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Resoconto d'Aula della Seduta n. 141 di mercoledì 25 settembre 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.18

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Di Mauro  sarà  in  missione
  dal 2 al 4 ottobre 2019.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli   colleghi,  gli  Uffici  mi  riferiscono   che   stanno
  collazionando il disegno di legge. Pertanto, propongo il rinvio  di
  un'ora dell'Aula.

   CRACOLICI. Un'ora?

   PRESIDENTE.  Mi  dicono gli Uffici che possono riuscire  anche  in
  trenta minuti. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle  ore
  17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 17.18)

   La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi a
   sostegno di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e
                del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A)

   PRESIDENTE. I deputati sono pregati di prendere posto.
   Si  passa  al  II  punto dell'ordine del giorno:  Discussione  del
  disegno  di  legge  «Interventi  a  sostegno  di  beni  e  attività
  culturali, del lavoro, dello sport e del turismo» (n. 491  Stralcio
  V COMM/A) (Seguito).
   Invito  i componenti la V Commissione, il Presidente Sammartino  e
  gli altri colleghi, a prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli  colleghi, prima di iniziare il percorso dell'esame  del
  disegno di legge comunico, con riferimento all'emendamento 1R.2  di
  riscrittura del disegno di legge n. 491 V COMM/A trasmesso dalla  V
  Commissione,   che   ha  avuto  il  parere  favorevole   della   II
  Commissione, con alcuni emendamenti, comunico quanto segue:
   -  l'articolo 19 - onorevole Falcone, per favore prenda posto così
  i colleghi possono tranquillamente ascoltare le comunicazioni della
  Presidenza  -  Provvedimenti a favore dei lavoratori utilizzati  in
  attività socialmente utili' è suscettibile di produrre nuova spesa,
  non quantificata né quantificabile, pertanto è espunto dal testo;
   -  riguardo l'articolo 27  Figura dell'Operatore Socio Sanitario',
  comunico  che  il Presidente della VI Commissione ha,  formalmente,
  segnalato  che  il  testo non corrisponde a  quello  contenuto  nel
   collegato  esitato dalla VI Commissione. Pertanto, sarà  messa  in
  votazione  la  riscrittura proposta dal Presidente  della  medesima
  Commissione;
   -  inoltre,  relativamente  all'articolo  28   Norma  relativa  al
  CEFPAS',  comunico  che  è necessario al Governo  acquisire  idonea
  relazione tecnica.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  per  una  migliore  intelligenza
  dell'Aula, in particolare sull'articolo che riguarda la possibilità
  di  proroga  per i lavoratori socialmente utili, se poteste  essere
  più  chiari su questa presunta copertura finanziaria perché mi pare
  che  nei  lavori della Commissione non era emersa e  mi  sembra  un
  colpo di scena, questo pomeriggio, almeno per cercare di capire  in
  che cosa si sostanzia.
   PRESIDENTE. Presidente Sammartino, deve fare qualche dichiarazione
  su questo articolo?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE.  No,  non  deve fare alcuna  dichiarazione.  A  noi  è
  pervenuta una relazione della Ragioneria generale della Regione  in
  questo senso, quindi non possiamo che, in questa fase

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Onorevole Lo Giudice, le leggo  questa
  relazione:   Relativamente  all'articolo  19  del   collegato    si
  precisa che il personale in utilizzo presso le cooperative sociali,
  spesso viene dato in utilizzo indiretto a enti pubblici sulla  base
  di convenzioni o protocolli di intesa. In virtù del citato articolo
  19   il   detto  personale  permarrebbe  in  utilizzo  in  attività
  socialmente  utili ma con la regolare utilizzazione  diretta  dallo
  stesso  ente presso cui alla data di entrata in vigore della  legge
  presta  l'attività socialmente utile in forma indiretta. Da  quanto
  precede non deriverebbe se non la spesa necessaria per la copertura
  assicurativa.  Il  numero  dei  soggetti  in  utilizzo  presso   le
  cooperative interessato dal presente disposto normativo  ammonta  a
  1.500, di cui circa 1.000 transiterebbe presso enti pubblici ove si
  trovano in utilizzazione indiretta. Nella considerazione di  quanto
  possa  interessare gli Uffici regionali e di quanto possa scaturire
  dal  III  comma dell'articolo 19 si può quantificare  in  1.000  il
  numero dei soggetti per i quali interviene la copertura degli oneri
  assicurativi.  La  spesa necessaria annua per il numero  citato  di
  1.000  soggetti per la copertura assicurativa ammonta a  circa  190
  mila euro . Lei su cosa interviene?

   LO   GIUDICE.   Su  questo  tema.  Signor  Presidente,   onorevole
  Presidente della Regione, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo
  solo  a chiarimento, se è come ho appreso dalla relazione su questa
  tematica  degli ASU che è importante e che è stata condivisa  credo
  da  tutti i gruppi parlamentari senza alcun tema di smentita, credo
  che sia necessaria e meritoria una riflessione più approfondita, ma
  che  venga stralciato il testo, capisce bene che, rispetto a quella
  che  può  essere una valutazione sicuramente positiva,  ci  sia  un
  attimo da attendere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, l'articolo è stato  stralciato,
  successivamente faremo un approfondimento sul piano tecnico, quello
  che  volete  fare,  ma  la Presidenza lo ha  stralciato,  questa  è
  l'indicazione  che  abbiamo  avuto  dagli  Uffici  e  l'articolo  è
  stralciato, poi possiamo discutere, per carità, però credo che  sia
  una discussione fuor di luogo.

   LO  GIUDICE.  Se  posso completare, quello che le  volevo  dire  è
  proprio  questo: se viene stralciata la norma perché,  come  dicono
  gli  Uffici della Presidenza, prevede una spesa di 179 mila euro  è
  anche  vero  che possiamo lasciare la norma così per come  è  stata
  scritta cancellando il comma 3, nel caso specifico che è quello che
  potrebbe  provocare  la  spesa. Ma le dico  di  più:  questa  spesa
  inerente  solo  agli oneri assicurativi perché di questo  parliamo,
  solo  gli  oneri assicurativi, potremmo anche prevedere all'interno
  della  norma  che  siano  gli enti utilizzatori  a  farsene  carico
  qualora questi siano nelle condizioni. Ciò che cosa determinerebbe?
  Che la Regione continuerebbe a sostenere le spese sostenute fino ad
  oggi,  senza alcun onere aggiuntivo, quindi diventerebbe una  norma
  prettamente  e  puramente ordinamentale. Il mio comune,  io  faccio
  anche  il  sindaco,  è nelle condizioni di far  fronte  agli  oneri
  assicurativi che riguardano i miei ASU? Bene. Avviamo le procedure;
  se   altri   non  lo  sono  vedremo,  ma  quanto  meno  questo   ci
  consentirebbe  di  affrontare  una  tematica  importante,   ripeto,
  condivisa  da  tutti  e su cui c'è una grande  attesa,  sono  5.600
  persone che attendono una risposta.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Lo  Giudice,  colleghi,   l'articolo   è
  stralciato, dopodiché ci può essere una riformulazione con relative
  coperture  di spesa o con relative indicazioni diverse  rispetto  a
  quella  che  è la prospettazione attuale e ovviamente la Presidenza
  la esaminerà.


                        Sull'ordine dei lavori

   SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Tenga conto che il disegno di  legge  è
  incardinato.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  sull'articolo   19,   signor  Presidente,   ieri   la   Commissione
   Bilancio', mi perdoni però, perché era presente l'Assessore per il
  bilancio,  era  presente il Ragioniere generale,  era  presente  il
  Governo,  erano  presenti  tutti  i  componenti  della  Commissione
   Bilancio'...

   PRESIDENTE.   Non  era  presente  il  dirigente,   la   dottoressa
  Garoffolo.  Avreste  dovuto  chiamare  la  dottoressa  Garoffolo  e
  concordare con lei.

   SUNSERI.  Ma no, avreste dovuto  Ma che facciamo  Come  giochiamo,
  signor  Presidente?  Mi perdoni, Presidente, da  commissario  della
  Commissione   Bilancio', la relazione degli  Uffici  in  merito  ad
  eventuali spese doveva arrivare in Commissione  Bilancio' che si  è
  espressa per assenza di copertura. Tra l'altro, Presidente, mi pone
  un  dubbio:  il  comma  5  è  stato  stralciato  dalla  Commissione
   Bilancio'   proprio  per  questa  segnalazione.   Quindi,   questo
  emendamento  doveva arrivare senza il comma 5,  così  come  partito
  dalla  Commissione  Bilancio'. Quindi lei non mi può  dire  che  la
  relazione  arriva  il  giorno dopo, dopo  che  i  commissari  della
  Commissione    Bilancio'  hanno  già  votato  un  emendamento.   Le
  relazioni tecniche degli Uffici arrivano prima, così la Commissione
   Bilancio' ha la possibilità di dire: va bene c'è la copertura; non
  c'è  la  copertura. Il fatto che arrivi oggi in Aula e  stralci  un
  comma

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sunseri, la relazione  è  arrivata  questa
  mattina alla Presidenza.

   SUNSERI. Ho capito, ma doveva arrivare a lei o doveva arrivare

   PRESIDENTE.  Ma cosa vuole? La relazione è abbastanza  chiara.  La
  riformulate.

   SUNSERI.  Signor Presidente, ma doveva arrivare  a  lei  o  doveva
  arrivare  ai  commissari della Commissione   Bilancio'?  E,  allora
  rinviamo, in Commissione  Bilancio' e si ripresenta.

   PRESIDENTE.    No,   no,   assolutamente.   Lei    proceda    alla
  riformulazione.

   SUNSERI. Non è mio l'emendamento.

   PULLARA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.   Ne  ha  facoltà.  E  poi  l'onorevole   Galvagno   e
  l'onorevole Di Caro.

   PULLARA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   in   ordine
  all'articolo  28  che riguarda il personale del CEFPAS,  siccome  è
  stato  votato in Commissione  Sanità' e la relazione era  presente,
  le chiedo per il momento non di stralciarlo, ma di accantonarlo.

   PRESIDENTE.  Non  è  stralciato, attendiamo la  dichiarazione  del
  Ragioniere generale che oggi non c'è, è a Roma, in maniera tale che
  domani noi avremo la bollinatura del Ragioniere Generale che questo
  articolo non comporta spese aggiuntive, chiaro?

   PULLARA. Sì, sì, perché non va stralciato, va accantonato.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo a titolo  di
  chiarezza   perché   purtroppo  non  si  sentiva   bene,   tra   le
  comunicazioni che ha fatto riguardanti l'articolo 27 vorrei  sapere
  se  viene  stralciato il II comma o viene stralciato l'articolo  27
  per intero.

   PRESIDENTE.  Ho detto che verrà messa ai voti la formulazione  che
  il   Presidente  della  Commissione  ci  trasmette,  che  è   stata
  ovviamente votata dall'intera Commissione.

   SAMMARTINO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   La
  Commissione  Sanità'.

   DI CARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo trascorso
  tutta l'estate a parlare di lavoratori che attendevano una risposta
  da  questo  benedetto  collegato . Ora, sull'articolo 19 ieri  sono
  stato  chiamato dalla II Commissione e mi era stato  segnalato  che
  c'erano dei commi che producevano effetti finanziari. Questi  commi
  sono  stati  stralciati dall'articolo e la dottoressa Garoffolo  ha
  spedito, non lo so come, con quale mezzo, la relazione in merito  a
  questo   articolo.   Io  faccio  riferimento,  signor   Presidente,
  all'articolo  19  che vorrebbe dare un minimo di speranza  a  5.600
  lavoratori in nero legalizzati che sono i cosiddetti ASU. C'era  un
  comma  che produceva effetti finanziari che era il comma  5,  ed  è
  stato  espunto. Ora vorrei capire dov'è il problema, perché è stato
  totalmente   stralciato.  Io  chiedo,  se   è   possibile,   signor
  Presidente,  l'accantonamento  di  questo  articolo.  Ne  parliamo,
  perché non produce effetti finanziari.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Caro, ho detto che  l'articolo  è  stato
  stralciato,  tuttavia  i  colleghi parlamentari  che  lo  ritengono
  opportuno lo possono riformulare sistemandolo, intendendosi con gli
  Uffici, affinché ci sia la bollinatura della Ragioneria.

   DI CARO. Ma quello che non si capisce

   PRESIDENTE. Non lo devo capire io, onorevole Di Caro.

   DI CARO. Perfetto. È uscito indenne dalla Commissione II, ora dove
  si è perso questo articolo? Non lo capisco


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
                           Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE. Allora, iniziamo il percorso. Si passa all'articolo 1.
  Ne do lettura:

                               «Art. 1.
                       (art. 12, collegato III)
    Modifiche alla legge regionale n. 17/2018 in materia di vendita
                    diretta dei prodotti agricoli.

   1.  All'articolo 4 della legge regionale 12 ottobre 2018,  n.  17,
  sono apportate le seguenti modifiche:
   a)  al comma 3 dopo le parole:  su area privata  sono inserite  le
  seguenti:  e pubblica ;
   b) al comma 5 è soppresso l'ultimo periodo».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento soppressivo  1.1,
  degli onorevoli Lupo ed altri.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  ieri  -  Presidente Di Mauro, non ricordo  se  in  quel
  momento  era  presente  in Commissione, ma  lo  ricorderà  bene  il
  Presidente   Savona  -  nella  fase  iniziale  dei   lavori   della
  Commissione  avevo  posto qualche problema  di  procedura,  qualche
  problema  di certezza su ciò che la Commissione Bilancio stava,  in
  quel  momento,  adottando, fermo restando che c'era quella  tabella
  per cui alcune norme avevano già avuto il parere della Commissione,
  altre avevano effetti finanziari, altre erano norme ordinamentali.
   Poi  c'è  stata  la  riscrittura di un  articolo  che  io  ritengo
  importante,  rispetto  al quale c'è stata  una  lunga  discussione,
  approfondita,  in  Commissione, con una telefonata,  peraltro,  del
  Ragioniere generale - l'assessore Armao mi corregga se ricordo male
  -  che deve  bollinare  e quindi deve dare copertura finanziarie su
  un  argomento delicatissimo, Presidente Musumeci, e ci  sono  state
  interlocuzioni,  anche telefoniche, con il dirigente  generale  del
  dipartimento competente.
   Alla fine di questa interlocuzione tra il Ragioniere generale,  la
  Commissione,  i  parlamentari e i commissari della Commissione,  il
  Governo,  si  è  deciso, correttamente, per salvare l'articolo  che
  comunque  non  deve  avere  ulteriore  spesa  perché  questo  è  il
  principio  che  deve ispirarci nei lavori di questo pomeriggio,  in
  questa sessione, di cassare il comma 5 nella riscrittura presentata
  dall'onorevole Di Caro e questo, secondo la Ragioneria  generale  e
  il Governo risolveva il problema della copertura.
   Adesso,  Presidente Di Mauro, non riesco a comprendere qual  è  il
  senso  di  un  lavoro  approfondito  di  una  Commissione  come  la
  Commissione  Bilancio che lavora per poi vedersi  stralciati,  dopo
  qualche  ora,  i  testi che vengono esitati. Noi  non  condividiamo
  questo  metodo  di  lavoro. Può, anche nel  merito,  essere  giusto
  quello  che  lei  ha  illustrato  questo  pomeriggio,  però  non  è
  rispettoso nei confronti del Parlamento e per esso, in questo caso,
  nei   confronti   della  Commissione  Bilancio,  questo   tipo   di
  comportamento  che  fa decidere una cosa alla Commissione  Bilancio
  salvo  l'indomani mattina dire che non è vero perché  un  dirigente
  generale  ha cambiato idea. Questo non è assolutamente un  percorso
  dignitoso  per  l'Amministrazione regionale, né per il  Parlamento.
  Per  cui, io credo che da questo punto di vista noi, tutti, Governo
  e  Parlamento,  avremmo  necessità  di  maggiori  certezze.  Questo
  stralcio d'eemblé, io credo che per rispetto al Parlamento,  e  per
  rispetto  anche  all'attività  del Governo  che  ha  assunto  degli
  impegni  ieri  in  Commissione Bilancio,  andrebbe  non  stralciato
  immediatamente, ma approfondito con il dipartimento  competente,  a
  prescindere dalla condivisione del merito.
   Io  non  mi sto esprimendo se sono d'accordo o non sono d'accordo,
  ho  posto ieri in Commissione un problema di procedure, col Governo
  mi  sono  trovato d'accordo perché abbiamo cercato le  bollinature,
  facendo anche qualche sforzo, cercando di avere buon senso.
   Ma,  oggi,  l'Aula  non  può sentirsi dire  che  l'articolo  19  è
  stralciato nella sua riscrittura perché davvero, Presidente Savona,
  diventa assolutamente inutile persino convocare e perdere tempo  in
  commissione bilancio.

   PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, lei ricorderà che l'onorevole  Di
  Caro ha presentato l'emendamento alla fine della Commissione.
   La  dott.ssa Garofalo certamente non era presente e se ha  sentito
  il  dovere  di  fare una comunicazione che riguarda  quest'articolo
  ovviamente lo ha fatto perché - rispetto alle indicazioni che erano
  venute   fuori   dalla  Commissione  -  in  realtà   la   copertura
  finanziaria, a suo parere, non c'era.
   Io dico che è giusto stralciare gli articoli, così come propongono
  gli uffici, fermo restando che i Parlamentari possono - o anche  il
  Governo  -  presentare un articolo corretto o con una  formulazione
  più  adeguata, con una copertura, ovviamente finanziaria, che  deve
  essere trovata.
   Così  è onorevole Gucciardi, se lo ricordi, eravamo seduti accanto
  e la dott.ssa Garofalo non era in commissione.


                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Fava.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                         491 Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  la discussione  del  disegno  di  legge
   emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   parlo
  sull'articolo 1 e sull'emendamento in particolare.
   Devo  dire che la norma apparentemente sembra banale però di detta
  questione ne abbiamo discusso quando abbiamo approvato la norma.
   Perché  vorrei far rilevare ai colleghi - non so chi -  che  hanno
  presentato   questo   testo  emendativo  che  sostanzialmente   noi
  determiniamo  una norma che rende obbligatorio ai comuni  concedere
  aree pubbliche per farle diventare aree mercatali.
   Ora,  finché questo si fa in aree private in cui gli imprenditori,
  anche  in  associazione, fanno un mercato, va bene. Ma che  diventi
  obbligatorio,  non quindi una facoltà per cui il comune  può  dare,
  concedere  perché  c'è  il  parcheggio, per  tutte  le  esigenze  a
  carattere  urbanistico  connesse.  Ma  quando  diventa  che  l'area
  pubblica,     su    richiesta    degli    imprenditori,     diventa
  obbligatoriamente  un'area mercatala noi stiamo  creando  un  corto
  circuito che difficilmente è gestibile nei territori.
   Ripeto,  non  capisco  il senso di questa  norma.  Oggi  la  norma
  prevede  ai  comuni  che possono concedere ai privati  l'uso  anche
  parziale,  temporaneo, per ore, per un giorno la settimana  di  una
  villa, un giardino, un parcheggio per fare aree di mercato.
   Ma  se  diventa  obbligatorio su richiesta  degli  imprenditori  è
  un'altra cosa.
   Poi  la  norma che cancella la sanzione. Attenzione, questa  norma
  sulle  aree  della vendita diretta ha una finalità,  promuovere  il
  chilometro  zero.  Se noi togliamo la sanzione  stiamo  dicendo  ai
  produttori  che  vanno a vendere nei mercati  che  possono  vendere
  prodotti, anzi in prevalenza o addirittura totalmente, prodotti che
  non  sono  a chilometro zero. Perché, quando eliminato la  sanzione
  sulla prevalenza, stiamo abolendo il principio del chilometro zero.
   Ora,  io  mi chiedo  ma qual è la ratio? . Facciamo una norma  per
  valorizzare il chilometro zero e poi, invece, la sterilizziamo  con
  quelle disposizioni che di fatto cancellano il chilometro zero.
   Ecco   perché   io,   nella  sua  interezza,  sono   contrario   a
  quest'articolo 1.

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  Presidente  Di  Mauro,
  ritornando alla querelle sull'articolo 19 .

   PRESIDENTE. Stiamo parlando sull'articolo 1.

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Io ritorno un
  attimo indietro, Presidente Di Mauro perché credo che questi lavori
  di  oggi  debbano iniziare con le scelte della Presidenza ma  anche
  con un percorso che assieme all'Aula possiamo trovare.
   Il  testo, così come esitato dalla Commissione, ho capito  che  ha
  delle  criticità che hanno rilevato gli Uffici. Siccome è  un  tema
  che  da  mesi  ci portiamo con noi in questa filiera di  Collegati'
  che  abbiamo trattato e c'è una grande aspettativa anche  da  parte
  del  Governo,  che ha assunto alcuni impegni e che  ha  cercato  in
  questi mesi di calmierare gli animi di tutte le sigle sindacali, la
  Commissione riproporrà una formulazione che - ricordo -  era  stata
  condivisa  da tutti i gruppi parlamentari qualche mese addietro.  E
  su  quella  le  chiediamo di poterlo reinserire come  argomento  di
  questo   Collegato', per dare comunque voce alle tante  aspettative
  che  in questo momento si troveranno. Nel frattempo produrremo agli
  Uffici per la compatibilità e per cercare di capire se ci sono

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sammartino, non questi Uffici?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Agli Uffici.

   PRESIDENTE. Beh, ma gli Uffici

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Noi  la
  presentiamo   alla   Presidenza,  quindi  la   ringrazio   per   la
  disponibilità.

