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Resoconto d'Aula della Seduta n. 162 di martedì 17 dicembre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.49

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali della sedute n.  160  e
  n.  161  dell'11  dicembre  2019 sono posti  a  disposizione  degli
  onorevoli   deputati  che  intendano  prenderne  visione   e   sono
  considerati approvati in assenza di osservazioni in contrario nella
  presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Salvatore Lentini,  con  nota
  del  16  dicembre  2019,  pervenuta in pari  data  alla  Segreteria
  generale   e  protocollata  al  n.  8348/AulaPG  del  17   dicembre
  successivo,   ha  dichiarato  di  aderire  al  Gruppo  parlamentare
   Fratelli  d'Italia , cessando contestualmente  di  far  parte  del
  Gruppo parlamentare  Forza Italia'.

   L'Assemblea ne prende atto.
                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gennuso.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, in attesa che arrivi il Governo, sospendo  la
  seduta per dieci minuti, avvertendo che riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.50, è ripresa alle ore 17.03)

   La seduta è ripresa.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Pagana ha chiesto congedo per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Seguito della discussione del disegno di legge «Disegno di legge
                          voto da sottoporre
      al Parlamento della Repubblica, ai sensi dell'art. 18 dello
  Statuto, recante  Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone
                franche montane in Sicilia» (n. 641/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con il seguito della discussione del disegno di  legge
  «Disegno   di   legge  voto  da  sottoporre  al  Parlamento   della
  Repubblica,   ai   sensi  dell'art.  18  dello   Statuto,   recante
   Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche  montane
  in Sicilia» (n. 641/A), posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  III  Commissione  a  prendere   posto
  nell'apposito banco.


                    Indirizzo di saluto ai sindaci

   PRESIDENTE. Diamo un saluto a tutti sindaci che stanno entrando in
  Aula  che, evidentemente, non sono sindaci di mare, ma sono sindaci
  di zone montane, molto interessati a questa legge.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 641/A

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole  Cannata,
  per svolgere la relazione.

   CANNATA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi  il
  Parlamento  della Regione siciliana non fa altro  che  assumere  un
  impegno  nei  confronti degli accorati appelli che  sono  pervenuti
  nella  III  Commissione da parte del Comitato promotore nonché  dai
  numerosi  Consigli  comunali  che hanno  fatto  pervenire  le  loro
  delibere.  Non  facciamo  altro, quindi,  che  portare  avanti  una
  proposta legislativa che si sottopone all'esame dell'Aula che è una
  prima risposta allo spopolamento delle zone montane siciliane.
   Si  tratta di un disegno di legge voto da inserire all'interno  di
  provvedimenti   statuariamente   previsti   per   il    complessivo
  miglioramento della qualità della vita di popolazioni che  da  anni
  subiscono una grave emarginazione economica.
   Si   cerca  in  tal  modo  di  arrestare  l'esodo  delle  attività
  imprenditoriali  che  non hanno più trovato un contesto  ambientale
  favorevole,  prevedendo  misure  agevolative  per  attrarre   nuovi
  insediamenti produttivi nei territori montani.
   L'obiettivo  di  tale provvedimento è il ritorno  alle  assunzioni
  nelle  attività d'impresa indispensabile al mantenimento di  quella
  forza    lavoro    che   al   momento   trova   sbocco    solamente
  nell'emigrazione.  Com'è  noto  questa  piaga   sociale   è   anche
  conseguenza  della  sistematica sottrazioni di risorse  finanziarie
  che lo Stato ha effettuato in danno della Sicilia.
   Per contestualizzare questa proposta legislativa è utile riferirsi
  alle   profonde  considerazioni  contenute  nella  relazione  sulla
  situazione  economica  della Regione  siciliana  2015,  di  cui  si
  riportano anche qui di seguito gli spunti più significativi.
   Si  ritiene  inoltre utile evidenziare che nel  DEFR  2017/2019  è
  riportato analiticamente l'importo dovuto dallo Stato alla  Sicilia
  solamente  per l'IRPEF dal 2003 al 2014: si tratta di  30  miliardi
  538 milioni di euro.
   Recentemente   anche   la  Confindustria  (Check-up   Mezzogiorno,
  Confindustria  luglio 2019) ha confermato che  il  Sud  soffre  per
  l'ingente ed ingiustificata spesa pubblica delle regioni del centro
  nord.  Infatti  rispetto  ai  18.954  euro  annui  pro  capite  dei
  residenti  del centro nord, si contrappongono i 14.050  euro  degli
  abitanti a sud di Roma.
   Su   un   quotidiano  isolano  il  Giornale  di  Sicilia  è  stato
  quantificato che alla Sicilia ogni anno, in conseguenza  di  questo
  favore  finanziario  concesso  ad  alcune  regioni  italiane,  sono
  sottratti 25 miliardi di euro di spesa pubblica ogni anno.
   Questa  proposta  di  legge, pertanto, non può essere  considerata
  un'iniziativa  di favore ma, al contrario, il primo  avvio  di  una
  serie   di   iniziative  legislative  rispondenti   alla   corretta
  applicazione  dello Statuto siciliano ed alla corretta applicazione
  dei complessivi rapporti con lo Stato.
   La  Giunta  regionale con le delibere nn. 197 del 2018 e  286  del
  2015 ha puntualmente definito le decisioni del Governo regionale  e
  si  auspica  che i due testi siano coordinati in un'unica  proposta
  legislativa da sottoporre all'ARS.
   La copertura finanziaria di tale atteso provvedimento legislativo,
  avvierebbe  il  percorso  di integrale revisione  dei  tre  accordi
  stipulati  con lo Stato nel 2014, nel 2016 e nel 2017, accordi  sui
  quali gravano forti perplessità non solo di natura politica.
   Le  misure  agevolative  che si intendono  proporre  per  le  zone
  montane,  inoltre, non costituiscono un aiuto di Stato  in  quanto,
  giusta  la sentenza della Corte di giustizia del 6 settembre  2006,
  si realizzano nel pieno rispetto delle seguenti condizioni:
   che  siano adottate da un'autorità territoriale dotata, sul  piano
  costituzionale,  di uno statuto politico e amministrativo  distinto
  da quello del governo centrale;
   che  la  decisione  sia presa senza possibilità di  un  intervento
  diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto;
   che  le  conseguenze  economiche di  una  riduzione  dell'aliquota
  nazionale  applicabile  alle  imprese presenti  nella  Regione  non
  devono essere compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da
  altre regioni o dal Governo.
   Al  fine  di potere dare pronta attuazione alla presente  proposta
  legislativa  e nelle more che si definiscano i rapporti  finanziari
  tra  Stato  e  Regione,  propedeutici alla  copertura  finanziaria,
  l'Assessore  regionale per l'economia si è pubblicamente  impegnato
  a  reperire  una parte di copertura finanziaria, se pur  simbolica,
  mediante    decreto dell'assessore per l'economia e  dell'assessore
  per  le  attività  produttive entro trenta  giorni  dall'emanazione
  della  presente  legge  sarà  individuato  il  prevedibile  impegno
  finanziario richiesto e la relativa copertura .
   La  quantificazione  ed  il relativo impegno  sul  bilancio  della
  Regione della copertura finanziaria della legge avverrà allorquando
  verrà  integralmente e correttamente attuato il disposto  normativo
  previsto negli articoli 36 e 37 dello Statuto siciliano.
   La  legge  pertanto  prevede che la copertura finanziaria  avverrà
  solamente  con fondi della Regione siciliana rivenienti  dalle  sue
  autonome  disponibilità  finanziarie.  Si  tratta  quindi   di   un
  intervento di politica economica regionale attuabile in forza delle
  prerogative statutarie.
   La Regione, se vorrà procedere all'attuazione degli articoli 36  e
  37 dello Statuto, sarà nelle condizioni di quantificare gli importi
  da  destinare alla copertura finanziaria delle agevolazioni fiscali
  e previdenziali contenute nella legge sulle zone franche montane.
   Le  agevolazioni fiscali saranno concesse previa sottoscrizione di
  un accordo tra la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate ed
  il  Governo  della  Regione, tramite regolazioni  contabili  tra  i
  percettori beneficiari e l'Agenzia delle Entrate.
   Le  agevolazioni  previdenziali avverranno con uguale  metodologia
  previo  accordo  tra  la Regione siciliana e l'INPS,  a  cui  verrà
  riconosciuto il totale degli importi agevolati.
   Un   decreto   del   Presidente  della  Regione,   successivamente
  all'attivazione delle zone franche montane, definirà le  misure  di
  attuazione del provvedimento.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico che gli onorevoli Catanzaro  e  Amata  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Seguenza" di Messina

   Indirizzo di saluto agli studenti del Liceo scientifico  Giuseppe
                         Seguenza  di Messina

   PRESIDENTE. Oltre che i sindaci, che si vede che sono tutti da  un
  lato,  perché  sono  tutti  con la  fascia,  per  cui  non  si  può
  sbagliare,  dall'altro lato invece salutiamo i  ragazzi  del  Liceo
  scientifico  Giuseppe Seguenza  di Messina. Grazie di essere qua.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Sunseri ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 641/A

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, Governo, io più che una legge  voto
  questa la chiamerei una  legge desiderio'. E come tutti i desideri,
  come  dire,  abbiamo  il  dovere di  provare  ad  assecondarli,  ma
  dobbiamo  sapere  che  ci  sono desideri che  è  difficile  che  si
  realizzeranno. Però, vorrei che affrontassimo la questione non  per
  impedire  di sognare o di desiderare, ma per evitare che i desideri
  si  trasformino  in incubi, nel senso che questo disegno  di  legge
  che,  tra  l'altro,  nasce da domande vere in territori  marginali,
  ricordo  che già nel 2006 il Consiglio comunale di Gangi,  parliamo
  di  tredici  anni  fa,  approvò un ordine del  giorno,  allora,  ad
  iniziativa dei consiglieri dei DS, che chiedevano l'istituzione  di
  una  legge  sulla  montagna, di una legge che potesse,  in  qualche
  modo,  riconoscere la specificità di territori disagiati, però,  se
  in tredici anni quest'iniziativa non è riuscita a decollare perché,
  poi  spesso, l'interfaccia è stata la Regione che in nessuna  delle
  misure  che  qui  sono previste ha competenza, dall'Iva,  all'Irap,
  all'Irpef, neanche sulle tasse comunali, quindi, è inevitabile  che
  deve  essere una legge che, se ci sarà una legge sulle aree interne
  o sulla montagna, dovrà essere una legge nazionale.
   Ma  la prima domanda che faccio è: serve alla Sicilia dire che  la
  montagna  è  tutta  uguale?  Qui  stiamo  chiedendo  al  Parlamento
  nazionale  di  fare  una legge sulla montagna  sulla  base  di  due
  parametri  sostanziali:  numero  di  abitanti  e  altitudine.  Cioè
  Cervinia o Cortina D'Ampezzo sono uguali a Gangi o ad altri  comuni
  che hanno caratteristiche similari? Io credo di no.
   La  condizione di ricchezza media in quei comuni, qualche anno  fa
  mi  è capitato di andare a Barolo, uno dei territori più conosciuti
  al  mondo per la produzione di vino, che assume la denominazione di
  quel  territorio, quello è un territorio dove il numero di abitanti
  in  quel  comune  è seicento, ma la ricchezza media  dei  cittadini
  residenti  in  quel territorio è pari, credo, a cinque,  sei  volte
  quella di Gangi. Sono la stessa cosa? Allora, attenzione a non fare
  misure  che  rischiano  di  essere  considerate,  come  dire,  come
  desideri  punto  e  basta  e i desideri  poi  rischiano  di  essere
  consegnati  alla storia come desideri, si mettono  in  un  cestino,
  punto e basta.
   Io  penso  che, invece, dovremmo sforzarci di trovare  misure,  di
  essere  in  grado di aiutare per davvero. Intanto, restringerei  la
  platea  dei territori che hanno bisogno di strumenti aggiuntivi  di
  sostegno  per  evitare,  innanzitutto, lo  spopolamento  che  è  la
  condizione di impoverimento sociale dei nostri territori.
   Ieri  l'Istat  o  forse  il Censis, adesso  non  ricordo  chi,  ha
  pubblicato  un  dato. Negli ultimi anni 180 mila  giovani  laureati
  sono andati via. La novità è che non vanno più via solo quelli  che
  vivono  nelle  aree  interne, va via anche chi  vive  nelle  grandi
  città. Si riduce il numero degli abitanti - e questa è una costante
  ormai  diffusa,  non solo in Sicilia ma in Italia -  si  riduce  la
  natalità,  quindi, il numero di nascite è inferiore  a  quello  dei
  decessi,  anno per anno e, addirittura, non ci sono più  numeri  di
  immigrati;  la cosiddetta paura che eravamo invasi dagli  immigrati
  nel  nostro  Paese, si è scoperto che gli immigrati,  negli  ultimi
  anni,  si sono ridotti e non riescono nemmeno a compensare i numeri
  o della nostra immigrazione o del rapporto natalità/morte.
   Nella  scorsa  legislatura  avevamo provato  ad  individuare,  per
  quelle  che  erano le nostre competenze come Regione,  strumenti  a
  tutela  e  avevamo  presentato un disegno  di  legge  come  Partito
  Democratico  che, stranamente, ha visto una cestinazione  d'ufficio
  da  parte  della Commissione, dove c'erano una serie di misure,  ad
  esempio  sul  turismo,  sull'agricoltura  che,  in  qualche   modo,
  incrociano anche le attività che, in questo momento, sono in  corso
  da  parte  del  Governo nazionale. Le Snai,  e  in  queste  ore  il
  Governo, con l'attuale legge finanziaria, ha raddoppiato le risorse
  per  le  aree  Snai,  raddoppiando, quindi, le  aree  Snai.  Certo,
  bisogna semplificare, superare la burocrazia di cose che ancora non
  decollano,  ma  è  un  modello di intervento  specifico  in  alcuni
  territori  o vedendo anche le zone economicamente svantaggiate,  le
  cosiddette  ZES,  proviamo  a  localizzarle  non  solo  nelle  aree
  retroporto ma, probabilmente, immaginare di avere in alcune aree di
  montagna,  specifiche aree ZES può essere uno strumento a  sostegno
  delle   imprese  di  quel  territorio  e  dell'economia   di   quel
  territorio. Io devo dire guai a mettersi contro i desideri;  io  il
  desiderio lo voto ma so che è un desiderio, così com'è rischiamo di
  consegnare non una legge ma un desiderio al Parlamento nazionale.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Cracolici, non ci  vieti  di  sognare,  la
  prego.  Ci tentiamo, noi sogniamo poi se uno le cose non  le  sogna
  non le ottiene. Intanto, andiamo avanti e poi vediamo.

   CRACOLICI. Però, si svegli Presidente

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, anch'io  come  ha  fatto  il  mio
  collega  Cracolici  devo esprimere qualche  perplessità  su  questo
  disegno di legge che oggi viene in Aula.
   Noi  come  Partito Democratico, nel corso di questa ma  anche  nel
  corso  della  scorsa  legislatura, con un  impegno  specifico,  del
  presidente  Marziano,  allora  Presidente  della  III  Commissione,
  abbiamo  definito  un testo che era, innanzitutto,  un  disegno  di
  legge  sulla  montagna,  per la promozione, per  la  valorizzazione
  della montagna siciliana, ma anche per evitarne lo spopolamento.  E
  poi,  era  anche  uno  strumento per  promuovere  le  zone  franche
  montane.
   Io  credo  che  da  un  lato  abbiamo  fatto  un  passo  indietro,
  incardinando  e  facendo arrivare in Aula il disegno  di  legge  n.
  641/A.  Resta,  però,  il tema profondo della valorizzazione  della
  montagna  siciliana  che è un tema che, nel corso  degli  anni,  ha
  interessato  la  Regione siciliana, l'Assessorato al  territorio  e
  ambiente,  assessore  Cordaro  c'era  un  ufficio  speciale   della
  montagna  diretto dal dottore Cavaretta, si ricorda? Che  è  andato
  avanti  per  tanti  anni  che, purtroppo, non  ha  prodotto  alcuna
  iniziativa normativa.
   Noi   cosa  ci  aspettavamo?  Nel  dibattito  in  Commissione   ci
  aspettavamo un impegno concreto del Governo, soprattutto dal  punto
  di  vista  finanziario e non un passaggio a questa legge  voto  che
  resterà,  probabilmente, soltanto un desiderio, un impegno concreto
  che poteva passare da una serie di misure. Nel testo di legge sulla
  montagna - il Presidente Ragusa lo sa - su cui insistiamo, ci  sono
  una  serie di strumenti che possono concretamente essere  messi  in
  atto, ad esempio tanti Comuni montani hanno portato a compimento in
  modo virtuoso questo progetto delle case a 1 euro; c'è il tema  che
  riguarda l'organizzazione della struttura della sanità pubblica nei
  Comuni  montani  e  nei Comuni disagiati dove ci poteva  essere  un
  concreto   impegno   del   Governo;  la  stessa   cosa   vale   per
  l'organizzazione del trasporto pubblico nei Comuni montani; chi  le
  parla,  presidente  Micciché, è cresciuto in un  Comune  montano  e
  spesso  - lo sanno i colleghi della Commissione, perché l'ho  fatto
  presente  tante volte - per raggiungere gli istituti scolastici  ci
  alzavamo molto presto al mattino.
   Io  credo  che nell'organizzazione del servizio pubblico regionale
  queste  riflessioni vadano fatte per cercare di venire incontro  ai
  Comuni montani e che si trovano, quindi, in condizioni dal punto di
  vista orografico più complicate.
   C'è  il  tema  che  riguarda  la  valorizzazione  del  lavoro   in
  agricoltura,  la valorizzazione dei prodotti tipici, insomma  tutte
  questioni che stavano attorno al disegno di legge sulla montagna.
   Per  cui noi crediamo, in definitiva, che le due misure siano  non
  solo  compatibili ma vadano portate avanti entrambi, che il Governo
  regionale  nel  dibattito sul tema della montagna  siciliana  debba
  proporre misure concrete per cercare di trovare, nelle pieghe della
  programmazione comunitaria del Fondo di sviluppo e coesione,  delle
  risorse che siano in grado di ricoprire questi maggiori oneri.
   E  come  spesso,  in  questi anni, si sono trovati  delle  risorse
  disponibili su tanti temi, anche sul tema della montagna  siciliana
  occorre dare risposte con con celerità, appunto, e con urgenza.
   Sul  disegno  di  legge n. 641/A esprimiamo parere favorevole.  Ci
  auspicavamo  un  intervento  più  cogente,  più  deciso,   comunque
  accompagneremo il disegno di legge verso l'approvazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA,  presidente della Commissione. Signor Presidente,  sin  da
  quando ci siamo insediati in III Commissione abbiamo audito non  so
  quante persone e quante categorie, quanti soggetti; abbiamo cercato
  di intrattenere con la platea siciliana un atteggiamento di ascolto
  per cercare di capire dove si può aiutare

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo

   BARBAGALLO. Signor Presidente, scusi le spalle

   RAGUSA,  presidente della Commissione. Cercando  di  capire,  come
  Commissione,  dove si poteva aiutare, sostenere  con  delle  leggi,
  abbiamo fatto leggi sulla pesca dopo diciotto anni.
   E' stata una svolta molto importante perché in questa Commissione,
  caro  presidente  Micciché, si è inserito  un  ragionamento  che  è
  avulso dai partiti e conosce un solo partito: la Sicilia.
   E  quando i deputati maturano quest'idea tutto diventa più facile,
  tutto  diventa  più  normale  e, poi, mi  riporta  indietro  ad  un
  ragionamento fatto nella prima finanziaria che abbiamo fatto, che è
  stata  una  finanziaria solidale, perché devo dirle che con  grande
  coraggio  questo  Governo pensa alle disabilità. E  avanti  così  è
  arrivato il momento delle ZES (Zone economiche speciali).
     Il  Ministero ci dà un etteraggio tra il porto di Palermo  e  il
  porto  di  Catania per cercare di inserire queste  Zone  economiche
  speciali?  E'  chiaro che era ed è una grande opportunità  e  molti
  Comuni volevano usufruire di questi vantaggi, non siamo riusciti ad
  accontentare  un po' tutti perché poi c'è un grande  problema,  c'è
  l'interno della Sicilia, i piccoli comuni montani.
   Personalmente, sono rimasto colpito da un'audizione  fatta  di  un
  Comitato e di un dirigente scolastico che diceva a cuore aperto, in
  modo  spontaneo  e libero:  aiutateci, i nostri piccoli  comuni,  i
  nostri  piccoli  borghi  si  stanno spopolando;  non  ci  sono  più
  giovani,  non  ci sono più prospettive, non ci sono più  speranze .
  Davanti  a  questo  appello fatto da questo  dirigente  scolastico,
  questa  storia si allarga a macchia d'olio e va ad intercettare  le
  esigenze  di  129  comuni  montani  che,  all'interno  del  proprio
  consenso  democratico, il consiglio comunale, esprimono  l'esigenza
  di   essere  inseriti  all'interno  di  una  legge,  di  una  norma
  cosiddette zone franche, zone montante affinché potessero avere una
  sorta di aiuto e di sostegno per difendere la propria comunità.
   Noi  stessi  come III Commissione abbiamo fatto le cooperative  di
  comunità, anche queste vanno in questo indirizzo.
   Sì  è  vero, qualche collega accennava alla legge sulla  montagna,
  bene,  noi  faremo  anche la legge sulla montagna,  perché,  guardi
  presidente  Miccichè, a me piace dire come stanno le  cose,  quando
  una  persona  prende impegno, deve mantenere il proprio  impegno  e
  quando  noi come Commissione abbiamo preso l'impegno di portare  in
  Aula  le  zone  franche e zone montane, visto  l'appello,  visto  i
  comitati,   visti  i  Capigruppo  che  andavano  a  firmare   e   a
  sottoscrivere,  visto quella mole di gente  che  si  è  mossa,  non
  ultimo  l'incontro  in  provincia di Enna,  che  devo  dirle,  caro
  Presidente, siamo stati accolti da un calore umano che non  sentivo
  da  tempo  e  che  andava verso la politica e tutti  chiedevano  la
  stessa identica cosa.
   Ma come fa un Governo siciliano a non ascoltare, a sottacere, come
  fa  non  farsi  carico di un'esigenza che viene chiesta  in  questo
  modo,  con  moderazione, con educazione, con rispetto  e  lo  hanno
  fatto  attraverso   quel vangelo che si chiama politica,  e  se  la
  politica  oggi in Sicilia ha un senso è quella di portare in  Aula,
  zone franche e zone montane, di votarle tutte all'unanimità e, poi,
  sicuramente non saremo noi  a decidere quale può essere  il  frutto
  di  questo lavoro, ma l'incontro tra Stato e Regione ci può aiutare
  sicuramente,  perché  se  noi non facciamo  questa  norma,  a  Roma
  neanche  sanno che abbiamo queste esigenze, perché adesso  più  che
  mai  la distanza tra la politica delle indicazioni e quelle che  si
  svolgono in modo naturale attraverso le elezioni è talmente elevata
  che a volte qualcosa può sfuggire.
   Tuttavia,  per rispondere a una persona che stimo molto  e  che  è
  l'onorevole Cracolici e che dice resterà un desiderio,  devo  dirle
  una cosa e lo dico anche a lei onorevole Cracolici, che stimo e che
  voglio bene e che apprezzo perché conosco da tantissimi anni: spero
  che questo non resti un desiderio ma che diventi una speranza per i
  sogni nostri e dei nostri figli che vogliono restare in Sicilia.
   Noi  voteremo sì a questa norma, l'abbiamo fatta, l'abbiamo voluta
  con  insistenza  e  le dirò di più saremmo pronti  a  rifare  tutto
  questo lavoro per portare a questo punto questa norma.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Compagnone ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n. 641/A

   MARANO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, Sindaci  e
  giovani  che  siete qua oggi in Assemblea Regionale  siciliana,  un
  saluto  a  tutti i sindaci qui presenti ai quali va il mio  encomio
  per  l'attività che ogni giorno fanno sui territori e un saluto  va
  anche a tutti i giovani qui presenti e il mio augurio è quello  che
  questa Sicilia e questo Parlamento possa fare delle azioni per  far
  sì  che  queste  persone non vadano via, come tutti i  giovani  che
  stanno andando via negli ultimi anni.
   Presidente,  nel  2030 la popolazione siciliana si  ridurrà  da  5
  milioni a 4 milioni 800 mila persone, per intenderci scomparirà una
  città,  come  dimensioni,  tipo Messina,  per  esempio.  Nel  2065,
  addirittura, la popolazione scenderà in Sicilia sotto i  4  milioni
  di abitanti. Sono numeri allarmanti.
   Ma  non solo, da chi sarà costituita questa popolazione in Sicilia
  nel 2065? Avremo praticamente il 12,6 per cento di abitanti da 0  a
  14  anni;  dai  15  ai 64 anni una riduzione del 61  per  cento  e,
  Presidente, il 25,8 per cento della popolazione che avrà età  oltre
  i 65 anni.
   La  Sicilia si sta spopolando e si sta invecchiando perché non  si
  investe,  non  si programma e non si pianifica per  far  sì  che  i
  Siciliani rimangano in questa dannata Isola.
   Il  problema dello spopolamento chiaramente è presente ed è  forte
  ni comuni montani, ma è un problema, comunque, siciliano.
   L'emigrazione di Siciliani che vanno via e lo spopolamento  è  tra
  le  cause della nostra crisi, è la causa che porterà ad un  aumento
  delle  spese sanitarie, e più in generale del welfare, che dovranno
  pagare, poi, le generazioni future.
   Io  spero che questa norma sia l'inizio, un primo passo per far sì
  che  in  questo  Paese si possa investire nelle risorse  culturali,
  investire nel turismo, nella formazione dei giovani per far sì  che
  possano rimanere qui.
   Quindi,  facciamo  sì che questo Parlamento possa  portare  avanti
  delle norme che non rimangano inattuate e che possano far sì che la
  Sicilia non si invecchi e non si spopoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevoli  Foti.   Ne  ha
  facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Governo  e  signori
  sindaci  ed ospiti, io non nascondo una certa simpatia nei riguardi
  di  questa  iniziativa che la mia Commissione ha  voluto  ripescare
  perché,  nella  prima  parte  della legislatura,  sembrava  essersi
  arenata, anche per via dell'operosità della Commissione.
   Ringrazio  sempre l'onorevole Ragusa e tutti i componenti  per  il
  lavoro che, in qualche modo, mi soddisfa.
   Mi  soddisfa perché, nel momento in cui abbiamo deciso di  mettere
  mano  a  questa  norma,  lo abbiamo fatto in maniera  assolutamente
  trasversale, senza voler appropriarsi di alcun lavoro.
   Se  lei può notare, è apposta la firma di tutti i membri della III
  Commissione  e questo, credo, sia un segno distensivo nei  riguardi
  dei sindaci, di tutti i colleghi proprio perché si è voluta portare
  avanti, Presidente, una sorta di legge - e mi piace pensarla così -
  di iniziativa popolare.
   Perché  dietro  questa  norma  non c'è  un  partito,  non  c'è  la
  sensibilità  di  un  deputato, bensì c'è un popolo,  che  è  quello
  autentico dell'entroterra siciliano, che operoso, come lo  è  stato
  nella storia, continua ad esserlo e propone qualcosa di sostenibile
  a  compensazione  di  dinamiche sociali che  hanno  determinato,  a
  partire  dagli anni Sessanta, lo spostamento degli interessi  della
  vita economica e sociale sulle coste della Sicilia, con fenomeni di
  urbanizzazione  che  hanno  portato le  grandi  città  a  diventare
  metropoli  ed  i piccolissimi borghi marinari a diventare  città  e
  poli di attrazione per altri interessi.
   Purtroppo, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
   L'abbandono dei territori, il fenomeno del dissesto idrogeologico,
  che  è sempre più incombente, soprattutto, perché i terreni vengono
  abbandonati,  se non c'è una sostenibilità economica. Perché?  Cosa
  grava in più, su chi desidera fare impresa in questi territori?
   Tutti   i   costi  riflessi,  il  Gap  per  quanto   riguarda   le
  infrastrutture e la viabilità, il costo del carburante, la mancanza
  di   servizi,   in  generale,  è  un  fenomeno  che,   in   maniera
  esponenziale,   cresce  perché  meno  interesse   economico,   meno
  vivibilità offrono questi luoghi, più, giustamente, le famiglie  si
  trovano costrette o ammiccate a lasciare quei territori.
   E'  una  perdita per tutta la Sicilia, anche per noi che  viviamo,
  magari,  nelle  grandi  città. Ed allora come  intendiamo  aiutare?
  Intendiamo aiutare con l'esenzione di alcuni tributi per chi assume
  nuovo  personale nelle imprese, riducendo o azzerando l'IMU per  le
  nuove  attività  che  si  insediano nei tantissimi  locali  sfitti,
  esonerando, come dicevo, da contributi, a scalare, le attività e le
  imprese  che  si  insediano  e  che  resistono,  proponendo  un'IVA
  agevolata, agevolando le start up e, chiaramente, ci si rivolge  ad
  un certo tipo di comune.
   Come  lo si è individuato? Comuni che hanno la superficie comunale
  almeno  al 50% sui 500 metri sul livello del mare e comuni piccoli,
  chiaramente.  Per  piccoli si intende  al  di  sotto  dei  15  mila
  abitanti,  dove  negli  ultimi anni si sia verificato  un  fenomeno
  censito di spopolamento.
   Questa  scelta, caro Presidente, non deve essere presa  da  alcuni
  colleghi  come  un  volere favorire qualcuno  e  sfavorire  qualcun
  altro.  Noi  abbiamo ben presente che tutta la  Sicilia,  anche  le
  città  metropolitane,  hanno dei fenomeni  di  sofferenza,  che  le
  imprese lì hanno difficoltà.
   In  questo  caso, però, ci stiamo rivolgendo a chi è  maggiormente
  svantaggiato  nello  svantaggio di  una  Sicilia  che,  finalmente,
  comincerà  a  poter  reclamare, con lo  Stato,  delle  azioni  che,
  chiaramente, non sono prerogativa del nostro Parlamento, perché noi
  sulle  tasse,  considerate patrimonio indisponibile,  non  possiamo
  agire. Tutti i sindaci vorrebbero ridurre le tasse sull'IMU.
   Ricorderete, ad esempio, quando ci fu imposta l'IMU agricola,  nei
  comuni  di  media  montagna, ed ancora i piccoli  comuni  riportano
  questo  disastro nel loro bilancio, noi siamo rimasti con  le  mani
  legate.  Non  potevamo agire in alcuna maniera.  A  parte  che,  in
  cassa, non c'è un soldo, ma ne parleremo, poi, in un altro momento.
   Concludo, dicendo e confermando l'intenzione della Commissione  di
  trattare,  appena sarà possibile, anche una norma  sulla  montagna,
  che  sia  di carattere regionale. E, per questo, invito i  colleghi
  che hanno presentato emendamenti a questo testo, a volerli ritirare
  e  ripresentare  nella  legge,  di  prossima  presentazione,  sulla
  montagna.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Caldwerone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   onorevoli
  colleghi, signori sindaci, cittadini. Concordo con quella  porzione
  dell'intervento  dell'onorevole Foti,  quando  ha  specificato  che
  questa è una legge di tutto il Parlamento.
   Ho  potuto  verificare,  in  prima  persona,  quanto  laboriosa  e
  complicata,   per   taluni  versi,  sia  stata   l'attività   della
  Commissione,  presieduta  in  maniera  eccellente  dal   presidente
  Ragusa.
   Questa è una legge, e ne è puntuale riscontro la presenza di tanti
  sindaci tra i nostri ospiti.

   PRESIDENTE. Assessore Turano, la prego di prendere posto.

   CALDERONE.  C'eravamo  illusi, Presidente,  che  con  la  nomina  e
  l'elezione dell'onorevole Milazzo all'Europarlamento, l'Aula  poteva
  essere più serena e invece interviene l'onorevole Assessore Turano e
  ci stolkerizza.
   Dicevo,  è  una  legge  tanto attesa dal territorio  e  soprattutto
  dalle  comunità montante. I vantaggi fiscali sono stati  evidenziati
  ed enucleati dall'onorevole Foti, e non mi ripeto, dico soltanto che
  mi sono permesso di presentare un emendamento che non è modificativo
  della  legge,  è  un  emendamento -  e  per  questo  ho  chiesto  di
  intervenire,   non  ve  n'era  bisogno  perché  concordo   sia   con
  l'intervento  e il contenuto del Presidente Ragusa, sia  con  quello
  dell'onorevole Foti - che è sostitutivo dell'articolo 6, che prevede
  gli oneri derivanti dall'attuazione della legge.
   C'è  un  fondo  statale, lo abbiamo studiato, che  prevede  per  le
  stesse  ragioni a livello statale la destinazione di questi  -  è  3
  miliardi  il  Fondo  statale  - qui saranno  300  milioni,  così  ci
  mettiamo  in  sicurezza e credo che sia un emendamento assolutamente
  utile,  per  questo  io  l'ho presentato unitamente  al  mio  Gruppo
  parlamentare.  E'  superfluo affermare che Forza  Italia  voterà  in
  maniera  convinta  questo disegno di legge,  che  ritiene  veramente
  importantissimo per la Regione siciliana e soprattutto per i  comuni
  spopolati delle nostre zone montante.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo e sindaci
  che sono qui presenti, mi rivolgo a tutti voi intanto per annunciare
  il  voto favorevole del Gruppo dell'UDC che io rappresento e che tra
  l'altro,  attraverso la mia persona, ma anche attraverso  il  lavoro
  fatto dal collega Bulla nella III Commissione, ha già manifestato la
  propria adesione a questo progetto di legge.
   E'  un  progetto  di  legge, di legge voto, che certamente  non  si
  ferma  qua e non si deve fermare qua. Io condivido le preoccupazioni
  dell'onorevole Cracolici quando dice che si tratta di un auspicio  e
  di una buona speranza però, onorevole Cracolici, questa volta questa
  speranza  è corroborata e sostenuta da un'idea forte, che  è  quella
  della  condivisione senza bandiere, senza partiti, senza sensibilità
  politiche differenti e opposte. E questo supporto a questo  progetto
  di  legge  ci legittima a credere e a pensare che in questo momento,
  chi governa, non potrà non raccogliere l'istanza che viene da questo
  Parlamento, tutto è senza divisione di parti.
   E'  questa  la cosa fondamentale su cui vale la pena di riflettere,
  perché  l'istituto della legge voto previsto dal nostro Statuto  per
  le  materie  che non sono di nostra competenza, ovviamente,  rimanda
  alla  prioritaria volontà del Parlamento nazionale; ma in Parlamento
  nazionale  ci sono le forze che qui sono rappresentate, e quindi  mi
  auguro che questo disegno di legge, che questa legge voto, non  sarà
  domani  abbandonata da chi ha il dovere di raccogliere questa  sfida
  per  la  nostra  Terra  che  in  maniera  unitaria,  per  il  popolo
  siciliano, stiamo combattendo tutti quanti.
   E  non  è  semplice,  e  non è facile, anzi è  -  potremmo  dire  -
  un'occasione  straordinaria,  quella  di  vederci  tutti  uniti.  Io
  spererei  tanto  e  qui condivido le preoccupazioni  di  chi  mi  ha
  preceduto,   l'onorevole  Foti  piuttosto  che  altri  colleghi   di
  opposizione, che c'è in Sicilia un problema, l'onorevole  Marano  ha
  sciorinato una serie di numeri addirittura prevedendo che  nel  2065
  questa  Terrà avrà un milione di abitanti in meno. Bene,  io  voglio
  sperare che tutto questo non succeda se insieme a questa legge  voto
  che  domani potrà trovare accoglimento in Parlamento, ci  siano  dei
  provvedimenti  anche  a  livello nazionale e,  perché  no,  anche  a
  livello  europeo, che ci permettano di sostenere le  esigenze  delle
  famiglie che, se non fanno più figli è perché non c'è lavoro. Allora
  non  è  solo  un  problema  della Regione siciliana  e  del  Governo
  regionale siciliano, su questo vorrei essere chiara.
   Vorrei  per  una volta lanciare la proposta, che potrei immaginare
  che  venga  accolta da tutti, che è quella anche  di  sostenere  in
  maniera  unanime  un altro disegno di legge voto  che,  Presidente,
  desidero  sia messo in calendario il prima possibile, che è  quello
  che dichiara la Sicilia  Colleghi, non riesco a parlare

   PRESIDENTE. Vi prego, un po' di silenzio, specialmente  da  chi  è
  dietro chi sta parlando  Onorevole Lo Curto, continui.

   LO CURTO. C'è un altro disegno di legge voto, di cui sono la prima
  firmataria, insieme ai colleghi del Gruppo UDC, Figuccia,  Bulla  e
  tutti  gli  altri,  che è quello per dichiarare  le  condizioni  di
  svantaggio in cui versa la Sicilia. Anche là si tratta di una legge
  voto  che,  se  accogliamo in toto, con questa  forma  unitaria  di
  intenzione di difendere il futuro dei nostri giovani, delle  nostre
  comunità,  di  chi  soffre, di chi è rimasto indietro,  di  chi  ha
  diritti che oggi non vengono sostenuti, abbiamo il dovere di votare
  in  modo  unanime, ma non tanto per fare un'operazione di facciata,
  per  dire   lo abbiamo fatto , no. E' perché poi in Parlamento,  le
  forze  che  sono  rappresentate e rappresentano  anche  noi,  tutti
  quanti, possono portarla a compimento.
   Fare  impresa in Sicilia costa molto di più, la scuola costa molto
  di  più, importare, esportare merci, i trasporti, qualunque cosa in
  Sicilia, lo vediamo col problema della continuità territoriale, per
  la  quale  vicenda  si è battuto anche questo Parlamento,  si  sono
  battuti  i sindaci, abbiamo preso una serie di iniziative  anche  a
  livello  regionale e nazionale. I trasporti, i giovani  che  devono
  adesso  tornare in Sicilia, dovranno purtroppo pagare un  biglietto
  aereo  insostenibile. Tutto questo può trovare soluzione se insieme
  lo  vorremo, e sono convinta che non ci potremo dividere su  questi
  temi, perché ne va della nostra dignità e della nostra capacità  di
  fare  politica  al  servizio di chi ha  diritti,  cioè  del  nostro
  popolo.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  nessuno  è  contrario a questa legge voto, troppo poco  per  essere
  contrari. Io ho ascoltato qualche intervento prima: è come  se  già
  stessimo  toccando  con  mano i benefici,  da  domani  tutto  andrà
  meglio,  da domani tutti i problemi della montagna saranno risolti.
  Ho  la comprensione massima nei confronti dei sindaci - lo dico  da
  ex  sindaco  -  perché poi chi si trova in trincea  e  non  ha  gli
  strumenti per sopravvivere, ovviamente deve andare - e va -  dietro
  tutto.
   Questo  è  uno strumento debole, molto debole. Io lo  so,  lei  ci
  crede, onorevole Foti, io sono sicuro che lei, insieme al Movimento
  Cinque Stelle, insieme a tutti noi, faremo la nostra parte a  Roma,
  voi per primi con Conte, e noi a seguire con i nostri Ministeri, io
  ne  sono  sicuro,  che  alla sollecitazione troppo  semplice  della
  collega  Lo  Curto,  noi  ci aspettiamo  le  risposte  dal  Governo
  nazionale,  sono  sicuro  che  Conte, Di  Maio,  Zingaretti,  tutti
  quanti, loro faranno la loro parte e ci metteranno in condizione di
  avere tutte queste istanze, legittime, necessarie, che servono,  ma
  non  possiamo  registrare  che  c'è il  fallimento  della  politica
  regionale.  Cioè,  questo è l'ultimo atto, e lo  ha  espresso  bene
  anche   nei   modi  il  Presidente  della  Commissione,   un   atto
  dell'incapacità  di  una  Regione che non riesce  a  costruire  uno
  strumento legislativo per la montagna.
   Non  siete riusciti a fare una riforma per la forestazione, e  non
  c'è   riuscita  la  sua  Commissione,  non  c'è  riuscita  la   sua
  maggioranza. E la riforma per la forestazione era una  riforma  per
  la montagna, per i comuni della montagna.
   Non  siete  riusciti  a  mettere su una riforma  agricola  per  la
  montagna, zootecnica per la montagna, perché la montagna dal  punto
  di vista agricolo e dal punto di vista zootecnico è quasi morta,  e
  voi non siete riusciti a mettere su uno strumento, caro Presidente,
  atto  primo,  la  Commissione non serve solo a fare  audizioni,  ad
  ascoltare,  a fare gli incontri; è bello, piacevole, la Commissione
  serve per produrre i disegni di legge.
   Non  avete  prodotto nulla per la montagna  E c'era un disegno  di
  legge che era quello presentato dal Partito Democratico, avevamo la
  speranza noi come Regione, come Stato faremo tutti la nostra parte,
  lo  stiamo facendo con la legge voto e così via, ma noi avevamo  la
  speranza  con questo disegno di legge, di completare un lavoro  che
  era stato fatto durante la precedente legislatura, e lo dico io  da
  componente di quella Commissione che insieme al presidente Marziano
  avevamo completato quell'iter, quello era un disegno di legge della
  Sicilia, per la Sicilia
   Voi dopo due anni e mezzo avete prodotto un disegno di legge voto
  Non abbiamo fatto nulla, chiediamo a mamma e papà Roma, di metterci
  in condizione di fare qualcosa.
   Lo  sapete  quale  è, vi dovete passare la mano  nella  coscienza,
  tutti,  perché  noi  faremo  la nostra parte,  ovviamente  anche  a
  sostenere il disegno di legge a livello nazionale, ma quando questi
  sindaci, oggi qui con la fascia, non saranno in condizione di  dare
  le  risposte che voi gli avete fatto capire che siamo in condizione
  di  dargli,  loro  purtroppo si troveranno  a  rispondere  ai  loro
  territori  di  un  nulla di fatto, Regione nulla, non  riusciamo  a
  produrre nulla, non siete riusciti a produrre nulla, una legge voto
  che  rischia di restare solamente l'espressione unanime e condivisa
  del Parlamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA.   Grazie,  Presidente.  Allora,  io  ho  sentito   degli
  interventi  da una parte soprattutto di questa Aula che  richiamano
  alla opportunità, al rischio addirittura, di doversi risvegliare da
  un sogno per scivolare in un incubo.
   L'onorevole  Cracolici  ha  detto  non  vorrei  che  tutto  questo
  diventasse  un  incubo . Adesso l'onorevole  Dipasquale  dice   ah
  Siamo  riusciti ad ottenere soltanto una legge voto   Ma  vi  siete
  resi conto che nell'incubo già questi paesi ci vivono?
   Ma  in  questi cinque anni, caro onorevole Dipasquale, mentre  noi
  facevamo  queste  proposte sulle zone franche montane,  anche  solo
  attraverso  un  disegno di legge voto, ma dove  siete  stati?  Dove
  eravate?  Che  ora venire a fare la morale, qua  Qua  ci  sono  dei
  sindaci che si caricano le responsabilità di una Sicilia intera che
  non possono uscire di casa perché le imprese chiudono.
   Io  credo che qui ci siano degli spunti che vengono offerti, certo
  non  stiamo risolvendo tutti i problemi, ma c'è una Commissione che
  all'unanimità è arrivata a varare un provvedimento che è contro  lo
  spopolamento,  che  guarda  in  favore  finalmente  al  tema  delle
  imprese,  e vi dirò di più, perché lo devono sapere le comunità.  I
  sindaci  già lo sanno, perché il merito di questa norma è  più  dei
  sindaci che si sono organizzati, che dell'opposizione che è  andata
  incontro  alla  maggioranza,  come  qualcuno  sta  dicendo,   però,
  veramente usciamo dalle polemiche
   Oggi i sindaci sanno benissimo quando qualcuno gli raccontava  che
  c'era il rischio dell'aiuto di Stato, i sindaci sanno benissimo che
  non si tratta di aiuto di Stato, perché il provvedimento è adottato
  da  una  autorità  territoriale dotata di uno statuto  politico  ed
  amministrativo distinta da quella del Governo centrale.  I  sindaci
  sanno   benissimo  che  le  conseguenze  economiche,   sempre   per
  rispondere a quelle accuse di una riduzione dell'aliquota nazionale
  applicabile alle imprese presenti nella Regione, non devono  essere
  compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da altre Regioni
  o  dal  Governo.  I sindaci sanno benissimo che s'interviene  sulle
  partite  Iva  e che sulla scia di quei provvedimenti,  come  quando
  parlavamo  di  insularità, viene finalmente data la possibilità  di
  accedere   alle   agevolazioni  anche  per  coloro  che   intendono
  trasferire  in  Sicilia,  nelle zone montane,  la  sede  legale  ed
  operativa delle loro attività.
   Certo, è un gesto, è una prima azione. Si potrà e si dovrà fare di
  più.  Non c'è dubbio su questo. Non basterà semplicemente istituire
  le  zone franche montane, ma questo come in un puzzle, insieme alle
  attività delle zone di economia speciale che è stata portata avanti
  dall'assessore   Turano,  insieme  a  quella   norma   cui   faceva
  giustamente il Capogruppo dell'Udc, l'onorevole Lo Curto, sul  tema
  dell'insularità, potrà offrire delle opportunità importanti per  il
  futuro.   Su  questo,  signor  Presidente,  mi  unisco  all'appello
  dell'onorevole Lo Curto.
   Questo testo sul riconoscimento della condizione di svantaggio che
  scaturisce  dal  posizionamento  geografico,  presidente  Miccichè,
  ovvero  sul riconoscimento del principio dell'insularità,  è  stato
  già  presentato un testo. Purtroppo ha avuto una battuta  d'arresto
  perché  di fatto non è stato ancora calendarizzato. Credo che  dopo
  il  provvedimento  sulle  Zes, dopo  il  tema  delle  zone  franche
  montane,  dopo un'azione d'indirizzo politico che guarda a sostegno
  del  sistema  produttivo Sicilia, ovvero al sistema delle  imprese,
  sia    arrivato   anche   il   tempo   di   potere   calendarizzare
  quell'ulteriore testo che insieme al sistema del contrasto del caro
  voli,  insieme al sostegno alle imprese potrà, con buona pace delle
  sterili  polemiche,  ed  in attesa che dalla  controparte  arrivino
  ulteriori  proposte migliorative, rappresentare un ulteriore  passo
  in avanti. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, riteniamo
  questa  una  norma molto importante che riguarda oltre  centotrenta
  comuni  dell'Isola, e mi dispiace avere sentito da  questo  pulpito
  esponenti  del Partito Democratico attaccare quest'Aula  perché  si
  sta  interessando delle zone franche montane, e vorrei capire  come
  si  sono espressi in Commissione. Sarebbe importante capire come il
  Partito  Democratico, che oggi è al Governo  della  nazione,  e  ci
  aiuterà  a spingere questa norma, come si è espresso in Commissione
  perché,  purtroppo, spesso e volentieri, una cosa sono i comunicati
  stampa e le dichiarazioni che si fanno in quest'Aula, una cosa sono
  gli  atti che si portano avanti nelle Commissioni, ed il lavoro che
  si svolge non soltanto nelle Commissioni, ma anche qui in Aula.
   E,  allora, signor Presidente, noi abbiamo voluto con forza questa
  norma, sappiamo che è una norma che dovrà essere sostenuta per ovvi
  motivi,  perché comunque sono di competenza di materie  fiscali  e,
  quindi,  di  competenza dello Stato. Sarà una norma  che  tutta  la
  Sicilia  vuole,  ed  io  spererei che  ci  fosse  un  voto  univoco
  all'interno di quest'Aula, perché le motivazioni sono tante, signor
  Presidente,  tutti  noi  conosciamo  i  meccanismi  di  svuotamento
  demografico  che stanno avendo le aree interne, soprattutto  quelle
  montane,  sappiamo perfettamente le difficoltà che vivono tutte  le
  amministrazioni  e tutte le famiglie residenti  in  quei  comuni  e
  sappiamo  perfettamente  che  hanno  bisogno  di  aiuto,  un  aiuto
  importante, un aiuto che possa far sì che si possa creare  sviluppo
  anche  nei centri in cui probabilmente si è persa anche la speranza
  di creare sviluppo.
   Allora  la Sicilia sta facendo la sua parte, l'Assemblea  farà  la
  sua parte approvando questa norma, dopo di che vedremo, sicuramente
  approveremo questa norma, vedremo quanti dei qui presenti  colleghi
  voteranno la norma e quelli che non la voteranno, perché purtroppo,
  spesso e volentieri, qualcuno contraddice anche se stesso. Noi  no,
  noi di Diventerà Bellissima no, abbiamo voluto

   CRACOLICI. Infatti, la Sicilia è bellissima

   ARICO'. Lo so, onorevole Cracolici, può essere

   PRESIDENTE. Onorevole, si rivolga alla Presidenza, per favore.

   ARICO'. Il Partito democratico ci ha lasciato le casse piene così,
  come  certificato  dalla Corte dei Conti, e oggi si  permette  pure
  salendo in questo pulpito di dirci che la Sicilia è bellissima,  la
  Sicilia  tornerà  ad  essere bellissima,  nonostante  come  l'avete
  lasciata  voi  negli  ultimi cinque anni  che  avete  governato  la
  Sicilia. Dopo di che avete una grande possibilità.

   CRACOLICI. Vedi che l'hai governata pure tu la Sicilia.

   ARICO'. E abbiamo fatto tante cose in quei cinque mesi, se vuoi te
  le  elencherò  un giorno. Allora, signor Presidente,  sappiamo  che
  dalla Sicilia parte a gran voce una richiesta di sostegno per tutte
  quelle  comunità che oggi hanno bisogno, sicuramente il  Parlamento
  nazionale, ci auguriamo, farà la sua parte.

   PRESIDENTE.  Io  credo che giusto oggi, con una  legge  che  è  di
  iniziativa  parlamentare,  che è votata in  Commissione  da  tutti,
  tutto sarebbe necessario, tranne che uno scontro, visto che poi  in
  Parlamento nazionale ancora tutti insieme dovremo cercare  di  fare
  passare questa legge.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  riportiamo  la  pace  in  prossimità  del  Natale.  Intervengo  per
  annunciare il voto favorevole del nostro Gruppo parlamentare ad una
  legge di iniziativa che secondo me va incontro a quelle che sono le
  necessità soprattutto di territori montani.
   Devo  dire  che  spesso i comuni debbono inventarsi  qualcosa  per
  potere riuscire a ripopolare queste zone, per esempio le case a  un
  euro,  oggi  invece abbiamo la possibilità di fare, come Parlamento
  regionale  e successivamente il Parlamento nazionale, a  favore  di
  queste  comunità, è un'occasione che non dobbiamo  perdere,  è  una
  richiesta   d'aiuto  che  ci  viene,  e  noi  dobbiamo   pienamente
  accogliere e non dobbiamo, tra virgolette, perderci nel fatto se si
  può  fare  qualcosa in più o qualcosa in meno. Il mio motto  che  è
  sempre  lo stesso è sempre: l'ottimo è nemico del buono. In  questo
  caso  il  buono  va  preso immediatamente e  portato  avanti  senza
  indugio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Savarino.   Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo  a
  votare una legge proposta dai colleghi parlamentari e approvata con
  larga maggioranza in III Commissione, dopo un lavoro di ascolto, di
  audizioni che è stato importante, per cui va sottolineato il merito
  alla III Commissione per il lavoro fatto.
   Non è la prima volta che arriva in Aula un disegno di legge che ha
  questo  tipo  di  istruttoria,  che ha  coinvolto  tutte  le  forze
  politiche e questo è, senz'altro, un fattore positivo. Sappiamo che
  le  zone  montane soffrono per svariati motivi. Uno  di  questi  è,
  certamente, l'isolamento che viene sottolineato e aggravato da  uno
  stato  di abbandono delle strade provinciali, frutto di una riforma
  delle  province pessima, che ha cancellato un ente senza  spostarne
  le competenze.
   Oggi ci ritroviamo con strade provinciali che non hanno neanche la
  manutenzione ordinaria e le cui buche, se fossero state  affrontate
  cinque  anni  fa,  tre  anni fa, quattro  anni  fa,  non  sarebbero
  diventate voragini, voragini per cui oggi il Governo Musumeci,  con
  un  piano  straordinario  per le strade provinciali  di  oltre  275
  milioni,  sta  cercando  di recuperare un danno  fatto  degli  anni
  passati. Un danno enorme che aggrava la situazione di isolamento di
  questi comuni montani.
   Sappiamo  bene  che  questi comuni montani, come  gran  parte  dei
  nostri  borghi  e  dei nostri piccoli centri, i centri  storici  di
  questi   comuni  vengono  abbandonati  e  si  preferisce  costruire
  altrove.   Noi   avevamo  immaginato  -  era  passata   nella   mia
  Commissione,  proposta proprio dal Governo Musumeci - l'istituzione
  di  un  fondo  che  riservava 40 mila euro  a  fondo  perduto  come
  contributo  alle giovani coppie che ristrutturavano la  loro  prima
  casa  a  partire proprio dai borghi più piccoli, dai centri  urbani
  più  piccoli,  da  borghi  montani. Questo  era  un  modo  per  far
  ritornare  ad  abitare  questi  centri,  perché  io  che  sono   di
  provincia,  e sono ospite di una città metropolitana, so  bene  che
  con  40  mila euro in città come Palermo non ci compri  neanche  un
  box, ma in un comune montano, in un borgo rurale, con 40 mila euro,
  tu  arrivi a costruire la tua prima casa. E questo sarebbe stato un
  segnale  importante,  se  quest'Aula  non  l'avesse  bocciato.  Era
  un'altra proposta di aiuto a questi centri che sono isolati.
   Bisogna  sbloccare  fondi  per  le  aree  interne.  Il  Presidente
  Musumeci  giornalmente pressa sui dirigenti, sui vari enti affinché
  questi  fondi  vengano utilizzati, e utilizzati al  meglio,  perché
  sono  una  risorsa  che può ridare speranza. E, certamente,  questa
  legge  aiuta un altro importante ruolo che può essere svolto  dalle
  imprese  a  dalle attività commerciali e artigiane in queste  città
  montane, comuni montani.
   L'avere  pensato a questa legge che, se approvata, potrà dare  una
  boccata  di ossigeno alle nuove imprese attraverso una zona  franca
  e,    quindi,   all'istituzione,   alla   crescita,   di   attività
  imprenditoriali  è  un  altro aiuto che può  essere  immaginato  da
  quest'Aula  rispetto alle zone montane. Quindi, io dico  basta  col
  benaltrismo.  Basta con chi viene qui a dare lezioni  su  che  cosa
  viene  prima,  che  cosa dovrebbe essere fatto prima  e  meglio  di
  altro.  Noi stiamo cercando di porre in essere diverse misure,  non
  una.  Questa  è una di quelle, la condivo, l'ho sottoscritta  e  la
  voto  con grande piacere. Altre erano state pensate, e altre ancora
  ne  penseremo in soli due anni dal nostro insediamento. Mi  chiedo,
  come  mai  tutte  queste sensibilità, tutte queste priorità,  tutte
  queste  idee  e disegni di legge importanti e prioritari  che  sono
  stati  qua  enunziati dai colleghi del PD non sono stati  approvati
  nei  cinque anni in cui hanno governato con una maggioranza bulgara
  in  Assemblea?  Quelle  priorità  spuntano  soltanto  oggi  che   a
  governare sono altri? Peccato, occasione persa e oggi, onestamente,
  di chi pontifica non ne abbiamo bisogno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Catalfamo.Ne  ha
  facoltà.

   CATALFAMO.  Signor  Presidente, un  ringraziamento  particolare  a
  tutti  i  sindaci delle comunità montane che oggi sono intervenuti,
  il ringraziamento soprattutto perché ci hanno messo al corrente, in
  maniera  garbata e in maniera efficace, circa la volontà di portare
  a  compimento questa legge voto che da tanto tempo aspettavano  con
  ansia.
   Siamo stati presenti presso i presidi che erano stati organizzati,
  nelle   scorse  settimane,  e  credo  che  quello  che  oggi  verrà
  completato  è un iter assolutamente virtuoso, da replicare  il  più
  possibile,  perché  siamo riusciti davvero, e  in  breve  tempo,  a
  creare  un  collegamento tra i territori e l'Istituzione  Assemblea
  regionale.
   Al di là del metodo, che sicuramente è stato un metodo positivo  e
  da  ripercorrere  anche nei contenuti, la legge  è  ovviamente  una
  legge condivisibile.
   E'  chiaro  che  bisogna cercare di dare conforto  a  queste  zone
  interne  che  subiscono uno scarto economico  e  occupazionale  per
  situazioni  logistiche sicuramente meno felici rispetto  alle  zone
  costiere.  Quindi,  per tutti questi motivi,  preannuncio  il  voto
  favorevole di Fratelli d'Italia.
   Aggiungo anche che avevo pensato ad un emendamento all'articolo  1
  della   legge,  ma  dal  momento  che  dobbiamo  tenere  in  grande
  considerazione  la  sensibilità  delle  Comunità,  che  oggi   sono
  rappresentate qui dai sindaci, e in considerazione del fatto che in
  queste  ore è emerso che questa sensibilità era un attimino turbata
  da  questo emendamento, preannuncio il ritiro dell'emendamento  1.1
  riservandomi di ripresentare successivamente un ordine del  giorno,
  o  un altro atto, che in altra forma cerchi di replicare quelli che
  erano le istanze sottese a quell'emendamento. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Catalfamo, la ringrazio  anche  per
  questa  sua  ultima comunicazione, perché lei ha fatto un  atto  di
  grande responsabilità col ritiro di questo emendamento, che avrebbe
  creato  qualche problema, così possiamo andare avanti entro oggi  e
  finire sicuramente l'analisi e il voto della legge. Grazie ancora.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha facoltà.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, saluto
  anche i Sindaci presenti oggi in Aula.
   Io  credo che quando il Parlamento siciliano ha la possibilità  di
  favorire quello che è un processo dal basso, perché questa norma  -
  come  hanno  ricordato molti dei colleghi che mi hanno preceduto  -
  parte  anche  da  un'esigenza,  parte  soprattutto  da  un'esigenza
  espressa  da tanti colleghi Sindaci, credo che il Parlamento  abbia
  l'obbligo  di  dare voce all'esigenze delle Comunità  tutte  e,  in
  questo  caso, come stiamo facendo con questa norma, delle  Comunità
  montane,  che vivono costantemente e quotidianamente una condizione
  di  grande  sofferenza  rispetto a uno  spopolamento  naturale  che
  avviene,  rispetto  alle attività che purtroppo  sono  costrette  a
  chiudere i battenti in queste Comunità montane, perché non ci  sono
  più  quelle  condizioni  economiche  che  possono  permettergli  di
  sopravvivere.
   Vorrei, però, anche soffermarmi su un passaggio di cui si fa cenno
  all'interno  della  relazione,  che  riguarda  quella  che   è   la
  situazione complessiva del Mezzogiorno.
   Negli ultimi dieci anni il Mezzogiorno d'Italia ha visto sottratte
  risorse  per quasi 60 miliardi. Questo è un dato che ci  deve  fare
  riflettere, che deve fare riflettere tutto il Parlamento  siciliano
  affinché,  anche  rispetto a quelli che  sono  i  rapporti  con  il
  Governo  nazionale, venga tenuto in considerazione questo  aspetto,
  perché  se  noi vogliamo effettivamente dare risposte  concrete  ai
  nostri  Territori  non ci possiamo permettere il lusso  di  vederci
  sottrarre risorse importanti che ammontano a circa 60 miliardi.
   Questo dato è emerso anche nella Commissione finanza della Camera,
  che  si  è svolta il 10 dicembre in cui, grazie a uno studio  fatto
  dalla  Svimez,  si evidenzia come, appunto, in quelli  che  sono  i
  rapporti  tra  lo Stato e le Regioni, e quindi la ripartizione  pro
  capite,  ci sia stata una diminuzione negli ultimi 10 anni del  6,2
  per cento, che si traduce in ben 60 miliardi.
   Questo  perché c'è stato un artifizio anche in quella che è  stata
  l'analisi  fatta dai Presidenti delle Regioni del Nord Italia,  che
  rivendicavano  ancora  ulteriori  risorse.  Artifizio  che   si   è
  concretizzato in una cosa banale, ma assi semplice, tenendo  conto,
  non  dei flussi di pagamento effettivamente realizzati, ma soltanto
  di  quelli  che  sono  stati i mandati da  parte  della  Ragioneria
  generale dello Stato.
   Ecco,  questo  è un dato di cui il Governo regionale  deve  tenere
  conto,  è  un  dato fondamentale, importante di cui dobbiamo  tutti
  farci  carico, di cui dobbiamo tutti essere coscienti, affinché  si
  attui  una controtendenza rispetto al passato e si riesca ad  avere
  un rapporto di finanza pubblica tra Stato e Regioni che deve essere
  equo,  queste  risorse potrebbero essere utilizzate,  e  dovrebbero
  essere  utilizzate,  per  le  nostre infrastrutture  per  i  nostri
  territori.
   Ricordiamoci  che  il  Fondo delle autonomie locali  negli  ultimi
  anni, che è quello che riguarda i Comuni, è stato saccheggiato  più
  e  più  volte, e che questo ha messo noi sindaci, perché sono anche
  un sindaco, in grande, grande difficoltà.
   Quindi  è  chiaro che oggi il grido d'allarme dei  Sindaci  si  fa
  sentire sempre più forte, perché non siamo più nelle condizioni  di
  soddisfare  le  esigenze  minime  che  i  nostri  concittadini   ci
  richiedono, e allora non possiamo più accettare che si continui con
  questa  logica  con  cui, ancora una volta,  il  Mezzogiorno  viene
  scippato di risorse importanti.
   Oggi questi dati non sono più dei dati teorici, fonte soltanto  di
  studi,  ma sono agli atti della Camera, delle Commissioni  e  delle
  finanze, e mi auguro che il Governo nazionale tenga conto di questi
  dati   e  che  si  attui  una  distribuzione  equa  delle  risorse,
  rispettando peraltro le regole definite dalla legge n. 42 del 2009,
  regole che sono state finora disattese.
   I siciliani, il Mezzogiorno deve avere nuovamente queste risorse e
  una  distribuzione equa di queste risorse, perché non possiamo  più
  andare  a  Roma con il piattino in mano quasi a dover  pietire  per
  qualcosa che, invece, ci spetta di diritto, e che noi dobbiamo fare
  in modo che ci venga restituita

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO,  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il meglio  è  nemico
  del  bene,  quindi noi voteremo questo disegno di legge, lo  faremo
  convintamente, cioè ci sarà il nostro impegno per portarlo avanti.
   Non  possiamo però sottacere alcune cose, Presidente, non possiamo
  sottacere  il  fatto  che il disegno di legge  sulle  zone  franche
  montane  presentato  dal  Pd è il n. 3, significa  che  il  Partito
  democratico  lo  ha presentato a inizio legislatura  e,  purtroppo,
  fino  a  oggi  non è stato possibile discuterlo, non per  farne  un
  disegno  di  legge  voto  che  è già qualcosa.  Quindi  tendiamo  a
  valorizzare  quello  che stasera faremo, ma  avremmo  potuto  farne
  legge  solo  se  il  Governo della Regione  avesse  dato  copertura
  finanziaria,  come  è stato fatto con tante altre  leggi  approvate
  durante questa legislatura.
   E'  un disegno di legge che nasce dall'ascolto dei territori,  dei
  sindaci,  delle  comunità, merita pertanto il  massimo  del  nostro
  rispetto, della nostra attenzione.
   Penso  che  questo  disegno  di legge  voto  posto  al  Parlamento
  nazionale,  che  noi oggi qui siamo chiamati ad  approvare,  ha  un
  senso solo se realmente questo Parlamento e questo Governo assumono
  un  impegno  di  coerenza nei confronti dei sindaci, nei  confronti
  delle  comunità, delle aree montane ed è quello di  fare,  davvero,
  del  tema  delle zone montane un tema prioritario per il Parlamento
  regionale  e per il Governo della Regione, diversamente diventa  un
  atto di pura ipocrisia.
   Saremo coerenti, assumiamo coerentemente l'impegno con i cittadini
  siciliani  che  vivono nelle aree montane, con  coerenza  in  tutto
  quello che questo Parlamento farà signor Presidente.
   Provo  rapidamente a dire alcune cose: vogliamo assumere l'impegno
  che  mai  più un euro di trasferimenti, sarà tagliato ai comuni,  e
  tanto meno ai comuni delle aree montane?
   Vogliamo assumere l'impegno che quanto è già stato deliberato  per
  gli  investimenti  sarà trasferito ai Comuni  delle  aree  montane?
  Oppure  dobbiamo ancora assistere, così, come purtroppo assistiamo,
  oggi  in  una delibera del 29 novembre 2019, al fatto che a  fronte
  dei  115 milioni di euro, destinati in bilancio con legge di questo
  Parlamento,  il  Governo  della  Regione  trasferisce   ai   comuni
  siciliani  tutti  appena 45 milioni, perché  le  risorse  non  sono
  disponibili.
   Io  credo  che questo è inaccettabile, che, perfino quando  questo
  Parlamento delibera ed approva leggi, il Governo della Regione  non
  dia   seguito   all'attuazione  delle  leggi,   signor   Presidente
  dell'Assemblea, è  inaccettabile .
   Io  su  questo chiedo un dibattito d'Aula, perché gli investimenti
  sono  quelli che servono a questi comuni per andare avanti, per  la
  viabilità,  per tutti gli altri che ben conosciamo, per il  lavoro,
  per il lavoro produttivo.
   Vogliamo assumere l'impegno che tutto il resto che verrà fatto  in
  quest'Aula  avrà un'attenzione particolare per i comuni delle  zone
  montane? C'è qui l'assessore per le infrastrutture.
   La  viabilità, per esempio, le scuole, per esempio, la sanità, per
  esempio.  Così  come  è  stato fatto nella scorsa  legislatura,  ad
  esempio,  riconoscendo,  in  base a  Baldussi,  che  l'ospedale  di
  Petralia  è  un ospedale di zona disagiata e che, pertanto,  doveva
  mantenere anche il pronto soccorso. E così è, e così è stato.
   Vogliamo  assumere l'impegno che una quota significativa di  fondi
  strutturali sarà investita nelle zone montane?
   Che, ad esempio, quando si fa un bando per i fondi strutturali, si
  dà  una priorità alle imprese, alle aziende che sono disponibili ad
  investire  nelle  aree  montane, perché lì c'è  una  condizione  di
  svantaggio particolare che deve essere compensata con un intervento
  di   favore,   di   giustizia,  da  parte  della  politica,   delle
  istituzioni?
   Vogliamo  destinare una quota adeguata anche di fondi  strutturali
  per la nuova programmazione.
   Ai   comuni   montani,  che  vivono  condizioni   di   particolare
  svantaggio,  servono atti concreti, Presidente, lei  questo  lo  sa
  bene.
   Quali  impegni  prioritari  per i comuni  delle  zone  montane  il
  Governo  della  Regione  è disponibile ad assumere,  ad  esempio  e
  concretamente, per il prossimo piano dei trasporti.
   Serve  meno  una  linea  -  concludo -  in  un  comune  facilmente
  raggiungibile  dell'area costiera, serve più ai comuni  delle  aree
  interne.
   Allora, noi questo disegno di legge lo approviamo, lo voteremo, lo
  sosterremo, ma saremo altrettanto coerenti in tutti gli altri temi,
  che  prima  brevemente  ho  enunciato,  e  tanti  altri  ancora   e
  pretenderemo coerenza da questo Parlamento, da questo Governo.
   Signor Presidente, se non ora quando?
   Voglio  concludere così:  Credo che la coerenza  debba  guidare  i
  comportamenti di tutti i deputati, così come in questa occasione in
  tutti gli altri appuntamenti .
   Io  mi  auguro che anche nelle prossime occasioni i sindaci  delle
  aree  montane  possano essere autorizzati ad  assistere  ai  lavori
  parlamentari.

   PRESIDENTE.  I  sindaci sono autorizzati sempre  ad  assistere  al
  dibattito parlamentare.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha facoltà.

   LENTINI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  sindaci
  della  Regione  siciliana, intanto vorrei esprimere  un  plauso  al
  Presidente della III Commissione e, nella sua interezza, anche alla
  Commissione che ha avuto questa bella idea di scrivere e  formulare
  questo disegno di legge per portarlo avanti.
   Quindi,   sotto  l'aspetto  della  votazione,  c'è  il  mio   voto
  favorevole. Però, purtroppo, la Sicilia da sola, cari colleghi, non
  ce  la  può  fare.  La Sicilia ha bisogno di coinvolgere  anche  le
  Regioni  del  Meridione  d'Italia, solo  così,  possibilmente,  può
  farcela,  nel  senso che, organizzare tra Presidenti  e  Parlamenti
  delle  Regioni  del sud Italia, per organizzare un vero  e  proprio
  tavolo   tecnico  e  dire,  finalmente,  e  dimostrare,  all'intera
  nazione, al Governo nazionale, in primis, ed al suo Parlamento, che
  il Sud, ormai, da solo, non ce la può fare.
   Questa   è,   quindi,  una  delle  cose  che  bisogna   immaginare
  immediatamente.
   Penso  che  portare,  appunto,  sul  tavolo  delle  trattative  la
  fiscalità di vantaggio, che è l'abbassamento delle tasse, agevolare
  per  un  periodo,  ma  non solo la Sicilia, il Meridione  d'Italia,
  perché altrimenti da soli non ce la faremo mai.
   Prenderanno  questo  disegno  di  legge,  lo  accantoneranno,   lo
  metteranno da parte e poi se ne parlerà. Se, invece, c'è una  forza
  forte, dell'intero Meridione, è possibile che qualcosa arrivi  alla
  nostra gente, ai nostri sindaci, sicuramente, porteremo delle belle
  soddisfazioni.
   E,  poi,  organizzare anche i contratti di lavoro. I contratti  di
  lavoro  devono essere dei contratti di lavoro diversi, non  possono
  essere  i contratti di lavoro regionali, rispetto ai contratti  del
  settentrione  d'Italia, devono essere diversi,  devono  essere  più
  elastici.  Noi  non  abbiamo bisogno di  reddito  di  cittadinanza,
  abbiamo  bisogno  del reddito di cittadinanza per le  famiglie  che
  vivono  in grosse difficoltà ma, abbiamo bisogno di dare  anche  la
  dignità  dando  e  creando lavoro. E solo con i contratti,  con  la
  formazione   dei   contratti,  diversi  rispetto   a   quelli   del
  settentrione d'Italia, è possibile arrivare anche ad una soluzione.
   Il patto di stabilità ha distrutto i comuni, in particolare quelli
  del meridione d'Italia.
   Signor Presidente, però, veda, io ho notato una cosa. Ho seguito i
  movimenti  del Presidente della Regione, ho visto che  è  stato  in
  diversi  posti, è stato anche a battere i pugni nei  Ministeri  del
  nostro  Stato, con tanta voglia di fare e portare delle risorse  al
  nostro Territorio.
   La  cosa,  quindi,  che  dobbiamo fare è votare,  intanto,  questo
  disegno  di  legge, che è un buon inizio, è una scelta  nobile  ma,
  sicuramente, non è tutto quello che si possono aspettare i sindaci,
  perché il problema non è che ce l'hanno solo le zone montane, ma in
  Sicilia, queste difficoltà le risentono tutti.
   Organizzare,  quindi,  a  mio avviso, un  tavolo  tecnico  fra  le
  Regioni  del  Meridione, del Sud e battere i pugni ai  ministeri  e
  dire che, ormai, questa gente non ce la fa più.
   Non ce la facciamo più.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, Governo, colleghi, deputati,  sindaci.
  Ho   ascoltato,  signor  Presidente,  con  grande  attenzione,  gli
  interventi  dei miei colleghi e, devo dire che, qui, sento  parlare
  sempre  di stanziamenti, di risorse, di finanziamento per questo  o
  quell'altro  intervento,  per  quella  strada  provinciale  o   per
  quell'intervento che riguarda chissà quale opera pubblica.
   Vorrei,  però,  sapere, signor Presidente, di questi stanziamenti,
  quanti   arrivano  all'obiettivo,  che  è  l'atto  finale,  l'opera
  pubblica?
   Vorrei chiedere ai sindaci, che oggi sono presenti, se hanno delle
  risorse  per la progettazione, perché, veda, è bello dire   abbiamo
  stanziato  per quell'intervento tre milioni di euro  e,  poi,  quel
  comune non ha le risorse necessarie per adoperarsi e per progettare
  quell'intervento.
   E  allora  io  ricordo un paio di settimane fa di aver  incontrato
  l'Assessore  Falcone,  che è Assessore che  io  stimo  per  il  suo
  impegno,  per  la  sua tenacia, anche per i suoi risultati  che  si
  toccano con mano, che mi disse:  Guarda Edy, io qua ho una serie di
  finanziamenti,  una serie di risorse, non ho la  progettazione  per
  nessun  tipo di intervento  . Ti ricordi Marco?  Io aspetto  che  i
  comuni,  le città metropolitane mi portino i progetti per  arrivare
  all'obiettivo  finale  che è la realizzazione  di  quell'opera .  E
  allora, smettiamola di parlare di interventi, di finanziamenti,  di
  stanziamenti di risorse perché stanno diventando il libro dei sogni
  di questo Governo regionale, delle varie Amministrazioni locali.
   Bisogna  commissariare, bisogna commissariare i  settori,  bisogna
  commissariare  gli  interventi,  onorevole  Falcone,   come   dire,
  probabilmente, mi sono anche fatto trascinare un po' dal mio leader
  che  è  Renzi  che  evidenzia  questa  idea  di  commissariare  gli
  interventi  ma  è  l'unico modo per arrivare  ad  un  obiettivo,  è
  l'unico  modo  per  arrivare a spendere  queste  risorse  e  questi
  stanziamenti che noi abbiamo o attraverso il Patto per  il  sud,  o
  attraverso   il  PON  Metro,  attraverso  il  Patto  per   Palermo,
  altrimenti   stiamo   correndo  tutti   il   rischio   che   questi
  finanziamenti  torneranno  indietro e  queste  somme  non  verranno
  spese.
   Poi  sento  parlare di responsabilità, Presidente.  Ogniqualvolta,
  qui,  qualche  mio  collega  si  accinge  a  parlare,  parla  delle
  responsabilità  del Governo precedente, o delle responsabilità  del
  Governo attuale o addirittura ancora di quello precedente ancora.
   Presidente  qui io non parlo di responsabilità, se ci  sono  delle
  responsabilità qui dentro siamo tutti responsabili.  Il  Presidente
  Musumeci non può dichiarare alla stampa che se c'è un buco è  colpa
  del  Governo  precedente.  Il  problema  del  buco  e  il  problema
  economico-finanziario  della Regione  non  riguarda  questi  ultimi
  cinque  anni o questi ultimi tre anni ma forse riguarda gli  ultimi
  vent'anni e quindi siamo tutti responsabili. Forse è il momento  di
  sederci  e  attivare, come dire, un patto, un patto tra noi  Gruppi
  parlamentari per cercare di uscire da questo sistema che ormai si è
  incancrenito e che è un sistema che a mio avviso è pericoloso e che
  genera immobilismo, un immobilismo che a mio avviso è pericoloso.
   E  allora,  probabilmente, se non ci fossero  stati,  oggi,  tutti
  questi   sindaci,  vedo  anche  qualche  presidente  del  consiglio
  comunale,  probabilmente  il dibattito  sarebbe  stato  ancora  più
  scialbo, meno spettacolare e noi, com'è consuetudine fare  nel  mio
  Gruppo   parlamentare,  intanto  preannunciamo   il   nostro   voto
  favorevole al disegno di legge delle zone franche montante  cui  ho
  avuto modo e piacere di partecipare anche a delle iniziative e  dei
  presìdi  che si sono svolti sulle Madonie, sono stato invitato  dal
  dottore  Lapunzina,  ho  incontrato  anche  diversi  sindaci  delle
  Madonie  e  ho  partecipato con piacere dando la  mia,  come  dire,
  disponibilità totale ad affrontare il problema, ma non si ferma qui
  il problema Presidente.
   Noi  oggi  votiamo la legge-voto, sì, le Zone franche montane  che
  costituiscono  una  misura  di politica  economica  adottabile  per
  rilanciare  quella zona interna del Paese, sì, possiamo  investire,
  come  dire, possiamo attrarre nuovi imprenditori a questo processo,
  questo   processo  per  smuovere  quell'economia,  smuovere  quella
  ricchezza  in  quelle  porzioni  di territorio.  Perfetto,  ma  non
  dobbiamo  fermarci  qui, Presidente. Io parlerò  col   mio'  Gruppo
  parlamentare nazionale come ho fatto per i collaboratori scolastici
  di  Palermo,  come  ho fatto per attivare quel  meccanismo  che  si
  chiama Continuità territoriale, come ho fatto per quella legge  che
  porta  alla  stabilizzazione oggi -  grazie ad  un  emendamento  di
  Italia   Viva  -  del  personale  medico  sanitario,  e   concludo,
  all'interno  delle strutture sanitarie, lo farò anche per  le  Zone
  franche montane.
   Quindi,  preannuncio il mio voto favorevole, e da domani  dobbiamo
  stare   tutti  uniti  e  soprattutto  andare  a  trovare  i  Gruppi
  parlamentari  nazionali  per far sì che questa  legge  non  diventi
  soltanto un libro dei sogni ma diventi anche realtà. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Tancredi.  Ne  ha
  facoltà. Ci sono gli ultimi quattro interventi, a questo punto  non
  ne   accetto  più,  se  no  facciamo  notte.  Dopo  questi  quattro
  interventi, passeremo alle votazioni.

   TANCREDI. Grazie, Presidente. Grazie ai sindaci qui presenti,  che
  ovviamente ripongono notevoli speranze

   PRESIDENTE. Onorevole Lantieri, per favore torni al proprio posto.

   TANCREDI. Non credo che tutti, in quest'Aula, ci siamo resi  conto
  dell'importanza, del principio che è scritto in questo  disegno  di
  legge,   perché   qui   andiamo  oltre  la  semplice   enunciazione
  dell'istituzione delle Zone franche montane, perché nella relazione
  è  chiaro  ed  evidente che stiamo rimettendo al centro dell'agenda
  politica  quello che non è mai stato riconosciuto a questa Regione,
  che  è l'applicazione statutaria. Il richiamo ai due articoli dello
  Statuto,  il  36  e  il  37, che non sono mai  stati  applicati,  è
  l'elemento  essenziale  per  poter fare ripartire  un  ragionamento
  complessivo che punta a ridare dignità a questa Regione.
   A  me  dispiace avere sentito anche, nel dibattito, rivendicazioni
  di  parte politica avversa per quelli che sono stati errori,  molto
  importanti,  di cui tutti dobbiamo farci carico, e tutte  le  parti
  politiche   che  hanno  governato  questa  Regione   negli   ultimi
  cinquant'anni - non dieci anni, cinquant'anni - non sono  stati  in
  grado di definire quelli che sono i rapporti economici tra lo Stato
  e  la  Regione  in maniera compiuta e adeguatamente precisa.  Senza
  quello  è  chiaro  che,  come dice l'onorevole  Cracolici,  resterà
  lettera  morta,  ma  è  un  momento in cui  rimettiamo  nell'agenda
  politica nazionale un aspetto che è stato totalmente trascurato nel
  dibattito politico.
   Se  questa Regione è al collasso sotto tutti i profili,  perché  i
  comuni  delle  Zone franche montane di futura istituzione  sono  le
  prime istituzioni destinate a scomparire se non ci saranno adeguati
  provvedimenti,  ma  poi  a  seguire  ci  saranno  tutte  le   altre
  istituzioni comunali: noi siamo in questo momento la Regione con la
  maggiore   concentrazione  di  istituzioni  comunali   che   stanno
  fallendo, letteralmente, tra pre-dissesto e dissesto.
   In  questi  giorni sto leggendo un libro che parla  della  mancata
  applicazione del federalismo fiscale, in cui le regioni del Centro-
  Sud  sono  state fortemente penalizzate, e siccome mi  piacciono  i
  numeri,  sono  andato a fare una quantificazione, perché  come  voi
  sapete,  la  Regione  siciliana non  fa  parte  di  quel  pacchetto
  relativo al federalismo fiscale. La Regione siciliana è quella  più
  penalizzata nella mancata applicazione dei trasferimenti, e  ancora
  sotto  in  maniera percentuale per quelli che sono i trasferimenti,
  quindi  siamo  la  Regione peggio servita  d'Italia,  sotto  questo
  profilo, e lo dimostrano anche i dati del recente  Rapporto SVIMEZ
  su  Il Sole 24 ore , in cui la Regione siciliana è all'ultimo posto
  per la qualità della vita, l'ultimo, quanto meno i nostri comuni di
  riferimento  sono  agli ultimi posti. Questo è  chiaramente  dovuto
  alla  nostra  non  capacità, ad oggi, di portare istanze  che  sono
  scritte nella nostra Carta costituzionale, perché il nostro Statuto
  è  Carta costituzionale, che noi non riusciamo a fare applicare,  e
  questo  disegno di legge, che ovviamente entra a gamba tesa su  una
  serie di agevolazioni fiscali molto importanti, ma è il primo  vero
  passo  per rimettere al centro dell'agenda politica un ragionamento
  da troppo tempo fermo, direi dimenticato.
   Non  a  caso  l'articolo 6  disposizioni attuative ,  rimanda  che
   L'efficacia   della   presente  Legge-voto  è   subordinata   alla
  definizione  dei  rapporti finanziari tra lo  Stato  e  la  Regione
  siciliana  che  individuerà le risorse finanziarie da  destinare  a
  tale misura di politica economica .
   Qui  dentro  non ci sono solo le Zone franche montane, qui  dentro
  c'è la dignità di un popolo che deve cominciare a rialzare la testa
  in una ottica di leale collaborazione e in cui tutti, dentro questa
  Aula,  debbono  fare la loro parte, tutti, nessuno  escluso,  senza
  andare  a  dire  è  colpa tua, è colpa nostra. E' colpa  di  tutti,
  mettiamoci un punto e ripartiamo e facciamo ripartire questa  Terra
  che ne ha bisogno. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Tancredi, mi permetta  di  farle  i
  complimenti  per  il  suo  intervento che  credo  che  abbia  colto
  esattamente  nel  segno quale è il problema e che cosa  rappresenta
  questa legge oggi che stiamo mandando al Parlamento di Roma.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha facoltà.

   LANTIERI.   Grazie Presidente, grazie colleghi, voglio ringraziare
  i  sindaci  presenti, solamente per dire che il nostro Gruppo  è  a
  favore di questa legge-voto. Non mi voglio dilungare perché  già  i
  colleghi  hanno detto di tutto, però una precisazione,  Presidente,
  mi consenta di dirla.
   Polemiche non se ne fanno perché diamo una speranza ai sindaci che
  sono  i  veri protagonisti delle problematiche dei territori perché
  la  gente  purtroppo o per fortuna per noi a volte vede il  Sindaco
  come  l'unico  interlocutore per le problematiche  all'interno  dei
  comuni.  Sappiamo  tutti, è inutile ripeterlo, ma  ce  lo  dobbiamo
  dire,  che i trasferimenti sia da parte dello Stato, che  da  parte
  della  Regione  sono  sempre inferiori e le  difficoltà  aumentano.
  Perciò,  dare una speranza con un voto all'unanimità  da  parte  di
  questa  Aula e portare tutti insieme questa legge a Roma  significa
  dare forza.
    Poi volevo precisare solamente una cosa, si è parlato anche delle
  provincie.  E' vero, le provincie, le strade, la viabilità.  Volevo
  dire  che  la  problematica delle provincie è molto  più  grande  e
  bisognerebbe  parlarne  veramente  perché  le  problematiche  delle
  provincie,  qua  l'Assessore Grasso mi può dare conferma,  iniziano
  con  il prelievo forzoso fatto dallo Stato. E lì iniziano veramente
  i problemi. Poi la riforma non fatta e di conseguenza ci ritroviamo
  con  le competenze delle ex provincie che sono state lasciate nelle
  mani dei commissari.
   Vi  ricordo che il nostro Governo ha commissariato le provincie  e
  che  ancora sono nelle mani di commissari, perciò quello che faceva
  l'allora   - vuole intervenire assessore Grasso? - voglio dire  non
  è  per  colpa nostra che non si è andato a votare, ci sono stati  i
  commissari,  sono  rimasti  perché non  si  riesce  a  trovare  una
  soluzione  perché mancano i fondi, però è inutile dire  che  questo
  Governo non vuole mettere i fondi  assolutissimamente', il problema
  è che la coperta è corta.
   Io  a  nome  del  mio Gruppo votiamo in modo favorevole,  concludo
  perché  i  sindaci  hanno  la necessità  di  vederci  votare  e  di
  conseguenza auguro a questa Aula che sia un voto unanime  da  parte
  di tutti senza polemica. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.   Onorevole   De  Luca,  segua  l'esempio   dell'onorevole
  Lantieri, non sono obbligatori cinque minuti, sono facoltativi.

   DE  LUCA.  Grazie Presidente, non per contraddirla ma  dopo  tanti
  mesi  e  tanti anni che le comunità montane attendono questa legge,
  minuto  più,  minuto  meno  non credo  che  faccia  la  differenza.
  Dovremmo  fare una precisazione anche per essere corretti  con  ciò
  che  stiamo  facendo. Stiamo approvando una legge  obiettivo  sulle
  Zone  franche montane, non è una legge sulla montagna,  non  ha  la
  pretesa  di  esserlo, anche perché a differenza di una legge  sulla
  montagna  questa non prevede oneri a carico della Regione siciliana
  che  come ha reso noto la Corte dei conti molti soldi non ha e anzi
  colgo l'occasione, Presidente, anche a nome del Gruppo per invitare
  anche  il Governo ad essere presente in Aula per affrontare  questa
  tematica perché sarebbe anche importante offrire dei chiarimenti  a
  questo Parlamento.
   Questa legge ha seguito un percorso condiviso, un percorso che  ha
  visto battersi tanti sindaci, tanti consigli comunali e anche tanti
  cittadini  siciliani che credono che questa legge possa fornire  un
  importante spunto di riflessione per questo Parlamento, ma anche un
  importante contributo nel dialogo con il Governo nazionale.  Questa
  legge,  infatti, apre un percorso, apre un percorso che  poi  dovrà
  essere sostenuto da tutte le forze politiche con una contrattazione
  seria  da parte anche del Governo che dovrà trovare il modo  ed  il
  canale per dialogare con il Governo Conte.
   Questa legge sicuramente non riesce, quindi, da sola a risolvere i
  problemi  dei comuni montani, ma ha lo scopo di creare  un'economia
  di  sviluppo  che  è qualcosa di diverso da quello  che  spesso  la
  politica  ha  richiesto ossia un'economia di vantaggio, un'economia
  di  sostegno.  Ed ha lo scopo anche di individuare quello  che  può
  essere  un motore per tutta la Sicilia perché se riparte l'economia
  nei  comuni  montanti a trarne vantaggio non sono solo le  comunità
  montane ma anche tutte le altre.
    Relativamente ai criteri che alcuni di noi avrebbero avere voluto
  veder qualche modifica però è anche giusto, è stato anche giusto  e
  per  questo  come  Gruppo politico non abbiamo,  volendo  sostenere
  apertamente questa legge, presentato emendamenti. Ci siamo  riuniti
  e lo abbiamo deciso tutti insieme di non presentarne proprio perché
  vogliamo  affermare come anche componenti azionisti di  maggioranza
  di   questo  Parlamento,  non  di  questa  maggioranza,  di  volere
  intraprendere questo percorso di riscatto per la Sicilia.
   Nell'intervento dell'onorevole Cracolici ho rilevato che lamentava
  che  non andando ad individuare i comuni uno per uno si rischia  di
  creare  delle differenze tra comunità montane più ricche e comunità
  montane  più  povere, però, alla fine se qualcuno ha  un  ulteriore
  vantaggio  ben  venga  a patto che nessuno ne  abbia  svantaggio  e
  soprattutto e purtroppo in Sicilia di comuni come Cortina d'Ampezzo
  non  ce  ne stanno, al massimo ci sono comuni che aspettano  da  un
  pezzo  che si faccia qualcosa di concreto in questo Parlamento  per
  loro.  Però,  desidero  fare anche un invito al  Governo  regionale
  perché  se  questo Governo regionale ha accettato di  approvare  in
  tempi brevi questa legge, sospinto dal Parlamento, non può esimersi
  dall'impegnarsi  nel  dare  attuazione alle  tante  leggi  che  già
  esistono, che già sono state approvate in questo Parlamento ma  che
  non  hanno  trovato compiuta attuazione e penso  alle  leggi  sulle
  cooperative  di  comunità, sull'albergo diffuso,  penso  agli  eco-
  musei,  penso alla legge che istituisce e finanzia le scuole  delle
  arti e dei mestieri.
   In  Sicilia  di  leggi  buone ce ne sono tante,  sull'applicazione
  siamo  un  po'  deficitari e qui il Governo dovrebbe decidersi,  da
  questo punto di vista, visti anche i rilievi mossi dalla Corte  dei
  conti,  a impegnare meglio le poche risorse che ormai sono rimaste,
  per  riversarle bene sul territorio, creare economia e sviluppo per
  questa Terra.
   Ovviamente,  il  voto del Movimento Cinque Stelle sarà  favorevole
  per come è stato determinante il contributo sinora offerto. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini, sindaci ed ospiti tutti, intervengo per fare  un  plauso
  ai  sindaci  perché  questo  è  un disegno  di  legge  d'iniziativa
  popolare, cioè è un disegno di legge che è stato spinto dal basso e
  faccio un forte plauso perché dovete sapere, ma sicuramente qualche
  notizia  vi  è arrivata, che quest'Assemblea regionale siciliana  è
  stata bloccata per mesi nella sua attività da parte di un assessore
  per  l'economia  e da tutto il Governo che per mesi  ci  ha  tenuti
  bloccati  all'interno di Collegati; magari qualche vostro  deputato
  del vostro comprensorio vi avrà detto in questo periodo  Tramite  i
  Collegati  potevamo risolvere qualche problema, potevamo  dare  una
  soluzione  a  qualcosa . Ebbene, di quei Collegati se n'è  discusso
  per  sei  mesi e poi sono stati  stracciati' proprio perché  questo
  Governo  ha  voluto  bloccare,  volutamente  l'Assemblea  regionale
  siciliana, e vi devo dire grazie per questo disegno di legge  anche
  perché  disegni  di legge di iniziativa governativa quest'Assemblea
  ne  ha  visti pochissimi, molti dei disegni di legge che sono stati
  approvati, signor Presidente, sono di iniziativa parlamentare, sono
  di  iniziativa  dell'Assemblea e non del Governo e quindi  poco  fa
  ascoltavo,   serve commissariare tutto', ma siamo già commissariati
  su  tutto,  siamo  commissariati sui rifiuti, e  immagino  che  non
  vedete    dei   benefici,   siamo   commissariati   sul    dissesto
  idrogeologico,   siamo  commissariati  per   quanto   riguarda   la
  depurazione e non penso che questo commissariamento stia risolvendo
  i  problemi dei siciliani, no signor Presidente, serve una  visione
  differente,  una  visione  differente da questo  Governo  regionale
  attuale  che è stato completamente, come dire, bacchettato  è  dire
  poco, da parte della Corte dei conti, perché c'è andata giù pesante
  con questo Governo regionale.
   Forse,  signor  Presidente, serve proprio  la  visione  che  hanno
  portato  questi sindaci all'interno di questo disegno di  legge,  è
  questa  la  visione forse che un giorno, spero il prima  possibile,
  sbloccherà  la nostra Sicilia, perché al momento siamo bloccati  da
  un passato che continuiamo a portarci dentro, perché all'interno di
  questo Governo regionale, checché se ne dica, c'è quel passato  che
  il  Presidente Musumeci attacca continuamente, per quanto  riguarda
  il  disavanzo,  quel  passato oggi è ancora all'interno  di  questo
  Governo regionale e allora chiudo dicendo: complimenti a tutti quei
  sindaci  e  a  tutti  quei  cittadini  che  si  sono  attivati  per
  realizzare  questo  disegno di legge, è questa la  Sicilia  che  ci
  piace

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, passiamo  alla  votazione  degli
  articoli.    Comunico   che   dopo   il   ritiro   dell'emendamento
  dell'onorevole Catalfamo, c'è un solo emendamento all'articolo 6.

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
                        Ambito di applicazione

   1.  Ai  fini  dell'individuazione delle Zone  franche  montane  si
  considerano  le  aree  particolarmente  svantaggiate,  relative  ai
  territori  dei  comuni  nei  quali oltre  il  50  per  cento  della
  superficie  totale è posto ad altitudine di almeno  500  metri  sul
  livello del mare, con una popolazione residente inferiore a 15 mila
  abitanti,  o porzioni di aree comunali densamente edificate,  poste
  sempre  al  di  sopra  dei 500 metri sul livello  del  mare  -  con
  popolazione  residente sempre inferiore a  15  mila  abitanti  -  e
  costituenti  nuclei  storicizzati dove sono  presenti  fenomeni  di
  spopolamento  calcolati in funzione dell'andamento  demografico  di
  tali aree con dati storici certi negli ultimi 50 anni.

   RAGUSA, presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA,  presidente della Commissione. Noi siamo pronti  a  votare
  senza nessun tipo di emendamento.

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'articolo 1.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                           Territori montani

     1.  L'individuazione  dei territori  di  cui  all'articolo  1  è
  effettuata  con  decreto  del  Presidente  della  Regione,   previa
  deliberazione  della  Giunta regionale, su proposta  dell'assessore
  per  le  attività produttive, entro sei mesi dall'entrata in vigore
  della presente legge.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
                     Caratteristiche dei benefici

   1. Caratteristiche dei benefici:

   a)  esenzione dalle imposte sui redditi per i primi tre periodi di
  imposta.  Per  i  periodi  di  imposta  successivi  l'esenzione   è
  limitata,  per  i  primi cinque al 60 per cento,  per  il  sesto  e
  settimo  al 40 per cento e per l'ottavo, nono e decino  al  20  per
  cento.  L'esenzione di cui alla presente lettera spetta a decorrere
  dal  periodo  di imposta in corso al 1  gennaio 2020 e per  ciascun
  periodo  d'imposta,  maggiorato di un importo pari  a  euro  5.000,
  ragguagliato  ad anno, per ogni nuovo assunto a tempo indeterminato
  residente all'interno del sistema locale di lavoro in cui ricade la
  zona franca montana;

   b)  esenzione dall'imposta regionale sulle attività produttive per
  i  primi tre periodi di imposta per ciascun periodo di imposta, del
  valore della produzione netta;

   c)   esenzione  dalle  imposte  municipali  proprie  a   decorrere
  dall'anno  2020  e fino all'anno 2025 per gli immobili  siti  nelle
  zone franche montane, posseduti o utilizzati dai soggetti di cui al
  presente articolo per l'esercizio delle nuove attività economiche;

   d)  esonero  dal  versamento dei contributi sulle retribuzioni  da
  lavoro  dipendente per i primi cinque anni di attività, nei  limiti
  di  un  massimale di retribuzione definito con decreto del Ministro
  del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti  a
  tempo  indeterminato, o a tempo determinato di durata non inferiore
  a  dodici  mesi  e  a condizione che almeno il 30 per  cento  degli
  occupati risieda nel sistema locale di lavoro in cui ricade la zona
  franca montana. Per gli anni successivi l'esonero è limitato per  i
  primi  i cinque al 60 per cento, per il sesto e settimo al  40  per
  cento  e per l'ottavo, nono e decimo al 20 per cento. L'esonero  di
  cui  alla presente lettera spetta, alle medesime condizioni,  anche
  ai  titolari di reddito da lavoro autonomo che svolgono  l'attività
  all'interno della zona franca montana.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4.
                             Aliquote IVA

   1.  Alle  attività produttive che hanno la sede  operativa  ed  il
  domicilio fiscale nelle aree disciplinate dalla presente  legge  si
  applicano aliquote IVA agevolate e diversificate in relazione  alla
  loro  classificazione in micro, piccole, medie  e  grandi  imprese.
  Alle restanti attività produttive si applica l'aliquota IVA del  22
  per cento.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
                              Beneficiari

   1.  Le  agevolazioni  della presente legge possono  essere  fruite
  anche  dalle  piccole e microimprese che hanno avviato  la  propria
  attività in una zona franca montana antecedentemente al 1   gennaio
  2020.

   2.   Possono  accedere  alle  agevolazioni  coloro  che  intendono
  trasferire in Sicilia nelle zone montane la sede legale e operativa
  della loro attività.

   3. Le attività devono essere ubicate oltre i 500 metri sul livello
  del mare.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                        Disposizioni attuative

   1.  L'efficacia  della  presente legge  voto  è  subordinata  alla
  definizione  dei  rapporti finanziari tra lo  Stato  e  la  Regione
  siciliana  che  individuerà le risorse finanziarie da  destinare  a
  tale misura di politica economica.

   E'  stato  presentato  l'emendamento 6.1, a  firma  dell'onorevole
  Calderone.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, ma lei sta facendo votare senza chiedere
  il parere della Commissione?

   PRESIDENTE.  No,  ha ragione, non è della Commissione.  Il  parere
  della Commissione?

   FOTI.  Signor Presidente, la Commissione esprime parere  contrario
  all'emendamento e vogliamo spiegare perché invitando il  collega  a
  riflettere  sull'opportunità di presentare  norme  di  questo  tipo
  nell'ambito  della  prossima norma sulla  montagna.  Senza  volere,
  diciamo, ferire, l'iniziativa del collega, vorremmo far notare  che
  trattandosi  di  legge  voto, l'appostazione  di  somme,  dove  tra
  l'altro   non  abbiamo  ricevuto  alcun  parere  dalla  Commissione
   Bilancio  che non fosse quello di non utilizzare le risorse.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Foti,  se   mi   posso   permettere   di
  interromperla, questo qui è un emendamento tecnico, cioè non è  che
  oggi  lo  stiamo  coprendo,  perché siccome  non  c'era  una  cifra
  prevista,  che poi è una legge-voto, è un importo di cui parleranno
  a  Roma,  però  noi  stiamo  indicando quello  che  è,  secondo  il
  Parlamento, un importo plausibile per potere portare avanti  questa
  norma.  Non  è  che  si debba coprire, non c'è bisogno  di  nessuna
  relazione, di nessun parere della Commissione  Bilancio   manca,  e
  questo l'avrei detto successivamente, prego, comunque, per carità.

   FOTI.  Signor Presidente, come Commissione, dato che come è  stato
  più   volte  detto,  abbiamo  approfondito  la  tematica,   intanto
  esprimiamo il parere contrario e nell'eventualità per votare con un
  voto  elettronico  in  modo che di chi è  favorevole  o  di  chi  è
  contrario   rimanga   comunque  una  registrazione;   desidereremmo
  sentire,    dall'interessato,   l'eventuale   approfondimento    di
  chiarimento  che  ci  possa,  eventualmente,  apprezzare  e  votare
  consapevolmente  dato che questo emendamento non  è  passato  dalla
  Commissione.

   PRESIDENTE. Mi sembra che sia un falso problema però io faccio  la
  cosa  più  semplice  di  questo  mondo,  anche  perché  non  avendo
  vicepresidenti  e  avendo  anche un'esigenza  biologica,  mi  fermo
  cinque minuti, tanto comunque devo fermarmi cinque minuti, per  cui
  sospendo cinque minuti, chiaritevi e votiamo tra cinque minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.57, è ripresa alle ore19.04)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  riprendiamo   i   lavori.   La
  Commissione  si  è  chiarita ed ha preso una decisione  definitiva?
  Onorevole  Ragusa,  avete  preso  una  decisione?  Intanto,  se  la
  Commissione riprende posto, per favore.
   Ovviamente, c'è un errore materiale, sono 300 mila, non  sono  300
  milioni di euro.
   Onorevole Ragusa, per favore, prendete posto.
   Onorevole Calderone, visto che l'emendamento era suo, avevo capito
  che fosse un emendamento condiviso.

   CALDERONE. Ora lo presenta la Commissione.

   PRESIDENTE. Va bene.
   Presidente Ragusa, state scrivendo un romanzo? Non possiamo tenere
  l'Aula   aperta   così    Allora,  se  vuole   leggere   il   testo
  dell'emendamento e lo mettiamo in votazione.
   Onorevole  colleghi,  l'onorevole  Zafarana  ci  legge  il   testo
  dell'emendamento così come corretto dalla Commissione,  quello  che
  era l'emendamento dell'onorevole Calderone, che viene riscritto.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Zafarana.

   ZAFARANA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    viene
  ripresentato  così  come  era nella formulazione  precedente,  però
  avendo  avuto un'interlocuzione pure con  gli Uffici che  ci  hanno
  rassicurato  sull'opportunità  dell'inserimento  di  questa   norma
  rispetto, appunto, alla previsione già di un indirizzo di un  fondo
  di  spesa,  è  sembrato opportuno in primis al  Presidente  e  alla
  Commissione  tutta, proprio a suggellare il percorso fatto  insieme
  trasversalmente su questa legge, di firmarlo come Commissione e  di
  proporlo all'Aula come intendimento

   PRESIDENTE.  Io  ero convinto che fosse già così e  chiedo  scusa.
  Evidentemente,  non  lo  era.  Però,  l'unico  punto  che  dobbiamo
  togliere  è   a  decorrere  dal 2019 , perché  nel  2019  non  c'è;
  nonostante  l'insistenza  dell'onorevole Cracolici  che  lo  voleva
  mantenere, dobbiamo togliere ovviamente il 2019.
   Onorevole Cracolici, come faremmo senza di lei
   Quindi,  l'emendamento è quello che esisteva già avendo  tolto   a
  partire dall'esercizio finanziario 2019 .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Io mi astengo.

   PRESIDENTE.   E'   approvato   con   l'astensione   dell'onorevole
  Cracolici.
   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Dobbiamo procedere alla votazione finale.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  si tratta soltanto di  ringraziare  tutte  le
  forze politiche.
   Onorevole  Cracolici, lei è l'unico astenuto  sull'articolo  6  ma
  darà il voto finale

   PRESIDENTE. Assessore, faccia la sua dichiarazione di voto.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Mi  faccia  parlare
  con l'onorevole Cracolici

   PRESIDENTE.  No,  poi fuori vi parlate  Ormai è tardi  e  dobbiamo
  chiudere.

   TURANO,  assessore  per  le attività produttive.  Che  il  Governo
  regionale   abbia   posto   nella  sua   agenda   strumenti   anche
  amministrativi  importanti che possano dare un  indirizzo  nuovo  e
  diverso sullo spopolamento dei comuni montani, è un fatto notorio.
   Non  voglio  citare grandi cose, ma dall'agenzia di  progettazione
  alle cooperative di comunità, alla individuazione per i comuni  che
  si  sono candidati anche alle ZES - ne cito uno, per non sbagliare,
  il  comune di Troina  e non ne voglio citare altri - vuol dire  che
  c'è quell'attenzione che i comuni montani in Sicilia meritano.
   Io  credo che questo disegno di legge, al netto di qualche piccola
  sbavatura,  e  non c'era nessuna intenzione da parte dell'onorevole
  Calderone di voler appostare risorse per far prendere meriti ad  un
  partito  che, invece, è stato protagonista con il Presidente  della
  Commissione, assieme a tutte le altre forze politiche, di costruire
  una  condivisione  generale  per dare una  prospettiva,  credo  che
  questo vada rimarcato.
   Quindi,  se quest'Assemblea - poco fa l'onorevole De Luca riferiva
  di  una maggioranza disattenta - che non ha maggioranza, che ha una
  coalizione  ed  è  aperta sempre al confronto con  tutte  le  forze
  politiche,  lavorasse  sempre così - ed io spero  che  lavori  così
  anche  con  la  legge  finanziaria - i provvedimenti  positivi  che
  vengono,  poi,  emanati appartengono a tutte le forze  politiche  e
  tracciano una via che possa diventare una prospettiva reale.
   Noi,   chiaramente,  come  Governo  ci  impegniamo,   assieme   al
  Presidente dell'Assemblea, a seguire l'iter parlamentare presso  il
  Governo nazionale affinché un disegno di legge come questo,  che  è
  soltanto  una  legge  voto, possa trovare approvazione  rapida.  E,
  chiaramente, non ci fermeremo ad una semplice segnalazione,  ma  in
  tutte  le  sedi istituzionali, dal confronto anche con il  Ministro
  dei rapporti con il Parlamento

   BARBAGALLO. No, Presidente, non avrebbe dovuto parlare il Governo

   TURANO,  assessore  per  le  attività  produttive.  Ma,  onorevole
  Barbagallo, ho appena finito di dire che è una legge che appartiene
  al  Parlamento ed a tutte le forze politiche e credo  che  ci  sono
  tutte le forze politiche che esprimono anche questa maggioranza che
  lo stanno sostenendo, è di tutta evidenza che il ringraziamento che
  va  al Parlamento serve soltanto per testimoniare la collaborazione
  per l'approvazione del disegno di legge.

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Però, non riapro la discussione.  Solo
  l'onorevole Lupo e poi si vota.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia dichiarazione
  di  voto  va a favore del disegno di legge con la precisazione  che
  c'è  la  richiesta  di un minuto di tempo per  poter  formulare  un
  ordine del giorno, che ci auguriamo possa essere approvato da tutto
  il  Parlamento, con il quale si impegna il Governo a mantenere  gli
  stanziamenti a favore dei comuni, se non ad incrementarli, già  per
  l'anno corrente ma, ovviamente, anche per il prossimo biennio, anzi
  triennio per il bilancio di previsione, sia in conto spese correnti
  che in conto investimenti. Quella di stasera, diversamente, diventa
  una grande ipocrisia, signor Presidente, e noi non intendiamo

   PRESIDENTE.  Preparatelo e intanto noi votiamo, lo votiamo  subito
  dopo.
   Se  siete  pronti,  l'unica  cosa che, invece,  devo  chiedere  al
  Governo,  è  la presentazione di una relazione tecnica,  altrimenti
  non  abbiamo cosa mandare al Parlamento nazionale; per cui,  vorrei
  che  il  Governo si facesse carico di una relazione tecnica,  fatta
  bene,  su  tutta la legge, che è fondamentale, altrimenti  a  Roma,
  neanche se la ricevono. Vi ringrazio per questo.


       Votazione finale per scrutinio nominale del  Disegno di  legge
  voto  da  sottoporre  al  Parlamento  della  Repubblica,  ai  sensi
  dell'art.  18  dello  Statuto,  recante   Disposizioni  concernenti
  l'istituzione delle zone franche montane in Sicilia'  (n. 641/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   Disegno  di  legge  voto da sottoporre  al  Parlamento  della
  Repubblica,   ai   sensi  dell'art.  18  dello   Statuto,   recante
   Disposizioni concernenti l'istituzione delle zone franche  montane
  in Sicilia'  (n. 641/A).
    Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti       57
   Votanti      . 55
   Maggioranza   . 28
   Favorevoli    . 55
   Contrari       00
   Astenuti       00

                         (L'Assemblea approva)

   Preciso che tra i favorevoli c'è anche l'onorevole Tamajo.
   Ringrazio  tutti,  saluto i sindaci e li  ringrazio  per  la  loro
  presenza.

       (Applausi da parte dei sindaci presenti tra il pubblico)

   Non   siamo   a   teatro    Vi  prego,  signori   sindaci    Siete
  un'istituzione, però, anche voi  Questo non è un teatro   Per  cui,
  grazie per l'applauso che però non si può fare.
   C'è l'ordine del giorno dell'onorevole Lupo, che lo sta scrivendo.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   CAPPELLO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPPELLO.  Signor Presidente, grazie per avermi  dato  la  parola,
  Governo, colleghi. Signor Presidente, giorno 13 dicembre u.s., come
  lei  ben sa, è avvenuta la parifica da parte della Corte dei  conti
  sui conti della Regione. Ora, a meno che non spostiamo il Capodanno
  al  21  gennaio, così come avviene in Cina, avremo, certamente,  la
  necessità  di  completare  le  operazioni  finanziarie  per  quanto
  riguarda la Regione entro il 31 dicembre.
   Desideravo chiederle, ed in particolar modo al Governo, qual è  il
  percorso  che intende intraprendere e, diciamo, proporre  a  questa
  Assemblea,  in ordine a ciò che dovremmo fare, sostanzialmente,  da
  domani  al  31  dicembre. E, soprattutto, dico, signor  Presidente,
  questo lo chiedo specificatamente a lei, se non ritiene, così  come
  noi vorremmo proporre, l'indizione di una Conferenza dei Capigruppo

   PRESIDENTE. Era scontata; era, ovviamente, scontata.

   CAPPELLO  e proporre, anche, l'eventualità di un dibattito  d'Aula
  su  un tema molto delicato, che è quello dei conti della Regione  e
  che  dovrebbe  vedere consegnato all'Aula stessa questo  dibattito,
  altrimenti,  rimane una questione tra il Governo  e  la  Corte  dei
  conti, mentre è necessario che l'Aula si interroghi e che trovi  la
  strada  necessaria per uscire da questo tunnel che  sembra,  ormai,
  insormontabile.

   PRESIDENTE.  Della  Conferenza dei Capigruppo,  ovviamente,  avrei
  parlato  appena finito per dare appuntamento a domani; per cui,  se
  aspettate 2 minuti, dopo gli interventi ai sensi dell'articolo  83,
  poi parleremo di questo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, io credo che si è consumato,  nelle
  ultime  settimane, uno degli atti più gravi di questa  Legislatura:
  il  decreto  del  29 novembre, a cui abbiamo fatto riferimento  nel
  corso  di  questa  seduta, che taglia i fondi di  investimento  dei
  comuni per oltre 70 milioni di euro, in pieno esercizio finanziario
  in   corso.   Ricordo  che  col  bilancio  avevamo  approvato   uno
  stanziamento nel capitolo di 115 milioni ed a fine esercizio, al 29
  novembre,  tagliamo oltre 70 milioni di euro: è un delitto  che  si
  consuma,  non  soltanto in capo ai comuni, ma in  capo  a  tutti  i
  servizi che erogano i comuni.
   Più  volte, abbiamo parlato della necessità di sostenere gli  enti
  locali,  di  garantire  i servizi e questa è  la  risposta  che  il
  Governo  ha dato. Credo che l'Assemblea non può voltarsi dall'altra
  parte,  che il Governo regionale non può voltarsi dall'altra  parte
  e,  quindi,  occorre  una risposta, anche,  negli  ultimi  atti  di
  bilancio,  a partire dal rendiconto e dall'assestamento, per  porre
  rimedio a questa situazione.
   Sono  tanti i comuni siciliani, signor Presidente, che  hanno  già
  impegnato quelle somme e, quindi, si ritrovano alla fine dell'anno

   PRESIDENTE.  Lei chiede di parlare ai sensi dell'articolo  83  per
  poi parlare

   BARBAGALLO. E di che devo parlare, Presidente

   PRESIDENTE.  Domani  ci  sarà  la  Conferenza  dei  capigruppo   e
  decideremo  in  quel momento che cosa fare. Ora è  inutile.  Domani
  alle 15.00, onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. TAMAJTATTTTA//  Il  contenuto  anche  dell'ordine  del
  giorno, Presidente, e ovviamente l'auspicio per il  .

   PRESIDENTE.  Questo  fa parte dell'ordine  del  giorno  però,  che
  stanno presentando e lo votiamo.

   BARBAGALLO.  E, quindi, l'auspicio per il 2020 e anche  quello  di
  prevedere  delle somme a carico dei comuni e poi non tagliarne  nel
  corso dell'esercizio.

   CRACOLICI. Fai una legge voto

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, ma lei si sente al mercato?

   GALVAGNO.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor  Presidente,  mi  dispiace  che  è  andato   via
  l'assessore  Falcone,  solo  per segnalare  che  stamattina  sembra
  franata  una  strada  e un'arteria importante a  Niscemi  e,  oltre
  mettere  in  ginocchio  gli  agricoltori locali,  l'incolumità  dei
  cittadini, è un'arteria anche importante perché collega i cittadini
  al  secondo  ospedale  che  è quello di Gela,  quello  che  possono
  utilizzare  di  più.  E allora, chiedevo un impegno  da  parte  del
  Governo  affinché  potesse  mettersi  in  moto  per  cercare  delle
  soluzioni assolutamente urgenti e tempestive. Grazie, Presidente.

   CARONIA. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi, votiamo l'ordine del giorno.

   CARONIA.  Grazie, Presidente. In realtà, io intervengo  per  avere
  ulteriori informazioni se ce ne fossero, poiché la scorsa settimana
  in Aula è stata sollevata una problematica inerente a un disegno di
  legge approvato dal Governo che ha per oggetto un disegno di legge,
  appunto,  che riguarda l'erogazione di un'anticipazione  sul  fondo
  per l'autonomia al comune di Palermo e precisamente la RAP.
   La  Presidenza aveva, come dire, stigmatizzato in qualche modo,  o
  per  lo meno, comunicato a seguito della mia richiesta di ulteriori
  informazioni  che  una nota del 6 dicembre, se non  erro,  rispetto
  alla copertura finanziaria che non era consona per così dire, credo
  di  riportare le parole di quella missiva mandata dalla  Segreteria
  generale,  rispetto  a  questa nota sembra che  non  sia  pervenuta
  nessuna  conferma  né  smentita da parte della  Ragioneria  il  che
  significa  in soldoni che questi 7 milioni di euro non sono  stati,
  ovviamente,  coperti dalla Ragioneria, non c'è nessuna  bollinatura
  e,  pertanto,  il  disegno di legge non può essere esaminato  dalla
  Commissione  competente  ed ovviamente dall'Aula.  Mi  chiedevo  se
  questo  corrispondesse, anche perché c'è stata  una  bagarre  anche
  mediatica  della  quale, comunque, io non tengo  conto  perché  per
  quello  che mi riguarda la Presidenza è quella a cui io mi rivolgo.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Gli Uffici mi confermano che non c'è stata, che non  è
  pervenuta  nessuna  relazione  da  parte  della  Ragioneria   della
  Regione.
   Comunico  che  è stato presentato l'ordine del giorno  n.  166,  a
  firma  degli  onorevoli Lupo ed altri:  L'ARS  impegna  il  Governo
  regionale  a  confermare gli stanziamenti previsti per il  Bilancio
  2019 e per il triennio 2020-2022 sia per le spese correnti che  per
  gli  investimenti , relativamente ai trasferimenti  ai  comuni.  Il
  Parere del Governo?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, questo ordien del giorno lo devo accettare  come
  raccomandazione perché c'è tutta la volontà del Governo  regionale,
  abbiamo scritto anche al Governo nazionale e all'Assessorato  della
  Salute,   perché  per  quanto  riguarda  il  2019  il  dipartimento
  dell'Assessorato della Salute non sblocca 70 milioni di euro perché
  gravano sul fondo sanitario nazionale. Quindi, stiamo lavorando per
  quest'anno  per  garantire ai comuni la copertura, ma  non  dipende
  dalla volontà del Governo.
   Per  quanto  riguarda  il  2020, lo accetto  come  raccomandazione
  perché  è  la  volontà di tutti e ci mancherebbe,  i  comuni  vanno
  sostenuti e la prima a dirlo sono io.

   PRESIDENTE. Bene; quindi, l'Aula l'accetta come raccomandazione  e
  speriamo di avere notizie migliori in tempi brevissimi.
   Onorevoli  colleghi, domani la seduta sarà alle ore 16.00  e  alle
  ore  15.00  si  terrà la Conferenza dei capigruppo in cui  dobbiamo
  fondamentalmente stabilire l'iter della Finanziaria. Noi aspettiamo
  tra  stasera e domani, da parte della Giunta regionale, l'invio del
  Rendiconto  e  dell'Assestamento.  Pertanto,  sperando   di   avere
  ricevuto  tutto - era stata nostra premura chiedere al Governo  che
  entro  oggi, massimo domattina, arrivassero le carte, speriamo  che
  siano  arrivate  -  alle  ore  15.00 si  terrà  la  Conferenza  dei
  capigruppo in cui decideremo l'iter. Grazie.

                 La seduta è tolta alle ore 19.24 (*)


    (*) L'ordine del giorno della seduta n. 163 è pubblicato sul sito
  internet  istituzionale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  di
  seguito riportato:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIII SESSIONE ORDINARIA

                         163a  SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 18 dicembre 2019 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Norme  relative al funzionamento della forma  di  Governo
         regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori,  alla
         conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
         articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n. 66-
         143/A) (Seguito)

         Relatore: on. Amata

       2)   Disegno  di legge voto da sottoporre al Parlamento  della
         Repubblica, ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, recante
          Modifiche al decreto legislativo n. 39 del 2013 e ss.mm.ii., in
         materia di inconferibilità.'  (n. 599/A) (Seguito)

         Relatore: on. Ciancio

       3)  Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da
         endometriosi  (nn. 621-623/A) (Seguito)

         Relatore: on. D'Agostino

       4)  Riforma degli ambiti territoriali ottimali e nuove disposizioni
         per la gestione integrata dei rifiuti  (nn. 290-49-76-179-267/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Savarino

       5)  Disposizioni in materia di lobbying presso i decisori pubblici
         (n. 343/A) (Seguito)

         Relatore: on. Mangiacavallo

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Applicazione  della legge 19 ottobre 1998, n. 366  in  tema  di
  mobilità ciclistica (n. 659).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Galluzzo  e
  Arico' il 10 dicembre 2019.

   -  Rendicontazione delle iniziative culturali per l'anno 2019  (n.
  660).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Arancio,  Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
  e Gucciardi il 16 dicembre 2019.

   - Modifiche all'articolo 19 della legge regionale 12 gennaio 2012,
  n. 8. Cessione delle strade dei Consorzi ex ASI (n. 661).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Lupo,
  Arancio,  Barbagallo, Catanzaro, Cracolici, De Domenico, Dipasquale
  e Gucciardi il 16 dicembre 2019.

   -  Interventi sociali per l'edilizia agevolata e convenzionata (n.
  662).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   - Istituzione della figura dello Psicologo di Base (n. 663).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   -  Valorizzazione  e  promozione delle espressioni  artistiche  in
  strada (n. 664).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   -  Turismo  enogastronomico. Costituzione enoteche  regionali  (n.
  665).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   -  Istituzione  delle  Sale del commiato  e  delle  case  funebri.
  Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010, n. 18 (n. 666).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   -  Norme  per la promozione del turismo e delle attività  sportive
  invernali  nelle aree montane della Sicilia. Istituzione del  fondo
  per la montagna (n. 667).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

   - Interventi a sostegno dell'editoria digitale siciliana (n. 668).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  16 dicembre 2019.

            Comunicazione di disegno di legge inviato alla
                        competente Commissione

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Sospensione  riscossione  quota  istituzionale  dei  ruoli  dei
  Consorzi di bonifica (n. 650).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 10 dicembre 2019.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegni di legge

   Si comunica che:

   -  l'onorevole Savarino, con nota prot. n. 8017/SG.LEG.PG.  del  4
  dicembre 2019 ha chiesto di apporre la propria firma al disegno  di
  legge n. 236  Norme in materia di raccolta, coltivazione, commercio
  e tutela del consumo dei tartufi nella Regione siciliana ;

   -  gli  onorevoli Papale, D'Agostino e Pullara, con note prot.  n.
  8018/SG.LEG.PG.  del  4  dicembre 2019, n.  8024/SG.LEG.PG.  del  5
  dicembre  2019  e  n.  8074/SG.LEG.PG. del 6 dicembre  2019,  hanno
  chiesto  di  apporre la propria firma al disegno di  legge  n.  591
   Disposizioni per un sistema integrato delle politiche  strutturali
  per la promozione del benessere familiare e della natalità ;

   -  gli  onorevoli Papale, Catalfamo, Amata, Cannata e Pullara  con
  note   prot.   n.   8018/SG.LEG.PG.  del  4   dicembre   2019,   n.
  8021/SG.LEG.PG.  del  5  dicembre 2019, n.  8022/SG.LEG.PG.  del  5
  dicembre  2019,  n.  8072/SG.LEG.PG.  del  6  dicembre  2019  e  n.
  8074/SG.LEG.PG. del 6 dicembre 2019, hanno chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  al  disegno di legge n. 621   Disposizioni  per  la
  tutela e il sostegno delle donne affette da endometriosi ;

   -  l'onorevole  Pullara, con nota prot. n. 8074/SG.LEG.PG.  del  6
  dicembre 2019 ha chiesto di apporre la propria firma ai disegni  di
  legge  n. 537  Legge sull'istituzione dell'infermiere di famiglia ,
  n.  593   Istituzione della figura dell'infermiere di famiglia  per
  l'assistenza  continua  nel  distretto socio-sanitario   e  n.  623
   Disposizioni per la diagnosi e la cura dell'endometriosi .

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alla
                        competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Legge  regionale 6 agosto 2019, n. 14, art. 13 - Interventi  in
  favore dell'aeroporto di Trapani Birgi (n. 78/V).
   Pervenuto in data 9 dicembre 2019.
   Inviato in data 11 dicembre 2019.

                       Annunzio di interpellanze

   N.  225  -  Chiarimenti  sulle  dimissioni  del  Presidente  della
  Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo, Sport e Spettacolo
   Lupo Giuseppe; Barbagallo Anthony Emanuele

   N.   226  -  Notizie  sul  censimento  di  nodi  di  intersezione-
  interferenza tra urbanizzato e rete idrografica e sull'attuale rete
  di   stazioni   metereologiche  esistente  ed   in   programma   di
  realizzazione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura sviluppo rurale e pesca mediterranea
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De  Domenico Francesco

   N.  227  -  Rivisitazione  del ridimensionamento  delle  strutture
  operative dell'ARPA Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele;  Catanzaro  Michele;  De  Domenico Francesco

   N. 228 - Verifiche sulla rettifica della categoria d'intervento di
  un  immobile  ricadente  all'interno  del  Piano  particolareggiato
  esecutivo del centro storico del Comune di Pedara (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Foti  Angela;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Ketty

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia  fatto  alcuna dichiarazione, le interpellanze  si  intendono
  accettate  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte al proprio turno.