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Resoconto d'Aula della Seduta n. 146 di mercoledì 23 ottobre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   TAMAJO,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  essendo  ancora  in  corso   la
  Commissione  Verifica poteri, dove sono presenti  10  parlamentari,
  rinvio la seduta alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.21, è ripresa alle ore 17.05)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.
                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Catalfamo sarà  in  missione
  dal 18 al 22 novembre 2019.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa a relatore dei disegni di legge n. 457/A e
                               n. 503/A

   PRESIDENTE. Comunico che con nota prot. n. 293/CP del  23  ottobre
  2019,  l'Ufficio  di  segreteria della VI  Commissione  legislativa
  permanente ha precisato che relatore dei disegni di legge n.  457/A
  e  n.  503/A  (all'ordine  del  giorno  della  presente  seduta)  è
  l'onorevole   Francesco  De  Domenico,  in   luogo   del   relatore
  precedentemente indicato.

    L'Assemblea ne prende atto.


    Comunicazione del programma-calendario dei lavori parlamentari

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  la  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari, riunitasi il 22 ottobre  2019,
  sotto  la  Presidenza  del Presidente dell'Assemblea,  presente  il
  Vicepresidente, on.  Di Mauro, con la partecipazione dell'Assessore
  per   il   territorio  e  l'ambiente,  on.  Cordaro,  ha  approvato
  all'unanimità   il   seguente   programma-calendario   dei   lavori
  parlamentari per la corrente sessione.

   COMMISSIONI
   Le  Commissioni daranno priorità all'esame dei disegni di legge in
  materia  di  randagismo, precari Comuni in dissesto, plastic  free,
  inquinamento,   zone   franche   montane,   servizi    cimiteriali,
  insularità, Ipab e ludopatia.

   AULA
   All'ordine del giorno della prevista seduta d'Aula di mercoledì 23
  ottobre 2019, oltre al dibattito sulla situazione finanziaria della
  Regione, saranno iscritti i seguenti disegni di legge  pronti Aula
  in materia di:
   Riforma dei rifiuti (nn. 290-49-76-267/A);
   Consulta giovanile regionale (nn. 568-560/A);
   Lobbying presso decisori pubblici (n. 343/A);
   Osservatorio  regionale sulla sicurezza degli  operatori  sanitari
  (n. 457/A);
   Aree pediatriche (n. 503/A).

   Nella  medesima seduta del 23 ottobre saranno incardinati  i  soli
  disegni  di legge concernenti la riforma dei rifiuti e la  consulta
  giovanile   regionale;   i  termini  per   gli   emendamenti   sono
  rispettivamente  fissati a lunedì 28 ottobre  2019,  ore  19.00,  e
  venerdì 25 ottobre 2019, ore 12.00.
   La  discussione  generale per entrambi i  disegni  di  legge  sarà
  svolta all'inizio delle votazioni.
   L'Aula  terrà,  quindi, seduta martedì 29 ottobre 2019,  alle  ore
  15.00,  per lo svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma  3,  Reg.
  int.  Ars,  di attività ispettiva, e per il seguito del disegno  di
  legge concernente la Consulta giovanile regionale.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  chiedere
  una  precisazione.  Siccome sul disegno di legge  sui  rifiuti  già
  avevamo  aperto  il  termine  per gli  emendamenti,  e  lo  abbiamo
  riaperto  una seconda volta, questa sarebbe la terza volta,  giusto
  capire, anche per i colleghi, se il fascicolo degli emendamenti già
  presentati rimane valido e questa è ulteriore integrazione o  vanno
  ripresentati gli stessi.

   PRESIDENTE. Vanno ripresentati interamente, perché quella,  ormai,
  era  una  sessione  passata. Per cui, oggi  incardiniamo  la  legge
  nuovamente, come se fosse la prima volta.

   SAVARINO.  Ex novo, ho capito. Quindi, non è più valido il  lavoro
  del fascicolo che avevamo fatto.

   PRESIDENTE.  Quindi  quei fascicoli, no.  Bisogna  fare  un  nuovo
  fascicolo, onorevole.
   I  disegni  di  legge  da incardinare li abbiamo  già,  di  fatto,
  incardinati.


    Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione siciliana

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
   Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione siciliana .

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Interviene direttamente il Presidente  della  Regione
  che, ovviamente, ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati,  nel  corso  della  seduta del  24  settembre  scorso  il
  Presidente    dell'Assemblea   regionale   è   intervenuto    sulle
  dichiarazioni  da  me  rese, nel corso di  una  conferenza  stampa.
  Dichiarazioni  finalizzate a chiarire la  situazione  del  Bilancio
  della  Regione,  a  seguito dell'approvazione del nuovo  consuntivo
  avvenuta l'8 agosto del 2019.
   Al  termine  di quell'intervento e dopo l'approvazione dell'ultimo
  disegno  di legge collegato alla Finanziaria 2019, veniva richiesta
  dai  gruppi  parlamentari di opposizione - e subito  accettata  dal
  Governo   -   una   seduta  dedicata  all'esame  della   situazione
  finanziaria  del  nostro ente. Prima di entrare  nel  merito  delle
  importanti   questioni   di  cui  oggi   si   occupa   l'Assemblea,
  consentitemi una informativa che ritengo importante.  Ho  letto  in
  più  dichiarazioni  rese alle agenzie di stampa  e  quindi  in  più
  articoli  di  giornale che la situazione finanziaria della  Regione
  sarebbe  prossima al precipizio, consentitemi di  dire  che  non  è
  così,  voglio  dirlo anche ai siciliani che ci ascoltano  e  mi  fa
  piacere leggervi - perché il report è del 18 ottobre 2019 cioè meno
  di  quattro giorni fa - il giudizio depositato da Moody's una delle
  principali  agenzie di rating che nel suo ultimo rapporto  così  si
  esprime testualmente  il profilo creditizio della Regione siciliana
  riflette  risultati positivi del suo operato, avendo  migliorato  i
  servizi in merito alla salute e il valore dell'assistenza sanitaria
  oltre  che  lo sforzo di risanamento dell'amministrazione regionale
  degli  ultimi  anni. Se da un lato la Sicilia ha un alto  grado  di
  autonomia finanziaria dato dalla sua autonomia statutaria questo  è
  controbilanciato   dice ancora l'agenzia  è controbilanciato  dalle
  aggiuntive   responsabilità  di  spesa  deboli   indicatori   socio
  economici  e da un largo bisogno di investimenti a capitale  fisso,
  la   nostra  valutazione  tiene  in  conto,  inoltre,  dei  livelli
  moderatamente  bassi di debito e la sua pressione  pensionistica  a
  lungo   termine ;  conclude  l'agenzia   l'invarianza  del   rating
  riflette  le  nostre  aspettative che la Regione  manterrà  i  suoi
  sforzi  di risanamento raggiungendo l'equilibrio di bilancio  e  la
  riduzione del suo debito .
   Quanta differenza e quanta distanza naturalmente tra quello che si
  legge  e  quello  che  invece  scrivono  di  noi  alcuni  giornali.
  Consentitemi  ancora  un'altra  precisazione,  ho   letto   su   un
  quotidiano  nazionale che la Sicilia sarebbe senza  1  euro,  anche
  questa  è  una falsa notizia, una fake news come si ama dire  oggi.
  Dall'8  di  agosto, data di approvazione del nuovo  rendiconto,  ad
  oggi  il totale degli impegni di spesa registrati assomma ad  oltre
  tre  miliardi e mezzo di euro, mentre i pagamenti sono stati  quasi
  due miliardi, altro che senza 1 euro; la credibilità finanziaria di
  una grande regione italiana è importante, non facciamo confusione e
  non   raccontiamo  inesattezze  che  servono  soltanto   a   creare
  sconforto.
   Ma  veniamo  al  tema: il rendiconto del 2018 ha  segnato  per  la
  nostra  Regione la definitiva applicazione del decreto  legislativo
  n. 118 alla contabilità pubblica, si tratta come è comprensibile di
  una  svolta  nella  costruzione  delle  partite  di  bilancio,  che
  contribuirà  a  rendere  più  trasparenti  i  conti  della  Regione
  nonostante  il  mio  Governo abbia già dovuto farsi  carico  di  un
  pesante  disavanzo emerso dai documenti contabili della  precedente
  legislatura. Su questo, che è un giudizio tecnico prima ancora  che
  politico, sarò assai più chiaro di qui a qualche minuto. La  Giunta
  di Governo con la delibera del 10 giugno 2019 ha approvato un primo
  rendiconto generale per l'esercizio 2018 sulla base puntuale  delle
  risultanze del giudizio di parificazione dell'anno precedente e  lo
  ha  trasmesso alla Corte dei Conti per la parificazione  il  13  di
  giugno, cioè tre giorni dopo.
   Grazie.  Effettuato un primo esame, la Corte ha ritenuto opportuna
  una più dettagliata esplicitazione del risultato di amministrazione
  dell'anno  2018  indicato  in  forma  analoga  a  quello  dell'anno
  precedente,   con   particolare  riferimento  alle   due   distinte
  componenti:  i  fondi vincolati e i fondi liberi. Consentitemi  una
  parentesi  per ringraziare la Corte dei Conti e la sua  Presidente,
  perché  la  progressiva  azione  di controllo  sul  bilancio  della
  Regione è indispensabile ed è assolutamente necessaria perché  sono
  questi i primi esercizi di piena attuazione del decreto legislativo
  118, certo, questo comporta e comporterà maggiori sforzi e maggiori
  sacrifici,  ma se l'obiettivo di tutti noi, presenti in quest'Aula,
  è quello di risanare il bilancio della Regione, il tempo aggiuntivo
  è  tempo  regalato  alla sicurezza e quindi  al  miglioramento  del
  nostro bilancio regionale. Chiusa la parentesi.
   A  seguito  dell'ordinanza della Corte che ha  introdotto  profili
  nuovi  che  non erano stati valutati nel giudizio di  parifica  del
  precedente  esercizio, la Ragioneria generale ha svolto  un  lavoro
  molto complesso e possiamo dire senza precedenti. Un lavoro che  ha
  riguardato  oltre  64.000 capitoli in uscita e 14.000  capitoli  in
  entrata per circa trenta esercizi finanziari, coinvolgendo l'intera
  amministrazione  finanziaria e partendo  da  un  maggior  disavanzo
  aggiuntivo  di  2 miliardi e 700 milioni. Sono dati necessariamente
  tecnici,  molti  dei  quali, peraltro,  a  conoscenza  dei  signori
  deputati  perché  già  forniti  a  suo  tempo  dall'Assessore   per
  l'economia alla Commissione  Bilancio'.
   L'Assessorato  dell'economia per quaranta  giorni  ha  svolto  una
  verifica  analitica  delle registrazioni  contabili  effettuate  su
  ciascun  capitolo del bilancio regionale. Verifica  che  ha  tenuto
  conto delle imputazioni determinate. Si è così predisposto un nuovo
  rendiconto  generale  approvato dalla Giunta  con  delibera  dell'8
  agosto 2019 e trasmesso alla Corte dei Conti il giorno dopo. Solo a
  quella   data  si  è  determinata  la  nuova  quantificazione   del
  disavanzo, maggiore di circa 400 milioni di euro che avrebbe potuto
  essere  anche  pari  a  zero  se talune riconciliazioni  sui  fondi
  sanitari si fossero perfezionate prima, conclusione cui si è  avuta
  certezza  soltanto con l'adozione di quella delibera.  In  esito  a
  tale  complessa attività della Ragioneria - peraltro completata  in
  brevissimo termine e di questo va dato atto a quei dirigenti  ed  a
  quei   funzionari   -   le  quote  vincolate   del   risultato   di
  amministrazione  sono risultate pari a 3 miliardi  623  milioni  di
  euro;  mentre  il disavanzo delle quote libere è  pari  a  circa  7
  miliardi  e  300  milioni di euro. Quindi, maggiore  di  circa  400
  milioni di euro rispetto alla quantificazione precedente che era di
  circa  6  miliardi  e  900 milioni. Questa, allo  stato,  l'eredità
  lasciata alla gestione del mio Governo. A fronte di questo dato  va
  tuttavia evidenziato che nei venti mesi di governo le politiche  da
  noi  adottate hanno portato una riduzione del 10% delle esposizioni
  debitorie,  questo è stato possibile attraverso tre interventi,  ve
  li elenco brevemente:
   ad una significativa riduzione del debito, in senso stretto, al di
  sotto dei 5 miliardi di euro, diminuendo così l'impatto finanziario
  sul bilancio;
   all'avvio  -  prima  Regione in Italia, mi piace  sottolinearlo  e
  sulla  base  di una intesa con il MEF - della rinegoziazione  e  la
  chiusura anticipata dei derivati che grava per 40 milioni  di  euro
  sul bilancio regionale;
   alla  definizione di un complesso piano di razionalizzazione delle
  locazioni passive su ben 147 immobili, a seguito del quale si  sono
  adottate  15  disdette consentendo una prima  riduzione  del  costo
  delle locazioni stesse.
   Sono  certo,  ed è un auspicio che formulo assieme a  voi,  che  a
  questa prima riduzione ne seguiranno altre, con l'impegno di tutti.
   Potrei  fermarmi qui con la ricostruzione, avendovi  rappresentato
  l'eredità ricevuta e le prime scelte politiche di contenimento  del
  debito  adottate,  potrei aggiungere che senza  gli  effetti  delle
  richiamate  operazioni pluriennali, il risultato di amministrazione
  del  2018,  quindi  il primo di questo Governo, potrebbe  dirsi  in
  equilibrio e più che soddisfacente circa 800 mila euro di disavanzo
  secondo quanto comunicato dalla ragioneria, anche in considerazione
  degli  effetti  del pesante disavanzo proveniente dalla  precedente
  legislatura e di cui è già in corso l'oneroso ripianamento. Ritengo
  invece che l'occasione del dibattito possa essere largamente  utile
  per  ricostruire  i passaggi essenziali di questi  ultimi  anni,  e
  quindi  poterne  trarre  con serenità,  e  senza  polemica,  alcune
  valutazioni.  Infatti  agli effetti di questa  attività,  che  solo
  adesso  è  stata  richiesta all'amministrazione  regionale  per  il
  rendiconto  2018,  si  aggiungono gli  effetti  del  riaccertamento
  straordinario,  ripianabile  in 30  anni,  dei  residui  nel  2015,
  contestualmente  all'approvazione del rendiconto 2014,  era  quella
  quindi,  e  solo quella la sede per adeguare lo stock  dei  residui
  attivi  e  passivi al 31 dicembre 2014, per gli enti che non  hanno
  partecipato  alla sperimentazione, mi risulta che  la  Regione  era
  stata  proposta  a questo fine, ma poi tale opzione fu  cancellata,
  non so se dal Parlamento o dal Governo nel 2012.
   Come  già  avvenuto  per  il  disavanzo accertato  nel  rendiconto
  generale del 2017, ci si trova a dover ripianare oggi quel che  non
  solo era opportuno per le favorevoli condizioni di ripianamento, ma
  che  andava  assolutamente  computato  nel  2015,  per  evitare  di
  scaricare  sugli esercizi futuri oneri assai rilevanti e fortemente
  incidenti sulla capacità di spesa. Giova ricordare infatti, che con
  sentenza  del 15 gennaio 2019, quindi agli inizi di quest'anno,  la
  Corte  dei  conti  sezioni  riunite in  speciale  composizione,  ha
  confermato  la  decisione di parificazione del rendiconto  generale
  della  Regione  siciliana  nel  2018  della  Corte  regionale,  che
  censurava, censurava il mancato recupero delle quote del  disavanzo
  di  amministrazione da ripianare alla data del 31 dicembre 2017, il
  Governo attuale lo ricordo si è insediato nel dicembre del 2017,  a
  fronte  degli  stanziamenti del relativo bilancio, a seguito  della
  definitiva quantificazione del disavanzo emerso dalla parifica  sul
  rendiconto generale 2017, l'assessorato per l'economia ha  ritenuto
  di  nominare  una commissione di studio di esperti, una commissione
  indipendente,  col  compito  di  acclarare  la  configurazione,  la
  composizione e le cause del disavanzo dell'esercizio 2017,  che  ha
  consegnato  la commissione i propri lavori lo scorso 10 giugno.  La
  relazione finale è stata formalmente trasmessa alla Corte di  Conti
  oltre che alla Commissione bilancio di questa Assemblea.
   Dagli  approfondimenti effettuati per individuare le cause  di  un
  disavanzo  così  consistente nell'anno conclusivo della  precedente
  legislatura,  è  stato appurato che con legge  30  settembre  2015,
  esattamente la legge n. 21, in sede di assestamento del  rendiconto
  2014  è  stato determinato in 4 miliardi e 925 milioni di  euro  il
  disavanzo    derivante   dalle   operazioni    di    riaccertamento
  straordinario,  cui il legislatore nazionale consente  ripianamento
  in  trent'anni. In quanto sarà evidenziato può essere pacificamente
  individuata  quale origine dei disallineamenti i cui  effetti  oggi
  determinano, consentitemi spregio ad ogni principio di  contabilità
  pubblica, il maggior disavanzo di cui la regione è chiamata a farsi
  carico.
   Sulla  scorta della ricordata possibilità, la norma ha fissato  in
  oltre  164 milioni di euro la quota annuale per gli esercizi  2015-
  2044.  Sotto  tale  profilo va sottolineato che tale  dilazione  di
  effetti   del   ripianamento,  va  ritenuta   non   conforme   alla
  Costituzione   poiché  incide  oltre  misura  su  quello   che   la
  giurisprudenza contabile ha definito la  contabilità  di  mandato',
  alla   stregua  della  quale  gli  amministratori  devono   rendere
  trasparenti  - e sino alla conclusione del mandato -  le  decisioni
  finanziarie  che  si  riflettono sugli  esercizi  futuri  in  modo,
  aggiunge  ancora la giurisprudenza, da consentire ai  cittadini  di
  svolgere il controllo democratico.
   Decisioni   che  hanno  condotto,  nel  corso  dell'ultimo   anno,
  all'emersione di un ulteriore disavanzo di due miliardi e  mezzo  a
  carico del Governo e dell'Assemblea, che si sono insediati solo  al
  termine del 2017.
   La  totalità  delle  responsabilità connesse  alla  determinazione
  dell'entità   del   disavanzo  da  ripianare  sono   esclusivamente
  rinvenibili nelle decisioni assunte nella precedente legislatura.
   Ma vi è di più
   Ad  esercizio  terminato, con la legge n. 31 del dicembre  2015  -
  legge  di  variazione di bilancio approvata il penultimo  giorno  e
  promulgata  l'ultimo  giorno  dell'esercizio  finanziario   -   poi
  pubblicata  nel  2016,  anche  in  questo  caso  un  unicum   nella
  contabilità pubblica privo di formale contestazione anche da  parte
  dei  competenti uffici è stato aggiunto il comma 7 dell'articolo  1
  della legge 30 settembre 2015, n. 21.
   Con   questo  comma,  ad  esercizio  concluso,  si  è  addirittura
  rideterminato in riduzione il disavanzo derivante dalle  operazioni
  di riaccertamento straordinario. E' stato determinato in 3 miliardi
  e  135  milioni  il  valore positivo derivante  dall'eccedenza  del
  totale  dei residui attivi. Residui reimputati rispetto  al  totale
  dei  residui  passi,  reimputati  per  effetto  del  riaccertamento
  straordinario dei residui stessi.
   La  massiccia riduzione - siamo a quasi due miliardi di euro -  ha
  determinato  un  ricalcolo  della quota trentennale  che  veniva  a
  rendersi positivamente utilizzabili, ridotta a 104 milioni di  euro
  ripianati in trent'anni.
   In  altre  parole,  con la legge del dicembre  del  2015  è  stata
  ridotta  la quota trentennale di copertura del disavanzo  derivante
  dalle  operazioni di riaccertamento straordinario da 164 milioni  a
  59   milioni,   liberando  l'ultimo  giorno  utile   dell'esercizio
  finanziario  per  la  spesa  corrente risorse  prima  destinate  al
  ripianamento del disavanzo.
   Va  inoltre  aggiunto  che una parte significativa  delle  risorse
  sottratte  al ripianamento trentennale - e per oltre un miliardo  e
  settecento  milioni - è stata utilizzata a copertura del  disavanzo
  del  2017  nel bilancio triennale 2016 - 2018. Bilancio questo  che
  risulta  approvato con legge regionale n. 4 del marzo 2016  e  che,
  nonostante quanto sin qui rilevato non ha subito nessuna censura né
  nella  fase genetica - qui in questa sede, in Assemblea, nonostante
  le  deduzioni dell'Ufficio del Bilancio, del Servizio Studi del  10
  dicembre 2015, di cui abbiamo copia - né nelle successive  fasi  di
  controllo   sebbene  fosse  chiaramente  viziato  da  illegittimità
  derivata e diretta.
   Andiamo avanti.
   Con  il  rendiconto 2017, anno finanziario gestito dal  precedente
  Governo   regionale,  sono  poi  stati  definitivamente  cancellati
  dall'importo  in  questione 1 miliardo  di  euro  che,  unito  alla
  mancata  cancellazione dei residui attivi da  versare  pari  a  648
  milioni  di euro, hanno contribuito al pesantissimo incremento  del
  disavanzo che nel 2018 questo Governo si trova a gestire.
   Alla  luce  di  quanto abbiamo ricostruito - e mi  dispiace  avere
  dovuto  usare termini squisitamente tecnici, appare facile rilevare
  che,  laddove  il  Governo non avesse negoziato  ed  ottenuto,  con
  l'accordo del dicembre 2018 a Roma, un ripianamento trentennale del
  maggior    disavanzo   registrato,   sarebbe   stato   inevitabile,
  impossibile, scongiurare un gravissimo squilibrio finanziario della
  Regione.
   In  sintesi, nella precedente legislatura, si sono costituite, per
  carità, per circostanze che io preferisco ritenere effetto  di  una
  concatenazione di eventi casuali, le precondizioni per  il  default
  della  Regione  siciliana nel 2018/2019, e che,  si  è  riusciti  a
  scongiurare, grazie alle intese raggiunte da questo Governo con  il
  Governo centrale, con l'allora Governo centrale.
   Sul  punto,  chiesti i necessari approfondimenti  alla  Ragioneria
  generale,  si  è  appreso un altro particolare che  mi  pare  utile
  evidenziare.
   In  sede di controllo, il Ministero dell'Economia e delle Finanze,
  il  16  febbraio 2016, ha obiettato, da un lato, che  il  disavanzo
  all'1 gennaio non poteva essere modificato, dall'altro ha precisato
  che  l'eccedenza dei residui attivi reimputati, rispetto ai residui
  passivi   reimputati,  avrebbe  dovuto  essere  utilizzata,   leggo
  testualmente:  Ad incremento della quota trentennale di ripiano del
  disavanzo,  con  conseguente riduzione  del  periodo  temporale  di
  ripiano ,  il  che  significa non utilizzata a copertura  di  spesa
  corrente dell'esercizio concluso.
   Con  una successiva e-mail, che abbiamo trovato nel fascicolo, una
  e-mail  del  10  marzo  2016, la Ragioneria  generale  dello  Stato
  scrive,   ancora,   a   Palermo,  reiterando  quanto   rilevato   e
  rappresentava  che  avrebbero soprasseduto all'impugnativa  solo  a
  condizione che, con nota del Presidente,  dell'Assessore  regionale
  per  l'economia,  la  Regione si fosse  impegnata,  formalmente,  a
  provvedere  ad  una variazione di bilancio, diretta a rideterminare
  il recupero del disavanzo per ciascuno degli esercizi 2016-2018, da
  applicare  al  bilancio  di previsione 2016-2018,  per  un  importo
  almeno  pari alla differenza tra i residui attivi reimputati  ed  i
  residui  passivi  reimputati a ciascun esercizio.  Di  conseguenza,
  rideterminasse le quote costanti di recupero del maggior  disavanzo
  derivante  dal  riaccertamento  straordinario  dei  residui   negli
  esercizi successivi.
   Con  una  e-mail  della  stessa data,  l'assessore  regionale  per
  l'economia  pro-tempore, siamo nel 2016, ma non risulta  agli  atti
  alcuna  nota  del  Presidente  della Regione  del  tempo,  riferiva
  l'impegno   della  Regione  a  proporre  all'esame   dell'Assemblea
  regionale  siciliana apposita disposizione normativa, per adeguarsi
  ai  rilievi  formulati,  nel rispetto e  nella  salvaguardia  degli
  equilibri di bilancio della nostra Regione.
   Come  confermato  dalla  Ragioneria generale  della  Regione,  non
  risulta  che sia stato dato seguìto alcun impegno assunto,  né  che
  gli  organi  dello  Stato abbiano svolto, al  tempo  stesso,  alcun
  intervento sino alla parifica del rendiconto generale 2017 da parte
  della  Corte dei Conti che, come abbiamo ricordato, ha rilevato  il
  maggior disavanzo di 2 miliardi e 146 milioni di euro, di cui:
   -189 milioni di euro, quale disavanzo del 2017;
  -Un miliardo e 179 milioni di euro, quale mancato realizzo da
  reimputazioni relative al riaccertamento straordinario 2015;
  -648 milioni di euro, quale cancellazione definitiva dei residui
  attivi da versare e la rimanente quota, quale differenza del
  disavanzo tecnico da riaccertamento ordinario 2017.
   Signor Presidente ed onorevoli colleghi, sono di tutta evidenza  i
  gravi   effetti  che  si  ripercuotono  sugli  effetti   finanziari
  successivi   della  Regione,  determinando  pesanti  dinamiche   di
  pregiudizio sugli esercizi futuri e che senza le misure adottate da
  questo Governo avrebbero condotto al blocco della spesa a causa del
  ripianamento  ordinario  dei  maggiori  disavanzi  accertati,  come
  ricordato,  2  miliardi e mezzo oltre 850 milioni annui,  peraltro,
  aggirando,  ed  oggi ne paghiamo le conseguenze,  in  generale,  il
  principio    di    unicità   dell'operazione   di    riaccertamento
  straordinario non essendo più consentita alcuna rettifica che  deve
  essere operata solo in sede di riaccertamento ordinario dei residui
  ripianabili in tre anni o entro il termine della legislatura.
   Ecco  perché  l'accordo con il MEF, concluso  nel  dicembre  dello
  scorso anno, ha potuto consentire il ripianamento trentennale per 1
  miliardo  e  597 milioni di euro, mentre la quota da ripianare  nel
  triennio 2018-2020 è risultata pari a circa 546 milioni di euro  di
  cui  circa  164 già ripianati nell'esercizio 2018 con la  legge  di
  assestamento  n. 21. Residuano quindi da ripianare complessivamente
  circa 780 milioni di euro.
   Di  fronte  a  quanto avvenuto e ricostruito,  soltanto  un  nuovo
  riaccertamento  straordinario  potrà  consentire   per   la   parte
  eccedente  quello  già  ripianato in  trent'anni,  un  ripianamento
  decennale,  evitando in tal modo effetti eccessivamente onerosi  su
  questo bilancio e su quello dei prossimi anni.
     Siamo  in attesa della soluzione delle questioni aperte sin  qui
  illustrate e nel frattempo occorre attenuare gli effetti finanziari
  dell'ineludibile   ripianamento  del  complessivo   disavanzo   nei
  prossimi  esercizi,  ma per sapere qual è l'esatta  quantificazione
  dobbiamo  aspettare  la  prossima parifica  del  rendiconto  che  è
  prevista  -   mi è stato comunicato personalmente dalla  Presidente
  della Corte dei Conti, e la ringrazio per il garbo e la cortesia  -
  solo per il 13 dicembre prossimo.
   Occorre inoltre, per quanto possibile, compensarne gli effetti con
  incisive  riduzioni delle diseconomie e puntando ad  accrescere  le
  entrate  in  connessione con i riflessi regionali di talune  misure
  economiche   e   fiscali,  penso  alla  fatturazione   elettronica,
  all'istituzione  delle ZES, al reddito di cittadinanza,  interventi
  finanziari diversi approntati nel 2019.
   Questo,  signor  Presidente  e  colleghi  deputati,  è  quanto  di
  rilevante  ritenevo di dover riferire a questo Parlamento.  E  l'ho
  fatto   senza   spirito  polemico,  ma  attenendoci  esclusivamente
  all'analisi oggettiva dei fatti.
   Sul  piano  delle politiche economiche e dell'attività di  impulso
  necessario  alla  crescita nell'Isola, potremmo  parlare  per  ore.
  Abbiamo puntato sugli investimenti, anche alla luce delle necessità
  di  far fronte alla pesante eredità del passato. Passato recente  e
  passato  remoto. Non è un caso se dal primo gennaio 2018  ad  oggi,
  per  darvi solo un dato, gli UREGA siciliani abbiano triplicato  le
  aggiudicazioni  rispetto al 2017. Non è  un  caso  se  oltre  1.700
  imprese  hanno,  ad  oggi, ricevuto oltre 90  milioni  di  euro  di
  anticipazioni  a  fronte  di quasi 300 milioni  di  contributi  già
  impegnati. Non è un caso se la nostra IRFIS sia tornata  ad  essere
  punto di riferimento per il mercato e per la libera impresa. Non  è
  un caso se con mille difficoltà, sono centinaia i progetti che sono
  stati affidati per diventare progetti definitivi e quindi esecutivi
  e cantierabili.
   Ritengo,  onorevoli deputati, che tutti, nessuno escluso,  abbiamo
  il  dovere di lavorare per rendere meno pesante ai siciliani e alla
  nostra  Regione  la eredità finanziaria che arriva da  lontano,  da
  molto lontano nella sua genesi.
   Questo  Governo saprà farsi carico di un compito difficile, quello
  del risanamento delle finanze, ma vorrà affrontarlo con spirito  di
  servizio e, si augura, con il coinvolgimento di tutto il Parlamento
  al di là dei ruoli e al di là delle appartenenze di ciascuno.
   Le  scadenze temporali ci dicono che, molto probabilmente, dopo la
  parifica  del  13  dicembre, dovremo essere chiamati  al  voto  per
  l'Assestamento  di  bilancio e poi al voto per  l'approvazione  del
  Rendiconto.  Il Governo già da diverse settimane sta  lavorando  ai
  Documenti  finanziari  per  la  sessione  di  bilancio   ma   molto
  probabilmente - lo comprenderebbero persino le pietre  -  si  dovrà
  fare  ricorso all'esercizio provvisorio per 60 giorni se  la  Corte
  dei conti ci darà la parifica il 13 dicembre.
   Questa  volta, alla luce del percorso illustrato, il Governo  vive
  questa stagione come una opportunità, lasciatemelo dire, non  è  un
  ossimoro: è opportunità avviare definitivamente il risanamento  del
  bilancio della Regione; è opportunità dimostrare all'Italia  intera
  che in Sicilia c'è una classe dirigente, di Governo e parlamentare,
  che  nelle  diverse responsabilità e nei diversi  ruoli  non  vuole
  perdere  l'occasione  di  consegnare  ai  più  giovani  un   futuro
  migliore.  Ecco  perché affido, assieme al mio Governo  e  ai  miei
  Assessori,  al dibattito dell'Aula queste mie riflessioni,  con  la
  serena  consapevolezza  di  chi  sapeva  di  dovere  ereditare  una
  situazione  di grande difficoltà e un mandato tutto in  salita,  ma
  anche  per  questa  ragione il mandato diventa entusiasmante  negli
  obiettivi  da raggiungere, con la serenità di chi sa che la  croce,
  il  peso  della  croce  di  servire  questa  Terra,  va  affrontato
  collegialmente, ognuno in base alle proprie responsabilità: il peso
  maggiore su questo Governo.
   Vi ringrazio per la cortese attenzione.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente.
   Onorevoli   colleghi   comunico  a  tutti  coloro   che   vogliono
  intervenire che il tempo massimo che potrò dare per gli  interventi
  è di 15 minuti e che non potrò dare due volte la parola allo stesso
  deputato.
   Ha chiesto di parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini, vi parla oggi uno del gruppo della  tara antropologica ,
  così   è   stata  definita  l'Assemblea  regionale  siciliana   dal
  Presidente  Musumeci  in una intervista a  La Sicilia'.  Quindi  vi
  parla uno dei componenti della tara antropologica perché è un peso.
  Invece,  a  mio modo di vedere, noi non fungiamo da peso  ma  siamo
  controllori, siamo da controllo all'azione di questo Governo.
   E  io  ho  ascoltato con molta attenzione le parole del Presidente
  Musumeci  che,  ad  un  certo punto, ha fatto  riferimento  ad  una
  relazione presentata dall'Assessore Armao in Commissione  Bilancio
  il 24 settembre 2019. All'interno di questa relazione, che ho letto
  con  molta  attenzione - tra l'altro alcuni dei punti  li  ha  pure
  enunciati il Presidente Musumeci - c'è un passaggio importante.
   Il  passaggio  importante  riguarda  le  locazioni.  L'azione  del
  Governo  regionale,  per quanto detto all'interno  della  relazione
  firmata  dall'assessore Armao dice che noi stiamo risparmiando  per
  l'azione  del Governo, in questi venti mesi, 1,6 milioni  di  euro.
  Nel  passaggio fatto dal Presidente Musumeci ascoltiamo che abbiamo
  ridotto  almeno  quindici locazioni, però,  signor  Presidente,  le
  volevo chiedere se lei è a conoscenza dello stabile che vi è in via
  Thaon  de Revel che è uno stabile che è qui a Palermo, uno  stabile
  dove  all'interno c'è un seminterrato, c'è un piano terra,  c'è  un
  secondo  piano e ci sono i Server della Regione siciliana.  C'è  un
  centro tecnico, c è un centro servizi e ci sono alcuni uffici  dove
  alcune  partecipate della Regione ed alcuni uffici del dipartimento
  bilancio sono lì a svolgere la propria attività.
   Ebbene,  oggi stesso le ho depositato un'interrogazione, assessore
  Armao,  perché a me risulta, ovviamente è un sospetto,  e se  vuole
  l'assessore Armao potrà ribattere a questa cosa, che lì la  Regione
  negli  anni, ed in particolare il dipartimento Bilancio,  assessore
  Armao,  o  finanze  e  credito perché  poi  i  servizi  sono  stati
  suddivisi,  ebbene la Regione lì deve pagare 4 milioni di  euro  di
  spese  di  locazione  che,  ad oggi, non  abbiamo  pagato  e,  cari
  colleghi,  all'interno della lista delle locazioni  questo  stabile
  non  è  presente,  quindi,  i  conti fatti  all'interno  di  questa
  relazione  non sono conti corretti perché tramite un  accesso  agli
  atti  gli  stabili  di  locazione sono,  -  lo  ha  detto  pure  il
  Presidente  della  Regione -, circa 150  per  un  ammontare  di  40
  milioni  di euro, che ad oggi noi spendiamo.  Ebbene, via Thaon  de
  Revel,  non è presente all'interno di questa lista. Mi sono chiesto
  perché? Perché la Regione lì ha un subaffitto nel senso che noi non
  andiamo  a  pagare direttamente il proprietario di quello  stabile,
  abbiamo  un subaffitto. Ora mi chiedo, assessore Armao, perché  poi
  ad  un  certo punto la domanda me la sono fatta, qua è  un  esempio
  dove  noi  mettiamo,  a mio modo di vedere,  la  polvere  sotto  il
  tappeto  perché  il  Presidente Musumeci ha detto  che  noi  stiamo
  pagando,  oggi, i problemi e le azioni non corrette di governi  del
  passato.  Oggi  mi  chiedo: questi 4 milioni  di  Euro  e,  quindi,
  l'azione  di  questo Governo e chiedo all'assessore Armao  se  è  a
  conoscenza  di questo debito di circa 4 milioni di  euro  e  se  lo
  vogliamo  pagare, se c'è un contratto, insomma,  cosa  c'è  in  via
  Thaon  de Revel? Se queste cose noi oggi, questo Governo, o  almeno
  una  parte di questo Governo, mette tutto sotto il tappeto, quindi,
  noi mettiamo la polvere sotto il tappeto, stiamo un po' nascondendo
  alcune  cose perché qui in questa relazione noi stiamo dicendo  che
  stiamo  risparmiando  1,6 milioni di euro di  spese  di  locazione,
  però, poi non ne paghiamo per 4 milioni e la domanda che faccio  è:
   Non è che di questi esempi ce ne sono altri, assessore Armao?
   Ora,  il  punto  è questo, ho seguito il Presidente  Musumeci  sui
  residui  attivi, passivi, sul disavanzo, però, noi oggi ci dobbiamo
  chiedere  se questo assessore per il bilancio è ad oggi  credibile,
  politicamente, cioè noi come Assemblea dobbiamo chiederci, dobbiamo
  interrogarci se l'azione svolta dall'assessore per il bilancio  che
  è  comunque  componente principale di questo  Governo  è  un'azione
  credibile  perché  io, ora, qui in questi minuti  vi  ho  fatto  un
  esempio, ma di questi esempi ce ne potrebbero essere altri e, a mio
  modo  di  vedere, questa relazione a questo punto non  è  corretta,
  almeno  per  quanto  riguarda il punto delle  locazioni,  assessore
  Armao.
   Quindi,  mi aspettavo oggi che lei si presentasse qui in Aula  con
  le   dimissioni  e  che  presentasse  all'Assemblea  regionale   le
  dimissioni  per  questi due anni che, a mio  modo  di  vedere,  non
  rappresentano  un  punto  di rottura rispetto  ai  Governi  passati
  perché  anche qui stiamo nascondendo, stiamo nascondendo  i  nostri
  debiti. Grazie.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho  ascoltato
  con  grande  attenzione,  ovviamente, la relazione  del  Presidente
  della  Regione e partirei proprio da quel riferimento esplicito  ad
  una  esigenza  legata  da una parte alla necessità  di  avviare  il
  risanamento del bilancio della Regione, dall'altra, alla  necessità
  di  offrire  un'opportunità rispetto anche ad alcuni indicatori che
  mi  va di sintetizzare e di raccogliere negli spunti del Presidente
  della  Regione a partire, ad esempio, dal lavoro degli  UREGA  che,
  finalmente, in Sicilia stanno riuscendo a porre fine ad  una  serie
  di  cantieri aperti e mai avviati continuando con il sistema  delle
  imprese e andando così avanti sui progetti esecutivi e cantierabili
  fino  al  ruolo  che, ovviamente, è in itinere,  che  dovrà  essere
  consegnato ad enti come IRFIS.
   Certamente  se  oggi  ci ritroviamo di fronte ad  una  prospettiva
  dall'esito  incerto  probabilmente alcuni  richiami  devono  essere
  fatti.  Ovvero,  se  vedete  quella  data  del  13  dicembre,   che
  rappresenta  la data del giudizio di parifica, è una data  rispetto
  alla   quale  noi  ci  troviamo  in  una  condizione  di   assoluta
  sospensione,  e  rispetto  al rendiconto ma,  ovviamente,  rispetto
  all'assestamento di bilancio certamente le ragioni di  quei  buchi,
  di  quei  disavanzi e di quelle criticità, così come la  Corte  dei
  Conti  stesso  ha rappresentato in una relazione dettagliata,  sono
  ascrivibili all'attività di circa 30 anni, certamente è  necessario
  porre in essere degli interventi strutturali. E' necessario rompere
  con un sistema che una certa politica per decenni ha determinato in
  Sicilia  confinando  questa Terra ai livelli di disoccupazione,  di
  povertà,  di carenze infrastrutturali che hanno determinato  che  i
  giovani,  oggi come ieri, come nel 2017, siano stati  costretti  ad
  abbandonare queste terre.
   Oggi il valore dell'indice più elevato tra le Regioni del Sud, con
  addirittura  il 29%, sono questi i dati che abbiamo  ereditato  dai
  precedenti  Governi, senza volere fare polemiche  con  nessuno.  Ma
  certamente  se ci siamo ritrovati con questa eredità  ahimè  non  è
  ascrivibile alle responsabilità di un sistema, certamente va  fatto
  autocritica,   certamente  vanno  riconsiderate  alcune   posizioni
  dell'accordo Stato-Regione dove finalmente mi sembra di poter  dire
  che  dopo  decenni di assoluto torpore si stia in questa  fase  del
  Governo,  avviando verso una interlocuzione seria e autorevole  nei
  confronti  dello  Stato. Un'interlocuzione seria che  deve  partire
  anche da una rivisitazione delle priorità a partire, perché no,  da
  una rivisitazione dello Statuto.
     Io  ho letto le note in materia di rapporti finanziari che  sono
  stati presentati dall'Assessore e non sarà sfuggito a nessuno  come
  siano  espliciti e costanti i riferimenti a quegli  articoli  dello
  Statuto,  del  36,  del 37, del 16 e io mi spingerei  anche  oltre,
  Presidente  della Regione e Assessore Armao, fino all'articolo  42,
  perché  no,  ipotizzando  anche moneta  complementare,  ma  si  fa,
  ovviamente,  riferimento ai temi delle Zone franche montane,  delle
  Zone  franche giovani che sono state anche individuate  da  diversi
  sindaci,  come prospettive importanti per fare uscire,  soprattutto
  le  aree interne da quel rischio di spopolamento che stiamo,  oggi,
  vivendo.
   Serve,  certamente, dare continuità ad alcune iniziative che  sono
  state realizzate a partire dal fatto che non sono soltanto i nuclei
  familiari  che  sono  investiti dal tema della  disoccupazione,  ma
  anche  i  nuclei familiari con famiglie numerose e monoreddito  che
  vanno sostenute e supportate.
   Certamente le settimane che verranno sono settimane delicate,  non
  possiamo  trincerarci,  soltanto,  dietro  lo  scudo  degli  errori
  commessi nel passato, in questi trent'anni, dobbiamo accelerare  su
  alcune  riforme, a partire dai consorzi di bonifica,  dei  rifiuti,
  continuando  sui temi dalla polizia municipale in modo, finalmente,
  da uscire da questa condizione di smacco e di stallo.
   Non  amiamo  che  qualcuno da altri luoghi ci faccia  critica.  E'
  accaduto,  spesso,  anche  da parte di alcuni  richiami  sul  piano
  mediatico.  E, allora, facciamo noi autocritica. Non pensiamo  che,
  chi  viene  dall'esterno. Io lo comprendo, nel  DNA  siciliano  c'è
  questo sentimento, forse, di orgoglio, che ci dice che nessuno deve
  venirci  a  dire  che le cose vanno male, o dove sbagliamo.  Allora
  facciamo  noi  stessi autocritica, sui temi della spesa  dei  Fondi
  comunitari, sui alcuni aspetti che sono sotto gli occhi  di  tutti.
  Non  possiamo,  certamente, permetterci  che  lo  Stato  intervenga
  sottraendoci  qualcosa come sessanta milioni di euro,  laddove  non
  cediamo  ad un elemento che ormai è stato recepito, come richiamato
  da  diversi  Gruppi parlamentari, e ripreso anche in una  nota  del
  Presidente della Regione sul tema di vitalizi.
   Certamente  alcuni  aspetti vanno trattati nelle  sensibilità  che
  meritano,  dobbiamo metterci nelle condizioni, presto e subito,  di
  poter dare riscontro a queste istanze che arrivano dall'esterno, in
  un  approccio  che, consentitemi di dirvi, non può  essere  di  chi
  rimane chiuso nel Palazzo.
   Io, recentemente, ho fatto anche critica rispetto ad alcune azioni
  di  alcuni singoli assessorati ma per una ragione semplice. Noi  ci
  siamo presentati, due anni fa, agli elettori con un programma,  non
  ci  sono  critiche da fare ad un assessore o ad un altro,  bisogna,
  semplicemente,  guardarsi  attorno e  verificare  quando  vi  è  la
  prospettiva  di  iniziare a fare quella raccolta, rispetto  a  quel
  lavoro serio, lento ma deciso, della semina che il Presidente della
  Regione sta facendo.
   Su questi dati ci confronteremo certi che, finalmente, un ruolo di
  autorevolezza nei rapporti Stato-Regione è stato recuperato,  certi
  anche del fatto che chi ha una funzione di governo all'interno  del
  Parlamento  dovrebbe evitare di far rimanere imbrigliata quest'Aula
  in   procedimenti   lunghi,  farraginosi,  che  hanno   determinato
  collegati  su collegati, a grappolo che, credetemi, nulla c'entrano
  con  le  responsabilità del Governo e che sono, invece, ascrivibili
  ad  un  modo  assolutamente passato, assolutamente da superare,  di
  gestire  quest'Aula  al  di là delle posizioni  di  maggioranza  di
  opposizione.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci, onorevoli
  colleghi,  Assessori,  credo che, senza polemiche  e  con  assoluta
  serenità,  dobbiamo capire se ciò che ci muove a questa discussione
  sia  soltanto  una  manipolazione giornalistica, un'enfatizzazione,
  un'esagerazione   o   l'intervento   in   Aula    del    Presidente
  dell'Assemblea regionale - particolarmente puntuale e preoccupato -
  o  se  forse  rispetta  le magnifiche sorti progressive  che  erano
  contenute  in  questa relazione che il Presidente  Musumeci  ci  ha
  letto,  c'è  qualche punto di debolezza, di fragilità, o  anche  di
  reticenza, altrimenti noi potremmo chiudere il dibattito qui con le
  parole della canzone di Lucio Dalla  Sarà tre volte Natale e  festa
  tutto  l'anno , mi sembra che la situazione non soltanto dei  conti
  ma del futuro di questa Regione sia definitivamente risolta.
   Io  non ho questa impressione, non so quale rating attribuisca  la
  Corte  dei conti in termini di cifra e di analisi a questa Regione,
  ma  il  fatto che noi siamo stati costretti a sospendere  anche  in
  modo   abbastanza  anomalo  la  discussione  sul   collegato    per
  espungere da quel  collegato  tutti i provvedimenti di spesa perché
  non avevano copertura finanziaria, forse un punto di domanda in più
  dovrebbe proporlo ai tecnici che hanno elaborato questa relazione e
  sappiamo  perfettamente  che  questo   Governo  ha  ereditato   una
  situazione  debitoria pesantissima che arrivava dalla gestione  del
  precedente  esecutivo,  40  per cento di  aumento  dei  debiti,  ma
  sappiamo che sono passati due anni dall'ingresso nelle sua funzioni
  di  questo  Governo e sappiamo che ogni anno abbiamo  un  risparmio
  pubblico negativo, cioè le entrate non riescono a coprire le spese.
   Sappiamo che al 31 dicembre 2007 il disavanzo era di 6 miliardi  e
  300 milioni, adesso come ci è stato confermato supera i 7 miliardi.
  Sappiamo che il rating BA1 è dato alla Regione siciliana dal  2013,
  non è un premio che il Governo Musumeci ha ricevuto quest'anno, dal
  2013 la Regione siciliana ottiene il BA1 che non è né un premio  né
  un'assoluzione,  ma  vuol  dire che c'è un  rischio  di  insolvenza
  considerevole highly speculative, cioè siamo un mercato a rischio e
  non  è  un caso che ci abbiano retrocesso rispetto agli indici  che
  venivano forniti negli anni precedenti al 2013.
   Siamo  di  fronte  ad altre cifre che forse non sono  soltanto  il
  frutto  di  manipolazioni, suggestioni o nanismi dei giornalisti  e
  dei  loro  titoli, ma stanno dentro le cose che accadono in  questa
  terra.   Nel  secondo  trimestre  di  quest'anno  l'occupazione   è
  diminuita di 13 mila unità, abbiamo un saldo dello 0,5 per cento in
  meno  del  PIL  (stime PROMETEIA); abbiamo un tasso di  attivazione
  della  spesa comunitaria che non supera il 14 per cento, ci  dicono
  oggi  che  dobbiamo spendere 2 miliardi e 300 milioni per il  Patto
  per  la  Sicilia entro due anni, sono trascorsi già tre anni  e  da
  Roma  ci dicono che siamo fermi al 2 per cento di impegno di spesa,
  saranno forse 300 e possono essere riviste, però la sensazione  che
  sulla  carne  viva  dei  siciliani - Presidente  la  prego  se  può
  seguirmi,  grazie  -  dicevo,  queste cifre  che  sono  elementari,
  plastiche, materiali, incidano forse più dei conti fecondi  che  ci
  sono stati presentati dalla relazione del Presidente Musumeci.
   Ma  il  punto  qui  è un altro, noi più che ascoltare  con  devota
  attenzione questa relazione avremmo anche voluto capire cosa questo
  Governo  propone in termini strutturali come è stato  sollevato  da
  alcuni  colleghi  che  mi  hanno  preceduto  del  risolvere  questa
  situazione, non soltanto impiccare alla corda più alta i conti  che
  ci  sono  arrivati  in eredità dal vecchio Governo,  ma  sul  piano
  strutturale  questo  Governo e questa Regione  cosa  può  fare  per
  migliorare  il  proprio rating materiale? Non soltanto  quello  che
  viene individuato da un bollino che ci viene offerto ogni anno.
   Io  non  credo  che  ci  sia  un'idea  sulla  quale  ci  si  possa
  confrontare. Esiste un piano, per esempio, per verificare quali tra
  le  società  partecipate possano essere messe in  liquidazione?  la
  Corte  dei  conti che è stata citata questa sera ci  ha  detto  per
  esempio qualche mese fa:  Attenzione, c'è un vulnus grave, c'è  una
  carenza  di vigilanza sui bilanci degli enti regionali , esiste  la
  possibilità di potere metter mano al censimento? Ne abbiamo parlato
  l'assessore  per  l'economia  sulle  proprietà  immobiliari   della
  Regione;  sì,  adesso abbiamo finalmente una password,  ma  abbiamo
  scoperto  che trascorsi molti anni tutte le valutazioni  economiche
  venivano fatte su quei cespiti sono totalmente utilizzabili per cui
  non  siamo  più  in  condizione  se  non  rifacendo  un  censimento
  economico di potere mettere sul mercato questi beni.
   Esiste  la  possibilità di costruire una spending review  che  sia
  seria, che sia capace di individuare le voci da tagliare, magari la
  ricostruzione  di  qualche  borgo fascista,  magari  qualche  fiera
  equina  da  trasferire a Militello Val Di Catania; siamo di  fronte
  alla  possibilità  di  avere alcune misure di  prospettiva  che  ci
  dicano  come  ci  tiriamo fuori da queste sabbie mobili,  non  come
  polemizziamo con gli articoli e titoli dei giornalisti?
   Io  credo  che  questa sia la domanda, ed è una domanda  politica,
  Presidente Musumeci, lei a questa domanda può rispondere,  come  ha
  fatto  spesso:   Molte  delle idee, che sul  piano  strutturale  io
  vorrei  offrire a questa Assemblea ed al Governo di  questa  terra,
  non  sono in condizione di farlo perché non ho una maggioranza  che
  mi  supporta .  E  su questo punto noi vorremmo  che  ci  fosse  un
  momento di confronto e di chiarezza.
   Lei, in campagna elettorale, ha dichiarato spesso  sono condannato
  a  vincere ,  ci  ha  ricordato in questi anni  sono  condannato  a
  governare ,  ci  ha spiegato dal palco di Salvini  a  Roma  qualche
  giorno fa  siamo condannati a stare insieme . Io penso che possiamo
  anche  immaginare  una amnistia, Presidente Musumeci,  un  atto  di
  clemenza. Annulliamo ogni condanna, magari può anche barattarla con
  un  atto  di  civilissima funzione politica  attraverso  l'istituto
  delle  dimissioni,  però  da  questa  condanna,  che  è  anche  una
  condizione di immobilismo sostanziale, dobbiamo tirarci fuori.
   La relazione che lei ha presentato, Presidente Musumeci, non serve
  a  dissipare  i  dubbi che, mi creda, non sono soltanto  il  frutto
  della somma degli articoli che sono piovuti sui conti della Regione
  in questi anni, ma anche di alcune evidenze che riguardano, ripeto,
  e mordono la carne viva dei siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, Governo, onorevole colleghi, prima il
  Presidente  della Regione parlava di fake news. E  a  proposito  di
  fake  news  giorni  fa,  pochi giorni fa in  un  palco  a  Roma  il
  Presidente  della  Regione  rappresentava  la  nostra  Regione,  la
  Regione siciliana, come un enorme campo profughi in cui migliaia di
  disperati  cercano rifugio. Ecco, questa, per esempio, è  una  fake
  news.  E  ha  puntato  il  dito  contro  l'Europa,  giustamente,  è
  condivisibile l'accusa che ha rivolto contro l'Europa che dimentica
  Lampedusa, dimentica le condizioni dei lampedusani e dei  linosani.
  Ma  è  altrettanto  grave  che una madre  lampedusana  emigri,  sia
  costretta   ad   andarsene  dalla  sua  città  per  partorire.   E'
  altrettanto  grave che la comunità di Lampedusa e Linosa  rimangano
  mesi  senza carburante per i propri mezzi di trasporto.  Sono  cose
  ovviamente gravissime che non possono essere consentite.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La   rappresentazione  della  nostra  Regione  come  un'Isola   di
  disperazione verso la quale trovano rifugio centinaia di  disperati
  come  un enorme campo profughi diciamo che non rende giustizia alle
  centinaia  di  migliaia di giovani che emigrano dalla nostra  terra
  cercando   fortuna   altrove.  Abbiamo  il  48,4   per   cento   di
  disoccupazione  giovanile; il 22 per cento dei siciliani  abbandona
  gli  studi; un bambino su tre, in Sicilia, è a rischio povertà. Per
  i  siciliani sta diventando un lusso unire il pranzo con la cena  e
  la  Regione, diceva prima il Presidente che è una falsa notizia  il
  fatto  che  sia fallita, ma il concetto di fallimento per  un  ente
  come  la  Regione  siciliana qual è? Questa Regione  riesce  o  non
  riesce  a garantire servizi essenziali? Secondo me, no, perché  non
  riesce a garantire nemmeno il trasporto pubblico locale. Quindi, di
  cosa  stiamo  parlando  se non di fallimento  di  fatto  di  questa
  Regione
   Dopo   due   anni   si  porta  dentro  quest'Aula  la   situazione
  finanziaria  della  Regione, si parla di passato scaricando  sempre
  colpe  al  passato. A mio avviso un'Aula del genere  doveva  essere
  fatta  all'inizio  dicendo:  Signori miei, ho  aperto  il  cassetto
  della Regione e ho trovato il deserto, la situazione è questa  . Ma
  dopo  due anni, Presidente, nel passato ci siamo dentro, c'è dentro
  anche questo Governo con le sue responsabilità.
   Si  è  parlato  di agenzie di rating. Guardi, io inviterei  questo
  Governo  e le agenzie di rating a farsi un giro nei Pronto soccorsi
  siciliani, e a valutarli, vediamo che indici ci danno, vediamo come
  ci valutano.
   Si  è  parlato  di  Urega, ma gli Urega hanno la velocità  di  una
  lumaca  in letargo, è la stessa velocità di questo Governo  Di  che
  cosa  stiamo  parlando  Di che tipo di Regione stiamo parlando   La
  Regione dei sogni
   Il Presidente della Regione in un'occasione ha definito alcuni mie
  colleghi  e  alcuni deputati di questa Assemblea come delle  piante
  grasse,  quindi  di  riflesso ha definito  piante  grasse  anche  i
  cittadini   siciliani.  Ora,  forse  perché   il   Presidente   era
  consapevole di aver creato il deserto in questa Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà.

