Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.18
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Di Mauro sarà in missione
dal 2 al 4 ottobre 2019.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, gli Uffici mi riferiscono che stanno
collazionando il disegno di legge. Pertanto, propongo il rinvio di
un'ora dell'Aula.
CRACOLICI. Un'ora?
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che possono riuscire anche in
trenta minuti. Pertanto, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 17.18)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi a
sostegno di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e
del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A)
PRESIDENTE. I deputati sono pregati di prendere posto.
Si passa al II punto dell'ordine del giorno: Discussione del
disegno di legge «Interventi a sostegno di beni e attività
culturali, del lavoro, dello sport e del turismo» (n. 491 Stralcio
V COMM/A) (Seguito).
Invito i componenti la V Commissione, il Presidente Sammartino e
gli altri colleghi, a prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, prima di iniziare il percorso dell'esame del
disegno di legge comunico, con riferimento all'emendamento 1R.2 di
riscrittura del disegno di legge n. 491 V COMM/A trasmesso dalla V
Commissione, che ha avuto il parere favorevole della II
Commissione, con alcuni emendamenti, comunico quanto segue:
- l'articolo 19 - onorevole Falcone, per favore prenda posto così
i colleghi possono tranquillamente ascoltare le comunicazioni della
Presidenza - Provvedimenti a favore dei lavoratori utilizzati in
attività socialmente utili' è suscettibile di produrre nuova spesa,
non quantificata né quantificabile, pertanto è espunto dal testo;
- riguardo l'articolo 27 Figura dell'Operatore Socio Sanitario',
comunico che il Presidente della VI Commissione ha, formalmente,
segnalato che il testo non corrisponde a quello contenuto nel
collegato esitato dalla VI Commissione. Pertanto, sarà messa in
votazione la riscrittura proposta dal Presidente della medesima
Commissione;
- inoltre, relativamente all'articolo 28 Norma relativa al
CEFPAS', comunico che è necessario al Governo acquisire idonea
relazione tecnica.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, per una migliore intelligenza
dell'Aula, in particolare sull'articolo che riguarda la possibilità
di proroga per i lavoratori socialmente utili, se poteste essere
più chiari su questa presunta copertura finanziaria perché mi pare
che nei lavori della Commissione non era emersa e mi sembra un
colpo di scena, questo pomeriggio, almeno per cercare di capire in
che cosa si sostanzia.
PRESIDENTE. Presidente Sammartino, deve fare qualche dichiarazione
su questo articolo?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. No, non deve fare alcuna dichiarazione. A noi è
pervenuta una relazione della Ragioneria generale della Regione in
questo senso, quindi non possiamo che, in questa fase
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Lo Giudice, le leggo questa
relazione: Relativamente all'articolo 19 del collegato si
precisa che il personale in utilizzo presso le cooperative sociali,
spesso viene dato in utilizzo indiretto a enti pubblici sulla base
di convenzioni o protocolli di intesa. In virtù del citato articolo
19 il detto personale permarrebbe in utilizzo in attività
socialmente utili ma con la regolare utilizzazione diretta dallo
stesso ente presso cui alla data di entrata in vigore della legge
presta l'attività socialmente utile in forma indiretta. Da quanto
precede non deriverebbe se non la spesa necessaria per la copertura
assicurativa. Il numero dei soggetti in utilizzo presso le
cooperative interessato dal presente disposto normativo ammonta a
1.500, di cui circa 1.000 transiterebbe presso enti pubblici ove si
trovano in utilizzazione indiretta. Nella considerazione di quanto
possa interessare gli Uffici regionali e di quanto possa scaturire
dal III comma dell'articolo 19 si può quantificare in 1.000 il
numero dei soggetti per i quali interviene la copertura degli oneri
assicurativi. La spesa necessaria annua per il numero citato di
1.000 soggetti per la copertura assicurativa ammonta a circa 190
mila euro . Lei su cosa interviene?
LO GIUDICE. Su questo tema. Signor Presidente, onorevole
Presidente della Regione, Assessori, onorevoli colleghi, intervengo
solo a chiarimento, se è come ho appreso dalla relazione su questa
tematica degli ASU che è importante e che è stata condivisa credo
da tutti i gruppi parlamentari senza alcun tema di smentita, credo
che sia necessaria e meritoria una riflessione più approfondita, ma
che venga stralciato il testo, capisce bene che, rispetto a quella
che può essere una valutazione sicuramente positiva, ci sia un
attimo da attendere.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, l'articolo è stato stralciato,
successivamente faremo un approfondimento sul piano tecnico, quello
che volete fare, ma la Presidenza lo ha stralciato, questa è
l'indicazione che abbiamo avuto dagli Uffici e l'articolo è
stralciato, poi possiamo discutere, per carità, però credo che sia
una discussione fuor di luogo.
LO GIUDICE. Se posso completare, quello che le volevo dire è
proprio questo: se viene stralciata la norma perché, come dicono
gli Uffici della Presidenza, prevede una spesa di 179 mila euro è
anche vero che possiamo lasciare la norma così per come è stata
scritta cancellando il comma 3, nel caso specifico che è quello che
potrebbe provocare la spesa. Ma le dico di più: questa spesa
inerente solo agli oneri assicurativi perché di questo parliamo,
solo gli oneri assicurativi, potremmo anche prevedere all'interno
della norma che siano gli enti utilizzatori a farsene carico
qualora questi siano nelle condizioni. Ciò che cosa determinerebbe?
Che la Regione continuerebbe a sostenere le spese sostenute fino ad
oggi, senza alcun onere aggiuntivo, quindi diventerebbe una norma
prettamente e puramente ordinamentale. Il mio comune, io faccio
anche il sindaco, è nelle condizioni di far fronte agli oneri
assicurativi che riguardano i miei ASU? Bene. Avviamo le procedure;
se altri non lo sono vedremo, ma quanto meno questo ci
consentirebbe di affrontare una tematica importante, ripeto,
condivisa da tutti e su cui c'è una grande attesa, sono 5.600
persone che attendono una risposta.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, colleghi, l'articolo è
stralciato, dopodiché ci può essere una riformulazione con relative
coperture di spesa o con relative indicazioni diverse rispetto a
quella che è la prospettazione attuale e ovviamente la Presidenza
la esaminerà.
Sull'ordine dei lavori
SUNSERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Tenga conto che il disegno di legge è
incardinato.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
sull'articolo 19, signor Presidente, ieri la Commissione
Bilancio', mi perdoni però, perché era presente l'Assessore per il
bilancio, era presente il Ragioniere generale, era presente il
Governo, erano presenti tutti i componenti della Commissione
Bilancio'...
PRESIDENTE. Non era presente il dirigente, la dottoressa
Garoffolo. Avreste dovuto chiamare la dottoressa Garoffolo e
concordare con lei.
SUNSERI. Ma no, avreste dovuto Ma che facciamo Come giochiamo,
signor Presidente? Mi perdoni, Presidente, da commissario della
Commissione Bilancio', la relazione degli Uffici in merito ad
eventuali spese doveva arrivare in Commissione Bilancio' che si è
espressa per assenza di copertura. Tra l'altro, Presidente, mi pone
un dubbio: il comma 5 è stato stralciato dalla Commissione
Bilancio' proprio per questa segnalazione. Quindi, questo
emendamento doveva arrivare senza il comma 5, così come partito
dalla Commissione Bilancio'. Quindi lei non mi può dire che la
relazione arriva il giorno dopo, dopo che i commissari della
Commissione Bilancio' hanno già votato un emendamento. Le
relazioni tecniche degli Uffici arrivano prima, così la Commissione
Bilancio' ha la possibilità di dire: va bene c'è la copertura; non
c'è la copertura. Il fatto che arrivi oggi in Aula e stralci un
comma
PRESIDENTE. Onorevole Sunseri, la relazione è arrivata questa
mattina alla Presidenza.
SUNSERI. Ho capito, ma doveva arrivare a lei o doveva arrivare
PRESIDENTE. Ma cosa vuole? La relazione è abbastanza chiara. La
riformulate.
SUNSERI. Signor Presidente, ma doveva arrivare a lei o doveva
arrivare ai commissari della Commissione Bilancio'? E, allora
rinviamo, in Commissione Bilancio' e si ripresenta.
PRESIDENTE. No, no, assolutamente. Lei proceda alla
riformulazione.
SUNSERI. Non è mio l'emendamento.
PULLARA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi l'onorevole Galvagno e
l'onorevole Di Caro.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in ordine
all'articolo 28 che riguarda il personale del CEFPAS, siccome è
stato votato in Commissione Sanità' e la relazione era presente,
le chiedo per il momento non di stralciarlo, ma di accantonarlo.
PRESIDENTE. Non è stralciato, attendiamo la dichiarazione del
Ragioniere generale che oggi non c'è, è a Roma, in maniera tale che
domani noi avremo la bollinatura del Ragioniere Generale che questo
articolo non comporta spese aggiuntive, chiaro?
PULLARA. Sì, sì, perché non va stralciato, va accantonato.
GALVAGNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo a titolo di
chiarezza perché purtroppo non si sentiva bene, tra le
comunicazioni che ha fatto riguardanti l'articolo 27 vorrei sapere
se viene stralciato il II comma o viene stralciato l'articolo 27
per intero.
PRESIDENTE. Ho detto che verrà messa ai voti la formulazione che
il Presidente della Commissione ci trasmette, che è stata
ovviamente votata dall'intera Commissione.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. La
Commissione Sanità'.
DI CARO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo trascorso
tutta l'estate a parlare di lavoratori che attendevano una risposta
da questo benedetto collegato . Ora, sull'articolo 19 ieri sono
stato chiamato dalla II Commissione e mi era stato segnalato che
c'erano dei commi che producevano effetti finanziari. Questi commi
sono stati stralciati dall'articolo e la dottoressa Garoffolo ha
spedito, non lo so come, con quale mezzo, la relazione in merito a
questo articolo. Io faccio riferimento, signor Presidente,
all'articolo 19 che vorrebbe dare un minimo di speranza a 5.600
lavoratori in nero legalizzati che sono i cosiddetti ASU. C'era un
comma che produceva effetti finanziari che era il comma 5, ed è
stato espunto. Ora vorrei capire dov'è il problema, perché è stato
totalmente stralciato. Io chiedo, se è possibile, signor
Presidente, l'accantonamento di questo articolo. Ne parliamo,
perché non produce effetti finanziari.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, ho detto che l'articolo è stato
stralciato, tuttavia i colleghi parlamentari che lo ritengono
opportuno lo possono riformulare sistemandolo, intendendosi con gli
Uffici, affinché ci sia la bollinatura della Ragioneria.
DI CARO. Ma quello che non si capisce
PRESIDENTE. Non lo devo capire io, onorevole Di Caro.
DI CARO. Perfetto. È uscito indenne dalla Commissione II, ora dove
si è perso questo articolo? Non lo capisco
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Allora, iniziamo il percorso. Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Art. 1.
(art. 12, collegato III)
Modifiche alla legge regionale n. 17/2018 in materia di vendita
diretta dei prodotti agricoli.
1. All'articolo 4 della legge regionale 12 ottobre 2018, n. 17,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3 dopo le parole: su area privata sono inserite le
seguenti: e pubblica ;
b) al comma 5 è soppresso l'ultimo periodo».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 1.1,
degli onorevoli Lupo ed altri.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, ieri - Presidente Di Mauro, non ricordo se in quel
momento era presente in Commissione, ma lo ricorderà bene il
Presidente Savona - nella fase iniziale dei lavori della
Commissione avevo posto qualche problema di procedura, qualche
problema di certezza su ciò che la Commissione Bilancio stava, in
quel momento, adottando, fermo restando che c'era quella tabella
per cui alcune norme avevano già avuto il parere della Commissione,
altre avevano effetti finanziari, altre erano norme ordinamentali.
Poi c'è stata la riscrittura di un articolo che io ritengo
importante, rispetto al quale c'è stata una lunga discussione,
approfondita, in Commissione, con una telefonata, peraltro, del
Ragioniere generale - l'assessore Armao mi corregga se ricordo male
- che deve bollinare e quindi deve dare copertura finanziarie su
un argomento delicatissimo, Presidente Musumeci, e ci sono state
interlocuzioni, anche telefoniche, con il dirigente generale del
dipartimento competente.
Alla fine di questa interlocuzione tra il Ragioniere generale, la
Commissione, i parlamentari e i commissari della Commissione, il
Governo, si è deciso, correttamente, per salvare l'articolo che
comunque non deve avere ulteriore spesa perché questo è il
principio che deve ispirarci nei lavori di questo pomeriggio, in
questa sessione, di cassare il comma 5 nella riscrittura presentata
dall'onorevole Di Caro e questo, secondo la Ragioneria generale e
il Governo risolveva il problema della copertura.
Adesso, Presidente Di Mauro, non riesco a comprendere qual è il
senso di un lavoro approfondito di una Commissione come la
Commissione Bilancio che lavora per poi vedersi stralciati, dopo
qualche ora, i testi che vengono esitati. Noi non condividiamo
questo metodo di lavoro. Può, anche nel merito, essere giusto
quello che lei ha illustrato questo pomeriggio, però non è
rispettoso nei confronti del Parlamento e per esso, in questo caso,
nei confronti della Commissione Bilancio, questo tipo di
comportamento che fa decidere una cosa alla Commissione Bilancio
salvo l'indomani mattina dire che non è vero perché un dirigente
generale ha cambiato idea. Questo non è assolutamente un percorso
dignitoso per l'Amministrazione regionale, né per il Parlamento.
Per cui, io credo che da questo punto di vista noi, tutti, Governo
e Parlamento, avremmo necessità di maggiori certezze. Questo
stralcio d'eemblé, io credo che per rispetto al Parlamento, e per
rispetto anche all'attività del Governo che ha assunto degli
impegni ieri in Commissione Bilancio, andrebbe non stralciato
immediatamente, ma approfondito con il dipartimento competente, a
prescindere dalla condivisione del merito.
Io non mi sto esprimendo se sono d'accordo o non sono d'accordo,
ho posto ieri in Commissione un problema di procedure, col Governo
mi sono trovato d'accordo perché abbiamo cercato le bollinature,
facendo anche qualche sforzo, cercando di avere buon senso.
Ma, oggi, l'Aula non può sentirsi dire che l'articolo 19 è
stralciato nella sua riscrittura perché davvero, Presidente Savona,
diventa assolutamente inutile persino convocare e perdere tempo in
commissione bilancio.
PRESIDENTE. Onorevole Gucciardi, lei ricorderà che l'onorevole Di
Caro ha presentato l'emendamento alla fine della Commissione.
La dott.ssa Garofalo certamente non era presente e se ha sentito
il dovere di fare una comunicazione che riguarda quest'articolo
ovviamente lo ha fatto perché - rispetto alle indicazioni che erano
venute fuori dalla Commissione - in realtà la copertura
finanziaria, a suo parere, non c'era.
Io dico che è giusto stralciare gli articoli, così come propongono
gli uffici, fermo restando che i Parlamentari possono - o anche il
Governo - presentare un articolo corretto o con una formulazione
più adeguata, con una copertura, ovviamente finanziaria, che deve
essere trovata.
Così è onorevole Gucciardi, se lo ricordi, eravamo seduti accanto
e la dott.ssa Garofalo non era in commissione.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Fava.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
491 Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge
emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io parlo
sull'articolo 1 e sull'emendamento in particolare.
Devo dire che la norma apparentemente sembra banale però di detta
questione ne abbiamo discusso quando abbiamo approvato la norma.
Perché vorrei far rilevare ai colleghi - non so chi - che hanno
presentato questo testo emendativo che sostanzialmente noi
determiniamo una norma che rende obbligatorio ai comuni concedere
aree pubbliche per farle diventare aree mercatali.
Ora, finché questo si fa in aree private in cui gli imprenditori,
anche in associazione, fanno un mercato, va bene. Ma che diventi
obbligatorio, non quindi una facoltà per cui il comune può dare,
concedere perché c'è il parcheggio, per tutte le esigenze a
carattere urbanistico connesse. Ma quando diventa che l'area
pubblica, su richiesta degli imprenditori, diventa
obbligatoriamente un'area mercatala noi stiamo creando un corto
circuito che difficilmente è gestibile nei territori.
Ripeto, non capisco il senso di questa norma. Oggi la norma
prevede ai comuni che possono concedere ai privati l'uso anche
parziale, temporaneo, per ore, per un giorno la settimana di una
villa, un giardino, un parcheggio per fare aree di mercato.
Ma se diventa obbligatorio su richiesta degli imprenditori è
un'altra cosa.
Poi la norma che cancella la sanzione. Attenzione, questa norma
sulle aree della vendita diretta ha una finalità, promuovere il
chilometro zero. Se noi togliamo la sanzione stiamo dicendo ai
produttori che vanno a vendere nei mercati che possono vendere
prodotti, anzi in prevalenza o addirittura totalmente, prodotti che
non sono a chilometro zero. Perché, quando eliminato la sanzione
sulla prevalenza, stiamo abolendo il principio del chilometro zero.
Ora, io mi chiedo ma qual è la ratio? . Facciamo una norma per
valorizzare il chilometro zero e poi, invece, la sterilizziamo con
quelle disposizioni che di fatto cancellano il chilometro zero.
Ecco perché io, nella sua interezza, sono contrario a
quest'articolo 1.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Presidente Di Mauro,
ritornando alla querelle sull'articolo 19 .
PRESIDENTE. Stiamo parlando sull'articolo 1.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Io ritorno un
attimo indietro, Presidente Di Mauro perché credo che questi lavori
di oggi debbano iniziare con le scelte della Presidenza ma anche
con un percorso che assieme all'Aula possiamo trovare.
Il testo, così come esitato dalla Commissione, ho capito che ha
delle criticità che hanno rilevato gli Uffici. Siccome è un tema
che da mesi ci portiamo con noi in questa filiera di Collegati'
che abbiamo trattato e c'è una grande aspettativa anche da parte
del Governo, che ha assunto alcuni impegni e che ha cercato in
questi mesi di calmierare gli animi di tutte le sigle sindacali, la
Commissione riproporrà una formulazione che - ricordo - era stata
condivisa da tutti i gruppi parlamentari qualche mese addietro. E
su quella le chiediamo di poterlo reinserire come argomento di
questo Collegato', per dare comunque voce alle tante aspettative
che in questo momento si troveranno. Nel frattempo produrremo agli
Uffici per la compatibilità e per cercare di capire se ci sono
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sammartino, non questi Uffici?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Agli Uffici.
PRESIDENTE. Beh, ma gli Uffici
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Noi la
presentiamo alla Presidenza, quindi la ringrazio per la
disponibilità.
PRESIDENTE. Ma, l'ho detto, ci mancherebbe altro. Intanto
convocate la dottoressa Garofalo per cercare di comprendere meglio
le cose, perché non penso che finiremo stasera.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Gennuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
491 Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge
emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare sull'emendamento soppressivo 1.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, intervengo in sostituzione dell'assessore Bandiera,
impegnato a Bruxelles.
LUPO. Lei ha l'interim?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Si,
benevolmente. Dobbiamo accorciare le distanze, anche di strade e
quindi accorciamo le strade in questo senso.
Voglio dire che non c'è un'obbligatorietà, a cui ha fatto
riferimento l'onorevole Cracolici. Sostanzialmente si sta attuando,
invece, una ordinata applicazione della norma.
Cosa dice la norma? La norma consente che ci siano questi
mercatini settimanali, fatti in maniera quasi domestica: lo fa
Coldiretti, lo fanno anche associazioni private. E al comma 3 che
queste attività possano essere fatte su aree private. E' chiaro che
la maggior parte delle aree su cui oggi si svolgono queste attività
sono pubbliche e il problema è con questa norma non stiamo
apportando alcunché di novità a favore di queste associazioni.
Dopodiché aggiungere le aree pubbliche, noi non stiamo impegnando
qualcuno a una obbligatorietà, ma stiamo consentendo, invece, che
questi mercatini possano essere svolte su aree pubbliche oltre che
su quelle private, perché sulle aree private molte volte non si
possono effettuare questi mercatini.
Allora cosa diciamo? Mi sembra strano il richiamo
all'obbligatorietà, perché il primo comma fa riferimento al venti
per cento massimo che viene, diciamo così, previsto per consentire
ai privati e a queste associazioni di potere svolgere questi
mercatini. Delle due l'una: o lo prevediamo o non lo prevediamo.
Allora, poiché al primo comma è previsto il limite del venti per
cento entro il quale si possono svolgere questi mercati
settimanali, dobbiamo poi, al comma 3, non limitarlo soltanto alle
aree private, perché diventa un non senso.
Allora con questo emendamento stiamo sanando un vulnus che di
fatto è stato un refuso della legge. Cioè diciamo che questi
mercatini si possono svolgere nelle aree pubbliche, oltre che nelle
aree private, all'interno di una regolamentazione comunale. Il
resto, come dire, è ultroneo.
Sul comma 5, che viene soppresso, è chiaro che c'è da parte del
Governo una ipotesi di soppressione, perché riteniamo che, nel caso
in cui vi fosse una violazione del chilometro zero , sanzionare
con l'inibizione per i prossimi cinque anni quella persona che
svolge quell'attività, è chiaro che sembra una sanzione eccessiva.
Allora, eventualmente, potremmo immaginare di riscrivere il comma
5, non sopprimerlo. Di riscriverlo con una sanzione, ma che non sia
in questi termini, cioè una inibizione di cinque anni; manco se
avesse fatto chissà quale reato dovremmo sanzionarlo con una
penalità così grave.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei
che discutiamo su cose su cui siamo d'accordo.
Io non ho un problema dei cinque anni, dei tre giorni o dei tre
anni, dico soltanto che se noi togliamo una sanzione anche, come
dire, un insulto togliamo la ratio della norma.
Quindi stabilite quale è il principio della sanzione, poi mi
interessa soltanto però sull'altra cosa che ha detto l'Assessore mi
permetto di dire all'Assessore, non perché voglio essere pignolo,
già oggi le norme sul testo unico degli Enti locali prevede: che
sono gli Enti locali con proprio regolamento comunale a stabilire
le modalità di concessione delle aree pubbliche per attività
compresa la vendita dei prodotti , tant'è che in tutti i comuni ci
sono i mercatini, c'è la vendita diretta, c'è Coldiretti o altre
organizzazioni che in aree pubbliche svolgono attività di vendita,
ecc. ecc.
Quindi non c'è una norma che osta a far sì che le aree pubbliche
vengano utilizzate a questo fine. La norma che abbiamo fatto noi,
questa che vogliamo modificare, introduceva una novità cioè che se
un'associazione individua un'area privata in quell'area privata si
stabilisce con legge che si può fare vendita, questa era la norma.
Ma dire anche anche in aree pubbliche , è vendere l'aria fritta
tranne, o scriviamo: previo intesa col regolamento comunale
vigente, allora stiamo riscrivendo quello che prevediamo, se no
diciamo un'altra cosa che anche laddove il comune prevede che in
quel giardino storico - che so, a Palermo Villa Garibaldi - non si
può fare vendita, siccome c'è una norma che dice che cinque
imprenditori si mettono assieme, perché la norma questo dice,
perché qui dà un'obbligatorietà.
Allora, o stabiliamo che previo rispetto del regolamento comunale
o stiamo scrivendo che l'acqua è bianca, se è così sono d'accordo.
PRESIDENTE. Assessore Falcone, lo accantoniamo qualche minuto in
maniera tale che così il Governo presenta gli opportuni
emendamenti.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
(art. 14, collegato III)
Lavori in economia nel settore forestale.
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 64 della legge regionale 6 aprile
1996, n. 16 e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il
seguente comma:
3 bis. Le disposizioni di cui all'articolo 113 del decreto
legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recepito nella Regione siciliana
con legge regionale 17 maggio 2016, n. 8, si applicano anche ai
lavori disciplinati dalla presente legge, condotti in economia per
amministrazione diretta, con le medesime misure e ripartizioni
economiche previste dal Regolamento adottato con decreto del
Presidente della Regione siciliana n. 14 del 30 maggio 2018,
prescindendo dall'espletamento di procedure comparative di scelta
del contraente o di gara».
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 2.1,
degli onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Assessori,
onorevoli colleghi l'emendamento soppressivo che abbiamo presentato
nasce dai nostri forti dubbi in particolare sull'ultimo periodo
della norma che qui viene proposta e mi riferisco in particolare
all'espressione: prescindendo dall'espletamento di procedure
comparative di scelta del contraente o di gara .
L'articolo 113 che qui viene richiamato dal decreto legislativo 18
aprile 2016 n. 50 è un testo piuttosto impegnativo articolato e
vorremmo capire se questa previsione è una previsione cioè il fatto
di prescindere dall'espletamento di procedure comparative di scelta
del contraente o di gara compatibile con altre previsioni di legge
in materia di, appunto, espletamento di procedure comparative,
dell'esigenza di espletare le gare, cioè io non penso che noi
possiamo introdurre limiti con norme regionali, diciamo, a materia
che riguarda sostanzialmente la libera concorrenza e come sappiamo
oggi è normata più che a livello nazionale addirittura a livello
europeo.
Quindi secondo me ci sono profili di incostituzionalità.
Attendo una risposta del Governo dopo di che ci determineremo su
come votare.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Pellegrino e Papale.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
491 Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge
emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche su questa
norma, lo ha già detto Lupo, attenzione che stiamo parlando di una
cosa molto delicata, mi dispiace che non c'è l'Assessore
all'agricoltura.
Cioè stiamo parlando dell'affidamento diretto ai lavoratori, non
alle imprese, ma alla Regione siciliana, dei lavori in economia dei
forestali.
Su queste norme, e lo dico alla Segreteria Generale, perché credo
che su questa questione ci sono state norme già impugnate, perché
noi andremmo a modificare il testo sugli appalti, non avendone le
competenze, come del resto si è ulteriormente confermato, con
l'ultima impugnativa che è stata fatta a proposito dell'articolo 5
del collegato.
Noi credo che avevamo trovato una soluzione. Avevamo stabilito un
limite entro il quale era consentito l'affidamento in gestione
diretta; questo ci ha consentito di garantire l'avviamento di
lavoratori, anche con singoli progetti di intervento, mi riferisco
ai fiumi, ecc che era il milione di euro. Questa questione che,
ripeto, non ho idea da chi proviene questo testo, se l'ha proposto
il Governo, se il Governo nel proporlo lo ha fatto valutare
all'Ufficio legislativo, ripeto ci sono già, su questa materia, una
serie di pronunce di impugnativa che hanno impedito la possibilità
di modificare la legge regionale a favore dell'affidamento diretto.
Attenzione, ripeto, se facciamo danno, blocchiamo il sistema dei
forestali, con tutte le conseguenze che questo determina.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che di fatto
con questa norma si sta facendo una cosa molto semplice; stiamo
estendendo la possibilità di incaricare interni, quindi l'art. 113
che viene attuato per gli uffici tecnici, per i geni civili, per il
Dipartimento regionale tecnico, anche per quanto riguarda le
sovrintendenze, lo stiamo estendendo ai lavori in economia che
vengono espletati nel Dipartimento di competenza, l'agricoltura,
quindi in azienda forestale.
Cosa succede? C'è un problema. Quando fu impugnata la norma, è
vero che fu impugnata, ma perché facemmo l'estensione, non soltanto
ai funzionari direttivi, ma la facemmo l'estensione ai dirigenti,
cioè cercammo di inserire quel famoso fondo del 2 per cento, anche
ai dirigenti.
Ed è stato per quello che fu impugnato, mai abbiamo esteso invece
ai lavori in economia, oggi cosa stiamo dicendo e lo possiamo
verificare, lo possiamo anche accantonare Presidente, e possiamo
verificare.
Però vorrei sottolineare che non c'è nessun problema perché stiamo
soltanto estendendo la possibilità di incaricare professionisti
interni, ecco perché si prescinde da una selezione oppure da una
comparazione dei curricula, o dai titoli, perché sono
professionisti interni che possono essere incaricati intuito at
personam, a seconda delle disponibilità che gli stessi hanno ai
lavori in economia.
Detto questo nessun problema, però se vogliamo, possiamo fare una
riflessione suppletiva, verificando cosa è successo nel passato, ci
renderemo conto che questa norma non è stata mai proposta, per cui
in questo senso siamo per poterla approvare, previa verifica da
parte degli Uffici della Presidenza dell'Ars.
PRESIDENTE. Allora Assessore, noi non siamo in condizione, in due
minuti, di fare verifiche di questo tipo. Quindi o c'è una
richiesta del Governo di accantonare l'articolo o passiamo alla
votazione?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Accantoniamolo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Va bene, l'Aula è d'accordo. L'articolo 2 è
accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
(art. 15, collegato III)
Rimodulazione pianta organica dell'Istituto Incremento Ippico
della Sicilia.
1. Le disposizioni del presente articolo disciplinano i rapporti
di lavoro e d'impiego alle dipendenze dell'Istituto per
l'Incremento Ippico della Sicilia, tenuto conto dell'autonomia
statutaria dell'Istituto, nel rispetto dell'articolo 97, primo
comma, della Costituzione, al fine di:
a) accrescere l'efficienza dell'Istituto in relazione a quella dei
corrispondenti uffici e servizi in Italia e nell'Unione europea;
b) razionalizzare il costo del lavoro pubblico, contenendo la
spesa complessiva per il personale, diretta ed indiretta, entro i
vincoli di finanza pubblica;
c) realizzare la migliore utilizzazione delle risorse umane nelle
pubbliche amministrazioni.
2. Per le finalità di cui al comma 1, nella seguente Tabella A, è
rimodulata l'attuale consistenza della dotazione organica
dell'Istituto Incremento Ippico della Sicilia in base ai fabbisogni
e al vigente sistema di classificazione del personale del comparto
non dirigenziale del Contratto collettivo di lavoro della Regione
siciliana e degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale
15 maggio 2000, n. 10.
TABELLA A
QUALIFICA CATEGORIA DOTAZIONE NUOVA
CCRL ORGANICA DOTAZIONE
ATTUALE ORGANICA
Operatori A 0 12
Collabora B 0 1
tori
Istruttor C 30 3
i
Funzionar D 1 1
i
TOT. 31 17
3. La consistenza della dotazione organica del personale
appartenente al ruolo unico della dirigenza regionale è fissata in
1 unità.
4. La dotazione organica totale dell'Istituto è di 18 unità.
5. Alle eccedenze di personale di ruolo, individuate a seguito
della rimodulazione della dotazione organica di cui al comma 2, il
dirigente responsabile dell'Istituto Incremento Ippico della
Sicilia applica le procedure di cui all'articolo 33 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, immediatamente dopo la
pubblicazione della presente legge.
6. Ai fini della ricollocazione totale o parziale del personale in
situazione di soprannumero o di eccedenza il Dirigente responsabile
dell'Istituto Incremento Ippico della Sicilia ed il Dirigente
generale del Dipartimento regionale della Funzione Pubblica sono
autorizzati a stipulare apposito accordo di mobilità ai sensi del
comma 5 dell'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165.
7. L'accordo di mobilità di cui al comma 6 del presente articolo
regola anche la copertura dei posti risultanti vacanti a seguito
della nuova dotazione organica.
8. Qualora ne ricorrano le condizioni, le eccedenze e le carenze
di personale scaturenti dalla nuova dotazione organica potranno
essere regolate col ricorso all'istituto del distacco del personale
ai sensi dell'articolo 62 del Contratto collettivo regionale di
lavoro del comparto non dirigenziale della Regione siciliana e
degli enti di cui all'articolo 1 della legge regionale 15 maggio
2000, n. l0.
9. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Comunico che all'articolo 3 sono stati presentati due emendamenti
soppressivi.
Di fatto, praticamente è uno solo, quindi si vota per il
mantenimento dell'articolo.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nell'ultimo passaggio
in V Commissione confesso che non siamo riusciti ad avere
chiarimenti, per una repentina accelerazione nelle votazioni, in
merito a questo articolo che finalmente prende in mano la
situazione dell'Istituto dell'incremento ippico, che ha sede a
Catania principalmente. Quindi, vorrei sgombrare il campo dall'idea
che il Movimento Cinque Stelle voglia paralizzare un'attività,
finalmente di riforma, tanto attesa.
Però non abbiamo avuto i chiarimenti adeguati, soprattutto sulla
tabella, perché come potete vedere si passa da 31 a 17 figure
previste nella pianta organica, e vorremmo capire esattamente cosa
si intende fare dei 14 lavoratori, che vada oltre una generica
mobilità. Perché mobilità significa ricevere l'ottanta percento
dello stipendio, ci sembra significhi questo, non significa
immediato ricollocamento - ci auguriamo di essere smentiti - in
altre strutture regionali che possano finalmente rendere attivi
questi lavoratori.
E poi non comprendiamo un altro passaggio, che non ci è stato
chiarito in nessuna delle fasi di lavorazione dell'articolo, come
il contratto collettivo nazionale del lavoro in questo caso possa
consentire - se i colleghi hanno lo sguardo sulla tabella - dei 30
istruttori, ben 12 vanno dalla categoria C alla categoria A .
Quindi, in qualche modo, la loro posizione viene sottodimensionata
o comunque svolgeranno delle funzioni in categoria A , quindi
scendono un po' di categoria. Vogliamo capire, c'è un accordo
sindacale, c'è un nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro
che consente la progressione, anziché verticale che ovviamente fa
piacere al lavoratore, una diminutio? Addirittura si passa da
categoria C a categoria A .
Ebbene, vorremmo capire se c'è stata nella fase di interlocuzione
con i sindacati questa accortezza di capire se da parte loro c'è la
volontà di retrocedere. Cosa faranno esattamente? E qualora dopo i
tre anni di mobilità non dovessero verificarsi le circostanze per
cui ci sia un ricollocamento attivo nel lavoro, perché non penso
che vogliano ricevere sussidi, quindi in questo caso noi potremmo
ritirare il soppressivo, ma gradiremmo avere dei chiarimenti
finalmente convincenti oppure, se lo si ritiene, di stralciare
l'articolo, dato che la finanziaria è alle porte, per avere i
dovuti chiarimenti, grazie.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, stasera mi sto permettendo di
intervenire in sostituzione del collega Bandiera, non a caso.
Allora, questo articolo invece, ad avviso del Governo, è
assolutamente necessario per fare finalmente ordine in uno degli
enti partecipati della Regione che potrebbe dare grande lustro e
che, purtroppo, a causa di un incancrenimento, se vogliamo anche
del personale, ma ora spieghiamo il motivo, non riesce a dare
quelle performance che invece dovrebbe dare.
Oggi cosa succede? Oggi è la tabella quella che deve, tra
virgolette, dare l'orizzonte. Noi oggi abbiamo zero operatori, zero
collaboratori, poi abbiamo 30 istruttori e, sino a un anno fa, quei
30 erano 36, cioè sono tutti istruttori direttivi che svolgono una
mansione che teoricamente non potrebbero svolgere. Cioè loro sono
coloro che dovrebbero, o che devono, attendere alla cura dei
cavalli.
Vi rendete conto che stiamo parlando di tre livelli, di tre
qualifiche funzionali superiori rispetto alla mansione invece che
attiene alla cura di questi animali. Allora oggi noi abbiamo una
discrepanza. La discrepanza è quella che, da un lato abbiamo dei
soggetti che dovrebbero fare delle mansioni che non fanno, che
hanno un ruolo sovradimensionato e che quindi costano una barca di
denaro, non all'incremento ippico all'istituto ma alla Regione.
Considerate che nel trasferimento annuale che facciamo. 2 milioni e
mezzo di euro l'anno, 2 milioni e duecentomila euro li paghiamo
soltanto come oneri personali. Duecento mila euro è l'intera
gestione. A cosa serve questo articolo? Serve a fare ordine. Lo
chiede l'Aula. L'Aula lo ha chiesto. Vogliamo fare una norma di
riforma.
Bene, questa mi sembra una norma che non fa male a nessuno, ma che
restituisce dignità all'istituto, e anche a coloro che lavorano
all'interno dell'istituto. Cosa si prevede? Si prevede che ci siano
12 operatori. Chi sono gli operatori? Sono coloro che in effetti
attendono alla cura del cavallo. Si prevede che ci sia un
collaboratore con funzione amministrativa. Si prevede che ci siano
3 istruttori. Gli istruttori sono quelli che hanno una funzione
amministrativa e non gli operatori. Poi si prevede un funzionario,
e se andiamo al comma 4, che richiama il comma 3, la dotazione alla
fine è di 18 unità perché sono 17 più un dirigente. Oggi abbiamo un
dirigente con 30 istruttori direttivi e abbiamo un esborso
eccessivo.
Allora vogliamo rimettere ordine. Noi oggi vogliamo rimettere
ordine all'istituto di incremento ippico, e lo vogliamo fare dando
una dotazione organica che sia reale con le esigenze dello stesso
istituto, non una dotazione organica che è il frutto di vecchie
logiche del passato. La domanda dell'onorevole Foti era: quelle
persone cosa faranno?
L'articolo 33 della legge 165, così come richiamato dal comma 6,
prevede la mobilità non con una decurtazione finanziaria economica,
ma prevede una mobilità in altri rami dell'Amministrazione, e noi
abbiamo vari rami tra cui la Resais. La copertura con le stesse
risorse che affluiranno in misura minore all'incremento ippico, e
lo abbiamo tra l'altro approvato in Commissione Bilancio, proprio
perché andremo con un saldo invariato. Cioè noi non trasferiremo
più 2 milioni e mezzo di euro all'incremento ippico, ne
trasferiremo appena quella cifra che servirà appunto per i 17
dipendenti. Il diciottesimo così come oggi viene pagato è come i
dirigenti della Regione, dell'Amministrazione regionale.
Quindi, noi ridurremo intanto il trasferimento all'incremento
ippico, ricollochiamo il personale in esubero, in eccedenza, e in
più diamo delle mansioni opportune allo stesso istituto. Questo
significa porre le basi per mettere ordine ad un istituto che, se
dobbiamo dirla tutta, potrebbe veramente dare tanto. E mi permetto
di dire che quando a luglio, ad Almeria è stata fatta quella
straordinaria manifestazione che ha voluto il Presidente, mi pare
che ha suscitato l'apprezzamento di circa 50 mila persone, non
l'apprezzamento di 10, di 10000, di 200 o di 3.000 persone. Quindi
l'invito che noi facciamo all'Aula è quello di sostenere questo
articolo proprio perché rappresenta la realtà attuale dei fatti,
l'analisi di ciò che oggi esiste, ma si proietta al futuro
riuscendo a creare ordine, a collocare anche i dipendenti nelle
opportune mansioni, nelle adeguate mansioni, e cerca anche di
creare una economicità e una sostenibilità finanziaria dello stesso
ente.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. E' già intervenuta, onorevole Foti. Lo faccia dire a
qualche altro.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi con riferimento
all'articolo 3, Presidente, devo preliminarmente far presente che
non è stato chiesto neppure il parere della I Commissione.
Trattandosi di Personale, almeno limitatamente agli aspetti che
riguardano il personale, sarebbe stato corretto, quantomeno,
chiedere il parere della Commissione competente trattandosi,
appunto, dell'Istituto per l'Incremento Ippico.
Nel merito, io credo che questo articolo comporti variazione di
spesa perché, nel prevedere l'attivazione delle mobilità in uscita
per il personale in esubero, deve automaticamente prevedere la
copertura con oneri finanziari a carico di un capitolo che sarà
Resais - intanto Resais non c'è scritto in automatico, così non si
può fare - ma fosse Resais, bisogna provvedere ad una variazione
del finanziamento relativo tra il capitolo dell'Istituto per
l'Incremento Ippico in diminuzione e la Resais in aumento.
Voglio, peraltro, fare presente, ed invito in tal senso la
Presidenza dell'Assemblea, cortesemente, a verificare, cosa che
farò anch'io nei prossimi minuti, che, se non ricordo male, proprio
il capitolo che riguarda l'Istituto per l'Incremento Ippico rientra
tra i capitoli, di cui all'Allegato 2 della Legge di stabilità, e
cioè rientra tra i capitoli congelati. Quindi parliamo,
esattamente, della discussione che ci siamo fatti, ieri, in Aula,
cioè parliamo del blocco finanziario, della vicenda del disavanzo,
della difficoltà che abbiamo di liberare quelle risorse congelate
di cui all'Allegato 2 della Legge di stabilità.
Quindi, a mio avviso, questo articolo non ha copertura finanziaria
e, pertanto, deve essere stralciato.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi spero di potere dare un contributo di conoscenza a questo
articolo, dopo gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto
e, per il Governo, dell'Assessore Falcone.
La vicenda dovrebbe essere nota a tutti, perché se ne sono
occupati tutti i giornali nazionali d'Italia. All'Istituto di
Incremento Ippico operavano, fino a qualche anno fa, una trentina
di palafrenieri - l'onorevole Cracolici conosce bene la vicenda,
anche perché ne abbiamo parlato quando egli era Assessore
all'Agricoltura.
Il palafreniere, com'è noto, è l'operaio che si occupa della cura
dei cavalli, trattandosi di un istituto che ospita gli stalloni
nella sede di Catania dal 1883.
Ad un certo punto della vicenda regionale, una trentina di
palafrenieri vengono promossi e diventano istruttori. Sei
palafrenieri, meno fortunati, rimangono palafrenieri. Nel momento
in cui il palafreniere diventa istruttore, non può più fare il
palafreniere, e non dà da mangiare ai cavalli.
I giornali, compreso il Corriere della Sera con Gian Antonio
Stella, ha scritto di questa trentina di dipendenti regionali che
percepisce lo stipendio senza potere, potere, non è che loro non
vogliano, senza potere svolgere le funzioni loro attribuite dalla
promozione, perché all'Istituto Incremento Ippico una trentina di
istruttori non avrebbero cosa fare, mentre invece c'è bisogno di
chi cura i cavalli.
Il direttore dell'Istituto Incremento Ippico avrebbe voluto
attivare l'istituto della mobilità per gli istruttori, ma non può
farlo perché, come è stato concepito l'Istituto Incremento Ippico,
non può trasferire in mobilità i propri dipendenti, se non
attraverso una modifica della legge. Quindi, in buona sostanza, se
passa questa norma noi consentiamo ad una trentina di dipendenti
dell'Istituto Incremento Ippico di potere finalmente andare a
lavorare, perché alcuni di loro soffrono di depressione, come è
normale e umano che accada. E al tempo stesso verrebbero trasferiti
per esempio all'Ispettorato provinciale dell'Agricoltura di
Catania, dove c'è tanto bisogno di personale istruttore. Nel
frattempo resterebbero 6 palafrenieri e potrebbero esserne presi
altre 6 di operai dall'Amministrazione regionale, nel momento in
cui si consente l'entrata e l'uscita, e con 12 palafrenieri i
circa i tanti cavalli dell'Istituto, finalmente, potrebbero
ricevere regolarmente il cibo, ricevere regolarmente l'acqua,
essere strigliati, pulita la lettiera, bisogna farli muovere quando
qualcuno ha la colica, insomma tutto quello che serve per potere
mantenere in maniera sana un cavallo. Ecco quale è tutta la storia.
Non c'è un solo centesimo in più, perché gli istruttori la quota
in più rispetto ai palafrenieri la ricevono già da anni, ecco quale
è il problema. Quindi il capitolo è già dotato per consentire,
certo se escono gli istruttori si fa qualche economia, perché
rimane un po' di danaro nel capitolo, ma per farli uscire e farli
andare a lavorare serve una norma. Tutto qui, in linguaggio molto
banale per poterci tutti capire.
In questo senso c'è stato anche un richiamo, credo due anni fa,
della Corte dei Conti perché si chiedeva come si fa a erogare lo
stipendio ad una persona che non ha le competenze per potere per
carità non è che tutti gli istruttori rimangano a guardare, anzi,
va dato atto che alcuni di loro fanno lo stesso, continuano a fare
il palafreniere, però mi sembra davvero un'ingiustizia nei loro
confronti non metterli nelle condizioni di esercitare il nuovo
ruolo, e mi sembra un'ingiustizia nei confronti dei cavalli che
invece rivendicano il diritto a maggiore cura e a maggiore
assistenza. In sintesi è questo il ragionamento.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Figuccia ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge numero
491 Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Si riprende la discussione del disegno di legge
emendamento 1R.2 - ddl 491 Stralcio V Comm/A .
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare. Lei era già intervenuto su
questo argomento?
CRACOLICI. Di cavalli io non mi sono occupato.
PRESIDENTE. Di cavalli non si è occupato, ma come ex assessore
all'Agricoltura, che conosce bene la cosa dovrebbe essere il primo
a essere favorevole, perché la norma non ha bisogno di copertura
finanziaria
CRACOLICI. Signor Presidente, Presidente della Regione, assessori,
onorevoli colleghi, gli asini li lascio agli altri Io ho la
sensazione che il Governo si complica la vita inutilmente.
Mi permetto di dire abbiamo approvato, credo un mese fa, una norma
che per la prima volta consente agli enti vigilati della Regione
l'istituto della mobilità in uscita e in entrata alla Regione. Non
capisco perché dobbiamo fare ora una norma, io lo capisco cosa
volete fare, e secondo me non ce ne è nessuna ragione, la pianta
organica dell'Istituto, l'Istituto è un ente vigilato
dall'Assessorato all'Agricoltura, quindi l'approva il Commissario
all'Istituto, l'ente vigilato lo approva come ente vigilante. C'è
bisogno di fare una legge per stabilire se ci servono undici
amministrativi? No, signor Presidente, così vi complicate la vita.
No, è un ente vigilato. Mi creda. Vengo, come si suol dire, dal
morto. Cioè noi, complicarci la vita con l'azione legislativa per
atti che sono di mera amministrazione
Quindi, il commissario non so neanche chi sia, se deve, alla luce
della dotazione organica, approva la nuova dotazione organica,
esiste l'istituto della mobilità in uscita e in entrata perché
abbiamo approvato la legge. Se invece fate questa norma così, la
prima domanda, signor Presidente mi ascolti, è: per fare la
mobilità di un ente in maniera precisa, non è vero che i costi sono
uguali, perché la mobilità prevede due voci: la parte fondamentale
che è in capo all'ente cedente; la parte così detta accessoria che
è in capo all'ente ricevente. Se noi non facciamo, quindi, una
previsione finanziaria per la parte del cedente e per la parte del
ricevente, noi stiamo facendo una norma senza copertura. Allora,
perché dobbiamo complicarci la vita?
Io credo, mi permetto di dire, alla luce io non sono contrario
alla storia di palafrenieri, il casino di quell'istituto, ci
mancherebbe, questo è buon senso, ma complicarci la vita con norme
che rischiano anche queste di avere un faro acceso, perché
l'istituto per l'incremento ippico, per come lo ricordava il
Presidente, è uno dei temi nazionali del sistema Regione. Quindi,
accendere fari su questioni che probabilmente possiamo risolvere
con molto buon senso, io credo che convenga a tutti. Dopodiché,
ripeto, secondo me tutto quello che volete fare già è previsto
dalla legge. Vi volete complicare la vita, fatelo, ma sinceramente
mi sembra una inutile complicazione.
PRESIDENTE. Il Governo conferma l'articolo. L'ho già detto che non
c'è bisogno di copertura di spesa. I firmatari dell'emendamento 3.1
confermano l'emendamento soppressivo?
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
Barbagallo, Cafeo, Cracolici, D'Agostino, Di Caro, Dipasquale,
Gucciardi, Lupo )
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 3
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 63
Votanti .. 60
Maggioranza . 31
Favorevoli . 34
Contrari . 26
Astenuti . 01
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
(emendamento Aula collegato I)
Iniziative a valere sulle risorse del Fondo Sicilia.
1. L'articolo 27 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21 è
modificato come segue:
Dopo il comma l, è aggiunto il seguente comma:
1 bis. La rinegoziazione dei mutui di cui al comma 1 può essere
consentita con rateizzazione semestrale sino ad un massimo di 30
anni, con applicazione di un tasso fisso di interesse annuo pari
allo 0,50 punti percentuali. .
2. Al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 22 febbraio
2019 n. l, dopo le parole in tutti i settori economici , sono
aggiunte le seguenti: , agli enti pubblici regionali che svolgono
attività in favore delle imprese operanti nel territorio regionale,
nonché, per le finalità di cui all'articolo 27 della legge
regionale 29 dicembre 2003 n. 21 e s.m.i, agli enti locali.
L'amministrazione regionale è autorizzata alla conferma ovvero alla
stipula dei contratti e delle convenzioni previsti dall'articolo 47
del decreto legislativo 1 settembre 1993 n. 385. Gli oneri
rimangono compresi nei compensi previsti dalla convenzione in
essere di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1.
3. Dopo il comma 2, dell'articolo 2 della legge regionale 22
febbraio 2019. n. l, è aggiunto il seguente comma 2 bis:
2 bis. Al plafond di cui al comma 2 possono accedere anche le
imprese che si sono distinte per il sostegno alla famiglia
attraverso misure dedicate alla genitorialità, quali titoli di
spesa concessi dalle aziende e finalizzati ad acquisire servizi
educativi di cura e custodia di figli fino a 14 anni o 18 anni, se
disabili, contributi e misure per promuovere iniziative che
favoriscano la permanenza nell'occupazione dei genitori lavoratori
dopo il periodo di congedo di maternità o parentale, asili nido
aziendali e aree attrezzate per il doposcuola, iniziative aziendali
finalizzate all'intrattenimento dei figli dei dipendenti nonché
borse di studio per i figli dei propri dipendenti, alle quali la
Regione Sicilia rilascia un certificato denominato Family plus .
Con decreto dell'Assessore Regionale per la Famiglia, di concerto
con l'Assessore per le Attività Produttive, da emanarsi entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono
stabilite le modalità e i criteri per il rilascio del certificato
SFamily plus , nel rispetto della normativa vigente in materi».
Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento 4.2 a firma degli
onorevoli Lupo, Arancio e altri.
È confermato onorevole Lupo?
LUPO. Sì, signor Presidente, è confermato.
PRESIDENTE. L'emendamento è confermato. Nessuno chiede di
intervenire.
Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Emendamento 4.1, onorevole
Cracolici, c'è l'emendamento Al comma 2 le parole gli oneri sono
sostituite dalle parole i relativi oneri inclusi quelli degli
organi preposti e le parole da nonché fino a enti locali sono
soppresse . Questo emendamento garantisce tutta la copertura
finanziaria.
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
siccome ho visto che è stato distribuito un emendamento, io ho
presentato un soppressivo, ma vorrei avere tempo di valutare
l'emendamento del Governo per confermare o meno l'emendamento
soppressivo.
Pertanto, chiedo al Governo se intende presentare altri
emendamenti. Mi riferisco all'emendamento 4.7. Tecnico o non
tecnico io ho il diritto di leggerlo prima di votare. Siccome la
Commissione Bilancio si è riunita fino a ieri, e oggi arrivano
altri emendamenti tecnici in Aula, io non credo che questo sia un
metodo accettabile.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. È sempre
successo.
LUPO. Non era accettabile in passato e non lo è neanche oggi. Io,
Presidente, la invito a sospendere tre minuti, per dare il tempo ai
deputati almeno di leggere gli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, non c'entra niente questo con
l'emendamento soppressivo. L'emendamento soppressivo è un'altra
cosa.
LUPO. C'entra o non c'entra io glielo saprò dire dopo che l'ho
letto, se consente.
ARICO'. Se il Governo lo spiega, forse, il collega Lupo ritira
l'emendamento soppressivo.
PRESIDENTE. Non c'entra questo onorevole Aricò. L'onorevole Lupo
lo conferma l'emendamento soppressivo. Procediamo con ordine.
Abbiamo un emendamento soppressivo che è l'emendamento 4.2,
confermato dal Partito Democratico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io ho un dubbio. A volte alcune cose possono essere
risolte anche da una buona illustrazione da parte del Governo.
Perché ci sono norme che, per la loro natura modificativa, di
singoli commi perché questo articolo ho capito che parla di tre,
quattro cose diverse.
La prima questione, autorizziamo alla rinegoziazione dei mutui.
Questi mutui di chi sono? Lo chiedo all'assessore per l'economia.
Perché se rinegoziamo mutui trentennali, immagino che questo
castelletto di credito non sarà più riscosso nei tempi che erano
previsti, quindi stiamo prevedendo una dilazione dei mutui. Ripeto,
non ho idea di chi siano, qual è l'ente concedente.
PRESIDENTE. La discussione su una rinegoziazione dei mutui
determina, semmai, un'entrata.
CRACOLICI. Determina anche oneri finanziari.
PRESIDENTE. Sì, ma determina un'entrata, comunque.
CRACOLICI. No, ma la diluisce.
PRESIDENTE. Sì, ma siamo a fine anno, onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Qua stiamo parlando di mutui trentennali. Sto
chiedendo, semplicemente, che il Governo illustri il comma 1, il
comma 2, il comma 3 credo riguardi le famiglie, la genitorialità.
Se il Governo si limita ad illustrare in maniera comprensibile,
forse anche gli emendamenti soppressivi possono venire meno.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, ieri abbiamo avuto in Commissione bilancio - lo
ricorderanno coloro i quali sono componenti della Commissione - un
approfondimento su questo articolo, anche alla presenza del
Presidente e del direttore generale dell'IRFIS, che ci hanno detto
sul punto che il comma 1 concerne un Fondo di pertinenza
dell'IRFIS. Quindi, non ha effetti diretti sul Bilancio della
Regione ma su un Fondo che pertiene all'IRFIS. Quindi, questo
allungamento o accorciamento o modificazione dei tassi, non ha
effetti diretti sulla finanza regionale,
Ecco perché non è stata necessaria, né copertura finanziaria, né
valutazione da parte della Ragioneria generale. Su questo credo si
possa ritenere superata la questione.
I commi 2 e 3 riguardano il cosiddetto Fondo Sicilia , anche
questo assegnato - non di pertinenza dell'IRFIS - su cui si è fatta
una valutazione circa l'utilizzabilità di questi parametri tant'è
che, proprio se lei vede la disposizione, la frase che viene
soppressa su richiesta della Commissione bilancio, è proprio perché
questa frase avrebbe determinato un'incidenza impropria sul fondo
Sicilia.
Quindi, d'intesa con l'IRFIS, che ha relazionato puntualmente in
Commissione bilancio - io sono ovviamente disponibile a dare tutti
i chiarimenti - però è chiaro che la Commissione bilancio un lavoro
lo fa e scevra ed approfondisce le questioni.
Se la Commissione porta qui un testo, è perché un approfondimento
è stato fatto.
Ovviamente tutti i Parlamentari hanno diritto di avere
chiarimenti .
CRACOLICI. La V Commissione è la proponente.
ARMAO, assessore per l'economia. No, ieri questo lo abbiamo
esaminato in Commissione Bilancio, proprio perché è materia di
evidente pertinenza della Commissione Bilancio, senza nulla voler
togliere alla V Commissione.
Sul comma 3 c'è un'esigenza di coordinamento. Siccome il decreto
di attuazione del Fondo Sicilia è già stato emanato a mia firma,
era opportuno che l'eventuale integrazione al decreto avvenisse con
un decreto interassessoriale che coinvolgesse l'economia, e non con
un decreto di un altro assessore.
Quindi, è solo un'esigenza di coordinamento che, purtroppo, ieri è
sfuggita in Commissione e che abbiamo approfondito.
Non c'è nessun tipo di modifica significativa.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, mantiene l'emendamento?
LUPO. Sì, lo mantengo.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 4.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 4.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale.
Presenti .. 61
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 0
Contrari .. 47
Astenuti .. 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.3, soppressivo del comma 1.
Onorevole Lupo, lo mantiene?
LUPO. Lo mantengo, signor Presidente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.6, a firma degli onorevoli Foti e
altri.
FOTI. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 4.4, a firma dell'onorevole Lupo. Il
parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.1, a firma della Commissione
Bilancio', con il parere favorevole della Commissione e del
Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.5. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
DE LUCA. Forse doveva far votare prima il subemendamento.
PRESIDENTE Sì, questo dopo. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.7, che è stato già distribuito. Il
parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
(art. 3, collegato III)
Promozione prodotti made in Sicily .
1. La Regione promuove accordi quadro con soggetti privati con
sede in Sicilia, tra cui catene commerciali e alberghiere, per la
promozione e commercializzazione di prodotti locali denominati
made in Sicily . L'Assessorato regionale delle attività
produttive, entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione della
presente legge, emana un decreto per definire i requisiti per il
riconoscimento dei prodotti made in Sicily oggetto della tutela e
promuove un progetto speciali triennale per valorizzare gli stessi
prodotti sul mercato internazionale-europeo, sfruttando, tra gli
altri, i canali della grande distribuzione e le catene commerciali
internazionali».
Si passa all'emendamento 5.1.
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 5.2.
FOTI. Chiedo di parlare sull'emendamento.
PRESIENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie signor Presidente. Sono membro della III Commissione
dalla scorsa legislatura e anche in questa. Sulla vicenda del made
in Sicily', born in Sicily', antifrode, promozione del territorio,
ci siamo veramente spaccati il cervello in quattro. Sarebbe bello
scrivere made in Sicily' o quello che vogliamo, ma non si può
fare.
Non si può fare perché vìola la norma europea. Tant'è che già
nella scorsa legislatura ci si è dovuti inventare un nome che fosse
abbastanza identificativo, ma abbastanza generico, che era Qualità
Sicura Sicilia'.
CRACOLICI. Qualità Sicura Certificata dalla Regione siciliana
FOTI. L'ex assessore ne sa qualcosa. Dovete sapere che è stato
fatto anche disegno, un po' bruttino - ma questo è - che è costato
soldi e che ha una QQS', Qualità Sicura Sicilia, che è costato dei
soldi, che ha un bel disegno, che dovrebbe comparire su tutti i
prodotti che rispondono a un disciplinare di filiera, dato che
l'Europa ancora non si decide a dare un'etichettatura precisa,
dalla terra allo scaffale, per tutti i cittadini europei.
Bene, ora noi ci stiamo andando a inventare un decreto, che deve
inventare un'altra cosa: dopo la legge born in Sicily', dopo
Qualità Sicura', per frammentare ancora la conoscenza, la
familiarità con qualcosa con cui i consumatori arrivano quasi ad
occhi chiusi e prendono un prodotto, ci inventiamo made in
Sicily'.
Ora io francamente, non volendo assolutamente disperdere chi è che
ha portato avanti l'articolo e l'emendamento, proporrei una
riscrittura che è abbastanza simile all'articolo, ma che aiuta la
Regione a perseverare su quello su cui fino ad oggi ha deciso di
insistere: fare entrare un imprinting nel consumatore, insomma chi
è che consuma i prodotti siciliani, che è qualità sicura Sicilia ,
e quindi sostituisco diciamo la parte centrale - non vi dovete
spaventare di una riscrittura così lunga - è praticamente lo stesso
articolo che va a rimarcare il valore Q. S. Qualità Sicilia, che
è quella che è stata la scelta fin dal Governo Lombardo, durante il
Governo Crocetta, e che secondo me dovrebbe essere ora anche adesso
continuare a perseverare in questa direzione, fermo restando che se
si vuole modificare siamo a favore.
Purtroppo sull'articolo 3 non possiamo essere favorevoli anche
perché tante volte abbiamo provato a cambiare Qualità Sicura
Sicilia in qualcosa che fosse un Fatto in Sicilia', made in
Sicilia' ma è sempre stato detto di no e a proposito di questo
l'Assessore sta lavorando ad esempio ai distretti del cibo
cercando di unificare in un unico distretto le produzioni
siciliane evitando che il feudalesimo ancora persista qui in
Sicilia; ognuno si fa il suo piccolo feudo creando un unico marchio
che sia stavolta sotto l'egida di un protocollo di disciplinari
dove ci possa essere una semplificazione, però oggi andare a
mettere un'altra cosa che è magari può sembrare bello, bello dire
il made in Sicily, si va ulteriormente a frammentare l'operazione
di marketing che la Regione da tre legislature sta portando avanti.
Spero di essere stata chiara.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'Assessore Turano. Ne ha
facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Lo sforzo che compie
l'onorevole Foti e i firmatari dell'emendamento onestamente è uno
sforzo apprezzabile, però l'obiettivo della Regione e penso di
tutta l'Assemblea regionale è quello di fare campagne di promozione
e di accompagnamento per il sostegno dei prodotti siciliani non
soltanto nei supermercati o nelle catene di distribuzione che hanno
sede qua ma anche all'estero.
Di tal che ridurre così tanto in un momento di crisi come questo
sembra esagerato.
Io non avrò difficoltà ad indicare nel decreto che
prioritariamente i prodotti che hanno una qualità sicura perché
prodotti biologici possono essere sostenuti meglio e di più ma
indicarlo per legge è una limitazione eccessiva che non permette
poi di chiudere le intese con le catene che si occupano della
commercializzazione dei prodotti e noi sembrerebbe poi alla fine
che faremmo un torto all'idea della legge che io condivido ma che
non possiamo sottoscrivere approvando questo emendamento.
Quindi il decreto io mi posso impegnare prima di emanarlo a
condividerlo con la Commissione attività produttive, ma questo è
una questione, onorevole Foti, ridurre troppo secondo me significa
forzare la mano, il mercato non è pronto ancora, quindi capisco
l'iniziativa però sono costretto mio malgrado a dare il parere
contrario fermo rimanendo che assumo l'impegno di costruire senza
escludere gli altri un meccanismo per concordare la promozione
anche dei prodotti che hanno una qualità sicura.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario a
maggioranza
PRESIDENTE. Con il parere della Commissione contrario a
maggioranza ed il parere del Governo contrario, pongo in votazione
l'emendamento 5.2. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Art. 6.
(art. 10, collegato III)
Sviluppo di una piattaforma informatica multifunzionale
Blockchain per l'applicazione ai servizi di
tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti
agroalimentari .
1. Al fine di dare attuazione a quanto previsto dal Regolamento CE
178/2002 Norme per la sicurezza alimentare , la Regione promuove
la creazione, lo sviluppo e l'applicazione di una piattaforma
informatica multifunzionale Blockchain che istituisce un registro
pubblico aperto, condiviso, trasparente, sicuro ed immutabile, in
grado di garantire la sicurezza ed il controllo dei prodotti
alimentari, tracciabilità, rintracciabilità degli stessi e per
accrescere la fiducia dei consumatori finali nell'operato delle
istituzioni e delle aziende. Per il perseguimento di tali finalità,
la Regione adotta e sviluppa una tecnologia basata su un linguaggio
crittografico non cancellabile.
2. Le disposizioni attuative relative all'istituzione e al
funzionamento della piattaforma di cui al comma 1, sono emanate con
decreto dell'Assessore regionale per le attività produttive.».
Si passa all'emendamento 6.2, onorevole Lupo lo mantiene o lo
ritira?
LUPO. Lo ritiro. E ritiro anche gli emendamenti 6.3 e 6.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Resta in vita l'emendamento della Commissione Bilancio il 6.1.
Col parere favorevole del Governo lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
(art. 9, collegato III)
Osservatorio del Florovivaismo e del paesaggio rurale
del Mediterraneo.
1. Nel quadro del potenziamento delle strutture dirette a
qualificare l'intervento regionale nel settore del florovivaismo, è
istituito, con decreto dell'Assessore regionale dell'agricoltura,
dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, l'Osservatorio
del Florovivaismo e del paesaggio rurale del Mediterraneo.
2. L'Osservatorio ha il fine di attivare studi in materia di
innovazione, internazionalizzazione, mercato, finanza di distretto
e dell'ambiente rurale e fornisce consulenze e supporto al sistema
delle imprese della filiera florovivaistica ed ai rami
dell'Amministrazione Regionale competenti per materia: adotta
misure per la sua partecipazione a programmi di ricerca anche a
carattere europeo interessanti l'area del territorio siciliano e
per l'inserimento degli stessi nei relativi piani di finanziamento
anche in collaborazione con le università e con il Consiglio
nazionale delle ricerche o altre istituzioni scientifiche e
tecniche del settore.
3. L'Osservatorio ha sede presso l'Assessorato regionale
all'agricoltura e si avvale di personale della Regione, sulla base
di un organico definito con decreto dell'Assessore regionale per
l'agricoltura e le foreste, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste
approva con proprio decreto lo statuto dell'Osservatorio.
L'Osservatorio dopo il suo insediamento approva il regolamento per
il suo funzionamento.
5. L'osservatorio redige il rapporto annuale del Florovivaismo.
6. Sono componenti dell'Osservatorio:
a) L'assessore all'Agricoltura o suo delegato che lo presiede;
b) I rappresentanti espressi da consorzi o organizzazioni leader
del settore del Florovivaismo dei poli produttivi siciliani;
c) Un rappresentante degli organismi intermedi/GAL nei cui
territori siano presenti almeno 200 aziende del settore
florovivaistico.
d) I direttori dei GAL nel cui territorio il florovivaismo
rappresenta un settore economico rilevante.
e) Un rappresentante dei comuni o loro unioni o associazioni o
consorzi in cui siano presenti almeno 200 aziende florovivaistiche.
7. La carica di componente dell'Osservatorio di cui al presente
articolo è a titolo gratuito.
8. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».
PRESIDENTE. Abbiamo una serie di emendamenti soppressivi, tutti
ritirati?
LUPO. Sono confermati.
PRESIDENTE. Va bene, grazie per i chiarimenti onorevole Lupo, sono
tutti confermati.
Si passa all'emendamento 7.1.
LUPO. E' mantenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore.
Contrario a maggioranza.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Anche per l'articolo
7, ritengo che comporti oneri e che sia necessario indicare la
copertura di spesa, pertanto è inammissibile, perché se non
possiamo neanche discutere degli ASU, che sicuramente sono un tema
estremamente importante e delicato, possiamo discutere di tutto, ma
se appunto nel caso specifico dell'articolo 7 ci sono per esempio
le coperture indicate, perché comunque costituire un osservatorio
comporta comunque spese. Comunque
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, leggo il comma 7 : La carica di
componente dell'osservatorio del presente articolo è a titolo
gratuito', e il comma 8: All'attuazione della presente norma si
provvede con risorse umane e strumentali e finanziarie disponibili
a legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica'. La Commissione Bilancio' l'ha ritenuta favorevole.
LUPO. Non basta indicare una clausola o un comma a chiusura
d'articolo per dire l'invarianza di spesa affinché non lo sia,
perché i 7 commi che precedono, determineranno spesa, quindi questa
h una falsità, quanto scritto all'articolo 8 è una falsità perché,
comunque, istituire un osservatorio, consentire che l'osservatorio
espleti l'attività in seno all'attività dell'amministrazione
regionale, comporta spesa.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI, Signor Presidente, onorevoli colleghi, Anche su questo
tema, i colleghi della Commissione Bilancio' se ne ricorderanno,
c'è stata una discussione sul meccanismo della clausola
dell'invarianza di spesa.
Se mi ha convinto dal punto di vista teorico-dottrinario il
ragionamento dell'assessore Armao, ieri in Commissione, tuttavia
siccome noi produciamo e poniamo in essere atti legislativi, noi
rischiamo con questo meccanismo della clausola di invarianza di
spesa di produrre norme inapplicabili
Inapplicabili, semplicemente perché non avranno copertura
finanziaria per cui sono con una fictio iuris chiarissima, mi
dispiace che l'assessore non mi ascolti, cioè rendiamo legittima
tra virgolette la norma ma poi la norma sarà inapplicabile perché
per rispettare la clausola di invarianza di spesa non potendo
spendere un centesimo, quella norma rimarrà inapplicata.
Mi rendo conto che dobbiamo chiudere questo collegato, ma
chiuderlo con norme che siano inapplicabili non ci sembra corretto,
questa è la ragione per cui nell'articolo precedente l'onorevole
Lupo ha ritirato tutti gli articoli soppressivi, che non aveva
senso mantenere. Ma questo dobbiamo mantenerlo perché è palese a
chiunque che questa norma impone una spesa.
Per cui, ciò che non va in questa norma è la clausola di
invarianza di spesa. Dovremmo semplicemente mettere la copertura
finanziaria, se c'è, oppure il Governo dovrebbe in qualche modo
fare in modo che questa norma non venga approvata, perché sarebbe
neppure norma manifesto, una norma che il Governo non sarebbe in
condizione di applicare, proprio per l'articolo 8, che è la
clausola di invarianza di spesa.
Per cui, ieri ci siamo divertiti in Commissione con questa
benedetta invarianza di spesa perché questo collegato doveva andare
necessariamente in Aula espungendo tutte le norme che producevano
spesa, per quelle che producevano ugualmente spesa hanno inventato
l'invarianza di spesa, ma l'invarianza di spesa diventa un limite
alla serietà della norma che è assolutamente inapplicabile perché
produce spesa e la legge che stiamo per approvare vieta di spendere
un centesimo solo per questa norma che, nel merito, può essere
assolutamente accettabile.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 7.1. Il
parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione dell'emendamento 7.1 avvenga
per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Arancio,
Barbagallo, Cafeo, Catanzaro, Cracolici, D'Agostino, De Domenico,
Di Caro, Lupo)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . . . 64
Votanti ... ..59
Maggioranza 30
Favorevoli 33
Contrari 26
Astenuti 0
(E' approvato)
L'articolo 7 è soppresso.
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
(art. 2, collegato IV)
Regolarizzazione oneri previdenziali e assistenziali.
1. Al pagamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali
sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti dei Consorzi e Società
d'ambito in liquidazione o in fallimento, accertate dall'Istituto
nazionale previdenza sociale (INPS) per violazioni dell'articolo 2,
commi l e l-bis, del decreto legge 12 settembre 1983, n.463,
convertito con modificazioni dalla legge 11 novembre 1983, n. 638,
ove notificate dall'INPS ai Commissari straordinari e ai Commissari
liquidatori nominati dalla Regione, per il periodo gestionale
successivo alla data del 30 settembre 2013 di cui all'articolo 19,
comma 2 bis, della legge regionale 8 aprile 2010, n.9, si provvede
a valere dei trasferimenti regionali di cui al comma 1,
dell'articolo 6, della legge regionale n. 5/2014 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. In attuazione di quanto disposto dal comma 1, il Dipartimento
regionale delle autonomie locali è autorizzato a trattenere, in
sede di liquidazione trimestrale dei predetti trasferimenti, le
somme occorrenti secondo le indicazioni del Dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti, in proporzione alle partecipazioni
sociali di ciascun Comune nei Consorzi e Società d'ambito in
liquidazione o in fallimento.
3. Per le finalità di cui al presente articolo, con provvedimento
adottato entro 20 giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Dirigente generale del Dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti provvede alla ripartizione ed imputa-zione
delle somme a carico di ciascun Comune facente parte dei Consorzi e
Società d'ambito in liquidazione o in fallimento, nonché alla
determinazione delle modalità di pagamento delle somme di cui al
presente articolo a cura del Dipartimento regionale delle Autonomie
locali, in nome e per conto di Consorzi e Società d' Ambito in
liquidazione o fallimento, di cui i Comuni sono soci. I pagamenti
sono effettuati dal Dipartimento regionale delle autonomie locali
in favore dell'INPS e/o in favore dei commissari di nomina
regionale, nella ipotesi in cui gli stessi abbiano già provveduto a
loro carico, previa esibizione di idonea documentazione.»
LUPO. Ritiro gli emendamenti 8.1, 8.2, 8.3 e 8.4.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
(art. 4, collegato IV)
Disposizione in materia di Autorità d'Ambito ottimali
poste in liquidazione.
1. Per gli ATO idrici messi in liquidazione, la Regione non
risponde delle passività eccedenti l'attivo della singola
liquidazione. Nei casi in cui il bilancio dell'Ente presenti una
situazione di disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi,
ovvero si trovi in condizione di insolvenza, con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale per
l'Energia e i servizi di pubblica utilità, si fa luogo alla
liquidazione coatta amministrativa.»
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie, signor Presidente. Con questo articolo
accompagniamo la liquidazione delle ATO idriche prima delle ATI ed
un articolo che, se oggi non venisse votato, arreca danno alle
casse della Regione, quindi io sono senz'altro per votarlo, però
onorevole Presidente della Regione approfittiamo della sua presenza
in Aula, certo che è un articolo che ci deve fare riflettere,
perché accompagniamo la liquidazione delle ATO idriche istituite
più di dieci anni fa, ed è la stessa ragione per cui, credo la
prossima settimana o nelle prossime settimane, inizieremo il
dibattito, credo, sulla legge che tratta i rifiuti; noi siamo
molto preoccupati di questa proposta del Governo dell'istituzione
di nuovi ATO sulla vicenda dei rifiuti.
Quindi noi riteniamo che questi passaggi vadano evitati perché poi
si producono disastri come questi e oggi il fatto che arrivi questo
articoli, mi sembra che sia la prova che questi passaggi durano 10,
8, 9 anni. Nel caso della legge sui rifiuti, Presidente Di Mauro,
lei ricorderà che la legge del 2009, e ancora dobbiamo liquidare le
vecchie Ato.
PRESIDENTE. L'emendamento 9.1 è ritirato?
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Ovviamente, ma aveva poca
importanza.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
(art. 7, collegato IV)
Modifiche alla legge regionale 8/2018.
1. Al comma l, dell'articolo 79, della legge regionale 8 maggio
2018, n. 8, le parole 31 dicembre 2018 sono sostituite con le
seguenti: 31 dicembre 2019 .».
All'articolo 10 è stato presentato l'emendamento 10.1, primo
firmatario l'onorevole Lupo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Anche questo è soppressivo, quindi, si vota per la conferma
dell'articolo 10.
BARBAGALLO. Signor Presidente, approfitteremo in Aula della
presenza dell'Assessore falcone per cercare di capire - poiché
modifichiamo un articolo approvato lo scorso anno - quali sono le
attività che sono state poste in essere prima che magari l'anno
prossimo ci ritroviamo di nuovo a richiedere la proroga di un anno
di queste attività.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore Falcone.
FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, mi fa piacere che l'onorevole Barbagallo abbia
sollecitato un chiarimento in merito a questo articolo.
Sostanzialmente l'anno scorso abbiamo votato un articolo con il
quale si consentiva a tutti gli IACP, in questo caso gli IACP di
Palermo di potere concludere delle transazioni attingendo anche a
delle proprie risorse finanziarie con una vera e propria
anticipazione di cassa per debiti già iscritti in bilancio.
Noi a quell'articolo avremo dovuto dare seguito entro il
31.12.2018. In effetti per un errore mio, dell'Assessorato, noi
abbiamo fatto l'atto deliberativo, lo abbiamo approvato prima del
Natale e in effetti per una svista il decreto assessoriale è stato
emesso in data 3 gennaio 2019, perdemmo un po' di tempo perché
prima di approvare quella norma abbiamo chiesto anche due pareri
soprattutto all'Ufficio legislativo per capire la regolarità
contabile e finanziaria e quindi la portata della norma. Alla fine
noi facemmo questa norma, facemmo anche la delibera. Abbiamo emesso
il decreto ma poiché lo abbiamo emesso soltanto in data 3 gennaio
2019 purtroppo non ha potuto sortire effetti. Ed ecco allora il
motivo.
Noi chiediamo l'estensione al 31.12.2019 per regolarizzare un atto
amministrativo che di fatto è stato già attuato ma non sta
esplicitando i propri effetti finanziari.
Vorrei ricordare che con questa norma consentiamo l'abbattimento
di 6 milioni di euro in capo all'Istituto autonomo Case Popolari di
Palermo ma acconsentiamo anche che l'AMAP di Palermo possa
introitare immediatamente 10 milioni e 200 mila euro con un
abbattimento di interessi sulla sorte capitale di circa 6 milioni a
favore degli IACP.
Nel frattempo, vorrei dire che lo IACP ha presentato i propri
consuntivi sino al 2018, ha presentato il bilancio di previsione
2019, ha stabilizzato dopo tantissimi anni i 77 dipendenti, ha
regolarizzato posizioni a saldo e stralcio nei confronti di vari
creditori, anche istituti bancari, per cui questo rappresenta
l'ultimo tassello per rimettere, diciamo così in regola, se
vogliamo sotto un profilo finanziario gli IACP e consentire
all'AMAP di introitare quei soldi che sta aspettando.
LUPO. L'ultima proroga?
FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la mobilità. La
facciamo dopodomani, ci sarà il mio decreto.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, io sono stato tra i promotori, per non
dire, tra coloro che hanno sollecitato con forza questa norma.
Questa norma che libererà delle risorse, soprattutto per lo IACP di
Palermo che, come sa bene l'Assessore Falcone, è in una situazione
di serio rischio di default. Questo permetterebbe di fare entrare
diversi milioni di euro allo IACP di Palermo e cercare, quindi,
l'opera di ripianamento e, quindi, di risanamento delle casse in
virtù, anche, di un debito nei confronti di AMAP, che l'assessore
conosce bene e, quindi, procedere eventualmente a delle transazioni
che, in questo modo, possano salvare dal crack finanziario
l'istituto. Un istituto che - volevo evidenziare - ha proceduto,
anche, alla stabilizzazione dei precari nell'ultimo periodo, un
istituto che è governato, assolutamente bene, sia dal Direttore
generale che dal Commissario che hanno proceduto, con grande senso
di responsabilità dico, anche alla stabilizzazione dei dipendenti
che aspettano da diversi anni.
Per cui, il mio voto è sicuramente a favore di questo
provvedimento e ringrazio l'Assessore Falcone per la
partecipazione, per l'impegno profuso affinché lo IACP di Palermo
ed i vari IACP della Sicilia possano avere un percorso virtuoso.
LUPO. Ritiro l'emendamento 10.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura.
«Art. 11.
(art. 15, collegato IV) Modifiche alla legge regionale 6
luglio 1990, n. 10
1. La legge regionale 6 luglio 1990, n. 10, è così modificata:
a) all'articolo 2 comma 3, nel primo capoverso le parole comprese
tra Entro 60 giorni e amministrazioni di appartenenza sono
sostituite con le seguenti: L'agenzia di cui all'articolo 62,
della legge regionale n. 8/2018, entro il 31 gennaio di ogni anno ;
b) all'articolo 2 è aggiunto il seguente comma 4:
4. Entro e non oltre il 31 dicembre 2019 è autorizzata la
revisione straordinaria delle aree di cui ai precedenti commi
dell'articolo 2 al fine di allineare la situazione censita a
seguito della legge regionale n. 10 del 1990 all'attuale stato di
fatto. ;
c) all'articolo 5 sono aggiunti i seguenti commi:
2. Gli alloggi sono assegnati ai nuclei familiari aventi
residenza anagrafica effettiva nelle aree da risanare da almeno sei
mesi continuativi alla data della costituzione dell'Agenzia
Comunale per il risanamento e la riqualificazione urbana della
città di Messina, nonché in possesso dei requisiti previsti dal
decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1972, n. 1035 e
successive modifiche, con esclusione del limite massimo di reddito.
3. I nuclei familiari aventi i requisiti di cui al comma 2, sono
inseriti in un'apposita graduatoria da utilizzare a seguito
dell'esaurimento delle graduatorie di cui al comma 1.
4. E' consentito l'utilizzo della graduatoria di cui al comma 2
pur non essendo esaurita la graduatoria di cui al comma 1
esclusivamente al fine di poter garantire un omogeneo e definitivo
sbaraccamento e risanamento ambientale dei singoli ambiti.
5. Al fine di scongiurare, nelle more della demolizione il
fenomeno della rioccupazione dell'alloggio fatiscente, vengono
individuati custodi degli stessi gli assegnatari di immobili
costruiti o acquistati con fondi di cui alla legge regionale n. 10
del 1990.
6. Il Sindaco, quale massima autorità sanitaria locale, previa
relazione motivata dei servizi sociali comunali e dell'ASP, può
disporre l'assegnazione provvisoria o definitiva dell'alloggio, in
deroga alle graduatorie di cui ai commi 1 e 2, ai nuclei familiari
formati da uno o più componenti affetti da conclamate disabilità o
patologie che rendono incompatibile il procrastinarsi della
permanenza nell'attuale alloggio rientrante nelle aree da
risanare.».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei parla sull'emendamento 11.1 che è
soppressivo?
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi intervengo per
evidenziare all'Aula che, a mio giudizio, il comma 6 è una
vergogna Una vergogna
Cioè, in uno Stato di diritto le graduatorie per l'assegnazione
degli alloggi di edilizia economica e popolare hanno delle regole,
previste per legge. Nel caso della vicenda che riguarda Messina,
l'articolo 5 pensare che intervenga il Sindaco se decide di
intervenire ha i poteri previsti per legge e, quindi, con le
competenze già previste. Che gli facciamo un comma apposta, mi
sembra veramente riprovevole.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi sarò
breve in quello che è un legittimo, mi auguro, chiarimento da parte
del collega Barbagallo. Se lei ha avuto modo di leggere, il
provvedimento che viene riservato al Sindaco riguarda delle
casistiche eccezionali, ovvero in caso di conclamate disabilità o
patologie che rendono incompatibile il procrastinarsi della
permanenza nell'attuale alloggio rientrante nelle aree da risanare.
Non è che noi stiamo dando al Sindaco un potere indiscriminato di
poter fare tutto ciò che vuole. Sicuramente lei sa, onorevole
Barbagallo, purtroppo a Messina ci sono anche stati dei casi di
asbestosi, e questo ha comportato una situazione, a mio avviso,
parecchio grave.
Al di là di tutto, la norma che ho fortemente voluto e l'impegno,
grazie anche al Governo Musumeci, all'Assessore Falcone e
complessivamente, dà la possibilità di attualizzare quella che è
una situazione, rispetto allo stato di fatto che è del 1990, credo
che siano una serie di norme importanti che aggiornano, un po',
tutte le graduatorie che ci sono e che danno la possibilità,
complessivamente, di attuare un risanamento organico che la città
di Messina attende da tanti anni.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Su questo articolo, se non ci sono
altri interventi, sono chiuse le iscrizioni a parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono un po'
stupefatto del fatto che ci siano norme per le quali non ci sono
dei rilievi formali. Il comma 6, sostanzialmente, favorisce l'abuso
di ufficio che, fino a prova contraria, la Regione non ha la
potestà di non prevederlo. Cioè noi roviniamo il Sindaco con questa
norma, non è che lo favoriamo Perché appena il Sindaco, in
attuazione di questa norma farà, un provvedimento sarà denunciato
all'Autorità giudiziaria e non è che l'Autorità giudiziaria dice:
no, c'è la legge regionale che prevede la norma e, quindi, non c'è
l'abuso , l'abuso è un atto del Codice penale che non è di
competenza della Regione.
Signor Presidente, il VI comma non si può neanche leggere Pensare
che in deroga ad una graduatoria possa il sindaco motu proprio per
mille ragioni, tranne se non ha poteri commissariali previsti dalla
legge nazionale, in materia di ordinanza di Protezione civile, ma
di cosa stiamo parlando? Io veramente rimango trasecolato del fatto
non che ci sia questa norma Ma, consentitemi, anche gli Uffici,
qualcuno li può scrivere alcuni rilievi e dire: signori, non è
applicabile alla Regione questa norma Così non si può andare
avanti a fare leggi che poi ci ridono in faccia quando li
impugnano
LO GIUDICE. Vorrei intervenire per dire che lo possiamo
togliere l'emendamento.
PRESIDENTE. Presentate l'emendamento.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, io chiederei la sospensione di
cinque minuti per la trattazione di questo articolo perché con
l'Assessore avevamo affrontato tempo fa la proroga per quanto
riguarda l'edilizia sovvenzionata e agevolata, la proroga delle
cooperative; per cui, siccome non troviamo l'emendamento nel testo
io le chiedo, per favore, gentilmente, di bloccare e di sospendere
cinque minuti l'Aula per preparare l'emendamento che ho già
concordato con l'Assessore.
PRESIDENTE. Lo accantoniamo.
TAMAJO. Signor Presidente, dobbiamo preparare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ho capito; lo accantoniamo; preparate l'emendamento.
TAMAJO. Lo accantoniamo in attesa di preparare l'emendamento.
PRESIDENTE. In attesa dell'emendamento, ci mancherebbe altro
TAMAJO. Va bene.
PRESIDENTE. Andiamo avanti, procediamo con l'articolo 12 quando
gli emendamenti sono pronti lo recuperiamo subito. Più presto
preparate gli emendamenti e più presto procediamo all'esame
dell'articolo.
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
(art. 16, collegato IV)
Fondi per risanamento Messina.
1. I fondi inerenti alle finalità della legge regionale 6 luglio
1990, n. 10, vincolati per il risanamento della città di Messina,
dichiarati perenti, vengono riprogrammati esclusivamente per le
opere e utilizzati per acquisto di alloggi e interventi di
riqualificazione urbana, mantenendo invariate le finalità di
risanamento previste dalla legge regionale n. 10/1990».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, Presidente della Regione,
Assessori, onorevoli colleghi, la cosa singolare di questo
articolo, ma più che altro anche per un discorso di tecnica
legislativa, noi abbiamo inventato la sanatoria della perenzione se
il fondo è dichiarato perente è una reiscrizione. Quindi, voglio
dire, siccome è una reiscrizione c'è il problema della copertura e
tutto quel che ne consegue. Quindi, su questo anche un
approfondimento con gli Uffici per capire la copertura perché si
tratta, chiaramente, di residui passivi, altrimenti, assessore
Armao, non si sarebbe parlato di perenzione. Quindi, credo che un
approfondimento sia dovuto.
CRACOLICI. E' stato fatta l'istruttoria a questo articolo?
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, un attimo, la prego, faccia
parlare il Governo che le chiarirà tutto.
FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le Infrastrutture e la mobilità. Questo
articolo è stato necessario. Noi per creare ordine e razionalizzare
la materia contabile, trattasi la legge n. 10 del 1990 assegnò al
comune di Messina 500 miliardi delle vecchie lire; di questi 500
miliardi delle vecchie lire ne furono spesi una parte, una parte
vennero distratte per altre cose, altra parte venne utilizzata per
finanziare edilizia residenziale pubblica ma non per il risanamento
per una delle sette frazioni, diciamo, delle sette località in cui
c'è stato, diciamo così, il baraccamento.
Oggi noi abbiamo fatto per dare questi soldi a Messina all'Arisme
che è l'Agenzia per il risanamento. Noi abbiamo fatto una
ricognizione, nella ricognizione che abbiamo messo in campo abbiamo
immediatamente sbloccato 22 milioni di euro con decreti, poi
abbiamo sbloccato altri 15 milioni di euro, ma sono soldi
finalizzati alla realizzazione di alloggi su cui stiamo lavorando.
Poi rimangono circa 20 milioni di euro.
Erano soldi che sono considerati, che sono anzi perenti. I soldi
perenti nel momento in cui vengono reiscritti o vengano rianimati -
utilizziamo questo termine - se sono perenti possono essere sì
rianimati, sì reiscritti, ma vanno in avanzo di amministrazione,
cioè vanno nel fondo globale. Per non andare nel fondo in economia,
per non andare in economia e quindi in avanzo di amministrazione ci
vuole la norma.
E allora, poiché questi fondi erano per il risanamento, sarebbe un
fatto ingiusto, come dire, rianimarli, reiscriverli e mandarli in
avanzo di amministrazione, sottraendoli alla città di Messina.
E allora, noi oggi che cosa chiediamo? Perché abbiamo tardato?
Abbiamo tardato e quando dicevamo che alla città di Messina avremmo
dato oltre 42 milioni, 43 milioni cash, dandone appena 22 con
quattro decreti già formalizzati, già approvati e già impegnati,
gli altri 20 milioni, 21 milioni di euro non li abbiamo potuti dare
perché se andavamo a sbloccare questi fondi perenti li avremmo
mandati in avanzo di amministrazione. Avremmo fatto una cortesia sì
all'economia, nel senso che avremmo rimpinguato le casse e i conti
in generale della Regione, ma avremmo fatto un torto,
un'ingiustizia alla città di Messina.
Per cui, riteniamo che oggi noi non dobbiamo fare nessuna
ingiustizia. La città di Messina sta iniziando in un percorso
virtuoso.
Vi vorrei ricordare che proprio l'altro giorno noi abbiamo
rinvenuto ulteriori somme ex Gescal andando a rosicchiare, andando
a pulire, a trovare tutte le economie dei lavori svolti e dei
lavori non effettuati o delle economie a seguito di lavori già
collaudati. Bene, abbiamo trovato ulteriori risorse e, ad esempio,
stiamo andando a sanare una grande ferita di via San Giovannello
dove ci sono 75 immobili - chi è di Messina lo sa - di cui 40
devono essere demoliti perché sono su una faglia e 30 invece
possono essere ben recuperati così come noi stiamo recuperando.
In quel principio di quella norma sulle incompiute laddove bisogna
demolire, demoliamo, laddove bisogna realizzare, realizziamo, e
questa norma serve, quindi, per dare ulteriore ossigeno al
risanamento di Messina.
Per cui, la norma è una norma opportuna, è una norma di giustizia
sociale che va nell'interesse della città di Messina a cui se nel
passato è stato fatto un torto non dovremmo, come dire, consumare
un'ulteriore mortificazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo quante
volte l'assessore Falcone dovrà ricevere impugnative da parte del
Consiglio dei Ministri per fermarsi con le sue sciocchezze sul
piano amministrativo L'ultima è la legge sugli appalti. Ci ha
fatto una lezione, un pistolotto, è siamo stati presi a pesci in
faccia dall'impugnativa ultima che è stata per l'ennesima volta
ribadita, come dire, anche insultandoci.
TURANO, assessore per le attività produttive. E' e rimane una
legge giusta
CRACOLICI. Sì, certo, anche questa; l'intendimento è giusto, ci
mancherebbe
C'è qualcuno che è contrario che la città di Messina possa
utilizzare risorse per ricostruire a Messina? Io sottoscrivo. Se
dobbiamo fare un comunicato stampa, perché un comunicato stampa non
si nega a nessuno o facciamo un atto di propaganda.
Ma di cosa sta parlando l'assessore Falcone? Somme perenti che
vengono reiscritte? Vorrei farle notare, assessore Falcone - lei
era, tra l'altro, deputato con me - che è stato introdotto
nell'ordinamento contabile della Regione siciliana il decreto
legislativo n. 118 che ha modificato radicalmente il modello di
contabilità e di gestione della contabilità regionale. Le somme
perenti sono state cancellate. Per ripristinarle bisogna avere cash
le risorse, ovvero deve dire qual è il capitolo di entrata al quale
si fa riferimento per poter fare il capitolo di uscita, dove fare
gli impegni, altrimenti ci stiamo prendendo in giro State
prendendo in giro la città di Messina
Tra l'altro, dov'è l'assessore al bilancio?
ARMAO, assessore per l'economia. All'economia
CRACOLICI. No, al bilancio Lei farebbe bene a imparare a fare
l'assessore al bilancio, perché sull'economia abbiamo dei dubbi, ma
sul bilancio ogni giorno ne vediamo una nuova L'abbiamo visto ieri
sul Cuc, oggi lo vediamo su questo.
Assessore, lei da assessore per l'economia, per il bilancio,
decida lei a che cosa, può sottoscrivere questo emendamento? È
nelle condizioni di dare, nella qualità, copertura a questa norma?
Io credo che qui veramente ci sia il rischio di uno sbandamento
generale. Ci sta che si fa la norma e si tenti di farla passare per
dire ci abbiamo provato , ma che si possa anche intervenire a
spiegare la giustezza formale della norma, ci vuole rossore
Assessore Falcone, in lei ogni giorno questo rossore aumenta
PRESIDENTE. Io vorrei su questo articolo, se lei è d'accordo,
chiedere un approfondimento, assessore Armao. Tranne che lei
chiarisca le questioni in Aula.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, ieri in
Commissione Bilancio questo articolo non è stato trattato poiché
qualificato come ordinamentale. Ci siamo confrontati adesso con il
Presidente della Commissione Bilancio , io ricordavo così ma anche
lui ha un documento che indicava quali fossero gli articoli da
sottoporre alla valutazione della Commissione Bilancio e quali,
invece, di natura ordinamentale.
Mi corre l'obbligo - mi troverò d'accordo nella qualifica che lui
sceglierà di affibbiarmi - con l'onorevole Cracolici, per ritenere
che, comunque, si tratta di una materia concernente, certamente la
contabilità pubblica e con probabili profili di intersezione con il
decreto legislativo n. 118. Con la conseguenza, al fine di
scongiurare di invadere competenze di sicura pertinenza statale,
probabilmente è meglio fare un approfondimento in Commissione
Bilancio .
Quindi, se lo stralciamo, lo mandiamo in Commissione Bilancio e
lo rinviamo a futuro intervento legislativo, in modo che possiamo
fare un approfondimento adeguato.
PRESIDENTE. Mi pare che c'è una richiesta precisa di stralcio.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, non voglio avere io la presunzione di essere un esperto
in materia finanziaria anzi, tutt'altro, sono qui per imparare tra
le altre cose. Ritengo, però, che l'importanza di tale norma,
soprattutto per quella che è la finalità, possa sicuramente
richiedere un approfondimento. Allo stesso tempo, dico di non
stralciarlo, ma di accantonarlo, considerando che ancora abbiamo
altri articoli. Nel frattempo, avremo modo di confrontarci
nuovamente, per l'ennesima volta, considerando che l'abbiamo
discusso più volte in Commissione Bilancio , in V Commissione, con
il Governo, eccetera e, considerando anche, come diceva il collega
Cracolici, che sulla finalità - penso che siamo tutti d'accordo non
c'è dubbio - Presidente, io le chiedo di accantonarlo e poi,
eventualmente, vedremo se ci sarà la possibilità di trovare una
soluzione, qualora questa proposta non sia utile, per poterlo
approfondire.
Vedo che l'assessore Armao annuisce, quindi penso che la mia
proposta di accantonarlo momentaneamente possa essere accolta
positivamente.
PRESIDENTE. Se il Governo è d'accordo lo accantoniamo così si fa
un approfondimento sull'intero articolo 12.
Sull'articolo 11 non è arrivato ancora alcun emendamento, quindi
proseguiamo con l'articolo 13. Ne do lettura:
«Art. 13.
(art. 19, collegato IV)
Istituzione capitolo di spesa nell'entrata per le
sanzioni amministrative pecuniarie di cui all'art. 29 del
d.lgs. 3 aprile 2006. N. 152.
1. E' istituito nella parte relativa alle entrate nella rubrica
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente,
Dipartimento ambiente, un capitolo per le sanzioni amministrative
pecuniarie previste all'articolo 29 del d.lgs. 3 aprile 2006, n.
152».
Si passa all'emendamento 13.2 a firma dell'onorevole Lupo.
Onorevole Lupo, lo ritira?
LUPO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 13.1, della Commissione
Bilancio . Lo pongo in votazione con il parere favorevole del
Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14.
(art. 3, collegato IV)
Riutilizzo in agricoltura dei fanghi provenienti dalla
depurazione delle acque reflue.
1. Nell'esercizio delle competenze attribuite dall'articolo 6,
comma 1, n. 2), del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 99,
nella Regione, per l'utilizzo in agricoltura dei fanghi provenienti
dalla depurazione delle acque reflue urbane e reflui assimilati,
valgono i limiti di cui agli allegati IA, IIA, IB e IIB alla
presente legge. Tutti gli operatori coinvolti sono tenuti a
prestare idonee garanzie sulla tracciabilità dei fanghi individuati
nell'elenco codici EER, contenuto nell'allegato IIC alla presente
legge, secondo modalità definite dal Dipartimento regionale
dell'acqua e dei rifiuti, entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge. Pe la frequenza delle
analisi, trova applicazione la Tabella di cui all'Allegato IC alla
presente legge.
2. Nella Regione, subordinatamente all'utilizzo in agricoltura, i
fanghi derivanti dalla depurazione delle acque reflue urbane e
reflui assimilati identificati con i codici EER contenuti
nell'Allegato IIC alla presente legge possono altresì essere
avviati, nell'ordine: ad impianti per la produzione di
fertilizzanti in conformità al decreto legislativo 29 aprile 2010,
n. 75, alla produzione di biogas ovvero biometano per impiego sul
posto e/o immissione in rete e, in via residuale, allo smaltimento
in discarica, nel rispetto della normativa vigente».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là del
dettaglio chiediamo di conoscere meglio gli allegati, ma noi siamo
concettualmente contrari al riutilizzo dei fanghi in agricoltura.
Riteniamo che si debbano smaltire negli impianti previsti per
legge.
Quindi, è una metodologia che vede il Partito democratico
fermamente contrario.
PRESIDENTE. Accantoniamo l'articolo 14 in attesa di un
approfondimento.
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15.
(art. 24, collegato IV)
Utilizzo sabbie.
1. Per ridurre i processi di dissipamento delle sabbie individuate
nei fondali della Regione, al fine di consentire l'utilizzazione
per scopi di ripascimento e di difesa costiera e contrastare
conseguentemente i processi erosivi costieri, i bandi di gara e le
concessioni prevedono che le sabbie debbano esser prioritariamente
utilizzate per interventi di protezione e recupero dei litorali
della Regione.
2. Per le concessioni in corso, l'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente è autorizzato a rinegoziare le stesse
alla luce delle previsioni di cui al comma 1».
All'articolo 15 sono stati presentati gli emendamenti 15.1, 15.2 e
15.3 dall'onorevole Lupo.
Gli emendamenti sono ritirati.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
comunico il voto favorevole su questo emendamento.
Mi auguro si possa applicare in quel caso specifico che riguarda
le sabbie di Termini Imerese per evitare che vadano a finire a
Montecarlo, che possa essere un modo per evitare che le nostre
coste vengano ancora più deturpate da una concessione che ha
evidenti dubbi e che questa Regione aveva permesso e concesso.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che quando l'onorevole
Sunseri ha preso la parola auspicavo che, per una volta, il suo
fosse un apprezzamento al Governo, visto che abbiamo già firmato il
decreto di diniego proprio sull'estrazione delle sabbie, quindi,
per rafforzare il principio che abbiamo voluto tecnicamente, perché
c'è un parere tecnico della Commissione, ovviamente, che ha guidato
l'indirizzo politico.
Noi oggi stiamo ponendo all'attenzione dell'Aula il principio
prima la Sicilia e poi, eventualmente, il resto .
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 15. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E' pervenuto alla Commissione, un emendamento a firma del Governo
all'articolo 11. E' accantonato.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Art. 16.
(art. 6, collegato V)
Strade degli Scrittori di Sicilia.
1. Le Strade degli scrittori di Sicilia sono distretti culturali
e territoriali e/o tematici che accomunano soggetti pubblici e
privati in un percorso anche senza continuità territoriale dedicato
agli scrittori e alla scrittura in genere alla crescita culturale
delle comunità siciliane. Essi sono percorsi segnalati e
pubblicizzati con appositi cartelli, attraverso i quali si
raggiungono i luoghi vissuti dagli scrittori siciliani o descritti
nelle loro opere e che costituiscono un itinerario che coinvolge i
luoghi della cultura, biblioteche, centri storici, caffè letterari,
corti e palazzi storici, botteghe storiche, case museo, parchi
archeologici, parchi culturali, teatri e cinema, luoghi per eventi
e botteghe artigiane, siti archeologici, cantine sociali,
enogastronomia, siti naturalistici e strutture per l'accoglienza
con i relativi servizi.
2. Le Strade degli scrittori di Sicilia , su richiesta del
Comitato promotore, sono istituite e riconosciute con decreto del
Presidente della Regione.
3. Il Comitato promotore è composto dai delegati del Presidente
del libero Consorzio, dai Sindaci dei comuni interessati, nonché da
rappresentanti della locale Camera di Commercio e delle aziende,
singole o associate, le cui attività economiche si svolgono nel
territorio attraversato dalle Strade degli scrittori di Sicilia .
4. Il Comitato promotore presenta al Presidente della Regione,
unitamente alla domanda, il disciplinare della Strada dello
scrittore contenente il nome, le caratteristiche, le finalità ed
il percorso lungo il quale si sviluppa l'itinerario nonché gli
standard minimi per l'adesione delle aziende. Il disciplinare detta
le linee guida per lo schema organizzativo e gestionale della
Strada dello scrittore .
5. Il Presidente della Regione, entro 120 giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, approva il regolamento di
attuazione.
6. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, l'articolo 16 riguarda un'iniziativa
che era partita da un disegno di legge sviluppato dalla collega
Campo che poi aveva visto, a seguire, un mio disegno di legge.
Era stato anche motivo di discussione con la collega sulla
tempistica, ma io ho sempre detto e le ho sempre riconosciuto
l'aver anticipato l'iniziativa.
Dopodiché, questi disegni di legge non sono andati avanti e nella
V Commissione, di cui io faccio parte, abbiamo cercato di
sviluppare questi pochi commi di questo articolo per avviare questo
percorso che riguarda la valorizzazione di scrittori e poeti
dell'intera Sicilia.
La Commissione quando si è riunita ha condiviso all'unanimità
questo articolo. Io mi sono permesso di aggiungere, di emendarlo su
alcune cose, che sono state accolte dalla Commissione, ed è
diventato un po' patrimonio di tutti.
Ieri ho avuto modo di vedere, anzitutto le preannunzio che il
nostro emendamento soppressivo è ritirato. Ovviamente, è un
emendamento formale; li abbiamo presentati a tutti gli articoli, ma
non avremmo mai portato avanti l'emendamento soppressivo su un
articolo che condividiamo totalmente al cento per cento.
Abbiamo avuto modo di seguire sulla stampa che l'associazione
Strada degli scrittori' è intervenuta sulla questione e - devo
dire - ha criticato l'intervento, perché già esiste l'associazione
e perché già l'associazione svolge, devo dire, un servizio
importante, importantissimo.
Riconosco a Cavallaro di essere riuscito a fare un'opera
meritoria: mettere al centro gli scrittori di tutta l'area,
compreso pure qualcun altro non della provincia di Agrigento,
perché l'area parte da Agrigento e finisce a Caltanissetta. Però,
fermo restando il rispetto e la condivisione, che noi possiamo
anche cambiare il nome e chiamarlo in maniera diversa - la collega
Campo ha presentato un emendamento che cambia il nome e che io
condivido, che noi condividiamo, perché a noi interessa la sostanza
- ma rimane comunque un'esigenza.
Sarà una leggina; noi non la consideriamo una leggina.
Riconosciamo il lavoro che hanno fatto gli amici di Agrigento, però
riteniamo che così come loro hanno avuto la capacità e la forza di
valorizzare i loro scrittori e i loro poeti, riteniamo che tutta la
Sicilia abbia lo stesso diritto, perché riteniamo che il modicano
Salvatore Quasimodo, che vinse il premio Nobel, abbia lo stesso
diritto e abbia lo stesso valore rispetto ai poeti e agli scrittori
dell'agrigentino; così come Gesualdo Bufalino, così come Poidomani;
così come tanti di tutta la Sicilia.
E allora, questa norma, i disegni di legge originari, ma
l'articolo che abbiamo votato in Commissione ha questo significato:
ha il significato di tutelare tutti coloro che meritano di essere
tutelati nella nostra Regione siciliana.
Quindi, ovviamente, l'emendamento soppressivo non esiste, è
ritirato; ma condividiamo la modifica del nome che cambiamo - poi
lo dirà bene la collega onorevole Campo. A noi poco importa come
vogliamo chiamarlo; l'importante è che le nostre migliori
espressioni nel campo letterario siano tutelate e valorizzate.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento 16.1 è ritirato.
Hanno chiesto di parlare l'onorevole Campo, che è firmataria fra
l'altro di questo importante subemendamento 16.2, e poi l'onorevole
Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Campo.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, intanto
esprimo il mio apprezzamento per la condivisione di questa proposta
e della sensibilità culturale che l'Aula esprime nei confronti dei
grandi scrittori, degli illustri scrittori che hanno reso celebri
alcuni luoghi della nostra Sicilia.
Ci tengo a sottolineare che questa norma parte da una precedente
esperienza, la positiva esperienza della Strada degli scrittori
640 che è, celebrando, appunto, Sciascia, Camilleri, Rosso di San
Secondo, Pirandello, Russello, questi 6 grandi scrittori siciliani,
ha reso importante quella strada. Sulla falsa riga di questa
esperienza, volevamo estendere la proposta a tutta la Regione
Sicilia perché in tutta la Sicilia ci sono grandi importanti e
illustri autori. Ne cito alcuni: Elio Vittorini, Vitaliano
Brancati, Federico De Roberto, Gesualdo Bufalino che già
precedentemente ha citato il collega. Quindi, potrebbe essere
importante anche come attrattore turistico per la promozione del
nostro territorio portare avanti questi percorsi letterari.
Abbiamo voluto con un emendamento modificare il nome, proprio per
evitare che si faccia confusione, ma che nessuno si arroghi il
diritto e la paternità di rendere la cultura siciliana qualcosa di
proprietà. La cultura siciliana è di tutti, di tutta la Sicilia e
di tutto il nostro popolo. Quindi, abbiamo modificato il nome, ma
nessuno si può arrogare il diritto di essere titolare e avere la
paternità degli illustri scrittori siciliani che sono patrimonio di
tutti.
Questo ci tenevo a sottolinearlo a seguito della polemica che
abbiamo letto oggi sui giornali da parte, appunto, di Felice
Cavallaro e dei rappresentanti della Strada degli scrittori
dell'associazione della Strada degli scrittori siciliani .
Penso che questa norma che, appunto, è a costo zero, rivedendo la
toponomastica di alcuni luoghi della nostra Regione, appunto, in
accordo col Governo possa continuare a portare avanti le nostre
tradizioni letterarie, la memoria non solo dei luoghi ma anche
promuovere percorsi enogastronomici, promuovere musei, fondazioni,
case museo dove questi grandi scrittori hanno vissuto e hanno
potuto pubblicare le loro opere.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, anch'io esprimo apprezzamento per il
contenuto dell'articolo e condivido l'emendamento presentato dalla
collega Campo che elimina un equivoco che mi sembra importante,
cioè bisogna valorizzare il lavoro già svolto per la Strada degli
scrittori dal dottore Felice Cavallaro e al contempo valorizzare
una nuova esperienza che si può avviare, appunto, con i percorsi
letterari di Sicilia, così come sono stati ridefiniti o percorso
letterario con l'emendamento 16.2.
Voglio, Presidente, fare presente - e invito l'onorevole
Barbagallo nel subemendamento a tenerne conto - che al comma 3
sinceramente mi sembra eccessivo prevedere che tutte le aziende che
si trovano lungo il percorso entrino a far parte del comitato
promotore, perché rischieremmo di ritrovarci un comitato promotore
con centinaia se non con migliaia di componenti.
Allora, nel subemendamento noi proporremo che in sostituzione
delle parole aziende singole o associate si utilizzi
un'espressione come associazione imprenditoriale o di categoria ,
altrimenti rischiamo la paralisi dell'operatività di questa
esperienza certamente importante per promuovere e diffondere la
cultura e rilanciare il turismo culturale della nostra Regione.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Abbiamo presentato un subemendamento al 16.2, per
sopprimere le parole che fanno riferimento, assessore Messina, ai
distretti territoriali e tematici. Insomma non è stato un gran
momento ed una grande esperienza, riteniamo, per la promozione
dell'offerta turistica della Regione siciliana. Credo che debba
parlarsi di offerta culturale in genere e saremo molto attenti nel
valutare la crescita dell'offerta turistica soprattutto in questo
settore, dove a crescere non sono e non devono essere soltanto le
presenze sui siti culturali ma anche in percorsi letterari come
questo che, certamente, possono dare un valore aggiunto per un
turismo più ricercato e anche destagionalizzato.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, desiderava
il Governo dare un contributo a questo appassionato dibattito
sull'articolo 16. Naturalmente il Governo, ha già in altre
occasioni, espresso, la condivisione e l'apprezzamento
dell'iniziativa. E' stata richiamata, nell'emendamento del deputato
Campo, la possibilità di trovare una soluzione alternativa o in i
percorsi letterali di Sicilia o in percorso letterario'. Il
Governo opterebbe per le strade del percorso letterario'.
Se l'Aula fosse d'accordo, per essere più snello, più agile anche
nella comunicazione. Condividiamo l'osservazione testé avanzata dal
collega Lupo sulla problematicità che potrebbe comportare
un'eccessiva proliferazione di presenza, all'interno del Comitato
promotore, fra le aziende singole o associate che ricadano nel
territorio interessato. Noi saremmo, non so chi stia preparando un
subemendamento ma possiamo arrivare ad una condivisione, se fossero
sufficienti soltanto i rappresentanti della Camera di Commercio
che, in definitiva, è l'organismo che rappresenta tutte le aziende
singole e associate, proprio perché l'organismo più agile è, più
snello è e meglio può lavorare anche in termini propositivi.
PRESIDENTE. In attesa dei subemendamenti che saranno presentati o
a nome dell'onorevole Lupo o a nome del Governo, rispetto alle
ultime considerazioni che ha fatto il Presidente della Regione,
onorevole Musumeci, accantoniamo quest'articolo 16 pronto a
riprenderlo
BARBAGALLO. E già presentato.
PRESIDENTE. Dovete presentare l'emendamento. Il Governo lo deve
presentare. Scusate, qui c'è scritto: nonché dal rappresentante e
delle singole aziende o associate.
Ci vuole l'emendamento. Lo abbiamo già scritto? Va bene se
qualcuno sale a firmarlo, no così non va bene si deve cassare
l'eliminazione delle società', per sostituire con le ditte.
Allora, lo firma l'onorevole Lupo? Va bene. Abbiamo aggiunto
l'eliminazione delle singole ditte, basta l'indicazione della
Camere di Commercio.
Si passa al subemendamento 16.2.1 bis.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 16.2, degli onorevoli Campo ed altri, con
l'indicazione che aveva dato il Presidente della Regione strade
del percorso letterario'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Art. 17
(art. 18, collegato V)
Provvedimenti in favore dei lavoratori LSU Almaviva
1. All'articolo 20 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8 dopo
le parole 31 dicembre 2013 sono aggiunte le parole , ovvero, in
alternativa, si applica l'articolo 30 della legge regionale 28
gennaio 2014, n. 5 .».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 17.1, a firma degli
onorevoli Tamajo e D'Agostino. Lo pongo in votazione. Il parere
della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17, così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11, in precedenza accantonato. C'è un
emendamento soppressivo del famoso comma 6, in cui si dice "il
comma 6 dell'articolo 11 è soppresso".
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, abbiamo approvato la soppressione del comma 6.
Si passa all'emendamento 11.3, che modifica l'articolo 11, a firma
degli onorevoli De Luca ed altri.
DE LUCA. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 11, senza il comma 6. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1, in precedenza accantonato. Ci sono due
subemendamenti. Distribuiamo i subemendamenti 1.2R, a firma Lupo, e
1.3 del Governo.
Intanto, si passa all'emendamento 1.1, che sopprime l'articolo, a
firma degli onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
1.2, a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
LUPO. Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
1.2R. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
TURANO, assessore per le attività produttive. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SUNSERI. Presidente, può procedere con calma. Abbiamo ricevuto
adesso l'emendamento.
PRESIDENTE. Era stato distribuito. Pongo in votazione l'articolo
1, così come è stato emendato. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'articolo 2 è sempre accantonato.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Art. 18.
(art. 20, collegato V)
Provvedimenti in favore dei lavoratori ex Pumex.
1. I lavoratori ex Pumex, impegnati nei Progetti obiettivo , di
cui all'articolo 4, comma 10, della legge regionale 12 maggio 2010
n. 11, sono trasferiti, nel rispetto del trattamento giuridico ed
economico in essere al 31 dicembre 2017, nell'apposita area
speciale transitoria ad esaurimento istituita presso la Resais SpA,
alle cui dipendenze rimangono in carico fino al verificarsi delle
previsioni di cui agli articoli 4 e 5, della legge regionale 20
gennaio 1999 n. 5. A tal fine, i lavoratori continuano ad essere
utilizzati dal Comune di Lipari per le proprie attività
istituzionali. .
2. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Art. 19.
(art. 22, collegato V)
Provvedimenti a favore dei lavoratori utilizzati in attività
socialmente utili.
1. Gli Enti utilizzatori, che coerentemente con l.r. 8/2017 hanno
deliberato o aggiornato il programma di fuoriuscita, in coerenza
con la presente legge, completeranno le procedure di
stabilizzazione entro il 31 dicembre 2020.
2. Entro 90 giorni dalla data d'entrata in vigore della presente
legge tutti gli enti utilizzatori, pubblici e privati, del
personale ASU devono provvedere ad adottare il programma di
fuoriuscita o all'aggiornamento della delibera redatta ai sensi
dell'art. 11 comma 7 della l.r. 8/2017 con delibera dell'organo
esecutivo, nonché ad avviare per gli esuberi le procedure di
mobilitaÌ ai sensi degli articoli 1 e 5 del decreto legislativo 28
febbraio 2000, n. 81 presso enti pubblici o pubblici economici,
aziende ed enti pubblici dipendenti e/o strumentali
dell'Amministrazione Regionale, gli enti locali territoriali o
istituzionali, dotati di idonee capacitaÌ assunzionali. Decorsi
infruttuosamente i 90 giorni, per gli enti utilizzatori che non
hanno provveduto agli adempimenti di cui sopra, l'Assessorato
Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro,
dopo aver preliminarmente avviato le procedure di cui all'art. 5
comma 2 della L.R. 24/2000 e ss.mm.ii., segnala detta inadempienza
alle amministrazioni titolari delle funzioni di controllo e
vigilanza, che provvederanno in via sostitutiva entro ulteriori 30
giorni, coerentemente alle finalitaÌ del presente articolo. I
lavoratori esclusi dai programmi di stabilizzazione di cui al
presente articolo, a prescindere dalle motivazioni, sono inseriti
nella sezione esuberi - ASU, prevista ai sensi dell'art. 11 - c. 6
della l. r. 8/2017.
3. L'art. 11 comma 8 della l. r. 8/2017 eÌ cosiÌ sostituito:
Entro 180 giorni dalla data d'entrata in vigore della presente
legge per i lavoratori utilizzati in Enti che non provvedono agli
adempimenti di cui al precedente articolo, l'Assessorato Regionale
della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro provvede ad
individuare il nuovo ente utilizzatore e ad avviare le procedure
consequenziali anche per quei soggetti Asu di cui all'elenco
previsto all'art. 11 - comma 6 della L.R. 8/2017 che comunque alla
data di entrata in vigore della presente legge non eÌ utilizzato
presso alcun ente utilizzatore .
4. L'art. 26, comma 10, della legge regionale 8 maggio 2018. N. 8
e successive modifiche e integrazioni è così modificato: le parole
e degli enti sottoposti a tutela e vigilanza della Regione con
risorse proprie sono sostituite dalle parole nonché del personale
inserito nell'elenco di cui all'art. 30 comma 1, della legge
regionale 28 gennaio 2014 n. 5 degli enti sottoposti a tutela e
vigilanza della Regione e delle Camere di Commercio mediante
l'utilizzo delle risorse assegnate dalla normativa vigente .».
Lo accantoniamo in attesa di una riscrittura.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Art. 20.
(artt. 26-27, collegato V)
Disposizioni urgenti in materia di istruzione, formazione
professionale ed enti vigilati.
1. Il fondo di garanzia di cui all'articolo l della legge
regionale 7 giugno 2011, n. 10 è vincolato.
2. I commi 2, 3 e 4 dell'articolo 16 della legge regionale 6
maggio 1976 n. 53 sono sostituiti dai seguenti:
2. A decorrere dall'anno scolastico 2020/21 le graduatorie
compilate in base al presente articolo entro il 31 agosto, sono
aggiornate annualmente formando unica graduatoria per ciascuna
classe di concorso.
3. Il personale docente non di ruolo che risulti incluso nelle
graduatorie già pubblicate per gli anni scolastici precedente può
chiedere, nei termini e con le modalità che saranno indicate nel
bando per l'anno scolastico 2020/21, l'aggiornamento del punteggio
già attribuito.
4. A decorrere dall'anno scolastico 2020/21, ai fini del
conferimento degli incarichi di supplenza annuale con contratto di
lavoro a tempo determinato, si procede con lo scorrimento delle
graduatorie regionali secondo il seguente ordine:
1) graduatorie regionali di cui al primo comma del presente
articolo;
2) graduatorie regionali degli insegnanti abilitati formate, ai
sensi dell'articolo 8 della legge regionale 5 settembre 1990 n. 34;
3) graduatorie regionali degli insegnanti non abilitati, formate
ai sensi dell'articolo 8 della legge regionale n. 34 del 1990 .
3. Il comma 6 dell'articolo 16 della legge regionale 6 maggio 1976
n. 53 è abrogato.
4. I commi 3 e 4 dell'articolo 8 della legge regionale n. 34 del
1990 sono abrogati.
5. All'articolo 10, comma 5, della legge regionale 8 maggio 2018,
n. 8 dopo le parole (capitolo 372514) sono aggiunte le seguenti
parole ivi compreso l'avvalimento con lo forma ed il limite di cui
all'articolo 26, comma 12, della legge regionale 16 aprile 2003, n.
4 e successive modifiche ed integrazioni .
6. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21.
(art. 47, collegato V)
Modifiche di norme in materia di istruzione e formazione
professionale.
1. All'articolo 3, comma 7, della legge regionale 24 febbraio
2000, n. 6 le parole dall'entrata in vigore della presente legge
sono sostituite con le parole. Dall'emissione del decreto
assessoriale annuale che avvia il procedimento di dimensionamento .
2. Alla legge regionale 20 giugno 2019, n. 10 sono apportate le
seguenti modifiche:
- all'articolo 4, comma 1, lett. h) dopo le parole percorsi
formativi aggiungere le seguenti parole previa intesa con
l'Amministrazione statale ;
- l'articolo 10 è abrogato;
- all'articolo 26 sostituire la Rubrica con la seguente Indirizzi
e criteri per la costruzione di percorsi per le -competenze
trasversali e per l'orientamento (PCTO);
- all'articolo 28 sostituire la Rubrica con la seguente
Iniziative per il sistema integrato di educazione e di istruzione
0-6 ;
- all'articolo 39, comma 3, le parole All'articolo 2 sono
sostituite con le parole All'articolo 3 .
3. 1. Il comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 5 dicembre
2016, n. 24 è così modificato:
a) al primo rigo, le parole dei minori , sono sostituite dalle
seguenti degli alunni
b) al terzo rigo, la parola minore è sostituita dalle seguenti
alunno disabile .».
Non ci sono emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22.
(art. 29, collegato V)
Personale del soppresso Istituto superiore di giornalismo.
1. Il personale in servizio, alla data del 31 dicembre 2018,
presso l'Istituto superiore di giornalismo posto in estinzione per
sopravvenuta impossibilità del raggiungimento dello scopo sociale è
inserito nell'albo di cui al comma l, dell'articolo 64 della legge
regionale 12 agosto 2014, n. 21».
L'articolo 22 è accantonato. Mi dicono che c'è una riscrittura.
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23.
(art. 42, collegato V)
Comitato regionale per la programmazione sportiva.
1. L'articolo 5 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8 è
sostituito dal seguente:
Art. 5
Comitato regionale per la programmazione sportiva
1. Il piano è predisposto dall'Assessore regionale per il Turismo,
lo Sport e lo Spettacolo, sulla base delle proposte formulate dal
Comitato regionale per la programmazione sportiva, istituito, senza
alcun onere a carico del bilancio regionale, con decreto dello
stesso Assessore.
2. Il Comitato è composto da:
a) l'Assessore regionale per il Turismo, lo Sport e lo Spettacolo,
o un suo delegato, che lo presiede;
b) il dirigente generale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo;
c) un rappresentante dei Comuni designato dall'ANCI;
d) un rappresentante eletto dal Consiglio regionale del CONI per
la Sicilia;
e) presidente del CONI e da cinque rappresentanti nominati dal
CONI che rappresentino le federazioni, le discipline associate, gli
enti di promozione sportiva, gli atleti e i tecnici;
f) un rappresentante designato dall'organismo regionale dei centri
universitari sportivi siciliani;
g) un rappresentante designato dall'Assessore regionale per
l'Istruzione e per la Formazione Professionale.
3. Le funzioni di segretario sono svolte da un dirigente
dell'Assessorato regionale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo.
4. Il Comitato svolge le funzioni anche in caso di mancata
designazione, entro il termine di trenta giorni dalla richiesta, di
alcuno dei soggetti sopra menzionati e decide a maggioranza dei
presenti.
5. I componenti di cui al comma 1 durano in carica per un
quadriennio, rinnovabile una sola volta, dalla data di insediamento
del Comitato regionale per la programmazione sportiva.
6. I Comuni, i Liberi Consorzi comunali e le Città Metropolitane
possono inoltrare proposte al Comitato di cui al presente articolo
ai fini della formulazione del piano. .
2. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Si passa all'emendamento 23.2, a firma degli onorevoli Schillaci
ed altri. E' confermato?
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati, volevo
che si apprezzasse Presidente, volevo illustrare perché ho
presentato questo soppressivo e poi anche un modificativo. Il
soppressivo perché a breve arriverà, anzi è già arrivato in
Commissione, incardinato, un disegno di legge che è una riforma
organica sulla legge 8 del 1978 che è una riforma in materia di
sport. Quindi, avrei gradito parlare di questo Comitato
organizzativo in prossimità della discussione perché avremmo audito
tutte le associazioni, gli enti di promozione, le federazioni che
vivono e lavorano nel mondo dello sport. Questo è il motivo per il
quale avevo presentato il soppressivo.
Per quanto attiene, qualora appunto non dovesse passare il
soppressivo, ho presentato una riscrittura dell'articolo nel
collegato che prevede appunto la possibilità di dare voce a tutto
il mondo dello sport, quindi ascoltando dal basso le associazioni
sportive, le società e le federazioni che vivono di sport
giornalmente e che faticosamente portano lo sport e la bandiera
dello sport alta in Italia.
Oltretutto volevo fare evidenziare al Presidente della Regione,
così come alla Giunta regionale, che c'è una legge, la 86 del 2019,
che ridisegna il mondo dello sport a livello nazionale. Se dovesse
passare l'articolo in questione diciamo che la Sicilia si
distinguerà, mentre l'Italia va in una direzione, la Sicilia andrà
in tutt'altra direzione, quindi non vorremmo tracciare questa linea
un po' diversa dal Governo nazionale.
Ma la cosa ancora più grave che è successa in Commissione e per
cui siamo rimasti basiti tutti coloro che vivono il mondo dello
sport è che è stata estromessa dal Comitato sportivo la figura del
CIP; ad oggi il CIP ha pari dignità perché la legge 124 del 2015 dà
pari dignità al CIP, il Comitato paralimpico, che non è
sott'ordinato ad altri organi o enti pubblici ma è semplicemente
sott'ordinato, semmai, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ecco perché ridisegno, anche con il 25.23.2, la possibilità di
rimediare all'errore che è stato commesso in Commissione V.
Quindi, vi chiedo di apprezzare il 23.4 che è una riscrittura
dell'articolo nel collegato che dà pari dignità a tutti gli enti
di promozione, le associazioni sportive, le società che da casa ci
guardano e sanno veramente come da anni portano avanti lo sport in
Sicilia con passione e con sforzi a volte economici di atleti e
famiglie.
Io credo che questo Parlamento debba apprezzare questo emendamento
soprattutto alla luce del fatto che in Sicilia si sono tagliati i
fondi e i contributi dello sport che passano da 4 milioni e mezzo
di euro a 2 milioni e mezzo perché siamo stati sacrificati tutti i
settori, ma proprio per questo, caro Presidente, occorre che allo
sport venga data la possibilità di farlo in maniera egregia e,
soprattutto, che venga data voce veramente alle persone che vivono
di sport e che portano lo sport avanti negli anni con tanti
sacrifici.
Quindi, vi chiedo di apprezzare l'emendamento 23.4.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, allora l'emendamento 23.2
soppressivo è ritirato?
CAPPELLO. No
PRESIDENTE. Ah, è mantenuto. Quindi, il soppressivo è
mantenuto.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta di voto segreto non è appoggiata. Era
sull'emendamento soppressivo 23.2. Stessa cosa l'emendamento 23.3.
Si passa direttamente all'approvazione del 23.4.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. No, onorevole Schillaci, c'è un ordine delle
cose.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
dell'onorevole Schillaci sull'emendamento da lei presentato ha
suscitato apprezzamento anche da parte della maggioranza, quindi
invitiamo i colleghi del Movimento Cinque Stelle a ritirare il
soppressivo perché siamo disponibili a votare favorevolmente
l'emendamento di riscrittura della collega Schillaci, che ci
sembra più completo ed omnicomprensivo, rispettoso di tutte le
associazioni.
CAPPELLO. L'emendamento 23.2 è ritirato.
PRESIDENTE. Passiamo direttamente all'emendamento 23.4,
considerato che l'emendamento 23.2 è ritirato. Su questo
emendamento voglio il parere della Commissione.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, le chiedo di accantonarlo perché dal 23.4 io ho
ascoltato la sempre appassionata onorevole Schillaci in materia di
sport, leggendo anche il 23.1 a firma dell'onorevole Lupo; siccome,
onorevole Schillaci, se il Comitato fino ad oggi non ha funzionato
è perché, così come ha detto l'Assessore Messina in Commissione,
abbiamo notato quanto sia stato farraginoso, negli ultimi anni,
l'impianto del Comitato, quindi, trovare un punto di mediazione tra
il 23.4 e il 23.1 credo che possa servire, così come è stato
discusso più volte in Commissione, cioè un punto di ricaduta utile
per poter fare funzionare, poi, il Comitato onorevole Schillaci.
Quindi, Presidente, se lei lo accantona un attimo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Schillaci, lei il suo intervento lo ha
fatto. Comunque, ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
23.1 non è, assolutamente, un compromesso perché se lei legge bene,
e io credo che l'Assessore su questo si possa anche esprimere, se
lei legge bene l'emendamento, praticamente, il CIP viene equiparato
a un ente di promozione, ad una società sportiva. Ma stiamo
scherzando?
Il CIP ha pari dignità del CONI Questo emendamento 23.1 non può,
assolutamente, essere preso in considerazione perché il CIP non è
sott'ordinato al CONI. Il CIP ha pari dignità perché c'è una legge,
la 124 del 2015, che lo disciplina appositamente.
In più, nel 2017, è subentrato un decreto legislativo che ha pure
detto che il CIP è riconosciuto a livello internazionale quindi il
23.1 non può assolutamente essere considerato.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di là delle
posizioni politiche mi sembra che qui ci sia un problema di natura
procedurale, perché abbiamo chiesto noi alla collega Schillaci di
ritirare l'emendamento soppressivo dell'intero articolo confidando
nel fatto di avere una larga maggioranza che apprezzava
positivamente il secondo articolo che ha ben chiaramente illustrato
e con molta anche dovizia di particolari l'onorevole Schillaci; ne
consegue che se avessimo saputo prima dell'intenzione, del parere
così di accantonamento da parte della Commissione, allora avremmo
voluto che la collega Schillaci non ritirasse il suo emendamento
soppressivo e naturalmente avremmo votato e avremmo appoggiato
anche noi la richiesta di voto segreto.
Mi sembra che questo nella logica della correttezza dei rapporti
istituzionali e politici vada fatto rilevare perché credo che sulle
cose di buon senso e sulle cose buone da fare sia un esempio di
civiltà istituzionale non dividersi e non cercare di infiacchire
chi invece porta avanti iniziative lodevoli.
Per questo, signor Presidente, le chiedo di non accantonarlo e
caso mai all'onorevole Schillaci di richiedere nuovamente perché
altrimenti sarebbe stata tratta in inganno da una procedura che
sembrava abbastanza evidente per tutti noi.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, mi rivolgo
in particolare alla Commissione V anche perché è competente sul
tema dello sport. Il testo base dell'articolo 23 così come è
arrivato in quest'Aula ha costituito oggetto di approfondimento, di
discussione, di dibattito sentiti anche coloro i quali di sport se
ne intendono penso più di noi, il CONI, le associazioni sportive
che hanno dato un contributo anche di idee e di proposte; ora che
alla fine in Aula si stravolga il contenuto dell'articolo a me
sembra sbagliato, quanto meno frettoloso anche perché vorremmo
avere il tempo di approfondirne il contenuto ed il significato
stesso dell'articolo così come riproposto con l'emendamento, quindi
penso che possiamo fare due cose: o stralciamo l'articolo 23 e così
come l'onorevole Schillaci aveva proposto all'inizio rinviamo la
riforma del Comitato alla legge di riforma dello sport in termini
organici, seri, condivisi e compatibili con il resto del disegno di
legge che è stato proposto, oppure approviamo il testo così come è
uscito dalla Commissione con l'unica modifica che mi permetto di
proporre, l'ho fatto anche con un emendamento, di inserire nel
Comitato anche un rappresentante del Comitato paraolimpico perché
visto che peraltro con legge di stabilità abbiamo perfino dedicato
uno specifico stanziamento in bilancio al CIP, mi sembra corretto
che quanto meno faccia parte del Comitato.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non può più intervenire, mettiamo
ai voti la proposta di accantonamento.
Dobbiamo muoverci in ordine, c'è una richiesta di accantonamento,
ci sono diverse richieste di accantonamento, allora rispetto a
questa richiesta può parlare uno a favore e uno contro. Ora siccome
io non voglio decidere perché mi sembra anche abbastanza
interessante la proposta che fa l'onorevole Schillaci, quindi
onorevole Sammartino o lei ritira questa proposta unitamente
all'onorevole Lupo oppure parliamo uno a favore. Lei insiste, ho
capito, allora per favore, intervenga uno a favore e uno contro.
Chi interviene a favore rispetto alla continuazione dei lavori e,
quindi, all'esame dell'emendamento 23.4?
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei
ripetere quanto detto dall'onorevole Lo Curto, ma mi pare che il
percorso anche di rispetto istituzionale mi sembra che venga e
debba essere rispettato. Noi abbiamo invitato la collega a ritirare
l'emendamento soppressivo perché abbiamo apprezzato il suo
intervento, mi sembrerebbe sleale, anche nei rapporti
istituzionali, di convivenza, nei confronti della collega ora,
invece, rimangiarci quello che abbiamo detto. Quindi, direi di
continuare a votare.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, intanto la ringrazio perché mi dà la parola, è
diventato complicato potere intervenire in quest'Aula. Siccome lei
ha chiesto alla Commissione di esprimersi, onorevole Schillaci,
riprendo il suo intervento, lei ha fatto appello a quest'Aula e ha
motivato l'emendamento 23.2 soppressivo dicendo che, come è giusto
che sia, informiamo tutti i colleghi di quest'Aula, abbiamo
incardinato in Commissione la riforma sullo sport, la modifica
della legge n. 8, che porta come prima firma quella dell'onorevole
Schillaci. Io, siccome sulla materia più volte, insieme al CONI,
insieme alle associazioni di categoria, ne abbiamo parlato in
Commissione, credo sia più giusto, signor Presidente, accogliere la
richiesta di inserire e di rimandare, quindi, questa norma
all'interno del testo organico che si sta trattando sulla riforma
dello sport così da poterla approfondire perché, onestamente,
sull'articolo 23, così come esaminato dalla Commissione, anche il
Movimento Cinque Stelle aveva votato e apprezzato in maniera
favorevole, ma comprendo che inserirla all'interno di un testo più
omogeneo forse sia la soluzione migliore. Grazie.
PRESIDENTE. C'è una proposta dell'onorevole Sammartino di
stralciare l'argomento. Chi è favorevole alla proposta di stralcio
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Si passa all'emendamento 23.4, a firma degli onorevoli Schillaci
ed altri, con il subemendamento 23.4.1, che è stato distribuito.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, credo che stia montando in Aula un
po' di confusione. Abbiamo tenuto un buon ritmo, c'è stato un buon
dibattito, rovinare il clima d'Aula su un articolo dove non c'è
spesa che riguarda tutte le Federazioni sportive, tutte le 42
Federazioni sportive, riguarda il CIP, il CONI, che si occupano
della cura e dell'organizzazione dello sport, mi pare che rischi,
non solo di avvelenare il clima, ma di vanificare anche l'impegno
di ogni singolo deputato.
Francamente, in materia di organizzazione sportiva - poi ho visto
ora questo emendamento che arriva - prevedere un rappresentante
dell'assessorato dell'istruzione e della formazione esula anche da
quelle che sono
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
E' la legge sul diritto allo studio che lo prevede.
BARBAGALLO. Ma quale diritto allo studio con lo sport? Assessore,
non voglio fare torto a nessuno ma mi sembra veramente fuori dal
mondo. Facciamo una norma snella, c'è la proposta del Presidente
Sammartino, è stata fatta sentendo i rappresentanti del CONI, delle
Federazioni, del CIP. Se è giusto riconoscere un componente, una
valorizzazione del CIP, siamo d'accordo però non stravolgiamo
l'ossatura dell'articolo perché facciamo un gran pasticcio.
Al limite, Presidente, proviamo ad accantonarlo di nuovo, rinviamo
l'Aula a martedì, perché ho l'impressione che produciamo disastri
che non faranno bene allo sport e soprattutto a chi pratica sport
in Sicilia. E mi riferisco anche ai più giovani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nell'emendamento che è stato
presentato dall'onorevole Schillaci - mi fanno notare - non è
prevista tutta la parte che riguarda la formazione della
programmazione sportiva. Nonostante l'andamento che io avevo
indirizzato dei lavori, l'articolo deve essere, in questa fase,
accantonato. Si riscrive l'emendamento 23.4 correttamente perché
questa struttura deve avere una sua funzione che non è ripresa in
questo emendamento che lei ha presentato e, quindi, dobbiamo per
forza di cose accantonarlo.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però onorevole Schillaci lei deve
sapere che su un articolo può intervenire solo una volta, non
quattro volte.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, vorrei replicare a cose che sono state dette.
Innanzitutto, in riferimento a ciò che ha detto l'onorevole Lupo.
Io da un anno circa faccio interlocuzioni con associazioni, società
sportive, federazioni e con tutto il mondo dello sport. Questo
emendamento è frutto di una serie di interlocuzioni col mondo dello
sport, non mi sono inventata nulla. Le altre regioni, in tutta
Italia, lavorano in questo modo. Quindi non mi sono inventata nulla
e non stravolgo il mondo dello sport. Seconda cosa. È già stata
votata l'idea dell'accantonamento. E, quindi, non credo che si
possa tornare indietro. Terza cosa e non ultima, ritorno a dire che
l'emendamento presentato dall'onorevole Lupo non può essere
accettato perché tratta il CIP in maniera inferiore rispetto al
CONI. In ultima cosa non vedo perché debba essere riportato in
Commissione dal momento che il Presidente della Commissione aveva
dato lo sta bene per discuterlo in questo collegato. Quindi, mi
sembrano, assolutamente, irrisorie le giustificazioni che vengono
adottate dagli altri colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, l'emendamento che lei propone
disciplina soltanto la composizione del comitato, manca la ragione
di questo comitato. Manca la motivazione del perché si fa questo
comitato, presenti un subemendamento, lo completi. Questo le sto
dicendo. Non mi capisce, cosa posso farci? Prepari il
subemendamento invece di parlare e lo presenti.
SCHILLACI. Quale finalità? È la legge n. 8 che parla di finalità.
PRESIDENTE. L'articolo 23 è accantonato.
Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Art. 24
(art. 45, collegato V)
Iniziative a sostegno della destagionalizzazione e la
valorizzazione delle eccellenze artistiche.
1. All'articolo 22 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, dopo la parola destagionalizzazione , sopprimere
le parole del calendario turistico ed aggiungere le seguenti
parole della programmazione artistica anche nel periodo estivo ;
b) al comma 2, dopo le parole dei servizi comuni sopprimere le
parole l'elaborazione dei un calendario unico delle attività
artistiche da svolgersi e nell'ultimo rigo sopprimere le parole
per l'intero anno solare ;
c) al comma 3 le parole e con l'assessore regionale per
l'economia sono soppresse;
d) il comma 4 è soppresso;
e) al comma 5, le parole e un calendario annuale degli eventi
gestiti direttamente dai Comuni sono soppresse.
2. L'articolo 22 della legge regionale 11 agosto 2017, n. 16, si
interpreta nel senso che esso trova applicazione per l'allestimento
dei teatri storici e delle aree archeologiche ricadenti nei comuni
Unesco o di elevato interesse turistico e per la realizzazione
degli spettacoli a cura di enti, associazioni e fondazioni teatrali
e musicali».
Comunico che è stato presentato l'emendamento 24.1, dell'onorevole
Catalfamo.
CATALFAMO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
24.1 ha come finalità quella di preservare l'integrità dei siti di
interesse turistico e culturale di proprietà della Regione
siciliana, rispettarne il pregio storico e dare impulso ad un
turismo di qualità.
Troppo spesse, infatti, accade che i beni di pregio turistico e
culturale di proprietà della Regione siciliana, dati in
concessione, vengano utilizzati dai concessionari per lo
svolgimento di eventi che poco hanno a che vedere in effetti con la
storia intrinseca di quel bene.
Di conseguenza, proponiamo di restituire alla Regione, attraverso
una commissione in seno all'assessorato per il turismo, la
possibilità di emanare un parere prodromico sul rilascio di queste
autorizzazioni per - ripeto - puntare su un turismo che non sia di
quantità ma di qualità e per controllare, soprattutto, le modalità
di svolgimento degli eventi all'interno di siti che sono molto
delicati e che meritano una tutela.
Crediamo che sia giusto che la Regione possa esprimere un parere
sugli eventi che si svolgono sui siti culturali di proprietà della
stessa per evitare che le modalità di svolgimento degli stessi
possano arrecare danni all'integrità dei siti stessi. Una
Commissione in seno all'assessorato, la partecipazione alla quale
deve essere a titolo gratuito.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo che
questo è un articolo piuttosto condiviso in Commissione e che, come
Partito Democratico, abbiamo sollecitato per consentire la
valorizzazione e la destagionalizzazione dei siti culturali
siciliani.
Onorevole Catalfamo, a mio giudizio la Regione siciliana, per
mezzo dell'assessorato per i beni culturali, già esprime un parere
sulla idoneità degli spettacoli. Quindi, sarebbe un secondo parere.
Vorremmo sentire anche il Governo per questo punto di vista.
Nel sub emendamento l'espressione in senso all'assessorato
stesso , fatta da tecnici esterni e provvediamo ad ulteriori nomine
o, invece, come è giusto, utilizziamo i tecnici della Regione che
hanno spessore e competenza per esprimere un parere che, poi, non
mi sembra particolarmente complicato?
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, abbiamo chiarito con l'onorevole Catalfamo, il quale non
sapevo che esiste già presso il Dipartimento dei beni culturali una
commissione di tecnici che esprime il parere sull'utilizzo dei beni
culturali, in questo particolar caso dei teatri di pietra.
Quindi, fondamentalmente, lo spirito della proposta
dell'emendamento è già acquisito nella norma vigente. Creare
un'ulteriore Commissione non avrebbe senso se non per appesantire
una procedura che, già di per sé, richiede elasticità ed agilità.
Per questo mi permetto di invitare l'onorevole Catalfamo a
ritirare l'emendamento.
CATALFAMO. Dichiaro di ritirare l'emendamento 24.1.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 24. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
Art. 25.
(art. 7, collegato V)
Complesso monumentale Santa Margherita .
1. Al fine di assicurare la salvaguardia e la conservazione del
bene monumentale in atto in grave stato di abbandono, l'Azienda
sanitaria provinciale di Agrigento è autorizzata a trasferire al
patrimonio indisponibile della Regione il complesso monumentale
Santa Margherita , sito in Sciacca, comprensivo di tutti i beni in
esso contenuti, affinché esso sia utilizzato esclusivamente come
museo regionale, ai sensi dell'articolo 2, lettera m), della legge
regionale 15 maggio 1991, n. 17. .
Non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 25. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Art. 26.
(art. 8, collegato VI)
Servizi di emergenza e urgenza territoriale 118.
1. Al fine di garantire la continuità nell'erogazione dei livelli
essenziali di assistenza, il personale medico, in servizio presso
le strutture del sistema di emergenza urgenza territoriale 118
delle ASP della Regione Siciliana che, al momento della
pubblicazione della presente legge, ha maturato un'anzianità
lavorativa di 18 mesi, può accedere alle procedure di assegnazione
degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato destinato al
servizio di emergenza-urgenza 118.
2. Concorrono a determinare il requisito di anzianità, di cui al
comma 1, periodi di attività, anche non continuativi, effettuato
negli ultimi dieci anni, prioritariamente nei servizi di emergenza-
urgenza 118 e in subordine nei servizi di continuità assistenziale
o di medicina generale con incarico convenzionale con contratti a
tempo determinato, ovvero in altri servizi del Sistema Sanitario
Nazionale (SSN) con contratti di collaborazione coordinata e
continuativa o con altre forme di rapporto di lavoro flessibile.
3. Il personale medico, di cui al comma 1, accede alle procedure
di assegnazione degli incarichi convenzionali a tempo indeterminato
destinate al servizio di emergenza-urgenza 118 in via subordinata
rispetto al personale medico iscritto in graduatoria regionale e in
possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale.
La procedura di assegnazione degli incarichi ai medici, di cui al
comma 1, avvengono in una fase immediatamente successiva alla
conclusione dell'assegnazione delle zone carenti agli aventi
diritto. Nei casi, di cui al comma 2 e al presente comma, è,
comunque, requisito essenziale il possesso dell'attestato di
idoneità all'esercizio dell'emergenza sanitaria territoriale.
4. Ad integrazione di quanto previsto al comma 3, il personale
medico in servizio, titolare di contratto a tempo determinato
presso i servizi di emergenza-urgenza territoriali 118 del SSN, che
risulti iscritto a un corso d'idoneità all'esercizio dell'emergenza
sanitaria territoriale 118 in fase di svolgimento e sia in possesso
degli altri requisiti, di cui al comma I e 2, può accedere alle
procedure di conferimento degli incarichi a tempo indeterminato ai
sensi del comma 1, in via subordinata rispetto ai casi previsti nei
commi 2 e 3. Il mancato conseguimento dell'idoneità all'esercizio
dell'emergenza sanitaria territoriale 118 entro il termine previsto
dal corso, costituisce causa di decadenza dell'incarico stesso
affidato in via provvisoria.
5. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. .
Comunico che è stato presentato l'emendamento 26.1, dell'onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, chiedo di accantonare l'articolo.
PRESIDENTE. L'articolo 26 è accantonato.
Si riprende l'esame dell'articolo 23, in precedenza accantonato.
I subemendamenti vigenti sono il 23.4.1 e il 23.4.2. L'emendamento
23.4.2 sta per essere distribuito. Il testo base è l'emendamento
23.4, a firma dell'onorevole Schillaci. Tutti gli altri emendamenti
sono stati ritirati dai rispettivi firmatari.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Presidente, se guarda il fascicolo c'è l'emendamento
23.4 e nella pagina successiva c'è un emendamento che sembra uguale
al 23.4, ma non è numerato. E io immagino che sia quello il 23.4.
PRESIDENTE. Stiamo parlando del 23.4.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo anche
all'assessore allo sport, l'assessore Messina, che è qui presente.
Ci stiamo appassionando, giustamente, a parlare della riforma
della composizione del Comitato sportivo, ma io penso che dovremmo
prestare ancor prima la dovuta attenzione a quelle che sono le
funzioni del Comitato.
Il Comitato non è un organo che si riunisce solo per discutere le
linee programmatiche per quanto riguarda le attività sportive in
Sicilia. Il Comitato svolge un ruolo importante, anche da un punto
di vista procedurale, per l'assegnazione dei fondi agli aventi
diritto in base alla legge n. 8/1978.
Perché dico questo? Perché una modifica in corso d'anno - o peggio
a fine d'anno - della composizione del Comitato, rischia di
paralizzare l'erogazione dei fondi agli aventi diritto, cioè alle
associazioni sportive che svolgono le attività di sport per tutti
nell'isola.
Richiamo, ancora una volta, la necessità di affrontare la riforma
della norma che riguarda il Comitato sportivo della legge n. 8/1978
alla riforma organica della legge sullo sport. Perché si rischia -
ripeto - tra un emendamento e un subemendamento di paralizzare
l'erogazione dei fondi per le attività sportive. E voglio ricordare
che sul tema dello sport quest'Aula, unitamente al Governo, spesso
si è ritrovata d'accordo, perché riconosciamo che lo sport ha in
questa Regione un ruolo importante anche dal punto di vista
educativo, sociale, ma anche per quanto riguarda la prevenzione
della salute.
Quindi io invito ancora una volta a considerare la possibilità
dello stralcio dell'articolo e vorrei sentire il Governo per
affrontare il tema della riforma e farlo se possibile presto, su
questo chiedo anche l'impegno della Commissione V, nell'ambito
della riforma organica delle attività sportive in Sicilia che noi
vogliamo fare anche discutendo il disegno di legge presentato
dall'onorevole Schillaci che è certamente degno della dovuta
attenzione.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, abbiamo già votato per andare avanti.
Pongo in votazione il sub emendamento 23.4.1. Il parere della
Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. La
Commissione si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
LAGALLA, assessore per l'istruzione e la formazione professionale.
Signor Presidente, rimettendoci all'Aula per la valutazione, il sub
emendamento 23.4.1 è previsto in raccordo alla legge sul diritto
allo studio che rispetto alle attività sportive nella scuola e nel
mondo dell'istruzione impone un raccordo con il Comitato regionale
e poiché era in questa formulazione nella proposta originaria,
sentita anche l'onorevole Schillaci, ho evidentemente richiesto
l'integrazione alla quale l'Assessore Messina si è reso favorevole,
quindi restiamo comunque disponibili a quello che l'Aula farà anche
in considerazione del fatto che eviteremmo un secondo Comitato per
il raccordo tra le attività scolastiche.
PRESIDENTE. Non ho capito, si rimette all'Aula o da parere
favorevole?
MUSUMECI, presidente della Regione. Noi siamo rispettosi
dell'Aula.
PRESIDENTE. Lei è rispettoso.
Pongo in votazione il subemendamento 23.4.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si passa al subemendamento 23.4.2.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. La richiesta non è appoggiata.
Pongo pertanto in votazione il subemendamento 23.4.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.4, così come subemendato. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi;
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 22, precedentemente accantonato.
All'articolo 22 è stato presentato un subemendamento che ha
necessità, mi dicono gli Uffici, di copertura finanziaria, quindi
non si può mettere a votazione.
E' mantenuto l'emendamento soppressivo, onorevole Zito?
Non è mantenuto.
CRACOLICI. Cosa è stato stralciato?
PRESIDENTE. Non ho stralciato niente, abbiamo ripreso l'articolo
22, al quale è stato presentato un subemendamento. Gli Uffici mi
dicono che sul subemendamento non c'è copertura finanziaria. Bene,
adesso passiamo all'esame dell'articolo 22.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevole colleghi, in realtà non è un
subemendamento ma una riscrittura, prevede il comma 1, esattamente
per come è scritto nel testo che andiamo a trattare. Il comma 2
prevede l'inserimento di alcuni lavoratori e non c'è alcun impegno
di spesa.
La stessa cosa riguarda il comma 3. Mi pare che non abbia impegno
di spesa nemmeno il comma 4. Vorremmo capire esattamente gli Uffici
dove intravedono la necessità di copertura?
C'è una riscrittura, onorevole Cracolici. La distribuiscano.
PRESIDENTE. Soprassediamo. Gli Uffici avevano fatto una
valutazione, accantoniamolo onorevole Pullara perché del resto
dobbiamo continuare, e lo distribuiamo.
CRACOLICI. Prima di distribuire dobbiamo capire.
PRESIDENTE. Accantoniamo nuovamente l'articolo 22.
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27
(art. 12, collegato VI)
Figura dell'operatore socio sanitario.
1. "Al fine di assicurare i corretti standards qualitativi
nell'erogazione dei servizi di degenza in regime privatistico, i
soggetti privati accreditati con il SSR devono prevedere nei loro
organici la figura dell'Operatore socio sanitario (O.S.S.) in
numero sufficiente a soddisfare il dettato della lettera o)
dell'Allegato i di cui all'art. 6 della legge regionale n. 39
dell'8/11/1988.
2. Alla lettera n) dell'Allegato i di cui all'art. 6 della L.R. 39
dell'8/11/1988, le parole "76 minuti" sono sostituite con le parole
"180 minuti ».
Comunico che sono stati presentati degli emendamenti soppressivi.
Abbiamo lavorato stasera credo abbastanza, se ritenete di fare la
discussione su questo articolo lo possiamo fare, tenendo conto che
questo articolo 27 è riscritto dalla Commissione con l'emendamento
27.14, quindi la discussione si deve fare sul 27.14.
Se siete d'accordo, vorrei chiudere la seduta e rinviare a martedì
prossimo alle ore 16.00, per la prosecuzione. Onorevoli colleghi,
chiarisco perché non può essere domani: non ci siamo né il
Presidente Miccichè e nemmeno io, per motivi di carattere
personale.
Pertanto, la seduta è rinviata a martedì, 1 ottobre 2019, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo. (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
La seduta è tolta alle ore 20.24
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio