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Resoconto d'Aula della Seduta n. 150 di mercoledì 06 novembre 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.20

   PAPALE,  segretario, dà lettura del processo verbale della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Tamajo e Compagnone.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli  colleghi,  comunico all'Aula che  il  Presidente  della
  Regione,  impegnato  fuori  Palermo per ragioni  istituzionali,  ha
  detto  che  ritarderà  un'ora. Pertanto,  la  seduta  è  sospesa  e
  riprenderà alle ore 17.15.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.25, è ripresa alle ore 17.20)

   La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge «Riforma degli
   ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni per la gestione
           integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Riforma  degli  ambiti territoriali ottimali e nuove  disposizioni
  per  la  gestione integrata dei rifiuti» (nn. 290-49-76-179-267/A),
  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la IV Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli  colleghi,  nel ricordare all'Aula che  la  soppressione
  dell'articolo in buona sostanza riguarda il venir meno di tutto ciò
  che è la direttiva del 2008/98 della Commissione europea, credo che
  una  riflessione  ulteriore in ordine agli emendamenti  soppressivi
  firmati  dai colleghi del Movimento Cinque Stelle e dal gruppo  del
  PD, potrebbe portare ad un ritiro dell'emendamento.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                     Principi, oggetto e finalità

   1. La presente legge è conforme ai principi:

   a)  contenuti nella Direttiva 2008/98/CE e successive modifiche  e
  integrazioni del Parlamento Europeo e del Consiglio del  19/11/2008
  con  particolare  riferimento  all'articolo  4,  che  sancisce   il
  principio  della  gerarchia dei rifiuti  quale cardine  prioritario
  dell'approccio normativo e della politica in materia di prevenzione
  e gestione, all'articolo 11 che fissa uno specifico obiettivo, pari
  al  50  per  cento del peso del rifiuto che, entro il  2020,  dovrà
  andare   a  preparazione  per  il  riutilizzo  ed  il  riciclaggio,
  all'articolo  16  che stabilisce il principio di autosufficienza  e
  prossimità  per lo smaltimento nonché per il recupero  al  fine  di
  garantire  un elevato livello di protezione dell'ambiente  e  della
  salute pubblica;

   b) contenuti nel Sesto Programma di Azione per l'Ambiente della CE
  e successive modifiche e integrazioni, in particolare in materia di
  politica  di  prevenzione dei rifiuti che ne prevede rispetto  alla
  produzione dell'anno 2000, la riduzione del 20 per cento al 2020  e
  del  50  per  cento al 2050 ed, inoltre, contempla che  la  maggior
  parte  dei rifiuti venga reimmessa nel ciclo economico, soprattutto
  attraverso il riciclaggio, o restituita all'ambiente in forma utile
  o non nociva;

   c)  contenuti  nella  Risoluzione del Parlamento  Europeo  del  24
  Maggio 2012  Un' Europa efficiente nell' impiego delle risorse  con
  riferimento  alla  parte riguardante i rifiuti e  l'utilizzo  delle
  biomasse;

   d)  degli  esiti referendari sull'affidamento della  gestione  dei
  servizi   pubblici  locali  nonché  della  sentenza   della   Corte
  Costituzionale n. 199/2012, che esclude l'obbligo dell'assegnazione
  del servizio tramite gara, permettendone l'affidamento diretto,  da
  parte  dei  Comuni, a proprie società interamente  pubbliche,  così
  come contemplato nella legislazione europea;

   e)  contenuti  nella  Legge 28/12/2015, n.  221   Disposizioni  in
  materia ambientale per promuovere misure di Green Economy e per  il
  contenimento  dell'uso eccessivo di risorse naturali  e  successive
  modifiche e integrazioni;

   f)   contenuti   nel  decreto  29/12/2016  n.266   del   Ministero
  dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e successive
  modifiche  e  integrazioni,  recante  i  criteri  operativi  e   le
  procedure autorizzative semplificate per il compostaggio  locale  e
  di comunità dei rifiuti organici;

   g)   di  precauzione,  prevenzione,  di  chi  inquina  paga  e  di
  riparazione del danno, nonché di tutela della salute, dei sistemi e
  beni   naturali,   paesaggistici  e  culturali,  ed   impronta   la
  pianificazione e la gestione dei rifiuti ai principi  dell'economia
  circolare,  nel  rispetto  dei criteri  di  efficacia,  efficienza,
  ecosostenibilità, economicità, trasparenza, fattibilità tecnica  ed
  economica,  partecipazione  dal basso  e  di  accesso  a  tutte  le
  informazioni ambientali.

   2. La Regione persegue gli obiettivi di riduzione della produzione
  dei  rifiuti,  di  riuso e di minimizzazione  del  quantitativo  di
  rifiuto  urbano non inviato al riciclo. A tal fine la gestione  dei
  rifiuti è svolta nel rispetto dei seguenti principi:

   a)  le  frazioni  di  raccolta  differenziata  sono  conferite  ad
  impianti  che ne favoriscono la massima valorizzazione  in  termini
  economici  e ambientali in coerenza con il principio di prossimità,
  privilegiando il recupero di materia a quello di energia;

   b)  sono  incentivati  l'auto-compostaggio e  il  compostaggio  di
  comunità,  a partire dalle utenze site in zone agricole o  a  bassa
  densità  abitativa e, in generale, il comportamento virtuoso  della
  cittadinanza nel differenziare i rifiuti;

   c)  sono  incentivati  lo scambio, la commercializzazione  e/o  la
  cessione  gratuita di beni usati presso i centri del riuso  e/o  in
  aree  appositamente  allestite nei centri di raccolta  per  rifiuti
  urbani ai fini del loro riutilizzo;

   d) superamento della frammentazione delle gestioni finora attuate,
  attraverso   un   processo  di  fusione   e   incorporazione,   non
  necessariamente per criteri economistici;

   e)   dimensioni   gestionali,   fissati   da   parametri   fisici,
  demografici,  tecnici  e  sulla base delle  ripartizioni  politico-
  amministrative,  tenendo  conto  del  sistema  infrastrutturale  di
  trasporto (strade, ferrovie, navale, ecc.);

   f)   garantire   l'omogeneità  della  qualità  dei   servizi,   la
  tendenziale  perequazione delle tariffe,  attraverso  il  vantaggio
  derivante  da  economie  di  scala e la riduzione  progressiva  dei
  quantitativi da destinare alle discariche;

   g)  incentivare  il  riutilizzo, il riciclo e  il  recupero  della
  materia prima, intervenendo a monte della produzione anche al  fine
  di  ridurre  in quantità e qualità gli imballaggi e di favorire  la
  produzione di imballaggi riutilizzabili, per raggiungere e superare
  il  65%  di  raccolta differenziata (di seguito:  RD),  secondo  un
  cronoprogramma  indicato  dal  Piano  regionale  di  gestione   dei
  rifiuti;

   h)  vietare  nei  tempi  e  nelle  modalità  stabilite  nel  Piano
  regionale  di  gestione  integrata dei  rifiuti,  l'ingresso  nella
  regione  di  imballaggi  poliaccoppiati e  di  imballaggi  che  non
  possono essere riutilizzati o riciclati;

   i)  assicurare  il graduale passaggio, nei tempi e nelle  modalità
  stabilite nel Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti,  a
  sistemi di tariffazione puntuale per la responsabilizzazione  della
  cittadinanza  e  delle  imprese  al  fine  della  riduzione   della
  produzione dei rifiuti e del sostegno alla raccolta differenziata;

   j) promuovere ed incentivare il rapporto con il mondo scolastico e
  accademico per la definizione di nuovi lavori e professionalità  in
  materia di gestione dei rifiuti e green economy;

   l)    ridurre    la   movimentazione   dei   rifiuti    attraverso
  l'ottimizzazione dello smaltimento in impianti prossimi al luogo di
  produzione, e ciò al fine di salvaguardare la salute dei cittadini,
  proteggere  l'ambiente,  garantire l'incolumità  dei  lavoratori  e
  contenere i costi a carico della collettività;

   m) implementare il parco impiantistico con sistemi a basso impatto
  ambientale  che  consentano un risparmio  di  risorse  naturali  ed
  attraverso l'avvio ed il recupero di quello esistente;

   n)  valorizzare  la  partecipazione degli  Stakeholders'  e  delle
  associazioni  ambientaliste nei processi decisionali, relativamente
  alla  pianificazione ed alla programmazione ed  individuazione  dei
  siti e della tecnologia impiantistica;

   o)  promuovere  l'informazione e la partecipazione  dei  cittadini
  attraverso  moderne forme di comunicazione, che  vengono  veicolate
  all'interno dei Centri Comunali Ecologici Multimateriali e  rivolte
  anche  agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado attraverso
  percorsi formativi e di alternanza scuola-lavoro.

   3.  La presente legge in attuazione e nel rispetto della normativa
  europea  e  nazionale  in materia di gestione  dei  rifiuti  e,  in
  particolare,  del  decreto legislativo 13 gennaio  2003,  n.  36  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, del decreto  legislativo  3
  aprile  2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni  e  del
  decreto  legislativo 3 dicembre 2010, n.205 e successive  modifiche
  ed  integrazioni,  in coerenza con le finalità e le  previsioni  di
  tutela delle risorse dell'ambiente del territorio, ha ad oggetto la
  disciplina della gestione integrata dei rifiuti e provvede:

   a)  alla definizione degli ambiti territoriali ottimali ricompresi
  nel   territorio  regionale  (ATO)  per  il  servizio  di  gestione
  integrata  dei  rifiuti e all'istituzione e alla  disciplina  delle
  Autorità di governo d'ambito;

   b)  al  riordino  delle competenze in materia  di  pianificazione,
  autorizzazione  e  controllo  della Regione,  dei  Liberi  Consorzi
  comunali  e  delle  Città  metropolitane,  provvedendo  anche  alla
  promozione   di  accordi  di  filiera  per  distretti   e   settori
  produttivi;

   c) alla tutela dei lavoratori operanti nel settore dei rifiuti;

   d)   al   miglioramento   dei   processi   di   partecipazione   e
  responsabilizzazione  sociale  ed  economica  della  gestione   dei
  rifiuti e dei materiali comunque prodotti sui territori;

   e)  alla definizione della disciplina transitoria atta a garantire
  la continuità del servizio.

   4.  La Regione considera i rifiuti una risorsa da valorizzare  nel
  rispetto   dei   criteri   di  priorità   e   gerarchia   stabiliti
  dall'ordinamento,   secondo   precisi   obiettivi    di    raccolta
  differenziata da raggiungere all'interno degli ATO. In particolare,
  la Regione:

   a)  assicura che la gestione dei rifiuti avvenga nel rispetto  del
  Piano regionale di gestione integrata dei rifiuti e dei conseguenti
  Piani  d'ambito, che devono essere obbligatoriamente uniformati  ai
  seguenti  principi:  minimizzazione degli impatti  dei  rifiuti  su
  ambiente e salute; costo dello smaltimento a carico di chi  detiene
  il  rifiuto o del produttore del bene divenuto rifiuto (chi inquina
  paga); ordine di priorità tra le diverse opzioni per il trattamento
  dei rifiuti (gerarchia); obbligo di dotarsi di una rete adeguata di
  impianti  per  lo  smaltimento  e il recupero  dei  rifiuti  urbani
  indifferenziati (prossimità/autosufficienza);

   b)  fissa i requisiti generali e delinea i principi cardine  della
  politica  di  prevenzione e gestione dei rifiuti e  stabilisce  gli
  obblighi  essenziali  per la gestione dei rifiuti,  e  tra  questi,
  l'obbligo  di  elaborare  piani e programmi  per  la  gestione  dei
  rifiuti  con  il preciso obiettivo di minimizzazione degli  impatti
  negativi sull'ambiente e sulla salute umana;

   c)  assicura che il trattamento dei rifiuti e la gestione  seguano
  una  precisa  gerarchia tra le diverse opzioni per la gestione  dei
  rifiuti che vede, nell'ottica della migliore opzione ambientale, la
  prevenzione/riduzione alla fonte al vertice della scala  gerarchica
  e  lo smaltimento in discarica come ultima e residuale alternativa,
  in ciò utilizzando anche la leva dell'ecotassa regionale;

   d) assicura il principio di prossimità ed autosufficienza, secondo
  cui ogni Ambito Territoriale Ottimale si dota di una rete integrata
  e   adeguata   di   impianti  concepita  in  modo   da   consentire
  l'autosufficienza   gestionale,  compreso   lo   smaltimento   post
  trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati e dei sovvalli».

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ricordo a lei ed a tutti  i  colleghi,
  considerato  che  su  ogni  articolo  sono  stati  presentati   più
  emendamenti, il deputato che chiede di intervenire su  un  articolo
  lo  può  fare  solo  una  volta, ovviamente illustrando  tutti  gli
  emendamenti, dieci minuti per ogni intervento.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ci   siamo
  lasciati  ieri con l'avvertenza che oggi avremmo trattato  i  primi
  cinque articoli. Questa è stata la conclusione dei lavori di  ieri,
  sul  presupposto  che  erano articoli che non  avevano  particolare
  importanza,  che riguardavano principi generali, su cui  non  c'era
  contestazione rispetto ai temi e alle profonde divisioni che  erano
  state annunciate nella discussione generale di ieri pomeriggio.
   Invece ci troviamo l'antipasto al testo del disegno di legge,  che
  è  veramente  piccante, perché così, anche se c'è  qualche  collega
  poco  attento, all'articolo 1 dovremmo discutere che fine  fanno  i
  termovalorizzatori  in Sicilia, mentre all'articolo  4  discuteremo
  della  distanza degli impianti dal centro abitato e, nel dettaglio,
  della  possibilità di localizzare gli impianti in zona  agricola  o
  meno.  E sono due questioni su cui non ci sono mezze misure, almeno
  da parte del partito democratico.
   Per  noi  la posizione sui termovalorizzatori, l'abbiamo  chiarita
  all'emendamento  1.16 che fa parte, ovviamente,  dell'elenco  degli
  emendamenti   all'articolo  1,  che  non  possono   avere   nessuna
  valorizzazione economica, e quindi siamo contrari, e sulla distanza
  delle  zone  agricole su cui speriamo di non dover votare  anche  a
  seguito  delle riflessioni fatte dal Governo ieri in Aula, per  cui
  io  ricordo di aver sentito che anche il Governo era contrario alla
  localizzazione degli impianti in zone agricole e alla distanza di 5
  km  dal  centro  abitato, per il resto mi rimetto  come  dire  agli
  emendamenti,   signor   Presidente,   confidando   nel   senso   di
  responsabilità di tutti.

                                Congedi

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto congedo
  per  la seduta odierna gli onorevoli Pellegrino, Gennuso, Lantieri,
  e Cannata.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
                            49-76-179-267/A

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Barbagallo è intervenuto  sostanzialmente
  sull'emendamento  1.5,  quindi il tema è la  discussione  su  questo
  emendamento. Onorevole Barbagallo, l'emendamento è mantenuto?

   BARBAGALLO. Lo mantengo.

   SAVARINO,  Presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   Presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, noi abbiamo trovato una  sintesi  in
  Commissione,  come l'onorevole Barbagallo sa, sulla  distanza  degli
  impianti, dobbiamo mantenere la norma e i principi della legge n.  9
  per  le  istanze già presentate, e quindi tre chilometri,  ed  anche
  aree ad uso agricolo, così come è nella legge n. 9, perché sono  già
  istanze  presentate  e ci sono già aspettative di  diritto  che  non
  possono essere modificate.
   E'  l   accordo che abbiamo trovato in Commissione, per  il  futuro
  abbiamo  messo  una norma più stringente che permette  gli  impianti
  solo  oltre  cinque chilometri dai centri abitati, e non  più  nelle
  zone  agricole. C'è un emendamento del Governo, quindi questa  è  la
  sintesi  che abbiamo trovato in Commissione, che è molto più cogente
  di  quello  che  è  in vigore adesso, ma che non può  precludere  le
  istanze presentate.

   PRESIDENTE.  Si,  però, dobbiamo procedere con  ordine  e  dobbiamo
  procedere  cominciando  ad  esaminare  quest'articolo  1  nei   vari
  emendamenti.  Assicuro  - come del resto l'onorevole  Barbagallo  ha
  avuto modo di verificare - che è presentato dal Governo all'articolo
  4  un  emendamento che sancisce che la distanza rispetto  al  centro
  abitato deve essere di almeno cinque chilometri.
   Si   passa   all'esame  dell'emendamento  1.1  che  assorbe   anche
  l'emendamento  1.5,  perché trattano lo stesso  argomento,  cioè  la
  soppressione dell'articolo.
   Ricordo  ai  colleghi  che  si  tratta  del  recepimento   di   una
  direttiva,  non è che venendo meno questa direttiva  viene  meno  il
  disegno  di  legge, però questo articolo costituisce la cornice  del
  disegno  di  legge,  che per quanto possa riguardare,  certamente  è
  importante.
   Il parere della Commissione?

   SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, Assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Chi è  favorevole
  si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.6. Il parere della Commissione?

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, è  vero  che
  stiamo approvando, o meglio stiamo cominciando a votare articoli che
  riguardano i principi generali che sono largamente condivisi,  penso
  che  su  questo  la  Commissione  avrà  anche  lavorato  pressappoco
  all'unisono,  ma  io  penso che proprio per  questo  nelle  premesse
  andrebbero anche chiariti alcuni temi di fondo.
   Ieri  tutti  i  Gruppi  parlamentari  che  siamo  intervenuti,   in
  particolare  di opposizione, abbiamo posto per esempio  il  tema  di
  fondo  dell'indebitamento  degli Ato in liquidazione,  mi  pare  che
  l'onorevole Barbagallo ha parlato di circa un 1.782.000.000, se  non
  ricordo  male. Ora il Governo, rispetto a questo tema, intende  dare
  una  risposta, perché ieri c'è stata una discussione generale.  Alla
  fine  della  discussione generale posso chiedere se c'è una  replica
  del  Governo  che  risponda  almeno a quelle  che  sono  le  domande
  essenziali  che  in  quest'Aulla sono state poste  dai  deputati  di
  maggioranza  e  certamente di opposizione, per quanto  ci  riguarda?
  Perché altrimenti è veramente complicato andare avanti.
   C'è  un  approfondimento  degli  articoli  di  riscrittura,  e   la
  Commissione si riunirà per parlarne e noi sul tema ci confronteremo,
  ma  su  questi temi centrali c'è una risposta del Governo?  Vogliamo
  fare  qualche esempio concreto? Io so che già sabato, se non ricordo
  male,  si  riuniranno  i sindaci degli ex ATO, qui  c'è  l'onorevole
  Mancuso,  che  è  della provincia di Caltanissetta, forse  conoscerà
  meglio di me il tema di Caltanissetta 1.
   Bene,  fatti  i  conti,  un Comune come Montedoro,  che  ha  1.400
  abitanti,  per la quota parte, dovrebbe addossarsi un indebitamento
  pari a 1.200.000 euro. Il Comune di Montedoro, voglio fare presente
  al  Governo,  ha circa 320.000 euro di trasferimenti  regionali,  e
  circa  350.000  euro  - l'Assessore per le autonomie  locali  potrà
  verificare  -  di  trasferimenti  nazionali,  per  un   totale   di
  trasferimenti annui, tra Regione e Stato, che non arriva a  700.000
  euro,  e  quando  si deve addossare, approvando i  bilanci  sabato,
  1.200.000  euro di indebitamento dei vecchi ATO, va in dissesto   E
  come il Comune di Montedoro, va in dissesto il Comune di Milena, il
  Comune  dell'onorevole Mancuso, va in dissesto, immagino, il Comune
  di Caltanissetta, perché penso che la quota parte si aggiri intorno
  ai  16 milioni di euro. Rispetto a questi problemi il Governo vuole
  fare finta di nulla, o andiamo avanti sui principi che si vuole una
  Sicilia  pulita e approviamo l'articolo 1? Io credo che questo  sia
  un errore.
   Inviterei il Governo a replicare - signor Presidente, poi è lei  a
  decidere  -  rispetto  al  dibattito d'Aula  che  c'è  stato  ieri,
  altrimenti ci siamo fatti una bella discussione generale; noi ce la
  siamo  cantata, noi ce la siamo suonata, ci siamo parlati  addosso,
  ma  io  non  ho  sentito una sola parola di risposta da  parte  del
  Governo. Questo, ovviamente, determina un clima o un altro clima di
  natura diversa, perché se c'è davvero la disponibilità al confronto
  da  parte  del  Governo, cominci a darne prova, anche entrando  nel
  merito, rispetto a quelli che sono i problemi fondamentali, sapendo
  bene  tutti  quanti  che  nessuno ha la  bacchetta  magica,  quindi
  nessuno   immagina   che   i   problemi  possano   essere   risolti
  all'improvviso  o  con grande semplicità, perché  sono,  purtroppo,
  problemi   complessi,  ma  questo  Parlamento  ha  il   dovere   di
  confrontarsi con problemi complessi, e abbiamo il dovere  di  farlo
  perché,  ripeto, abbiamo il dovere, soprattutto in questo  momento,
  di  dare risposta ai sindaci e alle nostre popolazioni, alle nostre
  comunità locali.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lupo, avevamo convenuto ieri, tuttavia,  di
  fare  oggi  i primi 5 articoli, se riusciamo a farli. Dopodiché  la
  Commissione, il Presidente aveva assicurato che già da domani,  non
  più  martedì  prossimo, si riunirà per discutere gli argomenti  che
  saranno trattati più avanti nei successivi articoli.
   Relativamente anche alla situazione finanziaria, in questo disegno
  di  legge proposto dal Governo, c'è un apposito emendamento, quindi
  vi vorrei pregare di attenervi al tema dell'emendamento. Presidente
  Lupo, c'è più avanti l'articolato, dopodiché abbiamo detto oggi  di
  arrivare   all'articolo   5  -  se  ci  riusciamo,   ripeto   -   e
  successivamente esamineremo le questioni più approfondite.


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me sembra  che
  l'onorevole  Lupo  abbia  fatto un ragionamento  di  assoluto  buon
  senso.  Noi  abbiamo due strade: o fare una legge in una condizione
  di   battaglia politica  tra maggioranza e minoranza e, in  teoria,
  l'opposizione  essendo  numericamente inferiore,  è  probabile  che
  perda, così come è probabile che possa vincere

   PRESIDENTE. Abbiamo detto che la Commissione competente si riunirà
  per discutere gli argomenti importanti.

   CRACOLICI. Mi permetto di insistere su un tema. La questione della
  Commissione   riguarda  alcune  questioni  specifiche   di   alcuni
  articoli, le distanze e altro

   PRESIDENTE.  Non ci sarà pure il Governo presente in  Commissione,
  onorevole Cracolici?

   CRACOLICI.  Però  è, diciamo, anche un rispetto reciproco,  perché
  altrimenti ieri abbiamo recitato. Ha parlato il Parlamento, per  la
  gran  parte  devo  dire,  solo  la  minoranza,  ha  introdotto   il
  Presidente della Regione, con un ragionamento di principio,  ma  ci
  si  può  aspettare anche una interlocuzione col Governo  alla  luce
  delle osservazioni che sono state poste durante gli interventi? Non
  era   offensivo  pensare  che  il  Governo  replicasse  o  dicesse:
   guardate,  i primi 4 articoli, 5 articoli, 10 articoli sono  senza
  problemi, poi gli altri li vediamo in Commissione'.
   Ma  il Governo che è e rimane , tranne che non abbiamo deciso  che
  il  Governo  non è più l'interlocutore e aspettiamo e ci rimettiamo
  al  Presidente  della  Commissione come unico interlocutore.  Però,
  dovete  saperlo  che l'Aula è complicata. Quindi io  suggerirei  di
  fare  un lavoro nella migliore serenità possibile. Perché se  fosse
  stato sereno già l'avvio aveva ragione lei. L'articolo 1 poteva già
  essere  ritirato. Ma se diventa difficoltoso il percorso,  non  c'è
  solo  l'articolo  1,  i sub emendamenti o gli emendamenti.  Diventa
  complicata  anche  la  gestione procedurale,  dal  punto  di  vista
  dell'Aula di questa legge, che rimane una legge delicata anche  per
  la tecnicalità che questa legge ha dentro di se.
   Detto  questo poi il Governo decida come vuole fare.  Noi  abbiamo
  posto  un  tema  politico  al di là de singolo  emendamento  o  del
  singolo  aspetto. Poniamo la questione se questa  legge  vuole  far
  fare  un  passo  avanti o vuole essere soltanto  un  vestitino  già
  confezionato  al  quale  dobbiamo provare  ad  indossarlo.  Io  tra
  l'altro sto cercando di dimagrire, e spero che il vestitino che voi
  avete preparato mi stia troppo largo.

   PRESIDENTE.  Voglio  ribadire che noi abbiamo deciso  ieri,  tutti
  quanti,  su  proposta  della Commissione, ma  che  ovviamente  avrà
  interloquito anche con il Governo, che oggi si trattavano questi  5
  articoli  con i relativi emendamenti e che non avevano  particolari
  pregiudizi  nell'essere  esaminati,  fermo  restando  che  ci  sono
  emendamenti che meritano ovviamente un approfondimento.
   Quindi io direi di andare avanti così come eravamo rimasti, perché
  stiamo   facendo  la  trattazione  degli  articoli   e   dei   suoi
  emendamenti.  Ci  fermeremo certamente, al  di  là  del  tempo  che
  impieghiamo,   all'articolo  5,  per   proseguire   dopo   che   la
  Commissione,  unitamente  al Governo, avrà  affrontato  i  relativi
  problemi che ci sono in tutto il resto del disegno di legge.


  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 290-
                            49-76-179-267/A

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.6.


                Richiesta di verifica del numero legale

   BARBAGALLO. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  invito  gli onorevoli deputati a  registrare  la  loro
  presenza con la scheda di votazione.
   Chiarisco  le  modalità di registrazione: il deputato  può  pigiare
  qualunque tasto.
   Dichiaro aperta la verifica.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la verifica.
                       Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            38

   L'Assemblea è in numero legale.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.6. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.7, degli onorevoli  Lupo  ed  altri,
  relativo alla soppressione del comma 2.
   Il parere della Commissione?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  effettivamente  è  materia  da  piano  regionale   dei
  rifiuti, e quindi il parere della Commissione è contrario, al di là
  della valutazione.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.7.

   CRACOLICICRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.7

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            58
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          18
   Contrari            38
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.16, degli onorevoli Lupo, Barbagallo ed
  altri.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  1.16  riguarda  la materia dei termovalorizzatori.  Da  notizie  di
  stampa   abbiamo   appreso   che  sono  state   depositate   presso
  l'Assessorato regionale all'energia due progetti, non sappiamo se è
  vero assessore.
   Ora,  la  legge,  come  sappiamo, dispone per l'avvenire.  Facendo
  salve  le  decisioni  del  Governo, che  esulano  dal  procedimento
  legislativo, dico: che necessità c'è di intervenire con  legge  per
  disciplinare  la  materia dei termovalorizzatori e  fare  salva  la
  valorizzazione  economica sulla valorizzazione  energetica?  A  noi
  questa sembra veramente una forzatura.
   Quindi, insomma, insistiamo sull'emendamento 1.16.

   SAVARINO,     presidente    della    Commissione    e    relatore.
  Sull'emendamento 1.16 abbiamo già dato parere contrario noi, parere
  contrario il Governo, l'abbiamo votato ed è già stato bocciato.

   PRESIDENTE. No, non l'abbiamo bocciato. Lo stiamo esaminando  ora,
  Presidente  Savarino. Quello di prima era l'emendamento  1.7,  stia
  tranquilla.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, insisto perché ho segnato, ed anche la collega.

   PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione dell'emendamento  1.16.  Il
  parere della Commissione?

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Segretario
  Generale,  le ricordo che già una volta io ho sottolineato  che  un
  voto  era avvenuto e poi lei nel verbale mi ha dovuto dare ragione.
  Questo voto sull'emendamento 1.16 è già avvenuto. Siamo all'1.10.

   PRESIDENTE.   Presidente  Savarino,  non  c'entra  il   Segretario
  Generale.
   Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Siamo contrari anche per la formulazione dell'emendamento.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

   LUPO.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 1.16

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    nominale
  dell'emendamento 1.16.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          27
   Contrari            28
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   L'emendamento 1.17 è precluso.
   Si  passa  all'emendamento 1.10, dell'onorevole  Fava.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, noi non siamo contrari al merito, ma è ultroneo, è  già
  nella legge, per cui non serve.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fava, è un  emendamento  in  cui  vi  sono
  inseriti una serie di cose che già sono previste.
   Vuole riflettere qualche minuto e passiamo avanti, onorevole Fava?
  Lo ritira, onorevole Fava o procediamo alla votazione?

   FAVA. Procediamo alla votazione.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione sull'emendamento 1.7?

   SAVARINO,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  Contrario,
  perché ultroneo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Contrario.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.10

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.10.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         29
   Favorevoli          30
   Contrari            29
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4, dell'onorevole Fava. Il parere della
  Commissione?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Il Governo si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 1.11, dell'onorevole  Fava.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  chiedo  al firmatario di spiegare  l'emendamento,  per
  favore, perché non è chiaro.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Fava,  questa  scelta  di  insistere,   di
  indicare  il  50 percento, credo che sia una scelta  molto  rigida.
  Tuttavia, se vuole illustrare le ragioni di questa percentuale,  in
  ordine al recupero di materia.

   FAVA.  Signor  Presidente, molto semplice, la sola percentuale  di
  raccolta  differenziata non è sufficiente  a  connotare  una  buona
  raccolta  differenziata finalizzata al riciclaggio.  Per  cui,  c'è
  questa indicazione ulteriore del 50 percento, solo questo.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Purtroppo,
  tecnicamente  ci  dicono  anche gli uffici  che  non  è  chiara  la
  definizione   che  viene  data  nell'emendamento  con   la   parola
  "materia",  in  una  tematica  così  complessa,  per   cui   o   lo
  specifichiamo meglio oppure il parere della Commissione è negativo.

   PRESIDENTE. Lo sospendiamo qualche minuto in attesa che arrivi  un
  subemendamento.
   Si  passa all'emendamento 1.15, degli onorevoli Lupo ed altri.  Il
  parere della Commissione?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Essendo
  contrario al Testo unico dell'Ambiente, il parere è negativo.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Questo emendamento lo accantoniamo un attimo perché il
  Presidente  Savarino  ha dichiarato di essere  contrario  al  Testo
  Unico, gli Uffici faranno quindi un approfondimento.
   Si  passa  all'emendamento 1.18, a firma degli  onorevoli  Lupo  e
  Cracolici,  relativo  all'equilibrio  economico  del  servizio   di
  gestione. Il parere della Commissione?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. La  materia  è
  già disciplinata al comma 2, lettera i) dell'articolo 1.

   PRESIDENTE. In realtà è una cosa un po' diversa questa,  onorevole
  Savarino, rispetto al comma 2), lettera i).

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, non vorrei che l'onorevole  Savarino
  viva  questo testo disegno di legge come il proprio figlio,  quindi
  che  nessuno deve mettere in discussione il colore degli occhi; non
  stiamo  facendo l'esame di Stato. Questa è una norma  di  principio
  che arricchisce il testo, semplicemente lo arricchisce, compreso il
  presupposto che vanno condotte azioni da parte dell'amministrazione
  pubblica,  tese  a  introdurre premialità e  costruire  sistemi  di
  riduzione  della tariffazione attraverso il sistema di contrasto  e
  all'elusione fiscale. Non è che abbiamo detto parolacce

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevole Cracolici, visto che già è disciplinato  nel
  comma  2, lettera i), se lei volesse sarebbe più giusto aggiungerlo
  nella lettera i). Non so se mi spiego nella lettera i) del comma 2,
  già  parliamo di tariffa, se lei vuole aggiungere qualcosa,  perché
  nel  comma 2, lettera i) già si parla di tariffa ed il principio  è
  simile  se lei volesse, perché nessuno di noi è contrario  possiamo
  aggiungerlo  alla  lettera  i), è più  ordinato.  Lo  discipliniamo
  meglio, se lei vuole con le parole sue, ma alla lettera i), che già
  parla di questo. Ovviamente va coordinato il testo.

   CRACOLICI. Va bene.

   PRESIDENTE. Sospendiamo quindi l'esame dell'emendamento 1.18.
   Si torna all'esame dell'emendamento 1.11, dell'onorevole Fava, per
  illustrare meglio al Parlamento il termine  recupero di materia .

   FAVA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  Presidente è molto semplice. In questo punto  dell'articolo
  1,  si  parla di incentivare il riciclo e il recupero della materia
  prima  e  poi si specifica e si pone una percentuale per il riciclo
  del  65  per  cento,  noi stiamo chiedendo che  venga  fissata  una
  percentuale  anche per il recupero del 50 per cento  della  materia
  prima  così come indicata nel testo dell'articolo, abbiamo  evitato
  di aggiungere l'aggettivo prima ma si riferisce alla materia di cui
  è oggetto questo articolo. Ci interessa non soltanto il riciclo ma,
  come  è  nelle stesse intenzioni dell'articolo, anche il  recupero.
  Deve fissare, quindi, una percentuale di recupero. Tutto qui.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.11. Il  parere  del
  Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor  Presidente, il recupero di materia però viene  declinato  a
  seconda delle varie tipologie dal pacchetto delle quattro direttive
  che troveranno applicazione non da subito ma prossimamente.
   Quindi,  applicare  in maniera forfettaria al  50  per  cento  del
  totale,  per  carità, è un'operazione virtuosistica però  ha  degli
  effetti  notevolissimi anche sulla calibrazione, quantità e qualità
  di   quello  che  viene  raccolto:  l'automezzo,  la  squadra,  gli
  impianti,  quindi rischiamo in questo momento, forse, di creare  un
  inceppo nel meccanismo.
   Può essere una finestra di obiettivo e su questo   certo però dire
  il  50  per  cento secco su tutte le materie. C'è già la  normativa
  delle  direttive che verrà applicata, questo sì,  e  questo  è  già
  previsto  nel  piano dei rifiuti, attenzione, quando  ieri  sentivo
  qualcuno che diceva inseriamo il recupero nel circular economy, c'è
  già  nel  piano  dei rifiuti con tutte le prospettive  tipologiche.
  Quindi su questo, secondo me, possiamo anche lasciar perdere.

   PRESIDENTE. Assessore, il parere qual è?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.11.

   CRACOLICI. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.11

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.11.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          33
   Contrari            26
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.15.
   Gli  Uffici  mi  dicono che la seconda parte dell'emendamento,  m.
  bis,  è  incostituzionale,  quindi è  stralciato.  La  votazione  è
  soltanto sulla prima parte. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   L'emendamento  1.18  in  questo  momento  è  sospeso.   Si   passa
  all'emendamento 1.8.

   FOTI. Chiedo di parlare per un chiarimento.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Onorevole  Foti, può intervenire solo una volta sugli emendamenti,
  quindi  nell'intervento se ha altri dubbi li  chiarisca  nel  corso
  delle cose che dirà.

   FOTI. Signor Presidente, apprendo che in questa Assemblea si va al
  risparmio dei chiarimenti, solo dei rischiarimenti, perché risparmi
  di altro tipo io non ne ho visti mai.

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei può intervenire per dieci minuti.

   FOTI.  Va bene, mi sto giocando il mio chiarimento. Grazie che  me
  lo ha ribadito così risparmiamo cinque minuti.
   Le  volevo  chiedere,  ho capito che abbiamo votato  l'emendamento
  1.15  prendendo solo una lettera dopo il chiarimento degli  Uffici,
  però  io  questo chiarimento degli Uffici rispetto a  quanto  detto
  dall'onorevole Savarino, cioè che era in contrasto col Testo  Unico
  dell'ambiente  non  l'ho  sentito  e  penso  che  non   sia   stato
  pronunciato.
   E'  stato  semplicemente detto:  Ci si può esprimere  sulla  prima
  parte . Io volevo sentire il chiarimento nel merito.

   PRESIDENTE. Lo abbiamo votato, le ho detto che la parte  riguarda,
  m) bis, è incostituzionale, quindi non lo abbiamo esaminato.

   FOTI.  E'  incostituzionale?  Questo  volevo  sapere.  Poi  se  ho
  bisogno   di   altri  chiarimenti  e  mi  vuole  dare  la   gentile
  concessione, gliene sarò grata.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  1.8:   Il   comma   3   è
  soppresso . Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON,  assessore  per l'energia e per i  servizi  di  pubblica
  utilità. Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si  alzi;  chi
  è contrario, resti seduto.

                            (E' approvato)

   (l'onorevole   Lupo   dal  proprio  banco   eccepisce   di   avere
  precedentemente chiesto la votazione per scrutinio segreto)

   PRESIDENTE. Non mi pare ci fosse una richiesta di voto segreto.

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   La invito ad essere veloce a chiedere il voto segreto.

   LUPO.  Lo  abbiamo chiesto, Presidente, sia noi che  il  Movimento
  Cinque Stelle.

   PRESIDENTE. Procediamo a rivotarlo.
   Onorevole  Lupo, lei ha chiesto ai Cinque Stelle  di  chiedere  il
  voto segreto, cosa su cui il Gruppo Cinque Stelle era indeciso.
   Lo chieda lei il voto segreto.

   LUPO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Cappello,
     Ciancio, Di Paola, Di Pasquale, Fava, Lupo, Pasqua, Siragusa)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.8

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.8.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          29
   Contrari            30
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.2, a firma dell'onorevole Trizzino.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Quando i colleghi del Partito Democratico chiedevano una
  discussione nel merito di questi cinque articoli non lo facevano  a
  torto - non lo dico per difenderli, ci mancherebbe  - ma perché nei
  primi cinque articoli si distribuisce tutta la normativa che da qui
  in avanti andremo ad esaminare.
   Questi  non  sono soltanto principi generali che non hanno  nessun
  senso.  A parte il fatto che stiamo discutendo di un articolo 1 che
  nemmeno  cita  le direttive sull'economia circolare, Assessore  non
  abbiamo nemmeno aggiornato l'articolo 1 quando citiamo la direttiva
  del  2008 che - come sa meglio di me - è stata sostituita dalle tre
  direttive dell'economia circolare che come sa sono self executing e
  non  hanno  nemmeno  bisogno  di  essere  applicate  dalla  Regione
  siciliana.
   Ciò  detto,  l'emendamento che propongo  entra  nel  merito  della
  questione che affermavo ieri quando parlavo col Presidente Musumeci
  sulla distribuzione degli ambiti.
   Siamo  contrari alla distribuzione provinciale per tutti i  motivi
  detti ieri.
   Questo  emendamento  che va ad inserire le  parole   tenuto  conto
  della  dotazione  impiantistica e della  pianificazione  regionale'
  serve  ad attribuire alla Regione, Presidente Musumeci, la  facoltà
  di  individuare la perimetrazione degli ambiti alla luce del  reale
  fabbisogno del territorio. Come si fa a capire il fabbisogno se non
  con gli impianti esistenti?
   Ecco  perché  inserire in una norma di principio l'identificazione
  degli impianti esistenti ed in costruzione, è necessario per capire
  come dovremo distribuire la gestione degli ambiti.
   Questa  non  è  una  norma  di principio.  Questa  è  talmente  di
  dettaglio  che  poi andrà a incidere sull'articolo specifico  delle
  distribuzioni  degli Ambiti territoriali ottimali  sottoposti  alle
  Autorità d'ambito.

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Anzitutto  l'articolo 1 è effettivamente infarcito,  oltremodo,  di
  riferimenti  legislativi  per  cui  chi  ha  minima  conoscenza  di
  drafting  sa  che nel rinvio mobile non occorre ripetere  tutta  la
  titolazione.
   Le  famose  Direttive,  poc'anzi evocate, relative  alla  circular
  economy hanno delle scadenze secondo varie tempistiche, per questo,
  prima,  l'emendamento proposto dall'onorevole Fava è stato rivisto,
  perché  ci  sono delle precise scadenze:2023, 2025, 2030, eccetera,
  che distingue tipologia. Quindi stiamo attenti a non confondere  le
  mele con le pere, come si suol dire.
   Detto   questo,   entrando   nell'aspetto   precipuo   di   questo
  emendamento,  parlare  del  criterio  di  individuazione  dell'ATO,
   secondo  dotazione impiantistica', non significa dire  secondo  il
  fabbisogno  dell'ATO  medesimo perché il fabbisogno  è  dato  dalla
  produzione  dei rifiuti, secondo quantitativa produzione  e  quindi
  tipologia  e  varie. E' solo l'impiantistica che  soddisfa  questo.
  Applicando  in  maniera pedissequa questo criterio,  troveremo  che
  alcuni  di questi ATO, o province, come volete chiamarle, su ambito
  provinciale, essendo sguarniti di impianti non troverebbero  quella
  collocazione   che   segue   il  criterio  amministrativo,   voluto
  strategicamente dal Governo, che accorpa le varie S.R.R..
   Questo  è  il  ragionamento base, cioè  il  criterio  può  essere,
  semmai,  di produzione rifiuti, orografico, specificità quello  che
  viene  previsto  nell'articolo 200, e  seguenti,  del  Testo  Unico
  Ambientale  ma  non  dell'attuale dotazione  impiantistica  perché,
  altrimenti,  andremmo  ad  ossificare,  secondo  l'esistente   cioè
  secondo  quello che non è stato fatto - attenzione,  o  quelli  che
  alcuni   hanno   beneficiato  -  una  scelta  che  è  squisitamente
  strategica del Governo.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.2. Il  parere  del
  Governo?

   PIEROBON,  assessore  per  l'energia  ed  i  servizi  di  pubblica
  utilità.  E' contrario, ovviamente.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore.  Contrario.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli Cafeo,
                         Cappello, Cracolici,
           De Domenico, Di Caro, Di Paola, Dipasquale, Fava,
          Lupo, Pasqua, Savona, Siragusa, Sunseri, Tancredi,
                               Trizzino)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2

    PRESIDENTE    Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          32
   Contrari            28
   Astenuti            00

                            (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.3, a firma del Movimento Cinque Stelle.
  Il parere della Commissione?

     SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica  utilità.
  Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.3,  con  il  parere
  favorevole  del Governo e della Commissione. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI.  Qual era?

   PRESIDENTE.   Emendamento  1.3,  onorevole  Cracolici.   Si   passa
  all'emendamento 1.9. Onorevole Lupo, insistete su questo emendamento
  soppressivo?

   SAVARINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione   e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi noi avevamo,  su  questo  comma  4,
  raccolto  un'istanza  che veniva dai colleghi del  Movimento  Cinque
  Stelle.  Se  ora  i  colleghi  del PD sono  per  abrogarlo,  noi  ci
  rimettiamo all'Aula.

   BARBAGALLO. Presidente sospendiamo

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, quindi chiede di sospendere?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. No, io  dicevo,
  semplicemente, che noi al comma 4 avevamo recepito una  istanza  che
  veniva  dai  colleghi   Cinque Stelle'. Ora i  colleghi  del  PD  la
  vogliono abrogare, a questo punto ci rimettiamo all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Ci rimettiamo all'Aula anche se state facendo un pasticcio enorme.

   CRACOLICI. Vi avevamo chiesto di rinviarlo in Commissione,  e  ora
  la colpa è nostra

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Solo  per chiarire, è stupefacente togliere tutto il comma  4,  che
  asseconda  tutte quelle esigenze che avevate propugnato,  che  sono
  state  condivise  più volte in Commissione, che riguardano  proprio
  l'efficientamento ed il miglioramento della raccolta  differenziata
  e  tutto il resto, per questo dico avevamo discusso in Commissione,
  la Commissione aveva raggiunto.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo? Il governo di rimette all'Aula?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Allora, se volete, entriamo nell'analisi del quarto comma.

   PRESIDENTE. Assessore, si accomodi, il Partito Democratico  ritira
  l'emendamento.

   CRACOLICI. Posso parlare sull'ordine dei lavori?

   PRESIDENTE. No, onorevole Cracolici, c'è chi lo vuole ritirare  da
  parte  vostra,  chi  discute  con la  Commissione,  aspettiamo,  un
  attimo, allora lo ritirate?
   E' ritirato l'emendamento 1.9.  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  1.12  a  firma  dell'onorevole  Fava.
  Insiste  sull'emendamento onorevole Fava? L'onorevole Fava Insiste.
  Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Contrario.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 1.19. Ritirato? E' ritirato.
    L'Assemblea ne prende atto.
   Allora,  passiamo all'approvazione dell'articolo,  prima  dobbiamo
  riprendere l'emendamento 1.18 che è accantonato.
     Onorevoli colleghi, eravamo rimasti che l'esame dell'emendamento
  1.18  si  sospendeva  e  si  doveva valutare  se  era  il  caso  di
  presentarlo  in  un  altro  articolo o confermarlo  in  questo.  li
  distribuiamo.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e relatore.  Abbiamo  già
  preparato  un  emendamento di Commissione che  recepisce  il  senso
  dell'emendamento  dell'onorevole  Cracolici  ma  spostandolo   alla
  lettera  i)  del  secondo comma dove già era  prevista  la  tariffa
  puntuale, e quindi va a esplicitare meglio quel testo.

   PRESIDENTE. Va bene allora lo distribuiamo per favore, e quindi si
  ritira? Ritirato.
   Resta  in  vita quello della Commissione che assorbe l'emendamento
  dell'onorevole Cracolici, dico bene onorevole Savarino?

   DI  PAOLA.  Volevo parlare sull'emendamento la cui  trattazione  è
  sospesa.

   PRESIDENTE.  Guardi  l'emendamento che sta per  essere  come  dire
  riproposto  sotto  forma di sub emendamento,  e  c'è  l'intesa  dei
  colleghi con la Commissione.
   Allora, il subemendamento è stato distribuito, è il 1.18.1.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Favorevole.

  PRESIDENTE.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Sull'approvazione  dell'articolo 1, così  come  emendato,  c'è  una
  richiesta di voto segreto da parte del Partito Democratico.

           (La richiesta risulta appoggiata dagli onorevoli
      Barbagallo, Cafeo, De Domenico, Di Paola, Fava, Gucciardi,
                  Lupo, Pasqua, Sammartino, Siragusa)


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto dell'articolo
  1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti            60
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          29
   Contrari            30
   Astenuti            00

                           (Non è approvato)

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente,  si pone un  problema  politico  che  io
  sottopongo  alla  sua attenzione, alla sua cortesia  e  naturalmente
  anche all'attenzione e alla cortesia del Governo.
   Noi  abbiamo  appena  bocciato in Aula l'articolo  1  che  riguarda
  princìpi,  oggetto  e  finalità,  che  è  diciamo  la  premessa   di
  contenuto,  di direzione e di indirizzo politico dell'intera  legge.
  Io  mi  chiedo  come  si possa mandare avanti, dal  punto  di  vista
  tecnico,  una  legge  sulla governance  si  può  fare  anche  se  si
  escludono e si eludono princìpi, obiettivo e finalità. Io credo  che
  questo però sia un voto politico, cioè non c'è una maggioranza che è
  in  condizione di sostenere i princìpi, l'obiettivo e la finalità di
  questa  legge. Di fronte a questo verdetto dell'Aula, credo  che  la
  cosa  più  semplice  da  fare  sia rinviare  questa  discussione  in
  Commissione   per  capire  se  esiste  ancora  una   volontà   della
  maggioranza  di  portare avanti questo disegno di legge,  perché  un
  disegno  di legge che viene privato di una indicazione su  finalità,
  obiettivi e princìpi, nasce, come dire, assai delegittimato.

   TRIZZINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TRIZZINO. Signor Presidente, saltando l'articolo 1 è - io  credo  -
  impossibile  proseguire la discussione del disegno di legge,  perché
  salta  l'indice  e  il principio che tiene tutto  il  sistema  degli
  articoli.
   Quando  noi  parlavamo di una discussione in  Commissione,  non  lo
  facevamo  tanto per fare un ragionamento politico, ma  semplicemente
  per  il fatto che un tema così delicato come quello dei rifiuti  non
  può andare avanti a pezzi di maggioranza e pezzi di opposizione,  ci
  deve essere una condivisione ampia. Questo non è un disegno di legge
  qualunque, è una riforma, è  la riforma' del sistema di gestione dei
  rifiuti  che  probabilmente, senza ombra di  dubbi,  è  il  problema
  atavico della Regione siciliana.
   Ora  io  chiedo al Presidente Musumeci che è attorniato  dalla  sua
  maggioranza, di fare una riflessione, Presidente guardi  io  non  mi
  sono mai permesso di

   CAPPELLO.  Non continui, il Governo non la sta ascoltando,  non  si
  può procedere in questo modo.

   TRIZZINO.  Io  ho avuto l'autorizzazione a parlare  dal  Presidente
  dell'Aula, se il Presidente sospende questa discussione.

   PRESIDENTE.   Onorevoli,  per  favore,  se  vi  allontanate   dalla
  Presidenza, poi se è il caso sospendiamo per cinque minuti. Concluda
  il suo intervento e poi sospendiamo i lavori per cinque minuti.

   TRIZZINO.  Signor Presidente, quando noi le chiedevamo un  dialogo,
  un  confronto  -  ma io non posso parlare se ci sono altri  deputati
  che parlano con il Governo.

   PRESIDENTE. Lei intervenga che poi sospendiamo cinque minuti.

   TRIZZINO.  Quando noi le chiedevamo un dialogo in  Commissione  non
  lo  facevamo semplicemente perché noi siamo opposizione e abbiamo il
  desiderio  di bloccare questa legge, il Presidente Savarino  lo  sa,
  l'emendamento  che è stato approvato purtroppo con il voto  segreto,
  onorevole Presidente, perché noi vorremmo che ci fosse condivisione,
  ma lei sa perché è passato quell'emendamento? Perché questo impianto
  non funziona e l'ha capito anche la sua maggioranza
   Presidente, mi ascolti.

     PRESIDENTE. Onorevole Trizzino.

          TRIZZINO.   Presidente,  mi  ascolti.  Se  la   sua   stessa
  maggioranza non è in grado di sostenere il suo disegno di legge, c'è
  un  problema  di fondo, questo disegno di legge non funziona   Ed  è
  avvilente che io debba parlare con un Presidente che non mi ascolta

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  fate  concludere   l'onorevole
  Trizzino, poi sospendiamo i lavori per 5 minuti.

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Signor Presidente, proseguiamo
  coi lavori.

   PRESIDENTE. Non c'è richiesta di sospensione, andiamo avanti.

   TRIZZINO. Signor Presidente, posso riprendere il mio intervento?
   Se  parte  della  sua  maggioranza ha  ritenuto  bene  di  bocciare
  l'articolo 1 sui princìpi, un motivo ci sarà, Assessore, è o  non  è
  così?  Se  una  parte della maggioranza non sostiene il  disegno  di
  legge del Governo, ci sarà un problema di fondo, è o non è così?
   Ora  io  mi  chiedo:  per quale motivo non affrontare  questo  tema
  nella  Commissione legislativa preposta ad analizzare  aspetti  così
  delicati  come  quelli  della gestione  dei  rifiuti?  Come  si  può
  pretendere  di approvare la riforma dei rifiuti in questo  modo?  E'
  impossibile   lavorare  con  questo  clima,  con   questa   serenità
  impossibile da raggiungere.
   La  discussione che abbiamo fatto ieri non era campata in Aula:  la
  sede  opportuna per discutere della riforma dei rifiuti,  così  come
  altri  temi  determinanti per la Regione siciliana è la  Commissione
  legislativa  deputata all'analisi dei temi ambientali,  cioè  la  IV
  Commissione.
   Torni in quella sede e si ridiscuta lì la riforma dei rifiuti.

   PRESIDENTE. Ha chiesto di intervenire l'onorevole Ragusa.

   RAGUSA. Ci rinuncio, signor Presidente.

   MUSUMECI, presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MUSUMECI,  presidente  della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  io  mi  auguro  veramente  che  migliaia  e  migliaia  di
  siciliani,  in  questo momento, stiano seguendo dalla televisione  i
  lavori  d'Aula. Perché è giusto che i siciliani sappiano come stanno
  andando le cose.
   Il  Governo  ha  presentato un disegno  di  legge.   La  Presidenza
  dell'Ars  lo ha trasmesso alla Commissione. In Commissione,  per  29
  sedute,  si  è  lavorato  in un serrato confronto.  Quasi  tutte  le
  proposte  delle opposizioni, del Movimento 5 Stelle - in particolare
  del  deputato  Trizzino  -  e del Partito  Democratico,  sono  state
  raccolte e condivise. Un dibattito continuato per 29 sedute.
   Dopodiché  si  va  in  Aula per rendere concreto  il  lavoro  delle
  Commissioni.  C'è  qualche  Maria Maddalena   pentita.   Il  Governo
  dice,  per  venire  incontro alle  Maddalene pentite ,  di  fare  un
  confronto, anche informale, dopo che l'Aula ha liberamente votato il
   no   al  ritorno  in Commissione. La Presidente  della  Commissione
  dice:   va bene, confrontiamoci sui 3, 4 articoli sui quali non  c'è
  convergenza, i più delicati: i debiti, il personale . Benissimo.  Si
  concorda di lavorare per i primi 5 articoli.
   Il  Presidente  Micciché, impossibilitato per  ragioni  di  salute,
  contatta  i  capigruppo  del  Movimento  5  Stelle  e  del   Partito
  Democratico:   Possiamo  andare  in Aula?    Sì  ;   Voto  segreto
   No  .
   Si  arriva in Aula, è bene che i siciliani lo sappiano, e si  vota,
  non  col coraggio di metterci la faccia davanti alla telecamera, per
  dire:  Io voto contro  , no  Ci si rifugia dietro il voto segreto.
   Onorevole Fava, la sua etica, la sua etica

                        (Vive proteste in Aula)

   Eccoli   Eccoli  Riprendiamoli  Spostati, fai riprendere  L'etica,
  l'etica. Onestà
   L'onestà  è  quando  un deputato, anche quando  si  pente,  ha  il
  coraggio  di  metterci la faccia, il nome e  il  cognome  e  votare
  apertamente,  non nascondersi dietro il voto segreto, la  pavidità,
  il  cinismo, la mancanza di coraggio di metterci la faccia, e parlo
  dei  deputati della coalizione e dei deputati dell'opposizione.  Di
  tutti.
   Adesso chi è che ringrazia questo stop alla legge sui rifiuti? Chi
  ringrazia? Chi abbiamo fatto contento fuori da questo Palazzo? Chi,
  onorevole  Fava,  chi? Chi abbiamo fatto contento?  Chi?  Chi?  Chi
  abbiamo fatto contento, chi vuole bloccare questo disegno di legge.
  Chi  è che vuole bloccare gli indebitamenti? Chi vuole bloccare chi
  alla criminalità continua a mettere le mani? Chi? Chi? Chi?
   Ci  vuole serietà, ci vuole etica della responsabilità, altro  che
  voto  segreto. Bisogna metterci la faccia, la viltà non  appartiene
  alla buona politica.
   Noi  signor presidente vogliamo andare avanti con grande lealtà  e
  con grande coerenza.

   PRESIDENTE. Onorevole Lupo, onorevole Bulla. Ci sono una serie  di
  persone che hanno chiesto di intervenire.

   BULLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Un attimo onorevole Bulla. Ne ha facoltà.

   BULLA.  Mi  conceda per favore di parlare. Io ho votato.  Per  una
  discrepanza  tra  il voto risulto non votante.  Quindi  siccome  le
  posso garantire che io ho votato chiedo di metterlo a verbale.
   Ho  potuto  constatare,  signor  Presidente,  il  non  voto  dalla
  richiesta della votazione.

   FIGUCCIA. Era presente

   PRESIDENTE. Ho detto più di una volta di stare attenti se  avevate
  votato tutti. Io non posso sindacare quello che è deciso. Onorevole
  Bulla  mi dispiace non posso tornare indietro rispetto al risultato
  della votazione.
   Onorevole Bulla, mi dispiace, stia più attento la prossima volta.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. C'è un ordine delle cose. Onorevole Lo Curto,  c'è  un
  ordine delle cose.
   Avevamo detto all'inizio

   CALDERONE. Voglio intervenire su questo argomento.

   PRESIDENTE. Avevo detto durante i lavori e soprattutto durante  la
  votazione  di  stare  attenti alla votazione e dicendo   chiudo  la
  votazione',  la votazione è stata registrata e non si  può  tornare
  indietro.
   Onorevole Calderone, quando ha diritto a parlare, parlerà. Non  si
  preoccupi.

               (Vive Proteste dell'onorevole Calderone)

   PRESIDENTE.  Onorevole, non siamo in un condominio, siamo  in  una
  Assemblea,  ci  sono  delle  regole,  quando  le  toccherà  parlare
  chiarirà il suo punto di vista.
   Hanno  chiesto di intervenire diversi colleghi. Se noi continuiamo
  su  questo versante di interventi senza che hanno a che vedere  con
  il  disegno  di  legge  noi  questa sera  non  esamineremmo  nessun
  articolo.
   Hanno  chiesto di parlare, l'onorevole Ragusa, Pullara, Lo  Curto,
  Barbagallo, Lupo, Di Pasquale, Sunseri, Cappello. L'onorevole  Fava
  ha chiesto pure di parlare.

   CAPPELLO.  Signor Presidente. Non si può continuare con i  lavori
  Onorevole Fava risponda

   PRESIDENTE.  Trascorreremo le prossime ore con una discussione  in
  cui interverranno tutti, pazienza.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente, io penso  che  il  momento  sia  molto
  concitato,  però  bisogna fare un passo indietro e guardare  cosa  è
  stata la nostra Sicilia rispetto al problema dei rifiuti.
   Capita  spesso, è capitato sovente, di accendere qualsiasi tipo  di
  telegiornale regionale e vedere le nostre strade delle nostre  città
  siciliane invase di rifiuti e guardare il nostro circondario  invaso
  di rifiuti.
   Allora,  con chi ce la prendiamo oggi? Con i rifiuti? Con la  gente
  che  non  vuole  visitare la Sicilia perché non  trova  decoroso  il
  nostro  territorio?  Con chi ce la prendiamo? Con  i  cittadini  che
  pagano  le  proprie tasse e che oggi vedono ancora  le  città  piene
  d'immondizia e di rifiuti? O ce la prendiamo con una classe politica
  che  non  ha  il coraggio di osare e fare sognare i siciliani  e  di
  pulire le nostre città e di mettere in regola un movimento che serve
  a  tutti  per  pulire  le  nostre  città,  per  presentarci  con  un
  passaporto importante che ci possa proiettare in Europa e nel  mondo
  come città pulite?
   Non  possiamo  prendercela  con nessuno,  qua  abbiamo  una  grande
  responsabilità.  Che  cosa vuol dire fermarsi  e  bloccare  tutto  e
  tenere  le  città sporche di rifiuti e le nostre campagne  o  andare
  avanti con coraggio, con saggezza, con il buon senso  Non premia più
  fare opposizione, i cittadini non guardano più i colori politici, ma
  guardano  le città e i circondari pieni di rifiuti e noi abbiamo  il
  dovere morale di dare una risposta positiva, pulire le nostre città,
  il  nostro  circondario e dare un senso alle tasse che  i  cittadini
  pagano.
   Noi  siamo  per  andare avanti e ognuno di noi  deve  assumersi  le
  proprie  responsabilità  sapendo che affossando  questo  disegno  di
  legge, affossa il decoro dell'Isola, della Regione siciliana.


                          Per fatto personale

   FAVA. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor  Presidente, credo che ci sia un equivoco  madornale.
  Questo  disegno di legge non serve a pulire le strade della Sicilia,
  assolutamente no  E occorre un atto di serietà tra noi colleghi.
     Questo  è  un  disegno  di  legge  che  riguarda  la  governance,
  l'organizzazione complessiva. Ma ciò che può determinare la  pulizia
  o  meno delle nostre strade è un piano dei rifiuti che non c'è,  che
  aspettiamo  da  due  anni e che non è ancora arrivato  all'esame  di
  quest'Aula. Ed è l'assenza del Piano dei rifiuti che ha permesso che
  i privati abbiano continuato ad essere ragione di monopolio.
   Mi  sono sentito chiamare in causa 18 volte, come se dietro  di  me
  si nascondessero i veri fruitori di una legge che viene bocciata. E'
  stato questo Governo che ha dato 1 milione e 800 mila metri cubi  in
  più alla discarica Leonardi. E' stato questo Governo che ha dato una
  proroga  di 10 anni all'Oikos di Misterbianco. E se non ci  sarà  un
  Piano  dei  rifiuti che tutti in apparenza vogliamo, coloro  che  ne
  beneficeranno  saranno  i  soliti noti  che  certamente  sono  stati
  denunciati innanzitutto da chi sta parlando.
   Questo  disegno  di  legge sulla governance con gli  interessi  dei
  soliti noti  che continuano ad essere ragione di monopolio contro le
  intenzioni di tutta l'Aula, mi sembra di capire, non c'entra  nulla.
  C'è  un  dato politico: non c'è una maggioranza a sostegno di questo
  Governo  e l'assenza di questa maggioranza non può essere addebitata
  all'opposizione.

   MUSUMECI, presidente della Regione. Lo risolve col voto segreto  il
  problema?

   FAVA.  E  quest'Aula  non  può essere  trattata  come  il  giardino
  d'infanzia ogni volta che il Governo va sotto di un voto

   MUSUMECI, presidente della Regione. Non cambiare argomento  Spiega
  il voto segreto

   FAVA. Il mio voto è palese

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Il voto segreto a chi  serve,
  onorevole Fava?

                          (Proteste in Aula)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, questo non è il clima  adatto  ad
  affrontare un disegno di legge così importante


                        Sull'ordine dei lavori

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente,  io  non  credo  che  ci  siano  i
  presupposti,  perché  si  sta parlando di tutto.  L'intervento  del
  Presidente Musumeci è stato un intervento tecnico e stiamo  andando
  completamente fuori tema, signor Presidente.

                          (Proteste in Aula)

   Mi  stanno impedendo di intervenire, Presidente  Io chiedo il  suo
  intervento e chiedo la sospensione immediata dell'Aula, perché  con
  questo  clima  non  possiamo continuare  noi,  e  non  intendo  più
  intervenire  Lei deve regolamentare l'Aula, Presidente


   PRESIDENTE. La seduta è rinviata a martedì, 12 novembre 2019, alle
  ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

   1)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
      per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
      (Seguito)

      Relatore: on. Savarino

   2)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
      (n. 343/A)

   3)  Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza  degli
      Operatori Sanitari  (n. 457/A)

      Relatore: on. De Domenico

   4)  Riordino  del settore dell'assistenza nelle aree  pediatriche
      (n. 503/A)

      Relatore: on. De Domenico

                   La seduta è tolta alle ore 18.35

                           Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIII SESSIONE ORDINARIA


                       151a  SEDUTA PUBBLICA (*)

                Mercoledì 13 novembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       2)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A)

         Relatore: on. Mangiacavallo

       3)  Istituzione di un Osservatore Regionale sulla Sicurezza degli
         Operatori Sanitari  (n. 457/A)

         Relatore: on. De Domenico

       4)  Riordino del settore dell'assistenza nelle aree pediatriche
         (n. 503/A)

         Relatore: on. De Domenico



  (*)D'ordine  del Presidente dell'Assemblea, notificato ai  deputati
  con  e-mail dell'11 novembre 2019, la seduta n. 151, già  convocata
  per  martedì  12 novembre 2019 alle ore 16.00, è stata  rinviata  a
  mercoledì 13 novembre 2019 con il medesimo ordine del giorno ed  al
  medesimo orario.

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  Allegato A
             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Norme per il ripristino dei Consigli Circoscrizionali a Siracusa
  (n. 632).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Cannata il  4
  novembre 2019.

   -  Promozione  della pratica sportiva per gli atleti disabili  (n.
  633).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,  Cappello,  Ciancio,  De Luca,  Di  Caro,  Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Zafarana e Zito il 4 novembre 2019.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011,  n. 118 e successive modifiche  ed  integrazioni.
  D.F.B. 2019 primo semestre (n. 634).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 4 novembre 2019.

            Comunicazione di disegno di legge inviato alla
                        competente Commissione

            COMMISSIONE SPECIALE IN MATERIA DI CONTENIMENTO
              DELLA SPESA RELATIVA AGLI ASSEGNI VITALIZI

   - Applicazione riduzione assegni vitalizi (n. 629).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 ottobre 2019.

       Comunicazione di pareri resi dalla competente Commissione

                             BILANCIO (II)

         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC/2014/2020.  Patto  per  il  Sud  della  Regione  siciliana.
  Aggiornamento  elenco  degli interventi della  deliberazione  della
  Giunta  regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - Allegato B.  Intervento
  strategico:  Impiantistica sportiva' (n. 66/II-UE).
   Reso in data 30 ottobre 2019.
   Inviato in data 31 ottobre 2019.

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo sviluppo della Regione  siciliana.
  Atto  modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
  Regione  siciliana  ed  il  Ministro  per  il  Sud  e  la  coesione
  territoriale.  Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato  B  del
  Patto  -  Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del  3  gennaio
  2019.  Area tematica  Ambiente' Tema prioritario 2.1  Gestione  dei
  rifiuti   urbani'.  Intervento  strategico:   Acqua  e  rifiuti   -
  Impiantistica trattamento rifiuti' (n. 67/II-UE).
   Reso in data 30 ottobre 2019.
   Inviato in data 31 ottobre 2019.

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione  Siciliana.
  Atto  modificativo firmato il 9 luglio 2019 tra il Presidente della
  Regione  siciliana  ed  il  ministro  per  il  Sud  e  la  Coesione
  territoriale.  Riprogrammazione risorse di cui all'Allegato  B  del
  Patto  -  Deliberazione della Giunta regionale n. 3 del  3  gennaio
  2019.  Area  Tematica  2 Ambiente'. Tema prioritario 2.2   Servizio
  Idrico Integrato' Intervento strategico:  Depurazione - Agglomerati
  con  carico generato minore di 15.000 A.E.' - Rimodulazione importo
  dell'intervento ID 693 nel comune di Brolo. (n. 68/II-UE).
   Reso in data 30 ottobre 2019.
   Inviato in data 31 ottobre 2019.

   -  FSC  2014/2020  Patto per il Sud  - Riprogrammazione interventi
  della  viabilità provinciale - Nuovo intervento avente ad  oggetto:
   Lavori  di ricostruzione del cavalcavia sulla S.S. n. 121  al  km.
  7+950  per un importo complessivo, comprensivo di IVA, pari a  euro
  2.374.732,00  e  di  rifunzionalizzazione  del  sottopasso  di  via
  Rosolino Pio  (n. 69/II-UE).
   Reso in data 30 ottobre 2019.
   Inviato in data 31 ottobre 2019.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

     - IPAB  Fondazione Barone Lucifero di San Nicolo  di Milazzo -
     Designazione componente del consiglio di amministrazione (n. 70/I).
       Pervenuto in data 29 ottobre 2019.
       Inviato in data 31 ottobre 2019.