Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.06
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Mi sembra che manchino sia i
colleghi, sia il Governo, per cui aspetterei un attimo che
arrivino. Rinvierei la seduta alle ore 16.15.
Onorevole Catalfamo, vuole intervenire adesso? Però farei il
minuto di silenzio più tardi, con la presenza di tutti i deputati.
Sui tragici fatti avvenuti a Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, la settimana scorsa a Barcellona
Pozzo di Gotto è avvenuta una tragedia enorme durante i lavori di
messa in sicurezza di uno stabilimento di fuochi d'artificio, due
esplosioni hanno messo fine alla vita di cinque persone: Venera
Mazzeo, Mohamed Taeher Mannai, Giovanni Testaverde, Fortunato
Porcino e Vito Mazzeo.
Una vicenda che deve essere, per tutti noi, un monito affinché si
possa tutti quanti lottare per ottenere migliori condizioni sui
luoghi di lavoro. Io le chiedo, cortesemente, di potere osservare
un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime. A nome mio e a
nome del Gruppo Fratelli d'Italia le condoglianze ai familiari
delle vittime. Che possano riposare in pace.
PRESIDENTE. Certamente lo faremo.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, mi unisco al cordoglio, e anche al
dolore rappresentato dall'onorevole Catalfamo. Barcellona Pozzo di
Gotto, che è la mia città natale, piange cinque cittadini
barcellonesi, è stata una tragedia senza precedenti, che ci ha
toccato l'anima, e per chi è barcellonese è una tragedia senza fine
e un dolore immenso.
Quindi, a nome mio e del Gruppo Forza Italia, esprimo il più
totale cordoglio. Certamente saremo presenti ai funerali dei nostri
concittadini, uno dei quali oltretutto era mio cliente e conoscevo
personalmente, quindi il dolore è ancora più profondo, se
possibile, le chiedo che venga ricordato. E il Gruppo Forza Italia,
che io rappresento e mi onoro di rappresentare, si unisce a questo
cordoglio e a questo dolore per la mia città.
PRESIDENTE. Così come avevo detto al presidente Catalfamo,
osserveremo il minuto di raccoglimento quando l'Aula sarà al
completo.
Sospendo, quindi, la seduta per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.09, è ripresa alle ore 16.44)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Rizzotto.
L'Assemblea ne prende atto.
Commemorazione delle vittime sul lavoro di Barcellona Pozzo di
Gotto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di iniziare l'ordine del
giorno - intanto se ci fosse qualcuno del Governo, per favore, se
potete avvisare - darei un secondo la parola ad uno dei tre
barcellonesi che mi hanno chiesto di fare una commemorazione per la
morte delle cinque persone che la settimana scorsa hanno perso la
vita a Barcellona per un assurdo incidente sul lavoro. Uno soltanto
giusto per ricordare i nomi. I nomi li posso ricordare io stesso,
oppure facciamo una cosa, colleghi, lo faccio io direttamente e
osserviamo un minuto di raccoglimento.
Sono morte in questo incidente, onestamente assurdo: Venera Mazzeo
di 71 anni, Mohamed Taeher Mannai di 39 anni, Giovanni Testaverde
di 34 anni, Fortunato Porcino di 31 anni e Vito Mazzeo di 23 anni.
Ovviamente, da parte di tutta l'Assemblea faccio le nostre vere e
sentite condoglianze a tutte le famiglie delle persone che sono
venute a mancare e chiedo all'Assemblea di osservare un minuto di
raccoglimento in memoria di queste persone.
(Tutti i presenti in Aula, in piedi, osservano un minuto di
silenzio)
Ringrazio gli onorevoli Catalfamo, Calderone e Galluzzo per avere
sollecitato questo minuto di raccoglimento, sono i nostri deputati
di Barcellona quindi, ovviamente, l'hanno sentito più di tutti gli
altri.
Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo statale Linares di
Licata
PRESIDENTE. Saluto i ragazzi del Liceo statale Linares di Licata;
benvenuti, non è detto che dobbiate imparare perfettamente quello
che vedrete qua ma, insomma, spero che vi sia quanto meno da
esperienza.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni per
la rideterminazione degli assegni vitalizi (nn. 622-564-624-629/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di leggi.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi (nn.
622-564-624-629/A), posto al numero 1).
Invito i componenti della Commissione speciale in materia di
contenimento della spesa relativa agli assegni vitalizi a prendere
posto nell'apposito banco.
Assessore Turano, se lei prende posto al banco del Governo,
grazie.
Intanto permettetemi di salutare il ritorno dell'onorevole
Pellegrino in Aula. Siamo, ovviamente, tutti ben felici di questo
ritorno.
Invito l'onorevole Cracolici a svolgere la relazione.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, questa Commissione, istituita con un ordine del
giorno approvato dal Parlamento, ha ricevuto un mandato di produrre
un testo che superasse i dubbi sull'accordo Stato-Regione, accordo
per il quale il Consiglio di Presidenza non è pervenuto ad un esito
condiviso da sottoporre all'esame del Parlamento. Dubbi e pareri
rispetto a quell'accordo e agli effetti di quell'accordo che hanno
visto già il Presidente di Corte costituzionale stroncare diversi
punti del ricalcolo, oltre che della giurisdizione in materia di
effetti retroattivi sui sistemi pensionistici, dicevo diversi punti
del ricalcolo dei vitalizi
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Cracolici. Onorevole Sammartino,
può evitare di dare le spalle alla Presidenza? Grazie.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. da parte di Camera e
Senato e, appunto, dell'accordo tra lo Stato e le Regioni.
Ma, a proposito di questo accordo, vorrei darvi alcuni dati che mi
sono stati inviati dall'Associazione nazionale degli ex
parlamentari pochi minuti fa, rispetto agli effetti dei tagli in
quelle regioni considerate virtuose e prese spesso ad esempio dai
media, anche in questi giorni che hanno sottolineato che la Sicilia
era l'ultima ad adeguare il proprio ordinamento pensionistico a
quanto disposto dalla legge n. 145 del 2018.
Leggo rapidamente. Sono dati che mi sono stati offerti, appunto,
dall'Associazione ex parlamentari. La Campania ha approvato la
legge n. 7 del 2019. Ricordo a tutti i colleghi che tutte le leggi
regionali troveranno applicazione effettiva a decorrere dal 1
dicembre 2019, quindi quando si parla di ritardo può esserci un
ritardo nell'approvazione della legge, non certamente un ritardo
sull'effetto che la legge determina, ovvero che per legge nazionale
è previsto che la decorrenza del nuovo ricalcolo abbia efficace a
partire dal 1 dicembre del 2019 e, ancora, mi pare che siamo entro
i termini.
Dicevo, la legge della Campania, la n. 7 del 2019, passa da una
spesa di 10,75 milioni di euro annuali a 9,6, pari a un risparmio
di 1,2 per cento, appunto del 10 per cento; la Lombardia passa da
7,7 milioni a 7 milioni, pari ad un risparmio del 10 per cento; le
Marche, la spesa rimane invariata con la legge n. 14 del 2019;
l'Umbria, la legge n. 3 del 2019 produce un risparmio di 100 mila
euro annui lordi; la Liguria, la legge n. 12 del 2019 determina un
risparmio di 335 mila euro annui su 6 milioni di spesa, pari al 5,5
per cento; la Puglia, tra le regioni dove i tagli sono più
incidenti, passa da 15,4 milioni a 13 milioni, diminuzione del 17
per cento circa.
La Puglia aveva il più elevato importo medio di vitalizi insieme
al Lazio, poi dico anche perché. Il Lazio con la legge n. 47/2019
ha una riduzione, la più alta in assoluto, pari a circa il 25 per
cento annui. Il Lazio era la regione, devo dire vituperata,
ricorderete tutti che l'inizio della questione dei disastri dei
costi della politica nelle regioni nasce con lo scandalo del
capogruppo dell'allora Pdl o Forza Italia - non ricordo come era
allora il Gruppo del Lazio - per le modalità di gestione dei fondi
ai gruppi. Bene, il Lazio era una delle regione dove il vitalizio,
sempre ante 2012 - ricordo per l'ennesima volta che dal 2012 non
esiste più in nessuna regione d'Italia il vitalizio - il vitalizio
decorreva al compimento del 45 anno di età se il consigliere
regionale cessava il mandato con quell'età, quindi era la regione
dove si andava prima di tutti in pensione.
La Valle d'Aosta l'importo totale è invariato. La Toscana, insieme
all'Emilia Romagna, sono le regioni dove aumenta il trattamento,
ma non perché aumentano i vitalizi - perché, come sapete, la legge
fa divieto all'aumento dei vitalizi - aumentano perché a seguito
dell'accordo Stato-Regioni sono stati reintrodotti quei vitalizi
che queste due regioni avevano precedentemente cancellato, ovvero i
doppi vitalizi, cioè il trattamento per coloro che erano stati
contemporaneamente consiglieri regionali e parlamentari nazionali,
le due regioni avevano cancellato il vitalizio dato dalla regione.
Con l'entrata in vigore di questo accordo, sia la Toscana che
l'Emilia hanno ripristinato la vigenza del doppio vitalizio, perché
oggi la norma lo prevede. La Basilicata ha prodotto una riduzione
di 156 mila euro, pari al 3 per cento; il Piemonte, da 8.100.000
euro a 7.400.000 euro, pari al 9,5 per cento; il Molise da
4.200.000 euro a 4.100.000 euro, sostanzialmente invariato; in
Abruzzo spese in aumento di 500.000 euro - non capisco bene come
sia possibile, ma questo è il dato. Il Veneto, considerato sempre
una regione esempio da seguire, passa da 11.400.000 euro a
9.700.000 euro, con una riduzione di circa il 15 per cento, ma
anche il Veneto era tra le regioni dove vigeva un sistema che
c'era, per la verità, anche in Sicilia, adesso non è che ci
scandalizziamo, però in Sicilia, da diverso tempo, è stato
introdotto il doppio livello: 65 anni di uscita, 60 anni se hai più
di una legislatura, ma prima c'era 50 anni, eccetera.
Il Friuli Venezia Giulia ha operato un taglio pari al 3 per cento.
Non vi dico il Trentino Alto Adige che è l'unica regione, di fatto,
insieme alla Valle d'Aosta, che hanno fatto leggi in assoluta
difformità all'accordo Stato-Regioni, e non hanno avuto alcuna
eccezione. Qualcuno potrebbe dire: sì, perché sono piccole ; io
penso che il diritto non si misura a grandezza. Però, ormai, in
quest'epoca di modernità, anche il diritto dipende dalla grandezza
di una regione o dell'altra.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, mi scusi, perché mi sembra di non
avere capito bene. Cioè, lei ci sta dicendo, con queste sue
affermazioni, che di fatto la regione che ha tagliato al massimo il
vitalizio, se escludiamo la regione Lazio, che però aveva una
motivazione speciale, di fatto al 10 per cento non ci arriva
nessuno.
Sa perché glielo dico? Perché ancora ieri sera, in
un'importantissima trasmissione televisiva, io sono stato preso per
furbetto
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Presidente, lasciamo
stare le trasmissioni televisive
PRESIDENTE. Vorrei che questa cosa venisse chiara a tutti i
cittadini, non se l'abbia a male. Faccio, una volta tanto, la parte
anche di difesa di questa Istituzione, visto che viene vilipesa
continuamente da questa trasmissione.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Viene vilipesa anche
da molti nostri deputati regionali
PRESIDENTE. Lei mi sta dicendo che siamo stati presi in giro per
un anno?
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Io non sto dicendo,
io sto leggendo. Poi, ognuno valuta.
PRESIDENTE. Da un anno ci fanno una trasmissione al giorno perché
le altre regioni hanno fatto tagli colossali e noi invece non
stiamo facendo tagli? E' bene che questa cosa si sappia, perché
voglio essere sicuro di avere capito bene
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Presidente, io mi sto
limitando a leggere.
PRESIDENTE. Quindi, lei sta leggendo i tagli operati dalle altre
regioni, che più o meno sono del 3, del 5, del 7, del 10 per cento.
Giusto per capire, perché non avevo capito bene quello che lei
aveva detto.
La ringrazio. Prego, continui.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Dicevo, rispetto al
mandato ricevuto abbiamo proceduto, appunto, per cercare di
definire un testo che sin dal primo momento appariva chiaro che non
poteva che essere un testo di compromesso tra ciò che era stato
disposto dallo Stato, con la legge finanziaria e dell'accordo Stato-
Regioni, e dalle peculiarità proprie della Regione siciliana, anche
perché, lo ribadisco - gli stessi commissari di quella Commissione
ne sono stati testimoni - quell'accordo, a cui tutti, compresi i
famosi giornali, media a cui lei fa riferimento, ha stranamente
dimenticato del fatto che esistono Regioni in Italia, come la
Sicilia, che non è nata nel 1970, ma che sono nate addirittura
prima del nuovo Parlamento nazionale e quindi dal '47 ci sono stati
deputati e non consiglieri, eletti in questo Parlamento che hanno
avuto lo status di deputati in un tempo diverso da quello delle
altre regioni. L'accordo invece si ferma al '70 e sul resto dice va
bè, sostanzialmente, procedete per analogia. E' un tempo in materia
di diritti soggettivi l'analogia è una delle categorie
dell'invenzione giuridica.
Quindi, avevamo consapevolezza che dovevamo costruire un testo,
che fosse un testo di compromesso. Chi continua a negare questo, e
lo dico con grande affetto sapendo che ognuno di noi fa politica,
si gioca la partita politica come meglio crede, però chi continua a
negare questo avrebbe avuto l'onestà di non far parte di quella
Commissione, non riconoscendo alla Commissione Speciale voluta
all'unanimità da questo Parlamento, come dire, il potere di
costruire un testo diverso da quello del famoso accordo Stato-
Regione.
E perché diverso, Presidente? Non per una, come dire, interesse
privato come è stato detto, lo dico ai colleghi che hanno
utilizzato anche questa espressione che ci sono deputati che hanno
interesse privato. Chi vi parla, siccome non mi sono mai nascosto
sotto il tavolo, chi vi parla, piaccia o no, questa legislatura
quando finirà sarà la quinta legislatura che il sottoscritto
partecipa in questo Parlamento e per tutti calcoli possibili, anche
come si suol dire a sorteggio, gli effetti del ricalcolo
pensionistico non sono tali da cambiare la vita al sottoscritto.
Quindi, interessi privati, e credo anche per altri colleghi, in
questa discussione non ce ne sono, stiamo parlando di diritti e in
particolare la possibilità di esercitare con legge potestà
retroattive su diritti soggettivi, alcuni dei quali non sono
neanche ex parlamentari, ovvero i superstiti.
Quindi sono diritti di terzi, neanche appartenenti alla categoria
degli ex parlamentari. E proprio in ragione dei dubbi, degli
esperti che abbiamo sentito, abbiamo sentito esponenti dell'INPS
nazionale, abbiamo sentito la coordinatrice generale dell'Istituto
nazionale della Previdenza sociale di Roma, la dottoressa Mundo,
responsabile della statistica attuariale che è una materia dove in
Italia ce ne saranno una decina di esperti in matematica attuariale
soprattutto in materia pensionistica. Abbiamo sentito
costituzionalisti, sulla base di tutte le sollecitazioni dei gruppi
arrivati in Commissione, cioè abbiamo sentito gli uffici, che tra
l'altro ci avevano anticipato con corpose relazioni e corposi
pareri, sui quali manifestavano i dubbi di legittimità, di
costituzionalità, di questa norma.
E in virtù di tutto questo, ci siamo adoperati per costruire quel
testo di compromesso, partendo anche non solo da una lacuna che
l'accordo ci dava dal '70 indietro, ma anche da un altro dato che
qui nessuno ne parla. La legge che ha istituito il sistema
contributivo in Italia è una legge del 1996, che è la famosa legge
Dini che per la prima volta, pubblicando in Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana, una legge, ha stabilito il famoso
algoritmo che si chiama coefficiente di trasformazione, ovvero quel
numeretto che serve a stabilire tra quanto tu hai accumulato nella
tua vita lavorativa, vale per i lavoratori privati come per il
pubblico impiego, e l'aspettativa di vita che avrai dal momento in
cui cesserai il lavoro o l'attività per il quale ti viene
riconosciuto un trattamento di tipo pensionistico quale è appunto,
il vitalizio, sulla base di questi due parametri, esce fuori un
calcolo matematico. Ripeto, la prima volta che è stato introdotto
in Italia è stato nel 1996.
Invece, leggiamo, anche in questo famoso accordo, la pubblicazione
di coefficienti non supportati da nessun atto formale approvato in
Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.
Ora, lo dico con onestà, se Camera e Senato se lo possono
permettere perché sono organi in autodichia e quindi, tra
virgolette loro se la cantano e loro se la suonano , consentitemi
di dire: i consigli regionali, compresa l'Assemblea regionale
siciliana, non possono applicare un parametro importante e
fondamentale se non hanno alle spalle un supporto normativo. Anche
questo, ma siccome in un tempo in cui il diritto ormai è una
variabile indipendente dell'azione legislativa, non se ne parla, è
considerato, come dire, è propaganda, una cosa inutile.
E anche qui abbiamo cercato di costruire un meccanismo che
funzionasse.
E qual è il meccanismo da cui partire? Ed è l'unica vera novità,
lo dico ai colleghi che in queste settimane, ai giornali, si sono
sbizzarriti, se il 9.26% che è il numeretto che esce dal ricalcolo
fatto sui vitalizzi è troppo basso, è troppo alto, aumentiamolo,
restringiamolo, è una vergogna, è una presa in giro. È
semplicemente un calcolo. Uno può discutere se la moltiplicazione è
giusta o sbagliata, ma non può discutere il risultato finale, se
condivide il calcolo.
Il 9.26%, che non è un valore a cui noi ci riferiamo,
semplicemente non c'è scritto in nessun articolo della legge, ma è
l'effetto che sulla base delle norme approvate, se saranno
approvate in questo testo, si determina sui vitalizi in essere e
sulle pensioni di reversibilità.
E perché questa è l'unica vera, sostanziale modifica tra le norme
nazionali, chiamiamole così, e quella che abbiamo varato in
Sicilia? Anche qui, non per un vezzo tutto sicilianistico.
Quello che vi sto per dire è contenuto, tra gli altri, da un
parere pro veritate depositato presso la Camera dei Deputati dal
professore Cesare Mirabelli, già presidente della Corte
costituzionale di questo Paese. Il quale dice una cosa che ai più
può sembrare anche un po' ostica, ma è una cosa ovvia. Tu non puoi
con una disposizione stabilire che ti ricalcolo la pensione
retroattivamente e ti applico come coefficiente di questo ricalcolo
non quello che oggi, a seguito della norma che sto approvando,
determino in ragione dell'età che hai, perché l'età che hai
determina l'aspettativa di vita. Ma cosa si sono inventati
nazionalmente? Che da un lato il montante contributivo, cioè i
contributi che tu accumuli nella tua vita, tra virgolette,
parlamentare si rivalutano di anno in anno e quindi hanno una
riattualizzazione in ragione alla crescita monetaria, dall'altro
lato però il coefficiente che dà poi il valore rispetto
all'aspettativa di vita è quello che avevi o avresti dovuto avere,
pur in assenza di un coefficiente esistente, quando hai cessato di
fare il deputato.
Quindi se uno quindici anni fa ha smesso di fare il parlamentare e
aveva 60 anni, oggi gli ricalcoliamo la pensione come se avesse 60
anni ancora oggi, quindi con un'aspettativa di vita di 20 anni, la
media età è mediamente 80, in Sicilia è un po' più bassa, ma questo
fa parte delle caratteristiche della Sicilia, quindi come se avesse
davanti a sé altri 20 anni di proiezione di vita e quindi di
proiezione di pensione, mentre in realtà, avendone 75, almeno,
speriamo che campi 100 anni, ma la sua aspettativa di vita media è
di 5 anni.
Quindi il calcolo glielo faccio come se ne avesse 60 e gli riduco
la pensione, perché quel coefficiente ha un effetto: più giovane
sei, meno prendi di pensione perché ne prendi più per tutta la
vita. Questo meccanismo è il meccanismo sostanziale che rende
questa norma, come dire, inaccettabile, quindi qui non stiamo
parlando di cose ideologiche, stiamo parlando di ricalcolare, al di
là della possibilità di fare o meno atti retroattivi, ma questo lo
lasciamo ai giudici della Corte Costituzionale, nessuno di noi può
sostituirsi, si vuole ricalcolare una pensione già erogata con un
sistema, con un altro sistema? Ma la ricalcoli con i parametri
propri di questo sistema. Cioè se io oggi vado in pensione, la
pensione mi verrà calcolata col coefficiente che io ho oggi
relativamente al montante contributivo che ho accumulato oggi. Ma
se io sono andato in pensione 10, 15 anni fa con un sistema
pensionistico, giusto o sbagliato, non lo giudico, non l'ho fatto
io, non lo giudico, ma quello era in ragione di norme e oggi ti
dico devi cambiare tutto al di là se si può fare ma non gli posso
dire devi cambiare tutto e lo devi cambiare come se allora hai
percepito illegittimamente un'indennità che non dovevi avere
perché delle due l'una. Lo ha detto ieri tra le righe e non solo
tra le righe il Presidente Micciché - mi scuserà il Presidente
Micciché se uso una considerazione che non è tanto una
considerazione provocatoria - perché se è così signori, se oggi un
deputato che ha percepito un vitalizio lo ha percepito in maniera
di fatto illegittima, prima o poi qualcuno gli deve chiedere la
restituzione almeno delle differenze, perché si tratta a quel punto
anche di potenziare il danno erariale. E guardate, questi argomenti
non sono argomenti miei.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, questo è un dato che purtroppo va
tenuto in considerazione nell'analisi che stiamo facendo di questa
legge, cioè se dovesse essere così qualcuno dovrà chiedere gli
arretrati, la restituzione delle somme percepite.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Va bene, poi vedremo
questo qualcuno chi è, speriamo di non essere noi. E' questa la
vera novità che questo testo sottoposto al Parlamento propone, per
il resto tutto il resto è fuffa . Il testo che abbiamo predisposto
per l'Aula è il testo in coerenza con le modalità previste
dall'accordo Stato- Regioni, con altra differenza importante.
Primo, abbiamo previsto che tutti gli ex deputati ante '70 per i
quali non ci sono parametri, abbiamo considerato tutti quelli che
c'erano prima degli anni 70 come se avessero un'indennità,
l'indennità percepita per fare il calcolo sul montante contributivo
sia quella relativa ai deputati eletti dal 1970 in poi, proprio per
avere un parametro di certezza.
Secondo, ed è infine la novità contenuta in questo testo, che
proprio in virtù di questo nuovo parametro che determina un
ricalcolo sui vitalizi in essere, e questo ricalcolo produce un
effetto individuale, c'è chi avrebbe un effetto di taglio del 35-
40%, c'è chi invece non avrebbe alcun taglio, con un paradosso,
cari colleghi, che dopo tanto parlare della rivisitazione dei
vitalizi anche in Sicilia, la legge se venisse applicata ad ogni ex
deputato determinerebbe questo risultato: la maggioranza dei 191
attualmente che percepiscono un vitalizio da parte della Regione,
la maggioranza cioè oltre 105 su 191, o non avrebbe alcun taglio o
avrebbe un taglio di pochi spiccioli rispetto a quello che in atto
gode, la minoranza invece cioè i restanti 86 avrebbe un taglio
superiore alla media che si determina da questo calcolo.
Si tratta di fare una scelta e la Commissione propone una scelta.
Piuttosto che fare un sistema parcellizzato con tanti dubbi,
soprattutto con tanti ricorsi - non a caso sia Camera che Senato
hanno accantonato le risorse, perché non è che ci sia tutta questa
certezza di reggere davanti al giudice delle leggi, e allora hanno
accantonato per evitare oneri successivi - noi, piuttosto che
fomentare la tendenza ad andare a difendersi con gli avvocati e con
rischi di spese legali, laddove ci fosse soccombenza da parte
dell'Assemblea regionale a carico dell'Assemblea regionale da
riconoscere ai ricorrenti, riteniamo che un taglio invece omogeneo,
quindi omogeneo non nella quantità, ma omogeneo nella entità, sia
preferibile perché produce lo stesso effetto finanziario. Il taglio
del 9,26%, figlio di quel calcolo, produrrebbe un risparmio sui
vitalizi diretti di oltre un milione di euro, sugli indiretti, cioè
le reversibilità, di circa 600 mila euro. Alla fine della giostra
noi da questa norma avremmo un risparmio di un milione e 600 mila
euro. Mi pare che sia anche molto, in alcuni casi, al di sopra di
quello che c'è in altre Regioni, ma questo è l'effetto. Il milione
e 600, piuttosto che applicarlo individualmente, lo applichiamo in
maniera uniforme a tutti, certo, chi prende un'indennità di cinque
mila euro pagherà il 9% su cinque mila euro, chi la prende di
duemila euro pagherà il 9% su duemila euro, quindi l'effetto è
diverso ma l'applicazione è sostanzialmente uniforme.
Infine, l'altra sostanziale novità di questo testo, anche qui non
frutto di una invenzione, dalla voglia di essere i primi della
classe, noi nell'ascoltare anche gli esperti ci siamo insediati
anche di un giorno, nel quale qualche settimana dopo il nostro
insediamento è stata emessa una sentenza, una ultima sentenza: la
108 del 2019. Sentenza pubblicata nel maggio del 2019 dalla Corte
Costituzionale, il famoso caso trentino dove all'inizio, pochi
l'avevano vista, fu annunciata come la conferma della giustezza dei
tagli ai vitalizi salvo poi, leggendo la sentenza, scoprire che
quella sentenza pone un macigno sul percorso di come tagliare i
vitalizi, non perché non si possano tagliare, in nome del
coordinamento della finanza pubblica la straordinarietà dei
provvedimenti che incidono anche sulle pensioni è prevista dalla
Corte Costituzionale, quindi non è in discussione si può fare o
non si può fare , il tema è come si può fare, secondo quali
principi e la Corte Costituzionale ci dice in maniera chiara che i
principi che riguardano la retroattività di diritti soggettivi
devono essere ispirati a due principi, anche se più di due, ma a
due principi cardini fondamentali: la ragionevolezza del
provvedimento e la temporaneità, non può esserci un provvedimento
che ha per sua natura una funzione di modifica strutturale vita
natural durante di un diritto soggettivo, perché se lo fai in nome
del coordinamento della finanza pubblica l'effetto deve essere
quello di risanare la finanza pubblica e si ripristina il diritto
soggettivo alla fine della sua efficacia.
Ci siamo posti un tema: come lo applichiamo questo valore di
taglio medio? Lo applichiamo facendo la legge e poi lasciamo ai
giudici che dire che non potevamo farlo o apriamo anche una
discussione nazionale, ed è stato anche questo il tema perché
diciamocelo pure, abbiamo posto agli uffici del Ministero dicendo
che sappiamo bene che noi abbiamo introdotto una novità, che il
taglio che noi proponiamo è un taglio che si applica per cinque
anni ci sembra un tempo sufficientemente congruo ai fini del
risanamento e dell'efficacia, eravamo partiti con un altro tempo di
tre anni ma oggi parliamo di cinque anni, ebbene, le altre Regioni
non hanno applicato questo sistema?
Impugnate la legge e vediamo se la Corte Costituzionale dà torto
alla Sicilia e quindi dà ragione alle altre o, invece, come io
penso visto che si è sempre pronunciato in tal senso, non potrà che
confermare la ragione della Sicilia e, probabilmente, rivedere il
sistema delle altre Regioni.
Questa è la legge che stiamo discutendo, non è una legge sul
nove, sul dieci, sull'otto, su come sorteggiamo il numeretto per
stabilire quanta mortadella dobbiamo tagliare piuttosto che
comprare, è una legge che cerca di dare, con ragionevolezza e con
un criterio giuridico e logico, un sistema che possa essere
condiviso - permettetemi di dire - innanzitutto da coloro che
potrebbero avere violato un diritto personale, anche per evitare
una lite giuridica e giudiziaria che non è nelle premesse a favore
di chi la promuove, cioè di chi deve poi reggere il conflitto.
Ecco, penso di aver detto tutto di quello che si poteva dire
rispetto a questo testo, si poteva fare meglio? Forse, ma questo è
il compromesso possibile.
In politica la parola compromesso non è un insulto, è la
consapevolezza di tenere insieme punti di vista e ragioni tutte
legittime politicamente, ma con le coordinate, la cornice dello
stato di diritto. Noi qui facciamo leggi non approviamo emozioni,
facciamo leggi
Infine un'ultima considerazione e chiudo con questa battuta, in
tanti in questi giorni dicono Ah, si, però, questa legge non fa
venire meno il rischio che la Regione subisca i tagli dei
trasferimenti che la legge n. 145 del 2018 prevede.
Ora, a prescindere dal fatto che ad oggi io ho chiesto
ripetutamente quali sarebbero questi trasferimenti che lo Stato fa
alla Regione se non, oltre quelli già esclusi dalla stessa legge
sanità, spesa sociale, disabilità e trasporti - per la verità
trasporti non mi risulta che abbiamo trasferimenti - se non quelli
che la Regione non riceve soldi per trasferimento, noi riceviamo i
soldi che sono della Regione e che riscuote lo Stato, perché a
differenza delle altre Regioni lo Stato nei confronti della Sicilia
opera come tesoriere e la Regione in virtù delle norme fiscali,
degli accordi che sono intervenuti negli anni, alcuni dei quali
addirittura sottostimati rispetto alle norme stesse Irpef, IVA etc,
etc, trasferisce le quote.
Poi ci sono altri capitoli, a domanda nessuno risponde, perché poi
ho sentito: 70 milioni, 25 milioni, siccome sono numeri ognuno la
può dire, qual è quella che fa più notizia cento milioni e fa più
notizia rispetto a 70 e a 25, ma aldilà di questo vorrei ricordare
che la legge finanziaria dice: Le Regioni, entro sei mesi da quel
momento in cui è stato fatto l'accordo, devono adeguarsi con
proprie leggi al ricalcolo dei sistemi pensionistici .
Noi se approviamo questa legge ci adeguiamo, se poi lo Stato non
sarà d'accordo e proporrà impugnativa non è che il fatto che noi ci
siamo adeguati e lo Stato non la condivide fa venire meno il
principio che noi ci siamo adeguati, perché eventualmente
l'adeguamento se era giusto o sbagliato bisognerà aspettare che la
Corte Costituzionale si pronunci, perché altri provvedimenti che
avrebbero l'effetto di tagliare impropriamente e illegittimamente
tagli alla Sicilia, questo si che mi auguro che questa volta il
Governo della Regione, piuttosto che fare lo struzzo, difenda le
prerogative della Regione siciliana andando essa davanti alla Corte
Costituzionale a tutela di tutti i siciliani.
Questo è quanto avevo da dire a nome anche dei colleghi che io
ringrazio anche per quel lavoro che abbiamo fatto. E mi dispiace
per il collega Pellegrino che, in questa avventura, si è trovato in
corso d'opera una disavventura che non gli avremmo mai augurato.
Questo è il lavoro che abbiamo fatto. Per noi il lavoro finisce
qua. Da ora, il Parlamento può fare quello che vuole, bocciare,
approvare, cambiare. Nessuno di noi è innamorato dei testi che
propone. Se, poi, quest'Aula ha un'idea migliore, la dica e ne
discutiamo.
Corleone
Indirizzo di saluto agli studenti dell'Istituto Giuseppe Vasi di
Corleone
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intanto, porgiamo un saluto ai
ragazzi dell'Istituto Giuseppe Vasi di Corleone.
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per
la rideterminazione degli assegni vitalizi (n. 622-564-624-629/A).
PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge posto
1) del II punto iscritto all'ordine del giorno: Disposizioni per
la rideterminazione degli assegni vitalizi (n. 622-564-624-629/A).
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, come le avevo anticipato ieri in
Conferenza dei Capigruppo, e prima che venga dichiarata aperta la
discussione generale, il mio Gruppo, come appena detto, fa formale
richiesta di ritorno in Commissione di questa proposta di legge.
E, se ieri ne ero convinto, le motivazioni che, oggi, ha addotto
l'onorevole Cracolici, mi hanno convinto ancora di più, perché,
vede signor Presidente, io capisco gli ex parlamentari che
continuano ad aggrapparsi a questi maledetti privilegi con le
unghie e con i denti , perché questi dati che ci avete letto oggi
pomeriggio, ammesso e concesso che siano veri, perché io poc'anzi
ho interloquito con il Capogruppo del Movimento 5 Stelle Campania,
che mi ha detto che la legge campana ha recepito tout court
l'intesa Stato-Regione, per cui io non so quali siano realmente gli
effetti e se questi siano integralmente corrispondenti alla lista
ed all'elenco che ci ha fatto il relatore di questa legge.
A parte questo ragionamento, ecco, questa relazione così lunga,
intricata, giuridichese , ahimè, credo che nasconda un'altra
verità.
Ora, signor Presidente, lungi da noi, dal volere che questa
Regione e, quindi, non coloro che, a tutt'oggi, sono percettori del
vitalizio, ma tutti siciliani siano soggetti, a seguito della
mancata approvazione di una proposta di legge dei trasferimenti da
parte dello Stato, ha detto bene, vero, sono soldi dei siciliani,
che noi non vogliamo che i siciliani tutti perdano.
Tuttavia, se davvero, l'onorevole Cracolici crede in quello che ha
detto, e cioè nel valore del compromesso, nel valore dell'accordo
collettivo, allora, non possiamo non chiedere che questa proposta
di legge ritorni in Commissione, perché, ve l'abbiamo già detto
mille volte attraverso i nostri colleghi. Mi creda, onorevole
Cracolici, noi abbiamo fatto parte di quella Commissione, e non
abbiamo delegittimato né voi né il Parlamento. Noi siamo portatori
di una proposta diametralmente opposta alla vostra, e questo non
vuol dire delegittimare il Parlamento.
Noi siamo portatori di una proposta diversa dalla vostra, di cui
voi, e lei, in particolare, ed il Presidente dell'Assemblea, vi
siete innamorati, e la nostra proposta è esattamente opposta. Se,
poi, raccontare ai cittadini siciliani come stanno realmente le
cose, significa delegittimare il Parlamento, bene, noi, non
accettiamo questo tipo di qualificazione, perché il nostro
comportamento è sempre stato onesto.
Io, allora, chiedo che la mia proposta venga messa ai voti, poiché
questa legge, come abbiamo discusso ieri in Conferenza dei
Capigruppo, lei ci ha reso edotti dei risultati di questa trasferta
a Roma, presso gli Uffici del Ministero degli Affari regionali, noi
rischiamo, signor Presidente, di approvare una legge che, per
quelle 3 motivazioni che ieri sono state indicate, innanzitutto da
voi stessi, e cioè che il taglio parte dagli anni '70 e non dal
1947, che il coefficiente di calcolo che questa legge ha assunto
come fulcro della stessa per la riduzione e la conversione da
sistema retributivo a contributo dei vitalizi, è totalmente
differente da quello imposto nell'intesa Stato-Regione. E,
soprattutto, la temporaneità: noi avremo, quindi, un taglio, su 18
milioni di euro, di un 1.600 mila euro per miseri 5 anni, dopodiché
tutto ritornerebbe ad essere esattamente come prima.
Signor Presidente, ma vogliamo farci ridere dietro dalla Corte
Costituzionale? Vogliamo fare una legge che venga impugnata dalla
Corte Costituzionale, per fare che cosa? Che coloro che continuano
sostanzialmente a percepire il vitalizio possano continuare a farlo
anche nelle more del giudizio? E' questo lo scopo?
Presidente, noi più di una volta abbiamo detto che questo
Parlamento ha la possibilità di chiudere con una pagina, di voltare
in avanti e di restituire un po' di futuro a quei ragazzi che ci
stanno guardando.
Perché tutti quegli anni durante i quali queste persone hanno
continuato a percepire questo odioso privilegio significa un pezzo
di futuro che abbiamo tolto a questi ragazzi.
Vogliamo continuare su questa strada, Presidente? Io non credo.
Io qui invoco il senso di responsabilità di queste istituzioni che
noi ci onoriamo di rappresentare e, pertanto, Presidente, chiedo,
alla S.V., di mettere ai voti la richiesta di rinvio in Commissione
del testo di legge.
Si ridiscuta questo testo, si riprenda da dove si è lasciati,
anche perché - mi lasci dire - siamo stati l'unica forza politica
ad opporsi ad una proposta condivisa, sostanzialmente
all'unanimità, da ..
ARICO'. Rivediti il verbale
CAPPELLO. Tu l'hai votata, lei l'ha votata quella proposta, ero là
davanti. Lei l'ha votato questa proposta.
Allora, Presidente, chiedo che venga messa ai voti.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Figuccia,
onorevole Cappello, intanto faccio alcune precisazioni.
Io ora, ovviamente, faccio votare perché se c'è questa proposta è
mio compito farla votare.
Ma l'obiettivo del ritorno in Commissione, giusto per poter
capire, qual è?
CAPPELLO. Gliel'ho detto prima Intesa Stato-Regione .
PRESIDENTE. No, io sono d'accordo con lei, non ho intenzione di
creare problemi di nessun tipo, anzi.
Così come le devo suggerire che, se questo disegno di legge
dovesse passare, poi non si sta in attesa del giudizio, ma diventa
esecutivo subito, per cui il taglio sarebbe comunque immediato.
Ma vorrei capire il ritorno in Commissione - visto che, immagino,
le vostre proposte quando sono state portate in Commissione non
hanno prevalso rispetto alla proposta.
Quindi, ritornare in Commissione per far che cosa? Perché io ho un
problema, colleghi. E' che, dovendo questa legge avere effetti dal
1 dicembre e, visto che i vitalizi si pagano il 23 di ogni mese,
entro il 23 dicembre noi dobbiamo sapere come Assemblea che tipo di
vitalizi pagare agli ex parlamentari.
Quindi, è ovvio che dobbiamo comunque questa legge farla.
Peraltro, mi piacerebbe adeguarmi alle richieste del Governo
nazionale che ci ha detto che, entro il 1 dicembre deve essere
approvata.
E' chiaro che, se deve essere approvata entro il 1 dicembre ed
oggi è il 27 novembre, per me, se da parte dell'Assemblea c'è la
volontà chiara e precisa che da qui all'approvazione della legge
non ci si muove da quest'Aula, perché comunque il 1 dicembre è già
l'altra settimana, per cui è chiaro che deve essere votata, se non
vogliamo correre, questo sì, il rischio che per colpa
dell'Assemblea dovessero avvenire i tagli
FOTI. Possiamo restare anche domani, Presidente.
PRESIDENTE. Scusate, sto parlando, dopo di che l'onorevole
Cappello, che è il vostro capogruppo, si alzerà un attimo e
risponderà alle domande che io sto facendo.
Voglio capire, se rimandiamo la legge in Commissione comunque io
devo far votare, non è una scelta che posso fare io, la farà l'Aula
tra pochi minuti.
Ma ritornare in Commissione l'unica cosa è che io non posso
consentire, perché la legge mi vieta di farlo, è di non chiudere la
legge entro il 1 dicembre
Per cui se noi ora la rimandiamo in Commissione, se la Commissione
in un'ora mi dà la risposta non c'è problema. Diversamente,
sappiate che si sta qui a votare fino a quando non si risolve il
problema.
Quindi, vorrei capire dall'onorevole Cappello se mi dice
esattamente qual è la motivazione perché io, comunque, devo mettere
ai voti la sua proposta.
CAPPELLO. Presidente, anche due ore, torniamo in Commissione,
eliminiamo quegli elementi di incostituzionalità o di potenziale
incostituzionalità della legge e ritorniamo in Aula sino al 30
ininterrottamente.
PRESIDENTE. In ogni caso, scusi onorevole Cappello, il ritorno in
Commissione è per, come dire, normalmente per ricominciare, ma se
c'è qualcosa da cambiare ci sono gli emendamenti che si possono
presentare, si votano e se c'è qualche problema si cambia, perché
il ritorno in Commissione? Io ripeto, continuo a ripetere, ora
votiamo perché io non la posso prendere questa decisione, non è
compito mio, ma è compito dell'Aula, però non si possono fare con
gli emendamenti ed, eventualmente, andare avanti?
ZAFARANA. Lo prevede il Regolamento.
PRESIDENTE. Sì, sì, onorevole Zafarana, sto facendo votare, sto
parlando, credo con cortesia con il vostro Capogruppo, per capire
qual è più o meno l'idea del Movimento Cinque Stelle che, se fare
passare il tempo per non fare votare la legge, vi avverto che non
sono
CAPPELLO. No, Presidente, votiamo. Gliel'ho detto, il nostro
intendimento è quello di raggiungere una mediazione, anche se fosse
per sole due ore in Commissione, tra l'altro, Presidente, mi
consenta, non è colpa nostra se arriviamo praticamente al 27 al
voto di questa legge, mi pare evidente che
PRESIDENTE. Io in ogni caso metto ai voti la sua proposta perché
sono comunque obbligato a farlo.
Il Presidente Lupo mi chiede, prima di mettere in votazione la
richiesta di rinvio in Commissione, di sospendere dieci minuti. Io,
ovviamente, accordo questi dieci minuti e sospendo i lavori e alle
18.00 ci rivediamo qui per votare la proposta dell'onorevole
Cappello. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 17.36, è ripresa alle ore 18.48)
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Falcone e Grasso hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge nn. 622-
564-624-629/A
CAPPELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, abbiamo approfittato di questa pausa
per avviare una serie di interlocuzioni che però ci consegnano un
dato: che le posizioni sono assolutamente inconciliabili.
A questo punto, Presidente Di Mauro, ritiro la proposta di
richiesta di rinvio in Commissione e chiedo che si proceda con la
discussione generale.
PRESIDENTE. Bene. Onorevoli colleghi, chi chiede di parlare?
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io avevo
ascoltato con grande attenzione la relazione dell'onorevole
Cracolici che interveniva a nome della Commissione che per mesi ha
lavorato a questo testo che approda in Aula e, a dire il vero,
avevo anche fatto alcune riflessioni.
Alla luce dell'intervento dell'onorevole Cracolici avevo fatto
anche delle riflessioni che rimangono assolutamente pertinenti
rispetto, oggettivamente, alla luce delle sue affermazioni, alle
considerazioni che sono state fatte dai media in queste settimane.
E devo riconoscere che se così dovesse essere, ovvero che i tagli
che sono stati fatti in ciascuna delle Regioni, ed io,
oggettivamente, non avevo modo di verificare questi aspetti, cosa
che invece viene fatta dalla Commissione, sarebbe un fatto
assolutamente gravissimo, sarebbe un fatto legato ad un'attività di
disinformazione fatta in maniera puntuale da tutti i media
nazionali contro la Regione Siciliana.
Queste dichiarazioni dell'onorevole Cracolici, che considero
assolutamente persona tra l'altro affidabile, seria e sono certo
che non ci viene a raccontare dei dati per sentito dire, d'altra
parte però si scontrano con le ultime dichiarazioni dell'onorevole
Cappello, il Presidente del Movimento Cinque Stelle.
L'onorevole Cappello è intervenuto subito dopo l'intervento
dell'onorevole Cracolici che parlava, ad esempio, del modello della
Campania con una riduzione di un taglio minimo del 3 per cento
dicendo: ho sentito il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle ;
onorevole Cracolici, il Presidente del Movimento Cinque Stelle ha
detto: ho sentito il Capogruppo del Movimento Cinque Stelle in
Campania e mi rappresenta che, in realtà, c'è stato un recepimento
dell'accordo Stato-Regione alla luce dell'intesa siglata in data 29
aprile , e devo dire lo considero un fatto delle due l'una: o il
Presidente del Consiglio regionale del Movimento Cinque Stelle si
sta vestendo di un'opinione, anzi di una rappresentazione
assolutamente falsa della realtà che passa attraverso la voce del
Capogruppo del Movimento Cinque Stelle o i dati - e questo però le
dico, onorevole Cracolici, lo escludo, che sono stati forniti dalla
Commissione che da mesi lavora a questo disegno di legge - sono
falsi, e siccome mi rifiuto, al di là dell'autorevolezza
dell'onorevole Cracolici e di tutti i componenti della Commissione
di pensare che una Commissione di questo livello ci venga a
raccontare dei dati falsi, vorrei dire che troppa demagogia allora
si sta facendo da parte del Movimento Cinque Stelle che, a questo
punto, sta inondando di informazioni false i media nazionali.
E questo, però, onorevole Cappello, mi dispiace, mi rivolgo al
Presidente dell'Assemblea ma rivolgendomi al Presidente
dell'Assemblea lo dico a lei onorevole Cappello perché qua in un
momento così delicato per il Paese venire a raccontare delle
falsità è una cosa di una gravità inaudita.
Io continuerò a metterci la faccia sulla mia posizione rispetto
all'esigenza del taglio, non ritengo che laddove ci siano stati dei
modelli, stile Campania, stile Lombardia che non sono stati dei
buoni modelli, possano diventare un modello nazionale, rappresento
invece la mia posizione che evidentemente, forse, è anche diversa
da quella del Movimento Cinque Stelle di assolutamente recepire
l'accordo Stato-Regione. Penso che questo è un atto dovuto che
dobbiamo al Paese nel momento in cui la gente in pensione non può
andare pur lavorando quarant'anni, nel momento in cui i giovani
sono appesi ad un lavoro precario per una vita senza poter maturare
alcun sistema retributivo e chiedo che questo atto venga approvato,
questo è il segnale che dobbiamo dare al Paese, questa è la vera
questione morale rispetto alla quale desidererei e auspicherei che
non ci si possa nascondere dietro il voto segreto e che tutti i
parlamentari possano metterci la faccia con un voto palese
nominale.
Questo volevo rappresentare in seno all'ordine dei lavori perché,
ripeto, delle due una, delle due affermazioni è di assoluta
gravità, ma ovviamente mi riservo di intervenire nel dibattito e
per il rispetto che ho per l'onorevole Cappello gli chiedo di
verificare quali delle due informazioni sia assolutamente falsa.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Posso fare una
precisazione prima che si aprano discussioni inutili?
PRESIDENTE. Per favore, faccia parlare l'onorevole Foti che ha
chiesto di intervenire prima.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo seguito con
attenzione la relazione da parte dell'onorevole Cracolici in quanto
relatore della proposta di legge che stiamo esaminando in Aula.
Devo dire che è stata farcita , a mio modo di vedere, di numerose
imprecisioni. Riportando come termine di paragone la proporzione
con le altre Regioni, ha dimenticato di dire che la Valle D'Aosta
aveva già tagliato i vitalizi prima dell'intervento della normativa
statale, della finanziaria; che la Regione Lazio aveva già tagliato
in precedenza, un taglio importante prima dell'intervento della
finanziaria e della Conferenza Stato-Regioni e dell'intesa tra i
presidenti dei vari Consigli regionali; che l'Umbria aveva già
tagliato nel 2018; che la Lombardia aveva già tagliato nel 2018 e
così vi assicuro altre Regioni, prima che intervenisse lo Stato.
E come mai? Perché il contenimento della spesa pubblica è
diventato un importante barlume per la democrazia in tutto il Paese
ben prima che arrivasse quello che voi tacciate di essere un
Governo sanguinario e che è irrispettoso di diritti acquisiti.
Bene, io vorrei chiarire ai colleghi che di diritti acquisiti e di
pensioni non si sta parlando. Si sta parlando di vitalizi, ossia,
diciamolo chiaro e tondo, di un privilegio, perché mentre in
pensione i comuni mortali, i pochi che sono rimasti qui in Aula - e
mi dispiace che non ci siano gli studenti perché sarebbe stato
molto educativo per loro seguire l'Aula - sono le pensioni che
vengono maturate ad una certa età sulla base di una contribuzione,
invece in questo caso non stiamo parlando di questa fattispecie,
stiamo parlando, appunto, di vitalizi, che occorre premettere che
devono essere considerati e sono considerati dalla Corte
costituzionale, parliamo della sentenza n. 289 del 1994 in cui si
rileva che questo istituto, a differenza della pensione ordinaria
per i cittadini, viene a collegarsi ad una indennità di carica
goduta in relazione all'esercizio di un pubblico mandato, e quindi
è cosa ben diversa dalla pensione.
Qui non abbiamo tagliatori di teste in alcun genere e, quindi,
rifiuto quel genere di approccio.
E' stato anche detto che si sono applicate pedissequamente il
modello dell'intesa Stato-Regioni con le note metodologiche e tutto
il resto, che sono state fornite e approvate dalle altre Regioni
senza alcun problema né di impugnative né di contenziosi, dato che
già li hanno fatti questi tagli e l'approvazione di queste leggi da
un bel pezzo. Parliamo, cioè, del fatto che già a partire
dall'aprile del 2019, per esempio, la Liguria che è stata tra le
prime, ha approvato la legge e finora non mi pare che ci siano
state marce indietro o correttivi sulla legge. Ad esempio, in
Liguria, che è una delle primissime che è stata approvata, né tanto
meno ricorsi sulle leggi approvate prima della finanziaria e quindi
prima che il dispositivo nazionale e le successive conferenze
dessero il compito alle Regioni di approvare norme su questa
materia.
Per quanto riguarda l'andamento dei lavori di questa Commissione,
bene, colleghi, io vi devo dire che, purtroppo, si è alzato un muro
di mancanza di comunicazione, che la fase degli emendamenti è stata
tranciante nei riguardi di tutti quegli emendamenti che hanno
proposto l'adesione sia al modello dell'intesa Stato-Regioni
utilizzato dagli altri, sia nei riguardi della proposta di aderire
al modello del Senato.
Ora, non capisco: delle due l'una. Se noi siamo adeguati al Senato
c'è stato un passaggio in cui l'onorevole Cracolici ha voluto
ribadire questo passaggio che, diciamo, ha la sua rilevanza,
vorremmo capire perché la proposta di adeguarci al taglio che è
stato fatto al Senato è stata bocciata, non si è presa minimamente
in considerazione. Significa che qui quello che ci interessa di un
modello lo prendiamo, quello che non ci interessa lo rifiutiamo e
ci opponiamo all'applicazione che è stata fatta persino al Senato,
a cui siamo equiparati in diversissimi passaggi.
Io ho assistito più che a una relazione forbita e compiuta ad una
recita, una recita fatta in tandem con un Presidente che in questo
momento non presiede, che in queste settimane ha - come ho provato
a dire ieri - profondamente umiliato sia l'Assemblea che la
Commissione, perché si è recato a Roma - non si è capito bene a
fare cosa - e soprattutto ha dovuto ritrattare nell'arco di
quindici minuti due comunicati stampa uno in cui ha sventolato - e
voglio leggere esattamente qual è la dichiarazione che poi è stata
ritrattata rocambolescamente nell'arco di dieci minuti -
dichiarazione in cui: Taglio light dei vitalizi, Micciché il testo
dell'ARS è ineccepibile dopo che aveva dichiarato Abbiamo l'ok di
Roma . Da abbiamo l'ok di Roma a io penso che questa legge sia
ineccepibile ne passa, tra l'altro ha anche dovuto dichiarare:
SSi tratta solo di questioni tecniche, non ho mai chiesto e quindi
non ho mai ottenuto un ok .
Ieri ho chiesto, nel rispetto della funzione di deputato e di
membro di quella Commissione, di avere le note, il carteggio, i
chiarimenti che si erano ottenuti e in maniera frettolosa e
irrispettosa mi è stato staccato il microfono e mi è stato impedito
garbatamente, perché ho chiesto se era possibile avere dei
chiarimenti, dire che dovevo rivolgermi al mio capogruppo che
sapeva tutto.
Non stanno così le cose, se si va a Roma dichiarando sui giornali
e facendo sapere ai cittadini che si sta facendo un controllo
preventivo sulla costituzionalità di una norma - cosa del quale
avevo dei dubbi - questo si deve andare a fare, non bisogna fare
show in alcuna maniera, perché questo è irrispettoso nei riguardi
del Parlamento.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Per quanto riguarda quelli che sono i profili di
incostituzionalità che noi rileviamo in questa norma, così per come
vi viene presentata, per il quale ho visto che non si è intervenuti
con emendamenti, perché questa è la risposta di un Parlamento che
non ne vuole sentire, perché a parte i nostri emendamenti ci sono
solo quelli che sono stati presentati anche in Commissione
dall'onorevole Aricò, poi li illustrerà lui e diciamo su alcuni
siamo disposti assolutamente a votarli perché si tratta in larga
parte del recepimento del Senato che era tra l'altro allegata e
nella disponibilità della Commissione a cui è stata fornita tutta
una serie di pezze di appoggio e documenti di cui avvalersi nel
ragionamento. Un ragionamento che si è imperniato sull'assoluta
volontà di lasciare immutato il sistema.
Viene detto che noi non votiamo emozioni, è vero non votiamo
emozioni infatti abbiamo cercato di essere lucidi, proporzionali,
adeguati rispettando il principio di proporzionalità, di equità e
di ragionevolezza e all'interno di questa proposta del n. 622 non
ci sono ma, invece, sono contenuti nelle proposte che abbiamo
avanzato e che abbiamo proposto come emendamenti.
Per quanto riguarda quello che è il frutto del lavoro della
Commissione, l'intesa Stato-Regione non è stata rispettata, il
montante contributivo viene moltiplicato per il coefficiente di
trasformazione con riferimento all'età anagrafica posseduta
all'entrata in vigore della legge anziché come previsto dalla nota
metodologica, a proposito di adesione a quello che è il dettato
dello Stato, con riferimento all'età anagrafica del deputato alla
data di decorrenza dell'assegno vitalizio, si è utilizzato la
maggiorazione del 26 per cento prevista dall'intesa Stato-Regione
che era fino al 26 per cento non per forza la massimo al 26 per
cento come è stata applicata nel 622/A. E' stata applicata a tutti,
nel ricalcolo di tutti gli assegni vitalizi. E questo è un altro
dei fattori che ha evitato di avere un risparmio che fosse
accettabile, riportando il risparmio a solo il 9,56%.
Noi chiediamo, ed abbiamo chiesto, che questa maggiorazione fosse
applicata in maniera proporzionale, in maniera maggiore ai vitalizi
più bassi ed in maniera minore ai vitalizi più alti, ma di questa
previsione non se n'è voluto sentire, tant'è che è stata applicata
al massimo a tutto il plafond dei vitalizi, a tutti e 196 vitalizi.
Troviamo che, anche, questo sia stato un segnale negativo, ed è un
segnale negativo che diamo all'Aula.
Signor Presidente, noi prima, qui, avevamo degli studenti. Lei ha
detto che sarebbe stato bene che non tenessero molto conto di
quello che sarebbe successo. Forse lei crede che non debbano sapere
o non sappiano che per loro non ci saranno, ad esempio, le borse di
studio per potere iscriversi all'università?
Pochi giorni fa, gli studenti hanno manifestato. Noi con quel
risparmio potremmo contribuire a dare un sostegno agli studenti che
vogliono studiare. Abbiamo dato dei tagli ai disabili, a tutte le
categorie più svantaggiate
PRESIDENTE. Onorevole Foti, lei è già un minuto e mezzo oltre il
tempo, la prego.
FOTI. E lo so, ora chiudo. Un attimino che chiudo.
Tutto questo non avviene perché la riduzione di spesa va in un
fondo, ma è senza destinazione. Noi, quindi, chiediamo che venga
data una destinazione di utilità sociale a beneficio dei siciliani.
Adesso, passeremo alla fase di votazione. Voglio fare un appello
alla coscienza dei colleghi, affinché valutino con attenzione le
nostre proposte, che sono di allineamento alla direttiva ed
all'intesa dello Stato-Regione, che porterebbe ad un risparmio
superiore del 30%, dando una destinazione alle risorse, che abbia
scopi sociali e, finalmente, ricongiunga, tenda a ricucire lo
strappo che in questi anni ha visto l'allontanamento dei cittadini
dalla politica, l'alienazione da parte della politica, ed in
particolare di questo Parlamento, perché poi c'è la politica,
quella fatta nei territori, che ha ben più presente i sacrifici che
i siciliani stanno affrontando e che si voti con coscienza, non
pensando unicamente a volere preservare diritti che non sono
acquisiti, ma sono semplicemente dei privilegi. E che si vada
incontro a questa necessità, a questo bisogno, anche perché i
profili di incostituzionalità, lo ripeto, ci sono, tant'è che
qualcuno ha sentito il bisogno di trovare una pezza per questo
buco, anche se si è rivolto, probabilmente, all'interlocutore
sbagliato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vorrei avvertire tutti che ho dato
questo tempo all'onorevole Foti, veramente per un fatto di
cortesia, però, è ovvio che, d'ora in poi, ai 5 minuti precisi,
cioè alla scadenza, quelli che sono 15, 5 minuti precisi, io devo
togliere la parola, perché ripeto quello che ho detto all'inizio:
noi questa legge la dobbiamo votare entro stasera. Ci sono dei
limiti di orario che sono previsti anche dai lavori dell'Assemblea
stessa, per cui, d'ora in poi, nessuno se l'abbia a male, ma
arrivati alla scadenza precisa io tolgo la parola, materialmente
togliendo il microfono. Chiedo scusa di questo ma, sono obbligato a
farlo.
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire nella discussione generale, perché credo che, tutto
sommato, nella discussione generale si possano racchiudere i
contenuti degli interventi che riguardano, poi, in buona sostanza,
soltanto l'articolo 1.
L'articolo 1 è il fulcro della legge. E sull'articolo 1 c'è tutta
la conclusione della legge.
E volevo, guardando gli emendamenti, fare alcune considerazioni
che mi permetto di rivolgere, innanzitutto all'onorevole Aricò ed
all'onorevole Galluzzo, e conseguentemente, a proposito dell'1.9 e
dell'1.11, all'onorevole Marano, all'onorevole Foti ed
all'onorevole Cappello.
Questo è, onorevole Aricò, sto parlando con lei. Nel disegno di
legge, gli emendamenti 1.9 ed 1.11 hanno come oggetto il
recepimento della deliberazione del Consiglio di Presidenza del
Senato.
Ciò vuol dire, onorevole Aricò, che è suo intendimento applicare
una riduzione in media del 40 per cento che va, quindi, da un
minimo del 10 ad un massimo del 60 per cento.
Poc'anzi l'onorevole Foti diceva che qui non siamo per tagliare
la testa a nessuno però siamo d'innanzi ad una disposizione
legislative che, se dovesse essere, cioè un emendamento che, se
dovesse essere approvato, sia questo che il secondo, arrecherebbero
un nocumento notevole, tenendo conto che ci sono, ovviamente, una
serie di calcoli che vengono fatti secondo la disposizione
legislative che è stata approvata dal Consiglio di Presidenza del
Senato che andrebbe a ledere l'indennità di coloro i quali,
soprattutto nel passato, hanno fatto i parlamentari.
E questo è un principio che, a mio parere, onorevole Aricò - lo
dico come valutazione complessiva - è così generalizzato, è così
pesante nella sua eventuale applicazione che arrecherebbe
incondizionatamente una difficoltà reale alle famiglie di chi,
comunque, nel tempo, avendo sposato l'impegno in politica - mi
riferisco soprattutto ai tanti parlamentari del Partito comunista
che, da dipendenti del partito, spesso, poi, alla conclusione della
loro esperienza di lavoro, veniva loro assegnato in lista, così
come era concepito il Partito comunista, la presenza nel
Parlamento per una, due legislature - lo dico, onorevole Cracolici,
perché è la realtà - e costoro godono soltanto dell'indennità del
vitalizio.
Stessa cosa mi sembra che ci sia nell'articolo 1, punto 12, del
taglio unilaterale del 40 e del 30 per cento perché veramente sono
due emendamenti pesanti che andrebbero ad incidere sulla
sopravvivenza delle famiglie.
Quindi, il mio è un invito ad una riflessione, a sospendere la
trattazione, ad evitare di insistere su questi emendamenti.
Onorevole Foti, io sto facendo un ragionamento di opportunità, di
ragionevolezza. Insistere su questi emendamenti, 1.9, 1.11, 1.12 ed
1.13 veramente mi sembra di voler proprio agire contro chi è stato
parlamentare in questo Parlamento.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la mia è una precisazione per l'onorevole
Figuccia.
Io non ho detto che le altre regioni non hanno recepito il testo
nazionale. Ho detto che l'effetto, sulla base di una nota che mi ha
inviato l'associazione degli ex parlamentari, è quello che ho
letto.
Lo dico perché l'effetto di quell'accordo in Sicilia sarebbe
certamente diverso perché - ripeto - noi abbiamo una quantità di ex
deputati che hanno cominciato dal '47 e, successivamente, le
reversibilità, etc., che non hanno le altre regioni.
Ed, infine, per onestà, non ci scordiamo che fino ad un certo
periodo le indennità dell'Assemblea regionale erano uniformi a
quelle del Senato e non, invece, quelle delle altre regioni.
Quindi, le altre regioni avevano un'indennità di carica per i
consiglieri - tranne il Lazio - diversa da quella che aveva la
Sicilia.
Questo era un privilegio che nel 2014 è stato abrogato alla luce
del provvedimento che era il famoso decreto Monti che ha
uniformato in tutte .
Quindi, non è che ho dato dati diverso, ho detto semplicemente
che, recependo quell'accordo, nelle altre regioni ha avuto
quell'effetto, in Sicilia quell'effetto non può averlo come non ce
l'ha né la Camera né il Senato.
Non è un caso che solo tra Camera e Senato ci sono oltre mille
ricorsi. Questo è il dato di cui bisogna tener conto.
Poi, ognuno si fa chiaramente la sua opinione. Ma questa è
l'incidenza nelle altre regioni a statuto ordinario ed in alcune a
statuto speciale addirittura non c'è nessun effetto.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io quando
sono arrivata qua, nel Parlamento siciliano pensavo che la politica
avesse quel nobile ruolo di servire i cittadini e di farsi carico
delle esigenze di questa Regione, però mi rendo conto che - poi
dopo questa esperienza in Commissione vitalizi - tutt'altro si
vuole fare, tranne che andare incontro ai cittadini e, in questo
caso, contenere la spesa pubblica.
Sono passati sei mesi da quando la Commissione si è insediata e,
quello che nelle altre regioni, in cinque minuti, all'unanimità,
hanno fatto, cioè hanno approvato la legge dell'intesa Stato-
Regioni, qua abbiamo dovuto perdere 6 mesi di tempo cercando di
tutelare questo privilegio assurdo, perché è assurdo, quindi
inventandosi qualsiasi cosa.
Si era detto tagliamo del 50 per cento, tagliamoli tutti, ma poi
in realtà tutte battute giornalistiche.
Dobbiamo dire oggi ai siciliani quello che è successo in questi
mesi.
Avevamo tre possibilità: una, che era quello di adottare l'intesa
Stato-Regioni che tagliava il 37 per cento, questa ipotesi non è
stata considerata; l'altra ipotesi era quella di tagliare del 27
per cento adeguandoci alla Conferenza dei Presidenti delle regioni,
anche questa ipotesi dalla Commissione non è stata considerata,
l'altra ipotesi era adottare il testo della riduzione del 9 per
cento che tutto fa tranne che ridurre la spesa, o per lo meno la
riduce davvero di poco.
Noi spendiamo 18 milioni per gli assegni vitalizi ogni anno,
avremmo potuto tagliare circa 7 milioni di euro all'anno e con
questa legge, presentata dal Partito Democratico e da Forza Italia,
si riduce il taglio al 9 per cento.
Penso che sia doveroso, invece, farci una domanda: se è questo che
vuole la Sicilia e che vogliono i siciliani da questo Governo.
Le cose e le scuse inventate in Commissione sono state tante:
ricordo la proporzionalità del taglio, e vorrei spiegato, onorevole
Cracolici, come un taglio lineare di tutti i vitalizi garantisce
una proporzionalità nella riduzione degli assegni; si è parlato di
diritto acquisito, come se il diritto di 5 milioni di siciliani è
meno importante del diritto acquisito da 300 parlamentari che sono
stati fortunati e sono privilegiati da questo Parlamento; si è
parlato di finanza derivata dell'ARS, che impedirebbe un risparmio
per le casse della Regione siciliana, come se non sia possibile una
riduzione dello stanziamento in funzione del risparmio conseguito;
e ancora, il taglio dei soli vitalizi diretti e la limitazione
della legge e della sua applicazione per soli 5 anni.
Tutti questi discorsi, tutte queste scuse, hanno bloccato la
Commissione per sei mesi dicendo che la legge che avevamo
depositato noi, che rispecchiava quella dell'intesa Stato-Regioni,
era una legge inventata e che le tabelle erano inventate.
Ma vorrei entrare nel merito di qualche articolo e di qualche
emendamento che mi sono ritrovata nel fascicolo.
Praticamente l'articolo 1, per esempio, vuole fare intendere che
si riducono i vitalizi e con l'articolo 2 ci si nasconde dietro
articoli e leggi degli anni '60 e '70 praticamente, ripristinate da
altri privilegi. Prima si aumenta la base contributiva del 18 per
cento, come avviene per alcune categorie di dipendenti pubblici
che, però, pagano i contributi su questa maggiorazione, mentre noi
non paghiamo nessun euro.
Per fare un esempio: è vero che gli insegnanti dei nostri figli
quando arrivano andranno in pensione a 67 anni e 11 mesi, ma
vedranno la loro base contributiva aumentata del 18 per cento, ma
questi, in realtà, nella busta paga pagano i contributi sul 118 per
cento.
E poi un altro emendamento, presidente, concludo. Un altro
emendamento assurdo è quello che addirittura si vuole proporre un
aumento della base contributiva
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marano, purtroppo non posso fare
continuare, le chiedo scusa, ma la ringrazio, perché altrimenti non
finiamo, oggi.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori e
soprattutto cittadini da casa che ci ascoltano, io sono veramente
in imbarazzo perché forse l'onorevole Cracolici, Di Mauro e molti
altri - onorevole Cracolici parlo con lei - dicevo, forse
l'onorevole Cracolici è da molto tempo che non frequenta
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci si rivolga alla Presidenza non
all'onorevole Cracolici
SCHILLACI. Si, volevo soltanto riferirmi ad alcune cose dette
dall'onorevole Cracolici, che probabilmente non frequenta la V
Commissione da tanto tempo, pur essendo un veterano di questo
parlamento. Veda noi membri della V Commissione, da quando
rivestiamo il mandato, abbiamo una serie di audizioni giornaliere
dove parliamo con 21mila precari, parliamo con ex sportellisti che
oggi sono fuori dal mercato lavorativo, parliamo con gli ASU che
non hanno neanche il diritto di prendere dei giorni di ferie per
andare ad assistere un parente o per andare ad un funerale ed,
invece, sento parlare sempre dei soliti privilegi.
Noi non stiamo parlando di diritti acquisiti, noi stiamo parlando
di privilegi ed, in più, vorrei dire che stamattina abbiamo
ricevuto in V Commissione gli assistenti alla persona che lavorano
nelle scuole, che sono coperti fino a dicembre del 2019, da gennaio
non avranno lo stipendio e non avranno un posto di lavoro. Io sono
veramente in imbarazzo perché noi, come Parlamento siciliano, io
non posso tollerare questi discorsi. Noi dobbiamo dare un esempio e
siamo l'unica regione rimasta ad approvare questo taglio dei
vitalizi, una vergogna. Come sempre arriviamo per ultimi, siamo per
primi nello scandalo dei vitalizi e siamo gli ultimi ad approvare
una norma che è una norma di buon senso e che ci accosta a tutte le
altre regioni.
Quindi chiedo a quest'Aula di prevedere il taglio dei vitalizi in
prima istanza accostandoci alla conferenza Stato-Regioni, quindi
prevedendo il taglio del 37% ed eventualmente alla delibera del
consiglio dei Presidenti di tutte le altre regioni che prevede
l'eventuale 27%.
PRESIDENTE. Mi permetto solo di dirle che, purtroppo, non è stato
del 37% ma mediamente del 10%.
CAPELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
Presidente mi scusi, ma quando ha deciso di contingentare i tempi?
Perché siamo in discussione generale, lei sta concedendo cinque
minuti che, per regolamento, non è previsto. Dovremmo parlare
almeno dieci minuti, per cui se lei ci rende edotti quando ha
deciso di contingentare questi tempi e rende edotta l'Aula, magari
ci adegueremo alle sue determinazioni. Però, Presidente, non
possiamo passare da interventi di dieci minuti ad interventi di
cinque minuti. O la legge si applica per tutti applicando il
regolamento o, viceversa, ci dica lei.
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, mi dispiace dirle che, purtroppo,
questa legge va approvata entro stasera, e se io non contingentassi
un minimo i tempi non ce la faremmo. Per cui, mi dispiace dirlo, ma
non ho che cosa fare, purtroppo ogni tanto i miei poteri li devo
poter utilizzare per queste cose, non è che mi faccia piacere però
siccome entro stasera dobbiamo approvare o bocciare, poi stiamo
attenti se l'Aula boccia questa legge io non ho nessun problema.
L'importante è che io abbia fatto il mio dovere, cioè abbia fatto
tutto il possibile e l'impossibile perché venga votata entro
stasera. Se poi l'Assemblea ritenesse di non fare il taglio dei
vitalizi e ritenesse di non votarla o votarne una diversa rispetto
a questa è l'Assemblea che decide ma il mio compito è farla entro
stasera e, di conseguenza, siccome sono iscritti a parlare tutti ci
siamo fatti i conti che, per poterla fare entro stasera, bisogna
dare cinque minuti che non sono pochi perché se pensiamo che a
livello europeo sono tre in tutto per qualsiasi discussione credo
che cinque minuti non siano non fare parlare però, purtroppo, non
ho alternative.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, dietro
ogni parola c'è un concetto: nel momento in cui cambiamo
significato alla parola, cade il pensiero e cade il concetto. Io
smetterei di chiamarli vitalizi: li chiamerei privilegi, perché è
questo quello che sono. Noi abbiamo per anni parlato di diritti
acquisiti , quando invece la popolazione li ritiene dei
privilegi . Se iniziamo a chiamarli come privilegi, probabilmente
iniziamo ad affrontare la discussione con un impegno diverso
rispetto a quello che ci siamo portati.
Presidente, a me dispiace denunciare il fatto che il fascicolo che
mi è arrivato sullo scranno è parziale, non ci sono tutti gli
emendamenti, mancano gli emendamenti dell'onorevole Figuccia, che
per mesi è andato in televisione, e in questo scranno e nelle
strade, ad essere il paladino nella lotta contro questi privilegi,
per difendere la buona proposta del Governo nazionale del Movimento
5 Stelle, e invece mi ritrovo solamente gli emendamenti del
Movimento 5 Stelle e di qualcuno, come detto poco fa, della
maggioranza.
Vede cosa fa la differenza tra chi vuole e porta avanti una
battaglia a tutti i livelli, Camera, Senato, Assemblea regionale
siciliana, e chi fa semplicemente propaganda? La differenza sta nel
lavoro. Il lavoro differenzia chi decide di portare avanti una
battaglia, e lo fa presentando gli emendamenti e mettendoci la
firma - e la faccia - così come lo sta facendo la Commissione, così
come lo sta facendo la maggioranza, così come lo sta facendo
l'opposizione; e chi, invece, si spreca semplicemente in sproloqui
in televisione che danneggiano la nostra regione, in manifestazioni
che, invece, non producono assolutamente nulla.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori,
cittadini, oggi, visto che a molti di noi piace il calcio, userò
una metafora calcistica. Tutto il parlamento, tutti noi, oggi
potevamo tirare un calcio di rigore. E questo calcio di rigore,
forse, potevamo tirarlo senza il portiere in porta. Però questa
Assemblea regionale, volutamente, nonostante non ci sia il portiere
dall'altra parte, sta tirando questo calcio di rigore fuori.
Ammettiamolo, signor Presidente, dall'esterno noi deputati e i
vitalizi che prendono gli ex deputati - e che un domani prenderemo
pure noi, chiamiamola pensione ma sempre un vitalizio è -
dall'esterno, da tutti i siciliani - perché qui stiamo parlando
solo di 317 siciliani - da tutto il resto dei siciliani questa cosa
non è vista bene Non è vista bene in modo assoluto
Signor Presidente, noi di vitalizi ne parleremo questa sera in
Aula, e poi nasconderemo il tutto, così come è nascosto all'interno
del sito web dell'Assemblea regionale siciliana. Sono andato a
cercare nel sito web dove fosse la voce sui vitalizi. Ebbene,
all'interno del sito dell'Ars, c'è un link: Amministrazione
trasparente - altri contenuti , io mi aspettavo un apposito
collegamento vitalizi , perché ho ascoltato gli interventi
puntuali nel difendere questi vitalizi.
Signor Presidente, al netto di 157 ex deputati a cui noi diamo
assegni di vitalizi diretti, noi abbiamo una spesa complessiva di
735.000 euro, per un importo medio di 4.684 euro, per 157 ex
deputati. E vado avanti, e questo è sempre inserito all'interno
dell'area altri contenuti , perché non li vogliamo chiamare
vitalizi. Diamo assegni vitalizi di reversibilità a 124 persone,
per una spesa complessiva mensile di 566.000 euro per un importo
medio di euro 4.570,00. Poi abbiamo le pensioni dirette con il
sistema pro-rata: ne abbiamo 36 e anche lì noi abbiamo una spesa
complessiva di 194 mila euro per una spesa media di 5.392,00 euro,
5.392,00 euro E ancora, abbiamo un ulteriore sistema pro-rata per
quattro altri deputati e un sistema contributivo per quattro ex
deputati, per un totale di 18 milioni di euro l'anno.
Ora, di fronte a questi numeri, qualunque tipo di formalismo,
qualunque tipo di puntualità nell'andare a descrivere le scelte che
questa Assemblea regionale siciliana farà questa sera non trovano
giustificazione all'esterno e diceva bene la mia collega Foti,
altre regioni in passato hanno agito su questo tema, hanno agito
sul tema dei vitalizi. La Regione siciliana no Oggi ci viene
concesso un rigore a porta vuota e anche oggi questa Assemblea
decide di buttare fuori la palla e vi dirò di più. Io me li sono
andati a leggere gli emendamenti. C'è un emendamento che non mi è
chiaro, che a un certo punto mi sembra quasi che questo emendamento
aggiuntivo aumenti il vitalizio per il futuro perché anziché
calcolarlo su un importo di 6.600,00 euro il vitalizio per il
futuro, verrà calcolato su un importo di 11 mila euro. Ora questo
emendamento è a prima firma dell'onorevole Cracolici che ovviamente
poi quando si parlerà di questo emendamento aggiuntivo magari lo
descriverà al meglio e può essere che ho capito male io la ratio
dell'emendamento stesso.
Però dico, Presidente, colleghi a fronte di una scelta che poteva
andare a tagliare quei 18 milioni di euro del 37% o del 27%, stiamo
decidendo questa sera e cerchiamo di far veloce, in modo tale che
non se possa parlare più, vero Presidente?
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, io ho ascoltato l'arringa, cioè la
relazione difensiva del relatore di questo disegno di legge e ho
preso così qualche appunto. Ho fatto un paragone con le altre
regioni d'Italia, quasi come se noi fossimo paragonabili da ultima
regione d'Italia alle altre regione d'Italia.
Noi, almeno sul vitalizio non vorremmo primeggiare. Si è parlato
di sistemi di rideterminazione, di rideterminazione retroattiva, di
sistemi di calcolo, di rivalutazione ISTAT, di algoritmi, tutte
queste parole per nascondere una grande, secondo me, ipocrisia di
fondo che è quella di far passare per pensioni qualcosa che
pensioni non sono, che non stiamo assolutissimamente parlando di
pensioni ma parliamo di assegni, parliamo di privilegi e non si
possono accostare i privilegi ai diritti, non si può parlare di
diritti acquisiti quando si parla di privilegi, possiamo parlare di
privilegi da togliere nella maniera più assoluta e questo non è
stato fatto. Privilegi che aumentano ancora di più la distanza che
c'è tra questo Palazzo e i cittadini che stanno fuori da questo
Palazzo.
Mi sarei aspettato una riforma molto più coraggiosa nei confronti
di chi non ha garantito nemmeno i diritti essenziali come trasporto
pubblico locale, l'Assessore La Galla per esempio sa bene che ci
sono ancora degli studenti universitari che aspettano le residenze
universitarie. Stiamo parlando di 20 milioni di euro l'anno che
sarebbero potuti essere utilizzati diversamente, quasi 100 milioni
di euro in una legislatura. Quante cose si potrebbero fare con 100
milioni di euro in una legislatura, per esempio le residenze degli
studenti o garantire un contratto a tempo indeterminato ai tanti
precari che abbiamo in questa Regione, ma ci voleva, appunto, come
dicevo poca fa, una riforma coraggiosa. Il coraggio che è mancato
davvero ad affrontare questo tipo di disegno di legge e come diceva
qualcuno il coraggio se uno non ce l'ha, non se lo può mai dare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che noi
stiamo perdendo l'ennesima occasione. L'ennesima occasione in cui
questo Parlamento avrebbe potuto far comprendere ai siciliani che
le condizioni di povertà assoluta che stanno vivendo sono quanto
meno conosciute a questo Parlamento.
Perché, vede, questo taglio dei vitalizi, questo taglio di questi
soldi che vengono dati agli ex deputati non nasce con forma, con
volontà punitiva di queste persone, ma nasce semplicemente per
riequilibrare quelle squilibrio sociale che quelle stesse persone
hanno causato. Perché i debiti di oggi, lo stato di povertà di
oggi, è stato causato da una classe politica assolutamente
inadeguata al ruolo cui era stato demandato. E mentre causavano la
povertà di questo Paese, hanno anche avuto il barbaro coraggio di
creare delle norme che li differenziassero totalmente non solo nel
loro stato attuale allora vigente, ma anche in quello che sarebbe
stato il futuro loro e delle loro famiglie. Perché questi soldini
che questi signori prendono non solo sono sicuramente in misura
superiore da quelli che percepisce un lavoratore di questo Paese,
una persona che questi vitalizi con le sue tasse li mantiene, ma
sono anche trasmissibili con la forma della reversibilità in
maniera ultrattiva, perché non vanno soltanto alla moglie, non va
solo per il figlio minorenne, non va solo nei confronti del figlio
che studia all'università, per tutti i comuni mortali, vanno anche
oltre alla generazione perché dobbiamo garantire a chi è figlio di
qualcuno di dovere godere per tutta la vita.
E allora io vi dico una cosa: non era questo il compito che era
stato assegnato dalla legge nazionale, il compito della legge
nazionale non verte se è il 9%, se è il 15%, se è per tre anni o se
è per 5 anni. Il compito era di togliere, eliminare per sempre una
vera schifezza, un'ingiustizia sociale e non è quello che stiamo
facendo in questo Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, gentili onorevoli colleghi, gentili
coloro che si sentono gentili. Chi non lo è non se la prenda. Il
mio non sarà un intervento tecnico, signor Presidente, perché penso
che il relatore della Commissione, gradirei un po' di silenzio e
che lei non mi contingentasse il tempo che sto perdendo per
rispondere e per richiedere il silenzio.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino non dia le spalle alla
Presidenza.
Quante volte glielo devo dire al giorno? È la seconda volta, ma
agli altri ancora non glielo mai, a lei già due volte, rischia di
battere il record mondiale.
LO CURTO. Dicevo: il mio non sarà un intervento tecnico, quanto
piuttosto un intervento politico perché io sono qui nella veste
istituzionale di rappresentante del popolo siciliano e quindi ho il
dovere di intervenire dando un taglio politico al ragionamento che
intendo fare.
Anche perché sul piano tecnico la relazione dell'onorevole
Cracolici, che non è stata frutto di un'invenzione o di un
artificio, ma si è basata su uno studio molto accurato e
approfondito del tema che, ovviamente, ha visto confrontarci con
posizioni diverse, naturalmente, ma con estrema onestà
intellettuale anche acquisendo pareri, audizioni, importantissime
sul piano della qualità del contributo.
E allora, su che cosa baserò questo intervento? Sul fatto che
ritengo che qui stasera si stia consumando l'ennesimo drammatico
tentativo di una classe politica che cerca lo scontro
generazionale, di fare pesare cioè a questo Parlamento e di fare
immaginare che ci sia una parte che si cura dei giovani e del loro
futuro, una parte che pensa ai precari, alle famiglie deboli, alle
fasce di disoccupati, ai coloro che hanno bambini o persone con
situazioni di handicap gravi e invece ci sono quelli che vogliono
difendere privilegi di casta.
Ebbene, le cose non stanno così perché con grande onestà vorrei
porre una domanda essenziale e vorrei anche una risposta
altrettanto chiara ed essenziale - vorrei conoscere, onorevole Di
Mauro, la prego, abbia pazienza - vorrei conoscere e vorrei che mi
rispondeste a questa domanda, quali interventi, quali iniziative,
quali ponti, quali strade, quali iniziative siano state finanziate
con i risparmi fatti da Camera e Senato dai tagli ai vitalizi,
quali interventi della stessa natura siano state calate in
provvedimenti di natura finanziaria che vada a beneficio dei
giovani, delle classi sociali deboli, dei più diseredati di cui noi
non ci occupiamo perché ci sono trecento privilegiati che hanno
servito il popolo siciliano, lo hanno servito.
Il concetto di servizio è un concetto legato alla democrazia - la
prego ho sentito ciò che lei ha detto - ne avrei da dire e da
ridire, abbia la compiacenza di formulare una risposta alla mia
domanda se qui si fa con onestà il proprio lavoro. Qui invece
abbiamo l'onda populistica di chi anziché governare con senso di
responsabilità i processi per fare della Sicilia una terra ricca di
economia e libera dalle mafie e dalla corruzione, si sta tentando
di dire che la Sicilia sta facendo altro.
Questo Parlamento abbia il coraggio di dire la verità e voi Cinque
Stelle che siete giovani dovreste avere il coraggio di non invocare
la presenza dei giovani a cui raccontate ogni giorno bugie, come
quelle che state raccontando su questa legge che taglia i vitalizi.
Tagliere i vitalizi io lo ritengo, Presidente, sapete che cosa?
Oltre che un arrogante abuso di un governo che ricatta nella
maniera più squallida e mafiosa le regioni imponendo loro o il
taglio o niente trasferimenti, atteggiamento e metodo dei mafiosi,
lo ribadisco, e invece un atto di responsabilità che viene compiuto
dal nostro Presidente che poteva impugnare questa legge, non l'ha
voluto fare perché da buon padre di famiglia vorrebbe contribuire a
rendere possibile un risparmio.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, intervengo su questa materia per dire
che l'ennesima materia, argomento che affrontiamo e per il quale
tutto ciò che viene fatto qui viene considerato relativo, in questo
Parlamento c'è qualcosa di diverso rispetto alla realtà che si vive
fuori e la realtà che vivono tutti i lavoratori, tutte le persone
che lavorano e che poi vanno in pensione e che vanno in pensione
con un sistema contributivo, che se decedono lasciano solamente ai
superstiti la propria pensione. Quello che avviene qui è diverso, è
completamente un'altra cosa, qui la pensione si lascia, almeno il
vitalizio lo si lascia al figlio, al nipote, ma la regola è stata
aggirata perché era stato detto che si poteva lasciare se in stato
di bisogno.
E chi è che non è in stato di bisogno se non c'è un reddito in
casa? E quello in stato di bisogno diventa possibile per cui una
persona che è stata qui, in questo Parlamento, a volte anche un
giorno, ha lasciato il vitalizio al figlio. Evitiamo anche di
citare queste cose, va bene, ma questo è per fare solamente un po'
di populismo, e fatemelo fare Mettiamo in contraltare sapete cosa
Proprio quei lavoratori che abbiamo ricordato con quel minuto di
silenzio all'inizio, quando abbiamo pensato in quel momento, in
quel minuto di raccoglimento io ho pensato: e le famiglie come
faranno?
Le famiglie dei parlamentari che si sono avvicendati prima di noi
in questa stessa Aula non avevano neanche quel pensiero perché
sapevano che comunque i loro parenti avrebbero avuto vitalizi a
vita, che non so se si possa dire però è così: vitalizio a vita, ed
anche bello consistente, di un importo abbastanza rilevante.
Nell'aprile del 2019 la Conferenza Stato-Regioni ha indicato, come
necessario, una riduzione anche dei Consigli regionali, tutti,
degli importi distribuiti come vitalizi, ed era proprio in quei
giorni, il 3 aprile 2019, il momento in cui il Presidente
dell'Emilia Romagna, Bonaccini, commentando la notizia della
Conferenza Stato-Regioni dice che la sua Regione si comportava già
in maniera più sobria e aveva da anni ridotto l'importo dei
vitalizi ed erano quelli che prendevano meno di tutti etc. etc. e
avevano ridotto nella misura pari a quella che era stata chiesta
dalla Conferenza Stato-Regioni, e così per correggere anche quelle
notizie che sono state date, lei ha detto, in quel particolare
teatrino che avete avuto col Presidente quando commentavate le
percentuali, le altre Regioni avevano già esercitato un taglio,
anche la Regione Emilia Romagna aveva già esercitato un taglio e
quindi dopo la Conferenza Stato-Regioni è chiaro che non aveva più
nulla da tagliare visto che aveva già ridotto notevolmente ed in
linea ed in misura di quanto richiesto dalla Conferenza Stato-
Regioni.
Avete citato quello che abbiamo citato noi, il Consiglio Regionale
della Campania, prima ho sentito di nuovo la capogruppo e mi ha
detto che hanno applicato integralmente, hanno recepito la norma
così come venuta fuori dalla Conferenza Stato-Regioni, così l'hanno
applicata in Campania, stanno ancora ricalcolando tutto. E quello
che sarà, sarà una riduzione di circa il 18-20%, non del 9%. E
allora dobbiamo dare anche delle risposte alle persone che ci
guardano in tv, alle persone che ci leggeranno sui giornali,
dobbiamo dare una risposta però concreta, non del 9%, non solo
così, non è questo, la misura è sbagliata, dobbiamo creare anche la
possibilità dai cittadini di potersi sentire uguali a noi che siamo
pure cittadini, non possiamo stare staccati dalla realtà, non
possiamo stare così lontani da ciò che succede nel resto del mondo,
facciamo avvicinare questo Parlamento sempre di più ai cittadini.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Siragusa, poi
l'onorevole Cappello e, se non ci sono altri interventi,
l'onorevole Calderone. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io in
realtà non volevo intervenire, mi ha sollecitato l'intervento
dell'onorevole Di Mauro quando ha parlato di nocumento.
Effettivamente mi sono posto qualche domanda, poi è intervenuto
l'onorevole Di Paola che ha iniziato ad elencare le medie delle
pensioni dei vitalizi che noi andiamo erogando, medie prese dal
sito ufficiale dell'Assemblea regionale siciliana e non
dall'associazione ex deputati che, mi permetta onorevole Cracolici,
qualche dubbio sull'attendibilità me lo fa nascere. E abbiamo
sentito che abbiamo, più o meno, vitalizi medi di 5 mila euro al
mesi e quindi ho pensato: ma un taglio del 30% - infatti volevo
arrivare poi a fare degli esempi pratici che sono quelli che mi
sono fatto io nella mia testa - una persona che per vent'anni ha
smesso di fare il deputato, vent'anni fa, e per vent'anni ha
guadagnato 5 mila euro al mese, se da oggi in poi ne guadagna 3.500
io non riesco a vederlo oggettivamente il nocumento o forse abbiamo
perso il contatto con la realtà e io non voglio riferirmi alle
categorie più svantaggiate. La mia collega Foti parlava di Asu,
parlava di precari, io voglio parlare di chi, invece, un lavoro ce
l'ha, ovvero mi riferisco alle Forze Armate, mi riferisco agli
insegnanti, ovvero alle persone che hanno un lavoro regolare, ma
che non arrivano a prendere 1.300, 1.400, 1.500 euro al mese quando
va bene. E noi ci poniamo dei problemi se persone che per vent'anni
hanno guadagnato 5.000 euro, da adesso fino alla fine della loro
vita ne guadagnano 3.500?
Penso che viviamo in un mondo che è completamente astratto dalla
realtà - e mi riferisco all'onorevole Lo Curto - questo non salverà
la Sicilia, questi tagli non salvano la Sicilia, ma si chiamano
principi, esempio che noi in un momento di crisi, in un momento di
difficoltà da classe dirigente dovremmo dare ai nostri
concittadini.
E sempre riferendomi a quanto affermato dall'onorevole Lo Curto,
che dice che siamo un Governo di mafiosi che non è in grado di
governare i processi, voi è più di quarant'anni che governate i
processi e questi sono i risultati
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, cittadini, io
credo che oggi si misurino due concezioni della politica: da un
lato abbiamo un Gruppo parlamentare che è quello del Movimento
Cinque Stelle, che si considera dipendente dei cittadini, che si
decurta lo stipendio, che quella parte in eccedenza la destina a
dei progetti collettivi e di interesse collettivo, e un'altra parte
che ritiene una politica qualcosa di diverso, un'altra parte di
parlamentari che, invece, si sono confinati in un mondo che con la
realtà non c'entra nulla e di quel modo, e di quel mondo si sono
innamorati.
Ora, a me verrebbe facile chiedere a quest'Aula quanti dei
parlamentari presenti domani avranno diritto al vitalizio, e mi
verrebbe anche facile dire quanto è alto il conflitto di interessi
da parte di chi oggi è chiamato a votare un taglio su ciò che a se
stesso spetterà magari al termine di questa legislatura ma,
Presidente, non lo farò perché non voglio ridurre il mio intervento
a becero populismo, però è una realtà inconfutabile, così come sono
confutabili i dati che l'onorevole Cracolici ci ha elencato.
Collega De Luca questo Parlamento non sta perdendo alcuna
occasione, perché questo Parlamento non vuole alcuna occasione per
cambiare.
In questo Parlamento è insito questo modo di fare, perché qui la
maggioranza delle persone ha diritto al vitalizio, quello che noi
vogliamo togliere ai loro ex colleghi, anzi no non lo vogliamo
togliere, vogliamo tagliarlo, vogliamo ridurlo, vogliamo fare si
che chi ha fatto politica sia considerato sotto il profilo
pensionistico alla stregua di qualunque lavoratore, vogliamo fare
si che quello che fino a ieri, ad oggi e che forse ci vedrà
perdenti in questa votazione, quindi a domani o almeno per cinque
anni da vitalizio si trasformi in pensione, che da sistema
retributivo si passi a un sistema contributivo ma che il taglio sia
vero.
Noi, signor Presidente, ce l'abbiamo messa tutta per cercarvi e
cercare un terreno che è quello che voi continuate a rivendicare
della mediazione, perché noi ci sentiamo parte di questa
istituzione e la rivendichiamo con orgoglio e cerchiamo di onorarla
tutti i giorni con la nostra presenza nelle Commissioni e in Aula,
tanto è vero che siamo qui a votarla questa legge, contro
ovviamente, perché voteremo rosso e chiederemo il voto per appello
nominale, articolo per articolo, emendamento per emendamento. E sa
che cosa mi dispiace? Che non ci sia il Presidente Musumeci a
votare questa importante riforma che dovrebbe consistere in una
svolta, in una pagina che si svolta, perché oggi vi daremo
dimostrazione - come abbiamo fatto sempre - che tutti dovremmo
metterci la faccia, quando votiamo il rosso, quando votiamo il
bianco, quando votiamo il verde. Però, mi dispiace, che non ci sia,
ne prendiamo assolutamente atto.
Presidente Micciché, noi voteremo bianco, rosso o verde anche col
voto segreto, ma non è questo il tema.
Io vi esorto ancora una vota, noi abbiamo lavorato in Commissione,
io ringrazio le mie colleghe perché hanno fatto un grandissimo
lavoro e soprattutto per la pazienza che hanno dimostrato durante
le innumerevoli sedute, perché, vede, rispetto a tutto il resto
della Commissione, probabilmente, le mie colleghe, a nome del
Gruppo, sono sembrate due squilibrate, perché hanno avuto il
coraggio di parlare di vita reale, in un posto in cui di reale non
c'è assolutamente nulla.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone. Passiamo,
poi, alla votazione degli articoli.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con
attenzione massima, così com'era dovuto, la dotta relazione
dell'onorevole Cracolici. L'onorevole Cracolici non si è dilungato
divagando su argomentazioni fragili e non tecniche. L'onorevole
Cracolici, riassumendo egregiamente i lavori della Commissione, ha
elaborato un testo tecnico di assoluto pregio.
Mi piace ricordare, signor Presidente, che nella Commissione
presieduta dall'onorevole Pellegrino, sono stati auditi eminenti
giuristi, che hanno contribuito fattivamente a questo testo di
legge. Non è un testo di legge, così, fatto per caso ed alla
meglio. Sono stati sentiti il professor Guido Corso, il professor
Scala, eminenti giuristi, la dottoressa Mundo, coordinatrice di
statistica dell'INPS, il responsabile INPS del Gabinetto del
Presidente dell'INPS, gli uffici, il dottore Scimé, il dottore
Bologna, che hanno dato un contributo ad un testo di legge,
assolutamente, ineccepibile.
Prima di ripetere i numeri forniti dall'onorevole Cracolici, che
sono, come dire, la stella cometa, perché noi non ci stiamo
discostando né dalla legge, né dalle altre Regioni che hanno
adottato il testo di legge. Noi stiamo agendo su quella falsa riga
- e, mi sia consentito, ho letto gli altri disegni di legge - con
un disegno tecnicamente di maggiore pregio giuridico.
Signor Presidente, la mia costatazione di amarezza davanti a
quello che sta accadendo è la seguente: sapete colleghi, coloro che
hanno maturato, quello che voi chiamate, consentitemelo, un
privilegio, io chiamo un diritto, erano persone come noi che,
stamattina, si sono alzate alle ore 6.00 per arrivare puntuali alle
ore 9.00 in Commissione, che hanno studiato tutto il giorno, che
pomeriggio sono qui a faticare, rappresentando il popolo. Non
pensiate che quelle 191 persone erano cittadini di serie B. Erano
cittadini come noi. Cittadini onesti, cittadini che hanno lavorato.
Questo mi sia consentito. Non mi rivolgo ai 5 Stelle, faccio una
considerazione di carattere generale: questo sporco gioco populista
sta distruggendo l'Italia e le istituzioni.
Noi non stiamo difendendo 100, 200, 300, stiamo difendendo le
istituzioni. Stiamo difendendo, signor Presidente, le regole. Noi
non siamo venuti qui ad approntare un testo di legge sbarazzino .
E' stata istituita una Commissione. Questa Commissione ha sentito,
ascoltato, audito fior di giuristi. Questa Commissione ha partorito
un eccellente provvedimento di legge. Questa Commissione,
addirittura, ha previsto e preveduto una percentuale che,
certamente, è superiore a tante altre Regioni, perché sui numeri,
si può barare su tutto badate, si possono avere le opinioni su
tutto ma, sui numeri non si può discutere, sono risultanze
oggettive.
Ed allora, o in Italia c'è una massa di furfanti, in tutte le
Regioni, o qualcosa - consentitemi, colleghi del Movimento Cinque
Stelle, sapete come io mi approccio sempre con rispetto ed eleganza
- del vostro ragionamento non funziona o non ha funzionato.
E' inutile parlare di ASU, perché quello è populismo,
consentitemelo, è inutile parlare della Sicilia che soffre, che è
in ginocchio - lo sappiamo - qui stiamo parlando di altro, di
difesa delle istituzioni.
Quindi, Presidente, Fora Italia è convinta che questo sia un buon
disegno di legge, Forza Italia non difende nessun privilegio, Forza
Italia voterà in maniera convinta una legge della Regione siciliana
di assoluto prestigio.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Colleghi, per la prossima volta, quando io dichiaro
chiuse le iscrizioni a parlare o mi avvertite prima - avevo già
dichiarato chiuse - sia per l'onorevole Savarino che Zafarana.
Ovviamente, a due belle donne così non si può dire di no Però,
onestamente avevo già detto che erano chiuse.
SAVARINO. Grazie Presidente, ma sia io che l'onorevole Zafarana ci
siamo conquistate questo scranno per altre virtù che non sono la
bellezza
PRESIDENTE. Non c'è dubbio su questo La mia è una battuta e la
prego di viverla come tale perché non sono un sessista Non le ho
dato la parola perché è donna Ho avuto il piacere di farle un
complimento dandole la parola Soltanto questo.
SAVARINO. Va bene, allora ne accetto con garbo la galanteria.
Intervengo, Presidente, su un tema che tutti sappiamo essere
particolarmente pruriginoso. Stasera qualcuno si è dimenticato di
sottolineare che stiamo parlando di un taglio di vitalizi che è
passato perché i vitalizi non si maturano più.
Oggi, ormai, è un sistema totalmente diverso, un sistema
contributivo per cui stiamo parlando di un taglio che avverrà a
persone che hanno un nome e cognome, che sono al momento 193 di cui
conosciamo nome, cognome ed anche quello che prendono mensilmente.
Stiamo parlando di un taglio che verrà fatto ad alcune persone
che, appunto, hanno già acquisito questo diritto e che, a mio
avviso - in questo parlo da giurista - è un taglio che, per come è
stato immaginato dal Governo nazionale, è a rischio di impugnativa
e di illegittimità costituzionale.
Premesso questo, dobbiamo considerare il momento in cui ci
troviamo come Sicilia e la scure di una richiesta, che venga fatto
come nelle altre regioni, un taglio che può essere considerato -
visto anche il momento di difficoltà e di crisi economica che la
nostra Terra sta attraversando, come un contributo che possa essere
chiesto anche a chi ha maturato questo vitalizio e che adesso lo
sta recependo.
Io ho apprezzato il lavoro che ha fatto la Commissione ed il
puntiglio con cui hanno esaminato i testi, le proposte e tutte le
criticità. Sapete bene che il Gruppo DiventeràBellissima rispetto
al testo definito ha sottolineato delle criticità ed ha presentato
degli emendamenti.
Mi sono permessa, insieme al collega Genovese, di presentare un
subemendamento perché ritengo che la proposta che è arrivata dalla
Commissione, con la limitazione che condivido - perché un
contributo di solidarietà deve avere un limitazione temporale
perché, altrimenti, diventa illegittimo, quindi, quella temporale -
possa essere immaginato non come un taglio lineare del 9 e rotti
per cento su tutti in maniera uguale (stiamo parlando di vitalizi
passati, ripeto, che hanno un peso diverso) e, ritengo, che, come è
stato detto anche da altri colleghi prima di me questo taglio,
questo contributo di solidarietà che a questi vitalizi noi oggi
chiediamo, possa essere fatto in maniera proporzionale rispetto a
quanto viene percepito mensilmente. Perché sappiamo che di questi
193 una quarantina prendono 2.500,00 o poco più ma sappiamo anche
che di questi 193 una quarantina prendono oltre i 7.000,00-
8.000,00.
Per cui abbiamo presentato col collega un emendamento che dà una
percentuale di solidarietà diversa, quindi di taglio, a questi
vitalizi passati che va dal 9 per cento individuato dalla
commissione per i vitalizi più bassi fino ad un 20 per cento per i
vitalizi più alti, che sono una quarantina intorno ai 7.800,00-
8.000,00 euro mensili.
Questa è una proposta in un momento di sacrificio che possiamo
chiedere a chi al momento sta percependo questi vitalizi e che
ritengo che in vista, appunto, di quella che è la situazione di
crisi economica e di contributo di solidarietà che lei stesso,
presidente, ha chiesto anche ai nostri funzionari e ai nostri
dirigenti, possa essere chiesto, in maniera proporzionale, anche a
chi ha acquisito questo diritto e che, quindi, in questa sede,
possa essere approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole. Ora su questo discutiamo un
attimo perché, onorevole Savarino, su questa sua proposta
discutiamo un attimo, avete presentato l'emendamento e lo stiamo
verificando perché, per quanto mi riguarda tutto va bene, il
problema è che per evitare la cosiddetta mannaia del taglio dei
trasferimenti, per quello che serve, ma insomma, bisogna adeguarsi
al sistema contributivo.
Questa cosa qui è una cosa su cui, personalmente, sarei d'accordo
ma dovremmo trovare il sistema di adeguarlo comunque al cambio di
metodo, adeguandoci al metodo contributivo anche per i vitalizi
antichi, poi se si può inserire una cosa di questo genere, però
dopo esserci adeguati, va bene.
La discutiamo ora durante la votazione, poi, con gli emendamenti,
però sono favorevole, cioè sono d'accordo su quello che lei ha
detto e dobbiamo soltanto verificare questa possibilità.
Onorevole Zafarana, prego, senza nessun complimento la prego di
parlare.
ZAFARANA. Sì, Presidente, colleghi, cittadini, rappresentanti del
Governo, grazie senza nessun complimento perché comunque non è né
il luogo né il momento e, pertanto, io parlo chiaramente in qualità
di deputato, avendo chiesto la parola, com'è nelle mie funzioni e
la chiudiamo qua.
Bene, una riflessione in discussione generale su questo tema. Io
credo, diciamo, con gli strumenti che personalmente ho di analisi
dei tempi, che esistono dei processi e che noi attualmente siamo
all'interno di un processo storico che è iniziato da parte del
popolo italiano che si è reso conto, una coscienza civica, che
storicamente da un decennio a questa parte si è reso conto che le
assurdità dello spreco della finanza pubblica era ormai arrivata a
livelli indescrivibili, a livelli incontrollabili.
E questo processo ha portato, attraverso un ulteriore processo di
coscientizzazione di presa d'atto e di assunzione di
responsabilità, a una riflessione sul dove stiamo andando.
Il tema dei vitalizi, il tema della spending review, il tema dei
costi della politica a tutto tondo, per fortuna che è stato messo
all'attenzione dell'opinione pubblica e per fortuna che ci sono i
cittadini che nell'urna scelgono poi i loro rappresentanti.
E questo processo che è cominciato, diciamo così, più di dieci
anni fa ma ha preso corpo e concretezza soltanto recentemente, ha
preso una accelerazione forte e io voglio dire che ha preso una
accelerazione forte proprio quando il Movimento Cinque Stelle è
andato al Governo di questo Paese e quando il Movimento Cinque
Stelle, rappresentato a grande richiesta dei votanti del Movimento,
degli elettori, siamo riusciti ad entrare, veramente, io questo
processo, come dire, lo sto tutto quanto attraversando dalle
scatolette di tonno da aprire, noi siamo entrati dentro i palazzi e
abbiamo detto che c'era molto da sistemare, da vedere e molto da, e
leggi da fare per tutelare gli interessi dei cittadini e non
soltanto gli interessi dei pochi.
Bene, io sono felice che tutto ciò sia successo, non sono per
niente contenta, invece, di come questo processo sta andando qui in
regione siciliana, non sono contenta perché, se noi dobbiamo andare
a vedere la scorsa legislatura, per cinque anni si è affrontato
anche questo tema, sempre soltanto da parte nostra, lo posso dire
senza tema di smentita, e sempre con una timidezza incredibile,
come se fosse un argomento intoccabile.
Fortunatamente con caparbietà, fortunatamente con la volontà da
parte di questo gruppo di portare avanti questo tema da parte
dell'onorevole Giancarlo Cancelleri, perché ci ha messo fortemente
e con dedizione e impegno la faccia su questo tema, ma perché?
Perché lo chiede l'indignazione della gente che sta fuori da questo
palazzo e noi dobbiamo a loro rendere conto.
Bene, questo processo è avviato, noi qui dentro lo stiamo
fermando e inlanguidendo , noi stiamo facendo con la proposta
attualmente presentata, invece di fare un discorso di tagliare con
le forbici, stiamo usando il tagliaunghie. Questo dobbiamo dire
fuori alla gente. Quali forbici, quale taglio dei vitalizi, chi
domani oserà dire nei loro comunicati stampa che, praticamente,
abbiamo abolito tagliato il vitalizio per i deputati che ne godono
dall'inizio della vita di questo palazzo non lo potrà dire, non lo
dovrà dire e, se lo dirà, avrà mentito.
Bene, io su questo, vedremo chiaramente come evolveranno i lavori
di questo testo e, chiaramente, da parte nostra faremo il nostro
lavoro come abbiamo già fatto con la presentazione degli
emendamenti in Commissione e con la presentazione degli emendamenti
in Aula. Però, io dico soltanto una cosa, anche soltanto
paragonando il nostro lavoro al lavoro di questo Palazzo a quello
che è stato fatto nelle altre regioni, noi siamo su questo tema
ultimi. Ed io questo essere arrivati ultimi, ultimi sia tra le
regioni che già prima di avere la determinazione della legge
nazionale si erano già adoperati sulla spending review e siamo
ultimi anche tra coloro che si sono operati successivamente alla
statuizione del Governo nazionale. E' veramente qualcosa di cui ci
dobbiamo rendere conto e ci deve far pensare tantissimo.
PRESIDENTE. Possiamo iniziare ad affrontare gli articoli. Però, io
vi chiedo scusa, ma prima devo correggere qualche esagerazione che
c'è stata nei confronti di questo Parlamento perché ne sono il
Presidente ed è mio compito - chiedo scusa onorevole Zafarana se
può ascoltare, grazie - è mio compito dare ai cittadini che ci
guardano, ma lasciare nei verbali di questo Parlamento quella che è
la verità, non possiamo esagerare con le cose che si dicono.
Il risparmio complessivo che è stato fatto dalle altre regioni, il
più alto delle altre regioni sarebbe annualmente 300 mila euro in
meno rispetto a quello della proposta che è uscita in Commissione,
primo. Secondo, quando l'onorevole Pasqua dice che noi siamo troppo
lontani dai cittadini, può essere vero, e che quindi dovremmo
adeguarci almeno ad essere almeno pari agli altri cittadini;
onorevole Pasqua, io ho uno zio che è pompiere e in questo momento
ha lorde 6.000,00 euro di pensione. Le prende tutte, non gli stiamo
tagliando niente. Se noi dobbiamo essere pari agli altri cittadini
forse bisognerebbe, come dire, tagliarli a tutti.
(Brusio in Aula)
Io credo di non avervi interrotto, credo di non aver interrotto
nessuno mentre parlavate. Mi posso permettere di continuare?
Grazie. Vi ringrazio molto deputati se mi fate parlare.
Noi in questa maniera, se ci volessimo adeguare agli altri
cittadini sarebbe facilissimo. Esiste una legge nazionale che dice
in maniera precisa che le pensioni d'oro vanno tagliate, bene. Io
dico che se noi ci adeguassimo alla legge nazionale che taglia le
pensioni non ci sarebbe nessun dibattito da fare, quella è una
legge nazionale che riguarda tutti non capisco perché non riguarda
i politici Perché è la legge nazionale che tiene fuori la
politica; perché? Metteva dentro anche la politica e, tutti coloro
che superano i 100 mila euro di pensione, avrebbero il taglio del
10 per cento previsto dalla legge nazionale per tutti i cittadini
italiani da cui siamo stati tenuti fuori solo noi. Non capisco bene
per quale motivo e, ripeto sempre a tutti, i vitalizi non esistono
più dal 2012. Noi stiamo parlando di un qualcosa che non mi
riguarda certamente perché riguarda persone che oggi hanno oltre 70-
75 anni a cui stiamo andando a fare questo tipo di lavoro, ma non
riguarda più voglio dire a tutti i cittadini siciliani i vitalizi
dei deputati.
Non ce n'è più vitalizi dei deputati dal 2012 e vorrei dire anche
e mi permetterete dirlo che il taglio iniziale, la prima volta che
nel Parlamento nazionale si è discusso di taglio dei vitalizi,
alcuni partiti non erano neanche nati, perché il primo taglio fu
fatto dal Presidente della Camera e dal Presidente del Senato nel
1996, quando non credo che tanti di voi appartenessero a un partito
che allora non c'era, e già allora ci si rese conto, tutti e
subito, che c'erano delle storture, negli stipendi e nelle pensioni
dei deputati, ma subito, anche noi, chiunque se n'è accorto, ma
quella era una stagione che non esiste più ormai da vent'anni, è
stata abolita, sono andati tutti a casa, li abbiamo mandati a casa,
Forza Italia per prima, se posso permettermi di dirlo, dopodiché
tutti gli altri, ma sono stati mandati a casa.
Bene, oggi stiamo parlando, e questo è un messaggio che devo
lanciare, non di vitalizi, perché non ce ne sono più, sono stati
aboliti nel 2012 Oggi stiamo andando, in qualche maniera, a
regolamentare un qualcosa che riguarda persone che hanno 75-80
anni, che fanno parte di un'altra generazione, a cui, siccome la
legge italiana prevedeva, fino a poco tempo fa, che il diritto
acquisito non si potesse toccare, erano rimasti questi vitalizi, li
stiamo andando a toccare, sono assolutamente d'accordo. Però,
quando si dice che la Sicilia è sempre ultima, onorevole Zafarana,
io vorrei ricordare a tutti che la Sicilia ha fatto, per esempio,
il taglio dei parlamentari otto anni prima della Camera e del
Senato, quella volta non è stata l'ultima, è stata la prima Per
cui, laddove i parlamentari siciliani si convincono che una cosa è
corretta, la fanno prima.
Non siamo ultimi, perché continuando a dire che siamo ultimi alla
fine ce ne convinciamo anche noi stessi, oltre, ovviamente, a dare
questo segnale a tutta l'Italia, a regalare sempre a tutta l'Italia
l'idea di una Sicilia ultima, ma non è così ultima Io lo devo
dire, perché è il momento che io queste cose le dica Perché quando
noi continuiamo a dire che noi siciliani facciamo schifo perché non
abbiamo le ferrovie, le ferrovie non le facciamo noi, le ferrovie
le fa lo Stato, e allora cominciate a convincere i vostri Ministri
a farci le ferrovie in Sicilia, invece di continuare a dare la
colpa a noi siciliani
Dopodiché, le affermazioni che si devono fare, sono affermazioni
che devono essere responsabili.
Stasera io ho ascoltato un dibattito, assolutamente legittimo e
responsabile, con alcune esagerazioni. Le esagerazioni non fanno
bene. Quando si fanno affermazioni palesemente, onorevole Pasqua,
mi dispiace molto, ma non ci sono milioni di trasferimenti ai figli
o ai nipoti o ai terzi nipoti di deputati, perché non è vero Non
diciamo cose che non sono vere Noi abbiamo, ed è ovvio, ed è
sicuro, che nella regola questo non esiste Il trasferimento alla
moglie è esattamente come in tutte le altre regioni. E' successo,
cosa su cui bisognerà intervenire, nel passato, ma nel passato,
quello che è stato ormai totalmente cancellato, è stato fatto
qualcosa del genere, in un passato che è stato cancellato. Oggi i
figli non ne prendono reversibilità, quindi non date informazioni
che non siano corrette e vere, questo non lo posso consentire
Ognuno può fare le proprie valutazioni politiche, ma non si devono
dare informazioni che non sono quelle vere, perché questo è un
Parlamento. Io ho un problema serio rispetto a tutti voi, io ho il
dovere di difendere questo Parlamento, perché il Presidente di un
Parlamento ha il dovere di difendere questo Parlamento, e lo
difenderò sempre e soltanto dicendo la verità su questo Parlamento
Non potrò mai accettare qualcuno che dica bugie tanto per
denigrare, tanto per rendere poco credibile l'Istituzione che noi
rappresentiamo, perché la prima Istituzione della Regione siciliana
è un'Istituzione che continua ad essere vilipesa ma che mai sarà
annientata, come ha detto qualcuno, e di cui io in questo momento
sono garante, almeno a livello di immagine.
Per cui, possiamo cominciare tranquillamente
FOTI. Presidente .
PRESIDENTE. Onorevole Foti, io la invito a non dire cose che non
sono vere, quelle che riguardano questo Parlamento. Potete dire
quello che volete rispetto a situazioni di altro tipo, rispetto a
questo Parlamento io non ve lo consento
Dopodiché passiamo all'esame degli articoli. Sono stati presentati
alcuni subemendamenti. Ho bisogno, per favore, di qualche minuto
perché - ripeto - così come ho detto poco fa, all'onorevole
Savarino, ci sono delle difficoltà di comprensione sul come potere
inserire; quindi prima, non volendoli dichiarare inammissibili,
dobbiamo chiarire come poterli ammettere perché sono delle cose
sicuramente interessanti che devono essere però valutati insieme al
meccanismo del cambio di sistema per coloro che hanno avuto questo
coraggio di fare politica prima di noi e che certo non pensavano di
potersene pentire così amaramente.
Pertanto, sospendo la seduta per mezz'ora. La seduta riprenderà
alle ore 21.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20.20, è ripresa alle ore 21.28)
La seduta è ripresa.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Lo Giudice e Dipasquale
sono in congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni per
la rideterminazione degli assegni vitalizi (nn. 622-564-624-629/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole Aricò,
rispetto al primo emendamento che c'era e che, quindi, avremmo
dovuto immediatamente votare, ha presentato un emendamento di
riscrittura dell'emendamento.
L'emendamento di riscrittura è esattamente l'articolo 1 con in più
il comma 13 che recita: la percentuale di riduzione individuale
degli assegni vitalizi diretti derivanti dall'applicazione del
comma 12 è incrementato di una quota aggiuntiva del 5 per cento per
la parte eccedente l'importo di 37.000 euro lordi annui e di una
ulteriore quota di altri 5 per cento, quindi del 10 per cento, per
la parte eccedente l'importo di 62.000 euro lordi annui per il
medesimo periodo di cinque anni di cui al comma 12 .
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, in attesa di apprezzare l'emendamento
sostitutivo dell'emendamento che ha fatto l'onorevole Aricò, nel
frattempo ho visto che lui quello lo ritira, lo faccio mio, così
poi eventualmente lo ritiro.
PRESIDENTE. Non lo ha ritirato, lo ha riscritto.
DE LUCA. E' uguale alla fine. Allora, chiedo il parere degli
Uffici.
PRESIDENTE. E' riscritto, non è ritirato. E' la riscrittura
dell'emendamento, non è un subemendamento. Di fatto la riscrittura
riscrive l'articolo. E' identico con l'aggiunta del comma 13, già
distribuito. Qualche minuto per rileggerlo. Il parere della
Commissione, onorevole Cracolici?
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Mi è stato chiesto qualche minuto per rileggerlo.
Benissimo, lo avete riletto tutti.
Pongo in votazione l'emendamento 1.9.1. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Rivalutazione
1. La disposizione di cui al comma 6 dell'articolo 1 si applica
anche, ai fini della loro rideterminazione, ai trattamenti
pensionistici il cui ammontare è stato definito sulla base del
sistema di calcolo contributivo, ai sensi del Regolamento delle
pensioni approvato dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea
regionale siciliana nella seduta n. 38 del 28 febbraio 2012 e
successive modifiche ed integrazioni, nonché a quelli maturandi da
erogare ai sensi del medesimo Regolamento.
2. Gli importi degli assegni vitalizi e dei trattamenti
pensionistici diretti e di reversibilità sono soggetti a
rivalutazione automatica annuale, sulla base dell'indice ISTAT di
variazione dei prezzi al consumo (FOI) come pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana».
Onorevole Aricò, ritira l'emendamento soppressivo?
ARICO'. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'emendamento soppressivo, a firma degli onorevoli
Marano e Foti, è ritirato.
Si passa all'emendamento aggiuntivo 2.2, degli onorevoli Cracolici
e Lupo.
Con il parere favorevole della Commissione, pongo in votazione
l'emendamento 2.2. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Recepimento
1. L'Assemblea regionale siciliana dà attuazione alle
disposizioni della presente legge secondo le norme del suo
ordinamento interno mediante delibera del Consiglio di Presidenza».
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, questo modo di procedere è
assolutamente inaccettabile e irrispettoso dei deputati che sono in
Aula e sono le 21.30. Gradiremmo leggere ed esaminare gli articoli,
uno per uno senza forzature
La prego, per non peggiorare il rapporto d'Aula sennò ce ne
andiamo e togliamo il numero legale e ve la vedete voi, di avere la
gentilezza, la correttezza e l'educazione di farci esaminare ogni
articolo e ogni emendamento.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, voi sapete che questo è un
fascicolo che è stato distribuito una settimana fa. Se non avete
avuto modo di leggerlo.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI, vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, volevo dire questo: collega, questo è nel
testo, cioè non è che è un emendamento nuovo, era contenuto
nell'articolo 2.
PRESIDENTE. Discorso chiuso. Onorevoli colleghi abbiamo sempre
operato in questa maniera, specialmente quando abbiamo premura di
votare una cosa, faceva parte del testo.
Mi avete chiesto dei minuti, su quello che era aggiunto al testo,
quello dell'onorevole Aricò e ve li ho dati, ma su quello che è già
da una settimana consegnato ed è già sul testo, mi dovete fare la
cortesia, io non posso mettermi a perdere tempo su ogni cosa già
vista prima da una settimana e diamo minuti Ma che minuti dobbiamo
dare? Per cui, si deve andare avanti.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Sull'articolo 3, onorevole Foti, ha facoltà di
parlare.
FOTI. Signor Presidente, mi scusi, lei ha votato, a parte che mi
sembrava corretto dato che viene presentato un emendamento di quasi
due pagine, dare il tempo di leggerlo e l'abbiamo votato.
PRESIDENTE. E' una modifica, l'abbiamo detto e abbiamo dato cinque
minuti. Più di quello non si poteva fare.
FOTI. Ora, mentre lei diceva che stava votando l'articolo 2, io da
lì visibilmente le dicevo Presidente, desidero intervenire;
Presidente, desidero intervenire , però evidentemente abbiamo
bisogno di un otorino in questa Assemblea perché c'è qualcuno che
ha problemi di udito, perché proprio mi sono anche sbracciata per
farle dei segnali Ma, Presidente, lei parla di correttezza, però
lei è il primo che non sta adottando la correttezza
PRESIDENTE. Normalmente gli Assistenti mi avvertono quando c'è
qualcuno che chiede la parola; non me l'hanno detto.
FOTI. Quindi, io le chiedo, garbatamente, di procedere dando il
tempo di sentire e dare un'indicazione di voto, non è che ora per
cinque minuti, dopo sei mesi, è venuta tutta la prescia'.
PRESIDENTE. Sull'articolo 3 c'è qualcuno che deve intervenire?
CAPPELLO. C'è un emendamento soppressivo che noi non abbiamo mai
ritirato
PRESIDENTE. Onorevole Cappello, io ho chiesto se era ritirato,
nessuno ha parlato e il concetto del silenzio assenso
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
Onorevole Cappello, chiedo scusa, l'articolo 2 è già votato.
(Proteste da parte dei deputati del Movimento Cinque Stelle)
Io l'ho chiesto. C'è la registrazione, ve lo faccio vedere.
Onorevole Cappello, mi creda, l'ho chiesto e in ogni caso è già
votato.
All'articolo 3 non sono stati presentati emendamenti. Lo
pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il 1 dicembre 2019.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Non sono stati presentati emendamenti.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'appello nominale, visto che questo
articolo è l'entrata in vigore, c'è sulla legge, per cui ora vi
organizzerete sul voto finale della legge, che è ovviamente
nominale, ma l'articolo è quello di entrata in vigore quindi è un
articolo pleonastico, non c'era bisogno di fare una discussione.
Onorevole Pasqua, adesso dobbiamo votare la legge ovviamente con
appello nominale, per cui non cambia niente.
nn. 622-564-624-629/A
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni per la rideterminazione degli assegni vitalizi» (nn.
622-564-624-629/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni per la rideterminazione
degli assegni vitalizi» (nn. 622-564-624-629/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 43
Votanti 39
Maggioranza 20
Favorevoli 38
Contrari 1
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, siccome oggi c'è stata la Commissione Verifica
dei Poteri che ha fatto una proposta definitiva, per cui la prossima
seduta, che è quella di martedì, avrà al primo punto all'ordine del
giorno la votazione sul nuovo ingresso in Assemblea sulla proposta
che ha fatto oggi la Commissione Verifica dei Poteri.
La seduta è tolta alle ore 21.39(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta n. 157 è pubblicato sul sito
internet istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana e di
seguito riportato:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIII SESSIONE ORDINARIA
157a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 3 dicembre 2019 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -PROPOSTA DI ATTRIBUZIONE DEL SEGGIO RESOSI VACANTE A SEGUITO
DELLE DIMISSIONI DELL'ONOREVOLE GIOVANNI CARLO CANCELLERI DALLA
CARICA DI DEPUTATO REGIONALE (Doc. III)
Relatore: on. Gucciardi
II -COMUNICAZIONI
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove
disposizioni per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-
179-267/A) (Seguito)
Relatore: on. Savarino
2) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
3) Norme relative al funzionamento della forma di Governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione (n. 66-
143/A) (Seguito)
Relatore: on. Amata
4) Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Modifiche al decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii., in
materia di inconferibilità.' (n. 599/A)
Relatore: on. Ciancio
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 877 - Gravi problematiche relative al P.S.R. Sicilia 2014/2020
Sottomisura 6.1 'Aiuti all'avviamento di attività imprenditoriali
per i giovani agricoltori' e misure collegate. (Sottomisura
4.1., Operazione 6.4a e Sottomisura 8.1).
Firmatari: Lo Giudice Danilo
- Con nota prot. n. 36860/IN.17 del 13 settembre 2019 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura.
(*) La risposta alla suddetta interrogazione sarà pubblicata
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1136 - Interventi urgenti a seguito di evento franoso nel
Comune di Sant'Angelo Muxaro (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Catanzaro Michele
N. 1137 - Ripristino della viabilità nella S.P. 10 nel nisseno.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Arancio Giuseppe Concetto
N. 1140 - Iniziative a garanzia della parità di accesso al
concorso indetto dalla ASP di Catania per il profilo di operatore
socio-sanitario.
- Assessore Salute
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1138 - Chiarimenti in merito agli Enti gestori di Riserve
naturali.
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Dipasquale Emanuele
N. 1139 - Chiarimenti in merito al conferimento dell'incarico di
analisi dei residui contabili alla Kibernetes s.r.l.
- Presidente Regione
Dipasquale Emanuele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 220 - Notizie cira l'Avviso 2/2019 del programma ENI di
Cooperazione Transfrontaliera Italia-Tunisia 2014-2020.
- Presidente Regione
Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 299 - Tutela della salubrità ambientale per gli abitanti di
Piano Tavola e Valcorrente, frazioni del Comune di Belpasso,
attigue all'agglomerato industriale tavolese.
Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
Presentata il 26/11/19
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposta scritta ad interrogazione