Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Cancelleri
La seduta è aperta alle ore 16.45
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta. Invito, pertanto, i deputati a munirsi per
tempo della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
la richiesta di verifica del numero legale (art. 85) ovvero la
domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto (art. 127)
sono effettuate mediante procedimento elettronico.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Lo Giudice, Galvagno e
Figuccia hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Bellolampo
Sui ritardi dell'apertura della settima vasca della discarica di
Bellolampo
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, intervengo a proposito di
un'informazione molto dettagliata che stamattina abbiamo avuto modo
di apprendere, io insieme ai colleghi della IV Commissione, che
ritengo debba essere valutata anche da quest'Aula poiché, a seguito
della vicenda che riguarda il comune di Palermo, la settima vasca
non è partita poiché i ritardi della realizzazione sia della
progettazione, ma soprattutto della realizzazione, di fatto oggi,
costringono il comune di Palermo a dovere conferire i rifiuti
presso la provincia di Catania. Tutto questo - purtroppo, abbiamo
avuto consapevolezza che per una serie di ritardi dovuti alla parte
burocratica e, sostanzialmente, alla redazione e, poi, alla parte
dell'autorizzazione, si tratta di un anno di tempo per potere
ancora avere la nuova vasca, si parla di maggio prossimo
addirittura, purtroppo il conferimento presso la provincia di
Catania dovrà avvenire ancora fino a maggio prossimo, almeno questa
è la data stimata - costerà al comune di Palermo 20 milioni di
euro.
Allora, è chiaro che in una situazione nella quale il comune di
Palermo oggi versa, appesantire di fatto i cittadini perché queste
somme verranno spalmate sulla TARI, Presidente, avremo circa cento
euro di aumento di TARI per i cittadini palermitani.
Allora, ritengo che questo poiché è ascrivibile a una serie di
ritardi da parte della Regione e devo dire sembra che la RAP in
questo sia stata, invece, piuttosto efficiente, oggi non possiamo
pensare che questo possa essere a carico dei cittadini palermitani.
Già è una città che è veramente in ginocchio, i cumuli di
immondizia li vediamo tutti, chi anche si trova soltanto qui per
svolgere il proprio ruolo istituzionale vedrà che la città di
Palermo è invasa dai rifiuti, nonostante la differenziata sia in
leggero aumento, si parla del 20 per cento, sicuramente ancora
siamo molto al di sotto rispetto a quello che è il 35 per cento che
è il minimo, cioè che è il massimo che dovremmo raggiungere o
meglio è la quota che dovremmo raggiungere, il conferimento in
discarica è ancora molto alto e se pensiamo che la settima vasca,
qualora fosse realizzata entro maggio prossimo riuscirebbe ad avere
una autonomia di soli due anni, potremmo già predisporre, cioè
l'amministrazione dovrebbe già predisporre la progettualità per
l'ottava vasca.
Allora dico: se una lungaggine che ha consentito che, oggi,
purtroppo dobbiamo conferire con venti milioni di euro di esborso
questi rifiuti presso un'altra provincia deve ricadere interamente
sulle spalle dei cittadini palermitani, ritengo che così come è
stato fatto per altre città, vedi il Salva Catania che è stato
fatto da quest'Aula ma anche dal Parlamento nazionale, in questo
caso, Presidente, mi appello anche alla sua sensibilità perché si
possa chiedere al Governo regionale che si appostino queste somme
per venire incontro a un fatto emergenziale che riguarda i rifiuti
della città di Palermo perché ritengo che sia inammissibile che
questo carico venga interamente sopportato dalle tasche dei
cittadini palermitani.
Inoltre, vorrei anche dire che poiché la differenziata del porta a
porta avrà una progressione che ci è stato detto non si completerà
prima dell'anno prossimo, è impensabile che si possa arrivare al 35
per cento nell'arco dei due mesi, perché siamo al 20 per cento e il
15 per cento in due mesi oggettivamente sembra impossibile.
Allora chiedo che ci sia un intervento da parte di questa Aula
perché si possa dare un contributo straordinario alla città di
Palermo, perché ripeto, oggi, anche volendo implementare il porta a
porta servirebbero circa dieci milioni di euro extra alla RAP per
potersi dotare di 80 operatori in più, nonché di mezzi che siano
idonei a questo tipo di raccolta.
Se vogliamo, effettivamente, dare un segnale a una città che è già
in forte difficoltà, sono intervenuta sulle comunicazioni la scorsa
seduta rispetto al tema di Almaviva , 3.000 lavoratori a rischio
licenziamento, ebbene se aggiungiamo un onere così pesante, ritengo
che questa comunità sia veramente troppo penalizzata, pertanto
richiedo un autorevole intervento da parte del Presidente
dell'Assemblea affinché si possa predisporre un emendamento per
dare un contributo straordinario alla città di Palermo, perché
aldilà dei colori e delle appartenenze di chi amministra, anche se
non bene, questa città, i cittadini palermitani non meritano tutto
ciò.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, ora entriamo nel merito del suo
intervento. Intanto, la vorrei pregare, questo era un intervento da
articolo 83, da valutare alla fine di questa seduta, perché sulle
comunicazioni non c'entrava niente. Io, ovviamente, non l'ho
fermata per il rispetto della sua persona e perché l'argomento era
molto importante, però questo tipo di argomenti vanno rappresentati
ai sensi dell'articolo 83, alla fine della seduta. Per quanto mi
riguarda, per il resto, se viene presentato un emendamento, dal
Governo o da chiunque altro, durante questi collegati , sarà
ovviamente responsabilità di quest'Aula apprezzarlo e votarlo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, se deve intervenire sullo stesso
argomento non posso darle la parola. Così come ho detto
all'onorevole Caronia, è un argomento da articolo 83; ovviamente vi
darò la parola nel momento in cui sarà possibile parlarne, ma non
sulle comunicazioni.
Onorevoli colleghi, vorrei, prima dell'inizio dei lavori, fare una
veloce Conferenza dei Capigruppo, in modo da capire quale deve
essere l'ordine dei lavori in questi giorni, perché ho troppe
richieste diverse da parte dei Gruppi parlamentari, per cui
sospenderei un attimo l'Aula. Facciamo una veloce Conferenza dei
Capigruppo, quindi, prego i Presidenti dei Gruppi parlamentari di
seguirmi in Sala Lettura e la seduta riprenderà subito dopo.
(La seduta, sospesa alle ore 16.52, è ripresa alle ore 17.36)
La seduta è ripresa.
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se facciamo un attimo di ordine e
di silenzio, vi comunico quello che ha deciso la Conferenza dei
capigruppo.
La Conferenza dei Capigruppo, che si è appena conclusa, ha
stabilito, quello che io auspicavo e cioè che dobbiamo finire i
collegati prima della chiusura dell'Assemblea per le vacanze
estive.
Per fare questo sarà necessario, anzi oserei dire obbligatorio,
votare a partire da martedì prossimo, tutti i giorni, forse mattina
e pomeriggio, dipenderà dalle valutazioni che farà l'Assemblea, ma
la Conferenza dei Capigruppo mi ha dato mandato di scegliere e di
capire quali sono le necessità, quindi a partire da martedì,
mercoledì e giovedì sicuramente delle prossime settimane, se
dovesse essere necessario anche venerdì, e se dovesse essere
necessario, la mattina, questo ve lo farò sapere io.
Onorevoli colleghi, è faticoso parlare con chi ti parla accanto,
sto facendo un po' di fatica, speravo di evitarla sta fatica.
Onorevole Compagnone, Assessore, per favore se mi fate parlare poi
quando volete parlate.
Quindi oggi votiamo gli emendamenti che abbiamo mandato ieri in
Commissione bilancio per essere apprezzati, e per avere il parere
prima del voto finale. Dopodiché, su richiesta del Presidente
Musumeci, il voto finale lo rimandiamo alla prossima settimana,
così come - cosa che secondo me è anche corretta - può essere pure
che i collegati li votiamo tutti insieme come voto finale, ma
incardiniamo adesso il collegato relativo alla V Commissione.
L'onorevole Sammartino ha appena finito questa analisi dei due
emendamenti, e sarà pregato di prendere posto, quindi andiamo
avanti con la votazione dei due emendamenti, poi incardiniamo il
collegato della V Commissione, lasciamo il tempo per la discussione
generale, fissiamo il tempo degli emendamenti, e lo fisseremo a
lunedì della settimana prossima.
Capisco che non è facile avere un attimo di attenzione, per cui
sospendiamo per dieci minuti e ci rivediamo tra poco.
(La seduta, sospesa alle ore 17.40, è ripresa alle ore 18.15)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Collegato alla
legge di stabilità per l'anno 2019 in materia di pubblica
amministrazione e personale (n. 491 Stralcio I COMM/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo votare i due emendamenti
tra cui l'A6 I parte R che è la riscrittura della prima parte.
Su questo argomento, assessore Turano, io credo che ci sia lo
stesso problema che abbiamo riscontrato su altri emendamenti. Per
cui, per quanto mi riguarda, è necessario il rinvio in Commissione
Bilancio, perché bisogna coprirlo con quello che si è risparmiato,
ma bisogna che in qualche maniera venga garantita questa copertura.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
in verità oggi in Commissione Bilancio abbiamo trattato l'argomento
delle ZES e soltanto in coda ai lavori è stato trattato questo
emendamento, su cui io, con onestà intellettuale, dico che le
difficoltà che ieri lei ha sollevato sono sfuggite e non sono state
risolte. Quindi, siamo d'accordo a che possa essere rimandato in
Commissione per il definitivo apprezzamento finale, e spero che poi
si possa apprezzare positivamente.
PRESIDENTE. Certo, noi non chiudiamo la legge per poterla
apprezzare martedì mattina quando ci rivediamo. Bene, allora questo
emendamento viene rinviato in Commissione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, volevamo capire il criterio di
scelta degli emendamenti aggiuntivi quale è stato. Perché
altrimenti non ci raccapezziamo più.
PRESIDENTE. Nel fascicolo questo è.
BARBAGALLO. No, perché ci siamo ritrovato l'emendamento A32, che
fa riferimento ad eventi calamitosi, quando nel testo base -
ritrovati nel senso che è stato distribuito, poi non sappiamo chi
lo ha ammesso e chi non lo ammesso - un emendamento A32.1, un A6 I
parte R, e vogliamo sapere quali sono i criteri perché soprattutto
sugli eventi calamitosi all'articolo 1 del testo si è votato un
articolo che riguardava gli eventi calamitosi di tutta la Sicilia,
il sostegno delle imprese colpite dagli eventi calamitosi, e noi
già nella discussione generale abbiamo fatto presente che ci
aspettavamo risposte specifiche per gli eventi calamitosi
dell'ultimo anno, dai fatti di Stromboli, ai terremoti, alle
alluvioni. Quindi, insomma ci sembra davvero irricevibile.
PRESIDENTE. Questa volontà l'abbiamo già appresa ieri, tant'è che
abbiamo sospeso l'Aula ieri anche per poter avere la copertura di
questi emendamenti che oggi è arrivata e quindi li stiamo portando.
Che, peraltro, è uno soltanto.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,
l'emendamento A32 è un emendamento che non si può leggere.
Negli ultimi dieci anni il trasferimento Regione-Comuni è
diminuito da un miliardo a 300 milioni. I nostri comuni stanno
facendo la fame. Abbiamo approvato un emendamento nel collegato da
un milione di euro per i danni calamitosi per tutta la Sicilia e
noi mettiamo un milioni di euro per Barcellona Pozzo di Gotto, con
nome e cognome di chi lo ha presentato, per gli eventi calamitosi
del 2011.
Mi conceda, è veramente inaccettabile. Per rispetto di tutti i
comuni siciliani, di tutti gli eventi calamitosi avvenuti in
Sicilia che evidentemente non sono come Barcellona Pozzo di Gotto.
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oltre a quanto
detto dai colleghi, Le voglio chiedere una cosa. Ieri questo
emendamento è stato presentato insieme ad altri tre emendamenti
aggiuntivi. Eravamo in Commissione con i colleghi, seduti in quel
banco, e ci è sembrato di capire che era stato ritenuto
inammissibile o che comunque fosse stato tolto dal fascicolo di
quelli da votare per la copertura economica.
Vorrei capire un po' questo percorso schizofrenico dove sta
portando perché questo stesso emendamento ieri, ci è stato detto,
non lo poniamo in votazione perché ha copertura economica.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
credo che da un punto di vista procedurale tutto sia stato
corretto. Ma, soprattutto, intendo dire all'onorevole Sunseri che
ha esordito che questo emendamento non si può leggere e che ha un
nome ed un cognome, onorevole Sunseri se nella sua città, non so
qual è, da otto anni ci fosse stata la gente in ginocchio, così
come è avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto, credo e sono persuaso
che anche Lei, onorevole Sunseri, avrebbe perorato la causa dei
suoi cittadini.
Da otto anni ci sono edifici chiusi, non risarciti. Gente che è
stata in albergo. Gente in ginocchio come tutti gli altri, per
carità, come tutti gli altri.
Però per Barcellona Pozzo di Gotto c'è stato un vulnus
difficilmente colmabile perché per otto anni nessuno ha pensato a
Barcellona Pozzo di Gotto.
E io non soltanto ritengo sia un piacere pensare ai miei
concittadini, ma è un precipuo dovere perché io non conosco
singolarmente nessuna di queste persone che sono in ginocchio ed è
stata in ginocchio, ed è stata posta in ginocchio nel 2011 e da
otto anni attende.
E' vero, onorevole Barbagallo, anche nella Valle dell'Etna ma
sono, per carità non per questo non vanno risarciti ci mancherebbe
altro, io appoggerò ogni iniziativa in tal senso ma, se così posso
dire, sono eventi più giovani.
Qui noi abbiamo persone che hanno abbassato le saracinesche.
L'alluvione del 2011 di Barcellona ha distrutto Barcellona Pozzo
di Gotto.
Ci sono ancora, e vi invito a verificarlo se io dico una menzogna,
una cosa inesatta, i video sui social, su facebook, su internet, su
google, per verificare come è stata ridotta Barcellona Pozzo di
Gotto e i suoi cittadini.
Sì onorevole Sunseri, ha un nome ed un cognome questo emendamento
e si chiama onorevole Tommaso Calderone che per la gente di
Barcellona Pozzo di Gotto ha il dovere di difendere e di chiedere,
con il cappello in mano, a tutto il Parlamento siciliano di potere
quanto meno parzialmente risarcire i cittadini di Barcellona Pozzo
di Gotto.
Quindi io con orgoglio e con dignità, se mi è consentito,
unitamente anche agli altri deputati di Barcellona Pozzo di Gotto
che sono convinto avranno la stessa mia idea e potranno
testimoniare quello che è avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto, io
vi invito, ripeto, rispettosamente come è giusto, perché - mi creda
- se fosse stato per qualsiasi altro Paese io avrei votato con
serenità e tranquillità, vi chiedo di condividere questo nostro
emendamento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per rispondere all'onorevole
Sunseri e all'onorevole Ciancio che avevano fatto i primi due
interventi che questo emendamento è stato già, ieri ne abbiamo già
parlato, e non avendo copertura l'abbiamo rinviato in Commissione
Bilancio. La Commissione Bilancio ha dato il parere favorevole
sulla copertura e quindi lo stiamo ripresentando oggi, questo è il
motivo, da ieri è stato rimandato ad oggi.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è vero questo
emendamento in realtà non rappresenta quello che dovrebbe
probabilmente essere, quelle che dovrebbero essere le
caratteristiche generali astratte di una norma, però è
assolutamente vero quello che ha detto l'onorevole calderone, ossia
che quello è avvenuto nel novembre del 2011 a Barcellona
rappresenta un evento gravissimo che ha messo in ginocchio la
città, gli operatori economici e i cittadini che ancora attendono
in parte un ristoro.
Per questo motivo da barcellonese anche io appoggio questo
emendamento e desidero che venga apposta anche la mia firma
all'emendamento e spero, così come a parti invertite avverrebbe,
che il Parlamento possa la stessa sensibilità e appoggiare questo
emendamento.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori Assessori, colleghi
parlamentari io apprezzo davvero l'intervento dell'onorevole
Calderone che giustamente tutela i suoi cittadini, tutela un
territorio che ha avuto una difficoltà non indifferente e dove
tutti siamo, condividiamo l'impegno.
Però, caro collega Calderone, rispondendo al collega del mio
partito Barbagallo, c'entra poco perché non è che i danni vengono
trattati in agricoltura in base a quando sono accaduti. Ma se io
voglio utilizzare lo stesso parametro che lei ha utilizzato, quello
là del tempo che è trascorso, questo è un problema importante ed è
trascorso molto tempo. Veda, fermo restando che siamo tutti
d'accordo su questo problema di Barcellona che lo dobbiamo
affrontare, però io provengo da un territorio, Vittoria. Lei c'è
stato a Vittoria?
CALDERONE. Sì.
DIPASQUALE. Ci sono le serre, l'agricoltura. Purtroppo in quello
stesso periodo
CALDERONE. Dopo.
DIPASQUALE. Un anno dopo, 2012. Lei mi deve fare una cortesia,
almeno deve essere preparato, marzo 2012, quindi un anno dopo, il
ciclone Athos ha distrutto le attività agricole e serricole di
quell'area, le ha distrutte.
Ci sono responsabilità della precedente legislatura, e già questa
le abbiamo pagate noi abbondantemente quelle che poi ci siamo
ricandidati in quel territorio, perché erano state messe anche le
risorse in un primo momento e poi spostate per i forestali, e
dopodiché gli impegni anche dell'attuale Governo ancora giacciono
disattese.
Quindi io le dico che, così come Barcellona Pozzo di Gotto deve
essere attenzionata, così ci sono tante altre emergenze di quel
tipo. Quei danni che subirono i nostri agricoltori, i nostri
serricoltori che sono stati davvero immensi, immensi, ma oggi non
possono vedere, e così tanti altri interventi nella Sicilia, ma lei
pensa che un Parlamento interviene con la logica del carciofo ad
affrontare questioni del genere? Un giorno Barcellona Pozzo di
Gotto perché c'è un deputato di maggioranza più bravo, un altro
giorno non so quale comune. Ma pensa che un Governo e un Parlamento
può affrontare una questione delicata come questa in questo modo?
Ci vuole un minimo di programmazione perché quelle emergenze, quei
fenomeni che purtroppo hanno causato non pochi disagi e non pochi
danni al territorio, devono essere affrontati con progettazione e
con determinazione, sennò si chiamano marchette
Quindi, noi siamo per risolvere la questione Pozzo di Gotto, così
come tutte quelle che ci sono, ma siamo per risolvere in maniera
complessiva quelle più importanti; e va bene il criterio, a me sta
benissimo quello deli più lontani, ma attraverso l'intervento
complessivo, che non sia il risultato del singolo nei confronti dei
tanti, ma che sia invece un'azione di questo Parlamento, allora
noi, Presidente, ci siamo Noi, Presidente, ci siamo con questo
Governo, se vuole affrontare la questione danni in maniera
complessiva, senza lasciare indietro nessuno; ma davvero è
aberrante affrontarla in questo modo, e noi ci opporremo in tutti i
modi. Perché questo è un capriccio. Noi lo dobbiamo risolvere
insieme alle emergenze siciliane, non siamo un consiglio di
quartiere. Noi con queste cose, signor Presidente dell'Assemblea,
abbassiamo il livello dell'Assemblea regionale, perché davvero è un
atteggiamento da consiglio di quartiere, non da Parlamento
siciliano
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
cittadini. Presidente Calderone, lei è una persona stimabile, è
anche un giurista di pregio, tuttavia questo emendamento, che
certamente lei rivendica con orgoglio
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, si rivolga alla Presidenza.
CAPPELLO. Scusi Presidente, ha ragione. Questo emendamento non può
essere apprezzato dal Gruppo parlamentare che rappresento, non per
il fatto che siamo contrari a ristorare i cittadini di Barcellona
Pozzo di Gotto, che ne hanno assolutamente diritto, e che dopo otto
anni, certamente, stanno ancora aspettando che qualcuno intervenga;
però veda, noi da questo Parlamento ci aspettavamo un uguale
atteggiamento per quanto riguarda i fatti del terremoto nella
provincia di Catania, noi su quei fatti, da questo Parlamento,
abbiamo raccolto solo indifferenza Ci saremmo aspettati un
atteggiamento, da parte di questo Governo, di ben altra portata. Un
atteggiamento che miri non a svilire il ruolo del deputato, perché,
onorevole Calderone, qui o si rappresenta tutti o noi abbiamo
l'ambizione, da deputati regionali, di rappresentare tutti i
siciliani, oppure, attraverso questo emendamento, mi consenta, non
si rappresenta nessuno
Ripeto, non siamo contro il diritto dei cittadini di Barcellona
Pozzo di Gotto al ristoro, siamo contro un metodo di ristorare i
cittadini che non merita di essere trattato da questo Parlamento.
Io la invito al ritiro di questo emendamento, e ad affrontare
insieme a tutto il Parlamento questa situazione in altra sede, in
maniera condivisa. Questo Parlamento deve, sì, farsi carico degli
eventi calamitosi, ma che riguardano tutte le città, tutti i
cittadini e tutti i siciliani.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, lo dico affettuosamente
all'onorevole Calderone, il modo peggiore per ottenere un risultato
è fare quello che ha fatto lui, perché è evidente che in un
Parlamento, al di là delle articolazioni politiche, anche
organizzato su base provinciale di collegi, scatta inevitabilmente
la reazione: ma perché fare la norma per un territorio di una
provincia quando altri territori di altre province o della stessa
provincia di Messina, aggiungo della stessa Città di Barcellona
Pozzo di Gotto, perché la città di Barcellona, nel 2015, ha avuto
un altro evento. Allora, attenzione che poi l'effetto che si
produce nelle intenzioni...
Barbagallo. Già è stata risarcita.
CRACOLICI. Proprio questo è il problema.
CRACOLICI. Tutte le alluvioni, tutte le calamità, tra l'altro, per
essere riconosciute tali, sono attestate da una procedura di
dichiarazione di stato di calamità, che avviene attraverso la
Protezione civile, dichiarazione della Giunta regionale e notifica
da parte dello Stato.
Tra l'altro, noi avevamo approvato una norma che veniva ricordata
dall'onorevole Sunseri, cioè quella di un milione di euro per tutte
le calamità che, umilmente, mi ero permesso di dire al Governo,
controllate bene com'è scritta questa norma perché la sensazione
che ho che quella norma com'è scritta non l'attuerete'. Posso dire
che confermo quell'affermazione perché addirittura è sbagliata la
citazione normativa che è contenuta in quell'articolo? Col
risultato che abbiamo previsto di spendere un milione di euro senza
procedura di notifica a Bruxelles della deroga ai regimi di aiuto
CALDERONE. E' un'altra cosa.
CRACOLICI. No, come è un'altra cosa, onorevole Calderone? Nel
momento in cui dovremo liquidare, dovranno essere liquidati
eventuali, diciamo, aiuti
CALDERONE. E' un fondo onorevole Cracolici.
CRACOLICI. No, il fondo poi dev'essere erogato alle imprese tra
l'altro, alle imprese tra l'altro. Allora, io penso che una
questione sugli aiuti vada affrontata in maniera, come dire, erga
omnes perché non solo le calamità ce ne sono e ce ne sono ripetute,
guardi c'è un emendamento a firma dell'onorevole Tamajo che
riguarda la provincia di Palermo, vorrei sapere perché c'è un
emendamento che trattiamo a firma dell'onorevole Calderone e non a
firma dell'onorevole Tamajo. Sol perché uno è Capogruppo di
maggioranza e uno è forse di maggioranza, o forse di minoranza?
Come funziona in questo Parlamento il sistema di articolazione
degli emendamenti.
Allora, signor Presidente, anch'io faccio l'appello dell'onorevole
Cappello e dico all'onorevole Calderone, per raggiungere un
risultato positivo a favore della sua comunità, ritiri questo
emendamento e aiuti il Parlamento a trovare una soluzione
complessiva sul tema dei danni che si sono prodotti nel sistema
Sicilia a causa delle varie calamità.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Grazie Presidente dell'Assemblea, io credo che il tema
trattato dall'onorevole Calderone, a cui va il plauso di avere,
com'è giusto, difeso il proprio territorio per quella che è
un'ingiustizia che lui ci ha raccontato, non debba diventare però
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, onorevole Lupo, onorevole Lupo,
onorevole Cracolici per favore. Prego, onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Non debba diventare però un modus operandi che anche
in quest'Aula noi vogliamo, vogliamo iniziare a utilizzare.
Onorevole Calderone qui il tema, e mi rivolgo soprattutto al
Governo nella qualità dell'assessore Armao, Vicepresidente della
Regione visto che non c'è il Presidente Musumeci, qui il tema o lo
affronta il Governo insieme all'Aula pensando a tutte le calamità
naturali che ci sono state e che hanno colpito i nostri territori
nell'ultimo periodo o diventa, scusami se la definirò così, - i
cittadini di Barcellona sicuramente non fraintenderanno - diventa
una marchetta' di un Gruppo parlamentare.
Il presidente Calderone rappresenta il capogruppo di maggioranza
relativa del Governo Musumeci, io non credo che il governatore
Musumeci non voglia prendere un'iniziativa nei confronti dei
territori dell'area del Calatino, colpiti dall'alluvione del 2018,
dov'è nato il presidente della Regione.
Non credo che i territori del Siracusano, dell'area sud del
Lentinese, colpiti da quell'alluvione non meritino la stessa
attenzione.
Così come condivido l'intervento del collega Dipasquale, abbiamo
ancora il nodo irrisolto degli agricoltori della provincia di
Ragusa, con il cataclisma del 2012.
Io credo che la responsabilità, assessore Armao, di una
maggioranza che vuole trattare questi temi sia quella di invitare
anche il capogruppo Calderone al ritiro di questo emendamento e a
farsi carico, la maggioranza, insieme alle opposizioni, perché ho
capito che c'è il clima d'Aula per volere affrontare tutti assieme
queste tematiche, di predisporre un atto che guardi tutti i danni
che in questi anni la Sicilia ha subìto rispettando quelle che sono
le regole comunitarie, gli aiuti di Stato, gli interventi di
calamità naturale che il Governo centrale ha predisposto.
Continuare con questa melina parlamentare, signor Presidente, non
farà bene al comune di Barcellona, non farà bene a chi aspetta con
grande attenzione - da oltre otto anni - questo intervento ma,
soprattutto, non fa bene alla politica perché passa un principio
per il quale se uno è Capogruppo di un Gruppo parlamentare di
maggioranza può presentare l'emendamento e premiare quel
territorio.
Gli altri sono figli di un dio minore
Credo che nelle disgrazie che hanno colpito questa Terra non
possiamo permetterci di dividerci.
La invito pertanto a ritirare l'emendamento.
CANCELLERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Fermo restando che gli emendamenti possono essere
presentati da tutti, ha facoltà di intervenire l'onorevole
Cancelleri.
CANCELLERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, oggi
assistiamo a quello che probabilmente è davvero il nodo centrale
del modo di fare politica e quindi di portare avanti gli atti
parlamentari di questa Assemblea.
Non ho nulla, onorevole Calderone, né contro i cittadini di
Barcellona né contro quello che è il suo intento - ci mancherebbe
In maniera, neanche tanto provocatoria, dico al Presidente che
metto pure la firma su quell'emendamento.
Credo che quel territorio abbia bisogno di essere ristorato, come
del resto credo che tutti i territori che hanno avuto problemi in
questi anni abbiano avuto bisogno di aiuto e però quest'Assemblea
non gliel'ha dato. Sa perché, Presidente?
Le posso fare qualche esempio. Prima il collega citava il ciclone
Athos' che si è abbattuto nella zona del vittoriese. Nel 2008
imprese e cittadini hanno perso la casa a Caltanissetta quando c'è
stata l'esplosione del fenomeno delle Maccalube' che ha distrutto
un'intera zona nel quartiere di Santa Barbara.
Per non citare tante altre disgrazie che ci sono state in giro per
il territorio siciliano e che hanno colpito imprese, che hanno
colpito abitazioni.
Perché non siamo riusciti ad intervenire a Vittoria? Perché non
siamo riusciti ad intervenire a Caltanissetta? Perché non siamo
riusciti ad intervenire a Barcellona?
Perché ogni volta chi è salito qui sopra si è fatto portavoce
semplicemente del suo quartiere' e non di tutta una situazione
generale che può in qualche modo colpire una parte della Regione.
Tengo anche alle parole: è vero che il collegio nel quale ogni
singolo deputato viene eletto è una porzione del territorio ma la
parola ha un significato: siamo deputati regionali
Dovremmo quindi rappresentare una Regione ed è insieme e con
l'aiuto e l'interscambio di idee, insieme con tutti gli altri, che
dovremmo proporre norme di carattere generale volte a risolvere i
problemi di tutti, e non ci sarebbe questo problema come non ce ne
sarebbero in altri territori se avessimo, a suo tempo, realizzato
fondi che potevano essere appannaggio di quei sindaci, di quei
territori che ne avevano di volta in volta bisogno.
Faccio mio l'invito che ha fatto il mio Capogruppo, l'onorevole
Cappello, al ritiro, perché questo deve diventare una norma di
carattere generale e, se è vero come è vero quanto dice l'onorevole
Cracolici che quel fondo che è stato istituito è all'atto
inutilizzabile per come è scritto, miglioriamolo, ragioniamo su
quello, e andiamo a recuperare.
Signor Presidente, oggi mi deve permettere anche una domanda
all'Assessore per le autonomie locali, perché non posso pensare -
visto quello che è successo ieri - che ad un certo punto, dopo
tutta questa discussione, si alzi l'Assessore e dica che come
Governo non si trova d'accordo e esprima parere negativo
all'emendamento, perché vorrei capire una cosa, Assessore, me lo
dovrà spiegare in maniera certa. E' venuta in quest'Aula
corroborata da relazioni del suo Direttore generale, dottoressa
Rizza, con le sue parole ha detto: abbiamo massacrato il fondo
delle autonomie locali perché nelle scorribande parlamentari
abbiamo inserito una montagna di riserve che hanno fatto scendere
il contributo ordinario che dovevamo dare ai comuni . Questo fondo
di un milione di euro va a cannibalizzare ancora una volta quel
fondo delle Autonomie locali. Assessore, non profferisce parola,
non sta intervenendo, lasciando all'Aula quello che dovrebbe
essere. Se poi si dovesse alzare per dirci il Governo è contrario,
sarebbe paradossale non riuscire a concordare un'azione del Gruppo
di maggioranza, l'onorevole Calderone è autorevole Capogruppo di
Forza Italia, con quella che è l'azione di Governo.
Sarebbe davvero l'ennesima riprova che c'è uno scollamento,
totale, fra l'attività parlamentare di maggioranza e quella,
invece, del Governo.
LUPO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, in
apertura, in realtà nella seconda seduta sull'esame del collegato'
in discussione, è stato approvato un articolo 1 che, a seguito di
una rilettura attenta - io intervengo anche ai sensi dell'articolo
117 del Regolamento interno - presenta più di un pasticcio e che,
io credo, possa rappresentare la soluzione ai problemi legittimi
che sono stati sollevati in Aula.
Perché è chiaro che le difficoltà sono per i cittadini di
Barcellona, così come tragicamente purtroppo sono per i cittadini
di Zafferana, Santa Venerina, Acireale dove ancora c'è un migliaio
di senzatetto, purtroppo, perché le case sono inagibili. Ci sono
problemi legati ad altri comuni: veniva citata anche la provincia
di Palermo. Ci sono cittadini ancora senza tetto a seguito
dell'evento calamitoso, l'incendio che ha colpito Cefalù nel 2016,
ci sono i problemi che riguardano Scordìa, Palagonia, a seguito
dell'alluvione del 2018, che citava l'onorevole Luca Sammartino.
Allora, signor Presidente, io quello che chiedo, siccome
l'articolo 1, e chiedo agli uffici di verificare e a lei,
ovviamente, a mio avviso presenta, ripeto, più di un pasticcio e
dico anche il perché, non per responsabilità degli uffici,
evidentemente, per esempio, viene citata la legge n. 225 del 1992.
Io credo che la legge sia anche stata superata dal Decreto
legislativo n. 1 del 2018, art. 7.
Il testo presenta anche qualche incoerenza, perché se si rivolge,
esclusivamente, alle imprese siciliane non ha senso, all'articolo
3, richiamare il ripristino delle condizioni normali di vita dei
privati, perché la prima condizione di normalità è avere un tetto
sulla testa.
Allora, signor Presidente io le chiedo, prima della prossima
seduta, di rinviare in Commissione, anche informalmente, l'esame
dell'articolo 1 del testo, se si può correggere, con un emendamento
ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno, per cercare di
dar vita ad un fondo che vada a ristoro delle difficoltà patite da
tutti i cittadini, di tutti i comuni della Sicilia a seguito di
eventi calamitosi.
Chiedo anche al Governo di farsi carico, purtroppo, di una
tragedia che colpisce i nostri concittadini anche con una
previsione di spesa che possa essere aggiuntiva, cioè,
nell'articolo 1 c'è già un milione di euro, l'emendamento che
propone l'onorevole Calderone prevede una copertura di un ulteriore
milione di euro, e sono due. Probabilmente, con uno sforzo
aggiuntivo, in maniera equanime si può trovare una soluzione, forse
parziale, ma giusta nei confronti di tutti i cittadini che
patiscono difficoltà similari.
Quindi invito la Presidenza, ed è, ovviamente, un invito che
rivolgo anche a tutti i colleghi e, per la parte di competenza, al
Governo regionale.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZAFARANA. Di nuovo?
PRESIDENTE. Ha chiesto la parola l'onorevole Calderone.
MARANO. Di nuovo?
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Marano, questo suo di nuovo
onestamente mi colpisce. Voi intervenite cinque, sei volte a
persona, regolarmente, per cui se ha chiesto la parola di nuovo
vorrei capire qual è il problema? Onorevole Marano, la prego.
Onorevole Calderone, io però le ho dato la parola lei se la
prenda
CALDERONE. No, io non ho chiesto la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, per darle risposta: è ovvio che gli
uffici controlleranno se ci sono delle cose che non vanno faranno
in modo di sistemarle.
Allora, l'onorevole Calderone, effettivamente, aveva chiesto la
parola.
PRESIDENTE. L'onorevole Calderone effettivamente aveva chiesto la
parola.
CALDERONE. Signor Presidente siccome ne avevo discusso anche con
l'onorevole Lupo proprio perché credo che la norma è vero che deve
essere astratta ma, cronologicamente, ritengo e ritenevo che
l'alluvione di Barcellona, - non fosse altro perché sui numeri non
si può equivocare - che è del 2011 era quella che appunto da un
punto di vista temporale aveva e doveva avere la precedenza. Perché
è vero, onorevole Dipasquale, Vittoria però è del 2012, ed è
certamente successivo.
Però, signor Presidente, io posso proporre questo. Lo propongo
soprattutto .
ASSENZA. Il ciclone Athos è del 2011.
CALDERONE. Io ricordo
PRESIDENTE. Onorevole Calderone cominci un ragionamento e lo
finisca perché poi nel verbale non si sa cosa scrivere.
CALDERONE. Signor Presidente se io chiedo la sospensione dell'Aula
per qualche minuto per potere approntare un ragionamento, anche un
subemendamento, che possa coinvolgere qualche altro Comune per i
fatti sempre che riguardano le alluvioni e, in particolare, le
alluvioni datate.
PRESIDENTE. Fermo restando il milione di stanziamento Se no,
dovremmo rimandare di nuovo in Commissione.
CALDERONE. Sempre sul milione, certo. Vorrei essere chiaro. Il mio
ragionamento è di assoluta apertura. L'unica cosa che chiedo è il
dato temporale. Perché non possiamo parificare i danni del 2018 con
quelli del 2011. Quindi noi possiamo dare un tempo di chiusura per
i fatti calamitosi, per l'alluvione del 2012. Se ci dà cinque
minuti di tempo per potere discutere anche su questo argomento,
credo che sia ragionevole.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, noi dobbiamo incardinare il nuovo
collegato. Per cui facciamo una cosa, però non più tardi, perché
sono già le 19.00. Sospendiamo dieci minuti esatti e poi ci
rivediamo per votare l'emendamento e l'eventuale subemendamento,
per incardinare il collegato della V Commissione, in modo che poi
si possa, da martedì, cominciare a votare.
Oppure preferisce, onorevole Calderone, siccome noi comunque
facciamo una cosa che forse è meglio per tutti. Siccome noi
comunque, oggi, non chiudiamo con il voto finale. Per cui lo
rinviamo a martedì in modo che avete tempo di parlarne. Allora
resta così stabilito.
Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno di beni e
attività culturali, del lavoro, dello sport e del turismo» (n. 491
Stralcio V COMM/A)
PRESIDENTE. Si procede con la discussione del disegno di legge
«Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A) posto al
numero 3).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, incardiniamo il disegno di legge della V
Commissione e poi parliamo.
Ricordo che c'è un ordine dei lavori che prevede prima il disegno
di legge della V Commissione. Poi è stato deciso, poco fa, in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari che si possono
incardinare anche gli altri disegni di legge. Intanto incardiniamo
quello della V Commissione. Poi ne parliamo. Procediamo con quello
della V Commissione, che è di 40 articoli, è inutile che ne
incardiniamo un altro oggi stesso perché non avremmo dove andare
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Sammartino per svolgere la relazione.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto al
testo della relazione.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale.
(Non sorgendo osservazioni, il passaggio all'esame degli articoli
si intende tacitamente approvato)
Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato a
lunedì 29 luglio alle ore 18.00.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il testo presenta oltre una
quarantina di articoli. All'interno troviamo e trattiamo tutte le
materie che anche nell'ultimo periodo il Parlamento ha voluto, in
parte, rinviare a questo Collegato': cioè dall'associazionismo ai
beni culturali, a tutto quello che è oggi la richiesta, che in
parte credo sia stata accolta, del fabbisogno che oggi in Sicilia
c'è.
Io credo che il termine degli emendamenti - se mi posso
permettere, signor Presidente, vuole essere di aiuto - a lunedì sia
troppo breve. Se possibile, per la complessità del testo e della
materia - si tratta anche materia di personale - se può rinviare il
termine degli emendamenti a martedì o al massimo a mercoledì, credo
che possa essere utile per i Gruppi parlamentari per poterlo
approfondire.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, oggi è mercoledì e stiamo dando
tempo fino a lunedì. La prego. Poi abbiamo appena convocato la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari - di cui lei ha
pure fatto parte - in cui è stato stabilito che da martedì si
comincia a votare, per cui andiamo avanti. Ha fatto la sua parte,
la ringraziamo molto.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Grazie, signor Presidente. Mi è stato riferito che in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari è stato stabilito
di incardinare tutti i Collegati' in serie.
Io volevo fare presente alla Presidenza che il nostro Collegato',
arrivato dalla Commissione Bilancio' in IV Commissione per
l'apprezzamento, era di 84 articoli; lo abbiamo ridotto a 24,
tagliando tutto il possibile. E invito i colleghi - perché abbiamo
fatto questa scelta in Commissione - a non presentare emendamenti
che riguardino urbanistica ed edilizia, perché stiamo trattando in
Commissione il disegno di legge organico, che andrà in Aula in
autunno.
Per cui, se lei mi permette di incardinarlo oggi, a noi basta il
termine degli emendamenti anche a venerdì e possiamo, già da
martedì, metterlo ai voti, perché sono solo 24 articoli molto
snelli.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino. Io li incardinerei tutti, tant'è
che li incardineremo molto velocemente, ma se incardiniamo oggi
stesso questo con tempo per gli emendamenti fino a lunedì, poi un
altro con tempo per gli emendamenti fino a ma tanto prima c'è
quello ormai, per cui comunque andrebbe trattato dopo.
Quindi lasciatemi fare le cose con l'ordine che ci siamo dati. Io
li incardinerò più presto possibile tutti, però siamo partiti dalla
V Commissione, poi passeremo alla IV Commissione e alle altre, e
speriamo di fare tutto in tempo. Noi già martedì incardineremo il
Collegato' della IV Commissione e daremo tempo fino a venerdì,
perché speriamo di cominciare a discuterlo dalla settimana dopo.
SAVARINO. Solo per non sprecare dei giorni.
PRESIDENTE. Mi creda, non c'è nessun problema. Sono già all'ordine
del giorno, per cui saranno incardinati coi tempi corretti. Non c'è
nessun problema.
DI PAOLA. Chiedo di intervenire sulla discussione generale.
PRESIDENTE. L'abbiamo conclusa. Però voi dovete stare attenti, c'è
grande confusione. Io ho dichiarato aperta la discussione generale.
Ho detto: nessuno vuole intervenire; la dichiaro chiusa . Però non
c'è problema, a partire da martedì lei parlerà direttamente
sull'articolo 1 come se fosse in discussione generale.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
FOTI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, signor Presidente. Qualche settimana fa, esattamente
il 12 giugno 2019, ricevevo una non risposta' sull'interpellanza
n. 42, che riguarda la gestione dei complessi cremotermali e
idrotermali di Acireale e Sciacca. L'Assessore riferisce che
avrebbe adottato dei provvedimenti in merito e nei confronti degli
uffici che, nonostante avessi depositato l'interpellanza ben un
anno prima, non gli avevano fornito risposta, ma si è sentito di
dare conforto a me e all'Aula dicendo, anche perché peraltro il
presidente Musumeci regolarmente chiede all'Assessore lo stato di
avanzamento delle cose, di fornire un'altra risposta alla luce
degli imminenti accadimenti. Si diceva che il venerdì successivo il
Ragioniere generale si sarebbe recato alla Cassa Depositi e
Prestiti per accendere il mutuo e salvare, in particolare, degli
immobili delle terme. Bene Presidente, vorrei informare l'Aula, che
magari dovrebbe stare un pochino più attenta e se è possibile anche
lei, che da quel momento ben due aste sono andate deserte, ossia la
Regione non si è presentata come disposto dalla legge n. 20 del
2016. Il creditore privilegiato sembrava avere accolto le
difficoltà da parte della Regione ma abbiamo un tempo massimo, che
sarebbe la prossima settimana. La scorsa settimana la Giunta doveva
deliberare dando l'okay all'accensione dei mutui, questa Giunta non
ha deliberato, pare abbia rimandato per generici approfondimenti,
siamo a mercoledì ed ancora non si è deliberato, andiamo di fronte
pessimisticamente al disastro, ottimisticamente mi auguro che il
messaggio - ma vedo che l'Assessore è immerso in altre
conversazioni - il presidente Musumeci che ha sempre dichiarato di
avere a cuore le terme di Acireale, le terme di Sciacca e tutto il
resto che hanno messo nel DEFR il termalismo, vorrei capire
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Foti, assessore Armao, chiedo
scusa, siccome l'intervento è rivolto a lei, anche per poi dare una
risposta. Grazie.
FOTI. vorrei capire a che punto siamo e, tra l'altro, dato che
non sono un consigliere di quartiere, aggiunto pure che le terme di
Sciacca sono in attesa dell'uscita del bando di affidamento. Io
ricordo che ad aprile dell'anno scorso è uscito un comunicato da
parte dell'Assessore che diceva: il bando è pronto e a breve
affideremo . E' passato più di un anno e non se ne sa niente.
Acireale, stiamo partendo, stiamo firmando il mutuo, due aste
deserte, la Giunta non delibera e se questi territori, anch'essi
colpiti da calamità naturali, soldi non ne ricevono ma almeno ci
diano l'opportunità di fare sviluppo, dato che nel DEFR hanno messo
il termalismo, un'altra volta, come volano dell'economia, ma fatti
non se ne vedono.
L'Assemblea ha votato unanimemente nel 2016, ogni anno ha dato la
proroga, ora vogliamo atti concreti e prego la Giunta di volersi
riunire e deliberare, dare l'okay per il mutuo perché altrimenti si
finisce con la solita norma incompiuta. E' un disastro economico,
non si chiedono aiuti ma si chiede di fare il proprio dovere e
quello che l'Assemblea ha legiferato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti. Assessore Armao, possiamo dare
garanzie?
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, grazie per la opportunità che mi dà, onorevole, di
precisare quello che è stato fatto, tanto, nel settore del
termalismo.
Abbiamo, per quanto riguarda Sciacca, già dopo un lungo periodo di
interlocuzione con il comune che ci ha consentito, ma l'avevo
precisato in occasione di un'interrogazione sul punto e mi viene
difficile ribadirlo, che abbiamo già predisposto lo schema di
bando, abbiamo soprattutto ricostruito la documentazione di tipo
urbanistico, che è stata molto difficile da reperire. Era compito
del Comune, abbiamo aiutato il Comune in questo adempimento e
quindi, adesso, per quanto riguarda Sciacca è tutto pronto.
Per quanto riguarda, invece, la vicenda di Acireale, lei sa quali
problemi e quali complessità ci sono, abbiamo già predisposto un
piano, sia all'interno del Documento di Economia e Finanza
Regionale, che con autonomo atto che è all'esame della Giunta.
Quindi, la prossima Giunta potrà benissimo approvare il piano del
termalismo che è stato richiesto ai fini dell'accensione del mutuo
da parte di Cassa Depositi e Prestiti, la quale ha già approntato
le somme e, quindi, bisogna soltanto firmare l'atto per la formale
accensione del mutuo deliberato dall'Assemblea Regionale sul punto.
FAVA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Grazie Presidente. Vorrei chiedere l'attenzione, nei limiti
del possibile, a lei Presidente e al Governo, perché la notizia che
abbiamo letto oggi sul giornale ci interroga tutti. Ci interroga
come cittadini, come parlamentari regionali, interroga lei come
Presidente di questa Assemblea, interroga il Governo regionale.
Abbiamo appreso di una disposizione del Prefetto di Siracusa che
vieta, per ragione di ordine pubblico, la possibilità per operai e
lavoratori dell'ISAB di manifestare. Divieto di assembramenti di
fronte ai dodici ingressi dell'ex ISAB, che come sappiamo oggi è di
proprietà di una multinazionale russa, la LUKoil.
PRESIDENTE. Scusate, chiedo all'Aula un minimo di attenzione su
quello che sta dicendo l'onorevole Fava, perché credo che sia
interessante, oltre che anche educato ascoltare quello che viene
detto. Grazie.
FAVA. La ringrazio, Presidente. Ora, è già in sé un fatto
abbastanza insolito, oltre che grave, che per ragioni di ordine
pubblico una Prefettura vieti agli operai di manifestare per la
tutela di diritti che loro ritengono violati. Peraltro, sappiamo
che ciò che sta accadendo è che le politiche in quella parte della
zona industriale di Priolo sono fortemente penalizzanti nei
confronti dell'indotto, per cui ci sono diverse centinaia di
lavoratori che si trovano in una precarietà insostenibile. E
improvvisamente si apprende che manifestare, dal punto di vista
sindacale, nel pieno rispetto della legge, dei principi
costituzionali, il proprio disagio economico diventa una questione
di ordine pubblico che merita un provvedimento...
Colleghi, scusate, potete un attimo abbassare il tono della voce?
PRESIDENTE. Sì, colleghi, per favore, peraltro l'onorevole Fava
sta affrontando un argomento serio e delicato; potete avere la
bontà di stare ad ascoltare?
FAVA. E' abbastanza insolito. La cosa che non è insolita ma è, la
definisco, vergognosa, è che il Prefetto di Siracusa si è trovato
nella necessità ob torto collo di firmare un provvedimento al quale
non credo abbia affidato, né particolare benevolenza, né
particolare piacere, perché questo gli è stato chiesto dal Ministro
dell'Interno Salvini. E il Ministro dell'Interno Salvini ha
giustificato l'intervento preteso dal Prefetto di Siracusa
allegando alla propria richiesta una lettera che ha ricevuto
dall'Ambasciatore russo in Italia.
Il signor Ambasciatore russo che si chiama Sergey Razov spiega
che, se gli operai siciliani a Priolo continuano a manifestare, ci
sono problemi per la reputazione di un'azienda russa, oltre che
perdite finanziarie.
E, quindi, con un regresso repentino nella notte dei secoli,
torniamo ad un tempo in cui non esisteva lo Statuto dei lavoratori,
un tempo in cui non c'erano le Rivoluzioni industriali e ancora si
lavorava quattordici ore al giorno, un tempo in cui un signore ci
può dire non voglio scioperi perché rischiamo di mettere a
repentaglio l'immagine e i profitti dell'azienda del Paese che io
rappresento.
Che l'Ambasciatore scriva questo, secondo una cultura abbastanza
feudale ed un'idea dei diritti dei lavoratori ancor più feudale,
rientra nelle sue responsabilità, ma che il Ministro dell'Interno
si permetta di scrivere una lettera al Prefetto, allegando quella
del signor ambasciatore, chiedendo al Prefetto un intervento che è
fuori da ogni norma e da ogni prassi per impedire agli operai di
protestare, mi sembra una cosa di estrema gravità che riconsegna
questa Terra alla sua storica condizione di colonia. E diventare
anche colonia della Russia, perché i russi sono amici del Ministro
dell'Interno, è una condizione insostenibile, di umiliazione per la
quale chiediamo, signor Presidente, il suo intervento e, se lo
ritiene, anche l'intervento del Governo regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, faccio fatica a credere, addirittura,
a quello che lei dice. Sono sicuro che è vero. Faccio fatica a
credere che possa essere vera una cosa di questo genere pur sapendo
che è vera.
E' ovvio che l'intervento del Presidente dell'Assemblea è un
intervento che non so neanche come possa, con una lettera di
protesta ma posso vedere, attraverso gli uffici, che cosa è
possibile fare.
LUPO. Visto i buoni rapporti con Salvini, lo chiami.
PRESIDENTE. Posso chiamare il Ministro dell'Interno, certo. Vedrò
di fare quello che posso.
Credo che anche, ovviamente, farò presente
Colleghi, un argomento, peraltro molto serio, può essere discusso
un attimo o no?
Io non so se sia normale che ognuno di voi si metta a gridare.
Stiamo affrontando un argomento che credo che sia anche di
democrazia e di libertà, che supera ogni ragionamento e ogni
fazione che c'è qua dentro.
Ma se anche su questo c'è da giocare, c'è da gridare e c'è da fare
schiamazzo, veramente mi sento avvilito a fare il Presidente di
quest'Assemblea. Lo dico chiaramente.
Io quello che posso fare, farò.
Ovviamente, avvertirò di questo suo, credo ne sia già a
conoscenza, gli dirò che c'è stato questo suo intervento, peraltro
molto preciso e garbato, per cui la ringrazio anche di questo e
vedrò cosa sarà possibile che lui faccia.
Credo che, purtroppo, rispetto alle potenze russe, americane e
cinesi, il Parlamento siciliano non abbia grandissima influenza
però, in ogni caso, ci proviamo.
DI PAOLA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, solo per
accodarmi all'intervento che ha fatto all'inizio dell'Aula la
collega Caronia perché, oggi, in Commissione Ambiente' abbiamo
avuto un'importante Commissione e si è parlato di due discariche
pubbliche: la discarica di Bellolampo e la discarica di Timpazzo.
Signor Presidente, all'interno della Commissione è emerso che, nei
prossimi mesi, molti comuni siciliani avranno un sovraccarico dei
costi nella gestione dei rifiuti non per volontà dei cittadini ma
perché molti impianti, tra cui anche le discariche di Bellolampo e
di Timpazzo, per alcuni mesi rimarranno chiusi e, di conseguenza, i
comuni - alcuni comuni della Sicilia già operano in questo modo -
della Sicilia dovranno scaricare in discariche distanti dalle
discariche limitrofe al loro territorio con un enorme aggravio dei
costi.
Ho ascoltato la collega Caronia che ha fatto un appello perché
molte di queste responsabilità ricadranno come costi ai comuni ma
molto spesso non sono responsabilità dei comuni.
E la collega ha fatto un appello per dire quei dieci milioni di
euro che in questo momento avranno come aggravio dei costi su
Palermo, l'Assemblea in qualche modo ne discuta .
Signor Presidente, dico di discutere per tutti i comuni siciliani.
Anziché fare un Salva Palermo sulla questione rifiuti, facciamo
un Salva Sicilia per la questione dei rifiuti.
In quest'Aula stiamo discutendo dei collegati. Oggi ha incardinato
un ulteriore collegato dove ci sono altri milioni di euro che
andremo a dare e ne parleremo poi la prossima settimana.
Si è parlato di marchette .
Signor Presidente e onorevoli colleghi, cerchiamo in qualche modo
di stralciare completamente questi collegati. Recuperiamo i fondi
che stiamo mettendo all'interno di questi collegati e facciamo un
Salva rifiuti per tutta la Sicilia perché, nei prossimi mesi, la
maggior parte dei comuni non potranno gestire nemmeno i servizi
minimi e essenziali, perché l'aggravio dei costi sulla gestione dei
rifiuti sarà enorme e ricadrà pesantemente, come responsabilità, su
questo Governo regionale e, ahimè, graverà pure su tutti noi, su
tutta l'Assemblea regionale se oggi non prendiamo una decisione
forte e chiara. Grazie Presidente.
CAFEO. Chiedo di palare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, intervengo non sulla tematica sollevata
dall'onorevole Fava, sottolineando, oltre a condividere, ciò che
l'onorevole Fava ha detto e, quindi, la stranezza di un
comportamento comunque da parte di un Ministro della Repubblica
italiana che riceve da parte un ambasciatore indicazioni specifiche
sulle perdite del più grosso investimento russo in Italia che si
trova nella mia provincia, che si trova a Priolo Gargallo,
sottolineando però il non rispetto delle regole del nostro Paese e
cioè il diritto allo sciopero.
Presidenza del Vicepresidente CANCELLERI
Quando si verificò questa istanza era il giorno prima che si
doveva riunire un tavolo in Prefettura perché la Prefettura molto
spesso, su determinate dinamiche, diventa l'elemento su cui poi
riuscire a fare discutere tutti, si doveva discutere il vero
problema che provoca gli scioperi e cioè il tavolo di concertazione
per stabilire le regole per gli appalti e per gli sub appalti.
Perché?
E in quella occasione io ebbi a dire che parte del sindacato
anziché sollevare il problema sulla circostanza doveva riuscire a
portare a casa il risultato del tavolo per concordare le regole per
gli appalti, perché metto effettivamente al primo posto una
considerazione che, secondo me, tutto il Parlamento e soprattutto
il Governo dovrebbe fare che è quella della poco attrattività
dell'investimento sul territorio e della crisi occupazionale che
stiamo ponendo.
Però, è ovvio che una Assemblea, un deputato non si può fare
carico da solo delle esigenze di rendere attrattivo il nostro
territorio e che il Governo regionale deve, in qualche modo,
svolgere il suo ruolo nel modo in cui, tra le altre cose, prevede
la Costituzione e, quindi, della partecipazione al Consiglio dei
Ministri del Presidente della Regione siciliana perché se lo
sviluppo del territorio nazionale ma soprattutto della Regione
siciliana deve essere messo a rischio dallo scadere delle relazioni
della politica estera italiana e dall'utilizzo del ruolo di
rappresentare il Governo italiano svendendo e facendo diventare
ridicolo, nel suo complesso, il nostro Paese, ecco, ritengo che
occorra e mi aspetto che il Presidente della Regione siciliana
riesca a rendere il nostro territorio, nonostante tutto, credibile
ed attrattivo per gli investimenti.
Rispetto a questo, quindi, condanno - e mi aspetto che il Governo
regionale, nel suo complesso, lo faccia - l'atteggiamento del
Ministro Salvini e spero che si faccia al più presto chiarezza sui
rapporti con la Russia come con qualsiasi altro Paese perché stiamo
minando, non solo il tema degli scioperi, del diritto allo
sciopero, ma stiamo minando alla base la credibilità del sistema
Paese-Italia rispetto all'attrazione degli investimenti ed auspico
che anche il Governo regionale, in qualche modo, metta in campo per
non essere complice della poco attrattività perché, oggi, ci
limitiamo a parlare di quello che è il dato sollevato
dall'onorevole Fava e quindi del rapporto con la Russia ma io spero
che questa Aula affronti anche rispetto ad altri argomenti le
responsabilità del Governo regionale siciliana rispetto alla poca
credibilità del sistema Sicilia per l'attrazione degli
investimenti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cafeo. Non ci sono altri interventi.
La seduta è rinviata a martedì, 30 luglio 2019, alle ore 16.00,
con il seguente ordine del giorno:
I -Comunicazioni
II -Discussione dei disegni di legge:
1) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di pubblica amministrazione e personale (n. 491 Stralcio I
COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Lupo
2) Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
(Seguito)
Relatore: on. Lupo
3) Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
La seduta è tolta alle ore 19.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interpellanze
N. 181 - Interruzione del collegamento ferroviario Messina-Palermo
e costo del servizio di collegamento sostitutivo.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto;
Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro
Michele; Cafeo Giovanni
N. 182 - Notizie circa gli interventi realizzati dal Commissario
delegato per l'emergenza rifiuti.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Sammartino Luca; Catanzaro Michele; De Domenico
Francesco; Cafeo Giovanni
N. 183 - Chiarimenti sull'avviso 2/2019 Targeted Call 'Italia
Malta'.
- Presidente Regione
Foti Angela; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco;
Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 268 - Sottoscrizione di una convenzione tra la Regione
siciliana e le forze dell'ordine per garantire la vigilanza dei
presidi di continuità assistenziale presenti sul territorio
regionale.
Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 22/07/19
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.