Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 135 di mercoledì 31 luglio 2019
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso  della  seduta. Invito, pertanto, i deputati  a  munirsi  per
  tempo  della tessera personale di voto. Ricordo, altresì, che anche
  la  richiesta  di verifica del numero legale (art.  85)  ovvero  la
  domanda  di  scrutinio nominale o di scrutinio segreto  (art.  127)
  sono effettuate mediante procedimento elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione di decadenza di cariche da componente di Commissione
      e di decadenza della firma da atti ispettivi e di indirizzo
    politico a seguito della cessazione dell'affidamento temporaneo
     delle funzioni di deputato regionale supplente dell'onorevole
                           Daniela Ternullo

   PRESIDENTE.    Comunico   che,   a   seguito   della    cessazione
  dell'affidamento  temporaneo delle funzioni di  deputato  regionale
  supplente  dell'onorevole Daniela Ternullo, di cui  l'Assemblea  ha
  preso  atto  nella  seduta n. 134 del 30  luglio  2019,  lo  stesso
  deputato  con  decorrenza  29  luglio 2019  decade  dalle  seguenti
  cariche:
   -   componente   della  III  Commissione  legislativa   permanente
   Attività produttive';
   -  componente  della  Commissione  permanente  per  l'esame  delle
  questioni concernenti l'attività dell'Unione Europea;
   -  componente della Commissione parlamentare speciale sul fenomeno
  del randagismo in Sicilia.
   Decade,  altresì, la firma dello stesso parlamentare dai  seguenti
  atti ispettivi e di indirizzo politico:
   - interrogazione con richiesta di risposta orale: n. 879;
   - interrogazioni con richiesta di risposta scritta: nn. 805 e 820.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, visto che, purtroppo, devo accertare  che  il
  Governo  è  puntuale  ma  dei  parlamentari,  tranne  un  paio   di
  coraggiosi,  non  c'è nessuno, sospendo la seduta  per  mezz'ora  e
  riprenderà alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.12, è ripresa alle ore 17.05)

   La seduta è ripresa.


           Commemorazione dell'onorevole Bartolo Pellegrino

  PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se possiamo prendere posto.
  Prima  di  iniziare l'esame del disegno di legge n. 491 Stralcio  V
  Comm/A,  dobbiamo procedere con la votazione finale del disegno  di
  legge n. 491 Stralcio I Comm bis/A, ma prima di andare avanti,  sta
  entrando  in  Aula, adesso, la famiglia di Bartolo Pellegrino,  che
  saluto.
  Come   sapete,  pochi  giorni  fa,  è  venuto  a  mancare   Bartolo
  Pellegrino che tanti di noi hanno conosciuto e che era un mio amico
  personale,  quindi,  per  me,  è stato  particolarmente  un  dolore
  grande.
  Aveva  85  anni ed è stato uno dei veri protagonisti della politica
  siciliana.  Fu  deputato di questa Assemblea per  più  legislature,
  originario del trapanese, di estrazione socialista - nacque e  morì
  socialista,  come si dice - è stato per almeno due lustri  uno  dei
  personaggi di spicco della politica siciliana.
  Nel  2001  fondò un partito a cui diede il nome di  Nuova Sicilia',
  ispirato a un movimento autonomista.
  Ebbe  tante  esperienze: dopo il PSI passò a Rinnovamento  italiano
  con  il  presidente Dini, nel 1998 fu in maggioranza con il Governo
  Capodicasa  e  nel 2000 divenne uno degli artefici  del  cosiddetto
  ribaltone che portò, poi, alla Presidenza della Regione l'onorevole
  Vincenzo Leanza.
  Non  potrò mai dimenticare l'intervento di Bartolo quando cadde  il
  Governo  Capodicasa, fece un intervento che fu molto apprezzato  da
  alcuni,  molto contestato da altri, forse l'onorevole Cracolici  se
  lo ricorda, era presente in quell'occasione, credo.

  CRACOLICI. Ero giovane.

  PRESIDENTE.  Fu  anche  ingiustamente  accusato,  come  a  tanti  è
  successo, di avere rapporti con la mafia, ma poi il tempo con lui è
  stato gentiluomo perché, ovviamente, fu assolto in tutti i gradi di
  giudizio.
  Credeva  realmente  nella  stagione dell'autonomismo,  era  una  di
  quelle persone che credeva realmente nella politica.
  Io  ai  famigliari e ai figli -  Pino, Laura, Silvana,  Emanuela  e
  Tiziana  -  posso dire, come ho detto ieri ai funerali,  che  hanno
  avuto  la  fortuna di avere avuto un uomo vero come padre:  era  un
  uomo vero, era una persona leale, era una persona che se diceva una
  cosa  la faceva, e poi era una persona che tutto quello che  faceva
  lo faceva in funzione di un progetto, di un ideale, di qualcosa,  e
  sacrificava  sempre se stesso e l'interesse personale  per  portare
  avanti  progetti  politici  che  lui  riteneva  sempre  enormemente
  importanti, poi, magari, forse erano meno importanti di quanto  non
  si   rivelassero   nella   realtà,  ma   per   lui   erano   sempre
  importantissimi,  ci  si dedicava anima e corpo  e  dava  veramente
  tutto  se  stesso e, quindi, io alla famiglia dico che nel  momento
  della  morte, ovviamente, il dolore è sempre grande, ma  la  vostra
  famiglia ha avuto, comunque, la fortuna di avere avuto Bartolo come
  padre,  e  questa è una cosa che dovete ricordare - o  come  nonno,
  visto  che  vedo che ci sono anche i nipoti presenti - e quindi  è,
  come  dire, un ricordo positivo che dovete avere di Bartolo,  anche
  nel  momento del dolore, del grande dolore per un caro che è andato
  via.
  Nessuno  di noi, di quelli che gli hanno veramente voluto bene,  si
  potrà mai dimenticare di Bartolo Pellegrino.
  Io  darò la parola ad alcuni dei Capigruppo, all'onorevole Di Mauro
  per   primo  che  me  la  chiede,  poi  finiti  gli  interventi   e
  l'intervento  del  Presidente  della  Regione,  che  mi  ha  appena
  comunicato   che   vuole   essere  lui  a  partecipare   a   questa
  commemorazione,  per cui noi intanto cominciamo,  ma  lui  dovrebbe
  arrivare  in  tempo  per  potere fare il suo  intervento,  dopo  vi
  pregherò  di  osservare  un  minuto di raccoglimento  in  onore  di
  Bartolo,  prima  di passare all'ordine del giorno  già  previsto  -
  Presidente Musumeci, buon pomeriggio.
  Avevo appena comunicato che il Presidente sarebbe venuto.
  Onorevole Di Mauro, a lei la parola.

   DI  MAURO. Grazie Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  colleghi  parlamentari, famigliari tutti. Per quanto  mi  riguarda,
  ricordare l'onorevole Bartolo Pellegrino, e voglio correggere -  mi
  consentirà  il  Presidente  -  visse  da  socialista  ma  morì   da
  socialista autonomista. Nel senso che il percorso che ho conosciuto
  dell'onorevole  Pellegrino non è la storia dell'uomo  politico  del
  Partito  Socialista, ma è la storia di  Nuova Sicilia',  la  storia
  autonomista. Una storia importante che determinò in lui una svolta,
  dopo  la  fine  dei  partiti nazionali e  che  si  fece  carico  di
  recuperare    un'idea   importante   che   era    quella    proprio
  dell'autonomia,  che  diede  vita  ad  una  importante   esperienza
  politica  e  fu  proprio quella politica di  Nuova Sicilia'  e  che
  vide,  credo,  uno  degli alleati più leali  di  Forza  Italia,  un
  movimento  politico di Nuova Sicilia, un'intesa importante,  forte,
  anche  mi ricordo benissimo delle europee. Ricordo lo slogan  della
  collega  Lo  Curto  Un uomo in Europa , che era il candidato  nella
  lista  di  Forza Italia della collega onorevole Lo Curto,  che  poi
  divenne anche per un breve periodo deputato europeo.
   E  questa  fase  politica, che va dal 2001 al 2006 continua,  poi,
  compiendo  un'operazione politica importante: cioè  intravedeva  la
  nascita  del  Movimento  per l'Autonomia di Raffaele  Lombardo  col
  quale  strinse  un accordo politico per un'esperienza  che  iniziò,
  unitamente  a  noi tutti,  a proposito delle elezioni  regionali  e
  delle elezioni politiche, a sua volta del 2006, proprio recuperando
  le  ragioni  dell'autonomia  allargando  il  raggio  di  azione  ed
  individuando  insieme al Movimento per l'Autonomia questo  percorso
  politico che ci vide poi alleati sotto lo stesso simbolo, inserendo
  anche  l'esperienza  di  Bartolo  Pellegrino,  che  fece  un  passo
  indietro personalmente, ma indicando nelle liste una serie di amici
  che  poi parteciparono alle elezioni elettorali regionali e ricordo
  che due esponenti di  Nuova Sicilia' furono eletti.
   Voglio  ricordare anche un particolare sulla correttezza  politica
  ed  anche morale dell'onorevole Pellegrino: avevamo sottoscritto  i
  documenti a proposito del finanziamento. Noi avevamo dimenticato di
  sottoscrivere  i  documenti e l'onorevole  Pellegrino,  che  è  una
  persona corretta, che era l'unico intestatario in realtà di  quello
  che  doveva  essere  poi  in maniera pratica  l'incasso  di  questo
  finanziamento  in ordine ai voti che avevamo ottenuto,  l'onorevole
  Pellegrino fu assolutamente leale nei nostri confronti tant'è  che,
  diciamo ecco che, il finanziamento così come si era stabilito in un
  primo  momento fu diviso tra quella che era l'esperienza di   Nuova
  Sicilia'  che  ancora  continuava con un  collega,  ed  adesso  non
  ricordo  il nome, fu commissario provinciale di  Nuova Sicilia',  e
  noi  che iniziammo un percorso che ancora continua che è quello del
  Movimento per l'Autonomia.
   Quindi,  per quanto ci riguarda c'è un'enorme gratitudine  per  un
  uomo  che ha recuperato un'idea, che ha inventato un progetto,  che
  ha  avuto  anche, mi permetto di dire, l'intuizione che avendo  lui
  assunto,  ecco,  delle difficoltà a cui faceva  cenno  poc'anzi  il
  Presidente  della Assemblea, comprese che era il caso di continuare
  questa  esperienza  facendo  un passo  indietro  e  aggregandosi  a
  Raffaele Lombardo con cui poteva continuare questa esperienza.
   Quindi,  per quanto ci riguarda il ricordo di Bartolo è il ricordo
  di  una  persona  intelligente, di una persona coraggiosa,  di  una
  persona  che  ha  avuto la capacità di superare  momenti  difficili
  attraverso  il  passo indietro, che spesso molti di noi  non  siamo
  capaci  di  fare,  purché  la sua idea,  il  suo  progetto  potesse
  continuare.
   Concludo  dicendo che Bartolo Pellegrino appartiene ad una  scuola
  politica   importante  come  quella  del  Partito  Socialista,   ma
  soprattutto  l'uomo,  la  sua storia personale,  la  rappresentanza
  della  sua Terra, la sua capacità di governo fu sempre un  sostegno
  leale per quella che era la Regione Siciliana.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Mauro.
   Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole Lo Curto  che  dell'onorevole
  Pellegrino era particolarmente amica.

   LO  CURTO.  Signori Presidenti, autorevoli esponenti del  Governo,
  cari  familiari dell'onorevole Bartolo Pellegrino. Intanto,  voglio
  ringraziare  anch'io  Roberto  Di  Mauro  per  avere  tracciato  ed
  introdotto quel percorso che Bartolo Pellegrino aveva disegnato per
  questa  Terra  pensando che fosse indispensabile  una  strategia  a
  supporto

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Lo Curto.
   Credo che l'onorevole Lo Curto stia parlando di una cosa che sta a
  cuore a tutti per cui se possiamo fare silenzio. Grazie.

   LO CURTO. Sì, quando il collega Assenza siede

   PRESIDENTE.  Onorevole  Assenza,  la  prego,  stiamo  commemorando
  Bartolo  Pellegrino, mi piacerebbe che ci fosse in Aula il silenzio
  che è dovuto ad una persona come Bartolo.

   LO  CURTO.  Dicevo,  sono particolarmente grata  all'onorevole  Di
  Mauro  per  avere tracciato questo percorso che Bartolo  Pellegrino
  aveva  assolutamente  immaginato come straordinario  ed  essenziale
  punto  di forza per l'attuazione dello Statuto dei Siciliani e  per
  avere,  come  dire, anche ricordato le battaglie che  io  -  perché
  Bartolo me lo chiese - ho fatto con una singolare, appunto,  quanto
  importante  battaglia,  Un uomo in Europa',  quando  si  trattò  di
  pesare  anche il ruolo e la forza di un partito che in quel momento
  era anche al governo della Regione siciliana.
   Certo  è  per  me  una  singolare, dolorosa e  purtroppo  ripetuta
  circostanza   dovere   intervenire  in   quest'Aula   per   Bartolo
  Pellegrino.  Oggi,  di  sicuro la ragione è assai  più  traumatica,
  signor Presidente, di quella che ho affrontato nella seduta del  23
  aprile  del  2002, quando Bartolo Pellegrino era assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, durante il primo governo Cuffaro.  Ricordo
  di  avere  chiesto  all'onorevole Rotella,  Presidente  del  gruppo
  parlamentare  Nuova Sicilia', cui appartenevo, di lasciare a me  il
  compito  di  intervenire nel corso di un dibattito nel  quale  Sala
  d'Ercole,  sede  del  più antico Parlamento d'Europa  e  di  questo
  Parlamento  regionale, si trasformava nell'Aula di  un  fantomatico
  tribunale  nel  quale si voleva a tutti i costi processare  Bartolo
  Pellegrino per un reato che come la dolorosa storia processuale che
  dovette  subire ha ampiamente dimostrato non solo non  esistere  ma
  neppure  ipotizzabile.  In  quella  circostanza  chiesi  a  Bartolo
  Pellegrino di non partecipare alla Seduta e di sottrarsi all'odiosa
  e  pirandelliana teatralità con cui taluni deputati di una sinistra
  forcaiola,  cattiva e suicida erano pronti a portare in  scena  una
  pantomima  che,  nell'era dell'apparire piuttosto che  dell'essere,
  riusciva   a   rendere  autenticamente  verosimile  ciò   che   era
  palesemente falso, signor Presidente.
   In  quella  circostanza  pronunciai  parole  di  condanna  per  le
  montature   fantagiudiziarie  e metapolitiche  di  cui  l'onorevole
  Pellegrino  fu fatto oggetto e a seguito del quale fu  costretto  a
  dimettersi.
   Oggi mi ritrovo qui, diciassette anni dopo, a commemorare l'uomo e
  il  politico  che  da  quella vicenda non riuscì  più  a  rialzarsi
  nonostante la passione per l'Autonomia, fece sì che si appoggiasse,
  andasse incontro al nascente Movimento per l'autonomia.
   Non riuscì più a rialzarsi perché ferito nei suoi valori più sacri
  e   inviolabili.  Il  sistema  lo  aveva  espulso  con   chirurgica
  precisione  e  con  la buona pace di chi ben conoscendo  il  valore
  politico  dell'uomo  serio,  impegnato, intelligente  e  visionario
  voleva  con lui eliminare ciò che è sempre stato Bartolo Pellegrino
   l'antisistema',  la capacità di esistere senza organizzazione,  la
  forza di produrre idee innovative e la capacità di progettare al di
  fuori di schemi di potere condivisi e consumati.
   Bartolo Pellegrino era un politico concreto, operativo che  odiava
  la scenografia del potere con i suoi riti e con i suoi miti; odiava
  le   corti,  i  lecchini  ed  i  lacché  da  cui  si  tenne  sempre
  orgogliosamente distante; la sua grandezza risiedeva  nell'assoluta
  umiltà,  nel  caffè preso al bar di Guarrato dove  ad  offrire  era
  sempre   lui.   Nelle  passeggiate  a  cavallo  e  nell'accudimento
  personale  dei  suoi  più affettuosi amici: gli  animali,  con  cui
  parlava e da cui era straordinariamente ascoltato e compreso.
   Bartolo  Pellegrino era un politico di altri tempi, un uomo  vero,
  non  a caso chiamato  Il leone di Guarrato , perché nella sua  vita
  politica  iniziata  da  bambino militando  e   comiziando'  per  il
  Partito  Socialista  sin  dall'età di quattordici  anni,  il  primo
  comizio  lo  fece a Paceco, in quella piazza che ieri  era  gremita
  davanti  alla cattedrale, di fronte al suo feretro. Ed era abituato
  ad  incontrarsi,  a confrontarsi ed a scontrarsi a  viso  aperto  e
  senza timore contro lupi, tigri, gattopardi e leoni come lui e  che
  proprio  per questo non immaginava di potere inciampare  nel  morso
  velenoso   dello   scorpione  che  avrebbe   potuto   semplicemente
  schiacciare con il peso del suo corpo.
   Con  l'onestà  e  la  chiarezza che connotano  il  mio  essere  in
  politica  e  nella  vita  dico   grazie   al  Presidente  Micciché,
  presente,  e  devo dire, in lacrime ieri alle esequie nella  chiesa
  madre  di Paceco, che ha voluto con questa commemorazione,  rendere
  non  il  formale omaggio ad una personalità politica  per  i  ruoli
  prestigiosi  ricoperti in questo Parlamento  e  nel  Governo  della
  Regione.
   Dico grazie a Gianfranco Micciché, devo dirti, Presidente, che lui
  diceva di te  è un uomo , ed io lo condivido, perché ha voluto  che
  quest'Aula,  dove  si  è consumato l'omicidio politico  di  Bartolo
  Pellegrino,  oggi  gli  rendesse l'onore a suo  tempo  indegnamente
  sottrattogli.
   A nome del Gruppo parlamentare UDC, che rappresento, rendo omaggio
  alla  memoria di Bartolo Pellegrino che è stato deputato, Assessore
  e  Vicepresidente della Regione siciliana e alla sua famiglia porgo
  le più sentite e sincere condoglianze.
   Sul piano personale permettetemi di ringraziare Bartolo Pellegrino
  perché  è  stato  lui  ad  avermi spinta  in  maniera  determinante
  all'impegno politico attivo, mi ha contagiato la fede nella Libertà
  e  nell'Autonomia, questa fede la condivido ancora  con  lui  e  mi
  rende a lui assolutamente vicina.
   Con  lui ho fondato  Nuova Sicilia' nel convincimento sempre  vivo
  che  per questa terra fosse necessaria una formazione politica  che
  contro  l'ascarismo e l'asservimento ai poteri romani esaltasse  il
  valore  dell'Autonomia  e  dello Statuto,  senza  quella  spinta  a
  credere  nel  valore  della politica e in una politica  fondata  su
  valori,  io non sarei qui e soprattutto non sarei mai stata  per  i
  miei figli esempio di grandi ideali per i quali bisogna impegnarsi,
  vivere  e lottare in prima persona: grazie Bartolo per tutto quello
  che ci hai insegnato.
   Colgo  l'occasione, prima di concludere, signori  Presidenti,  per
  consegnare   ai   famigliari  del  compianto,   onorevole   Bartolo
  Pellegrino,   -  dell'amico Bartolo -, di cui conservo  un  ricordo
  assolutamente  importante  nel mio cuore  e  nei  miei  sentimenti,
  insieme  a  questo mio contributo commemorativo anche il  resoconto
  stenografico del mio intervento del 23 aprile 2002 nella 53  seduta
  della XIII legislatura, di cui prima facevo cenno. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lo Curto.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho conosciuto
  solo  un pezzo della vita politica dell'onorevole Pellegrino,  cioè
  quando  sono  entrato in Parlamento nel 2001  nel  momento  in  cui
  divenne Vicepresidente della Regione ed Assessore per il territorio
  e l'ambiente.
   Non  ho  conosciuto,  almeno non ero in questo Parlamento,  quando
  nella   legislatura  precedente,   -  parlerà  Turano  per   quella
  legislatura -, l'onorevole Pellegrino fu artefice di una  serie  di
  movimenti politici che oggi sarebbero giudicati  - con gli occhi di
  oggi  - sicuramente in maniera direi diversa ma sicuramente bisogna
  sempre contestualizzare le cose nel tempo in cui avvengono.
   Pellegrino  fu  colui che in Sicilia, assieme ad un ex  Presidente
  della Regione, diede vita al movimento  Rinnovamento Italiano'  del
  Presidente  Dini  che in qualche modo aprì lo  scenario  del  primo
  Governo  di  centrosinistra con il Governo Prodi, nel  '96,  e  poi
  l'onorevole Pellegrino da esponente di Rinnovamento Italiano, e non
  di  Nuova Sicilia, che fu un movimento che creò, qualche anno dopo,
  fu autore di un ribaltone durante la dodicesima legislatura.
   Certo,  la storia non si giudica, la storia c'è, ognuno di noi  la
  può  leggere come vuole. Io, con molta onestà, dico che  appartengo
  alla  cultura  volteriana in cui darei la vita perché ognuno  possa
  dire  e  pensare  con libertà ciò che pensa, ma  anche  se  non  ne
  condivido affatto quello che dice e quello che pensa, ecco, in quel
  caso,  credo  di  potere  dire con grande  onestà  che  io  non  ho
  condiviso  quasi nulla dell'onorevole Pellegrino sia da osservatore
  durante la XII Legislatura, sia da collega parlamentare durante  la
  XIII  Legislatura, quando, al di là degli aspetti giudiziari, delle
  questioni  che  hanno  segnato tutta una stagione,  che  hanno  poi
  prodotto,  in alcuni casi, diciamo, condanne, in altri  casi,  come
  nel  caso  dell'onorevole  Pellegrino, assoluzioni,  però  non  c'è
  dubbio  che quella storia in qualche modo era dentro ad una cultura
  di   una  Sicilia  che  probabilmente  non  comprendeva  che  stava
  cambiando  il  mondo  ed  avremmo  dovuto,  soprattutto  chi  aveva
  maggiori responsabilità, accompagnare quel cambiamento.
   L'onorevole  Pellegrino, suo malgrado, rimarrà, al di là,  ripeto,
  degli  aspetti  giudiziari e persino della sua esperienza  politica
  concreta,  rimarrà,  come  dire, macchiato  da  una  frase  che  fu
  riportata durante un'intercettazione in cui ebbe a definire  in  un
  colloquio con altri personaggi, usò un'espressione che colpì  molto
  quella affermazione nel tempo storico in cui quella frase fu  detta
  ovvero   Infami  e sbirri  che spesso fa parte del nostro  lessico,
  come  dire,  comunicativo ma che in quel contesto, in quel  momento
  storico  ed  anche  con i personaggi con cui è  stato  intercettato
  suscitò  grande  clamore, e fu questa la ragione per  cui  in  quel
  momento  storico nel Parlamento si aprì un conflitto  politico  per
  valutare,   per  consentire,  per  chiedere  all'allora  Presidente
  Cuffaro  di  rimuovere  e, quindi, di ritirare  la  delega  al  suo
  Vicepresidente, proprio perché quella vicenda, al  di  là,  ripeto,
  delle  mere responsabilità giudiziarie che atteneva ad altri organi
  valutare,  e  quello poi fu fatto con l'assoluzione, certamente  la
  responsabilità politica, in qualche modo chiamava ad  una  reazione
  del  Parlamento e di quel Governo che ricordo essere stato il primo
  Governo con l'elezione diretta in Sicilia.
   Non è un caso che, paradossalmente, - ho cercato poco fa anche  di
  recuperare  gli atti parlamentari -, sull'onorevole Pellegrino,  si
  aprì  persino un dibattito procedurale-regolamentare, fu  il  primo
  assessore per il quale il Parlamento, fu presentata una mozione  di
  sfiducia,  poi si chiamò censura, infine, era di revoca,  per  poi,
  con  un  artificio regolamentare, la mozione non fu trattata perché
  fu  posta dalla maggioranza una questione pregiudiziale. Cioè, cosa
  voglio  dire?  Voglio dire che fece scuola anche  il  fatto  se  il
  Parlamento poteva sfiduciare un assessore che non era stato  eletto
  dal Parlamento, ma che era stato nominato dal Presidente.
   Quindi,  nella storia di Pellegrino uomo, uomo politico,  ci  sono
  anche  aspetti che, in qualche modo, hanno poi guidato le procedure
  regolamentari  e  hanno  in qualche modo  segnato  una  strada  nel
  percorso che da quel momento in poi si aprì in questo Parlamento.
     Io  ho  avuto  modo  anche di incontrare recentemente,  come  un
  vecchio  compagno diciamo al quale pur militando in partiti diversi
  lui  mi  riconosceva  e  riconosceva in me  una  figura  di  quella
  rappresentanza del popolo o del mondo della Sinistra  e  spesso  mi
  capitava di incontrarlo in banca, dove ogni tanto veniva, e con  il
  suo,  come  dire,  fare un po' sornione, un po' da vecchio  saggio,
  cercava  di  darci  dei  consigli su cosa doveva  fare  il  Partito
  Democratico e io gli dicevo:  Bartolo con tutto il rispetto, già ne
  abbiamo   tanti  suggeritori,  al  nostro  interno  abbiamo   tanto
  confusione ma se ti ci metti pure tu a dare consigli su quello  che
  dobbiamo  fare  noi, ci confondiamo perché non ci risulta  che  sei
  stato  mai  un  amico  della  prospettiva  di  superamento   e   di
  avanzamento , anche se so bene, ad esempio, che i suo  familiari  e
  anche, in particolare, un figlio dell'onorevole Pellegrino è  stato
  anche un nostro militante, un nostro sostenitore nella provincia di
  Trapani.
    Quindi, ho nutrito però affetto, affetto per una persona, ripeto,
  di  cui non ho condiviso quasi nulla nel suo agire politico però un
  uomo  che  comunque ha contribuito a fare la storia, ha aperto,  ha
  cercato  con l'intelligenza politica di un uomo capace, ha  cercato
  di  dare  una risposta a un bisogno di rappresentanza, il  fenomeno
  Nuovo  Sicilia  ha  portato dentro questo Parlamento  un  pezzo  di
  classe  dirigente e un pezzo di professionisti che  era  fuori  dal
  sistema politico tradizionale dei partiti, e questo va riconosciuto
  anche  se,  ripeto,  nel rispetto che si deve  ad  un  uomo  e  nel
  rispetto che si deve ad un uomo con idee diverse dalle mie.
   Io  voglio  qui ricordarlo e proprio in nome di questo momento  di
  commiato, ricordare comunque un uomo che ha contribuito a  scrivere
  un pezzo di storia di questa Regione. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pellegrino  Stefano.
  Ne ha facoltà.

   PELLEGRINO STEFANO. Signor Presidente, onorevole Presidente  della
  Regione,  è  stato  detto  quasi tutto politicamente  sulla  figura
  dell'onorevole  Pellegrino che ho conosciuto e  che  ho  conosciuto
  purtroppo  in  momenti  poco  felice  della  sua  vita.  Non   l'ho
  conosciuto politicamente, se non in occasione dell'ultima  campagna
  elettorale, ma l'ho conosciuto come persona e debbo dire  che,  non
  per  difenderlo  in  questa  sede, dopo  le  parole  dell'onorevole
  Cracolici,  però debbo dire che la frase magari poco opportuna,  la
  frase  poco elegante, trova un riscontro e trova una sua ragione  e
  una  sua  giustificazione nella sentenza della Corte di  Cassazione
  che dichiarò inammissibile il ricorso della Procura generale che si
  era accanita, perché di questo si parlò, della sentenza della Corte
  di Cassazione.
   La   Corte  di  Cassazione  allora  ribadì  che  c'era  stata  una
  assoluzione  in  primo grado, un'assoluzione in secondo  grado,  si
  andò  ad  una  ricerca  di una colpevolezza, alla  ricerca  di  una
  responsabilità  che  non c'era nel merito  dinanzi  alla  Corte  di
  Cassazione  che  disse:   Il  ricorso è inammissibile,  non  potete
  continuare a perseguitare e ad accanirvi contro una persona che non
  ha  commesso nulla , che non ha commesso nulla ma che viveva in  un
  ambiente  nel  quale  vi  erano  dei  contesti  e  vi  erano  delle
  situazioni che mal si addicevano, ovviamente, a quello che  era  lo
  spirito  e quella che era il comportamento, a quelle che  erano  le
  condotte  dell'onorevole Bartolo Pellegrino che non aveva condiviso
  assolutamente quelle manifestazioni, che non aveva condiviso quegli
  atteggiamenti che erano propri però del proprio territorio.
   Io  volevo  per questo, in questo momento, distrarmi dal ricordare
  Bartolo  Pellegrino, l'onorevole Pellegrino,  dal  punto  di  vista
  politico e, quindi, rappresentare quello che era come uomo, la  sua
  esuberanza,  il  fatto di essere coriaceo, il fatto  di  essere  un
  grande  incassatore, perché ci vuole animo, ci  vuole  una  potenza
  d'animo,  nell'incassare ciò che di regola  non  si  è  abituati  a
  ricevere. E, purtroppo, all'ora ci furono una serie di procedimenti
  che  poi  si  chiusero  tutti  con  delle  assoluzioni  che,  certo
  macchiarono  l'onorevole  Pellegrino,  ma  che  però   hanno   reso
  giustizia  all'onorevole Pellegrino. Ciò che conta,  ritengo  nella
  vita,  è che venga resa giustizia non solo dal tempo ma anche dagli
  uomini.
   Debbo  dire  che  la  giustizia  fu  resa.  Non  penso,  carissima
  Eleonora,  che  si  abbatté  tanto,  perché  alla  fine  non   uscì
  umanamente  e  spiritualmente sconfitto dalle vicende  giudiziarie,
  anche  se preferì, ad un certo punto, cercare altri interessi  così
  come  diceva o cercare altre direzioni per quanto riguarda  la  sua
  vita, i suoi affetti, le sue predilezioni.
   Ricordo  che cercai di consolarlo - e chiudo perché è stato  detto
  tutto, è inutile ripetere ciò che è stato detto - dicendogli  Beati
  i perseguitati della giustizia, carissimo Bartolo, perché di loro è
  il Regno dei cieli .

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Onorevole Presidente, onorevoli  colleghi,  onorevole
  Presidente  della Regione, signori Assessori, io ero molto  giovane
  ai  tempi dell'Assessore Pellegrino, però la sera quando ci  fu  il
  dibattito  in  Aula sulle intercettazioni - allora ero  vicesindaco
  però  poi  lo  spiego  e voglio lasciare una testimonianza  di  una
  persona che ha fatto una cosa importante per la mia provincia e per
  la  mia  città - quella sera quando lui venne attaccato in Aula  io
  seguivo  l'intervento dalla stanza del Capogruppo Leontini. Ricordo
  ancora  le parole di chi lo attaccava:  Mai più come prima   giusto
  onorevole Cracolici? Non so se lei lo ricorda ed era presente.  Mai
  più  come  prima il malaffare  Mai più come prima   poi  intervenne
  Leontini e nel suo intervento disse:  Mai più come prima la cultura
  del  sospetto . Lo ricordo, sto parlando che avevo 28 anni,  quindi
  tempo  ne  è  passato. Quando si finì l'intervento,  Pellegrino  si
  abbracciò  con  Leontini sotto ed io, guardandoli dalla  stanza  di
  Leontini, pensavo che avevo un problema a Ragusa che era  il  porto
  di Marina di Ragusa.
   Da  cinque anni, noi andavamo a Roma, per la valutazione d'impatto
  ambientale. Lasciamo perdere questa situazione e il perché però, io
  da  giovane  consigliere,  questo era  successo  nella  legislatura
  precedente mia da consigliere, andavamo a Roma per sostenere questa
  valutazione  d'impatto ambientale che era fondamentale  per  potere
  poi  fare  il progetto esecutivo perché avevamo un vecchio progetto
  di  massima. Chiesi a Leontini di parlare con lui. Lui,  nonostante
  la tensione che aveva a causa dell'attacco subìto, io subito pensai
  a  realizzare il risultato per il territorio. Poco delicato,  però,
  chiesi di parlare con lui.
   Fu così che mi colpì. Immediatamente lui mi disse:  Questa cosa la
  dobbiamo fare, domani vieni in Assessorato  - era Assessore per  il
  territorio e l'ambiente -  domani vieni in Assessorato e  vediamo .
  Morale  della favola: lui mi disse:  Qui non c'entra la valutazione
  di  impatto  ambientale  a Roma, ma perché siete  stati  a  Roma? ;
   Guardi, è a Roma, glielo dico io , risposi. Lui mi disse:   Me  lo
  dici tu? Te lo dico io, non c'entra niente Roma, la valutazione  di
  impatto  ambientale te lo deve dare la Sicilia,  e  voi  avrete  la
  valutazione di impatto ambientale presto  .
   Dopo  quindici  giorni, la città di Ragusa ebbe la valutazione  di
  impatto  ambientale,  sto  parlando dei  primi  anni  del  duemila,
  quindici  giorni.  Aspettavamo da cinque anni  Considerate  che  il
  porto poi si realizzò, ed è stato l'unico porto abile della Sicilia
  in  un  programma di realizzazione di porti che ne riguardava anche
  altri, anche quello di Siracusa, che si fece tanti anni dopo.
   Voglio lasciare una testimonianza concreta, in un'epoca dove a noi
  politici non viene riconosciuto mai nulla. Mi sento però in dovere,
  davvero,  di  lasciare in Aula, in questo giorno, una testimonianza
  concreta, da parte di un amministratore giovanissimo - allora avevo
  28  anni  - di un uomo che, nonostante avesse difficoltà  serie  in
  quel  momento,  riuscì  a  pensare a quel  territorio,  e  mise  in
  condizione quella città di avere il porto turistico che oggi ha. Ci
  tenevo  ad  intervenire in segno di riconoscenza nei  confronti  di
  quel  lavoro, e se oggi la città di Ragusa ha quel porto turistico,
  è anche grazie a lui.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Rizzotto.  Ne  ha
  facoltà.

   RIZZOTTO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   potevo
  esimermi  dal porgere un omaggio personale e affettuoso in  ricordo
  dell'onorevole Bartolo Pellegrino, davanti alla famiglia, che  vedo
  qui presente.
   Faccio  un balzo indietro di trent'anni. Stavo a Trapani,  allora.
  Sono  nato  a Trapani e ho compiuto lì gli studi. Mi preparavo  per
  l'esame di maturità, era il 1971. Allora, le campagne elettorali si
  facevano con le macchine e il megafono sopra. Ricordo che da  sotto
  casa  mia  spesso  passava  una  Fiat  1100:   Vota  e  fai  votare
  l'onorevole  Bartolomeo  Pellegrino  . Me  lo  ricordo  in  maniera
  scandita.
   Ebbene, a distanza di trent'anni, me lo sono ritrovato, le  nostre
  strade  si  sono  incrociate.  Allora  si  iniziava  a  parlare  di
  autonomia,  c'erano i primi fermenti, e col suo  movimento,   Nuova
  Sicilia ,  riuscì  ad affascinarmi. Ricordo che  per  qualche  anno
  abbiamo  dialogato, poi io sono confluito nel progetto  autonomista
  che di lì a qualche anno - era il 2005 - sorse con l'amico Raffaele
  Lombardo.  Però, quegli anni in cui frequentai l'onorevole  Bartolo
  Pellegrino sono rimasti importanti per me. Intanto, da quel momento
  ci siamo rivisti spesso, si andava spesso a pranzo insieme. Ricordo
  che era un raffinato. Si frequentavano ristoranti di lusso con lui,
  tanto  pagava  sempre  lui.  Devo dire  che  gli  incontri  che  io
  riservavo  a  lui erano assai preziosi per me, che  ero  all'inizio
  della mia carriera politica.
   Ho  notato subito in lui una grande intuizione politica, spesso mi
  anticipava cose  che poi di lì a qualche mese o a qualche  anno  si
  verificavano puntualmente.
   E,  quindi,  questo  legame che non fu un legame  politico  forte,
  perché  in definitiva, poi, il progetto di  Nuova Sicilia  si  fuse
  con   quello   dell'Autonomia,  però,  quando  incontravo   Bartolo
  Pellegrino,  sicuramente  ricevevo da lui suggerimenti  e  consigli
  preziosi.  Un  rammarico è quello di non averlo  conosciuto  prima,
  sarebbe  stato  assai utile per la mia formazione politica  più  di
  quanto lo fu successivamente.
   Credo che di uomini e di politici come Bartolo Pellegrino  ci  sia
  un grande bisogno ancora oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Governo,  onorevoli colleghi, voglio esprimere le  condoglianze,  a
  nome  del Gruppo parlamentare DiventeràBellissima, alla moglie,  ai
  figli, ai nipoti tutti, ai familiari per una grave perdita.
   Una  perdita di un politico che non ho avuto modo di conoscere  se
  non in una occasione: io ricordo che lui era solito frequentare  un
  noto  ristorante a Palermo vicino lo Stadio e che di tanto in tanto
  frequentavo pure io. Ero giovane consigliere provinciale,  militavo
  in Alleanza nazionale, lì ci fermammo a parlare dopo pranzo assieme
  a  questo  amico comune e mi raccontò che stava fondando  un  nuovo
  movimento politico.
   Mi  affascinò moltissimo questa sua visione della Sicilia,  questo
  suo  attaccamento alla politica, al territorio, alla visione  della
  Regione in un contesto italiano.
   Io allora avevo e continuo ad avere una visione diversa rispetto a
  quella che mi prospettò l'onorevole Pellegrino, ma mi dimostrò - ma
  non  c'era  nulla  da  dimostrare - e capii che  davanti  avevo  un
  importante uomo della politica siciliana che voleva portare  avanti
  il bene della Sicilia.
   Questo  è  un  ricordo che ho conservato con me per anni,  che  ho
  voluto   oggi   raccontare  ai  colleghi,  ai   familiari,   perché
  quell'uomo,  l'onorevole Pellegrino, aveva tanti  amici  nella  mia
  città   che   è  Palermo,  aveva  tutti  amici  che  lo   stimavano
  profondamente.
   Ed  allora, se ha lasciato un così grande ricordo tra i suoi amici
  e  una  così  lucida  visione della sicilianità all'interno  di  un
  contesto, ritengo che oggi la Sicilia, la politica siciliana, abbia
  perso un grande uomo e voglio salutare così, con questo ricordo,  i
  familiari tutti.

   PRESIDENTE.  Prima di dare la parola al Presidente della  Regione,
  ha chiesto di parlare l'onorevole Turano. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, familiari, il mio vuole essere  un  contributo
  alla  realtà  dei fatti e lo dico perché mi ha ispirato l'onorevole
  Cracolici.
   Non sono qua a parlarvi delle qualità umane di Bartolo Pellegrino,
  perché  sono state dette da tutti, posso solo aggiungere che  aveva
  una  visione  della Sicilia. Ma non intervengo per  questo,  signor
  Presidente, intervengo perché ci sono delle storie, delle giornate,
  che in Assemblea ti segnano e ti segnano per sempre.
   Non  ne voglio ricordare due, né ricordare l'intervento a cui  lei
  poc'anzi alludeva, quell'intervento che vide l'onorevole Pellegrino
  protagonista  di un contro ribaltone, perché non dobbiamo  ancorare
  il ricordo dell'onorevole Pellegrino a quella pagina.
   L'onorevole Pellegrino fu protagonista in quest'Aula - e io  c'ero
  -  del  primo  ribaltone, ovverosia di una  pagina  di  storia  che
  portava  in  un'Assemblea dove si eleggeva  ancora   il  Presidente
  della   Regione,   una  maggioranza  di  centrodestra   sui   ruoli
  dell'opposizione e una maggioranza di centrosinistra arricchita  da
  un'operazione  pensata,  anche di Bartolo  Pellegrino,  al  Governo
  della Regione.
   Questa  è la realtà dei fatti ed è giusto ricordare quell'episodio
  perché  quell'episodio  poi determinò, dopo anni,  un  ripensamento
  delle  posizioni politiche dell'onorevole Pellegrino che  -  diceva
  bene   l'onorevole   Cracolici  questa  volta   -   nella   seconda
  legislatura,  da Vice Presidente della Regione per  fatti  che  non
  riguardavano  la politica, si sospese dal ruolo di Vice  Presidente
  della Regione.
   Voglio  ricordare  che lui un giorno ritornò in  Aula,  nonostante
  fosse sospeso da Vicepresidente della Regione, non per consumare un
  atto politico ma per ricordare un suo amico, l'onorevole Croce  che
  era scomparso. Su quello si riaccese di nuovo una querelle politica
  che determinò le dimissioni di Pellegrino.
   Questa è la storia che ho personalmente vissuto, che non era stata
  detta e pensavo fosse giusto ricordare.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, sono fra quanti  hanno  conosciuto  per
  ragioni  politiche  l'onorevole Pellegrino, ma  non  starò  qui  ad
  elencare  le  occasioni  di incontro o di  scontro.  Penso  che  il
  ricordo  di  una persona che non c'è più non debba essere  affidato
  alla  compilazione di ciò che ci ha diviso da lui. Lo dico, sapendo
  che  sul  piano  politico molto, tutto, mi ha diviso dall'onorevole
  Pellegrino  con  il quale il confronto, lo scontro è  stato  sempre
  aspro ma palese e leale.
   Credo  che  se  volessimo ricostruire la storia  di  questi  anni,
  partendo  dalle cose che ci dividevano, da chi oggi  non  c'è  più,
  faremo  soltanto  un  esercizio  di vanità  proprio  perché  quella
  persona non c'è più. Se fosse qui, sarebbe bello per tutti  che  ci
  fosse  ancora,  e sarebbe utile un confronto, aspro forse  come  un
  tempo, su punti di merito politico.
   La  sua assenza toglie ogni funzione al ricordo di quante cose  ci
  allontanavano dal suo punto di vista politico.
   Penso  che  oggi  verrà ricordata la passione di  questa  persona,
  passione  che  aveva  indirizzi, obiettivi,  percorsi  diversi  dai
  nostri, ma una passione che qui veniva esercitata assumendosi anche
  la responsabilità di prendere in faccia il vento.
   Vorrei, però, ricordare un'altra cosa accaduta, signor Presidente,
  che  ci  interroga  tutti come siciliani - lo  dico  da  avversario
  politico  dell'onorevole Pellegrino - tre sentenze che lo assolvono
  e  due anni di reclusione. Lo dico perché questo è un punto dolente
  che   non   riguarda  soltanto  la  vicenda  umana   dell'onorevole
  Pellegrino,  ma riguarda il modo in cui spesso abbiamo delegato  la
  funzione,  le  responsabilità  del  dibattito  politico  alle  sedi
  giudiziarie. Lo dico dicendo cose diverse da quelle che avrei detto
  trent'anni fa.
   Trent'anni  fa  pensavo - sbagliando - che ogni  atto  giudiziario
  fosse  la  mano  di  Dio, un atto divino che andava  considerato  e
  assunto come tale.
   Era  una  scelta  semplice perché portava a facile  gloria  a  chi
  voleva   sentirsi  dire  questo,  ma  che  ti  toglieva   da   ogni
  responsabilità perché poi il giudizio di Dio era rimesso nelle mani
  dei magistrati.
   Continuando  a ricordare perfettamente ciò che sul piano  politico
  mi  ha  diviso da quell'uomo, credo che questa comunità debba farsi
  carico  anche  di  quante  volte  abbiamo  delegato  alla  funzione
  giudiziaria il compito di esercitare la discussione e il  dibattito
  politico, sbagliando, e come resti un vulnus per tutti, per  tutti,
  il fatto che qualcuno possa essere assolto in tre gradi di giudizio
  ed essersi fatto due anni di carcerazione preventiva.
  Questo  non  riguarda  l'onorevole Pellegrino,  riguarda  i  limiti
  profondi  di questa società e riguarda, forse, anche, una  funzione
  salvifica  che noi abbiamo troppo spesso attribuito alla giustizia,
  togliendoci   quella  responsabilità  che,  invece,   come   classe
  dirigente  politica, dovremmo sapere interpretare  fino  in  fondo.
  Grazie.

  PRESIDENTE.   Ringrazio  particolarmente   l'onorevole   Fava   per
  l'onestà  del  suo  intervento e do la parola al  Presidente  della
  Regione, onorevole Musumeci.

  MUSUMECI,  presidente  della  Regione. Grazie,  signor  Presidente.
  Colleghi  deputati,  io,  a  nome  del  Governo,  mi  associo  alle
  espressioni  di  cordoglio che stasera sono state rassegnate  dagli
  interventi dei rappresentanti dei vari Gruppi politici.
  Ho  conosciuto personalmente l'onorevole Bartolo Pellegrino  quando
  ero Presidente della Provincia di Catania, quindi negli anni '90, e
  le  nostre brevi ma intense conversazioni sul piano politico  hanno
  segnato  in  me un ricordo che oggi affiora con tanta malinconia  e
  con  naturale tristezza nel saperlo non più nel mondo dei  vivi  da
  domenica  scorsa  quando,  per un improvviso  malore,  ha  lasciato
  questa terra.
  Credo  che ci sia poco da aggiungere alle varie considerazioni  che
  sono  state  espresse.  Sappiamo tutti  del  militante  socialista,
  socialista   migliorista,   mai  frontista,   sappiamo   dell'animo
  autonomista  di  Bartolo  Pellegrino,  credeva  che  il  riformismo
  socialista   potesse  coniugarsi  ad  un  rilancio  dello   spirito
  autonomistico  e, per questo, diede vita a  Nuova Sicilia ,  prima,
   Patto  per  la Sicilia , dopo, ed infine ad un'alleanza  solida  e
  concreta con il  Movimento per l'Autonomia .
  Quest'Aula lo ha visto per tre volte, per tre Legislature  deputato
  attivo,  attento nei dibattiti d'Aula e componente il  Governo  per
  diverse  stagioni  con competenze specifiche per le  politiche  del
  territorio e dell'ambiente.
  Va  ricordata,  lasciatemelo dire, la sua  carica  di  umanità  che
  accompagnava   ogni   suo   gesto  e   ogni   suo   approccio   con
  l'interlocutore.
  Era  un  uomo che aveva uno spiccato intuito politico, una profonda
  capacità di analisi e fu figlio del suo tempo nel bene e nel male.
  Le  vicende giudiziarie, la vicenda giudiziaria che lo coinvolse si
  abbatté  su  di  lui  come  una mannaia,  ne  soffrì  profondamente
  soprattutto  per  il processo mediatico che venne imbastito  a  suo
  danno e a danno della sua comunità politica.
  Io  credo  che  di  Bartolo Pellegrino noi  abbiamo  il  dovere  di
  conservare  il  ricordo di un uomo di governo e di un  parlamentare
  attivo,  dinamico, presente sul territorio, legato ad  una  visione
  della  Sicilia che non si è realizzata e che non si poteva in  quel
  contesto, forse, realizzare.
  Appresa  la  notizia  della  sua  dipartita,  ho  affidato  ad   un
  comunicato, ad un breve comunicato, il sentimento del cordoglio mio
  personale  e del Governo, sentimento che anche in questa  occasione
  intendo  rinnovare ai familiari e a quanti con lui hanno  condiviso
  le stagioni della politica nella buona e nella cattiva sorte.

  PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
  Chiedo a tutta l'Aula di osservare un minuto di raccoglimento.

      (Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
                               silenzio)

   Onorevoli colleghi, chiedo cinque minuti di sospensione per  darmi
  il tempo di salutare i parenti dell'onorevole Pellegrino. La seduta
  è sospesa.

       (La seduta, sospesa alle 18.01, è ripresa alle ore 18.22)

   La seduta è ripresa.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Ragusa.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comm bis/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
      materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Votazione  finale  per  scrutinio nominale  del  disegno  di  legge
  «Collegato  alla legge di stabilità regionale per  l'anno  2019  in
  materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A).


                        Sull'ordine dei lavori

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  nella  precedente
  seduta,  a inizio seduta, la Commissione  Bilancio  aveva trasmesso
  tre  emendamenti.  Per  un,  chiamiamolo  disguido,  oggi  è  stato
  riportato   in   Commissione  ed  è  stato  rinumerato,   a   firma
  dell'onorevole Savona. Volevo esprimere la mia contrarietà al fatto
  che  non  ci  siano  i  margini per poterlo  inserire  nel  secondo
  Scollegato  della I Commissione, alla luce del fatto che la mancata
  approvazione  di questo emendamento comporterà delle conseguenze  e
  un  danno  per l'istituto IRFIS, che non potrà accendere  un  nuovo
  mutuo  da  parte dei soggetti che chiedono la rimodulazione,  e  in
  particolare per quanto, riguarda un vecchissimo mutuo  che  non  fu
  pagato  da  una  società  che fallì, andando  l'immobile  all'asta.
  L'IRFIS  non  potrà accendere il mutuo col soggetto  che  si  vuole
  proporre,  che è un soggetto istituzionale, un Comune, e  quindi  a
  settembre l'immobile andrà all'asta.
   Se  lei  mi  dice che i lavori continueranno ad oltranza,  con  la
  garanzia  che  il   collegato  della V Commissione  sarà  approvato
  prima  della  pausa estiva, io sarò qui diligentemente a  lavorare,
  altrimenti   non   posso   che  rassegnare   la   mia   contrarietà
  all'andamento dei lavori.
   Le  chiedo,  dato  che  siamo in fase di votazione  finale,  se  è
  possibile, attraverso una Conferenza dei Capigruppo, attraverso gli
  Assessori  che  magari si esprimono, o l'onorevole Savona,  che  ci
  siano  i margini per un'azione di buon senso, come tante ne abbiamo
  fatte.

   PRESIDENTE. Io le azioni di buon senso cerco di farle  tutte.  Ora
  me  ne  vengono  chieste un po' troppe, tutte in un  colpo,  perché
  ognuno,  ogni  Gruppo parlamentare, non tutti, ma  tanti  colleghi,
  sono   venuti  a  propormi  emendamenti,  anche  il  Governo,   per
  l'Istituto zooprofilattico, con urgenze assolutamente massime.
   Dico  che  ci  sono  delle  regole. Venir  meno  a  queste  regole
  significherebbe  creare  dei precedenti  per  cui  l'Assemblea  non
  funzionerebbe  più.  Posso,  giusto perché  mi  sto  attivando  per
  cercare  una  soluzione a questi problemi, perché  mi  rendo  conto
  della    situazione   di   Acireale,   di   tutte   le    richieste
  dell'Assessorato del turismo, di tutte le esigenze  di  coloro  che
  sono  venuti da me in questi giorni, con situazioni non rinviabili,
  per cui succede l'inferno se non si fanno queste cose.
   Non  voglio  che  si creino disagi per colpa dei regolamenti,  per
  così  dire,  però  i  regolamenti ci sono ed io non  posso  proprio
  stralciarli   e   buttarli  via,  perché  si  può   stralciare   un
  emendamento,  ogni  tanto  si  può  modificare  qualcosa  ma,  come
  l'onorevole Cracolici ogni tanto lamenta, certamente stralciare  un
  regolamento non si può fare.
   Propongo una cosa, non ne ho parlato neanche con gli Uffici e  non
  so  se sia regolare questa mia proposta, però mi faccio carico,  mi
  assumo la responsabilità di farla; votiamo il disegno di legge  491
  Stralcio  I  COMM  bis/A. Subito dopo convoco  una  Conferenza  dei
  Capigruppo. Vi dico sinceramente che immaginare di mettere mano  al
   collegato   della V Commissione è una cosa che  non  ci  porta  da
  nessuna  parte,  perché  abbiamo visto che ci  sono  situazioni  di
  grandissima confusione e di grandissime fratture all'interno  delle
  singole  coalizioni,  di tutto; per cui, io  non  me  la  sento  di
  iniziare adesso un  collegato  di 40 articoli, con tante situazioni
  di difficoltà che ci sono.
   Posso  convocare una Conferenza dei Capigruppo dopo  la  votazione
  finale del disegno di legge n. 491 Stralcio I COMM bis/A, vedere se
  c'è  una disponibilità da parte di tutti i Gruppi, comunicando  che
  se c'è un solo Gruppo che è contrario, io non lo posso fare, perché
  io  posso  inventarmi qualcosa solo a condizione che ci  sia  tutta
  l'Aula e tutti i Gruppi favorevoli a farla e provare a portare  per
  domani  soltanto questi emendamenti, che ora siano  cinque,  dieci,
  quindici,  lo  vedremo, perché  ho capito che  ci  sono  situazioni
  veramente di grande imbarazzo e su cose che si devono assolutamente
  fare. Però, ripeto, dico già in anticipo che se la  Conferenza  dei
  Capigruppo  non  dovesse essere favorevole all'unanimità  a  questa
  soluzione,  io  non  posso  fare altro,  comunque,  che  votare  il
   collegato  I COMM bis, dopodiché convocare un'altra Conferenza dei
  Capigruppo  che  è  quella che stabilirà i lavori,  cioè  stabilirà
  quando chiuderà l'Assemblea e quando riaprirà, perché non credo che
  siamo nelle condizioni di potere fare altro.

   PELLEGRINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Su cosa vuole intervenire?

   PELLEGRINO. Uno degli aggiuntivi, A7

   PRESIDENTE.  Onorevole Pellegrino, o lei fa finta di non  sentirmi
  oppure vi prego di avere anche un po' di rispetto per le difficoltà
  in  cui  mi state mettendo tutti  Ora, mentre io sto dicendo queste
  cose,  lei  tira  fuori  un  altro  aggiuntivo?  Veramente  è   una
  barzelletta  Chiamiamo Renato Pozzetto e facciamo le comiche  Ma di
  che   cosa  stiamo  parlando?  Abbiate  un  po'  di  rispetto   per
  l'Assemblea

   PELLEGRINO. Non era di competenza della I, ma della V Commissione.

   Comm bis/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Collegato alla legge di stabilità regionale per l'anno 2019 in
      materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio I COMM bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del  disegno di legge «Collegato alla legge di stabilità  regionale
  per l'anno 2019 in materia di autonomie locali» (n. 491 Stralcio  I
  COMM bis/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  palese:

   Presenti e votanti  36
   Favorevoli          33
   Maggioranza       . 17
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, è convocata in Sala Lettura la Conferenza  dei
  Capigruppo a cui chiederei, però, di venire  soltanto i Capigruppo,
  perché  dobbiamo  prendere una decisione e se ci  sono  50  persone
  dentro certamente non la prendiamo e, ovviamente, il Governo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.38, è ripresa alle ore 19.00)

   La seduta è ripresa.


       Determinazioni della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  credo  che  in  Conferenza  dei
  Capigruppo sia stata trovata una soluzione di buon senso.  Scusate,
  se  per  favore  prendete  posto  dal  PD,  per  favore;  onorevole
  Cracolici. Per me l'onorevole Cracolici è un faro, se non ci  fosse
  un  onorevole Cracolici tantissime cose non le saprei, invece  vado
  apprendendo  qualcosa  giorno dopo giorno perché,  essendo  il  più
  esperto, guardo sempre lui e vedo quello che fa per imparare.
   Onorevoli colleghi, la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito, non
  essendoci l'unanimità sulla proposta che avevo fatto di rimandare a
  domani per gli emendamenti più urgenti che ci potessero essere,  ha
  stabilito che oggi chiude l'Assemblea, riapre il 2 di settembre per
  le  Commissioni  ed  il  10  per  l'Aula.  In  questo  periodo,  io
  personalmente  che  sono  qua e non vado  in  vacanza,  ho  chiesto
  all'onorevole Savona, l'Assessore Cordaro si è detto disponibile  e
  sarà  mia  cura  chiamare  man mano i vari Capigruppo  sperando  di
  potere  avere la loro disponibilità, di mettere mano a  quelli  che
  sono gli attuali  collegati  che ci sono in Aula.
   Io   non  posso  pensare  di  riaprire  l'Aula  esattamente  nelle
  condizioni di questi  collegati  come sono ora. Mi faccio carico di
  dire che ho sbagliato a fare i  collegati  che si sono rivelati una
  follia,  e  però bisognava fare l'esperienza e l'abbiamo fatta,  io
  personalmente l'ho fatta. Durante questo periodo sarà mia cura  far
  sì  che  di  tutti  questi  collegati , andando a verificare  anche
  norma  per norma quelle che sono realmente enormemente urgenti,  di
  fare  alla  fine  un  solo  collegato  di un po'  di  articoli  che
  comprendano  tutte  le  cose più importanti  che  sono  attualmente
  inseriti in questi  collegati .
   Riapriremo  il 2 settembre con la Commissione  Bilancio   -  spero
  già  pronta,  ma  se non sarà già pronta mancherà  poco  -  con  un
   collegato  che fa la sintesi, di fatto, di quelli che  sono  stati
  presentati;  lo  verificheremo bene, ci studierò  io  personalmente
  bene. Tutti, poi, immediatamente pronti a partire dal giorno dopo a
  fare  tutte le norme di settore che ognuno ha interesse  a  portare
  avanti,  che  ogni Gruppo ha interesse a portare avanti,  che  ogni
  singolo  deputato ha interesse a portare avanti e, da quel momento,
  lavorare con più ordine, credo, con più serenità da parte di  tutti
  per  potere arrivare e poi ripartire con la nuova finanziaria  dopo
  che avremo fatto alcune leggi importanti di settore tra cui, la più
  importante,  quella sui rifiuti, ma tantissime altre  che  sono  in
  questo momento in gestazione.
   Per  cui,  non  posso  che  augurare a tutti  una  buona  vacanza.
  L'Assemblea riaprirà il 2 settembre con le Commissioni.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 19.06 (*)


   (*)  L'ordine del giorno della seduta n. 136 è pubblicato sul sito
  internet  istituzionale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  di
  seguito riportato:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         136a  SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 10 settembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    - COMUNICAZIONI

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio