Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.10
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta. Invito, pertanto, i deputati a munirsi per
tempo della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
la richiesta di verifica del numero legale (art. 85) ovvero la
domanda di scrutinio nominale o di scrutinio segreto (art. 127)
sono effettuate mediante procedimento elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di cariche da componente di Commissione
e di decadenza della firma da atti ispettivi e di indirizzo
politico a seguito della cessazione dell'affidamento temporaneo
delle funzioni di deputato regionale supplente dell'onorevole
Daniela Ternullo
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della cessazione
dell'affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
supplente dell'onorevole Daniela Ternullo, di cui l'Assemblea ha
preso atto nella seduta n. 134 del 30 luglio 2019, lo stesso
deputato con decorrenza 29 luglio 2019 decade dalle seguenti
cariche:
- componente della III Commissione legislativa permanente
Attività produttive';
- componente della Commissione permanente per l'esame delle
questioni concernenti l'attività dell'Unione Europea;
- componente della Commissione parlamentare speciale sul fenomeno
del randagismo in Sicilia.
Decade, altresì, la firma dello stesso parlamentare dai seguenti
atti ispettivi e di indirizzo politico:
- interrogazione con richiesta di risposta orale: n. 879;
- interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 805 e 820.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, visto che, purtroppo, devo accertare che il
Governo è puntuale ma dei parlamentari, tranne un paio di
coraggiosi, non c'è nessuno, sospendo la seduta per mezz'ora e
riprenderà alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 17.05)
La seduta è ripresa.
Commemorazione dell'onorevole Bartolo Pellegrino
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se possiamo prendere posto.
Prima di iniziare l'esame del disegno di legge n. 491 Stralcio V
Comm/A, dobbiamo procedere con la votazione finale del disegno di
legge n. 491 Stralcio I Comm bis/A, ma prima di andare avanti, sta
entrando in Aula, adesso, la famiglia di Bartolo Pellegrino, che
saluto.
Come sapete, pochi giorni fa, è venuto a mancare Bartolo
Pellegrino che tanti di noi hanno conosciuto e che era un mio amico
personale, quindi, per me, è stato particolarmente un dolore
grande.
Aveva 85 anni ed è stato uno dei veri protagonisti della politica
siciliana. Fu deputato di questa Assemblea per più legislature,
originario del trapanese, di estrazione socialista - nacque e morì
socialista, come si dice - è stato per almeno due lustri uno dei
personaggi di spicco della politica siciliana.
Nel 2001 fondò un partito a cui diede il nome di Nuova Sicilia',
ispirato a un movimento autonomista.
Ebbe tante esperienze: dopo il PSI passò a Rinnovamento italiano
con il presidente Dini, nel 1998 fu in maggioranza con il Governo
Capodicasa e nel 2000 divenne uno degli artefici del cosiddetto
ribaltone che portò, poi, alla Presidenza della Regione l'onorevole
Vincenzo Leanza.
Non potrò mai dimenticare l'intervento di Bartolo quando cadde il
Governo Capodicasa, fece un intervento che fu molto apprezzato da
alcuni, molto contestato da altri, forse l'onorevole Cracolici se
lo ricorda, era presente in quell'occasione, credo.
CRACOLICI. Ero giovane.
PRESIDENTE. Fu anche ingiustamente accusato, come a tanti è
successo, di avere rapporti con la mafia, ma poi il tempo con lui è
stato gentiluomo perché, ovviamente, fu assolto in tutti i gradi di
giudizio.
Credeva realmente nella stagione dell'autonomismo, era una di
quelle persone che credeva realmente nella politica.
Io ai famigliari e ai figli - Pino, Laura, Silvana, Emanuela e
Tiziana - posso dire, come ho detto ieri ai funerali, che hanno
avuto la fortuna di avere avuto un uomo vero come padre: era un
uomo vero, era una persona leale, era una persona che se diceva una
cosa la faceva, e poi era una persona che tutto quello che faceva
lo faceva in funzione di un progetto, di un ideale, di qualcosa, e
sacrificava sempre se stesso e l'interesse personale per portare
avanti progetti politici che lui riteneva sempre enormemente
importanti, poi, magari, forse erano meno importanti di quanto non
si rivelassero nella realtà, ma per lui erano sempre
importantissimi, ci si dedicava anima e corpo e dava veramente
tutto se stesso e, quindi, io alla famiglia dico che nel momento
della morte, ovviamente, il dolore è sempre grande, ma la vostra
famiglia ha avuto, comunque, la fortuna di avere avuto Bartolo come
padre, e questa è una cosa che dovete ricordare - o come nonno,
visto che vedo che ci sono anche i nipoti presenti - e quindi è,
come dire, un ricordo positivo che dovete avere di Bartolo, anche
nel momento del dolore, del grande dolore per un caro che è andato
via.
Nessuno di noi, di quelli che gli hanno veramente voluto bene, si
potrà mai dimenticare di Bartolo Pellegrino.
Io darò la parola ad alcuni dei Capigruppo, all'onorevole Di Mauro
per primo che me la chiede, poi finiti gli interventi e
l'intervento del Presidente della Regione, che mi ha appena
comunicato che vuole essere lui a partecipare a questa
commemorazione, per cui noi intanto cominciamo, ma lui dovrebbe
arrivare in tempo per potere fare il suo intervento, dopo vi
pregherò di osservare un minuto di raccoglimento in onore di
Bartolo, prima di passare all'ordine del giorno già previsto -
Presidente Musumeci, buon pomeriggio.
Avevo appena comunicato che il Presidente sarebbe venuto.
Onorevole Di Mauro, a lei la parola.
DI MAURO. Grazie Presidente, onorevole Presidente della Regione,
colleghi parlamentari, famigliari tutti. Per quanto mi riguarda,
ricordare l'onorevole Bartolo Pellegrino, e voglio correggere - mi
consentirà il Presidente - visse da socialista ma morì da
socialista autonomista. Nel senso che il percorso che ho conosciuto
dell'onorevole Pellegrino non è la storia dell'uomo politico del
Partito Socialista, ma è la storia di Nuova Sicilia', la storia
autonomista. Una storia importante che determinò in lui una svolta,
dopo la fine dei partiti nazionali e che si fece carico di
recuperare un'idea importante che era quella proprio
dell'autonomia, che diede vita ad una importante esperienza
politica e fu proprio quella politica di Nuova Sicilia' e che
vide, credo, uno degli alleati più leali di Forza Italia, un
movimento politico di Nuova Sicilia, un'intesa importante, forte,
anche mi ricordo benissimo delle europee. Ricordo lo slogan della
collega Lo Curto Un uomo in Europa , che era il candidato nella
lista di Forza Italia della collega onorevole Lo Curto, che poi
divenne anche per un breve periodo deputato europeo.
E questa fase politica, che va dal 2001 al 2006 continua, poi,
compiendo un'operazione politica importante: cioè intravedeva la
nascita del Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo col
quale strinse un accordo politico per un'esperienza che iniziò,
unitamente a noi tutti, a proposito delle elezioni regionali e
delle elezioni politiche, a sua volta del 2006, proprio recuperando
le ragioni dell'autonomia allargando il raggio di azione ed
individuando insieme al Movimento per l'Autonomia questo percorso
politico che ci vide poi alleati sotto lo stesso simbolo, inserendo
anche l'esperienza di Bartolo Pellegrino, che fece un passo
indietro personalmente, ma indicando nelle liste una serie di amici
che poi parteciparono alle elezioni elettorali regionali e ricordo
che due esponenti di Nuova Sicilia' furono eletti.
Voglio ricordare anche un particolare sulla correttezza politica
ed anche morale dell'onorevole Pellegrino: avevamo sottoscritto i
documenti a proposito del finanziamento. Noi avevamo dimenticato di
sottoscrivere i documenti e l'onorevole Pellegrino, che è una
persona corretta, che era l'unico intestatario in realtà di quello
che doveva essere poi in maniera pratica l'incasso di questo
finanziamento in ordine ai voti che avevamo ottenuto, l'onorevole
Pellegrino fu assolutamente leale nei nostri confronti tant'è che,
diciamo ecco che, il finanziamento così come si era stabilito in un
primo momento fu diviso tra quella che era l'esperienza di Nuova
Sicilia' che ancora continuava con un collega, ed adesso non
ricordo il nome, fu commissario provinciale di Nuova Sicilia', e
noi che iniziammo un percorso che ancora continua che è quello del
Movimento per l'Autonomia.
Quindi, per quanto ci riguarda c'è un'enorme gratitudine per un
uomo che ha recuperato un'idea, che ha inventato un progetto, che
ha avuto anche, mi permetto di dire, l'intuizione che avendo lui
assunto, ecco, delle difficoltà a cui faceva cenno poc'anzi il
Presidente della Assemblea, comprese che era il caso di continuare
questa esperienza facendo un passo indietro e aggregandosi a
Raffaele Lombardo con cui poteva continuare questa esperienza.
Quindi, per quanto ci riguarda il ricordo di Bartolo è il ricordo
di una persona intelligente, di una persona coraggiosa, di una
persona che ha avuto la capacità di superare momenti difficili
attraverso il passo indietro, che spesso molti di noi non siamo
capaci di fare, purché la sua idea, il suo progetto potesse
continuare.
Concludo dicendo che Bartolo Pellegrino appartiene ad una scuola
politica importante come quella del Partito Socialista, ma
soprattutto l'uomo, la sua storia personale, la rappresentanza
della sua Terra, la sua capacità di governo fu sempre un sostegno
leale per quella che era la Regione Siciliana.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Lo Curto che dell'onorevole
Pellegrino era particolarmente amica.
LO CURTO. Signori Presidenti, autorevoli esponenti del Governo,
cari familiari dell'onorevole Bartolo Pellegrino. Intanto, voglio
ringraziare anch'io Roberto Di Mauro per avere tracciato ed
introdotto quel percorso che Bartolo Pellegrino aveva disegnato per
questa Terra pensando che fosse indispensabile una strategia a
supporto
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Lo Curto.
Credo che l'onorevole Lo Curto stia parlando di una cosa che sta a
cuore a tutti per cui se possiamo fare silenzio. Grazie.
LO CURTO. Sì, quando il collega Assenza siede
PRESIDENTE. Onorevole Assenza, la prego, stiamo commemorando
Bartolo Pellegrino, mi piacerebbe che ci fosse in Aula il silenzio
che è dovuto ad una persona come Bartolo.
LO CURTO. Dicevo, sono particolarmente grata all'onorevole Di
Mauro per avere tracciato questo percorso che Bartolo Pellegrino
aveva assolutamente immaginato come straordinario ed essenziale
punto di forza per l'attuazione dello Statuto dei Siciliani e per
avere, come dire, anche ricordato le battaglie che io - perché
Bartolo me lo chiese - ho fatto con una singolare, appunto, quanto
importante battaglia, Un uomo in Europa', quando si trattò di
pesare anche il ruolo e la forza di un partito che in quel momento
era anche al governo della Regione siciliana.
Certo è per me una singolare, dolorosa e purtroppo ripetuta
circostanza dovere intervenire in quest'Aula per Bartolo
Pellegrino. Oggi, di sicuro la ragione è assai più traumatica,
signor Presidente, di quella che ho affrontato nella seduta del 23
aprile del 2002, quando Bartolo Pellegrino era assessore per il
territorio e l'ambiente, durante il primo governo Cuffaro. Ricordo
di avere chiesto all'onorevole Rotella, Presidente del gruppo
parlamentare Nuova Sicilia', cui appartenevo, di lasciare a me il
compito di intervenire nel corso di un dibattito nel quale Sala
d'Ercole, sede del più antico Parlamento d'Europa e di questo
Parlamento regionale, si trasformava nell'Aula di un fantomatico
tribunale nel quale si voleva a tutti i costi processare Bartolo
Pellegrino per un reato che come la dolorosa storia processuale che
dovette subire ha ampiamente dimostrato non solo non esistere ma
neppure ipotizzabile. In quella circostanza chiesi a Bartolo
Pellegrino di non partecipare alla Seduta e di sottrarsi all'odiosa
e pirandelliana teatralità con cui taluni deputati di una sinistra
forcaiola, cattiva e suicida erano pronti a portare in scena una
pantomima che, nell'era dell'apparire piuttosto che dell'essere,
riusciva a rendere autenticamente verosimile ciò che era
palesemente falso, signor Presidente.
In quella circostanza pronunciai parole di condanna per le
montature fantagiudiziarie e metapolitiche di cui l'onorevole
Pellegrino fu fatto oggetto e a seguito del quale fu costretto a
dimettersi.
Oggi mi ritrovo qui, diciassette anni dopo, a commemorare l'uomo e
il politico che da quella vicenda non riuscì più a rialzarsi
nonostante la passione per l'Autonomia, fece sì che si appoggiasse,
andasse incontro al nascente Movimento per l'autonomia.
Non riuscì più a rialzarsi perché ferito nei suoi valori più sacri
e inviolabili. Il sistema lo aveva espulso con chirurgica
precisione e con la buona pace di chi ben conoscendo il valore
politico dell'uomo serio, impegnato, intelligente e visionario
voleva con lui eliminare ciò che è sempre stato Bartolo Pellegrino
l'antisistema', la capacità di esistere senza organizzazione, la
forza di produrre idee innovative e la capacità di progettare al di
fuori di schemi di potere condivisi e consumati.
Bartolo Pellegrino era un politico concreto, operativo che odiava
la scenografia del potere con i suoi riti e con i suoi miti; odiava
le corti, i lecchini ed i lacché da cui si tenne sempre
orgogliosamente distante; la sua grandezza risiedeva nell'assoluta
umiltà, nel caffè preso al bar di Guarrato dove ad offrire era
sempre lui. Nelle passeggiate a cavallo e nell'accudimento
personale dei suoi più affettuosi amici: gli animali, con cui
parlava e da cui era straordinariamente ascoltato e compreso.
Bartolo Pellegrino era un politico di altri tempi, un uomo vero,
non a caso chiamato Il leone di Guarrato , perché nella sua vita
politica iniziata da bambino militando e comiziando' per il
Partito Socialista sin dall'età di quattordici anni, il primo
comizio lo fece a Paceco, in quella piazza che ieri era gremita
davanti alla cattedrale, di fronte al suo feretro. Ed era abituato
ad incontrarsi, a confrontarsi ed a scontrarsi a viso aperto e
senza timore contro lupi, tigri, gattopardi e leoni come lui e che
proprio per questo non immaginava di potere inciampare nel morso
velenoso dello scorpione che avrebbe potuto semplicemente
schiacciare con il peso del suo corpo.
Con l'onestà e la chiarezza che connotano il mio essere in
politica e nella vita dico grazie al Presidente Micciché,
presente, e devo dire, in lacrime ieri alle esequie nella chiesa
madre di Paceco, che ha voluto con questa commemorazione, rendere
non il formale omaggio ad una personalità politica per i ruoli
prestigiosi ricoperti in questo Parlamento e nel Governo della
Regione.
Dico grazie a Gianfranco Micciché, devo dirti, Presidente, che lui
diceva di te è un uomo , ed io lo condivido, perché ha voluto che
quest'Aula, dove si è consumato l'omicidio politico di Bartolo
Pellegrino, oggi gli rendesse l'onore a suo tempo indegnamente
sottrattogli.
A nome del Gruppo parlamentare UDC, che rappresento, rendo omaggio
alla memoria di Bartolo Pellegrino che è stato deputato, Assessore
e Vicepresidente della Regione siciliana e alla sua famiglia porgo
le più sentite e sincere condoglianze.
Sul piano personale permettetemi di ringraziare Bartolo Pellegrino
perché è stato lui ad avermi spinta in maniera determinante
all'impegno politico attivo, mi ha contagiato la fede nella Libertà
e nell'Autonomia, questa fede la condivido ancora con lui e mi
rende a lui assolutamente vicina.
Con lui ho fondato Nuova Sicilia' nel convincimento sempre vivo
che per questa terra fosse necessaria una formazione politica che
contro l'ascarismo e l'asservimento ai poteri romani esaltasse il
valore dell'Autonomia e dello Statuto, senza quella spinta a
credere nel valore della politica e in una politica fondata su
valori, io non sarei qui e soprattutto non sarei mai stata per i
miei figli esempio di grandi ideali per i quali bisogna impegnarsi,
vivere e lottare in prima persona: grazie Bartolo per tutto quello
che ci hai insegnato.
Colgo l'occasione, prima di concludere, signori Presidenti, per
consegnare ai famigliari del compianto, onorevole Bartolo
Pellegrino, - dell'amico Bartolo -, di cui conservo un ricordo
assolutamente importante nel mio cuore e nei miei sentimenti,
insieme a questo mio contributo commemorativo anche il resoconto
stenografico del mio intervento del 23 aprile 2002 nella 53 seduta
della XIII legislatura, di cui prima facevo cenno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho conosciuto
solo un pezzo della vita politica dell'onorevole Pellegrino, cioè
quando sono entrato in Parlamento nel 2001 nel momento in cui
divenne Vicepresidente della Regione ed Assessore per il territorio
e l'ambiente.
Non ho conosciuto, almeno non ero in questo Parlamento, quando
nella legislatura precedente, - parlerà Turano per quella
legislatura -, l'onorevole Pellegrino fu artefice di una serie di
movimenti politici che oggi sarebbero giudicati - con gli occhi di
oggi - sicuramente in maniera direi diversa ma sicuramente bisogna
sempre contestualizzare le cose nel tempo in cui avvengono.
Pellegrino fu colui che in Sicilia, assieme ad un ex Presidente
della Regione, diede vita al movimento Rinnovamento Italiano' del
Presidente Dini che in qualche modo aprì lo scenario del primo
Governo di centrosinistra con il Governo Prodi, nel '96, e poi
l'onorevole Pellegrino da esponente di Rinnovamento Italiano, e non
di Nuova Sicilia, che fu un movimento che creò, qualche anno dopo,
fu autore di un ribaltone durante la dodicesima legislatura.
Certo, la storia non si giudica, la storia c'è, ognuno di noi la
può leggere come vuole. Io, con molta onestà, dico che appartengo
alla cultura volteriana in cui darei la vita perché ognuno possa
dire e pensare con libertà ciò che pensa, ma anche se non ne
condivido affatto quello che dice e quello che pensa, ecco, in quel
caso, credo di potere dire con grande onestà che io non ho
condiviso quasi nulla dell'onorevole Pellegrino sia da osservatore
durante la XII Legislatura, sia da collega parlamentare durante la
XIII Legislatura, quando, al di là degli aspetti giudiziari, delle
questioni che hanno segnato tutta una stagione, che hanno poi
prodotto, in alcuni casi, diciamo, condanne, in altri casi, come
nel caso dell'onorevole Pellegrino, assoluzioni, però non c'è
dubbio che quella storia in qualche modo era dentro ad una cultura
di una Sicilia che probabilmente non comprendeva che stava
cambiando il mondo ed avremmo dovuto, soprattutto chi aveva
maggiori responsabilità, accompagnare quel cambiamento.
L'onorevole Pellegrino, suo malgrado, rimarrà, al di là, ripeto,
degli aspetti giudiziari e persino della sua esperienza politica
concreta, rimarrà, come dire, macchiato da una frase che fu
riportata durante un'intercettazione in cui ebbe a definire in un
colloquio con altri personaggi, usò un'espressione che colpì molto
quella affermazione nel tempo storico in cui quella frase fu detta
ovvero Infami e sbirri che spesso fa parte del nostro lessico,
come dire, comunicativo ma che in quel contesto, in quel momento
storico ed anche con i personaggi con cui è stato intercettato
suscitò grande clamore, e fu questa la ragione per cui in quel
momento storico nel Parlamento si aprì un conflitto politico per
valutare, per consentire, per chiedere all'allora Presidente
Cuffaro di rimuovere e, quindi, di ritirare la delega al suo
Vicepresidente, proprio perché quella vicenda, al di là, ripeto,
delle mere responsabilità giudiziarie che atteneva ad altri organi
valutare, e quello poi fu fatto con l'assoluzione, certamente la
responsabilità politica, in qualche modo chiamava ad una reazione
del Parlamento e di quel Governo che ricordo essere stato il primo
Governo con l'elezione diretta in Sicilia.
Non è un caso che, paradossalmente, - ho cercato poco fa anche di
recuperare gli atti parlamentari -, sull'onorevole Pellegrino, si
aprì persino un dibattito procedurale-regolamentare, fu il primo
assessore per il quale il Parlamento, fu presentata una mozione di
sfiducia, poi si chiamò censura, infine, era di revoca, per poi,
con un artificio regolamentare, la mozione non fu trattata perché
fu posta dalla maggioranza una questione pregiudiziale. Cioè, cosa
voglio dire? Voglio dire che fece scuola anche il fatto se il
Parlamento poteva sfiduciare un assessore che non era stato eletto
dal Parlamento, ma che era stato nominato dal Presidente.
Quindi, nella storia di Pellegrino uomo, uomo politico, ci sono
anche aspetti che, in qualche modo, hanno poi guidato le procedure
regolamentari e hanno in qualche modo segnato una strada nel
percorso che da quel momento in poi si aprì in questo Parlamento.
Io ho avuto modo anche di incontrare recentemente, come un
vecchio compagno diciamo al quale pur militando in partiti diversi
lui mi riconosceva e riconosceva in me una figura di quella
rappresentanza del popolo o del mondo della Sinistra e spesso mi
capitava di incontrarlo in banca, dove ogni tanto veniva, e con il
suo, come dire, fare un po' sornione, un po' da vecchio saggio,
cercava di darci dei consigli su cosa doveva fare il Partito
Democratico e io gli dicevo: Bartolo con tutto il rispetto, già ne
abbiamo tanti suggeritori, al nostro interno abbiamo tanto
confusione ma se ti ci metti pure tu a dare consigli su quello che
dobbiamo fare noi, ci confondiamo perché non ci risulta che sei
stato mai un amico della prospettiva di superamento e di
avanzamento , anche se so bene, ad esempio, che i suo familiari e
anche, in particolare, un figlio dell'onorevole Pellegrino è stato
anche un nostro militante, un nostro sostenitore nella provincia di
Trapani.
Quindi, ho nutrito però affetto, affetto per una persona, ripeto,
di cui non ho condiviso quasi nulla nel suo agire politico però un
uomo che comunque ha contribuito a fare la storia, ha aperto, ha
cercato con l'intelligenza politica di un uomo capace, ha cercato
di dare una risposta a un bisogno di rappresentanza, il fenomeno
Nuovo Sicilia ha portato dentro questo Parlamento un pezzo di
classe dirigente e un pezzo di professionisti che era fuori dal
sistema politico tradizionale dei partiti, e questo va riconosciuto
anche se, ripeto, nel rispetto che si deve ad un uomo e nel
rispetto che si deve ad un uomo con idee diverse dalle mie.
Io voglio qui ricordarlo e proprio in nome di questo momento di
commiato, ricordare comunque un uomo che ha contribuito a scrivere
un pezzo di storia di questa Regione. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino Stefano.
Ne ha facoltà.
PELLEGRINO STEFANO. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, è stato detto quasi tutto politicamente sulla figura
dell'onorevole Pellegrino che ho conosciuto e che ho conosciuto
purtroppo in momenti poco felice della sua vita. Non l'ho
conosciuto politicamente, se non in occasione dell'ultima campagna
elettorale, ma l'ho conosciuto come persona e debbo dire che, non
per difenderlo in questa sede, dopo le parole dell'onorevole
Cracolici, però debbo dire che la frase magari poco opportuna, la
frase poco elegante, trova un riscontro e trova una sua ragione e
una sua giustificazione nella sentenza della Corte di Cassazione
che dichiarò inammissibile il ricorso della Procura generale che si
era accanita, perché di questo si parlò, della sentenza della Corte
di Cassazione.
La Corte di Cassazione allora ribadì che c'era stata una
assoluzione in primo grado, un'assoluzione in secondo grado, si
andò ad una ricerca di una colpevolezza, alla ricerca di una
responsabilità che non c'era nel merito dinanzi alla Corte di
Cassazione che disse: Il ricorso è inammissibile, non potete
continuare a perseguitare e ad accanirvi contro una persona che non
ha commesso nulla , che non ha commesso nulla ma che viveva in un
ambiente nel quale vi erano dei contesti e vi erano delle
situazioni che mal si addicevano, ovviamente, a quello che era lo
spirito e quella che era il comportamento, a quelle che erano le
condotte dell'onorevole Bartolo Pellegrino che non aveva condiviso
assolutamente quelle manifestazioni, che non aveva condiviso quegli
atteggiamenti che erano propri però del proprio territorio.
Io volevo per questo, in questo momento, distrarmi dal ricordare
Bartolo Pellegrino, l'onorevole Pellegrino, dal punto di vista
politico e, quindi, rappresentare quello che era come uomo, la sua
esuberanza, il fatto di essere coriaceo, il fatto di essere un
grande incassatore, perché ci vuole animo, ci vuole una potenza
d'animo, nell'incassare ciò che di regola non si è abituati a
ricevere. E, purtroppo, all'ora ci furono una serie di procedimenti
che poi si chiusero tutti con delle assoluzioni che, certo
macchiarono l'onorevole Pellegrino, ma che però hanno reso
giustizia all'onorevole Pellegrino. Ciò che conta, ritengo nella
vita, è che venga resa giustizia non solo dal tempo ma anche dagli
uomini.
Debbo dire che la giustizia fu resa. Non penso, carissima
Eleonora, che si abbatté tanto, perché alla fine non uscì
umanamente e spiritualmente sconfitto dalle vicende giudiziarie,
anche se preferì, ad un certo punto, cercare altri interessi così
come diceva o cercare altre direzioni per quanto riguarda la sua
vita, i suoi affetti, le sue predilezioni.
Ricordo che cercai di consolarlo - e chiudo perché è stato detto
tutto, è inutile ripetere ciò che è stato detto - dicendogli Beati
i perseguitati della giustizia, carissimo Bartolo, perché di loro è
il Regno dei cieli .
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, signori Assessori, io ero molto giovane
ai tempi dell'Assessore Pellegrino, però la sera quando ci fu il
dibattito in Aula sulle intercettazioni - allora ero vicesindaco
però poi lo spiego e voglio lasciare una testimonianza di una
persona che ha fatto una cosa importante per la mia provincia e per
la mia città - quella sera quando lui venne attaccato in Aula io
seguivo l'intervento dalla stanza del Capogruppo Leontini. Ricordo
ancora le parole di chi lo attaccava: Mai più come prima giusto
onorevole Cracolici? Non so se lei lo ricorda ed era presente. Mai
più come prima il malaffare Mai più come prima poi intervenne
Leontini e nel suo intervento disse: Mai più come prima la cultura
del sospetto . Lo ricordo, sto parlando che avevo 28 anni, quindi
tempo ne è passato. Quando si finì l'intervento, Pellegrino si
abbracciò con Leontini sotto ed io, guardandoli dalla stanza di
Leontini, pensavo che avevo un problema a Ragusa che era il porto
di Marina di Ragusa.
Da cinque anni, noi andavamo a Roma, per la valutazione d'impatto
ambientale. Lasciamo perdere questa situazione e il perché però, io
da giovane consigliere, questo era successo nella legislatura
precedente mia da consigliere, andavamo a Roma per sostenere questa
valutazione d'impatto ambientale che era fondamentale per potere
poi fare il progetto esecutivo perché avevamo un vecchio progetto
di massima. Chiesi a Leontini di parlare con lui. Lui, nonostante
la tensione che aveva a causa dell'attacco subìto, io subito pensai
a realizzare il risultato per il territorio. Poco delicato, però,
chiesi di parlare con lui.
Fu così che mi colpì. Immediatamente lui mi disse: Questa cosa la
dobbiamo fare, domani vieni in Assessorato - era Assessore per il
territorio e l'ambiente - domani vieni in Assessorato e vediamo .
Morale della favola: lui mi disse: Qui non c'entra la valutazione
di impatto ambientale a Roma, ma perché siete stati a Roma? ;
Guardi, è a Roma, glielo dico io , risposi. Lui mi disse: Me lo
dici tu? Te lo dico io, non c'entra niente Roma, la valutazione di
impatto ambientale te lo deve dare la Sicilia, e voi avrete la
valutazione di impatto ambientale presto .
Dopo quindici giorni, la città di Ragusa ebbe la valutazione di
impatto ambientale, sto parlando dei primi anni del duemila,
quindici giorni. Aspettavamo da cinque anni Considerate che il
porto poi si realizzò, ed è stato l'unico porto abile della Sicilia
in un programma di realizzazione di porti che ne riguardava anche
altri, anche quello di Siracusa, che si fece tanti anni dopo.
Voglio lasciare una testimonianza concreta, in un'epoca dove a noi
politici non viene riconosciuto mai nulla. Mi sento però in dovere,
davvero, di lasciare in Aula, in questo giorno, una testimonianza
concreta, da parte di un amministratore giovanissimo - allora avevo
28 anni - di un uomo che, nonostante avesse difficoltà serie in
quel momento, riuscì a pensare a quel territorio, e mise in
condizione quella città di avere il porto turistico che oggi ha. Ci
tenevo ad intervenire in segno di riconoscenza nei confronti di
quel lavoro, e se oggi la città di Ragusa ha quel porto turistico,
è anche grazie a lui.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Rizzotto. Ne ha
facoltà.
RIZZOTTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non potevo
esimermi dal porgere un omaggio personale e affettuoso in ricordo
dell'onorevole Bartolo Pellegrino, davanti alla famiglia, che vedo
qui presente.
Faccio un balzo indietro di trent'anni. Stavo a Trapani, allora.
Sono nato a Trapani e ho compiuto lì gli studi. Mi preparavo per
l'esame di maturità, era il 1971. Allora, le campagne elettorali si
facevano con le macchine e il megafono sopra. Ricordo che da sotto
casa mia spesso passava una Fiat 1100: Vota e fai votare
l'onorevole Bartolomeo Pellegrino . Me lo ricordo in maniera
scandita.
Ebbene, a distanza di trent'anni, me lo sono ritrovato, le nostre
strade si sono incrociate. Allora si iniziava a parlare di
autonomia, c'erano i primi fermenti, e col suo movimento, Nuova
Sicilia , riuscì ad affascinarmi. Ricordo che per qualche anno
abbiamo dialogato, poi io sono confluito nel progetto autonomista
che di lì a qualche anno - era il 2005 - sorse con l'amico Raffaele
Lombardo. Però, quegli anni in cui frequentai l'onorevole Bartolo
Pellegrino sono rimasti importanti per me. Intanto, da quel momento
ci siamo rivisti spesso, si andava spesso a pranzo insieme. Ricordo
che era un raffinato. Si frequentavano ristoranti di lusso con lui,
tanto pagava sempre lui. Devo dire che gli incontri che io
riservavo a lui erano assai preziosi per me, che ero all'inizio
della mia carriera politica.
Ho notato subito in lui una grande intuizione politica, spesso mi
anticipava cose che poi di lì a qualche mese o a qualche anno si
verificavano puntualmente.
E, quindi, questo legame che non fu un legame politico forte,
perché in definitiva, poi, il progetto di Nuova Sicilia si fuse
con quello dell'Autonomia, però, quando incontravo Bartolo
Pellegrino, sicuramente ricevevo da lui suggerimenti e consigli
preziosi. Un rammarico è quello di non averlo conosciuto prima,
sarebbe stato assai utile per la mia formazione politica più di
quanto lo fu successivamente.
Credo che di uomini e di politici come Bartolo Pellegrino ci sia
un grande bisogno ancora oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, voglio esprimere le condoglianze, a
nome del Gruppo parlamentare DiventeràBellissima, alla moglie, ai
figli, ai nipoti tutti, ai familiari per una grave perdita.
Una perdita di un politico che non ho avuto modo di conoscere se
non in una occasione: io ricordo che lui era solito frequentare un
noto ristorante a Palermo vicino lo Stadio e che di tanto in tanto
frequentavo pure io. Ero giovane consigliere provinciale, militavo
in Alleanza nazionale, lì ci fermammo a parlare dopo pranzo assieme
a questo amico comune e mi raccontò che stava fondando un nuovo
movimento politico.
Mi affascinò moltissimo questa sua visione della Sicilia, questo
suo attaccamento alla politica, al territorio, alla visione della
Regione in un contesto italiano.
Io allora avevo e continuo ad avere una visione diversa rispetto a
quella che mi prospettò l'onorevole Pellegrino, ma mi dimostrò - ma
non c'era nulla da dimostrare - e capii che davanti avevo un
importante uomo della politica siciliana che voleva portare avanti
il bene della Sicilia.
Questo è un ricordo che ho conservato con me per anni, che ho
voluto oggi raccontare ai colleghi, ai familiari, perché
quell'uomo, l'onorevole Pellegrino, aveva tanti amici nella mia
città che è Palermo, aveva tutti amici che lo stimavano
profondamente.
Ed allora, se ha lasciato un così grande ricordo tra i suoi amici
e una così lucida visione della sicilianità all'interno di un
contesto, ritengo che oggi la Sicilia, la politica siciliana, abbia
perso un grande uomo e voglio salutare così, con questo ricordo, i
familiari tutti.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola al Presidente della Regione,
ha chiesto di parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, familiari, il mio vuole essere un contributo
alla realtà dei fatti e lo dico perché mi ha ispirato l'onorevole
Cracolici.
Non sono qua a parlarvi delle qualità umane di Bartolo Pellegrino,
perché sono state dette da tutti, posso solo aggiungere che aveva
una visione della Sicilia. Ma non intervengo per questo, signor
Presidente, intervengo perché ci sono delle storie, delle giornate,
che in Assemblea ti segnano e ti segnano per sempre.
Non ne voglio ricordare due, né ricordare l'intervento a cui lei
poc'anzi alludeva, quell'intervento che vide l'onorevole Pellegrino
protagonista di un contro ribaltone, perché non dobbiamo ancorare
il ricordo dell'onorevole Pellegrino a quella pagina.
L'onorevole Pellegrino fu protagonista in quest'Aula - e io c'ero
- del primo ribaltone, ovverosia di una pagina di storia che
portava in un'Assemblea dove si eleggeva ancora il Presidente
della Regione, una maggioranza di centrodestra sui ruoli
dell'opposizione e una maggioranza di centrosinistra arricchita da
un'operazione pensata, anche di Bartolo Pellegrino, al Governo
della Regione.
Questa è la realtà dei fatti ed è giusto ricordare quell'episodio
perché quell'episodio poi determinò, dopo anni, un ripensamento
delle posizioni politiche dell'onorevole Pellegrino che - diceva
bene l'onorevole Cracolici questa volta - nella seconda
legislatura, da Vice Presidente della Regione per fatti che non
riguardavano la politica, si sospese dal ruolo di Vice Presidente
della Regione.
Voglio ricordare che lui un giorno ritornò in Aula, nonostante
fosse sospeso da Vicepresidente della Regione, non per consumare un
atto politico ma per ricordare un suo amico, l'onorevole Croce che
era scomparso. Su quello si riaccese di nuovo una querelle politica
che determinò le dimissioni di Pellegrino.
Questa è la storia che ho personalmente vissuto, che non era stata
detta e pensavo fosse giusto ricordare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, sono fra quanti hanno conosciuto per
ragioni politiche l'onorevole Pellegrino, ma non starò qui ad
elencare le occasioni di incontro o di scontro. Penso che il
ricordo di una persona che non c'è più non debba essere affidato
alla compilazione di ciò che ci ha diviso da lui. Lo dico, sapendo
che sul piano politico molto, tutto, mi ha diviso dall'onorevole
Pellegrino con il quale il confronto, lo scontro è stato sempre
aspro ma palese e leale.
Credo che se volessimo ricostruire la storia di questi anni,
partendo dalle cose che ci dividevano, da chi oggi non c'è più,
faremo soltanto un esercizio di vanità proprio perché quella
persona non c'è più. Se fosse qui, sarebbe bello per tutti che ci
fosse ancora, e sarebbe utile un confronto, aspro forse come un
tempo, su punti di merito politico.
La sua assenza toglie ogni funzione al ricordo di quante cose ci
allontanavano dal suo punto di vista politico.
Penso che oggi verrà ricordata la passione di questa persona,
passione che aveva indirizzi, obiettivi, percorsi diversi dai
nostri, ma una passione che qui veniva esercitata assumendosi anche
la responsabilità di prendere in faccia il vento.
Vorrei, però, ricordare un'altra cosa accaduta, signor Presidente,
che ci interroga tutti come siciliani - lo dico da avversario
politico dell'onorevole Pellegrino - tre sentenze che lo assolvono
e due anni di reclusione. Lo dico perché questo è un punto dolente
che non riguarda soltanto la vicenda umana dell'onorevole
Pellegrino, ma riguarda il modo in cui spesso abbiamo delegato la
funzione, le responsabilità del dibattito politico alle sedi
giudiziarie. Lo dico dicendo cose diverse da quelle che avrei detto
trent'anni fa.
Trent'anni fa pensavo - sbagliando - che ogni atto giudiziario
fosse la mano di Dio, un atto divino che andava considerato e
assunto come tale.
Era una scelta semplice perché portava a facile gloria a chi
voleva sentirsi dire questo, ma che ti toglieva da ogni
responsabilità perché poi il giudizio di Dio era rimesso nelle mani
dei magistrati.
Continuando a ricordare perfettamente ciò che sul piano politico
mi ha diviso da quell'uomo, credo che questa comunità debba farsi
carico anche di quante volte abbiamo delegato alla funzione
giudiziaria il compito di esercitare la discussione e il dibattito
politico, sbagliando, e come resti un vulnus per tutti, per tutti,
il fatto che qualcuno possa essere assolto in tre gradi di giudizio
ed essersi fatto due anni di carcerazione preventiva.
Questo non riguarda l'onorevole Pellegrino, riguarda i limiti
profondi di questa società e riguarda, forse, anche, una funzione
salvifica che noi abbiamo troppo spesso attribuito alla giustizia,
togliendoci quella responsabilità che, invece, come classe
dirigente politica, dovremmo sapere interpretare fino in fondo.
Grazie.
PRESIDENTE. Ringrazio particolarmente l'onorevole Fava per
l'onestà del suo intervento e do la parola al Presidente della
Regione, onorevole Musumeci.
MUSUMECI, presidente della Regione. Grazie, signor Presidente.
Colleghi deputati, io, a nome del Governo, mi associo alle
espressioni di cordoglio che stasera sono state rassegnate dagli
interventi dei rappresentanti dei vari Gruppi politici.
Ho conosciuto personalmente l'onorevole Bartolo Pellegrino quando
ero Presidente della Provincia di Catania, quindi negli anni '90, e
le nostre brevi ma intense conversazioni sul piano politico hanno
segnato in me un ricordo che oggi affiora con tanta malinconia e
con naturale tristezza nel saperlo non più nel mondo dei vivi da
domenica scorsa quando, per un improvviso malore, ha lasciato
questa terra.
Credo che ci sia poco da aggiungere alle varie considerazioni che
sono state espresse. Sappiamo tutti del militante socialista,
socialista migliorista, mai frontista, sappiamo dell'animo
autonomista di Bartolo Pellegrino, credeva che il riformismo
socialista potesse coniugarsi ad un rilancio dello spirito
autonomistico e, per questo, diede vita a Nuova Sicilia , prima,
Patto per la Sicilia , dopo, ed infine ad un'alleanza solida e
concreta con il Movimento per l'Autonomia .
Quest'Aula lo ha visto per tre volte, per tre Legislature deputato
attivo, attento nei dibattiti d'Aula e componente il Governo per
diverse stagioni con competenze specifiche per le politiche del
territorio e dell'ambiente.
Va ricordata, lasciatemelo dire, la sua carica di umanità che
accompagnava ogni suo gesto e ogni suo approccio con
l'interlocutore.
Era un uomo che aveva uno spiccato intuito politico, una profonda
capacità di analisi e fu figlio del suo tempo nel bene e nel male.
Le vicende giudiziarie, la vicenda giudiziaria che lo coinvolse si
abbatté su di lui come una mannaia, ne soffrì profondamente
soprattutto per il processo mediatico che venne imbastito a suo
danno e a danno della sua comunità politica.
Io credo che di Bartolo Pellegrino noi abbiamo il dovere di
conservare il ricordo di un uomo di governo e di un parlamentare
attivo, dinamico, presente sul territorio, legato ad una visione
della Sicilia che non si è realizzata e che non si poteva in quel
contesto, forse, realizzare.
Appresa la notizia della sua dipartita, ho affidato ad un
comunicato, ad un breve comunicato, il sentimento del cordoglio mio
personale e del Governo, sentimento che anche in questa occasione
intendo rinnovare ai familiari e a quanti con lui hanno condiviso
le stagioni della politica nella buona e nella cattiva sorte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Chiedo a tutta l'Aula di osservare un minuto di raccoglimento.
(Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
silenzio)
Onorevoli colleghi, chiedo cinque minuti di sospensione per darmi
il tempo di salutare i parenti dell'onorevole Pellegrino. La seduta
è sospesa.
(La seduta, sospesa alle 18.01, è ripresa alle ore 18.22)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Ragusa.
L'Assemblea ne prende atto.
Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A).
Sull'ordine dei lavori
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella precedente
seduta, a inizio seduta, la Commissione Bilancio aveva trasmesso
tre emendamenti. Per un, chiamiamolo disguido, oggi è stato
riportato in Commissione ed è stato rinumerato, a firma
dell'onorevole Savona. Volevo esprimere la mia contrarietà al fatto
che non ci siano i margini per poterlo inserire nel secondo
Scollegato della I Commissione, alla luce del fatto che la mancata
approvazione di questo emendamento comporterà delle conseguenze e
un danno per l'istituto IRFIS, che non potrà accendere un nuovo
mutuo da parte dei soggetti che chiedono la rimodulazione, e in
particolare per quanto, riguarda un vecchissimo mutuo che non fu
pagato da una società che fallì, andando l'immobile all'asta.
L'IRFIS non potrà accendere il mutuo col soggetto che si vuole
proporre, che è un soggetto istituzionale, un Comune, e quindi a
settembre l'immobile andrà all'asta.
Se lei mi dice che i lavori continueranno ad oltranza, con la
garanzia che il collegato della V Commissione sarà approvato
prima della pausa estiva, io sarò qui diligentemente a lavorare,
altrimenti non posso che rassegnare la mia contrarietà
all'andamento dei lavori.
Le chiedo, dato che siamo in fase di votazione finale, se è
possibile, attraverso una Conferenza dei Capigruppo, attraverso gli
Assessori che magari si esprimono, o l'onorevole Savona, che ci
siano i margini per un'azione di buon senso, come tante ne abbiamo
fatte.
PRESIDENTE. Io le azioni di buon senso cerco di farle tutte. Ora
me ne vengono chieste un po' troppe, tutte in un colpo, perché
ognuno, ogni Gruppo parlamentare, non tutti, ma tanti colleghi,
sono venuti a propormi emendamenti, anche il Governo, per
l'Istituto zooprofilattico, con urgenze assolutamente massime.
Dico che ci sono delle regole. Venir meno a queste regole
significherebbe creare dei precedenti per cui l'Assemblea non
funzionerebbe più. Posso, giusto perché mi sto attivando per
cercare una soluzione a questi problemi, perché mi rendo conto
della situazione di Acireale, di tutte le richieste
dell'Assessorato del turismo, di tutte le esigenze di coloro che
sono venuti da me in questi giorni, con situazioni non rinviabili,
per cui succede l'inferno se non si fanno queste cose.
Non voglio che si creino disagi per colpa dei regolamenti, per
così dire, però i regolamenti ci sono ed io non posso proprio
stralciarli e buttarli via, perché si può stralciare un
emendamento, ogni tanto si può modificare qualcosa ma, come
l'onorevole Cracolici ogni tanto lamenta, certamente stralciare un
regolamento non si può fare.
Propongo una cosa, non ne ho parlato neanche con gli Uffici e non
so se sia regolare questa mia proposta, però mi faccio carico, mi
assumo la responsabilità di farla; votiamo il disegno di legge 491
Stralcio I COMM bis/A. Subito dopo convoco una Conferenza dei
Capigruppo. Vi dico sinceramente che immaginare di mettere mano al
collegato della V Commissione è una cosa che non ci porta da
nessuna parte, perché abbiamo visto che ci sono situazioni di
grandissima confusione e di grandissime fratture all'interno delle
singole coalizioni, di tutto; per cui, io non me la sento di
iniziare adesso un collegato di 40 articoli, con tante situazioni
di difficoltà che ci sono.
Posso convocare una Conferenza dei Capigruppo dopo la votazione
finale del disegno di legge n. 491 Stralcio I COMM bis/A, vedere se
c'è una disponibilità da parte di tutti i Gruppi, comunicando che
se c'è un solo Gruppo che è contrario, io non lo posso fare, perché
io posso inventarmi qualcosa solo a condizione che ci sia tutta
l'Aula e tutti i Gruppi favorevoli a farla e provare a portare per
domani soltanto questi emendamenti, che ora siano cinque, dieci,
quindici, lo vedremo, perché ho capito che ci sono situazioni
veramente di grande imbarazzo e su cose che si devono assolutamente
fare. Però, ripeto, dico già in anticipo che se la Conferenza dei
Capigruppo non dovesse essere favorevole all'unanimità a questa
soluzione, io non posso fare altro, comunque, che votare il
collegato I COMM bis, dopodiché convocare un'altra Conferenza dei
Capigruppo che è quella che stabilirà i lavori, cioè stabilirà
quando chiuderà l'Assemblea e quando riaprirà, perché non credo che
siamo nelle condizioni di potere fare altro.
PELLEGRINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Su cosa vuole intervenire?
PELLEGRINO. Uno degli aggiuntivi, A7
PRESIDENTE. Onorevole Pellegrino, o lei fa finta di non sentirmi
oppure vi prego di avere anche un po' di rispetto per le difficoltà
in cui mi state mettendo tutti Ora, mentre io sto dicendo queste
cose, lei tira fuori un altro aggiuntivo? Veramente è una
barzelletta Chiamiamo Renato Pozzetto e facciamo le comiche Ma di
che cosa stiamo parlando? Abbiate un po' di rispetto per
l'Assemblea
PELLEGRINO. Non era di competenza della I, ma della V Commissione.
Comm bis/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Collegato alla legge di stabilità regionale
per l'anno 2019 in materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I
COMM bis/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese:
Presenti e votanti 36
Favorevoli 33
Maggioranza . 17
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, è convocata in Sala Lettura la Conferenza dei
Capigruppo a cui chiederei, però, di venire soltanto i Capigruppo,
perché dobbiamo prendere una decisione e se ci sono 50 persone
dentro certamente non la prendiamo e, ovviamente, il Governo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 19.00)
La seduta è ripresa.
Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, credo che in Conferenza dei
Capigruppo sia stata trovata una soluzione di buon senso. Scusate,
se per favore prendete posto dal PD, per favore; onorevole
Cracolici. Per me l'onorevole Cracolici è un faro, se non ci fosse
un onorevole Cracolici tantissime cose non le saprei, invece vado
apprendendo qualcosa giorno dopo giorno perché, essendo il più
esperto, guardo sempre lui e vedo quello che fa per imparare.
Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito, non
essendoci l'unanimità sulla proposta che avevo fatto di rimandare a
domani per gli emendamenti più urgenti che ci potessero essere, ha
stabilito che oggi chiude l'Assemblea, riapre il 2 di settembre per
le Commissioni ed il 10 per l'Aula. In questo periodo, io
personalmente che sono qua e non vado in vacanza, ho chiesto
all'onorevole Savona, l'Assessore Cordaro si è detto disponibile e
sarà mia cura chiamare man mano i vari Capigruppo sperando di
potere avere la loro disponibilità, di mettere mano a quelli che
sono gli attuali collegati che ci sono in Aula.
Io non posso pensare di riaprire l'Aula esattamente nelle
condizioni di questi collegati come sono ora. Mi faccio carico di
dire che ho sbagliato a fare i collegati che si sono rivelati una
follia, e però bisognava fare l'esperienza e l'abbiamo fatta, io
personalmente l'ho fatta. Durante questo periodo sarà mia cura far
sì che di tutti questi collegati , andando a verificare anche
norma per norma quelle che sono realmente enormemente urgenti, di
fare alla fine un solo collegato di un po' di articoli che
comprendano tutte le cose più importanti che sono attualmente
inseriti in questi collegati .
Riapriremo il 2 settembre con la Commissione Bilancio - spero
già pronta, ma se non sarà già pronta mancherà poco - con un
collegato che fa la sintesi, di fatto, di quelli che sono stati
presentati; lo verificheremo bene, ci studierò io personalmente
bene. Tutti, poi, immediatamente pronti a partire dal giorno dopo a
fare tutte le norme di settore che ognuno ha interesse a portare
avanti, che ogni Gruppo ha interesse a portare avanti, che ogni
singolo deputato ha interesse a portare avanti e, da quel momento,
lavorare con più ordine, credo, con più serenità da parte di tutti
per potere arrivare e poi ripartire con la nuova finanziaria dopo
che avremo fatto alcune leggi importanti di settore tra cui, la più
importante, quella sui rifiuti, ma tantissime altre che sono in
questo momento in gestazione.
Per cui, non posso che augurare a tutti una buona vacanza.
L'Assemblea riaprirà il 2 settembre con le Commissioni.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 19.06 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta n. 136 è pubblicato sul sito
internet istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana e di
seguito riportato:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
136a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 10 settembre 2019 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
- COMUNICAZIONI
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio