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Resoconto d'Aula della Seduta n. 137 di martedì 10 settembre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.59

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  riprendiamo  l'Aula  che   reca
  all'ordine  del  giorno,  proprio  perché  abbiamo  chiuso   quella
  precedente  e  riaperto questa:  Interventi a sostegno  di  beni  e
  attività culturali, del lavoro, dello sport e del turismo ,  quindi
  parliamo del  collegato  della V Commissione.
   Io  comunico  che  al   collegato  della  V  Commissione  è  stato
  presentato  un  emendamento,  un maxi emendamento  che,  di  fatto,
  sostituisce  non  soltanto  il  collegato  della  V,  ma  tutti   i
  collegati.  E'  ovvio  che  se  questo emendamento  dovesse  essere
  bocciato  -  è chiaro - che si ritorna alla V Commissione  cioè  al
  vecchio  schema, questo è fin troppo ovvio, quindi  non  c'è  alcun
  problema,  se l'Aula è d'accordo a farlo si vota, se l'Aula  non  è
  d'accordo  a  farlo lo bocciamo e ritorniamo al  testo  dei  vecchi
  collegati   che  c'erano.  Quindi,  questo  credo   che   sia   una
  semplificazione importante. L'emendamento che ora distribuiamo, già
  abbiamo  iniziato  a distribuirlo, credo, sarà trasmesso  ai  sensi
  dell'articolo   113  del  Regolamento  interno   alla   Commissione
   Bilancio' per il parere di competenza.
   A tal proposito - mi riferisco al Governo - il Governo è invitato,
  secondo  me  domani in Commissione - qualcuno chiedeva  che  lo  si
  esaminasse  stasera stesso, ma non credo che valga  la  pena,  però
  l'assessore  Armao deciderà cosa fare - in sede di  verifica  delle
  coperture  da  parte della Commissione  Bilancio',  a  fornire  gli
  opportuni  chiarimenti  in merito: al maggiore  disavanzo  relativo
  all'esercizio  finanziario 2018, come quantificato  nella  delibera
  della  Giunta  regionale 282 dell'agosto  2019  e  in  merito  agli
  effetti  della  sentenza n. 197 del 2019 della Corte costituzionale
  in  materia  di  vincoli di destinazione delle  somme  relative  al
  finanziamento dei livelli essenziali per le prestazioni sanitarie.
   Questo ordine del giorno è stabilito perché è la presentazione  di
  un emendamento che sto mandando in Commissione per essere visto.
   Noi  ci  diamo, come tempi, poi darò la parola a chi la  chiederà,
  quindi  diciamo  che questo è già stabilito come tempi,  domani  in
  Commissione   Bilancio' ci sarà il parere di questo  emendamento  e
  diamo il tempo di 24 ore ma, tutto sommato, possiamo dare anche  di
  più,  possiamo  dare  fino a venerdì alle ore 13.00  il  tempo  per
  eventuali  emendamenti  e  poi martedì prossimo,  se  il  parere  è
  positivo  e andrà tutto bene inizieremo la seduta con la  votazione
  di questo emendamento.


   Presidenza del Presidente Miccichè


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo   per
  esprimere  la contrarietà del PD sul programma dei lavori  che  lei
  annunciava,  in  particolare rispetto  all'idea  di  accogliere  un
  emendamento  di  riscrittura del disegno di legge  n.  491/V,  cioè
  della V Commissione, che leggo essere firmato da tutti i Capigruppo
  di maggioranza e dico perché siamo contrari a questa impostazione.
   Siamo già a settembre inoltrato, il Governo di fatto ha dichiarato
  alla stampa un ulteriore disavanzo, che sarebbe intorno al miliardo
  e 300 milioni, se non ho letto male; credo che, intanto, il Governo
  debba  fare  chiarezza  sul  disavanzo che  deriverebbe  dal  nuovo
  rendiconto.  Voglio ricordare all'Aula che siamo ancora  in  attesa
  della  parifica  di  bilancio  da  parte  della  Corte  dei  Conti,
  dopodiché  l'Aula deve approvare il rendiconto e avviare  il  nuovo
  ciclo  di  programmazione economico-finanziaria, cioè  discutere  e
  approvare il Documento di economia e finanza, che al momento non  è
  stato    esaminato   neppure   in   Commissione     Bilancio'    e,
  successivamente, il Governo dovrebbe presentare il disegno di legge
  di stabilità e il disegno di legge di bilancio.
   Per fare questo penso che se si comincia subito, si può tentare di
  approvare il bilancio e la finanziaria del 2020 entro l'anno.
   Trovo, francamente, paradossale che si voglia discutere ancora  di
  collegati alla legge di stabilità del 2019 che si sta concludendo.
   Voglio anche ricordare che è stato approvato il collegato generale
  e   che  sono  stati  approvati  due  collegati  urgenti  della   I
  Commissione.
   Quindi, non solo, sono contrario a discutere di un emendamento  di
  riscrittura  che  non sappiamo con quali criteri sceglie  circa  60
  articoli su 120 circa che rimanevano incollati ai disegni di  legge
  collegati  non  ancora esaminati dall'Aula, cioè  quello  della  V,
  quello della III, quello della IV e della VI Commissione, cioè  con
  quali   priorità   sono   state  decise  le   norme   che   entrano
  nell'emendamento di riscrittura e quelle che non entrano?
   Mi   risponderete:  è  una  discrezionalità  politica,  visto  che
  l'emendamento è firmato dai Capigruppo di maggioranza, però  voglio
  sottolineare  che  non  c'è stato il benché  minimo  coinvolgimento
  neppure     della    Commissione     Bilancio',    coralmente     e
  complessivamente, nello stabilire queste priorità. E' un  programma
  dei  lavori  che  la maggioranza ha deciso di portare  avanti  che,
  ovviamente, non mi può trovare d'accordo e non mi trova  d'accordo.
  Noi esamineremo anche questo testo.
   Voglio  anche aggiungere che non sono neppure d'accordo con quanto
  lei  affermava,  cioè che nel caso in cui non  fosse  approvata  la
  proposta,  perché  le  chiedo di metterla  in  votazione  in  Aula,
  Presidente, esprimendo il mio dissenso rispetto al deliberato della
  Conferenza  dei  Capigruppo, ma non sono neppure d'accordo  che  si
  possa  tornare  ai  vecchi collegati. I vecchi  collegati  sono  da
  rinviare  in  Commissione. Intanto, non  sono  più  all'ordine  del
  giorno,  ma  qualora la Presidenza dovesse decidere di  reinserirli
  all'ordine del giorno, troverebbe la nostra contrarietà.
   Noi  riteniamo  che quest'Aula, alla riapertura dei lavori,  debba
  impegnare  il  tempo  utile, prima dell'esame dei  nuovi  documenti
  contabili per il 2020, per esempio, a discutere di qualche  riforma
  urgente.  Perché non discutere della riforma del turismo,  o  della
  formazione  professionale, o dello sport, o di  altre  riforme  che
  pure attendono di essere discusse dal Parlamento regionale, per poi
  concentrarci  sul nuovo bilancio 2020 e sulla legge  di  stabilità,
  aggiungo,  in  quella sede eventualmente, ovviamente, recepire  nel
  disegno di legge di stabilità eventuali norme contenute nei disegni
  di  legge  non  ancora  discussi, cosiddetti  collegati,  e  andare
  avanti.
   Non  possiamo a settembre, piuttosto che guardare avanti, guardare
  ancora  a  quella  che è stata una esperienza negativa  che  ci  ha
  trovati contrari, Presidente lei lo sa, fin dall'inizio, perché  il
  vizio di origine è l'errore del Governo che si è impuntato a volere
  approvare  un  bilancio,  una  legge di  stabilità  sostanzialmente
  vuota,  entro  gennaio, rinviando poi il tutto a disegni  di  legge
  collegati  che hanno paralizzato l'attività parlamentare per  tutto
  il 2019.
   Io  la  inviterei, Presidente, a differenza di quanto lei ha letto
  all'Aula,  se è possibile preliminarmente che il Governo riferisca,
  non in sede di Commissione  Bilancio', al momento di dare copertura
  all'emendamento  di  riscrittura, ma il Governo chiarisca  all'Aula
  qual  è  la  reale condizione economico-finanziaria della  Regione,
  cioè  se  c'è  oggi  la  possibilità  di  dare  copertura  a  nuovi
  emendamenti di spesa, che si faccia chiarezza.
   Le chiedo, conclusivamente, poi di porre in votazione il programma
  dei  lavori  della Conferenza che, ovviamente, ci trova  in  totale
  disaccordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  per  quanto  riguarda  l'esperienza
  negativa, sono d'accordo con lei, su questi collegati. Per tutto il
  resto  non  sono  d'accordo con lei, nel senso che  all'ordine  del
  giorno  di  oggi  c'è  «Interventi a sostegno di  beni  e  attività
  culturali,  del  lavoro,  dello  sport  e  del  turismo»,  cioè  il
  collegato della V Commissione.

   ZAFARANA. All'ordine del giorno veramente c'era  Comunicazioni .

   PRESIDENTE.  Dopodiché, è stato presentato  un  emendamento  dalla
  Commissione.  Io  non  posso fare votare se  votare  l'emendamento.
  L'emendamento  è stato presentato e si vota, se viene  bocciato  si
  ritorna  al  testo  di prima. Per quanto mi riguarda,  se  oggi  il
  Governo  avesse presentato la nuova finanziaria, la nuova legge  di
  stabilità, io sarei stato il primo a dire:  c'è la nuova  legge  di
  stabilità,  è inutile che, eventualmente, aggiungiamo a  quella  le
  cose che volete aggiungere . Ma siccome questo non è avvenuto,  per
  cui comunque dovremmo andare avanti con i collegati che erano stati
  incardinati  l'altra volta, credo che non ci sia niente  da  votare
  oggi,  dobbiamo andare avanti su questo argomento, dobbiamo  andare
  avanti per questa strada, domani, dopodomani, quando si voterà,  se
  si  vorrà  bocciare  l'emendamento si boccerà, non  ci  sarà  alcun
  problema.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, c'erano altri interventi prima, ma  se
  è una cosa velocissima, ne ha facoltà.

   LUPO. Velocissimamente, per chiedere il rinvio in Commissione  del
  disegno  di  legge  491/V. Noi non siamo  d'accordo  che  si  possa
  trattare  un  disegno di legge come se fossimo al primo  di  marzo.
  Siamo  al  10  di  settembre, c'è una Regione  che  ha  diritto  di
  conoscere,  oggi,  qual è la proposta del Governo  sulla  legge  di
  stabilità e sul bilancio del 2020.
   Siamo  in  ritardo sulla tabella di marcia e anche  rispetto  alle
  scadenze imposte dal decreto legislativo n. 118.
   Non  si  può  fare finta di niente, quindi se lei  intende  andare
  avanti sui vecchi disegni di legge, chiedo il rinvio in Commissione
  di tutti i disegni di legge.
   L'Aula si esprimerà e, ovviamente, viva la democrazia.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, non intendo andare avanti con tutti  i
  disegni  di  legge,  tant'è che così come  preannunciato,  peraltro
  avevo  capito  anche con l'accordo dell'Aula, abbiamo presentato  e
  abbiamo  lavorato  per la presentazione di un  testo  molto  snello
  rispetto  a  quello precedente, quindi non ho alcuna intenzione  di
  andare avanti con i vecchi disegni di legge. Assolutamente.
   Se  poi dovessi essere costretto a farlo lei chiederà il rinvio in
  Commissione e si voterà e si vedrà cosa fare. Ma su questo non  c'è
  che  cosa rinviare in Commissione perché lo dobbiamo ancora inviare
  e sarà inviato domani mattina o stasera stesso.
   Per cui la sua è una proposta che non posso accettare.

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  stiamo
  riprendendo da dove abbiamo lasciato. Nulla abbiamo lasciato, nulla
  stiamo ritrovando in questo momento.
   Presidente,  lei  continua  a sostenere  che  questo  riassunto  o
  sintesi  dei  collegati che già le Commissioni avevano esitato  sia
  frutto,  nonostante rechino la firma dei Capigruppo di maggioranza,
  di una sintesi effettuata in Commissione  Bilancio'.
   Lei  sa,  Presidente,  che questo non è vero perché  i  componenti
  della Commissione  Bilancio' non sono stati consultati

   PRESIDENTE.  No,  no. Io non ho mai detto questo.  La  Commissione
   Bilancio' era chiusa

   CAPPELLO. Presidente, mi lasci parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, io non posso  accettare  che  lei
  dica cose non vere.

   CAPPELLO.  Presidente, dobbiamo dire le cose per come stanno.  Noi
  ci siamo lasciati

   PRESIDENTE. Io non ho mai detto questo. Non ci può essere stata la
  Commissione  Bilancio' mentre c'era l'Assemblea chiusa. Per cui non
  diciamo cose che sono palesemente false.

   CAPPELLO.   Allora,  Presidente,  riprendiamo  da   dove   abbiamo
  lasciato.
   Lei  ha  detto,  il 31 luglio, che l'esperimento dei  collegati  è
  stato  un fallimento, ha fatto autocritica e mea culpa e,  oggi,  è
  tornato nuovamente con una sintesi che lei il 31 luglio ha proposto
  in  maniera unilaterale a quest'Aula che è: durante la pausa estiva
  -  ricordo  di  essere stata di quasi 40 giorni, una lunghissima  e
  beata  vacanza  -,  insieme  al presidente  Savona  ha  cercato  di
  sintetizzare dentro un testo e, oggi, in Conferenza dei  Capigruppo
  ci ha proposto un percorso che non è stato accettato dall'unanimità
  dei  Capigruppo, in quanto il Movimento Cinque Stelle e il  Partito
  Democratico si sono opposti all'accettazione di questo percorso. E'
  giusto Presidente?
   Siccome lei già ha annunciato che invierà questo disegno di  legge
  in Commissione  Bilancio', il collega Lupo, giustamente, ha chiesto
  e  preteso - e a questo mi associo anch'io - che si voti,  si  voti
  innanzitutto  sul  percorso  che  lei  sta  cercando   di   imporre
  unilateralmente a questa Aula.
   Non  è  possibile  che  quattro o cinque  Capigruppo,  seppure  di
  maggioranza, impongano una sessantina di articoli, scremando tre  o
  quattro  testi  sui quali ci siamo impegnati durante  il  corso  di
  questi  mesi,  perché a parte i collegati, poi, Presidente,  questa
  Aula  ha  prodotto si e no un paio di leggi e nessuna di queste,  a
  mia  memoria, è una di quelle riforme che la Sicilia sta aspettando
  e, pertanto non posso che ribadire con forza che, oggi, questa Aula
  deve  essere chiamata a votare sul percorso che lei ci ha  proposto
  in Conferenza dei Capigruppo e al quale abbiamo, in maniera netta e
  precisa, opposto il nostro rifiuto.
   Presidente,  onestamente, ancora quale sia la tecnica  legislativa
  per  la  quale quattro o cinque Capigruppo che non sono del Governo
  al  quale  è  demandato  il  compito di presentare  emendamenti  di
  riscrittura,  tra  l'altro  a disegni  di  legge  che,  in  teoria,
  dovremmo  già  esaminare, perché il 31  luglio  -  se  non  erro  -
  avevamo incardinato quello che proveniva dalla V Commissione, ecco,
  qual  è  la  potestà che è attribuita ai Capigruppo di  maggioranza
  rispetto ai Capigruppo di opposizione, questo mi piacerebbe che lei
  ce  lo  chiarisse, dopodiché, ripeto e lo pretendo con  forza,  lei
  deve  fare  votare questa Aula sul percorso, ripeto,  che  non  può
  imporre unilateralmente a tutto il Parlamento.

   PRESIDENTE.  Allora,  prima  di  dare  la  parola  agli  onorevoli
  Calderone e Figuccia che l'hanno chiesta.
   Onorevole  Cappello,  non c'è stata una prevaricazione  di  alcuni
  Capigruppo  che  hanno  voluto firmare e  fare  unilateralmente  un
  lavoro.
   Lei sa bene - e mi dispiace doverlo dire da questo microfono - che
  avevamo stabilito, andando via, che avrei fatto insieme agli Uffici
  questo  tipo  di  lavoro,  che avrei chiamato  i  Capigruppo  anche
  durante  l'estate perché verificassero che il lavoro che  si  stava
  facendo era consono, bene o male, a quello che ci eravamo detti.
   L'ho  fatto,  ho  chiamato,  lei  personalmente  credo  di  averla
  consultata  tre  volte, lei per tre volte mi ha detto  che  sarebbe
  venuto, poi non è venuto.
   Questa firma è stata apposta non da chi ha scritto questa cosa, ma
  da  chi  lo  ha  verificato perché il lavoro è stato fatto  non  in
  Commissione   Bilancio',  visto che l'Assemblea  era  chiusa  -  ho
  raccontato   anche   che   sono  stato  a  lavorare   in   campagna
  dall'onorevole  Savona - per cui è chiaro che non era  in  sede  di
  Commissione   Bilancio'. Lo abbiamo fatto, ci abbiamo lavorato,  ho
  chiamato tutti i Capigruppo, alcuni sono venuti, lo hanno visto, lo
  hanno  anche modificato perché hanno preteso che ci fosse una  cosa
  che io, invece, avevo eliminato.
   Ripeto,  oggi come oggi, non c'è alcuna prevaricazione unilaterale
  perché  - ribadisco - è stato visto da tutti quelli che lo volevano
  vedere  e  lei  stesso  è stato chiamato tre  volte  per  venire  a
  vederlo,  ma  la cosa più importante è che, secondo  le  regole  di
  quest'Assemblea, noi oggi, così come da ordine del giorno,  avremmo
  dovuto iniziare la votazione sul collegato della V Commissione  che
  avevamo sospeso andando in vacanza ad agosto.
   E'  stato presentato un emendamento. Io ritengo che se fosse stato
  condiviso  sarei  stato più contento. Dopodiché,  anche  se  non  è
  condiviso,  è  stato  presentato  un  emendamento.  Siccome  è   un
  emendamento   corposo,   mi  sto  prendendo   il   diritto,   credo
  giustamente,  di  fare  andare  quest'emendamento  in   Commissione
   Bilancio'  -  anche perché ci sono problemi di copertura  che  già
  l'onorevole  Lupo, ed io precedentemente, abbiamo sottolineato  con
  il  Governo, il quale, quindi, ci dovrà dare, in ogni caso,  queste
  delucidazioni  per vedere qual è la copertura  -,  per  cui  va  in
  Commissione  Bilancio', da quest'ultima torna in Aula e si vota.
   E'  chiaro che basta che viene bocciato ed il problema è  risolto,
  si torna a quello che c'era prima.
   Se  l'onorevole Lupo, l'onorevole Cappello, alcuni Gruppi  pensano
  che  sia più giusto rinviare questi disegni di legge in Commissione
  non  c'è  da  far  altro  che votare, un intervento  a  favore,  un
  intervento  contro e se vince il rinvio in Commissione si  rinvierà
  in Commissione.
   Poi,  se  durante questo tragitto il Governo della Regione dovesse
  presentare  la nuova legge di stabilità, ci dovesse dire  quando  è
  previsto il rendiconto, quando è prevista la verifica e, quindi, si
  ritenesse  che, ormai, è pronta la finanziaria per cui alcune  cose
  si  potranno  evitare, con grande serenità -  come  sempre  abbiamo
  fatto - le eviteremo.
   Ma oggi, anche in funzione dei rapporti che vanno mantenuti sempre
  lealmente e con spirito di collaborazione - perché questo la nostra
  Costituzione  impegna  a  fare tutti,  che  si  sia  opposizione  o
  maggioranza,  che ci sia leale collaborazione - questa  strada  era
  stata  indicata  il giorno che abbiamo lasciato l'Aula,  io  ci  ho
  lavorato  durante  queste  vacanze  in  agosto  insieme  ad  altri,
  l'onorevole  Savona per primo, non è per questo che lo  voglio  far
  votare  -  non mi interessa questo lavoro che è stato fatto  -,  ma
  oggi siamo ad un punto in cui è follia riprendere le vecchie norme.
   Se  passa  quest'emendamento  si comincia  a  lavorare  su  questo
  emendamento.
   E' ovvio che stiamo dando un tempo molto ampio per gli emendamenti
  su  questo collegato proprio perché non deve essere unilaterale  ma
  deve essere quanto più condiviso.
   Per  cui,  onorevole  Cappello,  non  posso  aderire  alla  vostra
  richiesta di porre oggi in votazione niente di tutto questo.
   Do   la  parola  all'onorevole  Calderone  e,  poi,  all'onorevole
  Figuccia e se non ci sono altri interventi, per quanto mi riguarda,
  possiamo sospendere l'Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  Assessori,  colleghi   deputati,
  desidero soltanto fare un richiamo a quello che è accaduto.
   Alla   chiusura  dei  lavori  parlamentari,  proprio  perché   più
  collegati  avevano  determinato una situazione  di  impasse,  nella
  Conferenza dei Capigruppo si è deciso di snellire questi  collegati
  e  fare  un  unico testo con le norme, se così posso dire,  più  di
  immediata importanza.
   Questo   era  il  punto  dove  c'eravamo  lasciati.  Nelle   more,
  Presidente,  grazie  al  lavoro di tutti i Gruppi  parlamentari  di
  maggioranza,  è  stato stilato questo emendamento, composto  da  62
  articoli, che non ha fatto altro che snellire i più collegati  che,
  ahinoi, avevano afflitto, se così posso dire, questa Assemblea.
   Oggi,  proceduralmente, viene presentato un emendamento. E' chiaro
  che,  questo  emendamento  necessita del parere  della  Commissione
   Bilancio',  quindi credo che, proceduralmente, signor  Presidente,
  quanto  da  ella  annunciato sia, da un  punto  di  vista  tecnico,
  ineccepibile.
   L'emendamento  va  alla Commissione  Bilancio'  e  viene  dato  un
  termine per i sub. Si andrà, poi, a votare.
   Ricordo  a  me  stesso, certamente gli attenti colleghi  l'avranno
  verificato, che questo emendamento, ribadisco e ripeto, composto da
  62  articoli,  prevede per esempio le misure  per  fronteggiare  lo
  sversamento  dei  rifiuti,  prevede  gli  interventi  per  favorire
  l'acquisizione di alloggi per le fasce più deboli, prevede i  fondi
  a  sostegno  per  l'acquisto dei biglietti  aerei  per  determinate
  categorie e fasce più deboli, prevede opportune convenzioni con  il
  Corpo  Forestale dello Stato, prevede provvedimenti  a  favore  dei
  lavoratori di Almaviva, per i Pumex.
   Questo  emendamento  ha  uno sfondo prettamente  sociale,  quindi,
  credo,  ma  questo è il contenuto, ognuno, per carità,  nell'ambito
  della  sfera delle rispettive competenze, avrà modo di contestarlo,
  di emendarlo, di subemendarlo, di fare tutto ciò che il Regolamento
  prevede.
   Però  -  e  questa  è la mia opinione ed io la rassegno  alla  sua
  signoria,  signor  Presidente -, credo che, da un  punto  di  vista
  tecnico-procedurale,  a  nessun voto  bisogna  pervenirsi:  c'è  un
  emendamento,  si  seguono le strade canoniche previste  dal  nostro
  Regolamento  ed  io  questo  avevo da  dire  ed  offro  questo  mio
  contributo all'Assemblea ed alla sua signoria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  comprendo  le  considerazioni  che
  arrivano dall'opposizione, prima da parte del Partito Democratico e
  poi  da  parte  del  Movimento Cinque Stelle, che  richiamano,  per
  carità, a delle, tra l'altro, assolutamente, legittime istanze che,
  credo,  condividiamo tutti, no? La riforma dei rifiuti, la  riforma
  del  settore  del turismo, riforme che attendono, tra  l'altro,  da
  tempo,  persino  il precedente Governo ricordate doveva  -  ricordo
  l'allora  assessore per il turismo, Barbagallo -  regalarci  queste
  riforme che poi, ahimè, non arrivarono più.
   Oggi,   scopriamo   il   Presidente   del   Partito   Democratico,
  appassionato  a  quei temi rispetto ai quali,  mi  dispiace  dirlo,
  presidente  Lupo  ma, forse, si era distratto,  nel  suo  ruolo  di
  maggioranza. Oggi, scopriamo questa neonata coalizione che  vediamo
  volersi  rafforzare  anche in Assemblea,  in  nome  di  un  Governo
  nazionale che, oggi, vede le file serrate del Partito Democratico e
  del Movimento Cinque Stelle, quella stessa forza di Governo, con il
  Movimento  Cinque  Stelle che vide approvata  l'ultima  finanziaria
  nazionale,  senza  passare dalle Commissioni  che,  oggi,  viene  a
  ricordare, a questo Parlamento, che ci sono delle sviste sul  piano
  procedurale.
   Io  penso  che da parte del Presidente dell'Assemblea siano  state
  correttamente ricordate invece quelle procedure. Mi sembra di poter
  dire  che,  finalmente, da parte del Presidente  della  Commissione
   Bilancio'  ci sia stato, come dire, un atto di responsabilità  che
  cancella  quelle procedure odiose, che voi giustamente ricordate  e
  che  anch'io  ricordai. Io stesso dissi no  a  questi  collegati  a
  grappolo,  finalmente abbiamo un unico testo, sono state recuperate
  una   serie   di  iniziative  importanti  rispetto  ai   temi   dei
  talassemici,  rispetto ai temi di tanta gente che, purtroppo,  vive
  lontano  e  che può tornare in Sicilia con agevolazioni  sui  costi
  aerei,  sugli sversamenti sul tema dei rifiuti, insomma  mi  sembra
  che anche sul tema, ad esempio, degli alloggi in favore delle fasce
  deboli si stiano trovando delle soluzioni.
   Per   quanto  riguarda  l'appunto,  signor  Presidente,   che   fa
  l'opposizione  alla  Conferenza  dei  Capigruppo.  Ebbene,   signor
  Presidente, la Conferenza dei Capigruppo è stata fatta? Ritengo  di
  sì. Probabilmente, ci saranno stati due Capigruppo, che tra l'altro
  apprendo  e  questo  sì  che è una caduta di  stile  istituzionale,
  neanche sono andati in Conferenza dei Capigruppo, ma sapete sono le
  regole  della  democrazia, potevano anche andare in Conferenza  dei
  Capigruppo  e votare no, ma siccome la democrazia ha le sue  regole
  la  maggioranza  avrebbe approvato ugualmente a maggioranza  questo
  testo,  per  cui  credo  di potere dire che  siamo  nel  pieno  del
  rispetto delle procedure. Vi prego non date uno spettacolo a chi ci
  guarda   di  chi  assolutamente  adesso,  in  nome  di  un  accordo
  nazionale, vuole venire anche a rovinare quelle buone proposte  che
  questo  Parlamento  insieme  a  questo  Governo  può  fare,  perché
  l'ottimo è nemico del buono e i siciliani ricordano ancora il  bene
  che avete fatto quando il PD governava e che adesso volete regalare
  in  funzione  di  questo nuovo accordo, quindi, signor  Presidente,
  andiamo avanti e facciamo quelle cose buone che vanno fatte.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Lo Giudice, Fava e Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

                        Sull'ordine dei lavori

   D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  in
  Conferenza  dei Capigruppo ho espresso anch'io il mio dissenso  per
  questa procedura; dobbiamo capire e lo deve capire quest'Aula che è
  la  prima volta che questo Parlamento viene impegnato in una seduta
  permanente  di finanziaria, è 9 mesi che facciamo finanziaria,  che
  abbiamo   fintamente  chiamato  collegati  alla   finanziaria   ma,
  fondamentalmente,   se  li  mettiamo  tutti   insieme   credo   che
  quest'anno,  questo Parlamento, abbia battuto tutti i record  della
  finanziaria  più pletorica, più lunga, più assurda,  ma  anche  più
  ricca  di  spesa che sia mai stata fatta sicuramente  negli  ultimi
  anni per quanto riguarda la spesa.
   Ora,  signor Presidente, siamo davanti a un quadro che ci porta  a
  fine  anno  ad un potenziale disavanzo di cui tutti credo  dobbiamo
  essere preoccupati. Questo ennesimo collegato a settembre che non è
  quello  che  abbiamo lasciato ma è un altro collegato  rimaneggiato
  soltanto  dalla maggioranza prevede ancora ulteriori  spese;  credo
  che  non  ci siamo né sul piano dei contenuti e neppure  sul  piano
  della forma. Sarebbe stato, come dire, più logico, auspicabile, più
  corretto  che finita la finanziaria, avendo ammesso già da  qualche
  mese  che la logica dei collegati era sbagliata, non si continuasse
  e  se  ci  sono dentro questo ennesimo disegno di legge  dei  punti
  fondamentali,  diventassero autonomi i disegni di  legge  da  poter
  approvare  velocemente se sono ovviamente argomenti che  riguardano
  l'interesse  della  Sicilia, dei siciliani,  di  alcuni  che  hanno
  bisogno   anche  di  cure  sanitarie  particolari,  facciamoli   ma
  facciamoli assumendoci la responsabilità con dei disegni  di  legge
  che abbiano un nome e un cognome, però non abbiamo questo coraggio,
  mettiamo  tutto  nel  solito  zibaldone ,  lo presentiamo  all'Aula
  nascondendo  emendamenti, camuffandoli e facendo in  modo  che  gli
  articoli passino, continuiamo a spendere soldi in un momento in cui
  non  possiamo  permettercelo, non credo  che  questo  sia  un  buon
  sistema,  Presidente, ma lo dico perché lo ha ammesso lei,  dicendo
   abbiamo  sbagliato  con  i collegati  e ancora  nelle  Commissioni
  giacciono   ipotesi  di  ulteriori  collegati.  Non  è   possibile,
  mettiamoci  un freno, blocchiamo questa situazione, prendiamo  solo
  lo  stretto necessario con dei disegni di legge autonomi e visto  e
  considerato  che il Governo ha appena annunciato che  è  pronta  la
  finanziaria  per l'anno prossimo, che le norme che  possono  essere
  messe  in quella finanziaria vadano in quella finanziaria. Siamo  a
  settembre, arriveremo ad ottobre e faremo le cose sempre  male.  Io
  voglio dire al Governo, perché qui il Presidente dell'Assemblea non
  c'entra  -  ma  in due anni cosa abbiamo approvato di,  come  dire,
  leggi   fondamentali  che  provengono  da  questo  Governo  e   che
  caratterizzano il programma per cui questo Governo è stato  votato.
  Nulla   che   ci  ricordiamo,  niente  di  memorabile,  niente   di
  particolare  se non leggi, norme nascoste nelle solite  finanziarie
  oppure  in  quest'anno, tutti questi collegati che non hanno  fatto
  bene  a questo Parlamento. E, allora, mettiamoci un attimo un freno
  e cambiamo registro che, forse, è il momento giusto per farlo
   Signor Presidente, non c'è il clima, in questo momento d'Aula, lei
  lo  percepisce,  lo  capisce, lo vede, lo sa, ha  anche  molta  più
  esperienza  di  tutti  noi  qui dentro. Rinviamo  questo  testo  in
  Commissione,  rinviamo quello che abbiamo lasciato in  Commissione,
  ragioniamo,  riflettiamo  come abbiamo sempre  fatto,  cercando  di
  trovare   almeno   in   Conferenza  dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  l'unanimità,  ed evitiamo  queste  piccole  polpette
  avvelenate   che   sono  venute  soltanto  dai   Capigruppo   della
  maggioranza, perché non si fa così, non si è mai fatto così. Se lei
  inaugura dopo gli errori del Collegato anche la stagione dei - come
  dire  -  muri contro muri, dei bracci di ferro, credo che guardando
  quest'Aula, questo Governo, rischia di andare a sbattere. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io non so se quel giorno che noi
  abbiamo deciso di fare questa cosa lei ci fosse, ma credo di sì.

   D'AGOSTINO. No, no c'ero.

   PRESIDENTE.  No,  ascolti,  non ha importanza.  Noi,  forse  avete
  dimenticato,  dovrei fare, sarebbe più moderno che  io  per  questa
  cosa  facessi  un   filmatino   stasera  con  il  telefonino  e  la
  raccontassi  sul  web, però mi sembra più serio dirle  in  Aula  le
  cose.
   Noi  non  dovevamo  smettere di lavorare l'altra  volta,  dovevamo
  andare  avanti  perché c'erano i collegati da  finire.  Quest'Aula,
  tutti  insieme,  abbiamo deciso di rinviare  quello  che  c'era  da
  votare  a settembre, ed io mi sono fatto carico di dire che  invece
  di  portarlo  tutto, che era enorme, avrei fatto questo  lavoro  di
  semplificazione, facendo un solo Collegato, anziché quattro, quanti
  ce  n'erano ancora da votare. Allora, dico che se noi vogliamo fare
  un  dibattito nel merito delle cose che ci sono da votare, io  sono
  favorevolissimo,  però,  onestamente  continuare  a   fare   questi
  interventi,  dicendo quanto è cattivo il Presidente  dell'Assemblea
  che fa questi Collegati, non va bene.
   Circa  il Collegato, io ho fatto l'esperienza che è negativa,  per
  cui  non  credo che ce ne saranno più, ma questi non sono Collegati
  che  non  si capisce che cosa significano. Dietro questi  Collegati
  tanti  di  noi, maggioranza ed opposizione, credetemi,  in  maniera
  assolutamente  uguale,  ha  preso, ha parlato  con  categorie,  con
  persone  che vivono, che aspettano lo stipendio. Ancora  oggi  sono
  stato  chiamato dai ragazzi della Sas, perché addirittura  è  stato
  fatto un abbassamento dell'importo, per cui guadagnano di meno,  ma
  vogliono sapere se ad ottobre verranno pagati.
   E  allora,  se  noi  abbiamo sbagliato, perché abbiamo  sbagliato,
  anche  perché  io ho sbagliato nella conduzione, vi devo  dire.  Ho
  rivisto  molte  sedute questa estate, perché  io  faccio  come  gli
  allenatori  di  calcio  , scusi onorevole Marano, sto  facendo  una
  specie di, mi sto costituendo e lei mi dà le spalle
   Ho  visto molte sedute di quest'Aula, perché i miei errori li devo
  andare a scoprire volta per volta, lo dovremmo fare in tanti, ed ho
  visto come effettivamente ho avuto una conduzione d'Aula troppo  da
   padre  di  famiglia . Ve lo dico sinceramente, ridando  la  parola
  dieci  volte quando non si poteva ridare, allungando i tempi perché
  comunque  ritenevo più corretto che si parlasse tutti.  Sarà  anche
  perché  io non vi conoscevo prima, ed avevo bisogna di capire  come
  fosse,  chi  foste,  come  fossero  i  vostri  interventi.  Infatti
  all'onorevole  Cracolici non gliela davo  mai  la  parola,  proprio
  perché  lo conoscevo. Ma ho fatto una conduzione d'Aula, credetemi,
  molto  larga, perché credo di avere contato, non so quante migliaia
  di  volte, ho ridato la parola senza poterla ridare, senza  doverla
  ridare.  Io  lo  facevo, ma quindi evidentemente è stato  sbagliato
  pure  questo,  perché ha portato certamente ad un allungamento  dei
  tempi  molto,  molto importante. Però siccome questa decisione,  io
  sapete, siamo tutti siciliani però per me, quando io dico una  cosa
  e  chi  mi  guarda  mi fa capire che va bene,  non  ho  bisogno  di
  contratti  normalmente. Quando abbiamo deciso che fermavamo  l'Aula
  perché in tanti avevano problemi, di tutti i Gruppi, erano venuti a
  dire  che  avevano  problemi di prenotazioni già  fatte.  Non  fate
  credere  che voi non andate in vacanza perché siete del partito  di
  Cinque Stelle   Futtitivinni  .

   ZAFARANA. Ma quale vacanza

   PRESIDENTE.  Scusate, vi ho fatto parlare e non sono  intervenuto
  Siccome  questa sorta non di impegno, ma di collaborazione,  ce  la
  siamo  data  e  io ho pure lavorato perché questa cosa  si  potesse
  portare  a  temine, tutto mi potete dire, ma non che io continuo  a
  sbagliare e che continuo a fare collegati.
   Onorevole  D'Agostino, non ci possono essere  altri  collegati  in
  Commissione, stia tranquillo. Questi sono i collegati.  Ci  saranno
  proposte di legge, ma non collegati. Per cui io, mi dovete credere,
  credo  che  se gli interventi sono interventi che hanno una  logica
  diversa,  li  accetto, ma continuare a dire che non si devono  fare
  più  collegati,  che è sbagliato fare questi collegati,  credo  sia
  oggettivamente poco importante.
   Poi,  onorevole  Cappello, oggi ho voglia  di  parlare.  Onorevole
  Cappello lei deve sapere che c'è un vecchio detto che dice che  chi
  di  spada ferisce di spada perisce. Lei è arrivato a dire  che  io,
  con   autorità,  sto  facendo  votare  una  cosa  unilaterale.  Lei
  ricorderà la finanziaria del Governo nazionale votata qualche  mese
  fa,  è  vero?   C'è  bisogno che la ricordo.  Perché  se  vuole  la
  ricordo.  Perché io pure essendo parlamentare regionale  sto  molto
  attento  a quello che succede a Roma.  Il Governo di cui il  vostro
  partito  faceva parte in maniera importante, ha presentato un  maxi
  emendamento la mattina, ha dato due ore di tempo, due ore, non  due
  giorni,  due  ore perché venisse visto, non ha ammesso emendamenti,
  ha   posto  la  fiducia  dopo  che  quell'emendamento,  quel   maxi
  emendamento è arrivato in Aula. Perché lo ricordo così bene, perché
  quel  giorno  che l'ho letto ero con dei costituzionalisti  che  mi
  dicevano che era una cosa proprio che non si poteva fare.
   Questa è la verità, che tutto quello che costituzionalmente non si
  può  fare  viene fatto lo stesso con grande serenità, evidentemente
  qualche  problema  questo  paese ce l'ha.  Per  cui  non  parli  di
  autorità, perché autoritarismo da questa Presidenza non  ce  n'è  e
  non ce ne sarà mai. Dopo di che andiamo avanti.
   Ho  chiesto all'Assessore Armao se fosse disponibile, nel caso  in
  cui  voi  lo  chiedeste, nella giornata di domani,  mentre  c'è  la
  Commissione  riunita,  un  dibattito  in  Aula  sul  problema   del
  disavanzo  e  dei problemi economici della Regione, se  voi  volete
  l'Assessore  Armao si è dichiarato più che disponibile per  poterne
  parlare,  per cui se qualcuno di voi chiede la parola per  chiedere
  questo  tipo  di  intervento  da parte  mia,  posso  dare  già  una
  anticipazione.  Sarebbe un intervento positivo  perché  l'Assessore
  Armao mi ha già fatto sapere che è disponibile a farlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io l'ho ascoltata, è  legittimo  il
  suo  punto  di vista, però mi permetto di dire che qui  non  stiamo
  parlando  di  come  ci  siamo lasciati, della  parola  data,  degli
  impegni.  Qui  siamo in Parlamento. Lei, oggi, si è presentato  con
  una  proposta legittima. C'è un ordine del giorno che ha mantenuto,
  iscritto all'ordine del giorno, un testo che è il disegno di  legge
  quello che è.
   A  quel  disegno di legge lei, di concerto con i Capigruppo  della
  maggioranza,  ha  predisposto un emendamento,  tra  virgolette,  di
  riscrittura - chiamiamolo così -, di sintesi, di accorciamento,  ed
  è  legittimo  che  chi non ha partecipato a quella  riscrittura,  o
  comunque non ha condiviso il fatto che si potesse riscrivere,  oggi
  viene qui a dire  noi non siamo d'accordo .
   Ma  qui non stiamo discutendo di questo. Qui stiamo discutendo  di
  una  richiesta alla quale, ai sensi del Regolamento, lei non si può
  sottrarre. I Capigruppo, almeno Lupo e D'Agostino - immagino  anche
  Cappello - hanno chiesto, formalmente, il rinvio in Commissione del
  testo che è all'ordine del giorno. Punto
   Lei, per alzata e seduta, deve consentire - non è una facoltà  che
  lei ha  - all'Aula, alla luce di questa proposta formale, fatta dai
  capigruppo,  che l'Aula si determini se rinviare in Commissione  il
  testo al quale, eventualmente, fare l'emendamento di riscrittura in
  quella sede o meno.
   Quindi, lo dico perché sennò ci incartiamo in valutazioni di  tipo
  personale   io ho detto, tu hai fatto, ti ho chiamato, non  mi  hai
  risposto   come  dire, che attiene ad un fatto prepolitico  e  post
  politico.  Qui stiamo parlando dell'Aula con le regole  date.  Ecco
  perché  io  la invito, alla luce della richiesta formale  fatta  ai
  sensi del Regolamento, a consentire all'Aula di determinarsi.
   Devo  dirle  io  -  faccio una parentesi di tipo  personale  -  ho
  ascoltato  le  sue parola in chiusura della seduta a  fine  luglio,
  dove  lei  per primo - ora io l'avevo considerata una battuta,  che
  questa  è  la prima finanziaria, a mia memoria, che ho io  definito
  Netfix,  cioè una finanziaria ad episodi - ha detto  Mai  più   Mai
  più  questo modello  ed ha ammesso, autocriticamente, l'errore. Ora
  è  evidente che noi, a quell'errore, stiamo rispondendo - al di  là
  di  quanti sono gli articoli, di quanto pesa l'emendamento che  lei
  ha  scritto,  che  è stato sottoscritto dai capigruppo  rispetto  a
  quello  che  c'era  - c'è un dato, che ci siamo lasciati  dando  un
  giudizio  negativo  sulla  modalità fatta  con  la  Finanziaria  ad
  episodi,  e  stiamo riaprendo il Parlamento con la  Finanziaria  ad
  episodi.
   Aggiungo,  e chiudo, tra l'altro da luglio ad oggi c'è una  grande
  novità,  Presidente.  Questa è la prima  volta  che  il  Parlamento
  siciliano  non conosce il rendiconto che è la materia  sulla  quale
  c'è  il  giudizio di parifica che dev'essere dato dalla  Corte  dei
  Conti.
   E' la prima volta che, nel corso dell'estate, abbiamo letto da una
  dichiarazione  a  mezzo stampa dell'Assessore al  Bilancio  che  si
  sarebbe   ulteriormente  determinato  un  disavanzo  di   ulteriori
  quattrocento milioni di euro - ma mi ascolta Presidente? Sicuro?  -
  di ulteriori quattrocento milioni di euro disavanzo, al di là se  è
  stato  prodotto  da chi c'era prima, chi c'era dopo perché,  ormai,
  sta  filastrocca  del   chi  c'era prima   continua  ad  essere  un
  giochino  a  nascondino, c'è un dato. Se c'è un  disavanzo  di  400
  milioni  di  euro, signori ma di cosa stiamo parlando?  Affrontiamo
  con  urgenza  e  rapidità questo tema, prima  che  salti  tutto  il
  sistema contabile di questa Regione.
   Allora,  Presidente,  io  le chiedo ai sensi  del  Regolamento  di
  consentire  di dare esecuzione alla proposta fatta dai  Capigruppo.
  Poi,  se  quel  testo andrà in Commissione c'è il  Regolamento  che
  prevede  che  può essere in un giorno, in due giorni,  in  quindici
  giorni,  riproposto eventualmente dalla Commissione  che  lo  aveva
  proposto,  con  le modifiche ulteriori. Ma qui l'Aula,  almeno  una
  parte  dell'Aula  vuole determinarsi fermando  questa  tecnica  dei
  collegati, al di là se c'è un articolo o cento articoli. Basta  con
  i collegati, non se ne può più  E stiamo facendo una brutta figura,
  come Parlamento, perché a forza di fare collegati abbiamo fatto  le
  ferie più lunghe della storia dell'Assemblea regionale

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io rifiuto di pensare  che  tutte
  le  persone,  perché non voglio fare demagogia, perché  non  ne  ho
  fatto   mai,  però  che  tutte  le  persone  siciliane  che  stanno
  aspettando  alcune di queste norme e che già erano  semi  disperati
  perché  non  le  avevamo fatte a luglio ma le  abbiamo  rinviate  a
  settembre,  tutte  una  serie di persone che  stanno  materialmente
  aspettando uno stipendio piuttosto che una soluzione importante  al
  loro  problema,  vi  si  può comunicare che  c'è  un  articolo  del
  Regolamento dell'Assemblea che prevede che debbano morire.
   Io  onestamente  una cosa di questo genere non  la  faccio  perché
  sapete come ragiono.
   Siccome  sto  inviando, non rinviando, ma inviando in  Commissione
  quella  che è la nuova proposta che di fatto altro non è che quello
  di  prima perché poi se vogliamo in Commissione riaggiungiamo tutti
  gli articoli che c'erano prima, non c'è problema. Ma non mi metterò
  nelle  condizioni  di fare morire una norma che non  discuto  se  è
  bella  o  brutta,  la cui modalità è pessima, l'abbiamo  già  detto
  mille  volte, tant'è che non vedo l'ora di completarla in modo  che
  non  se  ne  parli  più di questi maledetti collegati,  ma  se  voi
  pensate  che  io oggi a migliaia e migliaia di persone  che  stanno
  aspettando un voto per potere ottenere uno stipendio piuttosto  che
  la soluzione per la casa o per altro io gli dica:  scusate signori,
  vi  potete suicidare tutti perché c'è un Regolamento dell'Assemblea
  che  prevede che voi moriate , io non lo faccio e allora mi  assumo
  tutte le responsabilità di questo mondo.
   E  siccome  sto facendo un percorso che è assolutamente legittimo,
  cioè sto inviando, non reinviando, inviando in Commissione il testo
  che  è  esattamente quello di prima, è soltanto più  snello  non  è
  nuovo, non ci sono cose nuove, non ci sono cambi di nessun tipo,  è
  come se avessi personalmente, ed è mia autorità farla, anche se non
  è  quello  che ho fatto, è come se avessi stralciato una  serie  di
  articoli  che  non ritenevo corretti da portare. Non  la  pongo  in
  questa maniera perché invece è stato fatto un lavoro, ho chiesto  a
  tutti di verificare il lavoro che si stava facendo e di incontrarci
  durante  il  periodo  di lavorazione di questa legge  perché  tutti
  potessero  dire la loro, perché tutti potessero in qualche  maniera
  intervenire, ma non ho che cosa reinviare in Commissione, questa  è
  la  legge che io sto inviando in Commissione esattamente quella  di
  prima  soltanto più snella, ripeto, con la possibilità da parte  di
  tutti di riprodurla esattamente per come era, perché in Commissione
  bilancio potete presentare tutti gli emendamenti di questo mondo  e
  in Aula pure e riportarla a quello che è.
   Io  non  la  devo reinviare in Commissione, io la devo inviare  in
  Commissione  ed è quello che sto facendo, dopo di ché  se  qualcuno
  ritiene  che si faccia domani questo dibattito d'Aula lo  facciamo,
  se qualcuno me lo chiede diversamente ci vediamo in Aula.

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardi  che  qui
  non  è  una questione personale tra il Parlamento e il Movimento  5
  Stelle  e  lei  perché  penso che se lei intenda  che  ci  sia  una
  questione che non sia politica ma personale sbaglia di grosso.
   Presidente,  io le ricordo che il 31 luglio lei ha  chiuso  l'Aula
  d'imperio e in conferenza dei Capi Gruppo ci stava costringendo, ci
  voleva  fare  barattare degli emendamenti ai  quali  noi  ci  siamo
  opposti;  pertanto se ci sono persone che aspettano lo stipendio  e
  ne  dubito  fortemente  perché già il collegato  con  gli  stipendi
  l'abbiamo   votato  con  i  due  della  prima  Commissione,   molto
  cortesemente  non scarichi la responsabilità sul Parlamento  e  non
  scarichi  questa responsabilità solo e semplicemente perché  stiamo
  chiedendo  che  venga  rispettato  il  Regolamento  che  non  è  un
  capriccio,  Presidente,  non  è  assolutamente  un  capriccio.   Io
  ribadisco con forza, perché apprezzo la sua buona volontà, apprezzo
  la sua affabilità ma le sue motivazioni non mi convincono.
   Qua  si sta parlando di una serie di articoli che avete concordato
  in  campagna  durante una scampagnata mentre ci  ha  relegati  alla
  vacanza   di  40  giorni  più  lunga  diciamo  d'Europa,  lei   sta
  mistificando  la realtà descrivendone una totalmente  differente  e
  sottoponendoci  ripeto  con forza una responsabilità  che  noi  non
  abbiamo.
   Allora,  siccome  non le voglio fare perdere  tempo,  reitero  con
  forza  la  nostra  volontà di votare il rinvio in  Commissione  per
  tutte le motivazioni che sono state fin qui egregiamente esposte da
  chi   mi  ha  preceduto,  primo  fra  tutti,  l'accertamento  della
  copertura  finanziaria  di questi 60 articoli,  dato  il  disavanzo
  denunciato  dall'assessore, che venga rinviato  in  commissione  il
  disegno  di  legge pendente ed incardinato presso la sua Presidenza
  n. 491, comma 5/A.
   Presidente,  lei  oggi  ci  deve fare votare   Ripeto  non  è  una
  questione personale, non è un capriccio espresso dalla opposizioni,
  si  tratta  semplicemente di ripristinare  un  ordine  e  di  farla
  finita,  una  volta per tutte, con un sistema che  è  assolutamente
  discrezionale  e che ci ha portato in nove mesi ad  esaminare  e  a
  rinviare norme assolutamente inutili

   FIGUCCIA. Stiamo ricominciando, Presidente

   PRESIDENTE. No, infatti, basta così  Siccome nel semestre  scorso,
  ho  detto  che  avevo  esagerato nel  dare  troppo  la  parola  non
  ricomincerò in questo semestre.
   Per   quanto  mi  riguarda,  sono  assolutamente  convinto   della
  giustezza  delle  mie scelte e delle mie motivazioni,  ho  inviato,
  perché noi stiamo inviando, non reinviando, inviando di fatto  quel
  disegno  di  legge, solo che mi sono permesso di stralciare  alcuni
  articoli. Poi ci sono esattamente quelli che c'erano prima,  non  è
  una cosa inventata, nuova
   Non  c'è  niente di nuovo, non ho nessun motivo di reinviarlo,  lo
  sto  inviando,  se  volete votare se reinviarlo o inviarlo,  questo
  diciamo  ne  possiamo  fare  a  meno,  ma  lo  stiamo  inviando  in
  Commissione Bilancio, quindi non c'è nessuna motivazione

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, voglio sottolineare
  che  noi,  fin qui, non abbiamo contestato l'operato del Presidente
  dell'Assemblea  e ci auguriamo di non doverlo contestare,  ma  temo
  che  saremo  costretti  a farlo, perché io  mi  sto  ritrovando  al
  disegno  di  legge n. 491, legittimamente un emendamento presentato
  da  tutti  i  Capi Gruppo di maggioranza, nel suo parlare  c'è  una
  preoccupante  confusione, tra quello che è il ruolo del  Presidente
  dell'Assemblea, che ha appena finito di dire che sta  rinviando  in
  Commissione l'emendamento.
   Se  lei si attiene alla procedura sono d'accordo, ma l'emendamento
  non  è  della  Presidenza, l'emendamento è della  maggioranza  che,
  legittimamente fanno il loro mestiere.
   Nella  sostanza, il mio Gruppo parlamentare, così come ho  sentito
  il  Gruppo  parlamentare di Sicilia Futura e del  Movimento  Cinque
  Stelle, non siamo d'accordo, quindi intendiamo avvalerci di  quanto
  prevede  l'articolo  121 quater del Regolamento,  che  la  comma  2
  prevede  che  la  richiesta del rinvio in  Commissione  può  essere
  avanzata da un Presidente di Gruppo parlamentare.
   Fatta  la  richiesta, Presidente, lei ha il dovere di  mettere  in
  votazione  il  rinvio in Commissione, non è che  può  fare  votare,
  quando  dice  lei,  cioè quando alla prossima  seduta  ci  sarà  la
  maggioranza.
   Si  vota subito dopo che viene formulata la richiesta di rinvio ed
  eventualmente chi non fosse d'accordo, così come alcuni Capi Gruppo
  di  maggioranza hanno fatto, intervengono contro, dopo  di  che  si
  vota. Perché se si fa un dibattito e lei decide quando fare votare,
  quando  c'è la maggioranza di cui lei fa parte, ovviamente  noi  ci
  vedremo costretti in tal caso a contestare, anche la conduzione dei
  suoi  lavori d'Aula e se lei dovesse decidere inopinatamente questa
  sera di non mettere in votazione il rinvio del disegno di legge  in
  Commissione  noi  ci  vedremo  costretti  ad  assumere   iniziative
  conseguenti,  anche  con l'occupazione dell'Aula  parlamentare  per
  difendere  le prerogative di ogni deputato a prescindere dal  fatto
  che in questo momento si faccia maggioranza o ci sia maggioranza  o
  ci sia opposizione. Ma le regole della democrazia Presidente.
   Quindi,  la  invito  ancora  una volta,  ai  sensi  del  comma  2,
  dell'art.  121  quater,  a  mettere  in  votazione  il  rinvio   in
  Commissione del disegno di legge n. 491, di tutti cioè i  collegati
  che  non  hanno più a nostro modo di vedere, ragione  di  esistere,
  perché  è  vero  che  c'è  stata  la Conferenza  dei  Capi  Gruppo,
  neanch'io ne ho fatto parte in quella sede e non sono stato neanche
  minimamente  consultato sul contenuto di questo  maxi  emendamento,
  che  non  ho  neppure letto. Ma questo non conta  Ma c'è  un  fatto
  nuovo  Il fatto nuovo è che il Rendiconto non è stato parificato  e
  che  non  abbiamo un disavanzo ancora accertato. Io  credo  che  il
  Governo  non  è  nelle  condizioni di dare copertura.  Contestiamo,
  ognuno ha le sue idee, io le chiedo di mettere il Parlamento  nelle
  condizioni di esprimersi, e cioè di mettere in votazione il  rinvio
  in Commissione.

   PRESIDENTE.  C'è  qualcosa  che non capisco.  Io  non  ho  nessuna
  preoccupazione  e  metterlo  in  votazione  perché  suggerirei   al
  centrodestra di votare di sì. Non c'è nessun problema, perché io lo
  sto già inviando in Commissione. Poi che cosa stiamo inviando...

   SAMMARTINO.  Il rinvio del testo base 491 della V Commissione,  ai
  sensi del Regolamento.

   PRESIDENTE. Avete finito? Il Presidente dell'Assemblea, secondo  i
  poteri  che gli sono conferiti, ha stralciato una serie di articoli
  dal disegno di legge che era stato presentato. Allora, facciamo una
  cosa,  cerchiamo di trovare sempre un momento di riflessione tutti.
  Io  cerco di trovare una soluzione condivisa, che in questo momento
  non  individuo,  per  cui io sospendo l'Aula  e  valuterò  stasera,
  cercherò di parlare con alcuni di voi su quello che si deve fare.

   LUPO. Lei deve fare votare, non può sospendere.

   PRESIDENTE. Io sto sospendendo l'Aula. Ripeto, non ho il  problema
  di  maggioranza  o  opposizione, io  sospendo  perché  non  ritengo
  corretto fare votare un rinvio in Commissione nel momento in cui  è
  stata fatta una modifica, peraltro fatta con l'accordo di tutti, ma
  in ogni caso mi date il tempo? Scusate, volete contare i numeri? Il
  problema  non  è  quello. Io devo valutare quello  che  devo  fare,
  onorevole Lupo. Non ho nessuna preoccupazione di fare votare o no.

   GUCCIARDI.  Dobbiamo  votare  Presidente   Lei  sta  violando   il
  Regolamento, Presidente

   PRESIDENTE. Sospendere l'Aula non vìola mai il Regolamento. Io sto
  sospendendo  l'Aula; se voi non volete arrivare a domani,  sospendo
  per due ore e ci vediamo alle ore 20.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 20.01)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  ho  valutato  attentamente   la
  questione che avete posto ed ho pensato che non c'è nessun problema
  ad  inviare  o  rinviare in Commissione il testo della  legge  così
  com'era,  ovviamente compresa degli emendamenti, per cui chiedo  al
  Presidente  della Commissione, onorevole Sammartino, che  non  vedo
  però, di convocare per domani la Commissione.
   Stasera  stessa noi inviamo il testo alla V Commissione che  spero
  entro  domani mattina possa iniziare l'analisi dello stesso  e  poi
  aspettiamo che ci torni. Se torna positivamente, secondo quello che
  è stato chiesto dalla maggioranza, immediatamente dopo lo invieremo
  alla  Commissione  Bilancio, lasciando il programma  che  c'eravamo
  dati  dei  lavori nel caso in cui funzioni tutto in una determinata
  maniera. Se, invece, la V Commissione dovesse analizzare e prendere
  decisioni  diverse,  vuol  dire che  rifaremo  una  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari in cui prenderemo le  decisioni
  susseguenti.
   Per  cui,  onorevole Sammartino, stasera stessa noi rinviamo  alla
  sua  Commissione il testo compreso gli emendamenti, ovviamente.  La
  preghiera che le devo dare è se si può convocare la Commissione per
  domani  mattina  in  modo da lavorare. Rimane  tutto  fermo  e  per
  martedì prossimo ci sarà l'Aula, se non ci dovessero essere novità.
  Se  ci  fossero novità ovviamente le valuteremo con una  Conferenza
  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 20.03 (*)


   (*)  L'ordine del giorno della seduta n. 138 è pubblicato sul sito
  internet  istituzionale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  di
  seguito riportato:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         138a  SEDUTA PUBBLICA

                 Martedì 17 settembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    - Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
       dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)

      Relatore: on. Sammartino

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio