Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.07
GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Sull'ordine dei lavori
BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, in avvio della scorsa seduta ha
comunicato all'Assemblea lo stralcio della norma per mancanza di
copertura finanziaria relativa alla stabilizzazione degli ASU. Con
la stessa comunicazione ha fatto presente che la Presidenza avrebbe
accettato eventuali riscritture della norma che non comportavano
impegno di spesa. Ora noi, come Partito Democratico, ci siamo fatti
carico di una riscrittura. Lei lo inserisce sugli aggiuntivi,
oppure, come si dice, c'è una proposta del Governo che l'Aula
valuta?
PRESIDENTE. Non la capisco bene, se parla più vicino. C'è un
problema di audio, non la sento bene.
BARBAGALLO. E' destino che non
PRESIDENTE. Lo vuole ripetere? Comunque la riscrittura, mi dicono
gli Uffici, che è pronta.
BARBAGALLO. Ah C'è una comunicazione Quindi, se può essere per
tempo passata all'Assemblea.
PRESIDENTE. Va bene.
BARBAGALLO. Perché noi, come Partito Democratico, vorremmo fare
delle riflessioni ed esaminarla per tempo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.13, è ripresa alle ore 17.19)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi a
sostegno di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e
del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A)
PRESIDENTE. Buonasera colleghi. Si passa al II punto dell'ordine
del giorno: Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno
di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e del
turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito).
Invito i componenti la V Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Il Presidente della Commissione Bilancio' è presente.
Allora, dobbiamo andare avanti e siamo arrivati all'emendamento
27.14 dell'articolo 27.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Chiede di intervenire sull'emendamento o su altro?
PASQUA. Sull'articolo 27.
PRESIDENTE. Prego.
PASQUA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, siciliani,
la scorsa settimana abbiamo saputo dal presidente Di Mauro che
l'articolo 27, comma 1, veniva stralciato perché non passato dalla
Commissione. Voglio dire ai colleghi che quasi metà della parte
degli articoli della VI Commissione non sono passati dalla
Commissione, eppure non sono stati stralciati, non è stato chiesto
lo stralcio. Ma siccome noi vogliamo andare avanti, andiamo avanti.
PRESIDENTE. Mi scusi, non deve essere stralciato. L'articolo, di
fatto, viene sostituito dall'emendamento 27.14.
PASQUA. La dichiarazione del Presidente che la sostituiva diceva
questo, che veniva stralciato su richiesta della Presidente della
Commissione. Non devo credere a chi la sostituiva? Io credo a lei,
però mi dica lei che cosa è successo. Giusto?
PRESIDENTE. Il presidente Di Mauro ha detto che non si vota
l'articolo, ma la riscrittura e la riscrittura è questa
dell'emendamento 27.14 che, di fatto, è la riscrittura
dell'articolo.
PASQUA. Va bene, intervengo sulla riscrittura, allora. Dato che la
scrittura così com'è uscita dalla Commissione V era un mio
emendamento che è stato valutato e approvato in Commissione V, mi
tocca parlarne. Questa riscrittura, così come viene fuori da queste
decisioni, adesso, appare un pleonasmo, è una cosa pleonastica; è
una riscrittura che dice che col rosso non si deve passare.
Si sta parlando, Presidente, della legge n. 39 del 1988, una legge
che fra un mese e qualche giorno compie 31 anni. Almeno tre
colleghi di quest'Aula non erano neanche stati concepiti quando è
stata fatta questa legge. Era una legge che prevedeva degli
standard inferiori agli standard di presenza di personale nelle
cliniche private, inferiori a quelli che erano determinati dalla
legge nazionale, dalla legge Donat Cattin che era un decreto
ministeriale del settembre 1988, che prevedeva la presenza di
operatori socio sanitari in numero adeguato per quei tempi.
La necessità di apportare delle modifiche ed un ringiovanimento di
questa norma è evidente. Gli standard del 1988 erano determinati
per situazioni di quel periodo, nei quali la degenza media era di
15 giorni e che vedeva, su un numero di 20 degenti, solamente 3, 4,
appena operati e, quindi, con un intervento da parte di operatori
professionali, cioè infermieri e ausiliari, continuo e costante
solamente per un minimo numero.
Adesso siamo a standard per i quali la degenza media è 3 giorni.
Quindi, in un reparto di 20 posti letto gli infermieri sono
costretti ad intervenire su tutti perché tutti sono stati operati
da almeno 3 giorni. Quindi, quei 76 minuti - sto facendo l'esempio
degli infermieri - pro die per degente determinati erano
insufficienti, sono adesso insufficienti a determinare una qualità
di assistenza sufficiente e consona con i LEA attuali.
Perché parlo degli infermieri? Perché, allo stato attuale, presso
le case di cura private - essendo questo il minutaggio disponibile
da parte degli infermieri e non essendo previsto un operatore socio
sanitario nelle ore notturne - può avvenire che quell'unico
infermiere presente in reparto, di notte, sia costretto ad
effettuare una pulizia di un degente e, successivamente, andare a
fare una terapia ad un altro paziente, cosa che non garantisce i
livelli essenziali di assistenza.
Questa norma, così com'è scritta, non porta alcun vantaggio. Io
invito tutti i colleghi che adesso interverranno - perché c'è stata
una gran polemica sui giornali, l'AIOP che è intervenuta, l'ordine
degli infermieri è intervenuto, eccetera, eccetera - va bene, non è
il momento di parlarne perché con un articolo non si risolve il
problema, ma il problema c'è, ne dobbiamo parlare e io sto
provvedendo a presentare un disegno di legge di riforma organica su
questa materia, di riaggiornamento degli standard qualitativi di
personale, di presenza di personale nelle cliniche private, stante
la necessità che si sta manifestando.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
e credo che sull'argomento vada fatta un po' di chiarezza. Io
ritengo che il collega che mi ha preceduto abbia parlato in
perfetta buona fede. Dietro quest'articolo ci possono essere
tranquillamente le migliori intenzioni per rafforzare e qualificare
anche alcuni pezzi della sanità privata con figure che possono
meglio caratterizzare i servizi garantiti ai cittadini e possono
ovviamente dare le prestazioni così come si richiedono. Però,
questo non si può fare con piccoli interventi, piccoli emendamenti
che passano in Aula senza un ragionamento più profondo, perché si
rischia che, per inseguire un obiettivo nobile, i danni che si
lasciano sul terreno siano maggiori e siano poi anche irreparabili.
La sanità privata verrebbe messa davanti ad un'evidenza di fatto,
perché le figure così genericamente non significano nulla, se
vengono poi temporizzate significano costi eccessivi che non sono
stati minimamente discussi e concordati nella Commissione giusta,
che è quella di merito, della sanità, questo è l'unico motivo per
cui un articolo del genere o un disegno di legge del genere debba
essere approfondito in maniera congrua nella Commissione di merito.
Quindi, nel dire che anche la riformulazione così come
giustamente, signor Presidente, oggi sottoposta all'Assemblea, c'è
l'originaria formulazione che è uscita dalla Commissione, anche
quella oggi dovrebbe essere votata negativamente da quest'Assemblea
oppure, qui c'è l'Assessore per la salute, si fa un atto anche
d'intelligenza politica e ci si mette un po' tutti d'accordo, si
ritorna in Commissione e si affronta l'argomento in maniera, come
dire, sistematica.
PRESIDENTE. Prima degli altri interventi, se l'Assessore è
d'accordo lo stralciamo e non ne parliamo più.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ci sono altri interventi, prima c'è l'onorevole
Galvagno, l'onorevole Schillaci e poi l'onorevole La Rocca Ruvolo.
DE DOMENICO. Prima c'è la Presidente della VI Commissione.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Galvagno, prima c'è la
Presidente della Commissione.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
come Presidente della VI Commissione. La Commissione ha presentato
un emendamento e sarebbe l'emendamento 27.14, perché in Commissione
è uscito così, con il 27.14. Questo emendamento è stato rivisto in
V Commissione, per cui chiediamo o il ritorno in Commissione oppure
la riscrittura che è stata fatta dalla Commissione. Grazie.
PRESIDENTE. Mi sembra di avere capito che ciò sia scontato, cioè o
lo stralciamo o si vota l'emendamento 27.14.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
prima c'è l'emendamento soppressivo 27.4.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, in
merito all'articolo 27, nell'ultima seduta che abbiamo fatto sulla
questione, si era parlato del considerare solo ed esclusivamente
l'emendamento 27.14, che era a firma della nostra Presidente della
Commissione, onorevole Margherita La Rocca Ruvolo e soprattutto,
quindi, stralciare quello che era il comma 2 dove si parlava di 76
minuti o 180 minuti. Quindi, il riferimento che noi dobbiamo fare è
questo qui.
In secondo luogo, visto e considerato che ci sono tre aspetti e
questi sono i pazienti, i lavoratori e gli imprenditori, visto e
considerato che dobbiamo cercare di mantenere quanto più alto lo
standard qualitativo, dobbiamo garantire l'occupazione per i
lavoratori ma non dobbiamo mettere in difficoltà neanche gli
imprenditori senza avere previsto dei budget eventuali per
inserimenti di nuovi soggetti all'interno delle strutture,
proporrei che quanto meno si ritornasse in Commissione per un
confronto tra le parti. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, voleva intervenire su questo? No,
allora scusate siccome mi sembra che c'è un po' di confusione. A
questo punto lasciamo la parola all'assessore Razza che ci può
delucidare.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, la vicenda dell'articolo 27 riguarda anzitutto un
dibattito che c'è stato in VI Commissione sulla opportunità di
innalzare gli standard di tutte le case di cura.
Obiettivamente il testo, per come era stato licenziato dalla
Commissione di merito, conteneva soltanto il comma 1 dell'articolo
27; mi pare di comprendere però che c'è una valutazione, e poi la
farà certamente l'Assemblea, ma disancorare l'aspetto operatori
socio-sanitari dall'aspetto personale-infiermeristico potrebbe
portare ad individuare anche nel 27, primo comma che non è di
immediata applicazione.
Allora potrebbe essere utile che l'intera materia venga ridefinita
in modo organico da parte della VI Commissione, in maniera tale che
l'Aula possa affrontare il tema della ridefinizione degli standard
per tutte le strutture.
PRESIDENTE. Di fatto c'è quindi una proposta di stralcio da parte
del Governo.
Se non ci sono obiezioni, lo stralciamo
Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:
«Articolo 28.
(art. 13, collegato VI).
Norma relativa al CEFPAS.
1. Il Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del Servizio sanitario (CEFPAS) non rientra tra gli enti
di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10. Al Cefpas non si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 18 della legge regionale n. 11/2010».
Visto che non ci sono problemi sulla copertura e non ci sono
maggiori oneri da parte dell'assessorato, lo possiamo votare.
Comunico che sono stati presentati soltanto emendamenti
soppressivi.
Pongo quindi in votazione il mantenimento dell'articolo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con tutti
questi collegati, col sovrapporsi delle norme, bisogna fare un
lavoro esegetico per capire se l'articolo 28 è di iniziativa
governativa, oppure se è frutto del lavoro delle Commissioni.
Se fosse di iniziativa governativa, sarebbe singolare perché:
intervenire su un ente prevedendo un trattamento singolare rispetto
agli altri enti sottoposto a controllo e vigilanza della Regione ci
lascia molto perplessi, soprattutto alla luce di un quadro
normativo in evoluzione che fa parte di questo pacchetto del
collegato e mi riferisco anche alla norma dell'articolo 26, dove il
CEFPAS, verrebbe gravato di ulteriore attività formative e in base
ai calcoli che abbiamo fatto come partito democratico, se passasse
l'articolo sulla formazione specialistica del 118, il CEFPAS
gestirebbe circa 600 mila euro per sole 300 ore di formazione.
Non è che dovremmo togliere il controllo della Regione, lo
dovremmo raddoppiare Quindi Presidente l'invito a tutta l'Aula è
quindi quello di sopprimere l'articolo che riguarda il CEFPAS.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono andato a
verificare questo articolo 1, comma 1, della legge n. 10 del 2000;
al di là del discorso degli stipendi che diceva il collega
Barbagallo, che comunque dico aumentare gli stipendi a persone che
lavorano e svolgono il loro ruolo nel migliore dei modi non c'è
nulla di strano, non ci sarebbe nulla di strano La cosa però che
mi è saltata un po' all'occhio è che se noi eliminiamo questo
articolo, che significa non applicare le norme relative alla
dirigenza, conferimento incarichi, trattamento economico, funzione
di responsabilità e all'organizzazione amministrativa in genere.
Io poi ho cercato di ricostruire la vicenda e ho visto, sono
risalito a una circolare che ha fatto l'assessore in merito
all'agenda digitale. In merito all'agenda digitale, che ovviamente
lì ci sono un bel po' di fondi anche perché dobbiamo ammodernare un
po' tutto il sistema, soprattutto il sistema sanitario. Mi sono
accorto che noi, cioè che la Regione siciliana, assegna 25 milioni
di euro per la progettazione e l'esecuzione di piattaforme
informatiche, comunque di ammodernamento, per quanto riguarda il
sistema sanitario e il digitale del sistema sanitario.
Mi sono chiesto, considerando che reputo il CEFPAS un ottimo
organismo per la formazione nel mondo della sanità, mi sono chiesto
però, all'interno di questo organismo sono presenti le figure che
sono aderenti alla progettazione e l'esecuzione di ammodernamenti
per quanto riguarda il sistema sanitario digitale? Perché ve lo
chiedo? Perché in questo caso, se noi andiamo a togliere questo
articolo, ad un certo punto diciamo al CEFPAS -attenzione che è una
cosa che possiamo decidere tutti assieme come Assemblea- noi
diciamo al CEFPAS: da oggi puoi gestire gli incarichi, puoi fare
qualunque tipo di incarico e di conseguenza può fare anche
incarichi dal punto di vista dell'ambito digitale.
Se è questo, perché voglio capire se questo articolo è un articolo
governativo così come ha chiesto il collega Barbagallo, perché se
la volontà del Governo è quella di far gestire al CEFPAS l'agenda
digitale, c'è una circolare del 13 marzo da parte dell'assessore e
c'è pure una delibera di Giunta, l'ho letta, io chiedo lumi
all'assessore, però dico questo è.
Possiamo, come Assemblea, ovviamente se il Governo è d'accordo, ma
questo me lo deve confermare il Governo, se è questa la volontà, e
chiedo all'assessore di spiegare proprio la circolare che lui
stesso ha emanato perché l'ha firmata lui, e ripeto io nella norma
qui, togliendo questa norma al di là del tetto agli stipendi c'è
pure il discorso della gestione degli incarichi e delle eventuali
consulenze. Quindi io chiedo informazioni e chiedo maggiori lumi da
parte del Governo.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore la salute. Signor Presidente, onorevoli deputati,
la norma che è prevista all'articolo 28 come è noto a chi si è
occupato nel tempo di questioni che riguardano l'organizzazione
della sanità, non ha nulla a che vedere se non all'inquadramento
del profilo contrattuale dei dipendenti del CEFPAS. Sapete che si è
creato nel tempo, avendo previsto la sottoposizione al CEFPAS alla
norma che oggi si chiede di revisionare, una valutazione in punto
di diritto e di mero diritto che attiene attorno alla legittimità
dell'applicazione del contratto sanità ai dipendenti del CEFPAS,
contratto sanità che è ininterrottamente applicato ai dipendenti
del CEFPAS dal momento della sua costituzione. La norma si pone
come obiettivo quello di chiarificare che il contratto ad oggi
applicato a tutto il personale dipendente del CEFPAS può continuare
ad essere applicato e che non deve essere applicato il contratto
della Regione. Esiste peraltro una analogia netta nel sistema
sanitario nazionale perché l'Agenas, che svolge attività formativa
oltre che di agenzia analoga e consimile a quella che svolge il
CEFPAS, vede applicarsi il contratto sanità pur essendo una
struttura amministrativa.
Questa norma è stata sottoposta all'attenzione dell'Assemblea con
il mero e semplice obiettivo di corristallizzare l'inquadramento
oggi in essere da parte di tutto il personale dipendente. Nulla di
più e nulla di meno. I profili di assegnazione delle attività, con
i progetti ripiano, con il progetto sanitario nazionale,
l'individuazione del CEFPAS come punto di capofila esattamente come
sono state utilizzate in più occasioni come capofila altre singole
aziende, nulla attengono al profilo di inquadramento contrattuale
che oggi hanno i dipendenti.
Quindi, se si è compreso, se si è pensato, se si è voluto
intendere che l'applicazione di questa norma avrebbe potuto
determinare una variazione del trattamento contrattuale oggi in
essere, è vero il contrario: l'applicazione della norma consente di
meglio tutelare e cristallizzare i lavoratori nel contratto che
oggi che oggi gli viene applicato.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
perfettamente d'accordo con quanto detto dall'assessore per quanto
riguarda, però, la prima parte dell'articolo. Se è così potremmo
lasciare l'articolo fino a laddove recita della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 . Poi c'è un'altra parte in cui si dice al
CEFPAS non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 18
della legge regionale n. 11/2010 . La legge regionale 11 del 2010 è
la legge sul contenimento della spesa. Allora se al CEFPAS non si
applica vuol dire che sono liberi di fare le spese che vogliono e
questa è la parte che - secondo me - a noi non va bene. Quindi
cassiamo la seconda parte e votiamo la prima parte. Penso che siamo
tutti d'accordo.
PRESIDENTE. Onorevole La Rocca, per cassarlo ci vuole un
emendamento che lo cassi.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottoscrivo
parola per parola le cose che ha detto la Presidente della VI
Commissione per una ragione. Io considero legittimo che al CEFPAS
non si applichi la legge n. 10, perché applicando un contratto di
lavoro di tipo nazionale - tra l'altro essendo un ente a finanza
derivata dell'Assessorato per la salute - ha una logica che sia
coerente con il sistema nazionale e non regionale. Quindi se la
finalità di questa norma è quella di consentire al CEFPAS di
liberarsi da questa contraddizione, di essere ente di cui alla
legge n. 10, ma applicando un contratto di natura diversa, sono
d'accordo.
Però ha ragione la collega quando dice ma che c'entra l'altra
norma? e lo dico anche agli Uffici. Perché - scusate - ma come si
fa a dire che questa norma non ha effetti finanziari? Perché
l'effetto dell'eliminazione dell'articolo 18 della legge n. 11 è
proprio quello di togliere i limiti del contenimento della spesa
Che è una norma che fu fatta nel 2010 per tutti gli enti
dell'Amministrazione regionale, sia quelli a contratto nazionale
che a contratto regionale - c'era l'assessore Armao titolare di
quella delega - per cui la domanda è No, no, era titolare lei,
perché è una norma finanziaria, non era della sanità. Nel 2010
Cimino? Ah tu i danni li hai fatti dopo?
Signor Presidente, chiedo scusa, volevo ricordare i meriti
dell'assessore Armao.
Quindi è una norma che ha come obiettivo, appunto, il contenimento
della spesa. Se si toglie una norma che blocca la spesa - scusate -
come si fa a dire che non ha effetti finanziari? Dopodiché sono
d'accordo con la collega, sottoscrivo anch'io l'emendamento per
separare la parte della legge n. 10, dall'articolo 18 della legge
n. 11.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, fermo restando che non c'è
nessuna spesa, dà la possibilità, qualora fosse possibile; oggi
come oggi non è possibile. Però, stia attento, la dichiarazione di
intenti che è possibile non adeguarsi a quella legge, è una
dichiarazione; non è che c'è una spesa che va sottoscritta oggi,
per cui non c'è nessun problema da questo punto di vista.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido lo spirito
degli interventi, sia della Presidente onorevole La Rocca Ruvolo,
sia dell'onorevole Cracolici. Però faccio una domanda: è possibile
sottrarre il CEFPAS alla normativa prevista per gli enti sottoposti
a vigilanza e controllo della Regione e al contempo mantenere la
vigenza per il CEFPAS della legge n. 11 del 2010? Secondo me no
Perché la legge n. 11/2010 riguarda il contenimento della spesa del
personale degli enti sottoposti a controllo e vigilanza, quindi,
sono d'accordo con gli intendimenti generali, c'è un problema di
coordinamento normativo che dobbiamo verificare perché
probabilmente serve una riscrittura completa dell'articolo stesso.
PRESIDENTE. Personalmente sono convinto che potrebbe non scriversi
niente perché nel momento in cui diventa un altro tipo di società
segue le indicazioni di un altro tipo di società, quindi, di
quest'ultimo comma, di quest'ultimo rigo si poteva fare anche a
meno, avrebbe creato meno problemi per cui lo possiamo cassare o
non cassare, che ci sia o non ci sia è perfettamente inutile, se
posso permettere di dire la mia, comunque si sta presentando
l'emendamento io l'accetto ma se ne può fare veramente a meno
perché nel momento in cui diventa un altro tipo di ente non è più
soggetta alle regole di cui sono soggetti gli altri. È così
onorevole Cracolici
C'è l'emendamento che lo cassa o no, se no votiamo?
BARBAGALLO. C'è l'emendamento dell'onorevole La Rocca.
RAZZA, assessore per la salute. Presidente, penso lo stia
presentando la Commissione ma davvero è coordinamento normativo
PRESIDENTE. No, non è coordinamento normativo, se c'è lo devo
mettere in votazione ma secondo me è pleonastico però va bene
C'è bisogno di distribuirlo visto che si tratta soltanto
dell'eliminazione dell'ultimo rigo? Non c'è bisogno, quindi lo
posso mettere in votazione.
Intanto a questo punto devo votare l'emendamento soppressivo.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, siccome
abbiamo sentito che lei stava facendo votare il soppressivo cioè
quelli iscritti
PRESIDENTE. Il soppressivo dell'articolo
PASQUA. Sul soppressivo dell'articolo chiedo che la votazione
avvenga per scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Possiamo immaginare che quello che l'ha presentato lo
ritira o no questo emendamento?
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. Perfetto, così sono ritirati anche quelli a firma
dell'onorevole Gucciardi ed altri.
Si passa all'emendamento 28.4 che è quello che ci è stato
preannunciato che di fatto sopprime l'ultimo rigo della legge. Sto
mettendo in votazione adesso l'emendamento 28.4 anche se non c'è
scritto ma è quello che è stato presentato e poi si voterà
l'articolo.
Pongo in votazione l'emendamento 28.4. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28 nel testo risultante.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28
PRESIDENTE. Essendo che la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento indico la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
28.
Chiarisco il significato del voto: chi vota si preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esisto della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 25
Contrari 32
Astenuti 00
(Non è approvato)
E quindi l'articolo 28, salta. Ne abbiamo parlato un'ora, bastava
farlo prima.
Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:
«Articolo 29
(art. 16, collegato VI)
Modifica art.75 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.
1. I commi 2, 3 e 4 dell'articolo 75 della legge regionale 8
maggio 2018, n. 8, sono sostituiti dal seguente:
2. Al fine di garantire la continuità dell'assistenza sanitaria
della popolazione detenuta e non disperdere le professionalità
sanitarie già operanti in ambito penitenziario, entro 30 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
regionale per la salute adotta, ai sensi del comma 3 dell'articolo
2 del decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 222, previo parere
della Commissione Servizi sociali e sanitari dell'Assemblea
regionale siciliana, apposite linee guida per la disciplina dei
rapporti di lavoro instaurati ai sensi della legge 9 ottobre 1970,
n. 740 con il personale sanitario operante presso gli istituti
penitenziari, che prevedano l'attribuzione di incarichi a tempo
indeterminato, laddove previsto dagli accordi collettivi nazionali
di categoria, per lo stesso numero di ore corrispondente a quello
oggetto della precedente convenzione intrattenuta con
l'amministrazione penitenziaria di riferimento, nel rispetto delle
disposizioni previste dai vigenti accordi collettivi nazionali.
2. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Scusate, l'onorevole Barbagallo e Lupo hanno presentato un
emendamento che modifica la legge, modifica l'articolo. Il 29.2 è
soppressivo. Quindi il soppressivo non c'è più diciamo, benissimo.
E questo è stato distribuito? Ce l'hanno tutti?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Avete il 29.1.R dell'onorevole
Barbagallo? Lo stanno distribuendo, benissimo. Intanto onorevole
Barbagallo lo vuole illustrare.
BARBAGALLO. Grazie, Presidente. Abbiamo presentato un emendamento
modificativo dell'articolo 29. Noi riteniamo, intanto, che ci siano
alcune questioni singolari sul servizio penitenziario. Intanto, la
circostanza che la Regione Siciliana è l'unica Regione che continua
a gestire personalmente il servizio penitenziario e non, come
avviene nelle altre Regioni, attraverso il Servizio Sanitario
Nazionale.
E se ci deve essere un provvedimento amministrativo da parte
dell'Assessorato, così come previsto al comma 2, che debba
disciplinare soprattutto da un lato le incompatibilità di chi
riveste un ruolo all'interno del servizio con la continuità
assistenziale, e certamente non si dovrebbe occupare anche di
altro, e con l'attenzione dell'assessore, a nostro giudizio,
assessore Razza, dovrebbe essere attenzionata la vicenda della
programmazione. Non ci piace il testo dell'articolo nella parte in
cui si pone l'attenzione quasi ad una sanatoria di coloro che si
sono occupati in passato del servizio penitenziario, invece,
secondo noi, si dovrebbe parlare più, e ci si dovrebbe occupare di
più della programmazione e scandire, per i prossimi anni, come
andrebbero coperti i posti con la continuità assistenziale e come
garantirne un servizio funzionale ed efficiente ed un servizio
particolarmente delicato. Abbiamo presentato un emendamento
modificativo in questo senso e saremmo disponibili eventualmente a
ritirare il soppressivo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 29.1.R. Il parere
della Commissione?
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole a
maggioranza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Non siete molto decisi, né Commissione, né Governo,
però, a questo punto lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30.
(art. 15, collegato VI)
Modifiche paragrafo 5, lettera C, dello schema dei requisiti delle
case di cura private di cui alla legge regionale n. 39 dell'8
novembre 1988.
Al paragrafo 5, lettera c), dello schema dei requisiti delle case
di cura private di cui alla legge regionale 8 novembre 1988, n. 39,
dopo le parole medici ad hoc , sono soppresse con i requisiti di
assistenti».
Non c'è un emendamento. Pongo in votazione l'articolo 30. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
(art. 14, collegato VI)
Progetti terapeutici individualizzati.
1. Ogni Azienda sanitaria provinciale della Regione siciliana è
tenuta a destinare almeno lo 0,2 per cento delle somme poste in
entrata nel proprio bilancio annuale al finanziamento di progetti
terapeutici individualizzati (PIT) di presa in carico comunitaria,
formando la dotazione finanziaria del Budget di Salute come
definito dal capitolo 8.1 del documento piano delle azioni e dei
servizi sociosanitari e del sistema unico di accreditamento dei
soggetti che erogano prestazioni socio-sanitarie approvato con
decreto dell'Assessore regionale per la salute e dell'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro del 31
luglio 2017, conformemente agli obiettivi di cui all'articolo 26
del D.P.C.M. 12 gennaio 2017.
2. All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Si passa all'emendamento 31.2 a firma dell'onorevole Lupo, lo
mantiene?
LUPO. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Il comma 2 soppresso dalla Commissione Bilancio? E' tecnico per i
maggiori oneri eventuali, assessore? Quindi è pronostico, diciamo,.
Pongo in votazione l'emendamento 31.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
Articolo 32
(art. 10, collegato VI)
Istituzione dello sportello unico per la disabilità e del portale
informatico per la disabilità.
1. Per consentire un adeguato accesso ai servizi sanitari, sociali
ed educativi dedicati alle persone con disabilità, la Regione, in
collaborazione con gli uffici locali territoriali, organizza,
utilizzando proprio personale ed aggiornando il portale
informatico, lo Sportello Unico per la Disabilità, avente il
compito di assicurare un servizio di informazione e orientamento in
ordine al panorama normativo, ai servizi erogati dalla Regione e
dagli altri enti territoriali, nonché quello di provvedere al
disbrigo di pratiche amministrative-burocratiche in favore dei
soggetti con disabilità e dei loro familiari.
All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione
vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Si passa all'esame degli emendamenti.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessori e colleghi deputati,
questo è un emendamento che verte su una mozione presentata e
votata dall'Aula già il primo marzo del 2018 e verte sulla
istituzione di uno sportello unico regionale che eviterà
consistenti difficoltà alle famiglie dei disabili che devono,
ancora oggi nel 2019, districarsi da un ufficio all'altro. E' una
norma di buon senso che può essere fatta senza oneri aggiuntivi da
parte del Governo regionale di questa Regione, e dà la possibilità
al secondo comma, tra l'altro, di attuare in maniera corretta e
coordinare tutti gli enti locali che dovranno occuparsi di
individuare risorse umane e uffici. Ne avevo già parlato con
l'assessore in diverse occasioni, assessore Razza, di questo
Sportello unico disabilità, ne avevo già parlato con l'assessore,
ma adesso lo illustro all'assessore Scavone.
Quindi si tratta di una norma di buon senso e la riscrittura, tra
l'altro, rispetto all'articolo presentato al collegato, dà la
possibilità di attuare senza creare ulteriori aggravi per gli enti
locali e soprattutto senza creare difficoltà. Quindi, chiedo a
quest'Aula di apprezzarne il contenuto.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAMMARTINO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 32.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Con l'approvazione dell'emendamento 32.2, sostitutivo
dell'articolo, si ritiene approvato l'articolo 32.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Amata e Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
Articolo 33
"(art. 20, collegato VI) Cure palliative.
1. Nelle more della definizione dei criteri inerenti la formazione
accademica specifica di cui all'articolo 8 della legge regionale n.
38 del 2010, al fine di assicurare sul territorio regionale un
accesso alle cure palliative e/o alle terapie del dolore, le
Aziende sanitarie, in via transitorie, sono autorizzate a conferire
incarichi a tempo determinato per coprire i vuoti delle dotazioni
organiche ai medici con un'esperienza maturata di almeno 4 anni,
successiva alla data di entrata in vigore della legge 27 dicembre
2013, n. 147, nelle cure palliative non in possesso dei requisiti
indicati dal D.M. 28 marzo 2013."
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, massima
attenzione da parte del Gruppo del Partito Democratico sul tema
delle cure palliative, non credo che sia necessario dilungarsi
sull'argomento.
Manteniamo però una riserva rispetto al contenuto dell'articolo,
che prevede che le Aziende Sanitarie, in via transitoria, sono
autorizzate a conferire incarichi a tempo determinato per coprire i
vuoti delle dotazioni organiche eccetera, eccetera.
Ora, senza nulla togliere, ripeto, ad un tema così delicato che ha
il massimo del nostro sostegno, noi a mio avviso introduciamo un
principio di disordine nell'organizzazione delle Aziende Sanitarie
Locali allorquando, invece di procedere nei tempi previsti, mi
auguro celermente, all'espletamento dei concorsi in relazione agli
atti aziendali e a tutto ciò che ovviamente serve per espletare i
concorsi con il massimo della trasparenza, cominciamo a prevedere
che per singole branche si possano conferire incarichi a tempo
determinato.
Allora la domanda è: perché cure palliative sì, e cardiochirurgia
no, o cardiologia no, o chirurgia pediatrica no? Sono forse meno
importanti per il buon funzionamento dei servizi per la salute dei
cittadini siciliani? Io credo di no, Presidente.
Allora, io credo che questo sia un tema molto delicato, perché se
rispetto alle carenze di organico, che ci sono, e che a mio avviso
vanno colmate in maniera strutturale e definitiva, per singole
specialità si comincia ad intervenire prevedendo il conferimento di
incarichi a tempo determinato, noi invece di ottimizzare il buon
funzionamento della sanità pubblica siciliana, rischiamo di creare
situazioni di fatto ingestibili o quantomeno discriminanti a
seconda dei casi.
Io, su questo, mantengo l'emendamento soppressivo; dopodiché se
l'assessore vuole intervenire sono pronto a rivedere la nostra
opinione, se darà delle argomentazioni condivisibili. Però,
sinceramente, tra gli argomenti brevemente sintetizzati, io penso
che anche questa previsione normativa debba essere rinviata ad un
disegno di legge organico, se necessario, in materia di copertura
provvisoria di figure della pianta organica, nelle more
dell'espletamento delle procedure selettive.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
parlare prima dell'assessore, non mancando di rispetto, ma solo
perché è una norma nata in Commissione più che dal Governo, quindi,
per dare il giusto rilievo a chi competono effettivamente le cose.
Mi rivolgo all'onorevole Lupo e vorrei precisare a tutti i
colleghi, non è una norma.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, credo che stia rispondendo a lei un
attimo. Grazie.
PULLARA. Non è una norma che riguarda una fattispecie particolare,
e quindi le altre vengono dimenticate, che ne so la
cardiochirurgia, la pediatria ecc E' una norma che riguarda una
fattispecie, che è quella delle cure palliative, dove c'è un vuoto
normativo relativo ai requisiti di accesso, ed oggi tutte le
aziende, anzi, in mancanza di una norma precisa di indirizzo,
ognuno svolge e riesce ad acquisire il personale in maniera
diversificata.
In questo modo, per questa fattispecie, dove non c'è una norma
specifica, dove c'è il vuoto normativo, dove c'è il vuoto
legislativo e ci sono situazioni a macchia di leopardo, invece,
come Commissione, abbiamo ritenuto di dare una norma organica alla
quale in tutta la Sicilia ci si adegua in un determinato modo. Tra
l'altro per una fattispecie che è quella delle cure palliative
dove, capiamo bene, i contenuti di sensibilità sono particolarmente
importanti.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, l'ha convinta, lo ritira
l'emendamento?
LUPO. No.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
sottolineare, però, al Governo e, quindi, all'assessore che
nell'ambito di quelle che sono le fattispecie delle competenze
dell'assessorato regionale della famiglia, c'è già individuato un
percorso, almeno, a mia memoria, per quanto riguarda lo sportello
della disabilità. Già c'è un ordine di cose, che sta per essere .
comunque, assessore Scavone, mi scusi, per comprendere meglio, per
capire un momentino come stiamo andando avanti perché siccome c'è
già un indirizzo ben preciso alla famiglia in cui bisogna
costituire questa sorta di ambito che riguarda il tema in generale
delle disabilità, perché non abbiamo un anagrafe, non abbiamo un
contenitore in ordine a quelle che sono le specificità sul tema,
credo che questo articolo di fatto sia superato già da una
specifica competenza che è in capo alla famiglia, la quale
ovviamente può fare in modo che d'intesa con l'assessore regionale
per la sanità possa integrare le esigenze che ci sono sempre in
quest'ambito, perché oggi è inutile che andiamo a creare una norma
per fare un'altra cosa che è il doppione di un servizio che già sta
per essere istituito presso l'assessorato per la famiglia.
PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, questo di cui parla lei lo abbiamo
già votato. Noi ora stiamo parlando delle cure palliative. Quello
sui disabili lo abbiamo già votato. Era l'articolo precedente
quello di ci parla lei.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono veramente
rispettoso dell'obiettivo però, devo dire, non credo che c'entri
l'operazione della famiglia, perché le cure palliative non sono una
disabilità. E' ormai un'attività di patologia nel sistema sanitario
e non nel sistema assistenziale.
Detto questo, il punto è un altro. Se c'è un vuoto normativo, con
questa norma non lo stiamo colmando, stiamo autorizzando in deroga
a fare assunzioni per le cure palliative nelle stesse ore in cui si
fanno gli atti aziendali, che dovrebbero finalmente avviare il
percorso dei concorsi. Allora, delle due l'una O gli atti
aziendali si adeguano ad una esigenza di organizzazione del
servizio palliativo, ma non possiamo per singole patologie
stabilire la deroga per le assunzioni. Ecco perché noi riteniamo
quest'emendamento nobile negli intenti, ma molto delicato
sull'efficacia e sul precedente che s'introduce a secondo la
malattia stabiliamo di volta in volta di assumere i medici. Credo
che il Governo non dovrebbe fare il Ponzio Pilato su questa
questione.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, peraltro tra i diversi personaggi della storia, Ponzio
Pilato è quello che meno mi si addice.
La questione è legata alla norma che è nata, come diceva
l'onorevole Pullara, in Commissione. Qual è il tema che è stato già
affrontato, nel medesimo modo, da quasi tutte le Regioni italiane?
Nel momento in cui si sono ridefiniti i criteri per la formazione
della Rete delle cure palliative, si era anche stabilito quale
dovesse essere l'iter formativo per i medici, cosiddetti,
palliativisti. Questi medici in tutta Italia, e non è una
specializzazione, perché se fosse una specializzazione si sarebbero
posti tutti quei problemi, interni e di programmazione che molto
correttamente ha richiamato anche l'onorevole Lupo.
Oggi qual è il tema? In un ritardo che l'intero sistema nazionale
ha avuto per adeguare gli standard formativi dei medici
palliativisti, si apre un rischio. Il rischio che si apre è che la
normale attività dei reparti che si occupano di cure palliative, e
delle strutture che si occupano di cure palliative, possa subire un
nocumento da un minor numero di medici che possano essere chiamati
a lavorarvi.
Quasi tutte le Regioni italiane cos'hanno fatto? Hanno fatto
procedere un binario parallelo. Da un lato hanno ridefinito i
criteri per la formazione del medico palliativista, dall'altro lato
hanno introdotto una norma transitoria che ha consentito,
parallelamente, di adeguare la possibilità che le cure palliative
potessero continuare ad essere somministrate.
Su questa posizione, tanto il Governo quanto l'Assemblea,
attraverso la VI Commissione, ha ricevuto un forte input da tutte
le associazioni e da tutto il mondo delle cure palliative che era
finalizzato ad individuare uno strumento che potesse consentire il
prosieguo, nella definizione di questi standard, delle attività.
Ci è sembrato, e ha bene illustrato l'onorevole Pullara che mi ha
preceduto, che questo non potesse essere affidato alla decisione di
ogni singola azienda che, talvolta come capita, decide a Catania in
un modo e a Palermo in un altro, nel rispetto dell'autonomia
gestionale.
Ma su un tema così sensibile, come quello delle cure palliative,
ci sembrava che il legislatore regionale dovesse individuare un
criterio unico, applicabile ed estensibile, per tutto il Territorio
della Regione.
Ecco perché il Governo si sente di condividere la norma che ha
presentato la VI Commissione, nella consapevolezza che assume su di
sé l'onere di dover determinare il secondo binario. Ma se ci
vorranno un anno, o due anni per completare gli iter della
formazione dei medici palliativisti, nel frattempo anche la
Sicilia, come le altre Regioni, ha il dovere di adottare gli stessi
criteri che utilizzano le altre Regioni italiane. Perché,
altrimenti, poi non possiamo lamentarci se altrove si spinge in una
direzione, mentre in Sicilia si resta indietro. Questo l'obiettivo
di una norma che è nata in Parlamento, che il Governo condivide e
che nasce in Parlamento con la condivisione del Governo, perché
espressione della volontà dei medici che operano in questo settore.
PRESIDENTE. Quindi, comunque, ognuno rimane delle sue posizioni.
Per cui, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 33.2.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 33.2
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 33.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 31
Contrari 26
Astenuti 0
(E' approvato)
Onorevoli colleghi l'articolo 33 è soppresso.
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Art. 34.
(art. 9, collegato VI)
Autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo
22 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.
1. Per le finalità di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 e successive modifiche e
integrazioni (Missione 13, Programma 7, capitolo 412016 Rimborso
alle aziende sanitarie ed ospedaliere per il personale comandato ai
sensi dell'articolo 1, comma 10, della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 ), l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 22,
comma 2, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, è incrementata
di euro 654.355 per l'esercizio finanziario 2019, di euro
1.115.623,33 per l'esercizio finanziario 2020. Per le medesime
finalità è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la spesa
di 2.000 migliaia di euro.
2. Agli oneri derivanti dalla presente disposizione, si provvede,
per ciascuno degli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021, mediante
corrispondente riduzione delle risorse a valere del Fondo sanitario
regionale».
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
noi manteniamo il soppressivo perché mi sembra evidente che
l'articolo 34, ancorché comporta spesa a carico del Fondo sanitario
regionale, comporta spesa.
Il Presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci, lei stesso
ha detto le ha scritto una lettera, invitando il Parlamento alla
prudenza prima di approvare norme verificando se comportano spesa.
Credo che buona parte del disavanzo di cui discutiamo di 400
milioni siano perfino relativi a spesa sanitaria che riguarda il
'92, il '93. Io credo che noi dobbiamo tendere, in questa fase, di
difficoltà finanziaria per la Regione Siciliana a ridurre la spesa,
ad ottimizzare la spesa ed, eventualmente, a destinare anche
interventi di spesa a carico del Fondo sanitario regionale a norme
che abbiano, per esempio, un impatto sociale diffuso. Non
esiteremmo a votare, per esempio, una riduzione dei ticket
sanitari. Ma nella norma di cui all'articolo 34, Presidente, di
cosa parliamo? Parliamo, sostanzialmente, della possibilità di
distaccare presso l'assessorato della salute personale comandato a
carico del bilancio sanitario della Regione. Siamo in presenza di
interventi per spesa del personale.
Non riteniamo, assolutamente, né necessario, né prioritario,
questo intervento di spesa che è significativo, che è corposo,
perché è di 654.355,00 euro per il 2019 e di 1.115.000,00 euro per
il 2020 e di 2.000.000,00 per il 2021. Parliamo di milioni di euro,
Presidente. Noi manteniamo la nostra ferma contrarietà, manteniamo
l'emendamento soppressivo e chiedo anche il voto segreto
sull'emendamento 34.1.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intervengo sull'articolo di cui adesso parlava, in maniera
contraria, l'onorevole Lupo. Ma faccio seguito anche agli articoli
che, ad oggi, sono stati bocciati. Viene bocciato l'articolo col
voto segreto sulle cure palliative, si va al voto segreto per i
comandati nella sanità. Presidente, colleghi, ho l'impressione che
stiamo votando norme o, meglio, non stiamo votando norme che forse
vanno nell'interesse della Sicilia, e forse di un sistema
complessivo. Io non penso che, in questo momento, facendo in questo
modo che non vanno nell'interesse di specifiche categorie, ma vanno
nel dare le risposte a cittadini che sono i siciliani, facciamo una
buona cosa se continuiamo in questo modo.
PRESIDENTE. Onorevole colleghi, avendo solo emendamenti
soppressivi all'articolo 34, pongo in votazione direttamente il
mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
era solo per segnalare che materialmente non funziona
PRESIDENTE. Ci è stato detto e l'abbiamo segnalato.
FIGUCCIA. Lo so, però siccome è la seconda volta che succede
questa cosa. Io non lo so quali sono i costi che sosteniamo qui per
fare la manutenzione e tutto il resto. Dopo di che, se malgrado
tutto quello che teniamo in piedi non riusciamo a far funzionare
neanche la postazione per votare, siccome è la seconda volta che mi
succede.
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, è la prima volta che lei se ne
lamenta con me. Lei me l'ha detto oggi, e io farò immediatamente le
verifiche.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel corso dei mio
intervento in chiusura, sull'emendamento 34.1 avevo chiesto il voto
segreto, però mi rivolgo all'Assessore per la salute ed
all'Assessore per l'economia con una domanda precisa. Storicamente,
da molti anni, l'Assessorato alla salute si avvale di personale
comandato, che io ritengo sia necessario al buon funzionamento
dell'Assessorato, a prescindere dal colore dei Governi, per essere
chiaro, perché è così con il Governo Musumeci, lo era nella scorsa
legislatura quando l'Assessore era l'onorevole Gucciardi.
La domanda precisa è questa: questo stanziamento serve a garantire
i comandati nel numero storicamente distaccato presso l'Assessorato
alla salute, o si parla di altri comandati? Perché in questa
seconda ipotesi io ribadisco la richiesta di voto segreto, se
invece parliamo dei comandati di sempre, nel numero previsto dalla
legge, per il costo contenuto che ogni anno è stato messo in
bilancio, non c'è contrarietà da parte nostra. Quindi vorrei
invitare l'Assessore a chiarire.
PRESIDENTE. Sì, fermo restando che è stato votato l'articolo.
LUPO. Signor Presidente, io ho fatto formale richiesta di voto
segreto sull'emendamento 34.1, è agli atti parlamentari.
PRESIDENTE. Io ho detto che eravamo in votazione, nel momento
della votazione non mi è stata fatta questa richiesta.
LUPO. No, signor Presidente, l'ho fatta finendo il mio intervento,
proprio a guadagno anche di tempo.
PRESIDENTE. Da lì, direttamente?
LUPO. Assolutamente sì. E' registrato.
PRESIDENTE. Come lei sa, io quando sento la richiesta di voto
segreto, la do sempre, non ho problemi. In questo caso,
sinceramente, ho fatto votare, posso avere sbagliato io, ma ho
fatto votare.
RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, davvero
brevemente, il tema è centrato, nel senso che notoriamente
l'Assessorato alla salute si avvale di un numero di comandati alla
guida dei Servizi, anche per la necessità del titolo di studio che
essi devono avere.
L'emendamento punta a consolidare la presenza degli attuali
comandati e a coprire un unico Servizio che è di straordinaria
importanza, che è il Servizio di integrazione ospedale -
territorio.
Non esiste una professionalità, e chi mi ha preceduto, come
l'onorevole Gucciardi, conosce la struttura dell'Assessorato e sa
perfettamente che uno dei temi principali riguarda la gestione dei
servizi territoriali. Nel territorio c'è esigenza di chiamare
professionalità dalle aziende sanitarie provinciali, per il resto
si tratta esattamente dello stesso numero di comandati che c'erano
prima, storicamente.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
Articolo 35.
(art. 60, emendamento 1R)
Resais s.p.a.
1. La Società Resais spa, costituita dall'ente siciliano per
l'industria, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 11
aprile 1981, n. 54, continua ad esercitare quale società di diritto
singolare, anche secondo la disciplina dell'articolo 1, comma 4 ,
let-tera a) del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, la
gestione dei servizi di inte-resse generale per la Regione, già
individuati dalla predetta legge regionale e dalle al-tre
successive specifiche disposizioni legislative regionali vigenti.
Per tali finalità il socio Regione è autorizzato a prorogarne la
durata per un periodo uguale a quello in atto previsto dallo
Statuto. All'articolo 23, comma 1 della legge regionale 22 gennaio
2019, n. 1 le parole entro il 30 giugno 2019 sono sostituite
dalle parole entro il 31 dicembre 2019 . .
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
Articolo 36.
(art. 64, emendamento 1R)
Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127.
1. All'articolo 22 della legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 e
successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:
Le istanze di rinnovo, che alla data di entrata in vigore della
presente legge sono state dichiarate inammissibili perché inoltrate
oltre i 180 giorni precedenti la scadenza dell'autorizzazione,
possono essere riesaminate su istanza dell'esercente da presentare
al Distretto minerario competente entro e non oltre 30 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. .
E' stato presentato un emendamento soppressivo da parte del
Governo.
Anche un aggiuntivo, abbiamo detto l'altra volta che alcuni
aggiuntivi, visto che sono stati tolti quelli di spesa
Siccome su questo problema c'è un momento di confusione, sospendo
la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.47)
La seduta è ripresa.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, abbiamo presentato all'art. 36,
l'emendamento soppressivo 36.1. Prendiamo atto che, per come lei ha
riferito, anche il Governo ha presentato un soppressivo, però, ecco
noi facciamo voti anche agli Uffici dell'Assemblea affinché non
accadano più casi come quello di oggi, anche perché le istanze di
rinnovo su questo tipo di progetti, per quanto risulta a noi,
quelle decadute non sono più di quattro, quindi hanno un nome,
cognome e pure un Comune. E siccome non hanno i piedi e camminano
da soli questi emendamenti, siamo veramente preoccupati per
l'andazzo che stanno prendendo alcune vicende.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, era per mettere a verbale, vista la
segnalazione di prima, che nelle due votazioni precedenti ero
presente. Siccome questo fatto però, spesso, è finito anche come
fatto di cronaca, ricordo in altre circostanze, se lei lo ritiene,
quando votiamo possiamo anche riprendere lo schermo come si fa alla
Camera. Oggettivamente, questa cosa che ogni tanto, oggi è capitato
a me, sono certo che non c'è nessuna, può essere imputabile ad un
errore, però se possiamo magari anche inquadrare lo schermo quando
si vota, perché io le dico che ero presente.
Le chiedo di mettere a verbale.
PRESIDENTE. Questa è un'ottima idea. Non è una cattiva idea, alla
Camera lo inquadrano sempre in televisione per esempio, per cui lo
si potrebbe inquadrare in modo che quantomeno rimane una traccia.
Comunque io, su questo argomento che lei poco fa ha correttamente
segnalato, ho già parlato agli Uffici. È stata fatta una verifica
adesso e funzionava, comunque la ringrazio per la segnalazione,
intanto per queste qui era presente, viene segnalato come presente.
Sull'articolo 36 c'è un emendamento soppressivo sia dell'Aula che
del Governo, mi sembra pleonastico fare votare, quindi l'articolo
36 è soppresso.
Abbiamo finito gli articoli, ma dobbiamo tornare agli accantonati.
Stiamo verificando gli accantonati.
Si torna all'articolo 2, precedentemente accantonato in attesa di
alcuni chiarimenti. Questi chiarimenti che sono arrivati, in
effetti, non chiariscono al cento per cento la cosa, quindi, io lo
sto stralciando, per cui mi faccio carico personalmente di
stralciarlo.
Assessore Bandiera, il chiarimento per iscritto che è arrivato non
è un chiarimento per cui lo abbiamo stralciato.
I dubbi dell'onorevole Cracolici ve li confrontate voi. A noi c'è
stato richiesto di fare un accertamento di chiarimento, lo abbiamo
fatto, non ci convince, per cui lo abbiamo stralciato e poi se ne
parla.
Si torna all'articolo 12. Comunico che è stato presentato
l'emendamento di riscrittura 12.R, a firma del Governo. Intanto, lo
stiamo distribuendo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 12 è
stato stralciato.
PRESIDENTE. E' stato accantonato per una riscrittura.
BARBAGALLO. No, non è così C'è stata una discussione, signor
Presidente, - la prego di credermi - piuttosto accesa durante
quella seduta dove sono intervenuti più deputati, alla fine è stato
stralciato. Ora, se è morto, non è che può resuscitare? Al prossimo
Collegato, tanto ce ne sarà un altro.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, quel giorno io non c'ero per cui
mi comunicano che era stato accantonato. Scusate, c'è il verbale
della scorsa seduta? Voglio essere sicuro che nel verbale ci sia
scritto che era stato accantonato e non stralciato, come dicono
alcuni.
Se mi date un minuto per leggere il verbale di quella seduta,
perché secondo gli Uffici era stato accantonato, era stato chiesto
un chiarimento che è stato fornito, per cui oggi non c'è motivo di
stralciarlo per cui oggi si può votare tranquillamente, ovviamente
la riscrittura.
Dal verbale della seduta risulta accantonato per cui il Governo ha
presentato una riscrittura che avete ricevuto tutti? Un attimo solo
per il tempo che si distribuisce. Non ci sono interventi?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi ero illuso, sono in pieno errore per
il solo fatto che non avevo immaginato che lei intervenisse, vuol
dire che stasera non sto bene
CRACOLICI. Signor Presidente, devo dire che la querelle se era
stato accantonato o era stato dichiarato decaduto non è infondata
perché l'articolo era stato dichiarato stralciato poi un collega,
il deputato di Messina, quello che ha sostituito l'onorevole Cateno
De Luca, è intervenuto chiedendo al Presidente di turno,
l'onorevole Di Mauro, di accantonarlo, ma era stato dichiarato
stralciato, Anzi, il Presidente pro tempore, ha dichiarato più
volte in quella seduta L'articolo 12 è stato stralciato . Non è
vero? Ti cresce il naso.
PRESIDENTE. Parli con il Presidente, per favore. Siccome dal
verbale risulta, come dichiarazione finale, che è accantonato.
CRACOLICI. Beh, a questo punto i verbali così diventa delicato
Avrò mille difetti, ma non quello della memoria.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, non insinui.
CRACOLICI. Non insisto, per evitare.
PRESIDENTE. No, ho detto non insinui.
CRACOLICI. Allora, io evito di insistere per non insinuare, e non
insisto.
Detto questo, signor Presidente, è evidente che l'articolo che
stava per essere votato, a cui oggi il Governo presenta una
riscrittura, dimostra che quell'articolo - dove si limitava a
riscrivere nei capitoli di bilancio fondi perenti senza neanche la
certezza della copertura, diciamo, contabile quella della
cosiddetta bollinatura della Ragioneria generale - beh l'Aula
forse non aveva tutti torti se il Governo è stato costretto a
riscriverlo. E mi permetto di dire, signor Presidente, ma se è
arrivato in Aula in quella maniera, posso ripetere che c'è un
problema serio di filtro della Presidenza sugli articoli che
arrivano in Aula? Perché, se a seguito del mio intervento,
comunque, si è determinata la condizione per cui si è dovuto
riscrivere, e non è che la riscrittura ha risolto tutti i problemi,
perché adesso ci limitiamo a riscrivere quelli per i quali c'erano
obbligazioni, ma se c'erano obbligazioni, perché sono stati
cancellati i relativi capitoli? Cioè, io rimango anche trasecolato
sul modo con cui scriviamo norme in cui diciamo cose che dovrebbero
essere ovvie Quindi, si presume che ci sono capitoli, per i quali
insistono obbligazioni, che invece sono stati cancellati
Faccio la domanda all'amministrazione, alla Ragioneria,
all'Assessore per l'Economia, all'Assessore per le Infrastrutture:
cioè, noi diciamo che i fondi della legge del '90, che sono stati
cancellati a seguito di perenzione, possono essere riscritti poiché
ci sono delle obbligazioni.
Ripeto la domanda che ho posto l'altra volta. Ma il 118 opera o
non opera in questa Regione, anche per questi capitoli? Se
l'Assessore, spero mi stia ascoltando, allora sono tranquillo,
ripeto perché il tema non è se non dobbiamo aiutare la città di
Messina ad acquistare le case, ci mancherebbe, aiutare la città
verso il risanamento, ma stiamo parlando di norme di contabilità,
non di norme o di obiettivi strategici.
Ripeto, se c'è oggi un'obbligazione vuol dire che il capitolo non
poteva essere cancellato. Se è stato cancellato, dovete spiegarmi
cosa è successo.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, io non posso che darle una
ragione sul fatto che oggi - non so in Regione - sicuramente in
Assemblea, tant'è che siamo dovuti correre al riparo con questi
concorsi che stiamo facendo, c'è una carenza. Io questo lo devo
dire, anche se gli Uffici possono risentirsi, perché,
oggettivamente, è così
Perché il fatto che esca dalla Commissione Bilancio' con il
parere favorevole, non è motivo per cui non lo si debba dare per
positivo. Il primo giorno che io sono entrato qua dentro ho
dichiarato, con l'arrabbiatura di tanti, gli uffici sono stati
distrutti. Ma, più o meno, la cosa non è tanto lontana da quello
che ho dichiarato.
Ora stiamo facendo i concorsi per assumere ma in questa Assemblea
in questo momento non c'è l'Ufficio di Bilancio, c'è la persona di
bilancio, che, essendo una, fa una grandissima fatica è chiaro.
CRACOLICI. Infatti, io non parlo degli Uffici del Parlamento
Parlo della Ragioneria generale e dell'Assessorato.
PRESIDENTE. Però non c'è dubbio che, col Segretario generale,
dobbiamo provvedere al limite anche prendendo qualche consulente in
più, qualcuno che comunque ci dia una mano perché, effettivamente,
c'è una carenza di personale in questa Assemblea che va
sicuramente, in qualche maniera, recuperata e dobbiamo, anche,
accelerare questi concorsi che stiamo facendo.
Benissimo. A che punto siamo? Dobbiamo votare il 12.R.che è la
riscrittura del Governo.
D'AGOSTINO...lo sanno tutti che era stralciato, che figura
facciamo Non si fanno queste cose non avete vergogna
PRESIDENTE. Lo dice al microfono? Allora, smetta di parlare O lo
dice al microfono o non so cosa sta dicendo
Onorevole D'Agostino, io non ero presente, a parte che mi fido
ciecamente; vuole sapere chi era il Presidente? Glielo dico subito.
Il Presidente era Di Mauro ma questo non ha importanza perché ho
assoluta fiducia, in maniera totale, nelle cose che mi ha detto il
Presidente Di Mauro. Io ho un verbale, perché sono andato a
verificare prima di parlare, onorevole D'Agostino. Per cui, è vero
quello che diceva l'onorevole Cracolici, che c'è stato un dibattito
ma alla fine la chiusura è il Presidente. Se il Governo è d'accordo
lo accantoniamo, così si fa un approfondimento sull'interno
articolo. Non è che pensate che io possa imbrogliare le carte Se è
stato chiuso così è così Se fosse stato stralciato non l'avrei
neanche preso in considerazione.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, premetto che
comunque, onde evitare polemiche, il Governo è pronto anche a
stralciare questo emendamento, questa norma. Però, attenzione, mi è
doveroso prima spiegare cosa è successo, qual è la genesi di questa
norma e la bontà di questa norma.
D'AGOSTINO. Ma l'ha spiegato, l'abbiamo ascoltata
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
D'Agostino, non è così perché se voi ne fate un atteggiamento
talebano allora io insisto. Se voi, invece, siete disponibili ad
ascoltare e ad un confronto sereno allora io sono pronto a fare
anche non uno, ma dieci passi indietro; però, gradisco onestà
intellettuale nel confronto del dibattito d'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io non le consento più di far
capire o di dire che c'è stato un imbroglio per cui da che era
stralciato a che io l'ho cambiato in accantonato La prego, io non
glielo consento L'assessore Falcone, bontà sua, sta parlando
eventualmente di stralciarlo, ma io non mi permetterei mai di fare
un imbroglio all'interno di questa Assemblea. Per cui, lei non lo
metta mai più in dubbio.
Prego, Assessore.
FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità.
Presidente, questo articolo è un articolo che nasce da un'esigenza
di utilizzare fondi perenti che erano a favore della città di
Messina. 500 miliardi di vecchie lire erano stati assegnati con
legge n. 10 del 1990 e 500 miliardi la città di Messina doveva
ricevere. Purtroppo, negli anni, piuttosto che spendere questi
soldi, questi soldi sono rimasti nel cassetto. Essendo stati nel
cassetto per tanti anni, questi soldi, in parte sono stati
recuperati a seguito di un processo certosino di recupero e di
reperimento fondi ed economia, in parte sono diventati perenti.
Prima della entrata in vigore del 118 le somme perenti potevano
essere riproducibili perché rimanevano nello stesso capitolo.
Tant'è che, prima dell'ingresso del 118, quando si volevano
cancellare si faceva una norma e si cancellava, diversamente quelle
somme, onorevole Cracolici, rimanevano là fino a quando non si
riteneva di riprodurle.
Con l'entrata in vigore del 118 questi fondi non sono stati
cancellati - come lei più volte ha detto la volta scorsa - ma
affluivano e affluiscono in un unico fondo e noi abbiamo fatto una
ricerca. Nella ricerca di quel fondo e di quel capitolo, che è il
672407, bollinato non soltanto dal mio Direttore di Dipartimento ma
anche dal Ragioniere generale - come ella ha voluto e ha preteso -
ed è giusto che noi oggi, che il Governo che presenta norme serie,
venisse anche riscrivendo, precisando l'articolo che era passato
già in Commissione Bilancio ed aveva avuto il parere favorevole,
perché c'era stato il parere favorevole del Ragioniere generale in
Commissione Bilancio e, quindi, la stessa Commissione di merito,
che entra nel merito della copertura finanziaria, oltre che della
legittimità finanziaria, il Presidente Savona, aveva dato il
proprio parere favorevole.
Bene, la volta scorsa, però, quando abbiamo dibattuto su questo
articolo, sono state sollevate delle perplessità, se questi soldi
esistessero o meno. Noi abbiamo sempre parlato di 22 milioni di
euro e in effetti nel capitolo per questa finalità erano stati
dichiarati perenti 22.543.034,68 che erano presi tout-court e
spostati in questo fondo, che è una specie di fondo di salvaguardia
dei fondi perenti, delle somme perenti che, comunque, nel caso in
cui abbiano un'obbligazione giuridicamente vincolante o nel caso in
cui vi sia un creditore che si alza e chiede di poter avere, di
poter utilizzare quelle somme, noi siamo costretti a dover far
fronte, quindi noi diventiamo debitori, e così è stato.
La città di Messina ha un credito nei confronti della Regione
siciliana. La città di Messina, per logiche che noi non stiamo qua
a giudicare, non ha utilizzato questi fondi, ma i fondi vi sono, e
siccome ancora c'è una ferita apertissima della città di Messina e
il Governo regionale, il Governo Musumeci, vuole sanare quella
ferita e l'Assemblea, quando si è espressa a votare, quasi
all'unanimità ha detto che è giusto e sacrosanto che noi
salvaguardiamo la città di Messina dopo cinquanta, dopo
sessant'anni. E siccome abbiamo avviato un processo virtuoso ed è
il processo che, da un lato costruiamo alloggi, ne abbiamo già
consegnato ben 100, dall'altro lato andiamo a risanare delle zone,
dall'altro lato ancora acquistiamo immobili dal mercato e li
consegniamo a chi ne ha diritto e questa buona prassi l'abbiamo
fatta e la stiamo facendo, ad esempio, a Caltanissetta, con gli
Iacp di Caltanissetta ed ha prodotto i suoi buoni frutti, bene, la
si sta facendo anche a Messina.
Ed allora, cosa stiamo facendo a Messina? L'articolo riscritto a
cosa serve? Guardi, onorevole Cracolici, veramente io rimango
basito quando sento parlare dal pulpito un deputato di lungo corso
come lei che dice; Ah Ma se il Governo sente l'esigenza di
riscrivere una norma, allora era quasi una truffa . Ma quale
truffa? La riscrittura della norma, che è uno strumento necessario,
anzi utile per il buon andamento dei lavori d'Aula e per la buona
procedura legislativa, cioè perché si possa arrivare ad un'attività
legislativa corretta, puntuale ed efficace, viene fatta e noi così
abbiamo fatto. Cosa abbiamo cambiato? Una parola si è cambiata:
riprogrammazione con riproduzione , quando parliamo che possono
essere reiscritti e, quindi, noi stiamo in questo momento
riproducendo questi fondi.
Allora, oggi questa norma se l'Aula vuole, se l'Aula ritiene, che
questa norma era stata stralciata, io vi devo dire che non è stata
stralciata, si è aperto un dibattito d'Aula, si è aperto un
dibattito che è un dibattito in un confronto ampio, aperto. E'
intervenuto un collega che ha difeso giustamente - essendo anche
lui uno dei protagonisti di quella norma - e quando qualcuno ha
detto che quella norma era una norma truffa perché la stessa
Ragioneria non la conosceva, bene, quella norma invece, abbiamo noi
stasera dimostrato - ma perché io ho chiesto ed ho ottenuto un
confronto con il Ragioniere generale - se quella norma era frutto
della mia fantasia o se era una norma invece che era stata anche
condivisa.
Detto questo, allora, attenzione, noi stiamo per fare un passo
indietro, ma se c'è un patto tra galantuomini, cioè se l'Aula oggi
dice: Siamo pronti a riflettere su questa norma , Presidente
Sammartino, siamo pronti in un prossimo disegno di legge ad
inserirla, a votarla e, quindi, senza che ci siano contrasti o
scontri ulteriori, sono per fare una passo indietro. Se non c'è,
però, questo tipo di impegno ci rimarrei male. In questo senso va
l'impegno del Governo.
PRESIDENTE. Benissimo, mi faccio carico, non di impegno, perché
vota l'Aula, ma credo che comunque oggi è meglio stralciarla e
potremmo anche portarla in Assestamento di bilancio subito, perché
comunque è una norma importante.
Benissimo, questa è stralciata.
Si passa all'articolo 14, in precedenza accantonato.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia vita
ho affrontato studi umanistici, quindi non sono bravissimo in
chimica, però l'esame di questa norma impone alcune competenze
perché il riutilizzo dei fanghi in agricoltura è stato un argomento
dibattuto negli ultimi anni, dalla giurisprudenza, dalla dottrina è
intervenuto questo decreto Genova', lo dico magari ai colleghi che
non hanno avuto il tempo di approfondirlo, con le Tabelle allegate,
mi riferisco in particolare alla 1A, prevediamo la possibilità di
riutilizzare in agricoltura in base al testo base, cromo, mercurio,
piombo, rame, zinco, selenio, arsenico, eccetera.
Noi concettualmente, quindi, siamo contrari ad un riutilizzo di
questo tipo di fanghi in agricoltura, soprattutto perché l'ultima
parte della Tabella 1A, prevede il riutilizzo degli idrocarburi e
su questo riutilizzo degli idrocarburi, in particolare, è
intervenuto la Cassazione evidenziando una serie di particolarità.
Riconosco che per quanto riguarda gli idrocarburi il valore limite
è quello di 50 mg su kg, però la cosa che ci lascia, assessore
Pierobon, è la nota, perché spesso, come accade, ci sono le note e
le deroghe e le eccezioni che sono più preoccupanti del testo base.
La nota 1) prevede che i valori limiti riportati nella tabella
possono essere derogati qualora sia dimostrato dall'autorità
competente che i valori di fondo geochimico dei terreni siano
superiori a quelli indicati dalla suddetta tabella.
Insomma, non ci convince, e per questo siamo contrari al
riutilizzo in agricoltura e al riutilizzo dei fanghi anche per
quanto riguarda la produzione di prodotti fertilizzanti.
Insomma, Presidente Miccichè, e anche la soluzione, che toglie
ogni pensiero ai siciliani, l'idea che riutilizziamo nei fondi
agricoli, dove coltiviamo i prodotti bio, fanghi che hanno questi
materiali, ci lascia perplessi. Tant'è che anche i altri comuni
italiani, segnatamente in Lombardia, 51 comuni hanno impugnato la
delibera della Giunta di Governo della Lombardia che prevedeva
questa stessa soluzione.
Da ultimo, siccome la norma è di iniziativa parlamentare e ho
troppa stima dell'impegno dell'onorevole Compagnone, dell'onorevole
Assenza che hanno caldeggiato questo tema dello smaltimento dei
fanghi, noi riteniamo che possa essere salvaguardata l'ultima parte
del comma 2, dove prevede che i fanghi potrebbero essere smaltiti
utilizzando gli impianti di produzione di biogas o quelli di
biometano e in via residuale potrebbero essere smaltiti in
discarica.
Resta un tema, Presidente, e lo dico da questo podio con la
consapevolezza della delicatezza della questione: la Cassazione
penale nel 2019, si è pronunciata su queste vicende perché il
giudizio e la spinta dell'accusa era quella che secondo alcune
indagini vi era un risparmio evidente da parte di alcuni
imprenditori nel costo dello smaltimento, nel caso dell'ipotesi del
riutilizzo in agricoltura. Quindi, eviterei ogni tipo di problema,
anche perché ci infiliamo in un terreno paludoso per cui
l'Assemblea non si occupa, signor Presidente, né di sanare processi
penali pendenti, noi siamo chiamati a risolvere i problemi
soprattutto i problemi che riguardano il futuro.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Palmeri, mi permette una
battuta prima che lei inizia? Per decifrare questo tipo di
emendamenti io devo assumere un crittologo Per cui, la prossima
volta, per favore, presentateli ..., perché veramente non si
capisce niente
PALMERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, è
semplicissimo, glielo spiego, è più difficile forse leggerlo.
Limitandomi, appunto, a quelle che sono le competenze della nostra
Regione siciliana, credo che dovremmo accertarci, in seguito
all'applicazione di una norma di questo tipo, di quelli che sono i
parametri inerenti l'utilizzazione dei fanghi e, soprattutto, poi i
controlli che si dovrebbero fare nei terreni e nei prodotti
agricoli che vengono coltivati in questi terreni eventualmente
utilizzati con questi fanghi.
Quindi, l'emendamento mira a fare dei controlli nei terreni almeno
con una cadenza biennale e poi a fare anche un monitoraggio dei
prodotti agricoli. Ecco, questo è estremamente importante perché
comunque ci sono delle normative che contemplano all'utilizzo di
questi fanghi, anche delle direttive europee. Quindi, credo che non
possiamo vietare, ma altresì possiamo invece, dobbiamo
assolutamente monitorare queste sostanze nei nostri terreni per
evitare che poi dobbiamo andare a bonificare dei terreni e, quindi,
per evitare che dobbiamo sostenere dei costi esorbitanti in termini
sanitari e in termini ambientali a carico delle nostre tasche e a
carico soprattutto della nostra salute.
PRESIDENTE. A questo punto dobbiamo votare, tutti gli emendamenti?
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questa
norma nasce da un'esigenza esposta in diverse audizioni in IV
Commissione sia da professori universitari che abbiamo audito
quando abbiamo approvato il disegno di legge che attende l'Aula per
il riutilizzo delle acque reflue per uso irriguo, sia di recente
anche nelle audizioni che abbiamo più volte avuto con Rolle.
Apro una piccola parentesi, abbiamo presentato come Commissione un
ordine del giorno per chiedere al Governo nazionale di dimezzare i
tempi delle procedure che sono oggetto delle competenze del
commissario Rolle, perché nell'ultimo decreto del Governo sono
stati dimezzati i tempi per tutti i commissari tranne che per
questo e le esigenze sono enormi soprattutto qui in Sicilia e,
purtroppo, dobbiamo registrare costanti ritardi, per cui chiederò
all'Aula di appoggiare questo ordine del giorno.
La norma abbiamo chiesto che venisse scritta al Dipartimento,
quindi all'assessore Pierobon che ne aveva stilato prima una
formula poi ritenuta non sufficiente e lo stesso Assessore si era
impegnato nei confronti della Commissione di riscriverla per poi
ripresentarla; però, per come è andata l'organizzazione dei lavori
parlamentari la norma non fu più ripresentata in IV Commissione
dove ci sono stati degli approfondimenti da parte dei colleghi, ma
fu ripresentata in V Commissione per come il Collegato poi finì
il suo iter e lì quindi oggi colleghi - e gli emendamenti
presentati ne sono purtroppo la ragione, la ratio di questa
stortura - i colleghi della IV Commissione si sono ritrovati quindi
a volere capire meglio o subemendare quella norma che, riscritta,
fu ripresentata in V e non più in IV.
Allora, io per questo motivo chiedo alla Presidenza di rimandare
questo articolo in Commissione e noi lo riapprofondiamo con i
colleghi, con l'Assessore, con i tecnici. Il tema è molto sentito
ma anche molto delicato, non vorremmo sbagliare o farci prendere
dall'improvvisazione di emendamenti, subemendamenti che hanno
bisogno, invece, di un approfondimento tecnico giuridico e poi lo
ripresentiamo o nel disegno di legge per l'utilizzo delle acque
reflue per uso irriguo, che è già pronto per l'Aula, o nel disegno
di legge sui rifiuti. In entrambi i casi è competente.
PRESIDENTE. Io, se il Presidente della Commissione mi chiede di
rimandarlo in Commissione, chiedo il parere al Governo. Ma se il
Governo è d'accordo lo rimandiamo in Commissione, mi dica lei,
Assessore Pierobon.
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente e signori onorevoli, sicuramente siamo d'accordo
se questo serve a precisare alcune cose. Però, vorrei chiarire un
po' la situazione, perché mi pare che ci sia un po' di confusione.
Anzitutto, la norma interviene per rispondere esattamente in
maniera trasparente, responsabilizzante e chiara nei confronti di
un uso non controllato del riutilizzo - attenzione anche ad usare i
termini, perché qua la parola è sacra: non si parla di smaltimento,
ma di riutilizzo - dei fanghi in agricoltura. E' una norma
specifica, che risale al 1992, che non riguarda i rifiuti, ma va
integrata con la normativa dei rifiuti; tant'è che c'è un rinvio
dinamico al DPR 915/1982, poi al 22/1997, poi ancora al 152/2006,
il quale richiama i famosi valori soglia di contaminazione -
ricordo la parte IV, colonna 1, allegato 1, sempre relativa alle
bonifiche - e anche l'articolo 127, che riguarda l'uso dei fanghi,
ferma restando la disciplina della fertirrigazione.
Attenzione, poi la normativa dei fertilizzanti è ancora a parte.
Noi abbiamo fatto un riordino, nel rispetto della normativa europea
- attenzione, la disciplina europea è sacra, anche qui -
dell'articolo 117, comma 2, lettera s), cioè la riserva statale in
materia di ambiente, introducendo limiti più restrittivi; non nuovi
limiti, altrimenti avremmo anche invaso il campo dell'End of Waste,
articolo 184-ter. Attenzione Quindi, con una delicatezza estrema.
Se noi non adottassimo questa normativa, rimane in vigore quella
nazionale, quindi anche quel limite che è previsto in un decreto
ministeriale del 2019. Quindi, il limite dei 50 milligrammi a
chilogrammo è comunque cogente, cioè che lo scriviamo o non lo
scriviamo non possiamo andare ad alterarlo ulteriormente. Perché?
Perché sopra quel limite si va nella disciplina bonifiche.
Sto dicendo che stiamo intervenendo - e parlo in maniera molto
pratica - proprio per mettere ordine in quella scansione di
gerarchia del rispetto europeo, per cui viene prima, in questo caso
specifico, normativa per il riuso in agricoltura, e secondo me la
vedo dura se ci sono tutti questi parametri, questi metodi, queste
frequenze, perché, cari signori, stiamo armonizzando e chiarendo
cosa si deve fare, perché anche la normativa nazionale non è
coerente, non è chiara e lascia le maglie larghe. Quindi,
paradossalmente la Regione siciliana sta adottando un'iniziativa
che è assolutamente innovativa, ma chiara, precisa e trasparente in
tutti i sensi.
Volete riportarla in Commissione? Per carità, rivediamo tutto. E'
solo una spiegazione in più. Ma, a mio parere, stiamo perdendo
un'occasione anche storica. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, quindi l'articolo è stralciato.
Si riprende l'esame dell'articolo 19, in precedenza accantonato.
C'è una riscrittura della Commissione, 19.R. La stiamo consegnando.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Governo,
onorevoli colleghi, io volevo precisare che questa riscrittura, che
ha avuto anche una relazione di accompagnamento da parte del
direttore generale del Dipartimento lavoro, così come era stato
richiesto dalla Presidenza nella scorsa seduta, vuole dare un
segnale alla platea degli ASU.
(Brusìo in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo sentendo cosa ha da dire il
presidente Sammartino sulla riscrittura. Vi prego di stare seduti,
altrimenti non si sente. Grazie.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
Stralcio V COMM/A
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sammartino.
SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, la riscrittura che abbiamo all'emendamento 19.R è un
segnale ad una platea che per mesi, insieme alle forze sindacali,
insieme alla V Commissione, abbiamo cercato di dare dopo aver
creato, forse, una eccessiva aspettativa come Parlamento, perché
nelle ultime settimane insieme a tutte le forze parlamentari, si è
lavorato affinché si arrivasse a questo obiettivo e il Dipartimento
ha aiutato insieme al Governo alla stesura finale di questa
riscrittura, che vuole calmierare un attimo anche le legittime
aspettative di una platea che insieme all'assessore Scavone, alla
Commissione, verrà poi trattata e ancora meglio affrontata su un
disegno di legge più autonomo, più organico che tratterà il grande
bacino degli ultimi esclusi dalle procedure di stabilizzazione.
Questo è un emendamento che consente di dare un primo segnale.
Chiedo all'Aula di poterlo apprezzare e ringrazio la Presidenza per
avere riammesso alla trattazione dell'articolo 19 dopo che nella
scorsa seduta qualcuno pensava di volere fare saltare questo
articolo dal collegato .
PRESIDENTE. pongo in votazione l'emendamento 19.R. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Quindi, è approvato l'articolo 19.
Si riprende l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
L'articolo 22 era stato accantonato in attesa di approfondimenti e
dopo l'accertamento che abbiamo fatto continua a risultare
inammissibile.
L'articolo 22 aveva un emendamento dell'onorevole Pullara che
l'altra volta fu accantonato per verificare meglio perché era già
stato dichiarato inammissibile, però l'hanno accantonato per
verificare meglio la situazione; gli Uffici, però, mi comunicano
che è inammissibile.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, il primo comma della riscrittura
riguarda un articolo che è già inserito nel testo originale. Gli
altri due articoli, il dubbio era solamente riguardante il quarto
comma, il secondo e il terzo comma non hanno impegno di spesa; uno
risulta essere, scusi Presidente
CRACOLICI. Parliamo dell'articolo 22 o dell'articolo 21?
PULLARA. Dell'articolo 22, onorevole Cracolici. C'è la
riscrittura.
Se si ricorda, uno di questi commi riguarda un comma del famoso
articolo 17 del secondo collegato ; non contiene impegno di spesa
ma solamente l'interpretazione autentica di una somma. Il dubbio
sull'impegno di spesa, Presidente, riguardava solamente il quarto
comma della riscrittura, il primo, il secondo e il terzo comma non
sono norme che hanno ricadute di carattere economico.
Il quarto comma c'era il dubbio sulla ricaduta economica,
stralciamo quello e approviamo i primi tre commi.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara, il quarto comma è sicuro che non si
può presentare, il primo era quello che si poteva presentare; sugli
altri due possiamo trovare una soluzione, però ci dobbiamo fermare
un minuto perché la Commissione non l'ha vista questa.
PULLARA. Il terzo comma era già in Aula con il famoso articolo 17
del secondo collegato di cui fu stralciato e diviso nelle diverse
Commissioni, quindi era già passato in Commissione ed è
un'interpretazione autentica di norma. Non ha alcuna ricaduta
Presidente.
PRESIDENTE. Allora scusi, un attimo. Benissimo, allora, siccome
entro stasera dobbiamo finire questa legge. Sospendiamo dieci
minuti, lo distribuiamo e lo votiamo, però escluso il quarto. I
primi tre commi.
BARBAGALLO. Accantoniamo, Presidente.
PRESIDENTE. Lo accantoniamo, ma entro stasera dobbiamo finirlo.
Gli accantonati sono finiti. Questo era l'ultimo. Allora andiamo
avanti col 26, però se per favore, si tolga il quarto comma, che
non esiste sicuramente. E' ovvio, giustamente, dicono gli Uffici,
che abbiamo bisogno quanto meno della firma della Commissione,
perché quanto meno la Commissione lo deve vedere.
PULLARA. Era firmato dalla Commissione.
PRESIDENTE. In Commissione, onorevole Pullara, non c'è stato, per
cui abbiamo bisogno del parere della Commissione. Quindi, se la
Commissione ora, lei, tranquillo ci stiamo pensando. Abbiamo
bisogno di fare le cose in regola. Noi intanto facciamo l'articolo
26. Onorevoli colleghi, intanto votiamo l'articolo 26 mentre gli
Uffici preparano questa
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, come ci regoliamo sull'articolo 26?
Facciamo una discussione per commi o sull'intero articolo? Perché
siccome, diciamo, è un disegno di legge in un solo articolo, perché
è piuttosto complesso.
PRESIDENTE. Chiedevo, se ormai è un abitudine per cui l'ultimo
articolo di ogni legge è un altro disegno di legge. Ripeto, l'altro
giorno non c'ero, però vediamo un attimo di che cosa si parla.
BARBAGALLO. Io ho mille perplessità, Presidente. Noi
PRESIDENTE. Allora, colleghi, chiedo scusa. Siccome, anche qui,
bisogna fermarsi un minuto perché, altrimenti
Do ragione all'onorevole Barbagallo. Non si può, ogni volta,
arrivano queste ultime cose che sembrano che è la votazione di un
articoletto e di fatto è un'altra legge. Per cui, datemi un minuto
di tempo per verificare. Chiedo scusa, sospendiamo per cinque
minuti. Onorevole Savona, possiamo parlare un attimo?
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 19.33, è ripresa alle ore 19.37)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Allora, colleghi, scusate, su questo articolo 26 ha
chiesto di intervenire il Presidente della Commissione Sanità'. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
la settimana scorsa abbiamo incardinato il disegno di legge sulla
rivisitazione di AREU. Iniziano le audizioni la prossima settimana,
io direi di stralciare questo.
PRESIDENTE. L'assessore Razza è d'accordo allo stralcio?
RAZZA, assessore per la salute. Sì, sono d'accordo.
PRESIDENTE. L'articolo 26 è stralciato.
Allora, colleghi, intanto dobbiamo votare il famoso emendamento
Pullara. Lo avete avuto tutti? È stato distribuito. E' inutile che
parlate con me Chi lo vuole votare, lo vota. Chi non lo vuole
votare non lo vota
E' stato presentato l'emendamento 22.R, dell'onorevole Pullara. E'
firmato dalla Commissione che, quindi, è sicuro favorevole.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di
Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.R
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 22.R.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 52
Maggioranza 27
Favorevoli 19
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, tutti gli articoli sono stati votati. Ci sono gli
aggiuntivi, gli articoli sono stati votati.
Cosa avete, colleghi del Movimento Cinque Stelle? Fate i
bravi
ZAFARANA. Rimandiamoli in Commissione
PRESIDENTE. Cosa vuole rimandare in Commissione, onorevole
Zafarana?
ZAFARANA. Gli aggiuntivi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci sono delle cose che vanno
chiarite per cui chiudo la seduta e la rinvio a martedì 8 ottobre
2019, alle ore 16.00, con questi stessi emendamenti aggiuntivi.
Chiedo ai Presidenti della rispettive Commissioni, specialmente la
VI Commissione, che, se stasera o domani mattina al massimo
arrivano degli emendamenti, che devono essere valutati prima di
essere riportati in Aula.
Pertanto, rinvio la seduta a martedì 8 ottobre 2019, alle ore
16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
dello sport e del turismo. (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)
Relatore: on. Sammartino
La seduta è tolta alle ore 20.18
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di deliberazioni di Consigli regionali relative alla
richiesta di referendum abrogativo, ai sensi dell'articolo 75
della Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352/1970,
avente ad oggetto: Abrogazione delle disposizioni
sull'attribuzione dei seggi con metodo proporzionale in collegi
plurinominali nell'elezione della Camera dei Deputati e del Senato
della Repubblica
Si comunica che:
- in data 26 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 85
e n. 86 del 25 settembre 2019 del Consiglio regionale del Veneto,
quale Consiglio promotore, relative alla richiesta di referendum
abrogativo, ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e
dell'articolo 29 della legge n. 352/1970 Norme sui referendum
previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare , avente ad
oggetto: Abrogazione delle disposizioni sull'attribuzione dei
seggi con metodo proporzionale in collegi plurinominali
nell'elezione della Camera dei Deputati e del Senato della
Repubblica (Doc. n. 2);
- in data 27 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 62
e n. 63 del 25 settembre 2019 del Consiglio regionale del Friuli
Venezia Giulia relative alla richiesta di referendum abrogativo ai
sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della
legge n. 352/1970 Norme sui referendum previsti dalla Costituzione
e sull'iniziativa popolare , avente ad oggetto: Abrogazione delle
disposizioni sull'attribuzione dei seggi con metodo proporzionale
in collegi plurinominali nell'elezione della Camera dei Deputati e
del Senato della Repubblica ;
- in data 30 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 6-
21071 e n. 7-21072 del 26 settembre 2019 del Consiglio regionale
del Piemonte e le deliberazioni n. 44 e n. 45 del 27 settembre 2019
del Consiglio regionale della Basilicata relative alla richiesta
di referendum abrogativo ai sensi dell'articolo 75 della
Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352/1970 Norme sui
referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare ,
avente ad oggetto disposizioni sull'attribuzione dei seggi con
metodo proporzionale nei collegi plurinominali nell'elezione della
Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.
Comunicazione di disegni di legge inviati alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2018 (n. 604)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 30 settembre 2019.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) e lettera d) del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni - D.F.B. 2018 (n. 605)
Di iniziativa governativa.
Inviato il 30 settembre 2019.