Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.14
TAMAJO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, essendo ancora in corso la
Commissione Verifica poteri, dove sono presenti 10 parlamentari,
rinvio la seduta alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 17.05)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Catalfamo sarà in missione
dal 18 al 22 novembre 2019.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa a relatore dei disegni di legge n. 457/A e
n. 503/A
PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 293/CP del 23 ottobre
2019, l'Ufficio di segreteria della VI Commissione legislativa
permanente ha precisato che relatore dei disegni di legge n. 457/A
e n. 503/A (all'ordine del giorno della presente seduta) è
l'onorevole Francesco De Domenico, in luogo del relatore
precedentemente indicato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 22 ottobre 2019,
sotto la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, presente il
Vicepresidente, on. Di Mauro, con la partecipazione dell'Assessore
per il territorio e l'ambiente, on. Cordaro, ha approvato
all'unanimità il seguente programma-calendario dei lavori
parlamentari per la corrente sessione.
COMMISSIONI
Le Commissioni daranno priorità all'esame dei disegni di legge in
materia di randagismo, precari Comuni in dissesto, plastic free,
inquinamento, zone franche montane, servizi cimiteriali,
insularità, Ipab e ludopatia.
AULA
All'ordine del giorno della prevista seduta d'Aula di mercoledì 23
ottobre 2019, oltre al dibattito sulla situazione finanziaria della
Regione, saranno iscritti i seguenti disegni di legge pronti Aula
in materia di:
Riforma dei rifiuti (nn. 290-49-76-267/A);
Consulta giovanile regionale (nn. 568-560/A);
Lobbying presso decisori pubblici (n. 343/A);
Osservatorio regionale sulla sicurezza degli operatori sanitari
(n. 457/A);
Aree pediatriche (n. 503/A).
Nella medesima seduta del 23 ottobre saranno incardinati i soli
disegni di legge concernenti la riforma dei rifiuti e la consulta
giovanile regionale; i termini per gli emendamenti sono
rispettivamente fissati a lunedì 28 ottobre 2019, ore 19.00, e
venerdì 25 ottobre 2019, ore 12.00.
La discussione generale per entrambi i disegni di legge sarà
svolta all'inizio delle votazioni.
L'Aula terrà, quindi, seduta martedì 29 ottobre 2019, alle ore
15.00, per lo svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, Reg.
int. Ars, di attività ispettiva, e per il seguito del disegno di
legge concernente la Consulta giovanile regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiedere
una precisazione. Siccome sul disegno di legge sui rifiuti già
avevamo aperto il termine per gli emendamenti, e lo abbiamo
riaperto una seconda volta, questa sarebbe la terza volta, giusto
capire, anche per i colleghi, se il fascicolo degli emendamenti già
presentati rimane valido e questa è ulteriore integrazione o vanno
ripresentati gli stessi.
PRESIDENTE. Vanno ripresentati interamente, perché quella, ormai,
era una sessione passata. Per cui, oggi incardiniamo la legge
nuovamente, come se fosse la prima volta.
SAVARINO. Ex novo, ho capito. Quindi, non è più valido il lavoro
del fascicolo che avevamo fatto.
PRESIDENTE. Quindi quei fascicoli, no. Bisogna fare un nuovo
fascicolo, onorevole.
I disegni di legge da incardinare li abbiamo già, di fatto,
incardinati.
Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione siciliana
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione siciliana .
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Interviene direttamente il Presidente della Regione
che, ovviamente, ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, nel corso della seduta del 24 settembre scorso il
Presidente dell'Assemblea regionale è intervenuto sulle
dichiarazioni da me rese, nel corso di una conferenza stampa.
Dichiarazioni finalizzate a chiarire la situazione del Bilancio
della Regione, a seguito dell'approvazione del nuovo consuntivo
avvenuta l'8 agosto del 2019.
Al termine di quell'intervento e dopo l'approvazione dell'ultimo
disegno di legge collegato alla Finanziaria 2019, veniva richiesta
dai gruppi parlamentari di opposizione - e subito accettata dal
Governo - una seduta dedicata all'esame della situazione
finanziaria del nostro ente. Prima di entrare nel merito delle
importanti questioni di cui oggi si occupa l'Assemblea,
consentitemi una informativa che ritengo importante. Ho letto in
più dichiarazioni rese alle agenzie di stampa e quindi in più
articoli di giornale che la situazione finanziaria della Regione
sarebbe prossima al precipizio, consentitemi di dire che non è
così, voglio dirlo anche ai siciliani che ci ascoltano e mi fa
piacere leggervi - perché il report è del 18 ottobre 2019 cioè meno
di quattro giorni fa - il giudizio depositato da Moody's una delle
principali agenzie di rating che nel suo ultimo rapporto così si
esprime testualmente il profilo creditizio della Regione siciliana
riflette risultati positivi del suo operato, avendo migliorato i
servizi in merito alla salute e il valore dell'assistenza sanitaria
oltre che lo sforzo di risanamento dell'amministrazione regionale
degli ultimi anni. Se da un lato la Sicilia ha un alto grado di
autonomia finanziaria dato dalla sua autonomia statutaria questo è
controbilanciato dice ancora l'agenzia è controbilanciato dalle
aggiuntive responsabilità di spesa deboli indicatori socio
economici e da un largo bisogno di investimenti a capitale fisso,
la nostra valutazione tiene in conto, inoltre, dei livelli
moderatamente bassi di debito e la sua pressione pensionistica a
lungo termine ; conclude l'agenzia l'invarianza del rating
riflette le nostre aspettative che la Regione manterrà i suoi
sforzi di risanamento raggiungendo l'equilibrio di bilancio e la
riduzione del suo debito .
Quanta differenza e quanta distanza naturalmente tra quello che si
legge e quello che invece scrivono di noi alcuni giornali.
Consentitemi ancora un'altra precisazione, ho letto su un
quotidiano nazionale che la Sicilia sarebbe senza 1 euro, anche
questa è una falsa notizia, una fake news come si ama dire oggi.
Dall'8 di agosto, data di approvazione del nuovo rendiconto, ad
oggi il totale degli impegni di spesa registrati assomma ad oltre
tre miliardi e mezzo di euro, mentre i pagamenti sono stati quasi
due miliardi, altro che senza 1 euro; la credibilità finanziaria di
una grande regione italiana è importante, non facciamo confusione e
non raccontiamo inesattezze che servono soltanto a creare
sconforto.
Ma veniamo al tema: il rendiconto del 2018 ha segnato per la
nostra Regione la definitiva applicazione del decreto legislativo
n. 118 alla contabilità pubblica, si tratta come è comprensibile di
una svolta nella costruzione delle partite di bilancio, che
contribuirà a rendere più trasparenti i conti della Regione
nonostante il mio Governo abbia già dovuto farsi carico di un
pesante disavanzo emerso dai documenti contabili della precedente
legislatura. Su questo, che è un giudizio tecnico prima ancora che
politico, sarò assai più chiaro di qui a qualche minuto. La Giunta
di Governo con la delibera del 10 giugno 2019 ha approvato un primo
rendiconto generale per l'esercizio 2018 sulla base puntuale delle
risultanze del giudizio di parificazione dell'anno precedente e lo
ha trasmesso alla Corte dei Conti per la parificazione il 13 di
giugno, cioè tre giorni dopo.
Grazie. Effettuato un primo esame, la Corte ha ritenuto opportuna
una più dettagliata esplicitazione del risultato di amministrazione
dell'anno 2018 indicato in forma analoga a quello dell'anno
precedente, con particolare riferimento alle due distinte
componenti: i fondi vincolati e i fondi liberi. Consentitemi una
parentesi per ringraziare la Corte dei Conti e la sua Presidente,
perché la progressiva azione di controllo sul bilancio della
Regione è indispensabile ed è assolutamente necessaria perché sono
questi i primi esercizi di piena attuazione del decreto legislativo
118, certo, questo comporta e comporterà maggiori sforzi e maggiori
sacrifici, ma se l'obiettivo di tutti noi, presenti in quest'Aula,
è quello di risanare il bilancio della Regione, il tempo aggiuntivo
è tempo regalato alla sicurezza e quindi al miglioramento del
nostro bilancio regionale. Chiusa la parentesi.
A seguito dell'ordinanza della Corte che ha introdotto profili
nuovi che non erano stati valutati nel giudizio di parifica del
precedente esercizio, la Ragioneria generale ha svolto un lavoro
molto complesso e possiamo dire senza precedenti. Un lavoro che ha
riguardato oltre 64.000 capitoli in uscita e 14.000 capitoli in
entrata per circa trenta esercizi finanziari, coinvolgendo l'intera
amministrazione finanziaria e partendo da un maggior disavanzo
aggiuntivo di 2 miliardi e 700 milioni. Sono dati necessariamente
tecnici, molti dei quali, peraltro, a conoscenza dei signori
deputati perché già forniti a suo tempo dall'Assessore per
l'economia alla Commissione Bilancio'.
L'Assessorato dell'economia per quaranta giorni ha svolto una
verifica analitica delle registrazioni contabili effettuate su
ciascun capitolo del bilancio regionale. Verifica che ha tenuto
conto delle imputazioni determinate. Si è così predisposto un nuovo
rendiconto generale approvato dalla Giunta con delibera dell'8
agosto 2019 e trasmesso alla Corte dei Conti il giorno dopo. Solo a
quella data si è determinata la nuova quantificazione del
disavanzo, maggiore di circa 400 milioni di euro che avrebbe potuto
essere anche pari a zero se talune riconciliazioni sui fondi
sanitari si fossero perfezionate prima, conclusione cui si è avuta
certezza soltanto con l'adozione di quella delibera. In esito a
tale complessa attività della Ragioneria - peraltro completata in
brevissimo termine e di questo va dato atto a quei dirigenti ed a
quei funzionari - le quote vincolate del risultato di
amministrazione sono risultate pari a 3 miliardi 623 milioni di
euro; mentre il disavanzo delle quote libere è pari a circa 7
miliardi e 300 milioni di euro. Quindi, maggiore di circa 400
milioni di euro rispetto alla quantificazione precedente che era di
circa 6 miliardi e 900 milioni. Questa, allo stato, l'eredità
lasciata alla gestione del mio Governo. A fronte di questo dato va
tuttavia evidenziato che nei venti mesi di governo le politiche da
noi adottate hanno portato una riduzione del 10% delle esposizioni
debitorie, questo è stato possibile attraverso tre interventi, ve
li elenco brevemente:
ad una significativa riduzione del debito, in senso stretto, al di
sotto dei 5 miliardi di euro, diminuendo così l'impatto finanziario
sul bilancio;
all'avvio - prima Regione in Italia, mi piace sottolinearlo e
sulla base di una intesa con il MEF - della rinegoziazione e la
chiusura anticipata dei derivati che grava per 40 milioni di euro
sul bilancio regionale;
alla definizione di un complesso piano di razionalizzazione delle
locazioni passive su ben 147 immobili, a seguito del quale si sono
adottate 15 disdette consentendo una prima riduzione del costo
delle locazioni stesse.
Sono certo, ed è un auspicio che formulo assieme a voi, che a
questa prima riduzione ne seguiranno altre, con l'impegno di tutti.
Potrei fermarmi qui con la ricostruzione, avendovi rappresentato
l'eredità ricevuta e le prime scelte politiche di contenimento del
debito adottate, potrei aggiungere che senza gli effetti delle
richiamate operazioni pluriennali, il risultato di amministrazione
del 2018, quindi il primo di questo Governo, potrebbe dirsi in
equilibrio e più che soddisfacente circa 800 mila euro di disavanzo
secondo quanto comunicato dalla ragioneria, anche in considerazione
degli effetti del pesante disavanzo proveniente dalla precedente
legislatura e di cui è già in corso l'oneroso ripianamento. Ritengo
invece che l'occasione del dibattito possa essere largamente utile
per ricostruire i passaggi essenziali di questi ultimi anni, e
quindi poterne trarre con serenità, e senza polemica, alcune
valutazioni. Infatti agli effetti di questa attività, che solo
adesso è stata richiesta all'amministrazione regionale per il
rendiconto 2018, si aggiungono gli effetti del riaccertamento
straordinario, ripianabile in 30 anni, dei residui nel 2015,
contestualmente all'approvazione del rendiconto 2014, era quella
quindi, e solo quella la sede per adeguare lo stock dei residui
attivi e passivi al 31 dicembre 2014, per gli enti che non hanno
partecipato alla sperimentazione, mi risulta che la Regione era
stata proposta a questo fine, ma poi tale opzione fu cancellata,
non so se dal Parlamento o dal Governo nel 2012.
Come già avvenuto per il disavanzo accertato nel rendiconto
generale del 2017, ci si trova a dover ripianare oggi quel che non
solo era opportuno per le favorevoli condizioni di ripianamento, ma
che andava assolutamente computato nel 2015, per evitare di
scaricare sugli esercizi futuri oneri assai rilevanti e fortemente
incidenti sulla capacità di spesa. Giova ricordare infatti, che con
sentenza del 15 gennaio 2019, quindi agli inizi di quest'anno, la
Corte dei conti sezioni riunite in speciale composizione, ha
confermato la decisione di parificazione del rendiconto generale
della Regione siciliana nel 2018 della Corte regionale, che
censurava, censurava il mancato recupero delle quote del disavanzo
di amministrazione da ripianare alla data del 31 dicembre 2017, il
Governo attuale lo ricordo si è insediato nel dicembre del 2017, a
fronte degli stanziamenti del relativo bilancio, a seguito della
definitiva quantificazione del disavanzo emerso dalla parifica sul
rendiconto generale 2017, l'assessorato per l'economia ha ritenuto
di nominare una commissione di studio di esperti, una commissione
indipendente, col compito di acclarare la configurazione, la
composizione e le cause del disavanzo dell'esercizio 2017, che ha
consegnato la commissione i propri lavori lo scorso 10 giugno. La
relazione finale è stata formalmente trasmessa alla Corte di Conti
oltre che alla Commissione bilancio di questa Assemblea.
Dagli approfondimenti effettuati per individuare le cause di un
disavanzo così consistente nell'anno conclusivo della precedente
legislatura, è stato appurato che con legge 30 settembre 2015,
esattamente la legge n. 21, in sede di assestamento del rendiconto
2014 è stato determinato in 4 miliardi e 925 milioni di euro il
disavanzo derivante dalle operazioni di riaccertamento
straordinario, cui il legislatore nazionale consente ripianamento
in trent'anni. In quanto sarà evidenziato può essere pacificamente
individuata quale origine dei disallineamenti i cui effetti oggi
determinano, consentitemi spregio ad ogni principio di contabilità
pubblica, il maggior disavanzo di cui la regione è chiamata a farsi
carico.
Sulla scorta della ricordata possibilità, la norma ha fissato in
oltre 164 milioni di euro la quota annuale per gli esercizi 2015-
2044. Sotto tale profilo va sottolineato che tale dilazione di
effetti del ripianamento, va ritenuta non conforme alla
Costituzione poiché incide oltre misura su quello che la
giurisprudenza contabile ha definito la contabilità di mandato',
alla stregua della quale gli amministratori devono rendere
trasparenti - e sino alla conclusione del mandato - le decisioni
finanziarie che si riflettono sugli esercizi futuri in modo,
aggiunge ancora la giurisprudenza, da consentire ai cittadini di
svolgere il controllo democratico.
Decisioni che hanno condotto, nel corso dell'ultimo anno,
all'emersione di un ulteriore disavanzo di due miliardi e mezzo a
carico del Governo e dell'Assemblea, che si sono insediati solo al
termine del 2017.
La totalità delle responsabilità connesse alla determinazione
dell'entità del disavanzo da ripianare sono esclusivamente
rinvenibili nelle decisioni assunte nella precedente legislatura.
Ma vi è di più
Ad esercizio terminato, con la legge n. 31 del dicembre 2015 -
legge di variazione di bilancio approvata il penultimo giorno e
promulgata l'ultimo giorno dell'esercizio finanziario - poi
pubblicata nel 2016, anche in questo caso un unicum nella
contabilità pubblica privo di formale contestazione anche da parte
dei competenti uffici è stato aggiunto il comma 7 dell'articolo 1
della legge 30 settembre 2015, n. 21.
Con questo comma, ad esercizio concluso, si è addirittura
rideterminato in riduzione il disavanzo derivante dalle operazioni
di riaccertamento straordinario. E' stato determinato in 3 miliardi
e 135 milioni il valore positivo derivante dall'eccedenza del
totale dei residui attivi. Residui reimputati rispetto al totale
dei residui passi, reimputati per effetto del riaccertamento
straordinario dei residui stessi.
La massiccia riduzione - siamo a quasi due miliardi di euro - ha
determinato un ricalcolo della quota trentennale che veniva a
rendersi positivamente utilizzabili, ridotta a 104 milioni di euro
ripianati in trent'anni.
In altre parole, con la legge del dicembre del 2015 è stata
ridotta la quota trentennale di copertura del disavanzo derivante
dalle operazioni di riaccertamento straordinario da 164 milioni a
59 milioni, liberando l'ultimo giorno utile dell'esercizio
finanziario per la spesa corrente risorse prima destinate al
ripianamento del disavanzo.
Va inoltre aggiunto che una parte significativa delle risorse
sottratte al ripianamento trentennale - e per oltre un miliardo e
settecento milioni - è stata utilizzata a copertura del disavanzo
del 2017 nel bilancio triennale 2016 - 2018. Bilancio questo che
risulta approvato con legge regionale n. 4 del marzo 2016 e che,
nonostante quanto sin qui rilevato non ha subito nessuna censura né
nella fase genetica - qui in questa sede, in Assemblea, nonostante
le deduzioni dell'Ufficio del Bilancio, del Servizio Studi del 10
dicembre 2015, di cui abbiamo copia - né nelle successive fasi di
controllo sebbene fosse chiaramente viziato da illegittimità
derivata e diretta.
Andiamo avanti.
Con il rendiconto 2017, anno finanziario gestito dal precedente
Governo regionale, sono poi stati definitivamente cancellati
dall'importo in questione 1 miliardo di euro che, unito alla
mancata cancellazione dei residui attivi da versare pari a 648
milioni di euro, hanno contribuito al pesantissimo incremento del
disavanzo che nel 2018 questo Governo si trova a gestire.
Alla luce di quanto abbiamo ricostruito - e mi dispiace avere
dovuto usare termini squisitamente tecnici, appare facile rilevare
che, laddove il Governo non avesse negoziato ed ottenuto, con
l'accordo del dicembre 2018 a Roma, un ripianamento trentennale del
maggior disavanzo registrato, sarebbe stato inevitabile,
impossibile, scongiurare un gravissimo squilibrio finanziario della
Regione.
In sintesi, nella precedente legislatura, si sono costituite, per
carità, per circostanze che io preferisco ritenere effetto di una
concatenazione di eventi casuali, le precondizioni per il default
della Regione siciliana nel 2018/2019, e che, si è riusciti a
scongiurare, grazie alle intese raggiunte da questo Governo con il
Governo centrale, con l'allora Governo centrale.
Sul punto, chiesti i necessari approfondimenti alla Ragioneria
generale, si è appreso un altro particolare che mi pare utile
evidenziare.
In sede di controllo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze,
il 16 febbraio 2016, ha obiettato, da un lato, che il disavanzo
all'1 gennaio non poteva essere modificato, dall'altro ha precisato
che l'eccedenza dei residui attivi reimputati, rispetto ai residui
passivi reimputati, avrebbe dovuto essere utilizzata, leggo
testualmente: Ad incremento della quota trentennale di ripiano del
disavanzo, con conseguente riduzione del periodo temporale di
ripiano , il che significa non utilizzata a copertura di spesa
corrente dell'esercizio concluso.
Con una successiva e-mail, che abbiamo trovato nel fascicolo, una
e-mail del 10 marzo 2016, la Ragioneria generale dello Stato
scrive, ancora, a Palermo, reiterando quanto rilevato e
rappresentava che avrebbero soprasseduto all'impugnativa solo a
condizione che, con nota del Presidente, dell'Assessore regionale
per l'economia, la Regione si fosse impegnata, formalmente, a
provvedere ad una variazione di bilancio, diretta a rideterminare
il recupero del disavanzo per ciascuno degli esercizi 2016-2018, da
applicare al bilancio di previsione 2016-2018, per un importo
almeno pari alla differenza tra i residui attivi reimputati ed i
residui passivi reimputati a ciascun esercizio. Di conseguenza,
rideterminasse le quote costanti di recupero del maggior disavanzo
derivante dal riaccertamento straordinario dei residui negli
esercizi successivi.
Con una e-mail della stessa data, l'assessore regionale per
l'economia pro-tempore, siamo nel 2016, ma non risulta agli atti
alcuna nota del Presidente della Regione del tempo, riferiva
l'impegno della Regione a proporre all'esame dell'Assemblea
regionale siciliana apposita disposizione normativa, per adeguarsi
ai rilievi formulati, nel rispetto e nella salvaguardia degli
equilibri di bilancio della nostra Regione.
Come confermato dalla Ragioneria generale della Regione, non
risulta che sia stato dato seguìto alcun impegno assunto, né che
gli organi dello Stato abbiano svolto, al tempo stesso, alcun
intervento sino alla parifica del rendiconto generale 2017 da parte
della Corte dei Conti che, come abbiamo ricordato, ha rilevato il
maggior disavanzo di 2 miliardi e 146 milioni di euro, di cui:
-189 milioni di euro, quale disavanzo del 2017;
-Un miliardo e 179 milioni di euro, quale mancato realizzo da
reimputazioni relative al riaccertamento straordinario 2015;
-648 milioni di euro, quale cancellazione definitiva dei residui
attivi da versare e la rimanente quota, quale differenza del
disavanzo tecnico da riaccertamento ordinario 2017.
Signor Presidente ed onorevoli colleghi, sono di tutta evidenza i
gravi effetti che si ripercuotono sugli effetti finanziari
successivi della Regione, determinando pesanti dinamiche di
pregiudizio sugli esercizi futuri e che senza le misure adottate da
questo Governo avrebbero condotto al blocco della spesa a causa del
ripianamento ordinario dei maggiori disavanzi accertati, come
ricordato, 2 miliardi e mezzo oltre 850 milioni annui, peraltro,
aggirando, ed oggi ne paghiamo le conseguenze, in generale, il
principio di unicità dell'operazione di riaccertamento
straordinario non essendo più consentita alcuna rettifica che deve
essere operata solo in sede di riaccertamento ordinario dei residui
ripianabili in tre anni o entro il termine della legislatura.
Ecco perché l'accordo con il MEF, concluso nel dicembre dello
scorso anno, ha potuto consentire il ripianamento trentennale per 1
miliardo e 597 milioni di euro, mentre la quota da ripianare nel
triennio 2018-2020 è risultata pari a circa 546 milioni di euro di
cui circa 164 già ripianati nell'esercizio 2018 con la legge di
assestamento n. 21. Residuano quindi da ripianare complessivamente
circa 780 milioni di euro.
Di fronte a quanto avvenuto e ricostruito, soltanto un nuovo
riaccertamento straordinario potrà consentire per la parte
eccedente quello già ripianato in trent'anni, un ripianamento
decennale, evitando in tal modo effetti eccessivamente onerosi su
questo bilancio e su quello dei prossimi anni.
Siamo in attesa della soluzione delle questioni aperte sin qui
illustrate e nel frattempo occorre attenuare gli effetti finanziari
dell'ineludibile ripianamento del complessivo disavanzo nei
prossimi esercizi, ma per sapere qual è l'esatta quantificazione
dobbiamo aspettare la prossima parifica del rendiconto che è
prevista - mi è stato comunicato personalmente dalla Presidente
della Corte dei Conti, e la ringrazio per il garbo e la cortesia -
solo per il 13 dicembre prossimo.
Occorre inoltre, per quanto possibile, compensarne gli effetti con
incisive riduzioni delle diseconomie e puntando ad accrescere le
entrate in connessione con i riflessi regionali di talune misure
economiche e fiscali, penso alla fatturazione elettronica,
all'istituzione delle ZES, al reddito di cittadinanza, interventi
finanziari diversi approntati nel 2019.
Questo, signor Presidente e colleghi deputati, è quanto di
rilevante ritenevo di dover riferire a questo Parlamento. E l'ho
fatto senza spirito polemico, ma attenendoci esclusivamente
all'analisi oggettiva dei fatti.
Sul piano delle politiche economiche e dell'attività di impulso
necessario alla crescita nell'Isola, potremmo parlare per ore.
Abbiamo puntato sugli investimenti, anche alla luce delle necessità
di far fronte alla pesante eredità del passato. Passato recente e
passato remoto. Non è un caso se dal primo gennaio 2018 ad oggi,
per darvi solo un dato, gli UREGA siciliani abbiano triplicato le
aggiudicazioni rispetto al 2017. Non è un caso se oltre 1.700
imprese hanno, ad oggi, ricevuto oltre 90 milioni di euro di
anticipazioni a fronte di quasi 300 milioni di contributi già
impegnati. Non è un caso se la nostra IRFIS sia tornata ad essere
punto di riferimento per il mercato e per la libera impresa. Non è
un caso se con mille difficoltà, sono centinaia i progetti che sono
stati affidati per diventare progetti definitivi e quindi esecutivi
e cantierabili.
Ritengo, onorevoli deputati, che tutti, nessuno escluso, abbiamo
il dovere di lavorare per rendere meno pesante ai siciliani e alla
nostra Regione la eredità finanziaria che arriva da lontano, da
molto lontano nella sua genesi.
Questo Governo saprà farsi carico di un compito difficile, quello
del risanamento delle finanze, ma vorrà affrontarlo con spirito di
servizio e, si augura, con il coinvolgimento di tutto il Parlamento
al di là dei ruoli e al di là delle appartenenze di ciascuno.
Le scadenze temporali ci dicono che, molto probabilmente, dopo la
parifica del 13 dicembre, dovremo essere chiamati al voto per
l'Assestamento di bilancio e poi al voto per l'approvazione del
Rendiconto. Il Governo già da diverse settimane sta lavorando ai
Documenti finanziari per la sessione di bilancio ma molto
probabilmente - lo comprenderebbero persino le pietre - si dovrà
fare ricorso all'esercizio provvisorio per 60 giorni se la Corte
dei conti ci darà la parifica il 13 dicembre.
Questa volta, alla luce del percorso illustrato, il Governo vive
questa stagione come una opportunità, lasciatemelo dire, non è un
ossimoro: è opportunità avviare definitivamente il risanamento del
bilancio della Regione; è opportunità dimostrare all'Italia intera
che in Sicilia c'è una classe dirigente, di Governo e parlamentare,
che nelle diverse responsabilità e nei diversi ruoli non vuole
perdere l'occasione di consegnare ai più giovani un futuro
migliore. Ecco perché affido, assieme al mio Governo e ai miei
Assessori, al dibattito dell'Aula queste mie riflessioni, con la
serena consapevolezza di chi sapeva di dovere ereditare una
situazione di grande difficoltà e un mandato tutto in salita, ma
anche per questa ragione il mandato diventa entusiasmante negli
obiettivi da raggiungere, con la serenità di chi sa che la croce,
il peso della croce di servire questa Terra, va affrontato
collegialmente, ognuno in base alle proprie responsabilità: il peso
maggiore su questo Governo.
Vi ringrazio per la cortese attenzione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
Onorevoli colleghi comunico a tutti coloro che vogliono
intervenire che il tempo massimo che potrò dare per gli interventi
è di 15 minuti e che non potrò dare due volte la parola allo stesso
deputato.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, vi parla oggi uno del gruppo della tara antropologica ,
così è stata definita l'Assemblea regionale siciliana dal
Presidente Musumeci in una intervista a La Sicilia'. Quindi vi
parla uno dei componenti della tara antropologica perché è un peso.
Invece, a mio modo di vedere, noi non fungiamo da peso ma siamo
controllori, siamo da controllo all'azione di questo Governo.
E io ho ascoltato con molta attenzione le parole del Presidente
Musumeci che, ad un certo punto, ha fatto riferimento ad una
relazione presentata dall'Assessore Armao in Commissione Bilancio
il 24 settembre 2019. All'interno di questa relazione, che ho letto
con molta attenzione - tra l'altro alcuni dei punti li ha pure
enunciati il Presidente Musumeci - c'è un passaggio importante.
Il passaggio importante riguarda le locazioni. L'azione del
Governo regionale, per quanto detto all'interno della relazione
firmata dall'assessore Armao dice che noi stiamo risparmiando per
l'azione del Governo, in questi venti mesi, 1,6 milioni di euro.
Nel passaggio fatto dal Presidente Musumeci ascoltiamo che abbiamo
ridotto almeno quindici locazioni, però, signor Presidente, le
volevo chiedere se lei è a conoscenza dello stabile che vi è in via
Thaon de Revel che è uno stabile che è qui a Palermo, uno stabile
dove all'interno c'è un seminterrato, c'è un piano terra, c'è un
secondo piano e ci sono i Server della Regione siciliana. C'è un
centro tecnico, c è un centro servizi e ci sono alcuni uffici dove
alcune partecipate della Regione ed alcuni uffici del dipartimento
bilancio sono lì a svolgere la propria attività.
Ebbene, oggi stesso le ho depositato un'interrogazione, assessore
Armao, perché a me risulta, ovviamente è un sospetto, e se vuole
l'assessore Armao potrà ribattere a questa cosa, che lì la Regione
negli anni, ed in particolare il dipartimento Bilancio, assessore
Armao, o finanze e credito perché poi i servizi sono stati
suddivisi, ebbene la Regione lì deve pagare 4 milioni di euro di
spese di locazione che, ad oggi, non abbiamo pagato e, cari
colleghi, all'interno della lista delle locazioni questo stabile
non è presente, quindi, i conti fatti all'interno di questa
relazione non sono conti corretti perché tramite un accesso agli
atti gli stabili di locazione sono, - lo ha detto pure il
Presidente della Regione -, circa 150 per un ammontare di 40
milioni di euro, che ad oggi noi spendiamo. Ebbene, via Thaon de
Revel, non è presente all'interno di questa lista. Mi sono chiesto
perché? Perché la Regione lì ha un subaffitto nel senso che noi non
andiamo a pagare direttamente il proprietario di quello stabile,
abbiamo un subaffitto. Ora mi chiedo, assessore Armao, perché poi
ad un certo punto la domanda me la sono fatta, qua è un esempio
dove noi mettiamo, a mio modo di vedere, la polvere sotto il
tappeto perché il Presidente Musumeci ha detto che noi stiamo
pagando, oggi, i problemi e le azioni non corrette di governi del
passato. Oggi mi chiedo: questi 4 milioni di Euro e, quindi,
l'azione di questo Governo e chiedo all'assessore Armao se è a
conoscenza di questo debito di circa 4 milioni di euro e se lo
vogliamo pagare, se c'è un contratto, insomma, cosa c'è in via
Thaon de Revel? Se queste cose noi oggi, questo Governo, o almeno
una parte di questo Governo, mette tutto sotto il tappeto, quindi,
noi mettiamo la polvere sotto il tappeto, stiamo un po' nascondendo
alcune cose perché qui in questa relazione noi stiamo dicendo che
stiamo risparmiando 1,6 milioni di euro di spese di locazione,
però, poi non ne paghiamo per 4 milioni e la domanda che faccio è:
Non è che di questi esempi ce ne sono altri, assessore Armao?
Ora, il punto è questo, ho seguito il Presidente Musumeci sui
residui attivi, passivi, sul disavanzo, però, noi oggi ci dobbiamo
chiedere se questo assessore per il bilancio è ad oggi credibile,
politicamente, cioè noi come Assemblea dobbiamo chiederci, dobbiamo
interrogarci se l'azione svolta dall'assessore per il bilancio che
è comunque componente principale di questo Governo è un'azione
credibile perché io, ora, qui in questi minuti vi ho fatto un
esempio, ma di questi esempi ce ne potrebbero essere altri e, a mio
modo di vedere, questa relazione a questo punto non è corretta,
almeno per quanto riguarda il punto delle locazioni, assessore
Armao.
Quindi, mi aspettavo oggi che lei si presentasse qui in Aula con
le dimissioni e che presentasse all'Assemblea regionale le
dimissioni per questi due anni che, a mio modo di vedere, non
rappresentano un punto di rottura rispetto ai Governi passati
perché anche qui stiamo nascondendo, stiamo nascondendo i nostri
debiti. Grazie.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
con grande attenzione, ovviamente, la relazione del Presidente
della Regione e partirei proprio da quel riferimento esplicito ad
una esigenza legata da una parte alla necessità di avviare il
risanamento del bilancio della Regione, dall'altra, alla necessità
di offrire un'opportunità rispetto anche ad alcuni indicatori che
mi va di sintetizzare e di raccogliere negli spunti del Presidente
della Regione a partire, ad esempio, dal lavoro degli UREGA che,
finalmente, in Sicilia stanno riuscendo a porre fine ad una serie
di cantieri aperti e mai avviati continuando con il sistema delle
imprese e andando così avanti sui progetti esecutivi e cantierabili
fino al ruolo che, ovviamente, è in itinere, che dovrà essere
consegnato ad enti come IRFIS.
Certamente se oggi ci ritroviamo di fronte ad una prospettiva
dall'esito incerto probabilmente alcuni richiami devono essere
fatti. Ovvero, se vedete quella data del 13 dicembre, che
rappresenta la data del giudizio di parifica, è una data rispetto
alla quale noi ci troviamo in una condizione di assoluta
sospensione, e rispetto al rendiconto ma, ovviamente, rispetto
all'assestamento di bilancio certamente le ragioni di quei buchi,
di quei disavanzi e di quelle criticità, così come la Corte dei
Conti stesso ha rappresentato in una relazione dettagliata, sono
ascrivibili all'attività di circa 30 anni, certamente è necessario
porre in essere degli interventi strutturali. E' necessario rompere
con un sistema che una certa politica per decenni ha determinato in
Sicilia confinando questa Terra ai livelli di disoccupazione, di
povertà, di carenze infrastrutturali che hanno determinato che i
giovani, oggi come ieri, come nel 2017, siano stati costretti ad
abbandonare queste terre.
Oggi il valore dell'indice più elevato tra le Regioni del Sud, con
addirittura il 29%, sono questi i dati che abbiamo ereditato dai
precedenti Governi, senza volere fare polemiche con nessuno. Ma
certamente se ci siamo ritrovati con questa eredità ahimè non è
ascrivibile alle responsabilità di un sistema, certamente va fatto
autocritica, certamente vanno riconsiderate alcune posizioni
dell'accordo Stato-Regione dove finalmente mi sembra di poter dire
che dopo decenni di assoluto torpore si stia in questa fase del
Governo, avviando verso una interlocuzione seria e autorevole nei
confronti dello Stato. Un'interlocuzione seria che deve partire
anche da una rivisitazione delle priorità a partire, perché no, da
una rivisitazione dello Statuto.
Io ho letto le note in materia di rapporti finanziari che sono
stati presentati dall'Assessore e non sarà sfuggito a nessuno come
siano espliciti e costanti i riferimenti a quegli articoli dello
Statuto, del 36, del 37, del 16 e io mi spingerei anche oltre,
Presidente della Regione e Assessore Armao, fino all'articolo 42,
perché no, ipotizzando anche moneta complementare, ma si fa,
ovviamente, riferimento ai temi delle Zone franche montane, delle
Zone franche giovani che sono state anche individuate da diversi
sindaci, come prospettive importanti per fare uscire, soprattutto
le aree interne da quel rischio di spopolamento che stiamo, oggi,
vivendo.
Serve, certamente, dare continuità ad alcune iniziative che sono
state realizzate a partire dal fatto che non sono soltanto i nuclei
familiari che sono investiti dal tema della disoccupazione, ma
anche i nuclei familiari con famiglie numerose e monoreddito che
vanno sostenute e supportate.
Certamente le settimane che verranno sono settimane delicate, non
possiamo trincerarci, soltanto, dietro lo scudo degli errori
commessi nel passato, in questi trent'anni, dobbiamo accelerare su
alcune riforme, a partire dai consorzi di bonifica, dei rifiuti,
continuando sui temi dalla polizia municipale in modo, finalmente,
da uscire da questa condizione di smacco e di stallo.
Non amiamo che qualcuno da altri luoghi ci faccia critica. E'
accaduto, spesso, anche da parte di alcuni richiami sul piano
mediatico. E, allora, facciamo noi autocritica. Non pensiamo che,
chi viene dall'esterno. Io lo comprendo, nel DNA siciliano c'è
questo sentimento, forse, di orgoglio, che ci dice che nessuno deve
venirci a dire che le cose vanno male, o dove sbagliamo. Allora
facciamo noi stessi autocritica, sui temi della spesa dei Fondi
comunitari, sui alcuni aspetti che sono sotto gli occhi di tutti.
Non possiamo, certamente, permetterci che lo Stato intervenga
sottraendoci qualcosa come sessanta milioni di euro, laddove non
cediamo ad un elemento che ormai è stato recepito, come richiamato
da diversi Gruppi parlamentari, e ripreso anche in una nota del
Presidente della Regione sul tema di vitalizi.
Certamente alcuni aspetti vanno trattati nelle sensibilità che
meritano, dobbiamo metterci nelle condizioni, presto e subito, di
poter dare riscontro a queste istanze che arrivano dall'esterno, in
un approccio che, consentitemi di dirvi, non può essere di chi
rimane chiuso nel Palazzo.
Io, recentemente, ho fatto anche critica rispetto ad alcune azioni
di alcuni singoli assessorati ma per una ragione semplice. Noi ci
siamo presentati, due anni fa, agli elettori con un programma, non
ci sono critiche da fare ad un assessore o ad un altro, bisogna,
semplicemente, guardarsi attorno e verificare quando vi è la
prospettiva di iniziare a fare quella raccolta, rispetto a quel
lavoro serio, lento ma deciso, della semina che il Presidente della
Regione sta facendo.
Su questi dati ci confronteremo certi che, finalmente, un ruolo di
autorevolezza nei rapporti Stato-Regione è stato recuperato, certi
anche del fatto che chi ha una funzione di governo all'interno del
Parlamento dovrebbe evitare di far rimanere imbrigliata quest'Aula
in procedimenti lunghi, farraginosi, che hanno determinato
collegati su collegati, a grappolo che, credetemi, nulla c'entrano
con le responsabilità del Governo e che sono, invece, ascrivibili
ad un modo assolutamente passato, assolutamente da superare, di
gestire quest'Aula al di là delle posizioni di maggioranza di
opposizione.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci, onorevoli
colleghi, Assessori, credo che, senza polemiche e con assoluta
serenità, dobbiamo capire se ciò che ci muove a questa discussione
sia soltanto una manipolazione giornalistica, un'enfatizzazione,
un'esagerazione o l'intervento in Aula del Presidente
dell'Assemblea regionale - particolarmente puntuale e preoccupato -
o se forse rispetta le magnifiche sorti progressive che erano
contenute in questa relazione che il Presidente Musumeci ci ha
letto, c'è qualche punto di debolezza, di fragilità, o anche di
reticenza, altrimenti noi potremmo chiudere il dibattito qui con le
parole della canzone di Lucio Dalla Sarà tre volte Natale e festa
tutto l'anno , mi sembra che la situazione non soltanto dei conti
ma del futuro di questa Regione sia definitivamente risolta.
Io non ho questa impressione, non so quale rating attribuisca la
Corte dei conti in termini di cifra e di analisi a questa Regione,
ma il fatto che noi siamo stati costretti a sospendere anche in
modo abbastanza anomalo la discussione sul collegato per
espungere da quel collegato tutti i provvedimenti di spesa perché
non avevano copertura finanziaria, forse un punto di domanda in più
dovrebbe proporlo ai tecnici che hanno elaborato questa relazione e
sappiamo perfettamente che questo Governo ha ereditato una
situazione debitoria pesantissima che arrivava dalla gestione del
precedente esecutivo, 40 per cento di aumento dei debiti, ma
sappiamo che sono passati due anni dall'ingresso nelle sua funzioni
di questo Governo e sappiamo che ogni anno abbiamo un risparmio
pubblico negativo, cioè le entrate non riescono a coprire le spese.
Sappiamo che al 31 dicembre 2007 il disavanzo era di 6 miliardi e
300 milioni, adesso come ci è stato confermato supera i 7 miliardi.
Sappiamo che il rating BA1 è dato alla Regione siciliana dal 2013,
non è un premio che il Governo Musumeci ha ricevuto quest'anno, dal
2013 la Regione siciliana ottiene il BA1 che non è né un premio né
un'assoluzione, ma vuol dire che c'è un rischio di insolvenza
considerevole highly speculative, cioè siamo un mercato a rischio e
non è un caso che ci abbiano retrocesso rispetto agli indici che
venivano forniti negli anni precedenti al 2013.
Siamo di fronte ad altre cifre che forse non sono soltanto il
frutto di manipolazioni, suggestioni o nanismi dei giornalisti e
dei loro titoli, ma stanno dentro le cose che accadono in questa
terra. Nel secondo trimestre di quest'anno l'occupazione è
diminuita di 13 mila unità, abbiamo un saldo dello 0,5 per cento in
meno del PIL (stime PROMETEIA); abbiamo un tasso di attivazione
della spesa comunitaria che non supera il 14 per cento, ci dicono
oggi che dobbiamo spendere 2 miliardi e 300 milioni per il Patto
per la Sicilia entro due anni, sono trascorsi già tre anni e da
Roma ci dicono che siamo fermi al 2 per cento di impegno di spesa,
saranno forse 300 e possono essere riviste, però la sensazione che
sulla carne viva dei siciliani - Presidente la prego se può
seguirmi, grazie - dicevo, queste cifre che sono elementari,
plastiche, materiali, incidano forse più dei conti fecondi che ci
sono stati presentati dalla relazione del Presidente Musumeci.
Ma il punto qui è un altro, noi più che ascoltare con devota
attenzione questa relazione avremmo anche voluto capire cosa questo
Governo propone in termini strutturali come è stato sollevato da
alcuni colleghi che mi hanno preceduto del risolvere questa
situazione, non soltanto impiccare alla corda più alta i conti che
ci sono arrivati in eredità dal vecchio Governo, ma sul piano
strutturale questo Governo e questa Regione cosa può fare per
migliorare il proprio rating materiale? Non soltanto quello che
viene individuato da un bollino che ci viene offerto ogni anno.
Io non credo che ci sia un'idea sulla quale ci si possa
confrontare. Esiste un piano, per esempio, per verificare quali tra
le società partecipate possano essere messe in liquidazione? la
Corte dei conti che è stata citata questa sera ci ha detto per
esempio qualche mese fa: Attenzione, c'è un vulnus grave, c'è una
carenza di vigilanza sui bilanci degli enti regionali , esiste la
possibilità di potere metter mano al censimento? Ne abbiamo parlato
l'assessore per l'economia sulle proprietà immobiliari della
Regione; sì, adesso abbiamo finalmente una password, ma abbiamo
scoperto che trascorsi molti anni tutte le valutazioni economiche
venivano fatte su quei cespiti sono totalmente utilizzabili per cui
non siamo più in condizione se non rifacendo un censimento
economico di potere mettere sul mercato questi beni.
Esiste la possibilità di costruire una spending review che sia
seria, che sia capace di individuare le voci da tagliare, magari la
ricostruzione di qualche borgo fascista, magari qualche fiera
equina da trasferire a Militello Val Di Catania; siamo di fronte
alla possibilità di avere alcune misure di prospettiva che ci
dicano come ci tiriamo fuori da queste sabbie mobili, non come
polemizziamo con gli articoli e titoli dei giornalisti?
Io credo che questa sia la domanda, ed è una domanda politica,
Presidente Musumeci, lei a questa domanda può rispondere, come ha
fatto spesso: Molte delle idee, che sul piano strutturale io
vorrei offrire a questa Assemblea ed al Governo di questa terra,
non sono in condizione di farlo perché non ho una maggioranza che
mi supporta . E su questo punto noi vorremmo che ci fosse un
momento di confronto e di chiarezza.
Lei, in campagna elettorale, ha dichiarato spesso sono condannato
a vincere , ci ha ricordato in questi anni sono condannato a
governare , ci ha spiegato dal palco di Salvini a Roma qualche
giorno fa siamo condannati a stare insieme . Io penso che possiamo
anche immaginare una amnistia, Presidente Musumeci, un atto di
clemenza. Annulliamo ogni condanna, magari può anche barattarla con
un atto di civilissima funzione politica attraverso l'istituto
delle dimissioni, però da questa condanna, che è anche una
condizione di immobilismo sostanziale, dobbiamo tirarci fuori.
La relazione che lei ha presentato, Presidente Musumeci, non serve
a dissipare i dubbi che, mi creda, non sono soltanto il frutto
della somma degli articoli che sono piovuti sui conti della Regione
in questi anni, ma anche di alcune evidenze che riguardano, ripeto,
e mordono la carne viva dei siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi, prima il
Presidente della Regione parlava di fake news. E a proposito di
fake news giorni fa, pochi giorni fa in un palco a Roma il
Presidente della Regione rappresentava la nostra Regione, la
Regione siciliana, come un enorme campo profughi in cui migliaia di
disperati cercano rifugio. Ecco, questa, per esempio, è una fake
news. E ha puntato il dito contro l'Europa, giustamente, è
condivisibile l'accusa che ha rivolto contro l'Europa che dimentica
Lampedusa, dimentica le condizioni dei lampedusani e dei linosani.
Ma è altrettanto grave che una madre lampedusana emigri, sia
costretta ad andarsene dalla sua città per partorire. E'
altrettanto grave che la comunità di Lampedusa e Linosa rimangano
mesi senza carburante per i propri mezzi di trasporto. Sono cose
ovviamente gravissime che non possono essere consentite.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La rappresentazione della nostra Regione come un'Isola di
disperazione verso la quale trovano rifugio centinaia di disperati
come un enorme campo profughi diciamo che non rende giustizia alle
centinaia di migliaia di giovani che emigrano dalla nostra terra
cercando fortuna altrove. Abbiamo il 48,4 per cento di
disoccupazione giovanile; il 22 per cento dei siciliani abbandona
gli studi; un bambino su tre, in Sicilia, è a rischio povertà. Per
i siciliani sta diventando un lusso unire il pranzo con la cena e
la Regione, diceva prima il Presidente che è una falsa notizia il
fatto che sia fallita, ma il concetto di fallimento per un ente
come la Regione siciliana qual è? Questa Regione riesce o non
riesce a garantire servizi essenziali? Secondo me, no, perché non
riesce a garantire nemmeno il trasporto pubblico locale. Quindi, di
cosa stiamo parlando se non di fallimento di fatto di questa
Regione
Dopo due anni si porta dentro quest'Aula la situazione
finanziaria della Regione, si parla di passato scaricando sempre
colpe al passato. A mio avviso un'Aula del genere doveva essere
fatta all'inizio dicendo: Signori miei, ho aperto il cassetto
della Regione e ho trovato il deserto, la situazione è questa . Ma
dopo due anni, Presidente, nel passato ci siamo dentro, c'è dentro
anche questo Governo con le sue responsabilità.
Si è parlato di agenzie di rating. Guardi, io inviterei questo
Governo e le agenzie di rating a farsi un giro nei Pronto soccorsi
siciliani, e a valutarli, vediamo che indici ci danno, vediamo come
ci valutano.
Si è parlato di Urega, ma gli Urega hanno la velocità di una
lumaca in letargo, è la stessa velocità di questo Governo Di che
cosa stiamo parlando Di che tipo di Regione stiamo parlando La
Regione dei sogni
Il Presidente della Regione in un'occasione ha definito alcuni mie
colleghi e alcuni deputati di questa Assemblea come delle piante
grasse, quindi di riflesso ha definito piante grasse anche i
cittadini siciliani. Ora, forse perché il Presidente era
consapevole di aver creato il deserto in questa Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
onorevole Presidente io ho ascoltato con molta attenzione la sua
relazione, come lei sa è una materia sulla quale io cerco di
approfondire il più possibile, e debbo dire che è finalmente un
punto di partenza.
Forse lei ricorderà il primo intervento che io ho feci in questa
Assemblea a fine 2017, dove chiedevo una due diligenze del bilancio
della Regione, finalmente è arrivata, è arrivata con quasi due anni
di ritardo però. Questo, purtroppo, è un appunto che le debbo fare,
anche perché per funzione di deputato di opposizione non posso
esimersi dal sottolineare questo aspetto, e di contro, di contro e
mi dispiace altrettanto lei ha fatto bene ad evidenziare certi
punti, con puntualità, con precisione, ma è pur vero che in parte
sconfessano certe dichiarazioni dell'assessore Armao che nemmeno un
giorno fa parlava di un'emergenza molto importante; testualmente
Roma ci aiuti o è emergenza , è chiaro che questo disorienta
l'opinione pubblica, e disorienta anche noi deputati che purtroppo
non riusciamo nemmeno ad avere contezza precisa di quelli che sono
i conti.
Io ho preso una serie di appunti e prendo atto che il disavanzo di
quest'anno sia di soli 800 mila euro, per il pareggio, che è un
dato molto molto importante, ma è pur vero che non posso
sottolineare che non vedo nessuna prospettiva.
E mi spiego: come lei sa io ho in grande considerazione
l'applicazione statutaria e come lei sa ha analizzato con
attenzione anche tutti quelli che sono stati i lavori propedeutici
all'attuazione statutaria della precedente e di questa Legislatura
e debbo dire che non sto notando alcun cambio di passo su questo
aspetto, perché è chiaro che mettere a posto i conti è un aspetto,
ma questa Regione ha bisogno di ben altro per ripartire; ha bisogno
di un nuovo slancio che deve essere assolutamente derivato da una
riconfigurazione di quelle che sono le entrate spettanti per
Statuto, e questo non può derivare altro che da una credibilità
assunta con le azioni concrete. Il fatto che lei dica che possiamo
guardare con fiducia, che è un punto di partenza mi conforta,
perché a questo punto mi aspetto che a breve cominci un percorso di
riforme di un certo livello, che ci possa anche determinare un
aspetto propositivo nei confronti del Governo, per poter ragionare
in maniera propositiva, perché fino adesso come lei ha
sottolineato, se siamo potuti ripartire e spalmare anche nei dieci
anni parte del disavanzo aggiuntivo, è stato anche per quella leale
collaborazione che si è instaurata, ma è pur vero, e non possiamo
non tenerne conto, che quello che è stato recentemente trasmesso
dalla Corte dei conti di un ipotetico disavanzo aggiuntivo di 2
miliardi e trecento milioni, potrebbe far derivare ulteriori
problemi.
Continuo a pensare che dovremmo ragionare dando un quadro generale
corretto allo Stato, sederci ad un tavolo e cominciare a vedere
cosa realmente si può fare, nello spirito di leale collaborazione.
Bisogna cominciare a ragionare di prospettiva perché i siciliani
in questo momento sono in enorme difficoltà.
Quello scatto in avanti non c'è stato perché ovviamente l'eredità
è stata molto pesante ma è un'eredità che affonda le sue radici in
almeno tre Governi. Questa eredità non la si può non sottolineare.
Questo aspetto purtroppo è un aspetto che per me, da deputato di
opposizione per la seconda legislatura, è particolarmente pesante
dovere sottolineare.
Mi sarei aspettato che in questi due anni l'aspetto delle entrate
e del riconoscimento avesse un'accelerazione importante che non c'è
stata - mi dispiace dirlo - non c'è stata
Non si è stati in grado di fare pesare una credibilità aggiuntiva
perché ad oggi la linea che si sta seguendo, è la stessa linea
tendenziale del precedente Governo.
Andiamo a Roma e chiediamo qualcosa in più.
Quel qualcosa andrebbe ben definito in maniera puntuale perché per
far ripartire e portare questa Regione ad un livello tale da essere
considerata una Regione europea' occorre ben altro che quanto
ottenuto fino ad ora.
Occorre la piena collaborazione di uno Stato che in questo momento
è assolutamente propenso a colmare quel gap fra il Nord e il Sud.
E' qualcosa che se noi non abbiamo la capacità di portare con
credibilità, con forza e con autorevolezza difficilmente accadrà.
Fino ad oggi tutto quello che non c'è stato concesso è perché noi
siamo stati da sempre considerati una Regione canaglia, sprecona.
Questo è il passaggio fondamentale, passaggio che io ancora non sto
vedendo.
Sono fortemente preoccupato per questa ipotesi di acquisizione di
una competenza aggiuntiva, che non ci spetta per Statuto, quale è
la finanza locale. Su questo non abbiamo nessun dato. Un dato che
potrebbe - a parer mio - essere particolarmente pesante per il
bilancio della Regione, che potrebbe aggravare la condizione e che
secondo me è strategicamente sbagliato perfino da proporre. Su
questo aspetto, mi attendo una nuova stagione.
Non posso altresì sottolineare che la sua relazione, Presidente
della Regione, ha in parte sconfessato il suo Assessore.
E' chiaro che se da un lato, una parte del Governo lamenta
difficoltà e lei viene - giustamente - a ostentare sicurezza, i
cittadini non riescono a capire da quale parte stia la verità. Noi
che non abbiamo piena contezza dei numeri, perché ovviamente sono
numeri interni che può gestire direttamente l'amministrazione, non
riusciamo a capire dove sta la verità.
A questo proposito, auspico una stagione di trasparenza in cui il
Parlamento diventi protagonista di tutti quelli che sono i numeri e
le trattative con lo Stato, anche per potere espletare la funzione
di supporto, di suggerimento e di collaborazione a quella che sia
l'attività legislativa di questa Assemblea.
Ricordo a me stesso e a tutti i presenti che qui dentro non c'è
nessuno che non voglia fare gli interessi della Regione, nessuno
Quindi, credo che sia un momento di partenza.
Voglio auspicare che quella relazione sia assolutamente esaustiva
e voglio sperare che la Corte dei conti, in fase di parifica, non
ci dia un'altra stangata - questo non lo sappiamo. L'ultima volta
si parlò di 2 miliardi e cento contro una valutazione di 500
milioni, poi furono effettivamente 2 miliardi e 100. Questo
sicuramente potrebbe essere un problema.
Andremo in esercizio provvisorio ovviamente - perché non ci sarà
il tempo materiale per farlo, ed è chiaro che la variazione di
bilancio dovrà essere, assolutamente, puntuale. E' chiaro, però,
che la preoccupazione, che è nata dalla mancata applicazione del
collegato, per una problematica di bilancio ha, sicuramente, messo
in allarme tanta gente.
L'ultima cosa: io non ho molta fiducia nell'agenzia di rating
perché, in passato, hanno sbagliato di molto le loro valutazioni,
anche a discapito dello Stato italiano, non solo della Sicilia e,
quindi, quella valutazione la prenderei con le pinze, perché è una
valutazione che attiene a tanti fattori anche di ordine macro-
economico.
Concludo dicendo che, bisogna inaugurare una stagione di chiarezza
nei conti e di piena trasparenza di quelle che sono le
interlocuzioni con lo Stato, perché, ad oggi, nell'applicazione
dello Statuto, l'unico soggetto che, alla fine, deve operare è la
commissione paritetica che, di fatto, negli ultimi tempi, è stata
esautorata dai tavoli tecnici, che sono poco più che un pour parler
a livello istituzionale, perché, poi, alla fine, è la commissione
paritetica che deve fare gli interessi sia dello Stato che della
Regione siciliana. E, credo che, in questo momento, sia
probabilmente l'organo che maggiormente può incidere sul futuro dei
siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, sono ormai quasi 7 anni che sono qua
dentro, spesso da questo scranno ho sentito citare tante cose, tra
cui, una delle citazioni che viene effettuata più spesso è quella
di un libro o di un film, dipende se si parla del film è del '63
che è Il Gattopardo . Dico, però, possiamo citare sempre Il
Gattopardo ? Secondo me, oggi, dovremmo citare un altro film,
casomai, degli anni 70: Gli Aristogatti .
Presidenza del Presidente MICCICHE'
In quel film c'era un gatto che era Romeo, che era il migliore
del Colosseo , e noi abbiamo, in questo momento, un Presidente che
dice, che fa intuire che lui è il più bravo di tutti. Nella seduta,
quella sulla questione morale disse: Siamo tutti onesti in
quest'Aula, ma non c'è alcuno più onesto di me . Ora, sta dicendo,
praticamente, che lui, forse, è il migliore, vista la situazione
economica che ha ereditato.
E la situazione economica, però, che ha ereditato, ha parlato dei
conti, che in questo momento ci sono dei disavanzi che hanno
riscontrato, ha detto anche che è una falsità quando si dice che la
Regione non ha un euro, dicendo che ci sono stati dei pagamenti
effettuati.
Questa stessa dichiarazione va a contrastare, invece, con la
risposta alla lettera del Presidente Micciché quando, parlando dei
collegati, disse: Ma, ci sono i soldi per fare i collegati? . E
benissimo, la risposta del Presidente fu: Non ci sono soldi.
Soldi, quindi, effettivamente, non ce ne sono e l'ha dichiarato lo
stesso Presidente della Regione che, oggi, si è contraddetto.
E, non solo, mancando, secondo me, di rispetto a tutta l'Aula, che
per mesi aveva lavorato a dei collegati, effettivamente vuoti
perché non c'erano soldi. E lì c'è da aprire un mondo.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Sempre in quel giorno, mi ricordo, doveva essere il 18 settembre,
fece anche la dichiarazione. Si parlava di riforme, un tema
importantissimo, ancora non affrontato mai da questa Assemblea, lui
interruppe una giornalista che parlava di maggioranza e lei, signor
Presidente, disse: Ne prendo atto, perché da quando sono stato
eletto, non me ne sono accorto.
Se vuole, le posso consegnare anche un file excell semplicissimo,
dove si vede che ci sono: 6 deputati di DiventeràBellissima, 4 di
Fratelli d'Italia, 11 di Forza Italia, 2 su 3 del Gruppo Misto, 4
di Popolari ed autonomisti, 5 di UDC e 4 di Ora Sicilia, cioè 37
persone che, praticamente, da 2 anni l'appoggiano. Quindi,
matematicamente lei ha avuto sempre la maggioranza e se non riesce
a fare i conti semplici di 37 persone, vorrei capire io i conti
come li riesce a fare per quanto riguarda i disavanzi. E già
dimostrazione ce n'è stata data proprio l'anno scorso quando il
disavanzo era stato computato da questo Governo in soli 500 e rotti
milioni di euro e invece la Corte dei Conti, tirandoci giustamente
le orecchie, ci disse che invece erano 2 miliardi e147 milioni.
Altra cosa. Dipende sempre dalla vita cosa si cita, onorevole
Presidente della Regione, nel dire che noi siamo i migliori di
tutti perché, mi fa piacere che lei cita Moody's parlando di
praticamente quello che ha definito il rating che appunto è BA1,
definendo un outlook stabile, ma parliamo di un qualche cosa che è
stata dichiarata il 24 ottobre 2018 e quindi qualcosa di un anno
fa. Però Fitch che, ovviamente, è un'altra agenzia di rating ci dà
come rating tripla B con outlook negativo ed è del 14 giugno 2019.
Ovviamente, questi non sono dati che mi invento io, ma ho preso i
documenti che ci avete fornito voi, che sono il bollettino sul
fabbisogno finanziario della Regione siciliana. Quindi, bisogna
citare anche quello che dicono altri, non solo quello che ci fa
comodo o parte di quello che ci fa comodo.
Tornando invece a noi e leggendo, ovviamente, quella che è stata
la vostra relazione sul rendiconto 2018, dobbiamo dire che sì i
disastri non vengono solo nel mancato riaccertamento di alcune
somme che è stato fatto nel riaccertamento straordinario, ma, come
dite voi, la genesi, ovviamente, del maggior disavanzo va rinvenuta
in due operazioni per importi consistenti nel 2004 e nel 2009 che
rispettivamente hanno comportato la riduzione di accertamento dei
crediti, poi rilevatisi inesistenti, nei confronti dello Stato che
ammontano a 573 e a 294 milioni di euro. Benissimo. In quel periodo
là c'era un Governo di centrodestra che alcuni, forse, sono ancora
all'interno di questa Assemblea. Quindi le colpe ce le abbiamo
tutti, non sono solo degli altri, forse, dovremmo dire.
Ora, quello che poi andrebbe fatto e lei, onorevole Presidente
della Regione, lo può fare perché, come le ho detto, i numeri della
maggioranza ce li ha e comunque sia persone responsabili qua dentro
ci sono, le riforme bisogna iniziarle prima o poi. E invece abbiamo
intere riforme sulle Ipab, sui consorzi di bonifica, su altre cose
ferme ancora lì. Inoltre, si continuano a fare dei tagli per quanto
riguarda la cultura, il Teatro Bellini ne è un esempio, per quanto
riguarda altre cose rispetto al turismo eccetera, eccetera. Quando
invece proprio la Corte dei conti ci dice che quelle sono delle
entrate che dobbiamo attenzionare, permettetemi il termine, ancora
di più perché proprio noi lì possiamo legiferare pienamente e
possiamo ampliare ovviamente la capacita di avere un ritorno
economico da quel punto di vista.
Noi siamo qui, siamo pronti a lavorare per il risanamento dei
bilancio e soprattutto noi siamo quelli che sicuramente vogliamo
togliere tutte quelle incrostazioni che ci sono nel passato che ad
oggi non si vuole fare. Perché fare gli ignavi, onorevole
Presidente della Regione, tutti quanti qua dentro e quindi non fare
nulla e continuare ad aspettare senza fare le riforme perché quella
è la cosa importante non serve a nulla. Perché lei ha parlato di
questa figura, lei che porta la croce, ma secondo me noi siamo
nella selva, caro Presidente. Qualche riferimento, diciamo, diverso
dove in questa selva difficile perché governare la Regione
siciliana è difficile, abbiamo di fronte tre fiere, tra cui c'è la
superbia che è il leone. Allora bypassiamo, superiamo la superbia,
facciamoci accompagnare con chi può far sì che ci può togliere
dalla selva e fare le riforme. Questo non si vede, anzi si vede che
c'è la volontà di non fare le riforme perché qui non arrivano.
Perché se noi invece della superbia ci facciamo prendere
dall'umiltà e dalla concretezza possiamo ottenere anche un'altra
cosa: che quando andiamo a Roma a chiedere soldi - perché questa è
la costante di questa Regione siciliana - dobbiamo avere
credibilità. E quando allo stesso tempo che noi chiediamo più soldi
per giustamente ripianare i disavanzi, debiti, eccetera,
parallelamente in questa Aula arrivano, con il consenso sempre del
Governo, collegati dove dentro c'è di tutto - marchette e
quant'altro - ovviamente credibilità non ne abbiamo.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Perché un Governo centrale dice: ma i soldi per che cosa te li
devo dare? Per ripianare cosa? Per poi continuare a fare quello che
ha portato la Sicilia ad avere tutta questa situazione economica?
E allora cerchiamo di avere tutti un po' di umiltà, di non fare
nessuno di noi, di non entrare tra gli ignavi, e cercare di
lavorare una volta per tutte. Solo così si risolveranno i problemi
della Sicilia e non solo citando parti delle cose che ci possono
essere utili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Facci sognare
LO CURTO. E' da un po' che ho smesso di farlo, ma spero, comunque,
di fare valere un'altra qualità: quella di potere interessare
CRACOLICI. Ma io a quello mi riferivo
LO CURTO. Intanto, grazie, onorevole Cracolici, per questa battuta
di spirito che anche alleggerisce, dà serenità a questo clima che,
per altro, dobbiamo dire onestamente al di là del tono pacato
nasconde, caro Presidente Musumeci, non poche battute cattive e
pesanti che, comunque, nel gioco delle parti possono essere
comprese e ricomprese senza farci assolutamente innervosire o
arrabbiare.
Intanto vorrei salutare appunto lei e tutta la Giunta signor
Presidente e il Presidente dell'Assemblea. E' chiaro signor
Presidente che anch'io sono stata molto attenta sia al dibattito
che si è sviluppato sin qui con le dichiarazioni dei vari colleghi,
taluni dei quali pur essendo dalle opposizioni ho anche apprezzato.
Ho ascoltato con grande interesse se pur con grande difficoltà
perché non essendo una esperta nella materia dei conti e della
finanza pubblica, certamente è stato complesso il suo ragionamento
ma lo ho ascoltato. Con molto interesse lo ho ascoltato anche
perché per molti aspetti lo vivo quando in Commissione Bilancio
esercito il mio ruolo di componente di questa importante
Commissione che deve appunto valutare l'impatto finanziario delle
norme e quant'altro è relativo ai conti della nostra Regione.
Vede signor Presidente, nell'apprezzare l'onestà con cui lei è
solito parlare e la sobrietà anche con cui affronta temi difficili
e compositi come quelli attuali di cui stiamo parlando, mi piace
cogliere nel suo ragionamento l'idea positiva che questo Governo,
pur avendo ereditato e lì sono d'accordo con il collega Tancredi,
di cui ho apprezzato gran parte dell'intervento, anche quando con
onestà dice dobbiamo sederci ad un tavolo e non per chiedere con
il cappello in mano al Governo nazionale che ci dia qualche risorsa
in più ma con la dignità di sapere rappresentare in toto il popolo
siciliano e i suoi diritti, storicamente negati e traditi da chi -
nello Stato centrale - ha dimenticato le prerogative statutarie e
le ragioni per cui questo Statuto è attuale, vigente e non ancora
attuale. Quindi io ringrazio l'onorevole Tancredi di questo spunto
che mi dà per parlare della autorevolezza con la quale mi pare da
qualche tempo finalmente il Governo della Regione siciliana che ha
ereditato un pesantissimo fardello e non faccio colpa a nessuno,
non sono io guerrafondaio, non sono tra quelli a cui piace usare
l'indice per puntarlo contro qualcuno. Mi piace ragionare in
termini di responsabilità. E oggi apprezzo molto, signor
Presidente, la responsabilità che questo Governo si sta assumendo
di fare chiarezza finalmente, la chiarezza che poteva anche essere
fatta nel 2015, forse staremmo tutti un poco meglio.
Bisogna anche dircele con coraggio, con onestà e con serenità. Non
facciamo colpe a nessuno, ma nemmeno possiamo assolvere tutti
indifferentemente come se nessuno avesse mai scagliato una pietra e
fosse non colpevole di avere colpito qualcuno. Questo qualcuno, è
vero, c'è. E' il popolo siciliano, oggi soffre. E' stato detto da
qualche collega che mi ha pure preceduto e, certamente, abbiamo noi
il dovere di assumerci insieme Parlamento e Governo la
responsabilità di portare la Sicilia a traguardi che ci permettano
di vivere con dignità, con la dignità piena di essere popolo,
cittadini di questo Stato italiano, perché anche noi lo siamo
seppur periferia del mondo, seppure, come dire, siamo stati tra le
altre cose protagonisti in questi giorni di un'importante
conferenza che, grazie al Vicepresidente Armao, ha visto le regioni
periferiche, insulari d'Europa qui proprio a Palermo, in questa
nostra splendida, complessa, difficile, drammatica città che vive
tutte le sue contraddizioni come la nostra Isola, ma che punta il
dito, questa volta sì, chiaramente, nei confronti dell'Europa con
autorevolezza per richiedere i diritti che ci debbono essere
riconosciuti.
Qui nessuno vuole fare, come dire, il mendicante. Noi non
vogliamo essere un popolo di assistiti, in questo, veramente,
apprezzando molto il collega che ho già nominato, l'onorevole
Tancredi, che ha, come dire, con molta serenità detto: Dobbiamo
sederci ad un tavolo e discutere . Ecco, non posso che apprezzare
questo sforzo perché qui nessuno, e lo ha ribadito lui e lo
ribadisco anch'io, nessuno è contro qualcuno. Non ci può essere un
deputato che è contro i siciliani e non ci può essere. Questa non è
un Aula di tribunale; questo non è un tribunale nel quale dobbiamo
trovare per forza il colpevole. Chi non ha peccato scagli la prima
pietra. Così è stato scritto nelle, appunto, scritture sacre di
fronte alle quali, io credo, che chi ha fede possa trovare motivo
di ispirazione per essere non ecumenici, evangelici, in maniera,
come dire, ritualistica, ma per fare ognuno la nostra parte perché
se ognuno facciamo la nostra parte, sentendoci protagonisti del
nostro destino e del nostro dovere, credo che finalmente la strada,
signor Presidente, lei la stia tracciando ed in questo mi permetto
anche di cogliere il segnale di assoluta distensione e buona
volontà che viene dalla Presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana perché il Presidente onorevole Miccichè che pure ha
condiviso con noi parlamentari la stagione lunga dei collegati,
tuttavia ad un certo punto ci ha richiamati al dovere di fare un
passo indietro per sostenere l'iniziativa di rigore che il Governo
ci ha chiesto di fare e nessuno si è lamentato, nessuno ha detto è
colpa di qualcuno.
Noi abbiamo lavorato invano, abbiamo perso dei mesi, ci siamo resi
conto, signor Presidente, che lei ha davanti, e noi con lei, e noi
al suo fianco, a fianco del nostro Governo, con questo Parlamento
che pur con le proprie differenze politiche, e pur con i propri
distinguo, vuole fare il proprio dovere ed io sono chiamata a
rappresentare per conto dell'Udc la nostra posizione che è una
posizione di responsabilità, è una posizione di serietà, è una
posizione di impegno, è una posizione di visione prospettiva della
vita e della politica. Fa bene, signor Presidente, a dire che
dobbiamo avere fiducia perché già la fiducia i cittadini ce l'anno
data, noi dobbiamo restituire questa fiducia ai cittadini con
azioni di buon governo e mi permetto di essere orgogliosa del
Governo che io sostengo perché per la prima volta si stanno
portando avanti riforme che non si erano mai fatte, riforme che
servono a creare sviluppo, riforme che servono a ridefinire i
contorni di una normalità che in Sicilia non c'è mai stata. Mi
auguro che questa sia la sorte, finalmente, della incardinata legge
sui rifiuti, sulla quale per mesi ci siamo confrontati in
Commissione Ambiente e che adesso deve trovare una soluzione, la
parola fine, scrivere la parola fine significa iniziare, signor
Presidente, iniziare come lei dice a fare diventare questa terra
non solo bellissima, e non uno slogan, ma è un principio ispiratore
di chi è morto col proprio sangue, col proprio sangue ha voluto
scrivere una storia fatta di legalità, di onestà, di trasparenza e
questi principi, a questi valori lei si richiama. Ed io mi rivedo
in queste posizioni quando lei dice che dobbiamo rendere ordinaria
la Sicilia, che bella parola l'ordinarietà che potrebbe, come dire,
sembrare una banalità e invece no, l'ordinarietà significa vivere
bene, garantire i diritti, l'uguaglianza sociale, la libertà, la
giustizia, la legalità vera che è frutto di collaborazione leale
tra Governo e Parlamento, tra i due vertici che parlano e
dialogano.
Noi siamo e lo dico anche non solo a titolo personale, contro le
demagogie, contro gli atteggiamenti populistici, che certamente
parlano alla pancia del Paese e parlano anche alla pancia dei
nostri cittadini ed è un'azione scellerata perché invece dobbiamo
riconquistare l'amicizia, la fiducia, l'entusiasmo, dei cittadini
che debbono volerci bene perché facciamo il nostro dovere
Presidente, ed è questo il senso oggi della nostra appartenenza ad
un comune progetto politico. Qualcuno quando lei parla e dice:
siamo obbligati a stare insieme , lo intende come un fastidioso
processo che mette insieme forzosamente i soggetti politicamente
differenti tra di loro, a parte che la differenza è una grande
ricchezza, è espressione la più alta, la più importante di
democrazia, ma quando lei dice siamo obbligati , lo dice per il
senso di responsabilità che ha, non c'è dubbio, tutti noi siamo
obbligati a stare insieme e io qua mi rivolgo a tutti i miei
colleghi deputati, qui non c'è una parte e una controparte, qui c'è
la storia, qui c'è il futuro dei cittadini, qui ci sono i nostri
figli, ci sono coloro che soffrono, i disabili, chi è rimasto
indietro, chi non vuole andarsene, chi ha diritto di ritornare.
Allora, signor Presidente, anch'io mi sento obbligata e in questo
obbligo sento tutta la responsabilità etica e morale del mio
impegno politico e del mio ruolo da Presidente del Gruppo
parlamentare UDC che mi onoro di rappresentare, ringraziando sempre
i colleghi per la fiducia che mi danno, e sapendo che il mio ruolo,
ecco, mi obbliga a difendere con onestà, con intelligenza e lealtà
che non conosce servilismi, che non conosce stupidi appiattimenti,
che non conosce se non il valore della lealtà politica come scelta
di principio morale, ecco, in questo senso io mi sento
assolutamente obbligata ad essere fedele al patto che insieme con
il nostro Presidente dell'Assemblea e con il nostro Presidente
della Regione dobbiamo condividere per riuscire a portare fuori la
Sicilia dai miasmi dei ritardi e delle diversità che ci rendono
ineguali rispetto agli altri.
Con la nostra dignità vogliamo essere non sudditi, non servitori
di alcun sovrano ma cittadini liberi nella responsabilità,
nell'impegno e nelle libertà fondamentali.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, Presidente,
ecco nella vita le cose non sono soltanto ciò che ci capita, che ci
succede ma anche come reagiamo a quello che ci succede e io
sinceramente capisco tutto il pregresso e tutte le situazioni che
si sono succedute a causa dei Governi passati e di come siamo
arrivati a 7.3 miliardi di euro di debiti. Lo capisco C'è una cosa
che non riesco a capire. Come stiamo reagendo a tutto questo? Quali
sono le effettive riforme di questo Parlamento per reagire? Perché,
soprattutto, mi riferisco alle riforme che potevano fungere da
taglio, praticamente per bloccare alcuni sprechi.
Signor Presidente, lei si era impegnato anche a cercare di
risolvere il problema dei quaranta milioni di fitti di immobili
che, molte volte, sono anche chiusi, vuoti e, quindi, vorrei capire
a che punto è questo. Se veramente siamo riusciti a tagliare questi
quaranta milioni.
Un altro esempio che faccio, il trasporto pubblico locale. La
Comunità europea ci aveva dato un'occasione, un'opportunità: quella
di redigere il bando. 156 milioni avremmo potuto, sicuramente, in
parte risparmiarli armonizzando un servizio che, ad oggi, vede
ottantasette compagnie di autobus che si fanno la concorrenza a
vicenda, senza offrire intermodalità e collegamento per tutti i
paesi maggiormente isolati e disagiati. E, invece, che cosa si fa?
Si presenta un'ulteriore proroga, l'ennesima, fra l'altro impugnata
anche dal Governo centrale.
Ecco non vedo, praticamente, come stiamo reagendo a tutti questi
sprechi. L'unica cosa che vedo è che, agli occhi degli italiani,
fuori della Sicilia il resto dell'Italia ci vede la regione che
nasconde i debiti sotto il tappeto, però ha tutti questi sprechi
alla luce del sole. Per il resto d'Italia siamo la regione dei
vitalizi, della auto blu, delle divise da 3.998 divise con a base
d'asta un milione di euro Questo è quello che vedono da Roma
anche, e noi andiamo a Roma col piatto ma non abbiamo, poi, tanta
faccia per presentarci e questo è anche pesante da accettare.
Ora, sicuramente, andremo in esercizio provvisorio e non so, anche
qua, con quale coraggio e con quale faccia dovremmo chiedere ai
siciliani di stringere la cinghia, e con quale faccia metteremo a
repentaglio gli stipendi di tutte quelle categorie di lavoratori
che conosciamo bene, perché spesso sono fuori dal Parlamento a
protestare e a chiedere i loro stipendi.
Però, ecco, io adesso se su due piedi mi dovessero chiedere che
cosa mi ricordo di due anni di governo, di due anni di frequentare
quest'Aula, io penso solo a due cose: aiuole e conigli, conigli e
aiuole Questo è quello che mi ricordo, purtroppo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che al
Presidente della Regione piace ascoltare solamente i parlamentari
di maggioranza e, con grande piacere, ad ogni intervento - io l'ho
seguita anche nei movimenti, Presidente - annuisce con grande
condivisione. Scontato
Cioè, che i deputati di maggioranza le dicano che è bravo, che è
bello, bello politicamente, che le facciano tutti i complimenti di
questo mondo ci sta Però, mi creda, per chi guarda, per chi si
trova dall'altra parte vedere lei che, magari, se ne convince mi
sembra davvero molto riduttivo.
I giornalisti non sono pazzi. Cioè, se ci sono stati dei giornali,
dei giornalisti che hanno ripreso la questione finanziaria
siciliana ritenendola sul lastrico, ritenendola in difficoltà,
pronti al default, al fallimento, alla crisi è perché voi, da
quando vi siete insediati - in primis l'Assessore Armao - in tutte
le circostanze - sia in Aula, sia in Commissione bilancio, sia
sulla stampa - non ha fatto altro che dire, e lei ogni tanto su
questo ci si è accodato, cioè che dire siamo qua, questo lo ha
fatto sin dall'inizio, non è vero, qualcuno ha detto Presidente
lei questa riflessione doveva farla all'inizio no, l'avete fatto,
l'avete fatto sin dall'inizio cercando di scaricare le
responsabilità di un'azione di Governo sin dall'inizio assente
quella che era una situazione finanziaria del passato.
Lei ha fatto un'analisi, ha portato una verità, alcune cose sono
anche vere cioè io le condivido e poi le dirò quali, ma è una
verità, cioè lei non ha avuto il coraggio, l'onestà intellettuale
proprio da Presidente della Regione di dire che Crocetta si è
trovato anche lui in una situazione e non l'ha detto, non l'ha
assolutamente detto, guardi avevo preso quattro fogli, alla fine ne
ho utilizzato
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Recente e
remota.
DIPASQUALE. La prego, assessore Cordaro, lei non può fare
l'avvocato difensore.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, lasci parlare per favore
l'onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Io ho ascoltato e ho ascoltato il Presidente per tutto
il suo intervento. Non ho interrotto nessuno. Vi prego di
rispettare la mia posizione altrimenti non farò parlare nessuno in
questa Aula quindi rispetto reciproco. Allora è stata portata
una la prego di stare zitto, assessore, e di lasciarmi parlare.
PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la prego può fare parlare per
favore l'onorevole Dipasquale oppure rimandiamo a domani
l'argomento? E allora per favore. Prego, onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Non siamo all'asilo, siamo nel Parlamento siamo nel
Parlamento e così come il Presidente ha avuto la possibilità di
fare il suo intervento ritengo che anche i consiglieri, i deputati
di minoranza, che sicuramente nei loro interventi non sono
gradevoli, almeno abbiamo il diritto di intervenire e di dire
quello che pensiamo. Quindi lei ha fatto un'analisi, non ha detto
in maniera chiara che anche Crocetta si è trovato un disavanzo
anche se allora non c'era un vero e proprio disavanzo, i bilanci
della Regione siciliana dal 2011 in poi, cioè dal famoso, da quando
era necessario l'applicazione del 118, imponevano alla Regione
siciliana di calare i residui attivi cose che purtroppo i governi
dal 2011 in poi non fecero, lo andò a fare questa operazione
Crocetta trovandosi da 6 milioni di euro quasi di avanzo di
amministrazione, fasullo, così come l'avevano avuto anche gli
altri, iniziò a trovarsi Crocetta quasi 2 miliardi di disavanzo
quindi è una storia vecchia, a Crocetta di tutto si ci può dire e
anche al governo precedente ma che siano stati spendaccioni e che
abbiano compromesso le casse della Regione questa è una
barzelletta. Chi ha compromesso, e li andrebbe fatta un'altra
verità andrebbe detta un'altra verità, che purtroppo questa Regione
è stata una centrale di spesa, che questa Regione sono stati
ingessati le risorse e sono stati è inutile che mi abbassa la testa
assessore Razza, chi ha governato questa Regione è stato il centro
destra per la maggior parte, si assessore me lo ricordo io, non è
che non me lo ricordo, è stato il centro destra, è stata Forza
Italia, è stata Alleanza Nazionale, è stato il partito di Lombardo,
l'UDC, i CCD è stato il centro destra, è stato il centro destra con
piccole appendici del centro sinistra e quello che è stato
consegnato alla Regione, alla Sicilia è stata una Sicilia
totalmente in con una spesa ingessata, questa è la vera verità
della Regione siciliana e che lei non ha detto, perché andava
detto, a lei interessava -elegantemente perché lo stile ce l'ha,
questo non le manca- scaricare un po' di responsabilità al Governo
Crocetta cercando dopo quasi a metà della sua legislatura di dire
siamo qui, non abbiamo potuto fare niente, ripartiamo da zero
purtroppo questo non le passa, non le passerà, non l'aiuterà perché
non c'è l'opinione pubblica, lei è già un Presidente bocciato, cioè
lei è già un Presidente, lei e il suo Governo c'è un Presidente che
già passa per sconclusa, esperienza chiusa, ma proprio per questo
motivo, perché non è riuscito a fare sognare i siciliani, lei ha
detto delle cose vere, lei ha detto delle cose vere, io la capisco
Presidente che lei difficilmente ce la fa a reggere il mio
intervento, però si sforzi. Io capisco, Presidente, io capisco,
Presidente, io sono un vero centrista, non come ci aveva detto lei
a marzo che voleva fare il centrista e poi se n'è andato in piazza,
ma di questo ne parliamo alla fine.
Comunque, negli accordi 2014-2016-2017 avete ragione: c'erano
delle cose che andavano affrontate in maniera diversa e noi, in
Commissione Bilancio, anche da uomini di maggioranza queste cose le
avevamo dette e vi faccio velocemente anche una riflessione. Per
esempio, l'intervento sull'IRPEF, Presidente, noi prendiamo i sette
decimi piuttosto che l'intero gettito. Questo viola lo Statuto
della Regione siciliana, così anche per quanto riguarda il calcolo
dell'IVA, perché andava ricalcolata in maniera diversa, questi io
li considero e li ho considerati due errori fatti in quell'accordo.
Ma voi lo potevate rivedere quando vi siete insediati, non l'avete
fatto, quindi voi non siete riusciti a fare neanche questo, a
rimettere in discussione quegli accordi che, in vero, andavano
rivisti e voi non l'avete fatto e su questo la responsabilità
sicuramente dell'Assessore Armao è una responsabilità piena, totale
e poi quella sua da Presidente della Regione.
Veda, lei conosceva bene come stavano le cose, lei non può
presentarsi all'Aula, ai siciliani facendo un quadro debole e dando
una lettura parziale della situazione con la solita storia che poi
si cerca di scrivere la storia e la scrivono i vincitori. E' un
momento. Ci sarà un momento quando arriverà il prossimo Presidente
che si ritroverà situazioni difficili come un sindaco, come un
presidente della provincia che si trova i debiti di bilancio del
predecessore, si trova le incongruenze delle azioni politiche: è
normale Anche lei produrrà le stesse difficoltà, è normale,
appartiene a qualsiasi tipo di amministrazione. Ma cos'è che è
mancato? Io avevo preso dei foglietti, poi lei ha fatto politiche
economiche perché c'entrano nel dibattito le politiche economiche.
Ha detto potrei parlare per ore e poi ha fatto alcuni accenni,
io mi soffermo solo a dire: l'UREGA hanno triplicato perché ci sono
stati i soldi dei comuni sulle gare della raccolta dei rifiuti per
la maggior parte e poi ci sono state le risorse dei soldi ex PON,
di tutta una serie di interventi che già erano stati avviati anche
dalla precedente legislatura. Ma non è questo il tema Presidente,
lo sa qual è il tema? Che manca un progetto politico. Lei è stato a
Roma a trovare Salvini. La prego, la croce uno solo l'ha portata ed
è morto due mila anni fa, non facciamo paragoni di questo tipo
perché, secondo me, sono fuori luogo. Lei ha un impegno come ogni
amministratore. Ha ricordato a Salvini, e a quella piazza, che la
Sicilia si trova piena di profughi.
Certo, ritorno a dire, a febbraio dell'anno precedente lei voleva
ricoprire un ruolo di centro, ora è ritornato alle origini e quindi
preferisce nuovamente svolgere un ruolo di estrema destra accanto a
Salvini. Veda, il problema della Sicilia non è che è un campo di
profughi, perché se lei dovesse, per esempio, domani fare una
ordinanza, fare un decreto presidenziale e dire fuori tutti gli
extra comunitari ma lo sa Presidente che le aziende agricole non
troverebbero un'unità di lavoro? Lo sa Presidente che non c'è
azienda agricola che non vive grazie a quello che sono le attività
dei profughi? La verità dei profughi e degli extra comunitari sa
qual è, al di là di questo passaggio elettorale che lei ha voluto
fare a Roma? Che la Sicilia si sta impoverendo sempre più perché
lei non ha un progetto politico. Se i giovani in agricoltura non
sono potuti partire con il PSR, con la programmazione
dell'intervento per i giovani, è perché siamo arrivati al quinto
bando Presidente, e questo è il suo Governo, Presidente, cioè non
c'entra niente qui la situazione economica passata, e sempre
riguardando l'agricoltura quello che i controlli promozione e
controllo ai porti, 28 marzo 2010, lei aveva assunto un impegno a
Vittoria, questi impegni sono stati disconosciuti, la stessa cosa
per la manutenzione degli alvei dei fiumi, la zootecnia per i
controlli ponderali e funzionali a singhiozzo, per la mancata
applicazione dei premi per il benessere degli animali, che le altre
regioni hanno avuto e gli allevatori siciliani stanno perdendo,
veda Presidente potrei continuare, una Sicilia che i nostri
siciliani, noi profughi, vanno a lavorare a Malta, chi non ha un
amico che va a Malta, chi non ha un amico professionista che va a
Malta? Il lavoro si è spostato, perché Malta, uno scoglio davanti
la Sicilia, è diventato un riferimento anche occupazionale,
condivisibile e no, perché alcune cose di quel modello non le
condivido ma è diventato comunque un modello economico; qui c'è
fame, e qui c'è fame perché, mi creda Presidente, lei lo sa perché
ha difficoltà a trovarsi la sua maggioranza, maggioranza che aveva,
che poi ha perso, ma anche quei pochi, quelli che sono rimasti ha
difficoltà a tenerli in Aula, perché li può tenere accanto sulla
base non so di che cosa, ma sicuramente non sulla base di promesse,
scusate non volevo dire promesse ma sulla base di progetti, di
programmi. Siamo a metà mandato ma lei pensa veramente che può far
risognare i siciliani, può riavere quella fiducia dai siciliani,
può ricostruire un percorso virtuoso per la Sicilia? Io davvero
gliel'ho detto già tempo fa, galleggiare non serve sicuramente, la
scelta più dignitosa per un uomo come lei, io non condivido davvero
ormai molte cose di lei, nonostante in passato abbia avuto una
visione diversa, io dico l'ho conosciuta nella veste peggiore, e di
questo io me ne sono dispiaciuto immensamente, più come uomo che
come politico, però mi creda Presidente questa è un'esperienza
morta, ogni mese che lei rimane seduto a questo poltrona la croce
non la porta lei, la croce la portano i siciliani.
(Applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Mauro. Ne ha
facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché ho ascoltato con attenzione diversi colleghi che
sono intervenuti, e ho compreso che il dibattito su quello che è
l'ordine del giorno, l'esame della situazione finanziaria mi sembra
che si sia esaurito, perché, vedete, dopo gli innumerevoli articoli
sui giornali, anche lo scontro dell'altro ieri in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari con l'assessore
Cordaro e l'onorevole Lupo, che sosteneva la mancanza di liquidità
nella casse, la difficoltà della Regione di andare avanti, non lo
ha detto di pagare gli stipendi, ma certamente eravamo prossimi a
non potere pagare la XIII, ecco forse tutti quanti si aspettavano,
anche io devo dirlo onorevole Presidente, una relazione sommaria
sulla situazione finanziaria che questo Governo ha trovato, e
quindi un dibattito, diciamo, fatto di tante parole ma poca
concretezza, e invece il Presidente ci ha sorpreso, ci ha sorpreso
oltre che nei contenuti in tutte le indicazioni precise e
circostanziate che ha detto in Aula, ci ha sorpreso perché
ovviamente ha elencato una serie di dati inconfutabili, per cui
l'opposizione o chiedeva la sospensione dell'Aula rinviandola a
domani, cercando di interpretare, leggere le cose che ha detto,
oppure mi permetto di dire doveva sorvolare sull'argomento e
parlare di altro, e vedo che l'opposizione sta cercando di parlare
di altro, sta cercando di parlare di programma, di quale leggi si
devono fare, scansando un argomento importante che è quello proprio
della situazione finanziaria, e lei correttamente ha fatto una
circostanziata elencazione dei fatti tecnici senza alcun commento,
né su ieri né sull'altro ieri, ma dicendo che ci sono una serie di
pesantezze di natura finanziaria, che non appartengono soltanto a
ieri ma appartengono anche a molto passato. Le voglio portare un
esempio.
Ieri in Commissione Bilancio' mentre stavamo leggendo le carte,
ci è pervenuta dall'INPS una richiesta di pagamento - e i dirigenti
si sono adoperati - per un debito fuori bilancio di 96 milioni
perché nel 1993-1996 non abbiamo pagato i contributi, nessuno se ne
h accorto ed è arrivato da pagare un debito fuori bilancio di 96
milioni.
Caro Presidente, la verità è che il 2015 segna lo spartiacque fra
quello che era il bilancio di un tempo di ieri e che riguarda tutti
i bilanci degli enti locali - credo anche quello dello Stato, per
essere molto chiari - e quello che è dopo il 2015, laddove non si
può più scherzare, laddove è venuto fuori e verrà fuori ancora per
altri sette, otto, dieci anni, tutta una serie di debiti non pagati
che dovremo pagare.
Ogni anno questo bilancio dovrebbe apporre, non so quale cifra, a
proposito di debiti fuori bilancio perché regolarmente saremmo
aggrediti dai debitori che hanno, o sentenze passate in cassazione
oppure - come è giusto che sia - c'è una richiesta da parte di un
creditore e il dirigente per evitare di incorrere in responsabilità
di natura contabile, predispone gli atti affinché la Commissione
Bilancio' e successivamente il Parlamento possa ovviare e pagare
quanto dovuto. Il tema dirompente qual è?
Cosa è successo nel 2015, Presidente?
Al di là di volere caricare la responsabilità a destra o a
sinistra, c'è un momento in cui si aveva la possibilità,
seriamente, - come lei ha detto senza enfasi ma con chiarezza - in
cui si poteva programmare questo pagamento di quei fasulli,
chiamiamoli così, residui attivi, una programmazione trentennale, e
invece ogni tre mesi, quattro mesi, ci accorgiamo che c'è la Corte
dei conti che ci manda un pezzo di carta in cui ci dice che c'è da
pagare altre cose.
Invece di stare qui a blaterare e a cercare di caricare a questo
Governo responsabilità che certamente non ha perché trattasi di
cose del passato. Col Governo Lombardo' abbiamo lasciato la
Regione siciliana a 5 miliardi e 300 milioni, oggi è molto di più.
Ricordo che il Governo Crocetta dovette portare in Aula
l'assunzione di un'anticipazione di spesa rispetto al Governo
nazionale che non mandava le risorse di circa tre miliardi, ma a
valore di bilancio queste certamente non sono anticipazioni, sono
evidentemente debiti che abbiamo contratto con la Cassa depositi e
prestiti. C'è una responsabilità generalizzata.
Mi sarei aspettato che negli interventi che ci sono stati,
prendendo atto o si contesta argomento per argomento quanto detto
dal Presidente della Regione, mi sarei aspettato invece l'invito ad
un confronto sereno in sede parlamentare e all'auspicio di
continuare il percorso fatto fino ad oggi col Governo nazionale -
mi riferisco a quello di ieri, bisogna dire le cose come stanno,
Movimento Cinque Stelle e Lega - a continuare questo percorso con
il Governo attuale che è fatto dal Partito Democratico e dal
Movimento Cinque Stelle e dal Partito di Renzi perché si possa
pensare di ripartire questa situazione debitoria, non a breve, ma a
più lungo termine. Quindi o facciamo così o veramente la Regione
entrerà in crisi.
Non c'è una spesa bloccata, allo stato, non c'è una mancanza di
liquidità di cassa, c'è soltanto - e ciò che è successo spesso in
ogni bilancio - che a proposito dell'impegno di spesa, di risorse
che vanno allocate nell'ambito del capitolo dei fondi globali da
qui a fine anno non ci sono risorse. Non credo che da qui a fine
anno avremmo fatto chissà quale legge
Prudentemente il Governo ha voluto dire, prima della decisione
della Corte dei conti che avverrà il 13 dicembre, fermiamo ogni
impegno ulteriore di spesa ma dobbiamo garantire la copertura delle
spese che abbiamo. Mi pare questa una decisione di buon senso, una
decisione avveduta, una decisione di un Governo che ogni giorno si
trova con un incalzare di debiti.
E caro Presidente, se ai 400 milioni, di cui tutti noi sappiamo,
aggiungiamo una notizia che abbiamo appreso per le vie brevi di
ulteriori 250 milioni che sembra che la Corte dei conti voglia
caricare ulteriormente, ci rendiamo conto che il prossimo bilancio
sarà un bilancio lacrime e sangue'.
Qualcuno dice non ci sono le riforme , sì, noi le programmeremo,
appena finisce questa emergenza, appena il Governo sarà nelle
condizioni di capire, realmente, qual è questa benedetta situazione
finanziaria, perché mai c'è stato un Governo che ha fatto una
rivisitazione di tutti i capitoli di bilancio. Un'operazione
verità, un esempio di democrazia matura è stato quello del
Presidente Musumeci che, in Aula, ha voluto dire come stanno le
cose. Non sono conti conservati nel cassetto ma, sono conti che
sono agli atti di questo Parlamento, perché nel resoconto
provvisorio tutti avremo modo, una volta per tutte, di avere
chiarezza su quelli che sono i conti della Regione siciliana.
Io credo, allora, colleghi dell'opposizione, che dobbiamo fare
tutti quadrato, affinché il Governo nazionale possa sostenere una
manovra di natura finanziaria che, non sia a breve ma, sia a lunga
gittata, così come è stato fatto col Governo precedente. Questo
deve essere l'esempio di collaborazione.
Altra cosa è, colleghi, fare il punto della situazione del
programma del Governo Musumeci, perché non è all'ordine del giorno
di oggi. Oggi, all'ordine del giorno, c'è la situazione
finanziaria. L'avete reclamata in tutte le parti, in tutti i
luoghi, in tutte le interviste. Oggi, c'è la situazione
finanziaria, bisogna parlare di numeri, bisogna fare le proprie
osservazioni, le proprie considerazioni, se volete fare un esame
sul programma, credo che, a metà legislatura, il Presidente della
Regione, certamente, lo farà, nel convincimento che questo
Parlamento non si rifiuterà di affrontare riforme.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Assessori, colleghi deputati. Mi limiterò, come credo sia
opportuno, a fare delle considerazioni di carattere oggettivo,
perché solo le considerazioni di carattere oggettivo, soprattutto
quando si parla di numeri, ed è questo il caso, possono aiutare ed
agevolare il dibattito. Una premessa, intanto, signor Presidente.
Questa verifica della situazione finanziaria, tanto reclamizzata
sui giornali e da parte di tutti i media, nasce da un atto
responsabile del Presidente dell'Assemblea regionale siciliana,
perché dobbiamo, anche, rinverdire i ricordi e la cronistoria di
quello che è accaduto, perché questo, a mio modo di vedere, e sono
persuaso di essere nel giusto, dà una dimostrazione plastica di
come le più alte cariche istituzionali di questo Governo e del
Parlamento, abbiano agito in favore ed ausilio della Sicilia e dei
siciliani.
A questa richiesta legittima, opportuna, necessaria del Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, ha fatto seguito il dibattito
odierno e la relazione, veramente articolata, ed intendo
complimentarmi con ella, onorevole Presidente, che, oggi, il
Presidente della Regione ha illustrato al Parlamento ed ai
siciliani tutti.
Il dato che mi ha colpito di più, e che io offro come motivi di
riflessione, è il disavanzo del 2018: 800.000 euro.
Non giova, non è utile, non serve, non è opportuno, non è
costruttivo, e per questo mi complimento con l'intervento
dell'onorevole Tancredi che, veramente, si è dimostrato, ove ce ne
fosse stato di bisogno, un uomo dello Stato e delle istituzioni,
perché ha rappresentato i problemi e ha detto cerchiamo di
risolverli , non ha non criticato, anche aspramente, però, è stata
una critica propositiva. Ed io questo lo apprezzo sempre, anche
quando i toni sono sempre pacati e garbati.
Ecco, davanti ad un disavanzo di miliardi di euro, io ho fatto un
conto abbastanza elementare: 800.000 per 10 anni: 8 milioni, per
100 anni: 80 milioni.
Noi, quindi, signor Presidente, se ci fosse stato il Governo
Musumeci non dal dopo guerra in poi, ma da secoli, non si poteva
arrivare a questi 7 miliardi. Che cosa voglio dire molto più
semplicemente? Che da un punto di vista dei numeri il Governo
Musumeci ha agito non bene, benissimo. E se questo è vero, è vero
altrettanto, e in questo concordo con l'onorevole Di Mauro, che ai
numeri si risponde con i numeri. Non credo, onorevole Presidente
non me ne voglia, lei sia un baro, tutt'altro. Lei oggi dall'alto
della sua carica istituzionale, del suo prestigio personale ha
illustrato ed elencato ed evidenziato numeri e i numeri si
contestano non con argomentazioni in libertà, perché questo non
giova alla causa, non è utile e non è costruttivo. I numeri, come
ha evidenziato l'onorevole Di Mauro, si contestano con altri numeri
e con fatti. Se questo è, e se così stanno le cose, io credo che la
relazione illustrata, oggi, circa lo stato di salute sia
assolutamente, non dico ottimale ci mancherebbe altro, non sono
nato ieri, non dico neanche rassicurante, onorevole Presidente ma
sono numeri che infondono fiducia per il prosieguo.
Non andrò fuori tema, così come ha evidenziato l'onorevole Di
Mauro, eppure tante cose sono state fatte da questo Governo e dagli
Assessori che lo rappresentano egregiamente, faccio solo un
esempio. Faccio l'esempio, e non me ne vogliate ed è l'unica
divagazione, alla incredibile opera che sta svolgendo l'onorevole
Falcone a proposito delle infrastrutture, ma vale per tutti. Cioè,
che cosa si può dire, che cosa si può contestare se la Sicilia è un
cantiere aperto e, ripeto, sto andando un po' fuori tema, io credo
nulla. Allora bisogna essere, lo dico a me stesso, non voglio
essere offensivo e spero di non esserlo mai in quest'Aula, bisogna
rimboccarsi le maniche e andare tutti verso la stessa direzione
perché ai siciliani non interessano le nostre beghe personali,
onorevole Presidente della Regione, interessa la risoluzione dei
problemi.
Certamente ho incensato, se così mi è consentito, questo Governo e
il Presidente, ma una raccomandazione: la finanza pubblica. È un
problema, attenzione, più vigilanza, è un problema che dobbiamo
risolvere, onorevole Presidente, e la vostra maturità, la vostra
competenza, il vostro impegno, il vostro rispetto per le
istituzioni sono convinto che penserà a questo e ai danni, gli
uffici ci hanno un po' messo in guardia, che ne potrebbero
derivare.
Io credo di aver ultimato il mio intervento e un'altra
raccomandazione voglio fare e su questo mi rimando, anche se
parzialmente, sembrerà una sorpresa, all'intervento dell'onorevole
Dipasquale: con lo Stato dobbiamo dimostrarci, come ha fatto il
Governo siciliano, forti e decisi, perché noi non siamo la
cenerentola d'Italia, noi siamo una Regione che sa scrivere e sa
leggere, così come si suole dire e i nostri diritti li dobbiamo
reclamare.
Ho letto con attenzione una relazione della Corte dei Conti dove
quasi ci accusa, assessore Armao, di essere un po' troppo deboli,
se mi è consentito nelle trattative con lo Stato. I colleghi del
Movimento Cinque Stelle ci hanno detto che ci aiuteranno in sede
nazionale e questo certamente è da salutare con grande entusiasmo e
con grande fiducia.
Quindi io ritengo, e concludo, che questo sia stato un dibattito
utile, un dibattito costruttivo e ribadisco, avviandomi veramente
alle conclusioni, che ai numeri oggi evidenziati, enucleati
dall'onorevole Presidente della Regione bisogna rispondere con i
numeri, non con le polemiche oltre modo sterili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo, io voglio
stare al tema e voglio parlare di numeri, come giustamente veniva
detto dall'onorevole Di Mauro e per ultimo dall'onorevole
Calderone.
Il tema è che il Presidente della Regione ha parlato dei numeri
sbagliati. Ha parlato dei numeri che riguardano la storia del
disavanzo in questa Regione di cui la stragrande maggioranza di
responsabilità ricade sul centrodestra, come ha detto bene
l'onorevole Dipasquale, ma non ha parlato dei numeri che oggi
congelano l'attività legislativa di questo Parlamento. Perché una
cosa è parlare di impegni di spesa o di decreti di pagamento. Il
tema vero, signor Presidente, è che questa Aula non è nelle
condizioni di dare copertura neppure per 100 mila euro.
Dalla ripresa della pausa estiva, quindi dalla sessione autunnale
ad oggi, questo Parlamento non ha potuto approvare alcuna legge che
prevedesse spesa perché, come lei ha detto, il Governo non è in
grado di dare copertura di spesa. E il Presidente Miccichè ci ha
reso una relazione in Aula dove appunto ci riferiva che lei avrebbe
scritto al Presidente Miccichè una lettera invitando alla prudenza
nell'attività legislativa perché c'è una gravissima crisi economico-
finanziaria che blocca i conti e quindi l'attività legislativa
della Regione siciliana.
Io ho già chiesto il dibattito d'Aula ai sensi dell'articolo 160
bis del Regolamento interno sull'attuazione del suo programma di
Governo e quindi penso avremo modo lì di parlare del tema che, più
in generale, riguarda l'attuazione del suo programma di Governo. E
torno ai numeri. Torno ai numeri di cui lei non ha parlato signor
Presidente, che sono i numeri che oggi mettono la Sicilia in
ginocchio. Perché lei non ha detto, onorevole Presidente, che con
la legge di stabilità, con la legge n. 1 del 2019, sono stati
congelati ben 141 milioni di euro di spesa di interventi previsti
in legge di stabilità e di bilancio. E non sono numeri teorici che
non parlano alla vita della gente, sono carne e sangue che riguarda
la vita dei lavoratori, dei pensionati, della gente di questa
Regione, dei cittadini siciliani di cui lei è Presidente.
E allora sono numeri che riguardano, per esempio, i Consorzi di
bonifica e i lavoratori dei Consorzi di bonifica, che riguardano i
lavoratori forestali, che riguardano la cultura e i teatri, che
riguardano le attività di assistenza sociale. Sono numeri congelati
che oggi impediscono che questi interventi legislativi possano
essere attuati in favore di queste categorie, di questi cittadini e
di queste persone.
Noi abbiamo chiesto questo dibattito d'Aula per avere le risposte
dal Governo rispetto al blocco della spesa. Noi abbiamo 141 milioni
di euro di legge di stabilità e di bilancio tutt'ora bloccati,
congelati, per le ragioni che più avanti dirò. Rispetto a questo
lei non ha detto una parola signor Presidente Quindi onorevole Di
Mauro noi siamo sì sorpresi ma molto negativamente dal fatto che
lei non ha fatto neppure cenno a quella che è la condizione attuale
della Regione.
Lei ha parlato come se in questa Aula, alla ripresa dei lavori a
settembre, noi non fossimo stati costretti a minacciare
l'occupazione della Sala d'Ercole del Parlamento regionale per
impedire l'approvazione di un maxiemendamento presentato dai Gruppi
parlamentari di maggioranza che costava 29 milioni di Euro non
potendo questo Governo dare copertura, perché nel frattempo avevamo
letto sulla stampa che la Corte dei conti aveva accertato ulteriori
400 milioni di disavanzo, e voi facevate finta di nulla
nascondendo la polvere sotto il tappeto Abbiamo dovuto chiedervi
insistentemente di riferire ufficialmente su questi ulteriori 400
mila di disavanzo. E quello che lei dice, signor Presidente, e che
cioè il Governo precedente nel 2015 avrebbe potuto chiedere la
rateizzazione anche dei 400 milioni, è impossibile per il semplice
motivo che, come lei ha detto, la Corte dei conti ha comunicato
questo ulteriore disavanzo a giugno del 2019 ma mi sembra fin
troppo logico perché diversamente, signor Presidente, la domanda
gliela faccio io, perché lei non ha trattato con il Governo
nazionale a dicembre 2018 ed a maggio 2019 la rateizzazione con il
Governo nazionale anche di questi ulteriori 400 milioni di euro di
disavanzo? Perché lei non era a conoscenza e, allora, come poteva
esserne a conoscenza il Governo precedente se si scopre che c'è un
ulteriore disavanzo di 400 milioni solo a giugno del 2019?
Signor Presidente, lei non ha risposto a quella che è la reale
condizione di dissesto cui va incontro, purtroppo, la Regione
siciliana per le vostre mancanze, per la vostra carenza di
iniziativa politica. Siccome vedo l'assessore Armao dissentire,
vorrei ricordare all'assessore Armao alcune parole che ha
pronunciato in quest'Aula il 18 giugno, se il Presidente mi
consente, del 2019.
L'assessore Armao disse che si pensava di rateizzare la restante
parte di 546 milioni di euro in un quadriennio e leggo testualmente
- siccome una parte era già stata messa in conto anno 2018 - Si
prevede che quest'ultima somma di 381 milioni di euro possa essere
ripianata in quattro anni. Questo è stato l'errore che ha portato
la Sicilia a sbattere perché non si poteva ripianare in quattro
anni tanto che il Consiglio dei Ministri gli ha impugnato la norma
perché la norma del Collegato generale è stata impugnata. Se volete
vi leggo anche l'impugnativa, ma ve la risparmio perché non è
coerente con il D.L. n. 118, professore Armao, che lei conosce
perfettamente, però, si dà il caso che lei in quest'Aula ha
dichiarato una cosa contraria. Lei non poteva dichiarare in
quest'Aula che il disavanzo ulteriore era rateizzabile in quattro
anni se non prima di avere un accordo con lo Stato o
un'autorizzazione di legge formale da parte del Parlamento così
com'era già stato con l'accordo del dicembre 2018.
E, quindi, parliamo di numeri, i numeri che oggi mettono in
ginocchio questa Regione e che caricano, purtroppo la croce delle
mancanze politiche di questo Governo sui siciliani che oggi, come
diceva bene l'onorevole Dipasquale, purtroppo, sono in condizioni
pesantissime da dovere affrontare, non avendo, ad oggi, ascoltato
dalla bocca del Governo regionale una sola proposta, una sola
parola su come è possibile uscire da questa gravissima condizione
in cui noi ci ritroviamo.
E, allora, penso che questo Governo il dovere di indicare una
soluzione ce l'ha e non basta, onorevole Presidente, buttare sempre
la croce su Crocetta perché è diventato pure un gioco di parole,
lei non è più il capo dell'opposizione che fa l'opposizione a
Crocetta perché non c'è più. Lei è il Presidente della Regione che
rispetto anche alle difficoltà che lei ha ereditato perché è
evidente che lei ha ereditato anche le difficoltà, ha comunque il
dovere di fare delle proposte e di proporre delle soluzioni: Io
penso al Parlamento della Regione ancor prima che ai giornalisti di
cui lei si è lamentato, ma voglio ricordarle che è stato lei,
quando noi abbiamo sollevato il problema in Aula, rispetto
all'ultimo disavanzo a convocare, non a chiedere un incontro con la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari con l'Aula, ma a
convocare una Conferenza stampa e lì avete detto che non c'era più
un Euro per una legge di spesa.
Oggi lei dice che la situazione è rosea perché ci sono impegni di
spesa, decreti di pagamento, e su autorizzazioni di spesa che
riguardavano il periodo precedente? Oggi, se non ve ne siete
accorti, non siete in grado di avanzare una proposta legislativa
che comporti, ripeto, una spesa di 100 mila euro. Presidente
Miccichè, se così non è, se il Governo oggi qui dice che ha risorse
finanziarie da potere impegnare per dare copertura a disegni di
legge, io la invito a tirare fuori dal cassetto i disegni di legge
che il Presidente della Regione ha detto in quella Conferenza
Stampa Lei si tiene nel cassetto e sappiamo tutti che non è
così Perché purtroppo fino ad ieri non siamo stati in grado di
programmare un'attività legislativa adeguata perché non c'è
copertura di spesa. Ed allora, quale film vi siete visto? Di quale
Sicilia state parlando o parlate? Ma ci parlate con la gente? Ma ci
state in mezzo alla gente? Questo è il Governo della fiera del
cavallo di Amberia e del restauro di tre ex borghi fascisti Di
cosa state parlando? Piuttosto che destinare i 14 milioni di euro
al restauro dei tre borghi fascisti avreste fatto bene quanto meno
a destinarli alle aree interne - sì, Presidente - per far fronte a
qualcuna delle tante esigenze che hanno i Comuni del nostro
entroterra.
E siamo arrivati al collegato generale, che prevedeva che si
potesse sbloccare una spesa di 114 milioni di euro rispetto ai 141,
mi dispiace che l'onorevole Di Mauro non c'è visto che mi invitava
a parlare di numeri. Intanto, non si capisce con quale criterio
avete impegnato con delibera di Giunta questi 114 milioni di euro,
perché io sono d'accordo che bisognava dare una risposta, ahimè,
purtroppo parziale al Teatro Bellini, anzi la invito a fare
qualcosa in più, che soffre una crisi economica e finanziaria
terribile, ma non si capisce, Presidente, perché con la stessa
delibera non avete destinato un euro all'Orchestra sinfonica
siciliana o al teatro Massimo di Palermo e potrei parlare anche
dello Stabile di Catania o di altri teatri che sono nelle stesse
identiche condizioni e noi avevamo posto il tema all'onorevole
Micciché, perché di quei 114 milioni di euro 64 milioni che sono
quelli che derivano dall'articolo 12 della legge 13/19 sono stati
impugnati.
Ed allora, questo Governo ha il dovere di dire ora in questa Aula,
intende resistere dinanzi alla Corte costituzionale? Non l'avete
detto, io questo volevo sentire dire innanzitutto al Presidente
della Regione, oppure proponete variazioni di bilancio? Cosa
proponete? E rispetto alla spesa che non veniva coperta con i 114
milioni del collegato generale, l'Assessore Armao disse 36
milioni, io credo siano 27, poco conta, quello che resta perché
molti altri capitoli continuano ad essere congelati, ripeto dalla
Sinfonica al Massimo a tutte le attività sportive avevate preso
impegno il 18 giugno che questo ulteriore spesa sarebbe stata
coperta con l'assestamento di bilancio.
Io temo che ciò non sarà più possibile perché se è vero, com'è
vero, che c'è un ulteriore disavanzo di 400 milioni, ahimè temo -
ed è il Governo a doverlo dire - che il prossimo assestamento di
bilancio non metterà questo Governo nelle condizioni di allargare
la coperta.
Allora, dica il Governo cosa intende fare con una legge di
stabilità che è rimasta appesa e sostanzialmente non attuata e che
riguarda anche i lavoratori forestali e tante altre categorie che
oggi hanno assolutamente bisogno di trovare risposte.
Allora, Presidente, la Sicilia si è fermata, la Sicilia è ferma,
la Sicilia è alla paralisi, la Sicilia è in una condizione
drammatica e aspetta risposte. Lei ha il dovere di indicare,
rispetto alla gravità di questa condizione di paralisi politica,
amministrativa e legislativa, soluzioni e proposte politiche perché
questo è il dovere del Presidente della Regione.
Io concludo, Presidente, se lei non se la sente o non è in grado
di avanzare proposte, lei ha il dovere di dimettersi, o lei
risponde alla gravità o lei alzi le braccia, prenda atto che il suo
Governo non è più in grado di andare avanti e liberi la Sicilia e
andiamo a nuove elezioni.
(Applausi dai banchi di sinistra)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, il tempo che l'onorevole Gucciardi arrivi al
pulpito, ci sono ancora circa una decina di iscritti a parlare e
vedo che ce ne sono ancora che si iscrivono a parlare. Siccome gli
interventi sono di un quarto d'ora l'uno, ogni 4 sono un'ora così
già sarebbero un'ora e mezzo quelli che ci sono ora. Allora, o i
colleghi limitano gli interventi - e non lo posso chiedere, non lo
posso imporre lo posso soltanto chiedere ma, certamente, non
imporre - o io credo che, a un certo punto, bisognerà fissare un
orario di chiusura e si riprenderà domani lo stesso dibattito,
anche se è giovedì, mi dispiace per molti di voi che avrebbero
problemi, ma se tutti continuano ad intervenire, sarà obbligatorio
fare in questa maniera.
Prego, onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il
dibattito che abbiamo ascoltato questa sera non fa altro che
testimoniare la debolezza di un'azione di Governo che potrebbe
evincersi da tanti elementi. Ma, in questo caso, al di là dei
singoli ruoli di maggioranza o di opposizione che ciascuno in un
determinato momento storico svolge - credo che, ormai da qualche
anno, tanti colleghi mi conoscono circa l'onestà intellettuale che
ho espresso in questo Parlamento - certamente non ha giovato in
questi due anni il metodo bizantino, fumoso, che poi diventa
scivoloso, di voler fare - ricordava l'onorevole Lupo e non
soltanto lui - di voler fare attività di Governo, azione di Governo
pensando di fare opposizione ad un Governo che non c'era più,
perché gli elettori avevano scelto, appunto, il Governo in carica.
Ed io sono stato fra coloro che non hanno condiviso, neppure
quando ero in maggioranza, questo metodo. Cioè il metodo di
governare con la testa rivolta all'indietro e, uscendo fuor di
metafora, dunque è semplicissimo. Cioè, questo Governo ha creato
una situazione surreale. E' da circa due anni che ci dice che i
problemi sono legati al passato, l'assessore Armao ha detto - ho
gli articoli di giornale - ha ribadito mille volte che il problema
era il Governo della precedente Legislatura. Salvo, poi, magari,
essere smentito persino qualche giorno fa dal Presidente della
Regine che ha detto che gli ultimi trent'anni sono stati un
problema per questa Regione. E non c'è da essere orgogliosi, noi
che facciamo parte in questo momento storico di questo prestigioso
e antico Parlamento
Se è vero, com'è vero, che alcuni analisti qualche anno fa hanno
portato, onorevole Cracolici, in Commissione Bilancio , ce lo
ricordiamo ancora e se lo ricorderanno anche gli uffici, che la
nostra regione, la Regione siciliana - e parlo di parecchi anni fa
- è in deficit strutturale dal 1963 Avete sentito bene
Allora, io non so esattamente se questi siano quelli rispondenti
al vero, ma questo scrupolo di onestà intellettuale di qualche ora
fa del Presidente della Regione, che ha voluto correggere il
modello della responsabilità di ieri, si è riferito ai governi
dissennati di circa trent'anni di azione di governo in questa
Regione.
Debbo andare per sintesi, Presidente, perché ci sarebbe molto da
dire e ci sarebbe molto da dire citando numeri e citando cifre,
perché questo Parlamento merita i numeri e le cifre Perché è
troppo comodo dire, oggi, sediamoci attorno a un tavolo - io
apprezzo quello che ha detto il collega dei Cinque Stelle, Tancredi
- sediamoci attorno a un tavolo, però sempre, Presidente, non di
tanto in tanto, quando conviene, cioè con le conferenze stampa
fatte dall'assessore al ramo che butta la croce su chi,
evidentemente, ha avuto l'onere , io mi augurerei che ci fosse
l'onestà intellettuale di riconoscerlo, e non sto difendendo
proprio nessuno, perché quando si è trattato di esprimere critiche
durissime, anche nei confronti della mia parte politica, persino
del mio partito, io l'ho fatto e l'ho fatto persino da questa
tribuna
Questo annuncio enfatico della riduzione del concorso alla finanza
pubblica era stato, colleghi vi ricorderete tanti di voi erano in
Parlamento, era stato già previsto da tempo dallo Stato. Tanto che
la riduzione, da un miliardo e trecentomilioni a un miliardo, era
stata già considerata nella legge di stabilità precedente.
Inoltre, ad esempio, l'articolo 882 della Legge n.145 del 2018, di
cui non parla nessuno, è la legge di stabilità dello Stato che
riprende l'accordo del Governo in carica ed è addirittura
peggiorativo rispetto a quanto è stato fatto nel passato, Assessore
la legge è legge mi dispiace, poiché lo Stato si è attribuito in
maniera unilaterale, lo voglio dire senza una parola di questo
Governo e dell'assessore all'Economia, il Governo nazionale si è
attribuito, il Parlamento nazionale in maniera unilaterale, la
facoltà di aumentare per la Regione siciliana il concorso alla
finanza pubblica leggo testualmente di un 10 per cento per un non
precisate esigenze di finanza pubblica, un ulteriore 10 per cento
per generiche straordinarie manovre volte ad assicurare il rispetto
delle norme europee in materia di riequilibrio del bilancio
pubblico riportando di fatto il concorso a circa un miliardo e 200
milioni di concorso alla finanza pubblica a differenza delle
precedenti disposizioni - sì, Assessore, così è scritto nella
legge - che lo fissava ad un miliardo a partire dal 2019 .
E poi non si comprendono rispetto a quella relazione di cui avete
parlato tanti di voi colleghi gli effetti negativi degli accordi
della precedente Legislatura che certamente non saranno come dire
le sacre scritture, come non sono state le sacre scritture
l'accordo che avete stipulato voi e che oggi ci porta in questa
situazione di gravissimo disagio; e non avremmo voluto puntare
l'indice, siamo stati costretti a puntare l'indice perché non si
riesce a capire che cosa esattamente vuol dire la Commissione, se
non ricordo male, a pagina 47 rispetto a ciò che è la situazione
finanziaria attuale della Regione.
Assessore vorrei che mi ascoltasse, in quella relazione non sono
stati considerati i 250 milioni che lo Stato ha concesso alla
Sicilia nel 2015, le regolazioni contabili. Assessore Falcone, le
regolazioni contabili, quante volte abbiamo discusso persino
litigato sulle regolazioni contabili e cioè i rimborsi fiscali
decisi dallo Stato a livello nazionale che, grazie ai due accordi
della precedente Legislatura hanno congelato, sono stati congelati
nella cifra di 334 milioni annui.
Si consideri che nel 2016 - e sono cifre, Presidente Di Mauro -
nel 2016 le regolazioni contabili erano pari ad oltre un miliardo
di euro, mentre nel 2017, assessore Armao, per effetto di quegli
accordi tanto vituperati, è stato ridotto a 334 milioni di euro,
quindi ben 668 milioni di euro di benefici circa a regime, e quindi
non è corretto riferirsi soltanto al 2020 perché quelli sono
accordi e benefici a regime. Allora, la tabella che la Commissione
ha redatto doveva essere questa tabella, che per ragioni ovviamente
di tempo non cito per intero, cioè il beneficio di oltre 2 miliardi
a regime che quegli accordi hanno prodotto alla Regione siciliana.
E non basta scuotere la testa, assessore Armao, la stima non viene
meno assolutamente, e mi fa un po' rabbia che le capacità e
l'onestà intellettuale che sempre pubblicamente le ho riconosciute
avrebbero e dovrebbero e potrebbero ancora essere utilizzate per
portare questa Sicilia fuori da quel guado nel quale molti deputati
di maggioranza e di opposizione questa sera hanno parlato. Già nel
2017 i benefici ulteriori prodotti dagli accordi della scorsa
Legislatura ammontano a 2 miliardi 117 milioni, nel 2018 a 2
miliardi 160, nel 2019 a 2 miliardi 171, nel 2020 a 2 miliardi 324,
da qui bisognava partire.
E poi per quanto riguarda l'osservanza delle due sentenze della
Corte Costituzionale pronunciate su due distinti ricorsi della
scorsa legislatura della Regione siciliana in base allo squilibrio
che è stato causato dal bilancio al bilancio della Regione dalla
riduzione delle entrate, cioè la forbice tra il riscosso e il
maturato, ne abbiamo parlato decine di volte, per effetto indiretto
di leggi di riforma dello Stato che si sono succedute nel tempo, le
sentenze i cui contenuti accerchiavano sostanzialmente il danno
indiretto e involontario che la Regione siciliana aveva ricevuto
invitavano Stato e Regione a trovare pattiziamente una formula che
risarcisse la Regione di quanto lo Stato aveva mancato nei suoi
confronti, e questo è stato fatto. Il passaggio al maturato,
finalmente, ha comportato il blocco dell'erosione del riscosso
iniziato negli anni 70 a seguito di tante riforme - come dicevo -
della Legge dello Stato.
E allora, bisogna cristallizzare questi 2 miliardi di benefici a
regime che la Regione siciliana ha avuto ed io mi auguro che nelle
repliche non si continui a giocare con bizantinismi sulle cifre e
sui numeri, perché la conseguenza diretta di queste azioni virtuose
è stato l'incremento della liquidità che abbiamo ottenuto nella
scorsa Legislatura, che questo Parlamento ha ottenuto nella scorsa
Legislatura grazie anche alla ristrutturazione dell'indebitamento,
ex Decreto Legge 35/2013 ed al superamento dei vincoli dovuti al
patto di stabilità.
Nel 2016, per esempio, il 95 per cento delle somme impegnate sono
state pagate a fronte di 11,5 miliardi di pagamenti contro i 12,2
miliardi di impegni; nel 2012 sono state pagate soltanto il 66 per
cento delle somme impegnate, 7,8 miliardi di pagamenti contro 11,7
miliardi di impegni; nel settore sanitario nel 2016 sono state
pagate il 95 per cento delle risorse delle somme, contro il 40 per
cento del 2012 e le aziende sanitarie provinciali, lo sa bene
l'Assessore per la salute, Razza, hanno ridotto di decine e decine
e decine di milioni gli interessi sulle anticipazioni di cassa che
erano costretti a fruire per poter far fronte a quelli che erano i
decreti ingiuntivi a raffica che derivavano dalla mancanza di
liquidità che questa Regione aveva.
E poi, in ultimo, brevemente, Presidente, gli ulteriori 400
milioni di debito. Si legge che sono state effettuate nel 2009 due
operazioni - lo ha letto qualcuno prima di me e lo rileggo perché è
importante, l'Assessore, e gliene do atto, ha provato a spiegarlo
in maniera anche informale a quest'Aula di questa sorpresa che
evidentemente non alleggerisce la situazione ma in qualche modo la
appesantisce - per importi consistenti che rispettivamente hanno
comportato la riduzione di accertamento per crediti, poi rivelatisi
inesistenti, inesistenti nei confronti dello Stato del
finanziamento per il fondo sanitario del 2003 per euro 573,5
milioni di euro circa ed il trasferimento a fondi regionali,
mediante iscrizione di perenzione della somma, di 294 milioni di
euro circa.
E' uno squilibrio che risale ad anni precedenti al 2009, è uno
squilibrio di cui nessuno si era accorto fino a poco tempo fa, ne
ha parlato l'onorevole Lupo con voi qualche minuto fa. E questa mia
enfasi, ma non più di tanto, è diretta nel senso che questa Regione
ha bisogno davvero di ritornare all'etica della responsabilità, per
cui la continuità non può essere cesura rispetto a ciò che di
difficoltà trova il Governo che succede ad un altro Governo.
Lo squilibrio dei 400 milioni del fondo sanitario - questo
precisiamolo, onorevole Cracolici, ne parlavamo poc'anzi -
Assessore sono fondi vincolati, spieghiamolo che non potevano
essere in ogni caso, anche se fossero stati scoperti, risolti con
il riaccertamento straordinario che, come sappiamo e dobbiamo
ribadire in questo Parlamento, può essere riferito soltanto ai
residui, non alle somme vincolate. Quindi, i 400 milioni non
c'entravano niente col riaccertamento straordinario del 2015, non
c'entravano proprio nulla, tecnicamente non c'entravano nulla.
Quindi, chiarito questo, io penso che ognuno nel passato dovrebbe
tener conto degli errori che sono stati fatti; errori in buona
fede, perché quando i colleghi di questa Legislatura o di altre
propongono un emendamento di spesa, lo propongono per le cose che
dicevate tanti di voi, che diceva l'onorevole Lupo poc'anzi, che
diceva l'onorevole Dipasquale, perché ci sono i teatri che
chiudono, perché le attività sportive languono, perché ci sono
problemi che ciascuno di noi sui territori verifica, e per
risolvere i problemi ci vogliono evidentemente risorse. Però,
Assessore, nel passato, e questo bisogna dirlo, ma non per puntare
l'indice ma perché le responsabilità non possono essere ascritte
soltanto a chi c'era un quarto d'ora fa - ho finito Presidente ho
proprio finito - perché al 1 gennaio del 2008, e lei lo ricorderà
perfettamente come lo ricorderò io perché ero in questa Assemblea,
la somma di 2 miliardi 139 milioni circa, era nominalmente
congelata nel cosiddetto fondo abbattimento residui attivi o fondo
avanzo non riutilizzabile.
La crisi finanziaria di quel momento ha portato alla fine del
2012, quindi dopo oltre 4 anni, ad un importo negativo di oltre 900
milioni, in pratica nel periodo dal 2008 al 2012 si è generato uno
squilibrio di oltre 3 miliardi di euro, tutto questo se lo è
trovato sul groppone fisiologicamente chi doveva applicare il
Decreto legislativo 118, per cui nel 2015 con il riaccertamento
straordinario che non poteva occuparsi, ammesso che ne fosse stato
a conoscenza del 400 milioni della sanità, nel 2015 è stato fatto
un riaccertamento straordinario di quei residui attivi che sono
stati un colpo di clava su quel Governo che in quel momento storico
governava - ho finito, Presidente - un colpo di clava davvero,
perché quei soldi erano stati spesi certamente nell'interesse della
Sicilia, cioè quel fondo non esisteva più. E allora, io credo che
il tempo sia scaduto per tutti, il tempo della propaganda
PRESIDENTE. Intanto, solo per lei, onorevole Gucciardi.
GUCCIARDI è scaduto per me, ed è scaduto per chiunque abbia
davvero a cuore le sorti di questa Regione. Mi aspetto repliche che
vadano nella direzione di una collaborazione istituzionale come in
qualche circostanza correttamente e con lungimiranza, per esempio,
per l'aeroporto di Birgi l'onorevole Presidente Musumeci ha voluto
fare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gucciardi. E' difficile togliere la
parola perché lei è sempre di un garbo straordinario, per cui mi
dispiace, ma bisognava assolutamente farlo.
Ho parlato con il Governo che vuole assolutamente andare avanti
per questa sera, ovviamente io non posso che essere d'accordo; per
cui, ho chiesto ad alcuni di voi che sono iscritti a parlare se
avete qualche problema e volete parlare prima. Mi ha dato subito il
sì l'onorevole Cracolici perché ha un impegno, anche l'onorevole
Lentini. Allora, dopo gli onorevoli Cracolici e Lentini poi
proseguiamo secondo l'ordine degli interventi.
Onorevole Cracolici, è ovvio, è inutile dire che se riusciamo a
mantenerci in tempi più stretti facciamo un regalo a tutti noi.
Onorevole Cracolici, ha facoltà di parlare.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io per la verità
stasera non avevo quasi intenzione di parlare davvero sono venuto
per ascoltare. Io devo dire sono stato sollecitato dal tono di
questo confronto e non ho una carta, non ho un numero, non voglio
assolutamente stare su un terreno, tutto sommato diciamo che mi
sembra il terreno di gioco che vuole continuare a fare il
Presidente della Regione. Il Presidente della Regione però dovrebbe
sapere, una volta per tutte, che al suo fianco come Vicepresidente
della Regione, l'amico Gaetano Armao, ha avuto la sfortuna di fare
in un momento storico non facile l'assessore per l'economia di
questa Regione, e alla fine del suo mandato - lo ricordava il
collega Baldo Gucciardi - ha prodotto non per colpa sua, ma
certamente per la gestione finanziaria un disavanzo di oltre 3
miliardi di euro.
Lo dico perché questa storiella, questa narrazione su cui il
Presidente della Regione sta caratterizzando la sua Presidenza
secondo la quale tutto quello che c'era ieri - poi ogni tanto dice
anche l'altro ieri, però innanzitutto ieri - è la causa del fatto
che lui non riesce a governare, non riesce a muovere un'azione per
davvero che parli ai siciliani, ha il fiato corto.
Vorrei soltanto dire una cosa. Il Presidente della Regione non si
rende conto che è anche quel sentimento di simpatia che gli ha
consentito di vincere le elezioni. E lo dice uno che ha fatto
quella battaglia elettorale, e certamente non sosteneva il
Presidente Musumeci, però avvertiva nell'aria che quell'elezione
avrebbe avuto un vincitore quasi sicuro che si chiamava appunto
Musumeci, il quale veniva riconosciuto come una persona perbene,
seria e una persona capace e che conosceva la macchina regionale.
Quindi, c'era una grande aspettativa anche di elettori che non
c'entrano niente col centrodestra e che hanno scelto Musumeci in
quanto Musumeci, non in quanto esponente di una coalizione politica
che, in qualche modo, aveva in eredità le colpe principali del
fallimento di questa Regione.
Il mondo qui è alla rovescia Musumeci ogni tanto fa finta di
essere nato sotto il cavolo Secondo tale principio dimentica chi
c'era prima che poi sono gli stessi che lo hanno eletto Presidente
della Regione.
Questa storiella del Chi c'era prima', lo inviterei ad essere
anche serio nel modo di affrontare questo problema. Presidente, sta
dimostrando una sua incapacità a svolgere il ruolo di Presidente
della Regione. Dopo due anni - è da due anni che fa il Presidente
della Regione - se chiediamo a qualunque siciliano di ricordarsi
entro cinque minuti la cosa più importante fatta da lei in questi
due anni forse ricorderanno l'apertura di Amelia per i cavalli,
forse i palermitani si ricorderanno che dopo 32 anni è stata
trasferita la Coppa degli assi.
Per il resto? Con tutto il rispetto, nessuno sa quale sia l'azione
qualificante del suo Governo, se non il fatto che in questi due
anni per tutto ciò che non riesce a fare, la colpa è di chi c'era
prima.
E' stato eletto, Presidente, perché quelli che c'erano prima hanno
fallito. Non sto a giudicare se era vero o meno. Lei è stato eletto
perché le è stato riconosciuto, rispetto a chi c'era prima, la
speranza di dare una svolta alla Sicilia.
Dopo due anni, qual è la svolta che sta producendo? Sui conti
continua a fare una narrazione come se ogni giorno ci fosse un
mistero che viene a galla. Questo mistero, Presidente Musumeci, lo
porta a galla la Corte dei conti perché il vostro sistema di
acquisizione e di conoscenza della contabilità fa acqua da tutte le
parti.
Nel 2015, in un solo anno, la Regione ha cancellato oltre 7
miliardi di residui attivi e non c'è dubbio che in quei 7 miliardi
c'è stata una certa approssimazione, nel senso che probabilmente ce
ne sono anche altri. Ma era noto Questa questione ha riguardato
tutte le Regioni che sono state
ARMAO, assessore per l'economia. Trent'anni sulle spalle
CRACOLICI. Trent'anni sulle spalle
Quindi, in pochi mesi si è dovuto cancellare la storia decennale -
anzi trentennale - di una Regione che iscriveva nel proprio
bilancio risorse che non sarebbero mai entrate.
Lei ha fatto pure l'Assessore per il bilancio
DI MAURO. Gli enti, onorevole Cracolici, i comuni e le province.
CRACOLICI. Ho parlato dell'Italia infatti.
Detto questo, oggi continuiamo a narrare questa storia come se
fosse questa la causa della paralisi. La causa della paralisi è la
poca autorevolezza politica.
Lei, Presidente, era esponente di una coalizione che ha governato
l'Italia fino alla settimana scorsa. E' andato a Pontida prima, è
andato a Roma domenica scorsa. Bene Il risultato di questa sua
predisposizione a rappresentare quel modello politico, soprattutto
di Salvini in Sicilia, dovrebbe dire ai siciliani quali vantaggi ha
prodotto loro.
Lei ha venduto la Sicilia ad un'idea politica che, in qualche
modo, renderà ascaro il popolo siciliano, rispetto alla prospettiva
di una destra sempre più fascistizzata, com'è quella oggi
rappresentata da Salvini nel nostro Paese.
E dopo due anni che lei ha, come dire, manifestato questa
goliardia, nel modo in cui ha rappresentato la Sicilia rispetto a
quelle forze politiche, il risultato, il saldo di quell'esperienza,
h che lei ha indebolito la Sicilia, perché lei è ormai uno degli
ascari della prospettiva politica di un centrodestra dove, al
massimo, lei potrà fare il tifoso. Lei non sarà mai il
protagonista, come dire, di un centrodestra che in questo paese ha
bisogno di fedelissimi e non di alleati.
Ecco perché, lei, piuttosto che continuare a dire il passato,
ieri, chi c'era prima, chi c'era l'altro ieri, 30 anni, il passato
remoto, ci dovrebbe dire come dobbiamo affrontare i problemi della
Sicilia.
Come alcune questioni che sono ancora irrisolte.
Annuncia riforme a cui lei stesso non crede, a cui lei stesso non
crede Perché un Governo che crede alle riforme, ha mille strumenti
per imporre al Parlamento di discuterne. Mille Ma quando il
Governo fa le riforme come comunicato-stampa, per tentare di far
capire che sta facendo le riforme.
Ne conosco una sui consorzi di bonifica. Mi è stato detto che la
grande riforma dei consorzi di bonifica in Sicilia è di fare un
unico consorzio di bonifica. Ditemi che cavolo di riforma è
rispetto al fatto che l'acqua in Sicilia, non solo non si dà, ma
quella che si dà costa un'ira di Dio agli agricoltori.
L'unica grande riforma, però, è che facciamo un unico consorzio.
Ma in realtà, un unico consorzio di bonifica si vuole fare per
destituire gli attuali direttori ed avere così la possibilità di
nominarne altri.
Perché la verità è che questo Governo, alla fine della giostra, è
il Governo del nominificio . Ha annunciato la riforma degli IACP
per, poi, proporci 11 commissari, fedelissimi della vostra
coalizione politica per gestire gli IACP.
Era questa la riforma che avevate annunciato?
Avete annunciato le riforme di tutti gli enti vigilati e
controllati.
Qualche giorno fa, siete stati costretti a ritirare le nomine che
avevate fatto sugli enti parco perché non eravate neanche capaci di
sostenere la fattibilità dei nomi proposti. La verità, onorevole
Musumeci, è che, dopo due anni, è finita la luna di miele .
La storiella che la colpa è del lupo cattivo che c'era prima, non
fa più piangere neanche Cappuccetto Rosso. E, quindi, da questo
punto di vista, lei è adulto, è diventato grande. Oramai, lei sarà
giudicato per quello che fa, non per quello che dice. Ed alla luce
di quello che fino ad oggi ha fatto, il giudizio non può che essere
fallimentare.
Ha ragione l'onorevole Lupo, piuttosto che minacciare,
sussurrando, la sua eventuale intenzione di dimettersi, come clava
per intimorire la sua maggioranza, che le ricordo lei ha dal primo
giorno, e lei ha negato il fatto di avere una maggioranza in
quest'Aula per giustificare l'incapacità del suo Governo di avere
progetti di riforma capaci di essere approvati in quest'Aula.
Ed allora, piuttosto che continuare con questa storiella, che non
ha la maggioranza, che lei minaccia, ad ogni piè sospinto,
l'intenzione di dimettersi e mandare tutti a casa, glielo dico col
cuore, faccia un bene alla Sicilia, prenda atto che lei non è
capace, che non è adeguato alla sua funzione e consenta ai
siciliani di trovare un nuovo Presidente della Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, ringrazio i colleghi che mi consentono
di parlare in anticipo perché devo ritornare a casa. Ho mia moglie
in grosse difficoltà di salute. Non sta morendo, ma sta
recuperando, piano piano.
Io ero presente nelle passate legislature, dal 2008, caro
onorevole Cracolici, carissimo onorevole Lupo e caro, anche,
onorevole Dipasquale, se vi ricordate bene, ero con voi a svolgere
un'attività parlamentare a tutto spiano.
Oggi, dare la colpa al Presidente Musumeci, con il quale io avevo
rapporti più forti prima, nella passata legislatura, perché eravamo
insieme in Commissione Antimafia, oggi ne ho meno anche perché fa
il Presidente e quindi i rapporti sono distanti, non è vero, lui è
sempre disponibile con tutti, è mancato per me.
Carissimi colleghi, oggi mi limiterò solo a parlare di fatti, non
di numeri perché la verità è che essendo io un funzionario
regionale, sono dipendente regionale, conosco bene i numeri di
questa amministrazione e questa amministrazione fa acqua sempre.
Oggi c'è un deficit di 7 miliardi e 300 milioni di euro. Il
prossimo anno aumenterà ancora di più e l'altro anno sempre di più.
Non c'è Musumeci o non c'è chicchessia che può risolvere questo
dannato problema.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Noi siciliani, la deputazione siciliana, mi riferisco ai deputati
nazionali, i senatori, nonché noi abbiamo avuto anche grandi
ministri, tutt'ora abbiamo ministri, abbiamo sottosegretari,
abbiamo presidente molto importate di questo benedetto Stato, non
siamo stati mai capaci di intervenire con forza e rompere equilibri
forti in Parlamento nazionale. E mi riferisco ad una semplice cosa,
signor Presidente, io proprio cinque minuti per dare l'esempio di
come non funziona questa Regione siciliana e oggi il Presidente
Musumeci voi volete un anno e mezzo, quasi un anno e nove mesi,
deve recuperare tutto quello che il signor Crocetta ha distrutto
nei cinque anni.
Il signor Crocetta ha avuto la possibilità con un accordo
capestro, poi si è rivelato capestro, in un determinato momento di
chiudere i residui attivi. Questa Regione aveva 11 miliardi di
residui attivi. Si sono volatilizzati e non si è capito più nulla.
Allora il killer, l'Assessore Baccei, perché di fatto la Regione
siciliana in quel quinquennio è stata commissariata dall'Assessore
Baccei, perché veniva da fuori, lui toscano, ma aveva equilibri e
si interfacciava con Roma. Lui è venuto qua per distruggere. Noi
abbiamo attuato dal 2009 in poi una spending review, e lei lo sa,
onorevole Cracolici, lo sappiamo tutti quelli delle passate
legislature, non sappiamo più dove andare a tagliare. Oggi è
impensabile ancora continuare, ma che ci dobbiamo dire al
Presidente Musumeci e al suo Governo? Di recuperare che cosa?
Quando noi abbiamo, dal 2006, con un accordo anch'esso capestro cha
ha distrutto questa Sicilia con la compartecipazione del 49,11%
della spesa sanitaria, il cofinanziamento. Mentre nelle altre
Regioni intervengono con il 41-42%. Come si può recuperare? Come si
deve recuperare, quando non c'è una perequazione? Come si può
recuperare se in alcune Regioni a Statuto ordinario c'è un dato di
fatto, in alcune Regioni a Statuto speciale c'è, e invece noi
dobbiamo pagare e abbiamo questa compartecipazione che, se ci fate
caso, la spesa sanitaria è di circa 8 miliardi di euro.
Lei era bravissimo come deputato e sto vedendo un attimino come si
comporterà come Assessore, Assessore Falcone, ha iniziato bene, ma
come deputato lei era bravissimo.
La spesa sanitaria è di 8 miliardi e mezzo. Oggi se andate negli
ospedali siciliani siamo alla deriva. Tutti si lamentano. Tutti
Mancano i medici, mancano gli infermieri, manca, per dire la cosa
più banale, la carta igienica Io sono stato in ospedale per mia
moglie e vi assicuro che la gente si portava le cose da casa,
compreso me. Quindi spending review basta
Il patto di stabilità ci ha distrutto la vita alle Regioni
meridionali. Come bisogna intervenire? Bisogna intervenire nella
compartecipazione, che questi sono soldi che esce, nella
compartecipazione sanitaria. Dobbiamo chiudere la legge n. 296 del
2006 che ci dà questa cosa. E poi dare la possibilità, finalmente
Assessore Armao, l'articolo 36-37 che ci dà la possibilità di
recuperare alcune risorse. E diciamolo con forza anche nel patto
Stato-Regioni, nelle Conferenze Stato-Regioni, dove la Sicilia ha
la possibilità di fare intervenire alcuni deputati, il Governo per
interfacciarsi e dire la sua. Fatelo Perché il Governo Crocetta
manco ci andava a quelle riunioni
Quindi io non voglio stare qua mezz'ora perché vi potrei
raccontare di tutto e di più. La cosa più importante, signor
Presidente Musumeci, io ho presentato ieri un disegno di legge sul
bonus alle famiglie, ai figli in generale, ai figli di tutti. E
dare la possibilità alle giovani coppie di fare figli. Perché la
verità è pure questa. Oggi la disoccupazione cavalca al 46 %, 46 %
di disoccupazione, nei giovani e il 30 % in generale. Figli non ne
fa nessuno.
Non parliamo dei Comuni dell'entroterra perché si sono svuotati ma
a momenti, signor Presidente, si svuoteranno pure le città
metropolitane. Perché tutti vanno via. Invece noi dobbiamo anche
indebitarci, anche indebitarci, per dare ossigeno alle famiglie con
figli e dare la possibilità a loro, alle giovani coppie, di fare
figli Di fare figli Perché tra questi, tra tutti quelli che
vengono, questi migranti che arrivano, per carità ce ne sono
migliaia che sono persone perbene e vengono per lavorare. Ma ce ne
sono tantissimi che vengono per distruggere, vengono per rubare e
fare atti osceni Cose che ormai sono alla cronaca italiana
Quindi per chiudere, signor Presidente, io di questo disegno di
legge ne parlerò sempre perché lo voglio portare avanti. Alla fine
sono circa 100 milioni di euro all'anno che saranno spesi per le
famiglie. Ma quanto meno diciamo, sì siamo indebitati, ma abbiamo
aiutato il nostro popolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Restano
iscritti a parlare gli onorevoli Sunseri, Savarino, De Luca, Pagana
e Aricò. Con l'onorevole Aricò si chiudono le iscrizioni sono
chiuse. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, abbiamo atteso credo almeno tre settimane prima di
affrontare questo importantissimo dibattito sulle condizioni
finanziarie della Regione. Certo, si poteva benissimo rinviare a
domani il prosieguo di questo dibattito per consentire a tutti i
colleghi magari di discutere in maniera più serena quello che ora
ci accingiamo a fare con più velocità. Ma, evidentemente, ancora
una volta il Governo impone dei tempi al Parlamento che
personalmente considero una questione di sgarbo non di garbo.
Signor Presidente, dopo tre settimane noi abbiamo una relazione di
125 pagine e circa 40 minuti di nulla, durante i quali il
Presidente Musumeci, parlando al Parlamento regionale siciliano ha
elencato tutta una serie di numeri, di dati. Ha chiuso il suo
intervento dicendo che voleva essere senza polemiche.
Signor Presidente, ma un intervento senza polemiche che cos'è? Che
cos'è la polemica se non dirci come stanno le cose? Che cos'è la
polemica se non fare una operazione di trasparenza e di dire al
Parlamento quali sono i reali conti della Regione. Perché vede, la
ricostruzione di quello che è accaduto va benissimo, ne prendiamo
atto, ci studieremo questo dossier, ma qual è la soluzione a questa
crisi finanziaria? Qual è la strada che oggi il Presidente Musumeci
ha indicato a questo Parlamento? Qual è la via che ci indica per
uscire fuori dal tunnel?
Signor Presidente, io sono in questo momento l'uomo della strada
quello che non avrà mai questo dossier; sono lo studente al quale
anche questo Governo ha staccato l'ennesimo biglietto verso il
Nord; sono il disoccupato, sono l'anziano che non ce la fa a tirare
fino alla fine della settimana. A queste persone io, tornando a
Caltagirone, che cosa devo raccontare? Qual è la ricetta che questo
Governo sta proponendo in questo momento per uscire fuori da questa
crisi? Che cosa dirò in piazza se non sventolare un dossier di 125
pagine e dire all'anziano ed all'amico che questo dossier non vale
nulla, esattamente come questo Governo. C'è un solo comparto di
questa Regione che va bene? Io vi sfido a dirmi qual è questo
comparto, perché io non ne vedo
Signor Presidente, com'è cambiata la narrazione, eh? Come eravamo
bravi qui su questo pulpito a fare l'opposizione ed accusare chi ci
ha preceduto di dire che non andavano bene, che erano incapaci. Tra
l'altro, mi crede, sono molto disorientato perché il suo
predecessore ha detto che aveva questa eredità e che non poteva
farci nulla. Lei ripete lo stesso copione e le stesse parole perché
non vedo alcuna via d'uscita.
Ma allora, ditemi, ma questi problemi chi li deve risolvere?
Questa responsabilità chi se la deve prendere? Perché se voi non
siete capaci di prendervi questa responsabilità perché se siete
capaci soltanto di elencare numeri sterili e aridi senza dire ai
siciliani parlando con un linguaggio chiaro, semplice e pulito,
indicando loro qual è la via d'uscita. E, allora, signor
Presidente, che cosa dobbiamo fare? Cosa dobbiamo attenderci?
Questo io mi chiedo Da qui si è invocato Roma talvolta per
accusarla, tal'altra per invocarne l'aiuto. Ma, scusatemi,
governate voi o governa Roma?
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Io, signor Presidente, non mi iscrivo né al partito di Giletti, né
a quello di Buttafuoco, che vorrebbe, pretenderebbe di
commissariare la Regione. Il popolo ha scelto e ha scelto voi e vi
ha dato questa responsabilità. Ve la siete guadagnata naturalmente,
ma adesso le promesse le dovete mantenere Mantenere le promesse
significa garantire ai siciliani un tenore di vita adeguato alle
proprie aspettative, significa garantire le scuole, la sanità, le
strade.
Quest'estate noi abbiamo avuto uno spettacolo indecente, abbiamo
avuto milioni di turisti e micro discariche a volontà Lei ci ha
fatto vergognare di essere siciliani Signor Presidente, abbiamo
parlato del randagismo, non è stato risolto minimamente Abbiamo
una legge che giace nel cassetto. Questa è la verità
Signor Presidente, quali sono le grandi riforme di cui lei,
illudendo i siciliani, oggi ci propone l'esito. Nessuna Nessuna
E' questa la verità, signor Presidente. E, allora, la mia non è
polemica, è un'operazione di semplice onestà. Voi non potete
deresponsabilizzarvi rispetto al Parlamento ed usarlo a vostro uso
e consumo solo per quanto riguarda le finanziarie.
Signor Presidente, andremo all'esercizio provvisorio. Come dice la
mia collega: meglio l'esercizio provvisorio oggi, che un Collegato
domani , visto che di collegati stavamo praticamente morendo,
sommersi come eravamo. Ci siamo bloccati perché non c'era un
centesimo.
Presidente, all'anziano io cosa devo dire? I soldi ci sono o non
ci sono? Ha ragione Armao, o hanno ragione le agenzie che oggi lei
ha citato ed elencato? Chi ha ragione? Mettetevi d'accordo, perché
anche questa è una polemica tutta interna alla maggioranza, io non
lo so se alcune cose le devo apprendere leggendo su facebook il
Presidente Miccichè oppure invocando l'intervento di Armao per
quanto concerne i conti di Regione.
Io non sono un contabile, oggi abbiamo assistito ad una bellissima
lezione di contabilità regionale, peccato che mancava il finale,
Presidente, ed il finale è la Sicilia che ci avete consegnato,
questo è il dramma.
Ed allora, Presidente, lei, da questo punto di vista, oltre che
occuparsi in maniera egregia di cavalli, lo ha detto prima il Capo
Gruppo dell'altro partito d'opposizione, passerà probabilmente alla
storia per il suo più grande successo e cioè quello di avere
mandato lo stemma della Regione sullo spazio. Adesso, Presidente,
attendiamo anche un suo primo successo anche qui sulla terra.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, ho capito dal suo intervento che
non è chiaro il fatto che la relazione che vi siete trovati su
questo argomento è quella dell'Assemblea, e credo che sia ben
fatta. E d'ora in poi, ma io lo avevo già detto l'altra volta, è
una novità dell'Assemblea, ma tutti i disegni di legge, tutte le
volte che si entrerà in Aula su un argomento troverete la relazione
fatta dagli Uffici su quell'argomento, quindi su tutte le possibili
informazioni che si possono avere sull'argomento che si tratta e
che si dovrà votare. E' stato questo il primo giorno, ma già sui
rifiuti ci sarà la relazione sui rifiuti e sulle altre cose
esattamente così.
E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
Assessore Armao si disconnetta da facebook e si occupi un po' più
del bilancio della Regione. Presidente Miccichè le confermo che in
queste due ore il cellullare l'Assessore Armao non lo ha toccato e
ha seguito il dibattito, però chiaritevi, perché questa Assemblea
ha aspettato 35 giorni per ascoltare un dibattito sullo stato
economico-finanziario di questa Regione, ha aspettato 35 giorni
quando lei, Presidente Musumeci, anziché venire a relazionare in
Aula, ha deciso di farlo nelle sue stanze davanti a quattro
giornalisti.
Questo è il Parlamento, questa è l'Assemblea regionale siciliana,
lei doveva degnarci di una sua relazione nel momento in cui la sua
Giunta, il suo Governo ha certificato un disavanzo ulteriore a
quello già certificato dalla Corte dei Conti di 400 milioni,
disavanzo di cui non sappiamo ancora l'entità perché 400 milioni a
me ricordano come i 500 milioni dello scorso anno dove poi la Corte
dei Conti invece ne ha certificati 2 miliari e 100, non vorrei che
in oggetto di parifica ci ritroviamo 2 miliardi e 7 così come
annunciati o preannunciati dalla Corte dei Conti.
Allora veda Presidente lei ha parlato di terrorismo sui bilanci
della Regione ha accusato opposizioni di fare terrorismo sui
bilanci della Regione, eppure non c'è da fare terrorismo basta
leggere i numeri. Questo Parlamento, questa Regione non sarà in
grado se non spalmando il disavanzo di approvare l'ultimo bilancio
del triennio. Non sarà in grado di farlo perché abbiamo già enormi
difficoltà quest'anno. Se non troviamo il modo di concordare con lo
Stato la possibilità di spalmare il disavanzo ulteriore certificato
non saremo in grado di chiudere il bilancio del 2021.
Allora vede, Presidente, noi ci aspettiamo da lei semplicemente
una stagione di riforme, è quello che le chiediamo da non so quanto
tempo. La Regione siciliana come diceva giustamente il nostro Capo
Gruppo le ha dato la possibilità di governare questa Sicilia e lei
lo deve fare nel migliore dei modi provando a controvertire tutto
quello di sbagliato che è stato fatto negli anni precedenti se ne è
capace, perché ad oggi vede Presidente, noi vediamo per la prima
volta questa Regione dopo dieci anni alla sospensione dei pagamenti
del FERS, non accadeva dal 2012. I Fondi del FERS sono bloccati
perché la sua riprogrammazione li ha fatti bloccare, non quella di
Crocetta, non quella di Lombardo, la sua riprogrammazione ha
bloccato. Ad oggi sono bloccati 60 milioni di euro del FERS per il
piano rifiuti che lei non ha ancora presentato e non si possono
realizzare tutti gli impianti necessari.
Vede, Presidente, le sue riforme quali sono? La ricapitalizzazione
della società Interporti che lei stesso denunciava nella precedente
legislatura? Le sue riforme quali sono? L'aver spostato avanti il
problema di Riscossione Sicilia quando ancora non si trova una
soluzione? Le anticipo cosa succederà, Presidente. Tra qualche
mesetto ci presenterà la proroga dal 31 dicembre 2019 al prossimo
anno perché ancora non siamo in grado di prevedere cosa dovrà fare
la Riscossione Sicilia in questa Regione. E le sue riforme quali
sono, Presidente? L'aver acquisito i beni del IRVO, senza aver
fatto neanche una stima necessaria per acquisirli? La sua riforma
qual è, Presidente? Aver acquisito i beni della CRIAS, senza
neanche aver concordato con la CRIAS il bene da acquisire alla
Regione? E le sue riforme quali sono, Presidente? La liquidazione
delle ASI che sono state abbandonate e che ancora oggi l'Ufficio
delle liquidazioni chiede conto ai Commissari di spedire il prima
possibile le relazioni sulle liquidazioni? Quali sono le sue
riforme, Presidente? Perché, ancora, qui non lo abbiamo capito
Quest'Assemblea non lo ha capito Ma io sarò e avrò il piacere di
votare una riforma che possa, finalmente, rilanciare questa terra.
Allora guardi, Presidente, lei con questa favoletta di addebitare,
con questo vittimismo di addebitare continuamente gli errori ai
governi precedenti, la smetta. Lo abbiamo capito. Ci sono stati gli
errori, è vero. Li hanno fatto il governo precedente, li hanno
fatti i due governi ancora precedenti. Li hanno fatti tutti i
governi che hanno governato questa Regione. I bilanci erano falsi
I bilanci - noi non possiamo condannare il decreto legislativo 118
che, finalmente porta un bilancio reale - i bilanci che approvata
questa Assemblea regionale erano falsi Erano pompati all'ennesima
potenza.
Adesso lei dev'essere in grado di dimostrare che tutto quello che
diceva in campagna elettorale - Onorevole Cancelleri , io me lo
ricordo quel video che ha fatto il giro, queste mani hanno
amministrato miliardi
Presidente, i fatti adesso Perché quel video, ormai, lo abbiamo
lasciato alla campagna elettorale. Adesso lei è carente nei fatti,
e quest'Assemblea glielo sta rinfacciando tutti i santi giorni.
Allora, Presidente lei ha una possibilità: o porta le riforme - e
le porta a quest'Assemblea, le porta davanti a Roma - dimostrando
che vuole cambiare questa Sicilia o, altrimenti, lei rimarrà
solamente un brutto ricordo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà. Se gli altri che devono intervenire sono così veloci, può
essere che ce la facciamo in tempi brevi.
SAVARINO. Apprezzo molto che questa velocizzazione la stia
chiedendo a me per prima, però capisco che è frutto della stima che
ha nei miei confronti.
PRESIDENTE. Ho approfittato della brevità dell'onorevole Sunseri.
Dopo di lei, mancano solo tre interventi.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho ascoltato
con molta attenzione la relazione del Presidente Musumeci e, mi
creda onorevole Dipasquale, io non sono una di quelle che
assentisce in silenzio a tutto ciò che le si viene detto. Il
Presidente Musumeci sa che, com'è giusto che sia, chi lo sostiene e
crede nella sua azione di governo deve fare da pungolo, deve anche
stimolare e deve anche segnalare le cose che non vanno, e che
possono essere fatte meglio e, mi creda, io lo faccio.
Non sulla stampa, ovviamente, perché non è giusto che venga fatto
lì ma è più giusto che venga fatto in modo che si ottengano
risultati.
Nella sua relazione il Presidente Musumeci ha parlato, con grande
senso di responsabilità, di un carico trentennale di disavanzi che
la Regione siciliana ha affrontato. Quindi, non ha cercato
colpevoli sui recenti governi. Ha ammesso un errore che, se
crediamo alle parole dell'onorevole Gucciardi, l'errore non è
voluto, non è cercato. Un errore, fatto nel 2015 che ha tenuto
fuori alcune somme di un disavanzo precedente, che adesso questo
Governo sta affrontando, deve affrontare e vedremo come.
Ma non c'era la volontà di trovare colpe o responsabilità che non
siano quelle di un'allegra gestione di trent'anni a questa parte.
E, forse, l'onorevole Sunseri è stato colorito però non è andato
lontano da quello che, in alcuni casi, è stato vero.
Oggi si sta facendo chiarezza, si sta facendo ordine, si stanno
dando certezza e prospettiva, perché è l'unico modo per cercare di
costruire su fondamenta solide. Ma questo comporta anche un onere,
che è quello che, appunto, di trovare una soluzione anche a
problemi che ti ritrovi sulla scrivania e non dipendono da te.
Certo un errore il Governo Musumeci lo ha commesso. Io gliel'ho
detto, lo dico anche pubblicamente. Ha pensato, in questi due anni,
che avviare un'azione importante nella gestione
dell'amministrazione attiva della Regione, potesse dare un segnale
di grande crescita e rinascita di quell'ente, non rendendosi conto
che i tempi, che invece sono dettati da quest'Assemblea, vanno
purtroppo a una lentezza o a una velocità che non è affine a quella
del Governo Musumeci.
Perché, onorevole Zito, avere 36 deputati sulla carta non è avere
una maggioranza, qualsiasi legge elettorale consegna una
maggioranza di almeno il 10% di consiglieri, di deputati che
assicurino un'azione di governo solida nelle aule parlamentari e
nei consigli comunali, a tutti i livelli. E avere immaginato
quindi, come ha fatto il Governo Musumeci in questi due anni, che
intanto fosse importante attivare la spesa con l'azione forte, il
Governo Musumeci, è una cosa che ha, sta già dando i suoi risultati
e questi son numeri certi. Il 31 dicembre il Governo Musumeci ha
certificato la spesa di 719 milioni di euro a fronte di sole 7
milioni certificati al suo insediamento, questi sono numeri certi
perché sono fondi che sono entrati nel circuito siciliano e non
sono andati dispersi, riguardano diversi assi. Numeri certi sono
quelli che soltanto la settimana scorsa abbiamo audito
dall'assessore Razza in un importantissimo evento che ha visto
protagonista la Sicilia, protagonista non semplicemente in Italia
ma rispetto anche a soggetti, a partecipanti che venivano dal resto
del mondo e che con un grande orgoglio noi abbiamo ascoltato quelli
che sono gli investimenti importanti che sulla sanità l'assessore
Razza sta facendo, acquisendo una credibilità che ovviamente fanno
della Sicilia, danno alla Sicilia una prospettiva di crescita anche
in quel settore che abbiamo trovato - come qualcuno prima di me
diceva - depauperato anche della cosa più importante che era la
risorsa umana.
L'assessore Falcone è un mio riferimento costante nella
Commissione, quindi ne so più che di altri e mi scuserete se cito
lui, ha attivato una spesa sulle infrastrutture anche di competenze
che non erano regionali; c'è il piano straordinario voluto dal
Presidente Musumeci di 270 milioni di euro che riguarda le strade
provinciali, che non erano di competenza regionale, ma che
compensano una mancanza colpevole degli ultimi anni, anni in cui e
questa è una cosa di ci ricordiamo di Crocetta, onorevole
Cracolici, da Giletti ha annullato le Provincie senza preoccuparsi
di stabilire quelle competenze dell'ente Provincia a chi andassero.
Risultato, in questi cinque anni nessuno si è occupato neanche
dell'ordinaria manutenzione delle strade, una buca è diventata una
voragine, e per sistemare quelle voragini servono ora non solo 270
milioni di euro che il Governo Musumeci ha stanziato e che stanno
andando già in gara, se non sono in gara - ecco di cosa si occupa
l'UREGA - e di ben altri fondi, questa è un'azione.
Un altro tema è, giusto 15 giorni fa come spesso succede nella
nostra Commissione, ci siamo occupati di problemi specifici
riguardanti il dissesto idrogeologico di alcuni Comuni, di alcune
fasce costiere o riguardanti la protezione civile, anche lì io ho
fatto un calcolo veloce solo nella mia Provincia, mi scuserete se
ho un focus particolare su quella, vanno in gara e sono già a gara
e altre andranno entro i prossimi mesi, circa 50 milioni di euro,
tra protezione civile quindi pulizia dei fiumi, strade che sono
state alluvionate nello scorso novembre, e dissesto idrogeologico,
50 milioni di euro solo nella mia Provincia di Agrigento. Questi
sono dati certi, progetti già esecutivi, già cantierati o in gara o
che stanno andando in gara, questa è un'azione che il Governo
Musumeci ha fatto e che però non ha visto noi di contro in questa
Aula, in questo Parlamento una velocità simile che lo
accompagnasse, la colpa quale è? La mancanza della maggioranza? Può
darsi. Non è un caso che alcune idee di riforma del Governo
Musumeci, sono state bocciate proprio qui in Aula, l'Arcass è un
esempio, l'EAS un altro, l'ESA un altro, una norma bellissima che
aveva creato tanto entusiasmo che dava la possibilità alle giovani
coppie siciliane di ristrutturare la loro prima casa con un fondo,
con un contributo a fondo perduto di 40 milioni, fu bocciato in
Aula.
Le idee non sono mancate - , scusate ma io ho un problema alla
tiroide e mi manca il respiro a volte - manca l'azione di sostegno
del Governo. Mi perdonerete, ho un nodulo alla tiroide di cinque
centimetri che dovrei levare ma dovrei trovare 15 giorni in cui
potere stare zitta, che è il sogno di mio marito, però io non
riesco ad individuare questi 15 giorni.
CRACOLICI. Non è che ha tutti i torti.
SAVARINO. E' anche il suo di sogno?
PRESIDENTE. E' il sogno di tutti i mariti.
SAVARINO. Ora siamo qui ed invochiamo riforme. Per le riforme,
visti i numeri, quello che serve è una sinergia con tutto il
Parlamento. In alcuni casi si è trovata, abbiamo approvato la legge
sulla pesca, la legge sul diritto allo studio, alcune importanti
leggi sono state fatte in questo anno, proprio condivise, come per
esempio la vendita dei prodotti agricoli in cui la collega Foti era
relatrice. Ora abbiamo importanti riforme all'ordine del giorno, ed
una riguarda la mia Commissione.
Oggi ho fatto fare un conto ai miei funzionari. Abbiamo fatto, sul
disegno di legge rifiuti 6 sedute di audizioni per ascoltare ex ATO
ed SRR, sono 18 e 27; 4 sedute di audizione per ascoltare gli
organi rappresentativi delle organizzazioni sindacali; 12 sedute
per l'esame del testo e degli emendamenti; 4 sedute per
approfondimento degli emendamenti che erano stati presentati per
due volte diverse in Aula; una seduta, ieri, per approfondire un
tema segnalato alla Commissione Bilancio che riguarda le
liquidazioni degli ex ATO ed i debiti pregressi. In tutto 27
sedute. Ho fatto questo conto perché qualcuno ha detto che serve un
approfondimento, una maggiore sinergia. 27 sedute sono ore di
lavoro, non semplicemente mio, ma di tutti i colleghi, vedo qui
l'onorevole Di Paola, Palmeri, Compagnone. 27 sedute per esitare
una legge di riforma, sì complessa, ma in media 7 sedute bastano
per una legge.
Ora io dico, apriamo di nuovo il termine agli emendamenti e sono
disposta a fare ulteriori approfondimenti perché questa legge veda
la luce, questa legge che è frutto del lavoro di tutti noi ed è
migliorata con gli emendamenti dei nostri colleghi, dei colleghi
presenti in Aula e presenti in Commissione, siano di destra o del
Movimento Cinque Stelle, ma questa legge deve avere una funzione.
Non immaginiamo di venire qui a dire che basta un lifting alla
legge 9 per risolvere il problema dei rifiuti, per risolvere un
problema che ci ha portato a 2 miliardi di debiti degli ex ATO e
delle SRR, che ci ha portato ad un caos legislativo che la Corte
dei Conti dice che è una legge inapplicabile e contradditoria nelle
sue parti.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la legge sui rifiuti non è oggi.
SAVARINO. Siccome hanno chiesto delle riforme, ora io dico:
facciamole, facciamole insieme, facciamo ascoltando tutti ma
facciamole. Facciamole che servano, che diano una svolta, che diano
la possibilità di dare risorse per accompagnare un'azione del
Governo che sta andando ad una velocità per cui io ringrazio il
Presidente Musumeci ma che non può non essere seguita da un'azione
importante di riforma nostra, dell'Assemblea, di ognuno di noi per
le proprie competenze, per il proprio lavoro.
Io ho apprezzato il fatto che il Presidente Musumeci non abbia
citato il Presidente Crocetta, però sentire qui l'onorevole
Cracolici fare il suo comizio elettorale ante litteram mi ha
provocato non poco fastidio, perché vede, il Presidente Musumeci, a
due anni dalla sua elezione, già alcuni dati certi della sua azione
di governo li porta, inconfutabili. Il Governo Crocetta dopo cinque
anni lo avete bocciato voi, non l'avete neanche ricandidato, del
Governo Crocetta noi ci ricordiamo solo l'abolizione delle province
da Giletti ed il Presidente Crocetta nudo in spiaggia a Tusa, è una
vergogna per tutti noi ricordare quella fase, cinque anni e ci
ricordiamo solo di quelle due cose ed i danni che sono venuti fuori
da quell'azione li piangiamo ancora
E allora, onorevole Di Caro, io non lo so
PRESIDENTE. Si rivolga alla Presidenza, onorevole Savarino, non
può rivolgersi ai singoli deputati, la prego.
SAVARINO. Qualcuno ha sindacato il fatto che il Presidente
Musumeci, da leader di una coalizione di centrodestra sia stato
invitato quale leader del centrodestra siciliano in una
manifestazione insieme a Meloni, Salvini, Berlusconi. Io
personalmente sono stata orgogliosa di vederlo lì, e come me
milioni di siciliani che non potendo andare con lui hanno visto il
video, hanno messo like, hanno fatto girare le sue parole, perché è
quella speranza che da, la prospettiva politica che da, l'azione di
governo che sta attivando il Presidente Musumeci, che sta dando
speranza non solo a chi lo appoggia come me in quest'Aula, ma a
milioni di siciliani che sono certa fra altri tre anni, quando si
tratterà di fare un bilancio certo di quello che si è fatto
nonostante la dura eredità, nonostante tutto promuoverà questo
governo e promuoverà il Presidente Musumeci.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, guardi
Presidente, prima di ascoltare le parole del Presidente Musumeci
ero preoccupato, perché giustamente venendo dal periodo dei
collegati, dalla stagione dei collegati naufragati sotto i colpi
della stessa maggioranza, ma con tanti articoli ritirati per
mancanza di copertura, ricordo che l'ultimo è stato addirittura
espunto di tutte le norme che avessero anche una minima copertura,
credevo che fossimo in uno stato di indigenza, che fossimo
sull'orlo di una crisi. Invece, ho appreso dal Presidente Musumeci
che non solo non c'è questa crisi, ma addirittura siamo in un
momento storico in cui possiamo cogliere delle opportunità, e
l'opportunità che a questo punto immagino coglieranno insieme a noi
i cinquemila lavoratori ASU, che nell'ultimo collegato si
aspettavano una minima copertura finanziaria, i dipendenti delle
IPAB, che non ricordano quando hanno preso l'ultimo stipendio, i
lavoratori stagionali della forestale, che a breve l'assessore
Cordaro tra l'altro esiterà un concorso, ma vorrei capire con quali
fondi finanzierà questo concorso, come pagheremo questo stipendio.
I comuni in dissesto, e quelli che stanno andando verso il
dissesto, i sindaci sono dei pazzi che vengono qua a lamentare una
carenza di risorse che invece evidentemente non c'è, non capisco
come fanno a non cogliere questa opportunità.
Ma anche le ex province, penso ai dipendenti dell'ex provincia di
Siracusa, che stolti che sono questi signori che non sanno che qua
ci sono delle opportunità da cogliere, e non vengono a
raccoglierle, e che sciocchi quelle migliaia di cittadini siciliani
che ogni anno abbandonano questa terra per cogliere delle
opportunità al nord Italia e all'estero quando qua c'erano delle
occasioni da cogliere. E' vero che quando ci sono le crisi, chi è
più furbo, chi lo sa fare, chi ha gli amici se ne approfitta e ci
guadagna e coglie l'occasione, peccato che non tutti i borghi
rurali siciliani siano stati fondati durante il periodo fascista,
peccato che non tutti lavorino per gli istituti di incremento
ippico.
Ed io penso a quei disgraziati poverini che abitano a San
Fratello, che ancora aspettano i risarcimenti della Regione per le
case crollate. Beh, allora Presidente io le dico che a San Fratello
c'è una razza di cavalli che è pregiatissima, eccezionalissima, a
questo punto io dico andiamo anche a San Fratello e diamogli una
mano perché c'è un buon motivo per dargli una mano.
Lei dice, come altri che mi hanno preceduto, che la responsabilità
h di chi ci ha ci preceduto, però a guardare bene non credo che
l'assessore Armao sia la prima volta che fa l'assessore di questa
Regione, e se il Governo Crocetta è vero che ha fatto un operazione
di cancellazione dei residui attivi e delle partite non
riscuotibili, sarà pur vero che anche i Governi di centrodestra di
cui i partiti che oggi governano e di cui anche diversi esponenti
facevano parte, mi chiedo come abbiano svolto durante il periodo di
Crocetta il ruolo di opposizione, di controllori di quei Governi?
Mi chiedo come si sia arrivati ad accumulare tanti debiti senza
controllare?
Per quanto riguarda l'interlocuzione col Governo nazionale, per
potere interloquire e sedersi ai tavoli romani senza essere derisi
o senza pietire col piattino qualche milione, qualche centinaia di
migliaia di euro occorre essere autorevoli.
Per essere autorevoli è necessario anche essere credibili e quindi
provenire da un contesto di compattezza. Credo che questa
situazione non rappresenti questo Governo.
Questo Governo e la maggioranza che lo sostiene - o la coalizione
che lo sostiene - è evidente che non si riconosce nelle politiche
economiche di questo Governo perché altrimenti sui giornali, sui
social ma soprattutto in quest'Aula non ci sarebbero continuamente
aggressioni, bocciature e stralci di norme che provengono
dall'Assessore Armao.
La vostra divisione ne è la testimonianza. Il risultato è questo,
la situazione che stiamo vivendo.
Quante volte infatti le norme di Armao sono state palesemente
silurate con la complicità di voti provenienti dalla vostra
coalizione. E non è a Pontida che troverà le soluzione, Presidente
Musumeci, e neppure in piazza a manifestare contro quel Governo con
cui lei dovrebbe sedersi, discutere e interloquire.
Non può stare lì la mattina a tirare le pietre ed il pomeriggio a
ragionare per l'attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto per
discutere cosa dobbiamo fare con le strade, per discutere di
fiscalità, per discutere di tutte le tematiche che oggi interessano
i siciliani e di cui oggi non vedono risposte.
Non possiamo continuare a vivere vedendo un Governo che è stato
eletto per risolvere i problemi dei siciliani e invece non fa altro
che ribadire, ripetere come un mantra quelli che sono i problemi.
I problemi li conosciamo Li conoscevano tutti
Quello che non sapevano è che, votando questo Governo, non ci
sarebbe stata alcuna soluzione.
Mi chiedo quale sia il vostro programma. Oggi avrei voluto capire
quale è il vostro piano per risolvere questa situazione. Lo
avrebbero voluto capire tutti quelli che ci stanno seguendo, quali
sono le idee, se avete un briciolo di strategia, se intendete
proseguire con questa composizione di Governo o se non sia il caso
di tirare le somme e accettare che qualcosa non va.
Il primo problema per risolvere un problema è ammettere di averlo.
Il problema, prima ancora che economico, è politico, e voi lo
sapete meglio di chiunque altro
Non posso non concordare che dovete fare un'analisi.
Dovete capire se siete in grado di governare questa Regione, se
avete al vostro interno gli uomini adatti a risolvere i problemi
dei siciliani e se avete un progetto - se mai lo avete avuto -
sarebbe il caso di farcelo conoscere perché delle tante riforme di
cui amate parlare, durante le conferenze stampa o quando vi dovete
giustificare dei vostri insuccessi, di tutte queste grandi riforme
che dovete presentarci. In Aula non abbiamo visto nulla
Abbiamo la disponibilità, non solo di sostenere le azioni del
Governo regionale quando devono interloquire con Roma, ma vorremmo
sapere di cosa volete parlare perché qui non si parla né di futuro,
né di sviluppo, né di risoluzione di una crisi che - caro
Presidente Musumeci forse l'unico che non vede è proprio lei -
perché per strada i cittadini siciliani lo sanno.
Infine un'ultima cosa, Presidente. L'esautorazione del vostro
Assessore per l'economia oggi ha avuto la sua consacrazione. Oggi
dall'Assessore per l'economia tutti noi ci saremmo aspettati che
iniziasse lui questo dibattito, perché lui avrebbe dovuto riferire
sulla situazione economica.
Invece no
Si è preferito metterlo da parte e non dargli la possibilità di
riferire sullo stato economico della Sicilia.
PRESIDENTE. Su questo, onestamente, avrei qualcosa da dire, perché
quando c'è il Presidente della Regione, quando manca vi lamentate
che manca, quando c'è, e parla, vi lamentate che c'è, per cui,
evidentemente, c'è qualcosa che non funziona.
E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, sarà un intervento breve, anche perché
qua parliamo da ore e devo dire che questo dibattito, oltre che,
per certi versi, paradossale, a tratti, in base a chi saliva su
questo scranno a parlare, è sembrato anche, permettetemi, un po'
patetico.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Considerato che la valutazione sul Governo, sicuramente,
sull'operato del Governo, sul mandato che i cittadini siciliani
hanno dato al Presidente Musumeci avverrà nei prossimi giorni e
nelle prossime settimane, così come previsto dal Regolamento
interno della nostra Assemblea, volevo manifestare tutto il mio
disappunto e tutta la mia amarezza nell'arrivare in Assemblea dopo
35 giorni, è stato detto che era stato richiesto questo dibattito,
e trovare una relazione del Servizio Studi e del Servizio
Commissioni dell'Assemblea regionale siciliana, che ringraziamo, e
non una relazione da parte dell'assessore per il bilancio di questa
Regione.
Sono arrabbiata perché in questo dibattito si è visto l'accusarsi,
ad un certo punto, c'è stato il tutti contro tutti. Non si è capito
più niente. Ci aspettavamo che ci venisse detto
MUSUMECI, presidente della Regione. La relazione l'avevate da un
mese.
PAGANA. Ed allora non era in Aula.
Assessore Armao, parliamo della relazione, giusto? Io non sono una
grande economista, non sono un'esperta di economia, però, qua,
all'inizio della relazione, si parla proprio dello Statuto della
nostra Regione, degli articoli 36, 37 e 38.
Siamo, qua, a parlare della situazione economica della Regione,
quindi, Presidente Di Mauro, io da questo scranno dico che, al pari
dei miei colleghi del gruppo del Movimento 5 Stelle, noi,
dell'operato dell'assessore Armao, non siamo per nulla soddisfatti.
Noi non siamo soddisfatti perché non sappiamo come nei tavoli a
Roma si è andati a parlare di attuazione dello Statuto.
Noi non siamo soddisfatti perché un assessore per l'agricoltura,
che sa di avere tra le mani l'articolo 14 del nostro Statuto, per
attuare le competenze previste dallo Statuto, non ha fatto nulla.
Noi, quindi, quando abbiamo i volani, per la nostra economia, tra
le mani e non siamo messi nelle condizioni di vedere come vengono
utilizzati, noi, Presidente Musumeci, utilizziamo quest'opportunità
come riscatto per questa terra. Dimostriamo di cosa è capace questa
classe dirigente.
Di cosa è capace questo Governo, noi non possiamo dimostrarlo
perché al Governo non ci siamo noi e lo accettiamo. Noi siamo
all'interno di questo Parlamento e siamo anche all'opposizione, non
siamo nei banchi della maggioranza o nella coalizione di
maggioranza.
Presidente Musumeci, però, ne approfitto per dirle una cosa.
Quando arrivano le riforme all'interno delle commissioni, riforme
più o meno discutibili, che siano di iniziativa legislativa,
parlamentare, da parte della maggioranza o da parte delle
opposizioni, sono molti dei deputati della maggioranza che dicono
no, parliamo di altro, no, facciamo questo, no, facciamo quello,
no, facciamo ostruzionismo .
Sono problemi di ordine politico di cui a noi non interessa
niente, ma non ci interessa niente fino a quando le conseguenze non
le devono pagare i siciliani.
Noi, a tratti, ci ritroviamo inermi davanti a queste situazioni e
non lo vogliamo accettare nemmeno noi. In giornate come queste,
poi, ci troviamo, chi se ne va da Giletti a criticare il Presidente
dell'Assemblea, a ringraziare ed esultare il Presidente
dell'Assemblea, chi dovrebbe dire che la Regione è in crisi, dire
che invece la Regione sta bene e gode di ottima salute.
Noi qua non ci stiamo capendo più niente e tutto questo mi
dispiace perché fuori ci sono, e mi fa piacere che lei è d'accordo,
Assessore Armao, mi fa veramente, veramente piacere che lei è
d'accordo, perché lei è l'Assessore al bilancio di questa Regione,
all'economia, ma è anche l'Assessore al bilancio lei di questa
Regione, Assessore Armao.
Abbiamo approvato un bilancio pari a zero, interi capitoli di
spesa c'era 0,000. Giovani? 0,000. Consorzi di bonifica? Ridotti al
lastrico da chi oggi critica anche i lavori della Commissione, non
mi permetto di entrare nel merito della riforma proposta dal
Governo. 0,000. E poi ci facciamo le audizioni in Commissione e poi
iniziano le guerre per gli emendamenti per il Consorzio di bonifica
di una provincia rispetto a quello di un'altra provincia.
Quindi, Presidente Musumeci, io mi permetto di fare un'altra
considerazione prima di concludere l'intervento. L'onorevole
Gucciardi evidenziava che la situazione di deficit strutturale di
questa Regione va avanti non da anni, ma va avanti da decenni. E in
questi decenni alcuni deputati che oggi siedono qua sono stati
proprio in questi scranni, all'interno di questo Parlamento. E da
giovane, appassionata di politica, di vita pubblica, intenzionata a
dare un contributo a questa Regione per migliorare la qualità di
vita dei siciliani, per lasciare un segno, o più banalmente per
vivere un'esperienza e lanciare un segnale a quanti da questa terra
non se ne vogliono andare, non posso non denunciare quanto questa
politica, e mi dispiace dirlo proprio qui da questo scranno, in
quest'Aula, a quest'età, non posso non denunciare come il modus
operandi di questa classe politica per decenni è andato verso una
direzione e oggi, purtroppo, e in alcuni casi da parte degli stessi
soggetti che hanno agito nel corso di questi anni e che continuano
ad operare, continua ad andare nella stessa identica direzione.
Quindi utilizziamo questa situazione di deficit noi come
opportunità, dimostriamo ognuno di noi, ognuno nei propri ruoli e
nel rispetto dei propri ruoli quello di cui siamo capaci e ognuno
di noi ha il diritto di criticare e, caro Assessore Armao, io
gliel'ho detto all'inizio, noi continuiamo ad essere insoddisfatti
pienamente, ma proprio veramente insoddisfatti di come lei sta
agendo in Sicilia e a Roma.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Presidente della Regione, Governo parlare in quest'Aula dopo che
gruppi politici delle opposizioni hanno chiesto un dibattito e
alcuni di loro ci hanno ricordato che lo chiedono da 35 giorni,
parlare con una dozzina di loro è, francamente, quanto meno curioso
perché si è contestato gli annunci, la carta stampata ed altro
quando alcuni dei colleghi hanno fatto il loro intervento e sono
andati via. E questo mi dispiace, perché non è modo di fare un
dibattito. Non è modo di rimarcare un metodo per poi andare via.
E io, signor Presidente, voglio partire da date certe e non dati
certi. E inizio con il primo, con la prima data: 25 maggio 2016. La
Commissione paritetica si riuniva a Roma e nello specifico tagliava
i punti decimali dell'IVA, facendoci perdere centinaia di milioni
di euro. E la perdita era per gli anni a valere 2016, 2017 e 2018.
Sicuramente la Commissione paritetica di allora non aveva avuto
mandato da questo Governo. E continuiamo. Cosa analoga succedeva il
28 luglio 2017, nel pomeriggio, quando una stessa Commissione
paritetica faceva analoga cosa con il gettito IVA, successivamente
portandolo a soltanto 3,64 decimi.
E allora, signor Presidente, io non capisco alcuni dei colleghi
che sono intervenuti da questo pulpito, dove siano stati in quegli
anni. Hanno fatto perdere centinaia di milioni di euro alla
Regione.
E vorrei dare un'altra data: l'agosto del 2014, quando il
Presidente della Regione di allora - ed io devo sottolineare un
grande garbo istituzionale del Presidente Musumeci, il quale non ha
mai proferito parola sul Governo Crocetta; probabilmente non è il
mio garbo istituzionale, purtroppo, ancora non ho assunto questa
maturità istituzionale - io devo ricordare quello che ha fatto quel
governatore che ci ha fatto perdere, con un solo colpo di penna,
tre, di fatto tre contenziosi che avevamo con lo Stato e con la
Corte costituzionale, di fatto perdevamo la possibilità di
incamerare 8 miliardi di euro. Sono dati inconfutabili, io non
capisco come si possono facilmente dimenticare.
E andiamo avanti. Io sono stato colpito, oltre che
dall'apprezzabile relazione e dettagliata relazione da parte del
Presidente della Regione che ci ha indicato punto per punto quali
sono stati i passi fatti per migliorare il bilancio pubblico, sono
stato colpito da un fatto, che oggi non si è parlato di un
obiettivo raggiunto da questo Governo che, quanto ci dice
l'importante società Moody's, e ci parla stabilità, equilibrio
finanziario e riduzione del debito. E non ce lo dice una società
normale, siciliana, di amici nostri o di amici del Governo, ce lo
dice una società internazionale e, purtroppo, qui i colleghi non lo
hanno voluto neanche menzionare.
Allora, se non apprezzabile l'iniziativa del Governo Musumeci e
dell'assessore Armao, fintanto di arrivare al raggiungimento di
questi obiettivi, io non so cos'altro possa fare questo Governo.
Ho apprezzato molto anche l'intervento di un deputato, di un
collega del Movimento Cinque Stelle, il collega Tancredi, il quale
in maniera asettica, e io ho anche una relazione che lui ha voluto
dare alla Commissione Bilancio , al Presidente della Regione e al
Presidente dell'Assemblea, che recita testualmente: "la Sicilia ha
finanziato lo Stato italiano". Questo è il titolo che ci
rappresenta il collega Tancredi, che ha assolutamente purtroppo
ragione, perché negli anni passati si è fatto tutto ciò; e si è
parlato dei famosi 35 giorni si aspetta il dibattito, senza parlare
che ad ora c'è un Governo nazionale che deve nominare i due membri
della Commissione paritetica Stato-Regione, il caro Ministro
Boccia, Ministro delle Regioni, ancora non ha fatto le
designazioni. Però, questo non viene detto da quest'Aula. Gli amici
dell'opposizione che oggi sono insieme a governare lo Stato
italiano, dovrebbero avere cura le sorti della Sicilia, più che
delle altre Regioni, perché rappresentano questa, questa cosa non
viene detta, e non viene ricordata.
Io mi sarei aspettato anche loro, che qualcuno avesse detto, del
PD e dei Cinque Stelle, di chiedere al Governo nazionale di
nominare velocemente i componenti della Commissione paritetica
Stato-Regione, perché non possiamo andare avanti con le norme di
attuazione.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
E allora, rispetto a quanto ci ricordava anche l'onorevole
Tancredi, nelle pagine 97 e 98 del DEFRS, dell'allora 2017, erano
proprio il Presidente Crocetta e l'assessore Baccei che
quantificavano in 30 miliardi di euro l'importo di IRPEF di
competenza della Sicilia che lo Stato non aveva trasferito.
E allora, Presidente, io non capisco una cosa, cioè l'assessore
Baccei certificava questa cosa, possiamo andare a prendere il
Documento di Programmazione Economica e Finanziaria presentato in
quegli anni, e nelle pagine 97 e 98, possiamo verificare così come
avevano fatto il Baccei mandato da quel PD che governava lo Stato,
ci tagliava le risorse. Le risorse che non soltanto lo Statuto,
perché purtroppo credo che oggi lo Statuto agli occhi dell'Italia
intera sia diventato purtroppo quasi un gap, ma le risorse che
qualsiasi Regione a Statuto ordinario dovrebbe avere. Perché se è
vero come è vero che c'è stata una riforma dell'attuazione del
federalismo fiscale, approvata nel 2001, la famosa legge n. 3 del
2001, si imputavano maggiori risorse a quelle regioni che avevano
maggiori competenze e che ne chiedevano e oltre alle regioni, le
famose tre regioni, leggasi Lombardia, Veneto ed Emilia, lo Stato
doveva attivare, non soltanto in regime di competenza ma anche di
trasferimenti statali, un maggiore trasferimento statale per le
regioni a Statuto speciale, cosa che ad oggi non è stata mai fatta.
E allora, amici, amici dell'opposizione, noi non saremo
maggioranza ma voi sicuramente siete opposizione, perché anche lì
nella legge elettorale proprio un membro dell'opposizione ritiene,
perché l'ha depositata qualche giorno fa, che chi governa debba
avere almeno una maggioranza di 40 deputati su 70. Ed è stato
proprio l'onorevole Fava a depositarla qualche giorno fa.
Purtroppo, la legge elettorale con cui ci siamo cimentati
nell'ultima elezione non ci ha dato la possibilità di avere questo
premio di maggioranza.
E allora, Presidente, noi in questa fase e nelle fasi nel 2014,
2015 e 2017 abbiamo perso centinaia e centinaia di milioni di euro;
e quel che è peggio è stato proprio nel 2014, ritornando alla
scellerata idea del governatore Crocetta di fatto perdere 8
miliardi di trasferimento per avere circa 500 milioni di euro
immediati che forse sono serviti per pagare gli stipendi. Quindi,
si è, di fatto, depauperato la Regione per pagare gli stipendi di
un anno.
Signor Presidente, ritengo che quest'Aula debba fare da oggi un
patto. Mi rivolgo ad alcuni interventi dei colleghi di opposizione.
Dobbiamo prendere consapevolezza di quello che sta succedendo in
Italia. Dobbiamo prender consapevolezza che avere una Sicilia più
forte e più ricca ci darà la possibilità non di fare le leggi di
100 mila euro e dargli copertura, ma di riavviare un meccanismo di
sviluppo economico per l'intero comparto non soltanto regionale,
imprenditoriale e non solo. E per questo ci vogliono le risorse che
lo Statuto e le norme di attuazione del federalismo fiscale ci
devono dare, e non sono centinaia di migliaia di euro, sono
miliardi di euro.
Quindi, mi dispiace parlare in quest'Aula con banchi semivuoti di
chi ha chiesto questo dibattito. Voglio anche specificare, avendo
partecipato alle precedenti Conferenze dei Capigruppo, che per ben
due volte il Presidente della Regione ed il Governo aveva dato
disponibilità di partecipare precedentemente a questo dibattito e
per altri motivi è stato posticipato ad oggi.
Purtroppo, oggi è diventato quasi un dibattito sull'attuazione del
programma del Governo regionale e non possiamo che parlare dei
risultati raggiunti sulla sanità, sull'IRFIS, anche e soprattutto
si è parlato degli alvei dei fiumi. Io credo, e qui c'è l'Assessore
Falcone, che il lavoro che è stato fatto in questi anni non si sia
fatto negli ultimi 30. E dobbiamo dare atto che tutti i lavori
pubblici, nonché lo sblocco degli appalti dell'UREGA, c'è stato un
assessore ed un Governo che hanno lavorato l'uno a fianco all'altro
per portare avanti importanti progetti.
E allora, signor Presidente e colleghi, facciamo sentire a Roma,
facciamo sentire i nostri diritti perché se riusciremo ad essere
compatti verso la lesione dei diritti che ci sono stati tolti
probabilmente per meccanismi che non riusciremo a capire
prossimamente, ma non ci serve capire quali sono state le
motivazioni, ma di fatto ci sono state, uniamoci insieme per
cercare di rimpolpare le risorse di questa Regione e programmare
investimenti che possono garantire un futuro ai nostri figli e alle
nostre famiglie. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Aricò. Credo che quest'ultimo
intervento dell'onorevole Aricò sia importante nell'avere
individuato quello che in questo momento è il nostro vero
avversario, come dire, che non è qua dentro, tra di noi, ma è
certamente lo Stato centrale che troppe volte non è stato leale nei
nostri confronti sugli accordi che sono stati presi.
Prima di dare la parola al Presidente della Regione per la sua
replica, volevo proprio segnalare al Presidente un'attenzione sul
fatto che in questo momento noi abbiamo la competenza in termini di
costi della motorizzazione, ma non l'abbiamo più in termini di
ricavi, perché da quando esiste il bollino, di fatto, lo Stato
trattiene direttamente all'erario dello Stato il costo di
immatricolazione e quindi la Sicilia non ce l'ha più, però i costi
continuano a rimanere nostri. Gli impiegati che poi le varie
trasmissioni televisive lamentano come numero sono a carico nostro
mentre gli introiti non sono più a carico nostro.
E poi, Presidente, prima di darle la parola vorrei soltanto
sottolinearle, vorrei chiederle di mettere un'attenzione
particolare a questo accordo sulla finanza pubblica locale, perché
dai dati che mi risultano sarebbe un problema serio se questo
accordo venisse effettivamente ratificato per la nostra Regione. La
prego, quindi, di metterci attenzione. Poi, è possibile che le
informazioni che abbia io siano sbagliate e che quindi sia utile
farlo, però sinceramente non mi risulta così. Per cui, se lei
potesse mettere una vera e propria attenzione particolare su questo
argomento io le sarei grato e credo tutta l'Aula.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per la replica.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, il contrastante sentimento tra il cuore e la ragione mi
porterebbe a dire, replicare a chi? Replicare cosa?
Un dibattito sulla finanza della Regione che viene chiesto da un
Gruppo parlamentare: il Partito Democratico, quello che in questo
momento sta governando l'Italia e che ha governato questa Regione
negli ultimi 9 anni. Ebbene, i cittadini a casa non lo vedono, ma
dei 10 deputati che hanno chiesto il dibattito in Aula ce n'è uno
solo.
L'obiettivo è chiaro. L'obiettivo non era un dibattito sulla
finanza, perché su quel tema. va dato atto. ha trattato ed è
intervenuto il deputato Lupo. L'obiettivo era vomitare veleno su
questo Governo e a questo facile esercizio si sono prestati in
tanti questo pomeriggio.
Ricordo quando ero al Consiglio comunale che il Presidente del
Consiglio richiamava il Consigliere che andava fuori tema durante
l'intervento. In questo Parlamento il Presidente dell'Assemblea ha
ritenuto tutti gli argomenti pertinenti e questo mi conforta. Mi
conforta. Vuol dire che non si doveva parlare solo di finanza.
Bastava saperlo Se l'avessi saputo non mi sarei rigorosamente
attenuto ai problemi della finanza della Regione siciliana e
avremmo anche reso noto quello che questo Governo ha compiuto in
quasi due anni.
Stasera c'è stata l'abile dimostrazione di una fatica quasi
ansimante da parte di alcuni deputati impegnati nel fare
dimenticare ai siciliani i loro torti e le loro responsabilità. Si
L'obiettivo e l'imperativo categorico era farci dimenticare Non
basteranno dieci, quindici anni perché il popolo siciliano possa
dimenticare cinque anni di tormento in quest'Aula Cinque anni di
sceneggiate Cinque anni di promesse non mantenute Con un Governo
che contava su sessanta su novanta Vergogna Si è dato vita a uno
spettacolo indecoroso
Ma il Presidente della Regione deve fare il Presidente della
Regione. Eh Deve rispettare lo stile. Non dovrebbe neanche
partecipare alle manifestazioni della sua coalizione. Perché così
dice l'Assemblea, ligia allo stile istituzionale e al galateo
istituzionale.
Siamo arrivati a questo Mi viene contestata la partecipazione ad
una manifestazione della mia coalizione, della mia vita, del mio
vissuto, del mio credo, della mia fede, dei miei ideali
E vorrei dire a chi ha avuto da stigmatizzare la battuta sulla
croce: ognuno si tenga la sua Perché voglia o non voglia -
credetemi - ognuno ha la sua croce: o se la porta con Cristo in
santa pace, o gliela addossa il mondo. E pesa E nuoce E questo
vale nella vita politica e vale nella vita personale e privata. E
credo di avere il diritto di pensare, di concepire la vita come una
sofferenza. Sì, come una sofferenza, illuminata d'amore e accesa di
speranza. Concepisco così la mia esistenza. E sopportare il peso
della mia croce. E porto anche il peso della mia responsabilità.
State tranquilli, sono un guerriero Non pensate che il mio
riserbo, non pensate che il mio garbo, la mia attenzione, la
pazienza nell'ascoltare anche chi non meriterebbe di essere
ascoltato, sia un atto di debolezza.
Ho grande rispetto per questa Sala, per questa navata pagana
perché io possa perdere il controllo del mio ruolo; sono fatto
così Ma ho il dovere di dirvi, colleghi deputati, che se c'è una
cosa che non farò è quella di far sognare i Siciliani.
Scordatevelo Basta Sono trent'anni che fate sognare i Siciliani
Basta I Siciliani si sono svegliati e hanno capito di non avere
bisogno di un Presidente che li faccia sognare e neppure di un
Presidente che li faccia ridere E neppure di un Presidente che li
faccia vergognare Hanno bisogno di un Presidente che, nel rispetto
del proprio ruolo, sappia affrontare in silenzio, giorno dopo
giorno, il calvario di un Golgota che gli è stato ereditato,
preparato da altri
Lo so, sul mio tragitto - perdonate questo linguaggio evangelico -
non ci sarà nessun Cireneo, né ne invoco. Tranquilli Ma con la
serenità dei credenti so che alla fine di questi cinque anni
consegnerò a chi verrà dopo - se altri verranno dopo - una Regione
diversa rispetto a quella che ho trovato. E credo di avere il
diritto di poterlo dire, pur nella ingenuità di avere immaginato
che in questo Parlamento si potesse andare oltre la coalizione per
potere sostenere alcune valide iniziative.
Non voglio ricredermi; voglio ancora continuare a credere che in
questo Parlamento, assieme a qualche tentativo demagogico, ci possa
essere la serenità di qualcuno che possa davanti allo specchio,
davanti ai suoi figli, giustificare la sera quando torna a casa di
avere alla fine del mese percepito 6.600 euro sul proprio conto
corrente, più 2.000 euro di rimborso, per avere fatto il proprio
dovere Il proprio dovere Anche stando all'opposizione. Lo voglio
continuare a sperare.
Così come voglio sperare che questo Parlamento possa essere
guidato da un Presidente che si sforzi oltre ogni limite di saper
scindere la sua funzione di garante da quella di coordinatore del
Partito di maggioranza relativa.
Ho il diritto di pensarlo, perché io sono stato eletto dai
Siciliani e non debbo rendere conto ad altri se non al popolo
siciliano; con la sola differenza che non sono ricattabile e, non
essendo ricattabile, posso permettermi il lusso di dire a chiunque
quello che penso, anche quando fa male. E con un'altra condizione:
quella di essere una persona credibile e la credibilità non è un
arnese che si compra al supermercato, è il frutto, è il sostrato, è
il risultato di una vita di coerenza politica, di coerenza ideale,
di coerenza valoriale.
Non ho mai detto noi siamo i migliori . E mi dispiace che a
sollevare questo tema sia stato un deputato del Movimento Cinque
Stelle al quale ho voluto e continuo a volere bene, mi dispiace,
perché credo che la politica non possa mai essere convertita in
odio, mai Non ho mai detto che in questi banchi siamo i migliori.
Siamo persone aduse al dubbio, come ho concluso nell'intervento
sulle dichiarazioni programmatiche. E chi ha il dubbio e che vive
nel dubbio non ha mai la superbia e l'arroganza per dire di essere
il migliore.
Io sono convinto che possa dare fastidio un Governo sobrio, un
Presidente che non frequenta eccessivamente i corridoi del
Parlamento perché impegnato a spingere giorno dopo giorno le
pratiche. Il sindaco Raggi ne sa qualcosa come si fa a governare
una grande città pur in presenza di mille problemi, di mille
contestazioni, anche di fronte alla contestazione severa,
incontenibile del Partito Democratico che ne vuole la rottamazione.
Chi governa sa e sa condividere lo spirito di un amministratore
che non ha bisogno di invocare il passato per cercare alibi, ma
abbiamo bisogno di sapere da dove partiamo per poter valutare i
risultati.
Ed io i risultati non li debbo offrire a due anni dal mio
insediamento, né a questo Parlamento, né al popolo siciliano, ho il
dovere di farlo a questo Parlamento ed al popolo siciliano alla
fine del mio mandato. Ed è un mandato sofferto, difficile, perché
la Regione è un problema fra i problemi, perché, ed è stato detto,
molti errori sono stati compiuti, e l'ho detto con assoluto garbo
nella mia relazione, l'ho detto senza offendere nessuno, non ho
fatto nomi, ho parlato di responsabilità remote e recenti. Ma,
allora, c'è pregiudizio? Qualunque cosa dica il Presidente della
Regione il discorso è già preparato? Ma è così che pensiamo di
potere rendere conto del nostro operato?
Ho apprezzato per tutti - lo dico, sì lo dico - l'intervento
dell'onorevole Tancredi perché è stato l'unico, ed in secondo luogo
l'onorevole Lupo, ad essersi soffermato a trattare esclusivamente
il tema finanziario dopo aver ascoltato la relazione di un
Presidente che si fermava al tema finanziario.
Mi parlate dei pensionati? Mi parlate dei disoccupati? Mi parlate
dei giovani che vanno fuori? La vivo sulle mie carni queste
esperienze, di un figliolo che ho dovuto abbracciare con le lacrime
per partire fuori dalla Sicilia a cercare lavoro. Non avete nulla
da insegnarmi
Mi parlate della sofferenza negli ospedali? Mi parlate dei
lavoratori? I forestali? O dei teatri? E dove vivo sulla luna? Io
sto in giro a fermarmi ad ascoltare tutti. Sì,questa è la Sicilia
con i suoi problemi congiunturali e strutturali Ed è la stessa
analisi che fa il presidente Conte a Roma quando gli viene
contestato da Bruxelles che l'Italia è a crescita zero. Ma la
logica dei due pesi e due misure non funziona o, se funziona, non è
improntata a lealtà.
Questa Terra per risolvere i propri problemi forse avrà bisogno di
vent'anni, l'importante era mettere un punto sul passato e voltare
pagina. Lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo; stiamo sistemando una
Regione che non aveva le carte in regola. Lo stiamo facendo con
serietà, con grande dignità, con compostezza, senza affidarci alle
marionette, senza utilizzare facebook per mandare messaggi
trasversali e mantenendo un rapporto di grande lealtà con tutte le
istituzioni e di decoro.
Non ho mai parlato male di questo Parlamento di cui sono parte
integrante. Ed al deputato Di Paola, credo, vorrei invitarlo a
leggerli i giornali, non a leggere i titoli perché la tara
antropologica non è un oggetto, non è una comunità, è una pratica
la tara antropologica, essenzialmente comportamentale. Ed alla
domanda del giornalista: sì, ma all'Assemblea regionale i calci
negli stinchi? . Ed io rispondo: è una tara antropologica. La
pratica dei calci negli stinchi da parte anche della gente che fa
parte della tua coalizione o che credi alle tue spalle - il
riferimento non è naturalmente al Presidente dell'Assemblea - che
ti possa tutelare e proteggere e, invece, fa alleanza con gli
oppositori - ma non è il riferimento personale al Presidente - per
mettere in difficoltà il Presidente della Regione colpevole
soltanto di rivendicare il diritto ad essere presidente in assoluta
autonomia, senza suggeritori né palesi, né occulti.
Io questa Terra la voglio cambiare davvero, potete scordarvelo, la
voglio cambiare davvero Ed a tutti coloro che dietro la porta
chiedono ma pi mia chi c'è? , la risposta è un sorriso. Questa
Terra si trova in queste condizioni per esserci stata la pratica
del pi mia chi c'è che in questi giorni è a Roma come sapete, se
leggete i giornali, anche il Governo nazionale è alle prese con la
pratica pi mia chi c'è ; come c'è stato il precedente Governo,
quello di un anno fa, che ha dovuto impiegare quattro mesi e mezzo
per potere completare il sottogoverno. E' una pratica antica.
Anche quella è una tara antropologica.
Ma il Parlamento no. Il Parlamento non è una tara antropologica.
Il Parlamento è sovrano. E' l'Organo più alto dell'articolazione
istituzionale di questa Regione, e merita rispetto, anche quando
non se ne condivide il comportamento di qualcuno.
Ed allora, signori deputati, consentitemi di avervi parlato con
grande passione. La pazienza ha un limite, ed io questo limite non
l'ho superato. Siamo ancora entro il limite, ma l'unica cosa che mi
fa felice è sapere che questa seduta sia stata ripresa dalla
televisione. Credetemi, è la cosa più bella
Voi credete che i siciliani siano molto meno intelligenti di
quanto non lo siano realmente. Non è così I siciliani hanno capito
le differenze, e le fanno con assoluta serenità d'animo.
Al deputato Lupo voglio dire che noi resisteremo davanti alla
Corte costituzionale, perché siamo convinti della bontà delle
nostre tesi. Non abbiamo bloccato 141 milioni, la Giunta ne ha
sbloccato 114, come sa l'onorevole Lupo. Dopo l'approvazione del
collegato la norma è stata impugnata, è noto, ma la Giunta, sulla
base anche della relazione dell'Ufficio legislativo e legale e
della Ragioneria generale, ritiene di andare avanti.
Raccolgo la proposta dell'onorevole Tancredi e apprezzo il garbo,
come sempre, dell'onorevole Calderone - non parlo dei deputati del
mio Gruppo, sarebbe fin troppo facile farlo - per dire che noi
abbiamo bisogno di discutere di più, di parlare di più. Certo
Abbiamo il dovere di farlo, non mi ricordo chi è che ha lanciato
questa proposta, forse lo stesso onorevole Tancredi. Abbiamo il
dovere di discutere di più, ma gli assessori ci sono per questo. E
l'assessore Armao gode della mia totale fiducia. Egli non potrebbe
stare un'ora di più al Governo se non avesse la mia fiducia. Ed ha
la mia fiducia perché il Presidente nazionale di Forza Italia, a
sua volta, ha dato la propria fiducia, quando mi ha chiesto di
volerlo in Giunta, esprimendo all'interno della delegazione di
Forza Italia la figura, la competenza, la storia personale del
professore Armao.
Tutti gli assessori hanno la mia fiducia. Non c'è un solo, un solo
assessore che non goda della mia fiducia. E quando arriverà il
momento del rimpasto, se dovrà esserci, il mio compito sarà quello
di concordare con i coordinatori regionali se mantenere o se
sostituire un assessore: concordare, non subire; concordare.
Ad un Governo che ci ha preceduti, che dopo due anni aveva
cambiato 22 assessori, contrappongo questo Governo che ne ha
cambiati tre, di cui uno per decesso, e gli altri due per
dimissioni.
Ecco, alla luce di questi dati, io credo che se noi vogliamo
uscire dal tunnel della crisi finanziaria, non lo so quanto
occorrerà, cinque, otto, dieci anni, quindici anni, non lo so,
l'importante è cominciare questo percorso di chiarezza e di
trasparenza come è stato richiamato. Bene, noi lo stiamo iniziando,
e qui nessuno è immune da errori e responsabilità, e in quel
disavanzo c'è anche la responsabilità, non so se dolosa o colposa,
di gente che è stata nel centrodestra. L'ho detto all'inizio e non
mi stanco mai di dirlo, e proprio per questa franchezza io so di
potervi guardare tutti negli occhi. Ma smettetela di avere
pregiudizi Fuori da questo Palazzo la gente muore di fame E noi
abbiamo il dovere di chiederci, dall'opposizione e dal Governo, che
cosa possiamo fare di più. Concordiamolo assieme Concordiamolo
assieme Sono passati ventidue mesi, non quattro anni,
concordiamolo assieme Facciamolo a cominciare dal disegno di legge
sui rifiuti; facciamolo assieme.
Dalla prossima settimana avrò il piacere, assieme all'Assessore
Pierobon di incontrare tutti i Capigruppo, uno alla volta e, se si
preferisce, tutti i Gruppi parlamentari. Ci sono alcuni punti sui
quali ci troviamo d'accordo, altri sui quali ci sono perplessità,
altri su cui si ritiene di non dovere condividere; va benissimo, ma
parliamone Ma l'importante è che usciamo fuori da questo cul de
sac dei rifiuti e diamo alla gente la possibilità di potere,
finalmente, vivere senza la costante emergenza della raccolta dei
rifiuti e del loro trattamento.
Da martedì possiamo cominciare questo percorso, chiederò
all'Assessore Pierobon di concordare un calendario di incontri che
possiamo fare, se preferite, qui in Palazzo, nella stanza che il
Presidente dell'Assemblea riserva al Presidente della Regione o
possiamo farlo a Palazzo d'Orleans, dove peraltro, tra qualche
giorno, riapriremo dopo oltre due anni, i giardini del Palazzo
d'Orleans per restituirli alla città di Palermo e alla fruizione
dei turisti e dei visitatori.
Ecco, vediamo quali sono i punti sui quali non c'è intesa e
cerchiamo, se necessario, noi di fare una modifica, pur di trovare
un punto d'intesa, un punto di accordo. Se risolviamo il problema
del disegno di legge sui rifiuti che, come ho scritto al Presidente
dell'Assemblea, il Governo ritiene prioritario rispetto a tutti gli
altri disegni di legge, beh, può darsi che avremo fatto un altro
passo avanti, con la stessa dignità con cui questo Parlamento ha
fatto significativi passi avanti quando ha votato altri due disegni
di legge del Governo, o altri tre, quello sulla semplificazione
burocratica, quello sul diritto allo studio e quello sulla pesca ed
io per primo ho dato atto a tutto il Parlamento di essersi
intestato quel risultato.
Per carità, può darsi che io riesca antipatico a qualcuno e non lo
escludo, ma la politica non può essere regolamentata da un
sentimento di simpatia e di antipatia. La politica deve obbedire
alle esigenze della gente, agli interessi diffusi, legittimi della
gente. Mi sforzerò di essere più simpatico, mi sforzerò di
sorridere di più anche se c'è poco da sorridere in questo contesto,
ma chi mi conosce sa che da parte mia non c'è mai stata e non ci
può essere superbia ed arroganza. Tengo al ruolo istituzionale
esattamente come tengo a rispettare quello degli altri.
Ecco, questo era quello che intendevo dire al termine di questa
mia appassionata replica a tre, quattro deputati in definitiva,
perché per il resto c'è poco da replicare. Non si è parlato del
tema all'ordine del giorno ed io mi attengo al tema all'ordine del
giorno. Se poi, come già anticipa il capogruppo del Partito
Democratico, volessimo dedicare una sessione intera al consuntivo
di questo Governo, beh, io farei una proposta: aspettiamo che
almeno compia due anni, aspettiamo almeno il mese di dicembre e
sarò felice, se il Presidente dell'Assemblea lo vorrà, di potere
dedicare due, tre, quattro giorni con la diretta alle cose fatte da
questo Governo e sarò felice di poter replicare a tutti perché
tutti, presumo, si atterranno al tema all'ordine del giorno. Quello
di oggi era Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione
siciliana ; tutto il resto è stata, se mi consentite, una brutta
pagina, un brutto capitolo della storia di questo Parlamento, che
merita ben altro, che merita ben altri livelli, che merita ben
altra sincerità e passione.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente. Io vorrei rispondere alle sue
affermazioni dicendo che o non ero io qua dentro o mi sembra di
avere assistito ad un dibattito sulla finanza di questa Regione.
Dopodiché se qualcuno ha aggiunto qualcosa o ha tolto
qualcos'altro, sia in maggioranza che in opposizione, questa è una
cosa che né io né il Presidente Di Mauro abbiamo notato perché
evidentemente nessuno ha interrotto nessuno; peraltro, ripeto a
meno che non si vada totalmente fuori tema è prassi di questa
Presidenza e del Vicepresidente Di Mauro, di lasciare comunque la
parola a chi interviene con garbo.
Sarei stato, ovviamente, obbligato a interrompere se ci fosse
stata qualche maleducazione o intervento assolutamente fuori tema.
Non mi risulta che nulla di tutto questo sia avvenuto nella
giornata di oggi. Credo che si sia fatto un dibattito sulla finanza
della Regione, anche parlando degli ospedali, anche parlando dei
precari o anche parlando di altre cose; anche quelli fanno parte
della vita di questa Regione.
In ultimo, Presidente, sono irricattabile anche io. Questo perché
sia chiaro a tutti Il mio compito il mio compito è quello di
garante. Normalmente la maggioranza si garantisce da sola. Il mio
compito è più quello di garantire l'opposizione che non la
maggioranza.
Dopodiché, fino ad oggi, credo di avere garantito lo svolgimento
imparziale di quest'Aula e continuerò a fare così. Ci sono state
giornate in cui sono stato insultato dall'opposizione perché ho
esagerato, forse, nell'aiuto alla maggioranza. Ci sono giornate
come queste che, anche senza capire bene perché, vengo, non dico
insultato, ma ripreso da lei, perché non sarei garante di non so
che cosa, non favorirei la maggioranza. Il mio compito non è
favorire la maggioranza, il mio compito è la garanzia di tutti e,
ripeto, normalmente in tutti i Parlamenti la maggioranza si
garantisce da sola.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 21.42 (*)
(*) Come da programma-calendario dei lavori comunicato ad inizio di
seduta, quest'ultima è rinviata a martedì 29 ottobre 2019, alle ore
15.00, con l'ordine del giorno di seguito riportato:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XII SESSIONE ORDINARIA
147a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 29 ottobre 2019 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA RUBRICA:
Famiglia, politiche sociali e lavoro (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Consulta giovanile regionale (nn. 568-560/A) (Seguito)
Relatore: on. Pagana
3) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A)
4) Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
Operatori Sanitari (n. 457/A)
Relatore: on. De Domenico
5) Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
(n. 503/A)
Relatore: on. De Domenico
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)
- Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 800 - Interventi per garantire la corretta applicazione del
D.A. n. 5630 del 19/07/2017 dell'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale in materia di assistenti all'autonomia ed
alla comunicazione dei disabili.
Firmatari: Galvagno Gaetano
- Con nota prot. n. 28334/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Iniziative per il finanziamento del Budget di Salute (n. 616).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zafarana,
Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Palmeri, Pagana, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi e Zito il 17 ottobre 2019.
- Stabilizzazione del personale precario appartenente agli Enti
Locali in dissesto o in riequilibrio della Regione Siciliana (n.
617).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Di Caro, Di Mauro e Fava il 17 ottobre 2019.
- Disposizioni per il riconoscimento dei Gruppi di Azione Locale
(GAL) quali Agenzie di Sviluppo Locale (n. 618).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
18 ottobre 2019.
- Riconoscimento dei GAL, Gruppi di Azione Locale quali Agenzie di
Sviluppo Locale (n. 619).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Lentini, Mancuso, Papale, Pellegrino, Ragusa, Savona e Di Mauro il
18 ottobre 2019.
- Organizzazione dei servizi a favore delle persone in età
evolutiva con disturbi del neurosviluppo e patologie
neuropsichiatriche e delle persone con disturbi dello spettro
autistico (n. 620).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Lentini, Mancuso, Papale, Pellegrino, Ragusa e Savona il 18 ottobre
2019.
- Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da
endometriosi (n. 621).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Agostino e
La Rocca Ruvolo il 18 ottobre 2019.
- Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi (n.
622).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pellegrino,
Cracolici e D'Agostino il 18 ottobre 2019.
- Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi (n.
623).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri il
18 ottobre 2019.
- Riduzione assegni vitalizi (n. 624).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lo Curto il
18 ottobre 2019.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Modifica all'articolo 60 della legge regionale del 20 marzo
1951, n. 29 (n. 610)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 14 ottobre 2019.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disciplina dell'attività di home restaurant o home food nella
Regione siciliana (n. 615)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 17 ottobre 2019.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme per l'istituzione del sistema aeroportuale delle isole
siciliane (n. 608)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 17 ottobre 2019.
- Semplificazione e riordino della normativa in materia di
edilizia residenziale pubblica e sociale. Soppressione degli
Istituti autonomi case popolari e istituzione dell'Agenzia
regionale per la Casa e l'Abitare Sociale (ARCAS) (n. 609)
Di iniziativa governativa
Inviato il 15 ottobre 2019.
Parere I.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Disposizioni per il turismo e i settori produttivi ad esso
connessi (n. 606)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 14 ottobre 2019.
- Fondazione Sicilia Film Commission (n. 612)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 14 ottobre 2019.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Riforma della legge regionale 8 novembre 2018, n. 39 - Requisiti
per l'apertura e l'esercizio di case di cura private sul territorio
della Regione siciliana (n. 613)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 17 ottobre 2019.
- Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti in materia
di tutela dei rischi causati dall'uso dell'amianto (n. 614)
Di iniziativa parlamentare
Inviato il 17 ottobre 2019.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC/2014/2020. Patto per il Sud della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi della deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B. Intervento
strategico: Impiantistica sportiva' (n. 66/II-UE).
Pervenuto in data 11 ottobre 2019.
Inviato in data 14 ottobre 2019.
- FSC 2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione siciliana.
Atto modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
Regione siciliana ed il Ministro per il Sud e la coesione
territoriale. Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato B del
Patto - Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio
2019. Area tematica Ambiente' Tema prioritario 2.1 Gestione dei
rifiuti urbani'. Intervento strategico: Acqua e rifiuti -
Impiantistica trattamento rifiuti' (n. 67/II-UE).
Pervenuto in data 11 ottobre 2019.
Inviato in data 14 ottobre 2019.
Comunicazione di ritiro di richieste di parere
Si comunica che il Presidente della Regione con nota prot. n.
6911/SG.LEG.PG. del 16 ottobre 2019, ha ritirato le richieste di
parere n. 59 Ente Parco fluviale dell'Alcantara - Designazione
Presidente , n. 60 Ente Parco dell'Etna - Designazione
Presidente , n. 61 Ente Parco dei Nebrodi - Designazione
Presidente e n. 62 Ente Parco delle Madonie - Designazione
Presidente , presentate in data 23 agosto 2019.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Salute, Servizi sociali e sanitari
(VI)' nella seduta n. 128 dell'8 ottobre 2019 ha approvato la
risoluzione Atto di indirizzo in ordine agli atti aziendali' (n.
14/VI).
Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
del Presidente del Consiglio dei Ministri
Si comunica che il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
ricorso del 7 ottobre 2019, ha impugnato la legge regionale 6
agosto 2019, n. 14 Collegato alla legge di stabilità regionale per
l'anno 2019 in materia di pubblica amministrazione e personale.
Interventi in favore dell'aeroporto di Trapani Birgi , e
precisamente gli articoli 3, 7 e 11 per contrasto con gli articoli
81 e 117, comma 2, lettera e) della Costituzione nonché con gli
articoli 14 e 17 dello Statuto della Regione siciliana e con
l'articolo 17 della legge n. 196/2009 quale norma interposta.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1078 - Urgenti iniziative in relazione ai danni arrecati dal
proliferare di ghiri, cimici, suini selvatici e cinghiali al
comparto corilicolo nei Comuni dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
- Assessore Territorio e Ambiente
Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 1081 - Iniziative per assicurare la copertura di rete di
telecomunicazione 5G in Sicilia.
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
De Domenico Francesco
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1073 - Interventi in merito a denunciati disservizi presso i
centri di vaccinazione dell'Asp di Palermo e, in particolare,
presso il Centro di vaccinazione del Comune di San Giuseppe Jato
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
N. 1074 - Notizie sul ventilato rilancio dell'Ospedale Madonna SS.
dell'Alto di Petralia Sottana (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
N. 1075 - Precisazioni in merito allo stato di applicazione
dell'articolo 5 della legge regionale 26 giugno 2015 n. 11, recante
'Norme in materia di consigli circoscrizionali'.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio
N. 1076 - Misure di contrasto alla diffusione del 'Tomato brown
rugose fruit virus (TBRFV o ToBRFV)'.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Cannata Rossana
N. 1077 - Chiarimenti sulle iniziative per contrastare il 'caro
voli' e sollecito per il riconoscimento della continuità
territoriale.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
N. 1079 - Chiarimenti in merito alle criticità più volte
denunciate, inerenti al mancato funzionamento dei dispositivi
elettromedicali per la risonanza magnetica presso l'Ospedale dei
Bambini 'Giovanni Di Cristina' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
N. 1080 - Interventi urgenti sulla strada statale 121 'Catanese'
all'altezza dello svincolo della zona industriale di Piano Tavola.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Zitelli Giuseppe; Bulla Giovanni
N. 1082 - Chiarimenti circa l'esclusione del P.O. di Sciacca dalla
Rete siciliana 'Stroke unit' per i pazienti con sospetta ischemia
cerebrale.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Catanzaro Michele
N. 1083 - Interventi per scongiurare la sospensione dell'attività
del punto nascite presso il P.O. di Sant'Agata di Militello (ME).
- Assessore Salute
Fava Claudio
N. 1084 - Interventi finalizzati all'eliminazione delle differenze
di inquadramento e di trattamento giuridico ed economico del
personale dell'ex ARRA a seguito dell'ordine del giorno n. 32
accolto dal Governo come raccomandazione.
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Aricò Alessandro
N. 1085 - Iniziative per potenziare la pianta organica e il parco
mezzi del Comando provinciale di Catania dei Vigili del fuoco.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Bulla Giovanni
N. 1086 - Misure urgenti ai fini dell'applicazione della normativa
in materia di rotazione dei vicedirigenti delle Aziende sanitarie
regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pullara Carmelo
N. 1087 - Misure finalizzate a garantire l'applicazione della
normativa in materia di assegnazione di personale medico con o
senza responsabilità di direzione di presidio ospedaliero.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pullara Carmelo
N. 1088 - Chiarimenti in merito alle scelte aziendali dell'ASP di
Trapani riguardo ai reparti ospedalieri complessi di pediatria e
rianimazione.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
N. 204 - Verifiche sulla proposta di rimodulazione dell'ASP di
Catania.
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele; Arancio Giuseppe Concetto; De
Domenico Francesco
N. 205 - Iniziative da adottare in materia finanziaria.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Lupo Giuseppe
N. 206 - Chiarimenti circa la mancata esecuzione dell'atto di
indirizzo politico approvato dall'Aula con ordine del giorno n. 60
del 7 agosto 2018.
- Presidente Regione
Lupo Giuseppe; Catanzaro Michele
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 288 - Istituzione della Riserva naturale orientata 'Punta
Bianca' di Agrigento.
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio
Presentata il 17/10/19
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritta ad interrogazione