Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.20
PAPALE, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Tamajo e Compagnone.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Onorevoli colleghi, comunico all'Aula che il Presidente della
Regione, impegnato fuori Palermo per ragioni istituzionali, ha
detto che ritarderà un'ora. Pertanto, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.20)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge «Riforma degli
ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione
integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A)
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, nel ricordare all'Aula che la soppressione
dell'articolo in buona sostanza riguarda il venir meno di tutto ciò
che è la direttiva del 2008/98 della Commissione europea, credo che
una riflessione ulteriore in ordine agli emendamenti soppressivi
firmati dai colleghi del Movimento Cinque Stelle e dal gruppo del
PD, potrebbe portare ad un ritiro dell'emendamento.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Principi, oggetto e finalità
1. La presente legge è conforme ai principi:
a) contenuti nella Direttiva 2008/98/CE e successive modifiche e
integrazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19/11/2008
con particolare riferimento all'articolo 4, che sancisce il
principio della gerarchia dei rifiuti quale cardine prioritario
dell'approccio normativo e della politica in materia di prevenzione
e gestione, all'articolo 11 che fissa uno specifico obiettivo, pari
al 50 per cento del peso del rifiuto che, entro il 2020, dovrà
andare a preparazione per il riutilizzo ed il riciclaggio,
all'articolo 16 che stabilisce il principio di autosufficienza e
prossimità per lo smaltimento nonché per il recupero al fine di
garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e della
salute pubblica;
b) contenuti nel Sesto Programma di Azione per l'Ambiente della CE
e successive modifiche e integrazioni, in particolare in materia di
politica di prevenzione dei rifiuti che ne prevede rispetto alla
produzione dell'anno 2000, la riduzione del 20 per cento al 2020 e
del 50 per cento al 2050 ed, inoltre, contempla che la maggior
parte dei rifiuti venga reimmessa nel ciclo economico, soprattutto
attraverso il riciclaggio, o restituita all'ambiente in forma utile
o non nociva;
c) contenuti nella Risoluzione del Parlamento Europeo del 24
Maggio 2012 Un' Europa efficiente nell' impiego delle risorse con
riferimento alla parte riguardante i rifiuti e l'utilizzo delle
biomasse;
d) degli esiti referendari sull'affidamento della gestione dei
servizi pubblici locali nonché della sentenza della Corte
Costituzionale n. 199/2012, che esclude l'obbligo dell'assegnazione
del servizio tramite gara, permettendone l'affidamento diretto, da
parte dei Comuni, a proprie società interamente pubbliche, così
come contemplato nella legislazione europea;
e) contenuti nella Legge 28/12/2015, n. 221 Disposizioni in
materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per il
contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali e successive
modifiche e integrazioni;
f) contenuti nel decreto 29/12/2016 n.266 del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e successive
modifiche e integrazioni, recante i criteri operativi e le
procedure autorizzative semplificate per il compostaggio locale e
di comunità dei rifiuti organici;
g) di precauzione, prevenzione, di chi inquina paga e di
riparazione del danno, nonché di tutela della salute, dei sistemi e
beni naturali, paesaggistici e culturali, ed impronta la
pianificazione e la gestione dei rifiuti ai principi dell'economia
circolare, nel rispetto dei criteri di efficacia, efficienza,
ecosostenibilità, economicità, trasparenza, fattibilità tecnica ed
economica, partecipazione dal basso e di accesso a tutte le
informazioni ambientali.
2. La Regione persegue gli obiettivi di riduzione della produzione
dei rifiuti, di riuso e di minimizzazione del quantitativo di
rifiuto urbano non inviato al riciclo. A tal fine la gestione dei
rifiuti è svolta nel rispetto dei seguenti principi:
a) le frazioni di raccolta differenziata sono conferite ad
impianti che ne favoriscono la massima valorizzazione in termini
economici e ambientali in coerenza con il principio di prossimità,
privilegiando il recupero di materia a quello di energia;
b) sono incentivati l'auto-compostaggio e il compostaggio di
comunità, a partire dalle utenze site in zone agricole o a bassa
densità abitativa e, in generale, il comportamento virtuoso della
cittadinanza nel differenziare i rifiuti;
c) sono incentivati lo scambio, la commercializzazione e/o la
cessione gratuita di beni usati presso i centri del riuso e/o in
aree appositamente allestite nei centri di raccolta per rifiuti
urbani ai fini del loro riutilizzo;
d) superamento della frammentazione delle gestioni finora attuate,
attraverso un processo di fusione e incorporazione, non
necessariamente per criteri economistici;
e) dimensioni gestionali, fissati da parametri fisici,
demografici, tecnici e sulla base delle ripartizioni politico-
amministrative, tenendo conto del sistema infrastrutturale di
trasporto (strade, ferrovie, navale, ecc.);
f) garantire l'omogeneità della qualità dei servizi, la
tendenziale perequazione delle tariffe, attraverso il vantaggio
derivante da economie di scala e la riduzione progressiva dei
quantitativi da destinare alle discariche;
g) incentivare il riutilizzo, il riciclo e il recupero della
materia prima, intervenendo a monte della produzione anche al fine
di ridurre in quantità e qualità gli imballaggi e di favorire la
produzione di imballaggi riutilizzabili, per raggiungere e superare
il 65% di raccolta differenziata (di seguito: RD), secondo un
cronoprogramma indicato dal Piano regionale di gestione dei
rifiuti;
h) vietare nei tempi e nelle modalità stabilite nel Piano
regionale di gestione integrata dei rifiuti, l'ingresso nella
regione di imballaggi poliaccoppiati e di imballaggi che non
possono essere riutilizzati o riciclati;
i) assicurare il graduale passaggio, nei tempi e nelle modalità
stabilite nel Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti, a
sistemi di tariffazione puntuale per la responsabilizzazione della
cittadinanza e delle imprese al fine della riduzione della
produzione dei rifiuti e del sostegno alla raccolta differenziata;
j) promuovere ed incentivare il rapporto con il mondo scolastico e
accademico per la definizione di nuovi lavori e professionalità in
materia di gestione dei rifiuti e green economy;
l) ridurre la movimentazione dei rifiuti attraverso
l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
produzione, e ciò al fine di salvaguardare la salute dei cittadini,
proteggere l'ambiente, garantire l'incolumità dei lavoratori e
contenere i costi a carico della collettività;
m) implementare il parco impiantistico con sistemi a basso impatto
ambientale che consentano un risparmio di risorse naturali ed
attraverso l'avvio ed il recupero di quello esistente;
n) valorizzare la partecipazione degli Stakeholders' e delle
associazioni ambientaliste nei processi decisionali, relativamente
alla pianificazione ed alla programmazione ed individuazione dei
siti e della tecnologia impiantistica;
o) promuovere l'informazione e la partecipazione dei cittadini
attraverso moderne forme di comunicazione, che vengono veicolate
all'interno dei Centri Comunali Ecologici Multimateriali e rivolte
anche agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado attraverso
percorsi formativi e di alternanza scuola-lavoro.
3. La presente legge in attuazione e nel rispetto della normativa
europea e nazionale in materia di gestione dei rifiuti e, in
particolare, del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36 e
successive modifiche ed integrazioni, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni e del
decreto legislativo 3 dicembre 2010, n.205 e successive modifiche
ed integrazioni, in coerenza con le finalità e le previsioni di
tutela delle risorse dell'ambiente del territorio, ha ad oggetto la
disciplina della gestione integrata dei rifiuti e provvede:
a) alla definizione degli ambiti territoriali ottimali ricompresi
nel territorio regionale (ATO) per il servizio di gestione
integrata dei rifiuti e all'istituzione e alla disciplina delle
Autorità di governo d'ambito;
b) al riordino delle competenze in materia di pianificazione,
autorizzazione e controllo della Regione, dei Liberi Consorzi
comunali e delle Città metropolitane, provvedendo anche alla
promozione di accordi di filiera per distretti e settori
produttivi;
c) alla tutela dei lavoratori operanti nel settore dei rifiuti;
d) al miglioramento dei processi di partecipazione e
responsabilizzazione sociale ed economica della gestione dei
rifiuti e dei materiali comunque prodotti sui territori;
e) alla definizione della disciplina transitoria atta a garantire
la continuità del servizio.
4. La Regione considera i rifiuti una risorsa da valorizzare nel
rispetto dei criteri di priorità e gerarchia stabiliti
dall'ordinamento, secondo precisi obiettivi di raccolta
differenziata da raggiungere all'interno degli ATO. In particolare,
la Regione:
a) assicura che la gestione dei rifiuti avvenga nel rispetto del
Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti e dei conseguenti
Piani d'ambito, che devono essere obbligatoriamente uniformati ai
seguenti principi: minimizzazione degli impatti dei rifiuti su
ambiente e salute; costo dello smaltimento a carico di chi detiene
il rifiuto o del produttore del bene divenuto rifiuto (chi inquina
paga); ordine di priorità tra le diverse opzioni per il trattamento
dei rifiuti (gerarchia); obbligo di dotarsi di una rete adeguata di
impianti per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti urbani
indifferenziati (prossimità/autosufficienza);
b) fissa i requisiti generali e delinea i principi cardine della
politica di prevenzione e gestione dei rifiuti e stabilisce gli
obblighi essenziali per la gestione dei rifiuti, e tra questi,
l'obbligo di elaborare piani e programmi per la gestione dei
rifiuti con il preciso obiettivo di minimizzazione degli impatti
negativi sull'ambiente e sulla salute umana;
c) assicura che il trattamento dei rifiuti e la gestione seguano
una precisa gerarchia tra le diverse opzioni per la gestione dei
rifiuti che vede, nell'ottica della migliore opzione ambientale, la
prevenzione/riduzione alla fonte al vertice della scala gerarchica
e lo smaltimento in discarica come ultima e residuale alternativa,
in ciò utilizzando anche la leva dell'ecotassa regionale;
d) assicura il principio di prossimità ed autosufficienza, secondo
cui ogni Ambito Territoriale Ottimale si dota di una rete integrata
e adeguata di impianti concepita in modo da consentire
l'autosufficienza gestionale, compreso lo smaltimento post
trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e dei sovvalli».
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo a lei ed a tutti i colleghi,
considerato che su ogni articolo sono stati presentati più
emendamenti, il deputato che chiede di intervenire su un articolo
lo può fare solo una volta, ovviamente illustrando tutti gli
emendamenti, dieci minuti per ogni intervento.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci siamo
lasciati ieri con l'avvertenza che oggi avremmo trattato i primi
cinque articoli. Questa è stata la conclusione dei lavori di ieri,
sul presupposto che erano articoli che non avevano particolare
importanza, che riguardavano principi generali, su cui non c'era
contestazione rispetto ai temi e alle profonde divisioni che erano
state annunciate nella discussione generale di ieri pomeriggio.
Invece ci troviamo l'antipasto al testo del disegno di legge, che
è veramente piccante, perché così, anche se c'è qualche collega
poco attento, all'articolo 1 dovremmo discutere che fine fanno i
termovalorizzatori in Sicilia, mentre all'articolo 4 discuteremo
della distanza degli impianti dal centro abitato e, nel dettaglio,
della possibilità di localizzare gli impianti in zona agricola o
meno. E sono due questioni su cui non ci sono mezze misure, almeno
da parte del partito democratico.
Per noi la posizione sui termovalorizzatori, l'abbiamo chiarita
all'emendamento 1.16 che fa parte, ovviamente, dell'elenco degli
emendamenti all'articolo 1, che non possono avere nessuna
valorizzazione economica, e quindi siamo contrari, e sulla distanza
delle zone agricole su cui speriamo di non dover votare anche a
seguito delle riflessioni fatte dal Governo ieri in Aula, per cui
io ricordo di aver sentito che anche il Governo era contrario alla
localizzazione degli impianti in zone agricole e alla distanza di 5
km dal centro abitato, per il resto mi rimetto come dire agli
emendamenti, signor Presidente, confidando nel senso di
responsabilità di tutti.
Congedi
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
per la seduta odierna gli onorevoli Pellegrino, Gennuso, Lantieri,
e Cannata.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
49-76-179-267/A
PRESIDENTE. L'onorevole Barbagallo è intervenuto sostanzialmente
sull'emendamento 1.5, quindi il tema è la discussione su questo
emendamento. Onorevole Barbagallo, l'emendamento è mantenuto?
BARBAGALLO. Lo mantengo.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo trovato una sintesi in
Commissione, come l'onorevole Barbagallo sa, sulla distanza degli
impianti, dobbiamo mantenere la norma e i principi della legge n. 9
per le istanze già presentate, e quindi tre chilometri, ed anche
aree ad uso agricolo, così come è nella legge n. 9, perché sono già
istanze presentate e ci sono già aspettative di diritto che non
possono essere modificate.
E' l accordo che abbiamo trovato in Commissione, per il futuro
abbiamo messo una norma più stringente che permette gli impianti
solo oltre cinque chilometri dai centri abitati, e non più nelle
zone agricole. C'è un emendamento del Governo, quindi questa è la
sintesi che abbiamo trovato in Commissione, che è molto più cogente
di quello che è in vigore adesso, ma che non può precludere le
istanze presentate.
PRESIDENTE. Si, però, dobbiamo procedere con ordine e dobbiamo
procedere cominciando ad esaminare quest'articolo 1 nei vari
emendamenti. Assicuro - come del resto l'onorevole Barbagallo ha
avuto modo di verificare - che è presentato dal Governo all'articolo
4 un emendamento che sancisce che la distanza rispetto al centro
abitato deve essere di almeno cinque chilometri.
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1 che assorbe anche
l'emendamento 1.5, perché trattano lo stesso argomento, cioè la
soppressione dell'articolo.
Ricordo ai colleghi che si tratta del recepimento di una
direttiva, non è che venendo meno questa direttiva viene meno il
disegno di legge, però questo articolo costituisce la cornice del
disegno di legge, che per quanto possa riguardare, certamente è
importante.
Il parere della Commissione?
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, Assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è favorevole
si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6. Il parere della Commissione?
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è vero che
stiamo approvando, o meglio stiamo cominciando a votare articoli che
riguardano i principi generali che sono largamente condivisi, penso
che su questo la Commissione avrà anche lavorato pressappoco
all'unisono, ma io penso che proprio per questo nelle premesse
andrebbero anche chiariti alcuni temi di fondo.
Ieri tutti i Gruppi parlamentari che siamo intervenuti, in
particolare di opposizione, abbiamo posto per esempio il tema di
fondo dell'indebitamento degli Ato in liquidazione, mi pare che
l'onorevole Barbagallo ha parlato di circa un 1.782.000.000, se non
ricordo male. Ora il Governo, rispetto a questo tema, intende dare
una risposta, perché ieri c'è stata una discussione generale. Alla
fine della discussione generale posso chiedere se c'è una replica
del Governo che risponda almeno a quelle che sono le domande
essenziali che in quest'Aulla sono state poste dai deputati di
maggioranza e certamente di opposizione, per quanto ci riguarda?
Perché altrimenti è veramente complicato andare avanti.
C'è un approfondimento degli articoli di riscrittura, e la
Commissione si riunirà per parlarne e noi sul tema ci confronteremo,
ma su questi temi centrali c'è una risposta del Governo? Vogliamo
fare qualche esempio concreto? Io so che già sabato, se non ricordo
male, si riuniranno i sindaci degli ex ATO, qui c'è l'onorevole
Mancuso, che è della provincia di Caltanissetta, forse conoscerà
meglio di me il tema di Caltanissetta 1.
Bene, fatti i conti, un Comune come Montedoro, che ha 1.400
abitanti, per la quota parte, dovrebbe addossarsi un indebitamento
pari a 1.200.000 euro. Il Comune di Montedoro, voglio fare presente
al Governo, ha circa 320.000 euro di trasferimenti regionali, e
circa 350.000 euro - l'Assessore per le autonomie locali potrà
verificare - di trasferimenti nazionali, per un totale di
trasferimenti annui, tra Regione e Stato, che non arriva a 700.000
euro, e quando si deve addossare, approvando i bilanci sabato,
1.200.000 euro di indebitamento dei vecchi ATO, va in dissesto E
come il Comune di Montedoro, va in dissesto il Comune di Milena, il
Comune dell'onorevole Mancuso, va in dissesto, immagino, il Comune
di Caltanissetta, perché penso che la quota parte si aggiri intorno
ai 16 milioni di euro. Rispetto a questi problemi il Governo vuole
fare finta di nulla, o andiamo avanti sui principi che si vuole una
Sicilia pulita e approviamo l'articolo 1? Io credo che questo sia
un errore.
Inviterei il Governo a replicare - signor Presidente, poi è lei a
decidere - rispetto al dibattito d'Aula che c'è stato ieri,
altrimenti ci siamo fatti una bella discussione generale; noi ce la
siamo cantata, noi ce la siamo suonata, ci siamo parlati addosso,
ma io non ho sentito una sola parola di risposta da parte del
Governo. Questo, ovviamente, determina un clima o un altro clima di
natura diversa, perché se c'è davvero la disponibilità al confronto
da parte del Governo, cominci a darne prova, anche entrando nel
merito, rispetto a quelli che sono i problemi fondamentali, sapendo
bene tutti quanti che nessuno ha la bacchetta magica, quindi
nessuno immagina che i problemi possano essere risolti
all'improvviso o con grande semplicità, perché sono, purtroppo,
problemi complessi, ma questo Parlamento ha il dovere di
confrontarsi con problemi complessi, e abbiamo il dovere di farlo
perché, ripeto, abbiamo il dovere, soprattutto in questo momento,
di dare risposta ai sindaci e alle nostre popolazioni, alle nostre
comunità locali.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, avevamo convenuto ieri, tuttavia, di
fare oggi i primi 5 articoli, se riusciamo a farli. Dopodiché la
Commissione, il Presidente aveva assicurato che già da domani, non
più martedì prossimo, si riunirà per discutere gli argomenti che
saranno trattati più avanti nei successivi articoli.
Relativamente anche alla situazione finanziaria, in questo disegno
di legge proposto dal Governo, c'è un apposito emendamento, quindi
vi vorrei pregare di attenervi al tema dell'emendamento. Presidente
Lupo, c'è più avanti l'articolato, dopodiché abbiamo detto oggi di
arrivare all'articolo 5 - se ci riusciamo, ripeto - e
successivamente esamineremo le questioni più approfondite.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra che
l'onorevole Lupo abbia fatto un ragionamento di assoluto buon
senso. Noi abbiamo due strade: o fare una legge in una condizione
di battaglia politica tra maggioranza e minoranza e, in teoria,
l'opposizione essendo numericamente inferiore, è probabile che
perda, così come è probabile che possa vincere
PRESIDENTE. Abbiamo detto che la Commissione competente si riunirà
per discutere gli argomenti importanti.
CRACOLICI. Mi permetto di insistere su un tema. La questione della
Commissione riguarda alcune questioni specifiche di alcuni
articoli, le distanze e altro
PRESIDENTE. Non ci sarà pure il Governo presente in Commissione,
onorevole Cracolici?
CRACOLICI. Però è, diciamo, anche un rispetto reciproco, perché
altrimenti ieri abbiamo recitato. Ha parlato il Parlamento, per la
gran parte devo dire, solo la minoranza, ha introdotto il
Presidente della Regione, con un ragionamento di principio, ma ci
si può aspettare anche una interlocuzione col Governo alla luce
delle osservazioni che sono state poste durante gli interventi? Non
era offensivo pensare che il Governo replicasse o dicesse:
guardate, i primi 4 articoli, 5 articoli, 10 articoli sono senza
problemi, poi gli altri li vediamo in Commissione'.
Ma il Governo che è e rimane , tranne che non abbiamo deciso che
il Governo non è più l'interlocutore e aspettiamo e ci rimettiamo
al Presidente della Commissione come unico interlocutore. Però,
dovete saperlo che l'Aula è complicata. Quindi io suggerirei di
fare un lavoro nella migliore serenità possibile. Perché se fosse
stato sereno già l'avvio aveva ragione lei. L'articolo 1 poteva già
essere ritirato. Ma se diventa difficoltoso il percorso, non c'è
solo l'articolo 1, i sub emendamenti o gli emendamenti. Diventa
complicata anche la gestione procedurale, dal punto di vista
dell'Aula di questa legge, che rimane una legge delicata anche per
la tecnicalità che questa legge ha dentro di se.
Detto questo poi il Governo decida come vuole fare. Noi abbiamo
posto un tema politico al di là de singolo emendamento o del
singolo aspetto. Poniamo la questione se questa legge vuole far
fare un passo avanti o vuole essere soltanto un vestitino già
confezionato al quale dobbiamo provare ad indossarlo. Io tra
l'altro sto cercando di dimagrire, e spero che il vestitino che voi
avete preparato mi stia troppo largo.
PRESIDENTE. Voglio ribadire che noi abbiamo deciso ieri, tutti
quanti, su proposta della Commissione, ma che ovviamente avrà
interloquito anche con il Governo, che oggi si trattavano questi 5
articoli con i relativi emendamenti e che non avevano particolari
pregiudizi nell'essere esaminati, fermo restando che ci sono
emendamenti che meritano ovviamente un approfondimento.
Quindi io direi di andare avanti così come eravamo rimasti, perché
stiamo facendo la trattazione degli articoli e dei suoi
emendamenti. Ci fermeremo certamente, al di là del tempo che
impieghiamo, all'articolo 5, per proseguire dopo che la
Commissione, unitamente al Governo, avrà affrontato i relativi
problemi che ci sono in tutto il resto del disegno di legge.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
49-76-179-267/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6.
Richiesta di verifica del numero legale
BARBAGALLO. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, invito gli onorevoli deputati a registrare la loro
presenza con la scheda di votazione.
Chiarisco le modalità di registrazione: il deputato può pigiare
qualunque tasto.
Dichiaro aperta la verifica.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la verifica.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 38
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.7, degli onorevoli Lupo ed altri,
relativo alla soppressione del comma 2.
Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, effettivamente è materia da piano regionale dei
rifiuti, e quindi il parere della Commissione è contrario, al di là
della valutazione.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7.
CRACOLICICRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.7
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 58
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 18
Contrari 38
Astenuti 00
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.16, degli onorevoli Lupo, Barbagallo ed
altri.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
1.16 riguarda la materia dei termovalorizzatori. Da notizie di
stampa abbiamo appreso che sono state depositate presso
l'Assessorato regionale all'energia due progetti, non sappiamo se è
vero assessore.
Ora, la legge, come sappiamo, dispone per l'avvenire. Facendo
salve le decisioni del Governo, che esulano dal procedimento
legislativo, dico: che necessità c'è di intervenire con legge per
disciplinare la materia dei termovalorizzatori e fare salva la
valorizzazione economica sulla valorizzazione energetica? A noi
questa sembra veramente una forzatura.
Quindi, insomma, insistiamo sull'emendamento 1.16.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore.
Sull'emendamento 1.16 abbiamo già dato parere contrario noi, parere
contrario il Governo, l'abbiamo votato ed è già stato bocciato.
PRESIDENTE. No, non l'abbiamo bocciato. Lo stiamo esaminando ora,
Presidente Savarino. Quello di prima era l'emendamento 1.7, stia
tranquilla.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, insisto perché ho segnato, ed anche la collega.
PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento 1.16. Il
parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Segretario
Generale, le ricordo che già una volta io ho sottolineato che un
voto era avvenuto e poi lei nel verbale mi ha dovuto dare ragione.
Questo voto sull'emendamento 1.16 è già avvenuto. Siamo all'1.10.
PRESIDENTE. Presidente Savarino, non c'entra il Segretario
Generale.
Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Siamo contrari anche per la formulazione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.16
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 1.16.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 28
Astenuti 00
(Non è approvato)
L'emendamento 1.17 è precluso.
Si passa all'emendamento 1.10, dell'onorevole Fava. Il parere
della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, noi non siamo contrari al merito, ma è ultroneo, è già
nella legge, per cui non serve.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, è un emendamento in cui vi sono
inseriti una serie di cose che già sono previste.
Vuole riflettere qualche minuto e passiamo avanti, onorevole Fava?
Lo ritira, onorevole Fava o procediamo alla votazione?
FAVA. Procediamo alla votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.7?
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Contrario,
perché ultroneo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Contrario.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.10
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 29
Favorevoli 30
Contrari 29
Astenuti 00
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.4, dell'onorevole Fava. Il parere della
Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11, dell'onorevole Fava. Il parere
della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, chiedo al firmatario di spiegare l'emendamento, per
favore, perché non è chiaro.
PRESIDENTE. Onorevole Fava, questa scelta di insistere, di
indicare il 50 percento, credo che sia una scelta molto rigida.
Tuttavia, se vuole illustrare le ragioni di questa percentuale, in
ordine al recupero di materia.
FAVA. Signor Presidente, molto semplice, la sola percentuale di
raccolta differenziata non è sufficiente a connotare una buona
raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio. Per cui, c'è
questa indicazione ulteriore del 50 percento, solo questo.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Purtroppo,
tecnicamente ci dicono anche gli uffici che non è chiara la
definizione che viene data nell'emendamento con la parola
"materia", in una tematica così complessa, per cui o lo
specifichiamo meglio oppure il parere della Commissione è negativo.
PRESIDENTE. Lo sospendiamo qualche minuto in attesa che arrivi un
subemendamento.
Si passa all'emendamento 1.15, degli onorevoli Lupo ed altri. Il
parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Essendo
contrario al Testo unico dell'Ambiente, il parere è negativo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Questo emendamento lo accantoniamo un attimo perché il
Presidente Savarino ha dichiarato di essere contrario al Testo
Unico, gli Uffici faranno quindi un approfondimento.
Si passa all'emendamento 1.18, a firma degli onorevoli Lupo e
Cracolici, relativo all'equilibrio economico del servizio di
gestione. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. La materia è
già disciplinata al comma 2, lettera i) dell'articolo 1.
PRESIDENTE. In realtà è una cosa un po' diversa questa, onorevole
Savarino, rispetto al comma 2), lettera i).
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che l'onorevole Savarino
viva questo testo disegno di legge come il proprio figlio, quindi
che nessuno deve mettere in discussione il colore degli occhi; non
stiamo facendo l'esame di Stato. Questa è una norma di principio
che arricchisce il testo, semplicemente lo arricchisce, compreso il
presupposto che vanno condotte azioni da parte dell'amministrazione
pubblica, tese a introdurre premialità e costruire sistemi di
riduzione della tariffazione attraverso il sistema di contrasto e
all'elusione fiscale. Non è che abbiamo detto parolacce
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevole Cracolici, visto che già è disciplinato nel
comma 2, lettera i), se lei volesse sarebbe più giusto aggiungerlo
nella lettera i). Non so se mi spiego nella lettera i) del comma 2,
già parliamo di tariffa, se lei vuole aggiungere qualcosa, perché
nel comma 2, lettera i) già si parla di tariffa ed il principio è
simile se lei volesse, perché nessuno di noi è contrario possiamo
aggiungerlo alla lettera i), è più ordinato. Lo discipliniamo
meglio, se lei vuole con le parole sue, ma alla lettera i), che già
parla di questo. Ovviamente va coordinato il testo.
CRACOLICI. Va bene.
PRESIDENTE. Sospendiamo quindi l'esame dell'emendamento 1.18.
Si torna all'esame dell'emendamento 1.11, dell'onorevole Fava, per
illustrare meglio al Parlamento il termine recupero di materia .
FAVA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, Presidente è molto semplice. In questo punto dell'articolo
1, si parla di incentivare il riciclo e il recupero della materia
prima e poi si specifica e si pone una percentuale per il riciclo
del 65 per cento, noi stiamo chiedendo che venga fissata una
percentuale anche per il recupero del 50 per cento della materia
prima così come indicata nel testo dell'articolo, abbiamo evitato
di aggiungere l'aggettivo prima ma si riferisce alla materia di cui
è oggetto questo articolo. Ci interessa non soltanto il riciclo ma,
come è nelle stesse intenzioni dell'articolo, anche il recupero.
Deve fissare, quindi, una percentuale di recupero. Tutto qui.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.11. Il parere del
Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, il recupero di materia però viene declinato a
seconda delle varie tipologie dal pacchetto delle quattro direttive
che troveranno applicazione non da subito ma prossimamente.
Quindi, applicare in maniera forfettaria al 50 per cento del
totale, per carità, è un'operazione virtuosistica però ha degli
effetti notevolissimi anche sulla calibrazione, quantità e qualità
di quello che viene raccolto: l'automezzo, la squadra, gli
impianti, quindi rischiamo in questo momento, forse, di creare un
inceppo nel meccanismo.
Può essere una finestra di obiettivo e su questo certo però dire
il 50 per cento secco su tutte le materie. C'è già la normativa
delle direttive che verrà applicata, questo sì, e questo è già
previsto nel piano dei rifiuti, attenzione, quando ieri sentivo
qualcuno che diceva inseriamo il recupero nel circular economy, c'è
già nel piano dei rifiuti con tutte le prospettive tipologiche.
Quindi su questo, secondo me, possiamo anche lasciar perdere.
PRESIDENTE. Assessore, il parere qual è?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.11.
CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.11
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.11.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 33
Contrari 26
Astenuti 00
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.15.
Gli Uffici mi dicono che la seconda parte dell'emendamento, m.
bis, è incostituzionale, quindi è stralciato. La votazione è
soltanto sulla prima parte. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.18 in questo momento è sospeso. Si passa
all'emendamento 1.8.
FOTI. Chiedo di parlare per un chiarimento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Onorevole Foti, può intervenire solo una volta sugli emendamenti,
quindi nell'intervento se ha altri dubbi li chiarisca nel corso
delle cose che dirà.
FOTI. Signor Presidente, apprendo che in questa Assemblea si va al
risparmio dei chiarimenti, solo dei rischiarimenti, perché risparmi
di altro tipo io non ne ho visti mai.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei può intervenire per dieci minuti.
FOTI. Va bene, mi sto giocando il mio chiarimento. Grazie che me
lo ha ribadito così risparmiamo cinque minuti.
Le volevo chiedere, ho capito che abbiamo votato l'emendamento
1.15 prendendo solo una lettera dopo il chiarimento degli Uffici,
però io questo chiarimento degli Uffici rispetto a quanto detto
dall'onorevole Savarino, cioè che era in contrasto col Testo Unico
dell'ambiente non l'ho sentito e penso che non sia stato
pronunciato.
E' stato semplicemente detto: Ci si può esprimere sulla prima
parte . Io volevo sentire il chiarimento nel merito.
PRESIDENTE. Lo abbiamo votato, le ho detto che la parte riguarda,
m) bis, è incostituzionale, quindi non lo abbiamo esaminato.
FOTI. E' incostituzionale? Questo volevo sapere. Poi se ho
bisogno di altri chiarimenti e mi vuole dare la gentile
concessione, gliene sarò grata.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 1.8: Il comma 3 è
soppresso . Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e per i servizi di pubblica
utilità. Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi
è contrario, resti seduto.
(E' approvato)
(l'onorevole Lupo dal proprio banco eccepisce di avere
precedentemente chiesto la votazione per scrutinio segreto)
PRESIDENTE. Non mi pare ci fosse una richiesta di voto segreto.
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
La invito ad essere veloce a chiedere il voto segreto.
LUPO. Lo abbiamo chiesto, Presidente, sia noi che il Movimento
Cinque Stelle.
PRESIDENTE. Procediamo a rivotarlo.
Onorevole Lupo, lei ha chiesto ai Cinque Stelle di chiedere il
voto segreto, cosa su cui il Gruppo Cinque Stelle era indeciso.
Lo chieda lei il voto segreto.
LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Cappello,
Ciancio, Di Paola, Di Pasquale, Fava, Lupo, Pasqua, Siragusa)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.8.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 29
Contrari 30
Astenuti 00
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Quando i colleghi del Partito Democratico chiedevano una
discussione nel merito di questi cinque articoli non lo facevano a
torto - non lo dico per difenderli, ci mancherebbe - ma perché nei
primi cinque articoli si distribuisce tutta la normativa che da qui
in avanti andremo ad esaminare.
Questi non sono soltanto principi generali che non hanno nessun
senso. A parte il fatto che stiamo discutendo di un articolo 1 che
nemmeno cita le direttive sull'economia circolare, Assessore non
abbiamo nemmeno aggiornato l'articolo 1 quando citiamo la direttiva
del 2008 che - come sa meglio di me - è stata sostituita dalle tre
direttive dell'economia circolare che come sa sono self executing e
non hanno nemmeno bisogno di essere applicate dalla Regione
siciliana.
Ciò detto, l'emendamento che propongo entra nel merito della
questione che affermavo ieri quando parlavo col Presidente Musumeci
sulla distribuzione degli ambiti.
Siamo contrari alla distribuzione provinciale per tutti i motivi
detti ieri.
Questo emendamento che va ad inserire le parole tenuto conto
della dotazione impiantistica e della pianificazione regionale'
serve ad attribuire alla Regione, Presidente Musumeci, la facoltà
di individuare la perimetrazione degli ambiti alla luce del reale
fabbisogno del territorio. Come si fa a capire il fabbisogno se non
con gli impianti esistenti?
Ecco perché inserire in una norma di principio l'identificazione
degli impianti esistenti ed in costruzione, è necessario per capire
come dovremo distribuire la gestione degli ambiti.
Questa non è una norma di principio. Questa è talmente di
dettaglio che poi andrà a incidere sull'articolo specifico delle
distribuzioni degli Ambiti territoriali ottimali sottoposti alle
Autorità d'ambito.
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Anzitutto l'articolo 1 è effettivamente infarcito, oltremodo, di
riferimenti legislativi per cui chi ha minima conoscenza di
drafting sa che nel rinvio mobile non occorre ripetere tutta la
titolazione.
Le famose Direttive, poc'anzi evocate, relative alla circular
economy hanno delle scadenze secondo varie tempistiche, per questo,
prima, l'emendamento proposto dall'onorevole Fava è stato rivisto,
perché ci sono delle precise scadenze:2023, 2025, 2030, eccetera,
che distingue tipologia. Quindi stiamo attenti a non confondere le
mele con le pere, come si suol dire.
Detto questo, entrando nell'aspetto precipuo di questo
emendamento, parlare del criterio di individuazione dell'ATO,
secondo dotazione impiantistica', non significa dire secondo il
fabbisogno dell'ATO medesimo perché il fabbisogno è dato dalla
produzione dei rifiuti, secondo quantitativa produzione e quindi
tipologia e varie. E' solo l'impiantistica che soddisfa questo.
Applicando in maniera pedissequa questo criterio, troveremo che
alcuni di questi ATO, o province, come volete chiamarle, su ambito
provinciale, essendo sguarniti di impianti non troverebbero quella
collocazione che segue il criterio amministrativo, voluto
strategicamente dal Governo, che accorpa le varie S.R.R..
Questo è il ragionamento base, cioè il criterio può essere,
semmai, di produzione rifiuti, orografico, specificità quello che
viene previsto nell'articolo 200, e seguenti, del Testo Unico
Ambientale ma non dell'attuale dotazione impiantistica perché,
altrimenti, andremmo ad ossificare, secondo l'esistente cioè
secondo quello che non è stato fatto - attenzione, o quelli che
alcuni hanno beneficiato - una scelta che è squisitamente
strategica del Governo.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il parere del
Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia ed i servizi di pubblica
utilità. E' contrario, ovviamente.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Cafeo,
Cappello, Cracolici,
De Domenico, Di Caro, Di Paola, Dipasquale, Fava,
Lupo, Pasqua, Savona, Siragusa, Sunseri, Tancredi,
Trizzino)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 32
Contrari 28
Astenuti 00
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3, a firma del Movimento Cinque Stelle.
Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.3, con il parere
favorevole del Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Qual era?
PRESIDENTE. Emendamento 1.3, onorevole Cracolici. Si passa
all'emendamento 1.9. Onorevole Lupo, insistete su questo emendamento
soppressivo?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi noi avevamo, su questo comma 4,
raccolto un'istanza che veniva dai colleghi del Movimento Cinque
Stelle. Se ora i colleghi del PD sono per abrogarlo, noi ci
rimettiamo all'Aula.
BARBAGALLO. Presidente sospendiamo
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, quindi chiede di sospendere?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, io dicevo,
semplicemente, che noi al comma 4 avevamo recepito una istanza che
veniva dai colleghi Cinque Stelle'. Ora i colleghi del PD la
vogliono abrogare, a questo punto ci rimettiamo all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Ci rimettiamo all'Aula anche se state facendo un pasticcio enorme.
CRACOLICI. Vi avevamo chiesto di rinviarlo in Commissione, e ora
la colpa è nostra
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Solo per chiarire, è stupefacente togliere tutto il comma 4, che
asseconda tutte quelle esigenze che avevate propugnato, che sono
state condivise più volte in Commissione, che riguardano proprio
l'efficientamento ed il miglioramento della raccolta differenziata
e tutto il resto, per questo dico avevamo discusso in Commissione,
la Commissione aveva raggiunto.
PRESIDENTE. Il parere del Governo? Il governo di rimette all'Aula?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Allora, se volete, entriamo nell'analisi del quarto comma.
PRESIDENTE. Assessore, si accomodi, il Partito Democratico ritira
l'emendamento.
CRACOLICI. Posso parlare sull'ordine dei lavori?
PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, c'è chi lo vuole ritirare da
parte vostra, chi discute con la Commissione, aspettiamo, un
attimo, allora lo ritirate?
E' ritirato l'emendamento 1.9. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 1.12 a firma dell'onorevole Fava.
Insiste sull'emendamento onorevole Fava? L'onorevole Fava Insiste.
Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Contrario.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.19. Ritirato? E' ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Allora, passiamo all'approvazione dell'articolo, prima dobbiamo
riprendere l'emendamento 1.18 che è accantonato.
Onorevoli colleghi, eravamo rimasti che l'esame dell'emendamento
1.18 si sospendeva e si doveva valutare se era il caso di
presentarlo in un altro articolo o confermarlo in questo. li
distribuiamo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Abbiamo già
preparato un emendamento di Commissione che recepisce il senso
dell'emendamento dell'onorevole Cracolici ma spostandolo alla
lettera i) del secondo comma dove già era prevista la tariffa
puntuale, e quindi va a esplicitare meglio quel testo.
PRESIDENTE. Va bene allora lo distribuiamo per favore, e quindi si
ritira? Ritirato.
Resta in vita quello della Commissione che assorbe l'emendamento
dell'onorevole Cracolici, dico bene onorevole Savarino?
DI PAOLA. Volevo parlare sull'emendamento la cui trattazione è
sospesa.
PRESIDENTE. Guardi l'emendamento che sta per essere come dire
riproposto sotto forma di sub emendamento, e c'è l'intesa dei
colleghi con la Commissione.
Allora, il subemendamento è stato distribuito, è il 1.18.1.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sull'approvazione dell'articolo 1, così come emendato, c'è una
richiesta di voto segreto da parte del Partito Democratico.
(La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli
Barbagallo, Cafeo, De Domenico, Di Paola, Fava, Gucciardi,
Lupo, Pasqua, Sammartino, Siragusa)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 60
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 29
Contrari 30
Astenuti 00
(Non è approvato)
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, si pone un problema politico che io
sottopongo alla sua attenzione, alla sua cortesia e naturalmente
anche all'attenzione e alla cortesia del Governo.
Noi abbiamo appena bocciato in Aula l'articolo 1 che riguarda
princìpi, oggetto e finalità, che è diciamo la premessa di
contenuto, di direzione e di indirizzo politico dell'intera legge.
Io mi chiedo come si possa mandare avanti, dal punto di vista
tecnico, una legge sulla governance si può fare anche se si
escludono e si eludono princìpi, obiettivo e finalità. Io credo che
questo però sia un voto politico, cioè non c'è una maggioranza che è
in condizione di sostenere i princìpi, l'obiettivo e la finalità di
questa legge. Di fronte a questo verdetto dell'Aula, credo che la
cosa più semplice da fare sia rinviare questa discussione in
Commissione per capire se esiste ancora una volontà della
maggioranza di portare avanti questo disegno di legge, perché un
disegno di legge che viene privato di una indicazione su finalità,
obiettivi e princìpi, nasce, come dire, assai delegittimato.
TRIZZINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TRIZZINO. Signor Presidente, saltando l'articolo 1 è - io credo -
impossibile proseguire la discussione del disegno di legge, perché
salta l'indice e il principio che tiene tutto il sistema degli
articoli.
Quando noi parlavamo di una discussione in Commissione, non lo
facevamo tanto per fare un ragionamento politico, ma semplicemente
per il fatto che un tema così delicato come quello dei rifiuti non
può andare avanti a pezzi di maggioranza e pezzi di opposizione, ci
deve essere una condivisione ampia. Questo non è un disegno di legge
qualunque, è una riforma, è la riforma' del sistema di gestione dei
rifiuti che probabilmente, senza ombra di dubbi, è il problema
atavico della Regione siciliana.
Ora io chiedo al Presidente Musumeci che è attorniato dalla sua
maggioranza, di fare una riflessione, Presidente guardi io non mi
sono mai permesso di
CAPPELLO. Non continui, il Governo non la sta ascoltando, non si
può procedere in questo modo.
TRIZZINO. Io ho avuto l'autorizzazione a parlare dal Presidente
dell'Aula, se il Presidente sospende questa discussione.
PRESIDENTE. Onorevoli, per favore, se vi allontanate dalla
Presidenza, poi se è il caso sospendiamo per cinque minuti. Concluda
il suo intervento e poi sospendiamo i lavori per cinque minuti.
TRIZZINO. Signor Presidente, quando noi le chiedevamo un dialogo,
un confronto - ma io non posso parlare se ci sono altri deputati
che parlano con il Governo.
PRESIDENTE. Lei intervenga che poi sospendiamo cinque minuti.
TRIZZINO. Quando noi le chiedevamo un dialogo in Commissione non
lo facevamo semplicemente perché noi siamo opposizione e abbiamo il
desiderio di bloccare questa legge, il Presidente Savarino lo sa,
l'emendamento che è stato approvato purtroppo con il voto segreto,
onorevole Presidente, perché noi vorremmo che ci fosse condivisione,
ma lei sa perché è passato quell'emendamento? Perché questo impianto
non funziona e l'ha capito anche la sua maggioranza
Presidente, mi ascolti.
PRESIDENTE. Onorevole Trizzino.
TRIZZINO. Presidente, mi ascolti. Se la sua stessa
maggioranza non è in grado di sostenere il suo disegno di legge, c'è
un problema di fondo, questo disegno di legge non funziona Ed è
avvilente che io debba parlare con un Presidente che non mi ascolta
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, fate concludere l'onorevole
Trizzino, poi sospendiamo i lavori per 5 minuti.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, proseguiamo
coi lavori.
PRESIDENTE. Non c'è richiesta di sospensione, andiamo avanti.
TRIZZINO. Signor Presidente, posso riprendere il mio intervento?
Se parte della sua maggioranza ha ritenuto bene di bocciare
l'articolo 1 sui princìpi, un motivo ci sarà, Assessore, è o non è
così? Se una parte della maggioranza non sostiene il disegno di
legge del Governo, ci sarà un problema di fondo, è o non è così?
Ora io mi chiedo: per quale motivo non affrontare questo tema
nella Commissione legislativa preposta ad analizzare aspetti così
delicati come quelli della gestione dei rifiuti? Come si può
pretendere di approvare la riforma dei rifiuti in questo modo? E'
impossibile lavorare con questo clima, con questa serenità
impossibile da raggiungere.
La discussione che abbiamo fatto ieri non era campata in Aula: la
sede opportuna per discutere della riforma dei rifiuti, così come
altri temi determinanti per la Regione siciliana è la Commissione
legislativa deputata all'analisi dei temi ambientali, cioè la IV
Commissione.
Torni in quella sede e si ridiscuta lì la riforma dei rifiuti.
PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ragusa.
RAGUSA. Ci rinuncio, signor Presidente.
MUSUMECI, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MUSUMECI, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, io mi auguro veramente che migliaia e migliaia di
siciliani, in questo momento, stiano seguendo dalla televisione i
lavori d'Aula. Perché è giusto che i siciliani sappiano come stanno
andando le cose.
Il Governo ha presentato un disegno di legge. La Presidenza
dell'Ars lo ha trasmesso alla Commissione. In Commissione, per 29
sedute, si è lavorato in un serrato confronto. Quasi tutte le
proposte delle opposizioni, del Movimento 5 Stelle - in particolare
del deputato Trizzino - e del Partito Democratico, sono state
raccolte e condivise. Un dibattito continuato per 29 sedute.
Dopodiché si va in Aula per rendere concreto il lavoro delle
Commissioni. C'è qualche Maria Maddalena pentita. Il Governo
dice, per venire incontro alle Maddalene pentite , di fare un
confronto, anche informale, dopo che l'Aula ha liberamente votato il
no al ritorno in Commissione. La Presidente della Commissione
dice: va bene, confrontiamoci sui 3, 4 articoli sui quali non c'è
convergenza, i più delicati: i debiti, il personale . Benissimo. Si
concorda di lavorare per i primi 5 articoli.
Il Presidente Micciché, impossibilitato per ragioni di salute,
contatta i capigruppo del Movimento 5 Stelle e del Partito
Democratico: Possiamo andare in Aula? Sì ; Voto segreto
No .
Si arriva in Aula, è bene che i siciliani lo sappiano, e si vota,
non col coraggio di metterci la faccia davanti alla telecamera, per
dire: Io voto contro , no Ci si rifugia dietro il voto segreto.
Onorevole Fava, la sua etica, la sua etica
(Vive proteste in Aula)
Eccoli Eccoli Riprendiamoli Spostati, fai riprendere L'etica,
l'etica. Onestà
L'onestà è quando un deputato, anche quando si pente, ha il
coraggio di metterci la faccia, il nome e il cognome e votare
apertamente, non nascondersi dietro il voto segreto, la pavidità,
il cinismo, la mancanza di coraggio di metterci la faccia, e parlo
dei deputati della coalizione e dei deputati dell'opposizione. Di
tutti.
Adesso chi è che ringrazia questo stop alla legge sui rifiuti? Chi
ringrazia? Chi abbiamo fatto contento fuori da questo Palazzo? Chi,
onorevole Fava, chi? Chi abbiamo fatto contento? Chi? Chi? Chi
abbiamo fatto contento, chi vuole bloccare questo disegno di legge.
Chi è che vuole bloccare gli indebitamenti? Chi vuole bloccare chi
alla criminalità continua a mettere le mani? Chi? Chi? Chi?
Ci vuole serietà, ci vuole etica della responsabilità, altro che
voto segreto. Bisogna metterci la faccia, la viltà non appartiene
alla buona politica.
Noi signor presidente vogliamo andare avanti con grande lealtà e
con grande coerenza.
PRESIDENTE. Onorevole Lupo, onorevole Bulla. Ci sono una serie di
persone che hanno chiesto di intervenire.
BULLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Un attimo onorevole Bulla. Ne ha facoltà.
BULLA. Mi conceda per favore di parlare. Io ho votato. Per una
discrepanza tra il voto risulto non votante. Quindi siccome le
posso garantire che io ho votato chiedo di metterlo a verbale.
Ho potuto constatare, signor Presidente, il non voto dalla
richiesta della votazione.
FIGUCCIA. Era presente
PRESIDENTE. Ho detto più di una volta di stare attenti se avevate
votato tutti. Io non posso sindacare quello che è deciso. Onorevole
Bulla mi dispiace non posso tornare indietro rispetto al risultato
della votazione.
Onorevole Bulla, mi dispiace, stia più attento la prossima volta.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. C'è un ordine delle cose. Onorevole Lo Curto, c'è un
ordine delle cose.
Avevamo detto all'inizio
CALDERONE. Voglio intervenire su questo argomento.
PRESIDENTE. Avevo detto durante i lavori e soprattutto durante la
votazione di stare attenti alla votazione e dicendo chiudo la
votazione', la votazione è stata registrata e non si può tornare
indietro.
Onorevole Calderone, quando ha diritto a parlare, parlerà. Non si
preoccupi.
(Vive Proteste dell'onorevole Calderone)
PRESIDENTE. Onorevole, non siamo in un condominio, siamo in una
Assemblea, ci sono delle regole, quando le toccherà parlare
chiarirà il suo punto di vista.
Hanno chiesto di intervenire diversi colleghi. Se noi continuiamo
su questo versante di interventi senza che hanno a che vedere con
il disegno di legge noi questa sera non esamineremmo nessun
articolo.
Hanno chiesto di parlare, l'onorevole Ragusa, Pullara, Lo Curto,
Barbagallo, Lupo, Di Pasquale, Sunseri, Cappello. L'onorevole Fava
ha chiesto pure di parlare.
CAPPELLO. Signor Presidente. Non si può continuare con i lavori
Onorevole Fava risponda
PRESIDENTE. Trascorreremo le prossime ore con una discussione in
cui interverranno tutti, pazienza.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, io penso che il momento sia molto
concitato, però bisogna fare un passo indietro e guardare cosa è
stata la nostra Sicilia rispetto al problema dei rifiuti.
Capita spesso, è capitato sovente, di accendere qualsiasi tipo di
telegiornale regionale e vedere le nostre strade delle nostre città
siciliane invase di rifiuti e guardare il nostro circondario invaso
di rifiuti.
Allora, con chi ce la prendiamo oggi? Con i rifiuti? Con la gente
che non vuole visitare la Sicilia perché non trova decoroso il
nostro territorio? Con chi ce la prendiamo? Con i cittadini che
pagano le proprie tasse e che oggi vedono ancora le città piene
d'immondizia e di rifiuti? O ce la prendiamo con una classe politica
che non ha il coraggio di osare e fare sognare i siciliani e di
pulire le nostre città e di mettere in regola un movimento che serve
a tutti per pulire le nostre città, per presentarci con un
passaporto importante che ci possa proiettare in Europa e nel mondo
come città pulite?
Non possiamo prendercela con nessuno, qua abbiamo una grande
responsabilità. Che cosa vuol dire fermarsi e bloccare tutto e
tenere le città sporche di rifiuti e le nostre campagne o andare
avanti con coraggio, con saggezza, con il buon senso Non premia più
fare opposizione, i cittadini non guardano più i colori politici, ma
guardano le città e i circondari pieni di rifiuti e noi abbiamo il
dovere morale di dare una risposta positiva, pulire le nostre città,
il nostro circondario e dare un senso alle tasse che i cittadini
pagano.
Noi siamo per andare avanti e ognuno di noi deve assumersi le
proprie responsabilità sapendo che affossando questo disegno di
legge, affossa il decoro dell'Isola, della Regione siciliana.
Per fatto personale
FAVA. Chiedo di parlare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, credo che ci sia un equivoco madornale.
Questo disegno di legge non serve a pulire le strade della Sicilia,
assolutamente no E occorre un atto di serietà tra noi colleghi.
Questo è un disegno di legge che riguarda la governance,
l'organizzazione complessiva. Ma ciò che può determinare la pulizia
o meno delle nostre strade è un piano dei rifiuti che non c'è, che
aspettiamo da due anni e che non è ancora arrivato all'esame di
quest'Aula. Ed è l'assenza del Piano dei rifiuti che ha permesso che
i privati abbiano continuato ad essere ragione di monopolio.
Mi sono sentito chiamare in causa 18 volte, come se dietro di me
si nascondessero i veri fruitori di una legge che viene bocciata. E'
stato questo Governo che ha dato 1 milione e 800 mila metri cubi in
più alla discarica Leonardi. E' stato questo Governo che ha dato una
proroga di 10 anni all'Oikos di Misterbianco. E se non ci sarà un
Piano dei rifiuti che tutti in apparenza vogliamo, coloro che ne
beneficeranno saranno i soliti noti che certamente sono stati
denunciati innanzitutto da chi sta parlando.
Questo disegno di legge sulla governance con gli interessi dei
soliti noti che continuano ad essere ragione di monopolio contro le
intenzioni di tutta l'Aula, mi sembra di capire, non c'entra nulla.
C'è un dato politico: non c'è una maggioranza a sostegno di questo
Governo e l'assenza di questa maggioranza non può essere addebitata
all'opposizione.
MUSUMECI, presidente della Regione. Lo risolve col voto segreto il
problema?
FAVA. E quest'Aula non può essere trattata come il giardino
d'infanzia ogni volta che il Governo va sotto di un voto
MUSUMECI, presidente della Regione. Non cambiare argomento Spiega
il voto segreto
FAVA. Il mio voto è palese
MUSUMECI, presidente della Regione. Il voto segreto a chi serve,
onorevole Fava?
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo non è il clima adatto ad
affrontare un disegno di legge così importante
Sull'ordine dei lavori
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, io non credo che ci siano i
presupposti, perché si sta parlando di tutto. L'intervento del
Presidente Musumeci è stato un intervento tecnico e stiamo andando
completamente fuori tema, signor Presidente.
(Proteste in Aula)
Mi stanno impedendo di intervenire, Presidente Io chiedo il suo
intervento e chiedo la sospensione immediata dell'Aula, perché con
questo clima non possiamo continuare noi, e non intendo più
intervenire Lei deve regolamentare l'Aula, Presidente
PRESIDENTE. La seduta è rinviata a martedì, 12 novembre 2019, alle
ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A)
3) Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
Operatori Sanitari (n. 457/A)
Relatore: on. De Domenico
4) Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
(n. 503/A)
Relatore: on. De Domenico
La seduta è tolta alle ore 18.35
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIII SESSIONE ORDINARIA
151a SEDUTA PUBBLICA (*)
Mercoledì 13 novembre 2019 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
Operatori Sanitari (n. 457/A)
Relatore: on. De Domenico
4) Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
(n. 503/A)
Relatore: on. De Domenico
(*)D'ordine del Presidente dell'Assemblea, notificato ai deputati
con e-mail dell'11 novembre 2019, la seduta n. 151, già convocata
per martedì 12 novembre 2019 alle ore 16.00, è stata rinviata a
mercoledì 13 novembre 2019 con il medesimo ordine del giorno ed al
medesimo orario.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Norme per il ripristino dei Consigli Circoscrizionali a Siracusa
(n. 632).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il 4
novembre 2019.
- Promozione della pratica sportiva per gli atleti disabili (n.
633).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Zafarana e Zito il 4 novembre 2019.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni.
D.F.B. 2019 primo semestre (n. 634).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 4 novembre 2019.
Comunicazione di disegno di legge inviato alla
competente Commissione
COMMISSIONE SPECIALE IN MATERIA DI CONTENIMENTO
DELLA SPESA RELATIVA AGLI ASSEGNI VITALIZI
- Applicazione riduzione assegni vitalizi (n. 629).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 ottobre 2019.
Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC/2014/2020. Patto per il Sud della Regione siciliana.
Aggiornamento elenco degli interventi della deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B. Intervento
strategico: Impiantistica sportiva' (n. 66/II-UE).
Reso in data 30 ottobre 2019.
Inviato in data 31 ottobre 2019.
- FSC 2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione siciliana.
Atto modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
Regione siciliana ed il Ministro per il Sud e la coesione
territoriale. Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato B del
Patto - Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio
2019. Area tematica Ambiente' Tema prioritario 2.1 Gestione dei
rifiuti urbani'. Intervento strategico: Acqua e rifiuti -
Impiantistica trattamento rifiuti' (n. 67/II-UE).
Reso in data 30 ottobre 2019.
Inviato in data 31 ottobre 2019.
- FSC 2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione Siciliana.
Atto modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
Regione siciliana ed il ministro per il Sud e la Coesione
territoriale. Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato B del
Patto - Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio
2019. Area Tematica 2 Ambiente'. Tema prioritario 2.2 Servizio
Idrico Integrato' Intervento strategico: Depurazione - Agglomerati
con carico generato minore di 15.000 A.E.' - Rimodulazione importo
dell'intervento ID 693 nel comune di Brolo. (n. 68/II-UE).
Reso in data 30 ottobre 2019.
Inviato in data 31 ottobre 2019.
- FSC 2014/2020 Patto per il Sud - Riprogrammazione interventi
della viabilità provinciale - Nuovo intervento avente ad oggetto:
Lavori di ricostruzione del cavalcavia sulla S.S. n. 121 al km.
7+950 per un importo complessivo, comprensivo di IVA, pari a euro
2.374.732,00 e di rifunzionalizzazione del sottopasso di via
Rosolino Pio (n. 69/II-UE).
Reso in data 30 ottobre 2019.
Inviato in data 31 ottobre 2019.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- IPAB Fondazione Barone Lucifero di San Nicolo di Milazzo -
Designazione componente del consiglio di amministrazione (n. 70/I).
Pervenuto in data 29 ottobre 2019.
Inviato in data 31 ottobre 2019.