Presidenza del vicepresidente Di Mauro
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La seduta è aperta alle ore 16.11
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto concerne il secondo
punto dell'ordine del giorno, Discussione del disegno di legge
Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)",
informo l'Aula che la Commissione ha ultimato da poco i lavori, il
testo non è ancora pronto ovviamente e gli Uffici mi informano che
oggi non può essere distribuito ai parlamentari.
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno,
di interrogazioni e di interpellanze della rubrica: Salute
PRESIDENTE. Si passa, pertanto, al III punto dell'ordine del
giorno: Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del
Regolamento interno, di interrogazioni e di interpellanze della
rubrica: Salute .
Si procede con l'interpellanza n. 1 "Notizie in merito alle unità
operative di pronto soccorso e all'area dell'emergenza urgenza ,
degli onorevoli Cappello, Mangiacavallo, Ciancio, Foti, Palmeri,
Siragusa, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito, De Luca, Di Paola,
Schillaci, Pagana, Sunseri, Capo, Pasqua, Di Caro, Marano.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che da notizie di stampa si è appreso della approvazione
di un piano di investimenti dell'Assessorato della Salute con il
quale sono stati assegnati fondi per complessivi 47.603.000,00 euro
da destinare nella quasi totalità alle unità operative di pronto
soccorso e all'area dell'emergenza urgenza sulla base di criteri
individuati, e non resi noti, dal Dipartimento della Pianificazione
Strategica dell'Assessorato e preferiti tra le diverse
progettualità e richieste delle aziende del SSR;
rilevato che tra le aree interessate e tra le strutture
ospedaliere individuate, non risultano ricomprese molte altre aree
e strutture ospedaliere che pure presentano forti criticità e
necessitano di interventi essenziali e di finanziamenti per le
unità operative di pronto soccorso e per le aree dedicate
all'emergenza-urgenza, tra le altre, strutture ospedaliere
individuate e classificate quale sede di DEA di primo livello e
strutture ospedaliere che da anni attendono finanziamenti per il
completamento dei lavori di ristrutturazione e per il definitivo
adeguamento delle aree destinate all'emergenza - urgenza;
ritenuto che la programmazione ed il piano di riparto dei fondi
destinati agli investimenti sembra non rispondere a tutte le
priorità e le urgenze di interventi che possano assicurare un
efficiente servizio di emergenza - urgenza del SSR;
constatato che sarebbe necessario oltreché opportuno consentire
alla competente Commissione la verifica e la discussione del
suddetto piano anche per escludere che lo stesso non sia soltanto
la sommatoria di sollecitazioni particolari che tengono conto
unicamente della rappresentanza politica e di interessi di parte ma
anche delle reali ed oggettive necessità di tutte le strutture
ospedaliere, ed in particolare di tutte le unità operative di
pronto soccorso della regione siciliana;
per conoscere:
quali siano stati i criteri, e le loro priorità, individuati dal
Dipartimento della Pianificazione Strategica dell'Assessorato e
dall'Assessore alla Salute per la scelta delle strutture
ospedaliere e delle unità operative di pronto soccorso destinatarie
di finanziamento e quali siano stati i criteri di riparto e quali
le ragioni di esclusione di altre strutture ospedaliere e di altre
unità operative di pronto soccorso;
se intendano procedere alla sospensione del detto atto di
programmazione subordinandone l'attivazione ad un propedeutico
confronto e verifica in sede dalla costituenda Commissione Servizi
Sociali e Sanitari».
Onorevole Cappello, intende illustrare l'interrogazione?
CAPPELLO. No.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per la salute per
fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. Rispondo alla
prima interpellanza dell'onorevole Cappello ed altri, che è
relativa a notizie in merito alle Unità operative di pronto
soccorso e dell'emergenza urgenza.
Con riferimento a quanto richiesto, ci era stata avanzata
un'interpellanza su alcuni punti specifici. Anzitutto, su quali
fossero stati i criteri, le priorità individuate dal Dipartimento
della Pianificazione Strategica, per la scelta delle strutture
ospedaliere e delle Unità operative di pronto soccorso destinatarie
di finanziamenti.
Tengo a precisare che il primo riferimento, al momento
dell'interpellanza, era al primo piano degli investimenti che non
teneva considerazione, poi, degli ulteriori investimenti che sono
stati ulteriormente implementati con due decreti successivi.
Il riferimento, però, era al contributo di ripiano delle perdite
di 47,6 milioni di euro, rese disponibili dalla gestione sanitaria
accentrata. Il competente Servizio 3 si era preoccupato di mettere
a disposizione la predetta somma, che nello specifico è di 47
milioni 603 mila euro, che venivano distinti in accessi ai pronto
soccorsi da parte del nucleo investimenti con prescrizione, aree
emergenza, cofinanziamenti per interventi urgenti in favore dei
presidi ospedalieri.
Sono state, quindi, considerate le attività ricognitive avviate
dal predetto servizio che potevano essere di ausilio all'attività
da svolgere e sono stati presi in considerazione ulteriori
interventi ritenuti prioritari dal Dipartimento della
Pianificazione Strategica e che erano già oggetto di un'apposita
relazione all'Assessore che mi ha preceduto, l'onorevole Gucciardi,
e mi riferisco con particolare riferimento alla rete del 118 e
all'attivazione della CUR NUR 112 di Palermo che era stata
originariamente pianificata e che, quindi, è stata oggetto di un
prosieguo di attività anche nella continuità amministrativa.
Sono state considerate tutte le istanze che al momento
dell'emissione del decreto erano state avanzate
all'Amministrazione, attinenti alla tipologia e non inserite in
piani di investimento che fossero già stati avviati e si è, quindi,
proceduto al finanziamento per l'Azienda Ospedaliera Villa Sofia-
Cervello di una disponibilità complessiva di circa 3 milioni di
euro.
Tra l'altro, mi fa particolarmente piacere riferire al Parlamento
che questi due interventi, quello originario di 1 milione e 700
mila euro e quello successivo di 1 milione e 400 mila euro, sono
stati entrambi con procedure completate dall'UREGA di Palermo ed è
in via di sottoscrizione il contratto con l'impresa aggiudicataria.
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo è stata destinataria di
un finanziamento di 13 milioni 535 mila euro, che era finalizzato
alla riqualificazione e alla rifunzionalizzazione del Presidio
Ingrassia.
Con precedenti interventi l'Azienda aveva quantificato un maggiore
fabbisogno di risorse rispetto a quelle assegnate fino alla
concorrenza di 19 milioni 250 mila euro.
Con successiva nota del giugno del 2017 l'Azienda aveva
rappresentato di avere redatto il progetto e che l'adeguamento di
questo progetto avrebbe comportato un complessivo intervento di
circa 23 milioni di euro che, di fatto, renderà più moderno e più
funzionale non soltanto l'area emergenza del Presidio Ingrassia, ma
l'intera struttura.
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa aveva avanzato istanza
per implementare il Centro Amianto presso l'Ospedale Muscatello di
Augusta e anche da questo punto di vista il finanziamento è stato
complessivamente di 1 milione 500 mila euro.
Mi fa piacere poter dire che si è provveduto anche a spostare
dalla sede in cui era stato originariamente programmato il Centro
Amianto - ed è un impegno che il Presidente della Regione ha voluto
seguire personalmente - e che a breve entro la fine del mese di
ottobre sarà inaugurata non soltanto la risonanza magnetica, che
era oggetto di questo funzionamento, ma il Centro Amianto è stato
messo nelle condizioni di potere dotare di una dotazione organica
aggiuntiva in materia di oncologi e, quindi, di poter essere
adeguatamente dotato dal punto di vista delle strutture e anche
dal punto di vista dei mezzi.
L'ARNAS Garibaldi di Catania, con un verbale redatto in sede di
incontro che si è svolto presso la sede del Dipartimento della
pianificazione strategica, ha chiesto il finanziamento di un robot
chirurgico che allo stato è stato inserito nell'ambito dei
finanziamenti in materia di art technology .
L'Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta ha chiesto di
valutare l'adeguamento e di effettuare in tutti i 5 Pronto Soccorso
della Provincia ed ha rappresentato una maggiore necessità
soprattutto per la realizzazione del Trauma Center dell'Ospedale di
Caltanissetta che, ricordo, nell'ambito della rete delle emergenze
h classificato come D.E.A. di secondo livello e, quindi, ha
richiesto un particolare intervento, anch'esso oggetto di
finanziamento, così come il nuovo Pronto Soccorso del Presidio
Ospedaliero di Gela, anche questo ricompreso e oggetto di
finanziamento.
Nell'ambito del Presidio di Gela si è ritenuto di dover
assolutamente investire anche nell'Area di osservazione breve e
intensiva con un costo stimato di circa 750 mila euro.
Tenuto conto che si determinava una richiesta di complessivi 16
milioni 950 mila euro, per somma che la differenza era pari a 30
milioni 653 mila si è ritenuto percorribile allo stato della
pianificazione della programmazione un'attività finalizzata alla
individuazione di criteri di priorità che scaturiva dagli stessi
criteri di priorità che erano stati avviati d'intento con il
Ministero della salute e finalizzati alla ricognizione dei
fabbisogni in materia sanitaria.
Su questo nella risposta scritta - che comunque metterò a
disposizione dell'interpellante - vi sono contenuti gli allegati e
vi è contenuta la corrispondenza intercorsa con il Ministero della
Salute.
Sostanzialmente, si può riferire ulteriormente che, a seguito di
una ricognizione a suo tempo svolta, erano pervenute delle
ulteriori richieste, in modo particolare dall'Azienda sanitaria
provinciale di Agrigento per la ristrutturazione del presidio
ospedaliero di Sciacca, anch'esso oggetto di finanziamento, e mi fa
piacere anche in questo caso dire che il progetto definitivo è
stato approvato e, quindi, è imminente la procedura di evidenza
pubblica per la riqualificazione con un intervento intorno agli 1,4
milioni di euro del Presidio ospedaliero di Sciacca.
Per quanto riguarda l'ASP di Agrigento si è chiesto anche un
intervento a Canicattì; stessa cosa l'ASP di Ragusa ha richiesto un
intervento anch'esso oggetto di finanziamento progetto definitivo e
lavori appaltati per il Pronto soccorso del presidio ospedaliero di
Vittoria.
Accanto a questi - vado oltre la richiesta che era stata avanzata
da parte degli interpellanti - sul tema dell'adeguamento delle
strutture di Pronto soccorso i nostri Uffici hanno elaborato due
ulteriori interventi che io ritengo particolarmente significativi.
Il primo, che ha messo a disposizione da parte del piano sanitario
nazionale le risorse indispensabili per alcuni adeguamenti rispetto
alla dignità, la dignità dell'attesa, del trasporto, le barelle,
tutte quelle strutture aggiuntive, con la possibilità di attingere
ad un fondo che è stato trasmesso a tutte le Aziende sanitarie del
valore di 40 mila euro per ogni singolo Pronto soccorso. Posso dire
nel monitoraggio effettuato che quasi tutte le aziende, anche nelle
mie costanti visite, hanno utilizzato le risorse.
Sarà poi mia cura trasmettere anche alla Commissione Salute il
resoconto, non soltanto di tutti gli interventi che sono stati già
eseguiti, ma soprattutto, visto che sono state seguite con molta
attenzione, le gare che sono state espletate, i lavori che sono
stati già iniziati. Vado a memoria, ad esempio, il Pronto soccorso
di Bronte ha già visto aggiudicati i lavori; così come il Pronto
soccorso dell'ospedale di Paternò; passando dall'altro lato della
Sicilia è stata completata la ristrutturazione integrale del Pronto
soccorso dell'ospedale di Marsala ed è in via di aggiudicazione la
realizzazione dei lavori nell'ospedale di Trapani e in tutte le
strutture.
Il cronoprogramma ci dice, voglio essere da questo punto di vista
ottimista ed ambizioso, che entro il 2020 tutte le strutture di
Pronto soccorso dell'Isola oggetto di finanziamento vedranno i
lavori di ristrutturazione completati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
presidente Di Mauro, mi consentirà questa battuta, questa rubrica
si apre con due mie interpellanze: questa alla quale ha risposto
poc'anzi l'Assessore è del 23 dicembre 2017, l'ultima è del 10
giugno 2019. Comprenderà che la mia insoddisfazione non nasce dalle
risposte che ha dato l'Assessore che chiaramente nell'arco di 24
mesi conoscevamo già, le abbiamo apprezzate in un modo o
nell'altro, ma nel fatto che la rubrica Sanità non venga trattata
con la frequenza con la quale trattiamo le altre rubriche quando il
Parlamento si dedica all'attività ispettiva, per cui rispondere ed
ottenere una risposta su fatti che oggi sono noti a tutti i
siciliani due anni dopo ha vanificato anche la mia funzione e
quella dei colleghi parlamentari nell'espletare il ruolo di
interpellante.
Per cui, manifesto la mia insoddisfazione ma più per il fatto che
noi stessi non siamo riusciti, o non abbiamo voluto o non so per
quale altra motivazione che mi farò carico nella qualità di
capogruppo di chiedere in Conferenza, nel non consultare o
interpellare l'Assessore e la sua Rubrica più spesso, diciamo, in
quest'Aula che per le informazioni che oggi l'Assessore ci ha dato
e che chiaramente dopo due anni non dico che siano arcinote, ma per
chi compone, per chi fa parte della Commissione Sanità ovviamente
conosce. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, non credo che la Presidenza abbia
remore a calendarizzare le rubriche attinenti ai vari segmenti
assessoriali, si tratta di stabilire in Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari l'ordine delle cose da fare, possibilmente
anche stabilire una volta a settimana la rubrica dell'attività
ispettiva.
Comunque, Si passa all'interrogazione n. 107 «Dotazione organica
della U.O.C. di Cardiologia del P.O. S. Vincenzo di Taormina», a
firma degli onorevoli Zafarana, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca,
Di Caro, Di Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana,
Pasqua, Schillaci, Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zito.
.
«All'Assessore per la salute,
premesso che:
in virtù del Decreto regionale del 31 marzo 2017 l'assetto
organizzativo dell'ASP di Messina prevede, per la U.O.C. di
Cardiologia/Utic del P.O. di Taormina, la presenza di 8 posti letto
Utic e 14 di Degenza con in più 2 posti letto di D.S. (day surgery)
e, come dotazione organica, 14 dirigenti medici e 30 infermieri;
tale conteggio del personale infermieristico, seppur conforme ai
parametri regionali posti letto/personale previsti nella suindicata
rete ospedaliera per i reparti di degenza e di UTIC, non prende in
considerazione la presenza delle unità operative semplici di
Cardiostimolazione ed Elettrofisiologia nonché degli ambulatori ad
esse dedicate, che ovviamente assorbono personale infermieristico e
medico che in tal modo si ritrova a coprire più di un servizio;
nello stesso conteggio, inoltre, non si tiene conto delle
necessità relative all'esistenza di un Centro Hub di emodinamica
istituito presso lo stesso Ospedale con la Rete IMA provinciale,
per il quale si sarebbero dovute prevedere almeno altre 6 unità
infermieristiche e medici preposti;
anche il numero dei dirigenti medici previsto è sottostimato, e
allo stato attuale risulta carente di ben tre unità;
rilevato che:
a causa dell'attuale numero di personale Medico/Infermieristico,
con estrema frequenza, gli stessi soggetti assegnati per i turni di
guardia in UTIC (Unità di Terapia Intensiva Cardiologica), o
impegnati in attività ambulatoriali o di reparto, si trovano
costretti, nei medesimi orari, a svolgere consulenze cardiologiche
presso il Pronto Soccorso Generale;
tale doppia prestazione, genera ritardi nell'espletamento
della normale attività giornaliera, e comporta inefficienze
nello svolgimento delle relative mansioni nel reparto di
assegnazione, con possibili gravi ripercussioni anche sul piano
medico-legale;
la sistematica occupazione dei posti letto con ricoveri
programmati, crea delle difficoltà non indifferenti nel caso di
ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso generale, poiché,
in assenza di posti letto, si è costretti a trasferire i pazienti
in altre strutture ospedaliere, ovvero ricoverarli in esubero in
UTIC nei casi in cui uno studio emodinamico non è differibile;
i frequenti trasporti implicano, peraltro, il ricorso al lavoro
dei reperibili in pronta disponibilità e al servizio di ambulanze
private di rianimazione, con conseguente aggravio di costi per
l'ASP e di forte stress per il personale medico ed infermieristico;
quando il numero di pazienti ricoverati in UTIC eccede il numero
di postazioni monitorizzate, si è costretti a monitorizzare i
pazienti in esubero con monitor di fortuna, non collegati alla
centralina, con tutte le implicazioni medico - legali facilmente
immaginabili nel caso di insorgenza di aritmie improvvise;
considerato che:
la U.O.C in esame gestisce l'attività di emodinamica h/24
regolarmente, con 6 infermieri dedicati e preventivamente formati,
e l'attività degli ambulatori svolta 5 giorni di mattina e 2 giorni
mattina/pomeriggio;
appare, pertanto, evidente, che il numero di 30 infermieri a
fronte dei carichi di lavoro sopra brevemente descritti risulta
essere praticamente insufficiente;
tale criticità mette in serio pericolo la sicurezza del paziente,
e a rischio l'incolumità degli operatori sia sotto l'aspetto degli
infortuni che dei contenziosi medico-legali, conseguenza di eventi
avversi prevenibili;
per sapere se sia a conoscenza della grave carenza di organico e
se intenda potenziare e rimodulare la distribuzione delle U.O.C. di
Cardiologia del P.O. S. Vincenzo di Taormina, nella rete
ospedaliera di prossima definizione, al fine di garantire una
corretta e congrua corrispondenza tra i posti letto e il personale
medico e infermieristico, sì da garantire un'offerta sanitaria non
lesiva dei diritti dei lavoratori e dei pazienti.»
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, ovviamente la
mia disponibilità a rispondere c'è sempre, non compete a me
decidere come e quando. L'onorevole Zafarana con l'interrogazione
n. 107 chiede lumi in ordine alla dotazione organica dell'unità
operativa complessa di cardiologia del presidio ospedaliero San
Vincenzo di Taormina.
In particolare, l'onorevole interrogante richiama una carenza di
organico delle figure di infermiere nell'unità operativa complessa
di cardiologia e UTIC.
Per la parte di competenza, mi piace osservare quanto segue:
l'Azienda sanitaria provinciale di Messina ha fornito chiarimenti
in merito alla problematica che è stata segnalata e cioè circa
l'assegnazione di consulenze cardiologiche al pronto soccorso
generale nei confronti del personale che risulta impegnato nei
medesimi orari in turni di guardia medica UTIC o in attività
ambulatoriali o di reparto.
L'Azienda ha evidenziato come rientra questo nelle specifiche
funzioni e nelle scelte/responsabilità gestionali del direttore
dell'unità operativa, a cui è rimandata l'organizzazione dei
percorsi clinici. Queste sono scelte che risultano condizionate
talvolta anche da imprevisti, ivi comprese le assenze a vario
titolo del personale che comportano un'assunzione diretta di
responsabilità.
Ciò premesso, va evidenziato che la presenza nella fascia oraria
8.00/14.00 di un dirigente medico dedicato esclusivamente alle
consulenze in emergenza, è di norma prevista anche se il numero
limitato di medici in carico all'unità operativa complessa e i
congedi per legge 104 e le malattie talvolta condizionano la
pienezza dell'organico.
Con riferimento, invece, alla sistematica occupazione di posti
letto con ricoveri programmati, con conseguenti difficoltà nel caso
di ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso generale al
trasferimento dei pazienti in altra struttura ospedaliera,
segnalata nella predetta interrogazione, l'Azienda ha evidenziato
che i ricoveri programmati riguardano gravi patologie cardiache, a
rischio di morte o di severe complicanze e che, come risulta dai
registri del pronto soccorso, la percentuale di pazienti trasferiti
in altri nosocomi per carenza di posti letto è assolutamente
irrilevante e riguarderebbe una forbice tra l'1 e il 2 per cento
delle richieste.
L'Azienda ha altresì sottolineato che sarebbe oltre modo grave non
dare costantemente disponibilità alle chiamate in lista d'attesa,
anche per i riflessi di natura penale conseguenti all'eventuale
decesso per ritardato ricovero dei pazienti in lista. Inoltre, devo
evidenziare, con riguardo a quanto evidenziato che, in termini di
carenza d'organico e all'esigenza di potenziamento e rimodulazione
dell'unità operativa complessa di cardiologia, con decreto
assessoriale n. 22 dell'11 febbraio 2019, quindi assai recente, è
stata adottata la nuova rete ospedaliera regionale che ha assegnato
all'unità operativa di cardiologia 16 posti letto.
L'atto aziendale che è in fase di elaborazione e che è stato
trasmesso da parte del direttore generale dell'Azienda sanitaria
provinciale di Messina alle organizzazioni sindacali e che sarà
adottato come tutti gli atti aziendali entro il 30 settembre di
questo anno corrente, consentirà di adeguare la dotazione organica
al numero di posti letto oggi previsti dalla rete ospedaliera.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi ritengo
soddisfatta perché innanzitutto questa interrogazione, non è
inutile ricordarlo, ha data 12 marzo 2018. E ricordo che io, per
consuetudine, chiedo sempre la risposta scritta anche per potere
avere poi memoria documentale e, pertanto, un'interrogazione
proposta il 18 marzo 2018 che riceve risposta oggi, dopo più di un
anno e mezzo praticamente, di fatto, naturalmente dovrà poi, lei mi
può dire che avete fatto la rete ospedaliera, però è chiaro che io
fotografo una situazione antecedente, una situazione di sofferenza,
- Assessore la prego mi dia la sua attenzione, grazie -, una
situazione di criticità anche perché ricordo che il polo
ospedaliero del San Vincenzo Sirina Taormina è esposto come
localizzazione a dovere ricevere ingressi ed accessi da parte di un
bacino territoriale delicatissimo e, soprattutto nel periodo
estivo, come lei sicuramente saprà da, si può dire maggio fino
almeno ad ottobre, novembre inoltrato, ha tutto un accesso di
turisti e, pertanto, le esigenze di avere assicurata una dotazione
infermieristica adeguata al numero dei posti letto non è
assolutamente un'esigenza che può essere tralasciata.
Pertanto, lei non ha dato risposta comunque alla mia domanda anche
sull'intenzione di potenziare la dotazione organica in proporzione
al numero dei posti letto che lei qui ha annunciato, pertanto, non
mi ritengo soddisfatta, anzi, signor Presidente, colgo l'occasione
di questo mio intervento per potere avanzare una proposta: le
interrogazioni, gli atti parlamentari, gli atti ispettivi,
allorquando ricevono risposta da parte dell'amministrazione
regionale, potremmo pubblicarli, è una proposta, rispetto alla
pubblicazione sul nostro sito dell'Assemblea, parimenti alla
pubblicazione degli atti in uscita così almeno, in termini di
trasparenza all'esterno, chi vede e vuole avere accesso anche al
rapporto che esiste tra l'Assemblea e l'amministrazione può avere
accesso alla domanda ma anche alla risposta, la risposta che viene
indirizzata a noi parlamentari ma è praticamente in capo a noi la
responsabilità o meno di renderla pubblica ed accessibile a tutti.
Faccio la mia proposta, se sarà accolta poi proseguirò nel
perfezionarla. Grazie.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi sono distratto. Onorevole Zafarana,
se me lo può ripetere perché non l'ho capito bene
ZAFARANA. Le volevo chiedere, per garantire trasparenza ed
accessibilità all'attività svolta nel rapporto tra questo
Parlamento e gli Uffici dell'amministrazione, qualora questa cosa
non gravi, lo capisco, sull'amministrazione interna all'Assemblea,
si potrebbe garantire la pubblicazione dell'atto di risposta,
quando questo giunga qui in Assemblea al deputato, parimenti sul
sito così il cittadino che vuole avere accesso, nell'ottica appunto
di una trasparenza degli atti, può avere accesso sia
all'interrogazione che all'atto di risposta. Grazie.
PRESIDENTE. Mi scusi, ma tutti gli atti parlamentari sono
pubblicati nel resoconto e sul sito.
ZAFARANA. Non solo i nostri.
PRESIDENTE. Ma nel resoconto ci sono pure le risposte.
ZAFARANA. Nel resoconto, ma non sono poi allegate al percorso che
fanno gli atti nella pagina relativa al deputato. Ci si può
pensare.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 131 Valutazione di
eventuali profili di incompatibilità del direttore sanitario
dell'ASP di Catania , a firma degli onorevoli Barbagallo, Cafeo e
De Domenico.
«All'Assessore per la salute,
premesso che:
l'attuale direttore sanitario dell'ASP di Catania, dott. Francesco
Luca, è rappresentante legale pro tempore del sindacato pensionati
denominato 'Fap Acli' (Federazione Anziani e Pensionati)
Provinciale di Catania;
lo stesso risulta essere membro dell'Associazione denominata 'Acli
Provinciali di Catania', un circolo Acli che riporta la
denominazione 'Asp';
per sapere:
se ravvisi, in relazione alle due fattispecie citate in premessa,
profili di incompatibilità previsti dalla normativa vigente in
relazione all'espletamento dell'incarico di direttore sanitario e
se il sindacato pensionati denominato 'Fap Acli Catania' abbia
ricevuto fondi pubblici per progetti o altro;
se sia a conoscenza della circostanza che esista un circolo Acli
di oltre 400 tesserati riportante la dicitura 'Asp', se tali soci
siano assistiti, dipendenti o altro della stessa ASP e se non
ritenga di verificare la fondatezza di quanto sin qui esposto».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, l'onorevole Barbagallo chiede la valutazione agli uffici
di eventuali profili di incompatibilità dell'allora direttore
sanitario dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania.
La trattazione mi è stata attribuita con nota della Segreteria
generale del 16 aprile 2018 e riguarda la questione relativa ai
profili di incompatibilità dei direttori generali, dei direttore
sanitari e dei direttori amministrativi secondo la normativa
vigente, nel caso di specie la questione era relativa alla
contemporanea presenza in capo al medesimo soggetto della funzione
di direttore sanitario e quella di rappresentante pro-tempore di un
sindacato di pensionati.
In particolare, segnala la direzione competente, e cioè l'area
interdipartimentale Affari giuridici dell'Assessorato alla salute
che, fermo restando l'accertamento dell'esistenza di eventuali
profili di incompatibilità in concreto, in capo all'allora
direttore sanitario, tale responsabilità è nella diretta competenza
del direttore generale che procede alla nomina e che, nel momento
in cui procede alla nomina, oltre a fare una compiuta verifica dei
requisiti di inserimento o meno nell'albo e alla presenza di tutti
i requisiti di legge, deve raccogliere le dichiarazioni in ordine
alla sussistenza o meno di cause di incompatibilità.
La stessa, peraltro, quella evidenziata dall'onorevole
interrogante che investe, semmai, un profilo di opportunità nella
scelta, laddove era stato a suo tempo scelto, non riguarda una
causa di incompatibilità che, invece, sono espressamente previste
dagli articoli 10 e 14 del decreto legislativo n. 39 del 2013.
Mi pare di potere cogliere, nell'indicazione che allora
l'onorevole Barbagallo aveva rappresentato, che la situazione di
fatto indicata nell'interrogazione avrebbe, forse, meritato di
suggerire, a suo tempo, delle scelte diverse rispetto a quelle che
erano state originariamente fatte. Mi insegna l'onorevole
Barbagallo, che è anche accorto giurista, che il profilo
dell'opportunità e quello della sostanziale incompatibilità sono
profili diversi che meritano, tuttavia, di essere giudicati ma non
nella sanzione dell'incompatibilità, semmai nella sanzione
dell'opportunità politica in base a chi sceglie.
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo si dichiara soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 53, a firma dell'onorevole Fava
«Consultorio familiare e poliambulatorio medico nel comune di
Polizzi Generosa (PA)».
Per assenza dall'Aula del firmatario l'interpellanza decade.
Tuttavia alla stessa verrà fornita risposta scritta.
RAZZA, assessore per la salute. Consegno agli atti del verbale la
risposta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 398 «Adesione alla
piattaforma nazionale Nuova celiachia per l'assistenza ai pazienti
celiaci», a firma degli onorevoli Calderone, Gallo, Cannata.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in Sicilia ci sono circa 15.000 persone affette dall'intolleranza
permanente al glutine presente nel grano, orzo e nella segale,
chiamati celiaci;
l'intolleranza è causata dalla presenza della proteina gliadina
che è responsabile dell'inappropriata risposta immunitaria;
oggi l'unica cura per la celiachia è rappresentata dalla totale
esclusione del glutine dalla dieta;
alle persone affette da malattia celiaca, in possesso di attestato
di esenzione, l'ASP di appartenenza destina l'erogazione gratuita
di alimenti privi di glutine attraverso il rilascio di un carnet di
buoni cartacei con validità mensile spendibili in un anno;
l'attuale sistema di erogazione dei buoni, con ritiro degli stessi
presso le sedi ASP di appartenenza, è obsoleto e spesso causa di
disservizi per i pazienti, che più di una volta, anche dopo lunghi
viaggi, non hanno potuto ritirare i buoni per interruzione del
servizio di consegna;
atteso che:
si rileva, in particolare, che il buono cartaceo non è
frazionabile e pertanto deve essere speso presso un solo
distributore fornito di prodotti senza glutine, con evidenti
complicazioni sia per il paziente che per l'erogatore;
l'attuale sistema di erogazione dei buoni può essere migliorato
con la dematerializzazione dei buoni cartacei e la possibilità per
i celiaci di ritirare gli alimenti senza glutine utilizzando la
tessera sanitaria;
dal 2012, la Regione Lombardia ha istituito un sistema di gestione
telematica software Celiachi RL (Sistema regionale per
l'erogazione dei prodotti dietetici senza glutine) attraverso cui
l'accreditamento dell'importo del buono mensile avviene
direttamente sulla tessera sanitaria, utilizzabile in qualsiasi
punto vendita accreditato che disponga della apposita piattaforma
informatica;
le Regioni Lazio, Piemonte e Toscana hanno avviato le procedure
per adottare medesimo sistema;
l'adozione di questo metodo di pagamento permette alla persona
intollerante e/o al familiare di poter scegliere più punti vendita
dove acquistare i prodotti senza glutine e non uno solo come
attualmente avviene;
consente alla Regione un contemporaneo risparmio economico, con
contestuale miglioramento della qualità del servizio offerto ai
pazienti celiaci, nonché un passo in avanti nel rispetto
dell'ambiente con la riduzione dell'utilizzo dei buoni cartacei;
una maggiore concorrenza tra gli esercizi commerciali potrebbe
consentire un abbassamento dei prezzi di vendita e un risparmio per
le famiglie ma anche una notevole agevolazione per gli utenti
studenti-lavoratori trasfertisti che potranno acquistare il
prodotto in un qualsiasi esercizio commerciale accreditato nel
territorio regionale;
considerato che:
è stato presentato un disegno di legge di iniziativa parlamentare,
il n. 262 del 1 giugno 2018, primo firmatario l'On. Calderone,
finalizzato all'Adesione piattaforma nazionale Nuova celiachia;
in realtà, il risultato auspicato dall'intervento legislativo
potrebbe essere ottenuto in via amministrativa;
per sapere se intendano aderire alla piattaforma nazionale Nuova
celiachia e a stipulare con la Regione Lombardia la convenzione per
il riutilizzo del software Celiachi RL (Sistema regionale per
l'erogazione dei prodotti dietetici senza glutine) e attivare le
successive convenzioni con gli esercizi commerciali accreditati per
semplificare maggiormente l'erogazione dell'assistenza per i
cittadini celiaci e i loro familiari».
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire risposta.
RAZZA, assessore per la salute. L'onorevole Calderone rivolge
un'interrogazione in ordine all'adesione alla piattaforma nazionale
per la Nuova celiachia e per l'assistenza ai pazienti celiaci.
Con nota della direzione generale del Dipartimento della
pianificazione strategica, in data 23 novembre 2018, l'Assessorato
alla salute ha avviato, a seguito di un formale incontro che si è
tenuto presso la sede dell'Assessorato, un'interlocuzione con la
società in house Sicilia Digitale S.p.A., finalizzata
all'attivazione di un sistema informatizzato di erogazione del
contributo riconosciuto ai soggetti affetti da celiachia. Nello
specifico è stato chiesto a Sicilia digitale di attivare le
procedure per lo studio di fattibilità dell'uso della tessera
sanitaria regionale per l'erogazione del contributo mensile.
Sicilia Digitale ha riscontrato la nota comunicando di avere
avviato un'interlocuzione con la regione Lombardia dove questo
sistema è già in uso e sufficientemente rodato. Sapete che il
meccanismo del riuso da parte delle ulteriori amministrazioni è un
meccanismo di utilizzo delle piattaforme digitali che consente di
contrarre i tempi di negoziazione e di utilizzare delle strutture
che sono già funzionanti.
Sicilia Digitale ha, quindi, predisposto gli atti propedeutici per
l'attuazione del progetto di riuso, del programma per la
dematerializzazione dei buoni cartacei spettanti ai celiaci.
L'obiettivo di informatizzare i buoni relativi al contributo
riconosciuto ai soggetti affetti da celiachia rappresenta, infatti,
per il Governo della Regione e per il nostro Assessorato
un'assoluta priorità. Ciò, infatti, consentirà di facilitare e
rendere meno gravoso ai pazienti l'approvvigionamento dei beni loro
riconosciuti e ciò è stato fatto - mi piace dirlo - anche per gli
ulteriori provvedimenti, molti dei quali anche sollecitati proprio
dall'onorevole interrogante, in un rapporto di dialogo e di
collaborazione con le associazioni della celiachia e con
l'obiettivo di alleviare ogni condizione di eccessiva
burocratizzazione del sistema per tutti i pazienti affetti,
appunto, da questa patologia. Nei tempi più rapidi avremo il
processo di informatizzazione assolutamente definito e, quindi,
operativo per tutti i pazienti.
PRESIDENTE. L'onorevole Calderone si ritiene soddisfatto.
Si passa all'interrogazione n. 497 «Chiarimenti in ordine ai
programmi di eradicazione della brucellosi e di altre malattie dei
bovini, ovini e caprini nel messinese», a firma degli onorevoli De
Luca, Campo, Cappello, Ciancio, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
il dilagarsi della brucellosi di bovini, ovini e caprini in
Sicilia rappresenta un fenomeno gravissimo così come anche il
diffondersi della leucosi e delle altre malattie di bovini, ovini e
caprini, oggetto di profilassi obbligatoria. I rischi per la salute
pubblica e la sicurezza alimentare, e non di meno delle
ripercussioni socioeconomiche sono altissime;
il Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2014-2018, adottato a
seguito del Regolamento CEE 882/2004 prevede, quale macro obiettivo
di attuare il Piano nazionale dei controlli per la prevenzione in
sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria ed, in
particolare, il rafforzamento delle stesse attività di prevenzione;
con riferimento ai piani nazionali di eradicazione della
brucellosi, della tubercolosi e della leucosi enzootica bovina e
bufalina, nella Regione siciliana, continuano ad essere presenti
numerosi focolai attivi dai quali le superiori malattie indicate
rischiano di diffondersi, provocando una vera e propria emergenza
sanitaria e sociale;
considerato che:
il D.A. 26 ottobre 2017 Misure straordinarie di polizia
veterinaria per la eradicazione della brucellosi bovina, bufalina e
ovicaprina, della tubercolosi bovina e bufalina e della leucosi
enzootica bovina in Sicilia prevede una serie di controlli e
verifiche mediante l'applicazione delle disposizioni vigenti e di
misure straordinarie;
l'inadeguatezza dei progetti obiettivo, fin qua proposti, nel
contrasto al fenomeno sono assolutamente inadeguati, soprattutto
nella provincia di Messina. Territorio in cui per la particolare
conduzione zootecnica caratterizzata da aziende a conduzione brada
o semi-brada, allocate in aree montane e servite sovente solo da
trazzere non percorribili in alcuni periodi dell'anno, la
situazione è particolarmente grave;
rilevato che:
nonostante i milioni di euro di Fondi UE spesi, la Sicilia rimane
la regione italiana più colpita con quasi il 3% di aziende infette
da brucellosi bovina e ovicaprina nel 2017, e il 75% delle aziende
della provincia di Messina risulta non indenne ;
l'Unione Allevatori Sicilia chiede di vaccinare le rimonte
(massimo 12 mesi di età) nelle province ad alta prevalenza di
brucellosi con il vaccino RB-51, senza che le autorità siciliane
abbiano mai avviato questa procedura, scaricando la responsabilità
su una fantomatica mancanza di autorizzazione da parte dell'UE;
tale inerzia, tuttavia, appare ingiustificata e non più
tollerabile alla luce della dichiarazione ufficiale della
Commissione UE secondo cui spetta alle autorità nazionali e
regionali competenti decidere se autorizzare la vaccinazione in
Sicilia. Dunque occorre immediatamente che la Regione si faccia
carico di concretizzare questa misura assolutamente necessaria.
Anche il Ministero della Salute, nel 2009 aveva trasmesso una nota
favorevole all'uso dei vaccini nei territori con elevata incidenza
di infezione;
infine, la Commissione ammonisce che nel caso in cui le misure
attuate non portino a un progresso chiaro in tale direzione, il
sostegno finanziario potrà essere riesaminato . Dunque, non solo
l'autorizzazione della vaccinazione rientra nelle competenze di
questo assessorato, ma vi è un concreto rischio che se non si
provvederà presto in tal senso si possano perdere anche quei fondi
predisposti dall'Europa;
per sapere:
quando l'Assessorato in indirizzo intenda attuare le azioni
necessarie al fine di contrastare adeguatamente l'emergenza
sanitaria e sociale discendente dal diffondersi della brucellosi,
della leucosi e delle altre malattie di bovini, ovini e caprini,
oggetto di profilassi obbligatoria, nella provincia di Messina e
nelle altre province sedi di focolai, ed in particolare quando
intenda intraprendere e agevolare un percorso di vaccinazione di
tutti gli allevamenti bradi, con particolare riferimento alle
province di Messina ed Enna, e di rivedere il piano di eradicazione
adottando misure più efficaci e proporzionate alle esigenze del
settore;
la destinazione puntuale e dettagliata dei fondi europei che sono
arrivati in Sicilia per il piano di eradicazione negli ultimi anni,
a partire dal 2010».
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, è noto che per
l'Assessorato regionale per la salute la persistente presenza di
talune malattie del bestiame in Sicilia, e in alcune zone in modo
particolare, costituisca un serio problema per la sanità pubblica e
per l'economia zootecnica.
Nell'area della provincia di Messina il problema pare notoriamente
più rilevante, mentre in molte aree del territorio regionale si
sono registrati significativi miglioramenti con progressive
riduzioni degli indici epidemiologici di diffusione.
Per quanto riguarda la leucosi, per esempio, solo in provincia di
Messina residua un cluster di infezione, mentre le rimanenti otto
province hanno raggiunto lo status di territori indenni.
Quanto alle richieste, nel tempo, pervenute da parte dell'Unione
Allevatori si fa presente che la stessa organizzazione è stata
ricevuta in più occasioni, nel corso delle quali gli uffici
dell'Assessorato hanno segnalato la necessità che le richieste
avanzate e la fattibilità delle proposte trovassero riscontro con
le autorità nazionali e comunitarie di riferimento.
Sul tema della vaccinazioni, si fa presente che tale pratica deve
essere autorizzata previa condivisione della misura da parte di
tutto l'ambito zootecnico dei territori e, al riguardo, si segnala
che non esiste univocità di vedute da parte di tutto il settore
zootecnico regionale.
Quanto alla richiesta riguardante la destinazione, puntuale e
dettagliata, dei Fondi europei che sono arrivati in Sicilia per il
Piano di eradicazione negli ultimi anni, si rappresenta che le
domande di pagamento e le relazioni finanziarie nei riguardi della
Commissione europea competono all'autorità centrale dello Stato,
come espressamente previsto dagli articoli 14 e 15 del Regolamento
europeo n. 652 del 15 maggio 2014.
Alla risposta che ho illustrato, mi piace aggiungere due
rapidissime considerazioni. La prima: è stato istituito un tavolo,
presso il Ministero della Salute, competente da parte della
Direzione della Sanità veterinaria, alla quale la Regione sta
cercando di fornire adeguati contributi. Personalmente, ho
incontrato il Direttore generale in più occasioni e, da ultimo,
l'ho sentito alcune settimane fa, ho chiesto al Direttore generale
di rendere più intenso il rapporto di collaborazione e anche il
sostegno da parte del Ministero perché la Regione che ha ereditato
una situazione molto impegnativa dal punto di vista
dell'eradicazione della brucellosi e di alcune malattie dei bovini,
ha bisogno di un'interfaccia costante con il Ministero della
Salute, ha bisogno di essere accompagnata, così come lo è stata con
i due decreti assessoriali che sono stati emanati nella scorsa
legislatura e che sono stati oggetto di un confronto e di un
dialogo costante tra l'Assessorato e il Ministero.
So bene, e non mi sfugge, che esistono delle criticità, ma queste
possono essere affrontate soltanto in un rapporto di collaborazione
profonda e proficua come quello che, sono certo, il tavolo
istituito consentirà di registrare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore la
tematica che ci vede impegnati in quest'interrogazione e nella sua
risposta meriterebbe maggiore attenzione da parte dell'Assessorato
da lei guidato perché questa tematica, nonostante la vetustà
dell'interrogazione, purtroppo, a differenza delle altre, è ancora
attuale, non solo perché lo zoonosi dedotte dall'interrogazione
sono assolutamente presenti ancora in Sicilia, ma perché da
un'analisi dei dati è venuto fuori anche che molteplici sono le
mancanze degli organi deputati al controllo, in quanto i dati
riferiti dalle ASP sono costruiti non con la forma di legge con cui
dovrebbero essere costruiti. Mi spiego: se la legge prevede che gli
abbattimenti degli animali malati deve avvenire entro 15 giorni e,
invece, avviene dopo 40 giorni, o se la legge prevede che i
controlli devono essere fatti due volte l'anno e, invece, vengono
fatti una volta ogni 240 giorni, questo determina una non reale
rappresentatività del dato.
E non è possibile scaricare la responsabilità esclusivamente
sull'organo statale, perché in materia di sanità - lei mi insegna -
che il Ministero fa le linee guida, indica quali sono i LEA o
fornisce gli obiettivi da raggiungere, e da questo punto di vista
la Sicilia non solo li ha traditi
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, si deve limitare a dire se è
soddisfatto o non soddisfatto.
DE LUCA. Penso che sto per arrivare al punto. Mi conceda due
minuti. Li ha concessi agli altri, li conceda anche a me.
PRESIDENTE. Sì, ma nel Regolamento non è scritto che lei deve
rispondere.
DE LUCA. Sto rispondendo in maniera
PRESIDENTE. Ma lo faccia in maniera sintetica.
DE LUCA. Va bene. Vede Assessore, in questo momento siamo in una
condizione che non solo dovremo, perché il Ministero ha già
trasmesso alla Corte dei conti il fascicolo per ottenere dalla
Sicilia i fondi che ha dovuto restituire alla Commissione europea,
ma in questo momento siamo anche a rischio di sanzione da parte
della Commissione europea, che non solo rischia di toglierci i
fondi, ma rischiamo anche di subire un embargo dei nostri animali e
dei prodotti zootecnici e caseari, che sarebbe la crisi definitiva
della nostra Regione. E la Commissione europea non arriverà fra
dieci anni, arriverà la settimana prossima a fare questi controlli,
arriverà all'interno di questo mese, e questa è una responsabilità
tutta del suo Assessorato, dell'Istituto zooprofilattico e di tutte
le ASP che non hanno fatto correttamente il loro lavoro.
E, allora, il tavolo tecnico serve a ripartire, perché lo abbiamo
chiesto noi, ma la situazione è quella che ho appena descritto.
Quindi, non mi ritengo soddisfatto di avere ricevuto delle risposte
tecniche e anche evasive della tematica reale. Mi sentirò
soddisfatto quando vedrò che questo Assessorato tratterà con la
competenza e con l'attenzione che merita questo settore.
Assessore, so che non dipende tutto da lei o che non ha la
bacchetta magica, però non possiamo più girare intorno a questo
problema e anche in Commissione Sanità' lo abbiamo trattato tante
volte. Quindi, mano tesa da parte del Ministero, però anche noi,
come Regione, dobbiamo fare la nostra parte e andare a vedere chi
non fa il proprio dovere, rimuoverlo e mandarlo a fare altro,
perché se la brucellosi c'è da venti, trent'anni le cose sono due:
o chi la doveva debellare è incompetente, o chi la doveva debellare
è colluso. Da questo punto di vista non si scappa.
Quindi, Assessore, non è una cosa contro di lei. E' un sistema,
però questo sistema lo dobbiamo un attimo scardinare, altrimenti
non andrà mai via dai nostri territori. Grazie.
PRESIDENTE. Non ho capito. E' soddisfatto o non è soddisfatto?
Perché poi alla fine
DE LUCA. No, perché lei si è distratto, perché io l'ho detto, ho
dieci testimoni.
PRESIDENTE. Non è soddisfatto. E' incerto, ma non è soddisfatto.
Va bene.
Si passa all'interpellanza n. 155 «Notizie circa l'assistenza
riabilitativa», a firma dell'onorevole Lupo.
«All'Assessore per la salute,
premesso che:
l'articolo 26 della legge 833/78 garantisce le prestazioni
sanitarie dirette al recupero funzionale e sociale dei soggetti
affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti
da qualunque causa, stabilendo che le stesse sono erogate dalle
aziende sanitarie attraverso i propri servizi o mediante
convenzione con istituti aventi i requisiti di legge;
le attività di riabilitazione sono erogate da strutture
riabilitative convenzionate con il SSR a seguito della presa in
carico del disabile cui viene offerto un progetto riabilitativo
individuale che prevede moduli diversificati in ambulatoriale,
domiciliare, extramurale, eccetera;
considerato che:
l'utenza che fruisce delle prestazioni riabilitative presso i
centri convenzionati ai sensi dell'articolo 23 della l. 833/78 è
molto variegata in relazione alle patologie trattate e all'età dei
pazienti;
nel servizio ambulatoriale, la maggior parte dei pazienti è
costituita da bambini fra i 3 e i 14 anni con disturbi del
linguaggio, dello spettro autistico o disturbi cognitivo-
comportamentali, ma anche patologie rare come la sindrome di
Tourette; le terapie maggiormente praticate, pertanto, sono
relative alla riabilitazione logopedica, neuromotoria, o
prestazioni di fisiokinesiterapia;
nel servizio domiciliare, la maggioranza degli assistiti è invece
costituita da pazienti in età senile affetti dal morbo di
Parkinson, Alzheimer, o postumi da ictus per i quali le terapie
riabilitative più richieste sono la riabilitazione neuromotoria e
la fisiokinesiterapia;
rilevato che :
nonostante la necessità di effettuare la riabilitazione in tempi
adeguati al fine di evitare l'aggravamento dei sintomi o il loro
cronicizzarsi, i tempi d'attesa per l'erogazione delle terapie sono
molto lunghi e sfiorano i due anni, vanificando quanto previsto dai
LEA;
numerosi sono i casi nei quali il paziente muore prima ancora di
effettuare il primo accesso alla struttura terapeutica;
premesso, inoltre, che con nota del 6 febbraio 2018, l'ASP di
Palermo, dovendo procedere ad una riorganizzazione del modulo
domiciliare dell'assistenza riabilitativa ex art. 26 ha richiesto
ai centri convenzionati del proprio territorio di competenza
l'elenco dei pazienti di età uguale o superiore ai 75 anni,
completo delle diagnosi, in trattamento domiciliare;
per conoscere:
quali siano i tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni
riabilitative ex art. 26 l. 833/78 presso le strutture
convenzionate e quali siano i provvedimenti che si intendono
adottare al fine di ridurli;
quale sia la riorganizzazione del modulo domiciliare che l'ASP di
Palermo si appresta a varare e se la stessa non sia finalizzata a
ridurre le prestazioni ai pazienti in età senile per rivolgerle ai
pazienti più giovani;
se siano in programma analoghe 'riorganizzazioni' del modulo
domiciliare anche in altre ASP regionali».
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, l'onorevole
Lupo ci chiede informazioni sugli interventi per il corretto
funzionamento del reparto di nefrologia dell'ospedale di Lipari. In
riscontro all'interrogazione posso comunicare che l'Azienda
sanitaria di Messina
PRESIDENTE. Assessore, l'interpellanza è la n. 155 «Notizie circa
l'assistenza riabilitativa», ex articolo 26.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo scusa, l'interpellanza è
stata sollecitata all'ASP di Palermo e ho chiesto all'ASP di
Palermo di rispondere entro una settimana. In carpetta avevo la
risposta all'interrogazione dell'onorevole Lupo.
PRESIDENTE. Ma lei deve rispondere sull'interpellanza n. 155.
RAZZA, assessore per la salute. Presidente, ho già detto che ho
sollecitato la risposta all'ASP di Palermo che non ha ancora
risposto.
PRESIDENTE. Ho capito.
Si passa all'interpellanza 158 «Chiarimenti in merito all'episodio
di aggressione avvenuta presso il pronto soccorso di Siracusa a
danno di due medici», a firma degli onorevoli Zito, Cappello,
Ciancio, Foti, Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino,
Zafarana, Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di Paola,
Marano, Pagana, De Luca, Pasqua.
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,
premesso che:
in data 4 febbraio 2019 presso il pronto soccorso di Siracusa si è
consumata l'ennesima aggressione al personale medico ed
infermieristico che, nella fattispecie, è costato diverse settimane
di prognosi riservata a due medici del pronto soccorso aretuseo
'Umberto I';
le aggressioni al personale medico ed infermieristico
rappresentano una emergenza nei pronto soccorso siciliani e, più in
generale, italiani visto che secondo una indagine della Società
Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU), dal 1 marzo al
30 aprile 2017 in due pronto soccorso su tre (63%) si è infatti
verificata almeno una aggressione fisica;
secondo la prefata indagine, nel 2018, afferma la SIMEU, la
situazione è sensibilmente peggiorata in tutte le regioni, dal
Friuli Venezia Giulia alla Sicilia, passando per il Lazio e,
inoltre, nel 50% dei casi le aggressioni si sono verificate dove vi
è maggiore sovraffollamento, non contando le aggressioni verbali e
le innumerevoli intimidazioni;
l'affanno nella trincea dell'emergenza siciliana è aggravata,
altresì, dalla cronica carenza di personale medico ed
infermieristico, cui le frequenti chiamate di ASP e aziende
ospedaliere non riescono a fare fronte; invero, ciò trova conferma
in un recente studio Anaao-Cimo, due sindacati di medici
ospedalieri, che testimonia come nei pronto soccorso con accessi
che vanno dai 30 mila ai 50 mila annui, i vuoti arrivano a sfiorare
il 50 per cento della dotazione organica prevista dal D. A. n.
1380/ 2015;
l'Unità operativa complessa di medicina e chirurgia d'accettazione
e d'urgenza dell'Umberto I di Siracusa, in media, effettua circa
60.000 mila accessi al pronto soccorso.
considerato che:
al fine di garantire la sicurezza negli ospedali è previsto che i
nosocomi devono avere presidi di guardie giurate, e a tal fine, la
Centrale Unica di Committenza della Regione siciliana con D.A.S. n.
1175 del 27/6/2017, ha indetto gara telematica mediante
convenzione, per l'affidamento quinquennale dei servizi integrati
di vigilanza armata per gli immobili delle Aziende del servizio
sanitario Regionale;
con D.A.S. n. 3093 del 14/11/2018, il sopra richiamato servizio,
avente ad oggetto il lotto 4 (AA.SS.PP.) Ragusa e Siracusa, veniva
aggiudicato al RTI Istituto di Vigilanza Metronotte srl - Sicilia
police srl - ANCR srl;
con deliberazione del Direttore generale F.F. di Siracusa, Dott.
Anselmo Madeddu, n. 1414 del 17 dicembre 2018 è stato disposto di
aderire alla convenzione di cui al D.A.S. del 14/11/2018 predetta
e, altresì, autorizzare la KGB Security srl, già appaltatrice del
servizio di vigilanza armata presso i pronto soccorso dei PP.OO., a
proseguire il servizio oltre la scadenza e fino al 31/1/2019 per il
tempo occorrente per porre in essere gli adempimenti necessari per
procedere al cambio dell'appalto;
preso atto che:
il fenomeno delle aggressioni ai medici e al personale sanitario
sul posto di lavoro merita la massima attenzione a causa delle
conseguenti problematiche organizzative e costi sociali che
comporta e, per tale ragione, è auspicabile la realizzazione di un
piano che preveda un controllo del territorio particolarmente
dedicato alle strutture ospedaliere ad opera delle forze di polizia
con un presidio h24;
appare necessario, inoltre, affrontare le problematiche sottese
alla carenza di personale sanitario riportata in premessa al fine
di risolvere ab origine la tendenza relativa ai bandi che vanno
deserti a causa, anche, della previsione di contratti troppo brevi
(tre mesi);
per conoscere:
se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti;
se intendano, urgentemente, e nei limiti delle competenze loro
attribuite, verificare se sono stati adottati tutti gli adempimenti
necessari al cambio dell'appalto per il servizio di vigilanza
armata presso i pronto soccorso dei PP.OO. della città aretusea,
prorogato fino al 31/01/2019 della città aretusea;
se, qualora, non si sia proceduto al cambio dell'appalto sopra
richiamato, quali azioni intendano intraprendere al fine di
garantire la sicurezza e l'incolumità del personale medico e
sanitario, anche attraverso l'adozione di un piano che veda il
coinvolgimento delle forze di polizia attraverso la stipula di una
convenzione che abbia ad oggetto l'aumento dei controlli;
se, considerata la grave e perdurante carenza del personale nei
pronto soccorso e in particolare, all'Umberto I di Siracusa, quali
azioni intendano porre in essere per verificare l'effettiva carenza
dei posti in organico e, conseguentemente, procedere all'immediato
adeguamento della pianta del personale medico ed infermieristico,
attraverso la possibilità di contrattualizzare nuovi assunti anche
a tempo indeterminato e/o procedere alla eventuale convergenza di
unità organiche di medici ed infermieri, in atto fuori ruolo da
altre Unità Operative che risultino affini per specializzazione al
pronto soccorso».
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, rispondo
all'interpellanza dell'onorevole Zito. Il triste fenomeno delle
aggressioni nei pronto soccorsi ha rappresentato per il Governo
della Regione una priorità fin dal momento del suo insediamento.
Sono note le misure che sono state adottate: l'aumento della
vigilanza armata in tutte le strutture maggiormente frequentate, il
raddoppio della presenza dei vigilantes, che prima erano impegnati
soltanto all'ingresso delle strutture ospedaliere e che oggi si
trovano all'ingresso dei reparti, l'adozione del decreto in materia
di sicurezza e sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso,
l'individuazione delle linee guida che ha comportato l'introduzione
dell'obbligo di controllo perché nessuno possa essere accompagnato
da più di una persona all'interno dell'area di pronto soccorso ed
anche, ove possibile, l'attivazione di un più intenso rapporto con
la forza pubblica sul quale vorrei poter dire che nella disamina
della grave questione della violenza nelle strutture ospedaliere
non dobbiamo mai dimenticare due aspetti che sono assolutamente
fondamentali.
Il primo: la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori compete allo
Stato; la seconda: non è un caso che proprio in questa legislatura
il Governo nazionale nella sua prima versione aveva approvato, in
materia di sicurezza nelle strutture ospedaliere dei pronto
soccorsi, l'adozione di un decreto legge e poi di un provvedimento
legislativo che, tante volte, era stato sollecitato anche dal
Ministro uscente.
Occorre premettere ulteriormente che non c'è nulla che possa
giustificare una condotta gravemente lesiva nei confronti degli
operatori sanitari. Devo anche rappresentare che la vigilanza
armata che è stata disposta in tutte le strutture rientra tra le
categorie merceologiche di cui al decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 24 dicembre 2015, con l'obbligo di
espletamento di gara da parte della centrale unica di committenza e
che la centrale unica di committenza il 26 di giugno del 2017 ha
pubblicato il bando per la procedura di gara per l'affidamento dei
servizi integrati di vigilanza armata e che la gara è stata
aggiudicata il 14 di novembre del 2018, tranne il lotto relativo
alla provincia di Messina che è stato nuovamente bandito ed è in
corso di aggiudicazione.
Con note dell'11 e del 17 aprile 2019 la centrale unica di
committenza ha comunicato alle aziende del lotto n. 5, l'Azienda di
Agrigento e Trapani, del lotto n. 2, Garibaldi e Cannizzaro a
Catania, l'ASP di Catania, il policlinico Vittorio Emanuele di
Catania, di avere stipulato le convenzioni con le ditte
aggiudicatarie per cui le aziende interessate, già da quella data,
erano state messe in condizione di emettere gli ordinativi di
fornitura.
Per il lotto n. 1 il TAR, dopo aver accolto una sospensiva ha
successivamente annullato la stessa ed ha disposto la convenzione
con l'aggiudicataria.
Per i lotti delle province di Siracusa e Ragusa che erano il lotto
n. 4 e il lotto n. 6 che era la provincia di Caltanissetta sono in
corso le verifiche dei requisiti dell'aggiudicatario.
La centrale unica di committenza nelle more della stipula della
convenzione ha autorizzato l'Azienda sanitaria provinciale di
Siracusa a predisporre una gara ponte al fine di garantire il
servizio.
L'Azienda sanitaria provinciale di Siracusa interpellata sul punto
ha dato comunicazione dell'attuale presenza nel pronto soccorso di
Siracusa, Umberto I, di un presidio quotidiano della polizia di
Stato per l'orario diurno e del servizio affidato alla guardiania
H12 dalle ore 19.00 alle ore 7.00 del mattino per i giorni
feriali e dell'intera giornata per i giorni di sabato e domenica
quando la Polizia non è presente.
Il servizio viene garantito altresì nei pronti soccorsi di
Augusta, di Avola, di Lentini e al Presidio ospedaliero Rizza di
Siracusa.
Ciò al solo fine di garantire agli operatori sanitari e alla
popolazione a sicurezza e la serenità necessaria nell'espletamento
della propria opera.
Quanto al secondo quesito posto dall'interpellanza si rappresenta
che questo assessorato per ovviare alla carenza del personale
sanitario nelle strutture e garantire migliori e più celeri
servizi, dopo aver avviato una imponente azione destinata alla
stabilizzazione del personale precario che ha condotto alla
stabilizzazione di alcune migliaia di operatori in tutto il sistema
sanitario regionale ha avviato le procedure per il reclutamento del
personale medico, infermieristico e degli operatori socio-sanitari.
Con nota di maggio 2019 è stato anche autorizzato un concorso
regionale di bacino finalizzato all'assunzione di 127 dirigenti di
medicina e chirurgia d'urgenza e accettazione.
Questa procedure si è conclusa, ma non ha consentito la integrale
copertura dei posti messi a bando in quanto le istanze presentate
sono state molto inferiore rispetto al numero complessivo dei posti
da coprire.
Per detta ultimar ragione in data 1 agosto 2019, l'assessorato ha
autorizzato l'azienda sanitaria provinciale di Siracusa a bandire
un ulteriore concorso nel rispetto delle previsioni del redigendo
atto aziendale per 33 posti di dirigenza medica, di cui 6 relativi
appunto alle discipline della medicina e chirurgia d'accettazione
ed urgenza.
La procedure di selezione è in atto e mi auguro si concluda nei
tempi più rapidi, spero entro questo mese e consentirà all'Asp di
colmare la carenza di personale medico, non soltanto con
riferimento alla U.C. di Medicina e Chirurgia, accettazione e
urgenza ma anche ad altre figure.
Per quanto attiene al personale infermieristico e agli operatori
socio-sanitari, si rappresenta che l'estio del monitoraggio presso
le aziende sanitarie utili ad acquisire i dati relativi ai posti
previsti nell'attuale dotazione organica è stato pubblicato ed è
proprio di questi giorni la pubblicazione, anche nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica, il doppio concorso di bacino per
infermieri ed operatori socio-sanitari, per oltre 1600 posizioni
complessive.
Da ultimo, siccome è noto che il tema della presenza di personale
medico, nelle strutture dell'emergenza, sia un tema all'attenzione
dell'agenda politica nazionale, mi piace segnalare l'iniziativa che
è stata assunta dalla Regione siciliana e che tenderà ad utilizzare
il CEFPAS di Caltanissetta per avviare un rapporto di training and
job che coinvolgerà alcuni centinaia di professionisti che potranno
formarsi all'interno delle strutture di emergenza ed urgenza e ai
quali potranno essere affidati alcuni compiti che rientrano in
quelli previsti dall'accordo nazionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito per dichiararsi
soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, mi
dichiaro soddisfatto, ma c'è sempre una condizione, che poi questo
sia mantenuto, perché quello che ha detto per la gran parte in
itinere, rimettere il presidio di polizia è qualcosa d'importante
che va garantito anche in continuità perché è un ottimo deterrente.
Come abbiamo detto la SIMEO, che è la Società Italiana di Medicina
di Emergenza-urgenza, già da tempo segnalava queste criticità per
quanto riguarda le aggressioni di pronto soccorso che non riguarda
solo la vigilanza e quindi il controllo sia che sia una vigilanza
privata sia che ci sia la presenza delle forze dell'ordine.
Il problema certo spesso nasce anche per delle tensioni che si
creano in attese che ci sono al pronto soccorso e che spesso crea
nervosismo e non si riescono ad avere informazioni sui parenti che
sono all'interno del pronto soccorso, quindi questo crea tensioni.
Ovviamente le assunzioni all'interno delle aziende ospedaliere e
in particolar modo nei pronto soccorso è qualcosa di
importantissimo. Ovviamente, questo va accelerato e non dobbiamo
permettere che dopo che avviene un'assunzione al pronto soccorso,
dopo qualche mese quella persona che è assunta là viene spostata in
un altro reparto, perché altrimenti la carenza nei pronto soccorso
si manterrà e non riusciremo a risolvere nessun problema a livello
definitivo.
Ovviamente, vanno coinvolti anche i medici di famiglia per evitare
alcuni codici bianchi, che arrivano nei pronto soccorsi, o verdi
che possono essere bypassati.
L'ultima cosa che invece le volevo chiedere, che non riguarda
proprio espressamente questa interrogazione ma le assunzioni, è di
monitorare quello che succede nelle ASP. Perché quello che è
successo, ad esempio, all'Università di Catania come esempio di
Università bandita, non è che riguarda secondo me solo
l'Università, potrebbe riguardare anche le aziende ospedaliere.
Ovviamente non ho elementi, però certo è che noi dovremmo
controllare al meglio le assunzioni per evitare che possano
accadere, sicuramente non accadranno, però vigilare, accendere i
riflettori su quelle aziende, questo sì. Ripeto, i medici hanno in
mano la vita delle persone, quindi noi non possiamo permettere
concorsi pilotati o truccati o quant'altro, dobbiamo garantire la
massima trasparenza, dobbiamo pretendere i migliori medici che
prendono servizio nelle nostre aziende ospedaliere e quindi
intervenire prima, con maggiori controlli e maggiore trasparenza
può far sì che anche diminuiscano questi episodi di violenza.
Perché c'è una risposta qualitativa molto alta e tempestiva, e
questo è importantissimo. Quindi le chiedo di accendere i
riflettori anche su questo tema dei concorsi che è importante.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 825 "Interventi per il
corretto funzionamento del reparto di nefrologia dell'ospedale di
Lipari , degli onorevoli Lupo e De Domenico. Ne do lettura:
«All'Assessore per la salute, premesso che:
presso l'ospedale di Lipari si registra una grave carenza di
personale nel reparto di Nefrologia dove è presente un solo medico
sul quale grava per intero l'assistenza nefrologica del territorio;
l'unico professionista in servizio, pertanto, o è in reparto o è
in reperibilità: si tratta di un carico di lavoro insostenibile per
chiunque, che mette a rischio la sua salute e quella dei pazienti;
presso il reparto sono in cura circa 8 pazienti dializzati e
vengono altresì garantite le prestazioni ambulatoriali, ma il
carico di lavoro aumenta in modo esponenziale nel periodo estivo
quando le isole Eolie sono affollate di turisti;
per sapere quali urgenti provvedimenti si intendano assumere al
fine di dotare il reparto di Nefrologia dell'ospedale di Lipari
delle unità di personale medico in numero idoneo a garantire i LEA
nel territorio».
Ha la facoltà di parlare l'assessore per la salute per fornire la
risposta.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, era quella alla
quale avevo iniziato a rispondere prima, dell'onorevole Lupo, che
concerneva interventi per il corretto funzionamento del reparto di
nefrologia dell'ospedale di Lipari.
In riscontro all'interrogazione di cui all'oggetto, l'Azienda
Sanitaria Provinciale di Messina, con nota del 2 luglio 2019, ha
evidenziato di essere in procinto di provvedere all'assegnazione
presso l'unità operativa di nefrologia di Lipari a rotazione, di
personale medico attualmente in servizio presso i presidi
ospedalieri di Taormina, Milazzo e Patti. Ciò al fine di rafforzare
la presenza del personale medico presso detto presidio ospedaliero
a fronte della impossibilità di reperire personale da destinarvi
stabilmente.
Occorre, tuttavia, evidenziare che l'azienda, a conclusione del
procedimento di adozione dell'atto aziendale da cui emergerà il
complessivo fabbisogno di personale, provvederà alla indizione
delle procedure concorsuali a tempo indeterminato che, per le aree
maggiormente più disagiate, sono il presupposto indispensabile per
il reperimento di professionisti che siano disponibili anche ad
andare ad occuparsi alle aree maggiormente lontane e difficili. La
copertura attraverso la modalità del concorso a tempo indeterminato
riguarderà tutti i posti vacanti e quindi, inevitabilmente, anche
quello della nefrologia di Lipari.
E' permanente il controllo sulla qualità della sanità delle isole
minori, soprattutto per quanto riguarda l'ospedale di Lipari e
frequentemente, presso la sede dell'assessorato regionale alla
salute, si realizzano degli incontri che coinvolgono anche
l'amministrazione comunale.
Purtroppo, quando le procedure, come è capito penso ad alcune
mobilità che hanno riguardato la cardiologia di quella struttura,
non mettono a disposizione un numero di specialisti
sufficientemente adeguato al totale complessivo dei posti messi a
disposizione, le norme di legge attualmente vigenti impediscono la
possibilità all'amministrazione di destinare obbligatoriamente in
un territorio.
E' una delle questioni che la Regione siciliana ha affrontato
anche nella redazione imminente del nuovo patto per la salute, e
l'auspicio che noi manifestiamo è che si possano individuare,
all'interno del patto della salute, delle norme che consentano una
valorizzazione economica di tutti i professionisti che sono
chiamati a lavorare all'interno di zone particolarmente disagiate.
PRESIDENTE. Ha la facoltà di parlare l'onorevole Lupo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.
LUPO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, dico
subito che mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta e
mantengo una riserva ma vorrei chiedere all'Assessore se è
possibile approfondire il contenuto dell'interrogazione anche in
Commissione, per avere insieme al collega De Domenico - che è
cofirmatario dell'interrogazione - ulteriori chiarimenti rispetto
al numero di medici e nefrologi che potranno essere destinati,
intanto temporaneamente e poi ci auguriamo stabilmente, ed ai tempi
soprattutto rispetto ai tempi relativi all'espletamento dei
concorsi.
Un ulteriore domanda intendo porre all'Assessore in termini
generali per quanto attiene le Isole minori. Io penso che
nell'ambito dell'esame degli atti aziendali occorre tenere
particolarmente conto della specificità delle Isole minori, anche
con riferimento alla stagionalità, notoriamente nel periodo estivo
ci sono anche molti turisti idealizzati e forse molti altri, ad
esempio a proposito dell'Unità di nefrologia potrebbero arrivarne a
fronte di un servizio adeguato disponibile a Lipari, così come
nelle altre Isole minori dove è importante assicurare ai nostri
concittadini, ai cittadini siciliani ma ai turisti in genere il
massimo di assistenza anche rispetto alla possibilità di svolgere
lì, in loco, un'attività di dialisi.
Quindi, se è possibile, Assessore, avere un approfondimento su
questi temi anche in Commissione.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 172 Istituzione di un
mezzo di soccorso di riserva in caso di fermo tecnico, manutenzione
o altre cause ostative delle ambulanze in dotazione del 118 , a
firma degli onorevoli Campo, Cappello, Ciancio, Foti,
Mangiacavallo, Palmeri, Siragusa, Trizzino, Zafarana, Zito,
Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Di Paola, Marano, Pagana, De
Luca, Pasqua.
«All'Assessore per la salute, premesso che:
nel Supplemento ordinario n. 1 alla Gazzetta Ufficiale, parte
prima, della Regione Siciliana n. 6 dell'8 febbraio 2019 è stato
pubblicato il decreto assessoriale 11 gennaio 2019, n. 22, recante
l'adeguamento della rete ospedaliera al D.M. 2 aprile 2015, n. 70;
nell' Allegato 1 al D.A. 22/2019 'Documento metodologico per la
riorganizzazione del Sistema di Rete dell'Emergenza - Urgenza' si
legge che la distribuzione dei mezzi di soccorso viene ridefinita
nel rispetto degli standard previsti dal DM 70/2015, secondo
criteri di densità abitativa, distanze e caratteristiche
territoriali, e che comunque possono essere apposti alcuni
correttivi derivanti da fattori specifici quali: vie di
comunicazione; vincoli orografici e climatologici; tempi di
percorrenza per l'arrivo sul luogo e relativa ospedalizzazione del
paziente; distribuzione dei presidi ospedalieri con DEA o Pronto
Soccorso; distribuzione dei Punti di Primo Intervento anche a
seguito di ridefinizioni della rete dei P.S. ed eventuali
riconversioni; flussi turistici stagionali; affidamento al Sistema
118 dei trasporti secondari non urgenti; implementazione delle reti
delle patologie complesse tempo-dipendenti; rete elisoccorso;
nel territorio del Libero Consorzio comunale di Ragusa la rete
prevede le seguenti ambulanze: una MSB ad Acate, presso la guardia
medica; una MSA a Chiaramonte Gulfi, presso il PTE; una MSA a
Comiso, presso i locali ASP; una MSB a Giarratana, presso la
guardia medica; una MSA a Ispica, presso la guardia medica; una MSB
a Marina di Ragusa, presso la guardia medica; una MSA e una MSB a
Modica, presso la guardia medica e i locali ASP; una MSB a
Monterosso Almo, presso la guardia medica; una MSA a Pozzallo,
presso il PTE; due MSA a Ragusa, presso i locali ASP, e una MSB h12
a Ragusa Ibla, presso i locali ASP; una MSA a Santa Croce Camerina,
presso la guardia medica; una MSA a Scicli, presso i locali ASP;
una MSA a Vittoria, presso la guardia medica;
rilevato che:
lo scorso aprile un uomo di Acate (RG) è morto di infarto presso
la guardia medica di Acate, dove si era recato dopo aver compreso
la gravità del malore che lo aveva colpito, in attesa di
un'ambulanza che doveva arrivare dalla postazione di Comiso,
essendo l'ambulanza in dotazione alla Guardia medica di Acate in
manutenzione;
negli ultimi anni si assiste ad una prassi consolidata secondo la
quale, quando l'ambulanza di Vittoria o di qualche altro comune
vicino ad Acate sia guasta, la Centrale operativa 118 di Catania
trasferisce l'ambulanza di Acate presso quei comuni, privando
Acate, anche per numerosi giorni, del prezioso mezzo di soccorso e
facendolo venire, in caso di emergenza, proprio dai comuni dove è
stata inviata a sopperire al vuoto;
considerato che:
il comma 4.2.1 del decreto assessoriale 25 marzo 2009 pubblicato
nella GURS, parte I, n. 18/2009 'Nuove linee guida sul
funzionamento del servizio di urgenza-emergenza sanitaria regionale
S.U.E.S.- 118' prevede che 'Tutte le ambulanze (...) non possono
avere più di 5 anni di vita e non devono avere superato la
percorrenza di 150.000 Km';
dagli addetti ai lavori si apprende che oltre una trentina di
ambulanze della Seus avrebbero già abbondantemente superato i 5
anni e, pertanto, non potranno essere più utilizzate per servizi di
emergenza, e che numerose altre ambulanze avrebbero percorso
distanze di gran lunga superiori ai 150.000 km;
da un accesso agli atti effettuato dal Gruppo parlamentare del
Movimento 5 Stelle all'Assemblea regionale siciliana nel 2014 alla
Centrale Operativa 118 di Catania, per conoscere i criteri
utilizzati nella scelta dell'ambulanza sostitutiva in caso di fermo
tecnico di ambulanza in dotazione a postazione 118, è emerso che i
mezzi sostitutivi vengono scelti sia in base alla 'posizione
ritenuta più utile' sia in base al 'mezzo più avanzato';
tale gestione arbitraria dei mezzi sostitutivi si è rivelata,
oltre che fatale per il triste caso di cronaca sopra richiamato,
anche inefficiente, sia perché spesso la postazione che cede il
mezzo rimane con tutti gli operatori in servizio ma priva
dell'autoambulanza anche per numerosi giorni, sia perché spesso
l'arrivo del mezzo di soccorso da una postazione vicina può
impiegare anche oltre venti minuti;
si rende necessario, data la frequenza di fermi tecnici e di
operazioni di manutenzione dei mezzi di soccorso dislocati nel
territorio dell'ex provincia regionale di Ragusa, prevedere
l'istituzione una unità di riserva che, nei casi su indicati,
intervenga in sostituzione, senza così privare altre postazioni
delle ambulanze assegnate;
per conoscere:
se non ritenga opportuno porre in essere tutti gli interventi del
caso per rivedere la distribuzione dei mezzi di soccorso nel
territorio del libero consorzio di Ragusa, prevedendo un'ambulanza
di riserva che copra la postazione di emergenza in caso di fermo
tecnico, manutenzione o altre cause ostative dell' ambulanza in
dotazione;
se, qualora non risultino disponibili all'interno del parco mezzi
del 118 mezzi di soccorso da destinare ad unità aggiuntiva di
riserva, non intenda sollecitare la Società di Emergenza - Urgenza
della Regione ad individuare e accreditare eventuali altri mezzi di
soccorso già presenti nel territorio dell'ex provincia regionale di
Ragusa e in dotazione ad associazioni sanitarie o di protezione
civile, che risultino idonei all'espletamento del servizio;
se non sia il caso di verificare l'adeguatezza dei criteri seguiti
dalle centrali operative del 118, in particolare quella di Catania,
per la gestione dei fermi tecnici e dello spostamento delle
ambulanze, prendendo in considerazione anche quelli della
prossimità della prima posizione ritenuta più utile e del minor
numero di uscite del mezzo;
se non intenda introdurre un rigido piano di manutenzione
programmata e di revisione costante semestrale di tutti i mezzi di
soccorso, così da permettere alle centrali operative del 118 di
programmare gli spostamenti con congruo preavviso».
Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza per rispondere
all'interpellanza.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, volevo
comunicare che sulle interrogazioni n. 825 e n. 879 e
sull'interpellanza n. 175 poste all'ordine del giorno ho
sollecitato i competenti Dipartimenti a trasmettere la risposta.
PRESIDENTE. Allora, le rinviamo alla prossima discussione in cui
si terrà la rubrica sulla Sanità. Intanto, può rispondere
all'interpellanza n. 172.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. L'onorevole
Campo interroga il Governo della Regione sulla istituzione di un
mezzo di soccorso di riserva in caso di fermo tecnico, manutenzione
o altre cause ostative delle ambulanze in dotazione al 118.
Con nota assessoriale, l'Assessorato ha disposto, in raccordo con
i provvedimenti adottati da altre regioni, ad esempio il Piemonte,
e ferma restando l'effettuazione dei periodici controlli ordinari e
straordinari e l'ottemperanza al dispositivo legislativo in materia
di revisione periodica, che le ambulanze in servizio per il sistema
118 alimentate a gasolio siano autorizzate a poter operare
nell'ambito del territorio della Regione con il limite di anni
sette o di Km. 250 mila.
Dai dati statistici in possesso della SEUS si è evinto che in atto
non esistono ambulanze che abbiano superato il predetto limite.
In ordine alla dislocazione delle ambulanze sul territorio nel
rispetto delle vigenti linee guida SEUS 118, lo stesso è operato
dalle centrali operativo di riferimento territoriale che dispongono
gli spostamenti, oltremodo momentanei, utili e necessari per un
migliore efficientamento del servizio sanitario.
Per fronteggiare l'eventuale carenza di mezzi la SEUS è dotata di
alcuni mezzi che costituiscono il cosiddetto stand by e che sono
adoperati su base regionale e fino alla concorrenza della reale
disponibilità. Inoltre sempre per una maggiore efficienza risulta
in itinere la gara per il rinnovo del Parco mezzi da utilizzarsi
per il servizio 118, ove prevista per una prima implementazione e
sostituzione dei mezzi entro febbraio 2020.
Con nota dirigenziale è stata emanata una disposizione urgente per
garantire gli interventi in emergenza in caso di fermo tecnico ed
eventi imprevedibili dei mezzi di soccorso, che ha previsto che in
caso di fermo tecnico di un mezzo MSA o MSI la Centrale Operativa
118 competente per territorio possa dislocare in postazione un
mezzo MSB del proprio circuito.
La scelta del mezzo non dovrà riguardare sempre la medesima
postazione e deve essere disposta tenuto conto della dislocazione
delle ambulanze anche dei Bacini confinanti. Nel bacino di utenza,
ove ubicata la postazione in fermo, vanno verificati i seguenti
parametri: densità di popolazione; la statistica degli interventi;
la percorribilità degli assi viari interessati; la possibile
sussidiarietà delle postazioni prossime a quella interessata dallo
spostamento.
In ordine al caso specifico della presunta carenza di ambulanza
per territorio a Ragusa, si evidenzia che lo stesso è in atto
dotato di n. 3 ambulanze di tipologia MSA (Soccorso avanzato) in
h.24, di una MSA in h.12 e di 1 MSI cioè il soccorso con
infermiere, oltre che di numero 8 di Soccorso base che sono le
cosiddette MSB. Per il tramite del documento metodologico che
accompagna il Decreto sulla rifunzionalizzazione della Rete
Ospedaliera, per il Sistema 118 presso Ragusa, era stata previsto
la trasformazione di n. 4 ambulanze di soccorso con infermiere in
soccorso avanzato e la trasformazione della soccorso base
(postazione Ragusa 2) in soccorso avanzato.
Allo stato attuale questo incremento è oggetto di autorizzazione
nella interlocuzione con il Governo nazionale.
In merito all'eventuale accreditamento di ulteriori mezzi di
soccorso, si evidenzia che l'incremento viene effettuato secondo le
norme del Decreto dirigenziale 280 del 2012, ed in ogni caso la
scelta dell'Associazione di Volontariato che deve possedere i
requisiti di salubrità e performance del messo in relazione alle
linee guida SEUS 118, è su base volontaria. Si specifica, inoltre,
che una volta che l'Associazione risulta iscritta, l'ingaggio della
stessa allo svolgimento di servizi in emergenza-urgenza 118 è di
esclusiva pertinenza della centrali operative di riferimento.
A questo mi piace aggiungere che è in stato avanzato, ne ha dato
informazione anche la Stampa, il rinnovo dell'intero parco mezzi
del 118 che era un presupposto indispensabile per assicurare anche
una rete di collegamento in telemedicina con tutte le strutture
territoriali e quindi di innalzare la qualità del servizio
territoriale e ho anche dato indicazione di monitorare con
particolare attenzione il cosiddetto ricorso alle eccedenze perché
compatibilmente con un miglioramento della qualità dei mezzi si
potrà sensibilmente ridurre il ricorso ad eccedenze che come è noto
costituiscono un corso aggiuntivo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
CAMPO. Signor Presidente, colleghi deputati, io mi voglio reputare
parzialmente soddisfatta nel senso che do per buone le sue risposte
e aspetto che venga trovata al più presto una soluzione perché
purtroppo questa interpellanza scaturisce da un episodio che è
successo ad Acate, pesante per la popolazione iblea da accettare in
quanto proprio durante un guasto di uno dei mezzi del 118 è stata,
per l'ennesima volta prelevata l'ambulanza da Acate, che viene
molto spesso lasciata anche per intere settimane senza mezzo di
soccorso e pertanto in quei giorni particolari del mese di aprile
ci fu un decesso all'interno del Pronto soccorso proprio a causa
della mancanza di un'ambulanza.
Ecco, la salute dei nostri cittadini è nelle sue mani perché noi
necessitiamo di un mezzo supplementare e che non venga
costantemente prelevato dalla centrale operativa di Catania il
mezzo sempre dal medesimo comune di Acate e, quindi, speriamo che
questo venga al più presto risolto. Purtroppo spesso e volentieri
lei mi dice che questi mezzi non hanno superato i sette anni e i
250 km, ma spesso e volentieri è capitato che i mezzi sono stati in
manutenzione, quindi anche fare una revisione programmatica e
sistematica di questi mezzi ancor prima che si guastino, potrebbe
attutire duri colpi come questo che ha subito la comunità iblea.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato la Rubrica delle
interrogazioni.
Sull'ordine dei lavori
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, io
approfitto della presenza dell'Assessore Razza in qualità di
rappresentante del Governo per chiedere, viste le richieste che
sono state fatte ieri in Aula da parte del Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle e del Gruppo parlamentare Partito
Democratico a riguardo l'operazione di trasparenza dei conti della
Regione, all'Assessore Armao, al Governo, se il Governo ha già
deciso quando verrà a riferire in Aula e se è già disponibile,
anche perché stamane dalla conferenza stampa abbiamo appreso che di
fatto l'Assessore per l'economia, l'Assessore Armao, è stato
commissariato, perché abbiamo capito in qualche modo che si sta
dando incarico ad una società terza per verificare i conti della
Regione. Quindi, signor Presidente, se possibile volevo avere una
risposta da parte del Governo.
PRESIDENTE. Assessore Razza, intende intervenire oppure poi si
sente con il Presidente Musumeci e concorda?
RAZZA, assessore per la salute. Ovviamente, il Presidente della
Regione avrà occasione di riferirne alla prima occasione utile in
Assemblea. Mi permetta di dire, onorevole Di Paola, che non è un
fatto nuovo perché è codificato dalle norme, che il Governo della
Regione o ciascun Assessore o il Presidente possa avvalersi di
esperti, guai se non lo si facesse. L'Assessore Armao, che è
Assessore per l'economia, non è certamente stato né commissariato
né altro. Capisco il senso della polemica, però che ci si dia tutti
una mano d'aiuto in questa condizione di difficoltà della nostra
Regione, penso sia un valore aggiunto da tutelare.
PRESIDENTE. Assessore, comunque la richiesta è stata formulata
nella seduta precedente anche dall'onorevole Lupo come Partito
Democratico, quindi credo che a breve dovremmo tenere un incontro
qui in Aula per comprendere più adeguatamente la reale situazione
finanziaria.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io la ringrazio e ringrazio
l'Assessore Razza perché approfitto della sua presenza, mi dispiace
che sia andato via l'Assessore Armao, perché proprio approfittando
della loro presenza, volevo utilizzare l'occasione per porre una
questione sulla quale abbiamo presentato questa mattina una
interpellanza, anche perché aspettavamo l'Assessore Razza in
Commissione avendo sollecitato la VI Commissione ad audire
l'Assessore sulla delibera approvata il 4 settembre dalla Giunta
regionale relativamente alla possibilità prevista dalla legge del
2015 di avvalersi di altre strutture delle centrali uniche di
committenza esistenti nel territorio nazionale.
Ora questa è una vicenda un po' delicata perché la ragione per la
quale il Governo ha deciso di utilizzare la clausola che era
prevista nella norma è sostanzialmente di una dichiarazione di
fallimento di questa struttura costituita nel 2015 con la legge
appunto varata nel corso di quell'esercizio finanziario. Un
fallimento che tra l'altro contraddice un dato, ovvero che il
Ministero dell'economia, sia nel 2016 che nel 2017 e mi risulta
anche nel 2018, ha concesso e riconosciuto una premialità alla
Regione siciliana per la gestione e l'utilizzo della CUC per alcune
gare d'appalto definite dal DPCM che in qualche modo individuava i
settori merceologici per i quali occorreva avvalersi della
struttura.
Nelle argomentazioni che l'Assessorato della salute ha esposto
nella relazione che supporta la proposta di delibera, e questa è
una prima anomalia, l'Assessore per la salute propone alla Giunta
regionale un atto deliberativo la cui competenza, in forza della
legge del 2015, è dell'Assessorato dell'economia. Sembra che
l'Assessore per l'economia, oltre ad essere commissariato, come è
stato appena dichiarato da qualche collega, abbia scelto la via del
silenzio per non affrontare alcuni nodi amministrativi che
riguardano le modalità di organizzazione e di gestione del suo
assessorato perché, tra gli argomenti utilizzati da parte del
Governo, vi è quello della C.U.C siciliana; uno dei suoi limiti
strutturali è dato dal fatto che ha una dotazione organica di
dodici addetti senza tra l'altro avere previsto una dislocazione
per settori merceologici, determinando così una difficoltà
operativa che costringerebbe, e questo già è un elemento sul quale
dovremmo riflettere - mi auguro che anche altri organi
amministrativi esercitino la loro attività di vigilanza -
determinerebbe la situazione surreale per cui le ASL nonché le
Aziende ospedaliere operano come stazioni appaltanti per la gran
parte dell'acquisizione di beni e servizi. Ma, addirittura, dai
dati che ci dà l'assessorato, emerge che, soprattutto nel settore
dei servizi, cioè pasti e pulizie, i due macro interventi che in
qualche modo attengono alla macro struttura di beni e servizi in
questi settori opera neanche il principio della gara da parte delle
stesse stazioni appaltanti delle aziende, ma opera il principio
della proroga.
Ora, la proroga è un provvedimento straordinario ed eccezionale
che va commisurato ai tempi materiali di gestione di una gara, ma
quando le proroghe sono ripetute è evidente che non solo fa difetto
l'attività di programmazione. E' evidente non ci vuole un mago a
sapere che in un ospedale, piuttosto che in una struttura
sanitaria, ad una certa scadenza, anche se scade un appalto,
l'indomani bisognerà comunque a provvedere a garantire le pulizie.
Non ci vuole, diciamo, un mago a sapere che negli ospedali bisogna
garantire i pasti per i malati, e questo a prescindere dalla data
di scadenza di una gara. Quindi, l'attività di programmazione e di
studio dei fabbisogni, in qualche modo è affidata non si sa bene a
chi, se non all'arbitrarietà di un'azienda piuttosto che un'altra.
Ed, allora, vengo al punto, la questione che oggi viene affrontata
della serie rivolgiamoci agli altri', ci rivolgiamo alla
Lombardia, alla Toscana, alla Campania, alla Liguria, già lo
facciamo per l'informatica. Bene, ci rivogliamo ad altri, stiamo
sostanzialmente abdicando alla funzione di una grande Regione
italiana com'è la Sicilia, tra l'altro nota in tutto il nostro
Paese per la quantità di addetti ecc.., stiamo abdicando verso
altre amministrazioni dello Stato.
Ora, io mi chiedo: è questa l'azione di Governo? E' questa la
modalità di organizzare in termini efficienti - concludo signor
Presidente - ed efficaci un servizio strategico oltre che
un'attività di grande trasparenza in un settore molto delicato qual
è il settore di beni e servizi della sanità?
Allora, io con questa interpellanza, assieme ai miei colleghi, ed
è stata sottoscritta anche dal collega, onorevole D'Agostino,
chiediamo intanto di revocare in autotutela questa delibera della
Giunta, affrontiamo la questione, il Parlamento se deve migliorare,
riorganizzare la C.U.C., aumentare il personale.
Tra l'altro abbiamo fatto una norma meno di un mese fa che
autorizza l'assessore per l'economia a prendere personale in
mobilità nel suo assessorato, facciamo in modo che la Centrale
Unica di Committenza funzioni, renda trasparente, consenta il
risparmio che era atteso da quell'organizzazione concentrata. Tra
l'altro, e finisco, noi siamo state una delle prime Regioni -
presidente Di Mauro, mi ascolti che le interessa - che con la legge
n. 9 di dieci anni fa del 2009, la legge n. 5 del 2009, chiedo
scusa, abbiamo individuato le cosiddette gare di bacino', proprio
per sottrarre alla gestione micro di appalti di beni e servizi in
Sicilia e, in qualche modo, individuare due grandi aree macro per
ridurre e rendere economicamente vantaggiosa l'offerta di gara. Se
dopo dieci anni siamo ridotti che la stragrande maggioranza delle
gare si fa attraverso le aziende e, addirittura, dichiariamo
fallita l'esperienza della CUC, consentitemi di dire che potete
continuare a cantarla quanto volete con la teoria che tutto quello
che succede in questa Regione è colpa di chi c'era prima, è da due
anni che ci siete voi, in tutti i settori, e non un solo risultato
avete portato a casa.
Io voglio approfittare di questa questione per dire al Governo:
procediamo con serietà, con cautela. Abbiamo chiesto al Presidente
della Commissione che il Governo venga la prossima settimana a
riferire in Commissione assieme all'assessore Armao. Per essere
chiari, l'interlocutore tecnico è l'assessore per la salute, ma
l'interlocutore politico di questa questione è l'assessore per il
bilancio. Ogni giorno ce n'è una. Se l'assessore per il bilancio,
che lui si professa assessore per l'economia, non è in grado di
svolgere questa funzione si dimetta. Forse è venuto il tempo che lo
aiutiamo noi, presentando una mozione di sfiducia all'assessore per
il bilancio, perché palesemente non in grado di gestire questa
struttura strategica per la Regione Siciliana.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, ovviamente non
entrerò in tutte le questioni che sono state affrontate
dall'onorevole Cracolici e, anzitutto, per rispetto della
Commissione VI che mi ha convocato la prossima settimana e della
disponibilità che ho offerto alla Presidente La Rocca Ruvolo di
affrontare appieno il tema in quella occasione. Però qualcosa -
poiché l'Aula è anche un momento di trasmissione all'esterno di
scelte, di decisioni che vengono assunte - ho il dovere di dirle in
questo momento.
Primo tema. La decisione che la Giunta di Governo ha adottato, su
mia proposta, prevede che le singole ed eventuali convenzioni che
dovranno essere stipulate per il risparmio, che è quantificato in
una forbice tra i 60 e i 100 milioni di euro, di livelli essenziali
di assistenza che vengono sottratti ai cittadini siciliani venga
congiuntamente deciso dall'assessorato dell'economia, a cui compete
la gestione della CUC e dall'assessorato della salute, a cui
compete la valutazione tecnica delle procedure che devono essere
adottate. Quindi, quando si dice che la delibera comporta la
dismissione della CUC regionale ed il trasferimento di tutte le
procedure in una o più regioni, si dice una cosa che la relazione
tecnica smentisce, perché l'autorizzazione - come chiarisce la
delibera - alla eventuale stipula di convenzione tra la Regione
Siciliana ed altre regioni su capitolati tecnici che vengono
redatti in Sicilia. Non è il trasferimento di competenze, non è la
cessione di sovranità. È la adozione di un modello organizzativo.
Perché, onorevole Cracolici, se questo Governo, dopo avere
adottato il codice di autoregolamentazione del sottoscritto
dall'Agenas e dall'Anac - e lo ha fatto questo Governo - ha
individuato nel rischio corruzione in materia sanità e, quindi,
negli acquisti di beni e servizi una delle occasioni di
approfondimento e di studio, dopo i mesi di approfondimento
necessari ci siamo resi conto che era necessario adottare un
provvedimento che potesse restituire livelli essenziali di
assistenza al popolo siciliano. E non è che lo abbiamo fatto in
maniera disarticolata, da una riorganizzazione della CUC, perché
sempre l'assessorato dell'economia ha avviato il rapporto di
potenziamento e di rafforzamento della CUC regionale.
E, allora, cosa ci siamo posti come obiettivo di medio termine
avendo individuato l'obiettivo di lungo termine che è la
rifunzionalizzazione della centrale unica di committenza regionale?
Ci siamo detti, responsabilmente, che poiché la sanità è quella che
più occupa la CUC, mentre la si riorganizza sulla sua dotazione
organica, sul suo funzionamento, sulle sue piattaforme, per alcuni
specifici bandi che gravano la CUC allo stato attuale,
l'assessorato all'Economia e l'assessorato alla Salute possono, se
lo ritengono per velocizzare le procedure, rivolgersi, come prevede
la legge nazionale, alle Centrali Uniche di Committenza.
Quindi, anzitutto, riportiamo il perimetro della questione in
quella che è.
C'è, poi, una valutazione che, ovviamente, competerà al Governo e
che compete anche al Parlamento, perché nel 2015 - e non c'era,
certamente, questo Governo a svolgere le funzioni di maggioranza e
di Governo nel 2015 - la Regione siciliana ha, singolarmente,
deciso - unica in Italia di organizzare la propria Centrale Unica
di Committenza non come un dipartimento autonomo, così come si è
fatto nella maggior parte delle regioni che hanno deciso la
gestione in house, e neppure rivolgendosi ad una società a
partecipazione in house, come hanno fatto altre gestioni, ma ha
deciso di organizzarla in maniera, probabilmente in quella fase
embrionale ma ha manifestato tutti i suoi limiti, come servizio
all'interno di uno dei due dipartimenti dell'Assessorato
all'Economia.
Quella decisione di allora può essere valutata oggi Non poteva
essere valutata prima un percorso finale, su procedura di evidenza
pubblica, in alcuni casi, per centinaia di milioni di euro che
quindi abbisognano perché questo prevede il Codice degli appalti,
un tempo naturale di contenzioso di aggiudicazione.
Oggi, il Governo della Regione pone due binari per restituire
livelli essenziali di assistenza ai cittadini siciliani e per dare
compiuta attuazione all'articolo 24 della Costituzione, e dice da
un lato velocizziamo le procedure se è necessario, e solo se è
necessario, anche attivando quello che prevede la norma nazionale,
dall'altro riorganizziamo in maniera autonoma la Centrale Unica di
Committenza regionale. Su questo secondo obiettivo raccolgo
l'invito dell'onorevole Cracolici e penso, davvero, che un
confronto su questo tema con il Parlamento, nella sede opportuna,
sarà non soltanto opportuno ma diventerà necessario perché si
tratta di modificare una legge della regione e, quindi, il
passaggio della volontà del Parlamento sarà indispensabile per
risolvere ciò che nel 2015, evidentemente, non era stato appieno
colto.
PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori io non
ho molto chiaro il criterio che oggi è stato usato nella scelta
delle interrogazioni, visto che sono poche. Però approfitto della
presenza, oggi, dell'assessore Razza per fare presente che esistono
molte interrogazioni ancora senza risposta. Ad esempio una che,
secondo me, un tema molto importante era quello che era trattato da
una mia interrogazione, addirittura datata 3 agosto 2018, una che
mi viene in mente, in questo momento, che è ancora senza alcuna
risposta, così come le altre, appunto che parlava del mancato
coordinamento e controllo, la n. 351, da parte della Regione,
appunto, sulle ASP, nel merio, appunto, dei rilievi che
emergerebbero dalla Corte dei Conti in riferimento, quindi, agli
sprechi operati dalle ASP, quindi tutta una serie di rilievi e cose
varie.
Credo che questo sia un tema che dovrebbe essere approfondito e
che merita delle risposte adeguate da parte, appunto, sua.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini
intervengo in merito ad una situazione che, a mio avviso, desta
preoccupazione e che riguarda la delibera di Giunta n. 283 che è
stata approvata l'8 agosto e che afferisce a quello che è sono una
rimodulazione delle somme inerenti il Patto per il Sud.
Ecco, da quello che ho potuto visionare, per quanto riguarda il
mio comune, il comune che mi onoro di amministrare che è Santa
Teresa di Riva. All'interno di questa rimodulazione, non si capisce
per quale motivo delle somme importanti, circa 11 milioni di euro,
siano state eliminate.
Ma quello che più mi preoccupa è capire qual è il criterio che è
stato adottato dal Commissario di Governo, dal soggetto attuatore
della struttura commissariale, all'interno di questa rimodulazione
che è stata proposta alla Giunta regionale. Questo perché se il
criterio adottato per il mio comune è stato analogo a quello che è
stato adottato per gli altri comuni sono fortemente preoccupato.
I due progetti in questione sono due progetti definitivi, con
tanto di pareri, quindi cantierabili. Le premesse di questa
delibera sono appunto quelle che ai progetti non cantierabili
vengono sottratte delle risorse. Ecco, il mio comune, per esempio,
non aveva questo problema. Ma tantissimi altri comuni avevano dei
progetti cantierabili, le cui risorse sono state eliminate. Basti
pensare che in provincia di Messina, da un'assegnazione originaria
di 310 milioni circa, sono state sottratte risorse per 130 milioni,
ovviamente distribuite sui vari comuni. Mi piacerebbe capire qual è
il criterio che è stato adottato, perché ovviamente un criterio, a
mio avviso, ci deve essere. Allo stesso tempo mi riservo di
presentare un'interrogazione, proprio per capirne le motivazioni in
maniera chiara ed esplicita, perché non è possibile che, ad
esempio, nel caso di specie del comune di Santa Teresa di Riva il
progetto definitivo con tutti i pareri giace dal 28 maggio 2018 -
quindi da ben 15 mesi - presso la struttura commissariale e non
viene mandato in gara. Allo stesso modo tantissimi altri progetti
giacciono presso la struttura commissariale e non si capisce per
quale motivo non vengono mandati in gara.
Ma vi dirò di più: un progetto definitivo corredato dai pareri, da
quella che è la normativa, il decreto ministeriale 32/2019, può
essere mandato in gara attraverso un appalto integrato. Quindi mi
chiedo e vi chiedo per quale motivo le somme inerenti questi
progetti sono state sottratte al comune di Santa Teresa, così come
anche a Lipari per 10 milioni, Savoca, Mandanici, Itala, Scaletta.
Ci sono tutti. Io porto l'esempio dei comuni che riguardano la
provincia di Messina che ho avuto modo di controllare fra ieri ed
oggi, ma, avendo la rimodulazione interessato l'intera Sicilia,
credo che un'analisi debba essere fatta in maniera dettagliata.
Anche perché parliamo di un tema molto delicato, che è quello del
dissesto idrogeologico e della erosione costiera. Per queste
risorse, all'interno del Patto per il Sud, nel 2016 ci sono stati
assegnati 591 milioni, risorse importanti per la nostra Regione,
che rappresentano non una boccata di ossigeno, ma che rappresentano
una speranza.
Il tema del dissesto idrogeologico, ahimè, negli anni ha provocato
numerose vittime soprattutto nel nostro territorio, anche nel
messinese; e quindi non si può agire in maniera superficiale.
E' chiaro che, da sindaco, io mi riservo di agire secondo quelle
che sono tutte le possibilità che la legge mi consente; ma allo
stesso tempo, da deputato, voglio avere tutti i chiarimenti in
merito che riguardano la progettazione, sia per quanto riguarda la
provincia di Messina, che per l'intera Sicilia. E mi auguro, in tal
senso, che venga fatta un'analisi in maniera puntuale, precisa e
dettagliata; ma, soprattutto, che si decida di revocare questa
delibera di Giunta che, a mio avviso, appare palesemente
illegittima.
LUPO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, assessore Razza, onorevoli colleghi, io
intervengo perché ho letto alcune dichiarazioni del Presidente
della Regione, rese oggi alla stampa, francamente con grande
sorpresa, perché evidentemente il Presidente è nervoso. Mi dispiace
che non sia presente in Aula.
Da un lato chiede la collaborazione delle opposizioni; dico subito
che da parte nostra non ci sarà, continueremo a fare l'opposizione
così come l'abbiamo fatta fino ad oggi. D'altro canto offende le
forze politiche di opposizione con affermazioni che adesso io, qui,
non voglio perdere tempo ripetendo, perché non mi sembra il caso.
Rinvio alla lettura di alcune dichiarazioni pubbliche rese dal
Presidente.
Ma mi preme precisare, ancora una volta, che il maxi emendamento
al Collegato' di spesa - firmato a dire il vero da alcuni gruppi
parlamentari solo di maggioranza, ma non da tutti i gruppi
parlamentari di maggioranza - ci è stato presentato qualche giorno
fa dalle forze di maggioranza del Presidente della Regione
Musumeci. E il maxi emendamento di spesa richiedeva una copertura
finanziaria di 29 milioni di euro
Noi eravamo qui a dire al Governo: affrontiamo il tema delle
riforme e le forze di maggioranza erano qui a dirci: no,
approviamo il maxi emendamento al collegato e noi a dire:
guardate che avete dichiarato alla stampa che ci sono ulteriori
400 milioni di euro di disavanzo, vi chiediamo prima di passare
all'esame del maxi emendamento di sapere - lo abbiamo chiesto più
volte all'Assessore Armao che non ha risposto in Aula in quella
occasione - se ci sono le risorse finanziarie per dare copertura a
questo maxi emendamento .
Si è scatenata una battaglia d'Aula significativa, c'è stato un
confronto aspro tra forze di maggioranza e forze di opposizione,
per questo motivo siamo stati perfino costretti a chiedere il
rinvio del disegno di legge per rinviare pure il maxi emendamento
di spesa perché avevamo capito che la Regione non aveva un euro in
cassa, cosa che oggi ha formalmente dichiarato il Ragioniere
generale in conferenza stampa.
Il Presidente Micciché, aderendo alla nostra proposta, dopo avere
sospeso per circa due ore, ha rinviato in V Commissione come
sappiamo sia il disegno di legge collegato, che ancora capisco che
non è pronto perché non approda in quest'Aula, che il maxi
emendamento.
Successivamente sappiamo che lo stesso Presidente Micciché ha
notificato alla Commissione V che non ci sono risorse finanziarie
per dare copertura ad emendamenti di spesa e oggi lo stesso
Governo, che 10 giorni fa circa voleva approvare un maxi
emendamento di 29 milioni di euro, mi viene a dire che non ci sono
le risorse e che bisogna fare le riforme.
Ma a che gioco giochiamo Presidente? Questo è un Parlamento Il
Presidente della Regione ha il dovere queste cose di venirle a dire
in Parlamento ancor prima di convocare una conferenza stampa. Se ha
voluto fare prima la conferenza stampa, io le chiedo formalmente di
chiedere al Governo della Regione di venire in Aula a ripetere
quelle cose e le chiedo anche un dibattito d'Aula e lo chiedo
formalmente anche ai sensi dell'articolo 160 bis del Regolamento
interno, non solo con riferimento esclusivamente alla questione
finanziaria che è estremamente rilevante ma così come il
Regolamento prevede il Governo entro il 31 ottobre di ogni anno
presenta all'Assemblea una relazione sull'attività svolta nei
diversi rami dell'Amministrazione.
Sono sicuro che ovviamente il Governo non avrà ancora trasmesso
questa relazione al Parlamento, io credo, Presidente le chiedo
formalmente che è necessario sollecitarla questa relazione al
Governo affinché il Governo possa riferire in quest'Aula dopo due
anni, assessorato per assessorato, se ha dato attuazione al
programma e come intende dare attuazione al programma. Perché se il
Presidente Musumeci mi dichiara oggi che ancora una volta non ha
maggioranza, che non ci sono risorse finanziarie, se deve
dichiarare che non è in grado di portare avanti il programma con il
quale ha vinto le elezioni, ne tragga le conseguenze e si dimetta;
non può tenere in ostaggio il Parlamento che accusa di tenere nel
cassetto le riforme.
Questo è incredibile perché noi abbiamo sollecitato mille volte di
mettere da parte collegati e maxi emendamenti per affrontare le
riforme e oggi lui sollecita le riforme.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mi pare che io ho sollecitato al
Governo la comunicazione della data e ho ricordato anche c'era
stata una esplicita richiesta da parte del Partito democratico
attraverso il suo Capo gruppo.
Allora su questo ovviamente il Governo darà le opportune notizie
alla Presidenza per la convocazione dei lavori d'Aula in cui si
possa discutere ampiamente sul tema finanziario.
Comunico all'Aula che ci sono altri 4 interventi: l'onorevole
Savarino, l'onorevole Pagana, l'onorevole Aricò e l'onorevole
Figuccia. Però gli interventi ai sensi dell'articolo 83 del
Regolamento interno non possono superare i 30 minuti. Con questi
quattro abbiamo fatto 7 interventi quindi gli interventi si fermano
con l'onorevole Figuccia, perché non possono essere.
DIPASQUALE. Presidente, lei non aveva, chiuso il dibattito, è una
vergogna
PRESIDENTE. Vedo che lei non conosce il Regolamento che stabilisce
che l'intervento ha la durata di 30 minuti e sono già intervenuti 4
colleghi. Non si tratta di dibattito, si legga il Regolamento
all'articolo 83, lei che è deputato alla seconda legislatura
SAVARINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intendo
intervenire sul tema dei collegati, sui quali sono già intervenuta
ieri e in qualche modo ho rimesso le mie valutazioni su quello che
sono stati gli errori di gestione sia in Aula che nelle
Commissioni, di quelle che sono state la storia, ormai dei
collegati, storia che, certamente non si ripeterà
Ho chiesto di intervenire oggi, approfittando della presenza
dell'assessore per la salute perché volevo rimettere all'attenzione
dell'assessore una vicenda vissuta personalmente.
Ho assistito ad un ottimo servizio fornito dalla sanità regionale
ai nostri cittadini che è quello delle cure palliative, che
permette di assistere i pazienti in fase di malattia cronica o
terminale, che permette appunto a questi pazienti di ricevere cura
e assistenza domiciliare.
Questo è un servizio che rende un aiuto enorme alle famiglie e
permette quindi di vivere momenti di sofferenza in un contesto
familiare che, ovviamente è più consono rispetto a quello
ospedaliero.
Mi sono accorta però in questa circostanza che, non tutti i medici
di famiglia, che sono quelli da cui parte la richiesta delle cure
palliative, conoscono questo servizio e sanno come attivarlo.
Quindi volevo chiedere all'assessore di attivarsi perché questo
sistema che funzione ed è di grande aiuto e di vicinanza alle
famiglie e ai pazienti, possa essere fornito con maggiore
agevolazione e sollecitudine, visto che la richiesta, che parta dai
medici di famiglia, purtroppo personalmente ho dovuto constatare
che alcuni medici di famiglia non conoscono minimamente questo
servizio, che è non solo un vantaggio economico per i costi della
Regione siciliana, perché si evitano degenze in ospedale ma è
un'assistenza e una vicinanza in un momento difficile alle famiglie
e ai pazienti e permette di avvicinarsi a fine vita in maniera più
calorosa e in un contesto familiare.
ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il suo intervento
non previsto di risposte circa la rubrica sanità, però è giusto
fare un po' di chiarezza rispetto alle polemiche che hanno
investito quest'Aula e parte il Governo della Regione per la famosa
approvazione del collegato.
La problematica relativa ai conti della Regione. Oggi anche
sollecitato dal collega Lupo che chiede un dibattito sulla vicenda
dei conti della Regione io ritengo che il governo Musumeci sia ben
disponibile a fare un dibattito in Aula per ribadire un concetto,
cioè quello che il Governo regionale e la coalizione che lo
sostiene sta cercando di risanare i conti, conti che non erano
apposto, così come decretato e così come indicatoci dalla Corte dei
Conti che indica uno squilibrio di bilancio, dal 2015, in poi
certificato, non tutto, così come avrebbe dovuto fare il vecchio
Governo che ci ha purtroppo fatto sì che venisse paralizzato il
bilancio della Regione siciliana.
Allora già l'anno scorso si era operato con una ripartizione, una
distribuzione poi negli anni successivi, sappiamo la spalmatura che
c'è stata di oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro. E avendo fatto
una ulteriore ricognizione di - e voglio ricordarlo ai cittadini
che ci seguono anche da casa - il bilancio della Regione conta di
64 mila capitoli in uscita e 12 mila capitoli in entrata. E
purtroppo, avendo fatto questa ulteriore ricognizione, c'è un
ulteriore sbilancio di circa 390 milioni di euro.
Oggi, il Presidente della Regione, il suo Governo, l'assessore
Armao, hanno dichiarato che entro ottobre si troveranno le risorse
per sbloccare questa empasse. Ed è probabile, così come anche
abbiamo assistito, il fatto che si parli ancora nel mese di
settembre dei collegati della finanziaria, dobbiamo ammettere a noi
stessi che la decisione dell'Aula, di tutti i gruppi parlamentari
che hanno voluto approvare, che hanno voluto spacchettare la
finanziaria dando poi vita a diversi collegati, ritengo che per
quest'anno e per i prossimi anni, non sia la strada maestra da
seguire.
Però, Presidente e colleghi, abbiamo delle importanti riforme da
approvare, una su tutti quella dei rifiuti. Dobbiamo fare, dobbiamo
dare delle risposte non a noi stessi, ma dobbiamo dare risposte ai
cittadini siciliani, perché è sotto gli occhi di tutti che
l'attuale gestione dei rifiuti non è la migliore che possiamo
avere.
E allora, una riforma che è stata voluto dal Governo Musumeci, ma
che è stata anche approvata dalla Commissione ambiente e
territorio, credo all'unanimità dei presenti, non possa che trovare
velocemente la strada dell'approvazione da parte di questa
Assemblea.
E non è un discorso, ritengo nelle parole del Presidente Musumeci
che non si sia rivolto al Parlamento per rimproverare chissà che,
si è rivolto al Parlamento dicendoci, dicendo al Parlamento che ci
sono delle riforme importanti che il Governo ha presentato e che
già due riforme governative hanno avuto l'approvazione da parte
delle Commissioni relative, oltre quella dei rifiuti anche la
riforma dell'istituto zooprofilattico, che potrebbero essere
approvate a breve.
Quindi, Presidente, noi siamo per approvare velocemente i
collegati che rimangono, quelli che comunque non hanno parti di
impegni di spesa. Sappiamo perfettamente che il Governo Musumeci e
il Presidente della Regione non si sottrarrà a un dibattito, anzi
forse ritengo forse ritengo che lo avrebbe chiesto lui Presidente,
proprio per fare capire meglio all'Aula e ai cittadini che ci
ascoltano dove è il problema del bilancio, dove è nato il problema,
quali sono gli esercizi in cui non si è potuto e non si è voluto
fare il riscontro di bilancio e soprattutto un anno, che è il 2015.
In quell'anno, l'attuale Presidente della Regione era un deputato
dell'opposizione, non aveva ruoli di Governo, probabilmente gran
parte della sua Giunta o quasi tutta non era al Governo di questa
Regione, né in maggioranza, e allora Presidente una volta tanto
avviare dibattiti di questo tipo servono a fare chiarezza sulla
reale situazione della Regione Sicilia.
PRESIDENTE. Volevo, intanto, dare comunicazione all'onorevole
Palmeri che risultano presentate a suo nome, come primo firmatario,
le seguenti interrogazioni:
n. 758 del 27 marzo 2019 "Risoluzione delle criticità inerenti il
guasto della condotta del depuratore consortile delle acquee reflue
dei Comuni di Trapani, Paceco ed Erice";
interrogazione n. 722 del 5 marzo 2019 Chiarimenti in merito allo
sgrassamento di percolato avvenuto in contrada Misiddi, Campobello
di Mazara .
Scusi un attimo, onorevole Palmeri, si accomodi che sto dando
notizia delle cose che lei ha fatto osservare alla Presidenza.
Interrogazione n. 351 del 3 agosto 2018 Mancato o insufficiente
controllo e coordinamento sulle Aziende sanitarie da parte della
Regione ;
interrogazione n. 350 del 3 agosto 2018 Interventi in merito
allo stato di emergenza del Comune di Balestrate (PA) relativamente
all'approvvigionamento idrico ;
interrogazione n. 142 del 6 aprile 2018 Chiarimenti sulle note di
talune ASP e sulle modalità di attuazione della legge regionale
15/2000 .
Tutte queste interrogazioni sono formulate affinché abbiano una
risposta scritta, pertanto non possono essere discusse in Aula.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, io credo che l'invito rappresentato
dalle opposizioni sia un invito assolutamente legittimo.
Devo dire che, probabilmente, sono stato tra quelli che già nella
prima fase, insieme a tanti altri colleghi, tra questi sicuramente
il Capogruppo di DiventeràBellissima, onorevole Aricò, che è
intervenuto prima di me, di quelli che dicevano che tutto sommato,
onorevoli colleghi, era opportuno accompagnare questa fase
attraverso delle procedure più snelle che ci consentissero di
arrivare a questo sistema di collegati a grappolo.
Io ricordo dichiarazioni da parte di tanti deputati di quest'Aula
che sostenevano la tesi per cui stavamo imbrigliandoci dentro un
sistema che, peraltro, in funzione del periodo che stavamo
attraversando, perché era quello delle Europee, probabilmente
avrebbe finito col creare un labirinto pieno di iniziative che
apparentemente dovevano mettere d'accordo tutti, ma che avrebbero
inevitabilmente creato un sistema di disillusione il giorno dopo
quando ci saremmo ritrovati a scoprire che la coperta era troppo
corta e che, evidentemente, era stata tirata da una parte e
dall'altra fino ad arrivare alla situazione che oggi è sotto gli
occhi di tutti e che viene criticata.
E questo, credetemi, al netto delle dichiarazioni del Governo che
oggi definiscono un ammanco di 400 milioni di euro che, certamente,
non può e credo che per questioni di lealtà tutti sarete concordi
nel dire che non è un ammanco che è ascrivibile ad un Governo che
governa questa Regione da soli due anni, tant'è che le stesse
prescrizioni ed indicazioni della Corte dei conti vanno indietro
nel tempo fino ad almeno al 1993.
Detto questo, c'è stata anche una fase, onorevole Dipasquale, in
cui qualcuno - ma non è stato il caso del lealissimo onorevole
Dipasquale ma di altri parlamentari dell'opposizione - ha detto:
Ah Mah Togliamo tutte le norme di spesa perché dobbiamo fare un
collegato' di natura ordinamentale. Tutte queste marchette . Ve
le ricordate?
Non è il suo caso ma qualcun altro ha gridato allarme perché c'era
un marchettificio in Sicilia, cioè se si alzava l'onorevole
Figuccia a dire che c'era un problema da risolvere rispetto al tema
delle infrastrutture, delle strade, della sanità, era un
marchettificio.
Quindi, quando abbiamo previsto le norme con copertura di spesa
qualcuno si è alzato a dire che era un marchettificio, ora che
abbiamo tolto tutte le norme di spesa e stiamo facendo solo le
norme di natura ordinamentale allora questo Governo è rimasto
invischiato, impantanato in se stesso.
Ragazzi, io penso che con un po' di buon senso, seguendo l'appello
in questo caso lanciato - che io considero assolutamente legittimo
- dal Presidente Lupo noi possiamo trovare un'occasione a margine,
anzi prima di affrontare il collegato per confrontarci sui temi,
trovare un momento di sintesi e accompagnare la fase immediatamente
successiva che sarà quella della finanziaria per provare a dare
risposta.
Certamente, alcune riforme importanti sono state fatte, altre
ancora più importanti ci attendono, a partire da quella dei
rifiuti, ma in questo momento solo per citare soltanto alcuni degli
articoli previsti in quel collegato , a partire dal Fondo di
garanzia che potrà offrire delle opportunità, finalmente, a quei
lavoratori della formazione professionale che il precedente Governo
ha licenziato, continuando per le risorse del Fondo Sicilia e
ancora, con gli oneri previdenziali ed assistenziali, del CAF,
degli ASU che finalmente trovano una finestra all'interno di questo
collegato , continuando per la programmazione sportiva, per i
servizi del 118, per gli operatori dell'OS. Ecco, io direi
approfittiamo del collegato per dare risposte a queste categorie
e subito dopo ci confronteremo alla luce del prossimo appuntamento
della finanziaria in attesa di avere questo dibattito in Aula che
sarà assolutamente apprezzato ed auspicabile.
PRESIDENTE. L'onorevole Pagana ha rinunciato a parlare.
L'onorevole Dipasquale può inteervenire.
DIPASQUALE. Presidente, troppo buono
PRESIDENTE. Così è; le regole, onorevole Lupo.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, le
regole le conosciamo e le rispettiamo tutti. Io volevo farle
capire, non ho avuto la possibilità, che il tempo residuo bastava
dividerlo in quelli che erano gli interventi che rimanevano dei
colleghi e questo non era vietato da nessun Regolamento.
PRESIDENTE. Non ho capito bene.
DIPASQUALE. Il Regolamento ci ricorda che abbiamo trenta minuti.
PRESIDENTE. Trenta minuti.
DIPASQUALE. Perfetto. Era rimasto, quando io ho detto di voler
intervenire, era rimasto un tempo residuo.
PRESIDENTE. No, l'onorevole Cracolici è intervenuto per nove
minuti.
DIPASQUALE. L'ho capito. Comunque non è un problema.
PRESIDENTE. L'argomento meritava una particolare attenzione.
DIPASQUALE. Io penso che, alla fine il buon senso deve prevalere
sempre. Innanzitutto, io volevo ringraziare l'onorevole Pagana che
rinunciando mi ha permesso di poter intervenire, non vorrei che ora
chieda di intervenire lei di nuovo. Quindi, innanzitutto, grazie.
Signor Presidente, io volevo intervenire perché è assurdo, nessuno
di noi ha cercato di scaricare responsabilità a questo Governo sui
problemi di bilancio e sui problemi finanziari. Noi non abbiamo mai
detto che il Governo Musumeci insieme ai suoi Assessori stanno
distruggendo il bilancio della Regione e, quindi, ora loro sono in
difesa, questo Governo è in difesa nei nostri confronti. Non
l'abbiamo mai detto, non cercate di girare la frittata, perché la
frittata cade a terra Noi abbiamo detto solamente che riteniamo
ingiusto, perché questa è una cosa che fa Musumeci in prima
persona, Armao in seconda e qualche Assessore da quando si sono
insediati, di scaricare le responsabilità al precedente Governo,
dimenticando che è vero che nel 2015 c'è stato un problema,
sicuramente accertato dalla Corte dei conti, ma che i problemi di
carattere finanziario scaturiscono da vent'anni. Io non vedo l'ora
che, siccome su questo sono preparato, su questo mi sono preparato,
quando voglio le cose me le studio e sono preparato e, quindi,
almeno su vent'anni, venticinque e forse trenta ci sono
responsabilità di tutti, e siccome qui, tranne io, gli amici del
Movimento Cinque Stelle e qualche altro, non abbiamo governato, non
abbiamo fatto né Assessori, non abbiamo svolto ruoli di governo,
ovviamente noi abbiamo la coscienza a posto per sostenere qualsiasi
tipo di dibattito. L'errore che fa Musumeci qual è? Quello di
scaricare, di cercare un alibi nel scaricare le responsabilità alla
politica precedente come se fosse un grillino, scusate uno del
Movimento Cinque Stelle, non vi volevo offendere, vi prego.
La verità è che però, purtroppo, lui ci è stato, molti dei suoi
Assessori ci sono stati, ma comunque di questo ne parleremo strada
facendo perché siamo preparatissimi.
Il problema è un altro. La Sicilia è ingessata, la Sicilia è
ingessata ed è bloccata perché non avete un progetto di sviluppo,
ma su queste cose mi riservo di intervenire quando ci sarà lui e
quando avremo più tempo perché poi dimostreremo che, c'è un
problema di bilancio, le responsabilità sono sicuramente di tutti,
ma il problema vero è che c'è un Presidente della Regione che non
esiste, che è assente, una Sicilia che è ferma, che non ha un
progetto politico, che non ha un'ambizione di crescita, ma non lo
dico io, non lo dovrei neanche dire, lo sapete perché? E' meglio
che voi vi convinciate che tutto va bene, nel frattempo noi ci
organizzeremo e ci organizzeremo per dare a questa Sicilia
un'alternativa e far dimenticare il prima possibile questa
esperienza, che non ha niente di meglio rispetto a quella
precedente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 24
settembre 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Turismo, Sport e Spettacolo (V. allegato)
La seduta è tolta alle ore 18.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio