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Resoconto d'Aula della Seduta n. 133 di mercoledì 24 luglio 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Cancelleri


                   La seduta è aperta alle ore 16.45

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso  della  seduta. Invito, pertanto, i deputati  a  munirsi  per
  tempo  della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
  la  richiesta  di verifica del numero legale (art.  85)  ovvero  la
  domanda  di  scrutinio nominale o di scrutinio segreto  (art.  127)
  sono effettuate mediante procedimento elettronico.

                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Lo  Giudice,  Galvagno  e
  Figuccia hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Bellolampo

   Sui ritardi dell'apertura della settima vasca della discarica di
                              Bellolampo

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.   Signor   Presidente,   intervengo   a   proposito    di
  un'informazione molto dettagliata che stamattina abbiamo avuto modo
  di  apprendere,  io insieme ai colleghi della IV  Commissione,  che
  ritengo debba essere valutata anche da quest'Aula poiché, a seguito
  della  vicenda che riguarda il comune di Palermo, la settima  vasca
  non  è  partita  poiché  i  ritardi della realizzazione  sia  della
  progettazione, ma soprattutto della realizzazione, di  fatto  oggi,
  costringono  il  comune  di Palermo a dovere  conferire  i  rifiuti
  presso  la provincia di Catania. Tutto questo - purtroppo,  abbiamo
  avuto consapevolezza che per una serie di ritardi dovuti alla parte
  burocratica e, sostanzialmente, alla redazione e, poi,  alla  parte
  dell'autorizzazione,  si  tratta di un anno  di  tempo  per  potere
  ancora   avere  la  nuova  vasca,  si  parla  di  maggio   prossimo
  addirittura,  purtroppo  il conferimento  presso  la  provincia  di
  Catania dovrà avvenire ancora fino a maggio prossimo, almeno questa
  è  la  data  stimata - costerà al comune di Palermo 20  milioni  di
  euro.
   Allora,  è  chiaro che in una situazione nella quale il comune  di
  Palermo oggi versa, appesantire di fatto i cittadini perché  queste
  somme  verranno spalmate sulla TARI, Presidente, avremo circa cento
  euro di aumento di TARI per i cittadini palermitani.
   Allora,  ritengo che questo poiché è ascrivibile a  una  serie  di
  ritardi  da parte della Regione e devo dire sembra che  la  RAP  in
  questo  sia stata, invece, piuttosto efficiente, oggi non  possiamo
  pensare che questo possa essere a carico dei cittadini palermitani.
   Già  è  una  città  che  è  veramente in ginocchio,  i  cumuli  di
  immondizia  li vediamo tutti, chi anche si trova soltanto  qui  per
  svolgere  il  proprio ruolo istituzionale vedrà  che  la  città  di
  Palermo  è invasa dai rifiuti, nonostante la differenziata  sia  in
  leggero  aumento,  si  parla del 20 per cento,  sicuramente  ancora
  siamo molto al di sotto rispetto a quello che è il 35 per cento che
  è  il  minimo,  cioè  che è il massimo che dovremmo  raggiungere  o
  meglio  è  la  quota che dovremmo raggiungere, il  conferimento  in
  discarica  è ancora molto alto e se pensiamo che la settima  vasca,
  qualora fosse realizzata entro maggio prossimo riuscirebbe ad avere
  una  autonomia  di  soli due anni, potremmo già  predisporre,  cioè
  l'amministrazione  dovrebbe già predisporre  la  progettualità  per
  l'ottava vasca.
   Allora  dico:  se  una  lungaggine che ha  consentito  che,  oggi,
  purtroppo  dobbiamo conferire con venti milioni di euro di  esborso
  questi  rifiuti presso un'altra provincia deve ricadere interamente
  sulle  spalle dei cittadini palermitani, ritengo che  così  come  è
  stato  fatto per altre città, vedi il  Salva Catania  che  è  stato
  fatto  da  quest'Aula ma anche dal Parlamento nazionale, in  questo
  caso,  Presidente, mi appello anche alla sua sensibilità perché  si
  possa  chiedere al Governo regionale che si appostino queste  somme
  per venire incontro  a un fatto emergenziale che riguarda i rifiuti
  della  città  di  Palermo perché ritengo che sia inammissibile  che
  questo  carico  venga  interamente  sopportato  dalle  tasche   dei
  cittadini palermitani.
   Inoltre, vorrei anche dire che poiché la differenziata del porta a
  porta  avrà una progressione che ci è stato detto non si completerà
  prima dell'anno prossimo, è impensabile che si possa arrivare al 35
  per cento nell'arco dei due mesi, perché siamo al 20 per cento e il
  15 per cento in due mesi oggettivamente sembra impossibile.
   Allora  chiedo  che ci sia un intervento da parte di  questa  Aula
  perché  si  possa dare un contributo straordinario  alla  città  di
  Palermo, perché ripeto, oggi, anche volendo implementare il porta a
  porta  servirebbero circa dieci milioni di euro extra alla RAP  per
  potersi  dotare di 80 operatori in più, nonché di mezzi  che  siano
  idonei a questo tipo di raccolta.
   Se vogliamo, effettivamente, dare un segnale a una città che è già
  in forte difficoltà, sono intervenuta sulle comunicazioni la scorsa
  seduta  rispetto al tema di  Almaviva , 3.000 lavoratori a  rischio
  licenziamento, ebbene se aggiungiamo un onere così pesante, ritengo
  che  questa  comunità  sia veramente troppo  penalizzata,  pertanto
  richiedo   un   autorevole  intervento  da  parte  del   Presidente
  dell'Assemblea  affinché si possa predisporre  un  emendamento  per
  dare  un  contributo  straordinario alla città di  Palermo,  perché
  aldilà dei colori e delle appartenenze di chi amministra, anche  se
  non  bene, questa città, i cittadini palermitani non meritano tutto
  ciò.

   PRESIDENTE.  Onorevole Caronia, ora entriamo nel  merito  del  suo
  intervento. Intanto, la vorrei pregare, questo era un intervento da
  articolo  83, da valutare alla fine di questa seduta, perché  sulle
  comunicazioni  non  c'entrava  niente.  Io,  ovviamente,  non  l'ho
  fermata per il rispetto della sua persona e perché l'argomento  era
  molto importante, però questo tipo di argomenti vanno rappresentati
  ai  sensi  dell'articolo 83, alla fine della seduta. Per quanto  mi
  riguarda,  per  il  resto, se viene presentato un emendamento,  dal
  Governo  o  da  chiunque  altro, durante questi   collegati ,  sarà
  ovviamente responsabilità di quest'Aula apprezzarlo e votarlo.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, se deve intervenire sullo  stesso
  argomento   non  posso  darle  la  parola.  Così  come   ho   detto
  all'onorevole Caronia, è un argomento da articolo 83; ovviamente vi
  darò  la parola nel momento in cui sarà possibile parlarne, ma  non
  sulle comunicazioni.
   Onorevoli colleghi, vorrei, prima dell'inizio dei lavori, fare una
  veloce  Conferenza  dei Capigruppo, in modo da  capire  quale  deve
  essere  l'ordine  dei  lavori in questi giorni,  perché  ho  troppe
  richieste  diverse  da  parte  dei  Gruppi  parlamentari,  per  cui
  sospenderei  un  attimo l'Aula. Facciamo una veloce Conferenza  dei
  Capigruppo,  quindi, prego i Presidenti dei Gruppi parlamentari  di
  seguirmi in Sala Lettura e la seduta riprenderà subito dopo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.36)

   La seduta è ripresa.


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se facciamo un attimo di ordine  e
  di  silenzio,  vi comunico quello che ha deciso la  Conferenza  dei
  capigruppo.
   La  Conferenza  dei  Capigruppo, che  si  è  appena  conclusa,  ha
  stabilito,  quello  che io auspicavo e cioè che dobbiamo  finire  i
  collegati  prima  della  chiusura  dell'Assemblea  per  le  vacanze
  estive.
   Per  fare  questo sarà necessario, anzi oserei dire  obbligatorio,
  votare a partire da martedì prossimo, tutti i giorni, forse mattina
  e  pomeriggio, dipenderà dalle valutazioni che farà l'Assemblea, ma
  la  Conferenza dei Capigruppo mi ha dato mandato di scegliere e  di
  capire  quali  sono  le necessità,  quindi a  partire  da  martedì,
  mercoledì  e  giovedì  sicuramente  delle  prossime  settimane,  se
  dovesse  essere  necessario  anche venerdì,  e  se  dovesse  essere
  necessario, la mattina, questo ve lo farò sapere io.
   Onorevoli  colleghi, è faticoso parlare con chi ti parla  accanto,
  sto  facendo  un  po'  di fatica, speravo di evitarla  sta  fatica.
  Onorevole Compagnone, Assessore, per favore se mi fate parlare  poi
  quando volete parlate.
   Quindi  oggi votiamo gli emendamenti che abbiamo mandato  ieri  in
  Commissione bilancio per essere apprezzati, e per avere  il  parere
  prima  del  voto  finale.  Dopodiché, su richiesta  del  Presidente
  Musumeci,  il  voto  finale lo rimandiamo alla prossima  settimana,
  così  come - cosa che secondo me è anche corretta - può essere pure
  che  i  collegati  li votiamo tutti insieme come  voto  finale,  ma
  incardiniamo adesso il collegato relativo alla V Commissione.
   L'onorevole  Sammartino ha appena finito questa  analisi  dei  due
  emendamenti,  e  sarà  pregato di prendere  posto,  quindi  andiamo
  avanti  con  la votazione dei due emendamenti, poi incardiniamo  il
  collegato della V Commissione, lasciamo il tempo per la discussione
  generale,  fissiamo il tempo degli emendamenti, e  lo  fisseremo  a
  lunedì della settimana prossima.
   Capisco  che non è facile avere un attimo di attenzione,  per  cui
  sospendiamo per dieci minuti e ci rivediamo tra poco.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 18.15)

   La seduta è ripresa.


    Seguito della discussione del disegno di legge  Collegato alla
       legge di stabilità per l'anno 2019 in materia di pubblica
        amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I COMM/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, dobbiamo votare i due emendamenti
  tra cui l'A6 I parte R che è la riscrittura della prima parte.
   Su  questo  argomento, assessore Turano, io credo che  ci  sia  lo
  stesso  problema che abbiamo riscontrato su altri emendamenti.  Per
  cui,  per quanto mi riguarda, è necessario il rinvio in Commissione
  Bilancio,  perché bisogna coprirlo con quello che si è risparmiato,
  ma bisogna che in qualche maniera venga garantita questa copertura.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  in verità oggi in Commissione Bilancio abbiamo trattato l'argomento
  delle  ZES  e  soltanto in coda ai lavori è stato  trattato  questo
  emendamento,  su  cui  io, con onestà intellettuale,  dico  che  le
  difficoltà che ieri lei ha sollevato sono sfuggite e non sono state
  risolte.  Quindi, siamo d'accordo a che possa essere  rimandato  in
  Commissione per il definitivo apprezzamento finale, e spero che poi
  si possa apprezzare positivamente.

   PRESIDENTE.  Certo,  noi  non  chiudiamo  la  legge  per   poterla
  apprezzare martedì mattina quando ci rivediamo. Bene, allora questo
  emendamento viene rinviato in Commissione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, volevamo capire  il  criterio  di
  scelta   degli   emendamenti  aggiuntivi  quale  è  stato.   Perché
  altrimenti non ci raccapezziamo più.

   PRESIDENTE. Nel fascicolo questo è.

   BARBAGALLO. No, perché ci siamo ritrovato l'emendamento  A32,  che
  fa  riferimento  ad  eventi calamitosi, quando  nel  testo  base  -
  ritrovati  nel senso che è stato distribuito, poi non sappiamo  chi
  lo ha ammesso e chi non lo ammesso - un emendamento A32.1, un A6  I
  parte  R, e vogliamo sapere quali sono i criteri perché soprattutto
  sugli  eventi calamitosi all'articolo 1 del testo si  è  votato  un
  articolo  che riguardava gli eventi calamitosi di tutta la Sicilia,
  il  sostegno delle imprese colpite dagli eventi calamitosi,  e  noi
  già  nella  discussione  generale abbiamo  fatto  presente  che  ci
  aspettavamo   risposte   specifiche  per  gli   eventi   calamitosi
  dell'ultimo  anno,  dai  fatti  di Stromboli,  ai  terremoti,  alle
  alluvioni. Quindi, insomma ci sembra davvero irricevibile.

   PRESIDENTE. Questa volontà l'abbiamo già appresa ieri, tant'è  che
  abbiamo  sospeso l'Aula ieri anche per poter avere la copertura  di
  questi emendamenti che oggi è arrivata e quindi li stiamo portando.
  Che, peraltro, è uno soltanto.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  assessori,  onorevoli   colleghi,
  l'emendamento A32 è un emendamento che non si può leggere.
   Negli   ultimi  dieci  anni  il  trasferimento  Regione-Comuni   è
  diminuito  da  un  miliardo a 300 milioni. I nostri  comuni  stanno
  facendo la fame. Abbiamo approvato un emendamento nel collegato  da
  un  milione di euro per i danni calamitosi per tutta la  Sicilia  e
  noi  mettiamo un milioni di euro per Barcellona Pozzo di Gotto, con
  nome  e  cognome di chi lo ha presentato, per gli eventi calamitosi
  del 2011.
   Mi  conceda, è veramente inaccettabile. Per rispetto  di  tutti  i
  comuni  siciliani,  di  tutti  gli eventi  calamitosi  avvenuti  in
  Sicilia che evidentemente non sono come Barcellona Pozzo di Gotto.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  oltre  a  quanto
  detto  dai  colleghi,  Le voglio chiedere  una  cosa.  Ieri  questo
  emendamento  è  stato presentato insieme ad altri  tre  emendamenti
  aggiuntivi. Eravamo in Commissione con i colleghi, seduti  in  quel
  banco,   e   ci  è  sembrato  di  capire  che  era  stato  ritenuto
  inammissibile  o  che comunque fosse stato tolto dal  fascicolo  di
  quelli da votare per la copertura economica.
   Vorrei  capire  un  po'  questo percorso  schizofrenico  dove  sta
  portando  perché questo stesso emendamento ieri, ci è stato  detto,
  non lo poniamo in votazione perché ha copertura economica.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  credo  che  da  un  punto  di  vista procedurale  tutto  sia  stato
  corretto.  Ma, soprattutto, intendo dire all'onorevole Sunseri  che
  ha  esordito che questo emendamento non si può leggere e che ha  un
  nome  ed un cognome, onorevole Sunseri se nella sua città,  non  so
  qual  è,  da  otto anni ci fosse stata la gente in ginocchio,  così
  come  è avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto, credo e sono persuaso
  che  anche  Lei, onorevole Sunseri, avrebbe perorato la  causa  dei
  suoi cittadini.
   Da  otto anni ci sono edifici chiusi, non risarciti. Gente  che  è
  stata  in  albergo. Gente in ginocchio come tutti  gli  altri,  per
  carità, come tutti gli altri.
   Però   per   Barcellona  Pozzo  di  Gotto  c'è  stato  un   vulnus
  difficilmente colmabile perché per otto anni nessuno ha  pensato  a
  Barcellona Pozzo di Gotto.
   E  io  non  soltanto  ritengo  sia  un  piacere  pensare  ai  miei
  concittadini,  ma  è  un  precipuo dovere  perché  io  non  conosco
  singolarmente nessuna di queste persone che sono in ginocchio ed  è
  stata  in  ginocchio, ed è stata posta in ginocchio nel 2011  e  da
  otto anni attende.
   E'  vero,  onorevole  Barbagallo, anche nella Valle  dell'Etna  ma
  sono,  per carità non per questo non vanno risarciti ci mancherebbe
  altro, io appoggerò ogni iniziativa in tal senso ma, se così  posso
  dire, sono eventi più giovani.
   Qui noi abbiamo persone che hanno abbassato le saracinesche.
   L'alluvione  del 2011 di Barcellona ha distrutto Barcellona  Pozzo
  di Gotto.
   Ci sono ancora, e vi invito a verificarlo se io dico una menzogna,
  una cosa inesatta, i video sui social, su facebook, su internet, su
  google,  per  verificare come è stata ridotta Barcellona  Pozzo  di
  Gotto e i suoi cittadini.
   Sì  onorevole Sunseri, ha un nome ed un cognome questo emendamento
  e  si  chiama  onorevole Tommaso Calderone  che  per  la  gente  di
  Barcellona Pozzo di Gotto ha il dovere di difendere e di  chiedere,
  con  il cappello in mano, a tutto il Parlamento siciliano di potere
  quanto meno parzialmente risarcire i cittadini di Barcellona  Pozzo
  di Gotto.
   Quindi  io  con  orgoglio  e  con dignità,  se  mi  è  consentito,
  unitamente anche agli altri deputati di Barcellona Pozzo  di  Gotto
  che   sono   convinto  avranno  la  stessa  mia  idea  e   potranno
  testimoniare quello che è avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto,  io
  vi invito, ripeto, rispettosamente come è giusto, perché - mi creda
  -  se  fosse  stato per qualsiasi altro Paese io avrei  votato  con
  serenità  e  tranquillità, vi chiedo di condividere  questo  nostro
  emendamento.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  per  rispondere  all'onorevole
  Sunseri  e  all'onorevole Ciancio che avevano  fatto  i  primi  due
  interventi che questo emendamento è stato già, ieri ne abbiamo  già
  parlato,  e  non avendo copertura l'abbiamo rinviato in Commissione
  Bilancio.  La  Commissione Bilancio ha dato  il  parere  favorevole
  sulla copertura e quindi lo stiamo ripresentando oggi, questo è  il
  motivo, da ieri è stato rimandato ad oggi.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è  vero  questo
  emendamento   in  realtà  non  rappresenta  quello   che   dovrebbe
  probabilmente   essere,   quelle   che   dovrebbero    essere    le
  caratteristiche   generali  astratte   di   una   norma,   però   è
  assolutamente vero quello che ha detto l'onorevole calderone, ossia
  che   quello   è  avvenuto  nel  novembre  del  2011  a  Barcellona
  rappresenta  un  evento  gravissimo che ha messo  in  ginocchio  la
  città,  gli operatori economici e i cittadini che ancora  attendono
  in parte un ristoro.
   Per  questo  motivo  da  barcellonese  anche  io  appoggio  questo
  emendamento  e  desidero  che  venga apposta  anche  la  mia  firma
  all'emendamento  e  spero, così come a parti invertite  avverrebbe,
  che  il  Parlamento possa la stessa sensibilità e appoggiare questo
  emendamento.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  Assessori,   colleghi
  parlamentari   io  apprezzo  davvero  l'intervento   dell'onorevole
  Calderone  che  giustamente  tutela i  suoi  cittadini,  tutela  un
  territorio  che  ha  avuto una difficoltà non indifferente  e  dove
  tutti siamo, condividiamo l'impegno.
   Però,  caro  collega  Calderone, rispondendo al  collega  del  mio
  partito  Barbagallo, c'entra poco perché non è che i danni  vengono
  trattati  in agricoltura in base a quando sono accaduti. Ma  se  io
  voglio utilizzare lo stesso parametro che lei ha utilizzato, quello
  là del tempo che è trascorso, questo è un problema importante ed  è
  trascorso  molto  tempo.  Veda,  fermo  restando  che  siamo  tutti
  d'accordo  su  questo  problema  di  Barcellona  che  lo   dobbiamo
  affrontare,  però io provengo da un territorio, Vittoria.  Lei  c'è
  stato a Vittoria?

   CALDERONE. Sì.

   DIPASQUALE. Ci sono le serre, l'agricoltura. Purtroppo  in  quello
  stesso periodo

   CALDERONE. Dopo.

   DIPASQUALE.  Un  anno dopo, 2012. Lei mi deve fare  una  cortesia,
  almeno  deve essere preparato, marzo 2012, quindi un anno dopo,  il
  ciclone  Athos  ha distrutto le attività agricole  e  serricole  di
  quell'area, le ha distrutte.
   Ci  sono responsabilità della precedente legislatura, e già questa
  le  abbiamo  pagate noi abbondantemente quelle  che  poi  ci  siamo
  ricandidati in quel territorio, perché erano state messe  anche  le
  risorse  in  un  primo momento e poi spostate per  i  forestali,  e
  dopodiché  gli impegni anche dell'attuale Governo ancora  giacciono
  disattese.
   Quindi  io  le dico che, così come Barcellona Pozzo di Gotto  deve
  essere  attenzionata, così ci sono tante altre  emergenze  di  quel
  tipo.  Quei  danni  che  subirono i nostri  agricoltori,  i  nostri
  serricoltori che sono stati davvero immensi, immensi, ma  oggi  non
  possono vedere, e così tanti altri interventi nella Sicilia, ma lei
  pensa  che  un Parlamento interviene con la logica del carciofo  ad
  affrontare  questioni  del genere? Un giorno  Barcellona  Pozzo  di
  Gotto  perché  c'è un deputato di maggioranza più bravo,  un  altro
  giorno non so quale comune. Ma pensa che un Governo e un Parlamento
  può  affrontare una questione delicata come questa in questo  modo?
  Ci  vuole un minimo di programmazione perché quelle emergenze, quei
  fenomeni  che purtroppo hanno causato non pochi disagi e non  pochi
  danni  al territorio, devono essere affrontati con progettazione  e
  con determinazione, sennò si chiamano  marchette
   Quindi, noi siamo per risolvere la questione Pozzo di Gotto,  così
  come  tutte  quelle che ci sono, ma siamo per risolvere in  maniera
  complessiva quelle più importanti; e va bene il criterio, a me  sta
  benissimo  quello  deli  più  lontani, ma  attraverso  l'intervento
  complessivo, che non sia il risultato del singolo nei confronti dei
  tanti,  ma  che  sia invece un'azione di questo Parlamento,  allora
  noi,  Presidente,  ci siamo  Noi, Presidente, ci siamo  con  questo
  Governo,  se  vuole  affrontare  la  questione  danni  in   maniera
  complessiva,  senza  lasciare  indietro  nessuno;  ma   davvero   è
  aberrante affrontarla in questo modo, e noi ci opporremo in tutti i
  modi.  Perché  questo  è  un capriccio. Noi lo  dobbiamo  risolvere
  insieme  alle  emergenze  siciliane,  non  siamo  un  consiglio  di
  quartiere.  Noi  con queste cose, signor Presidente dell'Assemblea,
  abbassiamo il livello dell'Assemblea regionale, perché davvero è un
  atteggiamento   da  consiglio  di  quartiere,  non  da   Parlamento
  siciliano

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  cittadini.  Presidente Calderone, lei è una  persona  stimabile,  è
  anche  un  giurista  di  pregio, tuttavia questo  emendamento,  che
  certamente lei rivendica con orgoglio

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, si rivolga alla Presidenza.

   CAPPELLO. Scusi Presidente, ha ragione. Questo emendamento non può
  essere apprezzato dal Gruppo parlamentare che rappresento, non  per
  il  fatto  che siamo contrari a ristorare i cittadini di Barcellona
  Pozzo di Gotto, che ne hanno assolutamente diritto, e che dopo otto
  anni, certamente, stanno ancora aspettando che qualcuno intervenga;
  però  veda,  noi  da  questo Parlamento ci  aspettavamo  un  uguale
  atteggiamento  per  quanto  riguarda i fatti  del  terremoto  nella
  provincia  di  Catania,  noi su quei fatti, da  questo  Parlamento,
  abbiamo  raccolto  solo  indifferenza   Ci  saremmo  aspettati   un
  atteggiamento, da parte di questo Governo, di ben altra portata. Un
  atteggiamento che miri non a svilire il ruolo del deputato, perché,
  onorevole  Calderone,  qui o si rappresenta  tutti  o  noi  abbiamo
  l'ambizione,  da  deputati  regionali,  di  rappresentare  tutti  i
  siciliani, oppure, attraverso questo emendamento, mi consenta,  non
  si rappresenta nessuno
   Ripeto,  non  siamo contro il diritto dei cittadini di  Barcellona
  Pozzo  di  Gotto al ristoro, siamo contro un metodo di ristorare  i
  cittadini che non merita di essere trattato da questo Parlamento.
   Io  la  invito  al ritiro di questo emendamento, e  ad  affrontare
  insieme  a tutto il Parlamento questa situazione in altra sede,  in
  maniera  condivisa. Questo Parlamento deve, sì, farsi carico  degli
  eventi  calamitosi,  ma  che riguardano tutte  le  città,  tutti  i
  cittadini e tutti i siciliani.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.    Signor    Presidente,   lo   dico    affettuosamente
  all'onorevole Calderone, il modo peggiore per ottenere un risultato
  è  fare  quello  che  ha fatto lui, perché è  evidente  che  in  un
  Parlamento,   al   di  là  delle  articolazioni  politiche,   anche
  organizzato  su base provinciale di collegi, scatta inevitabilmente
  la  reazione:  ma  perché fare la norma per un  territorio  di  una
  provincia  quando altri territori di altre province o della  stessa
  provincia  di  Messina, aggiungo della stessa Città  di  Barcellona
  Pozzo  di Gotto, perché la città di Barcellona, nel 2015, ha  avuto
  un  altro  evento.  Allora, attenzione che  poi  l'effetto  che  si
  produce nelle intenzioni...

   Barbagallo. Già è stata risarcita.

   CRACOLICI. Proprio questo è il problema.

   CRACOLICI. Tutte le alluvioni, tutte le calamità, tra l'altro, per
  essere  riconosciute  tali,  sono attestate  da  una  procedura  di
  dichiarazione  di  stato  di calamità, che  avviene  attraverso  la
  Protezione civile, dichiarazione della Giunta regionale e  notifica
  da parte dello Stato.
   Tra  l'altro, noi avevamo approvato una norma che veniva ricordata
  dall'onorevole Sunseri, cioè quella di un milione di euro per tutte
  le  calamità  che, umilmente, mi ero permesso di dire  al  Governo,
   controllate  bene com'è scritta questa norma perché la  sensazione
  che  ho che quella norma com'è scritta non l'attuerete'. Posso dire
  che  confermo quell'affermazione perché addirittura è sbagliata  la
  citazione   normativa  che  è  contenuta  in  quell'articolo?   Col
  risultato che abbiamo previsto di spendere un milione di euro senza
  procedura di notifica a Bruxelles della deroga ai regimi di aiuto

   CALDERONE. E' un'altra cosa.

   CRACOLICI.  No,  come  è un'altra cosa, onorevole  Calderone?  Nel
  momento   in  cui  dovremo  liquidare,  dovranno  essere  liquidati
  eventuali, diciamo, aiuti

   CALDERONE. E' un fondo onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.  No, il fondo poi dev'essere erogato alle  imprese  tra
  l'altro,  alle  imprese  tra l'altro.  Allora,  io  penso  che  una
  questione  sugli aiuti vada affrontata in maniera, come dire,  erga
  omnes perché non solo le calamità ce ne sono e ce ne sono ripetute,
  guardi  c'è  un  emendamento  a  firma  dell'onorevole  Tamajo  che
  riguarda  la  provincia di Palermo, vorrei  sapere  perché  c'è  un
  emendamento che trattiamo a firma dell'onorevole Calderone e non  a
  firma  dell'onorevole  Tamajo.  Sol  perché  uno  è  Capogruppo  di
  maggioranza  e  uno è forse di maggioranza, o forse  di  minoranza?
  Come  funziona  in  questo Parlamento il sistema  di  articolazione
  degli emendamenti.
   Allora, signor Presidente, anch'io faccio l'appello dell'onorevole
  Cappello  e  dico  all'onorevole  Calderone,  per  raggiungere   un
  risultato  positivo  a  favore della sua  comunità,  ritiri  questo
  emendamento   e  aiuti  il  Parlamento  a  trovare  una   soluzione
  complessiva  sul  tema dei danni che si sono prodotti  nel  sistema
  Sicilia a causa delle varie calamità.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Grazie Presidente dell'Assemblea, io credo che il tema
  trattato  dall'onorevole Calderone, a cui va il  plauso  di  avere,
  com'è  giusto,  difeso  il  proprio territorio  per  quella  che  è
  un'ingiustizia che lui ci ha raccontato, non debba diventare però

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, onorevole Lupo, onorevole  Lupo,
  onorevole Cracolici per favore. Prego, onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Non debba diventare però un modus operandi  che  anche
  in quest'Aula noi vogliamo, vogliamo iniziare a utilizzare.
   Onorevole  Calderone  qui  il tema, e mi  rivolgo  soprattutto  al
  Governo  nella  qualità dell'assessore Armao, Vicepresidente  della
  Regione visto che non c'è il Presidente Musumeci, qui il tema o  lo
  affronta  il Governo insieme all'Aula pensando a tutte le  calamità
  naturali  che ci sono state e che hanno colpito i nostri  territori
  nell'ultimo  periodo o diventa, scusami se la definirò  così,  -  i
  cittadini  di Barcellona sicuramente non fraintenderanno -  diventa
  una  marchetta' di un Gruppo parlamentare.
     Il presidente Calderone rappresenta il capogruppo di maggioranza
  relativa  del  Governo Musumeci, io non credo  che  il  governatore
  Musumeci  non  voglia  prendere  un'iniziativa  nei  confronti  dei
  territori dell'area del Calatino, colpiti dall'alluvione del  2018,
  dov'è nato il presidente della Regione.
   Non  credo  che  i  territori del Siracusano,  dell'area  sud  del
  Lentinese,  colpiti  da  quell'alluvione  non  meritino  la  stessa
  attenzione.
   Così  come condivido l'intervento del collega Dipasquale,  abbiamo
  ancora  il  nodo  irrisolto degli agricoltori  della  provincia  di
  Ragusa, con il cataclisma del 2012.
   Io   credo  che  la  responsabilità,  assessore  Armao,   di   una
  maggioranza  che vuole trattare questi temi sia quella di  invitare
  anche il capogruppo Calderone al ritiro di questo emendamento  e  a
  farsi  carico, la maggioranza, insieme alle opposizioni, perché  ho
  capito  che c'è il clima d'Aula per volere affrontare tutti assieme
  queste  tematiche, di predisporre un atto che guardi tutti i  danni
  che in questi anni la Sicilia ha subìto rispettando quelle che sono
  le  regole  comunitarie,  gli aiuti di  Stato,  gli  interventi  di
  calamità naturale che il Governo centrale ha predisposto.
   Continuare con questa melina parlamentare, signor Presidente,  non
  farà bene al comune di Barcellona, non farà bene a chi aspetta  con
  grande  attenzione  -  da oltre otto anni - questo  intervento  ma,
  soprattutto,  non fa bene alla politica perché passa  un  principio
  per  il  quale  se  uno è Capogruppo di un Gruppo  parlamentare  di
  maggioranza   può   presentare  l'emendamento   e   premiare   quel
  territorio.
   Gli altri sono figli di un dio minore
   Credo  che  nelle  disgrazie che hanno colpito  questa  Terra  non
  possiamo permetterci di dividerci.
   La invito pertanto a ritirare l'emendamento.

   CANCELLERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Fermo  restando che gli emendamenti  possono  essere
  presentati   da  tutti,  ha  facoltà  di  intervenire   l'onorevole
  Cancelleri.

   CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi
  assistiamo  a  quello che probabilmente è davvero il nodo  centrale
  del  modo  di  fare politica e quindi di portare  avanti  gli  atti
  parlamentari di questa Assemblea.
   Non  ho  nulla,  onorevole Calderone, né  contro  i  cittadini  di
  Barcellona  né contro quello che è il suo intento - ci mancherebbe
  In  maniera,  neanche tanto provocatoria, dico  al  Presidente  che
  metto pure la firma su quell'emendamento.
   Credo che quel territorio abbia bisogno di essere ristorato,  come
  del  resto credo che tutti i territori che hanno avuto problemi  in
  questi  anni  abbiano avuto bisogno di aiuto e però quest'Assemblea
  non gliel'ha dato. Sa perché, Presidente?
   Le  posso fare qualche esempio. Prima il collega citava il ciclone
   Athos'  che  si  è abbattuto nella zona del vittoriese.  Nel  2008
  imprese e cittadini hanno perso la casa a Caltanissetta quando  c'è
  stata  l'esplosione del fenomeno delle  Maccalube' che ha distrutto
  un'intera zona nel quartiere di Santa Barbara.
   Per non citare tante altre disgrazie che ci sono state in giro per
  il  territorio  siciliano e che hanno colpito  imprese,  che  hanno
  colpito abitazioni.
   Perché  non  siamo riusciti ad intervenire a Vittoria? Perché  non
  siamo  riusciti  ad intervenire a Caltanissetta? Perché  non  siamo
  riusciti ad intervenire a Barcellona?
   Perché  ogni  volta  chi è salito qui sopra si è  fatto  portavoce
  semplicemente  del  suo  quartiere' e non di tutta  una  situazione
  generale che può in qualche modo colpire una parte della Regione.
   Tengo  anche  alle parole: è vero che il collegio nel  quale  ogni
  singolo deputato viene eletto è una porzione del territorio  ma  la
  parola ha un significato: siamo deputati regionali
   Dovremmo  quindi  rappresentare una Regione ed  è  insieme  e  con
  l'aiuto e l'interscambio di idee, insieme con tutti gli altri,  che
  dovremmo  proporre norme di carattere generale volte a risolvere  i
  problemi di tutti, e non ci sarebbe questo problema come non ce  ne
  sarebbero  in altri territori se avessimo, a suo tempo,  realizzato
  fondi  che  potevano essere appannaggio di quei  sindaci,  di  quei
  territori che ne avevano di volta in volta bisogno.
   Faccio  mio  l'invito che ha fatto il mio Capogruppo,  l'onorevole
  Cappello,  al  ritiro, perché questo deve diventare  una  norma  di
  carattere generale e, se è vero come è vero quanto dice l'onorevole
  Cracolici  che  quel  fondo  che  è  stato  istituito  è   all'atto
  inutilizzabile  per  come è scritto, miglioriamolo,  ragioniamo  su
  quello, e andiamo a recuperare.
   Signor  Presidente,  oggi  mi deve permettere  anche  una  domanda
  all'Assessore per le autonomie locali, perché non posso  pensare  -
  visto  quello  che  è successo ieri - che ad un certo  punto,  dopo
  tutta  questa  discussione, si alzi l'Assessore  e  dica  che  come
  Governo   non   si  trova  d'accordo  e  esprima  parere   negativo
  all'emendamento,  perché vorrei capire una cosa, Assessore,  me  lo
  dovrà   spiegare  in  maniera  certa.  E'  venuta   in   quest'Aula
  corroborata  da  relazioni del suo Direttore  generale,  dottoressa
  Rizza,  con  le sue parole ha detto:  abbiamo massacrato  il  fondo
  delle   autonomie  locali  perché  nelle  scorribande  parlamentari
  abbiamo  inserito una montagna di riserve che hanno fatto  scendere
  il  contributo ordinario che dovevamo dare ai comuni . Questo fondo
  di  un  milione di euro va a cannibalizzare ancora una  volta  quel
  fondo  delle  Autonomie locali. Assessore, non profferisce  parola,
  non  sta  intervenendo,  lasciando  all'Aula  quello  che  dovrebbe
  essere.  Se poi si dovesse alzare per dirci il Governo è contrario,
  sarebbe paradossale non riuscire a concordare un'azione del  Gruppo
  di  maggioranza, l'onorevole Calderone è autorevole  Capogruppo  di
  Forza Italia, con quella che è l'azione di Governo.
   Sarebbe  davvero  l'ennesima  riprova  che  c'è  uno  scollamento,
  totale,  fra  l'attività  parlamentare  di  maggioranza  e  quella,
  invece, del Governo.

   LUPO, relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
  apertura, in realtà nella seconda seduta sull'esame del  collegato'
  in  discussione, è stato approvato un articolo 1 che, a seguito  di
  una  rilettura attenta - io intervengo anche ai sensi dell'articolo
  117  del Regolamento interno - presenta più di un pasticcio e  che,
  io  credo,  possa rappresentare la soluzione ai problemi  legittimi
  che sono stati sollevati in Aula.
     Perché  è  chiaro  che le difficoltà sono  per  i  cittadini  di
  Barcellona,  così come tragicamente purtroppo sono per i  cittadini
  di  Zafferana, Santa Venerina, Acireale dove ancora c'è un migliaio
  di  senzatetto, purtroppo, perché le case sono inagibili.  Ci  sono
  problemi  legati ad altri comuni: veniva citata anche la  provincia
  di  Palermo.  Ci  sono  cittadini  ancora  senza  tetto  a  seguito
  dell'evento calamitoso, l'incendio che ha colpito Cefalù nel  2016,
  ci  sono  i  problemi che riguardano Scordìa, Palagonia, a  seguito
  dell'alluvione del 2018, che citava l'onorevole Luca Sammartino.
   Allora,   signor   Presidente,  io  quello  che  chiedo,   siccome
  l'articolo  1,  e  chiedo  agli  uffici  di  verificare  e  a  lei,
  ovviamente,  a mio avviso presenta, ripeto, più di un  pasticcio  e
  dico   anche  il  perché,  non  per  responsabilità  degli  uffici,
  evidentemente, per esempio, viene citata la legge n. 225 del  1992.
  Io  credo  che  la  legge  sia  anche stata  superata  dal  Decreto
  legislativo n. 1 del 2018, art. 7.
    Il testo presenta anche qualche incoerenza, perché se si rivolge,
  esclusivamente,  alle imprese siciliane non ha senso,  all'articolo
  3,  richiamare il ripristino delle condizioni normali di  vita  dei
  privati,  perché la prima condizione di normalità è avere un  tetto
  sulla testa.
   Allora,  signor  Presidente  io le chiedo,  prima  della  prossima
  seduta,  di  rinviare in Commissione, anche informalmente,  l'esame
  dell'articolo 1 del testo, se si può correggere, con un emendamento
  ai  sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, per cercare di
  dar vita ad un fondo che vada a ristoro delle difficoltà patite  da
  tutti  i  cittadini, di tutti i comuni della Sicilia a  seguito  di
  eventi calamitosi.
   Chiedo  anche  al  Governo  di farsi  carico,  purtroppo,  di  una
  tragedia  che  colpisce  i  nostri  concittadini  anche   con   una
  previsione   di   spesa   che   possa  essere   aggiuntiva,   cioè,
  nell'articolo  1  c'è  già  un milione di euro,  l'emendamento  che
  propone l'onorevole Calderone prevede una copertura di un ulteriore
  milione  di  euro,  e  sono  due.  Probabilmente,  con  uno  sforzo
  aggiuntivo, in maniera equanime si può trovare una soluzione, forse
  parziale,  ma  giusta  nei  confronti  di  tutti  i  cittadini  che
  patiscono difficoltà similari.
   Quindi  invito  la  Presidenza, ed è, ovviamente,  un  invito  che
  rivolgo anche a tutti i colleghi e, per la parte di competenza,  al
  Governo regionale.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZAFARANA. Di nuovo?

   PRESIDENTE. Ha chiesto la parola l'onorevole Calderone.

   MARANO. Di nuovo?

   PRESIDENTE.  Scusi,  onorevole  Marano,  questo  suo   di   nuovo
  onestamente  mi  colpisce.  Voi intervenite  cinque,  sei  volte  a
  persona,  regolarmente, per cui se ha chiesto la parola  di  nuovo
  vorrei capire qual è il problema? Onorevole Marano, la prego.
   Onorevole  Calderone,  io però le ho dato  la  parola  lei  se  la
  prenda

   CALDERONE. No, io non ho chiesto la parola.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, per darle risposta: è ovvio  che  gli
  uffici  controlleranno se ci sono delle cose che non vanno  faranno
  in modo di sistemarle.
   Allora,  l'onorevole Calderone, effettivamente, aveva  chiesto  la
  parola.

   PRESIDENTE. L'onorevole Calderone effettivamente aveva chiesto  la
  parola.

   CALDERONE. Signor Presidente siccome ne avevo discusso  anche  con
  l'onorevole Lupo proprio perché credo che la norma è vero che  deve
  essere  astratta  ma,  cronologicamente,  ritengo  e  ritenevo  che
  l'alluvione di Barcellona, -  non fosse altro perché sui numeri non
  si  può  equivocare - che è del 2011 era quella che appunto  da  un
  punto di vista temporale aveva e doveva avere la precedenza. Perché
  è  vero,  onorevole Dipasquale, Vittoria però  è  del  2012,  ed  è
  certamente successivo.
   Però,  signor  Presidente, io posso proporre questo.  Lo  propongo
  soprattutto  .

   ASSENZA. Il ciclone Athos è del 2011.

   CALDERONE. Io ricordo

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calderone cominci  un  ragionamento  e  lo
  finisca perché poi nel verbale non si sa cosa scrivere.

   CALDERONE. Signor Presidente se io chiedo la sospensione dell'Aula
  per qualche minuto per potere approntare un ragionamento, anche  un
  subemendamento, che possa coinvolgere qualche altro  Comune  per  i
  fatti  sempre  che  riguardano le alluvioni e, in  particolare,  le
  alluvioni datate.

   PRESIDENTE.  Fermo  restando il milione di  stanziamento   Se  no,
  dovremmo rimandare di nuovo in Commissione.

   CALDERONE. Sempre sul milione, certo. Vorrei essere chiaro. Il mio
  ragionamento è di assoluta apertura. L'unica cosa che chiedo  è  il
  dato temporale. Perché non possiamo parificare i danni del 2018 con
  quelli del 2011. Quindi noi possiamo dare un tempo di chiusura  per
  i  fatti  calamitosi, per l'alluvione del 2012.  Se  ci  dà  cinque
  minuti  di  tempo  per potere discutere anche su questo  argomento,
  credo che sia ragionevole.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi dobbiamo incardinare il  nuovo
  collegato.  Per cui facciamo una cosa, però non più  tardi,  perché
  sono  già  le  19.00.  Sospendiamo dieci minuti  esatti  e  poi  ci
  rivediamo  per  votare l'emendamento e l'eventuale  subemendamento,
  per  incardinare il collegato della V Commissione, in modo che  poi
  si possa, da martedì, cominciare a votare.
   Oppure  preferisce, onorevole Calderone, siccome  noi  comunque
  facciamo  una  cosa  che  forse è meglio  per  tutti.  Siccome  noi
  comunque,  oggi,  non  chiudiamo con il voto  finale.  Per  cui  lo
  rinviamo  a  martedì  in modo che avete tempo di  parlarne.  Allora
  resta così stabilito.


   Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno di beni e
  attività culturali, del lavoro, dello sport e del turismo» (n. 491
                          Stralcio V COMM/A)

   PRESIDENTE.  Si procede con la discussione del disegno  di  legge
  «Interventi  a sostegno di beni e attività culturali,  del  lavoro,
  dello  sport  e  del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A)  posto  al
  numero 3).
   Invito  i  componenti la V Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  incardiniamo il disegno  di  legge  della  V
  Commissione e poi parliamo.
   Ricordo  che c'è un ordine dei lavori che prevede prima il disegno
  di  legge  della  V Commissione. Poi è stato deciso,  poco  fa,  in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che  si  possono
  incardinare  anche gli altri disegni di legge. Intanto incardiniamo
  quello  della V Commissione. Poi ne parliamo. Procediamo con quello
  della  V  Commissione,  che  è di 40 articoli,  è  inutile  che  ne
  incardiniamo un altro oggi stesso perché non avremmo dove andare
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Sammartino per svolgere la relazione.

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
  testo della relazione.

   PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa  la
  discussione generale.

   (Non sorgendo osservazioni, il passaggio all'esame degli articoli
                   si intende tacitamente approvato)

   Il  termine  per la presentazione degli emendamenti  è  fissato  a
  lunedì 29 luglio alle ore 18.00.

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  testo  presenta  oltre   una
  quarantina di articoli. All'interno troviamo e trattiamo  tutte  le
  materie  che anche nell'ultimo periodo il Parlamento ha voluto,  in
  parte, rinviare a questo  Collegato': cioè dall'associazionismo  ai
  beni  culturali,  a  tutto quello che è oggi la richiesta,  che  in
  parte  credo sia stata accolta, del fabbisogno che oggi in  Sicilia
  c'è.
   Io   credo  che  il  termine  degli  emendamenti  -  se  mi  posso
  permettere, signor Presidente, vuole essere di aiuto - a lunedì sia
  troppo  breve. Se possibile, per la complessità del testo  e  della
  materia - si tratta anche materia di personale - se può rinviare il
  termine degli emendamenti a martedì o al massimo a mercoledì, credo
  che  possa  essere  utile  per i Gruppi  parlamentari  per  poterlo
  approfondire.

   PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, oggi è mercoledì e stiamo  dando
  tempo  fino  a  lunedì. La prego. Poi abbiamo appena  convocato  la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - di cui  lei  ha
  pure  fatto  parte  - in cui è stato stabilito che  da  martedì  si
  comincia  a votare, per cui andiamo avanti. Ha fatto la sua  parte,
  la ringraziamo molto.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Grazie, signor Presidente. Mi è stato riferito  che  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è stato stabilito
  di incardinare tutti i  Collegati' in serie.
   Io volevo fare presente alla Presidenza che il nostro  Collegato',
  arrivato  dalla  Commissione   Bilancio'  in  IV  Commissione   per
  l'apprezzamento,  era  di 84 articoli; lo  abbiamo  ridotto  a  24,
  tagliando tutto il possibile. E invito i colleghi - perché  abbiamo
  fatto  questa scelta in Commissione - a non presentare  emendamenti
  che riguardino urbanistica ed edilizia, perché stiamo trattando  in
  Commissione  il  disegno di legge organico, che andrà  in  Aula  in
  autunno.
   Per  cui, se lei mi permette di incardinarlo oggi, a noi basta  il
  termine  degli  emendamenti  anche a venerdì  e  possiamo,  già  da
  martedì,  metterlo  ai  voti, perché sono solo  24  articoli  molto
  snelli.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino. Io li incardinerei tutti,  tant'è
  che  li  incardineremo molto velocemente, ma se  incardiniamo  oggi
  stesso questo  con tempo per gli emendamenti fino a lunedì, poi  un
  altro  con  tempo per gli emendamenti fino a    ma tanto prima  c'è
  quello ormai, per cui comunque andrebbe trattato dopo.
   Quindi lasciatemi fare le cose con l'ordine che ci siamo dati.  Io
  li incardinerò più presto possibile tutti, però siamo partiti dalla
  V  Commissione, poi passeremo alla IV Commissione e alle  altre,  e
  speriamo  di fare tutto in tempo. Noi già martedì incardineremo  il
   Collegato'  della IV Commissione e daremo tempo  fino  a  venerdì,
  perché speriamo di cominciare a discuterlo dalla settimana dopo.

   SAVARINO. Solo per non sprecare dei giorni.

   PRESIDENTE. Mi creda, non c'è nessun problema. Sono già all'ordine
  del giorno, per cui saranno incardinati coi tempi corretti. Non c'è
  nessun problema.

   DI PAOLA. Chiedo di intervenire sulla discussione generale.

   PRESIDENTE. L'abbiamo conclusa. Però voi dovete stare attenti, c'è
  grande confusione. Io ho dichiarato aperta la discussione generale.
  Ho detto:  nessuno vuole intervenire; la dichiaro chiusa . Però non
  c'è  problema,  a  partire  da  martedì  lei  parlerà  direttamente
  sull'articolo 1 come se fosse in discussione generale.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Grazie, signor Presidente. Qualche settimana fa, esattamente
  il  12  giugno 2019, ricevevo una  non risposta' sull'interpellanza
  n.  42,  che  riguarda  la  gestione dei complessi  cremotermali  e
  idrotermali  di  Acireale  e  Sciacca.  L'Assessore  riferisce  che
  avrebbe adottato dei provvedimenti in merito e nei confronti  degli
  uffici  che,  nonostante avessi depositato l'interpellanza  ben  un
  anno  prima, non gli avevano fornito risposta, ma si è  sentito  di
  dare  conforto  a me e all'Aula dicendo, anche perché  peraltro  il
  presidente Musumeci regolarmente chiede all'Assessore lo  stato  di
  avanzamento  delle  cose, di fornire un'altra  risposta  alla  luce
  degli imminenti accadimenti. Si diceva che il venerdì successivo il
  Ragioniere  generale  si  sarebbe  recato  alla  Cassa  Depositi  e
  Prestiti  per  accendere il mutuo e salvare, in particolare,  degli
  immobili delle terme. Bene Presidente, vorrei informare l'Aula, che
  magari dovrebbe stare un pochino più attenta e se è possibile anche
  lei, che da quel momento ben due aste sono andate deserte, ossia la
  Regione  non si è presentata come disposto dalla legge  n.  20  del
  2016.   Il   creditore  privilegiato  sembrava  avere  accolto   le
  difficoltà da parte della Regione ma abbiamo un tempo massimo,  che
  sarebbe la prossima settimana. La scorsa settimana la Giunta doveva
  deliberare dando l'okay all'accensione dei mutui, questa Giunta non
  ha  deliberato,  pare abbia rimandato per generici approfondimenti,
  siamo  a mercoledì ed ancora non si è deliberato, andiamo di fronte
  pessimisticamente al disastro, ottimisticamente mi  auguro  che  il
  messaggio   -   ma  vedo  che  l'Assessore  è  immerso   in   altre
  conversazioni - il presidente Musumeci che ha sempre dichiarato  di
  avere a cuore le terme di Acireale, le terme di Sciacca e tutto  il
  resto che hanno messo nel DEFR il termalismo, vorrei capire

   PRESIDENTE.  Mi  scusi  onorevole Foti,  assessore  Armao,  chiedo
  scusa, siccome l'intervento è rivolto a lei, anche per poi dare una
  risposta. Grazie.

   FOTI.   vorrei capire a che punto siamo e, tra l'altro,  dato  che
  non sono un consigliere di quartiere, aggiunto pure che le terme di
  Sciacca  sono  in  attesa dell'uscita del bando di affidamento.  Io
  ricordo  che  ad aprile dell'anno scorso è uscito un comunicato  da
  parte  dell'Assessore che diceva:  il bando  è  pronto  e  a  breve
  affideremo .  E'  passato più di un anno e non  se  ne  sa  niente.
  Acireale,  stiamo  partendo, stiamo firmando  il  mutuo,  due  aste
  deserte,  la  Giunta non delibera e se questi territori,  anch'essi
  colpiti  da calamità naturali, soldi non ne ricevono ma  almeno  ci
  diano l'opportunità di fare sviluppo, dato che nel DEFR hanno messo
  il  termalismo, un'altra volta, come volano dell'economia, ma fatti
  non se ne vedono.
   L'Assemblea ha votato unanimemente nel 2016, ogni anno ha dato  la
  proroga,  ora vogliamo atti concreti e prego la Giunta  di  volersi
  riunire e deliberare, dare l'okay per il mutuo perché altrimenti si
  finisce  con la solita norma incompiuta. E' un disastro  economico,
  non  si  chiedono  aiuti ma si chiede di fare il proprio  dovere  e
  quello che l'Assemblea ha legiferato. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti. Assessore Armao, possiamo  dare
  garanzie?

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  grazie  per  la opportunità che  mi  dà,  onorevole,  di
  precisare  quello  che  è  stato  fatto,  tanto,  nel  settore  del
  termalismo.
   Abbiamo, per quanto riguarda Sciacca, già dopo un lungo periodo di
  interlocuzione  con  il  comune che ci ha  consentito,  ma  l'avevo
  precisato  in occasione di un'interrogazione sul punto e  mi  viene
  difficile  ribadirlo,  che  abbiamo già predisposto  lo  schema  di
  bando,  abbiamo soprattutto ricostruito la documentazione  di  tipo
  urbanistico, che è stata molto difficile da reperire.  Era  compito
  del  Comune,  abbiamo  aiutato il Comune in  questo  adempimento  e
  quindi, adesso, per quanto riguarda Sciacca è tutto pronto.
   Per  quanto riguarda, invece, la vicenda di Acireale, lei sa quali
  problemi  e  quali complessità ci sono, abbiamo già predisposto  un
  piano,   sia  all'interno  del  Documento  di  Economia  e  Finanza
  Regionale, che con autonomo atto che è all'esame della Giunta.
   Quindi, la prossima Giunta potrà benissimo approvare il piano  del
  termalismo che è stato richiesto ai fini dell'accensione del  mutuo
  da  parte  di Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha già approntato
  le  somme e, quindi, bisogna soltanto firmare l'atto per la formale
  accensione del mutuo deliberato dall'Assemblea Regionale sul punto.

   FAVA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Grazie Presidente. Vorrei chiedere l'attenzione, nei limiti
  del possibile, a lei Presidente e al Governo, perché la notizia che
  abbiamo  letto oggi sul giornale ci interroga tutti.  Ci  interroga
  come  cittadini,  come parlamentari regionali, interroga  lei  come
  Presidente di questa Assemblea, interroga il Governo regionale.
   Abbiamo  appreso di una disposizione del Prefetto di Siracusa  che
  vieta, per ragione di ordine pubblico, la possibilità per operai  e
  lavoratori  dell'ISAB di manifestare. Divieto di  assembramenti  di
  fronte ai dodici ingressi dell'ex ISAB, che come sappiamo oggi è di
  proprietà di una multinazionale russa, la LUKoil.

   PRESIDENTE.  Scusate, chiedo all'Aula un minimo di  attenzione  su
  quello  che  sta  dicendo l'onorevole Fava, perché  credo  che  sia
  interessante,  oltre che anche educato ascoltare quello  che  viene
  detto. Grazie.

   FAVA.  La  ringrazio,  Presidente. Ora,  è  già  in  sé  un  fatto
  abbastanza  insolito, oltre che grave, che per  ragioni  di  ordine
  pubblico  una  Prefettura vieti agli operai di manifestare  per  la
  tutela  di  diritti che loro ritengono violati. Peraltro,  sappiamo
  che  ciò che sta accadendo è che le politiche in quella parte della
  zona  industriale  di  Priolo  sono  fortemente  penalizzanti   nei
  confronti  dell'indotto,  per  cui ci  sono  diverse  centinaia  di
  lavoratori  che  si  trovano  in una  precarietà  insostenibile.  E
  improvvisamente  si apprende che manifestare, dal  punto  di  vista
  sindacale,   nel   pieno  rispetto  della   legge,   dei   principi
  costituzionali, il proprio disagio economico diventa una  questione
  di ordine pubblico che merita un provvedimento...
   Colleghi, scusate, potete un attimo abbassare il tono della voce?

   PRESIDENTE.  Sì,  colleghi, per favore, peraltro l'onorevole  Fava
  sta  affrontando  un argomento serio e delicato;  potete  avere  la
  bontà di stare ad ascoltare?

   FAVA. E' abbastanza insolito. La cosa che non è insolita ma è,  la
  definisco, vergognosa, è che il Prefetto di Siracusa si  è  trovato
  nella necessità ob torto collo di firmare un provvedimento al quale
  non   credo   abbia   affidato,  né  particolare  benevolenza,   né
  particolare piacere, perché questo gli è stato chiesto dal Ministro
  dell'Interno  Salvini.  E  il  Ministro  dell'Interno  Salvini   ha
  giustificato   l'intervento  preteso  dal  Prefetto   di   Siracusa
  allegando  alla  propria  richiesta una  lettera  che  ha  ricevuto
  dall'Ambasciatore russo in Italia.
   Il  signor  Ambasciatore russo che si chiama Sergey  Razov  spiega
  che, se gli operai siciliani a Priolo continuano a manifestare,  ci
  sono  problemi  per la reputazione di un'azienda russa,  oltre  che
  perdite finanziarie.
   E,  quindi,  con  un  regresso repentino nella notte  dei  secoli,
  torniamo ad un tempo in cui non esisteva lo Statuto dei lavoratori,
  un  tempo in cui non c'erano le Rivoluzioni industriali e ancora si
  lavorava  quattordici ore al giorno, un tempo in cui un signore  ci
  può  dire  non  voglio  scioperi  perché  rischiamo  di  mettere  a
  repentaglio l'immagine e i profitti dell'azienda del Paese  che  io
  rappresento.
   Che  l'Ambasciatore scriva questo, secondo una cultura  abbastanza
  feudale  ed  un'idea dei diritti dei lavoratori ancor più  feudale,
  rientra  nelle sue responsabilità, ma che il Ministro  dell'Interno
  si  permetta di scrivere una lettera al Prefetto, allegando  quella
  del signor ambasciatore, chiedendo al Prefetto un intervento che  è
  fuori  da  ogni norma e da ogni prassi per impedire agli operai  di
  protestare,  mi  sembra una cosa di estrema gravità che  riconsegna
  questa  Terra alla sua storica condizione di colonia.  E  diventare
  anche  colonia della Russia, perché i russi sono amici del Ministro
  dell'Interno, è una condizione insostenibile, di umiliazione per la
  quale  chiediamo,  signor Presidente, il suo intervento  e,  se  lo
  ritiene, anche l'intervento del Governo regionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole Fava, faccio fatica a credere, addirittura,
  a  quello  che  lei dice. Sono sicuro che è vero. Faccio  fatica  a
  credere che possa essere vera una cosa di questo genere pur sapendo
  che è vera.
   E'  ovvio  che  l'intervento del Presidente  dell'Assemblea  è  un
  intervento  che  non  so neanche come possa,  con  una  lettera  di
  protesta  ma  posso  vedere, attraverso  gli  uffici,  che  cosa  è
  possibile fare.

   LUPO. Visto i buoni rapporti con Salvini, lo chiami.

   PRESIDENTE. Posso chiamare il Ministro dell'Interno, certo.  Vedrò
  di fare quello che posso.
   Credo che anche, ovviamente, farò presente
   Colleghi, un argomento, peraltro molto serio, può essere  discusso
  un attimo o no?
   Io  non  so  se sia normale che ognuno di voi si metta a  gridare.
  Stiamo  affrontando  un  argomento  che  credo  che  sia  anche  di
  democrazia  e  di  libertà,  che supera ogni  ragionamento  e  ogni
  fazione che c'è qua dentro.
   Ma se anche su questo c'è da giocare, c'è da gridare e c'è da fare
  schiamazzo,  veramente mi sento avvilito a fare  il  Presidente  di
  quest'Assemblea. Lo dico chiaramente.
   Io quello che posso fare, farò.
   Ovviamente,  avvertirò  di  questo  suo,  credo  ne  sia   già   a
  conoscenza, gli dirò che c'è stato questo suo intervento,  peraltro
  molto  preciso e garbato, per cui la ringrazio anche  di  questo  e
  vedrò cosa sarà possibile che lui faccia.
   Credo  che,  purtroppo, rispetto alle potenze russe,  americane  e
  cinesi,  il  Parlamento  siciliano non abbia grandissima  influenza
  però, in ogni caso, ci proviamo.

   DI  PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo per
  accodarmi  all'intervento  che  ha fatto  all'inizio  dell'Aula  la
  collega  Caronia  perché, oggi, in Commissione   Ambiente'  abbiamo
  avuto  un'importante Commissione e si è parlato di  due  discariche
  pubbliche: la discarica di Bellolampo e la discarica di Timpazzo.
   Signor Presidente, all'interno della Commissione è emerso che, nei
  prossimi  mesi, molti comuni siciliani avranno un sovraccarico  dei
  costi  nella gestione dei rifiuti non per volontà dei cittadini  ma
  perché molti impianti, tra cui anche le discariche di Bellolampo  e
  di Timpazzo, per alcuni mesi rimarranno chiusi e, di conseguenza, i
  comuni  - alcuni comuni della Sicilia già operano in questo modo  -
  della  Sicilia  dovranno  scaricare in  discariche  distanti  dalle
  discariche limitrofe al loro territorio con un enorme aggravio  dei
  costi.
   Ho  ascoltato  la collega Caronia che ha fatto un  appello  perché
  molte  di queste responsabilità ricadranno come costi ai comuni  ma
  molto spesso non sono responsabilità dei comuni.
   E  la collega ha fatto un appello per dire  quei dieci milioni  di
  euro  che  in  questo momento avranno come aggravio  dei  costi  su
  Palermo, l'Assemblea in qualche modo ne discuta .
   Signor Presidente, dico di discutere per tutti i comuni siciliani.
  Anziché  fare un  Salva Palermo  sulla questione rifiuti,  facciamo
  un  Salva Sicilia  per la questione dei rifiuti.
   In quest'Aula stiamo discutendo dei collegati. Oggi ha incardinato
  un  ulteriore  collegato dove ci sono altri  milioni  di  euro  che
  andremo a dare e ne parleremo poi la prossima settimana.
   Si è parlato di  marchette .
   Signor Presidente e onorevoli colleghi, cerchiamo in qualche  modo
  di  stralciare completamente questi collegati. Recuperiamo i  fondi
  che  stiamo mettendo all'interno di questi collegati e facciamo  un
   Salva rifiuti  per tutta la Sicilia perché, nei prossimi mesi,  la
  maggior  parte  dei comuni non potranno gestire nemmeno  i  servizi
  minimi e essenziali, perché l'aggravio dei costi sulla gestione dei
  rifiuti sarà enorme e ricadrà pesantemente, come responsabilità, su
  questo  Governo regionale e, ahimè, graverà pure su tutti  noi,  su
  tutta  l'Assemblea  regionale se oggi non prendiamo  una  decisione
  forte e chiara. Grazie Presidente.

   CAFEO.  Chiedo di palare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO.  Signor Presidente, intervengo non sulla tematica sollevata
  dall'onorevole  Fava, sottolineando, oltre a condividere,  ciò  che
  l'onorevole   Fava  ha  detto  e,  quindi,  la  stranezza   di   un
  comportamento  comunque  da parte di un Ministro  della  Repubblica
  italiana che riceve da parte un ambasciatore indicazioni specifiche
  sulle  perdite del più grosso investimento russo in Italia  che  si
  trova  nella  mia  provincia,  che  si  trova  a  Priolo  Gargallo,
  sottolineando però il non rispetto delle regole del nostro Paese  e
  cioè il diritto allo sciopero.

               Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI

   Quando  si  verificò  questa istanza era il giorno  prima  che  si
  doveva  riunire un tavolo in Prefettura perché la Prefettura  molto
  spesso,  su  determinate dinamiche, diventa l'elemento su  cui  poi
  riuscire  a  fare  discutere tutti, si  doveva  discutere  il  vero
  problema che provoca gli scioperi e cioè il tavolo di concertazione
  per  stabilire  le  regole per gli appalti e per gli  sub  appalti.
  Perché?
   E  in  quella  occasione io ebbi a dire che  parte  del  sindacato
  anziché  sollevare il problema sulla circostanza doveva riuscire  a
  portare a casa il risultato del tavolo per concordare le regole per
  gli  appalti,  perché  metto  effettivamente  al  primo  posto  una
  considerazione che, secondo me, tutto il Parlamento  e  soprattutto
  il  Governo  dovrebbe  fare che è quella  della  poco  attrattività
  dell'investimento  sul territorio e della crisi  occupazionale  che
  stiamo ponendo.
   Però,  è  ovvio  che una Assemblea, un deputato non  si  può  fare
  carico  da  solo  delle  esigenze di rendere attrattivo  il  nostro
  territorio  e  che  il  Governo regionale deve,  in  qualche  modo,
  svolgere  il suo ruolo nel modo in cui, tra le altre cose,  prevede
  la  Costituzione e, quindi, della partecipazione al  Consiglio  dei
  Ministri  del  Presidente  della Regione  siciliana  perché  se  lo
  sviluppo  del  territorio  nazionale ma soprattutto  della  Regione
  siciliana deve essere messo a rischio dallo scadere delle relazioni
  della  politica  estera  italiana  e  dall'utilizzo  del  ruolo  di
  rappresentare  il  Governo italiano svendendo e  facendo  diventare
  ridicolo,  nel  suo complesso, il nostro Paese, ecco,  ritengo  che
  occorra  e  mi  aspetto che il Presidente della  Regione  siciliana
  riesca  a rendere il nostro territorio, nonostante tutto, credibile
  ed attrattivo per gli investimenti.
   Rispetto a questo, quindi, condanno - e mi aspetto che il  Governo
  regionale,  nel  suo  complesso, lo faccia  -  l'atteggiamento  del
  Ministro Salvini e spero che si faccia al più presto chiarezza  sui
  rapporti con la Russia come con qualsiasi altro Paese perché stiamo
  minando,  non  solo  il  tema  degli  scioperi,  del  diritto  allo
  sciopero,  ma stiamo minando alla base la credibilità  del  sistema
  Paese-Italia rispetto all'attrazione degli investimenti ed  auspico
  che anche il Governo regionale, in qualche modo, metta in campo per
  non  essere  complice  della  poco attrattività  perché,  oggi,  ci
  limitiamo   a   parlare  di  quello  che  è   il   dato   sollevato
  dall'onorevole Fava e quindi del rapporto con la Russia ma io spero
  che  questa  Aula  affronti anche rispetto ad  altri  argomenti  le
  responsabilità del Governo regionale siciliana rispetto  alla  poca
  credibilità   del   sistema   Sicilia   per   l'attrazione    degli
  investimenti.


   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cafeo. Non ci sono altri interventi.
   La  seduta  è rinviata a martedì, 30 luglio 2019, alle ore  16.00,
  con il seguente ordine del giorno:

     I -Comunicazioni

     II -Discussione dei disegni di legge:

       1)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di pubblica amministrazione e personale  (n. 491 Stralcio I
         COMM/A) (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       2)  Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
         materia di autonomie locali  (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Lupo

       3)  Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)

         Relatore: on. Sammartino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

                   La seduta è tolta alle ore 19.20

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                       Annunzio di interpellanze

   N. 181 - Interruzione del collegamento ferroviario Messina-Palermo
  e costo del servizio di collegamento sostitutivo.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De  Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe  Concetto;
  Barbagallo   Anthony   Emanuele;  Dipasquale  Emanuele;   Catanzaro
  Michele; Cafeo Giovanni

   N.  182  - Notizie circa gli interventi realizzati dal Commissario
  delegato per l'emergenza rifiuti.
   - Presidente Regione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;   Sammartino   Luca;  Catanzaro  Michele;   De   Domenico
  Francesco; Cafeo Giovanni

   N.  183  -  Chiarimenti sull'avviso 2/2019 Targeted  Call  'Italia
  Malta'.
   - Presidente Regione
   Foti   Angela;  Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Cappello  Francesco;
  Ciancio  Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  268  -  Sottoscrizione  di  una  convenzione  tra  la  Regione
  siciliana  e  le forze dell'ordine per garantire la  vigilanza  dei
  presidi   di   continuità  assistenziale  presenti  sul  territorio
  regionale.
   Cancelleri  Giovanni Carlo; Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Foti  Angela;  Mangiacavallo  Matteo; Palmeri  Valentina;  Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 22/07/19

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.