Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.59
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo l'Aula che reca
all'ordine del giorno, proprio perché abbiamo chiuso quella
precedente e riaperto questa: Interventi a sostegno di beni e
attività culturali, del lavoro, dello sport e del turismo , quindi
parliamo del collegato della V Commissione.
Io comunico che al collegato della V Commissione è stato
presentato un emendamento, un maxi emendamento che, di fatto,
sostituisce non soltanto il collegato della V, ma tutti i
collegati. E' ovvio che se questo emendamento dovesse essere
bocciato - è chiaro - che si ritorna alla V Commissione cioè al
vecchio schema, questo è fin troppo ovvio, quindi non c'è alcun
problema, se l'Aula è d'accordo a farlo si vota, se l'Aula non è
d'accordo a farlo lo bocciamo e ritorniamo al testo dei vecchi
collegati che c'erano. Quindi, questo credo che sia una
semplificazione importante. L'emendamento che ora distribuiamo, già
abbiamo iniziato a distribuirlo, credo, sarà trasmesso ai sensi
dell'articolo 113 del Regolamento interno alla Commissione
Bilancio' per il parere di competenza.
A tal proposito - mi riferisco al Governo - il Governo è invitato,
secondo me domani in Commissione - qualcuno chiedeva che lo si
esaminasse stasera stesso, ma non credo che valga la pena, però
l'assessore Armao deciderà cosa fare - in sede di verifica delle
coperture da parte della Commissione Bilancio', a fornire gli
opportuni chiarimenti in merito: al maggiore disavanzo relativo
all'esercizio finanziario 2018, come quantificato nella delibera
della Giunta regionale 282 dell'agosto 2019 e in merito agli
effetti della sentenza n. 197 del 2019 della Corte costituzionale
in materia di vincoli di destinazione delle somme relative al
finanziamento dei livelli essenziali per le prestazioni sanitarie.
Questo ordine del giorno è stabilito perché è la presentazione di
un emendamento che sto mandando in Commissione per essere visto.
Noi ci diamo, come tempi, poi darò la parola a chi la chiederà,
quindi diciamo che questo è già stabilito come tempi, domani in
Commissione Bilancio' ci sarà il parere di questo emendamento e
diamo il tempo di 24 ore ma, tutto sommato, possiamo dare anche di
più, possiamo dare fino a venerdì alle ore 13.00 il tempo per
eventuali emendamenti e poi martedì prossimo, se il parere è
positivo e andrà tutto bene inizieremo la seduta con la votazione
di questo emendamento.
Presidenza del Presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esprimere la contrarietà del PD sul programma dei lavori che lei
annunciava, in particolare rispetto all'idea di accogliere un
emendamento di riscrittura del disegno di legge n. 491/V, cioè
della V Commissione, che leggo essere firmato da tutti i Capigruppo
di maggioranza e dico perché siamo contrari a questa impostazione.
Siamo già a settembre inoltrato, il Governo di fatto ha dichiarato
alla stampa un ulteriore disavanzo, che sarebbe intorno al miliardo
e 300 milioni, se non ho letto male; credo che, intanto, il Governo
debba fare chiarezza sul disavanzo che deriverebbe dal nuovo
rendiconto. Voglio ricordare all'Aula che siamo ancora in attesa
della parifica di bilancio da parte della Corte dei Conti,
dopodiché l'Aula deve approvare il rendiconto e avviare il nuovo
ciclo di programmazione economico-finanziaria, cioè discutere e
approvare il Documento di economia e finanza, che al momento non è
stato esaminato neppure in Commissione Bilancio' e,
successivamente, il Governo dovrebbe presentare il disegno di legge
di stabilità e il disegno di legge di bilancio.
Per fare questo penso che se si comincia subito, si può tentare di
approvare il bilancio e la finanziaria del 2020 entro l'anno.
Trovo, francamente, paradossale che si voglia discutere ancora di
collegati alla legge di stabilità del 2019 che si sta concludendo.
Voglio anche ricordare che è stato approvato il collegato generale
e che sono stati approvati due collegati urgenti della I
Commissione.
Quindi, non solo, sono contrario a discutere di un emendamento di
riscrittura che non sappiamo con quali criteri sceglie circa 60
articoli su 120 circa che rimanevano incollati ai disegni di legge
collegati non ancora esaminati dall'Aula, cioè quello della V,
quello della III, quello della IV e della VI Commissione, cioè con
quali priorità sono state decise le norme che entrano
nell'emendamento di riscrittura e quelle che non entrano?
Mi risponderete: è una discrezionalità politica, visto che
l'emendamento è firmato dai Capigruppo di maggioranza, però voglio
sottolineare che non c'è stato il benché minimo coinvolgimento
neppure della Commissione Bilancio', coralmente e
complessivamente, nello stabilire queste priorità. E' un programma
dei lavori che la maggioranza ha deciso di portare avanti che,
ovviamente, non mi può trovare d'accordo e non mi trova d'accordo.
Noi esamineremo anche questo testo.
Voglio anche aggiungere che non sono neppure d'accordo con quanto
lei affermava, cioè che nel caso in cui non fosse approvata la
proposta, perché le chiedo di metterla in votazione in Aula,
Presidente, esprimendo il mio dissenso rispetto al deliberato della
Conferenza dei Capigruppo, ma non sono neppure d'accordo che si
possa tornare ai vecchi collegati. I vecchi collegati sono da
rinviare in Commissione. Intanto, non sono più all'ordine del
giorno, ma qualora la Presidenza dovesse decidere di reinserirli
all'ordine del giorno, troverebbe la nostra contrarietà.
Noi riteniamo che quest'Aula, alla riapertura dei lavori, debba
impegnare il tempo utile, prima dell'esame dei nuovi documenti
contabili per il 2020, per esempio, a discutere di qualche riforma
urgente. Perché non discutere della riforma del turismo, o della
formazione professionale, o dello sport, o di altre riforme che
pure attendono di essere discusse dal Parlamento regionale, per poi
concentrarci sul nuovo bilancio 2020 e sulla legge di stabilità,
aggiungo, in quella sede eventualmente, ovviamente, recepire nel
disegno di legge di stabilità eventuali norme contenute nei disegni
di legge non ancora discussi, cosiddetti collegati, e andare
avanti.
Non possiamo a settembre, piuttosto che guardare avanti, guardare
ancora a quella che è stata una esperienza negativa che ci ha
trovati contrari, Presidente lei lo sa, fin dall'inizio, perché il
vizio di origine è l'errore del Governo che si è impuntato a volere
approvare un bilancio, una legge di stabilità sostanzialmente
vuota, entro gennaio, rinviando poi il tutto a disegni di legge
collegati che hanno paralizzato l'attività parlamentare per tutto
il 2019.
Io la inviterei, Presidente, a differenza di quanto lei ha letto
all'Aula, se è possibile preliminarmente che il Governo riferisca,
non in sede di Commissione Bilancio', al momento di dare copertura
all'emendamento di riscrittura, ma il Governo chiarisca all'Aula
qual è la reale condizione economico-finanziaria della Regione,
cioè se c'è oggi la possibilità di dare copertura a nuovi
emendamenti di spesa, che si faccia chiarezza.
Le chiedo, conclusivamente, poi di porre in votazione il programma
dei lavori della Conferenza che, ovviamente, ci trova in totale
disaccordo.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, per quanto riguarda l'esperienza
negativa, sono d'accordo con lei, su questi collegati. Per tutto il
resto non sono d'accordo con lei, nel senso che all'ordine del
giorno di oggi c'è «Interventi a sostegno di beni e attività
culturali, del lavoro, dello sport e del turismo», cioè il
collegato della V Commissione.
ZAFARANA. All'ordine del giorno veramente c'era Comunicazioni .
PRESIDENTE. Dopodiché, è stato presentato un emendamento dalla
Commissione. Io non posso fare votare se votare l'emendamento.
L'emendamento è stato presentato e si vota, se viene bocciato si
ritorna al testo di prima. Per quanto mi riguarda, se oggi il
Governo avesse presentato la nuova finanziaria, la nuova legge di
stabilità, io sarei stato il primo a dire: c'è la nuova legge di
stabilità, è inutile che, eventualmente, aggiungiamo a quella le
cose che volete aggiungere . Ma siccome questo non è avvenuto, per
cui comunque dovremmo andare avanti con i collegati che erano stati
incardinati l'altra volta, credo che non ci sia niente da votare
oggi, dobbiamo andare avanti su questo argomento, dobbiamo andare
avanti per questa strada, domani, dopodomani, quando si voterà, se
si vorrà bocciare l'emendamento si boccerà, non ci sarà alcun
problema.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, c'erano altri interventi prima, ma se
è una cosa velocissima, ne ha facoltà.
LUPO. Velocissimamente, per chiedere il rinvio in Commissione del
disegno di legge 491/V. Noi non siamo d'accordo che si possa
trattare un disegno di legge come se fossimo al primo di marzo.
Siamo al 10 di settembre, c'è una Regione che ha diritto di
conoscere, oggi, qual è la proposta del Governo sulla legge di
stabilità e sul bilancio del 2020.
Siamo in ritardo sulla tabella di marcia e anche rispetto alle
scadenze imposte dal decreto legislativo n. 118.
Non si può fare finta di niente, quindi se lei intende andare
avanti sui vecchi disegni di legge, chiedo il rinvio in Commissione
di tutti i disegni di legge.
L'Aula si esprimerà e, ovviamente, viva la democrazia.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, non intendo andare avanti con tutti i
disegni di legge, tant'è che così come preannunciato, peraltro
avevo capito anche con l'accordo dell'Aula, abbiamo presentato e
abbiamo lavorato per la presentazione di un testo molto snello
rispetto a quello precedente, quindi non ho alcuna intenzione di
andare avanti con i vecchi disegni di legge. Assolutamente.
Se poi dovessi essere costretto a farlo lei chiederà il rinvio in
Commissione e si voterà e si vedrà cosa fare. Ma su questo non c'è
che cosa rinviare in Commissione perché lo dobbiamo ancora inviare
e sarà inviato domani mattina o stasera stesso.
Per cui la sua è una proposta che non posso accettare.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, stiamo
riprendendo da dove abbiamo lasciato. Nulla abbiamo lasciato, nulla
stiamo ritrovando in questo momento.
Presidente, lei continua a sostenere che questo riassunto o
sintesi dei collegati che già le Commissioni avevano esitato sia
frutto, nonostante rechino la firma dei Capigruppo di maggioranza,
di una sintesi effettuata in Commissione Bilancio'.
Lei sa, Presidente, che questo non è vero perché i componenti
della Commissione Bilancio' non sono stati consultati
PRESIDENTE. No, no. Io non ho mai detto questo. La Commissione
Bilancio' era chiusa
CAPPELLO. Presidente, mi lasci parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, io non posso accettare che lei
dica cose non vere.
CAPPELLO. Presidente, dobbiamo dire le cose per come stanno. Noi
ci siamo lasciati
PRESIDENTE. Io non ho mai detto questo. Non ci può essere stata la
Commissione Bilancio' mentre c'era l'Assemblea chiusa. Per cui non
diciamo cose che sono palesemente false.
CAPPELLO. Allora, Presidente, riprendiamo da dove abbiamo
lasciato.
Lei ha detto, il 31 luglio, che l'esperimento dei collegati è
stato un fallimento, ha fatto autocritica e mea culpa e, oggi, è
tornato nuovamente con una sintesi che lei il 31 luglio ha proposto
in maniera unilaterale a quest'Aula che è: durante la pausa estiva
- ricordo di essere stata di quasi 40 giorni, una lunghissima e
beata vacanza -, insieme al presidente Savona ha cercato di
sintetizzare dentro un testo e, oggi, in Conferenza dei Capigruppo
ci ha proposto un percorso che non è stato accettato dall'unanimità
dei Capigruppo, in quanto il Movimento Cinque Stelle e il Partito
Democratico si sono opposti all'accettazione di questo percorso. E'
giusto Presidente?
Siccome lei già ha annunciato che invierà questo disegno di legge
in Commissione Bilancio', il collega Lupo, giustamente, ha chiesto
e preteso - e a questo mi associo anch'io - che si voti, si voti
innanzitutto sul percorso che lei sta cercando di imporre
unilateralmente a questa Aula.
Non è possibile che quattro o cinque Capigruppo, seppure di
maggioranza, impongano una sessantina di articoli, scremando tre o
quattro testi sui quali ci siamo impegnati durante il corso di
questi mesi, perché a parte i collegati, poi, Presidente, questa
Aula ha prodotto si e no un paio di leggi e nessuna di queste, a
mia memoria, è una di quelle riforme che la Sicilia sta aspettando
e, pertanto non posso che ribadire con forza che, oggi, questa Aula
deve essere chiamata a votare sul percorso che lei ci ha proposto
in Conferenza dei Capigruppo e al quale abbiamo, in maniera netta e
precisa, opposto il nostro rifiuto.
Presidente, onestamente, ancora quale sia la tecnica legislativa
per la quale quattro o cinque Capigruppo che non sono del Governo
al quale è demandato il compito di presentare emendamenti di
riscrittura, tra l'altro a disegni di legge che, in teoria,
dovremmo già esaminare, perché il 31 luglio - se non erro -
avevamo incardinato quello che proveniva dalla V Commissione, ecco,
qual è la potestà che è attribuita ai Capigruppo di maggioranza
rispetto ai Capigruppo di opposizione, questo mi piacerebbe che lei
ce lo chiarisse, dopodiché, ripeto e lo pretendo con forza, lei
deve fare votare questa Aula sul percorso, ripeto, che non può
imporre unilateralmente a tutto il Parlamento.
PRESIDENTE. Allora, prima di dare la parola agli onorevoli
Calderone e Figuccia che l'hanno chiesta.
Onorevole Cappello, non c'è stata una prevaricazione di alcuni
Capigruppo che hanno voluto firmare e fare unilateralmente un
lavoro.
Lei sa bene - e mi dispiace doverlo dire da questo microfono - che
avevamo stabilito, andando via, che avrei fatto insieme agli Uffici
questo tipo di lavoro, che avrei chiamato i Capigruppo anche
durante l'estate perché verificassero che il lavoro che si stava
facendo era consono, bene o male, a quello che ci eravamo detti.
L'ho fatto, ho chiamato, lei personalmente credo di averla
consultata tre volte, lei per tre volte mi ha detto che sarebbe
venuto, poi non è venuto.
Questa firma è stata apposta non da chi ha scritto questa cosa, ma
da chi lo ha verificato perché il lavoro è stato fatto non in
Commissione Bilancio', visto che l'Assemblea era chiusa - ho
raccontato anche che sono stato a lavorare in campagna
dall'onorevole Savona - per cui è chiaro che non era in sede di
Commissione Bilancio'. Lo abbiamo fatto, ci abbiamo lavorato, ho
chiamato tutti i Capigruppo, alcuni sono venuti, lo hanno visto, lo
hanno anche modificato perché hanno preteso che ci fosse una cosa
che io, invece, avevo eliminato.
Ripeto, oggi come oggi, non c'è alcuna prevaricazione unilaterale
perché - ribadisco - è stato visto da tutti quelli che lo volevano
vedere e lei stesso è stato chiamato tre volte per venire a
vederlo, ma la cosa più importante è che, secondo le regole di
quest'Assemblea, noi oggi, così come da ordine del giorno, avremmo
dovuto iniziare la votazione sul collegato della V Commissione che
avevamo sospeso andando in vacanza ad agosto.
E' stato presentato un emendamento. Io ritengo che se fosse stato
condiviso sarei stato più contento. Dopodiché, anche se non è
condiviso, è stato presentato un emendamento. Siccome è un
emendamento corposo, mi sto prendendo il diritto, credo
giustamente, di fare andare quest'emendamento in Commissione
Bilancio' - anche perché ci sono problemi di copertura che già
l'onorevole Lupo, ed io precedentemente, abbiamo sottolineato con
il Governo, il quale, quindi, ci dovrà dare, in ogni caso, queste
delucidazioni per vedere qual è la copertura -, per cui va in
Commissione Bilancio', da quest'ultima torna in Aula e si vota.
E' chiaro che basta che viene bocciato ed il problema è risolto,
si torna a quello che c'era prima.
Se l'onorevole Lupo, l'onorevole Cappello, alcuni Gruppi pensano
che sia più giusto rinviare questi disegni di legge in Commissione
non c'è da far altro che votare, un intervento a favore, un
intervento contro e se vince il rinvio in Commissione si rinvierà
in Commissione.
Poi, se durante questo tragitto il Governo della Regione dovesse
presentare la nuova legge di stabilità, ci dovesse dire quando è
previsto il rendiconto, quando è prevista la verifica e, quindi, si
ritenesse che, ormai, è pronta la finanziaria per cui alcune cose
si potranno evitare, con grande serenità - come sempre abbiamo
fatto - le eviteremo.
Ma oggi, anche in funzione dei rapporti che vanno mantenuti sempre
lealmente e con spirito di collaborazione - perché questo la nostra
Costituzione impegna a fare tutti, che si sia opposizione o
maggioranza, che ci sia leale collaborazione - questa strada era
stata indicata il giorno che abbiamo lasciato l'Aula, io ci ho
lavorato durante queste vacanze in agosto insieme ad altri,
l'onorevole Savona per primo, non è per questo che lo voglio far
votare - non mi interessa questo lavoro che è stato fatto -, ma
oggi siamo ad un punto in cui è follia riprendere le vecchie norme.
Se passa quest'emendamento si comincia a lavorare su questo
emendamento.
E' ovvio che stiamo dando un tempo molto ampio per gli emendamenti
su questo collegato proprio perché non deve essere unilaterale ma
deve essere quanto più condiviso.
Per cui, onorevole Cappello, non posso aderire alla vostra
richiesta di porre oggi in votazione niente di tutto questo.
Do la parola all'onorevole Calderone e, poi, all'onorevole
Figuccia e se non ci sono altri interventi, per quanto mi riguarda,
possiamo sospendere l'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati,
desidero soltanto fare un richiamo a quello che è accaduto.
Alla chiusura dei lavori parlamentari, proprio perché più
collegati avevano determinato una situazione di impasse, nella
Conferenza dei Capigruppo si è deciso di snellire questi collegati
e fare un unico testo con le norme, se così posso dire, più di
immediata importanza.
Questo era il punto dove c'eravamo lasciati. Nelle more,
Presidente, grazie al lavoro di tutti i Gruppi parlamentari di
maggioranza, è stato stilato questo emendamento, composto da 62
articoli, che non ha fatto altro che snellire i più collegati che,
ahinoi, avevano afflitto, se così posso dire, questa Assemblea.
Oggi, proceduralmente, viene presentato un emendamento. E' chiaro
che, questo emendamento necessita del parere della Commissione
Bilancio', quindi credo che, proceduralmente, signor Presidente,
quanto da ella annunciato sia, da un punto di vista tecnico,
ineccepibile.
L'emendamento va alla Commissione Bilancio' e viene dato un
termine per i sub. Si andrà, poi, a votare.
Ricordo a me stesso, certamente gli attenti colleghi l'avranno
verificato, che questo emendamento, ribadisco e ripeto, composto da
62 articoli, prevede per esempio le misure per fronteggiare lo
sversamento dei rifiuti, prevede gli interventi per favorire
l'acquisizione di alloggi per le fasce più deboli, prevede i fondi
a sostegno per l'acquisto dei biglietti aerei per determinate
categorie e fasce più deboli, prevede opportune convenzioni con il
Corpo Forestale dello Stato, prevede provvedimenti a favore dei
lavoratori di Almaviva, per i Pumex.
Questo emendamento ha uno sfondo prettamente sociale, quindi,
credo, ma questo è il contenuto, ognuno, per carità, nell'ambito
della sfera delle rispettive competenze, avrà modo di contestarlo,
di emendarlo, di subemendarlo, di fare tutto ciò che il Regolamento
prevede.
Però - e questa è la mia opinione ed io la rassegno alla sua
signoria, signor Presidente -, credo che, da un punto di vista
tecnico-procedurale, a nessun voto bisogna pervenirsi: c'è un
emendamento, si seguono le strade canoniche previste dal nostro
Regolamento ed io questo avevo da dire ed offro questo mio
contributo all'Assemblea ed alla sua signoria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, comprendo le considerazioni che
arrivano dall'opposizione, prima da parte del Partito Democratico e
poi da parte del Movimento Cinque Stelle, che richiamano, per
carità, a delle, tra l'altro, assolutamente, legittime istanze che,
credo, condividiamo tutti, no? La riforma dei rifiuti, la riforma
del settore del turismo, riforme che attendono, tra l'altro, da
tempo, persino il precedente Governo ricordate doveva - ricordo
l'allora assessore per il turismo, Barbagallo - regalarci queste
riforme che poi, ahimè, non arrivarono più.
Oggi, scopriamo il Presidente del Partito Democratico,
appassionato a quei temi rispetto ai quali, mi dispiace dirlo,
presidente Lupo ma, forse, si era distratto, nel suo ruolo di
maggioranza. Oggi, scopriamo questa neonata coalizione che vediamo
volersi rafforzare anche in Assemblea, in nome di un Governo
nazionale che, oggi, vede le file serrate del Partito Democratico e
del Movimento Cinque Stelle, quella stessa forza di Governo, con il
Movimento Cinque Stelle che vide approvata l'ultima finanziaria
nazionale, senza passare dalle Commissioni che, oggi, viene a
ricordare, a questo Parlamento, che ci sono delle sviste sul piano
procedurale.
Io penso che da parte del Presidente dell'Assemblea siano state
correttamente ricordate invece quelle procedure. Mi sembra di poter
dire che, finalmente, da parte del Presidente della Commissione
Bilancio' ci sia stato, come dire, un atto di responsabilità che
cancella quelle procedure odiose, che voi giustamente ricordate e
che anch'io ricordai. Io stesso dissi no a questi collegati a
grappolo, finalmente abbiamo un unico testo, sono state recuperate
una serie di iniziative importanti rispetto ai temi dei
talassemici, rispetto ai temi di tanta gente che, purtroppo, vive
lontano e che può tornare in Sicilia con agevolazioni sui costi
aerei, sugli sversamenti sul tema dei rifiuti, insomma mi sembra
che anche sul tema, ad esempio, degli alloggi in favore delle fasce
deboli si stiano trovando delle soluzioni.
Per quanto riguarda l'appunto, signor Presidente, che fa
l'opposizione alla Conferenza dei Capigruppo. Ebbene, signor
Presidente, la Conferenza dei Capigruppo è stata fatta? Ritengo di
sì. Probabilmente, ci saranno stati due Capigruppo, che tra l'altro
apprendo e questo sì che è una caduta di stile istituzionale,
neanche sono andati in Conferenza dei Capigruppo, ma sapete sono le
regole della democrazia, potevano anche andare in Conferenza dei
Capigruppo e votare no, ma siccome la democrazia ha le sue regole
la maggioranza avrebbe approvato ugualmente a maggioranza questo
testo, per cui credo di potere dire che siamo nel pieno del
rispetto delle procedure. Vi prego non date uno spettacolo a chi ci
guarda di chi assolutamente adesso, in nome di un accordo
nazionale, vuole venire anche a rovinare quelle buone proposte che
questo Parlamento insieme a questo Governo può fare, perché
l'ottimo è nemico del buono e i siciliani ricordano ancora il bene
che avete fatto quando il PD governava e che adesso volete regalare
in funzione di questo nuovo accordo, quindi, signor Presidente,
andiamo avanti e facciamo quelle cose buone che vanno fatte.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Lo Giudice, Fava e Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
D'AGOSTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, in
Conferenza dei Capigruppo ho espresso anch'io il mio dissenso per
questa procedura; dobbiamo capire e lo deve capire quest'Aula che è
la prima volta che questo Parlamento viene impegnato in una seduta
permanente di finanziaria, è 9 mesi che facciamo finanziaria, che
abbiamo fintamente chiamato collegati alla finanziaria ma,
fondamentalmente, se li mettiamo tutti insieme credo che
quest'anno, questo Parlamento, abbia battuto tutti i record della
finanziaria più pletorica, più lunga, più assurda, ma anche più
ricca di spesa che sia mai stata fatta sicuramente negli ultimi
anni per quanto riguarda la spesa.
Ora, signor Presidente, siamo davanti a un quadro che ci porta a
fine anno ad un potenziale disavanzo di cui tutti credo dobbiamo
essere preoccupati. Questo ennesimo collegato a settembre che non è
quello che abbiamo lasciato ma è un altro collegato rimaneggiato
soltanto dalla maggioranza prevede ancora ulteriori spese; credo
che non ci siamo né sul piano dei contenuti e neppure sul piano
della forma. Sarebbe stato, come dire, più logico, auspicabile, più
corretto che finita la finanziaria, avendo ammesso già da qualche
mese che la logica dei collegati era sbagliata, non si continuasse
e se ci sono dentro questo ennesimo disegno di legge dei punti
fondamentali, diventassero autonomi i disegni di legge da poter
approvare velocemente se sono ovviamente argomenti che riguardano
l'interesse della Sicilia, dei siciliani, di alcuni che hanno
bisogno anche di cure sanitarie particolari, facciamoli ma
facciamoli assumendoci la responsabilità con dei disegni di legge
che abbiano un nome e un cognome, però non abbiamo questo coraggio,
mettiamo tutto nel solito zibaldone , lo presentiamo all'Aula
nascondendo emendamenti, camuffandoli e facendo in modo che gli
articoli passino, continuiamo a spendere soldi in un momento in cui
non possiamo permettercelo, non credo che questo sia un buon
sistema, Presidente, ma lo dico perché lo ha ammesso lei, dicendo
abbiamo sbagliato con i collegati e ancora nelle Commissioni
giacciono ipotesi di ulteriori collegati. Non è possibile,
mettiamoci un freno, blocchiamo questa situazione, prendiamo solo
lo stretto necessario con dei disegni di legge autonomi e visto e
considerato che il Governo ha appena annunciato che è pronta la
finanziaria per l'anno prossimo, che le norme che possono essere
messe in quella finanziaria vadano in quella finanziaria. Siamo a
settembre, arriveremo ad ottobre e faremo le cose sempre male. Io
voglio dire al Governo, perché qui il Presidente dell'Assemblea non
c'entra - ma in due anni cosa abbiamo approvato di, come dire,
leggi fondamentali che provengono da questo Governo e che
caratterizzano il programma per cui questo Governo è stato votato.
Nulla che ci ricordiamo, niente di memorabile, niente di
particolare se non leggi, norme nascoste nelle solite finanziarie
oppure in quest'anno, tutti questi collegati che non hanno fatto
bene a questo Parlamento. E, allora, mettiamoci un attimo un freno
e cambiamo registro che, forse, è il momento giusto per farlo
Signor Presidente, non c'è il clima, in questo momento d'Aula, lei
lo percepisce, lo capisce, lo vede, lo sa, ha anche molta più
esperienza di tutti noi qui dentro. Rinviamo questo testo in
Commissione, rinviamo quello che abbiamo lasciato in Commissione,
ragioniamo, riflettiamo come abbiamo sempre fatto, cercando di
trovare almeno in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, l'unanimità, ed evitiamo queste piccole polpette
avvelenate che sono venute soltanto dai Capigruppo della
maggioranza, perché non si fa così, non si è mai fatto così. Se lei
inaugura dopo gli errori del Collegato anche la stagione dei - come
dire - muri contro muri, dei bracci di ferro, credo che guardando
quest'Aula, questo Governo, rischia di andare a sbattere. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io non so se quel giorno che noi
abbiamo deciso di fare questa cosa lei ci fosse, ma credo di sì.
D'AGOSTINO. No, no c'ero.
PRESIDENTE. No, ascolti, non ha importanza. Noi, forse avete
dimenticato, dovrei fare, sarebbe più moderno che io per questa
cosa facessi un filmatino stasera con il telefonino e la
raccontassi sul web, però mi sembra più serio dirle in Aula le
cose.
Noi non dovevamo smettere di lavorare l'altra volta, dovevamo
andare avanti perché c'erano i collegati da finire. Quest'Aula,
tutti insieme, abbiamo deciso di rinviare quello che c'era da
votare a settembre, ed io mi sono fatto carico di dire che invece
di portarlo tutto, che era enorme, avrei fatto questo lavoro di
semplificazione, facendo un solo Collegato, anziché quattro, quanti
ce n'erano ancora da votare. Allora, dico che se noi vogliamo fare
un dibattito nel merito delle cose che ci sono da votare, io sono
favorevolissimo, però, onestamente continuare a fare questi
interventi, dicendo quanto è cattivo il Presidente dell'Assemblea
che fa questi Collegati, non va bene.
Circa il Collegato, io ho fatto l'esperienza che è negativa, per
cui non credo che ce ne saranno più, ma questi non sono Collegati
che non si capisce che cosa significano. Dietro questi Collegati
tanti di noi, maggioranza ed opposizione, credetemi, in maniera
assolutamente uguale, ha preso, ha parlato con categorie, con
persone che vivono, che aspettano lo stipendio. Ancora oggi sono
stato chiamato dai ragazzi della Sas, perché addirittura è stato
fatto un abbassamento dell'importo, per cui guadagnano di meno, ma
vogliono sapere se ad ottobre verranno pagati.
E allora, se noi abbiamo sbagliato, perché abbiamo sbagliato,
anche perché io ho sbagliato nella conduzione, vi devo dire. Ho
rivisto molte sedute questa estate, perché io faccio come gli
allenatori di calcio , scusi onorevole Marano, sto facendo una
specie di, mi sto costituendo e lei mi dà le spalle
Ho visto molte sedute di quest'Aula, perché i miei errori li devo
andare a scoprire volta per volta, lo dovremmo fare in tanti, ed ho
visto come effettivamente ho avuto una conduzione d'Aula troppo da
padre di famiglia . Ve lo dico sinceramente, ridando la parola
dieci volte quando non si poteva ridare, allungando i tempi perché
comunque ritenevo più corretto che si parlasse tutti. Sarà anche
perché io non vi conoscevo prima, ed avevo bisogna di capire come
fosse, chi foste, come fossero i vostri interventi. Infatti
all'onorevole Cracolici non gliela davo mai la parola, proprio
perché lo conoscevo. Ma ho fatto una conduzione d'Aula, credetemi,
molto larga, perché credo di avere contato, non so quante migliaia
di volte, ho ridato la parola senza poterla ridare, senza doverla
ridare. Io lo facevo, ma quindi evidentemente è stato sbagliato
pure questo, perché ha portato certamente ad un allungamento dei
tempi molto, molto importante. Però siccome questa decisione, io
sapete, siamo tutti siciliani però per me, quando io dico una cosa
e chi mi guarda mi fa capire che va bene, non ho bisogno di
contratti normalmente. Quando abbiamo deciso che fermavamo l'Aula
perché in tanti avevano problemi, di tutti i Gruppi, erano venuti a
dire che avevano problemi di prenotazioni già fatte. Non fate
credere che voi non andate in vacanza perché siete del partito di
Cinque Stelle Futtitivinni .
ZAFARANA. Ma quale vacanza
PRESIDENTE. Scusate, vi ho fatto parlare e non sono intervenuto
Siccome questa sorta non di impegno, ma di collaborazione, ce la
siamo data e io ho pure lavorato perché questa cosa si potesse
portare a temine, tutto mi potete dire, ma non che io continuo a
sbagliare e che continuo a fare collegati.
Onorevole D'Agostino, non ci possono essere altri collegati in
Commissione, stia tranquillo. Questi sono i collegati. Ci saranno
proposte di legge, ma non collegati. Per cui io, mi dovete credere,
credo che se gli interventi sono interventi che hanno una logica
diversa, li accetto, ma continuare a dire che non si devono fare
più collegati, che è sbagliato fare questi collegati, credo sia
oggettivamente poco importante.
Poi, onorevole Cappello, oggi ho voglia di parlare. Onorevole
Cappello lei deve sapere che c'è un vecchio detto che dice che chi
di spada ferisce di spada perisce. Lei è arrivato a dire che io,
con autorità, sto facendo votare una cosa unilaterale. Lei
ricorderà la finanziaria del Governo nazionale votata qualche mese
fa, è vero? C'è bisogno che la ricordo. Perché se vuole la
ricordo. Perché io pure essendo parlamentare regionale sto molto
attento a quello che succede a Roma. Il Governo di cui il vostro
partito faceva parte in maniera importante, ha presentato un maxi
emendamento la mattina, ha dato due ore di tempo, due ore, non due
giorni, due ore perché venisse visto, non ha ammesso emendamenti,
ha posto la fiducia dopo che quell'emendamento, quel maxi
emendamento è arrivato in Aula. Perché lo ricordo così bene, perché
quel giorno che l'ho letto ero con dei costituzionalisti che mi
dicevano che era una cosa proprio che non si poteva fare.
Questa è la verità, che tutto quello che costituzionalmente non si
può fare viene fatto lo stesso con grande serenità, evidentemente
qualche problema questo paese ce l'ha. Per cui non parli di
autorità, perché autoritarismo da questa Presidenza non ce n'è e
non ce ne sarà mai. Dopo di che andiamo avanti.
Ho chiesto all'Assessore Armao se fosse disponibile, nel caso in
cui voi lo chiedeste, nella giornata di domani, mentre c'è la
Commissione riunita, un dibattito in Aula sul problema del
disavanzo e dei problemi economici della Regione, se voi volete
l'Assessore Armao si è dichiarato più che disponibile per poterne
parlare, per cui se qualcuno di voi chiede la parola per chiedere
questo tipo di intervento da parte mia, posso dare già una
anticipazione. Sarebbe un intervento positivo perché l'Assessore
Armao mi ha già fatto sapere che è disponibile a farlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io l'ho ascoltata, è legittimo il
suo punto di vista, però mi permetto di dire che qui non stiamo
parlando di come ci siamo lasciati, della parola data, degli
impegni. Qui siamo in Parlamento. Lei, oggi, si è presentato con
una proposta legittima. C'è un ordine del giorno che ha mantenuto,
iscritto all'ordine del giorno, un testo che è il disegno di legge
quello che è.
A quel disegno di legge lei, di concerto con i Capigruppo della
maggioranza, ha predisposto un emendamento, tra virgolette, di
riscrittura - chiamiamolo così -, di sintesi, di accorciamento, ed
è legittimo che chi non ha partecipato a quella riscrittura, o
comunque non ha condiviso il fatto che si potesse riscrivere, oggi
viene qui a dire noi non siamo d'accordo .
Ma qui non stiamo discutendo di questo. Qui stiamo discutendo di
una richiesta alla quale, ai sensi del Regolamento, lei non si può
sottrarre. I Capigruppo, almeno Lupo e D'Agostino - immagino anche
Cappello - hanno chiesto, formalmente, il rinvio in Commissione del
testo che è all'ordine del giorno. Punto
Lei, per alzata e seduta, deve consentire - non è una facoltà che
lei ha - all'Aula, alla luce di questa proposta formale, fatta dai
capigruppo, che l'Aula si determini se rinviare in Commissione il
testo al quale, eventualmente, fare l'emendamento di riscrittura in
quella sede o meno.
Quindi, lo dico perché sennò ci incartiamo in valutazioni di tipo
personale io ho detto, tu hai fatto, ti ho chiamato, non mi hai
risposto come dire, che attiene ad un fatto prepolitico e post
politico. Qui stiamo parlando dell'Aula con le regole date. Ecco
perché io la invito, alla luce della richiesta formale fatta ai
sensi del Regolamento, a consentire all'Aula di determinarsi.
Devo dirle io - faccio una parentesi di tipo personale - ho
ascoltato le sue parola in chiusura della seduta a fine luglio,
dove lei per primo - ora io l'avevo considerata una battuta, che
questa è la prima finanziaria, a mia memoria, che ho io definito
Netfix, cioè una finanziaria ad episodi - ha detto Mai più Mai
più questo modello ed ha ammesso, autocriticamente, l'errore. Ora
è evidente che noi, a quell'errore, stiamo rispondendo - al di là
di quanti sono gli articoli, di quanto pesa l'emendamento che lei
ha scritto, che è stato sottoscritto dai capigruppo rispetto a
quello che c'era - c'è un dato, che ci siamo lasciati dando un
giudizio negativo sulla modalità fatta con la Finanziaria ad
episodi, e stiamo riaprendo il Parlamento con la Finanziaria ad
episodi.
Aggiungo, e chiudo, tra l'altro da luglio ad oggi c'è una grande
novità, Presidente. Questa è la prima volta che il Parlamento
siciliano non conosce il rendiconto che è la materia sulla quale
c'è il giudizio di parifica che dev'essere dato dalla Corte dei
Conti.
E' la prima volta che, nel corso dell'estate, abbiamo letto da una
dichiarazione a mezzo stampa dell'Assessore al Bilancio che si
sarebbe ulteriormente determinato un disavanzo di ulteriori
quattrocento milioni di euro - ma mi ascolta Presidente? Sicuro? -
di ulteriori quattrocento milioni di euro disavanzo, al di là se è
stato prodotto da chi c'era prima, chi c'era dopo perché, ormai,
sta filastrocca del chi c'era prima continua ad essere un
giochino a nascondino, c'è un dato. Se c'è un disavanzo di 400
milioni di euro, signori ma di cosa stiamo parlando? Affrontiamo
con urgenza e rapidità questo tema, prima che salti tutto il
sistema contabile di questa Regione.
Allora, Presidente, io le chiedo ai sensi del Regolamento di
consentire di dare esecuzione alla proposta fatta dai Capigruppo.
Poi, se quel testo andrà in Commissione c'è il Regolamento che
prevede che può essere in un giorno, in due giorni, in quindici
giorni, riproposto eventualmente dalla Commissione che lo aveva
proposto, con le modifiche ulteriori. Ma qui l'Aula, almeno una
parte dell'Aula vuole determinarsi fermando questa tecnica dei
collegati, al di là se c'è un articolo o cento articoli. Basta con
i collegati, non se ne può più E stiamo facendo una brutta figura,
come Parlamento, perché a forza di fare collegati abbiamo fatto le
ferie più lunghe della storia dell'Assemblea regionale
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io rifiuto di pensare che tutte
le persone, perché non voglio fare demagogia, perché non ne ho
fatto mai, però che tutte le persone siciliane che stanno
aspettando alcune di queste norme e che già erano semi disperati
perché non le avevamo fatte a luglio ma le abbiamo rinviate a
settembre, tutte una serie di persone che stanno materialmente
aspettando uno stipendio piuttosto che una soluzione importante al
loro problema, vi si può comunicare che c'è un articolo del
Regolamento dell'Assemblea che prevede che debbano morire.
Io onestamente una cosa di questo genere non la faccio perché
sapete come ragiono.
Siccome sto inviando, non rinviando, ma inviando in Commissione
quella che è la nuova proposta che di fatto altro non è che quello
di prima perché poi se vogliamo in Commissione riaggiungiamo tutti
gli articoli che c'erano prima, non c'è problema. Ma non mi metterò
nelle condizioni di fare morire una norma che non discuto se è
bella o brutta, la cui modalità è pessima, l'abbiamo già detto
mille volte, tant'è che non vedo l'ora di completarla in modo che
non se ne parli più di questi maledetti collegati, ma se voi
pensate che io oggi a migliaia e migliaia di persone che stanno
aspettando un voto per potere ottenere uno stipendio piuttosto che
la soluzione per la casa o per altro io gli dica: scusate signori,
vi potete suicidare tutti perché c'è un Regolamento dell'Assemblea
che prevede che voi moriate , io non lo faccio e allora mi assumo
tutte le responsabilità di questo mondo.
E siccome sto facendo un percorso che è assolutamente legittimo,
cioè sto inviando, non reinviando, inviando in Commissione il testo
che è esattamente quello di prima, è soltanto più snello non è
nuovo, non ci sono cose nuove, non ci sono cambi di nessun tipo, è
come se avessi personalmente, ed è mia autorità farla, anche se non
è quello che ho fatto, è come se avessi stralciato una serie di
articoli che non ritenevo corretti da portare. Non la pongo in
questa maniera perché invece è stato fatto un lavoro, ho chiesto a
tutti di verificare il lavoro che si stava facendo e di incontrarci
durante il periodo di lavorazione di questa legge perché tutti
potessero dire la loro, perché tutti potessero in qualche maniera
intervenire, ma non ho che cosa reinviare in Commissione, questa è
la legge che io sto inviando in Commissione esattamente quella di
prima soltanto più snella, ripeto, con la possibilità da parte di
tutti di riprodurla esattamente per come era, perché in Commissione
bilancio potete presentare tutti gli emendamenti di questo mondo e
in Aula pure e riportarla a quello che è.
Io non la devo reinviare in Commissione, io la devo inviare in
Commissione ed è quello che sto facendo, dopo di ché se qualcuno
ritiene che si faccia domani questo dibattito d'Aula lo facciamo,
se qualcuno me lo chiede diversamente ci vediamo in Aula.
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, guardi che qui
non è una questione personale tra il Parlamento e il Movimento 5
Stelle e lei perché penso che se lei intenda che ci sia una
questione che non sia politica ma personale sbaglia di grosso.
Presidente, io le ricordo che il 31 luglio lei ha chiuso l'Aula
d'imperio e in conferenza dei Capi Gruppo ci stava costringendo, ci
voleva fare barattare degli emendamenti ai quali noi ci siamo
opposti; pertanto se ci sono persone che aspettano lo stipendio e
ne dubito fortemente perché già il collegato con gli stipendi
l'abbiamo votato con i due della prima Commissione, molto
cortesemente non scarichi la responsabilità sul Parlamento e non
scarichi questa responsabilità solo e semplicemente perché stiamo
chiedendo che venga rispettato il Regolamento che non è un
capriccio, Presidente, non è assolutamente un capriccio. Io
ribadisco con forza, perché apprezzo la sua buona volontà, apprezzo
la sua affabilità ma le sue motivazioni non mi convincono.
Qua si sta parlando di una serie di articoli che avete concordato
in campagna durante una scampagnata mentre ci ha relegati alla
vacanza di 40 giorni più lunga diciamo d'Europa, lei sta
mistificando la realtà descrivendone una totalmente differente e
sottoponendoci ripeto con forza una responsabilità che noi non
abbiamo.
Allora, siccome non le voglio fare perdere tempo, reitero con
forza la nostra volontà di votare il rinvio in Commissione per
tutte le motivazioni che sono state fin qui egregiamente esposte da
chi mi ha preceduto, primo fra tutti, l'accertamento della
copertura finanziaria di questi 60 articoli, dato il disavanzo
denunciato dall'assessore, che venga rinviato in commissione il
disegno di legge pendente ed incardinato presso la sua Presidenza
n. 491, comma 5/A.
Presidente, lei oggi ci deve fare votare Ripeto non è una
questione personale, non è un capriccio espresso dalla opposizioni,
si tratta semplicemente di ripristinare un ordine e di farla
finita, una volta per tutte, con un sistema che è assolutamente
discrezionale e che ci ha portato in nove mesi ad esaminare e a
rinviare norme assolutamente inutili
FIGUCCIA. Stiamo ricominciando, Presidente
PRESIDENTE. No, infatti, basta così Siccome nel semestre scorso,
ho detto che avevo esagerato nel dare troppo la parola non
ricomincerò in questo semestre.
Per quanto mi riguarda, sono assolutamente convinto della
giustezza delle mie scelte e delle mie motivazioni, ho inviato,
perché noi stiamo inviando, non reinviando, inviando di fatto quel
disegno di legge, solo che mi sono permesso di stralciare alcuni
articoli. Poi ci sono esattamente quelli che c'erano prima, non è
una cosa inventata, nuova
Non c'è niente di nuovo, non ho nessun motivo di reinviarlo, lo
sto inviando, se volete votare se reinviarlo o inviarlo, questo
diciamo ne possiamo fare a meno, ma lo stiamo inviando in
Commissione Bilancio, quindi non c'è nessuna motivazione
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio sottolineare
che noi, fin qui, non abbiamo contestato l'operato del Presidente
dell'Assemblea e ci auguriamo di non doverlo contestare, ma temo
che saremo costretti a farlo, perché io mi sto ritrovando al
disegno di legge n. 491, legittimamente un emendamento presentato
da tutti i Capi Gruppo di maggioranza, nel suo parlare c'è una
preoccupante confusione, tra quello che è il ruolo del Presidente
dell'Assemblea, che ha appena finito di dire che sta rinviando in
Commissione l'emendamento.
Se lei si attiene alla procedura sono d'accordo, ma l'emendamento
non è della Presidenza, l'emendamento è della maggioranza che,
legittimamente fanno il loro mestiere.
Nella sostanza, il mio Gruppo parlamentare, così come ho sentito
il Gruppo parlamentare di Sicilia Futura e del Movimento Cinque
Stelle, non siamo d'accordo, quindi intendiamo avvalerci di quanto
prevede l'articolo 121 quater del Regolamento, che la comma 2
prevede che la richiesta del rinvio in Commissione può essere
avanzata da un Presidente di Gruppo parlamentare.
Fatta la richiesta, Presidente, lei ha il dovere di mettere in
votazione il rinvio in Commissione, non è che può fare votare,
quando dice lei, cioè quando alla prossima seduta ci sarà la
maggioranza.
Si vota subito dopo che viene formulata la richiesta di rinvio ed
eventualmente chi non fosse d'accordo, così come alcuni Capi Gruppo
di maggioranza hanno fatto, intervengono contro, dopo di che si
vota. Perché se si fa un dibattito e lei decide quando fare votare,
quando c'è la maggioranza di cui lei fa parte, ovviamente noi ci
vedremo costretti in tal caso a contestare, anche la conduzione dei
suoi lavori d'Aula e se lei dovesse decidere inopinatamente questa
sera di non mettere in votazione il rinvio del disegno di legge in
Commissione noi ci vedremo costretti ad assumere iniziative
conseguenti, anche con l'occupazione dell'Aula parlamentare per
difendere le prerogative di ogni deputato a prescindere dal fatto
che in questo momento si faccia maggioranza o ci sia maggioranza o
ci sia opposizione. Ma le regole della democrazia Presidente.
Quindi, la invito ancora una volta, ai sensi del comma 2,
dell'art. 121 quater, a mettere in votazione il rinvio in
Commissione del disegno di legge n. 491, di tutti cioè i collegati
che non hanno più a nostro modo di vedere, ragione di esistere,
perché è vero che c'è stata la Conferenza dei Capi Gruppo,
neanch'io ne ho fatto parte in quella sede e non sono stato neanche
minimamente consultato sul contenuto di questo maxi emendamento,
che non ho neppure letto. Ma questo non conta Ma c'è un fatto
nuovo Il fatto nuovo è che il Rendiconto non è stato parificato e
che non abbiamo un disavanzo ancora accertato. Io credo che il
Governo non è nelle condizioni di dare copertura. Contestiamo,
ognuno ha le sue idee, io le chiedo di mettere il Parlamento nelle
condizioni di esprimersi, e cioè di mettere in votazione il rinvio
in Commissione.
PRESIDENTE. C'è qualcosa che non capisco. Io non ho nessuna
preoccupazione e metterlo in votazione perché suggerirei al
centrodestra di votare di sì. Non c'è nessun problema, perché io lo
sto già inviando in Commissione. Poi che cosa stiamo inviando...
SAMMARTINO. Il rinvio del testo base 491 della V Commissione, ai
sensi del Regolamento.
PRESIDENTE. Avete finito? Il Presidente dell'Assemblea, secondo i
poteri che gli sono conferiti, ha stralciato una serie di articoli
dal disegno di legge che era stato presentato. Allora, facciamo una
cosa, cerchiamo di trovare sempre un momento di riflessione tutti.
Io cerco di trovare una soluzione condivisa, che in questo momento
non individuo, per cui io sospendo l'Aula e valuterò stasera,
cercherò di parlare con alcuni di voi su quello che si deve fare.
LUPO. Lei deve fare votare, non può sospendere.
PRESIDENTE. Io sto sospendendo l'Aula. Ripeto, non ho il problema
di maggioranza o opposizione, io sospendo perché non ritengo
corretto fare votare un rinvio in Commissione nel momento in cui è
stata fatta una modifica, peraltro fatta con l'accordo di tutti, ma
in ogni caso mi date il tempo? Scusate, volete contare i numeri? Il
problema non è quello. Io devo valutare quello che devo fare,
onorevole Lupo. Non ho nessuna preoccupazione di fare votare o no.
GUCCIARDI. Dobbiamo votare Presidente Lei sta violando il
Regolamento, Presidente
PRESIDENTE. Sospendere l'Aula non vìola mai il Regolamento. Io sto
sospendendo l'Aula; se voi non volete arrivare a domani, sospendo
per due ore e ci vediamo alle ore 20.00.
(La seduta, sospesa alle ore 17.58, è ripresa alle ore 20.01)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ho valutato attentamente la
questione che avete posto ed ho pensato che non c'è nessun problema
ad inviare o rinviare in Commissione il testo della legge così
com'era, ovviamente compresa degli emendamenti, per cui chiedo al
Presidente della Commissione, onorevole Sammartino, che non vedo
però, di convocare per domani la Commissione.
Stasera stessa noi inviamo il testo alla V Commissione che spero
entro domani mattina possa iniziare l'analisi dello stesso e poi
aspettiamo che ci torni. Se torna positivamente, secondo quello che
è stato chiesto dalla maggioranza, immediatamente dopo lo invieremo
alla Commissione Bilancio, lasciando il programma che c'eravamo
dati dei lavori nel caso in cui funzioni tutto in una determinata
maniera. Se, invece, la V Commissione dovesse analizzare e prendere
decisioni diverse, vuol dire che rifaremo una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari in cui prenderemo le decisioni
susseguenti.
Per cui, onorevole Sammartino, stasera stessa noi rinviamo alla
sua Commissione il testo compreso gli emendamenti, ovviamente. La
preghiera che le devo dare è se si può convocare la Commissione per
domani mattina in modo da lavorare. Rimane tutto fermo e per
martedì prossimo ci sarà l'Aula, se non ci dovessero essere novità.
Se ci fossero novità ovviamente le valuteremo con una Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 20.03 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta n. 138 è pubblicato sul sito
internet istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana e di
seguito riportato:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
138a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 17 settembre 2019 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio