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Resoconto d'Aula della Seduta n. 169 di mercoledì 22 gennaio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.04

   PRESIDENTE.   Avverto  che  il  processo  verbale   della   seduta
  precedente  è  posto  a disposizione degli onorevoli  deputati  che
  intendano  prenderne visione ed è considerato approvato in  assenza
  di osservazioni in contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                               Missioni

   PRESIDENTE. Comunico che:
   - l'onorevole Fava sarà in missione il 30 gennaio 2020;
   - l'onorevole Savarino sarà in missione dal 30 al 31 gennaio 2020.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi, sospendiamo dieci minuti in attesa del Governo
  e  se,  per favore, chiamate i componenti la Commissione  Bilancio
  per prendere posto così, poi, iniziamo direttamente le votazioni.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta sospesa alle ore 16.05, è ripresa alle ore 16.34)

   La seduta è ripresa.


    Seguito della discussione del disegno di legge  Autorizzazione
       all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per
               l'esercizio finanziario 2020  (n. 678/A)

    PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   dopo    la    soppressione
  dell'articolo  1  avvenuta  ieri,  il  Governo  ha   provveduto   a
  riscrivere  l'articolo  1 modificando i  tempi  -   l'ha  riscritto
  attraverso un emendamento che ha presentato all'articolo 2  -   con
  cui  vengono  modificati  i  tempi dell'Esercizio  provvisorio  che
  adesso scadrebbe il 30 di aprile.
    Queste  modifiche, la Presidenza, ovviamente,  può  accettarle  e
  può  considerarle  ammissibili.  Questo  emendamento  è  stato  già
  distribuito  credo, quindi l'avete tutti, quindi  se  non  ci  sono
  interventi, onorevole Lupo, prego e onorevole Pasqua.


                        Sull'ordine dei lavori

   LUPO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    Governo,
  l'emendamento ci è stato distribuito qualche minuto fa,  io  chiedo
  il  tempo necessario per poterlo esaminare, e, peraltro, credo  che
  vista  la  complessità della materia, quello che è  accaduto  ieri,
  sarebbe   anche   opportuno  avere  prima   l'apprezzamento   della
  Commissione  Bilancio : non mi pare che si possa arrivare  in  Aula
  con  una  riscrittura -  che immagino sarà sostanzialmente diversa,
  altrimenti  non sarebbe neanche riproponibile visto il voto  d'Aula
  negativo di ieri - quindi io le chiedo di chiedere alla Commissione
   Bilancio  di pronunciarsi sul testo, il tempo di esaminarlo  anche
  noi,  e  poi siamo disponibili, ovviamente, a procedere dopo  avere
  fatto le valutazioni del caso.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Lupo, la Commissione   Bilancio   è
  presente, il tempo che si fa un minimo di discussione, di fatto  il
  vero  cambiamento è sui mesi di Esercizio provvisorio, quindi  come
  dire  è  abbastanza semplice da valutare, per cui  intanto  andiamo
  avanti negli interventi ma io credo che ci sia il tempo per poterlo
  vedere ed esaminare velocemente.

   PASQUA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  ricevuto
  questa riscrittura, questo emendamento di riscrittura, e anche  noi
  chiediamo  a  questo  punto  un termine  per  emendamenti,  perché,
  nonostante la semplicità che lei sta dichiarando, vogliamo avere la
  possibilità  intanto di analizzarlo, di rivederlo, di  poter  anche
  emendare  perché no. La Commissione  Bilancio  non si è riunita  su
  questo  emendamento,  manteniamo una regolarità  di  conduzione  di
  tutto quanto, perché no, grazie Presidente.

   PRESIDENTE.  Io,  fermo  restando la regolarità,  ovviamente,  del
  lavori  d'Aula,  però  il testo è quello che c'era  sostanzialmente
  ieri, la modifica importante, peraltro, è quella del tempo, più  la
  deroga  dei  dodicesimi per i trasferimenti ai comuni,  che  faceva
  parte, già era un emendamento ieri, oggi fa parte del testo, quindi
  diciamo  che  erano cose che già erano nel testo  di  ieri,  e  che
  quindi potevano già essere apprezzate sin da ieri, per cui io se mi
  chiedete  un  fatto di un quarto d'ora è un conto, di  rinviare  di
  giorni sicuramente non se ne parla, per quanto mi riguarda.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  allora  quello
  che  è successo ieri in Aula ha suscitato alcune reazioni, io  oggi
  ho  letto  molti articoli e molte interpretazioni su quello  che  è
  successo  ieri, alcune di queste interpretazioni mi  sono  sembrate
  dirette  a sminuire un attimo il passaggio che si è consumato  ieri
  in Aula, io ritengo che invece questo passaggio necessiti di alcune
  riflessioni e auspico che questa piccola défaillance che c'è  stata
  ieri non venga sottovalutata.
     Credo, crediamo come Lega che sia necessario ed auspicabile, che
  da  qui in seguito vi sia la capacità da parte del Governo, e della
  deputazione, di meglio interfacciarsi rispetto a quelli che sono  i
  passaggi  da  porre  in  essere in Aula; inoltre,  siccome  già  in
  Commissione   Bilancio   come  Gruppo  Lega  c'eravamo  opposti   a
  estendere i termini massimi per l'Esercizio provvisorio a tutto  il
  mese  di  marzo, a maggior ragione riteniamo che sia  un  messaggio
  spiacevole  da  dare  ai  siciliani, estendere  i  termini  massimi
  addirittura ad aprile, perché il messaggio che passa è che non vi è
  la  fretta  nel  fornire  ai siciliani gli  strumenti  contabili  e
  l'adeguata programmazione, ciò detto come Gruppo Lega, per senso di
  grande  responsabilità nei confronti delle famiglie  siciliane  che
  aspettano   questo  passaggio  odierno,  è  chiaro   che   voteremo
  l'emendamento del Governo, perché è chiaro che dobbiamo,  comunque,
  approvare  l'Esercizio provvisorio per garantire gli  stipendi,  ma
  annuncio, già da ora, che ci limiteremo a votare soltanto le  parti
  dell'articolato  che garantiscono gli stipendi,  astenendoci  dalla
  votazione sulle altre parti.
     Sempre  per garantire una gestione veloce e ottimale  di  questo
  momento  d'Aula,  annuncio che ritiriamo, già  da  ora,  tutti  gli
  emendamenti al testo che erano stati da noi presentati.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   LO CURTO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia.  Chiedo  di  parlare  per   un
  chiarimento.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Curto, l'Assessore Armao  deve  fare  un
  chiarimento  sull'intervento  che  si  è  appena  concluso.   Prego
  Assessore.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Vorrei  fare  un  chiarimento,
  intanto,  al  commento dell'emendamento che è stato presentato  dal
  Governo a modifica e riscrittura dell'articolo 2.
     Sostanzialmente la soluzione dei quattro mesi, alla  stregua  di
  quello  che è accaduto ieri, diventa una soluzione non facoltativa,
  onorevole  Catalfamo,  ma diventa obbligatoria  per  rispettare  le
  prerogative del Parlamento.
   Come è noto, il Governo aveva indicato come periodo i due mesi.  E
  due  mesi  il Governo era impegnato a rispettare. Come  è  noto  in
  Commissione    Bilancio   nel  confronto  leale  e   proficuo   tra
  maggioranza  ed  opposizione,  è  emerso,  anche  in  relazione  al
  negoziato che è in corso con lo Stato per garantire alla Sicilia la
  auspicata   piena  attuazione  dello  Statuto  che  continuiamo   a
  reclamare  e che ancora lo Stato non riconosce, e abbiamo convenuto
  con  le  opposizioni,  poi, che il termine di  tre  mesi  fosse  un
  termine acconcio per concludere questo negoziato.
   Quello  che  è  accaduto  ieri  ci  ha  posto  di  fronte  ad  una
  alternativa: o tornare ai due mesi o passare ai quattro mesi con un
  impegno  politico  di  cui vi dirò. Perché il Governo  non  intende
  utilizzare,  né chiede all'Assemblea di utilizzare, i quattro  mesi
  previsti dall'ordinamento giuridico.
   Il   Regolamento  dell'Assemblea  -  per  altro  ieri   richiamato
  nell'intervento dell'onorevole Cracolici - prevede i 45 giorni  dal
  deposito  del  bilancio per la trattazione del  bilancio.  Se  oggi
  avessimo presentato un emendamento che tornava ai due mesi, avremmo
  potuto  dire   lo  avevamo detto  ma era  una  soluzione  ben  poco
  appagante di fronte all'alternativa di dover sacrificare e chiedere
  all'Assemblea di sacrificare le sue prerogative con  45  giorni  di
  disamina della bozza di bilancio. E quindi il Ddl di bilancio  deve
  essere  esaminato  dalle  Commissioni,  deve  essere  approfondito,
  quindi,  i 45 giorni vanno rispettati e il Governo non si sente  di
  chiedere  all'Assemblea  di rinunciarvi. Probabilmente  l'Assemblea
  non è neanche intenzionata a rinunciarvi.
     Quindi,  rispetto  a  questa prospettiva che  ci  avrebbe  fatto
  avvitare  in  una interlocuzione, in un confronto tutto  incentrato
  sul  rispetto  o  meno  delle prerogative del  Parlamento,  abbiamo
  preferito dire: mettiamo il termine dei quattro mesi. Il Governo  -
  e  qui  lo  posso annunciare avendolo concordato con il  Presidente
  della Regione - il giorno 3 febbraio depositerà il Disegno di legge
  di   bilancio  e  di  Legge  di  stabilità  in  Assemblea.   Quindi
  l'Assemblea  avrà il tempo che riterrà di utilizzare per  approvare
  entro  tre  mesi,  o  entro quattro mesi, il Disegno  di  legge  di
  bilancio e il conseguente Disegno di legge di stabilità.
   Credo  che  sia  la  soluzione più equilibrata per  consentire  di
  contemperare  il rispetto delle prerogative del Parlamento  che  il
  Governo non intende minimamente pretendere di sacrificare, né tanto
  meno  ricorrere  a  quattro mesi che sarebbe  -  come  diceva  bene
  l'onorevole  Catalfamo - un esercizio eccessivo  della  dilatazione
  dei tempi che consente il decreto legislativo 118 e che neanche  il
  Governo intende utilizzare.
   Questo  è  l'impegno politico che il Governo assume: il 3 febbraio
  il  Disegno di legge di bilancio e il Disegno di legge di stabilità
  saranno depositati in Parlamento.

   PRESIDENTE. Grazie, Assessore.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lo Curto.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  parte  le
  precisazioni  che  ha fatto l'Assessore Armao  rendono  in  qualche
  maniera  superfluo parte del mio intervento e quindi non lo faccio,
  perché   ovviamente   sono   state  testimone   all'interno   della
  Commissione  Bilancio  di tutti i percorsi che ci hanno portato  ad
  approvare  sia  l'Esercizio provvisorio sia anche la dilazione  del
  termine di tempo previsto dal Governo a tre mesi.
   Oggi,  prendiamo  atto  che i mesi sono  diventati  quattro  e  le
  ragioni   ci  sono  e  ci  sono  tutte,  le  ha  ben  spiegate   il
  Vicepresidente   Armao.   Mi   preme   sottolineare   nel   merito,
  semplicemente,  che trovo estremamente stucchevole da  parte  delle
  opposizioni cercare di, come dire, fare questi ragionamenti che qui
  sono  stati fatti, atteso che non si tratta, quindi, di dare  tempi
  ulteriori per gli emendamenti, quando sappiamo perfettamente che il
  testo   è  integralmente  uguale  a  quello  che  è  uscito   dalla
  Commissione  Bilancio  e di conseguenza ritengo che non ci siano le
  condizioni per - ma lei lo ha già annunciato, signor Presidente, ha
  detto  un  quarto  d'ora e non certamente due giorni,  quindi,  una
  riflessione  molto  breve,  ma  semplicemente  perché  non  si  può
  giocare,  dico  sempre, con gli stipendi dei  cittadini  che  hanno
  diritto  di  sapere se a fine mese potranno pagare  una  spesa,  la
  scuola,  le scarpe, fare gli acquisti che sono necessari alla  vita
  di ognuno di noi.
   Quindi, signor Presidente, la mia sollecitazione ad andare avanti.
  Grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi
  parlamentari, a me sembra davvero assurdo assistere agli interventi
  della  maggioranza che stimolano il Governo ed i colleghi ad andare
  avanti.  Gli  interventi del Gruppo, neo Gruppo della Lega,  a  cui
  diamo il benvenuto, e gli auguriamo buon lavoro, comprendiamo tutte
  queste difficoltà che hanno, questo aspetto critico che iniziano  a
  mettere  in  campo - non vorremmo che fosse solo una  questione  di
  poltrone, di un assessorato che si aspettano, attenzione nessuno di
  noi   pensa   a   cose   del  genere,  però,  davvero   in   queste
  ventiquattr'ore  abbiamo assistito ad un esercizio provvisorio  che
  salta,  perché purtroppo la maggioranza è, che cosa ha,  assessore?
  Che  cosa  le  serve? Salta per colpa vostra perché siete  incapaci
  cioè  siete  incapaci anche di gestire le cose ordinarie,  le  cose
  semplici,  anche  la stessa presenza, anche lo  stesso  voto,  cioè
  stiamo  parlando di a, b, c dello stare in un'Aula, ma  non  in  un
  Parlamento   Dello  stare  in  un consiglio  di  quartiere,  di  un
  consiglio  di  quartiere,  cioè, siamo proprio  arrivati  a  questo
  punto.
   Quindi,  noi ci siamo signor Presidente, siamo qui, con  senso  di
  responsabilità, però, ecco fate tutto voi  Nel senso che  voi  fate
  mancare   i   numeri  legali,  voi  bocciate  gli  atti,   voi   vi
  incoraggiate.  L'importante  è,  ecco,  che  qualcosa  riusciamo  a
  definirla oggi.
   Noi  ci  siamo, siamo presenti, daremo il nostro contributo  nella
  speranza  che  si  vada avanti, velocemente, e  che  questa  pagina
  brutta  che  ha visto la giornata di ieri e continua  a  vedere  la
  giornata  di  oggi, si concluda il prima possibile perché  poi  del
  resto  noi  stiamo  discutendo del nulla  Cioè  non  è  che  stiamo
  discutendo  di  una finanziaria, di un bilancio, stiamo  discutendo
  del  nulla  e  sul  nulla  ci  vediamo,  continuiamo  a  vedere  la
  maggioranza  che  va sempre a briciole e le fibrillazioni  continue
  anche  degli  ultimi arrivati, che la sensazione è  quella  brutta,
  dice: noi vogliamo partecipare a questo banchetto.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  lascerei
  avvolto  in  questo mistero la giornata di ieri a  cui  l'onorevole
  Dipasquale  fa  riferimento. Può essere che c'erano  fibrillazioni,
  perché? Può essere. Non è possibile che c'erano delle cose  che  in
  quell'Esercizio  provvisorio andavano riviste?  Può  essere  che  è
  stato  un incidente? Può essere che qualcuno doveva fare la pipì  e
  poi  è rimasto bloccato e non è arrivato in Aula? Tutto può essere,
  la stampa farà le sue ricostruzioni, e ai posteri l'ardua sentenza.
   Una  cosa,  però,  è certa. E la cosa certa è che  oggi  vedo  una
  maggioranza  coesa, in Aula, al di là delle tante farneticazioni  e
  dei tanti miraggi che si possono essere ricostruiti. Passiamo da un
  Esercizio  provvisorio  che va da due, a  tre  e  a  quattro  mesi.
  Garantiamo  gli stipendi ai forestali, garantiamo gli  stipendi  ai
  PIP,  garantiamo gli stipendi al personale ASU, al personale  della
  RESAIS.  Prendiamo in piena considerazione tutti i teatri,  fino  a
  Taormina.  Se  questa giornata di riflessione è servita  perché  il
  Parlamento,  probabilmente con il voto contrario  dell'opposizione,
  probabilmente  con  l'astensione dell'opposizione,  ma  consegnando
  alla  responsabilità  del centrodestra di affidare  al  Governo  un
  percorso  certo  per garantire le tutele di tanti  dipendenti,  noi
  saremo  orgogliosi  di  farlo, saremo in Aula  e  porteremo  avanti
  questo  ottimo  risultato. È certo che è poco.  Ed  è  chiaro  che,
  probabilmente, dietro quelle disquisizioni c'era anche qualcuno che
  pensava che non potevano esserci privilegi per alcuni a scapito  di
  altri,  quindi,  probabilmente, qualcuno  ha  voluto  ulteriormente
  approfondire questo aspetto, ha voluto verificare che da domani c'è
  un'accelerazione sulla Legge di stabilità come l'assessore Armao ha
  testé  definito  e, subito dopo, un'accelerazione,  ovviamente,  su
  tutte  quelle riforme, a partire, per quanto riguarda l'assessorato
  delle  attività produttive, dalla riforma sul sistema del commercio
  che  vedranno luce e che, finalmente, potranno dare un processo  di
  accelerazione ai lavori di questo Parlamento.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha facoltà.
  Poi  l'onorevole Di Paola e poi non ci sono altri iscritti, per cui
  si comincia a votare subito dopo l'onorevole Di Paola.

   CAFEO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  Assessori,
  io  ho apprezzato molto l'intervento dell'onorevole Figuccia che  è
  orgoglioso  della ritrovata unità della maggioranza ed è orgoglioso
  del  testo  presentato in Aula e che questa maggioranza  si  assume
  piena la responsabilità del testo presentato e delle situazioni che
  si  creano all'interno della Sicilia. Quello che, invece, non mi  è
  piaciuto molto - e mi sembra corretto, sia personalmente, sia  come
  partito  sottolineare - è l'intervento dell'assessore Armao.  E  mi
  spiego   meglio,   perché  la  situazione  che   ha   rappresentato
  l'assessore  Armao  è  che il Governo aveva previsto  un  esercizio
  provvisorio  per  soli  due  mesi,  che  è  stata  la  minoranza  o
  l'opposizione a decidere di averne tre e che, siccome ieri - perché
  nella  notte la maggioranza si è chiarita - è mancato il numero  e,
  quindi, è necessario cambiare il termine per re incardinare in Aula
  lo  stesso testo, oggi si concedono quattro mesi perché il  Governo
  rispetta  il lavoro del Parlamento e, quindi, dà questa opportunità
  al  Parlamento di avere tutto il tempo che serve per  esaminare  il
  bilancio.
   Allora,   io   ritengo   che   come  ho  apprezzato   l'intervento
  dell'onorevole Figuccia, sulle varie scelte ci vuole un Governo che
  si assuma la responsabilità anziché scaricare la responsabilità sul
  Parlamento  o sulle opposizioni che hanno chiesto un mese  in  più,
  perché  io  non  ritengo che sia, chiamiamolo  in  maniera  un  po'
  eufemistica,   l'incidente'  di ieri a  costringere  il  Governo  a
  presentare  la documentazione per il bilancio il 3 febbraio.  Penso
  che in ogni caso sarebbe stata presentata il 3 febbraio.
   Quindi, io invito il Governo e la Maggioranza che sostiene  questo
  Governo,  che  se  ritiene  di esserci i tempi,  nel  rispetto  del
  Regolamento  interno,  dei  45  giorni,  considerando   che   ormai
  l'emendamento è incardinato, di raccordarsi con la sua  maggioranza
  ed  eventualmente  rimodificare con un emendamento  i  termini  per
  l'Esercizio provvisorio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI   PAOLA.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  cittadini.
  Presidente,  le chiedo di dire agli assistenti d'Aula  di  chiudere
  cortesemente  tutte  le  porte  perché  oggi  la  maggioranza,   la
  maggioranza  è  bella, è bella compatta, ci sono  tutti.  Chiudiamo
  queste porte, di modo tale che nessuno, che nessuno possa uscire da
  quest'Aula,  affinché  questo esercizio provvisorio  -  Presidente,
  però  io  vorrei  fare il mio intervento senza  essere  interrotto,
  grazie.

   PRESIDENTE.  Onorevole Di Paola, nessuno lo sta interrompendo.  Il
  Governo per favore non replichi a chi sta facendo degli interventi.

   DI  PAOLA.  Perché, Presidente, guardi le dichiarazioni  sono  del
  Presidente  Musumeci.  Il  Presidente Musumeci,  il  tramite  mezzo
  stampa  dice  i numeri c'erano, tre erano fuori, uno era, anzi  tre
  erano  fuori  a  fumare, uno era in bagno, non mi sembra  un  fatto
  politico,  se  dovesse diventare politico di porrà  su  un  terreno
  diverso .  Ma io, da quello che ho capito, c'è stato un  intervento
  prima di un collega, del neo Gruppo parlamentare della Lega, a  cui
  già  ieri  ho  fatto  gli auguri di benvenuto in  questo  splendido
  Governo  regionale, mi pare che il collega ha detto tutt'altro.  Il
  collega  ha sottolineato che il fatto accaduto ieri non è un  fatto
  semplice di tre, quattro deputati, della Maggioranza e del  Governo
  che  erano  fuori nel corridoio o erano in bagno, qui il  fatto  è,
  Presidente lo abbiamo detto pure ieri, che c'è un discorso di -  lo
  vogliamo  chiamare  rimpasto di Governo? Lo vogliamo  chiamare,  si
  vogliono cambiare, diciamo, si vogliono cambiare alcune poltrone di
  questo  Governo regionale?  ma allora che si faccia, che si  faccia
  subito,  perché poi a pagare sono i siciliani e sono  tutti  quelli
  che  stanno  aspettando  gli  stipendi  che  non  arrivano  e  che,
  probabilmente,  per questo mese ritarderanno perché questo  Governo
  regionale  e  questa maggioranza non è riuscita ieri  ad  approvare
  l'esercizio provvisorio, che doveva essere una cosa semplice.
   Un  mero  errore di percorso è stato definito anche dall'assessore
  Armao,  percorso  che,  devo  dire, questo  Governo  regionale  sta
  tirando  proprio  con  una  strada bella  tracciata.  Perché  prima
  l'Esercizio provvisorio doveva essere solo di due mesi, poi di tre,
  adesso,  oggi,  riscopriamo che è di quattro. Ma facciamolo  a  sto
  punto  per  tutti  i  dodici mesi. Cioè, non mi sembra  che  questo
  Governo regionale abbia una linea dritta e una barra dritta su cosa
  voglia  fare nei prossimi mesi e su cosa voglia fare nelle prossime
  settimane  e  a  pagare - ripeto - sono tutti i siciliani,  nessuno
  escluso.  E  chiudo Presidente dicendo, che, sempre  il  Presidente
  Musumeci  poi  ha dichiarato  qualcuno è convinto che l'elezione  a
  deputato regionale sia un punto di arrivo e non hanno capito invece
  che  è  un punto di partenza. Ma lo capiranno presto . Dico, questa
  frase  non so a quale collega è riferita, però Presidente,  l'unico
  punto  di  partenza  è  quello che bisogna  costruire  qualcosa  di
  diverso   da  questo  Governo  regionale,  perché  questo   Governo
  regionale e questo Presidente, il Presidente Musumeci, sta mandando
  a  rotoli  tutta  la  Sicilia. E allora è  bene  che  il  punto  di
  partenza,  cari  miei colleghi, il punto di partenza  è  quello  di
  costruire qualcosa di diverso, e presto e subito.

   PRESIDENTE. Bene, allora, possiamo cominciare, colleghi.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Fava,  Barbagallo,  De
  Domenico e Arancio hanno chiesto congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 678/A

   PRESIDENTE.  Prima  di  mettere  in  votazione  l'emendamento  del
  Governo,   è   stato   presentato  un  emendamento   dell'onorevole
  Dipasquale.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento 2.R.1.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, io sarò molto breve nell'illustrare
  questo  emendamento.  Noi, lo scorso anno,  abbiamo  approvato  una
  norma che ha previsto l'ampliamento delle Giunte, dei componenti in
  Giunta, nelle Giunte comunali.

   PRESIDENTE.  Scusi, onorevole Dipasquale. Colleghi, non  si  sente
  niente,  se  potessimo stare un attimo attenti, per favore.  Almeno
  sentiamo quello che dicono i colleghi. Prego onorevole Dipasquale.

   DIPASQUALE.  Quindi, abbiamo approvato questa norma che  prevedeva
  di  poter  ampliare  le Giunte comunali. Cos'è  che  abbiamo  detto
  allora in Commissione e in Aula? I Sindaci hanno difficoltà,  hanno
  pochi  assessori,  servono gli assessori, e ce  ne  siamo  convinti
  tutti.
   Però tutti abbiamo detto, sia in Commissione che in Aula, non deve
  esserci  variante di spesa, perché altrimenti noi non  facciamo  un
  buon  servizio  ai  Comuni. Noi gli diamo  gli  strumenti,  ma  nel
  momento  che  aumentiamo la spesa, ovviamente, noi gli creiamo  una
  difficoltà ai Comuni. Come? Ci lamentiamo che non ci sono soldi per
  i  servizi, ci lamentiamo di tutte le difficoltà economiche, e  gli
  diamo  la  possibilità di aumentare gli assessori con una  maggiore
  spesa?
   Allora,  cos'è che abbiamo previsto? Noi pensavamo che  attraverso
  un  comma,  prevedendo che non doveva esserci modifica, un  aumento
  della   spesa  sul  bilancio  regionale,  potevamo  evitare  questa
  difficoltà.
   Morale  della favola: i Comuni stanno ampliando le proprie Giunte,
  prevedendo,  non  diminuendo  le spese  degli  assessori  e  quindi
  comprimendo  le spese degli assessori, ma ampliando la spesa  degli
  assessori.  Quindi,  io su questo, io e il mio Gruppo,  il  Partito
  Democratico, su questo non è d'accordo. C'è una spesa  in  più  che
  noi riteniamo che non serva. Va bene lo strumento dell'assessore  o
  degli assessori in più, ma il costo in più lo riteniamo non giusto.
   Per  questo, con l'emendamento che abbiamo predisposto, ovviamente
  non  possiamo noi obbligare il Comune a non aumentare la spesa, noi
  possiamo  però dire al Comune che non razionalizza la spesa  e  non
  utilizza  le  risorse che spendeva l'anno precedente per  tutta  la
  Giunta  aumentata dei nuovi componenti, ovviamente si fa una scelta
  e  perde una parte di contributi. Il contributo regionale e i soldi
  che  diamo ai Comuni servono per i servizi. Di fatto, guardate  che
  con la norma che abbiamo fatto la scorsa volta stiamo ampliando  la
  spesa della macchina pubblica, la spesa dei Comuni.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Informo che l'onorevole Cracolici ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge n.
                                 678/A

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi in  linea  di
  principio  siamo  d'accordo,  nel  senso  che  capiamo  lo  spirito
  dell'emendamento, che era quello che partiva appunto da quest'Aula,
  che ha messo nero su bianco che non c'erano oneri aggiuntivi per il
  bilancio  regionale  e, chiaramente, la ratio  della  norma  doveva
  essere che non ci dovevano essere oneri neanche per i Comuni.
   Prendiamo  atto che qualche Comune ha interpretato il testo  della
  norma in maniera un po' diversa da come era uscita da quest'Aula, e
  ci permettiamo di fare una proposta, per questo le chiedo un minimo
  di   sospensione,  dieci  minuti  per  riscriverla,  per   chiedere
  eventualmente - anziché dare un'ulteriore penalità, che rischia  di
  diventare  nei  piccoli  Comuni  una  piccola  cifra,  che   magari
  l'amministrazione  comunale  è anche  disposta  a  perdere,  mentre
  magari  per i Comuni più grossi parliamo anche di cifre  più  alte,
  quindi sono ipotesi più difficili che si realizzino - chiediamo che
  anziché  dare  una penalità, magari si riscriva, nel  senso  che  i
  comuni  che  applicano questa norma ridistribuiscano la  quota  che
  utilizzano  per gli stipendi degli assessori, la stessa  quota  che
  utilizzano  per  otto  persone  la utilizzano  per  dieci  persone,
  quindi,  la  ridistribuzione del fondo utilizzato per le  indennità
  degli assessori venga ridistribuita su più componenti della Giunta.

   PRESIDENTE.  Onorevole Ciancio, credo che questa è la ratio  della
  legge  che esiste, cioè a invarianza di spesa significa che,  fermo
  restando il budget per gli assessorati, se se ne vuole fare uno  in
  più  si  ridistribuisce  la stessa somma per  il  numero  maggiore,
  quindi, quello che dice lei è quello che già prevede la legge.

   CIANCIO.  Però, purtroppo, è quello che non stanno  facendo  molti
  comuni,  quindi, o c'è un problema di interpretazione di  norma,  e
  possiamo  intervenire  in  questa fase  per  chiarirlo,  perché  le
  assicuro che questo emendamento non l'abbiamo presentato noi, ma lo
  capiamo  perché  abbiamo visto dei comuni che  hanno  aumentato  la
  spesa per il Consiglio.

   PRESIDENTE. Sì, perché alcuni comuni, anziché prenderli dai  fondi
  regionali,  li  hanno presi dagli stessi fondi, ma che  non  cambia
  sostanzialmente  nulla, per cui credo che la ratio dell'emendamento
  dell'onorevole Dipasquale sia proprio quello di evitare che avvenga
  questo,  io  credo che almeno sia così però, magari,  parlatene  un
  momento, intanto do la parola agli altri colleghi e poi lo  vediamo
  perché   per   carità   assolutamente   disponibile   a   discutere
  l'argomento.

   CAMPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAMPO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,   io
  comprendo la ratio dell'emendamento del collega Dipasquale,  perché
  di  fatto  la  norma è stata mala interpretata, noi prevedevamo  un
  aumento  dei  membri della Giunta dei componenti  a  invarianza  di
  spesa,  ma  è  stata  intesa invarianza di  spesa  da  parte  della
  Regione, e molti utilizzano fondi propri, ma in un momento  in  cui
  noi  stiamo  lottando per tagliare i costi della  politica,  in  un
  momento  in  cui  ci sono tagli di tutti i servizi essenziali,  non
  possiamo  permettere a questo Parlamento, in un momento storico  in
  cui  si  fanno  tante lotte e tante battaglie, il Movimento  Cinque
  Stelle  ne ha fatto un proprio cavallo di battaglia per tagliare  i
  costi  della  politica, non possiamo permettere che  da  una  norma
  regionale parta invece un aumento di spesa per gli enti locali  che
  appesantiscono di molto quello che era il budget stanziato  per  la
  propria  Giunta,  perché  si amplia la  Giunta  anche  di  parecchi
  componenti.
   Quindi,  siamo  stati d'accordo in quel periodo a  votarlo  purché
  fosse  invarianza di spesa e questo vorremmo, questo è  appunto  il
  senso  dell'emendamento del collega Dipasquale, e siamo disposti  a
  votarlo, a ripensarlo per riformularlo meglio, ma siamo sicuramente
  favorevoli.

   PRESIDENTE. Io credo che la ratio è proprio quella di  cui  stiamo
  discutendo e che tutti saranno più o meno d'accordo, a meno che non
  c'è qualcuno che ha qualcosa da dire, no, non tutti.
   Se  c'è  da riscrivere qualcosa, onorevole Dipasquale, se  c'è  la
  condivisione nell'aggiustare qualcosa, fatelo, in modo che poi  non
  perdiamo tempo per votarlo.

   GRASSO,  assessore  per le autonomie locali e  funzione  pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore  per le autonomie locali e  funzione  pubblica.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei su questo  argomento
  intervenire    per    quanto   riguarda   l'argomento    presentato
  dall'onorevole Lupo e Dipasquale. Il Dipartimento autonomie  locali
  trasferisce  le  risorse  ai comuni per le  funzioni,  non  per  le
  indennità,  le  indennità sono demandate da un  lato  all'autonomia
  delle  stesse  amministrazioni comunali, ma  dall'altro  lato  sono
  legati  alla  norma  nazionale, cioè, i comuni devono  adeguare  le
  indennità secondo quanto stabilito dalle norme nazionali, che è una
  norma   economico-finanziara,   per   cui   un'eventuale   modifica
  dell'emendamento per la redistribuzione delle indennità non  ha  il
  parere  favorevole  da parte del Governo, ma non  ce  l'ha  neanche
  questo,  perché  il Dipartimento trasferisce risorse  per  finalità
  previste dalla legge, cioè per il funzionamento dell'Ente e non per
  le indennità.

   PAGANA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  evidentemente
  all'onorevole Dipasquale manca qualche passaggio che abbiamo  fatto
  in Commissione, nel momento in cui abbiamo fatto questa norma.
   Il primo firmatario della norma è l'onorevole Mangiacavallo che, a
  discapito di quanto è stato detto sui giornali, perché al solito va
  di  moda  parlare male della Sicilia, ha adeguato il  numero  degli
  assessori  in  Sicilia, rispetto al numero degli assessori  che  ci
  sono nei comuni in tutta Italia
   Cosa  è  successo? Abbiamo, sempre per il buon senso, voluto  fare
  questa norma per dare questa possibilità ai nostri Comuni e per non
  gravare  sulla  Regione,  quindi, la soluzione  dell'invarianza  di
  spesa  ai  Comuni  che avessero voluto aumentare  il  numero  degli
  assessori,  è  stata  decisa non soltanto dai  commissari  della  I
  Commissione,  non soltanto da quest'Aula, in cui il  tema  è  stato
  ampiamente  dibattuto, ma è stato frutto di un lavoro di  audizioni
  fatto con l'Anci e, se non ricordo male, anche con l'Asel.
   Quindi,  siccome in Sicilia ci sono dei comuni che hanno aumentato
  il  numero degli assessori riducendo le indennità proporzionalmente
  ad  altri  assessori,  e  mi riferisco, ad esempio,  al  Comune  di
  Acireale  che  è amministrato da Stefano Alì, visto  che  questo  è
  possibile,  certe  polemiche fatte sul  modo  di  gestire  la  cosa
  pubblica,  a  livello comunale, personalmente ritengo  che  debbano
  essere fatte da un consigliere comunale di opposizione. Se tuttavia
  si   vuole  andare  avanti  su  questa  linea,  chiedo  che  questo
  emendamento,  al  pari  di  tutta  la  legge,  venga   portato   in
  Commissione,  si  apra  un  dibattito in Commissione  perché  va  a
  intaccare  la  legge che questo Parlamento e la  I  Commissione  ha
  fatto, e dopo si mette ai voti.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pagana, un emendamento  non  lo  mando  in
  Commissione. Lo si fa votare e si decide che cosa fare.

   SUNSERI. E' un aggiuntivo, Presidente

   PRESIDENTE.  No, non è un aggiuntivo perché è del  testo.  Si  sta
  parlando dei trasferimenti ai Comuni, e sui trasferimenti ai comuni
  viene  posto questo emendamento, per cui non è niente di aggiuntivo
  è, ovviamente, assolutamente coerente con il testo.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire  che
  sono  esterefatto. Il termine più pratico che mi viene di dire  nel
  leggere questo emendamento, è dire che sono esterefatto.
   In  tutti i posti del mondo si sa che stiamo diminuendo negli anni
  il  fondo delle economie locali, ha visto la decurtazione di fronte
  ai  comuni e io, da sindaco, e questo autorevole Parlamento  che  è
  fatto   da  persone  splendide,  dovrebbe  approvare  un  ulteriore
  decurtazione del 5 per cento ai comuni per qual si voglia motivo.
   E'   una   cosa   inconcepibile,  è  una  cosa  inammissibile,   è
  semplicemente  assurdo  che  oggi  venga,  soltanto  ipotizzato  di
  discutere una riduzione dello 0,01 per cento che riguarda i  comuni
  che   sappiamo  tutti  essere  in  ginocchio,  da  anni,  e  ancora
  discutiamo una cosa del genere in un momento in cui stiamo parlando
  dell'esercizio provvisorio, dovrei discutere, votare  su  una  cosa
  del genere
   Presidente è inammissibile, sotto ogni punto di vista.
   Si parlava di un altro fatto, della norma precedente, l'invarianza
  riguarda la Regione, e la Regione non ha ulteriori costi,  per  cui
  non capisco di cosa parliamo.
   Se  poi  dobbiamo dire al Comune di 1000 abitanti, i cui assessori
  prendono 120 euro, di decurtarsi questi 120 euro e portarseli a  75
  euro  per  dividerli all'assessore aggiunto, ma di che cosa  stiamo
  parlando?
   Mi  rivolgo  ad alcuni colleghi del Movimento cinque  stelle,  che
  quasi quasi erano favorevoli, ma che si decidano?
   Il Governo nazionale se non ricordo male ha aumentato gli stipendi
  per i sindaci dei Comuni sotto i tremila abitanti. E qua votiamo il
  contrario di quello che facciamo a Roma?
   Questa   proposta,  Presidente,  non  è  neanche  da   tenere   in
  considerazione. Uno, perché non riguarda l'esercizio provvisorio, e
  due  perché, da un punto di vista politico, è mortificante per  chi
  la   mattina   si  sveglia,  va  a  fare  il  Sindaco   con   mille
  responsabilità,  e  si deve ritrovare, ancora una  volta,  a  dover
  vedersi  decurtati  dei  fondi per dei servizi  essenziali,  quando
  sappiamo tutti, e a tutti i livelli, che i Comuni non sono  più  in
  condizione di garantire i servizi minimi essenziali: la  mensa,  il
  trasporto scolastico. Ma di che cosa stiamo parlando?
   La  riduzione del cinque per cento? Siamo alla follia più  totale
  Mi   auguro,  Presidente,  che  venga  ritirata  per  un  senso  di
  giustezza,  perché  qua  non si parla di sindaci  di  destra  o  di
  sinistra, ma è vergognoso  A scanso di equivoci, aggiungo che io da
  sindaco  non  ho aumentato la mia giunta e, quindi,  non  ho  fatto
  nulla  di tutto ciò. Ma sarà libero un sindaco, un'amministrazione,
  con i propri fondi, di determinare se può dare cento euro in più  o
  cento  euro  in meno? Perché queste sono le cifre che  percepiscono
  gli  assessori  della  maggior parte dei comuni  siciliani.  Ce  ne
  saranno  dieci, quindici comuni grossi. Il resto sono tutti  comuni
  piccoli. In provincia di Messina sono tutti comuni che per  lo  più
  sono  di  mille,  millecinquecento abitanti,  e  noi  gli  dobbiamo
  decurtare  il  cinque  per  cento? E'  semplicemente  una  proposta
  vergognosa

   PRESIDENTE.  Allora, colleghi, per quanto riguarda l'ammissibilità
  dell'emendamento, è assolutamente ammissibile perché  coerente  con
  il  testo. Stiamo parlando di distribuzione ai comuni, e qua c'è un
  emendamento sull'argomento per cui, per favore, non mi dite più che
  è  inammissibile perché è ammissibile. Poi, se siete d'accordo,  se
  l'assessore vuole fare capire che la cosa è diversa o che, io posso
  rimandarla  in Commissione mandarla, non rimandarla, ma  escluderla
  adesso,  la  mandiamo  in  Commissione  e  la  trattiamo   con   la
  finanziaria. Questo è quello che possiamo fare.
   Ora  mi  sembrerebbe  che  un dibattito così  importante  per  una
  questione  -  ha  ragione  l'onorevole Lo Giudice  -  che  riguarda
  settanta euro o cento euro di stipendio per un assessore di tremila
  abitanti, onestamente

   DIPASQUALE. Sono migliaia di euro

   PRESIDENTE.  Onorevole, scusi, onorevole Dipasquale  sto  parlando
  nell'interesse  di questo emendamento e, quindi,  io  dico  che  se
  dobbiamo  passare  tre  ore  a discutere  questo  emendamento,  per
  carità,  io  se  voi lo volete non posso farne a meno  però  vorrei
  portarvi  alla vostra responsabilità. Abbiamo da votare  una  legge
  che  è  fondamentale per tutti i siciliani che, sennò, non prendono
  lo  stipendio. Vorrei velocizzarla quanto più è possibile, per cui,
  io  metterei  in  votazione, con un sì o con un  no,  se  rimandare
  questo  emendamento in Commissione e chiudiamo l'argomento  perché,
  diversamente, ne stiamo parlando troppo.
   Per cui io do la parola, uno a favore ed uno contro sul mandare in
  Commissione l'emendamento.
   Onorevole Lupo, contro o a favore?

   LUPO. Chiedo di parlare contro la proposta.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  credo  che
  sia   utile   fare   un   minimo   di   chiarezza   sul   contenuto
  dell'emendamento. L'emendamento vuole stabilire un trattamento equo
  per tutti gli assessori dei comuni della nostra Regione, perché  si
  sta  verificando  che - nel rispetto della legge  3/2019  -  alcuni
  comuni  hanno  ampliato il numero di assessori redistribuendo,  tra
  tutti,  il  totale delle indennità precedentemente percepito  dagli
  assessori che, fino a quel punto, erano in carica.
   Quindi, per esempio, redistribuendo ad 11 assessori quanto  gli  8
  assessori precedentemente percepivano. Altri comuni stanno  facendo
  diversamente, cioè stanno ponendo a carico delle casse  dei  comuni
  una differenza aggiuntiva di indennità per i nuovi assessori che, a
  nostro  avviso, non è in questo momento esattamente  quello  che  i
  cittadini   si   aspettano  considerato  che,  peraltro,   c'è   un
  orientamento   consolidato  che  va  verso  una  razionalizzazione,
  contenimento dei costi della finanza pubblica.
   Ora, si può fare in un modo o in un altro. Io, però, credo che sia
  corretto  che  il  Parlamento  ponga  il  problema  che  lo  stesso
  trattamento  venga garantito a tutti, perché non ci possono  essere
  comuni   che   hanno  senso  di  responsabilità  e  finiscono   col
  penalizzare  i propri amministratori, e altri comuni  che,  invece,
  danno  un'interpretazione,  a  dir poco,  disattenta  della  norma,
  ponendo a carico delle casse del comune nuovi oneri aggiuntivi.
   Quando  la  norma è stata approvata in Commissione, il Governo  ha
  fatto presente che c'era un problema di copertura finanziaria, e la
  Commissione  si  è  determinata col dire - ed anche  l'Aula  -  che
  dall'estensione, dall'aumento del numero degli Assessori non doveva
  derivare  un  costo  aggiuntivo certamente per  il  bilancio  della
  Regione, per quello che noi in quel momento potevamo approvare,  ma
  è  chiaro che il senso era che non gravasse sulla finanza pubblica,
  anche  comunale, un costo aggiuntivo. Poi abbiamo assistito  ad  un
  comportamento difforme da comune a comune.
   Questo è il tema che noi oggi poniamo, non chiediamo assolutamente
  di ridurre il fondo per le autonomie degli enti locali, come diceva
  il  collega,  non  si tratta di questo, come dire, introduciamo  un
  deterrente,  disincentiviamo  una prassi  e  una  pratica  che  noi
  certamente non consideriamo virtuosa, prevedendo una sanzione,  per
  quello  che  è nelle nostre possibilità, per i comuni che  decidono
  sia  di  aumentare il numero degli Assessori, ma non  lo  fanno  in
  varianza  di risorse, cioè facendo gravare sui bilanci  comunali  e
  quindi sui cittadini un nuovo, maggiore onere.
   Quindi  io  chiedo  che l'emendamento venga trattato  e  messo  in
  votazione,  noi  difendiamo il contenuto della  norma  che  abbiamo
  proposto,  ovviamente  se  qualcuno è  contrario  può  pure  votare
  contro,  ma  non vedo il motivo di rinviare la norma in Commissione
  perché  non  c'è alcuna ragione, perché si tratta di una  norma  di
  contenimento della finanza pubblica, e stiamo parlando di esercizio
  provvisorio di bilancio, che va in questa direzione.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI. Signor Presidente, giusto per riportare la discussione ad
  un  ordine  tecnico.  Questo emendamento non è  mai  passato  dalla
  Commissione  Bilancio, è approdato in Aula,  è  un  emendamento  di
  natura  finanziaria,  e  così  come  richiamato  più  volte   dalle
  opposizioni  e  dalle  minoranze, è giusto che  questo  provvisorio
  ritorni  ad  essere  un  provvisorio  snello,  pulito  e   che   la
  discussione  su  argomenti così importanti,  perché  difendiamo  un
  argomento  importante  di cui sicuramente è necessario  che  se  ne
  riparli  con  molta tranquillità nella Commissione  di  pertinenza,
  venga rinviato in Commissione.
   Anche  perché,  dico, è molto semplice parlare  con  chi  guadagna
  ottomila euro al mese nei confronti di un Assessore che ne guadagna
  duecento,  trecento euro al mese, quindi diciamo, se ritorniamo  ad
  una  discussione tranquilla, pacata nei confronti della Commissione
  Prima,  così  come  suggerito  dalla  saggia  ventottenne  collega,
  onorevole  Pagana,  che  mi  sembra aver  fatto  un  intervento  di
  assoluto rigore, si ritorna in Prima Commissione, lo si valuta  con
  tutti  i  componenti  della  Prima  Commissione  e  poi,  se  dovrà
  approdare  alla  legge  di stabilità, ne discuteremo  in  legge  di
  stabilità.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, avendo sentito i colleghi e avendo
  sentito  l'Assessore che di fatto ci ha praticamente detto che  una
  cosa  del  genere  potrebbe  essere  fatta  anche  con  un  decreto
  assessoriale che chiarisca il senso della norma, perché se la norma
  c'è già, ma è soltanto un'interpretazione di alcuni sindaci, quella
  che  va  in qualche maniera sanata, potrebbe bastare un decreto  da
  parte dell'Assessore.
   Allora   io   direi   una  cosa:  intanto,  fermo   restando   che
  l'emendamento è ammissibile, e quindi è qui nel testo e  tale  deve
  rimanere,  io  inviterei  il  collega Dipasquale  a  ritirarlo  per
  presentarlo   immediatamente  dopo,  con  il   bilancio,   con   la
  finanziaria  che  dobbiamo  fare,  e  avere  un  attimo  prima   la
  possibilità  di  poterlo  discutere tra i colleghi,  con  serenità,
  perché diversamente credo che non sia stato molto capito, per  cui,
  se mi posso permettere, chiederei

   DIPASQUALE. Lo ritiro solo perché me lo dice lei.

   PRESIDENTE. La ringrazio molto, questo mi fa felice ancora di più.
  L'emendamento è ritirato.
   Pongo  in votazione l'emendamento 2.R, a firma del Governo. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                                Art. 3.
       Modifiche all'Allegato 1 - Parte A dell'articolo 8 comma
                                   1
             della legge regionale 22 febbraio 2019, n. 1

       1.  Le autorizzazioni di spesa di cui all'Allegato  l  -
     Parte  A  dell'articolo 8, comma 1, della legge  regionale
     22  febbraio  2019,  n.  1, per le finalità  di  cui  alle
     sottoelencate  leggi  regionali,  sono  incrementate   per
     l'esercizio  finanziario 2020 degli importi  a  fianco  di
     ciascuna indicati:

        Norma  M P  T A  R CAPIT     DENOMINAZIONE
         di    i r  i m  u  OLO
       riferi  s o  t m  b
        mento  s g  o i  r
               i r  l n  i
               o a  o i  c
               n m    s  a
               e m    t
                 a    r
                      a
                      z
                      i
                      o
                      n
                      e

                                                        2020
        L.R.   9 5  1 1  2 44330 TRASFERIMENTI       A  1.200.
       14/198         2      2   FAVORE   DEGLI   ENTI  000,00
       8                         GESTORI         DELLE
       art.48                    RISERVE NATURALI  PER
                                 SPESE  DI IMPIANTO  E
                                 DI GESTIONE.
        L.R.   9 5  1 1  2 44330 TRASFERIMENTI       A  3.400.
       98/198         2      5   FAVORE   DEGLI   ENTI  000,00
       1                         PARCO  E  DEGLI  ENTI
       art.39-                   GESTORI         DELLE
       39 BIS                    RISERVE     NATURALI,
                                 DESTINATI          AL
                                 TRATTAMENTO
                                 ECONOMICO         DEL
                                 PERSONALE     ASSUNTO
                                 PER LA GESTIONE E  LA
                                 VIGILANZA DEI  PARCHI
                                 E DELLE RISERVE.
        L.R.   5 2  1 1  2 37731 SOMMA DESTINATA  ALLA  395.00
       1/1993         3      4   PARTECIPAZIONE  DELLA    0,00
       art.1                     REGIONE     SICILIANA
                                 ALL'ASSOCIAZIONE
                                 ENTE    TEATRO     DI
                                 SICILIA  STABILE   DI
                                 CATANIA,        QUALE
                                 CONTRIBUTO       ALLE
                                 SPESE DI GESTIONE
        L.R.   5 2  1 1  2 37731 CONTRIBUTO  ANNUO   A  2.807.
       19/198         3      6   FAVORE      DELL'ENTE  243,81
       6                         AUTONOMO    REGIONALE
       artt.                     TEATRO        MASSIMO
       1 e 4                     VINCENZO  BELLINI  DI
                                 CATANIA.
        L.R.   5 2  1 1  2 37731 CONTRIBUTO        PER  959.27
       19/198         3      7   L'ATTIVITA'   E    LA    3,99
       6                         PROGRAMMAZIONE  DELLE
       art.17                    STAGIONI     TEATRALI
                                 DELL'ENTE    AUTONOMO
                                 REGIONALE  TEATRO  DI
                                 MESSINA     PER    LA
                                 GESTIONE        DELLA
                                 STRUTTURA    TEATRALE
                                 NONCHE'    PER     LA
                                 STABILIZZAZIONE
                                 DELL'ORCHESTRA    DEL
                                 TEATRO       VITTORIO
                                 EMANUELE DI MESSINA.
        L.R.   5 2  1 1  2 37731 SOMMA DESTINATA  ALLA  635.34
       1/1993         3      8   PARTECIPAZIONE  DELLA    9,77
       art.1                     REGIONE     SICILIANA
                                 ALL'ASSOCIAZIONE
                                 TEATRO         BIONDO
                                 STABILE  DI  PALERMO,
                                 QUALE      CONTRIBUTO
                                 ALLE     SPESE     DI
                                 GESTIONE.
        L.R.   5 2  1 1  2 37772 CONTRIBUTO  ANNUO   A  145.03
       21/199         3      6   FAVORE  DELL'ISTITUTO    6,81
       4                         NAZIONALE DEL  DRAMMA
       artt.1                    ANTICO  PER LE  SPESE
       e 2                       DI  FUNZIONAMENTO   E
                                 PER   LO  SVOLGIMENTO
                                 DELLE       ATTIVITA'
                                 ISTITUZIONALI.
        L.R.   5 2  1 1  2 47370 CONTRIBUTO      ANNUO  2.017.
       33/196         3      7   ALLA       FONDAZIONE  495,90
       6                         ORCHESTRA   SINFONICA
                                 SICILIANA.  (EX  CAP.
                                 48001)
        L.R.   5 2  1 1  2 47370 CONTRIBUTI         DA  1.692.
       7/1972         3      8   CORRISPONDERE    ALLA  530,11
       art.11                    FONDAZIONE     TEATRO
                                 MASSIMO  DI  PALERMO.
                                 (EX  CAPP.  48002   E
                                 48008)

   Onorevoli   colleghi,  è  stato  presentato  un  solo  emendamento
  soppressivo,  a  firma  dell'onorevole Di Paola,  quindi  pongo  in
  votazione  il mantenimento dell'articolo 3. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
                               «Art. 4.
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  Al  comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 22 febbraio
  2019,  n.  1  le  parole   ad  euro 79.379.130,66  per  l'esercizio
  finanziario   2020   e  ad  euro  71.609.771,79   per   l'esercizio
  finanziario 2021  sono soppresse.

   2.  Per l'esercizio finanziario 2021 le disponibilità del Fondo di
  cui  all'articolo  10, comma 1, della legge regionale  22  febbraio
  2019,   n.   1,   pari  ad  euro  86.620.148,60,   sono   destinate
  all'incremento  della  Missione 20, Programma  3,  capitolo  215704
   Fondo   occorrente   per  far  fronte  ad  oneri   dipendenti   da
  provvedimenti legislativi in corso - spese correnti .

   3.  Al  comma  2  bis  dell'articolo 4 della  legge  regionale  29
  novembre  2018,  n. 21 e successive modifiche ed integrazioni  sono
  apportate le seguenti modifiche:

   -  le  parole  e ad euro 62.946.579,53 per l'esercizio finanziario
  2020  sono soppresse;

   - la lettera b) è soppressa».

   Articolo 4 stesso ragionamento, l'articolo 4 dovrebbe essere il 10
  e invece è il 4 per cui lo dobbiamo saltare e lo votiamo alla fine.

   PALMERI. Allora io volevo intervenire sull'articolo 4 che doveva
  essere l'ex articolo 3, quindi stiamo parlando di un altro
  articolo?

   PRESIDENTE.  Ora  siamo  al 5, il 4 lo abbiamo  rinviato  a  dopo.
  Grazie, onorevole Palmeri, le chiedo scusa.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Art. 5.
          Rifinanziamento norme in materia di autorizzazioni
                              ambientali
                        di competenza regionale

   1. Per le finalità di cui all'articolo 91 della legge regionale  7
  maggio 2015, n. 9, è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2020,
  la  spesa  di  247  migliaia  di euro per  il  funzionamento  della
  Commissione  tecnica specialistica per il supporto allo svolgimento
  delle  istruttorie per il rilascio delle autorizzazioni  ambientali
  di   competenza  regionale  (Missione  9,  Programma  2,   Capitolo
  442545)».

   Si passa all'emendamento soppressivo 5.1, degli onorevoli Di Paola
  ed  altri. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;  chi  è
  contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   L'emendamento  5.2 degli onorevoli Caronia, Pullara,  Catalfamo  è
  ritirato. Quindi, passiamo alla votazione dell'articolo 5.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                Art. 6.
                 Fondo di compensazione esercizio 2019

   1. Al fine di evitare incrementi per interessi e spese processuali
  è   istituito  un  fondo  di  euro  15.967.980,56  destinato   alla
  compensazione   degli  effetti  negativi,  prioritariamente   sulle
  spettanze retributive dell'anno 2019 e sui contributi di  cui  alle
  leggi  regionali  16  maggio 1978, n. 8 e 17  maggio  1984  n.  31,
  derivanti   dal   ripristino   parziale   delle   riduzioni   delle
  autorizzazioni di spesa di cui Allegato 2 della legge regionale  22
  febbraio  2019,  n. 1 e dalle variazioni di bilancio  all'esercizio
  2019 non realizzatesi.

   2.  Nell'ambito  del fondo di cui al comma 1,  l'importo  di  euro
  4.446.978,77 è destinato per le seguenti finalità:

       312  ONERI  DI  FUNZIONAMENTO  DEL  CONTINGENTE       +
       517  DELL'ARMA  DEI  CARABINIERI  IMPIEGATI  AI  400.00
            SENSI  DELL'ART.  16 DEL D.P.R.  19  MARZO    0,00
            1955, N. 520 E DELL'ART. 9 BIS, COMMA  14,
            ULTIMO  PERIODO, DELLA LEGGE  28  NOVEMBRE
            1996,  N. 608, DI CONVERSIONE DEL  DECRETO
            LEGGE  1  OTTOBRE 1996, N. 510.  (EX  CAP.
            33657). (SPESE OBBLIGATORIE)
       313  ALTRI  ASSEGNI  E SUSSIDI ASSISTENZIALI  A       +
       727  VALERE    SUL   FONDO   UNICO    PER    IL  464.37
            FINANZIAMENTO   DELLE   MISURE   PER    LA    0,70
            FUORIUSCITA  DEI SOGGETTI APPARTENENTI  AL
            BACINO  "PIP - EMERGENZA PALERMO".  (PARTE
            CAP. 183799)
       313  ALTRI   ASSEGNI  E  SUSSIDI  ASSISTENZIALI       +
       728  INERENTI LA PROSECUZIONE DEI CONTRATTI  DI  798.28
            LAVORO  SUBORDINATO  A  TEMPO  DETERMINATO    4,30
            DEL   PERSONALE  DESTINATARIO  DEL  REGIME
            TRANSITORIO   DEI  LAVORATORI  SOCIALMENTE
            UTILI,   IN   SCADENZA   NELL'ANNO   2013,
            NONCHE'   PER   LA   PROSECUZIONE    DEGLI
            INTERVENTI IN FAVORE DEI SOGGETTI IN  ATTO
            IMPEGNATI   NELLE  ATTIVITA'   SOCIALMENTE
            UTILI  DI  CUI ALL'ARTICOLO 1 DELLA  LEGGE
            REGIONALE  5 NOVEMBRE 2001, N. 17.  (PARTE
            CAP. 313318)
       712  SPESE  PER  L'ISTITUZIONE  E  LA  GESTIONE       +
       402  DIRETTA  DI CANTIERI DI SERVIZI IN  FAVORE  869.60
            DI  COMUNI DELLA SICILIA DESTINATARI DELLA    0,45
            SPERIMENTAZIONE   DEL    REDDITO    MINIMO
            D'INSERIMENTO,   AI  SENSI   DEL   DECRETO
            LEGISLATIVO  18 GIUGNO 1998, N.237.  (VEDI
            ANCHE CAP. 713303)
       713  CONTRIBUTI  AGLI INVESTIMENTI  A  FAMIGLIE       +
       303  DESTINATARIE  DELLA  SPERIMENTAZIONE   DEL  64.723
            REDDITO  MINIMO  D'INSERIMENTO,  AI  SENSI     ,32
            DEL  DECRETO  LEGISLATIVO 18 GIUGNO  1998,
            N.237. (PARTE CAP. 712402).
       242  SOMMA   DESTINATA   ALLA   GESTIONE    DEL  +1.850
       523  PERSONALE GIA' A CARICO DEL FONDO  DI  CUI  .000,0
            ALL'ART.13,   LETT.   A),   DELLA    LEGGE       0
            REGIONALE   6  GIUGNO  1975,   N.   42   E
            SUCCESSIVE   MODIFICHE   ED   INTEGRAZIONI
            COMPRESI GLI EVENTUALI ONERI DERIVANTI  DA
            CONTENZIOSI.

   3. Le somme non utilizzate ai fini dei commi 1 e 2 sono destinate
  per le autorizzazioni di spesa di cui alle lettere b) e c) del
  comma 2 quater dell'articolo 4 della legge regionale 29 novembre
  2018, n. 21 e successive modifiche e integrazioni.

   4. Con decreto del Ragioniere generale della Regione, previa
  delibera della Giunta regionale, da adottare previo parere della
  Commissione Bilancio dell'Assemblea regionale siciliana, sono
  apportate al bilancio della Regione le variazioni discendenti
  dall'applicazione del presente articolo.

   Ora qua c'è il bello della diretta  Onorevole Lupo, onorevole
  Caronia, andiamo scrivendo, allora Lupo, Caronia, Sunseri.
   Onorevole Lupo, ha facoltà di parlare.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  l'articolo
  6,  Fondo di compensazione esercizio 2019, giusto? Leggo così anche
  nella modifica ci capiamo meglio.
   Io  credo che è un articolo davvero che questo Parlamento non  può
  accettare,  non è un problema né di maggioranza, né di opposizione,
  non  lo  può  accettare nella formulazione e  nel  contenuto,  cioè
  nell'idea  che il Parlamento sostanzialmente voti una legge  delega
  al Governo, dando al Governo la possibilità di distribuire circa 11
  milioni e mezzo di euro, e poi il Governo provvede liberamente alla
  distribuzione di 11 milioni e mezzo di euro, io credo che questa  è
  una vergogna.
   Penso  che  è una riedizione peggiorativa della tabella H,  perché
  prima la tabella H veniva decisa dal Parlamento, ora addirittura il
  Governo   chiede  delega  a  potere  distribuire  fondi   per   via
  amministrativa,  quindi  con  delibera  di  Giunta,  senza  che  il
  Parlamento  sia  minimamente informato,  se  non  un  parere  della
  Commissione, che notoriamente non è vincolante, e quindi non  è  in
  grado di condizionare la distribuzione di questi fondi.
   Allora, Presidente Miccichè, io penso che questo articolo non  può
  essere  accettato  da  chiunque abbia  a  cuore  davvero  il  ruolo
  dell'Assemblea  regionale siciliana che ha  il  diritto  dovere  di
  approvare norme, che destinano le diverse somme ai diversi capitoli
  di spesa, al comma 2 il Governo ha individuato alcune priorità, che
  sono  condivisibili,  quindi  alcuni  interventi  condivisibili  da
  finanziare, perché non lo facciamo per l'intero fondo cioè  per  il
  totale  di  15  milioni 967 mila euro piuttosto  che  farlo  per  4
  milioni  446 lasciando poi al Governo la discrezionalità di  potere
  intervenire?
   Noi  abbiamo  presentato numerosi emendamenti che sono altrettanto
  degni di attenzione, perché come ricorderemo con gli accantonamenti
  che  non  sono  stati ripristinati dell'allegato 2 della  legge  di
  stabilità   2019,   numerose   leggi,   numerosi   enti,   numerose
  istituzioni,  hanno  avuto  un  taglio  di  fondi  con  conseguenze
  pensanti  e  complicate, perché hanno scoperto di  avere  avuto  un
  taglio  di  fondi  spesso,  dopo  avere  approvato  i  bilanci   di
  previsione, e quindi hanno un bilancio di previsione per esempio  i
  teatri,  sia  pubblici  che  privati,  bilanci  di  previsione  che
  facevano conto su determinate entrate previste nel bilancio e nella
  legge  di stabilità, fondi che sono stati prima accantonati  e  poi
  tagliati. Morale, questi teatri chiuderanno i bilanci in deficit.
   Allora noi abbiamo proposto una serie di emendamenti che prevedono
  la  destinazione  precisa di somme precise ai singoli  capitoli  di
  spesa. Io mi auguro che il Governo voglia tornare sui propri  passi
  o,  quanto meno, seguire lo stesso criterio per tutti gli enti, per
  tutte le Istituzioni, che hanno subito il taglio alla spesa.
   Se  ci fosse un problema di carenza di risorse, che queste vengano
  distribuite  equamente  in  misura  proporzionale  a  tutti,  senza
  favorire  gli uni o penalizzare gli altri. Perché non  è  possibile
  che  ci  sia ancora una logica di figli e figliastri. Ne  parlavamo
  poco  fa per i Comuni, non accettiamo neppure che si riproponga  il
  tema per altri istituti. Per esempio, alcuni teatri hanno avuto  un
  parziale  ripristino  dei  fondi,  altri  teatri,  questo  parziale
  ripristino  dei  fondi  non l'hanno avuto. Faccio  un  esempio,  la
  Fondazione  orchestra sinfonica siciliana ha  avuto  un  taglio  di
  bilancio  piuttosto significativo - se non ricordo male nell'ordine
  di  300  migliaia di euro - quando invece altri enti - ed  è  stato
  giusto  lì  procedere al ripristino - questo taglio  non  lo  hanno
  avuto.  Allora  che senso ha tutto ciò? Perché un teatro  si  e  un
  altro no? Noi chiediamo che questo fondo rimanente di 11 milioni  e
  mezzo  venga utilizzato per destinare queste somme specificatamente
  capitolo  per capitolo a tutti gli enti che hanno diritto ad  avere
  questa risorsa. Grazie.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  come  Gruppo
  Lega abbiamo presentato una riscrittura, o meglio un subemendamento
  che in realtà riscrive l'articolo 6 che, sostanzialmente, Assessore
  Armao,  resta fedele rispetto a quello che era la proposta  che  il
  Governo  ha  fatto originariamente, quando c'è stato presentato  il
  disegno di legge dell'esercizio provvisorio. E mi spiego meglio.
   Avendo, come dire, scremato dell'importo di cui noi parliamo,  che
  sono  circa 15-16 milioni, abbiamo lasciato le coperture a ciò  che
  effettivamente   intacca  gli  stipendi  dei  soggetti   che   sono
  interessati. E mi riferisco, nello specifico, ai Pip, agli ASU,  al
  reddito  minimo  di  inserimento, alle  somme  che  servono  per  i
  Carabinieri  che  sono  impiegati all'interno dell'Ispettorato  del
  lavoro, la Resais. Poi abbiamo buona parte dell'allegato 2, di  cui
  i  componenti  della Commissione sicuramente ricorderanno,  abbiamo
  avuto  modo di valutare insieme, che la buona parte delle voci  che
  oggi   sono  presenti  negli  emendamenti  presentati  dal  Partito
  Democratico,  e  in  parte  anche  dal  Movimento  Cinque   Stelle,
  effettivamente  sono  tutti  capienti all'interno  dell'allegato  2
  della legge del 2019.
   Pertanto,   lasciando  integro  il  Fondo,  sostanzialmente,   noi
  riusciamo  a  dare  copertura integrale a  ciò  che  effettivamente
  abbiamo congelato nel 2019. Per cui io ritengo - così come ha detto
  il collega Catalfamo - che l'intenzione di oggi di uscire da questa
  Aula  è  quella  di  dare, rispetto a quelle che sono  le  garanzie
  occupazionali e le coperture degli stipendi, la serenità a coloro i
  quali  oggi  con  grande  attenzione  stanno  seguendo  oggi  anche
  quest'Aula.

                Presidenza del Vicepresidente  DI MAURO

   Io  ritengo che sia doveroso votare l'esercizio provvisorio  dando
  priorità a questi soggetti. E, soprattutto, rispettando un  impegno
  che  questo Governo aveva assunto il 30 di dicembre, quando si  era
  detto  che,  rispetto alla originaria copertura del 100 per  cento,
  soltanto il 70 era stato coperto rispetto ad alcuni capitoli.
   Ovviamente,  abbiamo dato mandato al Governo  di  predisporre  una
  delibera  di  Giunta  che  poi  verrà sottoposta  al  vaglio  della
  Commissione Bilancio, affinché i parametri per compensare le  somme
  fossero  effettivamente  poi  rispettate  e  ci  fosse  una  equità
  rispetto alla distribuzione. Ma se noi manteniamo fede a quello che
  era  stato  il concetto originario, che era quello della  copertura
  degli stipendi, ritengo che questo esercizio provvisorio può essere
  votato in maniera molto snella e si può concludere in maniera molto
  rapida, senza appesantirlo.
   Persino  noi, che avevamo presentato degli emendamenti che ritengo
  essere  di qualità, perché guardavano ai settori più fragili  della
  nostra società, a partire dai soggetti disabili per quanto riguarda
  le  barriere architettoniche, o ai centri anti violenza, li abbiamo
  estrapolati,  li  abbiamo  ritirati, proprio  per  la  ragione  che
  abbiamo detto poc'anzi.
   Noi riteniamo che questo esercizio provvisorio, per le ragioni che
  ha  riportato il collega Catalfamo, oggi necessita di un momento di
  responsabilità da parte di tutti. I nostri emendamenti che, secondo
  me, sono stati sicuramente   ecco lasciatemi passare il termine  di
   marchette   ma  di  attività  importanti  per  questa  Regione,  e
  soprattutto per i soggetti fragili della nostra società, li abbiamo
  accantonati, perché aspettiamo un confronto serrato con il  Governo
  affinchè,  assessore Cordaro, si possa effettivamente provvedere  a
  rimpinguare tutti quei capitoli che oggi necessitano effettivamente
  essere impinguati a partire dai teatri, così come Viavas, così come
  l'agricoltura.
   Abbiamo  innumerevoli  richieste,  tutte  assolutamente  degne  di
  essere prese in considerazione, ma non riteniamo che sia questa  la
  sede,  quindi,  al  fine di dare anche una coerenza  a  quello  che
  questo  Governo  ha dichiarato il 30 di dicembre in  Aula  rispetto
  all'allegato 2, che rappresenta non soltanto un'enunciazione di una
  tabella,  ma  stiamo  parlando di tutta una serie  di  soggetti,  a
  partire  dalla  Hellen Keller, dai talassemici e  tantissimi  altri
  enti che sono destinatari di fondi, abbiamo individuato tra questi,
  come  dire, le priorità rispetto alla copertura che può essere data
  con il cosiddetto fondo di compensazione.
   Io  ritengo  che, se la destinazione sia questa, il  Gruppo  della
  Lega   non   avrà  alcuna  difficoltà  a  votarlo.   Se   dovessimo
  appesantirlo anche di un solo euro rispetto a delle valutazioni che
  verranno  fatte  in una sede appropriata, ossia la valutazione  del
  bilancio e della finanziaria, noi saremo sicuramente non d'accordo.
  Grazie Presidente.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.

   SUNSERI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  allora   oggi
  trattiamo  l'articolo 6 perché sostanzialmente il  Governo  non  ha
  fatto  l'assestamento  di bilancio, perché altrimenti  non  avremmo
  avuto  modo  di parlarne, e le variazioni necessarie a  rimpinguare
  quelle somme che erano in accantonamento negativo e che invece  non
  sono state rimpinguate.
   Il  testo  che era arrivato dal Governo è stato modificato  perché
  non   ha  trovato  la  maggioranza  all'interno  della  Commissione
  Bilancio,  ed  abbiamo  provato  a  riscriverlo  nel  miglior  modo
  possibile, cosa che purtroppo però non è avvenuta del tutto.
   Uno,   le  somme  destinate  non  vanno  a  copertura  dell'intero
  accantonamento  negativo necessario a coprire le  spese  del  2019.
  Ricordiamo  tutti che le somme erano circa 21 milioni di  euro.  Le
  somme  adesso  messe  per l'articolo 6 sono  16  milioni  di  euro,
  quindi,  partiamo dal presupposto che non andiamo a  coprire  tutte
  quelle  spese previste dal bilancio previsionale 2019-2021. Quindi,
  mancano  sicuramente 5, 6 milioni di euro, così  come  da  bilancio
  previsionale.  A  queste in più, ci siamo resi  conto,  e  parliamo
  solamente  della  tabella 2) del febbraio 2019, a  questa,  andando
  avanti,  ci  siamo resi conto che mancavano 400 mila  euro  per  il
  funzionamento  dell'Arma dei Carabinieri,  per  gli  ispettori  del
  lavoro,  2  milioni, 1 milione e 8 che riguardava  gli  Asu,  altre
  somme  che riguardavano i Pip, altre somme che riguardavano i  Rei,
  quindi,  ci siamo resi conto, man mano nelle varie Commissioni  che
  servivano  ulteriori somme oltre a quelle destinate per la  tabella
  2).
   Di  queste  somme,  siamo  arrivati circa  a  scoprire  che  erano
  all'incirca  4 milioni e mezzo, quindi, noi, quasi 16 milioni,  già
  insufficienti  a coprire gli accantonamenti negativi della  tabella
  2). Togliamo 4 milioni e mezzo e ne restano 11 e mezzo, questa è la
  somma chiara, di fatto noi stiamo venendo meno a degli impegni  con
  il bilancio di previsione verso teatri, tutte quelle somme previste
  dalla tabella 2) che trovate, tranquillamente nella norma. Oltre  a
  queste ci ritroviamo che, oltre alle somme previste per i Pip, Rei,
  Asu  e  Carabinieri, oltre la tabella 2) in più ci sono a parte  le
  somme dello sport. E questa è la domanda che faccio al Governo:  ma
  allo  sport  con la legge n. 8, assessore, non era già  all'interno
  della tabella 2)?
   Tra  l'altro, i 2 milioni necessari dello sport alla  tabella  2),
  ricordo  che nell'ultimo Collegato, che è passato dalla Commissione
  Bilancio,  lo  avevamo  rimpinguato  di  750  mila  euro,   quindi,
  probabilmente non servono più neanche i 2 milioni ma ne  serviranno
  1 milioni e 2.
   Vado  a  memoria,  ma  è  per capire cosa stiamo  facendo  perché,
  probabilmente, in questo modo, stiamo differenziando la tabella  2)
  tra  lo sport, che giustamente sono del parere che vada rimpinguata
  totalmente  quella  tabella,  con  le  risorse  chiaramente  resesi
  disponibili, però, non possiamo fare diversificazioni, che è quello
  che abbiamo detto in Commissione Bilancio.
   Quindi,  o si dà un taglio proporzionale o, come abbiamo  scritto,
  si  passa  dalla Commissione Bilancio, si vede quali sono le  somme
  necessarie e, successivamente, decidiamo quali andiamo a coprire, e
  perchè  altrimenti il concetto è che se leviamo  dalla  tabella  2)
  alcune  di  queste  somme  e  oltre quelle  delle  spese,  diciamo,
  obbligatorie,  è  evidente  che rimangono  briciole.  Briciole  non
  sufficienti a coprire gli accantonamenti negativi che,  invece,  ci
  eravamo  riproposti di dover rimpinguare in sede di variazione  che
  non è mai avvenuta.
   Quindi, noi oggi ci stiamo inventando questo escamotage contabile-
  finanziario per il quale concediamo un contributo straordinario per
  il  2020 però a coprire delle spese che, di fatto, dovevano  essere
  coperte dal 2019, perché è evidente che, comunque, non riusciamo  a
  farlo.  Quindi,  io  intanto chiedo se non c'è  la  possibilità  di
  aumentare  le somme che riguardano il Fondo, quindi i quasi  sedici
  milioni   individuati   dal  Governo  e,  oltre   questo,   chiedo,
  cortesemente,  al  Governo di valutare la  possibilità  di  intanto
  capire se lo sport è all'interno della Tabella 2 e, quindi, non c'è
  la  necessità  di  scorporarlo dalla  Tabella  2  e  prevedere  una
  maggiorazione, così come previsto da tutti gli altri per  la  legge
  8. Perché, a quanto ho capito, la legge 31 è totalmente coperta. E,
  successivamente,  capire se oltre quelle figure,  che  già  abbiamo
  inserito  con  i  vari capitoli che sono spese di  stipendi,  se  è
  possibile avere un quadro chiaro in Commissione Bilancio  di  tutte
  le somme non rimpinguate nel corso del 2019.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. E poi passiamo alla votazione.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  intervengo   per   dirmi  assolutamente  contraria  all'emendamento
  presentato dai colleghi della Lega, in quanto la stesura di  questo
  disegno  di legge è stata analizzata dalla Commissione Bilancio,  e
  l'articolo 6 è stato interpretato, realizzato, scritto, esattamente
  per come ce lo ritroviamo oggi nel disegno di legge.
   Quindi,  non  ritengo  che  ci  sia stato  nessun  appesantimento,
  assolutamente,  perché non risultano presentati emendamenti  tranne
  quello della Lega, che non fa altro che andare ad intervenire e  ad
  eliminare  la  possibilità di compensare, perché  -  ricordo  a  me
  stessa  e  ai  colleghi  -  che stiamo  parlando  di  un  Fondo  di
  compensazione   dell'esercizio  2019,   contributi   alle   piccole
  associazioni  sportive,  compreso  il  paraolimpico  e,  quindi,  i
  disabili.  Per cui, siccome quest'Aula più di un volta ha dibattuto
  sull'importanza   dello  sport,  sull'attenzione   che   va   data,
  soprattutto  alle  associazioni sportive, chiedo  a  quest'Aula  di
  esprimersi  contrariamente all'emendamento presentato dai  colleghi
  della  Lega  e  a votare l'articolo 6 per come è stato predisposto,
  analizzato e deciso da tutti i componenti la Commissione Bilancio.

   PRESIDENTE.   Si   passa  alla  votazione.  Pongo   in   votazione
  l'emendamento soppressivo 6.11.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Non è approvato)

   Onorevole Caronia insiste sull'emendamento 6.15.R?
   Per  essere  chiari,  se viene approvato questo  emendamento  così
  com'è scritto, vuol dire che tutti gli altri emendamenti decadono e
  viene   approvato  l'articolo.  Pongo  in  votazione  l'emendamento
  6.15.R. Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione. La Commissione  si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO,  assessore per l'economia. Il Governo si rimette  all'Aula,
  ovviamente  auspicando  l'approvazione  del  testo  originario  del
  Governo.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Andiamo avanti. L'emendamento 6.14 è ritirato.
   Si  passa  all'emendamento del Governo, è un emendamento  tecnico,
  6.22.  Lo  avete  distribuito? Il parere della Commissione?  Allora
  Governo, vuole spiegare l'emendamento per favore?

   ARMAO,   assessore  per  l'Economia.  Signor  Presidente,   è   un
  emendamento che proviene dalla Ragioneria Generale, che  mi  chiede
  di  avere indicato erroneamente alcuni riferimenti normativi, e  ne
  chiede  la rettifica. E' puramente tecnico, non c'è nessun tipo  di
  incidenza sulle decisioni politiche del disegno di legge.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'Economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  6.16.  Il  parere   della
  Commissione?

   LUPO. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Grazie,  Presidente. Noi chiediamo con l'emendamento  6.16,
  che  vada  incontro anche al contenuto dell'emendamento  che  aveva
  proposto  l'onorevole  Caronia, che prima vengano  considerati  gli
  enti  che hanno avuto un mancato ripristino, ed in subordine quelli
  che hanno avuto un ripristino parziale.
   Perché,  come dicevamo, dall'allegato 2, una parte di  enti  hanno
  avuto  un ripristino parziale ed altri nulla. Se ora ci sono  altre
  risorse disponibili e si continua a dare di più a chi ha già  avuto
  qualcosa,  e nulla a chi non ha avuto nulla, io lo trovo  sbagliato
  perché  il  testo dice  destinare alla compensazione degli  effetti
  negativi,  prioritariamente sulle spettanze retributive, su  questo
  siamo  d'accordo e sui contributi derivanti dal ripristino parziale
  delle riduzioni delle autorizzazioni di spesa.
   Quindi,  scritto  così,  se c'è un ente che  non  ha  avuto  alcun
  ripristino  è come se fosse escluso dalla possibilità di  attingere
  al  fondo, mi sembra una contraddizione. Penso sia anche un refuso,
  non so cosa ne pensa il Governo.

   PRESIDENTE.  Bene,  allora, nessun altro  chiede  di  parlare.  Il
  Parere della Commissione?

   SAVONE,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'Economia. Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   E  allora, tutti gli altri emendamenti decadono, perché sono tutti
  assorbiti.
   Sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.48, è ripresa alle ore 18.01)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se possiamo andiamo avanti  perché
  con  l'emendamento  approvato 6.16 vengono assorbiti di fatto anche
  tutti gli altri. Per cui, possiamo andare molto velocemente al voto
  dell'articolo  6  dal  momento  che  tutti  gli  emendamenti   sono
  assorbiti.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   solo   un
  chiarimento. Avevo chiesto al Governo di capire per la legge 8, che
  è  la  legge  dello  sport,  come  ci  stiamo  comportando?  Stiamo
  rimpinguando tutta la somma della Tabella 2, quella che veniva meno
  o il Fondo andrà a coprire in maniera parziale la legge 8?
   Un  chiarimento.  Per capire anche come dobbiamo  comportarci  col
  voto.

   PRESIDENTE. Assessore, vuole dare un chiarimento?

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  Presidente parliamo dell'emendamento 6.22. E'  un  comma
  che  la  Ragioneria  ha  chiesto di inserire  per  quanto  concerne
  l'effettiva  volontà  espressa  nella  norma  che  il  Governo   ha
  presentato.
   I rimpinguamenti avverranno nell'ambito delle risorse indicate per
  quanto in generale; per quanto riguarda l'emendamento 6.22, invece,
  è  un  mero  aggiustamento tecnico. E' evidente  che  tutto  questo
  passerà in Commissione  Bilancio , dove è previsto che si renda  un
  parere,   un   apporto  consuntivo.  Quindi,  ne  potremo   parlare
  tranquillamente in Commissione  Bilancio , speriamo nel  più  breve
  tempo  possibile,  dopo  l'auspicata approvazione  del  disegno  di
  legge.

  PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo  7. Ne do lettura:

                               «Art. 7.
       Rapporti di lavoro del personale dei soppressi patronati
                          scolastici gestiti
                 dalla Città metropolitana di Catania

   1.   La   Città   metropolitana  di  Catania,   per   l'esercizio
  finanziario  2020,  provvede  alla prosecuzione  del  rapporto  di
  lavoro  del  personale  di  cui alla  legge  regionale  17/2004  e
  successive modifiche e integrazioni, nei limiti di 1.050  migliaia
  di  euro, attingendo dalle risorse finanziarie di cui all'articolo
  18 della legge regionale 8 maggio 2018, n. 8».

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Zito  che  ha  prenotato  da
  stamattina l'intervento sull'articolo 7.

   ZITO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sì l'avevo prenotato
  da  stamattina  perché  sull'articolo 7 è  abbastanza  interessante
  ricostruire un po' quello che è avvenuto in Commissione  Bilancio .
   Praticamente arriva un emendamento, che non sto vedendo in  questo
  momento,  dell'onorevole  Calderone  in  bilancio  su  quello   che
  riguarda un articolo per dare 1 milione di euro, inizialmente erano
  un  milione e due, ai lavoratori dei soppressi patronati scolastici
  e inizialmente nella stesura originale questi soldi, questo milione
  e  due,  veniva preso dal trasferimento che veniva effettuato  alla
  provincia di Catania, ormai città metropolitana di Catania. Quindi,
  con i soldi del riparto che veniva dato a tutte le province Catania
  era  costretta a prendere un milione e due e vincolarlo per  questa
  spesa.
   Dopodichè l'onorevole Calderone - capogruppo, vorrei ricordare, di
  Forza  Italia - presenta questo emendamento che stravolge,  invece,
  l'articolo  perché  quei  soldi  non  vengono  vincolati  ai  soldi
  destinati a Catania, ma vengono erosi da tutti i soldi previsti per
  le  altre province. Che cosa vuol dire? Che questo milione  e  due,
  così  come  è  stato presentato nell'emendamento  Calderone,  viene
  tolto anche a Messina.
   Onorevole Calderone, quindi lei ha fatto un emendamento che  togli
  soldi  anche  a Messina. Sarà, sicuramente, contento il  Presidente
  della  Città  metropolitana, l'ex onorevole De Luca, quando  diremo
  che l'onorevole Calderone, di Messina, ha tolto soldi a Messina per
  darli a Catania.
   Ora,  sostanzialmente, questo è quello che c'è scritto nella legge
  e  questa  è  una  cosa che non possiamo permettere  assolutamente.
  Perché  poi,  caro Presidente, lei prima ha dichiarato ammissibile,
  ad esempio, un emendamento che riguardava la diminuzione del cinque
  per  cento a quei comuni che avevano aumentato gli assessori. Però,
  in  questo testo, ad esempio, non c'è il mio emendamento dove c'era
  un fondo speciale. Per chi?  Non per questi padri di famiglia - per
  l'amor  di Dio  - che sono previsti qua e anche loro hanno  diritto
  di  avere  una continuità, ma per le province in dissesto.  Perché,
  noi  che  cosa  facciamo?  Abbiamo la  provincia  di  Siracusa,  ad
  esempio,  che  non  ha  pagato le tredicesime,  non  ha  pagato  le
  bollette  di  Enel  e di altre cose, eccetera, eccetera,  oltre  ad
  essere in dissesto continua a creare disavanzo, ma diamo un milione
  che  togliamo  a  tutte le altre otto province per darli  a  queste
  persone. Per l'amor di Dio, Sono scelte di Governo
   Però,  assessore, io vorrei dire una cosa: prima dobbiamo  pensare
  alle  priorità  e  quando voi dite che non si  possono  fare,  anzi
  chiedete  a Roma perché avete deciso così, nella distribuzione  dei
  cento milioni di euro famosi, che Roma deve fare una legge speciale
  per  Siracusa e poi facciamo le leggi speciali per Catania,  perché
  ad oggi le stiamo vedendo queste e questo non è accettabile.
   Quindi,  Assessore, io le chiedo, o si tratta,  e  qui  anche  lei
  Presidente Micciché, io le chiedo o si riprende e si vota il  fondo
  di  riserva  per le città in dissesto, così come io l'ho presentato
  o,  quanto meno, Assessore, si deve fare una cosa: dei soldi che si
  devono  trasferire,  dei  famosi  101  miloni  che  sono  previsti,
  qualcosa stanziamola, una percentuale anche il 60 per cento, subito
  perché   sennò   questi,  quindi  dei  propri  soldi,   questi   si
  ritroveranno  ancora  per  mesi senza stipendi  e  ci  ritroveremo,
  giustamente  io  dico, qua sotto a manifestare o qualcuno  si  darà
  anche  agli  strozzini perché deve campare.  Ma  una  soluzione  va
  trovata.
   A  Roma ci stiamo pensando, in qualche modo, ma anche qui dobbiamo
  stare  più  attenti  a quello che facciamo perché  poi  se  passano
  questi  emendamenti,  giustamente, loro ci dicono:   Ma  perché  si
  fanno figli e figliastri? .

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a parte il  fatto
  che  abbiamo appesantito l'esercizio provvisorio con una  norma  di
  natura   finanziaria  -  una  cosa  che  abbiamo  già  chiesto   di
  scongiurare  al  Governo,  in Commissione   Bilancio .  l'assessore
  Falcone  è stato come un falco sopra la Commissione  Bilancio   fin
  quando  non  ha fatto approvare - perché, giustamente,  chiamandosi
  Falcone   -  fin  quando  non è riuscito a  farsi  approvare  dalla
  Commissione   Bilancio   questo  emendamento  perché,  chiaramente,
  l'emendamento  è dell'assessore Falcone, riguarda una  trentina  di
  lavoratori per i quali noi non abbiamo difficoltà ad individuare le
  somme,  ma  è  evidente, Presidente, che le somme vanno  prese  dal
  riparto per la provincia della Città metropolitana di Catania.  Non
  possiamo prendere un milione già da tutte le altre province.
   Tra  l'altro,  giustamente, l'Assessore lo aveva  già  individuato
  nella  prima  stesura  dell'emendamento. Non  capisco  perché  poi,
  successivamente, abbiamo dovuto prendere somme da  tutte  le  altre
  province  che già non godono di un buono stato di salute economico-
  finanziario.   Quindi,   preghiamo  -  abbiamo   presentato   degli
  emendamenti  o lo vuole fare direttamente l'Assessore se  lo  vuole
  fare  il  Governo - che, quanto meno, se gli si vuol dare copertura
  gliela  si  dia all'interno della riserva della Città metropolitana
  di  Catania, senza togliere altre somme alle altre ex province che,
  sicuramente, non stanno bene.

   PRESIDENTE. Questo di cui abbiamo discusso è il 7.3?

   SUNSERI. Gli emendamenti 7.3 o 7.6. Hanno la stessa finalità.

   PRESIDENTE.  Uno  qualsiasi  Noi ancora  non  abbiamo  iniziato  a
  votare  l'articolo  7, quindi dobbiamo cominciare  dall'emendamento
  7.1,   a   firma  dell'onorevole  Lupo  ed  altri,  che  è   uguale
  all'emendamento 7.2.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 7.1. Chi è favorevole si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Si   passa  all'emendamento  7.3,  che  è  quello  di  cui   parla
  l'onorevole  Zito. Ritirati i soppressivi possiamo  andare  avanti.
  Dobbiamo   capire  se  volete  votare  l'emendamento   7.3   oppure
  l'emendamento 7.6.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, io intanto ringrazio  il  Governo  e
  l'interesse che ha avuto l'Assessore Falcone per quello  che  è  un
  emendamento  che dà la continuità lavorativa a queste  persone,  di
  cui tra l'altro c'è una piccola delegazione qui in Aula. Quindi, io
  credo  che  sia  un emendamento di assoluto buon  senso  e  chiedo,
  pertanto, che gli emendamenti che sono stati presentati dal  Gruppo
  Movimento Cinque Stelle vengano ritirati.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor Presidente, forse l'onorevole Galvagno  non  ha  ben
  letto  gli articoli. Se passa questo emendamento ai lavoratori  non
  succede assolutamente niente, continueranno ad essere pagati perché
  è  all'interno  dei  soldi che noi trasferiamo  alla  Provincia  di
  Catania, con questo emendamento.
   Con l'emendamento Calderone, di Messina, vi vorrei ricordare, cosa
  fa?  Toglie alle altre province per darli a Catania, ma  Catania  i
  soldi  li  ha  perché gli vengono trasferiti ogni  anno  dai  cento
  milioni  una  bella quota parte. Quindi, perché non  continuarla  a
  pagare?   Nessuno  vuole buttare fuori nessun lavoratore,  che  sia
  chiaro. Quindi, è solo per evitare che vengano presi i soldi  dalle
  altre  province  perché  ci sono gli altri  lavoratori,  dipendenti
  interni,  che  non  prendono  neanche lo  stipendio.  Questa  è  la
  situazione.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zito, mi scusi, lei  parla  più  volte,  io
  continuo  a cercare un emendamento a firma Calderone che non  trovo
  però.

   ZITO. No, ho detto che inizialmente era, così come sta vedendo lei
  tra   gli   emendamenti,  in  Commissione   Bilancio    è   passato
  l'emendamento di Calderone che è quello che trova nel testo.

   PRESIDENTE.   Quindi,   questo   è   diventato   il   testo   dopo
  l'emendamento.  Va  bene,  ci siamo capiti  allora,  parlava  della
  Commissione.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, solo una precisazione di carattere tecnico.  Qui
  non è stata una volontà se metterli a carico della provincia, della
  Città  metropolitana  di Catania o delle altre,  questi  lavoratori
  sono garantiti da due norme, la 93 e la 17, e la copertura era data
  all'interno  del fondo che riguardava tutte le province.  Per  cui,
  questa  è una scelta perché era dettata da una norma e la copertura
  era  prevista proprio dal fondo che veniva attribuito  a  tutte  le
  province.  Era  questo quindi questa è la copertura,  questa  è  la
  norma,  questa  è la posizione del Governo, ma perché,  ripeto,  la
  norma recitava proprio così, recita proprio così, ed è in vigore.

   PRESIDENTE. E quindi, Assessore, rispetto agli emendamenti

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Rispetto  agli emendamenti la norma dice che la copertura vale  sul
  fondo di tutte le province, sono le due norme, la 93 e la 17.

   PRESIDENTE.  Quindi,  il parere del Governo è  comunque  contrario
  ovviamente?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il Governo è contrario agli emendamenti.

   CAFEO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi rammarico  del
  fatto  che quando si è discusso questo articolo, o quando  è  stato
  presentato,  non  prevedeva, pur prevedendo le  stesse  norme,  non
  prevedeva  l'utilizzo  del  fondo  di  tutte  le  province,  e   la
  spiegazione era stata che era un emendamento che serviva in maniera
  specifica di consentire di destinare queste risorse, destinate alla
  Città metropolitana di Catania, a questi lavoratori.
   Togliere  un  milione  e  due in maniera  indistinta  a  tutte  le
  province,  soprattutto  già quando questo  Governo,  e  l'assessore
  Grasso  ne è testimone, in altre occasioni ha trattato la provincia
  di  Siracusa  come  la provincia che siccome già  non  si  può  più
  recuperare  togliamo  i  soldi alla  provincia  di  Siracusa  e  li
  destiniamo  ad  altri, personalmente io ritengo  che  l'emendamento
  presentato  dall'onorevole Zito è un emendamento che va  sostenuto,
  ma mi aspetto che il Governo comunque modifichi le sue posizioni.
   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, io mi sono semplicemente riferita alle norme  in
  vigore  che  prevedono che la copertura vale su tutte le  province,
  sono due norme una del 2004 e la 93 è precedente.
   Per quanto riguarda la provincia di Siracusa, mi sembra ingeneroso
  che i colleghi dicano che la provincia di Siracusa è stata trattata
  male.  Noi abbiamo tolto risorse a tutte le altre province  sui  20
  milioni di euro, erogandoli solo a Siracusa per consentire non solo
  il  pagamento degli stipendi, ma anche per la ristrutturazione e la
  manutenzione  delle  scuole,  e  lo  abbiamo  fatto  in  Conferenza
  autonomie con il parere contrario della Conferenza, assumendosi  la
  sottoscritta la responsabilità. Di questo va dato atto, quindi, che
  Siracusa  l'anno  scorso ha avuto più risorse  di  tutte  le  altre
  province.
   Io per quanto riguarda questa norma mi limito al dato tecnico, c'è
  una  norma in vigore che attribuisce queste risorse la ripartizione
  a  tutte le province, sono due norme. Questo è quanto prevedono  le
  norme, e questo è il parere del Governo.

   PRESIDENTE.  Scusate,  intanto mettiamo  in  votazione;  però,  da
  quello  che  ho  capito,  mi sembra di avere capito  correttamente,
  questo  articolo  sta  consentendo alla  provincia  di  Catania  di
  utilizzare  somme, quale che sia la provenienza, ma somme  che  già
  esistono;  cioè  non ci stanno mettendo quattrini in  più,  si  sta
  autorizzando la provincia di Catania ad utilizzare una parte  delle
  somme  delle  province per pagare delle province, ma  non  c'è  una
  destinazione,  cioè non c'è un fondo per Catania ed  un  fondo  per
  Messina  non so se è chiaro. C'è il fondo delle province e, quindi,
  con  questo  emendamento si autorizza la provincia  di  Catania  ad
  utilizzare questo fondo per pagare questa, ma, come dire,  non  c'è
  una diatriba da dove si prendono, perché sono risorse già esistenti
  nel  fondo  delle  province,  ed il Governo  sta  autorizzando,  il
  Parlamento  starebbe  autorizzando  la  provincia  di  Catania   ad
  utilizzarli, mi sembra di capire. Assessore Falcone, è così o no?

   FALCONE,   assessore  per  le  infrastrutture   e   le   mobilità.
  Assolutamente sì.

   PRESIDENTE.  E,  quindi, non so questa diatriba a  che  cosa  stia
  servendo, cioè non capisco bene di che cosa stiamo discutendo. Poi,
  se  qualcuno  dice che invece di mille se ne devono  dare  mille  e
  cinquanta è un altro conto e votiamo, ma altrimenti stiamo parlando
  secondo me di aria fritta

    FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  anche  io  trovo
  corretto  che  non  si possano imputare queste  somme  a  tutte  le
  province, perché tutte le province hanno le loro esigenze e le loro
  difficoltà;  però non posso non dire che quando il  testo  è  stato
  presentato  ho  chiamato sia il sindaco della Città  metropolitana,
  sia  gli uffici anche il segretario della Città metropolitana,  per
  sapere se erano a conoscenza e cosa ne pensavano di questa proposta
  di  norma,  e devo dire che sono caduti dalle nubi. Cioè  mi  hanno
  detto:   ma noi non ne sappiamo niente, non siamo stati consultati,
  questa situazione ci mette molto in difficoltà .
   Quindi,  se  ci  sono  i  margini di tempo  io  proporrei,  perché
  chiaramente non possiamo lasciare per strada le persone ma neanche

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, ma non è  che  per  fare  una  norma
  dobbiamo chiedere il permesso ai funzionari del Comune

   FOTI.     pensare  di  fare  saltare a gambe  all'aria  una  Città
  metropolitana,  se  ci  sono  i tempi  tecnici  vorrei  subemendare
  l'emendamento   del  collega  dicendo  che   può   destinare    non
   destina ,  cioè  può destinare. Perché, signor  Presidente,  certe
  cose vanno discusse in Commissione con chi è che deve poi applicare
  le norme e deve anche nel proprio previsionale vedere se può e come
  può. Perché così si fanno cose alla cieca.

   PRESIDENTE. Il Governo destina; poi se li vogliono usare o no sarà
  un   problema  loro,  ma  il  Governo  intanto  destina.  Chiudiamo
  l'argomento e mettiamo in votazione l'emendamento 7.3.

   PASQUA.  Chiedo  che la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

      (La richiesta risulta appoggiata a termini di Regolamento)


         Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 7.3

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Onorevole  Turano,  siamo  in   votazione,   non   è
  possibile.

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a   termini   di
  Regolamento,    indìco   la   votazione   per   scrutinio    segreto
  dell'emendamento 7.3.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti. . . . . . . . . . . . . . . . .   59
   Votanti              59
   Maggioranza          30
   Favorevoli           28
   Contrari            31
   Astenuti            0

                           (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 7.6, a firma dell'onorevole Sunseri  ed
  altri.

   SUNSERI. Lo ritiro.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Gli altri emendamenti sono assorbiti.
   Chiedo  scusa Assessore Falcone, lo lasci decidere al  Presidente
  La ringrazio. E' assorbito.
   Onorevole Sunseri, è assorbito. Quindi, si vota l'articolo 7.

   PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, c'è anche un emendamento  mio  che  non
  trovo,  non  so  perché, che riguardava una riserva per  quelle  in
  dissesto.  Se  lei  ha  accettato quello per  quanto  riguarda  gli
  Assessori, doveva accettare pure questo.

   PRESIDENTE.  No, mi scusi. Quello dell'Assessore era  riferito  ad
  una norma nel momento in cui si pagano i Comuni. E, quindi, era una
  condizione  a  pagare i Comuni con una determinata   questa  è  una
  cosa che non c'entra niente.

   ZITO.  Allo  stesso  modo io ho chiesto anche all'Assessore,  e  a
  questo  Governo, sui fondi previsti per Siracusa di anticipare  una
  percentuale  per poter pagare gli stipendi, non fondi  in  più.  Ma
  darli immediatamente se è possibile  .

   PRESIDENTE. Onorevole Zito, la prego, queste sono norme che  vanno
  in finanziaria per cui nessuno vuole non farle.

   ZITO. Ma la responsabilità  io quello che dovevo dirlo l'ho detto.
  Perché  è  assurdo,  si  ritroveranno per  mesi  interi  perché  in
  dodicesimi  il  tempo  che fanno la richiesta  eccetera,  eccetera,
  passerà tempo, di nuovo sempre con questo problema dello stipendio.
  Solo per dirvelo.

   PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore  per  le  attività produttive.  Grazie,  signor
  Presidente. Non a caso mi sono alzato dai banchi del Governo  e  ho
  deciso di intervenire dal pulpito perché voglio invitare i colleghi
  ad una riflessione. In quest'Aula sul voto segreto che ha affossato
  la  legge  di  riforma dei rifiuti su cui dobbiamo ritornare  si  è
  consumata  -  diciamocela con assoluta franchezza  -  una  tensione
  politica  che  è  andata oltre il significato di quel  voto.  Ed  è
  chiaro   onorevole Lupo, posso dire il mio pensiero? E' il pensiero
  di  un  deputato di quest'Assemblea che ritiene che le  prerogative
  dell'Assemblea sulla richiesta o sull'applicazione del voto segreto
  in  vigenza di questo Regolamento sono assolutamente legittime,  ma
  io  non  cerco questo. Sto facendo un appello al buon senso  perché
  sul voto segreto si possa trovare, come dire, una rivisitazione.
     La richiesta di voto segreto su un emendamento qualunque o su un
  articolo   qualunque,   che   è  una   legittima   prerogativa   di
  quest'Assemblea, secondo me, si inasprisce il clima in  generale  e
  non  raggiunge  l'obiettivo di fare chiarezza su  alcune  tematiche
  importanti.
   Ed  allora, so che non posso chiedere di più se non fare  rilevare
  al collega Capogruppo del Movimento Cinque Stelle che è esagerato o
  che  può apparire così dopo che è successo tutto quello che abbiamo
  visto, chiedere il voto segreto su un articolo qualunque, chiedo di
  soprassedere e lo faccio motivandolo su un ragionamento politico.
   Lei  è libero di, come dire, accogliere la mia richiesta oppure  è
  lieto  di  insistere,  il  Regolamento  glielo  permette  e  glielo
  consente,  ma  io  credo  che lo spirito  del  voto  segreto,  come
  onestamente abbiamo tutti, guardi lo dico io perché sono  di  lungo
  corso  in  quest'Assemblea: si è fatto un grande uso e talvolta  un
  grandissimo  abuso del voto segreto; diamogli la giusta dimensione,
  utilizziamolo per le cose che hanno una valenza politica rilevante,
  anche senza la modifica del Regolamento.
   Io  ho  apprezzato  che  tutte le forze politiche  nell'arco  egli
  ultimi due mesi si sono astenuti dal chiedere il voto segreto  come
  a  dire  tutti ci siamo resi conto dell'uso e dell'abuso che  si  è
  fatto  e possiamo benissimo esercitare le nostre prerogative  senza
  fare  ricorso  a  questo strumento ; ragione per la  quale,  signor
  Presidente, chiedo che il collega del Movimento Cinque Stelle possa
  o  reiterare  la richiesta, manifestando ulteriormente la  volontà,
  oppure soprassedere sulla richiesta stessa. Grazie.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   O  sì  o no, voglio dire, se noi oggi dobbiamo aprire un dibattito
  sul  voto segreto ma io sono ben felice. Se lo apriamo, vi  avverto
  che non lo chiudiamo più cioè finchè non cambiamo il Regolamento.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi scusi sono stato
  sollecitato dall'assessore, dal deputato in questo caso, perché era
  venuto qui da deputato ed ha fatto bene.
   Io  posso  anche  apprezzare  il suo intervento,  però,  onorevole
  Turano,  lei  fa  un piccolo errore: lei non deve rivolgere  questo
  invito  al  Capogruppo dell'opposizione, lei deve rivolgere  questo
  invito  a  tenere un livello più basso, per abbassare i  toni,  per
  dare  un rilievo politico al voto segreto, lo deve rivolgere a  chi
  ha dato un rilievo politico a questo voto segreto cioè alla persona
  che  siede  in  quella  poltrona  vuota,  il  suo  Presidente,  non
  all'opposizione che utilizza legittimamente uno degli articoli  del
  nostro Regolamento interno dell'Assemblea.
   Quindi, la ratio della norma, questo noi stiamo parlando di questa
  norma.  Non  vogliamo che si possa prendere i  soldi  da  tutte  le
  province,  lo  dobbiamo spiegare un'altra volta? Ma  per  forza  lo
  dobbiamo  spiegare?  Avete  un problema perché  chiediamo  il  voto
  segreto? Vi preoccupate di questo? Non c'è da preoccuparsi  Avete i
  numeri?  Potete approvarlo, potete fare tranquillamente, quindi,  è
  inutile che ci chiedete a noi questa cosa
   Noi  vogliamo  evitare,  che  si prendono  i  soldi  da  tutte  le
  province, che si prendano solo dalla provincia di Catania.

   PRESIDENTE. Siccome segretamente è stato bocciato l'emendamento io
  faccio,  ovviamente, appello alla serietà di  tutti  per  andare  a
  votare  segretamente;  così come non ci  sono  stati  problemi  due
  minuti fa, penso che non ce ne siano adesso.


            Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7

   Essendo  la  richiesta appoggiata a termini di Regolamento,  indìco
  la votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  segreto:

   Presenti         .  59
   Votanti         .   56
   Maggioranza       .  29
   Favorevoli            32
   Contrari              24
   Astenuti              0

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                               «Art. 8.
         Rendicontazione iniziative culturali per l'anno 2019

   1.  Le iniziative a valere sul fondo di cui all'articolo 128 della
  legge  regionale 12 maggio 2010, n. 11, finanziate per l'anno 2019,
  possono  essere  realizzate entro il 30 giugno 2020 e  rendicontate
  entro 60 giorni da quest'ultima data».

   Poiché  all'articolo  8  è stato presentato  un  solo  emendamento
  soppressivo, pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
                               «Art. 9.
         Disposizioni relative alla società Servizi Ausiliari
                                Sicilia

   1.  La Regione, per l'attuazione degli strumenti di programmazione
  a  valere  su  fondi  extraregionali,  è  autorizzata  a  stipulare
  contratti  di  assistenza tecnica con la società Servizi  Ausiliari
  Sicilia S.c.p.a..

   2.  Per le finalità di cui al presente articolo, il Governo  della
  Regione  provvede ad avviare le conseguenti modifiche dei programmi
  operativi di attuazione della spesa dei fondi extraregionali».

   Onorevoli colleghi, c'è una riscrittura.

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   PAOLA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  assessori,  cittadini,  credo  che sia  abbastanza  chiaro  che  la
  Regione  Siciliana abbia un problema con le partecipate.  Questo  è
  assodato,  colleghi. Che abbiamo un problema con le  partecipate  è
  chiaro a tutti.
   All'interno  di  questo articolo 9, al comma 1,  la  Regione   per
  l'attuazione  degli strumenti di programmazione a valere  su  fondi
  extraregionali, è autorizzata a stipulare contratti  di  assistenza
  tecnica con la società Servizi Ausiliari Sicilia S.c.p.a.', che per
  l'82  per  cento è di proprietà della Regione, per il  resto  delle
  percentuali,  circa  l'1,5  per  cento  ciascuno,  è  dell'Istituto
  zooprofilattico e delle ASP.
   Presidente,   noi  vogliamo  stipulare  contratti  di   assistenza
  tecnica. Mi sono chiesto, ma che tipo di assistenza tecnica? E poi,
   a  valere  su fondi extraregionali', cioè, prendiamo questi  fondi
  extraregionali  e li utilizziamo per l'assistenza  tecnica  di  che
  cosa?  A  quanto ammonta questa assistenza tecnica? Glielo  chiedo,
  Presidente,  perché noi abbiamo già, la Regione  Siciliana  ha  già
  stipulato,  o  meglio,  CONSIP ha già stipulato  un  contratto  con
  Deloitte  che  ci fa già un'assistenza tecnica per quanto  riguarda
  tutto  il  discorso dei fondi europei e questa Convenzione,  che  è
  stata  stipulata nel 2017 a valere per anni, è già di un bel grosso
  importo,  stiamo  parlando di 23 milioni di euro  circa,  che  sono
  stati  stipulati  per  fare assistenza, anche quella  è  assistenza
  tecnica.
   Io,   Presidente,  mi  chiedo  se  la  Regione  aveva  già  queste
  professionalità,   se   queste  professionalità   devono   svolgere
  assistenza tecnica per quanto riguarda i fondi europei, per  quanto
  riguarda  tutta  l'attuazione,  il  monitoraggio,  perché   abbiamo
  stipulato,  perché  abbiamo  fatto un contratto  con  Deloitte?  Ci
  svegliamo ora, nel 2020, e diciamo  no, ce li avevamo in  SAS'.  Io
  sono  andato  a vedere un po' i servizi che fa la SAS  -  nulla  da
  avere  contro  i lavoratori di questa partecipata  -,  però  tra  i
  servizi  non  ho  visto  nessun servizio che possa  essere  adibito
  all'assistenza  tecnica di non ho ben capito che  cosa,  visto  che
  l'articolo è abbastanza generico.
   Credo,  Presidente,  che, visti tutti i problemi  che  la  Regione
  Siciliana  ha  con  le  partecipate, a mio modo  di  vedere  questo
  articolo, in questo esercizio provvisorio, debba essere stralciato.
  Debba  essere,  quantomeno,  ritirato o,  eventualmente,  invito  i
  colleghi,  per  il  momento,  a  sopprimerlo  e  poi  a   fare   un
  approfondimento, successivamente, in ulteriori disegni di legge  o,
  eventualmente, in Commissione.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Paola, mi sento di poterle rispondere  io
  su questo argomento.
   Nella  passata legislatura c'erano delle strutture  di  fatto  in-
  house  alla  Regione  che  facevano questa assistenza  tecnica  che
  furono  -  inopinatamente, secondo me, però può  essere  che  hanno
  fatto  bene  - eliminate. E tutto il personale di queste  strutture
  rimase abbastanza galleggiante. È stato, quest'anno, inserito nella
  SAS e adesso - non spetta a me dirlo, ma credo che opportunamente -
  si  stiano  destinando  a  quell'assistenza  tecnica  a  cui  erano
  preparati  prima,  perché questo facevano prima della  chiusura  di
  queste strutture.
   Per cui, credo sinceramente che si sta facendo una cosa che, a mio
  modo di vedere, è assolutamente corretta, poi non devo essere io  a
  decidere  che  cosa  dovete votare però,  sinceramente,  su  questo
  argomento, mi sento di dire che è un'apposizione corretta da  parte
  del Governo. Chi aveva chiesto di intervenire?

   LENTINI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori,
  solo  per  confermare  quello che diceva  lei.  Nel  senso  che  il
  personale  SAS, i 134 ultimi che sono entrati, grazie a  Dio,  alla
  SAS,  è  quel  personale  che era stato distribuito  in  tutti  gli
  assessorati  all'agricoltura,  ed  in  altri  assessorati  che  già
  svolgevano questo servizio.
   Quindi,  a  questo  punto diamo la possibilità, anziché  andare  a
  cercare  risorse  altrove  per pagare enti  esterni,  anche  se  ad
  esempio  il FORMEZ è anche questo un ente, è un ente, un  ente  in-
  house  con  la  Regione siciliana, a partecipazione  regionale,  ma
  questi operatori sono quelli che tenevano in piedi gli assessorati.
   Quindi  benvenuto,  grazie per questo emendamento  che  finalmente
  mette  da  parte personale esterno, e lavoriamo con le persone  che
  paga la Regione siciliana. Grazie.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione.

   PASQUA. Palese

   PRESIDENTE.  Palesissimo   Onorevole,  non  ho  capito  che  aveva
  rinunciato.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Grazie,  Presidente. Io devo dire  che  trovo  il  testo
  assolutamente  condivisibile  sul  merito,  però  così  come  detto
  anzitempo,  io  ritengo che questa non sia una  materia  che  possa
  essere trattata oggi e spiego anche le ragioni.
   Noi   abbiamo  avuto  un'audizione  dei  vertici  della   SAS   in
  Commissione  Bilancio  dove c'è stato in qualche modo,  come  dire,
  esplicitato  un  quadro che ovviamente oltre a  guardare  a  questa
  fattispecie, cioè a coloro i quali sono stati formati e sono  stati
  pagati  da altre aziende, perché poi questi sono soggetti che  sono
  transitati dentro la SAS a 12, 5 ore, ad oggi, appunto si  occupano
  di  assistenza  tecnica, però ci sono degli altri che  si  occupano
  nelle altre società anche di altre fattispecie.
     Per  cui  io  direi,  poiché questo è  un  emendamento  che  noi
  condividiamo nel merito, ma non nella tempistica, perché, così come
  detto  poc'anzi, noi abbiamo dato, ci siamo rivolti prevalentemente
  all'emergenza   stipendi .  E questa, ovviamente,  viene  in  parte
  incontro  a  quella  esigenza, ma non a  tutto.  Sarebbe  quasi  un
  discrimine  rispetto  ad altre realtà di cui  noi  siamo  venuti  a
  conoscenza, all'interno della stessa SAS, perché, ricorderanno  gli
  altri   colleghi,   che  noi  abbiamo,  diciamo,  contrattualizzato
  all'interno della SAS 115 soggetti.
   A  dire il vero, esiste una fattispecie di altri soggetti, sono  -
  credo  -  cinque  o sei che, a seguito di una sentenza  sono  stati
  anche  loro  reputati destinatari anche di quella assunzione  e  ad
  oggi questo purtroppo non è avvenuto.
   Pertanto, noi avevamo presentato anche un emendamento che è  stato
  giustamente  stralciato perché non ritenuto in materia,  in  questo
  momento, come dire, compatibile con l'esercizio provvisorio.
   Io    direi   che,   condividendo   assolutamente   nel    merito,
  l'emendamento,  sarebbe più opportuno inserirlo nella  sessione  di
  bilancio  contemplando  anche gli altri soggetti  che  fanno  parte
  della  SAS,  di quello stesso bacino degli  albisti' che  oggi  non
  sarebbero   tra   questi,   perché   impiegati   in   altri    rami
  dell'Amministrazione  o  dentro gli  Assessorati,  o  dentro  altra
  società.
   Per  cui  io  ritengo che se oggi dobbiamo in  qualche  modo  dare
  giustizia a tutti -  cercando di essere più equi possibili - questa
  è  una  materia  che  va  rimandata  con  grande  convinzione  alla
  trattazione della finanziaria.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Caronia,  questa   è   una   fattispecie
  particolare, nel senso che si parla di contrattualizzazione  non  è
  soltanto  uno  stipendio per qualcuno che già è  contrattualizzato,
  ecco, quindi questo è un qualcosa che va oltre, però.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  No,  Presidente, io in effetti,  rispetto  a  qualsiasi
  intervento  che  dia la possibilità e l'apertura  a  dipendenti,  a
  personale della SAS in linea di principio sono sempre d'accordo, ci
  mancherebbe,  tuttavia la SAS, in questo momento  particolare,  non
  credo che disponga di personale che possa essere utilizzato con  le
  finalità, così come previste dall'articolo 9, anche perché,  e  qui
  sono  d'accordo con la collega Caronia, con l'ipotesi di  rinviarlo
  alla  fase  successiva  di assestamento di Bilancio,  anche  perché
  dentro  la  SAS  c'è tanto altro personale, gli  ex  Spatafora,  ad
  esempio,  che  sono 220 dipendenti, che hanno 34 ore,  malgrado  la
  legge regionale che noi abbiamo approvato prevedesse la possibilità
  di  utilizzarli  a  tempo pieno, e ne abbiamo  fatto,  come  Gruppo
  parlamentare   insieme  all'onorevole  Lo  Curto,   una   battaglia
  importante, non credo che abbiano nulla in meno rispetto  a  questo
  personale.
   Quindi  io  direi,  evitiamo magari di creare disparità,  rinviamo
  questo momento all'Assestamento di Bilancio, altrimenti apriamo una
  maglia  che  deve coinvolgere parimenti tutti i dipendenti.  Grazie
  Presidente.

   PRESIDENTE.  Hanno chiesto di parlare l'onorevole  Sunseri  e  poi
  l'onorevole Savona e poi votiamo.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

        SUNSERI.   Guardi,   per   farle   capire,   Presidente,   la
  straordinarietà  del  caso: per la prima volta  in  due  anni  sono
  d'accordo con l'onorevole Figuccia.
   Questa è una norma di natura finanziaria. La prego cortesemente di
  rinviarla  alla Legge di stabilità, dove sarà possibile affrontarla
  nel miglior modo possibile, anche perché è una norma autorizzativa,
  cioè la SAS questo lo può fare a prescindere, facendo semplicemente
  un  nuovo  ramo  d'azienda che si occupa di assistenza  tecnica  e,
  immagino,  per  i  fondi per i quali l'assistenza  tecnica  si  può
  rivolgere   ad   oggi   a  delle  strutture  regionali,   lo   farà
  successivamente. Faccio riferimento, immagino, al  POC,  perché  il
  FESR  a differenza ha già un bando con Deloitte, poi c'è Price  con
  l'FSE,  quindi  il tempo lo abbiamo, la possibilità di  affrontarlo
  pure, è una norma autorizzativa che non cambia assolutamente nulla.
  Bisognerà modificare lo statuto della SAS, se riusciamo a farlo con
  calma  individuando la bontà della norma, cioè  la  possibilità  di
  risparmiare  delle  somme  e lasciarle all'interno  della  Regione,
  sicuramente  è una cosa auspicabile, però facciamolo  con  i  tempi
  necessari.

   SAVONA,  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Chiedo   di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA, presidente della Commissione e relatore. Se voi ricordate,
  nel  2014 noi abbiamo fatto una legge che cercava di assistere  due
  società  che  erano ormai dichiarate chiuse, per altri motivi,  dal
  precedente  Governo,  dove  c'erano  i  lavoratori  dello  Sviluppo
  Italia,  che  erano  76 persone, più quelli  del  CERISDI  e  delle
  società minori.
   Questo  ha comportato di mettere assieme, attraverso una selezione
  pubblica che è stata fatta all'interno della SAS, dopo la norma che
  abbiamo fatto, sono state assunte a tempo indeterminato.
   Questa norma nasce dall'esigenza di risparmiare fondi regionali  e
  utilizzare i fondi comunitari, a questo serve, la gente già  lavora
  all'interno  dell'Assessorato al territorio, del Fondo  Pensione  e
  dell'Assessorato al bilancio. Sono dei professionisti seri, siccome
  hanno  le  caratteristiche  per poter  fare  l'assistenza  tecnica,
  quindi  cercare  di  aiutarli visto che  noi  abbiamo  esigenze  di
  personale  qualificato,  questo era  il  momento  fondamentale  per
  rimetterli in carreggiata utilizzando fondi comunitari e non  fondi
  regionali.

   PASQUA. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio nominale.

   PRESIDENTE.  Però,  scusate dobbiamo ripartire dall'inizio,  prima
  dobbiamo  votare  l'emendamento 9.1 che  è  soppressivo  e  poi  la
  riscrittura.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Grazie  Presidente,  Governo,  colleghi,  io   credo   che
  l'intervento  dell'onorevole  Savona ha  aggiunto  dei  chiarimenti
  interessanti. Io però vorrei capire meglio, ritengo che quello  che
  ha  detto  l'onorevole Savona non corrisponde esattamente a  quello
  che  c'è  scritto nell'articolo, perché se il senso della  norma  è
  contenere  il  ricorso  all'esterno  per  assistenza  tecnica   nei
  confronti  di  società  private, utilizzando personale  qualificato
  della  SAS,  che  ha una provenienza diversa che  conosciamo,  sono
  laureati,  facevano già questo lavoro di assistenza tecnica,  è  un
  discorso,  ma  qui non c'è scritto esattamente così.  Cioè,  allora
  possiamo  intendere questo articolo come una norma di  contenimento
  della  spesa?  Cioè  che  avvalendosi di  questa  convenzione,  per
  esempio,   la   Regione   non  ricorre  a   società   esterne,   ma
  prioritariamente, se all'interno della partecipata ci sono  risorse
  da  poter utilizzare vengono prioritariamente utilizzate? Uno. Due,
  io  credo  che bisogna anche indicare un importo. Non si  può  dire
   facendo  ricorso a risorse extra regionali X", cioè una norma  che
  si  rispetti deve anche a mio avviso un importo di riferimento, che
  sarà quello che è necessario, non so se c'è uno studio a monte  che
  ha portato alla stesura della norma.
   Quindi, io non so se è il caso di accantonare questa norma, se  la
  Commissione  e  il  Governo intende precisare,  se  invece  non  si
  intende  precisare, come abbiamo votato contro in  Commissione,  ma
  non  vorremmo  arrivare a questo, vorremmo  che  si  precisasse  il
  contenuto  della norma dicendo con chiarezza cosa intende  fare  il
  Governo,  e  ripeto  che  si intende utilizzare  personale  interno
  qualificato  della SAS, prioritariamente, piuttosto che  rivolgersi
  all'esterno,  a  società private che poi magari  vengono  anche  da
  fuori territorio siciliano.

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,  sarò
  brevissimo, fermo restando che sono favorevole alla norma,  quindi,
  voterò a favore, però volevo fare una domanda tecnica all'assessore
  Armao  in merito a questa vicenda che riguarda la SAS. La  SAS  nel
  suo  statuto prevede che tale attività possono essere svolte? Ne  è
  sicuro, assessore?
   Va bene, se lei mi dà la certezza, va bene  Il mio voto è a favore
  comunque, Presidente.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Signor  Presidente,  signori
  onorevoli,  è chiaro che chi ha posto la questione le ha  poste  in
  assoluta  buona  fede  e correttamente, perché,  evidentemente,  la
  riscrittura  non  ha accompagnato la relazione,  di  questo  chiedo
  scusa e, quindi, mi hanno consentito, ci consentono come Governo di
  dare le opportune e dovute precisazioni.
   Intanto, assicuro l'onorevole Tamajo: nell'oggetto sociale di  SAS
  è  prevista l'assistenza tecnica, quindi, non si può provvedere  ad
  autorizzare  un  soggetto che non avrebbe  una  competenza  perché,
  altrimenti,  ci  troveremmo di fronte ad  una  norma  assolutamente
  ultronea perché autorizzerebbe un soggetto a fare una cosa che  non
  può  fare perché extra statuto, quindi, lungi dall'idea il  Governo
  di  chiedere l'autorizzazione a fare una cosa illegittima,  quindi,
  prima  abbiamo  verificato, anzi, la SAS  può  costituire  un  ramo
  d'azienda dedicato a questo per rendere più corretto questo tipo di
  affidamento.  Ma con riferimento alle argomentazioni,  ripeto,  del
  tutto  corrette che dicono  ma perché non passiamo  alla  legge  di
  stabilità,  alla  Finanziaria questa  norma  invece  che  trattarla
  oggi? ,  mi  corre  l'obbligo di evidenziare di quanto  sia  invece
  opportuno  adottarla  subito  poiché, ad  oggi,  nonostante  quella
  previsione  statutaria,  la SAS non può svolgere  questo  servizio,
  perché?  Perché nel momento in cui si è approvato in  Assemblea  la
  legge  n. 21 del 2014 -  io non ero al Governo, alcuni di voi erano
  qui presenti in diverse funzioni chi all'interno di una maggioranza
  che  sosteneva  il  Governo chi all'esterno -   si  è  inserito  un
  passaggio nel quale si diceva che queste società potevano  svolgere
  attività  nell'ambito  di  funzioni  scaturenti  dai  contratti  di
  servizio con gli enti committenti, quindi, in questo momento non si
  può  affidare neanche un servizio di assistenza tecnica da un  euro
  alla  SAS perché la SAS può svolgere attività solo nell'ambito  dei
  contratti  di servizio illo tempore stipulati, ecco perché  abbiamo
  bisogno anche di una norma abrogativa.
   Questo  ci  consente  di mobilitare risorse umane  che  in  questo
  momento  non vengono utilizzate a pieno per attività di  assistenza
  tecnica   di  cui  l'amministrazione  regionale  ha  bisogno,   c'è
  l'assistenza tecnica a FSC, per esempio, che ancora non è partita e
  che   può  partire  subito  in  questo  modo,  quindi,  ritorno   a
  significare quanto importante sia per l'amministrazione regionale e
  per  la  SAS svolgere questo tipo di attività mediante l'intervento
  normativo che vi abbiamo rassegnato.
   Non  è  una  norma  che affida alcunché a SAS,  è  una  norma  che
  autorizza  SAS  a  svolgere questo servizio che, ovviamente,  potrà
  essere svolto se e in quanto SAS abbia risorse umane disponibili  e
  non   le  abbia  già  saturate  con  servizi  svolti.  Quindi,  non
  intendiamo  minimamente esaurire tutta la  platea  dei  bisogni  di
  assistenza tecnica che l'Amministrazione regionale ha che  potranno
  essere  affidata alla SAS solo e in quanto essa non  vada  a  pieno
  regime, dopodiché si dovrà comunque ricorrere all'esterno.


         Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 9.1

   PRESIDENTE. Pongo in votazione mediante votazione palese  nominale
  l'emendamento 9.1, soppressivo dell'articolo.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  palese:

   Presenti. ..  .59
   Votanti   ..  .52
   Maggioranza ....27
   Favorevoli .. . 22
   Contrari  .. ..30
   Astenuti  .  4

                           (Non è approvato)

    L'emendamento 9.2 è assorbito.
    Pongo in votazione l'emendamento di riscrittura dell'articolo  9,
  l'emendamento 9R. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               «Art. 10.
         Sospensione riscossione quota istituzionale dei ruoli
                       dei Consorzi di bonifica

   1.  I  Consorzi  di  bonifica  della Sicilia  sono  autorizzati  a
  sospendere,  fino  al  30 aprile 2020, la riscossione  della  quota
  istituzionale   dei   ruoli  relativi  all'ultimo   triennio.   Per
  ammortizzare  gli effetti economici gravanti sugli enti  a  seguito
  delle  disposizioni del presente articolo, è autorizzata, in favore
  dei  medesimi  Consorzi,  la spesa di 253  migliaia  di  euro,  per
  l'esercizio   finanziario   2020,  da  ripartire   in   proporzione
  all'ammontare dei ruoli sospesi.»

        Comunico  che  è  stato presentato l'emendamento  soppressivo
  10.1, degli onorevoli Di Paola ed altri. Lo pongo in votazione. Chi
  è favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico  che  è stato presentato dalla Commissione  l'emendamento
  10.2. Il parere del Governo?

   ARMAO, assessore per l'economia. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che sono stati presentati gli emendamenti 10.3  e  10.4,
  che sono assorbiti.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DIPASQUALE.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  sulla  vicenda dei canoni dei consorzi di bonifica per  la  settima
  volta.  Perché  lo  dico?  Lo dico perché quando  abbiamo  iniziato
  questa  legislatura  durante  la prima  finanziaria  ebbi  a  dire:
   Guardate  che  abbiamo  sospeso i canoni  dei  consorzi ,  perché,
  purtroppo,  il  costo  della  bonifica sta  ricadendo  tutto  sugli
  agricoltori. L'ultima cosa su questa vicenda che avevamo  fatto  in
  Commissione  Bilancio , lo ricorderanno i colleghi presenti durante
  la  scorsa legislatura.  Presidente se per favore può richiamare la
  collega  Foti  che  quando fa il Presidente, chiede  a  nessuno  di
  intervenire,  quando  poi  gli altri intervengono  lei  interrompe,
  quando poi presiederà e richiamerà glielo ricorderò.

  PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, sì, vi prego,  quando  si  parla
  dal pulpito, gli altri se poi vogliono chiedono la parola e parlano
  dopo.
  Onorevole Lentini, la prego, fate parlare. Se ognuno che chiede  la
  parola poi l'onorevole Dipasquale si comporta nella stessa maniera,
  possiamo chiudere l'Aula.

  DIPASQUALE.   Perfetto,  perché  qua  utilizziamo  misure   diverse
  secondo quello che facciamo.
  Quindi  ebbi a dire:  Guardate che abbiamo sospeso i canoni,  però,
  se  non mettiamo le risorse la sospensione fatta nel 2017, non vale
  niente .
  Purtroppo  fu fatta quella finanziaria, non fu messo nulla,  e  per
  fortuna  caro  onorevole Ragusa ci sono sette interventi  miei  che
  ricordano a quest'Aula di mettere le risorse nella finanziaria, nei
  vari  collegati,  sette  ce  n'è. Poi li  utilizzeremo  al  momento
  opportuno.  Siamo  arrivati al punto che sono  dovuti  scendere  in
  piazza  gli agricoltori. Sono scesi in piazza con la Coldiretti  in
  testa  e a chiedere insieme ad altre cose anche la sospensione  dei
  ruoli.
  Peccato abbiamo perso due anni, avete perso due anni di tempo ed  è
  servita  la piazza, è stata necessaria la piazza per far capire  al
  Presidente  Musumeci  che  andava rivista  quella  posizione;  sono
  contento  perché le cose che diciamo qua non le diciamo in  maniera
  strumentale,  l'avevamo  detto   guardate  che  scoppierà'   ed   è
  scoppiata.
  Così  facendo  soluzione non c'è n'è, perché  prevedendo  250  mila
  Euro  per bloccare, infatti è una piccola sospensione, per bloccare
  i ruoli, stiamo parlando del nulla
  Voi  vi troverete di nuovo la piazza piena di agricoltori, e ve  li
  troverete perché duecentocinquantamila Euro, infatti io avevo messo
  almeno cinquecentomila Euro nell'emendamento per cercare, però, era
  indicativo.   Cioè,   non   si   risolve   il   problema   né   con
  duecentocinquanta,    né    con   cinquecento    era    l'occasione
  l'emendamento, per aprire una questione.
  Io  le consegnerò, per la prima volta ho scritto due cose dal punto
  di  vista  tecnico perché siccome rimane un minuto,  gliele  voglio
  lasciare  queste riflessioni. I ruoli relativi al 2019  ancora  non
  sono stati emessi dai consorzi siciliani, e quindi un intervento  a
  favore  degli  stessi  è  inutile. Il costo complessivo  dei  ruoli
  consortili, emessi ogni anno, ammonta a decine di milioni di  euro.
  Lo  sapete, duecentocinquantatremila Euro, o quattrocentomila Euro,
  o cinquecentomila Euro cosa comportano? Io l'ho fatto questo conto.
  Comportano circa cinquanta, sessantamila euro a consorzio, che  non
  metteranno in condizioni veramente di bloccarli i canoni.
  Allora,  io  voglio essere costruttivo e lascio questi due  appunti
  tecnici all'Assessore, dicendo che forse la cosa che serve è creare
  un  impegno finanziario pluriennale in modo che i consorzi  possano
  stipulare  dei mutui e possano veramente chiudere la vicenda  delle
  cartelle,  perché  viceversa noi, oggi, non  stiamo  risolvendo  la
  questione.

  SUNSERI. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  SUNSERI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sulla bontà  della
  norma   abbiamo  poco  da  ridire.  Il  concetto,  e   mi   rivolgo
  all'assessore  Cordaro: assessore avevamo  detto  queste  somme  le
  lasciamo alla commissione VIA-VAS che coprivano per cinquecentomila
  Euro,  ed  invece  le  stiamo togliendo e  le  stiamo  mettendo  ai
  consorzi  di  bonifica  e  le  commissioni  VIA-VAS  rimangono  con
  duecentocinquantamila Euro.
  L'impegno  che chiediamo, visto che già c'era un impegno  prima  di
  questa   norma,   cioè  le  cinquecentomila  Euro  erano   ritenute
  insufficienti  e  l'assessore si era impegnato a  rimpinguarle  con
  altre,  se  non  vado  errato,  duecento  o  cinquecentomila  Euro.
  Cinquecentomila  Euro, giusto. Adesso invece  le  abbiamo  tolte  e
  l'impegno  che  stiamo  chiedendo è rimpinguarle  quanto  meno  del
  doppio rispetto a quanto previsto, perché altrimenti stiamo facendo
  un  danno  ad una commissione VIA-VAS che produce, sicuramente,  un
  movimento  economico-finanziario importante per  la  Regione  e  le
  stiamo  dando  a  copertura  di somme  che,  invece,  riguardano  i
  consorzi di bonifica.
  Quindi,  delle  due  l'una. O lasciamo  la  VIA-VAS  con  le  somme
  necessarie,   o   altrimenti  così  non  funziona,  perché   stiamo
  danneggiando una cosa che, invece, produce molto per la  Regione  a
  discapito  di qualcosa che, invece, non era prevista nell'Esercizio
  provvisorio.

  CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

  CORDARO,   assessore   per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi io ringrazio l'onorevole Sunseri per
  questo  intervento e, però, invito l'onorevole Sunseri e  l'Aula  a
  ragionare su un dato aritmetico. I duecentocinquantamila  Euro  che
  noi  abbiamo consentito restassero, non opponendoci all'emendamento
  che risolve un problema importante rispetto ai consorzi di bonifica
  -  un problema molto sentito da una fetta importante di siciliani -
  risiede  nel  fatto che proprio il nostro obiettivo  finale  era  e
  resta  di  un  milione.  Come  lei ben  saprà,  ormai,  l'esercizio
  provvisorio,  nell'idea che si era consolidata in Commissione,  era
  di  tre  mesi,  se  lei moltiplica duecentocinquanta  per  quattro,
  essendo  in  dodicesimi, ovviamente, valuterà da sé  che  la  somma
  totale fa un milione.
  Questo  è  l'obiettivo  che, comunque, l'assessorato  o  meglio  il
  Governo  si prefigge e, quindi, in finanziaria faremo in  modo  che
  l'intendimento iniziale che serve per dare una risposta  definitiva
  a dei professionisti che devono essere anche incentivati a produrre
  di più, venga portato a compimento e credo che su questo c'è già un
  impegno  trasversale  che, da Assessore al  ramo,  mi  occuperò  di
  tradurre  in  numeri di una norma precisa all'interno  della  legge
  finanziaria.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Ragusa.  Ne  ha
  facoltà.

   RAGUSA.  Signor  Presidente,  è una  norma  che  abbiamo  a  lungo
  discusso all'interno della Commissione  Attività Produttive , è una
  norma che va incontro alle esigenze dell'agricoltura siciliana,  un
  comparto importante per l'economia regionale, un comparto che  oggi
  ha  bisogno  di  essere sostenuto, aiutato,  con  tutte  le  azioni
  possibili e immaginabili.
   Ci sono delle bollette piuttosto pesanti che hanno raggiunto molti
  imprenditori agricoli, e che oggi sono anche nell'impossibilità  di
  poter  pagare quanto spettante ai consorzi di bonifica. Con  questa
  norma  noi aiutiamo, fino al 30 di aprile, a superare quella che  è
  la difficoltà economica collegata a un ragionamento che va preso in
  modo  pregresso, perché? La passata amministrazione regionale aveva
  per  tanto  tempo bloccato questi canoni, ma poi alla  fine,  tutto
  questo  blocco,  ha consumato una pesantezza nel manifestarsi  alle
  nuove  bollette, mettendo gli imprenditori agricoli in  grossissima
  difficoltà  perché  non potevano pagare tali bollette.  Con  questo
  sostegno, con questo aiuto, che va ad integrarsi nel tempo del mese
  di  aprile, perché noi auspichiamo che entro tale data saremo nelle
  condizioni di portare in Aula la riforma sui consorzi di  bonifica,
  e  nulla  osta potere integrare la fase debitoria sia dei consorzi,
  sia  di  tanti  cittadini  e  imprenditori  agricoli,  che  possono
  usufruire della nuova riforma.
   Ciò detto, signor Presidente, Assessore Bandiera, c'è un problema:
  alcuni imprenditori agricoli nella richiesta di poter usufruire del
  gasolio  agricolo,  si vedono richiedere la loro esatta  situazione
  debitoria   nei   confronti  dei  consorzi   di   bonifica,   molti
  imprenditori agricoli non riescono a presentare ciò, nonostante noi
  faremo  oggi  questo  articolo 10, la prego di  potere  intervenire
  presso gli uffici competenti, affinché gli imprenditori agricoli  a
  cui  serve  il gasolio agricolo, possano usufruirne, senza  passare
  attraverso  gli uffici dei consorzi di bonifica. Lei  mi  rassicura
  che  è  già  fatto, io la ringrazio per questo e  grazie  anche  al
  Presidente Miccichè.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA. Signor Presidente, molto brevemente, questa norma  che  è
  stata  in primis voluta dal Governo regionale, aveva però un  vizio
  d'origine  perché  sospendeva  le  cartelle  esattoriali   soltanto
  relative  all'ultimo  triennio. In pratica  le  cartelle  che  sono
  arrivate ai consorziati, invece, in prevalenza riguardavano appunto
  gli  anni  2014  e  2015 e quindi, in pratica,  sospendevamo  delle
  cartelle  che  ancora  non erano state non emesse  o  comunque  non
  notificate.
   Con  questo  emendamento - io ringrazio la Commissione,  che  l'ha
  fatto  proprio,  noi avevamo presentato insieme al mio  Capogruppo,
  Alessandro  Aricò, un emendamento specifico, ma  l'ha  recepito  la
  Commissione e trasformato in emendamento della Commissione - invece
  questo  problema  è  stato  risolto e  quindi  vengono  attualmente
  sospese  le  cartelle  relative al 2014  e  2015.  E'  una  boccata
  d'ossigeno, però signor Presidente, mi permetta di dire a  qualcuno
  che  oggi  in  Aula fa lo smemorato di Collegno,  che  gli  aumenti
  abnormi dei canoni risalgono al Governo Crocetta e alla maggioranza
  targata PD che lo sosteneva.
   Quindi, adesso, ad ergersi a paladini dei consorziati dopo  che  i
  consorziati  erano  stati massacrati con quella  norma  di  aumento
  abnorme, è veramente ridicolo

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAFEO.  Signor  Presidente, io, devo dire, mi sento  obbligato  in
  qualche  modo  a  fare  qualche piccolo chiarimento  rispetto  alla
  situazione,  non  fosse altro per il fatto  che  sono  il  deputato
  relatore della legge sui consorzi di bonifica.
   Io  personalmente non parteciperò al voto di questo articolo, però
  mi  sembra  corretto spiegarne il motivo, ritengo che il  dibattito
  che  ancora oggi con questo emendamento si è sviluppato in Aula,  è
  un dibattito che non mette al centro alcune verità delle questioni,
  perché  la  complessità del tema rispetto ai consorzi di  bonifica,
  rispetto al fatto che comunque già oggi, non con la nuova norma che
  noi  stiamo andando, e speriamo entro aprile di riuscire a portarla
  in  Aula  e  ad approvare, tutte le spese in qualche  modo  sono  a
  carico degli agricoltori stessi.
   Volevamo analizzare fino in fondo per fare chiarezza con lo studio
  di questo nuovo disegno di legge, quali in precedenza sono state le
  cause  che  hanno  portato ai debiti dei consorzi di  bonifica,  ma
  molti  dati non ci sono stati consegnati, perché capisco  che  sono
  dei  dati che non riguardano solo questo Governo, ma che riguardano
  in  generale l'andazzo della politica fino ad oggi. Io mi  astengo,
  però  voglio  spiegare in verità, perché secondo  me  ai  cittadini
  dobbiamo dire la verità, mi astengo da questa votazione perché sono
  contrario  per  principio alle sospensioni dei tributi,  perché  le
  sospensione dei tributi non fanno altro, e mi riferisco quindi  non
  solo  a questa, fatta da questo Governo, ma anche quella fatta  dal
  Governo  Crocetta,  non fanno altro che rimandare  e  aggravare  la
  situazione dei tributi stessi, e quindi perché in ogni caso prima o
  poi  si  devono incassare, però mi sembra corretto dire che  questo
  emendamento  presentato dal Governo, ha lo scopo  di  prorogare  il
  pagamento  dei tributi sospesi in precedenza, fino all'approvazione
  del nuovo testo di legge sui consorzi di bonifica.
   Perché   il  nuovo  testo  di  legge  di  fatto  tende,   con   la
  realizzazione  di  una  best company e di un  nuovo  consorzio,  ad
  azzerare  in  parte  la  situazione, ed  a  consentire  con  alcuni
  articoli  previsti nello stesso disegno di legge della riforma  dei
  consorzi  di  bonifica,  di  potere applicare  una  sentenza  della
  Cassazione  che  prevede  il pagamento dei  tributi  solamente  per
  l'effettivo utilizzo, quindi io capisco il senso, sono contrario in
  generale alla sospensione dei tributi e per questo non partecipo al
  voto.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
  Poi si vota. Sono chiuse le iscrizioni.

   FOTI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  abbiamo  trattato
  l'argomento in Commissione, dove stiamo trattando anche la riforma,
  da  più  parti  durante questa legislatura i  colleghi,  anche  io,
  abbiamo  sentito  il  Territorio,  abbiamo  raccolto  il  grido  di
  disperazione degli agricoltori, che oramai diciamo non  si  possono
  rassegnare  a  subire  un  salasso vero e  proprio,  ma  vorrei  un
  attimino ricostruire storicamente cosa è successo, almeno a partire
  da quando c'eravamo noi, da quando c'era il Movimento Cinque Stelle
  in quest'Aula, che già nel 2015 denunciava come l'articolo 47 della
  legge  9,  quella  dei  tempi del Governo  Crocetta,  votata  dalla
  maggioranza del tempo, di punto in bianco di fatto quadruplicava  i
  canoni  senza migliorare i servizi, prevedendo con degli  scaglioni
  la diminuzione del contributo regionale.
   Bene,  dove  sta la furbata? Dove sta questa sorte di patrimoniale
  che  sta  costringendo i nostri agricoltori  a  svendere  i  propri
  terreni,  peggio che una patrimoniale. Nel fatto che, è chiaro  che
  gli  agricoltori  devono pagare il servizio per  il  quale  i  loro
  terreni  avrebbero  un  valore di mercato maggiore,  è  chiaro  che
  devono  pagare  l'acqua, ma non si può pensare di pagare  i  debiti
  creati  dalla mala-gestione delle governance da cui gli agricoltori
  sono  stati  espropriati  di fatto non potendo  eleggere  i  propri
  organi, ma essendo commissariati per il momento senza soluzione  di
  continuità, dovere pagare.
   Allora, oggi è chiaro che con poche centinaia di migliaia di  euro
  non  è  che  si  vanno a pagare i debiti. Si vanno semplicemente  a
  pagare gli interessi sui prestiti che i Consorzi di bonifica stanno
  facendo  per  potere  sospendere queste  cartelle  che,  di  fatto,
  rendendoli  cattivi  pagatori - come diceva  l'onorevole  Ragusa  -
  addirittura  devono fare i conti persino con Uffici  regionali  che
  gli negano anche il carburante agricolo.
   Spero  che l'Assessore faccia anche questo gesto di buona  volontà
  per andare incontro agli agricoltori.
   Quindi  è  chiaro che certe responsabilità politiche affondano  le
  radici  in  un passato remoto, ma anche in un recente passato.  Per
  cui  è  chiaro  che  non  è una soluzione, è un  pannicello  caldo.
  Speriamo che non diventi un accanimento terapeutico e che si  possa
  procedere  in  maniera concertata all'approvazione di  una  riforma
  tanto  attesa,  e che non si ricada di nuovo negli  stessi  errori,
  perché è facile pagare con le tasche degli agricoltori che, oramai,
  hanno smesso di coltivare perché oberati come sono da un mercato  e
  da  una globalizzazione che non viene controllata, da queste azioni
  mirabolanti che vengono fatte senza tenere conto di quella che è la
  realtà,  hanno  una  condizione di  reddito  tale  da  averli  resi
  veramente i nuovi poveri della nostra Regione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Era  l'ultimo intervento.  Si  passa  alla  votazione
  dell'articolo 10 così come emendato. Lo pongo in votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4 precedentemente accantonato.
   Lo  metto  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                               Art. 11.
                           Norma finanziaria

   1.  Gli  oneri  derivanti dalle disposizioni della presente  legge
  sono riepilogati nella seguente tabella:

        DISPOSIZIONI FINANZIARIE     CAPI     2020     2021
                                     TOLO
        Art.    3    -    Modifiche  4433    1.200.0     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   02       00,00
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      443302)
        Art.    3    -    Modifiche  4433    3.400.0     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   05       00,00
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      443305)
        Art.    3    -    Modifiche  3773    395.000     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   14         ,00
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      377314)
        Art.    3    -    Modifiche  3773    2.807.2     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   16       43,81
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      377316)
        Art.    3    -    Modifiche  3773    959.273     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   17         ,99
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      377317)
        Art.    3    -    Modifiche  3773    635.349     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   18         ,77
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      377318)
        Art.    3    -    Modifiche  3777    145.036     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   26         ,81
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      377726)
        Art.    3    -    Modifiche  4737    2.017.4     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   07       95,90
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      473707)
        Art.    3    -    Modifiche  4737    1.692.5     0,00
      all'allegato  1  -  Parte   A   08       30,11
      dell'articolo   8   comma   1
      della   legge  regionale   22
      febbraio  2019, n.  1.  (cap.
      473708)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  1473    47.924.     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   03      228,41
      147303)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  1473    12.790.     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   20      000,00
      147320)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  1473    8.795.0     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   26       00,00
      147326)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  3137    8.812.7     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   27       73,84
      313727)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  2149    534.566     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   03         ,41
      214903)
        Art.  4, c. 1 - Abrogazione  9000    522.562     0,00
      e  modifiche  di norme  (cap.   02         ,00
      900002)
        Art.  4, c. 2 - Abrogazione             0,00
      e  modifiche di norme - (cap. 215704           86.620.1
      215704)                                           48,60
        Art.  5  -  Rifinanziamento  4425    247.000     0,00
      leggi  di  spesa  -  L.R.  n.   45         ,00
      9/2015 art. 91 (cap. 442545)
        Art.    6   -   Fondo    di   N.I    15.967.     0,00
      compensazione esercizio 2019   2157     980,56
                                      73
        Art.   10   -   Sospensione  1558    253.000
      riscossione             quota   18         ,00
      istituzionale dei  ruoli  dei
      consorzi  di  bonifica  (cap.
      155818)
         Totale
                                            109.099. 86.620.1
                                              041,61    48,60

   2.  Agli  oneri derivanti dalle disposizioni della presente  legge
  per  gli esercizi finanziari 2020 e 2021, di cui al comma 1, si  fa
  fronte  mediante le entrate e la riduzione delle spese  riepilogate
  nella seguente tabella:

          COPERTURE FINANZIARIE      CAPI    2020     2021
                                     TOLO
        L.R.  1/2019 art. 10, commi  2157      0,00         -
      1-2                             41             86.620.1
                                                        48,60
        Art.  5  -  Abrogazione   e
      modifiche   di  norme   (cap.
      215741)
        L.R.   13/2019   art.   12,  2157         -      0,00
      comma 1, lett. d)               67   62.946.5
        Art.  5  -  Abrogazione   e           79,53
      modifiche   di  norme   (cap.
      215767)
        Interessi      e      spese  2149         -      0,00
      discendenti   da   operazioni   03   534.566,
      finanziarie (cap. 214903)                  41
        Quota      capitale      di  9000         -      0,00
      ammortamento  discendente  da   02   522.562,
      operazioni finanziarie  (cap.              00
      900002)
        Spese      destinate      a  4133         -      0,00
      finanziare                 la   70   7.826.78
      compartecipazione   regionale            5,00
      del   fondo  sanitario  (cap.
      413370)
        Restituzioni e rimborsi  di  2192         -      0,00
      imposte  dirette  e  relative   02   18.000.0
      addizionali (cap. 219202)               00,00
        Rimborsi   allo  Stato   di  2173         -      0,00
      quote   del  maggior  gettito   08   19.268.5
      della  tassa  automobilistica           48,67
      (cap. 217308)
                                                  -         -
                                           109.099.  86.620.1
                                             041,61     48,60
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                               «Art. 12.
       Variazioni allo stato di previsione dell'entrata e della
                          spesa del bilancio
          di previsione della Regione per triennio 2019/2021

   1.  Nello  stato  di  previsione dell'entrata e  della  spesa  del
  bilancio della Regione per ciascuno degli esercizi finanziari  2020
  e 2021 sono introdotte le variazioni di cui alle allegate Tabella A
  e Tabella B, contenenti altresì gli effetti della presente legge».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi,  ci  sono  tre  emendamenti,  dichiaratamente
  aggiuntivi,  perché  non  ci siano dubbi che  però  riguardano  tre
  questioni  che  sono  state valutate in tutta questa  giornata,  ma
  credo anche ieri, all'interno dell'Aula.
   Ho  fatto  presente  a  tutti i colleghi che  se  c'è  l'unanimità
  dell'Aula  a votarli, poi ovviamente ognuno chi vota a favore,  chi
  vota contro, è un problema che non mi riguarda, ma per farli votare
  avendo  escluso  e avendo garantito l'esclusione degli  emendamenti
  aggiuntivi,  se  su  questi tre ci fosse  unanimità  dell'Aula  per
  votarli, io li metto in votazione. Diversamente, è inutile  che  li
  mettiamo  in  votazione, perché lo faccio solo se  c'è  l'unanimità
  dell'Aula. Per cui facciamo parlare prima l'Aula, perché se non c'è
  unanimità  è  inutile  che ne parliamo. Io  sto  chiedendo  se  c'è
  unanimità.  Se  c'è  contrarietà e qualcuno chiede  la  parola,  la
  considero contrarietà.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Pasqua, se è per parlare per il  no,  tanto
  vale  che non ne parliamo. Quindi, questi tre emendamenti purtroppo
  non possono essere votati.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Assessore, la prego, non per insistenza perché non  ho
  che cosa fare.
   Scusate,  onorevoli  colleghi, ha chiesto  la  parola  l'assessore
  Turano, se vi accomodate continuiamo. Ora, con calma, do la  parola
  a tutti. Intanto per primo ha chiesto di parlare l'assessore Turano
  e vorrei che voi lo faceste parlare, per favore.
   Ne ha facoltà.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, il mio intervento è rivolto prevalentemente  al
  Capogruppo  del Movimento Cinque Stelle, onorevole Pasqua.  Conosco
  le  regole  di quest'Aula e se il Presidente dell'Assemblea  invoca
  l'unanimità dell'Aula sull'ammissibilità di alcuni emendamenti,  io
  mi  rendo conto che fa bene il signor Presidente a dirlo, e farebbe
  bene  l'Aula  a prestarla. Poiché lei non è intervenuto,  ma  mi  è
  sembrato  di  capire che era perplesso volevo spiegare  le  ragioni
  dell'emendamento  A.48, che permette di garantire il  funzionamento
  di  un ente importante come la Crias e l'Ircac, due enti importanti
  come la Crias e l'Ircac, nelle more che la Conferenza Stato-Regioni
  ed il Mef si, come dire, attivino per risolvere un problema tecnico
  che impedisce, onorevole Lupo, dobbiamo sapere di cosa parliamo.

   LUPO. Non mi rivolgo a lei.

   TURANO,  assessore per le attività produttive. Ma  guardi,  ho  la
  fortuna di avere gli occhi

   PRESIDENTE.  Vi  prego, rivolgetevi soltanto  alla  Presidenza.  I
  duetti  non  sono  ammessi, perché a casa non  si  capisce  niente,
  neanche venite inquadrati, l'Aula non capisce niente. E' già  tardi
  per cui evitiamoli per favore. Grazie.

   TURANO, assessore per le attività produttive. Non devo indicare la
  bontà delle ragioni nel chiedere la possibilità di permettere ad un
  ente  come la CRIAS, che eroga finanziamenti in favore del  tessuto
  imprenditoriale artigianale, di potere operare per i primi mesi del
  2020.  E'  fin troppo logico che lo stesso emendamento blocca,  non
  solo   l'attivazione  delle  procedure,  ma  anche  le   spese   di
  funzionamento dell'ente stesso. Ragione per la quale chiedo se  c'è
  l'unanimità  dell'Aula su questo emendamento  che  venga  messo  in
  votazione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Allora, scusate, avete chiesto la parola praticamente
  tutti.  Capisco  che  ognuno di voi, siccome sono  emendamenti  che
  hanno  una  certa importanza, abbia bisogno di spiegare la  propria
  posizione.  Poi  ho  dato  l'autorizzazione all'onorevole  Palmeri,
  perché c'è stato un problema sull'articolo che non aveva capito  e,
  quindi, chiederà un chiarimento all'assessore Cordaro. Per cui  con
  calma  chiunque  può  intervenire. Ora facciamo  un  ordine.  Hanno
  chiesto  di  parlare gli onorevoli Calderone, Catalfamo,  Pasqua  e
  Lupo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Calderone.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori  del  Governo, chiederei che venga  prestata  attenzione,
  perché  vedo un po' di confusione se la sua signoria può richiamare
  all'ordine i colleghi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate

   CALDERONE.    Signor   Presidente,   intendo    evidenziare    che
  l'emendamento    aggiuntivo   definito   A46,   obiettivamente    e
  oggettivamente,  riguarda  il rinvio delle  elezioni  degli  organi
  degli enti di area vasta. Vorrei evidenziare che questo emendamento
  è  stato  sottoscritto anche dall'onorevole Pasqua,  oltre  che  da
  tutti  i colleghi. Quindi, è un emendamento da tutti condiviso.  Ne
  abbiamo  parlato  anche  - e questo credo  sia  rilevante  -  nella
  Conferenza  dei Capigruppo. Ognuno ha espresso la propria  opinione
  e,  se  non  ricordo  male,  potete certamente  correggermi,  tutti
  eravamo  d'accordo  a  che le elezioni di  secondo  livello,  o  di
  secondo  grado  che dir si voglia, che riguardano le  ex  province,
  tanto  per  essere  chiari città metropolitane e  liberi  consorzi,
  subissero soltanto un rinvio e per pochi mesi.
   Questo perché, Presidente? Perché votando il 18 aprile, così  come
  è  previsto dalla norma - era previsto comunque entro il 30  aprile
  del  2020 - verrebbe a crearsi una situazione paradossale, cioè che
  città  capoluogo  come  Agrigento, o città di  notevole  importanza
  venissero  penalizzate  e nessuno dei consiglieri  comunali  o  dei
  sindaci  delle  suddette  città  poteva  e  può  -  se  non   viene
  procrastinato o, comunque, spostato questo termine - essere  eletto
  consigliere  metropolitano  o  consigliere  del  libero  consorzio.
  Quindi,  cito anche Marsala, cito la mia Barcellona,  cito  la  mia
  Milazzo.    Ovviamente,  questo  è  un  vulnus  che  deve   essere,
  sicuramente,  colmato. Ricordo a me stesso - lo  ricordava  la  Sua
  Signoria,  Presidente, nella Conferenza dei Capigruppo -  800  mila
  siciliani  non  potrebbero vedere eletto un proprio rappresentante.
  Quindi,  io, sulla scorta di questo, chiedo almeno solo per  questo
  emendamento  che l'onorevole Pasqua melius re perpensa,  pensandoci
  meglio,  voglia dare il proprio consenso di modo che  possa  essere
  messo ai voti l'emendamento A46.

   PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Lupo e l'onorevole
  Pasqua. Prima l'onorevole Catalfamo. Non c'è problema.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Lupo.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la  cosa
  migliore,  anche  dando  una  corsia preferenziale,  è  che  questi
  emendamenti  vengano rinviati in Commissione di  merito,  ancorché,
  ovviamente,  meritino  attenzione; quindi  anticipo  che  da  parte
  nostra c'è l'idea di esaminarli favorevolmente.
   Specificatamente,  per quanto riguarda il tema liberi  consorzi  e
  città   metropolitane,  io  penso  che  noi  dobbiamo  aprire   una
  discussione col Governo nazionale e prenderci qualche settimana  di
  tempo,  perché  l'idea che noi spostiamo di qualche  mese  la  data
  delle  elezioni,  includendo  automaticamente  alcuni  comuni  alla
  partecipazione ma escludendone contemporaneamente altri, penso  sia
  un'idea  sbagliata.  Per quanto mi riguarda i  cittadini  siciliani
  meritano  tutti pari attenzione. Un piccolo Comune che  può  essere
  pure  di  mille  abitanti ha diritto di partecipare  così  come  un
  Comune  metropolitano o un Comune di un grande centro che  pure  ha
  diritto, ovviamente, di partecipare.
   Allora,  io  penso che la cosa migliore, in particolare,  sia  che
  l'A46  vada  in  Commissione Affari Istituzionali,  per  quanto  ci
  riguarda  siamo disponibili a riunirci anche domani. Non  so  quale
  sia  l'opinione  del  Presidente della Commissione,  dell'onorevole
  Genovese  che,  peraltro,  mi  pare non  sia  firmatario,  è  anche
  capogruppo,  non  so  se è una casualità ma non risulta  firmatario
  dell'emendamento  e attivare una settimana di  tempo  -  invito  il
  Governo a farlo - per verificare con il Governo del Paese,  con  il
  Governo  nazionale, la possibilità di ridurre da 18  a  6  mesi  il
  periodo per favorire la partecipazione al voto di 390 comuni  della
  nostra Regione.
   Io  penso che su questo principio il Governo nazionale non impugna
  la  norma,  perché  è una norma di buon senso, perché  diversamente
  rischiamo  di  accogliere alcuni Comuni e di  escludere  altri,  di
  sanare un'ingiustizia ma al contempo di compierne un'altra.
   Quindi,  Presidente,  le chiedo di rinviare l'emendamento  A46  in
  Commissione di merito, attivando una procedura urgente. Per  quando
  ci riguarda, nei limiti del possibile ed anche facendoci interpreti
  di  questo pensiero nei confronti del Governo nazionale, perché c'è
  la volontà, ripeto, di garantire la partecipazione al voto di tutti
  i  consigli  comunali della nostra Regione che devono rappresentare
  tutti i cittadini siciliani, nessuno escluso.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, io  sto  pensando  che,  siccome
  comunque  non c'è la volontà unanime di votarli stasera,  e  quindi
  non li votiamo, finiamo la legge e basta, però trattandosi di norme
  tutte   realmente  importanti  e  che  hanno  necessità  di  essere
  approvate  o non approvate, questo ovviamente lo decide l'Aula,  ma
  in  tempi molto brevi, io direi - e mi rivolgo anche agli Uffici  -
  se  fosse  possibile,  già da domani, attivare  le  Commissioni  di
  merito,  farli  passare in Commissione, e per  quanto  mi  riguarda
  anche  dopo un giorno provare a fare, al limite, una norma  che  li
  preveda tutti e tre in modo che non si perda particolarmente tempo,
  e  lo  facciamo in tempi brevissimi, perché mi rendo conto che sono
  tutte  norme  effettivamente urgenti,  ma  non  voglio  venir  meno
  all'impegno preso sugli aggiuntivi e mi fa piacere non venir meno a
  quell'impegno preso.
   Per  cui,  se  voi colleghi siete d'accordo, su tutti  e  tre  gli
  emendamenti,  tre  o quattro - quelli che sono -  che  poi  possono
  diventare  cinque,  a  quel punto non succede niente,  li  mandiamo
  tutti    in    Commissione,   urgentemente,   con   via   d'urgenza
  preferenziale, come se l'avessimo già votato in Aula,  preghiamo  i
  Presidenti  delle  Commissioni  già  da  domani  di  convocare   le
  Commissioni di merito per poterli valutare, e se c'è necessità  del
  bilancio poi, vanno in bilancio.
   Scusate colleghi, specialmente i capigruppo, perché poi ho bisogno
  di  un  vostro  assenso,  se  siete tutti  d'accordo,  mandarli  in
  Commissione a fare in modo che entro la settimana prossima si possa
  votare  una  legge che preveda questi emendamenti  e  chiudiamo  la
  cosa.  Per cui, mi sembra che sia la cosa migliore in modo che  non
  affossiamo  niente,  votiamo  tutto  quello  che  è  necessario   e
  continuiamo  a  rispettare le regole che è  importante  rispettare.
  Benissimo,  mi sembra di capire da tutti i capigruppo che  c'è  una
  condivisione, per cui si passa all'esame dell'articolo 13.
   Ne do lettura:

                               «Art. 13.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione, con effetto dall'1 gennaio 2020.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono stati presentati  tre  ordini
  del giorno: l'ordine del giorno n. 169, degli onorevoli Caronia  ed
  altri,  e  gli  ordini  del giorno n. 167 e n. 168,  dell'onorevole
  Figuccia.
   Ha  chiesto di parlare l'onorevole Palmeri, che doveva chiedere un
  chiarimento sull'articolo 3.

   PALMERI. Signor Presidente, volevo chiedere un chiarimento tecnico
  all'assessore  Armao  per  quanto riguarda  quegli  enti  che  sono
  diversi,  negli  ultimi  anni  non  hanno  ricevuto  una  copertura
  finanziaria totale nel corso dell'esercizio, quindi dell'annualità.
  Tra questi ci sono, ad esempio, le riserve ed i parchi che - se  ho
  l'attenzione dell'assessore spiego il discorso nella sua totalità -
  è  capitato che all'inizio, in sede di bilancio provvisorio,  viene
  data una parte, quindi delle somme necessarie, delle coperture  per
  le spese di gestione e anche funzionamento e spese per il personale
  e  poi,  in  sede  di assestamento, viene completata  la  copertura
  totale.
   Questo  è il caso, quindi, come dicevo, delle riserve e dei parchi
  naturali  in particolare delle riserve in convenzione che  sono  27
  riserve  naturali, all'interno delle quali ci sono  90  dipendenti.
  Ecco,  in  questo caso la situazione appare particolarmente  grave,
  perché,  assessore  Armao,  per  il  2019  la  copertura  è   stata
  garantita,  così come è successo agli altri anni, fino al  mese  di
  ottobre  2019,  poi  gli  ultimi  tre  mesi,  ottobre,  novembre  e
  dicembre,  non  è stata garantita quella spesa a copertura,  quindi
  stiamo  parlando di un 30 percento in meno delle somme  necessarie.
  Stiamo  parlando del capitolo 44.33.02, che solitamente richiede  3
  milioni 936 mila euro, in questo caso sono stati dati 2 milioni 639
  mila,  quindi più del trenta percento di taglio è stato  fatto  nel
  2019.  Poi, come sappiamo, alla fine dell'anno non è stata data  la
  copertura perché ci sono state le note vicende legate al rendiconto
  del  2018 che hanno fermato l'iter. Nel 2020, per il 2020  è  stata
  data  una  corretta copertura, soltanto cosa è successo?  Circa  un
  paio  di mesi fa, in Commissione ambiente, qui è presente anche  la
  presidente  Savarino,  presidente Savarino lei  ricorderà,  abbiamo
  presentato un emendamento, sì ma non mi sta ascoltando.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, se non state attenti a quello  che
  dice,   siete  pure  in  mezzo,  è  chiaro  che  veramente  diventa
  imbarazzante. Onorevole Catalfamo, per favore.

   PALMERI.  Tra l'altro, anche la presidente Savarino in Commissione
  Ambiente,  avevamo presentato un emendamento che  chiedeva  che  la
  copertura  per il 2020 che riguardava anche le spese per  il  2019,
  emendamento  che  poi in Commissione bilancio è  stato  stralciato.
  Quindi  io volevo chiedere questo chiarimento tecnico all'assessore
  Armao,  visto  che  sembrerebbe che  gli  ultimi  tre  mesi  questo
  personale non ha avuto copertura, sembrerebbe che sia indebitato.

   PRESIDENTE. Facciamo rispondere il Governo, che credo abbia capito
  qual è il chiarimento che deve dare.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Come ha  precisato  più  volte
  l'assessore competente, l'onorevole Cordaro, l'impegno del  Governo
  in  questo senso, a tutela del sistema dei parchi e delle  riserve,
  della protezione della natura, è pieno e integrale.
   Ovviamente, il bilancio come ben sa onorevole è fatto di entrate e
  di  uscite,  noi  vorremmo corrispondere a tutte le uscite  secondo
  tutte  le  esigenze, quando ciò non avviene è perché  evidentemente
  c'è un problema di equilibrio di bilancio.
   Il  valore dell'equilibrio di bilancio è prioritario rispetto alle
  singole  voci.  Quindi, lo sforzo sarà fatto nel 2020  in  sede  di
  bilancio,  ne  discuteremo nelle Commissioni  di  merito,  non  c'è
  nessun  elemento  preclusivo che possa impedire il pieno  riscontro
  alle  aspettative  dei parchi e delle riserve.  Quindi,  in  questo
  senso,  insieme  all'assessore Cordaro,  lavoreremo  per  un  pieno
  riconoscimento  delle aspettative, ma anche credo perché  parchi  e
  riserve  possano diventare elementi attivi, finalmente attivi,  non
  solo  nella  protezione (che fanno più che bene),  ma  anche  nella
  generazione  di  risorse  che possano  apportare  linfa  vitale  al
  bilancio della Regione. Proprio in questo senso stiamo lavorando  e
  quindi  ci  confronteremo  nelle sedi di  merito  a  partire  dalla
  disamina del prossimo bilancio 2020-2023.

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione dei tre ordini del giorno.

   CARONIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CARONIA.  Signor Presidente, molto rapidamente, uno  degli  ordini
  del  giorno che ho presentato a firma mia e dei colleghi della Lega
  e  dell'onorevole Pullara, è fondamentalmente destinatario  di  una
  raccomandazione  che  faccio all'assessore Bandiera,  perché  nella
  fattispecie si tratta di otto soggetti che hanno prestato dal  2012
  attività  di  ricerca  all'interno  del  Dipartimento  foreste,   e
  specificatamente  a Ficuzza e a Vendicari, per la realizzazione  di
  laboratori   che   riguardavano   il   germoplasma.    Poiché    le
  professionalità che oggi purtroppo non sono più in attività, perché
  il   finanziamento  è  finito  nel  2017,  di  fatto  lasciano  dei
  laboratori  che sono costati circa otto milioni di  euro  senza  il
  personale che sostanzialmente può operare lì dentro, il che produce
  di  fatto  una diseconomia, perché si stanno di fatto  perdendo  le
  ricerche  che sono state fatte, il valore di quello che c'è  dentro
  questi laboratori.
   Per   cui  l'obiettivo  chiaramente  è  quello:  poiché  non  sono
  rientrati all'interno della stabilizzazione perché non tutti canoni
  venivano  rispettati, dalla Madia sì, ma dalla legge regionale  no,
  l'auspicio  è  quello che vengano riutilizzati in quanto  personale
  altamente  specializzato, nella nuova programmazione  del  PO-FESR.
  Chiaramente,   può   essere   accolta  dall'assessore   in   quanto
  raccomandazione, o comunque come un utile, conosce l'argomento.

   PRESIDENTE. Quindi va accettato come raccomandazione?

   BANDIERA,  assessore per l'agricoltura, lo sviluppo  rurale  e  la
  pesca mediterranea. Il Governo l'accetta come raccomandazione.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   Governo,
  rapidamente  anch'io sui due ordini del giorno  a  mia  firma,  uno
  relativo   all'efficientamento  dei  costi   dei   canoni   irrigui
  attraverso  convenzioni  previsti tra  i  consorzi  di  bonifica  e
  l'autorità   di  bacino  e  ringrazio  per  il  parere   favorevole
  dell'assessore  Bandiera, l'altro sul sistema della  viabilità  nel
  territorio dell'area madonita che rimane, ahimè, confinato  in  una
  condizione  di  isolamento in modo particolare per  questa  SP  con
  della  quale abbiamo parlato più volte con l'assessore  Falcone  in
  modo da poter garantire alle aziende agricole e agli allevatori  di
  quell'area di poter serenamente portare avanti la loro attività.

    (Il Governo accetta come raccomandazione gli ordini del giorno
                           numeri 167 e 168)

   LUPO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  brevemente
  per  motivare  il voto contrario del Partito Democratico  a  questo
  finto esercizio provvisorio, perché la Sicilia non aveva bisogno di
  un  finto  esercizio  provvisorio con  qualche  piccola  norma  dal
  contenuto  e dal sapore anche clientelare ma la Sicilia ha  bisogno
  di  un  bilancio vero, di un bilancio triennale 2020 - 2021 - 2022,
  la  Sicilia  ha  bisogno di una legge di stabilità vera  che  possa
  anche  riaccendere  l'economia e far ripartire  l'economia  per  lo
  sviluppo produttivo dell'isola.
   Il  Governo ha scelto di iniziare con il piede sbagliato anche  il
  nuovo  anno  2020 dopo la stagione dei collegati dello scorso  anno
  iniziamo anticipando un collegato in un esercizio provvisorio ancor
  prima di approvare bilancio e finanziaria, questa è la negazione di
  qualsiasi idea, di corretta programmazione economico-finanziaria di
  cui  purtroppo per responsabilità del Governo Musumeci  la  Sicilia
  pagherà ancora una volta il conto, quindi il PD voterà contro.

   CALDERONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  solo
  per manifestare il voto favorevole di Forza Italia per questa legge
  di esercizio provvisorio, si è soltanto aggiunto a quello che erano
  le  norme tecniche e si è pensato agli stipendi di tanti siciliani,
  quindi, voto favorevole da parte di Forza Italia.

   PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intervengo
  per ribadire il voto contrario a questo esercizio provvisorio.
   Abbiamo  visto  e lo dobbiamo motivare ancora una  volta,  il  mio
  collega  Sunseri è venuto più volte per ogni articolo a  dire   qui
  questa è una norma finanziaria, deve andare nella finanziaria , più
  e più volte, abbiamo riempito un esercizio provvisorio di norme che
  non  c'entravano  niente, gli ultimi tentativi con gli  aggiuntivi,
  chiediamo  al  Governo una volta per tutte, intanto  di  procurarsi
  tutti  i bilanci delle partecipate perché abbiamo votato una  norma
  su  una  partecipata che non sappiamo neanche se il  bilancio  l'ha
  portato  alla  Regione o meno, di dare tutti  i  documenti  che  ha
  chiesto la Corte dei Conti che ancora questo Governo regionale  non
  ha dato alla Corte dei Conti, agire in questo modo e poi portare un
  provvisorio  siffatto porta sempre ad una confusione  continua  sia
  d'Aula  che nei conti che nelle situazioni e abbiamo sempre addosso
  la  Corte  dei  Conti,  avete la Corte  dei  Conti  che  vi  tirerà
  nuovamente le orecchie per il modo di operare.
   Noi siamo fortemente contrari a questo modo di operare, nel merito
  ne abbiamo parlato dei singoli articolo, abbiamo espresso le nostre
  opinioni,  è il metodo che non va e questo metodo, voi vi  facevate
  il  vanto  di essere il Governo che avrebbe fatto solo un esercizio
  provvisorio, due su due siamo
   Già  avete  fatto l'en plein  Tre su due, certo perché  in  questo
  momento  siamo  a  tre  su due  Quindi oltre  a  ribadire  il  voto
  contrario il metodo lo dovete cambiare

   CATALFAMO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la  Sicilia
  annuncio il voto favorevole ripetendo come già fatto nel mio  primo
  intervento di stasera, perplessità sul metodo di lavoro utilizzato,
  per  grande  senso  di responsabilità nei confronti  dei  cittadini
  siciliani  e  delle famiglie comunque abbiamo dato il  nostro  voto
  favorevole e lo faremo anche in sede di voto finale.

   AMATA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, Semplicemente  per
  ribadire  il  voto favorevole di Fratelli d'Italia, un  disegno  di
  legge  che  è stato elaborato in maniera molto attenta,  precisa  e
  scrupolosa dalla Commissione  Bilancio'.
   Credo  che stasera finalmente abbiamo messo in sicurezza  tutti  i
  lavoratori e quindi questo può essere un ottimo risultato.

   LANTIERI. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE.  Ne  ha facoltà. E poi si vota, quindi  se  c'è  gente
  fuori  che è in bagno, la volete chiamare, perché si vota  tra  due
  minuti. Grazie.

   LANTIERI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Solo   per
  dichiarare da parte del Gruppo parlamentare  Ora Sicilia   il  voto
  favorevole  anche  perché è una norma dove si  parla  solamente  di
  stipendi; è una norma fatta per i siciliani.
   Volevo  ringraziare  l'assessore  Scavone  e  l'assessore  per  il
  bilancio  per  la  norma che dà la possibilità  ai  lavoratori  del
  reddito minimo di prendere uno stipendio che è da tanti mesi che lo
  attendevano.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della
         Regione per l'esercizio finanziario 2020  (n. 678/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge  Autorizzazione all'esercizio provvisorio del
  bilancio  della  Regione  per  l'esercizio  finanziario  2020   (n.
  678/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti ....... 59
   Maggioranza .............  27
   Favorevoli ...............    35
   Contrari .....................  17
   Astenuti .....................   0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ci  rivediamo  già  la  prossima
  settimana,  a  partire  da  martedì,  perché  le  Commissioni    si
  riuniscono già domani per quegli emendamenti che abbiamo rimandato.
  Buona serata e grazie a tutti.


                 La seduta è tolta alle ore 19.43 (*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                         170a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 28 gennaio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -COMUNICAZIONI

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio