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Resoconto d'Aula della Seduta n. 156 di mercoledì 27 novembre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.06

   PRESIDENTE.  La  seduta è aperta. Mi sembra  che  manchino  sia  i
  colleghi,  sia  il  Governo,  per  cui  aspetterei  un  attimo  che
  arrivino. Rinvierei la seduta alle ore 16.15.
   Onorevole  Catalfamo,  vuole intervenire  adesso?  Però  farei  il
  minuto di silenzio più tardi, con la presenza di tutti i deputati.

     Sui  tragici fatti avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, la settimana scorsa  a  Barcellona
  Pozzo  di Gotto è avvenuta una tragedia enorme durante i lavori  di
  messa  in sicurezza di uno stabilimento di fuochi d'artificio,  due
  esplosioni  hanno  messo fine alla vita di cinque  persone:  Venera
  Mazzeo,  Mohamed  Taeher  Mannai,  Giovanni  Testaverde,  Fortunato
  Porcino e Vito Mazzeo.
   Una vicenda che deve essere, per tutti noi, un monito affinché  si
  possa  tutti  quanti lottare per ottenere migliori  condizioni  sui
  luoghi  di  lavoro. Io le chiedo, cortesemente, di potere osservare
  un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime. A nome mio e a
  nome  del  Gruppo  Fratelli d'Italia le condoglianze  ai  familiari
  delle vittime. Che possano riposare in pace.

   PRESIDENTE. Certamente lo faremo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, mi unisco al cordoglio, e  anche  al
  dolore rappresentato dall'onorevole Catalfamo. Barcellona Pozzo  di
  Gotto,   che  è  la  mia  città  natale,  piange  cinque  cittadini
  barcellonesi,  è  stata una tragedia senza precedenti,  che  ci  ha
  toccato l'anima, e per chi è barcellonese è una tragedia senza fine
  e un dolore immenso.
   Quindi,  a  nome  mio e del Gruppo Forza Italia,  esprimo  il  più
  totale cordoglio. Certamente saremo presenti ai funerali dei nostri
  concittadini, uno dei quali oltretutto era mio cliente e  conoscevo
  personalmente,  quindi  il  dolore  è  ancora  più   profondo,   se
  possibile, le chiedo che venga ricordato. E il Gruppo Forza Italia,
  che  io rappresento e mi onoro di rappresentare, si unisce a questo
  cordoglio e a questo dolore per la mia città.

   PRESIDENTE.  Così  come  avevo  detto  al  presidente   Catalfamo,
  osserveremo  il  minuto  di raccoglimento  quando  l'Aula  sarà  al
  completo.
   Sospendo, quindi, la seduta per quindici minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.44)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Rizzotto.

   L'Assemblea ne prende atto.


    Commemorazione delle vittime sul lavoro di Barcellona Pozzo di
                                 Gotto

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, prima di iniziare  l'ordine  del
  giorno  - intanto se ci fosse qualcuno del Governo, per favore,  se
  potete  avvisare  -  darei un secondo la  parola  ad  uno  dei  tre
  barcellonesi che mi hanno chiesto di fare una commemorazione per la
  morte  delle cinque persone che la settimana scorsa hanno perso  la
  vita a Barcellona per un assurdo incidente sul lavoro. Uno soltanto
  giusto  per ricordare i nomi. I nomi li posso ricordare io  stesso,
  oppure  facciamo  una cosa, colleghi, lo faccio io  direttamente  e
  osserviamo un minuto di raccoglimento.
   Sono morte in questo incidente, onestamente assurdo: Venera Mazzeo
  di  71  anni, Mohamed Taeher Mannai di 39 anni, Giovanni Testaverde
  di  34 anni, Fortunato Porcino di 31 anni e Vito Mazzeo di 23 anni.
  Ovviamente, da parte di tutta l'Assemblea faccio le nostre  vere  e
  sentite  condoglianze a tutte le famiglie delle  persone  che  sono
  venute  a mancare e chiedo all'Assemblea di osservare un minuto  di
  raccoglimento in memoria di queste persone.

      (Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
                               silenzio)

   Ringrazio gli onorevoli Catalfamo, Calderone e Galluzzo per  avere
  sollecitato questo minuto di raccoglimento, sono i nostri  deputati
  di  Barcellona quindi, ovviamente, l'hanno sentito più di tutti gli
  altri.


    Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo statale Linares di
                                Licata

   PRESIDENTE. Saluto i ragazzi del Liceo statale Linares di  Licata;
  benvenuti,  non è detto che dobbiate imparare perfettamente  quello
  che  vedrete  qua  ma, insomma, spero che vi  sia  quanto  meno  da
  esperienza.


   Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni per
  la rideterminazione degli assegni vitalizi  (nn. 622-564-624-629/A)

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di leggi.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
   Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi   (nn.
  622-564-624-629/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti  della Commissione speciale  in  materia  di
  contenimento della spesa relativa agli assegni vitalizi a  prendere
  posto nell'apposito banco.
   Assessore  Turano,  se  lei prende posto  al  banco  del  Governo,
  grazie.
   Intanto   permettetemi  di  salutare  il  ritorno   dell'onorevole
  Pellegrino in Aula. Siamo, ovviamente, tutti ben felici  di  questo
  ritorno.
   Invito l'onorevole Cracolici a svolgere la relazione.

   CRACOLICI,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, questa Commissione, istituita con un ordine del
  giorno approvato dal Parlamento, ha ricevuto un mandato di produrre
  un  testo che superasse i dubbi sull'accordo Stato-Regione, accordo
  per il quale il Consiglio di Presidenza non è pervenuto ad un esito
  condiviso  da sottoporre all'esame del Parlamento. Dubbi  e  pareri
  rispetto a quell'accordo e agli effetti di quell'accordo che  hanno
  visto  già il Presidente di Corte costituzionale stroncare  diversi
  punti  del  ricalcolo, oltre che della giurisdizione in materia  di
  effetti retroattivi sui sistemi pensionistici, dicevo diversi punti
  del ricalcolo dei vitalizi

   PRESIDENTE.  Mi scusi, onorevole Cracolici. Onorevole  Sammartino,
  può evitare di dare le spalle alla Presidenza? Grazie.

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione.  da parte di Camera e
  Senato e, appunto, dell'accordo tra lo Stato e le Regioni.
   Ma, a proposito di questo accordo, vorrei darvi alcuni dati che mi
  sono   stati   inviati   dall'Associazione   nazionale   degli   ex
  parlamentari  pochi minuti fa, rispetto agli effetti dei  tagli  in
  quelle  regioni considerate virtuose e prese spesso ad esempio  dai
  media, anche in questi giorni che hanno sottolineato che la Sicilia
  era  l'ultima  ad  adeguare il proprio ordinamento pensionistico  a
  quanto disposto dalla legge n. 145 del 2018.
   Leggo  rapidamente. Sono dati che mi sono stati offerti,  appunto,
  dall'Associazione  ex  parlamentari. La Campania  ha  approvato  la
  legge  n. 7 del 2019. Ricordo a tutti i colleghi che tutte le leggi
  regionali  troveranno applicazione effettiva  a  decorrere  dal  1
  dicembre  2019,  quindi quando si parla di ritardo può  esserci  un
  ritardo  nell'approvazione della legge, non certamente  un  ritardo
  sull'effetto che la legge determina, ovvero che per legge nazionale
  è  previsto che la decorrenza del nuovo ricalcolo abbia efficace  a
  partire dal 1  dicembre del 2019 e, ancora, mi pare che siamo entro
  i termini.
   Dicevo,  la legge della Campania, la n. 7 del 2019, passa  da  una
  spesa  di  10,75 milioni di euro annuali a 9,6, pari a un risparmio
  di  1,2 per cento, appunto del 10 per cento; la Lombardia passa  da
  7,7 milioni a 7 milioni, pari ad un risparmio del 10 per cento;  le
  Marche,  la  spesa rimane invariata con la legge n.  14  del  2019;
  l'Umbria, la legge n. 3 del 2019 produce un risparmio di  100  mila
  euro annui lordi; la Liguria, la legge n. 12 del 2019 determina  un
  risparmio di 335 mila euro annui su 6 milioni di spesa, pari al 5,5
  per  cento;  la  Puglia,  tra le regioni  dove  i  tagli  sono  più
  incidenti, passa da 15,4 milioni a 13 milioni, diminuzione  del  17
  per cento circa.
   La  Puglia aveva il più elevato importo medio di vitalizi  insieme
  al  Lazio, poi dico anche perché. Il Lazio con la legge n.  47/2019
  ha  una riduzione, la più alta in assoluto, pari a circa il 25  per
  cento  annui.  Il  Lazio  era  la regione,  devo  dire  vituperata,
  ricorderete  tutti che l'inizio della questione  dei  disastri  dei
  costi  della  politica  nelle regioni nasce  con  lo  scandalo  del
  capogruppo  dell'allora Pdl o Forza Italia - non ricordo  come  era
  allora il Gruppo del Lazio -  per le modalità di gestione dei fondi
  ai  gruppi. Bene, il Lazio era una delle regione dove il vitalizio,
  sempre  ante 2012 - ricordo per l'ennesima volta che dal  2012  non
  esiste  più in nessuna regione d'Italia il vitalizio - il vitalizio
  decorreva  al  compimento del 45  anno di  età  se  il  consigliere
  regionale  cessava il mandato con quell'età, quindi era la  regione
  dove si andava prima di tutti in pensione.
   La Valle d'Aosta l'importo totale è invariato. La Toscana, insieme
  all'Emilia  Romagna, sono  le regioni dove aumenta il  trattamento,
  ma non perché aumentano i vitalizi -  perché, come sapete, la legge
  fa  divieto all'aumento dei vitalizi - aumentano perché  a  seguito
  dell'accordo  Stato-Regioni sono stati reintrodotti  quei  vitalizi
  che queste due regioni avevano precedentemente cancellato, ovvero i
  doppi  vitalizi,  cioè il trattamento per coloro  che  erano  stati
  contemporaneamente consiglieri regionali e parlamentari  nazionali,
  le  due regioni avevano cancellato il vitalizio dato dalla regione.
  Con  l'entrata  in  vigore di questo accordo, sia  la  Toscana  che
  l'Emilia hanno ripristinato la vigenza del doppio vitalizio, perché
  oggi  la  norma lo prevede. La Basilicata ha prodotto una riduzione
  di  156  mila euro, pari al 3 per cento; il Piemonte, da  8.100.000
  euro  a  7.400.000  euro,  pari al 9,5  per  cento;  il  Molise  da
  4.200.000  euro  a  4.100.000 euro, sostanzialmente  invariato;  in
  Abruzzo  spese in aumento di 500.000 euro - non capisco  bene  come
  sia  possibile, ma questo è il dato. Il Veneto, considerato  sempre
  una  regione  esempio  da  seguire,  passa  da  11.400.000  euro  a
  9.700.000  euro,  con una riduzione di circa il 15  per  cento,  ma
  anche  il  Veneto  era tra le regioni dove vigeva  un  sistema  che
  c'era,  per  la  verità, anche in Sicilia,  adesso  non  è  che  ci
  scandalizziamo,  però  in  Sicilia,  da  diverso  tempo,  è   stato
  introdotto il doppio livello: 65 anni di uscita, 60 anni se hai più
  di una legislatura, ma prima c'era 50 anni, eccetera.
   Il Friuli Venezia Giulia ha operato un taglio pari al 3 per cento.
  Non vi dico il Trentino Alto Adige che è l'unica regione, di fatto,
  insieme  alla  Valle  d'Aosta, che hanno fatto  leggi  in  assoluta
  difformità  all'accordo  Stato-Regioni, e non  hanno  avuto  alcuna
  eccezione.  Qualcuno potrebbe dire:  sì, perché sono  piccole ;  io
  penso  che  il diritto non si misura a grandezza. Però,  ormai,  in
  quest'epoca di modernità, anche il diritto dipende dalla  grandezza
  di una regione o dell'altra.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi scusi, perché mi sembra di non
  avere  capito  bene.  Cioè,  lei ci sta  dicendo,  con  queste  sue
  affermazioni, che di fatto la regione che ha tagliato al massimo il
  vitalizio,   se  escludiamo la regione Lazio, che  però  aveva  una
  motivazione  speciale,  di fatto  al 10 per  cento  non  ci  arriva
  nessuno.
   Sa   perché   glielo   dico?   Perché   ancora   ieri   sera,   in
  un'importantissima trasmissione televisiva, io sono stato preso per
   furbetto

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Presidente,  lasciamo
  stare le trasmissioni televisive

   PRESIDENTE.  Vorrei  che  questa cosa venisse  chiara  a  tutti  i
  cittadini, non se l'abbia a male. Faccio, una volta tanto, la parte
  anche  di  difesa di questa Istituzione, visto che  viene  vilipesa
  continuamente da questa trasmissione.

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Viene vilipesa  anche
  da molti nostri deputati regionali

   PRESIDENTE. Lei mi sta dicendo che siamo stati presi in  giro  per
  un anno?

   CRACOLICI,  vicepresidente della Commissione. Io non sto  dicendo,
  io sto leggendo. Poi, ognuno valuta.

   PRESIDENTE. Da un anno ci fanno una trasmissione al giorno  perché
  le  altre  regioni  hanno fatto tagli colossali e  noi  invece  non
  stiamo  facendo  tagli? E' bene che questa cosa si  sappia,  perché
  voglio essere sicuro di avere capito bene

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Presidente, io mi sto
  limitando a leggere.

   PRESIDENTE.  Quindi, lei sta leggendo i tagli operati dalle  altre
  regioni, che più o meno sono del 3, del 5, del 7, del 10 per cento.
  Giusto  per  capire, perché non avevo capito bene  quello  che  lei
  aveva detto.
   La ringrazio. Prego, continui.

   CRACOLICI,  vicepresidente della Commissione. Dicevo, rispetto  al
  mandato  ricevuto  abbiamo  proceduto,  appunto,  per  cercare   di
  definire un testo che sin dal primo momento appariva chiaro che non
  poteva  che  essere un testo di compromesso tra ciò che  era  stato
  disposto dallo Stato, con la legge finanziaria e dell'accordo Stato-
  Regioni, e dalle peculiarità proprie della Regione siciliana, anche
  perché,  lo ribadisco - gli stessi commissari di quella Commissione
  ne  sono  stati testimoni - quell'accordo, a cui tutti, compresi  i
  famosi  giornali,  media a cui lei fa riferimento,  ha  stranamente
  dimenticato  del  fatto che esistono Regioni  in  Italia,  come  la
  Sicilia,  che  non  è nata nel 1970, ma che sono  nate  addirittura
  prima del nuovo Parlamento nazionale e quindi dal '47 ci sono stati
  deputati  e non consiglieri, eletti in questo Parlamento che  hanno
  avuto  lo  status di deputati in un tempo diverso da  quello  delle
  altre regioni. L'accordo invece si ferma al '70 e sul resto dice va
  bè, sostanzialmente, procedete per analogia. E' un tempo in materia
  di   diritti   soggettivi   l'analogia  è   una   delle   categorie
  dell'invenzione giuridica.
   Quindi,  avevamo consapevolezza che dovevamo costruire  un  testo,
  che fosse un testo di compromesso. Chi continua a negare questo,  e
  lo  dico  con grande affetto sapendo che ognuno di noi fa politica,
  si gioca la partita politica come meglio crede, però chi continua a
  negare  questo  avrebbe avuto l'onestà di non far parte  di  quella
  Commissione,  non  riconoscendo alla  Commissione  Speciale  voluta
  all'unanimità  da  questo  Parlamento,  come  dire,  il  potere  di
  costruire  un  testo  diverso da quello del famoso  accordo  Stato-
  Regione.
   E  perché  diverso, Presidente? Non per una, come dire,  interesse
  privato  come  è  stato  detto,  lo  dico  ai  colleghi  che  hanno
  utilizzato anche questa espressione che ci sono deputati che  hanno
  interesse  privato. Chi vi parla, siccome non mi sono mai  nascosto
  sotto  il  tavolo,  chi vi parla, piaccia o no, questa  legislatura
  quando  finirà  sarà  la  quinta legislatura  che  il  sottoscritto
  partecipa in questo Parlamento e per tutti calcoli possibili, anche
  come   si   suol  dire  a  sorteggio,  gli  effetti  del  ricalcolo
  pensionistico non sono tali da cambiare la vita al sottoscritto.
   Quindi,  interessi privati, e credo anche per altri  colleghi,  in
  questa discussione non ce ne sono, stiamo parlando di diritti e  in
  particolare   la  possibilità  di  esercitare  con  legge   potestà
  retroattive  su  diritti  soggettivi, alcuni  dei  quali  non  sono
  neanche ex parlamentari, ovvero i superstiti.
   Quindi  sono diritti di terzi, neanche appartenenti alla categoria
  degli  ex  parlamentari.  E  proprio in ragione  dei  dubbi,  degli
  esperti  che  abbiamo sentito, abbiamo sentito esponenti  dell'INPS
  nazionale,  abbiamo sentito la coordinatrice generale dell'Istituto
  nazionale  della  Previdenza sociale di Roma, la dottoressa  Mundo,
  responsabile della statistica attuariale che è una materia dove  in
  Italia ce ne saranno una decina di esperti in matematica attuariale
  soprattutto    in    materia   pensionistica.    Abbiamo    sentito
  costituzionalisti, sulla base di tutte le sollecitazioni dei gruppi
  arrivati in Commissione, cioè abbiamo sentito gli uffici,  che  tra
  l'altro  ci  avevano  anticipato con corpose  relazioni  e  corposi
  pareri,  sui  quali  manifestavano  i  dubbi  di  legittimità,   di
  costituzionalità, di questa norma.
   E  in virtù di tutto questo, ci siamo adoperati per costruire quel
  testo  di  compromesso, partendo anche non solo da una  lacuna  che
  l'accordo ci dava dal '70 indietro, ma anche da un altro  dato  che
  qui  nessuno  ne  parla.  La  legge che  ha  istituito  il  sistema
  contributivo in Italia è una legge del 1996, che è la famosa  legge
  Dini  che  per  la  prima volta, pubblicando in Gazzetta  Ufficiale
  della  Repubblica  Italiana,  una legge,  ha  stabilito  il  famoso
  algoritmo che si chiama coefficiente di trasformazione, ovvero quel
  numeretto che serve a stabilire tra quanto tu hai accumulato  nella
  tua  vita  lavorativa, vale per i lavoratori privati  come  per  il
  pubblico impiego, e l'aspettativa di vita che avrai dal momento  in
  cui  cesserai  il  lavoro  o  l'attività  per  il  quale  ti  viene
  riconosciuto un trattamento di tipo pensionistico quale è  appunto,
  il  vitalizio,  sulla base di questi due parametri, esce  fuori  un
  calcolo  matematico. Ripeto, la prima volta che è stato  introdotto
  in Italia è stato nel 1996.
   Invece, leggiamo, anche in questo famoso accordo, la pubblicazione
  di  coefficienti non supportati da nessun atto formale approvato in
  Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.
   Ora,  lo  dico  con  onestà, se Camera  e  Senato  se  lo  possono
  permettere   perché  sono  organi  in  autodichia  e  quindi,   tra
  virgolette   loro se la cantano e loro se la suonano , consentitemi
  di  dire:  i  consigli  regionali, compresa  l'Assemblea  regionale
  siciliana,   non  possono  applicare  un  parametro  importante   e
  fondamentale se non hanno alle spalle un supporto normativo.  Anche
  questo,  ma  siccome  in un tempo in cui il  diritto  ormai  è  una
  variabile indipendente dell'azione legislativa, non se ne parla,  è
  considerato, come dire, è propaganda, una cosa inutile.
   E  anche  qui  abbiamo  cercato  di costruire  un  meccanismo  che
  funzionasse.
   E  qual  è il meccanismo da cui partire? Ed è l'unica vera novità,
  lo  dico ai colleghi che in queste settimane, ai giornali, si  sono
  sbizzarriti, se il 9.26% che è il numeretto che esce dal  ricalcolo
  fatto  sui  vitalizzi è troppo basso, è troppo alto,  aumentiamolo,
  restringiamolo,   è  una  vergogna,  è  una  presa   in   giro.   È
  semplicemente un calcolo. Uno può discutere se la moltiplicazione è
  giusta  o  sbagliata, ma non può discutere il risultato finale,  se
  condivide il calcolo.
   Il   9.26%,   che  non  è  un  valore  a  cui  noi  ci  riferiamo,
  semplicemente non c'è scritto in nessun articolo della legge, ma  è
  l'effetto  che  sulla  base  delle  norme  approvate,  se   saranno
  approvate  in questo testo, si determina sui vitalizi in  essere  e
  sulle pensioni di reversibilità.
   E  perché questa è l'unica vera, sostanziale modifica tra le norme
  nazionali,  chiamiamole  così,  e  quella  che  abbiamo  varato  in
  Sicilia? Anche qui, non per un vezzo tutto sicilianistico.
   Quello  che  vi  sto per dire è contenuto, tra gli  altri,  da  un
  parere  pro  veritate depositato presso la Camera dei Deputati  dal
  professore   Cesare   Mirabelli,   già   presidente   della   Corte
  costituzionale di questo Paese. Il quale dice una cosa che  ai  più
  può  sembrare anche un po' ostica, ma è una cosa ovvia. Tu non puoi
  con  una  disposizione  stabilire  che  ti  ricalcolo  la  pensione
  retroattivamente e ti applico come coefficiente di questo ricalcolo
  non  quello  che  oggi, a seguito della norma che  sto  approvando,
  determino  in  ragione  dell'età che  hai,  perché  l'età  che  hai
  determina   l'aspettativa  di  vita.  Ma  cosa  si  sono  inventati
  nazionalmente?  Che  da un lato il montante  contributivo,  cioè  i
  contributi   che  tu  accumuli  nella  tua  vita,  tra  virgolette,
  parlamentare  si  rivalutano di anno in anno  e  quindi  hanno  una
  riattualizzazione  in  ragione alla crescita monetaria,  dall'altro
  lato   però   il  coefficiente  che  dà  poi  il  valore   rispetto
  all'aspettativa di vita è quello che avevi o avresti dovuto  avere,
  pur in assenza di un coefficiente esistente, quando hai cessato  di
  fare il deputato.
   Quindi se uno quindici anni fa ha smesso di fare il parlamentare e
  aveva 60 anni, oggi gli ricalcoliamo la pensione come se avesse  60
  anni ancora oggi, quindi con un'aspettativa di vita di 20 anni,  la
  media età è mediamente 80, in Sicilia è un po' più bassa, ma questo
  fa parte delle caratteristiche della Sicilia, quindi come se avesse
  davanti  a  sé  altri 20 anni di proiezione di  vita  e  quindi  di
  proiezione  di  pensione, mentre in realtà,  avendone  75,  almeno,
  speriamo che campi 100 anni, ma la sua aspettativa di vita media  è
  di 5 anni.
   Quindi  il calcolo glielo faccio come se ne avesse 60 e gli riduco
  la  pensione, perché quel coefficiente ha un effetto:  più  giovane
  sei,  meno  prendi di pensione perché ne prendi più  per  tutta  la
  vita.  Questo  meccanismo  è il meccanismo  sostanziale  che  rende
  questa  norma,  come  dire, inaccettabile, quindi  qui  non  stiamo
  parlando di cose ideologiche, stiamo parlando di ricalcolare, al di
  là  della possibilità di fare o meno atti retroattivi, ma questo lo
  lasciamo ai giudici della Corte Costituzionale, nessuno di noi  può
  sostituirsi, si vuole ricalcolare una pensione già erogata  con  un
  sistema,  con  un  altro sistema? Ma la ricalcoli con  i  parametri
  propri  di  questo sistema. Cioè se io oggi vado  in  pensione,  la
  pensione  mi  verrà  calcolata  col coefficiente  che  io  ho  oggi
  relativamente al montante contributivo che ho accumulato  oggi.  Ma
  se  io  sono  andato  in pensione 10, 15 anni  fa  con  un  sistema
  pensionistico, giusto o sbagliato, non lo giudico, non  l'ho  fatto
  io,  non  lo giudico, ma quello era in ragione di norme e  oggi  ti
  dico  devi cambiare tutto  al di là se si può fare ma non gli posso
  dire   devi  cambiare tutto e lo devi cambiare come se  allora  hai
  percepito  illegittimamente  un'indennità  che  non  dovevi  avere
  perché  delle due l'una. Lo ha detto ieri tra le righe e  non  solo
  tra  le  righe  il Presidente Micciché - mi scuserà  il  Presidente
  Micciché   se   uso  una  considerazione  che  non  è   tanto   una
  considerazione provocatoria - perché se è così signori, se oggi  un
  deputato  che ha percepito un vitalizio lo ha percepito in  maniera
  di  fatto  illegittima, prima o poi qualcuno gli deve  chiedere  la
  restituzione almeno delle differenze, perché si tratta a quel punto
  anche di potenziare il danno erariale. E guardate, questi argomenti
  non sono argomenti miei.

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo è un dato che purtroppo va
  tenuto  in considerazione nell'analisi che stiamo facendo di questa
  legge,  cioè  se  dovesse essere così qualcuno dovrà  chiedere  gli
  arretrati, la restituzione delle somme percepite.

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Va bene, poi  vedremo
  questo  qualcuno chi è, speriamo di non essere noi.  E'  questa  la
  vera novità che questo testo sottoposto al Parlamento propone,  per
  il resto tutto il resto è  fuffa . Il testo che abbiamo predisposto
  per  l'Aula  è  il  testo  in  coerenza con  le  modalità  previste
  dall'accordo Stato- Regioni, con altra differenza importante.
   Primo, abbiamo previsto che tutti gli ex deputati ante '70  per  i
  quali  non ci sono parametri, abbiamo considerato tutti quelli  che
  c'erano   prima  degli  anni  70  come  se  avessero  un'indennità,
  l'indennità percepita per fare il calcolo sul montante contributivo
  sia quella relativa ai deputati eletti dal 1970 in poi, proprio per
  avere un parametro di certezza.
   Secondo,  ed  è  infine la novità contenuta in questo  testo,  che
  proprio  in  virtù  di  questo  nuovo parametro  che  determina  un
  ricalcolo  sui  vitalizi in essere, e questo ricalcolo  produce  un
  effetto  individuale, c'è chi avrebbe un effetto di taglio del  35-
  40%,  c'è  chi  invece non avrebbe alcun taglio, con un  paradosso,
  cari  colleghi,  che  dopo  tanto parlare della  rivisitazione  dei
  vitalizi anche in Sicilia, la legge se venisse applicata ad ogni ex
  deputato  determinerebbe questo risultato: la maggioranza  dei  191
  attualmente  che percepiscono un vitalizio da parte della  Regione,
  la maggioranza cioè oltre 105 su 191, o non avrebbe alcun taglio  o
  avrebbe un taglio di pochi spiccioli rispetto a quello che in  atto
  gode,  la  minoranza invece cioè i restanti 86  avrebbe  un  taglio
  superiore alla media che si determina da questo calcolo.
   Si  tratta di fare una scelta e la Commissione propone una scelta.
  Piuttosto  che  fare  un  sistema parcellizzato  con  tanti  dubbi,
  soprattutto  con tanti ricorsi - non a caso sia Camera  che  Senato
  hanno  accantonato le risorse, perché non è che ci sia tutta questa
  certezza di reggere davanti al giudice delle leggi, e allora  hanno
  accantonato  per  evitare oneri successivi  -  noi,  piuttosto  che
  fomentare la tendenza ad andare a difendersi con gli avvocati e con
  rischi  di  spese  legali, laddove ci fosse  soccombenza  da  parte
  dell'Assemblea  regionale  a  carico  dell'Assemblea  regionale  da
  riconoscere ai ricorrenti, riteniamo che un taglio invece omogeneo,
  quindi  omogeneo non nella quantità, ma omogeneo nella entità,  sia
  preferibile perché produce lo stesso effetto finanziario. Il taglio
  del  9,26%,  figlio di quel calcolo, produrrebbe un  risparmio  sui
  vitalizi diretti di oltre un milione di euro, sugli indiretti, cioè
  le  reversibilità, di circa 600 mila euro. Alla fine della  giostra
  noi  da questa norma avremmo un risparmio di un milione e 600  mila
  euro.  Mi pare che sia anche molto, in alcuni casi, al di sopra  di
  quello  che c'è in altre Regioni, ma questo è l'effetto. Il milione
  e  600, piuttosto che applicarlo individualmente, lo applichiamo in
  maniera uniforme a tutti, certo, chi prende un'indennità di  cinque
  mila  euro  pagherà il 9% su cinque mila euro,  chi  la  prende  di
  duemila  euro  pagherà il 9% su duemila euro,  quindi  l'effetto  è
  diverso ma l'applicazione è sostanzialmente uniforme.
   Infine, l'altra sostanziale novità di questo testo, anche qui  non
  frutto  di  una  invenzione, dalla voglia di essere i  primi  della
  classe,  noi  nell'ascoltare anche gli esperti ci  siamo  insediati
  anche  di  un  giorno, nel quale qualche settimana dopo  il  nostro
  insediamento  è stata emessa una sentenza, una ultima sentenza:  la
  108  del 2019. Sentenza pubblicata nel maggio del 2019 dalla  Corte
  Costituzionale,  il famoso  caso trentino  dove  all'inizio,  pochi
  l'avevano vista, fu annunciata come la conferma della giustezza dei
  tagli  ai  vitalizi salvo poi, leggendo la sentenza,  scoprire  che
  quella  sentenza  pone un macigno sul percorso di come  tagliare  i
  vitalizi,  non  perché  non  si  possano  tagliare,  in  nome   del
  coordinamento   della  finanza  pubblica  la  straordinarietà   dei
  provvedimenti  che incidono anche sulle pensioni è  prevista  dalla
  Corte  Costituzionale, quindi non è in discussione  si può  fare  o
  non  si  può  fare ,  il  tema è come si può  fare,  secondo  quali
  principi e la Corte Costituzionale ci dice in maniera chiara che  i
  principi  che  riguardano la retroattività  di  diritti  soggettivi
  devono  essere ispirati a due principi, anche se più di due,  ma  a
  due   principi   cardini   fondamentali:  la   ragionevolezza   del
  provvedimento  e la temporaneità, non può esserci un  provvedimento
  che  ha  per  sua natura una funzione di modifica strutturale  vita
  natural durante di un diritto soggettivo, perché se lo fai in  nome
  del  coordinamento  della finanza pubblica  l'effetto  deve  essere
  quello  di risanare la finanza pubblica e si ripristina il  diritto
  soggettivo alla fine della sua efficacia.
   Ci  siamo  posti  un tema: come lo applichiamo  questo  valore  di
  taglio  medio?  Lo applichiamo facendo la legge e poi  lasciamo  ai
  giudici  che  dire  che  non potevamo farlo  o  apriamo  anche  una
  discussione  nazionale,  ed è stato anche  questo  il  tema  perché
  diciamocelo  pure, abbiamo posto agli uffici del Ministero  dicendo
  che  sappiamo  bene che noi abbiamo introdotto una novità,  che  il
  taglio  che  noi proponiamo è un taglio che si applica  per  cinque
  anni  ci  sembra  un  tempo sufficientemente congruo  ai  fini  del
  risanamento e dell'efficacia, eravamo partiti con un altro tempo di
  tre  anni ma oggi parliamo di cinque anni, ebbene, le altre Regioni
  non hanno applicato questo sistema?
   Impugnate la legge e vediamo se la Corte Costituzionale  dà  torto
  alla  Sicilia  e  quindi dà ragione alle altre o, invece,  come  io
  penso visto che si è sempre pronunciato in tal senso, non potrà che
  confermare  la ragione della Sicilia e, probabilmente, rivedere  il
  sistema delle altre Regioni.
   Questa  è  la  legge che stiamo discutendo, non è  una  legge  sul
  nove,  sul  dieci, sull'otto, su come sorteggiamo il numeretto  per
  stabilire   quanta  mortadella  dobbiamo  tagliare  piuttosto   che
  comprare, è una legge che cerca di dare, con ragionevolezza  e  con
  un  criterio  giuridico  e  logico, un  sistema  che  possa  essere
  condiviso  -  permettetemi  di dire - innanzitutto  da  coloro  che
  potrebbero  avere violato un diritto personale, anche  per  evitare
  una  lite giuridica e giudiziaria che non è nelle premesse a favore
  di chi la promuove, cioè di chi deve poi reggere il conflitto.
   Ecco,  penso  di  aver detto tutto di quello che  si  poteva  dire
  rispetto a questo testo, si poteva fare meglio? Forse, ma questo  è
  il compromesso possibile.
     In  politica  la  parola compromesso non  è  un  insulto,  è  la
  consapevolezza  di tenere insieme punti di vista  e  ragioni  tutte
  legittime  politicamente, ma con le coordinate,  la  cornice  dello
  stato  di  diritto. Noi qui facciamo leggi non approviamo emozioni,
  facciamo leggi
   Infine  un'ultima considerazione e chiudo con questa  battuta,  in
  tanti  in questi giorni dicono  Ah, si, però, questa legge  non  fa
  venire  meno  il  rischio  che  la  Regione  subisca  i  tagli  dei
  trasferimenti che la legge n. 145 del 2018 prevede.
   Ora,   a   prescindere  dal  fatto  che  ad  oggi  io  ho  chiesto
  ripetutamente quali sarebbero questi trasferimenti che lo Stato  fa
  alla  Regione  se non, oltre quelli già esclusi dalla stessa  legge
  sanità,  spesa  sociale, disabilità e trasporti  -  per  la  verità
  trasporti non mi risulta che abbiamo trasferimenti - se non  quelli
  che la Regione non riceve soldi per trasferimento, noi riceviamo  i
  soldi  che  sono  della Regione e che riscuote lo Stato,  perché  a
  differenza delle altre Regioni lo Stato nei confronti della Sicilia
  opera  come  tesoriere e la Regione in virtù delle  norme  fiscali,
  degli  accordi  che sono intervenuti negli anni, alcuni  dei  quali
  addirittura sottostimati rispetto alle norme stesse Irpef, IVA etc,
  etc, trasferisce le quote.
   Poi ci sono altri capitoli, a domanda nessuno risponde, perché poi
  ho  sentito: 70 milioni, 25 milioni, siccome sono numeri ognuno  la
  può  dire, qual è quella che fa più notizia cento milioni e fa  più
  notizia  rispetto a 70 e a 25, ma aldilà di questo vorrei ricordare
  che  la legge finanziaria dice:  Le Regioni, entro sei mesi da quel
  momento  in  cui  è  stato fatto l'accordo,  devono  adeguarsi  con
  proprie leggi al ricalcolo dei sistemi pensionistici .
   Noi  se approviamo questa legge ci adeguiamo, se poi lo Stato  non
  sarà d'accordo e proporrà impugnativa non è che il fatto che noi ci
  siamo  adeguati  e  lo Stato non la condivide  fa  venire  meno  il
  principio   che   noi  ci  siamo  adeguati,  perché   eventualmente
  l'adeguamento se era giusto o sbagliato bisognerà aspettare che  la
  Corte  Costituzionale si pronunci, perché altri  provvedimenti  che
  avrebbero  l'effetto di tagliare impropriamente e  illegittimamente
  tagli  alla Sicilia, questo si che  mi auguro che questa  volta  il
  Governo  della Regione, piuttosto che fare lo struzzo,  difenda  le
  prerogative della Regione siciliana andando essa davanti alla Corte
  Costituzionale a tutela di tutti i siciliani.
   Questo  è  quanto avevo da dire a nome anche dei colleghi  che  io
  ringrazio  anche per quel lavoro che abbiamo fatto. E  mi  dispiace
  per il collega Pellegrino che, in questa avventura, si è trovato in
  corso d'opera una disavventura che non gli avremmo mai augurato.
   Questo  è  il lavoro che abbiamo fatto. Per noi il lavoro  finisce
  qua.  Da  ora,  il Parlamento può fare quello che vuole,  bocciare,
  approvare,  cambiare.  Nessuno di noi è innamorato  dei  testi  che
  propone.  Se,  poi, quest'Aula ha un'idea migliore, la  dica  e  ne
  discutiamo.

   Corleone

   Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto Giuseppe Vasi di
                               Corleone

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, intanto, porgiamo  un  saluto  ai
  ragazzi dell'Istituto Giuseppe Vasi di Corleone.


   Seguito della discussione del disegno di legge:  Disposizioni per
  la rideterminazione degli assegni vitalizi  (n. 622-564-624-629/A).

   PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge  posto
  1)  del II punto iscritto all'ordine del giorno:  Disposizioni  per
  la rideterminazione degli assegni vitalizi  (n. 622-564-624-629/A).

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, come le avevo  anticipato  ieri  in
  Conferenza dei Capigruppo, e prima che venga dichiarata  aperta  la
  discussione generale, il mio Gruppo, come appena detto, fa  formale
  richiesta di ritorno in Commissione di questa proposta di legge.
   E,  se  ieri ne ero convinto, le motivazioni che, oggi, ha addotto
  l'onorevole  Cracolici, mi hanno convinto ancora  di  più,  perché,
  vede  signor  Presidente,  io  capisco  gli  ex  parlamentari   che
  continuano  ad  aggrapparsi a questi maledetti  privilegi   con  le
  unghie  e con i denti , perché questi dati che ci avete letto  oggi
  pomeriggio,  ammesso e concesso che siano veri, perché io  poc'anzi
  ho  interloquito con il Capogruppo del Movimento 5 Stelle Campania,
  che  mi  ha  detto  che  la legge campana ha  recepito  tout  court
  l'intesa Stato-Regione, per cui io non so quali siano realmente gli
  effetti  e se questi siano integralmente corrispondenti alla  lista
  ed all'elenco che ci ha fatto il relatore di questa legge.
   A  parte  questo ragionamento, ecco, questa relazione così  lunga,
  intricata,   giuridichese ,  ahimè,  credo  che  nasconda  un'altra
  verità.
   Ora,  signor  Presidente,  lungi da noi,  dal  volere  che  questa
  Regione e, quindi, non coloro che, a tutt'oggi, sono percettori del
  vitalizio,  ma  tutti  siciliani siano soggetti,  a  seguito  della
  mancata approvazione di una proposta di legge dei trasferimenti  da
  parte  dello Stato, ha detto bene, vero, sono soldi dei  siciliani,
  che noi non vogliamo che i siciliani tutti perdano.
   Tuttavia, se davvero, l'onorevole Cracolici crede in quello che ha
  detto,  e  cioè nel valore del compromesso, nel valore dell'accordo
  collettivo,  allora, non possiamo non chiedere che questa  proposta
  di  legge  ritorni in Commissione, perché, ve l'abbiamo  già  detto
  mille  volte  attraverso  i nostri colleghi.  Mi  creda,  onorevole
  Cracolici,  noi  abbiamo fatto parte di quella Commissione,  e  non
  abbiamo  delegittimato né voi né il Parlamento. Noi siamo portatori
  di  una  proposta diametralmente opposta alla vostra, e questo  non
  vuol dire delegittimare il Parlamento.
   Noi  siamo portatori di una proposta diversa dalla vostra, di  cui
  voi,  e  lei,  in particolare, ed il Presidente dell'Assemblea,  vi
  siete  innamorati, e la nostra proposta è esattamente opposta.  Se,
  poi,  raccontare  ai cittadini siciliani come stanno  realmente  le
  cose,  significa  delegittimare  il  Parlamento,  bene,  noi,   non
  accettiamo  questo  tipo  di  qualificazione,  perché   il   nostro
  comportamento è sempre stato onesto.
   Io, allora, chiedo che la mia proposta venga messa ai voti, poiché
  questa  legge,  come  abbiamo  discusso  ieri  in  Conferenza   dei
  Capigruppo, lei ci ha reso edotti dei risultati di questa trasferta
  a Roma, presso gli Uffici del Ministero degli Affari regionali, noi
  rischiamo,  signor  Presidente, di approvare  una  legge  che,  per
  quelle 3 motivazioni che ieri sono state indicate, innanzitutto  da
  voi  stessi, e cioè che il taglio parte dagli anni '70  e  non  dal
  1947,  che  il coefficiente di calcolo che questa legge ha  assunto
  come  fulcro  della  stessa per la riduzione e  la  conversione  da
  sistema   retributivo  a  contributo  dei  vitalizi,  è  totalmente
  differente   da   quello  imposto  nell'intesa  Stato-Regione.   E,
  soprattutto, la temporaneità: noi avremo, quindi, un taglio, su  18
  milioni di euro, di un 1.600 mila euro per miseri 5 anni, dopodiché
  tutto ritornerebbe ad essere esattamente come prima.
   Signor  Presidente,  ma vogliamo farci ridere dietro  dalla  Corte
  Costituzionale?  Vogliamo fare una legge che venga impugnata  dalla
  Corte  Costituzionale, per fare che cosa? Che coloro che continuano
  sostanzialmente a percepire il vitalizio possano continuare a farlo
  anche nelle more del giudizio? E' questo lo scopo?
   Presidente,  noi  più  di  una  volta  abbiamo  detto  che  questo
  Parlamento ha la possibilità di chiudere con una pagina, di voltare
  in  avanti e di restituire un po' di futuro a quei ragazzi  che  ci
  stanno guardando.
   Perché  tutti  quegli  anni durante i quali queste  persone  hanno
  continuato a percepire questo odioso privilegio significa un  pezzo
  di futuro che abbiamo tolto a questi ragazzi.
   Vogliamo continuare su questa strada, Presidente? Io non credo.
   Io qui invoco il senso di responsabilità di queste istituzioni che
  noi  ci  onoriamo di rappresentare e, pertanto, Presidente, chiedo,
  alla S.V., di mettere ai voti la richiesta di rinvio in Commissione
  del testo di legge.
   Si  ridiscuta  questo testo, si riprenda da dove  si  è  lasciati,
  anche  perché - mi lasci dire - siamo stati l'unica forza  politica
  ad    opporsi    ad   una   proposta   condivisa,   sostanzialmente
  all'unanimità, da  ..

   ARICO'. Rivediti il verbale

   CAPPELLO. Tu l'hai votata, lei l'ha votata quella proposta, ero là
  davanti. Lei l'ha votato questa proposta.
   Allora, Presidente, chiedo che venga messa ai voti.

   PRESIDENTE.  Prima  di  dare  la  parola  all'onorevole  Figuccia,
  onorevole Cappello, intanto faccio alcune precisazioni.
   Io ora, ovviamente, faccio votare perché se c'è questa proposta  è
  mio compito farla votare.
   Ma  l'obiettivo  del  ritorno  in Commissione,  giusto  per  poter
  capire, qual è?

   CAPPELLO. Gliel'ho detto prima  Intesa Stato-Regione .

   PRESIDENTE.  No, io sono d'accordo con lei, non ho  intenzione  di
  creare problemi di nessun tipo, anzi.
   Così  come  le  devo  suggerire che, se questo  disegno  di  legge
  dovesse  passare, poi non si sta in attesa del giudizio, ma diventa
  esecutivo subito, per cui il taglio sarebbe comunque immediato.
   Ma  vorrei capire il ritorno in Commissione - visto che, immagino,
  le  vostre  proposte quando sono state portate in  Commissione  non
  hanno prevalso rispetto alla proposta.
   Quindi, ritornare in Commissione per far che cosa? Perché io ho un
  problema, colleghi. E' che, dovendo questa legge avere effetti  dal
  1   dicembre e, visto che i vitalizi si pagano il 23 di ogni  mese,
  entro il 23 dicembre noi dobbiamo sapere come Assemblea che tipo di
  vitalizi pagare agli ex parlamentari.
   Quindi, è ovvio che dobbiamo comunque questa legge farla.
   Peraltro,  mi  piacerebbe  adeguarmi alle  richieste  del  Governo
  nazionale  che ci ha detto che, entro il 1  dicembre   deve  essere
  approvata.
   E'  chiaro che, se deve essere approvata entro il 1  dicembre   ed
  oggi  è  il 27 novembre, per me, se da parte dell'Assemblea c'è  la
  volontà  chiara e precisa che da qui all'approvazione  della  legge
  non ci si muove da quest'Aula, perché comunque il 1  dicembre è già
  l'altra settimana, per cui è chiaro che deve essere votata, se  non
  vogliamo   correre,   questo  sì,  il   rischio   che   per   colpa
  dell'Assemblea dovessero avvenire i tagli

   FOTI. Possiamo restare anche domani, Presidente.

   PRESIDENTE.   Scusate,  sto  parlando,  dopo  di  che  l'onorevole
  Cappello,  che  è  il  vostro capogruppo, si  alzerà  un  attimo  e
  risponderà alle domande che io sto facendo.
   Voglio  capire, se rimandiamo la legge in Commissione comunque  io
  devo far votare, non è una scelta che posso fare io, la farà l'Aula
  tra pochi minuti.
   Ma  ritornare  in  Commissione l'unica cosa è  che  io  non  posso
  consentire, perché la legge mi vieta di farlo, è di non chiudere la
  legge entro il 1  dicembre
   Per cui se noi ora la rimandiamo in Commissione, se la Commissione
  in  un'ora  mi  dà  la  risposta  non c'è  problema.  Diversamente,
  sappiate  che si sta qui a votare fino a quando non si  risolve  il
  problema.
   Quindi,   vorrei  capire  dall'onorevole  Cappello  se   mi   dice
  esattamente qual è la motivazione perché io, comunque, devo mettere
  ai voti la sua proposta.

   CAPPELLO.  Presidente,  anche due ore,  torniamo  in  Commissione,
  eliminiamo  quegli elementi di incostituzionalità o  di  potenziale
  incostituzionalità  della legge e ritorniamo in  Aula  sino  al  30
  ininterrottamente.

   PRESIDENTE. In ogni caso, scusi onorevole Cappello, il ritorno  in
  Commissione è per, come dire, normalmente per ricominciare,  ma  se
  c'è  qualcosa  da cambiare ci sono gli emendamenti che  si  possono
  presentare,  si votano e se c'è qualche problema si cambia,  perché
  il  ritorno  in  Commissione? Io ripeto, continuo a  ripetere,  ora
  votiamo  perché  io non la posso prendere questa decisione,  non  è
  compito  mio, ma è compito dell'Aula, però non si possono fare  con
  gli emendamenti ed, eventualmente, andare avanti?

   ZAFARANA. Lo prevede il Regolamento.

   PRESIDENTE.  Sì, sì, onorevole Zafarana, sto facendo  votare,  sto
  parlando,  credo con cortesia con il vostro Capogruppo, per  capire
  qual  è più o meno l'idea del Movimento Cinque Stelle che, se  fare
  passare  il tempo per non fare votare la legge, vi avverto che  non
  sono

   CAPPELLO.  No,  Presidente,  votiamo. Gliel'ho  detto,  il  nostro
  intendimento è quello di raggiungere una mediazione, anche se fosse
  per  sole  due  ore  in  Commissione, tra l'altro,  Presidente,  mi
  consenta,  non è colpa nostra se arriviamo praticamente  al  27  al
  voto di questa legge, mi pare evidente che

   PRESIDENTE.  Io in ogni caso metto ai voti la sua proposta  perché
  sono comunque obbligato a farlo.
   Il  Presidente  Lupo mi chiede, prima di mettere in  votazione  la
  richiesta di rinvio in Commissione, di sospendere dieci minuti. Io,
  ovviamente, accordo questi dieci minuti e sospendo i lavori e  alle
  18.00  ci  rivediamo  qui  per  votare la  proposta  dell'onorevole
  Cappello. La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 18.48)

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Falcone  e  Grasso  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 622-
                             564-624-629/A

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO. Signor Presidente, abbiamo approfittato di questa  pausa
  per  avviare una serie di interlocuzioni che però ci consegnano  un
  dato: che le posizioni sono assolutamente inconciliabili.
   A  questo  punto,  Presidente  Di Mauro,  ritiro  la  proposta  di
  richiesta di rinvio in Commissione e chiedo che si proceda  con  la
  discussione generale.

   PRESIDENTE. Bene. Onorevoli colleghi, chi chiede di parlare?

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   avevo
  ascoltato   con   grande  attenzione  la  relazione  dell'onorevole
  Cracolici che interveniva a nome della Commissione che per mesi  ha
  lavorato  a  questo testo che approda in Aula e, a  dire  il  vero,
  avevo anche fatto alcune riflessioni.
   Alla  luce  dell'intervento dell'onorevole Cracolici  avevo  fatto
  anche  delle  riflessioni  che rimangono  assolutamente  pertinenti
  rispetto,  oggettivamente, alla luce delle sue  affermazioni,  alle
  considerazioni che sono state fatte dai media in queste  settimane.
  E  devo riconoscere che se così dovesse essere, ovvero che i  tagli
  che   sono   stati  fatti  in  ciascuna  delle  Regioni,   ed   io,
  oggettivamente, non avevo modo di verificare questi  aspetti,  cosa
  che   invece  viene  fatta  dalla  Commissione,  sarebbe  un  fatto
  assolutamente gravissimo, sarebbe un fatto legato ad un'attività di
  disinformazione  fatta  in  maniera  puntuale  da  tutti  i   media
  nazionali contro la Regione Siciliana.
   Queste   dichiarazioni  dell'onorevole  Cracolici,  che  considero
  assolutamente persona tra l'altro affidabile, seria  e  sono  certo
  che  non  ci viene a raccontare dei dati per sentito dire,  d'altra
  parte  però si scontrano con le ultime dichiarazioni dell'onorevole
  Cappello, il Presidente del Movimento Cinque Stelle.
   L'onorevole   Cappello  è  intervenuto  subito  dopo  l'intervento
  dell'onorevole Cracolici che parlava, ad esempio, del modello della
  Campania  con  una riduzione di un taglio minimo del  3  per  cento
  dicendo:   ho  sentito il Capogruppo del Movimento Cinque  Stelle ;
  onorevole  Cracolici, il Presidente del Movimento Cinque Stelle  ha
  detto:   ho  sentito il Capogruppo del Movimento Cinque  Stelle  in
  Campania  e mi rappresenta che, in realtà, c'è stato un recepimento
  dell'accordo Stato-Regione alla luce dell'intesa siglata in data 29
  aprile , e devo dire lo considero un fatto  delle due l'una:  o  il
  Presidente del Consiglio regionale del Movimento Cinque  Stelle  si
  sta   vestendo   di   un'opinione,  anzi  di  una  rappresentazione
  assolutamente falsa della realtà che passa attraverso la  voce  del
  Capogruppo del Movimento Cinque Stelle o i dati - e questo però  le
  dico, onorevole Cracolici, lo escludo, che sono stati forniti dalla
  Commissione  che da mesi lavora a questo disegno di  legge  -  sono
  falsi,   e   siccome   mi  rifiuto,  al  di  là  dell'autorevolezza
  dell'onorevole Cracolici e di tutti i componenti della  Commissione
  di  pensare  che  una  Commissione di questo  livello  ci  venga  a
  raccontare dei dati falsi, vorrei dire che troppa demagogia  allora
  si  sta  facendo da parte del Movimento Cinque Stelle che, a questo
  punto, sta inondando di informazioni false i media nazionali.
   E  questo,  però, onorevole Cappello, mi dispiace, mi  rivolgo  al
  Presidente    dell'Assemblea   ma   rivolgendomi   al    Presidente
  dell'Assemblea lo dico a lei onorevole Cappello perché  qua  in  un
  momento  così  delicato  per  il Paese venire  a  raccontare  delle
  falsità è una cosa di una gravità inaudita.
   Io  continuerò  a metterci la faccia sulla mia posizione  rispetto
  all'esigenza del taglio, non ritengo che laddove ci siano stati dei
  modelli,  stile  Campania, stile Lombardia che non sono  stati  dei
  buoni  modelli, possano diventare un modello nazionale, rappresento
  invece  la mia posizione che evidentemente, forse, è anche  diversa
  da  quella  del  Movimento Cinque Stelle di assolutamente  recepire
  l'accordo  Stato-Regione. Penso che questo è  un  atto  dovuto  che
  dobbiamo al Paese nel momento in cui la gente in pensione  non  può
  andare  pur  lavorando quarant'anni, nel momento in cui  i  giovani
  sono appesi ad un lavoro precario per una vita senza poter maturare
  alcun sistema retributivo e chiedo che questo atto venga approvato,
  questo  è il segnale che dobbiamo dare al Paese, questa è  la  vera
  questione morale rispetto alla quale desidererei e auspicherei  che
  non  ci  si possa nascondere dietro il voto segreto e che  tutti  i
  parlamentari  possano  metterci  la  faccia  con  un  voto   palese
  nominale.
   Questo  volevo rappresentare in seno all'ordine dei lavori perché,
  ripeto,  delle  due  una,  delle due  affermazioni  è  di  assoluta
  gravità,  ma  ovviamente mi riservo di intervenire nel dibattito  e
  per  il  rispetto  che ho per l'onorevole Cappello  gli  chiedo  di
  verificare quali delle due informazioni sia assolutamente falsa.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  vicepresidente  della  Commissione.  Posso  fare   una
  precisazione prima che si aprano discussioni inutili?

   PRESIDENTE.  Per favore, faccia parlare l'onorevole  Foti  che  ha
  chiesto di intervenire prima.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo seguito  con
  attenzione la relazione da parte dell'onorevole Cracolici in quanto
  relatore  della  proposta di legge che stiamo esaminando  in  Aula.
  Devo  dire che è stata  farcita , a mio modo di vedere, di numerose
  imprecisioni.  Riportando come termine di paragone  la  proporzione
  con  le  altre Regioni, ha dimenticato di dire che la Valle D'Aosta
  aveva già tagliato i vitalizi prima dell'intervento della normativa
  statale, della finanziaria; che la Regione Lazio aveva già tagliato
  in  precedenza,  un  taglio importante prima dell'intervento  della
  finanziaria  e della Conferenza Stato-Regioni e dell'intesa  tra  i
  presidenti  dei  vari Consigli regionali; che  l'Umbria  aveva  già
  tagliato nel 2018; che la Lombardia aveva già tagliato nel  2018  e
  così vi assicuro altre Regioni, prima che intervenisse lo Stato.
   E  come  mai?  Perché  il  contenimento  della  spesa  pubblica  è
  diventato un importante barlume per la democrazia in tutto il Paese
  ben  prima  che  arrivasse quello che voi  tacciate  di  essere  un
  Governo sanguinario e che è irrispettoso di diritti acquisiti.
   Bene, io vorrei chiarire ai colleghi che di diritti acquisiti e di
  pensioni  non si sta parlando. Si sta parlando di vitalizi,  ossia,
  diciamolo  chiaro  e  tondo,  di un privilegio,  perché  mentre  in
  pensione i comuni mortali, i pochi che sono rimasti qui in Aula - e
  mi  dispiace  che  non ci siano gli studenti perché  sarebbe  stato
  molto  educativo  per loro seguire l'Aula - sono  le  pensioni  che
  vengono  maturate ad una certa età sulla base di una contribuzione,
  invece  in  questo caso non stiamo parlando di questa  fattispecie,
  stiamo  parlando, appunto, di vitalizi, che occorre premettere  che
  devono   essere   considerati  e  sono  considerati   dalla   Corte
  costituzionale, parliamo della sentenza n. 289 del 1994 in  cui  si
  rileva  che questo istituto, a differenza della pensione  ordinaria
  per  i  cittadini,  viene a collegarsi ad una indennità  di  carica
  goduta in relazione all'esercizio di un pubblico mandato,  e quindi
  è cosa ben diversa dalla pensione.
   Qui  non  abbiamo tagliatori di teste in alcun genere  e,  quindi,
  rifiuto quel genere di approccio.
   E'  stato  anche  detto che si sono applicate  pedissequamente  il
  modello dell'intesa Stato-Regioni con le note metodologiche e tutto
  il  resto,  che sono state fornite e approvate dalle altre  Regioni
  senza alcun problema né di impugnative né di contenziosi, dato  che
  già li hanno fatti questi tagli e l'approvazione di queste leggi da
  un  bel  pezzo.  Parliamo,  cioè,  del  fatto  che  già  a  partire
  dall'aprile  del 2019, per esempio, la Liguria che è stata  tra  le
  prime,  ha  approvato la legge e finora non mi pare  che  ci  siano
  state  marce  indietro  o correttivi sulla legge.  Ad  esempio,  in
  Liguria, che è una delle primissime che è stata approvata, né tanto
  meno ricorsi sulle leggi approvate prima della finanziaria e quindi
  prima  che  il  dispositivo  nazionale e le  successive  conferenze
  dessero  il  compito  alle  Regioni di approvare  norme  su  questa
  materia.
   Per  quanto riguarda l'andamento dei lavori di questa Commissione,
  bene, colleghi, io vi devo dire che, purtroppo, si è alzato un muro
  di mancanza di comunicazione, che la fase degli emendamenti è stata
  tranciante  nei  riguardi  di tutti quegli  emendamenti  che  hanno
  proposto   l'adesione  sia  al  modello  dell'intesa  Stato-Regioni
  utilizzato dagli altri, sia nei riguardi della proposta di  aderire
  al modello del Senato.
   Ora, non capisco: delle due l'una. Se noi siamo adeguati al Senato
  c'è  stato  un  passaggio in cui l'onorevole  Cracolici  ha  voluto
  ribadire  questo  passaggio  che, diciamo,  ha  la  sua  rilevanza,
  vorremmo  capire perché la proposta di adeguarci al  taglio  che  è
  stato  fatto al Senato è stata bocciata, non si è presa minimamente
  in  considerazione. Significa che qui quello che ci interessa di un
  modello  lo prendiamo, quello che non ci interessa lo rifiutiamo  e
  ci  opponiamo all'applicazione che è stata fatta persino al Senato,
  a cui siamo equiparati in diversissimi passaggi.
   Io  ho assistito più che a una relazione forbita e compiuta ad una
  recita, una recita fatta in tandem con un Presidente che in  questo
  momento  non presiede, che in queste settimane ha - come ho provato
  a  dire  ieri  -  profondamente umiliato  sia  l'Assemblea  che  la
  Commissione,  perché si è recato a Roma - non si è  capito  bene  a
  fare  cosa  -  e  soprattutto  ha dovuto  ritrattare  nell'arco  di
  quindici minuti due comunicati stampa uno in cui ha sventolato -  e
  voglio leggere esattamente qual è la dichiarazione che poi è  stata
  ritrattata   rocambolescamente  nell'arco   di   dieci   minuti   -
  dichiarazione in cui:  Taglio light dei vitalizi, Micciché il testo
  dell'ARS è ineccepibile  dopo che aveva dichiarato  Abbiamo l'ok di
  Roma .  Da  abbiamo l'ok di Roma  a  io penso che questa legge  sia
  ineccepibile    ne  passa, tra l'altro ha anche dovuto  dichiarare:
  SSi  tratta solo di questioni tecniche, non ho mai chiesto e quindi
  non ho mai ottenuto un ok .
   Ieri  ho  chiesto, nel rispetto della funzione di  deputato  e  di
  membro  di  quella Commissione, di avere le note, il  carteggio,  i
  chiarimenti  che  si  erano  ottenuti e  in  maniera  frettolosa  e
  irrispettosa mi è stato staccato il microfono e mi è stato impedito
  garbatamente,  perché  ho  chiesto  se  era  possibile  avere   dei
  chiarimenti,  dire  che  dovevo rivolgermi al  mio  capogruppo  che
  sapeva tutto.
   Non  stanno così le cose, se si va a Roma dichiarando sui giornali
  e  facendo  sapere  ai  cittadini che si sta facendo  un  controllo
  preventivo  sulla costituzionalità di una norma -  cosa  del  quale
  avevo  dei  dubbi - questo si deve andare a fare, non bisogna  fare
  show  in  alcuna maniera, perché questo è irrispettoso nei riguardi
  del Parlamento.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Per    quanto   riguarda   quelli   che   sono   i   profili    di
  incostituzionalità che noi rileviamo in questa norma, così per come
  vi viene presentata, per il quale ho visto che non si è intervenuti
  con  emendamenti,  perché questa è la risposta di un Parlamento che
  non  ne vuole sentire, perché a parte i nostri emendamenti ci  sono
  solo   quelli  che  sono  stati  presentati  anche  in  Commissione
  dall'onorevole  Aricò, poi li illustrerà lui e  diciamo  su  alcuni
  siamo  disposti assolutamente a votarli perché si tratta  in  larga
  parte  del  recepimento del Senato che era tra l'altro  allegata  e
  nella  disponibilità della Commissione a cui è stata fornita  tutta
  una  serie  di  pezze di appoggio e documenti di cui avvalersi  nel
  ragionamento.  Un  ragionamento che si è  imperniato  sull'assoluta
  volontà di lasciare immutato il sistema.
   Viene  detto  che  noi non votiamo emozioni, è  vero  non  votiamo
  emozioni  infatti abbiamo cercato di essere lucidi,  proporzionali,
  adeguati  rispettando il principio di proporzionalità, di equità  e
  di  ragionevolezza e all'interno di questa proposta del n. 622  non
  ci  sono  ma,  invece,  sono contenuti nelle proposte  che  abbiamo
  avanzato e che abbiamo proposto come emendamenti.
   Per  quanto  riguarda  quello che è il  frutto  del  lavoro  della
  Commissione,  l'intesa  Stato-Regione non è  stata  rispettata,  il
  montante  contributivo viene moltiplicato per  il  coefficiente  di
  trasformazione   con   riferimento  all'età  anagrafica   posseduta
  all'entrata in vigore della legge anziché come previsto dalla  nota
  metodologica,  a proposito di adesione a quello che  è  il  dettato
  dello  Stato, con riferimento all'età anagrafica del deputato  alla
  data  di  decorrenza  dell'assegno vitalizio, si  è  utilizzato  la
  maggiorazione  del 26 per cento prevista dall'intesa  Stato-Regione
  che  era  fino al 26 per cento non per forza la massimo al  26  per
  cento come è stata applicata nel 622/A. E' stata applicata a tutti,
  nel  ricalcolo di tutti gli assegni vitalizi. E questo è  un  altro
  dei  fattori  che  ha  evitato  di avere  un  risparmio  che  fosse
  accettabile, riportando il risparmio a solo il 9,56%.
   Noi  chiediamo, ed abbiamo chiesto, che questa maggiorazione fosse
  applicata in maniera proporzionale, in maniera maggiore ai vitalizi
  più  bassi ed in maniera minore ai vitalizi più alti, ma di  questa
  previsione non se n'è voluto sentire, tant'è che è stata  applicata
  al massimo a tutto il plafond dei vitalizi, a tutti e 196 vitalizi.
   Troviamo che, anche, questo sia stato un segnale negativo, ed è un
  segnale negativo che diamo all'Aula.
   Signor Presidente, noi prima, qui, avevamo degli studenti. Lei  ha
  detto  che  sarebbe  stato bene che non tenessero  molto  conto  di
  quello che sarebbe successo. Forse lei crede che non debbano sapere
  o non sappiano che per loro non ci saranno, ad esempio, le borse di
  studio per potere iscriversi all'università?
   Pochi  giorni  fa, gli studenti hanno manifestato.  Noi  con  quel
  risparmio potremmo contribuire a dare un sostegno agli studenti che
  vogliono  studiare. Abbiamo dato dei tagli ai disabili, a tutte  le
  categorie più svantaggiate

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei è già un minuto e mezzo  oltre  il
  tempo, la prego.

   FOTI. E lo so, ora chiudo. Un attimino che chiudo.
   Tutto  questo non avviene perché la riduzione di spesa  va  in  un
  fondo,  ma  è senza destinazione. Noi, quindi, chiediamo che  venga
  data una destinazione di utilità sociale a beneficio dei siciliani.
   Adesso,  passeremo alla fase di votazione. Voglio fare un  appello
  alla  coscienza dei colleghi, affinché valutino con  attenzione  le
  nostre  proposte,  che  sono  di  allineamento  alla  direttiva  ed
  all'intesa  dello  Stato-Regione, che porterebbe  ad  un  risparmio
  superiore  del 30%, dando una destinazione alle risorse, che  abbia
  scopi  sociali  e,  finalmente, ricongiunga, tenda  a  ricucire  lo
  strappo  che in questi anni ha visto l'allontanamento dei cittadini
  dalla  politica,  l'alienazione da  parte  della  politica,  ed  in
  particolare  di  questo Parlamento, perché  poi  c'è  la  politica,
  quella fatta nei territori, che ha ben più presente i sacrifici che
  i  siciliani  stanno affrontando e che si voti con  coscienza,  non
  pensando  unicamente  a  volere preservare  diritti  che  non  sono
  acquisiti,  ma  sono semplicemente dei privilegi.  E  che  si  vada
  incontro  a  questa  necessità, a questo bisogno,  anche  perché  i
  profili  di  incostituzionalità, lo ripeto,  ci  sono,  tant'è  che
  qualcuno  ha  sentito il bisogno di trovare una  pezza  per  questo
  buco,  anche  se  si  è  rivolto, probabilmente,  all'interlocutore
  sbagliato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei avvertire tutti che ho dato
  questo  tempo  all'onorevole  Foti,  veramente  per  un  fatto   di
  cortesia,  però,  è ovvio che, d'ora in poi, ai 5  minuti  precisi,
  cioè  alla scadenza, quelli che sono 15, 5 minuti precisi, io  devo
  togliere  la  parola, perché ripeto quello che ho detto all'inizio:
  noi  questa  legge la dobbiamo votare entro stasera.  Ci  sono  dei
  limiti  di orario che sono previsti anche dai lavori dell'Assemblea
  stessa,  per  cui,  d'ora in poi, nessuno se  l'abbia  a  male,  ma
  arrivati  alla  scadenza precisa io tolgo la parola,  materialmente
  togliendo il microfono. Chiedo scusa di questo ma, sono obbligato a
  farlo.

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  nella discussione generale, perché  credo  che,  tutto
  sommato,  nella  discussione  generale  si  possano  racchiudere  i
  contenuti  degli interventi che riguardano, poi, in buona sostanza,
  soltanto l'articolo 1.
   L'articolo 1 è il fulcro della legge. E sull'articolo 1 c'è  tutta
  la conclusione della legge.
   E  volevo,  guardando gli emendamenti, fare alcune  considerazioni
  che  mi permetto di rivolgere, innanzitutto all'onorevole Aricò  ed
  all'onorevole Galluzzo, e conseguentemente, a proposito dell'1.9  e
  dell'1.11,    all'onorevole   Marano,   all'onorevole    Foti    ed
  all'onorevole Cappello.
   Questo  è,  onorevole Aricò, sto parlando con lei. Nel disegno  di
  legge,   gli  emendamenti  1.9  ed  1.11  hanno  come  oggetto   il
  recepimento  della  deliberazione del Consiglio di  Presidenza  del
  Senato.
   Ciò  vuol  dire, onorevole Aricò, che è suo intendimento applicare
  una  riduzione  in  media del 40 per cento che va,  quindi,  da  un
  minimo del 10 ad un massimo del 60 per cento.
   Poc'anzi  l'onorevole Foti diceva che  qui non siamo per  tagliare
  la  testa  a  nessuno   però siamo d'innanzi  ad  una  disposizione
  legislative  che,  se dovesse essere, cioè un emendamento  che,  se
  dovesse essere approvato, sia questo che il secondo, arrecherebbero
  un  nocumento notevole, tenendo conto che ci sono, ovviamente,  una
  serie   di  calcoli  che  vengono  fatti  secondo  la  disposizione
  legislative  che è stata approvata dal Consiglio di Presidenza  del
  Senato  che  andrebbe  a  ledere l'indennità  di  coloro  i  quali,
  soprattutto nel passato, hanno fatto i parlamentari.
   E  questo è un principio che, a mio parere, onorevole Aricò  -  lo
  dico  come valutazione complessiva - è così generalizzato,  è  così
  pesante   nella   sua  eventuale  applicazione   che   arrecherebbe
  incondizionatamente  una difficoltà reale  alle  famiglie  di  chi,
  comunque,  nel  tempo, avendo sposato l'impegno in  politica  -  mi
  riferisco  soprattutto ai tanti parlamentari del Partito  comunista
  che, da dipendenti del partito, spesso, poi, alla conclusione della
  loro  esperienza di lavoro, veniva loro assegnato  in  lista,  così
  come   era  concepito  il  Partito  comunista,   la  presenza   nel
  Parlamento per una, due legislature - lo dico, onorevole Cracolici,
  perché  è la realtà - e costoro godono soltanto dell'indennità  del
  vitalizio.
   Stessa  cosa mi sembra che ci sia nell'articolo 1, punto  12,  del
  taglio unilaterale del 40 e del 30 per cento perché veramente  sono
  due   emendamenti   pesanti  che  andrebbero  ad   incidere   sulla
  sopravvivenza delle famiglie.
   Quindi,  il  mio è un invito ad una riflessione, a  sospendere  la
  trattazione, ad evitare di insistere su questi emendamenti.
   Onorevole Foti, io sto facendo un ragionamento di opportunità,  di
  ragionevolezza. Insistere su questi emendamenti, 1.9, 1.11, 1.12 ed
  1.13  veramente mi sembra di voler proprio agire contro chi è stato
  parlamentare in questo Parlamento.

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  la  mia  è una precisazione  per  l'onorevole
  Figuccia.
   Io  non ho detto che le altre regioni non hanno recepito il  testo
  nazionale. Ho detto che l'effetto, sulla base di una nota che mi ha
  inviato  l'associazione  degli ex parlamentari,  è  quello  che  ho
  letto.
   Lo  dico  perché  l'effetto di quell'accordo  in  Sicilia  sarebbe
  certamente diverso perché - ripeto - noi abbiamo una quantità di ex
  deputati  che  hanno  cominciato dal  '47  e,  successivamente,  le
  reversibilità, etc., che non hanno le altre regioni.
   Ed,  infine,  per onestà, non ci scordiamo che fino  ad  un  certo
  periodo  le  indennità dell'Assemblea regionale  erano  uniformi  a
  quelle del Senato e non, invece, quelle delle altre regioni.
   Quindi,  le  altre regioni avevano un'indennità di  carica  per  i
  consiglieri  -  tranne il Lazio - diversa da quella  che  aveva  la
  Sicilia.
   Questo  era un privilegio che nel 2014 è stato abrogato alla  luce
  del  provvedimento  che  era  il  famoso   decreto  Monti   che  ha
  uniformato in tutte .
   Quindi,  non  è  che ho dato dati diverso, ho detto  semplicemente
  che,   recependo  quell'accordo,  nelle  altre  regioni  ha   avuto
  quell'effetto, in Sicilia quell'effetto non può averlo come non  ce
  l'ha né la Camera né il Senato.
   Non  è  un  caso che solo tra Camera e Senato ci sono oltre  mille
  ricorsi. Questo è il dato di cui bisogna tener conto.
   Poi,  ognuno  si  fa  chiaramente la sua  opinione.  Ma  questa  è
  l'incidenza nelle altre regioni a statuto ordinario ed in alcune  a
  statuto speciale addirittura non c'è nessun effetto.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io  quando
  sono arrivata qua, nel Parlamento siciliano pensavo che la politica
  avesse  quel nobile ruolo di servire i cittadini e di farsi  carico
  delle  esigenze di questa Regione, però mi rendo conto  che  -  poi
  dopo  questa  esperienza in Commissione vitalizi  -  tutt'altro  si
  vuole  fare, tranne che andare incontro ai cittadini e,  in  questo
  caso, contenere la spesa pubblica.
   Sono  passati sei mesi da quando la Commissione si è insediata  e,
  quello  che  nelle altre regioni, in cinque minuti,  all'unanimità,
  hanno  fatto,  cioè  hanno  approvato la legge  dell'intesa  Stato-
  Regioni,  qua  abbiamo dovuto perdere 6 mesi di tempo  cercando  di
  tutelare  questo  privilegio  assurdo,  perché  è  assurdo,  quindi
  inventandosi qualsiasi cosa.
   Si  era detto tagliamo del 50 per cento, tagliamoli tutti, ma  poi
  in realtà tutte battute giornalistiche.
   Dobbiamo  dire oggi ai siciliani quello che è successo  in  questi
  mesi.
   Avevamo  tre possibilità: una, che era quello di adottare l'intesa
  Stato-Regioni  che tagliava il 37 per cento, questa ipotesi  non  è
  stata  considerata; l'altra ipotesi era quella di tagliare  del  27
  per cento adeguandoci alla Conferenza dei Presidenti delle regioni,
  anche  questa  ipotesi dalla Commissione non è  stata  considerata,
  l'altra  ipotesi era adottare il testo della riduzione  del  9  per
  cento  che tutto fa tranne che ridurre la spesa, o per lo  meno  la
  riduce davvero di poco.
   Noi  spendiamo  18  milioni per gli assegni  vitalizi  ogni  anno,
  avremmo  potuto  tagliare circa 7 milioni di euro  all'anno  e  con
  questa legge, presentata dal Partito Democratico e da Forza Italia,
  si riduce il taglio al 9 per cento.
   Penso che sia doveroso, invece, farci una domanda: se è questo che
  vuole la Sicilia e che vogliono i siciliani da questo Governo.
   Le  cose  e  le  scuse inventate in Commissione sono state  tante:
  ricordo la proporzionalità del taglio, e vorrei spiegato, onorevole
  Cracolici,  come  un taglio lineare di tutti i vitalizi  garantisce
  una proporzionalità nella riduzione degli assegni; si è parlato  di
  diritto  acquisito, come se il diritto di 5 milioni di siciliani  è
  meno  importante del diritto acquisito da 300 parlamentari che sono
  stati  fortunati  e sono privilegiati da questo  Parlamento;  si  è
  parlato  di finanza derivata dell'ARS, che impedirebbe un risparmio
  per le casse della Regione siciliana, come se non sia possibile una
  riduzione  dello stanziamento in funzione del risparmio conseguito;
  e  ancora,  il  taglio dei soli vitalizi diretti e  la  limitazione
  della legge e della sua applicazione per soli 5 anni.
   Tutti  questi  discorsi,  tutte queste scuse,  hanno  bloccato  la
  Commissione  per  sei  mesi  dicendo  che  la  legge  che   avevamo
  depositato  noi, che rispecchiava quella dell'intesa Stato-Regioni,
  era una legge inventata e che le tabelle erano inventate.
   Ma  vorrei  entrare nel merito di qualche articolo  e  di  qualche
  emendamento che mi sono ritrovata nel fascicolo.
   Praticamente  l'articolo 1, per esempio, vuole fare intendere  che
  si  riducono  i  vitalizi e con l'articolo 2 ci si nasconde  dietro
  articoli e leggi degli anni '60 e '70 praticamente, ripristinate da
  altri  privilegi. Prima si aumenta la base contributiva del 18  per
  cento,  come  avviene  per alcune categorie di dipendenti  pubblici
  che, però, pagano i contributi su questa maggiorazione, mentre  noi
  non paghiamo nessun euro.
   Per  fare  un esempio: è vero che gli insegnanti dei nostri  figli
  quando  arrivano  andranno in pensione a 67  anni  e  11  mesi,  ma
  vedranno  la loro base contributiva aumentata del 18 per cento,  ma
  questi, in realtà, nella busta paga pagano i contributi sul 118 per
  cento.
   E  poi  un  altro  emendamento,  presidente,  concludo.  Un  altro
  emendamento  assurdo è quello che addirittura si vuole proporre  un
  aumento della base contributiva

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Marano, purtroppo  non  posso  fare
  continuare, le chiedo scusa, ma la ringrazio, perché altrimenti non
  finiamo, oggi.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  assessori  e
  soprattutto  cittadini da casa che ci ascoltano, io sono  veramente
  in  imbarazzo perché forse l'onorevole Cracolici, Di Mauro e  molti
  altri   -  onorevole  Cracolici  parlo  con  lei  -  dicevo,  forse
  l'onorevole Cracolici è da molto tempo che non frequenta

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci si rivolga  alla  Presidenza  non
  all'onorevole Cracolici

   SCHILLACI.  Si,  volevo soltanto riferirmi ad  alcune  cose  dette
  dall'onorevole  Cracolici, che probabilmente  non  frequenta  la  V
  Commissione  da  tanto  tempo, pur essendo un  veterano  di  questo
  parlamento.  Veda  noi  membri  della  V  Commissione,  da   quando
  rivestiamo  il mandato, abbiamo una serie di audizioni  giornaliere
  dove parliamo con 21mila precari, parliamo con ex sportellisti  che
  oggi  sono fuori dal mercato lavorativo, parliamo con gli  ASU  che
  non  hanno  neanche il diritto di prendere dei giorni di ferie  per
  andare  ad  assistere un parente o per andare ad  un  funerale  ed,
  invece, sento parlare sempre dei soliti privilegi.
   Noi  non stiamo parlando di diritti acquisiti, noi stiamo parlando
  di  privilegi  ed,  in  più,  vorrei dire  che  stamattina  abbiamo
  ricevuto  in V Commissione gli assistenti alla persona che lavorano
  nelle scuole, che sono coperti fino a dicembre del 2019, da gennaio
  non  avranno lo stipendio e non avranno un posto di lavoro. Io sono
  veramente  in  imbarazzo perché noi, come Parlamento siciliano,  io
  non posso tollerare questi discorsi. Noi dobbiamo dare un esempio e
  siamo  l'unica  regione  rimasta ad  approvare  questo  taglio  dei
  vitalizi, una vergogna. Come sempre arriviamo per ultimi, siamo per
  primi  nello scandalo dei vitalizi e siamo gli ultimi ad  approvare
  una norma che è una norma di buon senso e che ci accosta a tutte le
  altre regioni.
   Quindi chiedo a quest'Aula di prevedere il taglio dei vitalizi  in
  prima  istanza  accostandoci alla conferenza Stato-Regioni,  quindi
  prevedendo  il  taglio del 37% ed eventualmente alla  delibera  del
  consiglio  dei  Presidenti di tutte le altre  regioni  che  prevede
  l'eventuale 27%.

   PRESIDENTE. Mi permetto solo di dirle che, purtroppo, non è  stato
  del 37% ma mediamente del 10%.

   CAPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   assessori,
  Presidente mi scusi, ma quando ha deciso di contingentare i  tempi?
  Perché  siamo  in  discussione generale, lei sta concedendo  cinque
  minuti  che,  per  regolamento, non è  previsto.  Dovremmo  parlare
  almeno  dieci  minuti,  per cui se lei ci rende  edotti  quando  ha
  deciso  di contingentare questi tempi e rende edotta l'Aula, magari
  ci  adegueremo  alle  sue  determinazioni.  Però,  Presidente,  non
  possiamo  passare  da interventi di dieci minuti ad  interventi  di
  cinque  minuti.  O  la  legge si applica per  tutti  applicando  il
  regolamento o, viceversa, ci dica lei.

   PRESIDENTE. Onorevole Cappello, mi dispiace dirle che,  purtroppo,
  questa legge va approvata entro stasera, e se io non contingentassi
  un minimo i tempi non ce la faremmo. Per cui, mi dispiace dirlo, ma
  non  ho  che cosa fare, purtroppo ogni tanto i miei poteri li  devo
  poter utilizzare per queste cose, non è che mi faccia piacere  però
  siccome  entro  stasera dobbiamo approvare o bocciare,  poi  stiamo
  attenti se l'Aula boccia questa legge io non ho nessun problema.
   L'importante è che io abbia fatto il mio dovere, cioè abbia  fatto
  tutto  il  possibile  e  l'impossibile perché  venga  votata  entro
  stasera.  Se  poi l'Assemblea ritenesse di non fare il  taglio  dei
  vitalizi  e ritenesse di non votarla o votarne una diversa rispetto
  a  questa è l'Assemblea che decide ma il mio compito è farla  entro
  stasera e, di conseguenza, siccome sono iscritti a parlare tutti ci
  siamo  fatti  i conti che, per poterla fare entro stasera,  bisogna
  dare  cinque  minuti che non sono pochi perché se  pensiamo  che  a
  livello  europeo sono tre in tutto per qualsiasi discussione  credo
  che  cinque minuti non siano non fare parlare però, purtroppo,  non
  ho alternative.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  dietro
  ogni   parola  c'è  un  concetto:  nel  momento  in  cui   cambiamo
  significato  alla parola, cade il pensiero e cade il  concetto.  Io
  smetterei di chiamarli vitalizi: li chiamerei privilegi,  perché  è
  questo  quello che sono. Noi abbiamo per anni parlato  di   diritti
  acquisiti ,   quando   invece  la  popolazione   li   ritiene   dei
   privilegi .  Se iniziamo a chiamarli come privilegi, probabilmente
  iniziamo  ad  affrontare  la discussione  con  un  impegno  diverso
  rispetto a quello che ci siamo portati.
   Presidente, a me dispiace denunciare il fatto che il fascicolo che
  mi  è  arrivato  sullo scranno è parziale, non ci  sono  tutti  gli
  emendamenti,  mancano gli emendamenti dell'onorevole Figuccia,  che
  per  mesi  è  andato in televisione, e in questo  scranno  e  nelle
  strade,  ad essere il paladino nella lotta contro questi privilegi,
  per difendere la buona proposta del Governo nazionale del Movimento
  5  Stelle,  e  invece  mi  ritrovo solamente  gli  emendamenti  del
  Movimento  5  Stelle  e  di qualcuno, come  detto  poco  fa,  della
  maggioranza.
   Vede  cosa  fa  la  differenza tra chi vuole e  porta  avanti  una
  battaglia  a  tutti i livelli, Camera, Senato, Assemblea  regionale
  siciliana, e chi fa semplicemente propaganda? La differenza sta nel
  lavoro.  Il  lavoro  differenzia chi decide di portare  avanti  una
  battaglia,  e  lo  fa presentando gli emendamenti e  mettendoci  la
  firma - e la faccia - così come lo sta facendo la Commissione, così
  come  lo  sta  facendo  la maggioranza, così come  lo  sta  facendo
  l'opposizione; e chi, invece, si spreca semplicemente in  sproloqui
  in televisione che danneggiano la nostra regione, in manifestazioni
  che, invece, non producono assolutamente nulla.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessori,
  cittadini,  oggi, visto che a molti di noi piace il  calcio,  userò
  una  metafora  calcistica.  Tutto il parlamento,  tutti  noi,  oggi
  potevamo  tirare  un calcio di rigore. E questo calcio  di  rigore,
  forse,  potevamo  tirarlo senza il portiere in porta.  Però  questa
  Assemblea regionale, volutamente, nonostante non ci sia il portiere
  dall'altra parte, sta tirando questo calcio di rigore fuori.
   Ammettiamolo,  signor Presidente, dall'esterno noi  deputati  e  i
  vitalizi  che prendono gli ex deputati - e che un domani prenderemo
  pure  noi,  chiamiamola  pensione  ma  sempre  un  vitalizio  è   -
  dall'esterno,  da  tutti i siciliani - perché qui  stiamo  parlando
  solo di 317 siciliani - da tutto il resto dei siciliani questa cosa
  non è vista bene  Non è vista bene in modo assoluto
   Signor  Presidente, noi di vitalizi ne parleremo  questa  sera  in
  Aula, e poi nasconderemo il tutto, così come è nascosto all'interno
  del  sito  web  dell'Assemblea regionale siciliana. Sono  andato  a
  cercare  nel  sito  web  dove fosse la voce sui  vitalizi.  Ebbene,
  all'interno  del  sito  dell'Ars,  c'è  un  link:   Amministrazione
  trasparente  -  altri  contenuti ,  io  mi  aspettavo  un  apposito
  collegamento    vitalizi ,  perché  ho  ascoltato  gli   interventi
  puntuali nel difendere questi vitalizi.
   Signor  Presidente, al netto di 157 ex deputati a  cui  noi  diamo
  assegni  di vitalizi diretti, noi abbiamo una spesa complessiva  di
  735.000  euro,  per  un importo medio di 4.684  euro,  per  157  ex
  deputati.  E  vado  avanti, e questo è sempre inserito  all'interno
  dell'area   altri  contenuti ,  perché  non  li  vogliamo  chiamare
  vitalizi.  Diamo assegni vitalizi di reversibilità a  124  persone,
  per  una  spesa complessiva mensile di 566.000 euro per un  importo
  medio  di  euro  4.570,00. Poi abbiamo le pensioni dirette  con  il
  sistema  pro-rata: ne abbiamo 36 e anche lì noi abbiamo  una  spesa
  complessiva di 194 mila euro per una spesa media di 5.392,00  euro,
  5.392,00 euro  E ancora, abbiamo un ulteriore sistema pro-rata  per
  quattro  altri  deputati e un sistema contributivo per  quattro  ex
  deputati, per un totale di 18 milioni di euro l'anno.
   Ora,  di  fronte  a questi numeri, qualunque tipo  di  formalismo,
  qualunque tipo di puntualità nell'andare a descrivere le scelte che
  questa  Assemblea regionale siciliana farà questa sera non  trovano
  giustificazione  all'esterno e diceva bene  la  mia  collega  Foti,
  altre  regioni in passato hanno agito su questo tema,  hanno  agito
  sul  tema  dei  vitalizi. La Regione siciliana no   Oggi  ci  viene
  concesso  un  rigore  a porta vuota e anche oggi  questa  Assemblea
  decide  di buttare fuori la palla e vi dirò di più. Io me  li  sono
  andati a leggere gli emendamenti. C'è un emendamento che non  mi  è
  chiaro, che a un certo punto mi sembra quasi che questo emendamento
  aggiuntivo  aumenti  il  vitalizio per  il  futuro  perché  anziché
  calcolarlo  su  un  importo di 6.600,00 euro il  vitalizio  per  il
  futuro,  verrà calcolato su un importo di 11 mila euro. Ora  questo
  emendamento è a prima firma dell'onorevole Cracolici che ovviamente
  poi  quando si parlerà di questo emendamento aggiuntivo  magari  lo
  descriverà  al meglio e può essere che ho capito male io  la  ratio
  dell'emendamento stesso.
   Però  dico, Presidente, colleghi a fronte di una scelta che poteva
  andare a tagliare quei 18 milioni di euro del 37% o del 27%, stiamo
  decidendo questa sera e cerchiamo di far veloce, in modo  tale  che
  non se possa parlare più, vero Presidente?

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, io ho ascoltato l'arringa,  cioè  la
  relazione  difensiva del relatore di questo disegno di legge  e  ho
  preso  così  qualche  appunto. Ho fatto un paragone  con  le  altre
  regioni d'Italia, quasi come se noi fossimo paragonabili da  ultima
  regione d'Italia alle altre regione d'Italia.
   Noi,  almeno sul vitalizio non vorremmo primeggiare. Si è  parlato
  di sistemi di rideterminazione, di rideterminazione retroattiva, di
  sistemi  di  calcolo, di rivalutazione ISTAT, di  algoritmi,  tutte
  queste  parole per nascondere una grande, secondo me, ipocrisia  di
  fondo  che  è  quella  di  far passare per  pensioni  qualcosa  che
  pensioni  non sono, che non stiamo assolutissimamente  parlando  di
  pensioni  ma parliamo di assegni, parliamo di privilegi  e  non  si
  possono  accostare i privilegi ai diritti, non si  può  parlare  di
  diritti acquisiti quando si parla di privilegi, possiamo parlare di
  privilegi  da  togliere nella maniera più assoluta e questo  non  è
  stato fatto. Privilegi che aumentano ancora di più la distanza  che
  c'è  tra  questo Palazzo e i cittadini che stanno fuori  da  questo
  Palazzo.
   Mi  sarei aspettato una riforma molto più coraggiosa nei confronti
  di chi non ha garantito nemmeno i diritti essenziali come trasporto
  pubblico  locale, l'Assessore La Galla per esempio sa bene  che  ci
  sono  ancora degli studenti universitari che aspettano le residenze
  universitarie.  Stiamo parlando di 20 milioni di  euro  l'anno  che
  sarebbero potuti essere utilizzati diversamente, quasi 100  milioni
  di  euro in una legislatura. Quante cose si potrebbero fare con 100
  milioni di euro in una legislatura, per esempio le residenze  degli
  studenti  o garantire un contratto a tempo indeterminato  ai  tanti
  precari che abbiamo in questa Regione, ma ci voleva, appunto,  come
  dicevo  poca fa, una riforma coraggiosa. Il coraggio che è  mancato
  davvero ad affrontare questo tipo di disegno di legge e come diceva
  qualcuno il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può mai dare.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che  noi
  stiamo  perdendo l'ennesima occasione. L'ennesima occasione in  cui
  questo  Parlamento avrebbe potuto far comprendere ai siciliani  che
  le  condizioni di povertà assoluta che stanno vivendo  sono  quanto
  meno conosciute a questo Parlamento.
   Perché, vede, questo taglio dei vitalizi, questo taglio di  questi
  soldi  che  vengono dati agli ex deputati non nasce con forma,  con
  volontà  punitiva  di  queste persone, ma nasce  semplicemente  per
  riequilibrare  quelle squilibrio sociale che quelle stesse  persone
  hanno  causato.  Perché i debiti di oggi, lo stato  di  povertà  di
  oggi,   è  stato  causato  da  una  classe  politica  assolutamente
  inadeguata al ruolo cui era stato demandato. E mentre causavano  la
  povertà  di questo Paese, hanno anche avuto il barbaro coraggio  di
  creare delle norme che li differenziassero totalmente non solo  nel
  loro  stato attuale allora vigente, ma anche in quello che  sarebbe
  stato  il futuro loro e delle loro famiglie. Perché questi  soldini
  che  questi  signori prendono non solo sono sicuramente  in  misura
  superiore  da quelli che percepisce un lavoratore di questo  Paese,
  una  persona  che questi vitalizi con le sue tasse li mantiene,  ma
  sono  anche  trasmissibili  con  la forma  della  reversibilità  in
  maniera ultrattiva, perché non vanno soltanto alla moglie,  non  va
  solo  per il figlio minorenne, non va solo nei confronti del figlio
  che  studia all'università, per tutti i comuni mortali, vanno anche
  oltre alla generazione perché dobbiamo garantire a chi è figlio  di
  qualcuno di dovere godere per tutta la vita.
   E  allora io vi dico una cosa: non era questo il compito  che  era
  stato  assegnato  dalla  legge nazionale, il  compito  della  legge
  nazionale non verte se è il 9%, se è il 15%, se è per tre anni o se
  è  per 5 anni. Il compito era di togliere, eliminare per sempre una
  vera  schifezza, un'ingiustizia sociale e non è quello  che  stiamo
  facendo in questo Parlamento.

   PRESIDENTE.  È  iscritta a parlare l'onorevole  Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, gentili onorevoli colleghi,  gentili
  coloro  che  si sentono gentili. Chi non lo è non se la prenda.  Il
  mio non sarà un intervento tecnico, signor Presidente, perché penso
  che  il  relatore della Commissione, gradirei un po' di silenzio  e
  che  lei  non  mi  contingentasse il tempo  che  sto  perdendo  per
  rispondere e per richiedere il silenzio.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Sammartino  non  dia   le   spalle   alla
  Presidenza.
   Quante  volte glielo devo dire al giorno? È la seconda  volta,  ma
  agli  altri ancora non glielo mai, a lei già due volte, rischia  di
  battere il record mondiale.

   LO  CURTO.  Dicevo: il mio non sarà un intervento tecnico,  quanto
  piuttosto  un  intervento politico perché io sono qui  nella  veste
  istituzionale di rappresentante del popolo siciliano e quindi ho il
  dovere di intervenire dando un taglio politico al ragionamento  che
  intendo fare.
   Anche   perché  sul  piano  tecnico  la  relazione  dell'onorevole
  Cracolici,  che  non  è  stata frutto  di  un'invenzione  o  di  un
  artificio,  ma  si  è  basata  su  uno  studio  molto  accurato   e
  approfondito  del  tema che, ovviamente, ha visto confrontarci  con
  posizioni   diverse,   naturalmente,   ma   con   estrema    onestà
  intellettuale  anche acquisendo pareri, audizioni,  importantissime
  sul piano della qualità del contributo.
   E  allora,  su  che cosa baserò questo intervento? Sul  fatto  che
  ritengo  che  qui stasera si stia consumando l'ennesimo  drammatico
  tentativo   di   una   classe  politica  che   cerca   lo   scontro
  generazionale, di fare pesare cioè a questo Parlamento  e  di  fare
  immaginare che ci sia una parte che si cura dei giovani e del  loro
  futuro, una parte che pensa ai precari, alle famiglie deboli,  alle
  fasce  di  disoccupati, ai coloro che hanno bambini o  persone  con
  situazioni  di handicap gravi e invece ci sono quelli che  vogliono
  difendere privilegi di casta.
   Ebbene,  le  cose non stanno così perché con grande onestà  vorrei
  porre   una   domanda  essenziale  e  vorrei  anche  una   risposta
  altrettanto  chiara ed essenziale - vorrei conoscere, onorevole  Di
  Mauro, la prego, abbia pazienza - vorrei conoscere e vorrei che  mi
  rispondeste  a questa domanda, quali interventi, quali  iniziative,
  quali  ponti, quali strade, quali iniziative siano state finanziate
  con  i  risparmi  fatti da Camera e Senato dai tagli  ai  vitalizi,
  quali  interventi  della  stessa  natura  siano  state  calate   in
  provvedimenti  di  natura  finanziaria che  vada  a  beneficio  dei
  giovani, delle classi sociali deboli, dei più diseredati di cui noi
  non  ci  occupiamo perché ci sono trecento privilegiati  che  hanno
  servito il popolo siciliano, lo hanno servito.
   Il  concetto di servizio è un concetto legato alla democrazia - la
  prego  ho  sentito ciò che lei ha detto - ne avrei  da  dire  e  da
  ridire,  abbia  la compiacenza di formulare una risposta  alla  mia
  domanda  se  qui  si  fa con onestà il proprio lavoro.  Qui  invece
  abbiamo  l'onda populistica di chi anziché governare con  senso  di
  responsabilità i processi per fare della Sicilia una terra ricca di
  economia  e libera dalle mafie e dalla corruzione, si sta  tentando
  di dire che la Sicilia sta facendo altro.
   Questo Parlamento abbia il coraggio di dire la verità e voi Cinque
  Stelle che siete giovani dovreste avere il coraggio di non invocare
  la  presenza  dei giovani a cui raccontate ogni giorno bugie,  come
  quelle che state raccontando su questa legge che taglia i vitalizi.
  Tagliere  i  vitalizi io lo ritengo, Presidente, sapete  che  cosa?
  Oltre  che  un  arrogante  abuso di un governo  che  ricatta  nella
  maniera  più  squallida e mafiosa le regioni imponendo  loro  o  il
  taglio  o niente trasferimenti, atteggiamento e metodo dei mafiosi,
  lo ribadisco, e invece un atto di responsabilità che viene compiuto
  dal  nostro Presidente che poteva impugnare questa legge, non  l'ha
  voluto fare perché da buon padre di famiglia vorrebbe contribuire a
  rendere possibile un risparmio.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, intervengo su questa materia per  dire
  che  l'ennesima materia, argomento che affrontiamo e per  il  quale
  tutto ciò che viene fatto qui viene considerato relativo, in questo
  Parlamento c'è qualcosa di diverso rispetto alla realtà che si vive
  fuori  e  la realtà che vivono tutti i lavoratori, tutte le persone
  che  lavorano e che poi vanno in pensione e che vanno  in  pensione
  con un sistema contributivo, che se decedono lasciano solamente  ai
  superstiti la propria pensione. Quello che avviene qui è diverso, è
  completamente un'altra cosa, qui la pensione si lascia,  almeno  il
  vitalizio lo si lascia al figlio, al nipote, ma la regola  è  stata
  aggirata perché era stato detto che si poteva lasciare se in  stato
  di bisogno.
   E  chi  è  che non è in stato di bisogno se non c'è un reddito  in
  casa? E quello  in stato di bisogno  diventa possibile per cui  una
  persona  che  è stata qui, in questo Parlamento, a volte  anche  un
  giorno,  ha  lasciato  il vitalizio al figlio.  Evitiamo  anche  di
  citare queste cose, va bene, ma questo è per fare solamente un  po'
  di populismo, e fatemelo fare  Mettiamo in contraltare sapete cosa
  Proprio  quei lavoratori che abbiamo ricordato con quel  minuto  di
  silenzio  all'inizio, quando abbiamo pensato in  quel  momento,  in
  quel  minuto  di  raccoglimento io ho pensato: e le  famiglie  come
  faranno?
   Le  famiglie dei parlamentari che si sono avvicendati prima di noi
  in  questa  stessa  Aula non avevano neanche quel  pensiero  perché
  sapevano  che  comunque i loro parenti avrebbero avuto  vitalizi  a
  vita, che non so se si possa dire però è così: vitalizio a vita, ed
  anche bello consistente, di un importo abbastanza rilevante.
   Nell'aprile del 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha indicato, come
  necessario,  una  riduzione  anche dei Consigli  regionali,  tutti,
  degli  importi  distribuiti come vitalizi, ed era proprio  in  quei
  giorni,  il  3  aprile  2019,  il  momento  in  cui  il  Presidente
  dell'Emilia  Romagna,  Bonaccini,  commentando  la  notizia   della
  Conferenza Stato-Regioni dice che la sua Regione si comportava  già
  in  maniera  più  sobria  e  aveva da anni  ridotto  l'importo  dei
  vitalizi ed erano quelli che prendevano meno di tutti etc.  etc.  e
  avevano  ridotto nella misura pari a quella che era  stata  chiesta
  dalla  Conferenza Stato-Regioni, e così per correggere anche quelle
  notizie  che  sono  state date, lei ha detto, in  quel  particolare
  teatrino  che  avete  avuto col Presidente quando  commentavate  le
  percentuali,  le  altre Regioni avevano già esercitato  un  taglio,
  anche  la  Regione Emilia Romagna aveva già esercitato un taglio  e
  quindi dopo la Conferenza Stato-Regioni è chiaro che non aveva  più
  nulla  da tagliare visto che aveva già ridotto notevolmente  ed  in
  linea  ed  in  misura di quanto richiesto dalla  Conferenza  Stato-
  Regioni.
   Avete citato quello che abbiamo citato noi, il Consiglio Regionale
  della  Campania, prima ho sentito di nuovo la capogruppo  e  mi  ha
  detto  che hanno applicato integralmente, hanno recepito  la  norma
  così come venuta fuori dalla Conferenza Stato-Regioni, così l'hanno
  applicata in Campania, stanno ancora ricalcolando tutto.  E  quello
  che  sarà,  sarà una riduzione di circa il 18-20%, non  del  9%.  E
  allora  dobbiamo  dare anche delle risposte  alle  persone  che  ci
  guardano  in  tv,  alle  persone che ci  leggeranno  sui  giornali,
  dobbiamo  dare  una risposta però concreta, non del  9%,  non  solo
  così, non è questo, la misura è sbagliata, dobbiamo creare anche la
  possibilità dai cittadini di potersi sentire uguali a noi che siamo
  pure  cittadini,  non  possiamo stare staccati  dalla  realtà,  non
  possiamo stare così lontani da ciò che succede nel resto del mondo,
  facciamo  avvicinare questo Parlamento sempre di più ai  cittadini.
  Grazie.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Siragusa,  poi
  l'onorevole   Cappello  e,  se  non  ci  sono   altri   interventi,
  l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.

    SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  in
  realtà  non  volevo  intervenire, mi  ha  sollecitato  l'intervento
  dell'onorevole   Di   Mauro  quando  ha   parlato   di   nocumento.
  Effettivamente  mi  sono posto qualche domanda, poi  è  intervenuto
  l'onorevole  Di  Paola che ha iniziato ad elencare le  medie  delle
  pensioni  dei  vitalizi che noi andiamo erogando, medie  prese  dal
  sito   ufficiale   dell'Assemblea   regionale   siciliana   e   non
  dall'associazione ex deputati che, mi permetta onorevole Cracolici,
  qualche  dubbio  sull'attendibilità me lo  fa  nascere.  E  abbiamo
  sentito  che abbiamo, più o meno, vitalizi medi di 5 mila  euro  al
  mesi  e  quindi  ho pensato: ma un taglio del 30% - infatti  volevo
  arrivare  poi  a fare degli esempi pratici che sono quelli  che  mi
  sono  fatto  io nella mia testa - una persona che per vent'anni  ha
  smesso  di  fare  il  deputato, vent'anni fa, e  per  vent'anni  ha
  guadagnato 5 mila euro al mese, se da oggi in poi ne guadagna 3.500
  io non riesco a vederlo oggettivamente il nocumento o forse abbiamo
  perso  il  contatto  con la realtà e io non voglio  riferirmi  alle
  categorie  più  svantaggiate. La mia collega Foti parlava  di  Asu,
  parlava di precari, io voglio parlare di chi, invece, un lavoro  ce
  l'ha,  ovvero  mi  riferisco alle Forze Armate, mi  riferisco  agli
  insegnanti,  ovvero alle persone che hanno un lavoro  regolare,  ma
  che non arrivano a prendere 1.300, 1.400, 1.500 euro al mese quando
  va bene. E noi ci poniamo dei problemi se persone che per vent'anni
  hanno  guadagnato 5.000 euro, da adesso fino alla fine  della  loro
  vita ne guadagnano 3.500?
   Penso  che viviamo in un mondo che è completamente astratto  dalla
  realtà - e mi riferisco all'onorevole Lo Curto - questo non salverà
  la  Sicilia,  questi tagli non salvano la Sicilia, ma  si  chiamano
  principi, esempio che noi in un momento di crisi, in un momento  di
  difficoltà   da   classe   dirigente  dovremmo   dare   ai   nostri
  concittadini.
   E  sempre riferendomi a quanto affermato dall'onorevole Lo  Curto,
  che  dice  che siamo un Governo di mafiosi che non è  in  grado  di
  governare  i  processi, voi è più di quarant'anni che  governate  i
  processi e questi sono i risultati

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  cittadini,  io
  credo  che  oggi si misurino due concezioni della politica:  da  un
  lato  abbiamo  un  Gruppo parlamentare che è quello  del  Movimento
  Cinque  Stelle, che si considera dipendente dei cittadini,  che  si
  decurta  lo stipendio, che quella parte in eccedenza la  destina  a
  dei progetti collettivi e di interesse collettivo, e un'altra parte
  che  ritiene  una politica qualcosa di diverso, un'altra  parte  di
  parlamentari che, invece, si sono confinati in un mondo che con  la
  realtà  non c'entra nulla e di quel modo, e di quel mondo  si  sono
  innamorati.
   Ora,  a  me  verrebbe  facile chiedere  a  quest'Aula  quanti  dei
  parlamentari  presenti domani avranno diritto al  vitalizio,  e  mi
  verrebbe  anche facile dire quanto è alto il conflitto di interessi
  da  parte di chi oggi è chiamato a votare un taglio su ciò che a se
  stesso  spetterà  magari  al  termine  di  questa  legislatura  ma,
  Presidente, non lo farò perché non voglio ridurre il mio intervento
  a becero populismo, però è una realtà inconfutabile, così come sono
  confutabili i dati che l'onorevole Cracolici ci ha elencato.
   Collega  De  Luca  questo  Parlamento  non  sta  perdendo   alcuna
  occasione, perché questo Parlamento non vuole alcuna occasione  per
  cambiare.
   In  questo Parlamento è insito questo modo di fare, perché qui  la
  maggioranza delle persone ha diritto al vitalizio, quello  che  noi
  vogliamo  togliere  ai loro ex colleghi, anzi no  non  lo  vogliamo
  togliere,  vogliamo tagliarlo, vogliamo ridurlo, vogliamo  fare  si
  che  chi  ha  fatto  politica  sia  considerato  sotto  il  profilo
  pensionistico  alla stregua di qualunque lavoratore, vogliamo  fare
  si  che  quello  che  fino a ieri, ad oggi e  che  forse  ci  vedrà
  perdenti  in questa votazione, quindi a domani o almeno per  cinque
  anni  da  vitalizio  si  trasformi  in  pensione,  che  da  sistema
  retributivo si passi a un sistema contributivo ma che il taglio sia
  vero.
   Noi,  signor Presidente, ce l'abbiamo  messa tutta per cercarvi  e
  cercare  un  terreno che è quello che voi continuate a  rivendicare
  della   mediazione,  perché  noi  ci  sentiamo  parte   di   questa
  istituzione e la rivendichiamo con orgoglio e cerchiamo di onorarla
  tutti  i giorni con la nostra presenza nelle Commissioni e in Aula,
  tanto  è  vero  che  siamo  qui  a  votarla  questa  legge,  contro
  ovviamente, perché voteremo rosso e chiederemo il voto per  appello
  nominale, articolo per articolo, emendamento per emendamento. E  sa
  che  cosa  mi  dispiace?  Che non ci sia il Presidente  Musumeci  a
  votare  questa  importante riforma che dovrebbe consistere  in  una
  svolta,  in  una  pagina  che  si svolta,  perché  oggi  vi  daremo
  dimostrazione  -  come abbiamo fatto sempre -  che  tutti  dovremmo
  metterci  la  faccia, quando votiamo il rosso,  quando  votiamo  il
  bianco, quando votiamo il verde. Però, mi dispiace, che non ci sia,
  ne prendiamo assolutamente atto.
   Presidente Micciché, noi voteremo bianco, rosso o verde anche  col
  voto segreto, ma non è questo il tema.
   Io vi esorto ancora una vota, noi abbiamo lavorato in Commissione,
  io  ringrazio  le  mie colleghe perché hanno fatto  un  grandissimo
  lavoro  e soprattutto per la pazienza che hanno dimostrato  durante
  le  innumerevoli sedute, perché, vede, rispetto a  tutto  il  resto
  della  Commissione,  probabilmente, le mie  colleghe,  a  nome  del
  Gruppo,  sono  sembrate  due squilibrate,  perché  hanno  avuto  il
  coraggio di parlare di vita reale, in un posto in cui di reale  non
  c'è assolutamente nulla.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone. Passiamo,
  poi, alla votazione degli articoli.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
  attenzione  massima,  così  com'era  dovuto,  la  dotta   relazione
  dell'onorevole Cracolici. L'onorevole Cracolici non si è  dilungato
  divagando  su  argomentazioni fragili e non  tecniche.  L'onorevole
  Cracolici, riassumendo egregiamente i lavori della Commissione,  ha
  elaborato un testo tecnico di assoluto pregio.
   Mi  piace  ricordare,  signor Presidente,  che  nella  Commissione
  presieduta  dall'onorevole Pellegrino, sono stati  auditi  eminenti
  giuristi,  che  hanno contribuito fattivamente a  questo  testo  di
  legge.  Non  è  un  testo di legge, così, fatto per  caso  ed  alla
  meglio.  Sono stati sentiti il professor Guido Corso, il  professor
  Scala,  eminenti  giuristi, la dottoressa Mundo,  coordinatrice  di
  statistica  dell'INPS,  il  responsabile  INPS  del  Gabinetto  del
  Presidente  dell'INPS,  gli uffici, il dottore  Scimé,  il  dottore
  Bologna,  che  hanno  dato un contributo  ad  un  testo  di  legge,
  assolutamente, ineccepibile.
   Prima  di ripetere i numeri forniti dall'onorevole Cracolici,  che
  sono,  come  dire,  la  stella cometa, perché  noi  non  ci  stiamo
  discostando  né  dalla  legge, né dalle  altre  Regioni  che  hanno
  adottato il testo di legge. Noi stiamo agendo su quella falsa  riga
  -  e, mi sia consentito, ho letto gli altri disegni di legge -  con
  un disegno tecnicamente di maggiore pregio giuridico.
   Signor  Presidente,  la  mia costatazione di  amarezza  davanti  a
  quello che sta accadendo è la seguente: sapete colleghi, coloro che
  hanno  maturato,  quello  che  voi  chiamate,  consentitemelo,   un
  privilegio,  io  chiamo  un diritto, erano persone  come  noi  che,
  stamattina, si sono alzate alle ore 6.00 per arrivare puntuali alle
  ore  9.00  in Commissione, che hanno studiato tutto il giorno,  che
  pomeriggio  sono  qui  a faticare, rappresentando  il  popolo.  Non
  pensiate  che quelle 191 persone erano cittadini di serie B.  Erano
  cittadini come noi. Cittadini onesti, cittadini che hanno lavorato.
  Questo  mi  sia consentito. Non mi rivolgo ai 5 Stelle, faccio  una
  considerazione di carattere generale: questo sporco gioco populista
  sta distruggendo l'Italia e le istituzioni.
   Noi  non  stiamo  difendendo 100, 200, 300, stiamo  difendendo  le
  istituzioni. Stiamo difendendo, signor Presidente, le  regole.  Noi
  non  siamo venuti qui ad approntare un testo di legge  sbarazzino .
  E'  stata istituita una Commissione. Questa Commissione ha sentito,
  ascoltato, audito fior di giuristi. Questa Commissione ha partorito
  un   eccellente   provvedimento  di  legge.   Questa   Commissione,
  addirittura,   ha   previsto  e  preveduto  una  percentuale   che,
  certamente,  è superiore a tante altre Regioni, perché sui  numeri,
  si  può  barare  su tutto badate, si possono avere le  opinioni  su
  tutto  ma,  sui  numeri  non  si  può  discutere,  sono  risultanze
  oggettive.
   Ed  allora,  o in Italia c'è una massa di furfanti,  in  tutte  le
  Regioni,  o qualcosa - consentitemi, colleghi del Movimento  Cinque
  Stelle, sapete come io mi approccio sempre con rispetto ed eleganza
  - del vostro ragionamento non funziona o non ha funzionato.
   E'   inutile   parlare   di  ASU,  perché  quello   è   populismo,
  consentitemelo, è inutile parlare della Sicilia che soffre,  che  è
  in  ginocchio  -  lo sappiamo - qui stiamo parlando  di  altro,  di
  difesa delle istituzioni.
   Quindi, Presidente, Fora Italia è convinta che questo sia un  buon
  disegno di legge, Forza Italia non difende nessun privilegio, Forza
  Italia voterà in maniera convinta una legge della Regione siciliana
  di assoluto prestigio.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Colleghi, per la prossima volta, quando  io  dichiaro
  chiuse  le  iscrizioni a parlare o mi avvertite prima -  avevo  già
  dichiarato chiuse - sia per l'onorevole Savarino che Zafarana.
   Ovviamente,  a due belle donne così non si può dire di  no   Però,
  onestamente avevo già detto che erano chiuse.

   SAVARINO. Grazie Presidente, ma sia io che l'onorevole Zafarana ci
  siamo  conquistate questo scranno per altre virtù che non  sono  la
  bellezza

   PRESIDENTE.  Non c'è dubbio su questo  La mia è una battuta  e  la
  prego  di viverla come tale perché non sono un sessista  Non le  ho
  dato  la  parola perché è donna  Ho avuto il piacere  di  farle  un
  complimento dandole la parola  Soltanto questo.

   SAVARINO. Va bene, allora ne accetto con garbo la galanteria.
   Intervengo,  Presidente,  su un tema  che  tutti  sappiamo  essere
  particolarmente pruriginoso. Stasera qualcuno si è  dimenticato  di
  sottolineare  che stiamo parlando di un taglio di  vitalizi  che  è
  passato perché i vitalizi non si maturano più.
   Oggi,   ormai,  è  un  sistema  totalmente  diverso,  un   sistema
  contributivo  per cui stiamo parlando di un taglio  che  avverrà  a
  persone che hanno un nome e cognome, che sono al momento 193 di cui
  conosciamo nome, cognome ed anche quello che prendono mensilmente.
   Stiamo  parlando  di un taglio che verrà fatto ad  alcune  persone
  che,  appunto,  hanno già acquisito questo diritto  e  che,  a  mio
  avviso - in questo parlo da giurista - è un taglio che, per come  è
  stato immaginato dal Governo nazionale,  è a rischio di impugnativa
  e di illegittimità costituzionale.
   Premesso  questo,  dobbiamo  considerare  il  momento  in  cui  ci
  troviamo come Sicilia e la scure di una richiesta, che venga  fatto
  come  nelle  altre regioni, un taglio che può essere considerato  -
  visto  anche il momento di difficoltà e di crisi economica  che  la
  nostra Terra sta attraversando, come un contributo che possa essere
  chiesto  anche a chi ha maturato questo vitalizio e che  adesso  lo
  sta recependo.
   Io  ho  apprezzato  il lavoro che ha fatto la  Commissione  ed  il
  puntiglio con cui hanno esaminato i testi, le proposte e  tutte  le
  criticità.  Sapete bene che il Gruppo DiventeràBellissima  rispetto
  al  testo definito ha sottolineato delle criticità ed ha presentato
  degli emendamenti.
   Mi  sono  permessa, insieme al collega Genovese, di presentare  un
  subemendamento perché ritengo che la proposta che è arrivata  dalla
  Commissione,  con  la  limitazione  che  condivido  -   perché   un
  contributo  di  solidarietà  deve avere  un  limitazione  temporale
  perché, altrimenti, diventa illegittimo, quindi, quella temporale -
  possa  essere immaginato non come un taglio lineare del 9  e  rotti
  per  cento su tutti in maniera uguale (stiamo parlando di  vitalizi
  passati, ripeto, che hanno un peso diverso) e, ritengo, che, come è
  stato  detto  anche  da altri colleghi prima di me  questo  taglio,
  questo  contributo  di solidarietà che a questi vitalizi  noi  oggi
  chiediamo,  possa essere fatto in maniera proporzionale rispetto  a
  quanto  viene percepito mensilmente. Perché sappiamo che di  questi
  193  una quarantina prendono 2.500,00 o poco più ma sappiamo  anche
  che  di  questi  193  una  quarantina prendono  oltre  i  7.000,00-
  8.000,00.
   Per  cui abbiamo presentato col collega un emendamento che dà  una
  percentuale  di  solidarietà diversa, quindi di  taglio,  a  questi
  vitalizi  passati  che  va  dal  9  per  cento  individuato   dalla
  commissione per i vitalizi più bassi fino ad un 20 per cento per  i
  vitalizi  più  alti, che sono una quarantina intorno  ai  7.800,00-
  8.000,00 euro mensili.
   Questa  è  una  proposta in un momento di sacrificio che  possiamo
  chiedere  a  chi  al momento sta percependo questi vitalizi  e  che
  ritengo  che  in vista, appunto, di quella che è la  situazione  di
  crisi  economica  e di contributo di solidarietà  che  lei  stesso,
  presidente,  ha  chiesto  anche ai nostri funzionari  e  ai  nostri
  dirigenti, possa essere chiesto, in maniera proporzionale, anche  a
  chi  ha  acquisito questo diritto e che, quindi,  in  questa  sede,
  possa essere approvato. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie a lei, onorevole. Ora su questo discutiamo  un
  attimo   perché,  onorevole  Savarino,  su  questa   sua   proposta
  discutiamo  un attimo, avete presentato l'emendamento e  lo  stiamo
  verificando  perché,  per  quanto mi riguarda  tutto  va  bene,  il
  problema  è  che per evitare la cosiddetta mannaia del  taglio  dei
  trasferimenti, per quello che serve, ma insomma, bisogna  adeguarsi
  al sistema contributivo.
   Questa  cosa qui è una cosa su cui, personalmente, sarei d'accordo
  ma  dovremmo trovare il sistema di adeguarlo comunque al cambio  di
  metodo,  adeguandoci al metodo contributivo anche  per  i  vitalizi
  antichi,  poi  se si può inserire una cosa di questo  genere,  però
  dopo esserci adeguati, va bene.
   La  discutiamo ora durante la votazione, poi, con gli emendamenti,
  però  sono  favorevole, cioè sono d'accordo su quello  che  lei  ha
  detto e dobbiamo soltanto verificare questa possibilità.
   Onorevole  Zafarana, prego, senza nessun complimento la  prego  di
  parlare.

   ZAFARANA. Sì, Presidente, colleghi, cittadini, rappresentanti  del
  Governo, grazie senza nessun complimento perché comunque non  è  né
  il luogo né il momento e, pertanto, io parlo chiaramente in qualità
  di  deputato, avendo chiesto la parola, com'è nelle mie funzioni  e
  la chiudiamo qua.
   Bene,  una riflessione in discussione generale su questo tema.  Io
  credo,  diciamo, con gli strumenti che personalmente ho di  analisi
  dei  tempi,  che esistono dei processi e che noi attualmente  siamo
  all'interno  di  un processo storico che è iniziato  da  parte  del
  popolo  italiano  che  si è reso conto, una coscienza  civica,  che
  storicamente da un decennio a questa parte si è reso conto  che  le
  assurdità dello spreco della finanza pubblica era ormai arrivata  a
  livelli indescrivibili, a livelli incontrollabili.
   E  questo processo ha portato, attraverso un ulteriore processo di
  coscientizzazione   di   presa   d'atto   e   di   assunzione    di
  responsabilità, a una riflessione sul dove stiamo andando.
   Il  tema dei vitalizi, il tema della spending review, il tema  dei
  costi  della politica a tutto tondo, per fortuna che è stato  messo
  all'attenzione dell'opinione pubblica e per fortuna che ci  sono  i
  cittadini che nell'urna scelgono poi i loro rappresentanti.
   E  questo  processo che è cominciato, diciamo così, più  di  dieci
  anni  fa ma ha preso corpo e concretezza soltanto recentemente,  ha
  preso  una  accelerazione forte e io voglio dire che ha  preso  una
  accelerazione  forte proprio quando il Movimento  Cinque  Stelle  è
  andato  al  Governo  di questo Paese e quando il  Movimento  Cinque
  Stelle, rappresentato a grande richiesta dei votanti del Movimento,
  degli  elettori,  siamo riusciti ad entrare, veramente,  io  questo
  processo,  come  dire,  lo  sto tutto  quanto  attraversando  dalle
  scatolette di tonno da aprire, noi siamo entrati dentro i palazzi e
  abbiamo detto che c'era molto da sistemare, da vedere e molto da, e
  leggi  da  fare  per  tutelare gli interessi dei  cittadini  e  non
  soltanto gli interessi dei pochi.
   Bene,  io  sono felice che tutto ciò sia successo,  non  sono  per
  niente contenta, invece, di come questo processo sta andando qui in
  regione siciliana, non sono contenta perché, se noi dobbiamo andare
  a  vedere  la  scorsa legislatura, per cinque anni si è  affrontato
  anche  questo tema, sempre soltanto da parte nostra, lo posso  dire
  senza  tema  di  smentita, e sempre con una timidezza  incredibile,
  come se fosse un argomento intoccabile.
   Fortunatamente con caparbietà, fortunatamente con  la  volontà  da
  parte  di  questo  gruppo di portare avanti questo  tema  da  parte
  dell'onorevole Giancarlo Cancelleri, perché ci ha messo  fortemente
  e  con  dedizione  e impegno la faccia su questo tema,  ma  perché?
  Perché lo chiede l'indignazione della gente che sta fuori da questo
  palazzo e noi dobbiamo a loro rendere conto.
   Bene,  questo  processo  è  avviato, noi  qui  dentro   lo  stiamo
  fermando  e   inlanguidendo , noi stiamo facendo  con  la  proposta
  attualmente presentata, invece di fare un discorso di tagliare  con
  le  forbici,  stiamo usando il tagliaunghie. Questo  dobbiamo  dire
  fuori  alla  gente. Quali forbici, quale taglio dei  vitalizi,  chi
  domani  oserà  dire  nei loro comunicati stampa che,  praticamente,
  abbiamo abolito tagliato il vitalizio per i deputati che ne  godono
  dall'inizio della vita di questo palazzo non lo potrà dire, non  lo
  dovrà dire e, se lo dirà, avrà mentito.
   Bene,  io su questo, vedremo chiaramente come evolveranno i lavori
  di  questo  testo e, chiaramente, da parte nostra faremo il  nostro
  lavoro   come   abbiamo  già  fatto  con  la  presentazione   degli
  emendamenti in Commissione e con la presentazione degli emendamenti
  in   Aula.   Però,  io  dico  soltanto  una  cosa,  anche  soltanto
  paragonando il nostro lavoro al lavoro di questo Palazzo  a  quello
  che  è  stato  fatto nelle altre regioni, noi siamo su questo  tema
  ultimi.  Ed  io questo essere arrivati ultimi, ultimi  sia  tra  le
  regioni  che  già  prima  di  avere la determinazione  della  legge
  nazionale  si  erano già adoperati sulla spending  review  e  siamo
  ultimi  anche  tra coloro che si sono operati successivamente  alla
  statuizione del Governo nazionale. E' veramente qualcosa di cui  ci
  dobbiamo rendere conto e ci deve far pensare tantissimo.

   PRESIDENTE. Possiamo iniziare ad affrontare gli articoli. Però, io
  vi  chiedo scusa, ma prima devo correggere qualche esagerazione che
  c'è  stata  nei confronti di questo Parlamento perché  ne  sono  il
  Presidente  ed è mio compito - chiedo scusa onorevole  Zafarana  se
  può  ascoltare,  grazie - è mio compito dare ai  cittadini  che  ci
  guardano, ma lasciare nei verbali di questo Parlamento quella che è
  la verità, non possiamo esagerare con le cose che si dicono.
   Il risparmio complessivo che è stato fatto dalle altre regioni, il
  più  alto delle altre regioni sarebbe annualmente 300 mila euro  in
  meno  rispetto a quello della proposta che è uscita in Commissione,
  primo. Secondo, quando l'onorevole Pasqua dice che noi siamo troppo
  lontani  dai  cittadini, può essere vero,  e  che  quindi  dovremmo
  adeguarci  almeno  ad  essere  almeno pari  agli  altri  cittadini;
  onorevole Pasqua, io ho uno zio che è pompiere e in questo  momento
  ha lorde 6.000,00 euro di pensione. Le prende tutte, non gli stiamo
  tagliando  niente. Se noi dobbiamo essere pari agli altri cittadini
  forse bisognerebbe, come dire, tagliarli a tutti.

                           (Brusio in Aula)

   Io  credo  di non avervi interrotto, credo di non aver  interrotto
  nessuno  mentre  parlavate.  Mi  posso  permettere  di  continuare?
  Grazie. Vi ringrazio molto deputati se mi fate parlare.
   Noi  in  questa  maniera,  se  ci volessimo  adeguare  agli  altri
  cittadini sarebbe facilissimo. Esiste una legge nazionale che  dice
  in  maniera precisa che le pensioni d'oro vanno tagliate, bene.  Io
  dico  che se noi ci adeguassimo alla legge nazionale che taglia  le
  pensioni  non  ci sarebbe nessun dibattito da fare,  quella  è  una
  legge  nazionale che riguarda tutti non capisco perché non riguarda
  i  politici   Perché  è  la  legge nazionale  che  tiene  fuori  la
  politica; perché? Metteva dentro anche la politica e, tutti  coloro
  che  superano i 100 mila euro di pensione, avrebbero il taglio  del
  10  per  cento previsto dalla legge nazionale per tutti i cittadini
  italiani da cui siamo stati tenuti fuori solo noi. Non capisco bene
  per  quale motivo e, ripeto sempre a tutti, i vitalizi non esistono
  più  dal  2012.  Noi  stiamo parlando di un  qualcosa  che  non  mi
  riguarda certamente perché riguarda persone che oggi hanno oltre 70-
  75  anni a cui stiamo andando a fare questo tipo di lavoro, ma  non
  riguarda  più voglio dire a tutti i cittadini siciliani i  vitalizi
  dei deputati.
   Non  ce n'è più vitalizi dei deputati dal 2012 e vorrei dire anche
  e  mi permetterete dirlo che il taglio iniziale, la prima volta che
  nel  Parlamento  nazionale si è discusso di  taglio  dei  vitalizi,
  alcuni  partiti non erano neanche nati, perché il primo  taglio  fu
  fatto  dal Presidente della Camera e dal Presidente del Senato  nel
  1996, quando non credo che tanti di voi appartenessero a un partito
  che  allora  non  c'era, e già allora ci si  rese  conto,  tutti  e
  subito, che c'erano delle storture, negli stipendi e nelle pensioni
  dei  deputati,  ma subito, anche noi, chiunque se n'è  accorto,  ma
  quella  era  una stagione che non esiste più ormai da vent'anni,  è
  stata abolita, sono andati tutti a casa, li abbiamo mandati a casa,
  Forza  Italia  per prima, se posso permettermi di dirlo,  dopodiché
  tutti gli altri, ma sono stati mandati a casa.
   Bene,  oggi  stiamo  parlando, e questo è un  messaggio  che  devo
  lanciare,  non di vitalizi, perché non ce ne sono più,  sono  stati
  aboliti  nel  2012   Oggi stiamo andando,  in  qualche  maniera,  a
  regolamentare  un  qualcosa che riguarda persone  che  hanno  75-80
  anni,  che  fanno parte di un'altra generazione, a cui, siccome  la
  legge  italiana  prevedeva, fino a poco tempo fa,  che  il  diritto
  acquisito non si potesse toccare, erano rimasti questi vitalizi, li
  stiamo  andando  a  toccare,  sono assolutamente  d'accordo.  Però,
  quando  si dice che la Sicilia è sempre ultima, onorevole Zafarana,
  io  vorrei ricordare a tutti che la Sicilia ha fatto, per  esempio,
  il  taglio  dei  parlamentari otto anni prima della  Camera  e  del
  Senato,  quella volta non è stata l'ultima, è stata la  prima   Per
  cui, laddove i parlamentari siciliani si convincono che una cosa  è
  corretta, la fanno prima.
   Non  siamo ultimi, perché continuando a dire che siamo ultimi alla
  fine  ce ne convinciamo anche noi stessi, oltre, ovviamente, a dare
  questo segnale a tutta l'Italia, a regalare sempre a tutta l'Italia
  l'idea  di  una Sicilia ultima, ma non è così ultima   Io  lo  devo
  dire, perché è il momento che io queste cose le dica  Perché quando
  noi continuiamo a dire che noi siciliani facciamo schifo perché non
  abbiamo  le ferrovie, le ferrovie non le facciamo noi, le  ferrovie
  le  fa lo Stato, e allora cominciate a convincere i vostri Ministri
  a  farci  le ferrovie in Sicilia, invece di continuare  a  dare  la
  colpa a noi siciliani
   Dopodiché,  le affermazioni che si devono fare, sono  affermazioni
  che devono essere responsabili.
   Stasera  io  ho ascoltato un dibattito, assolutamente legittimo  e
  responsabile,  con alcune esagerazioni. Le esagerazioni  non  fanno
  bene.  Quando si fanno affermazioni palesemente, onorevole  Pasqua,
  mi dispiace molto, ma non ci sono milioni di trasferimenti ai figli
  o  ai nipoti o ai terzi nipoti di deputati, perché non è vero   Non
  diciamo  cose  che non sono vere  Noi abbiamo, ed  è  ovvio,  ed  è
  sicuro,  che nella regola questo non esiste  Il trasferimento  alla
  moglie  è  esattamente come in tutte le altre regioni. E' successo,
  cosa  su  cui  bisognerà intervenire, nel passato, ma nel  passato,
  quello  che  è  stato ormai totalmente cancellato,  è  stato  fatto
  qualcosa del genere, in un passato che è stato cancellato.  Oggi  i
  figli  non  ne prendono reversibilità, quindi non date informazioni
  che  non  siano  corrette e vere, questo non lo  posso  consentire
  Ognuno  può fare le proprie valutazioni politiche, ma non si devono
  dare  informazioni  che non sono quelle vere, perché  questo  è  un
  Parlamento. Io ho un problema serio rispetto a tutti voi, io ho  il
  dovere di difendere questo Parlamento, perché il Presidente  di  un
  Parlamento  ha  il  dovere  di difendere questo  Parlamento,  e  lo
  difenderò sempre e soltanto dicendo la verità su questo Parlamento
  Non   potrò  mai  accettare  qualcuno  che  dica  bugie  tanto  per
  denigrare, tanto per rendere poco credibile l'Istituzione  che  noi
  rappresentiamo, perché la prima Istituzione della Regione siciliana
  è  un'Istituzione che continua ad essere vilipesa ma che  mai  sarà
  annientata,  come ha detto qualcuno, e di cui io in questo  momento
  sono garante, almeno a livello di immagine.
   Per cui, possiamo cominciare tranquillamente

   FOTI. Presidente .

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, io la invito a non dire cose  che  non
  sono  vere,  quelle che riguardano questo Parlamento.  Potete  dire
  quello  che volete rispetto a situazioni di altro tipo, rispetto  a
  questo Parlamento io non ve lo consento
   Dopodiché passiamo all'esame degli articoli. Sono stati presentati
  alcuni  subemendamenti. Ho bisogno, per favore, di  qualche  minuto
  perché  -  ripeto  -  così  come ho detto  poco  fa,  all'onorevole
  Savarino, ci sono delle difficoltà di comprensione sul come  potere
  inserire;  quindi  prima,  non volendoli dichiarare  inammissibili,
  dobbiamo  chiarire come poterli ammettere perché  sono  delle  cose
  sicuramente interessanti che devono essere però valutati insieme al
  meccanismo del cambio di sistema per coloro che hanno avuto  questo
  coraggio di fare politica prima di noi e che certo non pensavano di
  potersene pentire così amaramente.
   Pertanto,   sospendo la seduta per mezz'ora. La seduta  riprenderà
  alle ore 21.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 20.20, è ripresa alle ore 21.28)

   La seduta è ripresa.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Lo Giudice  e  Dipasquale
  sono in congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguito della discussione del disegno di legge  Disposizioni per
  la rideterminazione degli assegni vitalizi  (nn. 622-564-624-629/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico che  l'onorevole  Aricò,
  rispetto  al  primo  emendamento che c'era e che,  quindi,  avremmo
  dovuto  immediatamente  votare, ha  presentato  un  emendamento  di
  riscrittura dell'emendamento.
   L'emendamento di riscrittura è esattamente l'articolo 1 con in più
  il  comma  13  che recita:  la percentuale di riduzione individuale
  degli  assegni  vitalizi  diretti derivanti  dall'applicazione  del
  comma 12 è incrementato di una quota aggiuntiva del 5 per cento per
  la  parte eccedente l'importo di 37.000 euro lordi annui e  di  una
  ulteriore quota di altri 5 per cento, quindi del 10 per cento,  per
  la  parte  eccedente l'importo di 62.000 euro lordi  annui  per  il
  medesimo periodo di cinque anni di cui al comma 12 .

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, in attesa di apprezzare l'emendamento
  sostitutivo  dell'emendamento che ha fatto l'onorevole  Aricò,  nel
  frattempo  ho visto che lui quello lo ritira, lo faccio  mio,  così
  poi eventualmente lo ritiro.

   PRESIDENTE. Non lo ha ritirato, lo ha riscritto.

   DE  LUCA.  E'  uguale alla fine. Allora, chiedo  il  parere  degli
  Uffici.

   PRESIDENTE.  E'  riscritto,  non è  ritirato.  E'  la  riscrittura
  dell'emendamento, non è un subemendamento. Di fatto la  riscrittura
  riscrive l'articolo. E' identico con l'aggiunta del comma  13,  già
  distribuito.  Qualche  minuto  per  rileggerlo.  Il  parere   della
  Commissione, onorevole Cracolici?

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Mi  è  stato chiesto qualche minuto  per  rileggerlo.
  Benissimo, lo avete riletto tutti.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 1.9.1. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
                             Rivalutazione

   1.  La  disposizione di cui al comma 6 dell'articolo 1 si  applica
  anche,   ai   fini  della  loro  rideterminazione,  ai  trattamenti
  pensionistici  il  cui ammontare è stato definito  sulla  base  del
  sistema  di  calcolo contributivo, ai sensi del  Regolamento  delle
  pensioni  approvato  dal  Consiglio  di  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  nella seduta n. 38 del  28  febbraio  2012  e
  successive modifiche ed integrazioni, nonché a quelli maturandi  da
  erogare ai sensi del medesimo Regolamento.

   2.   Gli   importi  degli  assegni  vitalizi  e  dei   trattamenti
  pensionistici   diretti  e  di  reversibilità   sono   soggetti   a
  rivalutazione automatica annuale, sulla base dell'indice  ISTAT  di
  variazione  dei  prezzi  al  consumo (FOI)  come  pubblicato  sulla
  Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana».

   Onorevole Aricò, ritira l'emendamento soppressivo?

   ARICO'. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  L'emendamento soppressivo, a  firma  degli  onorevoli
  Marano e Foti, è ritirato.
   Si passa all'emendamento aggiuntivo 2.2, degli onorevoli Cracolici
  e Lupo.
   Con  il  parere favorevole della Commissione, pongo  in  votazione
  l'emendamento 2.2. Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
                              Recepimento
   1.    L'Assemblea   regionale   siciliana   dà   attuazione   alle
  disposizioni  della  presente  legge  secondo  le  norme  del   suo
  ordinamento interno mediante delibera del Consiglio di Presidenza».

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  questo  modo  di   procedere   è
  assolutamente inaccettabile e irrispettoso dei deputati che sono in
  Aula e sono le 21.30. Gradiremmo leggere ed esaminare gli articoli,
  uno per uno senza forzature
   La  prego,  per  non  peggiorare il rapporto d'Aula  sennò  ce  ne
  andiamo e togliamo il numero legale e ve la vedete voi, di avere la
  gentilezza,  la correttezza e l'educazione di farci esaminare  ogni
  articolo e ogni emendamento.

   PRESIDENTE.  Onorevole  De  Luca,  voi  sapete  che  questo  è  un
  fascicolo  che è stato distribuito una settimana fa. Se  non  avete
  avuto modo di leggerlo.

   CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI,  vicepresidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  volevo dire questo:  collega,  questo  è  nel
  testo,  cioè  non  è  che  è un emendamento  nuovo,  era  contenuto
  nell'articolo 2.

   PRESIDENTE.  Discorso  chiuso. Onorevoli colleghi  abbiamo  sempre
  operato  in questa maniera, specialmente quando abbiamo premura  di
  votare una cosa, faceva parte del testo.
   Mi  avete chiesto dei minuti, su quello che era aggiunto al testo,
  quello dell'onorevole Aricò e ve li ho dati, ma su quello che è già
  da  una settimana consegnato ed è già sul testo, mi dovete fare  la
  cortesia,  io non posso mettermi a perdere tempo su ogni  cosa  già
  vista prima da una settimana e diamo minuti  Ma che minuti dobbiamo
  dare? Per cui, si deve andare avanti.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Sull'articolo  3,  onorevole  Foti,  ha  facoltà   di
  parlare.

   FOTI.  Signor Presidente, mi scusi, lei ha votato, a parte che  mi
  sembrava corretto dato che viene presentato un emendamento di quasi
  due pagine, dare il tempo di leggerlo e l'abbiamo votato.

   PRESIDENTE. E' una modifica, l'abbiamo detto e abbiamo dato cinque
  minuti. Più di quello non si poteva fare.

   FOTI. Ora, mentre lei diceva che stava votando l'articolo 2, io da
  lì   visibilmente  le  dicevo   Presidente,  desidero  intervenire;
  Presidente,  desidero  intervenire ,  però  evidentemente   abbiamo
  bisogno  di un otorino in questa Assemblea perché c'è qualcuno  che
  ha  problemi di udito, perché proprio mi sono anche sbracciata  per
  farle  dei segnali  Ma, Presidente, lei parla di correttezza,  però
  lei è il primo che non sta adottando la correttezza

   PRESIDENTE.  Normalmente gli Assistenti mi  avvertono  quando  c'è
  qualcuno che chiede la parola; non me l'hanno detto.

   FOTI.  Quindi, io le chiedo, garbatamente, di procedere  dando  il
  tempo  di sentire e dare un'indicazione di voto, non è che ora  per
  cinque minuti, dopo sei mesi, è venuta tutta la  prescia'.

   PRESIDENTE. Sull'articolo 3 c'è qualcuno che deve intervenire?

   CAPPELLO.  C'è un emendamento soppressivo che noi non abbiamo  mai
  ritirato

   PRESIDENTE.  Onorevole Cappello, io ho chiesto  se  era  ritirato,
  nessuno ha parlato e il concetto del silenzio assenso

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Onorevole Cappello, chiedo scusa, l'articolo 2 è già votato.

     (Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)

   Io  l'ho  chiesto.  C'è  la registrazione, ve  lo  faccio  vedere.
  Onorevole  Cappello, mi creda, l'ho chiesto e in ogni  caso  è  già
  votato.
   All'articolo  3  non sono stati presentati  emendamenti.  Lo
  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Entrata in vigore
   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il 1 dicembre 2019.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Non sono stati presentati emendamenti.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, l'appello nominale,  visto  che  questo
  articolo  è  l'entrata in vigore, c'è sulla legge, per  cui  ora  vi
  organizzerete  sul  voto  finale  della  legge,  che  è   ovviamente
  nominale,  ma l'articolo è quello di entrata in vigore quindi  è  un
  articolo  pleonastico,  non c'era bisogno di fare  una  discussione.
  Onorevole  Pasqua,  adesso dobbiamo votare la legge  ovviamente  con
  appello nominale, per cui non cambia niente.

   nn. 622-564-624-629/A

     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi» (nn.
                          622-564-624-629/A)

    PRESIDENTE.  Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge «Disposizioni per la rideterminazione
  degli assegni vitalizi» (nn. 622-564-624-629/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  43
   Votanti             39
   Maggioranza         20
   Favorevoli          38
   Contrari            1
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, siccome oggi c'è stata la Commissione  Verifica
  dei Poteri che ha fatto una proposta definitiva, per cui la prossima
  seduta, che è quella di martedì, avrà al primo punto all'ordine  del
  giorno  la votazione sul nuovo ingresso in Assemblea sulla  proposta
  che ha fatto oggi la Commissione Verifica dei Poteri.

                  La seduta è tolta alle ore 21.39(*)


   (*)  L'ordine del giorno della seduta n. 157 è pubblicato sul sito
  internet  istituzionale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  di
  seguito riportato:

                           Repubblica Italiana
                       ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIII SESSIONE ORDINARIA


                         157a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 3 dicembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -PROPOSTA  DI ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A  SEGUITO
       DELLE DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE GIOVANNI CARLO CANCELLERI DALLA
       CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (Doc. III)

              Relatore: on. Gucciardi

    II -COMUNICAZIONI

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)    Riforma  degli  ambiti  territoriali  ottimali  e  nuove
         disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-
         179-267/A) (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       2)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mangiacavallo

       3)   Norme  relative al funzionamento della forma  di  Governo
         regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori,  alla
         conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
         articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n. 66-
         143/A) (Seguito)

         Relatore: on. Amata
       4)   Disegno  di legge voto da sottoporre al Parlamento  della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
          Modifiche al decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii., in
         materia di inconferibilità.'  (n. 599/A)

         Relatore: on. Ciancio

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A
          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediterranea

   N.  877 - Gravi problematiche relative al P.S.R. Sicilia 2014/2020
  Sottomisura  6.1  'Aiuti all'avviamento di attività imprenditoriali
  per   i   giovani  agricoltori'  e  misure collegate.  (Sottomisura
  4.1., Operazione 6.4a e Sottomisura 8.1).
   Firmatari: Lo Giudice Danilo
   -  Con  nota  prot.  n.  36860/IN.17  del  13  settembre  2019  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.

   (*)  La  risposta  alla  suddetta interrogazione  sarà  pubblicata
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1136  -  Interventi urgenti a seguito di  evento  franoso  nel
  Comune di Sant'Angelo Muxaro (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Catanzaro Michele

   N. 1137 - Ripristino della viabilità nella S.P. 10 nel nisseno.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Arancio Giuseppe Concetto

   N.  1140  -  Iniziative  a garanzia della  parità  di  accesso  al
  concorso  indetto dalla ASP di Catania per il profilo di  operatore
  socio-sanitario.
   - Assessore Salute
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1138  -  Chiarimenti in merito agli Enti  gestori  di  Riserve
  naturali.
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Dipasquale Emanuele

   N.  1139 - Chiarimenti in merito al conferimento dell'incarico  di
  analisi dei residui contabili alla Kibernetes s.r.l.
   - Presidente Regione
   Dipasquale Emanuele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N.  220  -  Notizie  cira l'Avviso 2/2019  del  programma  ENI  di
  Cooperazione Transfrontaliera Italia-Tunisia 2014-2020.
   - Presidente Regione
   Foti  Angela;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  299  -  Tutela della salubrità ambientale per gli abitanti  di
  Piano  Tavola  e  Valcorrente, frazioni  del  Comune  di  Belpasso,
  attigue all'agglomerato industriale tavolese.
   Foti  Angela;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   Presentata il 26/11/19

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposta scritta ad interrogazione