   TANCREDI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  onorevole  Presidente io ho ascoltato con molta attenzione  la  sua
  relazione,  come  lei  sa è una materia sulla  quale  io  cerco  di
  approfondire  il  più possibile, e debbo dire che è  finalmente  un
  punto di partenza.
   Forse  lei ricorderà il primo intervento che io ho feci in  questa
  Assemblea a fine 2017, dove chiedevo una due diligenze del bilancio
  della Regione, finalmente è arrivata, è arrivata con quasi due anni
  di ritardo però. Questo, purtroppo, è un appunto che le debbo fare,
  anche  perché  per  funzione di deputato di opposizione  non  posso
  esimersi dal sottolineare questo aspetto, e di contro, di contro  e
  mi  dispiace  altrettanto lei ha fatto bene  ad  evidenziare  certi
  punti,  con puntualità, con precisione, ma è pur vero che in  parte
  sconfessano certe dichiarazioni dell'assessore Armao che nemmeno un
  giorno  fa  parlava di un'emergenza molto importante;  testualmente
   Roma  ci  aiuti  o  è emergenza  , è chiaro che questo  disorienta
  l'opinione pubblica, e disorienta anche noi deputati che  purtroppo
  non  riusciamo nemmeno ad avere contezza precisa di quelli che sono
  i conti.
   Io ho preso una serie di appunti e prendo atto che il disavanzo di
  quest'anno  sia di soli 800 mila euro, per il pareggio,  che  è  un
  dato   molto  molto  importante,  ma  è  pur  vero  che  non  posso
  sottolineare che non vedo nessuna prospettiva.
   E   mi  spiego:  come  lei  sa  io  ho  in  grande  considerazione
  l'applicazione   statutaria  e  come  lei  sa  ha  analizzato   con
  attenzione  anche tutti quelli che sono stati i lavori propedeutici
  all'attuazione statutaria della precedente e di questa  Legislatura
  e  debbo  dire che non sto notando alcun cambio di passo su  questo
  aspetto,  perché è chiaro che mettere a posto i conti è un aspetto,
  ma questa Regione ha bisogno di ben altro per ripartire; ha bisogno
  di  un nuovo slancio che deve essere assolutamente derivato da  una
  riconfigurazione  di  quelle  che sono  le  entrate  spettanti  per
  Statuto,  e  questo non può derivare altro che da  una  credibilità
  assunta  con le azioni concrete. Il fatto che lei dica che possiamo
  guardare  con  fiducia,  che è un punto di  partenza  mi  conforta,
  perché a questo punto mi aspetto che a breve cominci un percorso di
  riforme  di  un  certo livello, che ci possa anche  determinare  un
  aspetto  propositivo nei confronti del Governo, per poter ragionare
  in   maniera   propositiva,  perché  fino  adesso   come   lei   ha
  sottolineato, se siamo potuti ripartire e spalmare anche nei  dieci
  anni parte del disavanzo aggiuntivo, è stato anche per quella leale
  collaborazione che si è instaurata, ma è pur vero, e  non  possiamo
  non  tenerne  conto, che quello che è stato recentemente  trasmesso
  dalla  Corte  dei conti di un ipotetico disavanzo aggiuntivo  di  2
  miliardi  e  trecento  milioni,  potrebbe  far  derivare  ulteriori
  problemi.
   Continuo a pensare che dovremmo ragionare dando un quadro generale
  corretto  allo  Stato, sederci ad un tavolo e cominciare  a  vedere
  cosa realmente si può fare, nello spirito di leale collaborazione.
   Bisogna  cominciare a ragionare di prospettiva perché i  siciliani
  in questo momento sono in enorme difficoltà.
   Quello  scatto in avanti non c'è stato perché ovviamente l'eredità
  è  stata molto pesante ma è un'eredità che affonda le sue radici in
  almeno tre Governi. Questa eredità non la si può non sottolineare.
   Questo  aspetto purtroppo è un aspetto che per me, da deputato  di
  opposizione  per la seconda legislatura, è particolarmente  pesante
  dovere sottolineare.
   Mi  sarei aspettato che in questi due anni l'aspetto delle entrate
  e del riconoscimento avesse un'accelerazione importante che non c'è
  stata - mi dispiace dirlo - non c'è stata
   Non  si è stati in grado di fare pesare una credibilità aggiuntiva
  perché  ad  oggi  la linea che si sta seguendo, è la  stessa  linea
  tendenziale del precedente Governo.
   Andiamo a Roma e chiediamo qualcosa in più.
   Quel qualcosa andrebbe ben definito in maniera puntuale perché per
  far ripartire e portare questa Regione ad un livello tale da essere
  considerata  una  Regione  europea' occorre ben  altro  che  quanto
  ottenuto fino ad ora.
   Occorre la piena collaborazione di uno Stato che in questo momento
  è  assolutamente propenso a colmare quel gap fra il Nord e il  Sud.
  E'  qualcosa  che  se noi non abbiamo la capacità  di  portare  con
  credibilità, con forza e con autorevolezza difficilmente accadrà.
   Fino ad oggi tutto quello che non c'è stato concesso è perché  noi
  siamo  stati da sempre considerati una Regione canaglia,  sprecona.
  Questo è il passaggio fondamentale, passaggio che io ancora non sto
  vedendo.
   Sono fortemente preoccupato per questa ipotesi di acquisizione  di
  una  competenza aggiuntiva, che non ci spetta per Statuto, quale  è
  la  finanza locale. Su questo non abbiamo nessun dato. Un dato  che
  potrebbe  -  a  parer mio - essere particolarmente pesante  per  il
  bilancio della Regione, che potrebbe aggravare la condizione e  che
  secondo  me  è  strategicamente sbagliato perfino da  proporre.  Su
  questo aspetto, mi attendo una nuova stagione.
   Non  posso  altresì sottolineare che la sua relazione,  Presidente
  della Regione, ha in parte sconfessato il suo Assessore.
   E'  chiaro  che  se  da  un lato, una parte  del  Governo  lamenta
  difficoltà  e  lei viene - giustamente - a ostentare  sicurezza,  i
  cittadini non riescono a capire da quale parte stia la verità.  Noi
  che  non abbiamo piena contezza dei numeri, perché ovviamente  sono
  numeri interni che può gestire direttamente l'amministrazione,  non
  riusciamo a capire dove sta la verità.
   A  questo proposito, auspico una stagione di trasparenza in cui il
  Parlamento diventi protagonista di tutti quelli che sono i numeri e
  le  trattative con lo Stato, anche per potere espletare la funzione
  di  supporto, di suggerimento e di collaborazione a quella che  sia
  l'attività legislativa di questa Assemblea.
   Ricordo  a me stesso e a tutti i presenti che qui dentro  non  c'è
  nessuno  che non voglia fare gli interessi della Regione,  nessuno
  Quindi, credo che sia un momento di partenza.
   Voglio  auspicare che quella relazione sia assolutamente esaustiva
  e  voglio sperare che la Corte dei conti, in fase di parifica,  non
  ci  dia un'altra stangata - questo non lo sappiamo. L'ultima  volta
  si  parlò  di  2  miliardi e cento contro una  valutazione  di  500
  milioni,  poi  furono  effettivamente  2  miliardi  e  100.  Questo
  sicuramente potrebbe essere un problema.
   Andremo  in esercizio provvisorio ovviamente - perché non ci  sarà
  il  tempo  materiale per farlo, ed è chiaro che  la  variazione  di
  bilancio  dovrà essere, assolutamente, puntuale. E'  chiaro,  però,
  che  la  preoccupazione, che è nata dalla mancata applicazione  del
  collegato, per una problematica di bilancio ha, sicuramente,  messo
  in allarme tanta gente.
   L'ultima  cosa:  io  non ho molta fiducia nell'agenzia  di  rating
  perché,  in passato,  hanno sbagliato di molto le loro valutazioni,
  anche  a discapito dello Stato italiano, non solo della Sicilia  e,
  quindi, quella valutazione la prenderei con le pinze, perché è  una
  valutazione  che  attiene a tanti fattori anche  di  ordine  macro-
  economico.
   Concludo dicendo che, bisogna inaugurare una stagione di chiarezza
  nei   conti  e  di  piena  trasparenza  di  quelle  che   sono   le
  interlocuzioni  con  lo  Stato, perché, ad oggi,  nell'applicazione
  dello Statuto, l'unico soggetto che, alla fine, deve operare  è  la
  commissione paritetica che, di fatto, negli ultimi tempi,  è  stata
  esautorata dai tavoli tecnici, che sono poco più che un pour parler
  a  livello  istituzionale, perché, poi, alla fine, è la commissione
  paritetica  che deve fare gli interessi sia dello Stato  che  della
  Regione   siciliana.   E,  credo  che,  in  questo   momento,   sia
  probabilmente l'organo che maggiormente può incidere sul futuro dei
  siciliani.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, sono ormai quasi 7 anni  che  sono  qua
  dentro, spesso da questo scranno ho sentito citare tante cose,  tra
  cui,  una delle citazioni che viene effettuata più spesso è  quella
  di  un  libro o di un film, dipende se si parla del film è del  '63
  che  è   Il  Gattopardo . Dico, però, possiamo  citare  sempre   Il
  Gattopardo ?  Secondo  me, oggi, dovremmo  citare  un  altro  film,
  casomai, degli anni 70:  Gli Aristogatti .

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   In  quel  film c'era un gatto che era Romeo, che era  il  migliore
  del  Colosseo , e noi abbiamo, in questo momento, un Presidente che
  dice, che fa intuire che lui è il più bravo di tutti. Nella seduta,
  quella  sulla  questione  morale  disse:   Siamo  tutti  onesti  in
  quest'Aula, ma non c'è alcuno più onesto di me  . Ora, sta dicendo,
  praticamente,  che lui, forse, è il migliore, vista  la  situazione
  economica che ha ereditato.
   E  la situazione economica, però, che ha ereditato, ha parlato dei
  conti,   che  in  questo momento ci sono dei  disavanzi  che  hanno
  riscontrato, ha detto anche che è una falsità quando si dice che la
  Regione  non  ha un euro, dicendo che ci sono stati  dei  pagamenti
  effettuati.
   Questa  stessa  dichiarazione  va a contrastare,  invece,  con  la
  risposta alla lettera del Presidente Micciché quando, parlando  dei
  collegati,  disse:  Ma, ci sono i soldi per fare i  collegati? .  E
  benissimo, la risposta del Presidente fu:  Non ci sono soldi.
   Soldi, quindi, effettivamente, non ce ne sono e l'ha dichiarato lo
  stesso Presidente della Regione che, oggi, si è contraddetto.
   E, non solo, mancando, secondo me, di rispetto a tutta l'Aula, che
  per  mesi  aveva  lavorato  a dei collegati,  effettivamente  vuoti
  perché non c'erano soldi. E lì c'è da aprire un mondo.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Sempre  in quel giorno, mi ricordo, doveva essere il 18 settembre,
  fece  anche  la  dichiarazione. Si  parlava  di  riforme,  un  tema
  importantissimo, ancora non affrontato mai da questa Assemblea, lui
  interruppe una giornalista che parlava di maggioranza e lei, signor
  Presidente,  disse:  Ne prendo atto, perché da  quando  sono  stato
  eletto, non me ne sono accorto.
   Se  vuole, le posso consegnare anche un file excell semplicissimo,
  dove  si vede che ci sono: 6 deputati di DiventeràBellissima, 4  di
  Fratelli  d'Italia, 11 di Forza Italia, 2 su 3 del Gruppo Misto,  4
  di  Popolari ed autonomisti, 5 di UDC e 4 di Ora Sicilia,  cioè  37
  persone   che,  praticamente,  da  2  anni  l'appoggiano.   Quindi,
  matematicamente lei ha avuto sempre la maggioranza e se non  riesce
  a  fare  i conti semplici di 37 persone, vorrei capire io  i  conti
  come  li  riesce  a  fare per quanto riguarda i  disavanzi.  E  già
  dimostrazione  ce  n'è stata data proprio l'anno scorso  quando  il
  disavanzo era stato computato da questo Governo in soli 500 e rotti
  milioni  di euro e invece la Corte dei Conti, tirandoci giustamente
  le orecchie, ci disse che invece erano 2 miliardi e147 milioni.
   Altra  cosa.  Dipende sempre dalla vita cosa  si  cita,  onorevole
  Presidente  della  Regione, nel dire che noi siamo  i  migliori  di
  tutti  perché,  mi  fa  piacere che lei cita Moody's  parlando  di
  praticamente  quello che ha definito il rating che appunto  è  BA1,
  definendo un outlook stabile, ma parliamo di un qualche cosa che  è
  stata  dichiarata il 24 ottobre 2018 e quindi qualcosa di  un  anno
  fa. Però Fitch che, ovviamente, è un'altra agenzia di rating ci  dà
  come  rating tripla B con outlook negativo ed è del 14 giugno 2019.
  Ovviamente, questi non sono dati che mi invento io, ma ho  preso  i
  documenti  che  ci  avete fornito voi, che sono il  bollettino  sul
  fabbisogno  finanziario  della Regione siciliana.  Quindi,  bisogna
  citare  anche quello che dicono altri, non solo quello  che  ci  fa
  comodo o parte di quello che ci fa comodo.
   Tornando invece a noi e leggendo, ovviamente, quella che  è  stata
  la  vostra relazione sul rendiconto 2018, dobbiamo dire  che  sì  i
  disastri  non  vengono  solo nel mancato riaccertamento  di  alcune
  somme che è stato fatto nel riaccertamento straordinario, ma,  come
  dite voi, la genesi, ovviamente, del maggior disavanzo va rinvenuta
  in  due operazioni per importi consistenti nel 2004 e nel 2009  che
  rispettivamente  hanno comportato la riduzione di accertamento  dei
  crediti, poi rilevatisi inesistenti, nei confronti dello Stato  che
  ammontano a 573 e a 294 milioni di euro. Benissimo. In quel periodo
  là  c'era un Governo di centrodestra che alcuni, forse, sono ancora
  all'interno  di  questa Assemblea. Quindi le colpe  ce  le  abbiamo
  tutti, non sono solo degli altri, forse, dovremmo dire.
   Ora,  quello  che  poi andrebbe fatto e lei, onorevole  Presidente
  della Regione, lo può fare perché, come le ho detto, i numeri della
  maggioranza ce li ha e comunque sia persone responsabili qua dentro
  ci sono, le riforme bisogna iniziarle prima o poi. E invece abbiamo
  intere riforme sulle Ipab, sui consorzi di bonifica, su altre  cose
  ferme ancora lì. Inoltre, si continuano a fare dei tagli per quanto
  riguarda la cultura, il Teatro Bellini ne è un esempio, per  quanto
  riguarda altre cose rispetto al turismo eccetera, eccetera.  Quando
  invece  proprio  la Corte dei conti ci dice che quelle  sono  delle
  entrate che dobbiamo attenzionare, permettetemi il termine,  ancora
  di  più  perché  proprio  noi lì possiamo legiferare  pienamente  e
  possiamo  ampliare  ovviamente  la capacita  di  avere  un  ritorno
  economico da quel punto di vista.
   Noi  siamo  qui,  siamo pronti a lavorare per il  risanamento  dei
  bilancio  e  soprattutto noi siamo quelli che sicuramente  vogliamo
  togliere tutte quelle incrostazioni che ci sono nel passato che  ad
  oggi   non  si  vuole  fare.  Perché  fare  gli  ignavi,  onorevole
  Presidente della Regione, tutti quanti qua dentro e quindi non fare
  nulla e continuare ad aspettare senza fare le riforme perché quella
  è  la  cosa importante non serve a nulla. Perché lei ha parlato  di
  questa  figura,  lei che porta la croce, ma secondo  me  noi  siamo
  nella selva, caro Presidente. Qualche riferimento, diciamo, diverso
  dove   in  questa  selva  difficile  perché  governare  la  Regione
  siciliana è difficile, abbiamo di fronte tre fiere, tra cui c'è  la
  superbia  che è il leone. Allora bypassiamo, superiamo la superbia,
  facciamoci  accompagnare con chi può far sì  che  ci  può  togliere
  dalla selva e fare le riforme. Questo non si vede, anzi si vede che
  c'è  la  volontà  di non fare le riforme perché qui  non  arrivano.
  Perché   se   noi  invece  della  superbia  ci  facciamo   prendere
  dall'umiltà  e  dalla concretezza possiamo ottenere anche  un'altra
  cosa: che quando andiamo a Roma a chiedere soldi - perché questa  è
  la   costante   di  questa  Regione  siciliana  -  dobbiamo   avere
  credibilità. E quando allo stesso tempo che noi chiediamo più soldi
  per   giustamente   ripianare   i  disavanzi,   debiti,   eccetera,
  parallelamente in questa Aula arrivano, con il consenso sempre  del
  Governo,  collegati  dove  dentro  c'è  di  tutto  -  marchette   e
  quant'altro - ovviamente credibilità non ne abbiamo.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Perché  un  Governo centrale dice: ma i soldi per che cosa  te  li
  devo dare? Per ripianare cosa? Per poi continuare a fare quello che
  ha portato la Sicilia ad avere tutta questa situazione economica?
   E  allora  cerchiamo di avere tutti un po' di umiltà, di non  fare
  nessuno  di  noi,  di  non entrare tra gli  ignavi,  e  cercare  di
  lavorare  una volta per tutte. Solo così si risolveranno i problemi
  della  Sicilia e non solo citando parti delle cose che  ci  possono
  essere utili.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Facci sognare

   LO CURTO. E' da un po' che ho smesso di farlo, ma spero, comunque,
  di fare valere un'altra qualità: quella di potere interessare

   CRACOLICI. Ma io a quello mi riferivo

   LO CURTO. Intanto, grazie, onorevole Cracolici, per questa battuta
  di  spirito che anche alleggerisce, dà serenità a questo clima che,
  per  altro,  dobbiamo dire onestamente al di  là  del  tono  pacato
  nasconde,  caro  Presidente Musumeci, non poche battute  cattive  e
  pesanti  che,  comunque,  nel  gioco  delle  parti  possono  essere
  comprese  e  ricomprese  senza  farci assolutamente  innervosire  o
  arrabbiare.
   Intanto  vorrei  salutare appunto lei e  tutta  la  Giunta  signor
  Presidente  e  il  Presidente  dell'Assemblea.  E'  chiaro   signor
  Presidente  che anch'io sono stata molto attenta sia  al  dibattito
  che si è sviluppato sin qui con le dichiarazioni dei vari colleghi,
  taluni dei quali pur essendo dalle opposizioni ho anche apprezzato.
  Ho  ascoltato  con  grande interesse se pur con  grande  difficoltà
  perché  non  essendo una esperta nella materia dei  conti  e  della
  finanza  pubblica, certamente è stato complesso il suo ragionamento
  ma  lo  ho  ascoltato. Con molto interesse lo  ho  ascoltato  anche
  perché  per  molti  aspetti lo vivo quando in Commissione  Bilancio
  esercito   il   mio  ruolo  di  componente  di  questa   importante
  Commissione  che deve appunto valutare l'impatto finanziario  delle
  norme e quant'altro è relativo ai conti della nostra Regione.
   Vede  signor Presidente, nell'apprezzare l'onestà con  cui  lei  è
  solito  parlare e la sobrietà anche con cui affronta temi difficili
  e  compositi come quelli attuali di cui stiamo parlando,  mi  piace
  cogliere  nel suo ragionamento l'idea positiva che questo  Governo,
  pur avendo ereditato   e lì sono d'accordo con il collega Tancredi,
  di  cui ho apprezzato gran parte dell'intervento, anche quando  con
  onestà dice  dobbiamo sederci ad un tavolo  e non per chiedere  con
  il cappello in mano al Governo nazionale che ci dia qualche risorsa
  in  più ma con la dignità di sapere rappresentare in toto il popolo
  siciliano e i suoi diritti, storicamente negati e traditi da chi  -
  nello  Stato centrale - ha dimenticato le prerogative statutarie  e
  le  ragioni per cui questo Statuto è attuale, vigente e non  ancora
  attuale. Quindi io ringrazio l'onorevole Tancredi di questo  spunto
  che  mi dà per parlare della autorevolezza con la quale mi pare  da
  qualche tempo finalmente il Governo della Regione siciliana che  ha
  ereditato  un pesantissimo fardello  e non faccio colpa a  nessuno,
  non  sono  io guerrafondaio, non sono tra quelli a cui piace  usare
  l'indice  per  puntarlo  contro qualcuno.  Mi  piace  ragionare  in
  termini   di   responsabilità.  E  oggi  apprezzo   molto,   signor
  Presidente,  la responsabilità che questo Governo si sta  assumendo
  di  fare chiarezza finalmente, la chiarezza che poteva anche essere
  fatta nel 2015, forse staremmo tutti un poco meglio.
   Bisogna anche dircele con coraggio, con onestà e con serenità. Non
  facciamo  colpe  a  nessuno, ma nemmeno  possiamo  assolvere  tutti
  indifferentemente come se nessuno avesse mai scagliato una pietra e
  fosse  non colpevole di avere colpito qualcuno. Questo qualcuno,  è
  vero,  c'è. E' il popolo siciliano, oggi soffre. E' stato detto  da
  qualche collega che mi ha pure preceduto e, certamente, abbiamo noi
  il   dovere   di   assumerci  insieme  Parlamento  e   Governo   la
  responsabilità di portare la Sicilia a traguardi che ci  permettano
  di  vivere  con  dignità, con la dignità piena  di  essere  popolo,
  cittadini  di  questo Stato italiano, perché  anche  noi  lo  siamo
  seppur periferia del mondo, seppure, come dire, siamo stati tra  le
  altre   cose   protagonisti  in  questi  giorni  di   un'importante
  conferenza che, grazie al Vicepresidente Armao, ha visto le regioni
  periferiche,  insulari d'Europa qui proprio a  Palermo,  in  questa
  nostra  splendida, complessa, difficile, drammatica città che  vive
  tutte  le sue contraddizioni come la nostra Isola, ma che punta  il
  dito,  questa volta sì, chiaramente, nei confronti dell'Europa  con
  autorevolezza  per  richiedere  i diritti  che  ci  debbono  essere
  riconosciuti.
     Qui  nessuno  vuole  fare, come dire,  il  mendicante.  Noi  non
  vogliamo  essere  un  popolo di assistiti,  in  questo,  veramente,
  apprezzando  molto  il  collega che ho  già  nominato,  l'onorevole
  Tancredi,  che  ha, come dire, con molta serenità detto:   Dobbiamo
  sederci  ad  un tavolo e discutere . Ecco, non posso che apprezzare
  questo  sforzo  perché  qui nessuno, e lo  ha  ribadito  lui  e  lo
  ribadisco anch'io, nessuno è contro qualcuno. Non ci può essere  un
  deputato che è contro i siciliani e non ci può essere. Questa non è
  un  Aula di tribunale; questo non è un tribunale nel quale dobbiamo
  trovare per forza il colpevole. Chi non ha peccato scagli la  prima
  pietra.  Così  è stato scritto nelle, appunto, scritture  sacre  di
  fronte  alle quali, io credo, che chi ha fede possa trovare  motivo
  di  ispirazione per essere non ecumenici, evangelici,  in  maniera,
  come  dire, ritualistica, ma per fare ognuno la nostra parte perché
  se  ognuno  facciamo la nostra parte, sentendoci  protagonisti  del
  nostro destino e del nostro dovere, credo che finalmente la strada,
  signor  Presidente, lei la stia tracciando ed in questo mi permetto
  anche  di  cogliere  il  segnale di assoluta  distensione  e  buona
  volontà   che  viene  dalla  Presidenza  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  perché  il  Presidente onorevole Miccichè  che  pure  ha
  condiviso  con  noi parlamentari la stagione lunga  dei  collegati,
  tuttavia  ad un certo punto ci ha richiamati al dovere di  fare  un
  passo  indietro per sostenere l'iniziativa di rigore che il Governo
  ci ha chiesto di fare e nessuno si è lamentato, nessuno ha detto  è
  colpa di qualcuno.
   Noi abbiamo lavorato invano, abbiamo perso dei mesi, ci siamo resi
  conto, signor Presidente, che lei ha davanti, e noi con lei, e  noi
  al  suo  fianco, a fianco del nostro Governo, con questo Parlamento
  che  pur  con le proprie differenze politiche, e pur con  i  propri
  distinguo,  vuole  fare il proprio dovere ed  io  sono  chiamata  a
  rappresentare  per  conto dell'Udc la nostra posizione  che  è  una
  posizione  di  responsabilità, è una posizione di  serietà,  è  una
  posizione di impegno, è una posizione di visione prospettiva  della
  vita  e  della  politica. Fa bene, signor Presidente,  a  dire  che
  dobbiamo avere fiducia perché già la fiducia i cittadini ce  l'anno
  data,  noi  dobbiamo  restituire questa fiducia  ai  cittadini  con
  azioni  di  buon  governo e mi permetto di  essere  orgogliosa  del
  Governo  che  io  sostengo  perché per la  prima  volta  si  stanno
  portando  avanti  riforme che non si erano mai fatte,  riforme  che
  servono  a  creare  sviluppo, riforme che servono  a  ridefinire  i
  contorni  di  una normalità che in Sicilia non c'è  mai  stata.  Mi
  auguro che questa sia la sorte, finalmente, della incardinata legge
  sui  rifiuti,  sulla  quale  per  mesi  ci  siamo  confrontati   in
  Commissione  Ambiente e che adesso deve trovare una  soluzione,  la
  parola  fine,  scrivere la parola fine significa  iniziare,  signor
  Presidente,  iniziare come lei dice a fare diventare  questa  terra
  non solo bellissima, e non uno slogan, ma è un principio ispiratore
  di  chi  è  morto col proprio sangue, col proprio sangue ha  voluto
  scrivere una storia fatta di legalità, di onestà, di trasparenza  e
  questi  principi, a questi valori lei si richiama. Ed io mi  rivedo
  in  queste posizioni quando lei dice che dobbiamo rendere ordinaria
  la Sicilia, che bella parola l'ordinarietà che potrebbe, come dire,
  sembrare  una banalità e invece no, l'ordinarietà significa  vivere
  bene,  garantire i diritti, l'uguaglianza sociale, la  libertà,  la
  giustizia,  la  legalità vera che è frutto di collaborazione  leale
  tra  Governo  e  Parlamento,  tra  i  due  vertici  che  parlano  e
  dialogano.
   Noi  siamo e lo dico anche non solo a titolo personale, contro  le
  demagogie,  contro  gli atteggiamenti populistici,  che  certamente
  parlano  alla  pancia  del Paese e parlano anche  alla  pancia  dei
  nostri  cittadini ed è un'azione scellerata perché invece  dobbiamo
  riconquistare  l'amicizia, la fiducia, l'entusiasmo, dei  cittadini
  che   debbono  volerci  bene  perché  facciamo  il  nostro   dovere
  Presidente, ed è questo il senso oggi della nostra appartenenza  ad
  un  comune  progetto politico. Qualcuno quando lei  parla  e  dice:
   siamo  obbligati a stare insieme , lo intende come  un  fastidioso
  processo  che  mette insieme forzosamente i soggetti  politicamente
  differenti  tra  di loro, a parte che la differenza  è  una  grande
  ricchezza,  è  espressione  la  più  alta,  la  più  importante  di
  democrazia,  ma quando lei dice  siamo obbligati , lo dice  per  il
  senso  di  responsabilità che ha, non c'è dubbio, tutti  noi  siamo
  obbligati  a  stare  insieme e io qua mi rivolgo  a  tutti  i  miei
  colleghi deputati, qui non c'è una parte e una controparte, qui c'è
  la  storia, qui c'è il futuro dei cittadini, qui ci sono  i  nostri
  figli,  ci  sono  coloro che soffrono, i disabili,  chi  è  rimasto
  indietro, chi non vuole andarsene, chi ha diritto di ritornare.
   Allora, signor Presidente, anch'io mi sento obbligata e in  questo
  obbligo  sento  tutta  la responsabilità etica  e  morale  del  mio
  impegno  politico  e  del  mio  ruolo  da  Presidente  del   Gruppo
  parlamentare UDC che mi onoro di rappresentare, ringraziando sempre
  i colleghi per la fiducia che mi danno, e sapendo che il mio ruolo,
  ecco,  mi obbliga a difendere con onestà, con intelligenza e lealtà
  che  non conosce servilismi, che non conosce stupidi appiattimenti,
  che  non conosce se non il valore della lealtà politica come scelta
  di   principio  morale,  ecco,  in  questo  senso   io   mi   sento
  assolutamente obbligata ad essere fedele al patto che  insieme  con
  il  nostro  Presidente  dell'Assemblea e con il  nostro  Presidente
  della Regione dobbiamo condividere per riuscire a portare fuori  la
  Sicilia  dai  miasmi dei ritardi e delle diversità che  ci  rendono
  ineguali rispetto agli altri.
   Con  la  nostra dignità vogliamo essere non sudditi, non servitori
  di   alcun   sovrano  ma  cittadini  liberi  nella  responsabilità,
  nell'impegno e nelle libertà fondamentali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, Presidente,
  ecco nella vita le cose non sono soltanto ciò che ci capita, che ci
  succede  ma  anche  come reagiamo a quello  che  ci  succede  e  io
  sinceramente  capisco tutto il pregresso e tutte le situazioni  che
  si  sono  succedute a causa dei Governi passati  e  di  come  siamo
  arrivati a 7.3 miliardi di euro di debiti. Lo capisco  C'è una cosa
  che non riesco a capire. Come stiamo reagendo a tutto questo? Quali
  sono le effettive riforme di questo Parlamento per reagire? Perché,
  soprattutto,  mi  riferisco alle riforme che  potevano  fungere  da
  taglio, praticamente per bloccare alcuni sprechi.
   Signor  Presidente,  lei  si  era impegnato  anche  a  cercare  di
  risolvere  il  problema dei quaranta milioni di fitti  di  immobili
  che, molte volte, sono anche chiusi, vuoti e, quindi, vorrei capire
  a che punto è questo. Se veramente siamo riusciti a tagliare questi
  quaranta milioni.
   Un  altro  esempio  che faccio, il trasporto pubblico  locale.  La
  Comunità europea ci aveva dato un'occasione, un'opportunità: quella
  di  redigere il bando. 156 milioni avremmo potuto, sicuramente,  in
  parte  risparmiarli  armonizzando un servizio che,  ad  oggi,  vede
  ottantasette  compagnie di autobus che si fanno  la  concorrenza  a
  vicenda,  senza offrire intermodalità e collegamento  per  tutti  i
  paesi maggiormente isolati e disagiati. E, invece, che cosa si  fa?
  Si presenta un'ulteriore proroga, l'ennesima, fra l'altro impugnata
  anche dal Governo centrale.
   Ecco  non vedo, praticamente, come stiamo reagendo a tutti  questi
  sprechi.  L'unica cosa che vedo è che, agli occhi  degli  italiani,
  fuori  della  Sicilia il resto dell'Italia ci vede la  regione  che
  nasconde  i  debiti sotto il tappeto, però ha tutti questi  sprechi
  alla  luce  del  sole. Per il resto d'Italia siamo la  regione  dei
  vitalizi, della auto blu, delle divise da 3.998 divise con  a  base
  d'asta  un  milione  di euro  Questo è quello che  vedono  da  Roma
  anche,  e noi andiamo a Roma col piatto ma non abbiamo, poi,  tanta
  faccia per presentarci e questo è anche pesante da accettare.
   Ora, sicuramente, andremo in esercizio provvisorio e non so, anche
  qua,  con  quale coraggio e con quale faccia dovremmo  chiedere  ai
  siciliani  di stringere la cinghia, e con quale faccia metteremo  a
  repentaglio  gli stipendi di tutte quelle categorie  di  lavoratori
  che  conosciamo  bene, perché spesso sono fuori  dal  Parlamento  a
  protestare e a chiedere i loro stipendi.
   Però,  ecco,  io adesso se su due piedi mi dovessero chiedere  che
  cosa  mi ricordo di due anni di governo, di due anni di frequentare
  quest'Aula, io penso solo a due cose: aiuole e conigli,  conigli  e
  aiuole  Questo è quello che mi ricordo, purtroppo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che  al
  Presidente  della Regione piace ascoltare solamente i  parlamentari
  di  maggioranza e, con grande piacere, ad ogni intervento - io l'ho
  seguita  anche  nei  movimenti, Presidente -  annuisce  con  grande
  condivisione. Scontato
   Cioè,  che i deputati di maggioranza le dicano che è bravo, che  è
  bello, bello politicamente, che le facciano tutti i complimenti  di
  questo  mondo ci sta  Però, mi creda, per chi guarda,  per  chi  si
  trova  dall'altra parte vedere lei che, magari, se ne  convince  mi
  sembra davvero molto riduttivo.
   I giornalisti non sono pazzi. Cioè, se ci sono stati dei giornali,
  dei   giornalisti  che  hanno  ripreso  la  questione   finanziaria
  siciliana  ritenendola  sul  lastrico, ritenendola  in  difficoltà,
  pronti  al  default, al fallimento, alla crisi  è  perché  voi,  da
  quando vi siete insediati - in primis l'Assessore Armao - in  tutte
  le  circostanze  -  sia in Aula, sia in Commissione  bilancio,  sia
  sulla  stampa  - non ha fatto altro che dire, e lei ogni  tanto  su
  questo  ci  si  è accodato, cioè che dire siamo qua, questo  lo  ha
  fatto  sin  dall'inizio, non è vero, qualcuno ha  detto  Presidente
   lei questa riflessione doveva farla all'inizio  no, l'avete fatto,
  l'avete   fatto   sin   dall'inizio  cercando   di   scaricare   le
  responsabilità  di  un'azione di Governo  sin  dall'inizio  assente
  quella che era una situazione finanziaria del passato.
   Lei  ha fatto un'analisi, ha portato una verità, alcune cose  sono
  anche  vere  cioè  io le condivido e poi le dirò quali,  ma  è  una
  verità,  cioè  lei non ha avuto il coraggio, l'onestà intellettuale
  proprio  da  Presidente della Regione di dire  che  Crocetta  si  è
  trovato  anche  lui in una situazione e non l'ha  detto,  non  l'ha
  assolutamente detto, guardi avevo preso quattro fogli, alla fine ne
  ho utilizzato

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Recente  e
  remota.

   DIPASQUALE.  La  prego,  assessore  Cordaro,  lei  non  può   fare
  l'avvocato difensore.

   PRESIDENTE.   Assessore   Cordaro,  lasci   parlare   per   favore
  l'onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE. Io ho ascoltato e ho ascoltato il Presidente per tutto
  il   suo  intervento.  Non  ho  interrotto  nessuno.  Vi  prego  di
  rispettare la mia posizione altrimenti non farò parlare nessuno  in
  questa  Aula  quindi  rispetto reciproco. Allora  è  stata  portata
  una la prego di stare zitto, assessore, e di lasciarmi parlare.

   PRESIDENTE.  Assessore  Cordaro, la prego  può  fare  parlare  per
  favore   l'onorevole   Dipasquale  oppure   rimandiamo   a   domani
  l'argomento? E allora per favore. Prego, onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Non siamo all'asilo, siamo nel Parlamento  siamo  nel
  Parlamento  e  così come il Presidente ha avuto la  possibilità  di
  fare  il suo intervento ritengo che anche i consiglieri, i deputati
  di   minoranza,  che  sicuramente  nei  loro  interventi  non  sono
  gradevoli,  almeno  abbiamo il diritto di  intervenire  e  di  dire
  quello  che pensiamo. Quindi lei ha fatto un'analisi, non ha  detto
  in  maniera  chiara  che anche Crocetta si è trovato  un  disavanzo
  anche  se  allora non c'era un vero e proprio disavanzo, i  bilanci
  della Regione siciliana dal 2011 in poi, cioè dal famoso, da quando
  era  necessario  l'applicazione del 118,  imponevano  alla  Regione
  siciliana  di calare i residui attivi cose che purtroppo i  governi
  dal  2011  in  poi  non  fecero, lo andò a fare  questa  operazione
  Crocetta  trovandosi  da  6 milioni di  euro  quasi  di  avanzo  di
  amministrazione,  fasullo,  così come  l'avevano  avuto  anche  gli
  altri,  iniziò  a trovarsi Crocetta quasi 2 miliardi  di  disavanzo
  quindi  è una storia vecchia, a Crocetta di tutto si ci può dire  e
  anche  al governo precedente ma che siano stati spendaccioni e  che
  abbiano   compromesso  le  casse  della  Regione   questa   è   una
  barzelletta.  Chi  ha  compromesso, e li  andrebbe  fatta  un'altra
  verità andrebbe detta un'altra verità, che purtroppo questa Regione
  è  stata  una  centrale  di spesa, che questa  Regione  sono  stati
  ingessati le risorse e sono stati è inutile che mi abbassa la testa
  assessore Razza, chi ha governato questa Regione è stato il  centro
  destra per la maggior parte, si assessore me lo ricordo io,  non  è
  che  non  me  lo ricordo, è stato il centro destra, è  stata  Forza
  Italia, è stata Alleanza Nazionale, è stato il partito di Lombardo,
  l'UDC, i CCD è stato il centro destra, è stato il centro destra con
  piccole  appendici  del  centro  sinistra  e  quello  che  è  stato
  consegnato   alla  Regione,  alla  Sicilia  è  stata  una   Sicilia
  totalmente  in con una spesa ingessata, questa  è  la  vera  verità
  della  Regione  siciliana  e che lei non ha  detto,  perché  andava
  detto,  a  lei interessava -elegantemente perché lo stile ce  l'ha,
  questo  non le manca- scaricare un po' di responsabilità al Governo
  Crocetta cercando dopo quasi a metà della sua legislatura  di  dire
   siamo  qui,  non abbiamo potuto fare niente, ripartiamo  da  zero
  purtroppo questo non le passa, non le passerà, non l'aiuterà perché
  non c'è l'opinione pubblica, lei è già un Presidente bocciato, cioè
  lei è già un Presidente, lei e il suo Governo c'è un Presidente che
  già  passa per sconclusa, esperienza chiusa, ma proprio per  questo
  motivo,  perché non è riuscito a fare sognare i siciliani,  lei  ha
  detto  delle cose vere, lei ha detto delle cose vere, io la capisco
  Presidente  che  lei  difficilmente ce  la  fa  a  reggere  il  mio
  intervento,  però  si sforzi. Io capisco, Presidente,  io  capisco,
  Presidente, io sono un vero centrista, non come ci aveva detto  lei
  a marzo che voleva fare il centrista e poi se n'è andato in piazza,
  ma di questo ne parliamo alla fine.
   Comunque,  negli  accordi 2014-2016-2017  avete  ragione:  c'erano
  delle  cose che andavano affrontate in maniera diversa  e  noi,  in
  Commissione Bilancio, anche da uomini di maggioranza queste cose le
  avevamo  dette  e vi faccio velocemente anche una riflessione.  Per
  esempio, l'intervento sull'IRPEF, Presidente, noi prendiamo i sette
  decimi  piuttosto  che l'intero gettito. Questo  viola  lo  Statuto
  della  Regione siciliana, così anche per quanto riguarda il calcolo
  dell'IVA,  perché andava ricalcolata in maniera diversa, questi  io
  li considero e li ho considerati due errori fatti in quell'accordo.
  Ma  voi lo potevate rivedere quando vi siete insediati, non l'avete
  fatto,  quindi  voi  non siete riusciti a fare  neanche  questo,  a
  rimettere  in  discussione quegli accordi che,  in  vero,  andavano
  rivisti  e  voi  non  l'avete fatto e su questo  la  responsabilità
  sicuramente dell'Assessore Armao è una responsabilità piena, totale
  e poi quella sua da Presidente della Regione.
   Veda,  lei  conosceva  bene come stavano  le  cose,  lei  non  può
  presentarsi all'Aula, ai siciliani facendo un quadro debole e dando
  una  lettura parziale della situazione con la solita storia che poi
  si  cerca  di scrivere la storia e la scrivono i vincitori.  E'  un
  momento.  Ci sarà un momento quando arriverà il prossimo Presidente
  che  si  ritroverà  situazioni difficili come un sindaco,  come  un
  presidente  della provincia che si trova i debiti di  bilancio  del
  predecessore,  si trova le incongruenze delle azioni  politiche:  è
  normale   Anche  lei  produrrà  le stesse  difficoltà,  è  normale,
  appartiene  a  qualsiasi tipo di amministrazione. Ma  cos'è  che  è
  mancato?  Io avevo preso dei foglietti, poi lei ha fatto  politiche
  economiche  perché c'entrano nel dibattito le politiche economiche.
  Ha  detto    potrei parlare per ore  e poi ha fatto alcuni accenni,
  io mi soffermo solo a dire: l'UREGA hanno triplicato perché ci sono
  stati i soldi dei comuni sulle gare della raccolta dei rifiuti  per
  la  maggior parte e poi ci sono state le risorse dei soldi ex  PON,
  di  tutta una serie di interventi che già erano stati avviati anche
  dalla  precedente legislatura. Ma non è questo il tema  Presidente,
  lo sa qual è il tema? Che manca un progetto politico. Lei è stato a
  Roma a trovare Salvini. La prego, la croce uno solo l'ha portata ed
  è  morto  due  mila anni fa, non facciamo paragoni di  questo  tipo
  perché,  secondo me, sono fuori luogo. Lei ha un impegno come  ogni
  amministratore. Ha ricordato a Salvini, e a quella piazza,  che  la
  Sicilia si trova piena di profughi.
   Certo,  ritorno a dire, a febbraio dell'anno precedente lei voleva
  ricoprire un ruolo di centro, ora è ritornato alle origini e quindi
  preferisce nuovamente svolgere un ruolo di estrema destra accanto a
  Salvini.  Veda, il problema della Sicilia non è che è un  campo  di
  profughi,  perché  se  lei dovesse, per esempio,  domani  fare  una
  ordinanza,  fare un decreto presidenziale e dire  fuori  tutti  gli
  extra  comunitari  ma lo sa Presidente che le aziende agricole  non
  troverebbero  un'unità  di lavoro? Lo sa  Presidente  che  non  c'è
  azienda  agricola che non vive grazie a quello che sono le attività
  dei  profughi?  La verità dei profughi e degli extra comunitari  sa
  qual  è, al di là di questo passaggio elettorale che lei ha  voluto
  fare  a  Roma? Che la Sicilia si sta impoverendo sempre più  perché
  lei  non  ha un progetto politico. Se i giovani in agricoltura  non
  sono   potuti   partire   con  il  PSR,   con   la   programmazione
  dell'intervento  per i giovani, è perché siamo arrivati  al  quinto
  bando  Presidente, e questo è il suo Governo, Presidente, cioè  non
  c'entra  niente  qui  la  situazione economica  passata,  e  sempre
  riguardando  l'agricoltura  quello che  i  controlli  promozione  e
  controllo  ai porti, 28 marzo 2010, lei aveva assunto un impegno  a
  Vittoria,  questi impegni sono stati disconosciuti, la stessa  cosa
  per  la  manutenzione degli alvei dei fiumi,  la  zootecnia  per  i
  controlli  ponderali  e  funzionali a singhiozzo,  per  la  mancata
  applicazione dei premi per il benessere degli animali, che le altre
  regioni  hanno  avuto e gli allevatori siciliani  stanno  perdendo,
  veda  Presidente  potrei  continuare,  una  Sicilia  che  i  nostri
  siciliani, noi profughi, vanno a lavorare a Malta, chi  non  ha  un
  amico che va a Malta, chi non ha un amico professionista che  va  a
  Malta?  Il lavoro si è spostato, perché Malta, uno scoglio  davanti
  la   Sicilia,  è  diventato  un  riferimento  anche  occupazionale,
  condivisibile  e  no,  perché alcune cose di quel  modello  non  le
  condivido  ma  è diventato comunque un modello economico;  qui  c'è
  fame,  e qui c'è fame perché, mi creda Presidente, lei lo sa perché
  ha difficoltà a trovarsi la sua maggioranza, maggioranza che aveva,
  che  poi ha perso, ma anche quei pochi, quelli che sono rimasti  ha
  difficoltà  a  tenerli in Aula, perché li può tenere accanto  sulla
  base non so di che cosa, ma sicuramente non sulla base di promesse,
  scusate  non  volevo dire promesse ma sulla base  di  progetti,  di
  programmi. Siamo a metà mandato ma lei pensa veramente che può  far
  risognare  i  siciliani, può riavere quella fiducia dai  siciliani,
  può  ricostruire  un percorso virtuoso per la Sicilia?  Io  davvero
  gliel'ho detto già tempo fa, galleggiare non serve sicuramente,  la
  scelta più dignitosa per un uomo come lei, io non condivido davvero
  ormai  molte  cose di lei, nonostante in passato  abbia  avuto  una
  visione diversa, io dico l'ho conosciuta nella veste peggiore, e di
  questo  io me ne sono dispiaciuto immensamente, più come  uomo  che
  come  politico,  però  mi creda Presidente questa  è  un'esperienza
  morta,  ogni mese che lei rimane seduto a questo poltrona la  croce
  non la porta lei, la croce la portano i siciliani.

                   (Applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Mauro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire perché ho ascoltato con attenzione diversi colleghi che
  sono  intervenuti, e ho compreso che il dibattito su quello  che  è
  l'ordine del giorno, l'esame della situazione finanziaria mi sembra
  che si sia esaurito, perché, vedete, dopo gli innumerevoli articoli
  sui  giornali,  anche  lo  scontro  dell'altro  ieri  in  sede   di
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari con  l'assessore
  Cordaro  e l'onorevole Lupo, che sosteneva la mancanza di liquidità
  nella  casse, la difficoltà della Regione di andare avanti, non  lo
  ha  detto di pagare gli stipendi, ma certamente eravamo prossimi  a
  non  potere pagare la XIII, ecco forse tutti quanti si aspettavano,
  anche  io  devo dirlo onorevole Presidente, una relazione  sommaria
  sulla  situazione  finanziaria che questo  Governo  ha  trovato,  e
  quindi  un  dibattito,  diciamo, fatto  di  tante  parole  ma  poca
  concretezza, e invece il Presidente ci ha sorpreso, ci ha  sorpreso
  oltre  che  nei  contenuti  in  tutte  le  indicazioni  precise   e
  circostanziate  che  ha  detto  in  Aula,  ci  ha  sorpreso  perché
  ovviamente  ha  elencato una serie di dati inconfutabili,  per  cui
  l'opposizione  o  chiedeva la sospensione dell'Aula  rinviandola  a
  domani,  cercando di interpretare, leggere le cose  che  ha  detto,
  oppure  mi  permetto  di  dire  doveva sorvolare  sull'argomento  e
  parlare  di altro, e vedo che l'opposizione sta cercando di parlare
  di  altro, sta cercando di parlare di programma, di quale leggi  si
  devono fare, scansando un argomento importante che è quello proprio
  della  situazione  finanziaria, e lei correttamente  ha  fatto  una
  circostanziata elencazione dei fatti tecnici senza alcun  commento,
  né  su ieri né sull'altro ieri, ma dicendo che ci sono una serie di
  pesantezze  di natura finanziaria, che non appartengono soltanto  a
  ieri  ma  appartengono anche a molto passato. Le voglio portare  un
  esempio.
   Ieri  in Commissione  Bilancio' mentre stavamo leggendo le  carte,
  ci è pervenuta dall'INPS una richiesta di pagamento - e i dirigenti
  si  sono  adoperati - per un debito fuori bilancio  di  96  milioni
  perché nel 1993-1996 non abbiamo pagato i contributi, nessuno se ne
  h  accorto ed è arrivato da pagare un debito fuori bilancio  di  96
  milioni.
   Caro Presidente, la verità è che il 2015 segna lo spartiacque  fra
  quello che era il bilancio di un tempo di ieri e che riguarda tutti
  i  bilanci degli enti locali - credo anche quello dello Stato,  per
  essere  molto chiari - e quello che è dopo il 2015, laddove non  si
  può  più scherzare, laddove è venuto fuori e verrà fuori ancora per
  altri sette, otto, dieci anni, tutta una serie di debiti non pagati
  che dovremo pagare.
   Ogni anno questo bilancio dovrebbe apporre, non so quale cifra,  a
  proposito  di  debiti  fuori bilancio perché  regolarmente  saremmo
  aggrediti  dai debitori che hanno, o sentenze passate in cassazione
  oppure - come è giusto che sia - c'è una richiesta da parte  di  un
  creditore e il dirigente per evitare di incorrere in responsabilità
  di  natura  contabile, predispone gli atti affinché la  Commissione
   Bilancio' e successivamente il Parlamento possa ovviare  e  pagare
  quanto dovuto. Il tema dirompente qual è?
   Cosa è successo nel 2015, Presidente?
   Al  di  là  di  volere caricare la responsabilità  a  destra  o  a
  sinistra,   c'è  un  momento  in  cui  si  aveva  la   possibilità,
  seriamente, - come lei ha detto senza enfasi ma con chiarezza -  in
  cui  si  poteva  programmare  questo  pagamento  di  quei  fasulli,
  chiamiamoli così, residui attivi, una programmazione trentennale, e
  invece ogni tre mesi, quattro mesi, ci accorgiamo che c'è la  Corte
  dei conti che ci manda un pezzo di carta in cui ci dice che c'è  da
  pagare altre cose.
   Invece  di stare qui a blaterare e a cercare di caricare a  questo
  Governo  responsabilità che certamente non ha  perché  trattasi  di
  cose  del  passato.  Col  Governo  Lombardo'  abbiamo  lasciato  la
  Regione siciliana a 5 miliardi e 300 milioni, oggi è molto di più.
   Ricordo   che  il  Governo  Crocetta  dovette  portare   in   Aula
  l'assunzione  di  un'anticipazione di  spesa  rispetto  al  Governo
  nazionale  che non mandava le risorse di circa tre miliardi,  ma  a
  valore  di bilancio queste certamente non sono anticipazioni,  sono
  evidentemente debiti che abbiamo contratto con la Cassa depositi  e
  prestiti. C'è una responsabilità generalizzata.
   Mi  sarei  aspettato  che  negli interventi  che  ci  sono  stati,
  prendendo  atto o si contesta argomento per argomento quanto  detto
  dal Presidente della Regione, mi sarei aspettato invece l'invito ad
  un   confronto  sereno  in  sede  parlamentare  e  all'auspicio  di
  continuare  il percorso fatto fino ad oggi col Governo nazionale  -
  mi  riferisco  a quello di ieri, bisogna dire le cose come  stanno,
  Movimento Cinque Stelle e Lega -  a continuare questo percorso  con
  il  Governo  attuale  che  è fatto dal Partito  Democratico  e  dal
  Movimento  Cinque  Stelle e dal Partito di Renzi  perché  si  possa
  pensare di ripartire questa situazione debitoria, non a breve, ma a
  più  lungo  termine. Quindi o facciamo così o veramente la  Regione
  entrerà in crisi.
   Non  c'è  una spesa bloccata, allo stato, non c'è una mancanza  di
  liquidità  di cassa, c'è soltanto - e ciò che è successo spesso  in
  ogni  bilancio - che a proposito dell'impegno di spesa, di  risorse
  che  vanno  allocate nell'ambito del capitolo dei fondi globali  da
  qui  a  fine anno non ci sono risorse. Non credo che da qui a  fine
  anno avremmo fatto chissà quale legge
   Prudentemente  il  Governo ha voluto dire, prima  della  decisione
  della  Corte  dei conti che avverrà il 13 dicembre,  fermiamo  ogni
  impegno ulteriore di spesa ma dobbiamo garantire la copertura delle
  spese che abbiamo. Mi pare questa una decisione di buon senso,  una
  decisione avveduta, una decisione di un Governo che ogni giorno  si
  trova con un incalzare di debiti.
   E  caro  Presidente, se ai 400 milioni, di cui tutti noi sappiamo,
  aggiungiamo  una notizia che abbiamo appreso per le  vie  brevi  di
  ulteriori  250  milioni che sembra che la Corte  dei  conti  voglia
  caricare  ulteriormente, ci rendiamo conto che il prossimo bilancio
  sarà un bilancio  lacrime e sangue'.
   Qualcuno  dice  non ci sono le riforme , sì, noi le programmeremo,
  appena  finisce  questa  emergenza, appena il  Governo  sarà  nelle
  condizioni di capire, realmente, qual è questa benedetta situazione
  finanziaria,  perché  mai c'è stato un Governo  che  ha  fatto  una
  rivisitazione  di  tutti  i  capitoli  di  bilancio.  Un'operazione
  verità,  un  esempio  di  democrazia  matura  è  stato  quello  del
  Presidente  Musumeci che, in Aula, ha voluto dire  come  stanno  le
  cose.  Non  sono conti conservati nel cassetto ma, sono  conti  che
  sono   agli   atti  di  questo  Parlamento,  perché  nel  resoconto
  provvisorio  tutti  avremo  modo, una volta  per  tutte,  di  avere
  chiarezza su quelli che sono i conti della Regione siciliana.
   Io  credo,  allora, colleghi dell'opposizione, che  dobbiamo  fare
  tutti  quadrato, affinché il Governo nazionale possa sostenere  una
  manovra di natura finanziaria che, non sia a breve ma, sia a  lunga
  gittata,  così  come  è stato fatto col Governo precedente.  Questo
  deve essere l'esempio di collaborazione.
   Altra  cosa  è,  colleghi,  fare il  punto  della  situazione  del
  programma del Governo Musumeci, perché non è all'ordine del  giorno
  di   oggi.   Oggi,  all'ordine  del  giorno,  c'è   la   situazione
  finanziaria.  L'avete  reclamata in tutte  le  parti,  in  tutti  i
  luoghi,   in   tutte  le  interviste.  Oggi,  c'è   la   situazione
  finanziaria,  bisogna parlare di numeri, bisogna  fare  le  proprie
  osservazioni,  le proprie considerazioni, se volete fare  un  esame
  sul  programma, credo che, a metà legislatura, il Presidente  della
  Regione,   certamente,  lo  farà,  nel  convincimento  che   questo
  Parlamento non si rifiuterà di affrontare riforme.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  Assessori,   colleghi  deputati.  Mi  limiterò,  come   credo   sia
  opportuno,  a  fare  delle considerazioni di  carattere  oggettivo,
  perché  solo  le considerazioni di carattere oggettivo, soprattutto
  quando si parla di numeri, ed è questo il caso, possono aiutare  ed
  agevolare il dibattito. Una premessa, intanto, signor Presidente.
   Questa  verifica della situazione finanziaria, tanto  reclamizzata
  sui  giornali  e  da  parte  di tutti i media,  nasce  da  un  atto
  responsabile  del  Presidente dell'Assemblea  regionale  siciliana,
  perché  dobbiamo, anche, rinverdire i ricordi e la  cronistoria  di
  quello che è accaduto, perché questo, a mio modo di vedere, e  sono
  persuaso  di  essere nel giusto, dà una dimostrazione  plastica  di
  come  le  più  alte cariche istituzionali di questo Governo  e  del
  Parlamento, abbiano agito in favore ed ausilio della Sicilia e  dei
  siciliani.
   A questa richiesta legittima, opportuna, necessaria del Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana, ha fatto seguito  il  dibattito
  odierno   e   la  relazione,  veramente  articolata,   ed   intendo
  complimentarmi  con  ella,  onorevole  Presidente,  che,  oggi,  il
  Presidente  della  Regione  ha  illustrato  al  Parlamento  ed   ai
  siciliani tutti.
   Il  dato  che mi ha colpito di più, e che io offro come motivi  di
  riflessione, è il disavanzo del 2018: 800.000 euro.
   Non  giova,  non  è  utile, non serve,  non  è  opportuno,  non  è
  costruttivo,   e   per  questo  mi  complimento  con   l'intervento
  dell'onorevole Tancredi che, veramente, si è dimostrato, ove ce  ne
  fosse  stato  di bisogno, un uomo dello Stato e delle  istituzioni,
  perché  ha  rappresentato  i problemi  e  ha  detto   cerchiamo  di
  risolverli , non ha non criticato, anche aspramente, però, è  stata
  una  critica  propositiva. Ed io questo lo apprezzo  sempre,  anche
  quando i toni sono sempre pacati e garbati.
   Ecco, davanti ad un disavanzo di miliardi di euro, io ho fatto  un
  conto  abbastanza elementare: 800.000 per 10 anni: 8  milioni,  per
  100 anni: 80 milioni.
   Noi,  quindi,  signor  Presidente, se ci fosse  stato  il  Governo
  Musumeci  non dal dopo guerra in poi, ma da secoli, non  si  poteva
  arrivare  a  questi  7  miliardi. Che cosa voglio  dire  molto  più
  semplicemente?  Che  da  un punto di vista dei  numeri  il  Governo
  Musumeci ha agito non bene, benissimo. E se questo è vero,  è  vero
  altrettanto, e in questo concordo con l'onorevole Di Mauro, che  ai
  numeri  si  risponde con i numeri. Non credo, onorevole  Presidente
  non  me  ne voglia, lei sia un baro, tutt'altro. Lei oggi dall'alto
  della  sua  carica  istituzionale, del suo prestigio  personale  ha
  illustrato  ed  elencato  ed  evidenziato  numeri  e  i  numeri  si
  contestano  non  con argomentazioni in libertà, perché  questo  non
  giova  alla causa, non è utile e non è costruttivo. I numeri,  come
  ha evidenziato l'onorevole Di Mauro, si contestano con altri numeri
  e con fatti. Se questo è, e se così stanno le cose, io credo che la
  relazione   illustrata,  oggi,  circa  lo  stato  di   salute   sia
  assolutamente,  non dico ottimale ci mancherebbe  altro,  non  sono
  nato  ieri, non dico neanche rassicurante, onorevole Presidente  ma
  sono numeri che infondono fiducia per il prosieguo.
   Non  andrò  fuori  tema, così come ha evidenziato  l'onorevole  Di
  Mauro, eppure tante cose sono state fatte da questo Governo e dagli
  Assessori  che  lo  rappresentano  egregiamente,  faccio  solo   un
  esempio.  Faccio  l'esempio, e non me  ne  vogliate  ed  è  l'unica
  divagazione,  alla incredibile opera che sta svolgendo  l'onorevole
  Falcone a proposito delle infrastrutture, ma vale per tutti.  Cioè,
  che cosa si può dire, che cosa si può contestare se la Sicilia è un
  cantiere aperto e, ripeto, sto andando un po' fuori tema, io  credo
  nulla.  Allora  bisogna  essere, lo dico a me  stesso,  non  voglio
  essere  offensivo e spero di non esserlo mai in quest'Aula, bisogna
  rimboccarsi  le  maniche e andare tutti verso la  stessa  direzione
  perché  ai  siciliani  non interessano le nostre  beghe  personali,
  onorevole  Presidente della Regione, interessa la  risoluzione  dei
  problemi.
   Certamente ho incensato, se così mi è consentito, questo Governo e
  il  Presidente, ma una raccomandazione: la finanza pubblica.  È  un
  problema,  attenzione,  più vigilanza, è un problema  che  dobbiamo
  risolvere,  onorevole Presidente, e la vostra maturità,  la  vostra
  competenza,   il  vostro  impegno,  il  vostro  rispetto   per   le
  istituzioni  sono convinto che penserà a questo  e  ai  danni,  gli
  uffici  ci  hanno  un  po'  messo in  guardia,  che  ne  potrebbero
  derivare.
   Io   credo   di  aver  ultimato  il  mio  intervento  e   un'altra
  raccomandazione  voglio  fare  e su questo  mi  rimando,  anche  se
  parzialmente,  sembrerà una sorpresa, all'intervento dell'onorevole
  Dipasquale:  con lo Stato dobbiamo dimostrarci, come  ha  fatto  il
  Governo  siciliano,  forti  e  decisi,  perché  noi  non  siamo  la
  cenerentola  d'Italia, noi siamo una Regione che sa scrivere  e  sa
  leggere,  così  come si suole dire e i nostri diritti  li  dobbiamo
  reclamare.
   Ho  letto con attenzione una relazione della Corte dei Conti  dove
  quasi  ci accusa, assessore Armao, di essere un po' troppo  deboli,
  se  mi  è consentito nelle trattative con lo Stato. I colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle ci hanno detto che ci aiuteranno  in  sede
  nazionale e questo certamente è da salutare con grande entusiasmo e
  con grande fiducia.
   Quindi  io  ritengo, e concludo, che questo sia stato un dibattito
  utile,  un  dibattito costruttivo e ribadisco, avviandomi veramente
  alle   conclusioni,  che  ai  numeri  oggi  evidenziati,  enucleati
  dall'onorevole  Presidente della Regione bisogna rispondere  con  i
  numeri, non con le polemiche oltre modo sterili.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevole colleghi, Governo,  io  voglio
  stare  al tema e voglio parlare di numeri, come giustamente  veniva
  detto   dall'onorevole   Di  Mauro  e  per  ultimo   dall'onorevole
  Calderone.
   Il  tema  è che il Presidente della Regione ha parlato dei  numeri
  sbagliati.  Ha  parlato  dei numeri che riguardano  la  storia  del
  disavanzo  in  questa Regione di cui la stragrande  maggioranza  di
  responsabilità  ricade  sul  centrodestra,  come  ha   detto   bene
  l'onorevole  Dipasquale,  ma non ha parlato  dei  numeri  che  oggi
  congelano  l'attività legislativa di questo Parlamento. Perché  una
  cosa  è  parlare di impegni di spesa o di decreti di pagamento.  Il
  tema  vero,  signor  Presidente, è che  questa  Aula  non  è  nelle
  condizioni di dare copertura neppure per 100 mila euro.
   Dalla  ripresa della pausa estiva, quindi dalla sessione autunnale
  ad oggi, questo Parlamento non ha potuto approvare alcuna legge che
  prevedesse  spesa perché, come lei ha detto, il Governo  non  è  in
  grado  di dare copertura di spesa. E il Presidente Miccichè  ci  ha
  reso una relazione in Aula dove appunto ci riferiva che lei avrebbe
  scritto  al Presidente Miccichè una lettera invitando alla prudenza
  nell'attività legislativa perché c'è una gravissima crisi economico-
  finanziaria  che  blocca  i conti e quindi  l'attività  legislativa
  della Regione siciliana.
   Io  ho già chiesto il dibattito d'Aula ai sensi dell'articolo  160
  bis  del  Regolamento interno sull'attuazione del suo programma  di
  Governo e quindi penso avremo modo lì di parlare del tema che,  più
  in generale, riguarda l'attuazione del suo programma di Governo.  E
  torno  ai numeri. Torno ai numeri di cui lei non ha parlato  signor
  Presidente,  che  sono  i numeri che oggi  mettono  la  Sicilia  in
  ginocchio. Perché lei non ha detto, onorevole Presidente,  che  con
  la  legge  di  stabilità, con la legge n. 1 del  2019,  sono  stati
  congelati  ben 141 milioni di euro di spesa di interventi  previsti
  in  legge di stabilità e di bilancio. E non sono numeri teorici che
  non parlano alla vita della gente, sono carne e sangue che riguarda
  la  vita  dei  lavoratori, dei pensionati, della  gente  di  questa
  Regione, dei cittadini siciliani di cui lei è Presidente.
   E  allora  sono numeri che riguardano, per esempio, i Consorzi  di
  bonifica e i lavoratori dei Consorzi di bonifica, che riguardano  i
  lavoratori  forestali, che riguardano la cultura e  i  teatri,  che
  riguardano le attività di assistenza sociale. Sono numeri congelati
  che  oggi  impediscono  che questi interventi  legislativi  possano
  essere attuati in favore di queste categorie, di questi cittadini e
  di queste persone.
    Noi abbiamo chiesto questo dibattito d'Aula per avere le risposte
  dal Governo rispetto al blocco della spesa. Noi abbiamo 141 milioni
  di  euro  di  legge  di stabilità e di bilancio tutt'ora  bloccati,
  congelati,  per le ragioni che più avanti dirò. Rispetto  a  questo
  lei non ha detto una parola signor Presidente  Quindi onorevole  Di
  Mauro  noi  siamo sì sorpresi ma molto negativamente dal fatto  che
  lei non ha fatto neppure cenno a quella che è la condizione attuale
  della Regione.
   Lei  ha parlato come se in questa Aula, alla ripresa dei lavori  a
  settembre,   noi   non   fossimo  stati  costretti   a   minacciare
  l'occupazione  della  Sala  d'Ercole del Parlamento  regionale  per
  impedire l'approvazione di un maxiemendamento presentato dai Gruppi
  parlamentari  di  maggioranza che costava 29 milioni  di  Euro  non
  potendo questo Governo dare copertura, perché nel frattempo avevamo
  letto sulla stampa che la Corte dei conti aveva accertato ulteriori
  400   milioni  di  disavanzo,   e  voi  facevate  finta  di   nulla
  nascondendo  la polvere sotto il tappeto  Abbiamo dovuto  chiedervi
  insistentemente di riferire ufficialmente su questi  ulteriori  400
  mila di disavanzo. E quello che lei dice, signor Presidente, e  che
  cioè  il  Governo  precedente nel 2015 avrebbe potuto  chiedere  la
  rateizzazione anche dei 400 milioni, è impossibile per il  semplice
  motivo  che,  come lei ha detto, la Corte dei conti  ha  comunicato
  questo  ulteriore  disavanzo a giugno del 2019  ma  mi  sembra  fin
  troppo  logico perché diversamente, signor Presidente,  la  domanda
  gliela  faccio  io,  perché  lei non ha  trattato  con  il  Governo
  nazionale a dicembre 2018 ed a maggio 2019 la rateizzazione con  il
  Governo nazionale anche di questi ulteriori 400 milioni di euro  di
  disavanzo?  Perché lei non era a conoscenza e, allora, come  poteva
  esserne a conoscenza il Governo precedente se si scopre che c'è  un
  ulteriore disavanzo di 400 milioni solo a giugno del 2019?
   Signor  Presidente, lei non ha risposto a quella che  è  la  reale
  condizione  di  dissesto  cui va incontro,  purtroppo,  la  Regione
  siciliana  per  le  vostre  mancanze,  per  la  vostra  carenza  di
  iniziativa  politica.  Siccome vedo l'assessore  Armao  dissentire,
  vorrei   ricordare  all'assessore  Armao  alcune  parole   che   ha
  pronunciato  in  quest'Aula  il 18  giugno,  se  il  Presidente  mi
  consente, del 2019.
   L'assessore  Armao disse che si pensava di rateizzare la  restante
  parte di 546 milioni di euro in un quadriennio e leggo testualmente
  -   siccome una parte era già stata messa in conto anno 2018 -   Si
  prevede che quest'ultima somma di 381 milioni di euro possa  essere
  ripianata in quattro anni.  Questo è stato l'errore che ha  portato
  la  Sicilia  a sbattere perché non si poteva ripianare  in  quattro
  anni  tanto che il Consiglio dei Ministri gli ha impugnato la norma
  perché la norma del Collegato generale è stata impugnata. Se volete
  vi  leggo  anche  l'impugnativa, ma ve la risparmio  perché  non  è
  coerente  con  il  D.L. n. 118, professore Armao, che  lei  conosce
  perfettamente,  però,  si  dà il caso  che  lei  in  quest'Aula  ha
  dichiarato  una  cosa  contraria.  Lei  non  poteva  dichiarare  in
  quest'Aula  che il disavanzo ulteriore era rateizzabile in  quattro
  anni   se   non  prima  di  avere  un  accordo  con  lo   Stato   o
  un'autorizzazione  di legge formale da parte  del  Parlamento  così
  com'era già stato con l'accordo del dicembre 2018.
   E,  quindi,  parliamo  di numeri, i numeri  che  oggi  mettono  in
  ginocchio  questa Regione e che caricano, purtroppo la croce  delle
  mancanze  politiche di questo Governo sui siciliani che oggi,  come
  diceva  bene l'onorevole Dipasquale, purtroppo, sono in  condizioni
  pesantissime  da dovere affrontare, non avendo, ad oggi,  ascoltato
  dalla  bocca  del  Governo regionale una sola  proposta,  una  sola
  parola  su  come è possibile uscire da questa gravissima condizione
  in cui noi ci ritroviamo.
   E,  allora,  penso che questo Governo il dovere  di  indicare  una
  soluzione ce l'ha e non basta, onorevole Presidente, buttare sempre
  la  croce  su Crocetta perché è diventato pure un gioco di  parole,
  lei  non  è  più  il capo dell'opposizione che fa  l'opposizione  a
  Crocetta perché non c'è più. Lei è il Presidente della Regione  che
  rispetto  anche  alle  difficoltà che lei  ha  ereditato  perché  è
  evidente  che lei ha ereditato anche le difficoltà, ha comunque  il
  dovere  di  fare delle proposte e di proporre delle soluzioni:   Io
  penso al Parlamento della Regione ancor prima che ai giornalisti di
  cui  lei  si  è  lamentato, ma voglio ricordarle che è  stato  lei,
  quando   noi  abbiamo  sollevato  il  problema  in  Aula,  rispetto
  all'ultimo disavanzo a convocare, non a chiedere un incontro con la
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari con l'Aula, ma  a
  convocare una Conferenza stampa e lì avete detto che non c'era  più
  un Euro per una legge di spesa.
    Oggi lei dice che la situazione è rosea perché ci sono impegni di
  spesa,  decreti  di  pagamento, e su autorizzazioni  di  spesa  che
  riguardavano  il  periodo precedente? Oggi,  se  non  ve  ne  siete
  accorti,  non  siete in grado di avanzare una proposta  legislativa
  che  comporti,  ripeto,  una  spesa di 100  mila  euro.  Presidente
  Miccichè, se così non è, se il Governo oggi qui dice che ha risorse
  finanziarie  da potere impegnare per dare copertura  a  disegni  di
  legge, io la invito a tirare fuori dal cassetto i disegni di  legge
  che  il  Presidente  della Regione ha detto  in  quella  Conferenza
  Stampa   Lei  si tiene nel cassetto   e sappiamo tutti  che  non  è
  così   Perché purtroppo fino ad ieri non siamo stati  in  grado  di
  programmare  un'attività  legislativa  adeguata  perché   non   c'è
  copertura di spesa. Ed allora, quale film vi siete visto? Di  quale
  Sicilia state parlando o parlate? Ma ci parlate con la gente? Ma ci
  state  in  mezzo  alla gente? Questo è il Governo della  fiera  del
  cavallo  di  Amberia e del restauro di tre ex borghi  fascisti   Di
  cosa  state parlando? Piuttosto che destinare i 14 milioni di  euro
  al  restauro dei tre borghi fascisti avreste fatto bene quanto meno
  a  destinarli alle aree interne - sì, Presidente - per far fronte a
  qualcuna  delle  tante  esigenze che  hanno  i  Comuni  del  nostro
  entroterra.
   E  siamo  arrivati al  collegato  generale, che prevedeva  che  si
  potesse sbloccare una spesa di 114 milioni di euro rispetto ai 141,
  mi  dispiace che l'onorevole Di Mauro non c'è visto che mi invitava
  a  parlare  di  numeri. Intanto, non si capisce con quale  criterio
  avete  impegnato con delibera di Giunta questi 114 milioni di euro,
  perché  io  sono d'accordo che bisognava dare una risposta,  ahimè,
  purtroppo  parziale  al  Teatro Bellini,  anzi  la  invito  a  fare
  qualcosa  in  più,  che  soffre una crisi economica  e  finanziaria
  terribile,  ma  non si capisce, Presidente, perché  con  la  stessa
  delibera  non  avete  destinato  un  euro  all'Orchestra  sinfonica
  siciliana  o  al teatro Massimo di Palermo e potrei  parlare  anche
  dello  Stabile di Catania o di altri teatri che sono  nelle  stesse
  identiche  condizioni  e noi avevamo posto  il  tema  all'onorevole
  Micciché,  perché di quei 114 milioni di euro 64 milioni  che  sono
  quelli  che derivano dall'articolo 12 della legge 13/19 sono  stati
  impugnati.
   Ed allora, questo Governo ha il dovere di dire ora in questa Aula,
  intende  resistere dinanzi alla Corte costituzionale?  Non  l'avete
  detto,  io  questo volevo sentire dire innanzitutto  al  Presidente
  della  Regione,  oppure  proponete  variazioni  di  bilancio?  Cosa
  proponete? E rispetto alla spesa che non veniva coperta con  i  114
  milioni  del   collegato   generale,  l'Assessore  Armao  disse  36
  milioni,  io  credo siano 27, poco conta, quello che  resta  perché
  molti  altri capitoli continuano ad essere congelati, ripeto  dalla
  Sinfonica  al  Massimo a tutte le attività sportive  avevate  preso
  impegno  il  18  giugno che questo ulteriore  spesa  sarebbe  stata
  coperta con l'assestamento di bilancio.
   Io  temo  che  ciò non sarà più possibile perché se è vero,  com'è
  vero,  che c'è un ulteriore disavanzo di 400 milioni, ahimè temo  -
  ed  è  il Governo a doverlo dire - che il prossimo assestamento  di
  bilancio  non metterà questo Governo nelle condizioni di  allargare
  la coperta.
   Allora,  dica  il  Governo cosa intende  fare  con  una  legge  di
  stabilità che è rimasta appesa e sostanzialmente non attuata e  che
  riguarda  anche i lavoratori forestali e tante altre categorie  che
  oggi hanno assolutamente bisogno di trovare risposte.
     Allora, Presidente, la Sicilia si è fermata, la Sicilia è ferma,
  la  Sicilia  è  alla  paralisi,  la Sicilia  è  in  una  condizione
  drammatica  e  aspetta  risposte. Lei ha  il  dovere  di  indicare,
  rispetto  alla  gravità di questa condizione di paralisi  politica,
  amministrativa e legislativa, soluzioni e proposte politiche perché
  questo è il dovere del Presidente della Regione.
   Io  concludo, Presidente, se lei non se la sente o non è in  grado
  di  avanzare  proposte,  lei  ha il dovere  di  dimettersi,  o  lei
  risponde alla gravità o lei alzi le braccia, prenda atto che il suo
  Governo  non è più in grado di andare avanti e liberi la Sicilia  e
  andiamo a nuove elezioni.

                   (Applausi dai banchi di sinistra)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.
   Onorevoli  colleghi, il tempo che l'onorevole Gucciardi arrivi  al
  pulpito,  ci sono ancora circa una decina di iscritti a  parlare  e
  vedo che ce ne sono ancora che si iscrivono a parlare. Siccome  gli
  interventi  sono di un quarto d'ora l'uno, ogni 4 sono un'ora  così
  già  sarebbero un'ora e mezzo quelli che ci sono ora. Allora,  o  i
  colleghi limitano gli interventi - e non lo posso chiedere, non  lo
  posso  imporre  lo  posso  soltanto chiedere  ma,  certamente,  non
  imporre  -  o io credo che, a un certo punto, bisognerà fissare  un
  orario  di  chiusura  e si riprenderà domani lo  stesso  dibattito,
  anche  se  è  giovedì, mi dispiace per molti di voi  che  avrebbero
  problemi,  ma se tutti continuano ad intervenire, sarà obbligatorio
  fare in questa maniera.
   Prego, onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  il
  dibattito  che  abbiamo  ascoltato questa sera  non  fa  altro  che
  testimoniare  la  debolezza di un'azione di  Governo  che  potrebbe
  evincersi  da  tanti elementi. Ma, in questo caso,  al  di  là  dei
  singoli  ruoli di maggioranza o di opposizione che ciascuno  in  un
  determinato  momento storico svolge - credo che, ormai  da  qualche
  anno, tanti colleghi mi conoscono circa l'onestà intellettuale  che
  ho  espresso  in questo Parlamento - certamente non ha  giovato  in
  questi  due  anni  il  metodo bizantino, fumoso,  che  poi  diventa
  scivoloso,  di  voler  fare  - ricordava  l'onorevole  Lupo  e  non
  soltanto lui - di voler fare attività di Governo, azione di Governo
  pensando  di  fare  opposizione ad un Governo che  non  c'era  più,
  perché gli elettori avevano scelto, appunto, il Governo in carica.
   Ed  io  sono  stato  fra coloro che non hanno  condiviso,  neppure
  quando  ero  in  maggioranza, questo  metodo.  Cioè  il  metodo  di
  governare  con  la testa rivolta all'indietro e,  uscendo  fuor  di
  metafora,  dunque è semplicissimo. Cioè, questo Governo  ha  creato
  una  situazione surreale. E' da circa due anni che ci  dice  che  i
  problemi sono legati al passato, l'assessore Armao ha detto  -   ho
  gli  articoli di giornale - ha ribadito mille volte che il problema
  era  il  Governo della precedente Legislatura. Salvo, poi,  magari,
  essere  smentito  persino qualche giorno fa  dal  Presidente  della
  Regine  che  ha  detto  che  gli ultimi trent'anni  sono  stati  un
  problema  per  questa Regione. E non c'è da essere orgogliosi,  noi
  che  facciamo parte in questo momento storico di questo prestigioso
  e antico Parlamento
   Se  è  vero, com'è vero, che alcuni analisti qualche anno fa hanno
  portato,  onorevole  Cracolici, in Commissione   Bilancio ,  ce  lo
  ricordiamo  ancora e se lo ricorderanno anche gli  uffici,  che  la
  nostra regione, la Regione siciliana - e parlo di parecchi anni  fa
  - è in deficit strutturale dal 1963  Avete sentito bene
   Allora,  io  non so esattamente se questi siano quelli rispondenti
  al  vero, ma questo scrupolo di onestà intellettuale di qualche ora
  fa  del  Presidente  della  Regione, che ha  voluto  correggere  il
  modello  della  responsabilità di ieri, si è  riferito  ai  governi
  dissennati  di  circa  trent'anni di azione di  governo  in  questa
  Regione.
   Debbo  andare per sintesi, Presidente, perché ci sarebbe molto  da
  dire  e  ci  sarebbe molto da dire citando numeri e citando  cifre,
  perché  questo  Parlamento merita i numeri e  le  cifre   Perché  è
  troppo  comodo  dire, oggi, sediamoci attorno  a  un  tavolo  -  io
  apprezzo quello che ha detto il collega dei Cinque Stelle, Tancredi
  -  sediamoci attorno a un tavolo, però sempre, Presidente,  non  di
  tanto  in  tanto,  quando conviene, cioè con le  conferenze  stampa
  fatte   dall'assessore  al  ramo  che  butta  la  croce   su   chi,
  evidentemente,  ha  avuto l'onere , io mi augurerei  che  ci  fosse
  l'onestà  intellettuale  di  riconoscerlo,  e  non  sto  difendendo
  proprio  nessuno, perché quando si è trattato di esprimere critiche
  durissime,  anche  nei confronti della mia parte politica,  persino
  del  mio  partito,  io l'ho fatto e l'ho fatto  persino  da  questa
  tribuna
   Questo annuncio enfatico della riduzione del concorso alla finanza
  pubblica  era stato, colleghi vi ricorderete tanti di voi erano  in
  Parlamento, era stato già previsto da tempo dallo Stato. Tanto  che
  la  riduzione, da un miliardo e trecentomilioni a un miliardo,  era
  stata già considerata nella legge di stabilità precedente.
   Inoltre, ad esempio, l'articolo 882 della Legge n.145 del 2018, di
  cui  non  parla  nessuno, è la legge di stabilità dello  Stato  che
  riprende   l'accordo  del  Governo  in  carica  ed  è   addirittura
  peggiorativo rispetto a quanto è stato fatto nel passato, Assessore
  la  legge  è legge mi dispiace, poiché lo Stato si è attribuito  in
  maniera  unilaterale,  lo voglio dire senza una  parola  di  questo
  Governo  e dell'assessore all'Economia, il Governo nazionale  si  è
  attribuito,  il  Parlamento nazionale in  maniera  unilaterale,  la
  facoltà  di  aumentare per la Regione siciliana  il  concorso  alla
  finanza pubblica leggo testualmente  di un 10 per cento per un  non
  precisate  esigenze di finanza pubblica, un ulteriore 10 per  cento
  per generiche straordinarie manovre volte ad assicurare il rispetto
  delle  norme  europee  in  materia  di  riequilibrio  del  bilancio
  pubblico riportando di fatto il concorso a circa un miliardo e  200
  milioni  di  concorso  alla  finanza pubblica  a  differenza  delle
  precedenti  disposizioni  - sì, Assessore, così   è  scritto  nella
  legge -   che lo fissava ad un miliardo a partire dal 2019 .
   E  poi non si comprendono rispetto a quella relazione di cui avete
  parlato  tanti  di voi colleghi gli effetti negativi degli  accordi
  della  precedente Legislatura che certamente non saranno come  dire
  le  sacre  scritture,  come  non  sono  state  le  sacre  scritture
  l'accordo  che  avete stipulato voi e che oggi ci porta  in  questa
  situazione  di  gravissimo disagio; e non  avremmo  voluto  puntare
  l'indice,  siamo stati costretti a puntare l'indice perché  non  si
  riesce  a capire che cosa esattamente vuol dire la Commissione,  se
  non  ricordo  male, a pagina 47 rispetto a ciò che è la  situazione
  finanziaria attuale della Regione.
   Assessore vorrei che mi ascoltasse, in quella relazione  non  sono
  stati  considerati  i  250 milioni che lo Stato  ha  concesso  alla
  Sicilia  nel 2015, le regolazioni contabili. Assessore Falcone,  le
  regolazioni  contabili,  quante  volte  abbiamo  discusso   persino
  litigato  sulle  regolazioni contabili e cioè  i  rimborsi  fiscali
  decisi  dallo Stato a livello nazionale che, grazie ai due  accordi
  della  precedente Legislatura hanno congelato, sono stati congelati
  nella cifra di 334 milioni annui.
   Si  consideri che nel 2016 - e sono cifre, Presidente Di  Mauro  -
  nel  2016  le regolazioni contabili erano pari ad oltre un miliardo
  di  euro,  mentre nel 2017, assessore Armao, per effetto di  quegli
  accordi  tanto vituperati, è stato ridotto a 334 milioni  di  euro,
  quindi ben 668 milioni di euro di benefici circa a regime, e quindi
  non  è  corretto  riferirsi soltanto al  2020  perché  quelli  sono
  accordi  e benefici a regime. Allora, la tabella che la Commissione
  ha redatto doveva essere questa tabella, che per ragioni ovviamente
  di tempo non cito per intero, cioè il beneficio di oltre 2 miliardi
  a regime che quegli accordi hanno prodotto alla Regione siciliana.
   E non basta scuotere la testa, assessore Armao, la stima non viene
  meno  assolutamente,  e  mi  fa un po' rabbia  che  le  capacità  e
  l'onestà  intellettuale che sempre pubblicamente le ho riconosciute
  avrebbero  e  dovrebbero e potrebbero ancora essere utilizzate  per
  portare questa Sicilia fuori da quel guado nel quale molti deputati
  di  maggioranza e di opposizione questa sera hanno parlato. Già nel
  2017  i  benefici  ulteriori prodotti dagli  accordi  della  scorsa
  Legislatura  ammontano  a 2 miliardi 117  milioni,  nel  2018  a  2
  miliardi 160, nel 2019 a 2 miliardi 171, nel 2020 a 2 miliardi 324,
  da qui bisognava partire.
   E  poi  per quanto riguarda l'osservanza delle due sentenze  della
  Corte  Costituzionale  pronunciate su due  distinti  ricorsi  della
  scorsa  legislatura della Regione siciliana in base allo squilibrio
  che  è  stato causato dal bilancio al bilancio della Regione  dalla
  riduzione  delle  entrate, cioè la forbice tra  il  riscosso  e  il
  maturato, ne abbiamo parlato decine di volte, per effetto indiretto
  di leggi di riforma dello Stato che si sono succedute nel tempo, le
  sentenze  i  cui contenuti accerchiavano sostanzialmente  il  danno
  indiretto  e  involontario che la Regione siciliana aveva  ricevuto
  invitavano Stato e Regione a trovare pattiziamente una formula  che
  risarcisse  la  Regione di quanto lo Stato aveva mancato  nei  suoi
  confronti,  e  questo  è  stato fatto. Il  passaggio  al  maturato,
  finalmente,  ha  comportato  il blocco dell'erosione  del  riscosso
  iniziato negli anni  70 a seguito di tante riforme - come dicevo  -
  della Legge dello Stato.
   E  allora, bisogna cristallizzare questi 2 miliardi di benefici  a
  regime che la Regione siciliana ha avuto ed io mi auguro che  nelle
  repliche non si continui a giocare con  bizantinismi  sulle cifre e
  sui numeri, perché la conseguenza diretta di queste azioni virtuose
  è  stato  l'incremento della liquidità che abbiamo  ottenuto  nella
  scorsa  Legislatura, che questo Parlamento ha ottenuto nella scorsa
  Legislatura  grazie anche alla ristrutturazione dell'indebitamento,
  ex  Decreto Legge 35/2013 ed al superamento dei vincoli  dovuti  al
  patto di stabilità.
   Nel  2016, per esempio, il 95 per cento delle somme impegnate sono
  state  pagate a fronte di 11,5 miliardi di pagamenti contro i  12,2
  miliardi di impegni; nel 2012 sono state pagate soltanto il 66  per
  cento delle somme impegnate, 7,8 miliardi di pagamenti contro  11,7
  miliardi  di  impegni; nel settore sanitario nel  2016  sono  state
  pagate il 95 per cento delle risorse delle somme, contro il 40  per
  cento  del  2012  e le aziende sanitarie provinciali,  lo  sa  bene
  l'Assessore per la salute, Razza, hanno ridotto di decine e  decine
  e  decine di milioni gli interessi sulle anticipazioni di cassa che
  erano costretti a fruire per poter far fronte a quelli che erano  i
  decreti  ingiuntivi  a  raffica che derivavano  dalla  mancanza  di
  liquidità che questa Regione aveva.
   E  poi,  in  ultimo,  brevemente, Presidente,  gli  ulteriori  400
  milioni di debito. Si legge che sono state effettuate nel 2009  due
  operazioni - lo ha letto qualcuno prima di me e lo rileggo perché è
  importante,  l'Assessore, e gliene do atto, ha provato a  spiegarlo
  in  maniera  anche  informale a quest'Aula di questa  sorpresa  che
  evidentemente non alleggerisce la situazione ma in qualche modo  la
  appesantisce  -  per importi consistenti che rispettivamente  hanno
  comportato la riduzione di accertamento per crediti, poi rivelatisi
  inesistenti,   inesistenti   nei   confronti   dello   Stato    del
  finanziamento  per  il  fondo sanitario del  2003  per  euro  573,5
  milioni  di  euro  circa  ed il trasferimento  a  fondi  regionali,
  mediante  iscrizione di perenzione della somma, di 294  milioni  di
  euro circa.
   E'  uno  squilibrio che risale ad anni precedenti al 2009,  è  uno
  squilibrio di cui nessuno si era accorto fino a poco tempo  fa,  ne
  ha parlato l'onorevole Lupo con voi qualche minuto fa. E questa mia
  enfasi, ma non più di tanto, è diretta nel senso che questa Regione
  ha bisogno davvero di ritornare all'etica della responsabilità, per
  cui  la  continuità non può essere cesura rispetto  a  ciò  che  di
  difficoltà trova il Governo che succede ad un altro Governo.
   Lo  squilibrio  dei  400  milioni del  fondo  sanitario  -  questo
  precisiamolo,   onorevole  Cracolici,  ne  parlavamo   poc'anzi   -
  Assessore  sono  fondi  vincolati, spieghiamolo  che  non  potevano
  essere  in ogni caso, anche se fossero stati scoperti, risolti  con
  il  riaccertamento  straordinario che,  come  sappiamo  e  dobbiamo
  ribadire  in  questo  Parlamento, può essere riferito  soltanto  ai
  residui,  non  alle  somme vincolate. Quindi,  i  400  milioni  non
  c'entravano niente col riaccertamento straordinario del  2015,  non
  c'entravano proprio nulla, tecnicamente non c'entravano nulla.
   Quindi,  chiarito questo, io penso che ognuno nel passato dovrebbe
  tener  conto  degli errori che sono stati fatti;  errori  in  buona
  fede,  perché quando i colleghi di questa Legislatura  o  di  altre
  propongono un emendamento di spesa, lo propongono per le  cose  che
  dicevate  tanti di voi, che diceva l'onorevole Lupo  poc'anzi,  che
  diceva  l'onorevole  Dipasquale,  perché  ci  sono  i  teatri   che
  chiudono,  perché  le attività sportive languono,  perché  ci  sono
  problemi  che  ciascuno  di  noi  sui  territori  verifica,  e  per
  risolvere  i  problemi  ci  vogliono evidentemente  risorse.  Però,
  Assessore, nel passato, e questo bisogna dirlo, ma non per  puntare
  l'indice  ma  perché le responsabilità non possono essere  ascritte
  soltanto  a chi c'era un quarto d'ora fa - ho finito Presidente  ho
  proprio  finito - perché al 1  gennaio del 2008, e lei lo ricorderà
  perfettamente come lo ricorderò io perché ero in questa  Assemblea,
  la  somma  di  2  miliardi  139  milioni  circa,  era  nominalmente
  congelata nel cosiddetto fondo abbattimento residui attivi o  fondo
  avanzo non riutilizzabile.
   La  crisi  finanziaria di quel momento ha portato  alla  fine  del
  2012, quindi dopo oltre 4 anni, ad un importo negativo di oltre 900
  milioni, in pratica nel periodo dal 2008 al 2012 si è generato  uno
  squilibrio  di  oltre  3 miliardi di euro, tutto  questo  se  lo  è
  trovato  sul  groppone  fisiologicamente chi  doveva  applicare  il
  Decreto  legislativo  118, per cui nel 2015 con  il  riaccertamento
  straordinario che non poteva occuparsi, ammesso che ne fosse  stato
  a  conoscenza del 400 milioni della sanità, nel 2015 è stato  fatto
  un  riaccertamento straordinario di quei residui  attivi  che  sono
  stati un colpo di clava su quel Governo che in quel momento storico
  governava  -  ho  finito, Presidente - un colpo di  clava  davvero,
  perché quei soldi erano stati spesi certamente nell'interesse della
  Sicilia,  cioè quel fondo non esisteva più. E allora, io credo  che
  il tempo sia scaduto per tutti, il tempo della propaganda

   PRESIDENTE. Intanto, solo per lei, onorevole Gucciardi.

   GUCCIARDI   è  scaduto  per me, ed è scaduto  per  chiunque  abbia
  davvero a cuore le sorti di questa Regione. Mi aspetto repliche che
  vadano nella direzione di una collaborazione istituzionale come  in
  qualche  circostanza correttamente e con lungimiranza, per esempio,
  per  l'aeroporto di Birgi l'onorevole Presidente Musumeci ha voluto
  fare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gucciardi. E' difficile togliere  la
  parola  perché lei è sempre di un garbo straordinario, per  cui  mi
  dispiace, ma bisognava assolutamente farlo.
   Ho  parlato  con il Governo che vuole assolutamente andare  avanti
  per  questa sera, ovviamente io non posso che essere d'accordo; per
  cui,  ho  chiesto ad alcuni di voi che sono iscritti a  parlare  se
  avete qualche problema e volete parlare prima. Mi ha dato subito il
  sì  l'onorevole  Cracolici perché ha un impegno, anche  l'onorevole
  Lentini.  Allora,  dopo   gli onorevoli  Cracolici  e  Lentini  poi
  proseguiamo secondo l'ordine degli interventi.
   Onorevole  Cracolici, è ovvio, è inutile dire che se  riusciamo  a
  mantenerci  in tempi più stretti facciamo un regalo  a  tutti  noi.
  Onorevole Cracolici, ha facoltà di parlare.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io per la verità
  stasera  non avevo quasi intenzione di parlare davvero sono  venuto
  per  ascoltare.  Io devo dire sono stato sollecitato  dal  tono  di
  questo  confronto e non ho una carta, non ho un numero, non  voglio
  assolutamente  stare su un terreno, tutto sommato  diciamo  che  mi
  sembra  il  terreno  di  gioco  che  vuole  continuare  a  fare  il
  Presidente della Regione. Il Presidente della Regione però dovrebbe
  sapere,  una volta per tutte, che al suo fianco come Vicepresidente
  della Regione, l'amico Gaetano Armao, ha avuto la sfortuna di  fare
  in  un  momento  storico non facile l'assessore per  l'economia  di
  questa  Regione,  e  alla fine del suo mandato -  lo  ricordava  il
  collega  Baldo  Gucciardi  - ha prodotto  non  per  colpa  sua,  ma
  certamente  per  la gestione finanziaria un disavanzo  di  oltre  3
  miliardi di euro.
   Lo  dico  perché  questa storiella, questa narrazione  su  cui  il
  Presidente  della  Regione sta caratterizzando  la  sua  Presidenza
  secondo la quale tutto quello che c'era ieri - poi ogni tanto  dice
  anche  l'altro ieri, però innanzitutto ieri - è la causa del  fatto
  che  lui non riesce a governare, non riesce a muovere un'azione per
  davvero che parli ai siciliani, ha il fiato corto.
   Vorrei soltanto dire una cosa. Il Presidente della Regione non  si
  rende  conto  che è anche quel sentimento di simpatia  che  gli  ha
  consentito  di  vincere le elezioni. E lo dice  uno  che  ha  fatto
  quella   battaglia  elettorale,  e  certamente  non  sosteneva   il
  Presidente  Musumeci, però avvertiva nell'aria  che  quell'elezione
  avrebbe  avuto  un  vincitore quasi sicuro che si chiamava  appunto
  Musumeci,  il  quale veniva riconosciuto come una persona  perbene,
  seria e una persona capace e che conosceva la macchina regionale.
   Quindi,  c'era  una grande aspettativa anche di elettori  che  non
  c'entrano  niente col centrodestra e che hanno scelto  Musumeci  in
  quanto Musumeci, non in quanto esponente di una coalizione politica
  che,  in  qualche  modo, aveva in eredità le colpe  principali  del
  fallimento di questa Regione.
   Il  mondo  qui è alla rovescia  Musumeci ogni tanto  fa  finta  di
  essere  nato sotto il cavolo  Secondo tale principio dimentica  chi
  c'era  prima che poi sono gli stessi che lo hanno eletto Presidente
  della Regione.
   Questa  storiella  del  Chi c'era prima', lo inviterei  ad  essere
  anche serio nel modo di affrontare questo problema. Presidente, sta
  dimostrando  una sua incapacità a svolgere il ruolo  di  Presidente
  della  Regione. Dopo due anni - è da due anni che fa il  Presidente
  della  Regione  - se chiediamo a qualunque siciliano di  ricordarsi
  entro  cinque minuti la cosa più importante fatta da lei in  questi
  due  anni  forse ricorderanno l'apertura di Amelia per  i  cavalli,
  forse  i  palermitani  si ricorderanno che dopo  32  anni  è  stata
  trasferita la Coppa degli assi.
   Per il resto? Con tutto il rispetto, nessuno sa quale sia l'azione
  qualificante  del suo Governo, se non il fatto che  in  questi  due
  anni  per tutto ciò che non riesce a fare, la colpa è di chi  c'era
  prima.
   E' stato eletto, Presidente, perché quelli che c'erano prima hanno
  fallito. Non sto a giudicare se era vero o meno. Lei è stato eletto
  perché  le  è  stato riconosciuto, rispetto a chi c'era  prima,  la
  speranza di dare una svolta alla Sicilia.
   Dopo  due  anni,  qual è la svolta che sta producendo?  Sui  conti
  continua  a  fare una narrazione come se ogni giorno  ci  fosse  un
  mistero che viene a galla. Questo mistero, Presidente Musumeci,  lo
  porta  a  galla  la  Corte dei conti perché il  vostro  sistema  di
  acquisizione e di conoscenza della contabilità fa acqua da tutte le
  parti.
   Nel  2015,  in  un  solo anno, la Regione ha  cancellato  oltre  7
  miliardi  di residui attivi e non c'è dubbio che in quei 7 miliardi
  c'è stata una certa approssimazione, nel senso che probabilmente ce
  ne  sono  anche altri. Ma era noto  Questa questione ha  riguardato
  tutte le Regioni che sono state

   ARMAO, assessore per l'economia. Trent'anni sulle spalle

   CRACOLICI. Trent'anni sulle spalle
   Quindi, in pochi mesi si è dovuto cancellare la storia decennale -
  anzi  trentennale  -  di  una  Regione che  iscriveva  nel  proprio
  bilancio risorse che non sarebbero mai entrate.
   Lei ha fatto pure l'Assessore per il bilancio

   DI MAURO. Gli enti, onorevole Cracolici, i comuni e le province.

   CRACOLICI. Ho parlato dell'Italia infatti.
   Detto  questo,  oggi continuiamo a narrare questa storia  come  se
  fosse questa la causa della paralisi. La causa della paralisi è  la
  poca autorevolezza politica.
   Lei,  Presidente, era esponente di una coalizione che ha governato
  l'Italia  fino alla settimana scorsa. E' andato a Pontida prima,  è
  andato  a  Roma domenica scorsa. Bene  Il risultato di  questa  sua
  predisposizione a rappresentare quel modello politico,  soprattutto
  di Salvini in Sicilia, dovrebbe dire ai siciliani quali vantaggi ha
  prodotto loro.
   Lei  ha  venduto  la Sicilia ad un'idea politica che,  in  qualche
  modo, renderà ascaro il popolo siciliano, rispetto alla prospettiva
  di   una  destra  sempre  più  fascistizzata,  com'è  quella   oggi
  rappresentata da Salvini nel nostro Paese.
   E  dopo  due  anni  che  lei  ha, come  dire,  manifestato  questa
  goliardia,  nel modo in cui ha rappresentato la Sicilia rispetto  a
  quelle forze politiche, il risultato, il saldo di quell'esperienza,
  h  che  lei ha indebolito la Sicilia, perché lei è ormai uno  degli
  ascari  della  prospettiva  politica di un  centrodestra  dove,  al
  massimo,   lei  potrà  fare  il  tifoso.  Lei  non  sarà   mai   il
  protagonista, come dire, di un centrodestra che in questo paese  ha
  bisogno di fedelissimi e non di alleati.
   Ecco  perché,  lei, piuttosto che continuare a  dire  il  passato,
  ieri,  chi c'era prima, chi c'era l'altro ieri, 30 anni, il passato
  remoto, ci dovrebbe dire come dobbiamo affrontare i problemi  della
  Sicilia.
   Come alcune questioni che sono ancora irrisolte.
   Annuncia riforme a cui lei stesso non crede, a cui lei stesso  non
  crede  Perché un Governo che crede alle riforme, ha mille strumenti
  per  imporre  al  Parlamento di discuterne.  Mille   Ma  quando  il
  Governo  fa le riforme come comunicato-stampa, per tentare  di  far
  capire che sta facendo le riforme.
   Ne  conosco una sui consorzi di bonifica. Mi è stato detto che  la
  grande  riforma dei consorzi di bonifica in Sicilia è  di  fare  un
  unico  consorzio  di  bonifica. Ditemi che  cavolo   di  riforma  è
  rispetto  al fatto che l'acqua in Sicilia, non solo non si  dà,  ma
  quella che si dà costa un'ira di Dio agli agricoltori.
   L'unica  grande riforma, però, è che facciamo un unico  consorzio.
  Ma  in  realtà,  un unico consorzio di bonifica si vuole  fare  per
  destituire  gli  attuali direttori ed avere così la possibilità  di
  nominarne altri.
   Perché la verità è che questo Governo, alla fine della giostra,  è
  il  Governo del  nominificio . Ha annunciato la riforma degli  IACP
  per,   poi,  proporci  11  commissari,  fedelissimi  della   vostra
  coalizione politica per gestire gli IACP.
   Era questa la riforma che avevate annunciato?
   Avete  annunciato  le  riforme  di  tutti  gli  enti  vigilati   e
  controllati.
   Qualche giorno fa, siete stati costretti a ritirare le nomine  che
  avevate fatto sugli enti parco perché non eravate neanche capaci di
  sostenere  la  fattibilità dei nomi proposti. La verità,  onorevole
  Musumeci, è che, dopo due anni, è finita la  luna di miele .
   La  storiella che la colpa è del lupo cattivo che c'era prima, non
  fa  più  piangere neanche Cappuccetto Rosso. E, quindi,  da  questo
  punto di vista, lei è adulto, è diventato grande. Oramai, lei  sarà
  giudicato per quello che fa, non per quello che dice. Ed alla  luce
  di quello che fino ad oggi ha fatto, il giudizio non può che essere
  fallimentare.
   Ha   ragione   l'onorevole   Lupo,   piuttosto   che   minacciare,
  sussurrando, la sua eventuale intenzione di dimettersi, come  clava
  per  intimorire la sua maggioranza, che le ricordo lei ha dal primo
  giorno,  e  lei  ha  negato il fatto di avere  una  maggioranza  in
  quest'Aula per giustificare l'incapacità del suo Governo  di  avere
  progetti di riforma capaci di essere approvati in quest'Aula.
   Ed  allora, piuttosto che continuare con questa storiella, che non
  ha  la  maggioranza,  che  lei  minaccia,  ad  ogni  piè  sospinto,
  l'intenzione di dimettersi e mandare tutti a casa, glielo dico  col
  cuore,  faccia  un bene alla Sicilia, prenda atto  che  lei  non  è
  capace,  che  non  è  adeguato  alla sua  funzione  e  consenta  ai
  siciliani di trovare un nuovo Presidente della Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, ringrazio i colleghi che mi consentono
  di  parlare in anticipo perché devo ritornare a casa. Ho mia moglie
  in   grosse  difficoltà  di  salute.  Non  sta  morendo,   ma   sta
  recuperando, piano piano.
   Io   ero  presente  nelle  passate  legislature,  dal  2008,  caro
  onorevole  Cracolici,  carissimo  onorevole  Lupo  e  caro,  anche,
  onorevole Dipasquale, se vi ricordate bene, ero con voi a  svolgere
  un'attività parlamentare a tutto spiano.
   Oggi,  dare la colpa al Presidente Musumeci, con il quale io avevo
  rapporti più forti prima, nella passata legislatura, perché eravamo
  insieme  in Commissione Antimafia, oggi ne ho meno anche perché  fa
  il Presidente e quindi i rapporti sono distanti, non è vero, lui  è
  sempre disponibile con tutti, è mancato per me.
   Carissimi colleghi, oggi mi limiterò solo a parlare di fatti,  non
  di  numeri  perché  la  verità  è che  essendo  io  un  funzionario
  regionale,  sono  dipendente regionale, conosco bene  i  numeri  di
  questa  amministrazione e questa amministrazione fa  acqua  sempre.
  Oggi  c'è  un  deficit  di 7 miliardi e 300  milioni  di  euro.  Il
  prossimo anno aumenterà ancora di più e l'altro anno sempre di più.
  Non  c'è  Musumeci  o non c'è chicchessia che può risolvere  questo
  dannato problema.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Noi  siciliani, la deputazione siciliana, mi riferisco ai deputati
  nazionali,  i  senatori,  nonché noi  abbiamo  avuto  anche  grandi
  ministri,   tutt'ora  abbiamo  ministri,  abbiamo   sottosegretari,
  abbiamo  presidente molto importate di questo benedetto Stato,  non
  siamo stati mai capaci di intervenire con forza e rompere equilibri
  forti in Parlamento nazionale. E mi riferisco ad una semplice cosa,
  signor  Presidente, io proprio cinque minuti per dare l'esempio  di
  come  non  funziona questa Regione siciliana e oggi  il  Presidente
  Musumeci  voi  volete un anno e mezzo, quasi un anno e  nove  mesi,
  deve  recuperare tutto quello che il signor Crocetta  ha  distrutto
  nei cinque anni.
   Il  signor  Crocetta  ha  avuto  la  possibilità  con  un  accordo
  capestro, poi si è rivelato capestro, in un determinato momento  di
  chiudere  i  residui attivi. Questa Regione aveva  11  miliardi  di
  residui attivi. Si sono volatilizzati e non si è capito più  nulla.
  Allora  il  killer, l'Assessore Baccei, perché di fatto la  Regione
  siciliana  in quel quinquennio è stata commissariata dall'Assessore
  Baccei,  perché veniva da fuori, lui toscano, ma aveva equilibri  e
  si  interfacciava  con Roma. Lui è venuto qua per distruggere.  Noi
  abbiamo attuato dal 2009 in poi una spending review, e lei  lo  sa,
  onorevole  Cracolici,  lo  sappiamo  tutti  quelli  delle   passate
  legislature,  non  sappiamo  più dove andare  a  tagliare.  Oggi  è
  impensabile  ancora  continuare,  ma  che  ci  dobbiamo   dire   al
  Presidente  Musumeci  e  al suo Governo? Di  recuperare  che  cosa?
  Quando noi abbiamo, dal 2006, con un accordo anch'esso capestro cha
  ha  distrutto  questa Sicilia con la compartecipazione  del  49,11%
  della  spesa  sanitaria,  il cofinanziamento.  Mentre  nelle  altre
  Regioni intervengono con il 41-42%. Come si può recuperare? Come si
  deve  recuperare,  quando  non c'è una perequazione?  Come  si  può
  recuperare se in alcune Regioni a Statuto ordinario c'è un dato  di
  fatto,  in  alcune  Regioni a Statuto speciale c'è,  e  invece  noi
  dobbiamo pagare e abbiamo questa compartecipazione che, se ci  fate
  caso, la spesa sanitaria è di circa 8 miliardi di euro.
   Lei era bravissimo come deputato e sto vedendo un attimino come si
  comporterà come Assessore, Assessore Falcone, ha iniziato bene,  ma
  come deputato lei era bravissimo.
   La  spesa sanitaria è di 8 miliardi e mezzo. Oggi se andate  negli
  ospedali  siciliani siamo alla deriva. Tutti si  lamentano.  Tutti
  Mancano  i medici, mancano gli infermieri, manca, per dire la  cosa
  più  banale, la carta igienica  Io sono stato in ospedale  per  mia
  moglie  e  vi  assicuro che la gente si portava le  cose  da  casa,
  compreso me. Quindi spending review basta
   Il  patto  di  stabilità  ci ha distrutto  la  vita  alle  Regioni
  meridionali.  Come  bisogna intervenire? Bisogna intervenire  nella
  compartecipazione,   che  questi  sono  soldi   che   esce,   nella
  compartecipazione sanitaria. Dobbiamo chiudere la legge n. 296  del
  2006  che  ci dà questa cosa. E poi dare la possibilità, finalmente
  Assessore  Armao,  l'articolo 36-37 che ci  dà  la  possibilità  di
  recuperare  alcune risorse. E diciamolo con forza anche  nel  patto
  Stato-Regioni, nelle Conferenze Stato-Regioni, dove la  Sicilia  ha
  la  possibilità di fare intervenire alcuni deputati, il Governo per
  interfacciarsi  e  dire la sua. Fatelo  Perché il Governo  Crocetta
  manco ci andava a quelle riunioni
   Quindi   io  non  voglio  stare  qua  mezz'ora  perché  vi  potrei
  raccontare  di  tutto  e  di più. La cosa  più  importante,  signor
  Presidente Musumeci, io ho presentato ieri un disegno di legge  sul
  bonus  alle  famiglie, ai figli in generale, ai figli di  tutti.  E
  dare  la  possibilità alle giovani coppie di fare figli. Perché  la
  verità è pure questa. Oggi la disoccupazione cavalca al 46 %, 46  %
  di  disoccupazione, nei giovani e il 30 % in generale. Figli non ne
  fa nessuno.
   Non parliamo dei Comuni dell'entroterra perché si sono svuotati ma
  a   momenti,  signor  Presidente,  si  svuoteranno  pure  le  città
  metropolitane.  Perché tutti vanno via. Invece noi  dobbiamo  anche
  indebitarci, anche indebitarci, per dare ossigeno alle famiglie con
  figli  e  dare la possibilità a loro, alle giovani coppie, di  fare
  figli   Di  fare  figli  Perché tra questi, tra  tutti  quelli  che
  vengono,  questi  migranti che arrivano, per  carità   ce  ne  sono
  migliaia che sono persone perbene e vengono per lavorare. Ma ce  ne
  sono  tantissimi che vengono per distruggere, vengono per rubare  e
  fare atti osceni  Cose che ormai sono alla cronaca italiana
   Quindi  per  chiudere, signor Presidente, io di questo disegno  di
  legge ne parlerò sempre perché lo voglio portare avanti. Alla  fine
  sono  circa 100 milioni di euro all'anno che saranno spesi  per  le
  famiglie.  Ma quanto meno diciamo, sì siamo indebitati, ma  abbiamo
  aiutato il nostro popolo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cappello.  Restano
  iscritti a parlare gli onorevoli Sunseri, Savarino, De Luca, Pagana
  e  Aricò.  Con  l'onorevole Aricò si chiudono  le  iscrizioni  sono
  chiuse. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cappello.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  cittadini,  abbiamo  atteso credo almeno  tre  settimane  prima  di
  affrontare   questo  importantissimo  dibattito  sulle   condizioni
  finanziarie  della Regione. Certo, si poteva benissimo  rinviare  a
  domani  il prosieguo di questo dibattito per consentire a  tutti  i
  colleghi magari di discutere in maniera più serena quello  che  ora
  ci  accingiamo  a fare con più velocità. Ma, evidentemente,  ancora
  una   volta   il  Governo  impone  dei  tempi  al  Parlamento   che
  personalmente considero una questione di sgarbo non di garbo.
   Signor Presidente, dopo tre settimane noi abbiamo una relazione di
  125  pagine  e  circa  40  minuti di  nulla,  durante  i  quali  il
  Presidente Musumeci, parlando al Parlamento regionale siciliano  ha
  elencato  tutta  una serie di numeri, di dati.  Ha  chiuso  il  suo
  intervento dicendo che voleva essere senza polemiche.
   Signor Presidente, ma un intervento senza polemiche che cos'è? Che
  cos'è  la  polemica se non dirci come stanno le cose? Che cos'è  la
  polemica  se non fare una operazione di trasparenza e  di  dire  al
  Parlamento quali sono i reali conti della Regione. Perché vede,  la
  ricostruzione di quello che è accaduto va benissimo,  ne  prendiamo
  atto, ci studieremo questo dossier, ma qual è la soluzione a questa
  crisi finanziaria? Qual è la strada che oggi il Presidente Musumeci
  ha  indicato a questo Parlamento? Qual è la via che ci  indica  per
  uscire fuori dal tunnel?
   Signor  Presidente, io sono in questo momento l'uomo della  strada
  quello  che non avrà mai questo dossier; sono lo studente al  quale
  anche  questo  Governo ha staccato l'ennesimo  biglietto  verso  il
  Nord; sono il disoccupato, sono l'anziano che non ce la fa a tirare
  fino  alla  fine della settimana. A queste persone io,  tornando  a
  Caltagirone, che cosa devo raccontare? Qual è la ricetta che questo
  Governo sta proponendo in questo momento per uscire fuori da questa
  crisi? Che cosa dirò in piazza se non sventolare un dossier di  125
  pagine e dire all'anziano ed all'amico che questo dossier non  vale
  nulla,  esattamente come questo Governo. C'è un  solo  comparto  di
  questa  Regione  che  va bene? Io vi sfido a dirmi  qual  è  questo
  comparto, perché io non ne vedo
   Signor  Presidente, com'è cambiata la narrazione, eh? Come eravamo
  bravi qui su questo pulpito a fare l'opposizione ed accusare chi ci
  ha preceduto di dire che non andavano bene, che erano incapaci. Tra
  l'altro,   mi  crede,  sono  molto  disorientato  perché   il   suo
  predecessore  ha detto che aveva questa eredità e  che  non  poteva
  farci nulla. Lei ripete lo stesso copione e le stesse parole perché
  non vedo alcuna via d'uscita.
   Ma  allora,  ditemi,  ma questi problemi chi  li  deve  risolvere?
  Questa  responsabilità chi se la deve prendere? Perché se  voi  non
  siete  capaci  di prendervi questa responsabilità perché  se  siete
  capaci  soltanto di elencare numeri sterili e aridi senza  dire  ai
  siciliani  parlando  con un linguaggio chiaro, semplice  e  pulito,
  indicando   loro  qual  è  la  via  d'uscita.  E,  allora,   signor
  Presidente,  che  cosa  dobbiamo fare?  Cosa  dobbiamo  attenderci?
  Questo  io  mi  chiedo   Da  qui si è invocato  Roma  talvolta  per
  accusarla,   tal'altra  per  invocarne  l'aiuto.   Ma,   scusatemi,
  governate voi o governa Roma?

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Io, signor Presidente, non mi iscrivo né al partito di Giletti, né
  a   quello   di   Buttafuoco,   che  vorrebbe,   pretenderebbe   di
  commissariare la Regione. Il popolo ha scelto e ha scelto voi e  vi
  ha dato questa responsabilità. Ve la siete guadagnata naturalmente,
  ma  adesso  le promesse le dovete mantenere  Mantenere le  promesse
  significa  garantire ai siciliani un tenore di vita  adeguato  alle
  proprie  aspettative, significa garantire le scuole, la sanità,  le
  strade.
   Quest'estate  noi abbiamo avuto uno spettacolo indecente,  abbiamo
  avuto  milioni di turisti e micro discariche a volontà  Lei  ci  ha
  fatto  vergognare  di essere siciliani  Signor Presidente,  abbiamo
  parlato  del  randagismo, non è stato risolto minimamente   Abbiamo
  una legge che giace nel cassetto. Questa è la verità
   Signor  Presidente,  quali  sono le grandi  riforme  di  cui  lei,
  illudendo  i siciliani, oggi ci propone l'esito. Nessuna   Nessuna
  E'  questa  la verità, signor Presidente. E, allora, la mia  non  è
  polemica,  è  un'operazione  di semplice  onestà.  Voi  non  potete
  deresponsabilizzarvi rispetto al Parlamento ed usarlo a vostro  uso
  e consumo solo per quanto riguarda le finanziarie.
   Signor Presidente, andremo all'esercizio provvisorio. Come dice la
  mia collega:  meglio l'esercizio provvisorio oggi, che un Collegato
  domani ,  visto  che  di  collegati stavamo  praticamente  morendo,
  sommersi  come  eravamo.  Ci siamo bloccati  perché  non  c'era  un
  centesimo.
   Presidente, all'anziano io cosa devo dire? I soldi ci sono  o  non
  ci  sono? Ha ragione Armao, o hanno ragione le agenzie che oggi lei
  ha  citato ed elencato? Chi ha ragione? Mettetevi d'accordo, perché
  anche questa è una polemica tutta interna alla maggioranza, io  non
  lo  so  se  alcune cose le devo apprendere leggendo su facebook  il
  Presidente  Miccichè  oppure invocando l'intervento  di  Armao  per
  quanto concerne i conti di Regione.
   Io non sono un contabile, oggi abbiamo assistito ad una bellissima
  lezione  di  contabilità regionale, peccato che mancava il  finale,
  Presidente,  ed  il  finale è la Sicilia che ci  avete  consegnato,
  questo è il dramma.
   Ed  allora, Presidente, lei, da questo punto di vista,  oltre  che
  occuparsi in maniera egregia di cavalli, lo ha detto prima il  Capo
  Gruppo dell'altro partito d'opposizione, passerà probabilmente alla
  storia  per  il  suo  più grande successo e cioè  quello  di  avere
  mandato  lo  stemma della Regione sullo spazio. Adesso, Presidente,
  attendiamo anche un suo primo successo anche qui sulla terra.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, ho capito dal suo intervento  che
  non  è  chiaro  il fatto che la relazione che vi siete  trovati  su
  questo  argomento  è quella dell'Assemblea, e  credo  che  sia  ben
  fatta.  E  d'ora in poi, ma io lo avevo già detto l'altra volta,  è
  una  novità dell'Assemblea, ma tutti i disegni di legge,  tutte  le
  volte che si entrerà in Aula su un argomento troverete la relazione
  fatta dagli Uffici su quell'argomento, quindi su tutte le possibili
  informazioni che si possono avere sull'argomento che  si  tratta  e
  che  si  dovrà votare. E' stato questo il primo giorno, ma già  sui
  rifiuti  ci  sarà  la  relazione sui rifiuti  e  sulle  altre  cose
  esattamente così.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  Assessore Armao si disconnetta da facebook e si occupi un  po'  più
  del bilancio della Regione. Presidente Miccichè le confermo che  in
  queste due ore il cellullare l'Assessore Armao non lo ha toccato  e
  ha  seguito il dibattito, però chiaritevi, perché questa  Assemblea
  ha  aspettato  35  giorni per ascoltare un  dibattito  sullo  stato
  economico-finanziario  di questa Regione, ha  aspettato  35  giorni
  quando  lei,  Presidente Musumeci, anziché venire a relazionare  in
  Aula,  ha  deciso  di  farlo  nelle sue stanze  davanti  a  quattro
  giornalisti.
   Questo  è il Parlamento, questa è l'Assemblea regionale siciliana,
  lei  doveva degnarci di una sua relazione nel momento in cui la sua
  Giunta,  il  suo  Governo ha certificato un disavanzo  ulteriore  a
  quello  già  certificato  dalla Corte dei  Conti  di  400  milioni,
  disavanzo di cui non sappiamo ancora l'entità perché 400 milioni  a
  me ricordano come i 500 milioni dello scorso anno dove poi la Corte
  dei  Conti invece ne ha certificati 2 miliari e 100, non vorrei che
  in  oggetto  di  parifica ci ritroviamo 2 miliardi e  7  così  come
  annunciati o preannunciati dalla Corte dei Conti.
   Allora  veda Presidente lei ha parlato di  terrorismo sui  bilanci
  della  Regione   ha  accusato opposizioni di  fare  terrorismo  sui
  bilanci  della  Regione, eppure non c'è da  fare  terrorismo  basta
  leggere  i  numeri. Questo Parlamento, questa Regione non  sarà  in
  grado  se non spalmando il disavanzo di approvare l'ultimo bilancio
  del  triennio. Non sarà in grado di farlo perché abbiamo già enormi
  difficoltà quest'anno. Se non troviamo il modo di concordare con lo
  Stato la possibilità di spalmare il disavanzo ulteriore certificato
  non saremo in grado di chiudere il bilancio del 2021.
   Allora  vede,  Presidente, noi ci aspettiamo da lei  semplicemente
  una stagione di riforme, è quello che le chiediamo da non so quanto
  tempo. La Regione siciliana come diceva giustamente il nostro  Capo
  Gruppo le ha dato la possibilità di governare questa Sicilia e  lei
  lo  deve fare nel migliore dei modi provando a controvertire  tutto
  quello di sbagliato che è stato fatto negli anni precedenti se ne è
  capace,  perché ad oggi vede Presidente, noi vediamo per  la  prima
  volta questa Regione dopo dieci anni alla sospensione dei pagamenti
  del  FERS,  non  accadeva dal 2012. I Fondi del FERS sono  bloccati
  perché la sua riprogrammazione li ha fatti bloccare, non quella  di
  Crocetta,  non  quella  di  Lombardo, la  sua  riprogrammazione  ha
  bloccato. Ad oggi sono bloccati 60 milioni di euro del FERS per  il
  piano  rifiuti  che lei non ha ancora presentato e non  si  possono
  realizzare tutti gli impianti necessari.
   Vede, Presidente, le sue riforme quali sono? La ricapitalizzazione
  della società Interporti che lei stesso denunciava nella precedente
  legislatura? Le sue riforme quali sono? L'aver spostato  avanti  il
  problema  di  Riscossione Sicilia quando ancora non  si  trova  una
  soluzione?  Le  anticipo  cosa succederà, Presidente.  Tra  qualche
  mesetto  ci presenterà la proroga dal 31 dicembre 2019 al  prossimo
  anno  perché ancora non siamo in grado di prevedere cosa dovrà fare
  la  Riscossione Sicilia in questa Regione. E le sue  riforme  quali
  sono,  Presidente?  L'aver acquisito i beni del  IRVO,  senza  aver
  fatto  neanche una stima necessaria per acquisirli? La sua  riforma
  qual  è,  Presidente?  Aver acquisito i  beni  della  CRIAS,  senza
  neanche  aver  concordato con la CRIAS il bene  da  acquisire  alla
  Regione?  E  le sue riforme quali sono, Presidente? La liquidazione
  delle  ASI  che sono state abbandonate e che ancora oggi  l'Ufficio
  delle  liquidazioni chiede conto ai Commissari di spedire il  prima
  possibile  le  relazioni  sulle liquidazioni?  Quali  sono  le  sue
  riforme,  Presidente? Perché, ancora, qui non  lo  abbiamo  capito
  Quest'Assemblea non lo ha capito  Ma io sarò e avrò il  piacere  di
  votare una riforma che possa, finalmente, rilanciare questa terra.
   Allora guardi, Presidente, lei con questa favoletta di addebitare,
  con  questo  vittimismo di addebitare continuamente gli  errori  ai
  governi precedenti, la smetta. Lo abbiamo capito. Ci sono stati gli
  errori,  è  vero.  Li hanno fatto il governo precedente,  li  hanno
  fatti  i  due  governi ancora precedenti. Li hanno  fatti  tutti  i
  governi che hanno governato questa Regione. I bilanci erano  falsi
  I  bilanci - noi non possiamo condannare il decreto legislativo 118
  che,  finalmente porta un bilancio reale - i bilanci che  approvata
  questa  Assemblea regionale erano falsi  Erano pompati all'ennesima
  potenza.
   Adesso lei dev'essere in grado di dimostrare che tutto quello  che
  diceva  in campagna elettorale -  Onorevole Cancelleri , io  me  lo
  ricordo  quel  video  che  ha fatto il  giro,   queste  mani  hanno
  amministrato miliardi
   Presidente, i fatti adesso  Perché quel video, ormai,  lo  abbiamo
  lasciato alla campagna elettorale. Adesso lei è carente nei  fatti,
  e quest'Assemblea glielo sta rinfacciando tutti i santi giorni.
   Allora, Presidente lei ha una possibilità: o porta le riforme -  e
  le  porta  a quest'Assemblea, le porta davanti a Roma - dimostrando
  che  vuole  cambiare  questa  Sicilia o,  altrimenti,  lei  rimarrà
  solamente un brutto ricordo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà. Se gli altri che devono intervenire sono così veloci,  può
  essere che ce la facciamo in tempi brevi.

   SAVARINO.  Apprezzo  molto  che  questa  velocizzazione  la   stia
  chiedendo a me per prima, però capisco che è frutto della stima che
  ha nei miei confronti.

   PRESIDENTE. Ho approfittato della brevità dell'onorevole  Sunseri.
  Dopo di lei, mancano solo tre interventi.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho  ascoltato
  con  molta  attenzione la relazione del Presidente Musumeci  e,  mi
  creda  onorevole  Dipasquale,  io  non  sono  una  di  quelle   che
  assentisce  in  silenzio a tutto ciò che  le  si  viene  detto.  Il
  Presidente Musumeci sa che, com'è giusto che sia, chi lo sostiene e
  crede  nella sua azione di governo deve fare da pungolo, deve anche
  stimolare  e  deve  anche segnalare le cose che non  vanno,  e  che
  possono essere fatte meglio e, mi creda, io lo faccio.
   Non  sulla stampa, ovviamente, perché non è giusto che venga fatto
  lì  ma  è  più  giusto  che venga fatto in modo  che  si  ottengano
  risultati.
   Nella  sua relazione il Presidente Musumeci ha parlato, con grande
  senso di responsabilità, di un carico trentennale di disavanzi  che
  la   Regione  siciliana  ha  affrontato.  Quindi,  non  ha  cercato
  colpevoli  sui  recenti  governi. Ha  ammesso  un  errore  che,  se
  crediamo  alle  parole  dell'onorevole Gucciardi,  l'errore  non  è
  voluto,  non  è  cercato. Un errore, fatto nel 2015 che  ha  tenuto
  fuori  alcune  somme di un disavanzo precedente, che adesso  questo
  Governo sta affrontando, deve affrontare e vedremo come.
   Ma  non c'era la volontà di trovare colpe o responsabilità che non
  siano  quelle di un'allegra gestione di trent'anni a questa  parte.
  E,  forse, l'onorevole Sunseri è stato colorito però non  è  andato
  lontano da quello che, in alcuni casi, è stato vero.
   Oggi  si  sta facendo chiarezza, si sta facendo ordine, si  stanno
  dando certezza e prospettiva, perché è l'unico modo per cercare  di
  costruire su fondamenta solide. Ma questo comporta anche un  onere,
  che  è  quello  che,  appunto, di trovare  una  soluzione  anche  a
  problemi che ti ritrovi sulla scrivania e non dipendono da te.
   Certo  un  errore il Governo Musumeci lo ha commesso. Io  gliel'ho
  detto, lo dico anche pubblicamente. Ha pensato, in questi due anni,
  che     avviare     un'azione     importante     nella     gestione
  dell'amministrazione attiva della Regione, potesse dare un  segnale
  di  grande crescita e rinascita di quell'ente, non rendendosi conto
  che  i  tempi,  che  invece sono dettati da quest'Assemblea,  vanno
  purtroppo a una lentezza o a una velocità che non è affine a quella
  del Governo Musumeci.
   Perché, onorevole Zito, avere 36 deputati sulla carta non è  avere
  una   maggioranza,   qualsiasi  legge   elettorale   consegna   una
  maggioranza  di  almeno  il  10% di consiglieri,  di  deputati  che
  assicurino  un'azione di governo solida nelle aule  parlamentari  e
  nei  consigli  comunali,  a  tutti i livelli.  E  avere  immaginato
  quindi,  come ha fatto il Governo Musumeci in questi due anni,  che
  intanto  fosse importante attivare la spesa con l'azione forte,  il
  Governo Musumeci, è una cosa che ha, sta già dando i suoi risultati
  e  questi  son numeri certi. Il 31 dicembre il Governo Musumeci  ha
  certificato  la  spesa di 719 milioni di euro a fronte  di  sole  7
  milioni  certificati al suo insediamento, questi sono numeri  certi
  perché  sono  fondi che sono entrati nel circuito siciliano  e  non
  sono  andati dispersi, riguardano diversi assi. Numeri  certi  sono
  quelli   che   soltanto   la  settimana   scorsa   abbiamo   audito
  dall'assessore  Razza in un importantissimo  evento  che  ha  visto
  protagonista la Sicilia, protagonista non semplicemente  in  Italia
  ma rispetto anche a soggetti, a partecipanti che venivano dal resto
  del mondo e che con un grande orgoglio noi abbiamo ascoltato quelli
  che  sono  gli investimenti importanti che sulla sanità l'assessore
  Razza  sta facendo, acquisendo una credibilità che ovviamente fanno
  della Sicilia, danno alla Sicilia una prospettiva di crescita anche
  in  quel  settore che abbiamo trovato - come qualcuno prima  di  me
  diceva  -  depauperato anche della cosa più importante che  era  la
  risorsa umana.
   L'assessore   Falcone   è  un  mio  riferimento   costante   nella
  Commissione, quindi ne so più che di altri e mi scuserete  se  cito
  lui, ha attivato una spesa sulle infrastrutture anche di competenze
  che  non  erano  regionali; c'è il piano straordinario  voluto  dal
  Presidente Musumeci di 270 milioni di euro che riguarda  le  strade
  provinciali,  che  non  erano  di  competenza  regionale,  ma   che
  compensano una mancanza colpevole degli ultimi anni, anni in cui  e
  questa   è  una  cosa  di  ci  ricordiamo  di  Crocetta,  onorevole
  Cracolici,  da Giletti ha annullato le Provincie senza preoccuparsi
  di stabilire quelle competenze dell'ente Provincia a chi andassero.
  Risultato,  in  questi cinque anni nessuno si  è  occupato  neanche
  dell'ordinaria manutenzione delle strade, una buca è diventata  una
  voragine, e per sistemare quelle voragini servono ora non solo  270
  milioni  di euro che il Governo Musumeci ha stanziato e che  stanno
  andando  già in gara, se non sono in gara - ecco di cosa si  occupa
  l'UREGA - e di ben altri fondi, questa è un'azione.
   Un  altro  tema  è, giusto 15 giorni fa come spesso succede  nella
  nostra   Commissione,  ci  siamo  occupati  di  problemi  specifici
  riguardanti il dissesto idrogeologico di alcuni Comuni,  di  alcune
  fasce  costiere o riguardanti la protezione civile, anche lì io  ho
  fatto  un calcolo veloce solo nella mia Provincia, mi scuserete  se
  ho  un focus particolare su quella, vanno in gara e sono già a gara
  e  altre andranno entro i prossimi mesi, circa 50 milioni di  euro,
  tra  protezione  civile quindi pulizia dei fiumi, strade  che  sono
  state  alluvionate nello scorso novembre, e dissesto idrogeologico,
  50  milioni  di euro solo nella mia Provincia di Agrigento.  Questi
  sono dati certi, progetti già esecutivi, già cantierati o in gara o
  che  stanno  andando  in gara, questa è un'azione  che  il  Governo
  Musumeci  ha fatto e che però non ha visto noi di contro in  questa
  Aula,   in   questo   Parlamento  una  velocità   simile   che   lo
  accompagnasse, la colpa quale è? La mancanza della maggioranza? Può
  darsi.  Non  è  un  caso  che alcune idee di  riforma  del  Governo
  Musumeci,  sono state bocciate proprio qui in Aula, l'Arcass  è  un
  esempio,  l'EAS un altro, l'ESA un altro, una norma bellissima  che
  aveva  creato tanto entusiasmo che dava la possibilità alle giovani
  coppie  siciliane di ristrutturare la loro prima casa con un fondo,
  con  un  contributo a fondo perduto di 40 milioni, fu  bocciato  in
  Aula.
   Le  idee  non  sono mancate - , scusate ma io ho un problema  alla
  tiroide  e mi manca il respiro a volte - manca l'azione di sostegno
  del  Governo. Mi perdonerete, ho un nodulo alla tiroide  di  cinque
  centimetri  che dovrei levare ma dovrei trovare 15  giorni  in  cui
  potere  stare  zitta,  che è il sogno di mio marito,  però  io  non
  riesco ad individuare questi 15 giorni.

   CRACOLICI. Non è che ha tutti i torti.

   SAVARINO. E' anche il suo di sogno?

   PRESIDENTE. E' il sogno di tutti i mariti.

   SAVARINO.  Ora  siamo qui ed invochiamo riforme. Per  le  riforme,
  visti  i  numeri,  quello che serve è una  sinergia  con  tutto  il
  Parlamento. In alcuni casi si è trovata, abbiamo approvato la legge
  sulla  pesca,  la legge sul diritto allo studio, alcune  importanti
  leggi sono state fatte in questo anno, proprio condivise, come  per
  esempio la vendita dei prodotti agricoli in cui la collega Foti era
  relatrice. Ora abbiamo importanti riforme all'ordine del giorno, ed
  una riguarda la mia Commissione.
   Oggi ho fatto fare un conto ai miei funzionari. Abbiamo fatto, sul
  disegno di legge rifiuti 6 sedute di audizioni per ascoltare ex ATO
  ed  SRR,  sono  18  e 27; 4 sedute di audizione per  ascoltare  gli
  organi  rappresentativi delle organizzazioni sindacali;  12  sedute
  per   l'esame  del  testo  e  degli  emendamenti;  4   sedute   per
  approfondimento  degli emendamenti che erano stati  presentati  per
  due  volte  diverse in Aula; una seduta, ieri, per approfondire  un
  tema   segnalato   alla  Commissione  Bilancio  che   riguarda   le
  liquidazioni  degli  ex  ATO ed i debiti  pregressi.  In  tutto  27
  sedute. Ho fatto questo conto perché qualcuno ha detto che serve un
  approfondimento,  una  maggiore sinergia. 27  sedute  sono  ore  di
  lavoro,  non  semplicemente mio, ma di tutti i colleghi,  vedo  qui
  l'onorevole  Di Paola, Palmeri, Compagnone. 27 sedute  per  esitare
  una  legge  di riforma, sì complessa, ma in media 7 sedute  bastano
  per una legge.
   Ora  io dico, apriamo di nuovo il termine agli emendamenti e  sono
  disposta a fare ulteriori approfondimenti perché questa legge  veda
  la  luce,  questa legge che è frutto del lavoro di tutti noi  ed  è
  migliorata  con gli emendamenti dei nostri colleghi,  dei  colleghi
  presenti in Aula e presenti in Commissione, siano di destra  o  del
  Movimento  Cinque Stelle, ma questa legge deve avere una  funzione.
  Non  immaginiamo  di venire qui a dire che basta  un  lifting  alla
  legge  9  per  risolvere il problema dei rifiuti, per risolvere  un
  problema  che ci ha portato a 2 miliardi di debiti degli ex  ATO  e
  delle  SRR, che ci ha portato ad un caos legislativo che  la  Corte
  dei Conti dice che è una legge inapplicabile e contradditoria nelle
  sue parti.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la legge sui rifiuti non è oggi.

   SAVARINO.  Siccome  hanno  chiesto delle  riforme,  ora  io  dico:
  facciamole,  facciamole  insieme,  facciamo  ascoltando  tutti   ma
  facciamole. Facciamole che servano, che diano una svolta, che diano
  la  possibilità  di  dare  risorse per accompagnare  un'azione  del
  Governo  che  sta andando ad una velocità per cui io  ringrazio  il
  Presidente Musumeci ma che non può non essere seguita da  un'azione
  importante di riforma nostra, dell'Assemblea, di ognuno di noi  per
  le proprie competenze, per il proprio lavoro.
   Io  ho  apprezzato il fatto che il Presidente Musumeci  non  abbia
  citato   il  Presidente  Crocetta,  però  sentire  qui  l'onorevole
  Cracolici  fare  il  suo comizio elettorale  ante  litteram  mi  ha
  provocato non poco fastidio, perché vede, il Presidente Musumeci, a
  due anni dalla sua elezione, già alcuni dati certi della sua azione
  di governo li porta, inconfutabili. Il Governo Crocetta dopo cinque
  anni  lo  avete bocciato voi, non l'avete neanche ricandidato,  del
  Governo Crocetta noi ci ricordiamo solo l'abolizione delle province
  da Giletti ed il Presidente Crocetta nudo in spiaggia a Tusa, è una
  vergogna  per  tutti noi ricordare quella fase, cinque  anni  e  ci
  ricordiamo solo di quelle due cose ed i danni che sono venuti fuori
  da quell'azione li piangiamo ancora
   E allora, onorevole Di Caro, io non lo so

   PRESIDENTE.  Si rivolga alla Presidenza, onorevole  Savarino,  non
  può rivolgersi ai singoli deputati, la prego.

   SAVARINO.  Qualcuno  ha  sindacato  il  fatto  che  il  Presidente
  Musumeci,  da  leader di una coalizione di centrodestra  sia  stato
  invitato   quale   leader  del  centrodestra   siciliano   in   una
  manifestazione   insieme   a  Meloni,   Salvini,   Berlusconi.   Io
  personalmente  sono  stata orgogliosa di  vederlo  lì,  e  come  me
  milioni di siciliani che non potendo andare con lui hanno visto  il
  video, hanno messo like, hanno fatto girare le sue parole, perché è
  quella speranza che da, la prospettiva politica che da, l'azione di
  governo  che  sta attivando il Presidente Musumeci, che  sta  dando
  speranza  non  solo a chi lo appoggia come me in quest'Aula,  ma  a
  milioni  di siciliani che sono certa fra altri tre anni, quando  si
  tratterà  di  fare  un  bilancio certo di quello  che  si  è  fatto
  nonostante  la  dura  eredità, nonostante tutto  promuoverà  questo
  governo e promuoverà il Presidente Musumeci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  guardi
  Presidente,  prima  di ascoltare le parole del Presidente  Musumeci
  ero   preoccupato,  perché  giustamente  venendo  dal  periodo  dei
  collegati,  dalla stagione dei collegati naufragati sotto  i  colpi
  della  stessa  maggioranza,  ma con  tanti  articoli  ritirati  per
  mancanza  di  copertura, ricordo che l'ultimo è  stato  addirittura
  espunto  di tutte le norme che avessero anche una minima copertura,
  credevo  che  fossimo  in  uno  stato  di  indigenza,  che  fossimo
  sull'orlo di una crisi. Invece, ho appreso dal Presidente  Musumeci
  che  non  solo  non c'è questa crisi, ma addirittura  siamo  in  un
  momento  storico  in  cui possiamo cogliere  delle  opportunità,  e
  l'opportunità che a questo punto immagino coglieranno insieme a noi
  i   cinquemila   lavoratori  ASU,  che  nell'ultimo  collegato   si
  aspettavano  una  minima copertura finanziaria, i dipendenti  delle
  IPAB,  che  non ricordano quando hanno preso l'ultimo stipendio,  i
  lavoratori  stagionali  della forestale, che  a  breve  l'assessore
  Cordaro tra l'altro esiterà un concorso, ma vorrei capire con quali
  fondi  finanzierà questo concorso, come pagheremo questo stipendio.
  I  comuni  in  dissesto,  e  quelli che  stanno  andando  verso  il
  dissesto, i sindaci sono dei pazzi che vengono qua a lamentare  una
  carenza  di  risorse che invece evidentemente non c'è, non  capisco
  come fanno a non cogliere questa opportunità.
   Ma  anche le ex province, penso ai dipendenti dell'ex provincia di
  Siracusa, che stolti che sono questi signori che non sanno che  qua
  ci   sono   delle  opportunità  da  cogliere,  e  non   vengono   a
  raccoglierle, e che sciocchi quelle migliaia di cittadini siciliani
  che   ogni  anno  abbandonano  questa  terra  per  cogliere   delle
  opportunità  al nord Italia e all'estero quando qua  c'erano  delle
  occasioni da cogliere. E' vero che quando ci sono le crisi,  chi  è
  più  furbo, chi lo sa fare, chi ha gli amici se ne approfitta e  ci
  guadagna  e  coglie  l'occasione, peccato che non  tutti  i  borghi
  rurali  siciliani siano stati fondati durante il periodo  fascista,
  peccato  che  non  tutti  lavorino per gli istituti  di  incremento
  ippico.
   Ed  io  penso  a  quei  disgraziati poverini  che  abitano  a  San
  Fratello, che ancora aspettano i risarcimenti della Regione per  le
  case crollate. Beh, allora Presidente io le dico che a San Fratello
  c'è  una razza di cavalli che è pregiatissima, eccezionalissima,  a
  questo  punto  io dico andiamo anche a San Fratello e diamogli  una
  mano perché c'è un buon motivo per dargli una mano.
   Lei dice, come altri che mi hanno preceduto, che la responsabilità
  h  di  chi  ci ha ci preceduto, però a guardare bene non credo  che
  l'assessore Armao sia la prima volta che fa l'assessore  di  questa
  Regione, e se il Governo Crocetta è vero che ha fatto un operazione
  di   cancellazione   dei  residui  attivi  e  delle   partite   non
  riscuotibili, sarà pur vero che anche i Governi di centrodestra  di
  cui  i partiti che oggi governano e  di cui anche diversi esponenti
  facevano parte, mi chiedo come abbiano svolto durante il periodo di
  Crocetta il ruolo di opposizione, di controllori di quei Governi?
   Mi  chiedo  come si sia arrivati ad accumulare tanti debiti  senza
  controllare?
   Per  quanto  riguarda l'interlocuzione col Governo nazionale,  per
  potere  interloquire e sedersi ai tavoli romani senza essere derisi
  o  senza pietire col piattino qualche milione, qualche centinaia di
  migliaia di euro occorre essere autorevoli.
   Per essere autorevoli è necessario anche essere credibili e quindi
  provenire   da  un  contesto  di  compattezza.  Credo  che   questa
  situazione non rappresenti questo Governo.
   Questo  Governo e la maggioranza che lo sostiene - o la coalizione
  che  lo  sostiene - è evidente che non si riconosce nelle politiche
  economiche  di  questo Governo perché altrimenti sui giornali,  sui
  social  ma soprattutto in quest'Aula non ci sarebbero continuamente
  aggressioni,   bocciature  e  stralci  di  norme   che   provengono
  dall'Assessore Armao.
   La  vostra divisione ne è la testimonianza. Il risultato è questo,
  la situazione che stiamo vivendo.
   Quante  volte  infatti  le norme di Armao sono  state  palesemente
  silurate  con  la  complicità  di  voti  provenienti  dalla  vostra
  coalizione. E non è a Pontida che troverà le soluzione,  Presidente
  Musumeci, e neppure in piazza a manifestare contro quel Governo con
  cui lei dovrebbe sedersi, discutere e interloquire.
   Non può stare lì la mattina a tirare le pietre ed il pomeriggio  a
  ragionare per l'attuazione degli articoli 36 e 37 dello Statuto per
  discutere  cosa  dobbiamo  fare con le  strade,  per  discutere  di
  fiscalità, per discutere di tutte le tematiche che oggi interessano
  i siciliani e di cui oggi non vedono risposte.
   Non  possiamo continuare a vivere vedendo un Governo che  è  stato
  eletto per risolvere i problemi dei siciliani e invece non fa altro
  che ribadire, ripetere come un mantra quelli che sono i problemi.
   I problemi li conosciamo  Li conoscevano tutti
   Quello  che  non  sapevano è che, votando questo Governo,  non  ci
  sarebbe stata alcuna soluzione.
   Mi  chiedo quale sia il vostro programma. Oggi avrei voluto capire
  quale  è  il  vostro  piano  per risolvere  questa  situazione.  Lo
  avrebbero voluto capire tutti quelli che ci stanno seguendo,  quali
  sono  le  idee,  se  avete un briciolo di strategia,  se  intendete
  proseguire con questa composizione di Governo o se non sia il  caso
  di tirare le somme e accettare che qualcosa non va.
   Il primo problema per risolvere un problema è ammettere di averlo.
  Il  problema,  prima  ancora che economico, è politico,  e  voi  lo
  sapete meglio di chiunque altro
   Non posso non concordare che dovete fare un'analisi.
   Dovete  capire se siete in grado di governare questa  Regione,  se
  avete  al  vostro interno gli uomini adatti a risolvere i  problemi
  dei  siciliani  e se avete un progetto - se mai lo  avete  avuto  -
  sarebbe il caso di farcelo conoscere perché delle tante riforme  di
  cui  amate parlare, durante le conferenze stampa o quando vi dovete
  giustificare dei vostri insuccessi, di tutte queste grandi  riforme
  che dovete presentarci. In Aula non abbiamo visto nulla
   Abbiamo  la  disponibilità, non solo di sostenere  le  azioni  del
  Governo  regionale quando devono interloquire con Roma, ma vorremmo
  sapere di cosa volete parlare perché qui non si parla né di futuro,
  né  di  sviluppo,  né  di  risoluzione di  una  crisi  che  -  caro
  Presidente  Musumeci forse l'unico che non vede  è  proprio  lei  -
  perché per strada i cittadini siciliani lo sanno.
   Infine  un'ultima  cosa,  Presidente. L'esautorazione  del  vostro
  Assessore  per l'economia oggi ha avuto la sua consacrazione.  Oggi
  dall'Assessore  per l'economia tutti noi ci saremmo  aspettati  che
  iniziasse lui questo dibattito, perché lui avrebbe dovuto  riferire
  sulla situazione economica.
   Invece no
   Si  è  preferito metterlo da parte e non dargli la possibilità  di
  riferire sullo stato economico della Sicilia.

   PRESIDENTE. Su questo, onestamente, avrei qualcosa da dire, perché
  quando  c'è il Presidente della Regione, quando manca vi  lamentate
  che  manca,  quando c'è, e parla, vi lamentate che  c'è,  per  cui,
  evidentemente, c'è qualcosa che non funziona.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, sarà un intervento breve, anche  perché
  qua  parliamo da ore e devo dire che questo dibattito,  oltre  che,
  per  certi  versi, paradossale, a tratti, in base a chi  saliva  su
  questo  scranno a parlare, è sembrato anche, permettetemi,  un  po'
  patetico.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Considerato   che   la   valutazione  sul  Governo,   sicuramente,
  sull'operato  del  Governo, sul mandato che i  cittadini  siciliani
  hanno  dato  al Presidente Musumeci avverrà nei prossimi  giorni  e
  nelle  prossime  settimane,  così  come  previsto  dal  Regolamento
  interno  della nostra Assemblea, volevo manifestare  tutto  il  mio
  disappunto e tutta la mia amarezza nell'arrivare in Assemblea  dopo
  35  giorni, è stato detto che era stato richiesto questo dibattito,
  e   trovare  una  relazione  del  Servizio  Studi  e  del  Servizio
  Commissioni dell'Assemblea regionale siciliana, che ringraziamo,  e
  non una relazione da parte dell'assessore per il bilancio di questa
  Regione.
   Sono arrabbiata perché in questo dibattito si è visto l'accusarsi,
  ad un certo punto, c'è stato il tutti contro tutti. Non si è capito
  più niente. Ci aspettavamo che ci venisse detto

   MUSUMECI, presidente della Regione. La relazione l'avevate  da  un
  mese.

   PAGANA. Ed allora non era in Aula.
   Assessore Armao, parliamo della relazione, giusto? Io non sono una
  grande  economista,  non sono un'esperta di  economia,  però,  qua,
  all'inizio  della relazione, si parla proprio dello  Statuto  della
  nostra Regione, degli articoli 36, 37 e 38.
   Siamo,  qua,  a parlare della situazione economica della  Regione,
  quindi, Presidente Di Mauro, io da questo scranno dico che, al pari
  dei   miei  colleghi  del  gruppo  del  Movimento  5  Stelle,  noi,
  dell'operato dell'assessore Armao, non siamo per nulla soddisfatti.
   Noi  non  siamo soddisfatti perché non sappiamo come nei tavoli  a
  Roma si è andati a parlare di attuazione dello Statuto.
   Noi  non  siamo soddisfatti perché un assessore per l'agricoltura,
  che  sa di avere tra le mani l'articolo 14 del nostro Statuto,  per
  attuare  le competenze previste dallo Statuto, non ha fatto  nulla.
  Noi,  quindi, quando abbiamo i volani, per la nostra economia,  tra
  le  mani  e non siamo messi nelle condizioni di vedere come vengono
  utilizzati, noi, Presidente Musumeci, utilizziamo quest'opportunità
  come riscatto per questa terra. Dimostriamo di cosa è capace questa
  classe dirigente.
   Di  cosa  è  capace  questo Governo, noi non possiamo  dimostrarlo
  perché  al  Governo  non  ci siamo noi e lo accettiamo.  Noi  siamo
  all'interno di questo Parlamento e siamo anche all'opposizione, non
  siamo   nei   banchi  della  maggioranza  o  nella  coalizione   di
  maggioranza.
   Presidente  Musumeci,  però, ne approfitto  per  dirle  una  cosa.
  Quando  arrivano le riforme all'interno delle commissioni,  riforme
  più  o  meno  discutibili,  che siano  di  iniziativa  legislativa,
  parlamentare,  da  parte  della  maggioranza  o  da   parte   delle
  opposizioni, sono molti dei deputati della maggioranza  che  dicono
   no,  parliamo di altro, no, facciamo questo, no, facciamo  quello,
  no, facciamo ostruzionismo .
   Sono  problemi  di  ordine politico di cui  a  noi  non  interessa
  niente, ma non ci interessa niente fino a quando le conseguenze non
  le devono pagare i siciliani.
   Noi, a tratti, ci ritroviamo inermi davanti a queste situazioni  e
  non  lo  vogliamo accettare nemmeno noi. In giornate  come  queste,
  poi, ci troviamo, chi se ne va da Giletti a criticare il Presidente
  dell'Assemblea,   a   ringraziare   ed   esultare   il   Presidente
  dell'Assemblea, chi dovrebbe dire che la Regione è in  crisi,  dire
  che invece la Regione sta bene e gode di ottima salute.
   Noi  qua  non  ci  stiamo capendo più niente  e  tutto  questo  mi
  dispiace perché fuori ci sono, e mi fa piacere che lei è d'accordo,
  Assessore  Armao,  mi fa veramente, veramente  piacere  che  lei  è
  d'accordo, perché lei è l'Assessore al bilancio di questa  Regione,
  all'economia,  ma  è anche l'Assessore al bilancio  lei  di  questa
  Regione, Assessore Armao.
   Abbiamo  approvato  un bilancio pari a zero,  interi  capitoli  di
  spesa c'era 0,000. Giovani? 0,000. Consorzi di bonifica? Ridotti al
  lastrico da chi oggi critica anche i lavori della Commissione,  non
  mi  permetto  di  entrare  nel merito della  riforma  proposta  dal
  Governo. 0,000. E poi ci facciamo le audizioni in Commissione e poi
  iniziano le guerre per gli emendamenti per il Consorzio di bonifica
  di una provincia rispetto a quello di un'altra provincia.
   Quindi,  Presidente  Musumeci, io mi  permetto  di  fare  un'altra
  considerazione   prima  di  concludere  l'intervento.   L'onorevole
  Gucciardi  evidenziava che la situazione di deficit strutturale  di
  questa Regione va avanti non da anni, ma va avanti da decenni. E in
  questi  decenni  alcuni deputati che oggi siedono  qua  sono  stati
  proprio in questi scranni, all'interno di questo Parlamento.  E  da
  giovane, appassionata di politica, di vita pubblica, intenzionata a
  dare  un  contributo a questa Regione per migliorare la qualità  di
  vita  dei  siciliani, per lasciare un segno, o più  banalmente  per
  vivere un'esperienza e lanciare un segnale a quanti da questa terra
  non  se  ne vogliono andare, non posso non denunciare quanto questa
  politica,  e  mi dispiace dirlo proprio qui da questo  scranno,  in
  quest'Aula,  a  quest'età, non posso non denunciare come  il  modus
  operandi  di questa classe politica per decenni è andato verso  una
  direzione e oggi, purtroppo, e in alcuni casi da parte degli stessi
  soggetti  che hanno agito nel corso di questi anni e che continuano
  ad  operare,  continua ad andare nella stessa  identica  direzione.
  Quindi   utilizziamo  questa  situazione  di   deficit   noi   come
  opportunità, dimostriamo ognuno di noi, ognuno nei propri  ruoli  e
  nel  rispetto dei propri ruoli quello di cui siamo capaci e  ognuno
  di  noi  ha  il  diritto di criticare e, caro Assessore  Armao,  io
  gliel'ho  detto all'inizio, noi continuiamo ad essere insoddisfatti
  pienamente,  ma  proprio veramente insoddisfatti di  come  lei  sta
  agendo in Sicilia e a Roma.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha facoltà.

   ARICO'.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   onorevole
  Presidente  della Regione, Governo parlare in quest'Aula  dopo  che
  gruppi  politici  delle opposizioni hanno chiesto  un  dibattito  e
  alcuni  di  loro ci hanno ricordato che lo chiedono da  35  giorni,
  parlare con una dozzina di loro è, francamente, quanto meno curioso
  perché  si  è  contestato gli annunci, la carta stampata  ed  altro
  quando  alcuni dei colleghi hanno fatto il loro intervento  e  sono
  andati  via.  E questo mi dispiace, perché non è modo  di  fare  un
  dibattito. Non è modo di rimarcare un metodo per poi andare via.
   E  io, signor Presidente, voglio partire da date certe e non  dati
  certi. E inizio con il primo, con la prima data: 25 maggio 2016. La
  Commissione paritetica si riuniva a Roma e nello specifico tagliava
  i  punti  decimali dell'IVA, facendoci perdere centinaia di milioni
  di  euro. E la perdita era per gli anni a valere 2016, 2017 e 2018.
  Sicuramente  la  Commissione paritetica di allora non  aveva  avuto
  mandato da questo Governo. E continuiamo. Cosa analoga succedeva il
  28  luglio  2017,  nel  pomeriggio, quando una  stessa  Commissione
  paritetica  faceva analoga cosa con il gettito IVA, successivamente
  portandolo a soltanto 3,64 decimi.
   E  allora,  signor Presidente, io non capisco alcuni dei  colleghi
  che  sono intervenuti da questo pulpito, dove siano stati in quegli
  anni.  Hanno  fatto  perdere centinaia  di  milioni  di  euro  alla
  Regione.
   E  vorrei  dare  un'altra  data:  l'agosto  del  2014,  quando  il
  Presidente  della  Regione di allora - ed io devo  sottolineare  un
  grande garbo istituzionale del Presidente Musumeci, il quale non ha
  mai  proferito parola sul Governo Crocetta; probabilmente non è  il
  mio  garbo  istituzionale, purtroppo, ancora non ho assunto  questa
  maturità istituzionale - io devo ricordare quello che ha fatto quel
  governatore  che ci ha fatto perdere, con un solo colpo  di  penna,
  tre,  di  fatto tre contenziosi che avevamo con lo Stato e  con  la
  Corte   costituzionale,  di  fatto  perdevamo  la  possibilità   di
  incamerare  8  miliardi  di euro. Sono dati inconfutabili,  io  non
  capisco come si possono facilmente dimenticare.
   E   andiamo   avanti.   Io   sono   stato   colpito,   oltre   che
  dall'apprezzabile relazione e dettagliata relazione  da  parte  del
  Presidente  della Regione che ci ha indicato punto per punto  quali
  sono  stati i passi fatti per migliorare il bilancio pubblico, sono
  stato  colpito  da  un  fatto, che oggi non  si  è  parlato  di  un
  obiettivo  raggiunto  da  questo  Governo  che,  quanto   ci   dice
  l'importante  società  Moody's, e ci  parla  stabilità,  equilibrio
  finanziario  e riduzione del debito. E non ce lo dice  una  società
  normale, siciliana, di amici nostri o di amici del Governo,  ce  lo
  dice una società internazionale e, purtroppo, qui i colleghi non lo
  hanno voluto neanche menzionare.
   Allora,  se  non apprezzabile l'iniziativa del Governo Musumeci  e
  dell'assessore  Armao, fintanto di arrivare  al  raggiungimento  di
  questi obiettivi, io non so cos'altro possa fare questo Governo.
   Ho  apprezzato  molto anche l'intervento di  un  deputato,  di  un
  collega del Movimento Cinque Stelle, il collega Tancredi, il  quale
  in  maniera asettica, e io ho anche una relazione che lui ha voluto
  dare alla Commissione  Bilancio , al Presidente della Regione e  al
  Presidente dell'Assemblea, che recita testualmente: "la Sicilia  ha
  finanziato  lo  Stato  italiano".  Questo  è  il  titolo   che   ci
  rappresenta  il  collega  Tancredi, che ha assolutamente  purtroppo
  ragione,  perché negli anni passati si è fatto tutto ciò;  e  si  è
  parlato dei famosi 35 giorni si aspetta il dibattito, senza parlare
  che  ad ora c'è un Governo nazionale che deve nominare i due membri
  della   Commissione  paritetica  Stato-Regione,  il  caro  Ministro
  Boccia,   Ministro  delle  Regioni,  ancora   non   ha   fatto   le
  designazioni. Però, questo non viene detto da quest'Aula. Gli amici
  dell'opposizione  che  oggi  sono  insieme  a  governare  lo  Stato
  italiano,  dovrebbero avere cura le sorti della  Sicilia,  più  che
  delle  altre Regioni, perché rappresentano questa, questa cosa  non
  viene detta, e non viene ricordata.
   Io  mi sarei aspettato anche loro, che qualcuno avesse detto,  del
  PD  e  dei  Cinque  Stelle,  di chiedere al  Governo  nazionale  di
  nominare  velocemente  i  componenti della  Commissione  paritetica
  Stato-Regione, perché non possiamo andare avanti con  le  norme  di
  attuazione.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   E  allora,  rispetto  a  quanto  ci  ricordava  anche  l'onorevole
  Tancredi,  nelle pagine 97 e 98 del DEFRS, dell'allora 2017,  erano
  proprio   il   Presidente   Crocetta  e  l'assessore   Baccei   che
  quantificavano  in  30  miliardi di  euro  l'importo  di  IRPEF  di
  competenza della Sicilia che lo Stato non aveva trasferito.
   E  allora,  Presidente, io non capisco una cosa, cioè  l'assessore
  Baccei  certificava  questa cosa, possiamo  andare  a  prendere  il
  Documento  di Programmazione Economica e Finanziaria presentato  in
  quegli anni, e nelle pagine 97 e 98, possiamo verificare così  come
  avevano fatto il Baccei mandato da quel PD che governava lo  Stato,
  ci  tagliava  le risorse. Le risorse che non soltanto  lo  Statuto,
  perché  purtroppo credo che oggi lo Statuto agli occhi  dell'Italia
  intera  sia  diventato purtroppo quasi un gap, ma  le  risorse  che
  qualsiasi Regione a Statuto ordinario dovrebbe avere. Perché  se  è
  vero  come  è  vero  che c'è stata una riforma dell'attuazione  del
  federalismo fiscale, approvata nel 2001, la famosa legge n.  3  del
  2001,  si imputavano maggiori risorse a quelle regioni che  avevano
  maggiori  competenze e che ne chiedevano e oltre alle  regioni,  le
  famose  tre regioni, leggasi Lombardia, Veneto ed Emilia, lo  Stato
  doveva  attivare, non soltanto in regime di competenza ma anche  di
  trasferimenti  statali, un maggiore trasferimento  statale  per  le
  regioni a Statuto speciale, cosa che ad oggi non è stata mai fatta.
   E   allora,   amici,  amici  dell'opposizione,  noi   non   saremo
  maggioranza ma voi sicuramente siete opposizione, perché  anche  lì
  nella  legge elettorale proprio un membro dell'opposizione ritiene,
  perché  l'ha  depositata qualche giorno fa, che chi  governa  debba
  avere  almeno  una maggioranza di 40 deputati su  70.  Ed  è  stato
  proprio   l'onorevole  Fava  a  depositarla  qualche   giorno   fa.
  Purtroppo,   la  legge  elettorale  con  cui  ci  siamo   cimentati
  nell'ultima elezione non ci ha dato la possibilità di avere  questo
  premio di maggioranza.
   E  allora,  Presidente, noi in questa fase e nelle fasi nel  2014,
  2015 e 2017 abbiamo perso centinaia e centinaia di milioni di euro;
  e  quel  che  è  peggio è stato proprio nel 2014,  ritornando  alla
  scellerata  idea  del  governatore  Crocetta  di  fatto  perdere  8
  miliardi  di  trasferimento per avere circa  500  milioni  di  euro
  immediati  che forse sono serviti per pagare gli stipendi.  Quindi,
  si  è, di fatto, depauperato la Regione per pagare gli stipendi  di
  un anno.
   Signor  Presidente, ritengo che quest'Aula debba fare da  oggi  un
  patto. Mi rivolgo ad alcuni interventi dei colleghi di opposizione.
  Dobbiamo  prendere consapevolezza di quello che sta  succedendo  in
  Italia.  Dobbiamo prender consapevolezza che avere una Sicilia  più
  forte  e  più ricca ci darà la possibilità non di fare le leggi  di
  100 mila euro e dargli copertura, ma di riavviare un meccanismo  di
  sviluppo  economico  per l'intero comparto non soltanto  regionale,
  imprenditoriale e non solo. E per questo ci vogliono le risorse che
  lo  Statuto  e  le norme di attuazione del federalismo  fiscale  ci
  devono  dare,  e  non  sono centinaia di  migliaia  di  euro,  sono
  miliardi di euro.
   Quindi, mi dispiace parlare in quest'Aula con banchi semivuoti  di
  chi  ha  chiesto questo dibattito. Voglio anche specificare, avendo
  partecipato alle precedenti Conferenze dei Capigruppo, che per  ben
  due  volte  il  Presidente della Regione ed il Governo  aveva  dato
  disponibilità di partecipare precedentemente a questo  dibattito  e
  per altri motivi è stato posticipato ad oggi.
   Purtroppo, oggi è diventato quasi un dibattito sull'attuazione del
  programma  del  Governo regionale e non possiamo  che  parlare  dei
  risultati  raggiunti sulla sanità, sull'IRFIS, anche e  soprattutto
  si è parlato degli alvei dei fiumi. Io credo, e qui c'è l'Assessore
  Falcone, che il lavoro che è stato fatto in questi anni non si  sia
  fatto  negli  ultimi 30. E dobbiamo dare atto che  tutti  i  lavori
  pubblici, nonché lo sblocco degli appalti dell'UREGA, c'è stato  un
  assessore ed un Governo che hanno lavorato l'uno a fianco all'altro
  per portare avanti importanti progetti.
   E  allora, signor Presidente e colleghi, facciamo sentire a  Roma,
  facciamo  sentire i nostri diritti perché se riusciremo  ad  essere
  compatti  verso  la  lesione dei diritti che ci  sono  stati  tolti
  probabilmente   per   meccanismi  che  non  riusciremo   a   capire
  prossimamente,  ma  non  ci  serve  capire  quali  sono  state   le
  motivazioni,  ma  di  fatto  ci sono state,  uniamoci  insieme  per
  cercare  di  rimpolpare le risorse di questa Regione e  programmare
  investimenti che possono garantire un futuro ai nostri figli e alle
  nostre famiglie. Grazie.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Aricò.  Credo  che  quest'ultimo
  intervento   dell'onorevole   Aricò   sia   importante   nell'avere
  individuato  quello  che  in  questo  momento  è  il  nostro   vero
  avversario,  come  dire, che non è qua dentro, tra  di  noi,  ma  è
  certamente lo Stato centrale che troppe volte non è stato leale nei
  nostri confronti sugli accordi che sono stati presi.
   Prima  di  dare la parola al Presidente della Regione per  la  sua
  replica,  volevo proprio segnalare al Presidente un'attenzione  sul
  fatto che in questo momento noi abbiamo la competenza in termini di
  costi  della  motorizzazione, ma non l'abbiamo più  in  termini  di
  ricavi,  perché  da quando esiste il bollino, di  fatto,  lo  Stato
  trattiene   direttamente  all'erario  dello  Stato  il   costo   di
  immatricolazione e quindi la Sicilia non ce l'ha più, però i  costi
  continuano  a  rimanere  nostri. Gli impiegati  che  poi  le  varie
  trasmissioni televisive lamentano come numero sono a carico  nostro
  mentre gli introiti non sono più a carico nostro.
   E  poi,  Presidente,  prima  di darle la  parola  vorrei  soltanto
  sottolinearle,   vorrei   chiederle   di   mettere    un'attenzione
  particolare a questo accordo sulla finanza pubblica locale,  perché
  dai  dati  che  mi  risultano sarebbe un problema serio  se  questo
  accordo venisse effettivamente ratificato per la nostra Regione. La
  prego,  quindi,  di metterci attenzione. Poi, è  possibile  che  le
  informazioni  che abbia io siano sbagliate e che quindi  sia  utile
  farlo,  però  sinceramente non mi risulta così.  Per  cui,  se  lei
  potesse mettere una vera e propria attenzione particolare su questo
  argomento io le sarei grato e credo tutta l'Aula.
   Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione per la replica.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  il contrastante sentimento tra il cuore e la ragione  mi
  porterebbe a dire, replicare a chi? Replicare cosa?
   Un  dibattito sulla finanza della Regione che viene chiesto da  un
  Gruppo  parlamentare: il Partito Democratico, quello che in  questo
  momento  sta governando l'Italia e che ha governato questa  Regione
  negli  ultimi 9 anni. Ebbene, i cittadini a casa non lo vedono,  ma
  dei  10 deputati che hanno chiesto il dibattito in Aula ce n'è  uno
  solo.
   L'obiettivo  è  chiaro.  L'obiettivo non era  un  dibattito  sulla
  finanza,  perché  su  quel tema. va dato atto.  ha  trattato  ed  è
  intervenuto  il deputato Lupo. L'obiettivo era vomitare  veleno  su
  questo  Governo  e  a questo facile esercizio si sono  prestati  in
  tanti questo pomeriggio.
   Ricordo  quando  ero al Consiglio comunale che il  Presidente  del
  Consiglio  richiamava il Consigliere che andava fuori tema  durante
  l'intervento. In questo Parlamento il Presidente dell'Assemblea  ha
  ritenuto  tutti gli argomenti pertinenti e questo mi  conforta.  Mi
  conforta.  Vuol  dire che non si doveva parlare  solo  di  finanza.
  Bastava  saperlo   Se  l'avessi saputo non mi  sarei  rigorosamente
  attenuto  ai  problemi  della finanza  della  Regione  siciliana  e
  avremmo  anche reso noto quello che questo Governo ha  compiuto  in
  quasi due anni.
   Stasera  c'è  stata  l'abile dimostrazione  di  una  fatica  quasi
  ansimante   da  parte  di  alcuni  deputati  impegnati   nel   fare
  dimenticare ai siciliani i loro torti e le loro responsabilità. Si
  L'obiettivo  e  l'imperativo categorico era farci dimenticare   Non
  basteranno  dieci, quindici anni perché il popolo  siciliano  possa
  dimenticare cinque anni di tormento in quest'Aula  Cinque  anni  di
  sceneggiate  Cinque anni di promesse non mantenute  Con un  Governo
  che  contava su sessanta su novanta  Vergogna  Si è dato vita a uno
  spettacolo indecoroso
   Ma  il  Presidente  della Regione deve fare  il  Presidente  della
  Regione.  Eh   Deve  rispettare  lo  stile.  Non  dovrebbe  neanche
  partecipare  alle manifestazioni della sua coalizione. Perché  così
  dice  l'Assemblea,  ligia  allo stile istituzionale  e  al  galateo
  istituzionale.
   Siamo arrivati a questo  Mi viene contestata la partecipazione  ad
  una  manifestazione della mia coalizione, della mia vita,  del  mio
  vissuto, del mio credo, della mia fede, dei miei ideali
   E  vorrei  dire  a chi ha avuto da stigmatizzare la battuta  sulla
  croce:  ognuno  si  tenga la sua  Perché  voglia  o  non  voglia  -
  credetemi  -  ognuno ha la sua croce: o se la porta con  Cristo  in
  santa  pace, o gliela addossa il mondo. E pesa  E nuoce   E  questo
  vale  nella vita politica e vale nella vita personale e privata.  E
  credo di avere il diritto di pensare, di concepire la vita come una
  sofferenza. Sì, come una sofferenza, illuminata d'amore e accesa di
  speranza.  Concepisco così la mia esistenza. E sopportare  il  peso
  della  mia  croce. E porto anche il peso della mia  responsabilità.
  State  tranquilli,  sono  un guerriero   Non  pensate  che  il  mio
  riserbo,  non  pensate  che il mio garbo,  la  mia  attenzione,  la
  pazienza  nell'ascoltare  anche  chi  non  meriterebbe  di   essere
  ascoltato, sia un atto di debolezza.
   Ho  grande  rispetto  per questa Sala, per  questa  navata  pagana
  perché  io  possa  perdere il controllo del mio ruolo;  sono  fatto
  così   Ma ho il dovere di dirvi, colleghi deputati, che se c'è  una
  cosa   che   non  farò  è  quella  di  far  sognare  i   Siciliani.
  Scordatevelo  Basta  Sono trent'anni che fate sognare i  Siciliani
  Basta   I  Siciliani si sono svegliati e hanno capito di non  avere
  bisogno  di  un  Presidente che li faccia sognare e neppure  di  un
  Presidente che li faccia ridere  E neppure di un Presidente che  li
  faccia vergognare  Hanno bisogno di un Presidente che, nel rispetto
  del  proprio  ruolo,  sappia affrontare in  silenzio,  giorno  dopo
  giorno,  il  calvario  di  un Golgota che gli  è  stato  ereditato,
  preparato da altri
   Lo so, sul mio tragitto - perdonate questo linguaggio evangelico -
  non  ci  sarà nessun Cireneo, né ne invoco. Tranquilli  Ma  con  la
  serenità  dei  credenti  so che alla fine  di  questi  cinque  anni
  consegnerò a chi verrà dopo - se altri verranno dopo - una  Regione
  diversa  rispetto  a quella che ho trovato. E  credo  di  avere  il
  diritto  di  poterlo dire, pur nella ingenuità di avere  immaginato
  che  in questo Parlamento si potesse andare oltre la coalizione per
  potere sostenere alcune valide iniziative.
   Non  voglio ricredermi; voglio ancora continuare a credere che  in
  questo Parlamento, assieme a qualche tentativo demagogico, ci possa
  essere  la  serenità di qualcuno che possa davanti  allo  specchio,
  davanti ai suoi figli, giustificare la sera quando torna a casa  di
  avere  alla  fine del mese percepito 6.600 euro sul  proprio  conto
  corrente,  più 2.000 euro di rimborso, per avere fatto  il  proprio
  dovere  Il proprio dovere  Anche stando all'opposizione. Lo  voglio
  continuare a sperare.
   Così  come  voglio  sperare  che questo  Parlamento  possa  essere
  guidato  da un Presidente che si sforzi oltre ogni limite di  saper
  scindere  la sua funzione di garante da quella di coordinatore  del
  Partito di maggioranza relativa.
   Ho  il  diritto  di  pensarlo, perché io  sono  stato  eletto  dai
  Siciliani  e  non  debbo rendere conto ad altri se  non  al  popolo
  siciliano; con la sola differenza che non sono ricattabile  e,  non
  essendo  ricattabile, posso permettermi il lusso di dire a chiunque
  quello  che penso, anche quando fa male. E con un'altra condizione:
  quella di essere una persona credibile  e la credibilità non  è  un
  arnese che si compra al supermercato, è il frutto, è il sostrato, è
  il  risultato di una vita di coerenza politica, di coerenza ideale,
  di coerenza valoriale.
   Non  ho  mai  detto  noi siamo i migliori . E mi  dispiace  che  a
  sollevare  questo  tema sia stato un deputato del Movimento  Cinque
  Stelle  al  quale ho voluto e continuo a volere bene, mi  dispiace,
  perché   credo  che la politica non possa mai essere convertita  in
  odio,  mai  Non ho mai detto che in questi banchi siamo i migliori.
  Siamo  persone  aduse  al dubbio, come ho concluso  nell'intervento
  sulle  dichiarazioni programmatiche. E chi ha il dubbio e che  vive
  nel  dubbio non ha mai la superbia e l'arroganza per dire di essere
  il migliore.
   Io  sono  convinto che possa dare fastidio un Governo  sobrio,  un
  Presidente   che  non  frequenta  eccessivamente  i  corridoi   del
  Parlamento  perché  impegnato  a spingere  giorno  dopo  giorno  le
  pratiche.  Il sindaco Raggi ne sa qualcosa come si fa  a  governare
  una  grande  città  pur  in presenza di mille  problemi,  di  mille
  contestazioni,   anche   di  fronte  alla   contestazione   severa,
  incontenibile del Partito Democratico che ne vuole la rottamazione.
   Chi  governa  sa  e sa condividere lo spirito di un amministratore
  che  non  ha bisogno di invocare il passato per cercare  alibi,  ma
  abbiamo  bisogno  di sapere da dove partiamo per poter  valutare  i
  risultati.
   Ed  io  i  risultati  non li debbo offrire  a  due  anni  dal  mio
  insediamento, né a questo Parlamento, né al popolo siciliano, ho il
  dovere  di  farlo a questo Parlamento ed al popolo  siciliano  alla
  fine  del mio mandato. Ed è un mandato sofferto, difficile,  perché
  la  Regione è un problema fra i problemi, perché, ed è stato detto,
  molti  errori sono stati compiuti, e l'ho detto con assoluto  garbo
  nella  mia  relazione, l'ho detto senza offendere nessuno,  non  ho
  fatto  nomi,  ho  parlato di responsabilità remote e  recenti.  Ma,
  allora,  c'è  pregiudizio? Qualunque cosa dica il Presidente  della
  Regione  il  discorso è già preparato? Ma è così  che  pensiamo  di
  potere rendere conto del nostro operato?
   Ho  apprezzato  per  tutti - lo dico, sì lo  dico  -  l'intervento
  dell'onorevole Tancredi perché è stato l'unico, ed in secondo luogo
  l'onorevole  Lupo, ad essersi soffermato a trattare  esclusivamente
  il  tema  finanziario  dopo  aver  ascoltato  la  relazione  di  un
  Presidente che si fermava al tema finanziario.
   Mi  parlate dei pensionati? Mi parlate dei disoccupati? Mi parlate
  dei  giovani  che  vanno  fuori? La vivo  sulle  mie  carni  queste
  esperienze, di un figliolo che ho dovuto abbracciare con le lacrime
  per  partire fuori dalla Sicilia a cercare lavoro. Non avete  nulla
  da insegnarmi
   Mi  parlate  della  sofferenza  negli  ospedali?  Mi  parlate  dei
  lavoratori? I forestali? O dei teatri? E dove vivo sulla  luna?  Io
  sto  in  giro a fermarmi ad ascoltare tutti. Sì,questa è la Sicilia
  con  i  suoi problemi congiunturali e strutturali  Ed è  la  stessa
  analisi  che  fa  il  presidente Conte  a  Roma  quando  gli  viene
  contestato  da  Bruxelles che l'Italia è a  crescita  zero.  Ma  la
  logica dei due pesi e due misure non funziona o, se funziona, non è
  improntata a lealtà.
   Questa Terra per risolvere i propri problemi forse avrà bisogno di
  vent'anni, l'importante era mettere un punto sul passato e  voltare
  pagina. Lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo; stiamo sistemando  una
  Regione  che  non aveva le carte in regola. Lo stiamo  facendo  con
  serietà, con grande dignità, con compostezza, senza affidarci  alle
  marionette,   senza  utilizzare  facebook  per   mandare   messaggi
  trasversali e mantenendo un rapporto di grande lealtà con tutte  le
  istituzioni e di decoro.
   Non  ho  mai  parlato male di questo Parlamento di cui sono  parte
  integrante.  Ed  al  deputato Di Paola, credo, vorrei  invitarlo  a
  leggerli  i  giornali,  non  a leggere  i  titoli  perché  la  tara
  antropologica non è un oggetto, non è una comunità, è  una  pratica
  la  tara  antropologica,  essenzialmente comportamentale.  Ed  alla
  domanda  del giornalista:  sì, ma all'Assemblea regionale  i  calci
  negli  stinchi? .  Ed  io  rispondo: è una tara  antropologica.  La
  pratica dei calci negli stinchi da parte anche della gente  che  fa
  parte  della  tua  coalizione o che credi  alle  tue  spalle  -  il
  riferimento non è naturalmente al Presidente dell'Assemblea  -  che
  ti  possa  tutelare  e proteggere e, invece, fa  alleanza  con  gli
  oppositori - ma non è il riferimento personale al Presidente -  per
  mettere   in  difficoltà  il  Presidente  della  Regione  colpevole
  soltanto di rivendicare il diritto ad essere presidente in assoluta
  autonomia, senza suggeritori né palesi, né occulti.
   Io questa Terra la voglio cambiare davvero, potete scordarvelo, la
  voglio  cambiare  davvero  Ed a tutti coloro che  dietro  la  porta
  chiedono   ma  pi  mia chi c'è? , la risposta è un sorriso.  Questa
  Terra  si  trova in queste condizioni per esserci stata la  pratica
  del  pi mia chi c'è  che in questi giorni è a Roma come sapete,  se
  leggete i giornali, anche il Governo nazionale è alle prese con  la
  pratica   pi  mia  chi c'è ; come c'è stato il precedente  Governo,
  quello di un anno fa, che ha dovuto impiegare quattro mesi e  mezzo
  per  potere  completare il sottogoverno.  E'  una  pratica  antica.
  Anche quella è una tara antropologica.
   Ma  il  Parlamento no. Il Parlamento non è una tara antropologica.
  Il  Parlamento  è  sovrano. E' l'Organo più alto dell'articolazione
  istituzionale  di questa Regione, e merita rispetto,  anche  quando
  non se ne condivide il comportamento di qualcuno.
   Ed  allora,  signori deputati, consentitemi di avervi parlato  con
  grande passione. La pazienza ha un limite, ed io questo limite  non
  l'ho superato. Siamo ancora entro il limite, ma l'unica cosa che mi
  fa  felice  è  sapere  che questa seduta sia  stata  ripresa  dalla
  televisione. Credetemi, è la cosa più bella
   Voi  credete  che  i  siciliani siano molto meno  intelligenti  di
  quanto non lo siano realmente. Non è così  I siciliani hanno capito
  le differenze, e le fanno con assoluta serenità d'animo.
   Al  deputato  Lupo  voglio dire che noi resisteremo  davanti  alla
  Corte  costituzionale,  perché siamo  convinti  della  bontà  delle
  nostre  tesi.  Non abbiamo bloccato 141 milioni, la  Giunta  ne  ha
  sbloccato  114,  come sa l'onorevole Lupo. Dopo l'approvazione  del
   collegato  la norma è stata impugnata, è noto, ma la Giunta, sulla
  base  anche  della relazione dell'Ufficio legislativo  e  legale  e
  della Ragioneria generale, ritiene di andare avanti.
   Raccolgo la proposta dell'onorevole Tancredi e apprezzo il  garbo,
  come sempre, dell'onorevole Calderone - non parlo dei deputati  del
  mio  Gruppo,  sarebbe fin troppo facile farlo - per  dire  che  noi
  abbiamo  bisogno  di discutere di più, di parlare  di  più.  Certo
  Abbiamo  il  dovere di farlo, non mi ricordo chi è che ha  lanciato
  questa  proposta,  forse lo stesso onorevole Tancredi.  Abbiamo  il
  dovere di discutere di più, ma gli assessori ci sono per questo.  E
  l'assessore Armao gode della mia totale fiducia. Egli non  potrebbe
  stare un'ora di più al Governo se non avesse la mia fiducia. Ed  ha
  la  mia  fiducia perché il Presidente nazionale di Forza Italia,  a
  sua  volta,  ha  dato la propria fiducia, quando mi ha  chiesto  di
  volerlo  in  Giunta,  esprimendo all'interno della  delegazione  di
  Forza  Italia  la  figura, la competenza, la storia  personale  del
  professore Armao.
   Tutti gli assessori hanno la mia fiducia. Non c'è un solo, un solo
  assessore  che  non  goda della mia fiducia. E quando  arriverà  il
  momento del rimpasto, se dovrà esserci, il mio compito sarà  quello
  di  concordare  con  i coordinatori regionali  se  mantenere  o  se
  sostituire un assessore: concordare, non subire; concordare.
   Ad  un  Governo  che  ci ha preceduti, che  dopo  due  anni  aveva
  cambiato  22  assessori,  contrappongo questo  Governo  che  ne  ha
  cambiati  tre,  di  cui  uno  per decesso,  e  gli  altri  due  per
  dimissioni.
   Ecco,  alla  luce  di questi dati, io credo che  se  noi  vogliamo
  uscire  dal  tunnel  della  crisi finanziaria,  non  lo  so  quanto
  occorrerà,  cinque, otto, dieci anni, quindici  anni,  non  lo  so,
  l'importante  è  cominciare  questo  percorso  di  chiarezza  e  di
  trasparenza come è stato richiamato. Bene, noi lo stiamo iniziando,
  e  qui  nessuno  è  immune da errori e responsabilità,  e  in  quel
  disavanzo c'è anche la responsabilità,  non so se dolosa o colposa,
  di  gente che è stata nel centrodestra. L'ho detto all'inizio e non
  mi  stanco mai di dirlo, e proprio per questa franchezza io  so  di
  potervi  guardare  tutti  negli  occhi.  Ma  smettetela  di   avere
  pregiudizi  Fuori da questo Palazzo la gente muore di fame   E  noi
  abbiamo il dovere di chiederci, dall'opposizione e dal Governo, che
  cosa  possiamo  fare di più. Concordiamolo assieme    Concordiamolo
  assieme    Sono   passati   ventidue  mesi,   non   quattro   anni,
  concordiamolo assieme  Facciamolo a cominciare dal disegno di legge
  sui rifiuti; facciamolo assieme.
   Dalla  prossima  settimana avrò il piacere, assieme  all'Assessore
  Pierobon di incontrare tutti i Capigruppo, uno alla volta e, se  si
  preferisce, tutti i Gruppi parlamentari. Ci sono alcuni  punti  sui
  quali  ci  troviamo d'accordo, altri sui quali ci sono perplessità,
  altri su cui si ritiene di non dovere condividere; va benissimo, ma
  parliamone   Ma l'importante è che usciamo fuori da questo  cul  de
  sac  dei  rifiuti  e  diamo alla gente la  possibilità  di  potere,
  finalmente,  vivere senza la costante emergenza della raccolta  dei
  rifiuti e del loro trattamento.
   Da   martedì   possiamo  cominciare  questo   percorso,   chiederò
  all'Assessore Pierobon di concordare un calendario di incontri  che
  possiamo  fare, se preferite, qui in Palazzo, nella stanza  che  il
  Presidente  dell'Assemblea riserva al Presidente  della  Regione  o
  possiamo  farlo  a  Palazzo d'Orleans, dove peraltro,  tra  qualche
  giorno,  riapriremo  dopo oltre due anni, i  giardini  del  Palazzo
  d'Orleans  per  restituirli alla città di Palermo e alla  fruizione
  dei turisti e dei visitatori.
   Ecco,  vediamo  quali  sono i punti sui quali  non  c'è  intesa  e
  cerchiamo, se necessario, noi di fare una modifica, pur di  trovare
  un  punto  d'intesa, un punto di accordo. Se risolviamo il problema
  del disegno di legge sui rifiuti che, come ho scritto al Presidente
  dell'Assemblea, il Governo ritiene prioritario rispetto a tutti gli
  altri  disegni di legge, beh, può darsi che avremo fatto  un  altro
  passo  avanti,  con la stessa dignità con cui questo Parlamento  ha
  fatto significativi passi avanti quando ha votato altri due disegni
  di  legge  del  Governo, o altri tre, quello sulla  semplificazione
  burocratica, quello sul diritto allo studio e quello sulla pesca ed
  io  per  primo  ho  dato  atto a tutto  il  Parlamento  di  essersi
  intestato quel risultato.
   Per carità, può darsi che io riesca antipatico a qualcuno e non lo
  escludo,  ma  la  politica  non  può  essere  regolamentata  da  un
  sentimento  di  simpatia e di antipatia. La politica deve  obbedire
  alle  esigenze della gente, agli interessi diffusi, legittimi della
  gente.  Mi  sforzerò  di  essere  più  simpatico,  mi  sforzerò  di
  sorridere di più anche se c'è poco da sorridere in questo contesto,
  ma  chi  mi conosce sa che da parte mia non c'è mai stata e non  ci
  può  essere  superbia  ed arroganza. Tengo al  ruolo  istituzionale
  esattamente come tengo a rispettare quello degli altri.
   Ecco,  questo era quello che intendevo dire al termine  di  questa
  mia  appassionata  replica a tre, quattro deputati  in  definitiva,
  perché  per  il resto c'è poco da replicare. Non si è  parlato  del
  tema all'ordine del giorno ed io mi attengo al tema all'ordine  del
  giorno.  Se  poi,  come  già  anticipa il  capogruppo  del  Partito
  Democratico,  volessimo dedicare una sessione intera al  consuntivo
  di  questo  Governo,  beh,  io farei una proposta:  aspettiamo  che
  almeno  compia  due anni, aspettiamo almeno il mese di  dicembre  e
  sarò  felice, se il Presidente dell'Assemblea lo vorrà,  di  potere
  dedicare due, tre, quattro giorni con la diretta alle cose fatte da
  questo  Governo  e sarò felice di poter replicare  a  tutti  perché
  tutti, presumo, si atterranno al tema all'ordine del giorno. Quello
  di  oggi  era  Dibattito sulla situazione finanziaria della Regione
  siciliana ;  tutto il resto è stata, se mi consentite,  una  brutta
  pagina,  un brutto capitolo della storia di questo Parlamento,  che
  merita  ben  altro, che merita ben altri livelli,  che  merita  ben
  altra sincerità e passione.
   Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Presidente. Io vorrei  rispondere  alle  sue
  affermazioni  dicendo che o non ero io qua dentro o  mi  sembra  di
  avere  assistito  ad un dibattito sulla finanza di questa  Regione.
  Dopodiché   se   qualcuno  ha  aggiunto   qualcosa   o   ha   tolto
  qualcos'altro, sia in maggioranza che in opposizione, questa è  una
  cosa  che  né  io né il Presidente Di Mauro abbiamo  notato  perché
  evidentemente  nessuno ha interrotto nessuno;  peraltro,  ripeto  a
  meno  che  non  si  vada totalmente fuori tema è prassi  di  questa
  Presidenza  e del Vicepresidente Di Mauro, di lasciare comunque  la
  parola a chi interviene con garbo.
   Sarei  stato,  ovviamente, obbligato a interrompere  se  ci  fosse
  stata  qualche maleducazione o intervento assolutamente fuori tema.
  Non  mi  risulta  che  nulla  di tutto questo  sia  avvenuto  nella
  giornata di oggi. Credo che si sia fatto un dibattito sulla finanza
  della  Regione, anche parlando degli ospedali, anche  parlando  dei
  precari  o  anche parlando di altre cose; anche quelli fanno  parte
  della vita di questa Regione.
   In  ultimo, Presidente, sono irricattabile anche io. Questo perché
  sia  chiaro  a  tutti  Il mio compito il mio compito  è  quello  di
  garante. Normalmente la maggioranza si garantisce da sola.  Il  mio
  compito  è  più  quello  di  garantire  l'opposizione  che  non  la
  maggioranza.
   Dopodiché,  fino ad oggi, credo di avere garantito lo  svolgimento
  imparziale  di quest'Aula e continuerò a fare così. Ci  sono  state
  giornate  in  cui sono stato insultato dall'opposizione  perché  ho
  esagerato,  forse, nell'aiuto alla maggioranza.  Ci  sono  giornate
  come  queste che, anche senza capire bene perché, vengo,  non  dico
  insultato, ma ripreso da lei, perché non sarei garante  di  non  so
  che  cosa,  non  favorirei la maggioranza. Il  mio  compito  non  è
  favorire  la maggioranza, il mio compito è la garanzia di tutti  e,
  ripeto,  normalmente  in  tutti  i  Parlamenti  la  maggioranza  si
  garantisce da sola.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 21.42 (*)

  (*) Come da programma-calendario dei lavori comunicato ad inizio di
  seduta, quest'ultima è rinviata a martedì 29 ottobre 2019, alle ore
  15.00, con l'ordine del giorno di seguito riportato:


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XII SESSIONE ORDINARIA


                         147a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 29 ottobre 2019 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ART. 159, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO
       INTERNO,  DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA  RUBRICA:
        Famiglia, politiche sociali e lavoro  (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       2)  Consulta giovanile regionale  (nn. 568-560/A) (Seguito)

         Relatore: on. Pagana

       3)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A)

       4)  Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
         Operatori Sanitari  (n. 457/A)

         Relatore: on. De Domenico

       5)  Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
         (n. 503/A)

         Relatore: on. De Domenico

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione (*)

   - Risposta scritta pervenuta alla seguente interrogazione:

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N.  800  -  Interventi per garantire la corretta applicazione  del
  D.A.  n. 5630 del 19/07/2017  dell'Assessore per l'istruzione e  la
  formazione professionale in materia di assistenti all'autonomia  ed
  alla comunicazione dei disabili.
   Firmatari: Galvagno Gaetano
   -  Con  nota  prot. n. 28334/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Iniziative per il finanziamento del  Budget di Salute  (n. 616).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Zafarana,
  Campo,  Cappello,  Ciancio,  De Luca,  Di  Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Palmeri,  Pagana,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Trizzino, Tancredi e Zito il 17 ottobre 2019.

   -  Stabilizzazione del personale precario appartenente  agli  Enti
  Locali  in  dissesto o in riequilibrio della Regione Siciliana  (n.
  617).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Di Caro, Di Mauro e Fava il 17 ottobre 2019.

   -  Disposizioni per il riconoscimento dei Gruppi di Azione  Locale
  (GAL) quali Agenzie di Sviluppo Locale (n. 618).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catalfamo il
  18 ottobre 2019.

   - Riconoscimento dei GAL, Gruppi di Azione Locale quali Agenzie di
  Sviluppo Locale (n. 619).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Lentini, Mancuso, Papale, Pellegrino, Ragusa, Savona e Di Mauro  il
  18 ottobre 2019.

   -  Organizzazione  dei  servizi a  favore  delle  persone  in  età
  evolutiva    con   disturbi   del   neurosviluppo    e    patologie
  neuropsichiatriche  e  delle  persone con  disturbi  dello  spettro
  autistico (n. 620).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Lentini, Mancuso, Papale, Pellegrino, Ragusa e Savona il 18 ottobre
  2019.

   -  Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da
  endometriosi (n. 621).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli D'Agostino e
  La Rocca Ruvolo il 18 ottobre 2019.

   -  Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi (n.
  622).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pellegrino,
  Cracolici e D'Agostino il 18 ottobre 2019.

   -  Disposizioni  per  la diagnosi e la cura dell'endometriosi  (n.
  623).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri  il
  18 ottobre 2019.

   - Riduzione assegni vitalizi (n. 624).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lo Curto  il
  18 ottobre 2019.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Modifica  all'articolo 60 della legge regionale  del  20  marzo
  1951, n. 29 (n. 610)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 14 ottobre 2019.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Disciplina dell'attività di home restaurant o home  food  nella
  Regione siciliana    (n. 615)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 17 ottobre 2019.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Norme  per  l'istituzione del sistema aeroportuale delle  isole
  siciliane (n. 608)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 17 ottobre 2019.

   -  Semplificazione  e  riordino  della  normativa  in  materia  di
  edilizia  residenziale  pubblica  e  sociale.  Soppressione   degli
  Istituti   autonomi   case  popolari  e  istituzione   dell'Agenzia
  regionale per la Casa e l'Abitare Sociale (ARCAS) (n. 609)
   Di iniziativa governativa
   Inviato il 15 ottobre 2019.
   Parere I.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Disposizioni  per  il turismo e i settori  produttivi  ad  esso
  connessi (n. 606)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 14 ottobre 2019.

   - Fondazione Sicilia Film Commission (n. 612)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 14 ottobre 2019.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Riforma della legge regionale 8 novembre 2018, n. 39 - Requisiti
  per l'apertura e l'esercizio di case di cura private sul territorio
  della Regione siciliana (n. 613)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 17 ottobre 2019.

   -  Sanzioni per la violazione degli obblighi derivanti in  materia
  di tutela dei rischi causati dall'uso dell'amianto (n. 614)
   Di iniziativa parlamentare
   Inviato il 17 ottobre 2019.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC/2014/2020.  Patto  per  il  Sud  della  Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco  degli interventi della  deliberazione  della
  Giunta  regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B.  Intervento
  strategico:  Impiantistica sportiva' (n. 66/II-UE).
   Pervenuto in data 11 ottobre 2019.
   Inviato in data 14 ottobre 2019.

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione  siciliana.
  Atto  modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
  Regione  siciliana  ed  il  Ministro  per  il  Sud  e  la  coesione
  territoriale.  Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato  B  del
  Patto  -  Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del  3  gennaio
  2019.  Area tematica  Ambiente' Tema prioritario 2.1  Gestione  dei
  rifiuti   urbani'.  Intervento  strategico:   Acqua  e  rifiuti   -
  Impiantistica trattamento rifiuti' (n. 67/II-UE).
   Pervenuto in data 11 ottobre 2019.
   Inviato in data 14 ottobre 2019.

            Comunicazione di ritiro di richieste di parere

   Si  comunica  che il Presidente della Regione con  nota  prot.  n.
  6911/SG.LEG.PG.  del 16 ottobre 2019, ha ritirato le  richieste  di
  parere  n.  59   Ente Parco fluviale dell'Alcantara -  Designazione
  Presidente ,   n.   60    Ente  Parco  dell'Etna   -   Designazione
  Presidente ,   n.  61   Ente  Parco  dei  Nebrodi  -   Designazione
  Presidente   e  n.  62   Ente Parco delle  Madonie  -  Designazione
  Presidente , presentate in data 23 agosto 2019.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunica che la Commissione  Salute, Servizi sociali e sanitari
  (VI)'  nella  seduta  n. 128 dell'8 ottobre 2019  ha  approvato  la
  risoluzione   Atto di indirizzo in ordine agli atti aziendali'  (n.
  14/VI).

       Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
               del Presidente del Consiglio dei Ministri

   Si  comunica  che  il Presidente del Consiglio dei  Ministri,  con
  ricorso  del  7  ottobre 2019, ha impugnato la  legge  regionale  6
  agosto 2019, n. 14  Collegato alla legge di stabilità regionale per
  l'anno  2019  in materia di pubblica amministrazione  e  personale.
  Interventi   in   favore  dell'aeroporto  di  Trapani   Birgi ,   e
  precisamente gli articoli 3, 7 e 11 per contrasto con gli  articoli
  81  e  117, comma 2, lettera e) della Costituzione nonché  con  gli
  articoli  14  e  17  dello Statuto della Regione  siciliana  e  con
  l'articolo 17 della legge n. 196/2009 quale norma interposta.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1078  - Urgenti iniziative in relazione ai danni arrecati  dal
  proliferare  di  ghiri,  cimici, suini  selvatici  e  cinghiali  al
  comparto corilicolo nei Comuni dei Nebrodi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Calderone Tommaso A.; Gallo Riccardo

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolta al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  1081  -  Iniziative  per assicurare la copertura  di  rete  di
  telecomunicazione 5G in Sicilia.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De Domenico Francesco

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1073  - Interventi in merito a denunciati disservizi presso  i
  centri  di  vaccinazione  dell'Asp di Palermo  e,  in  particolare,
  presso  il  Centro di vaccinazione del Comune di San Giuseppe  Jato
  (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N. 1074 - Notizie sul ventilato rilancio dell'Ospedale Madonna SS.
  dell'Alto di Petralia Sottana (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N.  1075  - Precisazioni  in  merito  allo  stato  di applicazione
  dell'articolo 5 della legge regionale 26 giugno 2015 n. 11, recante
  'Norme  in  materia  di  consigli circoscrizionali'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Sunseri  Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio

   N.  1076  - Misure di contrasto alla diffusione del 'Tomato  brown
  rugose fruit virus (TBRFV o ToBRFV)'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Cannata Rossana

   N.  1077  - Chiarimenti sulle iniziative per contrastare il  'caro
  voli'   e   sollecito  per  il  riconoscimento   della   continuità
  territoriale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Galvagno Gaetano; Cannata Rossana

   N.   1079  -  Chiarimenti  in  merito  alle  criticità  più  volte
  denunciate,  inerenti  al  mancato  funzionamento  dei  dispositivi
  elettromedicali  per la risonanza magnetica presso  l'Ospedale  dei
  Bambini 'Giovanni Di Cristina' di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Caro  Giovanni;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N.  1080  - Interventi urgenti sulla strada statale 121 'Catanese'
  all'altezza dello svincolo della zona industriale di Piano Tavola.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Zitelli Giuseppe; Bulla Giovanni

   N. 1082 - Chiarimenti circa l'esclusione del P.O. di Sciacca dalla
  Rete  siciliana 'Stroke unit' per i pazienti con sospetta  ischemia
  cerebrale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Catanzaro Michele

   N.  1083 - Interventi per scongiurare la sospensione dell'attività
  del punto nascite presso il P.O. di Sant'Agata di Militello (ME).
   - Assessore Salute
   Fava Claudio

   N. 1084 - Interventi finalizzati all'eliminazione delle differenze
  di  inquadramento  e  di  trattamento giuridico  ed  economico  del
  personale  dell'ex  ARRA a seguito dell'ordine  del  giorno  n.  32
  accolto dal Governo come raccomandazione.
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Aricò Alessandro

   N.  1085 - Iniziative per potenziare la pianta organica e il parco
  mezzi del Comando provinciale di Catania dei Vigili del fuoco.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Bulla Giovanni

   N. 1086 - Misure urgenti ai fini dell'applicazione della normativa
  in  materia di rotazione dei vicedirigenti delle Aziende  sanitarie
  regionali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo
   N.  1087  -  Misure  finalizzate a garantire l'applicazione  della
  normativa  in  materia di assegnazione di personale  medico  con  o
  senza responsabilità di direzione di presidio ospedaliero.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo

   N.  1088 - Chiarimenti in merito alle scelte aziendali dell'ASP di
  Trapani  riguardo ai reparti  ospedalieri complessi di pediatria  e
  rianimazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Tancredi Sergio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Sunseri
  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  204  -  Verifiche sulla proposta di rimodulazione dell'ASP  di
  Catania.
   - Assessore Salute
   Barbagallo   Anthony  Emanuele;  Arancio  Giuseppe  Concetto;   De
  Domenico Francesco

   N. 205 - Iniziative da adottare in materia finanziaria.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Lupo Giuseppe

   N.  206  -  Chiarimenti circa la mancata esecuzione  dell'atto  di
  indirizzo politico approvato dall'Aula con ordine del giorno n.  60
  del 7 agosto 2018.
   - Presidente Regione
   Lupo Giuseppe; Catanzaro Michele

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  288  -  Istituzione  della Riserva naturale  orientata  'Punta
  Bianca' di Agrigento.
   Di  Caro  Giovanni;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio
   Presentata il 17/10/19

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritta ad interrogazione