Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.49
PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali della sedute n. 160 e
n. 161 dell'11 dicembre 2019 sono posti a disposizione degli
onorevoli deputati che intendano prenderne visione e sono
considerati approvati in assenza di osservazioni in contrario nella
presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Lentini, con nota
del 16 dicembre 2019, pervenuta in pari data alla Segreteria
generale e protocollata al n. 8348/AulaPG del 17 dicembre
successivo, ha dichiarato di aderire al Gruppo parlamentare
Fratelli d'Italia , cessando contestualmente di far parte del
Gruppo parlamentare Forza Italia'.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Gennuso.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, in attesa che arrivi il Governo, sospendo la
seduta per dieci minuti, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.03)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disegno di legge
voto da sottoporre
al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'art. 18 dello
Statuto, recante Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone
franche montane in Sicilia» (n. 641/A)
PRESIDENTE Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
«Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, recante
Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane
in Sicilia» (n. 641/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
Indirizzo di saluto ai sindaci
PRESIDENTE. Diamo un saluto a tutti sindaci che stanno entrando in
Aula che, evidentemente, non sono sindaci di mare, ma sono sindaci
di zone montane, molto interessati a questa legge.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
641/A
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Cannata,
per svolgere la relazione.
CANNATA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi il
Parlamento della Regione siciliana non fa altro che assumere un
impegno nei confronti degli accorati appelli che sono pervenuti
nella III Commissione da parte del Comitato promotore nonché dai
numerosi Consigli comunali che hanno fatto pervenire le loro
delibere. Non facciamo altro, quindi, che portare avanti una
proposta legislativa che si sottopone all'esame dell'Aula che è una
prima risposta allo spopolamento delle zone montane siciliane.
Si tratta di un disegno di legge voto da inserire all'interno di
provvedimenti statuariamente previsti per il complessivo
miglioramento della qualità della vita di popolazioni che da anni
subiscono una grave emarginazione economica.
Si cerca in tal modo di arrestare l'esodo delle attività
imprenditoriali che non hanno più trovato un contesto ambientale
favorevole, prevedendo misure agevolative per attrarre nuovi
insediamenti produttivi nei territori montani.
L'obiettivo di tale provvedimento è il ritorno alle assunzioni
nelle attività d'impresa indispensabile al mantenimento di quella
forza lavoro che al momento trova sbocco solamente
nell'emigrazione. Com'è noto questa piaga sociale è anche
conseguenza della sistematica sottrazioni di risorse finanziarie
che lo Stato ha effettuato in danno della Sicilia.
Per contestualizzare questa proposta legislativa è utile riferirsi
alle profonde considerazioni contenute nella relazione sulla
situazione economica della Regione siciliana 2015, di cui si
riportano anche qui di seguito gli spunti più significativi.
Si ritiene inoltre utile evidenziare che nel DEFR 2017/2019 è
riportato analiticamente l'importo dovuto dallo Stato alla Sicilia
solamente per l'IRPEF dal 2003 al 2014: si tratta di 30 miliardi
538 milioni di euro.
Recentemente anche la Confindustria (Check-up Mezzogiorno,
Confindustria luglio 2019) ha confermato che il Sud soffre per
l'ingente ed ingiustificata spesa pubblica delle regioni del centro
nord. Infatti rispetto ai 18.954 euro annui pro capite dei
residenti del centro nord, si contrappongono i 14.050 euro degli
abitanti a sud di Roma.
Su un quotidiano isolano il Giornale di Sicilia è stato
quantificato che alla Sicilia ogni anno, in conseguenza di questo
favore finanziario concesso ad alcune regioni italiane, sono
sottratti 25 miliardi di euro di spesa pubblica ogni anno.
Questa proposta di legge, pertanto, non può essere considerata
un'iniziativa di favore ma, al contrario, il primo avvio di una
serie di iniziative legislative rispondenti alla corretta
applicazione dello Statuto siciliano ed alla corretta applicazione
dei complessivi rapporti con lo Stato.
La Giunta regionale con le delibere nn. 197 del 2018 e 286 del
2015 ha puntualmente definito le decisioni del Governo regionale e
si auspica che i due testi siano coordinati in un'unica proposta
legislativa da sottoporre all'ARS.
La copertura finanziaria di tale atteso provvedimento legislativo,
avvierebbe il percorso di integrale revisione dei tre accordi
stipulati con lo Stato nel 2014, nel 2016 e nel 2017, accordi sui
quali gravano forti perplessità non solo di natura politica.
Le misure agevolative che si intendono proporre per le zone
montane, inoltre, non costituiscono un aiuto di Stato in quanto,
giusta la sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre 2006,
si realizzano nel pieno rispetto delle seguenti condizioni:
che siano adottate da un'autorità territoriale dotata, sul piano
costituzionale, di uno statuto politico e amministrativo distinto
da quello del governo centrale;
che la decisione sia presa senza possibilità di un intervento
diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto;
che le conseguenze economiche di una riduzione dell'aliquota
nazionale applicabile alle imprese presenti nella Regione non
devono essere compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da
altre regioni o dal Governo.
Al fine di potere dare pronta attuazione alla presente proposta
legislativa e nelle more che si definiscano i rapporti finanziari
tra Stato e Regione, propedeutici alla copertura finanziaria,
l'Assessore regionale per l'economia si è pubblicamente impegnato
a reperire una parte di copertura finanziaria, se pur simbolica,
mediante decreto dell'assessore per l'economia e dell'assessore
per le attività produttive entro trenta giorni dall'emanazione
della presente legge sarà individuato il prevedibile impegno
finanziario richiesto e la relativa copertura .
La quantificazione ed il relativo impegno sul bilancio della
Regione della copertura finanziaria della legge avverrà allorquando
verrà integralmente e correttamente attuato il disposto normativo
previsto negli articoli 36 e 37 dello Statuto siciliano.
La legge pertanto prevede che la copertura finanziaria avverrà
solamente con fondi della Regione siciliana rivenienti dalle sue
autonome disponibilità finanziarie. Si tratta quindi di un
intervento di politica economica regionale attuabile in forza delle
prerogative statutarie.
La Regione, se vorrà procedere all'attuazione degli articoli 36 e
37 dello Statuto, sarà nelle condizioni di quantificare gli importi
da destinare alla copertura finanziaria delle agevolazioni fiscali
e previdenziali contenute nella legge sulle zone franche montane.
Le agevolazioni fiscali saranno concesse previa sottoscrizione di
un accordo tra la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate ed
il Governo della Regione, tramite regolazioni contabili tra i
percettori beneficiari e l'Agenzia delle Entrate.
Le agevolazioni previdenziali avverranno con uguale metodologia
previo accordo tra la Regione siciliana e l'INPS, a cui verrà
riconosciuto il totale degli importi agevolati.
Un decreto del Presidente della Regione, successivamente
all'attivazione delle zone franche montane, definirà le misure di
attuazione del provvedimento.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Catanzaro e Amata hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguenza" di Messina
Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo scientifico Giuseppe
Seguenza di Messina
PRESIDENTE. Oltre che i sindaci, che si vede che sono tutti da un
lato, perché sono tutti con la fascia, per cui non si può
sbagliare, dall'altro lato invece salutiamo i ragazzi del Liceo
scientifico Giuseppe Seguenza di Messina. Grazie di essere qua.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Sunseri ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
641/A
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, Governo, io più che una legge voto
questa la chiamerei una legge desiderio'. E come tutti i desideri,
come dire, abbiamo il dovere di provare ad assecondarli, ma
dobbiamo sapere che ci sono desideri che è difficile che si
realizzeranno. Però, vorrei che affrontassimo la questione non per
impedire di sognare o di desiderare, ma per evitare che i desideri
si trasformino in incubi, nel senso che questo disegno di legge
che, tra l'altro, nasce da domande vere in territori marginali,
ricordo che già nel 2006 il Consiglio comunale di Gangi, parliamo
di tredici anni fa, approvò un ordine del giorno, allora, ad
iniziativa dei consiglieri dei DS, che chiedevano l'istituzione di
una legge sulla montagna, di una legge che potesse, in qualche
modo, riconoscere la specificità di territori disagiati, però, se
in tredici anni quest'iniziativa non è riuscita a decollare perché,
poi spesso, l'interfaccia è stata la Regione che in nessuna delle
misure che qui sono previste ha competenza, dall'Iva, all'Irap,
all'Irpef, neanche sulle tasse comunali, quindi, è inevitabile che
deve essere una legge che, se ci sarà una legge sulle aree interne
o sulla montagna, dovrà essere una legge nazionale.
Ma la prima domanda che faccio è: serve alla Sicilia dire che la
montagna è tutta uguale? Qui stiamo chiedendo al Parlamento
nazionale di fare una legge sulla montagna sulla base di due
parametri sostanziali: numero di abitanti e altitudine. Cioè
Cervinia o Cortina D'Ampezzo sono uguali a Gangi o ad altri comuni
che hanno caratteristiche similari? Io credo di no.
La condizione di ricchezza media in quei comuni, qualche anno fa
mi è capitato di andare a Barolo, uno dei territori più conosciuti
al mondo per la produzione di vino, che assume la denominazione di
quel territorio, quello è un territorio dove il numero di abitanti
in quel comune è seicento, ma la ricchezza media dei cittadini
residenti in quel territorio è pari, credo, a cinque, sei volte
quella di Gangi. Sono la stessa cosa? Allora, attenzione a non fare
misure che rischiano di essere considerate, come dire, come
desideri punto e basta e i desideri poi rischiano di essere
consegnati alla storia come desideri, si mettono in un cestino,
punto e basta.
Io penso che, invece, dovremmo sforzarci di trovare misure, di
essere in grado di aiutare per davvero. Intanto, restringerei la
platea dei territori che hanno bisogno di strumenti aggiuntivi di
sostegno per evitare, innanzitutto, lo spopolamento che è la
condizione di impoverimento sociale dei nostri territori.
Ieri l'Istat o forse il Censis, adesso non ricordo chi, ha
pubblicato un dato. Negli ultimi anni 180 mila giovani laureati
sono andati via. La novità è che non vanno più via solo quelli che
vivono nelle aree interne, va via anche chi vive nelle grandi
città. Si riduce il numero degli abitanti - e questa è una costante
ormai diffusa, non solo in Sicilia ma in Italia - si riduce la
natalità, quindi, il numero di nascite è inferiore a quello dei
decessi, anno per anno e, addirittura, non ci sono più numeri di
immigrati; la cosiddetta paura che eravamo invasi dagli immigrati
nel nostro Paese, si è scoperto che gli immigrati, negli ultimi
anni, si sono ridotti e non riescono nemmeno a compensare i numeri
o della nostra immigrazione o del rapporto natalità/morte.
Nella scorsa legislatura avevamo provato ad individuare, per
quelle che erano le nostre competenze come Regione, strumenti a
tutela e avevamo presentato un disegno di legge come Partito
Democratico che, stranamente, ha visto una cestinazione d'ufficio
da parte della Commissione, dove c'erano una serie di misure, ad
esempio sul turismo, sull'agricoltura che, in qualche modo,
incrociano anche le attività che, in questo momento, sono in corso
da parte del Governo nazionale. Le Snai, e in queste ore il
Governo, con l'attuale legge finanziaria, ha raddoppiato le risorse
per le aree Snai, raddoppiando, quindi, le aree Snai. Certo,
bisogna semplificare, superare la burocrazia di cose che ancora non
decollano, ma è un modello di intervento specifico in alcuni
territori o vedendo anche le zone economicamente svantaggiate, le
cosiddette ZES, proviamo a localizzarle non solo nelle aree
retroporto ma, probabilmente, immaginare di avere in alcune aree di
montagna, specifiche aree ZES può essere uno strumento a sostegno
delle imprese di quel territorio e dell'economia di quel
territorio. Io devo dire guai a mettersi contro i desideri; io il
desiderio lo voto ma so che è un desiderio, così com'è rischiamo di
consegnare non una legge ma un desiderio al Parlamento nazionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, non ci vieti di sognare, la
prego. Ci tentiamo, noi sogniamo poi se uno le cose non le sogna
non le ottiene. Intanto, andiamo avanti e poi vediamo.
CRACOLICI. Però, si svegli Presidente
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, anch'io come ha fatto il mio
collega Cracolici devo esprimere qualche perplessità su questo
disegno di legge che oggi viene in Aula.
Noi come Partito Democratico, nel corso di questa ma anche nel
corso della scorsa legislatura, con un impegno specifico, del
presidente Marziano, allora Presidente della III Commissione,
abbiamo definito un testo che era, innanzitutto, un disegno di
legge sulla montagna, per la promozione, per la valorizzazione
della montagna siciliana, ma anche per evitarne lo spopolamento. E
poi, era anche uno strumento per promuovere le zone franche
montane.
Io credo che da un lato abbiamo fatto un passo indietro,
incardinando e facendo arrivare in Aula il disegno di legge n.
641/A. Resta, però, il tema profondo della valorizzazione della
montagna siciliana che è un tema che, nel corso degli anni, ha
interessato la Regione siciliana, l'Assessorato al territorio e
ambiente, assessore Cordaro c'era un ufficio speciale della
montagna diretto dal dottore Cavaretta, si ricorda? Che è andato
avanti per tanti anni che, purtroppo, non ha prodotto alcuna
iniziativa normativa.
Noi cosa ci aspettavamo? Nel dibattito in Commissione ci
aspettavamo un impegno concreto del Governo, soprattutto dal punto
di vista finanziario e non un passaggio a questa legge voto che
resterà, probabilmente, soltanto un desiderio, un impegno concreto
che poteva passare da una serie di misure. Nel testo di legge sulla
montagna - il Presidente Ragusa lo sa - su cui insistiamo, ci sono
una serie di strumenti che possono concretamente essere messi in
atto, ad esempio tanti Comuni montani hanno portato a compimento in
modo virtuoso questo progetto delle case a 1 euro; c'è il tema che
riguarda l'organizzazione della struttura della sanità pubblica nei
Comuni montani e nei Comuni disagiati dove ci poteva essere un
concreto impegno del Governo; la stessa cosa vale per
l'organizzazione del trasporto pubblico nei Comuni montani; chi le
parla, presidente Micciché, è cresciuto in un Comune montano e
spesso - lo sanno i colleghi della Commissione, perché l'ho fatto
presente tante volte - per raggiungere gli istituti scolastici ci
alzavamo molto presto al mattino.
Io credo che nell'organizzazione del servizio pubblico regionale
queste riflessioni vadano fatte per cercare di venire incontro ai
Comuni montani e che si trovano, quindi, in condizioni dal punto di
vista orografico più complicate.
C'è il tema che riguarda la valorizzazione del lavoro in
agricoltura, la valorizzazione dei prodotti tipici, insomma tutte
questioni che stavano attorno al disegno di legge sulla montagna.
Per cui noi crediamo, in definitiva, che le due misure siano non
solo compatibili ma vadano portate avanti entrambi, che il Governo
regionale nel dibattito sul tema della montagna siciliana debba
proporre misure concrete per cercare di trovare, nelle pieghe della
programmazione comunitaria del Fondo di sviluppo e coesione, delle
risorse che siano in grado di ricoprire questi maggiori oneri.
E come spesso, in questi anni, si sono trovati delle risorse
disponibili su tanti temi, anche sul tema della montagna siciliana
occorre dare risposte con con celerità, appunto, e con urgenza.
Sul disegno di legge n. 641/A esprimiamo parere favorevole. Ci
auspicavamo un intervento più cogente, più deciso, comunque
accompagneremo il disegno di legge verso l'approvazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione. Signor Presidente, sin da
quando ci siamo insediati in III Commissione abbiamo audito non so
quante persone e quante categorie, quanti soggetti; abbiamo cercato
di intrattenere con la platea siciliana un atteggiamento di ascolto
per cercare di capire dove si può aiutare
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo
BARBAGALLO. Signor Presidente, scusi le spalle
RAGUSA, presidente della Commissione. Cercando di capire, come
Commissione, dove si poteva aiutare, sostenere con delle leggi,
abbiamo fatto leggi sulla pesca dopo diciotto anni.
E' stata una svolta molto importante perché in questa Commissione,
caro presidente Micciché, si è inserito un ragionamento che è
avulso dai partiti e conosce un solo partito: la Sicilia.
E quando i deputati maturano quest'idea tutto diventa più facile,
tutto diventa più normale e, poi, mi riporta indietro ad un
ragionamento fatto nella prima finanziaria che abbiamo fatto, che è
stata una finanziaria solidale, perché devo dirle che con grande
coraggio questo Governo pensa alle disabilità. E avanti così è
arrivato il momento delle ZES (Zone economiche speciali).
Il Ministero ci dà un etteraggio tra il porto di Palermo e il
porto di Catania per cercare di inserire queste Zone economiche
speciali? E' chiaro che era ed è una grande opportunità e molti
Comuni volevano usufruire di questi vantaggi, non siamo riusciti ad
accontentare un po' tutti perché poi c'è un grande problema, c'è
l'interno della Sicilia, i piccoli comuni montani.
Personalmente, sono rimasto colpito da un'audizione fatta di un
Comitato e di un dirigente scolastico che diceva a cuore aperto, in
modo spontaneo e libero: aiutateci, i nostri piccoli comuni, i
nostri piccoli borghi si stanno spopolando; non ci sono più
giovani, non ci sono più prospettive, non ci sono più speranze .
Davanti a questo appello fatto da questo dirigente scolastico,
questa storia si allarga a macchia d'olio e va ad intercettare le
esigenze di 129 comuni montani che, all'interno del proprio
consenso democratico, il consiglio comunale, esprimono l'esigenza
di essere inseriti all'interno di una legge, di una norma
cosiddette zone franche, zone montante affinché potessero avere una
sorta di aiuto e di sostegno per difendere la propria comunità.
Noi stessi come III Commissione abbiamo fatto le cooperative di
comunità, anche queste vanno in questo indirizzo.
Sì è vero, qualche collega accennava alla legge sulla montagna,
bene, noi faremo anche la legge sulla montagna, perché, guardi
presidente Miccichè, a me piace dire come stanno le cose, quando
una persona prende impegno, deve mantenere il proprio impegno e
quando noi come Commissione abbiamo preso l'impegno di portare in
Aula le zone franche e zone montane, visto l'appello, visto i
comitati, visti i Capigruppo che andavano a firmare e a
sottoscrivere, visto quella mole di gente che si è mossa, non
ultimo l'incontro in provincia di Enna, che devo dirle, caro
Presidente, siamo stati accolti da un calore umano che non sentivo
da tempo e che andava verso la politica e tutti chiedevano la
stessa identica cosa.
Ma come fa un Governo siciliano a non ascoltare, a sottacere, come
fa non farsi carico di un'esigenza che viene chiesta in questo
modo, con moderazione, con educazione, con rispetto e lo hanno
fatto attraverso quel vangelo che si chiama politica, e se la
politica oggi in Sicilia ha un senso è quella di portare in Aula,
zone franche e zone montane, di votarle tutte all'unanimità e, poi,
sicuramente non saremo noi a decidere quale può essere il frutto
di questo lavoro, ma l'incontro tra Stato e Regione ci può aiutare
sicuramente, perché se noi non facciamo questa norma, a Roma
neanche sanno che abbiamo queste esigenze, perché adesso più che
mai la distanza tra la politica delle indicazioni e quelle che si
svolgono in modo naturale attraverso le elezioni è talmente elevata
che a volte qualcosa può sfuggire.
Tuttavia, per rispondere a una persona che stimo molto e che è
l'onorevole Cracolici e che dice resterà un desiderio, devo dirle
una cosa e lo dico anche a lei onorevole Cracolici, che stimo e che
voglio bene e che apprezzo perché conosco da tantissimi anni: spero
che questo non resti un desiderio ma che diventi una speranza per i
sogni nostri e dei nostri figli che vogliono restare in Sicilia.
Noi voteremo sì a questa norma, l'abbiamo fatta, l'abbiamo voluta
con insistenza e le dirò di più saremmo pronti a rifare tutto
questo lavoro per portare a questo punto questa norma.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Compagnone ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 641/A
MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, Sindaci e
giovani che siete qua oggi in Assemblea Regionale siciliana, un
saluto a tutti i sindaci qui presenti ai quali va il mio encomio
per l'attività che ogni giorno fanno sui territori e un saluto va
anche a tutti i giovani qui presenti e il mio augurio è quello che
questa Sicilia e questo Parlamento possa fare delle azioni per far
sì che queste persone non vadano via, come tutti i giovani che
stanno andando via negli ultimi anni.
Presidente, nel 2030 la popolazione siciliana si ridurrà da 5
milioni a 4 milioni 800 mila persone, per intenderci scomparirà una
città, come dimensioni, tipo Messina, per esempio. Nel 2065,
addirittura, la popolazione scenderà in Sicilia sotto i 4 milioni
di abitanti. Sono numeri allarmanti.
Ma non solo, da chi sarà costituita questa popolazione in Sicilia
nel 2065? Avremo praticamente il 12,6 per cento di abitanti da 0 a
14 anni; dai 15 ai 64 anni una riduzione del 61 per cento e,
Presidente, il 25,8 per cento della popolazione che avrà età oltre
i 65 anni.
La Sicilia si sta spopolando e si sta invecchiando perché non si
investe, non si programma e non si pianifica per far sì che i
Siciliani rimangano in questa dannata Isola.
Il problema dello spopolamento chiaramente è presente ed è forte
ni comuni montani, ma è un problema, comunque, siciliano.
L'emigrazione di Siciliani che vanno via e lo spopolamento è tra
le cause della nostra crisi, è la causa che porterà ad un aumento
delle spese sanitarie, e più in generale del welfare, che dovranno
pagare, poi, le generazioni future.
Io spero che questa norma sia l'inizio, un primo passo per far sì
che in questo Paese si possa investire nelle risorse culturali,
investire nel turismo, nella formazione dei giovani per far sì che
possano rimanere qui.
Quindi, facciamo sì che questo Parlamento possa portare avanti
delle norme che non rimangano inattuate e che possano far sì che la
Sicilia non si invecchi e non si spopoli.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevoli Foti. Ne ha
facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e signori
sindaci ed ospiti, io non nascondo una certa simpatia nei riguardi
di questa iniziativa che la mia Commissione ha voluto ripescare
perché, nella prima parte della legislatura, sembrava essersi
arenata, anche per via dell'operosità della Commissione.
Ringrazio sempre l'onorevole Ragusa e tutti i componenti per il
lavoro che, in qualche modo, mi soddisfa.
Mi soddisfa perché, nel momento in cui abbiamo deciso di mettere
mano a questa norma, lo abbiamo fatto in maniera assolutamente
trasversale, senza voler appropriarsi di alcun lavoro.
Se lei può notare, è apposta la firma di tutti i membri della III
Commissione e questo, credo, sia un segno distensivo nei riguardi
dei sindaci, di tutti i colleghi proprio perché si è voluta portare
avanti, Presidente, una sorta di legge - e mi piace pensarla così -
di iniziativa popolare.
Perché dietro questa norma non c'è un partito, non c'è la
sensibilità di un deputato, bensì c'è un popolo, che è quello
autentico dell'entroterra siciliano, che operoso, come lo è stato
nella storia, continua ad esserlo e propone qualcosa di sostenibile
a compensazione di dinamiche sociali che hanno determinato, a
partire dagli anni Sessanta, lo spostamento degli interessi della
vita economica e sociale sulle coste della Sicilia, con fenomeni di
urbanizzazione che hanno portato le grandi città a diventare
metropoli ed i piccolissimi borghi marinari a diventare città e
poli di attrazione per altri interessi.
Purtroppo, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
L'abbandono dei territori, il fenomeno del dissesto idrogeologico,
che è sempre più incombente, soprattutto, perché i terreni vengono
abbandonati, se non c'è una sostenibilità economica. Perché? Cosa
grava in più, su chi desidera fare impresa in questi territori?
Tutti i costi riflessi, il Gap per quanto riguarda le
infrastrutture e la viabilità, il costo del carburante, la mancanza
di servizi, in generale, è un fenomeno che, in maniera
esponenziale, cresce perché meno interesse economico, meno
vivibilità offrono questi luoghi, più, giustamente, le famiglie si
trovano costrette o ammiccate a lasciare quei territori.
E' una perdita per tutta la Sicilia, anche per noi che viviamo,
magari, nelle grandi città. Ed allora come intendiamo aiutare?
Intendiamo aiutare con l'esenzione di alcuni tributi per chi assume
nuovo personale nelle imprese, riducendo o azzerando l'IMU per le
nuove attività che si insediano nei tantissimi locali sfitti,
esonerando, come dicevo, da contributi, a scalare, le attività e le
imprese che si insediano e che resistono, proponendo un'IVA
agevolata, agevolando le start up e, chiaramente, ci si rivolge ad
un certo tipo di comune.
Come lo si è individuato? Comuni che hanno la superficie comunale
almeno al 50% sui 500 metri sul livello del mare e comuni piccoli,
chiaramente. Per piccoli si intende al di sotto dei 15 mila
abitanti, dove negli ultimi anni si sia verificato un fenomeno
censito di spopolamento.
Questa scelta, caro Presidente, non deve essere presa da alcuni
colleghi come un volere favorire qualcuno e sfavorire qualcun
altro. Noi abbiamo ben presente che tutta la Sicilia, anche le
città metropolitane, hanno dei fenomeni di sofferenza, che le
imprese lì hanno difficoltà.
In questo caso, però, ci stiamo rivolgendo a chi è maggiormente
svantaggiato nello svantaggio di una Sicilia che, finalmente,
comincerà a poter reclamare, con lo Stato, delle azioni che,
chiaramente, non sono prerogativa del nostro Parlamento, perché noi
sulle tasse, considerate patrimonio indisponibile, non possiamo
agire. Tutti i sindaci vorrebbero ridurre le tasse sull'IMU.
Ricorderete, ad esempio, quando ci fu imposta l'IMU agricola, nei
comuni di media montagna, ed ancora i piccoli comuni riportano
questo disastro nel loro bilancio, noi siamo rimasti con le mani
legate. Non potevamo agire in alcuna maniera. A parte che, in
cassa, non c'è un soldo, ma ne parleremo, poi, in un altro momento.
Concludo, dicendo e confermando l'intenzione della Commissione di
trattare, appena sarà possibile, anche una norma sulla montagna,
che sia di carattere regionale. E, per questo, invito i colleghi
che hanno presentato emendamenti a questo testo, a volerli ritirare
e ripresentare nella legge, di prossima presentazione, sulla
montagna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Caldwerone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, signori assessori, onorevoli
colleghi, signori sindaci, cittadini. Concordo con quella porzione
dell'intervento dell'onorevole Foti, quando ha specificato che
questa è una legge di tutto il Parlamento.
Ho potuto verificare, in prima persona, quanto laboriosa e
complicata, per taluni versi, sia stata l'attività della
Commissione, presieduta in maniera eccellente dal presidente
Ragusa.
Questa è una legge, e ne è puntuale riscontro la presenza di tanti
sindaci tra i nostri ospiti.
PRESIDENTE. Assessore Turano, la prego di prendere posto.
CALDERONE. C'eravamo illusi, Presidente, che con la nomina e
l'elezione dell'onorevole Milazzo all'Europarlamento, l'Aula poteva
essere più serena e invece interviene l'onorevole Assessore Turano e
ci stolkerizza.
Dicevo, è una legge tanto attesa dal territorio e soprattutto
dalle comunità montante. I vantaggi fiscali sono stati evidenziati
ed enucleati dall'onorevole Foti, e non mi ripeto, dico soltanto che
mi sono permesso di presentare un emendamento che non è modificativo
della legge, è un emendamento - e per questo ho chiesto di
intervenire, non ve n'era bisogno perché concordo sia con
l'intervento e il contenuto del Presidente Ragusa, sia con quello
dell'onorevole Foti - che è sostitutivo dell'articolo 6, che prevede
gli oneri derivanti dall'attuazione della legge.
C'è un fondo statale, lo abbiamo studiato, che prevede per le
stesse ragioni a livello statale la destinazione di questi - è 3
miliardi il Fondo statale - qui saranno 300 milioni, così ci
mettiamo in sicurezza e credo che sia un emendamento assolutamente
utile, per questo io l'ho presentato unitamente al mio Gruppo
parlamentare. E' superfluo affermare che Forza Italia voterà in
maniera convinta questo disegno di legge, che ritiene veramente
importantissimo per la Regione siciliana e soprattutto per i comuni
spopolati delle nostre zone montante.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e sindaci
che sono qui presenti, mi rivolgo a tutti voi intanto per annunciare
il voto favorevole del Gruppo dell'UDC che io rappresento e che tra
l'altro, attraverso la mia persona, ma anche attraverso il lavoro
fatto dal collega Bulla nella III Commissione, ha già manifestato la
propria adesione a questo progetto di legge.
E' un progetto di legge, di legge voto, che certamente non si
ferma qua e non si deve fermare qua. Io condivido le preoccupazioni
dell'onorevole Cracolici quando dice che si tratta di un auspicio e
di una buona speranza però, onorevole Cracolici, questa volta questa
speranza è corroborata e sostenuta da un'idea forte, che è quella
della condivisione senza bandiere, senza partiti, senza sensibilità
politiche differenti e opposte. E questo supporto a questo progetto
di legge ci legittima a credere e a pensare che in questo momento,
chi governa, non potrà non raccogliere l'istanza che viene da questo
Parlamento, tutto è senza divisione di parti.
E' questa la cosa fondamentale su cui vale la pena di riflettere,
perché l'istituto della legge voto previsto dal nostro Statuto per
le materie che non sono di nostra competenza, ovviamente, rimanda
alla prioritaria volontà del Parlamento nazionale; ma in Parlamento
nazionale ci sono le forze che qui sono rappresentate, e quindi mi
auguro che questo disegno di legge, che questa legge voto, non sarà
domani abbandonata da chi ha il dovere di raccogliere questa sfida
per la nostra Terra che in maniera unitaria, per il popolo
siciliano, stiamo combattendo tutti quanti.
E non è semplice, e non è facile, anzi è - potremmo dire -
un'occasione straordinaria, quella di vederci tutti uniti. Io
spererei tanto e qui condivido le preoccupazioni di chi mi ha
preceduto, l'onorevole Foti piuttosto che altri colleghi di
opposizione, che c'è in Sicilia un problema, l'onorevole Marano ha
sciorinato una serie di numeri addirittura prevedendo che nel 2065
questa Terrà avrà un milione di abitanti in meno. Bene, io voglio
sperare che tutto questo non succeda se insieme a questa legge voto
che domani potrà trovare accoglimento in Parlamento, ci siano dei
provvedimenti anche a livello nazionale e, perché no, anche a
livello europeo, che ci permettano di sostenere le esigenze delle
famiglie che, se non fanno più figli è perché non c'è lavoro. Allora
non è solo un problema della Regione siciliana e del Governo
regionale siciliano, su questo vorrei essere chiara.
Vorrei per una volta lanciare la proposta, che potrei immaginare
che venga accolta da tutti, che è quella anche di sostenere in
maniera unanime un altro disegno di legge voto che, Presidente,
desidero sia messo in calendario il prima possibile, che è quello
che dichiara la Sicilia Colleghi, non riesco a parlare
PRESIDENTE. Vi prego, un po' di silenzio, specialmente da chi è
dietro chi sta parlando Onorevole Lo Curto, continui.
LO CURTO. C'è un altro disegno di legge voto, di cui sono la prima
firmataria, insieme ai colleghi del Gruppo UDC, Figuccia, Bulla e
tutti gli altri, che è quello per dichiarare le condizioni di
svantaggio in cui versa la Sicilia. Anche là si tratta di una legge
voto che, se accogliamo in toto, con questa forma unitaria di
intenzione di difendere il futuro dei nostri giovani, delle nostre
comunità, di chi soffre, di chi è rimasto indietro, di chi ha
diritti che oggi non vengono sostenuti, abbiamo il dovere di votare
in modo unanime, ma non tanto per fare un'operazione di facciata,
per dire lo abbiamo fatto , no. E' perché poi in Parlamento, le
forze che sono rappresentate e rappresentano anche noi, tutti
quanti, possono portarla a compimento.
Fare impresa in Sicilia costa molto di più, la scuola costa molto
di più, importare, esportare merci, i trasporti, qualunque cosa in
Sicilia, lo vediamo col problema della continuità territoriale, per
la quale vicenda si è battuto anche questo Parlamento, si sono
battuti i sindaci, abbiamo preso una serie di iniziative anche a
livello regionale e nazionale. I trasporti, i giovani che devono
adesso tornare in Sicilia, dovranno purtroppo pagare un biglietto
aereo insostenibile. Tutto questo può trovare soluzione se insieme
lo vorremo, e sono convinta che non ci potremo dividere su questi
temi, perché ne va della nostra dignità e della nostra capacità di
fare politica al servizio di chi ha diritti, cioè del nostro
popolo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
nessuno è contrario a questa legge voto, troppo poco per essere
contrari. Io ho ascoltato qualche intervento prima: è come se già
stessimo toccando con mano i benefici, da domani tutto andrà
meglio, da domani tutti i problemi della montagna saranno risolti.
Ho la comprensione massima nei confronti dei sindaci - lo dico da
ex sindaco - perché poi chi si trova in trincea e non ha gli
strumenti per sopravvivere, ovviamente deve andare - e va - dietro
tutto.
Questo è uno strumento debole, molto debole. Io lo so, lei ci
crede, onorevole Foti, io sono sicuro che lei, insieme al Movimento
Cinque Stelle, insieme a tutti noi, faremo la nostra parte a Roma,
voi per primi con Conte, e noi a seguire con i nostri Ministeri, io
ne sono sicuro, che alla sollecitazione troppo semplice della
collega Lo Curto, noi ci aspettiamo le risposte dal Governo
nazionale, sono sicuro che Conte, Di Maio, Zingaretti, tutti
quanti, loro faranno la loro parte e ci metteranno in condizione di
avere tutte queste istanze, legittime, necessarie, che servono, ma
non possiamo registrare che c'è il fallimento della politica
regionale. Cioè, questo è l'ultimo atto, e lo ha espresso bene
anche nei modi il Presidente della Commissione, un atto
dell'incapacità di una Regione che non riesce a costruire uno
strumento legislativo per la montagna.
Non siete riusciti a fare una riforma per la forestazione, e non
c'è riuscita la sua Commissione, non c'è riuscita la sua
maggioranza. E la riforma per la forestazione era una riforma per
la montagna, per i comuni della montagna.
Non siete riusciti a mettere su una riforma agricola per la
montagna, zootecnica per la montagna, perché la montagna dal punto
di vista agricolo e dal punto di vista zootecnico è quasi morta, e
voi non siete riusciti a mettere su uno strumento, caro Presidente,
atto primo, la Commissione non serve solo a fare audizioni, ad
ascoltare, a fare gli incontri; è bello, piacevole, la Commissione
serve per produrre i disegni di legge.
Non avete prodotto nulla per la montagna E c'era un disegno di
legge che era quello presentato dal Partito Democratico, avevamo la
speranza noi come Regione, come Stato faremo tutti la nostra parte,
lo stiamo facendo con la legge voto e così via, ma noi avevamo la
speranza con questo disegno di legge, di completare un lavoro che
era stato fatto durante la precedente legislatura, e lo dico io da
componente di quella Commissione che insieme al presidente Marziano
avevamo completato quell'iter, quello era un disegno di legge della
Sicilia, per la Sicilia
Voi dopo due anni e mezzo avete prodotto un disegno di legge voto
Non abbiamo fatto nulla, chiediamo a mamma e papà Roma, di metterci
in condizione di fare qualcosa.
Lo sapete quale è, vi dovete passare la mano nella coscienza,
tutti, perché noi faremo la nostra parte, ovviamente anche a
sostenere il disegno di legge a livello nazionale, ma quando questi
sindaci, oggi qui con la fascia, non saranno in condizione di dare
le risposte che voi gli avete fatto capire che siamo in condizione
di dargli, loro purtroppo si troveranno a rispondere ai loro
territori di un nulla di fatto, Regione nulla, non riusciamo a
produrre nulla, non siete riusciti a produrre nulla, una legge voto
che rischia di restare solamente l'espressione unanime e condivisa
del Parlamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Grazie, Presidente. Allora, io ho sentito degli
interventi da una parte soprattutto di questa Aula che richiamano
alla opportunità, al rischio addirittura, di doversi risvegliare da
un sogno per scivolare in un incubo.
L'onorevole Cracolici ha detto non vorrei che tutto questo
diventasse un incubo . Adesso l'onorevole Dipasquale dice ah
Siamo riusciti ad ottenere soltanto una legge voto Ma vi siete
resi conto che nell'incubo già questi paesi ci vivono?
Ma in questi cinque anni, caro onorevole Dipasquale, mentre noi
facevamo queste proposte sulle zone franche montane, anche solo
attraverso un disegno di legge voto, ma dove siete stati? Dove
eravate? Che ora venire a fare la morale, qua Qua ci sono dei
sindaci che si caricano le responsabilità di una Sicilia intera che
non possono uscire di casa perché le imprese chiudono.
Io credo che qui ci siano degli spunti che vengono offerti, certo
non stiamo risolvendo tutti i problemi, ma c'è una Commissione che
all'unanimità è arrivata a varare un provvedimento che è contro lo
spopolamento, che guarda in favore finalmente al tema delle
imprese, e vi dirò di più, perché lo devono sapere le comunità. I
sindaci già lo sanno, perché il merito di questa norma è più dei
sindaci che si sono organizzati, che dell'opposizione che è andata
incontro alla maggioranza, come qualcuno sta dicendo, però,
veramente usciamo dalle polemiche
Oggi i sindaci sanno benissimo quando qualcuno gli raccontava che
c'era il rischio dell'aiuto di Stato, i sindaci sanno benissimo che
non si tratta di aiuto di Stato, perché il provvedimento è adottato
da una autorità territoriale dotata di uno statuto politico ed
amministrativo distinta da quella del Governo centrale. I sindaci
sanno benissimo che le conseguenze economiche, sempre per
rispondere a quelle accuse di una riduzione dell'aliquota nazionale
applicabile alle imprese presenti nella Regione, non devono essere
compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da altre Regioni
o dal Governo. I sindaci sanno benissimo che s'interviene sulle
partite Iva e che sulla scia di quei provvedimenti, come quando
parlavamo di insularità, viene finalmente data la possibilità di
accedere alle agevolazioni anche per coloro che intendono
trasferire in Sicilia, nelle zone montane, la sede legale ed
operativa delle loro attività.
Certo, è un gesto, è una prima azione. Si potrà e si dovrà fare di
più. Non c'è dubbio su questo. Non basterà semplicemente istituire
le zone franche montane, ma questo come in un puzzle, insieme alle
attività delle zone di economia speciale che è stata portata avanti
dall'assessore Turano, insieme a quella norma cui faceva
giustamente il Capogruppo dell'Udc, l'onorevole Lo Curto, sul tema
dell'insularità, potrà offrire delle opportunità importanti per il
futuro. Su questo, signor Presidente, mi unisco all'appello
dell'onorevole Lo Curto.
Questo testo sul riconoscimento della condizione di svantaggio che
scaturisce dal posizionamento geografico, presidente Miccichè,
ovvero sul riconoscimento del principio dell'insularità, è stato
già presentato un testo. Purtroppo ha avuto una battuta d'arresto
perché di fatto non è stato ancora calendarizzato. Credo che dopo
il provvedimento sulle Zes, dopo il tema delle zone franche
montane, dopo un'azione d'indirizzo politico che guarda a sostegno
del sistema produttivo Sicilia, ovvero al sistema delle imprese,
sia arrivato anche il tempo di potere calendarizzare
quell'ulteriore testo che insieme al sistema del contrasto del caro
voli, insieme al sostegno alle imprese potrà, con buona pace delle
sterili polemiche, ed in attesa che dalla controparte arrivino
ulteriori proposte migliorative, rappresentare un ulteriore passo
in avanti. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, riteniamo
questa una norma molto importante che riguarda oltre centotrenta
comuni dell'Isola, e mi dispiace avere sentito da questo pulpito
esponenti del Partito Democratico attaccare quest'Aula perché si
sta interessando delle zone franche montane, e vorrei capire come
si sono espressi in Commissione. Sarebbe importante capire come il
Partito Democratico, che oggi è al Governo della nazione, e ci
aiuterà a spingere questa norma, come si è espresso in Commissione
perché, purtroppo, spesso e volentieri, una cosa sono i comunicati
stampa e le dichiarazioni che si fanno in quest'Aula, una cosa sono
gli atti che si portano avanti nelle Commissioni, ed il lavoro che
si svolge non soltanto nelle Commissioni, ma anche qui in Aula.
E, allora, signor Presidente, noi abbiamo voluto con forza questa
norma, sappiamo che è una norma che dovrà essere sostenuta per ovvi
motivi, perché comunque sono di competenza di materie fiscali e,
quindi, di competenza dello Stato. Sarà una norma che tutta la
Sicilia vuole, ed io spererei che ci fosse un voto univoco
all'interno di quest'Aula, perché le motivazioni sono tante, signor
Presidente, tutti noi conosciamo i meccanismi di svuotamento
demografico che stanno avendo le aree interne, soprattutto quelle
montane, sappiamo perfettamente le difficoltà che vivono tutte le
amministrazioni e tutte le famiglie residenti in quei comuni e
sappiamo perfettamente che hanno bisogno di aiuto, un aiuto
importante, un aiuto che possa far sì che si possa creare sviluppo
anche nei centri in cui probabilmente si è persa anche la speranza
di creare sviluppo.
Allora la Sicilia sta facendo la sua parte, l'Assemblea farà la
sua parte approvando questa norma, dopo di che vedremo, sicuramente
approveremo questa norma, vedremo quanti dei qui presenti colleghi
voteranno la norma e quelli che non la voteranno, perché purtroppo,
spesso e volentieri, qualcuno contraddice anche se stesso. Noi no,
noi di Diventerà Bellissima no, abbiamo voluto
CRACOLICI. Infatti, la Sicilia è bellissima
ARICO'. Lo so, onorevole Cracolici, può essere
PRESIDENTE. Onorevole, si rivolga alla Presidenza, per favore.
ARICO'. Il Partito democratico ci ha lasciato le casse piene così,
come certificato dalla Corte dei Conti, e oggi si permette pure
salendo in questo pulpito di dirci che la Sicilia è bellissima, la
Sicilia tornerà ad essere bellissima, nonostante come l'avete
lasciata voi negli ultimi cinque anni che avete governato la
Sicilia. Dopo di che avete una grande possibilità.
CRACOLICI. Vedi che l'hai governata pure tu la Sicilia.
ARICO'. E abbiamo fatto tante cose in quei cinque mesi, se vuoi te
le elencherò un giorno. Allora, signor Presidente, sappiamo che
dalla Sicilia parte a gran voce una richiesta di sostegno per tutte
quelle comunità che oggi hanno bisogno, sicuramente il Parlamento
nazionale, ci auguriamo, farà la sua parte.
PRESIDENTE. Io credo che giusto oggi, con una legge che è di
iniziativa parlamentare, che è votata in Commissione da tutti,
tutto sarebbe necessario, tranne che uno scontro, visto che poi in
Parlamento nazionale ancora tutti insieme dovremo cercare di fare
passare questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,
riportiamo la pace in prossimità del Natale. Intervengo per
annunciare il voto favorevole del nostro Gruppo parlamentare ad una
legge di iniziativa che secondo me va incontro a quelle che sono le
necessità soprattutto di territori montani.
Devo dire che spesso i comuni debbono inventarsi qualcosa per
potere riuscire a ripopolare queste zone, per esempio le case a un
euro, oggi invece abbiamo la possibilità di fare, come Parlamento
regionale e successivamente il Parlamento nazionale, a favore di
queste comunità, è un'occasione che non dobbiamo perdere, è una
richiesta d'aiuto che ci viene, e noi dobbiamo pienamente
accogliere e non dobbiamo, tra virgolette, perderci nel fatto se si
può fare qualcosa in più o qualcosa in meno. Il mio motto che è
sempre lo stesso è sempre: l'ottimo è nemico del buono. In questo
caso il buono va preso immediatamente e portato avanti senza
indugio.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo a
votare una legge proposta dai colleghi parlamentari e approvata con
larga maggioranza in III Commissione, dopo un lavoro di ascolto, di
audizioni che è stato importante, per cui va sottolineato il merito
alla III Commissione per il lavoro fatto.
Non è la prima volta che arriva in Aula un disegno di legge che ha
questo tipo di istruttoria, che ha coinvolto tutte le forze
politiche e questo è, senz'altro, un fattore positivo. Sappiamo che
le zone montane soffrono per svariati motivi. Uno di questi è,
certamente, l'isolamento che viene sottolineato e aggravato da uno
stato di abbandono delle strade provinciali, frutto di una riforma
delle province pessima, che ha cancellato un ente senza spostarne
le competenze.
Oggi ci ritroviamo con strade provinciali che non hanno neanche la
manutenzione ordinaria e le cui buche, se fossero state affrontate
cinque anni fa, tre anni fa, quattro anni fa, non sarebbero
diventate voragini, voragini per cui oggi il Governo Musumeci, con
un piano straordinario per le strade provinciali di oltre 275
milioni, sta cercando di recuperare un danno fatto degli anni
passati. Un danno enorme che aggrava la situazione di isolamento di
questi comuni montani.
Sappiamo bene che questi comuni montani, come gran parte dei
nostri borghi e dei nostri piccoli centri, i centri storici di
questi comuni vengono abbandonati e si preferisce costruire
altrove. Noi avevamo immaginato - era passata nella mia
Commissione, proposta proprio dal Governo Musumeci - l'istituzione
di un fondo che riservava 40 mila euro a fondo perduto come
contributo alle giovani coppie che ristrutturavano la loro prima
casa a partire proprio dai borghi più piccoli, dai centri urbani
più piccoli, da borghi montani. Questo era un modo per far
ritornare ad abitare questi centri, perché io che sono di
provincia, e sono ospite di una città metropolitana, so bene che
con 40 mila euro in città come Palermo non ci compri neanche un
box, ma in un comune montano, in un borgo rurale, con 40 mila euro,
tu arrivi a costruire la tua prima casa. E questo sarebbe stato un
segnale importante, se quest'Aula non l'avesse bocciato. Era
un'altra proposta di aiuto a questi centri che sono isolati.
Bisogna sbloccare fondi per le aree interne. Il Presidente
Musumeci giornalmente pressa sui dirigenti, sui vari enti affinché
questi fondi vengano utilizzati, e utilizzati al meglio, perché
sono una risorsa che può ridare speranza. E, certamente, questa
legge aiuta un altro importante ruolo che può essere svolto dalle
imprese a dalle attività commerciali e artigiane in queste città
montane, comuni montani.
L'avere pensato a questa legge che, se approvata, potrà dare una
boccata di ossigeno alle nuove imprese attraverso una zona franca
e, quindi, all'istituzione, alla crescita, di attività
imprenditoriali è un altro aiuto che può essere immaginato da
quest'Aula rispetto alle zone montane. Quindi, io dico basta col
benaltrismo. Basta con chi viene qui a dare lezioni su che cosa
viene prima, che cosa dovrebbe essere fatto prima e meglio di
altro. Noi stiamo cercando di porre in essere diverse misure, non
una. Questa è una di quelle, la condivo, l'ho sottoscritta e la
voto con grande piacere. Altre erano state pensate, e altre ancora
ne penseremo in soli due anni dal nostro insediamento. Mi chiedo,
come mai tutte queste sensibilità, tutte queste priorità, tutte
queste idee e disegni di legge importanti e prioritari che sono
stati qua enunziati dai colleghi del PD non sono stati approvati
nei cinque anni in cui hanno governato con una maggioranza bulgara
in Assemblea? Quelle priorità spuntano soltanto oggi che a
governare sono altri? Peccato, occasione persa e oggi, onestamente,
di chi pontifica non ne abbiamo bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catalfamo.Ne ha
facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, un ringraziamento particolare a
tutti i sindaci delle comunità montane che oggi sono intervenuti,
il ringraziamento soprattutto perché ci hanno messo al corrente, in
maniera garbata e in maniera efficace, circa la volontà di portare
a compimento questa legge voto che da tanto tempo aspettavano con
ansia.
Siamo stati presenti presso i presidi che erano stati organizzati,
nelle scorse settimane, e credo che quello che oggi verrà
completato è un iter assolutamente virtuoso, da replicare il più
possibile, perché siamo riusciti davvero, e in breve tempo, a
creare un collegamento tra i territori e l'Istituzione Assemblea
regionale.
Al di là del metodo, che sicuramente è stato un metodo positivo e
da ripercorrere anche nei contenuti, la legge è ovviamente una
legge condivisibile.
E' chiaro che bisogna cercare di dare conforto a queste zone
interne che subiscono uno scarto economico e occupazionale per
situazioni logistiche sicuramente meno felici rispetto alle zone
costiere. Quindi, per tutti questi motivi, preannuncio il voto
favorevole di Fratelli d'Italia.
Aggiungo anche che avevo pensato ad un emendamento all'articolo 1
della legge, ma dal momento che dobbiamo tenere in grande
considerazione la sensibilità delle Comunità, che oggi sono
rappresentate qui dai sindaci, e in considerazione del fatto che in
queste ore è emerso che questa sensibilità era un attimino turbata
da questo emendamento, preannuncio il ritiro dell'emendamento 1.1
riservandomi di ripresentare successivamente un ordine del giorno,
o un altro atto, che in altra forma cerchi di replicare quelli che
erano le istanze sottese a quell'emendamento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Catalfamo, la ringrazio anche per
questa sua ultima comunicazione, perché lei ha fatto un atto di
grande responsabilità col ritiro di questo emendamento, che avrebbe
creato qualche problema, così possiamo andare avanti entro oggi e
finire sicuramente l'analisi e il voto della legge. Grazie ancora.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, saluto
anche i Sindaci presenti oggi in Aula.
Io credo che quando il Parlamento siciliano ha la possibilità di
favorire quello che è un processo dal basso, perché questa norma -
come hanno ricordato molti dei colleghi che mi hanno preceduto -
parte anche da un'esigenza, parte soprattutto da un'esigenza
espressa da tanti colleghi Sindaci, credo che il Parlamento abbia
l'obbligo di dare voce all'esigenze delle Comunità tutte e, in
questo caso, come stiamo facendo con questa norma, delle Comunità
montane, che vivono costantemente e quotidianamente una condizione
di grande sofferenza rispetto a uno spopolamento naturale che
avviene, rispetto alle attività che purtroppo sono costrette a
chiudere i battenti in queste Comunità montane, perché non ci sono
più quelle condizioni economiche che possono permettergli di
sopravvivere.
Vorrei, però, anche soffermarmi su un passaggio di cui si fa cenno
all'interno della relazione, che riguarda quella che è la
situazione complessiva del Mezzogiorno.
Negli ultimi dieci anni il Mezzogiorno d'Italia ha visto sottratte
risorse per quasi 60 miliardi. Questo è un dato che ci deve fare
riflettere, che deve fare riflettere tutto il Parlamento siciliano
affinché, anche rispetto a quelli che sono i rapporti con il
Governo nazionale, venga tenuto in considerazione questo aspetto,
perché se noi vogliamo effettivamente dare risposte concrete ai
nostri Territori non ci possiamo permettere il lusso di vederci
sottrarre risorse importanti che ammontano a circa 60 miliardi.
Questo dato è emerso anche nella Commissione finanza della Camera,
che si è svolta il 10 dicembre in cui, grazie a uno studio fatto
dalla Svimez, si evidenzia come, appunto, in quelli che sono i
rapporti tra lo Stato e le Regioni, e quindi la ripartizione pro
capite, ci sia stata una diminuzione negli ultimi 10 anni del 6,2
per cento, che si traduce in ben 60 miliardi.
Questo perché c'è stato un artifizio anche in quella che è stata
l'analisi fatta dai Presidenti delle Regioni del Nord Italia, che
rivendicavano ancora ulteriori risorse. Artifizio che si è
concretizzato in una cosa banale, ma assi semplice, tenendo conto,
non dei flussi di pagamento effettivamente realizzati, ma soltanto
di quelli che sono stati i mandati da parte della Ragioneria
generale dello Stato.
Ecco, questo è un dato di cui il Governo regionale deve tenere
conto, è un dato fondamentale, importante di cui dobbiamo tutti
farci carico, di cui dobbiamo tutti essere coscienti, affinché si
attui una controtendenza rispetto al passato e si riesca ad avere
un rapporto di finanza pubblica tra Stato e Regioni che deve essere
equo, queste risorse potrebbero essere utilizzate, e dovrebbero
essere utilizzate, per le nostre infrastrutture per i nostri
territori.
Ricordiamoci che il Fondo delle autonomie locali negli ultimi
anni, che è quello che riguarda i Comuni, è stato saccheggiato più
e più volte, e che questo ha messo noi sindaci, perché sono anche
un sindaco, in grande, grande difficoltà.
Quindi è chiaro che oggi il grido d'allarme dei Sindaci si fa
sentire sempre più forte, perché non siamo più nelle condizioni di
soddisfare le esigenze minime che i nostri concittadini ci
richiedono, e allora non possiamo più accettare che si continui con
questa logica con cui, ancora una volta, il Mezzogiorno viene
scippato di risorse importanti.
Oggi questi dati non sono più dei dati teorici, fonte soltanto di
studi, ma sono agli atti della Camera, delle Commissioni e delle
finanze, e mi auguro che il Governo nazionale tenga conto di questi
dati e che si attui una distribuzione equa delle risorse,
rispettando peraltro le regole definite dalla legge n. 42 del 2009,
regole che sono state finora disattese.
I siciliani, il Mezzogiorno deve avere nuovamente queste risorse e
una distribuzione equa di queste risorse, perché non possiamo più
andare a Roma con il piattino in mano quasi a dover pietire per
qualcosa che, invece, ci spetta di diritto, e che noi dobbiamo fare
in modo che ci venga restituita
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO, Signor Presidente, onorevoli colleghi, il meglio è nemico
del bene, quindi noi voteremo questo disegno di legge, lo faremo
convintamente, cioè ci sarà il nostro impegno per portarlo avanti.
Non possiamo però sottacere alcune cose, Presidente, non possiamo
sottacere il fatto che il disegno di legge sulle zone franche
montane presentato dal Pd è il n. 3, significa che il Partito
democratico lo ha presentato a inizio legislatura e, purtroppo,
fino a oggi non è stato possibile discuterlo, non per farne un
disegno di legge voto che è già qualcosa. Quindi tendiamo a
valorizzare quello che stasera faremo, ma avremmo potuto farne
legge solo se il Governo della Regione avesse dato copertura
finanziaria, come è stato fatto con tante altre leggi approvate
durante questa legislatura.
E' un disegno di legge che nasce dall'ascolto dei territori, dei
sindaci, delle comunità, merita pertanto il massimo del nostro
rispetto, della nostra attenzione.
Penso che questo disegno di legge voto posto al Parlamento
nazionale, che noi oggi qui siamo chiamati ad approvare, ha un
senso solo se realmente questo Parlamento e questo Governo assumono
un impegno di coerenza nei confronti dei sindaci, nei confronti
delle comunità, delle aree montane ed è quello di fare, davvero,
del tema delle zone montane un tema prioritario per il Parlamento
regionale e per il Governo della Regione, diversamente diventa un
atto di pura ipocrisia.
Saremo coerenti, assumiamo coerentemente l'impegno con i cittadini
siciliani che vivono nelle aree montane, con coerenza in tutto
quello che questo Parlamento farà signor Presidente.
Provo rapidamente a dire alcune cose: vogliamo assumere l'impegno
che mai più un euro di trasferimenti, sarà tagliato ai comuni, e
tanto meno ai comuni delle aree montane?
Vogliamo assumere l'impegno che quanto è già stato deliberato per
gli investimenti sarà trasferito ai Comuni delle aree montane?
Oppure dobbiamo ancora assistere, così, come purtroppo assistiamo,
oggi in una delibera del 29 novembre 2019, al fatto che a fronte
dei 115 milioni di euro, destinati in bilancio con legge di questo
Parlamento, il Governo della Regione trasferisce ai comuni
siciliani tutti appena 45 milioni, perché le risorse non sono
disponibili.
Io credo che questo è inaccettabile, che, perfino quando questo
Parlamento delibera ed approva leggi, il Governo della Regione non
dia seguito all'attuazione delle leggi, signor Presidente
dell'Assemblea, è inaccettabile .
Io su questo chiedo un dibattito d'Aula, perché gli investimenti
sono quelli che servono a questi comuni per andare avanti, per la
viabilità, per tutti gli altri che ben conosciamo, per il lavoro,
per il lavoro produttivo.
Vogliamo assumere l'impegno che tutto il resto che verrà fatto in
quest'Aula avrà un'attenzione particolare per i comuni delle zone
montane? C'è qui l'assessore per le infrastrutture.
La viabilità, per esempio, le scuole, per esempio, la sanità, per
esempio. Così come è stato fatto nella scorsa legislatura, ad
esempio, riconoscendo, in base a Baldussi, che l'ospedale di
Petralia è un ospedale di zona disagiata e che, pertanto, doveva
mantenere anche il pronto soccorso. E così è, e così è stato.
Vogliamo assumere l'impegno che una quota significativa di fondi
strutturali sarà investita nelle zone montane?
Che, ad esempio, quando si fa un bando per i fondi strutturali, si
dà una priorità alle imprese, alle aziende che sono disponibili ad
investire nelle aree montane, perché lì c'è una condizione di
svantaggio particolare che deve essere compensata con un intervento
di favore, di giustizia, da parte della politica, delle
istituzioni?
Vogliamo destinare una quota adeguata anche di fondi strutturali
per la nuova programmazione.
Ai comuni montani, che vivono condizioni di particolare
svantaggio, servono atti concreti, Presidente, lei questo lo sa
bene.
Quali impegni prioritari per i comuni delle zone montane il
Governo della Regione è disponibile ad assumere, ad esempio e
concretamente, per il prossimo piano dei trasporti.
Serve meno una linea - concludo - in un comune facilmente
raggiungibile dell'area costiera, serve più ai comuni delle aree
interne.
Allora, noi questo disegno di legge lo approviamo, lo voteremo, lo
sosterremo, ma saremo altrettanto coerenti in tutti gli altri temi,
che prima brevemente ho enunciato, e tanti altri ancora e
pretenderemo coerenza da questo Parlamento, da questo Governo.
Signor Presidente, se non ora quando?
Voglio concludere così: Credo che la coerenza debba guidare i
comportamenti di tutti i deputati, così come in questa occasione in
tutti gli altri appuntamenti .
Io mi auguro che anche nelle prossime occasioni i sindaci delle
aree montane possano essere autorizzati ad assistere ai lavori
parlamentari.
PRESIDENTE. I sindaci sono autorizzati sempre ad assistere al
dibattito parlamentare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori sindaci
della Regione siciliana, intanto vorrei esprimere un plauso al
Presidente della III Commissione e, nella sua interezza, anche alla
Commissione che ha avuto questa bella idea di scrivere e formulare
questo disegno di legge per portarlo avanti.
Quindi, sotto l'aspetto della votazione, c'è il mio voto
favorevole. Però, purtroppo, la Sicilia da sola, cari colleghi, non
ce la può fare. La Sicilia ha bisogno di coinvolgere anche le
Regioni del Meridione d'Italia, solo così, possibilmente, può
farcela, nel senso che, organizzare tra Presidenti e Parlamenti
delle Regioni del sud Italia, per organizzare un vero e proprio
tavolo tecnico e dire, finalmente, e dimostrare, all'intera
nazione, al Governo nazionale, in primis, ed al suo Parlamento, che
il Sud, ormai, da solo, non ce la può fare.
Questa è, quindi, una delle cose che bisogna immaginare
immediatamente.
Penso che portare, appunto, sul tavolo delle trattative la
fiscalità di vantaggio, che è l'abbassamento delle tasse, agevolare
per un periodo, ma non solo la Sicilia, il Meridione d'Italia,
perché altrimenti da soli non ce la faremo mai.
Prenderanno questo disegno di legge, lo accantoneranno, lo
metteranno da parte e poi se ne parlerà. Se, invece, c'è una forza
forte, dell'intero Meridione, è possibile che qualcosa arrivi alla
nostra gente, ai nostri sindaci, sicuramente, porteremo delle belle
soddisfazioni.
E, poi, organizzare anche i contratti di lavoro. I contratti di
lavoro devono essere dei contratti di lavoro diversi, non possono
essere i contratti di lavoro regionali, rispetto ai contratti del
settentrione d'Italia, devono essere diversi, devono essere più
elastici. Noi non abbiamo bisogno di reddito di cittadinanza,
abbiamo bisogno del reddito di cittadinanza per le famiglie che
vivono in grosse difficoltà ma, abbiamo bisogno di dare anche la
dignità dando e creando lavoro. E solo con i contratti, con la
formazione dei contratti, diversi rispetto a quelli del
settentrione d'Italia, è possibile arrivare anche ad una soluzione.
Il patto di stabilità ha distrutto i comuni, in particolare quelli
del meridione d'Italia.
Signor Presidente, però, veda, io ho notato una cosa. Ho seguito i
movimenti del Presidente della Regione, ho visto che è stato in
diversi posti, è stato anche a battere i pugni nei Ministeri del
nostro Stato, con tanta voglia di fare e portare delle risorse al
nostro Territorio.
La cosa, quindi, che dobbiamo fare è votare, intanto, questo
disegno di legge, che è un buon inizio, è una scelta nobile ma,
sicuramente, non è tutto quello che si possono aspettare i sindaci,
perché il problema non è che ce l'hanno solo le zone montane, ma in
Sicilia, queste difficoltà le risentono tutti.
Organizzare, quindi, a mio avviso, un tavolo tecnico fra le
Regioni del Meridione, del Sud e battere i pugni ai ministeri e
dire che, ormai, questa gente non ce la fa più.
Non ce la facciamo più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, Governo, colleghi, deputati, sindaci.
Ho ascoltato, signor Presidente, con grande attenzione, gli
interventi dei miei colleghi e, devo dire che, qui, sento parlare
sempre di stanziamenti, di risorse, di finanziamento per questo o
quell'altro intervento, per quella strada provinciale o per
quell'intervento che riguarda chissà quale opera pubblica.
Vorrei, però, sapere, signor Presidente, di questi stanziamenti,
quanti arrivano all'obiettivo, che è l'atto finale, l'opera
pubblica?
Vorrei chiedere ai sindaci, che oggi sono presenti, se hanno delle
risorse per la progettazione, perché, veda, è bello dire abbiamo
stanziato per quell'intervento tre milioni di euro e, poi, quel
comune non ha le risorse necessarie per adoperarsi e per progettare
quell'intervento.
E allora io ricordo un paio di settimane fa di aver incontrato
l'Assessore Falcone, che è Assessore che io stimo per il suo
impegno, per la sua tenacia, anche per i suoi risultati che si
toccano con mano, che mi disse: Guarda Edy, io qua ho una serie di
finanziamenti, una serie di risorse, non ho la progettazione per
nessun tipo di intervento . Ti ricordi Marco? Io aspetto che i
comuni, le città metropolitane mi portino i progetti per arrivare
all'obiettivo finale che è la realizzazione di quell'opera . E
allora, smettiamola di parlare di interventi, di finanziamenti, di
stanziamenti di risorse perché stanno diventando il libro dei sogni
di questo Governo regionale, delle varie Amministrazioni locali.
Bisogna commissariare, bisogna commissariare i settori, bisogna
commissariare gli interventi, onorevole Falcone, come dire,
probabilmente, mi sono anche fatto trascinare un po' dal mio leader
che è Renzi che evidenzia questa idea di commissariare gli
interventi ma è l'unico modo per arrivare ad un obiettivo, è
l'unico modo per arrivare a spendere queste risorse e questi
stanziamenti che noi abbiamo o attraverso il Patto per il sud, o
attraverso il PON Metro, attraverso il Patto per Palermo,
altrimenti stiamo correndo tutti il rischio che questi
finanziamenti torneranno indietro e queste somme non verranno
spese.
Poi sento parlare di responsabilità, Presidente. Ogniqualvolta,
qui, qualche mio collega si accinge a parlare, parla delle
responsabilità del Governo precedente, o delle responsabilità del
Governo attuale o addirittura ancora di quello precedente ancora.
Presidente qui io non parlo di responsabilità, se ci sono delle
responsabilità qui dentro siamo tutti responsabili. Il Presidente
Musumeci non può dichiarare alla stampa che se c'è un buco è colpa
del Governo precedente. Il problema del buco e il problema
economico-finanziario della Regione non riguarda questi ultimi
cinque anni o questi ultimi tre anni ma forse riguarda gli ultimi
vent'anni e quindi siamo tutti responsabili. Forse è il momento di
sederci e attivare, come dire, un patto, un patto tra noi Gruppi
parlamentari per cercare di uscire da questo sistema che ormai si è
incancrenito e che è un sistema che a mio avviso è pericoloso e che
genera immobilismo, un immobilismo che a mio avviso è pericoloso.
E allora, probabilmente, se non ci fossero stati, oggi, tutti
questi sindaci, vedo anche qualche presidente del consiglio
comunale, probabilmente il dibattito sarebbe stato ancora più
scialbo, meno spettacolare e noi, com'è consuetudine fare nel mio
Gruppo parlamentare, intanto preannunciamo il nostro voto
favorevole al disegno di legge delle zone franche montante cui ho
avuto modo e piacere di partecipare anche a delle iniziative e dei
presìdi che si sono svolti sulle Madonie, sono stato invitato dal
dottore Lapunzina, ho incontrato anche diversi sindaci delle
Madonie e ho partecipato con piacere dando la mia, come dire,
disponibilità totale ad affrontare il problema, ma non si ferma qui
il problema Presidente.
Noi oggi votiamo la legge-voto, sì, le Zone franche montane che
costituiscono una misura di politica economica adottabile per
rilanciare quella zona interna del Paese, sì, possiamo investire,
come dire, possiamo attrarre nuovi imprenditori a questo processo,
questo processo per smuovere quell'economia, smuovere quella
ricchezza in quelle porzioni di territorio. Perfetto, ma non
dobbiamo fermarci qui, Presidente. Io parlerò col mio' Gruppo
parlamentare nazionale come ho fatto per i collaboratori scolastici
di Palermo, come ho fatto per attivare quel meccanismo che si
chiama Continuità territoriale, come ho fatto per quella legge che
porta alla stabilizzazione oggi - grazie ad un emendamento di
Italia Viva - del personale medico sanitario, e concludo,
all'interno delle strutture sanitarie, lo farò anche per le Zone
franche montane.
Quindi, preannuncio il mio voto favorevole, e da domani dobbiamo
stare tutti uniti e soprattutto andare a trovare i Gruppi
parlamentari nazionali per far sì che questa legge non diventi
soltanto un libro dei sogni ma diventi anche realtà. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tancredi. Ne ha
facoltà. Ci sono gli ultimi quattro interventi, a questo punto non
ne accetto più, se no facciamo notte. Dopo questi quattro
interventi, passeremo alle votazioni.
TANCREDI. Grazie, Presidente. Grazie ai sindaci qui presenti, che
ovviamente ripongono notevoli speranze
PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, per favore torni al proprio posto.
TANCREDI. Non credo che tutti, in quest'Aula, ci siamo resi conto
dell'importanza, del principio che è scritto in questo disegno di
legge, perché qui andiamo oltre la semplice enunciazione
dell'istituzione delle Zone franche montane, perché nella relazione
è chiaro ed evidente che stiamo rimettendo al centro dell'agenda
politica quello che non è mai stato riconosciuto a questa Regione,
che è l'applicazione statutaria. Il richiamo ai due articoli dello
Statuto, il 36 e il 37, che non sono mai stati applicati, è
l'elemento essenziale per poter fare ripartire un ragionamento
complessivo che punta a ridare dignità a questa Regione.
A me dispiace avere sentito anche, nel dibattito, rivendicazioni
di parte politica avversa per quelli che sono stati errori, molto
importanti, di cui tutti dobbiamo farci carico, e tutte le parti
politiche che hanno governato questa Regione negli ultimi
cinquant'anni - non dieci anni, cinquant'anni - non sono stati in
grado di definire quelli che sono i rapporti economici tra lo Stato
e la Regione in maniera compiuta e adeguatamente precisa. Senza
quello è chiaro che, come dice l'onorevole Cracolici, resterà
lettera morta, ma è un momento in cui rimettiamo nell'agenda
politica nazionale un aspetto che è stato totalmente trascurato nel
dibattito politico.
Se questa Regione è al collasso sotto tutti i profili, perché i
comuni delle Zone franche montane di futura istituzione sono le
prime istituzioni destinate a scomparire se non ci saranno adeguati
provvedimenti, ma poi a seguire ci saranno tutte le altre
istituzioni comunali: noi siamo in questo momento la Regione con la
maggiore concentrazione di istituzioni comunali che stanno
fallendo, letteralmente, tra pre-dissesto e dissesto.
In questi giorni sto leggendo un libro che parla della mancata
applicazione del federalismo fiscale, in cui le regioni del Centro-
Sud sono state fortemente penalizzate, e siccome mi piacciono i
numeri, sono andato a fare una quantificazione, perché come voi
sapete, la Regione siciliana non fa parte di quel pacchetto
relativo al federalismo fiscale. La Regione siciliana è quella più
penalizzata nella mancata applicazione dei trasferimenti, e ancora
sotto in maniera percentuale per quelli che sono i trasferimenti,
quindi siamo la Regione peggio servita d'Italia, sotto questo
profilo, e lo dimostrano anche i dati del recente Rapporto SVIMEZ
su Il Sole 24 ore , in cui la Regione siciliana è all'ultimo posto
per la qualità della vita, l'ultimo, quanto meno i nostri comuni di
riferimento sono agli ultimi posti. Questo è chiaramente dovuto
alla nostra non capacità, ad oggi, di portare istanze che sono
scritte nella nostra Carta costituzionale, perché il nostro Statuto
è Carta costituzionale, che noi non riusciamo a fare applicare, e
questo disegno di legge, che ovviamente entra a gamba tesa su una
serie di agevolazioni fiscali molto importanti, ma è il primo vero
passo per rimettere al centro dell'agenda politica un ragionamento
da troppo tempo fermo, direi dimenticato.
Non a caso l'articolo 6 disposizioni attuative , rimanda che
L'efficacia della presente Legge-voto è subordinata alla
definizione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione
siciliana che individuerà le risorse finanziarie da destinare a
tale misura di politica economica .
Qui dentro non ci sono solo le Zone franche montane, qui dentro
c'è la dignità di un popolo che deve cominciare a rialzare la testa
in una ottica di leale collaborazione e in cui tutti, dentro questa
Aula, debbono fare la loro parte, tutti, nessuno escluso, senza
andare a dire è colpa tua, è colpa nostra. E' colpa di tutti,
mettiamoci un punto e ripartiamo e facciamo ripartire questa Terra
che ne ha bisogno. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi, mi permetta di farle i
complimenti per il suo intervento che credo che abbia colto
esattamente nel segno quale è il problema e che cosa rappresenta
questa legge oggi che stiamo mandando al Parlamento di Roma.
E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.
LANTIERI. Grazie Presidente, grazie colleghi, voglio ringraziare
i sindaci presenti, solamente per dire che il nostro Gruppo è a
favore di questa legge-voto. Non mi voglio dilungare perché già i
colleghi hanno detto di tutto, però una precisazione, Presidente,
mi consenta di dirla.
Polemiche non se ne fanno perché diamo una speranza ai sindaci che
sono i veri protagonisti delle problematiche dei territori perché
la gente purtroppo o per fortuna per noi a volte vede il Sindaco
come l'unico interlocutore per le problematiche all'interno dei
comuni. Sappiamo tutti, è inutile ripeterlo, ma ce lo dobbiamo
dire, che i trasferimenti sia da parte dello Stato, che da parte
della Regione sono sempre inferiori e le difficoltà aumentano.
Perciò, dare una speranza con un voto all'unanimità da parte di
questa Aula e portare tutti insieme questa legge a Roma significa
dare forza.
Poi volevo precisare solamente una cosa, si è parlato anche delle
provincie. E' vero, le provincie, le strade, la viabilità. Volevo
dire che la problematica delle provincie è molto più grande e
bisognerebbe parlarne veramente perché le problematiche delle
provincie, qua l'Assessore Grasso mi può dare conferma, iniziano
con il prelievo forzoso fatto dallo Stato. E lì iniziano veramente
i problemi. Poi la riforma non fatta e di conseguenza ci ritroviamo
con le competenze delle ex provincie che sono state lasciate nelle
mani dei commissari.
Vi ricordo che il nostro Governo ha commissariato le provincie e
che ancora sono nelle mani di commissari, perciò quello che faceva
l'allora - vuole intervenire assessore Grasso? - voglio dire non
è per colpa nostra che non si è andato a votare, ci sono stati i
commissari, sono rimasti perché non si riesce a trovare una
soluzione perché mancano i fondi, però è inutile dire che questo
Governo non vuole mettere i fondi assolutissimamente', il problema
è che la coperta è corta.
Io a nome del mio Gruppo votiamo in modo favorevole, concludo
perché i sindaci hanno la necessità di vederci votare e di
conseguenza auguro a questa Aula che sia un voto unanime da parte
di tutti senza polemica. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà. Onorevole De Luca, segua l'esempio dell'onorevole
Lantieri, non sono obbligatori cinque minuti, sono facoltativi.
DE LUCA. Grazie Presidente, non per contraddirla ma dopo tanti
mesi e tanti anni che le comunità montane attendono questa legge,
minuto più, minuto meno non credo che faccia la differenza.
Dovremmo fare una precisazione anche per essere corretti con ciò
che stiamo facendo. Stiamo approvando una legge obiettivo sulle
Zone franche montane, non è una legge sulla montagna, non ha la
pretesa di esserlo, anche perché a differenza di una legge sulla
montagna questa non prevede oneri a carico della Regione siciliana
che come ha reso noto la Corte dei conti molti soldi non ha e anzi
colgo l'occasione, Presidente, anche a nome del Gruppo per invitare
anche il Governo ad essere presente in Aula per affrontare questa
tematica perché sarebbe anche importante offrire dei chiarimenti a
questo Parlamento.
Questa legge ha seguito un percorso condiviso, un percorso che ha
visto battersi tanti sindaci, tanti consigli comunali e anche tanti
cittadini siciliani che credono che questa legge possa fornire un
importante spunto di riflessione per questo Parlamento, ma anche un
importante contributo nel dialogo con il Governo nazionale. Questa
legge, infatti, apre un percorso, apre un percorso che poi dovrà
essere sostenuto da tutte le forze politiche con una contrattazione
seria da parte anche del Governo che dovrà trovare il modo ed il
canale per dialogare con il Governo Conte.
Questa legge sicuramente non riesce, quindi, da sola a risolvere i
problemi dei comuni montani, ma ha lo scopo di creare un'economia
di sviluppo che è qualcosa di diverso da quello che spesso la
politica ha richiesto ossia un'economia di vantaggio, un'economia
di sostegno. Ed ha lo scopo anche di individuare quello che può
essere un motore per tutta la Sicilia perché se riparte l'economia
nei comuni montanti a trarne vantaggio non sono solo le comunità
montane ma anche tutte le altre.
Relativamente ai criteri che alcuni di noi avrebbero avere voluto
veder qualche modifica però è anche giusto, è stato anche giusto e
per questo come Gruppo politico non abbiamo, volendo sostenere
apertamente questa legge, presentato emendamenti. Ci siamo riuniti
e lo abbiamo deciso tutti insieme di non presentarne proprio perché
vogliamo affermare come anche componenti azionisti di maggioranza
di questo Parlamento, non di questa maggioranza, di volere
intraprendere questo percorso di riscatto per la Sicilia.
Nell'intervento dell'onorevole Cracolici ho rilevato che lamentava
che non andando ad individuare i comuni uno per uno si rischia di
creare delle differenze tra comunità montane più ricche e comunità
montane più povere, però, alla fine se qualcuno ha un ulteriore
vantaggio ben venga a patto che nessuno ne abbia svantaggio e
soprattutto e purtroppo in Sicilia di comuni come Cortina d'Ampezzo
non ce ne stanno, al massimo ci sono comuni che aspettano da un
pezzo che si faccia qualcosa di concreto in questo Parlamento per
loro. Però, desidero fare anche un invito al Governo regionale
perché se questo Governo regionale ha accettato di approvare in
tempi brevi questa legge, sospinto dal Parlamento, non può esimersi
dall'impegnarsi nel dare attuazione alle tante leggi che già
esistono, che già sono state approvate in questo Parlamento ma che
non hanno trovato compiuta attuazione e penso alle leggi sulle
cooperative di comunità, sull'albergo diffuso, penso agli eco-
musei, penso alla legge che istituisce e finanzia le scuole delle
arti e dei mestieri.
In Sicilia di leggi buone ce ne sono tante, sull'applicazione
siamo un po' deficitari e qui il Governo dovrebbe decidersi, da
questo punto di vista, visti anche i rilievi mossi dalla Corte dei
conti, a impegnare meglio le poche risorse che ormai sono rimaste,
per riversarle bene sul territorio, creare economia e sviluppo per
questa Terra.
Ovviamente, il voto del Movimento Cinque Stelle sarà favorevole
per come è stato determinante il contributo sinora offerto. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini, sindaci ed ospiti tutti, intervengo per fare un plauso
ai sindaci perché questo è un disegno di legge d'iniziativa
popolare, cioè è un disegno di legge che è stato spinto dal basso e
faccio un forte plauso perché dovete sapere, ma sicuramente qualche
notizia vi è arrivata, che quest'Assemblea regionale siciliana è
stata bloccata per mesi nella sua attività da parte di un assessore
per l'economia e da tutto il Governo che per mesi ci ha tenuti
bloccati all'interno di Collegati; magari qualche vostro deputato
del vostro comprensorio vi avrà detto in questo periodo Tramite i
Collegati potevamo risolvere qualche problema, potevamo dare una
soluzione a qualcosa . Ebbene, di quei Collegati se n'è discusso
per sei mesi e poi sono stati stracciati' proprio perché questo
Governo ha voluto bloccare, volutamente l'Assemblea regionale
siciliana, e vi devo dire grazie per questo disegno di legge anche
perché disegni di legge di iniziativa governativa quest'Assemblea
ne ha visti pochissimi, molti dei disegni di legge che sono stati
approvati, signor Presidente, sono di iniziativa parlamentare, sono
di iniziativa dell'Assemblea e non del Governo e quindi poco fa
ascoltavo, serve commissariare tutto', ma siamo già commissariati
su tutto, siamo commissariati sui rifiuti, e immagino che non
vedete dei benefici, siamo commissariati sul dissesto
idrogeologico, siamo commissariati per quanto riguarda la
depurazione e non penso che questo commissariamento stia risolvendo
i problemi dei siciliani, no signor Presidente, serve una visione
differente, una visione differente da questo Governo regionale
attuale che è stato completamente, come dire, bacchettato è dire
poco, da parte della Corte dei conti, perché c'è andata giù pesante
con questo Governo regionale.
Forse, signor Presidente, serve proprio la visione che hanno
portato questi sindaci all'interno di questo disegno di legge, è
questa la visione forse che un giorno, spero il prima possibile,
sbloccherà la nostra Sicilia, perché al momento siamo bloccati da
un passato che continuiamo a portarci dentro, perché all'interno di
questo Governo regionale, checché se ne dica, c'è quel passato che
il Presidente Musumeci attacca continuamente, per quanto riguarda
il disavanzo, quel passato oggi è ancora all'interno di questo
Governo regionale e allora chiudo dicendo: complimenti a tutti quei
sindaci e a tutti quei cittadini che si sono attivati per
realizzare questo disegno di legge, è questa la Sicilia che ci
piace
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, passiamo alla votazione degli
articoli. Comunico che dopo il ritiro dell'emendamento
dell'onorevole Catalfamo, c'è un solo emendamento all'articolo 6.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Ai fini dell'individuazione delle Zone franche montane si
considerano le aree particolarmente svantaggiate, relative ai
territori dei comuni nei quali oltre il 50 per cento della
superficie totale è posto ad altitudine di almeno 500 metri sul
livello del mare, con una popolazione residente inferiore a 15 mila
abitanti, o porzioni di aree comunali densamente edificate, poste
sempre al di sopra dei 500 metri sul livello del mare - con
popolazione residente sempre inferiore a 15 mila abitanti - e
costituenti nuclei storicizzati dove sono presenti fenomeni di
spopolamento calcolati in funzione dell'andamento demografico di
tali aree con dati storici certi negli ultimi 50 anni.
RAGUSA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA, presidente della Commissione. Noi siamo pronti a votare
senza nessun tipo di emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Territori montani
1. L'individuazione dei territori di cui all'articolo 1 è
effettuata con decreto del Presidente della Regione, previa
deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'assessore
per le attività produttive, entro sei mesi dall'entrata in vigore
della presente legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Caratteristiche dei benefici
1. Caratteristiche dei benefici:
a) esenzione dalle imposte sui redditi per i primi tre periodi di
imposta. Per i periodi di imposta successivi l'esenzione è
limitata, per i primi cinque al 60 per cento, per il sesto e
settimo al 40 per cento e per l'ottavo, nono e decino al 20 per
cento. L'esenzione di cui alla presente lettera spetta a decorrere
dal periodo di imposta in corso al 1 gennaio 2020 e per ciascun
periodo d'imposta, maggiorato di un importo pari a euro 5.000,
ragguagliato ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato
residente all'interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la
zona franca montana;
b) esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive per
i primi tre periodi di imposta per ciascun periodo di imposta, del
valore della produzione netta;
c) esenzione dalle imposte municipali proprie a decorrere
dall'anno 2020 e fino all'anno 2025 per gli immobili siti nelle
zone franche montane, posseduti o utilizzati dai soggetti di cui al
presente articolo per l'esercizio delle nuove attività economiche;
d) esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da
lavoro dipendente per i primi cinque anni di attività, nei limiti
di un massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a
tempo indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore
a dodici mesi e a condizione che almeno il 30 per cento degli
occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona
franca montana. Per gli anni successivi l'esonero è limitato per i
primi i cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al 40 per
cento e per l'ottavo, nono e decimo al 20 per cento. L'esonero di
cui alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni, anche
ai titolari di reddito da lavoro autonomo che svolgono l'attività
all'interno della zona franca montana.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Aliquote IVA
1. Alle attività produttive che hanno la sede operativa ed il
domicilio fiscale nelle aree disciplinate dalla presente legge si
applicano aliquote IVA agevolate e diversificate in relazione alla
loro classificazione in micro, piccole, medie e grandi imprese.
Alle restanti attività produttive si applica l'aliquota IVA del 22
per cento.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Beneficiari
1. Le agevolazioni della presente legge possono essere fruite
anche dalle piccole e microimprese che hanno avviato la propria
attività in una zona franca montana antecedentemente al 1 gennaio
2020.
2. Possono accedere alle agevolazioni coloro che intendono
trasferire in Sicilia nelle zone montane la sede legale e operativa
della loro attività.
3. Le attività devono essere ubicate oltre i 500 metri sul livello
del mare.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Disposizioni attuative
1. L'efficacia della presente legge voto è subordinata alla
definizione dei rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione
siciliana che individuerà le risorse finanziarie da destinare a
tale misura di politica economica.
E' stato presentato l'emendamento 6.1, a firma dell'onorevole
Calderone.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, ma lei sta facendo votare senza chiedere
il parere della Commissione?
PRESIDENTE. No, ha ragione, non è della Commissione. Il parere
della Commissione?
FOTI. Signor Presidente, la Commissione esprime parere contrario
all'emendamento e vogliamo spiegare perché invitando il collega a
riflettere sull'opportunità di presentare norme di questo tipo
nell'ambito della prossima norma sulla montagna. Senza volere,
diciamo, ferire, l'iniziativa del collega, vorremmo far notare che
trattandosi di legge voto, l'appostazione di somme, dove tra
l'altro non abbiamo ricevuto alcun parere dalla Commissione
Bilancio che non fosse quello di non utilizzare le risorse.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, se mi posso permettere di
interromperla, questo qui è un emendamento tecnico, cioè non è che
oggi lo stiamo coprendo, perché siccome non c'era una cifra
prevista, che poi è una legge-voto, è un importo di cui parleranno
a Roma, però noi stiamo indicando quello che è, secondo il
Parlamento, un importo plausibile per potere portare avanti questa
norma. Non è che si debba coprire, non c'è bisogno di nessuna
relazione, di nessun parere della Commissione Bilancio manca, e
questo l'avrei detto successivamente, prego, comunque, per carità.
FOTI. Signor Presidente, come Commissione, dato che come è stato
più volte detto, abbiamo approfondito la tematica, intanto
esprimiamo il parere contrario e nell'eventualità per votare con un
voto elettronico in modo che di chi è favorevole o di chi è
contrario rimanga comunque una registrazione; desidereremmo
sentire, dall'interessato, l'eventuale approfondimento di
chiarimento che ci possa, eventualmente, apprezzare e votare
consapevolmente dato che questo emendamento non è passato dalla
Commissione.
PRESIDENTE. Mi sembra che sia un falso problema però io faccio la
cosa più semplice di questo mondo, anche perché non avendo
vicepresidenti e avendo anche un'esigenza biologica, mi fermo
cinque minuti, tanto comunque devo fermarmi cinque minuti, per cui
sospendo cinque minuti, chiaritevi e votiamo tra cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.57, è ripresa alle ore19.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, riprendiamo i lavori. La
Commissione si è chiarita ed ha preso una decisione definitiva?
Onorevole Ragusa, avete preso una decisione? Intanto, se la
Commissione riprende posto, per favore.
Ovviamente, c'è un errore materiale, sono 300 mila, non sono 300
milioni di euro.
Onorevole Ragusa, per favore, prendete posto.
Onorevole Calderone, visto che l'emendamento era suo, avevo capito
che fosse un emendamento condiviso.
CALDERONE. Ora lo presenta la Commissione.
PRESIDENTE. Va bene.
Presidente Ragusa, state scrivendo un romanzo? Non possiamo tenere
l'Aula aperta così Allora, se vuole leggere il testo
dell'emendamento e lo mettiamo in votazione.
Onorevole colleghi, l'onorevole Zafarana ci legge il testo
dell'emendamento così come corretto dalla Commissione, quello che
era l'emendamento dell'onorevole Calderone, che viene riscritto.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.
ZAFARANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, viene
ripresentato così come era nella formulazione precedente, però
avendo avuto un'interlocuzione pure con gli Uffici che ci hanno
rassicurato sull'opportunità dell'inserimento di questa norma
rispetto, appunto, alla previsione già di un indirizzo di un fondo
di spesa, è sembrato opportuno in primis al Presidente e alla
Commissione tutta, proprio a suggellare il percorso fatto insieme
trasversalmente su questa legge, di firmarlo come Commissione e di
proporlo all'Aula come intendimento
PRESIDENTE. Io ero convinto che fosse già così e chiedo scusa.
Evidentemente, non lo era. Però, l'unico punto che dobbiamo
togliere è a decorrere dal 2019 , perché nel 2019 non c'è;
nonostante l'insistenza dell'onorevole Cracolici che lo voleva
mantenere, dobbiamo togliere ovviamente il 2019.
Onorevole Cracolici, come faremmo senza di lei
Quindi, l'emendamento è quello che esisteva già avendo tolto a
partire dall'esercizio finanziario 2019 .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Io mi astengo.
PRESIDENTE. E' approvato con l'astensione dell'onorevole
Cracolici.
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dobbiamo procedere alla votazione finale.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, si tratta soltanto di ringraziare tutte le
forze politiche.
Onorevole Cracolici, lei è l'unico astenuto sull'articolo 6 ma
darà il voto finale
PRESIDENTE. Assessore, faccia la sua dichiarazione di voto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Mi faccia parlare
con l'onorevole Cracolici
PRESIDENTE. No, poi fuori vi parlate Ormai è tardi e dobbiamo
chiudere.
TURANO, assessore per le attività produttive. Che il Governo
regionale abbia posto nella sua agenda strumenti anche
amministrativi importanti che possano dare un indirizzo nuovo e
diverso sullo spopolamento dei comuni montani, è un fatto notorio.
Non voglio citare grandi cose, ma dall'agenzia di progettazione
alle cooperative di comunità, alla individuazione per i comuni che
si sono candidati anche alle ZES - ne cito uno, per non sbagliare,
il comune di Troina e non ne voglio citare altri - vuol dire che
c'è quell'attenzione che i comuni montani in Sicilia meritano.
Io credo che questo disegno di legge, al netto di qualche piccola
sbavatura, e non c'era nessuna intenzione da parte dell'onorevole
Calderone di voler appostare risorse per far prendere meriti ad un
partito che, invece, è stato protagonista con il Presidente della
Commissione, assieme a tutte le altre forze politiche, di costruire
una condivisione generale per dare una prospettiva, credo che
questo vada rimarcato.
Quindi, se quest'Assemblea - poco fa l'onorevole De Luca riferiva
di una maggioranza disattenta - che non ha maggioranza, che ha una
coalizione ed è aperta sempre al confronto con tutte le forze
politiche, lavorasse sempre così - ed io spero che lavori così
anche con la legge finanziaria - i provvedimenti positivi che
vengono, poi, emanati appartengono a tutte le forze politiche e
tracciano una via che possa diventare una prospettiva reale.
Noi, chiaramente, come Governo ci impegniamo, assieme al
Presidente dell'Assemblea, a seguire l'iter parlamentare presso il
Governo nazionale affinché un disegno di legge come questo, che è
soltanto una legge voto, possa trovare approvazione rapida. E,
chiaramente, non ci fermeremo ad una semplice segnalazione, ma in
tutte le sedi istituzionali, dal confronto anche con il Ministro
dei rapporti con il Parlamento
BARBAGALLO. No, Presidente, non avrebbe dovuto parlare il Governo
TURANO, assessore per le attività produttive. Ma, onorevole
Barbagallo, ho appena finito di dire che è una legge che appartiene
al Parlamento ed a tutte le forze politiche e credo che ci sono
tutte le forze politiche che esprimono anche questa maggioranza che
lo stanno sostenendo, è di tutta evidenza che il ringraziamento che
va al Parlamento serve soltanto per testimoniare la collaborazione
per l'approvazione del disegno di legge.
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Però, non riapro la discussione. Solo
l'onorevole Lupo e poi si vota.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia dichiarazione
di voto va a favore del disegno di legge con la precisazione che
c'è la richiesta di un minuto di tempo per poter formulare un
ordine del giorno, che ci auguriamo possa essere approvato da tutto
il Parlamento, con il quale si impegna il Governo a mantenere gli
stanziamenti a favore dei comuni, se non ad incrementarli, già per
l'anno corrente ma, ovviamente, anche per il prossimo biennio, anzi
triennio per il bilancio di previsione, sia in conto spese correnti
che in conto investimenti. Quella di stasera, diversamente, diventa
una grande ipocrisia, signor Presidente, e noi non intendiamo
PRESIDENTE. Preparatelo e intanto noi votiamo, lo votiamo subito
dopo.
Se siete pronti, l'unica cosa che, invece, devo chiedere al
Governo, è la presentazione di una relazione tecnica, altrimenti
non abbiamo cosa mandare al Parlamento nazionale; per cui, vorrei
che il Governo si facesse carico di una relazione tecnica, fatta
bene, su tutta la legge, che è fondamentale, altrimenti a Roma,
neanche se la ricevono. Vi ringrazio per questo.
Votazione finale per scrutinio nominale del Disegno di legge
voto da sottoporre al Parlamento della Repubblica, ai sensi
dell'art. 18 dello Statuto, recante Disposizioni concernenti
l'istituzione delle zone franche montane in Sicilia' (n. 641/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, recante
Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche montane
in Sicilia' (n. 641/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 57
Votanti . 55
Maggioranza . 28
Favorevoli . 55
Contrari 00
Astenuti 00
(L'Assemblea approva)
Preciso che tra i favorevoli c'è anche l'onorevole Tamajo.
Ringrazio tutti, saluto i sindaci e li ringrazio per la loro
presenza.
(Applausi da parte dei sindaci presenti tra il pubblico)
Non siamo a teatro Vi prego, signori sindaci Siete
un'istituzione, però, anche voi Questo non è un teatro Per cui,
grazie per l'applauso che però non si può fare.
C'è l'ordine del giorno dell'onorevole Lupo, che lo sta scrivendo.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
CAPPELLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola,
Governo, colleghi. Signor Presidente, giorno 13 dicembre u.s., come
lei ben sa, è avvenuta la parifica da parte della Corte dei conti
sui conti della Regione. Ora, a meno che non spostiamo il Capodanno
al 21 gennaio, così come avviene in Cina, avremo, certamente, la
necessità di completare le operazioni finanziarie per quanto
riguarda la Regione entro il 31 dicembre.
Desideravo chiederle, ed in particolar modo al Governo, qual è il
percorso che intende intraprendere e, diciamo, proporre a questa
Assemblea, in ordine a ciò che dovremmo fare, sostanzialmente, da
domani al 31 dicembre. E, soprattutto, dico, signor Presidente,
questo lo chiedo specificatamente a lei, se non ritiene, così come
noi vorremmo proporre, l'indizione di una Conferenza dei Capigruppo
PRESIDENTE. Era scontata; era, ovviamente, scontata.
CAPPELLO e proporre, anche, l'eventualità di un dibattito d'Aula
su un tema molto delicato, che è quello dei conti della Regione e
che dovrebbe vedere consegnato all'Aula stessa questo dibattito,
altrimenti, rimane una questione tra il Governo e la Corte dei
conti, mentre è necessario che l'Aula si interroghi e che trovi la
strada necessaria per uscire da questo tunnel che sembra, ormai,
insormontabile.
PRESIDENTE. Della Conferenza dei Capigruppo, ovviamente, avrei
parlato appena finito per dare appuntamento a domani; per cui, se
aspettate 2 minuti, dopo gli interventi ai sensi dell'articolo 83,
poi parleremo di questo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo che si è consumato, nelle
ultime settimane, uno degli atti più gravi di questa Legislatura:
il decreto del 29 novembre, a cui abbiamo fatto riferimento nel
corso di questa seduta, che taglia i fondi di investimento dei
comuni per oltre 70 milioni di euro, in pieno esercizio finanziario
in corso. Ricordo che col bilancio avevamo approvato uno
stanziamento nel capitolo di 115 milioni ed a fine esercizio, al 29
novembre, tagliamo oltre 70 milioni di euro: è un delitto che si
consuma, non soltanto in capo ai comuni, ma in capo a tutti i
servizi che erogano i comuni.
Più volte, abbiamo parlato della necessità di sostenere gli enti
locali, di garantire i servizi e questa è la risposta che il
Governo ha dato. Credo che l'Assemblea non può voltarsi dall'altra
parte, che il Governo regionale non può voltarsi dall'altra parte
e, quindi, occorre una risposta, anche, negli ultimi atti di
bilancio, a partire dal rendiconto e dall'assestamento, per porre
rimedio a questa situazione.
Sono tanti i comuni siciliani, signor Presidente, che hanno già
impegnato quelle somme e, quindi, si ritrovano alla fine dell'anno
PRESIDENTE. Lei chiede di parlare ai sensi dell'articolo 83 per
poi parlare
BARBAGALLO. E di che devo parlare, Presidente
PRESIDENTE. Domani ci sarà la Conferenza dei capigruppo e
decideremo in quel momento che cosa fare. Ora è inutile. Domani
alle 15.00, onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. TAMAJTATTTTA// Il contenuto anche dell'ordine del
giorno, Presidente, e ovviamente l'auspicio per il .
PRESIDENTE. Questo fa parte dell'ordine del giorno però, che
stanno presentando e lo votiamo.
BARBAGALLO. E, quindi, l'auspicio per il 2020 e anche quello di
prevedere delle somme a carico dei comuni e poi non tagliarne nel
corso dell'esercizio.
CRACOLICI. Fai una legge voto
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ma lei si sente al mercato?
GALVAGNO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, mi dispiace che è andato via
l'assessore Falcone, solo per segnalare che stamattina sembra
franata una strada e un'arteria importante a Niscemi e, oltre
mettere in ginocchio gli agricoltori locali, l'incolumità dei
cittadini, è un'arteria anche importante perché collega i cittadini
al secondo ospedale che è quello di Gela, quello che possono
utilizzare di più. E allora, chiedevo un impegno da parte del
Governo affinché potesse mettersi in moto per cercare delle
soluzioni assolutamente urgenti e tempestive. Grazie, Presidente.
CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, votiamo l'ordine del giorno.
CARONIA. Grazie, Presidente. In realtà, io intervengo per avere
ulteriori informazioni se ce ne fossero, poiché la scorsa settimana
in Aula è stata sollevata una problematica inerente a un disegno di
legge approvato dal Governo che ha per oggetto un disegno di legge,
appunto, che riguarda l'erogazione di un'anticipazione sul fondo
per l'autonomia al comune di Palermo e precisamente la RAP.
La Presidenza aveva, come dire, stigmatizzato in qualche modo, o
per lo meno, comunicato a seguito della mia richiesta di ulteriori
informazioni che una nota del 6 dicembre, se non erro, rispetto
alla copertura finanziaria che non era consona per così dire, credo
di riportare le parole di quella missiva mandata dalla Segreteria
generale, rispetto a questa nota sembra che non sia pervenuta
nessuna conferma né smentita da parte della Ragioneria il che
significa in soldoni che questi 7 milioni di euro non sono stati,
ovviamente, coperti dalla Ragioneria, non c'è nessuna bollinatura
e, pertanto, il disegno di legge non può essere esaminato dalla
Commissione competente ed ovviamente dall'Aula. Mi chiedevo se
questo corrispondesse, anche perché c'è stata una bagarre anche
mediatica della quale, comunque, io non tengo conto perché per
quello che mi riguarda la Presidenza è quella a cui io mi rivolgo.
Grazie.
PRESIDENTE. Gli Uffici mi confermano che non c'è stata, che non è
pervenuta nessuna relazione da parte della Ragioneria della
Regione.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 166, a
firma degli onorevoli Lupo ed altri: L'ARS impegna il Governo
regionale a confermare gli stanziamenti previsti per il Bilancio
2019 e per il triennio 2020-2022 sia per le spese correnti che per
gli investimenti , relativamente ai trasferimenti ai comuni. Il
Parere del Governo?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, questo ordien del giorno lo devo accettare come
raccomandazione perché c'è tutta la volontà del Governo regionale,
abbiamo scritto anche al Governo nazionale e all'Assessorato della
Salute, perché per quanto riguarda il 2019 il dipartimento
dell'Assessorato della Salute non sblocca 70 milioni di euro perché
gravano sul fondo sanitario nazionale. Quindi, stiamo lavorando per
quest'anno per garantire ai comuni la copertura, ma non dipende
dalla volontà del Governo.
Per quanto riguarda il 2020, lo accetto come raccomandazione
perché è la volontà di tutti e ci mancherebbe, i comuni vanno
sostenuti e la prima a dirlo sono io.
PRESIDENTE. Bene; quindi, l'Aula l'accetta come raccomandazione e
speriamo di avere notizie migliori in tempi brevissimi.
Onorevoli colleghi, domani la seduta sarà alle ore 16.00 e alle
ore 15.00 si terrà la Conferenza dei capigruppo in cui dobbiamo
fondamentalmente stabilire l'iter della Finanziaria. Noi aspettiamo
tra stasera e domani, da parte della Giunta regionale, l'invio del
Rendiconto e dell'Assestamento. Pertanto, sperando di avere
ricevuto tutto - era stata nostra premura chiedere al Governo che
entro oggi, massimo domattina, arrivassero le carte, speriamo che
siano arrivate - alle ore 15.00 si terrà la Conferenza dei
capigruppo in cui decideremo l'iter. Grazie.
La seduta è tolta alle ore 19.24 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta n. 163 è pubblicato sul sito
internet istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana e di
seguito riportato:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIII SESSIONE ORDINARIA
163a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 18 dicembre 2019 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme relative al funzionamento della forma di Governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione (n. 66-
143/A) (Seguito)
Relatore: on. Amata
2) Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento della
Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
Modifiche al decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii., in
materia di inconferibilità.' (n. 599/A) (Seguito)
Relatore: on. Ciancio
3) Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da
endometriosi (nn. 621-623/A) (Seguito)
Relatore: on. D'Agostino
4) Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
per la gestione integrata dei rifiuti (nn. 290-49-76-179-267/A)
(Seguito)
Relatore: on. Savarino
5) Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
(n. 343/A) (Seguito)
Relatore: on. Mangiacavallo
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Applicazione della legge 19 ottobre 1998, n. 366 in tema di
mobilità ciclistica (n. 659).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Galluzzo e
Arico' il 10 dicembre 2019.
- Rendicontazione delle iniziative culturali per l'anno 2019 (n.
660).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Arancio, Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
e Gucciardi il 16 dicembre 2019.
- Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012,
n. 8. Cessione delle strade dei Consorzi ex ASI (n. 661).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo,
Arancio, Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
e Gucciardi il 16 dicembre 2019.
- Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata (n.
662).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Istituzione della figura dello Psicologo di Base (n. 663).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Valorizzazione e promozione delle espressioni artistiche in
strada (n. 664).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Turismo enogastronomico. Costituzione enoteche regionali (n.
665).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Istituzione delle Sale del commiato e delle case funebri.
Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18 (n. 666).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Norme per la promozione del turismo e delle attività sportive
invernali nelle aree montane della Sicilia. Istituzione del fondo
per la montagna (n. 667).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
- Interventi a sostegno dell'editoria digitale siciliana (n. 668).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
16 dicembre 2019.
Comunicazione di disegno di legge inviato alla
competente Commissione
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Sospensione riscossione quota istituzionale dei ruoli dei
Consorzi di bonifica (n. 650).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 10 dicembre 2019.
Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge
Si comunica che:
- l'onorevole Savarino, con nota prot. n. 8017/SG.LEG.PG. del 4
dicembre 2019 ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di
legge n. 236 Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio
e tutela del consumo dei tartufi nella Regione siciliana ;
- gli onorevoli Papale, D'Agostino e Pullara, con note prot. n.
8018/SG.LEG.PG. del 4 dicembre 2019, n. 8024/SG.LEG.PG. del 5
dicembre 2019 e n. 8074/SG.LEG.PG. del 6 dicembre 2019, hanno
chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge n. 591
Disposizioni per un sistema integrato delle politiche strutturali
per la promozione del benessere familiare e della natalità ;
- gli onorevoli Papale, Catalfamo, Amata, Cannata e Pullara con
note prot. n. 8018/SG.LEG.PG. del 4 dicembre 2019, n.
8021/SG.LEG.PG. del 5 dicembre 2019, n. 8022/SG.LEG.PG. del 5
dicembre 2019, n. 8072/SG.LEG.PG. del 6 dicembre 2019 e n.
8074/SG.LEG.PG. del 6 dicembre 2019, hanno chiesto di apporre la
propria firma al disegno di legge n. 621 Disposizioni per la
tutela e il sostegno delle donne affette da endometriosi ;
- l'onorevole Pullara, con nota prot. n. 8074/SG.LEG.PG. del 6
dicembre 2019 ha chiesto di apporre la propria firma ai disegni di
legge n. 537 Legge sull'istituzione dell'infermiere di famiglia ,
n. 593 Istituzione della figura dell'infermiere di famiglia per
l'assistenza continua nel distretto socio-sanitario e n. 623
Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi .
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Legge regionale 6 agosto 2019, n. 14, art. 13 - Interventi in
favore dell'aeroporto di Trapani Birgi (n. 78/V).
Pervenuto in data 9 dicembre 2019.
Inviato in data 11 dicembre 2019.
Annunzio di interpellanze
N. 225 - Chiarimenti sulle dimissioni del Presidente della
Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele
N. 226 - Notizie sul censimento di nodi di intersezione-
interferenza tra urbanizzato e rete idrografica e sull'attuale rete
di stazioni metereologiche esistente ed in programma di
realizzazione.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 227 - Rivisitazione del ridimensionamento delle strutture
operative dell'ARPA Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
N. 228 - Verifiche sulla rettifica della categoria d'intervento di
un immobile ricadente all'interno del Piano particolareggiato
esecutivo del centro storico del Comune di Pedara (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Ketty
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, le interpellanze si intendono
accettate e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.