   PRESIDENTE.   Ma,  l'ho  detto,  ci  mancherebbe  altro.   Intanto
  convocate la dottoressa Garofalo per cercare di comprendere  meglio
  le cose, perché non penso che finiremo stasera.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gennuso.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                         491 Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  la discussione  del  disegno  di  legge
   emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare sull'emendamento soppressivo 1.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  intervengo  in sostituzione  dell'assessore  Bandiera,
  impegnato a Bruxelles.

   LUPO. Lei ha l'interim?

   FALCONE,  assessore  per  le infrastrutture  e  la  mobilità.  Si,
  benevolmente. Dobbiamo accorciare le distanze, anche  di  strade  e
  quindi accorciamo le strade in questo senso.
   Voglio  dire  che  non  c'è  un'obbligatorietà,  a  cui  ha  fatto
  riferimento l'onorevole Cracolici. Sostanzialmente si sta attuando,
  invece, una ordinata applicazione della norma.
   Cosa  dice  la  norma?  La  norma consente  che  ci  siano  questi
  mercatini  settimanali,  fatti in maniera quasi  domestica:  lo  fa
  Coldiretti, lo fanno anche associazioni private. E al comma  3  che
  queste attività possano essere fatte su aree private. E' chiaro che
  la maggior parte delle aree su cui oggi si svolgono queste attività
  sono  pubbliche  e  il  problema è  con  questa  norma  non  stiamo
  apportando alcunché di novità a favore di queste associazioni.
   Dopodiché  aggiungere le aree pubbliche, noi non stiamo impegnando
  qualcuno  a una obbligatorietà, ma stiamo consentendo, invece,  che
  questi mercatini possano essere svolte su aree pubbliche oltre  che
  su  quelle  private, perché sulle aree private molte volte  non  si
  possono effettuare questi mercatini.
   Allora    cosa    diciamo?   Mi   sembra   strano   il    richiamo
  all'obbligatorietà, perché il primo comma fa riferimento  al  venti
  per  cento massimo che viene, diciamo così, previsto per consentire
  ai  privati  e  a  queste  associazioni di potere  svolgere  questi
  mercatini.  Delle due l'una: o lo prevediamo o non  lo  prevediamo.
  Allora,  poiché al primo comma è previsto il limite del  venti  per
  cento   entro   il   quale  si  possono  svolgere  questi   mercati
  settimanali, dobbiamo poi, al comma 3, non limitarlo soltanto  alle
  aree private, perché diventa un non senso.
   Allora  con  questo emendamento stiamo sanando un  vulnus  che  di
  fatto  è  stato  un  refuso della legge. Cioè  diciamo  che  questi
  mercatini si possono svolgere nelle aree pubbliche, oltre che nelle
  aree  private,  all'interno  di una regolamentazione  comunale.  Il
  resto, come dire, è ultroneo.
   Sul  comma  5, che viene soppresso, è chiaro che c'è da parte  del
  Governo una ipotesi di soppressione, perché riteniamo che, nel caso
  in  cui  vi  fosse una violazione del  chilometro zero , sanzionare
  con  l'inibizione  per i prossimi cinque anni  quella  persona  che
  svolge quell'attività, è chiaro che sembra una sanzione eccessiva.
   Allora, eventualmente, potremmo immaginare di riscrivere il  comma
  5, non sopprimerlo. Di riscriverlo con una sanzione, ma che non sia
  in  questi  termini, cioè una inibizione di cinque anni;  manco  se
  avesse  fatto  chissà  quale  reato dovremmo  sanzionarlo  con  una
  penalità così grave.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  vorrei
  che discutiamo su cose su cui siamo d'accordo.
   Io  non  ho un problema dei cinque anni, dei tre giorni o dei  tre
  anni,  dico  soltanto che se noi togliamo una sanzione anche,  come
  dire, un insulto togliamo la ratio della norma.
   Quindi  stabilite  quale  è il principio della  sanzione,  poi  mi
  interessa soltanto però sull'altra cosa che ha detto l'Assessore mi
  permetto  di dire all'Assessore, non perché voglio essere  pignolo,
  già  oggi le norme sul testo unico degli Enti locali prevede:   che
  sono  gli  Enti locali con proprio regolamento comunale a stabilire
  le  modalità  di  concessione  delle aree  pubbliche  per  attività
  compresa la vendita dei prodotti , tant'è che in tutti i comuni  ci
  sono  i  mercatini, c'è la vendita diretta, c'è Coldiretti o  altre
  organizzazioni che in aree pubbliche svolgono attività di  vendita,
  ecc. ecc.
   Quindi  non c'è una norma che osta a far sì che le aree  pubbliche
  vengano  utilizzate a questo fine. La norma che abbiamo fatto  noi,
  questa che vogliamo modificare, introduceva una novità cioè che  se
  un'associazione individua un'area privata in quell'area privata  si
  stabilisce con legge che si può fare vendita, questa era la norma.
   Ma  dire anche  anche in aree pubbliche , è vendere l'aria  fritta
  tranne,   o  scriviamo:  previo  intesa  col  regolamento  comunale
  vigente,  allora  stiamo riscrivendo quello che prevediamo,  se  no
  diciamo  un'altra cosa che anche laddove il comune prevede  che  in
  quel giardino storico - che so, a Palermo Villa Garibaldi - non  si
  può  fare  vendita,  siccome  c'è una norma  che  dice  che  cinque
  imprenditori  si  mettono assieme, perché  la  norma  questo  dice,
  perché qui dà un'obbligatorietà.
   Allora,  o stabiliamo che previo rispetto del regolamento comunale
  o stiamo scrivendo che l'acqua è bianca, se è così sono d'accordo.

   PRESIDENTE. Assessore Falcone, lo accantoniamo qualche  minuto  in
  maniera   tale   che  così  il  Governo  presenta   gli   opportuni
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                       (art. 14, collegato III)
               Lavori in economia nel settore forestale.

   1. Dopo il comma 3 dell'articolo 64 della legge regionale 6 aprile
  1996,  n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito  il
  seguente comma:

    3  bis.  Le  disposizioni  di cui all'articolo  113  del  decreto
  legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recepito nella Regione siciliana
  con  legge  regionale 17 maggio 2016, n. 8, si applicano  anche  ai
  lavori disciplinati dalla presente legge, condotti in economia  per
  amministrazione  diretta,  con le medesime  misure  e  ripartizioni
  economiche  previste  dal  Regolamento  adottato  con  decreto  del
  Presidente  della  Regione siciliana n.  14  del  30  maggio  2018,
  prescindendo dall'espletamento di procedure comparative  di  scelta
  del contraente o di gara».

   Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento soppressivo  2.1,
  degli onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Presidente della  Regione,  Assessori,
  onorevoli colleghi l'emendamento soppressivo che abbiamo presentato
  nasce  dai  nostri  forti dubbi in particolare sull'ultimo  periodo
  della  norma  che qui viene proposta e mi riferisco in  particolare
  all'espressione:   prescindendo  dall'espletamento   di   procedure
  comparative di scelta del contraente o di gara .
   L'articolo 113 che qui viene richiamato dal decreto legislativo 18
  aprile  2016  n. 50 è un testo piuttosto impegnativo  articolato  e
  vorremmo capire se questa previsione è una previsione cioè il fatto
  di prescindere dall'espletamento di procedure comparative di scelta
  del  contraente o di gara compatibile con altre previsioni di legge
  in  materia  di,  appunto, espletamento di  procedure  comparative,
  dell'esigenza  di  espletare le gare, cioè io  non  penso  che  noi
  possiamo introdurre limiti con norme regionali, diciamo, a  materia
  che  riguarda sostanzialmente la libera concorrenza e come sappiamo
  oggi  è  normata più che a livello nazionale addirittura a  livello
  europeo.
   Quindi secondo me ci sono profili di incostituzionalità.
   Attendo  una risposta del Governo dopo di che ci determineremo  su
  come votare.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Pellegrino e Papale.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                         491 Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  la discussione  del  disegno  di  legge
   emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche su  questa
  norma, lo ha già detto Lupo, attenzione che stiamo parlando di  una
  cosa   molto   delicata,  mi  dispiace  che  non  c'è   l'Assessore
  all'agricoltura.
   Cioè  stiamo parlando dell'affidamento diretto ai lavoratori,  non
  alle imprese, ma alla Regione siciliana, dei lavori in economia dei
  forestali.
   Su  queste norme, e lo dico alla Segreteria Generale, perché credo
  che  su  questa questione ci sono state norme già impugnate, perché
  noi  andremmo a modificare il testo sugli appalti, non avendone  le
  competenze,  come  del  resto  si è ulteriormente  confermato,  con
  l'ultima impugnativa che è stata fatta a proposito dell'articolo  5
  del collegato.
   Noi credo che avevamo trovato una soluzione. Avevamo stabilito  un
  limite  entro  il  quale era consentito l'affidamento  in  gestione
  diretta;  questo  ci  ha  consentito di garantire  l'avviamento  di
  lavoratori, anche con singoli progetti di intervento, mi  riferisco
  ai  fiumi,  ecc  che era il milione di euro. Questa questione  che,
  ripeto,  non ho idea da chi proviene questo testo, se l'ha proposto
  il  Governo,  se  il  Governo nel proporlo  lo  ha  fatto  valutare
  all'Ufficio legislativo, ripeto ci sono già, su questa materia, una
  serie  di pronunce di impugnativa che hanno impedito la possibilità
  di modificare la legge regionale a favore dell'affidamento diretto.
   Attenzione,  ripeto, se facciamo danno, blocchiamo il sistema  dei
  forestali, con tutte le conseguenze che questo determina.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, intervengo per dire che  di  fatto
  con  questa  norma  si sta facendo una cosa molto semplice;  stiamo
  estendendo la possibilità di incaricare interni, quindi l'art.  113
  che viene attuato per gli uffici tecnici, per i geni civili, per il
  Dipartimento  regionale  tecnico,  anche  per  quanto  riguarda  le
  sovrintendenze,  lo  stiamo estendendo ai lavori  in  economia  che
  vengono  espletati  nel Dipartimento di competenza,  l'agricoltura,
  quindi in azienda forestale.
   Cosa  succede? C'è un problema. Quando fu impugnata  la  norma,  è
  vero che fu impugnata, ma perché facemmo l'estensione, non soltanto
  ai  funzionari direttivi, ma la facemmo l'estensione ai  dirigenti,
  cioè  cercammo di inserire quel famoso fondo del 2 per cento, anche
  ai dirigenti.
   Ed  è stato per quello che fu impugnato, mai abbiamo esteso invece
  ai  lavori  in  economia, oggi cosa stiamo dicendo  e  lo  possiamo
  verificare,  lo possiamo anche accantonare Presidente,  e  possiamo
  verificare.
   Però vorrei sottolineare che non c'è nessun problema perché stiamo
  soltanto  estendendo  la  possibilità di incaricare  professionisti
  interni,  ecco perché si prescinde da una selezione oppure  da  una
  comparazione   dei   curricula,   o   dai   titoli,   perché   sono
  professionisti  interni che possono essere  incaricati  intuito  at
  personam,  a  seconda delle disponibilità che gli stessi  hanno  ai
  lavori in economia.
   Detto questo nessun problema, però se vogliamo, possiamo fare  una
  riflessione suppletiva, verificando cosa è successo nel passato, ci
  renderemo conto che questa norma non è stata mai proposta, per  cui
  in  questo  senso siamo per poterla approvare, previa  verifica  da
  parte degli Uffici della Presidenza dell'Ars.

   PRESIDENTE. Allora Assessore, noi non siamo in condizione, in  due
  minuti,  di  fare  verifiche  di questo  tipo.  Quindi  o  c'è  una
  richiesta  del  Governo di accantonare l'articolo o  passiamo  alla
  votazione?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Accantoniamolo, signor Presidente.

   PRESIDENTE.   Va  bene,  l'Aula  è  d'accordo.  L'articolo   2   è
  accantonato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                              «Articolo 3
                       (art. 15, collegato III)
     Rimodulazione pianta organica dell'Istituto Incremento Ippico
                            della Sicilia.

   1.  Le  disposizioni del presente articolo disciplinano i rapporti
  di   lavoro   e   d'impiego  alle  dipendenze   dell'Istituto   per
  l'Incremento  Ippico  della  Sicilia, tenuto  conto  dell'autonomia
  statutaria  dell'Istituto,  nel rispetto  dell'articolo  97,  primo
  comma, della Costituzione, al fine di:

   a) accrescere l'efficienza dell'Istituto in relazione a quella dei
  corrispondenti uffici e servizi in Italia e nell'Unione europea;
   b)  razionalizzare  il  costo del lavoro pubblico,  contenendo  la
  spesa  complessiva per il personale, diretta ed indiretta, entro  i
  vincoli di finanza pubblica;
   c)  realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle
  pubbliche amministrazioni.

   2. Per le finalità di cui al comma 1, nella seguente Tabella A,  è
  rimodulata   l'attuale   consistenza   della   dotazione   organica
  dell'Istituto Incremento Ippico della Sicilia in base ai fabbisogni
  e  al vigente sistema di classificazione del personale del comparto
  non  dirigenziale del Contratto collettivo di lavoro della  Regione
  siciliana  e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
  15 maggio 2000, n. 10.

                               TABELLA A

   QUALIFICA    CATEGORIA     DOTAZIONE       NUOVA
                   CCRL       ORGANICA      DOTAZIONE
                               ATTUALE      ORGANICA
    Operatori       A             0            12
    Collabora       B             0             1
  tori
    Istruttor       C            30             3
  i
    Funzionar       D             1             1
  i
    TOT.                         31            17

   3.   La   consistenza  della  dotazione  organica  del   personale
  appartenente al ruolo unico della dirigenza regionale è fissata  in
  1 unità.

   4. La dotazione organica totale dell'Istituto è di 18 unità.

   5.  Alle  eccedenze di personale di ruolo, individuate  a  seguito
  della rimodulazione della dotazione organica di cui al comma 2,  il
  dirigente   responsabile  dell'Istituto  Incremento  Ippico   della
  Sicilia  applica le procedure di cui all'articolo  33  del  decreto
  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,  immediatamente   dopo   la
  pubblicazione della presente legge.

   6. Ai fini della ricollocazione totale o parziale del personale in
  situazione di soprannumero o di eccedenza il Dirigente responsabile
  dell'Istituto  Incremento  Ippico della  Sicilia  ed  il  Dirigente
  generale  del  Dipartimento regionale della Funzione Pubblica  sono
  autorizzati a stipulare apposito accordo di mobilità ai  sensi  del
  comma 5 dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.
  165.

   7.  L'accordo di mobilità di cui al comma 6 del presente  articolo
  regola  anche la copertura dei posti risultanti vacanti  a  seguito
  della nuova dotazione organica.

   8.  Qualora ne ricorrano le condizioni, le eccedenze e le  carenze
  di  personale  scaturenti dalla nuova dotazione  organica  potranno
  essere regolate col ricorso all'istituto del distacco del personale
  ai  sensi  dell'articolo 62 del Contratto collettivo  regionale  di
  lavoro  del  comparto  non dirigenziale della Regione  siciliana  e
  degli  enti di cui all'articolo 1 della legge regionale  15  maggio
  2000, n. l0.

   9.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Comunico  che all'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti
  soppressivi.
   Di  fatto,  praticamente  è  uno  solo,  quindi  si  vota  per  il
  mantenimento dell'articolo.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultimo passaggio
  in   V  Commissione  confesso  che  non  siamo  riusciti  ad  avere
  chiarimenti,  per una repentina accelerazione nelle  votazioni,  in
  merito  a  questo  articolo  che  finalmente  prende  in  mano   la
  situazione  dell'Istituto dell'incremento ippico,  che  ha  sede  a
  Catania principalmente. Quindi, vorrei sgombrare il campo dall'idea
  che  il  Movimento  Cinque  Stelle voglia paralizzare  un'attività,
  finalmente di riforma, tanto attesa.
   Però  non abbiamo avuto i chiarimenti adeguati, soprattutto  sulla
  tabella,  perché  come potete vedere si passa da  31  a  17  figure
  previste nella pianta organica, e vorremmo capire esattamente  cosa
  si  intende  fare  dei 14 lavoratori, che vada oltre  una  generica
  mobilità.  Perché  mobilità significa ricevere  l'ottanta  percento
  dello   stipendio,  ci  sembra  significhi  questo,  non  significa
  immediato  ricollocamento - ci auguriamo di essere  smentiti  -  in
  altre  strutture  regionali che possano finalmente  rendere  attivi
  questi lavoratori.
   E  poi  non  comprendiamo un altro passaggio, che non ci  è  stato
  chiarito  in nessuna delle fasi di lavorazione dell'articolo,  come
  il  contratto collettivo nazionale del lavoro in questo caso  possa
  consentire - se i colleghi hanno lo sguardo sulla tabella - dei  30
  istruttori,  ben 12 vanno dalla categoria  C  alla  categoria   A .
  Quindi,  in qualche modo, la loro posizione viene sottodimensionata
  o  comunque  svolgeranno delle funzioni in  categoria   A ,  quindi
  scendono  un  po'  di categoria. Vogliamo capire,  c'è  un  accordo
  sindacale,  c'è un nuovo contratto collettivo nazionale del  lavoro
  che  consente la progressione, anziché verticale che ovviamente  fa
  piacere  al  lavoratore,  una diminutio? Addirittura  si  passa  da
  categoria  C  a categoria  A .
   Ebbene,  vorremmo capire se c'è stata nella fase di interlocuzione
  con i sindacati questa accortezza di capire se da parte loro c'è la
  volontà di retrocedere. Cosa faranno esattamente? E qualora dopo  i
  tre  anni di mobilità non dovessero verificarsi le circostanze  per
  cui  ci  sia un ricollocamento attivo nel lavoro, perché non  penso
  che  vogliano ricevere sussidi, quindi in questo caso noi  potremmo
  ritirare  il  soppressivo,  ma  gradiremmo  avere  dei  chiarimenti
  finalmente  convincenti  oppure, se lo si  ritiene,  di  stralciare
  l'articolo,  dato  che la finanziaria è alle  porte,  per  avere  i
  dovuti chiarimenti, grazie.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, stasera  mi  sto  permettendo  di
  intervenire  in  sostituzione del collega  Bandiera,  non  a  caso.
  Allora,   questo  articolo  invece,  ad  avviso  del   Governo,   è
  assolutamente necessario per fare finalmente ordine  in  uno  degli
  enti  partecipati della Regione che potrebbe dare grande  lustro  e
  che,  purtroppo, a causa di un incancrenimento, se  vogliamo  anche
  del  personale,  ma  ora spieghiamo il motivo, non  riesce  a  dare
  quelle performance che invece dovrebbe dare.
   Oggi  cosa  succede?  Oggi  è  la tabella  quella  che  deve,  tra
  virgolette, dare l'orizzonte. Noi oggi abbiamo zero operatori, zero
  collaboratori, poi abbiamo 30 istruttori e, sino a un anno fa, quei
  30  erano 36, cioè sono tutti istruttori direttivi che svolgono una
  mansione  che teoricamente non potrebbero svolgere. Cioè loro  sono
  coloro  che  dovrebbero,  o che devono,  attendere  alla  cura  dei
  cavalli.
   Vi  rendete  conto  che stiamo parlando di  tre  livelli,  di  tre
  qualifiche  funzionali superiori rispetto alla mansione invece  che
  attiene  alla cura di questi animali. Allora oggi noi  abbiamo  una
  discrepanza.  La discrepanza è quella che, da un lato  abbiamo  dei
  soggetti  che  dovrebbero fare delle mansioni che  non  fanno,  che
  hanno un ruolo sovradimensionato e che quindi costano una barca  di
  denaro,  non  all'incremento ippico all'istituto ma  alla  Regione.
  Considerate che nel trasferimento annuale che facciamo. 2 milioni e
  mezzo  di  euro l'anno, 2 milioni e duecentomila euro  li  paghiamo
  soltanto  come  oneri  personali. Duecento  mila  euro  è  l'intera
  gestione.  A  cosa serve questo articolo? Serve a fare  ordine.  Lo
  chiede  l'Aula. L'Aula lo ha chiesto. Vogliamo fare  una  norma  di
  riforma.
   Bene, questa mi sembra una norma che non fa male a nessuno, ma che
  restituisce  dignità  all'istituto, e anche a coloro  che  lavorano
  all'interno dell'istituto. Cosa si prevede? Si prevede che ci siano
  12  operatori. Chi sono gli operatori? Sono coloro che  in  effetti
  attendono  alla  cura  del  cavallo.  Si  prevede  che  ci  sia  un
  collaboratore con funzione amministrativa. Si prevede che ci  siano
  3  istruttori.  Gli istruttori sono quelli che hanno  una  funzione
  amministrativa e non gli operatori. Poi si prevede un  funzionario,
  e se andiamo al comma 4, che richiama il comma 3, la dotazione alla
  fine è di 18 unità perché sono 17 più un dirigente. Oggi abbiamo un
  dirigente  con  30  istruttori  direttivi  e  abbiamo  un   esborso
  eccessivo.
   Allora  vogliamo  rimettere ordine. Noi  oggi  vogliamo  rimettere
  ordine all'istituto di incremento ippico, e lo vogliamo fare  dando
  una  dotazione organica che sia reale con le esigenze dello  stesso
  istituto,  non  una dotazione organica che è il frutto  di  vecchie
  logiche  del  passato. La domanda dell'onorevole Foti  era:  quelle
  persone cosa faranno?
   L'articolo 33 della legge 165, così come richiamato dal  comma  6,
  prevede la mobilità non con una decurtazione finanziaria economica,
  ma  prevede una mobilità in altri rami dell'Amministrazione, e  noi
  abbiamo  vari  rami tra cui la Resais. La copertura con  le  stesse
  risorse  che affluiranno in misura minore all'incremento ippico,  e
  lo  abbiamo tra l'altro approvato in Commissione Bilancio,  proprio
  perché  andremo  con un saldo invariato. Cioè noi non  trasferiremo
  più   2   milioni  e  mezzo  di  euro  all'incremento  ippico,   ne
  trasferiremo  appena  quella cifra che servirà  appunto  per  i  17
  dipendenti. Il diciottesimo così come oggi viene pagato  è  come  i
  dirigenti della Regione, dell'Amministrazione regionale.
   Quindi,  noi  ridurremo  intanto il  trasferimento  all'incremento
  ippico, ricollochiamo il personale in esubero, in eccedenza,  e  in
  più  diamo  delle  mansioni opportune allo stesso istituto.  Questo
  significa porre le basi per mettere ordine ad un istituto  che,  se
  dobbiamo  dirla tutta, potrebbe veramente dare tanto. E mi permetto
  di  dire  che  quando  a luglio, ad Almeria è  stata  fatta  quella
  straordinaria manifestazione che ha voluto il Presidente,  mi  pare
  che  ha  suscitato  l'apprezzamento di circa 50 mila  persone,  non
  l'apprezzamento di 10, di 10000, di 200 o di 3.000 persone.  Quindi
  l'invito  che  noi  facciamo all'Aula è quello di sostenere  questo
  articolo  proprio perché rappresenta la realtà attuale  dei  fatti,
  l'analisi  di  ciò  che  oggi esiste,  ma  si  proietta  al  futuro
  riuscendo  a  creare ordine, a collocare anche i  dipendenti  nelle
  opportune  mansioni,  nelle adeguate mansioni,  e  cerca  anche  di
  creare una economicità e una sostenibilità finanziaria dello stesso
  ente.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. E' già intervenuta, onorevole Foti. Lo faccia  dire  a
  qualche altro.

   LUPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  con  riferimento
  all'articolo  3, Presidente, devo preliminarmente far presente  che
  non  è  stato  chiesto  neppure  il  parere  della  I  Commissione.
  Trattandosi  di  Personale, almeno limitatamente agli  aspetti  che
  riguardano   il  personale,  sarebbe  stato  corretto,  quantomeno,
  chiedere   il  parere  della  Commissione  competente  trattandosi,
  appunto, dell'Istituto per l'Incremento Ippico.
   Nel  merito,  io credo che questo articolo comporti variazione  di
  spesa  perché, nel prevedere l'attivazione delle mobilità in uscita
  per  il  personale  in esubero, deve automaticamente  prevedere  la
  copertura  con oneri finanziari a carico di un capitolo   che  sarà
  Resais - intanto Resais non c'è scritto in automatico, così non  si
  può  fare  -  ma fosse Resais, bisogna provvedere ad una variazione
  del  finanziamento  relativo  tra  il  capitolo  dell'Istituto  per
  l'Incremento Ippico in diminuzione e la Resais in aumento.
   Voglio,  peraltro,  fare  presente, ed  invito  in  tal  senso  la
  Presidenza  dell'Assemblea, cortesemente, a  verificare,  cosa  che
  farò anch'io nei prossimi minuti, che, se non ricordo male, proprio
  il capitolo che riguarda l'Istituto per l'Incremento Ippico rientra
  tra  i capitoli, di cui all'Allegato 2 della Legge di stabilità,  e
  cioè   rientra   tra   i  capitoli  congelati.   Quindi   parliamo,
  esattamente, della discussione che ci siamo fatti, ieri,  in  Aula,
  cioè  parliamo del blocco finanziario, della vicenda del disavanzo,
  della  difficoltà che abbiamo di liberare quelle risorse  congelate
  di cui all'Allegato 2 della Legge di stabilità.
   Quindi, a mio avviso, questo articolo non ha copertura finanziaria
  e, pertanto, deve essere stralciato.

   MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  Presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi spero di potere dare un contributo di conoscenza a  questo
  articolo,  dopo gli interventi dei colleghi che mi hanno  preceduto
  e, per il Governo, dell'Assessore Falcone.
   La  vicenda  dovrebbe  essere nota a  tutti,  perché  se  ne  sono
  occupati  tutti  i  giornali  nazionali d'Italia.  All'Istituto  di
  Incremento  Ippico operavano, fino a qualche anno fa, una  trentina
  di  palafrenieri - l'onorevole Cracolici conosce bene  la  vicenda,
  anche   perché  ne  abbiamo  parlato  quando  egli  era   Assessore
  all'Agricoltura.
   Il  palafreniere, com'è noto, è l'operaio che si occupa della cura
  dei  cavalli,  trattandosi di un istituto che ospita  gli  stalloni
  nella sede di Catania dal 1883.
   Ad  un  certo  punto  della  vicenda regionale,  una  trentina  di
  palafrenieri   vengono   promossi  e  diventano   istruttori.   Sei
  palafrenieri, meno fortunati, rimangono palafrenieri.  Nel  momento
  in  cui  il  palafreniere diventa istruttore, non può più  fare  il
  palafreniere, e non dà da mangiare ai cavalli.
   I  giornali,  compreso  il Corriere della Sera  con  Gian  Antonio
  Stella,  ha scritto di questa trentina di dipendenti regionali  che
  percepisce  lo stipendio senza potere, potere, non è che  loro  non
  vogliano,  senza potere svolgere le funzioni loro attribuite  dalla
  promozione,  perché all'Istituto Incremento Ippico una trentina  di
  istruttori  non avrebbero cosa fare, mentre invece c'è  bisogno  di
  chi cura i cavalli.
   Il   direttore  dell'Istituto  Incremento  Ippico  avrebbe  voluto
  attivare l'istituto della mobilità per gli istruttori, ma  non  può
  farlo  perché, come è stato concepito l'Istituto Incremento Ippico,
  non  può  trasferire  in  mobilità  i  propri  dipendenti,  se  non
  attraverso una modifica della legge. Quindi, in buona sostanza,  se
  passa  questa  norma noi consentiamo ad una trentina di  dipendenti
  dell'Istituto  Incremento  Ippico di  potere  finalmente  andare  a
  lavorare,  perché  alcuni di loro soffrono di depressione,  come  è
  normale e umano che accada. E al tempo stesso verrebbero trasferiti
  per   esempio   all'Ispettorato  provinciale  dell'Agricoltura   di
  Catania,  dove  c'è  tanto  bisogno di  personale  istruttore.  Nel
  frattempo  resterebbero 6 palafrenieri e potrebbero  esserne  presi
  altre  6  di operai dall'Amministrazione regionale, nel momento  in
  cui  si  consente  l'entrata e l'uscita, e con  12  palafrenieri  i
  circa    i  tanti  cavalli  dell'Istituto,  finalmente,  potrebbero
  ricevere  regolarmente  il  cibo,  ricevere  regolarmente  l'acqua,
  essere strigliati, pulita la lettiera, bisogna farli muovere quando
  qualcuno  ha la colica, insomma tutto quello che serve  per  potere
  mantenere in maniera sana un cavallo. Ecco quale è tutta la storia.
   Non  c'è un solo centesimo in più, perché gli istruttori la  quota
  in più rispetto ai palafrenieri la ricevono già da anni, ecco quale
  è  il  problema.  Quindi il capitolo è già dotato  per  consentire,
  certo  se  escono  gli  istruttori si fa qualche  economia,  perché
  rimane  un po' di danaro nel capitolo, ma per farli uscire e  farli
  andare  a lavorare serve una norma. Tutto qui, in linguaggio  molto
  banale per poterci tutti capire.
   In  questo senso c'è stato anche un richiamo, credo due  anni  fa,
  della  Corte dei Conti perché si chiedeva come si fa a  erogare  lo
  stipendio  ad una persona che non ha le competenze per potere   per
  carità  non è che tutti gli istruttori rimangano a guardare,  anzi,
  va  dato atto che alcuni di loro fanno lo stesso, continuano a fare
  il  palafreniere,  però mi sembra davvero un'ingiustizia  nei  loro
  confronti  non  metterli nelle condizioni di  esercitare  il  nuovo
  ruolo,  e  mi  sembra un'ingiustizia nei confronti dei cavalli  che
  invece  rivendicano  il  diritto  a  maggiore  cura  e  a  maggiore
  assistenza. In sintesi è questo il ragionamento.


                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
                         491 Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE.  Si  riprende  la discussione  del  disegno  di  legge
   emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di parlare. Lei era  già  intervenuto  su
  questo argomento?

   CRACOLICI. Di cavalli io non mi sono occupato.

   PRESIDENTE.  Di  cavalli non si è occupato, ma come  ex  assessore
  all'Agricoltura, che conosce bene la cosa dovrebbe essere il  primo
  a  essere  favorevole, perché la norma non ha bisogno di  copertura
  finanziaria

   CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
  onorevoli  colleghi,  gli asini li lascio  agli  altri   Io  ho  la
  sensazione che il Governo si complica la vita inutilmente.
   Mi permetto di dire abbiamo approvato, credo un mese fa, una norma
  che  per  la prima volta consente agli enti vigilati della  Regione
  l'istituto della mobilità in uscita e in entrata alla Regione.  Non
  capisco  perché  dobbiamo fare ora una norma, io  lo  capisco  cosa
  volete  fare, e secondo me non ce ne è nessuna ragione,  la  pianta
  organica    dell'Istituto,   l'Istituto   è   un   ente    vigilato
  dall'Assessorato all'Agricoltura, quindi l'approva  il  Commissario
  all'Istituto,  l'ente vigilato lo approva come ente vigilante.  C'è
  bisogno  di  fare  una  legge per stabilire se  ci  servono  undici
  amministrativi? No, signor Presidente, così vi complicate la  vita.
  No,  è  un  ente vigilato. Mi creda. Vengo, come si suol dire,  dal
  morto.  Cioè noi, complicarci la vita con l'azione legislativa  per
  atti che sono di mera amministrazione
   Quindi, il commissario non so neanche chi sia, se deve, alla  luce
  della  dotazione  organica,  approva la nuova  dotazione  organica,
  esiste  l'istituto  della mobilità in uscita e  in  entrata  perché
  abbiamo  approvato la legge. Se invece fate questa norma  così,  la
  prima  domanda,  signor  Presidente mi  ascolti,  è:  per  fare  la
  mobilità di un ente in maniera precisa, non è vero che i costi sono
  uguali,  perché la mobilità prevede due voci: la parte fondamentale
  che  è in capo all'ente cedente; la parte così detta accessoria che
  è  in  capo  all'ente ricevente. Se noi non facciamo,  quindi,  una
  previsione finanziaria per la parte del cedente e per la parte  del
  ricevente,  noi  stiamo facendo una norma senza copertura.  Allora,
  perché dobbiamo complicarci la vita?
   Io  credo,  mi permetto di dire, alla luce  io non sono  contrario
  alla  storia  di  palafrenieri,  il casino  di  quell'istituto,  ci
  mancherebbe, questo è buon senso, ma complicarci la vita con  norme
  che  rischiano  anche  queste  di  avere  un  faro  acceso,  perché
  l'istituto  per  l'incremento ippico,  per  come  lo  ricordava  il
  Presidente,  è uno dei temi nazionali del sistema Regione.  Quindi,
  accendere  fari  su questioni che probabilmente possiamo  risolvere
  con  molto  buon  senso, io credo che convenga a tutti.  Dopodiché,
  ripeto,  secondo  me tutto quello che volete fare  già  è  previsto
  dalla  legge. Vi volete complicare la vita, fatelo, ma sinceramente
  mi sembra una inutile complicazione.

   PRESIDENTE. Il Governo conferma l'articolo. L'ho già detto che non
  c'è bisogno di copertura di spesa. I firmatari dell'emendamento 3.1
  confermano l'emendamento soppressivo?

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
   Barbagallo,  Cafeo, Cracolici, D'Agostino,  Di Caro, Dipasquale,
                           Gucciardi, Lupo )


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'articolo 3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti   . 63
   Votanti   .. 60
   Maggioranza .  31
   Favorevoli  . 34
   Contrari   . 26
   Astenuti   . 01

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Articolo 4.
                    (emendamento Aula collegato I)
          Iniziative a valere sulle risorse del Fondo Sicilia.

   1.  L'articolo 27 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21  è
  modificato come segue:

    Dopo il comma l, è aggiunto il seguente comma:
   1  bis.  La rinegoziazione dei mutui di cui al comma 1 può  essere
  consentita  con rateizzazione semestrale sino ad un massimo  di  30
  anni,  con  applicazione di un tasso fisso di interesse annuo  pari
  allo 0,50 punti percentuali. .

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 22  febbraio
  2019  n.  l,  dopo  le parole  in tutti i settori economici ,  sono
  aggiunte  le seguenti:  , agli enti pubblici regionali che svolgono
  attività in favore delle imprese operanti nel territorio regionale,
  nonché,  per  le  finalità  di  cui  all'articolo  27  della  legge
  regionale  29  dicembre  2003  n. 21 e  s.m.i,  agli  enti  locali.
  L'amministrazione regionale è autorizzata alla conferma ovvero alla
  stipula dei contratti e delle convenzioni previsti dall'articolo 47
  del  decreto  legislativo  1  settembre  1993  n.  385.  Gli  oneri
  rimangono  compresi  nei  compensi previsti  dalla  convenzione  in
  essere  di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale  22
  febbraio 2019, n. 1.

   3.  Dopo  il  comma  2, dell'articolo 2 della legge  regionale  22
  febbraio 2019. n. l, è aggiunto il seguente comma 2 bis:

    2  bis.  Al plafond di cui al comma 2 possono accedere  anche  le
  imprese  che  si  sono  distinte  per  il  sostegno  alla  famiglia
  attraverso  misure  dedicate alla genitorialità,  quali  titoli  di
  spesa  concessi  dalle aziende e finalizzati ad  acquisire  servizi
  educativi di cura e custodia di figli fino a 14 anni o 18 anni,  se
  disabili,  contributi  e  misure  per  promuovere  iniziative   che
  favoriscano la permanenza nell'occupazione dei genitori  lavoratori
  dopo  il  periodo di congedo di maternità o parentale,  asili  nido
  aziendali e aree attrezzate per il doposcuola, iniziative aziendali
  finalizzate  all'intrattenimento dei figli  dei  dipendenti  nonché
  borse  di  studio per i figli dei propri dipendenti, alle quali  la
  Regione  Sicilia rilascia un certificato denominato  Family  plus .
  Con  decreto dell'Assessore Regionale per la Famiglia, di  concerto
  con  l'Assessore  per  le Attività Produttive,  da  emanarsi  entro
  novanta  giorni dall'entrata in vigore della presente  legge,  sono
  stabilite  le modalità e i criteri per il rilascio del  certificato
  SFamily plus , nel rispetto della normativa vigente in materi».

   Onorevoli  colleghi, si passa all'emendamento 4.2  a  firma  degli
  onorevoli Lupo, Arancio e altri.
   È confermato onorevole Lupo?

   LUPO. Sì, signor Presidente, è confermato.

   PRESIDENTE.   L'emendamento  è  confermato.  Nessuno   chiede   di
  intervenire.
   Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e relatore.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Il  parere  del Governo? Emendamento  4.1,  onorevole
  Cracolici, c'è l'emendamento  Al comma 2 le parole  gli oneri  sono
  sostituite  dalle  parole  i relativi oneri  inclusi  quelli  degli
  organi preposti  e le parole da  nonché  fino a  enti locali   sono
  soppresse .  Questo  emendamento  garantisce  tutta  la   copertura
  finanziaria.

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  siccome  ho  visto  che è stato distribuito un emendamento,  io  ho
  presentato  un  soppressivo,  ma vorrei  avere  tempo  di  valutare
  l'emendamento  del  Governo  per confermare  o  meno  l'emendamento
  soppressivo.
   Pertanto,   chiedo   al  Governo  se  intende   presentare   altri
  emendamenti.  Mi  riferisco  all'emendamento  4.7.  Tecnico  o  non
  tecnico  io  ho il diritto di leggerlo prima di votare. Siccome  la
  Commissione  Bilancio  si è riunita fino a ieri,  e  oggi  arrivano
  altri  emendamenti tecnici in Aula, io non credo che questo sia  un
  metodo accettabile.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  È  sempre
  successo.

   LUPO. Non era accettabile in passato e non lo è neanche oggi.  Io,
  Presidente, la invito a sospendere tre minuti, per dare il tempo ai
  deputati almeno di leggere gli emendamenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lupo,  non  c'entra  niente   questo   con
  l'emendamento  soppressivo. L'emendamento  soppressivo  è  un'altra
  cosa.

   LUPO.  C'entra  o non c'entra io glielo saprò dire dopo  che  l'ho
  letto, se consente.

   ARICO'.  Se  il Governo lo spiega, forse, il collega  Lupo  ritira
  l'emendamento soppressivo.

   PRESIDENTE.  Non c'entra questo onorevole Aricò. L'onorevole  Lupo
  lo  conferma  l'emendamento  soppressivo.  Procediamo  con  ordine.
  Abbiamo  un  emendamento  soppressivo  che  è  l'emendamento   4.2,
  confermato dal Partito Democratico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  io  ho  un dubbio. A volte alcune cose  possono  essere
  risolte  anche  da  una buona illustrazione da parte  del  Governo.
  Perché  ci  sono  norme  che, per la loro natura  modificativa,  di
  singoli  commi  perché questo articolo ho capito che parla di  tre,
  quattro cose diverse.
   La  prima  questione, autorizziamo alla rinegoziazione dei  mutui.
  Questi  mutui di chi sono? Lo chiedo all'assessore per  l'economia.
  Perché  se  rinegoziamo  mutui  trentennali,  immagino  che  questo
  castelletto  di credito non sarà più riscosso nei tempi  che  erano
  previsti, quindi stiamo prevedendo una dilazione dei mutui. Ripeto,
  non ho idea di chi siano, qual è l'ente concedente.

   PRESIDENTE.  La  discussione  su  una  rinegoziazione  dei   mutui
  determina, semmai, un'entrata.

   CRACOLICI. Determina anche oneri finanziari.

   PRESIDENTE. Sì, ma determina un'entrata, comunque.

   CRACOLICI. No, ma la diluisce.

   PRESIDENTE. Sì, ma siamo a fine anno, onorevole Cracolici.

   CRACOLICI.   Qua   stiamo  parlando  di  mutui  trentennali.   Sto
  chiedendo,  semplicemente, che il Governo illustri il comma  1,  il
  comma 2, il comma 3 credo riguardi le famiglie, la genitorialità.
   Se  il  Governo  si limita ad illustrare in maniera comprensibile,
  forse anche gli emendamenti soppressivi possono venire meno.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  ieri  abbiamo  avuto  in  Commissione  bilancio   -   lo
  ricorderanno coloro i quali sono componenti della Commissione -  un
  approfondimento  su  questo  articolo,  anche  alla  presenza   del
  Presidente e del direttore generale dell'IRFIS, che ci hanno  detto
  sul   punto  che  il  comma  1  concerne  un  Fondo  di  pertinenza
  dell'IRFIS.  Quindi,  non  ha effetti diretti  sul  Bilancio  della
  Regione  ma  su  un  Fondo che pertiene all'IRFIS.  Quindi,  questo
  allungamento  o  accorciamento o modificazione dei  tassi,  non  ha
  effetti diretti sulla finanza regionale,
   Ecco  perché non è stata necessaria, né copertura finanziaria,  né
  valutazione da parte della Ragioneria generale. Su questo credo  si
  possa ritenere superata la questione.
   I  commi  2  e  3 riguardano il cosiddetto  Fondo Sicilia ,  anche
  questo assegnato - non di pertinenza dell'IRFIS - su cui si è fatta
  una  valutazione circa l'utilizzabilità di questi parametri  tant'è
  che,  proprio  se  lei vede la disposizione,  la  frase  che  viene
  soppressa su richiesta della Commissione bilancio, è proprio perché
  questa  frase avrebbe determinato un'incidenza impropria sul  fondo
  Sicilia.
   Quindi,  d'intesa con l'IRFIS, che ha relazionato puntualmente  in
  Commissione bilancio - io sono ovviamente disponibile a dare  tutti
  i chiarimenti - però è chiaro che la Commissione bilancio un lavoro
  lo fa e scevra ed approfondisce le questioni.
   Se  la Commissione porta qui un testo, è perché un approfondimento
  è stato fatto.
   Ovviamente   tutti   i  Parlamentari  hanno   diritto   di   avere
  chiarimenti .

   CRACOLICI. La V Commissione è la proponente.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. No,  ieri  questo  lo  abbiamo
  esaminato  in  Commissione Bilancio, proprio perché  è  materia  di
  evidente  pertinenza della Commissione Bilancio, senza nulla  voler
  togliere alla V Commissione.
   Sul  comma 3 c'è un'esigenza di coordinamento. Siccome il  decreto
  di  attuazione del Fondo Sicilia è già stato emanato a  mia  firma,
  era opportuno che l'eventuale integrazione al decreto avvenisse con
  un decreto interassessoriale che coinvolgesse l'economia, e non con
  un decreto di un altro assessore.
   Quindi, è solo un'esigenza di coordinamento che, purtroppo, ieri è
  sfuggita in Commissione e che abbiamo approfondito.
   Non c'è nessun tipo di modifica significativa.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mantiene l'emendamento?

   LUPO. Sì, lo mantengo.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 4.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale.

   Presenti      .. 61
   Votanti       47
   Maggioranza    24
   Favorevoli     0
   Contrari     .. 47
   Astenuti     .. 0

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 4.3, soppressivo del comma 1.
   Onorevole Lupo, lo mantiene?

   LUPO. Lo mantengo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e relatore. Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.6, a firma  degli  onorevoli  Foti  e
  altri.

   FOTI. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 4.4, a firma  dell'onorevole  Lupo.  Il
  parere della Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e relatore. Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi
  è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa   all'emendamento  4.1,  a  firma   della   Commissione
   Bilancio',  con  il  parere favorevole  della  Commissione  e  del
  Governo.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.5. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e relatore. Contrario  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   DE LUCA. Forse doveva far votare prima il subemendamento.

    PRESIDENTE   Sì,  questo  dopo. Lo  pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 4.7, che è stato  già  distribuito.  Il
  parere della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 4,  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                        (art. 3, collegato III)
                 Promozione prodotti  made in Sicily .

   1.  La  Regione promuove accordi quadro con soggetti  privati  con
  sede  in Sicilia, tra cui catene commerciali e alberghiere, per  la
  promozione  e  commercializzazione di  prodotti  locali  denominati
   made   in   Sicily .   L'Assessorato  regionale   delle   attività
  produttive, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della
  presente  legge, emana un decreto per definire i requisiti  per  il
  riconoscimento dei prodotti  made in Sicily  oggetto della tutela e
  promuove un progetto speciali triennale per valorizzare gli  stessi
  prodotti  sul mercato internazionale-europeo, sfruttando,  tra  gli
  altri,  i canali della grande distribuzione e le catene commerciali
  internazionali».

   Si passa all'emendamento 5.1.

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 5.2.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'emendamento.

   PRESIENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie signor Presidente. Sono membro della III Commissione
  dalla scorsa legislatura e anche in questa. Sulla vicenda del  made
  in Sicily',  born in Sicily', antifrode, promozione del territorio,
  ci  siamo veramente spaccati il cervello in quattro. Sarebbe  bello
  scrivere   made in Sicily' o quello che vogliamo,  ma  non  si  può
  fare.
   Non  si  può  fare perché vìola la norma europea. Tant'è  che  già
  nella scorsa legislatura ci si è dovuti inventare un nome che fosse
  abbastanza identificativo, ma abbastanza generico, che era  Qualità
  Sicura Sicilia'.

   CRACOLICI. Qualità Sicura Certificata dalla Regione siciliana

   FOTI.  L'ex  assessore ne sa qualcosa. Dovete sapere che  è  stato
  fatto  anche disegno, un po' bruttino - ma questo è - che è costato
  soldi e che ha una  QQS', Qualità Sicura Sicilia, che è costato dei
  soldi,  che  ha un bel disegno, che dovrebbe comparire su  tutti  i
  prodotti  che  rispondono a un disciplinare di  filiera,  dato  che
  l'Europa  ancora  non  si  decide a dare un'etichettatura  precisa,
  dalla terra allo scaffale, per tutti i cittadini europei.
   Bene,  ora noi ci stiamo andando a inventare un decreto, che  deve
  inventare  un'altra  cosa: dopo la legge   born  in  Sicily',  dopo
   Qualità   Sicura',  per  frammentare  ancora  la  conoscenza,   la
  familiarità  con qualcosa con cui i consumatori arrivano  quasi  ad
  occhi  chiusi  e  prendono  un prodotto,  ci  inventiamo   made  in
  Sicily'.
   Ora io francamente, non volendo assolutamente disperdere chi è che
  ha   portato  avanti  l'articolo  e  l'emendamento,  proporrei  una
  riscrittura che è abbastanza simile all'articolo, ma che  aiuta  la
  Regione  a  perseverare su quello su cui fino ad oggi ha deciso  di
  insistere: fare entrare un imprinting nel consumatore, insomma  chi
  è che consuma i prodotti siciliani, che è  qualità sicura Sicilia ,
  e  quindi  sostituisco diciamo la parte centrale  - non  vi  dovete
  spaventare di una riscrittura così lunga - è praticamente lo stesso
  articolo che  va a rimarcare il valore  Q. S.  Qualità Sicilia, che
  è quella che è stata la scelta fin dal Governo Lombardo, durante il
  Governo Crocetta, e che secondo me dovrebbe essere ora anche adesso
  continuare a perseverare in questa direzione, fermo restando che se
  si vuole modificare siamo a favore.
   Purtroppo  sull'articolo  3 non possiamo essere  favorevoli  anche
  perché  tante  volte  abbiamo provato a  cambiare   Qualità  Sicura
  Sicilia   in  qualcosa che fosse un  Fatto in  Sicilia',   made  in
  Sicilia'  ma  è  sempre stato detto di no e a proposito  di  questo
  l'Assessore  sta  lavorando  ad esempio  ai   distretti  del  cibo
  cercando  di  unificare  in  un  unico   distretto   le  produzioni
  siciliane  evitando  che  il feudalesimo  ancora  persista  qui  in
  Sicilia; ognuno si fa il suo piccolo feudo creando un unico marchio
  che  sia  stavolta sotto l'egida di un protocollo  di  disciplinari
  dove  ci  possa  essere una semplificazione,  però  oggi  andare  a
  mettere  un'altra cosa che è magari può sembrare bello, bello  dire
  il  made in Sicily,  si va ulteriormente a frammentare l'operazione
  di marketing che la Regione da tre legislature sta portando avanti.
  Spero di essere stata chiara.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'Assessore  Turano.  Ne  ha
  facoltà.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Lo sforzo che compie
  l'onorevole Foti e i firmatari dell'emendamento onestamente  è  uno
  sforzo  apprezzabile, però l'obiettivo della  Regione  e  penso  di
  tutta l'Assemblea regionale è quello di fare campagne di promozione
  e  di  accompagnamento per il sostegno dei prodotti  siciliani  non
  soltanto nei supermercati o nelle catene di distribuzione che hanno
  sede qua ma anche all'estero.
   Di  tal  che ridurre così tanto in un momento di crisi come questo
  sembra esagerato.
   Io   non   avrò   difficoltà   ad   indicare   nel   decreto   che
  prioritariamente  i  prodotti che hanno una qualità  sicura  perché
  prodotti  biologici possono essere sostenuti meglio  e  di  più  ma
  indicarlo  per legge è una limitazione eccessiva che  non  permette
  poi  di  chiudere  le intese con le catene che  si  occupano  della
  commercializzazione dei prodotti e noi sembrerebbe  poi  alla  fine
  che  faremmo un torto all'idea della legge che io condivido ma  che
  non possiamo sottoscrivere approvando questo emendamento.
   Quindi  il  decreto  io mi posso impegnare  prima  di  emanarlo  a
  condividerlo con la Commissione attività produttive,  ma  questo  è
  una  questione, onorevole Foti, ridurre troppo secondo me significa
  forzare  la  mano, il mercato non è pronto ancora,  quindi  capisco
  l'iniziativa  però sono costretto mio malgrado  a  dare  il  parere
  contrario  fermo rimanendo che assumo l'impegno di costruire  senza
  escludere  gli  altri  un meccanismo per concordare  la  promozione
  anche dei prodotti che hanno una qualità sicura.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e relatore. Contrario  a
  maggioranza

   PRESIDENTE.   Con   il  parere  della  Commissione   contrario   a
  maggioranza ed il parere del Governo contrario, pongo in  votazione
  l'emendamento 5.2. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

     Pongo  in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                «Art. 6.
                       (art. 10, collegato III)
        Sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale
              Blockchain  per l'applicazione ai servizi di
             tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti
                           agroalimentari .

   1. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dal Regolamento CE
  178/2002   Norme per la sicurezza alimentare , la Regione  promuove
  la  creazione,  lo  sviluppo e l'applicazione  di  una  piattaforma
  informatica multifunzionale  Blockchain  che istituisce un registro
  pubblico  aperto, condiviso, trasparente, sicuro ed immutabile,  in
  grado  di  garantire  la  sicurezza ed il  controllo  dei  prodotti
  alimentari,  tracciabilità, rintracciabilità  degli  stessi  e  per
  accrescere  la  fiducia dei consumatori finali  nell'operato  delle
  istituzioni e delle aziende. Per il perseguimento di tali finalità,
  la Regione adotta e sviluppa una tecnologia basata su un linguaggio
  crittografico non cancellabile.

   2.   Le  disposizioni  attuative  relative  all'istituzione  e  al
  funzionamento della piattaforma di cui al comma 1, sono emanate con
  decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive.».

   Si  passa  all'emendamento 6.2, onorevole Lupo lo  mantiene  o  lo
  ritira?

   LUPO. Lo ritiro. E ritiro anche gli emendamenti 6.3 e 6.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Resta in vita l'emendamento della Commissione  Bilancio  il 6.1.
   Col  parere  favorevole del Governo lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 6, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
                        (art. 9, collegato III)
         Osservatorio del Florovivaismo e del paesaggio rurale
                           del Mediterraneo.

   1.  Nel  quadro  del  potenziamento  delle  strutture  dirette   a
  qualificare l'intervento regionale nel settore del florovivaismo, è
  istituito,  con  decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura,
  dello  sviluppo  rurale e della pesca mediterranea,  l'Osservatorio
  del Florovivaismo e del paesaggio rurale del Mediterraneo.

   2.  L'Osservatorio  ha il fine di attivare  studi  in  materia  di
  innovazione, internazionalizzazione, mercato, finanza di  distretto
  e  dell'ambiente rurale e fornisce consulenze e supporto al sistema
  delle   imprese   della   filiera  florovivaistica   ed   ai   rami
  dell'Amministrazione  Regionale  competenti  per  materia:   adotta
  misure  per  la sua partecipazione a programmi di ricerca  anche  a
  carattere  europeo interessanti l'area del territorio  siciliano  e
  per  l'inserimento degli stessi nei relativi piani di finanziamento
  anche  in  collaborazione  con le università  e  con  il  Consiglio
  nazionale  delle  ricerche  o  altre  istituzioni  scientifiche   e
  tecniche del settore.

   3.   L'Osservatorio   ha   sede  presso  l'Assessorato   regionale
  all'agricoltura e si avvale di personale della Regione, sulla  base
  di  un  organico definito con decreto dell'Assessore regionale  per
  l'agricoltura  e le foreste, entro sessanta giorni  dalla  data  di
  entrata in vigore della presente legge.

   4.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente legge l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
  approva   con   proprio   decreto  lo  statuto   dell'Osservatorio.
  L'Osservatorio dopo il suo insediamento approva il regolamento  per
  il suo funzionamento.

   5. L'osservatorio redige il rapporto annuale del Florovivaismo.

   6. Sono componenti dell'Osservatorio:

   a) L'assessore all'Agricoltura o suo delegato che lo presiede;

   b)  I  rappresentanti espressi da consorzi o organizzazioni leader
  del settore del Florovivaismo dei poli produttivi siciliani;

   c)   Un  rappresentante  degli  organismi  intermedi/GAL  nei  cui
  territori   siano   presenti  almeno  200   aziende   del   settore
  florovivaistico.

   d)  I  direttori  dei  GAL  nel  cui territorio  il  florovivaismo
  rappresenta un settore economico rilevante.

   e)  Un  rappresentante dei comuni o loro unioni o  associazioni  o
  consorzi in cui siano presenti almeno 200 aziende florovivaistiche.

   7.  La  carica di componente dell'Osservatorio di cui al  presente
  articolo è a titolo gratuito.

   8.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».

   PRESIDENTE.  Abbiamo una serie di emendamenti  soppressivi,  tutti
  ritirati?

   LUPO. Sono confermati.

   PRESIDENTE. Va bene, grazie per i chiarimenti onorevole Lupo, sono
  tutti confermati.
   Si passa all'emendamento 7.1.

   LUPO. E' mantenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Contrario a maggioranza.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Anche per l'articolo
  7,  ritengo  che  comporti oneri e che sia necessario  indicare  la
  copertura  di  spesa,  pertanto  è  inammissibile,  perché  se  non
  possiamo neanche discutere degli ASU, che sicuramente sono un  tema
  estremamente importante e delicato, possiamo discutere di tutto, ma
  se  appunto nel caso specifico dell'articolo 7 ci sono per  esempio
  le  coperture  indicate, perché comunque costituire un osservatorio
  comporta comunque spese. Comunque

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, leggo il comma  7  :   La  carica  di
  componente  dell'osservatorio  del presente  articolo  è  a  titolo
  gratuito',  e il comma 8:  All'attuazione della presente  norma  si
  provvede  con risorse umane e strumentali e finanziarie disponibili
  a  legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
  pubblica'. La Commissione  Bilancio' l'ha ritenuta favorevole.

   LUPO.  Non  basta  indicare una clausola o  un  comma  a  chiusura
  d'articolo  per  dire l'invarianza di spesa affinché  non  lo  sia,
  perché i 7 commi che precedono, determineranno spesa, quindi questa
  h  una falsità, quanto scritto all'articolo 8 è una falsità perché,
  comunque,  istituire un osservatorio, consentire che l'osservatorio
  espleti   l'attività   in  seno  all'attività  dell'amministrazione
  regionale, comporta spesa.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, Anche su  questo
  tema,  i  colleghi della Commissione  Bilancio' se ne ricorderanno,
  c'è   stata   una   discussione  sul  meccanismo   della   clausola
  dell'invarianza di spesa.
   Se  mi  ha  convinto  dal  punto di vista  teorico-dottrinario  il
  ragionamento  dell'assessore Armao, ieri in  Commissione,  tuttavia
  siccome  noi  produciamo e poniamo in essere atti legislativi,  noi
  rischiamo  con  questo meccanismo della clausola di  invarianza  di
  spesa di produrre norme inapplicabili
   Inapplicabili,   semplicemente  perché   non   avranno   copertura
  finanziaria  per  cui  sono con una fictio  iuris  chiarissima,  mi
  dispiace  che  l'assessore non mi ascolti, cioè rendiamo  legittima
  tra  virgolette la norma ma poi la norma sarà inapplicabile  perché
  per  rispettare  la  clausola di invarianza di  spesa  non  potendo
  spendere un centesimo, quella norma rimarrà inapplicata.
   Mi   rendo  conto  che  dobbiamo  chiudere  questo  collegato,  ma
  chiuderlo con norme che siano inapplicabili non ci sembra corretto,
  questa  è  la  ragione per cui nell'articolo precedente l'onorevole
  Lupo  ha  ritirato tutti gli articoli soppressivi,  che  non  aveva
  senso  mantenere. Ma questo dobbiamo mantenerlo perché è  palese  a
  chiunque che questa norma impone una spesa.
   Per  cui,  ciò  che  non  va in questa  norma  è  la  clausola  di
  invarianza  di spesa. Dovremmo semplicemente mettere  la  copertura
  finanziaria,  se  c'è, oppure il Governo dovrebbe in  qualche  modo
  fare  in  modo che questa norma non venga approvata, perché sarebbe
  neppure  norma manifesto, una norma che il Governo non  sarebbe  in
  condizione  di  applicare,  proprio per  l'articolo  8,  che  è  la
  clausola di invarianza di spesa.
   Per  cui,  ieri  ci  siamo  divertiti in  Commissione  con  questa
  benedetta invarianza di spesa perché questo collegato doveva andare
  necessariamente  in Aula espungendo tutte le norme che  producevano
  spesa,  per quelle che producevano ugualmente spesa hanno inventato
  l'invarianza di spesa, ma l'invarianza di spesa diventa  un  limite
  alla  serietà della norma che è assolutamente inapplicabile  perché
  produce spesa e la legge che stiamo per approvare vieta di spendere
  un  centesimo  solo  per questa norma che, nel merito,  può  essere
  assolutamente accettabile.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  dell'emendamento  7.1.  Il
  parere della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.

   CRACOLICI.  Chiedo che la votazione dell'emendamento  7.1  avvenga
  per scrutinio segreto.

       (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
   Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, D'Agostino, De Domenico,
                            Di Caro, Lupo)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 7.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti . . . 64
   Votanti  ... ..59
   Maggioranza  30
   Favorevoli   33
   Contrari    26
   Astenuti    0

                            (E' approvato)

   L'articolo 7 è soppresso.
   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
                        (art. 2, collegato IV)
         Regolarizzazione oneri previdenziali e assistenziali.

   1.  Al  pagamento  delle ritenute previdenziali  ed  assistenziali
  sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti dei Consorzi e Società
  d'ambito  in  liquidazione o in fallimento, accertate dall'Istituto
  nazionale previdenza sociale (INPS) per violazioni dell'articolo 2,
  commi  l  e  l-bis,  del  decreto legge 12 settembre  1983,  n.463,
  convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n.  638,
  ove notificate dall'INPS ai Commissari straordinari e ai Commissari
  liquidatori  nominati  dalla Regione,  per  il  periodo  gestionale
  successivo alla data del 30 settembre 2013 di cui all'articolo  19,
  comma  2 bis, della legge regionale 8 aprile 2010, n.9, si provvede
  a   valere   dei  trasferimenti  regionali  di  cui  al  comma   1,
  dell'articolo  6,  della  legge regionale n.  5/2014  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

   2.  In  attuazione di quanto disposto dal comma 1, il Dipartimento
  regionale  delle  autonomie locali è autorizzato a  trattenere,  in
  sede  di  liquidazione trimestrale dei predetti  trasferimenti,  le
  somme  occorrenti secondo le indicazioni del Dipartimento regionale
  dell'acqua  e  dei  rifiuti,  in  proporzione  alle  partecipazioni
  sociali  di  ciascun  Comune nei Consorzi  e  Società  d'ambito  in
  liquidazione o in fallimento.

   3.  Per le finalità di cui al presente articolo, con provvedimento
  adottato  entro  20 giorni dalla data di entrata  in  vigore  della
  presente  legge,  il Dirigente generale del Dipartimento  regionale
  dell'acqua e dei rifiuti provvede alla ripartizione ed imputa-zione
  delle somme a carico di ciascun Comune facente parte dei Consorzi e
  Società  d'ambito  in  liquidazione o in  fallimento,  nonché  alla
  determinazione delle modalità di pagamento delle somme  di  cui  al
  presente articolo a cura del Dipartimento regionale delle Autonomie
  locali,  in  nome e per conto di Consorzi e Società  d'  Ambito  in
  liquidazione o fallimento, di cui i Comuni sono soci.  I  pagamenti
  sono  effettuati dal Dipartimento regionale delle autonomie  locali
  in  favore  dell'INPS  e/o  in  favore  dei  commissari  di  nomina
  regionale, nella ipotesi in cui gli stessi abbiano già provveduto a
  loro carico, previa esibizione di idonea documentazione.»

   LUPO. Ritiro gli emendamenti 8.1, 8.2, 8.3 e 8.4.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 8.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
                        (art. 4, collegato IV)
         Disposizione in materia di Autorità d'Ambito ottimali
                        poste in liquidazione.

   1.  Per  gli  ATO  idrici messi in liquidazione,  la  Regione  non
  risponde   delle   passività  eccedenti  l'attivo   della   singola
  liquidazione.  Nei casi in cui il bilancio dell'Ente  presenti  una
  situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi,
  ovvero  si  trovi  in  condizione di insolvenza,  con  decreto  del
  Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale  per
  l'Energia  e  i  servizi  di pubblica utilità,  si  fa  luogo  alla
  liquidazione coatta amministrativa.»

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Grazie,  signor  Presidente.  Con  questo   articolo
  accompagniamo la liquidazione delle ATO idriche prima delle ATI  ed
  un  articolo  che,  se oggi non venisse votato, arreca  danno  alle
  casse  della  Regione, quindi io sono senz'altro per votarlo,  però
  onorevole Presidente della Regione approfittiamo della sua presenza
  in  Aula,  certo  che  è un articolo che ci deve  fare  riflettere,
  perché  accompagniamo la liquidazione delle ATO  idriche  istituite
  più  di  dieci  anni fa, ed è la stessa ragione per cui,  credo  la
  prossima  settimana  o  nelle  prossime  settimane,  inizieremo  il
  dibattito,  credo,  sulla legge che tratta i   rifiuti;  noi  siamo
  molto  preoccupati di questa proposta del Governo  dell'istituzione
  di nuovi ATO sulla vicenda dei rifiuti.
   Quindi noi riteniamo che questi passaggi vadano evitati perché poi
  si producono disastri come questi e oggi il fatto che arrivi questo
  articoli, mi sembra che sia la prova che questi passaggi durano 10,
  8,  9  anni. Nel caso della legge sui rifiuti, Presidente Di Mauro,
  lei ricorderà che la legge del 2009, e ancora dobbiamo liquidare le
  vecchie Ato.

   PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 è ritirato?

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.  Ovviamente, ma aveva poca
  importanza.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
                        (art. 7, collegato IV)
                Modifiche alla legge regionale 8/2018.

   1.  Al  comma l, dell'articolo 79, della legge regionale 8  maggio
  2018,  n.  8, le parole  31 dicembre 2018  sono sostituite  con  le
  seguenti:  31 dicembre 2019 .».

   All'articolo  10  è  stato  presentato l'emendamento  10.1,  primo
  firmatario l'onorevole Lupo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Anche  questo  è  soppressivo, quindi, si  vota  per  la  conferma
  dell'articolo 10.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  approfitteremo  in  Aula  della
  presenza  dell'Assessore falcone per cercare di  capire  -   poiché
  modifichiamo un articolo approvato lo scorso anno - quali  sono  le
  attività  che  sono state poste in essere prima che  magari  l'anno
  prossimo ci ritroviamo di nuovo a richiedere la proroga di un  anno
  di queste attività.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone.

   FALCONE,  assessore  per le Infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,   mi  fa  piacere  che  l'onorevole  Barbagallo   abbia
  sollecitato   un   chiarimento  in  merito   a   questo   articolo.
  Sostanzialmente  l'anno scorso abbiamo votato un  articolo  con  il
  quale  si consentiva a tutti gli IACP, in questo caso gli  IACP  di
  Palermo  di potere concludere delle transazioni attingendo anche  a
  delle   proprie  risorse  finanziarie  con  una  vera   e   propria
  anticipazione di cassa per debiti già iscritti in bilancio.
   Noi   a  quell'articolo  avremo  dovuto  dare  seguito  entro   il
  31.12.2018.  In  effetti per un errore mio,  dell'Assessorato,  noi
  abbiamo  fatto l'atto deliberativo, lo abbiamo approvato prima  del
  Natale e in effetti per una svista il decreto assessoriale è  stato
  emesso  in  data  3 gennaio 2019, perdemmo un po' di  tempo  perché
  prima  di  approvare quella norma abbiamo chiesto anche due  pareri
  soprattutto  all'Ufficio  legislativo  per  capire  la   regolarità
  contabile e finanziaria e quindi la portata della norma. Alla  fine
  noi facemmo questa norma, facemmo anche la delibera. Abbiamo emesso
  il  decreto ma poiché lo abbiamo emesso soltanto in data 3  gennaio
  2019  purtroppo  non ha potuto sortire effetti. Ed ecco  allora  il
  motivo.
   Noi chiediamo l'estensione al 31.12.2019 per regolarizzare un atto
  amministrativo  che  di  fatto  è stato  già  attuato  ma  non  sta
  esplicitando i propri effetti finanziari.
   Vorrei  ricordare che con questa norma consentiamo  l'abbattimento
  di 6 milioni di euro in capo all'Istituto autonomo Case Popolari di
  Palermo  ma  acconsentiamo  anche  che  l'AMAP  di  Palermo   possa
  introitare  immediatamente  10 milioni  e  200  mila  euro  con  un
  abbattimento di interessi sulla sorte capitale di circa 6 milioni a
  favore degli IACP.
   Nel  frattempo,  vorrei dire che lo IACP ha  presentato  i  propri
  consuntivi  sino al 2018, ha presentato il bilancio  di  previsione
  2019,  ha  stabilizzato dopo tantissimi anni i  77  dipendenti,  ha
  regolarizzato  posizioni a saldo e stralcio nei confronti  di  vari
  creditori,  anche  istituti  bancari, per  cui  questo  rappresenta
  l'ultimo  tassello  per  rimettere,  diciamo  così  in  regola,  se
  vogliamo  sotto  un  profilo  finanziario  gli  IACP  e  consentire
  all'AMAP di introitare quei soldi che sta aspettando.

   LUPO. L'ultima proroga?

   FALCONE,  assessore  per  le  Infrastrutture  e  la  mobilità.  La
  facciamo dopodomani, ci sarà il mio decreto.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, io sono stato tra i promotori, per  non
  dire,  tra  coloro  che hanno sollecitato con forza  questa  norma.
  Questa norma che libererà delle risorse, soprattutto per lo IACP di
  Palermo  che, come sa bene l'Assessore Falcone, è in una situazione
  di  serio rischio di default. Questo permetterebbe di fare  entrare
  diversi  milioni  di euro allo IACP di Palermo e  cercare,  quindi,
  l'opera  di ripianamento e, quindi, di risanamento delle  casse  in
  virtù,  anche, di un debito nei confronti di AMAP, che  l'assessore
  conosce bene e, quindi, procedere eventualmente a delle transazioni
  che,   in  questo  modo,  possano  salvare  dal  crack  finanziario
  l'istituto.  Un istituto che -  volevo evidenziare - ha  proceduto,
  anche,  alla  stabilizzazione dei precari nell'ultimo  periodo,  un
  istituto  che  è governato, assolutamente bene, sia  dal  Direttore
  generale che dal Commissario che hanno proceduto, con grande  senso
  di  responsabilità dico, anche alla stabilizzazione dei  dipendenti
  che aspettano da diversi anni.
      Per  cui,  il  mio  voto  è  sicuramente  a  favore  di  questo
  provvedimento    e   ringrazio   l'Assessore   Falcone    per    la
  partecipazione, per l'impegno profuso affinché lo IACP  di  Palermo
  ed i vari IACP della Sicilia possano avere un percorso virtuoso.

   LUPO. Ritiro l'emendamento 10.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 10. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.

                               «Art. 11.
       (art. 15, collegato IV) Modifiche alla legge regionale 6
                          luglio 1990, n. 10

   1. La legge regionale 6 luglio 1990, n. 10, è così modificata:

   a)  all'articolo 2 comma 3, nel primo capoverso le parole comprese
  tra   Entro  60  giorni  e  amministrazioni di  appartenenza   sono
  sostituite  con  le  seguenti:  L'agenzia di cui  all'articolo  62,
  della legge regionale n. 8/2018, entro il 31 gennaio di ogni anno ;

   b) all'articolo 2 è aggiunto il seguente comma 4:
    4.  Entro  e  non  oltre  il 31 dicembre 2019  è  autorizzata  la
  revisione  straordinaria  delle aree di  cui  ai  precedenti  commi
  dell'articolo  2  al  fine  di allineare la  situazione  censita  a
  seguito  della legge regionale n. 10 del 1990 all'attuale stato  di
  fatto. ;

   c) all'articolo 5 sono aggiunti i seguenti commi:

    2.   Gli  alloggi  sono  assegnati  ai  nuclei  familiari  aventi
  residenza anagrafica effettiva nelle aree da risanare da almeno sei
  mesi   continuativi  alla  data  della  costituzione   dell'Agenzia
  Comunale  per  il  risanamento e la riqualificazione  urbana  della
  città  di  Messina, nonché in possesso dei requisiti  previsti  dal
  decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 e
  successive modifiche, con esclusione del limite massimo di reddito.

   3.  I  nuclei familiari aventi i requisiti di cui al comma 2, sono
  inseriti  in  un'apposita  graduatoria  da  utilizzare  a   seguito
  dell'esaurimento delle graduatorie di cui al comma 1.

   4.  E'  consentito l'utilizzo della graduatoria di cui al comma  2
  pur  non  essendo  esaurita  la  graduatoria  di  cui  al  comma  1
  esclusivamente al fine di poter garantire un omogeneo e  definitivo
  sbaraccamento e risanamento ambientale dei singoli ambiti.

   5.  Al  fine  di  scongiurare, nelle  more  della  demolizione  il
  fenomeno  della  rioccupazione  dell'alloggio  fatiscente,  vengono
  individuati  custodi  degli  stessi  gli  assegnatari  di  immobili
  costruiti o acquistati con fondi di cui alla legge regionale n.  10
  del 1990.

   6.  Il  Sindaco,  quale massima autorità sanitaria locale,  previa
  relazione  motivata dei servizi sociali comunali  e  dell'ASP,  può
  disporre l'assegnazione provvisoria o definitiva dell'alloggio,  in
  deroga  alle graduatorie di cui ai commi 1 e 2, ai nuclei familiari
  formati da uno o più componenti affetti da conclamate disabilità  o
  patologie   che  rendono  incompatibile  il  procrastinarsi   della
  permanenza   nell'attuale  alloggio  rientrante   nelle   aree   da
  risanare.».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei parla sull'emendamento 11.1  che  è
  soppressivo?

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo  per
  evidenziare  all'Aula  che,  a mio  giudizio,  il  comma  6  è  una
  vergogna  Una vergogna
   Cioè,  in  uno  Stato di diritto le graduatorie per l'assegnazione
  degli  alloggi di edilizia economica e popolare hanno delle regole,
  previste  per  legge. Nel caso della vicenda che riguarda  Messina,
  l'articolo  5  pensare  che intervenga  il  Sindaco  se  decide  di
  intervenire  ha  i  poteri previsti per legge  e,  quindi,  con  le
  competenze  già  previste. Che gli facciamo un  comma  apposta,  mi
  sembra veramente riprovevole.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi sarò
  breve in quello che è un legittimo, mi auguro, chiarimento da parte
  del  collega  Barbagallo.  Se lei ha  avuto  modo  di  leggere,  il
  provvedimento  che  viene  riservato  al  Sindaco  riguarda   delle
  casistiche  eccezionali, ovvero in caso di conclamate disabilità  o
  patologie   che  rendono  incompatibile  il  procrastinarsi   della
  permanenza nell'attuale alloggio rientrante nelle aree da risanare.
  Non  è che noi stiamo dando al Sindaco un potere indiscriminato  di
  poter  fare  tutto  ciò che vuole. Sicuramente  lei  sa,  onorevole
  Barbagallo,  purtroppo a Messina ci sono anche stati  dei  casi  di
  asbestosi,  e  questo ha comportato una situazione, a  mio  avviso,
  parecchio grave.
   Al  di là di tutto, la norma che ho fortemente voluto e l'impegno,
  grazie   anche  al  Governo  Musumeci,  all'Assessore   Falcone   e
  complessivamente, dà la possibilità di attualizzare  quella  che  è
  una  situazione, rispetto allo stato di fatto che è del 1990, credo
  che  siano  una serie di norme importanti che aggiornano,  un  po',
  tutte  le  graduatorie  che  ci sono e che  danno  la  possibilità,
  complessivamente, di attuare un risanamento organico che  la  città
  di Messina attende da tanti anni.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Su questo articolo, se  non  ci  sono
  altri interventi, sono chiuse le iscrizioni a parlare.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono  un  po'
  stupefatto  del fatto che ci siano norme per le quali non  ci  sono
  dei rilievi formali. Il comma 6, sostanzialmente, favorisce l'abuso
  di  ufficio  che,  fino a prova contraria, la  Regione  non  ha  la
  potestà di non prevederlo. Cioè noi roviniamo il Sindaco con questa
  norma,  non  è  che  lo  favoriamo  Perché appena  il  Sindaco,  in
  attuazione  di questa norma farà, un provvedimento sarà  denunciato
  all'Autorità  giudiziaria e non è che l'Autorità giudiziaria  dice:
   no, c'è la legge regionale che prevede la norma e, quindi, non c'è
  l'abuso ,  l'abuso  è  un  atto del Codice  penale  che  non  è  di
  competenza della Regione.
   Signor Presidente, il VI comma non si può neanche leggere  Pensare
  che  in deroga ad una graduatoria possa il sindaco motu proprio per
  mille ragioni, tranne se non ha poteri commissariali previsti dalla
  legge  nazionale, in materia di ordinanza di Protezione civile,  ma
  di cosa stiamo parlando? Io veramente rimango trasecolato del fatto
  non  che  ci sia questa norma  Ma, consentitemi, anche gli  Uffici,
  qualcuno  li  può scrivere alcuni rilievi e dire:  signori,  non  è
  applicabile  alla  Regione questa norma   Così non  si  può  andare
  avanti  a  fare  leggi  che  poi ci  ridono  in  faccia  quando  li
  impugnano

   LO  GIUDICE.  Vorrei intervenire per dire che  lo  possiamo
  togliere l'emendamento.

   PRESIDENTE. Presentate l'emendamento.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi, io  chiederei  la  sospensione  di
  cinque  minuti  per  la trattazione di questo articolo  perché  con
  l'Assessore  avevamo  affrontato tempo fa  la  proroga  per  quanto
  riguarda  l'edilizia sovvenzionata e agevolata,  la  proroga  delle
  cooperative; per cui, siccome non troviamo l'emendamento nel  testo
  io  le chiedo, per favore, gentilmente, di bloccare e di sospendere
  cinque  minuti  l'Aula  per  preparare  l'emendamento  che  ho  già
  concordato con l'Assessore.

   PRESIDENTE. Lo accantoniamo.

   TAMAJO. Signor Presidente, dobbiamo preparare l'emendamento.

   PRESIDENTE. Ho capito; lo accantoniamo; preparate l'emendamento.

   TAMAJO. Lo accantoniamo in attesa di preparare l'emendamento.

   PRESIDENTE. In attesa dell'emendamento, ci mancherebbe altro

   TAMAJO. Va bene.

   PRESIDENTE.  Andiamo avanti, procediamo con l'articolo  12  quando
  gli  emendamenti  sono  pronti lo recuperiamo  subito.  Più  presto
  preparate   gli  emendamenti  e  più  presto  procediamo  all'esame
  dell'articolo.
   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
                        (art. 16, collegato IV)
                    Fondi per risanamento Messina.

   1.  I  fondi inerenti alle finalità della legge regionale 6 luglio
  1990,  n.  10, vincolati per il risanamento della città di Messina,
  dichiarati  perenti,  vengono riprogrammati esclusivamente  per  le
  opere  e  utilizzati  per  acquisto  di  alloggi  e  interventi  di
  riqualificazione  urbana,  mantenendo  invariate  le  finalità   di
  risanamento previste dalla legge regionale n. 10/1990».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,   Presidente   della   Regione,
  Assessori,  onorevoli  colleghi,  la  cosa  singolare   di   questo
  articolo,  ma  più  che  altro anche per  un  discorso  di  tecnica
  legislativa, noi abbiamo inventato la sanatoria della perenzione se
  il  fondo  è dichiarato perente è una reiscrizione. Quindi,  voglio
  dire, siccome è una reiscrizione c'è il problema della copertura  e
  tutto   quel   che  ne  consegue.  Quindi,  su  questo   anche   un
  approfondimento  con gli Uffici per capire la copertura  perché  si
  tratta,  chiaramente,  di  residui passivi,  altrimenti,  assessore
  Armao,  non si sarebbe parlato di perenzione. Quindi, credo che  un
  approfondimento sia dovuto.

   CRACOLICI. E' stato fatta l'istruttoria a questo articolo?

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, un  attimo,  la  prego,  faccia
  parlare il Governo che le chiarirà tutto.

   FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le Infrastrutture e la  mobilità.  Questo
  articolo è stato necessario. Noi per creare ordine e razionalizzare
  la  materia contabile, trattasi la legge n. 10 del 1990 assegnò  al
  comune  di  Messina 500 miliardi delle vecchie lire; di questi  500
  miliardi  delle vecchie lire ne furono spesi una parte,  una  parte
  vennero distratte per altre cose, altra parte venne utilizzata  per
  finanziare edilizia residenziale pubblica ma non per il risanamento
  per  una delle sette frazioni, diciamo, delle sette località in cui
  c'è stato, diciamo così, il baraccamento.
   Oggi  noi abbiamo fatto per dare questi soldi a Messina all'Arisme
  che   è  l'Agenzia  per  il  risanamento.  Noi  abbiamo  fatto  una
  ricognizione, nella ricognizione che abbiamo messo in campo abbiamo
  immediatamente  sbloccato  22 milioni  di  euro  con  decreti,  poi
  abbiamo  sbloccato  altri  15  milioni  di  euro,  ma  sono   soldi
  finalizzati alla realizzazione di alloggi su cui stiamo  lavorando.
  Poi rimangono circa 20 milioni di euro.
   Erano  soldi che sono considerati, che sono anzi perenti. I  soldi
  perenti nel momento in cui vengono reiscritti o vengano rianimati -
  utilizziamo  questo  termine - se sono perenti  possono  essere  sì
  rianimati,  sì  reiscritti, ma vanno in avanzo di  amministrazione,
  cioè vanno nel fondo globale. Per non andare nel fondo in economia,
  per non andare in economia e quindi in avanzo di amministrazione ci
  vuole la norma.
   E allora, poiché questi fondi erano per il risanamento, sarebbe un
  fatto  ingiusto, come dire, rianimarli, reiscriverli e mandarli  in
  avanzo di amministrazione, sottraendoli alla città di Messina.
   E  allora,  noi  oggi che cosa chiediamo? Perché abbiamo  tardato?
  Abbiamo tardato e quando dicevamo che alla città di Messina avremmo
  dato  oltre  42  milioni, 43 milioni cash, dandone  appena  22  con
  quattro  decreti già formalizzati, già approvati e  già  impegnati,
  gli altri 20 milioni, 21 milioni di euro non li abbiamo potuti dare
  perché  se  andavamo  a sbloccare questi fondi perenti  li  avremmo
  mandati in avanzo di amministrazione. Avremmo fatto una cortesia sì
  all'economia, nel senso che avremmo rimpinguato le casse e i  conti
  in   generale   della   Regione,  ma  avremmo   fatto   un   torto,
  un'ingiustizia alla città di Messina.
   Per  cui,  riteniamo  che  oggi  noi  non  dobbiamo  fare  nessuna
  ingiustizia.  La  città  di Messina sta iniziando  in  un  percorso
  virtuoso.
   Vi  vorrei  ricordare  che  proprio  l'altro  giorno  noi  abbiamo
  rinvenuto ulteriori somme ex Gescal andando a rosicchiare,  andando
  a  pulire,  a  trovare tutte le economie dei lavori  svolti  e  dei
  lavori  non  effettuati o delle economie a seguito  di  lavori  già
  collaudati. Bene, abbiamo trovato ulteriori risorse e, ad  esempio,
  stiamo  andando  a sanare una grande ferita di via San  Giovannello
  dove  ci  sono 75 immobili - chi è di Messina lo sa  -  di  cui  40
  devono  essere  demoliti  perché sono su una  faglia  e  30  invece
  possono essere ben recuperati così come noi stiamo recuperando.
   In quel principio di quella norma sulle incompiute laddove bisogna
  demolire,  demoliamo,  laddove bisogna realizzare,  realizziamo,  e
  questa  norma  serve,  quindi,  per  dare  ulteriore  ossigeno   al
  risanamento di Messina.
   Per  cui, la norma è una norma opportuna, è una norma di giustizia
  sociale che va nell'interesse della città di Messina a cui  se  nel
  passato  è  stato fatto un torto non dovremmo, come dire, consumare
  un'ulteriore mortificazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo quante
  volte  l'assessore Falcone dovrà ricevere impugnative da parte  del
  Consiglio  dei  Ministri per fermarsi con le  sue  sciocchezze  sul
  piano  amministrativo  L'ultima è la legge  sugli  appalti.  Ci  ha
  fatto  una lezione, un pistolotto, è siamo stati presi a  pesci  in
  faccia  dall'impugnativa ultima che è stata  per  l'ennesima  volta
  ribadita, come dire, anche insultandoci.

   TURANO,  assessore per le attività produttive.  E'  e  rimane  una
  legge giusta

   CRACOLICI.  Sì, certo, anche questa; l'intendimento è  giusto,  ci
  mancherebbe
   C'è  qualcuno  che  è  contrario che la  città  di  Messina  possa
  utilizzare  risorse per ricostruire a Messina? Io  sottoscrivo.  Se
  dobbiamo fare un comunicato stampa, perché un comunicato stampa non
  si nega a nessuno o facciamo un atto di propaganda.
   Ma  di  cosa  sta parlando l'assessore Falcone? Somme perenti  che
  vengono  reiscritte? Vorrei farle notare, assessore Falcone  -  lei
  era,  tra  l'altro,  deputato  con me  -  che  è  stato  introdotto
  nell'ordinamento  contabile  della  Regione  siciliana  il  decreto
  legislativo  n. 118 che ha modificato radicalmente  il  modello  di
  contabilità  e  di gestione della contabilità regionale.  Le  somme
  perenti sono state cancellate. Per ripristinarle bisogna avere cash
  le risorse, ovvero deve dire qual è il capitolo di entrata al quale
  si  fa riferimento per poter fare il capitolo di uscita, dove  fare
  gli   impegni,  altrimenti  ci  stiamo  prendendo  in  giro   State
  prendendo in giro la città di Messina
   Tra l'altro, dov'è l'assessore al bilancio?

   ARMAO, assessore per l'economia. All'economia

   CRACOLICI.  No,  al bilancio  Lei farebbe bene a imparare  a  fare
  l'assessore al bilancio, perché sull'economia abbiamo dei dubbi, ma
  sul bilancio ogni giorno ne vediamo una nuova  L'abbiamo visto ieri
  sul Cuc, oggi lo vediamo su questo.
   Assessore,  lei  da  assessore per l'economia,  per  il  bilancio,
  decida  lei  a  che cosa, può sottoscrivere questo  emendamento?  È
  nelle condizioni di dare, nella qualità, copertura a questa norma?
   Io  credo  che qui veramente ci sia il rischio di uno  sbandamento
  generale. Ci sta che si fa la norma e si tenti di farla passare per
  dire   ci  abbiamo  provato , ma che si possa anche  intervenire  a
  spiegare  la  giustezza  formale della  norma,  ci  vuole  rossore
  Assessore Falcone, in lei ogni giorno questo rossore aumenta

   PRESIDENTE.  Io  vorrei su questo articolo, se  lei  è  d'accordo,
  chiedere  un  approfondimento,  assessore  Armao.  Tranne  che  lei
  chiarisca le questioni in Aula.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  ieri  in
  Commissione  Bilancio  questo articolo non è stato trattato  poiché
  qualificato come ordinamentale. Ci siamo confrontati adesso con  il
  Presidente della Commissione  Bilancio , io ricordavo così ma anche
  lui  ha  un  documento che indicava quali fossero gli  articoli  da
  sottoporre alla valutazione della Commissione  Bilancio   e  quali,
  invece, di natura ordinamentale.
   Mi  corre l'obbligo - mi troverò d'accordo nella qualifica che lui
  sceglierà di affibbiarmi - con l'onorevole Cracolici, per  ritenere
  che, comunque, si tratta di una materia concernente, certamente  la
  contabilità pubblica e con probabili profili di intersezione con il
  decreto  legislativo  n.  118.  Con  la  conseguenza,  al  fine  di
  scongiurare  di  invadere competenze di sicura pertinenza  statale,
  probabilmente  è  meglio  fare  un approfondimento  in  Commissione
   Bilancio .
   Quindi, se lo stralciamo, lo mandiamo in Commissione  Bilancio   e
  lo  rinviamo a futuro intervento legislativo, in modo che  possiamo
  fare un approfondimento adeguato.

   PRESIDENTE. Mi pare che c'è una richiesta precisa di stralcio.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  Assessori, non voglio avere io la presunzione di essere un  esperto
  in  materia finanziaria anzi, tutt'altro, sono qui per imparare tra
  le  altre  cose.  Ritengo, però, che l'importanza  di  tale  norma,
  soprattutto  per  quella  che  è  la  finalità,  possa  sicuramente
  richiedere  un  approfondimento. Allo stesso  tempo,  dico  di  non
  stralciarlo,  ma di accantonarlo, considerando che  ancora  abbiamo
  altri   articoli.  Nel  frattempo,  avremo  modo  di   confrontarci
  nuovamente,  per  l'ennesima  volta,  considerando  che   l'abbiamo
  discusso più volte in Commissione  Bilancio , in V Commissione, con
  il  Governo, eccetera e, considerando anche, come diceva il collega
  Cracolici, che sulla finalità - penso che siamo tutti d'accordo non
  c'è  dubbio  -  Presidente, io le chiedo  di  accantonarlo  e  poi,
  eventualmente,  vedremo se ci sarà la possibilità  di  trovare  una
  soluzione,  qualora  questa proposta non  sia  utile,  per  poterlo
  approfondire.
   Vedo  che  l'assessore Armao annuisce, quindi  penso  che  la  mia
  proposta  di  accantonarlo  momentaneamente  possa  essere  accolta
  positivamente.

   PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo lo accantoniamo così  si  fa
  un approfondimento sull'intero articolo 12.
   Sull'articolo  11 non è arrivato ancora alcun emendamento,  quindi
  proseguiamo con l'articolo 13. Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                        (art. 19, collegato IV)
           Istituzione capitolo di spesa nell'entrata per le
       sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'art. 29 del
                     d.lgs. 3 aprile 2006. N. 152.

   1.  E'  istituito nella parte relativa alle entrate nella  rubrica
  dell'Assessorato   regionale   del  territorio   e   dell'ambiente,
  Dipartimento  ambiente, un capitolo per le sanzioni  amministrative
  pecuniarie  previste all'articolo 29 del d.lgs. 3 aprile  2006,  n.
  152».

   Si   passa  all'emendamento  13.2  a  firma  dell'onorevole  Lupo.
  Onorevole Lupo, lo ritira?

   LUPO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  13.1,  della  Commissione
   Bilancio .  Lo  pongo in votazione con il parere  favorevole   del
  Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 13 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                               «Art. 14.
                        (art. 3, collegato IV)
        Riutilizzo in agricoltura dei fanghi provenienti dalla
                    depurazione delle acque reflue.

   1.  Nell'esercizio  delle competenze attribuite  dall'articolo  6,
  comma  1,  n. 2), del decreto legislativo 27 gennaio 1992,  n.  99,
  nella Regione, per l'utilizzo in agricoltura dei fanghi provenienti
  dalla  depurazione  delle acque reflue urbane e reflui  assimilati,
  valgono  i  limiti  di cui agli allegati IA, IIA,  IB  e  IIB  alla
  presente  legge.  Tutti  gli  operatori  coinvolti  sono  tenuti  a
  prestare idonee garanzie sulla tracciabilità dei fanghi individuati
  nell'elenco  codici EER, contenuto nell'allegato IIC alla  presente
  legge,   secondo  modalità  definite  dal  Dipartimento   regionale
  dell'acqua  e  dei  rifiuti, entro sessanta giorni  dalla  data  di
  entrata  in  vigore  della presente legge. Pe  la  frequenza  delle
  analisi, trova applicazione la Tabella di cui all'Allegato IC  alla
  presente legge.

   2. Nella Regione, subordinatamente all'utilizzo in agricoltura,  i
  fanghi  derivanti  dalla depurazione delle acque  reflue  urbane  e
  reflui   assimilati  identificati  con  i  codici   EER   contenuti
  nell'Allegato  IIC  alla  presente  legge  possono  altresì  essere
  avviati,   nell'ordine:   ad  impianti   per   la   produzione   di
  fertilizzanti in conformità al decreto legislativo 29 aprile  2010,
  n.  75, alla produzione di biogas ovvero biometano per impiego  sul
  posto  e/o immissione in rete e, in via residuale, allo smaltimento
  in discarica, nel rispetto della normativa vigente».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al  di  là  del
  dettaglio chiediamo di conoscere meglio gli allegati, ma noi  siamo
  concettualmente  contrari al riutilizzo dei fanghi in  agricoltura.
  Riteniamo  che  si  debbano smaltire negli  impianti  previsti  per
  legge.
   Quindi,   è  una  metodologia  che  vede  il  Partito  democratico
  fermamente contrario.

   PRESIDENTE.   Accantoniamo  l'articolo  14   in   attesa   di   un
  approfondimento.
   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                               «Art. 15.
                        (art. 24, collegato IV)
                           Utilizzo sabbie.

   1. Per ridurre i processi di dissipamento delle sabbie individuate
  nei  fondali  della Regione, al fine di consentire  l'utilizzazione
  per  scopi  di  ripascimento  e di difesa  costiera  e  contrastare
  conseguentemente i processi erosivi costieri, i bandi di gara e  le
  concessioni  prevedono che le sabbie debbano esser prioritariamente
  utilizzate  per  interventi di protezione e recupero  dei  litorali
  della Regione.

   2.  Per  le  concessioni  in  corso, l'Assessorato  regionale  del
  territorio  e dell'ambiente è autorizzato a rinegoziare  le  stesse
  alla luce delle previsioni di cui al comma 1».

   All'articolo 15 sono stati presentati gli emendamenti 15.1, 15.2 e
  15.3 dall'onorevole Lupo.
   Gli emendamenti sono ritirati.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Assessori,
  comunico il voto favorevole su questo emendamento.
   Mi  auguro si possa applicare in quel caso specifico che  riguarda
  le  sabbie  di Termini Imerese per evitare che vadano  a  finire  a
  Montecarlo,  che  possa essere un modo per evitare  che  le  nostre
  coste  vengano  ancora  più deturpate da  una  concessione  che  ha
  evidenti dubbi e che questa Regione aveva permesso e concesso.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, devo dire che  quando  l'onorevole
  Sunseri  ha  preso la parola auspicavo che, per una volta,  il  suo
  fosse un apprezzamento al Governo, visto che abbiamo già firmato il
  decreto  di  diniego proprio sull'estrazione delle sabbie,  quindi,
  per rafforzare il principio che abbiamo voluto tecnicamente, perché
  c'è un parere tecnico della Commissione, ovviamente, che ha guidato
  l'indirizzo politico.
   Noi  oggi  stiamo  ponendo all'attenzione dell'Aula  il  principio
   prima la Sicilia e poi, eventualmente, il resto .

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 15.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E'  pervenuto alla Commissione, un emendamento a firma del Governo
  all'articolo 11. E' accantonato.
   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                               «Art. 16.
                         (art. 6, collegato V)
                  Strade degli Scrittori di Sicilia.

   1. Le  Strade degli scrittori di Sicilia  sono distretti culturali
  e  territoriali  e/o  tematici che accomunano soggetti  pubblici  e
  privati in un percorso anche senza continuità territoriale dedicato
  agli  scrittori e alla scrittura in genere alla crescita  culturale
  delle   comunità   siciliane.  Essi  sono  percorsi   segnalati   e
  pubblicizzati  con  appositi  cartelli,  attraverso  i   quali   si
  raggiungono i luoghi vissuti dagli scrittori siciliani o  descritti
  nelle loro opere e che costituiscono un itinerario che coinvolge  i
  luoghi della cultura, biblioteche, centri storici, caffè letterari,
  corti  e  palazzi  storici, botteghe storiche, case  museo,  parchi
  archeologici, parchi culturali, teatri e cinema, luoghi per  eventi
  e   botteghe   artigiane,  siti  archeologici,   cantine   sociali,
  enogastronomia,  siti naturalistici e strutture  per  l'accoglienza
  con i relativi servizi.

   2.  Le   Strade  degli  scrittori di Sicilia ,  su  richiesta  del
  Comitato  promotore, sono istituite e riconosciute con decreto  del
  Presidente della Regione.

   3.  Il  Comitato promotore è composto dai delegati del  Presidente
  del libero Consorzio, dai Sindaci dei comuni interessati, nonché da
  rappresentanti  della locale Camera di Commercio e  delle  aziende,
  singole  o  associate, le cui attività economiche si  svolgono  nel
  territorio attraversato dalle  Strade degli scrittori di Sicilia .

   4.  Il  Comitato  promotore presenta al Presidente della  Regione,
  unitamente  alla  domanda,  il  disciplinare  della   Strada  dello
  scrittore   contenente il nome, le caratteristiche, le finalità  ed
  il  percorso  lungo  il quale si sviluppa l'itinerario  nonché  gli
  standard minimi per l'adesione delle aziende. Il disciplinare detta
  le  linee  guida  per  lo schema organizzativo e  gestionale  della
   Strada dello scrittore .

   5.  Il  Presidente della Regione, entro 120 giorni dalla  data  di
  entrata  in vigore della presente legge, approva il regolamento  di
  attuazione.

   6.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
  onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo 16 riguarda un'iniziativa
  che  era  partita da un disegno di legge sviluppato  dalla  collega
  Campo che poi aveva visto, a seguire, un mio disegno di legge.
   Era  stato  anche  motivo  di discussione  con  la  collega  sulla
  tempistica,  ma  io  ho  sempre detto e le ho  sempre  riconosciuto
  l'aver anticipato l'iniziativa.
   Dopodiché, questi disegni di legge non sono andati avanti e  nella
  V   Commissione,  di  cui  io  faccio  parte,  abbiamo  cercato  di
  sviluppare questi pochi commi di questo articolo per avviare questo
  percorso  che  riguarda  la valorizzazione  di  scrittori  e  poeti
  dell'intera Sicilia.
   La  Commissione  quando  si è riunita ha  condiviso  all'unanimità
  questo articolo. Io mi sono permesso di aggiungere, di emendarlo su
  alcune  cose,  che  sono  state accolte  dalla  Commissione,  ed  è
  diventato un po' patrimonio di tutti.
   Ieri  ho  avuto  modo di vedere, anzitutto le preannunzio  che  il
  nostro  emendamento  soppressivo  è  ritirato.  Ovviamente,  è   un
  emendamento formale; li abbiamo presentati a tutti gli articoli, ma
  non  avremmo  mai  portato avanti l'emendamento soppressivo  su  un
  articolo che condividiamo totalmente al cento per cento.
   Abbiamo  avuto  modo  di seguire sulla stampa  che  l'associazione
   Strada  degli scrittori' è intervenuta sulla questione  e  -  devo
  dire  - ha criticato l'intervento, perché già esiste l'associazione
  e   perché  già  l'associazione  svolge,  devo  dire,  un  servizio
  importante, importantissimo.
   Riconosco   a  Cavallaro  di  essere  riuscito  a  fare   un'opera
  meritoria:  mettere  al  centro  gli  scrittori  di  tutta  l'area,
  compreso  pure  qualcun  altro non della  provincia  di  Agrigento,
  perché  l'area parte da Agrigento e finisce a Caltanissetta.  Però,
  fermo  restando  il rispetto e la condivisione,  che  noi  possiamo
  anche  cambiare il nome e chiamarlo in maniera diversa - la collega
  Campo  ha  presentato un emendamento che cambia il nome  e  che  io
  condivido, che noi condividiamo, perché a noi interessa la sostanza
  - ma rimane comunque un'esigenza.
   Sarà   una   leggina;  noi  non  la  consideriamo   una   leggina.
  Riconosciamo il lavoro che hanno fatto gli amici di Agrigento, però
  riteniamo che così come loro hanno avuto la capacità e la forza  di
  valorizzare i loro scrittori e i loro poeti, riteniamo che tutta la
  Sicilia  abbia lo stesso diritto, perché riteniamo che il  modicano
  Salvatore  Quasimodo, che vinse il premio Nobel,  abbia  lo  stesso
  diritto e abbia lo stesso valore rispetto ai poeti e agli scrittori
  dell'agrigentino; così come Gesualdo Bufalino, così come Poidomani;
  così come tanti di tutta la Sicilia.
   E   allora,  questa  norma,  i  disegni  di  legge  originari,  ma
  l'articolo che abbiamo votato in Commissione ha questo significato:
  ha  il  significato di tutelare tutti coloro che meritano di essere
  tutelati nella nostra Regione siciliana.
   Quindi,  ovviamente,  l'emendamento  soppressivo  non  esiste,   è
  ritirato; ma condividiamo la modifica del nome che cambiamo  -  poi
  lo  dirà  bene la collega onorevole Campo. A noi poco importa  come
  vogliamo   chiamarlo;  l'importante  è  che  le   nostre   migliori
  espressioni nel campo letterario siano tutelate e valorizzate.

   PRESIDENTE. Allora l'emendamento 16.1 è ritirato.
     Hanno chiesto di parlare l'onorevole Campo, che è firmataria fra
  l'altro di questo importante subemendamento 16.2, e poi l'onorevole
  Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, colleghi  deputati,  intanto
  esprimo il mio apprezzamento per la condivisione di questa proposta
  e  della sensibilità culturale che l'Aula esprime nei confronti dei
  grandi  scrittori, degli illustri scrittori che hanno reso  celebri
  alcuni luoghi della nostra Sicilia.
   Ci  tengo  a sottolineare che questa norma parte da una precedente
  esperienza,  la  positiva esperienza della  Strada degli  scrittori
  640  che è, celebrando, appunto, Sciascia, Camilleri, Rosso di  San
  Secondo, Pirandello, Russello, questi 6 grandi scrittori siciliani,
  ha  reso  importante  quella strada. Sulla  falsa  riga  di  questa
  esperienza,  volevamo  estendere la proposta  a  tutta  la  Regione
  Sicilia  perché  in  tutta la Sicilia ci sono grandi  importanti  e
  illustri   autori.  Ne  cito  alcuni:  Elio  Vittorini,   Vitaliano
  Brancati,   Federico  De  Roberto,  Gesualdo   Bufalino   che   già
  precedentemente  ha  citato  il collega.  Quindi,  potrebbe  essere
  importante  anche come attrattore turistico per la  promozione  del
  nostro territorio portare avanti questi percorsi letterari.
   Abbiamo voluto con un emendamento modificare il nome, proprio  per
  evitare  che  si faccia confusione, ma che nessuno  si  arroghi  il
  diritto e la paternità di rendere la cultura siciliana qualcosa  di
  proprietà. La cultura siciliana è di tutti, di tutta la  Sicilia  e
  di  tutto il nostro popolo. Quindi, abbiamo modificato il nome,  ma
  nessuno  si può arrogare il diritto di essere titolare e  avere  la
  paternità degli illustri scrittori siciliani che sono patrimonio di
  tutti.
   Questo  ci  tenevo  a sottolinearlo a seguito della  polemica  che
  abbiamo  letto  oggi  sui  giornali da parte,  appunto,  di  Felice
  Cavallaro  e  dei  rappresentanti della   Strada  degli  scrittori
  dell'associazione della  Strada degli scrittori siciliani .
   Penso che questa norma che, appunto, è a costo zero, rivedendo  la
  toponomastica  di alcuni luoghi della nostra Regione,  appunto,  in
  accordo  col  Governo possa continuare a portare avanti  le  nostre
  tradizioni  letterarie, la memoria non solo  dei  luoghi  ma  anche
  promuovere  percorsi enogastronomici, promuovere musei, fondazioni,
  case  museo  dove  questi grandi scrittori hanno  vissuto  e  hanno
  potuto pubblicare le loro opere.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, anch'io esprimo  apprezzamento  per  il
  contenuto dell'articolo e condivido l'emendamento presentato  dalla
  collega  Campo  che  elimina un equivoco che mi sembra  importante,
  cioè  bisogna valorizzare il lavoro già svolto per la  Strada degli
  scrittori   dal dottore Felice Cavallaro e al contempo  valorizzare
  una  nuova  esperienza che si può avviare, appunto, con i  percorsi
  letterari  di Sicilia, così come sono stati ridefiniti o   percorso
  letterario  con l'emendamento 16.2.
   Voglio,   Presidente,  fare  presente  -  e   invito   l'onorevole
  Barbagallo  nel  subemendamento a tenerne conto - che  al  comma  3
  sinceramente mi sembra eccessivo prevedere che tutte le aziende che
  si  trovano  lungo  il percorso entrino a far  parte  del  comitato
  promotore, perché rischieremmo di ritrovarci un comitato  promotore
  con centinaia se non con migliaia di componenti.
   Allora,  nel  subemendamento noi proporremo  che  in  sostituzione
  delle   parole    aziende   singole  o   associate    si   utilizzi
  un'espressione come  associazione imprenditoriale o di  categoria ,
  altrimenti  rischiamo  la  paralisi  dell'operatività   di   questa
  esperienza  certamente importante per promuovere  e  diffondere  la
  cultura e rilanciare il turismo culturale della nostra Regione.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Abbiamo  presentato un subemendamento  al  16.2,  per
  sopprimere  le parole che fanno riferimento, assessore Messina,  ai
  distretti  territoriali e tematici. Insomma non  è  stato  un  gran
  momento  ed  una  grande esperienza, riteniamo, per  la  promozione
  dell'offerta  turistica della Regione siciliana.  Credo  che  debba
  parlarsi di offerta culturale in genere e saremo molto attenti  nel
  valutare  la crescita dell'offerta turistica soprattutto in  questo
  settore,  dove a crescere non sono e non devono essere soltanto  le
  presenze  sui  siti culturali ma anche in percorsi  letterari  come
  questo  che,  certamente, possono dare un valore  aggiunto  per  un
  turismo più ricercato e anche destagionalizzato.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente, desiderava
  il  Governo  dare  un  contributo a questo  appassionato  dibattito
  sull'articolo  16.  Naturalmente  il  Governo,  ha  già  in   altre
  occasioni,    espresso,   la   condivisione    e    l'apprezzamento
  dell'iniziativa. E' stata richiamata, nell'emendamento del deputato
  Campo, la possibilità di trovare una soluzione alternativa o in   i
  percorsi  letterali  di  Sicilia o   in  percorso  letterario'.  Il
  Governo opterebbe per  le strade del percorso letterario'.
   Se  l'Aula fosse d'accordo, per essere più snello, più agile anche
  nella comunicazione. Condividiamo l'osservazione testé avanzata dal
  collega   Lupo   sulla   problematicità  che  potrebbe   comportare
  un'eccessiva  proliferazione di presenza, all'interno del  Comitato
  promotore,  fra  le aziende singole o associate  che  ricadano  nel
  territorio interessato. Noi saremmo, non so chi stia preparando  un
  subemendamento ma possiamo arrivare ad una condivisione, se fossero
  sufficienti  soltanto i rappresentanti della  Camera  di  Commercio
  che,  in definitiva, è l'organismo che rappresenta tutte le aziende
  singole  e associate, proprio perché l'organismo più agile  è,  più
  snello è e meglio può lavorare anche in termini propositivi.

   PRESIDENTE. In attesa dei subemendamenti che saranno presentati  o
  a  nome  dell'onorevole  Lupo o a nome del Governo,  rispetto  alle
  ultime  considerazioni  che ha fatto il Presidente  della  Regione,
  onorevole  Musumeci,  accantoniamo  quest'articolo  16   pronto   a
  riprenderlo

   BARBAGALLO. E già presentato.

   PRESIDENTE.  Dovete presentare l'emendamento. Il Governo  lo  deve
  presentare. Scusate, qui c'è scritto:  nonché dal rappresentante  e
  delle singole aziende o associate.
   Ci  vuole  l'emendamento.  Lo abbiamo  già  scritto?  Va  bene  se
  qualcuno  sale  a  firmarlo, no così non va bene  si  deve  cassare
   l'eliminazione delle società', per sostituire con le ditte.
   Allora,  lo  firma  l'onorevole Lupo? Va  bene.  Abbiamo  aggiunto
  l'eliminazione  delle  singole  ditte,  basta  l'indicazione  della
  Camere di Commercio.
   Si passa al subemendamento 16.2.1 bis.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 16.2, degli onorevoli Campo ed altri, con
  l'indicazione  che aveva dato il Presidente della  Regione   strade
  del percorso letterario'.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 16, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                               «Art. 17
                        (art. 18, collegato V)
          Provvedimenti in favore dei lavoratori LSU Almaviva

   1.  All'articolo 20 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 dopo
  le  parole  31 dicembre 2013  sono aggiunte le parole , ovvero,  in
  alternativa,  si  applica l'articolo 30 della  legge  regionale  28
  gennaio 2014, n. 5 .».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 17.1, a firma  degli
  onorevoli  Tamajo  e D'Agostino. Lo pongo in votazione.  Il  parere
  della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 17, così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo  11,  in precedenza  accantonato.  C'è  un
  emendamento  soppressivo del famoso comma 6, in  cui  si  dice  "il
  comma 6 dell'articolo 11 è soppresso".
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, abbiamo approvato la soppressione del comma 6.
   Si passa all'emendamento 11.3, che modifica l'articolo 11, a firma
  degli onorevoli De Luca ed altri.

   DE   LUCA.  Anche  a  nome  degli  altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 11, senza  il  comma  6.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 1, in precedenza accantonato. Ci sono  due
  subemendamenti. Distribuiamo i subemendamenti 1.2R, a firma Lupo, e
  1.3 del Governo.
   Intanto, si passa all'emendamento 1.1, che sopprime l'articolo,  a
  firma degli onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  1.2, a firma degli onorevoli Lupo ed altri.

   LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa  all'emendamento
  1.2R. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.3. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SUNSERI.  Presidente,  può procedere con calma.  Abbiamo  ricevuto
  adesso l'emendamento.

   PRESIDENTE.  Era stato distribuito. Pongo in votazione  l'articolo
  1,  così come è stato emendato.  Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'articolo 2 è sempre accantonato.
   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                               «Art. 18.
                        (art. 20, collegato V)
           Provvedimenti in favore dei lavoratori ex Pumex.

   1.  I lavoratori ex Pumex, impegnati nei  Progetti obiettivo ,  di
  cui  all'articolo 4, comma 10, della legge regionale 12 maggio 2010
  n.  11, sono trasferiti, nel rispetto del trattamento giuridico  ed
  economico  in  essere  al  31  dicembre  2017,  nell'apposita  area
  speciale transitoria ad esaurimento istituita presso la Resais SpA,
  alle  cui dipendenze rimangono in carico fino al verificarsi  delle
  previsioni  di  cui agli articoli 4 e 5, della legge  regionale  20
  gennaio  1999 n. 5. A tal fine, i lavoratori continuano  ad  essere
  utilizzati   dal   Comune  di  Lipari  per  le   proprie   attività
  istituzionali. .

   2.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                               «Art. 19.
                        (art. 22, collegato V)
     Provvedimenti a favore dei lavoratori utilizzati in attività
                          socialmente utili.

   1.  Gli Enti utilizzatori, che coerentemente con l.r. 8/2017 hanno
  deliberato  o aggiornato il programma di fuoriuscita,  in  coerenza
  con   la   presente   legge,   completeranno   le   procedure    di
  stabilizzazione entro il 31 dicembre 2020.

   2.  Entro  90 giorni dalla data d'entrata in vigore della presente
  legge  tutti  gli  enti  utilizzatori,  pubblici  e  privati,   del
  personale  ASU  devono  provvedere  ad  adottare  il  programma  di
  fuoriuscita  o  all'aggiornamento della delibera redatta  ai  sensi
  dell'art.  11  comma  7 della l.r. 8/2017 con delibera  dell'organo
  esecutivo,  nonché  ad  avviare per gli  esuberi  le  procedure  di
  mobilitaÌ ai sensi degli articoli 1 e 5 del decreto legislativo  28
  febbraio  2000,  n.  81 presso enti pubblici o pubblici  economici,
  aziende    ed    enti    pubblici   dipendenti   e/o    strumentali
  dell'Amministrazione  Regionale, gli  enti  locali  territoriali  o
  istituzionali,  dotati  di idonee capacitaÌ  assunzionali.  Decorsi
  infruttuosamente  i  90 giorni, per gli enti utilizzatori  che  non
  hanno  provveduto  agli  adempimenti di  cui  sopra,  l'Assessorato
  Regionale  della Famiglia, delle Politiche Sociali  e  del  Lavoro,
  dopo  aver  preliminarmente avviato le procedure di cui all'art.  5
  comma  2 della L.R. 24/2000 e ss.mm.ii., segnala detta inadempienza
  alle  amministrazioni  titolari  delle  funzioni  di  controllo   e
  vigilanza, che provvederanno in via sostitutiva entro ulteriori  30
  giorni,  coerentemente  alle finalitaÌ  del  presente  articolo.  I
  lavoratori  esclusi  dai  programmi di stabilizzazione  di  cui  al
  presente  articolo, a prescindere dalle motivazioni, sono  inseriti
  nella sezione esuberi - ASU, prevista ai sensi dell'art. 11 - c.  6
  della l. r. 8/2017.

   3.  L'art.  11  comma  8 della l. r. 8/2017 eÌ  cosiÌ  sostituito:
   Entro  180  giorni dalla data d'entrata in vigore  della  presente
  legge  per i lavoratori utilizzati in Enti che non provvedono  agli
  adempimenti di cui al precedente articolo, l'Assessorato  Regionale
  della  Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro  provvede  ad
  individuare  il nuovo ente utilizzatore e ad avviare  le  procedure
  consequenziali  anche  per  quei soggetti  Asu  di  cui  all'elenco
  previsto all'art. 11 - comma 6 della L.R. 8/2017 che comunque  alla
  data  di  entrata in vigore della presente legge non eÌ  utilizzato
  presso alcun ente utilizzatore .

   4. L'art. 26, comma 10, della legge regionale 8 maggio 2018. N.  8
  e  successive modifiche e integrazioni è così modificato: le parole
   e  degli  enti sottoposti a tutela e vigilanza della  Regione  con
  risorse proprie  sono sostituite dalle parole  nonché del personale
  inserito  nell'elenco  di  cui all'art. 30  comma  1,  della  legge
  regionale  28 gennaio 2014 n. 5 degli enti sottoposti  a  tutela  e
  vigilanza  della  Regione  e  delle Camere  di  Commercio  mediante
  l'utilizzo delle risorse assegnate dalla normativa vigente .».

   Lo accantoniamo in attesa di una riscrittura.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                               «Art. 20.
                      (artt. 26-27, collegato V)
       Disposizioni urgenti in materia di istruzione, formazione
                    professionale ed enti vigilati.

   1.  Il  fondo  di  garanzia  di  cui all'articolo  l  della  legge
  regionale 7 giugno 2011, n. 10 è vincolato.

   2.  I  commi  2,  3 e 4 dell'articolo 16 della legge  regionale  6
  maggio 1976 n. 53 sono sostituiti dai seguenti:

    2.  A  decorrere  dall'anno  scolastico  2020/21  le  graduatorie
  compilate  in  base al presente articolo entro il 31  agosto,  sono
  aggiornate  annualmente  formando unica  graduatoria  per  ciascuna
  classe di concorso.
   3.  Il  personale docente non di ruolo che risulti  incluso  nelle
  graduatorie  già pubblicate per gli anni scolastici precedente  può
  chiedere,  nei termini e con le modalità che saranno  indicate  nel
  bando  per l'anno scolastico 2020/21, l'aggiornamento del punteggio
  già attribuito.
   4.   A  decorrere  dall'anno  scolastico  2020/21,  ai  fini   del
  conferimento degli incarichi di supplenza annuale con contratto  di
  lavoro  a  tempo  determinato, si procede con lo scorrimento  delle
  graduatorie regionali secondo il seguente ordine:

   1)  graduatorie  regionali  di cui al  primo  comma  del  presente
  articolo;
   2)  graduatorie regionali degli insegnanti abilitati  formate,  ai
  sensi dell'articolo 8 della legge regionale 5 settembre 1990 n. 34;
   3)  graduatorie regionali degli insegnanti non abilitati,  formate
  ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 34 del 1990 .

   3. Il comma 6 dell'articolo 16 della legge regionale 6 maggio 1976
  n. 53 è abrogato.

   4.  I commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge regionale n. 34  del
  1990 sono abrogati.

   5.  All'articolo 10, comma 5, della legge regionale 8 maggio 2018,
  n.  8  dopo le parole  (capitolo 372514)  sono aggiunte le seguenti
  parole  ivi compreso l'avvalimento con lo forma ed il limite di cui
  all'articolo 26, comma 12, della legge regionale 16 aprile 2003, n.
  4 e successive modifiche ed integrazioni .

   6.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:

                               «Art. 21.
                        (art. 47, collegato V)
       Modifiche di norme in materia di istruzione e formazione
                            professionale.

   1.  All'articolo  3,  comma 7, della legge regionale  24  febbraio
  2000,  n. 6 le parole  dall'entrata in vigore della presente legge
  sono   sostituite  con  le  parole.   Dall'emissione  del   decreto
  assessoriale annuale che avvia il procedimento di dimensionamento .

   2.  Alla  legge regionale 20 giugno 2019, n. 10 sono apportate  le
  seguenti modifiche:
   -  all'articolo  4,  comma 1, lett. h) dopo  le  parole   percorsi
  formativi   aggiungere  le  seguenti  parole   previa  intesa   con
  l'Amministrazione statale ;
   - l'articolo 10 è abrogato;
   - all'articolo 26 sostituire la Rubrica con la seguente  Indirizzi
  e  criteri  per  la  costruzione di  percorsi  per  le  -competenze
  trasversali e per l'orientamento (PCTO);
   -   all'articolo  28  sostituire  la  Rubrica  con   la   seguente
   Iniziative per il sistema integrato di educazione e di  istruzione
  0-6 ;
   -  all'articolo  39,  comma  3, le parole   All'articolo  2   sono
  sostituite con le parole  All'articolo 3 .

   3.  1. Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 5 dicembre
  2016, n. 24 è così modificato:
   a)  al  primo rigo, le parole  dei minori , sono sostituite  dalle
  seguenti  degli alunni
   b)  al  terzo rigo, la parola  minore  è sostituita dalle seguenti
   alunno disabile .».

   Non ci sono emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                               «Art. 22.
                        (art. 29, collegato V)
      Personale del soppresso Istituto superiore di giornalismo.

   1.  Il  personale  in servizio, alla data del  31  dicembre  2018,
  presso l'Istituto superiore di giornalismo posto in estinzione  per
  sopravvenuta impossibilità del raggiungimento dello scopo sociale è
  inserito nell'albo di cui al comma l, dell'articolo 64 della  legge
  regionale 12 agosto 2014, n. 21».

   L'articolo 22 è accantonato. Mi dicono che c'è una riscrittura.
   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                               «Art. 23.
                        (art. 42, collegato V)
          Comitato regionale per la programmazione sportiva.

   1.  L'articolo  5 della legge regionale 16 maggio  1978,  n.  8  è
  sostituito dal seguente:

                                 Art. 5
           Comitato regionale per la programmazione sportiva

   1. Il piano è predisposto dall'Assessore regionale per il Turismo,
  lo  Sport e lo Spettacolo, sulla base delle proposte formulate  dal
  Comitato regionale per la programmazione sportiva, istituito, senza
  alcun  onere  a  carico del bilancio regionale, con  decreto  dello
  stesso Assessore.

   2. Il Comitato è composto da:

   a) l'Assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo,
  o un suo delegato, che lo presiede;
   b)  il  dirigente  generale  del  Turismo,  dello  Sport  e  dello
  Spettacolo;
   c) un rappresentante dei Comuni designato dall'ANCI;
   d)  un rappresentante eletto dal Consiglio regionale del CONI  per
  la Sicilia;
   e)  presidente  del CONI e da cinque rappresentanti  nominati  dal
  CONI che rappresentino le federazioni, le discipline associate, gli
  enti di promozione sportiva, gli atleti e i tecnici;
   f) un rappresentante designato dall'organismo regionale dei centri
  universitari sportivi siciliani;
   g)   un  rappresentante  designato  dall'Assessore  regionale  per
  l'Istruzione e per la Formazione Professionale.

   3.   Le  funzioni  di  segretario  sono  svolte  da  un  dirigente
  dell'Assessorato  regionale  del  Turismo,  dello  Sport  e   dello
  Spettacolo.

   4.  Il  Comitato  svolge  le funzioni anche  in  caso  di  mancata
  designazione, entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, di
  alcuno  dei  soggetti sopra menzionati e decide a  maggioranza  dei
  presenti.

   5.  I  componenti  di  cui  al comma 1 durano  in  carica  per  un
  quadriennio, rinnovabile una sola volta, dalla data di insediamento
  del Comitato regionale per la programmazione sportiva.

   6.  I  Comuni, i Liberi Consorzi comunali e le Città Metropolitane
  possono  inoltrare proposte al Comitato di cui al presente articolo
  ai fini della formulazione del piano. .

   2.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Si  passa  all'emendamento 23.2, a firma degli onorevoli Schillaci
  ed altri. E' confermato?

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati, volevo
  che  si  apprezzasse   Presidente,  volevo  illustrare  perché   ho
  presentato  questo  soppressivo e poi  anche  un  modificativo.  Il
  soppressivo  perché  a  breve arriverà,  anzi  è  già  arrivato  in
  Commissione,  incardinato, un disegno di legge che  è  una  riforma
  organica  sulla legge 8 del 1978 che è una riforma  in  materia  di
  sport.   Quindi,   avrei  gradito  parlare   di   questo   Comitato
  organizzativo in prossimità della discussione perché avremmo audito
  tutte  le associazioni, gli enti di promozione, le federazioni  che
  vivono e lavorano nel mondo dello sport. Questo è il motivo per  il
  quale avevo presentato il soppressivo.
   Per  quanto  attiene,  qualora  appunto  non  dovesse  passare  il
  soppressivo,  ho  presentato  una  riscrittura  dell'articolo   nel
   collegato  che prevede appunto la possibilità di dare voce a tutto
  il  mondo  dello sport, quindi ascoltando dal basso le associazioni
  sportive,  le  società  e  le  federazioni  che  vivono  di   sport
  giornalmente  e che faticosamente portano lo sport  e  la  bandiera
  dello sport alta in Italia.
   Oltretutto  volevo fare evidenziare al Presidente  della  Regione,
  così come alla Giunta regionale, che c'è una legge, la 86 del 2019,
  che  ridisegna il mondo dello sport a livello nazionale. Se dovesse
  passare   l'articolo  in  questione  diciamo  che  la  Sicilia   si
  distinguerà, mentre l'Italia va in una direzione, la Sicilia  andrà
  in tutt'altra direzione, quindi non vorremmo tracciare questa linea
  un po' diversa dal Governo nazionale.
   Ma  la  cosa ancora più grave che è successa in Commissione e  per
  cui  siamo  rimasti basiti tutti coloro che vivono il  mondo  dello
  sport è che è stata estromessa dal Comitato sportivo la figura  del
  CIP; ad oggi il CIP ha pari dignità perché la legge 124 del 2015 dà
  pari   dignità  al  CIP,  il  Comitato  paralimpico,  che   non   è
  sott'ordinato  ad altri organi o enti pubblici ma  è  semplicemente
  sott'ordinato, semmai, alla Presidenza del Consiglio dei  Ministri.
  Ecco  perché  ridisegno, anche con il 25.23.2,  la  possibilità  di
  rimediare all'errore che è stato commesso in Commissione V.
   Quindi,  vi  chiedo  di apprezzare il 23.4 che è  una  riscrittura
  dell'articolo nel  collegato  che dà pari dignità a tutti gli  enti
  di  promozione, le associazioni sportive, le società che da casa ci
  guardano e sanno veramente come da anni portano avanti lo sport  in
  Sicilia  con  passione e con sforzi a volte economici di  atleti  e
  famiglie.
   Io credo che questo Parlamento debba apprezzare questo emendamento
  soprattutto alla luce del fatto che in Sicilia si sono  tagliati  i
  fondi  e i contributi dello sport che passano da 4 milioni e  mezzo
  di euro a 2 milioni e mezzo perché siamo stati sacrificati tutti  i
  settori,  ma proprio per questo, caro Presidente, occorre che  allo
  sport  venga  data  la possibilità di farlo in maniera  egregia  e,
  soprattutto, che venga data voce veramente alle persone che  vivono
  di  sport  e  che  portano lo sport avanti  negli  anni  con  tanti
  sacrifici.
   Quindi, vi chiedo di apprezzare l'emendamento 23.4.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, allora l'emendamento  23.2
  soppressivo è ritirato?

   CAPPELLO. No

   PRESIDENTE.  Ah,  è  mantenuto. Quindi,  il  soppressivo  è
  mantenuto.

   CAPPELLO.   Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE.  La  richiesta di voto segreto non è  appoggiata.  Era
  sull'emendamento soppressivo 23.2. Stessa cosa l'emendamento  23.3.
  Si passa direttamente all'approvazione del 23.4.

      SAVARINO. Chiedo di parlare.

      PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

      SCHILLACI. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE.  No, onorevole Schillaci, c'è  un  ordine  delle
  cose.

      SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  dell'onorevole  Schillaci sull'emendamento da lei  presentato  ha
  suscitato apprezzamento anche da parte della maggioranza,  quindi
  invitiamo  i  colleghi del Movimento Cinque Stelle a ritirare  il
  soppressivo  perché  siamo disponibili  a  votare  favorevolmente
  l'emendamento  di  riscrittura della collega  Schillaci,  che  ci
  sembra  più completo ed omnicomprensivo, rispettoso di  tutte  le
  associazioni.

      CAPPELLO. L'emendamento 23.2 è ritirato.

   PRESIDENTE.    Passiamo    direttamente   all'emendamento    23.4,
  considerato   che   l'emendamento  23.2  è  ritirato.   Su   questo
  emendamento voglio il parere della Commissione.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  le  chiedo  di accantonarlo  perché  dal  23.4  io  ho
  ascoltato la sempre appassionata onorevole Schillaci in materia  di
  sport, leggendo anche il 23.1 a firma dell'onorevole Lupo; siccome,
  onorevole  Schillaci, se il Comitato fino ad oggi non ha funzionato
  è  perché,  così come ha detto l'Assessore Messina in  Commissione,
  abbiamo  notato  quanto sia stato farraginoso, negli  ultimi  anni,
  l'impianto del Comitato, quindi, trovare un punto di mediazione tra
  il  23.4  e  il  23.1 credo che possa servire, così  come  è  stato
  discusso più volte in Commissione, cioè un punto di ricaduta  utile
  per poter fare funzionare, poi, il Comitato onorevole Schillaci.
   Quindi, Presidente, se lei lo accantona un attimo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Sì, onorevole Schillaci, lei il suo intervento  lo  ha
  fatto. Comunque, ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  23.1 non è, assolutamente, un compromesso perché se lei legge bene,
  e  io credo che l'Assessore su questo si possa anche esprimere,  se
  lei legge bene l'emendamento, praticamente, il CIP viene equiparato
  a  un  ente  di  promozione,  ad una società  sportiva.  Ma  stiamo
  scherzando?
   Il  CIP ha pari dignità del CONI  Questo emendamento 23.1 non può,
  assolutamente, essere preso in considerazione perché il CIP  non  è
  sott'ordinato al CONI. Il CIP ha pari dignità perché c'è una legge,
  la 124 del 2015, che lo disciplina appositamente.
   In  più, nel 2017, è subentrato un decreto legislativo che ha pure
  detto che il CIP è riconosciuto a livello internazionale quindi  il
  23.1 non può assolutamente essere considerato.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di  là  delle
  posizioni politiche mi sembra che qui ci sia un problema di  natura
  procedurale,  perché abbiamo chiesto noi alla collega Schillaci  di
  ritirare  l'emendamento soppressivo dell'intero articolo confidando
  nel   fatto   di   avere  una  larga  maggioranza  che   apprezzava
  positivamente il secondo articolo che ha ben chiaramente illustrato
  e  con molta anche dovizia di particolari l'onorevole Schillaci; ne
  consegue  che se avessimo saputo prima dell'intenzione, del  parere
  così  di  accantonamento da parte della Commissione, allora avremmo
  voluto  che  la collega Schillaci non ritirasse il suo  emendamento
  soppressivo  e  naturalmente avremmo votato  e  avremmo  appoggiato
  anche noi la richiesta di voto segreto.
   Mi  sembra che questo nella logica della correttezza dei  rapporti
  istituzionali e politici vada fatto rilevare perché credo che sulle
  cose  di  buon senso e sulle cose buone da fare sia un  esempio  di
  civiltà  istituzionale non dividersi e non cercare  di  infiacchire
  chi invece porta avanti iniziative lodevoli.
   Per  questo,  signor Presidente, le chiedo di non  accantonarlo  e
  caso  mai  all'onorevole Schillaci di richiedere nuovamente  perché
  altrimenti  sarebbe stata tratta in inganno da  una  procedura  che
  sembrava abbastanza evidente per tutti noi.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi  rivolgo
  in  particolare  alla Commissione V anche perché è  competente  sul
  tema  dello  sport.  Il testo base dell'articolo  23  così  come  è
  arrivato in quest'Aula ha costituito oggetto di approfondimento, di
  discussione, di dibattito sentiti anche coloro i quali di sport  se
  ne  intendono  penso più di noi, il CONI, le associazioni  sportive
  che  hanno dato un contributo anche di idee e di proposte; ora  che
  alla  fine  in  Aula si stravolga il contenuto dell'articolo  a  me
  sembra  sbagliato,  quanto meno frettoloso  anche  perché  vorremmo
  avere  il  tempo  di approfondirne il contenuto ed  il  significato
  stesso dell'articolo così come riproposto con l'emendamento, quindi
  penso che possiamo fare due cose: o stralciamo l'articolo 23 e così
  come  l'onorevole Schillaci aveva proposto all'inizio  rinviamo  la
  riforma  del Comitato alla legge di riforma dello sport in  termini
  organici, seri, condivisi e compatibili con il resto del disegno di
  legge che è stato proposto, oppure approviamo il testo così come  è
  uscito  dalla Commissione con l'unica modifica che mi  permetto  di
  proporre,  l'ho  fatto anche con un emendamento,  di  inserire  nel
  Comitato  anche un rappresentante del Comitato paraolimpico  perché
  visto  che peraltro con legge di stabilità abbiamo perfino dedicato
  uno  specifico stanziamento in bilancio al CIP, mi sembra  corretto
  che quanto meno faccia parte del Comitato.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non può più intervenire, mettiamo
  ai voti la proposta di accantonamento.
   Dobbiamo  muoverci in ordine, c'è una richiesta di accantonamento,
  ci  sono  diverse  richieste di accantonamento, allora  rispetto  a
  questa richiesta può parlare uno a favore e uno contro. Ora siccome
  io   non   voglio  decidere  perché  mi  sembra  anche   abbastanza
  interessante  la  proposta  che  fa l'onorevole  Schillaci,  quindi
  onorevole  Sammartino  o  lei  ritira  questa  proposta  unitamente
  all'onorevole  Lupo oppure parliamo uno a favore. Lei  insiste,  ho
  capito,  allora per favore, intervenga uno a favore e  uno  contro.
  Chi  interviene a favore rispetto alla continuazione dei lavori  e,
  quindi, all'esame dell'emendamento 23.4?

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   vorrei
  ripetere  quanto detto dall'onorevole Lo Curto, ma mi pare  che  il
  percorso  anche  di rispetto istituzionale mi sembra  che  venga  e
  debba essere rispettato. Noi abbiamo invitato la collega a ritirare
  l'emendamento   soppressivo  perché  abbiamo  apprezzato   il   suo
  intervento,    mi   sembrerebbe   sleale,   anche   nei    rapporti
  istituzionali,  di  convivenza, nei confronti  della  collega  ora,
  invece,  rimangiarci  quello che abbiamo detto.  Quindi,  direi  di
  continuare a votare.

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  intanto  la  ringrazio  perché  mi  dà  la  parola,  è
  diventato complicato potere intervenire in quest'Aula. Siccome  lei
  ha  chiesto  alla  Commissione di esprimersi, onorevole  Schillaci,
  riprendo il suo intervento, lei ha fatto appello a quest'Aula e  ha
  motivato l'emendamento 23.2 soppressivo dicendo che, come è  giusto
  che  sia,  informiamo  tutti  i  colleghi  di  quest'Aula,  abbiamo
  incardinato  in  Commissione la riforma sullo  sport,  la  modifica
  della  legge n. 8, che porta come prima firma quella dell'onorevole
  Schillaci.  Io, siccome sulla materia più volte, insieme  al  CONI,
  insieme  alle  associazioni di categoria,  ne  abbiamo  parlato  in
  Commissione, credo sia più giusto, signor Presidente, accogliere la
  richiesta  di  inserire  e  di  rimandare,  quindi,  questa   norma
  all'interno  del testo organico che si sta trattando sulla  riforma
  dello  sport  così  da  poterla approfondire  perché,  onestamente,
  sull'articolo 23, così come esaminato dalla Commissione,  anche  il
  Movimento  Cinque  Stelle  aveva votato  e  apprezzato  in  maniera
  favorevole, ma comprendo che inserirla all'interno di un testo  più
  omogeneo forse sia la soluzione migliore. Grazie.

   PRESIDENTE.   C'è  una  proposta  dell'onorevole   Sammartino   di
  stralciare l'argomento. Chi è favorevole alla proposta di  stralcio
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)

   Si  passa  all'emendamento 23.4, a firma degli onorevoli Schillaci
  ed altri, con il subemendamento 23.4.1, che è stato distribuito.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, credo che stia montando in Aula  un
  po'  di confusione. Abbiamo tenuto un buon ritmo, c'è stato un buon
  dibattito,  rovinare il clima d'Aula su un articolo  dove  non  c'è
  spesa  che  riguarda  tutte le Federazioni sportive,  tutte  le  42
  Federazioni  sportive, riguarda il CIP, il CONI,  che  si  occupano
  della  cura e dell'organizzazione dello sport, mi pare che  rischi,
  non  solo  di avvelenare il clima, ma di vanificare anche l'impegno
  di ogni singolo deputato.
   Francamente, in materia di organizzazione sportiva - poi ho  visto
  ora  questo  emendamento che arriva - prevedere  un  rappresentante
  dell'assessorato dell'istruzione e della formazione esula anche  da
  quelle che sono

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  E' la legge sul diritto allo studio che lo prevede.

   BARBAGALLO. Ma quale diritto allo studio con lo sport?  Assessore,
  non  voglio fare torto a nessuno ma mi sembra veramente  fuori  dal
  mondo.  Facciamo una norma snella, c'è la proposta  del  Presidente
  Sammartino, è stata fatta sentendo i rappresentanti del CONI, delle
  Federazioni,  del CIP. Se è giusto riconoscere un  componente,  una
  valorizzazione  del  CIP,  siamo d'accordo  però  non  stravolgiamo
  l'ossatura dell'articolo perché facciamo un gran pasticcio.
   Al limite, Presidente, proviamo ad accantonarlo di nuovo, rinviamo
  l'Aula  a  martedì, perché ho l'impressione che produciamo disastri
  che  non faranno bene allo sport e soprattutto a chi pratica  sport
  in Sicilia. E mi riferisco anche ai più giovani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  nell'emendamento  che  è  stato
  presentato  dall'onorevole Schillaci - mi  fanno  notare  -  non  è
  prevista   tutta   la  parte  che  riguarda  la  formazione   della
  programmazione  sportiva.  Nonostante  l'andamento  che  io   avevo
  indirizzato  dei  lavori, l'articolo deve essere, in  questa  fase,
  accantonato.  Si  riscrive l'emendamento 23.4 correttamente  perché
  questa  struttura deve avere una sua funzione che non è ripresa  in
  questo  emendamento che lei ha presentato e, quindi,  dobbiamo  per
  forza di cose accantonarlo.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Però onorevole  Schillaci  lei  deve
  sapere  che  su  un articolo può intervenire solo  una  volta,  non
  quattro volte.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,   vorrei  replicare  a  cose  che  sono   state   dette.
  Innanzitutto,  in riferimento a ciò che ha detto l'onorevole  Lupo.
  Io da un anno circa faccio interlocuzioni con associazioni, società
  sportive,  federazioni  e con tutto il mondo  dello  sport.  Questo
  emendamento è frutto di una serie di interlocuzioni col mondo dello
  sport,  non  mi  sono inventata nulla. Le altre regioni,  in  tutta
  Italia, lavorano in questo modo. Quindi non mi sono inventata nulla
  e  non  stravolgo il mondo dello sport. Seconda cosa. È  già  stata
  votata  l'idea  dell'accantonamento. E, quindi, non  credo  che  si
  possa tornare indietro. Terza cosa e non ultima, ritorno a dire che
  l'emendamento  presentato  dall'onorevole  Lupo  non   può   essere
  accettato  perché  tratta il CIP in maniera inferiore  rispetto  al
  CONI.  In  ultima  cosa non vedo perché debba essere  riportato  in
  Commissione  dal momento che il Presidente della Commissione  aveva
  dato  lo  sta bene per discuterlo in questo collegato.  Quindi,  mi
  sembrano,  assolutamente, irrisorie le giustificazioni che  vengono
  adottate dagli altri colleghi.

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, l'emendamento  che  lei  propone
  disciplina soltanto la composizione del comitato, manca la  ragione
  di  questo  comitato. Manca la motivazione del perché si fa  questo
  comitato,  presenti un subemendamento, lo completi. Questo  le  sto
  dicendo.   Non   mi   capisce,  cosa  posso   farci?   Prepari   il
  subemendamento invece di parlare e lo presenti.

   SCHILLACI. Quale finalità? È la legge n. 8 che parla di finalità.

   PRESIDENTE. L'articolo 23 è accantonato.
   Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:

                               «Art. 24
                        (art. 45, collegato V)
         Iniziative a sostegno della destagionalizzazione e la
              valorizzazione delle eccellenze artistiche.

   1. All'articolo  22 della legge regionale 11 agosto 2017,  n.  16,
      sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1, dopo la parola  destagionalizzazione , sopprimere
  le  parole   del  calendario turistico  ed aggiungere  le  seguenti
  parole  della programmazione artistica anche nel periodo estivo ;
   b)  al comma 2, dopo le parole  dei servizi comuni  sopprimere  le
  parole   l'elaborazione  dei  un calendario  unico  delle  attività
  artistiche  da svolgersi  e nell'ultimo rigo sopprimere  le  parole
   per l'intero anno solare ;
   c)  al  comma  3  le  parole   e  con  l'assessore  regionale  per
  l'economia  sono soppresse;
   d) il comma 4 è soppresso;
   e)  al  comma  5, le parole  e un calendario annuale degli  eventi
  gestiti direttamente dai Comuni  sono soppresse.

   2.  L'articolo 22 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16,  si
  interpreta nel senso che esso trova applicazione per l'allestimento
  dei  teatri storici e delle aree archeologiche ricadenti nei comuni
  Unesco  o  di  elevato interesse turistico e per  la  realizzazione
  degli spettacoli a cura di enti, associazioni e fondazioni teatrali
  e musicali».

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 24.1, dell'onorevole
  Catalfamo.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  24.1 ha come finalità quella di preservare l'integrità dei siti  di
  interesse   turistico  e  culturale  di  proprietà  della   Regione
  siciliana,  rispettarne il pregio storico  e  dare  impulso  ad  un
  turismo di qualità.
   Troppo  spesse, infatti, accade che i beni di pregio  turistico  e
  culturale   di   proprietà  della  Regione   siciliana,   dati   in
  concessione,   vengano   utilizzati  dai   concessionari   per   lo
  svolgimento di eventi che poco hanno a che vedere in effetti con la
  storia intrinseca di quel bene.
   Di  conseguenza, proponiamo di restituire alla Regione, attraverso
  una  commissione  in  seno  all'assessorato  per  il  turismo,   la
  possibilità di emanare un parere prodromico sul rilascio di  queste
  autorizzazioni per - ripeto - puntare su un turismo che non sia  di
  quantità  ma di qualità e per controllare, soprattutto, le modalità
  di  svolgimento  degli eventi all'interno di siti  che  sono  molto
  delicati e che meritano una tutela.
   Crediamo  che sia giusto che la Regione possa esprimere un  parere
  sugli  eventi che si svolgono sui siti culturali di proprietà della
  stessa  per  evitare  che le modalità di svolgimento  degli  stessi
  possano   arrecare  danni  all'integrità  dei  siti   stessi.   Una
  Commissione in seno all'assessorato, la partecipazione  alla  quale
  deve essere a titolo gratuito.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ricordo  che
  questo è un articolo piuttosto condiviso in Commissione e che, come
  Partito   Democratico,  abbiamo  sollecitato  per   consentire   la
  valorizzazione   e  la  destagionalizzazione  dei  siti   culturali
  siciliani.
   Onorevole  Catalfamo,  a  mio giudizio la Regione  siciliana,  per
  mezzo  dell'assessorato per i beni culturali, già esprime un parere
  sulla idoneità degli spettacoli. Quindi, sarebbe un secondo parere.
   Vorremmo sentire anche il Governo per questo punto di vista.
   Nel   sub  emendamento  l'espressione   in  senso  all'assessorato
  stesso , fatta da tecnici esterni e provvediamo ad ulteriori nomine
  o,  invece, come è giusto, utilizziamo i tecnici della Regione  che
  hanno  spessore e competenza per esprimere un parere che, poi,  non
  mi sembra particolarmente complicato?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi, abbiamo chiarito con l'onorevole Catalfamo, il quale  non
  sapevo che esiste già presso il Dipartimento dei beni culturali una
  commissione di tecnici che esprime il parere sull'utilizzo dei beni
  culturali, in questo particolar caso dei teatri di pietra.
   Quindi,    fondamentalmente,    lo    spirito    della    proposta
  dell'emendamento  è  già  acquisito  nella  norma  vigente.  Creare
  un'ulteriore  Commissione non avrebbe senso se non per  appesantire
  una procedura che, già di per sé, richiede elasticità ed agilità.
   Per  questo  mi  permetto  di  invitare  l'onorevole  Catalfamo  a
  ritirare l'emendamento.

   CATALFAMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 24.1.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                                Art. 25.
                         (art. 7, collegato V)
               Complesso monumentale  Santa Margherita .

   1.  Al  fine di assicurare la salvaguardia e la conservazione  del
  bene  monumentale  in  atto in grave stato di abbandono,  l'Azienda
  sanitaria  provinciale di Agrigento è autorizzata a  trasferire  al
  patrimonio  indisponibile  della Regione il  complesso  monumentale
   Santa Margherita , sito in Sciacca, comprensivo di tutti i beni in
  esso  contenuti,  affinché esso sia utilizzato esclusivamente  come
  museo  regionale, ai sensi dell'articolo 2, lettera m), della legge
  regionale 15 maggio 1991, n. 17. .

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo in votazione l'articolo 25. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                                Art. 26.
                        (art. 8, collegato VI)
           Servizi di emergenza e urgenza territoriale 118.

   1.  Al fine di garantire la continuità nell'erogazione dei livelli
  essenziali  di assistenza, il personale medico, in servizio  presso
  le  strutture  del  sistema di emergenza urgenza  territoriale  118
  delle   ASP   della  Regione  Siciliana  che,  al   momento   della
  pubblicazione  della  presente  legge,  ha  maturato   un'anzianità
  lavorativa  di 18 mesi, può accedere alle procedure di assegnazione
  degli  incarichi convenzionali a tempo indeterminato  destinato  al
  servizio di emergenza-urgenza 118.

   2.  Concorrono a determinare il requisito di anzianità, di cui  al
  comma  1,  periodi di attività, anche non continuativi,  effettuato
  negli ultimi dieci anni, prioritariamente nei servizi di emergenza-
  urgenza  118 e in subordine nei servizi di continuità assistenziale
  o  di medicina generale con incarico convenzionale con contratti  a
  tempo  determinato, ovvero in altri servizi del  Sistema  Sanitario
  Nazionale  (SSN)  con  contratti  di  collaborazione  coordinata  e
  continuativa o con altre forme di rapporto di lavoro flessibile.

   3.  Il  personale medico, di cui al comma 1, accede alle procedure
  di assegnazione degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato
  destinate  al servizio di emergenza-urgenza 118 in via  subordinata
  rispetto al personale medico iscritto in graduatoria regionale e in
  possesso  del diploma di formazione specifica in medicina generale.
  La  procedura di assegnazione degli incarichi ai medici, di cui  al
  comma  1,  avvengono  in  una fase immediatamente  successiva  alla
  conclusione  dell'assegnazione  delle  zone  carenti  agli   aventi
  diritto.  Nei  casi,  di  cui al comma 2 e al  presente  comma,  è,
  comunque,  requisito  essenziale  il  possesso  dell'attestato   di
  idoneità all'esercizio dell'emergenza sanitaria territoriale.

   4.  Ad  integrazione di quanto previsto al comma 3,  il  personale
  medico  in  servizio,  titolare di contratto  a  tempo  determinato
  presso i servizi di emergenza-urgenza territoriali 118 del SSN, che
  risulti iscritto a un corso d'idoneità all'esercizio dell'emergenza
  sanitaria territoriale 118 in fase di svolgimento e sia in possesso
  degli  altri  requisiti, di cui al comma I e 2, può  accedere  alle
  procedure di conferimento degli incarichi a tempo indeterminato  ai
  sensi del comma 1, in via subordinata rispetto ai casi previsti nei
  commi  2  e 3. Il mancato conseguimento dell'idoneità all'esercizio
  dell'emergenza sanitaria territoriale 118 entro il termine previsto
  dal  corso,  costituisce  causa di decadenza  dell'incarico  stesso
  affidato in via provvisoria.

   5.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.  .

   Comunico che è stato presentato l'emendamento 26.1, dell'onorevole
  Lupo.

   LUPO. Signor Presidente, chiedo di accantonare l'articolo.

   PRESIDENTE. L'articolo 26 è accantonato.
   Si riprende l'esame dell'articolo 23, in precedenza accantonato.
   I subemendamenti vigenti sono il 23.4.1 e il 23.4.2. L'emendamento
  23.4.2  sta  per essere distribuito. Il testo base è  l'emendamento
  23.4, a firma dell'onorevole Schillaci. Tutti gli altri emendamenti
  sono stati ritirati dai rispettivi firmatari.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Presidente, se guarda il fascicolo  c'è  l'emendamento
  23.4 e nella pagina successiva c'è un emendamento che sembra uguale
  al 23.4, ma non è numerato. E io immagino che sia quello il 23.4.

   PRESIDENTE. Stiamo parlando del 23.4.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo  anche
  all'assessore allo sport, l'assessore Messina, che è qui presente.
   Ci  stiamo  appassionando, giustamente, a  parlare  della  riforma
  della  composizione del Comitato sportivo, ma io penso che dovremmo
  prestare  ancor  prima la dovuta attenzione a quelle  che  sono  le
  funzioni del Comitato.
   Il  Comitato non è un organo che si riunisce solo per discutere le
  linee  programmatiche per quanto riguarda le attività  sportive  in
  Sicilia. Il Comitato svolge un ruolo importante, anche da un  punto
  di  vista  procedurale, per l'assegnazione dei  fondi  agli  aventi
  diritto in base alla legge n. 8/1978.
   Perché dico questo? Perché una modifica in corso d'anno - o peggio
  a  fine  d'anno  -  della  composizione del  Comitato,  rischia  di
  paralizzare l'erogazione dei fondi agli aventi diritto,  cioè  alle
  associazioni sportive che svolgono le attività di sport  per  tutti
  nell'isola.
   Richiamo, ancora una volta, la necessità di affrontare la  riforma
  della norma che riguarda il Comitato sportivo della legge n. 8/1978
  alla riforma organica della legge sullo sport. Perché si rischia  -
  ripeto  -  tra  un emendamento e un subemendamento  di  paralizzare
  l'erogazione dei fondi per le attività sportive. E voglio ricordare
  che  sul tema dello sport quest'Aula, unitamente al Governo, spesso
  si  è  ritrovata d'accordo, perché riconosciamo che lo sport ha  in
  questa  Regione  un  ruolo  importante anche  dal  punto  di  vista
  educativo,  sociale,  ma anche per quanto riguarda  la  prevenzione
  della salute.
   Quindi  io  invito ancora una volta a considerare  la  possibilità
  dello  stralcio  dell'articolo  e vorrei  sentire  il  Governo  per
  affrontare  il tema della riforma e farlo se possibile  presto,  su
  questo  chiedo  anche  l'impegno della Commissione  V,  nell'ambito
  della  riforma organica delle attività sportive in Sicilia che  noi
  vogliamo  fare  anche  discutendo il disegno  di  legge  presentato
  dall'onorevole  Schillaci  che  è  certamente  degno  della  dovuta
  attenzione.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, abbiamo già votato per andare avanti.
   Pongo  in  votazione il sub emendamento 23.4.1.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAMMARTINO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   La
  Commissione si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
  Signor Presidente, rimettendoci all'Aula per la valutazione, il sub
  emendamento  23.4.1 è previsto in raccordo alla legge  sul  diritto
  allo studio che rispetto alle attività sportive nella scuola e  nel
  mondo  dell'istruzione impone un raccordo con il Comitato regionale
  e  poiché  era  in  questa formulazione nella proposta  originaria,
  sentita  anche  l'onorevole Schillaci, ho  evidentemente  richiesto
  l'integrazione alla quale l'Assessore Messina si è reso favorevole,
  quindi restiamo comunque disponibili a quello che l'Aula farà anche
  in  considerazione del fatto che eviteremmo un secondo Comitato per
  il raccordo tra le attività scolastiche.

   PRESIDENTE.  Non  ho  capito,  si rimette  all'Aula  o  da  parere
  favorevole?

   MUSUMECI,   presidente   della  Regione.  Noi   siamo   rispettosi
  dell'Aula.

   PRESIDENTE. Lei è rispettoso.
   Pongo  in  votazione il subemendamento 23.4.1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si passa al subemendamento 23.4.2.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
   Pongo  pertanto  in  votazione  il subemendamento  23.4.2.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 23.4, così come subemendato.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;

                            (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 22, precedentemente accantonato.
   All'articolo  22  è  stato  presentato un  subemendamento  che  ha
  necessità,  mi dicono gli Uffici, di copertura finanziaria,  quindi
  non si può mettere a votazione.
   E' mantenuto l'emendamento soppressivo, onorevole Zito?
   Non è mantenuto.

   CRACOLICI. Cosa è stato stralciato?

   PRESIDENTE.  Non ho stralciato niente, abbiamo ripreso  l'articolo
  22,  al  quale è stato presentato un subemendamento. Gli Uffici  mi
  dicono che sul subemendamento non c'è copertura finanziaria.  Bene,
  adesso passiamo all'esame dell'articolo 22.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA. Signor Presidente, onorevole colleghi, in realtà non è un
  subemendamento ma una riscrittura, prevede il comma 1,  esattamente
  per  come  è scritto nel testo che andiamo a trattare. Il  comma  2
  prevede  l'inserimento di alcuni lavoratori e non c'è alcun impegno
  di spesa.
   La  stessa cosa riguarda il comma 3. Mi pare che non abbia impegno
  di spesa nemmeno il comma 4. Vorremmo capire esattamente gli Uffici
  dove intravedono la necessità di copertura?
   C'è una riscrittura, onorevole Cracolici. La distribuiscano.

   PRESIDENTE.   Soprassediamo.  Gli   Uffici   avevano   fatto   una
  valutazione,  accantoniamolo onorevole  Pullara  perché  del  resto
  dobbiamo continuare, e lo distribuiamo.

   CRACOLICI. Prima di distribuire dobbiamo capire.

   PRESIDENTE. Accantoniamo nuovamente l'articolo 22.
   Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                               «Art. 27
                        (art. 12, collegato VI)
                Figura dell'operatore socio sanitario.

   1.  "Al  fine  di  assicurare  i  corretti  standards  qualitativi
  nell'erogazione  dei servizi di degenza in regime  privatistico,  i
  soggetti  privati accreditati con il SSR devono prevedere nei  loro
  organici  la  figura  dell'Operatore socio  sanitario  (O.S.S.)  in
  numero  sufficiente  a  soddisfare  il  dettato  della  lettera  o)
  dell'Allegato  i  di  cui all'art. 6 della legge  regionale  n.  39
  dell'8/11/1988.
   2. Alla lettera n) dell'Allegato i di cui all'art. 6 della L.R. 39
  dell'8/11/1988, le parole "76 minuti" sono sostituite con le parole
  "180 minuti ».

   Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
   Abbiamo lavorato stasera credo abbastanza, se ritenete di fare  la
  discussione su questo articolo lo possiamo fare, tenendo conto  che
  questo  articolo 27 è riscritto dalla Commissione con l'emendamento
  27.14, quindi la discussione si deve fare sul 27.14.
   Se siete d'accordo, vorrei chiudere la seduta e rinviare a martedì
  prossimo  alle ore 16.00, per la prosecuzione. Onorevoli  colleghi,
  chiarisco  perché  non  può  essere domani:  non  ci  siamo  né  il
  Presidente   Miccichè  e  nemmeno  io,  per  motivi  di   carattere
  personale.


   Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 1 ottobre 2019, alle ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    - Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
       dello sport e del turismo.  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)

      Relatore: on. Sammartino

                   La seduta è tolta alle ore 20.24

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio