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Resoconto d'Aula della Seduta n. 165 di sabato 28 dicembre 2019
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 11.20

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
  Figuccia.

   L'Assemblea ne prende atto.

   danti Assestamento,  Rendiconto e Disposizioni contabili

     Comunicazione relativa alla discussione dei disegni di legge
    riguardanti Assestamento,  Rendiconto e Disposizioni contabili

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  la  seduta  di   oggi   è   per
  incardinare  i  tre  disegni  di  legge  approvati  in  Commissione
   Bilancio    che   riguardano  l'Assestamento,  il   Rendiconto   e
  Disposizioni contabili.
   Darò  un tempo per gli emendamenti molto stretto, da qui fino alle
  ore  13.00 per poi riaprire la seduta alle ore 16.00 e iniziare  le
  votazioni,  a  meno  che  non ci siano le condizioni,  prima  delle
  votazioni   di   queste   leggi,  per  votare   il   Vicepresidente
  dell'Assemblea - vediamo il numero di deputati presenti  -  quindi,
  andremo  a  votare prima il Vicepresidente dell'Assemblea  per  poi
  dare inizio alle votazioni.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  Governo,  lei  ha
  appena dato i termini per gli emendamenti.
   La mia domanda è questa: possiamo presentare emendamenti anche con
  compensazione di spesa? Visto che ha fissato i termini, Presidente,
  abbiamo esigenza di saperlo.
   Voglio  ricordare  al Parlamento, al Governo  -  lei,  lo  ha  ben
  presente,  Presidente  -  che  per  effetto  dei  tagli  dovuti  al
  disavanzo ad ora rimangono scoperte, in tutto o in parte, tutte  le
  voci  di  spesa di cui all'allegato 2 della legge di stabilità  che
  richiedevano un'ulteriore copertura di 27 milioni.
   In  questi  minuti,  in  queste  ore,  stanno  arrivando  numerose
  richieste da parte dei soggetti interessati, dei teatri,  da  parte
  di  lavoratori  che confidavano in queste risorse. Si  è  purtroppo
  sparsa  la voce, Presidente - glielo dico con dispiacere -  che  il
  problema   è  l'Assemblea  regionale,  che  dipende  dall'Assemblea
  regionale,  se  l'Assemblea regionale  vuole  si  può  trovare  una
  soluzione.  Per  quanto  ci riguarda, siamo  per  trovare  non  una
  soluzione ma tutte le soluzioni possibili e immaginabili.
   Credo  che  è  il momento in cui ognuno si debba assumere  le  sue
  responsabilità.  Il Governo si deve assumere le responsabilità  che
  spettano al Governo, l'Assemblea quelle che spettano all'Assemblea.
   Se lei autorizza la presentazione di emendamenti, presenteremo gli
  emendamenti per compensare i tagli alla spesa, innanzitutto,  delle
  voci che dicevo prima e delle altre che riteniamo prioritarie.
   Credo  che  su questo il Governo si debba pronunciare,  perché  mi
  sembra  che in questo momento, a parte l'Assessore Cordaro,  manchi
  anche  l'Assessore per l'economia e vorrei sentire la sua opinione.
  Eccolo qua, è tornato.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Presidente,  Assessori,  colleghi,  ancora  non  abbiamo
  l'esercizio  provvisorio.  Ieri, in Commissione   Bilancio ,  ci  è
  stato   detto   che  entro  stamattina  avremmo  avuto   il   testo
  dell'esercizio provvisorio. Mi pare di intuire che la Giunta non ha
  deliberato  assolutamente  nulla ieri  e  che  siamo  a  giorno  28
  dicembre.
   Mi  auguro che oggi si discuta dell'Assestamento, così come  fatto
  già in Commissione  Bilancio .
   L'esercizio  provvisorio,  se dovesse arrivare  oggi,  abbiamo  la
  necessità   di  leggerlo,  presentare  emendamenti  in  Commissione
   Bilancio , avere il tempo per gli emendamenti in Aula.
   Una  cosa  è l'Assestamento che è un fatto meramente tecnico,  una
  cosa  è  l'esercizio provvisorio dove ci saranno proroghe, deroghe,
  oltre  che andare in dodicesimi. E' evidente che, se anche  dovesse
  arrivare oggi, le chiederemo la possibilità di emendarlo.
   Non  possiamo  fare  tutto oggi perché - ok  la  disponibilità  di
  portare  avanti l'Assestamento nel più breve tempo possibile  e  di
  dare un termine molto breve per gli emendamenti dell'Assestamento -
  ma sull'esercizio provvisorio non abbiamo intenzione di derogare.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Sunseri.  Se  non  ci  sono  altri
  interventi, diamo un attimo di spiegazioni.
   Per  quanto  riguarda l'intervento dell'onorevole Lupo;  onorevole
  Lupo, io non posso, come dire, vietare a nessuno di presentare  gli
  emendamenti   che   vuole,   questo  è  troppo   ovvio,   dopodiché
  verificheremo come Presidenza se saranno ammissibili  o  meno.  Una
  cosa  è  ovvia: dopo la parifica della Corte dei conti  le  risorse
  disponibili  io credo che vadano soltanto a coprire  il  disavanzo,
  quindi non so che altro si possa fare con la situazione attuale.
   Per  quanto  riguarda l'onorevole Sunseri, ieri  la  Giunta  si  è
  riunita  per l'esercizio provvisorio, dopodiché io non ho  notizie,
  ma  appena  arriverà  l'esercizio provvisorio,  ancora  poi  non  è
  arrivato,  ma ne sarete immediatamente informati, ed al quel  punto
  si  vedrà  qual  è l'iter che bisognerà seguire per  potere  votare
  ovviamente   pure  quello,  tenendo  presente,  però,  che   mentre
  Assestamento e Rendiconto devono essere votati assolutamente  entro
  l'anno, entro il 31 dicembre, l'esercizio provvisorio, come  sapete
  bene,  può essere votato anche nell'anno successivo; quindi, questo
  problema non me lo creo, in ogni caso rimaniamo d'accordo così.
   La seduta è sospesa e riprenderà  alle ore  16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.27, è ripresa alle ore 16.17)

   La seduta è ripresa.


   Discussione del disegno di legge  Disposizioni contabili ai  sensi
  del  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  -  allegato  4/2,
  paragrafo 6.3  (n. 575/A)

   PRESIDENTE.  Si passa al disegno di legge  Disposizioni  contabili
  ai  sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - allegato
  4/2, paragrafo 6.3  (n. 575/A).
   Invito i componenti la Commissione  Bilancio  a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onroevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi, si tratta di partite pregresse che vanno approvate con il
  Rendiconto.  Quindi,  non è altro che una  serie  di  capitoli  che
  vengono messi in luce.
   La relazione parla chiaro, e spiega che sono 54 milioni e 746 mila
  euro  ripartiti per i vari Assessorati, fra cui ci sono 28  milioni
  di pignoramenti.
   Per il resto ci sono le carte allegate.

   DI MAURO. Sintetico ed efficace.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. 1.
                   Regolarizzazione partite sospese

       1.  Per  la regolarizzazione dei pagamenti effettuati  dal
     cassiere   nell'esercizio  finanziario  2018,  nel  rispetto
     delle  disposizioni di cui al decreto legislativo 23  giugno
     2011,  n.  118  e  successive modifiche ed  integrazioni,  è
     riconosciuto  il debito fuori bilancio pari a  54.746.331,76
     euro di cui all'allegato A alla presente legge.

       2.  Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018  è
     determinato tenendo conto di quanto disposto al comma 1.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
                           Entrata in vigore

       1.  La  presente  legge  sarà  pubblicata  nella  Gazzetta
     Ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore  il
     giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

       2.  È  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di
     farla osservare come legge della Regione.

   All'articolo 2 c'è solo un emendamento tecnico che porta l'entrata
  in  vigore  della  legge il giorno stesso e  non  il  giorno  della
  pubblicazione, altrimenti non scatterebbero i termini di legge.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  A questo punto, se prendete posto, così  facciamo  il
  voto sulla legge.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli  Fava  e  Caronia  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23 giugno
        2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3» (n. 575/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Disposizioni contabili ai sensi del  decreto
  legislativo  23  giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo  6.3»
  (n. 575/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            34
   Votanti             26
   Maggioranza         14
   Favorevoli          26
   Contrari            00
   Astenuti            04

                         (L'Assemblea approva)


   Discussione  del  disegno  di  legge  Approvazione  del  Rendiconto
  generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e Rendiconto
  consolidato  di  cui  al  comma  8  dell'articolo  11  del   decreto
  legislativo  23  giugno  2011,  n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  (n. 670/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  disegno  di  legge  «Approvazione   del
  Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e
  Rendiconto  consolidato  di  cui al comma  8  dell'articolo  11  del
  decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
  integrazioni» (n. 670/A).

   Do  la  parola  al  relatore,  onorevole  Savona  per  svolgere  al
  relazione.

   SAVONA,   presidente   della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi,  il disegno di legge che si pone all'attenzione  dell'Aula
  reca  l'approvazione  del  rendiconto  generale  della  Regione  per
  l'esercizio   finanziario   2018  e   del   rendiconto   consolidato
  dell'esercizio 2018.
   Il  rendiconto  generale  della Regione siciliana  per  l'esercizio
  2018  approvato dalla Giunta regionale, in una prima  versione,  con
  deliberazione  n.  213 del 10 giugno 2019, a seguito  dell'ordinanza
  istruttoria  della  Corte dei Conti n. 4/2019/SS.RR./PARI,  è  stato
  ritirato  e  sostituito con un nuovo documento contabile,  approvato
  con deliberazione della Giunta regionale n. 281 dell'8 agosto 2019.
   Tale  documento  ha formato oggetto del giudizio  di  parificazione
  delle Sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione siciliana
  di cui alla deliberazione n. 6/2019/SS.RR./PARI.
   L'articolo 1 dispone l'approvazione del rendiconto generale  e  dei
  relativi  allegati,  secondo  le risultanze  di  cui  agli  articoli
  seguenti.
   La   gestione  2018,  secondo  quanto  stabilito  dall'articolo  6,
  evidenzia   un   risultato   di   amministrazione   pari   ad   euro
  357.341.383,68  che, a seguito degli accantonamenti  e  dei  vincoli
  previsti   dall'articolo  42  D.lgs.  n.  118/2011   e   s.m.i.,   è
  rideterminato in un disavanzo complessivo di euro 7.313.398.073,97.
   L'articolo  2  reca  le  previsioni definitive  del  bilancio;  gli
  articoli  3,  4,  5  e 7 danno evidenza, rispettivamente,  dei  dati
  definitivi   di  entrate  e  spese,  fondo  di  cassa  e  situazione
  finanziaria per natura fondi.
   Nell'ambito  della  determinazione  del  fondo  di  cassa  è   data
  separata evidenza, per l'importo di euro 54.746.331,76, ai pagamenti
  effettuati dal tesoriere per azioni esecutive non regolarizzate, che
  formano oggetto di approvazione con il disegno di legge n. 575.
   L'articolo  8  espone  le  risultanze della gestione  patrimoniale,
  distinta  in attività finanziarie e non finanziarie, da  cui  emerge
  una  eccedenza delle passività sulle attività per l'importo di  euro
  5.052.083.872,61.
   L'articolo  9,  nel testo modificato nel corso dell'istruttoria  in
  Commissione,  reca  gli effetti del giudizio di  parificazione  che,
  come  noto,  ha  espresso significativi rilievi su svariate  partite
  contabili.  La  Regione  apporta,  conseguentemente,  le  rettifiche
  contabili   sulle  partite  dichiarate  irregolari  indicate   negli
  allegati A, B e C.
   In  particolare,  nel  corso dell'istruttoria  in  Commissione,  il
  Governo  ha chiarito che talune rettifiche possono essere effettuate
  già  in  sede di assestamento del bilancio di previsione  2019-2021;
  altre   potranno   trovare   sede   nel   rendiconto   di   gestione
  dell'esercizio  2019,  di prossima formazione. Ulteriori  rettifiche
  dipendono,   infine,  dalla  definizione  di  processi  di   riforma
  dell'organizzazione regionale, attualmente in corso.
   Con  l'articolo  10  è  approvato il rendiconto  consolidato  della
  Regione  con  i  propri  organismi  strumentali,  che  evidenzia  un
  risultato  di amministrazione di euro 438.824.974,55. Il  rendiconto
  consolidato  è  redatto ai sensi del comma 8  dell'articolo  11  del
  decreto  legislativo  n.  118  del 2011  e  comprende,  altresì,  le
  risultanze finali del rendiconto dell'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                 Art. 1
          Approvazione del rendiconto generale della regione

   1.   E'   approvato  il  rendiconto  generale  della  Regione   per
  l'esercizio   finanziario  2018,  nella  formulazione  oggetto   del
  giudizio  di  parificazione della Corte dei Conti - Sezioni  riunite
  per   la   Regione   siciliana   di  cui   alla   deliberazione   n.
  6/2019/SS.RR/PARI del 13 dicembre 2019, nelle risultanze di cui agli
  articoli  seguenti  e, come previsto dall'allegato  10  del  decreto
  legislativo   23  giugno  2011,  n.118  e  successive  modifiche   e
  integrazioni  e della normativa applicabile, composto  dai  seguenti
  allegati:

   1) Gestione delle entrate (Allegato 1);
   2) Entrate - Riepilogo per titoli (Allegato 2);
   3) Gestione delle spese (Allegato 3);
   4) Spese - Riepilogo per missioni (Allegato 4);
   5) Spese - Riepilogo per titoli (Allegato 5);
   6) Quadro generale riassuntivo (Allegato 6);
   7) Equilibri di bilancio (Allegato 7);
   8)  Risultato  di  amministrazione e Risultato amministrazione  per
  natura fondi (Allegato 8);
   9) Prospetto Fondo pluriennale vincolato (FPV) (Allegato 9);
   10)  Prospetto  del  Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità  (Allegato
  10);
   11) Entrata per Titolo, Tipologie e Categorie (Allegato 11);
   12) Spese correnti - Impegni (Allegato 12);
   13) Spese correnti - Pagamenti in c/competenza (Allegato 13);
   14) Spese correnti - Pagamenti in c/residui (Allegato 14);
   15)  Spese in c/capitale e attività finanziarie - Impegni (Allegato
  15);
   16)  Spese  in  c/capitale e attività finanziarie  -  Pagamenti  in
  c/competenza (Allegato 16);
   17)  Spese  in  c/capitale e attività finanziarie  -  Pagamenti  in
  c/residui (Allegato 17);
   18) Spese rimborso prestiti - Impegni (Allegato 18);
   19)  Spese  per  servizi  c/terzi  e  partite  di  giro  -  Impegni
  (Allegato 19);
   20) Riepilogo spese per Titoli e macroaggregati (Allegato 20);
   21) Accertamenti pluriennali (Allegato 21);
   22) Impegni pluriennali (Allegato 22);
   23)  Gestione  della spesa - politica regionale unitaria  (Allegato
  23);
   24) Conto generale del Patrimonio (Allegato 24);
   25) Variazioni dell'Entrata e della Spesa (Allegato 25);
   26)   Relazione  sulla  gestione  dell'esercizio  finanziario  2018
  (Allegato 26);
   27)  Nota  informativa al rendiconto generale ai sensi  del  c.  8,
  art. 62 del D.L. n. 112/2008 (Allegato 27);
   28) Prospetto dei dati SIOPE (Allegato 28);
   29) Stato Patrimoniale Attivo e Passivo (Allegato 29);
   30) Conto Economico (Allegato 30);
   31)  Prospetto  rappresentativo dei costi  per  missione  (Allegato
  31);
   32) Nota integrativa (Allegato 32);
   33)   Elenchi  dei  residui  passivi  distinti  per  esercizio   di
  provenienza/capitolo   e  per  capitolo/esercizio   di   provenienza
  (Allegato 33);
   34)   Elenchi   dei  residui  attivi  distinti  per  esercizio   di
  provenienza/capitolo   e  per  capitolo/esercizio   di   provenienza
  (Allegato 34);
   35)  Elenco  dei  crediti  inesigibili, stralciati  dal  conto  del
  bilancio (Allegato 35).

   Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                 Art. 2
                  Previsioni definitive del bilancio

   Le  previsioni  iniziali dell'Entrata e della Spesa  dell'esercizio
  finanziario  2018,  fissate con la legge  regionale  di  bilancio  8
  maggio  2018  n.  9,  in euro 22.975.961.599,29, per  effetto  delle
  variazioni  intervenute nel corso dell'esercizio, pari a complessive
  euro     6.891.831.694,02,    risultano    stabilite     in     curo
  29.867.793.293,31.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo,  è  un
  rilievo che facciamo praticamente ogni anno, questo è un consolidato
  che non è un consolidato, cosa voglio dire? È un consolidato dove su
  154  enti tra partecipate e società della Regione, quest'anno,  solo
  45  hanno  presentato  i documenti contabili che  ci  permettono  di
  valorizzare  -   quest'anno inteso  il 2018 -  che ci permettono  di
  controllare  gli  enti sotto controllo della Regione  o  partecipate
  della  Regione,  quindi,  è un consolidato  di  fatto  -  questo  lo
  possiamo  affermare  tranquillamente -  falso perché  non  consolida
  assolutamente nulla perché se su 154 enti, 45 presentano  i  bilanci
  c'è qualcosa che non funziona.
   Questa  è  una di quelle strade che mi auguro questo Governo  possa
  tracciare  perché  qualora il caso un ente  o  una  partecipata  non
  presenta i propri bilanci decade il Consiglio di Amministrazione, lo
  dobbiamo  fare  decadere perché non funziona così, perché  si  dovrà
  arrivare ad un punto in cui il consolidato della Regione siciliana è
  un  consolidato  vero  perché tutti gli enti, i  154,  presentano  i
  propri  bilanci;  fino a quando non presenteranno  i  documenti  che
  permettono  all'Assemblea regionale di valutare  realmente  un  dato
  consolidato dei propri bilanci della Regione, fino ad allora staremo
  qui a votare una cosa che di fatto non ha un fondo di veridicità.
   Allora, io mi auguro che questo Governo in una di quelle opzioni  e
  strade  che  intende seguire anche nei confronti  del  rispetto  tra
  Istituzioni  Regione-Stato  porti avanti  una  norma  dove  si  dice
   Consiglio di Amministrazione dell'ente X, se entro il prossimo anno
  2019  non  mi  presenti i documenti che mi permettono di  capire  lo
  stato  di salute del tuo ente, della tua società, di cui noi abbiamo
  una quota di partecipazione, decade  e ne troviamo un altro che sarà
  in  grado  di  farlo  perché se questa cosa non dovesse  avvenire  è
  evidente  che l'Assemblea ogni anno si ritroverà a dover  votare  un
  documento falso.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare  l'assessore  Armao.  Ne   ha
  facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,   signori
  onorevoli,  ringrazio  l'onorevole Sunseri  di  questa  precisazione
  perché mi consente di svolgere alcune considerazioni in merito,  che
  certamente  saranno di giovamento collettivo in ordine  ad  un  tema
  molto   delicato  che  è  quello  della  presentazione  dei  bilanci
  tempestivi.
   Intanto vorrei dire che con riguardo alle suggestioni circa la  non
  congruità della perimetrazione dei soggetti consolidati, i  soggetti
  vengono  consolidati in relazione alla rilevanza  e  noi  siamo  ben
  sopra la soglia di rilevanza, quindi gli enti cosiddetti  rilevanti
  sono tutti consolidati. E, quindi, già questo è un dato acquisito.
   L'anno scorso eravamo a 16, quest'anno siamo quasi al 50 ed  è  un
  dato che dimostra che le progressioni positive ci sono. E' evidente
  che  non abbiamo raggiunto l'insieme della platea dei soggetti  che
  vanno consolidati. Tuttavia, io non voglio essere puntuale in  modo
  pretestuoso,  però  vorrei ricordare che il  Governo  nella  scorsa
  legge  di  bilancio  aveva  previsto  l'immediata  efficacia  della
  decadenza  degli  amministratori  che  non  avessero  presentato  i
  bilanci e questa sanzione è stata differita di un anno in relazione
  a una votazione dell'Aula.
   Allora,  in relazione al fatto che abbiamo già contestato a  tutti
  coloro  che  non  hanno provveduto ad approvare i bilanci  in  modo
  tempestivo,   la   Commissione  bilancio   ha   già   fatto   degli
  approfondimenti  in  merito.  Io  sono  pienamente  disponibile  ad
  avviare  immediatamente  le  procedure  per  consentire  che   alla
  scadenza  prevista  dalla  legge si determini  la  decadenza  degli
  amministratori che non hanno approvato i bilanci.
   Il  prossimo bilancio consolidato dovrà essere un consolidato   Ma
  la  norma  è  già  vigente, è stato differito  il  termine  per  la
  decadenza  degli amministratori; quindi, la norma  è  già  vigente,
  c'è,  ne  abbiamo già attivato gli effetti attraverso  una  diffida
  agli amministratori che non hanno presentato i bilanci nei termini.
   Quindi,  sotto questo profilo l'impegno del Governo è pieno  e  la
  disponibilità a confrontarsi in Commissione  Bilancio ,  con  tutta
  la Commissione, è piena.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore. Mi sembra che  l'Assessore  abbia
  chiarito il problema.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                                Art. 3.
                                Entrate

       1.  Il  totale delle entrate accertate, per  l'esercizio
     finanziario    2018,    per    la    competenza    propria
     dell'esercizio, risulta stabilito dal rendiconto  generale
     del  bilancio  in  euro  20.352.088.318,76,  di  cui  euro
     18.636.135.370,16 versati, ed euro 1.715.952.948,60  quali
     residui attivi dell'esercizio 2018.

       2.  I  versamenti  in  conto  residui  attivi  ammontano
     complessivamente ad euro 901.735.838,75.

       3.   I   residui   attivi,  determinati  alla   chiusura
     dell'esercizio 2017 in euro 3.471.683.472,12  per  effetto
     delle  variazioni di entrate verificatesi nel corso  della
     gestione  2018,  degli incassi di cui al comma  2,  nonché
     delle operazioni di riaccertamento ordinario previsto  dal
     comma  4 dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 giugno
     2011,  n.  118  e  successive  modifiche  ed  integrazioni
     approvate  con le delibere della Giunta regionale  n.  195
     del  16 maggio 2019 e n. 279 dell'8 agosto 2019, risultano
     determinati  alla  data  del 31  dicembre  2018,  in  euro
     4.481.714.484,82 secondo le risultanze che seguono:

                      Somme        Somme       Totale
                    rimaste da  rimaste da
                    riscuotere    versare
  Gestione della   1.715.921.64   31.301,05  1.715.952.9
  competenza               7,55                    48,60
  Gestione dei     2.765.514.40  247.127,71  2.765.761.5
  residui                  8,51                    36,22

  Residui attivi                             4.481.714.4
  al 31/12/2018                                    84,82

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                                Art. 4.
                                 Spese

       1.   Il  totale  delle  spese  impegnate  nell'esercizio
     finanziario    2018,    per    la    competenza    propria
     dell'esercizio, risulta stabilito dal rendiconto  generale
     del  bilancio  in  euro  20.779.884.256,72,  di  cui  euro
     18.414.310.972,41  pagati,  ed  euro  2.365.573.284,31  da
     pagare.

       2.    I    pagamenti   in   conto   residui    ammontano
     complessivamente ad euro 1.315.940.401,64.

       3.   I   residui  passivi,  determinati  alla   chiusura
     dell'esercizio      2017     per     complessivi      euro
     2.631.332.496,70,  per effetto dei  pagamenti  di  cui  al
     comma   2,   nonché  delle  operazioni  di  riaccertamento
     ordinario  previsto  dal  comma  4  dell'articolo  3   del
     decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118  e  successive
     modifiche ed integrazioni approvate con le delibere  della
     Giunta  regionale  n.  195 del 16 maggio  2019  e  n.  279
     dell'8  agosto 2019, risultano determinati alla  data  del
     31  dicembre  2018,  in euro 3.524.549.763,77  secondo  le
     risultanze che seguono:

                     Totale somme
                      rimaste da
                        pagare
  Gestione della     2.365.573.284
  competenza                   ,31
  Gestione dei       1.158.976.479
  residui                      ,46

  Residui passivi al 3.524.549.763
  31/12/2018                   ,77

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
                            Fondo di Cassa

       1.  Il  Fondo  di  cassa  alla  chiusura  dell'esercizio
     finanziario 2018 è accertato in euro 314.291.938,09,  come
     risulta dai seguenti dati:

  Fondo di cassa all'1
  gennaio 2018                                 1.126.27
                                               7.817,46

    Gestione di     Residui      Competenza     Totale
     bilancio

  Incassi
                  901.735.83     18.636.135    19.537.8
                  8,75           .370,16       71.208,9
                                               1

  Pagamenti
                  1.315.940.     18.359.564    19.675.5
                  401,64         .640,65       05.042,2
                                               9

  Saldo della gestione di                              -
  bilancio                                      137.633.
                                                  833,38

    Gestione di     Incassi       Pagamenti
     tesoreria

  Crediti di                                           -
  tesoreria       28.666.327     28.666.711     384.401,
                  .558,24        .959,99              75

  Debiti di                                            -
  tesoreria        1.470.244.    2.089.466.     619.221.
                       961,83    274,31           312,48

  Saldo della gestione di                              -
  tesoreria                                     619.605.
                                                  714,23

  Pagamenti per                                        -
  azioni                                        54.746.3
  esecutive non                                    31,76
  regolarizzate
  al 31 dicembre

  Fondo di cassa al 31
  dicembre 2018                                 314.291.
                                                  938,09

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                     Risultato di Amministrazione

       1.  La  gestione complessiva dell'esercizio  finanziario
     2018  evidenzia  un risultato di amministrazione  pari  ad
     euro 357.341.383,68, secondo le risultanze che seguono:

  Fondo di cassa al 31 dicembre
  2018                                          314.291.9
                                                    38,09

  Residui attivi
                                                4.481.714
                                                  .484,82
  Residui passivi                                       -
                                                3.524.549
                                                  .763,77
  Crediti di tesoreria
                                                2.530.466
                                                ,45
  Debiti di tesoreria
                                                0,00

  Fondo pluriennale vincolato per
  spese correnti                    355.916
                                    .442,67
  Fondo pluriennale vincolato per
  spese in conto capitale           558.729
                                    .299,24
  Fondo pluriennale vincolato per
  spese per incremento attività     2.000.0
  finanziarie                       00,00
  Totale Fondo pluriennale                              -
  vincolato Spesa                               916.645.7
                                                    41,91

  Risultato di amministrazione al
  31 dicembre 2018                           eu 357.341.3
                                             ro     83,68

       2. Il disavanzo finanziario alla chiusura dell'esercizio
     2018,  considerate le quote accantonate  e  vincolate  del
     risultato di amministrazione, è accertato nella  somma  di
     euro 7.313.398.073,97 di cui:

  Risultato di amministrazione al
  31.12.2018                                       357.341.3
                                                       83,68

  Parte accantonata
  Fondo crediti di dubbia
  esigibilità                          121.897.6
                                           44,42
  Accantonamenti residui perenti
                                       520.966.3
                                           76,29
  Fondo     anticipazioni      di
  liquidità  D.L. 35 del  2016  e      2.438.598
  successive     modifiche      e        .061,20
  rifinanziamenti
  Fondo perdite società
  partecipate                          4.778.010
                                             ,26
  Fondo rischi
  contenzioso                          201.223.2
                                           28,10
  Altri
  accantonamenti                       159.642.9
                                           11,69
                    Totale parte                           -
                    accantonata                    3.447.106
                                                     .231,96

  Parte vincolata
  Vincoli derivanti da leggi e dai
  principi contabili - contratti       20.500.54
  derivati                                  2,78
  Vincoli derivanti da
  trasferimenti                        3.623.154
                                         .256,58
  Vincoli formalmente attribuiti
  dall'ente                            299.473.4
                                           82,85
  Altri vincoli
                                       255.856.3
                                           93,83
                                                           -
  Totale parte vincolata                           4.198.984
                                                     .676,04
  Parte destinata
  agli investimenti                    24.648.54
                                            9,65
         Totale parte destinata agli                       -
             investimenti                          24.648.54
                                                        9,65

                      Totale Disavanzo (parte              -
                            disponibile)           7.313.398
                                                     .073,97

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
                Situazione finanziaria per natura fondi

       1.  L'Avanzo finanziario di euro 357.341.383,68  di  cui
     all'articolo 6, è così composto:

  Disavanzo                                 eur  6.105.93
  finanziario                               o    1.614,06

  di cui

  Fondi ordinari          euro
  della Regione                6.105.931
                               .614,06

  Avanzo                                    eur  6.463.27
  finanziario                               o    2.997,74

  di cui

  Fondi non               euro
  regionali                    4.024.674
                               .936,54
  Fondo                   euro
  anticipazioni di             2.438.598
  liquidità                    .061,20

  Disavanzo finanziario complessivo al
  31 dicembre 2018                               357.341.
                                                 383,68

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                Art. 8.
            Risultati generali della gestione patrimoniale

       1.  La  situazione  patrimoniale  della  Regione  al  31
     dicembre 2018 è determinata:

  ATTIVITA'

   - Attività                       eu  6.294.12
  finanziarie           .     ..    ro  0.761,71
   - Attività non                   eu  1.947.58      8.241.707
  finanziarie               .. ..   ro  6.905,13        .666,84

  PASSIVITA'

   - Passività                                   eu   13.293.79
  finanziarie                            ...     ro    1.539,45

  ECCEDENZA delle passività sulle attività al 31 eu   5.052.083
  dicembre 2018        .....                     ro     .872,61

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                               «Art. 9.
          Effetti della parificazione del rendiconto generale
                    dell'esercizio finanziario 2018

       1.  La  Regione apporta le rettifiche contabili, secondo
     il  giudizio di parificazione del rendiconto generale  per
     l'esercizio  finanziario 2018, emesso con la deliberazione
     n.  6/2019/SS.RR./PARI del 13 dicembre  2019  dalla  Corte
     dei  Conti Sezioni riunite per la Regione siciliana, sulle
     partite  dichiarate irregolari di cui agli  allegati   A ,
      B  e  C ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               Art. 10.
         Approvazione del rendiconto consolidato della Regione

       1.  È  approvato il Rendiconto consolidato della Regione
     per  l'esercizio  finanziario 2018 secondo  le  risultanze
     che seguono:

            ENTRATE              ACCERTAMEN  RISCOSSI
                                     TI         ONI
  Titolo 1 - Entrate
  correnti di natura             11.746.443   11.949.1
  tributaria, contributiva e        .147,96   96.559,6
  perequativa                                        9
  Titolo 2 - Trasferimenti
  correnti                       3.345.666.   3.239.37
                                     515,48   2.670,54
  Titolo 3 - Entrate
  extratributarie                526.265.83   484.436.
                                       7,02     389,95
  Titolo 4 - Entrate in
  conto capitale                 669.290.19   263.204.
                                       5,21     989,13
  Titolo 5 - Entrate da
  riduzione di attività          88.466.215   53.899.3
  finanziarie                           ,39      23,58
  Titolo 6 - Accensione di                0
  prestiti                                           0
  Titolo 9 - Entrate per
  conto di terzi e partite       4.032.132.   3.603.84
  di giro                            753,17   6.279,76
   Totale entrate dell'esercizio
                                 20.408.264   19.593.9
                                    .664,23   56.212,6
                                                     5

            USCITE                IMPEGNI    PAGAMENT
                                                 I
  Titolo 1 - Spese correnti
                                 15.217.223   15.308.2
                                    .203,54   30.265,9
                                                     5
  Titolo 2 - Spese in conto
  capitale                       1.136.849.   858.924.
                                     077,05     100,36
  Titolo 3 - Spese per
  incremento di attività         172.461.85   124.315.
  finanziarie                          8,27     338,41
  Titolo 4 - Rimborso di
  prestiti                       266.056.19   266.056.
                                       8,90     198,90
  Titolo 7 - Spese per conto
  di terzi e partite di giro     4.032.127.   3.219.20
                                     746,14   1.333,82
    Totale uscite dell'esercizio
                                 20.824.718   19.776.7
                                    .083,90   27.237,4
                                                     4

  Risultato di
  amministrazione         438.824.974,
                          55
  Fondo di cassa al
  31/12/2018              400.989.325,
                          50

  Residui attivi al
  31/12/2018              4.485.526.18
                          5,60
  Residui passivi
  al 31/12/2018           3.529.847.13
                          5,26

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               «Art. 11.
                           Entrata in vigore

       1.  La  presente  legge sarà pubblicata  nella  Gazzetta
     Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore  il
     giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

       2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
     farla osservare come legge della Regione».

   All'articolo  11 è stato presentato il solito emendamento  tecnico
  per  l'entrata in vigore lo stesso giorno dell'approvazione  e  non
  della pubblicazione.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
  «Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
      finanziario 2018 e Rendiconto consolidato di cui al comma 8
   dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
           successive modifiche ed integrazioni» (n. 670/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di  legge «Approvazione del Rendiconto generale  della
  Regione per l'esercizio finanziario 2018 e Rendiconto consolidato di
  cui  al  comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23  giugno
  2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni» (n. 670/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            58
   Votanti             31
   Maggioranza         16
   Favorevoli          31
   Contrari            00
   Astenuti            27

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Aggiungete il voto dell'onorevole De Luca.


    Discussione del disegno di legge «Assestamento del Bilancio di
                            previsione per
            l'esercizio finanziario 2019 e per il triennio
                         2019/2021» (n. 672/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla discussione  del  disegno  di  legge
  «Assestamento   del   Bilancio   di  previsione   per   l'esercizio
  finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021» (n. 672/A).
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savona, per svolgere la relazione.

   SAVONA,   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Onorevoli
  colleghi,  il disegno di legge che si pone all'attenzione dell'Aula
  reca  l'assestamento  del  bilancio di previsione  per  l'esercizio
  finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021, al fine di provvedere
  alle  variazioni  di  bilancio  conseguenti  all'approvazione   del
  Rendiconto per l'esercizio finanziario 2018.
   Si  dà,  pertanto,  evidenza  delle risultanze  complessive  della
  gestione  2018  e  dell'impatto sulla gestione dell'esercizio  2019
  (determinazione del risultato di amministrazione e del  conseguente
  disavanzo da coprire, ammontare dei residui attivi e passivi al  1
  gennaio 2019 e saldo iniziale di cassa al 1/1/2019), e si apportano
  le variazioni alla spesa del Bilancio della Regione per l'esercizio
  20l9,  2020 e 2021 per garantire l'adeguamento della copertura  del
  disavanzo,  l'adeguamento degli accantonamenti per spese potenziali
  alle  osservazioni espresse dalla Corte dei Conti  per  la  Regione
  siciliana in Sezioni riunite con la decisione n. 6/2019/SS.RR./PARI
  con la quale è stato pronunciato il giudizio di regolarità parziale
  sul Rendiconto per l'esercizio 2018, nonché per l'accantonamento di
  risorse  a garanzia dell'eventuale obbligo di copertura in  3  anni
  del  disavanzo  2018 come previsto dal decreto legislativo  recante
  norme  di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana
  in  materia  di  armonizzazione dei sistemi  contabili,  dei  conti
  giudiziali e dei controlli approvato dal Consiglio dei Ministri  il
  23 dicembre 2019.
   Con  l'articolo  l si rappresenta che i residui attivi  e  passivi
  iniziali   per   l'esercizio  2019  sono   aggiornati   ai   valori
  corrispondenti  a  quelli dei residui finali  dell'esercizio  2018,
  come  rappresentati  nel  Rendiconto  generale  della  Regione  per
  l'esercizio finanziario 2018, mentre con l'articolo 2 si  evidenzia
  il  valore  del  Fondo  cassa iniziale,  corrispondente  al  valore
  dell'importo  del  Fondo  cassa finale al  31  dicembre  2018,  già
  inserito nel Bilancio di previsione 2019 per il medesimo importo.
   Con l'articolo 3 si rappresenta il risultato di amministrazione al
  31   dicembre  2018  (A)  di  euro  357.34l.383,68  risultante  dal
  prospetto del risultato di amministrazione del rendiconto  generale
  della  Regione per l'esercizio 2018, secondo gli schemi di  cui  al
  comma  l  dell'articolo  11 del D.Lgs. n.  118/2011  e  s.m.i..  Il
  predetto   valore   scaturisce  dal  risultato  di  amministrazione
  negativo  (disavanzo) dei fondi regionali, di cui al prospetto  del
  risultato di amministrazione per natura fondi - Fondi regionali  di
  euro 6.105.93l.614,06 ed il risultato di amministrazione per natura
  fondi  - Fondi non regionali di euro 6.463.272.997,74, allegati  al
  rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018.
  Inoltre,  viene riportato il Totale parte disponibile  (E),  sempre
  risultante dal predetto prospetto del risultato di amministrazione,
  determinato  dalla somma algebrica del risultato di amministrazione
  al  31  dicembre 2018 (A) di euro 357.341.383,68 e  dei  vincoli  e
  degli  accantonamenti  di cui agli articoli  5  e  6,  quale  saldo
  finanziario negativo, in complessivi euro 7.313.398.073,97.
   L'articolo  4,  indica al comma l, la composizione  del  disavanzo
  come  determinato ai sensi del D.M. 2/04/2015 ed  al  comma  2,  la
  copertura delle medesime quote secondo la legislazione vigente.
   Con   gli  articoli  5  e  6  vengono  rappresentati  gli  importi
  rispettivamente  delle quote vincolate (art. 5), quote  accantonate
  (art.  6,  comma  1) e quote destinate agli investimenti  (art.  6,
  comma   2),  come  determinati  nel  prospetto  del  risultato   di
  amministrazione   del  Rendiconto  generale   della   Regione   per
  l'esercizio   2018,  secondo  gli  schemi  di  cui  al   comma   l,
  dell'articolo 11 del D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i.
   La  Tabella   A , richiamata dall'articolo, riporta  le  riduzioni
  necessarie   per   la  copertura  del  sopradetto  disavanzo,   per
  l'adeguamento degli accantonamenti per spese potenziali  del  Fondo
  società partecipate e del Fondo crediti di dubbia esigibilità  alle
  osservazioni  espresse  dalla  Corte  dei  Conti  per  la   Regione
  siciliana    in    Sezioni   riunite   con    la    decisione    n.
  6/2019/SS.RR./PARI,  nonché  per  l'accantonamento  di  risorse   a
  garanzia  dell'eventuale  obbligo  di  copertura  in  3  anni   del
  disavanzo 2018, come previsto dal decreto legislativo recante norme
  di  attuazione  dello Statuto speciale della Regione  Siciliana  in
  materia   di  armonizzazione  dei  sistemi  contabili,  dei   conti
  giudiziali e dei controlli, approvato dal Consiglio dei Ministri il
  23 dicembre 2019.
   Inoltre,  tra  le  variazioni,  è  stato  inserito  in  due  fondi
  l'accantonamento per la reiscrizione dei residui perenti  di  parte
  corrente   e   di  parte  capitale  relativi  ai  fondi   ordinari,
  determinandone la quantificazione in relazione alle somme  iscritte
  nel  corso  del  2019, al fine di aderire alle  osservazioni  della
  Corte dei Conti al riguardo, oltre all'iscrizione di 43 milioni per
  compensare gli effetti finanziari derivanti dall'abrogazione  della
  disposizione di cui al comma 1 dell'articolo 9.
   Con  l'articolo 9, comma 1, sono abrogate le disposizioni relative
  al  patrimonio  di  Irfis  Finsicilia S.p.A.,  di  cui  alla  legge
  regionale 9 maggio 2017, n. 7, commi l, 2 e 2 bis. Con il comma  2,
  è differito al 2020 il limite d'impegno di cui alla legge regionale
  17 maggio 2016, n. 8, articolo 18, comma l, relativo al servizio di
  dissalazione dell'isola di Vulcano. In relazione alle riduzioni  di
  spesa  di cui all'articolo 8, con il comma 3 dell'articolo 9,  sono
  ridotte  le  autorizzazioni  di spesa  dei  capitoli  espressamente
  finanziate da leggi regionali.
   L'articolo  10  approva la nota integrativa ed il prospetto  degli
  equilibri di bilancio allegati al disegno di legge.
   Durante  l'istruttoria  in Commissione, è stato  chiarito  che  il
  disegno di legge contiene disposizioni di natura tecnica al fine di
  garantire  la  copertura  del disavanzo e  sanare  le  irregolarità
  emerse in sede di giudizio di parificazione del Rendiconto 2018.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Gennuso ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende la discussione del disegno di legge n. 672/A

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  grazie
  per  la  parola.  Intanto, volevo chiedere,  è  più  un  intervento
  sull'ordine  dei lavori, signor Presidente, perché  stamattina  c'è
  stato  dato  un termine per gli emendamenti dalle 11.00  fino  alle
  13.00. Noi abbiamo presentato degli emendamenti che però adesso non
  ci   ritroviamo   in   Aula.  Io  capisco  che   il   Governo   può
  tranquillamente e legittimamente scegliere di fare e di seguire  un
  percorso,  però  non  si  può  chiedere  alle  opposizioni  di  non
  utilizzare   le   proprie  prerogative,  cosa  che  abbiamo   fatto
  presentando alcuni emendamenti. Anche perché -  ripeto - per quanto
  Assestamento  tecnico io ricordo all'Aula e ricordo agli  Assessori
  che  ci sono delle categorie che aspettavano il primo provvedimento
  utile   per  risolvere  delle  situazioni  molto  critiche,   direi
  drammatiche, che ci provengono, appunto, dai territori.
   L'assessore  Messina  sa  a cosa mi riferisco,  per  esempio  alla
  questione  del  Teatro  Massimo Bellini  di  Catania.  Noi  abbiamo
  presentato un emendamento per storicizzare la spesa e per  inserire
  il  capitolo  nelle spese obbligatorie, quindi non aveva  ulteriore
  copertura,  ma chiedeva semplicemente di, appunto, storicizzare  la
  spesa. Però, non ci ritroviamo questo emendamento.
   Ripeto,  il  Governo è libero di intraprendere un  percorso  e  di
  scegliere  di seguire questo percorso, però almeno alle opposizioni
  va  data una spiegazione sul perché queste legittime istanze che ci
  provengono dal territorio non sono state inserite in questo  testo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Ed  allora,  forse  ho  sbagliato  io  a  non   dirlo
  all'inizio. Sono arrivati una ventina di emendamenti, ma così  come
  stabilito in Commissione  Bilancio  e come avevamo stabilito con la
  maggior parte di voi, compreso il Governo, gli emendamenti  non  li
  possiamo prendere in considerazione laddove si parla di spese, dove
  c'è la parola  euro  io non li posso considerare ammissibili.

   ZAFARANA. Non erano di spesa

   PRESIDENTE. Anche quelli soltanto normativi sono inammissibili.
   Noi  possiamo  lavorare tutto a partire dalla prossima  legge  che
  facciamo per andare a sistemare tutte cose, ma abbiamo preso questa
  decisione  a  seguito anche della parifica. Anche perché  qualsiasi
  cosa  si  fa  in  questo momento rischiamo soltanto di  creare  più
  confusione anche in funzione della parifica che c'è stata.  Quindi,
  ci siamo assunti questa responsabilità, oserei dire obbligatoria da
  parte nostra, di non potere considerare gli emendamenti.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   il   mio
  intervento  è  un  chiarimento. Spero che l'assessore  Armao  possa
  chiarirmi un dubbio che ho.
   Noi  avevamo,  in  sede di bilancio di previsione,  approvando  il
  bilancio  di previsione, accantonato circa 145 milioni,  il  famoso
  Allegato 2. Poi la Giunta ne ha sbloccato una parte, 115, 118,  non
  so  quanti  siano  e credo che residuavano circa 27  milioni  della
  previsione fatta dall'Aula rispetto all'autorizzazione di spesa.
   In  realtà,  questo accantonamento era finalizzato prudenzialmente
  alla  definizione del famoso accordo con lo Stato sulla  spalmatura
  del  residuo, del debito. Il buco, il disavanzo. Sì, dire il debito
  è improprio, ha ragione.
   Allora,  la domanda, però, ora è questa: perché questi 27  milioni
  che  non  abbiamo  autorizzato, diciamo, rispetto agli  altri  sono
  stati  è vero che la Corte dei conti nella disposizione finale dice
  che  tutti i residui, cioè tutte le economie della competenza vanno
  a ripianare il debito, il disavanzo.
   Mi viene più facile parlare di debito, giusto?

   TURANO, assessore per le attività produttive. Non è proprio così

   CRACOLICI.  Assessore,  che me lo dica lei  che   mi  inchino   La
  differenza è che lei

   PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, così vi capite solo voi due

   CRACOLICI. Ci stavamo capendo io e lui.

   PRESIDENTE. No, è questo non va bene agli altri. Per cui,  se  lei
  finisce il suo intervento poi l'assessore Armao risponderà.

   CRACOLICI. Io non vorrei - lo dico così come la penso - che ci sia
  stata  una interpretazione ulteriormente rigida ad una rigidità  di
  giudizio da parte della Corte dei conti, considerando i 27  milioni
  anche  come  un'economia e non, invece, un accantonamento  che  era
  prudenziale, ma laddove questo accantonamento potesse oggi  trovare
  soddisfazione,   perché   c'è  una  disponibilità   nella   partita
  finanziaria, non so se sono chiaro, perché temo che si stia facendo
  un'altra  operazione,  può  darsi che  mi  sbagli,  nel  senso  che
  un'applicazione eccessivamente rigida del giudizio della Corte  dei
  conti  ci  sta portando a considerare anche quella un'economia  che
  non era un'economia ma era un accantonamento prudenziale.
   Quindi se, alla luce della spalmatura che è stata autorizzata  dal
  Consiglio  dei  Ministri,  che  ci dà, rispetto  all'accantonamento
  complessivo del bilancio della Regione, un margine - almeno  credo,
  perché  se  non ricordo male c'erano circa 400 e rotti  milioni  di
  accantonamento,  l'ammontare  della  spalmatura  è  di  circa   400
  milioni,  quindi  qualche  decina di milioni  tra  l'accantonamento
  iniziale  e  quello  che, effettivamente,  servirà  a  spalmare  il
  disavanzo c'è - io non so se stiamo facendo una scelta giusta o una
  scelta,  invece,  burocratica. Della serie ci mettiamo  l'anima  in
  pace  Però, dobbiamo sapere che, mettendoci l'anima in pace, stiamo
  mettendo nei guai una serie di soggetti che hanno avuto un bilancio
  con  una  spesa  prevista, autorizzata, ancorché non effettivamente
  decretata, di un certo tipo.
   Per  cui,  quando diciamo - lo dico al collega Sunseri a proposito
  dei  bilanci  degli enti vigilati - quando gli  enti  non  fanno  i
  bilanci non li fanno anche perché non hanno certezza delle entrate,
  quindi  non  è  solo la responsabilità degli amministratori,  è  la
  responsabilità di chi non dà certezza sulle risorse.
   Noi  al  28 dicembre stiamo dicendo ad alcuni che non è certo  che
  quello  che hanno scritto in bilancio ci sarà. Quindi, ci  sarà  un
  buco di bilancio.
   Allora, se l'Assessore mi chiarisce questo dubbio, perché - ripeto
  -  ho  la  sensazione  che  ci  sia un'applicazione  eccessivamente
  burocratica tale da metterci il cuore in pace, ma non valutando che
  stiamo  facendo un danno a degli enti che vivono esclusivamente  di
  finanza derivata.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore   per  l'economia.  Io  ringrazio   l'onorevole
  Cracolici  per  avere evidenziato questa cosa che,  in  effetti,  è
  emersa  anche  nel confronto in sede di Commissione   Bilancio .  E
  vorrei  richiamare la relazione che gli Uffici hanno  fatto  e  che
  abbiamo  esaminato  partitamente in sede di  esame  in  Commissione
   Bilancio ,  dove gli Uffici dell'Assemblea, nella  disamina  della
  questione,  soprattutto  nella disamina  degli  effetti  finanziari
  della  pronuncia  della Corte dei conti, in grassetto  sottolineato
  precisano che va ribadito il fatto che  le economie realizzate  sui
  fondi stanziati in bilancio, oggetto del presente Assestamento, non
  possono essere utilizzate se non per il miglioramento dei saldi  di
  finanza pubblica .
   Noi  abbiamo  operato  anche in collaborazione  con  le  strutture
  dell'Assemblea e le strutture dell'Assessorato dell'economia  e  la
  convinzione  che  ne è emersa, condivisa in Commissione   Bilancio
  anche  con l'astensione delle opposizioni, quindi senza un'antitesi
  su  questa  interpretazione, è che tutto  quello  che  emerge  come
  economia  rispetto alla spesa effettuata al momento della pronuncia
  della  Corte,  vada riconsiderata come miglioramento dei  saldi  di
  finanza pubblica.
   È  una scelta sofferta, molto sofferta, è una scelta che pensiamo,
  ieri abbiamo avuto una riunione di Giunta fino quasi a mezzanotte e
  abbiamo  stamattina continuato i lavori di approfondimento  con  le
  strutture   del  bilancio  per  trovare,  in  sede   di   esercizio
  provvisorio,  una soluzione per rispondere a questi bisogni.  Cioè,
  la  soluzione  tecnico amministrativa di bilancio è  una  cosa,  la
  risposta ai bisogni non certamente passa in secondo grado perché la
  soluzione  imposta  dalla  rigidità dell'impianto  della  normativa
  contabile impone, appunto, una soluzione di questo tipo.
   L'ipotesi  che,  però,  prospetteremo  in  modo  compiuto   quando
  presentiamo l'esercizio provvisorio è quello di dare una risposta a
  questi  bisogni,  che  sono  bisogni che appunto  corrispondono  in
  alcuni casi. Addirittura stipendi erogati ai soggetti finanziati  o
  addirittura  interventi connessi ad attività  amministrativa  o  di
  programmazione, pensiamo ai teatri.
   Quindi,  sotto  questo profilo io distinguerei  il  piano  tecnico
  amministrativo  sul quale credo abbiamo raggiunto una  condivisione
  che   è   quella  di  garantire  la  formalità  degli   adempimenti
  amministrativo-contabili,    dall'esigenza    assolutamente     non
  secondaria  né rinviabile di rispondere a questi bisogni attraverso
  una previsione nell'ambito dell'esercizio provvisorio.
   Quindi,  noi  su questo ci stiamo muovendo con questa prospettiva,
  cercando  di  coniugare  il rispetto formale dell'impianto  tecnico
  contabile con l'esigenza di rispondere a bisogni concreti  come  si
  usa  dire   carne  viva  della nostra Sicilia  che  ha  bisogno  di
  risposte concrete per impegni assunti in sede legislativa.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  ha  chiesto   di   intervenire
  l'onorevole  Lupo, prima dell'onorevole Di Paola. Un  attimo  solo,
  credo che sia sullo stesso argomento. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi,   con
  riferimento all'intervento dell'onorevole Cracolici, che condivido,
  ma  anche  con  riferimento alla risposta che ha  dato  l'assessore
  Armao,  pongo  un  tema  che  in parte  ha  già  posto  l'onorevole
  Cracolici  ma  che  merita un'attenzione ancor maggiore  alla  luce
  della risposta dell'Assessore, che l'accantonamento di cui parliamo
  non  è  tecnicamente nell'Assestamento, quindi è improprio  che  il
  Governo  citi  la  relazione  degli  Uffici  dell'Assemblea  perché
  tecnicamente questi risparmi non sono calati nell'Assestamento.
   La  nota  degli  Uffici  dell'Assemblea  regionale  dice  che   va
  ribadito il fatto che l'economia realizzata sui fondi stanziati nel
  bilancio  di previsione oggetto del presente Assestamento .  Questi
  appostamenti non sono oggetto di questo Assestamento.  Ritengo  che
  questi appostamenti che erano stati congelati in un fondo in attesa

   PRESIDENTE. E' così come dice l'onorevole Lupo, cioè non  ci  sono
  proprio.

   LUPO    siano   una   fattispecie  diversa.  Rispetto   a   questa
  fattispecie, credo che è giusto che il Governo si pronunci e che il
  Parlamento  trovi soluzioni perché parliamo di tagli a capitoli  di
  spesa  che,  non vorrei citare uno per uno ma che conosciamo  bene,
  sono  assolutamente  importanti.  Riguardano  stipendi,  riguardano
  sussidi,  indennità, la vita dei teatri e tante  altre  istituzioni
  assolutamente degne di attenzione.
   Quindi,  chiedo al Presidente dell'Assemblea, anche in tal  senso,
  di  volere  precisare qual è l'interpretazione da  dare  alla  nota
  degli Uffici dell'Assemblea. Grazie.

   PRESIDENTE. Onorevole, noi stiamo parlando di una cosa che  non  è
  oggetto di questa legge. Stiamo parlando di un qualcosa che qua non
  c'è  ed  io  cosa  volete  che vi dica? Cioè,  possiamo  ovviamente
  trovare  le  soluzioni che volete, ma non ci  poteva  essere.  Come
  dire,  correttamente  non ci sono  Non è che  non  ci  sono  perché
  qualcuno  non ce li ha messi  Correttamente, cioè non ci potrebbero
  essere  per  cui  non  capisco su che cos'è che  stiamo  discutendo
  perché  materialmente e correttamente il Governo ha  presentato  un
  Assestamento che è quello che è qua e non ci potevano essere questi
  soldi, per cui è ovvio che non ci sono.
   Allora,  per essere chiari, colleghi, in questo momento il Governo
  non  poteva  presentare una cosa diversa rispetto a quella  che  ha
  presentato;  dopodiché  se l'onorevole Lupo, l'onorevole  Cracolici
  dicono  che  il  Parlamento deve potere trovare una  soluzione,  io
  problemi non ne ho; certamente, non mancherà né per noi, né per me,
  né  per  il  Governo,  ma non credo che questa  soluzione  sia  una
  soluzione che possiamo trovare ora sospendendo 10 minuti, questo  è
  fin troppo ovvio.
   Quindi,  la  mia  idea, la mia posizione quella  che  abbiamo  già
  chiarito  anche ieri in Commissione  Bilancio , è comunque  che  si
  vota  questo  Assestamento  perché diverso  da  così  non  potrebbe
  comunque  essere e successivamente sarà nel  provvisorio  piuttosto
  che  in altre cose, andiamo a vedere come trovare le soluzioni;  ma
  il  Governo  non  poteva fare cose diverse e  io  sinceramente  non
  potevo pretendere che il Governo ci inserisse dei quattrini che non
  ci  sono, per cui c'è poco da discutere su questo argomento secondo
  me.  Poi,  l'Aula è sovrana, comunque se l'Aula vuole assolutamente
  che  non si voti questa legge finché non si trova una soluzione  al
  problema  io sono totalmente a vostra disposizione, ma è ovvio  che
  nel  giro  di  una giornata non lo potremo fare; bisognerà,  forse,
  presentare  un'altra  cosa, ritornare in Commissione   Bilancio   e
  vedere poi che cosa fare. Però, in questo momento io non credo  che
  ci  siano tante alternative alla situazione che c'è attualmente  e,
  quindi, a votare questo tipo di Assestamento.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor  Presidente, Governo, colleghi,  cittadini,  io
  voglio  iniziare  il  mio intervento leggendo  un  passaggio  della
  relazione della Corte dei conti:  la Regione non è stata  in  grado
  di  raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa stessa si era
  data  con la legge di stabilità; inoltre, né il DEFR 2018/2020,  né
  il Bilancio di previsione, pur essendo stati approvati ad esercizio
  ampiamente  in corso, né l'Assestamento sono informati al  rispetto
  del  principio  di  continuità degli esercizi finanziari,  per  non
  parlare degli esiti dei giudizi di parifica al punto che  in talune
  fasi l'attività della Regione sembra abbia avuto piuttosto finalità
  elusive , finalità elusive. Oggi, io mi ritrovo un disegno di legge
  che   è   presentato  dal  Vicepresidente  della   Regione   Armao:
  l'Assestamento di bilancio.
   Presidente, io mi aspettavo da parte del Governo, visto  quanto  è
  successo  durante questi anni e visto anche quello che  ha  scritto
  nella  relazione  la Corte dei conti, non mi aspettavo  che  questo
  Assestamento  fosse  stato presentato dallo  stesso  Vicepresidente
  Armao.
   Presidente, io mi aspettavo una reazione d'orgoglio, una  reazione
  a favore dei cittadini siciliani; invece, nuovamente l'Assestamento
  viene  presentato dallo stesso Vicepresidente della Regione,  dallo
  stesso  Assessore  per l'economia, dopo quello che  è  stato  detto
  dalla Corte dei conti, dopo quello che è successo in due anni.
   E,  Presidente, non sono d'accordo sul fatto che questo è  l'unico
  Assestamento  che  poteva essere presentato,  non  sono  d'accordo,
  Presidente,  perché  i tagli che sono stati fatti  all'interno  dei
  capitoli  è  una  responsabilità politica  del  Governo  regionale.
  Perché, Presidente, io da semplice cittadino non sono un tecnico ho
  semplicemente, sono andato a spulciare capitoli differenti rispetto
  ai capitoli che sono inseriti all'interno di questo Assestamento e,
  Presidente,  di  questi  capitoli io avevo  pure  presentato  degli
  emendamenti che lei ha dichiarato inammissibili.
   Presidente, colleghi, andando in Commissione bilancio e spulciando
  all'interno   del   sistema  che  è  presente   all'interno   della
  Commissione  bilancio,  e  mettendo il  riferimento  dei  capitoli,
  escono fuori i residui di quei capitoli e, colleghi, io voglio fare
  alcuni esempi. Il capitolo 10.85.59  utenze ed energie elettriche e
  telecomunicazioni  dell'amministrazione  regionale   ha  ancora  un
  residuo  di  150mila euro che si devono spendere entro 3,4  giorni.
  Oppure ancora il capitolo  Manutenzione ordinaria e riparazione  il
  21.25.12  ha ulteriori 131mila di residui che al momento  non  sono
  stati  toccati,  al  momento  questi  capitoli  non  sono  inseriti
  all'interno   di   questo  assestamento.  All'interno   di   questo
  assestamento  ci sono inseriti altri capitoli, quelli  riferiti  ai
  consorzi  di  bonifica, quelli che fanno riferimento  alle  vittime
  della violenza di genere, quelli che fanno riferimento alle vittime
  per  estorsioni. Signor Presidente ci sono ulteriori capitoli, come
  ad  esempio  il  10.03.06 di 43mila euro,  Manifestazioni  anche  a
  carattere   solidaristico  e  relative  pubblicazioni,  spese   per
  ospitalità . Per non parlare di tutti i capitoli che riguardano  le
  spese degli assessori, dei viaggi degli assessori.
   Ebbene,  Presidente, se noi mettiamo tutti insieme questi capitoli
  che  non  sono  stati inseriti all'interno di questo  assestamento,
  facciamo  un  bel  gruzzolo che poteva essere  utilizzato  per  non
  tagliare  altri  capitoli. Quindi, quello che  c'è  all'interno  di
  questo disegno di legge è una presa di posizione politica di questo
  Governo regionale e, colleghi, sapete la Corte dei Conti ci ha pure
  bacchettato  per  quanto riguarda la gestione  degli  immobili.  Ne
  parliamo  oramai  da tanto tempo, il famoso censimento  milionario,
  gli  immobili  e  i subaffitti e gli affitti di cui questo  Governo
  regionale  non  ha nessuna contezza e, in questi due  anni,  non  è
  stato fatto nulla e lo certifica la Corte dei Conti.
   Ebbene,  nonostante tutto ciò, nonostante noi stiamo completamente
  dilaniando  il  futuro  dei giovani siciliani,  ed  il  futuro  dei
  siciliani,  questo  disegno  di legge che  riguarda  l'assestamento
  viene  nuovamente  presentato dallo stesso assessore  all'economia,
  dallo  stesso vicepresidente, e noi siamo qui a discutere di questo
  disegno  di  legge  quando, a mio modo di  vedere,  ognuno  di  noi
  dovrebbe ribellarsi a questo tipo di scelta.
   E  non  mi  si venga a dire che è un documento tecnico, perché  di
  tecnico  questo  documento  non ha  nulla,  ci  sono  delle  scelte
  politiche  ben  precise  e  ben  delineate.  Colleghi,  il  Governo
  nazionale  è  venuto  in  aiuto  alla  Regione  siciliana  con   lo
  spalmamento nei 10 anni, però questo non può essere una  soluzione,
  Presidente.  Questa  non  può essere una  soluzione,  la  soluzione
  l'abbiamo detta più volte è quella delle riforme, ma in questi  due
  anni di riforme non ne abbiamo viste, di riforme proposte da questo
  Governo non ce ne sono state. E, ripeto, non so cosa deve succedere
  oltre  a  quello che già ci ha detto la Corte dei Conti ed oltre  a
  quello che è stato fatto in questi due anni per vedere, ripeto,  la
  firma  da parte del Vicepresidente della Regione di questo  disegno
  di legge.
   Signor   Presidente,   il  Presidente   Musumeci   ha   di   fatto
  commissariato l'assessore all'Economia, a mio modo di vedere questa
  Aula  deve  avere un sussulto, deve far capire che i siciliani  non
  possono  essere presi in giro perché, Presidente, alcuni  assessori
  di  questo  Governo  regionale  facevano  parte  di  altri  Governi
  regionali  del passato e, quindi, se c'è un disavanzo,  se  c'è  un
  debito, chiamiamolo disavanzo, i siciliani non fanno differenza tra
  disavanzo  o debito, sono soldi che vengono a mancare ai  siciliani
  e, soprattutto, ai giovani siciliani.
   Dunque,  signor  Presidente, se all'interno di questo  Governo  ci
  sono  assessori  che hanno contribuito a questo disavanzo,  e  dopo
  quello  che  dice pure la Corte dei Conti, questi assessori  devono
  avere la dignità di dimettersi.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, quello che  è
  venuto  fuori  dalla Corte dei Conti, questo nuovo  disavanzo  dopo
  quello  dell'anno  scorso, diciamo è vero  può  essere  ascritto  a
  quello   che  è  successo  nel  passato,  soprattutto  al   mancato
  accertamento  forse che è stato fatto negli anni passati  e  tutti,
  giornali  ma  soprattutto le dichiarazioni da parte del  Governo  e
  degli assessori, sono andati verso questa direzione.
   Ovviamente,  anche  esclusivamente parlando  di  questo  tema,  ma
  bypassando  anche tutto il resto, perché la relazione  della  Corte
  dei  Conti, che non è piccolina, perché parliamo praticamente quasi
  di centoventi pagine, non parla solo del disavanzo assessore, e lei
  lo sa benissimo. Disavanzo che, comunque sia, ha avuto questo ok da
  parte  di  Roma  per essere spalmato in dieci anni  e,  quindi,  un
  grande aiuto per evitare il default.
   Ma  nella  relazione della Corte dei Conti si  parla  anche  della
  gestione   dell'amministrazione  regionale  e  dei  suoi  strumenti
  finanziari,   parla  della  chiara  inconsistenza   della   manovra
  finanziaria, perché parliamo del 2018. Dice come la Regione  non  è
  stata in grado di raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa
  stessa  si  era data. E sulla parola obiettivi, cari assessori,  ci
  vorrei ritornare, perché sarà una parolina abbastanza importante.
   Come  ha  detto il collega, anche Di Paola, si parla dell'attività
  della  Regione che sembra abbia avuto finalità elusive  per  quanto
  riguarda sempre la gestione dei bilanci. La parifica che è avvenuta
  con  aggiustamenti  contabili a consuntivo, ovvero  a  debito.  Poi
  parla  di  come,  appunto, viene gestito come  questa   i  fenomeni
  sintomatici  di una notevole resistenza al passaggio  dalla  logica
  emergenziale  alla logica anticipatoria, perché  questa  Regione  è
  caratterizzata  sempre  dall'emergenza  costante  su   tutto,   sui
  rifiuti,  sui  precari, su qualunque cosa. E non  riusciamo  mai  a
  programmare,  perché  programmare vuol  dire  fare  le  riforme,  e
  riforme, come hanno detto più volte e come abbiamo detto più volte,
  ancora non ce ne sono.
   Ma  la  Corte  usa  parole anche abbastanza pesanti  perché  dice:
   Queste sezioni riunite devono ancora una volta stigmatizzare  tale
  modus  operandi  della Regione che sottrae, sistematicamente,  alla
  gestione  del bilancio una quota rilevante degli accantonamenti  di
  legge  generando un'impropria espansione della capacità di  spesa .
  Quindi,  questo  non è frutto del passato. Stiamo  parlando  sempre
  dell'esercizio del bilancio del 2018.
   Sulla riscossione il dato si palesa in notevole contrasto rispetto
  ai   due   esercizi  precedenti.  Sul  Fondo  crediti,  di   dubbia
  esigibilità, parla che il criterio di svalutazione è stato affidato
  alla  discrezionalità dell'amministrazione: nessun  dato  certo   E
  questo non c'entra niente col disavanzo.
   Il  Fondo contenziosi poi, secondo me, è il top del top perché  la
  Regione siciliana non si è fornita, non si è dotata, di un'apposita
  banca dati, di un sistema di analisi e stima delle controversie.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   Ciò  non  ha  consentito  il reperimento di  informazioni  per  la
  quantificazione  del rischio. Cioè, nell'era  in  cui  noi  con  il
  cellulare riusciamo a fare di tutto, non riusciamo ad avere un data-
  base  dove sappiamo quanti contenziosi ci sono in essere e  quanti,
  ovviamente,  sono  a  rischio soccombenza al cento  per  cento,  al
  cinquanta per cento, al venti per cento.
   Sul Patrimonio e sul Conto economico, anche lì, la Corte dei Conti
  bastona,  ma  non  parla  ovviamente  del  disavanzo,  parla  della
  gestione. Resta gravemente irrisolto il problema della ricognizione
  straordinaria del Patrimonio, e delle conseguenze di determinazione
  del suo corretto valore. Non sappiamo, ad oggi, a quanto ammonta il
  nostro  valore del nostro patrimonio. Tale attività risulta  ancora
  in itinere.
   Poi  parla  della  SPI, ovviamente, ma questo sappiamo  che  è  un
  problema  abbastanza  vecchio.  Poi parliamo  anche  dell'andamento
  della   spesa.   Una   bassissima,  bassissima,  propensione   agli
  investimenti  in  netto  contrasto con la strategia  enunciata  dal
  Governo  regionale in sede di DEFR. Quindi quando noi  facciamo  il
  DEFR facciamo il libro dei sogni, non dicendo la verità sullo stato
  economico   e   soprattutto  sull'efficienza   dell'amministrazione
  regionale,  perché  anche  quello  fa  economia,  anche  quello  fa
  recuperare  soldi,  anche quello porta sviluppo:  l'efficientamento
  della Pubblica Amministrazione.
   Poi,  sulla  legislazione di spese e su  mezzi  di  copertura  qua
  praticamente c'è l'apoteosi, perché dice  rinvio generico a risorse
  già   in   essere   attraverso   le  riduzioni   delle   precedenti
  autorizzazioni di spesa , questo è quello che si fa  sempre.  E  la
  definisce come  deprecabile e reiterata metodologia, che si associa
  ad  una  diffusa  lacunosità o in molti casi alla  totale  mancanza
  della  relazione tecnica che determina una carenza di trasparenza .
  Perché  quelle che arrivano, assessore, e lei lo sa benissimo,  non
  sono  relazioni tecniche spesso, sono relazioni descrittive.  Cioè,
  praticamente, è come avere la poesia e accanto la spiegazione della
  poesia.  Va  bene, mi può dare la mano, ma a me serve  tecnicamente
  capire  cosa si sta andando a fare. E quindi si parla della mancata
  indicazione  delle precipue forme di copertura.  La  copertura  con
  rinvio  generico  alla riduzione di stanziamenti  e  la  ricorrente
  carenza delle relazioni tecniche, questi i temi più particolari.
   Poi  c'è  la spesa del personale. La spesa del personale,  intanto
  bacchetto sempre il discorso dei dirigenti di terza fascia, che  io
  vorrei ricordare che questo Parlamento o questo Governo voleva fare
  una  specie  di sanatoria, un colpo di mano all'ultimo  minuto  per
  evitare  i  concorsi,  per  fortuna  questo  è  rientrato,  veniamo
  bacchettati  sempre nello stesso modo. Abbiamo al 31 dicembre  2018
  quattordicimila e 85 dipendenti, che non sono pochi  e,  nonostante
  non sono pochi, noi riusciamo ad essere sempre in ritardo su tutto.
   E  poi parla del prossimo contratto da stipulare con la dirigenza.
  E  la Corte dei Conti dice che dovrebbe costituire l'occasione  per
  accertare  i  profili  connessi  al  rendimento  ed  al  merito,  e
  corredando  gli  aspetti retributivi ad una  corretta  pesatura  di
  incarichi  e responsabilità. Vi vorrei ricordare che qualche  tempo
  fa,  proprio  in  questa  Assemblea, si  parlava  di  come  non  si
  riuscivano  a  trovare dirigenti disposti ad andare all'Assessorato
  Energia  e  Rifiuti, e come soluzione proprio io,  insieme  al  mio
  Gruppo,  avevamo detto, certo, se date l'indennità di carica  e  di
  posizione tutte uguali, e tutti poi riescono ad ottenere anche  gli
  obiettivi,  quegli  obiettivi famosi che cita la  Corte  dei  Conti
  all'inizio  della propria relazione, è ovvio che lì non  andrà  mai
  nessuno.
   Invece, se si vanno a diversificare i compensi, aumentandoli  dove
  ci  sono  più  rischi, è ovvio che si fa una cosa normalissima  che
  avviene  nel  resto delle Regioni. Ma chissà perché  da  noi  tutti
  prendono  lo  stesso  stipendio, le  stesse  indennità  accessorie,
  quindi  è ovvio che uno si va a mettere in un posto meno rischioso,
  non andrà mai in un Assessorato che è abbastanza complicato.
   Ed anche lì si parla delle performance, che è l'altra cosa legata,
  diciamo, ai dirigenti e al personale. E dice la Corte dei Conti che
   il  ciclo  delle  performance  del  2018  ha  presentato  anomalie
  parzialmente  analoghe a quelle del 2017 , per dire c'è  continuità
  amministrativa  anche  nell'inefficienza.  Perché  c'è   il   grave
  ritardo,  perché tale documento è stato applicato,  le  performance
  del  2018,  ovviamente, quando le applichi? Quando le vari?  Il  29
  novembre 2018, cioè a fine d'anno, quando tutti ormai hanno, sono a
  fine lavori, diciamo così, quando invece gli obiettivi li devi dare
  prima,   all'inizio  dell'anno  per  poi  farli   raggiungere.   La
  frammentazione  tra le pluralità degli uffici, l'inadeguatezza  del
  sistema  di  misurazione  e valutazione  delle  performance,  e  la
  mancanza  di  un idoneo sistema informativo. Cioè, non  abbiamo  un
  vero  e  proprio  strumento  che  ci  dice  ogni  dipendente,  ogni
  dirigente,  cosa  fa,  cosa  ha  ottenuto,  quanto  tempo   lavora,
  eccetera, eccetera.
   Ma  questa cosa, ovviamente, non la dice solo la Corte dei  Conti,
  ma  anche  l'organismo indipendente di valutazione che ha osservato
  spesso  la  mancanza degli indicatori di misurazione, che risultano
  imprecisi o non idonei.
   Ora,  alla fine, tutto quello che ho citato, non c'è una lira  qua
  dentro,  non  c'è la parola disavanzo, non c'entra  niente  con  il
  riaccertamento  che, ovviamente, è una cosa che andava  fatta  bene
  negli anni giusti e spalmati in trent'anni, e questo è un problema,
  perché  ci  avrebbe aiutato molto dal punto di vista economico,  ma
  dal   punto   di   vista  delle  riforme,  dal   punto   di   vista
  dell'efficienza ad oggi non è stato dato un segnale  di  cambio  di
  rotta  da  parte  di questo Governo che, oltre al disavanzo  vorrei
  ricordare che ha anche un debito enorme, di cui il 66,3%  sono  dei
  mutui  accesi  e  il  32,1% è anticipazione di  liquidità,  quindi,
  stiamo  parlando  di  cifre incredibili  tant'è  che  il  tasso  di
  interesse  pagato  ogni  anno  è  di  234  milioni  che  non   sono
  bruscolini
   Ora  tutti parlano che il problema sono stati i Governi precedenti
  che  hanno  creato  questa cosa, ce li siamo ritrovati,  benissimo,
  però  se quelli - come diceva anche il collega - che c'erano  prima
  oggi diventano Governo, e se soprattutto quei dirigenti che c'erano
  prima, noi ce li ritroviamo rinominati sempre in posizioni apicali,
  vuol  dire che forse noi vogliamo quella continuità di mala  gestio
  che  ha  fatto sì di rilegare la Regione siciliana sempre  tra  gli
  ultimi posti.
   Poi,  dal  punto  di vista politico tutti ripetono,  tutti  se  la
  prendono  con  quelli  passati,  ma  nel  momento  che  c'è   stata
  l'opportunità di chiedere, tra virgolette, non dico a tutti,  ma  a
  qualcuno  sicuramente in modo meritato, il risarcimento  danni  per
  quello  che  hanno  combinato qua dentro  in  quest'Aula  tagliando
  seriamente i vitalizi, purtroppo questo non è avvenuto, non era una
  questione  di  privilegi, di cose, era una questione  veramente  di
  recuperare un po' di danno che hanno fatto a tutti i siciliani,  ma
  questo non avviene, speriamo in un cambio di rotta ma, con tutta la
  buona volontà e con tutta l'apertura del Governo nazionale, io  non
  vedo  miglioramenti seri da parte di questa Regione, e  soprattutto
  interventi seri da parte di questo Governo.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo   della
  Regione,  ecco  oggi  finalmente lo possiamo  dire  che  siamo  sul
  disastro  economico  e finanziario di questa Regione,  ci  tengo  a
  sottolinearlo e, per carità, anche con amarezza e tristezza  perché
  ad  oggi ho sentito frasi del tipo  ma io non c'entro niente, ma io
  che  ne  so,  ma  io sono all'opposizione , ebbene, credo  che  sia
  intanto importante e giusto dire che dagli anni novanta ad  oggi  i
  responsabili  sono tutti coloro che erano presenti  in  quest'Aula,
  maggioranza  e  opposizione, perché anche le opposizioni  che  sono
  state in silenzio, che non sono intervenute, o per incompetenza,  o
  per  mancanza  di  conoscenza, o per coprire delle  situazioni  per
  convenienze politiche o personali, sono responsabili.
   Anche  lei,  Presidente Musumeci, io non ricordo  suoi  interventi
  passati riguardo a questo disastro finanziario preannunciato  della
  Regione e, a maggior ragione, lei ha scelto di attorniarsi  con  la
  sua  squadra  di Governo di persone che facevano parte dei  Governi
  precedenti,  lo  hanno fatto notare anche i miei  colleghi,  ma  io
  penso  che  sia anche importante ricordarlo: lei, assessore  Armao,
  era  assessore dell'allora Presidente Lombardo, l'assessore Lagalla
  credo  che  era  assessore  alla Sanità del  Presidente  Cuffaro  e
  ancora,  l'assessore  Turano assessore  agli  Enti  locali  dell'ex
  Presidente Leanza, tutti qua, poi fa male leggere appunto chi se ne
  lava le mani e chi si discolpa.
   Non  mi  resta,  io  purtroppo sono giovane, non  ho  memoria  per
  ricordare  tutti  i  vari cambi di casacca che  ci  sono  stati  e,
  quindi,  per  ricostruire nell'esattezza tutti  i  fatti  che  sono
  avvenuti  e non mi resta anche a me che leggere la relazione  della
  Corte  dei Conti che poi è diventata anche il titolo della  Sicilia
  del  13  dicembre  il disavanzo accertato è di 2 miliardi di  euro,
  per  i  giudici  la  Regione non è stata in  grado  di  raggiungere
  nemmeno  gli  obiettivi minimi che essa stessa si era data  con  la
  legge di Stabilità .
   Ebbene,  ora  è  intervenuto il Governo Conte. Non ha  salvato  la
  Sicilia;  ci  ha dato un compito: ci sono 90 giorni  di  tempo  per
  trovare  l'accordo con lo Stato e dare una concreta  programmazione
  della  volontà  di  sanare  questo bilancio.  Quindi,  non  si  sta
  chiedendo   alla   Regione   di  fare  tagli   orizzontali,   senza
  ragionamenti politici.
   Mi preme sottolineare quello che ho letto nei documenti.
   Somme  destinate  ai  Consorzi  di bonifica  per  la  proroga  dei
  contratti di lavoro: meno 923.000 euro.
   Spese  per  la  prevenzione di interventi per il  controllo  degli
  incendi boschivi: meno 650.000 euro.
   Contributi alle associazioni antiracket riconosciute: meno 321.000
  euro.
   Contributo  per  il  sostegno alla formazione degli  orfani  delle
  vittime di mafia: meno 69.000 euro.
   Contributo  ai  comuni  che  attivano  procedure  di  riequilibrio
  economico-finaziario: meno 2.000.000 di euro.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Contributi ai Consorzi universitari: meno 290.000 euro.
   Spese   per  la  redazione  del  piano  generale  per  la   tutela
  dell'ambiente, del piano di risanamento delle acque e il censimento
  dei corpi idrici: meno 50.000 euro.
   Spese  per  il funzionamento degli Uffici periferici  del  demanio
  marittimo regionale: meno 133.000 euro.
   E  potrei  continuare. Sono stati tolti fondi anche per i  parchi,
  per  il monitoraggio meteo-idrico-pluviometrico. E in totale  altri
  500.000 euro sempre per la prevenzione degli incendi boschivi.
   Ecco, leggendo tutti questi dati arriviamo a 5 milioni e 500  mila
  euro.  Guarda  caso  sono l'ultima somma che ha permesso  a  questo
  Governo  di  puntare sui cavalli. Ecco, mi direte che  non  c'entra
  nulla. Però sono scelte politiche che ritornano, che fanno male  ai
  Siciliani,   che   ancora  una  volta  si  vedono  tagliati   senza
  ragionamenti  i servizi essenziali e poi, dall'altra parta,  vedono
  che si può ancora spendere e spandere molti soldi.
   Ebbene  noi adesso chiediamo che in questi 90 giorni il Presidente
  faccia  di  tutto per non fare fallire quest'Isola, per  non  farla
  affondare.  Faccia di tutto per fare quelle famose riforme  che  ha
  tanto  decantato in campagna elettorale, perché se  non  è  capace,
  Presidente, si dimetta e lasci il timone a qualcun altro. Grazie.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI. Grazie signor Presidente. Considerata l'importanza  dei
  temi  che stiamo trattando, che comunque avranno un riverbero sugli
  esercizi  successivi, su cui, evidentemente, un approccio  più  che
  istituzionale sarebbe in questo momento assolutamente auspicabile -
  come,  peraltro,  io  credo  che si sia  svolto  ieri  in  sede  di
  Commissione bilancio - io penso che le problematiche poste poc'anzi
  dall'onorevole Cracolici, e ribadite dal Presidente Lupo, meritino,
  Presidente Miccichè, una risposta.
   Abbiamo  ascoltato l'assessore; ma 27 milioni, o quello che  sarà,
  non  possono essere spariti nel nulla; quindi o ci sono, o  non  ci
  sono.
   Noi  vorremmo capire alla luce di quale, come dire, valutazione
  Io  ho  motivo  di  fidarmi  degli Uffici dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  che non pongono in essere atti normativi, semplicemente
  interpretano, con elevato profilo professionale, quelle che sono le
  norme dell'ordinamento giuridico regionale e nazionale. Per cui  mi
  viene  il dubbio che c'entri molto l'articolo 10 della legge 1/2019
  che,   in   qualche  modo,  poneva  delle  condizioni   perché   si
  realizzassero  le  condizioni poi previste dal comma  2  di  quella
  stessa norma.
   Tutto ciò che è esattamente previsto nel comma 1 dell'articolo  10
  della  legge  22  febbraio 2019, n. 1, parlavamo  della  diluizione
  trentennale,  ecco per specificarla meglio, non  si  è  verificato,
  esattamente, in questo modo, per cui, al comma 2, noi  ci  troviamo
  con  una norma che recita testualmente:  A seguito dell'entrata  in
  vigore  dell'autorizzazione di legge, di cui al comma  1 ,  quindi,
  dando  per  scontato  che  questo  possa,  poteva  accadere,   sono
  ripristinate le autorizzazioni di spesa di cui al medesimo allegato
  2. .
   Ed  in  questo senso, noi, piuttosto che produrre oggi, al  di  là
  dell'inammissibilità  che  ha deciso  il  Presidente,  anche  sugli
  emendamenti   di   carattere  ordinamentale  o   normativo,   siamo
  intervenuti,  come  Gruppo  parlamentare del  Partito  democratico,
  esattamente,  sul  comma  2,  riferito,  ovviamente,  al  comma  1,
  dell'articolo 10, della legge n. 1 del 2019.
   Mi  rivolgo  ora al Presidente dell'Assemblea regionale  siciliana
  che,  ovviamente,  ha la responsabilità degli  Uffici,  poiché  gli
  Uffici  non  si saranno certamente inventati questo e,  quindi,  io
  condivido, l'ho espresso con grande chiarezza, ieri, in Commissione
  bilancio,  perché tutto ciò che è accaduto in queste settimane,  le
  posizioni   dubbiose  prima  che  venisse  posto   in   essere   il
  provvedimento del Consiglio dei Ministri alla diluizione  decennale
  e,  successivamente, la posizione netta, a garanzia dei conti della
  Regione  degli  Uffici  della Regione, per cui,  l'ho  ribadito  io
  stesso,   ieri,   in   Commissione  bilancio   che   le   economie,
  eventualmente,  realizzate  sui fondi  stanziati  nel  bilancio  di
  previsione  2019-2021,  oggetto  dell'assestamento  di  cui  stiamo
  trattando,  non  possono  che essere utilizzate  per  migliorare  e
  rafforzare i saldi di finanza pubblica.
   Noi,  abbiamo bisogno, signor Presidente, il Parlamento credo  che
  abbia  bisogno di capire, se questi 27 milioni ci sono, se ci  sono
  che  fine  hanno  fatto  e se ci sono, evidentemente,  occorre  che
  l'assestamento di bilancio ne tenga conto e, quindi,  tecnicamente,
  bisogna che il Governo, assessore, trovi una soluzione.
   Chi  ha posto il problema, pertanto, penso che abbia la necessità,
  ecco  lo  dico in questo modo, di dare precise puntualizzazioni  al
  Parlamento e, se è necessario, al Governo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha   facoltà.  E   poi,   l'ultimo   intervento
  dell'onorevole Sunseri.

   DE  LUCA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo.  Signor
  Presidente,  io  vorrei, anche per non ripetere gli interventi  già
  effettuati,  porre la mia attenzione, innanzitutto sul procedimento
  seguito.
   Ho  sentito,  più  volte, ripetere in questi  giorni,  così  anche
  quest'oggi  in  Aula,  che, oggi, si discute  di  un  provvedimento
  tecnico.  E, per questo motivo, già in Commissione bilancio,  si  è
  tolta  la  possibilità  ai  colleghi, a tutti  noi,  di  presentare
  emendamenti. Ed anche in questa fase che ci ha portato all'Aula,  è
  stato,    particolarmente,   contingentato   il   tempo   per    la
  presentazione, quando già si era capito, aprioristicamente,  quando
  ancora  non si conosceva il contenuto degli emendamenti,  che  essi
  sarebbero  stati  dichiarati inammissibili.  Quando  ancora  questo
  contenuto non si conosceva. Tant'è che si è cercato, anche, di fare
  un  passaggio in Commissione, in Capigruppo, dove cercare  di  dare
  una  legittimazione politica, da parte dell'Aula, a questa  volontà
  del Governo di non accettare emendamenti, probabilmente, perché  si
  temeva  che  da  parte  di  tutta l'Aula  scendesse  una  valle  di
  emendamenti che paralizzasse l'attività.
   Al netto, ora, di questo modo di procedere, col quale mi trovo,  e
  desideravo  manifestarlo,  in  totale  disaccordo:  visti  tutti  i
  rilievi  fatti dalla Corte dei Conti e che non sto qui a  ripetere;
  considerato  che  la Corte dei Conti, in maniera  chiara  e  netta,
  evidenzia che questo Governo non ha, comunque, fatto ciò che doveva
  fare;  considerato che il Presidente Musumeci, pochi  mesi  fa,  ha
  rinnovato e ribadito, in questa sede, la sua fiducia nell'assessore
  Armao;  considerato che il Movimento 5 Stelle  ha  giocato  la  sua
  parte,   interloquendo  ed  interagendo,  in  appoggio   anche   al
  Presidente  Musumeci che, correttamente, ha scritto  al  Presidente
  Conte che il Movimento Cinque Stelle da questo punto di vista si  è
  reso  disponibile  e responsabile per evitare quello  che  però  il
  procedimento  di fallimento a cui questo Governo ha contribuito,  e
  lo dice la Corte dei Conti, non io.
   Ora  mi chiedo: nel momento in cui il Governo nazionale concede  a
  questo  Governo  di  spalmare il disavanzo in dieci  anni,  abbiamo
  intenzione di procedere su questa strada con le stesse forze che ci
  hanno  portato  in  questo stato oppure no? Il Presidente  Musumeci
  conferma la sua fiducia nell'assessore Armao nonostante quello  che
  ha  scritto  la  Corte  dei Conti oppure no? Io  credo  che  questo
  dovrebbe essere oggi detto in quest'Aula, e vorremmo capire se  c'è
  l'intenzione di intraprendere un procedimento virtuoso  oppure  no,
  perché   con   gli  stessi  attori  io  non  capisco  come   questo
  procedimento  di ristrutturazione dei conti pubblici della  Regione
  siciliana sia possibile.
   Grazie.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. E poi do la risposta sia all'onorevole
  Gucciardi che agli altri intervenuti.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Presidente
  Musumeci io me l'aspettavo una breve relazione oggi da parte sua  a
  questa   Assemblea,  perché  quello  che  è  successo   nell'ultima
  settimana è stata una cosa molto importante, perché altrimenti oggi
  l'assestamento  che abbiamo davanti non sarebbe  stato  lo  stesso.
  Sarebbe  stato  un assestamento lacrime e sangue,  se  lo  possiamo
  definire   in   questo  modo,  con  tantissimi  tagli   anche   che
  riguardavano i comuni, la parte viva di questa Regione. E quindi mi
  sono  permesso  di  intervenire all'ultimo perché  pensavo  che  in
  qualche  modo lei venisse in Assemblea a relazionare  su  quanto  è
  successo. E invece, magari mi smentirà, ovviamente, successivamente
  con  il prossimo intervento, lei sta avendo lo stesso atteggiamento
  che  abbiamo  stigmatizzato. L'atteggiamento di chi si  presenta  a
  Roma dando le responsabilità ai Governi precedenti, l'atteggiamento
  di  chi  si  ripresenta  senza avere un minimo  di  credibilità  al
  tavolo.
   Perché  io  ho fatto un ragionamento dopo la sentenza della  Corte
  dei  Conti.  Ho  detto:  se  fossi stato al  posto  del  Presidente
  Musumeci, come obiettivamente bisogna affrontare il problema?
   Sicuramente   non   c'erano   altre   vie   o   altre    soluzioni
  nell'immediato, se non quello di spalmare il disavanzo nei prossimi
  dieci  anni,  altrimenti  saremmo  falliti,  questa  è  discussione
  inutile anche semplicemente da riproporre.
   Però,  veda onorevole Presidente della Regione, se si vuole essere
  credibile  ad  un tavolo, e in quel caso credibili alla  Presidenza
  del Consiglio dei Ministri e ad un Consiglio dei Ministri in cui si
  discute  della Sicilia, io mi sarei presentato in maniera  diversa.
  Mi  sarei presentato con la voglia da parte di un Governo regionale
  di  presentare una serie di riforme atte a superare quel  disavanzo
  che ormai è deficitario, strutturale, di questa Regione.
   Da  quando  lei  è Presidente ad oggi, nessuna norma  che  lei  ha
  presentato a questa Assemblea riduce in alcun modo il disavanzo  di
  questa  Regione.  Nessuna  riforma  mette  in  atto  quel  processo
  necessario per rompere quel deficit, quel disavanzo che continua ad
  essere presente in ogni sentenza della Corte dei Conti.
   Certo,  non le nascondo che dopo aver sentito la lezione da  parte
  del  Ministro  Provenzano che era capo di gabinetto  dell'assessore
  Bianchi  nel  Governo  Crocetta, un po'  anche  a  me  le  orecchie
  stonavano.   Però   questo  non  vuol  dire  assolutamente   nulla,
  Presidente Musumeci.
   Io  mi  aspettavo  da  parte  sua un atto  concreto,  che  lei  si
  presentasse  davanti al Consiglio dei Ministri con un pacchetto  di
  riforme, e questo adesso lo dovrà fare perché nella norma questo  è
  stato richiesto.
   Dal  Consiglio  dei  Ministri è uscita una  norma,  la  cosiddetta
   salva  Sicilia ,  in cui si specifica che entro 90  giorni  questo
  Governo,  in  concordato con il Governo centrale, dovrà  presentare
  delle  riforme,  o  un  pacchetto di riforme, che  possano  portare
  questa  Regione  a  uscire  da quello  che  è  un  disavanzo  ormai
  strutturale che questa Regione produce ogni anno.
   E  uno di questo potrebbe essere, così come le dicevo poco fa  nel
  consolidato  l'accorpamento  di  enti,  la  soppressione  di   enti
  inutili,  di  partecipate che non funzionano,  che  non  hanno  più
  utilità.
   Allora, Presidente, io mi auguro che lei mi smentirà subito  dopo,
  ma  lo  farà sicuramente per il bene di questa Sicilia,  perché  se
  questa  Regione continuerà ad essere gestita nello stesso  modo  in
  cui  è  stata  gestita finora, il prossimo anno ci  ritroveremo  un
  nuovo  disavanzo. E io le dico con estrema sincerità quello che  ho
  detto  anche  al  Presidente Conte. Io non sono sicuro  che  questa
  norma   non   sia   incostituzionale.  E   lo   dico   con   grande
  preoccupazione, perché già più volte la Corte Costituzionale  si  è
  pronunciata su questa vicenda.
   E,  allora, se fossi al suo posto comincerei a mettermi al riparo,
  perché  bisogna  trovare una soluzione per uscire fuori  da  questo
  disavanzo  strutturale di questa Regione. E servono  delle  riforme
  anche  impopolari,  però  se  non  avviamo  questa  strada  noi  ci
  ritroveremo  il  prossimo  anno nuovamente  a  dover  gestire,  con
  un'ottica  emergenziale  - così come più  volte  evidenziato  dalla
  Corte  dei  Conti  -  piuttosto con un'ottica  programmatica,  cioè
  cominciare a vedere la gestione di questa Regione - che, purtroppo,
  per  troppi anni da tutte le parti politiche per fortuna, ad  oggi,
  escluso  il  Movimento Cinque Stelle che non  ha  governato  questa
  Regione  -  è  stata  amministrata. Anche  perché,  concedere  alle
  opposizioni  la possibilità di dover dire  adesso la responsabilità
  è vostra' sicuramente non è piacevole.
   Però, c'è una mancanza anche da parte del suo Governo che è quella
  di  dover  avviare,  necessariamente,  delle  riforme  che  possano
  stravolgere l'assetto di questa Regione. Perché se non  usciamo  da
  questa logica, purtroppo, il prossimo anno mi rivedrà nuovamente da
  questo  scranno - e sono certo non le farà piacere, non fa  piacere
  neanche  a me - riascoltare le stesse identiche parole. Quello  che
  le  chiediamo  -  e quello che poi, tra l'altro,  lei  dovrà  fare,
  perché  nella norma è anche stato specificato - presenti  a  questa
  Assemblea, a queste Commissioni di questo Parlamento, delle  azioni
  serie,  concrete, che possano fare uscire questa  Regione  da  quel
  deficit  strutturale che viene ogni anno trovato  dalla  Corte  dei
  Conti, e che ci permetterà di avere una gestione sana e concreta di
  questa Regione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi non  ci  sono  più  iscrizioni  a
  parlare. Parlate in dichiarazioni di voto tra un poco. L'intervento
  dell'onorevole  Gucciardi ha, di fatto, chiarito il  problema  qual
  era.  E,  cioè,  il fatto che non si sia verificata  la  condizione
  della spalmatura trentennale che era prevista.
   Per  cui, vi dico molto sinceramente per chiudere l'argomento,  se
  il  Governo  avesse  presentato un assestamento  con  dentro  i  27
  milioni  a  cui faceva riferimento l'onorevole Cracolici, l'avremmo
  considerato  inammissibile noi. Non ci sono  quei  27  milioni.  Ci
  sarebbero  stati  nell'eventualità di una  spalmatura  trentennale.
  Siccome quella condizione non si è verificata - se volete vi  posso
  anche  dare  i  dati, ma non so se vale la pena  -  erano  previsti
  importi,  trasferimenti  per 655.710,  si  è  verificata  per  soli
  114.407, 27 sono rimasti proprio fuori. Non è che il Governo non li
  ha voluti considerare, non ci sono proprio.
   Quello  che  ha  fatto il Governo è quello che si  poteva  fare  e
  quello  che  si  doveva fare, altrimenti avremmo  considerato  noi,
  questa  proposta  di legge sull'assestamento, non  proponibile.  Vi
  prego,  io  ho  lasciato  che  tutti, ovviamente,  esprimessero  le
  proprie  idee  in modo che ci fosse una tranquillità  da  parte  di
  tutti,  ma vi garantisco che non c'è più da fare domande al Governo
  o  ad  altri, perché la situazione questa è e questa può  rimanere,
  non potrebbe cambiare.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cafeo ha chiesto congedo  per
  la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 672/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si passa all'articolo  1.  Ne  do
  lettura:

    Possiamo passare alla votazione.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                                Art. l.
          Residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto
                               generale

       l.   I  dati  presunti  dei  residui  attivi  e  passivi
     riportati rispettivamente nello stato di previsione  delle
     entrate   e  delle  spese  del  bilancio  per  l'esercizio
     finanziario  2019,  sono rideterminati  in  conformità  ai
     corrispondenti  dati definitivi risultanti dal  rendiconto
     generale  per l'esercizio finanziario 2018 rispettivamente
     in  euro 4.481.714.484,82 ed in euro 3.524.549.763,77.  Le
     differenze  tra l'ammontare dei residui del  rendiconto  e
     l'ammontare dei residui presunti riportato nello stato  di
     previsione del bilancio per l'esercizio finanziario  2019,
     sono rappresentate nell'allegato l alla presente legge.

     Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto: chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                                Art. 2.
         Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario
                                 2019

       1.   Il   Fondo   di   cassa  all'inizio  dell'esercizio
     finanziario 2019 è determinato in euro 314.291.938,09.

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
              Saldo finanziario dell'esercizio precedente

       l.  Il  saldo  finanziario del Rendiconto  generale  per
     l'esercizio   finanziario  2018   risulta   positivo   per
     complessivi  euro 357.341.383,68. Tale saldo  finanziario,
     composto  dal  risultato di amministrazione  negativo  dei
     fondi  regionali  pari  ad  euro  6.105.931.614,06  e  dal
     risultato  di  amministrazione  positivo  dei  fondi   non
     regionali  pari ad euro 6.463.272.997,74, è rideterminato,
     per  effetto  dei  vincoli e degli accantonamenti  di  cui
     agli articoli 5 e 6, quale saldo finanziario negativo,  in
     complessivi euro 7.313.398.073,97.

   Non  ci  sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                                Art. 4.
               Disavanzo finanziario al 31 dicembre 2018

   l.  Il  saldo finanziario negativo di euro 7.313.398.073,97 al  31
  dicembre 2018 è composto dalle seguenti quote:

   a)  euro 1.338.315.181,92 relativo al residuo al 31 dicembre  2018
  del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla delibera di Giunta n.
  229 del 14 settembre 2015;

   b)  euro 4.761.245.284,17 relativo al residuo al 31 dicembre  2018
  del   disavanzo  derivante  dal  riaccertamento  straordinario  dei
  residui;

   c)  euro  187.218.858,42  relativo al  disavanzo  derivante  dalla
  gestione dell'esercizio 2017;

   d)  euro  1.026.618.749,46 relativo al disavanzo  derivante  dalla
  gestione dell'esercizio 2018.

   2. A parziale modifica del piano di rientro di cui all'articolo  l
  della  legge  regionale  30  settembre 2015,  n.  21  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, il saldo finanziario negativo  di  euro
  7.313.398.073,97, di cui al comma 1, è ripianato come segue:

   a) per euro 1.338.315.181,92:

   a1)  in  16  quote  costanti  di euro  57.131.972,20  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2019 relative al residuo al 31  dicembre
  2018  del  disavanzo dell'esercizio 2014 di cui  alla  delibera  di
  Giunta n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai sensi del comma
  886 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145;

   a2)  in  10  quote  costanti  di euro  42.420.362,67  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2019 relative alle quote non  recuperate
  al  31 dicembre 2018 del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui  alla
  delibera  di  Giunta n. 229 del 14 settembre 2015 da  ripianare  ai
  sensi  del  decreto legislativo recante norme di  attuazione  dello
  Statuto   speciale   della   Regione  siciliana   in   materia   di
  armonizzazione  dei sistemi contabili, dei conti giudiziali  e  dei
  controlli approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre 2019;

   b) per euro 4.761.245.284,17:

   b1)  in  26  quote  costanti  di euro 164.180.871,87  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2019 relative al residuo al 31  dicembre
  2018  del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario  dei
  residui  da  ripianare  ai sensi dell'articolo  3,  comma  16,  del
  decreto  legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive  modifiche
  ed integrazioni;

   b2)  in  10  quote  costanti  di euro  49.254.261,56  a  decorrere
  dall'esercizio finanziario 2019 relative alle quote non  recuperate
  al  31  dicembre  2018 del disavanzo derivante  dal  riaccertamento
  straordinario  dei  residui  da  ripianare  ai  sensi  del  decreto
  legislativo  recante  norme di attuazione  dello  Statuto  speciale
  della  Regione siciliana in materia di armonizzazione  dei  sistemi
  contabili,  dei  conti  giudiziali e dei  controlli  approvato  dal
  Consiglio dei Ministri il 23 dicembre 2019;

   c)   per  euro  187.218.858,42  in  30  quote  costanti  di   euro
  6.240.628,61  a decorrere dall'esercizio finanziario 2019  relative
  al  disavanzo  derivante  dalla  gestione  dell'esercizio  2017  da
  ripianare  ai  sensi del comma 874 dell'articolo 1 della  legge  30
  dicembre 2018, n. 145;

   d)  per  euro  1.026.618.749,46  in  10  quote  costanti  di  euro
  102.661.874,95   a  decorrere  dall'esercizio  2019   relative   al
  disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018 da ripianare
  ai  sensi del decreto legislativo recante norme di attuazione dello
  Statuto   speciale   della   Regione  siciliana   in   materia   di
  armonizzazione  dei sistemi contabili, dei conti giudiziali  e  dei
  controlli  approvato  dal  Consiglio dei Ministri  il  23  dicembre
  2019».

   Comunico  che  all'articolo  4 è stato presentato  un  emendamento
  tecnico,  che  di fatto sostituisce il decreto legislativo  con  la
  delibera del Presidente della Repubblica, e che quindi è ovvio  che
  debba essere approvato.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                                Art. 5.
                            Quote vincolate

   1.  L'importo  complessivo delle quote vincolate del risultato  di
  amministrazione    è    definitivamente   determinato    in    euro
  4.198.984.676,04,   di  cui  euro  3.623.154.256,58   riferiti   ai
  trasferimenti  extraregionali,  euro  299.473.482,85  relativi   ai
  vincoli   derivanti  da  leggi  e  dai  principi  contabili,   euro
  20.500.542,78 ai vincoli per rischi connessi ai contratti  derivati
  ed euro 255.856.393,83 relativi ad altri vincoli.

   Comunico che all'articolo 5 non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
         Quote accantonate e quote destinate agli investimenti

   1.  L'importo complessivo delle quote accantonate del risultato di
  amministrazione    è    definitivamente   determinato    in    euro
  3.447.106.231,96,  di  cui  euro  2.438.598.061,20  relativi   alle
  anticipazioni di liquidità ex decreto legge 8 aprile 2013, n. 35  e
  successive modifiche ed integrazioni, euro 121.897.644,42 per fondo
  crediti  dubbia esigibilità determinato sull'ammontare dei  residui
  attivi  definitivi al 31 dicembre 2018 dei fondi  regionali  e  dei
  fondi   extra-regionali,  euro  520.966.376,29  per  accantonamento
  residui  perenti  al 31 dicembre 2018 dei fondi   regionali  e  dei
  fondi   extra-regionali,  euro  201.223.228,10  per  fondo   rischi
  contenzioso  ed  euro  4.778.010,26 per fondo passività  potenziali
  relative   a   perdite   da   società  partecipate,   nonché   euro
  159.642.911,69 per altri accantonamenti.

   2.  L'importo complessivo delle quote vincolate agli investimenti,
  definitivamente determinato in euro 24.648.549,65  è  destinato  al
  cofinanziamento  dei  Programmi  comunitari  e  di  altri  Progetti
  nazionali e comunitari, nonché per il finanziamento di progetti  di
  carattere infrastrutturale, ambientale e/o indirizzati alla ricerca
  di  acque  dolci  nei  limiti  delle  somme  di  cui  al  comma  2,
  dell'articolo 5 della legge regionale 5 dicembre 2016, n.  24,  non
  impegnate nell'esercizio 2018.

   Comunico che all'articolo 6 non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                                Art. 7.
            Giudizio di parificazione della Corte dei Conti

   Per   effetto  delle  risultanze  del  giudizio  di  parificazione
  espresso,  a  norma dell'articolo 40 del testo unico approvato  con
  Regio  decreto 12 luglio 1934, n. 1214, dalle sezioni riunite della
  Corte  dei  Conti per la Regione siciliana sul Rendiconto  generale
  della  Regione  per  l'esercizio finanziario 2018,  la  complessiva
  somma  di euro 255.856.393,83, di cui all' articolo 5, al  fine  di
  una  rappresentazione qualitativamente più adeguata, è da includere
  nella  parte accantonata del risultato di amministrazione, in luogo
  della parte vincolata.

   Comunico che all'articolo 7 non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                                Art. 8.
            Stato di previsione dell'entrata e della spesa

   1. Nello stato di previsione della spesa per il triennio 2019-2021
  sono  introdotte  le  variazioni di cui  all'annessa  tabella   A ,
  comprensive  delle  variazioni discendenti dall'applicazione  delle
  disposizioni della presente legge.

   Comunico che all'articolo 8 non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                                Art. 9.
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  I  commi  1, 2 e 2bis dell'articolo 8 della legge regionale  9
  maggio 2017, n. 8 sono abrogati.

   2.  Il  limite di impegno autorizzato dall'articolo 18,  comma  l,
  della  legge  regionale 17 maggio 2016, n. 8 è  differito  all'anno
  2020.

   3.  Le  autorizzazioni  di  spesa  per  l'esercizio  2019  di  cui
  all'allegata  Tabella   B  sono ridotte per gli  importi  a  fianco
  indicati.

   Comunico che all'articolo 9 non sono stati presentati emendamenti.
   Pongo  in  votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                                Art. 10.
                       Allegati all'assestamento

   l. Sono approvati i seguenti allegati:

   a) Nota integrativa all'assestamento, ivi compresi i prospetti del
  disavanzo di cui al D.M. 4 agosto 2016 (allegato 2);

   b)  prospetto dimostrativo aggiornato dell'equilibrio di  bilancio
  per   ciascuno  degli  anni  considerati  nel  bilancio   triennale
  (allegato 3).

   Comunico   che   all'articolo  10  non   sono   stati   presentati
  emendamenti.
   Pongo  in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                                Art. 11.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
  quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.

   Comunico che è stato presentato il solito emendamento dell'entrata
  in vigore della legge.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che l'unico emendamento di cui ho parlato già con  alcuni
  Capigruppo è quello relativo agli Asu che avete ricevuto.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 11, nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   A  questo  punto, onorevoli colleghi, se prendete  posto,  votiamo
  tutta la legge.
   Hanno  chiesto  di  parlare per dichiarazione di voto  l'onorevole
  Dipasquale per primo, l'onorevole Tamajo, Cracolici. Fate tutti  lo
  stesso Gruppo? Votate tutti in maniera diversa? Va bene.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  assessori, colleghi parlamentari, il nostro sarà un voto contrario,
  ed  è  un  voto contrario per tante delle cose che qui  sono  state
  dette e che sono state dette non solo da noi.
   Ci apprestiamo a lasciare una Sicilia senza risposte e, purtroppo,
  questa  Sicilia senza risposte, questa Sicilia che non  va  bene  e
  questo Governo che non va bene, non è che lo diciamo solamente  noi
  i  cattivi  parlamentari di opposizione, ma lo dicono i sondaggisti
  nonostante il passo in avanti - lei non c'era l'altra volta - io le
  ho  fatto  i complimenti per il passo in avanti al penultimo  posto
  però sempre penultimo posto è, e purtroppo anche la Corte dei Conti
  certifica  quelle  che  sono le incapacità  di  Governo  di  questa
  compagine  di Governo, e la certifica con parole dure, pesanti.  La
  certifica  e  si  certifica anche il disavanzo prodotto  da  questo
  Governo per un miliardo e ventisei milioni di euro.
   La  verità è che la dobbiamo smettere tutti. Oggi ho sentito tutto
  ed  il  contrario  di  tutto. Mi è sembrato fuori  luogo  anche  il
  riferimento  di un collega che condivide la maggioranza  con  me  a
  Roma, attaccare il ministro Provenzano solamente perché svolgeva un
  ruolo  tecnico  con  l'allora assessore.  Proprio  questa  io  l'ho
  considerata  fuori luogo, la considero fuori luogo  per  tutta  una
  serie di motivi, sia nel merito ed anche nella forma.
   Così  come ritengo che le responsabilità, e l'ho detto più  volte,
  di  questo grandissimo fallimento politico che si trova la  Sicilia
  ad  affrontare  per i danni economici che tutti noi  conosciamo,  è
  dovuta  a  chi  ha governato, è dovuta a chi ha fatto  opposizione,
  compreso  il  Movimento  Cinque Stelle che è stato  all'opposizione
  negli ultimi sette anni. Cioè, quindi, nessuno è escluso da questo.
  Nessuno  è  escluso perché purtroppo coloro che hanno governato,  e
  forse  anche  noi  che abbiamo e chi ha fatto opposizione,  che  si
  passi   la  mano  sulla  coscienza  chi  ha  prodotto  e   chi   ha
  responsabilità.
   Detto  questo, mi permetto di dire, signor Presidente, non è  vero
  che  Roma  non ha interesse verso la Sicilia. Io ho letto  una  sua
  dichiarazione tempo fa  Musumeci non si fa illusioni. Lo Stato  non
  c'è.  Io  a  Roma  ci vado spesso, ma non è lì che si  risolvono  i
  problemi .  Forse  è  stato quando è andato da Salvini,  perché  ha
  fatto  confusione,  parlava forse dei porti,  parlava  forse  della
  questione dei porti, del campo profughi. Roma è un'altra cosa. Roma
  è  quella  che le ha dato la possibilità, le hanno fatto  fare  una
  brutta figura su questo, che le ha dato la possibilità e grazie  al
  Partito Democratico, ed io ringrazio Provenzano che è stato uno  di
  quelli  che  si è impegnato per questo, ed a Boccia ed a  tutto  il
  Governo..

   MUSUMECI,  presidente della Regione. Perché i  Cinque  Stelle  non
  c'erano?

   DIPASQUALE. Non si innervosisca, signor Presidente, la  prego,  ma
  la  supplico.  Non  si  deve innervosire.  Siamo  dopo  Natale,  si
  avvicina l'anno nuovo.
   Quindi, caro Presidente, purtroppo il Governo nazionale c'è,  l'ha
  dimostrato, noi ci siamo facciamo la nostra parte, la verità  quale
  è?  Ed è la grande preoccupazione che tutti noi abbiamo che lei non
  è  in  grado di svolgere il ruolo di Presidente che possa  fare  le
  grandi  riforme in Sicilia, un uomo che non riesce a costruire  con
  la  sua  maggioranza, un uomo che non riesce  a  costruire  con  le
  opposizioni,  che  invece di costruire ponti ogni  giorno  rompe  e
  distrugge  un ponte, ma può un uomo di questo costruire l'iter,  la
  possibilità, ecco di far fare le riforme al Parlamento? No, lei non
  c'è l'ha questa capacità.
   Lei  lo  ha  dimostrato, e lo ha dimostrato  in  questi  due  anni
  distruggendo  giorno  dopo  giorno  quelle  che  sono  le  sono  le
  possibili  alleanze, le possibili condivisioni, lei  su  questo  ha
  fallito e ha fallito pienamente, e la preoccupazione proprio nostra
  è  questa,  cioè che per queste riforme che servono e  che  possono
  mettere  in  condizione la Sicilia di riprendersi e di  dare  delle
  risposte, serve un Presidente che sia autorevole, ma autorevole non
  nella forza, un Presidente che non vada a girare i territori con la
  manina  solo  con  i deputati del suo partito, un Governo  che  non
  ascolta  solamente  i  deputati  del  suo  partito,  non  serve  un
  Presidente che guardi solamente agli amici, serve un Presidente che
  riesca a fare sintesi e che riesca a fare sintesi.

   PRESIDENTE.  Ha  chiesto  di  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà

   TAMAJO.  Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, Presidente
  mi  fa  piacere  che  oggi lei è qui presente  in  Aula,  e  vorrei
  sottolineare  l'atteggiamento responsabile da parte  di  quest'Aula
  che oggi ha esitato, anzi già due, ma siamo in corso di esitare  il
  terzo  provvedimento, tre provvedimenti direi importanti. E non  lo
  ha  fatto  perché vuole creare una stampella, vuole creare,  o  c'è
  stato  un accordo, ma lo sta facendo perché vuole bene alla Sicilia
  e  ai  siciliani  e capisce bene questa Aula quanto sia  importante
  oggi votare questi provvedimenti.
   Anche  il Governo nazionale devo dire nei scorsi giorni ha  votato
  un provvedimento importante senza guardare il colore politico della
  Sicilia,   e  non  l'ha  votato  soltanto  il  Partito  democratico
  onorevole  Dipasquale, ma in quel tavolo c'era presente il  Partito
  democratico,  il  Movimento 5 Stelle e Italia Viva,  che  ha  fatto
  anche  un emendamento a quel decreto, a quel tipo di provvedimento,
  questo lo voglio anche sottolineare.
   Ora  qui  ogni qualvolta ci sono stati interventi, io ho ascoltato
  con  grande  attenzione,  i colleghi devo  dire  si  è  parlato  di
  irresponsabilità,   di   addossare   responsabilità   al    Governo
  precedente, chi al Governo ancora precedente, chi al Governo di  20
  anni fa, di 30 anni fa ecco...

                Presidente del Vicepresidente DI MAURO

   Io  non  voglio addossare la responsabilità a nessuno,  qui  siamo
  tutti   responsabili  di  quel  che  è  successo,  e  tutti   siamo
  responsabili  oggi  nel trovare una soluzione affinché  la  Sicilia
  esca dal guado.
   Non  parlo di responsabilità, non parlo di immobilismo, non  parlo
  di  riforme,  non  parlo delle riforme mancate, parlo  soltanto  di
  interventi da attuare nell'immediato, interventi da attuare per  il
  bene  della Sicilia e dei siciliani, non voglio affrontare  nemmeno
  il tema della Corte dei Conti, di un giudizio di parifica che, devo
  dire,  è stato molto severo nei confronti della Sicilia, di  questo
  Governo,  dell'Aula  e  della politica in generale  che  deve  fare
  riflettere  tutti  noi  verso  un  nuovo  modo  di  fare  politica,
  Presidente,  e  soprattutto verso un cambiamento,  e  attuando  una
  inversione  di tendenza che deve essere netta e chiara se  vogliamo
  risollevarci   da  questo  momento,  come  dire,   drammatico   per
  l'economia e per le finanze di questa Regione.
   Io  chiudo dicendo che il mio voto sarà un voto di astensione,  il
  mio  voto sarà un voto di astensione perché, e qui voglio fare  una
  domanda  all'assessore  Armao. Assessore  Armao  io  ho  verificato
  alcuni capitoli: mancano 465 mila euro forse per i PIP, mi può dare
  conferma?  Mancano  delle  risorse per  quanto  riguarda  gli  Asu,
  mancano   delle  risorse  per  quanto  riguarda  i   soggetti   che
  percepiscono  il reddito minimo, mancano delle risorse  per  quanto
  riguarda  i  consorzi di ricerca, mancano delle risorse per  quanto
  riguarda  i teatri, parliamo di circa due milioni di euro  che  non
  fanno  chiudere i bilanci ai teatri, mi riferisco al Teatro Massimo
  di  Palermo, al Teatro Bellini di Catania, mancano forse le risorse
  per  quanto  riguarda  il  trasporto pubblico  locale,  mancano  le
  risorse  per quanto riguarda, onorevole Cordaro, le riserve  ed  il
  personale dipendente delle riserve.
   Allora  assessore Armao, è giusto in questo momento  storico  fare
  chiarezza  e  capire qual è la strategia del Governo  in  merito  a
  queste  problematiche e come le vuole risolvere. Intanto io  faccio
  una  dichiarazione  di voto, che il mio voto è di  astensione,  nel
  frattempo  gradirei da lei, assessore, capire qual è  la  strategia
  del  Governo in merito a questi temi che sono temi importanti e che
  devono fare stare tranquilli la Sicilia, i siciliani, i teatri,  la
  cultura, i dipendenti e tutta una serie di comparti.

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Tra  il
  dire  ed  il fare ci sta di mezzo il mare. E' facile dare colpe  ad
  altri  e  non,  invece, dare la possibilità ad un Governo  che  sta
  lavorando.
   Presidente, non se la prenda con coloro che non conoscono i fatti.
  I  Governi  precedenti hanno fatto di tutto e di più e, quindi,  ci
  sono  questi  ulteriori tre anni Presidente, ci sono tre  anni  per
  approvare  quelle riforme che diceva il collega Sunzeri,  che  sono
  importanti per cambiare, finalmente, le sorti di questa Isola.
   Questo  Governo, il mio voto è favorevole lo anticipo, ad oggi  ho
  seguito  bene quali sono state le direttive, e sta lavorando  bene,
  con  che  cosa  doveva  lavorare con un  arnese  che  non  ha?  Sta
  lavorando affinché possa portare a compimento le malefatte fatte da
  altri, oggi il Governo sta affrontando un problema che la Corte dei
  Conti   ha  dato  un  indirizzo  su  come  comportarsi,  norme   di
  comportamento della spesa pubblica.
   Ecco,  quando il Governo intraprende un percorso del genere,  caro
  collega Dipasquale, e lo sta riprendendo, perché poco fa si parlava
  delle  società partecipate, si parlava di bilancio consolidato,  ha
  detto  bene  l'assessore prima, anche quando c'era  al  Governo  il
  centrosinistra, non avete mai parlato, non abbiamo mai parlato,  di
  consolidato. Oggi 48 enti su 154, l'ha ribadito il collega Sunzeri,
  sono salvi e si salveranno, ma si salveranno solo ed esclusivamente
  se  diamo  dei  soldini  affinché possano portare  a  compimento  i
  progetti  degli enti, ma se noi non gli facciamo fare  niente,  non
  hanno nessun bilancio da presentare.
   Quindi, Presidente, il mio voto è favorevole, continui per  questa
  strada  perché  è  la strada giusta che ci porterà  veramente  alle
  riforme  che in questi tre anni voterete anche voi. Io ci  credo  e
  sono qui per questo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori.  Io
  rapidamente,  credo  che  il Presidente Miccichè  nel  riferire  la
  questione   dell'assestamento,  se  ci   sono   o   non   ci   sono
  nell'assestamento i 27 milioni, in qualche modo ha finito per  fare
  chiarezza su una questione.
   Quindi, possiamo arrivare ad una conclusione, assessore Armao, che
  i  27 milioni non ci sono mai stati per la semplice ragione che non
  si  è verificato quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 10 della
  legge  finanziaria scorsa, ovvero la spalmatura  in  trent'anni  di
  quel  buco che era già conosciuto in parte in ragione di  quanto  è
  avvenuto  nel  2017,  con effetto sul 2019. E quella  norma,  però,
  assessore, lei l'ha proposta. Perché lei qui è venuto a raccontarci
  che  c'era una trattativa con lo Stato, addirittura scrivendola nel
  testo,  in  cui c'era una prospettiva di spalmare in trent'anni  un
  debito, un deficit che non solo non si è spalmato in trent'anni, ma
  che  abbiamo  dovuto  avere persino l'ulteriore disavanzo  prodotto
  dalla  gestione 2018 per arrivare ad un provvedimento del Consiglio
  dei Ministri, di qualche ora fa, che ha consentito di spalmarlo  in
  dieci anni.
   Perché faccio riferimento a questo? Perché quando la gattina fa  i
  gattini  ciechi,  questo è uno degli esempi. Noi avevamo  detto  al
  Governo  ed  al Presidente Musumeci: attenzione a fare  l'Esercizio
  provvisorio  per un solo mese. Ne avete fatto un fatto di  bandiera
  politica che se facendo l'Esercizio provvisorio in un solo mese, vi
  siete imposti di fare la Legge finanziaria a febbraio. Risultato, a
  febbraio  abbiamo scritto una norma, che speravamo si  verificasse,
  che è diventata una norma capestro. Per cui noi abbiamo, da un lato
  previsto una spesa, dall'altro l'abbiamo accantonata nelle more che
  si verificasse una cosa che non si è verificata.
   Però,  caro  Presidente, la domanda che mi faccio - e lo  dico  in
  punta  di piedi, non perché io sia uno che cerca responsabilità,  a
  me ste storie sulla responsabilità io l'unica cosa che penso su cui
  bisogna esercitare la responsabilità è il codice penale, se  uno  è
  ladro deve andare in galera, punto
   Altre  cose,  tutte  ste storielle, non mi appassionano,  però  le
  pongo  un  problema - ma sulla base di quale disposizione normativa
  la  Giunta ha fatto una delibera che ha spalmato, dei 141  milioni,
  114  milioni a quegli enti che erano già contenuti nel bilancio  di
  previsione,  visto  che la norma prevedeva che si  potevano  queste
  risorse   liberare   solo  a  condizione  che   si   fosse   creata
  l'opportunità della spalmatura in trent'anni.
   Quindi, da un lato voi avete agito senza una norma di riferimento,
  utilizzando  114, cento non so quanti sono, milioni  per  darli  ad
  alcuni o a tutti, o in parte ad alcuni o in parte a tutti, ma senza
  una  norma  con  qualche responsabilità. Dall'altro lato,  con  una
  norma  così scritta per responsabilità dell'assessore Armao, perché
  in  politica - ecco, la responsabilità politica sì  Io non sono per
  richiamarci ad altre ma la responsabilità politica sì   Cioè,  aver
  fatto  quella  legge di bilancio e quella legge  finanziaria  sulla
  base  di ipotesi che si sono poi concretamente realizzate come neve
  al sole, cioè si sono sciolte come  balle di sapone  - perché erano
   balle di sapone  -lei ha generato un buco politico, questo sì, per
  cui  da  un lato ha promesso 145 milioni, dall'altro lato a 114  li
  abbiamo  in qualche modo soddisfatti, ma abbiamo creato un  disagio
  amministrativo, e non è solo un disagio, ad alcuni enti, sulla base
  di un suo capriccio. Perché questa norma è un suo capriccio
   Bastava scrivere, mi permetto di dire, qualora si fosse realizzata
  la  spalmatura del deficit né in trent'anni, né in tre anni, né  in
  dieci anni, ma semplicemente col buon senso di chi fa le leggi  non
  avendo,  come dire, non costruendo sull'acqua la verità,  noi  oggi
  quell'argomento  che  ha usato Micciché non reggeva,  perché  si  è
  verificato  invece l'effetto che stiamo spalmando il  disavanzo  in
  dieci anni.
   Quindi,  questa responsabilità sui 27 milioni ce l'ha  lei  e,  mi
  dispiace  dirlo,  la  Giunta. Ecco perché io,  convintamente,  voto
  contro  questo  Assestamento, perché avete fatto un danno  inutile,
  non  c'era  alcuna  ragione per farlo,  lo  avete  fatto  solo  per
  presunzione  su  cui  avete costruito tutta  questa  narrazione  di
  efficienza che si è verificata poi, alla prova dei fatti, come  una
  bolla di sapone.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Annuncio,  signor
  Presidente, il voto favorevole del Gruppo parlamentare  UDC,  e  lo
  dico,   certamente,  con  la  responsabilità  di  sapere  che   noi
  sosteniamo  l'azione  del nostro Governo  e  verrebbe  facile  oggi
  puntare, storcere il naso, di fronte alle affermazioni che qui sono
  state  fatte  da chi, probabilmente, soltanto qualche anno  fa  era
  seduto a quei banchi e forse avrebbe avuto anche il dovere di  dare
  seguito  agli  obblighi che il decreto 118,  già  dalla  sua  prima
  applicazione, avrebbe determinato.
   Forse,  oggi,  ci  troveremmo in condizioni  meno  precarie,  meno
  difficili,  dove sicuramente, se questa chiarezza sui  conti  fosse
  stata fatta con qualche anno di anticipo potevamo respirare e  fare
  respirare un pochino di più anche tante categorie che purtroppo con
  queste  norme  che  stiamo  approvando al  momento  non  hanno  una
  risposta,  ma  su  cui noi ci siamo impegnati Presidente,  lei  per
  primo,  e devo dire con quel senso di responsabilità che ha trovato
  la  corretta interlocuzione nel Governo nazionale. Perché è  chiaro
  che  il Governo nazionale ha accettato di spalmare questo disavanzo
  in  dieci anni, perché, comunque, ha riconosciuto a questo  Governo
  un'azione  virtuosa, una capacità di risanare i conti, di riformare
  questa  Terra,  di  approntare quelle riforme che dovranno  appunto
  traghettare  la nostra Isola verso traguardi che sono  di  maggiore
  affermazione    e    garanzia   dei   diritti    delle    categorie
  imprenditoriali, come delle famiglie, come di tutti i cittadini che
  qui in Sicilia devono poter vivere nella serenità e nel lavoro.
   Allora,  ecco perché dico, ci sarebbe da storcere il naso,  invece
  Presidente, apprezziamo la sua sobrietà, la sobrietà con cui questo
  Governo ha sempre risposto dando certezze ai cittadini. La certezza
  innanzitutto  del proprio impegno a non tradire le  aspettative  di
  quanti  hanno  dato  fiducia  al suo  Governo,  alla  sua  persona,
  Presidente, ed alle persone che lei ha scelto al suo fianco, perché
  la  collaborino in questo difficilissimo compito di risanare questa
  Terra  che  speriamo -  lei lo ha scelto come  slogan  per  il  suo
  Movimento  -  ma  noi  lo  auspichiamo  per  tutti  noi,  diventerà
  bellissima.
   Allora,  cari colleghi, io credo e mi viene difficile non  capire,
  cioè, il riuscire a capire fino in fondo il perché di atteggiamenti
  di ostilità nei confronti di questi documenti.
   Il  voto contrario, perché il voto contrario? Mi sembra incoerente
  rispetto   anche  ad  una  linea  politica  indicata  dal   Governo
  nazionale,  dove, appunto, a governare in questo  momento  sono  il
  Movimento   Cinque  Stelle  ed  il  Partito  Democratico.   Partito
  Democratico e Cinque Stelle che hanno accolto le istanze del nostro
  Governo,  hanno  accettato ed hanno concordato di  spalmare  questo
  disavanzo in dieci anni. Non riesco a cogliere, che cos'è? Un  atto
  di  sfida, un atto di.., non lo so. Sì, posso capire di sfiducia da
  parte  vostra,  siete un'altra parte politica, ma la responsabilità
  comune, da questa responsabilità comune non ci assolve nessuno. Non
  è  la  politica che ci assolve, sono i cittadini che ci  richiamano
  invece all'obbligo, al dovere morale di essere responsabili  ed  io
  sono  convinta,  signor Presidente, che questo Governo,  anche  nei
  prossimi  documenti  contabili  che  appronteremo  e  voteremo,  mi
  riferisco  all'esercizio provvisorio, l'abbiamo  vissuta  tutti  la
  stagione  dei  collegati, tutto quello che  è  avvenuto,  l'abbiamo
  vissuto anche noi, siamo, tra virgolette, un po' frustrati per  non
  aver  potuto  fare delle scelte che potessero avere delle  ricadute
  favorevoli, positive nei nostri territori ma è, come dire, un  atto
  di  doveroso obbligo determinarci in un certo modo ed  è  a  questo
  senso  di responsabilità che io richiamo i colleghi perché  non  si
  capirebbe  come mai da Roma, partiti che accolgono le  istanze  del
  Governo  Musumeci,  a Palermo, cioè in Sicilia,  bocciano  ciò  che
  Musumeci  ha  concordato: è incoerente, mi  permetto  di  dirlo,  e
  davvero difficile da comprendere.
   Concludo,  Presidente, ribadendo la nostra fiducia all'operato  di
  questo  Governo e anche nella prossima legge di stabilità  e  nella
  Finanziaria  con  conti trasparenti e finalmente senza  giochi  che
  sono e rimangono oscuri, potremmo dare quelle risposte e rilanciare
  anche  tutte  quelle iniziative di riforma che  questo  Governo  ha
  annunciato e che certamente faremo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il voto di
  questa  sera  offre  diversi  spaccati,  c'è  chi  approfitta   per
  strumentalizzare anche il momento particolare che da  un  punto  di
  vista economico vive la Regione siciliana e lo si può anche capire,
  sarebbe   più   comprensibile   se   chi   strumentalizza    questi
  atteggiamenti  fosse un nuovo eletto, un giovane  che  si  avvicina
  alla  politica; mi viene difficile comprendere questo atteggiamento
  in  quei  colleghi che hanno già maturato esperienza di mandato  in
  quest'Aula.
   Semmai  io  sposterei l'attenzione su un passaggio che ho  trovato
  nuovo,  interessante,  onesto e leale, noi stavamo  analizzando  il
  collegato  alla  Finanziaria, il Presidente  Musumeci  con  estrema
  onestà  intellettuale -  e penso che questo è  l'aspetto  che  vada
  premiato  e  condiviso - dice  Cari colleghi non ci  sono  i  fondi
  disponibili per organizzare i collegati alla finanziaria  e davanti
  a  questa  onestà intellettuale, che in politica capita  raramente,
  bisognerebbe condividere ragionamenti moderati così come  ha  fatto
  qualche  collega che aggancia a questo atteggiamento  una  proposta
  politica  e  dice   io  mi  astengo,  però  condivido  che  c'è  un
  problema , non posso dimenticare quello che è stato il passato,  il
  passato  accomuna tutti, ma la vera rivoluzione è questa,  superare
  il  passato  con  un  atteggiamento  positivo,  onesto,  leale  nei
  confronti  dei siciliani dicendo a tutti  Oggi la nostra situazione
  è  questa , c'è chi l'accetta ma sicuramente le famiglie che a casa
  sentono  queste parole devono dire siamo davanti ad una rivoluzione
  anche  culturale e politica perché per tanti anni si  è  omessa  la
  verità,  si  sono  trovati stratagemmi per  portare  avanti  alcune
  finanziarie, alcuni bilanci, esercizi provvisori.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Bene,  ma  il Governo di questa Regione si è manifestato  in  modo
  serio, pianificando e stabilizzando il precariato in Sicilia, e  di
  questo  nessuno  ne  parla,  il  Governo  di  questa  Sicilia   sta
  pianificando  e  ha  fatto  alcune  riforme,  vedi  la  pesca,  sta
  affrontando  i  consorzi di bonifica, come riforma,  la  Sanità  ha
  fatto  un  balzo  avanti  qualificando alcuni  settori,  di  questo
  nessuno ne parla
   Si  parla sempre di cose che non vanno bene; a me fa sorridere  il
  fatto quando qualche collega dice  Caro Presidente Musumeci lei  si
  deve  dimettere , ecco questa e non me ne voglia il collega,  è  un
  livello  consiliare  che  abbiamo superato in  altri  atteggiamenti
  maturati nella nostra vita.
   Qui  la  responsabilità è di tutti, politicamente si possono  fare
  delle scelte: non votare, astenersi, votare. Noi lo votiamo, perché
  siamo  convinti  che  la  svolta culturale passa  anche  attraverso
  l'onestà intellettuale. E questa nuova politica deve essere  onesta
  e leale nei confronti della Sicilia. Grazie signor Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Lantieri.  Ne  ha
  facoltà.  Poi, se non ci sono altre iscrizioni, chiudiamo  con  gli
  onorevoli Foti e Schillaci.

   LANTIERI.   Grazie  signor  Presidente,  grazie  Governo,   grazie
  colleghi.   Dichiaro  il  voto  favorevole  da  parte  del   gruppo
  parlamentare, però volevo chiedere un impegno da parte del Governo.
  Io  avevo presentato solamente un emendamento che era a favore  dei
  lavoratori del reddito minimo, lavoratori che sono stati  integrati
  con  una  sentenza del Giudice. Perciò volevo chiedere  al  Governo
  l'impegno che nella sessione di bilancio si possano mettere  queste
  somme per far sì che questi lavoratori vengano pagati, l'impegno da
  parte  dell'assessore al ramo, l'assessore Scavone,  che  le  somme
  vengano  messe  in  bilancio, in modo che questi  lavoratori,  dopo
  diversi mesi, possano percepire lo stipendio.
   Grazie e buon lavoro.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Lantieri.  E'  iscritta  a  parlare
  l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie, Presidente. Signori assessori e onorevoli colleghi,
  in  certi  momenti è importante anche sapere di che  morte  morire,
  perché  oggi  siamo qua ad approvare qualcosa che di certo  non  fa
  piacere a nessuno. Perché quando si taglia, quando si riduce su  un
  bilancio già così pieno di rattoppi c'è poco da festeggiare.
   Però, vorrei non vedere più questa scena, perché io mi ricordo che
  delle   operazioni  verità  sul bilancio - che, arrivati  a  questo
  punto,  tanto  verità  non  erano - sono  state  fatte,  sia  nella
  precedente  legislatura che in questa, dove abbiamo apprezzato  dai
  titoli  dei  giornali  e  dalle  relazioni  variamente  presentate,
  auspicabili  cambi di marcia. Un cambio di marcia  dove  la  realtà
  veniva fotografata in maniera reale: evidentemente qualcuno non  ha
  fatto bene i conti, né bene i compiti.
   Però la cosa che mi risulta urticante e odiosa è sentire da questo
  scranno delle dichiarazioni da parte di chi aveva, addirittura  con
  dei   cartelloni  6  x  3,  fatto  pubblicità:  bilancio  regionale
  risanato; conti pubblici in ordine, con un bollo fatto da parte  di
  un partito che siede in questo Parlamento.
   Io  direi  che ogni tanto sarebbe bene tacere, almeno per  evitare
  che  quelli  come  me  salgano sullo scranno:  non  ne  sentivo  il
  bisogno, ma ne ho sentito il bisogno in questo momento.
   La  Sicilia  viene spesso dipinta dai media come un far  west,  un
  luogo  dove si spende e si spande davvero con crudeltà.  Certo,  in
  parte  qualcuno  ha ragione, perché qua dentro c'è  gente  che  con
  tabelle  H e tabelline H ha costruito una carriera politica,  e  di
  questo mi sento parte totalmente estranea.
   Ma  di  quei  patti scellerati che hanno ulteriormente  calpestato
  quello  che, invece, è il nostro vero faro - che non è una bandiera
  di  partito, ma è la Sicilia - il nostro Statuto, sono gli  accordi
  sugli articoli 35, 36, 37, quelli che hanno a che fare con i soldi,
  questi sono stati utilizzati come zerbino e merce di scambio  sulle
  spalle altrui, sulle spalle dei Siciliani.
   A  me  non piace vedere che i miei cittadini, i Siciliani, debbano
  patire  erogazione di minori servizi, debbano stringere la cinghia,
  debbano soffrire per le colpe di una classe dirigente politica  che
  negli  anni ha attraversato questi ultimi decenni, ha fatto le  sue
  passerelle,  però non è andata a richiedere quello  che  si  doveva
  richiedere.
   Ora  sono contenta che con questa operazione last-minute sia stato
  concesso  alla Sicilia di spalmare - si utilizza questo termine  un
  po' culinario: spalmare, addolcire la pillola. Ma non dimentichiamo
  che significa tagliare col machete risorse che spettavano ai nostri
  siciliani e, quindi, non è una vittoria su cui facilmente  lanciare
  un  cappello.  Diciamo  che è un'operazione  salvavita:  quando  in
  emergenza  ti  arriva  una persona che sta  per  morire,  operi  in
  emergenza  per  salvare la vita, ma, poi, devi  procedere  a  delle
  azioni  che  ne consentano una vita dignitosa, il ripristino  delle
  funzioni vitali.
   E,  quindi,  la  scommessa sarà nei prossimi mesi e  nei  prossimi
  anni, in maniera responsabile, per lasciarci un campo da gioco  che
  ci  rivedrà di nuovo avversari, ognuno per la propria parte, ma che
  non lasci cadaveri in mezzo al campo, perché, oggi, i cadaveri sono
  quelle  categorie  di  siciliani per cui  non  c'è  né  Natale,  né
  Capodanno, perché subiranno tagli su tagli.
   Il  mio  Gruppo,  ora, voterà, diciamo farà un  lasciapassare:  ci
  gireremo  dall'altra  parte mentre si procede a  questa  operazione
  salvavita.  Ma le vere operazioni le vogliamo vedere, qui,  con  le
  riforme  e  con una trattativa seria con lo Stato che riporti  alla
  Sicilia la dignità che ci è stata tolta, non oggi, non ieri, ma già
  da parecchio tempo, purtroppo.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI. Rinuncio al mio intervento.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   DE LUCA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non era iscritto a parlare, abbiamo
  chiuso le iscrizioni.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
        Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
       finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021  (n. 672/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Assestamento del Bilancio di previsione  per
  l'esercizio  finanziario  2019 e per  il  triennio  2019/2021   (n.
  672/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti  .. .  41
   Votanti  .. ..  38
   Maggioranza .... 20
   Favorevoli .. .. 31
   Contrari ..    7
   Astenuti  ..  .1

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, interrompiamo la seduta per 30 minuti  circa,
  per   preparare   la   votazione  del   vicepresidente   al   posto
  dell'onorevole  Cancelleri, quindi, il secondo vicepresidente,  che
  deve  prendere  il posto dell'onorevole Cancelleri.  Interrompiamo,
  pertanto, per 30 minuti

   LO CURTO. Signor Presidente, perché per 30 minuti?

   PRESIDENTE. Ma se gli uffici mi chiedono 30 minuti, non  mi  posso
  mettere a discuterla con voi. Ci rivediamo fra 30 minuti esatti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.18, è ripresa alle ore 18.49)

  La seduta è ripresa.


        Elezione suppletiva di un Vicepresidente dell'Assemblea

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, gli Uffici  mi  dicono  che  sono
  pronti, per cui possiamo iniziare la votazione.

   A  norma  dei  commi  9  e 11 dell'art. 4 del Regolamento  interno
  dell'Assemblea,  Nelle elezioni suppletive, quando si debba coprire
  un  solo  posto, è eletto chi a primo scrutinio abbia raggiunto  la
  metà  più uno dei voti. Se nessun candidato abbia riportato la metà
  più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che
  abbiano riportato il maggior numero di voti.
   ( )  A  parità  di  voti è eletto o entra in ballottaggio  il  più
  anziano d'età. .
   Ciascun  deputato  potrà indicare pertanto sulla  scheda  un  solo
  nominativo.
   A norma degli articoli 4 bis e 127, c. 7, del medesimo Regolamento
  interno,  la  votazione si effettua, a scrutinio segreto,  mediante
  segno  preferenziale  su schede recanti a stampa  i  nominativi  di
  tutti i deputati.
   Scelgo  la Commissione di scrutinio che risulta composta, a  norma
  del  comma  2 dell'art. 5 del Regolamento, dai deputati:  Siragusa,
  Mancuso e Dipasquale.
   Indìco   la   votazione  per  scrutinio  segreto  per   l'elezione
  suppletiva di un Vicepresidente dell'Assemblea.
   Invito il deputato Segretario a procedere all'appello.

   GALVAGNO, segretario. (Procede all'appello).

   PRESIDENTE.  I votanti sono 59, per essere eletti al  primo  turno
  bisogna ottenere 30 voti. Onorevole Savona, pensi che sarebbe bello
  se noi potessimo essere eletti con 30 voti, sarebbe perfetto

   SIRACUSA. Signor Presidente, i votanti risultano 60.

   PRESIDENTE.  Forse  non  era stato segnato  l'onorevole  Galvagno.
  Siccome risultano 59 tesserini, chi ha votato due volte? Quindi  31
  voti per essere eletti direttamente al primo turno.
   Dichiaro chiusa la votazione, invito la Commissione di scrutinio a
  procedere al computo dei voti.

                    (Segue lo spoglio delle schede)

   Comunico il risultato della votazione per l'elezione suppletiva di
  un vicepresidente dell'Assemblea.
   Hanno ottenuto voti:

   Foti     .31
   Cappello   .   28
   Dipasquale    1
   Schede bianche ..0
   Schede nulle  ..0

   Avendo  l'onorevole Foti riportato la metà più uno  dei  voti,  la
  proclamo eletta Vicepresidente dell'Assemblea.
   All'onorevole Foti vanno, ovviamente, i nostri auguri perché è  un
  impegno importante quello del Vicepresidente.


   Onorevoli colleghi, la seduta è convocata per il giorno 6  gennaio
  2020,   seduta  solenne,  per  la  commemorazione  del   Presidente
  Mattarella, alle ore 11.00 (*), con il seguente ordine del giorno:

   -Commemorazione dell'onorevole Piersanti Mattarella.

                   La seduta è tolta alle ore 19.30

   (*)  Con  successiva  nota  del  Segretario  generale,  prot.   n.
  22/PersPG del 2 gennaio 2020, d'ordine del Presidente, l'orario  di
  convocazione  della  seduta  n. 166 del  6  gennaio  2020  è  stato
  stabilito per le ore 11.30.

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   - Interventi a sostegno dell'editoria digitale siciliana (n. 669).
   Di  iniziativa  governativa presentato dal Vice  Presidente  della
  Regione  (Armao)  su  proposta  dell'Assessore  regionale  per   il
  territorio e l'ambiente (Cordaro) il 20 dicembre 2019.

     Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -   Approvazione  del  Rendiconto  generale  della   Regione   per
  l'esercizio    finanziario    2018   e    Rendiconto    consolidato
  dell'esercizio 2018 di cui al comma 8 dell'articolo 11 del  decreto
  legislativo  23  giugno  2011, n. 118  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni (n. 670).
   Di iniziativa governativa
   Presentato il 19 dicembre 2019.
   Inviato il 19 dicembre 2019.

                             BILANCIO (II)

   -   Assestamento  del  Bilancio  di  previsione  per   l'esercizio
  finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021 (n. 672).
   Di iniziativa governativa
   Presentato il 26 dicembre 2019.
   Inviato il 26 dicembre 2019.

            Comunicazione di disegno di legge inviato alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Disposizioni  contabili  ai sensi del  decreto  legislativo  23
  giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3 (n. 575).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 19 dicembre 2019.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Legge  regionale 6 agosto 2019, n. 14, art. 13 - Interventi  in
  favore dell'aeroporto di Trapani Birgi. (n. 78/V).
   Reso in data 18 dicembre 2019.
   Inviato in data 19 dicembre 2019.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si comunica che la Commissione legislativa  Ambiente, territorio e
  mobilità'  (IV)  nella  seduta  n. 159  del  17  dicembre  2019  ha
  approvato la risoluzione  Efficientamento energetico degli  edifici
  appartenenti  agli  Istituti autonomi  case  popolari  (IACP)'  (n.
  8/IV).

         Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti

   Si  comunica che è pervenuta la deliberazione n. 6/2019/SS.RR/PARI
  relativa al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della
  Regione  siciliana  per l'anno finanziario 2018, pronunciata  dalle
  Sezioni  riunite  della Corte dei Conti per  la  Regione  siciliana
  nell'udienza del 13 dicembre 2019.

   Si   comunica,  altresì,  che  la  stessa  è  disponibile   presso
  l'archivio del Servizio Commissioni.