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Resoconto d'Aula della Seduta n. 149 di martedì 05 novembre 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   GALVAGNO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   - l'onorevole Galvagno sarà in missione dal 2 al 6 dicembre 2019;
  - l'on. Compagnone sarà in missione dal 12 al 13 dicembre 2019
  -l'on. Dipasquale sarà in missione l'8 novembre 2019.

    L'Assemblea ne prende atto.


     Seguito della discussione del disegno di legge «Riforma degli
   ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione
           integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Riforma  degli  ambiti territoriali ottimali e nuove  disposizioni
  per  la  gestione integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  deputati, con piacere saluto l'approdo in Aula del disegno di legge
  di   riforma   del  sistema  dei  rifiuti  in  Sicilia.  Iniziativa
  governativa  che  ha visto, tuttavia, impegnate le  Commissioni  di
  merito,  e  in  particolare la IV Commissione, con un  appassionato
  dibattito  che  ha  coinvolto tutti i Gruppi  politici.  Perché  di
  particolare importanza il tema, perché la proposta del Governo mira
  a  dare un assetto - si spera - definitivo a fronte di una costante
  crisi  che  prima  di  essere congiunturale è  strutturale,  i  cui
  effetti sono sotto gli occhi di tutti.
   Diciamo subito che in questo dibattito non si avverte la necessità
  di  approfondire  i  singoli  temi essendo  sufficientemente  stati
  oggetto  di  analisi e di confronto da parte dei rappresentanti  in
  Commissione. Lasciatemi sottolineare -  lo faccio con tanto piacere
  -,  gli  aspetti  che  il Governo ritiene essenziali,  ringraziando
  intanto per il lavoro svolto, l'assessore Albero Pierobon che ci ha
  messo  tutta  la  passione e la competenza  di  cui  dispone  e  la
  Commissione  Territorio' con la sua presidente, onorevole Savarino,
  per  il  lavoro  quasi  ai limiti della pignoleria  che  ha  voluto
  condurre, ma grazie davvero a tutti i Gruppi parlamentari,  nessuno
  escluso.
   In  linea  generale la riforma che abbiamo proposto  ci  riallinea
  allo  schema  nazionale, gli ambiti provinciali, almeno  sul  piano
  dell'organizzazione territoriale. Ci siamo rifatti alle indicazioni
  fornite  dal  Ministero  dell'ambiente  che  in  maniera  chiara  e
  inequivocabile richiama il legislatore regionale sulla necessità di
  evitare  la  polverizzazione degli ambiti e  in  particolare  nella
  circolare  del 31 maggio 2016 dice testualmente che:   I  contenuti
  del  disegno  di legge dovranno individuare ambiti territoriali  di
  affidamento   preferibilmente   di  dimensione   ultra-provinciale
  quindi,  si  ritiene che la dimensione provinciale possa  rivelarsi
  addirittura insufficiente.
   Noi  partiamo  dalla  convinzione che  nove  ambiti  territoriali,
  corrispondenti  alle  altrettante provincie prefettizie,  siano  lo
  spazio  più  ragionevole  per determinare una  responsabilizzazione
  delle   popolazioni  locali  per  evitare  che  i  camion   e   gli
  autocompattatori  debbano  ancora  continuare  ad  attraversare  la
  Sicilia  da una punta all'altra dell'isola, con aggravio di  spese,
  naturalmente sulla pelle e sulle tasche dei cittadini.
   Questo  disegno  di  legge, dopo tutto, riprende  gli  spunti  più
  significativi  della legge 9 del 2010, una legge che nello  spirito
  voleva  apportare una razionale pianificazione della  politica  dei
  rifiuti  in  Sicilia e che poi nella fase operativa  ha  incontrato
  ostacoli che si sono poi rivelati insuperabili tanto da costringere
  la magistratura contabile a definire inapplicabile quella legge, la
  legge vigente.
   Traendo  lo spunto dai passi più significativi della legge  9  noi
  pensiamo  di  proporre  gli  ambiti  territoriali  in  quanto  enti
  pubblici  che  possano assicurare l'interesse di  tutti  nella  più
  assoluta  trasparenza  invece delle società consortili  -  è  anche
  questa una richiesta che arriva dall'ANAC -  ma arriva anche  dalla
  Corte dei conti e in questo senso noi ci siamo mossi.
   La  legge  che  proponiamo prevede sì gli ambiti  territoriali  ma
  prevede  anche  il  recupero  di alcune società  all'interno  delle
  realtà  provinciali che abbiano dimostrato particolare virtuosismo,
  particolare   virtuosità,   particolare   competenza,   particolare
  capacità gestionale e pensiamo di prevederle con la cosiddetta  sag
  i  Sub ambiti gestionali. Abbiamo previsto, come è noto ai colleghi
  deputati,   anche  la  possibilità  di  salvaguardare   i   livelli
  occupazionali  e  forse  è questo il tema che  ha  creato  maggiore
  preoccupazione  nell'Aula,  fra i Gruppi  parlamentari.  Anche  qui
  abbiamo visto e rivisto mille volte la norma iniziale che in  parte
  non  rendeva  giustizia,  sul piano della chiarezza  lessicale,  il
  proposito   del  Governo.  Stiamo  parlando  dell'articolo   16   e
  dell'articolo  24.  Noi  riteniamo  che  si  renda  necessaria  una
  riscrittura   -   cosa  che  faremo  non  appena  arriveremo   alla
  trattazione  dell'articolo - che preveda  la  trasformazione  delle
  S.R.R.  in  società  in-house  della Ada,  dell'Autorità  d'Ambito,
  apposta finalizzate alla tutela del personale dipendente, di  tutto
  il personale dipendente.
   Nella  formulazione definitiva di questa norma -  naturalmente  ci
  possiamo  benissimo confrontare anche d'intesa con gli  Uffici  per
  evitare  imperfezioni e perché possa essere formulata nella maniera
  più corretta - sostanzialmente l'obiettivo del Governo è quello  di
  porre  fine a questo lento ma inesorabile calvario, certo non  sarà
  la  legge di riforma che potrà risolvere i problemi della emergenza
  rifiuti  in  Sicilia, servirà un diverso coinvolgimento degli  enti
  locali,  servirà  a  responsabilizzare  il  cittadino  utente,   ma
  soprattutto serviranno gli impianti, i nuovi impianti.
   Ormai è assodato: in Sicilia per realizzare un impianto di rifiuti
  servono  da  cinque  a  otto anni, con tempi stabiliti  in  maniera
  assolutamente oggettiva e ce lo ha dimostrato anche il  Commissario
  Lupo,  nominato dal precedente Governo, quando nel 2013-2014  venne
  chiamato a dare vita ad alcuni impianti pubblici, impianti  il  cui
  processo e procedimento si è concluso soltanto sotto questo Governo
  con l'incalzante attenzione e sollecitazione di questo Governo.
   La  necessità che si impone è quella di capire se c'è  davvero  la
  volontà  di realizzare impianti pubblici in Sicilia. Noi ci abbiamo
  provato,  e  ci  abbiamo provato nella Sicilia  occidentale  ed  in
  quella  orientale,  ma soprattutto ci abbiamo provato  pensando  di
  ridurre  la  quantità  di  rifiuti che  arrivano  nelle  discariche
  private,  e grazie alla responsabilità dei sindaci e dei  cittadini
  dei loro comuni la raccolta differenziata, sotto questo Governo,  è
  passata dal circa 20% del 2017 all'attuale circa 40%. Ha comportato
  una  riduzione  di  indifferenziato dall'80% al 60%.  Se  volessimo
  tradurre  in  termini numerici questa riduzione potremmo  dire  che
  nelle casse degli imprenditori privati, in questo ultimo anno, sono
  entrati 56 milioni in meno grazie alla differenziata, i cui livelli
  potrebbero certamente aumentare se non ci fosse il crollo delle tre
  città metropolitane: Palermo, Catania e Messina, dove, al di là  di
  qualche   buona  volontà  che  va  sottolineata  e  va   certamente
  incoraggiata,  le percentuali rimangono ancora basse;  ma  ci  sono
  comuni  che lambiscono l'80 per cento, il 78 per cento, il  75  per
  cento, cifre inimmaginabili due, tre, quattro anni fa.
   Sugli  impianti  per il trattamento organico dei  rifiuti  abbiamo
  riavviato  quello  di  Ragusa,  che già  esisteva,  abbiamo  appena
  consegnato all'impresa i lavori per l'impianto di Vittoria,  sempre
  nel   ragusano,  e  potremmo  dire  che  già  questi  due  impianti
  potrebbero sostanzialmente rendere autonoma quella provincia, anche
  se  noi  non  escludiamo  l'idea  di  potere  realizzare  un  nuovo
  impianto.
   Altri  impianti  finanziati o in corso di progettazione,  penso  a
  quello   di   Ragusa,  di  Ravanusa  scusate,  con  il  biogas,   a
  Casteltermini, a Calatafimi, proprio dove doveva sorgere l'impianto
  di Arata, non so se ricordano i colleghi deputati.
   In   questi  due  anni  abbiamo  vigilato  e  sollecitato   perché
  entrassero  in funzione gli impianti di Enna, di Ragusa,  di  Gela,
  sono  stati  consegnati  alle società  di  gestione  le  quali  non
  nascondono   serie  difficoltà  per  poterli  gestire  in   maniera
  continuativa, segno evidente anche che il modello SRR non  funziona
  anche dove l'impianto è funzionante.
   Abbiamo  lavorato  per  nuovi impianti e nuove  vasche  pubbliche:
  quella   di   Bellolampo,  per  esempio,  è  stata  già  finalmente
  autorizzata  dopo  una lunga e snervante procedura,  dovrà  mettere
  fine  ai  disagi  della  città  capoluogo  regionale  e  della  sua
  provincia, i due impianti di Trapani, un impianto a Sciacca abbiamo
  recuperato,  che era giacente da diversi anni, e un'altra  vasca  a
  Castellana.
   A  Caltagirone si è già avviato un dialogo con quella  società  di
  gestione  per  ampliare l'impianto capace di potere ospitare  altre
  decine di migliaia di tonnellate di rifiuti.
   Sulla   Sicilia  occidentale,  quindi,  noi  pensiamo  di   potere
  attivare, e in parte lo abbiamo già fatto con i progetti esecutivi,
  almeno  3-4  impianti pubblici che debbono operare  in  concorrenza
  leale e sana con gli impianti privati.
   La situazione nella Sicilia orientale è leggermente diversa; c'era
  l'impianto  pubblico-privato di Mazzarrà Sant'Andrea  che  è  stato
  coinvolto  e  investito in una pesante vicenda giudiziaria,  ma  da
  alcune istituzioni del territorio ci arriva la disponibilità di una
  società privata per l'attivazione di un impianto proprio nei pressi
  di  Mazzarrà  Sant'Andrea, stiamo verificando la percorribilità  di
  questa disponibilità, ma naturalmente servono almeno un altro  sito
  e un altro grosso impianto in provincia di Messina.
   Situazione  analoga  in provincia di Catania dove  operano  i  più
  grossi impianti privati, perché finora non si è trovato il tempo  e
  il  modo  -  parlo dei decenni passati - di potere intervenire  per
  realizzare impianti pubblici; solo nella Sicilia orientale, pensate
  che  i  privati lavorano e ricevono il 70 per cento dei rifiuti  di
  tutta l'Isola.
   Abbiamo  provveduto a fare quello che la legge ci impone di  fare:
  diffidare  le  SRR a individuare un nuovo sito per  realizzare  gli
  impianti.  Li  abbiamo  prima diffidati  verbalmente  e,  poi,  per
  iscritto.  Hanno risposto, ma in maniera elusiva ed evasiva,  senza
  indicare  alcun sito e senza dire con chiarezza di voler adoperarsi
  per  realizzare  un  impianto pubblico, s'intende,  a  spese  della
  Regione.  Alla scadenza della diffida, 31 agosto, naturalmente  con
  risposte  evasive noi ci siamo resi conto della necessità di  dover
  intervenire direttamente.
   Abbiamo  nominato un commissario ad acta che avrà  il  compito  di
  individuare  almeno  due  siti,  almeno  due  siti  nella   Sicilia
  orientale, per realizzarvi impianti pubblici per il trattamento dei
  rifiuti.
   Ecco,  sostanzialmente l'obiettivo è chiaro, è quello di sottrarre
  la politica dei rifiuti in Sicilia dal controllo totale dei privati
  che  hanno il diritto di partecipare in un libero mercato, ma hanno
  il  dovere di farlo confrontandosi con una altrettanto presenza  di
  impianti pubblici e, soprattutto, sotto la costante vigilanza della
  Regione.
   Noi  dobbiamo tagliare le unghia alla criminalità organizzata  che
  guarda  al settore dei rifiuti con particolare attenzione, come  le
  cronache negli ultimi anni hanno dimostrato ampiamente, ampiamente.
  E  la  discontinuità col passato passa attraverso il  coraggio,  la
  volontà, la efficienza nel creare o nell'individuare nuovi siti  in
  cui  realizzare impianti pubblici che vadano dalle 50 mila alle 100
  mila tonnellate.
   Parlo  di misure minime per rendere economicamente accettabile  la
  realizzazione ed il costo dell'impianto.
   Questo  lo  sfondo sul quale si muove il nostro disegno di  legge.
  Come   ricordate   il  Ministero  ci  chiese  di  indicare   alcuni
  interventi, noi chiedevamo poteri speciali - come avviene dal  1999
  in  Sicilia  -  e, invece, l'unico potere speciale  era  quello  di
  ridurre di dieci giorni la durata per la pubblicazione di un bando.
  L'unico,  tutto qua, il potere speciale riconosciuto al  Presidente
  della  Regione. Tanto che sono andato dal Ministro  per  dire:   se
  serve,  io  questo ve lo concedo, ve lo restituisco  questo  potere
  speciale perché davvero non serve assolutamente a nulla  .
   Abbiamo,  in  quegli  impianti, avviato la  difficile  fase  della
  progettazione  e  dell'autorizzazione; ci vorranno  altri  quattro,
  cinque  anni  per  realizzare  gli  impianti,  ma  l'importante   è
  cominciare.
   Se  poi,  per  miracolo, dal Governo nazionale dovessero  arrivare
  deroghe   speciale  per  consentirci  di  realizzare  tre,  quattro
  impianti  pubblici  nello spazio di pochi  anni  ne  saremmo  tutti
  felici. Non è un problema di risorsa finanziaria, è un problema  di
  norme e di regole procedurali, snervanti e asfissianti.
   Questo lo sfondo. Il nostro disegno di legge, è chiaro, non  è  un
  Vangelo. E' un primo - neanche coraggioso, facciamo solo il  nostro
  dovere  -  un primo tentativo di potere finalmente, recuperando  il
  meglio  dello  spirito  della legge  n.  9  del  2010,  offrire  un
  articolato  disegno  di  legge che possa soddisfare  i  comuni,  le
  comunità  locali, possa, soprattutto, consentire  alla  Sicilia  di
  rimettersi, da questo punto di vista, con le carte in regola.
   Non  essendo  un  Vangelo - perché solo il Vangelo  è  immutabile,
  naturalmente per i credenti - questo disegno di legge si  offre  al
  confronto di tutti i Gruppi parlamentari.
   Pensavamo  e  pensavo che il lungo esame e analitico  esame  nella
  Commissione presieduta dall'onorevole Savarino bastasse per  potere
  determinare  una convergenza, o la ricerca di una convergenza,  con
  tutti i Gruppi parlamentari. Così non è stato. E mi ero permesso di
  invitare  i rappresentanti dei Gruppi parlamentari ad un  confronto
  istituzionale,  preliminare  a  questo  confronto  in   Aula,   per
  accorciare i tempi, che sono il nostro ennesimo nemico.
   Assieme alla criminalità organizzata il nemico di questa Regione è
  il tempo, perché il tempo è stato il principale complice, in lunghi
  anni,  per giustificare una condizione di emergenza, in nome  della
  quale   si   sono   fatte  ignobili  porcherie.   Dobbiamo   uscire
  dall'emergenza.
   Questo  disegno di legge si offre al confronto con tutti i  Gruppi
  parlamentari.  Tutto quello che c'è da migliorare lo  miglioreremo.
  L'Aula  è il luogo maggiormente deputato a poterlo fare. Non  siamo
  affezionati a nessuna norma in particolare. Certo, ci dispiacerebbe
  se  l'impianto col quale è stato concepito questo disegno di legge,
  in  linea con le indicazioni del Ministero dell'ambiente, dell'ANAC
  e  della  Corte  dei  conti, della Magistratura contabile,  potesse
  almeno  salvaguardare  l'impianto degli otto  ambiti,  che  debbono
  essere  di  natura pubblica, dei nove ambiti; e la  possibilità  di
  potere  salvaguardare  fino all'ultimo  dei  lavoratori  che  hanno
  svolto  e  continuano  a  svolgere la loro  attività  -  parlo  dei
  lavoratori  e  parlo  degli  amministrativi  -.  Su  questo  fronte
  naturalmente  possiamo confrontarci quanto vogliamo,  sperando  che
  finalmente  si  riesca a dare un segnale forte, affinché  chi  oggi
  milita   nel    partito  del  perditempo   e  nel   partito   della
  rassegnazione  - che è un partito fuori da questo Palazzo,  ma  che
  fa tanti iscritti al di fuori di questo Palazzo - quel partito oggi
  o  nei  prossimi giorni o nelle prossime settimane, possa  ricevere
  una sonora risposta, che è quella di un Parlamento, e quindi di  un
  Governo, che sui temi assolutamente prioritari sa trovare il  senso
  della   propria   ragione,  del  proprio  ruolo  e  della   propria
  responsabilità.
   Per questo, signor Presidente, io sono convinto che il dibattito e
  il  confronto in Aula possa portare ad una convergenza,  certamente
  la più ampia possibile, voglio sperare unanime. Grazie.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Sunseri e Pellegrino hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
                            49-76-179-267/A

   PRESIDENTE. Si passa alla discussione generale.


                        Sull'ordine dei lavori

   CAPPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  Governo,   onorevoli   colleghi,
  Presidente  Musumeci,  ho  ascoltato con molta  attenzione  la  sua
  relazione  introduttiva  e proprio sull'ordine  dei  lavori  volevo
  rappresentarle alcune cose.
   Il  Movimento Cinque Stelle ha rifiutato, diciamo garbatamente, il
  suo  cortese invito, non perché si volesse sottrarre a un confronto
  con  il Presidente della Regione, ma perché ha sempre ritenuto -  e
  questo  lo ha dichiarato più volte, non solo da questo scranno,  ma
  anche  attraverso  la  stampa  -  che  il  luogo  istituzionalmente
  deputato  al confronto tra Presidente, Governo e deputati è  quello
  della  Commissione IV, dove a seguito di un lungo travaglio è stato
  partorito questo testo.
   Ora,  Presidente, mi creda, io sono convinto che non ci sia nessun
  deputato  in  quest'Aula  che  non  abbia  la  volontà  unanime  di
  risolvere  il  problema  dei  rifiuti. Su  questo,  Presidente,  ci
  mettiamo  la  mano  sul fuoco e ci schieriamo dalla  sua  parte  da
  questo  punto vista. Però, Presidente, come facciamo ad  affrontare
  in  Aula  un  percorso  che già è nato in  maniera  travagliata  in
  Commissione,  che oggi, dopo la discussione generale,  ci  vedrebbe
  discutere  decine di emendamenti, alcuni dei quali sono  anche  del
  Governo?
   Allora  io  dico,  Presidente - e qua rivolgo  al  Parlamento  una
  richiesta ufficiale - quello che le propongo è un cambio di passo e
  un  metodo  diverso nell'affrontare questo problema  e  le  chiedo,
  quindi  chiedo al Parlamento, che questo testo possa  ritornare  in
  Commissione,  che  in  Commissione si  riaffronti  serenamente  una
  discussione  a 360 gradi con tutti i deputati che rappresentano  il
  Parlamento  e,  a  seguito di questo confronto  sereno  all'interno
  della  Commissione, poi si ritorni in Aula con un testo quanto  più
  condiviso possibile.
   Perché,  Presidente,  io  non  lo  so  quale  sarà  l'esito  della
  discussione  di questi emendamenti, se davvero come  scopo  abbiamo
  quello  di  risolvere  definitivamente il problema  dei  rifiuti  o
  quanto  meno  di  provarci, e mi creda, Presidente,  glielo  chiedo
  sommessamente  non  c'è  alcuna  volontà  dilatoria  da  parte  del
  Movimento  Cinque  Stelle,  siamo  consapevoli  che  il  momento  è
  eccezionale,  siamo consapevoli che si debba agire  nel  più  breve
  tempo possibile e con tutta la celerità che questo Parlamento  deve
  imprimere a questo nodo cruciale che, ahimè, ci vede tutti  vittime
  e  tutti  carnefici di questa bruttissima situazione; ma -  ripeto,
  Presidente  -  il  percorso  che si sta  avviando  non  può  essere
  condiviso. Il percorso che si sta avviando deve ritornare indietro.
   Ed  allora,  da  questo  punto di vista,  Presidente,  ripeto,  mi
  aspetto un atto di buona volontà da questo Parlamento. Io chiedo al
  Presidente  Di Mauro di mettere in votazione la mia richiesta  cioè
  che  il  testo  ritorni  in Commissione e  che  in  Commissione  si
  riaffronti  -  ripeto, con la serenità dovuta  -  questo  testo  di
  riforma.   Poi,  Presidente,  voi  avete  la  vostra  impostazione,
  assolutamente  legittima  e  tutta la responsabilità  nel  portarla
  avanti,  noi  abbiamo una visione differente,  ma  qui  non  voglio
  entrare, Presidente, nel merito del disegno di legge, è la mia  una
  proposta  di  un  metodo  diverso  per  giungere  ad  un  risultato
  condiviso.
   Pertanto,  Presidente Di Mauro, io formalizzo la mia richiesta  di
  rinvio del testo in Commissione.

   PRESIDENTE.  Sulla richiesta di rinvio in Commissione del  disegno
  di  legge  possono intervenire un deputato a favore ed uno deputato
  contro.

   BARBAGALLO.   Chiedo   di   parlare  a  favore   della   richiesta
  dell'onorevole Cappello.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  intanto,  finalmente facciamo una discussione  generale  su  questo
  disegno  di legge che è all'ordine del giorno da qualche settimana,
  ora  c'è questa questione pregiudiziale ma credo che è un confronto
  che i siciliani si attendono.
   Il  Partito  Democratico, sia in Commissione ma anche fuori  dalla
  Commissione  pubblicamente, ha definito  questo  disegno  di  legge
  contorto, illogico, lacunoso, se è vero, come è vero, che il  testo
  ancora  oggi,  dopo  l'esame  e l'approvazione  della  Commissione,
  presenta 40 emendamenti a firma dello stesso Governo, 700 da  parte
  di  tutte  le forze parlamentari ed è un disegno di legge  che  non
  affronta le questioni relative alla esecuzione dell'appalto e  agli
  aspetti economici su cui interverrò meglio successivamente.
   All'inizio  di  questa  Legislatura la  Corte  dei  conti  con  il
  rendiconto del 2017, a pagina 27, evidenziò due cose. La prima, che
  andava modificata la natura giuridica delle SRR ritenendo opportuna
  la  natura  pubblica  perché garantiva un  migliore  esercizio  dei
  poteri di autotutela e garantiva anche meglio la partecipazione dei
  comuni  nell'autorità  di  gestione e dall'altro  il  numero  degli
  ambiti.  Presidente,  la  Corte dei conti  ha  ritenuto  che  siano
  sufficienti  ambiti  non superiori a cinque; quindi,  questo  è  il
  primo  motivo  di differenziazione rispetto al testo  del  Governo.
  Peraltro,  è  la posizione del Partito Democratico non  soltanto  a
  livello nazionale nei due Governi, Renzi e Gentiloni, ma anche  nel
  disegno di legge del Governo nella scorsa Legislatura.
   La  cosa  che  ci  preoccupa  di più e  che  abbiamo  proposto  di
  risolvere  con  l'emendamento 15.22 è  che  noi  riteniamo  che  il
  sistema,  l'attuale  sistema, non sia in  grado  di  sopportare  un
  ulteriore passaggio di consegne. La chiusura delle attuali SRR,  la
  nuova  perimetrazione  delle nuove ADA,  la  nuova  elezione  degli
  organi, la nuova aggiudicazione e definizione degli appalti,  è  un
  sistema  e  una previsione che manderebbe la Sicilia  al  collasso,
  Assessore.  L'abbiamo  ribadito più  volte  e  c'è  stato  risposto
  seccamente  sempre  di no e in Commissione c'è stato  un  gioco  di
  forza,  signor  Presidente, per fare valere la  legge  dei  numeri.
  Credo che siano altre le ragioni da far valere e bisogna far valere
  il buon senso.
   Tenga  presente, onorevole Presidente della Regione, che in questo
  momento  ci sono in Sicilia 260 ARO. Su 260 ARO ben 103 sono  mono-
  comune.  Su  260, per i dati a disposizione del Partito Democratico
  abbiamo ben 170 aggiudicazioni e 170 aggiudicatari diversi. Quindi,
  la norma prevista dal testo del disegno di legge all'articolo 36  e
  37,  signor  Assessore, è fuori dal mondo. Non possiamo intervenire
  sul  quelle  esecuzioni  in corso che sono  per  altro  settennali,
  scadrebbero  nel  2025.  Significa alimentare  contenzioso,  creare
  risarcimento dei danni, addossare debiti ulteriori sui  comuni  che
  già soffrono una situazione drammatica.
   Abbiamo  più volte proposto una soluzione diversa. Ed è su  questo
  che vanno concentrate le forze.
   Signor  Presidente,  noi  siamo per risolvere  questo  problema  e
  l'avremmo  voluto  risolvere il primo  giorno.  Sarebbe  stato  più
  logico prevedere, come abbiamo fatto per l'autorità di bacino,  che
  questa  Assemblea  ha approvato, alla fine, con un  largo  consenso
  alla   prima   finanziaria,  bisognava  fare  un  emendamento   che
  riguardava i rifiuti, prevedendo il passaggio dalle SRR pubbliche a
  quelle private e l'individuazione delle ATO in numero non più di 5.
  Queste erano le uniche cose da fare e abbiamo perso due anni. Siamo
  quasi  a  metà  della Legislatura e ancora ci aggrovigliamo  su  un
  testo  che è pure difficile da leggere. Non tutti i colleghi  hanno
  avuto la possibilità di leggerlo per tempo, qualcuno che l'ha letto
  per  la  prima volta oggi è saltato pure in aria perché è difficile
  da leggere anche come organizzazione complessiva.
   L'altra   questione:   sui  debiti.  In   questo   momento,   come
  quantificato  dalla  Corte dei conti il vecchio  debito  delle  ATO
  ammonta  ad  1  miliardo 789 milioni che naturalmente,  per  essere
  chiari,  perché  più  volte quest'Aula ha affrontato  il  tema  del
  disavanzo  della Regione  Sono 15 minuti, onorevole Aricò,  non  si
  preoccupi,  anche per lei ci saranno 15 minuti, siamo  in  tema  di
  discussione generale.

   PRESIDENTE.  Siamo  in tema di argomentazione  della  proposta  di
  rinvio in Commissione.

   BARBAGALLO.  Dicevo,  su 1 miliardo 789 milioni  che  è  una  voce
  soppressa nell'ambito del disavanzo della Regione va aggiunta,  per
  essere  chiari, a 7 miliardi e 300 milioni di debiti, no?  Ed  è  1
  miliardo 789 milioni di cui questa Assemblea si deve occupare,  nel
  rapporto  con  il Governo nazionale, nel rapporto sui trasferimenti
  dei comuni.
   Noi  abbiamo proposto un articolo aggiuntivo che affronta il tema.
  Mi  dispiace  che  l'Ufficio  per  il  coordinamento  dell'attività
  legislativa   non  ha  ritenuto  di  inserirlo  nel   testo   degli
  emendamenti,  avendo  inserito altri  emendamenti  aggiuntivi  come
  quelli  del  Governo,  ed  è una proposta di  risoluzione  per  non
  lasciare  i comuni soli perché i commissari liquidatori  delle  ATO
  stanno convocando i comuni soci in questi giorni.
   Io  ricordo  quello del mio comune di residenza  dove  la  vecchia
  Simeto ambiente ha 100 milioni di euro di debiti e sta convocando i
  comuni  soci per definire la ripartizione dei debiti, ma la  stessa
  cosa  vale  per  Ionica  ambiente, per  Aciambiente,  per  Trapani,
  Messina, per tutta

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, io la invito

   BARBAGALLO. Vado alla conclusione, signor Presidente.

   PRESIDENTE.  No,  no.  Poi,  interverrà  in  sede  di  discussione
  generale che durerà secondo i tempi che sono stati consentiti dalla
  Conferenza dei Capigruppo. Concluda sulla posizione.

   BARBAGALLO. Sul 19, comma 2, che è un altro emendamento importante
  che  riguarda  i  150 milioni di euro di residui passivi  accertati
  dalla  Corte  dei  conti,  anche su questo aspetto  la  Commissione
   Bilancio  non ha approvato il nostro emendamento che è allegato al
  testo aggiuntivo.
   L'ultima cosa, e chiudo, e per questo noi chiediamo il rinvio  del
  testo    in   Commissione.   Signor   Presidente,   sull'esecuzione
  dell'appalto. Noi siamo rimasti stupiti dal fatto che non sia stato
  approvata  in  Commissione  fino adesso  la  proposta  del  Partito
  Democratico  di prevedere il divieto di subappalto.   E'  singolare
  che ancora oggi nessuno voglia affrontare questa questione.
   Ci  sono  fenomeni  strani  per cui  alcune  ditte  continuano  ad
  eseguire   nello   stesso  territorio  appalto  anche   se   cambia
  l'aggiudicatario.  Cambia l'aggiudicatario ma il  subappaltatore  è
  sempre lo stesso.
   Così   come  urge,  Assessore  Falcone,  una  centrale  unica   di
  committenza  sui rifiuti per evitare questo eccessivo frazionamento
  degli appalti sui rifiuti che guarda caso dagli Urega vengono messi
  in  coda perché l'appalto unico per i  rifiuti viene messo in  coda
  nel  frattempo  continuano le gare ponte o le gare ad aggiudicatari
  dove partecipano meno di 3 persone per gara.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si avvii alla conclusione.

   BARBAGALLO. E' un fatto grave che abbiamo più volte evidenziato in
  Commissione  su  cui auspichiamo che il testo che  arriva  in  Aula
  dovrebbe prevedere emendamenti e previsioni certe.

   PRESIDENTE.   Lei   ovviamente   è   a   favore   della   proposta
  dell'onorevole Cappello.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare contro la proposta dell'onorevole Cappello.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, io sono contro la proposta dell'onorevole Cappello  non
  perché  mi  sottragga  ad  un ulteriore  confronto.  Come  è  stato
  ribadito da più parti, questa Commissione ha lungamente dibattuto e
  si  è  confrontata  su  questo disegno di legge  sapendo  di  dover
  affrontare  un tema delicatissimo. Stamattina abbiamo celebrato  la
  ventinovesima seduta sul tema, quindi tutto si può dire tranne  che
  ci siamo tirati indietro sul confronto.
   E  siamo  e  continuiamo ad essere disponibili anche ad  ulteriori
  confronti  su alcune riscritture che anche stamattina è emerso  che
  per  meglio  specificare alcuni temi che  sono  già  a  mio  avviso
  risolti  nel  disegno di legge, ma che probabilmente hanno  dato  e
  possono  dare adito a equivoci, quindi abbiamo chiesto agli  Uffici
  sia  del  Dipartimento che dell'Assemblea, di riscrivere,  modulare
  meglio  alcuni  temi  nell'articolo 16, nell'articolo  24  e  anche
  l'articolo proposto proprio adesso dall'onorevole Barbagallo e  che
  noi  in  Commissione  abbiamo positivamente recepito,  cioè  quello
  sulle CUC e sui subappalti.
   Bisogna  stare  attenti  alla normativa dei  subappalti  anche  se
  l'onorevole Barbagallo dovrebbe fare un mea culpa perché è  proprio
  negli  ARO che si sono creati le maggiori disfunzioni e i  maggiori
  appalti dubbi come ci sono stati segnalati in Commissione più volte
  addirittura società che sono nate la settimana prima rispetto  alle
  gare  che  facevano  in ARO i Comuni. Quindi,  stiamo  parlando  di
  atrocità  che  hanno,  come sappiamo, alzato  i  costi  in  maniera
  esponenziale al cittadino queste gestioni in ARO, che sono storture
  che possiamo evitare che si protraggano in futuro ma che certamente
  non  possiamo intervenire sui contratti in essere perché altrimenti
  faremmo una illegittimità e, quindi, in questo la norma è chiara.
   Non  possiamo  introdurci su contratti  che  sono  in  essere,  ma
  possiamo  evitare  che  ne nascono altri  o  che  subentrino  altre
  storture di queste genere.
   Ora, noi lo diceva anche il Presidente, siamo stati disponibili  a
  trattare su tutto, su tutto, premesso, onorevole Cappello,  che  le
  ricordo  che  il  testo del disegno di legge base del  Governo  era
  praticamente identico al testo che avevate presentato voi;  sì,  un
  paio di piccoli distinguo, il  Presidente Musumeci riteneva che gli
  ADA  dovessero  essere nove e li chiamava ADA e voi ritenevate  che
  dovessero essere cinque. Ma, detto questo, l'impianto normativo del
  disegno   di   legge   del   Governo  era   praticamente   identico
  all'impostazione  che avevate dato voi, che peraltro  è  in  linea,
  come  diceva  il Presidente, con le indicazioni che ci vengono  dal
  Governo nazionale, dalla Corte dei conti e dell'anticorruzione cioè
  ridurre  le organizzazioni territoriali che si occupano di gestione
  dei rifiuti e, quindi, siano cinque o nove ma ridurle rispetto alle
  18 più 27 ex ATO che ci sono adesso.
   Quindi,  ridurle e renderli enti pubblici in linea  con  tutte  le
  altre  Regioni d'Italia, perché quando sono enti pubblici gli  enti
  che    si    occupano    del   controllo,   della   pianificazione,
  dell'organizzazione del sistema dei rifiuti c'è una possibilità  di
  maggiore trasparenza, maggiore controllo e anche potere sostitutivo
  da   parte  della  Regione.  Perché  dice  bene  il  Presidente   a
  sottolineare  il  fatto che in alcune SRR ad oggi  non  sono  stati
  individuati  i  luoghi  dove  fare  impianti  pubblici.  Cioè,   il
  Presidente Musumeci ha i soldi per finanziare impianti pubblici, ha
  ripescato progetti che giacevano nei cassetti della Regione da  5/8
  anni  di impianti pubblici, li ha ripescati, li ha fatti aggiornare
  e  sono a finanziamento, ma in alcune SRR  invece non c'era  niente
  non individuano neanche dove allocarli. Ora manderà un Commissario,
  ma  abbiamo  anche  il  dubbio che questo Commissario  possa  avere
  chissà  quali poteri incisivi, perché sono società consortili,  non
  sono  enti  pubblici. Con un ente pubblico il potere sostitutivo  è
  totale,  quindi  hai una possibilità di controllo  e  di  ingerenza
  maggiore, oltre che maggiore trasparenza.
   E'  chiaro  che nessuno vuole toccare i dipendenti, e non  saranno
  toccati.  Se  questa norma che, articolo 16, articolo 24,  articolo
  35,  ha bisogno di piccoli aggiustamenti, perché questo sia chiaro,
  anche  e  sereno,  da  leggere all'esterno, lo  faremo,  lo  stiamo
  facendo, lo studio gli Uffici lo stanno facendo, ma andiamo avanti.
  Intanto cominciamo, intanto andiamo avanti, sempre nello spirito di
  ascolto e di convergenza, ma con quel punto cruciale su cui non  si
  torna  indietro,  che sono le richieste che ci vengono,  e  pocanzi
  abbiamo   ribadito,  dalla  normativa  nazionale   e   dal   codice
  dell'ambiente e dall'anticorruzione.
   Per  questo io dico andiamo avanti, sui temi specifici abbiamo già
  ulteriormente esaminato gli emendamenti, e su alcuni vostri abbiamo
  dato  parere positivo, ma se poi, onorevole Cappello, ci si ritrova
  ad  affrontare emendamenti soppressivi presentati dai Cinque Stelle
  su  articoli della legge che sono di recepimento, di vostri  vecchi
  emendamenti, c'è qualcosa che non torna.
   Quindi c'è un corto circuito che si è creato nella lettura che voi
  avete dato al testo attuale, oppure una lettura politica, questo mi
  dispiace,   perché   -   ripeto  -  l'impostazione   iniziale   era
  assolutamente identica, e se poi il testo è cambiato e  l'Assessore
  ha  dovuto presentare alcuni emendamenti per aggiustarlo  è  perché
  abbiamo recepito istanza dalle opposizioni, non perché ce li  siamo
  inventati, perché in Commissione abbiamo cercato di recepire quanto
  più  possibile istanze dalle opposizioni, però ora io  ritengo  che
  sia il caso di andare avanti.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Ha chiesto congedo per la giornata odierna l'onorevole
  Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

    290-49-76-179-267/A

           Votazione della proposta di rinvio in Commissione
             del disegno di legge nn. 290-49-76-179-267/A

   PRESIDENTE.  Si  passa alla votazione della   richiesta  formulata
  dall'onorevole  Cappello di rinvio in Commissione  del  disegno  di
  legge. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvata)


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
                            49-76-179-267/A

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
  e relatore, onorevole Savarino, per svolgere la relazione.

   SAVARINO,   Presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente  io  ho  già  presentato una  relazione  alla  quale  mi
  rimetto.  Voglio  solo sottolineare alcuni spunti che  sono  venuti
  anche dalle sollecitazione dei colleghi.
   Sul  punto  per  esempio  che ha appena  sottolineato  l'onorevole
  Barbagallo  circa i debiti pregressi degli ex ATO,  il  disegno  di
  legge  si  limita  a riprendere, senza quindi abrogarla,  la  norma
  proposta  della legge 9, ritenendola quella giuridicamente migliore
  perché,  nel  caso  in cui ci si inserisca in maniera  più  diretta
  nelle   vicende  degli  ATO,  abbiamo  visto  che  ci  sono   state
  impugnative  e  ci  si è dovuto bloccare rispetto alle  legittimità
  della norma. Mi riferisco nell'ultima finanziaria, abbiamo fatto il
  tentativo  di operare la certificazione dei crediti, di riconoscere
  la  certificazione  dei  crediti di quanti hanno  appunto  imprese,
  vantano  tanti  crediti nei confronti dell'ATO, in  modo  tale  che
  potesse  essere  certificato e scontata  rispetto  alle  tasse  che
  pagano.
   Questa norma è stata impugnata, e in maniera chiara è stato  detto
  che  non si può fare una certificazione di quei crediti, perché gli
  ATO  sono  società di diritto privato, quindi non sono riconosciuti
  come  enti  pubblici.  Entrare in maniera più  invasiva  in  questa
  disciplina, significa incorrere in questo tipo di legittimità,  per
  cui  ci  siamo limitati a riportare la stessa norma che voi  stessi
  avete ritenuto legittima votandola, della legge 9, rimettendo  alla
  Regione quello che può essere un compito di coordinamento.
   Di  più  di  questo non possiamo fare. Su altri punti, sollecitati
  dai  colleghi,  ripeto,  possiamo, abbiamo ritenuto  stamattina  in
  Commissione e anche ieri nel lavoro di approfondimento che  abbiamo
  fatto,  di  accogliere  diverse istanze e sollecitazioni  che  sono
  arrivate,  quelle  non pretestuose, quelle che  abbiano  il  senso,
  quelle che sono, servono per migliorare il testo, così nelle  prime
  norme,  così anche nell'articolo 14. Non si può sul 15  perché  gli
  Uffici  ritengono  che sia stato scritto in maniera  giuridicamente
  non  perfetta.  Mentre  sugli articoli  16  e  24,  ribadisco,  noi
  riteniamo  che già rimettendo la possibilità che gli ADA utilizzino
  le  SRR  come società in house per la gestione anche del  servizio,
  darebbe  tranquillità anche al personale che adesso  è  negli  ADA.
  Eviterebbe la liquidazione e darebbe un respiro. E' una facoltà, in
  questo momento nell'articolo 24.
   Se  volete,  possiamo essere più stringenti  e  metterla  come  un
  obbligo  di  legge.  Questo potrebbe dare un  percorso  più  sereno
  rispetto alle preoccupazioni che aveva l'onorevole Barbagallo degli
  ulteriori liquidazioni delle SRR.
   Per il resto mi rimetto alla relazione che è agli atti. Grazie.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   intanto
  preliminarmente  rilevo  che  formalmente  noi  abbiamo  presentato
  l'articolo sul sub-appalto però, per errore, il comma 4 non è stato
  riportato  dagli  Uffici. Noi abbiamo previsto  un  subemendamento.
  Riteniamo  che  questo  tema  del sub-appalto  sia  particolarmente
  importante e quindi per noi è una questione assorbente.
   Nell'ambito  del suo intervento, il Presidente della  Regione,  ha
  fatto  riferimento  alla  questione degli impianti.  Credo,  signor
  Presidente,  che la parte che riguarda la questione degli  impianti
  sia  opinione diffusa, la pensiamo allo stesso modo, quindi non c'è
  una  contestazione.  Anche  noi siamo per  gli  impianti  pubblici,
  certo, però, il testo sull'aspetto impianto pubblico-privato, anche
  qualche lacuna la rivela.
   Ad   esempio,  siccome  c'è  qualche  manina  che  in  Commissione
  prevedeva  impianti  in  zona agricola, distanza  inferiore  a  tre
  chilometri,   noi   per  fugare  ogni  dubbio,   abbiamo   previsto
  all'articolo  26, comma 3, con l'emendamento, che gli  impianti  si
  fanno  in  zone  industriali, come in tutte  le  parti  del  mondo.
  Quindi,  se qualcuno o qualche collega pensa di prevedere  impianti
  in   zona   agricola  troverà  la  ferma  opposizione  del  Partito
  Democratico.
   All'articolo 38 abbiamo posto una vecchia questione, che  ormai  è
  d'annata,  perché  in  questa legislatura - ma  i  colleghi  se  lo
  ricorderanno - l'abbiamo trattata più volte. Noi riteniamo  che  il
  Dipartimento sia molto oberato, e che è complicato gestire  in  uno
  stesso  Dipartimento la parte delle acque e quella dei rifiuti.  Ci
  abbiamo  provato in questa legislatura 5-6 volte, questa credo  che
  sia  la  settima.  L'emendamento, signor  Presidente,  è  il  38.7.
  Speriamo  che sia la volta buona che in questa Regione e in  questa
  legislatura,  oltre  ad istituire l'autorità di  bacino,  riusciamo
  pure  a prevedere un dipartimento dell'acqua che assorba ogni  tipo
  di funzione.
   Per  quanto  riguarda  gli impianti credo, signor  Presidente,  ad
  esempio  nella vicenda dei CCR, dove più volte noi con alcuni  atti
  ispettivi,  abbiamo chiesto che venisse fatto lo scorrimento  della
  graduatoria.  E' stato fatto lo scorrimento della graduatoria  solo
  per  due  Comuni, di cui uno alla provincia di Catania, mentre  gli
  altri  sono  stati  costretti  con il  bando  che  scadeva  oggi  a
  ripresentarla.
   Sarebbe  stata  una  decisione più saggia quella  di  scorrere  la
  graduatoria, anche perché erano progetti esecutivi che giacevano in
  Assessorato  da  tanti anni e avrebbe consentito - a  proposito  di
  impianti - una accelerazione delle procedure. Sostanzialmente,  sul
  passaggio   delle  competenze,  signor  Presidente,   noi   attorno
  all'articolo  15, punto 22, al termine della discussione  generale,
  sarebbe opportuno un confronto su alcune proposte. Ma perseguire su
  questa impostazione sarebbe veramente drammatico.
   Quindi  noi siamo molto preoccupati. Anche sull'articolo 36  e  37
  che  prevede  l'intervento  sulle esecuzioni  in  corso,  assessore
  Pierobon,  è  una  pazzia  pensare di  incidere  su  gare  con  già
  l'aggiudicatario individuato e sottoscritto, come dire, è una  cosa
  contro  ogni  principio  giuridico, c'è già un  contro  interessato
  individuato  quindi  mi  sembra veramente una  previsione  astrusa.
  Quindi auspichiamo, Presidente, su queste questione, come dire,  di
  trovare una

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevole Presidente Musumeci, onorevoli
  colleghi, mi permetterà in premessa di manifestare la mia personale
  stima  e  simpatia  nei  confronti  dell'assessore  Pierobon,   che
  ringrazio  anche  del  fatto  di avere rinunciato  ad  un  incarico
  prestigioso  per  continuare  a tenere  sulle  spalle  un  incarico
  delicato, gravoso e pesante.
   Lo  dico  in  premessa, perché siano chiare anche le  ragioni,  lo
  spirito  di questo mio intervento che, la discussione generale  non
  entra  nel  merito dei singoli punti, mi riservo  di  farlo  quando
  esamineremo i singoli emendamenti. Ciò che ci ha detto lei,  signor
  Presidente  della  Regione,  lo considero  diciamo  una  prolusione
  dovuta  e  garbata, se fossero delle dichiarazioni  programmatiche,
  cioè  di  un  Governo che si presenta agli elettori  prima,  e  poi
  all'Assemblea,  dicendo  quali saranno le  proprie  intenzioni  nei
  cinque anni di Governo.
   Siamo  a  metà della legislatura, e a metà della legislatura  cose
  che  noi  purtroppo raccogliamo su diversi temi che questo  Governo
  affronta, non si è trovato il tempo e il modo nei decenni  passati,
  come se questi due anni e mezzo fossero soltanto una lunga stagione
  di  moratoria che non ci permette, e non vi permette, di affrontare
  nel merito i problemi.
   Io  credo  sia una sottovalutazione della gravità e della quantità
  dei  problemi che questo Governo si trova davanti, soprattutto  sul
  tema dei rifiuti. Questa legge è un riassetto della governance  che
  rinvia, come è naturale, come dice il testo della legge, a un piano
  dei  rifiuti  senza  il  quale  la  governance  è  un  modello   di
  comportamenti che non entra nel merito delle scelte,  e  cioè  come
  questo  ciclo dei rifiuti dovrà virtuosamente compiersi sta  dentro
  un  piano regionale dei rifiuti sul quale noi continuiamo ad  avere
  soltanto echi di stampa. Ogni tanto qualche affermazione apodittica
  da  parte del Presidente Musumeci che questa sera ci ha confermato,
  non   possiamo  -  come  ricordava  il  collega  Barbagallo  -  che
  condividere  questa  sua determinazione che vorremmo  sottrarre  la
  Sicilia  e  il  ciclo dei rifiuti alla sua condizione permanente  e
  pervasiva di business a vantaggio di poche e forti famiglie private
  che  rappresentano il fulcro, il nucleo, l'asse portante di  questo
  sistema, e quindi occorrono nuovi impianti pubblici.
   Io  credo  che noi non siamo più in condizione, signor Presidente,
  di  assumere queste affermazioni di principio rivolte a un generico
  futuro,  senza  tenere  conto di ciò che nel  frattempo  accade,  e
  quello  che accade è che continua ad esserci una prevalenza ed  una
  predominanza  dal punto di vista politico ed anche economico  delle
  grande  strutture  private,  delle  grandi  famiglie  private,  che
  continua  a  mantenere  condizioni di oligopolio  sul  sistema  dei
  rifiuti.
   Vorrei  ricordare che è accaduto in questi mesi che la  Oicos  del
  signor  Proto  ricevesse  una  proroga  per  altri  dieci  anni,  e
  probabilmente  sul piano dello stile sarebbe stato  più  utile  che
  tutto  questo  avvenisse a processo concluso, visto che  il  signor
  Proto nel frattempo era indagato, poi imputato, poi processato  per
  corruzione e infine condannato a nove anni.
   Siamo  stati  dal  gennaio dello scorso anno  in  presenza  di  un
  ulteriore  aumento, ampliamento della discarica  Leonardi,  la  più
  grande della Sicilia, di un milione e ottocento mila metri cubi. Ci
  ricordava un quotidiano siciliano che la più grande città siciliana
  in  termini di espansione di territorio è quella che somma in sé la
  superficie di tutte le discariche private, siamo intorno  a  cinque
  chilometri quadrati, ed è l'unica città che continua a crescere, ad
  espandersi.
   Noi  avremmo voluto, ed accanto ad un ragionamento nel merito  del
  quale  entreremo  sulla governance che risponde  a  sollecitazioni,
  com'è  stato  ricordato,  che arrivano  dalla  Corte  dei  Conti  e
  dall'ANAC,  che  ci fosse finalmente, non soltanto  un'affermazione
  generica  e condivisibile da parte di tutti che occorrono  impianti
  pubblici per una lavorazione a monte dei rifiuti, ma che ci fossero
  indicazioni  politiche  precise da parte di questo  Governo.  Come,
  dove,  quando, quanto, con quali risorse, altrimenti ci ritroveremo
  tra  un anno, continuando a vagheggiare un piano di rifiuti che non
  ci  sarà  e continuando a dire che purtroppo ci si trova  a  dovere
  fare i conti con i ritardi accumulati nei decenni precedenti.
   Nessuno,  me  per primo, assolve chi ha governato la  Sicilia  nei
  decenni  precedenti,  e  che  è  colpevole  dei  ritardi  che  oggi
  scontiamo,  però non ci possiamo più permettere, signor Presidente,
  dopo  due  anni, di fare un discorso di mero principio  rivolto  al
  futuro,  questo  riguarda anche la ragione per cui io,  assieme  ad
  altri  colleghi dell'opposizione, non abbiamo accettato l'invito  a
  discutere   con   lei  in   face  to  face ,  una   bilaterale   la
  realizzazione,  la  struttura di questo  disegno  di  legge,  anche
  perché io credo che sia una forma di estrema cortesia istituzionale
  che   il   capo  di  un  esecutivo  voglia  incontrare   i   Gruppi
  parlamentari, ma lo fa prima di incardinare una legge, lo fa  prima
  che  700 emendamenti vengono presentati, lo fa prima che il Governo
  ne  presenti  altri 40, perché se l'incontro viene  fatto  a  leggi
  incardinata, emendamenti presentati e con il Governo che ha assunto
  ed ha aggiunto i propri 40 emendamenti, diventa soltanto una visita
  di  pura  cortesia alla quale - com'è stato ricordato  dal  collega
  Cappello - preferiamo sottrarci, perché questo possa essere, se non
  è la Commissione, il luogo della discussione.
   Concludo  signor Presidente. Le sollecitazioni che da qui arrivano
  non sono sollecitazioni vaghe e vane su quello che dovrà essere  il
  piano  dei  rifiuti,  al di là, ripeto, dei  rapporti  di  stima  e
  simpatia personale con l'Assessore Pierobon, ma cosa questo Governo
  vorrà  produrre e come realmente vorrà mettere fuori dai  giochi  i
  forti  pervasivi e persistenti interessi dell'impresa privata nella
  gestione di questo business io non lo so, e faccio un solo esempio.
   E'  di  qualche giorno fa la notizia pubblicata da un articolo  di
  stampa  che  dice    si è riaperta la partita  sugli  inceneritori.
  Sembra  che si vogliano realizzare uno o due inceneritori   con  un
  virgolettato che vi leggo:  c'è una volontà tecnica e politica  del
  Governo  regionale  io non sto assumendo questa  affermazione  come
  vera,  però pretendo di sapere se è vera o falsa. Siccome a  questa
  affermazione  io  ho  registrato soltanto un assoluto  silenzio  da
  parte del Presidente Musumeci e del Governo regionale, di fronte ad
  una  affermazione che dice che si è riaperta la partita e  c'è  una
  volontà tecnica e politica del Governo regionale per la costruzione
  di uno o due termovalorizzatori e si dà anche un'altra notizia, che
  ci  fa  capire  come il tema della pervasività e  della  permanenza
  degli  interessi privati, in questo settore, sia ancora di  estrema
  attualità, si dice che ci sia stata già una prima richiesta formale
  di   autorizzazione  ambientale  da  parte  del  signor   Leonardi,
  proprietario della  Sicula trasporti . E' vero o falso? Perché,  se
  falso, ne saremmo tutti sollevati all'idea che c'è il tentativo  di
  continuare  a  mantenere condizioni di monopolio  anche  in  questa
  altra  ipotesi,  abbastanza marginale mi auguro, di  ricollocazione
  del piano regionale dei rifiuti.
   Per  cui,  signor Presidente, riservandomi ad entrare  nel  merito
  specifico  delle norme e degli emendamenti, io credo che  resti  un
  vulnus  politico di questa discussione. Noi continuiamo  a  fare  i
  conti  con una convitato di pietra che resta totalmente marmificato
  nella  sua  condizione di pietra, e cioè questo piano dei  rifiuti:
  quali  scelte strategiche, al di là dell'evocazione ed  invocazione
  di  impianti pubblici, attraverso quali linee e quali tempi,  quali
  forme  e  quali sostanze continuare a dire  ci vorrebbero  impianti
  pubblici,  ma scontiamo il ritardo che abbiamo ereditato   dopo  24
  mesi   di   Governo,  signor  Presidente,  non  è   un'affermazione
  legittima.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini,  siamo  di  fronte alla prima vera  riforma  portata  da
  questo  Governo,  ci  sono voluti due anni,  ma  una  prima  grande
  riforma finalmente è arrivata all'interno dell'Assemblea.
   Oramai  siamo  stati abituati, in questi due anni,  e  soprattutto
  nell'ultimo periodo, che le soluzioni di questo Governo  regionale,
  ad  oggi, sono state le convenzioni, soprattutto convenzioni con le
  regioni  del Nord, perché queste sono state, ad oggi, le  soluzioni
  di  questo Governo regionale: convenzioni, soprattutto su soldi dei
  siciliani che vengono spostati alle regioni del Nord.
   Oggi,  invece,  si  parla  di  rifiuti,  e  quindi  non  c'è   una
  convenzione,  c'è  una  riforma,  o  almeno  così  questo   Governo
  regionale  la chiama. A mio modo di vedere è una bandierina  questa
  riforma,  ed  è  una bandierina anche che dà seguito alla  campagna
  elettorale di questo Governo regionale.
   All'interno di questa riforma ci sono le nove ADA, poi ci sono gli
  ATO,  i nove ATO, e ci saranno pure ulteriori enti che sono i  SAG;
  ebbene,  le  nove  ADA rispecchiano le passioni di  questo  Governo
  regionale,  perché oramai noi ci stiamo muovendo per  passioni,  la
  Sicilia e i siciliani si stano muovendo per passioni.
   Il  Governo ha passione per i cavalli? Diamo soldi ai cavalli.  Il
  Governo  ha  passioni per quanto riguarda l'organo  politico  delle
  province,  l'organo politico e non la risoluzione del problema  dei
  liberi  Consorzi, allora cosa fa? All'interno della  riforma  va  a
  disegnare  gli ambiti - le ADA - su confini politici: le  nove  ADA
  sono  una  bandierina di questo Governo, perché noi in  Commissione
  più  volte,  con  i  miei colleghi, abbiamo  cercato,  insomma,  di
  modificare  perché  se l'ANAC ci dice fatene  cinque,  fatene  meno
  possibile, perché noi ne dobbiamo fare nove?
   Ebbene  non c'è stata nessuna discussione in merito, si  è  andati
  dritto, si è andati dritto a questo argomento.
   E poi dico, questa riforma, se mai dovesse essere approvata, andrà
  a  risolvere il problema del siciliano, della vecchietta sotto casa
  che si trova in giro - e non ce lo nascondiamo questo, colleghi  -,
  si  trova  in giro cumuli e cumuli di rifiuti e nello stesso  tempo
  paga una bolletta, una TARI esosa, pur avendo un servizio non buono
  in  molti  comuni dei territori, e in più quello stesso  siciliano,
  quella   stessa  vecchietta  si  trova  nel  proprio   comprensorio
  discariche che accolgono rifiuti di tutto il territorio siciliano.
   Allora  colleghi, vedete, in questi nove anni da quando è  entrata
  in  vigore la legge 9 del 2010, ci sono stati alcuni territori  che
  sono  stati  virtuosi,  hanno realizzato impianti  pubblici,  hanno
  aumentato la percentuale di raccolta differenziata; noi,  a  questi
  comuni che sono stati virtuosi, approvando questa norma, noi diremo
  loro:  riazzeriamo tutto, in questi nove anni avete lavorato? Avete
  lavorato  bene per i vostri cittadini? Ebbene noi azzeriamo  tutto,
  ripartiamo  da  zero,  creiamo  nuovi  contenitori,  creiamo  nuova
  governance.
   E  che  facciamo  in  questo caso? Premiamo le  amministrazioni  o
  premiamo  quei  comuni  che negli anni non  sono  stati  per  nulla
  virtuosi.
   Allora,  colleghi, io non so come andrà a finire l'iter di  questo
  disegno di legge in Aula, anche perché se l'iter sarà quello  delle
  finanziarie,  non  so  che  tipo  di  riforma  andremo  a  dare  ai
  siciliani.   Diceva  bene  il  mio  Capogruppo:  ripartiamo   dalla
  Commissione,  eventualmente andiamo a  modificare  o  a  migliorare
  quelle  cose  che  andavano bene, ed a modificare quelle  cose  che
  andavano male per quanto riguarda la legge n. 9 del 2010.
   E invece no. Proprio perché questo Governo vuole la bandierina per
  questa  riforma  noi condanneremo i Siciliani ad  un  caos  enorme,
  vedremo  rifiuti  che  si sposteranno da città  in  città,  vedremo
  l'aumento  della  TARI in modo vertiginoso. Io non  oso  immaginare
  cosa succederà ai Palermitani fra qualche mese, visto che i rifiuti
  stanno  viaggiando,  sembra che siano in  viaggio  di  nozze  o  in
  crociera,  che  viaggiano in giro per la  città  e  riempiamo,  nel
  frattempo,  le  discariche di quei territori che negli  anni  hanno
  provato  a  fare impianti, hanno provato a migliorare  la  raccolta
  differenziata.
   Ebbene,  colleghi, il suggerimento - visto che, comunque,  si  sta
  andando  avanti con questo disegno di legge, perché questo  Governo
  sta forzando perché questa bandierina, la deve per forza mettere  e
  deve  condannare per forza i Siciliani, ed i rifiuti,  badate,  non
  solo  viaggeranno in giro per la Sicilia, viaggeranno in giro anche
  fuori  dalla  Regione, perché non riusciremo  a  gestirli,  perché,
  anziché puntare ad aumentare quella raccolta differenziata in  quei
  comuni, si sta puntando a tutt'altro.
   E  non è vero, Presidente, quando lei dice che in questi due  anni
  si è puntato sugli impianti pubblici. Ci sono esempi ben evidenti e
  le  faccio  l'esempio di Serradifalco, dove è stato autorizzato  un
  TMB con annessa discarica, privato ed è stato sotto questo Governo,
  si aspetta la pubblicazione del PAUR.
   Quindi, non è vero che questo Governo regionale ha puntato solo ed
  esclusivamente  all'impiantistica  pubblica,  non  è  assolutamente
  vero.
   Allora,  colleghi,  io  dico  che,  a  fronte  di  bandierine,  il
  consiglio  è quello di pensare ai Siciliani, perché questa  riforma
  non  migliorerà  il  nostro  sistema dei  rifiuti,  non  migliorerà
  l'impiantistica  anche  per quanto detto  dal  collega  Barbagallo:
  l'ANAC  nel 2016 ci consigliava di avere un solo UREGA o, comunque,
  una  CUC  destinata a gestire solo ed esclusivamente  i  bandi  per
  quanto riguardava la gestione del servizio rifiuti.
   E,  quindi, che cosa facciamo? Alcune cose che ci chiede l'ANAC le
  accogliamo e altre no, a seconda dei desiderata di questo Governo?
   Colleghi,  l'appello  è  quello di pensare  ai  Siciliani  perché,
  badate  bene, dal momento in cui questa riforma verrà  approvata  e
  troverà, poi, la sua conclusione, nessun Siciliano perdonerà  né  a
  questo  Governo né a quest'Assemblea il fatto che i rifiuti saranno
  ancora  in  giro per la Sicilia e la TARI aumenterà ancora  di  più
  rispetto a quella che abbiamo oggi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Trizzino.  Ne  ha
  facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, colleghi, Presidente Musumeci,  anche
  noi  accogliamo  con  un plauso la discussione di  questa  riforma.
  Finalmente possiamo discutere di uno dei pochi temi delicati  della
  Regione siciliana dinanzi ad un'Aula quasi piena.
   Mi  permetterò  di entrare nel merito di alcune questioni,  quanto
  meno  alcune  questioni dirimenti, poi lascerò al  dibattito  sugli
  emendamenti alcuni aspetti un po' più centrali e preminenti.
   Io  devo  rispondere anche alla collega Savarino, alla  Presidente
  della  Commissione, in merito al fatto che questo disegno di legge,
  quello  di  cui stiamo discutendo oggi, è profondamente diverso  da
  quello   del  Movimento  5  Stelle.  Proverò  ad  essere  sintetico
  nell'indicare  quelli  che sono gli aspetti  centrali  ed  inizierò
  proprio dal suo discorso.
   Lei ha parlato proprio di impianti che si stanno realizzando, e di
  tutta  una  serie  di attività che il suo Governo  sta  ponendo  in
  essere. Attenzione, però, Presidente, lei sta discutendo del  piano
  regionale  dei rifiuti. La questione degli impianti ha poco  a  che
  vedere  col disegno di legge della riforma dei rifiuti. La  riforma
  dei  rifiuti attiene ad aspetti che poco hanno a che vedere con  la
  realizzazione degli impianti.
   Noi  abbiamo, come dire, accolto con favore il fatto che il  piano
  dei  rifiuti, dopo vent'anni, sta avviandosi verso una risoluzione.
  La  valutazione  metà  è  strategica, si è avviata.  Dovrà  esserci
  ancora  il  passaggio in Commissione territorio ed  ambiente,  però
  quanto meno c'è un avvio rispetto alla precedente amministrazione.
   Ma  attenzione   Piano  dei rifiuti e riforma  dei  rifiuti  vanno
  tenuti separati.
   Qual   è  il  problema  centrale,  che  abbiamo  posto  più  volte
  all'attenzione  della  Commissione:  che  Piano   dei   rifiuti   -
  Presidente  mi ascolti, perché quelle osservazioni che  le  poniamo
  per  noi  sono centrali perché si possa avviare un dibattito,  ecco
  perché  noi  abbiamo  chiesto un ritorno in Commissione  su  queste
  tematiche  -  Piano  dei rifiuti e disegno dei rifiuti,  in  questo
  momento,  sono  alternative,  propedeutiche  e  complementari  l'un
  l'altro.
   Il  suo disegno di legge, all'articolo 5, stabilisce che perché il
  Piano  dei  rifiuti  -  cioè quello che  in  questo  momento  è  in
  valutazione  ambientale  strategica  -  possa  essere  efficace  ha
  bisogno  del  completamento di questo disegno  di  legge.  Lo  dice
  l'articolo 5 nella parte in cui specifica che fintanto che le  ADA,
  questi  nuovi soggetti gestori, non verranno ad essersi costituiti,
  il  Piano dei rifiuti non potrà vedere la luce, perché il Piano dei
  rifiuti dovrà essere sottoposto a queste nuove autorità.
   Attenzione, Presidente, la legge n. 9/2010 ha avuto nove anni  per
  potere  essere rese esecutiva, per potere vedere i suoi effetti,  e
  ancora  non  li  ha  prodotti. Come  lei  ben  sa,  le  società  di
  regolamentazione  dei  rifiuti ancora oggi non  sono  perfettamente
  completate. Lei, però, in 180 giorni vorrebbe che le ADA,  i  nuovi
  soggetti   gestori,  prendessero  pieni  poteri  per   poi   potere
  approvare, con un passaggio, il Piano dei rifiuti. Quindi  da  nove
  anni noi dovremmo ridurre a 180 giorni questo gap.
   Lei si rende conto che non stiamo parlando di soggetti gestori con
  la  stessa natura giuridica: le SRR sono soggetti che rispondono al
  codice civile, le ADA sono soggetti di diritto pubblico a tutti gli
  effetti, cosa completamente diversa.
   Quindi il primo elemento che desta perplessità è questo passaggio,
  cioè da nove anni   in nove anni non siamo riusciti a completare le
  SRR,  per  responsabilità che non sono addebitabili al suo Governo,
  ma  chiaramente sono delle responsabilità legate ai  commissari,  i
  commissari che dovevano liquidare le ex ATO, che dovevano aprire le
  SRR  -  e  magari  alcuni  sono stati confermati  anche  da  questa
  Amministrazione - non hanno posto a termine le loro  mansioni.  Per
  questi  motivi  le  SRR non sono mai state messe nell'esercizio  di
  potere operare. Noi adesso in 180 giorni dovremmo approvare le ADA.
  Questo  è  il  primo limite al quale noi chiediamo una risposta  in
  quest'Aula.
   Il  secondo. Il Piano dei rifiuti è necessario, allo stesso tempo,
  affinché  lo stesso disegno di legge possa produrre degli  effetti.
  All'articolo  27 del vostro testo parlate di procedure semplificate
  per  impianti  di recupero del materiale. Cosa sacrosanta,  noi  lo
  condividiamo e lo abbiamo messo pure nel nostro disegno  di  legge.
  Però,   Presidente,   lei  dice  che  affinché   queste   procedure
  semplificate possano compiersi è necessario che vi sia il Piano dei
  rifiuti, che però non c'è, e il Piano dei rifiuti, a sua volta, per
  potere  funzionare ha bisogno delle ADA, che in questo momento  non
  ci sono.
   Lo  stesso carattere alternativo   Presidente mi segua, sono delle
  osservazioni che io non le lancio così, perché faccio delle analisi
  meramente  politiche, io sto entrando nel merito di  questioni  che
  secondo  noi ingessano la Regione, cioè rendono più farraginoso  il
  sistema di gestione dei rifiuti.
   Lo  stesso Piano dei rifiuti che voi state sottoponendo a  VAS,  a
  valutazione ambientale strategica, non fa riferimento alla legge n.
  9/2010, ma fa riferimento a un disegno di legge. Questa è una  cosa
  che  non  è  mai  avvenuta,  un atto amministrativo  -  l'assessore
  Pierobon  scuote  la  testa  - ma sa meglio  di  me  che  il  Piano
  regionale  dei  rifiuti, che è sottoposto a valutazione  ambientale
  strategica, parla di nove ambiti territoriali. Lo stesso  Ministero
  dell'ambiente ha sottolineato l'impossibilità di potere fare  delle
  valutazioni  nel  merito, proprio perché il Piano  dei  rifiuti  fa
  riferimento  a  un  disegno di legge e non a una legge.  In  questo
  momento  ci  sono  18  SRR con 18 ambiti, che operano  nella  piena
  funzionalità di una legge che è esistente - che è la legge n. 9 - e
  il  disegno  di  legge, che è tale, fino ad oggi non può  stabilire
  alcuna determinazione nel merito degli ambiti.
   E  questi  sono  i limiti che già fanno emergere un conflitto  tra
  Piano e riforma.
   Ho  ascoltato con interesse anche gli interventi dei colleghi  che
  mi  hanno  preceduto. Attenzione Presidente, noi  non  abbiamo  mai
  parlato  -  e  mi riferisco agli ambiti territoriali -  di  cinque,
  otto, sei, due ambiti territoriali. Attenzione, la Corte dei conti,
  così come il Ministero dell'ambiente - non quello presieduto adesso
  dall'attuale Ministro dell'ambiente, Sergio Costa, ma l'ex Ministro
  Galletti  -  ha  emanato  delle  direttive  nelle  quali  indicava,
  infatti, quello che diceva lei: cioè l'eccessiva frammentazione dei
  sistemi  di  gestione provoca una situazione che non garantisce  le
  economie   di  scala.  Ma  non  ha  mai  parlato  di  nove   ambiti
  territoriali coincidenti con le province.
   Quello  che  abbiamo  detto noi, e abbiamo  sottoposto  più  volte
  all'attenzione della Commissione - e lo riproporremo anche qui -  è
  che la distribuzione in ambiti territoriali si fa dopo che il Piano
  è  approvato.  Perché,  Presidente, la distribuzione  degli  ambiti
  territoriali funziona in questo modo: io devo garantire economie di
  scala,  giusto?  Le economie di scala quando le posso  capire?  Nel
  momento  in  cui il Piano è effettivamente vigente.  Stabilisco  il
  fabbisogno  di  un  gruppo  di  comuni;  stabilisco  gli   impianti
  esistenti; solo dopo faccio la divisione degli ambiti territoriali,
  non prima
   Attenzione, Presidente, questo dato non è sottolineato solo da  un
  deputato  del  Movimento Cinque Stelle, ma dalla  Corte  dei  conti
  nell'ultima relazione 2018 e anche dal Ministero dell'ambiente.
   Un  altro tema che ci lascia perplessi è questo. Lei ha fatto  nel
  2017  una  campagna elettorale nella quale denunciava gli ARO,  gli
  Ambiti di raccolta ottimali, si ricorda anche noi eravamo d'accordo
  a  chiudere  questi sistemi di gestione eccessivamente frammentati.
  Gli  ARO sono gli Ambiti di raccolta che garantiscono - si ricorda,
  nel 2013 eravamo tutte e due deputati all'Assemblea quando c'era il
  Presidente Crocetta - la possibilità di gestire lo spazzamento e la
  raccolta anche in forma singola o associata. Lei elimina gli ARO  e
  fa  le  SAG, che sono segmenti, lo dice lo stesso testo che lei  ha
  portato in Aula, segmenti funzionali o in altre parole, raccolta  e
  spazzamento,  quindi, noi leviamo l'etichetta alle  ARO  -  è  così
  assessore Pierobon - e le mettiamo alle SAG.
   Ora,  se noi abbiamo preso un percorso politico che è quello delle
  ARO   non   possiamo,   mi   perdoni   Presidente,   non   possiamo
  ripristinarle, io vorrei che da questo discorso che le sto facendo,
  Presidente,  ci  fosse  un  dibattito costruttivo,  ci  mancherebbe
  altro,  io  le  dico  chiaramente come  ha  detto  il  mio  collega
  Cappello, non metteremo bandierine, la riforma dei rifiuti è troppo
  importante  per  l'ambiente siciliano per cui, come  il  Presidente
  Savarino sa, tutti gli emendamenti che abbiamo depositato erano nel
  senso  di costruire qualcosa, il punto è che abbiamo il timore  che
  questa  riforma  più che costruire decostruisca un sistema  che  in
  realtà  stava iniziando a funzionare perché la legge 9  ha  i  suoi
  tempi,  la legge 9 ha le sue difficoltà ma comunque stava iniziando
  a  funzionare, lei sorride, Presidente, ma il problema è che noi ci
  stiamo  assumendo  la responsabilità più grande  di  noi  forse,  o
  meglio chi voterà questa legge.
   Il  personale: è il tema, come diceva lei, tra i più delicati,  ha
  coinvolto  molti deputati anche della maggioranza,  è  il  problema
  qual  è?  Noi  abbiamo,  lei  anzi, Presidente,  ha  scelto  questa
  soluzione, anche questa politica assolutamente legittima,  chiudere
  le  società  di  diritto di privato e aprire società pubbliche,  si
  figuri che per il Movimento Cinque Stelle che ha sempre parlato  di
  diritto  pubblico nella società di gestione dei servizi  essenziali
  sfonda  una porta aperta, però dobbiamo prendere atto di una  cosa,
  tutto il personale che ha lavorato nelle SRR, tutto, dovrà fare  un
  concorso pubblico, chiunque, perché per entrare a far parte  di  un
  ente  pubblico, ce lo dice la Costituzione, dovrà fare un  concorso
  pubblico,  questa  cosa va detta, va chiarita,  cioè  tutti  devono
  essere coscienti di questa cosa, chiunque vorrà entrare nelle nuove
  ADA  dovrà  sottoporsi  ad  una  selezione  pubblica,  diversamente
  qualsiasi  norma  e  questo lo dico ai colleghi della  maggioranza,
  vorrà  introdurre  dei meccanismi distorsivi o semplicemente  delle
  corsie   preferenziali,  sappia  che  verrà  cassata  dalla   Corte
  Costituzionale  il giorno dopo dalla pubblicazione  della  Gazzetta
  ufficiale,  questo è un dato che si deve sapere, è giusto  che  noi
  stiamo  costituendo soggetti di diritto pubblico ma è anche  giusto
  che si sappia quello che stiamo facendo.
   È  l'articolo 35 che disciplina questa disposizione sul personale,
  non  so  chi,  forse i colleghi del PD, hanno parlato di  carattere
  farraginoso,  di sistema troppo farraginoso e, in  effetti,  lo  è,
  anche  nella  lettura  il  disegno  di  legge  è  complesso  perché
  l'articolo   35   parla   di  personale   operativo   e   personale
  amministrativo,  poi l'art. 24 parla di gestione  del  servizio  in
  house,  ora Presidente, questo è un dato importante, come  funziona
  la gestione del servizio?
   La  gestione del servizio si può affidare ad una ditta  privata  e
  qui  ci sono tutte le condizioni stabilite dalla legge, noi abbiamo
  presentato  degli emendamenti migliorativi e poi c'è la possibilità
  che  un Ada gestisca attraverso il sistema in house ed è l'articolo
  24  che  lo  prevede, voi avete previsto la norma  nella  quale  il
  personale che non è transitata in forza dell'art. 35 dalle SRR alle
  ADA  transita dalle SRR a questi soggetti in house e  però  c'è  un
  problema,  il  problema  qual è? Che c'è un blocco  di  lavoratori,
  almeno  seicento lavoratori, che è rimasto congelato per nove  anni
  nell'ex  ATO  e  sa perché? Perché ci sono dei Commissari  che  non
  facevano  il  loro lavoro, ora lei ha intimato con  diffida  questi
  Commissari,  voi  non dovete intimarli, li dovete  rimuovere   Cioè
  questa  gente  va rimossa perché sono degli incapaci,  se  ci  sono
  stati  delle persone che non sono stati in grado di far  transitare
  dall'ex ATO alle SRR persone, personale, questi qui vanno rimossi
   La  stessa  identica  cosa va fatta con gli  impianti:  noi  molto
  spesso  siamo  costretti a doverci rivolgere  non  tanto  più  alla
  Commissione  di merito, non perché non sia capace, ma  delle  volte
  anche  al Presidente Fava e alla Commissione Antimafia oppure  alla
  Procura  della  Repubblica  perché  abbiamo  scoperto  che   alcuni
  impianti realizzati con denaro pubblico all'epoca dell'ex  ATO  non
  sono  mai messi in esercizio perché non sono stati trasferiti  alle
  SRR,  cioè  impianti  pubblici, realizzati durante  il  periodo  di
  vigenza  dell'ex  ATO, non li hanno mai resi esecutivi  perché  non
  sono  andati  dal notaio a fare il passaggio con le SRR,  la  norma
  transitoria del disegno di legge dice  tutte le attività dei  nuovi
  Commissari  dovranno  essere garantite affinché  vi  sia  la  piena
  operatività  del sistema di gestione dei rifiuti . E questo  si  fa
  sempre attraverso dei commissari. Sono le norme transitorie che  lo
  stabiliscono.
   Ora,  signor Presidente, ma se noi mettiamo gli stessi  commissari
  che  hanno gestito fino ad oggi l'ex ATO e le SRR a gestire le ADA,
  ma come pensa di potere risolvere il problema?
   Ultimo  nodo  e  tasto dolente. Il disegno di legge,  e  questo  è
  secondo me un punto che difficilmente potrà essere risolto  per  il
  quale chiedo il suo intervento, signor Presidente, anche alla  luce
  di una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale, noi
  abbiamo  una passività che di 2 miliardi di euro certificata  dalla
  Corte  dei Conti. Sono i comuni che non hanno pagato i loro  debiti
  alle ex ATO. Questi 2 miliardi sono un macigno che grava su tutti i
  comuni e, a caduta, sulla TARI e su altro.
   Ora,  è  chiaro che noi andiamo a costituire le ADA di  cui  fanno
  parte i comuni che portano dietro di se questa massa gigantesca. Se
  noi non prevediamo una misura che possa garantire una risoluzione a
  questo  problema,  daremo  vita a degli strumenti  che  si  portano
  questa  eredità che impedirà qualunque possibilità  di  gestire  il
  sistema dei rifiuti.
   Noi  abbiamo previsto un emendamento che è passato sulla  gestione
  unica  delle  passività, però è chiaro che ci vuole un capitolo  di
  bilancio che stabilisca quanto meno un minimo di dotazione.
   Io  concludo  qui, signor Presidente, perché non voglio  sottrarre
  tempo ai miei colleghi, però le ricordo che noi ci stiamo assumendo
  davvero una grandissima responsabilità. Io vorrei che riflettessimo
  su  questi argomenti e - le ripeto - non è un dato politico, queste
  sono  osservazioni nel merito di un sistema che non  ha  funzionato
  per  vent'anni  e  rischia di non funzionare per  altri  vent'anni.
  Quindi,  in questo momento, la discussione deve entrare nel  merito
  delle questioni determinanti di questo disegno di legge.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  mi
  sono  sforzato di provare a comprendere la ragione di questo  testo
  al  di  là della mera propaganda politica che ci sta perché ognuno,
  giustamente, prova a fare nella sua azione di governo anche la  sua
  declina  la  sua idea di Sicilia e di programma, perché  quando  si
  parla  di  riforme il tema è: noi riformiamo una  cosa  per  andare
  dove? Per fare cosa? Per migliorare che cosa?
   È  stato già detto, io credo che anche il Presidente della Regione
  che,   penso   che   ascolti  anche  lui  sindaci,  amministratori,
  l'assessore  che  magari  conosce meno  la  Sicilia,  per  ragioni,
  diciamo,  naturali,  ma penso che in queste  settimane  ha  provato
  anche  lui  a mettere l'orecchio a terra e sentire che comunque  su
  questo  testo c'è una contrarietà diffusa da parte di chi  sta  sul
  campo. Poi lo sappiamo tutti ci sono, come dire, pigrizie, ci  sono
  rendite  di  posizione,  c'è tutto quello che  ruota  spesso  nella
  classica indolenza siciliana e non solo indolenza, però c'è un nodo
  a  cui non si dà una risposta: oggi la crisi dei rifiuti in Sicilia
  è  legata  all'aspetto  amministrativo della sua  gestione?  Perché
  questa  legge sostanzialmente ritorna ad affrontare un nodo  che  è
  stato  il  nodo  che abbiamo affrontato con la  legge  n.  9.  Dico
  abbiamo perché io c'ero in quest'Aula, anche l'onorevole Di  Mauro,
  e  ricorderemo  e  ricordo  a me stesso che  le  famose  SRR  tanto
  vituperate  sono state una mera invenzione giuridica per rispondere
  a  un  solo  ed esclusivo problema: come poter garantire  a  quelle
  migliaia  di  persone che nel frattempo attraverso  gli  ATO  erano
  state avviate, assunti, trasferiti dai comuni, tutto quello che era
  avvenuto e avere un soggetto giuridico in grado di poterli assumere
  senza incorrere ai rischi e ai limiti della incostituzionalità  che
  addirittura  temevamo  che  potesse essere  dichiarata  sulla  SRR.
  Tant'è  che sia il Commissario dello Stato allora, che il Consiglio
  dei Ministri poi, quella norma l'hanno fatta passare.
   Perché  ricordo che la legge 9 è figlia di uno stato di  emergenza
  della Regione siciliana, cioè non è che si fece la legge 9 come  un
  ballo,  come dire, un valzer in una delle debuttanti, noi arrivammo
  alla  legge 9 dopo che si erano costituiti 27 ATO, c'era stato  una
  proliferazione diciamo di un sistema di  governance  di prossimità,
  con  tutte  le conseguenze che questo aveva, e in particolare  quel
  modello  si reggeva su un patto non scritto ma sostanziale in  cui,
  da   un  lato  c'era  cosiddetta   la  democrazia  partecipata  nel
  territorio   cioè ognuno poteva fare quello che voleva,  dall'altro
  lato c'era la piramide, ovvero i 4 termovalorizzatori, cioè le  due
  cose  si tenevano, migliaia di assunzioni nel sistema territoriale,
  grande   accentramento  e  quindi  finalità  esclusiva  altro   che
  differenziata  attraverso  la termovalorizzazione,  l'incenerimento
  perché  dobbiamo dare le parole a quelle che sono, di una  quantità
  di  rifiuti pari quasi ad una volta e mezza quella che si produceva
  in Sicilia.
   Saltato  il sistema, e non è saltato si per la politica, e  non  è
  stato  la legge 9 a farlo saltare, cosa ha fatto saltare e lo  dico
  anche  in  italiano, in Sicilia il sistema non  è  saltato  per  la
  Magistratura  siciliana,  e mi assumo la responsabilità  di  quello
  che  sto  dicendo, perché è stato un tribunale a Milano che  ci  ha
  detto che in Sicilia la gara sui termovalorizzatori era truccata, e
  da  allora ad oggi non ci sono stati fatti consequenziali a  quella
  gara truccata che stava, e in parte ha corrotto una parte larga del
  sistema politico e istituzionale siciliano. Quindi si fece la legge
  9  per mettere ordine a un sistema che era sfuggito di mano, quindi
  9,  10  ATO  (9+1), che nel frattempo la solita corsa ai cosiddetti
  soggetti   virtuosi:  Caltagirone,  qualche  altra  provincia,   la
  provincia  di Trapani, le Madonie, cioè il diritto alla  virtuosità
  come  diritto  all'autonomia che la legge 9 in parte  resistette  a
  questo obiettivo, ma poi nel corso di questi dieci anni, perché  se
  per  dieci  anni  questa legge non è partita  qualche  elemento  di
  difficoltà  alla fine abbiamo visto che si manifestava  perché  c'è
  stato  una ostilità, ma la più grande ostilità, Assessore  Pierobon
  forse  lei  è arrivato dopo, lo sa quale è stata? Che io  che  sono
  palermitano  e  i  colleghi di Palermo,  Trapani  o  Agrigento  che
  frequentano l'aeroporto di Punta Raisi per tre anni il benvenuto  a
  Palermo per chi arrivava o l'arrivederci da Palermo per chi partiva
  era  dato  dai  cumuli di rifiuti lungo l'autostrada  Palermo-Punta
  Raisi,  che  era il simbolo del fallimento di una gestione  che  in
  qualche modo non riusciva a decollare attraverso le SRR.
   Fu quello poi il compromesso che si determinò nel dare possibilità
  di sdoppiare le SRR, Palermo ne ha tre, Catania ne ha due, e quindi
  di  arrivare a 18, meno dei 27 originali e, soprattutto, di avviare
  attraverso  gli  ARO  che io non ho condiviso  per  essere  chiari,
  attraverso  gli ARO la possibilità di sbloccare una situazione  che
  era  paralizzata cioè consentire ai Comuni che poi erano quelli che
  venivano insultati dai cittadini, perché nessuno conosce il  signor
  ARO,  anche perché il signor ATO spesso era un commissario, diciamo
  un  funzionario,  che manco si sapeva il nome e cognome,  ma  tutti
  sapevano  chi era il Sindaco. E se uno ha l'immondizia sotto  casa,
  non  è  che cerca il signor ATO, dice:  o la colpa è della  Regione
  come dato macro o la colpa è del Sindaco, come dato micro .
   Di  fronte a quello si determinò, come dire, la condizione  perché
  attraverso  gli  ARO,  si  sbloccasse una  situazione  di  separare
  l'ottimizzazione  della  gestione  del  servizio  dal  tema   della
  raccolta  e  dello spazzamento. C'è da correggere? Sicuramente.  Ci
  sono  limiti  della  Legge 9? Sicuramente.  Ma  allora  affrontiamo
  questo. Quando invece qui, tra l'altro oggi ho sentito una cosa che
  mi ha colpito da parte del Presidente della Regione.
   Il  Presidente della Regione sostanzialmente ripropone  lo  schema
  della  Legge  9, 9 ADA, che erano i 9 più uno perché  c'era  quella
  delle isole minori srl, siamo, diciamo, tornati a dieci anni fa.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quella iniziale
  della Giunta?

   CRACOLICI.  No,  quella è la legge 9, quella  senza  modifiche  ed
  integrazioni, quella senza SMI.
   Ma proprio i limiti di questi dieci anni, ci dovrebbero aiutare ad
  evitare di ritornare punto indietro, per far finta di correggere il
  sistema,  ma lo ribloccheremmo, e dico al Presidente della Regione:
  ma  lei  che interessa ha di avere tre anni davanti a lei,  da  qui
  alla  fine  della legislatura, con un sistema che si riparalizzerà.
  Perché   questo   succederà,  il  sistema,  lo   diceva   Trizzino,
  giustamente,  ma  chi  si  illude  che  in  180  giorni  si   possa
  determinare una governance del sistema tale da far partire il piano
  dei rifiuti in Sicilia.
   Noi  stiamo dicendo ancora una volta in Sicilia, occupatevi  della
  Governance e i privati si occuperanno degli impianti, perché questo
  è  successo in Sicilia. Anche qui lo dico al mio amico, collega del
  mio  Gruppo,  che  ha  rivendicato giustamente la  parola  impianti
  pubblici, Barbagallo, la legge 9 scriveva in maniera inequivocabile
  che l'impiantistica doveva essere pubblica.
   Lo  posso  dire  in  questa  Aula una cosa  che  forse  che  pochi
  conoscono.  Il dottore Lupo, direttore del servizio rifiuti,  si  è
  dimesso ed è scappato dalla direzione del settore rifiuti, dopo che
  ha  fatto  un  bando per fare alcuni impianti pubblici in  Sicilia,
  perché  si  è  mossa una lobby potente e pesante con interrogazioni
  parlamentari alla Camera e al Senato, per fare, come dire le  ., ma
  perché  si  fanno  questi  impianti,  quali  violazioni  di   norme
  ambientali,  perché  in Sicilia l'unico soggetto  tutelato  a  fare
  impianti  deve essere sostanzialmente il privato, e quelli pubblici
  che  si  fanno  sono bloccati dalla stessa Regione.  E'  la  stessa
  Regione  ad avere impedito gli stessi impianti decisi da realizzare
  in  Sicilia. E poi scopriamo anche le ragioni, e perché queste cose
  sono  avvenute.  Ogni tanto qualche inchiesta ci dimostra  dove  si
  corre e dove si ci si ferma.
   Allora  il  tema  non  è  fare  di questa  vicenda  una  battaglia
  ideologica,  ripeto  io,  mi  chiedo,  e  ho  finito,   mi   chiedo
  sinceramente,  ma  pensiamo di fare una legge  che  serve  oggi  al
  sistema  dei  rifiuti  in Sicilia? Io credo di  no,  anche  perché,
  Assessore Pierobon, io un anno fa, assieme al collega Lupo,  le  ho
  presentato   una  interrogazione  su  una  vicenda  specifica   che
  riguardava  il  comune  di  Misilmeri.  Comune  di  Misilmeri   che
  improvvisamente  si  trova  a dover conferire  in  un  impianto,  e
  l'impianto gli dice che non può accettare il compost del Comune, lo
  stesso  Comune si rivolge ad altro soggetto, il quale nello  stesso
  impianto  viene  accolto  regolarmente il  rifiuto  che  prima  era
  negato.  Perché  questo esempio? Perché vorrei che fosse  chiaro  a
  tutti  noi,  perché  spesso la politica, noi chiacchieriamo,  altri
  operano, che in Sicilia in questi nove anni, mentre nei dieci  anni
  precedenti  c'erano le cosiddette discariche private, quindi  tutti
  guardiamo  il dito che indica la luna, nel frattempo la luna  si  è
  spostata  ad  interesse strategico, e quello  che  è  cresciuto  in
  Sicilia è una cosa inedita: è il sistema dell'intermediazione.
   In Sicilia c'è un diffuso sistema di professionisti e di operatori
  economici  che  operano  nel sistema della intermediazione  tra  la
  domanda e l'offerta: non hanno un impianto, non hanno fatto un euro
  di  investimento,  ma  sono coloro che dispongono  e  detengono  il
  potere  tu sì - tu no . Sono, di fatto, la Regione. Sono quello che
  dovrebbe  essere  l'autorità  pubblica.  E  allora  piuttosto   che
  affrontare    che è una cosa nuova, che è cresciuta in questi  anni
  in  Sicilia, nuova anche perché il sistema delle trasferenze lunghe
  ha  generato e sviluppato questo sistema di intermediazione. Allora
  piuttosto che occuparci di questo, noi guardiamo il dito che indica
  la luna. Litigheremo, noi voteremo contro, sarà approvata forse per
  due-tre voti in più, il Governo dirà  abbiamo approvato una  grande
  riforma ,  salvo  poi scoprire che anche questa  grande  riforma  è
  uguale all'acqua fresca.
   Allora  chiedo al Governo: ma se per davvero volete  affrontare  i
  nodi  strutturali, per quanto mi riguarda e per quanto ci riguarda,
  noi ci siamo. Ma se sono nodi strutturali  Impianti, con decisione.
  Cosa facciamo da qui a sei mesi? Nelle more che viene approvato  il
  Piano,  cosa facciamo operativamente per allocare in ogni  ex  ADA,
  allocare  non progettare-ideare con poteri commissariali, anche  le
  SRR si possono commissariare

   MUSUMECI, presidente della Regione. Lo abbiamo già fatto.

   CRACOLICI. Appunto  Anche perché ricordo a tutti che sono  società
  di  diritto  pubblico. E' vero che operano secondo i  principi  del
  Codice  civile,  ma  sono  società  di  diritto  pubblico  la   cui
  responsabilità da parte dei soci committenti e dei soci controllori
  è interamente del totale. Non è un caso che uno dei nodi irrisolti,
  che  anche questa riforma non risolve, è il tema dei debiti. Perché
  qualcuno  si  era illuso, già dieci anni fa, che con  i  rifiuti  i
  sindaci  si liberavano del servizio e i costi erano a carico  della
  Regione.  Perché questo è stato il giochino tutto siciliano.  Salvo
  poi  scoprire che oggi i debiti li pagheranno i Comuni,  perché  la
  responsabilità nelle società a responsabilità limitata, i cui  soci
  sono  tutti  soggetti pubblici, diventa illimitata. Non  esiste  la
  responsabilità limitata in una società a capitale pubblico  Quindi,
  i   soggetti   pubblici,   cioè  i  Comuni,  sono   illimitatamente
  responsabili del disavanzo delle società di cui fanno parte.  Anche
  quindi tutta questa storiella

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, si avvii alla conclusione.

   CRACOLICI. Ho finito. Se si vuole per davvero affrontare  i  nodi,
  discutiamone.  Se  dobbiamo fare finta  di  fare  una  riforma  per
  giocare  a  fare  l'altalena, un po'  avanti  e  un  po'  indietro,
  onestamente  noi non possiamo che dire che state perdendo  tempo  e
  state facendo perdere tempo alla Sicilia.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Presidente
  Musumeci  mi  sono letta il suo programma elettorale sul  tema  dei
  rifiuti  e  voglio leggere alcuni passaggi:  Sino ad oggi piuttosto
  che  valorizzare  il  rifiuto  trasformandolo  in  risorsa,  si   è
  preferito  alimentare  il  sistema  delle  discariche,  un  sistema
  clientelare   oligarchico,   talvolta  contiguo   ad   associazione
  criminali, che ha solo prodotto un aumento indiscriminato dei costi
  di smaltimento a vantaggio di pochi e a discapito dei più.
   Le  scelte  operate  fino  ad oggi nella Regione  Siciliana  hanno
  dimostrato di essere portatrici solamente di problemi sulla  salute
  pubblica  oltre  che  sull'ambiente  e  sull'economia  pubblica   e
  privata.
   Se  si vuole essere efficienti e competitivi occorre invertire  la
  tendenza e trarre il massimo profitto dai rifiuti trasformandoli in
  risorsa,   reimmettendo   nel  ciclo   produttivo   ogni   elemento
  recuperabile   piuttosto  che  semplicemente  collocarlo   in   una
  discarica come rifiuto.
   La riforma del settore rifiuti avverrà attraverso l'adozione di un
  piano   rifiuti  che  prevede  modifica  al  sistema  di   raccolta
  differenziata, riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti,
  la riduzione dei rifiuti, ecc..
   Lei,  poco  fa, ha parlato di discontinuità, io credo  che  se  ci
  fossero  stati alla base questi concetti in questa riforma  avremmo
  potuto parlare di discontinuità ma credo che non si possa fare.
   Visto e considerato che questo disegno di legge andrà avanti e  si
  discuterà in Aula io ci tenevo a mettere in evidenza un emendamento
  che  abbiamo  presentato con i colleghi sulla distanza  dal  centro
  abitato.
   Lei è di Catania, anche io sono di Catania, sono di Misterbianco e
  lei  sa  benissimo cosa vivono le persone a Misterbianco e a  Motta
  Sant'Anastasia,  è una situazione tragica, insostenibile,  davvero,
  io porto qui il grido di dolore di questa gente, di noi che viviamo
  lì,  in  quelle  zone, perché oggi è davvero anacronistico  parlare
  ancora di discariche, di rifiuti, di inceneritori, poco fa qualcuno
  ne  ha  parlato,  bisogna fare delle scelte davvero  drastiche  per
  potere invertire la tendenza e abbiamo fatto un emendamento  con  i
  colleghi che aumenta la distanza dal centro abitato.
   Si  ricorda  che, ad agosto, c'è stato il rinnovo dell'Aia,  aveva
  detto  che  avrebbe tenuto un tavolo, io non so  a  che  punto  sia
  questo  tavolo,  chiedo  a nome mio ma a nome  dei  cittadini,  dei
  territori a che punto siamo per andare a fondo su questa questione.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Grazie, signor Presidente, assessori, gentili  colleghi.
  Non  ripeterò criticità, quanto già detto dai miei colleghi del mio
  Gruppo  parlamentare, abbiamo chiesto d'altro canto di  portare  il
  disegno  di  legge  nuovamente in Commissione, volevo  inserire  un
  altro   argomento  in  quest'Aula  ossia  quello  delle   direttive
  sull'economia  circolare  in  quanto  la  Camera  dei  deputati  ha
  approvato  nell'ottobre 2019 un disegno di legge di recepimento  di
  ben   26  Direttive,  tra  queste  ci  sono  le  quattro  Direttive
   Pacchetto  economia circolare  che appunto cambiano  completamente
  il  concetto  della  gestione dei rifiuti, in  particolare  una  di
  queste Direttive modifica la Direttiva sui rifiuti quindi non è  un
  cambiamento, una modifica di poco conto, ma è il cambiamento  visto
  che  in particolare si sposta il nodo dalla raccolta differenziata,
  comunque ribadendo l'importanza fondamentale del porta a porta,  al
  mono materiale e al recupero di materia.
   Quindi, in poche parole, il piano rifiuti cessa di esistere perché
  questa   è   semplicemente  introduttivo  del  piano  dell'economia
  circolare.  Sicuramente sono molte le cose  che  cambiano,  vengono
  introdotte  anche  nuove  definizione sul concetto,  lei  assessore
  sicuramente  ne  è al corrente, le definizioni di  rifiuti  urbani,
  rifiuti non pericolosi, cambiano anche le scadenze e le percentuali
  che  non  entrano  più nell'ambito della raccolta differenziata  ma
  nell'ambito di materia da riciclare e da recuperare negli imballi e
  quindi  io  comunico che  sto per presentare un  disegno  di  legge
  sull'economia  circolare e invito tutti  i  Gruppi  a  farlo,  anzi
  chiedo  al  Presidente e all'assessore un impegno, quello  che  una
  volta  approvata  questa legge, se verrà approvata,  di  impegnarci
  tutti  ad  andare  verso l'approvazione di una legge  sull'economia
  circolare,  perché si rischia, ahimè, di approvare  una  legge  che
  verrà superata nel momento in cui sarà approvata.
   Poi,  se  mi consentite, vorrei fare una riflessione sulla materia
  dei  rifiuti  in generale. Io, insieme al mio Gruppo  parlamentare,
  siamo  impegnati  in un back market tecnologico ed economico  sulle
  varie  istanze  di  impiantistica  che  sono  state  presentate  in
  Sicilia,  perché sono stati tanti i  pacchi' che abbiamo  rischiato
  di  ricevere in Sicilia, come inceneritori che sono stati spacciati
  per  altro,  impianti  che  venivano  spacciati  come  impianti   a
  biometano ed invece erano degli inceneritori. Ci vengono,  appunto,
  propinati dei pezzi di vetro spacciandoli come l'oro per la  nostra
  terra.   Quindi  siamo  sempre  stati  vigili  affinché  il  gruppo
  economico  di  turno,  spalleggiato  magari  da  qualche   partito,
  portasse  avanti  queste iniziative spacciandole  per  oro,  invece
  erano altro.
   Lei,  giustamente,  Presidente ha citato il caso  Arata.  Io  sono
  testimone,  grazie  a  delle battaglie  che  ho  condotto  sul  mio
  territorio  insieme  a dei comitati cittadini ed  insieme  a  delle
  associazioni  ambientali,  abbiamo  denunciato  alcune  di   queste
  iniziative,  proprio il caso Arata è venuto fuori grazie  a  queste
  battaglie  che  abbiamo condotto. Abbiamo fatto le  sentinelle  del
  nostro territorio, siamo testimoni di quanto la corruzione, ma  non
  soltanto  la  corruzione,  Presidente,  devo  dire  anche  la  poca
  trasparenza,  devo dire anche la burocrazia, del peso  che  possono
  avere nel ritardare delle istanze pubbliche per la realizzazione di
  impianti  virtuosi  nel  nostro territorio  per  facilitare  e  per
  avvantaggiare  al contrario degli esempi a cui mi  riferivo  prima.
  Perché  la  poca trasparenza? Perché venivano spacciati per  altro,
  quindi gli iter autorizzativi, ecco, credo che la priorità oggi  in
  Sicilia sia proprio incidere su delle pianificazioni pubbliche  che
  funzionino perché devono essere le pianificazioni pubbliche che poi
  devono dire al privato quello che deve fare e mai al contrario come
  succede  oggi.  Non deve essere il privato a dirci  quali  sono  le
  esigenze,  le  priorità ed i fabbisogni della  Sicilia,  ma  devono
  essere  le  pianificazioni  pubbliche che  devono  stabilire  tutto
  questo.
   Quindi  concludo  dicendo  questo:  la  priorità  dovrebbe  essere
  quella,  però mi auguro che, attraverso questo percorso che  stiamo
  avviando,  si possano andare a sciogliere quelle che sono  le  vere
  esigenze e le vere priorità della Sicilia e quindi, ad esempio,  il
  disegno  di  legge sull'economia circolare mi auguro  che  sarà  il
  passaggio  successivo  ed  immediato perché  l'economia  entra  nel
  discorso  che  sto facendo, l'economia dei territori, noi  dobbiamo
  andare a valorizzare le economie dei territori, i fabbisogni  e  le
  priorità dei territori e non il fabbisogno dei privati.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di intervenire l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  Governo, onorevoli  colleghi,  alcune
  considerazioni.  La Sicilia ammette di essere in emergenza  rifiuti
  nel  1999  approvando una ordinanza, la n. 2983, la  prima  di  una
  lunga serie, oserei dire. Successivamente si approva la legge 9 nel
  2010  che  si vantava di essere la panacea di tutti i mali,  questa
  legge  doveva  finalmente  risolvere il  problema  dei  rifiuti  in
  Sicilia,  ma  come sappiamo non è stato così e sono passati  ben  9
  anni.
   Adesso, proprio con l'ordinanza dell'8 marzo, la n. 513 del  2018,
  quindi  l'ennesima ordinanza, lei Presidente riceve i pieni  poteri
  per  portare avanti sei interventi che, speriamo, prima o poi,  che
  il  miracolo arrivi e possano vedere la luce. Perché tutto  questo?
  Perché se in tutti questi anni non siamo mai veramente riusciti  ad
  uscire  dall'emergenza rifiuti, neanche con la legge  9/2010,  come
  possiamo sperare di farlo con questa legge quando ancora si  devono
  completare  i passaggi sia di personale che di impiantistica  dalle
  ATO  alle  SRR e, quindi, quante ordinanze dovremo ancora vedere  e
  subire  prima  che questo benedetto miracolo avvenga.  Non  lo  so,
  fatto  sta  che, comunque, la Sicilia, ad oggi, secondo gli  ultimi
  dati  ISPRA  ha  una quantità di rifiuti pro-capite inferiore  alle
  altre  regioni,  di poco, 457 chili per abitante ma nella  raccolta
  differenziata è il fanalino di coda di tutte le altre  regioni  con
  un 22 per cento, quando abbiamo la Lombardia con il 70 percento, il
  Veneto  con  il 74 percento e via dicendo e la media  nazionale  si
  aggira intorno al 55,5 per cento.
   Quindi  a  noi,  effettivamente, serve urgentemente  risolvere  il
  problema  dei  rifiuti, però non penso che  questa  sia  la  strada
  giusta  perché se, ad oggi si era arrivati, e questo non perché  lo
  dice  il  Movimento  Cinque  Stelle, ma  noi  l'abbiamo  audito  in
  Commissione,  è  da  più  di  un  anno  che  facciamo  audizioni  e
  ascoltiamo  tutti i soggetti interessati: i sindaci,  i commissari,
  liquidatori  e  ad  oggi questo sistema delle SRR finalmente  stava
  iniziando  a  completare  un percorso e a vedere,  praticamente,  i
  primi frutti per potere essere operativo e poter realizzare i Piani
  d'ambito  e noi lo stravolgiamo in questo momento ricominciando  ex
  novo, con una nuova riforma, che ci pone nuovamente punto e a  capo
  e, soprattutto, quello che hanno evidenziato anche i miei colleghi,
  noi  crediamo,  appunto, in ambiti di prossimità all'impiantistica,
  quindi sia impianti, diciamo, già realizzati che nuovi.
   Un ambito di prossimità ottimale legato esclusivamente alla natura
  amministrativa del territorio non è funzionale, per esempio uno dei
  sei interventi che lei ha citato prima, che è quello di Vittoria  -
  che  a quanto pare è stato assegnato il bando - perché Gela non può
  conferire  a Vittoria che è attaccata e a due passi, ma  deve  dare
  conto   a   Caltanissetta?  Questa  è  una   cosa,   per   esempio,
  inspiegabile, considerando che l'impianto di Vittoria  sarebbe  non
  solo  autosufficiente  per il territorio  ma  potrebbe  raccogliere
  anche rifiuti dall'interland.
   E  questa  è una delle cose, e metto anche in evidenza delle  cose
  che  in  questo  piano rifiuti mancavano: per  esempio  non  veniva
  chiarito  come  risolvere  il  problema  delle  bonifiche,   o   lo
  smaltimento dei rifiuti speciali, non si faceva cenno, per esempio,
  allo smaltimento dei teli pacciamanti, delle plastiche delle serre,
  un'impiantistica che, come sappiamo, manca e che proprio in  questi
  giorni,   - è notizia di cronaca - abbiamo scoperto essere  gestita
  dalla  mafia,  con 15 arresti eccellenti proprio nella  zona  della
  fascia  trasformata; e gli agricoltori lì ancora mi  chiedono  dove
  smaltire  tutte  queste plastiche: bruciarle come avviene  fino  ad
  oggi  con le fumarole? Seppellirle sotto la spiaggia di Macconi?  O
  pensare di inserirle nella riforma? Cose che, appunto, mancano  ma,
  sicuramente,   saranno   oggetto   di   approfondimenti   con   gli
  emendamenti.
   Però,  ecco, questa è la considerazione che faccio: questa riforma
  ha  un  ulteriore  passaggio che sicuramente poteva  mancare  e  la
  Sicilia  migliorando semplicemente la legge 9 del 2010  poteva  già
  essere operativa per lavorare a dei piani, appunto, dei rifiuti.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, Governo, colleghi, io speravo che oggi il
  Governo  accettasse la proposta del rinvio in Commissione,  ma  non
  per  perder  tempo ma per far prima e soprattutto per  far  meglio,
  perché  i  colleghi  che sono intervenuti prima  di  me  hanno  già
  evidenziato  alcuni  profili di grande  incoerenza  di  quella  che
  dovrebbe  essere una riforma del settore dei rifiuti per  risolvere
  l'emergenza che purtroppo la Sicilia vive da troppi anni, ma che in
  realtà  si  presenta  come  un  insieme  di  norme,  spesso   anche
  contraddittorie tra di loro.
   È  vero che abbiamo, peraltro, in questo momento in discussione in
  Parlamento  nazionale  norme spesso anche  contraddittorie  tra  di
  loro.
   E'  vero che abbiamo, peraltro, in questo momento, in discussione,
  in  Parlamento nazionale, le direttive nn. 849, 850, 851 e 852,  il
  cosiddetto  Pacchetto di economia circolare , così come diceva bene
  l'onorevole  Palmeri, che sono direttive che cambieranno  l'assetto
  complessivo  dell'ordinamento in materia di raccolta e  smaltimento
  dei rifiuti nel nostro Paese.
   In  qualche  modo,  sarebbe stato anche bene tenerne  conto,  anzi
  indubbiamente per questa riforma di cui si discute, e capire  anche
  i tempi di approvazione a livello di Parlamento nazionale.
   E' una riforma che non piace a nessuno, onorevole Presidente. A me
  dispiace,  io  so  che  lei è pure spesso presente  sui  territori,
  incontra  amministratori locali, mi chiedo come mai non se  ne  sia
  reso  conto.  Noi abbiamo ascoltato tanti sindaci, tanti  assessori
  addetti   al   settore,  consiglieri  comunali,   territori   molto
  preoccupati  per quello che questa riforma propone. Hanno  lanciato
  grida  di allarme, si sentono abbandonati, a dire il vero forse  lo
  sono  stati da questo Governo per troppo tempo, hanno difficoltà  a
  trovare  risposte,  al  di là della cortesia,  del  garbo  e  delle
  competenze  dell'assessore Pierobon, perché questo Governo  non  ha
  adottato  alcune  scelte,  a  mio  avviso,  strategica,  di  fondo,
  necessarie che riguardano, per esempio, il Piano dei rifiuti.
   Lo diceva bene l'onorevole Fava, a proposito del dubbio che ancora
  alleggia   su   termovalorizzatori   sì,   termovalorizzatori   no,
  inceneritori sì, inceneritori no. Ma si può discutere  una  riforma
  dei  rifiuti  in  Sicilia se il Governo non scioglie  questo  nodo,
  preliminarmente? Cioè, se preliminarmente il Governo non affronta e
  non  scioglie  il  nodo  del Piano dei rifiuti  di  questa  Regione
  perché, al di là di quello che si scrive nel disegno di legge, sarà
  poi il piano a decidere se ci saranno o meno i termovalorizzatori o
  gli inceneritori - a seconda delle tipologie.
   Allora,  io  penso  che questo Parlamento avrebbe  il  diritto  di
  saperlo, preliminarmente.
   Io  credo  che il Governo della Regione avrebbe dovuto,  prima  di
  proporre  questo disegno di legge alla discussione del  Parlamento,
  proporre  un  dibattito  al  Parlamento  e,  possibilmente,  scelte
  condivise  proprio sul Piano dei rifiuti che, invece, è  il  grande
  assente di una riforma che, senza il piano dei rifiuti, non sta  in
  piedi.  Si  sta  cercando  di  costruire  un  edifico  che  non  ha
  fondamenta  perché,  appunto, il piano, di  cui  si  discute  o  si
  sussurra  -  è  meglio  dire  - non è ancora  stato  approvato.  Il
  Ministero  dell'ambiente ha formulato una serie  di  valutazioni  -
  credo  35  pagine,  il  documento che ho  io  -  che  meriterebbero
  un'analisi,  una  discussione, un approfondimento.  Vorremmo  anche
  sapere  il Governo regionale come ha risposto al Ministero rispetto
  a queste osservazioni che il Ministero ha formulato.
   Il  piano  non  è ancora approvato, da parte del Ministero  ed  io
  condivido  - come diceva l'onorevole Trizzino - che nel disegno  di
  legge  vi sono perfino norme in conflitto che generano un conflitto
  anche fra il piano e le autorità di gestione, le ADA, perché se  si
  legge al comma 5 dell'articolo 3 che  Al fine di garantire la piena
  partecipazione e la condivisione del piano regionale dei rifiuti  è
  emanato, sentita l'ANCI nonché le autorità di governo d'ambito  dei
  rifiuti  evidentemente si pensa che le autorità di governo d'ambito
  dei rifiuti nasceranno prima del piano, se devono essere sentite ai
  fini della formulazione del piano stesso. Ma, se poi si va, invece,
  all'articolo  15,  comma 5, si legge che  Le  ADA  predispongono  i
  piani  d'ambito  dei rifiuti urbani nel rispetto  delle  previsioni
  contenute dal piano regionale di gestione dei rifiuti .
   Allora, io credo che per, non dico per correre - perché in  realtà
  se  qualcuno ha perso tempo è proprio il Governo - ma al  punto  in
  cui  siamo,  una  riforma  così delicata merita,  necessita  di  un
  approfondimento in Commissione proprio per sciogliere questi  nodi,
  evitare  queste contraddizioni e garantire anche un lavoro in  Aula
  che possa essere meglio condiviso.
   Oggi ci è stata distribuita una Nota di lettura del Servizio Studi
  dell'Assemblea  regionale siciliana, che ovviamente  leggeremo  con
  attenzione,  avremo  modo di apprezzare,  come  sempre  facciamo  -
  sicuramente  sarà un lavoro importante, che sarà stato  predisposto
  dagli  Uffici dell'Assemblea - ma è troppo chiedere almeno di avere
  il  tempo  di leggerla prima di affrontare la discussione generale?
  Avremmo  avuto il tempo di leggerla se avessimo potuto rinviare  il
  disegno  di  legge in Commissione o, quantomeno, se questo  Governo
  dimostrerà  la  buona  volontà di non passare  immediatamente  alla
  votazione,  per consentire un approfondimento anche di  quello  che
  prevede la Nota di lettura, perché io credo che alcune delle  prime
  considerazioni,   che  ho  già  avuto  modo  di   guardare,   siano
  assolutamente  fondate e di queste bisogna tenere conto  anche  per
  l'esame del disegno di legge.
   E'  stata annunciata, da parte del Presidente della Regione  e  da
  parte dell'onorevole Savarino, presidente della IV Commissione,  la
  riscrittura  di  tre  articoli  che non  sono  tre  articoli  così,
  diciamo,  più o meno superflui del disegno di legge,  ma  sono  tre
  articoli che rappresentano il cuore della riforma che ci proponete:
  e  sono  l'articolo 16, l'articolo 24, l'articolo 35. Ma  è  troppo
  chiedere,  Presidente  Di  Mauro,  che  le  riscritture  di  questi
  articoli  siano preliminarmente consegnati al Parlamento,  affinché
  se  ne  possa  anche  tenere conto per la discussione  generale?  O
  dobbiamo  scoprire dopo che ci siamo fatti la discussione  generale
  sugli  articoli  16,  24  e  35, che sono cambiati,  che  prevedono
  qualcos'altro,  che  le  S.R.R.,  che  qui  vengono   proposte   da
  liquidare,  improvvisamente possono diventare società in  house.  E
  quando dovremmo discuterlo questo? Quando si passa al voto?
   Allora, Presidente Musumeci, io ho risposto garbatamente alla  sua
  richiesta di confronto dicendo che, a mio avviso, il confronto è il
  Parlamento,  è la Commissione parlamentare. Ma voglio anche  essere
  un  po'  più chiaro su questo. A me interessa non solo il confronto
  con il Governo, perché se si può trovare la condivisione su qualche
  punto senz'altro è bene per la Sicilia. Noi siamo d'accordo che gli
  impianti  siano  pubblici. Questo, a mio  avviso,  è  un  punto  di
  partenza  condiviso da cui sbaglieremmo a derogare per  condividere
  il  punto centrale del Piano dei rifiuti, che deve essere condiviso
  ancor  prima  di  discutere la riforma che  in  quest'Aula  si  sta
  cominciando  a discutere. Ma io di questo non voglio  parlare  solo
  con  il  Governo e per questo abbiamo detto no al suo  invito,  per
  discutere  -  e  lo stiamo facendo qui questa sera - perché  voglio
  confrontarmi anche con i deputati della maggioranza, con i deputati
  dei Gruppi parlamentari che sostengono questo Governo; perché io ho
  incontrato sindaci di centrosinistra, sindaci di movimenti  civici,
  sindaci del Movimento Cinque Stelle, sindaci di centrodestra  e  ho
  sentito   preoccupazione  nelle  loro  parole.  Sindaci   del   suo
  movimento, Presidente Musumeci, preoccupati per quello che  prevede
  questa riforma.
   E  allora  è  bene  che  questo confronto lo  si  faccia  qui,  in
  Parlamento, perché io voglio anche sentire cosa dicono  i  deputati
  del  centro destra che sostengono questo Governo. Perché  io  credo
  che  questa  non  è  una  riforma  dove  bisogna  ricompattare   la
  maggioranza, magari discutendo di qualche rimpasto. Mi  rifiuto  di
  crederlo,  e che possa essere nelle intenzioni del Governo,  e  che
  possa  essere  qualcosa  di condiviso dai  parlamentari  anche  del
  centrodestra, perché questa è una riforma che riguarda la vita  dei
  cittadini,  che  riguarda la salute della gente,  che  riguarda  la
  stessa  possibilità di sviluppo per la nostra Regione: il  turismo.
  Certamente  i  turisti  vogliono città pulite  e  ancor  prima  dei
  turisti   hanno  il  diritto  ad  avere  città  pulite   i   nostri
  concittadini siciliani.
   E  allora io mi auguro che anche da parte del centrodestra possano
  emergere  delle  proposte, possa esserci un confronto  vero  e  per
  questo,  io  credo  che vada valorizzata anche la  proposta  di  un
  approfondimento   formale  in  Commissione    Ambiente'   o   anche
  informale, questo Governo può anche proporre,  - questa  è  la  mia
  proposta  -  che domani non si passi alle votazioni del disegno  di
  legge  ma che anche informalmente, così come è già stato fatto  per
  esaminare  gli emendamenti, possa esserci ancora una  settimana  di
  tempo  per  approfondire  il confronto  in  Commissione  anche  per
  guardare  queste riscritture degli articoli 16, 24 e 35, perché  lo
  trovo  perfino  offensivo che si siano convocate  due  giornate  di
  lavoro di Commissione senza che i commissari, i componenti della IV
  Commissione,  almeno, abbiano potuto prendere  visione  quelle  che
  sono  le  nuove proposte della maggioranza, le nuove  proposte  del
  Governo  e, allora, ascoltiamoli i sindaci, non si possono trattare
  i  sindaci  dicendo  loro  se non riuscite a conferire  esportateli
  all'estero  i rifiuti , come se un piccolo comune di tre,  quattro,
  cinquemila abitanti avesse la possibilità di decidere di  conferire
  i  rifiuti  in  Germania o non so dove, non  è  possibile  dire  ai
  sindaci   eh, se non raggiungi i limiti di differenziata rischi  lo
  scioglimento ,   anche  questo  il  Governo  ha   fatto   per   poi
  fortunatamente  tornare sui propri passi  e  noi  su  questo  siamo
  intervenuti  lo scorso anno. Onorevole Presidente, non è  possibile
  che  anche i Dirigenti dell'Assessorato dicano ai sindaci  la colpa
  è  vostra ,  avreste dovuto realizzare gli impianti, non  li  avete
  realizzati  e  adesso  da noi cosa volete , la realizzazione  degli
  impianti,  ben sappiamo, che non può essere affidata ai sindaci  se
  ancora non c'è neanche un piano dei rifiuti che sia stato approvato
  degno di questo nome.
     Allora,  io credo che alcuni degli spunti che sono emersi  anche
  sul  possibile  ruolo  che  possono avere  le  S.R.R.  meritano  un
  approfondimento ma a carte scoperte, mi rifiuto di parlare  di  una
  riforma  di  cui ancora non conosciamo il cuore degli  articoli  di
  riscrittura  di  cui qui oggi ci avete parlato, perché  davvero  lo
  trovo offensivo per questo Parlamento.
     Il  principio  dell'autosufficienza: intanto, a mio  avviso,  il
  mondo  non  si suddivide in province, perché se si parla di  ambiti
  territoriali  ottimali è proprio perché non è detto che  i  confini
  degli ambiti territoriali ottimali debbano coincidere con i confini
  amministrativi delle ex province e delle città metropolitane o  dei
  liberi   consorzi  comunali,  perché,  certo,  sarebbe   idealmente
  auspicabile se il ciclo dei rifiuti si concludesse in ogni  singola
  provincia, ma ciò sappiamo bene che richiede, ovviamente, anche  la
  presenza   degli  impianti  in  ogni  provincia,   e   che   questo
  ragionamento  fa  a  pugni con economia di  scala  che  si  possono
  realizzare proprio a beneficio delle tariffe riducendo il costo del
  servizio che i cittadini pagano, proprio tenendo conto degli ambiti
  territoriali ottimali, perché una cosa è la provincia di Palermo  o
  di  Catania,  altra cosa ovviamente è la provincia  di  Enna  o  di
  Caltanissetta per numero di abitanti o per condizioni orografiche o
  per  il  sistema  dei  trasporti o quant'altro influisce  pure  sul
  sistema dell'impiantistica sui territori.
   Concludo,  io  credo che la legge 9 laddove è stata  attuata  bene
  funziona, merita e necessita di adeguamento e di aggiustamenti,  ma
  che  state  aprendo una pericolosa crisi al buio  del  sistema  dei
  rifiuti  tentando di cancellare con un colpo di spugna  il  sistema
  delle  SRR  che  laddove  stanno  cominciando  a  funzionare  danno
  risultati,  avviando  una  fase del tutto  anomala  di  transizione
  dall'attuale  sistema  al  nuovo,  dove  non  si  capisce   neppure
  esattamente  chi  dovrà  governare  questa  transizione,  e  quando
  arriveremo al merito degli articoli ne parleremo, e c'è il tema che
  poneva bene l'onorevole Barbagallo, chi pagherà i debiti degli ATO?
  Il miliardo e settecento milioni di cui prima si parlava, qual è la
  proposta  del Governo? Chi paga? Pagano i comuni, pagano  ancora  i
  cittadini?
   Ma  davvero  volete mandare in dissesto tutti i 390  comuni  della
  nostra  Regione  accollando loro i debiti maturati  dagli  ATO?  Il
  miliardo  e settecento milioni di cui anche la Corte dei  conti  ha
  parlato? Io penso che questo è impossibile.
   Ed  allora, se avete proposto ulteriori 40 emendamenti addirittura
  annunciati  qui  delle riscritture, noi siamo pronti  al  confronto
  comma  per  comma, ma credo che sia interesse della Sicilia,  ancor
  prima   che  delle  forze  parlamentari  qui  presenti,  avere   la
  possibilità di approfondire ancora per una settimana in Commissione
   Ambiente   il  contenuto degli emendamenti annunciati,  di  quelli
  presentati e del disegno di legge.
   Presidente  Musumeci, lei ha una capacità: intervenire con  grande
  eleganza.  Ha aperto i lavori di questo Parlamento facendo  appello
  alle  forze  parlamentari di opposizione rispetto ad un'opportunità
  di  confronto  e  noi  questo invito lo apprezziamo  e  tendiamo  a
  valorizzarlo  attraverso  il  confronto  parlamentare,  confermando
  comunque la nostra contrarietà di fondo all'impianto della  riforma
  che voi qui oggi ci presentate; ma, ripeto, vediamo queste norme di
  riscrittura  che avete annunciato, ma poi anche la capacità  ad  un
  certo punto anche di offendere i Gruppi parlamentari perché non c'è
  qui,  per quanto mi riguarda un  partito dei perditempo , come  lei
  ha  detto. Lei questo, onorevole Presidente della Regione,  non  lo
  può dire

   MUSUMECI,  presidente  della  Regione.  Qui  no   Ho  detto  fuori
  dall'Aula

   LUPO. Non lo può dire  Io la invito questo a precisarlo che non si
  riferiva  a  nessuna  delle  forze parlamentari  qui  presenti.  Se
  parliamo  di  chi è fuori da questo Parlamento noi siamo  d'accordo
  con  lei  a  tutelare gli interessi dei siciliani  contro  chiunque
  possa avere interessi contrari agli interessi dei siciliani e le ho
  già risposto.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, si avvii alla conclusione.

   LUPO. Siamo pronti al confronto sull'impiantistica pubblica, ma se
  davvero  lei  questo vuole farlo, ha il dovere,  prima  di  parlare
  della  riforma  dei  rifiuti, di parlare in questo  Parlamento  del
  piano dei rifiuti che il suo Governo intende adottare.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.
   Hanno  chiesto,  poi,  di  parlare  gli  onorevoli  Foti,  Pagana,
  Figuccia e Dipasquale.
   Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  signori  della
  Giunta, ho attentamente seguito il dibattito che si è sviluppato in
  quest'Aula  a  partire dalla esaustiva relazione che ha  svolto  il
  nostro  Presidente. Interventi che sono stati di natura politica  e
  interventi di natura tecnica.
   Io  preferisco riferirmi agli aspetti più prettamente politici  di
  questa  legge  e  agli interventi che hanno rimarcato  gli  aspetti
  politici,  perché  sul piano della questione  più  pertinente  alle
  competenze tecniche, immagino che l'Assessore voglia dire la sua  e
  noi  attendiamo  anche  che  con la sua assoluta  competenza  possa
  chiarire  quegli aspetti che volutamente qualcuno ha cercato  anche
  di  confondere; perché sembra che in questi 29 incontri che abbiamo
  fatto in Commissione ci siamo stati solo io, la presidente, qualche
  altro  componente  della maggioranza, ma  non  ci  siano  state  le
  opposizioni  che  hanno, invece, insieme anche  a  noi,  certamente
  dibattuto a lungo questo disegno di legge.
   È vero, sono 24 mesi che si è insediato il Governo Musumeci, ma io
  voglio  ricordare che quando si è insediato questo Governo  avevamo
  sul  capo  una spada di Damocle che era quella firmata con  decreto
  dell'allora  Presidente  del Consiglio dei  Ministri  Gentiloni  il
  quale  imponeva a questo Governatore della Sicilia di  prendere  la
  via  dei rifiuti per l'estero, per chissà dove, da portare ovunque,
  ma non certamente da governare in Sicilia con estreme difficoltà.
   Ebbene,  in  24  mesi quella ordinanza, quel decreto  non  non  ha
  trovato  applicazione  in  Sicilia e certamente  lo  si  deve  alla
  determinazione, alla forza, all'autorevolezza di questo  Governo  e
  del  suo Presidente che, in maniera indiscutibile e indiscussa,  ha
  evitato di caricarsi di oneri e di risorse che certamente avrebbero
  ulteriormente aggravato la condizione di povertà nella quale noi ci
  troviamo  e  non certamente perché non siamo persone virtuose,  non
  perché  c'è  una  casta che ha dilapidato chissà quali  tesori,  ma
  perché  ci  sono  responsabilità che, ovviamente,  pesano  oggi  su
  questo  Governo  anche in relazione ai conti che  avrebbero  dovuto
  essere  chiari già a partire dal 2015 e che qualcuno ha dimenticato
  invece di chiarire nella maniera più adeguata.
   E noi oggi stiamo affrontando con grande senso di responsabilità e
  con  senso  dell'onore  di  fronte ai  cittadini  siciliani  questa
  vicenda.  La  stiamo affrontando sapendo non di volere mettere  una
  bandierina  con  una  legge fatta in qualsivoglia  maniera,  ma  di
  volerci  mettere  la faccia. Sì, io da Presidente  del  Gruppo  UDC
  insieme  ai miei colleghi e insieme a questo Governo e con orgoglio
  dico:   grazie  Presidente Musumeci, grazie Assessore  Pierobon  di
  avere voluto fare questa scelta di impegno morale di rimettere mano
  a questo sistema , un sistema ingovernabile.
   Io   ricordo  che  i  primi  giorni  quando  ci  siamo   insediati
  all'interno della Commissione presieduta con una competenza e, devo
  dire,  anche con ammirevole capacità di dialogo che, forse, io  non
  possiedo, gliela riconosco tutta a Giusi Savarino, perché è  capace
  di parlare con chiunque, di non arrabbiarsi mai, di non perdere mai
  la  pazienza,  e questa è una dote estremamente importante  che  va
  sottolineata  perché  ha  saputo  accogliere  gli  emendamenti,   i
  suggerimenti,  delle opposizioni così come della maggioranza  senza
  mai  essere  di  parte,  facendo e svolgendo un  ruolo  prettamente
  istituzionale  all'interno,  ovviamente,  di  quella   che   è   la
  responsabilità  di  sostenere  il proprio  Governo,  e  noi  ce  ne
  assumiamo la responsabilità, altroché
   E  lo vogliamo dire ai siciliani, vogliamo mettere ordine perché i
  primi  atti sui quali la Presidente Savarino ci ha impegnato  nella
  discussione  che avviava questo percorso - ancora forse  non  c'era
  nemmeno l'Assessore Pierobon o si stava appena insediando - i primi
  atti  che  sono  stati  trasmessi a noi commissari  sono  stati  la
  relazione della Corte dei conti, la relazione dell'ANAC,  e  questi
  atti   hanno  messo  in  luce,  veramente  in  modo  vivo  e  anche
  drammatico, tutte le criticità che si registravano all'interno  del
  sistema della gestione dei rifiuti così come era stato concepito da
  chi ha governato fino a ieri, non ce lo dobbiamo dimenticare, e  io
  ho  apprezzato l'onorevole Cracolici che con grande onestà ha detto
  alcune cose.
   Io non sono per puntare l'indice accusatore, ma non ci sto nemmeno
  a  dire che questa è una storia diversa da quella che ho vissuto in
  Commissione;   sembra  che  dagli  interventi   che   sono   emersi
  soprattutto  dalle opposizione che ormai essendosi riunite  tra  di
  loro pensano di stravolgere i fatti.
   I  fatti  sono altro, lo dimostrano i verbali, abbiamo 29  verbali
  che dimostrano come si è lavorato in Commissione, con quale spirito
  di  costruzione di un progetto che serviva tutta la   Sicilia  e  a
  tutti  i  siciliani,  per  abbassare  i  costi,  per  aumentare  la
  differenziata,  per  evitare che le cifre  che  ovviamente  sono  a
  carico dei cittadini fossero anche diverse, possono essere diverse.
   Abbiamo  lavorato con l'obiettivo strategico non di una, io  sento
  dire  parole che non hanno senso, mettere bandierine piuttosto  che
  fare  eseguire una semplice riforma in accettazione di  quelle  che
  sono  le  norme nazionali, no  Qua noi mettiamo mano ad un  sistema
  totalmente stravolgendo i criteri con cui erano stati concepite  le
  norme  precedenti perché inapplicabili quelle norme, ce lo dice  la
  Corte dei conti, ce lo ha detto l'ANAC.
   Allora,  è questa la logica con la quale noi vogliamo lavorare,  e
  vogliamo lavorare continuando a dialogare con le opposizioni.  Fino
  a questa mattina abbiamo lavorato su alcuni articoli che sono stati
  più  volte  citati  dalle  opposizioni per  vedere  come,  appunto,
  acquisirli, farli nostri, renderli compatibili con l'impianto della
  legge senza che ne stravolgessero in toto il significato e ciò  che
  noi vogliamo fare.
     Bene,  siamo  ancora  qui, siamo sempre qui,  siamo  sempre  gli
  stessi, signor Presidente, siamo sempre gli stessi, lo dico  a  voi
  cittadini perché ognuno qui recita un parte. Io credo che  dovremmo
  stare  tutti  dalla stessa parte quando si tratta di difendere  gli
  interessi  dei  cittadini, non ci possono essere qui cittadini  che
  vengono difesi da taluni e cittadini che vengono lasciati a  morire
  o  sindaci  con i quali noi non possiamo parlare perché ci  parlate
  voi,  perché a voi si rivolgono.  E perché non si rivolgono a  noi.
  Quante  volte  li  abbiamo auditi in Commissione  Quante  audizioni
  abbiamo  fatto con tutti i rappresentanti delle istituzioni,  delle
  SRR
   E quando qualcuno dice che noi non sappiamo cosa vogliamo fare, mi
  vengono  i  brividi, signor Presidente, perché quello che  vogliamo
  fare è molto chiaro. Noi certamente vogliamo difendere l'idea di un
  sistema  di  raccolta,  indifferenziata, di riciclaggio  di  questi
  rifiuti,  di  capacità di fare, di governare un sistema  che  oggi,
  invece,  è  espressione di un'anarchia gestionale,  di  un'anarchia
  normativa perché questo dobbiamo dire, con questo dobbiamo dire  la
  verità, oggi noi vogliamo mettere ordine a tutto questo, lo  stiamo
  facendo  con una legge che lei ha detto bene, non è il Vangelo,  il
  Vangelo  si  crede  per fede; qui noi, invece,  al  contrario,  non
  chiediamo  atti  di  fede,  noi chiediamo atti  di  responsabilità,
  signor  Presidente,  atti di responsabilità.  Ed  io  la  ringrazio
  perché  lei questa responsabilità se le è assunta; altro che azioni
  declamatorie  da inizio Legislatura  Questa è una legge,  questa  è
  una  riforma e, se mi consentite, è la più importante delle riforme
  perché  incide non solo sulle tasche dei cittadini,  ma  anche  sul
  futuro  di  questa  terra  che noi vogliamo  pulita  e  libera  dai
  rifiuti,  pulita  e  libera dalle mafie,  dalle  infiltrazione  del
  sistema  che  ovviamente lasciato ingovernato  è  facilmente  anche
  corruttibile.
   Mi  chiedo,  Presidente Savarino la rivolgo a lei la  domanda,  ma
  quando  si  è  insediata la Commissione Antimafia e anticorruzione,
  non  l'abbiamo noi spedito, non le ha spedite lei le relazioni  che
  sono  state  prese  in esame dai commissari, proprio  quelle  della
  Corte  dei conti, dell'ANAC, al collega Fava? Che è bravo a fare  i
  suoi  interventi  in Aula, però peccato che poi  non  ascolta  cosa
  succede. A tutti piacerebbe fare il proprio intervento e andarsene.
  Questa capacità di essere anche vanitosi di fronte a chi ci ascolta
  è  propria  della  politica di chi fa politica,  però  bisognerebbe
  anche attivare la capacità e la competenza all'ascolto; e l'ascolto
  vero  ci viene dai territori, l'ascolto vero ci viene da chi soffre
  una   condizione   nella  quale  l'ambiente  va  tutelato,   signor
  Presidente,  e  questa legge che individua un  ambito  ben  preciso
  all'interno  del quale il ciclo dei rifiuti che si  consumano  deve
  trovare, come dire, ogni fattore performante, lo chiamiamo così  in
  modo  improprio, non sono un tecnico e i miei studi sono  classici,
  umanistici, ogni tanto con Giusi diciamo:  bene, questi emendamenti
  vengono da chi ha fatto studi classici o umanistici, questi vengono
  da  chi  ha più un taglio tecnico . Io ovviamente rispondo a questa
  visione  umanistica ed è una visione importante, signor Presidente,
  perché  è  la visione della Sicilia che vogliamo, dell'umanità  che
  noi  vogliamo  rappresentare, è la visione della capacità  di  dare
  risposte  vere  ai  cittadini  che sono  i  protagonisti  dei  loro
  diritti,  a  questi diritti dobbiamo intitolare  la  nostra  storia
  politica,  noi dobbiamo servire la nostra Terra, lo facciamo  e  lo
  vogliamo fare attraverso la capacità di scrivere e fare le leggi.
   Questo è il nostro ruolo, questa è l'Aula del Parlamento regionale
  siciliano,  cari  colleghi.  Ed è vero,  domani  saremo  giudicati.
  Giudicati,  spero, non per l'odio contro la casta, non per  chi  fa
  demagogia  sui privilegi e su presunte capacità di avere denaro  da
  parte dei politici, ma sulla capacità che hanno i politici di farsi
  carico  della  responsabilità, di dare risposte, di scrivere  norme
  adeguate  ai loro diritti, di sostenerli nel percorso virtuoso,  di
  realizzare  una  Terra veramente libera, signor Presidente,  libera
  dalle mafie, libera dalle corruzioni ma anche libera - me lo dovete
  consentire  - dalle ipocrisie di chi recita ruoli, perché  comunque
  qualcuno  ci  deve  vedere  e qualcuno  deve  applaudirci.  Io  non
  appartengo  a questa schiera. Il Presidente sa, e lo sa  veramente,
  come  avrei potuto farmi bella di fronte ai miei elettori trapanesi
  per alcune vicende

   CRACOLICI. Ma lei è bella  Non ha bisogno di farsi bella

   LO CURTO. Grazie
   Ed  invece in silenzio, signor Presidente, in silenzio ho lavorato
  perché  quello  che  mi interessa realizzare è  ciò  che  serve  al
  territorio, a questa Terra. E le dico grazie ancora ma  sono  anche
  orgogliosa di metterci la mia faccia insieme a lei, insieme a tutto
  il suo Governo, insieme all'Assessore Pierobon.
   E  voglio dire all'onorevole Lupo un'ultima cosa: ricordi  che  su
  quelle osservazioni dal Ministero dell'ambiente, ebbene, proprio il
  primo  a dovere fare quattro passi indietro, mi ricordo come  venne
  l'onorevole Trizzino con tutti quei fogli a dire che il  Piano  dei
  rifiuti  era  tutto da rifare, tutto bocciato. Noi costernati,  non
  sapevamo  cosa  pensare,  salvo  poi  a  scoprire,  perché  lo   ha
  pubblicamente  detto  con l'onestà che certamente  connota  il  suo
  operato,  il  Ministro  Costa ha detto   Io  mi  dissocio ,  io  mi
  dissocio da queste osservazioni.
   Allora, signor Presidente, smettiamola - lo dico ai colleghi -  di
  recitare la nostra parte. Siamo tutti bravi ad essere attori. Però,
  io  dico  che  saremo  certamente  molto  più  bravi  e  molto  più
  apprezzati  perché  concretamente avremo fatto  il  nostro  dovere.
  Grazie, signor Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  non  lo
  nascondo  ma questa discussione generale durata quasi tre  ore  più
  che chiarirmi le idee, per alcuni aspetti, me le ha confuse, perché
  ho  sentito  colleghi della maggioranza e dell'opposizione  da  una
  parte  tranquillizzare di aver tenuto pezzi della legge  n.  9  che
  funzionano,  dall'altro di essere un prodotto originale  di  questo
  Governo  che  immagino  non abbia per se  stesso  l'aspettativa  di
  essere  il deus ex machina che riesca a risolvere tutti i problemi.
  Una  opposizione, anche da parte del mio Gruppo,  sostiene  da  una
  parte  di  avere lavorato, ma dall'altro di non essere  riuscita  a
  fare entrare dei concetti che però sono essenziali.
   Una  cosa  mi  sono  ricordata.  Mi  sono  ricordata  quando,   da
  cittadina,  questa Assemblea legiferò con la legge  n.  9.  Proprio
  ricordo  che  mi  trovavo sul divano di casa mia, ho  cominciato  a
  leggere  questo testo e ho detto: caspita  qui abbiamo  risolto  il
  problema  Riuso, riduzione, riciclo, controllo, tariffe controllate
  per  le  discariche,  sistemi per rendere efficiente,  efficace  ed
  economico  quello  che  poi negli anni si è dimostrato  essere  una
  rocambolesca  corsa contro le emergenze. Perché grande  per  quanto
  sia  la  questione, complessa, alla fine poi si risolve  tutto  con
  quel  stramaledetto  sacchetto dei rifiuti che  tutte  le  famiglie
  mettono  fuori ogni mattina da casa e che si vuole subito  sparisca
  dalla  propria  vista.  Ma  noi  qui  siamo  una  Assemblea,  siamo
  legislatori,  non possiamo soffermarci solo alle sensazioni  che  i
  cittadini  possono afferrare nella loro quotidianità o il  problema
  dei  sindaci  che sono sindaci nuovi e come noi hanno  il  diritto,
  come  alcuni deputati, di pensare di poter voltare pagina  e  dire:
   ora ci sono io; prima non c'ero io, c'erano altri  .
   Purtroppo,  dobbiamo portarci dietro anche il fardello  di  alcune
  responsabilità,  di  errori  che sono  stati  fatti  da  altri,  di
  finestre che precedentemente, soprattutto con gli ATO, hanno,  come
  se  si desse il via libera, lo start ad una maratona di massa, dato
  il  via  libera  ad  assunzioni,  soprattutto  in  alcuni  ATO,  in
  abbondanza, ecco diciamo così, e passaggi di personale da pubbliche
  amministrazioni  a soggetti che gli hanno dato dei contratti  molto
  più  onerosi perché si passava da contratti enti locali a contratti
  Federambiente  che  sono molto più onerosi e  gran  parte  di  quel
  miliardo  e  sette  sono  personale, ma  anche  l'abbondanza  e  la
  generosità  di consulenze, di avvocati che sono stati utilizzati  a
  piene  mani  quasi le ATO fossero delle vacche da  spremere  e  non
  avessero  un  nome;  ma oggi dobbiamo sapere che  qualsiasi  scelta
  andrà a ricadere e, diciamolo chiaramente, nei cittadini, perché  i
  costi  diretti  e  indiretti  del presente  ma  anche  del  passato
  dovranno  essere  riportati in bolletta. Quindi,  non  illudiamo  i
  cittadini  del fatto di avere risolto e avere nascosto e sotterrato
  in  una scatola profonda dove nessuno la può vedere questo miliardo
  e  sette.  Questo  miliardo e sette diluito, rateizzato,  spalmato,
  sempre da là dovrà uscire.
   Quello  che  ci  possiamo  dire e quello  verso  cui  ci  dobbiamo
  impegnare, io non mi sottrarrò nel chiedere chiarimenti  anche  se,
  Presidente,  senza alcuna voglia di fare polemica, avrei  preferito
  che  alcune situazioni si risolvessero in Commissione e non in Aula
  perché  l'Aula  diventerà  una  bolgia  e  quello  che  chiedo   al
  Presidente, a chi condurrà l'Aula, è di fare la massima  attenzione
  alle  riscritture, a dare dei tempi congrui perché questi sono  dei
  momenti,   saranno   momenti  convulsi  in  cui  potranno   entrare
  situazioni  pericolose, derive pericolose che metteremo sempre  sul
  groppone dei cittadini.
   Io  spero anche e auguro a questo Governo e a quello che  ci  sarà
  dopo,  che  quello  che il legislatore riuscirà a  fare  uscire  da
  questo   Parlamento  poi  venga  applicato  perché  l'esecutivo   è
  fondamentale.
   In  questo  momento  ci sono anche altri ambiti fondamentali,  c'è
  quello  autorizzativo. Lei, Assessore, fortunatamente  è  diventato
  Assessore  grazie al fatto che l'assessore lampo che l'ha preceduta
  ha  deciso  di  prendere altre responsabilità  parlamentari,  si  è
  ritrovato  chiaramente  in una bolgia infernale.  Io  comprendo  la
  difficoltà, in un Assessorato, in assessorati che in queste ore, in
  questi   mesi   prendono  decisioni  importanti   sulle   procedure
  autorizzative,  mentre noi discutiamo. Prima  l'onorevole  Fava  ha
  chiesto:   Ci  sono in atto procedure autorizzative  che  prevedono
  qualche  diavoleria  che  somiglia ad un inceneritore? .  Bene,  di
  richieste  di autorizzazioni, di via su impianti di trattamenti  di
  rifiuti camuffati come impianti che producono energie rinnovabili e
  che   invece  trattano  rifiuti  o  che  sono  dei  veri  e  propri
  gassificatori  basta  andare  sul  SIV,  sul  sistema  informativo,
  mettere  provincia  di  Catania, città di Catania  per  trovare  la
  richiesta  di autorizzazione di un gassificatore per un  milione  e
  mezzo di tonnellate, parliamo degli impianti Sicula trasporti.
   E  poi  ricordo  ancora  all'inizio della  Legislatura  quando  la
  collega  Palmeri  per  il versante occidentale  ed  io  per  quello
  orientale  chiedevamo  proprio a lei di andare  a  verificare  cosa
  stesse  succedendo, cosa c'era dietro la copertina.  Perché  spesso
  noi leggiamo sulla copertina un bel titolo, poi andando a guardare,
  approfondendo le tavole, i calcoli, gli aspetti più tecnici, chi ha
  l'occhio clinico per trovare dove stanno le magagne ha scoperto che
  c'erano dietro impiantistiche di tutt'altro tipo rispetto a  quella
  che veniva enunciata.
   Non   devo  insegnare  nulla  e,  quindi,  chiedo  che  in  questo
  frangente,  in  questa  fase  di  transizione  ci  sia  la  massima
  attenzione  e si chieda a questa imprenditoria che vuole  occuparsi
  di  servizi  di  pubblica utilità, perché io  non  ce  l'ho  con  i
  privati, esistono come esiste il pubblico ed a volte lavorano anche
  meglio,  però  devono  comprendere che  si  tratta  di  servizi  di
  pubblica utilità che provocano nei territori fortissime tensioni  e
  la  cui  presenza  arriva persino a determinare  il  valore  di  un
  immobile,  perché ci sono territori dove gli immobili  non  valgono
  più  nulla, immobili comprati dalle famiglia con i sacrifici di una
  vita,  che  oggi non riescono più a collocarsi nel mercato  proprio
  per la vicinanza di impianti inquinanti, oltretutto spessissimo  in
  zone agricole, anche a zone agricole di pregio o nei pressi di zone
  archeologiche. Tutto questo è assolutamente censurabile e vi  prego
  di non permetterlo.
   Presidente,  lei  è stato Presidente della Commissione  Antimafia,
  sinceramente  mi  sarei  aspettato qualcosa  di  più  da  tutte  le
  informazioni che lei ha incamerato in quel periodo. Durante  quella
  Legislatura, la scorsa Legislatura ricordo l'Assessore Marino,  che
  con  i suoi dossier andò ad approfondire, a spaccare il capello  in
  quattro,  mettendo in fila quello che nessuno mai aveva messo  nero
  su bianco; eppure quegli impianti sono ancora lì, eppure le tariffe
  le decidono loro, eppure io mi immagino lei quando deve decidere  -
   Questi  comuni vanno in una discarica che costa 100  euro,  questi
  comuni  vanno  in  una discarica che costa 140  euro -  come  fa  a
  decidere  e perché non si è entrati a gamba tesa, in qualche  modo,
  all'interno  di questo meccanismo succhia soldi e soprattutto  poco
  trasparente.
   Io  voglio  concludere rivolgendomi a tutti.  Allora,  l'ottimo  è
  nemico  del buono, però bisogna volare alto in queste occasioni  ed
  io  mi  auguro che ci sia la possibilità di dialogare e, lo ripeto,
  la  massima  attenzione a quello che viene messo in votazione.  Non
  accetterò  in  alcun modo che ci sia una direzione,  da  parte  dei
  Presidenti  che  si  avvicenderanno  a  dirigere  l'Assemblea,  che
  permetta che si discutano o si votino emendamenti scritti  che  non
  si  capisce bene cosa c'è scritto, che non venga dato il  tempo  di
  esaminare  con  attenzione. Presidente, a volte  vengono  messe  in
  votazione alcune cose mentre si farfuglia una lettura che poi non è
  esattamente  chiara e a questo richiamo anche la  Presidente  della
  Commissione.
   Poi,  una  piccola  nota  a  margine. Voglio  pregare  l'onorevole
  Cracolici  -  che non vedo più - di chiamare l'aeroporto   Falcone-
  Borsellino   aeroporto  Falcone-Borsellino   e  non   Punta  Raisi
  visto  che  qualcuno lo chiama in un certo modo,  noi  lo  dobbiamo
  chiamare a maggior ragione  Falcone-Borsellino . Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli  colleghi,  credo
  che  il  dibattito si stia, poco alla volta, svolgendo - al  di  là
  delle previsione più nere - in un clima di serenità, e credo che di
  questo  dobbiamo dare atto man mano che i lavori stanno svolgendosi
  anche all'opposizione.
   E'  vero, probabilmente c'è stata una fase concitata, una fase  in
  cui  i  toni  si sono alzati. Qualcuno ha detto che possono  essere
  stati  magari tardivi gli inviti al dialogo, ma in realtà dopo  due
  anni  di  discussione in Commissione, e soprattutto dopo  anni  che
  erano  trascorsi  anche rispetto alla precedente legislatura,  ecco
  penso che da troppi anni si aspettava, finalmente, una riforma  nel
  settore.
   E  penso  che poco a poco - Presidente, l'ho colto anche  parlando
  tra   i   banchi   con  i  colleghi  -  stia  venendo   fuori   una
  consapevolezza:  che una cosa è la riforma di cui stiamo  parlando,
  che  va ovviamente nel merito della semplificazione amministrativa,
  che  guarda ai temi delle SRR, degli ATO, degli ARO, che per troppi
  anni  hanno  vissuto  in  un  sistema  di  caos  totale  che  oggi,
  finalmente,  con  il nuovo sistema guardano ad una  semplificazione
  con  nove  grandi strutture; altra cosa, invece, sarà  guardare  al
  piano dei rifiuti.
   E  probabilmente  per  questo io credo che da  parte  del  Partito
  Democratico e da parte del Movimento Cinque Stelle i toni si  siano
  abbassati,  perché c'è, come dire, un'apertura  di  credito  e  una
  consapevolezza che quella fase due verrà immediatamente  affrontata
  dopo e lì, inevitabilmente, considerate tutte le preoccupazioni che
  sono state rappresentate rispetto agli impianti, alla tipologia, al
  dove  devono nascere, quella è una fase successiva che, ovviamente,
  verrà affrontata.
   Finalmente, e su questo in realtà con l'assessore io ho  avuto  un
  confronto anche in queste ore, proprio ieri, si toglie ogni  dubbio
  rispetto  alla  questione dei dipendenti, siamo stati  due  ore  in
  assessorato, ci sono diversi emendamenti che sono stati  presentati
  da  tutte le forze, apprezzate anche sul piano tecnico dagli uffici
  dell'assessore, oltre che in Commissione ambiente, che tolgono ogni
  dubbio;  e questo è giusto che lo diciamo, perché le organizzazioni
  sindacali  possano, con serenità, affrontare questo tema:  tutti  i
  dipendenti  che  sono  a  vario titolo transitati  in  questi  anni
  attraverso  gli  ARO,  attraverso  gli  ATO,  attraverso  le   SRR,
  attraverso  i comuni, attraverso gli affidamenti con 191,  verranno
  garantiti  da  questa  norma. Anzi, con un  elemento  in  più,  che
  finalmente  dovranno stare dentro i contratti collettivi  nazionali
  di lavoro perché saranno gestiti da enti pubblici.
   Io  penso  che maggiore sicurezza e maggiore certezza  rispetto  a
  questo, una norma, non poteva rappresentare.
   Subito dopo affronteremo il tema degli impianti, una questione  io
  ho  rappresentato all'assessore che è quella legata alle discariche
  pubbliche,  gli impianti dovranno essere pubblici ma le  discariche
  che  ad  oggi  sono presenti nel territorio regionale,  ovviamente,
  devono  essere superate, ce lo chiede lo Stato, ce lo chiedono  gli
  interventi comunitari, già nella norma si traccia un primo percorso
  per  superare, presidente, questo vincolo delle 500 discariche che,
  ovviamente, non sono più sopportabili.
   Parlando  delle  grandi aree metropolitane, inevitabilmente  -  il
  legislatore  si occupa di norme di carattere generale ed  astratte,
  ma  ciascuno  vive  il  proprio territorio  -  non  ho  potuto  che
  rappresentare il tema di questa bomba che sovrasta sulla  città  di
  Palermo che, sorta cinquanta anni fa aveva un senso, ma che oggi va
  assolutamente superata; insieme all'assessore si è addivenuto  alla
  conclusione  che nel giro di un percorso non troppo lungo  si  deve
  arrivare  alla  chiusura di quella discarica che,  ovviamente,  sta
  determinando  una serie di criticità anche sul piano della  salute,
  però  tutto questo sarà oggetto, ovviamente, del piano dei  rifiuti
  che  affronteremo  con  lo stesso garbo, con la  stessa  attenzione
  nelle prossime settimane.
   Quindi, ritengo che ci siano tutte le condizioni per portare  oggi
  a  casa  una  buona  riforma, nella consapevolezza  che  finalmente
  potranno   essere   inchiodate  alle  loro  responsabilità   quelle
  amministrazioni  che  sono inadempienti, perché  se  è  vero  -  ci
  confrontavamo con la collega che fa il sindaco, Margherita La Rocca
  Ruvolo, che fa il sindaco di un piccolo comune - che ci sono comuni
  in  questa Terra che riescono ad arrivare ad una percentuale del 75
  per  cento per fare raccolta differenziata; è altresì vero che  non
  possiamo  permetterci che amministrazioni come  quelle  delle  aree
  metropolitane, Palermo in testa, con evidenti inadempienze da parte
  di  strutture  come quelle della RAP, continuino a  far  vivere  la
  città nelle condizioni in cui vive adesso Palermo.
   Per  questo  l'appuntamento  su questi  temi  -  a  partire  dalla
  chiusura della discarica di Bellolampo - dovranno essere affrontati
  già  nelle prossime settimane con un'assoluta, invece, apertura  di
  credito per l'ottimo lavoro che ha fatto l'assessore Pierobon sulla
  sua delega e l'intera Giunta del Governo Musumeci.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.  Signor Presidente, colleghi, Governo, intervengo in  sede
  di  discussione generale sul disegno di legge dei rifiuti per porre
  anch'io  -  come  ha  fatto la collega Angela Foti  -  a  tutte  le
  procedure   che   ad  oggi  sono  in  corso,  alle   procedure   di
  autorizzazione per nuovi impianti.
   Presidente, in questa riforma, tra i tanti emendamenti che abbiamo
  proposto   tramite   nostri  commissari,  che  hanno   egregiamente
  rappresentato  tutto il gruppo in IV commissione, grazie  anche  al
  lavoro  di  ascolto  che è stato fatto, c'era  un  emendamento  che
  riguarda  la  distanza  delle discariche  dai  centri  abitati.  In
  particolare abbiamo chiesto fosse portata da 3 a 5 km.
   Ancora  chiedendo, in modo ancora più forte, che le aree  agricole
  non possano essere oggetto di discariche, oggetto di attenzione  di
  privati per costruire discariche e chiediamo che questo emendamento
  veda la luce perché questo emendamento significa dare una risposta,
  dare  tranquillità  e  serenità alle comunità dell'ennese  che,  in
  questo  periodo,  stanno vivendo nel terrore di  vedersi  una  mega
  discarica richiesta da OIGOS, una mega discarica nel territorio  di
  Centuripe,  tra Centuripe e Catenanuova, che prevede il trattamento
  di mille tonnellate di rifiuti al giorno.
   Si  tratta  di  una  discarica che, oltre che sorgere  su  un'area
  agricola  dovrebbe sorgere anche su un'area che è stata addirittura
  definita dalla Sovrintendenza di Enna come un'area ad alto  rischio
  archeologico.
   Anche  l'assessore  Tusa,  pochi giorni prima  della  sua  tragica
  scomparsa, in una nota pubblicata sul sito della Regione, nel marzo
  2019, aveva detto e ribadito l'importanza strategica di quell'area.
   Quindi, io, Presidente, avevo presentato, già nella scorsa seduta,
  un  ordine  del  giorno chiedendo alla Presidenza di trattarlo  nel
  corso dell'ultima seduta.
   Mi  rendo conto che quest'ordine del giorno deve essere votato  in
  sede di votazione finale del disegno di legge.
   Però,  Presidente,  noi abbiamo il compito di  essere  coraggiosi.
  Questa riforma è una riforma coraggiosa. L'area di Muglia - io  non
  so  se  avete avuto modo di apprezzarla - è un angolo di  Paradiso.
  Anche Goethe, quando venne in Sicilia, si innamorò di quell'area.
   Ci  sono  ritrovamenti archeologici di ogni tipo, la storia  della
  Sicilia si trova lì.
   Io  nell'ordine  del giorno, Presidente, la invitavo  a  porre  un
  vincolo  archeologico  e  paesaggistico su quell'area  per  evitare
  qualsivoglia tipo di problema.
   L'assessore  Tusa  aveva  iniziato  l'iter  ed  io  le  chiedo  di
  velocizzarlo.
   Quindi,  riservandomi nel merito di intervenire  nel  corso  della
  discussione sugli altri articoli, la ringrazio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Dipasquale,  che
  conclude la discussione generale. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Governo,  onorevoli colleghi, io ovviamente ho letto  la  norma  e,
  devo  dire,  l'ho letta non solo da cittadino, da parlamentare,  ma
  l'ho  letta  anche  da  ex  sindaco, da  uomo  che  è  stato  nelle
  amministrazioni,  in amministrazione comunale per quasi  vent'anni.
  Di  fatto  non c'è amministratore che non si confronti  in  maniera
  forte,  serrata con il problema dei rifiuti e, quindi,  l'ho  vista
  anche  da questa parte, da parlamentare, ma da ex sindaco, ma  così
  come penso anche altri che hanno avuto la mia stessa esperienza.
   Il  tema  rifiuti  è  un  tema  che riguarda  tutti.  Riguarda  il
  cittadino, che paga le tasse e che purtroppo si viene a trovare  un
  servizio  non  sempre all'altezza. Riguarda il sindaco  che  ha  le
  difficoltà per conferire il rifiuto, con le storture poi che stanno
  succedendo  negli  ultimi  tempi;  l'onorevole  Cracolici   ne   ha
  accennato  una: è assurdo che il sindaco si trovi ad  avere  a  che
  fare con intermediari che non sappiamo a che titolo - il titolo  ce
  l'hanno   -  ma  come  possono  occupare  quote  e  riserve   nelle
  discariche, e non solo, per conferire l'umido o anche per conferire
  altro. E questo è un aspetto grave che va sicuramente attenzionato.
   Ma il problema rifiuto riguarda tutti. Riguarda l'impresa: non c'è
  impresa che non ha il problema dei rifiuti, non c'è impresa che non
  produce  rifiuti e che, quindi, ha la necessità dello  smaltimento;
  non  c'è impresa che non abbia a che fare con la possibilità  anche
  del  servizio  del riciclaggio, del riciclo della differenziata.  E
  quindi anche l'aiuto forte anche in questo senso.
   Ma  non  riguarda  solamente coloro che vivono un  territorio.  Il
  problema  dei rifiuti riguarda anche coloro che vengono  da  fuori,
  perché  quando un turista, quando un nostro amico, quando  qualcuno
  viene  qui  e vuole investire nel nostro territorio e gira  per  le
  strade della Sicilia, delle province e trova l'immondizia in  giro,
  sicuramente  è un problema che tocca anche chi viene  da  fuori,  e
  quindi il turista, il turismo.
   Cioè  il  problema  dei rifiuti è davvero una  questione  centrale
  quando non viene affrontata e quando non viene affrontata bene.
   Io  mi permetto di dire - non voglio essere polemico stasera,  non
  ne  ho  la voglia, proprio non mi va, l'argomento è davvero  troppo
  serio  - ritengo che, però, abbiamo perso un'occasione, Presidente,
  perché utilizzare la forza dei numeri, pochi, quelli che sono,  per
  evitare il rinvio in Commissione è una prova di forza che non porta
  a  nulla. E' una prova di forza che non porta a nulla e fa perdere,
  invece,  solamente l'occasione a lei e alla maggioranza di  trovare
  una  quadra, di trovare una sintesi, che sarà difficile trovare  in
  Aula.  Invece in Commissione era più semplice. Anche perché  non  è
  vero  che la Commissione aveva finito il lavoro. Sì, la Commissione
  aveva  fatto  un  lavoro  importante, e di  questo  ringraziamo  il
  Presidente  e tutta la Commissione per la sua serietà, per  il  suo
  impegno,  per  l'impegno di tutta la Commissione, però  attenzione,
  oggi  il  testo è cambiato e non solo, nel frattempo che voi  siete
  tutti  intervenuti,  quanti  sono  stati,  dieci,  quindici,  venti
  interventi,  cioè  siete intervenuti su un  testo  che  ancora  non
  conosciamo  perché gli emendamenti che sappiamo sono in lavorazione
  che  questo Governo sta preparando, non li conosciamo, cioè non  ce
  li  abbiamo,  ognuno di voi, compreso io, cioè abbiamo fatto  degli
  interventi, quindi anche chi è intervenuto in particolar  modo  nel
  merito,  cioè  è  intervenuto su un disegno  di  legge  che  è  già
  superato, cioè questo disegno di legge su cui siete intervenuti.
   Ho  apprezzato l'intervento dell'onorevole Trizzino, ho apprezzato
  l'intervento dell'onorevole Barbagallo, seri, oculati, attenti  nel
  merito,  ma  di  un  disegno di legge che non è più  quello  e  che
  andremo  a  scoprire, il prossimo disegno di  legge  lo  andremo  a
  scoprire strada facendo. Pensate di trovare una sintesi in Aula, io
  non  sarò  uno di quelli più appassionati a svolgere  un  ruolo  di
  opposizione  su  questa vicenda e, quindi,  in  questo  lavoro  che
  rischia di essere interminabile e improduttivo. La verità è che noi
  rischiamo di non risolvere le questioni, rischiamo di affrontare la
  questione rifiuti attraverso una soluzione dei pannicelli  caldi  e
  che  questioni di fondo che sono state dette oggi, io  qualcuno  la
  ribadisco, uno era quello che aveva detto l'onorevole Cracolici che
  va  attenzionato, il problema del conferimento, il  problema  delle
  strutture  pubbliche dove conferire, il problema delle  discariche,
  il problema della differenziata, mi permetto di dire solo una cosa,
  Presidente, ma ritorno a dire sempre con tono non polemico perché è
  questo che io questa sera voglio fare, la differenziata è aumentata
  ma non grazie al Governo.
   Presidente,  guardi  se  lei  lo  risente  l'intervento,  lei   lo
  riascolti, lo riascolterò anche io, lei ha detto all'inizio  grazie
  ai  comuni  e  alla  Regione la differenziata  è  aumentata,  no  è
  aumentata  grazie ai comuni che hanno fatto un grande  investimento
  su  questo. Però attenzione, noi da una parte siamo riusciti grazie
  ai comuni ad incrementare la differenziata, dall'altra parte quello
  che  succede fuori dalla cinta urbana  solo Dio lo sa , cioè quello
  che  ho visto, Presidente, io ho dei filmati, gliene girerò uno  al
  suo cellulare, filmati che ho fatto io, più tardi, non gliene mando
  molti  messaggi, questo glielo girerò e glielo girerò  appena  l'ho
  fatto  io  a  distanza di un anno e mezzo ritorno in un  territorio
  fuori   dalla   cinta  urbana,  eternit,  frigoriferi  abbandonati,
  immondizia, l'abbandono assoluto.
   Perché?  Cos'è che sta mancando, Presidente? Cos'è che è  saltato,
  assessore? Perché, sì, la differenziata funziona dentro le città ma
  chi ha la difficoltà a non poter conferire in un determinato giorno
  il  frigorifero,  l'umido, l'eternit, cosa fa? Prende  tutto  e  lo
  scarica  fuori  dalla  cinta urbana e le discariche  abusive  fuori
  dalla  cinta  urbana  stanno crescendo e  proliferando  in  maniera
  impressionante,  con rifiuti pericolosi. Quello che  ho  visto  nel
  video  che le girerò e lì anzi è poco ma in altri siti ne ho  visti
  ancora di più quest'anno, proprio la presenza di eternit in maniera
  impressionante  ma  ormai  all'eternit si  sono  aggiunti  anche  i
  rifiuti  normali e la plastica, perché chi non ha la possibilità  e
  la  facilità  di conferire la differenziata gli viene più  semplice
  prendere il sacchetto di plastica, portarlo fuori dalla cita urbana
  e  buttarlo fuori e così anche gli inerti. Il nostro territorio sta
  diventando una discarica a cielo aperto, fuori dalla cinta  urbana,
  e  glielo  dico  sicuro di non potere essere smentito  e  purtroppo
  questa norma così com'è non affronta il problema.
   La  norma  affronta alcune questioni. Perché l'errore sta  proprio
  lì, andava presentata una riforma complessiva insieme al piano cioè
  in  moto che tutti quanti noi comprendiamo come queste scommesse si
  intendono vincerle.
   Il  rischio  qual è, signor Presidente? Ovviamente il  ritardo  su
  questo,  ma lo hanno detto già altri colleghi, non siamo all'inizio
  del mandato. Siamo a metà mandato. E l'intervento suo iniziale,  lo
  ha  detto  Fava e io lo condivido, è stato davvero come se  fossimo
  all'inizio   del   mandato:  noi  faremo;   noi   prevediamo;   noi
  realizzeremo  Purtroppo è passato mezzo mandato.
   Io  sono  convinto che noi non ne riusciremo a vedere da qui  alla
  conclusione di questa esperienza risultati concreti per due motivi,
  onorevole Presidente della Regione.
   Primo, per il ritardo accumulato dei due anni, perché questo c'è e
  non  è imputabile né a questo Parlamento, né ai predecessori, né  a
  situazioni  economiche  che non c'entrano  nulla.  Purtroppo  è  un
  ritardo  che  è imputabile all'azione di Governo che  su  questo  è
  stata lenta.
   La  seconda  cosa è che questa norma è una norma  leggera.  È  una
  norma che affronta bene alcuni aspetti e li risolve, ma gli aspetti
  strutturali, gli aspetti fondamentali, quelli che sono gli  aspetti
  di fondo, i problemi del quotidiano, di coloro che pagano le tasse,
  di  coloro che non vogliono vedere i rifiuti per strada.  Perché  i
  cittadini  le tasse le pagano, la tassa sui rifiuti la  pagano,  la
  pagano quasi tutti, non dico tutti ma una buona parte la paga. Ed è
  davvero  assurdo che un cittadino che paga le tasse  poi  si  debba
  trovare  il problema dell'immondizia a casa, sotto casa, vicino  al
  cassonetto, per strada, in campagna o vicino all'azienda turistica,
  all'azienda che investe nel turismo.
   Anche  su  questo, è una grande scommessa, l'ho detto prima  nella
  mia premessa, ritengo che abbiamo fatto un errore a non mandarla in
  Commissione.  Vi siete trincerati dietro i numeri,  pochi,  che  ci
  sono  però questo lo avete fatto valere. Pensate che qui dentro  si
  possa  trovare  una sintesi. Secondo me la sintesi rischia  di  non
  trovarsi. Secondo me alla fine rischiate di fare un lavoro,  che  è
  il  vostro  lavoro  e sono le vostre convinzioni  parcellizzate  su
  alcune  questioni,  rischiando di lasciare irrisolte  le  questioni
  centrali che riguardano i rifiuti in Sicilia.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro chiusa  la  discussione
  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio  all'esame   degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei raccogliere la richiesta che
  arriva  dalle  opposizioni, in primis dall'onorevole  Foti,  che  è
  stata peraltro intellettualmente onesta e confermarle, intanto, che
  noi  in  Commissione - i colleghi lo sanno - stiamo esaminando  gli
  emendamenti presentati, un lavoro che non è formalmente dovuto,  ma
  lo  facciamo perché il tema è delicato e una svista può  comportare
  l'approvazione  di  una  norma  che  può  diventare  pericolosa   o
  inefficace;  lo  abbiamo fatto ieri e abbiamo  completato  oggi  un
  approfondimento di tutti gli emendamenti presentati, in  modo  tale
  che   sappiamo  in  questa  sede  come  esprimerci  con  l'ausilio,
  peraltro,  anche  dei tecnici in Commissione, sia del  Dipartimento
  che della stessa Commissione.
   E'  venuto fuori in questi due giorni di approfondimento che su un
  paio  di  articoli,  anche per recepire delle istanze  che  vengono
  dalle   opposizioni,  non  ultimo  dal  PD,  sull'articolo   16   e
  sull'articolo 24, premesso che l'impostazione di base è quella  che
  già  nel testo, quindi nessun sconvolgimento, però possiamo limarli
  e  sistemarli  in  modo  tali  da  chiarire  e  definire  meglio  e
  probabilmente risolvere alcuni problemi.
   Questo approfondimento lo abbiamo deciso in Commissione, lo stanno
  facendo  gli  Uffici  sia dell'ARS, che del  Dipartimento  insieme,
  propongo  che  questo  buon  andazzo, cioè  buona  abitudine  della
  Commissione di esaminare tutti gli emendamenti prima in  seduta  in
  Commissione prima che arrivino in Aula rimanga per cui io propongo,
  siccome  i  primi  articoli del testo sono norme di  principio  che
  domani si possa andare avanti sull'articolato proprio sui primi  3,
  4,   5,  articoli  che  sono  norme  di  principio:  pianificazione
  generale,  principio di autosufficienza, nel frattempo  gli  Uffici
  definiscono  meglio  queste  riscritture  che  noi  stessi  abbiamo
  chiesto  agli  Uffici  di  limare e con l'attenzione  che  il  tema
  prescrive  e  fisso  riunione di Commissione  per  martedì  mattina
  perché   così  l'approfondimento  che  abbiamo  sempre  dato   agli
  emendamenti possa continuare anche sulle riscritture e non  vengano
  presentate in Aula senza che ci sia stato uno studio dei Commissari
  della IV prima dell'Aula stessa.
   Per cui la mia proposta è andare avanti domani sui primi articoli,
  nel frattempo lavoriamo a queste limature, a queste riscritture che
  verranno  presentate formalmente in IV Commissione martedì mattina,
  se siete d'accordo.

   PRESIDENTE.  Vorrei ricapitolare onorevole Barbagallo la  proposta
  dell'onorevole  Savarino. Domani l'Aula si  terrebbe  alle  16  per
  esaminare i primi 5 articoli e sono ovviamente il recepimento delle
  direttive europee, nulla di particolare, anche se ci sono una serie
  di  emendamenti e poi aggiornare i lavori a martedì prossimo  fermo
  restando  che  la  Commissione martedì mattina alle  11,  credo,  è
  convocata proprio per esaminare tutti gli emendamenti dei  restanti
  articoli.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, quello che  mi  preoccupa  e  che
  questo  confronto  diventi  un dialogo  fra  sordi,  quindi  questo
  dibattito in Commissione spero che avvenga sulle questioni che sono
  emerse dall'Aula oggi e quindi una relazione degli Uffici su questa
  benedetta  Centrale  unica di Committenza che prevede  una  sezione
  specifica sui rifiuti, noi insistiamo sul 15 - 22

   PRESIDENTE.  Onorevole Barbagallo, lei ha posto delle questioni  e
  che il Governo, ovviamente   .

   BARBAGALLO.  Mi  faccia  finire, Presidente,  per  evitare  questo
  benedetto  passaggio di consegne che sarebbe un colossale  disastro
  per  questa Regione e quindi attorno al principio del 15 -  22  c'è
  qua il 14.
   Io  spero che ci sia questo confronto sereno e se serve Presidente
  anche con gli Uffici dell'Assemblea non solo sull'approfondimento e
  sul  parere  o  questo confronto avviene in un determinato  modo  o
  altrimenti sarà il baratro.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, domani  riprenderanno  i  lavori
  d'Aula  alle ore 16.00 per esaminare i primi 5 articoli  di  questo
  disegno  di  legge  della  riforma  dei  rifiuti,  se  resta  tempo
  incardineremmo anche gli altri disegni di legge.


   Pertanto,  la  seduta  è rinviata a domani, mercoledì  6  novembre
  2019, alle ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I - COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       2)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A)

       3)  Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
         Operatori Sanitari  (n. 457/A)

         Relatore: on. De Domenico

       4)  Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
         (n. 503/A)

         Relatore: on. De Domenico

                   La seduta è tolta alle ore 19.30

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentata:

   N.  1099  -  Chiarimenti in ordine alle iniziative che il  Governo
  intenda  assumere  sulla  chiusura  del  Reparto  di  ostetricia  e
  ginecologia del presidio ospedaliero di S. Agata di Militello (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   De  Luca  Antonino;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; Pasqua Giorgio

   L'interrogazione  sarà  posta all'ordine  del  giorno  per  essere
  svolta al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  1098  -  Chiarimenti  e  interventi  urgenti  in  merito  alla
  valorizzazione del complesso termale di Sciacca (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Catanzaro  Michele;  La  Rocca  Ruvolo  Margherita;  Mangiacavallo
  Matteo

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

                          Annunzio di mozioni

   N.  291  -  Istituzione di una cabina di regia per  monitorare  la
  corretta  erogazione  dei fondi per la morosità  incolpevole  e  il
  disagio abitativo.
   Marano  Jose;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio
   Presentata il 28/10/19

   N.  292  - Introduzione in via sperimentale del Nose (rete per  la
  sensibilità  degli  odori)  nei comuni di  Motta  Sant'Anastasia  e
  Misterbianco (CT).
   Marano  Jose;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio
   Presentata il 30/10/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.