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Resoconto d'Aula della Seduta n. 159 di martedì 10 dicembre 2019
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


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                   La seduta è aperta alle ore 16.15

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

            Istituto d'istruzione superiore Ettore Majorana

   Indirizzo di saluto agli studenti della Scuola superiore di Avola
            Istituto d'istruzione superiore Ettore Majorana

   PRESIDENTE.  Dò  il  benvenuto alla  Scuola  superiore  di  Avola
   Istituto  d'istruzione superiore Ettore Majorana'. Ai ragazzi  che
  sono qui presenti diamo il benvenuto del Parlamento.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.


                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna   gli  onorevoli  Pagana  e  Tamajo.  Per  oggi  e   domani
  l'onorevole De Domenico.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione relativa al titolo dell'interrogazione n. 1013

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito di coordinamento  finale  del
  testo,  il  titolo  dell'interrogazione n. 1013,  annunziata  nella
  seduta   n.  138  del  17  settembre  2019,  risulta  il  seguente:
   Chiarimenti  circa  la  realizzazione dei  lavori  di  costruzione
  dell'impianto  di  depurazione  dell'agglomerato   industriale   di
  Termini   Imerese,  delle  relative  condotte  fognarie   e   delle
  condotte per il riuso delle acque depurate .

   L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Concetta Damante,  con  nota
  del  4  dicembre  2019,   pervenuta in pari  data  alla  Segreteria
  generale  e  protocollata al n. 8042/AulaPG-RagPG  del  5  dicembre
  successivo,   ha   dichiarato  la  propria   adesione   al   Gruppo
  parlamentare  Movimento Cinque Stelle .

   L'Assemblea ne prende atto.


     Discussione del disegno di legge «Variazione territoriale dei
                                confini
         dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara» (n. 648/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  la discussione del disegno di legge   Variazione
  territoriale dei confini dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara
  (n. 648/A), posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di parlare il relatore, onorevole Mangiacavallo,  per
  svolgere la relazione.

   MANGIACAVALLO, relatore. Mi rimetto al testo.

   PRESIDENTE. La discussione è aperta.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  questo
  disegno  di legge, ovviamente, non cambierà le sorti della Sicilia,
  ma  sicuramente  cambierà la qualità della  vita  di  centinaia  di
  cittadini che per anni hanno vissuto in un vero e proprio limbo, in
  una  terra di nessuno in cui sono venuti a mancare quelli che erano
  i  servizi essenziali, problemi con i servizi demografici,  con  il
  trasporto scolastico, problemi ad individuare anche quale  potrebbe
  essere  il  medico di famiglia, problemi riscontrati anche  per  la
  sepoltura  dei propri cari, perché questa parte - che poi  è  stata
  denominata   Favara-Ovest  -  è  stata  inserita  in  un   contesto
  territoriale completamente alieno che era quello di Agrigento.
   Migliaia  di  cittadini si sono ritrovati ad essere  residenti  di
  diritto  in  un  Comune che, di fatto, non era il loro  perché,  di
  fatto, erano e sono residenti in un'altra città.
   Devo   dire   anche  che,  questa  volta,  l'Assemblea   regionale
  siciliana,  le  Commissioni, ma anche gli  Uffici  regionali  hanno
  risposto alla collettività con tempi veramente celeri, anche grazie
  ad  una  massiccia partecipazione dal basso: io ricordo  che  il  5
  maggio  scorso ci fu il referendum per la ridefinizione dei confini
  territoriali  tra i comuni di Favara, Agrigento e  Aragona.  Grazie
  anche  ad  una grande mobilitazione dei comitati cittadini  -   una
  rappresentanza è qui in Aula, oggi pomeriggio, a vedere l'iter  dei
  lavori  per questo disegno di legge - grazie a questa spinta  si  è
  riusciti  ad  ottenere  un quorum dell'89 per  cento  degli  aventi
  diritti, e gli Uffici hanno risposto a questa spinta dal basso  con
  tempi, devo dire, molto celeri.
   Dicevo  poco fa, dalla data del referendum i tre comuni  coinvolti
  hanno  avuto  tre  mesi  per  gli adempimenti  burocratici,  il  26
  novembre scorso il disegno di legge è arrivato in I Commissione - e
  ringrazio  i  commissari della I Commissione che hanno esitato  con
  tempi veramente super veloci l'iter di questo disegno di legge - e,
  finalmente,  oggi  approda in Aula il disegno  di  legge  che  farà
  ritornare i cittadini favaresi nella propria città di residenza.
   Quindi,  signor Presidente, per me è solo un onore  e  un  piacere
  poter  dire  da  questo scranno  benvenuti' e stasera   bentornati'
  alla propria città dopo decenni di attesa.

   PRESIDENTE. Ha detto bene l'onorevole Di Caro, finalmente si  pone
  fine ad una vicenda che si trascina da almeno trent'anni.
   Passiamo all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                «Art. 1
      Variazione territoriale fra i comuni di Agrigento, Aragona e
                                Favara

   1.  Con la presente legge, al fine di dare attuazione alla volontà
  popolare   espressa   con   referendum  autorizzato   con   decreto
  dell'Assessore  regionale per le Autonomie  locali  e  la  funzione
  pubblica  8  gennaio 2019, è approvata la modifica dei confini  dei
  territori dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara, secondo quanto
  disposto dagli articoli 2 e 3.»

   Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?

   GENOVESE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo? Dov'è l'Assessore Cordaro?
   Nel  frattempo,  è stato distribuito l'emendamento all'articolo  2
  AL.1? Non è stato distribuito?

   PASQUA. Sono stati distribuiti AL.1 e A.1.

   PRESIDENTE.  Sospendiamo  due minuti,  in  attesa  che  arrivi  il
  Governo.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.28, è ripresa alle ore 16.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Assessore   Cordaro,   sull'emendamento   AL.1    la
  Commissione ha espresso parere favorevole. Il Governo esprime anche
  parere favorevole?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Emendamento
  AL.1 a firma dell'assessore Grasso?

   PRESIDENTE. Sì.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   (L'articolo  1  del  disegno di legge n.  648/A  è  da  intendersi
  tacitamente  approvato dall'Assemblea in quanto l'emendamento  AL.1
  risulta  presentato  all'articolo 2 e  viene  posto  nuovamente  in
  votazione in sede di trattazione dell'articolo 2)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
           Nuova delimitazione territoriale fra i comuni di
                      Agrigento, Aragona e Favara

   1.  In conformità alle procedure e previsioni di cui agli articoli
  8,  9,  10  e 11 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.  30  e
  successive modificazioni ed integrazioni e nel rispetto  di  quanto
  previsto  dal decreto presidenziale 24 marzo 2003, n. 8, i  confini
  dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara sono variati e modificati
  secondo   le   indicazioni  del  progetto  di  nuova  delimitazione
  territoriale approvato dai consigli comunali rispettivamente con le
  delibere n. 79/2016 del consiglio comunale di Agrigento, n. 15/2016
  del  consiglio  comunale  di  Aragona e  n.  8/2016  del  consiglio
  comunale di Favara.

   2.  L'estensione delle aree territoriali interessate dal  progetto
  di  variazione  dei confini, così come modificata dall'esito  della
  procedura di cui al comma 1, è indicata nell'allegato 1».

   All'articolo  2  è stato presentato l'emendamento  AL.1,  a  firma
  dell'assessore Grasso.
   Il parere della Commissione?

   GENOVESE, presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 2, così come emendato, con il parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
          Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari

   1.  Alla  sistemazione  dei  rapporti  finanziari  e  patrimoniali
  scaturenti  dalle variazioni territoriali previste  dalla  presente
  legge  si  provvede ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale
  23 dicembre 2000, n. 30».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione  con
  il  parere  favorevole  della Commissione  e  del  Governo.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                  Clausola di neutralità finanziaria

   1.  All'attuazione  della presente legge si  provvede  nell'ambito
  delle  risorse  umane,  strumentali e  finanziarie  disponibili  e,
  comunque, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio  della
  Regione».

   Non  sono stati presentati emendamenti. Lo pongo in votazione  con
  il  parere  favorevole  della Commissione e  del  Governo.   Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che è stato presentato l'emendamento aggiuntivo  A.1,  a
  firma dell'onorevole Calderone. Il parere della Commissione?

   GENOVESE, presidente della Commissione. Contrario a maggioranza.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   CIANCIO.  L'onorevole  Calderone  lo  può  illustrare?  E   se   è
  compatibile con il tema che stiamo trattando?

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, è molto semplice: è una proroga  per
  le  concessioni che vanno a scadere entro tre anni,  di  prorogarle
  fino al 2022. E' molto semplice.

   PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che questo è un emendamento la cui
  presentazione era stata concordata in Conferenza dei Capigruppo.
   Il Governo si è rimesso all'Aula.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE. Fate la richiesta. Se la richiesta è appoggiata

   BARBAGALLO. Non abbiamo l'emendamento

   PRESIDENTE. Non è possibile  Li abbiamo distribuiti tutti e due.
   Per favore, distribuite l'emendamento A.1.
   E'   un  emendamento,  per  capirci,  colleghi,  aggiuntivo  della
  legislazione  la  n.  16 del 2016 che riguarda il  recepimento  con
  modifiche  dell'articolo 10  interventi subordinati a  permessi  di
  costruire  del decreto del Presidente della Repubblica n.  380  del
  2001  che con legge a sua volta, articolo 49 della legge n. 16  del
  2017, era stato stabilito un termine entro il quale potevano essere
  rilasciati questi permessi

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Un  attimo  onorevole, mi lasci  parlare  e  poi  lei
  interverrà.
   Il 31 dicembre 2019. L'emendamento posticipa il termine al 2022.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  chiesto  di
  intervenire  perché  per  rispetto all'Aula,  e  credo  anche  alla
  Commissione, noi abbiamo due tipi di provvedimenti che sono  quelli
  relativi   alle   concessioni  edilizie  e  quelle  relative   alle
  convenzioni di lottizzazione. Concessione edilizia una  volta,  ora
  permesso di costruire.
   Io  credo che un minimo di istruttoria vada fatta per rispetto  di
  tutti. Quindi, oltre alla sua illustrazione se, magari, abbiamo  il
  tempo di approfondirla o sospendiamo per dieci minuti o passiamo

   PRESIDENTE.   Onorevole   Barbagallo,  le   ricordo   che   questo
  emendamento era stato annunciato in Conferenza dei Capigruppo.  Lei
  chiedi  dieci minuti. Anche un quarto d'ora per ragionare su questo
  emendamento. Ha perfettamente ragione.
   Sospendiamo  la trattazione per 15 minuti. Fate la  riflessione  e
  fra 15 minuti riprenderemo la trattazione.
   Abbiamo approvato fino all'articolo 4. Resta, quindi, da esaminare
  questo  emendamento  e  l'articolo 5 che è la  pubblicazione  della
  legge.


  Seguito della discussione del disegno di legge «Applicazione nella
  Regione siciliana delle previsioni della legge 30 dicembre 2018, n.
          145, articolo 1, commi 682, 683 e 684 » (n. 571/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno  di
  legge  «Applicazione nella Regione siciliana delle previsioni della
  legge  30 dicembre 2018, n. 145, articolo 1, commi 682, 683 e 684 »
  (n. 571/A), posto al numero 2) del II punto all'ordine del giorno.
   Onorevole Palmeri, la volta precedente avevamo sospeso, in assenza
  del  Partito Democratico, la trattazione di questo disegno di legge
  dove  voi avevate presentato una questione pregiudiziale,  che  più
  che  questione  pregiudiziale mi pare una  questione  attinente  al
  rinvio in Commissione per un approfondimento di questo argomento.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI.   Signor   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  cittadini, come sappiamo l'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018,
  n.  145,  ai  commi  675  e  684 ha introdotto  nuove  disposizioni
  relativamente alle concessioni demaniali marittime.
     In  particolare, è stato esteso, nelle more di una più  generale
  revisione  della  materia, al 31 dicembre 2033, appunto,  tutte  le
  concessioni dalla data di entrata in vigore di questa legge, quindi
  per quindici anni.
   La  disposizione configura una ipotesi di estensione  ex  lege  di
  tutte le concessioni demaniali marittime senza alcuna previsione di
  nuovo   titolo  concessorio  e,  in  particolare,  il   legislatore
  regionale  ha  inteso recepire questa normativa con il  disegno  di
  legge n. 571.
   Riteniamo  che  la  norma che si vuole recepire sembra  andare  in
  contrasto con alcune direttive, alcune normative regionali e alcuni
  principi  europei, in particolare quelli sulla libera  concorrenza,
  infatti  questa  estensione  ex lege  delle  concessioni  demaniali
  marittime  diciamo che determina una disparità di  trattamento  nei
  confronti di tutti qui cittadini che vorrebbero concorrere a queste
  concessioni secondo dei principi di libera concorrenza, secondo dei
  principi di trasparenza e apertura pubblica.
   E  quindi  in particolare, in tal senso, ad esempio, si è espressa
  la  Corte  di Giustizia europea con una decisione, ma si è espresso
  anche  il  Consiglio di Stato. In particolare la Corte di Giustizia
  europea,  chiamata  a pronunciarsi sulla portata  dell'articolo  12
  della  Direttiva Bolkestein del Parlamento europeo,  del  Consiglio
  del  12  dicembre  2006, che ha affermato in  primo  luogo  che  le
  concessioni   demaniali  marittime  ad  uso  turistico   ricreativo
  rientrano in linea di principio nel campo di applicazione della  su
  indicata  direttiva con conseguente illegittimità di un  regime  di
  proroga   ex   legge   delle  concessioni,  espressamente   vietato
  dall'articolo 12 della direttiva.
   In  particolare questa decisione della Corte di Giustizia è  anche
  richiamata in una decisione, in una sentenza del Consiglio di Stato
  che,  rifacendosi a questa sentenza, dice che i Comuni e gli uffici
  pubblici  non sono tenuti ad applicare questa normativa  nazionale,
  perché  queste  concessioni non sono legittime, vanno  disapplicate
  anche dai Comuni.
   In  particolare - leggo testualmente - si è espresso il  Consiglio
  di  Stato,  Sezione VI, con la sentenza n.7874,  pubblicata  il  18
  novembre  2019 che si schiera nelle interpretazioni delle  norme  a
  favore della tesi per cui le leggi nazionali italiane che prevedono
  proroghe automatiche delle concessioni marittime vanno disapplicate
  anche dai Comuni.
   Questa  legge  è  da  disapplicarsi, dice il Consiglio  di  Stato,
  chiamate a disapplicare la normativa nazionale per contrasto con le
  normative  europee,  secondo  l'interpretazione  del  Consiglio  di
  Stato, sono anche gli uffici delle pubbliche amministrazioni  -  se
  ho  l'attenzione  dell'Assemblea,  gentilmente,  visto  che  è  una
  materia molto delicata che riguarda le nostre coste

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  A  cominciare
  dal suo Capogruppo.

   PALMERI. A cominciare dal mio Capogruppo.
   Quanto emerge contrasta tra norma primaria nazionale o regionale e
  i principi del diritto comunitario.
   Si legge nella sentenza:  E' fatto obbligo al dirigente che adotta
  il  provvedimento sulla base della norma nazionale o  regionale  di
  non applicarla .
   Alla luce di questo volevo anche ribadire alcune considerazioni di
  ordine politico. Forse, oggi in Sicilia la priorità sarebbe quella,
  piuttosto  che recepire questa norma nazionale, quella  di  mettere
  ordine  nel far west autorizzatorio, visto che negli ultimi decenni
  sono  state concesse tutta una serie di concessioni senza una serie
  di regole chiare e uniformi su tutto il territorio regionale.
   Inoltre, questo crea una disparità di trattamento per i cittadini,
  per  chi vuole concorrere a queste concessioni con regole chiare  e
  trasparenti.
   Soprattutto volevo anche fare riferimento ad altri principi  oltre
  che  a  queste  considerazioni, legate a questa incompatibilità  in
  coerenza  con  i  principi europei, anche ad  altre  argomentazioni
  politiche,  ossia quella che i cittadini, non soltanto  quelli  che
  vorrebbero  avere  un  titolo concessorio nel  demanio;  credo  che
  dovremmo  guardare gli interessi di tutti i cittadini a  360  gradi
  anche  di coloro che magari vorrebbero avere diritto ad un po'  più
  di  superficie, di spazio libero nel demanio. Quindi, credo che  la
  buona politica, il buon governo dovrebbe guardare gli interessi  di
  tutti  i cittadini siciliani e, quindi, a questo scopo volevo anche
  fare  riferimento  all'art.  36  e all'art.  37  del  Codice  della
  navigazione che, rifacendosi all'art. 41 della nostra Costituzione,
  subordina   le   concessioni   demaniali   agli   interessi   della
  collettività.

   PRESIDENTE.  Voglio leggere l'ultima parte di questa richiesta  di
  sospensiva.    Nell'ultima    parte,    fermo    restando,    tutta
  l'articolazione   del   ragionamento  che  avete   svolto,   recita
  testualmente:   Considerata pertanto la competenza esclusiva  della
  Regione siciliana, in materia di demanio marittimo, si

   BARBAGALLO. Si può avere la richiesta di pregiudiziale?

   PRESIDENTE.  Per  favore,  distribuite  la  richiesta.   Onorevole
  Barbagallo, è distribuita.
   Voglio  leggere l'ultimo passaggio di questo documento  presentato
  dal  Movimento Cinque Stelle:  Considerata, pertanto, la competenza
  esclusiva  della Regione siciliana in materia di demanio marittimo,
  si  ritiene  per i motivi sopra esposti che la norma nazionale  non
  deve  essere  recepita. Occorre predisporre una  propria  normativa
  nazionale  che  tenga in considerazione i principi  comunitari  ivi
  indicati .
   Quindi,  ritengo  che,  più  che  una  questione  sospensiva,   la
  discussione  sia di come fare questo disegno di legge e,  pertanto,
  vi  suggerisco  il rinvio in Commissione; cioè, rispetto  a  questo
  disegno  di  legge  il Movimento Cinque Stelle  chiede  che  questo
  disegno venga rinviato in Commissione per una trattazione.
   Su  questa  proposta che formula il Movimento  Cinque  Stelle,  su
  questa richiesta del Movimento Cinque Stelle, che in buona sostanza
  vuole  il  rinvio del disegno di legge in Commissione,  si  debbono
  pronunciare un deputato a favore ed uno contro.
   Questa è la sostanza della vostra richiesta.
   Chi chiede di parlare a favore del rinvio in Commissione?

   CAMPO.  Chiedo  di parlare a favore del rinvio in Commissione  del
  disegno di legge.

   CAMPO. Signor Presidente, Assessori, colleghi deputati, per noi va
  bene riportarlo in Commissione perché è chiaro che è una situazione
  che  va  affrontata  e, sicuramente, sanata perché  le  concessioni
  vanno sanate, appunto, con l'ente regionale. Auspichiamo, però, che
  questo  significhi  partire dalla condizione di  deregulation  che,
  adesso,  abbiamo  nelle  nostre coste e che,  più  e  più  volte  i
  cittadini  hanno  lamentato,  con  varie  segnalazioni,  da  questa
  situazione  si possa, intanto, mettere ordine. Quando  ci  sarà  un
  ordine,  poi,  sarà  possibile, anche,  stabilire  gli  anni  della
  proroga  che,  sicuramente, non possono essere 15,  perché  -  come
  diceva  la collega Palmeri prima - già c'è stato, praticamente,  il
  Consiglio di Stato che si è pronunciato perché questo va contro  le
  norme comunitarie.
   Noi,   quindi,  aspettiamo  che  il  testo  torni  nuovamente   in
  Commissione  e  che  possa essere adattato  alla  situazione  della
  Sicilia,  che è ben diversa da tutte le altre Regioni italiane,  ma
  non  perché  noi ci vogliamo sentire sempre i migliori,  ma  perché
  effettivamente  la  Sicilia è un'isola e ha una quantità  di  coste
  nettamente  superiori che vanno anche tutelate.  Prorogare  per  15
  anni   significherebbe  anche  non  risanare  tutti   quei   luoghi
  attualmente  che sono fascia di tutela, protetti, dove  attualmente
  insistono degli stabilimenti balneari che non potrebbero stare, per
  esempio.
   Lavoreremo, quindi, ad un nuovo testo in Commissione.

   PRESIDENTE.  Chi chiede di parlare contro la richiesta  di  rinvio
  del disegno di legge in Commissione?

   D'AGOSTINO.  Chiedo di parlare contro la richiesta di  rinvio  del
  disegno di legge in Commissione.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AGOSTINO. Signor Presidente, è una materia che ci tiriamo troppo
  a  lungo,  in  questo Parlamento, da diversi anni e  credo  che  il
  settore  abbia diritto, una volta e per tutte, visto  che  c'è  una
  legge  nazionale che ce lo consente, di avere certezza rispetto  ad
  investimenti che sono stati fatti, investimenti che debbono  essere
  fatti,  concessioni  che  sono  state rilasciate,  seguendo  questa
  indicazione che dal livello nazionale c'è chiaramente arrivata.
   Non  credo,  quindi,  che  ci siano motivi,  se  non,  come  dire,
  ideologici,  rispetto a problemi che ci sono  sicuramente,  che  ci
  saranno  anche  in  futuro,  ma  che possono  essere  assolutamente
  affrontati  dai vari Uffici demaniali. E, quindi, in  questo  caso,
  l'Assessore se ne prenderà cura e se ne prenderà impegno, perché  i
  casi particolari non possono diventare il problema in generale.
   Il  problema in generale invece, da troppi anni, rimane irrisolto.
  Oggi,  che abbiamo una legge nazionale che ci impone, impone  anche
  alla  Sicilia,  di  adeguarsi a quello che è il dettame  nazionale,
  credo che abbiamo il dovere di farlo. Ed abbiamo il dovere di farlo
  subito, perché abbiamo perso, in tal senso, troppo tempo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  chiederei qualche minuto di attenzione  da  parte  dei
  colleghi,  perché vorrei, per una volta, sperando di non annoiarvi,
  fare    un    riassunto   dell'intera   vicenda,   per    spiegare,
  conclusivamente,  come  l'istanza  di  rinvio  in  Commissione  del
  disegno   di  legge  sull'estensione  delle  concessioni  demaniali
  finisca  per  essere, siccome sono d'accordo con chi è  intervenuto
  prima, un fatto ideologico.
   A me basterebbe dire che questo disegno di legge è diventato legge
  nazionale  sulla  base di un voto che ha visto,  all'unanimità,  il
  Movimento Cinque Stelle esprimersi favorevolmente.
   Non  è questo, però, il tema. Il tema è proprio quello legato alle
  valutazioni  di  merito che io ho ascoltato da parte dell'onorevole
  Palmeri.
   E,  voglio  subito  entrare nel merito perché,  siccome,  appunto,
  anche  io  ho  la sentenza del Consiglio di Stato, la sentenza  del
  Consiglio di Stato non afferma per nulla i principi che sono stati,
  devo   dire,  molto  semplicisticamente  semplificati,  perché   la
  sentenza del Consiglio di Stato dice che:  Da questa decisione, non
  discende   la   nullità  della  norma  ma,  al  massimo,   la   sua
  annullabilità,  di  talché, pur restando  valida  ed  efficace  nel
  sistema  normativo nazionale, dà l'onere, addirittura,  al  privato
  che  si  sente  leso  nel  diritto di  impugnarla  entro  18  mesi,
  l'eventuale decisione di negazione della concessione, altrimenti il
  diritto  si perde. Questo è il principio che sancisce il  Consiglio
  di Stato.
   Ed  allora,  velocissimamente  la  storia.  Nel  2015  il  Governo
  precedente  a  questo decide di sospendere la  convenzione  con  le
  Capitanerie  di porto. Le Capitanerie di porto fino a quel  momento
  avevano dato un ausilio importante soprattutto con riferimento alla
  esazione  dei  canoni demaniali e al controllo  nelle  spiagge  che
  erano state date in concessione demaniale.
   In questi tre anni si verifica una situazione di reale mancanza di
  controllo al punto che nella relazione del 2017 la Corte dei  conti
  attenziona  in  maniera  assolutamente precisa,  con  un  paragrafo
  apposito,  il  tema della mancata esazione da parte  della  Regione
  siciliana  dei  canoni demaniali. L'Assessorato che  ho  l'onore  e
  l'onore  di guidare in questo momento, in base a quelle indicazioni
  della  Corte  dei conti, avvia una sua attività di controllo  e  di
  valutazione.
   Non  sfuggirà  a  nessuno come, con la gestione  attuale,  si  sia
  avviata  anche  un'attività di incentivazione nei  confronti  delle
  Amministrazioni  comunali  costiere, 128  o  129  in  Sicilia,  con
  riferimento  all'approvazione dei Piani  di  utilizzo  del  demanio
  marittimo.  E  però,  nell'anno  che  precede  quello  attuale,  il
  Parlamento  nazionale approva una norma che determina  l'estensione
  delle concessione demaniali al 2033.
   Proprio  con  riferimento  alla  conclusione  dello  scritto   del
  Movimento  Cinque  Stelle, questo Assessore è talmente  consapevole
  che  la  competenza  sia esclusiva da parte della  Regione  che  ha
  proposto,  e  quest'Aula ha approvato, l'articolo 24  della  scorsa
  Finanziaria che pure è stato impugnato e contro il quale noi stiamo
  resistendo  perché siamo, appunto, convinti che la  competenza  del
  Demanio marittimo sia di esclusivo appannaggio della Regione. Però,
  mentre  la  legge nazionale è immediatamente vigente e operativa  e
  continua  ad  esserlo  per le ragioni che ho  detto  nonostante  la
  sentenza della Corte del Consiglio di Stato, noi ci siamo posti  il
  problema non tanto e non solo in ragione di quello che aveva  detto
  la  Corte  dei conti, ma perché noi già avevamo avviato un percorso
  di  rivisitazione dei canoni demaniali di approvare in Sicilia  una
  legge  di  recepimento  che è dovuto e che però  prevederà,  e  c'è
  scritto  testualmente,  un  decreto successivo  dell'Assessore  che
  verrà, così come d'accordo con la Commissione competente, scritto a
  più  mani  in  quella  Commissione perché l'interesse  mio  ma  del
  Governo  è quello di arrivare ad un decreto condiviso per  ottenere
  l'estensione  è  necessario ripresentare  un'istanza  corredata  da
  documentazione   perché  se  ne  validi  la   regolarità   tecnico-
  amministrativa e contabile.
   In  buona  sostanza,  noi  riteniamo che se  vogliamo,  perché  lo
  possiamo   fare,   concedere  fino  al  2033   l'estensione   della
  concessione è necessario attualizzare il certificato antimafia,  il
  DURC, lo stato dei luoghi, le estensioni, eventuali edificazioni  e
  attualizzare anche i canoni.
   E  allora,  la verità è, e io non voglio credere che il  Movimento
  Cinque  Stelle sia in malafede, che è proprio non approvando questa
  legge che si fa un'opera di delegificazione disordinata, perché  in
  realtà quello che emerge da questa nostra attività che ci ha  visto
  presenti e che ci ha visto confrontarci anche con le Commissioni, è
  che noi abbiamo l'obiettivo di non fare favoritismi, primo; secondo
  abbiamo  l'obiettivo  di  non  cristallizzare  una  situazione  che
  potrebbe  creare  nocumento  a  soggetti  privati,  perché  non   è
  assolutamente   vero   che  non  si  possono   chiedere   ulteriori
  concessioni perché le spiagge non sono tutte occupate, questo è fin
  troppo ovvio.
   Terzo,  c'è un tema che è legato anche - e da lì l'urgenza -  alla
  necessità  di una regolamentazione per quanto ci riguarda,  ma  per
  quanto  riguarda quel mondo, che sia chiaro, che rispetto  a  delle
  attività produttive importanti - e dirò anche dei numeri da  qui  a
  poco  -  tutti  gli  istituti  bancari  hanno  chiuso  i  rubinetti
  creditizi perché non hanno la certezza che questi signori, con  una
  concessione  che  scade  al 2020, possano  continuare  a  lavorare.
  Stiamo   rischiando,  se  non  approviamo  questa  legge,  con   le
  differenze che creano certamente miglioramenti nei confronti  della
  legge  nazionale, rischiamo di mettere in ginocchio un  mondo  -  e
  vorrei che foste attenti - che riguarda tremila esercenti e che  dà
  centomila posti di lavoro.
   Allora, la filosofia, la politica, sono belle cose. Però, rispetto
  a  temi  come questo io credo che debba prevalere il buon senso.  E
  siccome   qui   nessuno  sta  difendendo  interessi   personali   o
  particolari,  ma  stiamo tutelando, dopo un attento approfondimento
  normativo, un sistema che salvaguarda l'economia siciliana,  io  vi
  chiedo,  e  chiedo  all'Aula, e chiedo a partire dai  colleghi  del
  Movimento   Cinque  Stelle,  di  migliorarla,  se   vorranno,   con
  emendamenti.  Io sono contrario anche a quelli, perché  per  me  la
  legge deve essere recepita così com'è, nella misura in cui poi sarà
  il  decreto a scendere nel particolare, nel concreto, così come  ho
  detto  in  Commissione,  tanto  che  è  stato  approvato  col  voto
  favorevole del Governo un emendamento che assevera il passaggio  in
  Commissione. Però, vi chiedo di votare contro, perché rischiamo  di
  trovare,  considerato al massimo che l'ottimo è nemico  del  buono,
  rischiamo  di  creare  un nocumento fortissimo  all'economia  della
  Regione siciliana.

   PRESIDENTE.  Prima di procedere alla votazione, gradirei  che  gli
  Uffici distribuissero l'emendamento di riscrittura dell'articolo 1,
  in  maniera tale che tutti i parlamentari possano avere contezza di
  quest'altro articolo che è stato presentato dal Governo.
   Se  il Governo ritiene di illustrarlo, assessore Cordaro, prego ha
  facoltà di parlare.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Sì,  signor
  Presidente,  l'articolo 1 è stato rivisitato dopo un confronto  con
  gli  Uffici. Intanto, al secondo rigo del comma 2 ovviamente non  è
   31 dicembre 23018 , ma è  31 dicembre 2018 .
   Si  trattava, in buona sostanza di sanare un passaggio  che  aveva
  visto  escluse  le  eventuali estensioni delle  licenze  rilasciate
  nell'anno 2019 e, quindi, questo serve a sanare quel passaggio.
   Mentre, per quanto riguarda il comma 4, sono controversie, in fase
  giudiziale e stragiudiziale, che hanno una platea molto ampia,  che
  hanno  determinato incertezze e che noi in questo modo,  applicando
  la normativa che viene citata, definiamo.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'articolo 1, con i suoi commi 1 e
  2, con questa riscrittura è sostituito dall'1.R, che ha a sua volta
  4 commi.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor   Presidente,  noi  abbiamo   presentato   un
  subemendamento all'1.R.

   PRESIDENTE. Lo abbiamo onorevole, è arrivato.

   BARBAGALLO. Lo posso illustrare?

   PRESIDENTE. Prego, ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Prevede  la  soppressione del  comma  684,  perché  a
  differenza delle ragioni illustrate bene dal Governo per la proroga
  degli  stabilimenti balneari, il comma 684 prevede la proroga delle
  residenze,  quindi  noi  riteniamo  che  le  ragioni  di  interesse
  pubblico  non  valgano per il comma 684 che chiediamo di  espungere
  dal testo.

   PRESIDENTE. Prima di procedere all'esame

   CAPPELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.   Signor   Presidente,  completo  la  sua   espressione:
  giustamente  dobbiamo  votare  il  rinvio  in  Commissione.  Volevo
  chiederle,  se  è  possibile,  se  possiamo  votare  con  il   voto
  elettronico  senza registrazione, Presidente. Col voto  elettronico
  senza registrazione, per evitare la conta, solo questo.

   PRESIDENTE. Va bene.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e l'ambiente.  Mi  perdoni,
  guardo, constato che nella riscrittura è saltato il passaggio,  che
  chiedo   alla   presidente  Savarino  di  inserire:    sentita   la
  Commissione  competente . Ah, perfetto va bene. Siccome  era  stato
  approvato  questo  emendamento in Commissione, probabilmente  nella
  riscrittura  dal disegno di legge che era uscito dalla  Commissione
  alla riscrittura dell'Aula era saltato questo passaggio.
   All'onorevole  Barbagallo vorrei chiedere: ho fatto  anche  questo
  ulteriore  passaggio  con gli Uffici che mi dicono  che  l'articolo
  684,  comma 684 dell'art. 1 della legge finanziaria passata prevede
  delle  specificità presenti in Sicilia e noi non possiamo arrogarci
  il  diritto - questa è l'idea degli Uffici che, credo, non  abbiano
  interessi  particolari da tutelare - di espungere  delle  categorie
  che  sono  state previste. Così facendo, ribadisco  mi  dicono  gli
  Uffici,  potremmo determinare, onorevole Barbagallo, le  condizioni
  per un'impugnativa della norma.

   PRESIDENTE.  Mi  pare che abbiamo le idee chiare. Adesso  passiamo
  alla  votazione per il rinvio in Commissione del disegno di  legge.
  E' stata chiesta la votazione elettronica. Allora, chi è favorevole
  al  rinvio in Commissione vota verde, chi è contrario al rinvio  in
  Commissione vota rosso.

   CRACOLICI. Ma non è per alzata e seduta?

   PRESIDENTE.  No.  E'  stata  chiesta  dall'onorevole  Cappello  la
  votazione  elettronica. E' palese semplice, non c'è  registrazione,
  onorevole Cracolici.
   Allora, chi è favorevole al rinvio in Commissione vota verde,  chi
  è contrario vota rosso.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

   Il rinvio del disegno di legge in Commissione non è approvato.

   Passiamo alla votazione degli articoli.
   L'articolo  1,  diventa  articolo 1R con 2 subemendamenti  1R.1  e
  1R.2.   L'1R.2  è  stato  distribuito?  Per  favore  distribuitelo.
  Cominciamo con l'1R.1. Il parere della Commissione?
   Allora, L'1R.1 l'avete certamente.

   DIPASQUALE. C'è la discussione generale. Abbiamo fatto solo quella
  sulla pregiudiziale.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  soltanto  per  insistere   nella
  richiesta  di approvazione dell'1R.1 perché, a nostro  giudizio,  è
  una  parte  del  recepimento che non viene approvata che  riguarda,
  specificamente lo ripeto, ma ci dovrebbe essere una relazione anche
  del  Servizio Studi della Commissione che prevede espressamente  il
  recepimento  delle  strutture dove è ubicata  la  residenza.  E,  a
  nostro  giudizio,  non valgono i principi di tutela  dell'interesse
  pubblico e delle attività produttive che valgono invece per i commi
  682  e  683;  è  una  fattispecie  completamente  diversa,  quindi,
  insistiamo nella votazione del subemendamento.

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, chiede di intervenire?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No, nel  senso
  che  non  volevo proibire all'onorevole Barbagallo di farlo mettere
  ai voti, anzi preannunziavo che mi sarei rimesso all'Aula.

   CRACOLICI. Ah, bravo

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PALMERI. Noi, come componenti della Commissione  Ambiente' avevamo
  presentato  degli  emendamenti, però, ora,  visto  che  c'è  questa
  riscrittura  dovremmo  capire  come  riscriverli,  quindi   abbiamo
  bisogno di un po' di tempo per fare gli opportuni emendamenti.

   CIANCIO. Mi sembra giusto.

   PRESIDENTE. Onorevole Palmeri, il subemendamento che ha presentato
  il  Governo  è un subemendamento di precisione, non è che  cambiano
  molte cose.
   Li avete pronti?

   ZAFARANA.  Un attimo, ci dia cinque minuti di tempo per  preparare
  gli emendamenti.

   PRESIDENTE. La seduta è sospesa per cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.06, è ripresa alle ore 17.10)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prendete posto.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Parlerà lei, se non è questo è l'altro, ma parlerà
  Prego, onorevole Di Paola.

   DI  PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, notavo
  una  cosa, non so se la nota pure lei: per il disegno di legge  sui
  vitalizi  quest'Aula  ha  impiegato  mesi  e  mesi  per  concertare
  l'impostazione più opportuna, quando invece si tratta di parlare di
  ambiente  e di tutela dell'ambiente, le parole dell'Assessore  sono
  state  quelle  di  additare il Movimento Cinque  Stelle  e  i  miei
  colleghi  e  il Gruppo del Movimento Cinque Stelle di malafede.  Io
  questo   non  lo  tollero.  Non  tolleriamo  questo  comportamento,
  Presidente,  perché  vero, come dice l'Assessore,  questa  norma  è
  stata realizzata dal Governo nazionale passato, però dobbiamo anche
  capire  le  specialità della nostra Regione prima di  recepire  una
  legge.  E mi dispiace che l'Assessore non sia in Aula, magari  poi,
  appena rientrerà, mi potrà rispondere.
   Ma  vorrei  capire come questo Governo fa i controlli  per  quanto
  riguarda  le  concessioni  demaniali,  come  vengono  fatti  questi
  controlli?  E vorrei che l'Assessore parlasse in Aula  del  sistema
  Sidemar, questo sistema che è costato - dovevano essere fondi della
  Comunità  europea - tre milioni di euro, poi alla fine, al  solito,
  non  l'abbiamo  certificato negli anni passati, con i  fondi  della
  Comunità  europea, vorrei capire lo stato di avanzamento di  questo
  progetto Sidemar e cosa ci permette di fare, come vengono  fatti  i
  controlli   da  parte  del  Governo  regionale  sulle   concessioni
  demaniali? Di questo dobbiamo parlare, Presidente  E se  il  Gruppo
  del Movimento Cinque Stelle cerca in qualche modo di migliorare una
  legge  o, eventualmente, di apportare modifiche opportune a  tutela
  dell'ambiente,  non possiamo essere ricattati con,  al  solito,  il
  ricatto  occupazionale  perché  noi  pensiamo  pure  a  tutti  quei
  lavoratori.  Però,  è  giusto  che  il  Governo  regionale  ci  dia
  spiegazioni  e non basta una riscrittura a far decadere  tutti  gli
  emendamenti  che avevano fatto i miei colleghi. Non funziona  così,
  Presidente. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, le ricordo che  abbiamo  dato  il
  tempo al Movimento Cinque Stelle di elaborare qualche emendamento e
  hanno ritenuto che non sono necessari.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, però avrei  bisogno  della  presenza
  dell'Assessore  perché ho delle domande ben specifiche  da  porgli,
  quindi, se possiamo chiamarlo

   PRESIDENTE. Mi cercate l'Assessore, se è qui dietro, per favore?

   CRACOLICI. L'Assessore si nasconde?

   PRESIDENTE. Riflette

   DE LUCA. Sospendiamo fin quando l'Assessore non torna?

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, l'onorevole Ciancio ha  chiesto  di
  intervenire per porle alcune questioni.

   CIANCIO. Grazie Presidente. Sì, ritengo, non so se siamo  in  fase
  di discussione generale o sull'articolo uno, fatto sta che

   PRESIDENTE. No, no, siamo sull'emendamento 1R.

   CIANCIO.  Sull'articolo  1  e  sugli  emendamenti.  Vorrei  capire
  dall'Assessore,  prima di parlare di proroghe  per  quindici  anni,
  perché  ricordo ai colleghi ed anche al pubblico in sala che stiamo
  parlando  di una norma che proroga per quindici anni le concessioni
  demaniali, significa ingessare completamente le nostre coste per un
  periodo  di tempo che non sono quattro anni, non sono cinque  anni,
  sono ben quindici anni.
   Ora  noi  non  siamo, capisco che l'Assessore dica   Recepiamo  il
  testo  della  normativa nazionale', ma Assessore,  in  Sicilia  non
  esiste  il  caos  che  esiste nel resto di  Italia.  Io  le  voglio
  chiedere  quante  sono le concessioni demaniali in Sicilia?  Quante
  sono?

   CORDARO,   assessore   per   il  territorio   e   l'ambiente.   E'
  Rischiatutto

   CIANCIO.   No,  per  capirlo.  Noi  sulla  base  di  cosa   stiamo
  legiferando se non abbiamo dati? Però se lei parla al telefono

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. La ascolto.

   CIANCIO.  Mi  ascolta.  Io  le  voglio  chiedere  quante  sono  le
  concessioni demaniali? Quante sono quelle in scadenza? Quante  sono
  quelle  che magari sono partite nel 2018? Abbiamo un censimento  di
  quella  che  può  essere  la situazione attuale  delle  concessioni
  demaniali in Sicilia? Sulla base di che cosa abbiamo autorizzato se
  non  ci sono i piani di utilizzo del demanio marittimo? Se la legge
  non  è  applicata? Se i comuni mandano i piani e magari mancano  di
  VAS  perché la legge l'abbiamo fatta tre anni fa? Sulla base di che
  cosa  stiamo  prorogando per quindici anni  delle  concessioni  che
  molto spesso, mi creda, molto spesso rasentano l'illegalità?
   Quindi, Assessore, sono molto determinata su questo discorso.  Non
  possiamo  paragonare  la  Sicilia al resto d'Italia.  Recepire  una
  norma  del genere in una situazione in cui c'è il far west da anni,
  perché  noi  abbiamo  una legge 15 del 2005 che  non  è  mai  stata
  applicata,  mai  stata  applicata  perché  non  ci  sono  i   piani
  demaniali.  Le linee guida che ha fatto lei, Assessore, sono  state
  impugnate. Il decreto che ha fatto lei è stato impugnato.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Ma  quale
  decreto? Ma che dice? Non è vero

   PRESIDENTE. Assessore Cordaro, la faccia finire.

   CIANCIO.  Assessore, stiamo facendo un errore, stiamo  facendo  un
  gravissimo errore. O ce ne rendiamo conto tutti, oppure continuiamo
  a  legiferare come se non avessimo completamente contezza di quello
  che  succede nella nostra Regione, come se quello che è stato fatto
  negli  ultimi vent'anni non conta nulla. Diciamo che è andato tutto
  bene,  le concessioni sono state rilasciate secondo tutti i crismi,
  secondo le regole. Voglio vedere, poi, se ci sono delle regole,  se
  le  avessimo  dovute rilasciare secondo criteri nazionali.  Quindi,
  Assessore,  ripeto: fermiamoci un attimo, riparliamone,  rimandiamo
  il  testo in Commissione, blocchiamoci con questa legge che  non  è
  una  leggina  come molte all'ordine del giorno, è una legge  molto,
  molto, importante.

   PRESIDENTE. Abbiamo già votato, onorevole Ciancio.

   PALMERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Lei non potrebbe intervenire  perché  è
  già intervenuta sull'articolo 1; cerchi di essere breve.

   PALMERI. Volevo semplicemente chiarire un aspetto: siccome è stato
  detto  che  non  ritenevamo  opportuno presentare  emendamenti,  in
  realtà abbiamo presentati gli emendamenti, però sono stati ritenuti
  inammissibili  perché, evidentemente, questa  legge  doveva  essere
  recepita  in  toto, così a pacchetto intero, non è stato  possibile
  presentare  alcuna  modifica. Ad esempio, non  siamo  assolutamente
  d'accordo  con questa proroga di ben quindici anni, quindi,  alcuni
  di  questi  emendamenti  cercavano di  ridurre  questa  tempistica,
  cercavano   di   dare  una  legislazione,  seppur  temporanea,   in
  considerazione  di  questo affidamento che si è creato  presso  gli
  enti  e, quindi, volevamo dare la possibilità, nelle more, di  fare
  invece  una  legge organica ma, soprattutto, come già è  stato  ben
  detto  è  urgente  andare ad approvare i PUDM  soprattutto  non  mi
  sembra  assolutamente  opportuno da  parte  dell'Assessore  parlare
  semplicemente  e  portare sempre avanti questa  argomentazione  del
  ricatto occupazionale.
   Noi  qua  siamo  per  garantire tutti i  cittadini,  non  ci  sono
  cittadini  di  serie A e cittadini di serie B, non  siamo  qui  per
  tutelare interessi particolari, siamo per tutelare gli interessi di
  chi  deve avere una concessione, di chi deve aprire un lido,  siamo
  qui per tutelare gli interessi di chi vuole concorrere liberamente,
  in maniera trasparente ed a rigore di legge, siamo qui per tutelare
  chi  vuole  usufruire di uno spazio libero, di chi vuole  avere  la
  possibilità  di  vedere il mare, di chi non vuole vedersi  occupato
  tutto lo spazio, quindi, siamo qui per tutelare tutti gli interessi
  e  questo  recepimento di quindici anni nella nostra  Sicilia,  con
  tutte le condizioni che abbiamo detto, in assenza di pianificazione
  di PUDM è veramente vergognoso. Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Palmeri, il disegno di  legge  si  uniforma
  alla legge nazionale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, Assessori, colleghi  parlamentari,
  penso  che  su  questa vicenda ci siano delle posizioni  legittime,
  tutte diverse, però, affrontare la questione come chi è a favore  è
  per  interessi  illegittimi,  non legittimi,  e  chi  è  contrario,
  invece,  tutela  la  legittimità, vi prego, colleghi,  di  evitarlo
  perché diciamo delle cose false, a meno che siamo in condizione  di
  salire  qui, perché siamo in Parlamento, e dire quali sono le  cose
  illegittime e quali sono gli interessi di parte.
   Noi  abbiamo  votato  contro il rinvio in Commissione  perché  c'è
  stato un lavoro svolto dal collega Barbagallo in Commissione, lo ha
  fatto  in  nome  e per conto di tutto il Partito Popolare  e  siamo
  dell'idea  che  dobbiamo accelerare quello che è  un  percorso  che
  mette  in salvaguardia una serie di interessi legittimi che  girono
  intorno  alla  balneazione  che sono quelli  degli  operatori,  che
  operano  ed  hanno operato bene nel demanio marittimo,  la  maggior
  parte,  poi  c'è sempre chi commette errori, chi fa  abusi,  ma  su
  questo  ci  sono  le  norme che sono ben chiare,  che  intervengono
  pesantemente sul demanio.
   Ovviamente,  condivido  quando  viene  richiesto,  Assessore,   un
  maggiore  controllo,  una maggiore strategia dei  controlli,  e  su
  questo  possiamo e dobbiamo fare di più, però non possiamo prendere
  l'acqua  sporca  con tutto il bambino e buttarla perché  nel  mondo
  della  balneazione,  in  quelle che sono  le  strutture  che  danno
  servizi alla balneazione, ci sono il fior fiore di imprenditori  in
  questa  Sicilia, il fior fiore di lavoratori in questa Sicilia  che
  non  possiamo disattendere, che hanno lo stesso diritto  di  quelli
  dell'Emilia  Romagna,  di quelli della Sardegna,  di  quelli  della
  Calabria,  che  hanno  avuto una attenzione da  parte  del  Governo
  nazionale  giusta  e non è vero che ci sono posizioni  o  interessi
  diversi o situazioni diverse rispetto alla Sicilia. Assolutamente
   Se   noi   guardiamo  l'Emilia  Romagna,  si  trova  nelle  stesse
  condizioni. Ma non solo.
   In  Sicilia  riaprire un nuovo bando può significare rimettere  le
  concessioni  nelle  mani  di pochi. Può  significare  rimettere  le
  concessioni nelle mani, veramente, della criminalità organizzata.
   Oggi,  è  davvero  il salto nel buio non dare la possibilità,  non
  riconoscere la proroga; noi siamo profondamente convinti di  questo
  e voteremo non perché andiamo dietro ad interessi non legittimi, ma
  la  pensiamo così, che questo comparto è un comparto produttivo che
  va  aiutato e tutelato e non ci preoccupiamo di votare a favore del
  Governo, anzi a dimostrazione
   Noi  quando  vediamo cose che condividiamo ci facciamo avanti,  le
  diciamo,  così  come voglio approfittare di questo  intervento  per
  fare  i  complimenti al Presidente della Regione  che,  finalmente,
  dall'ultimo  posto passa al penultimo posto nella  graduatoria  dei
  presidenti per indice di gradimento.
   Non  abbiamo  paura di dire le cose positive che  questo  Governo,
  questo Presidente ci offre.
   Quindi, con grande serenità voteremo ma non perché siamo portatori
  di  interessi  non legittimi. Se c'è qualcuno che ne  conosce  uno,
  venga  qui e dica:  onorevole Dipasquale, lei vota perché va dietro
  a  questi interessi illegittimi . Se c'è uno che ha questa capacità
  mi faccia la cortesia di dirlo, di venire qua. Io, così come i miei
  colleghi, di venire qua sul podio e di dirlo.

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli De Luca, Amata,
  Figuccia e Savarino. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli  colleghi,
  cittadini,  sono contento che questa Assemblea abbia  cominciato  a
  guardare  con  favore  i  provvedimenti  provenienti  dal   Governo
  nazionale,  avrebbe  potuto cominciare ratificando  per  intero  le
  normative  sul  taglio delle pensioni e dei vitalizi ma,  comunque,
  meglio tardi che mai.
   Però,  questo non vuol dire che tutto quello che fa  di  buono  il
  Movimento   Cinque   Stelle  a  livello  nazionale   debba   essere
  necessariamente preso e calato in Sicilia tout court,  perché  veda
  io  credo  che prima di affrontare il ragionamento che riguarda  il
  rinnovo  delle  concessioni, a prescindere che ci debba  essere  un
  automatismo, un rinnovo per quindici anni o per un tempo inferiore,
  credo che l'assessore Cordaro avrebbe fatto bene prima di tutto  ad
  accettare  ed  a rivedere l'ampiezza di queste concessioni  perché,
  per  esempio,  è  un  dato conosciuto ai più che  molte  di  queste
  concessioni    originariamente    date    per    una    determinata
  perimetrazione, ai controlli spesso risultano occupare invece  aree
  ben superiori.
   E  da  questo punto di vista io so - magari l'Assessore  ci  potrà
  rispondere positivamente o negativamente - che era stato offerta  a
  questo Assessorato la possibilità di programmare con un sistema  di
  foto  aerogrammetria anche di visualizzare tutte queste concessioni
  demaniali e, quindi andare a incidere su quelle abusive o su quelle
  che occupano una superficie superiore.
   Inoltre,   non  ci  dobbiamo  nascondere  che  nel   mondo   delle
  concessioni demaniali che, sicuramente, sono un motore di  sviluppo
  che  deve  essere  incrementato per la  nostra  Regione  perché  lo
  sfruttamento delle coste è sicuramente un dato positivo, però,  non
  ci  si  può  nascondere che sia anche un settore  che  deve  essere
  regolamentato  perché  spesso è stato oggetto  di  tante  inchieste
  giudiziarie che hanno visto all'interno di queste concessioni anche
  l'interesse della malavita organizzata.
   Conseguentemente,  attivare un momento di riflessione  e,  quindi,
  fermare la discussione di questo disegno di legge che potrebbe, una
  volta  esitato, andare a cristallizzare dei risultati che non  sono
  quelli a cui questa legge mira, perché non è questione che chi vota
  a favore è per aiutare contesti malavitosi e chi vota contro non lo
  è, però dobbiamo guardare anche lo stato di cose, lo stato di fatto
  in cui andiamo ad agire.
   E  dire che tutto è perfetto - quindi, facciamo questa legge e gli
  rinnoviamo le concessioni ed abbiamo risolto i problemi  del  mondo
  delle  concessioni  demaniali, del turismo siciliano,  del  turismo
  costiero - significa mettersi una mano sugli occhi e pur di dire di
  avere  fatto qualche cosa, portare avanti un risultato  che  non  è
  quello necessario.
   Allora  cerchiamo, fin quando siamo in tempo, di  rinviare  questo
  momento  e  di  farlo precedere a una seria rilevazione  di  queste
  concessioni  e fare, quindi, un ragionamento che sia più  aderente,
  più  calzante  a quello che è il nostro territorio,  a  prescindere
  dalla  bontà del provvedimento nazionale che, sicuramente, è valido
  ed efficace, però lo dobbiamo modulare alla nostra realtà. Grazie.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, finalmente
  abbiamo deciso di applicare una normativa nazionale che, in  questo
  caso,  devo dire fa l'interesse delle nostre aziende, delle aziende
  italiane, delle aziende siciliane, perché vorrei ricordare  che  la
  Bolkestein  è  stata,  come direttiva, criticata  aspramente  dagli
  operatori  del  settore perché la maggior parte delle  aziende  che
  operano  in  questo settore, soprattutto in Sicilia,  per  esempio,
  sono  piccole  aziende di tipo familiare, quindi, nella  Bolkestein
  vedevano  il  pericolo di multinazionali che  potevano  arrivare  e
  sopraffare loro che appunto, ripeto, sono spesso piccole aziende di
  tipo familiare.
   Per  quanto  riguarda la regolamentazione sono  d'accordo  con  la
  questione che oggi non ci sia un monitoraggio importante,  che  può
  esserci  una  sorta  di far west ma, attraverso  l'applicazione  di
  questa legge, attraverso il decreto assessoriale che ricordo,  l'ha
  già  detto chiaramente l'Assessore, ma lo voglio ripetere,  passerà
  dalla  Commissione  Ambiente', quindi, sarà scritto e condiviso  da
  tutti, e quindi anche dall'Assemblea, saranno dettate le condizioni
  di  proroga.  Quindi queste aziende, che dovranno presentare  entro
  una  data  -  se non sbaglio è aprile, assessore - la richiesta  di
  proroga,  dovranno anche presentare una determinata  documentazione
  che  consentirà al Governo e alla Regione di capire se,  per  caso,
  nel passato, ci sono state illegittimità o se qualcosa magari non è
  chiara.
   Quindi il modo di mettere finalmente un punto a questa situazione,
  sarà  proprio attraverso questo disegno di legge e il  decreto  che
  seguirà a questo.
   Per  cui,  assessore,  da parte del Gruppo di  Fratelli  d'Italia,
  esprimo in maniera convinta il voto favorevole.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio ricordare
  ai  colleghi,  coi  quali abbiamo fatto, tra l'altro  un'esperienza
  insieme,  in  una trasmissione televisiva locale. Ci  siamo  appena
  detti,  laddove  ci sono provvedimenti di buon senso,  rispetto  ai
  quali,  persino  il Partito Democratico - me lo consentirete  -  dà
  un'apertura per iniziative che alla fine servono allo sviluppo. Tra
  l'altro  questa  vicenda, assessore Cordaro, alcuni  dei  colleghi,
  dicono  ah ma in questo modo noi apriamo, a infiltrazioni , intanto
  ci sarà una richiesta da presentare, una documentazione che sarà al
  vaglio, non certo dell'assessore, ma degli uffici dell'assessorato.
  Ci  saranno  una serie di paletti che verranno previsti,  l'istanza
  viene  presentata dagli enti che finalmente vogliono sottoporsi  ad
  un  vaglio,  cioè  questa, anzi è un'occasione  per  monitorare  le
  condizioni attraverso le quali, piccole e medie, che si occupano di
  sviluppo del territorio.
   Mah,  andiamo in giro per il mondo e le migliori aree di  sviluppo
  economico  legate  al demanio, sono aree, dove  ristorazione,  pub,
  attività  in  prossimità del mare, hanno fatto la fortuna  di  quei
  luoghi.  Ma  se non spingiamo su questi temi, qual è il modello  di
  sviluppo?  Cosa volete fare? Estrarre petrolio, fare industrie  nei
  campi di grano? Qual è l'idea? Se non spingiamo su queste cose.
   Quindi io direi con un po' di buon senso, vediamo di approvare una
  norma  con  un  articolo;  saranno poi,  ovviamente  gli  Uffici  a
  disciplinare  le  modalità di accesso, e adesso finalmente  apriamo
  alla possibilità di un rinnovo per ulteriori 15 anni. D'altra parte
  ci  stiamo  adeguando a quella che è una norma  nazionale,  non  mi
  sembra   che  ci  sia  nulla  di  strano,  mi  sembra   una   noma,
  assolutamente  di  buon  senso,  e  spero  che  possa  trovare   la
  trasversalità dell'Aula.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e  relatore.    Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  nel  rimettermi  alla  relazione
  scritta che accompagna il disegno di legge, volevo solo informare i
  colleghi che non sono componenti della Commissione, che noi abbiamo
  aperto  un  confronto  in  Commissione,  abbiamo  udito  tutte   le
  categorie  sociali, abbiamo udito i concessionari, e abbiamo  anche
  fatto  un  approfondimento, peraltro, non era il primo  momento  di
  incontro  con  loro  perché, quando si paventava  l'utilizzo  della
  bolkestein  su  questo tema abbiamo, insieme alla III  Commissione,
  fatto  un'audizione in Sala Rossa, e si era creato molto allarmismo
  rispetto  a  quello  che poteva comportare  una  gara  pubblica  di
  livello  europeo,  e  quindi l'accesso anche in  Sicilia  a  grandi
  compagnie,  a  grandi società che nei nostri siti  e  nelle  nostre
  spiagge.
   Già  lì avevamo proposto, di comune accordo coi colleghi della III
  e  della IV Commissione, una mozione che - è presente agli  atti  -
  chiedeva  al  Governo  di insistere rispetto al  Governo  nazionale
  perché la Bolkestein non si approvasse.
   Oggi,  che il Governo nazionale, peraltro, con un Ministro a guida
  5 Stelle, ha approvato una normativa con larghissima maggioranza in
  Parlamento  nazionale,  che  prevede proprio  quello  che,  adesso,
  andiamo  a  recepire, mi sembra senza senso ed incoerente muoversi,
  in  questa  Assemblea,  in maniera discordante  rispetto  a  queste
  audizioni  ed  a questi impegni che abbiamo preso con le  categorie
  sociali e con le categorie di rappresentanza.
   Voglio  aggiungere,  tra  l'altro, che, qui  in  Sicilia,  abbiamo
  previsto che un'istruttoria venga ripresa da parte dell'assessorato
  e   che,  quindi,  se  dovessero  esserci  delle  illegalità,  come
  paventava  la  collega, queste illegalità non avranno riconfermate,
  per i prossimi 15 anni, le loro concessioni.
   In  più,  in  IV  commissione, piuttosto che  emendare  il  testo,
  abbiamo  sottoscritto un ordine del giorno, e l'abbiamo presentato,
  che  prevede  che l'assessore dà delle indicazioni da inserire  nel
  decreto, che peraltro, poi, sarà, anche, portato in Commissione  e,
  quindi,   sarà   visionato  dai  colleghi,   in   modo   tale   che
  nell'istruttoria  vengano  prese in  considerazione  una  serie  di
  sensibilità  che noi abbiamo ritenuto di sottolineare: la  presenza
  dei  corridoi di accesso tra una concessione ed un'altra; gli spazi
  antistanti il mare; la possibilità che ci sia almeno un accesso per
  disabili  per ogni spiaggia e la possibilità, anche, di mutuare  il
  costo  dei  canoni, che secondo noi va incrementato,  ma  che  vada
  incrementato  non in maniera uguale, a Carini come a  Taormina  ma,
  tenendo  conto dei flussi turistici e, quindi, chiaramente, laddove
  un  bene in concessione dà maggiore patrimonio, perché c'è maggiore
  flusso  turistico, abbia un costo maggiore rispetto  a  concessioni
  demaniali che hanno un valore di mercato minore.
   Questo era obbligo dirvelo, comunicarvelo, perché, il lavoro che è
  stato fatto insieme al Governo Musumeci ed ai colleghi, è un lavoro
  attento  e che riteniamo, oggi, metta in condizione la Sicilia,  di
  muoversi  come tutto il resto d'Italia, anzi, con un'attenzione  in
  più,  quella, appunto, di operare un'istruttoria attenta e, quindi,
  un'analisi di quelli che sono tuttora i requisiti richiesti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente, assessori,  onorevoli  colleghi,
  intervengo perché già la richiesta iniziale del Movimento 5 Stelle,
  rispetto al rinvio in Commissione, con una richiesta di voto palese
  non  registrata,  mi  dà da pensare, perché  dico,  nell'ambito  di
  quella che è una trasparenza che, sempre, il Movimento 5 Stelle  ha
  decantato, chiedere una tipologia di voto di questo tipo, mi dà, mi
  dà  da  pensare. Questa, però, è una mia opinione e  vorrei  potere
  esprimere  liberamente,  nell'ambito della democrazia  partecipata.
  Giusto?
   Al  di là di questa mia riflessione, che voglio condividere con il
  Parlamento, vorrei esprimermi anche rispetto a questa norma  perché
  se noi facciamo un ragionamento, ed abbiamo ascoltato quello che  è
  stato  l'intervento dell'assessore, qui, non  è  che  si  parla  di
  rinnovo di concessioni in automatico, cioè noi approviamo la legge,
  pum, tutto rinnovato
   L'assessore ha descritto un percorso che ogni azienda, delle circa
  3.000  esistenti  - mi pare di capire, assessore  -  deve  fare  un
  percorso  e  deve  presentare una documentazione che  gli  darà  la
  possibilità  o meno di accedere a che cosa? A questo  rinnovo,  che
  noi, come Regione siciliana, stiamo stabilendo.
   Qualcuno parla di tutela dell'ambiente, io non capisco, rispetto a
  tutto   ciò.   Oggi,  c'è  la  possibilità  ancora  di   richiedere
  concessioni.
   Io  sono  sindaco di un comune costiero. E nel mio comune, ancora,
  c'è  la possibilità di richiedere concessioni, nel mio comune, come
  in tanti altri, dei 128 comuni in Sicilia presenti.
   Non  è,  quindi,  che  noi  stiamo  volendo  blindare  qualcuno  o
  qualcosa, perché, ad oggi, se qualcuno vuole investire in  Sicilia,
  lo  può  fare.  Chi  l'ha  fatto prima,  però,  e  ha  fatto  degli
  investimenti  importanti, non può essere messo  al  massacro  così,
  tout court, dall'oggi al domani.
   La  deregulation si verrebbe a creare, nel momento in cui  non  si
  approva questa norma. Non è, allora, che tutto quello che di  buono
  viene  fatto in Sicilia, può essere così tranciato, sol  perché  lo
  propone la maggioranza
   E  se il Governo nazionale, che voi guidate in questo momento,  ha
  fatto  una norma, non capisco perché, in Sicilia, questa norma  non
  debba  essere  applicata,  soltanto  perché  la  Sicilia  è  sempre
  particolare  rispetto agli altri. La Sicilia non è particolare,  la
  Sicilia  ha  delle  coste che devono essere valorizzate,  e  me  ne
  guarderei  bene dal dire il contrario, ma dobbiamo avere  anche  la
  capacità,  quando  c'è la possibilità di dare sviluppo,  turismo  e
  lavoro  nella nostra Terra, che vi ricordo e sapete voi bene meglio
  di  me,  è con un tasso di disoccupazione elevatissimo rispetto  al
  resto d'Italia.
   Se  noi poi gli vogliamo dare l'ultima spallata, diamogliela  pure
  per  carità di Dio, però credo che noi siamo stati eletti  qui  per
  rappresentare  l'esigenza dei siciliani,  tutti  senza  dubbio,  le
  esigenze  e le tutele dei lavoratori tutti, ma non per dire  sempre
  no  o  attendere,  attendere, attendere,  perché  questo  attendere
  significa  mettere in ginocchio un comparto che  in  Sicilia  è  di
  vitale importanza. Grazie Presidente.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  prendo  la
  parola  perché  mi sento di ringraziare l'Assessore  Cordaro  e  il
  Presidente  Musumeci per la tempestività con la quale si  è  agito.
  Qualche mese fa avevo sottoposto la questione, e il fatto che  oggi
  già  la ritroviamo in Aula con un percorso chiaro, definito  e  che
  probabilmente ci riuscirà anche a fare capire, da qui al periodo in
  cui   perverranno  tutte  quante  le  domande,  se  esistono  delle
  strutture  che  abbiano commesso delle illiceità, io sono  convinto
  che sia un percorso assolutamente corretto.
   Io  credo  tra  le altre cose che la Sicilia ne abbia  bisogno  in
  quanto  ci  sono molti imprenditori che hanno investito  in  questa
  Terra  e hanno bisogno di certezze. Ricordo il lavoro che ha  fatto
  la  Presidente  Savarino, e ricordo anche le molte discussioni  che
  abbiamo  fatto con l'Assessore Cordaro, perché proprio sulla  legge
  Bolkestein c'erano molti interrogativi, si è creata molta  paura  e
  credo che oggi potremo dare un segnale importante a tutti coloro  i
  quali ancora rimangono qui e investono nella nostra Terra, e quindi
  per  questo  io  mi  sento di dichiarare il  voto  favorevole  alla
  proposta, grazie.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie,  Presidente per la gentile concessione,  così,  per
  rimanere  in  tema,  per  avermi permesso  di  parlare.  E  allora,
  Assessore  Cordaro,  lei  è  stato sempre  un  deputato  abbastanza
  preciso  e  rispettoso.  Io ho trovato davvero  sgradevole  la  sua
  mancanza di attenzione e dovuto rispetto durante l'intervento della
  collega  Ciancio.  Trovo irrispettoso che lei  parli  al  telefono,
  anche  se  ha le superdoti di ascoltare e soprattutto ci aspettiamo
  che  lei  ci  porti i dati che le abbiamo richiesto  perché  glieli
  chiederemo in Commissione.
   Per quanto riguarda il territorio

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, mi ascolti, svolga il suo intervento,
  se  ha  da fare qualche recriminazione la faccia alla Presidenza  e
  non continui con questo tono perché non serve ai lavori dell'Aula.

   FOTI. Io trovo irrispettoso che durante l'intervento dei colleghi.

   PRESIDENTE. E beh ci pensa la Presidenza. Continui onorevole Foti.

   FOTI.   Bene,   ecco,  per  quanto  riguarda  il  territorio,   le
  preoccupazioni, atteso che io approvo il passaggio che ha fatto  il
  Governo  nazionale,  perché in effetti  ha  dato  sicurezza  ad  un
  comparto,  ma in Sicilia c'è la necessità che i comuni  applichino,
  facciano  i Piani di utilizzo del demanio marittimo, perché  se  va
  bene da tutte le parti, qui non va perché noi abbiamo una legge del
  2005 che è inapplicata.
   Quindi  voglio caldeggiare la Regione e l'Assessore, se  mi  posso
  rivolgere a lui, affinché adotti ogni misura di sollecito e se  c'è
  bisogno che l'Assemblea legiferi dando risorse economiche ai comuni
  che  magari  possano ingaggiare temporaneamente degli  esperti  per
  farsi  fare questi piani, ci metteremo anche qualche soldo affinché
  si  arrivi  a  questo  obiettivo, perché  la  pianificazione,  e  i
  colleghi  della  IV  Commissione dovrebbero  saperlo  bene,  è  uno
  strumento importante e non è uno strumento facoltativo.
   Per   quanto   riguarda  gli  strumenti  di   controllo   di   cui
  l'Assessorato  si  avvale  nel  territorio,  vorrei  ricordare   ai
  colleghi  e  a  lei,  signor Presidente, che le unità  territoriali
  ambientali,   gli  UTA  così  chiamati,  sono  stati  svuotati   di
  personale,  hanno ricevuto altre competenze e, quindi,  attualmente
  soffrono  per la mancanza di personale. E proprio questi controlli,
  che  magari  vanno a fare sulla documentazione o, soprattutto,  con
  dei sopralluoghi, perché dalla documentazione cartacea, dai calcoli
  fatti  al  Genio  civile, tutte quelle cose, tutte quelle  carte  e
  quella  burocrazia che schiaccia l'impresa, poi nei fatti, i  furbi
  sui  luoghi  fanno  altro. E quindi sarebbe  bene  che  si  potesse
  aiutare  questo  personale a fare dei sopralluoghi e contabilizzare
  che  i metri occupati sono quelli giusti, che non sono di più,  che
  ci siano gli accessi che permettono la visioni del mare, che non si
  allarghino un po' a destra e un po' a sinistra. Insomma le cose che
  i cittadini comuni lamentiamo.
   Vorrei  invitare  anche  l'Assessorato e i  colleghi  a  fare  una
  riflessione sulle disposizioni di questa primavera, che hanno visto
  gran  parte  del  territorio costiero interdetto  a  causa  di  una
  classificazione di rischio 3 e 4 proprio sulle coste. Molto  spesso
  le  imprese  turistiche balneari, che tutti quanti  sosteniamo,  si
  sono  viste  costrette a iniziare la stagione  balneare  ad  estate
  inoltrata,  quando  avevano  investito,  e  a  non  potere  fare  i
  contratti  di  lavoro  che  avevano in mente  di  fare,  perché  la
  protezione  del  territorio,  e quindi  il  contrasto  al  dissesto
  idrogeologico sulle coste, le scarpate, le colline che  si  trovano
  prospicienti al mare, non sono state messe in sicurezza.
   Quindi, se da una parte questa Assemblea dice di volere aiutare le
  imprese, cosa che ovviamente ci appartiene, dovrebbe anche lavorare
  in questa direzione, perché i comuni non hanno le risorse umane per
  fare  la  progettazione, di conseguenza la Regione non può spendere
  tutte  le risorse che ci sono a disposizione, e le imprese balneari
  turistiche sono mortificate da questa condizione di incertezza  sul
  territorio.
   Ho presentato un ordine del giorno, che forse in parte è assorbito
  da  quello della Commissione, a proposito della necessità di dotare
  tutte  le  strutture balneari, anche sulle scogliere,  di  adeguati
  scivoli, rampe, per le persone con disabilità. Grazie.

   PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che è assorbito.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente, sarà velocissimo.
   Certo, dispiace ascoltare l'onorevole Foti, la quale, prima di
  chiedersi perché mai, eventualmente, io fossi al telefono, dà
  sentenze definitive, come spero non sia per il futuro nel modello
  del Movimento Cinque Stelle.
   Mi  spiego.  Siccome  mi  avete  chiesto  numeri  e  io  non  sono
  tuttologo,  ma  ho  un ufficio all'altezza, sono in  condizioni  di
  dirvi in diretta e di darvi quei numeri, sperando che però, dandovi
  tutte le risposte che avete chiesto - perché ve le darò tutte - voi
  possiate  cambiare idea. Perché continuo a pensare, nonostante  voi
  utilizzate  il  termine   vergognoso  in maniera  vergognosa  -  la
  collega  Palmeri, e mi dispiace - io ho il dovere di  continuare  a
  fare l'assessore nell'esclusivo interesse della Sicilia.
   Allora, le concessioni demaniali, in atto, che sono state concesse
  in  Sicilia sono 2.910. Non è vero che sia precluso ai Siciliani di
  fare richiesta di concessione, tant'è che nell'anno 2019 sono state
  rilasciate  65  concessioni demaniali. E  non  mi  potete  chiedere
  quando  scadono,  perché è ovvio che scadono nel 2020  se  noi  non
  facciamo la proroga, è giusto onorevole Ciancio? Visto che lei è un
  deputato preparato.
   L'onorevole Di Paola mi chiedeva del SIDEMAR. Il SIDEMAR era stata
  la  transizione  siciliana del SID, cioè  del  Sistema  informatico
  demaniale ed è stato accantonato nella precedente gestione e non  è
  mai  più  stato  ripreso. Però, il Governo Musumeci e l'assessorato
  che  ho l'onore e l'onere di guidare ha ripreso quei passaggi e  lo
  sta completando attraverso i nostri files che sono consultabili  in
  assessorato e che saranno consultabili, perché noi stiamo  rendendo
  finalmente  tutto  trasparente,  dalla  Commissione  VIA-VAS   alle
  concessioni  demaniali,  sul portale e  sul  sito  dell'Assessorato
  regionale territorio e ambiente.
   Dopo  di che, mi pare fin troppo evidente che il far west  si crea
  se noi non approviamo questa legge e mi dispiace che si rappresenti
  un'immagine  della Sicilia come non è. Io sono entrato nel  merito,
  non  ho voluto fare polemica, ho dato le risposte che mi sono state
  richieste.
   Desidero  puntualizzare  un ultimo dato. E'  tanto  lontano  dalla
  realtà che si sia in Sicilia in un far west che la Corte dei  Conti
  sostiene che fino al 2015, data in cui il Governo precedente chiuse
  la  fase della collaborazione con le capitanerie di porto, tutto  è
  assolutamente in regola. In ogni caso noi abbiamo mandato  tutti  i
  dati  perché c'è un'indagine in corso che riguarda il pregresso,  e
  quindi  chi è competente è già in condizione oggi, perché  è  stato
  fatto uno screening assolutamente rigido e completo, di valutare se
  ci   sono  state  incompatibilità,  illegittimità  o,  addirittura,
  illegalità.

   PRESIDENTE.   Procediamo   alla   votazione   degli   emendamenti.
  Cominciamo   con   il  subemendamento  1.R.1.   Il   parere   della
  Commissione?

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. La commissione
  si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo  si
  rimette all'Aula.

   CAPPELLO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


       Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.R.1

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 1.R.1.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti    ............ 52
   Votanti         . 25
   Maggioranza ..............  13
   Favorevoli ................  25
   Contrari ..................    0
   Astenuti ..................  20

                            (E' approvato)

    Si passa al subemendamento 1.R.2. Il parere della Commissione.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente, il subemendamento è della Commissione, quindi il parere
  è favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'emendamento 1.R così come è stato emendato.

   CIANCIO. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


        Votazione per scrutinio nominale del subemendamento 1.R

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale   del
  subemendamento 1.R.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti    ............ 52
   Votanti         . 48
   Maggioranza .............. 25
   Favorevoli ................ 33
   Contrari .................. 15
   Astenuti .................. 0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.
                               «Art. 2.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi contrariamente  a
  quanto può pensare l'assessore Cordaro, noi cerchiamo di utilizzare
  gli   strumenti  che  quest'Aula  e  il  Regolamento  ci  mette   a
  disposizione.  Speriamo  di non urtare la sensibilità  di  nessuno.
  Credo  che  avere  posizioni  divergenti  non  può  che  arricchire
  quest'Aula.
   Assessore  Cordaro, quest'Aula sta andando avanti e io continuo  a
  pensare che sia un grave errore quello che stiamo facendo ma è  una
  mia  idea, una nostra idea, ognuno si prende le sue responsabilità.
  Io la invito però a venire nel territorio di Catania, che lei forse
  conosce un po' meno di Palermo per questioni territoriali, ma  dire
  che sia tutto in regola nel territorio di Catania

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Fino al 2015.

   CIANCIO.   no  ma  io  sto parlando della situazione  attuale.  Mi
  creda,  è  dare  uno  schiaffo in faccia ai  catanesi,  perché  noi
  abbiamo  sette chilometri di costa, di spiaggia - non  parlo  della
  costa  rocciosa ma di spiaggia - e abbiamo credo in tutto seicento,
  settecento  metri  di  spiaggia libera.  Questa  è  una  situazione
  intollerabile.
   Se  lei  mi  vuole  convincere del fatto  che  un  lido  che  mura
  fisicamente  l'accesso e la visione del mare è in  regola,  non  mi
  convincerà mai ed io anzi rilancio e le chiedo di venire a Catania,
  andare  a  vedere le concessioni, una per una, che hanno totalmente
  impedito  l'accesso  e la visione stessa del  mare.  E  non  stiamo
  parlando di cose piccole, stiamo parlando di una situazione  che  è
  riconosciuta a livello regionale da tutti e sulla quale  nessuno  è
  mai  intervenuto e siccome il Presidente della Regione è  anche  di
  quel  territorio  io mi auguro che questo Governi faccia  qualcosa,
  perché non è più tollerabile.
   Io  capisco  che ci sono anche le imprese sane, ci mancherebbe,  è
  così  in  ogni  settore, ma non ci si può fare scudo dei  posti  di
  lavoro  e delle imprese quando nello stesso momento ci sono  invece
  tanti  altri  e  tanti altri che abusano di quello che  hanno.  Io,
  questa settimana, qualcuno diceva fai nomi e cognomi, sono andata a
  depositare  un esposto in Procura e le dirò un'altra  cosa,  sempre
  alla  Playa  sotto il cono di tolleranza, sotto la SAC, dove  passa
  l'aereo,  teoricamente  non ci dovrebbe  essere  nulla.  Andiamo  a
  controllare cosa c'è, se ci sono lidi o se non ci sono lidi, perché
  là per legge non ci dovrebbe essere nulla. Qualche anno fa è caduto
  un carrello da un aereo in spiaggia e per fortuna era inverno e non
  è   successo   nulla,  ma  se  fosse  stata  la   stagione   estiva
  probabilmente oggi parleremmo di un'altra cosa.
   Quindi  le  dico,  noi le staremo col fiato sul  collo  su  queste
  concessioni perché continuare e sanare - perché si tratta in alcuni
  casi di una sanatoria - situazioni che hanno per anni abusato della
  loro  concessione, quando c'è, perché purtroppo le posso anche dire
  che  abbiamo  trovato casi ambigui, non è fare il  bene  di  questa
  Regione.


      Seguito della discussione del disegno di legge «Variazione
                       territoriale dei confini
         dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara» (n. 648/A)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, torniamo all'esame del disegno  di
  legge  n.  648/A,  riguardante i confini dei comuni  di  Agrigento,
  Aragona e Favara e pongo in votazione l'emendamento A.1.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, con il disegno  di  legge  per  lo
  spostamento  della modifica dei confini di Aragona  e  degli  altri
  comuni  che  c'entra  l'articolo che disciplina  la  proroga  della
  concessioni edilizia? Secondo me lo dovrebbe espungere.

   PRESIDENTE.  Le  ho  chiarito  che  in  sede  di  Conferenza   dei
  Capigruppo il Presidente Micciché aveva annunciato la presentazione
  di  questo  emendamento, poi l'Aula può determinarsi come  ritiene.
  Questo era stato già sancito.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, su questo emendamento presentato dal
  collega  pongo un'obiezione. Noi nel 2017, nella legge finanziaria,
  abbiamo esteso

   PRESIDENTE. Al 2019.

   CRACOLICI.  No,  al  2017, poi al 2018 e poi  al  2019.  Cioè  noi
  abbiamo fatto diventare una norma che per decenni è stata una norma
  che   l'inizio  lavori  da  concessione  edilizia  ha  una   durata
  triennale.  Con  questo  sistema stiamo  facendo  diventare  questa
  norma,  questo  principio  che una volta  che  hai  la  concessione
  edilizia  potrai costruire quando ti pare, dieci anni,  otto  anni,
  perché  intanto stiamo dicendo che con questa ulteriore proroga  di
  tre  anni  di  fatto  stiamo autorizzando  l'inizio  costruzione  o
  addirittura  l'inizio  già c'è stato, l'inizio  è  già  comunicato,
  anteriore al 2016, quindi che dura fino al 2022, cioè sette anni.
   Allora,  io  posso capire tutto, ma fare una norma che  oggi  dice
   per tre anni' mi pare veramente di quelle cose che uno, come dire,
  deve per forza

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, vediamo di trovare un'intesa.

   CRACOLICI.  No,  io  l'intesa chiedo di  trovarla  al  proponente,
  perché  così  come  è,   io  voto contro, poi  sarà  approvato,  ci
  mancherebbe.

   PRESIDENTE.  No,  no,  ci  mancherebbe  altro,  onorevole,  stiamo
  ragionando se è possibile proporre un emendamento più ragionevole.

   CRACOLICI.  Ma il proponente lo inviterei all'equilibrio  ed  alla
  sobrietà.

   PRESIDENTE. Sospendo l'Aula per due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.01, è ripresa alle ore 18.02)

   PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
   E'  stato  presentato  un subemendamento. Onorevole  Calderone,  è
  stato presentato il subemendamento?
     Colleghi,  è  stato  presentato un emendamento  che  sostituisce
   l'anno 2022' con il  2020'.
   Pongo  in votazione l'emendamento A.1 bis. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  dobbiamo incardinare  un  altro  disegno  di
  legge,  il  disegno di legge sulla montagna, mi era  stato  chiesto
  l'altra volta.
   Onorevoli  colleghi, procediamo così: dobbiamo votare  questi  due
  disegni  di  legge, ci sono degli ordini del giorno che sono  stati
  presentati e, poi, dobbiamo incardinare il disegno di legge n.  641
   Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,   ai   sensi  dell'art.  18  dello   Statuto,   recante
   Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche  montane
  in Sicilia'  e il disegno di legge n. 599  Disegno di legge voto da
  sottoporre  al  Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18  dello Statuto, recante  Modifiche al decreto legislativo n.  39
  del 2013 e ss.mm.ii., in materia di inconferibilità .
   Comunico che sono stati presentati degli ordini del giorno.
   Allora, è stato distribuito l'ordine del giorno n. 163. Il  parere
  del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Chi  l'ha
  firmato l'ordine del giorno n. 163?

   PRESIDENTE. Tutti l'abbiamo firmato.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sono  stati  presentati altri due ordini del giorno. L'ordine  del
  giorno  n. 164  Interventi a difesa del settore balneare , a  firma
  degli onorevoli Savarino ed altri. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Mi  basta  la
  prima firma, Savarino. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   L'ordine del giorno n. 165 è assorbito.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 648/A

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa alla votazione finale per
  scrutinio  nominale  del disegno di legge  Variazione  territoriale
  dei confini dei comuni di Agrigento, Aragona e Favara  (n. 648/A).
   Indìco   la   votazione  per  scrutinio  nominale.  Chiarisco   il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
  no  preme  il  pulsante  rosso; chi si astiene  preme  il  pulsante
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            52
   Votanti             46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 571/A

   PRESIDENTE.  Si torna al disegno di legge n. 571/A.  Dichiarazione
  di voto.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  L'Assessore
  Grasso ha votato a favore.

   PRESIDENTE.  L'assessore Grasso - lo registriamo  -  ha  votato  a
  favore del disegno di legge  Variazioni di confini'.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Il voto favorevole del Partito Democratico al  disegno
  di legge di proroga delle concessioni demaniali non risolve tutti i
  problemi  del  settore.  Credo che questo  l'assessore  Cordaro  lo
  sappia bene e siamo preoccupati di alcune questioni. La prima -  ma
  lo  ha  detto  già  bene l'onorevole Ciancio -  ma  noi  non  siamo
  preoccupati solo per la provincia di Catania, siamo preoccupati per
  tutte  le  spiagge  siciliane  e per quelle  che  rappresentano  il
  biglietto da visita della nostra Regione, in particolare quelle  di
  maggiore affluenza turistica.
   All'inizio    di    questa    legislatura    abbiamo    presentato
  un'interrogazione  per  chiederci  come  mai  all'Isola  Bella  per
  accedere  allo spazio della battigia a stento ci sono  pochi  metri
  per tutti i bagnanti.
     Io  credo,  quindi, che occorra in modo urgente, assessore,  una
  rivisitazione di tutte le perimetrazioni, del costo dei canoni ed è
  un'attività che, a nostro giudizio, non può essere più differita.
     Allo  stesso  modo, l'estate appena trascorsa è stata  un'estate
  traumatica  per  alcuni gestori dei lidi balneari, soprattutto  per
  quelli  che  ricadevano all'interno del perimetro delle  ordinanze:
  Hanno  dovuto sospendere l'attività, alcuni non l'hanno potuta  più
  riprendere, altri l'hanno ripresa soltanto a fine agosto.
   Io  credo  che,  nell'ottica di un'accurata programmazione  e  per
  rispetto  delle attività produttive che oggi con la legge chiediamo
  di  tutelare,  questa attività amministrativa vada predisposta  per
  tempo.  E,  la  faccio  breve, signor Presidente,  a  proposito  di
  attività   amministrativa  fatta  per  tempo,   noi   siamo   molto
  preoccupati dei ritardi della Commissione VIA-VAS. Per  le  notizie
  in  possesso del Partito Democratico è un'attività che va  molto  a
  rilento rispetto agli anni passati: una, due, cinque pratiche,  noi
  non chiediamo che vengano fatte più veloci le pratiche, perché ogni
  esame  merita  l'attenzione  che è  dovuta,  ma  se  serve  qualche
  commissione   in   più,   assessore,   farebbe   bene.   Non   solo
  all'assessorato ma anche a tutti i siciliani.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Lei sa che  non
  la convoco io, onorevole Barbagallo.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori  solo per annunciare il voto favorevole di Forza  Italia.
  Io   desidero   fare  soltanto  un'osservazione.  Ho   attentamente
  ascoltato l'intervento dell'assessore Cordaro, dico il vero che  mi
  ha convinto - ove ce ne fosse stato bisogno - del tutto. Non ho ben
  compreso o, per lo meno, dico meglio, non sono molto d'accordo  sul
  fatto  che in Sicilia le cose vanno in maniera diversa sicché quasi
  bisognerebbe  applicare  un'altra  legge  o  vigilare  in   maniera
  diversa;  le leggi - mi è stato insegnato - si applicano  e  devono
  essere  osservate su tutto il territorio nazionale. Se  la  materia
  delle concessioni demaniali marittime, che è una materia certamente
  delicata  che  riguarda  tremila esercizi o tremila  concessioni  e
  centomila lavoratori, è una materia certamente delicata, questo non
  significa  che  deve  essere  normata o  regolamentata  in  maniera
  diversa  rispetto  alle  altre parti d'Italia.  Se  ci  sono  delle
  anomalie,   se  ci  sono  delle  disfunzioni,  se  ci  sono   delle
  illegalità,  queste vanno rappresentate agli organi  competenti.  E
  gli  organi  competenti  sono  le procure  della  Repubblica  nella
  Regione siciliana.
   Quindi,  non possiamo pensare all'aspetto patologico, noi dobbiamo
  occuparci,  almeno questa è la mia opinione, della  fisiologia  del
  sistema.
   E' una legge che ci richiede il popolo siciliano. E' una legge che
  risolverà tanti problemi di tanti soggetti che hanno ottenuto e che
  devono  rinnovare  queste concessioni demaniali. Per  tutte  queste
  ragioni,  signor  Presidente e signori colleghi, anticipo  il  voto
  favorevole in maniera convinta di Forza Italia.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  nonostante questa norma, così come dicevano poc'anzi i colleghi del
  Movimento  Cinque  Stelle, sembra avere un  esito  rapido  in  Aula
  rispetto a quella sui vitalizi, io non posso non prendere atto  del
  fatto  che  la buona parte degli interventi fatti dai colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle in qualche modo sembrano  sconfessare  una
  linea invece assunta dal Governo nazionale.
   Ammesso  che,  ovviamente, ciascun deputato  nell'esercizio  delle
  proprie funzioni, l'attività legislativa si determina, come ritiene
  più  opportuno,  io  ritengo  che rispetto  alla  linearità  di  un
  percorso a me sembra che oggi le motivazioni addotte che sono state
  praticamente  di  fatto confutate da ciò che  è  stato  portato  in
  maniera  molto  puntuale dall'assessore, potrebbero anche  condurre
  oggi  a  riconsiderare l'idea iniziale che era quella di votare  in
  maniera contraria rispetto a questo disegno di legge.
   Perché  a me sembra che a fronte di una grande disponibilità,  che
  peraltro  constatiamo  in Commissione da  parte  dei  colleghi  del
  Movimento  Cinque Stelle nell'elaborare i testi, purtroppo  poi  in
  Aula si debba rimanere schiavi di un meccanismo che in qualche modo
  debba  per  forza  portare  ad una condizione  di  opposizione  per
  partito preso.
   Considerato  che  questa  norma  è  stata  voluta  dal  Parlamento
  nazionale,  e nella fattispecie da un Parlamento che è targato  PD-
  Cinque Stelle, mi sembra alquanto irrazionale che oggi, considerato
  che  questa è una norma che in qualche modo abbiamo abbondantemente
  discusso in Commissione e su cui ci sono diversi punti, non  ultimo
  l'ordine  del giorno della collega Foti,che è stato anche assorbito
  dall'altro ordine del giorno che, sostanzialmente, ha come tema  lo
  stesso tipo di indicazione, io mi chiedo per quale ragione dobbiamo
  sempre arrivare al voto finale con delle posizioni così divergenti,
  quasi a volere semplicemente posizionarci in termini di opposizione
  e di maggioranza o, comunque, rispetto a delle posizioni assunte in
  maniera  preconcetta senza poi avere anche la capacità di dire   si
  può  anche cambiare idea . E questo vale per tutti, maggioranza  ed
  opposizione.
   Per  cui io ritengo che, siccome stiamo parlando di un disegno  di
  legge  che ha a che vedere con una fetta di popolazione produttiva,
  e oggi di produttività in questa Terra se ne parla veramente sempre
  meno,  considerato che stiamo dando, ovviamente  con  regole  certe
  che, peraltro, anche grazie all'emendamento che valuterà e che vede
  anche  un  coinvolgimento del Parlamento  perché  il  passaggio  in
  Commissione, come atto propedeutico per l'emanazione del decreto lo
  abbiamo  voluto  tutti, e su questo credo  che  ci  sia  stata  una
  volontà  comune,  credo che questo permetterà  a  quella  fetta  di
  siciliani  produttivi che vogliono creare un loro futuro attraverso
  l'utilizzo  delle coste, non in maniera dissennata  ma  in  maniera
  assolutamente  utile e regolata ma finalizzata a quella  che  è  la
  produzione  e,  quindi, il PIL siciliano, credo che sia  una  norma
  assolutamente di buon senso, per cui il mio appello sarebbe  quello
  di  vedere un'Aula che si trova d'accordo non soltanto sui  momenti
  autoprotettivi  di  una casta, che in realtà ha dimostrato  di  non
  esserci, perché quest'Aula è stata in grado anche l'altra volta  di
  rivedere  le posizioni, anche la maggioranza rispetto ai tagli  che
  abbiamo  operato sui vitalizi, proprio per far comprendere che  non
  c'è  nessuna volontà preconcetta, ma che tutti dovremmo cercare  di
  cooperare  per il bene di questa Terra difficilissima,  io  ritengo
  che anche da parte del Movimento Cinque Stelle sarebbe un'azione, a
  mio   modo   di   vedere,  di  grande  senso   di   responsabilità,
  riconsiderare  una valutazione su una norma che in  questo  momento
  serve,  come ha detto l'assessore Cordaro che mi dispiace  ora  non
  essere  in  Aula,  essere  stata spiegata  per  quello  che  è:  il
  recepimento di una norma nazionale perché, ovviamente, vista  anche
  la  nostra limitazione che in quanto norma si occupa di materie che
  sono  ordinamentali dello Stato possiamo semplicemente  recepire  e
  farlo nella maniera più asettica possibile.
   Per  cui  il  mio appello è quello di esprimere un  voto  che  sia
  quanto  più  uniforme possibile, rispettando le idee  di  ciascuno,
  alla luce delle considerazioni che sono state svolte ampiamente  in
  quest'Aula. Grazie.


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 571/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
  del  disegno  di legge «Applicazione nella Regione siciliana  delle
  previsioni della legge 30 dicembre 2018, n. 145, articolo 1,  commi
  682, 683 e 684 » (n. 571/A).
   Indìco   la   votazione  per  scrutinio  nominale.   Chiarisco   il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi  vota
  no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti .          53
   Votanti         .  47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          32
   Contrari            15
   Astenuti            1

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione  del  disegno  di legge  «Disegno  di  legge  voto  da
  sottoporre  al Parlamento della Repubblica, ai sensi  dell'art.  18
  dello  Statuto,  recante   Disposizioni  concernenti  l'istituzione
  delle zone franche montane in Sicilia'» (n. 641/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla discussione  del  disegno  di  legge
  «Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,   ai   sensi  dell'art.  18  dello   Statuto,   recante
   Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche  montane
  in Sicilia'» (n. 641/A), posto al numero 3).
   Invito  i componenti la III Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   L'onorevole  Arancio ha chiesto di intervenire  sulla  discussione
  generale?  Un  attimo  perché dobbiamo  fare  prima  la  relazione,
  vediamo se c'è qualcuno.
   Onorevole Arancio se non le dispiace dopo la relazione.
   In  assenza  del  relatore  la  discussione  viene  rinviata  alla
  prossima  seduta. Il termine per la presentazione degli emendamenti
  è fissato per venerdì, alle ore 12.00.

   CIANCIO. C'è anche il disegno di legge n. 599.


   Discussione  del  disegno  di legge  «Disegno  di  legge  voto  da
  sottoporre  al  Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'articolo
  18  dello Statuto, recante  Modifiche al decreto legislativo n.  39
  del 2013 e ss.mm.ii., in materia di inconferibilità» (n. 599/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla discussione  del  disegno  di  legge
  «Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,  ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto,  recante
   Modifiche  al  decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii.,  in
  materia di inconferibilità. » (n. 599/A), posto al numero 7).
   Anche  questo  disegno  di  legge lo incardiniamo  e  rinviamo  la
  discussione   alla   prossima  settimana.   Il   termine   per   la
  presentazione  degli emendamenti è fissato per  venerdì,  alle  ore
  12.00.
   Onorevoli colleghi, avremmo approvato due leggi, prima di rinviare
  la  seduta ci sono alcuni interventi ai sensi dell'articolo 83  del
  Regolamento interno.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   ARANCIO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARANCIO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,  volevo
  lanciare  un grido d'allarme per i lavoratori precari delle  Camere
  di Commercio della Regione Sicilia.
   Noi  abbiamo approvato la legge regionale, art. 15, n. 17  del  16
  ottobre  2019, che consentiva la stabilizzazione di questi precari,
  però già siamo a fine anno e questa procedura non è stata attivata.
  Quindi,  volevo  lanciare  un grido di allarme  nei  confronti  del
  Governo per prevedere la proroga di questi lavoratori precari.
   Signor  Presidente, io lo dico a lei, perché se ne  faccia  carico
  per  il  Governo, in modo che sia previsto entro il 31 dicembre  la
  proroga  di  questi  lavoratori,  perché  si  potrebbe  determinare
  l'interruzione  di  un  lavoro che è necessario,  perché  ormai  la
  maggior parte dei lavoratori sono solo precari.
   Quindi,  signor Presidente, chiedo a lei di farsi carico verso  il
  Governo di avere rassicurazioni nei confronti di questi lavoratori.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Presidente  della  Commissione   Bilancio ,  è  stato
  sollevato dall'onorevole Arancio un tema importante che è  il  tema
  dei  precari. Le voglio ricordare che oggi in I Commissione è stato
  approvato o comunque è stato esaminato il disegno di legge relativo
  alla  proroga  dei  precari  nella  Pubblica  Amministrazione   con
  riferimento  agli  enti  in  dissesto  e  pre-dissesto,  la  vorrei
  sollecitare domani, presidente Savona, ad esaminare questo  disegno
  di  legge,  perché  qualora questo disegno di legge potesse  essere
  approvato  dalla  Commissione  domani,  svolgendo  ovviamente   una
  Conferenza di Presidenti dei Gruppi parlamentari, potremmo  portare
  all'esame  dell'Aula -  per arrivare al 31 dicembre in  serenità  -
  per una proroga fra l'altro condivisa dal Governo nazionale.

   LUPO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  lei  mi  ha  anticipato,   desideravo
  esattamente chiedere questa procedura d'urgenza per questo  disegno
  di  legge  che  consente  la proroga dei  rapporti  di  lavoro  dei
  lavoratori  precari  dei  comuni per le  ragioni  che  lei  qui  ha
  motivato adeguatamente.
   So  che  il vicepresidente Gucciardi, ha chiesto anche la riunione
  di urgenza della Commissione  Bilancio' per dare il relativo parere
  in  modo  che  domani mattina la I Commissione possa dare  il  voto
  definitivo  per  poi  incardinarlo in Aula  e  chiederei  anche  se
  necessario,  una  breve  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari,  o quanto meno poter addivenire all'approvazione  del
  disegno di legge, già entro domani sera.

   PRESIDENTE.  Se  domani  il disegno di legge  sarà  esitato  dalla
  Commissione   Bilancio' faremo una Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari per inserire, proprio al I  punto  dell'ordine
  del  giorno,  il  tema dei precari, degli enti in dissesto  e  pre-
  dissesto.

   CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in realtà  il  mio
  intervento  è volto a un chiarimento da parte del Governo  che,  in
  qualche  modo  si è fatto carico di una problematica che  è  quella
  afferente la situazione di Bellolampo, comune di Palermo.
   Nelle  notizie giornalistiche di qualche settimana fa, la Regione,
  nella figura dell'assessore Pierobon, aveva comunicato la volontà -
  che  poi  si era concretizzata in una delibera di Giunta  -  di  un
  disegno  di legge che non è mai arrivato, o per lo meno sembra  che
  sia stato depositato in Assemblea, di cui non c'è nessuna copertura
  finanziaria relativamente a un contributo di sette milioni di  euro
  da  erogare  a  RAP per la gestione della situazione  emergenziale,
  poiché  l'ARPA  ha  rinvenuto presso  il  sito  di  Bellolampo  una
  condizione di pericolosità ambientale.
   Ebbene  del  disegno di legge che è stato votato  da  parte  della
  Giunta Musumeci in favore del Comune di Palermo e nella fattispecie
  della  RAP, ad oggi non vi è nessuna copertura finanziaria,  poiché
  la  copertura del disegno di legge è rinvenuta in una  riserva  dei
  Fondi  per  le autonomie. Ad oggi il disegno di legge non  è  stato
  assegnato alla IV Commissione, proprio per questa ragione.
   La mia richiesta in merito a chiarimenti si mischia a una proposta
  che  sarebbe quella di valutare da parte dell'assessore Armao  che,
  come  dire,  da  più parti è stato sollecitato ad una rivisitazione
  del  Patto per il Sud, poiché la Commissione ha espresso un  parere
  in  termini  di  modifica  di alcuni interventi  dando  all'interno
  dell'area  infrastrutture e dell'area ambiente, la  possibilità  di
  stanziare sette milioni di euro, proprio giusto appunto,  la  somma
  di  cui  si parlava per le vasche ormai inutilizzate di Bellolampo,
  per  cui ritengo che, alla luce della difficoltà per l'assegnazione
  di  questo  disegno  di legge,  per la difficoltà  del  reperimento
  delle somme potrebbe essere una cosa utile, valutare la possibilità
  di  finanziare all'interno del Patto del Sud, l'intervento  con  lo
  stesso importo.
   E'  chiaro che sono due finalità diverse ma costituirebbero per la
  RAP e per il Comune di Palermo una importante boccata di ossigeno.
   Considerato che già questa notizia giornalistica sembrava come  se
  fosse  il  tutto già realizzato, cosa che non è, chiedo chiarimenti
  alla prima occasione, perché se ne possa parlare in Aula.

   PRESIDENTE. Onorevole Caronia, mi dicono gli Uffici che  manca  la
  vidimazione  della Ragioneria generale, quindi qui c'è  l'Assessore
  per  l'Economia, vedremo domani poiché verrà il Ragioniere generale
  in  Commissione, a proposito dei precari, se potrà,  anche  apporre
  questo visto di copertura finanziaria.

   FIGUCCIA.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  condividere
  la  proposta, perché parlavamo con l'onorevole Caronia,  però  dico
  con  tutto  il  rispetto  per  l'amministrazione  Orlando  che   ha
  maestranze  di  eccellenza, perché gli  operatori  della  RAP  sono
  valorosi  e assolutamente dignitosissimi dipendenti, ma può  essere
  mai  che l'Amministrazione di Palermo deve essere  campata'  ancora
  dalla  Regione  siciliana?  Ma questa discarica  di  Bellolampo  la
  vogliamo chiudere
   Queste  risorse  devono  essere  date  per  fare,  condivido   con
  l'onorevole  Caronia,  la  raccolta  differenziata  per  mettere  a
  sistema  il  modello  di raccolta dei rifiuti.  Per  il  resto,  la
  discarica  di  Bellolampo a Palermo deve  essere  chiusa  e  questa
  vicenda grida vendetta.
   C'è  un'area vasta di - e sono certo lei sarà d'accordo con  me  -
  oltre  300  mila abitanti, che va da Borgo Nuovo, Passo di  Rigano,
  CEP e dall'altra parte, Cinisi, Terrasini, Torretta, che non ne può
  più.
   Io la riforma sono per portarla avanti, ma all'assessore regionale
  del  mio partito, dico:  Andiamo a cercare un'altra area dove  fare
  un  sistema  di raccolta dei rifiuti  . Bellolampo è una  discarica
  satura, non possiamo continuare a fare vasche su vasche.
   Questa  è  un'area  che,  vedremo  tra  qualche  decennio,   verrà
  raccontata  come un'area dove ci saranno leucemie, dove ci  saranno
  cancro,  dove ci saranno malattie gravissime. E, purtroppo,  è  una
  questione  di inquinamento dell'area e del suolo e la discarica  di
  Bellolampo va chiusa.

   FOTI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, da questo scranno, ad ogni fine  seduta,
  ci  avvicendiamo  chiedendo aiuto e sostegno per tutti  i  tipi  di
  lavoratori. Ma ce n'è una di categoria che, proprio, non  c'è  modo
  di  poterla soddisfare, del loro legittimo, e lei annuisce, diritto
  di potere lavorare o, quanto meno, avere delle risposte. Bene
   Sul  finire  di novembre, a Messina, davanti alla Prefettura,  c'è
  stato  un  presidio,  un  nutrito gruppo dei  dipendenti  dell'IPAB
   Regina Elena', davanti alla Prefettura, signor Presidente,  giorno
  e  notte,  chiedendo un intervento, cioè si rivolgono al  Prefetto,
  oramai neanche a noi, perché hanno perso le speranze.
   L'IPAB  Palagonia' di Palermo non prende stipendi da 25 mesi ed il
  sindaco Leoluca Orlando scrive, non ho capito bene se alla Regione,
  al Presidente Micciché, se a tutti i Gruppi parlamentari, chiedendo
  un intervento legislativo che si aspetta dal 1986.
   Campobello  e Ravanusa, in provincia di Agrigento, una  situazione
  disperata,  anche  lì,  tanti e tanti  mesi  che  non  si  vede  lo
  stipendio.
   E,  poi, ancora, Acireale dove, addirittura, è stata eliminata  la
  fornitura  di  energia  elettrica  ed  i  dipendenti  non  prendono
  stipendi  da un sacco di tempo. Da più di un anno gli anziani  sono
  stati  deportati .
   Ora,  dico  una  cosa,  signor Presidente,  ma  è  possibile  che,
  nonostante sia stata votata una mozione d'urgenza, più di un anno e
  mezzo  fa, e che la I Commissione abbia esitato il disegno di legge
  proprio  in  questo  periodo, un anno fa, in un  anno   -  e,  poi,
  l'onorevole Cordaro dice che utilizziamo la parola  vergognoso  con
  troppa  nonchalance   Mah  - se, allora, qualcuno  si  offende,  ne
  risponderò.
   Per  me è un modo vergognoso che, dopo un anno, ancora, non  si  è
  potuti  arrivare in Aula, a fronte di una burocrazia che lavora  di
  prevenzione.
   A   proposito,  voglio  vedere  quanti  premi  prenderanno  alcuni
  dipendenti dell'Assessorato per la famiglia che tutto fanno, tranne
  soddisfare  i  bisogni  dei  siciliani. Producono  solo  carte  per
  evitare di fargli arrivare qualche soldo, per legare le mani di chi
  vuole operare, paventando che arriva la Corte dei conti, che arriva
  non  si sa quale illegalità, quando l'illegalità si sta consumando.
  Ci  sono dipendenti con un contratto a tempo indeterminato che  non
  hanno né contributi, né stipendi, né prospettive, di questi non  ci
  si  preoccupa, poi vedrò l'organismo come valuterà quel determinato
  dipartimento dell'Assessorato regionale.
   Non   meno   banditesco   l'Assessorato   per   la   salute    Che
  sull'integrazione delle rette per gli anziani invalidi,  ricoverati
  in  queste  strutture, con fior fiore di avvocati,  anziché  andare
  incontro ad un altro ente  para-pubblico' che eroga servizi per gli
  anziani  e  per  le  categorie  più indifese,  ovviamente,  rimanda
  impugnando,  impugnando,  impugnando e non  pagando  l'integrazione
  della retta. Oltretutto, quasi tutte le strutture non hanno più  la
  regolarità contributiva, quindi se devono prendere qualche soldo da
  un  comune  che  magari ha gli anziani ricoverati,  non  avendo  la
  regolarità contributiva non prendono soldi, e grazie che non  hanno
  la regolarità contributiva.
   Io,   Presidente,  vorrei  richiamare  veramente   al   senso   di
  appartenenza che abbiamo e di fratellanza tra noi siciliani. Ma  lo
  vogliamo fare un tavolo da Musumeci, da Scavone, in Sala Gialla, un
  convengo insomma, per dirgli:  guardate, vi regaliamo un biglietto,
  emigrate  da  qualche  parte, andatevi a  fare  una  vita,  non  ci
  scocciate  più  , perché è veramente una tragedia  sociale  che  si
  consuma nell'indifferenza di questo posto che si occupa di tutti ma
  di questi no  Sarei curiosa di sapere come mai  Grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì 11 dicembre 2019, alle ore 16.00.

                  La seduta è tolta alle ore 18.31(*)


   (*)  L'ordine del giorno della seduta n. 160 è pubblicato sul sito
  internet  istituzionale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  di
  seguito riportato:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIII SESSIONE ORDINARIA


                         160a  SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 11 dicembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,   DEL
       REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
       RUBRICA:  Infrastrutture e mobilità  (V. allegato)

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Disegno  di legge voto da sottoporre al Parlamento  della
         Repubblica,  ai  sensi dell'art. 18 dello  Statuto,  recante
          Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane
         in Sicilia'  (n. 641/A) (Seguito)

         Relatore: on. Cannata

       2)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       3)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mangiacavallo

       4)   Norme  relative al funzionamento della forma  di  Governo
         regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori,  alla
         conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
         articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n. 66-
         143/A) (Seguito)

         Relatore: on. Amata

       5)   Disegno  di legge voto da sottoporre al Parlamento  della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
          Modifiche al decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii., in
         materia di inconferibilità.'  (n. 599/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ciancio

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte  dell'Assessore  per l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N. 869 - Delucidazioni circa l'esclusione di 196 dipendenti ex Lsu
  delle  cooperative operanti nel comprensorio del palermitano  dalle
  procedure di stabilizzazione.
   Firmatari: Figuccia Vincenzo
   - Con nota prot. n. 88737/GAB del 2 agosto 2019 l'Assessore per le
  autonomie  locali ha eccepito la propria incompetenza. -  Con  nota
  prot.  n.  44187/IN.17  del  15 ottobre 2019  il  Presidente  della
  Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione.

   N.  939 - Chiarimenti sulle modalità di accreditamento degli  enti
  formativi.
   Firmatari: Cracolici Antonello

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1164  -  Chiarimenti in merito agli effetti occupazionali  del
  sistema  di  accreditamento di cui alla circolare  dell'Assessorato
  della salute n. 8 del 12 giugno 2019.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pullara Carmelo

   N. 1166 - Messa in sicurezza del porticciolo di San Leone (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Catanzaro Michele

   N. 1167 - Chiarimenti in merito alle gravi condizioni in cui versa
  la Strada provinciale n. 29.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; Foti Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  1168  - Chiarimenti circa l'accesso degli operai forestali  al
  comparto dell'antincendio boschivo (A.I.B.).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   N.  1169  -  Precisazioni  e interventi  circa  l'ampliamento  dei
  servizi educativi per l'infanzia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  1170  -  Chiarimenti sul contributo ex. art. 128  della  legge
  regionale  12  maggio  2010,  n. 11,  in  favore  della  Fondazione
  Mandralisca Onlus di Cefalù (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  1163 - Politiche di prevenzione e di contrasto all'obesità  in
  età pediatrica e alle patologie ad essa collegate.
   - Assessore Salute
   De  Domenico Francesco; Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe  Concetto;
  Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.   1161   -  Interventi  in  merito  alla  gestione  del   Parco
  Archeologico di Solunto sito in Santa Flavia (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio

   N.  1162  - Precisazioni sugli interventi in corso sulla viabilità
  di accesso al Comune di Valderice (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Sammartino Luca

   N.  1165  - Interventi manutentivi sulla strada statale  S.S.  118
  Raffadali-Agrigento.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   N. 222 - Scioperi dei dipendenti Blu Jet operanti sui mezzi veloci
  di collegamento tra le due sponde dello Stretto di Messina.
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   De   Domenico  Francesco;  Gucciardi  Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
  Arancio  Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   N.  223  -  Chiarimenti circa l'attuazione del programma 'Garanzia
  Giovani'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.

                          Annunzio di mozioni

   N.  300  - Protezione degli insetti impollinatori e riduzione  del
  rischio legato all'impiego dei fitosanitari.
   Foti  Angela;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta Ketty
   Presentata il 4/12/19

   N.  301  -  Riconversione del polo petrolchimico e della  centrale
  termoelettrica siti nella Valle del Mela (ME).
   Galluzzo  Giuseppe;  Savarino Giuseppa; Aricò Alessandro;  Assenza
  Giorgio; Zitelli Giuseppe
   Presentata il 5/12/19

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni