Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.04
PRESIDENTE. Avverto che il processo verbale della seduta
precedente è posto a disposizione degli onorevoli deputati che
intendano prenderne visione ed è considerato approvato in assenza
di osservazioni in contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che:
- l'onorevole Fava sarà in missione il 30 gennaio 2020;
- l'onorevole Savarino sarà in missione dal 30 al 31 gennaio 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, sospendiamo dieci minuti in attesa del Governo
e se, per favore, chiamate i componenti la Commissione Bilancio
per prendere posto così, poi, iniziamo direttamente le votazioni.
La seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 16.05, è ripresa alle ore 16.34)
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge Autorizzazione
all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2020 (n. 678/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dopo la soppressione
dell'articolo 1 avvenuta ieri, il Governo ha provveduto a
riscrivere l'articolo 1 modificando i tempi - l'ha riscritto
attraverso un emendamento che ha presentato all'articolo 2 - con
cui vengono modificati i tempi dell'Esercizio provvisorio che
adesso scadrebbe il 30 di aprile.
Queste modifiche, la Presidenza, ovviamente, può accettarle e
può considerarle ammissibili. Questo emendamento è stato già
distribuito credo, quindi l'avete tutti, quindi se non ci sono
interventi, onorevole Lupo, prego e onorevole Pasqua.
Sull'ordine dei lavori
LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
l'emendamento ci è stato distribuito qualche minuto fa, io chiedo
il tempo necessario per poterlo esaminare, e, peraltro, credo che
vista la complessità della materia, quello che è accaduto ieri,
sarebbe anche opportuno avere prima l'apprezzamento della
Commissione Bilancio : non mi pare che si possa arrivare in Aula
con una riscrittura - che immagino sarà sostanzialmente diversa,
altrimenti non sarebbe neanche riproponibile visto il voto d'Aula
negativo di ieri - quindi io le chiedo di chiedere alla Commissione
Bilancio di pronunciarsi sul testo, il tempo di esaminarlo anche
noi, e poi siamo disponibili, ovviamente, a procedere dopo avere
fatto le valutazioni del caso.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lupo, la Commissione Bilancio è
presente, il tempo che si fa un minimo di discussione, di fatto il
vero cambiamento è sui mesi di Esercizio provvisorio, quindi come
dire è abbastanza semplice da valutare, per cui intanto andiamo
avanti negli interventi ma io credo che ci sia il tempo per poterlo
vedere ed esaminare velocemente.
PASQUA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo ricevuto
questa riscrittura, questo emendamento di riscrittura, e anche noi
chiediamo a questo punto un termine per emendamenti, perché,
nonostante la semplicità che lei sta dichiarando, vogliamo avere la
possibilità intanto di analizzarlo, di rivederlo, di poter anche
emendare perché no. La Commissione Bilancio non si è riunita su
questo emendamento, manteniamo una regolarità di conduzione di
tutto quanto, perché no, grazie Presidente.
PRESIDENTE. Io, fermo restando la regolarità, ovviamente, del
lavori d'Aula, però il testo è quello che c'era sostanzialmente
ieri, la modifica importante, peraltro, è quella del tempo, più la
deroga dei dodicesimi per i trasferimenti ai comuni, che faceva
parte, già era un emendamento ieri, oggi fa parte del testo, quindi
diciamo che erano cose che già erano nel testo di ieri, e che
quindi potevano già essere apprezzate sin da ieri, per cui io se mi
chiedete un fatto di un quarto d'ora è un conto, di rinviare di
giorni sicuramente non se ne parla, per quanto mi riguarda.
CATALFAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora quello
che è successo ieri in Aula ha suscitato alcune reazioni, io oggi
ho letto molti articoli e molte interpretazioni su quello che è
successo ieri, alcune di queste interpretazioni mi sono sembrate
dirette a sminuire un attimo il passaggio che si è consumato ieri
in Aula, io ritengo che invece questo passaggio necessiti di alcune
riflessioni e auspico che questa piccola défaillance che c'è stata
ieri non venga sottovalutata.
Credo, crediamo come Lega che sia necessario ed auspicabile, che
da qui in seguito vi sia la capacità da parte del Governo, e della
deputazione, di meglio interfacciarsi rispetto a quelli che sono i
passaggi da porre in essere in Aula; inoltre, siccome già in
Commissione Bilancio come Gruppo Lega c'eravamo opposti a
estendere i termini massimi per l'Esercizio provvisorio a tutto il
mese di marzo, a maggior ragione riteniamo che sia un messaggio
spiacevole da dare ai siciliani, estendere i termini massimi
addirittura ad aprile, perché il messaggio che passa è che non vi è
la fretta nel fornire ai siciliani gli strumenti contabili e
l'adeguata programmazione, ciò detto come Gruppo Lega, per senso di
grande responsabilità nei confronti delle famiglie siciliane che
aspettano questo passaggio odierno, è chiaro che voteremo
l'emendamento del Governo, perché è chiaro che dobbiamo, comunque,
approvare l'Esercizio provvisorio per garantire gli stipendi, ma
annuncio, già da ora, che ci limiteremo a votare soltanto le parti
dell'articolato che garantiscono gli stipendi, astenendoci dalla
votazione sulle altre parti.
Sempre per garantire una gestione veloce e ottimale di questo
momento d'Aula, annuncio che ritiriamo, già da ora, tutti gli
emendamenti al testo che erano stati da noi presentati.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
LO CURTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare per un
chiarimento.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, l'Assessore Armao deve fare un
chiarimento sull'intervento che si è appena concluso. Prego
Assessore.
ARMAO, assessore per l'economia. Vorrei fare un chiarimento,
intanto, al commento dell'emendamento che è stato presentato dal
Governo a modifica e riscrittura dell'articolo 2.
Sostanzialmente la soluzione dei quattro mesi, alla stregua di
quello che è accaduto ieri, diventa una soluzione non facoltativa,
onorevole Catalfamo, ma diventa obbligatoria per rispettare le
prerogative del Parlamento.
Come è noto, il Governo aveva indicato come periodo i due mesi. E
due mesi il Governo era impegnato a rispettare. Come è noto in
Commissione Bilancio nel confronto leale e proficuo tra
maggioranza ed opposizione, è emerso, anche in relazione al
negoziato che è in corso con lo Stato per garantire alla Sicilia la
auspicata piena attuazione dello Statuto che continuiamo a
reclamare e che ancora lo Stato non riconosce, e abbiamo convenuto
con le opposizioni, poi, che il termine di tre mesi fosse un
termine acconcio per concludere questo negoziato.
Quello che è accaduto ieri ci ha posto di fronte ad una
alternativa: o tornare ai due mesi o passare ai quattro mesi con un
impegno politico di cui vi dirò. Perché il Governo non intende
utilizzare, né chiede all'Assemblea di utilizzare, i quattro mesi
previsti dall'ordinamento giuridico.
Il Regolamento dell'Assemblea - per altro ieri richiamato
nell'intervento dell'onorevole Cracolici - prevede i 45 giorni dal
deposito del bilancio per la trattazione del bilancio. Se oggi
avessimo presentato un emendamento che tornava ai due mesi, avremmo
potuto dire lo avevamo detto ma era una soluzione ben poco
appagante di fronte all'alternativa di dover sacrificare e chiedere
all'Assemblea di sacrificare le sue prerogative con 45 giorni di
disamina della bozza di bilancio. E quindi il Ddl di bilancio deve
essere esaminato dalle Commissioni, deve essere approfondito,
quindi, i 45 giorni vanno rispettati e il Governo non si sente di
chiedere all'Assemblea di rinunciarvi. Probabilmente l'Assemblea
non è neanche intenzionata a rinunciarvi.
Quindi, rispetto a questa prospettiva che ci avrebbe fatto
avvitare in una interlocuzione, in un confronto tutto incentrato
sul rispetto o meno delle prerogative del Parlamento, abbiamo
preferito dire: mettiamo il termine dei quattro mesi. Il Governo -
e qui lo posso annunciare avendolo concordato con il Presidente
della Regione - il giorno 3 febbraio depositerà il Disegno di legge
di bilancio e di Legge di stabilità in Assemblea. Quindi
l'Assemblea avrà il tempo che riterrà di utilizzare per approvare
entro tre mesi, o entro quattro mesi, il Disegno di legge di
bilancio e il conseguente Disegno di legge di stabilità.
Credo che sia la soluzione più equilibrata per consentire di
contemperare il rispetto delle prerogative del Parlamento che il
Governo non intende minimamente pretendere di sacrificare, né tanto
meno ricorrere a quattro mesi che sarebbe - come diceva bene
l'onorevole Catalfamo - un esercizio eccessivo della dilatazione
dei tempi che consente il decreto legislativo 118 e che neanche il
Governo intende utilizzare.
Questo è l'impegno politico che il Governo assume: il 3 febbraio
il Disegno di legge di bilancio e il Disegno di legge di stabilità
saranno depositati in Parlamento.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in parte le
precisazioni che ha fatto l'Assessore Armao rendono in qualche
maniera superfluo parte del mio intervento e quindi non lo faccio,
perché ovviamente sono state testimone all'interno della
Commissione Bilancio di tutti i percorsi che ci hanno portato ad
approvare sia l'Esercizio provvisorio sia anche la dilazione del
termine di tempo previsto dal Governo a tre mesi.
Oggi, prendiamo atto che i mesi sono diventati quattro e le
ragioni ci sono e ci sono tutte, le ha ben spiegate il
Vicepresidente Armao. Mi preme sottolineare nel merito,
semplicemente, che trovo estremamente stucchevole da parte delle
opposizioni cercare di, come dire, fare questi ragionamenti che qui
sono stati fatti, atteso che non si tratta, quindi, di dare tempi
ulteriori per gli emendamenti, quando sappiamo perfettamente che il
testo è integralmente uguale a quello che è uscito dalla
Commissione Bilancio e di conseguenza ritengo che non ci siano le
condizioni per - ma lei lo ha già annunciato, signor Presidente, ha
detto un quarto d'ora e non certamente due giorni, quindi, una
riflessione molto breve, ma semplicemente perché non si può
giocare, dico sempre, con gli stipendi dei cittadini che hanno
diritto di sapere se a fine mese potranno pagare una spesa, la
scuola, le scarpe, fare gli acquisti che sono necessari alla vita
di ognuno di noi.
Quindi, signor Presidente, la mia sollecitazione ad andare avanti.
Grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi
parlamentari, a me sembra davvero assurdo assistere agli interventi
della maggioranza che stimolano il Governo ed i colleghi ad andare
avanti. Gli interventi del Gruppo, neo Gruppo della Lega, a cui
diamo il benvenuto, e gli auguriamo buon lavoro, comprendiamo tutte
queste difficoltà che hanno, questo aspetto critico che iniziano a
mettere in campo - non vorremmo che fosse solo una questione di
poltrone, di un assessorato che si aspettano, attenzione nessuno di
noi pensa a cose del genere, però, davvero in queste
ventiquattr'ore abbiamo assistito ad un esercizio provvisorio che
salta, perché purtroppo la maggioranza è, che cosa ha, assessore?
Che cosa le serve? Salta per colpa vostra perché siete incapaci
cioè siete incapaci anche di gestire le cose ordinarie, le cose
semplici, anche la stessa presenza, anche lo stesso voto, cioè
stiamo parlando di a, b, c dello stare in un'Aula, ma non in un
Parlamento Dello stare in un consiglio di quartiere, di un
consiglio di quartiere, cioè, siamo proprio arrivati a questo
punto.
Quindi, noi ci siamo signor Presidente, siamo qui, con senso di
responsabilità, però, ecco fate tutto voi Nel senso che voi fate
mancare i numeri legali, voi bocciate gli atti, voi vi
incoraggiate. L'importante è, ecco, che qualcosa riusciamo a
definirla oggi.
Noi ci siamo, siamo presenti, daremo il nostro contributo nella
speranza che si vada avanti, velocemente, e che questa pagina
brutta che ha visto la giornata di ieri e continua a vedere la
giornata di oggi, si concluda il prima possibile perché poi del
resto noi stiamo discutendo del nulla Cioè non è che stiamo
discutendo di una finanziaria, di un bilancio, stiamo discutendo
del nulla e sul nulla ci vediamo, continuiamo a vedere la
maggioranza che va sempre a briciole e le fibrillazioni continue
anche degli ultimi arrivati, che la sensazione è quella brutta,
dice: noi vogliamo partecipare a questo banchetto.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io lascerei
avvolto in questo mistero la giornata di ieri a cui l'onorevole
Dipasquale fa riferimento. Può essere che c'erano fibrillazioni,
perché? Può essere. Non è possibile che c'erano delle cose che in
quell'Esercizio provvisorio andavano riviste? Può essere che è
stato un incidente? Può essere che qualcuno doveva fare la pipì e
poi è rimasto bloccato e non è arrivato in Aula? Tutto può essere,
la stampa farà le sue ricostruzioni, e ai posteri l'ardua sentenza.
Una cosa, però, è certa. E la cosa certa è che oggi vedo una
maggioranza coesa, in Aula, al di là delle tante farneticazioni e
dei tanti miraggi che si possono essere ricostruiti. Passiamo da un
Esercizio provvisorio che va da due, a tre e a quattro mesi.
Garantiamo gli stipendi ai forestali, garantiamo gli stipendi ai
PIP, garantiamo gli stipendi al personale ASU, al personale della
RESAIS. Prendiamo in piena considerazione tutti i teatri, fino a
Taormina. Se questa giornata di riflessione è servita perché il
Parlamento, probabilmente con il voto contrario dell'opposizione,
probabilmente con l'astensione dell'opposizione, ma consegnando
alla responsabilità del centrodestra di affidare al Governo un
percorso certo per garantire le tutele di tanti dipendenti, noi
saremo orgogliosi di farlo, saremo in Aula e porteremo avanti
questo ottimo risultato. È certo che è poco. Ed è chiaro che,
probabilmente, dietro quelle disquisizioni c'era anche qualcuno che
pensava che non potevano esserci privilegi per alcuni a scapito di
altri, quindi, probabilmente, qualcuno ha voluto ulteriormente
approfondire questo aspetto, ha voluto verificare che da domani c'è
un'accelerazione sulla Legge di stabilità come l'assessore Armao ha
testé definito e, subito dopo, un'accelerazione, ovviamente, su
tutte quelle riforme, a partire, per quanto riguarda l'assessorato
delle attività produttive, dalla riforma sul sistema del commercio
che vedranno luce e che, finalmente, potranno dare un processo di
accelerazione ai lavori di questo Parlamento.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.
Poi l'onorevole Di Paola e poi non ci sono altri iscritti, per cui
si comincia a votare subito dopo l'onorevole Di Paola.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
io ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Figuccia che è
orgoglioso della ritrovata unità della maggioranza ed è orgoglioso
del testo presentato in Aula e che questa maggioranza si assume
piena la responsabilità del testo presentato e delle situazioni che
si creano all'interno della Sicilia. Quello che, invece, non mi è
piaciuto molto - e mi sembra corretto, sia personalmente, sia come
partito sottolineare - è l'intervento dell'assessore Armao. E mi
spiego meglio, perché la situazione che ha rappresentato
l'assessore Armao è che il Governo aveva previsto un esercizio
provvisorio per soli due mesi, che è stata la minoranza o
l'opposizione a decidere di averne tre e che, siccome ieri - perché
nella notte la maggioranza si è chiarita - è mancato il numero e,
quindi, è necessario cambiare il termine per re incardinare in Aula
lo stesso testo, oggi si concedono quattro mesi perché il Governo
rispetta il lavoro del Parlamento e, quindi, dà questa opportunità
al Parlamento di avere tutto il tempo che serve per esaminare il
bilancio.
Allora, io ritengo che come ho apprezzato l'intervento
dell'onorevole Figuccia, sulle varie scelte ci vuole un Governo che
si assuma la responsabilità anziché scaricare la responsabilità sul
Parlamento o sulle opposizioni che hanno chiesto un mese in più,
perché io non ritengo che sia, chiamiamolo in maniera un po'
eufemistica, l'incidente' di ieri a costringere il Governo a
presentare la documentazione per il bilancio il 3 febbraio. Penso
che in ogni caso sarebbe stata presentata il 3 febbraio.
Quindi, io invito il Governo e la Maggioranza che sostiene questo
Governo, che se ritiene di esserci i tempi, nel rispetto del
Regolamento interno, dei 45 giorni, considerando che ormai
l'emendamento è incardinato, di raccordarsi con la sua maggioranza
ed eventualmente rimodificare con un emendamento i termini per
l'Esercizio provvisorio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Grazie Presidente, Governo, colleghi, cittadini.
Presidente, le chiedo di dire agli assistenti d'Aula di chiudere
cortesemente tutte le porte perché oggi la maggioranza, la
maggioranza è bella, è bella compatta, ci sono tutti. Chiudiamo
queste porte, di modo tale che nessuno, che nessuno possa uscire da
quest'Aula, affinché questo esercizio provvisorio - Presidente,
però io vorrei fare il mio intervento senza essere interrotto,
grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, nessuno lo sta interrompendo. Il
Governo per favore non replichi a chi sta facendo degli interventi.
DI PAOLA. Perché, Presidente, guardi le dichiarazioni sono del
Presidente Musumeci. Il Presidente Musumeci, il tramite mezzo
stampa dice i numeri c'erano, tre erano fuori, uno era, anzi tre
erano fuori a fumare, uno era in bagno, non mi sembra un fatto
politico, se dovesse diventare politico di porrà su un terreno
diverso . Ma io, da quello che ho capito, c'è stato un intervento
prima di un collega, del neo Gruppo parlamentare della Lega, a cui
già ieri ho fatto gli auguri di benvenuto in questo splendido
Governo regionale, mi pare che il collega ha detto tutt'altro. Il
collega ha sottolineato che il fatto accaduto ieri non è un fatto
semplice di tre, quattro deputati, della Maggioranza e del Governo
che erano fuori nel corridoio o erano in bagno, qui il fatto è,
Presidente lo abbiamo detto pure ieri, che c'è un discorso di - lo
vogliamo chiamare rimpasto di Governo? Lo vogliamo chiamare, si
vogliono cambiare, diciamo, si vogliono cambiare alcune poltrone di
questo Governo regionale? ma allora che si faccia, che si faccia
subito, perché poi a pagare sono i siciliani e sono tutti quelli
che stanno aspettando gli stipendi che non arrivano e che,
probabilmente, per questo mese ritarderanno perché questo Governo
regionale e questa maggioranza non è riuscita ieri ad approvare
l'esercizio provvisorio, che doveva essere una cosa semplice.
Un mero errore di percorso è stato definito anche dall'assessore
Armao, percorso che, devo dire, questo Governo regionale sta
tirando proprio con una strada bella tracciata. Perché prima
l'Esercizio provvisorio doveva essere solo di due mesi, poi di tre,
adesso, oggi, riscopriamo che è di quattro. Ma facciamolo a sto
punto per tutti i dodici mesi. Cioè, non mi sembra che questo
Governo regionale abbia una linea dritta e una barra dritta su cosa
voglia fare nei prossimi mesi e su cosa voglia fare nelle prossime
settimane e a pagare - ripeto - sono tutti i siciliani, nessuno
escluso. E chiudo Presidente dicendo, che, sempre il Presidente
Musumeci poi ha dichiarato qualcuno è convinto che l'elezione a
deputato regionale sia un punto di arrivo e non hanno capito invece
che è un punto di partenza. Ma lo capiranno presto . Dico, questa
frase non so a quale collega è riferita, però Presidente, l'unico
punto di partenza è quello che bisogna costruire qualcosa di
diverso da questo Governo regionale, perché questo Governo
regionale e questo Presidente, il Presidente Musumeci, sta mandando
a rotoli tutta la Sicilia. E allora è bene che il punto di
partenza, cari miei colleghi, il punto di partenza è quello di
costruire qualcosa di diverso, e presto e subito.
PRESIDENTE. Bene, allora, possiamo cominciare, colleghi.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Fava, Barbagallo, De
Domenico e Arancio hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
678/A
PRESIDENTE. Prima di mettere in votazione l'emendamento del
Governo, è stato presentato un emendamento dell'onorevole
Dipasquale.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 2.R.1.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, io sarò molto breve nell'illustrare
questo emendamento. Noi, lo scorso anno, abbiamo approvato una
norma che ha previsto l'ampliamento delle Giunte, dei componenti in
Giunta, nelle Giunte comunali.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Dipasquale. Colleghi, non si sente
niente, se potessimo stare un attimo attenti, per favore. Almeno
sentiamo quello che dicono i colleghi. Prego onorevole Dipasquale.
DIPASQUALE. Quindi, abbiamo approvato questa norma che prevedeva
di poter ampliare le Giunte comunali. Cos'è che abbiamo detto
allora in Commissione e in Aula? I Sindaci hanno difficoltà, hanno
pochi assessori, servono gli assessori, e ce ne siamo convinti
tutti.
Però tutti abbiamo detto, sia in Commissione che in Aula, non deve
esserci variante di spesa, perché altrimenti noi non facciamo un
buon servizio ai Comuni. Noi gli diamo gli strumenti, ma nel
momento che aumentiamo la spesa, ovviamente, noi gli creiamo una
difficoltà ai Comuni. Come? Ci lamentiamo che non ci sono soldi per
i servizi, ci lamentiamo di tutte le difficoltà economiche, e gli
diamo la possibilità di aumentare gli assessori con una maggiore
spesa?
Allora, cos'è che abbiamo previsto? Noi pensavamo che attraverso
un comma, prevedendo che non doveva esserci modifica, un aumento
della spesa sul bilancio regionale, potevamo evitare questa
difficoltà.
Morale della favola: i Comuni stanno ampliando le proprie Giunte,
prevedendo, non diminuendo le spese degli assessori e quindi
comprimendo le spese degli assessori, ma ampliando la spesa degli
assessori. Quindi, io su questo, io e il mio Gruppo, il Partito
Democratico, su questo non è d'accordo. C'è una spesa in più che
noi riteniamo che non serva. Va bene lo strumento dell'assessore o
degli assessori in più, ma il costo in più lo riteniamo non giusto.
Per questo, con l'emendamento che abbiamo predisposto, ovviamente
non possiamo noi obbligare il Comune a non aumentare la spesa, noi
possiamo però dire al Comune che non razionalizza la spesa e non
utilizza le risorse che spendeva l'anno precedente per tutta la
Giunta aumentata dei nuovi componenti, ovviamente si fa una scelta
e perde una parte di contributi. Il contributo regionale e i soldi
che diamo ai Comuni servono per i servizi. Di fatto, guardate che
con la norma che abbiamo fatto la scorsa volta stiamo ampliando la
spesa della macchina pubblica, la spesa dei Comuni.
Congedi
PRESIDENTE. Informo che l'onorevole Cracolici ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
678/A
CIANCIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in linea di
principio siamo d'accordo, nel senso che capiamo lo spirito
dell'emendamento, che era quello che partiva appunto da quest'Aula,
che ha messo nero su bianco che non c'erano oneri aggiuntivi per il
bilancio regionale e, chiaramente, la ratio della norma doveva
essere che non ci dovevano essere oneri neanche per i Comuni.
Prendiamo atto che qualche Comune ha interpretato il testo della
norma in maniera un po' diversa da come era uscita da quest'Aula, e
ci permettiamo di fare una proposta, per questo le chiedo un minimo
di sospensione, dieci minuti per riscriverla, per chiedere
eventualmente - anziché dare un'ulteriore penalità, che rischia di
diventare nei piccoli Comuni una piccola cifra, che magari
l'amministrazione comunale è anche disposta a perdere, mentre
magari per i Comuni più grossi parliamo anche di cifre più alte,
quindi sono ipotesi più difficili che si realizzino - chiediamo che
anziché dare una penalità, magari si riscriva, nel senso che i
comuni che applicano questa norma ridistribuiscano la quota che
utilizzano per gli stipendi degli assessori, la stessa quota che
utilizzano per otto persone la utilizzano per dieci persone,
quindi, la ridistribuzione del fondo utilizzato per le indennità
degli assessori venga ridistribuita su più componenti della Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Ciancio, credo che questa è la ratio della
legge che esiste, cioè a invarianza di spesa significa che, fermo
restando il budget per gli assessorati, se se ne vuole fare uno in
più si ridistribuisce la stessa somma per il numero maggiore,
quindi, quello che dice lei è quello che già prevede la legge.
CIANCIO. Però, purtroppo, è quello che non stanno facendo molti
comuni, quindi, o c'è un problema di interpretazione di norma, e
possiamo intervenire in questa fase per chiarirlo, perché le
assicuro che questo emendamento non l'abbiamo presentato noi, ma lo
capiamo perché abbiamo visto dei comuni che hanno aumentato la
spesa per il Consiglio.
PRESIDENTE. Sì, perché alcuni comuni, anziché prenderli dai fondi
regionali, li hanno presi dagli stessi fondi, ma che non cambia
sostanzialmente nulla, per cui credo che la ratio dell'emendamento
dell'onorevole Dipasquale sia proprio quello di evitare che avvenga
questo, io credo che almeno sia così però, magari, parlatene un
momento, intanto do la parola agli altri colleghi e poi lo vediamo
perché per carità assolutamente disponibile a discutere
l'argomento.
CAMPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
comprendo la ratio dell'emendamento del collega Dipasquale, perché
di fatto la norma è stata mala interpretata, noi prevedevamo un
aumento dei membri della Giunta dei componenti a invarianza di
spesa, ma è stata intesa invarianza di spesa da parte della
Regione, e molti utilizzano fondi propri, ma in un momento in cui
noi stiamo lottando per tagliare i costi della politica, in un
momento in cui ci sono tagli di tutti i servizi essenziali, non
possiamo permettere a questo Parlamento, in un momento storico in
cui si fanno tante lotte e tante battaglie, il Movimento Cinque
Stelle ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia per tagliare i
costi della politica, non possiamo permettere che da una norma
regionale parta invece un aumento di spesa per gli enti locali che
appesantiscono di molto quello che era il budget stanziato per la
propria Giunta, perché si amplia la Giunta anche di parecchi
componenti.
Quindi, siamo stati d'accordo in quel periodo a votarlo purché
fosse invarianza di spesa e questo vorremmo, questo è appunto il
senso dell'emendamento del collega Dipasquale, e siamo disposti a
votarlo, a ripensarlo per riformularlo meglio, ma siamo sicuramente
favorevoli.
PRESIDENTE. Io credo che la ratio è proprio quella di cui stiamo
discutendo e che tutti saranno più o meno d'accordo, a meno che non
c'è qualcuno che ha qualcosa da dire, no, non tutti.
Se c'è da riscrivere qualcosa, onorevole Dipasquale, se c'è la
condivisione nell'aggiustare qualcosa, fatelo, in modo che poi non
perdiamo tempo per votarlo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei su questo argomento
intervenire per quanto riguarda l'argomento presentato
dall'onorevole Lupo e Dipasquale. Il Dipartimento autonomie locali
trasferisce le risorse ai comuni per le funzioni, non per le
indennità, le indennità sono demandate da un lato all'autonomia
delle stesse amministrazioni comunali, ma dall'altro lato sono
legati alla norma nazionale, cioè, i comuni devono adeguare le
indennità secondo quanto stabilito dalle norme nazionali, che è una
norma economico-finanziara, per cui un'eventuale modifica
dell'emendamento per la redistribuzione delle indennità non ha il
parere favorevole da parte del Governo, ma non ce l'ha neanche
questo, perché il Dipartimento trasferisce risorse per finalità
previste dalla legge, cioè per il funzionamento dell'Ente e non per
le indennità.
PAGANA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
all'onorevole Dipasquale manca qualche passaggio che abbiamo fatto
in Commissione, nel momento in cui abbiamo fatto questa norma.
Il primo firmatario della norma è l'onorevole Mangiacavallo che, a
discapito di quanto è stato detto sui giornali, perché al solito va
di moda parlare male della Sicilia, ha adeguato il numero degli
assessori in Sicilia, rispetto al numero degli assessori che ci
sono nei comuni in tutta Italia
Cosa è successo? Abbiamo, sempre per il buon senso, voluto fare
questa norma per dare questa possibilità ai nostri Comuni e per non
gravare sulla Regione, quindi, la soluzione dell'invarianza di
spesa ai Comuni che avessero voluto aumentare il numero degli
assessori, è stata decisa non soltanto dai commissari della I
Commissione, non soltanto da quest'Aula, in cui il tema è stato
ampiamente dibattuto, ma è stato frutto di un lavoro di audizioni
fatto con l'Anci e, se non ricordo male, anche con l'Asel.
Quindi, siccome in Sicilia ci sono dei comuni che hanno aumentato
il numero degli assessori riducendo le indennità proporzionalmente
ad altri assessori, e mi riferisco, ad esempio, al Comune di
Acireale che è amministrato da Stefano Alì, visto che questo è
possibile, certe polemiche fatte sul modo di gestire la cosa
pubblica, a livello comunale, personalmente ritengo che debbano
essere fatte da un consigliere comunale di opposizione. Se tuttavia
si vuole andare avanti su questa linea, chiedo che questo
emendamento, al pari di tutta la legge, venga portato in
Commissione, si apra un dibattito in Commissione perché va a
intaccare la legge che questo Parlamento e la I Commissione ha
fatto, e dopo si mette ai voti.
PRESIDENTE. Onorevole Pagana, un emendamento non lo mando in
Commissione. Lo si fa votare e si decide che cosa fare.
SUNSERI. E' un aggiuntivo, Presidente
PRESIDENTE. No, non è un aggiuntivo perché è del testo. Si sta
parlando dei trasferimenti ai Comuni, e sui trasferimenti ai comuni
viene posto questo emendamento, per cui non è niente di aggiuntivo
è, ovviamente, assolutamente coerente con il testo.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
sono esterefatto. Il termine più pratico che mi viene di dire nel
leggere questo emendamento, è dire che sono esterefatto.
In tutti i posti del mondo si sa che stiamo diminuendo negli anni
il fondo delle economie locali, ha visto la decurtazione di fronte
ai comuni e io, da sindaco, e questo autorevole Parlamento che è
fatto da persone splendide, dovrebbe approvare un ulteriore
decurtazione del 5 per cento ai comuni per qual si voglia motivo.
E' una cosa inconcepibile, è una cosa inammissibile, è
semplicemente assurdo che oggi venga, soltanto ipotizzato di
discutere una riduzione dello 0,01 per cento che riguarda i comuni
che sappiamo tutti essere in ginocchio, da anni, e ancora
discutiamo una cosa del genere in un momento in cui stiamo parlando
dell'esercizio provvisorio, dovrei discutere, votare su una cosa
del genere
Presidente è inammissibile, sotto ogni punto di vista.
Si parlava di un altro fatto, della norma precedente, l'invarianza
riguarda la Regione, e la Regione non ha ulteriori costi, per cui
non capisco di cosa parliamo.
Se poi dobbiamo dire al Comune di 1000 abitanti, i cui assessori
prendono 120 euro, di decurtarsi questi 120 euro e portarseli a 75
euro per dividerli all'assessore aggiunto, ma di che cosa stiamo
parlando?
Mi rivolgo ad alcuni colleghi del Movimento cinque stelle, che
quasi quasi erano favorevoli, ma che si decidano?
Il Governo nazionale se non ricordo male ha aumentato gli stipendi
per i sindaci dei Comuni sotto i tremila abitanti. E qua votiamo il
contrario di quello che facciamo a Roma?
Questa proposta, Presidente, non è neanche da tenere in
considerazione. Uno, perché non riguarda l'esercizio provvisorio, e
due perché, da un punto di vista politico, è mortificante per chi
la mattina si sveglia, va a fare il Sindaco con mille
responsabilità, e si deve ritrovare, ancora una volta, a dover
vedersi decurtati dei fondi per dei servizi essenziali, quando
sappiamo tutti, e a tutti i livelli, che i Comuni non sono più in
condizione di garantire i servizi minimi essenziali: la mensa, il
trasporto scolastico. Ma di che cosa stiamo parlando?
La riduzione del cinque per cento? Siamo alla follia più totale
Mi auguro, Presidente, che venga ritirata per un senso di
giustezza, perché qua non si parla di sindaci di destra o di
sinistra, ma è vergognoso A scanso di equivoci, aggiungo che io da
sindaco non ho aumentato la mia giunta e, quindi, non ho fatto
nulla di tutto ciò. Ma sarà libero un sindaco, un'amministrazione,
con i propri fondi, di determinare se può dare cento euro in più o
cento euro in meno? Perché queste sono le cifre che percepiscono
gli assessori della maggior parte dei comuni siciliani. Ce ne
saranno dieci, quindici comuni grossi. Il resto sono tutti comuni
piccoli. In provincia di Messina sono tutti comuni che per lo più
sono di mille, millecinquecento abitanti, e noi gli dobbiamo
decurtare il cinque per cento? E' semplicemente una proposta
vergognosa
PRESIDENTE. Allora, colleghi, per quanto riguarda l'ammissibilità
dell'emendamento, è assolutamente ammissibile perché coerente con
il testo. Stiamo parlando di distribuzione ai comuni, e qua c'è un
emendamento sull'argomento per cui, per favore, non mi dite più che
è inammissibile perché è ammissibile. Poi, se siete d'accordo, se
l'assessore vuole fare capire che la cosa è diversa o che, io posso
rimandarla in Commissione mandarla, non rimandarla, ma escluderla
adesso, la mandiamo in Commissione e la trattiamo con la
finanziaria. Questo è quello che possiamo fare.
Ora mi sembrerebbe che un dibattito così importante per una
questione - ha ragione l'onorevole Lo Giudice - che riguarda
settanta euro o cento euro di stipendio per un assessore di tremila
abitanti, onestamente
DIPASQUALE. Sono migliaia di euro
PRESIDENTE. Onorevole, scusi, onorevole Dipasquale sto parlando
nell'interesse di questo emendamento e, quindi, io dico che se
dobbiamo passare tre ore a discutere questo emendamento, per
carità, io se voi lo volete non posso farne a meno però vorrei
portarvi alla vostra responsabilità. Abbiamo da votare una legge
che è fondamentale per tutti i siciliani che, sennò, non prendono
lo stipendio. Vorrei velocizzarla quanto più è possibile, per cui,
io metterei in votazione, con un sì o con un no, se rimandare
questo emendamento in Commissione e chiudiamo l'argomento perché,
diversamente, ne stiamo parlando troppo.
Per cui io do la parola, uno a favore ed uno contro sul mandare in
Commissione l'emendamento.
Onorevole Lupo, contro o a favore?
LUPO. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo che
sia utile fare un minimo di chiarezza sul contenuto
dell'emendamento. L'emendamento vuole stabilire un trattamento equo
per tutti gli assessori dei comuni della nostra Regione, perché si
sta verificando che - nel rispetto della legge 3/2019 - alcuni
comuni hanno ampliato il numero di assessori redistribuendo, tra
tutti, il totale delle indennità precedentemente percepito dagli
assessori che, fino a quel punto, erano in carica.
Quindi, per esempio, redistribuendo ad 11 assessori quanto gli 8
assessori precedentemente percepivano. Altri comuni stanno facendo
diversamente, cioè stanno ponendo a carico delle casse dei comuni
una differenza aggiuntiva di indennità per i nuovi assessori che, a
nostro avviso, non è in questo momento esattamente quello che i
cittadini si aspettano considerato che, peraltro, c'è un
orientamento consolidato che va verso una razionalizzazione,
contenimento dei costi della finanza pubblica.
Ora, si può fare in un modo o in un altro. Io, però, credo che sia
corretto che il Parlamento ponga il problema che lo stesso
trattamento venga garantito a tutti, perché non ci possono essere
comuni che hanno senso di responsabilità e finiscono col
penalizzare i propri amministratori, e altri comuni che, invece,
danno un'interpretazione, a dir poco, disattenta della norma,
ponendo a carico delle casse del comune nuovi oneri aggiuntivi.
Quando la norma è stata approvata in Commissione, il Governo ha
fatto presente che c'era un problema di copertura finanziaria, e la
Commissione si è determinata col dire - ed anche l'Aula - che
dall'estensione, dall'aumento del numero degli Assessori non doveva
derivare un costo aggiuntivo certamente per il bilancio della
Regione, per quello che noi in quel momento potevamo approvare, ma
è chiaro che il senso era che non gravasse sulla finanza pubblica,
anche comunale, un costo aggiuntivo. Poi abbiamo assistito ad un
comportamento difforme da comune a comune.
Questo è il tema che noi oggi poniamo, non chiediamo assolutamente
di ridurre il fondo per le autonomie degli enti locali, come diceva
il collega, non si tratta di questo, come dire, introduciamo un
deterrente, disincentiviamo una prassi e una pratica che noi
certamente non consideriamo virtuosa, prevedendo una sanzione, per
quello che è nelle nostre possibilità, per i comuni che decidono
sia di aumentare il numero degli Assessori, ma non lo fanno in
varianza di risorse, cioè facendo gravare sui bilanci comunali e
quindi sui cittadini un nuovo, maggiore onere.
Quindi io chiedo che l'emendamento venga trattato e messo in
votazione, noi difendiamo il contenuto della norma che abbiamo
proposto, ovviamente se qualcuno è contrario può pure votare
contro, ma non vedo il motivo di rinviare la norma in Commissione
perché non c'è alcuna ragione, perché si tratta di una norma di
contenimento della finanza pubblica, e stiamo parlando di esercizio
provvisorio di bilancio, che va in questa direzione.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, giusto per riportare la discussione ad
un ordine tecnico. Questo emendamento non è mai passato dalla
Commissione Bilancio, è approdato in Aula, è un emendamento di
natura finanziaria, e così come richiamato più volte dalle
opposizioni e dalle minoranze, è giusto che questo provvisorio
ritorni ad essere un provvisorio snello, pulito e che la
discussione su argomenti così importanti, perché difendiamo un
argomento importante di cui sicuramente è necessario che se ne
riparli con molta tranquillità nella Commissione di pertinenza,
venga rinviato in Commissione.
Anche perché, dico, è molto semplice parlare con chi guadagna
ottomila euro al mese nei confronti di un Assessore che ne guadagna
duecento, trecento euro al mese, quindi diciamo, se ritorniamo ad
una discussione tranquilla, pacata nei confronti della Commissione
Prima, così come suggerito dalla saggia ventottenne collega,
onorevole Pagana, che mi sembra aver fatto un intervento di
assoluto rigore, si ritorna in Prima Commissione, lo si valuta con
tutti i componenti della Prima Commissione e poi, se dovrà
approdare alla legge di stabilità, ne discuteremo in legge di
stabilità.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo sentito i colleghi e avendo
sentito l'Assessore che di fatto ci ha praticamente detto che una
cosa del genere potrebbe essere fatta anche con un decreto
assessoriale che chiarisca il senso della norma, perché se la norma
c'è già, ma è soltanto un'interpretazione di alcuni sindaci, quella
che va in qualche maniera sanata, potrebbe bastare un decreto da
parte dell'Assessore.
Allora io direi una cosa: intanto, fermo restando che
l'emendamento è ammissibile, e quindi è qui nel testo e tale deve
rimanere, io inviterei il collega Dipasquale a ritirarlo per
presentarlo immediatamente dopo, con il bilancio, con la
finanziaria che dobbiamo fare, e avere un attimo prima la
possibilità di poterlo discutere tra i colleghi, con serenità,
perché diversamente credo che non sia stato molto capito, per cui,
se mi posso permettere, chiederei
DIPASQUALE. Lo ritiro solo perché me lo dice lei.
PRESIDENTE. La ringrazio molto, questo mi fa felice ancora di più.
L'emendamento è ritirato.
Pongo in votazione l'emendamento 2.R, a firma del Governo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
Art. 3.
Modifiche all'Allegato 1 - Parte A dell'articolo 8 comma
1
della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1
1. Le autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato l -
Parte A dell'articolo 8, comma 1, della legge regionale
22 febbraio 2019, n. 1, per le finalità di cui alle
sottoelencate leggi regionali, sono incrementate per
l'esercizio finanziario 2020 degli importi a fianco di
ciascuna indicati:
Norma M P T A R CAPIT DENOMINAZIONE
di i r i m u OLO
riferi s o t m b
mento s g o i r
i r l n i
o a o i c
n m s a
e m t
a r
a
z
i
o
n
e
2020
L.R. 9 5 1 1 2 44330 TRASFERIMENTI A 1.200.
14/198 2 2 FAVORE DEGLI ENTI 000,00
8 GESTORI DELLE
art.48 RISERVE NATURALI PER
SPESE DI IMPIANTO E
DI GESTIONE.
L.R. 9 5 1 1 2 44330 TRASFERIMENTI A 3.400.
98/198 2 5 FAVORE DEGLI ENTI 000,00
1 PARCO E DEGLI ENTI
art.39- GESTORI DELLE
39 BIS RISERVE NATURALI,
DESTINATI AL
TRATTAMENTO
ECONOMICO DEL
PERSONALE ASSUNTO
PER LA GESTIONE E LA
VIGILANZA DEI PARCHI
E DELLE RISERVE.
L.R. 5 2 1 1 2 37731 SOMMA DESTINATA ALLA 395.00
1/1993 3 4 PARTECIPAZIONE DELLA 0,00
art.1 REGIONE SICILIANA
ALL'ASSOCIAZIONE
ENTE TEATRO DI
SICILIA STABILE DI
CATANIA, QUALE
CONTRIBUTO ALLE
SPESE DI GESTIONE
L.R. 5 2 1 1 2 37731 CONTRIBUTO ANNUO A 2.807.
19/198 3 6 FAVORE DELL'ENTE 243,81
6 AUTONOMO REGIONALE
artt. TEATRO MASSIMO
1 e 4 VINCENZO BELLINI DI
CATANIA.
L.R. 5 2 1 1 2 37731 CONTRIBUTO PER 959.27
19/198 3 7 L'ATTIVITA' E LA 3,99
6 PROGRAMMAZIONE DELLE
art.17 STAGIONI TEATRALI
DELL'ENTE AUTONOMO
REGIONALE TEATRO DI
MESSINA PER LA
GESTIONE DELLA
STRUTTURA TEATRALE
NONCHE' PER LA
STABILIZZAZIONE
DELL'ORCHESTRA DEL
TEATRO VITTORIO
EMANUELE DI MESSINA.
L.R. 5 2 1 1 2 37731 SOMMA DESTINATA ALLA 635.34
1/1993 3 8 PARTECIPAZIONE DELLA 9,77
art.1 REGIONE SICILIANA
ALL'ASSOCIAZIONE
TEATRO BIONDO
STABILE DI PALERMO,
QUALE CONTRIBUTO
ALLE SPESE DI
GESTIONE.
L.R. 5 2 1 1 2 37772 CONTRIBUTO ANNUO A 145.03
21/199 3 6 FAVORE DELL'ISTITUTO 6,81
4 NAZIONALE DEL DRAMMA
artt.1 ANTICO PER LE SPESE
e 2 DI FUNZIONAMENTO E
PER LO SVOLGIMENTO
DELLE ATTIVITA'
ISTITUZIONALI.
L.R. 5 2 1 1 2 47370 CONTRIBUTO ANNUO 2.017.
33/196 3 7 ALLA FONDAZIONE 495,90
6 ORCHESTRA SINFONICA
SICILIANA. (EX CAP.
48001)
L.R. 5 2 1 1 2 47370 CONTRIBUTI DA 1.692.
7/1972 3 8 CORRISPONDERE ALLA 530,11
art.11 FONDAZIONE TEATRO
MASSIMO DI PALERMO.
(EX CAPP. 48002 E
48008)
Onorevoli colleghi, è stato presentato un solo emendamento
soppressivo, a firma dell'onorevole Di Paola, quindi pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo 3. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Abrogazione e modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 22 febbraio
2019, n. 1 le parole ad euro 79.379.130,66 per l'esercizio
finanziario 2020 e ad euro 71.609.771,79 per l'esercizio
finanziario 2021 sono soppresse.
2. Per l'esercizio finanziario 2021 le disponibilità del Fondo di
cui all'articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 febbraio
2019, n. 1, pari ad euro 86.620.148,60, sono destinate
all'incremento della Missione 20, Programma 3, capitolo 215704
Fondo occorrente per far fronte ad oneri dipendenti da
provvedimenti legislativi in corso - spese correnti .
3. Al comma 2 bis dell'articolo 4 della legge regionale 29
novembre 2018, n. 21 e successive modifiche ed integrazioni sono
apportate le seguenti modifiche:
- le parole e ad euro 62.946.579,53 per l'esercizio finanziario
2020 sono soppresse;
- la lettera b) è soppressa».
Articolo 4 stesso ragionamento, l'articolo 4 dovrebbe essere il 10
e invece è il 4 per cui lo dobbiamo saltare e lo votiamo alla fine.
PALMERI. Allora io volevo intervenire sull'articolo 4 che doveva
essere l'ex articolo 3, quindi stiamo parlando di un altro
articolo?
PRESIDENTE. Ora siamo al 5, il 4 lo abbiamo rinviato a dopo.
Grazie, onorevole Palmeri, le chiedo scusa.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
Rifinanziamento norme in materia di autorizzazioni
ambientali
di competenza regionale
1. Per le finalità di cui all'articolo 91 della legge regionale 7
maggio 2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2020,
la spesa di 247 migliaia di euro per il funzionamento della
Commissione tecnica specialistica per il supporto allo svolgimento
delle istruttorie per il rilascio delle autorizzazioni ambientali
di competenza regionale (Missione 9, Programma 2, Capitolo
442545)».
Si passa all'emendamento soppressivo 5.1, degli onorevoli Di Paola
ed altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario resti seduto.
(Non è approvato)
L'emendamento 5.2 degli onorevoli Caronia, Pullara, Catalfamo è
ritirato. Quindi, passiamo alla votazione dell'articolo 5.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
Fondo di compensazione esercizio 2019
1. Al fine di evitare incrementi per interessi e spese processuali
è istituito un fondo di euro 15.967.980,56 destinato alla
compensazione degli effetti negativi, prioritariamente sulle
spettanze retributive dell'anno 2019 e sui contributi di cui alle
leggi regionali 16 maggio 1978, n. 8 e 17 maggio 1984 n. 31,
derivanti dal ripristino parziale delle riduzioni delle
autorizzazioni di spesa di cui Allegato 2 della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1 e dalle variazioni di bilancio all'esercizio
2019 non realizzatesi.
2. Nell'ambito del fondo di cui al comma 1, l'importo di euro
4.446.978,77 è destinato per le seguenti finalità:
312 ONERI DI FUNZIONAMENTO DEL CONTINGENTE +
517 DELL'ARMA DEI CARABINIERI IMPIEGATI AI 400.00
SENSI DELL'ART. 16 DEL D.P.R. 19 MARZO 0,00
1955, N. 520 E DELL'ART. 9 BIS, COMMA 14,
ULTIMO PERIODO, DELLA LEGGE 28 NOVEMBRE
1996, N. 608, DI CONVERSIONE DEL DECRETO
LEGGE 1 OTTOBRE 1996, N. 510. (EX CAP.
33657). (SPESE OBBLIGATORIE)
313 ALTRI ASSEGNI E SUSSIDI ASSISTENZIALI A +
727 VALERE SUL FONDO UNICO PER IL 464.37
FINANZIAMENTO DELLE MISURE PER LA 0,70
FUORIUSCITA DEI SOGGETTI APPARTENENTI AL
BACINO "PIP - EMERGENZA PALERMO". (PARTE
CAP. 183799)
313 ALTRI ASSEGNI E SUSSIDI ASSISTENZIALI +
728 INERENTI LA PROSECUZIONE DEI CONTRATTI DI 798.28
LAVORO SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO 4,30
DEL PERSONALE DESTINATARIO DEL REGIME
TRANSITORIO DEI LAVORATORI SOCIALMENTE
UTILI, IN SCADENZA NELL'ANNO 2013,
NONCHE' PER LA PROSECUZIONE DEGLI
INTERVENTI IN FAVORE DEI SOGGETTI IN ATTO
IMPEGNATI NELLE ATTIVITA' SOCIALMENTE
UTILI DI CUI ALL'ARTICOLO 1 DELLA LEGGE
REGIONALE 5 NOVEMBRE 2001, N. 17. (PARTE
CAP. 313318)
712 SPESE PER L'ISTITUZIONE E LA GESTIONE +
402 DIRETTA DI CANTIERI DI SERVIZI IN FAVORE 869.60
DI COMUNI DELLA SICILIA DESTINATARI DELLA 0,45
SPERIMENTAZIONE DEL REDDITO MINIMO
D'INSERIMENTO, AI SENSI DEL DECRETO
LEGISLATIVO 18 GIUGNO 1998, N.237. (VEDI
ANCHE CAP. 713303)
713 CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI A FAMIGLIE +
303 DESTINATARIE DELLA SPERIMENTAZIONE DEL 64.723
REDDITO MINIMO D'INSERIMENTO, AI SENSI ,32
DEL DECRETO LEGISLATIVO 18 GIUGNO 1998,
N.237. (PARTE CAP. 712402).
242 SOMMA DESTINATA ALLA GESTIONE DEL +1.850
523 PERSONALE GIA' A CARICO DEL FONDO DI CUI .000,0
ALL'ART.13, LETT. A), DELLA LEGGE 0
REGIONALE 6 GIUGNO 1975, N. 42 E
SUCCESSIVE MODIFICHE ED INTEGRAZIONI
COMPRESI GLI EVENTUALI ONERI DERIVANTI DA
CONTENZIOSI.
3. Le somme non utilizzate ai fini dei commi 1 e 2 sono destinate
per le autorizzazioni di spesa di cui alle lettere b) e c) del
comma 2 quater dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre
2018, n. 21 e successive modifiche e integrazioni.
4. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, previa
delibera della Giunta regionale, da adottare previo parere della
Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sono
apportate al bilancio della Regione le variazioni discendenti
dall'applicazione del presente articolo.
Ora qua c'è il bello della diretta Onorevole Lupo, onorevole
Caronia, andiamo scrivendo, allora Lupo, Caronia, Sunseri.
Onorevole Lupo, ha facoltà di parlare.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, l'articolo
6, Fondo di compensazione esercizio 2019, giusto? Leggo così anche
nella modifica ci capiamo meglio.
Io credo che è un articolo davvero che questo Parlamento non può
accettare, non è un problema né di maggioranza, né di opposizione,
non lo può accettare nella formulazione e nel contenuto, cioè
nell'idea che il Parlamento sostanzialmente voti una legge delega
al Governo, dando al Governo la possibilità di distribuire circa 11
milioni e mezzo di euro, e poi il Governo provvede liberamente alla
distribuzione di 11 milioni e mezzo di euro, io credo che questa è
una vergogna.
Penso che è una riedizione peggiorativa della tabella H, perché
prima la tabella H veniva decisa dal Parlamento, ora addirittura il
Governo chiede delega a potere distribuire fondi per via
amministrativa, quindi con delibera di Giunta, senza che il
Parlamento sia minimamente informato, se non un parere della
Commissione, che notoriamente non è vincolante, e quindi non è in
grado di condizionare la distribuzione di questi fondi.
Allora, Presidente Miccichè, io penso che questo articolo non può
essere accettato da chiunque abbia a cuore davvero il ruolo
dell'Assemblea regionale siciliana che ha il diritto dovere di
approvare norme, che destinano le diverse somme ai diversi capitoli
di spesa, al comma 2 il Governo ha individuato alcune priorità, che
sono condivisibili, quindi alcuni interventi condivisibili da
finanziare, perché non lo facciamo per l'intero fondo cioè per il
totale di 15 milioni 967 mila euro piuttosto che farlo per 4
milioni 446 lasciando poi al Governo la discrezionalità di potere
intervenire?
Noi abbiamo presentato numerosi emendamenti che sono altrettanto
degni di attenzione, perché come ricorderemo con gli accantonamenti
che non sono stati ripristinati dell'allegato 2 della legge di
stabilità 2019, numerose leggi, numerosi enti, numerose
istituzioni, hanno avuto un taglio di fondi con conseguenze
pensanti e complicate, perché hanno scoperto di avere avuto un
taglio di fondi spesso, dopo avere approvato i bilanci di
previsione, e quindi hanno un bilancio di previsione per esempio i
teatri, sia pubblici che privati, bilanci di previsione che
facevano conto su determinate entrate previste nel bilancio e nella
legge di stabilità, fondi che sono stati prima accantonati e poi
tagliati. Morale, questi teatri chiuderanno i bilanci in deficit.
Allora noi abbiamo proposto una serie di emendamenti che prevedono
la destinazione precisa di somme precise ai singoli capitoli di
spesa. Io mi auguro che il Governo voglia tornare sui propri passi
o, quanto meno, seguire lo stesso criterio per tutti gli enti, per
tutte le Istituzioni, che hanno subito il taglio alla spesa.
Se ci fosse un problema di carenza di risorse, che queste vengano
distribuite equamente in misura proporzionale a tutti, senza
favorire gli uni o penalizzare gli altri. Perché non è possibile
che ci sia ancora una logica di figli e figliastri. Ne parlavamo
poco fa per i Comuni, non accettiamo neppure che si riproponga il
tema per altri istituti. Per esempio, alcuni teatri hanno avuto un
parziale ripristino dei fondi, altri teatri, questo parziale
ripristino dei fondi non l'hanno avuto. Faccio un esempio, la
Fondazione orchestra sinfonica siciliana ha avuto un taglio di
bilancio piuttosto significativo - se non ricordo male nell'ordine
di 300 migliaia di euro - quando invece altri enti - ed è stato
giusto lì procedere al ripristino - questo taglio non lo hanno
avuto. Allora che senso ha tutto ciò? Perché un teatro si e un
altro no? Noi chiediamo che questo fondo rimanente di 11 milioni e
mezzo venga utilizzato per destinare queste somme specificatamente
capitolo per capitolo a tutti gli enti che hanno diritto ad avere
questa risorsa. Grazie.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi come Gruppo
Lega abbiamo presentato una riscrittura, o meglio un subemendamento
che in realtà riscrive l'articolo 6 che, sostanzialmente, Assessore
Armao, resta fedele rispetto a quello che era la proposta che il
Governo ha fatto originariamente, quando c'è stato presentato il
disegno di legge dell'esercizio provvisorio. E mi spiego meglio.
Avendo, come dire, scremato dell'importo di cui noi parliamo, che
sono circa 15-16 milioni, abbiamo lasciato le coperture a ciò che
effettivamente intacca gli stipendi dei soggetti che sono
interessati. E mi riferisco, nello specifico, ai Pip, agli ASU, al
reddito minimo di inserimento, alle somme che servono per i
Carabinieri che sono impiegati all'interno dell'Ispettorato del
lavoro, la Resais. Poi abbiamo buona parte dell'allegato 2, di cui
i componenti della Commissione sicuramente ricorderanno, abbiamo
avuto modo di valutare insieme, che la buona parte delle voci che
oggi sono presenti negli emendamenti presentati dal Partito
Democratico, e in parte anche dal Movimento Cinque Stelle,
effettivamente sono tutti capienti all'interno dell'allegato 2
della legge del 2019.
Pertanto, lasciando integro il Fondo, sostanzialmente, noi
riusciamo a dare copertura integrale a ciò che effettivamente
abbiamo congelato nel 2019. Per cui io ritengo - così come ha detto
il collega Catalfamo - che l'intenzione di oggi di uscire da questa
Aula è quella di dare, rispetto a quelle che sono le garanzie
occupazionali e le coperture degli stipendi, la serenità a coloro i
quali oggi con grande attenzione stanno seguendo oggi anche
quest'Aula.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
Io ritengo che sia doveroso votare l'esercizio provvisorio dando
priorità a questi soggetti. E, soprattutto, rispettando un impegno
che questo Governo aveva assunto il 30 di dicembre, quando si era
detto che, rispetto alla originaria copertura del 100 per cento,
soltanto il 70 era stato coperto rispetto ad alcuni capitoli.
Ovviamente, abbiamo dato mandato al Governo di predisporre una
delibera di Giunta che poi verrà sottoposta al vaglio della
Commissione Bilancio, affinché i parametri per compensare le somme
fossero effettivamente poi rispettate e ci fosse una equità
rispetto alla distribuzione. Ma se noi manteniamo fede a quello che
era stato il concetto originario, che era quello della copertura
degli stipendi, ritengo che questo esercizio provvisorio può essere
votato in maniera molto snella e si può concludere in maniera molto
rapida, senza appesantirlo.
Persino noi, che avevamo presentato degli emendamenti che ritengo
essere di qualità, perché guardavano ai settori più fragili della
nostra società, a partire dai soggetti disabili per quanto riguarda
le barriere architettoniche, o ai centri anti violenza, li abbiamo
estrapolati, li abbiamo ritirati, proprio per la ragione che
abbiamo detto poc'anzi.
Noi riteniamo che questo esercizio provvisorio, per le ragioni che
ha riportato il collega Catalfamo, oggi necessita di un momento di
responsabilità da parte di tutti. I nostri emendamenti che, secondo
me, sono stati sicuramente ecco lasciatemi passare il termine di
marchette ma di attività importanti per questa Regione, e
soprattutto per i soggetti fragili della nostra società, li abbiamo
accantonati, perché aspettiamo un confronto serrato con il Governo
affinchè, assessore Cordaro, si possa effettivamente provvedere a
rimpinguare tutti quei capitoli che oggi necessitano effettivamente
essere impinguati a partire dai teatri, così come Viavas, così come
l'agricoltura.
Abbiamo innumerevoli richieste, tutte assolutamente degne di
essere prese in considerazione, ma non riteniamo che sia questa la
sede, quindi, al fine di dare anche una coerenza a quello che
questo Governo ha dichiarato il 30 di dicembre in Aula rispetto
all'allegato 2, che rappresenta non soltanto un'enunciazione di una
tabella, ma stiamo parlando di tutta una serie di soggetti, a
partire dalla Hellen Keller, dai talassemici e tantissimi altri
enti che sono destinatari di fondi, abbiamo individuato tra questi,
come dire, le priorità rispetto alla copertura che può essere data
con il cosiddetto fondo di compensazione.
Io ritengo che, se la destinazione sia questa, il Gruppo della
Lega non avrà alcuna difficoltà a votarlo. Se dovessimo
appesantirlo anche di un solo euro rispetto a delle valutazioni che
verranno fatte in una sede appropriata, ossia la valutazione del
bilancio e della finanziaria, noi saremo sicuramente non d'accordo.
Grazie Presidente.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, allora oggi
trattiamo l'articolo 6 perché sostanzialmente il Governo non ha
fatto l'assestamento di bilancio, perché altrimenti non avremmo
avuto modo di parlarne, e le variazioni necessarie a rimpinguare
quelle somme che erano in accantonamento negativo e che invece non
sono state rimpinguate.
Il testo che era arrivato dal Governo è stato modificato perché
non ha trovato la maggioranza all'interno della Commissione
Bilancio, ed abbiamo provato a riscriverlo nel miglior modo
possibile, cosa che purtroppo però non è avvenuta del tutto.
Uno, le somme destinate non vanno a copertura dell'intero
accantonamento negativo necessario a coprire le spese del 2019.
Ricordiamo tutti che le somme erano circa 21 milioni di euro. Le
somme adesso messe per l'articolo 6 sono 16 milioni di euro,
quindi, partiamo dal presupposto che non andiamo a coprire tutte
quelle spese previste dal bilancio previsionale 2019-2021. Quindi,
mancano sicuramente 5, 6 milioni di euro, così come da bilancio
previsionale. A queste in più, ci siamo resi conto, e parliamo
solamente della tabella 2) del febbraio 2019, a questa, andando
avanti, ci siamo resi conto che mancavano 400 mila euro per il
funzionamento dell'Arma dei Carabinieri, per gli ispettori del
lavoro, 2 milioni, 1 milione e 8 che riguardava gli Asu, altre
somme che riguardavano i Pip, altre somme che riguardavano i Rei,
quindi, ci siamo resi conto, man mano nelle varie Commissioni che
servivano ulteriori somme oltre a quelle destinate per la tabella
2).
Di queste somme, siamo arrivati circa a scoprire che erano
all'incirca 4 milioni e mezzo, quindi, noi, quasi 16 milioni, già
insufficienti a coprire gli accantonamenti negativi della tabella
2). Togliamo 4 milioni e mezzo e ne restano 11 e mezzo, questa è la
somma chiara, di fatto noi stiamo venendo meno a degli impegni con
il bilancio di previsione verso teatri, tutte quelle somme previste
dalla tabella 2) che trovate, tranquillamente nella norma. Oltre a
queste ci ritroviamo che, oltre alle somme previste per i Pip, Rei,
Asu e Carabinieri, oltre la tabella 2) in più ci sono a parte le
somme dello sport. E questa è la domanda che faccio al Governo: ma
allo sport con la legge n. 8, assessore, non era già all'interno
della tabella 2)?
Tra l'altro, i 2 milioni necessari dello sport alla tabella 2),
ricordo che nell'ultimo Collegato, che è passato dalla Commissione
Bilancio, lo avevamo rimpinguato di 750 mila euro, quindi,
probabilmente non servono più neanche i 2 milioni ma ne serviranno
1 milioni e 2.
Vado a memoria, ma è per capire cosa stiamo facendo perché,
probabilmente, in questo modo, stiamo differenziando la tabella 2)
tra lo sport, che giustamente sono del parere che vada rimpinguata
totalmente quella tabella, con le risorse chiaramente resesi
disponibili, però, non possiamo fare diversificazioni, che è quello
che abbiamo detto in Commissione Bilancio.
Quindi, o si dà un taglio proporzionale o, come abbiamo scritto,
si passa dalla Commissione Bilancio, si vede quali sono le somme
necessarie e, successivamente, decidiamo quali andiamo a coprire, e
perchè altrimenti il concetto è che se leviamo dalla tabella 2)
alcune di queste somme e oltre quelle delle spese, diciamo,
obbligatorie, è evidente che rimangono briciole. Briciole non
sufficienti a coprire gli accantonamenti negativi che, invece, ci
eravamo riproposti di dover rimpinguare in sede di variazione che
non è mai avvenuta.
Quindi, noi oggi ci stiamo inventando questo escamotage contabile-
finanziario per il quale concediamo un contributo straordinario per
il 2020 però a coprire delle spese che, di fatto, dovevano essere
coperte dal 2019, perché è evidente che, comunque, non riusciamo a
farlo. Quindi, io intanto chiedo se non c'è la possibilità di
aumentare le somme che riguardano il Fondo, quindi i quasi sedici
milioni individuati dal Governo e, oltre questo, chiedo,
cortesemente, al Governo di valutare la possibilità di intanto
capire se lo sport è all'interno della Tabella 2 e, quindi, non c'è
la necessità di scorporarlo dalla Tabella 2 e prevedere una
maggiorazione, così come previsto da tutti gli altri per la legge
8. Perché, a quanto ho capito, la legge 31 è totalmente coperta. E,
successivamente, capire se oltre quelle figure, che già abbiamo
inserito con i vari capitoli che sono spese di stipendi, se è
possibile avere un quadro chiaro in Commissione Bilancio di tutte
le somme non rimpinguate nel corso del 2019.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi passiamo alla votazione.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
intervengo per dirmi assolutamente contraria all'emendamento
presentato dai colleghi della Lega, in quanto la stesura di questo
disegno di legge è stata analizzata dalla Commissione Bilancio, e
l'articolo 6 è stato interpretato, realizzato, scritto, esattamente
per come ce lo ritroviamo oggi nel disegno di legge.
Quindi, non ritengo che ci sia stato nessun appesantimento,
assolutamente, perché non risultano presentati emendamenti tranne
quello della Lega, che non fa altro che andare ad intervenire e ad
eliminare la possibilità di compensare, perché - ricordo a me
stessa e ai colleghi - che stiamo parlando di un Fondo di
compensazione dell'esercizio 2019, contributi alle piccole
associazioni sportive, compreso il paraolimpico e, quindi, i
disabili. Per cui, siccome quest'Aula più di un volta ha dibattuto
sull'importanza dello sport, sull'attenzione che va data,
soprattutto alle associazioni sportive, chiedo a quest'Aula di
esprimersi contrariamente all'emendamento presentato dai colleghi
della Lega e a votare l'articolo 6 per come è stato predisposto,
analizzato e deciso da tutti i componenti la Commissione Bilancio.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione. Pongo in votazione
l'emendamento soppressivo 6.11.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Onorevole Caronia insiste sull'emendamento 6.15.R?
Per essere chiari, se viene approvato questo emendamento così
com'è scritto, vuol dire che tutti gli altri emendamenti decadono e
viene approvato l'articolo. Pongo in votazione l'emendamento
6.15.R. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione. La Commissione si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Il Governo si rimette all'Aula,
ovviamente auspicando l'approvazione del testo originario del
Governo.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Andiamo avanti. L'emendamento 6.14 è ritirato.
Si passa all'emendamento del Governo, è un emendamento tecnico,
6.22. Lo avete distribuito? Il parere della Commissione? Allora
Governo, vuole spiegare l'emendamento per favore?
ARMAO, assessore per l'Economia. Signor Presidente, è un
emendamento che proviene dalla Ragioneria Generale, che mi chiede
di avere indicato erroneamente alcuni riferimenti normativi, e ne
chiede la rettifica. E' puramente tecnico, non c'è nessun tipo di
incidenza sulle decisioni politiche del disegno di legge.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento 6.16. Il parere della
Commissione?
LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Noi chiediamo con l'emendamento 6.16,
che vada incontro anche al contenuto dell'emendamento che aveva
proposto l'onorevole Caronia, che prima vengano considerati gli
enti che hanno avuto un mancato ripristino, ed in subordine quelli
che hanno avuto un ripristino parziale.
Perché, come dicevamo, dall'allegato 2, una parte di enti hanno
avuto un ripristino parziale ed altri nulla. Se ora ci sono altre
risorse disponibili e si continua a dare di più a chi ha già avuto
qualcosa, e nulla a chi non ha avuto nulla, io lo trovo sbagliato
perché il testo dice destinare alla compensazione degli effetti
negativi, prioritariamente sulle spettanze retributive, su questo
siamo d'accordo e sui contributi derivanti dal ripristino parziale
delle riduzioni delle autorizzazioni di spesa.
Quindi, scritto così, se c'è un ente che non ha avuto alcun
ripristino è come se fosse escluso dalla possibilità di attingere
al fondo, mi sembra una contraddizione. Penso sia anche un refuso,
non so cosa ne pensa il Governo.
PRESIDENTE. Bene, allora, nessun altro chiede di parlare. Il
Parere della Commissione?
SAVONE, presidente della Commissione e relatore. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'Economia. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
E allora, tutti gli altri emendamenti decadono, perché sono tutti
assorbiti.
Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 18.01)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se possiamo andiamo avanti perché
con l'emendamento approvato 6.16 vengono assorbiti di fatto anche
tutti gli altri. Per cui, possiamo andare molto velocemente al voto
dell'articolo 6 dal momento che tutti gli emendamenti sono
assorbiti.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo un
chiarimento. Avevo chiesto al Governo di capire per la legge 8, che
è la legge dello sport, come ci stiamo comportando? Stiamo
rimpinguando tutta la somma della Tabella 2, quella che veniva meno
o il Fondo andrà a coprire in maniera parziale la legge 8?
Un chiarimento. Per capire anche come dobbiamo comportarci col
voto.
PRESIDENTE. Assessore, vuole dare un chiarimento?
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, Presidente parliamo dell'emendamento 6.22. E' un comma
che la Ragioneria ha chiesto di inserire per quanto concerne
l'effettiva volontà espressa nella norma che il Governo ha
presentato.
I rimpinguamenti avverranno nell'ambito delle risorse indicate per
quanto in generale; per quanto riguarda l'emendamento 6.22, invece,
è un mero aggiustamento tecnico. E' evidente che tutto questo
passerà in Commissione Bilancio , dove è previsto che si renda un
parere, un apporto consuntivo. Quindi, ne potremo parlare
tranquillamente in Commissione Bilancio , speriamo nel più breve
tempo possibile, dopo l'auspicata approvazione del disegno di
legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Art. 7.
Rapporti di lavoro del personale dei soppressi patronati
scolastici gestiti
dalla Città metropolitana di Catania
1. La Città metropolitana di Catania, per l'esercizio
finanziario 2020, provvede alla prosecuzione del rapporto di
lavoro del personale di cui alla legge regionale 17/2004 e
successive modifiche e integrazioni, nei limiti di 1.050 migliaia
di euro, attingendo dalle risorse finanziarie di cui all'articolo
18 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8».
Ha facoltà di parlare l'onorevole Zito che ha prenotato da
stamattina l'intervento sull'articolo 7.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sì l'avevo prenotato
da stamattina perché sull'articolo 7 è abbastanza interessante
ricostruire un po' quello che è avvenuto in Commissione Bilancio .
Praticamente arriva un emendamento, che non sto vedendo in questo
momento, dell'onorevole Calderone in bilancio su quello che
riguarda un articolo per dare 1 milione di euro, inizialmente erano
un milione e due, ai lavoratori dei soppressi patronati scolastici
e inizialmente nella stesura originale questi soldi, questo milione
e due, veniva preso dal trasferimento che veniva effettuato alla
provincia di Catania, ormai città metropolitana di Catania. Quindi,
con i soldi del riparto che veniva dato a tutte le province Catania
era costretta a prendere un milione e due e vincolarlo per questa
spesa.
Dopodichè l'onorevole Calderone - capogruppo, vorrei ricordare, di
Forza Italia - presenta questo emendamento che stravolge, invece,
l'articolo perché quei soldi non vengono vincolati ai soldi
destinati a Catania, ma vengono erosi da tutti i soldi previsti per
le altre province. Che cosa vuol dire? Che questo milione e due,
così come è stato presentato nell'emendamento Calderone, viene
tolto anche a Messina.
Onorevole Calderone, quindi lei ha fatto un emendamento che togli
soldi anche a Messina. Sarà, sicuramente, contento il Presidente
della Città metropolitana, l'ex onorevole De Luca, quando diremo
che l'onorevole Calderone, di Messina, ha tolto soldi a Messina per
darli a Catania.
Ora, sostanzialmente, questo è quello che c'è scritto nella legge
e questa è una cosa che non possiamo permettere assolutamente.
Perché poi, caro Presidente, lei prima ha dichiarato ammissibile,
ad esempio, un emendamento che riguardava la diminuzione del cinque
per cento a quei comuni che avevano aumentato gli assessori. Però,
in questo testo, ad esempio, non c'è il mio emendamento dove c'era
un fondo speciale. Per chi? Non per questi padri di famiglia - per
l'amor di Dio - che sono previsti qua e anche loro hanno diritto
di avere una continuità, ma per le province in dissesto. Perché,
noi che cosa facciamo? Abbiamo la provincia di Siracusa, ad
esempio, che non ha pagato le tredicesime, non ha pagato le
bollette di Enel e di altre cose, eccetera, eccetera, oltre ad
essere in dissesto continua a creare disavanzo, ma diamo un milione
che togliamo a tutte le altre otto province per darli a queste
persone. Per l'amor di Dio, Sono scelte di Governo
Però, assessore, io vorrei dire una cosa: prima dobbiamo pensare
alle priorità e quando voi dite che non si possono fare, anzi
chiedete a Roma perché avete deciso così, nella distribuzione dei
cento milioni di euro famosi, che Roma deve fare una legge speciale
per Siracusa e poi facciamo le leggi speciali per Catania, perché
ad oggi le stiamo vedendo queste e questo non è accettabile.
Quindi, Assessore, io le chiedo, o si tratta, e qui anche lei
Presidente Micciché, io le chiedo o si riprende e si vota il fondo
di riserva per le città in dissesto, così come io l'ho presentato
o, quanto meno, Assessore, si deve fare una cosa: dei soldi che si
devono trasferire, dei famosi 101 miloni che sono previsti,
qualcosa stanziamola, una percentuale anche il 60 per cento, subito
perché sennò questi, quindi dei propri soldi, questi si
ritroveranno ancora per mesi senza stipendi e ci ritroveremo,
giustamente io dico, qua sotto a manifestare o qualcuno si darà
anche agli strozzini perché deve campare. Ma una soluzione va
trovata.
A Roma ci stiamo pensando, in qualche modo, ma anche qui dobbiamo
stare più attenti a quello che facciamo perché poi se passano
questi emendamenti, giustamente, loro ci dicono: Ma perché si
fanno figli e figliastri? .
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il fatto
che abbiamo appesantito l'esercizio provvisorio con una norma di
natura finanziaria - una cosa che abbiamo già chiesto di
scongiurare al Governo, in Commissione Bilancio . l'assessore
Falcone è stato come un falco sopra la Commissione Bilancio fin
quando non ha fatto approvare - perché, giustamente, chiamandosi
Falcone - fin quando non è riuscito a farsi approvare dalla
Commissione Bilancio questo emendamento perché, chiaramente,
l'emendamento è dell'assessore Falcone, riguarda una trentina di
lavoratori per i quali noi non abbiamo difficoltà ad individuare le
somme, ma è evidente, Presidente, che le somme vanno prese dal
riparto per la provincia della Città metropolitana di Catania. Non
possiamo prendere un milione già da tutte le altre province.
Tra l'altro, giustamente, l'Assessore lo aveva già individuato
nella prima stesura dell'emendamento. Non capisco perché poi,
successivamente, abbiamo dovuto prendere somme da tutte le altre
province che già non godono di un buono stato di salute economico-
finanziario. Quindi, preghiamo - abbiamo presentato degli
emendamenti o lo vuole fare direttamente l'Assessore se lo vuole
fare il Governo - che, quanto meno, se gli si vuol dare copertura
gliela si dia all'interno della riserva della Città metropolitana
di Catania, senza togliere altre somme alle altre ex province che,
sicuramente, non stanno bene.
PRESIDENTE. Questo di cui abbiamo discusso è il 7.3?
SUNSERI. Gli emendamenti 7.3 o 7.6. Hanno la stessa finalità.
PRESIDENTE. Uno qualsiasi Noi ancora non abbiamo iniziato a
votare l'articolo 7, quindi dobbiamo cominciare dall'emendamento
7.1, a firma dell'onorevole Lupo ed altri, che è uguale
all'emendamento 7.2.
Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.3, che è quello di cui parla
l'onorevole Zito. Ritirati i soppressivi possiamo andare avanti.
Dobbiamo capire se volete votare l'emendamento 7.3 oppure
l'emendamento 7.6.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, io intanto ringrazio il Governo e
l'interesse che ha avuto l'Assessore Falcone per quello che è un
emendamento che dà la continuità lavorativa a queste persone, di
cui tra l'altro c'è una piccola delegazione qui in Aula. Quindi, io
credo che sia un emendamento di assoluto buon senso e chiedo,
pertanto, che gli emendamenti che sono stati presentati dal Gruppo
Movimento Cinque Stelle vengano ritirati.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, forse l'onorevole Galvagno non ha ben
letto gli articoli. Se passa questo emendamento ai lavoratori non
succede assolutamente niente, continueranno ad essere pagati perché
è all'interno dei soldi che noi trasferiamo alla Provincia di
Catania, con questo emendamento.
Con l'emendamento Calderone, di Messina, vi vorrei ricordare, cosa
fa? Toglie alle altre province per darli a Catania, ma Catania i
soldi li ha perché gli vengono trasferiti ogni anno dai cento
milioni una bella quota parte. Quindi, perché non continuarla a
pagare? Nessuno vuole buttare fuori nessun lavoratore, che sia
chiaro. Quindi, è solo per evitare che vengano presi i soldi dalle
altre province perché ci sono gli altri lavoratori, dipendenti
interni, che non prendono neanche lo stipendio. Questa è la
situazione.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, mi scusi, lei parla più volte, io
continuo a cercare un emendamento a firma Calderone che non trovo
però.
ZITO. No, ho detto che inizialmente era, così come sta vedendo lei
tra gli emendamenti, in Commissione Bilancio è passato
l'emendamento di Calderone che è quello che trova nel testo.
PRESIDENTE. Quindi, questo è diventato il testo dopo
l'emendamento. Va bene, ci siamo capiti allora, parlava della
Commissione.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, solo una precisazione di carattere tecnico. Qui
non è stata una volontà se metterli a carico della provincia, della
Città metropolitana di Catania o delle altre, questi lavoratori
sono garantiti da due norme, la 93 e la 17, e la copertura era data
all'interno del fondo che riguardava tutte le province. Per cui,
questa è una scelta perché era dettata da una norma e la copertura
era prevista proprio dal fondo che veniva attribuito a tutte le
province. Era questo quindi questa è la copertura, questa è la
norma, questa è la posizione del Governo, ma perché, ripeto, la
norma recitava proprio così, recita proprio così, ed è in vigore.
PRESIDENTE. E quindi, Assessore, rispetto agli emendamenti
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Rispetto agli emendamenti la norma dice che la copertura vale sul
fondo di tutte le province, sono le due norme, la 93 e la 17.
PRESIDENTE. Quindi, il parere del Governo è comunque contrario
ovviamente?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Governo è contrario agli emendamenti.
CAFEO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rammarico del
fatto che quando si è discusso questo articolo, o quando è stato
presentato, non prevedeva, pur prevedendo le stesse norme, non
prevedeva l'utilizzo del fondo di tutte le province, e la
spiegazione era stata che era un emendamento che serviva in maniera
specifica di consentire di destinare queste risorse, destinate alla
Città metropolitana di Catania, a questi lavoratori.
Togliere un milione e due in maniera indistinta a tutte le
province, soprattutto già quando questo Governo, e l'assessore
Grasso ne è testimone, in altre occasioni ha trattato la provincia
di Siracusa come la provincia che siccome già non si può più
recuperare togliamo i soldi alla provincia di Siracusa e li
destiniamo ad altri, personalmente io ritengo che l'emendamento
presentato dall'onorevole Zito è un emendamento che va sostenuto,
ma mi aspetto che il Governo comunque modifichi le sue posizioni.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, io mi sono semplicemente riferita alle norme in
vigore che prevedono che la copertura vale su tutte le province,
sono due norme una del 2004 e la 93 è precedente.
Per quanto riguarda la provincia di Siracusa, mi sembra ingeneroso
che i colleghi dicano che la provincia di Siracusa è stata trattata
male. Noi abbiamo tolto risorse a tutte le altre province sui 20
milioni di euro, erogandoli solo a Siracusa per consentire non solo
il pagamento degli stipendi, ma anche per la ristrutturazione e la
manutenzione delle scuole, e lo abbiamo fatto in Conferenza
autonomie con il parere contrario della Conferenza, assumendosi la
sottoscritta la responsabilità. Di questo va dato atto, quindi, che
Siracusa l'anno scorso ha avuto più risorse di tutte le altre
province.
Io per quanto riguarda questa norma mi limito al dato tecnico, c'è
una norma in vigore che attribuisce queste risorse la ripartizione
a tutte le province, sono due norme. Questo è quanto prevedono le
norme, e questo è il parere del Governo.
PRESIDENTE. Scusate, intanto mettiamo in votazione; però, da
quello che ho capito, mi sembra di avere capito correttamente,
questo articolo sta consentendo alla provincia di Catania di
utilizzare somme, quale che sia la provenienza, ma somme che già
esistono; cioè non ci stanno mettendo quattrini in più, si sta
autorizzando la provincia di Catania ad utilizzare una parte delle
somme delle province per pagare delle province, ma non c'è una
destinazione, cioè non c'è un fondo per Catania ed un fondo per
Messina non so se è chiaro. C'è il fondo delle province e, quindi,
con questo emendamento si autorizza la provincia di Catania ad
utilizzare questo fondo per pagare questa, ma, come dire, non c'è
una diatriba da dove si prendono, perché sono risorse già esistenti
nel fondo delle province, ed il Governo sta autorizzando, il
Parlamento starebbe autorizzando la provincia di Catania ad
utilizzarli, mi sembra di capire. Assessore Falcone, è così o no?
FALCONE, assessore per le infrastrutture e le mobilità.
Assolutamente sì.
PRESIDENTE. E, quindi, non so questa diatriba a che cosa stia
servendo, cioè non capisco bene di che cosa stiamo discutendo. Poi,
se qualcuno dice che invece di mille se ne devono dare mille e
cinquanta è un altro conto e votiamo, ma altrimenti stiamo parlando
secondo me di aria fritta
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io trovo
corretto che non si possano imputare queste somme a tutte le
province, perché tutte le province hanno le loro esigenze e le loro
difficoltà; però non posso non dire che quando il testo è stato
presentato ho chiamato sia il sindaco della Città metropolitana,
sia gli uffici anche il segretario della Città metropolitana, per
sapere se erano a conoscenza e cosa ne pensavano di questa proposta
di norma, e devo dire che sono caduti dalle nubi. Cioè mi hanno
detto: ma noi non ne sappiamo niente, non siamo stati consultati,
questa situazione ci mette molto in difficoltà .
Quindi, se ci sono i margini di tempo io proporrei, perché
chiaramente non possiamo lasciare per strada le persone ma neanche
PRESIDENTE. Onorevole Foti, ma non è che per fare una norma
dobbiamo chiedere il permesso ai funzionari del Comune
FOTI. pensare di fare saltare a gambe all'aria una Città
metropolitana, se ci sono i tempi tecnici vorrei subemendare
l'emendamento del collega dicendo che può destinare non
destina , cioè può destinare. Perché, signor Presidente, certe
cose vanno discusse in Commissione con chi è che deve poi applicare
le norme e deve anche nel proprio previsionale vedere se può e come
può. Perché così si fanno cose alla cieca.
PRESIDENTE. Il Governo destina; poi se li vogliono usare o no sarà
un problema loro, ma il Governo intanto destina. Chiudiamo
l'argomento e mettiamo in votazione l'emendamento 7.3.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.3
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Turano, siamo in votazione, non è
possibile.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 7.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti. . . . . . . . . . . . . . . . . 59
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 28
Contrari 31
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.6, a firma dell'onorevole Sunseri ed
altri.
SUNSERI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Gli altri emendamenti sono assorbiti.
Chiedo scusa Assessore Falcone, lo lasci decidere al Presidente
La ringrazio. E' assorbito.
Onorevole Sunseri, è assorbito. Quindi, si vota l'articolo 7.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, c'è anche un emendamento mio che non
trovo, non so perché, che riguardava una riserva per quelle in
dissesto. Se lei ha accettato quello per quanto riguarda gli
Assessori, doveva accettare pure questo.
PRESIDENTE. No, mi scusi. Quello dell'Assessore era riferito ad
una norma nel momento in cui si pagano i Comuni. E, quindi, era una
condizione a pagare i Comuni con una determinata questa è una
cosa che non c'entra niente.
ZITO. Allo stesso modo io ho chiesto anche all'Assessore, e a
questo Governo, sui fondi previsti per Siracusa di anticipare una
percentuale per poter pagare gli stipendi, non fondi in più. Ma
darli immediatamente se è possibile .
PRESIDENTE. Onorevole Zito, la prego, queste sono norme che vanno
in finanziaria per cui nessuno vuole non farle.
ZITO. Ma la responsabilità io quello che dovevo dirlo l'ho detto.
Perché è assurdo, si ritroveranno per mesi interi perché in
dodicesimi il tempo che fanno la richiesta eccetera, eccetera,
passerà tempo, di nuovo sempre con questo problema dello stipendio.
Solo per dirvelo.
PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Grazie, signor
Presidente. Non a caso mi sono alzato dai banchi del Governo e ho
deciso di intervenire dal pulpito perché voglio invitare i colleghi
ad una riflessione. In quest'Aula sul voto segreto che ha affossato
la legge di riforma dei rifiuti su cui dobbiamo ritornare si è
consumata - diciamocela con assoluta franchezza - una tensione
politica che è andata oltre il significato di quel voto. Ed è
chiaro onorevole Lupo, posso dire il mio pensiero? E' il pensiero
di un deputato di quest'Assemblea che ritiene che le prerogative
dell'Assemblea sulla richiesta o sull'applicazione del voto segreto
in vigenza di questo Regolamento sono assolutamente legittime, ma
io non cerco questo. Sto facendo un appello al buon senso perché
sul voto segreto si possa trovare, come dire, una rivisitazione.
La richiesta di voto segreto su un emendamento qualunque o su un
articolo qualunque, che è una legittima prerogativa di
quest'Assemblea, secondo me, si inasprisce il clima in generale e
non raggiunge l'obiettivo di fare chiarezza su alcune tematiche
importanti.
Ed allora, so che non posso chiedere di più se non fare rilevare
al collega Capogruppo del Movimento Cinque Stelle che è esagerato o
che può apparire così dopo che è successo tutto quello che abbiamo
visto, chiedere il voto segreto su un articolo qualunque, chiedo di
soprassedere e lo faccio motivandolo su un ragionamento politico.
Lei è libero di, come dire, accogliere la mia richiesta oppure è
lieto di insistere, il Regolamento glielo permette e glielo
consente, ma io credo che lo spirito del voto segreto, come
onestamente abbiamo tutti, guardi lo dico io perché sono di lungo
corso in quest'Assemblea: si è fatto un grande uso e talvolta un
grandissimo abuso del voto segreto; diamogli la giusta dimensione,
utilizziamolo per le cose che hanno una valenza politica rilevante,
anche senza la modifica del Regolamento.
Io ho apprezzato che tutte le forze politiche nell'arco egli
ultimi due mesi si sono astenuti dal chiedere il voto segreto come
a dire tutti ci siamo resi conto dell'uso e dell'abuso che si è
fatto e possiamo benissimo esercitare le nostre prerogative senza
fare ricorso a questo strumento ; ragione per la quale, signor
Presidente, chiedo che il collega del Movimento Cinque Stelle possa
o reiterare la richiesta, manifestando ulteriormente la volontà,
oppure soprassedere sulla richiesta stessa. Grazie.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
O sì o no, voglio dire, se noi oggi dobbiamo aprire un dibattito
sul voto segreto ma io sono ben felice. Se lo apriamo, vi avverto
che non lo chiudiamo più cioè finchè non cambiamo il Regolamento.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scusi sono stato
sollecitato dall'assessore, dal deputato in questo caso, perché era
venuto qui da deputato ed ha fatto bene.
Io posso anche apprezzare il suo intervento, però, onorevole
Turano, lei fa un piccolo errore: lei non deve rivolgere questo
invito al Capogruppo dell'opposizione, lei deve rivolgere questo
invito a tenere un livello più basso, per abbassare i toni, per
dare un rilievo politico al voto segreto, lo deve rivolgere a chi
ha dato un rilievo politico a questo voto segreto cioè alla persona
che siede in quella poltrona vuota, il suo Presidente, non
all'opposizione che utilizza legittimamente uno degli articoli del
nostro Regolamento interno dell'Assemblea.
Quindi, la ratio della norma, questo noi stiamo parlando di questa
norma. Non vogliamo che si possa prendere i soldi da tutte le
province, lo dobbiamo spiegare un'altra volta? Ma per forza lo
dobbiamo spiegare? Avete un problema perché chiediamo il voto
segreto? Vi preoccupate di questo? Non c'è da preoccuparsi Avete i
numeri? Potete approvarlo, potete fare tranquillamente, quindi, è
inutile che ci chiedete a noi questa cosa
Noi vogliamo evitare, che si prendono i soldi da tutte le
province, che si prendano solo dalla provincia di Catania.
PRESIDENTE. Siccome segretamente è stato bocciato l'emendamento io
faccio, ovviamente, appello alla serietà di tutti per andare a
votare segretamente; così come non ci sono stati problemi due
minuti fa, penso che non ce ne siano adesso.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7
Essendo la richiesta appoggiata a termini di Regolamento, indìco
la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti . 59
Votanti . 56
Maggioranza . 29
Favorevoli 32
Contrari 24
Astenuti 0
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Art. 8.
Rendicontazione iniziative culturali per l'anno 2019
1. Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
legge regionale 12 maggio 2010, n. 11, finanziate per l'anno 2019,
possono essere realizzate entro il 30 giugno 2020 e rendicontate
entro 60 giorni da quest'ultima data».
Poiché all'articolo 8 è stato presentato un solo emendamento
soppressivo, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
Disposizioni relative alla società Servizi Ausiliari
Sicilia
1. La Regione, per l'attuazione degli strumenti di programmazione
a valere su fondi extraregionali, è autorizzata a stipulare
contratti di assistenza tecnica con la società Servizi Ausiliari
Sicilia S.c.p.a..
2. Per le finalità di cui al presente articolo, il Governo della
Regione provvede ad avviare le conseguenti modifiche dei programmi
operativi di attuazione della spesa dei fondi extraregionali».
Onorevoli colleghi, c'è una riscrittura.
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, cittadini, credo che sia abbastanza chiaro che la
Regione Siciliana abbia un problema con le partecipate. Questo è
assodato, colleghi. Che abbiamo un problema con le partecipate è
chiaro a tutti.
All'interno di questo articolo 9, al comma 1, la Regione per
l'attuazione degli strumenti di programmazione a valere su fondi
extraregionali, è autorizzata a stipulare contratti di assistenza
tecnica con la società Servizi Ausiliari Sicilia S.c.p.a.', che per
l'82 per cento è di proprietà della Regione, per il resto delle
percentuali, circa l'1,5 per cento ciascuno, è dell'Istituto
zooprofilattico e delle ASP.
Presidente, noi vogliamo stipulare contratti di assistenza
tecnica. Mi sono chiesto, ma che tipo di assistenza tecnica? E poi,
a valere su fondi extraregionali', cioè, prendiamo questi fondi
extraregionali e li utilizziamo per l'assistenza tecnica di che
cosa? A quanto ammonta questa assistenza tecnica? Glielo chiedo,
Presidente, perché noi abbiamo già, la Regione Siciliana ha già
stipulato, o meglio, CONSIP ha già stipulato un contratto con
Deloitte che ci fa già un'assistenza tecnica per quanto riguarda
tutto il discorso dei fondi europei e questa Convenzione, che è
stata stipulata nel 2017 a valere per anni, è già di un bel grosso
importo, stiamo parlando di 23 milioni di euro circa, che sono
stati stipulati per fare assistenza, anche quella è assistenza
tecnica.
Io, Presidente, mi chiedo se la Regione aveva già queste
professionalità, se queste professionalità devono svolgere
assistenza tecnica per quanto riguarda i fondi europei, per quanto
riguarda tutta l'attuazione, il monitoraggio, perché abbiamo
stipulato, perché abbiamo fatto un contratto con Deloitte? Ci
svegliamo ora, nel 2020, e diciamo no, ce li avevamo in SAS'. Io
sono andato a vedere un po' i servizi che fa la SAS - nulla da
avere contro i lavoratori di questa partecipata -, però tra i
servizi non ho visto nessun servizio che possa essere adibito
all'assistenza tecnica di non ho ben capito che cosa, visto che
l'articolo è abbastanza generico.
Credo, Presidente, che, visti tutti i problemi che la Regione
Siciliana ha con le partecipate, a mio modo di vedere questo
articolo, in questo esercizio provvisorio, debba essere stralciato.
Debba essere, quantomeno, ritirato o, eventualmente, invito i
colleghi, per il momento, a sopprimerlo e poi a fare un
approfondimento, successivamente, in ulteriori disegni di legge o,
eventualmente, in Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, mi sento di poterle rispondere io
su questo argomento.
Nella passata legislatura c'erano delle strutture di fatto in-
house alla Regione che facevano questa assistenza tecnica che
furono - inopinatamente, secondo me, però può essere che hanno
fatto bene - eliminate. E tutto il personale di queste strutture
rimase abbastanza galleggiante. È stato, quest'anno, inserito nella
SAS e adesso - non spetta a me dirlo, ma credo che opportunamente -
si stiano destinando a quell'assistenza tecnica a cui erano
preparati prima, perché questo facevano prima della chiusura di
queste strutture.
Per cui, credo sinceramente che si sta facendo una cosa che, a mio
modo di vedere, è assolutamente corretta, poi non devo essere io a
decidere che cosa dovete votare però, sinceramente, su questo
argomento, mi sento di dire che è un'apposizione corretta da parte
del Governo. Chi aveva chiesto di intervenire?
LENTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
solo per confermare quello che diceva lei. Nel senso che il
personale SAS, i 134 ultimi che sono entrati, grazie a Dio, alla
SAS, è quel personale che era stato distribuito in tutti gli
assessorati all'agricoltura, ed in altri assessorati che già
svolgevano questo servizio.
Quindi, a questo punto diamo la possibilità, anziché andare a
cercare risorse altrove per pagare enti esterni, anche se ad
esempio il FORMEZ è anche questo un ente, è un ente, un ente in-
house con la Regione siciliana, a partecipazione regionale, ma
questi operatori sono quelli che tenevano in piedi gli assessorati.
Quindi benvenuto, grazie per questo emendamento che finalmente
mette da parte personale esterno, e lavoriamo con le persone che
paga la Regione siciliana. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione.
PASQUA. Palese
PRESIDENTE. Palesissimo Onorevole, non ho capito che aveva
rinunciato.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Grazie, Presidente. Io devo dire che trovo il testo
assolutamente condivisibile sul merito, però così come detto
anzitempo, io ritengo che questa non sia una materia che possa
essere trattata oggi e spiego anche le ragioni.
Noi abbiamo avuto un'audizione dei vertici della SAS in
Commissione Bilancio dove c'è stato in qualche modo, come dire,
esplicitato un quadro che ovviamente oltre a guardare a questa
fattispecie, cioè a coloro i quali sono stati formati e sono stati
pagati da altre aziende, perché poi questi sono soggetti che sono
transitati dentro la SAS a 12, 5 ore, ad oggi, appunto si occupano
di assistenza tecnica, però ci sono degli altri che si occupano
nelle altre società anche di altre fattispecie.
Per cui io direi, poiché questo è un emendamento che noi
condividiamo nel merito, ma non nella tempistica, perché, così come
detto poc'anzi, noi abbiamo dato, ci siamo rivolti prevalentemente
all'emergenza stipendi . E questa, ovviamente, viene in parte
incontro a quella esigenza, ma non a tutto. Sarebbe quasi un
discrimine rispetto ad altre realtà di cui noi siamo venuti a
conoscenza, all'interno della stessa SAS, perché, ricorderanno gli
altri colleghi, che noi abbiamo, diciamo, contrattualizzato
all'interno della SAS 115 soggetti.
A dire il vero, esiste una fattispecie di altri soggetti, sono -
credo - cinque o sei che, a seguito di una sentenza sono stati
anche loro reputati destinatari anche di quella assunzione e ad
oggi questo purtroppo non è avvenuto.
Pertanto, noi avevamo presentato anche un emendamento che è stato
giustamente stralciato perché non ritenuto in materia, in questo
momento, come dire, compatibile con l'esercizio provvisorio.
Io direi che, condividendo assolutamente nel merito,
l'emendamento, sarebbe più opportuno inserirlo nella sessione di
bilancio contemplando anche gli altri soggetti che fanno parte
della SAS, di quello stesso bacino degli albisti' che oggi non
sarebbero tra questi, perché impiegati in altri rami
dell'Amministrazione o dentro gli Assessorati, o dentro altra
società.
Per cui io ritengo che se oggi dobbiamo in qualche modo dare
giustizia a tutti - cercando di essere più equi possibili - questa
è una materia che va rimandata con grande convinzione alla
trattazione della finanziaria.
PRESIDENTE. Onorevole Caronia, questa è una fattispecie
particolare, nel senso che si parla di contrattualizzazione non è
soltanto uno stipendio per qualcuno che già è contrattualizzato,
ecco, quindi questo è un qualcosa che va oltre, però.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. No, Presidente, io in effetti, rispetto a qualsiasi
intervento che dia la possibilità e l'apertura a dipendenti, a
personale della SAS in linea di principio sono sempre d'accordo, ci
mancherebbe, tuttavia la SAS, in questo momento particolare, non
credo che disponga di personale che possa essere utilizzato con le
finalità, così come previste dall'articolo 9, anche perché, e qui
sono d'accordo con la collega Caronia, con l'ipotesi di rinviarlo
alla fase successiva di assestamento di Bilancio, anche perché
dentro la SAS c'è tanto altro personale, gli ex Spatafora, ad
esempio, che sono 220 dipendenti, che hanno 34 ore, malgrado la
legge regionale che noi abbiamo approvato prevedesse la possibilità
di utilizzarli a tempo pieno, e ne abbiamo fatto, come Gruppo
parlamentare insieme all'onorevole Lo Curto, una battaglia
importante, non credo che abbiano nulla in meno rispetto a questo
personale.
Quindi io direi, evitiamo magari di creare disparità, rinviamo
questo momento all'Assestamento di Bilancio, altrimenti apriamo una
maglia che deve coinvolgere parimenti tutti i dipendenti. Grazie
Presidente.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare l'onorevole Sunseri e poi
l'onorevole Savona e poi votiamo.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Guardi, per farle capire, Presidente, la
straordinarietà del caso: per la prima volta in due anni sono
d'accordo con l'onorevole Figuccia.
Questa è una norma di natura finanziaria. La prego cortesemente di
rinviarla alla Legge di stabilità, dove sarà possibile affrontarla
nel miglior modo possibile, anche perché è una norma autorizzativa,
cioè la SAS questo lo può fare a prescindere, facendo semplicemente
un nuovo ramo d'azienda che si occupa di assistenza tecnica e,
immagino, per i fondi per i quali l'assistenza tecnica si può
rivolgere ad oggi a delle strutture regionali, lo farà
successivamente. Faccio riferimento, immagino, al POC, perché il
FESR a differenza ha già un bando con Deloitte, poi c'è Price con
l'FSE, quindi il tempo lo abbiamo, la possibilità di affrontarlo
pure, è una norma autorizzativa che non cambia assolutamente nulla.
Bisognerà modificare lo statuto della SAS, se riusciamo a farlo con
calma individuando la bontà della norma, cioè la possibilità di
risparmiare delle somme e lasciarle all'interno della Regione,
sicuramente è una cosa auspicabile, però facciamolo con i tempi
necessari.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Se voi ricordate,
nel 2014 noi abbiamo fatto una legge che cercava di assistere due
società che erano ormai dichiarate chiuse, per altri motivi, dal
precedente Governo, dove c'erano i lavoratori dello Sviluppo
Italia, che erano 76 persone, più quelli del CERISDI e delle
società minori.
Questo ha comportato di mettere assieme, attraverso una selezione
pubblica che è stata fatta all'interno della SAS, dopo la norma che
abbiamo fatto, sono state assunte a tempo indeterminato.
Questa norma nasce dall'esigenza di risparmiare fondi regionali e
utilizzare i fondi comunitari, a questo serve, la gente già lavora
all'interno dell'Assessorato al territorio, del Fondo Pensione e
dell'Assessorato al bilancio. Sono dei professionisti seri, siccome
hanno le caratteristiche per poter fare l'assistenza tecnica,
quindi cercare di aiutarli visto che noi abbiamo esigenze di
personale qualificato, questo era il momento fondamentale per
rimetterli in carreggiata utilizzando fondi comunitari e non fondi
regionali.
PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.
PRESIDENTE. Però, scusate dobbiamo ripartire dall'inizio, prima
dobbiamo votare l'emendamento 9.1 che è soppressivo e poi la
riscrittura.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi, io credo che
l'intervento dell'onorevole Savona ha aggiunto dei chiarimenti
interessanti. Io però vorrei capire meglio, ritengo che quello che
ha detto l'onorevole Savona non corrisponde esattamente a quello
che c'è scritto nell'articolo, perché se il senso della norma è
contenere il ricorso all'esterno per assistenza tecnica nei
confronti di società private, utilizzando personale qualificato
della SAS, che ha una provenienza diversa che conosciamo, sono
laureati, facevano già questo lavoro di assistenza tecnica, è un
discorso, ma qui non c'è scritto esattamente così. Cioè, allora
possiamo intendere questo articolo come una norma di contenimento
della spesa? Cioè che avvalendosi di questa convenzione, per
esempio, la Regione non ricorre a società esterne, ma
prioritariamente, se all'interno della partecipata ci sono risorse
da poter utilizzare vengono prioritariamente utilizzate? Uno. Due,
io credo che bisogna anche indicare un importo. Non si può dire
facendo ricorso a risorse extra regionali X", cioè una norma che
si rispetti deve anche a mio avviso un importo di riferimento, che
sarà quello che è necessario, non so se c'è uno studio a monte che
ha portato alla stesura della norma.
Quindi, io non so se è il caso di accantonare questa norma, se la
Commissione e il Governo intende precisare, se invece non si
intende precisare, come abbiamo votato contro in Commissione, ma
non vorremmo arrivare a questo, vorremmo che si precisasse il
contenuto della norma dicendo con chiarezza cosa intende fare il
Governo, e ripeto che si intende utilizzare personale interno
qualificato della SAS, prioritariamente, piuttosto che rivolgersi
all'esterno, a società private che poi magari vengono anche da
fuori territorio siciliano.
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, sarò
brevissimo, fermo restando che sono favorevole alla norma, quindi,
voterò a favore, però volevo fare una domanda tecnica all'assessore
Armao in merito a questa vicenda che riguarda la SAS. La SAS nel
suo statuto prevede che tale attività possono essere svolte? Ne è
sicuro, assessore?
Va bene, se lei mi dà la certezza, va bene Il mio voto è a favore
comunque, Presidente.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, signori
onorevoli, è chiaro che chi ha posto la questione le ha poste in
assoluta buona fede e correttamente, perché, evidentemente, la
riscrittura non ha accompagnato la relazione, di questo chiedo
scusa e, quindi, mi hanno consentito, ci consentono come Governo di
dare le opportune e dovute precisazioni.
Intanto, assicuro l'onorevole Tamajo: nell'oggetto sociale di SAS
è prevista l'assistenza tecnica, quindi, non si può provvedere ad
autorizzare un soggetto che non avrebbe una competenza perché,
altrimenti, ci troveremmo di fronte ad una norma assolutamente
ultronea perché autorizzerebbe un soggetto a fare una cosa che non
può fare perché extra statuto, quindi, lungi dall'idea il Governo
di chiedere l'autorizzazione a fare una cosa illegittima, quindi,
prima abbiamo verificato, anzi, la SAS può costituire un ramo
d'azienda dedicato a questo per rendere più corretto questo tipo di
affidamento. Ma con riferimento alle argomentazioni, ripeto, del
tutto corrette che dicono ma perché non passiamo alla legge di
stabilità, alla Finanziaria questa norma invece che trattarla
oggi? , mi corre l'obbligo di evidenziare di quanto sia invece
opportuno adottarla subito poiché, ad oggi, nonostante quella
previsione statutaria, la SAS non può svolgere questo servizio,
perché? Perché nel momento in cui si è approvato in Assemblea la
legge n. 21 del 2014 - io non ero al Governo, alcuni di voi erano
qui presenti in diverse funzioni chi all'interno di una maggioranza
che sosteneva il Governo chi all'esterno - si è inserito un
passaggio nel quale si diceva che queste società potevano svolgere
attività nell'ambito di funzioni scaturenti dai contratti di
servizio con gli enti committenti, quindi, in questo momento non si
può affidare neanche un servizio di assistenza tecnica da un euro
alla SAS perché la SAS può svolgere attività solo nell'ambito dei
contratti di servizio illo tempore stipulati, ecco perché abbiamo
bisogno anche di una norma abrogativa.
Questo ci consente di mobilitare risorse umane che in questo
momento non vengono utilizzate a pieno per attività di assistenza
tecnica di cui l'amministrazione regionale ha bisogno, c'è
l'assistenza tecnica a FSC, per esempio, che ancora non è partita e
che può partire subito in questo modo, quindi, ritorno a
significare quanto importante sia per l'amministrazione regionale e
per la SAS svolgere questo tipo di attività mediante l'intervento
normativo che vi abbiamo rassegnato.
Non è una norma che affida alcunché a SAS, è una norma che
autorizza SAS a svolgere questo servizio che, ovviamente, potrà
essere svolto se e in quanto SAS abbia risorse umane disponibili e
non le abbia già saturate con servizi svolti. Quindi, non
intendiamo minimamente esaurire tutta la platea dei bisogni di
assistenza tecnica che l'Amministrazione regionale ha che potranno
essere affidata alla SAS solo e in quanto essa non vada a pieno
regime, dopodiché si dovrà comunque ricorrere all'esterno.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.1
PRESIDENTE. Pongo in votazione mediante votazione palese nominale
l'emendamento 9.1, soppressivo dell'articolo.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
palese:
Presenti. .. .59
Votanti .. .52
Maggioranza ....27
Favorevoli .. . 22
Contrari .. ..30
Astenuti . 4
(Non è approvato)
L'emendamento 9.2 è assorbito.
Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura dell'articolo 9,
l'emendamento 9R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Art. 10.
Sospensione riscossione quota istituzionale dei ruoli
dei Consorzi di bonifica
1. I Consorzi di bonifica della Sicilia sono autorizzati a
sospendere, fino al 30 aprile 2020, la riscossione della quota
istituzionale dei ruoli relativi all'ultimo triennio. Per
ammortizzare gli effetti economici gravanti sugli enti a seguito
delle disposizioni del presente articolo, è autorizzata, in favore
dei medesimi Consorzi, la spesa di 253 migliaia di euro, per
l'esercizio finanziario 2020, da ripartire in proporzione
all'ammontare dei ruoli sospesi.»
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo
10.1, degli onorevoli Di Paola ed altri. Lo pongo in votazione. Chi
è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dalla Commissione l'emendamento
10.2. Il parere del Governo?
ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 10.3 e 10.4,
che sono assorbiti.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sulla vicenda dei canoni dei consorzi di bonifica per la settima
volta. Perché lo dico? Lo dico perché quando abbiamo iniziato
questa legislatura durante la prima finanziaria ebbi a dire:
Guardate che abbiamo sospeso i canoni dei consorzi , perché,
purtroppo, il costo della bonifica sta ricadendo tutto sugli
agricoltori. L'ultima cosa su questa vicenda che avevamo fatto in
Commissione Bilancio , lo ricorderanno i colleghi presenti durante
la scorsa legislatura. Presidente se per favore può richiamare la
collega Foti che quando fa il Presidente, chiede a nessuno di
intervenire, quando poi gli altri intervengono lei interrompe,
quando poi presiederà e richiamerà glielo ricorderò.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, sì, vi prego, quando si parla
dal pulpito, gli altri se poi vogliono chiedono la parola e parlano
dopo.
Onorevole Lentini, la prego, fate parlare. Se ognuno che chiede la
parola poi l'onorevole Dipasquale si comporta nella stessa maniera,
possiamo chiudere l'Aula.
DIPASQUALE. Perfetto, perché qua utilizziamo misure diverse
secondo quello che facciamo.
Quindi ebbi a dire: Guardate che abbiamo sospeso i canoni, però,
se non mettiamo le risorse la sospensione fatta nel 2017, non vale
niente .
Purtroppo fu fatta quella finanziaria, non fu messo nulla, e per
fortuna caro onorevole Ragusa ci sono sette interventi miei che
ricordano a quest'Aula di mettere le risorse nella finanziaria, nei
vari collegati, sette ce n'è. Poi li utilizzeremo al momento
opportuno. Siamo arrivati al punto che sono dovuti scendere in
piazza gli agricoltori. Sono scesi in piazza con la Coldiretti in
testa e a chiedere insieme ad altre cose anche la sospensione dei
ruoli.
Peccato abbiamo perso due anni, avete perso due anni di tempo ed è
servita la piazza, è stata necessaria la piazza per far capire al
Presidente Musumeci che andava rivista quella posizione; sono
contento perché le cose che diciamo qua non le diciamo in maniera
strumentale, l'avevamo detto guardate che scoppierà' ed è
scoppiata.
Così facendo soluzione non c'è n'è, perché prevedendo 250 mila
Euro per bloccare, infatti è una piccola sospensione, per bloccare
i ruoli, stiamo parlando del nulla
Voi vi troverete di nuovo la piazza piena di agricoltori, e ve li
troverete perché duecentocinquantamila Euro, infatti io avevo messo
almeno cinquecentomila Euro nell'emendamento per cercare, però, era
indicativo. Cioè, non si risolve il problema né con
duecentocinquanta, né con cinquecento era l'occasione
l'emendamento, per aprire una questione.
Io le consegnerò, per la prima volta ho scritto due cose dal punto
di vista tecnico perché siccome rimane un minuto, gliele voglio
lasciare queste riflessioni. I ruoli relativi al 2019 ancora non
sono stati emessi dai consorzi siciliani, e quindi un intervento a
favore degli stessi è inutile. Il costo complessivo dei ruoli
consortili, emessi ogni anno, ammonta a decine di milioni di euro.
Lo sapete, duecentocinquantatremila Euro, o quattrocentomila Euro,
o cinquecentomila Euro cosa comportano? Io l'ho fatto questo conto.
Comportano circa cinquanta, sessantamila euro a consorzio, che non
metteranno in condizioni veramente di bloccarli i canoni.
Allora, io voglio essere costruttivo e lascio questi due appunti
tecnici all'Assessore, dicendo che forse la cosa che serve è creare
un impegno finanziario pluriennale in modo che i consorzi possano
stipulare dei mutui e possano veramente chiudere la vicenda delle
cartelle, perché viceversa noi, oggi, non stiamo risolvendo la
questione.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla bontà della
norma abbiamo poco da ridire. Il concetto, e mi rivolgo
all'assessore Cordaro: assessore avevamo detto queste somme le
lasciamo alla commissione VIA-VAS che coprivano per cinquecentomila
Euro, ed invece le stiamo togliendo e le stiamo mettendo ai
consorzi di bonifica e le commissioni VIA-VAS rimangono con
duecentocinquantamila Euro.
L'impegno che chiediamo, visto che già c'era un impegno prima di
questa norma, cioè le cinquecentomila Euro erano ritenute
insufficienti e l'assessore si era impegnato a rimpinguarle con
altre, se non vado errato, duecento o cinquecentomila Euro.
Cinquecentomila Euro, giusto. Adesso invece le abbiamo tolte e
l'impegno che stiamo chiedendo è rimpinguarle quanto meno del
doppio rispetto a quanto previsto, perché altrimenti stiamo facendo
un danno ad una commissione VIA-VAS che produce, sicuramente, un
movimento economico-finanziario importante per la Regione e le
stiamo dando a copertura di somme che, invece, riguardano i
consorzi di bonifica.
Quindi, delle due l'una. O lasciamo la VIA-VAS con le somme
necessarie, o altrimenti così non funziona, perché stiamo
danneggiando una cosa che, invece, produce molto per la Regione a
discapito di qualcosa che, invece, non era prevista nell'Esercizio
provvisorio.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi io ringrazio l'onorevole Sunseri per
questo intervento e, però, invito l'onorevole Sunseri e l'Aula a
ragionare su un dato aritmetico. I duecentocinquantamila Euro che
noi abbiamo consentito restassero, non opponendoci all'emendamento
che risolve un problema importante rispetto ai consorzi di bonifica
- un problema molto sentito da una fetta importante di siciliani -
risiede nel fatto che proprio il nostro obiettivo finale era e
resta di un milione. Come lei ben saprà, ormai, l'esercizio
provvisorio, nell'idea che si era consolidata in Commissione, era
di tre mesi, se lei moltiplica duecentocinquanta per quattro,
essendo in dodicesimi, ovviamente, valuterà da sé che la somma
totale fa un milione.
Questo è l'obiettivo che, comunque, l'assessorato o meglio il
Governo si prefigge e, quindi, in finanziaria faremo in modo che
l'intendimento iniziale che serve per dare una risposta definitiva
a dei professionisti che devono essere anche incentivati a produrre
di più, venga portato a compimento e credo che su questo c'è già un
impegno trasversale che, da Assessore al ramo, mi occuperò di
tradurre in numeri di una norma precisa all'interno della legge
finanziaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ragusa. Ne ha
facoltà.
RAGUSA. Signor Presidente, è una norma che abbiamo a lungo
discusso all'interno della Commissione Attività Produttive , è una
norma che va incontro alle esigenze dell'agricoltura siciliana, un
comparto importante per l'economia regionale, un comparto che oggi
ha bisogno di essere sostenuto, aiutato, con tutte le azioni
possibili e immaginabili.
Ci sono delle bollette piuttosto pesanti che hanno raggiunto molti
imprenditori agricoli, e che oggi sono anche nell'impossibilità di
poter pagare quanto spettante ai consorzi di bonifica. Con questa
norma noi aiutiamo, fino al 30 di aprile, a superare quella che è
la difficoltà economica collegata a un ragionamento che va preso in
modo pregresso, perché? La passata amministrazione regionale aveva
per tanto tempo bloccato questi canoni, ma poi alla fine, tutto
questo blocco, ha consumato una pesantezza nel manifestarsi alle
nuove bollette, mettendo gli imprenditori agricoli in grossissima
difficoltà perché non potevano pagare tali bollette. Con questo
sostegno, con questo aiuto, che va ad integrarsi nel tempo del mese
di aprile, perché noi auspichiamo che entro tale data saremo nelle
condizioni di portare in Aula la riforma sui consorzi di bonifica,
e nulla osta potere integrare la fase debitoria sia dei consorzi,
sia di tanti cittadini e imprenditori agricoli, che possono
usufruire della nuova riforma.
Ciò detto, signor Presidente, Assessore Bandiera, c'è un problema:
alcuni imprenditori agricoli nella richiesta di poter usufruire del
gasolio agricolo, si vedono richiedere la loro esatta situazione
debitoria nei confronti dei consorzi di bonifica, molti
imprenditori agricoli non riescono a presentare ciò, nonostante noi
faremo oggi questo articolo 10, la prego di potere intervenire
presso gli uffici competenti, affinché gli imprenditori agricoli a
cui serve il gasolio agricolo, possano usufruirne, senza passare
attraverso gli uffici dei consorzi di bonifica. Lei mi rassicura
che è già fatto, io la ringrazio per questo e grazie anche al
Presidente Miccichè.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, molto brevemente, questa norma che è
stata in primis voluta dal Governo regionale, aveva però un vizio
d'origine perché sospendeva le cartelle esattoriali soltanto
relative all'ultimo triennio. In pratica le cartelle che sono
arrivate ai consorziati, invece, in prevalenza riguardavano appunto
gli anni 2014 e 2015 e quindi, in pratica, sospendevamo delle
cartelle che ancora non erano state non emesse o comunque non
notificate.
Con questo emendamento - io ringrazio la Commissione, che l'ha
fatto proprio, noi avevamo presentato insieme al mio Capogruppo,
Alessandro Aricò, un emendamento specifico, ma l'ha recepito la
Commissione e trasformato in emendamento della Commissione - invece
questo problema è stato risolto e quindi vengono attualmente
sospese le cartelle relative al 2014 e 2015. E' una boccata
d'ossigeno, però signor Presidente, mi permetta di dire a qualcuno
che oggi in Aula fa lo smemorato di Collegno, che gli aumenti
abnormi dei canoni risalgono al Governo Crocetta e alla maggioranza
targata PD che lo sosteneva.
Quindi, adesso, ad ergersi a paladini dei consorziati dopo che i
consorziati erano stati massacrati con quella norma di aumento
abnorme, è veramente ridicolo
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà.
CAFEO. Signor Presidente, io, devo dire, mi sento obbligato in
qualche modo a fare qualche piccolo chiarimento rispetto alla
situazione, non fosse altro per il fatto che sono il deputato
relatore della legge sui consorzi di bonifica.
Io personalmente non parteciperò al voto di questo articolo, però
mi sembra corretto spiegarne il motivo, ritengo che il dibattito
che ancora oggi con questo emendamento si è sviluppato in Aula, è
un dibattito che non mette al centro alcune verità delle questioni,
perché la complessità del tema rispetto ai consorzi di bonifica,
rispetto al fatto che comunque già oggi, non con la nuova norma che
noi stiamo andando, e speriamo entro aprile di riuscire a portarla
in Aula e ad approvare, tutte le spese in qualche modo sono a
carico degli agricoltori stessi.
Volevamo analizzare fino in fondo per fare chiarezza con lo studio
di questo nuovo disegno di legge, quali in precedenza sono state le
cause che hanno portato ai debiti dei consorzi di bonifica, ma
molti dati non ci sono stati consegnati, perché capisco che sono
dei dati che non riguardano solo questo Governo, ma che riguardano
in generale l'andazzo della politica fino ad oggi. Io mi astengo,
però voglio spiegare in verità, perché secondo me ai cittadini
dobbiamo dire la verità, mi astengo da questa votazione perché sono
contrario per principio alle sospensioni dei tributi, perché le
sospensione dei tributi non fanno altro, e mi riferisco quindi non
solo a questa, fatta da questo Governo, ma anche quella fatta dal
Governo Crocetta, non fanno altro che rimandare e aggravare la
situazione dei tributi stessi, e quindi perché in ogni caso prima o
poi si devono incassare, però mi sembra corretto dire che questo
emendamento presentato dal Governo, ha lo scopo di prorogare il
pagamento dei tributi sospesi in precedenza, fino all'approvazione
del nuovo testo di legge sui consorzi di bonifica.
Perché il nuovo testo di legge di fatto tende, con la
realizzazione di una best company e di un nuovo consorzio, ad
azzerare in parte la situazione, ed a consentire con alcuni
articoli previsti nello stesso disegno di legge della riforma dei
consorzi di bonifica, di potere applicare una sentenza della
Cassazione che prevede il pagamento dei tributi solamente per
l'effettivo utilizzo, quindi io capisco il senso, sono contrario in
generale alla sospensione dei tributi e per questo non partecipo al
voto.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
Poi si vota. Sono chiuse le iscrizioni.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo trattato
l'argomento in Commissione, dove stiamo trattando anche la riforma,
da più parti durante questa legislatura i colleghi, anche io,
abbiamo sentito il Territorio, abbiamo raccolto il grido di
disperazione degli agricoltori, che oramai diciamo non si possono
rassegnare a subire un salasso vero e proprio, ma vorrei un
attimino ricostruire storicamente cosa è successo, almeno a partire
da quando c'eravamo noi, da quando c'era il Movimento Cinque Stelle
in quest'Aula, che già nel 2015 denunciava come l'articolo 47 della
legge 9, quella dei tempi del Governo Crocetta, votata dalla
maggioranza del tempo, di punto in bianco di fatto quadruplicava i
canoni senza migliorare i servizi, prevedendo con degli scaglioni
la diminuzione del contributo regionale.
Bene, dove sta la furbata? Dove sta questa sorte di patrimoniale
che sta costringendo i nostri agricoltori a svendere i propri
terreni, peggio che una patrimoniale. Nel fatto che, è chiaro che
gli agricoltori devono pagare il servizio per il quale i loro
terreni avrebbero un valore di mercato maggiore, è chiaro che
devono pagare l'acqua, ma non si può pensare di pagare i debiti
creati dalla mala-gestione delle governance da cui gli agricoltori
sono stati espropriati di fatto non potendo eleggere i propri
organi, ma essendo commissariati per il momento senza soluzione di
continuità, dovere pagare.
Allora, oggi è chiaro che con poche centinaia di migliaia di euro
non è che si vanno a pagare i debiti. Si vanno semplicemente a
pagare gli interessi sui prestiti che i Consorzi di bonifica stanno
facendo per potere sospendere queste cartelle che, di fatto,
rendendoli cattivi pagatori - come diceva l'onorevole Ragusa -
addirittura devono fare i conti persino con Uffici regionali che
gli negano anche il carburante agricolo.
Spero che l'Assessore faccia anche questo gesto di buona volontà
per andare incontro agli agricoltori.
Quindi è chiaro che certe responsabilità politiche affondano le
radici in un passato remoto, ma anche in un recente passato. Per
cui è chiaro che non è una soluzione, è un pannicello caldo.
Speriamo che non diventi un accanimento terapeutico e che si possa
procedere in maniera concertata all'approvazione di una riforma
tanto attesa, e che non si ricada di nuovo negli stessi errori,
perché è facile pagare con le tasche degli agricoltori che, oramai,
hanno smesso di coltivare perché oberati come sono da un mercato e
da una globalizzazione che non viene controllata, da queste azioni
mirabolanti che vengono fatte senza tenere conto di quella che è la
realtà, hanno una condizione di reddito tale da averli resi
veramente i nuovi poveri della nostra Regione. Grazie.
PRESIDENTE. Era l'ultimo intervento. Si passa alla votazione
dell'articolo 10 così come emendato. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4 precedentemente accantonato.
Lo metto in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Art. 11.
Norma finanziaria
1. Gli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge
sono riepilogati nella seguente tabella:
DISPOSIZIONI FINANZIARIE CAPI 2020 2021
TOLO
Art. 3 - Modifiche 4433 1.200.0 0,00
all'allegato 1 - Parte A 02 00,00
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
443302)
Art. 3 - Modifiche 4433 3.400.0 0,00
all'allegato 1 - Parte A 05 00,00
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
443305)
Art. 3 - Modifiche 3773 395.000 0,00
all'allegato 1 - Parte A 14 ,00
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
377314)
Art. 3 - Modifiche 3773 2.807.2 0,00
all'allegato 1 - Parte A 16 43,81
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
377316)
Art. 3 - Modifiche 3773 959.273 0,00
all'allegato 1 - Parte A 17 ,99
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
377317)
Art. 3 - Modifiche 3773 635.349 0,00
all'allegato 1 - Parte A 18 ,77
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
377318)
Art. 3 - Modifiche 3777 145.036 0,00
all'allegato 1 - Parte A 26 ,81
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
377726)
Art. 3 - Modifiche 4737 2.017.4 0,00
all'allegato 1 - Parte A 07 95,90
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
473707)
Art. 3 - Modifiche 4737 1.692.5 0,00
all'allegato 1 - Parte A 08 30,11
dell'articolo 8 comma 1
della legge regionale 22
febbraio 2019, n. 1. (cap.
473708)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 1473 47.924. 0,00
e modifiche di norme (cap. 03 228,41
147303)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 1473 12.790. 0,00
e modifiche di norme (cap. 20 000,00
147320)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 1473 8.795.0 0,00
e modifiche di norme (cap. 26 00,00
147326)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 3137 8.812.7 0,00
e modifiche di norme (cap. 27 73,84
313727)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 2149 534.566 0,00
e modifiche di norme (cap. 03 ,41
214903)
Art. 4, c. 1 - Abrogazione 9000 522.562 0,00
e modifiche di norme (cap. 02 ,00
900002)
Art. 4, c. 2 - Abrogazione 0,00
e modifiche di norme - (cap. 215704 86.620.1
215704) 48,60
Art. 5 - Rifinanziamento 4425 247.000 0,00
leggi di spesa - L.R. n. 45 ,00
9/2015 art. 91 (cap. 442545)
Art. 6 - Fondo di N.I 15.967. 0,00
compensazione esercizio 2019 2157 980,56
73
Art. 10 - Sospensione 1558 253.000
riscossione quota 18 ,00
istituzionale dei ruoli dei
consorzi di bonifica (cap.
155818)
Totale
109.099. 86.620.1
041,61 48,60
2. Agli oneri derivanti dalle disposizioni della presente legge
per gli esercizi finanziari 2020 e 2021, di cui al comma 1, si fa
fronte mediante le entrate e la riduzione delle spese riepilogate
nella seguente tabella:
COPERTURE FINANZIARIE CAPI 2020 2021
TOLO
L.R. 1/2019 art. 10, commi 2157 0,00 -
1-2 41 86.620.1
48,60
Art. 5 - Abrogazione e
modifiche di norme (cap.
215741)
L.R. 13/2019 art. 12, 2157 - 0,00
comma 1, lett. d) 67 62.946.5
Art. 5 - Abrogazione e 79,53
modifiche di norme (cap.
215767)
Interessi e spese 2149 - 0,00
discendenti da operazioni 03 534.566,
finanziarie (cap. 214903) 41
Quota capitale di 9000 - 0,00
ammortamento discendente da 02 522.562,
operazioni finanziarie (cap. 00
900002)
Spese destinate a 4133 - 0,00
finanziare la 70 7.826.78
compartecipazione regionale 5,00
del fondo sanitario (cap.
413370)
Restituzioni e rimborsi di 2192 - 0,00
imposte dirette e relative 02 18.000.0
addizionali (cap. 219202) 00,00
Rimborsi allo Stato di 2173 - 0,00
quote del maggior gettito 08 19.268.5
della tassa automobilistica 48,67
(cap. 217308)
- -
109.099. 86.620.1
041,61 48,60
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Art. 12.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata e della
spesa del bilancio
di previsione della Regione per triennio 2019/2021
1. Nello stato di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio della Regione per ciascuno degli esercizi finanziari 2020
e 2021 sono introdotte le variazioni di cui alle allegate Tabella A
e Tabella B, contenenti altresì gli effetti della presente legge».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, ci sono tre emendamenti, dichiaratamente
aggiuntivi, perché non ci siano dubbi che però riguardano tre
questioni che sono state valutate in tutta questa giornata, ma
credo anche ieri, all'interno dell'Aula.
Ho fatto presente a tutti i colleghi che se c'è l'unanimità
dell'Aula a votarli, poi ovviamente ognuno chi vota a favore, chi
vota contro, è un problema che non mi riguarda, ma per farli votare
avendo escluso e avendo garantito l'esclusione degli emendamenti
aggiuntivi, se su questi tre ci fosse unanimità dell'Aula per
votarli, io li metto in votazione. Diversamente, è inutile che li
mettiamo in votazione, perché lo faccio solo se c'è l'unanimità
dell'Aula. Per cui facciamo parlare prima l'Aula, perché se non c'è
unanimità è inutile che ne parliamo. Io sto chiedendo se c'è
unanimità. Se c'è contrarietà e qualcuno chiede la parola, la
considero contrarietà.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, se è per parlare per il no, tanto
vale che non ne parliamo. Quindi, questi tre emendamenti purtroppo
non possono essere votati.
TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Assessore, la prego, non per insistenza perché non ho
che cosa fare.
Scusate, onorevoli colleghi, ha chiesto la parola l'assessore
Turano, se vi accomodate continuiamo. Ora, con calma, do la parola
a tutti. Intanto per primo ha chiesto di parlare l'assessore Turano
e vorrei che voi lo faceste parlare, per favore.
Ne ha facoltà.
TURANO, assessore per le attività produttive. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il mio intervento è rivolto prevalentemente al
Capogruppo del Movimento Cinque Stelle, onorevole Pasqua. Conosco
le regole di quest'Aula e se il Presidente dell'Assemblea invoca
l'unanimità dell'Aula sull'ammissibilità di alcuni emendamenti, io
mi rendo conto che fa bene il signor Presidente a dirlo, e farebbe
bene l'Aula a prestarla. Poiché lei non è intervenuto, ma mi è
sembrato di capire che era perplesso volevo spiegare le ragioni
dell'emendamento A.48, che permette di garantire il funzionamento
di un ente importante come la Crias e l'Ircac, due enti importanti
come la Crias e l'Ircac, nelle more che la Conferenza Stato-Regioni
ed il Mef si, come dire, attivino per risolvere un problema tecnico
che impedisce, onorevole Lupo, dobbiamo sapere di cosa parliamo.
LUPO. Non mi rivolgo a lei.
TURANO, assessore per le attività produttive. Ma guardi, ho la
fortuna di avere gli occhi
PRESIDENTE. Vi prego, rivolgetevi soltanto alla Presidenza. I
duetti non sono ammessi, perché a casa non si capisce niente,
neanche venite inquadrati, l'Aula non capisce niente. E' già tardi
per cui evitiamoli per favore. Grazie.
TURANO, assessore per le attività produttive. Non devo indicare la
bontà delle ragioni nel chiedere la possibilità di permettere ad un
ente come la CRIAS, che eroga finanziamenti in favore del tessuto
imprenditoriale artigianale, di potere operare per i primi mesi del
2020. E' fin troppo logico che lo stesso emendamento blocca, non
solo l'attivazione delle procedure, ma anche le spese di
funzionamento dell'ente stesso. Ragione per la quale chiedo se c'è
l'unanimità dell'Aula su questo emendamento che venga messo in
votazione. Grazie.
PRESIDENTE. Allora, scusate, avete chiesto la parola praticamente
tutti. Capisco che ognuno di voi, siccome sono emendamenti che
hanno una certa importanza, abbia bisogno di spiegare la propria
posizione. Poi ho dato l'autorizzazione all'onorevole Palmeri,
perché c'è stato un problema sull'articolo che non aveva capito e,
quindi, chiederà un chiarimento all'assessore Cordaro. Per cui con
calma chiunque può intervenire. Ora facciamo un ordine. Hanno
chiesto di parlare gli onorevoli Calderone, Catalfamo, Pasqua e
Lupo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori del Governo, chiederei che venga prestata attenzione,
perché vedo un po' di confusione se la sua signoria può richiamare
all'ordine i colleghi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate
CALDERONE. Signor Presidente, intendo evidenziare che
l'emendamento aggiuntivo definito A46, obiettivamente e
oggettivamente, riguarda il rinvio delle elezioni degli organi
degli enti di area vasta. Vorrei evidenziare che questo emendamento
è stato sottoscritto anche dall'onorevole Pasqua, oltre che da
tutti i colleghi. Quindi, è un emendamento da tutti condiviso. Ne
abbiamo parlato anche - e questo credo sia rilevante - nella
Conferenza dei Capigruppo. Ognuno ha espresso la propria opinione
e, se non ricordo male, potete certamente correggermi, tutti
eravamo d'accordo a che le elezioni di secondo livello, o di
secondo grado che dir si voglia, che riguardano le ex province,
tanto per essere chiari città metropolitane e liberi consorzi,
subissero soltanto un rinvio e per pochi mesi.
Questo perché, Presidente? Perché votando il 18 aprile, così come
è previsto dalla norma - era previsto comunque entro il 30 aprile
del 2020 - verrebbe a crearsi una situazione paradossale, cioè che
città capoluogo come Agrigento, o città di notevole importanza
venissero penalizzate e nessuno dei consiglieri comunali o dei
sindaci delle suddette città poteva e può - se non viene
procrastinato o, comunque, spostato questo termine - essere eletto
consigliere metropolitano o consigliere del libero consorzio.
Quindi, cito anche Marsala, cito la mia Barcellona, cito la mia
Milazzo. Ovviamente, questo è un vulnus che deve essere,
sicuramente, colmato. Ricordo a me stesso - lo ricordava la Sua
Signoria, Presidente, nella Conferenza dei Capigruppo - 800 mila
siciliani non potrebbero vedere eletto un proprio rappresentante.
Quindi, io, sulla scorta di questo, chiedo almeno solo per questo
emendamento che l'onorevole Pasqua melius re perpensa, pensandoci
meglio, voglia dare il proprio consenso di modo che possa essere
messo ai voti l'emendamento A46.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Lupo e l'onorevole
Pasqua. Prima l'onorevole Catalfamo. Non c'è problema.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la cosa
migliore, anche dando una corsia preferenziale, è che questi
emendamenti vengano rinviati in Commissione di merito, ancorché,
ovviamente, meritino attenzione; quindi anticipo che da parte
nostra c'è l'idea di esaminarli favorevolmente.
Specificatamente, per quanto riguarda il tema liberi consorzi e
città metropolitane, io penso che noi dobbiamo aprire una
discussione col Governo nazionale e prenderci qualche settimana di
tempo, perché l'idea che noi spostiamo di qualche mese la data
delle elezioni, includendo automaticamente alcuni comuni alla
partecipazione ma escludendone contemporaneamente altri, penso sia
un'idea sbagliata. Per quanto mi riguarda i cittadini siciliani
meritano tutti pari attenzione. Un piccolo Comune che può essere
pure di mille abitanti ha diritto di partecipare così come un
Comune metropolitano o un Comune di un grande centro che pure ha
diritto, ovviamente, di partecipare.
Allora, io penso che la cosa migliore, in particolare, sia che
l'A46 vada in Commissione Affari Istituzionali, per quanto ci
riguarda siamo disponibili a riunirci anche domani. Non so quale
sia l'opinione del Presidente della Commissione, dell'onorevole
Genovese che, peraltro, mi pare non sia firmatario, è anche
capogruppo, non so se è una casualità ma non risulta firmatario
dell'emendamento e attivare una settimana di tempo - invito il
Governo a farlo - per verificare con il Governo del Paese, con il
Governo nazionale, la possibilità di ridurre da 18 a 6 mesi il
periodo per favorire la partecipazione al voto di 390 comuni della
nostra Regione.
Io penso che su questo principio il Governo nazionale non impugna
la norma, perché è una norma di buon senso, perché diversamente
rischiamo di accogliere alcuni Comuni e di escludere altri, di
sanare un'ingiustizia ma al contempo di compierne un'altra.
Quindi, Presidente, le chiedo di rinviare l'emendamento A46 in
Commissione di merito, attivando una procedura urgente. Per quando
ci riguarda, nei limiti del possibile ed anche facendoci interpreti
di questo pensiero nei confronti del Governo nazionale, perché c'è
la volontà, ripeto, di garantire la partecipazione al voto di tutti
i consigli comunali della nostra Regione che devono rappresentare
tutti i cittadini siciliani, nessuno escluso.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, io sto pensando che, siccome
comunque non c'è la volontà unanime di votarli stasera, e quindi
non li votiamo, finiamo la legge e basta, però trattandosi di norme
tutte realmente importanti e che hanno necessità di essere
approvate o non approvate, questo ovviamente lo decide l'Aula, ma
in tempi molto brevi, io direi - e mi rivolgo anche agli Uffici -
se fosse possibile, già da domani, attivare le Commissioni di
merito, farli passare in Commissione, e per quanto mi riguarda
anche dopo un giorno provare a fare, al limite, una norma che li
preveda tutti e tre in modo che non si perda particolarmente tempo,
e lo facciamo in tempi brevissimi, perché mi rendo conto che sono
tutte norme effettivamente urgenti, ma non voglio venir meno
all'impegno preso sugli aggiuntivi e mi fa piacere non venir meno a
quell'impegno preso.
Per cui, se voi colleghi siete d'accordo, su tutti e tre gli
emendamenti, tre o quattro - quelli che sono - che poi possono
diventare cinque, a quel punto non succede niente, li mandiamo
tutti in Commissione, urgentemente, con via d'urgenza
preferenziale, come se l'avessimo già votato in Aula, preghiamo i
Presidenti delle Commissioni già da domani di convocare le
Commissioni di merito per poterli valutare, e se c'è necessità del
bilancio poi, vanno in bilancio.
Scusate colleghi, specialmente i capigruppo, perché poi ho bisogno
di un vostro assenso, se siete tutti d'accordo, mandarli in
Commissione a fare in modo che entro la settimana prossima si possa
votare una legge che preveda questi emendamenti e chiudiamo la
cosa. Per cui, mi sembra che sia la cosa migliore in modo che non
affossiamo niente, votiamo tutto quello che è necessario e
continuiamo a rispettare le regole che è importante rispettare.
Benissimo, mi sembra di capire da tutti i capigruppo che c'è una
condivisione, per cui si passa all'esame dell'articolo 13.
Ne do lettura:
«Art. 13.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2020.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati tre ordini
del giorno: l'ordine del giorno n. 169, degli onorevoli Caronia ed
altri, e gli ordini del giorno n. 167 e n. 168, dell'onorevole
Figuccia.
Ha chiesto di parlare l'onorevole Palmeri, che doveva chiedere un
chiarimento sull'articolo 3.
PALMERI. Signor Presidente, volevo chiedere un chiarimento tecnico
all'assessore Armao per quanto riguarda quegli enti che sono
diversi, negli ultimi anni non hanno ricevuto una copertura
finanziaria totale nel corso dell'esercizio, quindi dell'annualità.
Tra questi ci sono, ad esempio, le riserve ed i parchi che - se ho
l'attenzione dell'assessore spiego il discorso nella sua totalità -
è capitato che all'inizio, in sede di bilancio provvisorio, viene
data una parte, quindi delle somme necessarie, delle coperture per
le spese di gestione e anche funzionamento e spese per il personale
e poi, in sede di assestamento, viene completata la copertura
totale.
Questo è il caso, quindi, come dicevo, delle riserve e dei parchi
naturali in particolare delle riserve in convenzione che sono 27
riserve naturali, all'interno delle quali ci sono 90 dipendenti.
Ecco, in questo caso la situazione appare particolarmente grave,
perché, assessore Armao, per il 2019 la copertura è stata
garantita, così come è successo agli altri anni, fino al mese di
ottobre 2019, poi gli ultimi tre mesi, ottobre, novembre e
dicembre, non è stata garantita quella spesa a copertura, quindi
stiamo parlando di un 30 percento in meno delle somme necessarie.
Stiamo parlando del capitolo 44.33.02, che solitamente richiede 3
milioni 936 mila euro, in questo caso sono stati dati 2 milioni 639
mila, quindi più del trenta percento di taglio è stato fatto nel
2019. Poi, come sappiamo, alla fine dell'anno non è stata data la
copertura perché ci sono state le note vicende legate al rendiconto
del 2018 che hanno fermato l'iter. Nel 2020, per il 2020 è stata
data una corretta copertura, soltanto cosa è successo? Circa un
paio di mesi fa, in Commissione ambiente, qui è presente anche la
presidente Savarino, presidente Savarino lei ricorderà, abbiamo
presentato un emendamento, sì ma non mi sta ascoltando.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, se non state attenti a quello che
dice, siete pure in mezzo, è chiaro che veramente diventa
imbarazzante. Onorevole Catalfamo, per favore.
PALMERI. Tra l'altro, anche la presidente Savarino in Commissione
Ambiente, avevamo presentato un emendamento che chiedeva che la
copertura per il 2020 che riguardava anche le spese per il 2019,
emendamento che poi in Commissione bilancio è stato stralciato.
Quindi io volevo chiedere questo chiarimento tecnico all'assessore
Armao, visto che sembrerebbe che gli ultimi tre mesi questo
personale non ha avuto copertura, sembrerebbe che sia indebitato.
PRESIDENTE. Facciamo rispondere il Governo, che credo abbia capito
qual è il chiarimento che deve dare.
ARMAO, assessore per l'economia. Come ha precisato più volte
l'assessore competente, l'onorevole Cordaro, l'impegno del Governo
in questo senso, a tutela del sistema dei parchi e delle riserve,
della protezione della natura, è pieno e integrale.
Ovviamente, il bilancio come ben sa onorevole è fatto di entrate e
di uscite, noi vorremmo corrispondere a tutte le uscite secondo
tutte le esigenze, quando ciò non avviene è perché evidentemente
c'è un problema di equilibrio di bilancio.
Il valore dell'equilibrio di bilancio è prioritario rispetto alle
singole voci. Quindi, lo sforzo sarà fatto nel 2020 in sede di
bilancio, ne discuteremo nelle Commissioni di merito, non c'è
nessun elemento preclusivo che possa impedire il pieno riscontro
alle aspettative dei parchi e delle riserve. Quindi, in questo
senso, insieme all'assessore Cordaro, lavoreremo per un pieno
riconoscimento delle aspettative, ma anche credo perché parchi e
riserve possano diventare elementi attivi, finalmente attivi, non
solo nella protezione (che fanno più che bene), ma anche nella
generazione di risorse che possano apportare linfa vitale al
bilancio della Regione. Proprio in questo senso stiamo lavorando e
quindi ci confronteremo nelle sedi di merito a partire dalla
disamina del prossimo bilancio 2020-2023.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dei tre ordini del giorno.
CARONIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, molto rapidamente, uno degli ordini
del giorno che ho presentato a firma mia e dei colleghi della Lega
e dell'onorevole Pullara, è fondamentalmente destinatario di una
raccomandazione che faccio all'assessore Bandiera, perché nella
fattispecie si tratta di otto soggetti che hanno prestato dal 2012
attività di ricerca all'interno del Dipartimento foreste, e
specificatamente a Ficuzza e a Vendicari, per la realizzazione di
laboratori che riguardavano il germoplasma. Poiché le
professionalità che oggi purtroppo non sono più in attività, perché
il finanziamento è finito nel 2017, di fatto lasciano dei
laboratori che sono costati circa otto milioni di euro senza il
personale che sostanzialmente può operare lì dentro, il che produce
di fatto una diseconomia, perché si stanno di fatto perdendo le
ricerche che sono state fatte, il valore di quello che c'è dentro
questi laboratori.
Per cui l'obiettivo chiaramente è quello: poiché non sono
rientrati all'interno della stabilizzazione perché non tutti canoni
venivano rispettati, dalla Madia sì, ma dalla legge regionale no,
l'auspicio è quello che vengano riutilizzati in quanto personale
altamente specializzato, nella nuova programmazione del PO-FESR.
Chiaramente, può essere accolta dall'assessore in quanto
raccomandazione, o comunque come un utile, conosce l'argomento.
PRESIDENTE. Quindi va accettato come raccomandazione?
BANDIERA, assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e la
pesca mediterranea. Il Governo l'accetta come raccomandazione.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
rapidamente anch'io sui due ordini del giorno a mia firma, uno
relativo all'efficientamento dei costi dei canoni irrigui
attraverso convenzioni previsti tra i consorzi di bonifica e
l'autorità di bacino e ringrazio per il parere favorevole
dell'assessore Bandiera, l'altro sul sistema della viabilità nel
territorio dell'area madonita che rimane, ahimè, confinato in una
condizione di isolamento in modo particolare per questa SP con
della quale abbiamo parlato più volte con l'assessore Falcone in
modo da poter garantire alle aziende agricole e agli allevatori di
quell'area di poter serenamente portare avanti la loro attività.
(Il Governo accetta come raccomandazione gli ordini del giorno
numeri 167 e 168)
LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, brevemente
per motivare il voto contrario del Partito Democratico a questo
finto esercizio provvisorio, perché la Sicilia non aveva bisogno di
un finto esercizio provvisorio con qualche piccola norma dal
contenuto e dal sapore anche clientelare ma la Sicilia ha bisogno
di un bilancio vero, di un bilancio triennale 2020 - 2021 - 2022,
la Sicilia ha bisogno di una legge di stabilità vera che possa
anche riaccendere l'economia e far ripartire l'economia per lo
sviluppo produttivo dell'isola.
Il Governo ha scelto di iniziare con il piede sbagliato anche il
nuovo anno 2020 dopo la stagione dei collegati dello scorso anno
iniziamo anticipando un collegato in un esercizio provvisorio ancor
prima di approvare bilancio e finanziaria, questa è la negazione di
qualsiasi idea, di corretta programmazione economico-finanziaria di
cui purtroppo per responsabilità del Governo Musumeci la Sicilia
pagherà ancora una volta il conto, quindi il PD voterà contro.
CALDERONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo
per manifestare il voto favorevole di Forza Italia per questa legge
di esercizio provvisorio, si è soltanto aggiunto a quello che erano
le norme tecniche e si è pensato agli stipendi di tanti siciliani,
quindi, voto favorevole da parte di Forza Italia.
PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
per ribadire il voto contrario a questo esercizio provvisorio.
Abbiamo visto e lo dobbiamo motivare ancora una volta, il mio
collega Sunseri è venuto più volte per ogni articolo a dire qui
questa è una norma finanziaria, deve andare nella finanziaria , più
e più volte, abbiamo riempito un esercizio provvisorio di norme che
non c'entravano niente, gli ultimi tentativi con gli aggiuntivi,
chiediamo al Governo una volta per tutte, intanto di procurarsi
tutti i bilanci delle partecipate perché abbiamo votato una norma
su una partecipata che non sappiamo neanche se il bilancio l'ha
portato alla Regione o meno, di dare tutti i documenti che ha
chiesto la Corte dei Conti che ancora questo Governo regionale non
ha dato alla Corte dei Conti, agire in questo modo e poi portare un
provvisorio siffatto porta sempre ad una confusione continua sia
d'Aula che nei conti che nelle situazioni e abbiamo sempre addosso
la Corte dei Conti, avete la Corte dei Conti che vi tirerà
nuovamente le orecchie per il modo di operare.
Noi siamo fortemente contrari a questo modo di operare, nel merito
ne abbiamo parlato dei singoli articolo, abbiamo espresso le nostre
opinioni, è il metodo che non va e questo metodo, voi vi facevate
il vanto di essere il Governo che avrebbe fatto solo un esercizio
provvisorio, due su due siamo
Già avete fatto l'en plein Tre su due, certo perché in questo
momento siamo a tre su due Quindi oltre a ribadire il voto
contrario il metodo lo dovete cambiare
CATALFAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la Sicilia
annuncio il voto favorevole ripetendo come già fatto nel mio primo
intervento di stasera, perplessità sul metodo di lavoro utilizzato,
per grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini
siciliani e delle famiglie comunque abbiamo dato il nostro voto
favorevole e lo faremo anche in sede di voto finale.
AMATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Semplicemente per
ribadire il voto favorevole di Fratelli d'Italia, un disegno di
legge che è stato elaborato in maniera molto attenta, precisa e
scrupolosa dalla Commissione Bilancio'.
Credo che stasera finalmente abbiamo messo in sicurezza tutti i
lavoratori e quindi questo può essere un ottimo risultato.
LANTIERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi si vota, quindi se c'è gente
fuori che è in bagno, la volete chiamare, perché si vota tra due
minuti. Grazie.
LANTIERI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Solo per
dichiarare da parte del Gruppo parlamentare Ora Sicilia il voto
favorevole anche perché è una norma dove si parla solamente di
stipendi; è una norma fatta per i siciliani.
Volevo ringraziare l'assessore Scavone e l'assessore per il
bilancio per la norma che dà la possibilità ai lavoratori del
reddito minimo di prendere uno stipendio che è da tanti mesi che lo
attendevano.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2020 (n. 678/A)
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario 2020 (n.
678/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 59
Maggioranza ............. 27
Favorevoli ............... 35
Contrari ..................... 17
Astenuti ..................... 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci rivediamo già la prossima
settimana, a partire da martedì, perché le Commissioni si
riuniscono già domani per quegli emendamenti che abbiamo rimandato.
Buona serata e grazie a tutti.
La seduta è tolta alle ore 19.43 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIV SESSIONE ORDINARIA
170a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 28 gennaio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio