Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 11.20
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per oggi, l'onorevole
Figuccia.
L'Assemblea ne prende atto.
danti Assestamento, Rendiconto e Disposizioni contabili
Comunicazione relativa alla discussione dei disegni di legge
riguardanti Assestamento, Rendiconto e Disposizioni contabili
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta di oggi è per
incardinare i tre disegni di legge approvati in Commissione
Bilancio che riguardano l'Assestamento, il Rendiconto e
Disposizioni contabili.
Darò un tempo per gli emendamenti molto stretto, da qui fino alle
ore 13.00 per poi riaprire la seduta alle ore 16.00 e iniziare le
votazioni, a meno che non ci siano le condizioni, prima delle
votazioni di queste leggi, per votare il Vicepresidente
dell'Assemblea - vediamo il numero di deputati presenti - quindi,
andremo a votare prima il Vicepresidente dell'Assemblea per poi
dare inizio alle votazioni.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, lei ha
appena dato i termini per gli emendamenti.
La mia domanda è questa: possiamo presentare emendamenti anche con
compensazione di spesa? Visto che ha fissato i termini, Presidente,
abbiamo esigenza di saperlo.
Voglio ricordare al Parlamento, al Governo - lei, lo ha ben
presente, Presidente - che per effetto dei tagli dovuti al
disavanzo ad ora rimangono scoperte, in tutto o in parte, tutte le
voci di spesa di cui all'allegato 2 della legge di stabilità che
richiedevano un'ulteriore copertura di 27 milioni.
In questi minuti, in queste ore, stanno arrivando numerose
richieste da parte dei soggetti interessati, dei teatri, da parte
di lavoratori che confidavano in queste risorse. Si è purtroppo
sparsa la voce, Presidente - glielo dico con dispiacere - che il
problema è l'Assemblea regionale, che dipende dall'Assemblea
regionale, se l'Assemblea regionale vuole si può trovare una
soluzione. Per quanto ci riguarda, siamo per trovare non una
soluzione ma tutte le soluzioni possibili e immaginabili.
Credo che è il momento in cui ognuno si debba assumere le sue
responsabilità. Il Governo si deve assumere le responsabilità che
spettano al Governo, l'Assemblea quelle che spettano all'Assemblea.
Se lei autorizza la presentazione di emendamenti, presenteremo gli
emendamenti per compensare i tagli alla spesa, innanzitutto, delle
voci che dicevo prima e delle altre che riteniamo prioritarie.
Credo che su questo il Governo si debba pronunciare, perché mi
sembra che in questo momento, a parte l'Assessore Cordaro, manchi
anche l'Assessore per l'economia e vorrei sentire la sua opinione.
Eccolo qua, è tornato.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Presidente, Assessori, colleghi, ancora non abbiamo
l'esercizio provvisorio. Ieri, in Commissione Bilancio , ci è
stato detto che entro stamattina avremmo avuto il testo
dell'esercizio provvisorio. Mi pare di intuire che la Giunta non ha
deliberato assolutamente nulla ieri e che siamo a giorno 28
dicembre.
Mi auguro che oggi si discuta dell'Assestamento, così come fatto
già in Commissione Bilancio .
L'esercizio provvisorio, se dovesse arrivare oggi, abbiamo la
necessità di leggerlo, presentare emendamenti in Commissione
Bilancio , avere il tempo per gli emendamenti in Aula.
Una cosa è l'Assestamento che è un fatto meramente tecnico, una
cosa è l'esercizio provvisorio dove ci saranno proroghe, deroghe,
oltre che andare in dodicesimi. E' evidente che, se anche dovesse
arrivare oggi, le chiederemo la possibilità di emendarlo.
Non possiamo fare tutto oggi perché - ok la disponibilità di
portare avanti l'Assestamento nel più breve tempo possibile e di
dare un termine molto breve per gli emendamenti dell'Assestamento -
ma sull'esercizio provvisorio non abbiamo intenzione di derogare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sunseri. Se non ci sono altri
interventi, diamo un attimo di spiegazioni.
Per quanto riguarda l'intervento dell'onorevole Lupo; onorevole
Lupo, io non posso, come dire, vietare a nessuno di presentare gli
emendamenti che vuole, questo è troppo ovvio, dopodiché
verificheremo come Presidenza se saranno ammissibili o meno. Una
cosa è ovvia: dopo la parifica della Corte dei conti le risorse
disponibili io credo che vadano soltanto a coprire il disavanzo,
quindi non so che altro si possa fare con la situazione attuale.
Per quanto riguarda l'onorevole Sunseri, ieri la Giunta si è
riunita per l'esercizio provvisorio, dopodiché io non ho notizie,
ma appena arriverà l'esercizio provvisorio, ancora poi non è
arrivato, ma ne sarete immediatamente informati, ed al quel punto
si vedrà qual è l'iter che bisognerà seguire per potere votare
ovviamente pure quello, tenendo presente, però, che mentre
Assestamento e Rendiconto devono essere votati assolutamente entro
l'anno, entro il 31 dicembre, l'esercizio provvisorio, come sapete
bene, può essere votato anche nell'anno successivo; quindi, questo
problema non me lo creo, in ogni caso rimaniamo d'accordo così.
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.27, è ripresa alle ore 16.17)
La seduta è ripresa.
Discussione del disegno di legge Disposizioni contabili ai sensi
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - allegato 4/2,
paragrafo 6.3 (n. 575/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge Disposizioni contabili
ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - allegato
4/2, paragrafo 6.3 (n. 575/A).
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onroevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, si tratta di partite pregresse che vanno approvate con il
Rendiconto. Quindi, non è altro che una serie di capitoli che
vengono messi in luce.
La relazione parla chiaro, e spiega che sono 54 milioni e 746 mila
euro ripartiti per i vari Assessorati, fra cui ci sono 28 milioni
di pignoramenti.
Per il resto ci sono le carte allegate.
DI MAURO. Sintetico ed efficace.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1.
Regolarizzazione partite sospese
1. Per la regolarizzazione dei pagamenti effettuati dal
cassiere nell'esercizio finanziario 2018, nel rispetto
delle disposizioni di cui al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni, è
riconosciuto il debito fuori bilancio pari a 54.746.331,76
euro di cui all'allegato A alla presente legge.
2. Il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2018 è
determinato tenendo conto di quanto disposto al comma 1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione.
All'articolo 2 c'è solo un emendamento tecnico che porta l'entrata
in vigore della legge il giorno stesso e non il giorno della
pubblicazione, altrimenti non scatterebbero i termini di legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. A questo punto, se prendete posto, così facciamo il
voto sulla legge.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fava e Caronia hanno
chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3» (n. 575/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni contabili ai sensi del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3»
(n. 575/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 34
Votanti 26
Maggioranza 14
Favorevoli 26
Contrari 00
Astenuti 04
(L'Assemblea approva)
Discussione del disegno di legge Approvazione del Rendiconto
generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e Rendiconto
consolidato di cui al comma 8 dell'articolo 11 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni (n. 670/A)
PRESIDENTE. Si passa al disegno di legge «Approvazione del
Rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018 e
Rendiconto consolidato di cui al comma 8 dell'articolo 11 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni» (n. 670/A).
Do la parola al relatore, onorevole Savona per svolgere al
relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge che si pone all'attenzione dell'Aula
reca l'approvazione del rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2018 e del rendiconto consolidato
dell'esercizio 2018.
Il rendiconto generale della Regione siciliana per l'esercizio
2018 approvato dalla Giunta regionale, in una prima versione, con
deliberazione n. 213 del 10 giugno 2019, a seguito dell'ordinanza
istruttoria della Corte dei Conti n. 4/2019/SS.RR./PARI, è stato
ritirato e sostituito con un nuovo documento contabile, approvato
con deliberazione della Giunta regionale n. 281 dell'8 agosto 2019.
Tale documento ha formato oggetto del giudizio di parificazione
delle Sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione siciliana
di cui alla deliberazione n. 6/2019/SS.RR./PARI.
L'articolo 1 dispone l'approvazione del rendiconto generale e dei
relativi allegati, secondo le risultanze di cui agli articoli
seguenti.
La gestione 2018, secondo quanto stabilito dall'articolo 6,
evidenzia un risultato di amministrazione pari ad euro
357.341.383,68 che, a seguito degli accantonamenti e dei vincoli
previsti dall'articolo 42 D.lgs. n. 118/2011 e s.m.i., è
rideterminato in un disavanzo complessivo di euro 7.313.398.073,97.
L'articolo 2 reca le previsioni definitive del bilancio; gli
articoli 3, 4, 5 e 7 danno evidenza, rispettivamente, dei dati
definitivi di entrate e spese, fondo di cassa e situazione
finanziaria per natura fondi.
Nell'ambito della determinazione del fondo di cassa è data
separata evidenza, per l'importo di euro 54.746.331,76, ai pagamenti
effettuati dal tesoriere per azioni esecutive non regolarizzate, che
formano oggetto di approvazione con il disegno di legge n. 575.
L'articolo 8 espone le risultanze della gestione patrimoniale,
distinta in attività finanziarie e non finanziarie, da cui emerge
una eccedenza delle passività sulle attività per l'importo di euro
5.052.083.872,61.
L'articolo 9, nel testo modificato nel corso dell'istruttoria in
Commissione, reca gli effetti del giudizio di parificazione che,
come noto, ha espresso significativi rilievi su svariate partite
contabili. La Regione apporta, conseguentemente, le rettifiche
contabili sulle partite dichiarate irregolari indicate negli
allegati A, B e C.
In particolare, nel corso dell'istruttoria in Commissione, il
Governo ha chiarito che talune rettifiche possono essere effettuate
già in sede di assestamento del bilancio di previsione 2019-2021;
altre potranno trovare sede nel rendiconto di gestione
dell'esercizio 2019, di prossima formazione. Ulteriori rettifiche
dipendono, infine, dalla definizione di processi di riforma
dell'organizzazione regionale, attualmente in corso.
Con l'articolo 10 è approvato il rendiconto consolidato della
Regione con i propri organismi strumentali, che evidenzia un
risultato di amministrazione di euro 438.824.974,55. Il rendiconto
consolidato è redatto ai sensi del comma 8 dell'articolo 11 del
decreto legislativo n. 118 del 2011 e comprende, altresì, le
risultanze finali del rendiconto dell'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. 1
Approvazione del rendiconto generale della regione
1. E' approvato il rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2018, nella formulazione oggetto del
giudizio di parificazione della Corte dei Conti - Sezioni riunite
per la Regione siciliana di cui alla deliberazione n.
6/2019/SS.RR/PARI del 13 dicembre 2019, nelle risultanze di cui agli
articoli seguenti e, come previsto dall'allegato 10 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n.118 e successive modifiche e
integrazioni e della normativa applicabile, composto dai seguenti
allegati:
1) Gestione delle entrate (Allegato 1);
2) Entrate - Riepilogo per titoli (Allegato 2);
3) Gestione delle spese (Allegato 3);
4) Spese - Riepilogo per missioni (Allegato 4);
5) Spese - Riepilogo per titoli (Allegato 5);
6) Quadro generale riassuntivo (Allegato 6);
7) Equilibri di bilancio (Allegato 7);
8) Risultato di amministrazione e Risultato amministrazione per
natura fondi (Allegato 8);
9) Prospetto Fondo pluriennale vincolato (FPV) (Allegato 9);
10) Prospetto del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (Allegato
10);
11) Entrata per Titolo, Tipologie e Categorie (Allegato 11);
12) Spese correnti - Impegni (Allegato 12);
13) Spese correnti - Pagamenti in c/competenza (Allegato 13);
14) Spese correnti - Pagamenti in c/residui (Allegato 14);
15) Spese in c/capitale e attività finanziarie - Impegni (Allegato
15);
16) Spese in c/capitale e attività finanziarie - Pagamenti in
c/competenza (Allegato 16);
17) Spese in c/capitale e attività finanziarie - Pagamenti in
c/residui (Allegato 17);
18) Spese rimborso prestiti - Impegni (Allegato 18);
19) Spese per servizi c/terzi e partite di giro - Impegni
(Allegato 19);
20) Riepilogo spese per Titoli e macroaggregati (Allegato 20);
21) Accertamenti pluriennali (Allegato 21);
22) Impegni pluriennali (Allegato 22);
23) Gestione della spesa - politica regionale unitaria (Allegato
23);
24) Conto generale del Patrimonio (Allegato 24);
25) Variazioni dell'Entrata e della Spesa (Allegato 25);
26) Relazione sulla gestione dell'esercizio finanziario 2018
(Allegato 26);
27) Nota informativa al rendiconto generale ai sensi del c. 8,
art. 62 del D.L. n. 112/2008 (Allegato 27);
28) Prospetto dei dati SIOPE (Allegato 28);
29) Stato Patrimoniale Attivo e Passivo (Allegato 29);
30) Conto Economico (Allegato 30);
31) Prospetto rappresentativo dei costi per missione (Allegato
31);
32) Nota integrativa (Allegato 32);
33) Elenchi dei residui passivi distinti per esercizio di
provenienza/capitolo e per capitolo/esercizio di provenienza
(Allegato 33);
34) Elenchi dei residui attivi distinti per esercizio di
provenienza/capitolo e per capitolo/esercizio di provenienza
(Allegato 34);
35) Elenco dei crediti inesigibili, stralciati dal conto del
bilancio (Allegato 35).
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2
Previsioni definitive del bilancio
Le previsioni iniziali dell'Entrata e della Spesa dell'esercizio
finanziario 2018, fissate con la legge regionale di bilancio 8
maggio 2018 n. 9, in euro 22.975.961.599,29, per effetto delle
variazioni intervenute nel corso dell'esercizio, pari a complessive
euro 6.891.831.694,02, risultano stabilite in curo
29.867.793.293,31.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, è un
rilievo che facciamo praticamente ogni anno, questo è un consolidato
che non è un consolidato, cosa voglio dire? È un consolidato dove su
154 enti tra partecipate e società della Regione, quest'anno, solo
45 hanno presentato i documenti contabili che ci permettono di
valorizzare - quest'anno inteso il 2018 - che ci permettono di
controllare gli enti sotto controllo della Regione o partecipate
della Regione, quindi, è un consolidato di fatto - questo lo
possiamo affermare tranquillamente - falso perché non consolida
assolutamente nulla perché se su 154 enti, 45 presentano i bilanci
c'è qualcosa che non funziona.
Questa è una di quelle strade che mi auguro questo Governo possa
tracciare perché qualora il caso un ente o una partecipata non
presenta i propri bilanci decade il Consiglio di Amministrazione, lo
dobbiamo fare decadere perché non funziona così, perché si dovrà
arrivare ad un punto in cui il consolidato della Regione siciliana è
un consolidato vero perché tutti gli enti, i 154, presentano i
propri bilanci; fino a quando non presenteranno i documenti che
permettono all'Assemblea regionale di valutare realmente un dato
consolidato dei propri bilanci della Regione, fino ad allora staremo
qui a votare una cosa che di fatto non ha un fondo di veridicità.
Allora, io mi auguro che questo Governo in una di quelle opzioni e
strade che intende seguire anche nei confronti del rispetto tra
Istituzioni Regione-Stato porti avanti una norma dove si dice
Consiglio di Amministrazione dell'ente X, se entro il prossimo anno
2019 non mi presenti i documenti che mi permettono di capire lo
stato di salute del tuo ente, della tua società, di cui noi abbiamo
una quota di partecipazione, decade e ne troviamo un altro che sarà
in grado di farlo perché se questa cosa non dovesse avvenire è
evidente che l'Assemblea ogni anno si ritroverà a dover votare un
documento falso.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'assessore Armao. Ne ha
facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, ringrazio l'onorevole Sunseri di questa precisazione
perché mi consente di svolgere alcune considerazioni in merito, che
certamente saranno di giovamento collettivo in ordine ad un tema
molto delicato che è quello della presentazione dei bilanci
tempestivi.
Intanto vorrei dire che con riguardo alle suggestioni circa la non
congruità della perimetrazione dei soggetti consolidati, i soggetti
vengono consolidati in relazione alla rilevanza e noi siamo ben
sopra la soglia di rilevanza, quindi gli enti cosiddetti rilevanti
sono tutti consolidati. E, quindi, già questo è un dato acquisito.
L'anno scorso eravamo a 16, quest'anno siamo quasi al 50 ed è un
dato che dimostra che le progressioni positive ci sono. E' evidente
che non abbiamo raggiunto l'insieme della platea dei soggetti che
vanno consolidati. Tuttavia, io non voglio essere puntuale in modo
pretestuoso, però vorrei ricordare che il Governo nella scorsa
legge di bilancio aveva previsto l'immediata efficacia della
decadenza degli amministratori che non avessero presentato i
bilanci e questa sanzione è stata differita di un anno in relazione
a una votazione dell'Aula.
Allora, in relazione al fatto che abbiamo già contestato a tutti
coloro che non hanno provveduto ad approvare i bilanci in modo
tempestivo, la Commissione bilancio ha già fatto degli
approfondimenti in merito. Io sono pienamente disponibile ad
avviare immediatamente le procedure per consentire che alla
scadenza prevista dalla legge si determini la decadenza degli
amministratori che non hanno approvato i bilanci.
Il prossimo bilancio consolidato dovrà essere un consolidato Ma
la norma è già vigente, è stato differito il termine per la
decadenza degli amministratori; quindi, la norma è già vigente,
c'è, ne abbiamo già attivato gli effetti attraverso una diffida
agli amministratori che non hanno presentato i bilanci nei termini.
Quindi, sotto questo profilo l'impegno del Governo è pieno e la
disponibilità a confrontarsi in Commissione Bilancio , con tutta
la Commissione, è piena.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Mi sembra che l'Assessore abbia
chiarito il problema.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Entrate
1. Il totale delle entrate accertate, per l'esercizio
finanziario 2018, per la competenza propria
dell'esercizio, risulta stabilito dal rendiconto generale
del bilancio in euro 20.352.088.318,76, di cui euro
18.636.135.370,16 versati, ed euro 1.715.952.948,60 quali
residui attivi dell'esercizio 2018.
2. I versamenti in conto residui attivi ammontano
complessivamente ad euro 901.735.838,75.
3. I residui attivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2017 in euro 3.471.683.472,12 per effetto
delle variazioni di entrate verificatesi nel corso della
gestione 2018, degli incassi di cui al comma 2, nonché
delle operazioni di riaccertamento ordinario previsto dal
comma 4 dell'articolo 3 del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni
approvate con le delibere della Giunta regionale n. 195
del 16 maggio 2019 e n. 279 dell'8 agosto 2019, risultano
determinati alla data del 31 dicembre 2018, in euro
4.481.714.484,82 secondo le risultanze che seguono:
Somme Somme Totale
rimaste da rimaste da
riscuotere versare
Gestione della 1.715.921.64 31.301,05 1.715.952.9
competenza 7,55 48,60
Gestione dei 2.765.514.40 247.127,71 2.765.761.5
residui 8,51 36,22
Residui attivi 4.481.714.4
al 31/12/2018 84,82
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Spese
1. Il totale delle spese impegnate nell'esercizio
finanziario 2018, per la competenza propria
dell'esercizio, risulta stabilito dal rendiconto generale
del bilancio in euro 20.779.884.256,72, di cui euro
18.414.310.972,41 pagati, ed euro 2.365.573.284,31 da
pagare.
2. I pagamenti in conto residui ammontano
complessivamente ad euro 1.315.940.401,64.
3. I residui passivi, determinati alla chiusura
dell'esercizio 2017 per complessivi euro
2.631.332.496,70, per effetto dei pagamenti di cui al
comma 2, nonché delle operazioni di riaccertamento
ordinario previsto dal comma 4 dell'articolo 3 del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive
modifiche ed integrazioni approvate con le delibere della
Giunta regionale n. 195 del 16 maggio 2019 e n. 279
dell'8 agosto 2019, risultano determinati alla data del
31 dicembre 2018, in euro 3.524.549.763,77 secondo le
risultanze che seguono:
Totale somme
rimaste da
pagare
Gestione della 2.365.573.284
competenza ,31
Gestione dei 1.158.976.479
residui ,46
Residui passivi al 3.524.549.763
31/12/2018 ,77
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Fondo di Cassa
1. Il Fondo di cassa alla chiusura dell'esercizio
finanziario 2018 è accertato in euro 314.291.938,09, come
risulta dai seguenti dati:
Fondo di cassa all'1
gennaio 2018 1.126.27
7.817,46
Gestione di Residui Competenza Totale
bilancio
Incassi
901.735.83 18.636.135 19.537.8
8,75 .370,16 71.208,9
1
Pagamenti
1.315.940. 18.359.564 19.675.5
401,64 .640,65 05.042,2
9
Saldo della gestione di -
bilancio 137.633.
833,38
Gestione di Incassi Pagamenti
tesoreria
Crediti di -
tesoreria 28.666.327 28.666.711 384.401,
.558,24 .959,99 75
Debiti di -
tesoreria 1.470.244. 2.089.466. 619.221.
961,83 274,31 312,48
Saldo della gestione di -
tesoreria 619.605.
714,23
Pagamenti per -
azioni 54.746.3
esecutive non 31,76
regolarizzate
al 31 dicembre
Fondo di cassa al 31
dicembre 2018 314.291.
938,09
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Risultato di Amministrazione
1. La gestione complessiva dell'esercizio finanziario
2018 evidenzia un risultato di amministrazione pari ad
euro 357.341.383,68, secondo le risultanze che seguono:
Fondo di cassa al 31 dicembre
2018 314.291.9
38,09
Residui attivi
4.481.714
.484,82
Residui passivi -
3.524.549
.763,77
Crediti di tesoreria
2.530.466
,45
Debiti di tesoreria
0,00
Fondo pluriennale vincolato per
spese correnti 355.916
.442,67
Fondo pluriennale vincolato per
spese in conto capitale 558.729
.299,24
Fondo pluriennale vincolato per
spese per incremento attività 2.000.0
finanziarie 00,00
Totale Fondo pluriennale -
vincolato Spesa 916.645.7
41,91
Risultato di amministrazione al
31 dicembre 2018 eu 357.341.3
ro 83,68
2. Il disavanzo finanziario alla chiusura dell'esercizio
2018, considerate le quote accantonate e vincolate del
risultato di amministrazione, è accertato nella somma di
euro 7.313.398.073,97 di cui:
Risultato di amministrazione al
31.12.2018 357.341.3
83,68
Parte accantonata
Fondo crediti di dubbia
esigibilità 121.897.6
44,42
Accantonamenti residui perenti
520.966.3
76,29
Fondo anticipazioni di
liquidità D.L. 35 del 2016 e 2.438.598
successive modifiche e .061,20
rifinanziamenti
Fondo perdite società
partecipate 4.778.010
,26
Fondo rischi
contenzioso 201.223.2
28,10
Altri
accantonamenti 159.642.9
11,69
Totale parte -
accantonata 3.447.106
.231,96
Parte vincolata
Vincoli derivanti da leggi e dai
principi contabili - contratti 20.500.54
derivati 2,78
Vincoli derivanti da
trasferimenti 3.623.154
.256,58
Vincoli formalmente attribuiti
dall'ente 299.473.4
82,85
Altri vincoli
255.856.3
93,83
-
Totale parte vincolata 4.198.984
.676,04
Parte destinata
agli investimenti 24.648.54
9,65
Totale parte destinata agli -
investimenti 24.648.54
9,65
Totale Disavanzo (parte -
disponibile) 7.313.398
.073,97
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Situazione finanziaria per natura fondi
1. L'Avanzo finanziario di euro 357.341.383,68 di cui
all'articolo 6, è così composto:
Disavanzo eur 6.105.93
finanziario o 1.614,06
di cui
Fondi ordinari euro
della Regione 6.105.931
.614,06
Avanzo eur 6.463.27
finanziario o 2.997,74
di cui
Fondi non euro
regionali 4.024.674
.936,54
Fondo euro
anticipazioni di 2.438.598
liquidità .061,20
Disavanzo finanziario complessivo al
31 dicembre 2018 357.341.
383,68
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Risultati generali della gestione patrimoniale
1. La situazione patrimoniale della Regione al 31
dicembre 2018 è determinata:
ATTIVITA'
- Attività eu 6.294.12
finanziarie . .. ro 0.761,71
- Attività non eu 1.947.58 8.241.707
finanziarie .. .. ro 6.905,13 .666,84
PASSIVITA'
- Passività eu 13.293.79
finanziarie ... ro 1.539,45
ECCEDENZA delle passività sulle attività al 31 eu 5.052.083
dicembre 2018 ..... ro .872,61
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Effetti della parificazione del rendiconto generale
dell'esercizio finanziario 2018
1. La Regione apporta le rettifiche contabili, secondo
il giudizio di parificazione del rendiconto generale per
l'esercizio finanziario 2018, emesso con la deliberazione
n. 6/2019/SS.RR./PARI del 13 dicembre 2019 dalla Corte
dei Conti Sezioni riunite per la Regione siciliana, sulle
partite dichiarate irregolari di cui agli allegati A ,
B e C ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
Approvazione del rendiconto consolidato della Regione
1. È approvato il Rendiconto consolidato della Regione
per l'esercizio finanziario 2018 secondo le risultanze
che seguono:
ENTRATE ACCERTAMEN RISCOSSI
TI ONI
Titolo 1 - Entrate
correnti di natura 11.746.443 11.949.1
tributaria, contributiva e .147,96 96.559,6
perequativa 9
Titolo 2 - Trasferimenti
correnti 3.345.666. 3.239.37
515,48 2.670,54
Titolo 3 - Entrate
extratributarie 526.265.83 484.436.
7,02 389,95
Titolo 4 - Entrate in
conto capitale 669.290.19 263.204.
5,21 989,13
Titolo 5 - Entrate da
riduzione di attività 88.466.215 53.899.3
finanziarie ,39 23,58
Titolo 6 - Accensione di 0
prestiti 0
Titolo 9 - Entrate per
conto di terzi e partite 4.032.132. 3.603.84
di giro 753,17 6.279,76
Totale entrate dell'esercizio
20.408.264 19.593.9
.664,23 56.212,6
5
USCITE IMPEGNI PAGAMENT
I
Titolo 1 - Spese correnti
15.217.223 15.308.2
.203,54 30.265,9
5
Titolo 2 - Spese in conto
capitale 1.136.849. 858.924.
077,05 100,36
Titolo 3 - Spese per
incremento di attività 172.461.85 124.315.
finanziarie 8,27 338,41
Titolo 4 - Rimborso di
prestiti 266.056.19 266.056.
8,90 198,90
Titolo 7 - Spese per conto
di terzi e partite di giro 4.032.127. 3.219.20
746,14 1.333,82
Totale uscite dell'esercizio
20.824.718 19.776.7
.083,90 27.237,4
4
Risultato di
amministrazione 438.824.974,
55
Fondo di cassa al
31/12/2018 400.989.325,
50
Residui attivi al
31/12/2018 4.485.526.18
5,60
Residui passivi
al 31/12/2018 3.529.847.13
5,26
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Art. 11.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di
farla osservare come legge della Regione».
All'articolo 11 è stato presentato il solito emendamento tecnico
per l'entrata in vigore lo stesso giorno dell'approvazione e non
della pubblicazione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Approvazione del Rendiconto generale della Regione per l'esercizio
finanziario 2018 e Rendiconto consolidato di cui al comma 8
dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e
successive modifiche ed integrazioni» (n. 670/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Approvazione del Rendiconto generale della
Regione per l'esercizio finanziario 2018 e Rendiconto consolidato di
cui al comma 8 dell'articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni» (n. 670/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 58
Votanti 31
Maggioranza 16
Favorevoli 31
Contrari 00
Astenuti 27
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Aggiungete il voto dell'onorevole De Luca.
Discussione del disegno di legge «Assestamento del Bilancio di
previsione per
l'esercizio finanziario 2019 e per il triennio
2019/2021» (n. 672/A)
PRESIDENTE Si passa alla discussione del disegno di legge
«Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021» (n. 672/A).
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savona, per svolgere la relazione.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge che si pone all'attenzione dell'Aula
reca l'assestamento del bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021, al fine di provvedere
alle variazioni di bilancio conseguenti all'approvazione del
Rendiconto per l'esercizio finanziario 2018.
Si dà, pertanto, evidenza delle risultanze complessive della
gestione 2018 e dell'impatto sulla gestione dell'esercizio 2019
(determinazione del risultato di amministrazione e del conseguente
disavanzo da coprire, ammontare dei residui attivi e passivi al 1
gennaio 2019 e saldo iniziale di cassa al 1/1/2019), e si apportano
le variazioni alla spesa del Bilancio della Regione per l'esercizio
20l9, 2020 e 2021 per garantire l'adeguamento della copertura del
disavanzo, l'adeguamento degli accantonamenti per spese potenziali
alle osservazioni espresse dalla Corte dei Conti per la Regione
siciliana in Sezioni riunite con la decisione n. 6/2019/SS.RR./PARI
con la quale è stato pronunciato il giudizio di regolarità parziale
sul Rendiconto per l'esercizio 2018, nonché per l'accantonamento di
risorse a garanzia dell'eventuale obbligo di copertura in 3 anni
del disavanzo 2018 come previsto dal decreto legislativo recante
norme di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana
in materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti
giudiziali e dei controlli approvato dal Consiglio dei Ministri il
23 dicembre 2019.
Con l'articolo l si rappresenta che i residui attivi e passivi
iniziali per l'esercizio 2019 sono aggiornati ai valori
corrispondenti a quelli dei residui finali dell'esercizio 2018,
come rappresentati nel Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2018, mentre con l'articolo 2 si evidenzia
il valore del Fondo cassa iniziale, corrispondente al valore
dell'importo del Fondo cassa finale al 31 dicembre 2018, già
inserito nel Bilancio di previsione 2019 per il medesimo importo.
Con l'articolo 3 si rappresenta il risultato di amministrazione al
31 dicembre 2018 (A) di euro 357.34l.383,68 risultante dal
prospetto del risultato di amministrazione del rendiconto generale
della Regione per l'esercizio 2018, secondo gli schemi di cui al
comma l dell'articolo 11 del D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i.. Il
predetto valore scaturisce dal risultato di amministrazione
negativo (disavanzo) dei fondi regionali, di cui al prospetto del
risultato di amministrazione per natura fondi - Fondi regionali di
euro 6.105.93l.614,06 ed il risultato di amministrazione per natura
fondi - Fondi non regionali di euro 6.463.272.997,74, allegati al
rendiconto generale della Regione per l'esercizio finanziario 2018.
Inoltre, viene riportato il Totale parte disponibile (E), sempre
risultante dal predetto prospetto del risultato di amministrazione,
determinato dalla somma algebrica del risultato di amministrazione
al 31 dicembre 2018 (A) di euro 357.341.383,68 e dei vincoli e
degli accantonamenti di cui agli articoli 5 e 6, quale saldo
finanziario negativo, in complessivi euro 7.313.398.073,97.
L'articolo 4, indica al comma l, la composizione del disavanzo
come determinato ai sensi del D.M. 2/04/2015 ed al comma 2, la
copertura delle medesime quote secondo la legislazione vigente.
Con gli articoli 5 e 6 vengono rappresentati gli importi
rispettivamente delle quote vincolate (art. 5), quote accantonate
(art. 6, comma 1) e quote destinate agli investimenti (art. 6,
comma 2), come determinati nel prospetto del risultato di
amministrazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio 2018, secondo gli schemi di cui al comma l,
dell'articolo 11 del D.Lgs. n. 118/2011 e s.m.i.
La Tabella A , richiamata dall'articolo, riporta le riduzioni
necessarie per la copertura del sopradetto disavanzo, per
l'adeguamento degli accantonamenti per spese potenziali del Fondo
società partecipate e del Fondo crediti di dubbia esigibilità alle
osservazioni espresse dalla Corte dei Conti per la Regione
siciliana in Sezioni riunite con la decisione n.
6/2019/SS.RR./PARI, nonché per l'accantonamento di risorse a
garanzia dell'eventuale obbligo di copertura in 3 anni del
disavanzo 2018, come previsto dal decreto legislativo recante norme
di attuazione dello Statuto speciale della Regione Siciliana in
materia di armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti
giudiziali e dei controlli, approvato dal Consiglio dei Ministri il
23 dicembre 2019.
Inoltre, tra le variazioni, è stato inserito in due fondi
l'accantonamento per la reiscrizione dei residui perenti di parte
corrente e di parte capitale relativi ai fondi ordinari,
determinandone la quantificazione in relazione alle somme iscritte
nel corso del 2019, al fine di aderire alle osservazioni della
Corte dei Conti al riguardo, oltre all'iscrizione di 43 milioni per
compensare gli effetti finanziari derivanti dall'abrogazione della
disposizione di cui al comma 1 dell'articolo 9.
Con l'articolo 9, comma 1, sono abrogate le disposizioni relative
al patrimonio di Irfis Finsicilia S.p.A., di cui alla legge
regionale 9 maggio 2017, n. 7, commi l, 2 e 2 bis. Con il comma 2,
è differito al 2020 il limite d'impegno di cui alla legge regionale
17 maggio 2016, n. 8, articolo 18, comma l, relativo al servizio di
dissalazione dell'isola di Vulcano. In relazione alle riduzioni di
spesa di cui all'articolo 8, con il comma 3 dell'articolo 9, sono
ridotte le autorizzazioni di spesa dei capitoli espressamente
finanziate da leggi regionali.
L'articolo 10 approva la nota integrativa ed il prospetto degli
equilibri di bilancio allegati al disegno di legge.
Durante l'istruttoria in Commissione, è stato chiarito che il
disegno di legge contiene disposizioni di natura tecnica al fine di
garantire la copertura del disavanzo e sanare le irregolarità
emerse in sede di giudizio di parificazione del Rendiconto 2018.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Gennuso ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 672/A
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, grazie
per la parola. Intanto, volevo chiedere, è più un intervento
sull'ordine dei lavori, signor Presidente, perché stamattina c'è
stato dato un termine per gli emendamenti dalle 11.00 fino alle
13.00. Noi abbiamo presentato degli emendamenti che però adesso non
ci ritroviamo in Aula. Io capisco che il Governo può
tranquillamente e legittimamente scegliere di fare e di seguire un
percorso, però non si può chiedere alle opposizioni di non
utilizzare le proprie prerogative, cosa che abbiamo fatto
presentando alcuni emendamenti. Anche perché - ripeto - per quanto
Assestamento tecnico io ricordo all'Aula e ricordo agli Assessori
che ci sono delle categorie che aspettavano il primo provvedimento
utile per risolvere delle situazioni molto critiche, direi
drammatiche, che ci provengono, appunto, dai territori.
L'assessore Messina sa a cosa mi riferisco, per esempio alla
questione del Teatro Massimo Bellini di Catania. Noi abbiamo
presentato un emendamento per storicizzare la spesa e per inserire
il capitolo nelle spese obbligatorie, quindi non aveva ulteriore
copertura, ma chiedeva semplicemente di, appunto, storicizzare la
spesa. Però, non ci ritroviamo questo emendamento.
Ripeto, il Governo è libero di intraprendere un percorso e di
scegliere di seguire questo percorso, però almeno alle opposizioni
va data una spiegazione sul perché queste legittime istanze che ci
provengono dal territorio non sono state inserite in questo testo.
Grazie.
PRESIDENTE. Ed allora, forse ho sbagliato io a non dirlo
all'inizio. Sono arrivati una ventina di emendamenti, ma così come
stabilito in Commissione Bilancio e come avevamo stabilito con la
maggior parte di voi, compreso il Governo, gli emendamenti non li
possiamo prendere in considerazione laddove si parla di spese, dove
c'è la parola euro io non li posso considerare ammissibili.
ZAFARANA. Non erano di spesa
PRESIDENTE. Anche quelli soltanto normativi sono inammissibili.
Noi possiamo lavorare tutto a partire dalla prossima legge che
facciamo per andare a sistemare tutte cose, ma abbiamo preso questa
decisione a seguito anche della parifica. Anche perché qualsiasi
cosa si fa in questo momento rischiamo soltanto di creare più
confusione anche in funzione della parifica che c'è stata. Quindi,
ci siamo assunti questa responsabilità, oserei dire obbligatoria da
parte nostra, di non potere considerare gli emendamenti.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento è un chiarimento. Spero che l'assessore Armao possa
chiarirmi un dubbio che ho.
Noi avevamo, in sede di bilancio di previsione, approvando il
bilancio di previsione, accantonato circa 145 milioni, il famoso
Allegato 2. Poi la Giunta ne ha sbloccato una parte, 115, 118, non
so quanti siano e credo che residuavano circa 27 milioni della
previsione fatta dall'Aula rispetto all'autorizzazione di spesa.
In realtà, questo accantonamento era finalizzato prudenzialmente
alla definizione del famoso accordo con lo Stato sulla spalmatura
del residuo, del debito. Il buco, il disavanzo. Sì, dire il debito
è improprio, ha ragione.
Allora, la domanda, però, ora è questa: perché questi 27 milioni
che non abbiamo autorizzato, diciamo, rispetto agli altri sono
stati è vero che la Corte dei conti nella disposizione finale dice
che tutti i residui, cioè tutte le economie della competenza vanno
a ripianare il debito, il disavanzo.
Mi viene più facile parlare di debito, giusto?
TURANO, assessore per le attività produttive. Non è proprio così
CRACOLICI. Assessore, che me lo dica lei che mi inchino La
differenza è che lei
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, così vi capite solo voi due
CRACOLICI. Ci stavamo capendo io e lui.
PRESIDENTE. No, è questo non va bene agli altri. Per cui, se lei
finisce il suo intervento poi l'assessore Armao risponderà.
CRACOLICI. Io non vorrei - lo dico così come la penso - che ci sia
stata una interpretazione ulteriormente rigida ad una rigidità di
giudizio da parte della Corte dei conti, considerando i 27 milioni
anche come un'economia e non, invece, un accantonamento che era
prudenziale, ma laddove questo accantonamento potesse oggi trovare
soddisfazione, perché c'è una disponibilità nella partita
finanziaria, non so se sono chiaro, perché temo che si stia facendo
un'altra operazione, può darsi che mi sbagli, nel senso che
un'applicazione eccessivamente rigida del giudizio della Corte dei
conti ci sta portando a considerare anche quella un'economia che
non era un'economia ma era un accantonamento prudenziale.
Quindi se, alla luce della spalmatura che è stata autorizzata dal
Consiglio dei Ministri, che ci dà, rispetto all'accantonamento
complessivo del bilancio della Regione, un margine - almeno credo,
perché se non ricordo male c'erano circa 400 e rotti milioni di
accantonamento, l'ammontare della spalmatura è di circa 400
milioni, quindi qualche decina di milioni tra l'accantonamento
iniziale e quello che, effettivamente, servirà a spalmare il
disavanzo c'è - io non so se stiamo facendo una scelta giusta o una
scelta, invece, burocratica. Della serie ci mettiamo l'anima in
pace Però, dobbiamo sapere che, mettendoci l'anima in pace, stiamo
mettendo nei guai una serie di soggetti che hanno avuto un bilancio
con una spesa prevista, autorizzata, ancorché non effettivamente
decretata, di un certo tipo.
Per cui, quando diciamo - lo dico al collega Sunseri a proposito
dei bilanci degli enti vigilati - quando gli enti non fanno i
bilanci non li fanno anche perché non hanno certezza delle entrate,
quindi non è solo la responsabilità degli amministratori, è la
responsabilità di chi non dà certezza sulle risorse.
Noi al 28 dicembre stiamo dicendo ad alcuni che non è certo che
quello che hanno scritto in bilancio ci sarà. Quindi, ci sarà un
buco di bilancio.
Allora, se l'Assessore mi chiarisce questo dubbio, perché - ripeto
- ho la sensazione che ci sia un'applicazione eccessivamente
burocratica tale da metterci il cuore in pace, ma non valutando che
stiamo facendo un danno a degli enti che vivono esclusivamente di
finanza derivata.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Io ringrazio l'onorevole
Cracolici per avere evidenziato questa cosa che, in effetti, è
emersa anche nel confronto in sede di Commissione Bilancio . E
vorrei richiamare la relazione che gli Uffici hanno fatto e che
abbiamo esaminato partitamente in sede di esame in Commissione
Bilancio , dove gli Uffici dell'Assemblea, nella disamina della
questione, soprattutto nella disamina degli effetti finanziari
della pronuncia della Corte dei conti, in grassetto sottolineato
precisano che va ribadito il fatto che le economie realizzate sui
fondi stanziati in bilancio, oggetto del presente Assestamento, non
possono essere utilizzate se non per il miglioramento dei saldi di
finanza pubblica .
Noi abbiamo operato anche in collaborazione con le strutture
dell'Assemblea e le strutture dell'Assessorato dell'economia e la
convinzione che ne è emersa, condivisa in Commissione Bilancio
anche con l'astensione delle opposizioni, quindi senza un'antitesi
su questa interpretazione, è che tutto quello che emerge come
economia rispetto alla spesa effettuata al momento della pronuncia
della Corte, vada riconsiderata come miglioramento dei saldi di
finanza pubblica.
È una scelta sofferta, molto sofferta, è una scelta che pensiamo,
ieri abbiamo avuto una riunione di Giunta fino quasi a mezzanotte e
abbiamo stamattina continuato i lavori di approfondimento con le
strutture del bilancio per trovare, in sede di esercizio
provvisorio, una soluzione per rispondere a questi bisogni. Cioè,
la soluzione tecnico amministrativa di bilancio è una cosa, la
risposta ai bisogni non certamente passa in secondo grado perché la
soluzione imposta dalla rigidità dell'impianto della normativa
contabile impone, appunto, una soluzione di questo tipo.
L'ipotesi che, però, prospetteremo in modo compiuto quando
presentiamo l'esercizio provvisorio è quello di dare una risposta a
questi bisogni, che sono bisogni che appunto corrispondono in
alcuni casi. Addirittura stipendi erogati ai soggetti finanziati o
addirittura interventi connessi ad attività amministrativa o di
programmazione, pensiamo ai teatri.
Quindi, sotto questo profilo io distinguerei il piano tecnico
amministrativo sul quale credo abbiamo raggiunto una condivisione
che è quella di garantire la formalità degli adempimenti
amministrativo-contabili, dall'esigenza assolutamente non
secondaria né rinviabile di rispondere a questi bisogni attraverso
una previsione nell'ambito dell'esercizio provvisorio.
Quindi, noi su questo ci stiamo muovendo con questa prospettiva,
cercando di coniugare il rispetto formale dell'impianto tecnico
contabile con l'esigenza di rispondere a bisogni concreti come si
usa dire carne viva della nostra Sicilia che ha bisogno di
risposte concrete per impegni assunti in sede legislativa.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto di intervenire
l'onorevole Lupo, prima dell'onorevole Di Paola. Un attimo solo,
credo che sia sullo stesso argomento. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, con
riferimento all'intervento dell'onorevole Cracolici, che condivido,
ma anche con riferimento alla risposta che ha dato l'assessore
Armao, pongo un tema che in parte ha già posto l'onorevole
Cracolici ma che merita un'attenzione ancor maggiore alla luce
della risposta dell'Assessore, che l'accantonamento di cui parliamo
non è tecnicamente nell'Assestamento, quindi è improprio che il
Governo citi la relazione degli Uffici dell'Assemblea perché
tecnicamente questi risparmi non sono calati nell'Assestamento.
La nota degli Uffici dell'Assemblea regionale dice che va
ribadito il fatto che l'economia realizzata sui fondi stanziati nel
bilancio di previsione oggetto del presente Assestamento . Questi
appostamenti non sono oggetto di questo Assestamento. Ritengo che
questi appostamenti che erano stati congelati in un fondo in attesa
PRESIDENTE. E' così come dice l'onorevole Lupo, cioè non ci sono
proprio.
LUPO siano una fattispecie diversa. Rispetto a questa
fattispecie, credo che è giusto che il Governo si pronunci e che il
Parlamento trovi soluzioni perché parliamo di tagli a capitoli di
spesa che, non vorrei citare uno per uno ma che conosciamo bene,
sono assolutamente importanti. Riguardano stipendi, riguardano
sussidi, indennità, la vita dei teatri e tante altre istituzioni
assolutamente degne di attenzione.
Quindi, chiedo al Presidente dell'Assemblea, anche in tal senso,
di volere precisare qual è l'interpretazione da dare alla nota
degli Uffici dell'Assemblea. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole, noi stiamo parlando di una cosa che non è
oggetto di questa legge. Stiamo parlando di un qualcosa che qua non
c'è ed io cosa volete che vi dica? Cioè, possiamo ovviamente
trovare le soluzioni che volete, ma non ci poteva essere. Come
dire, correttamente non ci sono Non è che non ci sono perché
qualcuno non ce li ha messi Correttamente, cioè non ci potrebbero
essere per cui non capisco su che cos'è che stiamo discutendo
perché materialmente e correttamente il Governo ha presentato un
Assestamento che è quello che è qua e non ci potevano essere questi
soldi, per cui è ovvio che non ci sono.
Allora, per essere chiari, colleghi, in questo momento il Governo
non poteva presentare una cosa diversa rispetto a quella che ha
presentato; dopodiché se l'onorevole Lupo, l'onorevole Cracolici
dicono che il Parlamento deve potere trovare una soluzione, io
problemi non ne ho; certamente, non mancherà né per noi, né per me,
né per il Governo, ma non credo che questa soluzione sia una
soluzione che possiamo trovare ora sospendendo 10 minuti, questo è
fin troppo ovvio.
Quindi, la mia idea, la mia posizione quella che abbiamo già
chiarito anche ieri in Commissione Bilancio , è comunque che si
vota questo Assestamento perché diverso da così non potrebbe
comunque essere e successivamente sarà nel provvisorio piuttosto
che in altre cose, andiamo a vedere come trovare le soluzioni; ma
il Governo non poteva fare cose diverse e io sinceramente non
potevo pretendere che il Governo ci inserisse dei quattrini che non
ci sono, per cui c'è poco da discutere su questo argomento secondo
me. Poi, l'Aula è sovrana, comunque se l'Aula vuole assolutamente
che non si voti questa legge finché non si trova una soluzione al
problema io sono totalmente a vostra disposizione, ma è ovvio che
nel giro di una giornata non lo potremo fare; bisognerà, forse,
presentare un'altra cosa, ritornare in Commissione Bilancio e
vedere poi che cosa fare. Però, in questo momento io non credo che
ci siano tante alternative alla situazione che c'è attualmente e,
quindi, a votare questo tipo di Assestamento.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, io
voglio iniziare il mio intervento leggendo un passaggio della
relazione della Corte dei conti: la Regione non è stata in grado
di raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa stessa si era
data con la legge di stabilità; inoltre, né il DEFR 2018/2020, né
il Bilancio di previsione, pur essendo stati approvati ad esercizio
ampiamente in corso, né l'Assestamento sono informati al rispetto
del principio di continuità degli esercizi finanziari, per non
parlare degli esiti dei giudizi di parifica al punto che in talune
fasi l'attività della Regione sembra abbia avuto piuttosto finalità
elusive , finalità elusive. Oggi, io mi ritrovo un disegno di legge
che è presentato dal Vicepresidente della Regione Armao:
l'Assestamento di bilancio.
Presidente, io mi aspettavo da parte del Governo, visto quanto è
successo durante questi anni e visto anche quello che ha scritto
nella relazione la Corte dei conti, non mi aspettavo che questo
Assestamento fosse stato presentato dallo stesso Vicepresidente
Armao.
Presidente, io mi aspettavo una reazione d'orgoglio, una reazione
a favore dei cittadini siciliani; invece, nuovamente l'Assestamento
viene presentato dallo stesso Vicepresidente della Regione, dallo
stesso Assessore per l'economia, dopo quello che è stato detto
dalla Corte dei conti, dopo quello che è successo in due anni.
E, Presidente, non sono d'accordo sul fatto che questo è l'unico
Assestamento che poteva essere presentato, non sono d'accordo,
Presidente, perché i tagli che sono stati fatti all'interno dei
capitoli è una responsabilità politica del Governo regionale.
Perché, Presidente, io da semplice cittadino non sono un tecnico ho
semplicemente, sono andato a spulciare capitoli differenti rispetto
ai capitoli che sono inseriti all'interno di questo Assestamento e,
Presidente, di questi capitoli io avevo pure presentato degli
emendamenti che lei ha dichiarato inammissibili.
Presidente, colleghi, andando in Commissione bilancio e spulciando
all'interno del sistema che è presente all'interno della
Commissione bilancio, e mettendo il riferimento dei capitoli,
escono fuori i residui di quei capitoli e, colleghi, io voglio fare
alcuni esempi. Il capitolo 10.85.59 utenze ed energie elettriche e
telecomunicazioni dell'amministrazione regionale ha ancora un
residuo di 150mila euro che si devono spendere entro 3,4 giorni.
Oppure ancora il capitolo Manutenzione ordinaria e riparazione il
21.25.12 ha ulteriori 131mila di residui che al momento non sono
stati toccati, al momento questi capitoli non sono inseriti
all'interno di questo assestamento. All'interno di questo
assestamento ci sono inseriti altri capitoli, quelli riferiti ai
consorzi di bonifica, quelli che fanno riferimento alle vittime
della violenza di genere, quelli che fanno riferimento alle vittime
per estorsioni. Signor Presidente ci sono ulteriori capitoli, come
ad esempio il 10.03.06 di 43mila euro, Manifestazioni anche a
carattere solidaristico e relative pubblicazioni, spese per
ospitalità . Per non parlare di tutti i capitoli che riguardano le
spese degli assessori, dei viaggi degli assessori.
Ebbene, Presidente, se noi mettiamo tutti insieme questi capitoli
che non sono stati inseriti all'interno di questo assestamento,
facciamo un bel gruzzolo che poteva essere utilizzato per non
tagliare altri capitoli. Quindi, quello che c'è all'interno di
questo disegno di legge è una presa di posizione politica di questo
Governo regionale e, colleghi, sapete la Corte dei Conti ci ha pure
bacchettato per quanto riguarda la gestione degli immobili. Ne
parliamo oramai da tanto tempo, il famoso censimento milionario,
gli immobili e i subaffitti e gli affitti di cui questo Governo
regionale non ha nessuna contezza e, in questi due anni, non è
stato fatto nulla e lo certifica la Corte dei Conti.
Ebbene, nonostante tutto ciò, nonostante noi stiamo completamente
dilaniando il futuro dei giovani siciliani, ed il futuro dei
siciliani, questo disegno di legge che riguarda l'assestamento
viene nuovamente presentato dallo stesso assessore all'economia,
dallo stesso vicepresidente, e noi siamo qui a discutere di questo
disegno di legge quando, a mio modo di vedere, ognuno di noi
dovrebbe ribellarsi a questo tipo di scelta.
E non mi si venga a dire che è un documento tecnico, perché di
tecnico questo documento non ha nulla, ci sono delle scelte
politiche ben precise e ben delineate. Colleghi, il Governo
nazionale è venuto in aiuto alla Regione siciliana con lo
spalmamento nei 10 anni, però questo non può essere una soluzione,
Presidente. Questa non può essere una soluzione, la soluzione
l'abbiamo detta più volte è quella delle riforme, ma in questi due
anni di riforme non ne abbiamo viste, di riforme proposte da questo
Governo non ce ne sono state. E, ripeto, non so cosa deve succedere
oltre a quello che già ci ha detto la Corte dei Conti ed oltre a
quello che è stato fatto in questi due anni per vedere, ripeto, la
firma da parte del Vicepresidente della Regione di questo disegno
di legge.
Signor Presidente, il Presidente Musumeci ha di fatto
commissariato l'assessore all'Economia, a mio modo di vedere questa
Aula deve avere un sussulto, deve far capire che i siciliani non
possono essere presi in giro perché, Presidente, alcuni assessori
di questo Governo regionale facevano parte di altri Governi
regionali del passato e, quindi, se c'è un disavanzo, se c'è un
debito, chiamiamolo disavanzo, i siciliani non fanno differenza tra
disavanzo o debito, sono soldi che vengono a mancare ai siciliani
e, soprattutto, ai giovani siciliani.
Dunque, signor Presidente, se all'interno di questo Governo ci
sono assessori che hanno contribuito a questo disavanzo, e dopo
quello che dice pure la Corte dei Conti, questi assessori devono
avere la dignità di dimettersi.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora, quello che è
venuto fuori dalla Corte dei Conti, questo nuovo disavanzo dopo
quello dell'anno scorso, diciamo è vero può essere ascritto a
quello che è successo nel passato, soprattutto al mancato
accertamento forse che è stato fatto negli anni passati e tutti,
giornali ma soprattutto le dichiarazioni da parte del Governo e
degli assessori, sono andati verso questa direzione.
Ovviamente, anche esclusivamente parlando di questo tema, ma
bypassando anche tutto il resto, perché la relazione della Corte
dei Conti, che non è piccolina, perché parliamo praticamente quasi
di centoventi pagine, non parla solo del disavanzo assessore, e lei
lo sa benissimo. Disavanzo che, comunque sia, ha avuto questo ok da
parte di Roma per essere spalmato in dieci anni e, quindi, un
grande aiuto per evitare il default.
Ma nella relazione della Corte dei Conti si parla anche della
gestione dell'amministrazione regionale e dei suoi strumenti
finanziari, parla della chiara inconsistenza della manovra
finanziaria, perché parliamo del 2018. Dice come la Regione non è
stata in grado di raggiungere nemmeno gli obiettivi minimi che essa
stessa si era data. E sulla parola obiettivi, cari assessori, ci
vorrei ritornare, perché sarà una parolina abbastanza importante.
Come ha detto il collega, anche Di Paola, si parla dell'attività
della Regione che sembra abbia avuto finalità elusive per quanto
riguarda sempre la gestione dei bilanci. La parifica che è avvenuta
con aggiustamenti contabili a consuntivo, ovvero a debito. Poi
parla di come, appunto, viene gestito come questa i fenomeni
sintomatici di una notevole resistenza al passaggio dalla logica
emergenziale alla logica anticipatoria, perché questa Regione è
caratterizzata sempre dall'emergenza costante su tutto, sui
rifiuti, sui precari, su qualunque cosa. E non riusciamo mai a
programmare, perché programmare vuol dire fare le riforme, e
riforme, come hanno detto più volte e come abbiamo detto più volte,
ancora non ce ne sono.
Ma la Corte usa parole anche abbastanza pesanti perché dice:
Queste sezioni riunite devono ancora una volta stigmatizzare tale
modus operandi della Regione che sottrae, sistematicamente, alla
gestione del bilancio una quota rilevante degli accantonamenti di
legge generando un'impropria espansione della capacità di spesa .
Quindi, questo non è frutto del passato. Stiamo parlando sempre
dell'esercizio del bilancio del 2018.
Sulla riscossione il dato si palesa in notevole contrasto rispetto
ai due esercizi precedenti. Sul Fondo crediti, di dubbia
esigibilità, parla che il criterio di svalutazione è stato affidato
alla discrezionalità dell'amministrazione: nessun dato certo E
questo non c'entra niente col disavanzo.
Il Fondo contenziosi poi, secondo me, è il top del top perché la
Regione siciliana non si è fornita, non si è dotata, di un'apposita
banca dati, di un sistema di analisi e stima delle controversie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Ciò non ha consentito il reperimento di informazioni per la
quantificazione del rischio. Cioè, nell'era in cui noi con il
cellulare riusciamo a fare di tutto, non riusciamo ad avere un data-
base dove sappiamo quanti contenziosi ci sono in essere e quanti,
ovviamente, sono a rischio soccombenza al cento per cento, al
cinquanta per cento, al venti per cento.
Sul Patrimonio e sul Conto economico, anche lì, la Corte dei Conti
bastona, ma non parla ovviamente del disavanzo, parla della
gestione. Resta gravemente irrisolto il problema della ricognizione
straordinaria del Patrimonio, e delle conseguenze di determinazione
del suo corretto valore. Non sappiamo, ad oggi, a quanto ammonta il
nostro valore del nostro patrimonio. Tale attività risulta ancora
in itinere.
Poi parla della SPI, ovviamente, ma questo sappiamo che è un
problema abbastanza vecchio. Poi parliamo anche dell'andamento
della spesa. Una bassissima, bassissima, propensione agli
investimenti in netto contrasto con la strategia enunciata dal
Governo regionale in sede di DEFR. Quindi quando noi facciamo il
DEFR facciamo il libro dei sogni, non dicendo la verità sullo stato
economico e soprattutto sull'efficienza dell'amministrazione
regionale, perché anche quello fa economia, anche quello fa
recuperare soldi, anche quello porta sviluppo: l'efficientamento
della Pubblica Amministrazione.
Poi, sulla legislazione di spese e su mezzi di copertura qua
praticamente c'è l'apoteosi, perché dice rinvio generico a risorse
già in essere attraverso le riduzioni delle precedenti
autorizzazioni di spesa , questo è quello che si fa sempre. E la
definisce come deprecabile e reiterata metodologia, che si associa
ad una diffusa lacunosità o in molti casi alla totale mancanza
della relazione tecnica che determina una carenza di trasparenza .
Perché quelle che arrivano, assessore, e lei lo sa benissimo, non
sono relazioni tecniche spesso, sono relazioni descrittive. Cioè,
praticamente, è come avere la poesia e accanto la spiegazione della
poesia. Va bene, mi può dare la mano, ma a me serve tecnicamente
capire cosa si sta andando a fare. E quindi si parla della mancata
indicazione delle precipue forme di copertura. La copertura con
rinvio generico alla riduzione di stanziamenti e la ricorrente
carenza delle relazioni tecniche, questi i temi più particolari.
Poi c'è la spesa del personale. La spesa del personale, intanto
bacchetto sempre il discorso dei dirigenti di terza fascia, che io
vorrei ricordare che questo Parlamento o questo Governo voleva fare
una specie di sanatoria, un colpo di mano all'ultimo minuto per
evitare i concorsi, per fortuna questo è rientrato, veniamo
bacchettati sempre nello stesso modo. Abbiamo al 31 dicembre 2018
quattordicimila e 85 dipendenti, che non sono pochi e, nonostante
non sono pochi, noi riusciamo ad essere sempre in ritardo su tutto.
E poi parla del prossimo contratto da stipulare con la dirigenza.
E la Corte dei Conti dice che dovrebbe costituire l'occasione per
accertare i profili connessi al rendimento ed al merito, e
corredando gli aspetti retributivi ad una corretta pesatura di
incarichi e responsabilità. Vi vorrei ricordare che qualche tempo
fa, proprio in questa Assemblea, si parlava di come non si
riuscivano a trovare dirigenti disposti ad andare all'Assessorato
Energia e Rifiuti, e come soluzione proprio io, insieme al mio
Gruppo, avevamo detto, certo, se date l'indennità di carica e di
posizione tutte uguali, e tutti poi riescono ad ottenere anche gli
obiettivi, quegli obiettivi famosi che cita la Corte dei Conti
all'inizio della propria relazione, è ovvio che lì non andrà mai
nessuno.
Invece, se si vanno a diversificare i compensi, aumentandoli dove
ci sono più rischi, è ovvio che si fa una cosa normalissima che
avviene nel resto delle Regioni. Ma chissà perché da noi tutti
prendono lo stesso stipendio, le stesse indennità accessorie,
quindi è ovvio che uno si va a mettere in un posto meno rischioso,
non andrà mai in un Assessorato che è abbastanza complicato.
Ed anche lì si parla delle performance, che è l'altra cosa legata,
diciamo, ai dirigenti e al personale. E dice la Corte dei Conti che
il ciclo delle performance del 2018 ha presentato anomalie
parzialmente analoghe a quelle del 2017 , per dire c'è continuità
amministrativa anche nell'inefficienza. Perché c'è il grave
ritardo, perché tale documento è stato applicato, le performance
del 2018, ovviamente, quando le applichi? Quando le vari? Il 29
novembre 2018, cioè a fine d'anno, quando tutti ormai hanno, sono a
fine lavori, diciamo così, quando invece gli obiettivi li devi dare
prima, all'inizio dell'anno per poi farli raggiungere. La
frammentazione tra le pluralità degli uffici, l'inadeguatezza del
sistema di misurazione e valutazione delle performance, e la
mancanza di un idoneo sistema informativo. Cioè, non abbiamo un
vero e proprio strumento che ci dice ogni dipendente, ogni
dirigente, cosa fa, cosa ha ottenuto, quanto tempo lavora,
eccetera, eccetera.
Ma questa cosa, ovviamente, non la dice solo la Corte dei Conti,
ma anche l'organismo indipendente di valutazione che ha osservato
spesso la mancanza degli indicatori di misurazione, che risultano
imprecisi o non idonei.
Ora, alla fine, tutto quello che ho citato, non c'è una lira qua
dentro, non c'è la parola disavanzo, non c'entra niente con il
riaccertamento che, ovviamente, è una cosa che andava fatta bene
negli anni giusti e spalmati in trent'anni, e questo è un problema,
perché ci avrebbe aiutato molto dal punto di vista economico, ma
dal punto di vista delle riforme, dal punto di vista
dell'efficienza ad oggi non è stato dato un segnale di cambio di
rotta da parte di questo Governo che, oltre al disavanzo vorrei
ricordare che ha anche un debito enorme, di cui il 66,3% sono dei
mutui accesi e il 32,1% è anticipazione di liquidità, quindi,
stiamo parlando di cifre incredibili tant'è che il tasso di
interesse pagato ogni anno è di 234 milioni che non sono
bruscolini
Ora tutti parlano che il problema sono stati i Governi precedenti
che hanno creato questa cosa, ce li siamo ritrovati, benissimo,
però se quelli - come diceva anche il collega - che c'erano prima
oggi diventano Governo, e se soprattutto quei dirigenti che c'erano
prima, noi ce li ritroviamo rinominati sempre in posizioni apicali,
vuol dire che forse noi vogliamo quella continuità di mala gestio
che ha fatto sì di rilegare la Regione siciliana sempre tra gli
ultimi posti.
Poi, dal punto di vista politico tutti ripetono, tutti se la
prendono con quelli passati, ma nel momento che c'è stata
l'opportunità di chiedere, tra virgolette, non dico a tutti, ma a
qualcuno sicuramente in modo meritato, il risarcimento danni per
quello che hanno combinato qua dentro in quest'Aula tagliando
seriamente i vitalizi, purtroppo questo non è avvenuto, non era una
questione di privilegi, di cose, era una questione veramente di
recuperare un po' di danno che hanno fatto a tutti i siciliani, ma
questo non avviene, speriamo in un cambio di rotta ma, con tutta la
buona volontà e con tutta l'apertura del Governo nazionale, io non
vedo miglioramenti seri da parte di questa Regione, e soprattutto
interventi seri da parte di questo Governo.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, ecco oggi finalmente lo possiamo dire che siamo sul
disastro economico e finanziario di questa Regione, ci tengo a
sottolinearlo e, per carità, anche con amarezza e tristezza perché
ad oggi ho sentito frasi del tipo ma io non c'entro niente, ma io
che ne so, ma io sono all'opposizione , ebbene, credo che sia
intanto importante e giusto dire che dagli anni novanta ad oggi i
responsabili sono tutti coloro che erano presenti in quest'Aula,
maggioranza e opposizione, perché anche le opposizioni che sono
state in silenzio, che non sono intervenute, o per incompetenza, o
per mancanza di conoscenza, o per coprire delle situazioni per
convenienze politiche o personali, sono responsabili.
Anche lei, Presidente Musumeci, io non ricordo suoi interventi
passati riguardo a questo disastro finanziario preannunciato della
Regione e, a maggior ragione, lei ha scelto di attorniarsi con la
sua squadra di Governo di persone che facevano parte dei Governi
precedenti, lo hanno fatto notare anche i miei colleghi, ma io
penso che sia anche importante ricordarlo: lei, assessore Armao,
era assessore dell'allora Presidente Lombardo, l'assessore Lagalla
credo che era assessore alla Sanità del Presidente Cuffaro e
ancora, l'assessore Turano assessore agli Enti locali dell'ex
Presidente Leanza, tutti qua, poi fa male leggere appunto chi se ne
lava le mani e chi si discolpa.
Non mi resta, io purtroppo sono giovane, non ho memoria per
ricordare tutti i vari cambi di casacca che ci sono stati e,
quindi, per ricostruire nell'esattezza tutti i fatti che sono
avvenuti e non mi resta anche a me che leggere la relazione della
Corte dei Conti che poi è diventata anche il titolo della Sicilia
del 13 dicembre il disavanzo accertato è di 2 miliardi di euro,
per i giudici la Regione non è stata in grado di raggiungere
nemmeno gli obiettivi minimi che essa stessa si era data con la
legge di Stabilità .
Ebbene, ora è intervenuto il Governo Conte. Non ha salvato la
Sicilia; ci ha dato un compito: ci sono 90 giorni di tempo per
trovare l'accordo con lo Stato e dare una concreta programmazione
della volontà di sanare questo bilancio. Quindi, non si sta
chiedendo alla Regione di fare tagli orizzontali, senza
ragionamenti politici.
Mi preme sottolineare quello che ho letto nei documenti.
Somme destinate ai Consorzi di bonifica per la proroga dei
contratti di lavoro: meno 923.000 euro.
Spese per la prevenzione di interventi per il controllo degli
incendi boschivi: meno 650.000 euro.
Contributi alle associazioni antiracket riconosciute: meno 321.000
euro.
Contributo per il sostegno alla formazione degli orfani delle
vittime di mafia: meno 69.000 euro.
Contributo ai comuni che attivano procedure di riequilibrio
economico-finaziario: meno 2.000.000 di euro.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Contributi ai Consorzi universitari: meno 290.000 euro.
Spese per la redazione del piano generale per la tutela
dell'ambiente, del piano di risanamento delle acque e il censimento
dei corpi idrici: meno 50.000 euro.
Spese per il funzionamento degli Uffici periferici del demanio
marittimo regionale: meno 133.000 euro.
E potrei continuare. Sono stati tolti fondi anche per i parchi,
per il monitoraggio meteo-idrico-pluviometrico. E in totale altri
500.000 euro sempre per la prevenzione degli incendi boschivi.
Ecco, leggendo tutti questi dati arriviamo a 5 milioni e 500 mila
euro. Guarda caso sono l'ultima somma che ha permesso a questo
Governo di puntare sui cavalli. Ecco, mi direte che non c'entra
nulla. Però sono scelte politiche che ritornano, che fanno male ai
Siciliani, che ancora una volta si vedono tagliati senza
ragionamenti i servizi essenziali e poi, dall'altra parta, vedono
che si può ancora spendere e spandere molti soldi.
Ebbene noi adesso chiediamo che in questi 90 giorni il Presidente
faccia di tutto per non fare fallire quest'Isola, per non farla
affondare. Faccia di tutto per fare quelle famose riforme che ha
tanto decantato in campagna elettorale, perché se non è capace,
Presidente, si dimetta e lasci il timone a qualcun altro. Grazie.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Grazie signor Presidente. Considerata l'importanza dei
temi che stiamo trattando, che comunque avranno un riverbero sugli
esercizi successivi, su cui, evidentemente, un approccio più che
istituzionale sarebbe in questo momento assolutamente auspicabile -
come, peraltro, io credo che si sia svolto ieri in sede di
Commissione bilancio - io penso che le problematiche poste poc'anzi
dall'onorevole Cracolici, e ribadite dal Presidente Lupo, meritino,
Presidente Miccichè, una risposta.
Abbiamo ascoltato l'assessore; ma 27 milioni, o quello che sarà,
non possono essere spariti nel nulla; quindi o ci sono, o non ci
sono.
Noi vorremmo capire alla luce di quale, come dire, valutazione
Io ho motivo di fidarmi degli Uffici dell'Assemblea regionale
siciliana, che non pongono in essere atti normativi, semplicemente
interpretano, con elevato profilo professionale, quelle che sono le
norme dell'ordinamento giuridico regionale e nazionale. Per cui mi
viene il dubbio che c'entri molto l'articolo 10 della legge 1/2019
che, in qualche modo, poneva delle condizioni perché si
realizzassero le condizioni poi previste dal comma 2 di quella
stessa norma.
Tutto ciò che è esattamente previsto nel comma 1 dell'articolo 10
della legge 22 febbraio 2019, n. 1, parlavamo della diluizione
trentennale, ecco per specificarla meglio, non si è verificato,
esattamente, in questo modo, per cui, al comma 2, noi ci troviamo
con una norma che recita testualmente: A seguito dell'entrata in
vigore dell'autorizzazione di legge, di cui al comma 1 , quindi,
dando per scontato che questo possa, poteva accadere, sono
ripristinate le autorizzazioni di spesa di cui al medesimo allegato
2. .
Ed in questo senso, noi, piuttosto che produrre oggi, al di là
dell'inammissibilità che ha deciso il Presidente, anche sugli
emendamenti di carattere ordinamentale o normativo, siamo
intervenuti, come Gruppo parlamentare del Partito democratico,
esattamente, sul comma 2, riferito, ovviamente, al comma 1,
dell'articolo 10, della legge n. 1 del 2019.
Mi rivolgo ora al Presidente dell'Assemblea regionale siciliana
che, ovviamente, ha la responsabilità degli Uffici, poiché gli
Uffici non si saranno certamente inventati questo e, quindi, io
condivido, l'ho espresso con grande chiarezza, ieri, in Commissione
bilancio, perché tutto ciò che è accaduto in queste settimane, le
posizioni dubbiose prima che venisse posto in essere il
provvedimento del Consiglio dei Ministri alla diluizione decennale
e, successivamente, la posizione netta, a garanzia dei conti della
Regione degli Uffici della Regione, per cui, l'ho ribadito io
stesso, ieri, in Commissione bilancio che le economie,
eventualmente, realizzate sui fondi stanziati nel bilancio di
previsione 2019-2021, oggetto dell'assestamento di cui stiamo
trattando, non possono che essere utilizzate per migliorare e
rafforzare i saldi di finanza pubblica.
Noi, abbiamo bisogno, signor Presidente, il Parlamento credo che
abbia bisogno di capire, se questi 27 milioni ci sono, se ci sono
che fine hanno fatto e se ci sono, evidentemente, occorre che
l'assestamento di bilancio ne tenga conto e, quindi, tecnicamente,
bisogna che il Governo, assessore, trovi una soluzione.
Chi ha posto il problema, pertanto, penso che abbia la necessità,
ecco lo dico in questo modo, di dare precise puntualizzazioni al
Parlamento e, se è necessario, al Governo.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi, l'ultimo intervento
dell'onorevole Sunseri.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo. Signor
Presidente, io vorrei, anche per non ripetere gli interventi già
effettuati, porre la mia attenzione, innanzitutto sul procedimento
seguito.
Ho sentito, più volte, ripetere in questi giorni, così anche
quest'oggi in Aula, che, oggi, si discute di un provvedimento
tecnico. E, per questo motivo, già in Commissione bilancio, si è
tolta la possibilità ai colleghi, a tutti noi, di presentare
emendamenti. Ed anche in questa fase che ci ha portato all'Aula, è
stato, particolarmente, contingentato il tempo per la
presentazione, quando già si era capito, aprioristicamente, quando
ancora non si conosceva il contenuto degli emendamenti, che essi
sarebbero stati dichiarati inammissibili. Quando ancora questo
contenuto non si conosceva. Tant'è che si è cercato, anche, di fare
un passaggio in Commissione, in Capigruppo, dove cercare di dare
una legittimazione politica, da parte dell'Aula, a questa volontà
del Governo di non accettare emendamenti, probabilmente, perché si
temeva che da parte di tutta l'Aula scendesse una valle di
emendamenti che paralizzasse l'attività.
Al netto, ora, di questo modo di procedere, col quale mi trovo, e
desideravo manifestarlo, in totale disaccordo: visti tutti i
rilievi fatti dalla Corte dei Conti e che non sto qui a ripetere;
considerato che la Corte dei Conti, in maniera chiara e netta,
evidenzia che questo Governo non ha, comunque, fatto ciò che doveva
fare; considerato che il Presidente Musumeci, pochi mesi fa, ha
rinnovato e ribadito, in questa sede, la sua fiducia nell'assessore
Armao; considerato che il Movimento 5 Stelle ha giocato la sua
parte, interloquendo ed interagendo, in appoggio anche al
Presidente Musumeci che, correttamente, ha scritto al Presidente
Conte che il Movimento Cinque Stelle da questo punto di vista si è
reso disponibile e responsabile per evitare quello che però il
procedimento di fallimento a cui questo Governo ha contribuito, e
lo dice la Corte dei Conti, non io.
Ora mi chiedo: nel momento in cui il Governo nazionale concede a
questo Governo di spalmare il disavanzo in dieci anni, abbiamo
intenzione di procedere su questa strada con le stesse forze che ci
hanno portato in questo stato oppure no? Il Presidente Musumeci
conferma la sua fiducia nell'assessore Armao nonostante quello che
ha scritto la Corte dei Conti oppure no? Io credo che questo
dovrebbe essere oggi detto in quest'Aula, e vorremmo capire se c'è
l'intenzione di intraprendere un procedimento virtuoso oppure no,
perché con gli stessi attori io non capisco come questo
procedimento di ristrutturazione dei conti pubblici della Regione
siciliana sia possibile.
Grazie.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi do la risposta sia all'onorevole
Gucciardi che agli altri intervenuti.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente
Musumeci io me l'aspettavo una breve relazione oggi da parte sua a
questa Assemblea, perché quello che è successo nell'ultima
settimana è stata una cosa molto importante, perché altrimenti oggi
l'assestamento che abbiamo davanti non sarebbe stato lo stesso.
Sarebbe stato un assestamento lacrime e sangue, se lo possiamo
definire in questo modo, con tantissimi tagli anche che
riguardavano i comuni, la parte viva di questa Regione. E quindi mi
sono permesso di intervenire all'ultimo perché pensavo che in
qualche modo lei venisse in Assemblea a relazionare su quanto è
successo. E invece, magari mi smentirà, ovviamente, successivamente
con il prossimo intervento, lei sta avendo lo stesso atteggiamento
che abbiamo stigmatizzato. L'atteggiamento di chi si presenta a
Roma dando le responsabilità ai Governi precedenti, l'atteggiamento
di chi si ripresenta senza avere un minimo di credibilità al
tavolo.
Perché io ho fatto un ragionamento dopo la sentenza della Corte
dei Conti. Ho detto: se fossi stato al posto del Presidente
Musumeci, come obiettivamente bisogna affrontare il problema?
Sicuramente non c'erano altre vie o altre soluzioni
nell'immediato, se non quello di spalmare il disavanzo nei prossimi
dieci anni, altrimenti saremmo falliti, questa è discussione
inutile anche semplicemente da riproporre.
Però, veda onorevole Presidente della Regione, se si vuole essere
credibile ad un tavolo, e in quel caso credibili alla Presidenza
del Consiglio dei Ministri e ad un Consiglio dei Ministri in cui si
discute della Sicilia, io mi sarei presentato in maniera diversa.
Mi sarei presentato con la voglia da parte di un Governo regionale
di presentare una serie di riforme atte a superare quel disavanzo
che ormai è deficitario, strutturale, di questa Regione.
Da quando lei è Presidente ad oggi, nessuna norma che lei ha
presentato a questa Assemblea riduce in alcun modo il disavanzo di
questa Regione. Nessuna riforma mette in atto quel processo
necessario per rompere quel deficit, quel disavanzo che continua ad
essere presente in ogni sentenza della Corte dei Conti.
Certo, non le nascondo che dopo aver sentito la lezione da parte
del Ministro Provenzano che era capo di gabinetto dell'assessore
Bianchi nel Governo Crocetta, un po' anche a me le orecchie
stonavano. Però questo non vuol dire assolutamente nulla,
Presidente Musumeci.
Io mi aspettavo da parte sua un atto concreto, che lei si
presentasse davanti al Consiglio dei Ministri con un pacchetto di
riforme, e questo adesso lo dovrà fare perché nella norma questo è
stato richiesto.
Dal Consiglio dei Ministri è uscita una norma, la cosiddetta
salva Sicilia , in cui si specifica che entro 90 giorni questo
Governo, in concordato con il Governo centrale, dovrà presentare
delle riforme, o un pacchetto di riforme, che possano portare
questa Regione a uscire da quello che è un disavanzo ormai
strutturale che questa Regione produce ogni anno.
E uno di questo potrebbe essere, così come le dicevo poco fa nel
consolidato l'accorpamento di enti, la soppressione di enti
inutili, di partecipate che non funzionano, che non hanno più
utilità.
Allora, Presidente, io mi auguro che lei mi smentirà subito dopo,
ma lo farà sicuramente per il bene di questa Sicilia, perché se
questa Regione continuerà ad essere gestita nello stesso modo in
cui è stata gestita finora, il prossimo anno ci ritroveremo un
nuovo disavanzo. E io le dico con estrema sincerità quello che ho
detto anche al Presidente Conte. Io non sono sicuro che questa
norma non sia incostituzionale. E lo dico con grande
preoccupazione, perché già più volte la Corte Costituzionale si è
pronunciata su questa vicenda.
E, allora, se fossi al suo posto comincerei a mettermi al riparo,
perché bisogna trovare una soluzione per uscire fuori da questo
disavanzo strutturale di questa Regione. E servono delle riforme
anche impopolari, però se non avviamo questa strada noi ci
ritroveremo il prossimo anno nuovamente a dover gestire, con
un'ottica emergenziale - così come più volte evidenziato dalla
Corte dei Conti - piuttosto con un'ottica programmatica, cioè
cominciare a vedere la gestione di questa Regione - che, purtroppo,
per troppi anni da tutte le parti politiche per fortuna, ad oggi,
escluso il Movimento Cinque Stelle che non ha governato questa
Regione - è stata amministrata. Anche perché, concedere alle
opposizioni la possibilità di dover dire adesso la responsabilità
è vostra' sicuramente non è piacevole.
Però, c'è una mancanza anche da parte del suo Governo che è quella
di dover avviare, necessariamente, delle riforme che possano
stravolgere l'assetto di questa Regione. Perché se non usciamo da
questa logica, purtroppo, il prossimo anno mi rivedrà nuovamente da
questo scranno - e sono certo non le farà piacere, non fa piacere
neanche a me - riascoltare le stesse identiche parole. Quello che
le chiediamo - e quello che poi, tra l'altro, lei dovrà fare,
perché nella norma è anche stato specificato - presenti a questa
Assemblea, a queste Commissioni di questo Parlamento, delle azioni
serie, concrete, che possano fare uscire questa Regione da quel
deficit strutturale che viene ogni anno trovato dalla Corte dei
Conti, e che ci permetterà di avere una gestione sana e concreta di
questa Regione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi non ci sono più iscrizioni a
parlare. Parlate in dichiarazioni di voto tra un poco. L'intervento
dell'onorevole Gucciardi ha, di fatto, chiarito il problema qual
era. E, cioè, il fatto che non si sia verificata la condizione
della spalmatura trentennale che era prevista.
Per cui, vi dico molto sinceramente per chiudere l'argomento, se
il Governo avesse presentato un assestamento con dentro i 27
milioni a cui faceva riferimento l'onorevole Cracolici, l'avremmo
considerato inammissibile noi. Non ci sono quei 27 milioni. Ci
sarebbero stati nell'eventualità di una spalmatura trentennale.
Siccome quella condizione non si è verificata - se volete vi posso
anche dare i dati, ma non so se vale la pena - erano previsti
importi, trasferimenti per 655.710, si è verificata per soli
114.407, 27 sono rimasti proprio fuori. Non è che il Governo non li
ha voluti considerare, non ci sono proprio.
Quello che ha fatto il Governo è quello che si poteva fare e
quello che si doveva fare, altrimenti avremmo considerato noi,
questa proposta di legge sull'assestamento, non proponibile. Vi
prego, io ho lasciato che tutti, ovviamente, esprimessero le
proprie idee in modo che ci fosse una tranquillità da parte di
tutti, ma vi garantisco che non c'è più da fare domande al Governo
o ad altri, perché la situazione questa è e questa può rimanere,
non potrebbe cambiare.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cafeo ha chiesto congedo per
la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
672/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 1. Ne do
lettura:
Possiamo passare alla votazione.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
Art. l.
Residui attivi e passivi risultanti dal rendiconto
generale
l. I dati presunti dei residui attivi e passivi
riportati rispettivamente nello stato di previsione delle
entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio
finanziario 2019, sono rideterminati in conformità ai
corrispondenti dati definitivi risultanti dal rendiconto
generale per l'esercizio finanziario 2018 rispettivamente
in euro 4.481.714.484,82 ed in euro 3.524.549.763,77. Le
differenze tra l'ammontare dei residui del rendiconto e
l'ammontare dei residui presunti riportato nello stato di
previsione del bilancio per l'esercizio finanziario 2019,
sono rappresentate nell'allegato l alla presente legge.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto: chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio finanziario
2019
1. Il Fondo di cassa all'inizio dell'esercizio
finanziario 2019 è determinato in euro 314.291.938,09.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Saldo finanziario dell'esercizio precedente
l. Il saldo finanziario del Rendiconto generale per
l'esercizio finanziario 2018 risulta positivo per
complessivi euro 357.341.383,68. Tale saldo finanziario,
composto dal risultato di amministrazione negativo dei
fondi regionali pari ad euro 6.105.931.614,06 e dal
risultato di amministrazione positivo dei fondi non
regionali pari ad euro 6.463.272.997,74, è rideterminato,
per effetto dei vincoli e degli accantonamenti di cui
agli articoli 5 e 6, quale saldo finanziario negativo, in
complessivi euro 7.313.398.073,97.
Non ci sono emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
Art. 4.
Disavanzo finanziario al 31 dicembre 2018
l. Il saldo finanziario negativo di euro 7.313.398.073,97 al 31
dicembre 2018 è composto dalle seguenti quote:
a) euro 1.338.315.181,92 relativo al residuo al 31 dicembre 2018
del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla delibera di Giunta n.
229 del 14 settembre 2015;
b) euro 4.761.245.284,17 relativo al residuo al 31 dicembre 2018
del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei
residui;
c) euro 187.218.858,42 relativo al disavanzo derivante dalla
gestione dell'esercizio 2017;
d) euro 1.026.618.749,46 relativo al disavanzo derivante dalla
gestione dell'esercizio 2018.
2. A parziale modifica del piano di rientro di cui all'articolo l
della legge regionale 30 settembre 2015, n. 21 e successive
modifiche ed integrazioni, il saldo finanziario negativo di euro
7.313.398.073,97, di cui al comma 1, è ripianato come segue:
a) per euro 1.338.315.181,92:
a1) in 16 quote costanti di euro 57.131.972,20 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2019 relative al residuo al 31 dicembre
2018 del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla delibera di
Giunta n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai sensi del comma
886 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145;
a2) in 10 quote costanti di euro 42.420.362,67 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2019 relative alle quote non recuperate
al 31 dicembre 2018 del disavanzo dell'esercizio 2014 di cui alla
delibera di Giunta n. 229 del 14 settembre 2015 da ripianare ai
sensi del decreto legislativo recante norme di attuazione dello
Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei
controlli approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre 2019;
b) per euro 4.761.245.284,17:
b1) in 26 quote costanti di euro 164.180.871,87 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2019 relative al residuo al 31 dicembre
2018 del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei
residui da ripianare ai sensi dell'articolo 3, comma 16, del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche
ed integrazioni;
b2) in 10 quote costanti di euro 49.254.261,56 a decorrere
dall'esercizio finanziario 2019 relative alle quote non recuperate
al 31 dicembre 2018 del disavanzo derivante dal riaccertamento
straordinario dei residui da ripianare ai sensi del decreto
legislativo recante norme di attuazione dello Statuto speciale
della Regione siciliana in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili, dei conti giudiziali e dei controlli approvato dal
Consiglio dei Ministri il 23 dicembre 2019;
c) per euro 187.218.858,42 in 30 quote costanti di euro
6.240.628,61 a decorrere dall'esercizio finanziario 2019 relative
al disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2017 da
ripianare ai sensi del comma 874 dell'articolo 1 della legge 30
dicembre 2018, n. 145;
d) per euro 1.026.618.749,46 in 10 quote costanti di euro
102.661.874,95 a decorrere dall'esercizio 2019 relative al
disavanzo derivante dalla gestione dell'esercizio 2018 da ripianare
ai sensi del decreto legislativo recante norme di attuazione dello
Statuto speciale della Regione siciliana in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili, dei conti giudiziali e dei
controlli approvato dal Consiglio dei Ministri il 23 dicembre
2019».
Comunico che all'articolo 4 è stato presentato un emendamento
tecnico, che di fatto sostituisce il decreto legislativo con la
delibera del Presidente della Repubblica, e che quindi è ovvio che
debba essere approvato.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
Art. 5.
Quote vincolate
1. L'importo complessivo delle quote vincolate del risultato di
amministrazione è definitivamente determinato in euro
4.198.984.676,04, di cui euro 3.623.154.256,58 riferiti ai
trasferimenti extraregionali, euro 299.473.482,85 relativi ai
vincoli derivanti da leggi e dai principi contabili, euro
20.500.542,78 ai vincoli per rischi connessi ai contratti derivati
ed euro 255.856.393,83 relativi ad altri vincoli.
Comunico che all'articolo 5 non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Quote accantonate e quote destinate agli investimenti
1. L'importo complessivo delle quote accantonate del risultato di
amministrazione è definitivamente determinato in euro
3.447.106.231,96, di cui euro 2.438.598.061,20 relativi alle
anticipazioni di liquidità ex decreto legge 8 aprile 2013, n. 35 e
successive modifiche ed integrazioni, euro 121.897.644,42 per fondo
crediti dubbia esigibilità determinato sull'ammontare dei residui
attivi definitivi al 31 dicembre 2018 dei fondi regionali e dei
fondi extra-regionali, euro 520.966.376,29 per accantonamento
residui perenti al 31 dicembre 2018 dei fondi regionali e dei
fondi extra-regionali, euro 201.223.228,10 per fondo rischi
contenzioso ed euro 4.778.010,26 per fondo passività potenziali
relative a perdite da società partecipate, nonché euro
159.642.911,69 per altri accantonamenti.
2. L'importo complessivo delle quote vincolate agli investimenti,
definitivamente determinato in euro 24.648.549,65 è destinato al
cofinanziamento dei Programmi comunitari e di altri Progetti
nazionali e comunitari, nonché per il finanziamento di progetti di
carattere infrastrutturale, ambientale e/o indirizzati alla ricerca
di acque dolci nei limiti delle somme di cui al comma 2,
dell'articolo 5 della legge regionale 5 dicembre 2016, n. 24, non
impegnate nell'esercizio 2018.
Comunico che all'articolo 6 non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
Art. 7.
Giudizio di parificazione della Corte dei Conti
Per effetto delle risultanze del giudizio di parificazione
espresso, a norma dell'articolo 40 del testo unico approvato con
Regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, dalle sezioni riunite della
Corte dei Conti per la Regione siciliana sul Rendiconto generale
della Regione per l'esercizio finanziario 2018, la complessiva
somma di euro 255.856.393,83, di cui all' articolo 5, al fine di
una rappresentazione qualitativamente più adeguata, è da includere
nella parte accantonata del risultato di amministrazione, in luogo
della parte vincolata.
Comunico che all'articolo 7 non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 7. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
Art. 8.
Stato di previsione dell'entrata e della spesa
1. Nello stato di previsione della spesa per il triennio 2019-2021
sono introdotte le variazioni di cui all'annessa tabella A ,
comprensive delle variazioni discendenti dall'applicazione delle
disposizioni della presente legge.
Comunico che all'articolo 8 non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Art. 9.
Abrogazione e modifiche di norme
1. I commi 1, 2 e 2bis dell'articolo 8 della legge regionale 9
maggio 2017, n. 8 sono abrogati.
2. Il limite di impegno autorizzato dall'articolo 18, comma l,
della legge regionale 17 maggio 2016, n. 8 è differito all'anno
2020.
3. Le autorizzazioni di spesa per l'esercizio 2019 di cui
all'allegata Tabella B sono ridotte per gli importi a fianco
indicati.
Comunico che all'articolo 9 non sono stati presentati emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 9. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Art. 10.
Allegati all'assestamento
l. Sono approvati i seguenti allegati:
a) Nota integrativa all'assestamento, ivi compresi i prospetti del
disavanzo di cui al D.M. 4 agosto 2016 (allegato 2);
b) prospetto dimostrativo aggiornato dell'equilibrio di bilancio
per ciascuno degli anni considerati nel bilancio triennale
(allegato 3).
Comunico che all'articolo 10 non sono stati presentati
emendamenti.
Pongo in votazione l'articolo 10. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.
Comunico che è stato presentato il solito emendamento dell'entrata
in vigore della legge.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'unico emendamento di cui ho parlato già con alcuni
Capigruppo è quello relativo agli Asu che avete ricevuto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
A questo punto, onorevoli colleghi, se prendete posto, votiamo
tutta la legge.
Hanno chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole
Dipasquale per primo, l'onorevole Tamajo, Cracolici. Fate tutti lo
stesso Gruppo? Votate tutti in maniera diversa? Va bene.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
assessori, colleghi parlamentari, il nostro sarà un voto contrario,
ed è un voto contrario per tante delle cose che qui sono state
dette e che sono state dette non solo da noi.
Ci apprestiamo a lasciare una Sicilia senza risposte e, purtroppo,
questa Sicilia senza risposte, questa Sicilia che non va bene e
questo Governo che non va bene, non è che lo diciamo solamente noi
i cattivi parlamentari di opposizione, ma lo dicono i sondaggisti
nonostante il passo in avanti - lei non c'era l'altra volta - io le
ho fatto i complimenti per il passo in avanti al penultimo posto
però sempre penultimo posto è, e purtroppo anche la Corte dei Conti
certifica quelle che sono le incapacità di Governo di questa
compagine di Governo, e la certifica con parole dure, pesanti. La
certifica e si certifica anche il disavanzo prodotto da questo
Governo per un miliardo e ventisei milioni di euro.
La verità è che la dobbiamo smettere tutti. Oggi ho sentito tutto
ed il contrario di tutto. Mi è sembrato fuori luogo anche il
riferimento di un collega che condivide la maggioranza con me a
Roma, attaccare il ministro Provenzano solamente perché svolgeva un
ruolo tecnico con l'allora assessore. Proprio questa io l'ho
considerata fuori luogo, la considero fuori luogo per tutta una
serie di motivi, sia nel merito ed anche nella forma.
Così come ritengo che le responsabilità, e l'ho detto più volte,
di questo grandissimo fallimento politico che si trova la Sicilia
ad affrontare per i danni economici che tutti noi conosciamo, è
dovuta a chi ha governato, è dovuta a chi ha fatto opposizione,
compreso il Movimento Cinque Stelle che è stato all'opposizione
negli ultimi sette anni. Cioè, quindi, nessuno è escluso da questo.
Nessuno è escluso perché purtroppo coloro che hanno governato, e
forse anche noi che abbiamo e chi ha fatto opposizione, che si
passi la mano sulla coscienza chi ha prodotto e chi ha
responsabilità.
Detto questo, mi permetto di dire, signor Presidente, non è vero
che Roma non ha interesse verso la Sicilia. Io ho letto una sua
dichiarazione tempo fa Musumeci non si fa illusioni. Lo Stato non
c'è. Io a Roma ci vado spesso, ma non è lì che si risolvono i
problemi . Forse è stato quando è andato da Salvini, perché ha
fatto confusione, parlava forse dei porti, parlava forse della
questione dei porti, del campo profughi. Roma è un'altra cosa. Roma
è quella che le ha dato la possibilità, le hanno fatto fare una
brutta figura su questo, che le ha dato la possibilità e grazie al
Partito Democratico, ed io ringrazio Provenzano che è stato uno di
quelli che si è impegnato per questo, ed a Boccia ed a tutto il
Governo..
MUSUMECI, presidente della Regione. Perché i Cinque Stelle non
c'erano?
DIPASQUALE. Non si innervosisca, signor Presidente, la prego, ma
la supplico. Non si deve innervosire. Siamo dopo Natale, si
avvicina l'anno nuovo.
Quindi, caro Presidente, purtroppo il Governo nazionale c'è, l'ha
dimostrato, noi ci siamo facciamo la nostra parte, la verità quale
è? Ed è la grande preoccupazione che tutti noi abbiamo che lei non
è in grado di svolgere il ruolo di Presidente che possa fare le
grandi riforme in Sicilia, un uomo che non riesce a costruire con
la sua maggioranza, un uomo che non riesce a costruire con le
opposizioni, che invece di costruire ponti ogni giorno rompe e
distrugge un ponte, ma può un uomo di questo costruire l'iter, la
possibilità, ecco di far fare le riforme al Parlamento? No, lei non
c'è l'ha questa capacità.
Lei lo ha dimostrato, e lo ha dimostrato in questi due anni
distruggendo giorno dopo giorno quelle che sono le sono le
possibili alleanze, le possibili condivisioni, lei su questo ha
fallito e ha fallito pienamente, e la preoccupazione proprio nostra
è questa, cioè che per queste riforme che servono e che possono
mettere in condizione la Sicilia di riprendersi e di dare delle
risposte, serve un Presidente che sia autorevole, ma autorevole non
nella forza, un Presidente che non vada a girare i territori con la
manina solo con i deputati del suo partito, un Governo che non
ascolta solamente i deputati del suo partito, non serve un
Presidente che guardi solamente agli amici, serve un Presidente che
riesca a fare sintesi e che riesca a fare sintesi.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà
TAMAJO. Signor Presidente, Governo, colleghi deputati, Presidente
mi fa piacere che oggi lei è qui presente in Aula, e vorrei
sottolineare l'atteggiamento responsabile da parte di quest'Aula
che oggi ha esitato, anzi già due, ma siamo in corso di esitare il
terzo provvedimento, tre provvedimenti direi importanti. E non lo
ha fatto perché vuole creare una stampella, vuole creare, o c'è
stato un accordo, ma lo sta facendo perché vuole bene alla Sicilia
e ai siciliani e capisce bene questa Aula quanto sia importante
oggi votare questi provvedimenti.
Anche il Governo nazionale devo dire nei scorsi giorni ha votato
un provvedimento importante senza guardare il colore politico della
Sicilia, e non l'ha votato soltanto il Partito democratico
onorevole Dipasquale, ma in quel tavolo c'era presente il Partito
democratico, il Movimento 5 Stelle e Italia Viva, che ha fatto
anche un emendamento a quel decreto, a quel tipo di provvedimento,
questo lo voglio anche sottolineare.
Ora qui ogni qualvolta ci sono stati interventi, io ho ascoltato
con grande attenzione, i colleghi devo dire si è parlato di
irresponsabilità, di addossare responsabilità al Governo
precedente, chi al Governo ancora precedente, chi al Governo di 20
anni fa, di 30 anni fa ecco...
Presidente del Vicepresidente DI MAURO
Io non voglio addossare la responsabilità a nessuno, qui siamo
tutti responsabili di quel che è successo, e tutti siamo
responsabili oggi nel trovare una soluzione affinché la Sicilia
esca dal guado.
Non parlo di responsabilità, non parlo di immobilismo, non parlo
di riforme, non parlo delle riforme mancate, parlo soltanto di
interventi da attuare nell'immediato, interventi da attuare per il
bene della Sicilia e dei siciliani, non voglio affrontare nemmeno
il tema della Corte dei Conti, di un giudizio di parifica che, devo
dire, è stato molto severo nei confronti della Sicilia, di questo
Governo, dell'Aula e della politica in generale che deve fare
riflettere tutti noi verso un nuovo modo di fare politica,
Presidente, e soprattutto verso un cambiamento, e attuando una
inversione di tendenza che deve essere netta e chiara se vogliamo
risollevarci da questo momento, come dire, drammatico per
l'economia e per le finanze di questa Regione.
Io chiudo dicendo che il mio voto sarà un voto di astensione, il
mio voto sarà un voto di astensione perché, e qui voglio fare una
domanda all'assessore Armao. Assessore Armao io ho verificato
alcuni capitoli: mancano 465 mila euro forse per i PIP, mi può dare
conferma? Mancano delle risorse per quanto riguarda gli Asu,
mancano delle risorse per quanto riguarda i soggetti che
percepiscono il reddito minimo, mancano delle risorse per quanto
riguarda i consorzi di ricerca, mancano delle risorse per quanto
riguarda i teatri, parliamo di circa due milioni di euro che non
fanno chiudere i bilanci ai teatri, mi riferisco al Teatro Massimo
di Palermo, al Teatro Bellini di Catania, mancano forse le risorse
per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, mancano le
risorse per quanto riguarda, onorevole Cordaro, le riserve ed il
personale dipendente delle riserve.
Allora assessore Armao, è giusto in questo momento storico fare
chiarezza e capire qual è la strategia del Governo in merito a
queste problematiche e come le vuole risolvere. Intanto io faccio
una dichiarazione di voto, che il mio voto è di astensione, nel
frattempo gradirei da lei, assessore, capire qual è la strategia
del Governo in merito a questi temi che sono temi importanti e che
devono fare stare tranquilli la Sicilia, i siciliani, i teatri, la
cultura, i dipendenti e tutta una serie di comparti.
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Tra il
dire ed il fare ci sta di mezzo il mare. E' facile dare colpe ad
altri e non, invece, dare la possibilità ad un Governo che sta
lavorando.
Presidente, non se la prenda con coloro che non conoscono i fatti.
I Governi precedenti hanno fatto di tutto e di più e, quindi, ci
sono questi ulteriori tre anni Presidente, ci sono tre anni per
approvare quelle riforme che diceva il collega Sunzeri, che sono
importanti per cambiare, finalmente, le sorti di questa Isola.
Questo Governo, il mio voto è favorevole lo anticipo, ad oggi ho
seguito bene quali sono state le direttive, e sta lavorando bene,
con che cosa doveva lavorare con un arnese che non ha? Sta
lavorando affinché possa portare a compimento le malefatte fatte da
altri, oggi il Governo sta affrontando un problema che la Corte dei
Conti ha dato un indirizzo su come comportarsi, norme di
comportamento della spesa pubblica.
Ecco, quando il Governo intraprende un percorso del genere, caro
collega Dipasquale, e lo sta riprendendo, perché poco fa si parlava
delle società partecipate, si parlava di bilancio consolidato, ha
detto bene l'assessore prima, anche quando c'era al Governo il
centrosinistra, non avete mai parlato, non abbiamo mai parlato, di
consolidato. Oggi 48 enti su 154, l'ha ribadito il collega Sunzeri,
sono salvi e si salveranno, ma si salveranno solo ed esclusivamente
se diamo dei soldini affinché possano portare a compimento i
progetti degli enti, ma se noi non gli facciamo fare niente, non
hanno nessun bilancio da presentare.
Quindi, Presidente, il mio voto è favorevole, continui per questa
strada perché è la strada giusta che ci porterà veramente alle
riforme che in questi tre anni voterete anche voi. Io ci credo e
sono qui per questo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
rapidamente, credo che il Presidente Miccichè nel riferire la
questione dell'assestamento, se ci sono o non ci sono
nell'assestamento i 27 milioni, in qualche modo ha finito per fare
chiarezza su una questione.
Quindi, possiamo arrivare ad una conclusione, assessore Armao, che
i 27 milioni non ci sono mai stati per la semplice ragione che non
si è verificato quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 10 della
legge finanziaria scorsa, ovvero la spalmatura in trent'anni di
quel buco che era già conosciuto in parte in ragione di quanto è
avvenuto nel 2017, con effetto sul 2019. E quella norma, però,
assessore, lei l'ha proposta. Perché lei qui è venuto a raccontarci
che c'era una trattativa con lo Stato, addirittura scrivendola nel
testo, in cui c'era una prospettiva di spalmare in trent'anni un
debito, un deficit che non solo non si è spalmato in trent'anni, ma
che abbiamo dovuto avere persino l'ulteriore disavanzo prodotto
dalla gestione 2018 per arrivare ad un provvedimento del Consiglio
dei Ministri, di qualche ora fa, che ha consentito di spalmarlo in
dieci anni.
Perché faccio riferimento a questo? Perché quando la gattina fa i
gattini ciechi, questo è uno degli esempi. Noi avevamo detto al
Governo ed al Presidente Musumeci: attenzione a fare l'Esercizio
provvisorio per un solo mese. Ne avete fatto un fatto di bandiera
politica che se facendo l'Esercizio provvisorio in un solo mese, vi
siete imposti di fare la Legge finanziaria a febbraio. Risultato, a
febbraio abbiamo scritto una norma, che speravamo si verificasse,
che è diventata una norma capestro. Per cui noi abbiamo, da un lato
previsto una spesa, dall'altro l'abbiamo accantonata nelle more che
si verificasse una cosa che non si è verificata.
Però, caro Presidente, la domanda che mi faccio - e lo dico in
punta di piedi, non perché io sia uno che cerca responsabilità, a
me ste storie sulla responsabilità io l'unica cosa che penso su cui
bisogna esercitare la responsabilità è il codice penale, se uno è
ladro deve andare in galera, punto
Altre cose, tutte ste storielle, non mi appassionano, però le
pongo un problema - ma sulla base di quale disposizione normativa
la Giunta ha fatto una delibera che ha spalmato, dei 141 milioni,
114 milioni a quegli enti che erano già contenuti nel bilancio di
previsione, visto che la norma prevedeva che si potevano queste
risorse liberare solo a condizione che si fosse creata
l'opportunità della spalmatura in trent'anni.
Quindi, da un lato voi avete agito senza una norma di riferimento,
utilizzando 114, cento non so quanti sono, milioni per darli ad
alcuni o a tutti, o in parte ad alcuni o in parte a tutti, ma senza
una norma con qualche responsabilità. Dall'altro lato, con una
norma così scritta per responsabilità dell'assessore Armao, perché
in politica - ecco, la responsabilità politica sì Io non sono per
richiamarci ad altre ma la responsabilità politica sì Cioè, aver
fatto quella legge di bilancio e quella legge finanziaria sulla
base di ipotesi che si sono poi concretamente realizzate come neve
al sole, cioè si sono sciolte come balle di sapone - perché erano
balle di sapone -lei ha generato un buco politico, questo sì, per
cui da un lato ha promesso 145 milioni, dall'altro lato a 114 li
abbiamo in qualche modo soddisfatti, ma abbiamo creato un disagio
amministrativo, e non è solo un disagio, ad alcuni enti, sulla base
di un suo capriccio. Perché questa norma è un suo capriccio
Bastava scrivere, mi permetto di dire, qualora si fosse realizzata
la spalmatura del deficit né in trent'anni, né in tre anni, né in
dieci anni, ma semplicemente col buon senso di chi fa le leggi non
avendo, come dire, non costruendo sull'acqua la verità, noi oggi
quell'argomento che ha usato Micciché non reggeva, perché si è
verificato invece l'effetto che stiamo spalmando il disavanzo in
dieci anni.
Quindi, questa responsabilità sui 27 milioni ce l'ha lei e, mi
dispiace dirlo, la Giunta. Ecco perché io, convintamente, voto
contro questo Assestamento, perché avete fatto un danno inutile,
non c'era alcuna ragione per farlo, lo avete fatto solo per
presunzione su cui avete costruito tutta questa narrazione di
efficienza che si è verificata poi, alla prova dei fatti, come una
bolla di sapone.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, colleghi. Annuncio, signor
Presidente, il voto favorevole del Gruppo parlamentare UDC, e lo
dico, certamente, con la responsabilità di sapere che noi
sosteniamo l'azione del nostro Governo e verrebbe facile oggi
puntare, storcere il naso, di fronte alle affermazioni che qui sono
state fatte da chi, probabilmente, soltanto qualche anno fa era
seduto a quei banchi e forse avrebbe avuto anche il dovere di dare
seguito agli obblighi che il decreto 118, già dalla sua prima
applicazione, avrebbe determinato.
Forse, oggi, ci troveremmo in condizioni meno precarie, meno
difficili, dove sicuramente, se questa chiarezza sui conti fosse
stata fatta con qualche anno di anticipo potevamo respirare e fare
respirare un pochino di più anche tante categorie che purtroppo con
queste norme che stiamo approvando al momento non hanno una
risposta, ma su cui noi ci siamo impegnati Presidente, lei per
primo, e devo dire con quel senso di responsabilità che ha trovato
la corretta interlocuzione nel Governo nazionale. Perché è chiaro
che il Governo nazionale ha accettato di spalmare questo disavanzo
in dieci anni, perché, comunque, ha riconosciuto a questo Governo
un'azione virtuosa, una capacità di risanare i conti, di riformare
questa Terra, di approntare quelle riforme che dovranno appunto
traghettare la nostra Isola verso traguardi che sono di maggiore
affermazione e garanzia dei diritti delle categorie
imprenditoriali, come delle famiglie, come di tutti i cittadini che
qui in Sicilia devono poter vivere nella serenità e nel lavoro.
Allora, ecco perché dico, ci sarebbe da storcere il naso, invece
Presidente, apprezziamo la sua sobrietà, la sobrietà con cui questo
Governo ha sempre risposto dando certezze ai cittadini. La certezza
innanzitutto del proprio impegno a non tradire le aspettative di
quanti hanno dato fiducia al suo Governo, alla sua persona,
Presidente, ed alle persone che lei ha scelto al suo fianco, perché
la collaborino in questo difficilissimo compito di risanare questa
Terra che speriamo - lei lo ha scelto come slogan per il suo
Movimento - ma noi lo auspichiamo per tutti noi, diventerà
bellissima.
Allora, cari colleghi, io credo e mi viene difficile non capire,
cioè, il riuscire a capire fino in fondo il perché di atteggiamenti
di ostilità nei confronti di questi documenti.
Il voto contrario, perché il voto contrario? Mi sembra incoerente
rispetto anche ad una linea politica indicata dal Governo
nazionale, dove, appunto, a governare in questo momento sono il
Movimento Cinque Stelle ed il Partito Democratico. Partito
Democratico e Cinque Stelle che hanno accolto le istanze del nostro
Governo, hanno accettato ed hanno concordato di spalmare questo
disavanzo in dieci anni. Non riesco a cogliere, che cos'è? Un atto
di sfida, un atto di.., non lo so. Sì, posso capire di sfiducia da
parte vostra, siete un'altra parte politica, ma la responsabilità
comune, da questa responsabilità comune non ci assolve nessuno. Non
è la politica che ci assolve, sono i cittadini che ci richiamano
invece all'obbligo, al dovere morale di essere responsabili ed io
sono convinta, signor Presidente, che questo Governo, anche nei
prossimi documenti contabili che appronteremo e voteremo, mi
riferisco all'esercizio provvisorio, l'abbiamo vissuta tutti la
stagione dei collegati, tutto quello che è avvenuto, l'abbiamo
vissuto anche noi, siamo, tra virgolette, un po' frustrati per non
aver potuto fare delle scelte che potessero avere delle ricadute
favorevoli, positive nei nostri territori ma è, come dire, un atto
di doveroso obbligo determinarci in un certo modo ed è a questo
senso di responsabilità che io richiamo i colleghi perché non si
capirebbe come mai da Roma, partiti che accolgono le istanze del
Governo Musumeci, a Palermo, cioè in Sicilia, bocciano ciò che
Musumeci ha concordato: è incoerente, mi permetto di dirlo, e
davvero difficile da comprendere.
Concludo, Presidente, ribadendo la nostra fiducia all'operato di
questo Governo e anche nella prossima legge di stabilità e nella
Finanziaria con conti trasparenti e finalmente senza giochi che
sono e rimangono oscuri, potremmo dare quelle risposte e rilanciare
anche tutte quelle iniziative di riforma che questo Governo ha
annunciato e che certamente faremo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, il voto di
questa sera offre diversi spaccati, c'è chi approfitta per
strumentalizzare anche il momento particolare che da un punto di
vista economico vive la Regione siciliana e lo si può anche capire,
sarebbe più comprensibile se chi strumentalizza questi
atteggiamenti fosse un nuovo eletto, un giovane che si avvicina
alla politica; mi viene difficile comprendere questo atteggiamento
in quei colleghi che hanno già maturato esperienza di mandato in
quest'Aula.
Semmai io sposterei l'attenzione su un passaggio che ho trovato
nuovo, interessante, onesto e leale, noi stavamo analizzando il
collegato alla Finanziaria, il Presidente Musumeci con estrema
onestà intellettuale - e penso che questo è l'aspetto che vada
premiato e condiviso - dice Cari colleghi non ci sono i fondi
disponibili per organizzare i collegati alla finanziaria e davanti
a questa onestà intellettuale, che in politica capita raramente,
bisognerebbe condividere ragionamenti moderati così come ha fatto
qualche collega che aggancia a questo atteggiamento una proposta
politica e dice io mi astengo, però condivido che c'è un
problema , non posso dimenticare quello che è stato il passato, il
passato accomuna tutti, ma la vera rivoluzione è questa, superare
il passato con un atteggiamento positivo, onesto, leale nei
confronti dei siciliani dicendo a tutti Oggi la nostra situazione
è questa , c'è chi l'accetta ma sicuramente le famiglie che a casa
sentono queste parole devono dire siamo davanti ad una rivoluzione
anche culturale e politica perché per tanti anni si è omessa la
verità, si sono trovati stratagemmi per portare avanti alcune
finanziarie, alcuni bilanci, esercizi provvisori.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Bene, ma il Governo di questa Regione si è manifestato in modo
serio, pianificando e stabilizzando il precariato in Sicilia, e di
questo nessuno ne parla, il Governo di questa Sicilia sta
pianificando e ha fatto alcune riforme, vedi la pesca, sta
affrontando i consorzi di bonifica, come riforma, la Sanità ha
fatto un balzo avanti qualificando alcuni settori, di questo
nessuno ne parla
Si parla sempre di cose che non vanno bene; a me fa sorridere il
fatto quando qualche collega dice Caro Presidente Musumeci lei si
deve dimettere , ecco questa e non me ne voglia il collega, è un
livello consiliare che abbiamo superato in altri atteggiamenti
maturati nella nostra vita.
Qui la responsabilità è di tutti, politicamente si possono fare
delle scelte: non votare, astenersi, votare. Noi lo votiamo, perché
siamo convinti che la svolta culturale passa anche attraverso
l'onestà intellettuale. E questa nuova politica deve essere onesta
e leale nei confronti della Sicilia. Grazie signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lantieri. Ne ha
facoltà. Poi, se non ci sono altre iscrizioni, chiudiamo con gli
onorevoli Foti e Schillaci.
LANTIERI. Grazie signor Presidente, grazie Governo, grazie
colleghi. Dichiaro il voto favorevole da parte del gruppo
parlamentare, però volevo chiedere un impegno da parte del Governo.
Io avevo presentato solamente un emendamento che era a favore dei
lavoratori del reddito minimo, lavoratori che sono stati integrati
con una sentenza del Giudice. Perciò volevo chiedere al Governo
l'impegno che nella sessione di bilancio si possano mettere queste
somme per far sì che questi lavoratori vengano pagati, l'impegno da
parte dell'assessore al ramo, l'assessore Scavone, che le somme
vengano messe in bilancio, in modo che questi lavoratori, dopo
diversi mesi, possano percepire lo stipendio.
Grazie e buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lantieri. E' iscritta a parlare
l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Signori assessori e onorevoli colleghi,
in certi momenti è importante anche sapere di che morte morire,
perché oggi siamo qua ad approvare qualcosa che di certo non fa
piacere a nessuno. Perché quando si taglia, quando si riduce su un
bilancio già così pieno di rattoppi c'è poco da festeggiare.
Però, vorrei non vedere più questa scena, perché io mi ricordo che
delle operazioni verità sul bilancio - che, arrivati a questo
punto, tanto verità non erano - sono state fatte, sia nella
precedente legislatura che in questa, dove abbiamo apprezzato dai
titoli dei giornali e dalle relazioni variamente presentate,
auspicabili cambi di marcia. Un cambio di marcia dove la realtà
veniva fotografata in maniera reale: evidentemente qualcuno non ha
fatto bene i conti, né bene i compiti.
Però la cosa che mi risulta urticante e odiosa è sentire da questo
scranno delle dichiarazioni da parte di chi aveva, addirittura con
dei cartelloni 6 x 3, fatto pubblicità: bilancio regionale
risanato; conti pubblici in ordine, con un bollo fatto da parte di
un partito che siede in questo Parlamento.
Io direi che ogni tanto sarebbe bene tacere, almeno per evitare
che quelli come me salgano sullo scranno: non ne sentivo il
bisogno, ma ne ho sentito il bisogno in questo momento.
La Sicilia viene spesso dipinta dai media come un far west, un
luogo dove si spende e si spande davvero con crudeltà. Certo, in
parte qualcuno ha ragione, perché qua dentro c'è gente che con
tabelle H e tabelline H ha costruito una carriera politica, e di
questo mi sento parte totalmente estranea.
Ma di quei patti scellerati che hanno ulteriormente calpestato
quello che, invece, è il nostro vero faro - che non è una bandiera
di partito, ma è la Sicilia - il nostro Statuto, sono gli accordi
sugli articoli 35, 36, 37, quelli che hanno a che fare con i soldi,
questi sono stati utilizzati come zerbino e merce di scambio sulle
spalle altrui, sulle spalle dei Siciliani.
A me non piace vedere che i miei cittadini, i Siciliani, debbano
patire erogazione di minori servizi, debbano stringere la cinghia,
debbano soffrire per le colpe di una classe dirigente politica che
negli anni ha attraversato questi ultimi decenni, ha fatto le sue
passerelle, però non è andata a richiedere quello che si doveva
richiedere.
Ora sono contenta che con questa operazione last-minute sia stato
concesso alla Sicilia di spalmare - si utilizza questo termine un
po' culinario: spalmare, addolcire la pillola. Ma non dimentichiamo
che significa tagliare col machete risorse che spettavano ai nostri
siciliani e, quindi, non è una vittoria su cui facilmente lanciare
un cappello. Diciamo che è un'operazione salvavita: quando in
emergenza ti arriva una persona che sta per morire, operi in
emergenza per salvare la vita, ma, poi, devi procedere a delle
azioni che ne consentano una vita dignitosa, il ripristino delle
funzioni vitali.
E, quindi, la scommessa sarà nei prossimi mesi e nei prossimi
anni, in maniera responsabile, per lasciarci un campo da gioco che
ci rivedrà di nuovo avversari, ognuno per la propria parte, ma che
non lasci cadaveri in mezzo al campo, perché, oggi, i cadaveri sono
quelle categorie di siciliani per cui non c'è né Natale, né
Capodanno, perché subiranno tagli su tagli.
Il mio Gruppo, ora, voterà, diciamo farà un lasciapassare: ci
gireremo dall'altra parte mentre si procede a questa operazione
salvavita. Ma le vere operazioni le vogliamo vedere, qui, con le
riforme e con una trattativa seria con lo Stato che riporti alla
Sicilia la dignità che ci è stata tolta, non oggi, non ieri, ma già
da parecchio tempo, purtroppo.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Rinuncio al mio intervento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
DE LUCA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole De Luca, non era iscritto a parlare, abbiamo
chiuso le iscrizioni.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021 (n. 672/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Assestamento del Bilancio di previsione per
l'esercizio finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021 (n.
672/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti .. . 41
Votanti .. .. 38
Maggioranza .... 20
Favorevoli .. .. 31
Contrari .. 7
Astenuti .. .1
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, interrompiamo la seduta per 30 minuti circa,
per preparare la votazione del vicepresidente al posto
dell'onorevole Cancelleri, quindi, il secondo vicepresidente, che
deve prendere il posto dell'onorevole Cancelleri. Interrompiamo,
pertanto, per 30 minuti
LO CURTO. Signor Presidente, perché per 30 minuti?
PRESIDENTE. Ma se gli uffici mi chiedono 30 minuti, non mi posso
mettere a discuterla con voi. Ci rivediamo fra 30 minuti esatti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.18, è ripresa alle ore 18.49)
La seduta è ripresa.
Elezione suppletiva di un Vicepresidente dell'Assemblea
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli Uffici mi dicono che sono
pronti, per cui possiamo iniziare la votazione.
A norma dei commi 9 e 11 dell'art. 4 del Regolamento interno
dell'Assemblea, Nelle elezioni suppletive, quando si debba coprire
un solo posto, è eletto chi a primo scrutinio abbia raggiunto la
metà più uno dei voti. Se nessun candidato abbia riportato la metà
più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che
abbiano riportato il maggior numero di voti.
( ) A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più
anziano d'età. .
Ciascun deputato potrà indicare pertanto sulla scheda un solo
nominativo.
A norma degli articoli 4 bis e 127, c. 7, del medesimo Regolamento
interno, la votazione si effettua, a scrutinio segreto, mediante
segno preferenziale su schede recanti a stampa i nominativi di
tutti i deputati.
Scelgo la Commissione di scrutinio che risulta composta, a norma
del comma 2 dell'art. 5 del Regolamento, dai deputati: Siragusa,
Mancuso e Dipasquale.
Indìco la votazione per scrutinio segreto per l'elezione
suppletiva di un Vicepresidente dell'Assemblea.
Invito il deputato Segretario a procedere all'appello.
GALVAGNO, segretario. (Procede all'appello).
PRESIDENTE. I votanti sono 59, per essere eletti al primo turno
bisogna ottenere 30 voti. Onorevole Savona, pensi che sarebbe bello
se noi potessimo essere eletti con 30 voti, sarebbe perfetto
SIRACUSA. Signor Presidente, i votanti risultano 60.
PRESIDENTE. Forse non era stato segnato l'onorevole Galvagno.
Siccome risultano 59 tesserini, chi ha votato due volte? Quindi 31
voti per essere eletti direttamente al primo turno.
Dichiaro chiusa la votazione, invito la Commissione di scrutinio a
procedere al computo dei voti.
(Segue lo spoglio delle schede)
Comunico il risultato della votazione per l'elezione suppletiva di
un vicepresidente dell'Assemblea.
Hanno ottenuto voti:
Foti .31
Cappello . 28
Dipasquale 1
Schede bianche ..0
Schede nulle ..0
Avendo l'onorevole Foti riportato la metà più uno dei voti, la
proclamo eletta Vicepresidente dell'Assemblea.
All'onorevole Foti vanno, ovviamente, i nostri auguri perché è un
impegno importante quello del Vicepresidente.
Onorevoli colleghi, la seduta è convocata per il giorno 6 gennaio
2020, seduta solenne, per la commemorazione del Presidente
Mattarella, alle ore 11.00 (*), con il seguente ordine del giorno:
-Commemorazione dell'onorevole Piersanti Mattarella.
La seduta è tolta alle ore 19.30
(*) Con successiva nota del Segretario generale, prot. n.
22/PersPG del 2 gennaio 2020, d'ordine del Presidente, l'orario di
convocazione della seduta n. 166 del 6 gennaio 2020 è stato
stabilito per le ore 11.30.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegno di legge
- Interventi a sostegno dell'editoria digitale siciliana (n. 669).
Di iniziativa governativa presentato dal Vice Presidente della
Regione (Armao) su proposta dell'Assessore regionale per il
territorio e l'ambiente (Cordaro) il 20 dicembre 2019.
Comunicazione di disegni di legge presentati ed inviati alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Approvazione del Rendiconto generale della Regione per
l'esercizio finanziario 2018 e Rendiconto consolidato
dell'esercizio 2018 di cui al comma 8 dell'articolo 11 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed
integrazioni (n. 670).
Di iniziativa governativa
Presentato il 19 dicembre 2019.
Inviato il 19 dicembre 2019.
BILANCIO (II)
- Assestamento del Bilancio di previsione per l'esercizio
finanziario 2019 e per il triennio 2019/2021 (n. 672).
Di iniziativa governativa
Presentato il 26 dicembre 2019.
Inviato il 26 dicembre 2019.
Comunicazione di disegno di legge inviato alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Disposizioni contabili ai sensi del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 - Allegato 4/2, paragrafo 6.3 (n. 575).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 19 dicembre 2019.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Legge regionale 6 agosto 2019, n. 14, art. 13 - Interventi in
favore dell'aeroporto di Trapani Birgi. (n. 78/V).
Reso in data 18 dicembre 2019.
Inviato in data 19 dicembre 2019.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione legislativa Ambiente, territorio e
mobilità' (IV) nella seduta n. 159 del 17 dicembre 2019 ha
approvato la risoluzione Efficientamento energetico degli edifici
appartenenti agli Istituti autonomi case popolari (IACP)' (n.
8/IV).
Comunicazione di deliberazione della Corte dei conti
Si comunica che è pervenuta la deliberazione n. 6/2019/SS.RR/PARI
relativa al giudizio di parificazione del Rendiconto generale della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2018, pronunciata dalle
Sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione siciliana
nell'udienza del 13 dicembre 2019.
Si comunica, altresì, che la stessa è disponibile presso
l'archivio del Servizio Commissioni.