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Resoconto d'Aula della Seduta n. 143 di mercoledì 02 ottobre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.07

   GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.


                        Sull'ordine dei lavori

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, in avvio della  scorsa  seduta  ha
  comunicato  all'Assemblea lo stralcio della norma per  mancanza  di
  copertura finanziaria relativa alla stabilizzazione degli ASU.  Con
  la stessa comunicazione ha fatto presente che la Presidenza avrebbe
  accettato  eventuali riscritture della norma che  non  comportavano
  impegno di spesa. Ora noi, come Partito Democratico, ci siamo fatti
  carico  di  una  riscrittura.  Lei lo inserisce  sugli  aggiuntivi,
  oppure,  come  si  dice, c'è una proposta del  Governo  che  l'Aula
  valuta?

   PRESIDENTE.  Non  la  capisco bene, se parla più  vicino.  C'è  un
  problema di audio, non la sento bene.

   BARBAGALLO. E' destino che non

   PRESIDENTE. Lo vuole ripetere? Comunque la riscrittura, mi  dicono
  gli Uffici, che è pronta.

   BARBAGALLO. Ah  C'è una comunicazione  Quindi, se può  essere  per
  tempo passata all'Assemblea.

   PRESIDENTE. Va bene.

   BARBAGALLO.  Perché noi, come Partito Democratico,  vorremmo  fare
  delle riflessioni ed esaminarla per tempo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che
  riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.13, è ripresa alle ore 17.19)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

  La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge «Interventi a
   sostegno di beni e attività culturali, del lavoro, dello sport e
                del turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A)

   PRESIDENTE.  Buonasera colleghi. Si passa al II punto  dell'ordine
  del giorno: Discussione del disegno di legge «Interventi a sostegno
  di  beni  e  attività  culturali, del lavoro,  dello  sport  e  del
  turismo» (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito).
   Invito   i   componenti  la  V  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   Il Presidente della Commissione  Bilancio' è presente.
   Allora,  dobbiamo  andare avanti e siamo arrivati  all'emendamento
  27.14 dell'articolo 27.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Chiede di intervenire sull'emendamento o su altro?

   PASQUA. Sull'articolo 27.

   PRESIDENTE. Prego.

   PASQUA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, siciliani,
  la  scorsa  settimana abbiamo saputo dal presidente  Di  Mauro  che
  l'articolo 27, comma 1, veniva stralciato perché non passato  dalla
  Commissione.  Voglio dire ai colleghi che quasi  metà  della  parte
  degli   articoli  della  VI  Commissione  non  sono  passati  dalla
  Commissione, eppure non sono stati stralciati, non è stato  chiesto
  lo stralcio. Ma siccome noi vogliamo andare avanti, andiamo avanti.

   PRESIDENTE.  Mi scusi, non deve essere stralciato. L'articolo,  di
  fatto, viene sostituito dall'emendamento 27.14.

   PASQUA.  La dichiarazione del Presidente che la sostituiva  diceva
  questo,  che veniva stralciato su richiesta della Presidente  della
  Commissione. Non devo credere a chi la sostituiva? Io credo a  lei,
  però mi dica lei che cosa è successo. Giusto?

   PRESIDENTE.  Il  presidente Di Mauro ha  detto  che  non  si  vota
  l'articolo,   ma   la  riscrittura  e  la  riscrittura   è   questa
  dell'emendamento   27.14   che,  di   fatto,   è   la   riscrittura
  dell'articolo.

   PASQUA. Va bene, intervengo sulla riscrittura, allora. Dato che la
  scrittura  così  com'è  uscita  dalla  Commissione  V  era  un  mio
  emendamento che è stato valutato e approvato in Commissione  V,  mi
  tocca parlarne. Questa riscrittura, così come viene fuori da queste
  decisioni,  adesso, appare un pleonasmo, è una cosa pleonastica;  è
  una riscrittura che dice che col rosso non si deve passare.
   Si sta parlando, Presidente, della legge n. 39 del 1988, una legge
  che  fra  un  mese  e  qualche giorno compie 31  anni.  Almeno  tre
  colleghi  di quest'Aula non erano neanche stati concepiti quando  è
  stata  fatta  questa  legge.  Era una  legge  che  prevedeva  degli
  standard  inferiori  agli standard di presenza di  personale  nelle
  cliniche  private,  inferiori a quelli che erano determinati  dalla
  legge  nazionale,  dalla  legge Donat Cattin  che  era  un  decreto
  ministeriale  del  settembre 1988, che  prevedeva  la  presenza  di
  operatori socio sanitari in numero adeguato per quei tempi.
   La necessità di apportare delle modifiche ed un ringiovanimento di
  questa  norma  è evidente. Gli standard del 1988 erano  determinati
  per  situazioni di quel periodo, nei quali la degenza media era  di
  15 giorni e che vedeva, su un numero di 20 degenti, solamente 3, 4,
  appena  operati e, quindi, con un intervento da parte di  operatori
  professionali,  cioè  infermieri e ausiliari, continuo  e  costante
  solamente per un minimo numero.
   Adesso  siamo a standard per i quali la degenza media è 3  giorni.
  Quindi,  in  un  reparto  di  20 posti letto  gli  infermieri  sono
  costretti  ad intervenire su tutti perché tutti sono stati  operati
  da  almeno 3 giorni. Quindi, quei 76 minuti - sto facendo l'esempio
  degli   infermieri   -  pro  die  per  degente  determinati   erano
  insufficienti, sono adesso insufficienti a determinare una  qualità
  di assistenza sufficiente e consona con i LEA attuali.
   Perché  parlo degli infermieri? Perché, allo stato attuale, presso
  le  case di cura private - essendo questo il minutaggio disponibile
  da parte degli infermieri e non essendo previsto un operatore socio
  sanitario  nelle  ore  notturne  -  può  avvenire  che  quell'unico
  infermiere  presente  in  reparto,  di  notte,  sia  costretto   ad
  effettuare una pulizia di un degente e, successivamente,  andare  a
  fare  una  terapia ad un altro paziente, cosa che non garantisce  i
  livelli essenziali di assistenza.
   Questa  norma,  così com'è scritta, non porta alcun vantaggio.  Io
  invito tutti i colleghi che adesso interverranno - perché c'è stata
  una  gran polemica sui giornali, l'AIOP che è intervenuta, l'ordine
  degli infermieri è intervenuto, eccetera, eccetera - va bene, non è
  il  momento  di parlarne perché con un articolo non si  risolve  il
  problema,  ma  il  problema  c'è, ne  dobbiamo  parlare  e  io  sto
  provvedendo a presentare un disegno di legge di riforma organica su
  questa  materia, di riaggiornamento degli standard  qualitativi  di
  personale, di presenza di personale nelle cliniche private,  stante
  la necessità che si sta manifestando.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò brevissimo
  e  credo  che  sull'argomento vada fatta un po'  di  chiarezza.  Io
  ritengo  che  il  collega  che  mi ha preceduto  abbia  parlato  in
  perfetta  buona  fede.  Dietro  quest'articolo  ci  possono  essere
  tranquillamente le migliori intenzioni per rafforzare e qualificare
  anche  alcuni  pezzi  della sanità privata con figure  che  possono
  meglio  caratterizzare i servizi garantiti ai cittadini  e  possono
  ovviamente  dare  le  prestazioni così come  si  richiedono.  Però,
  questo  non si può fare con piccoli interventi, piccoli emendamenti
  che  passano in Aula senza un ragionamento più profondo, perché  si
  rischia  che,  per inseguire un obiettivo nobile, i  danni  che  si
  lasciano sul terreno siano maggiori e siano poi anche irreparabili.
   La  sanità privata verrebbe messa davanti ad un'evidenza di fatto,
  perché  le  figure  così  genericamente non significano  nulla,  se
  vengono  poi temporizzate significano costi eccessivi che non  sono
  stati  minimamente discussi e concordati nella Commissione  giusta,
  che  è quella di merito, della sanità, questo è l'unico motivo  per
  cui  un articolo del genere o un disegno di legge del genere  debba
  essere approfondito in maniera congrua nella Commissione di merito.
   Quindi,   nel   dire  che  anche  la  riformulazione   così   come
  giustamente, signor Presidente, oggi sottoposta all'Assemblea,  c'è
  l'originaria  formulazione che è uscita  dalla  Commissione,  anche
  quella oggi dovrebbe essere votata negativamente da quest'Assemblea
  oppure,  qui  c'è l'Assessore per la salute, si fa  un  atto  anche
  d'intelligenza  politica e ci si mette un po' tutti  d'accordo,  si
  ritorna  in Commissione e si affronta l'argomento in maniera,  come
  dire, sistematica.

   PRESIDENTE.  Prima  degli  altri  interventi,  se  l'Assessore   è
  d'accordo lo stralciamo e non ne parliamo più.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ci  sono  altri  interventi,  prima  c'è  l'onorevole
  Galvagno, l'onorevole Schillaci e poi l'onorevole La Rocca Ruvolo.

   DE DOMENICO. Prima c'è la Presidente della VI Commissione.

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa,  onorevole  Galvagno,  prima  c'è   la
  Presidente della Commissione.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
  come  Presidente della VI Commissione. La Commissione ha presentato
  un emendamento e sarebbe l'emendamento 27.14, perché in Commissione
  è  uscito così, con il 27.14. Questo emendamento è stato rivisto in
  V Commissione, per cui chiediamo o il ritorno in Commissione oppure
  la riscrittura che è stata fatta dalla Commissione. Grazie.

   PRESIDENTE. Mi sembra di avere capito che ciò sia scontato, cioè o
  lo stralciamo o si vota l'emendamento 27.14.

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione  e relatore. Presidente,
  prima c'è l'emendamento soppressivo 27.4.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,  in
  merito all'articolo 27, nell'ultima seduta che abbiamo fatto  sulla
  questione,  si  era parlato del considerare solo ed  esclusivamente
  l'emendamento 27.14, che era a firma della nostra Presidente  della
  Commissione,  onorevole Margherita La Rocca Ruvolo  e  soprattutto,
  quindi, stralciare quello che era il comma 2 dove si parlava di  76
  minuti o 180 minuti. Quindi, il riferimento che noi dobbiamo fare è
  questo qui.
   In  secondo luogo, visto e considerato che ci sono tre  aspetti  e
  questi  sono i pazienti, i lavoratori e gli imprenditori,  visto  e
  considerato  che dobbiamo cercare di mantenere quanto più  alto  lo
  standard  qualitativo,  dobbiamo  garantire  l'occupazione  per   i
  lavoratori  ma  non  dobbiamo mettere  in  difficoltà  neanche  gli
  imprenditori   senza  avere  previsto  dei  budget  eventuali   per
  inserimenti   di   nuovi  soggetti  all'interno  delle   strutture,
  proporrei  che  quanto  meno si ritornasse in  Commissione  per  un
  confronto tra le parti. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, voleva intervenire su questo? No,
  allora  scusate siccome mi sembra che c'è un po' di  confusione.  A
  questo  punto  lasciamo la parola all'assessore Razza  che  ci  può
  delucidare.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  la  vicenda  dell'articolo  27  riguarda  anzitutto   un
  dibattito  che  c'è  stato in VI Commissione sulla  opportunità  di
  innalzare gli standard di tutte le case di cura.
   Obiettivamente  il  testo,  per come era  stato  licenziato  dalla
  Commissione  di merito, conteneva soltanto il comma 1 dell'articolo
  27;  mi pare di comprendere però che c'è una valutazione, e poi  la
  farà  certamente  l'Assemblea, ma disancorare  l'aspetto  operatori
  socio-sanitari   dall'aspetto  personale-infiermeristico   potrebbe
  portare  ad  individuare anche nel 27, primo comma  che  non  è  di
  immediata applicazione.
   Allora potrebbe essere utile che l'intera materia venga ridefinita
  in modo organico da parte della VI Commissione, in maniera tale che
  l'Aula  possa affrontare il tema della ridefinizione degli standard
  per tutte le strutture.

   PRESIDENTE. Di fatto c'è quindi una proposta di stralcio da  parte
  del Governo.
   Se non ci sono obiezioni, lo stralciamo
   Si passa all'articolo 28. Ne do lettura:

                             «Articolo 28.
                       (art. 13, collegato VI).
                       Norma relativa al CEFPAS.

   1.  Il  Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento  del
  personale del Servizio sanitario (CEFPAS) non rientra tra gli  enti
  di  cui  all'articolo 1, comma 1, della legge regionale  15  maggio
  2000,  n.  10.  Al Cefpas non si applicano le disposizioni  di  cui
  all'articolo 18 della legge regionale n. 11/2010».

   Visto  che  non  ci sono problemi sulla copertura e  non  ci  sono
  maggiori oneri da parte dell'assessorato, lo possiamo votare.
   Comunico   che   sono   stati  presentati   soltanto   emendamenti
  soppressivi.
   Pongo quindi in votazione il mantenimento dell'articolo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  tutti
  questi  collegati,  col sovrapporsi delle norme,  bisogna  fare  un
  lavoro  esegetico  per  capire se l'articolo  28  è  di  iniziativa
  governativa, oppure se è frutto del lavoro delle Commissioni.
   Se  fosse  di  iniziativa governativa, sarebbe  singolare  perché:
  intervenire su un ente prevedendo un trattamento singolare rispetto
  agli altri enti sottoposto a controllo e vigilanza della Regione ci
  lascia   molto  perplessi,  soprattutto  alla  luce  di  un  quadro
  normativo  in  evoluzione  che fa parte  di  questo  pacchetto  del
  collegato e mi riferisco anche alla norma dell'articolo 26, dove il
  CEFPAS, verrebbe gravato di ulteriore attività formative e in  base
  ai  calcoli che abbiamo fatto come partito democratico, se passasse
  l'articolo  sulla  formazione  specialistica  del  118,  il  CEFPAS
  gestirebbe circa 600 mila euro per sole 300 ore di formazione.
   Non  è  che  dovremmo  togliere  il controllo  della  Regione,  lo
  dovremmo  raddoppiare  Quindi Presidente l'invito a tutta l'Aula  è
  quindi quello di sopprimere l'articolo che riguarda il CEFPAS.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  andato  a
  verificare questo articolo 1, comma 1, della legge n. 10 del  2000;
  al  di  là  del  discorso  degli stipendi  che  diceva  il  collega
  Barbagallo, che comunque dico aumentare gli stipendi a persone  che
  lavorano  e  svolgono il loro ruolo nel migliore dei modi  non  c'è
  nulla  di strano, non ci sarebbe nulla di strano  La cosa però  che
  mi  è  saltata  un  po' all'occhio è che se noi  eliminiamo  questo
  articolo,  che  significa  non applicare  le  norme  relative  alla
  dirigenza, conferimento incarichi, trattamento economico,  funzione
  di responsabilità e all'organizzazione amministrativa in genere.
   Io  poi  ho  cercato di ricostruire la vicenda e  ho  visto,  sono
  risalito  a  una  circolare  che ha  fatto  l'assessore  in  merito
  all'agenda  digitale. In merito all'agenda digitale, che ovviamente
  lì ci sono un bel po' di fondi anche perché dobbiamo ammodernare un
  po'  tutto  il sistema, soprattutto il sistema sanitario.  Mi  sono
  accorto  che noi, cioè che la Regione siciliana, assegna 25 milioni
  di   euro  per  la  progettazione  e  l'esecuzione  di  piattaforme
  informatiche,  comunque di ammodernamento, per quanto  riguarda  il
  sistema sanitario e il digitale del sistema sanitario.
   Mi  sono  chiesto,  considerando che reputo il  CEFPAS  un  ottimo
  organismo per la formazione nel mondo della sanità, mi sono chiesto
  però,  all'interno di questo organismo sono presenti le figure  che
  sono  aderenti  alla progettazione e l'esecuzione di ammodernamenti
  per  quanto  riguarda il sistema sanitario digitale? Perché  ve  lo
  chiedo?  Perché  in questo caso, se noi andiamo a  togliere  questo
  articolo, ad un certo punto diciamo al CEFPAS -attenzione che è una
  cosa  che  possiamo  decidere  tutti assieme  come  Assemblea-  noi
  diciamo  al CEFPAS: da oggi puoi gestire gli incarichi,  puoi  fare
  qualunque  tipo  di  incarico  e  di  conseguenza  può  fare  anche
  incarichi dal punto di vista dell'ambito digitale.
   Se è questo, perché voglio capire se questo articolo è un articolo
  governativo così come ha chiesto il collega Barbagallo,  perché  se
  la  volontà del Governo è quella di far gestire al CEFPAS  l'agenda
  digitale, c'è una circolare del 13 marzo da parte dell'assessore  e
  c'è  pure  una  delibera  di Giunta, l'ho  letta,  io  chiedo  lumi
  all'assessore, però dico questo è.
   Possiamo, come Assemblea, ovviamente se il Governo è d'accordo, ma
  questo me lo deve confermare il Governo, se è questa la volontà,  e
  chiedo  all'assessore  di spiegare proprio  la  circolare  che  lui
  stesso ha emanato perché l'ha firmata lui, e ripeto io nella  norma
  qui,  togliendo questa norma al di là del tetto agli  stipendi  c'è
  pure  il  discorso della gestione degli incarichi e delle eventuali
  consulenze. Quindi io chiedo informazioni e chiedo maggiori lumi da
  parte del Governo.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA, assessore la salute. Signor Presidente, onorevoli deputati,
  la  norma  che è prevista all'articolo 28 come è noto a  chi  si  è
  occupato  nel  tempo  di questioni che riguardano  l'organizzazione
  della  sanità,  non  ha nulla a che vedere se non all'inquadramento
  del profilo contrattuale dei dipendenti del CEFPAS. Sapete che si è
  creato nel tempo, avendo previsto la sottoposizione al CEFPAS  alla
  norma  che oggi si chiede di revisionare, una valutazione in  punto
  di  diritto  e di mero diritto che attiene attorno alla legittimità
  dell'applicazione  del contratto sanità ai dipendenti  del  CEFPAS,
  contratto  sanità che è ininterrottamente applicato  ai  dipendenti
  del  CEFPAS  dal momento della sua costituzione. La norma  si  pone
  come  obiettivo  quello di chiarificare che il  contratto  ad  oggi
  applicato a tutto il personale dipendente del CEFPAS può continuare
  ad  essere  applicato e che non deve essere applicato il  contratto
  della  Regione.  Esiste  peraltro una analogia  netta  nel  sistema
  sanitario  nazionale perché l'Agenas, che svolge attività formativa
  oltre  che  di agenzia analoga e consimile a quella che  svolge  il
  CEFPAS,  vede  applicarsi  il  contratto  sanità  pur  essendo  una
  struttura amministrativa.
   Questa norma è stata sottoposta all'attenzione dell'Assemblea  con
  il  mero  e  semplice obiettivo di corristallizzare l'inquadramento
  oggi in essere da parte di tutto il personale dipendente. Nulla  di
  più  e nulla di meno. I profili di assegnazione delle attività, con
  i   progetti   ripiano,   con  il  progetto  sanitario   nazionale,
  l'individuazione del CEFPAS come punto di capofila esattamente come
  sono  state utilizzate in più occasioni come capofila altre singole
  aziende,  nulla attengono al profilo di inquadramento  contrattuale
  che oggi hanno i dipendenti.
   Quindi,  se  si  è  compreso, se si è  pensato,  se  si  è  voluto
  intendere  che  l'applicazione  di  questa  norma  avrebbe   potuto
  determinare  una  variazione del trattamento contrattuale  oggi  in
  essere, è vero il contrario: l'applicazione della norma consente di
  meglio  tutelare  e cristallizzare i lavoratori nel  contratto  che
  oggi che oggi gli viene applicato.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  sono
  perfettamente d'accordo con quanto detto dall'assessore per  quanto
  riguarda,  però, la prima parte dell'articolo. Se è  così  potremmo
  lasciare l'articolo fino a laddove recita  della legge regionale 15
  maggio  2000,  n. 10 . Poi c'è un'altra parte in cui  si  dice   al
  CEFPAS  non  si  applicano le disposizioni di cui  all'articolo  18
  della legge regionale n. 11/2010 . La legge regionale 11 del 2010 è
  la  legge sul contenimento della spesa. Allora se al CEFPAS non  si
  applica  vuol dire che sono liberi di fare le spese che vogliono  e
  questa  è  la  parte che - secondo me - a noi non va  bene.  Quindi
  cassiamo la seconda parte e votiamo la prima parte. Penso che siamo
  tutti d'accordo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  La  Rocca,  per  cassarlo  ci   vuole   un
  emendamento che lo cassi.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sottoscrivo
  parola  per  parola  le cose che ha detto la  Presidente  della  VI
  Commissione per una ragione. Io considero legittimo che  al  CEFPAS
  non  si applichi la legge n. 10, perché applicando un contratto  di
  lavoro  di  tipo nazionale - tra l'altro essendo un ente a  finanza
  derivata  dell'Assessorato per la salute - ha una  logica  che  sia
  coerente  con  il sistema nazionale e non regionale. Quindi  se  la
  finalità  di  questa  norma è quella di  consentire  al  CEFPAS  di
  liberarsi  da  questa contraddizione, di essere ente  di  cui  alla
  legge  n.  10,  ma applicando un contratto di natura diversa,  sono
  d'accordo.
   Però  ha  ragione  la collega quando dice  ma che c'entra  l'altra
  norma?  e lo dico anche agli Uffici. Perché - scusate - ma come  si
  fa  a  dire  che  questa  norma non ha effetti  finanziari?  Perché
  l'effetto dell'eliminazione dell'articolo 18 della legge  n.  11  è
  proprio  quello di togliere i limiti del contenimento della  spesa
  Che  è  una  norma  che  fu  fatta nel  2010  per  tutti  gli  enti
  dell'Amministrazione  regionale, sia quelli a  contratto  nazionale
  che  a  contratto regionale - c'era l'assessore Armao  titolare  di
  quella  delega  - per cui la domanda è   No, no, era titolare  lei,
  perché  è  una  norma finanziaria, non era della sanità.  Nel  2010
  Cimino? Ah tu i danni li hai fatti dopo?
   Signor   Presidente,  chiedo  scusa,  volevo  ricordare  i  meriti
  dell'assessore Armao.
   Quindi è una norma che ha come obiettivo, appunto, il contenimento
  della spesa. Se si toglie una norma che blocca la spesa - scusate -
  come  si  fa  a dire che non ha effetti finanziari? Dopodiché  sono
  d'accordo  con  la  collega, sottoscrivo anch'io l'emendamento  per
  separare  la parte della legge n. 10, dall'articolo 18 della  legge
  n. 11.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici,  fermo  restando  che  non  c'è
  nessuna  spesa,  dà la possibilità, qualora fosse  possibile;  oggi
  come oggi non è possibile. Però, stia attento, la dichiarazione  di
  intenti  che  è  possibile non adeguarsi  a  quella  legge,  è  una
  dichiarazione;  non  è che c'è una spesa che va sottoscritta  oggi,
  per cui non c'è nessun problema da questo punto di vista.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido lo spirito
  degli  interventi, sia della Presidente onorevole La Rocca  Ruvolo,
  sia  dell'onorevole Cracolici. Però faccio una domanda: è possibile
  sottrarre il CEFPAS alla normativa prevista per gli enti sottoposti
  a  vigilanza  e controllo della Regione e al contempo mantenere  la
  vigenza  per il CEFPAS della legge n. 11 del 2010? Secondo  me  no
  Perché la legge n. 11/2010 riguarda il contenimento della spesa del
  personale  degli  enti sottoposti a controllo e vigilanza,  quindi,
  sono  d'accordo con gli intendimenti generali, c'è un  problema  di
  coordinamento    normativo   che   dobbiamo    verificare    perché
  probabilmente serve una riscrittura completa dell'articolo stesso.

   PRESIDENTE. Personalmente sono convinto che potrebbe non scriversi
  niente  perché nel momento in cui diventa un altro tipo di  società
  segue  le  indicazioni  di un altro tipo  di  società,  quindi,  di
  quest'ultimo  comma, di quest'ultimo rigo si poteva  fare  anche  a
  meno,  avrebbe creato meno problemi per cui lo possiamo  cassare  o
  non  cassare, che ci sia o non ci sia è perfettamente  inutile,  se
  posso  permettere  di  dire  la mia, comunque  si  sta  presentando
  l'emendamento  io  l'accetto ma se ne può  fare  veramente  a  meno
  perché nel momento in cui diventa un altro tipo di ente non  è  più
  soggetta  alle  regole  di  cui sono soggetti  gli  altri.  È  così
  onorevole Cracolici
   C'è l'emendamento che lo cassa o no, se no votiamo?

   BARBAGALLO. C'è l'emendamento dell'onorevole La Rocca.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute.  Presidente,  penso  lo   stia
  presentando la Commissione ma davvero è coordinamento normativo

   PRESIDENTE.  No, non è coordinamento normativo,  se  c'è  lo  devo
  mettere in votazione ma secondo me è pleonastico però va bene
   C'è   bisogno  di  distribuirlo  visto  che  si  tratta   soltanto
  dell'eliminazione  dell'ultimo rigo? Non  c'è  bisogno,  quindi  lo
  posso mettere in votazione.
   Intanto a questo punto devo votare l'emendamento soppressivo.

   PASQUA.  Chiedo  che  la votazione avvenga per scrutinio  segreto.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, siccome
  abbiamo  sentito  che lei stava facendo votare il soppressivo  cioè
  quelli iscritti

   PRESIDENTE. Il soppressivo dell'articolo

   PASQUA.  Sul  soppressivo dell'articolo chiedo  che  la  votazione
  avvenga per scrutinio segreto.

   PRESIDENTE. Possiamo immaginare che quello che l'ha presentato  lo
  ritira o no questo emendamento?

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE.  Perfetto, così sono ritirati  anche  quelli  a  firma
  dell'onorevole Gucciardi ed altri.
   Si  passa  all'emendamento  28.4 che  è  quello  che  ci  è  stato
  preannunciato che di fatto sopprime l'ultimo rigo della legge.  Sto
  mettendo  in votazione adesso l'emendamento 28.4 anche se  non  c'è
  scritto  ma  è  quello  che  è stato presentato  e  poi  si  voterà
  l'articolo.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 28.4. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 28 nel testo risultante.

   PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.


           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 28

   PRESIDENTE.  Essendo  che  la richiesta appoggiata  a  termini  di
  Regolamento indico la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  28.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota si preme il  pulsante
  verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme il
  pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esisto della votazione per scrutinio
  segreto:

   Presenti            58
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          25
   Contrari            32
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   E  quindi l'articolo 28, salta. Ne abbiamo parlato un'ora, bastava
  farlo prima.
   Si passa all'articolo 29. Ne do lettura:

                             «Articolo 29
                        (art. 16, collegato VI)
      Modifica art.75 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.

   1.  I  commi  2,  3 e 4 dell'articolo 75 della legge  regionale  8
  maggio 2018, n. 8, sono sostituiti dal seguente:

    2.  Al  fine di garantire la continuità dell'assistenza sanitaria
  della  popolazione  detenuta  e non disperdere  le  professionalità
  sanitarie  già  operanti in ambito penitenziario, entro  30  giorni
  dalla  data  di entrata in vigore della presente legge, l'Assessore
  regionale  per la salute adotta, ai sensi del comma 3 dell'articolo
  2  del  decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 222, previo parere
  della  Commissione   Servizi  sociali  e  sanitari   dell'Assemblea
  regionale  siciliana, apposite linee guida per  la  disciplina  dei
  rapporti di lavoro instaurati ai sensi della legge 9 ottobre  1970,
  n.  740  con  il personale sanitario operante presso  gli  istituti
  penitenziari,  che  prevedano l'attribuzione di incarichi  a  tempo
  indeterminato, laddove previsto dagli accordi collettivi  nazionali
  di  categoria, per lo stesso numero di ore corrispondente a  quello
  oggetto    della    precedente   convenzione    intrattenuta    con
  l'amministrazione penitenziaria di riferimento, nel rispetto  delle
  disposizioni previste dai vigenti accordi collettivi nazionali.

   2.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Scusate,  l'onorevole  Barbagallo  e  Lupo  hanno  presentato   un
  emendamento che modifica la legge, modifica l'articolo. Il  29.2  è
  soppressivo. Quindi il soppressivo non c'è più diciamo,  benissimo.
  E questo è stato distribuito? Ce l'hanno tutti?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Avete  il  29.1.R  dell'onorevole
  Barbagallo?  Lo  stanno distribuendo, benissimo. Intanto  onorevole
  Barbagallo lo vuole illustrare.

   BARBAGALLO.  Grazie, Presidente. Abbiamo presentato un emendamento
  modificativo dell'articolo 29. Noi riteniamo, intanto, che ci siano
  alcune questioni singolari sul servizio penitenziario. Intanto,  la
  circostanza che la Regione Siciliana è l'unica Regione che continua
  a  gestire  personalmente  il servizio penitenziario  e  non,  come
  avviene  nelle  altre  Regioni, attraverso  il  Servizio  Sanitario
  Nazionale.
   E  se  ci  deve  essere un provvedimento amministrativo  da  parte
  dell'Assessorato,  così  come  previsto  al  comma  2,  che   debba
  disciplinare  soprattutto  da un lato  le  incompatibilità  di  chi
  riveste  un  ruolo  all'interno  del  servizio  con  la  continuità
  assistenziale,  e  certamente non si  dovrebbe  occupare  anche  di
  altro,  e  con  l'attenzione  dell'assessore,  a  nostro  giudizio,
  assessore  Razza,  dovrebbe essere attenzionata  la  vicenda  della
  programmazione. Non ci piace il testo dell'articolo nella parte  in
  cui  si  pone l'attenzione quasi ad una sanatoria di coloro che  si
  sono  occupati  in  passato  del  servizio  penitenziario,  invece,
  secondo noi, si dovrebbe parlare più, e ci si dovrebbe occupare  di
  più  della  programmazione e scandire, per i  prossimi  anni,  come
  andrebbero coperti i posti con la continuità assistenziale  e  come
  garantirne  un  servizio funzionale ed efficiente  ed  un  servizio
  particolarmente   delicato.  Abbiamo  presentato   un   emendamento
  modificativo in questo senso e saremmo disponibili eventualmente  a
  ritirare il soppressivo.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 29.1.R.  Il  parere
  della Commissione?

   SAMMARTINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole  a
  maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE.  Non siete molto decisi, né Commissione,  né  Governo,
  però,  a questo punto lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                             «Articolo 30.
                        (art. 15, collegato VI)
  Modifiche paragrafo 5, lettera C, dello schema dei requisiti delle
     case di cura private di cui alla legge regionale n. 39 dell'8
                            novembre 1988.

   Al  paragrafo 5, lettera c), dello schema dei requisiti delle case
  di cura private di cui alla legge regionale 8 novembre 1988, n. 39,
  dopo le parole  medici ad hoc , sono soppresse  con i requisiti  di
  assistenti».

   Non  c'è un emendamento. Pongo in votazione l'articolo 30.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                             «Articolo 31
                        (art. 14, collegato VI)
                Progetti terapeutici individualizzati.

   1.  Ogni  Azienda sanitaria provinciale della Regione siciliana  è
  tenuta  a  destinare  almeno lo 0,2 per cento delle somme poste  in
  entrata  nel proprio bilancio annuale al finanziamento di  progetti
  terapeutici  individualizzati (PIT) di presa in carico comunitaria,
  formando  la  dotazione  finanziaria del  Budget  di  Salute   come
  definito  dal capitolo 8.1 del documento piano delle azioni  e  dei
  servizi  sociosanitari  e del sistema unico di  accreditamento  dei
  soggetti  che  erogano  prestazioni socio-sanitarie  approvato  con
  decreto  dell'Assessore  regionale per la salute  e  dell'Assessore
  regionale per la famiglia, le politiche sociali e il lavoro del  31
  luglio  2017,  conformemente agli obiettivi di cui all'articolo  26
  del D.P.C.M. 12 gennaio 2017.

   2.  All'attuazione della presente norma si provvede con le risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Si  passa  all'emendamento 31.2 a firma  dell'onorevole  Lupo,  lo
  mantiene?

   LUPO. Dichiaro di ritirarlo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Il comma 2 soppresso dalla Commissione Bilancio? E' tecnico per  i
  maggiori oneri eventuali, assessore? Quindi è pronostico, diciamo,.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 31.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 31. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                              Articolo 32
                        (art. 10, collegato VI)
   Istituzione dello sportello unico per la disabilità e del portale
                    informatico per la disabilità.

   1. Per consentire un adeguato accesso ai servizi sanitari, sociali
  ed  educativi dedicati alle persone con disabilità, la Regione,  in
  collaborazione  con  gli  uffici  locali  territoriali,  organizza,
  utilizzando   proprio   personale   ed   aggiornando   il   portale
  informatico,  lo  Sportello  Unico per  la  Disabilità,  avente  il
  compito di assicurare un servizio di informazione e orientamento in
  ordine  al  panorama normativo, ai servizi erogati dalla Regione  e
  dagli  altri  enti  territoriali, nonché quello  di  provvedere  al
  disbrigo  di  pratiche amministrative-burocratiche  in  favore  dei
  soggetti con disabilità e dei loro familiari.

   All'attuazione  della presente norma si provvede  con  le  risorse
  umane,   strumentali  e  finanziarie  disponibili  a   legislazione
  vigente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».

   Si passa all'esame degli emendamenti.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente,  Assessori  e  colleghi  deputati,
  questo  è  un  emendamento che verte su una  mozione  presentata  e
  votata  dall'Aula  già  il  primo marzo  del  2018  e  verte  sulla
  istituzione   di   uno  sportello  unico  regionale   che   eviterà
  consistenti  difficoltà  alle famiglie  dei  disabili  che  devono,
  ancora  oggi nel 2019, districarsi da un ufficio all'altro. E'  una
  norma di buon senso che può essere fatta senza oneri aggiuntivi  da
  parte  del Governo regionale di questa Regione, e dà la possibilità
  al  secondo  comma, tra l'altro, di attuare in maniera  corretta  e
  coordinare  tutti  gli  enti  locali  che  dovranno  occuparsi   di
  individuare  risorse  umane e uffici.  Ne  avevo  già  parlato  con
  l'assessore  in  diverse  occasioni,  assessore  Razza,  di  questo
  Sportello  unico disabilità, ne avevo già parlato con  l'assessore,
  ma adesso lo illustro all'assessore Scavone.
   Quindi si tratta di una norma di buon senso e la riscrittura,  tra
  l'altro,  rispetto  all'articolo presentato  al  collegato,  dà  la
  possibilità di attuare senza creare ulteriori aggravi per gli  enti
  locali  e  soprattutto senza creare difficoltà.  Quindi,  chiedo  a
  quest'Aula di apprezzarne il contenuto.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAMMARTINO, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   RAZZA, assessore per la salute. Favorevole.

   PRESIDENTE.   Pongo  in  votazione  l'emendamento  32.2.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Con     l'approvazione    dell'emendamento    32.2,    sostitutivo
  dell'articolo, si ritiene approvato l'articolo 32.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Amata e Lo Giudice.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
                           Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                              Articolo 33
               "(art. 20, collegato VI) Cure palliative.

   1. Nelle more della definizione dei criteri inerenti la formazione
  accademica specifica di cui all'articolo 8 della legge regionale n.
  38  del  2010,  al fine di assicurare sul territorio  regionale  un
  accesso  alle  cure  palliative e/o alle  terapie  del  dolore,  le
  Aziende sanitarie, in via transitorie, sono autorizzate a conferire
  incarichi  a tempo determinato per coprire i vuoti delle  dotazioni
  organiche  ai medici con un'esperienza maturata di almeno  4  anni,
  successiva  alla data di entrata in vigore della legge 27  dicembre
  2013,  n.  147, nelle cure palliative non in possesso dei requisiti
  indicati dal D.M. 28 marzo 2013."

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  Governo, onorevoli  colleghi,  massima
  attenzione  da  parte del Gruppo del Partito Democratico  sul  tema
  delle  cure  palliative,  non credo che sia  necessario  dilungarsi
  sull'argomento.
   Manteniamo  però una riserva rispetto al contenuto  dell'articolo,
  che  prevede  che  le Aziende Sanitarie, in via  transitoria,  sono
  autorizzate a conferire incarichi a tempo determinato per coprire i
  vuoti delle dotazioni organiche eccetera, eccetera.
   Ora, senza nulla togliere, ripeto, ad un tema così delicato che ha
  il  massimo  del nostro sostegno, noi a mio avviso introduciamo  un
  principio  di disordine nell'organizzazione delle Aziende Sanitarie
  Locali  allorquando,  invece di procedere nei  tempi  previsti,  mi
  auguro celermente, all'espletamento dei concorsi in relazione  agli
  atti  aziendali e a tutto ciò che ovviamente serve per espletare  i
  concorsi  con il massimo della trasparenza, cominciamo a  prevedere
  che  per  singole  branche si possano conferire incarichi  a  tempo
  determinato.
   Allora  la domanda è: perché cure palliative sì, e cardiochirurgia
  no,  o  cardiologia no, o chirurgia pediatrica no? Sono forse  meno
  importanti per il buon funzionamento dei servizi per la salute  dei
  cittadini siciliani? Io credo di no, Presidente.
   Allora, io credo che questo sia un tema molto delicato, perché  se
  rispetto alle carenze di organico, che ci sono, e che a mio  avviso
  vanno  colmate  in  maniera strutturale e definitiva,  per  singole
  specialità si comincia ad intervenire prevedendo il conferimento di
  incarichi  a tempo determinato, noi invece di ottimizzare  il  buon
  funzionamento della sanità pubblica siciliana, rischiamo di  creare
  situazioni  di  fatto  ingestibili  o  quantomeno  discriminanti  a
  seconda dei casi.
   Io,  su  questo, mantengo l'emendamento soppressivo; dopodiché  se
  l'assessore  vuole  intervenire sono pronto a  rivedere  la  nostra
  opinione,   se  darà  delle  argomentazioni  condivisibili.   Però,
  sinceramente, tra gli argomenti brevemente sintetizzati,  io  penso
  che  anche questa previsione normativa debba essere rinviata ad  un
  disegno  di legge organico, se necessario, in materia di  copertura
  provvisoria   di   figure  della  pianta   organica,   nelle   more
  dell'espletamento delle procedure selettive.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto  di
  parlare  prima  dell'assessore, non mancando di rispetto,  ma  solo
  perché è una norma nata in Commissione più che dal Governo, quindi,
  per dare il giusto rilievo a chi competono effettivamente le cose.
   Mi  rivolgo  all'onorevole  Lupo e  vorrei  precisare  a  tutti  i
  colleghi, non è una norma.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, credo che stia rispondendo  a  lei  un
  attimo. Grazie.

   PULLARA. Non è una norma che riguarda una fattispecie particolare,
  e   quindi   le   altre  vengono  dimenticate,   che   ne   so   la
  cardiochirurgia,  la pediatria ecc  E' una norma che  riguarda  una
  fattispecie, che è quella delle cure palliative, dove c'è un  vuoto
  normativo  relativo  ai  requisiti di accesso,  ed  oggi  tutte  le
  aziende,  anzi,  in  mancanza di una norma  precisa  di  indirizzo,
  ognuno  svolge  e  riesce  ad acquisire  il  personale  in  maniera
  diversificata.
   In  questo  modo, per questa fattispecie, dove non c'è  una  norma
  specifica,  dove  c'è  il  vuoto  normativo,  dove  c'è  il   vuoto
  legislativo  e  ci  sono situazioni a macchia di leopardo,  invece,
  come  Commissione, abbiamo ritenuto di dare una norma organica alla
  quale in tutta la Sicilia ci si adegua in un determinato modo.  Tra
  l'altro  per  una  fattispecie che è quella delle  cure  palliative
  dove, capiamo bene, i contenuti di sensibilità sono particolarmente
  importanti.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Lupo,   l'ha   convinta,    lo    ritira
  l'emendamento?

   LUPO. No.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   MAURO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   volevo
  sottolineare,  però,  al  Governo  e,  quindi,  all'assessore   che
  nell'ambito  di  quelle  che sono le fattispecie  delle  competenze
  dell'assessorato regionale della famiglia, c'è già  individuato  un
  percorso,  almeno, a mia memoria, per quanto riguarda lo  sportello
  della  disabilità. Già c'è un ordine di cose, che sta per  essere .
  comunque, assessore Scavone, mi scusi, per comprendere meglio,  per
  capire  un momentino come stiamo andando avanti perché siccome  c'è
  già   un  indirizzo  ben  preciso  alla  famiglia  in  cui  bisogna
  costituire questa sorta di ambito che riguarda il tema in  generale
  delle  disabilità, perché non abbiamo un anagrafe, non  abbiamo  un
  contenitore  in ordine a quelle che sono le specificità  sul  tema,
  credo  che  questo  articolo  di fatto  sia  superato  già  da  una
  specifica  competenza  che  è  in  capo  alla  famiglia,  la  quale
  ovviamente può fare in modo che d'intesa con l'assessore  regionale
  per  la  sanità possa integrare le esigenze che ci sono  sempre  in
  quest'ambito, perché oggi è inutile che andiamo a creare una  norma
  per fare un'altra cosa che è il doppione di un servizio che già sta
  per essere istituito presso l'assessorato per la famiglia.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Mauro, questo di cui parla lei lo abbiamo
  già  votato. Noi ora stiamo parlando delle cure palliative.  Quello
  sui  disabili  lo  abbiamo  già votato. Era  l'articolo  precedente
  quello di ci parla lei.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  veramente
  rispettoso  dell'obiettivo però, devo dire, non credo  che  c'entri
  l'operazione della famiglia, perché le cure palliative non sono una
  disabilità. E' ormai un'attività di patologia nel sistema sanitario
  e non nel sistema assistenziale.
   Detto questo, il punto è un altro. Se c'è un vuoto normativo,  con
  questa  norma non lo stiamo colmando, stiamo autorizzando in deroga
  a fare assunzioni per le cure palliative nelle stesse ore in cui si
  fanno  gli  atti  aziendali, che dovrebbero finalmente  avviare  il
  percorso  dei  concorsi.  Allora,  delle  due  l'una   O  gli  atti
  aziendali  si  adeguano  ad  una  esigenza  di  organizzazione  del
  servizio   palliativo,  ma  non  possiamo  per  singole   patologie
  stabilire  la  deroga per le assunzioni. Ecco perché noi  riteniamo
  quest'emendamento   nobile  negli  intenti,   ma   molto   delicato
  sull'efficacia  e  sul  precedente che  s'introduce  a  secondo  la
  malattia  stabiliamo di volta in volta di assumere i medici.  Credo
  che  il  Governo  non  dovrebbe fare il  Ponzio  Pilato  su  questa
  questione.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  peraltro tra i diversi personaggi della  storia,  Ponzio
  Pilato è quello che meno mi si addice.
   La  questione  è  legata  alla  norma  che  è  nata,  come  diceva
  l'onorevole Pullara, in Commissione. Qual è il tema che è stato già
  affrontato, nel medesimo modo, da quasi tutte le Regioni  italiane?
  Nel  momento in cui si sono ridefiniti i criteri per la  formazione
  della  Rete  delle  cure palliative, si era anche  stabilito  quale
  dovesse   essere   l'iter  formativo  per  i  medici,   cosiddetti,
  palliativisti.  Questi  medici  in  tutta  Italia,  e  non  è   una
  specializzazione, perché se fosse una specializzazione si sarebbero
  posti  tutti quei problemi, interni e di programmazione  che  molto
  correttamente ha richiamato anche l'onorevole Lupo.
   Oggi  qual è il tema? In un ritardo che l'intero sistema nazionale
  ha   avuto   per  adeguare  gli  standard  formativi   dei   medici
  palliativisti, si apre un rischio. Il rischio che si apre è che  la
  normale attività dei reparti che si occupano di cure palliative,  e
  delle strutture che si occupano di cure palliative, possa subire un
  nocumento da un minor numero di medici che possano essere  chiamati
  a lavorarvi.
   Quasi  tutte  le  Regioni italiane cos'hanno  fatto?  Hanno  fatto
  procedere  un  binario  parallelo. Da un lato  hanno  ridefinito  i
  criteri per la formazione del medico palliativista, dall'altro lato
  hanno   introdotto  una  norma  transitoria  che   ha   consentito,
  parallelamente,  di adeguare la possibilità che le cure  palliative
  potessero continuare ad essere somministrate.
   Su   questa   posizione,  tanto  il  Governo  quanto  l'Assemblea,
  attraverso la VI Commissione, ha ricevuto un forte input  da  tutte
  le  associazioni e da tutto il mondo delle cure palliative che  era
  finalizzato ad individuare uno strumento che potesse consentire  il
  prosieguo, nella definizione di questi standard, delle attività.
   Ci  è sembrato, e ha bene illustrato l'onorevole Pullara che mi ha
  preceduto, che questo non potesse essere affidato alla decisione di
  ogni singola azienda che, talvolta come capita, decide a Catania in
  un  modo  e  a  Palermo  in  un altro, nel rispetto  dell'autonomia
  gestionale.
   Ma  su  un tema così sensibile, come quello delle cure palliative,
  ci  sembrava  che il legislatore regionale dovesse  individuare  un
  criterio unico, applicabile ed estensibile, per tutto il Territorio
  della Regione.
   Ecco  perché  il Governo si sente di condividere la norma  che  ha
  presentato la VI Commissione, nella consapevolezza che assume su di
  sé  l'onere  di  dover determinare il secondo  binario.  Ma  se  ci
  vorranno  un  anno,  o  due  anni per  completare  gli  iter  della
  formazione  dei  medici  palliativisti,  nel  frattempo  anche   la
  Sicilia, come le altre Regioni, ha il dovere di adottare gli stessi
  criteri   che   utilizzano  le  altre  Regioni  italiane.   Perché,
  altrimenti, poi non possiamo lamentarci se altrove si spinge in una
  direzione,  mentre in Sicilia si resta indietro. Questo l'obiettivo
  di  una norma che è nata in Parlamento, che il Governo condivide  e
  che  nasce  in  Parlamento con la condivisione del Governo,  perché
  espressione della volontà dei medici che operano in questo settore.

   PRESIDENTE.  Quindi, comunque, ognuno rimane delle sue  posizioni.
  Per cui, pongo in votazione l'emendamento soppressivo 33.2.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

             (La richiesta risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 33.2

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 33.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          31
   Contrari            26
   Astenuti            0

                            (E' approvato)

   Onorevoli colleghi l'articolo 33 è soppresso.
   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                               «Art. 34.
                        (art. 9, collegato VI)
        Autorizzazione di spesa di cui al comma 2 dell'articolo
             22 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8.

   1.  Per le finalità di cui al comma 10 dell'articolo 1 della legge
  regionale  5  novembre  2004,  n.  15  e  successive  modifiche   e
  integrazioni  (Missione 13, Programma 7, capitolo 412016   Rimborso
  alle aziende sanitarie ed ospedaliere per il personale comandato ai
  sensi  dell'articolo 1, comma 10, della legge regionale 5  novembre
  2004,  n.  15 ), l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  22,
  comma  2, della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8, è incrementata
  di   euro  654.355  per  l'esercizio  finanziario  2019,  di   euro
  1.115.623,33  per  l'esercizio finanziario 2020.  Per  le  medesime
  finalità è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2021, la  spesa
  di 2.000 migliaia di euro.

   2.  Agli oneri derivanti dalla presente disposizione, si provvede,
  per  ciascuno degli esercizi finanziari 2019, 2020 e 2021, mediante
  corrispondente riduzione delle risorse a valere del Fondo sanitario
  regionale».

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  noi  manteniamo  il  soppressivo  perché  mi  sembra  evidente  che
  l'articolo 34, ancorché comporta spesa a carico del Fondo sanitario
  regionale, comporta spesa.
   Il  Presidente della Regione, onorevole Nello Musumeci, lei stesso
  ha  detto  le ha scritto una lettera, invitando il Parlamento  alla
  prudenza prima di approvare norme verificando se comportano  spesa.
  Credo  che  buona  parte  del disavanzo di cui  discutiamo  di  400
  milioni  siano perfino relativi a spesa sanitaria che  riguarda  il
  '92, il '93. Io credo che noi dobbiamo tendere, in questa fase,  di
  difficoltà finanziaria per la Regione Siciliana a ridurre la spesa,
  ad  ottimizzare  la  spesa  ed, eventualmente,  a  destinare  anche
  interventi di spesa a carico del Fondo sanitario regionale a  norme
  che   abbiano,  per  esempio,  un  impatto  sociale  diffuso.   Non
  esiteremmo  a  votare,  per  esempio,  una  riduzione  dei   ticket
  sanitari.  Ma  nella norma di cui all'articolo 34,  Presidente,  di
  cosa  parliamo?  Parliamo, sostanzialmente,  della  possibilità  di
  distaccare presso l'assessorato della salute personale comandato  a
  carico  del bilancio sanitario della Regione. Siamo in presenza  di
  interventi per spesa del personale.
   Non  riteniamo,  assolutamente,  né  necessario,  né  prioritario,
  questo  intervento  di spesa che è significativo,  che  è  corposo,
  perché è di 654.355,00 euro per il 2019 e di 1.115.000,00 euro  per
  il 2020 e di 2.000.000,00 per il 2021. Parliamo di milioni di euro,
  Presidente. Noi manteniamo la nostra ferma contrarietà,  manteniamo
  l'emendamento   soppressivo  e  chiedo  anche   il   voto   segreto
  sull'emendamento 34.1.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
  intervengo   sull'articolo  di  cui  adesso  parlava,  in   maniera
  contraria, l'onorevole Lupo. Ma faccio seguito anche agli  articoli
  che,  ad  oggi, sono stati bocciati. Viene bocciato l'articolo  col
  voto  segreto  sulle cure palliative, si va al voto segreto  per  i
  comandati nella sanità. Presidente, colleghi, ho l'impressione  che
  stiamo votando norme o, meglio, non stiamo votando norme che  forse
  vanno   nell'interesse  della  Sicilia,  e  forse  di  un   sistema
  complessivo. Io non penso che, in questo momento, facendo in questo
  modo che non vanno nell'interesse di specifiche categorie, ma vanno
  nel dare le risposte a cittadini che sono i siciliani, facciamo una
  buona cosa se continuiamo in questo modo.

   PRESIDENTE.    Onorevole   colleghi,   avendo   solo   emendamenti
  soppressivi  all'articolo  34, pongo in votazione  direttamente  il
  mantenimento  dell'articolo. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
  era solo per segnalare che materialmente non funziona

   PRESIDENTE. Ci è stato detto e l'abbiamo segnalato.

   FIGUCCIA.  Lo  so,  però siccome è la seconda  volta  che  succede
  questa cosa. Io non lo so quali sono i costi che sosteniamo qui per
  fare  la  manutenzione e tutto il resto. Dopo di che,  se  malgrado
  tutto  quello  che teniamo in piedi non riusciamo a far  funzionare
  neanche la postazione per votare, siccome è la seconda volta che mi
  succede.

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, è la prima volta che  lei  se  ne
  lamenta con me. Lei me l'ha detto oggi, e io farò immediatamente le
  verifiche.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, nel corso  dei  mio
  intervento in chiusura, sull'emendamento 34.1 avevo chiesto il voto
  segreto,   però  mi  rivolgo  all'Assessore  per   la   salute   ed
  all'Assessore per l'economia con una domanda precisa. Storicamente,
  da  molti  anni, l'Assessorato alla salute si avvale  di  personale
  comandato,  che  io  ritengo sia necessario al  buon  funzionamento
  dell'Assessorato, a prescindere dal colore dei Governi, per  essere
  chiaro, perché è così con il Governo Musumeci, lo era nella  scorsa
  legislatura quando l'Assessore era l'onorevole Gucciardi.
   La domanda precisa è questa: questo stanziamento serve a garantire
  i comandati nel numero storicamente distaccato presso l'Assessorato
  alla  salute,  o  si  parla di altri comandati?  Perché  in  questa
  seconda  ipotesi  io  ribadisco la richiesta di  voto  segreto,  se
  invece parliamo dei comandati di sempre, nel numero previsto  dalla
  legge,  per  il  costo contenuto che ogni anno  è  stato  messo  in
  bilancio,  non  c'è  contrarietà da  parte  nostra.  Quindi  vorrei
  invitare l'Assessore a chiarire.

   PRESIDENTE. Sì, fermo restando che è stato votato l'articolo.

   LUPO.  Signor  Presidente, io ho fatto formale richiesta  di  voto
  segreto sull'emendamento 34.1, è agli atti parlamentari.

   PRESIDENTE.  Io  ho  detto che eravamo in votazione,  nel  momento
  della votazione non mi è stata fatta questa richiesta.

   LUPO. No, signor Presidente, l'ho fatta finendo il mio intervento,
  proprio a guadagno anche di tempo.

   PRESIDENTE. Da lì, direttamente?

   LUPO. Assolutamente sì. E' registrato.

   PRESIDENTE.  Come  lei sa, io quando sento la  richiesta  di  voto
  segreto,   la   do  sempre,  non  ho  problemi.  In  questo   caso,
  sinceramente,  ho  fatto votare, posso avere sbagliato  io,  ma  ho
  fatto votare.

   RAZZA, assessore per la salute. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAZZA,   assessore  per  la  salute.  Signor  Presidente,  davvero
  brevemente,   il  tema  è  centrato,  nel  senso  che  notoriamente
  l'Assessorato alla salute si avvale di un numero di comandati  alla
  guida dei Servizi, anche per la necessità del titolo di studio  che
  essi devono avere.
   L'emendamento  punta  a  consolidare  la  presenza  degli  attuali
  comandati  e  a  coprire un unico Servizio che è  di  straordinaria
  importanza,   che  è  il  Servizio  di  integrazione   ospedale   -
  territorio.
   Non  esiste  una  professionalità, e chi  mi  ha  preceduto,  come
  l'onorevole Gucciardi, conosce la struttura dell'Assessorato  e  sa
  perfettamente che uno dei temi principali riguarda la gestione  dei
  servizi  territoriali.  Nel territorio  c'è  esigenza  di  chiamare
  professionalità dalle aziende sanitarie provinciali, per  il  resto
  si  tratta esattamente dello stesso numero di comandati che c'erano
  prima, storicamente.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                              Articolo 35.
                       (art. 60, emendamento 1R)
                             Resais s.p.a.

     1.  La  Società  Resais spa, costituita dall'ente siciliano  per
  l'industria,  ai  sensi dell'articolo 2 della  legge  regionale  11
  aprile 1981, n. 54, continua ad esercitare quale società di diritto
  singolare, anche secondo la disciplina dell'articolo 1, comma  4  ,
  let-tera  a)  del decreto legislativo 19 agosto 2016,  n.  175,  la
  gestione  dei  servizi di inte-resse generale per la  Regione,  già
  individuati   dalla  predetta  legge  regionale  e   dalle   al-tre
  successive  specifiche disposizioni legislative regionali  vigenti.
  Per  tali  finalità il socio Regione è autorizzato a prorogarne  la
  durata  per  un  periodo  uguale a quello in  atto  previsto  dallo
  Statuto. All'articolo 23, comma 1 della legge regionale 22  gennaio
  2019,  n.  1  le  parole  entro il 30 giugno 2019  sono  sostituite
  dalle parole  entro il 31 dicembre 2019 . .

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                              Articolo 36.
                       (art. 64, emendamento 1R)
        Modifiche alla legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127.

   1. All'articolo 22 della legge regionale 9 dicembre 1980, n. 127 e
  successive modificazioni è aggiunto il seguente comma:
    Le  istanze di rinnovo, che alla data di entrata in vigore  della
  presente legge sono state dichiarate inammissibili perché inoltrate
  oltre  i  180  giorni  precedenti la scadenza  dell'autorizzazione,
  possono  essere riesaminate su istanza dell'esercente da presentare
  al  Distretto  minerario competente entro e  non  oltre  30  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge. .

   E'  stato  presentato  un  emendamento soppressivo  da  parte  del
  Governo.
   Anche  un  aggiuntivo,  abbiamo detto  l'altra  volta  che  alcuni
  aggiuntivi, visto che sono stati tolti quelli di spesa
   Siccome  su questo problema c'è un momento di confusione, sospendo
  la seduta per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.19, è ripresa alle ore 18.47)

   La seduta è ripresa.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, abbiamo presentato  all'art.  36,
  l'emendamento soppressivo 36.1. Prendiamo atto che, per come lei ha
  riferito, anche il Governo ha presentato un soppressivo, però, ecco
  noi  facciamo  voti anche agli Uffici dell'Assemblea  affinché  non
  accadano  più casi come quello di oggi, anche perché le istanze  di
  rinnovo  su  questo  tipo di progetti, per quanto  risulta  a  noi,
  quelle  decadute  non sono più di quattro, quindi  hanno  un  nome,
  cognome  e  pure un Comune. E siccome non hanno i piedi e camminano
  da   soli  questi  emendamenti,  siamo  veramente  preoccupati  per
  l'andazzo che stanno prendendo alcune vicende.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, era per mettere a verbale,  vista  la
  segnalazione  di  prima,  che nelle due  votazioni  precedenti  ero
  presente.  Siccome questo fatto però, spesso, è finito  anche  come
  fatto  di cronaca, ricordo in altre circostanze, se lei lo ritiene,
  quando votiamo possiamo anche riprendere lo schermo come si fa alla
  Camera. Oggettivamente, questa cosa che ogni tanto, oggi è capitato
  a  me, sono certo che non c'è nessuna, può essere imputabile ad  un
  errore, però se possiamo magari anche inquadrare lo schermo  quando
  si vota, perché io le dico che ero presente.
   Le chiedo di mettere a verbale.

   PRESIDENTE. Questa è un'ottima idea. Non è una cattiva idea,  alla
  Camera lo inquadrano sempre in televisione per esempio, per cui  lo
  si potrebbe inquadrare in modo che quantomeno rimane una traccia.
   Comunque  io, su questo argomento che lei poco fa ha correttamente
  segnalato,  ho già parlato agli Uffici. È stata fatta una  verifica
  adesso  e  funzionava, comunque la ringrazio per  la  segnalazione,
  intanto per queste qui era presente, viene segnalato come presente.
   Sull'articolo 36 c'è un emendamento soppressivo sia dell'Aula  che
  del  Governo, mi sembra pleonastico fare votare, quindi  l'articolo
  36 è soppresso.
   Abbiamo finito gli articoli, ma dobbiamo tornare agli accantonati.
  Stiamo verificando gli accantonati.
   Si  torna all'articolo 2, precedentemente accantonato in attesa di
  alcuni  chiarimenti.  Questi  chiarimenti  che  sono  arrivati,  in
  effetti, non chiariscono al cento per cento la cosa, quindi, io  lo
  sto  stralciando,  per  cui  mi  faccio  carico  personalmente   di
  stralciarlo.
   Assessore Bandiera, il chiarimento per iscritto che è arrivato non
  è un chiarimento per cui lo abbiamo stralciato.
   I  dubbi dell'onorevole Cracolici ve li confrontate voi. A noi c'è
  stato  richiesto di fare un accertamento di chiarimento, lo abbiamo
  fatto, non ci convince, per cui lo abbiamo stralciato e poi  se  ne
  parla.
   Si   torna  all'articolo  12.  Comunico  che  è  stato  presentato
  l'emendamento di riscrittura 12.R, a firma del Governo. Intanto, lo
  stiamo distribuendo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 12 è
  stato stralciato.

   PRESIDENTE. E' stato accantonato per una riscrittura.

   BARBAGALLO.  No,  non  è così  C'è stata una  discussione,  signor
  Presidente,  -   la  prego di credermi - piuttosto  accesa  durante
  quella seduta dove sono intervenuti più deputati, alla fine è stato
  stralciato. Ora, se è morto, non è che può resuscitare? Al prossimo
  Collegato, tanto ce ne sarà un altro.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, quel giorno io non c'ero per cui
  mi  comunicano che era stato accantonato. Scusate, c'è  il  verbale
  della  scorsa seduta? Voglio essere sicuro che nel verbale  ci  sia
  scritto  che  era stato accantonato e non stralciato,  come  dicono
  alcuni.
   Se  mi  date  un  minuto per leggere il verbale di quella  seduta,
  perché  secondo gli Uffici era stato accantonato, era stato chiesto
  un  chiarimento che è stato fornito, per cui oggi non c'è motivo di
  stralciarlo per cui oggi si può votare tranquillamente,  ovviamente
  la riscrittura.
   Dal verbale della seduta risulta accantonato per cui il Governo ha
  presentato una riscrittura che avete ricevuto tutti? Un attimo solo
  per il tempo che si distribuisce. Non ci sono interventi?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi ero illuso, sono in pieno errore per
  il  solo fatto che non avevo immaginato che lei intervenisse,  vuol
  dire che stasera non sto bene

   CRACOLICI.  Signor Presidente, devo dire che la  querelle  se  era
  stato  accantonato o era stato dichiarato decaduto non è  infondata
  perché  l'articolo era stato dichiarato stralciato poi un  collega,
  il deputato di Messina, quello che ha sostituito l'onorevole Cateno
  De   Luca,   è  intervenuto  chiedendo  al  Presidente  di   turno,
  l'onorevole  Di  Mauro, di accantonarlo, ma  era  stato  dichiarato
  stralciato,  Anzi,  il Presidente pro tempore,  ha  dichiarato  più
  volte  in quella seduta  L'articolo 12 è stato stralciato .  Non  è
  vero? Ti cresce il naso.

   PRESIDENTE.  Parli  con  il Presidente, per  favore.  Siccome  dal
  verbale risulta, come dichiarazione finale, che è accantonato.

   CRACOLICI.  Beh, a questo punto i verbali  così diventa  delicato
  Avrò mille difetti, ma non quello della memoria.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, la prego, non insinui.

   CRACOLICI. Non insisto, per evitare.

   PRESIDENTE. No, ho detto non insinui.

   CRACOLICI. Allora, io evito di insistere per non insinuare, e  non
  insisto.
   Detto  questo,  signor Presidente, è evidente che  l'articolo  che
  stava  per  essere  votato,  a cui oggi  il  Governo  presenta  una
  riscrittura,  dimostra che quell'articolo  -  dove  si  limitava  a
  riscrivere nei capitoli di bilancio fondi perenti senza neanche  la
  certezza   della   copertura,  diciamo,  contabile   quella   della
  cosiddetta   bollinatura  della Ragioneria generale  -  beh  l'Aula
  forse  non  aveva  tutti torti se il Governo è  stato  costretto  a
  riscriverlo.  E  mi permetto di dire, signor Presidente,  ma  se  è
  arrivato  in  Aula  in quella maniera, posso ripetere  che  c'è  un
  problema  serio  di  filtro  della Presidenza  sugli  articoli  che
  arrivano  in  Aula?  Perché,  se  a  seguito  del  mio  intervento,
  comunque,  si  è  determinata la condizione per  cui  si  è  dovuto
  riscrivere, e non è che la riscrittura ha risolto tutti i problemi,
  perché  adesso ci limitiamo a riscrivere quelli per i quali c'erano
  obbligazioni,  ma  se  c'erano  obbligazioni,  perché  sono   stati
  cancellati  i relativi capitoli? Cioè, io rimango anche trasecolato
  sul modo con cui scriviamo norme in cui diciamo cose che dovrebbero
  essere ovvie  Quindi, si presume che ci sono capitoli, per i  quali
  insistono obbligazioni, che invece sono stati cancellati
   Faccio    la   domanda   all'amministrazione,   alla   Ragioneria,
  all'Assessore  per l'Economia, all'Assessore per le Infrastrutture:
  cioè,  noi diciamo che i fondi della legge del '90, che sono  stati
  cancellati a seguito di perenzione, possono essere riscritti poiché
  ci sono delle obbligazioni.
   Ripeto  la domanda che ho posto l'altra volta. Ma il 118  opera  o
  non  opera  in  questa  Regione,  anche  per  questi  capitoli?  Se
  l'Assessore,  spero  mi  stia ascoltando, allora  sono  tranquillo,
  ripeto  perché il tema non è se non dobbiamo aiutare  la  città  di
  Messina  ad  acquistare le case, ci mancherebbe, aiutare  la  città
  verso  il  risanamento, ma stiamo parlando di norme di contabilità,
  non di norme o di obiettivi strategici.
   Ripeto, se c'è oggi un'obbligazione vuol dire che il capitolo  non
  poteva  essere cancellato. Se è stato cancellato, dovete  spiegarmi
  cosa è successo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, io  non  posso  che  darle  una
  ragione  sul  fatto che oggi -  non so in Regione - sicuramente  in
  Assemblea,  tant'è  che siamo dovuti correre al riparo  con  questi
  concorsi  che  stiamo facendo, c'è una carenza. Io questo  lo  devo
  dire,   anche   se   gli   Uffici   possono   risentirsi,   perché,
  oggettivamente, è così
   Perché  il  fatto  che esca dalla Commissione   Bilancio'  con  il
  parere  favorevole, non è motivo per cui non lo si debba  dare  per
  positivo.  Il  primo  giorno  che io sono  entrato  qua  dentro  ho
  dichiarato,  con  l'arrabbiatura di tanti, gli  uffici  sono  stati
  distrutti.  Ma, più o meno, la cosa non è tanto lontana  da  quello
  che ho dichiarato.
   Ora  stiamo facendo i concorsi per assumere ma in questa Assemblea
  in  questo momento non c'è l'Ufficio di Bilancio, c'è la persona di
  bilancio, che, essendo una, fa una grandissima fatica è chiaro.

   CRACOLICI.  Infatti,  io  non parlo degli Uffici  del  Parlamento
  Parlo della Ragioneria generale e dell'Assessorato.

   PRESIDENTE.  Però  non  c'è dubbio che, col  Segretario  generale,
  dobbiamo provvedere al limite anche prendendo qualche consulente in
  più,  qualcuno che comunque ci dia una mano perché, effettivamente,
  c'è   una  carenza  di  personale  in  questa  Assemblea   che   va
  sicuramente,  in  qualche maniera, recuperata  e  dobbiamo,  anche,
  accelerare questi concorsi che stiamo facendo.
   Benissimo.  A  che punto siamo? Dobbiamo votare il 12.R.che  è  la
  riscrittura del Governo.

   D'AGOSTINO...lo  sanno  tutti  che  era  stralciato,  che   figura
  facciamo  Non si fanno queste cose  non avete vergogna

   PRESIDENTE. Lo dice al microfono? Allora, smetta di parlare  O  lo
  dice al microfono o non so cosa sta dicendo
   Onorevole  D'Agostino, io non ero presente, a parte  che  mi  fido
  ciecamente; vuole sapere chi era il Presidente? Glielo dico subito.
  Il  Presidente era Di Mauro ma questo non ha importanza  perché  ho
  assoluta fiducia, in maniera totale, nelle cose che mi ha detto  il
  Presidente  Di  Mauro.  Io  ho un verbale,  perché  sono  andato  a
  verificare prima di parlare, onorevole D'Agostino. Per cui, è  vero
  quello che diceva l'onorevole Cracolici, che c'è stato un dibattito
  ma alla fine la chiusura è il Presidente. Se il Governo è d'accordo
  lo   accantoniamo,  così  si  fa  un  approfondimento  sull'interno
  articolo. Non è che pensate che io possa imbrogliare le carte  Se è
  stato  chiuso  così è così  Se fosse stato stralciato  non  l'avrei
  neanche preso in considerazione.

   FALCONE, assessore per le infrastrutture e la mobilità. Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FALCONE,  assessore  per le infrastrutture e la  mobilità.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, signori Assessori,  premetto  che
  comunque,  onde  evitare polemiche, il Governo  è  pronto  anche  a
  stralciare questo emendamento, questa norma. Però, attenzione, mi è
  doveroso prima spiegare cosa è successo, qual è la genesi di questa
  norma e la bontà di questa norma.

   D'AGOSTINO. Ma l'ha spiegato, l'abbiamo ascoltata

   FALCONE,  assessore per le infrastrutture e la mobilità. Onorevole
  D'Agostino,  non  è  così perché se voi ne  fate  un  atteggiamento
  talebano  allora io insisto. Se voi, invece, siete  disponibili  ad
  ascoltare  e  ad un confronto sereno allora io sono pronto  a  fare
  anche  non  uno,  ma  dieci passi indietro; però,  gradisco  onestà
  intellettuale nel confronto del dibattito d'Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, io non le consento  più  di  far
  capire  o  di dire che c'è stato un imbroglio per cui  da  che  era
  stralciato a che io l'ho cambiato in accantonato  La prego, io  non
  glielo  consento   L'assessore Falcone,  bontà  sua,  sta  parlando
  eventualmente di stralciarlo, ma io non mi permetterei mai di  fare
  un  imbroglio all'interno di questa Assemblea. Per cui, lei non  lo
  metta mai più in dubbio.
   Prego, Assessore.

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   la   mobilità.
  Presidente,  questo articolo è un articolo che nasce da un'esigenza
  di  utilizzare  fondi  perenti che erano a favore  della  città  di
  Messina.  500  miliardi di vecchie lire erano stati  assegnati  con
  legge  n.  10  del 1990 e 500 miliardi la città di  Messina  doveva
  ricevere.  Purtroppo,  negli anni, piuttosto  che  spendere  questi
  soldi,  questi soldi sono rimasti nel cassetto. Essendo  stati  nel
  cassetto  per  tanti  anni,  questi  soldi,  in  parte  sono  stati
  recuperati  a  seguito di un processo certosino di  recupero  e  di
  reperimento fondi ed economia, in parte sono diventati perenti.
   Prima  della  entrata in vigore del 118 le somme perenti  potevano
  essere  riproducibili  perché  rimanevano  nello  stesso  capitolo.
  Tant'è  che,  prima  dell'ingresso  del  118,  quando  si  volevano
  cancellare si faceva una norma e si cancellava, diversamente quelle
  somme,  onorevole Cracolici, rimanevano là fino  a  quando  non  si
  riteneva di riprodurle.
   Con  l'entrata  in  vigore del 118 questi  fondi  non  sono  stati
  cancellati  -  come  lei più volte ha detto la volta  scorsa  -  ma
  affluivano e affluiscono in un unico fondo e noi abbiamo fatto  una
  ricerca. Nella ricerca di quel fondo e di quel capitolo, che  è  il
  672407, bollinato non soltanto dal mio Direttore di Dipartimento ma
  anche dal Ragioniere generale - come ella ha voluto e ha preteso  -
  ed  è giusto che noi oggi, che il Governo che presenta norme serie,
  venisse  anche riscrivendo, precisando l'articolo che  era  passato
  già  in Commissione  Bilancio  ed aveva avuto il parere favorevole,
  perché c'era stato il parere favorevole del Ragioniere generale  in
  Commissione  Bilancio  e, quindi, la stessa Commissione di  merito,
  che  entra nel merito della copertura finanziaria, oltre che  della
  legittimità  finanziaria,  il  Presidente  Savona,  aveva  dato  il
  proprio parere favorevole.
   Bene,  la  volta scorsa, però, quando abbiamo dibattuto su  questo
  articolo,  sono state sollevate delle perplessità, se questi  soldi
  esistessero  o  meno. Noi abbiamo sempre parlato di 22  milioni  di
  euro  e  in  effetti nel capitolo per questa finalità  erano  stati
  dichiarati  perenti  22.543.034,68 che  erano  presi  tout-court  e
  spostati in questo fondo, che è una specie di fondo di salvaguardia
  dei  fondi perenti, delle somme perenti che, comunque, nel caso  in
  cui abbiano un'obbligazione giuridicamente vincolante o nel caso in
  cui  vi  sia un creditore che si alza e chiede di poter  avere,  di
  poter  utilizzare  quelle somme, noi siamo costretti  a  dover  far
  fronte, quindi noi diventiamo debitori, e così è stato.
   La  città  di  Messina ha un credito nei confronti  della  Regione
  siciliana. La città di Messina, per logiche che noi non stiamo  qua
  a  giudicare, non ha utilizzato questi fondi, ma i fondi vi sono, e
  siccome ancora c'è una ferita apertissima della città di Messina  e
  il  Governo  regionale, il Governo Musumeci,  vuole  sanare  quella
  ferita  e  l'Assemblea,  quando  si  è  espressa  a  votare,  quasi
  all'unanimità  ha  detto  che  è  giusto  e  sacrosanto   che   noi
  salvaguardiamo   la   città  di  Messina   dopo   cinquanta,   dopo
  sessant'anni. E siccome abbiamo avviato un processo virtuoso  ed  è
  il  processo  che, da un lato costruiamo alloggi,  ne  abbiamo  già
  consegnato ben 100, dall'altro lato andiamo a risanare delle  zone,
  dall'altro  lato  ancora  acquistiamo immobili  dal  mercato  e  li
  consegniamo  a  chi ne ha diritto e questa buona  prassi  l'abbiamo
  fatta  e  la stiamo facendo, ad esempio, a Caltanissetta,  con  gli
  Iacp di Caltanissetta ed ha prodotto i suoi buoni frutti, bene,  la
  si sta facendo anche a Messina.
   Ed  allora, cosa stiamo facendo a Messina? L'articolo riscritto  a
  cosa  serve?  Guardi,  onorevole Cracolici,  veramente  io  rimango
  basito quando sento parlare dal pulpito un deputato di lungo  corso
  come  lei  che  dice;   Ah  Ma se il Governo  sente  l'esigenza  di
  riscrivere  una  norma,  allora era quasi una  truffa  .  Ma  quale
  truffa? La riscrittura della norma, che è uno strumento necessario,
  anzi  utile per il buon andamento dei lavori d'Aula e per la  buona
  procedura legislativa, cioè perché si possa arrivare ad un'attività
  legislativa corretta, puntuale ed efficace, viene fatta e noi  così
  abbiamo  fatto.  Cosa abbiamo cambiato? Una parola si  è  cambiata:
   riprogrammazione  con  riproduzione , quando parliamo che  possono
  essere   reiscritti  e,  quindi,  noi  stiamo  in  questo   momento
  riproducendo questi fondi.
   Allora, oggi questa norma se l'Aula vuole, se l'Aula ritiene,  che
  questa norma era stata stralciata, io vi devo dire che non è  stata
  stralciata,  si  è  aperto un dibattito  d'Aula,  si  è  aperto  un
  dibattito  che  è  un dibattito in un confronto ampio,  aperto.  E'
  intervenuto  un collega che ha difeso giustamente -  essendo  anche
  lui  uno  dei  protagonisti di quella norma - e quando qualcuno  ha
  detto  che  quella  norma  era una norma truffa  perché  la  stessa
  Ragioneria non la conosceva, bene, quella norma invece, abbiamo noi
  stasera  dimostrato - ma perché io ho chiesto  ed  ho  ottenuto  un
  confronto  con il Ragioniere generale - se quella norma era  frutto
  della  mia  fantasia o se era una norma invece che era stata  anche
  condivisa.
   Detto  questo,  allora, attenzione, noi stiamo per fare  un  passo
  indietro, ma se c'è un patto tra galantuomini, cioè se l'Aula  oggi
  dice:   Siamo  pronti  a  riflettere su questa  norma ,  Presidente
  Sammartino,  siamo  pronti  in  un prossimo  disegno  di  legge  ad
  inserirla,  a  votarla e, quindi, senza che ci  siano  contrasti  o
  scontri  ulteriori, sono per fare una passo indietro. Se  non  c'è,
  però,  questo tipo di impegno ci rimarrei male. In questo senso  va
  l'impegno del Governo.

   PRESIDENTE.  Benissimo, mi faccio carico, non di  impegno,  perché
  vota  l'Aula,  ma  credo che comunque oggi è meglio  stralciarla  e
  potremmo anche portarla in Assestamento di bilancio subito,  perché
  comunque è una norma importante.
   Benissimo, questa è stralciata.
   Si passa all'articolo 14, in precedenza accantonato.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia  vita
  ho  affrontato  studi  umanistici, quindi non  sono  bravissimo  in
  chimica,  però  l'esame  di questa norma impone  alcune  competenze
  perché il riutilizzo dei fanghi in agricoltura è stato un argomento
  dibattuto negli ultimi anni, dalla giurisprudenza, dalla dottrina è
  intervenuto questo decreto  Genova', lo dico magari ai colleghi che
  non hanno avuto il tempo di approfondirlo, con le Tabelle allegate,
  mi  riferisco in particolare alla 1A, prevediamo la possibilità  di
  riutilizzare in agricoltura in base al testo base, cromo, mercurio,
  piombo, rame, zinco, selenio, arsenico, eccetera.
   Noi  concettualmente, quindi, siamo contrari ad un  riutilizzo  di
  questo  tipo di fanghi in agricoltura, soprattutto perché  l'ultima
  parte  della Tabella 1A, prevede il riutilizzo degli idrocarburi  e
  su   questo   riutilizzo  degli  idrocarburi,  in  particolare,   è
  intervenuto la Cassazione evidenziando una serie di particolarità.
   Riconosco che per quanto riguarda gli idrocarburi il valore limite
  è  quello  di  50  mg su kg, però la cosa che ci lascia,  assessore
  Pierobon, è la nota, perché spesso, come accade, ci sono le note  e
  le deroghe e le eccezioni che sono più preoccupanti del testo base.
   La  nota  1)  prevede che i valori limiti riportati nella  tabella
  possono   essere  derogati  qualora  sia  dimostrato  dall'autorità
  competente  che  i  valori di fondo geochimico  dei  terreni  siano
  superiori a quelli indicati dalla suddetta tabella.
   Insomma,  non  ci  convince,  e  per  questo  siamo  contrari   al
  riutilizzo  in  agricoltura e al riutilizzo dei  fanghi  anche  per
  quanto riguarda la produzione di prodotti fertilizzanti.
   Insomma,  Presidente  Miccichè, e anche la soluzione,  che  toglie
  ogni  pensiero  ai  siciliani, l'idea che riutilizziamo  nei  fondi
  agricoli,  dove coltiviamo i prodotti bio, fanghi che hanno  questi
  materiali,  ci  lascia perplessi. Tant'è che anche i  altri  comuni
  italiani,  segnatamente in Lombardia, 51 comuni hanno impugnato  la
  delibera  della  Giunta  di Governo della Lombardia  che  prevedeva
  questa stessa soluzione.
   Da  ultimo,  siccome la norma è di iniziativa  parlamentare  e  ho
  troppa stima dell'impegno dell'onorevole Compagnone, dell'onorevole
  Assenza  che  hanno caldeggiato questo tema dello  smaltimento  dei
  fanghi, noi riteniamo che possa essere salvaguardata l'ultima parte
  del  comma 2, dove prevede che i fanghi potrebbero essere  smaltiti
  utilizzando  gli  impianti di produzione  di  biogas  o  quelli  di
  biometano  e  in  via  residuale  potrebbero  essere  smaltiti   in
  discarica.
   Resta  un  tema,  Presidente, e lo dico da  questo  podio  con  la
  consapevolezza  della  delicatezza della questione:  la  Cassazione
  penale  nel  2019,  si è pronunciata su queste  vicende  perché  il
  giudizio  e  la  spinta dell'accusa era quella che  secondo  alcune
  indagini   vi  era  un  risparmio  evidente  da  parte  di   alcuni
  imprenditori nel costo dello smaltimento, nel caso dell'ipotesi del
  riutilizzo in agricoltura. Quindi, eviterei ogni tipo di  problema,
  anche   perché  ci  infiliamo  in  un  terreno  paludoso  per   cui
  l'Assemblea non si occupa, signor Presidente, né di sanare processi
  penali   pendenti,  noi  siamo  chiamati  a  risolvere  i  problemi
  soprattutto i problemi che riguardano il futuro.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. Onorevole Palmeri,  mi  permette  una
  battuta  prima  che  lei  inizia?  Per  decifrare  questo  tipo  di
  emendamenti  io devo assumere un crittologo  Per cui,  la  prossima
  volta,  per  favore,  presentateli ...,  perché  veramente  non  si
  capisce niente

   PALMERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,  è
  semplicissimo,  glielo  spiego,  è più  difficile  forse  leggerlo.
  Limitandomi, appunto, a quelle che sono le competenze della  nostra
  Regione  siciliana,  credo  che  dovremmo  accertarci,  in  seguito
  all'applicazione di una norma di questo tipo, di quelli che sono  i
  parametri inerenti l'utilizzazione dei fanghi e, soprattutto, poi i
  controlli  che  si  dovrebbero fare  nei  terreni  e  nei  prodotti
  agricoli  che  vengono  coltivati in questi  terreni  eventualmente
  utilizzati con questi fanghi.
   Quindi, l'emendamento mira a fare dei controlli nei terreni almeno
  con  una  cadenza  biennale e poi a fare anche un monitoraggio  dei
  prodotti  agricoli. Ecco, questo è estremamente  importante  perché
  comunque  ci  sono delle normative che contemplano all'utilizzo  di
  questi fanghi, anche delle direttive europee. Quindi, credo che non
  possiamo    vietare,   ma   altresì   possiamo   invece,   dobbiamo
  assolutamente  monitorare queste sostanze nei  nostri  terreni  per
  evitare che poi dobbiamo andare a bonificare dei terreni e, quindi,
  per evitare che dobbiamo sostenere dei costi esorbitanti in termini
  sanitari e in termini ambientali a carico delle nostre tasche  e  a
  carico soprattutto della nostra salute.

   PRESIDENTE. A questo punto dobbiamo votare, tutti gli emendamenti?

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, questa
  norma  nasce  da  un'esigenza esposta in diverse  audizioni  in  IV
  Commissione  sia  da  professori universitari  che  abbiamo  audito
  quando abbiamo approvato il disegno di legge che attende l'Aula per
  il  riutilizzo delle acque reflue per uso irriguo, sia  di  recente
  anche nelle audizioni che abbiamo più volte avuto con Rolle.
   Apro una piccola parentesi, abbiamo presentato come Commissione un
  ordine del giorno per chiedere al Governo nazionale di dimezzare  i
  tempi  delle  procedure  che  sono  oggetto  delle  competenze  del
  commissario  Rolle,  perché nell'ultimo decreto  del  Governo  sono
  stati  dimezzati  i  tempi per tutti i commissari  tranne  che  per
  questo  e  le  esigenze sono enormi soprattutto qui in  Sicilia  e,
  purtroppo,  dobbiamo registrare costanti ritardi, per cui  chiederò
  all'Aula di appoggiare questo ordine del giorno.
   La  norma  abbiamo  chiesto che venisse scritta  al  Dipartimento,
  quindi  all'assessore  Pierobon che  ne  aveva  stilato  prima  una
  formula poi ritenuta non sufficiente e lo stesso Assessore  si  era
  impegnato  nei confronti della Commissione di riscriverla  per  poi
  ripresentarla; però, per come è andata l'organizzazione dei  lavori
  parlamentari  la  norma non fu più ripresentata in  IV  Commissione
  dove ci sono stati degli approfondimenti da parte dei colleghi,  ma
  fu  ripresentata in V Commissione per come il  Collegato  poi  finì
  il  suo  iter  e  lì  quindi  oggi colleghi  -  e  gli  emendamenti
  presentati  ne  sono  purtroppo la  ragione,  la  ratio  di  questa
  stortura - i colleghi della IV Commissione si sono ritrovati quindi
  a  volere  capire meglio o subemendare quella norma che, riscritta,
  fu ripresentata in V e non più in IV.
   Allora,  io per questo motivo chiedo alla Presidenza di  rimandare
  questo  articolo  in  Commissione e noi lo  riapprofondiamo  con  i
  colleghi,  con l'Assessore, con i tecnici. Il tema è molto  sentito
  ma  anche  molto delicato, non vorremmo sbagliare o farci  prendere
  dall'improvvisazione  di  emendamenti,  subemendamenti  che   hanno
  bisogno, invece, di un approfondimento tecnico giuridico e  poi  lo
  ripresentiamo  o  nel disegno di legge per l'utilizzo  delle  acque
  reflue  per uso irriguo, che è già pronto per l'Aula, o nel disegno
  di legge sui rifiuti. In entrambi i casi è competente.

   PRESIDENTE.  Io, se il Presidente della Commissione mi  chiede  di
  rimandarlo in Commissione, chiedo il parere al Governo.  Ma  se  il
  Governo  è  d'accordo lo rimandiamo in Commissione,  mi  dica  lei,
  Assessore Pierobon.

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor  Presidente e signori onorevoli, sicuramente siamo d'accordo
  se  questo serve a precisare alcune cose. Però, vorrei chiarire  un
  po' la situazione, perché mi pare che ci sia un po' di confusione.
   Anzitutto,  la  norma  interviene per  rispondere  esattamente  in
  maniera  trasparente, responsabilizzante e chiara nei confronti  di
  un uso non controllato del riutilizzo - attenzione anche ad usare i
  termini, perché qua la parola è sacra: non si parla di smaltimento,
  ma  di  riutilizzo  -  dei  fanghi in  agricoltura.  E'  una  norma
  specifica,  che risale al 1992, che non riguarda i rifiuti,  ma  va
  integrata  con la normativa dei rifiuti; tant'è che c'è  un  rinvio
  dinamico  al DPR 915/1982, poi al 22/1997, poi ancora al  152/2006,
  il  quale  richiama  i  famosi valori soglia  di  contaminazione  -
  ricordo  la  parte IV, colonna 1, allegato 1, sempre relativa  alle
  bonifiche - e anche l'articolo 127, che riguarda l'uso dei  fanghi,
  ferma restando la disciplina della fertirrigazione.
   Attenzione, poi la normativa dei fertilizzanti è ancora  a  parte.
  Noi abbiamo fatto un riordino, nel rispetto della normativa europea
  -   attenzione,  la  disciplina  europea  è  sacra,  anche  qui   -
  dell'articolo 117, comma 2, lettera s), cioè la riserva statale  in
  materia di ambiente, introducendo limiti più restrittivi; non nuovi
  limiti, altrimenti avremmo anche invaso il campo dell'End of Waste,
  articolo 184-ter. Attenzione  Quindi, con una delicatezza estrema.
   Se  noi  non adottassimo questa normativa, rimane in vigore quella
  nazionale,  quindi anche quel limite che è previsto in  un  decreto
  ministeriale  del  2019. Quindi, il limite  dei  50  milligrammi  a
  chilogrammo  è  comunque cogente, cioè che lo scriviamo  o  non  lo
  scriviamo  non possiamo andare ad alterarlo ulteriormente.  Perché?
  Perché sopra quel limite si va nella disciplina bonifiche.
   Sto  dicendo  che stiamo intervenendo - e parlo in  maniera  molto
  pratica  -  proprio  per  mettere ordine  in  quella  scansione  di
  gerarchia del rispetto europeo, per cui viene prima, in questo caso
  specifico, normativa per il riuso in agricoltura, e secondo  me  la
  vedo  dura se ci sono tutti questi parametri, questi metodi, queste
  frequenze,  perché, cari signori, stiamo armonizzando  e  chiarendo
  cosa  si  deve  fare,  perché anche la normativa  nazionale  non  è
  coerente,  non  è  chiara  e  lascia  le  maglie  larghe.   Quindi,
  paradossalmente  la  Regione siciliana sta adottando  un'iniziativa
  che è assolutamente innovativa, ma chiara, precisa e trasparente in
  tutti i sensi.
   Volete riportarla in Commissione? Per carità, rivediamo tutto.  E'
  solo  una  spiegazione  in più. Ma, a mio parere,  stiamo  perdendo
  un'occasione anche storica. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore, quindi l'articolo è stralciato.
   Si  riprende  l'esame dell'articolo 19, in precedenza accantonato.
  C'è una riscrittura della Commissione, 19.R. La stiamo consegnando.

   SAMMARTINO,  presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Governo,
  onorevoli colleghi, io volevo precisare che questa riscrittura, che
  ha  avuto  anche  una  relazione di accompagnamento  da  parte  del
  direttore  generale del Dipartimento lavoro, così  come  era  stato
  richiesto  dalla  Presidenza nella scorsa  seduta,  vuole  dare  un
  segnale alla platea degli ASU.

                           (Brusìo in Aula)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stiamo sentendo cosa ha da dire il
  presidente Sammartino sulla riscrittura. Vi prego di stare  seduti,
  altrimenti non si sente. Grazie.


                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio è in congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 491
                           Stralcio V COMM/A

   PRESIDENTE. Prego, onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, la riscrittura che abbiamo all'emendamento  19.R  è  un
  segnale  ad  una platea che per mesi, insieme alle forze sindacali,
  insieme  alla  V  Commissione, abbiamo cercato di  dare  dopo  aver
  creato,  forse,  una eccessiva aspettativa come Parlamento,  perché
  nelle ultime settimane insieme a tutte le forze parlamentari, si  è
  lavorato affinché si arrivasse a questo obiettivo e il Dipartimento
  ha  aiutato  insieme  al  Governo alla  stesura  finale  di  questa
  riscrittura,  che  vuole calmierare un attimo  anche  le  legittime
  aspettative  di una platea che insieme all'assessore Scavone,  alla
  Commissione,  verrà poi trattata e ancora meglio affrontata  su  un
  disegno di legge più autonomo, più organico che tratterà il  grande
  bacino degli ultimi esclusi dalle procedure di stabilizzazione.
   Questo  è  un  emendamento che consente di dare un primo  segnale.
  Chiedo all'Aula di poterlo apprezzare e ringrazio la Presidenza per
  avere  riammesso alla trattazione dell'articolo 19 dopo  che  nella
  scorsa  seduta  qualcuno  pensava di  volere  fare  saltare  questo
  articolo dal  collegato .

   PRESIDENTE.   pongo  in  votazione  l'emendamento  19.R.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Quindi, è approvato l'articolo 19.
   Si riprende l'esame dell'articolo 22, in precedenza accantonato.
   L'articolo 22 era stato accantonato in attesa di approfondimenti e
  dopo   l'accertamento  che  abbiamo  fatto  continua  a   risultare
  inammissibile.
   L'articolo  22  aveva  un emendamento dell'onorevole  Pullara  che
  l'altra  volta fu accantonato per verificare meglio perché era  già
  stato  dichiarato  inammissibile,  però  l'hanno  accantonato   per
  verificare  meglio la situazione; gli Uffici, però,  mi  comunicano
  che è inammissibile.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente,  il primo  comma  della  riscrittura
  riguarda  un  articolo che è già inserito nel testo originale.  Gli
  altri  due articoli, il dubbio era solamente riguardante il  quarto
  comma, il secondo e il terzo comma non hanno impegno di spesa;  uno
  risulta essere, scusi Presidente

   CRACOLICI. Parliamo dell'articolo 22 o dell'articolo 21?

   PULLARA.   Dell'articolo   22,   onorevole   Cracolici.   C'è   la
  riscrittura.
   Se  si  ricorda, uno di questi commi riguarda un comma del  famoso
  articolo 17 del secondo  collegato ; non contiene impegno di  spesa
  ma  solamente l'interpretazione autentica di una somma.  Il  dubbio
  sull'impegno di spesa, Presidente, riguardava solamente  il  quarto
  comma della riscrittura, il primo, il secondo e il terzo comma  non
  sono norme che hanno ricadute di carattere economico.
   Il   quarto  comma  c'era  il  dubbio  sulla  ricaduta  economica,
  stralciamo quello e approviamo i primi tre commi.

   PRESIDENTE. Onorevole Pullara, il quarto comma è sicuro che non si
  può presentare, il primo era quello che si poteva presentare; sugli
  altri  due possiamo trovare una soluzione, però ci dobbiamo fermare
  un minuto perché la Commissione non l'ha vista questa.

   PULLARA. Il terzo comma era già in Aula con il famoso articolo  17
  del secondo  collegato  di cui fu stralciato e diviso nelle diverse
  Commissioni,   quindi  era  già  passato  in   Commissione   ed   è
  un'interpretazione  autentica  di norma.  Non  ha  alcuna  ricaduta
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Allora scusi, un attimo. Benissimo,  allora,  siccome
  entro  stasera  dobbiamo  finire questa  legge.  Sospendiamo  dieci
  minuti,  lo  distribuiamo e lo votiamo, però escluso il  quarto.  I
  primi tre commi.

   BARBAGALLO. Accantoniamo, Presidente.

   PRESIDENTE.  Lo  accantoniamo, ma entro stasera dobbiamo  finirlo.
  Gli  accantonati sono finiti. Questo era l'ultimo.  Allora  andiamo
  avanti  col  26, però se per favore, si tolga il quarto comma,  che
  non  esiste sicuramente. E' ovvio, giustamente, dicono gli  Uffici,
  che  abbiamo  bisogno  quanto meno della firma  della  Commissione,
  perché quanto meno la Commissione lo deve vedere.

   PULLARA. Era firmato dalla Commissione.

   PRESIDENTE. In Commissione, onorevole Pullara, non c'è stato,  per
  cui  abbiamo  bisogno del parere della Commissione. Quindi,  se  la
  Commissione  ora,  lei,  tranquillo  ci  stiamo  pensando.  Abbiamo
  bisogno  di fare le cose in regola. Noi intanto facciamo l'articolo
  26.  Onorevoli colleghi, intanto votiamo l'articolo 26  mentre  gli
  Uffici preparano questa

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, come ci regoliamo sull'articolo 26?
  Facciamo  una discussione per commi o sull'intero articolo?  Perché
  siccome, diciamo, è un disegno di legge in un solo articolo, perché
  è piuttosto complesso.

   PRESIDENTE.  Chiedevo, se ormai è un abitudine  per  cui  l'ultimo
  articolo di ogni legge è un altro disegno di legge. Ripeto, l'altro
  giorno non c'ero, però vediamo un attimo di che cosa si parla.

   BARBAGALLO. Io ho mille perplessità, Presidente. Noi

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, chiedo scusa. Siccome,  anche  qui,
  bisogna fermarsi un minuto perché, altrimenti
   Do  ragione  all'onorevole Barbagallo. Non  si  può,  ogni  volta,
  arrivano queste ultime cose che sembrano che è la votazione  di  un
  articoletto e di fatto è un'altra legge. Per cui, datemi un  minuto
  di  tempo  per  verificare. Chiedo scusa,  sospendiamo  per  cinque
  minuti. Onorevole Savona, possiamo parlare un attimo?
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.33, è ripresa alle ore 19.37)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, scusate, su questo articolo  26  ha
  chiesto di intervenire il Presidente della Commissione  Sanità'. Ne
  ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
  la  settimana scorsa abbiamo incardinato il disegno di legge  sulla
  rivisitazione di AREU. Iniziano le audizioni la prossima settimana,
  io direi di stralciare questo.

   PRESIDENTE. L'assessore Razza è d'accordo allo stralcio?

   RAZZA, assessore per la salute. Sì, sono d'accordo.

   PRESIDENTE. L'articolo 26 è stralciato.
   Allora,  colleghi,  intanto dobbiamo votare il famoso  emendamento
  Pullara. Lo avete avuto tutti? È stato distribuito. E' inutile  che
  parlate  con  me  Chi lo vuole votare, lo vota. Chi  non  lo  vuole
  votare non lo vota
   E' stato presentato l'emendamento 22.R, dell'onorevole Pullara. E'
  firmato dalla Commissione che, quindi, è sicuro favorevole.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

             (La richiesta risulta appoggiata a termini di
                             Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 22.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 22.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             52
   Maggioranza         27
   Favorevoli          19
   Contrari            33
   Astenuti              0

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 22. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo punto, tutti gli articoli sono stati votati. Ci sono  gli
  aggiuntivi, gli articoli sono stati votati.
   Cosa  avete, colleghi del Movimento Cinque Stelle?  Fate  i
  bravi

   ZAFARANA. Rimandiamoli in Commissione

   PRESIDENTE.   Cosa  vuole  rimandare  in  Commissione,   onorevole
  Zafarana?

   ZAFARANA. Gli aggiuntivi

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ci sono  delle  cose  che  vanno
  chiarite  per cui chiudo la seduta e la rinvio a martedì 8  ottobre
  2019,  alle  ore  16.00, con questi stessi emendamenti  aggiuntivi.
  Chiedo ai Presidenti della rispettive Commissioni, specialmente  la
  VI  Commissione,  che,  se  stasera o  domani  mattina  al  massimo
  arrivano  degli  emendamenti, che devono essere valutati  prima  di
  essere riportati in Aula.


    Pertanto,  rinvio la seduta a martedì 8 ottobre  2019,  alle  ore
  16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

    - Interventi a sostegno di beni e attività culturali, del lavoro,
       dello sport e del turismo.  (n. 491 Stralcio V COMM/A) (Seguito)

      Relatore: on. Sammartino

                   La seduta è tolta alle ore 20.18

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

   Comunicazione di deliberazioni di Consigli regionali relative alla
  richiesta  di  referendum abrogativo,  ai  sensi  dell'articolo  75
  della  Costituzione  e dell'articolo 29 della  legge  n.  352/1970,
  avente     ad     oggetto:     Abrogazione    delle    disposizioni
  sull'attribuzione  dei  seggi con metodo proporzionale  in  collegi
  plurinominali nell'elezione della Camera dei Deputati e del  Senato
  della Repubblica

   Si comunica che:

   -  in data 26 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 85
  e  n.  86 del 25 settembre 2019 del Consiglio regionale del Veneto,
  quale  Consiglio promotore, relative alla richiesta  di  referendum
  abrogativo,   ai  sensi  dell'articolo  75  della  Costituzione   e
  dell'articolo  29  della legge n. 352/1970   Norme  sui  referendum
  previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare , avente  ad
  oggetto:   Abrogazione  delle  disposizioni  sull'attribuzione  dei
  seggi   con   metodo   proporzionale   in   collegi   plurinominali
  nell'elezione  della  Camera  dei  Deputati  e  del  Senato   della
  Repubblica  (Doc. n. 2);

   -  in data 27 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 62
  e  n.  63 del 25 settembre 2019 del Consiglio regionale del  Friuli
  Venezia Giulia relative alla richiesta di referendum abrogativo  ai
  sensi  dell'articolo 75 della Costituzione e dell'articolo 29 della
  legge n. 352/1970  Norme sui referendum previsti dalla Costituzione
  e  sull'iniziativa popolare , avente ad oggetto:  Abrogazione delle
  disposizioni  sull'attribuzione dei seggi con metodo  proporzionale
  in collegi plurinominali nell'elezione della Camera dei Deputati  e
  del Senato della Repubblica ;

   -  in data 30 settembre 2019 sono pervenute le deliberazioni n. 6-
  21071  e  n. 7-21072 del 26 settembre 2019 del Consiglio  regionale
  del Piemonte e le deliberazioni n. 44 e n. 45 del 27 settembre 2019
  del  Consiglio regionale della Basilicata relative alla   richiesta
  di   referendum   abrogativo  ai  sensi  dell'articolo   75   della
  Costituzione e dell'articolo 29 della legge n. 352/1970  Norme  sui
  referendum previsti dalla Costituzione e sull'iniziativa popolare ,
  avente  ad  oggetto disposizioni sull'attribuzione  dei  seggi  con
  metodo proporzionale nei collegi plurinominali nell'elezione  della
  Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2018 (n. 604)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 30 settembre 2019.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi  dell'articolo  73, comma 1, lettera  e)  e  lettera  d)  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed integrazioni - D.F.B. 2018 (n. 605)
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 30 settembre 2019.