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Resoconto d'Aula della Seduta n. 139 di mercoledì 18 settembre 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


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                   La seduta è aperta alle ore 16.11

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


       Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
    Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
         dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto  concerne  il  secondo
  punto  dell'ordine  del giorno, Discussione del  disegno  di  legge
   Interventi  a sostegno di beni e attività culturali,  del  lavoro,
  dello  sport  e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)",
  informo l'Aula che la Commissione ha ultimato da poco i lavori,  il
  testo non è ancora pronto ovviamente e gli Uffici mi informano  che
  oggi non può essere distribuito ai parlamentari.


   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
                               interno,
     di interrogazioni e di interpellanze della rubrica:  Salute

   PRESIDENTE.  Si  passa,  pertanto, al III  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  159,  comma  3,  del
  Regolamento  interno,  di interrogazioni e di  interpellanze  della
  rubrica:  Salute .
   Si  procede con l'interpellanza n. 1 "Notizie in merito alle unità
  operative  di  pronto soccorso e all'area dell'emergenza  urgenza ,
  degli  onorevoli Cappello, Mangiacavallo, Ciancio,  Foti,  Palmeri,
  Siragusa,  Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito, De Luca,  Di  Paola,
  Schillaci, Pagana, Sunseri, Capo, Pasqua, Di Caro, Marano.

   «Al  Presidente  della  Regione  e all'Assessore  per  la  salute,
  premesso  che  da notizie di stampa si è appreso della approvazione
  di  un  piano di investimenti dell'Assessorato della Salute con  il
  quale sono stati assegnati fondi per complessivi 47.603.000,00 euro
  da  destinare nella quasi totalità alle unità operative  di  pronto
  soccorso  e  all'area dell'emergenza urgenza sulla base di  criteri
  individuati, e non resi noti, dal Dipartimento della Pianificazione
  Strategica   dell'Assessorato   e   preferiti   tra   le    diverse
  progettualità e richieste delle aziende del SSR;

   rilevato   che  tra  le  aree  interessate  e  tra  le   strutture
  ospedaliere individuate, non risultano ricomprese molte altre  aree
  e  strutture  ospedaliere  che pure presentano  forti  criticità  e
  necessitano  di  interventi essenziali e di  finanziamenti  per  le
  unità   operative  di  pronto  soccorso  e  per  le  aree  dedicate
  all'emergenza-urgenza,   tra   le  altre,   strutture   ospedaliere
  individuate  e  classificate quale sede di DEA di primo  livello  e
  strutture  ospedaliere che da anni attendono finanziamenti  per  il
  completamento  dei lavori di ristrutturazione e per  il  definitivo
  adeguamento delle aree destinate all'emergenza - urgenza;

   ritenuto  che la programmazione ed il piano di riparto  dei  fondi
  destinati  agli  investimenti sembra  non  rispondere  a  tutte  le
  priorità  e  le  urgenze  di interventi che possano  assicurare  un
  efficiente servizio di emergenza - urgenza del SSR;

   constatato  che  sarebbe necessario oltreché opportuno  consentire
  alla  competente  Commissione  la verifica  e  la  discussione  del
  suddetto  piano anche per escludere che lo stesso non sia  soltanto
  la  sommatoria  di  sollecitazioni particolari  che  tengono  conto
  unicamente della rappresentanza politica e di interessi di parte ma
  anche  delle  reali  ed oggettive necessità di tutte  le  strutture
  ospedaliere,  ed  in  particolare di tutte le  unità  operative  di
  pronto soccorso della regione siciliana;

   per conoscere:

   quali  siano stati i criteri, e le loro priorità, individuati  dal
  Dipartimento  della  Pianificazione Strategica  dell'Assessorato  e
  dall'Assessore   alla   Salute  per  la  scelta   delle   strutture
  ospedaliere e delle unità operative di pronto soccorso destinatarie
  di  finanziamento e quali siano stati i criteri di riparto e  quali
  le  ragioni di esclusione di altre strutture ospedaliere e di altre
  unità operative di pronto soccorso;

   se   intendano  procedere  alla  sospensione  del  detto  atto  di
  programmazione  subordinandone  l'attivazione  ad  un  propedeutico
  confronto e verifica in sede dalla costituenda Commissione  Servizi
  Sociali e Sanitari».

   Onorevole Cappello, intende illustrare l'interrogazione?

   CAPPELLO. No.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'Assessore per la  salute  per
  fornire la risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. Rispondo  alla
  prima  interpellanza  dell'onorevole  Cappello  ed  altri,  che   è
  relativa  a  notizie  in  merito alle  Unità  operative  di  pronto
  soccorso e dell'emergenza urgenza.
   Con   riferimento  a  quanto  richiesto,  ci  era  stata  avanzata
  un'interpellanza  su  alcuni punti specifici. Anzitutto,  su  quali
  fossero  stati i criteri, le priorità individuate dal  Dipartimento
  della  Pianificazione  Strategica, per la  scelta  delle  strutture
  ospedaliere e delle Unità operative di pronto soccorso destinatarie
  di finanziamenti.
   Tengo   a   precisare  che  il  primo  riferimento,   al   momento
  dell'interpellanza, era al primo piano degli investimenti  che  non
  teneva  considerazione, poi, degli ulteriori investimenti che  sono
  stati ulteriormente implementati con due decreti successivi.
   Il  riferimento, però, era al contributo di ripiano delle  perdite
  di  47,6 milioni di euro, rese disponibili dalla gestione sanitaria
  accentrata. Il competente Servizio 3 si era preoccupato di  mettere
  a  disposizione  la  predetta somma, che nello specifico  è  di  47
  milioni  603 mila euro, che venivano distinti in accessi ai  pronto
  soccorsi  da  parte del nucleo investimenti con prescrizione,  aree
  emergenza,  cofinanziamenti per interventi urgenti  in  favore  dei
  presidi ospedalieri.
   Sono  state,  quindi, considerate le attività ricognitive  avviate
  dal  predetto  servizio che potevano essere di ausilio all'attività
  da   svolgere  e  sono  stati  presi  in  considerazione  ulteriori
  interventi    ritenuti    prioritari   dal    Dipartimento    della
  Pianificazione  Strategica e che erano già oggetto  di  un'apposita
  relazione all'Assessore che mi ha preceduto, l'onorevole Gucciardi,
  e  mi  riferisco con particolare riferimento alla rete  del  118  e
  all'attivazione  della  CUR  NUR  112  di  Palermo  che  era  stata
  originariamente pianificata e che, quindi, è stata  oggetto  di  un
  prosieguo di attività anche nella continuità amministrativa.
   Sono   state   considerate  tutte  le  istanze  che   al   momento
  dell'emissione     del     decreto     erano     state     avanzate
  all'Amministrazione, attinenti alla tipologia  e  non  inserite  in
  piani di investimento che fossero già stati avviati e si è, quindi,
  proceduto al finanziamento per l'Azienda Ospedaliera  Villa  Sofia-
  Cervello  di  una disponibilità complessiva di circa 3  milioni  di
  euro.
   Tra  l'altro, mi fa particolarmente piacere riferire al Parlamento
  che  questi  due interventi, quello originario di 1 milione  e  700
  mila  euro  e quello successivo di 1 milione e 400 mila euro,  sono
  stati entrambi con procedure completate dall'UREGA di Palermo ed  è
  in via di sottoscrizione il contratto con l'impresa aggiudicataria.
   L'Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo è stata destinataria di
  un  finanziamento di 13 milioni 535 mila euro, che era  finalizzato
  alla  riqualificazione  e  alla rifunzionalizzazione  del  Presidio
  Ingrassia.
   Con precedenti interventi l'Azienda aveva quantificato un maggiore
  fabbisogno  di  risorse  rispetto  a  quelle  assegnate  fino  alla
  concorrenza di 19 milioni 250 mila euro.
   Con   successiva   nota  del  giugno  del  2017  l'Azienda   aveva
  rappresentato  di avere redatto il progetto e che l'adeguamento  di
  questo  progetto  avrebbe comportato un complessivo  intervento  di
  circa  23 milioni di euro che, di fatto, renderà più moderno e  più
  funzionale non soltanto l'area emergenza del Presidio Ingrassia, ma
  l'intera struttura.
   L'Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa aveva avanzato istanza
  per implementare il Centro Amianto presso l'Ospedale Muscatello  di
  Augusta  e anche da questo punto di vista il finanziamento è  stato
  complessivamente di 1 milione 500 mila euro.
   Mi  fa  piacere  poter dire che si è provveduto anche  a  spostare
  dalla  sede in cui era stato originariamente programmato il  Centro
  Amianto - ed è un impegno che il Presidente della Regione ha voluto
  seguire  personalmente - e che a breve entro la fine  del  mese  di
  ottobre  sarà  inaugurata non soltanto la risonanza magnetica,  che
  era  oggetto di questo funzionamento, ma il Centro Amianto è  stato
  messo  nelle condizioni di potere dotare di una dotazione  organica
  aggiuntiva  in  materia  di oncologi e,  quindi,  di  poter  essere
  adeguatamente  dotato dal punto di vista delle strutture   e  anche
  dal punto di vista dei mezzi.
   L'ARNAS  Garibaldi di Catania, con un verbale redatto in  sede  di
  incontro  che  si  è  svolto presso la sede del Dipartimento  della
  pianificazione strategica, ha chiesto il finanziamento di un  robot
  chirurgico  che  allo  stato  è  stato  inserito  nell'ambito   dei
  finanziamenti in materia di  art technology .
   L'Azienda  Sanitaria Provinciale di Caltanissetta  ha  chiesto  di
  valutare l'adeguamento e di effettuare in tutti i 5 Pronto Soccorso
  della   Provincia  ed  ha  rappresentato  una  maggiore   necessità
  soprattutto per la realizzazione del Trauma Center dell'Ospedale di
  Caltanissetta che, ricordo, nell'ambito della rete delle  emergenze
  h  classificato  come  D.E.A.  di secondo  livello  e,  quindi,  ha
  richiesto   un   particolare  intervento,  anch'esso   oggetto   di
  finanziamento,  così  come il nuovo Pronto  Soccorso  del  Presidio
  Ospedaliero  di  Gela,  anche  questo  ricompreso  e   oggetto   di
  finanziamento.
   Nell'ambito  del  Presidio  di  Gela  si  è  ritenuto   di   dover
  assolutamente  investire anche nell'Area di osservazione   breve  e
  intensiva con un costo stimato di circa 750 mila euro.
   Tenuto  conto  che si determinava una richiesta di complessivi  16
  milioni  950 mila euro, per somma che la differenza era pari  a  30
  milioni  653  mila  si  è ritenuto percorribile  allo  stato  della
  pianificazione  della programmazione un'attività  finalizzata  alla
  individuazione di criteri  di priorità che scaturiva  dagli  stessi
  criteri  di  priorità  che  erano stati avviati  d'intento  con  il
  Ministero   della  salute  e  finalizzati  alla  ricognizione   dei
  fabbisogni in materia sanitaria.
   Su  questo  nella  risposta  scritta  -  che  comunque  metterò  a
  disposizione dell'interpellante - vi sono contenuti gli allegati  e
  vi  è contenuta la corrispondenza intercorsa con il Ministero della
  Salute.
   Sostanzialmente, si può riferire ulteriormente che, a  seguito  di
  una   ricognizione  a  suo  tempo  svolta,  erano  pervenute  delle
  ulteriori  richieste,  in modo particolare  dall'Azienda  sanitaria
  provinciale  di  Agrigento  per  la ristrutturazione  del  presidio
  ospedaliero di Sciacca, anch'esso oggetto di finanziamento, e mi fa
  piacere  anche  in  questo caso dire che il progetto  definitivo  è
  stato  approvato  e, quindi, è imminente la procedura  di  evidenza
  pubblica per la riqualificazione con un intervento intorno agli 1,4
  milioni di euro del Presidio ospedaliero di Sciacca.
   Per  quanto  riguarda l'ASP di Agrigento si  è  chiesto  anche  un
  intervento a Canicattì; stessa cosa l'ASP di Ragusa ha richiesto un
  intervento anch'esso oggetto di finanziamento progetto definitivo e
  lavori appaltati per il Pronto soccorso del presidio ospedaliero di
  Vittoria.
   Accanto  a questi - vado oltre la richiesta che era stata avanzata
  da  parte  degli  interpellanti - sul tema  dell'adeguamento  delle
  strutture  di  Pronto soccorso i nostri Uffici hanno elaborato  due
  ulteriori  interventi che io ritengo particolarmente significativi.
  Il  primo, che ha messo a disposizione da parte del piano sanitario
  nazionale le risorse indispensabili per alcuni adeguamenti rispetto
  alla  dignità, la dignità dell'attesa, del trasporto,  le  barelle,
  tutte  quelle strutture aggiuntive, con la possibilità di attingere
  ad  un fondo che è stato trasmesso a tutte le Aziende sanitarie del
  valore di 40 mila euro per ogni singolo Pronto soccorso. Posso dire
  nel monitoraggio effettuato che quasi tutte le aziende, anche nelle
  mie costanti visite, hanno utilizzato le risorse.
   Sarà  poi mia cura trasmettere anche alla Commissione  Salute   il
  resoconto, non soltanto di tutti gli interventi che sono stati  già
  eseguiti,  ma soprattutto, visto che sono state seguite  con  molta
  attenzione,  le  gare che sono state espletate, i lavori  che  sono
  stati  già iniziati. Vado a memoria, ad esempio, il Pronto soccorso
  di   Bronte ha già visto aggiudicati i lavori; così come il  Pronto
  soccorso  dell'ospedale di Paternò; passando dall'altro lato  della
  Sicilia è stata completata la ristrutturazione integrale del Pronto
  soccorso dell'ospedale di Marsala ed è in via di aggiudicazione  la
  realizzazione  dei lavori nell'ospedale di Trapani e  in  tutte  le
  strutture.
   Il  cronoprogramma ci dice, voglio essere da questo punto di vista
  ottimista  ed  ambizioso, che entro il 2020 tutte le  strutture  di
  Pronto  soccorso  dell'Isola oggetto di  finanziamento  vedranno  i
  lavori di ristrutturazione completati.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Cappello   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  presidente  Di Mauro, mi consentirà questa battuta, questa  rubrica
  si  apre  con due mie interpellanze: questa alla quale ha  risposto
  poc'anzi  l'Assessore è del 23 dicembre 2017,  l'ultima  è  del  10
  giugno 2019. Comprenderà che la mia insoddisfazione non nasce dalle
  risposte  che ha dato l'Assessore che chiaramente nell'arco  di  24
  mesi   conoscevamo  già,  le  abbiamo  apprezzate  in  un  modo   o
  nell'altro,  ma nel fatto che la rubrica Sanità non venga  trattata
  con la frequenza con la quale trattiamo le altre rubriche quando il
  Parlamento si dedica all'attività ispettiva, per cui rispondere  ed
  ottenere  una  risposta  su fatti che oggi  sono  noti  a  tutti  i
  siciliani  due  anni dopo ha vanificato anche  la  mia  funzione  e
  quella  dei  colleghi  parlamentari  nell'espletare  il  ruolo   di
  interpellante.
   Per  cui, manifesto la mia insoddisfazione ma più per il fatto che
  noi  stessi non siamo riusciti, o non abbiamo voluto o non  so  per
  quale  altra  motivazione  che  mi farò  carico  nella  qualità  di
  capogruppo  di  chiedere  in  Conferenza,  nel  non  consultare   o
  interpellare l'Assessore e la sua Rubrica più spesso,  diciamo,  in
  quest'Aula che per le informazioni che oggi l'Assessore ci ha  dato
  e che chiaramente dopo due anni non dico che siano arcinote, ma per
  chi compone, per chi fa parte della Commissione  Sanità  ovviamente
  conosce. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, non credo che la Presidenza  abbia
  remore  a  calendarizzare le rubriche attinenti  ai  vari  segmenti
  assessoriali,  si tratta di stabilire in Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari l'ordine delle cose da fare, possibilmente
  anche  stabilire  una  volta a settimana la  rubrica  dell'attività
  ispettiva.
   Comunque,  Si passa all'interrogazione n. 107 «Dotazione  organica
  della  U.O.C.  di Cardiologia del P.O. S. Vincenzo di Taormina»,  a
  firma  degli onorevoli Zafarana, Campo, Cappello, Ciancio, De Luca,
  Di  Caro,  Di Paola, Foti, Mangiacavallo, Marano, Palmeri,  Pagana,
  Pasqua, Schillaci, Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zito.
   .

   «All'Assessore per la salute,

   premesso che:

   in  virtù  del  Decreto  regionale del  31  marzo  2017  l'assetto
  organizzativo  dell'ASP  di  Messina  prevede,  per  la  U.O.C.  di
  Cardiologia/Utic del P.O. di Taormina, la presenza di 8 posti letto
  Utic e 14 di Degenza con in più 2 posti letto di D.S. (day surgery)
  e, come dotazione organica, 14 dirigenti medici e 30 infermieri;

   tale  conteggio del personale infermieristico, seppur conforme  ai
  parametri regionali posti letto/personale previsti nella suindicata
  rete ospedaliera per i reparti di degenza e di UTIC, non prende  in
  considerazione  la  presenza  delle  unità  operative  semplici  di
  Cardiostimolazione ed Elettrofisiologia nonché degli ambulatori  ad
  esse dedicate, che ovviamente assorbono personale infermieristico e
  medico che in tal modo si ritrova a coprire più di un servizio;

   nello   stesso  conteggio,  inoltre,  non  si  tiene  conto  delle
  necessità  relative all'esistenza di un Centro Hub  di  emodinamica
  istituito  presso  lo stesso Ospedale con la Rete IMA  provinciale,
  per  il  quale si sarebbero dovute prevedere almeno altre  6  unità
  infermieristiche e medici preposti;

   anche  il  numero dei dirigenti medici previsto è sottostimato,  e
  allo stato attuale risulta carente di ben tre unità;

   rilevato che:

   a  causa  dell'attuale numero di personale Medico/Infermieristico,
  con estrema frequenza, gli stessi soggetti assegnati per i turni di
  guardia  in  UTIC  (Unità  di  Terapia Intensiva  Cardiologica),  o
  impegnati  in  attività  ambulatoriali o  di  reparto,  si  trovano
  costretti,  nei medesimi orari, a svolgere consulenze cardiologiche
  presso il Pronto Soccorso Generale;

   tale   doppia   prestazione,   genera  ritardi   nell'espletamento
  della     normale     attività giornaliera, e comporta inefficienze
  nello   svolgimento  delle  relative  mansioni   nel   reparto   di
  assegnazione,  con possibili gravi ripercussioni  anche  sul  piano
  medico-legale;

   la   sistematica   occupazione  dei  posti  letto   con   ricoveri
  programmati,  crea delle difficoltà non indifferenti  nel  caso  di
  ricoveri urgenti provenienti dal pronto soccorso generale,  poiché,
  in  assenza di posti letto, si è costretti a trasferire i  pazienti
  in  altre  strutture ospedaliere, ovvero ricoverarli in esubero  in
  UTIC nei casi in cui uno studio emodinamico non è differibile;

   i  frequenti trasporti implicano, peraltro, il ricorso  al  lavoro
  dei  reperibili in pronta disponibilità e al servizio di  ambulanze
  private  di  rianimazione, con conseguente aggravio  di  costi  per
  l'ASP e di forte stress per il personale medico ed infermieristico;

   quando  il numero di pazienti ricoverati in UTIC eccede il  numero
  di  postazioni  monitorizzate, si è  costretti  a  monitorizzare  i
  pazienti  in  esubero con monitor di fortuna,  non  collegati  alla
  centralina,  con  tutte le implicazioni medico - legali  facilmente
  immaginabili nel caso di insorgenza di aritmie improvvise;

   considerato che:

   la   U.O.C  in  esame  gestisce  l'attività  di  emodinamica  h/24
  regolarmente, con 6 infermieri dedicati e preventivamente  formati,
  e l'attività degli ambulatori svolta 5 giorni di mattina e 2 giorni
  mattina/pomeriggio;

   appare,  pertanto,  evidente, che il numero  di  30  infermieri  a
  fronte  dei  carichi di lavoro sopra brevemente  descritti  risulta
  essere praticamente insufficiente;

   tale  criticità mette in serio pericolo la sicurezza del paziente,
  e  a rischio l'incolumità degli operatori sia sotto l'aspetto degli
  infortuni che dei contenziosi medico-legali, conseguenza di  eventi
  avversi prevenibili;

   per  sapere se sia a conoscenza della grave carenza di organico  e
  se intenda potenziare e rimodulare la distribuzione delle U.O.C. di
  Cardiologia   del  P.O.  S.  Vincenzo  di  Taormina,   nella   rete
  ospedaliera  di  prossima definizione, al  fine  di  garantire  una
  corretta  e congrua corrispondenza tra i posti letto e il personale
  medico e infermieristico, sì da garantire un'offerta sanitaria  non
  lesiva dei diritti dei lavoratori e dei pazienti.»

   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore per la salute. Signor Presidente, ovviamente  la
  mia  disponibilità  a  rispondere c'è  sempre,  non  compete  a  me
  decidere  come  e quando. L'onorevole Zafarana con l'interrogazione
  n.  107  chiede  lumi in ordine alla dotazione organica  dell'unità
  operativa  complessa  di cardiologia del presidio  ospedaliero  San
  Vincenzo di Taormina.
   In  particolare, l'onorevole interrogante richiama una carenza  di
  organico  delle figure di infermiere nell'unità operativa complessa
  di cardiologia e UTIC.
   Per  la  parte  di  competenza, mi piace osservare  quanto  segue:
  l'Azienda  sanitaria provinciale di Messina ha fornito  chiarimenti
  in  merito  alla problematica che è stata segnalata  e  cioè  circa
  l'assegnazione  di  consulenze  cardiologiche  al  pronto  soccorso
  generale  nei  confronti del personale che  risulta  impegnato  nei
  medesimi  orari  in  turni di guardia medica  UTIC  o  in  attività
  ambulatoriali o di reparto.
   L'Azienda  ha  evidenziato come rientra  questo  nelle  specifiche
  funzioni  e  nelle scelte/responsabilità gestionali  del  direttore
  dell'unità  operativa,  a  cui  è  rimandata  l'organizzazione  dei
  percorsi  clinici.  Queste sono scelte che  risultano  condizionate
  talvolta  anche  da  imprevisti, ivi comprese le  assenze  a  vario
  titolo  del  personale  che  comportano  un'assunzione  diretta  di
  responsabilità.
   Ciò  premesso, va evidenziato che la presenza nella fascia  oraria
  8.00/14.00  di  un  dirigente medico dedicato  esclusivamente  alle
  consulenze  in emergenza, è di norma prevista anche  se  il  numero
  limitato  di  medici in carico all'unità operativa  complessa  e  i
  congedi  per  legge  104  e  le malattie talvolta  condizionano  la
  pienezza dell'organico.
   Con  riferimento,  invece, alla sistematica occupazione  di  posti
  letto con ricoveri programmati, con conseguenti difficoltà nel caso
  di  ricoveri  urgenti provenienti dal pronto soccorso  generale  al
  trasferimento   dei   pazienti  in  altra  struttura   ospedaliera,
  segnalata  nella predetta interrogazione, l'Azienda ha  evidenziato
  che i ricoveri programmati riguardano gravi patologie cardiache,  a
  rischio  di  morte o di severe complicanze e che, come risulta  dai
  registri del pronto soccorso, la percentuale di pazienti trasferiti
  in  altri  nosocomi  per  carenza di posti  letto  è  assolutamente
  irrilevante  e riguarderebbe una forbice tra l'1 e il 2  per  cento
  delle richieste.
   L'Azienda ha altresì sottolineato che sarebbe oltre modo grave non
  dare  costantemente disponibilità alle chiamate in lista  d'attesa,
  anche  per  i  riflessi di natura penale conseguenti  all'eventuale
  decesso per ritardato ricovero dei pazienti in lista. Inoltre, devo
  evidenziare, con riguardo a quanto evidenziato che, in  termini  di
  carenza  d'organico e all'esigenza di potenziamento e rimodulazione
  dell'unità   operativa  complessa  di  cardiologia,   con   decreto
  assessoriale n. 22 dell'11 febbraio 2019, quindi assai  recente,  è
  stata adottata la nuova rete ospedaliera regionale che ha assegnato
  all'unità operativa di cardiologia 16 posti letto.
   L'atto  aziendale  che è in fase di elaborazione  e  che  è  stato
  trasmesso  da  parte del direttore generale dell'Azienda  sanitaria
  provinciale  di Messina alle organizzazioni sindacali  e  che  sarà
  adottato  come  tutti gli atti aziendali entro il 30  settembre  di
  questo  anno corrente, consentirà di adeguare la dotazione organica
  al numero di posti letto oggi previsti dalla rete ospedaliera.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Zafarana   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   ZAFARANA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  mi  ritengo
  soddisfatta  perché  innanzitutto  questa  interrogazione,  non   è
  inutile  ricordarlo, ha data 12 marzo 2018. E ricordo che  io,  per
  consuetudine,  chiedo sempre la risposta scritta anche  per  potere
  avere   poi  memoria  documentale  e,  pertanto,  un'interrogazione
  proposta il 18 marzo 2018 che riceve risposta oggi, dopo più di  un
  anno e mezzo praticamente, di fatto, naturalmente dovrà poi, lei mi
  può dire che avete fatto la rete ospedaliera, però è chiaro che  io
  fotografo una situazione antecedente, una situazione di sofferenza,
  -  Assessore  la  prego  mi dia la sua attenzione,  grazie  -,  una
  situazione   di  criticità  anche  perché  ricordo  che   il   polo
  ospedaliero  del  San  Vincenzo  Sirina  Taormina  è  esposto  come
  localizzazione a dovere ricevere ingressi ed accessi da parte di un
  bacino   territoriale  delicatissimo  e,  soprattutto  nel  periodo
  estivo,  come  lei  sicuramente saprà da, si può dire  maggio  fino
  almeno  ad  ottobre,  novembre inoltrato, ha tutto  un  accesso  di
  turisti  e, pertanto, le esigenze di avere assicurata una dotazione
  infermieristica  adeguata  al  numero  dei  posti   letto   non   è
  assolutamente un'esigenza che può essere tralasciata.
   Pertanto, lei non ha dato risposta comunque alla mia domanda anche
  sull'intenzione di potenziare la dotazione organica in  proporzione
  al  numero dei posti letto che lei qui ha annunciato, pertanto, non
  mi  ritengo soddisfatta, anzi, signor Presidente, colgo l'occasione
  di  questo  mio  intervento per  potere avanzare una  proposta:  le
  interrogazioni,   gli  atti  parlamentari,  gli   atti   ispettivi,
  allorquando   ricevono   risposta  da  parte   dell'amministrazione
  regionale,  potremmo  pubblicarli, è una  proposta,  rispetto  alla
  pubblicazione  sul  nostro  sito  dell'Assemblea,  parimenti   alla
  pubblicazione  degli  atti in uscita così  almeno,  in  termini  di
  trasparenza  all'esterno, chi vede e vuole avere accesso  anche  al
  rapporto  che esiste tra l'Assemblea e l'amministrazione può  avere
  accesso alla domanda ma anche alla risposta, la risposta che  viene
  indirizzata a noi parlamentari ma è praticamente in capo a  noi  la
  responsabilità o meno di renderla pubblica ed accessibile a  tutti.
  Faccio  la  mia  proposta,  se  sarà  accolta  poi  proseguirò  nel
  perfezionarla. Grazie.

   PRESIDENTE.  Chiedo scusa, mi sono distratto. Onorevole  Zafarana,
  se me lo può ripetere perché non l'ho capito bene

   ZAFARANA.  Le  volevo  chiedere,  per  garantire  trasparenza   ed
  accessibilità   all'attività  svolta  nel   rapporto   tra   questo
  Parlamento  e gli Uffici dell'amministrazione, qualora questa  cosa
  non  gravi, lo capisco, sull'amministrazione interna all'Assemblea,
  si  potrebbe  garantire  la pubblicazione  dell'atto  di  risposta,
  quando  questo  giunga qui in Assemblea al deputato, parimenti  sul
  sito così il cittadino che vuole avere accesso, nell'ottica appunto
  di   una   trasparenza   degli  atti,   può   avere   accesso   sia
  all'interrogazione che all'atto di risposta. Grazie.

   PRESIDENTE.  Mi  scusi,  ma  tutti  gli  atti  parlamentari   sono
  pubblicati nel resoconto e sul sito.

   ZAFARANA. Non solo i nostri.

   PRESIDENTE. Ma nel resoconto ci sono pure le risposte.

   ZAFARANA. Nel resoconto, ma non sono poi allegate al percorso  che
  fanno  gli  atti  nella  pagina relativa al  deputato.  Ci  si  può
  pensare.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n. 131   Valutazione  di
  eventuali   profili  di  incompatibilità  del  direttore  sanitario
  dell'ASP di Catania , a firma degli onorevoli Barbagallo,  Cafeo  e
  De Domenico.

   «All'Assessore per la salute,

   premesso che:

   l'attuale direttore sanitario dell'ASP di Catania, dott. Francesco
  Luca,  è rappresentante legale pro tempore del sindacato pensionati
  denominato   'Fap   Acli'   (Federazione  Anziani   e   Pensionati)
  Provinciale di Catania;

   lo stesso risulta essere membro dell'Associazione denominata 'Acli
  Provinciali   di   Catania',  un  circolo  Acli  che   riporta   la
  denominazione 'Asp';

   per sapere:

   se  ravvisi, in relazione alle due fattispecie citate in premessa,
  profili  di  incompatibilità previsti dalla  normativa  vigente  in
  relazione  all'espletamento dell'incarico di direttore sanitario  e
  se  il  sindacato  pensionati denominato 'Fap Acli  Catania'  abbia
  ricevuto fondi pubblici per progetti o altro;

   se  sia a conoscenza della circostanza che esista un circolo  Acli
  di  oltre 400 tesserati riportante la dicitura 'Asp', se tali  soci
  siano  assistiti,  dipendenti o altro della stessa  ASP  e  se  non
  ritenga di verificare la fondatezza di quanto sin qui esposto».

   Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  colleghi, l'onorevole Barbagallo chiede la valutazione agli  uffici
  di  eventuali  profili  di  incompatibilità  dell'allora  direttore
  sanitario dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania.
   La  trattazione  mi è stata attribuita con nota  della  Segreteria
  generale  del  16 aprile 2018 e riguarda la questione  relativa  ai
  profili  di  incompatibilità dei direttori generali, dei  direttore
  sanitari  e  dei  direttori  amministrativi  secondo  la  normativa
  vigente,  nel  caso  di  specie  la  questione  era  relativa  alla
  contemporanea presenza in capo al medesimo soggetto della  funzione
  di direttore sanitario e quella di rappresentante pro-tempore di un
  sindacato di pensionati.
   In  particolare, segnala la direzione competente,  e  cioè  l'area
  interdipartimentale Affari giuridici dell'Assessorato  alla  salute
  che,  fermo  restando  l'accertamento dell'esistenza  di  eventuali
  profili   di   incompatibilità  in  concreto,  in  capo  all'allora
  direttore sanitario, tale responsabilità è nella diretta competenza
  del  direttore generale che procede alla nomina e che, nel  momento
  in  cui procede alla nomina, oltre a fare una compiuta verifica dei
  requisiti di inserimento o meno nell'albo e alla presenza di  tutti
  i  requisiti di legge, deve raccogliere le dichiarazioni in  ordine
  alla sussistenza o meno di cause di incompatibilità.
   La    stessa,    peraltro,   quella   evidenziata   dall'onorevole
  interrogante  che investe, semmai, un profilo di opportunità  nella
  scelta,  laddove  era stato a suo tempo scelto,  non  riguarda  una
  causa  di  incompatibilità che, invece, sono espressamente previste
  dagli articoli 10 e 14 del decreto legislativo n. 39 del 2013.
   Mi   pare   di   potere  cogliere,  nell'indicazione  che   allora
  l'onorevole  Barbagallo aveva rappresentato, che la  situazione  di
  fatto  indicata  nell'interrogazione avrebbe,  forse,  meritato  di
  suggerire, a suo tempo, delle scelte diverse rispetto a quelle  che
  erano   state   originariamente  fatte.  Mi   insegna   l'onorevole
  Barbagallo,   che  è  anche  accorto  giurista,  che   il   profilo
  dell'opportunità  e  quello della sostanziale incompatibilità  sono
  profili diversi che meritano, tuttavia, di essere giudicati ma  non
  nella   sanzione   dell'incompatibilità,  semmai   nella   sanzione
  dell'opportunità politica in base a chi sceglie.

   PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo si dichiara soddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza n. 53, a  firma  dell'onorevole  Fava
  «Consultorio  familiare  e poliambulatorio  medico  nel  comune  di
  Polizzi Generosa (PA)».
   Per  assenza  dall'Aula  del  firmatario  l'interpellanza  decade.
  Tuttavia alla stessa verrà fornita risposta scritta.

   RAZZA, assessore per la salute. Consegno agli atti del verbale  la
  risposta.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interrogazione n.  398  «Adesione  alla
  piattaforma nazionale Nuova celiachia per l'assistenza ai  pazienti
  celiaci», a firma degli onorevoli Calderone, Gallo, Cannata.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   in  Sicilia ci sono circa 15.000 persone affette dall'intolleranza
  permanente  al  glutine presente nel grano, orzo  e  nella  segale,
  chiamati celiaci;

   l'intolleranza  è  causata dalla presenza della proteina  gliadina
  che è responsabile dell'inappropriata risposta immunitaria;

   oggi  l'unica  cura per la celiachia è rappresentata dalla  totale
  esclusione del glutine dalla dieta;

   alle persone affette da malattia celiaca, in possesso di attestato
  di  esenzione, l'ASP di appartenenza destina l'erogazione  gratuita
  di alimenti privi di glutine attraverso il rilascio di un carnet di
  buoni cartacei con validità mensile spendibili in un anno;

   l'attuale sistema di erogazione dei buoni, con ritiro degli stessi
  presso  le sedi ASP di appartenenza, è obsoleto e spesso  causa  di
  disservizi per i pazienti, che più di una volta, anche dopo  lunghi
  viaggi,  non  hanno  potuto ritirare i buoni per  interruzione  del
  servizio di consegna;

   atteso che:

   si   rileva,  in  particolare,  che  il  buono  cartaceo   non   è
  frazionabile   e  pertanto  deve  essere  speso  presso   un   solo
  distributore  fornito  di  prodotti  senza  glutine,  con  evidenti
  complicazioni sia per il paziente che per l'erogatore;

   l'attuale  sistema  di erogazione dei buoni può essere  migliorato
  con  la dematerializzazione dei buoni cartacei e la possibilità per
  i  celiaci  di  ritirare gli alimenti senza glutine utilizzando  la
  tessera sanitaria;

   dal 2012, la Regione Lombardia ha istituito un sistema di gestione
  telematica      software   Celiachi  RL  (Sistema   regionale   per
  l'erogazione  dei prodotti dietetici senza glutine) attraverso  cui
  l'accreditamento   dell'importo   del   buono    mensile    avviene
  direttamente  sulla  tessera sanitaria, utilizzabile  in  qualsiasi
  punto  vendita accreditato che disponga della apposita  piattaforma
  informatica;

   le  Regioni  Lazio, Piemonte e Toscana hanno avviato le  procedure
  per adottare medesimo sistema;

   l'adozione  di  questo metodo di pagamento permette  alla  persona
  intollerante e/o al familiare di poter scegliere più punti  vendita
  dove  acquistare  i  prodotti senza glutine e  non  uno  solo  come
  attualmente avviene;

   consente  alla  Regione un contemporaneo risparmio economico,  con
  contestuale  miglioramento della qualità del  servizio  offerto  ai
  pazienti   celiaci,  nonché  un  passo  in  avanti   nel   rispetto
  dell'ambiente con la riduzione dell'utilizzo dei buoni cartacei;

   una  maggiore  concorrenza tra gli esercizi  commerciali  potrebbe
  consentire un abbassamento dei prezzi di vendita e un risparmio per
  le  famiglie  ma  anche una notevole agevolazione  per  gli  utenti
  studenti-lavoratori   trasfertisti  che  potranno   acquistare   il
  prodotto  in  un  qualsiasi esercizio commerciale  accreditato  nel
  territorio regionale;

   considerato che:

   è stato presentato un disegno di legge di iniziativa parlamentare,
  il  n.  262  del  1 giugno 2018, primo firmatario l'On.  Calderone,
  finalizzato all'Adesione piattaforma nazionale Nuova celiachia;

   in     realtà, il  risultato auspicato dall'intervento legislativo
  potrebbe essere ottenuto in via amministrativa;

   per  sapere se intendano aderire alla piattaforma nazionale  Nuova
  celiachia e a stipulare con la Regione Lombardia la convenzione per
  il  riutilizzo  del  software Celiachi RL  (Sistema  regionale  per
  l'erogazione  dei prodotti dietetici senza glutine) e  attivare  le
  successive convenzioni con gli esercizi commerciali accreditati per
  semplificare  maggiormente  l'erogazione  dell'assistenza   per   i
  cittadini celiaci e i loro familiari».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. L'onorevole  Calderone  rivolge
  un'interrogazione in ordine all'adesione alla piattaforma nazionale
  per la Nuova celiachia e per l'assistenza ai pazienti celiaci.
   Con   nota   della  direzione  generale  del  Dipartimento   della
  pianificazione strategica, in data 23 novembre 2018,  l'Assessorato
  alla  salute ha avviato, a seguito di un formale incontro che si  è
  tenuto  presso la sede dell'Assessorato, un'interlocuzione  con  la
  società    in    house   Sicilia   Digitale   S.p.A.,   finalizzata
  all'attivazione  di  un sistema informatizzato  di  erogazione  del
  contributo  riconosciuto ai soggetti affetti  da  celiachia.  Nello
  specifico  è  stato  chiesto  a Sicilia  digitale  di  attivare  le
  procedure  per  lo  studio di fattibilità  dell'uso  della  tessera
  sanitaria regionale per l'erogazione del contributo mensile.
   Sicilia  Digitale  ha  riscontrato la nota  comunicando  di  avere
  avviato  un'interlocuzione  con la regione  Lombardia  dove  questo
  sistema  è  già  in uso e sufficientemente rodato.  Sapete  che  il
  meccanismo del riuso da parte delle ulteriori amministrazioni è  un
  meccanismo  di utilizzo delle piattaforme digitali che consente  di
  contrarre  i tempi di negoziazione e di utilizzare delle  strutture
  che sono già funzionanti.
   Sicilia Digitale ha, quindi, predisposto gli atti propedeutici per
  l'attuazione   del  progetto  di  riuso,  del  programma   per   la
  dematerializzazione dei buoni cartacei spettanti ai celiaci.
   L'obiettivo  di  informatizzare i  buoni  relativi  al  contributo
  riconosciuto ai soggetti affetti da celiachia rappresenta, infatti,
  per   il   Governo  della  Regione  e  per  il  nostro  Assessorato
  un'assoluta  priorità.  Ciò, infatti, consentirà  di  facilitare  e
  rendere meno gravoso ai pazienti l'approvvigionamento dei beni loro
  riconosciuti e ciò è stato fatto - mi piace dirlo - anche  per  gli
  ulteriori provvedimenti, molti dei quali anche sollecitati  proprio
  dall'onorevole  interrogante,  in  un  rapporto  di  dialogo  e  di
  collaborazione   con  le  associazioni  della   celiachia   e   con
  l'obiettivo    di   alleviare   ogni   condizione   di    eccessiva
  burocratizzazione  del  sistema  per  tutti  i  pazienti   affetti,
  appunto,  da  questa  patologia. Nei tempi  più  rapidi  avremo  il
  processo  di  informatizzazione assolutamente definito  e,  quindi,
  operativo per tutti i pazienti.

   PRESIDENTE. L'onorevole Calderone si ritiene soddisfatto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 497  «Chiarimenti  in  ordine  ai
  programmi di eradicazione della brucellosi e di altre malattie  dei
  bovini, ovini e caprini nel messinese», a firma degli onorevoli  De
  Luca,   Campo,   Cappello,  Ciancio,  Di  Caro,  Di  Paola,   Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi, Zafarana, Zito.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   il  dilagarsi  della  brucellosi di bovini,  ovini  e  caprini  in
  Sicilia  rappresenta  un fenomeno gravissimo  così  come  anche  il
  diffondersi della leucosi e delle altre malattie di bovini, ovini e
  caprini, oggetto di profilassi obbligatoria. I rischi per la salute
  pubblica   e   la  sicurezza  alimentare,  e  non  di  meno   delle
  ripercussioni socioeconomiche sono altissime;

   il  Piano nazionale della prevenzione (PNP) 2014-2018, adottato  a
  seguito del Regolamento CEE 882/2004 prevede, quale macro obiettivo
  di  attuare il Piano nazionale dei controlli per la prevenzione  in
  sicurezza   alimentare  e  sanità  pubblica  veterinaria   ed,   in
  particolare, il rafforzamento delle stesse attività di prevenzione;

   con   riferimento   ai  piani  nazionali  di  eradicazione   della
  brucellosi,  della tubercolosi e della leucosi enzootica  bovina  e
  bufalina,  nella  Regione siciliana, continuano ad essere  presenti
  numerosi  focolai  attivi dai quali le superiori malattie  indicate
  rischiano  di diffondersi, provocando una vera e propria  emergenza
  sanitaria e sociale;

   considerato che:

   il   D.A.   26  ottobre  2017  Misure  straordinarie  di   polizia
  veterinaria per la eradicazione della brucellosi bovina, bufalina e
  ovicaprina,  della tubercolosi bovina e bufalina  e  della  leucosi
  enzootica  bovina  in  Sicilia prevede una  serie  di  controlli  e
  verifiche mediante l'applicazione delle disposizioni vigenti  e  di
  misure straordinarie;

   l'inadeguatezza  dei  progetti obiettivo, fin  qua  proposti,  nel
  contrasto  al  fenomeno sono assolutamente inadeguati,  soprattutto
  nella  provincia di Messina. Territorio in cui per  la  particolare
  conduzione zootecnica caratterizzata da aziende a conduzione  brada
  o  semi-brada, allocate in aree montane e servite sovente  solo  da
  trazzere   non   percorribili  in  alcuni  periodi  dell'anno,   la
  situazione è particolarmente grave;

   rilevato che:

   nonostante i milioni di euro di Fondi UE spesi, la Sicilia  rimane
  la  regione italiana più colpita con quasi il 3% di aziende infette
  da  brucellosi bovina e ovicaprina nel 2017, e il 75% delle aziende
  della provincia di Messina risulta non indenne ;

   l'Unione  Allevatori  Sicilia  chiede  di  vaccinare  le   rimonte
  (massimo  12  mesi  di età) nelle province ad  alta  prevalenza  di
  brucellosi  con  il vaccino RB-51, senza che le autorità  siciliane
  abbiano  mai avviato questa procedura, scaricando la responsabilità
  su una fantomatica mancanza di autorizzazione da parte dell'UE;

   tale   inerzia,  tuttavia,  appare  ingiustificata   e   non   più
  tollerabile   alla   luce  della  dichiarazione   ufficiale   della
  Commissione  UE  secondo  cui  spetta  alle  autorità  nazionali  e
  regionali  competenti decidere se autorizzare  la  vaccinazione  in
  Sicilia.  Dunque  occorre immediatamente che la Regione  si  faccia
  carico  di  concretizzare  questa misura assolutamente  necessaria.
  Anche il Ministero della Salute, nel 2009 aveva trasmesso una  nota
  favorevole all'uso dei vaccini nei territori con elevata  incidenza
  di infezione;

   infine,  la  Commissione ammonisce che nel caso in cui  le  misure
  attuate  non  portino a un progresso chiaro in tale  direzione,  il
  sostegno  finanziario potrà essere riesaminato . Dunque,  non  solo
  l'autorizzazione  della vaccinazione rientra  nelle  competenze  di
  questo  assessorato,  ma vi è un concreto rischio  che  se  non  si
  provvederà presto in tal senso si possano perdere anche quei  fondi
  predisposti dall'Europa;

   per sapere:

   quando  l'Assessorato  in  indirizzo  intenda  attuare  le  azioni
  necessarie   al  fine  di  contrastare  adeguatamente   l'emergenza
  sanitaria  e  sociale discendente dal diffondersi della brucellosi,
  della  leucosi e delle altre malattie di bovini, ovini  e  caprini,
  oggetto  di profilassi obbligatoria, nella provincia di  Messina  e
  nelle  altre  province  sedi di focolai, ed in  particolare  quando
  intenda  intraprendere e agevolare un percorso di  vaccinazione  di
  tutti  gli  allevamenti  bradi,  con particolare  riferimento  alle
  province di Messina ed Enna, e di rivedere il piano di eradicazione
  adottando  misure  più efficaci e proporzionate alle  esigenze  del
  settore;

   la  destinazione puntuale e dettagliata dei fondi europei che sono
  arrivati in Sicilia per il piano di eradicazione negli ultimi anni,
  a partire dal 2010».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, è noto che  per
  l'Assessorato  regionale per la salute la persistente  presenza  di
  talune  malattie del bestiame in Sicilia, e in alcune zone in  modo
  particolare, costituisca un serio problema per la sanità pubblica e
  per l'economia zootecnica.
   Nell'area della provincia di Messina il problema pare notoriamente
  più  rilevante,  mentre in molte aree del territorio  regionale  si
  sono   registrati   significativi  miglioramenti  con   progressive
  riduzioni degli indici epidemiologici di diffusione.
   Per quanto riguarda la leucosi, per esempio, solo in provincia  di
  Messina  residua un cluster di infezione, mentre le rimanenti  otto
  province hanno raggiunto lo status di territori indenni.
   Quanto  alle  richieste, nel tempo, pervenute da parte dell'Unione
  Allevatori  si  fa  presente che la stessa organizzazione  è  stata
  ricevuta  in  più  occasioni,  nel corso  delle  quali  gli  uffici
  dell'Assessorato  hanno  segnalato la necessità  che  le  richieste
  avanzate  e la fattibilità delle proposte trovassero riscontro  con
  le autorità nazionali e comunitarie di riferimento.
   Sul  tema della vaccinazioni, si fa presente che tale pratica deve
  essere  autorizzata previa condivisione della misura  da  parte  di
  tutto  l'ambito zootecnico dei territori e, al riguardo, si segnala
  che  non  esiste univocità di vedute da parte di tutto  il  settore
  zootecnico regionale.
   Quanto  alla  richiesta  riguardante la destinazione,  puntuale  e
  dettagliata, dei Fondi europei che sono arrivati in Sicilia per  il
  Piano  di  eradicazione negli ultimi anni, si  rappresenta  che  le
  domande di pagamento e le relazioni finanziarie nei riguardi  della
  Commissione  europea competono all'autorità centrale  dello  Stato,
  come  espressamente previsto dagli articoli 14 e 15 del Regolamento
  europeo n. 652 del 15 maggio 2014.
   Alla   risposta  che  ho  illustrato,  mi  piace  aggiungere   due
  rapidissime considerazioni. La prima: è stato istituito un  tavolo,
  presso  il  Ministero  della  Salute,  competente  da  parte  della
  Direzione  della  Sanità veterinaria, alla  quale  la  Regione  sta
  cercando   di   fornire  adeguati  contributi.  Personalmente,   ho
  incontrato  il  Direttore generale in più occasioni e,  da  ultimo,
  l'ho  sentito alcune settimane fa, ho chiesto al Direttore generale
  di  rendere  più intenso il rapporto di collaborazione e  anche  il
  sostegno  da parte del Ministero perché la Regione che ha ereditato
  una    situazione   molto   impegnativa   dal   punto   di    vista
  dell'eradicazione della brucellosi e di alcune malattie dei bovini,
  ha  bisogno  di  un'interfaccia costante  con  il  Ministero  della
  Salute, ha bisogno di essere accompagnata, così come lo è stata con
  i  due  decreti  assessoriali che sono stati emanati  nella  scorsa
  legislatura  e  che  sono stati oggetto di un  confronto  e  di  un
  dialogo costante tra l'Assessorato e il Ministero.
   So  bene, e non mi sfugge, che esistono delle criticità, ma queste
  possono essere affrontate soltanto in un rapporto di collaborazione
  profonda  e  proficua  come  quello  che,  sono  certo,  il  tavolo
  istituito consentirà di registrare.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  De  Luca   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Assessore  la
  tematica che ci vede impegnati in quest'interrogazione e nella  sua
  risposta  meriterebbe maggiore attenzione da parte dell'Assessorato
  da  lei  guidato  perché  questa tematica,  nonostante  la  vetustà
  dell'interrogazione, purtroppo, a differenza delle altre, è  ancora
  attuale,  non  solo  perché lo zoonosi dedotte  dall'interrogazione
  sono  assolutamente  presenti  ancora  in  Sicilia,  ma  perché  da
  un'analisi  dei  dati è venuto fuori anche che molteplici  sono  le
  mancanze  degli  organi deputati al controllo,  in  quanto  i  dati
  riferiti dalle ASP sono costruiti non con la forma di legge con cui
  dovrebbero essere costruiti. Mi spiego: se la legge prevede che gli
  abbattimenti degli animali malati deve avvenire entro 15 giorni  e,
  invece,  avviene  dopo  40 giorni, o se  la  legge  prevede  che  i
  controlli  devono essere fatti due volte l'anno e, invece,  vengono
  fatti  una  volta ogni 240 giorni, questo determina una  non  reale
  rappresentatività del dato.
   E  non  è  possibile  scaricare  la responsabilità  esclusivamente
  sull'organo statale, perché in materia di sanità - lei mi insegna -
  che  il  Ministero fa le linee guida, indica quali  sono  i  LEA  o
  fornisce  gli obiettivi da raggiungere, e da questo punto di  vista
  la Sicilia non solo li ha traditi

   PRESIDENTE.  Onorevole  De Luca, si deve  limitare  a  dire  se  è
  soddisfatto o non soddisfatto.

   DE  LUCA.  Penso  che sto per arrivare al punto.  Mi  conceda  due
  minuti. Li ha concessi agli altri, li conceda anche a me.

   PRESIDENTE.  Sì,  ma nel Regolamento non è scritto  che  lei  deve
  rispondere.

   DE LUCA. Sto rispondendo in maniera

   PRESIDENTE. Ma lo faccia in maniera sintetica.

   DE  LUCA. Va bene. Vede Assessore, in questo momento siamo in  una
  condizione  che  non  solo  dovremo, perché  il  Ministero  ha  già
  trasmesso  alla  Corte dei conti il fascicolo  per  ottenere  dalla
  Sicilia  i fondi che ha dovuto restituire alla Commissione europea,
  ma  in  questo momento siamo anche a rischio di sanzione  da  parte
  della  Commissione  europea, che non solo rischia  di  toglierci  i
  fondi, ma rischiamo anche di subire un embargo dei nostri animali e
  dei  prodotti zootecnici e caseari, che sarebbe la crisi definitiva
  della  nostra  Regione. E la Commissione europea non  arriverà  fra
  dieci anni, arriverà la settimana prossima a fare questi controlli,
  arriverà  all'interno di questo mese, e questa è una responsabilità
  tutta del suo Assessorato, dell'Istituto zooprofilattico e di tutte
  le ASP che non hanno fatto correttamente il loro lavoro.
   E,  allora, il tavolo tecnico serve a ripartire, perché lo abbiamo
  chiesto  noi,  ma  la situazione è quella che ho appena  descritto.
  Quindi, non mi ritengo soddisfatto di avere ricevuto delle risposte
  tecniche   e  anche  evasive  della  tematica  reale.  Mi   sentirò
  soddisfatto  quando vedrò che questo Assessorato  tratterà  con  la
  competenza e con l'attenzione che merita questo settore.
   Assessore,  so  che  non dipende tutto da lei  o  che  non  ha  la
  bacchetta  magica, però non possiamo più girare  intorno  a  questo
  problema e anche in Commissione  Sanità' lo abbiamo trattato  tante
  volte.  Quindi, mano tesa da parte del Ministero, però  anche  noi,
  come  Regione, dobbiamo fare la nostra parte e andare a vedere  chi
  non  fa  il  proprio dovere, rimuoverlo e mandarlo  a  fare  altro,
  perché se la brucellosi c'è da venti, trent'anni le cose sono  due:
  o chi la doveva debellare è incompetente, o chi la doveva debellare
  è colluso. Da questo punto di vista non si scappa.
   Quindi,  Assessore, non è una cosa contro di lei. E'  un  sistema,
  però  questo  sistema lo dobbiamo un attimo scardinare,  altrimenti
  non andrà mai via dai nostri territori. Grazie.

   PRESIDENTE.  Non  ho capito. E' soddisfatto o non  è  soddisfatto?
  Perché poi alla fine

   DE  LUCA. No, perché lei si è distratto, perché io l'ho detto,  ho
  dieci testimoni.

   PRESIDENTE.  Non è soddisfatto. E' incerto, ma non è  soddisfatto.
  Va bene.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 155 «Notizie  circa  l'assistenza
  riabilitativa», a firma dell'onorevole Lupo.

   «All'Assessore per la salute,

   premesso che:

   l'articolo   26  della  legge  833/78  garantisce  le  prestazioni
  sanitarie  dirette  al recupero funzionale e sociale  dei  soggetti
  affetti  da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, dipendenti
  da  qualunque  causa, stabilendo che le stesse sono  erogate  dalle
  aziende   sanitarie   attraverso  i  propri  servizi   o   mediante
  convenzione con istituti aventi i requisiti di legge;

   le   attività   di  riabilitazione  sono  erogate   da   strutture
  riabilitative  convenzionate con il SSR a seguito  della  presa  in
  carico  del  disabile  cui viene offerto un progetto  riabilitativo
  individuale  che  prevede  moduli diversificati  in  ambulatoriale,
  domiciliare, extramurale, eccetera;

   considerato che:

   l'utenza  che  fruisce  delle prestazioni riabilitative  presso  i
  centri  convenzionati ai sensi dell'articolo 23 della l.  833/78  è
  molto variegata in relazione alle patologie trattate e all'età  dei
  pazienti;

   nel  servizio  ambulatoriale,  la maggior  parte  dei  pazienti  è
  costituita  da  bambini  fra  i 3 e i  14  anni  con  disturbi  del
  linguaggio,   dello   spettro  autistico  o   disturbi   cognitivo-
  comportamentali,  ma  anche patologie  rare  come  la  sindrome  di
  Tourette;   le  terapie  maggiormente  praticate,  pertanto,   sono
  relative   alla     riabilitazione     logopedica, neuromotoria,  o
  prestazioni di fisiokinesiterapia;

   nel  servizio domiciliare, la maggioranza degli assistiti è invece
  costituita  da  pazienti  in  età  senile  affetti  dal  morbo   di
  Parkinson,  Alzheimer, o postumi da ictus per i  quali  le  terapie
  riabilitative  più richieste sono la riabilitazione neuromotoria  e
  la fisiokinesiterapia;

   rilevato che :

   nonostante la necessità di effettuare la riabilitazione  in  tempi
  adeguati  al fine di evitare l'aggravamento dei sintomi o  il  loro
  cronicizzarsi, i tempi d'attesa per l'erogazione delle terapie sono
  molto lunghi e sfiorano i due anni, vanificando quanto previsto dai
  LEA;

   numerosi  sono i casi nei quali il paziente muore prima ancora  di
  effettuare il primo accesso alla struttura terapeutica;

   premesso,  inoltre,  che con nota del 6 febbraio  2018,  l'ASP  di
  Palermo,  dovendo  procedere  ad una riorganizzazione  del   modulo
  domiciliare  dell'assistenza riabilitativa ex art. 26 ha  richiesto
  ai  centri  convenzionati  del  proprio  territorio  di  competenza
  l'elenco  dei  pazienti  di età uguale  o  superiore  ai  75  anni,
  completo delle diagnosi, in trattamento domiciliare;

   per conoscere:

   quali  siano  i tempi di attesa per l'erogazione delle prestazioni
  riabilitative   ex   art.  26  l.  833/78   presso   le   strutture
  convenzionate  e  quali  siano  i provvedimenti  che  si  intendono
  adottare al fine di ridurli;

   quale sia la riorganizzazione del modulo domiciliare che l'ASP  di
  Palermo  si appresta a varare e se la stessa non sia finalizzata  a
  ridurre le prestazioni ai pazienti in età senile per rivolgerle  ai
  pazienti più giovani;

   se  siano  in  programma  analoghe 'riorganizzazioni'  del  modulo
  domiciliare anche in altre ASP regionali».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la salute. Signor Presidente,  l'onorevole
  Lupo  ci  chiede  informazioni sugli  interventi  per  il  corretto
  funzionamento del reparto di nefrologia dell'ospedale di Lipari. In
  riscontro   all'interrogazione  posso  comunicare   che   l'Azienda
  sanitaria di Messina

   PRESIDENTE. Assessore, l'interpellanza è la n. 155 «Notizie  circa
  l'assistenza riabilitativa», ex articolo 26.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Chiedo scusa, l'interpellanza  è
  stata  sollecitata  all'ASP di Palermo  e  ho  chiesto  all'ASP  di
  Palermo  di  rispondere entro una settimana. In carpetta  avevo  la
  risposta all'interrogazione dell'onorevole Lupo.

   PRESIDENTE. Ma lei deve rispondere sull'interpellanza n. 155.

   RAZZA,  assessore per la salute. Presidente, ho già detto  che  ho
  sollecitato  la  risposta  all'ASP di Palermo  che  non  ha  ancora
  risposto.

   PRESIDENTE. Ho capito.
   Si passa all'interpellanza 158 «Chiarimenti in merito all'episodio
  di  aggressione avvenuta presso il pronto soccorso  di  Siracusa  a
  danno  di  due  medici»,  a firma degli onorevoli  Zito,  Cappello,
  Ciancio,   Foti,   Mangiacavallo,  Palmeri,   Siragusa,   Trizzino,
  Zafarana,  Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Campo, Di  Paola,
  Marano, Pagana, De Luca, Pasqua.

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la salute,

   premesso che:

   in data 4 febbraio 2019 presso il pronto soccorso di Siracusa si è
  consumata   l'ennesima   aggressione   al   personale   medico   ed
  infermieristico che, nella fattispecie, è costato diverse settimane
  di  prognosi  riservata a due medici del pronto  soccorso  aretuseo
  'Umberto I';

   le    aggressioni   al   personale   medico   ed   infermieristico
  rappresentano una emergenza nei pronto soccorso siciliani e, più in
  generale,  italiani  visto che secondo una indagine  della  Società
  Italiana  di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU), dal 1 marzo  al
  30  aprile  2017 in due pronto soccorso su tre (63%) si  è  infatti
  verificata almeno una aggressione fisica;

   secondo  la  prefata  indagine, nel 2018,  afferma  la  SIMEU,  la
  situazione  è  sensibilmente peggiorata in tutte  le  regioni,  dal
  Friuli  Venezia  Giulia  alla Sicilia, passando  per  il  Lazio  e,
  inoltre, nel 50% dei casi le aggressioni si sono verificate dove vi
  è  maggiore sovraffollamento, non contando le aggressioni verbali e
  le innumerevoli intimidazioni;

   l'affanno  nella  trincea dell'emergenza  siciliana  è  aggravata,
  altresì,   dalla   cronica   carenza   di   personale   medico   ed
  infermieristico,  cui  le  frequenti  chiamate  di  ASP  e  aziende
  ospedaliere non riescono a fare fronte; invero, ciò trova  conferma
  in   un   recente  studio  Anaao-Cimo,  due  sindacati  di   medici
  ospedalieri,  che testimonia come nei pronto soccorso  con  accessi
  che vanno dai 30 mila ai 50 mila annui, i vuoti arrivano a sfiorare
  il  50  per cento della dotazione organica prevista dal  D.  A.  n.
  1380/ 2015;

   l'Unità operativa complessa di medicina e chirurgia d'accettazione
  e  d'urgenza  dell'Umberto I di Siracusa, in media, effettua  circa
  60.000 mila accessi al pronto soccorso.

   considerato che:

   al fine di garantire la sicurezza negli ospedali è previsto che  i
  nosocomi devono avere presidi di guardie giurate, e a tal fine,  la
  Centrale Unica di Committenza della Regione siciliana con D.A.S. n.
  1175   del   27/6/2017,   ha  indetto  gara   telematica   mediante
  convenzione,  per l'affidamento quinquennale dei servizi  integrati
  di  vigilanza  armata per gli immobili delle Aziende  del  servizio
  sanitario Regionale;

   con  D.A.S. n. 3093 del 14/11/2018, il sopra richiamato  servizio,
  avente  ad oggetto il lotto 4 (AA.SS.PP.) Ragusa e Siracusa, veniva
  aggiudicato al RTI Istituto di Vigilanza Metronotte srl  -  Sicilia
  police srl - ANCR srl;

   con  deliberazione del Direttore generale F.F. di Siracusa,  Dott.
  Anselmo  Madeddu, n. 1414 del 17 dicembre 2018 è stato disposto  di
  aderire  alla convenzione di cui al D.A.S. del 14/11/2018  predetta
  e,  altresì, autorizzare la KGB Security srl, già appaltatrice  del
  servizio di vigilanza armata presso i pronto soccorso dei PP.OO., a
  proseguire il servizio oltre la scadenza e fino al 31/1/2019 per il
  tempo occorrente per porre in essere gli adempimenti necessari  per
  procedere al cambio dell'appalto;

   preso atto che:

   il  fenomeno delle aggressioni ai medici e al personale  sanitario
  sul  posto  di  lavoro merita la massima attenzione a  causa  delle
  conseguenti   problematiche  organizzative  e  costi  sociali   che
  comporta e, per tale ragione, è auspicabile la realizzazione di  un
  piano  che  preveda  un  controllo del  territorio  particolarmente
  dedicato alle strutture ospedaliere ad opera delle forze di polizia
  con un presidio h24;

   appare  necessario,  inoltre, affrontare le problematiche  sottese
  alla  carenza di personale sanitario riportata in premessa al  fine
  di  risolvere  ab origine la tendenza relativa ai bandi  che  vanno
  deserti a causa, anche, della previsione di contratti troppo  brevi
  (tre mesi);

   per conoscere:

   se siano a conoscenza dei fatti sopra esposti;

   se  intendano,  urgentemente, e nei limiti delle  competenze  loro
  attribuite, verificare se sono stati adottati tutti gli adempimenti
  necessari  al  cambio  dell'appalto per il  servizio  di  vigilanza
  armata  presso  i pronto soccorso dei PP.OO. della città  aretusea,
  prorogato fino al 31/01/2019 della città aretusea;

   se,  qualora,  non  si sia proceduto al cambio dell'appalto  sopra
  richiamato,  quali  azioni  intendano  intraprendere  al  fine   di
  garantire  la  sicurezza  e l'incolumità  del  personale  medico  e
  sanitario,  anche  attraverso l'adozione di un piano  che  veda  il
  coinvolgimento delle forze di polizia attraverso la stipula di  una
  convenzione che abbia ad oggetto l'aumento dei controlli;

   se,  considerata la grave e perdurante carenza del  personale  nei
  pronto soccorso e in particolare, all'Umberto I di Siracusa,  quali
  azioni intendano porre in essere per verificare l'effettiva carenza
  dei  posti in organico e, conseguentemente, procedere all'immediato
  adeguamento  della pianta del personale medico ed  infermieristico,
  attraverso la possibilità di contrattualizzare nuovi assunti  anche
  a  tempo indeterminato e/o procedere alla eventuale convergenza  di
  unità  organiche di medici ed infermieri, in atto  fuori  ruolo  da
  altre Unità Operative che risultino affini per specializzazione  al
  pronto soccorso».

   Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per fornire la risposta.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,  rispondo
  all'interpellanza  dell'onorevole Zito. Il  triste  fenomeno  delle
  aggressioni  nei pronto soccorsi ha rappresentato  per  il  Governo
  della Regione una priorità fin dal momento del suo insediamento.
   Sono  note  le  misure  che sono state adottate:  l'aumento  della
  vigilanza armata in tutte le strutture maggiormente frequentate, il
  raddoppio  della presenza dei vigilantes, che prima erano impegnati
  soltanto  all'ingresso delle strutture ospedaliere e  che  oggi  si
  trovano all'ingresso dei reparti, l'adozione del decreto in materia
  di sicurezza e sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso,
  l'individuazione delle linee guida che ha comportato l'introduzione
  dell'obbligo  di controllo perché nessuno possa essere accompagnato
  da  più di una persona all'interno dell'area di pronto soccorso  ed
  anche, ove possibile, l'attivazione di un più intenso rapporto  con
  la  forza  pubblica sul quale vorrei poter dire che nella  disamina
  della  grave  questione della violenza nelle strutture  ospedaliere
  non  dobbiamo  mai  dimenticare due aspetti che sono  assolutamente
  fondamentali.
   Il primo: la sicurezza dei cittadini e dei lavoratori compete allo
  Stato;  la seconda: non è un caso che proprio in questa legislatura
  il  Governo nazionale nella sua prima versione aveva approvato,  in
  materia  di  sicurezza  nelle  strutture  ospedaliere  dei   pronto
  soccorsi,  l'adozione di un decreto legge e poi di un provvedimento
  legislativo  che,  tante  volte, era stato  sollecitato  anche  dal
  Ministro uscente.
   Occorre  premettere  ulteriormente che non  c'è  nulla  che  possa
  giustificare  una  condotta gravemente lesiva nei  confronti  degli
  operatori  sanitari.  Devo anche rappresentare   che  la  vigilanza
  armata  che è stata disposta in tutte le strutture rientra  tra  le
  categorie  merceologiche  di  cui al  decreto  del  Presidente  del
  Consiglio   dei  Ministri  24  dicembre  2015,  con  l'obbligo   di
  espletamento di gara da parte della centrale unica di committenza e
  che  la  centrale unica di committenza il 26 di giugno del 2017  ha
  pubblicato il  bando per la procedura di gara per l'affidamento dei
  servizi  integrati  di  vigilanza armata e  che  la  gara  è  stata
  aggiudicata  il  14 di novembre del 2018, tranne il lotto  relativo
  alla  provincia di Messina che è stato nuovamente bandito ed  è  in
  corso di aggiudicazione.
   Con  note  dell'11  e  del 17 aprile 2019  la  centrale  unica  di
  committenza ha comunicato alle aziende del lotto n. 5, l'Azienda di
  Agrigento  e  Trapani,  del lotto n. 2, Garibaldi  e  Cannizzaro  a
  Catania,  l'ASP  di  Catania, il policlinico Vittorio  Emanuele  di
  Catania,   di   avere  stipulato  le  convenzioni  con   le   ditte
  aggiudicatarie per cui le aziende interessate, già da quella  data,
  erano  state  messe  in condizione di emettere  gli  ordinativi  di
  fornitura.
   Per  il  lotto  n. 1 il TAR, dopo aver accolto una  sospensiva  ha
  successivamente annullato la stessa ed ha disposto  la  convenzione
  con l'aggiudicataria.
   Per i lotti delle province di Siracusa e Ragusa che erano il lotto
  n.  4 e il lotto n. 6 che era la provincia di Caltanissetta sono in
  corso le verifiche dei requisiti dell'aggiudicatario.
   La  centrale  unica di committenza nelle more della stipula  della
  convenzione  ha  autorizzato  l'Azienda  sanitaria  provinciale  di
  Siracusa  a  predisporre una gara ponte al  fine  di  garantire  il
  servizio.
   L'Azienda sanitaria provinciale di Siracusa interpellata sul punto
  ha  dato comunicazione dell'attuale presenza nel pronto soccorso di
  Siracusa,  Umberto I, di un presidio quotidiano  della  polizia  di
  Stato  per  l'orario diurno e del servizio affidato alla guardiania
   H12   dalle  ore  19.00 alle ore 7.00 del  mattino  per  i  giorni
  feriali  e  dell'intera giornata per i giorni di sabato e  domenica
  quando la Polizia non è presente.
   Il  servizio  viene  garantito  altresì  nei  pronti  soccorsi  di
  Augusta,  di Avola, di Lentini e al Presidio ospedaliero  Rizza  di
  Siracusa.
   Ciò  al  solo  fine di garantire agli operatori  sanitari  e  alla
  popolazione  a sicurezza e la serenità necessaria nell'espletamento
  della propria opera.
   Quanto  al secondo quesito posto dall'interpellanza si rappresenta
  che  questo  assessorato  per ovviare alla  carenza  del  personale
  sanitario  nelle  strutture  e  garantire  migliori  e  più  celeri
  servizi,  dopo  aver  avviato una imponente azione  destinata  alla
  stabilizzazione  del  personale  precario  che  ha  condotto   alla
  stabilizzazione di alcune migliaia di operatori in tutto il sistema
  sanitario regionale ha avviato le procedure per il reclutamento del
  personale medico, infermieristico e degli operatori socio-sanitari.
   Con  nota  di  maggio 2019 è stato anche autorizzato  un  concorso
  regionale di bacino finalizzato all'assunzione di 127 dirigenti  di
  medicina e chirurgia d'urgenza e accettazione.
   Questa  procedure si è conclusa, ma non ha consentito la integrale
  copertura  dei posti messi a bando in quanto le istanze  presentate
  sono state molto inferiore rispetto al numero complessivo dei posti
  da coprire.
   Per detta ultimar ragione in data 1 agosto 2019, l'assessorato  ha
  autorizzato l'azienda sanitaria provinciale di Siracusa  a  bandire
  un  ulteriore concorso nel rispetto delle previsioni del  redigendo
  atto  aziendale per 33 posti di dirigenza medica, di cui 6 relativi
  appunto  alle  discipline della medicina e chirurgia d'accettazione
  ed urgenza.
   La  procedure  di selezione è in atto e mi auguro si concluda  nei
  tempi  più rapidi, spero entro questo mese e consentirà all'Asp  di
  colmare   la   carenza  di  personale  medico,  non  soltanto   con
  riferimento  alla  U.C.  di  Medicina e Chirurgia,  accettazione  e
  urgenza ma anche ad altre figure.
   Per  quanto attiene al personale infermieristico e agli  operatori
  socio-sanitari, si rappresenta che l'estio del monitoraggio  presso
  le  aziende sanitarie utili ad acquisire i dati relativi  ai  posti
  previsti  nell'attuale dotazione organica è stato pubblicato  ed  è
  proprio  di  questi giorni la pubblicazione, anche  nella  Gazzetta
  Ufficiale  della  Repubblica,  il doppio  concorso  di  bacino  per
  infermieri  ed  operatori socio-sanitari, per oltre 1600  posizioni
  complessive.
   Da ultimo, siccome è noto che il tema  della presenza di personale
  medico,  nelle strutture dell'emergenza, sia un tema all'attenzione
  dell'agenda politica nazionale, mi piace segnalare l'iniziativa che
  è stata assunta dalla Regione siciliana e che tenderà ad utilizzare
  il  CEFPAS di Caltanissetta per avviare un rapporto di training and
  job che coinvolgerà alcuni centinaia di professionisti che potranno
  formarsi all'interno delle strutture di emergenza ed urgenza  e  ai
  quali  potranno  essere affidati alcuni compiti  che  rientrano  in
  quelli previsti dall'accordo nazionale.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito per dichiararsi
  soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   ZITO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessore,   mi
  dichiaro soddisfatto, ma c'è sempre una condizione, che poi  questo
  sia  mantenuto,  perché quello che ha detto per la  gran  parte  in
  itinere,  rimettere il presidio di polizia è qualcosa  d'importante
  che va garantito anche in continuità perché è un ottimo deterrente.
  Come  abbiamo detto la SIMEO, che è la Società Italiana di Medicina
  di  Emergenza-urgenza, già da tempo segnalava queste criticità  per
  quanto  riguarda le aggressioni di pronto soccorso che non riguarda
  solo  la  vigilanza e quindi il controllo sia che sia una vigilanza
  privata sia che ci sia la presenza delle forze dell'ordine.
   Il  problema  certo spesso nasce anche per delle tensioni  che  si
  creano  in attese che ci sono al pronto soccorso e che spesso  crea
  nervosismo e non si riescono ad avere informazioni sui parenti  che
  sono all'interno del pronto soccorso, quindi questo crea tensioni.
   Ovviamente  le assunzioni all'interno delle aziende ospedaliere  e
  in   particolar   modo   nei   pronto  soccorso   è   qualcosa   di
  importantissimo. Ovviamente, questo va accelerato  e  non  dobbiamo
  permettere  che dopo che avviene un'assunzione al pronto  soccorso,
  dopo qualche mese quella persona che è assunta là viene spostata in
  un  altro reparto, perché altrimenti la carenza nei pronto soccorso
  si  manterrà e non riusciremo a risolvere nessun problema a livello
  definitivo.
   Ovviamente, vanno coinvolti anche i medici di famiglia per evitare
  alcuni  codici bianchi, che arrivano nei pronto soccorsi,  o  verdi
  che possono essere bypassati.
   L'ultima  cosa  che invece le volevo chiedere,  che  non  riguarda
  proprio espressamente questa interrogazione ma le assunzioni, è  di
  monitorare  quello  che  succede nelle ASP.  Perché  quello  che  è
  successo,  ad  esempio, all'Università di Catania come  esempio  di
  Università   bandita,   non  è  che  riguarda   secondo   me   solo
  l'Università,  potrebbe  riguardare anche le  aziende  ospedaliere.
  Ovviamente  non  ho  elementi,  però  certo  è  che  noi   dovremmo
  controllare  al  meglio  le  assunzioni  per  evitare  che  possano
  accadere,  sicuramente non accadranno, però vigilare,  accendere  i
  riflettori su quelle aziende, questo sì. Ripeto, i medici hanno  in
  mano  la  vita  delle  persone, quindi noi non possiamo  permettere
  concorsi  pilotati o truccati o quant'altro, dobbiamo garantire  la
  massima  trasparenza,  dobbiamo pretendere i  migliori  medici  che
  prendono  servizio  nelle  nostre  aziende  ospedaliere  e   quindi
  intervenire  prima,  con maggiori controlli e maggiore  trasparenza
  può  far  sì  che  anche diminuiscano questi episodi  di  violenza.
  Perché  c'è  una  risposta qualitativa molto alta e  tempestiva,  e
  questo   è  importantissimo.  Quindi  le  chiedo  di  accendere   i
  riflettori anche su questo tema dei concorsi che è importante.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 825 "Interventi per  il
  corretto  funzionamento del reparto di nefrologia dell'ospedale  di
  Lipari , degli onorevoli Lupo e De Domenico. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   presso  l'ospedale  di  Lipari si registra una  grave  carenza  di
  personale nel reparto di Nefrologia dove è presente un solo  medico
  sul quale grava per intero l'assistenza nefrologica del territorio;

   l'unico professionista in servizio, pertanto, o è in reparto  o  è
  in reperibilità: si tratta di un carico di lavoro insostenibile per
  chiunque, che mette a rischio la sua salute e quella dei pazienti;

   presso  il  reparto  sono in cura circa 8  pazienti  dializzati  e
  vengono  altresì  garantite  le prestazioni  ambulatoriali,  ma  il
  carico  di  lavoro aumenta in modo esponenziale nel periodo  estivo
  quando le isole Eolie sono affollate di turisti;

   per  sapere  quali urgenti provvedimenti si intendano assumere  al
  fine  di  dotare il reparto di Nefrologia dell'ospedale  di  Lipari
  delle unità di personale medico in numero idoneo a garantire i  LEA
  nel territorio».

   Ha  la facoltà di parlare l'assessore per la salute per fornire la
  risposta.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, era quella alla
  quale  avevo iniziato a rispondere prima, dell'onorevole Lupo,  che
  concerneva interventi per il corretto funzionamento del reparto  di
  nefrologia dell'ospedale di Lipari.
   In  riscontro  all'interrogazione di  cui  all'oggetto,  l'Azienda
  Sanitaria  Provinciale di Messina, con nota del 2 luglio  2019,  ha
  evidenziato  di  essere in procinto di provvedere  all'assegnazione
  presso  l'unità operativa di nefrologia di Lipari a  rotazione,  di
  personale   medico  attualmente  in  servizio  presso   i   presidi
  ospedalieri di Taormina, Milazzo e Patti. Ciò al fine di rafforzare
  la  presenza del personale medico presso detto presidio ospedaliero
  a  fronte  della impossibilità di reperire personale da  destinarvi
  stabilmente.
   Occorre,  tuttavia, evidenziare che l'azienda, a  conclusione  del
  procedimento  di  adozione dell'atto aziendale da cui  emergerà  il
  complessivo  fabbisogno  di  personale, provvederà  alla  indizione
  delle procedure concorsuali a tempo indeterminato che, per le  aree
  maggiormente più disagiate, sono il presupposto indispensabile  per
  il  reperimento  di professionisti che siano disponibili  anche  ad
  andare ad occuparsi alle aree maggiormente lontane e difficili.  La
  copertura attraverso la modalità del concorso a tempo indeterminato
  riguarderà  tutti i posti vacanti e quindi, inevitabilmente,  anche
  quello della nefrologia di Lipari.
   E'  permanente il controllo sulla qualità della sanità delle isole
  minori,  soprattutto  per quanto riguarda l'ospedale  di  Lipari  e
  frequentemente,  presso  la  sede dell'assessorato  regionale  alla
  salute,   si  realizzano  degli  incontri  che  coinvolgono   anche
  l'amministrazione comunale.
   Purtroppo,  quando  le procedure, come è capito  penso  ad  alcune
  mobilità  che hanno riguardato la cardiologia di quella  struttura,
  non    mettono    a   disposizione   un   numero   di   specialisti
  sufficientemente adeguato al totale complessivo dei posti  messi  a
  disposizione, le norme di legge attualmente vigenti impediscono  la
  possibilità  all'amministrazione di destinare obbligatoriamente  in
  un territorio.
   E'  una  delle  questioni che la Regione siciliana  ha  affrontato
  anche  nella redazione imminente del nuovo patto per la  salute,  e
  l'auspicio  che  noi  manifestiamo è che  si  possano  individuare,
  all'interno del patto della salute, delle norme che consentano  una
  valorizzazione  economica  di  tutti  i  professionisti  che   sono
  chiamati a lavorare all'interno di zone particolarmente disagiate.

   PRESIDENTE.  Ha  la  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Lupo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'assessore.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,  dico
  subito  che  mi dichiaro parzialmente soddisfatto della risposta  e
  mantengo  una  riserva  ma  vorrei  chiedere  all'Assessore  se   è
  possibile  approfondire il contenuto dell'interrogazione  anche  in
  Commissione,  per  avere insieme al collega De  Domenico  -  che  è
  cofirmatario  dell'interrogazione - ulteriori chiarimenti  rispetto
  al  numero  di  medici e nefrologi che potranno  essere  destinati,
  intanto temporaneamente e poi ci auguriamo stabilmente, ed ai tempi
  soprattutto   rispetto  ai  tempi  relativi  all'espletamento   dei
  concorsi.
   Un  ulteriore  domanda  intendo  porre  all'Assessore  in  termini
  generali  per  quanto  attiene  le  Isole  minori.  Io  penso   che
  nell'ambito   dell'esame  degli  atti  aziendali   occorre   tenere
  particolarmente conto  della specificità delle Isole minori,  anche
  con  riferimento alla stagionalità, notoriamente nel periodo estivo
  ci  sono  anche molti turisti  idealizzati e forse molti altri,  ad
  esempio a proposito dell'Unità di nefrologia potrebbero arrivarne a
  fronte  di  un  servizio adeguato disponibile a Lipari,  così  come
  nelle  altre  Isole minori dove è importante assicurare  ai  nostri
  concittadini,  ai cittadini siciliani ma ai turisti  in  genere  il
  massimo  di assistenza anche rispetto alla possibilità di  svolgere
  lì, in loco, un'attività di dialisi.
   Quindi,  se  è  possibile, Assessore, avere un approfondimento  su
  questi temi anche in Commissione.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 172  Istituzione  di  un
  mezzo di soccorso di riserva in caso di fermo tecnico, manutenzione
  o  altre  cause ostative delle ambulanze in dotazione del  118 ,  a
  firma    degli   onorevoli   Campo,   Cappello,   Ciancio,    Foti,
  Mangiacavallo,   Palmeri,  Siragusa,  Trizzino,   Zafarana,   Zito,
  Tancredi, Sunseri, Schillaci, Di Caro, Di Paola, Marano, Pagana, De
  Luca, Pasqua.

   «All'Assessore per la salute, premesso che:

   nel  Supplemento  ordinario  n. 1 alla Gazzetta  Ufficiale,  parte
  prima,  della Regione Siciliana n. 6 dell'8 febbraio 2019  è  stato
  pubblicato il decreto assessoriale 11 gennaio 2019, n. 22,  recante
  l'adeguamento della rete ospedaliera al D.M. 2 aprile 2015, n. 70;

   nell'  Allegato 1 al D.A. 22/2019 'Documento metodologico  per  la
  riorganizzazione del Sistema di Rete dell'Emergenza -  Urgenza'  si
  legge  che  la distribuzione dei mezzi di soccorso viene ridefinita
  nel  rispetto  degli  standard previsti  dal  DM  70/2015,  secondo
  criteri   di   densità   abitativa,  distanze   e   caratteristiche
  territoriali,   e  che  comunque  possono  essere  apposti   alcuni
  correttivi   derivanti   da  fattori  specifici   quali:   vie   di
  comunicazione;  vincoli  orografici  e  climatologici;   tempi   di
  percorrenza per l'arrivo sul luogo e relativa ospedalizzazione  del
  paziente;  distribuzione dei presidi ospedalieri con DEA  o  Pronto
  Soccorso;  distribuzione  dei Punti di  Primo  Intervento  anche  a
  seguito   di  ridefinizioni  della  rete  dei  P.S.  ed   eventuali
  riconversioni; flussi turistici stagionali; affidamento al  Sistema
  118 dei trasporti secondari non urgenti; implementazione delle reti
  delle patologie complesse tempo-dipendenti; rete elisoccorso;

   nel  territorio  del Libero Consorzio comunale di Ragusa  la  rete
  prevede  le seguenti ambulanze: una MSB ad Acate, presso la guardia
  medica;  una  MSA a Chiaramonte Gulfi, presso il  PTE;  una  MSA  a
  Comiso,  presso  i  locali  ASP; una MSB a  Giarratana,  presso  la
  guardia medica; una MSA a Ispica, presso la guardia medica; una MSB
  a  Marina di Ragusa, presso la guardia medica; una MSA e una MSB  a
  Modica,  presso  la  guardia medica e  i  locali  ASP;  una  MSB  a
  Monterosso  Almo,  presso la guardia medica; una  MSA  a  Pozzallo,
  presso il PTE; due MSA a Ragusa, presso i locali ASP, e una MSB h12
  a Ragusa Ibla, presso i locali ASP; una MSA a Santa Croce Camerina,
  presso  la  guardia medica; una MSA a Scicli, presso i locali  ASP;
  una MSA a Vittoria, presso la guardia medica;

   rilevato che:

   lo  scorso aprile un uomo di Acate (RG) è morto di infarto  presso
  la  guardia medica di Acate, dove si era recato dopo aver  compreso
  la   gravità  del  malore  che  lo  aveva  colpito,  in  attesa  di
  un'ambulanza  che  doveva  arrivare  dalla  postazione  di  Comiso,
  essendo  l'ambulanza in dotazione alla Guardia medica di  Acate  in
  manutenzione;

   negli ultimi anni si assiste ad una prassi consolidata secondo  la
  quale,  quando  l'ambulanza di Vittoria o di qualche  altro  comune
  vicino  ad  Acate sia guasta, la Centrale operativa 118 di  Catania
  trasferisce  l'ambulanza  di  Acate presso  quei  comuni,  privando
  Acate, anche per numerosi giorni, del prezioso mezzo di soccorso  e
  facendolo venire, in caso di emergenza, proprio dai comuni  dove  è
  stata inviata a sopperire al vuoto;

   considerato che:

   il  comma  4.2.1 del decreto assessoriale 25 marzo 2009 pubblicato
  nella   GURS,   parte  I,  n.  18/2009  'Nuove  linee   guida   sul
  funzionamento del servizio di urgenza-emergenza sanitaria regionale
  S.U.E.S.-  118' prevede che 'Tutte le ambulanze (...)  non  possono
  avere  più  di  5  anni  di  vita e non devono  avere  superato  la
  percorrenza di 150.000 Km';

   dagli  addetti  ai lavori si apprende che oltre  una  trentina  di
  ambulanze  della Seus avrebbero già abbondantemente  superato  i  5
  anni e, pertanto, non potranno essere più utilizzate per servizi di
  emergenza,  e  che  numerose  altre  ambulanze  avrebbero  percorso
  distanze di gran lunga superiori ai 150.000 km;

   da  un  accesso  agli atti effettuato dal Gruppo parlamentare  del
  Movimento 5 Stelle all'Assemblea regionale siciliana nel 2014  alla
  Centrale  Operativa  118  di  Catania,  per  conoscere  i   criteri
  utilizzati nella scelta dell'ambulanza sostitutiva in caso di fermo
  tecnico di ambulanza in dotazione a postazione 118, è emerso che  i
  mezzi  sostitutivi  vengono  scelti sia  in  base  alla  'posizione
  ritenuta più utile' sia in base al 'mezzo più avanzato';

   tale  gestione  arbitraria dei mezzi sostitutivi  si  è  rivelata,
  oltre  che  fatale per il triste caso di cronaca sopra  richiamato,
  anche  inefficiente, sia perché spesso la postazione  che  cede  il
  mezzo   rimane  con  tutti  gli  operatori  in  servizio  ma  priva
  dell'autoambulanza  anche per numerosi giorni,  sia  perché  spesso
  l'arrivo  del  mezzo  di  soccorso da  una  postazione  vicina  può
  impiegare anche oltre venti minuti;

   si  rende  necessario, data la frequenza di  fermi  tecnici  e  di
  operazioni  di  manutenzione dei mezzi di  soccorso  dislocati  nel
  territorio   dell'ex  provincia  regionale  di  Ragusa,   prevedere
  l'istituzione  una  unità di riserva che,  nei  casi  su  indicati,
  intervenga  in  sostituzione, senza così privare  altre  postazioni
  delle ambulanze assegnate;

   per conoscere:

   se  non ritenga opportuno porre in essere tutti gli interventi del
  caso  per  rivedere  la  distribuzione dei mezzi  di  soccorso  nel
  territorio  del libero consorzio di Ragusa, prevedendo un'ambulanza
  di  riserva che copra la postazione di emergenza in caso  di  fermo
  tecnico,  manutenzione o altre cause ostative  dell'  ambulanza  in
  dotazione;

   se,  qualora non risultino disponibili all'interno del parco mezzi
  del  118  mezzi  di  soccorso da destinare ad unità  aggiuntiva  di
  riserva, non intenda sollecitare la Società di Emergenza -  Urgenza
  della Regione ad individuare e accreditare eventuali altri mezzi di
  soccorso già presenti nel territorio dell'ex provincia regionale di
  Ragusa  e  in  dotazione ad associazioni sanitarie o di  protezione
  civile, che risultino idonei all'espletamento del servizio;

   se non sia il caso di verificare l'adeguatezza dei criteri seguiti
  dalle centrali operative del 118, in particolare quella di Catania,
  per  la  gestione  dei  fermi  tecnici e  dello  spostamento  delle
  ambulanze,   prendendo  in  considerazione   anche   quelli   della
  prossimità  della prima posizione ritenuta più utile  e  del  minor
  numero di uscite del mezzo;

   se   non  intenda  introdurre  un  rigido  piano  di  manutenzione
  programmata e di revisione costante semestrale di tutti i mezzi  di
  soccorso,  così da permettere alle centrali operative  del  118  di
  programmare gli spostamenti con congruo preavviso».

   Ha   facoltà   di   parlare  l'Assessore  Razza   per   rispondere
  all'interpellanza.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,   volevo
  comunicare   che  sulle  interrogazioni  n.  825   e   n.   879   e
  sull'interpellanza   n.  175  poste  all'ordine   del   giorno   ho
  sollecitato i competenti Dipartimenti a trasmettere la risposta.

   PRESIDENTE. Allora, le rinviamo alla prossima discussione  in  cui
  si   terrà   la  rubrica  sulla  Sanità.  Intanto,  può  rispondere
  all'interpellanza n. 172.

   RAZZA,  assessore  per la salute. Grazie, Presidente.  L'onorevole
  Campo  interroga il Governo della Regione sulla istituzione  di  un
  mezzo di soccorso di riserva in caso di fermo tecnico, manutenzione
  o altre cause ostative delle ambulanze in dotazione al 118.
   Con  nota assessoriale, l'Assessorato ha disposto, in raccordo con
  i  provvedimenti adottati da altre regioni, ad esempio il Piemonte,
  e ferma restando l'effettuazione dei periodici controlli ordinari e
  straordinari e l'ottemperanza al dispositivo legislativo in materia
  di revisione periodica, che le ambulanze in servizio per il sistema
  118   alimentate  a  gasolio  siano  autorizzate  a  poter  operare
  nell'ambito  del  territorio della Regione con il  limite  di  anni
  sette o di Km. 250 mila.
   Dai dati statistici in possesso della SEUS si è evinto che in atto
  non esistono ambulanze che abbiano superato il predetto limite.
   In  ordine  alla  dislocazione delle ambulanze sul territorio  nel
  rispetto  delle vigenti linee guida SEUS 118, lo stesso  è  operato
  dalle centrali operativo di riferimento territoriale che dispongono
  gli  spostamenti,  oltremodo momentanei, utili e necessari  per  un
  migliore efficientamento del servizio sanitario.
   Per fronteggiare l'eventuale carenza di mezzi la SEUS è dotata  di
  alcuni  mezzi che costituiscono il cosiddetto stand by e  che  sono
  adoperati  su  base regionale e fino alla concorrenza  della  reale
  disponibilità.  Inoltre sempre per una maggiore efficienza  risulta
  in  itinere  la gara per il rinnovo del Parco mezzi da  utilizzarsi
  per  il servizio 118, ove prevista per una prima implementazione  e
  sostituzione dei mezzi entro febbraio 2020.
   Con nota dirigenziale è stata emanata una disposizione urgente per
  garantire  gli interventi in emergenza in caso di fermo tecnico  ed
  eventi imprevedibili dei mezzi di soccorso, che ha previsto che  in
  caso  di  fermo tecnico di un mezzo MSA o MSI la Centrale Operativa
  118  competente  per territorio possa dislocare  in  postazione  un
  mezzo MSB del proprio circuito.
   La  scelta  del  mezzo  non dovrà riguardare  sempre  la  medesima
  postazione  e  deve essere disposta tenuto conto della dislocazione
  delle  ambulanze anche dei Bacini confinanti. Nel bacino di utenza,
  ove  ubicata  la postazione in fermo, vanno verificati  i  seguenti
  parametri:  densità di popolazione; la statistica degli interventi;
  la  percorribilità  degli  assi  viari  interessati;  la  possibile
  sussidiarietà delle postazioni prossime a quella interessata  dallo
  spostamento.
   In  ordine  al caso specifico della presunta carenza di  ambulanza
  per  territorio  a  Ragusa, si evidenzia che lo stesso  è  in  atto
  dotato  di  n. 3 ambulanze di tipologia MSA (Soccorso avanzato)  in
  h.24,  di  una  MSA  in  h.12  e di 1  MSI  cioè  il  soccorso  con
  infermiere,  oltre che di numero 8 di Soccorso  base  che  sono  le
  cosiddette  MSB.  Per  il  tramite del documento  metodologico  che
  accompagna   il  Decreto  sulla  rifunzionalizzazione  della   Rete
  Ospedaliera,  per il Sistema 118 presso Ragusa, era stata  previsto
  la  trasformazione di n. 4 ambulanze di soccorso con infermiere  in
  soccorso   avanzato  e  la  trasformazione  della   soccorso   base
  (postazione Ragusa 2) in soccorso avanzato.
   Allo  stato  attuale questo incremento è oggetto di autorizzazione
  nella interlocuzione con il Governo nazionale.
   In  merito  all'eventuale accreditamento  di  ulteriori  mezzi  di
  soccorso, si evidenzia che l'incremento viene effettuato secondo le
  norme  del  Decreto dirigenziale 280 del 2012, ed in ogni  caso  la
  scelta  dell'Associazione  di Volontariato  che  deve  possedere  i
  requisiti  di  salubrità e performance del messo in relazione  alle
  linee  guida SEUS 118, è su base volontaria. Si specifica, inoltre,
  che una volta che l'Associazione risulta iscritta, l'ingaggio della
  stessa  allo svolgimento di servizi in emergenza-urgenza 118  è  di
  esclusiva pertinenza della centrali operative di riferimento.
   A  questo mi piace aggiungere che è in stato avanzato, ne ha  dato
  informazione  anche la Stampa, il rinnovo dell'intero  parco  mezzi
  del  118 che era un presupposto indispensabile per assicurare anche
  una  rete  di  collegamento in telemedicina con tutte le  strutture
  territoriali  e  quindi  di  innalzare  la  qualità  del   servizio
  territoriale  e  ho  anche  dato  indicazione  di  monitorare   con
  particolare attenzione il cosiddetto ricorso alle eccedenze  perché
  compatibilmente  con un miglioramento della qualità  dei  mezzi  si
  potrà sensibilmente ridurre il ricorso ad eccedenze che come è noto
  costituiscono un corso aggiuntivo.

   PRESIDENTE.   Ha   facoltà  di  parlare  l'onorevole   Campo   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   CAMPO. Signor Presidente, colleghi deputati, io mi voglio reputare
  parzialmente soddisfatta nel senso che do per buone le sue risposte
  e  aspetto  che  venga trovata al più presto una  soluzione  perché
  purtroppo  questa  interpellanza scaturisce da un  episodio  che  è
  successo ad Acate, pesante per la popolazione iblea da accettare in
  quanto  proprio durante un guasto di uno dei mezzi del 118 è stata,
  per  l'ennesima  volta prelevata l'ambulanza da  Acate,  che  viene
  molto  spesso  lasciata anche per intere settimane senza  mezzo  di
  soccorso  e pertanto in quei giorni particolari del mese di  aprile
  ci  fu  un decesso all'interno del Pronto soccorso proprio a  causa
  della mancanza di un'ambulanza.
   Ecco,  la salute dei nostri cittadini è nelle sue mani perché  noi
  necessitiamo   di   un  mezzo  supplementare  e   che   non   venga
  costantemente  prelevato  dalla centrale operativa  di  Catania  il
  mezzo  sempre dal medesimo comune di Acate e, quindi, speriamo  che
  questo  venga al più presto risolto. Purtroppo spesso e  volentieri
  lei  mi dice che questi mezzi non hanno superato i sette anni  e  i
  250 km, ma spesso e volentieri è capitato che i mezzi sono stati in
  manutenzione,  quindi  anche  fare una  revisione  programmatica  e
  sistematica  di questi mezzi ancor prima che si guastino,  potrebbe
  attutire duri colpi come questo che ha subito la comunità iblea.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo terminato la Rubrica delle
  interrogazioni.


                        Sull'ordine dei lavori

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  io
  approfitto  della  presenza  dell'Assessore  Razza  in  qualità  di
  rappresentante  del Governo per chiedere, viste  le  richieste  che
  sono  state  fatte  ieri in Aula da parte del  Gruppo  parlamentare
  Movimento   Cinque   Stelle  e  del  Gruppo  parlamentare   Partito
  Democratico a riguardo l'operazione di trasparenza dei conti  della
  Regione,  all'Assessore Armao, al Governo, se  il  Governo  ha  già
  deciso  quando  verrà a riferire in Aula e se  è  già  disponibile,
  anche perché stamane dalla conferenza stampa abbiamo appreso che di
  fatto  l'Assessore  per  l'economia,  l'Assessore  Armao,  è  stato
  commissariato,  perché abbiamo capito in qualche modo  che  si  sta
  dando  incarico ad una società terza per verificare i  conti  della
  Regione.  Quindi, signor Presidente, se possibile volevo avere  una
  risposta da parte del Governo.

   PRESIDENTE.  Assessore Razza, intende intervenire  oppure  poi  si
  sente con il Presidente Musumeci e concorda?

   RAZZA,  assessore  per la salute. Ovviamente, il Presidente  della
  Regione  avrà occasione di riferirne alla prima occasione utile  in
  Assemblea. Mi permetta di dire, onorevole Di Paola, che  non  è  un
  fatto  nuovo perché è codificato dalle norme, che il Governo  della
  Regione  o  ciascun  Assessore o il Presidente possa  avvalersi  di
  esperti,  guai  se  non  lo si facesse. L'Assessore  Armao,  che  è
  Assessore  per  l'economia, non è certamente stato né commissariato
  né altro. Capisco il senso della polemica, però che ci si dia tutti
  una  mano  d'aiuto in questa condizione di difficoltà della  nostra
  Regione, penso sia un valore aggiunto da tutelare.

   PRESIDENTE.  Assessore, comunque la richiesta  è  stata  formulata
  nella  seduta  precedente anche dall'onorevole  Lupo  come  Partito
  Democratico, quindi credo che a breve dovremmo tenere  un  incontro
  qui  in  Aula per comprendere più adeguatamente la reale situazione
  finanziaria.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CRACOLICI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  io  la  ringrazio  e   ringrazio
  l'Assessore Razza perché approfitto della sua presenza, mi dispiace
  che  sia andato via l'Assessore Armao, perché proprio approfittando
  della  loro presenza, volevo utilizzare l'occasione per  porre  una
  questione  sulla  quale  abbiamo  presentato  questa  mattina   una
  interpellanza,  anche  perché  aspettavamo  l'Assessore  Razza   in
  Commissione  avendo  sollecitato  la  VI  Commissione   ad   audire
  l'Assessore  sulla delibera approvata il 4 settembre  dalla  Giunta
  regionale  relativamente alla possibilità prevista dalla legge  del
  2015  di  avvalersi  di altre strutture delle  centrali  uniche  di
  committenza esistenti nel territorio nazionale.
   Ora questa è una vicenda un po' delicata perché la ragione per  la
  quale  il  Governo  ha  deciso di utilizzare la  clausola  che  era
  prevista  nella  norma  è sostanzialmente di una  dichiarazione  di
  fallimento  di questa struttura costituita nel 2015  con  la  legge
  appunto  varata  nel  corso  di  quell'esercizio  finanziario.   Un
  fallimento  che  tra  l'altro contraddice un dato,  ovvero  che  il
  Ministero  dell'economia, sia nel 2016 che nel 2017  e  mi  risulta
  anche  nel  2018,  ha concesso e riconosciuto una  premialità  alla
  Regione siciliana per la gestione e l'utilizzo della CUC per alcune
  gare d'appalto definite dal DPCM che in qualche modo individuava  i
  settori   merceologici  per  i  quali  occorreva  avvalersi   della
  struttura.
   Nelle  argomentazioni che l'Assessorato della  salute  ha  esposto
  nella  relazione che supporta la proposta di delibera, e  questa  è
  una  prima anomalia, l'Assessore per la salute propone alla  Giunta
  regionale  un atto deliberativo la cui competenza, in  forza  della
  legge  del  2015,  è  dell'Assessorato  dell'economia.  Sembra  che
  l'Assessore per l'economia, oltre ad essere commissariato,  come  è
  stato appena dichiarato da qualche collega, abbia scelto la via del
  silenzio   per  non  affrontare  alcuni  nodi  amministrativi   che
  riguardano  le  modalità di organizzazione e di  gestione  del  suo
  assessorato  perché,  tra  gli argomenti utilizzati  da  parte  del
  Governo,  vi  è quello della C.U.C siciliana; uno dei  suoi  limiti
  strutturali  è  dato  dal fatto che ha una  dotazione  organica  di
  dodici  addetti  senza tra l'altro avere previsto una  dislocazione
  per   settori   merceologici,  determinando  così  una   difficoltà
  operativa che costringerebbe, e questo già è un elemento sul  quale
  dovremmo   riflettere   -  mi  auguro  che   anche   altri   organi
  amministrativi   esercitino  la  loro  attività  di   vigilanza   -
  determinerebbe  la situazione surreale per cui  le  ASL  nonché  le
  Aziende  ospedaliere operano come stazioni appaltanti per  la  gran
  parte  dell'acquisizione di beni e servizi.  Ma,  addirittura,  dai
  dati  che ci dà l'assessorato, emerge che, soprattutto nel  settore
  dei  servizi, cioè pasti e pulizie, i due macro interventi  che  in
  qualche  modo attengono alla macro struttura di beni e  servizi  in
  questi settori opera neanche il principio della gara da parte delle
  stesse  stazioni  appaltanti delle aziende, ma opera  il  principio
  della proroga.
   Ora,  la  proroga è un provvedimento straordinario ed  eccezionale
  che  va commisurato ai tempi materiali di gestione di una gara,  ma
  quando le proroghe sono ripetute è evidente che non solo fa difetto
  l'attività di programmazione. E' evidente non ci vuole  un  mago  a
  sapere   che  in  un  ospedale,  piuttosto  che  in  una  struttura
  sanitaria,  ad  una  certa scadenza, anche  se  scade  un  appalto,
  l'indomani bisognerà comunque a provvedere a garantire le  pulizie.
  Non  ci vuole, diciamo, un mago a sapere che negli ospedali bisogna
  garantire  i pasti per i malati, e questo a prescindere dalla  data
  di  scadenza di una gara. Quindi, l'attività di programmazione e di
  studio dei fabbisogni, in qualche modo è affidata non si sa bene  a
  chi, se non all'arbitrarietà di un'azienda piuttosto che un'altra.
   Ed, allora, vengo al punto, la questione che oggi viene affrontata
  della   serie    rivolgiamoci  agli  altri',  ci  rivolgiamo   alla
  Lombardia,  alla  Toscana,  alla Campania,  alla  Liguria,  già  lo
  facciamo  per  l'informatica. Bene, ci rivogliamo ad altri,  stiamo
  sostanzialmente  abdicando  alla funzione  di  una  grande  Regione
  italiana  com'è  la Sicilia, tra l'altro nota in  tutto  il  nostro
  Paese  per  la  quantità di addetti ecc.., stiamo  abdicando  verso
  altre amministrazioni dello Stato.
   Ora,  io  mi  chiedo: è questa l'azione di Governo? E'  questa  la
  modalità  di  organizzare in termini efficienti -  concludo  signor
  Presidente  -  ed  efficaci  un  servizio  strategico   oltre   che
  un'attività di grande trasparenza in un settore molto delicato qual
  è il settore di beni e servizi della sanità?
   Allora, io con questa interpellanza, assieme ai miei colleghi,  ed
  è  stata  sottoscritta  anche  dal collega,  onorevole  D'Agostino,
  chiediamo  intanto di revocare in autotutela questa delibera  della
  Giunta, affrontiamo la questione, il Parlamento se deve migliorare,
  riorganizzare la C.U.C., aumentare il personale.
   Tra  l'altro  abbiamo  fatto una norma meno  di  un  mese  fa  che
  autorizza  l'assessore  per  l'economia  a  prendere  personale  in
  mobilità  nel  suo assessorato, facciamo in modo  che  la  Centrale
  Unica  di  Committenza  funzioni, renda  trasparente,  consenta  il
  risparmio  che era atteso da quell'organizzazione concentrata.  Tra
  l'altro,  e  finisco,  noi siamo state una delle  prime  Regioni  -
  presidente Di Mauro, mi ascolti che le interessa - che con la legge
  n.  9  di  dieci anni fa del 2009, la legge n. 5 del  2009,  chiedo
  scusa,  abbiamo individuato le cosiddette  gare di bacino', proprio
  per  sottrarre alla gestione micro di appalti di beni e servizi  in
  Sicilia  e, in qualche modo, individuare due grandi aree macro  per
  ridurre e rendere economicamente vantaggiosa l'offerta di gara.  Se
  dopo  dieci anni siamo ridotti che la stragrande maggioranza  delle
  gare  si  fa  attraverso  le  aziende e,  addirittura,  dichiariamo
  fallita  l'esperienza della CUC, consentitemi di  dire  che  potete
  continuare a cantarla quanto volete con la teoria che tutto  quello
  che  succede in questa Regione è colpa di chi c'era prima, è da due
  anni  che ci siete voi, in tutti i settori, e non un solo risultato
  avete portato a casa.
   Io  voglio  approfittare di questa questione per dire al  Governo:
  procediamo  con serietà, con cautela. Abbiamo chiesto al Presidente
  della  Commissione  che il Governo venga la  prossima  settimana  a
  riferire  in  Commissione assieme all'assessore Armao.  Per  essere
  chiari,  l'interlocutore tecnico è l'assessore per  la  salute,  ma
  l'interlocutore politico di questa questione è l'assessore  per  il
  bilancio.  Ogni giorno ce n'è una. Se l'assessore per il  bilancio,
  che  lui  si professa assessore per l'economia, non è in  grado  di
  svolgere questa funzione si dimetta. Forse è venuto il tempo che lo
  aiutiamo noi, presentando una mozione di sfiducia all'assessore per
  il  bilancio,  perché palesemente non in grado  di  gestire  questa
  struttura strategica per la Regione Siciliana.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, ovviamente  non
  entrerò   in   tutte   le  questioni  che  sono  state   affrontate
  dall'onorevole   Cracolici  e,  anzitutto,   per   rispetto   della
  Commissione  VI che mi ha convocato la prossima settimana  e  della
  disponibilità  che ho offerto alla Presidente La  Rocca  Ruvolo  di
  affrontare  appieno il tema in quella occasione.  Però  qualcosa  -
  poiché  l'Aula  è anche un momento di trasmissione  all'esterno  di
  scelte, di decisioni che vengono assunte - ho il dovere di dirle in
  questo momento.
   Primo tema. La decisione che la Giunta di Governo ha adottato,  su
  mia  proposta, prevede che le singole ed eventuali convenzioni  che
  dovranno  essere stipulate per il risparmio, che è quantificato  in
  una forbice tra i 60 e i 100 milioni di euro, di livelli essenziali
  di  assistenza  che vengono sottratti ai cittadini siciliani  venga
  congiuntamente deciso dall'assessorato dell'economia, a cui compete
  la  gestione  della  CUC e dall'assessorato  della  salute,  a  cui
  compete  la  valutazione tecnica delle procedure che devono  essere
  adottate.  Quindi,  quando  si dice che  la  delibera  comporta  la
  dismissione  della CUC regionale ed il trasferimento  di  tutte  le
  procedure  in una o più regioni, si dice una cosa che la  relazione
  tecnica  smentisce,  perché l'autorizzazione -  come  chiarisce  la
  delibera  -  alla eventuale stipula di convenzione tra  la  Regione
  Siciliana  ed  altre  regioni  su capitolati  tecnici  che  vengono
  redatti in Sicilia. Non è il trasferimento di competenze, non è  la
  cessione di sovranità. È la adozione di un modello organizzativo.
   Perché,  onorevole  Cracolici,  se  questo  Governo,  dopo   avere
  adottato   il   codice  di  autoregolamentazione  del  sottoscritto
  dall'Agenas  e  dall'Anac  -  e lo ha fatto  questo  Governo  -  ha
  individuato  nel  rischio corruzione in materia sanità  e,  quindi,
  negli   acquisti  di  beni  e  servizi  una  delle   occasioni   di
  approfondimento  e  di  studio,  dopo  i  mesi  di  approfondimento
  necessari  ci  siamo  resi  conto che era  necessario  adottare  un
  provvedimento   che  potesse  restituire  livelli   essenziali   di
  assistenza  al  popolo siciliano. E non è che lo abbiamo  fatto  in
  maniera  disarticolata, da una riorganizzazione della  CUC,  perché
  sempre  l'assessorato  dell'economia  ha  avviato  il  rapporto  di
  potenziamento e di rafforzamento della CUC regionale.
   E,  allora,  cosa ci siamo posti come obiettivo di  medio  termine
  avendo   individuato  l'obiettivo  di  lungo  termine  che   è   la
  rifunzionalizzazione della centrale unica di committenza regionale?
  Ci siamo detti, responsabilmente, che poiché la sanità è quella che
  più  occupa  la  CUC, mentre la si riorganizza sulla sua  dotazione
  organica, sul suo funzionamento, sulle sue piattaforme, per  alcuni
  specifici   bandi   che   gravano  la  CUC  allo   stato   attuale,
  l'assessorato all'Economia e l'assessorato alla Salute possono,  se
  lo ritengono per velocizzare le procedure, rivolgersi, come prevede
  la legge nazionale, alle Centrali Uniche di Committenza.
   Quindi,  anzitutto,  riportiamo il perimetro  della  questione  in
  quella che è.
   C'è, poi, una valutazione che, ovviamente, competerà al Governo  e
  che  compete  anche al Parlamento, perché nel 2015 - e  non  c'era,
  certamente, questo Governo a svolgere le funzioni di maggioranza  e
  di  Governo  nel  2015  - la Regione siciliana  ha,  singolarmente,
  deciso  - unica in Italia di organizzare la propria Centrale  Unica
  di  Committenza non come un dipartimento autonomo, così come  si  è
  fatto  nella  maggior  parte  delle regioni  che  hanno  deciso  la
  gestione  in  house,  e  neppure  rivolgendosi  ad  una  società  a
  partecipazione  in house, come hanno fatto altre  gestioni,  ma  ha
  deciso  di  organizzarla in maniera, probabilmente in  quella  fase
  embrionale  ma  ha manifestato tutti i suoi limiti,  come  servizio
  all'interno   di   uno   dei   due  dipartimenti   dell'Assessorato
  all'Economia.
   Quella  decisione di allora può essere valutata oggi   Non  poteva
  essere  valutata prima un percorso finale, su procedura di evidenza
  pubblica,  in  alcuni casi, per centinaia di milioni  di  euro  che
  quindi  abbisognano perché questo prevede il Codice degli  appalti,
  un tempo naturale di contenzioso di aggiudicazione.
   Oggi,  il  Governo  della Regione pone due binari  per  restituire
  livelli essenziali di assistenza ai cittadini siciliani e per  dare
  compiuta attuazione all'articolo 24 della Costituzione, e  dice  da
  un  lato  velocizziamo le procedure se è necessario, e  solo  se  è
  necessario, anche attivando quello che prevede la norma  nazionale,
  dall'altro riorganizziamo in maniera autonoma la Centrale Unica  di
  Committenza   regionale.  Su  questo  secondo  obiettivo   raccolgo
  l'invito  dell'onorevole  Cracolici  e  penso,  davvero,   che   un
  confronto  su questo tema con il Parlamento, nella sede  opportuna,
  sarà  non  soltanto  opportuno ma diventerà  necessario  perché  si
  tratta  di  modificare  una  legge  della  regione  e,  quindi,  il
  passaggio  della  volontà  del Parlamento sarà  indispensabile  per
  risolvere  ciò  che nel 2015, evidentemente, non era stato  appieno
  colto.

   PALMERI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori  io  non
  ho  molto  chiaro il criterio che oggi è stato usato  nella  scelta
  delle  interrogazioni, visto che sono poche. Però approfitto  della
  presenza, oggi, dell'assessore Razza per fare presente che esistono
  molte  interrogazioni ancora senza risposta. Ad  esempio  una  che,
  secondo me, un tema molto importante era quello che era trattato da
  una  mia interrogazione, addirittura datata 3 agosto 2018, una  che
  mi  viene  in  mente, in questo momento, che è ancora senza  alcuna
  risposta,  così  come  le altre, appunto che  parlava  del  mancato
  coordinamento  e  controllo, la n. 351,  da  parte  della  Regione,
  appunto,   sulle   ASP,  nel  merio,  appunto,  dei   rilievi   che
  emergerebbero  dalla Corte dei Conti in riferimento,  quindi,  agli
  sprechi operati dalle ASP, quindi tutta una serie di rilievi e cose
  varie.
   Credo  che  questo sia un tema che dovrebbe essere approfondito  e
  che merita delle risposte adeguate da parte, appunto, sua.

   LO  GIUDICE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  cittadini
  intervengo  in  merito ad una situazione che, a mio  avviso,  desta
  preoccupazione e che riguarda la delibera di Giunta n.  283  che  è
  stata approvata l'8 agosto e che afferisce a quello che è sono  una
  rimodulazione delle somme inerenti il Patto per il Sud.
   Ecco,  da  quello che ho potuto visionare, per quanto riguarda  il
  mio  comune,  il comune che mi onoro di amministrare  che  è  Santa
  Teresa di Riva. All'interno di questa rimodulazione, non si capisce
  per  quale motivo delle somme importanti, circa 11 milioni di euro,
  siano state eliminate.
   Ma  quello che più mi preoccupa è capire qual è il criterio che  è
  stato  adottato dal Commissario di Governo, dal soggetto  attuatore
  della  struttura commissariale, all'interno di questa rimodulazione
  che  è  stata proposta alla Giunta regionale. Questo perché  se  il
  criterio adottato per il mio comune è stato analogo a quello che  è
  stato adottato per gli altri comuni sono fortemente preoccupato.
   I  due  progetti  in questione sono due progetti  definitivi,  con
  tanto  di  pareri,  quindi  cantierabili.  Le  premesse  di  questa
  delibera  sono  appunto  quelle che ai  progetti  non  cantierabili
  vengono  sottratte delle risorse. Ecco, il mio comune, per esempio,
  non  aveva questo problema. Ma tantissimi altri comuni avevano  dei
  progetti  cantierabili, le cui risorse sono state eliminate.  Basti
  pensare  che in provincia di Messina, da un'assegnazione originaria
  di 310 milioni circa, sono state sottratte risorse per 130 milioni,
  ovviamente distribuite sui vari comuni. Mi piacerebbe capire qual è
  il criterio che è stato adottato, perché ovviamente un criterio,  a
  mio  avviso,  ci  deve  essere. Allo stesso  tempo  mi  riservo  di
  presentare un'interrogazione, proprio per capirne le motivazioni in
  maniera  chiara  ed  esplicita, perché  non  è  possibile  che,  ad
  esempio, nel caso di specie del comune di Santa Teresa di  Riva  il
  progetto definitivo con tutti i pareri giace dal 28 maggio  2018  -
  quindi  da  ben 15 mesi - presso la struttura commissariale  e  non
  viene  mandato in gara. Allo stesso modo tantissimi altri  progetti
  giacciono  presso la struttura commissariale e non si  capisce  per
  quale motivo non vengono mandati in gara.
   Ma vi dirò di più: un progetto definitivo corredato dai pareri, da
  quella  che  è  la normativa, il decreto ministeriale 32/2019,  può
  essere  mandato in gara attraverso un appalto integrato. Quindi  mi
  chiedo  e  vi  chiedo  per quale motivo le  somme  inerenti  questi
  progetti sono state sottratte al comune di Santa Teresa, così  come
  anche  a Lipari per 10 milioni, Savoca, Mandanici, Itala, Scaletta.
  Ci  sono  tutti.  Io porto l'esempio dei comuni che  riguardano  la
  provincia di Messina che ho avuto modo di controllare fra  ieri  ed
  oggi,  ma,  avendo  la rimodulazione interessato l'intera  Sicilia,
  credo  che  un'analisi  debba essere fatta in maniera  dettagliata.
  Anche  perché parliamo di un tema molto delicato, che è quello  del
  dissesto  idrogeologico  e  della  erosione  costiera.  Per  queste
  risorse,  all'interno del Patto per il Sud, nel 2016 ci sono  stati
  assegnati  591  milioni, risorse importanti per la nostra  Regione,
  che rappresentano non una boccata di ossigeno, ma che rappresentano
  una speranza.
   Il tema del dissesto idrogeologico, ahimè, negli anni ha provocato
  numerose  vittime  soprattutto  nel nostro  territorio,  anche  nel
  messinese; e quindi non si può agire in maniera superficiale.
   E'  chiaro che, da sindaco, io mi riservo di agire secondo  quelle
  che  sono  tutte le possibilità che la legge mi consente;  ma  allo
  stesso  tempo,  da  deputato, voglio avere tutti i  chiarimenti  in
  merito che riguardano la progettazione, sia per quanto riguarda  la
  provincia di Messina, che per l'intera Sicilia. E mi auguro, in tal
  senso,  che venga fatta un'analisi in maniera puntuale,  precisa  e
  dettagliata;  ma,  soprattutto, che si decida  di  revocare  questa
  delibera   di   Giunta  che,  a  mio  avviso,  appare   palesemente
  illegittima.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, assessore Razza, onorevoli colleghi,  io
  intervengo  perché  ho  letto alcune dichiarazioni  del  Presidente
  della  Regione,  rese  oggi  alla stampa,  francamente  con  grande
  sorpresa, perché evidentemente il Presidente è nervoso. Mi dispiace
  che non sia presente in Aula.
   Da un lato chiede la collaborazione delle opposizioni; dico subito
  che  da parte nostra non ci sarà, continueremo a fare l'opposizione
  così  come  l'abbiamo fatta fino ad oggi. D'altro canto offende  le
  forze politiche di opposizione con affermazioni che adesso io, qui,
  non  voglio perdere tempo ripetendo, perché non mi sembra il  caso.
  Rinvio  alla  lettura di alcune dichiarazioni  pubbliche  rese  dal
  Presidente.
   Ma  mi  preme precisare, ancora una volta, che il maxi emendamento
  al   Collegato' di spesa - firmato a dire il vero da alcuni  gruppi
  parlamentari  solo  di  maggioranza,  ma  non  da  tutti  i  gruppi
  parlamentari di maggioranza - ci è stato presentato qualche  giorno
  fa   dalle  forze  di  maggioranza  del  Presidente  della  Regione
  Musumeci.  E il maxi emendamento di spesa richiedeva una  copertura
  finanziaria di 29 milioni di euro
   Noi  eravamo  qui a dire al Governo:  affrontiamo  il  tema  delle
  riforme   e  le  forze  di  maggioranza erano  qui  a  dirci:   no,
  approviamo  il  maxi  emendamento al  collegato    e  noi  a  dire:
   guardate  che  avete dichiarato alla stampa che ci sono  ulteriori
  400  milioni  di euro di disavanzo, vi chiediamo prima  di  passare
  all'esame  del maxi emendamento di sapere - lo abbiamo chiesto  più
  volte  all'Assessore Armao che non ha risposto in  Aula  in  quella
  occasione - se ci sono le risorse finanziarie per dare copertura  a
  questo maxi emendamento .
   Si  è  scatenata una battaglia d'Aula significativa, c'è stato  un
  confronto  aspro  tra forze di maggioranza e forze di  opposizione,
  per  questo  motivo  siamo stati perfino costretti  a  chiedere  il
  rinvio  del  disegno di legge per rinviare pure il maxi emendamento
  di  spesa perché avevamo capito che la Regione non aveva un euro in
  cassa,  cosa  che  oggi  ha  formalmente dichiarato  il  Ragioniere
  generale in conferenza stampa.
   Il  Presidente Micciché, aderendo alla nostra proposta, dopo avere
  sospeso  per  circa  due  ore, ha rinviato in  V  Commissione  come
  sappiamo sia il disegno di legge collegato, che ancora capisco  che
  non  è  pronto  perché  non  approda in  quest'Aula,  che  il  maxi
  emendamento.
   Successivamente  sappiamo  che lo stesso  Presidente  Micciché  ha
  notificato  alla Commissione V che non ci sono risorse  finanziarie
  per  dare  copertura  ad  emendamenti di spesa  e  oggi  lo  stesso
  Governo,  che  10  giorni  fa  circa  voleva  approvare   un   maxi
  emendamento di 29 milioni di euro, mi viene a dire che non ci  sono
  le risorse e che bisogna fare le riforme.
   Ma  a  che gioco giochiamo Presidente? Questo è un Parlamento   Il
  Presidente della Regione ha il dovere queste cose di venirle a dire
  in Parlamento ancor prima di convocare una conferenza stampa. Se ha
  voluto fare prima la conferenza stampa, io le chiedo formalmente di
  chiedere  al  Governo della Regione di venire in  Aula  a  ripetere
  quelle  cose  e  le chiedo anche un dibattito d'Aula  e  lo  chiedo
  formalmente  anche ai sensi dell'articolo 160 bis  del  Regolamento
  interno,  non  solo con riferimento esclusivamente  alla  questione
  finanziaria   che  è  estremamente  rilevante  ma  così   come   il
  Regolamento  prevede il Governo entro il 31 ottobre  di  ogni  anno
  presenta  all'Assemblea  una  relazione  sull'attività  svolta  nei
  diversi rami dell'Amministrazione.
   Sono  sicuro  che ovviamente il Governo non avrà ancora  trasmesso
  questa  relazione  al  Parlamento, io credo, Presidente  le  chiedo
  formalmente  che  è  necessario sollecitarla  questa  relazione  al
  Governo  affinché il Governo possa riferire in quest'Aula dopo  due
  anni,  assessorato  per  assessorato,  se  ha  dato  attuazione  al
  programma e come intende dare attuazione al programma. Perché se il
  Presidente  Musumeci mi dichiara oggi che ancora una volta  non  ha
  maggioranza,  che  non  ci  sono  risorse  finanziarie,   se   deve
  dichiarare che non è in grado di portare avanti il programma con il
  quale  ha vinto le elezioni, ne tragga le conseguenze e si dimetta;
  non  può tenere in ostaggio il Parlamento che accusa di tenere  nel
  cassetto le riforme.
   Questo è incredibile perché noi abbiamo sollecitato mille volte di
  mettere  da  parte collegati e maxi emendamenti per  affrontare  le
  riforme e oggi lui sollecita le riforme.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo, mi pare che  io  ho  sollecitato  al
  Governo  la  comunicazione della data e ho  ricordato  anche  c'era
  stata  una  esplicita  richiesta da parte del  Partito  democratico
  attraverso il suo Capo gruppo.
   Allora  su questo ovviamente il Governo darà le opportune  notizie
  alla  Presidenza per la convocazione dei lavori d'Aula  in  cui  si
  possa discutere ampiamente sul tema finanziario.
   Comunico  all'Aula  che  ci sono altri 4  interventi:  l'onorevole
  Savarino,  l'onorevole  Pagana,  l'onorevole  Aricò  e  l'onorevole
  Figuccia.  Però  gli  interventi  ai  sensi  dell'articolo  83  del
  Regolamento  interno non possono superare i 30 minuti.  Con  questi
  quattro abbiamo fatto 7 interventi quindi gli interventi si fermano
  con l'onorevole Figuccia, perché non possono essere.

   DIPASQUALE. Presidente, lei non aveva, chiuso il dibattito, è  una
  vergogna

   PRESIDENTE. Vedo che lei non conosce il Regolamento che stabilisce
  che l'intervento ha la durata di 30 minuti e sono già intervenuti 4
  colleghi.  Non  si  tratta di dibattito, si  legga  il  Regolamento
  all'articolo 83, lei che è deputato alla seconda legislatura

   SAVARINO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  intendo
  intervenire  sul tema dei collegati, sui quali sono già intervenuta
  ieri e in qualche modo ho rimesso le mie valutazioni su quello  che
  sono   stati  gli  errori  di  gestione  sia  in  Aula  che   nelle
  Commissioni,  di  quelle  che  sono  state  la  storia,  ormai  dei
  collegati, storia che, certamente non si ripeterà
   Ho  chiesto  di  intervenire  oggi, approfittando  della  presenza
  dell'assessore per la salute perché volevo rimettere all'attenzione
  dell'assessore una vicenda vissuta personalmente.
   Ho  assistito ad un ottimo servizio fornito dalla sanità regionale
  ai  nostri  cittadini  che  è  quello delle  cure  palliative,  che
  permette  di  assistere i pazienti in fase di  malattia  cronica  o
  terminale, che permette appunto a questi pazienti di ricevere  cura
  e assistenza domiciliare.
   Questo  è  un servizio che rende un aiuto enorme alle  famiglie  e
  permette  quindi  di vivere momenti di sofferenza  in  un  contesto
  familiare  che,  ovviamente  è  più  consono  rispetto   a   quello
  ospedaliero.
   Mi sono accorta però in questa circostanza che, non tutti i medici
  di  famiglia, che sono quelli da cui parte la richiesta delle  cure
  palliative, conoscono questo servizio e sanno come attivarlo.
   Quindi  volevo  chiedere all'assessore di attivarsi perché  questo
  sistema  che  funzione ed è di grande aiuto  e  di  vicinanza  alle
  famiglie   e  ai  pazienti,  possa  essere  fornito  con   maggiore
  agevolazione e sollecitudine, visto che la richiesta, che parta dai
  medici  di  famiglia, purtroppo personalmente ho dovuto  constatare
  che  alcuni  medici  di famiglia non conoscono  minimamente  questo
  servizio,  che è non solo un vantaggio economico per i costi  della
  Regione  siciliana,  perché si evitano degenze  in  ospedale  ma  è
  un'assistenza e una vicinanza in un momento difficile alle famiglie
  e  ai pazienti e permette di avvicinarsi a fine vita in maniera più
  calorosa e in un contesto familiare.

   ARICO'. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il suo  intervento
  non  previsto  di risposte circa la rubrica sanità, però  è  giusto
  fare  un  po'  di  chiarezza  rispetto  alle  polemiche  che  hanno
  investito quest'Aula e parte il Governo della Regione per la famosa
  approvazione del collegato.
   La  problematica  relativa  ai conti  della  Regione.  Oggi  anche
  sollecitato dal collega Lupo che chiede un dibattito sulla  vicenda
  dei  conti della Regione io ritengo che il governo Musumeci sia ben
  disponibile  a fare un dibattito in Aula per ribadire un  concetto,
  cioè  quello  che  il  Governo regionale e  la  coalizione  che  lo
  sostiene  sta  cercando di risanare i conti, conti  che  non  erano
  apposto, così come decretato e così come indicatoci dalla Corte dei
  Conti  che  indica  uno squilibrio di bilancio, dal  2015,  in  poi
  certificato,  non tutto, così come avrebbe dovuto fare  il  vecchio
  Governo  che  ci  ha purtroppo fatto sì che venisse paralizzato  il
  bilancio della Regione siciliana.
   Allora già l'anno scorso si era operato con una ripartizione,  una
  distribuzione poi negli anni successivi, sappiamo la spalmatura che
  c'è stata di oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro. E avendo fatto
  una  ulteriore ricognizione di - e voglio ricordarlo  ai  cittadini
  che  ci seguono anche da casa - il bilancio della Regione conta  di
  64  mila  capitoli  in  uscita e 12 mila  capitoli  in  entrata.  E
  purtroppo,  avendo  fatto  questa ulteriore  ricognizione,  c'è  un
  ulteriore sbilancio di circa 390 milioni di euro.
   Oggi,  il  Presidente  della Regione, il suo Governo,  l'assessore
  Armao,  hanno dichiarato che entro ottobre si troveranno le risorse
  per  sbloccare  questa  empasse. Ed è probabile,  così  come  anche
  abbiamo  assistito,  il  fatto che si  parli  ancora  nel  mese  di
  settembre dei collegati della finanziaria, dobbiamo ammettere a noi
  stessi  che  la decisione dell'Aula, di tutti i gruppi parlamentari
  che  hanno  voluto  approvare,  che hanno  voluto  spacchettare  la
  finanziaria  dando poi vita a diversi collegati,  ritengo  che  per
  quest'anno  e  per  i prossimi anni, non sia la strada  maestra  da
  seguire.
   Però,  Presidente e colleghi, abbiamo delle importanti riforme  da
  approvare, una su tutti quella dei rifiuti. Dobbiamo fare, dobbiamo
  dare delle risposte non a noi stessi, ma dobbiamo dare risposte  ai
  cittadini  siciliani,  perché  è  sotto  gli  occhi  di  tutti  che
  l'attuale  gestione  dei  rifiuti non è la  migliore  che  possiamo
  avere.
   E  allora, una riforma che è stata voluto dal Governo Musumeci, ma
  che   è   stata  anche  approvata  dalla  Commissione  ambiente   e
  territorio, credo all'unanimità dei presenti, non possa che trovare
  velocemente  la  strada  dell'approvazione  da  parte   di   questa
  Assemblea.
   E  non è un discorso, ritengo nelle parole del Presidente Musumeci
  che  non si sia rivolto al Parlamento per rimproverare chissà  che,
  si  è rivolto al Parlamento dicendoci, dicendo al Parlamento che ci
  sono  delle riforme importanti che il Governo ha presentato  e  che
  già  due  riforme governative hanno avuto l'approvazione  da  parte
  delle  Commissioni  relative, oltre quella  dei  rifiuti  anche  la
  riforma   dell'istituto  zooprofilattico,  che  potrebbero   essere
  approvate a breve.
   Quindi,   Presidente,  noi  siamo  per  approvare  velocemente   i
  collegati  che  rimangono, quelli che comunque non hanno  parti  di
  impegni di spesa. Sappiamo perfettamente che il Governo Musumeci  e
  il  Presidente della Regione non si sottrarrà a un dibattito,  anzi
  forse  ritengo forse ritengo che lo avrebbe chiesto lui Presidente,
  proprio  per  fare  capire meglio all'Aula e ai  cittadini  che  ci
  ascoltano dove è il problema del bilancio, dove è nato il problema,
  quali  sono gli esercizi in cui non si è potuto e non si  è  voluto
  fare il riscontro di bilancio e soprattutto un anno, che è il 2015.
  In  quell'anno, l'attuale Presidente della Regione era un  deputato
  dell'opposizione,  non aveva ruoli di Governo,  probabilmente  gran
  parte  della sua Giunta o quasi tutta non era al Governo di  questa
  Regione,  né  in maggioranza, e allora Presidente una  volta  tanto
  avviare  dibattiti  di questo tipo servono a fare  chiarezza  sulla
  reale situazione della Regione Sicilia.

   PRESIDENTE.  Volevo,  intanto,  dare  comunicazione  all'onorevole
  Palmeri che risultano presentate a suo nome, come primo firmatario,
  le seguenti interrogazioni:
   n.  758 del 27 marzo 2019 "Risoluzione delle criticità inerenti il
  guasto della condotta del depuratore consortile delle acquee reflue
  dei Comuni di Trapani, Paceco ed Erice";
   interrogazione n. 722 del 5 marzo 2019  Chiarimenti in merito allo
  sgrassamento di percolato avvenuto in contrada Misiddi,  Campobello
  di Mazara .
   Scusi  un  attimo, onorevole Palmeri, si accomodi  che  sto  dando
  notizia delle cose che lei ha fatto osservare alla Presidenza.
   Interrogazione  n. 351 del 3 agosto 2018  Mancato o  insufficiente
  controllo  e  coordinamento sulle Aziende sanitarie da parte  della
  Regione ;
   interrogazione   n.  350 del 3 agosto 2018  Interventi  in  merito
  allo stato di emergenza del Comune di Balestrate (PA) relativamente
  all'approvvigionamento idrico ;
   interrogazione n. 142 del 6 aprile 2018  Chiarimenti sulle note di
  talune  ASP  e  sulle modalità di attuazione della legge  regionale
  15/2000 .
   Tutte  queste interrogazioni sono formulate affinché  abbiano  una
  risposta scritta, pertanto non possono essere discusse in Aula.

   FIGUCCIA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, io credo che l'invito  rappresentato
  dalle opposizioni sia un invito assolutamente legittimo.
   Devo  dire che, probabilmente, sono stato tra quelli che già nella
  prima  fase, insieme a tanti altri colleghi, tra questi sicuramente
  il  Capogruppo  di  DiventeràBellissima,  onorevole  Aricò,  che  è
  intervenuto prima di me, di quelli che dicevano che tutto  sommato,
  onorevoli   colleghi,  era  opportuno  accompagnare   questa   fase
  attraverso  delle  procedure più snelle  che  ci  consentissero  di
  arrivare a questo sistema di  collegati  a grappolo.
   Io  ricordo dichiarazioni da parte di tanti deputati di quest'Aula
  che  sostenevano la tesi per cui stavamo imbrigliandoci  dentro  un
  sistema   che,  peraltro,  in  funzione  del  periodo  che  stavamo
  attraversando,  perché  era  quello  delle  Europee,  probabilmente
  avrebbe  finito  col creare un labirinto pieno  di  iniziative  che
  apparentemente dovevano mettere d'accordo  tutti, ma che  avrebbero
  inevitabilmente creato un sistema di disillusione  il  giorno  dopo
  quando  ci  saremmo ritrovati a scoprire che la coperta era  troppo
  corta  e  che,  evidentemente, era stata  tirata  da  una  parte  e
  dall'altra  fino ad arrivare alla situazione che oggi è  sotto  gli
  occhi di tutti e che viene criticata.
   E  questo, credetemi, al netto delle dichiarazioni del Governo che
  oggi definiscono un ammanco di 400 milioni di euro che, certamente,
  non  può  e credo che per questioni di lealtà tutti sarete concordi
  nel  dire che non è un ammanco che è ascrivibile ad un Governo  che
  governa  questa  Regione da soli due anni,  tant'è  che  le  stesse
  prescrizioni  ed indicazioni della Corte dei conti  vanno  indietro
  nel tempo fino ad almeno al 1993.
   Detto  questo, c'è stata anche una fase, onorevole Dipasquale,  in
  cui  qualcuno  -  ma  non è stato il caso del lealissimo  onorevole
  Dipasquale  ma di altri  parlamentari dell'opposizione - ha  detto:
   Ah  Mah  Togliamo tutte le norme di spesa perché dobbiamo fare  un
   collegato'  di natura ordinamentale. Tutte queste marchette  .  Ve
  le ricordate?
   Non è il suo caso ma qualcun altro ha gridato allarme perché c'era
  un  marchettificio  in  Sicilia,  cioè  se  si  alzava  l'onorevole
  Figuccia a dire che c'era un problema da risolvere rispetto al tema
  delle   infrastrutture,  delle  strade,  della   sanità,   era   un
  marchettificio.
   Quindi,  quando abbiamo previsto le norme con copertura  di  spesa
  qualcuno  si  è  alzato a dire che era un marchettificio,  ora  che
  abbiamo  tolto  tutte le norme di spesa e stiamo  facendo  solo  le
  norme  di  natura  ordinamentale allora questo  Governo  è  rimasto
  invischiato, impantanato in se stesso.
   Ragazzi, io penso che con un po' di buon senso, seguendo l'appello
  in  questo caso lanciato - che io considero assolutamente legittimo
  -  dal Presidente Lupo noi possiamo trovare un'occasione a margine,
  anzi  prima di affrontare il  collegato  per confrontarci sui temi,
  trovare un momento di sintesi e accompagnare la fase immediatamente
  successiva  che  sarà quella della finanziaria per provare  a  dare
  risposta.
   Certamente,  alcune  riforme importanti sono  state  fatte,  altre
  ancora  più  importanti  ci attendono,  a  partire  da  quella  dei
  rifiuti, ma in questo momento solo per citare soltanto alcuni degli
  articoli  previsti  in  quel  collegato , a partire  dal  Fondo  di
  garanzia  che potrà offrire delle opportunità, finalmente,  a  quei
  lavoratori della formazione professionale che il precedente Governo
  ha  licenziato,  continuando per le risorse  del  Fondo  Sicilia  e
  ancora,  con  gli  oneri previdenziali ed assistenziali,  del  CAF,
  degli ASU che finalmente trovano una finestra all'interno di questo
   collegato ,  continuando  per la programmazione  sportiva,  per  i
  servizi  del  118,  per  gli  operatori  dell'OS.  Ecco,  io  direi
  approfittiamo del  collegato  per dare risposte a queste  categorie
  e  subito dopo ci confronteremo alla luce del prossimo appuntamento
  della  finanziaria in attesa di avere questo dibattito in Aula  che
  sarà assolutamente apprezzato ed auspicabile.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Pagana  ha   rinunciato   a   parlare.
  L'onorevole Dipasquale può inteervenire.

   DIPASQUALE. Presidente, troppo buono

   PRESIDENTE. Così è; le regole, onorevole Lupo.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  le
  regole  le  conosciamo  e  le rispettiamo tutti.  Io  volevo  farle
  capire,  non ho avuto la possibilità, che il tempo residuo  bastava
  dividerlo  in  quelli che erano gli interventi che  rimanevano  dei
  colleghi e questo non era vietato da nessun Regolamento.

   PRESIDENTE. Non ho capito bene.

   DIPASQUALE. Il Regolamento ci ricorda che abbiamo trenta minuti.

   PRESIDENTE. Trenta minuti.

   DIPASQUALE.  Perfetto. Era rimasto, quando io ho  detto  di  voler
  intervenire, era rimasto un tempo residuo.

   PRESIDENTE.  No,  l'onorevole Cracolici  è  intervenuto  per  nove
  minuti.

   DIPASQUALE. L'ho capito. Comunque non è un problema.

   PRESIDENTE. L'argomento meritava una particolare attenzione.

   DIPASQUALE.  Io penso che, alla fine il buon senso deve  prevalere
  sempre. Innanzitutto, io volevo ringraziare l'onorevole Pagana  che
  rinunciando mi ha permesso di poter intervenire, non vorrei che ora
  chieda di intervenire lei di nuovo. Quindi, innanzitutto, grazie.
   Signor Presidente, io volevo intervenire perché è assurdo, nessuno
  di  noi ha cercato di scaricare responsabilità a questo Governo sui
  problemi di bilancio e sui problemi finanziari. Noi non abbiamo mai
  detto  che  il  Governo Musumeci insieme ai suoi  Assessori  stanno
  distruggendo il bilancio della Regione e, quindi, ora loro sono  in
  difesa,  questo  Governo  è  in difesa nei  nostri  confronti.  Non
  l'abbiamo  mai detto, non cercate di girare la frittata, perché  la
  frittata  cade  a terra  Noi abbiamo detto solamente che  riteniamo
  ingiusto,  perché  questa  è una cosa  che  fa  Musumeci  in  prima
  persona,  Armao  in seconda e qualche Assessore da quando  si  sono
  insediati,  di  scaricare le responsabilità al precedente  Governo,
  dimenticando  che  è  vero  che nel 2015  c'è  stato  un  problema,
  sicuramente  accertato dalla Corte dei conti, ma che i problemi  di
  carattere finanziario scaturiscono da vent'anni. Io non vedo  l'ora
  che, siccome su questo sono preparato, su questo mi sono preparato,
  quando  voglio  le  cose me le studio e sono preparato  e,  quindi,
  almeno   su   vent'anni,  venticinque  e  forse  trenta   ci   sono
  responsabilità di tutti, e siccome qui, tranne io,  gli  amici  del
  Movimento Cinque Stelle e qualche altro, non abbiamo governato, non
  abbiamo  fatto né Assessori, non abbiamo svolto ruoli  di  governo,
  ovviamente noi abbiamo la coscienza a posto per sostenere qualsiasi
  tipo  di  dibattito. L'errore che fa Musumeci  qual  è?  Quello  di
  scaricare, di cercare un alibi nel scaricare le responsabilità alla
  politica  precedente  come se fosse un grillino,  scusate  uno  del
  Movimento Cinque Stelle, non vi volevo offendere, vi prego.
   La  verità è che però, purtroppo, lui ci è stato, molti  dei  suoi
  Assessori ci sono stati, ma comunque di questo ne parleremo  strada
  facendo perché siamo preparatissimi.
   Il  problema  è  un altro. La Sicilia è ingessata,  la  Sicilia  è
  ingessata  ed è bloccata perché non avete un progetto di  sviluppo,
  ma  su  queste cose mi riservo di intervenire quando ci sarà lui  e
  quando  avremo  più  tempo  perché poi  dimostreremo  che,  c'è  un
  problema di bilancio, le responsabilità sono sicuramente di  tutti,
  ma  il problema vero è che c'è un Presidente della Regione che  non
  esiste,  che  è  assente, una Sicilia che è ferma, che  non  ha  un
  progetto politico, che non ha un'ambizione di crescita, ma  non  lo
  dico  io, non lo dovrei neanche dire, lo sapete perché?  E'  meglio
  che  voi  vi  convinciate che tutto va bene, nel frattempo  noi  ci
  organizzeremo  e  ci  organizzeremo  per  dare  a  questa   Sicilia
  un'alternativa   e  far  dimenticare  il  prima  possibile   questa
  esperienza,  che  non  ha  niente  di  meglio  rispetto  a   quella
  precedente.


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì  24
  settembre 2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    - Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
       dello sport e del turismo  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)

      Relatore: on. Sammartino

   III  - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3,  DEL
    REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
    RUBRICA:  Turismo, Sport e Spettacolo  (V. allegato)

                   La seduta è tolta alle ore 18.10

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio