è
  abbastanza difficile perché questo è un emendamento.
   Noi  possiamo  votare  i  singoli emendamenti  che  comprendono  i
  singoli commi però, poi, votiamo l'emendamento di riscrittura tutto
  insieme.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  I
  testi  che  sono stati distribuiti, diciamo il 6.8.29 lo  considero
  coerente  con il dibattito che abbiamo fatto in Aula e, quindi,  in
  qualche  modo, manifesto l'apprezzamento per il dibattito  è  stato
  tenuto, in qualche modo, in considerazione.
   Per quanto riguarda, invece, l'emendamento 6.8.30 voglio ricordare
  che  è  stato  stralciato il comma. Cioè  non  è  stato  sospeso  o
  rinviato  alla seduta di oggi, è stato stralciato con un  argomento
  che  è la materia del passaggio della dirigenza da terza a seconda,
  i  concorsi per la seconda, la prima, ecc ecc, necessitavano di  un
  apposito  provvedimento,  essendo che  si  discute  della  macchina
  organizzativa  del  futuro di questa Regione, che  non  può  essere
  delegato ad un emendamento, ad una norma generale. Per cui  si  era
  detto, e l'aveva detto il Governo e lei come Presidente, che questa
  materia sarebbe stata regolata con un testo di approfondimento.
   Lo  dico  anche  perché, ma non è un fatto  dilatorio,  perché  ad
  esempio  se addiveniamo al principio che la terza fascia  istituita
  venti  anni  fa  in via - come dire eccezionale - e non  esiste  in
  nessun  ordinamento  amministrativo nella pubblica  amministrazione
  italiana,  noi  potremmo anche decidere con legge che  aboliamo  la
  terza  fascia  e,  tutti  quelli di terza fascia,  transitano  alla
  seconda fascia senza fare il  coso  triennale, il 50%, vediamo  chi
  resta  vivo   Stabiliamo, cioè, una organizzazione  uniforme  della
  pubblica  amministrazione  anche  regionale  a  quella  del   resto
  d'Italia e, quindi, non ci avventuriamo in sistemi ma è un tema  di
  confronto, io non ho verità da offrire, vorrei discuterne.
   Però  se  qui  si presenta, sostanzialmente, lo stesso  testo  che
  abbiamo  stralciato, è scritto un po' meglio devo  dire,  ma  è  lo
  stesso, per cui le ragioni dello stralcio che avevamo condiviso  la
  seduta scorsa sembrano che siano venute meno alla luce di 48 ore di
  rinvio, non mi pare.
   Sull'emendamento  6.8.29, il Presidente ha  posto  una  questione,
  anche  se ha detto che c'erano sei servizi vuoti. La domanda è:  ma
  ci  sono  dieci  servizi  al Dipartimento  rifiuti?  Dieci?  Perché
  abbiamo  previsto dieci. Esistono dieci servizi? Eh? Sì, lei  aveva
  detto  6 e pensavo che fossero 6 i servizi, dovrei chiedere,  o  6,
  non  è  che insomma,   il punto è: una cosa  è  l'eccezionalità,  e
  condivido  anche il meccanismo che ci rivolgiamo agli enti  di  cui
  alla  legge n. 10, quindi di fatto non ci sono maggiori  oneri  per
  l'amministrazione  pubblica e, forse, anche  creiamo  una  maggiore
  mobilità  interna ma, allo stesso tempo, dico attenzione sull'altro
  comma,   essendo  strategico  per  il  futuro  della  Regione,   io
  suggerirei  al  Governo di mantenere lo stralcio,  anzi  suggerirei
  alla  Presidenza dell'Assemblea di mantenere lo stralcio così  come
  annunciato  e rinviarlo ad un testo che approfondiamo  e  lavoriamo
  bene  in  Commissione,  perché  è  un  testo  molto  delicato,  non
  sottovalutiamo  quello che stiamo facendo. Riguarda  il  futuro  di
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  Fermo  restando  le  ragioni  che  lei  ha  espresso,
  onorevole Cracolici, che io considero assolutamente valide,  perché
  questo  è  un  argomento che andrebbe fatto  con  tutta  una  sua è
  praticamente  una riforma quasi della pubblica amministrazione,  ma
  l'ultimo  giorno  di  aula con l'intervento  del  Presidente  della
  Regione  si  disse che si capiva che, a questo punto,  c'erano  dei
  problemi  di costituzionalità e, quindi, si ritirava in  attesa  di
  capire come potere superare questi dubbi di costituzionalità.
   Ci  sono  stati questi giorni, per poter appurare questo  tipo  di
  dubbi  e,  quindi, valutarli, tant'è che il testo è stato cambiato,
  non  sono  più i concorsi soltanto interni, ma ci sono  i  concorsi
  pubblici,  il passaggio interno, il 50% dei concorsi pubblici  così
  come  la  legge  prevede,  per cui non  ci  sono  più  i  dubbi  di
  costituzionalità.
   A  questo  punto io ritengo che, se il Governo chiede di  votarlo,
  d'altro  canto  se  non  votiamo questo di  fatto  svuotiamo  tutto
  l'articolo 6, secondo me, di importanza, per cui io ritengo che non
  essendo  avvenuto  uno  stralcio  formale,  per  quanto  lei  abbia
  ragione,  c'era  stato  un  ritiro, ma  era  un  ritiro  detto  dal
  Presidente   della  Regione  in  attesa  di  capire  come   poterlo
  riformulare.  Nel momento in cui viene riformulato,  io  credo  che
  possa  essere  messo  in  votazione,  pur  restando  d'accordo  con
  l'onorevole  Cracolici  che è un tema talmente  importante  che  la
  prossima  volta, piuttosto che con un articolo, andrebbe fatto  con
  una  legge,  tra  20 anni, però diciamo non la prossima  volta  per
  questo,  ma  la  prossima volta per altri argomenti,  riteniamo  di
  farlo,  credo  che il Governo lo faccia sicuramente con  una  norma
  apposita.  Volevate un quarto d'ora di tempo? Non più di un  quarto
  d'ora. 15 minuti precisi.
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.45.

      (La seduta sospesa alle ore 17.26, è ripresa alle ore 17.48)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, credo che il  Governo  abbia  una
  comunicazione da fare sul comma 8.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, alla luce del dibattito e del confronto che  c'è
  stato  con  i  vari Gruppi, le posizioni sono diverse,  il  Governo
  ritiene  di  mantenere  lo stralcio del comma  8  dell'articolo  6,
  presenterà  un testo in Commissione Affari Istituzionali.  Vogliamo
  che sia un testo condiviso perché è un tema delicato e, quindi, non
  ci  possiamo  scontrare  su posizioni e su  convincimenti  che  non
  convincono  tutti,  quando si tratta di  norme  che  riguardano  la
  dirigenza e che investono anche persone. Questo, accogliendo  anche
  le proposte che sono arrivate.
   Fermo  restando - e questo scusate se mi permetto, ma è  solo  una
  mia  convinzione  personale  - io ero  convinta  della  riscrittura
  perché era stata condivisa da più parti, però assolutamente no  per
  non  appesantire  il dibattito, visto le varie posizioni  che  sono
  emerse e anche per rispetto che abbiamo nei confronti dell'Aula.
   Quando  parliamo di norme che devono essere condivise,  manteniamo
  lo stralcio e, alla ripresa, presenteremo un testo in I Commissione
  che sarà riesaminato.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio  e  la ringrazia  tutta  l'Aula,  e  io
  personalmente, perché eravamo un po' ingarbugliati su  una  vicenda
  che  è  invece  è importantissima, su un argomento importantissimo,
  quindi  grazie  assessore,  ovviamente eliminiamo  tutti,  anzi  la
  riscrittura rimane, perché viene stralciato solo il comma 7.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,   relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   noi
  chiediamo  anche che, coerentemente, venga stralciato il  comma  5,
  che  riguarda  l'8  per  cento dei dirigenti  esterni,  visto  che,
  peraltro,  il  tema del Dipartimento Acque e Rifiuti che,  capisco,
  poneva   il  Presidente  della  Regione  nella  scorsa  seduta,   è
  diversamente  risolto con l'emendamento di cui parlava  l'onorevole
  Cracolici e che ci trova d'accordo, cioè la possibilità di attivare
  dei comandi.
   A  mio  avviso  è  evidente che cade l'utilità del  comma  5,  che
  prevede la possibilità di affidare in carica ad esterni per l'8 per
  cento,  peraltro  di una dotazione organica che  secondo  la  legge
  Madia il 165, sarebbe la seconda fascia, che al momento sarebbero 8
  dirigenti,  cioè  non  ne potrebbero prendere neanche  uno;  allora
  agganciamo il comma 5, se il Governo lo ritiene al percorso che  si
  farà  in  Commissione anche del comma 8, sul tema del  Dipartimento
  Acque e Rifiuti c'è una disponibilità, se il Governo insiste invece
  col  volere  nominare dirigenti esterni, noi non siamo d'accordo  e
  voteremo contro.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, il comma 5 non è mai  stato
  ritirato.
   Vorrei fare una precisazione: questo non ha nulla a che vedere con
  il  ruolo  dei  dirigenti perché nessuno degli esterni,  entra  nel
  ruolo dei dirigenti.
   E'  una norma nazionale, ed è una norma che è stata utilizzata  in
  questi anni, ultimamente anche dal Ministro Di Maio, dal Comune  di
  Ragusa,  utilizzata  da  più tempo, è  una  norma  di  buon  senso,
  applicata  in  tutte le Regioni d'Italia, dalla  Lombardia  fino  a
  Reggio Calabria.
   Tutte  le  altre Regioni non hanno avuto bisogno di recepirla,  la
  specialità  della Regione siciliana pone un limite. Quindi  ritengo
  che,  poiché  non  è  attinente al  comma  8,  non  c'è  motivo  di
  agganciarla al comma 8, e quindi di ritirarla.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, volevo  fare  delle
  considerazioni.  Intanto  per fortuna si  è  tornati  indietro  per
  quanto  riguarda l'emendamento sui dirigenti perché aveva,  secondo
  me fortissime criticità.
   Per  quanto  riguarda  invece - io ho sentito  vari  interventi  -
  quando  ha parlato il Presidente della Regione, che non si riescono
  a  trovare dipendenti per il bilancio, per energia e rifiuti,  ecc.
  ecc.,  ma  questo è un paradosso, perché proprio quella  famigerata
  legge  n. 10 del 2000, all'art. 9 prevede che è il Presidente della
  Regione  a  fare  quelle nomine; quindi d'imperio può  spostare  il
  personale da una parte e l'altra.
   Poi  se non lo vuole fare perché vogliamo trovare altre strade,  è
  una  scelta esclusivamente politica, ma oggi si può fare, e inoltre
  vorrei  suggerire  una  cosa:  il  contratto  collettivo,  dove  si
  prevedono   oltre  allo  stipendio  base  una  serie  di  indennità
  accessorie, benissimo quelle indennità accessorie non è che  devono
  essere  messe tutte al massimo, possono essere messe al massimo  ad
  esempio, in quei settori, in quegli assessorati dove nessuno  vuole
  andare. No che dobbiamo dare il massimo a tutti  Perché è ovvio che
  ho la tendenza ad avere il massimo dove possibilmente posso firmare
  e sto tranquillo, perché non c'è nessuno rischio.
   Allora  diversifichiamo quelle che sono le  indennità  accessorie,
  cominciamo  ad utilizzare la legge n. 10 del 2000 per quelle  poche
  parti  buone che ha, per il resto io vorrei ricordare che la  legge
  n.  10/2000,  all'articolo 1, fa sempre il richiamo al Testo  unico
  della  pubblica  amministrazione, quindi al decreto legislativo  n.
  165 del 2001, quindi possiamo utilizzare quello. Così si risolvono,
  non perché non c'è nessuno con l'atto di interpello che lì ci vuole
  andare  e allora troviamo una soluzione normativa. Già le soluzioni
  ci sono ma si devono percorrere.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  mi  sento,
  diciamo,  in  una  sorta di , Presidente della  Regione,  onorevole
  Musumeci,  le  volevo  chiedere un attimo di attenzione.  La  volta
  scorsa,  quando  abbiamo  affrontato il comma  5,  di  fronte  alle
  obiezioni, il Presidente della Regione, con molta onestà  ha  posto
  un tema, ci sono dei dipartimenti, dove c'è una carenza di organico
  e nessuno ci vuole andare.
   Alcuni  di  noi hanno detto: se questo è il problema,  affrontiamo
  questo  problema, ma fare norme generali per affrontare un problema
  particolare, rischiamo di trovarci poi in una situazione,  ancorché
  previsti  dal  decreto legislativo n. 165 del 2001,  ma  il  165  -
  ricordo  -  essere  una  norma  generale  che  consente  anche  gli
  scorrimenti, come dire, di  ascensore interno', per capirci,  anche
  il personale di comparto che può transitare nei ruoli dirigenziali.
   Qui  però la questione è un'altra: qui stiamo stabilendo  che  l'8
  per  cento  delle  funzioni dirigenziali, cioè stiamo  parlando  di
  1.300   dirigenti,  ovvero  l'8  per  cento  sono  cento  dirigenti
  nominabili  dalla  Regione, possono essere  nominati  dall'esterno.
  Allora  a  questa  obiezione  il Governo  ha  detto:  abbiamo  quel
  problema, vorremmo trovare una soluzione a quel problema. Io  avevo
  interpretato  la  riscrittura  del  comma  7  che  è   stata   oggi
  presentata,  come  la  soluzione a quel problema,  tant'è  che  c'è
  scritto   dipartimento acque e rifiuti' ed è stato esteso anche  al
  bilancio.  Ma  era  per risolvere il problema e non  approvare  una
  norma generale che prevede l'immissione di cento unità esterne  nei
  ruoli della dirigenza.
   Ecco perché, Assessore, il comma 7, che era un'attività di comando
  degli enti di cui alla legge n. 10/2000 è, come dire, un'altra cosa
  rispetto  a  quello  che era l'obiettivo che volevamo  raggiungere,
  ovvero  consentire all'amministrazione regionale di poter  nominare
  fuori  dai  propri organici alcune figure, solo alcune figure,  con
  procedura  aperta  all'esterno.  Poi  l'amministrazione  ha   fatto
  l'emendamento  a  quelli  della legge  n.  10/2000,  si  può  anche
  valutare  di  mantenere  il principio di  incarichi  di  comprovata
  esperienza  non  solo della legge n. 10, che  ne  so,  dei  comuni,
  piuttosto che di altri enti pubblici, ma mantenere in vita la norma
  che prevede la nomina di cento dirigenti esterni alla Regione in un
  momento  in cui abbiamo il problema, stiamo facendo la quota  cento
  per  mandare via la gente prima, abbiamo fatto la legge per mandare
  via  i  dipendenti regionali con il prepensionamento  nella  scorsa
  legislatura, attenzione che a forza di pensare di poter fare tutto,
  facciamo saltare tutto.
   Io  penso che il comma 5 così come era - ed era la ragione per cui
  personalmente  ero  intervenuto - pensavo  che  il  Governo  avesse
  accolto  quell'obiezione riproponendo una  riscrittura,  ma  quella
  interpretazione che ora dà l'Assessore, lasciamo in vita il comma 5
  e  modifichiamo  solo il comma 7, parliamo del comando  lì,  stiamo
  parlando di una piccolissima parte del problema, il problema  è  il
  comma 5, che sono cento nuovi dirigenti esterni all'amministrazione
  regionale. Questo è il tema.
   Quindi, o il Governo condivide le ragioni per cui abbiamo rinviato
  ad  oggi  per una riscrittura, e quella riscrittura va in direzione
  della  riscrittura del comma 5, o se riscrive il comma 7 mantenendo
  in vita il comma 5, stiamo facendo un  papocchio'.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la riscrittura del comma 7 è
  cosa  diversa dal comma 5. Il comma 5 in che cosa consiste? Intanto
  l'8  per cento è una percentuale prevista anche dallo Stato. E' una
  percentuale  che viene mantenuta, perché è questa la norma  statale
  che  consente, perché lei poi mi insegna che comandano  le  risorse
  assunzionali.
   Io le faccio un esempio. In questi giorni, la Regione Lombardia ha
  chiesto  ad  un  siciliano di assumere un incarico temporaneo  come
  dirigente    generale   del   dipartimento   della   programmazione
  comunitaria.  Questo  significa un  incarico  temporaneo  e  non  è
  escluso  che  i  funzionari  interni  possano  partecipare,  purché
  abbiano quella elevata professionalità.
   Intanto,  non  si chiama tout court e non sono 100,  perché  è  il
  limite massimo, perché poi sono le risorse assunzionali, saranno 5,
  saranno  6. Se c'è una necessità, però e tutte le Regioni d'Italia,
  tutte,  ed  i  Ministeri compresi perché, ricordo a me  stessa,  il
  Comune  di Catania, Comune in dissesto, ha pubblicato un  bando  15
  giorni  fa,  con  l'assenso  della  Commissione  ministeriale,  per
  assumere temporaneamente 12 dirigenti esterni.
   Il  Comune di Ragusa l'ha fatto 10 anni fa. I comuni utilizzano il
  110.  Il  comune di Ragusa l'ha fatto nella precedente legislatura.
  Tutte le Regioni lo fanno ed è una norma di carattere generale,  ma
  se  c'è un siciliano bravissimo, che può dare un contributo  e  non
  entra  nei  ruoli  della  Regione, allo  stesso  modo,  se  c'è  un
  dipendente del comparto, un funzionario regionale che può assumere,
  per un determinato periodo di tempo, un incarico dirigenziale
   Ricordiamo che la Regione è stata depauperata. Non voglio  tornare
  a  fare polemiche, però, noi oggi abbiamo la necessità di andare  a
  sbloccare  i  concorsi,  perché la Regione  siciliana  non  ha  più
  dipendenti. E quando l'onorevole Cappello parlava di utilizzare  il
  Fondo, il contratto prevede i criteri della mobilità, perché non si
  sposta  un  personale  da  un dipartimento  all'altro  solo  perché
  qualcuno lo chiama e gli dice:  Oggi sei qui e domani vai lì  .  Ci
  sono delle norme di carattere generale da seguire.
   Il  contratto si sta occupando della mobilità. Con una delibera di
  Giunta  abbiamo  previsto che non c'è il salario accessorio  uguale
  per  tutti,  ma  il salario accessorio viene pesato a  seconda  del
  rischio, l'esigenza e la necessità di un dipartimento, per cui  chi
  andrà  in un dipartimento strategico sarà pesato ed avrà un salario
  accessorio maggiore rispetto a tutti gli altri.
   Tutto  questo, quindi, rientra in questa norma di riorganizzazione
  che la Regione siciliana sta facendo e  questa, ripeto, è una norma
  di  carattere generale. E' una norma che si applica, vi ho  portato
  gli esempi che anche i comuni in dissesto possono fare.
   L'8   per   cento  è  il  limite  massimo.  Non  si  può  assumere
  naturalmente così, io lo chiamo  l'uomo della strada , bisogna fare
  un  bando.  E'  necessario che partecipi chi ha  i  requisiti,  una
  comparazione  di  curricula  e vale  anche  per  i  funzionari  del
  comparto, se hanno quei requisiti di alta professionalità.  E  solo
  nei  limiti delle risorse assunzionali disponibili. Non si  possono
  prendere risorse, si aggiungono e si assume il personale. Solo  per
  chiarezza, grazie.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, noi qui
  stiamo  trattando  qualcosa di delicato per i cittadini  siciliani.
  Dobbiamo,  intanto, spiegare ai cittadini siciliani che la  Regione
  siciliana,  al  momento, ha un dirigente per  ogni  10  dipendenti,
  questo in media, a fronte di un dirigente ogni 20 dipendenti per le
  Regioni non a Statuto speciale e di un dirigente ogni 13 dipendenti
  per Regioni a Statuto speciale.
   Al momento, quindi, la Regione siciliana ha più dirigenti rispetto
  ad  altre  Regioni, anche su base nazionale. Vero è che la  maggior
  parte  dei  dirigenti  sono  di  3  fascia  ed  abbiamo  pochissimi
  dirigenti, di cui 8 di 2  fascia.
   Nella scorsa seduta ho ascoltato il grido d'allarme del Presidente
  Musumeci.   Il  Presidente  Musumeci,  nella  scorsa   seduta,   ha
  dichiarato  che ben 6 servizi, 6 servizi del dipartimento,  che  al
  momento  è  il dipartimento maggiormente strategico per la  Regione
  siciliana,  che è il dipartimento per l'energia, ben 6 servizi  non
  sono  ricoperti da dirigenti e che l'atto di interpello è andato  a
  vuoto.
   Io  chiedo  al  Governo, anziché fare una  norma  papocchio  -  e,
  quindi,  mi  associo agli interventi fatti da altri colleghi  -  di
  rivedere, assieme agli altri commi, il comma 5 perché noi per primi
  ed  il  Governo  regionale  per prima si  deve  interrogare  se  il
  problema  dell'assenza dei dirigenti in quei servizi è un  problema
  relativo  all'organizzazione di quel dipartimento perché  anche  su
  questo dobbiamo interrogarci.
   Perché  se  un dirigente non risponde ad un atto di interpello  io
  una  domanda me la faccio, non è che quel dipartimento - e  capisco
  che  quel  dipartimento è molto delicato, non so di  preciso  quali
  sono  i  servizi - è organizzato in maniera errata? Perché noi,  al
  momento, in Regione i dirigenti li abbiamo, i dirigenti ci sono.
   Poi  è ovvio che, per dare nuova linfa ai nuovi dirigenti che  nel
  prossimo  triennio andranno in pensione e, quindi, scenderà  questo
  rapporto  tra dirigenti e dipendenti - ci sono circa 430  dirigenti
  che  nell'arco del triennio andranno via e, quindi, il rapporto  da
  uno a dieci sicuramente salirà.
   Però  -  a  mio modo di vedere - siccome dobbiamo spiegare  questo
  importante problema ai cittadini siciliani, oggi non possiamo e non
  dobbiamo fare forzature a livello normativo.
   Con  calma  -  ecco perché mi associo alla richiesta  fatta  dagli
  altri  colleghi - stralciamo il comma 5 e lo trattiamo  in  maniera
  organica,  perché  al  momento non possiamo bloccare  l'avanzamento
  degli  interni,  blocchiamo i concorsi però prendiamo  i  dirigenti
  esterni.
   Cioè,  rischiamo veramente di creare un papocchio che è  difficile
  spiegare  ad  oggi ai Siciliani, a colori i quali  dall'esterno  ci
  guardano e guardano questi dati che, al momento, sono dei dati  che
  i  dirigenti  nell'organico della Regione siciliana al  momento  ci
  sono.
   Quindi,   capisco  che  bisogna  dare  una  linfa  nuova,  bisogna
  immettere  forze nuove nell'ambito dirigenziale però  cerchiamo  di
  fare  le  cose  nel  verso  giusto ed evitiamo  papocchi  per  fare
  forzature.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  vorrei  far
  presente  -  come è stato già detto fra le righe -  che  la  misura
  massima  dell'8  per cento significano circa 100 dirigenti  esterni
  per la nostra Regione.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Massima

   BARBAGALLO. Massima, onorevole Presidente
   Ma  nella  scorsa  seduta d'Aula, in un momento  di  tensione,  la
  seduta si interruppe su questo appello del Presidente della Regione
  che individuava questo problema specifico nel Dipartimento acque  e
  rifiuti.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Uno dei tanti

   BARBAGALLO.  Noi  riteniamo  che, per  risolvere  questo  problema
  specifico, se è uno dei tanti problemi, onorevole Presidente  della
  Regione,  ma è un problema così evidente da essere stato denunciato
  in  Aula, allora c'è un numero esatto di dirigenti, se sono  6,  8,
  10.
   Se  c'è  l'esigenza  di  intervenire in modo  così  categorico  si
  intervenga,  allora,  per  questo  numero  di  rigenti   e   questo
  dipartimento.
   Una  norma  così larga che amplia così  la platea da cui attingere
  dall'esterno a nostro giudizio è fuori dalle cose.
   Aggiunto, peraltro, che, se veramente un problema così evidente al
  Dipartimento  acque  e rifiuti, già nell'ambito  della  discussione
  generale avevamo suggerito - a nostro modo di vedere - alcuni  temi
  che potrebbero risolvere questi problemi.
   Ad  esempio la divisione tra il Dipartimento acque e quello per  i
  rifiuti, ad esempio una pesatura, assessore Pierobon, diversa fra i
  vari  dirigenti della Regione perché ci sono dirigenti di  servizio
  di  serie  A  e dirigenti di serie C che prendono la metà,  o  meno
  della metà, rispetto ad alcuni dirigenti.
   Quindi, nell'ambito della contrattazione collettiva .
   E'  un po' quello che accade con i medici di pronto soccorso  che,
  se  devono  prendere  meno  di  altri medici  difficilmente  se  ne
  andranno in prima linea.
   Quindi,  io ritento che un'individuazione specifica del numero  di
  dirigenti  al  Dipartimento  acque  e  rifiuti  potrebbe  risolvere
  evidenti   problemi.   Diversamente,   credo   che   non    ritenga
  complessivamente all'Aula il richiamo alla normativa nazionale  per
  alcuni aspetti e disconoscimento per altri.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevole  colleghi,   Assessori.
  Assessore io, onestamente, sono molto preoccupato dalla lettura  di
  questa  norma perché il titolo reca appunto  Misure per  accelerare
  il   ricambio  generazionale  nell'Amministrazione  generale ,  poi
  ascolto  dalla sua viva voce la rappresentazione del  tentativo  di
  riorganizzare la macchina della pubblica amministrazione.  Beh,  mi
  chiedo  ma  perché  dobbiamo  tentare di cambiare  l'organizzazione
  della  macchina attraverso una norma all'interno di un   collegato
  che,  ancora  una  volta, non riesco a capire quale  natura  abbia?
  Perché  queste marce in avanti e poi queste marce indietro? Perché,
  se  siete  così  convinti,  una volta  presentate  la  riscrittura,
  l'altra volta invece la ritirate e così di seduta in seduta?
   Io  ho  ascoltato  il mio collega Di Paola, lui  dice  bene:  come
  facciamo a giustificare all'opinione pubblica siciliana la  volontà
  di questo Governo di attingere dall'esterno nuovi dirigenti dopo  i
  numeri  che  sono stati da lui stesso, praticamente,  elencati,  il
  numero altissimo di dirigenti.
   Ma  sono preoccupato, Assessore e Presidente, anche per l'opinione
  pubblica  delle  altre  regioni  perché  è  di  questi  giorni   la
  discussione sull'autonomia differenziata, sono di questi giorni  le
  dichiarazioni  vergognose  dei  governatori  del  centro-nord   che
  continuano a pretenderla.
   Allora,  mi  chiedo:  ma  voi a che gioco state  giocando?  Volete
  continuare  a  farci apparire così miserabili rispetto  alle  altre
  regioni?  volete  dare un pretesto affinché  le  regioni  del  nord
  continuino  a  considerarci quello che  non  siamo?  La  domanda  è
  questa,  perché  mi pare che state facendo la ruota  di  scorta  di
  tutti i governatori del centro-nord che ci considerano come succhia
  sangue e come l'ultima ruota del carro in Italia  E non è vero, non
  è così
   Allora, Assessore, se lei ha la pretesa, come è giusto che sia, di
  riorganizzare la macchina burocratica, lo si faccia,  come  abbiamo
  detto  nella  scorsa  seduta,  e  noi  le  saremo  a  fianco  senza
  pregiudizio  con  un  disegno  di  legge  che  venga  trattato   in
  Commissione, che venga approfondito a 360 gradi perché, altrimenti,
  stiamo imboccando una via dalla quale poi uscire sarà difficile,  e
  sarà  difficile spiegare per voi quello che state cercando di fare,
  rispetto  alle regioni del nord, rispetto al Parlamento e  rispetto
  all'opinione pubblica siciliana.
   Queste  nuove assunzioni noi non ce le possiamo permettere,  è  un
  ennesimo schiaffo che voi state cercando di dare senza se  e  senza
  ma   a  questo  Parlamento  e  a  tutti  i  siciliani.  Quindi,  ci
  costringerete a votare pregiudizialmente contro senza  se  e  senza
  ma, nell'esclusivo interesse dei siciliani.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli  colleghi,  Assessori, io  non  volevo  intervenire  oggi
  perché  già,  durante  la  scorsa seduta,  avevo  espresso  la  mia
  opinione in maniera chiara su questa vicenda che ho considerato sin
  da subito strana. Però, l'intervento dell'assessore Grasso mi porta
  ad  intervenire. Lo farò in maniera garbata, lei lo sa io nei  suoi
  confronti  ho un debole dal punto di vista, ovviamente, politico  e
  di Governo e, quindi, lo farò davvero con il massimo del rispetto.
   Veda,  Assessore,  lei ha fatto riferimento al  Comune  di  Ragusa
  dicendo  nel 2010, il Comune di Ragusa fece i dirigenti esterni che
  nei  Comuni,  noi  sappiamo, è il 110 . Vero, l'ho  fatto  io,  ero
  sindaco  di  Ragusa;  ma  perché?  Perché  non  c'erano  dirigenti,
  Assessore, perché purtroppo il fatto che i pochi dirigenti che  noi
  avevamo,  ed  io sindaco da qualche anno, ero andato  in  pensione,
  specialmente in alcuni dei settori strategici portavano il  sindaco
  e   l'amministrazione  a  rimanere  senza  le  figure  dirigenziali
  essenziali e fondamentali per portare avanti il servizio. Purtroppo
  è  una situazione ben diversa rispetto a quella della Regione. Così
  è  vero  quello  che dice lei:  Io sto facendo una cosa  che  viene
  fatta nel resto d'Italia, cioè prevediamo l'assunzione di dirigenti
  esterni   -  io li chiamo  i 110' per i Comuni, dice che  sono  poi
  pure 110 per la Regione -  e li prevediamo perché abbiamo una serie
  di  difficoltà  in alcuni settori perché non abbiamo  dirigenti  in
  alcuni   settori   strategici  e  quindi  noi  utilizziamo   questo
  percorso .
   Allora, io mi permetto di dirle, e qui lo ridico anche da Sindaco,
  lei  sa  benissimo,  il Governo lo sa bene, dovrebbe  saperlo  bene
  anche  il  Presidente  Musumeci  che  è  stato  Presidente  di  una
  provincia  ma è il Presidente della Regione e conosce i  meccanismi
  della  pubblica amministrazione, che il dirigente per egual profilo
  è  costretto a coprire il servizio. Non è che il dirigente è a casa
  sua  e  decide dove andare o dove non andare  Ma stiamo scherzando
  Il  dirigente  se  è in un determinato servizio  che  ha  qualifica
  amministrativa  o  tecnica  ed  è  prevista  quella  qualifica   il
  dirigente   ha   l'obbligo   nominato   dalla   Giunta,    nominato
  dall'Assessore di coprire quel ruolo.
   Quindi,  vi  prego  di non fare confusione. Poi  se  noi  vogliamo
  creare,  e lì l'istituzione, il Governo, l'Assessore, la Giunta  ha
  altri strumenti, vuole rafforzare la presenza, la partecipazione di
  alcuni   dirigenti  in  alcuni  settori  che  ritiene   prioritari,
  strategici, ma noi abbiamo la possibilità di farlo, con il  salario
  accessorio, con gli interventi, con gli obiettivi.
   Stiamo  discutendo  davvero  del  nulla.  Sono  cose  diverse   le
  emergenze.  Le emergenze per risolvere le emergenze, un Sindaco  li
  ha  gli strumenti; un Presidente della Regione ha gli strumenti che
  non  sono  i dirigenti esterni in una situazione come quella  della
  Regione  siciliana che a differenza - l'ho detto la scorsa volta  -
  del Comune di Ragusa, che nel 2010 non aveva nessun dirigente e qui
  sono  più  i dirigenti che i dipendenti, che i funzionari.  Davvero
  pensiamo,   pensate  che  ancora  possiamo  continuare  ad   essere
  beffeggiati  in  tutta Italia perché siamo lo   stipendificio'  del
  Paese? Siamo passati per tanti anni come  stipendificio' del Paese
  La  scorsa legislatura che il Presidente Musumeci insieme a qualche
  Assessore  ha più volte attaccato, accusato, non si è  permesso  di
  assumere  nessuno perché già negli anni precedenti era stato  fatto
  tutto e il contrario di tutto  E ora vogliamo ritornare indietro
   Allora,  dobbiamo  avere  il  coraggio  di  fermarci  sia  con  le
  assunzioni  e  di fermarci specialmente con le assunzioni  a  tempo
  esterne.  Facciamo le cose che possiamo fare. Sto terminando  e  ho
  concluso,  Presidente. Laddove ci sono delle  emergenze,  perché  è
  vero  delle emergenze ci sono, le emergenze vanno risolte  con  gli
  strumenti che abbiamo nella pubblica amministrazione. Non  dobbiamo
  inventare l'istituto del 110 per i Comuni o delle dirigenze esterne
  per risolvere problemi che sono già risolvibili.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  dopo  un confronto  con  il  Presidente  della
  Regione, il Presidente dice che proprio per i ragionamenti  che  si
  erano fatti prima, anche questo verrà inserito nel disegno di legge
  della dirigenza.
   Però,  io  vorrei  solo  sottolineare che qui  non  c'era  nessuna
  qualsiasi  voglia  di assumere o di fare entrare 100  persone.  Era
  solo una norma di carattere generale. Fine  Solo questo, perché non
  può  passare questo messaggio. Allo stesso modo, lei avrebbe potuto
  fare  il  concorso onorevole,  invece di assumere con il  dirigente
  esterno.

   PRESIDENTE. Scusi, Assessore, quale comma dobbiamo stralciare?  Il
  5? Non il 7. Il 5 soltanto.
   Va bene, quindi sono stralciati i commi 5 e 8.
   Onorevoli  colleghi, scusate, io però vorrei dirvi una  cosa,  che
  fino ad ora abbiamo discusso e non abbiamo fatto nemmeno un voto  e
  bisognerebbe cominciare a votare, per cui io fino ad oggi, come voi
  sapete,  non  ho  rispettato  alla  lettera  il  Regolamento  sugli
  interventi  dei colleghi, però vorrei che se un collega  interviene
  una volta teoricamente non potrebbe intervenire la seconda, cioè ci
  sono tutta una serie di cose.
   Io  continuo  a  volere lasciare libertà di  interventi  però,  se
  capisco che il tempo è tale che non ci consente di approvare questa
  legge prima delle vacanze, è chiaro che non mi potrò permettere  di
  farlo  e,  quindi, vuol dire che applicherò in maniera un  po'  più
  rigida   il  Regolamento,  oppure  vi  prego,  quando  sono  vostri
  interventi,  non è obbligatorio parlare 5 minuti,  è  come  le  100
  assunzioni, non erano obbligatorie,  così come non sono obbligatori
  i  5  minuti; uno interviene, parla un minuto, dice quello che deve
  dire  e poi lascia la parola al resto dell'Aula, perché così almeno
  cerchiamo di velocizzare.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Di Mauro è in congedo per la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
                           Stralcio I COMM/A

   PRESIDENTE.  Si  passa all'emendamento 6.8.19 di soppressione  del
  comma 1, è mantenuto onorevole Lupo?

   LUPO, relatore. Sì.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.8.19.  Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario si resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento che recita  Il comma 1 è soppresso , è precluso.
   Si  passa all'emendamento 6.8.13, a firma degli onorevoli  Zito  e
  altri, sostitutivo del comma 1. Il Parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Contrario.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, Governo, colleghi, giusto per spiegare
  che  questo emendamento è una via di mezzo rispetto a quello che  è
  la legge attuale e rispetto a quello che propone il Governo, perché
  noi  in questo modo stiamo prevedendo che la previsione per cui  si
  riduce  nel  triennio  2019-2021 la pianta organica  della  Regione
  siciliana  del  cento  per cento, noi con questo  testo  lo  stiamo
  abrogando, quindi stiamo venendo meno anche alle indicazioni  della
  Corte dei conti.
   Con l'emendamento Zito non diciamo più cento per cento, ma diciamo
  del  cinquanta per cento, quindi ogni anno, nel triennio 2019-2021,
  si  può  ridurre  la pianta organica della Regione siciliana  nella
  misura del cinquanta per cento.

   PRESIDENTE.  Giusto  per precisione, la Corte  dei  conti  non  dà
  indicazioni al Parlamento.

   CIANCIO. No, scusi, alla Regione, sì, mi perdoni, nel giudizio  di
  parifica  che  ogni anno la Corte dei conti fa nei confronti  della
  Regione siciliana, mi perdoni l'inesattezza.

   PRESIDENTE.   Con  il  parere  contrario  del  Governo   e   della
  Commissione, pongo in votazione l'emendamento 6.8.13 a firma  degli
  onorevoli Zito e altri.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 6.8.13

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 6.8.13.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

  Presenti         65
       ..
  Votanti      ..  62
  Maggioranza      32
      .
  Favorevoli       33
      ..
  Contrari         29
      . ..
  Astenuti         0
       ..

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.8.20, soppressivo del comma 2. Lo pongo
  in  votazione.  Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi,  se  voi  stesse tranquilli,  lo  sentireste:
  abbiamo bocciato la soppressione del comma 2.
   Si  passa all'emendamento 6.8.14, a firma degli onorevoli  Zito  e
  altri, sostitutivo del comma 2.
   Onorevole  Zito,  se ci può dare un chiarimento perché  all'inizio
  dell'emendamento  c'è   a  decorrere dal  2019,  alla  fine  c'è  a
  decorrere dal 2021 ?

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Assessori,  questi
  emendamenti sono meramente sostituivi solo nelle percentuali,  vuol
  dire  che  è il 30 per cento dei posti che poi rimangono in  pianta
  organica.

   PRESIDENTE. No, onorevole Zito, non ce l'abbia a male  Qua c'è  un
  emendamento che ha all'inizio una scritta e alla fine un'altra, poi
  quale  sia  la sua volontà la può esprimere, ma dobbiamo capire  se
  questo emendamento o lo aggiustiamo perché così non può essere

   ZITO.  Sì, perché è della spesa. È della spesa. Ripeto, sono tutti
  gli  stessi emendamenti soltanto che la riduzione per tutti i commi
  delle percentuali anche delle spese, né più né meno

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, se l'emendamento lo lascia così  com'è
  io  lo deve dichiarare inammissibile perché non può essere un  poco
  nel 2019 e un poco nel 2021. Per cui, lo dichiaro inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 6.8.1, modificativo del comma 2, a firma
  dell'onorevole Lupo:
    Al  comma  2  dopo le parole  l'amministrazione  regionale'  sono
  aggiunte  le  parole  nonché gli enti di cui all'articolo  1  della
  legge regionale 15/5/2000 n. 10' .
   Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione.  La  Commissione   si
  rimetta all'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Grasso, ha rivisto l'emendamento?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locale e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.   Allora,  il  parere  è  favorevole.  Lo   pongo   in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'emendamento 6.8.2., a firma dell'onorevole Lupo.
   Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le Autonomie locale e la funzione pubblica.
  Scusatemi, ma nella misura del 20 per cento del triennio  è  ancora
  meno  rispetto  a  quello  che  si può  utilizzare;  25  per  cento
  significa che non faremo concorsi

   PRESIDENTE. L'emendamento è ritirato.
   Si  passa all'emendamento che recita  Il comma 3 è soppresso .  Lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  6.8.15 a  firma  dell'onorevole  Zito.
  Anche questo è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 6.8.3 a firma dell'onorevole  Lupo.  Il
  parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le Autonomie locale e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si  passa all'emendamento 6.8.4, a firma dell'onorevole Lupo:   Al
  comma 3 ad una spesa non superiore al 30%... . E' pure ritirato.
   Si  passa  all'emendamento 6.8.5. Il parere del  Governo  e  della
  Commissione? C'è un invito al ritiro.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  C'è  parere favorevole, ma è previsto dalle norme dello  Stato  che
  non c'è limite di età.

   PRESIDENTE. Vengono stabiliti dai bandi di concorso.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  È ininfluente, è previsto dalle leggi che non c'è limite di età.

   PRESIDENTE. E' previsto dai bandi di concorso.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  relatore.  Signor  Presidente,  brevemente,  chiediamo  che
  eventuali limiti di età non si applichino al personale del comparto
  regionale.  Siccome  l'ultimo concorso il  personale  del  comparto
  risale a molti anni fa, se per esempio si ponesse il limite di  età
  dei   41  anni,  come  è  stato  fatto  per  l'Assemblea  regionale
  siciliana, nessuno di loro potrebbe partecipare. Mi sembra che  sia
  una cosa ingiusta. Quindi, noi difendiamo questo emendamento.

   CRACOLICI. È ingiusto anche 41 anni.

   PRESIDENTE.  Scusate  questo  tipo di  cose  sono  regolate,  sono
  disciplinate   dai  Regolamenti  interni,  non   è   che   possiamo
  intervenire con legge su questo. Va bene come ordine del giorno?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, non  stiamo  polemizzando  con  il
  concorso dell'Assemblea che è disciplinato dal Regolamento interno,
  stiamo  ponendo  un'altra  questione. Per  i  concorsi  che  fa  la
  Regione, no l'Assemblea, il limite di età che è quello previsto per
  i  dipendenti, per i funzionari pubblici, 45 anni, 6  figli,  tutto
  quello  già previsto ordinamentalmente definito, l'emendamento  che
  qui  si  propone per la quota interna, cioè il famoso 50 per  cento
  rivolto  a  personale interno, che si possa derogare al  limite  di
  età,  per una ragione: poiché la media età nell'amministrazione  di
  comparto è sopra i 50 anni, è chiaro che se non facciamo una deroga
  al  limite di età quasi nessuno dei dipendenti funzionari direttivi
  che  vorrà fare un concorso per dirigente lo potrà mai fare  perché
  non  ha  più i requisiti di età. Siccome tra l'altro ormai si  esce
  più  tardi,  visto che con la pensione si va, almeno in teoria,  si
  dovrebbe
   E' d'accordo il Governo?

   PRESIDENTE.  Scusate,  onorevole  Cracolici,  onorevole   Lupo   e
  Assessore, si può stabilire un'altra età ma non è che senza  limiti
  di  età  possono partecipare tutti perché mi sembrerebbe un errore.
  E,  comunque, lei è sicuro che non sia una normativa interna  anche
  per la Regione? A me risulta che sia normativa interna anche per la
  Regione non solo per l'Assemblea

   CRACOLICI. La normativa qua siamo noi, il Parlamento.

   PRESIDENTE. No, la normativa regolamentare.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  relatore. Signor Presidente, raccogliendo  il  suo  invito,
  l'emendamento  può anche essere riformulato nel senso  che  si  può
  dire che ai concorsi possono partecipare i funzionari direttivi  in
  servizio, evidentemente, senza problema di citare il limite di età.
  Ma è implicito, cioè noi abbiamo funzionari direttivi della Regione
  che  sono  idonei  per  l'accesso al ruolo di dirigenti  che  hanno
  diritto a partecipare alle selezioni esterne e a misurarsi  con  un
  concorso   esterno  come  tutti  gli  altri,  non  possono   essere
  discriminati  nel  non potere partecipare al concorso  perché  sono
  dipendenti   da  molti  anni;  mi  sembra  una  cosa  profondamente
  ingiusta, quindi se serve riformularlo lo riformuliamo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Non  è  il  caso di riformularlo perché è previsto dall'ordinamento
  che  non c'è limite di età tranne per i diplomatici, vi sono  anche
  sentenze   e   pronunce   della  Corte  Costituzionale,   per   cui
  l'emendamento va bene così.

   PRESIDENTE.  Va  bene  così  allora?  Il  parere  del  Governo   è
  contrario o favorevole?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.  Se ho detto che non c'è limite nell'ordinamento  dello
  Stato.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Soppressione  del  comma  4.  Chi è  favorevole  si  alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Subemendamento  sostitutivo dell'articolo 6 comma  4,  il  6.8.16,
  dell'onorevole Zito:   al personale interno di categoria A e B,  si
  applicano le disposizioni di cui all'articolo  .

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente,  stiamo  parlando  della  legge  Madia.
  All'articolo 22, comma 15, sono previste le progressioni  verticali
  interne. Dalla riscrittura del Governo non si capisce se questo  si
  applica anche alle categorie A e B che sono quelli che, negli anni,
  sono stati stabilizzati, nonostante avessero anche lauree, diplomi,
  eccetera. Quindi, il mio emendamento va nella direzione proprio per
  far  sì  che  la  legge Madia si applichi anche  in  Sicilia  e  si
  applichi  anche  a  quelle categorie A e B, ovviamente,  di  quelle
  persone  che  hanno  le lauree e possono fare  queste  progressioni
  verticali nei limiti previsti dalla legge, nelle riserve dei  posti
  previste dalla legge.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente,  il  Governo non ha difficoltà  a  dare  parere
  favorevole  a  questo articolo, però, rischia di  essere  impugnato
  perché  le  progressioni verticali riguardano tutti, è un  concorso
  interno e riguardano tutte le categorie, non le posso riservare  ad
  uno ad uno.

   ZITO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. È ritirato. Andiamo avanti. Soppressione dell'articolo
  5,  a  firma dell'onorevole Lupo. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   CRACOLICI. È stato stralciato.

   PRESIDENTE. Comma 5, stralciato. Perdonatemi. Tutto quello  che  è
  comma  5  lo  possiamo eliminare. Il comma 6  è  soppresso.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto. Il 6.8.24.

                           (Non è approvato)

   Il  comma  7  è  mantenuto. Chi è favorevole alla soppressione  si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   C'è la riscrittura del comma 7, dell'articolo 6.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO,  relatore.  Signor Presidente, solo  per  una  precisazione.
  All'emendamento 6.8.3, il riferimento normativo non è  all'articolo
  28 bis del decreto legislativo 165/2001, ma all'articolo 28, perché
  il 28 bis si riferisce alla prima fascia. Solo per precisare.

   PRESIDENTE.   Va   bene,  direttamente  gli  Uffici   faranno   la
  correzione.
   Si  passa  all'emendamento 6.8.29. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Andiamo  avanti.  L'emendamento 6.8.17 è  precluso.  L'emendamento
  6.8.30 è stato ritirato.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  rischiamo  di  determinare   una
  incongruenza  alla fine con questo stralciato, quello rinviato.  Ho
  capito che rimane in vita il comma 6 della riscrittura del Governo.
  È stato ritirato pure il comma 6 della riscrittura?

   PRESIDENTE. No, del comma 6 non abbiamo notizia.

   CRACOLICI.  E,  allora lo dobbiamo stralciare, Presidente,  perché
  altrimenti si crea una cosa diversa, dirigenza, comparto.

   PRESIDENTE. Quelli stralciati sono il 5, il 6 e l'8.

   CRACOLICI. 5, 6 e 8. Perfetto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cracolici, per la precisazione.
   Si  passa  all'emendamento  6.8.26. E'  inammissibile,  così  come
  l'emendamento di soppressione del comma 10, il 6.8.27.
   Abbiamo  terminato  gli emendamenti. Vorrei dire  al  Governo  che
  essendo stati stralciati 3 articoli, la copertura cambia.

   CRACOLICI. Tre commi.

   PRESIDENTE.  Sì.  La copertura cambia, si è risparmiato  qualcosa.
  Gli Uffici la dovranno cambiare.
    Andiamo  avanti,  allora. C'è ora da votare il 6.8  così  come  è
  stato  modificato. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 6 così è approvato.
   Onorevoli colleghi, stiamo distribuendo la riscrittura del Governo
  dell'articolo 7. Sono le spese per l'espletamento di  concorsi.  Lo
  avete avuto tutti? Lo possiamo votare?

   BARBAGALLO. Presidente, se il Governo lo può illustrare.

   PRESIDENTE.  Se i colleghi fanno silenzio chiediamo  all'Assessore
  di spiegare questo articolo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Stiamo per bandire i concorsi per l'assunzione dei precari, quindi,
  non  c'è  copertura  nel  capitolo e stiamo dando  l'affidamento  a
  Ripam,  quindi,  servono  30  mila  euro  per  l'espletamento   dei
  concorsi.

   BARBAGALLO. Questo è il testo base. Nella riscrittura Ripam salta.

    GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  No,  per  una questione di natura tecnica ricalca sempre  il  testo
  base ma è la copertura finanziaria che serve per l'espletamento dei
  concorsi.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  7.R,  che  è  la
  riscrittura dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  torna  all'articolo  5.  Onorevole  Lupo,  sono  mantenuti   i
  soppressivi?

   BARBAGALLO. C'era la riscrittura dell'articolo 5.

   PRESIDENTE.  Sì, fermo restando il cambio del titolo, che  avevamo
  già discusso l'altra volta, gli emendamenti sono ritirati.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, si parlava dell'A7?

   PRESIDENTE. No, no, l'articolo 5.

   SCHILLACI. L'articolo 5? Quello sul Garante dei detenuti?

   PRESIDENTE. No. Il Garante dell'infanzia.

   SCHILLACI.  Allora,  se stiamo trattando l'emendamento  aggiuntivo
  che  inserisce al Garante dell'infanzia quello dei detenuti, volevo
  rilevare

   PRESIDENTE. Questo è soltanto Garante dell'infanzia.

   SCHILLACI.  Nella  scorsa seduta avete presentato  un  A7,  stiamo
  votando questo?

   PRESIDENTE. No, no, non stiamo votando questo.

   SCHILLACI. Cosa stiamo votando?

   PRESIDENTE. L'articolo 5, onorevole Schillaci.

   CRACOLICI. Però, c'era un emendamento che era stato presentato, ha
  ragione, ed era sul Garante dei detenuti.

   PRESIDENTE. Ora, ci sono tre emendamenti aggiuntivi, uno  è  stato
  presentato   dal  Governo  ed  è  sulla  CRIAS  che  bisogna   fare
  assolutamente, uno è questo del Garante e l'altro
   Onorevole  Calderone, quello su Barcellona che si deve  fare?  No,
  allora non c'è.
   Dunque,  dobbiamo votare tutti quei commi che erano  nell'articolo
  17 che stralciammo l'altra volta e che sono stati rimandati uno per
  uno   in  Commissione   Bilancio'  e  che  oggi  diventano  singoli
  articoli,  quindi, diventano l'articolo 11, li avete nel fascicolo,
  a pagina 38. Sono tutti gli emendamenti dell'articolo 17 che stiamo
  votando, uno per uno, nei vari collegati di pertinenza.
   Intanto,  sono  stati  chiesti, e noi li diamo  volentieri,  dieci
  minuti  per  capire meglio cosa stiamo facendo, ma a pagina  38  ci
  sono  gli  emendamenti,  ci  sono  gli  articoli  che  erano  commi
  dell'articolo 17 del primo collegato che abbiamo già approvato e di
  cui abbiamo stralciato l'articolo 17. Ricorderete, tutti i commi di
  quell'articolo  sono stati non apprezzati l'altra volta  e  mandati
  alle singole Commissioni per essere apprezzati dalle Commissioni ed
  essere  inseriti nei singoli collegati di pertinenza.  Quindi,  qua
  oggi,   ci  sono  dell'articolo  17  del  vecchio  collegato,   gli
  emendamenti,  i  commi  riguardanti  la  I  Commissione.  Poi,  nel
  prossimo  collegato ci saranno quelli riguardanti la  IV,  la  V  e
  quant'altro.  Quindi,  qua  sono  i  commi  dell'articolo  17   che
  riguardano la I Commissione e sono diventati articoli, oggi,  e  li
  votiamo, uno per uno, come articoli.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Grazie,  Presidente. Al  netto  della  procedura  che  è
  assolutamente  confusionaria e che davvero  è  molto  difficile  da
  seguire  come  processo  legislativo, su  questi  commi  che  erano
  all'articolo  17,  che poi sono stati indirizzati alle  Commissioni
  per gli apprezzamenti di merito, come componente della Commissione,
  intervengo  per dire che questo apprezzamento, almeno  formalmente,
  non  è  avvenuto.  Quindi,  non  è  avvenuto  con  l'Assessore   in
  Commissione,  pertanto,  per quanto mi  riguarda,  come  componente
  della  Commissione  ed  a  nome  del mio  Gruppo  parlamentare,  si
  potrebbero anche respingere in blocco.

   PRESIDENTE Ognuno, ovviamente, vota come meglio crede.
   Onorevoli  colleghi, volete questi dieci minuti di  sospensione  o
  non è necessario?

                         (L'Aula risponde sì)

   La seduta è sospesa per dieci minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.52, è ripresa alle ore 19.09)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, mi sembra ci sia  un  po'
  di confusione.
   Questi  articoli che stiamo votando, Assessore Armao, sono  andati
  in  Commissione Bilancio già prima. La I Commissione deve  dare  il
  parere e lo dà qua direttamente in Aula. Per cui non c'è bisogno di
  rimandarli in nessuna Commissione, sono pronti per essere votati.
   E  allora, se vi accomodate. Intanto comunico che l'emendamento A4
  è stralciato.

   CRACOLICI. Stralciato che vuol dire?

   PRESIDENTE. Stralciato, onorevole Cracolici.
   Si passa all'emendamento A6 I parte.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, c'è un
  po'   di   confusione   forse,  e  in  questa   confusione   faccio
  l'intervento.
   Se  il  secondo  emendamento aggiuntivo è  confermato,  in  questo
  quadro  questi emendamenti, in questa sessione finanziaria infinita
  che dura mesi e mesi, vengono nel collegato generale, poi ritornano
  in Commissione Bilancio. L'onorevole Ciancio quando ha fatto il suo
  intervento  prima  faceva  riferimento  alla  I  Commissione,   lei
  giustamente dice che sono andati in Commissione Bilancio, in questo
  clima affrontiamo gli emendamenti aggiuntivi.

   PRESIDENTE.  Scusi,  mi  faccia  intervenire.  L'articolo  17  del
  collegato,  come  vi ricorderete, era un articolo  che  comprendeva
  troppi   commi,  ai  tempi,  e  quindi  la  Presidenza  decise   di
  stralciarlo  dal  collegato  di allora e  distribuire  nelle  varie
  Commissioni  di  merito  tutti  quelli  che  erano   i   commi   di
  quell'articolo.
   È  stata  quella  decisione una volta tanto apprezzata  dall'Aula,
  tant'è  che noi l'abbiamo mandato alle Commissioni di merito;  dopo
  di  che,  questi  sono  quelli  che  sono  stati  mandati  alla   I
  Commissione.   Alla   Commissione  Bilancio  c'erano   già   stati,
  ovviamente, quando sono arrivati là, per cui non c'era  bisogno  di
  rimandarli. Il Presidente della I Commissione è qui e ora  ci  darà
  il parere su questi emendamenti.
   Quindi da questo punto di vista è tutto più che regolare.

   BARBAGALLO.  Nel  merito,  mi riferisco  al  secondo  emendamento,
  faceva  parte di un unico disegno, nella finanziaria, e il  disegno
  prevedeva che aumentavano i posti dei consigli di amministrazione e
  che  veniva prevista la gratuità soltanto per quelli non economici;
  quindi,  da  un  lato  si  aumentavano  i  posti  nei  consigli  di
  amministrazione, e dall'altro si prevedeva l'indennità.
   Noi siamo assolutamente contrari a questa previsione, quindi è una
  contrarietà che abbiamo ribadito nell'esame di tutte le Commissioni
  e che ribadiamo anche in Aula.
   In  sostanza, non c'è la voglia di alimentare stipendifici e posti
  di sottogoverno. Noi siamo contrari.

   PRESIDENTE. Benissimo.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, onorevole Barbagallo, vorrei che mi  seguisse.
  E'  l'esatto  contrario di quello che ha rappresentato  l'onorevole
  Barbagallo. Sono io il firmatario dell'emendamento A6 prima parte e
  l'emendamento   serve   soltanto   per   ristorare   i   commissari
  straordinari  della CRIAS - il commissario ad  acta  per  ora  -  e
  dell'IRCAC che, in verità, non possono percepire nessuna indennità.
   Ci  troviamo  nella  paradossale  situazione  che  c'è  gente  che
  delibera  milioni  e  milioni di euro di istanze  in  favore  degli
  artigiani e meno in favore del mondo della cooperazione che non può
  essere ristorato, assumendosi grandi responsabilità.
   Siccome, come vedrà, fra gli aggiuntivi ci sarà pure l'emendamento
  che  l'altro giorno ho rappresentato in Aula che armonizza al  2020
  il  principio  del  decreto legislativo  n.  118,  stiamo  soltanto
  provando a rinviare, con quell'emendamento, il principio del 118 al
  2020  e  stiamo permettendo, in questo periodo, di potere ristorare
  economicamente    i   soggetti   che   si   assumono    grandissime
  responsabilità economiche e contabili.
   È  un fatto momentaneo, perché il parere del CGA per l'istituzione
  dell'IRCA  dovrebbe  arrivare a giorni, quindi,  onestamente  a  me
  sembra  un principio, onorevole Cracolici, non organizzi le truppe,
  si tratta soltanto di un principio di buon senso. Del resto pensare
  di  potere  continuare  a  fare, mi sono fermato,  no  mai  nessuna
  provocazione,  onorevole Cracolici, abbiamo soltanto  rappresentato
  la verità

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, a  me,
  devo  dire, che la spiegazione ecco, la delucidazione che  ha  dato
  l'assessore  Turano  non  mi  convince  soprattutto  perché  stiamo
  parlando  di  tutti gli enti di natura economica regionali,  perché
  l'articolo  cosa  dice?  Che  rispetto  agli  enti  di  natura  non
  economica dove è previsto semplicemente un rimborso e al limite  un
  massimo  di gettone di presenza di trenta euro, vengono esclusi  da
  questa  norma  nazionale, che è il decreto legislativo  n.  78  del
  2010,  vengono esclusi gli enti di natura economica, per cui non  è
  che mi può venire a dire che sono soltanto la CRIAS e l'IRCAC, sono
  tutti   Sono  tutti  quelli che ci sono  nel  mazzo,  non  c'è  una
  prescrizione.
   Fra  l'altro, Presidente, lo ricordo a me stesso prima  di  tutto,
  prima  di  ricordarlo sia a lei che a tutti gli altri colleghi  che
  fra  l'altro  proprio questo Parlamento ha deciso  la  gratuità  di
  quelle  due nomine per cui, dico, è sempre un giocare da  un  altro
  lato, cioè, il Parlamento decide una cosa il Governo ci riprove per
  un'altra  strada, siamo sempre così perché prima o poi  quest'asino
  dovrà  passare  per  quella  cruna dell'ago  in  qualche  modo,  ci
  dobbiamo riprovare
   Però  le  dico  anche una cosa e io credo che lei debba  prendersi
  anche la responsabilità da Presidente di quest'Assemblea di rendere
  inammissibile  questo emendamento e le dico  anche  il  perché:  il
  decreto  legislativo n. 78 del 2010, l'articolo 6, comma 2,  recita
  testualmente  che   la  partecipazione  agli  organi  collegiali  è
  onorifica,  essa  può dar luogo esclusivamente  al  rimborso  delle
  spese  sostenute ove prevista dalla normativa vigente qualora siano
  già previsti gettoni di presenza non possono superare l'importo  di
  trenta  euro  a  seduta giornaliera , perché le dico  che  va  reso
  inammissibile?  Perché  il Servizio Studi dell'Assemblea  regionale
  del  quale lei è Presidente dell'Assemblea che ovviamente ci scrive
  e  lo  fa  a buon diritto e lo fa in ragione, appunto, delle  norme
  nazionali  e  dice bene, perché ci dice che il  vincolo  posto  dal
  comma 2 si applica anche alle Regione a Statuto speciale , per  cui
  noi  non  possiamo  andare  in deroga  ad  un  decreto  legislativo
  nazionale  e, soprattutto, ad una norma nazionale che  impone  agli
  enti di diritto non economico ed economico di prevedere la gratuità
  onorifica  e  al limite, al massimo, di un gettone di  presenza  di
  trenta euro? Non è che ora qui siccome la norma nazionale noi siamo
  a  Statuto  speciale possiamo fare quello che bellamente  vogliamo,
  non  è possibile per cui questa norma, prima ancora di metterla  in
  votazione e, ovviamente noi voteremo contro, dovremmo già  renderla
  inammissibile  per  dare  rispetto a chi  di  quest'Assemblea  ogni
  giorno poi produce gli atti che noi come parlamentari ci andiamo  a
  studiare.

   PRESIDENTE.  Siccome  io  sono  uno  preciso,  l'accantoniamo   un
  secondo,  lo pongo in votazione dopo, perché sto facendo verificare
  quello che è stato fatto dall'Ufficio Servizio Studi.
   Si passa all'emendamento A6 II parte, del Governo.
   Il parere della Commissione.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione.  La  Commissione   si
  rimette all'Aula.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vorrei
  capire  la  ratio di questo emendamento. Qual è la logica  per  cui
  dobbiamo  togliere  il  limite  agli incarichi  dei  funzionari  di
  comparto?  Cioè, perché dobbiamo stabilire che ognuno ne può  avere
  più  di  due,  ho capito voi siete contrari, ma il testo  è  qua  e
  allora  il  Governo dia il parere negativo lo stralci e  faccia  in
  modo che non facciamo norme schizofreniche.

   GRASSO,  assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore alle autonomie locali e alla funzione pubblica.
  Signor Presidente, questo comma non è del Governo, non so perché  è
  qui  e  quindi  noi  siamo contrari, non so chi lo  deve  ritirare,
  comunque il parere del Governo è contrario.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, con il  parere  contrario  del
  Governo, lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A6 III parte.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  se  ho
  capito bene è stiamo discutendo l'emendamento A 6 III parte.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Caronia.

   CARONIA.  Bene.  Allora, in realtà questo emendamento  è  stato  a
  lungo  dibattuto  nella  Commissione però, poiché  anche  io  avevo
  sollevato  dei quesiti, che poi ho chiarito, anche per un  fatto  -
  diciamo  -  di conoscenza personale, con i colleghi in  Commissione
  bilancio  si era posto il tema di quello che riguardava il CORECOM.
  In   realtà,   dall'approfondimento  fatto   il   CORECOM   risulta
  un'autorità  indipendente regionale e quindi non è assimilata  agli
  enti che sono sottoposti a vigilanza, è un organo decentrato di una
  emanazione nazionale, i CORECOM sono presenti ovviamente  in  tutte
  le  Regioni.  Prima  del 2017, quando l'allora Segretario  Generale
  fece  un quesito all'Ufficio legale e legislativo, veniva conferita
  una  indennità che è commisurata a quello che viene fatto nel resto
  d'Italia; a seguito di quel parere l'Ufficio legale legislativo  ha
  richiesto  un  intervento legislativo per dare - come  dire  -  una
  maggiore forza al decreto del Presidente della Regione con il quale
  vengono  di  fatto date delle indennità, che non sono le  indennità
  che  noi  abbiamo immaginato colleghi quando ne abbiamo parlato  in
  Commissione bilancio, cioè non sono le stesse indennità che vengono
  corrisposte  ai  componenti dei consigli di  amministrazione  delle
  società partecipate, per intenderci.
   Per  altro, io ho fatto anche un ulteriore verifica, l'importo  di
  125  mila euro è già inserito nel Bilancio della Regione, e  quindi
  già  sono somme ad oggi disponibili, preventivamente appostate, per
  cui,  qualora  questa norma non fosse approvata, i  125  mila  euro
  andrebbero in economia, praticamente non sarebbero utilizzati.
   Il  CORECOM,  come  tutti noi sappiamo, è  un  organo  che  ha  il
  compito  di  vigilare  su  quello che è la comunicazione,  per  cui
  ritengo che sia una garanzia per noi oggi votare questa norma, ed è
  una  precisazione che faccio perché non si tratta  di  importi  che
  hanno  a  che vedere con i componenti, il Presidente e i componenti
  dei  CDA,  ma  sono  delle indennità che sostanzialmente  sono  dei
  rimborsi  spese, ecco perché ritengo che sia assolutamente doveroso
  da  parte nostra sapere cosa votiamo, e io annuncio già il mio voto
  favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Ci rimettiamo all'Aula.

   ZAFARANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  dico
  chiaramente,   superiamo  qui  quello  che  potrebbe   essere   una
  definitiva e lapidaria censura rispetto a questo modo di  lavorare,
  perché   praticamente  noi  ci  siamo  ritrovati  questo  tipo   di
  emendamenti,  a  parte triplicati, scritti due e  tre  volte  nelle
  stesse  formulazioni,  in  emendamenti, stralciati,  tornati  nelle
  Commissioni e poi tornati in Aula. Veramente è un modo di  lavorare
  che condanniamo senza se e senza ma
   Ma  entro  ulteriormente nel merito di questo emendamento  A6  III
  parte.   Praticamente,  nella  formulazione  con   cui   ci   viene
  presentato,  di  fatto  si dice che ai fini  dell'attuazione  delle
  disposizioni  di  cui  all'articolo 17,  che  prevedono  appunto  i
  compensi,  non  si applica la classificazione di  cui  al  comma  2
  dell'articolo  17,  quindi  noi  praticamente  vogliamo   applicare
  l'articolo 17, ma contemporaneamente nello stesso articolo  andiamo
  a  dire  che  non  si  applica il comma 2, che  di  fatto  cosa  è?
  L'esclusione della onnicomprensività del compenso, di fatto  questi
  125  mila  euro  che  sono  per  il  Comitato  regionale,  per   le
  comunicazioni e per la Commissione paritetica, senza l'applicazione
  del  comma  2,  dell'articolo 17, della legge 11/2010,  mi  par  di
  capire, che siano netti e, pertanto, gli oneri contributivi e altro
  siano al di fuori di questa indicazione.
   Dopodiché,   ritengo,  che  un'azione  legislativa   degna   debba
  prevedere una copertura se così è. E questo è il fatto tecnico. Poi
  c'è  il  fatto  di  commento rispetto a  questo  modo  di  operare.
  Parliamo tutti i giorni di spending review, parliamo tutti i giorni
  di  individuare  compensi adeguati, eventualmente,  per  azioni  di
  amministrazione  e  controllo, perché di questi organi  si  tratta,
  però  esiste  una  legge nazionale che va ad individuare  enti  che
  devono  lavorare  a  titolo onorifico che sono già  pagati  con  il
  gettone  di  presenza,  non sono questi in  questo  momento,  però,
  ricordo  che  già  la Commissione paritetica era stata  esclusa  da
  questo  Parlamento,  dal  compenso. E  ricordo  che  nel  2002,  da
  verifiche che ho fatto, il compenso omnicomprensivo del CORECOM era
  di 80 mila euro. Com'è che siamo arrivati a 125 mila euro? Mi duole
  riconoscere che, invece di andare a comprimere la spesa,  si  è  di
  manica  larga  e,  soprattutto, non  trovo  le  coperture.  Quindi,
  chiaramente,  è  un  modo  di  operare che  anche  altrove  abbiamo
  stigmatizzato  e che non va bene. Non ci si dica che  questo  è  il
  Governo  della  spending review, non ci si dica  che  questo  è  il
  Governo dei tagli alle spese dell'Amministrazione pubblica.

   PRESIDENTE. Il Governo vuole intervenire su questo argomento?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor  Presidente questa norma non è del Governo. È una norma  che
  viene dalle Commissioni.

   SAMMARTINO. È una farsa

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Quale farsa?

   CRACOLICI. La Commissione ha dato parere favorevole?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Questo in Commissione Bilancio, l'assessore Armao.

   PRESIDENTE. Assessore Grasso, in questo momento interessa poco chi
  l'ha presentata. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi,  gli emendamenti A2 e A3  sono  preclusi.  Si
  passa all'emendamento A6 IV parte. Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione.  La  Commissione   si
  rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli   colleghi,  l'emendamento  A1  è  assorbito,  pertanto,
  riprendiamo  l'esame  dell'emendamento A6 I  parte,  in  precedenza
  accantonato.
   Quello che diceva l'onorevole Cancelleri è vero in parte. Anche la
  Regione  siciliana  è  coinvolta nella legge  nazionale,  però  sul
  totale  della  spesa. Quindi, se il Governo vuole  lasciare  questa
  spesa  deve  diminuirla da qualche altra parte. Questa è  la  ratio
  della  legge  nazionale. Siccome non abbiamo notizia di diminuzione
  di altre parti, io chiederei al Governo. Onorevole Turano, la legge
  nazionale  prevede  che  anche le Regioni a statuto  speciale  sono
  coinvolte. Però, a differenza delle Regioni a statuto ordinario, le
  Regioni a statuto speciale hanno il coinvolgimento sul totale della
  spesa.   Quindi,  per  essere  ammissibile,  per  mantenere  questo
  articolo il Governo ci dovrebbe fare una relazione dicendo dove  li
  va  a  diminuire.  In  questo momento, comunque,  non  lo  possiamo
  toccare.  Per cui il Governo o lo ritira oppure ci fa una relazione
  dicendo qual è la parte che elimina, e lo possiamo fare la prossima
  volta.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  lo  ritiriamo  in  questo  momento e  lo  rinviamo  in  Commissione
  Bilancio per un apprezzamento.

   PRESIDENTE.  Benissimo   Si passa all'esame  dei  tre  emendamenti
  aggiuntivi in precedenza distribuiti.
   Comunico  che  è  stato  presentato l'emendamento  A.32,  a  firma
  dell'onorevole  Calderone che coinvolge anche aspetto  finanziario,
  pertanto, lo rimandiamo in Commissione  Bilancio'.
   Non  lo potremmo apprezzare, se invece potrà vederlo, anche domani
  mattina la Commissione, in Aula lo riesaminiamo dopo.
   Si passa all'emendamento A7, che è il garante dei detenuti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo  avevo
  già fatto un mio intervento la scorsa seduta.
   Ritengo  che  questo  emendamento non possa  essere  assolutamente
  accettato,  intanto  perché  è  un aggiuntivo,  non  è  neanche  un
  modificativo  su  un  articolo, su una norma già  approvata  il  18
  giugno, e tra l'altro che non è stata ancora pubblicata
   Volevo  rilevare  che  siamo  ancora  nella  stessa  sessione   di
  bilancio,  questo aggiuntivo stravolge totalmente  il  senso  della
  norma già approvata il 18 giugno.
   Mi  sembra veramente paradossale e schizofrenico, il comportamento
  del Parlamento siciliano

   PRESIDENTE.  Dal  punto di vista procedurale è  giusto,  onorevole
  Schillaci.  Lei  è  sempre molto gentile e quindi  le  rispondo  in
  maniera  gentile: le leggi servono per cambiare quelle  precedenti,
  così   come  quella  votata  ha  stravolto  la  precedente,  questa
  stravolge ancora.
   Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento A7.Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

             (Proteste da parte dell'onorevole Schillaci)

   E' già stato approvato onorevole Schillaci.
   Si passa all'emendamento A.31. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   PELLEGRINO, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   si  passa  all'emendamento   A.33,   della
  Commissione.Il parere del Governo?

   GRASSO,  assessore  per le autonomie locali  e  la  funzione
  pubblica. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Abbiamo  finito, perché siccome ci sono due emendamenti  che  sono
  stati  inviati  in  Commissione Bilancio, per  una  verifica  della
  copertura, il voto finale lo diamo direttamente domani.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  facciamo  un
  attimo di calma, faccio l'intervento. Io volevo chiedere al Governo
  e  all'Aula,  se  c'era la disponibilità del Governo,  siccome  noi
  abbiamo bocciato due articoli, l'articolo 3 e l'articolo 4, da  cui
  non  sono  state quindi attribuite somme per 210.000 euro.  Siccome
  sull'articolo  che  riguarda l'amianto  -  signor  Presidente,  per
  favore,  così  non è modo di lavorare, richiami  l'Aula  e  mi  dia
  l'attenzione  che  serve  - siccome dalla  non  approvazione  degli
  articoli  3 e 4 sono avanzati 210.000 euro, volevo chiedere  se  il
  Governo voleva fare propria la possibilità, con un emendamento,  di
  destinare   questi  210.000  euro  sull'articolo  che  riguarda   i
  contributi  ai Comuni per la rimozione dell'amianto su cui  abbiamo
  collocato  solo  100.000 euro, che sono delle  risorse  esigue.  In
  questo  modo, utilizzando lo stesso capitolo previsto per l'amianto
  e  per questi altri due articoli andremmo ad implementare il fondo.
  Quindi  se il Governo è d'accordo e lo possiamo ammettere, potremmo
  fare questa operazione che aiuterebbe i Comuni.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, volendo, io  sono  favorevole  al
  fatto che si facciano questo tipo di operazioni.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CANCELLERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CANCELLERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   volevo
  intervenire ai sensi dell'articolo 83, quindi fuori da quella che è
  la normale programmazione dei lavori.
   Se mi ascolta l'Assessore Turano, perché l'intervento è rivolto  a
  lui, vorrei raccontarvi quello che in queste ore, in questi giorni,
  sta   avvenendo,  perché  l'Assessorato  regionale  delle  attività
  produttive sta mandando per la longa manus

   PRESIDENTE.  Scusate,  possiamo ascoltare l'onorevole  Cancelleri?
  Veramente diventa un disagio enorme il fatto che qualcuno non possa
  riuscire a parlare per la confusione che fate.

   CANCELLERI.  Dicevo  che  l'Assessorato regionale  delle  attività
  produttive, per mano del Commissario liquidatore dell'IRSAP e delle
  ASI  che  si  sono insediati, sta scrivendo a tutti i  sindaci  che
  insistono  in  zone  che  all'interno dei Comuni  sono  delle  zone
  industriali. Per dirgli cosa, direte voi? Ai sensi dell'articolo 10
  di  una  legge  che  è stata approvata in questo Parlamento  il  10
  luglio del 2018, il Commissario liquidatore gli dice che, ai  sensi
  della  legge,  entro  trenta giorni il sindaco dovrà  prendersi,  e
  quindi il Comune per lui, dovrà prendersi in mano tutte le strade e
  le  pertinenze delle zone industriali che insistono nel suo Comune,
  senza  avere  né  un euro in aggiunta e prendendosi,  fra  l'altro,
  delle  strade  di zone industriali che, ormai, sono abbandonate  da
  anni e anni, e anni, e anni e anni.
   Assessore, io già so che lei mi risponderà dicendo che ci sono dei
  progetti  e  quant'altro, secondo me, questa cosa  va  fermata.  Va
  fermata  perché, glielo dicevamo in fase di approvazione di  quella
  legge  a luglio del 2018, dicendole che sarebbe stata un'eresia  ed
  una follia burocratica, perché stiamo appesantendo ancora di più  i
  comuni che, se non vanno in dissesto finanziario, ci proviamo noi a
  farli andare in dissesto finanziario per forza.
   Vi  faccio  un  esempio. Al comune di Caltanissetta  d'emblée  gli
  regaliamo  10  km di strade distrutte, con le relative  pertinenze,
  quindi  immondizia,  pulitura delle strade,  decoro  urbano,  verde
  pubblico  e  tutta un'altra serie di situazioni che prima  erano  a
  carico  di chi, invece, doveva espletare il servizio, cioè l'IRSAP,
  l'Istituto regionale dello sviluppo delle attività produttive.
   Io  sono  convinto che questo è un modo sbagliato di  agire.  Sono
  convinto  che continuiamo ad utilizzare i comuni come  bancomat   e
  questa cosa non è possibile.
   Chiedo,  pertanto, all'assessore Turano, per favore,  di  bloccare
  questo scempio e, soprattutto, di convocare i sindaci che insistono
  dove  ci  sono le zone industriali, per concordare con loro  quella
  che sia la soluzione migliore per potere fare questo passaggio, sul
  quale,  per  carità, potrei anche essere d'accordo ma, così  fatto,
  andiamo ad appesantire sulle casse comunali e sulle spalle di  quei
  cittadini, anni, anni ed anni, di abbandono e di incuria, non dando
  minimamente la possibilità agli imprenditori che, invece, svolgo il
  lavoro  di  avere i giusti servizi ed il giusto decoro  nelle  zone
  industriali.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho un'emergenza di 10 minuti,  per
  cui devo sospendere la seduta e poi riprendiamo.
   Onorevole  Cordaro,  siccome ci sono  diverse  persone  che  hanno
  chiesto  di intervenire, ai sensi dell'articolo 83 del Regolamento,
  ed io non posso non farli parlare ..

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Chieda
  all'onorevole Cancelleri di sostituirla.

   PRESIDENTE.    Siccome   l'onorevole   Turano   deve    rispondere
  all'onorevole  Cancelleri,  farlo  mettere  qua  non  mi   sembrava
  opportuno.
   Onorevole  Cancelleri,  mi sostituisca per  10  minuti,  così  non
  abbiamo problemi.

                Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   CAFEO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, davvero, è molto difficile intervenire  dallo
  scranno. C'è davvero molta confusione. Chi deve parlare si accomodi
  fuori  dall'Aula, chi, invece, rimane, rimane per  ascoltare,  sono
  interventi  molto  importanti. Ha facoltà  di  parlare  l'onorevole
  Cafeo.

   CAFEO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  chiesto  di
  intervenire,  non  per difendere l'iniziativa del Governo  rispetto
  all'articolo  da  lei citato, perché, comunque, quell'articolo  che
  lei  citava,  è  passato  in discussione  in  Commissione  attività
  produttive, ed allora ho preferito spiegarne la ratio,  perché  non
  vorrei  trovarmi nella spiacevole situazione che, poi,  l'assessore
  Turano, come ha fatto in altre occasioni dovesse disconoscere anche
  questo, quello che ha citato Cancelleri che prevede questo discorso
  delle strade. Non vorrei che poi si trovasse a disconoscere pure  o
  a dire che non sapeva, diciamo, a che cosa si riferiva.

   PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, mi perdoni, però, non è un dibattito.
  Lei  interviene,  poi  l'assessore avrà lo spazio  per  rispondere,
  altrimenti, anche per chi ci ascolta da casa, non sente l'assessore
  Turano.

   CAFEO.  Siccome l'IRSAP è un ente in liquidazione e non percepisce
  oneri  di urbanizzazione per le strade e per l'illuminazione  delle
  zone  ASI,  l'articolo prevede il passaggio ai comuni che,  invece,
  percepiscono  comunque  gli  oneri di  urbanizzazione  perché  -  a
  prescindere  dalla giusta osservazione da lei fatta  -  che  questa
  cosa  aggrava i bilanci dei comuni, è anche vero che,  se  vogliamo
  prevedere  delle zone ASI, qualcuno che ha le risorse e  percepisce
  gli  oneri  derivanti  si faccia carico per  il  corretto  sviluppo
  industriale.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,   cercherò  di   essere   breve   perché   si
  rappresentano dei fatti che non rispondono alla verità  delle  cose
  che ci siamo detti e mi fa piacere dire questo e parlare con lei  -
  che  per ora presiede l'Assemblea - perché l'ultima volta che sulle
  interrogazioni ci siamo confrontati, e presiedeva lei, lei ha avuto
  la  felice e gradita - per me inaspettata - intuizione di dire   in
  questo  minuto  assommo due diverse funzioni, quella di  Presidente
  dell'Assemblea,  dunque imparziale, e quella di aver  sollevato  un
  problema proprio per l'ASI di Caltanissetta e, dunque, difensore di
  un territorio.
   Voglio essere chiaro.
   Quando  è stata fatta la legge sulla liquidazione delle ASI  tanti
  anni  fa  non si è pensato a risolvere tutti i nodi che, in verità,
  quell'argomento prospettava. E quando noi siamo intervenuti con  la
  legge  finanziaria dell'anno scorso, nel mese di luglio,  ci  siamo
  posti  proprio il problema di capire come affrontare tutti  i  temi
  legati alle ASI e come queste ASI venissero liquidate.
   Io  non conosco - vorrei che l'Aula seguisse perché è un argomento
  molto  importante  -  sistema  per  liquidare  un  ente  che  possa
  prevedere il trasferimento degli impianti collettivi, dall'impianto
  di   illuminazione  alla  video  sorveglianza,  alle  strade,  alla
  depurazione a soggetti che non sono portatori di interessi diffusi.
   E  siccome l'unico soggetto che è portatore di interesse diffuso è
  il  comune,  era  normale  che nella  legge  se  ne  prevedesse  il
  trasferimento al comune.
   Ma  il  Governo,  con responsabilità, si è posto  il  problema  di
  capire   come   potesse  consegnare  degli  impianti  assolutamente
  funzionanti  e, personalmente, io, anche su sua sollecitazione,  ho
  parlato  col  sindaco di Caltanissetta, così come  ho  parlato  con
  l'associazione  industriali e con l'associazione degli  industriali
  di  Catania  e Siracusa, che sono due associazioni che  formalmente
  non  aderiscono a Sicindustria, per dire di preparare  progetti  di
  riqualificazione  delle aree comuni o delle corti  condivise  delle
  ASI perché il Governo ne potesse disporre il finanziamento.
   E'  di  tutta  evidenza  - e non sto ad anticipare  argomenti  che
  troveranno il confronto domani in Commissione bilancio e durante la
  prossima  settimana con tutto il partenariato e con l'apprezzamento
  finale   -   che   proprio  le  ASI,  e  segnatamente   quella   di
  Caltanissetta, visto che l'ultima volta abbiamo parlato di  questo,
  diventano, su proposta del Governo, le zone economiche speciali.
   Ora, è mai possibile, come Governo, ricevere delle critiche quando
  stiamo   avviando,  finalmente  e  faticosamente,  la  fase   della
  dismissione  valorizzando proprio quelle aree che possono  avere  e
  possono  rappresentare un grande ristoro anche per gli imprenditori
  che   hanno   scommesso  su  queste  aree  in  maniera  coraggiosa,
  investendo il proprio sudore, il proprio sacrifici, anche i  propri
  investimenti   e,  dunque,  meritano  un  premio?  E   lo   stesso,
  chiaramente, vale per le parti ancora non assegnate che  acquistano
  di valore.
   Quindi  stiamo  facendo un'operazione di buon senso;  cosa  dovrei
  chiedere io di bloccare al commissario liquidatore? Vi è una  legge
  che  merita  di  essere rispettata, vi è un Governo  che  ha  molta
  attenzione  per lo sviluppo di quelle aree intervenendo in  maniera
  di  riqualificazione ed in materia straordinaria  con  investimenti
  importanti,  anche prevedendo l'allocazione delle zone  ZES,  e  mi
  sembra  di tutta evidenza che il commissario liquidatore  chiami  i
  sindaci  per  avviare  il trasferimento delle opere.  Trasferimento
  delle  aree comuni: trasferimento che non si materializza nell'arco
  di 5/10 minuti ma su cui ci vuole un confronto tra le parti.
   Quindi io credo che il Governo sta facendo bene, si è trovato  sul
  tavolo  un  problema atavico che non veniva attenzionato  da  dieci
  anni  perché la riforma di liquidazione delle ASI è cominciata  nel
  2009,  siamo  nel 2019 e non è stato compiuto nessun  atto  se  non
  quello  programmatorio nostro che ci siamo  posti  il  problema  di
  vendere,  di  riqualificare e di valorizzare le ASI,  e  questo  fa
  parte anche della riqualificazione che abbiamo evidenziato.
   Io  credo  che il confronto con i sindaci sia un fatto  del  tutto
  normale,  sarà  mia cura chiamare tutti i sindaci su cui  insistono
  delle  aree ASI, sarà mia cura, ed io l'ho fatto con l'associazione
  industriale di Caltanissetta e con i rappresentanti dell'ASI e  con
  il  Comune  di Caltanissetta, volevo dire di Catania, il Comune  di
  Catania,   definire   la   strategia  complessiva   che   determina
  investimenti per milioni e milioni di euro prima del trasferimento,
  a  me  sembra  che  stiamo serenamente e, aggiungo,  senza  nessuna
  presunzione, anche seriamente.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  in
  particolare mi vorrei rivolgere all'assessore Falcone.
   Assessore  Falcone le prendo un attimo, volevo porre  l'attenzione
  su  una  strada,  la  SP 178, che sta vivendo un momento  veramente
  disastrato che è una principale arteria che collega, nell'isola  di
  Vulcano,  la  zona del porto con le contrade di Piano e  di  Gelso.
  Esattamente  un anno fa io avevo già fatto un'interrogazione  sulle
  condizioni di mancanza di manutenzione, la mancanza di segnaletica,
  così come di muretti di contenimento di questa strada ma, è notizia
  già  da un anno, di una frana che ha interessato larga parte  della
  carreggiata esattamente al chilometro 3.
   Questa  è  una  arteria fondamentale di transito per gli  esercizi
  commerciali, per i residenti e, soprattutto, per i turisti  che  si
  spostano da una contrada all'altra dell'isola. Ma la cosa più grave
  e  più  importante  è  che  bisogna  intervenire  subito  affinché,
  veramente,  si possa ripristinare la strada perché, a settembre,  i
  ragazzini dell'isola, esattamente 50 bambini, dalla zona del  porto
  andranno  a  scuola che si trova nella zona del  piano  e  dovranno
  transitare in questa strada.
   La  porzione di frana è veramente incredibile, io so  che  già  la
  comunità  di Vulcano ha fatto degli esposti alle forze dell'ordine,
  io so che la strada è stata messa in sicurezza ma, tutto questo, da
  parte  della Città metropolitana, ma naturalmente tutto questo  non
  basta.  Io credo che si debba e si possa intervenire anche per  una
  questione, anche a mezzo della protezione civile, perché ricordiamo
  che   questa   arteria  è  strategia  anche  ai  fini   dei   piani
  dell'evacuazione dell'Isola. Grazie.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  mi  rivolgo   in
  particolare al vice Presidente della Regione, assessore Armao che è
  presente  e  che fa le veci in questo momento del Presidente  della
  Regione,  per comunicare che sostanzialmente con la firma di  quasi
  tutti  i  Gruppi parlamentari, ma c'è ancora un confronto in  corso
  con  alcuni  colleghi, abbiamo presentato una mozione che  riguarda
  opportune   iniziative  volte  a  contrastare   le   diseguaglianze
  derivanti   dall'applicazione  dell'autonomia   differenziata   nel
  comparto scolastico regionale.
   Volevo  chiedere,  signor Presidente, se possiamo  calendarizzarla
  con  urgenza,  se  il  Governo  è  disponibile  a  discuterla.   Se
  cortesemente il vice Presidente si fa carico anche di parlarne  con
  l'Assessore  La  Galla,  perché il tema è  estremamente  rilevante,
  importante  e  anche urgente, considerato anche che  il  Presidente
  della  Regione abbiamo letto, ha chiesto un incontro al  Presidente
  del Consiglio per affrontare tutti gli argomenti che riguardano  il
  regionalismo   differenziato.  Sarebbe   importante   se   già   in
  quell'occasione  questa mozione potesse essere già stata  approvata
  al Parlamento regionale, in modo tale da avere un atto di indirizzo
  di cui il Governo della Regione possa tenere conto. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, come sa, o trasforma la sua mozione in
  un  ordine del giorno e possiamo già presentarla per domani, oppure
  la  mozione  deve  essere concordata alla prossima  Conferenza  dei
  Capigruppo,  di cui chiaramente lei e altri firmatari  si  potranno
  fare   carico   di   fare   le  dovute  pressioni   al   Presidente
  dell'Assemblea per calendarizzarla. Grazie.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  avevo chiesto  di  intervenire  quando
  ancora  in Aula c'era l'onorevole Turano, ma evidentemente qualcuno
  gli  riporterà il mio messaggio. Mi rivolgo all'Aula e a  lei.  Tra
  gli  emendamenti aggiuntivi l'A31. Una frasetta che forse non  dirà
  molto  a  tanti,  ma  di  cui  noi  possiamo  bene  comprendere  il
  significato.
   Abbiamo spostato al 31 dicembre 2020 l'adempimento da parte  della
  CRIAS, in particolare all'adeguamento al 118, l'armonizzazione  dei
  propri  bilanci  che deriva da una capestra manovra del  precedente
  Governo  che ha incluso tra gli enti strumentali questa particolare
  istituzione, che qui in Sicilia è un baluardo o dovrebbe essere  un
  baluardo  per gli artigiani. Alla fine della relazione si parla  di
  generiche  difficoltà.  Io direi che le generiche  difficoltà  sono
  difficoltà sostanziali, perché ad oggi risulta impossibile adeguare
  al 118 il bilancio della CRIAS.
   Assessore  Turano,  lei  è  tornato, se può  un  attimino  seguire
  l'intervento, perché la CRIAS ha serie difficoltà ad  adeguarsi  al
  118,  non  per  motivi  di tempo, non per  motivi  di  mancanza  di
  personale adeguatamente formato, ma perché è impossibile agganciare
  un   fondo   di   rotazione   e  dei   prestiti   con   i   criteri
  dell'armonizzazione del 118. Tra l'altro, nella relazione  si  dice
  anche che questo è un passaggio propedeutico alla messa in funzione
  dell'IRCA, ente che è stato approvato a forza di maggioranza ben un
  anno  fa, legge regionale 10 del luglio 2018, articolo 1, legge  10
  del  10 luglio, che ha semplicemente creato il panico, il clima  di
  ultimo giorno di scuola in due importanti enti, Ircac e Crias.
   Ora,  con  grande senso di responsabilità il Gruppo del  Movimento
  Cinque  Stelle  ha  votato  a  favore di  questo  emendamento,  con
  altrettanto  senso  di responsabilità la scorsa settimana,  la  III
  Commissione  ha  espresso il parere, perché questo  aggiuntivo  era
  rimbalzato   la  scorsa  settimana.  Ma  questo,  attenzione,   non
  significa  che  noi siamo favorevoli al fatto che  questo  istituto
  rimanga   nell'elenco  degli  istituti  strumentali,   degli   enti
  strumentali  della Regione, non siamo d'accordo su  questa  fusione
  che  è stata solo una norma spot.  E mi chiedo, agganciandomi anche
  al  precedente intervento, con tutti i problemi che pare il Governo
  stia  trattando  e  sia  in  procinto di  risolvere,  se  c'era  la
  necessità  di crearselo un problema, perché la creazione dell'IRCA,
  che  ancora  è  solo sulla carta e crea terrorismo,  sta  di  certo
  danneggiando e non facilitando il funzionamento di questi due enti.
   In  particolare, la CRIAS con questa pezza - perché si  tratta  di
  una pezza che non ha risolto nessun problema in maniera strutturale
  -  mi  auguro  nei prossimi giorni possa deliberare  ed  erogare  i
  prestiti  che  gli  artigiani  attendono,  che  hanno  regolarmente
  richiesto.  Mi auguro che a livello nazionale, a breve,  giunga  il
  recepimento  della  modifica del nostro Statuto  regionale  che  ci
  permetterà, finalmente, di potere accedere ad un fondo di rotazione
  che  ci  viene  precluso dal 2011 e che, finalmente, per  i  nostri
  artigiani,  oltre  la  via degli usurai  -  perché  a  questo  sono
  costretti  a  rivolgersi  -  ci  sia, finalmente,  una  istituzione
  pubblica  funzionale  e  mi  auguro, anche,  che  l'Assessore,  che
  purtroppo  è  stato invitato tantissime volte in  III  Commissione,
  anche su richiesta,  non solo del Movimento Cinque Stelle, ma  devo
  dire  anche  della maggioranza, cominci di nuovo a  frequentare  la
  Commissione  e  a  portarci  dei  report  sulle  materie   di   sua
  competenza,  perché  non accetteremo più di sottostare  e  fare  da
  stampella, anche se a fin di bene, per le cose che intende  portare
  in Aula.
   Assessore,  lei  è  arrivato ora, io voglio, le  faccio  un  breve
  riassunto.  Abbiamo messo una toppa con questo emendamento,  ma  la
  questione  dei  bilanci  armonizzati è  molto  più  complicata  dei
  bilanci armonizzati per la CRIAS.
   C'è un grande clima di incertezza perché la fusione dei due, IRCAC
  e  CRIAS, è veramente in alto mare. Noi ci aspettiamo che lei venga
  a  riferire  in  Commissione dove l'abbiamo invitata  tante  volte;
  abbiamo  votato  con senso di responsabilità, ma vogliamo  ribadire
  che  vogliamo che ci sia maggiore attenzione perché gli  artigiani,
  purtroppo,  lamentano che c'è una grave sofferenza nell'accesso  al
  credito. Parimenti noi opereremo a livello nazionale affinché venga
  - ed è alla firma del Presidente del Consiglio dei Ministri - anche
  approvata  la  modifica del nostro Statuto  che  ci  permetterà  di
  avere,  di  recepire,  diciamo, i fondi  che  vengono  stanziati  a
  livello nazionale per potere dare, veramente, soccorso alle persone
  che  lavorano  e  che  non possono tentare  la  fortuna  ma  devono
  rivolgersi  ad  istituti che hanno una vera e propria  funzionalità
  che non sia più a singhiozzo. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Foti.  Allora,  sia  all'assessore
  Falcone che all'assessore Turano, se mi permettete ci sarebbero gli
  ultimi due interventi che sono relativi all'assessore Falcone.
   Assessore  Turano, se vuole poi la faccio intervenire  alla  fine,
  questo  le volevo dire. La faccio intervenire alla fine, in maniera
  conclusiva.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Ma non è che  è
  un question time

   PRESIDENTE. Ho capito, ma se l'Assessore ha chiesto di parlare  ne
  avrà anche diritto.
   E'  iscritto  a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno, l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, aspetto  un
  attimo l'assessore Falcone perché mi volevo riferire proprio a lui.
   Assessore  Falcone,  io  erroneamente  mi  ricordavo  i  primi  di
  febbraio  ma  è stato esattamente il 27 marzo quando avevo  chiesto
  alla  Presidente  della  IV Commissione di  fare  un'audizione  per
  quanto  riguarda alcune strade provinciali, diciamo così,  del  mio
  territorio,  soprattutto nella zona montana, che sono  la  SP7,  la
  SP10 e la SP45.
   Una di queste, oltre ad un viadotto è stato praticamente, un ponte
  è stato sequestrato dalla Procura perché pericolante, a queste, nei
  mesi,  siccome  non  si  è potuta fare questa  audizione,  si  sono
  aggiunte la SP23 e la SP86.
   Quindi, io quello che le volevo chiedere era un invito, visto  che
  l'audizione  ancora non si riesce ad organizzare,  se  ci  potevamo
  incontrare  al libero Consorzio di Siracusa quando lei, ovviamente,
  è  disponibile, alla presenza dei sindaci del territorio perché  ci
  sono,  veramente,  interi  comuni che stanno  rimanendo  totalmente
  isolati  perché tutte le strade che conducono a questi comuni,  per
  un  motivo o per un altro, per frane, per viadotti pericolanti, per
  ponti che hanno qualche problema sono isolati. E con la scusa, dopo
  che facciamo questo incontro, possibilmente al libero Consorzio, in
  una  data che mi darà lei, poi la invito a visitare anche il  Porto
  Rifugio,  che  le accennavo, della Capitaneria di porto  perché  ha
  avuto  dei  gravi danno e se lo vediamo e interveniamo  ora  che  è
  estate prima che arrivi l'inverno sarebbe una cosa opportuna.

  PRESIDENTE. E' iscritto a parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma
  2, del Regolamento interno, l'onorevole De Luca. Ne ha facoltà.

   DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore Falcone,
  poc'anzi  abbiamo avuto modo di discutere della questione, appunto,
  di  questa  strada provinciale crollata a Vulcano e  pare  che,  mi
  comunicava  ora ci darà conferma, ci potrebbe essere la possibilità
  di stanziare i fondi necessari alla manutenzione.
   Io nella giornata odierna ho sentito telefonicamente il sindaco di
  Lipari,  il  quale mi spiegava che già una progettazione  in  campo
  all'ex  provincia  di  Messina era stata effettuata,  però  c'è  il
  problema  della chiusura dei bilanci e, quindi, dell'autorizzazione
  da  parte del Ministero ad effettuare questi lavori proprio per  la
  mancanza  di  questi bilanci. Siccome le somme  non superano  i  60
  mila euro credo che sarebbe opportuno, per non perdere il lavoro  e
  la  progettualità  già  espressi, stanziare questi  fondi,  quindi,
  prevederli  e  contestualmente  andare  a  convocare  un  tavolo  o
  comunque  comunicare  con l'ex Provincia  di  Messina  in  modo  da
  sfruttare la progettazione, perché già c'è la progettazione,  anche
  quelle  esecutiva  già in essere, già approvata, utilizzare  queste
  somme  in modo da non gravare sul bilancio della provincia e poter,
  quindi,  bypassare  la  necessità  di  richiedere  l'autorizzazione
  ministeriale  ed  effettuare, cantierare immediatamente  i  lavori.
  Quindi,  se  c'è  questa disponibilità, credo  nel  limite  di  uno
  stanziamento  di  60 mila euro, noi potremmo nel  giro  di  qualche
  settimana  già  mandare,  cantierare l'opera  con  delle  procedure
  abbastanza  rapide  che  darebbero soddisfazione  e  risposta  alla
  comunità di Vulcano.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io rispondo alle interrogazioni dei
  colleghi  Schillaci  e  De  Luca in merito  alla  strada  178  dopo
  risponderò anche all'invito dell'onorevole Zito.
   La  178:  parliamo  di  una strada franata non  ieri,  ieri  si  è
  aggravato  già da alcuni mesi scorsi. L'intervento è in  capo  alla
  Città  metropolitana  di  Messina che  avrebbe  già,  tra  l'altro,
  espletata  la  gara;  ha  un problema di bilancio  e  tale  mancata
  approvazione del bilancio non consente di aggiudicare i lavori.
   Hanno  previsto un intervento da 60 mila euro, a mio avviso  molto
  poca  cosa,  rispetto  all'intervento che ci vorrebbe.  Il  Governo
  Musumeci  è  pronto,  invece, a mettere altri 300,  400  mila  euro
  immediatamente eventualmente in una riprogrammazione che andremo  a
  fare  nella  prossima Giunta proprio per una strada, una  SP  12  a
  Niscemi  nel Nisseno, vorrei ricordare che quella strada è  chiusa,
  la SP 12, dobbiamo fare un bypass e all'occasione, allora, potremmo
  anche inserire questo intervento. Lo verificheremo. Mi sono sentito
  con  il sindaco, con il vice sindaco poc'anzi, il Capo di Gabinetto
  vicario  ha  anche chiamato al dottore Roccaforte della  provincia,
  della   Città  metropolitana  di  Messina,  entro  qualche   giorno
  riteniamo  di  potere fare eventualmente un intervento sostitutivo,
  ma  vorrei ricordare che non è che tutte le strade che crollano  in
  Sicilia  sono  di  competenza  della  Regione  siciliana,  sono  di
  competenza delle Province, dei Comuni o, eventualmente, dell'Anas o
  del  Cas.  Comunque,  siamo  pronti e  vogliamo  rassegnare  questa
  disponibilità.
   In  merito, invece, all'intervento dell'onorevole Zito vorrei dire
  che  per  quanto riguarda la SP 45 che riguarda Cassaro, noi  siamo
  intervenuti  con  una  somma urgenza con il Dipartimento  regionale
  tecnico e quindi con il Genio civile di Siracusa, siamo intervenuti
  per  riaprire la viabilità, lo abbiamo fatto in tempi molto  celeri
  avendo  fatto  anche un sopralluogo con i sindaci di Cassaro  e  di
  Ferla.
   Oggi,  c'è  un  problema sul Ponte arabo che è stato sottoposto  a
  sequestro da parte della Procura della Repubblica. Giorno 8  agosto
  vi è la gara d'appalto per poter mettere in sicurezza questo ponte.
  Vi  devo  dire  che  a mio avviso, forse, non andava  sottoposto  a
  sequestro,  almeno  per  quello che ci riferiscono  i  tecnici  del
  Dipartimento regionale tecnico, in più vi devo dire che sulla SP  7
  l'abbiamo inserita nelle richieste del cosiddetto  piano Toninelli
  che  è  al  vaglio del Ministero e che la settimana scorsa  abbiamo
  ritrasmesso  a Roma. Siamo, però, disponibilissimi a venire  presso
  il  Libero  Consorzio invitando tutta la deputazione del territorio
  anche i sindaci interessati oltre che il Commissario Floreno  e  il
  funzionario  e  dirigenti del Libero consorzio per  vedere  laddove
  possiamo  intervenire e cosa possiamo fare proprio per  attutire  i
  disagi  che  in questo momento la provincia di Siracusa  così  come
  tante altre stanno patendo circa la viabilità provinciale.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  soltanto  per  una  comunicazione telegrafica.  Soltanto  nell'anno
  2019,  quindi  dal mese di gennaio ad oggi, alla CRIAS  sono  stati
  deliberati  finanziamento per un importo di  circa  20  milioni  di
  euro,  che  non è una cifra di secondo piano, 13 milioni  la  prima
  volta, 5 milioni e sette la seconda volta. Quindi, io credo che  il
  commissario stia lavorando molto bene.
   Si  tratta  chiaramente di un commissario ad  acta  a  cui  io  ho
  conferito   poteri   specifici,  perché  trovare   un   commissario
  straordinario che si assuma questa responsabilità a titolo gratuito
  è  impossibile, ragione per la quale avevo presentato l'emendamento
  che   è  stato  accantonato  e  su  cui,  chiaramente,  domani   ci
  confronteremo con gli uffici dell'Assemblea. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per 2 minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.12, è ripresa alle ore 20.19)

   La seduta è ripresa.


   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta  è  rinvita  a  domani,
  mercoledì  24 luglio 2019, alle ore 16.00,  con il seguente  ordine
  del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di pubblica amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I
         COMM/A) (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       2)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di autonomie locali  (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       3)  Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A)

         Relatore: on. Sammartino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 20.20

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per le Attività produttive

   N.  806  -  Chiarimenti in merito al piano di sviluppo  strategico
  necessario all'istituzione delle Zes in Sicilia.
   Firmatari: Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio
  Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo Matteo;  Palmeri  Valentina;
  Siragusa  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana  Valentina;  Zito
  Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 28344/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per le attività produttive.

   - da parte dell'Assessore per l'Economia

   N.   628  -  Iniziative  urgenti  per  l'accelerazione  dei  fondi
  comunitari del P.O. FESR Sicilia 2014/2020.
   Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
   - Con nota prot. n. 5793/IN.17 dell'11 febbraio 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.

   N.  632 - Chiarimenti in merito alla liquidazione di A.R.S.E.A. ed
  eventuale rivalutazione delle potenzialità della stessa Agenzia.
   Firmatari: Di Mauro Giovanni; Pullara Carmelo; Compagnone Giuseppe
   -  Con  nota  prot. n. 8904/IN.17 del 4 marzo 2019  il  Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   N. 681 - Risoluzione delle problematiche dell'Istituto del vino  e
  dell'olio di Sicilia.
   Firmatari: Lupo Giuseppe; Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele
   -  Con  nota  prot. n. 11236/IN.17 del 18 marzo 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'economia.

   N.  791  -  Chiarimenti urgenti in merito alle possibili refluenze
  sul   bilancio   regionale  per  la  mancata   applicazione   delle
  disposizioni  di  cui all'art. 90 della legge  regionale  8  maggio
  2018, n. 8.
   Firmatari:  Pullara Carmelo; Di Mauro Giovanni; Caronia  Marianna;
  Compagnone Giuseppe; Ternullo Daniela
   -  Con nota prot. n. 25887/IN.17 del 18 giugno 2019, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore regionale per l'economia.

   - da parte dell'Assessore per la Salute

   N.  558 - Chiarimenti in merito alla possibile stabilizzazione del
  personale pedagogista in regime di precariato all'interno delle ASP
  siciliane.
   Firmatari:  Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -   Con  nota  prot.  n.  62090/IN.17  dell'11  dicembre  2018  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per la salute.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  925  -  Provvedimenti per la tutela della salute pubblica  nei
  siti d'interesse nazionale (SIN)  della  Regione siciliana.
   - Assessore Salute
   Arancio Giuseppe Concetto

   N.  926  -  Provvedimenti  al fine di rilanciare  il  settore  del
  turismo in Sicilia.
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;   Sammartino   Luca;  Catanzaro  Michele;   De   Domenico
  Francesco; Cafeo Giovanni

   N.   927  -  Iniziative  urgenti  per  garantire  un  adeguato  ed
  efficiente sistema dei collegamenti marittimi con Lampedusa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;   Sammartino   Luca;  Catanzaro  Michele;   De   Domenico
  Francesco; Cafeo Giovanni

   N.  929  - Iniziative urgenti per la messa in sicurezza del  ponte
  sul  fiume Ippari lungo la s.p. 18 Vittoria - Santa Croce  Camerina
  (RG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  924  -  Verifica  del valore economico  dell'immobile   'Villa
  Laudani'  nel comune di Pedara,  oggetto di finanziamento regionale
  ai sensi della delibera n. 383 del 2016.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Ciancio  Gianina;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 928 - Interventi urgenti per scongiurare il trasferimento della
  locale  sede  dell'Ufficio  di  Collocamento  di  Cammarata  e  San
  Giovanni Gemini (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Gallo Riccardo

   N.   930   -  Delucidazioni  in  merito  all'avvio  degli  addetti
  antincendio boschivo e alla riforma del settore forestale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.      178   -   Chiarimenti   in   merito   ai   disagi   patiti
  dall'utenza   che  giornalmente  utilizza  la  tratta   ferroviaria
  Castelvetrano-Trapani.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Tancredi  Sergio;  Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N. 179 - Provvedimenti per garantire il principio di unicità della
  gestione negli ATO idrici della Regione siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  180  -  Risorse finanziarie destinate al Comune di  Merì  (ME)
  nell'ambito  del  piano  di riparto provvisorio  dei  trasferimenti
  regionali di parte corrente per l'anno 2018.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   De   Domenico  Francesco;  Gucciardi  Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
  Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  265 - Valorizzazione dei molini ad acqua e, in generale, delle
  strutture produttive preindustriali.
   Zito  Stefano;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina;  Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci  Roberta;  Di
  Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 2/07/19

   N.   266   -  Interventi  urgenti  per  fronteggiare  il  fenomeno
  dell'abbandono di rifiuti lungo le strade urbane ed extraurbane.
   Campo  Stefania;  Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio   Gianina;  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo;   Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 9/07/19

   N.  267  - Iniziative per garantire il censimento e lo smaltimento
  dell'amianto negli edifici pubblici della Regione.
   Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 10/07/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni