Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.16
GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Galvagno sarà in missione dal 2 al 6 dicembre 2019;
- l'on. Compagnone sarà in missione dal 12 al 13 dicembre 2019
-l'on. Dipasquale sarà in missione l'8 novembre 2019.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riforma degli
ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione
integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A)
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
deputati, con piacere saluto l'approdo in Aula del disegno di legge
di riforma del sistema dei rifiuti in Sicilia. Iniziativa
governativa che ha visto, tuttavia, impegnate le Commissioni di
merito, e in particolare la IV Commissione, con un appassionato
dibattito che ha coinvolto tutti i Gruppi politici. Perché di
particolare importanza il tema, perché la proposta del Governo mira
a dare un assetto - si spera - definitivo a fronte di una costante
crisi che prima di essere congiunturale è strutturale, i cui
effetti sono sotto gli occhi di tutti.
Diciamo subito che in questo dibattito non si avverte la necessità
di approfondire i singoli temi essendo sufficientemente stati
oggetto di analisi e di confronto da parte dei rappresentanti in
Commissione. Lasciatemi sottolineare - lo faccio con tanto piacere
-, gli aspetti che il Governo ritiene essenziali, ringraziando
intanto per il lavoro svolto, l'assessore Albero Pierobon che ci ha
messo tutta la passione e la competenza di cui dispone e la
Commissione Territorio' con la sua presidente, onorevole Savarino,
per il lavoro quasi ai limiti della pignoleria che ha voluto
condurre, ma grazie davvero a tutti i Gruppi parlamentari, nessuno
escluso.
In linea generale la riforma che abbiamo proposto ci riallinea
allo schema nazionale, gli ambiti provinciali, almeno sul piano
dell'organizzazione territoriale. Ci siamo rifatti alle indicazioni
fornite dal Ministero dell'ambiente che in maniera chiara e
inequivocabile richiama il legislatore regionale sulla necessità di
evitare la polverizzazione degli ambiti e in particolare nella
circolare del 31 maggio 2016 dice testualmente che: I contenuti
del disegno di legge dovranno individuare ambiti territoriali di
affidamento preferibilmente di dimensione ultra-provinciale
quindi, si ritiene che la dimensione provinciale possa rivelarsi
addirittura insufficiente.
Noi partiamo dalla convinzione che nove ambiti territoriali,
corrispondenti alle altrettante provincie prefettizie, siano lo
spazio più ragionevole per determinare una responsabilizzazione
delle popolazioni locali per evitare che i camion e gli
autocompattatori debbano ancora continuare ad attraversare la
Sicilia da una punta all'altra dell'isola, con aggravio di spese,
naturalmente sulla pelle e sulle tasche dei cittadini.
Questo disegno di legge, dopo tutto, riprende gli spunti più
significativi della legge 9 del 2010, una legge che nello spirito
voleva apportare una razionale pianificazione della politica dei
rifiuti in Sicilia e che poi nella fase operativa ha incontrato
ostacoli che si sono poi rivelati insuperabili tanto da costringere
la magistratura contabile a definire inapplicabile quella legge, la
legge vigente.
Traendo lo spunto dai passi più significativi della legge 9 noi
pensiamo di proporre gli ambiti territoriali in quanto enti
pubblici che possano assicurare l'interesse di tutti nella più
assoluta trasparenza invece delle società consortili - è anche
questa una richiesta che arriva dall'ANAC - ma arriva anche dalla
Corte dei conti e in questo senso noi ci siamo mossi.
La legge che proponiamo prevede sì gli ambiti territoriali ma
prevede anche il recupero di alcune società all'interno delle
realtà provinciali che abbiano dimostrato particolare virtuosismo,
particolare virtuosità, particolare competenza, particolare
capacità gestionale e pensiamo di prevederle con la cosiddetta sag
i Sub ambiti gestionali. Abbiamo previsto, come è noto ai colleghi
deputati, anche la possibilità di salvaguardare i livelli
occupazionali e forse è questo il tema che ha creato maggiore
preoccupazione nell'Aula, fra i Gruppi parlamentari. Anche qui
abbiamo visto e rivisto mille volte la norma iniziale che in parte
non rendeva giustizia, sul piano della chiarezza lessicale, il
proposito del Governo. Stiamo parlando dell'articolo 16 e
dell'articolo 24. Noi riteniamo che si renda necessaria una
riscrittura - cosa che faremo non appena arriveremo alla
trattazione dell'articolo - che preveda la trasformazione delle
S.R.R. in società in-house della Ada, dell'Autorità d'Ambito,
apposta finalizzate alla tutela del personale dipendente, di tutto
il personale dipendente.
Nella formulazione definitiva di questa norma - naturalmente ci
possiamo benissimo confrontare anche d'intesa con gli Uffici per
evitare imperfezioni e perché possa essere formulata nella maniera
più corretta - sostanzialmente l'obiettivo del Governo è quello di
porre fine a questo lento ma inesorabile calvario, certo non sarà
la legge di riforma che potrà risolvere i problemi della emergenza
rifiuti in Sicilia, servirà un diverso coinvolgimento degli enti
locali, servirà a responsabilizzare il cittadino utente, ma
soprattutto serviranno gli impianti, i nuovi impianti.
Ormai è assodato: in Sicilia per realizzare un impianto di rifiuti
servono da cinque a otto anni, con tempi stabiliti in maniera
assolutamente oggettiva e ce lo ha dimostrato anche il Commissario
Lupo, nominato dal precedente Governo, quando nel 2013-2014 venne
chiamato a dare vita ad alcuni impianti pubblici, impianti il cui
processo e procedimento si è concluso soltanto sotto questo Governo
con l'incalzante attenzione e sollecitazione di questo Governo.
La necessità che si impone è quella di capire se c'è davvero la
volontà di realizzare impianti pubblici in Sicilia. Noi ci abbiamo
provato, e ci abbiamo provato nella Sicilia occidentale ed in
quella orientale, ma soprattutto ci abbiamo provato pensando di
ridurre la quantità di rifiuti che arrivano nelle discariche
private, e grazie alla responsabilità dei sindaci e dei cittadini
dei loro comuni la raccolta differenziata, sotto questo Governo, è
passata dal circa 20% del 2017 all'attuale circa 40%. Ha comportato
una riduzione di indifferenziato dall'80% al 60%. Se volessimo
tradurre in termini numerici questa riduzione potremmo dire che
nelle casse degli imprenditori privati, in questo ultimo anno, sono
entrati 56 milioni in meno grazie alla differenziata, i cui livelli
potrebbero certamente aumentare se non ci fosse il crollo delle tre
città metropolitane: Palermo, Catania e Messina, dove, al di là di
qualche buona volontà che va sottolineata e va certamente
incoraggiata, le percentuali rimangono ancora basse; ma ci sono
comuni che lambiscono l'80 per cento, il 78 per cento, il 75 per
cento, cifre inimmaginabili due, tre, quattro anni fa.
Sugli impianti per il trattamento organico dei rifiuti abbiamo
riavviato quello di Ragusa, che già esisteva, abbiamo appena
consegnato all'impresa i lavori per l'impianto di Vittoria, sempre
nel ragusano, e potremmo dire che già questi due impianti
potrebbero sostanzialmente rendere autonoma quella provincia, anche
se noi non escludiamo l'idea di potere realizzare un nuovo
impianto.
Altri impianti finanziati o in corso di progettazione, penso a
quello di Ragusa, di Ravanusa scusate, con il biogas, a
Casteltermini, a Calatafimi, proprio dove doveva sorgere l'impianto
di Arata, non so se ricordano i colleghi deputati.
In questi due anni abbiamo vigilato e sollecitato perché
entrassero in funzione gli impianti di Enna, di Ragusa, di Gela,
sono stati consegnati alle società di gestione le quali non
nascondono serie difficoltà per poterli gestire in maniera
continuativa, segno evidente anche che il modello SRR non funziona
anche dove l'impianto è funzionante.
Abbiamo lavorato per nuovi impianti e nuove vasche pubbliche:
quella di Bellolampo, per esempio, è stata già finalmente
autorizzata dopo una lunga e snervante procedura, dovrà mettere
fine ai disagi della città capoluogo regionale e della sua
provincia, i due impianti di Trapani, un impianto a Sciacca abbiamo
recuperato, che era giacente da diversi anni, e un'altra vasca a
Castellana.
A Caltagirone si è già avviato un dialogo con quella società di
gestione per ampliare l'impianto capace di potere ospitare altre
decine di migliaia di tonnellate di rifiuti.
Sulla Sicilia occidentale, quindi, noi pensiamo di potere
attivare, e in parte lo abbiamo già fatto con i progetti esecutivi,
almeno 3-4 impianti pubblici che debbono operare in concorrenza
leale e sana con gli impianti privati.
La situazione nella Sicilia orientale è leggermente diversa; c'era
l'impianto pubblico-privato di Mazzarrà Sant'Andrea che è stato
coinvolto e investito in una pesante vicenda giudiziaria, ma da
alcune istituzioni del territorio ci arriva la disponibilità di una
società privata per l'attivazione di un impianto proprio nei pressi
di Mazzarrà Sant'Andrea, stiamo verificando la percorribilità di
questa disponibilità, ma naturalmente servono almeno un altro sito
e un altro grosso impianto in provincia di Messina.
Situazione analoga in provincia di Catania dove operano i più
grossi impianti privati, perché finora non si è trovato il tempo e
il modo - parlo dei decenni passati - di potere intervenire per
realizzare impianti pubblici; solo nella Sicilia orientale, pensate
che i privati lavorano e ricevono il 70 per cento dei rifiuti di
tutta l'Isola.
Abbiamo provveduto a fare quello che la legge ci impone di fare:
diffidare le SRR a individuare un nuovo sito per realizzare gli
impianti. Li abbiamo prima diffidati verbalmente e, poi, per
iscritto. Hanno risposto, ma in maniera elusiva ed evasiva, senza
indicare alcun sito e senza dire con chiarezza di voler adoperarsi
per realizzare un impianto pubblico, s'intende, a spese della
Regione. Alla scadenza della diffida, 31 agosto, naturalmente con
risposte evasive noi ci siamo resi conto della necessità di dover
intervenire direttamente.
Abbiamo nominato un commissario ad acta che avrà il compito di
individuare almeno due siti, almeno due siti nella Sicilia
orientale, per realizzarvi impianti pubblici per il trattamento dei
rifiuti.
Ecco, sostanzialmente l'obiettivo è chiaro, è quello di sottrarre
la politica dei rifiuti in Sicilia dal controllo totale dei privati
che hanno il diritto di partecipare in un libero mercato, ma hanno
il dovere di farlo confrontandosi con una altrettanto presenza di
impianti pubblici e, soprattutto, sotto la costante vigilanza della
Regione.
Noi dobbiamo tagliare le unghia alla criminalità organizzata che
guarda al settore dei rifiuti con particolare attenzione, come le
cronache negli ultimi anni hanno dimostrato ampiamente, ampiamente.
E la discontinuità col passato passa attraverso il coraggio, la
volontà, la efficienza nel creare o nell'individuare nuovi siti in
cui realizzare impianti pubblici che vadano dalle 50 mila alle 100
mila tonnellate.
Parlo di misure minime per rendere economicamente accettabile la
realizzazione ed il costo dell'impianto.
Questo lo sfondo sul quale si muove il nostro disegno di legge.
Come ricordate il Ministero ci chiese di indicare alcuni
interventi, noi chiedevamo poteri speciali - come avviene dal 1999
in Sicilia - e, invece, l'unico potere speciale era quello di
ridurre di dieci giorni la durata per la pubblicazione di un bando.
L'unico, tutto qua, il potere speciale riconosciuto al Presidente
della Regione. Tanto che sono andato dal Ministro per dire: se
serve, io questo ve lo concedo, ve lo restituisco questo potere
speciale perché davvero non serve assolutamente a nulla .
Abbiamo, in quegli impianti, avviato la difficile fase della
progettazione e dell'autorizzazione; ci vorranno altri quattro,
cinque anni per realizzare gli impianti, ma l'importante è
cominciare.
Se poi, per miracolo, dal Governo nazionale dovessero arrivare
deroghe speciale per consentirci di realizzare tre, quattro
impianti pubblici nello spazio di pochi anni ne saremmo tutti
felici. Non è un problema di risorsa finanziaria, è un problema di
norme e di regole procedurali, snervanti e asfissianti.
Questo lo sfondo. Il nostro disegno di legge, è chiaro, non è un
Vangelo. E' un primo - neanche coraggioso, facciamo solo il nostro
dovere - un primo tentativo di potere finalmente, recuperando il
meglio dello spirito della legge n. 9 del 2010, offrire un
articolato disegno di legge che possa soddisfare i comuni, le
comunità locali, possa, soprattutto, consentire alla Sicilia di
rimettersi, da questo punto di vista, con le carte in regola.
Non essendo un Vangelo - perché solo il Vangelo è immutabile,
naturalmente per i credenti - questo disegno di legge si offre al
confronto di tutti i Gruppi parlamentari.
Pensavamo e pensavo che il lungo esame e analitico esame nella
Commissione presieduta dall'onorevole Savarino bastasse per potere
determinare una convergenza, o la ricerca di una convergenza, con
tutti i Gruppi parlamentari. Così non è stato. E mi ero permesso di
invitare i rappresentanti dei Gruppi parlamentari ad un confronto
istituzionale, preliminare a questo confronto in Aula, per
accorciare i tempi, che sono il nostro ennesimo nemico.
Assieme alla criminalità organizzata il nemico di questa Regione è
il tempo, perché il tempo è stato il principale complice, in lunghi
anni, per giustificare una condizione di emergenza, in nome della
quale si sono fatte ignobili porcherie. Dobbiamo uscire
dall'emergenza.
Questo disegno di legge si offre al confronto con tutti i Gruppi
parlamentari. Tutto quello che c'è da migliorare lo miglioreremo.
L'Aula è il luogo maggiormente deputato a poterlo fare. Non siamo
affezionati a nessuna norma in particolare. Certo, ci dispiacerebbe
se l'impianto col quale è stato concepito questo disegno di legge,
in linea con le indicazioni del Ministero dell'ambiente, dell'ANAC
e della Corte dei conti, della Magistratura contabile, potesse
almeno salvaguardare l'impianto degli otto ambiti, che debbono
essere di natura pubblica, dei nove ambiti; e la possibilità di
potere salvaguardare fino all'ultimo dei lavoratori che hanno
svolto e continuano a svolgere la loro attività - parlo dei
lavoratori e parlo degli amministrativi -. Su questo fronte
naturalmente possiamo confrontarci quanto vogliamo, sperando che
finalmente si riesca a dare un segnale forte, affinché chi oggi
milita nel partito del perditempo e nel partito della
rassegnazione - che è un partito fuori da questo Palazzo, ma che
fa tanti iscritti al di fuori di questo Palazzo - quel partito oggi
o nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, possa ricevere
una sonora risposta, che è quella di un Parlamento, e quindi di un
Governo, che sui temi assolutamente prioritari sa trovare il senso
della propria ragione, del proprio ruolo e della propria
responsabilità.
Per questo, signor Presidente, io sono convinto che il dibattito e
il confronto in Aula possa portare ad una convergenza, certamente
la più ampia possibile, voglio sperare unanime. Grazie.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Sunseri e Pellegrino hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
49-76-179-267/A
PRESIDENTE. Si passa alla discussione generale.
Sull'ordine dei lavori
CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
Presidente Musumeci, ho ascoltato con molta attenzione la sua
relazione introduttiva e proprio sull'ordine dei lavori volevo
rappresentarle alcune cose.
Il Movimento Cinque Stelle ha rifiutato, diciamo garbatamente, il
suo cortese invito, non perché si volesse sottrarre a un confronto
con il Presidente della Regione, ma perché ha sempre ritenuto - e
questo lo ha dichiarato più volte, non solo da questo scranno, ma
anche attraverso la stampa - che il luogo istituzionalmente
deputato al confronto tra Presidente, Governo e deputati è quello
della Commissione IV, dove a seguito di un lungo travaglio è stato
partorito questo testo.
Ora, Presidente, mi creda, io sono convinto che non ci sia nessun
deputato in quest'Aula che non abbia la volontà unanime di
risolvere il problema dei rifiuti. Su questo, Presidente, ci
mettiamo la mano sul fuoco e ci schieriamo dalla sua parte da
questo punto vista. Però, Presidente, come facciamo ad affrontare
in Aula un percorso che già è nato in maniera travagliata in
Commissione, che oggi, dopo la discussione generale, ci vedrebbe
discutere decine di emendamenti, alcuni dei quali sono anche del
Governo?
Allora io dico, Presidente - e qua rivolgo al Parlamento una
richiesta ufficiale - quello che le propongo è un cambio di passo e
un metodo diverso nell'affrontare questo problema e le chiedo,
quindi chiedo al Parlamento, che questo testo possa ritornare in
Commissione, che in Commissione si riaffronti serenamente una
discussione a 360 gradi con tutti i deputati che rappresentano il
Parlamento e, a seguito di questo confronto sereno all'interno
della Commissione, poi si ritorni in Aula con un testo quanto più
condiviso possibile.
Perché, Presidente, io non lo so quale sarà l'esito della
discussione di questi emendamenti, se davvero come scopo abbiamo
quello di risolvere definitivamente il problema dei rifiuti o
quanto meno di provarci, e mi creda, Presidente, glielo chiedo
sommessamente non c'è alcuna volontà dilatoria da parte del
Movimento Cinque Stelle, siamo consapevoli che il momento è
eccezionale, siamo consapevoli che si debba agire nel più breve
tempo possibile e con tutta la celerità che questo Parlamento deve
imprimere a questo nodo cruciale che, ahimè, ci vede tutti vittime
e tutti carnefici di questa bruttissima situazione; ma - ripeto,
Presidente - il percorso che si sta avviando non può essere
condiviso. Il percorso che si sta avviando deve ritornare indietro.
Ed allora, da questo punto di vista, Presidente, ripeto, mi
aspetto un atto di buona volontà da questo Parlamento. Io chiedo al
Presidente Di Mauro di mettere in votazione la mia richiesta cioè
che il testo ritorni in Commissione e che in Commissione si
riaffronti - ripeto, con la serenità dovuta - questo testo di
riforma. Poi, Presidente, voi avete la vostra impostazione,
assolutamente legittima e tutta la responsabilità nel portarla
avanti, noi abbiamo una visione differente, ma qui non voglio
entrare, Presidente, nel merito del disegno di legge, è la mia una
proposta di un metodo diverso per giungere ad un risultato
condiviso.
Pertanto, Presidente Di Mauro, io formalizzo la mia richiesta di
rinvio del testo in Commissione.
PRESIDENTE. Sulla richiesta di rinvio in Commissione del disegno
di legge possono intervenire un deputato a favore ed uno deputato
contro.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare a favore della richiesta
dell'onorevole Cappello.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
intanto, finalmente facciamo una discussione generale su questo
disegno di legge che è all'ordine del giorno da qualche settimana,
ora c'è questa questione pregiudiziale ma credo che è un confronto
che i siciliani si attendono.
Il Partito Democratico, sia in Commissione ma anche fuori dalla
Commissione pubblicamente, ha definito questo disegno di legge
contorto, illogico, lacunoso, se è vero, come è vero, che il testo
ancora oggi, dopo l'esame e l'approvazione della Commissione,
presenta 40 emendamenti a firma dello stesso Governo, 700 da parte
di tutte le forze parlamentari ed è un disegno di legge che non
affronta le questioni relative alla esecuzione dell'appalto e agli
aspetti economici su cui interverrò meglio successivamente.
All'inizio di questa Legislatura la Corte dei conti con il
rendiconto del 2017, a pagina 27, evidenziò due cose. La prima, che
andava modificata la natura giuridica delle SRR ritenendo opportuna
la natura pubblica perché garantiva un migliore esercizio dei
poteri di autotutela e garantiva anche meglio la partecipazione dei
comuni nell'autorità di gestione e dall'altro il numero degli
ambiti. Presidente, la Corte dei conti ha ritenuto che siano
sufficienti ambiti non superiori a cinque; quindi, questo è il
primo motivo di differenziazione rispetto al testo del Governo.
Peraltro, è la posizione del Partito Democratico non soltanto a
livello nazionale nei due Governi, Renzi e Gentiloni, ma anche nel
disegno di legge del Governo nella scorsa Legislatura.
La cosa che ci preoccupa di più e che abbiamo proposto di
risolvere con l'emendamento 15.22 è che noi riteniamo che il
sistema, l'attuale sistema, non sia in grado di sopportare un
ulteriore passaggio di consegne. La chiusura delle attuali SRR, la
nuova perimetrazione delle nuove ADA, la nuova elezione degli
organi, la nuova aggiudicazione e definizione degli appalti, è un
sistema e una previsione che manderebbe la Sicilia al collasso,
Assessore. L'abbiamo ribadito più volte e c'è stato risposto
seccamente sempre di no e in Commissione c'è stato un gioco di
forza, signor Presidente, per fare valere la legge dei numeri.
Credo che siano altre le ragioni da far valere e bisogna far valere
il buon senso.
Tenga presente, onorevole Presidente della Regione, che in questo
momento ci sono in Sicilia 260 ARO. Su 260 ARO ben 103 sono mono-
comune. Su 260, per i dati a disposizione del Partito Democratico
abbiamo ben 170 aggiudicazioni e 170 aggiudicatari diversi. Quindi,
la norma prevista dal testo del disegno di legge all'articolo 36 e
37, signor Assessore, è fuori dal mondo. Non possiamo intervenire
sul quelle esecuzioni in corso che sono per altro settennali,
scadrebbero nel 2025. Significa alimentare contenzioso, creare
risarcimento dei danni, addossare debiti ulteriori sui comuni che
già soffrono una situazione drammatica.
Abbiamo più volte proposto una soluzione diversa. Ed è su questo
che vanno concentrate le forze.
Signor Presidente, noi siamo per risolvere questo problema e
l'avremmo voluto risolvere il primo giorno. Sarebbe stato più
logico prevedere, come abbiamo fatto per l'autorità di bacino, che
questa Assemblea ha approvato, alla fine, con un largo consenso
alla prima finanziaria, bisognava fare un emendamento che
riguardava i rifiuti, prevedendo il passaggio dalle SRR pubbliche a
quelle private e l'individuazione delle ATO in numero non più di 5.
Queste erano le uniche cose da fare e abbiamo perso due anni. Siamo
quasi a metà della Legislatura e ancora ci aggrovigliamo su un
testo che è pure difficile da leggere. Non tutti i colleghi hanno
avuto la possibilità di leggerlo per tempo, qualcuno che l'ha letto
per la prima volta oggi è saltato pure in aria perché è difficile
da leggere anche come organizzazione complessiva.
L'altra questione: sui debiti. In questo momento, come
quantificato dalla Corte dei conti il vecchio debito delle ATO
ammonta ad 1 miliardo 789 milioni che naturalmente, per essere
chiari, perché più volte quest'Aula ha affrontato il tema del
disavanzo della Regione Sono 15 minuti, onorevole Aricò, non si
preoccupi, anche per lei ci saranno 15 minuti, siamo in tema di
discussione generale.
PRESIDENTE. Siamo in tema di argomentazione della proposta di
rinvio in Commissione.
BARBAGALLO. Dicevo, su 1 miliardo 789 milioni che è una voce
soppressa nell'ambito del disavanzo della Regione va aggiunta, per
essere chiari, a 7 miliardi e 300 milioni di debiti, no? Ed è 1
miliardo 789 milioni di cui questa Assemblea si deve occupare, nel
rapporto con il Governo nazionale, nel rapporto sui trasferimenti
dei comuni.
Noi abbiamo proposto un articolo aggiuntivo che affronta il tema.
Mi dispiace che l'Ufficio per il coordinamento dell'attività
legislativa non ha ritenuto di inserirlo nel testo degli
emendamenti, avendo inserito altri emendamenti aggiuntivi come
quelli del Governo, ed è una proposta di risoluzione per non
lasciare i comuni soli perché i commissari liquidatori delle ATO
stanno convocando i comuni soci in questi giorni.
Io ricordo quello del mio comune di residenza dove la vecchia
Simeto ambiente ha 100 milioni di euro di debiti e sta convocando i
comuni soci per definire la ripartizione dei debiti, ma la stessa
cosa vale per Ionica ambiente, per Aciambiente, per Trapani,
Messina, per tutta
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, io la invito
BARBAGALLO. Vado alla conclusione, signor Presidente.
PRESIDENTE. No, no. Poi, interverrà in sede di discussione
generale che durerà secondo i tempi che sono stati consentiti dalla
Conferenza dei Capigruppo. Concluda sulla posizione.
BARBAGALLO. Sul 19, comma 2, che è un altro emendamento importante
che riguarda i 150 milioni di euro di residui passivi accertati
dalla Corte dei conti, anche su questo aspetto la Commissione
Bilancio non ha approvato il nostro emendamento che è allegato al
testo aggiuntivo.
L'ultima cosa, e chiudo, e per questo noi chiediamo il rinvio del
testo in Commissione. Signor Presidente, sull'esecuzione
dell'appalto. Noi siamo rimasti stupiti dal fatto che non sia stato
approvata in Commissione fino adesso la proposta del Partito
Democratico di prevedere il divieto di subappalto. E' singolare
che ancora oggi nessuno voglia affrontare questa questione.
Ci sono fenomeni strani per cui alcune ditte continuano ad
eseguire nello stesso territorio appalto anche se cambia
l'aggiudicatario. Cambia l'aggiudicatario ma il subappaltatore è
sempre lo stesso.
Così come urge, Assessore Falcone, una centrale unica di
committenza sui rifiuti per evitare questo eccessivo frazionamento
degli appalti sui rifiuti che guarda caso dagli Urega vengono messi
in coda perché l'appalto unico per i rifiuti viene messo in coda
nel frattempo continuano le gare ponte o le gare ad aggiudicatari
dove partecipano meno di 3 persone per gara.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si avvii alla conclusione.
BARBAGALLO. E' un fatto grave che abbiamo più volte evidenziato in
Commissione su cui auspichiamo che il testo che arriva in Aula
dovrebbe prevedere emendamenti e previsioni certe.
PRESIDENTE. Lei ovviamente è a favore della proposta
dell'onorevole Cappello.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare contro la proposta dell'onorevole Cappello.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, io sono contro la proposta dell'onorevole Cappello non
perché mi sottragga ad un ulteriore confronto. Come è stato
ribadito da più parti, questa Commissione ha lungamente dibattuto e
si è confrontata su questo disegno di legge sapendo di dover
affrontare un tema delicatissimo. Stamattina abbiamo celebrato la
ventinovesima seduta sul tema, quindi tutto si può dire tranne che
ci siamo tirati indietro sul confronto.
E siamo e continuiamo ad essere disponibili anche ad ulteriori
confronti su alcune riscritture che anche stamattina è emerso che
per meglio specificare alcuni temi che sono già a mio avviso
risolti nel disegno di legge, ma che probabilmente hanno dato e
possono dare adito a equivoci, quindi abbiamo chiesto agli Uffici
sia del Dipartimento che dell'Assemblea, di riscrivere, modulare
meglio alcuni temi nell'articolo 16, nell'articolo 24 e anche
l'articolo proposto proprio adesso dall'onorevole Barbagallo e che
noi in Commissione abbiamo positivamente recepito, cioè quello
sulle CUC e sui subappalti.
Bisogna stare attenti alla normativa dei subappalti anche se
l'onorevole Barbagallo dovrebbe fare un mea culpa perché è proprio
negli ARO che si sono creati le maggiori disfunzioni e i maggiori
appalti dubbi come ci sono stati segnalati in Commissione più volte
addirittura società che sono nate la settimana prima rispetto alle
gare che facevano in ARO i Comuni. Quindi, stiamo parlando di
atrocità che hanno, come sappiamo, alzato i costi in maniera
esponenziale al cittadino queste gestioni in ARO, che sono storture
che possiamo evitare che si protraggano in futuro ma che certamente
non possiamo intervenire sui contratti in essere perché altrimenti
faremmo una illegittimità e, quindi, in questo la norma è chiara.
Non possiamo introdurci su contratti che sono in essere, ma
possiamo evitare che ne nascono altri o che subentrino altre
storture di queste genere.
Ora, noi lo diceva anche il Presidente, siamo stati disponibili a
trattare su tutto, su tutto, premesso, onorevole Cappello, che le
ricordo che il testo del disegno di legge base del Governo era
praticamente identico al testo che avevate presentato voi; sì, un
paio di piccoli distinguo, il Presidente Musumeci riteneva che gli
ADA dovessero essere nove e li chiamava ADA e voi ritenevate che
dovessero essere cinque. Ma, detto questo, l'impianto normativo del
disegno di legge del Governo era praticamente identico
all'impostazione che avevate dato voi, che peraltro è in linea,
come diceva il Presidente, con le indicazioni che ci vengono dal
Governo nazionale, dalla Corte dei conti e dell'anticorruzione cioè
ridurre le organizzazioni territoriali che si occupano di gestione
dei rifiuti e, quindi, siano cinque o nove ma ridurle rispetto alle
18 più 27 ex ATO che ci sono adesso.
Quindi, ridurle e renderli enti pubblici in linea con tutte le
altre Regioni d'Italia, perché quando sono enti pubblici gli enti
che si occupano del controllo, della pianificazione,
dell'organizzazione del sistema dei rifiuti c'è una possibilità di
maggiore trasparenza, maggiore controllo e anche potere sostitutivo
da parte della Regione. Perché dice bene il Presidente a
sottolineare il fatto che in alcune SRR ad oggi non sono stati
individuati i luoghi dove fare impianti pubblici. Cioè, il
Presidente Musumeci ha i soldi per finanziare impianti pubblici, ha
ripescato progetti che giacevano nei cassetti della Regione da 5/8
anni di impianti pubblici, li ha ripescati, li ha fatti aggiornare
e sono a finanziamento, ma in alcune SRR invece non c'era niente
non individuano neanche dove allocarli. Ora manderà un Commissario,
ma abbiamo anche il dubbio che questo Commissario possa avere
chissà quali poteri incisivi, perché sono società consortili, non
sono enti pubblici. Con un ente pubblico il potere sostitutivo è
totale, quindi hai una possibilità di controllo e di ingerenza
maggiore, oltre che maggiore trasparenza.
E' chiaro che nessuno vuole toccare i dipendenti, e non saranno
toccati. Se questa norma che, articolo 16, articolo 24, articolo
35, ha bisogno di piccoli aggiustamenti, perché questo sia chiaro,
anche e sereno, da leggere all'esterno, lo faremo, lo stiamo
facendo, lo studio gli Uffici lo stanno facendo, ma andiamo avanti.
Intanto cominciamo, intanto andiamo avanti, sempre nello spirito di
ascolto e di convergenza, ma con quel punto cruciale su cui non si
torna indietro, che sono le richieste che ci vengono, e pocanzi
abbiamo ribadito, dalla normativa nazionale e dal codice
dell'ambiente e dall'anticorruzione.
Per questo io dico andiamo avanti, sui temi specifici abbiamo già
ulteriormente esaminato gli emendamenti, e su alcuni vostri abbiamo
dato parere positivo, ma se poi, onorevole Cappello, ci si ritrova
ad affrontare emendamenti soppressivi presentati dai Cinque Stelle
su articoli della legge che sono di recepimento, di vostri vecchi
emendamenti, c'è qualcosa che non torna.
Quindi c'è un corto circuito che si è creato nella lettura che voi
avete dato al testo attuale, oppure una lettura politica, questo mi
dispiace, perché - ripeto - l'impostazione iniziale era
assolutamente identica, e se poi il testo è cambiato e l'Assessore
ha dovuto presentare alcuni emendamenti per aggiustarlo è perché
abbiamo recepito istanza dalle opposizioni, non perché ce li siamo
inventati, perché in Commissione abbiamo cercato di recepire quanto
più possibile istanze dalle opposizioni, però ora io ritengo che
sia il caso di andare avanti.
Congedo
PRESIDENTE. Ha chiesto congedo per la giornata odierna l'onorevole
Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
290-49-76-179-267/A
Votazione della proposta di rinvio in Commissione
del disegno di legge nn. 290-49-76-179-267/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione della richiesta formulata
dall'onorevole Cappello di rinvio in Commissione del disegno di
legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
49-76-179-267/A
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
e relatore, onorevole Savarino, per svolgere la relazione.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente io ho già presentato una relazione alla quale mi
rimetto. Voglio solo sottolineare alcuni spunti che sono venuti
anche dalle sollecitazione dei colleghi.
Sul punto per esempio che ha appena sottolineato l'onorevole
Barbagallo circa i debiti pregressi degli ex ATO, il disegno di
legge si limita a riprendere, senza quindi abrogarla, la norma
proposta della legge 9, ritenendola quella giuridicamente migliore
perché, nel caso in cui ci si inserisca in maniera più diretta
nelle vicende degli ATO, abbiamo visto che ci sono state
impugnative e ci si è dovuto bloccare rispetto alle legittimità
della norma. Mi riferisco nell'ultima finanziaria, abbiamo fatto il
tentativo di operare la certificazione dei crediti, di riconoscere
la certificazione dei crediti di quanti hanno appunto imprese,
vantano tanti crediti nei confronti dell'ATO, in modo tale che
potesse essere certificato e scontata rispetto alle tasse che
pagano.
Questa norma è stata impugnata, e in maniera chiara è stato detto
che non si può fare una certificazione di quei crediti, perché gli
ATO sono società di diritto privato, quindi non sono riconosciuti
come enti pubblici. Entrare in maniera più invasiva in questa
disciplina, significa incorrere in questo tipo di legittimità, per
cui ci siamo limitati a riportare la stessa norma che voi stessi
avete ritenuto legittima votandola, della legge 9, rimettendo alla
Regione quello che può essere un compito di coordinamento.
Di più di questo non possiamo fare. Su altri punti, sollecitati
dai colleghi, ripeto, possiamo, abbiamo ritenuto stamattina in
Commissione e anche ieri nel lavoro di approfondimento che abbiamo
fatto, di accogliere diverse istanze e sollecitazioni che sono
arrivate, quelle non pretestuose, quelle che abbiano il senso,
quelle che sono, servono per migliorare il testo, così nelle prime
norme, così anche nell'articolo 14. Non si può sul 15 perché gli
Uffici ritengono che sia stato scritto in maniera giuridicamente
non perfetta. Mentre sugli articoli 16 e 24, ribadisco, noi
riteniamo che già rimettendo la possibilità che gli ADA utilizzino
le SRR come società in house per la gestione anche del servizio,
darebbe tranquillità anche al personale che adesso è negli ADA.
Eviterebbe la liquidazione e darebbe un respiro. E' una facoltà, in
questo momento nell'articolo 24.
Se volete, possiamo essere più stringenti e metterla come un
obbligo di legge. Questo potrebbe dare un percorso più sereno
rispetto alle preoccupazioni che aveva l'onorevole Barbagallo degli
ulteriori liquidazioni delle SRR.
Per il resto mi rimetto alla relazione che è agli atti. Grazie.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto
preliminarmente rilevo che formalmente noi abbiamo presentato
l'articolo sul sub-appalto però, per errore, il comma 4 non è stato
riportato dagli Uffici. Noi abbiamo previsto un subemendamento.
Riteniamo che questo tema del sub-appalto sia particolarmente
importante e quindi per noi è una questione assorbente.
Nell'ambito del suo intervento, il Presidente della Regione, ha
fatto riferimento alla questione degli impianti. Credo, signor
Presidente, che la parte che riguarda la questione degli impianti
sia opinione diffusa, la pensiamo allo stesso modo, quindi non c'è
una contestazione. Anche noi siamo per gli impianti pubblici,
certo, però, il testo sull'aspetto impianto pubblico-privato, anche
qualche lacuna la rivela.
Ad esempio, siccome c'è qualche manina che in Commissione
prevedeva impianti in zona agricola, distanza inferiore a tre
chilometri, noi per fugare ogni dubbio, abbiamo previsto
all'articolo 26, comma 3, con l'emendamento, che gli impianti si
fanno in zone industriali, come in tutte le parti del mondo.
Quindi, se qualcuno o qualche collega pensa di prevedere impianti
in zona agricola troverà la ferma opposizione del Partito
Democratico.
All'articolo 38 abbiamo posto una vecchia questione, che ormai è
d'annata, perché in questa legislatura - ma i colleghi se lo
ricorderanno - l'abbiamo trattata più volte. Noi riteniamo che il
Dipartimento sia molto oberato, e che è complicato gestire in uno
stesso Dipartimento la parte delle acque e quella dei rifiuti. Ci
abbiamo provato in questa legislatura 5-6 volte, questa credo che
sia la settima. L'emendamento, signor Presidente, è il 38.7.
Speriamo che sia la volta buona che in questa Regione e in questa
legislatura, oltre ad istituire l'autorità di bacino, riusciamo
pure a prevedere un dipartimento dell'acqua che assorba ogni tipo
di funzione.
Per quanto riguarda gli impianti credo, signor Presidente, ad
esempio nella vicenda dei CCR, dove più volte noi con alcuni atti
ispettivi, abbiamo chiesto che venisse fatto lo scorrimento della
graduatoria. E' stato fatto lo scorrimento della graduatoria solo
per due Comuni, di cui uno alla provincia di Catania, mentre gli
altri sono stati costretti con il bando che scadeva oggi a
ripresentarla.
Sarebbe stata una decisione più saggia quella di scorrere la
graduatoria, anche perché erano progetti esecutivi che giacevano in
Assessorato da tanti anni e avrebbe consentito - a proposito di
impianti - una accelerazione delle procedure. Sostanzialmente, sul
passaggio delle competenze, signor Presidente, noi attorno
all'articolo 15, punto 22, al termine della discussione generale,
sarebbe opportuno un confronto su alcune proposte. Ma perseguire su
questa impostazione sarebbe veramente drammatico.
Quindi noi siamo molto preoccupati. Anche sull'articolo 36 e 37
che prevede l'intervento sulle esecuzioni in corso, assessore
Pierobon, è una pazzia pensare di incidere su gare con già
l'aggiudicatario individuato e sottoscritto, come dire, è una cosa
contro ogni principio giuridico, c'è già un contro interessato
individuato quindi mi sembra veramente una previsione astrusa.
Quindi auspichiamo, Presidente, su queste questione, come dire, di
trovare una
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci, onorevoli
colleghi, mi permetterà in premessa di manifestare la mia personale
stima e simpatia nei confronti dell'assessore Pierobon, che
ringrazio anche del fatto di avere rinunciato ad un incarico
prestigioso per continuare a tenere sulle spalle un incarico
delicato, gravoso e pesante.
Lo dico in premessa, perché siano chiare anche le ragioni, lo
spirito di questo mio intervento che, la discussione generale non
entra nel merito dei singoli punti, mi riservo di farlo quando
esamineremo i singoli emendamenti. Ciò che ci ha detto lei, signor
Presidente della Regione, lo considero diciamo una prolusione
dovuta e garbata, se fossero delle dichiarazioni programmatiche,
cioè di un Governo che si presenta agli elettori prima, e poi
all'Assemblea, dicendo quali saranno le proprie intenzioni nei
cinque anni di Governo.
Siamo a metà della legislatura, e a metà della legislatura cose
che noi purtroppo raccogliamo su diversi temi che questo Governo
affronta, non si è trovato il tempo e il modo nei decenni passati,
come se questi due anni e mezzo fossero soltanto una lunga stagione
di moratoria che non ci permette, e non vi permette, di affrontare
nel merito i problemi.
Io credo sia una sottovalutazione della gravità e della quantità
dei problemi che questo Governo si trova davanti, soprattutto sul
tema dei rifiuti. Questa legge è un riassetto della governance che
rinvia, come è naturale, come dice il testo della legge, a un piano
dei rifiuti senza il quale la governance è un modello di
comportamenti che non entra nel merito delle scelte, e cioè come
questo ciclo dei rifiuti dovrà virtuosamente compiersi sta dentro
un piano regionale dei rifiuti sul quale noi continuiamo ad avere
soltanto echi di stampa. Ogni tanto qualche affermazione apodittica
da parte del Presidente Musumeci che questa sera ci ha confermato,
non possiamo - come ricordava il collega Barbagallo - che
condividere questa sua determinazione che vorremmo sottrarre la
Sicilia e il ciclo dei rifiuti alla sua condizione permanente e
pervasiva di business a vantaggio di poche e forti famiglie private
che rappresentano il fulcro, il nucleo, l'asse portante di questo
sistema, e quindi occorrono nuovi impianti pubblici.
Io credo che noi non siamo più in condizione, signor Presidente,
di assumere queste affermazioni di principio rivolte a un generico
futuro, senza tenere conto di ciò che nel frattempo accade, e
quello che accade è che continua ad esserci una prevalenza ed una
predominanza dal punto di vista politico ed anche economico delle
grande strutture private, delle grandi famiglie private, che
continua a mantenere condizioni di oligopolio sul sistema dei
rifiuti.
Vorrei ricordare che è accaduto in questi mesi che la Oicos del
signor Proto ricevesse una proroga per altri dieci anni, e
probabilmente sul piano dello stile sarebbe stato più utile che
tutto questo avvenisse a processo concluso, visto che il signor
Proto nel frattempo era indagato, poi imputato, poi processato per
corruzione e infine condannato a nove anni.
Siamo stati dal gennaio dello scorso anno in presenza di un
ulteriore aumento, ampliamento della discarica Leonardi, la più
grande della Sicilia, di un milione e ottocento mila metri cubi. Ci
ricordava un quotidiano siciliano che la più grande città siciliana
in termini di espansione di territorio è quella che somma in sé la
superficie di tutte le discariche private, siamo intorno a cinque
chilometri quadrati, ed è l'unica città che continua a crescere, ad
espandersi.
Noi avremmo voluto, ed accanto ad un ragionamento nel merito del
quale entreremo sulla governance che risponde a sollecitazioni,
com'è stato ricordato, che arrivano dalla Corte dei Conti e
dall'ANAC, che ci fosse finalmente, non soltanto un'affermazione
generica e condivisibile da parte di tutti che occorrono impianti
pubblici per una lavorazione a monte dei rifiuti, ma che ci fossero
indicazioni politiche precise da parte di questo Governo. Come,
dove, quando, quanto, con quali risorse, altrimenti ci ritroveremo
tra un anno, continuando a vagheggiare un piano di rifiuti che non
ci sarà e continuando a dire che purtroppo ci si trova a dovere
fare i conti con i ritardi accumulati nei decenni precedenti.
Nessuno, me per primo, assolve chi ha governato la Sicilia nei
decenni precedenti, e che è colpevole dei ritardi che oggi
scontiamo, però non ci possiamo più permettere, signor Presidente,
dopo due anni, di fare un discorso di mero principio rivolto al
futuro, questo riguarda anche la ragione per cui io, assieme ad
altri colleghi dell'opposizione, non abbiamo accettato l'invito a
discutere con lei in face to face , una bilaterale la
realizzazione, la struttura di questo disegno di legge, anche
perché io credo che sia una forma di estrema cortesia istituzionale
che il capo di un esecutivo voglia incontrare i Gruppi
parlamentari, ma lo fa prima di incardinare una legge, lo fa prima
che 700 emendamenti vengono presentati, lo fa prima che il Governo
ne presenti altri 40, perché se l'incontro viene fatto a leggi
incardinata, emendamenti presentati e con il Governo che ha assunto
ed ha aggiunto i propri 40 emendamenti, diventa soltanto una visita
di pura cortesia alla quale - com'è stato ricordato dal collega
Cappello - preferiamo sottrarci, perché questo possa essere, se non
è la Commissione, il luogo della discussione.
Concludo signor Presidente. Le sollecitazioni che da qui arrivano
non sono sollecitazioni vaghe e vane su quello che dovrà essere il
piano dei rifiuti, al di là, ripeto, dei rapporti di stima e
simpatia personale con l'Assessore Pierobon, ma cosa questo Governo
vorrà produrre e come realmente vorrà mettere fuori dai giochi i
forti pervasivi e persistenti interessi dell'impresa privata nella
gestione di questo business io non lo so, e faccio un solo esempio.
E' di qualche giorno fa la notizia pubblicata da un articolo di
stampa che dice si è riaperta la partita sugli inceneritori.
Sembra che si vogliano realizzare uno o due inceneritori con un
virgolettato che vi leggo: c'è una volontà tecnica e politica del
Governo regionale io non sto assumendo questa affermazione come
vera, però pretendo di sapere se è vera o falsa. Siccome a questa
affermazione io ho registrato soltanto un assoluto silenzio da
parte del Presidente Musumeci e del Governo regionale, di fronte ad
una affermazione che dice che si è riaperta la partita e c'è una
volontà tecnica e politica del Governo regionale per la costruzione
di uno o due termovalorizzatori e si dà anche un'altra notizia, che
ci fa capire come il tema della pervasività e della permanenza
degli interessi privati, in questo settore, sia ancora di estrema
attualità, si dice che ci sia stata già una prima richiesta formale
di autorizzazione ambientale da parte del signor Leonardi,
proprietario della Sicula trasporti . E' vero o falso? Perché, se
falso, ne saremmo tutti sollevati all'idea che c'è il tentativo di
continuare a mantenere condizioni di monopolio anche in questa
altra ipotesi, abbastanza marginale mi auguro, di ricollocazione
del piano regionale dei rifiuti.
Per cui, signor Presidente, riservandomi ad entrare nel merito
specifico delle norme e degli emendamenti, io credo che resti un
vulnus politico di questa discussione. Noi continuiamo a fare i
conti con una convitato di pietra che resta totalmente marmificato
nella sua condizione di pietra, e cioè questo piano dei rifiuti:
quali scelte strategiche, al di là dell'evocazione ed invocazione
di impianti pubblici, attraverso quali linee e quali tempi, quali
forme e quali sostanze continuare a dire ci vorrebbero impianti
pubblici, ma scontiamo il ritardo che abbiamo ereditato dopo 24
mesi di Governo, signor Presidente, non è un'affermazione
legittima.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, siamo di fronte alla prima vera riforma portata da
questo Governo, ci sono voluti due anni, ma una prima grande
riforma finalmente è arrivata all'interno dell'Assemblea.
Oramai siamo stati abituati, in questi due anni, e soprattutto
nell'ultimo periodo, che le soluzioni di questo Governo regionale,
ad oggi, sono state le convenzioni, soprattutto convenzioni con le
regioni del Nord, perché queste sono state, ad oggi, le soluzioni
di questo Governo regionale: convenzioni, soprattutto su soldi dei
siciliani che vengono spostati alle regioni del Nord.
Oggi, invece, si parla di rifiuti, e quindi non c'è una
convenzione, c'è una riforma, o almeno così questo Governo
regionale la chiama. A mio modo di vedere è una bandierina questa
riforma, ed è una bandierina anche che dà seguito alla campagna
elettorale di questo Governo regionale.
All'interno di questa riforma ci sono le nove ADA, poi ci sono gli
ATO, i nove ATO, e ci saranno pure ulteriori enti che sono i SAG;
ebbene, le nove ADA rispecchiano le passioni di questo Governo
regionale, perché oramai noi ci stiamo muovendo per passioni, la
Sicilia e i siciliani si stano muovendo per passioni.
Il Governo ha passione per i cavalli? Diamo soldi ai cavalli. Il
Governo ha passioni per quanto riguarda l'organo politico delle
province, l'organo politico e non la risoluzione del problema dei
liberi Consorzi, allora cosa fa? All'interno della riforma va a
disegnare gli ambiti - le ADA - su confini politici: le nove ADA
sono una bandierina di questo Governo, perché noi in Commissione
più volte, con i miei colleghi, abbiamo cercato, insomma, di
modificare perché se l'ANAC ci dice fatene cinque, fatene meno
possibile, perché noi ne dobbiamo fare nove?
Ebbene non c'è stata nessuna discussione in merito, si è andati
dritto, si è andati dritto a questo argomento.
E poi dico, questa riforma, se mai dovesse essere approvata, andrà
a risolvere il problema del siciliano, della vecchietta sotto casa
che si trova in giro - e non ce lo nascondiamo questo, colleghi -,
si trova in giro cumuli e cumuli di rifiuti e nello stesso tempo
paga una bolletta, una TARI esosa, pur avendo un servizio non buono
in molti comuni dei territori, e in più quello stesso siciliano,
quella stessa vecchietta si trova nel proprio comprensorio
discariche che accolgono rifiuti di tutto il territorio siciliano.
Allora colleghi, vedete, in questi nove anni da quando è entrata
in vigore la legge 9 del 2010, ci sono stati alcuni territori che
sono stati virtuosi, hanno realizzato impianti pubblici, hanno
aumentato la percentuale di raccolta differenziata; noi, a questi
comuni che sono stati virtuosi, approvando questa norma, noi diremo
loro: riazzeriamo tutto, in questi nove anni avete lavorato? Avete
lavorato bene per i vostri cittadini? Ebbene noi azzeriamo tutto,
ripartiamo da zero, creiamo nuovi contenitori, creiamo nuova
governance.
E che facciamo in questo caso? Premiamo le amministrazioni o
premiamo quei comuni che negli anni non sono stati per nulla
virtuosi.
Allora, colleghi, io non so come andrà a finire l'iter di questo
disegno di legge in Aula, anche perché se l'iter sarà quello delle
finanziarie, non so che tipo di riforma andremo a dare ai
siciliani. Diceva bene il mio Capogruppo: ripartiamo dalla
Commissione, eventualmente andiamo a modificare o a migliorare
quelle cose che andavano bene, ed a modificare quelle cose che
andavano male per quanto riguarda la legge n. 9 del 2010.
E invece no. Proprio perché questo Governo vuole la bandierina per
questa riforma noi condanneremo i Siciliani ad un caos enorme,
vedremo rifiuti che si sposteranno da città in città, vedremo
l'aumento della TARI in modo vertiginoso. Io non oso immaginare
cosa succederà ai Palermitani fra qualche mese, visto che i rifiuti
stanno viaggiando, sembra che siano in viaggio di nozze o in
crociera, che viaggiano in giro per la città e riempiamo, nel
frattempo, le discariche di quei territori che negli anni hanno
provato a fare impianti, hanno provato a migliorare la raccolta
differenziata.
Ebbene, colleghi, il suggerimento - visto che, comunque, si sta
andando avanti con questo disegno di legge, perché questo Governo
sta forzando perché questa bandierina, la deve per forza mettere e
deve condannare per forza i Siciliani, ed i rifiuti, badate, non
solo viaggeranno in giro per la Sicilia, viaggeranno in giro anche
fuori dalla Regione, perché non riusciremo a gestirli, perché,
anziché puntare ad aumentare quella raccolta differenziata in quei
comuni, si sta puntando a tutt'altro.
E non è vero, Presidente, quando lei dice che in questi due anni
si è puntato sugli impianti pubblici. Ci sono esempi ben evidenti e
le faccio l'esempio di Serradifalco, dove è stato autorizzato un
TMB con annessa discarica, privato ed è stato sotto questo Governo,
si aspetta la pubblicazione del PAUR.
Quindi, non è vero che questo Governo regionale ha puntato solo ed
esclusivamente all'impiantistica pubblica, non è assolutamente
vero.
Allora, colleghi, io dico che, a fronte di bandierine, il
consiglio è quello di pensare ai Siciliani, perché questa riforma
non migliorerà il nostro sistema dei rifiuti, non migliorerà
l'impiantistica anche per quanto detto dal collega Barbagallo:
l'ANAC nel 2016 ci consigliava di avere un solo UREGA o, comunque,
una CUC destinata a gestire solo ed esclusivamente i bandi per
quanto riguardava la gestione del servizio rifiuti.
E, quindi, che cosa facciamo? Alcune cose che ci chiede l'ANAC le
accogliamo e altre no, a seconda dei desiderata di questo Governo?
Colleghi, l'appello è quello di pensare ai Siciliani perché,
badate bene, dal momento in cui questa riforma verrà approvata e
troverà, poi, la sua conclusione, nessun Siciliano perdonerà né a
questo Governo né a quest'Assemblea il fatto che i rifiuti saranno
ancora in giro per la Sicilia e la TARI aumenterà ancora di più
rispetto a quella che abbiamo oggi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Trizzino. Ne ha
facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, colleghi, Presidente Musumeci, anche
noi accogliamo con un plauso la discussione di questa riforma.
Finalmente possiamo discutere di uno dei pochi temi delicati della
Regione siciliana dinanzi ad un'Aula quasi piena.
Mi permetterò di entrare nel merito di alcune questioni, quanto
meno alcune questioni dirimenti, poi lascerò al dibattito sugli
emendamenti alcuni aspetti un po' più centrali e preminenti.
Io devo rispondere anche alla collega Savarino, alla Presidente
della Commissione, in merito al fatto che questo disegno di legge,
quello di cui stiamo discutendo oggi, è profondamente diverso da
quello del Movimento 5 Stelle. Proverò ad essere sintetico
nell'indicare quelli che sono gli aspetti centrali ed inizierò
proprio dal suo discorso.
Lei ha parlato proprio di impianti che si stanno realizzando, e di
tutta una serie di attività che il suo Governo sta ponendo in
essere. Attenzione, però, Presidente, lei sta discutendo del piano
regionale dei rifiuti. La questione degli impianti ha poco a che
vedere col disegno di legge della riforma dei rifiuti. La riforma
dei rifiuti attiene ad aspetti che poco hanno a che vedere con la
realizzazione degli impianti.
Noi abbiamo, come dire, accolto con favore il fatto che il piano
dei rifiuti, dopo vent'anni, sta avviandosi verso una risoluzione.
La valutazione metà è strategica, si è avviata. Dovrà esserci
ancora il passaggio in Commissione territorio ed ambiente, però
quanto meno c'è un avvio rispetto alla precedente amministrazione.
Ma attenzione Piano dei rifiuti e riforma dei rifiuti vanno
tenuti separati.
Qual è il problema centrale, che abbiamo posto più volte
all'attenzione della Commissione: che Piano dei rifiuti -
Presidente mi ascolti, perché quelle osservazioni che le poniamo
per noi sono centrali perché si possa avviare un dibattito, ecco
perché noi abbiamo chiesto un ritorno in Commissione su queste
tematiche - Piano dei rifiuti e disegno dei rifiuti, in questo
momento, sono alternative, propedeutiche e complementari l'un
l'altro.
Il suo disegno di legge, all'articolo 5, stabilisce che perché il
Piano dei rifiuti - cioè quello che in questo momento è in
valutazione ambientale strategica - possa essere efficace ha
bisogno del completamento di questo disegno di legge. Lo dice
l'articolo 5 nella parte in cui specifica che fintanto che le ADA,
questi nuovi soggetti gestori, non verranno ad essersi costituiti,
il Piano dei rifiuti non potrà vedere la luce, perché il Piano dei
rifiuti dovrà essere sottoposto a queste nuove autorità.
Attenzione, Presidente, la legge n. 9/2010 ha avuto nove anni per
potere essere rese esecutiva, per potere vedere i suoi effetti, e
ancora non li ha prodotti. Come lei ben sa, le società di
regolamentazione dei rifiuti ancora oggi non sono perfettamente
completate. Lei, però, in 180 giorni vorrebbe che le ADA, i nuovi
soggetti gestori, prendessero pieni poteri per poi potere
approvare, con un passaggio, il Piano dei rifiuti. Quindi da nove
anni noi dovremmo ridurre a 180 giorni questo gap.
Lei si rende conto che non stiamo parlando di soggetti gestori con
la stessa natura giuridica: le SRR sono soggetti che rispondono al
codice civile, le ADA sono soggetti di diritto pubblico a tutti gli
effetti, cosa completamente diversa.
Quindi il primo elemento che desta perplessità è questo passaggio,
cioè da nove anni in nove anni non siamo riusciti a completare le
SRR, per responsabilità che non sono addebitabili al suo Governo,
ma chiaramente sono delle responsabilità legate ai commissari, i
commissari che dovevano liquidare le ex ATO, che dovevano aprire le
SRR - e magari alcuni sono stati confermati anche da questa
Amministrazione - non hanno posto a termine le loro mansioni. Per
questi motivi le SRR non sono mai state messe nell'esercizio di
potere operare. Noi adesso in 180 giorni dovremmo approvare le ADA.
Questo è il primo limite al quale noi chiediamo una risposta in
quest'Aula.
Il secondo. Il Piano dei rifiuti è necessario, allo stesso tempo,
affinché lo stesso disegno di legge possa produrre degli effetti.
All'articolo 27 del vostro testo parlate di procedure semplificate
per impianti di recupero del materiale. Cosa sacrosanta, noi lo
condividiamo e lo abbiamo messo pure nel nostro disegno di legge.
Però, Presidente, lei dice che affinché queste procedure
semplificate possano compiersi è necessario che vi sia il Piano dei
rifiuti, che però non c'è, e il Piano dei rifiuti, a sua volta, per
potere funzionare ha bisogno delle ADA, che in questo momento non
ci sono.
Lo stesso carattere alternativo Presidente mi segua, sono delle
osservazioni che io non le lancio così, perché faccio delle analisi
meramente politiche, io sto entrando nel merito di questioni che
secondo noi ingessano la Regione, cioè rendono più farraginoso il
sistema di gestione dei rifiuti.
Lo stesso Piano dei rifiuti che voi state sottoponendo a VAS, a
valutazione ambientale strategica, non fa riferimento alla legge n.
9/2010, ma fa riferimento a un disegno di legge. Questa è una cosa
che non è mai avvenuta, un atto amministrativo - l'assessore
Pierobon scuote la testa - ma sa meglio di me che il Piano
regionale dei rifiuti, che è sottoposto a valutazione ambientale
strategica, parla di nove ambiti territoriali. Lo stesso Ministero
dell'ambiente ha sottolineato l'impossibilità di potere fare delle
valutazioni nel merito, proprio perché il Piano dei rifiuti fa
riferimento a un disegno di legge e non a una legge. In questo
momento ci sono 18 SRR con 18 ambiti, che operano nella piena
funzionalità di una legge che è esistente - che è la legge n. 9 - e
il disegno di legge, che è tale, fino ad oggi non può stabilire
alcuna determinazione nel merito degli ambiti.
E questi sono i limiti che già fanno emergere un conflitto tra
Piano e riforma.
Ho ascoltato con interesse anche gli interventi dei colleghi che
mi hanno preceduto. Attenzione Presidente, noi non abbiamo mai
parlato - e mi riferisco agli ambiti territoriali - di cinque,
otto, sei, due ambiti territoriali. Attenzione, la Corte dei conti,
così come il Ministero dell'ambiente - non quello presieduto adesso
dall'attuale Ministro dell'ambiente, Sergio Costa, ma l'ex Ministro
Galletti - ha emanato delle direttive nelle quali indicava,
infatti, quello che diceva lei: cioè l'eccessiva frammentazione dei
sistemi di gestione provoca una situazione che non garantisce le
economie di scala. Ma non ha mai parlato di nove ambiti
territoriali coincidenti con le province.
Quello che abbiamo detto noi, e abbiamo sottoposto più volte
all'attenzione della Commissione - e lo riproporremo anche qui - è
che la distribuzione in ambiti territoriali si fa dopo che il Piano
è approvato. Perché, Presidente, la distribuzione degli ambiti
territoriali funziona in questo modo: io devo garantire economie di
scala, giusto? Le economie di scala quando le posso capire? Nel
momento in cui il Piano è effettivamente vigente. Stabilisco il
fabbisogno di un gruppo di comuni; stabilisco gli impianti
esistenti; solo dopo faccio la divisione degli ambiti territoriali,
non prima
Attenzione, Presidente, questo dato non è sottolineato solo da un
deputato del Movimento Cinque Stelle, ma dalla Corte dei conti
nell'ultima relazione 2018 e anche dal Ministero dell'ambiente.
Un altro tema che ci lascia perplessi è questo. Lei ha fatto nel
2017 una campagna elettorale nella quale denunciava gli ARO, gli
Ambiti di raccolta ottimali, si ricorda anche noi eravamo d'accordo
a chiudere questi sistemi di gestione eccessivamente frammentati.
Gli ARO sono gli Ambiti di raccolta che garantiscono - si ricorda,
nel 2013 eravamo tutte e due deputati all'Assemblea quando c'era il
Presidente Crocetta - la possibilità di gestire lo spazzamento e la
raccolta anche in forma singola o associata. Lei elimina gli ARO e
fa le SAG, che sono segmenti, lo dice lo stesso testo che lei ha
portato in Aula, segmenti funzionali o in altre parole, raccolta e
spazzamento, quindi, noi leviamo l'etichetta alle ARO - è così
assessore Pierobon - e le mettiamo alle SAG.
Ora, se noi abbiamo preso un percorso politico che è quello delle
ARO non possiamo, mi perdoni Presidente, non possiamo
ripristinarle, io vorrei che da questo discorso che le sto facendo,
Presidente, ci fosse un dibattito costruttivo, ci mancherebbe
altro, io le dico chiaramente come ha detto il mio collega
Cappello, non metteremo bandierine, la riforma dei rifiuti è troppo
importante per l'ambiente siciliano per cui, come il Presidente
Savarino sa, tutti gli emendamenti che abbiamo depositato erano nel
senso di costruire qualcosa, il punto è che abbiamo il timore che
questa riforma più che costruire decostruisca un sistema che in
realtà stava iniziando a funzionare perché la legge 9 ha i suoi
tempi, la legge 9 ha le sue difficoltà ma comunque stava iniziando
a funzionare, lei sorride, Presidente, ma il problema è che noi ci
stiamo assumendo la responsabilità più grande di noi forse, o
meglio chi voterà questa legge.
Il personale: è il tema, come diceva lei, tra i più delicati, ha
coinvolto molti deputati anche della maggioranza, è il problema
qual è? Noi abbiamo, lei anzi, Presidente, ha scelto questa
soluzione, anche questa politica assolutamente legittima, chiudere
le società di diritto di privato e aprire società pubbliche, si
figuri che per il Movimento Cinque Stelle che ha sempre parlato di
diritto pubblico nella società di gestione dei servizi essenziali
sfonda una porta aperta, però dobbiamo prendere atto di una cosa,
tutto il personale che ha lavorato nelle SRR, tutto, dovrà fare un
concorso pubblico, chiunque, perché per entrare a far parte di un
ente pubblico, ce lo dice la Costituzione, dovrà fare un concorso
pubblico, questa cosa va detta, va chiarita, cioè tutti devono
essere coscienti di questa cosa, chiunque vorrà entrare nelle nuove
ADA dovrà sottoporsi ad una selezione pubblica, diversamente
qualsiasi norma e questo lo dico ai colleghi della maggioranza,
vorrà introdurre dei meccanismi distorsivi o semplicemente delle
corsie preferenziali, sappia che verrà cassata dalla Corte
Costituzionale il giorno dopo dalla pubblicazione della Gazzetta
ufficiale, questo è un dato che si deve sapere, è giusto che noi
stiamo costituendo soggetti di diritto pubblico ma è anche giusto
che si sappia quello che stiamo facendo.
È l'articolo 35 che disciplina questa disposizione sul personale,
non so chi, forse i colleghi del PD, hanno parlato di carattere
farraginoso, di sistema troppo farraginoso e, in effetti, lo è,
anche nella lettura il disegno di legge è complesso perché
l'articolo 35 parla di personale operativo e personale
amministrativo, poi l'art. 24 parla di gestione del servizio in
house, ora Presidente, questo è un dato importante, come funziona
la gestione del servizio?
La gestione del servizio si può affidare ad una ditta privata e
qui ci sono tutte le condizioni stabilite dalla legge, noi abbiamo
presentato degli emendamenti migliorativi e poi c'è la possibilità
che un Ada gestisca attraverso il sistema in house ed è l'articolo
24 che lo prevede, voi avete previsto la norma nella quale il
personale che non è transitata in forza dell'art. 35 dalle SRR alle
ADA transita dalle SRR a questi soggetti in house e però c'è un
problema, il problema qual è? Che c'è un blocco di lavoratori,
almeno seicento lavoratori, che è rimasto congelato per nove anni
nell'ex ATO e sa perché? Perché ci sono dei Commissari che non
facevano il loro lavoro, ora lei ha intimato con diffida questi
Commissari, voi non dovete intimarli, li dovete rimuovere Cioè
questa gente va rimossa perché sono degli incapaci, se ci sono
stati delle persone che non sono stati in grado di far transitare
dall'ex ATO alle SRR persone, personale, questi qui vanno rimossi
La stessa identica cosa va fatta con gli impianti: noi molto
spesso siamo costretti a doverci rivolgere non tanto più alla
Commissione di merito, non perché non sia capace, ma delle volte
anche al Presidente Fava e alla Commissione Antimafia oppure alla
Procura della Repubblica perché abbiamo scoperto che alcuni
impianti realizzati con denaro pubblico all'epoca dell'ex ATO non
sono mai messi in esercizio perché non sono stati trasferiti alle
SRR, cioè impianti pubblici, realizzati durante il periodo di
vigenza dell'ex ATO, non li hanno mai resi esecutivi perché non
sono andati dal notaio a fare il passaggio con le SRR, la norma
transitoria del disegno di legge dice tutte le attività dei nuovi
Commissari dovranno essere garantite affinché vi sia la piena
operatività del sistema di gestione dei rifiuti . E questo si fa
sempre attraverso dei commissari. Sono le norme transitorie che lo
stabiliscono.
Ora, signor Presidente, ma se noi mettiamo gli stessi commissari
che hanno gestito fino ad oggi l'ex ATO e le SRR a gestire le ADA,
ma come pensa di potere risolvere il problema?
Ultimo nodo e tasto dolente. Il disegno di legge, e questo è
secondo me un punto che difficilmente potrà essere risolto per il
quale chiedo il suo intervento, signor Presidente, anche alla luce
di una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale, noi
abbiamo una passività che di 2 miliardi di euro certificata dalla
Corte dei Conti. Sono i comuni che non hanno pagato i loro debiti
alle ex ATO. Questi 2 miliardi sono un macigno che grava su tutti i
comuni e, a caduta, sulla TARI e su altro.
Ora, è chiaro che noi andiamo a costituire le ADA di cui fanno
parte i comuni che portano dietro di se questa massa gigantesca. Se
noi non prevediamo una misura che possa garantire una risoluzione a
questo problema, daremo vita a degli strumenti che si portano
questa eredità che impedirà qualunque possibilità di gestire il
sistema dei rifiuti.
Noi abbiamo previsto un emendamento che è passato sulla gestione
unica delle passività, però è chiaro che ci vuole un capitolo di
bilancio che stabilisca quanto meno un minimo di dotazione.
Io concludo qui, signor Presidente, perché non voglio sottrarre
tempo ai miei colleghi, però le ricordo che noi ci stiamo assumendo
davvero una grandissima responsabilità. Io vorrei che riflettessimo
su questi argomenti e - le ripeto - non è un dato politico, queste
sono osservazioni nel merito di un sistema che non ha funzionato
per vent'anni e rischia di non funzionare per altri vent'anni.
Quindi, in questo momento, la discussione deve entrare nel merito
delle questioni determinanti di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io mi
sono sforzato di provare a comprendere la ragione di questo testo
al di là della mera propaganda politica che ci sta perché ognuno,
giustamente, prova a fare nella sua azione di governo anche la sua
declina la sua idea di Sicilia e di programma, perché quando si
parla di riforme il tema è: noi riformiamo una cosa per andare
dove? Per fare cosa? Per migliorare che cosa?
È stato già detto, io credo che anche il Presidente della Regione
che, penso che ascolti anche lui sindaci, amministratori,
l'assessore che magari conosce meno la Sicilia, per ragioni,
diciamo, naturali, ma penso che in queste settimane ha provato
anche lui a mettere l'orecchio a terra e sentire che comunque su
questo testo c'è una contrarietà diffusa da parte di chi sta sul
campo. Poi lo sappiamo tutti ci sono, come dire, pigrizie, ci sono
rendite di posizione, c'è tutto quello che ruota spesso nella
classica indolenza siciliana e non solo indolenza, però c'è un nodo
a cui non si dà una risposta: oggi la crisi dei rifiuti in Sicilia
è legata all'aspetto amministrativo della sua gestione? Perché
questa legge sostanzialmente ritorna ad affrontare un nodo che è
stato il nodo che abbiamo affrontato con la legge n. 9. Dico
abbiamo perché io c'ero in quest'Aula, anche l'onorevole Di Mauro,
e ricorderemo e ricordo a me stesso che le famose SRR tanto
vituperate sono state una mera invenzione giuridica per rispondere
a un solo ed esclusivo problema: come poter garantire a quelle
migliaia di persone che nel frattempo attraverso gli ATO erano
state avviate, assunti, trasferiti dai comuni, tutto quello che era
avvenuto e avere un soggetto giuridico in grado di poterli assumere
senza incorrere ai rischi e ai limiti della incostituzionalità che
addirittura temevamo che potesse essere dichiarata sulla SRR.
Tant'è che sia il Commissario dello Stato allora, che il Consiglio
dei Ministri poi, quella norma l'hanno fatta passare.
Perché ricordo che la legge 9 è figlia di uno stato di emergenza
della Regione siciliana, cioè non è che si fece la legge 9 come un
ballo, come dire, un valzer in una delle debuttanti, noi arrivammo
alla legge 9 dopo che si erano costituiti 27 ATO, c'era stato una
proliferazione diciamo di un sistema di governance di prossimità,
con tutte le conseguenze che questo aveva, e in particolare quel
modello si reggeva su un patto non scritto ma sostanziale in cui,
da un lato c'era cosiddetta la democrazia partecipata nel
territorio cioè ognuno poteva fare quello che voleva, dall'altro
lato c'era la piramide, ovvero i 4 termovalorizzatori, cioè le due
cose si tenevano, migliaia di assunzioni nel sistema territoriale,
grande accentramento e quindi finalità esclusiva altro che
differenziata attraverso la termovalorizzazione, l'incenerimento
perché dobbiamo dare le parole a quelle che sono, di una quantità
di rifiuti pari quasi ad una volta e mezza quella che si produceva
in Sicilia.
Saltato il sistema, e non è saltato si per la politica, e non è
stato la legge 9 a farlo saltare, cosa ha fatto saltare e lo dico
anche in italiano, in Sicilia il sistema non è saltato per la
Magistratura siciliana, e mi assumo la responsabilità di quello
che sto dicendo, perché è stato un tribunale a Milano che ci ha
detto che in Sicilia la gara sui termovalorizzatori era truccata, e
da allora ad oggi non ci sono stati fatti consequenziali a quella
gara truccata che stava, e in parte ha corrotto una parte larga del
sistema politico e istituzionale siciliano. Quindi si fece la legge
9 per mettere ordine a un sistema che era sfuggito di mano, quindi
9, 10 ATO (9+1), che nel frattempo la solita corsa ai cosiddetti
soggetti virtuosi: Caltagirone, qualche altra provincia, la
provincia di Trapani, le Madonie, cioè il diritto alla virtuosità
come diritto all'autonomia che la legge 9 in parte resistette a
questo obiettivo, ma poi nel corso di questi dieci anni, perché se
per dieci anni questa legge non è partita qualche elemento di
difficoltà alla fine abbiamo visto che si manifestava perché c'è
stato una ostilità, ma la più grande ostilità, Assessore Pierobon
forse lei è arrivato dopo, lo sa quale è stata? Che io che sono
palermitano e i colleghi di Palermo, Trapani o Agrigento che
frequentano l'aeroporto di Punta Raisi per tre anni il benvenuto a
Palermo per chi arrivava o l'arrivederci da Palermo per chi partiva
era dato dai cumuli di rifiuti lungo l'autostrada Palermo-Punta
Raisi, che era il simbolo del fallimento di una gestione che in
qualche modo non riusciva a decollare attraverso le SRR.
Fu quello poi il compromesso che si determinò nel dare possibilità
di sdoppiare le SRR, Palermo ne ha tre, Catania ne ha due, e quindi
di arrivare a 18, meno dei 27 originali e, soprattutto, di avviare
attraverso gli ARO che io non ho condiviso per essere chiari,
attraverso gli ARO la possibilità di sbloccare una situazione che
era paralizzata cioè consentire ai Comuni che poi erano quelli che
venivano insultati dai cittadini, perché nessuno conosce il signor
ARO, anche perché il signor ATO spesso era un commissario, diciamo
un funzionario, che manco si sapeva il nome e cognome, ma tutti
sapevano chi era il Sindaco. E se uno ha l'immondizia sotto casa,
non è che cerca il signor ATO, dice: o la colpa è della Regione
come dato macro o la colpa è del Sindaco, come dato micro .
Di fronte a quello si determinò, come dire, la condizione perché
attraverso gli ARO, si sbloccasse una situazione di separare
l'ottimizzazione della gestione del servizio dal tema della
raccolta e dello spazzamento. C'è da correggere? Sicuramente. Ci
sono limiti della Legge 9? Sicuramente. Ma allora affrontiamo
questo. Quando invece qui, tra l'altro oggi ho sentito una cosa che
mi ha colpito da parte del Presidente della Regione.
Il Presidente della Regione sostanzialmente ripropone lo schema
della Legge 9, 9 ADA, che erano i 9 più uno perché c'era quella
delle isole minori srl, siamo, diciamo, tornati a dieci anni fa.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quella iniziale
della Giunta?
CRACOLICI. No, quella è la legge 9, quella senza modifiche ed
integrazioni, quella senza SMI.
Ma proprio i limiti di questi dieci anni, ci dovrebbero aiutare ad
evitare di ritornare punto indietro, per far finta di correggere il
sistema, ma lo ribloccheremmo, e dico al Presidente della Regione:
ma lei che interessa ha di avere tre anni davanti a lei, da qui
alla fine della legislatura, con un sistema che si riparalizzerà.
Perché questo succederà, il sistema, lo diceva Trizzino,
giustamente, ma chi si illude che in 180 giorni si possa
determinare una governance del sistema tale da far partire il piano
dei rifiuti in Sicilia.
Noi stiamo dicendo ancora una volta in Sicilia, occupatevi della
Governance e i privati si occuperanno degli impianti, perché questo
è successo in Sicilia. Anche qui lo dico al mio amico, collega del
mio Gruppo, che ha rivendicato giustamente la parola impianti
pubblici, Barbagallo, la legge 9 scriveva in maniera inequivocabile
che l'impiantistica doveva essere pubblica.
Lo posso dire in questa Aula una cosa che forse che pochi
conoscono. Il dottore Lupo, direttore del servizio rifiuti, si è
dimesso ed è scappato dalla direzione del settore rifiuti, dopo che
ha fatto un bando per fare alcuni impianti pubblici in Sicilia,
perché si è mossa una lobby potente e pesante con interrogazioni
parlamentari alla Camera e al Senato, per fare, come dire le ., ma
perché si fanno questi impianti, quali violazioni di norme
ambientali, perché in Sicilia l'unico soggetto tutelato a fare
impianti deve essere sostanzialmente il privato, e quelli pubblici
che si fanno sono bloccati dalla stessa Regione. E' la stessa
Regione ad avere impedito gli stessi impianti decisi da realizzare
in Sicilia. E poi scopriamo anche le ragioni, e perché queste cose
sono avvenute. Ogni tanto qualche inchiesta ci dimostra dove si
corre e dove si ci si ferma.
Allora il tema non è fare di questa vicenda una battaglia
ideologica, ripeto io, mi chiedo, e ho finito, mi chiedo
sinceramente, ma pensiamo di fare una legge che serve oggi al
sistema dei rifiuti in Sicilia? Io credo di no, anche perché,
Assessore Pierobon, io un anno fa, assieme al collega Lupo, le ho
presentato una interrogazione su una vicenda specifica che
riguardava il comune di Misilmeri. Comune di Misilmeri che
improvvisamente si trova a dover conferire in un impianto, e
l'impianto gli dice che non può accettare il compost del Comune, lo
stesso Comune si rivolge ad altro soggetto, il quale nello stesso
impianto viene accolto regolarmente il rifiuto che prima era
negato. Perché questo esempio? Perché vorrei che fosse chiaro a
tutti noi, perché spesso la politica, noi chiacchieriamo, altri
operano, che in Sicilia in questi nove anni, mentre nei dieci anni
precedenti c'erano le cosiddette discariche private, quindi tutti
guardiamo il dito che indica la luna, nel frattempo la luna si è
spostata ad interesse strategico, e quello che è cresciuto in
Sicilia è una cosa inedita: è il sistema dell'intermediazione.
In Sicilia c'è un diffuso sistema di professionisti e di operatori
economici che operano nel sistema della intermediazione tra la
domanda e l'offerta: non hanno un impianto, non hanno fatto un euro
di investimento, ma sono coloro che dispongono e detengono il
potere tu sì - tu no . Sono, di fatto, la Regione. Sono quello che
dovrebbe essere l'autorità pubblica. E allora piuttosto che
affrontare che è una cosa nuova, che è cresciuta in questi anni
in Sicilia, nuova anche perché il sistema delle trasferenze lunghe
ha generato e sviluppato questo sistema di intermediazione. Allora
piuttosto che occuparci di questo, noi guardiamo il dito che indica
la luna. Litigheremo, noi voteremo contro, sarà approvata forse per
due-tre voti in più, il Governo dirà abbiamo approvato una grande
riforma , salvo poi scoprire che anche questa grande riforma è
uguale all'acqua fresca.
Allora chiedo al Governo: ma se per davvero volete affrontare i
nodi strutturali, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda,
noi ci siamo. Ma se sono nodi strutturali Impianti, con decisione.
Cosa facciamo da qui a sei mesi? Nelle more che viene approvato il
Piano, cosa facciamo operativamente per allocare in ogni ex ADA,
allocare non progettare-ideare con poteri commissariali, anche le
SRR si possono commissariare
MUSUMECI, presidente della Regione. Lo abbiamo già fatto.
CRACOLICI. Appunto Anche perché ricordo a tutti che sono società
di diritto pubblico. E' vero che operano secondo i principi del
Codice civile, ma sono società di diritto pubblico la cui
responsabilità da parte dei soci committenti e dei soci controllori
è interamente del totale. Non è un caso che uno dei nodi irrisolti,
che anche questa riforma non risolve, è il tema dei debiti. Perché
qualcuno si era illuso, già dieci anni fa, che con i rifiuti i
sindaci si liberavano del servizio e i costi erano a carico della
Regione. Perché questo è stato il giochino tutto siciliano. Salvo
poi scoprire che oggi i debiti li pagheranno i Comuni, perché la
responsabilità nelle società a responsabilità limitata, i cui soci
sono tutti soggetti pubblici, diventa illimitata. Non esiste la
responsabilità limitata in una società a capitale pubblico Quindi,
i soggetti pubblici, cioè i Comuni, sono illimitatamente
responsabili del disavanzo delle società di cui fanno parte. Anche
quindi tutta questa storiella
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si avvii alla conclusione.
CRACOLICI. Ho finito. Se si vuole per davvero affrontare i nodi,
discutiamone. Se dobbiamo fare finta di fare una riforma per
giocare a fare l'altalena, un po' avanti e un po' indietro,
onestamente noi non possiamo che dire che state perdendo tempo e
state facendo perdere tempo alla Sicilia.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Presidente
Musumeci mi sono letta il suo programma elettorale sul tema dei
rifiuti e voglio leggere alcuni passaggi: Sino ad oggi piuttosto
che valorizzare il rifiuto trasformandolo in risorsa, si è
preferito alimentare il sistema delle discariche, un sistema
clientelare oligarchico, talvolta contiguo ad associazione
criminali, che ha solo prodotto un aumento indiscriminato dei costi
di smaltimento a vantaggio di pochi e a discapito dei più.
Le scelte operate fino ad oggi nella Regione Siciliana hanno
dimostrato di essere portatrici solamente di problemi sulla salute
pubblica oltre che sull'ambiente e sull'economia pubblica e
privata.
Se si vuole essere efficienti e competitivi occorre invertire la
tendenza e trarre il massimo profitto dai rifiuti trasformandoli in
risorsa, reimmettendo nel ciclo produttivo ogni elemento
recuperabile piuttosto che semplicemente collocarlo in una
discarica come rifiuto.
La riforma del settore rifiuti avverrà attraverso l'adozione di un
piano rifiuti che prevede modifica al sistema di raccolta
differenziata, riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti,
la riduzione dei rifiuti, ecc..
Lei, poco fa, ha parlato di discontinuità, io credo che se ci
fossero stati alla base questi concetti in questa riforma avremmo
potuto parlare di discontinuità ma credo che non si possa fare.
Visto e considerato che questo disegno di legge andrà avanti e si
discuterà in Aula io ci tenevo a mettere in evidenza un emendamento
che abbiamo presentato con i colleghi sulla distanza dal centro
abitato.
Lei è di Catania, anche io sono di Catania, sono di Misterbianco e
lei sa benissimo cosa vivono le persone a Misterbianco e a Motta
Sant'Anastasia, è una situazione tragica, insostenibile, davvero,
io porto qui il grido di dolore di questa gente, di noi che viviamo
lì, in quelle zone, perché oggi è davvero anacronistico parlare
ancora di discariche, di rifiuti, di inceneritori, poco fa qualcuno
ne ha parlato, bisogna fare delle scelte davvero drastiche per
potere invertire la tendenza e abbiamo fatto un emendamento con i
colleghi che aumenta la distanza dal centro abitato.
Si ricorda che, ad agosto, c'è stato il rinnovo dell'Aia, aveva
detto che avrebbe tenuto un tavolo, io non so a che punto sia
questo tavolo, chiedo a nome mio ma a nome dei cittadini, dei
territori a che punto siamo per andare a fondo su questa questione.
PALMERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALMERI. Grazie, signor Presidente, assessori, gentili colleghi.
Non ripeterò criticità, quanto già detto dai miei colleghi del mio
Gruppo parlamentare, abbiamo chiesto d'altro canto di portare il
disegno di legge nuovamente in Commissione, volevo inserire un
altro argomento in quest'Aula ossia quello delle direttive
sull'economia circolare in quanto la Camera dei deputati ha
approvato nell'ottobre 2019 un disegno di legge di recepimento di
ben 26 Direttive, tra queste ci sono le quattro Direttive
Pacchetto economia circolare che appunto cambiano completamente
il concetto della gestione dei rifiuti, in particolare una di
queste Direttive modifica la Direttiva sui rifiuti quindi non è un
cambiamento, una modifica di poco conto, ma è il cambiamento visto
che in particolare si sposta il nodo dalla raccolta differenziata,
comunque ribadendo l'importanza fondamentale del porta a porta, al
mono materiale e al recupero di materia.
Quindi, in poche parole, il piano rifiuti cessa di esistere perché
questa è semplicemente introduttivo del piano dell'economia
circolare. Sicuramente sono molte le cose che cambiano, vengono
introdotte anche nuove definizione sul concetto, lei assessore
sicuramente ne è al corrente, le definizioni di rifiuti urbani,
rifiuti non pericolosi, cambiano anche le scadenze e le percentuali
che non entrano più nell'ambito della raccolta differenziata ma
nell'ambito di materia da riciclare e da recuperare negli imballi e
quindi io comunico che sto per presentare un disegno di legge
sull'economia circolare e invito tutti i Gruppi a farlo, anzi
chiedo al Presidente e all'assessore un impegno, quello che una
volta approvata questa legge, se verrà approvata, di impegnarci
tutti ad andare verso l'approvazione di una legge sull'economia
circolare, perché si rischia, ahimè, di approvare una legge che
verrà superata nel momento in cui sarà approvata.
Poi, se mi consentite, vorrei fare una riflessione sulla materia
dei rifiuti in generale. Io, insieme al mio Gruppo parlamentare,
siamo impegnati in un back market tecnologico ed economico sulle
varie istanze di impiantistica che sono state presentate in
Sicilia, perché sono stati tanti i pacchi' che abbiamo rischiato
di ricevere in Sicilia, come inceneritori che sono stati spacciati
per altro, impianti che venivano spacciati come impianti a
biometano ed invece erano degli inceneritori. Ci vengono, appunto,
propinati dei pezzi di vetro spacciandoli come l'oro per la nostra
terra. Quindi siamo sempre stati vigili affinché il gruppo
economico di turno, spalleggiato magari da qualche partito,
portasse avanti queste iniziative spacciandole per oro, invece
erano altro.
Lei, giustamente, Presidente ha citato il caso Arata. Io sono
testimone, grazie a delle battaglie che ho condotto sul mio
territorio insieme a dei comitati cittadini ed insieme a delle
associazioni ambientali, abbiamo denunciato alcune di queste
iniziative, proprio il caso Arata è venuto fuori grazie a queste
battaglie che abbiamo condotto. Abbiamo fatto le sentinelle del
nostro territorio, siamo testimoni di quanto la corruzione, ma non
soltanto la corruzione, Presidente, devo dire anche la poca
trasparenza, devo dire anche la burocrazia, del peso che possono
avere nel ritardare delle istanze pubbliche per la realizzazione di
impianti virtuosi nel nostro territorio per facilitare e per
avvantaggiare al contrario degli esempi a cui mi riferivo prima.
Perché la poca trasparenza? Perché venivano spacciati per altro,
quindi gli iter autorizzativi, ecco, credo che la priorità oggi in
Sicilia sia proprio incidere su delle pianificazioni pubbliche che
funzionino perché devono essere le pianificazioni pubbliche che poi
devono dire al privato quello che deve fare e mai al contrario come
succede oggi. Non deve essere il privato a dirci quali sono le
esigenze, le priorità ed i fabbisogni della Sicilia, ma devono
essere le pianificazioni pubbliche che devono stabilire tutto
questo.
Quindi concludo dicendo questo: la priorità dovrebbe essere
quella, però mi auguro che, attraverso questo percorso che stiamo
avviando, si possano andare a sciogliere quelle che sono le vere
esigenze e le vere priorità della Sicilia e quindi, ad esempio, il
disegno di legge sull'economia circolare mi auguro che sarà il
passaggio successivo ed immediato perché l'economia entra nel
discorso che sto facendo, l'economia dei territori, noi dobbiamo
andare a valorizzare le economie dei territori, i fabbisogni e le
priorità dei territori e non il fabbisogno dei privati.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, alcune
considerazioni. La Sicilia ammette di essere in emergenza rifiuti
nel 1999 approvando una ordinanza, la n. 2983, la prima di una
lunga serie, oserei dire. Successivamente si approva la legge 9 nel
2010 che si vantava di essere la panacea di tutti i mali, questa
legge doveva finalmente risolvere il problema dei rifiuti in
Sicilia, ma come sappiamo non è stato così e sono passati ben 9
anni.
Adesso, proprio con l'ordinanza dell'8 marzo, la n. 513 del 2018,
quindi l'ennesima ordinanza, lei Presidente riceve i pieni poteri
per portare avanti sei interventi che, speriamo, prima o poi, che
il miracolo arrivi e possano vedere la luce. Perché tutto questo?
Perché se in tutti questi anni non siamo mai veramente riusciti ad
uscire dall'emergenza rifiuti, neanche con la legge 9/2010, come
possiamo sperare di farlo con questa legge quando ancora si devono
completare i passaggi sia di personale che di impiantistica dalle
ATO alle SRR e, quindi, quante ordinanze dovremo ancora vedere e
subire prima che questo benedetto miracolo avvenga. Non lo so,
fatto sta che, comunque, la Sicilia, ad oggi, secondo gli ultimi
dati ISPRA ha una quantità di rifiuti pro-capite inferiore alle
altre regioni, di poco, 457 chili per abitante ma nella raccolta
differenziata è il fanalino di coda di tutte le altre regioni con
un 22 per cento, quando abbiamo la Lombardia con il 70 percento, il
Veneto con il 74 percento e via dicendo e la media nazionale si
aggira intorno al 55,5 per cento.
Quindi a noi, effettivamente, serve urgentemente risolvere il
problema dei rifiuti, però non penso che questa sia la strada
giusta perché se, ad oggi si era arrivati, e questo non perché lo
dice il Movimento Cinque Stelle, ma noi l'abbiamo audito in
Commissione, è da più di un anno che facciamo audizioni e
ascoltiamo tutti i soggetti interessati: i sindaci, i commissari,
liquidatori e ad oggi questo sistema delle SRR finalmente stava
iniziando a completare un percorso e a vedere, praticamente, i
primi frutti per potere essere operativo e poter realizzare i Piani
d'ambito e noi lo stravolgiamo in questo momento ricominciando ex
novo, con una nuova riforma, che ci pone nuovamente punto e a capo
e, soprattutto, quello che hanno evidenziato anche i miei colleghi,
noi crediamo, appunto, in ambiti di prossimità all'impiantistica,
quindi sia impianti, diciamo, già realizzati che nuovi.
Un ambito di prossimità ottimale legato esclusivamente alla natura
amministrativa del territorio non è funzionale, per esempio uno dei
sei interventi che lei ha citato prima, che è quello di Vittoria -
che a quanto pare è stato assegnato il bando - perché Gela non può
conferire a Vittoria che è attaccata e a due passi, ma deve dare
conto a Caltanissetta? Questa è una cosa, per esempio,
inspiegabile, considerando che l'impianto di Vittoria sarebbe non
solo autosufficiente per il territorio ma potrebbe raccogliere
anche rifiuti dall'interland.
E questa è una delle cose, e metto anche in evidenza delle cose
che in questo piano rifiuti mancavano: per esempio non veniva
chiarito come risolvere il problema delle bonifiche, o lo
smaltimento dei rifiuti speciali, non si faceva cenno, per esempio,
allo smaltimento dei teli pacciamanti, delle plastiche delle serre,
un'impiantistica che, come sappiamo, manca e che proprio in questi
giorni, - è notizia di cronaca - abbiamo scoperto essere gestita
dalla mafia, con 15 arresti eccellenti proprio nella zona della
fascia trasformata; e gli agricoltori lì ancora mi chiedono dove
smaltire tutte queste plastiche: bruciarle come avviene fino ad
oggi con le fumarole? Seppellirle sotto la spiaggia di Macconi? O
pensare di inserirle nella riforma? Cose che, appunto, mancano ma,
sicuramente, saranno oggetto di approfondimenti con gli
emendamenti.
Però, ecco, questa è la considerazione che faccio: questa riforma
ha un ulteriore passaggio che sicuramente poteva mancare e la
Sicilia migliorando semplicemente la legge 9 del 2010 poteva già
essere operativa per lavorare a dei piani, appunto, dei rifiuti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io speravo che oggi il
Governo accettasse la proposta del rinvio in Commissione, ma non
per perder tempo ma per far prima e soprattutto per far meglio,
perché i colleghi che sono intervenuti prima di me hanno già
evidenziato alcuni profili di grande incoerenza di quella che
dovrebbe essere una riforma del settore dei rifiuti per risolvere
l'emergenza che purtroppo la Sicilia vive da troppi anni, ma che in
realtà si presenta come un insieme di norme, spesso anche
contraddittorie tra di loro.
È vero che abbiamo, peraltro, in questo momento in discussione in
Parlamento nazionale norme spesso anche contraddittorie tra di
loro.
E' vero che abbiamo, peraltro, in questo momento, in discussione,
in Parlamento nazionale, le direttive nn. 849, 850, 851 e 852, il
cosiddetto Pacchetto di economia circolare , così come diceva bene
l'onorevole Palmeri, che sono direttive che cambieranno l'assetto
complessivo dell'ordinamento in materia di raccolta e smaltimento
dei rifiuti nel nostro Paese.
In qualche modo, sarebbe stato anche bene tenerne conto, anzi
indubbiamente per questa riforma di cui si discute, e capire anche
i tempi di approvazione a livello di Parlamento nazionale.
E' una riforma che non piace a nessuno, onorevole Presidente. A me
dispiace, io so che lei è pure spesso presente sui territori,
incontra amministratori locali, mi chiedo come mai non se ne sia
reso conto. Noi abbiamo ascoltato tanti sindaci, tanti assessori
addetti al settore, consiglieri comunali, territori molto
preoccupati per quello che questa riforma propone. Hanno lanciato
grida di allarme, si sentono abbandonati, a dire il vero forse lo
sono stati da questo Governo per troppo tempo, hanno difficoltà a
trovare risposte, al di là della cortesia, del garbo e delle
competenze dell'assessore Pierobon, perché questo Governo non ha
adottato alcune scelte, a mio avviso, strategica, di fondo,
necessarie che riguardano, per esempio, il Piano dei rifiuti.
Lo diceva bene l'onorevole Fava, a proposito del dubbio che ancora
alleggia su termovalorizzatori sì, termovalorizzatori no,
inceneritori sì, inceneritori no. Ma si può discutere una riforma
dei rifiuti in Sicilia se il Governo non scioglie questo nodo,
preliminarmente? Cioè, se preliminarmente il Governo non affronta e
non scioglie il nodo del Piano dei rifiuti di questa Regione
perché, al di là di quello che si scrive nel disegno di legge, sarà
poi il piano a decidere se ci saranno o meno i termovalorizzatori o
gli inceneritori - a seconda delle tipologie.
Allora, io penso che questo Parlamento avrebbe il diritto di
saperlo, preliminarmente.
Io credo che il Governo della Regione avrebbe dovuto, prima di
proporre questo disegno di legge alla discussione del Parlamento,
proporre un dibattito al Parlamento e, possibilmente, scelte
condivise proprio sul Piano dei rifiuti che, invece, è il grande
assente di una riforma che, senza il piano dei rifiuti, non sta in
piedi. Si sta cercando di costruire un edifico che non ha
fondamenta perché, appunto, il piano, di cui si discute o si
sussurra - è meglio dire - non è ancora stato approvato. Il
Ministero dell'ambiente ha formulato una serie di valutazioni -
credo 35 pagine, il documento che ho io - che meriterebbero
un'analisi, una discussione, un approfondimento. Vorremmo anche
sapere il Governo regionale come ha risposto al Ministero rispetto
a queste osservazioni che il Ministero ha formulato.
Il piano non è ancora approvato, da parte del Ministero ed io
condivido - come diceva l'onorevole Trizzino - che nel disegno di
legge vi sono perfino norme in conflitto che generano un conflitto
anche fra il piano e le autorità di gestione, le ADA, perché se si
legge al comma 5 dell'articolo 3 che Al fine di garantire la piena
partecipazione e la condivisione del piano regionale dei rifiuti è
emanato, sentita l'ANCI nonché le autorità di governo d'ambito dei
rifiuti evidentemente si pensa che le autorità di governo d'ambito
dei rifiuti nasceranno prima del piano, se devono essere sentite ai
fini della formulazione del piano stesso. Ma, se poi si va, invece,
all'articolo 15, comma 5, si legge che Le ADA predispongono i
piani d'ambito dei rifiuti urbani nel rispetto delle previsioni
contenute dal piano regionale di gestione dei rifiuti .
Allora, io credo che per, non dico per correre - perché in realtà
se qualcuno ha perso tempo è proprio il Governo - ma al punto in
cui siamo, una riforma così delicata merita, necessita di un
approfondimento in Commissione proprio per sciogliere questi nodi,
evitare queste contraddizioni e garantire anche un lavoro in Aula
che possa essere meglio condiviso.
Oggi ci è stata distribuita una Nota di lettura del Servizio Studi
dell'Assemblea regionale siciliana, che ovviamente leggeremo con
attenzione, avremo modo di apprezzare, come sempre facciamo -
sicuramente sarà un lavoro importante, che sarà stato predisposto
dagli Uffici dell'Assemblea - ma è troppo chiedere almeno di avere
il tempo di leggerla prima di affrontare la discussione generale?
Avremmo avuto il tempo di leggerla se avessimo potuto rinviare il
disegno di legge in Commissione o, quantomeno, se questo Governo
dimostrerà la buona volontà di non passare immediatamente alla
votazione, per consentire un approfondimento anche di quello che
prevede la Nota di lettura, perché io credo che alcune delle prime
considerazioni, che ho già avuto modo di guardare, siano
assolutamente fondate e di queste bisogna tenere conto anche per
l'esame del disegno di legge.
E' stata annunciata, da parte del Presidente della Regione e da
parte dell'onorevole Savarino, presidente della IV Commissione, la
riscrittura di tre articoli che non sono tre articoli così,
diciamo, più o meno superflui del disegno di legge, ma sono tre
articoli che rappresentano il cuore della riforma che ci proponete:
e sono l'articolo 16, l'articolo 24, l'articolo 35. Ma è troppo
chiedere, Presidente Di Mauro, che le riscritture di questi
articoli siano preliminarmente consegnati al Parlamento, affinché
se ne possa anche tenere conto per la discussione generale? O
dobbiamo scoprire dopo che ci siamo fatti la discussione generale
sugli articoli 16, 24 e 35, che sono cambiati, che prevedono
qualcos'altro, che le S.R.R., che qui vengono proposte da
liquidare, improvvisamente possono diventare società in house. E
quando dovremmo discuterlo questo? Quando si passa al voto?
Allora, Presidente Musumeci, io ho risposto garbatamente alla sua
richiesta di confronto dicendo che, a mio avviso, il confronto è il
Parlamento, è la Commissione parlamentare. Ma voglio anche essere
un po' più chiaro su questo. A me interessa non solo il confronto
con il Governo, perché se si può trovare la condivisione su qualche
punto senz'altro è bene per la Sicilia. Noi siamo d'accordo che gli
impianti siano pubblici. Questo, a mio avviso, è un punto di
partenza condiviso da cui sbaglieremmo a derogare per condividere
il punto centrale del Piano dei rifiuti, che deve essere condiviso
ancor prima di discutere la riforma che in quest'Aula si sta
cominciando a discutere. Ma io di questo non voglio parlare solo
con il Governo e per questo abbiamo detto no al suo invito, per
discutere - e lo stiamo facendo qui questa sera - perché voglio
confrontarmi anche con i deputati della maggioranza, con i deputati
dei Gruppi parlamentari che sostengono questo Governo; perché io ho
incontrato sindaci di centrosinistra, sindaci di movimenti civici,
sindaci del Movimento Cinque Stelle, sindaci di centrodestra e ho
sentito preoccupazione nelle loro parole. Sindaci del suo
movimento, Presidente Musumeci, preoccupati per quello che prevede
questa riforma.
E allora è bene che questo confronto lo si faccia qui, in
Parlamento, perché io voglio anche sentire cosa dicono i deputati
del centro destra che sostengono questo Governo. Perché io credo
che questa non è una riforma dove bisogna ricompattare la
maggioranza, magari discutendo di qualche rimpasto. Mi rifiuto di
crederlo, e che possa essere nelle intenzioni del Governo, e che
possa essere qualcosa di condiviso dai parlamentari anche del
centrodestra, perché questa è una riforma che riguarda la vita dei
cittadini, che riguarda la salute della gente, che riguarda la
stessa possibilità di sviluppo per la nostra Regione: il turismo.
Certamente i turisti vogliono città pulite e ancor prima dei
turisti hanno il diritto ad avere città pulite i nostri
concittadini siciliani.
E allora io mi auguro che anche da parte del centrodestra possano
emergere delle proposte, possa esserci un confronto vero e per
questo, io credo che vada valorizzata anche la proposta di un
approfondimento formale in Commissione Ambiente' o anche
informale, questo Governo può anche proporre, - questa è la mia
proposta - che domani non si passi alle votazioni del disegno di
legge ma che anche informalmente, così come è già stato fatto per
esaminare gli emendamenti, possa esserci ancora una settimana di
tempo per approfondire il confronto in Commissione anche per
guardare queste riscritture degli articoli 16, 24 e 35, perché lo
trovo perfino offensivo che si siano convocate due giornate di
lavoro di Commissione senza che i commissari, i componenti della IV
Commissione, almeno, abbiano potuto prendere visione quelle che
sono le nuove proposte della maggioranza, le nuove proposte del
Governo e, allora, ascoltiamoli i sindaci, non si possono trattare
i sindaci dicendo loro se non riuscite a conferire esportateli
all'estero i rifiuti , come se un piccolo comune di tre, quattro,
cinquemila abitanti avesse la possibilità di decidere di conferire
i rifiuti in Germania o non so dove, non è possibile dire ai
sindaci eh, se non raggiungi i limiti di differenziata rischi lo
scioglimento , anche questo il Governo ha fatto per poi
fortunatamente tornare sui propri passi e noi su questo siamo
intervenuti lo scorso anno. Onorevole Presidente, non è possibile
che anche i Dirigenti dell'Assessorato dicano ai sindaci la colpa
è vostra , avreste dovuto realizzare gli impianti, non li avete
realizzati e adesso da noi cosa volete , la realizzazione degli
impianti, ben sappiamo, che non può essere affidata ai sindaci se
ancora non c'è neanche un piano dei rifiuti che sia stato approvato
degno di questo nome.
Allora, io credo che alcuni degli spunti che sono emersi anche
sul possibile ruolo che possono avere le S.R.R. meritano un
approfondimento ma a carte scoperte, mi rifiuto di parlare di una
riforma di cui ancora non conosciamo il cuore degli articoli di
riscrittura di cui qui oggi ci avete parlato, perché davvero lo
trovo offensivo per questo Parlamento.
Il principio dell'autosufficienza: intanto, a mio avviso, il
mondo non si suddivide in province, perché se si parla di ambiti
territoriali ottimali è proprio perché non è detto che i confini
degli ambiti territoriali ottimali debbano coincidere con i confini
amministrativi delle ex province e delle città metropolitane o dei
liberi consorzi comunali, perché, certo, sarebbe idealmente
auspicabile se il ciclo dei rifiuti si concludesse in ogni singola
provincia, ma ciò sappiamo bene che richiede, ovviamente, anche la
presenza degli impianti in ogni provincia, e che questo
ragionamento fa a pugni con economia di scala che si possono
realizzare proprio a beneficio delle tariffe riducendo il costo del
servizio che i cittadini pagano, proprio tenendo conto degli ambiti
territoriali ottimali, perché una cosa è la provincia di Palermo o
di Catania, altra cosa ovviamente è la provincia di Enna o di
Caltanissetta per numero di abitanti o per condizioni orografiche o
per il sistema dei trasporti o quant'altro influisce pure sul
sistema dell'impiantistica sui territori.
Concludo, io credo che la legge 9 laddove è stata attuata bene
funziona, merita e necessita di adeguamento e di aggiustamenti, ma
che state aprendo una pericolosa crisi al buio del sistema dei
rifiuti tentando di cancellare con un colpo di spugna il sistema
delle SRR che laddove stanno cominciando a funzionare danno
risultati, avviando una fase del tutto anomala di transizione
dall'attuale sistema al nuovo, dove non si capisce neppure
esattamente chi dovrà governare questa transizione, e quando
arriveremo al merito degli articoli ne parleremo, e c'è il tema che
poneva bene l'onorevole Barbagallo, chi pagherà i debiti degli ATO?
Il miliardo e settecento milioni di cui prima si parlava, qual è la
proposta del Governo? Chi paga? Pagano i comuni, pagano ancora i
cittadini?
Ma davvero volete mandare in dissesto tutti i 390 comuni della
nostra Regione accollando loro i debiti maturati dagli ATO? Il
miliardo e settecento milioni di cui anche la Corte dei conti ha
parlato? Io penso che questo è impossibile.
Ed allora, se avete proposto ulteriori 40 emendamenti addirittura
annunciati qui delle riscritture, noi siamo pronti al confronto
comma per comma, ma credo che sia interesse della Sicilia, ancor
prima che delle forze parlamentari qui presenti, avere la
possibilità di approfondire ancora per una settimana in Commissione
Ambiente il contenuto degli emendamenti annunciati, di quelli
presentati e del disegno di legge.
Presidente Musumeci, lei ha una capacità: intervenire con grande
eleganza. Ha aperto i lavori di questo Parlamento facendo appello
alle forze parlamentari di opposizione rispetto ad un'opportunità
di confronto e noi questo invito lo apprezziamo e tendiamo a
valorizzarlo attraverso il confronto parlamentare, confermando
comunque la nostra contrarietà di fondo all'impianto della riforma
che voi qui oggi ci presentate; ma, ripeto, vediamo queste norme di
riscrittura che avete annunciato, ma poi anche la capacità ad un
certo punto anche di offendere i Gruppi parlamentari perché non c'è
qui, per quanto mi riguarda un partito dei perditempo , come lei
ha detto. Lei questo, onorevole Presidente della Regione, non lo
può dire
MUSUMECI, presidente della Regione. Qui no Ho detto fuori
dall'Aula
LUPO. Non lo può dire Io la invito questo a precisarlo che non si
riferiva a nessuna delle forze parlamentari qui presenti. Se
parliamo di chi è fuori da questo Parlamento noi siamo d'accordo
con lei a tutelare gli interessi dei siciliani contro chiunque
possa avere interessi contrari agli interessi dei siciliani e le ho
già risposto.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, si avvii alla conclusione.
LUPO. Siamo pronti al confronto sull'impiantistica pubblica, ma se
davvero lei questo vuole farlo, ha il dovere, prima di parlare
della riforma dei rifiuti, di parlare in questo Parlamento del
piano dei rifiuti che il suo Governo intende adottare.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
Hanno chiesto, poi, di parlare gli onorevoli Foti, Pagana,
Figuccia e Dipasquale.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori della
Giunta, ho attentamente seguito il dibattito che si è sviluppato in
quest'Aula a partire dalla esaustiva relazione che ha svolto il
nostro Presidente. Interventi che sono stati di natura politica e
interventi di natura tecnica.
Io preferisco riferirmi agli aspetti più prettamente politici di
questa legge e agli interventi che hanno rimarcato gli aspetti
politici, perché sul piano della questione più pertinente alle
competenze tecniche, immagino che l'Assessore voglia dire la sua e
noi attendiamo anche che con la sua assoluta competenza possa
chiarire quegli aspetti che volutamente qualcuno ha cercato anche
di confondere; perché sembra che in questi 29 incontri che abbiamo
fatto in Commissione ci siamo stati solo io, la presidente, qualche
altro componente della maggioranza, ma non ci siano state le
opposizioni che hanno, invece, insieme anche a noi, certamente
dibattuto a lungo questo disegno di legge.
È vero, sono 24 mesi che si è insediato il Governo Musumeci, ma io
voglio ricordare che quando si è insediato questo Governo avevamo
sul capo una spada di Damocle che era quella firmata con decreto
dell'allora Presidente del Consiglio dei Ministri Gentiloni il
quale imponeva a questo Governatore della Sicilia di prendere la
via dei rifiuti per l'estero, per chissà dove, da portare ovunque,
ma non certamente da governare in Sicilia con estreme difficoltà.
Ebbene, in 24 mesi quella ordinanza, quel decreto non non ha
trovato applicazione in Sicilia e certamente lo si deve alla
determinazione, alla forza, all'autorevolezza di questo Governo e
del suo Presidente che, in maniera indiscutibile e indiscussa, ha
evitato di caricarsi di oneri e di risorse che certamente avrebbero
ulteriormente aggravato la condizione di povertà nella quale noi ci
troviamo e non certamente perché non siamo persone virtuose, non
perché c'è una casta che ha dilapidato chissà quali tesori, ma
perché ci sono responsabilità che, ovviamente, pesano oggi su
questo Governo anche in relazione ai conti che avrebbero dovuto
essere chiari già a partire dal 2015 e che qualcuno ha dimenticato
invece di chiarire nella maniera più adeguata.
E noi oggi stiamo affrontando con grande senso di responsabilità e
con senso dell'onore di fronte ai cittadini siciliani questa
vicenda. La stiamo affrontando sapendo non di volere mettere una
bandierina con una legge fatta in qualsivoglia maniera, ma di
volerci mettere la faccia. Sì, io da Presidente del Gruppo UDC
insieme ai miei colleghi e insieme a questo Governo e con orgoglio
dico: grazie Presidente Musumeci, grazie Assessore Pierobon di
avere voluto fare questa scelta di impegno morale di rimettere mano
a questo sistema , un sistema ingovernabile.
Io ricordo che i primi giorni quando ci siamo insediati
all'interno della Commissione presieduta con una competenza e, devo
dire, anche con ammirevole capacità di dialogo che, forse, io non
possiedo, gliela riconosco tutta a Giusi Savarino, perché è capace
di parlare con chiunque, di non arrabbiarsi mai, di non perdere mai
la pazienza, e questa è una dote estremamente importante che va
sottolineata perché ha saputo accogliere gli emendamenti, i
suggerimenti, delle opposizioni così come della maggioranza senza
mai essere di parte, facendo e svolgendo un ruolo prettamente
istituzionale all'interno, ovviamente, di quella che è la
responsabilità di sostenere il proprio Governo, e noi ce ne
assumiamo la responsabilità, altroché
E lo vogliamo dire ai siciliani, vogliamo mettere ordine perché i
primi atti sui quali la Presidente Savarino ci ha impegnato nella
discussione che avviava questo percorso - ancora forse non c'era
nemmeno l'Assessore Pierobon o si stava appena insediando - i primi
atti che sono stati trasmessi a noi commissari sono stati la
relazione della Corte dei conti, la relazione dell'ANAC, e questi
atti hanno messo in luce, veramente in modo vivo e anche
drammatico, tutte le criticità che si registravano all'interno del
sistema della gestione dei rifiuti così come era stato concepito da
chi ha governato fino a ieri, non ce lo dobbiamo dimenticare, e io
ho apprezzato l'onorevole Cracolici che con grande onestà ha detto
alcune cose.
Io non sono per puntare l'indice accusatore, ma non ci sto nemmeno
a dire che questa è una storia diversa da quella che ho vissuto in
Commissione; sembra che dagli interventi che sono emersi
soprattutto dalle opposizione che ormai essendosi riunite tra di
loro pensano di stravolgere i fatti.
I fatti sono altro, lo dimostrano i verbali, abbiamo 29 verbali
che dimostrano come si è lavorato in Commissione, con quale spirito
di costruzione di un progetto che serviva tutta la Sicilia e a
tutti i siciliani, per abbassare i costi, per aumentare la
differenziata, per evitare che le cifre che ovviamente sono a
carico dei cittadini fossero anche diverse, possono essere diverse.
Abbiamo lavorato con l'obiettivo strategico non di una, io sento
dire parole che non hanno senso, mettere bandierine piuttosto che
fare eseguire una semplice riforma in accettazione di quelle che
sono le norme nazionali, no Qua noi mettiamo mano ad un sistema
totalmente stravolgendo i criteri con cui erano stati concepite le
norme precedenti perché inapplicabili quelle norme, ce lo dice la
Corte dei conti, ce lo ha detto l'ANAC.
Allora, è questa la logica con la quale noi vogliamo lavorare, e
vogliamo lavorare continuando a dialogare con le opposizioni. Fino
a questa mattina abbiamo lavorato su alcuni articoli che sono stati
più volte citati dalle opposizioni per vedere come, appunto,
acquisirli, farli nostri, renderli compatibili con l'impianto della
legge senza che ne stravolgessero in toto il significato e ciò che
noi vogliamo fare.
Bene, siamo ancora qui, siamo sempre qui, siamo sempre gli
stessi, signor Presidente, siamo sempre gli stessi, lo dico a voi
cittadini perché ognuno qui recita un parte. Io credo che dovremmo
stare tutti dalla stessa parte quando si tratta di difendere gli
interessi dei cittadini, non ci possono essere qui cittadini che
vengono difesi da taluni e cittadini che vengono lasciati a morire
o sindaci con i quali noi non possiamo parlare perché ci parlate
voi, perché a voi si rivolgono. E perché non si rivolgono a noi.
Quante volte li abbiamo auditi in Commissione Quante audizioni
abbiamo fatto con tutti i rappresentanti delle istituzioni, delle
SRR
E quando qualcuno dice che noi non sappiamo cosa vogliamo fare, mi
vengono i brividi, signor Presidente, perché quello che vogliamo
fare è molto chiaro. Noi certamente vogliamo difendere l'idea di un
sistema di raccolta, indifferenziata, di riciclaggio di questi
rifiuti, di capacità di fare, di governare un sistema che oggi,
invece, è espressione di un'anarchia gestionale, di un'anarchia
normativa perché questo dobbiamo dire, con questo dobbiamo dire la
verità, oggi noi vogliamo mettere ordine a tutto questo, lo stiamo
facendo con una legge che lei ha detto bene, non è il Vangelo, il
Vangelo si crede per fede; qui noi, invece, al contrario, non
chiediamo atti di fede, noi chiediamo atti di responsabilità,
signor Presidente, atti di responsabilità. Ed io la ringrazio
perché lei questa responsabilità se le è assunta; altro che azioni
declamatorie da inizio Legislatura Questa è una legge, questa è
una riforma e, se mi consentite, è la più importante delle riforme
perché incide non solo sulle tasche dei cittadini, ma anche sul
futuro di questa terra che noi vogliamo pulita e libera dai
rifiuti, pulita e libera dalle mafie, dalle infiltrazione del
sistema che ovviamente lasciato ingovernato è facilmente anche
corruttibile.
Mi chiedo, Presidente Savarino la rivolgo a lei la domanda, ma
quando si è insediata la Commissione Antimafia e anticorruzione,
non l'abbiamo noi spedito, non le ha spedite lei le relazioni che
sono state prese in esame dai commissari, proprio quelle della
Corte dei conti, dell'ANAC, al collega Fava? Che è bravo a fare i
suoi interventi in Aula, però peccato che poi non ascolta cosa
succede. A tutti piacerebbe fare il proprio intervento e andarsene.
Questa capacità di essere anche vanitosi di fronte a chi ci ascolta
è propria della politica di chi fa politica, però bisognerebbe
anche attivare la capacità e la competenza all'ascolto; e l'ascolto
vero ci viene dai territori, l'ascolto vero ci viene da chi soffre
una condizione nella quale l'ambiente va tutelato, signor
Presidente, e questa legge che individua un ambito ben preciso
all'interno del quale il ciclo dei rifiuti che si consumano deve
trovare, come dire, ogni fattore performante, lo chiamiamo così in
modo improprio, non sono un tecnico e i miei studi sono classici,
umanistici, ogni tanto con Giusi diciamo: bene, questi emendamenti
vengono da chi ha fatto studi classici o umanistici, questi vengono
da chi ha più un taglio tecnico . Io ovviamente rispondo a questa
visione umanistica ed è una visione importante, signor Presidente,
perché è la visione della Sicilia che vogliamo, dell'umanità che
noi vogliamo rappresentare, è la visione della capacità di dare
risposte vere ai cittadini che sono i protagonisti dei loro
diritti, a questi diritti dobbiamo intitolare la nostra storia
politica, noi dobbiamo servire la nostra Terra, lo facciamo e lo
vogliamo fare attraverso la capacità di scrivere e fare le leggi.
Questo è il nostro ruolo, questa è l'Aula del Parlamento regionale
siciliano, cari colleghi. Ed è vero, domani saremo giudicati.
Giudicati, spero, non per l'odio contro la casta, non per chi fa
demagogia sui privilegi e su presunte capacità di avere denaro da
parte dei politici, ma sulla capacità che hanno i politici di farsi
carico della responsabilità, di dare risposte, di scrivere norme
adeguate ai loro diritti, di sostenerli nel percorso virtuoso, di
realizzare una Terra veramente libera, signor Presidente, libera
dalle mafie, libera dalle corruzioni ma anche libera - me lo dovete
consentire - dalle ipocrisie di chi recita ruoli, perché comunque
qualcuno ci deve vedere e qualcuno deve applaudirci. Io non
appartengo a questa schiera. Il Presidente sa, e lo sa veramente,
come avrei potuto farmi bella di fronte ai miei elettori trapanesi
per alcune vicende
CRACOLICI. Ma lei è bella Non ha bisogno di farsi bella
LO CURTO. Grazie
Ed invece in silenzio, signor Presidente, in silenzio ho lavorato
perché quello che mi interessa realizzare è ciò che serve al
territorio, a questa Terra. E le dico grazie ancora ma sono anche
orgogliosa di metterci la mia faccia insieme a lei, insieme a tutto
il suo Governo, insieme all'Assessore Pierobon.
E voglio dire all'onorevole Lupo un'ultima cosa: ricordi che su
quelle osservazioni dal Ministero dell'ambiente, ebbene, proprio il
primo a dovere fare quattro passi indietro, mi ricordo come venne
l'onorevole Trizzino con tutti quei fogli a dire che il Piano dei
rifiuti era tutto da rifare, tutto bocciato. Noi costernati, non
sapevamo cosa pensare, salvo poi a scoprire, perché lo ha
pubblicamente detto con l'onestà che certamente connota il suo
operato, il Ministro Costa ha detto Io mi dissocio , io mi
dissocio da queste osservazioni.
Allora, signor Presidente, smettiamola - lo dico ai colleghi - di
recitare la nostra parte. Siamo tutti bravi ad essere attori. Però,
io dico che saremo certamente molto più bravi e molto più
apprezzati perché concretamente avremo fatto il nostro dovere.
Grazie, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, non lo
nascondo ma questa discussione generale durata quasi tre ore più
che chiarirmi le idee, per alcuni aspetti, me le ha confuse, perché
ho sentito colleghi della maggioranza e dell'opposizione da una
parte tranquillizzare di aver tenuto pezzi della legge n. 9 che
funzionano, dall'altro di essere un prodotto originale di questo
Governo che immagino non abbia per se stesso l'aspettativa di
essere il deus ex machina che riesca a risolvere tutti i problemi.
Una opposizione, anche da parte del mio Gruppo, sostiene da una
parte di avere lavorato, ma dall'altro di non essere riuscita a
fare entrare dei concetti che però sono essenziali.
Una cosa mi sono ricordata. Mi sono ricordata quando, da
cittadina, questa Assemblea legiferò con la legge n. 9. Proprio
ricordo che mi trovavo sul divano di casa mia, ho cominciato a
leggere questo testo e ho detto: caspita qui abbiamo risolto il
problema Riuso, riduzione, riciclo, controllo, tariffe controllate
per le discariche, sistemi per rendere efficiente, efficace ed
economico quello che poi negli anni si è dimostrato essere una
rocambolesca corsa contro le emergenze. Perché grande per quanto
sia la questione, complessa, alla fine poi si risolve tutto con
quel stramaledetto sacchetto dei rifiuti che tutte le famiglie
mettono fuori ogni mattina da casa e che si vuole subito sparisca
dalla propria vista. Ma noi qui siamo una Assemblea, siamo
legislatori, non possiamo soffermarci solo alle sensazioni che i
cittadini possono afferrare nella loro quotidianità o il problema
dei sindaci che sono sindaci nuovi e come noi hanno il diritto,
come alcuni deputati, di pensare di poter voltare pagina e dire:
ora ci sono io; prima non c'ero io, c'erano altri .
Purtroppo, dobbiamo portarci dietro anche il fardello di alcune
responsabilità, di errori che sono stati fatti da altri, di
finestre che precedentemente, soprattutto con gli ATO, hanno, come
se si desse il via libera, lo start ad una maratona di massa, dato
il via libera ad assunzioni, soprattutto in alcuni ATO, in
abbondanza, ecco diciamo così, e passaggi di personale da pubbliche
amministrazioni a soggetti che gli hanno dato dei contratti molto
più onerosi perché si passava da contratti enti locali a contratti
Federambiente che sono molto più onerosi e gran parte di quel
miliardo e sette sono personale, ma anche l'abbondanza e la
generosità di consulenze, di avvocati che sono stati utilizzati a
piene mani quasi le ATO fossero delle vacche da spremere e non
avessero un nome; ma oggi dobbiamo sapere che qualsiasi scelta
andrà a ricadere e, diciamolo chiaramente, nei cittadini, perché i
costi diretti e indiretti del presente ma anche del passato
dovranno essere riportati in bolletta. Quindi, non illudiamo i
cittadini del fatto di avere risolto e avere nascosto e sotterrato
in una scatola profonda dove nessuno la può vedere questo miliardo
e sette. Questo miliardo e sette diluito, rateizzato, spalmato,
sempre da là dovrà uscire.
Quello che ci possiamo dire e quello verso cui ci dobbiamo
impegnare, io non mi sottrarrò nel chiedere chiarimenti anche se,
Presidente, senza alcuna voglia di fare polemica, avrei preferito
che alcune situazioni si risolvessero in Commissione e non in Aula
perché l'Aula diventerà una bolgia e quello che chiedo al
Presidente, a chi condurrà l'Aula, è di fare la massima attenzione
alle riscritture, a dare dei tempi congrui perché questi sono dei
momenti, saranno momenti convulsi in cui potranno entrare
situazioni pericolose, derive pericolose che metteremo sempre sul
groppone dei cittadini.
Io spero anche e auguro a questo Governo e a quello che ci sarà
dopo, che quello che il legislatore riuscirà a fare uscire da
questo Parlamento poi venga applicato perché l'esecutivo è
fondamentale.
In questo momento ci sono anche altri ambiti fondamentali, c'è
quello autorizzativo. Lei, Assessore, fortunatamente è diventato
Assessore grazie al fatto che l'assessore lampo che l'ha preceduta
ha deciso di prendere altre responsabilità parlamentari, si è
ritrovato chiaramente in una bolgia infernale. Io comprendo la
difficoltà, in un Assessorato, in assessorati che in queste ore, in
questi mesi prendono decisioni importanti sulle procedure
autorizzative, mentre noi discutiamo. Prima l'onorevole Fava ha
chiesto: Ci sono in atto procedure autorizzative che prevedono
qualche diavoleria che somiglia ad un inceneritore? . Bene, di
richieste di autorizzazioni, di via su impianti di trattamenti di
rifiuti camuffati come impianti che producono energie rinnovabili e
che invece trattano rifiuti o che sono dei veri e propri
gassificatori basta andare sul SIV, sul sistema informativo,
mettere provincia di Catania, città di Catania per trovare la
richiesta di autorizzazione di un gassificatore per un milione e
mezzo di tonnellate, parliamo degli impianti Sicula trasporti.
E poi ricordo ancora all'inizio della Legislatura quando la
collega Palmeri per il versante occidentale ed io per quello
orientale chiedevamo proprio a lei di andare a verificare cosa
stesse succedendo, cosa c'era dietro la copertina. Perché spesso
noi leggiamo sulla copertina un bel titolo, poi andando a guardare,
approfondendo le tavole, i calcoli, gli aspetti più tecnici, chi ha
l'occhio clinico per trovare dove stanno le magagne ha scoperto che
c'erano dietro impiantistiche di tutt'altro tipo rispetto a quella
che veniva enunciata.
Non devo insegnare nulla e, quindi, chiedo che in questo
frangente, in questa fase di transizione ci sia la massima
attenzione e si chieda a questa imprenditoria che vuole occuparsi
di servizi di pubblica utilità, perché io non ce l'ho con i
privati, esistono come esiste il pubblico ed a volte lavorano anche
meglio, però devono comprendere che si tratta di servizi di
pubblica utilità che provocano nei territori fortissime tensioni e
la cui presenza arriva persino a determinare il valore di un
immobile, perché ci sono territori dove gli immobili non valgono
più nulla, immobili comprati dalle famiglia con i sacrifici di una
vita, che oggi non riescono più a collocarsi nel mercato proprio
per la vicinanza di impianti inquinanti, oltretutto spessissimo in
zone agricole, anche a zone agricole di pregio o nei pressi di zone
archeologiche. Tutto questo è assolutamente censurabile e vi prego
di non permetterlo.
Presidente, lei è stato Presidente della Commissione Antimafia,
sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più da tutte le
informazioni che lei ha incamerato in quel periodo. Durante quella
Legislatura, la scorsa Legislatura ricordo l'Assessore Marino, che
con i suoi dossier andò ad approfondire, a spaccare il capello in
quattro, mettendo in fila quello che nessuno mai aveva messo nero
su bianco; eppure quegli impianti sono ancora lì, eppure le tariffe
le decidono loro, eppure io mi immagino lei quando deve decidere -
Questi comuni vanno in una discarica che costa 100 euro, questi
comuni vanno in una discarica che costa 140 euro - come fa a
decidere e perché non si è entrati a gamba tesa, in qualche modo,
all'interno di questo meccanismo succhia soldi e soprattutto poco
trasparente.
Io voglio concludere rivolgendomi a tutti. Allora, l'ottimo è
nemico del buono, però bisogna volare alto in queste occasioni ed
io mi auguro che ci sia la possibilità di dialogare e, lo ripeto,
la massima attenzione a quello che viene messo in votazione. Non
accetterò in alcun modo che ci sia una direzione, da parte dei
Presidenti che si avvicenderanno a dirigere l'Assemblea, che
permetta che si discutano o si votino emendamenti scritti che non
si capisce bene cosa c'è scritto, che non venga dato il tempo di
esaminare con attenzione. Presidente, a volte vengono messe in
votazione alcune cose mentre si farfuglia una lettura che poi non è
esattamente chiara e a questo richiamo anche la Presidente della
Commissione.
Poi, una piccola nota a margine. Voglio pregare l'onorevole
Cracolici - che non vedo più - di chiamare l'aeroporto Falcone-
Borsellino aeroporto Falcone-Borsellino e non Punta Raisi
visto che qualcuno lo chiama in un certo modo, noi lo dobbiamo
chiamare a maggior ragione Falcone-Borsellino . Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, credo
che il dibattito si stia, poco alla volta, svolgendo - al di là
delle previsione più nere - in un clima di serenità, e credo che di
questo dobbiamo dare atto man mano che i lavori stanno svolgendosi
anche all'opposizione.
E' vero, probabilmente c'è stata una fase concitata, una fase in
cui i toni si sono alzati. Qualcuno ha detto che possono essere
stati magari tardivi gli inviti al dialogo, ma in realtà dopo due
anni di discussione in Commissione, e soprattutto dopo anni che
erano trascorsi anche rispetto alla precedente legislatura, ecco
penso che da troppi anni si aspettava, finalmente, una riforma nel
settore.
E penso che poco a poco - Presidente, l'ho colto anche parlando
tra i banchi con i colleghi - stia venendo fuori una
consapevolezza: che una cosa è la riforma di cui stiamo parlando,
che va ovviamente nel merito della semplificazione amministrativa,
che guarda ai temi delle SRR, degli ATO, degli ARO, che per troppi
anni hanno vissuto in un sistema di caos totale che oggi,
finalmente, con il nuovo sistema guardano ad una semplificazione
con nove grandi strutture; altra cosa, invece, sarà guardare al
piano dei rifiuti.
E probabilmente per questo io credo che da parte del Partito
Democratico e da parte del Movimento Cinque Stelle i toni si siano
abbassati, perché c'è, come dire, un'apertura di credito e una
consapevolezza che quella fase due verrà immediatamente affrontata
dopo e lì, inevitabilmente, considerate tutte le preoccupazioni che
sono state rappresentate rispetto agli impianti, alla tipologia, al
dove devono nascere, quella è una fase successiva che, ovviamente,
verrà affrontata.
Finalmente, e su questo in realtà con l'assessore io ho avuto un
confronto anche in queste ore, proprio ieri, si toglie ogni dubbio
rispetto alla questione dei dipendenti, siamo stati due ore in
assessorato, ci sono diversi emendamenti che sono stati presentati
da tutte le forze, apprezzate anche sul piano tecnico dagli uffici
dell'assessore, oltre che in Commissione ambiente, che tolgono ogni
dubbio; e questo è giusto che lo diciamo, perché le organizzazioni
sindacali possano, con serenità, affrontare questo tema: tutti i
dipendenti che sono a vario titolo transitati in questi anni
attraverso gli ARO, attraverso gli ATO, attraverso le SRR,
attraverso i comuni, attraverso gli affidamenti con 191, verranno
garantiti da questa norma. Anzi, con un elemento in più, che
finalmente dovranno stare dentro i contratti collettivi nazionali
di lavoro perché saranno gestiti da enti pubblici.
Io penso che maggiore sicurezza e maggiore certezza rispetto a
questo, una norma, non poteva rappresentare.
Subito dopo affronteremo il tema degli impianti, una questione io
ho rappresentato all'assessore che è quella legata alle discariche
pubbliche, gli impianti dovranno essere pubblici ma le discariche
che ad oggi sono presenti nel territorio regionale, ovviamente,
devono essere superate, ce lo chiede lo Stato, ce lo chiedono gli
interventi comunitari, già nella norma si traccia un primo percorso
per superare, presidente, questo vincolo delle 500 discariche che,
ovviamente, non sono più sopportabili.
Parlando delle grandi aree metropolitane, inevitabilmente - il
legislatore si occupa di norme di carattere generale ed astratte,
ma ciascuno vive il proprio territorio - non ho potuto che
rappresentare il tema di questa bomba che sovrasta sulla città di
Palermo che, sorta cinquanta anni fa aveva un senso, ma che oggi va
assolutamente superata; insieme all'assessore si è addivenuto alla
conclusione che nel giro di un percorso non troppo lungo si deve
arrivare alla chiusura di quella discarica che, ovviamente, sta
determinando una serie di criticità anche sul piano della salute,
però tutto questo sarà oggetto, ovviamente, del piano dei rifiuti
che affronteremo con lo stesso garbo, con la stessa attenzione
nelle prossime settimane.
Quindi, ritengo che ci siano tutte le condizioni per portare oggi
a casa una buona riforma, nella consapevolezza che finalmente
potranno essere inchiodate alle loro responsabilità quelle
amministrazioni che sono inadempienti, perché se è vero - ci
confrontavamo con la collega che fa il sindaco, Margherita La Rocca
Ruvolo, che fa il sindaco di un piccolo comune - che ci sono comuni
in questa Terra che riescono ad arrivare ad una percentuale del 75
per cento per fare raccolta differenziata; è altresì vero che non
possiamo permetterci che amministrazioni come quelle delle aree
metropolitane, Palermo in testa, con evidenti inadempienze da parte
di strutture come quelle della RAP, continuino a far vivere la
città nelle condizioni in cui vive adesso Palermo.
Per questo l'appuntamento su questi temi - a partire dalla
chiusura della discarica di Bellolampo - dovranno essere affrontati
già nelle prossime settimane con un'assoluta, invece, apertura di
credito per l'ottimo lavoro che ha fatto l'assessore Pierobon sulla
sua delega e l'intera Giunta del Governo Musumeci.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana. Ne ha
facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, colleghi, Governo, intervengo in sede
di discussione generale sul disegno di legge dei rifiuti per porre
anch'io - come ha fatto la collega Angela Foti - a tutte le
procedure che ad oggi sono in corso, alle procedure di
autorizzazione per nuovi impianti.
Presidente, in questa riforma, tra i tanti emendamenti che abbiamo
proposto tramite nostri commissari, che hanno egregiamente
rappresentato tutto il gruppo in IV commissione, grazie anche al
lavoro di ascolto che è stato fatto, c'era un emendamento che
riguarda la distanza delle discariche dai centri abitati. In
particolare abbiamo chiesto fosse portata da 3 a 5 km.
Ancora chiedendo, in modo ancora più forte, che le aree agricole
non possano essere oggetto di discariche, oggetto di attenzione di
privati per costruire discariche e chiediamo che questo emendamento
veda la luce perché questo emendamento significa dare una risposta,
dare tranquillità e serenità alle comunità dell'ennese che, in
questo periodo, stanno vivendo nel terrore di vedersi una mega
discarica richiesta da OIGOS, una mega discarica nel territorio di
Centuripe, tra Centuripe e Catenanuova, che prevede il trattamento
di mille tonnellate di rifiuti al giorno.
Si tratta di una discarica che, oltre che sorgere su un'area
agricola dovrebbe sorgere anche su un'area che è stata addirittura
definita dalla Sovrintendenza di Enna come un'area ad alto rischio
archeologico.
Anche l'assessore Tusa, pochi giorni prima della sua tragica
scomparsa, in una nota pubblicata sul sito della Regione, nel marzo
2019, aveva detto e ribadito l'importanza strategica di quell'area.
Quindi, io, Presidente, avevo presentato, già nella scorsa seduta,
un ordine del giorno chiedendo alla Presidenza di trattarlo nel
corso dell'ultima seduta.
Mi rendo conto che quest'ordine del giorno deve essere votato in
sede di votazione finale del disegno di legge.
Però, Presidente, noi abbiamo il compito di essere coraggiosi.
Questa riforma è una riforma coraggiosa. L'area di Muglia - io non
so se avete avuto modo di apprezzarla - è un angolo di Paradiso.
Anche Goethe, quando venne in Sicilia, si innamorò di quell'area.
Ci sono ritrovamenti archeologici di ogni tipo, la storia della
Sicilia si trova lì.
Io nell'ordine del giorno, Presidente, la invitavo a porre un
vincolo archeologico e paesaggistico su quell'area per evitare
qualsivoglia tipo di problema.
L'assessore Tusa aveva iniziato l'iter ed io le chiedo di
velocizzarlo.
Quindi, riservandomi nel merito di intervenire nel corso della
discussione sugli altri articoli, la ringrazio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale, che
conclude la discussione generale. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Governo, onorevoli colleghi, io ovviamente ho letto la norma e,
devo dire, l'ho letta non solo da cittadino, da parlamentare, ma
l'ho letta anche da ex sindaco, da uomo che è stato nelle
amministrazioni, in amministrazione comunale per quasi vent'anni.
Di fatto non c'è amministratore che non si confronti in maniera
forte, serrata con il problema dei rifiuti e, quindi, l'ho vista
anche da questa parte, da parlamentare, ma da ex sindaco, ma così
come penso anche altri che hanno avuto la mia stessa esperienza.
Il tema rifiuti è un tema che riguarda tutti. Riguarda il
cittadino, che paga le tasse e che purtroppo si viene a trovare un
servizio non sempre all'altezza. Riguarda il sindaco che ha le
difficoltà per conferire il rifiuto, con le storture poi che stanno
succedendo negli ultimi tempi; l'onorevole Cracolici ne ha
accennato una: è assurdo che il sindaco si trovi ad avere a che
fare con intermediari che non sappiamo a che titolo - il titolo ce
l'hanno - ma come possono occupare quote e riserve nelle
discariche, e non solo, per conferire l'umido o anche per conferire
altro. E questo è un aspetto grave che va sicuramente attenzionato.
Ma il problema rifiuto riguarda tutti. Riguarda l'impresa: non c'è
impresa che non ha il problema dei rifiuti, non c'è impresa che non
produce rifiuti e che, quindi, ha la necessità dello smaltimento;
non c'è impresa che non abbia a che fare con la possibilità anche
del servizio del riciclaggio, del riciclo della differenziata. E
quindi anche l'aiuto forte anche in questo senso.
Ma non riguarda solamente coloro che vivono un territorio. Il
problema dei rifiuti riguarda anche coloro che vengono da fuori,
perché quando un turista, quando un nostro amico, quando qualcuno
viene qui e vuole investire nel nostro territorio e gira per le
strade della Sicilia, delle province e trova l'immondizia in giro,
sicuramente è un problema che tocca anche chi viene da fuori, e
quindi il turista, il turismo.
Cioè il problema dei rifiuti è davvero una questione centrale
quando non viene affrontata e quando non viene affrontata bene.
Io mi permetto di dire - non voglio essere polemico stasera, non
ne ho la voglia, proprio non mi va, l'argomento è davvero troppo
serio - ritengo che, però, abbiamo perso un'occasione, Presidente,
perché utilizzare la forza dei numeri, pochi, quelli che sono, per
evitare il rinvio in Commissione è una prova di forza che non porta
a nulla. E' una prova di forza che non porta a nulla e fa perdere,
invece, solamente l'occasione a lei e alla maggioranza di trovare
una quadra, di trovare una sintesi, che sarà difficile trovare in
Aula. Invece in Commissione era più semplice. Anche perché non è
vero che la Commissione aveva finito il lavoro. Sì, la Commissione
aveva fatto un lavoro importante, e di questo ringraziamo il
Presidente e tutta la Commissione per la sua serietà, per il suo
impegno, per l'impegno di tutta la Commissione, però attenzione,
oggi il testo è cambiato e non solo, nel frattempo che voi siete
tutti intervenuti, quanti sono stati, dieci, quindici, venti
interventi, cioè siete intervenuti su un testo che ancora non
conosciamo perché gli emendamenti che sappiamo sono in lavorazione
che questo Governo sta preparando, non li conosciamo, cioè non ce
li abbiamo, ognuno di voi, compreso io, cioè abbiamo fatto degli
interventi, quindi anche chi è intervenuto in particolar modo nel
merito, cioè è intervenuto su un disegno di legge che è già
superato, cioè questo disegno di legge su cui siete intervenuti.
Ho apprezzato l'intervento dell'onorevole Trizzino, ho apprezzato
l'intervento dell'onorevole Barbagallo, seri, oculati, attenti nel
merito, ma di un disegno di legge che non è più quello e che
andremo a scoprire, il prossimo disegno di legge lo andremo a
scoprire strada facendo. Pensate di trovare una sintesi in Aula, io
non sarò uno di quelli più appassionati a svolgere un ruolo di
opposizione su questa vicenda e, quindi, in questo lavoro che
rischia di essere interminabile e improduttivo. La verità è che noi
rischiamo di non risolvere le questioni, rischiamo di affrontare la
questione rifiuti attraverso una soluzione dei pannicelli caldi e
che questioni di fondo che sono state dette oggi, io qualcuno la
ribadisco, uno era quello che aveva detto l'onorevole Cracolici che
va attenzionato, il problema del conferimento, il problema delle
strutture pubbliche dove conferire, il problema delle discariche,
il problema della differenziata, mi permetto di dire solo una cosa,
Presidente, ma ritorno a dire sempre con tono non polemico perché è
questo che io questa sera voglio fare, la differenziata è aumentata
ma non grazie al Governo.
Presidente, guardi se lei lo risente l'intervento, lei lo
riascolti, lo riascolterò anche io, lei ha detto all'inizio grazie
ai comuni e alla Regione la differenziata è aumentata, no è
aumentata grazie ai comuni che hanno fatto un grande investimento
su questo. Però attenzione, noi da una parte siamo riusciti grazie
ai comuni ad incrementare la differenziata, dall'altra parte quello
che succede fuori dalla cinta urbana solo Dio lo sa , cioè quello
che ho visto, Presidente, io ho dei filmati, gliene girerò uno al
suo cellulare, filmati che ho fatto io, più tardi, non gliene mando
molti messaggi, questo glielo girerò e glielo girerò appena l'ho
fatto io a distanza di un anno e mezzo ritorno in un territorio
fuori dalla cinta urbana, eternit, frigoriferi abbandonati,
immondizia, l'abbandono assoluto.
Perché? Cos'è che sta mancando, Presidente? Cos'è che è saltato,
assessore? Perché, sì, la differenziata funziona dentro le città ma
chi ha la difficoltà a non poter conferire in un determinato giorno
il frigorifero, l'umido, l'eternit, cosa fa? Prende tutto e lo
scarica fuori dalla cinta urbana e le discariche abusive fuori
dalla cinta urbana stanno crescendo e proliferando in maniera
impressionante, con rifiuti pericolosi. Quello che ho visto nel
video che le girerò e lì anzi è poco ma in altri siti ne ho visti
ancora di più quest'anno, proprio la presenza di eternit in maniera
impressionante ma ormai all'eternit si sono aggiunti anche i
rifiuti normali e la plastica, perché chi non ha la possibilità e
la facilità di conferire la differenziata gli viene più semplice
prendere il sacchetto di plastica, portarlo fuori dalla cita urbana
e buttarlo fuori e così anche gli inerti. Il nostro territorio sta
diventando una discarica a cielo aperto, fuori dalla cinta urbana,
e glielo dico sicuro di non potere essere smentito e purtroppo
questa norma così com'è non affronta il problema.
La norma affronta alcune questioni. Perché l'errore sta proprio
lì, andava presentata una riforma complessiva insieme al piano cioè
in moto che tutti quanti noi comprendiamo come queste scommesse si
intendono vincerle.
Il rischio qual è, signor Presidente? Ovviamente il ritardo su
questo, ma lo hanno detto già altri colleghi, non siamo all'inizio
del mandato. Siamo a metà mandato. E l'intervento suo iniziale, lo
ha detto Fava e io lo condivido, è stato davvero come se fossimo
all'inizio del mandato: noi faremo; noi prevediamo; noi
realizzeremo Purtroppo è passato mezzo mandato.
Io sono convinto che noi non ne riusciremo a vedere da qui alla
conclusione di questa esperienza risultati concreti per due motivi,
onorevole Presidente della Regione.
Primo, per il ritardo accumulato dei due anni, perché questo c'è e
non è imputabile né a questo Parlamento, né ai predecessori, né a
situazioni economiche che non c'entrano nulla. Purtroppo è un
ritardo che è imputabile all'azione di Governo che su questo è
stata lenta.
La seconda cosa è che questa norma è una norma leggera. È una
norma che affronta bene alcuni aspetti e li risolve, ma gli aspetti
strutturali, gli aspetti fondamentali, quelli che sono gli aspetti
di fondo, i problemi del quotidiano, di coloro che pagano le tasse,
di coloro che non vogliono vedere i rifiuti per strada. Perché i
cittadini le tasse le pagano, la tassa sui rifiuti la pagano, la
pagano quasi tutti, non dico tutti ma una buona parte la paga. Ed è
davvero assurdo che un cittadino che paga le tasse poi si debba
trovare il problema dell'immondizia a casa, sotto casa, vicino al
cassonetto, per strada, in campagna o vicino all'azienda turistica,
all'azienda che investe nel turismo.
Anche su questo, è una grande scommessa, l'ho detto prima nella
mia premessa, ritengo che abbiamo fatto un errore a non mandarla in
Commissione. Vi siete trincerati dietro i numeri, pochi, che ci
sono però questo lo avete fatto valere. Pensate che qui dentro si
possa trovare una sintesi. Secondo me la sintesi rischia di non
trovarsi. Secondo me alla fine rischiate di fare un lavoro, che è
il vostro lavoro e sono le vostre convinzioni parcellizzate su
alcune questioni, rischiando di lasciare irrisolte le questioni
centrali che riguardano i rifiuti in Sicilia.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro chiusa la discussione
generale e pongo in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei raccogliere la richiesta che
arriva dalle opposizioni, in primis dall'onorevole Foti, che è
stata peraltro intellettualmente onesta e confermarle, intanto, che
noi in Commissione - i colleghi lo sanno - stiamo esaminando gli
emendamenti presentati, un lavoro che non è formalmente dovuto, ma
lo facciamo perché il tema è delicato e una svista può comportare
l'approvazione di una norma che può diventare pericolosa o
inefficace; lo abbiamo fatto ieri e abbiamo completato oggi un
approfondimento di tutti gli emendamenti presentati, in modo tale
che sappiamo in questa sede come esprimerci con l'ausilio,
peraltro, anche dei tecnici in Commissione, sia del Dipartimento
che della stessa Commissione.
E' venuto fuori in questi due giorni di approfondimento che su un
paio di articoli, anche per recepire delle istanze che vengono
dalle opposizioni, non ultimo dal PD, sull'articolo 16 e
sull'articolo 24, premesso che l'impostazione di base è quella che
già nel testo, quindi nessun sconvolgimento, però possiamo limarli
e sistemarli in modo tali da chiarire e definire meglio e
probabilmente risolvere alcuni problemi.
Questo approfondimento lo abbiamo deciso in Commissione, lo stanno
facendo gli Uffici sia dell'ARS, che del Dipartimento insieme,
propongo che questo buon andazzo, cioè buona abitudine della
Commissione di esaminare tutti gli emendamenti prima in seduta in
Commissione prima che arrivino in Aula rimanga per cui io propongo,
siccome i primi articoli del testo sono norme di principio che
domani si possa andare avanti sull'articolato proprio sui primi 3,
4, 5, articoli che sono norme di principio: pianificazione
generale, principio di autosufficienza, nel frattempo gli Uffici
definiscono meglio queste riscritture che noi stessi abbiamo
chiesto agli Uffici di limare e con l'attenzione che il tema
prescrive e fisso riunione di Commissione per martedì mattina
perché così l'approfondimento che abbiamo sempre dato agli
emendamenti possa continuare anche sulle riscritture e non vengano
presentate in Aula senza che ci sia stato uno studio dei Commissari
della IV prima dell'Aula stessa.
Per cui la mia proposta è andare avanti domani sui primi articoli,
nel frattempo lavoriamo a queste limature, a queste riscritture che
verranno presentate formalmente in IV Commissione martedì mattina,
se siete d'accordo.
PRESIDENTE. Vorrei ricapitolare onorevole Barbagallo la proposta
dell'onorevole Savarino. Domani l'Aula si terrebbe alle 16 per
esaminare i primi 5 articoli e sono ovviamente il recepimento delle
direttive europee, nulla di particolare, anche se ci sono una serie
di emendamenti e poi aggiornare i lavori a martedì prossimo fermo
restando che la Commissione martedì mattina alle 11, credo, è
convocata proprio per esaminare tutti gli emendamenti dei restanti
articoli.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, quello che mi preoccupa e che
questo confronto diventi un dialogo fra sordi, quindi questo
dibattito in Commissione spero che avvenga sulle questioni che sono
emerse dall'Aula oggi e quindi una relazione degli Uffici su questa
benedetta Centrale unica di Committenza che prevede una sezione
specifica sui rifiuti, noi insistiamo sul 15 - 22
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, lei ha posto delle questioni e
che il Governo, ovviamente .
BARBAGALLO. Mi faccia finire, Presidente, per evitare questo
benedetto passaggio di consegne che sarebbe un colossale disastro
per questa Regione e quindi attorno al principio del 15 - 22 c'è
qua il 14.
Io spero che ci sia questo confronto sereno e se serve Presidente
anche con gli Uffici dell'Assemblea non solo sull'approfondimento e
sul parere o questo confronto avviene in un determinato modo o
altrimenti sarà il baratro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, domani riprenderanno i lavori
d'Aula alle ore 16.00 per esaminare i primi 5 articoli di questo
disegno di legge della riforma dei rifiuti, se resta tempo
incardineremmo anche gli altri disegni di legge.
Pertanto, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 6 novembre
2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A)
3) Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
Operatori Sanitari (n. 457/A)
Relatore: on. De Domenico
4) Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
(n. 503/A)
Relatore: on. De Domenico
La seduta è tolta alle ore 19.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentata:
N. 1099 - Chiarimenti in ordine alle iniziative che il Governo
intenda assumere sulla chiusura del Reparto di ostetricia e
ginecologia del presidio ospedaliero di S. Agata di Militello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio
L'interrogazione sarà posta all'ordine del giorno per essere
svolta al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 1098 - Chiarimenti e interventi urgenti in merito alla
valorizzazione del complesso termale di Sciacca (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Catanzaro Michele; La Rocca Ruvolo Margherita; Mangiacavallo
Matteo
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
Annunzio di mozioni
N. 291 - Istituzione di una cabina di regia per monitorare la
corretta erogazione dei fondi per la morosità incolpevole e il
disagio abitativo.
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio
Presentata il 28/10/19
N. 292 - Introduzione in via sperimentale del Nose (rete per la
sensibilità degli odori) nei comuni di Motta Sant'Anastasia e
Misterbianco (CT).
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio
Presentata il 30/10/19
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.