Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.07
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, prima di procedere con le
Comunicazioni, informo l'Aula che la seduta verrà rinviata alle ore
16.45, dato che la V Commissione è ancora riunita ed ha chiesto
questa deroga.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Arancio e Catanzaro.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Cafeo è in missione per la
giornata dell'11 febbraio 2020.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
e comunicazione relativa a dati anagrafici
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota datata 30 gennaio 2020, pervenuta alla Segreteria
generale il 4 febbraio successivo e protocollata al n. 999/AulaPG
RagPG del 5 febbraio 2020, l'on. Mario Caputo ha dichiarato di
aderire al Gruppo parlamentare Forza Italia ;
- con nota datata 30 gennaio 2020, pervenuta alla Segreteria
generale in pari data e protocollata al n. 849/SgPG-CedPG-AulaPG
del 31 gennaio 2020, l'on. Mario Caputo ha chiesto che nel sito
web istituzionale dell'Assemblea nonché in tutti gli atti ufficiali
sia menzionato nel modo seguente: on. Mario Caputo , in conformità
con i dati anagrafici del sottoscritto [Mario Caputo] anziché
[con] quelli riportati in Gazzetta Ufficiale in occasione della
candidatura. .
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, come anticipato la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 16.45.
(La seduta, sospesa alle ore 16.11, è ripresa alle ore 17.02)
La seduta è ripresa.
Sull'ordine dei lavori
CALDERONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, ho avuto modo di parlare con quasi
tutti i Gruppi parlamentari. Poiché ho un impegno personale - nella
tarda serata devo essere nella mia città - chiedevo se era
possibile trattare per primo il disegno di legge sull'inquinamento,
che è all'ordine del giorno.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Calderone, proprio questa mattina abbiamo fatto un incontro in IV
Commissione con il Direttore tecnico dell'ARPA e gli Uffici della
Commissione Ambiente, era presente il Presidente Savarino, ed è
venuta fuori la necessità di rivisitare due articoli in due parti
tecniche molto importanti, secondo gli Uffici.
L'ARPA ha assunto l'impegno di valutarli e di dare una soluzione
nel giro di 24 ore. Quindi, vorrei chiederle di attendere questo
momento di ulteriore approfondimento, perché il rischio che viene
paventato dagli Uffici è di approvare una norma che tutti vogliamo,
ma che non deve essere, ovviamente, impugnabile in ragione di due
errori che, ripeto, sono in corso di valutazione. Allo stato
potrebbero inficiare la bontà della norma.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, gli Uffici, l'ARPA, avevano un anno
di tempo per fare questa verifica. Perché ho presentato, insieme ai
colleghi parlamentari e anche con il Movimento Cinque Stelle fu
accorpata la legge, è stata depositata il 2 ottobre del 2018.
L'ARPA è venuta in Commissione diverse volte ed è inaccettabile che
oggi .
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Gli Uffici della
IV Commissione
CALDERONE. Lei non mi interrompa perché io non l'ho interrotta.
Abbia lo stesso garbo che io ho nei suoi confronti.
E' inaccettabile, anche da un punto di vista procedurale. Si dice
nei processi e nelle cause La legge è matura per la decisione .
Nel senso cioè che oggi viene in Aula e, da un punto di vista
procedurale, non necessita di nessun intervento del Governo.
Se la legge successivamente avrà, presenterà dei profili di non
legittimità o, dico meglio, di illegittimità è altra cosa, i
territori inquinati, i siti inquinati hanno necessità di avere
questa legge e, per una serie di meline, questa legge che riguarda
la Valle del Mela, la Valle delle parrucche dove si muore di
cancro, viene sempre rinviata con qualsiasi accorgimento.
Presidente, la legge oggi va e sarà in Aula, e deve essere votata,
io sono contrario a qualsiasi rinvio, anche perché mi sfugge la
norma regolamentare e procedurale invocata dall'onorevole assessore
Cordaro.
PRESIDENTE. No, io volevo chiarire una cosa, proprio quello che ha
detto il Governo, chiede ventiquattro ore di tempo per...
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io ringrazio il collega Calderone
che è più anziano di me per la lezione di garbo, però volevo
precisare meglio quanto ho detto: sono gli Uffici della IV
Commissione che hanno chiesto all'Arpa un ulteriore
approfondimento.
Ecco, non è l'Arpa che stamattina si è svegliata, perché l'Arpa ha
già, con tutte le difficoltà del caso, concluso la sua attività
istruttoria, quindi, continuando a ringraziarla, volevo precisare
questo, che la richiesta di approfondimento viene dall'Assemblea
Regionale, cioè da quella Assemblea che oggi lei qui in Aula, come
me, rappresenta.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi unisco
al collega Calderone nella richiesta di votarlo oggi stesso.
Il tempo che è passato è più che sufficiente, è stato sufficiente,
gli stessi Uffici della IV Commissione insieme a me, i dipendenti,
abbiamo visto le opportune correzioni da apportare, e sono tre
emendamenti della Commissione in quel disegno di legge, quindi, non
vedo altri ostacoli, abbiamo fatto non so quante audizioni in IV
Commissione per parlare di questo disegno di legge.
Credo che sia opportuno e necessario per quelle 310 mila persone
che vivono nei siti inquinati, proprio in quei territori, i 50 mila
circa nel Distretto di Pace del Mela, Milazzo, etc , 200 mila nella
parte di Priolo e altri 50 mila dalle parti di Gela, più tutti quei
cittadini che, in un modo o nell'altro, sono interessati da queste
vicende, quindi, parliamo di quasi un milioni di abitanti, non
possiamo più perdere tempo
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che sia assolutamente necessario trattare questa legge oggi, perché
i territori non possono aspettare ulteriormente altri tempi, che ci
sono già stati per degli approfondimenti. Credo che sarebbe un
messaggio devastante per una popolazione numerosissima se oggi
questa Assemblea non si dovesse prendere la responsabilità di
trattare questo provvedimento, che è un provvedimento che
richiedono i Territori a gran voce.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
personalmente ho seguito i lavori della Commissione, e questo è
l'iter che ha fatto il disegno di legge.
Riteniamo, pertanto, signor assessore, che il tempo che è
trascorso per approfondirne i temi oggi ci debbano indurre ad
un'azione di responsabilità, altrimenti, la Commissione è come se
non avesse lavorato bene e adeguatamente, se l'Arpa avesse voluto
fare dei rilievi
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Lo chiede la IV
Commissione
LO CURTO. Non è l'Arpa, allora chi sono gli Uffici legislativi
dell'Assemblea? Ma gli Uffici legislativi hanno seguito l'iter
CALDERONE. Avevano due anni di tempo
LO CURTO. Ribadisco anch'io la necessità di portare all'ordine del
giorno, di mantenere il punto all'ordine del giorno, e anche di
votarlo, così come ha chiesto il collega Calderone, con priorità
anche rispetto alla legge che è già posta come primo punto
all'ordine del giorno, e di cui io sono la prima firmataria.
Però mi rendo conto che noi questa non la dobbiamo rinviare, che
nell'ordine delle priorità rappresenta una priorità anche per le
questioni di salute che sono state veramente fin troppo trascurate
e dobbiamo certamente, anche gli Uffici legislativi che hanno
seguito l'iter, avranno sicuramente avuto modo di capire che questo
disegno di legge, oggi, deve passare dall'Aula, non ci sono più i
tempi per rinviare, per approfondire, perché ogni approfondimento
ed ogni rinvio, probabilmente, è anche una catastrofe in più sul
piano della salute.
SAVARINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della IV Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, forse c'è stato un equivoco di base, perché
c'erano dei piccoli aggiustamenti da fare, e come Commissione li
abbiamo fatti, quindi, riteniamo che gli emendamenti che la
Commissione ha presentato, siano già sufficienti a coprire le
perplessità che venivano sollevate dall'Arpa.
Seguito della discussione del disegno di legge Disposizioni in
materia di contrasto all'inquinamento (nn. 369 - 435/A)
PRESIDENTE. Mi pare che il problema è stato risolto, e se non
sorgono osservazioni all'indicazione di trattare di questo disegno
di legge, si passa al seguito della discussione del disegno di
legge Disposizioni in materia di contrasto all'inquinamento (nn.
369- 435/A), posto al numero 6) del II punto dell'ordine del
giorno.
Invito i componenti la IV Commissione a prendere posto
nell'apposito banco.
La discussione generale era stata rinviata a questa seduta.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
onorevole Savarino, per svolgere la relazione.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo è un disegno di legge
parlamentare che viene dallo spunto di due colleghi, uno di
opposizione e uno di maggioranza, che ha visto tutta la Commissione
impegnata a collaborare perché venisse fuori un testo di legge
condiviso, per dare una risposta forte a quella che è un'esigenza
territoriale avvertita nelle zone altamente inquinate.
Sappiamo già che il Presidente Musumeci, il Governo Musumeci sta
approvando il piano della qualità dell'aria, che a breve arriverà
per il parere in Commissione, e che su questo tema sta investendo
moltissime energie.
Questo disegno di legge, voluto dai colleghi, e condiviso
all'interno della Commissione, vuole integrare quest'azione svolta
dal Governo Musumeci portando anche in Sicilia un modello che ha
funzionato in Veneto, che è il modello del Simage, che fa in modo
che vengano messe in rete tutti i dati proiettati nell'area di
queste zone altamente inquinanti, anche attraverso un lavoro
sinergico con le imprese che hanno, devo dire con grande onestà
intellettuale, dato la loro disponibilità a condividere un percorso
che possa rasserenare i cittadini di queste aree rispetto, appunto,
all'inquinamento reale che in queste aree c'è.
Con questo sistema del cosiddetto Simage', si può individuare
immediatamente, in tempo reale, da dove arrivi l'eventuale
inquinamento anomalo. E in questo caso è stato ritenuto, vista la
normativa vigente, darle a favore delle comunità che subiscono
questo maggiore inquinamento, in modo tale da rendere
immediatamente visibile quella che è la penalizzazione di chi
inquina in queste realtà.
Ci siamo mossi, dicevo, in sinergia e ascoltando tutti, ritengo
che questo disegno di legge possa essere una risposta importante
per un area vasta che, se dovesse funzionare, potrebbe essere anche
esportabile, in altre aree della stessa Sicilia.
PRESIDENTE. SI passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Finalità
1. La presente legge ha come obiettivo primario la tutela del
diritto alla salute dei cittadini siciliani realizzata attraverso
la previsione di un sistema di monitoraggio delle emissioni e di un
sistema sanzionatorio in conformità con la normativa nazionale e
comunitaria».
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Promozione del monitoraggio delle emissioni
1. L'Assessorato regionale del territorio e ambiente e
l'Assessorato regionale della salute, di concerto con l'Agenzia
regionale per la protezione dell'ambiente della Sicilia (ARPA) e
con i comuni interessati, promuovono, nella sfera delle rispettive
competenze ed attraverso le tecnologie più avanzate, un costante
monitoraggio delle emissioni provenienti dagli impianti industriali
ubicati sul territorio».
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Installazione ulteriori postazioni di controllo
1. Per fini conoscitivi e statistici, i sindaci dei comuni delle
zone ad alto rischio di crisi ambientale, di concerto con l'ARPA,
possono istallare nel territorio di loro competenza ulteriori
postazioni di controllo volte a verificare le emissioni dei
parametri non normati nell'aria e, periodicamente, possono
pubblicare sul sito internet del Comune i relativi risultati».
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«TITOLO II
SIMAGE
Art. 4.
Istituzione e finalità del Sistema integrato per il
monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze in
Sicilia (SIMAGE)
1. E' istituito il Sistema integrato per il monitoraggio
ambientale e la gestione delle emergenze in Sicilia (SIMAGE).
2. Il SIMAGE può essere integrato dalla stipula di Accordi di
programma o altre tipologie di Accordi volti al coordinamento delle
attività dei soggetti pubblici e delle imprese private per le
finalità della presente legge.
3. Il SIMAGE persegue il fine di tutela della salute e
dell'ambiente nel territorio in cui è ubicata l'area industriale,
attraverso il monitoraggio continuo, l'analisi e la trasmissione in
tempo reale delle informazioni raccolte.
4. Il SIMAGE garantisce un efficace flusso di informazioni tra
stabilimenti industriali, enti di controllo e popolazione.
5. II SIMAGE ha il compito di gestire le emergenze, garantendo
informazioni in tempo reale, nei seguenti casi:
a) eventi incidentali in stabilimenti a rischio di incidente
rilevante;
b) superamento del livello di soglia di allarme e della soglia di
informazione di cui all'Allegato XII del decreto legislativo
155/20l0 per uno o più inquinanti.
6. I costi aggiuntivi per il funzionamento del SIMAGE, rispetto
alle attività ordinariamente svolte, possono essere sostenuti da
contributi e finanziamenti volontari dei privati ovvero dei comuni
interessati».
Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, non tanto sull'emendamento, volevo chiedere al
Presidente della Commissione se la istituzione di questo sistema di
monitoraggio - il Governo Musumeci ha adottato già una serie di
iniziative, però poi prima della conclusione chiederò la parola per
questo - desideravo sapere se l'istituzione di questo sistema, che
prevede anche poi l'introduzione di una serie di nuovi centri di
rilevamento e di centraline, prevede un impegno economico.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Allora, noi
abbiamo ritenuto in questa prima fase di farlo con un accordo
sottoscritto nelle varie realtà con i Comuni, che hanno già dei
fondi destinati, e con le imprese che in Commissione hanno
rassegnato la disponibilità totale a venire incontro alle esigenze,
quindi anche economiche, rispetto a questi accordi territoriali che
sono stati già esempi virtuosi in Veneto, e che noi vogliamo
riproporre in Sicilia.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, il tema
che io pongo all'Aula è un tema molto delicato, e auspico di avere
un contributo da parte della Commissione o dei presentatori.
La Sicilia, il Governo della Regione siciliana, il 18 luglio del
2018 ha approvato per la prima volta il Piano della qualità
dell'aria. Questo Piano della qualità dell'aria, in una formula che
prevede un'interazione molto intensa con il Ministero
dell'ambiente, prevede una serie di passaggi e una serie di
attività ben precise, che devono essere normate e che devono essere
eseguite per non incorrere in una pre infrazione o, peggio, in
un'infrazione europea.
Qualche settimana addietro io ho incontrato i rappresentanti dei
petrolieri, i quali mi sottopongono la necessità di un confronto,
perché è necessario valutare e confrontarsi su alcuni temi.
CALDERONE. Si vede che li ha incontrati.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi parla di
garbo, onorevole Calderone. Mi faccia finire.
Allora, posto che il Governo ha assunto una posizione di
intransigenza sulla tutela e sui parametri del Piano della qualità
dell'aria, e lo ha fatto, come dire, rappresentando nuovamente, se
ve ne fosse bisogno, che la Sicilia soprattutto nelle tre aree
AERCA, ossia le aree ad elevato rischio di crisi ambientale, che
sono quelle del siracusano, del milazzese, di Pace del Mela e
quella di Gela, per noi i parametri quelli sono e quelli devono
restare. Ecco, quando mi si parla di imprenditori, io vorrei capire
chi sono genericamente questi imprenditori, perché se il Governo
dice che la posizione è una, e il Piano della qualità dell'aria non
si può discutere, e d'altro canto ci sono degli interventi che
invece possono vedere parte attiva soggetti che, in qualche modo,
partecipano al finanziamento di un'attività assolutamente virtuosa
come il SIMAGE, credo che potrebbe esserci un momento di conflitto.
Quindi, fermo restando che la legge, che questa legge e solo
questa legge al netto di tutto quello che ha fatto l'Assessorato e
il Governo, e l'Aula, e che quindi il Governo non può che prenderne
atto, però non vorrei che domani dovessimo trovarci di fronte a
qualcosa che potrebbe mettere in imbarazzo non me, non il Governo,
non il Presidente Savarino, ma la Regione siciliana.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che non
posso che essere d'accordo sulle finalità di questa legge, che ha
l'ambizione di costruire un sistema di rete delle informazioni che
possano consentire di avere in tempo reale lo stato
sull'inquinamento dei luoghi.
Però, sono stato sollecitato a questo intervento dopo le parole
della Presidente della Commissione che, alla domanda specifica del
Governo - è singolare che il Governo chieda alla Commissione come
si copra, qual è il costo di questa legge, no, no, nel senso che il
Governo credo ci fosse in Commissione.
Siccome io sono d'accordo con lei, assessore, che qui stiamo
parlando di una cosa delicata, proprio perché è una cosa seria, se
facciamo una legge che stabilisce che all'articolo 6, anzi no,
all'articolo 4 il SIMAGE può essere sostenuto da contributi e
finanziamenti volontari, da privati ovvero dai comuni interessati,
Presidente, è come se istituissimo l'AVIS e consentissimo a Dracula
di poterlo finanziare. Perché quali saranno i privati che hanno in
qualche modo l'interesse a far finta di monitorare il sistema
dell'inquinamento?
Gli stessi privati del settore del petrolchimico sono facilmente
individuabili, che come foglia di fico , come dire, costituiscono
gli elementi per prevenire accuse di inquinamento.
Lo dico perché, mai come in questo settore, l'esercizio della
funzione pubblica è un elemento di garanzia della terzietà. Cioè il
monitoraggio e tutto quello che ne consegue, rispetto agli effetti
sull'inquinamento, deve essere in capo alla Pubblica
Amministrazione, a garanzia della terzietà e della tutela
dell'interesse pubblico.
Ora, che io possa fare una legge in cui dico che il monitoraggio
lo affido a coloro che di fatto - non c'è scritto così, ma questo
succederà - perché poi sappiamo i comuni, poveracci, non sono nelle
condizioni di fare chissà cosa. Quindi alla fine le uniche risorse
potenziali disponibili saranno quelle delle aziende che, in qualche
modo, operano in questo settore. Beh, io la ritengo per davvero una
scelta sbagliata. Ripeto, chi può essere contrario a questa legge?
Nessuno Ma se facciamo una legge che vuole avere un minimo di
efficacia dobbiamo anche essere seri e metter la Pubblica
Amministrazione a tutela dell'interesse pubblico - non affidarlo,
possono essere anche non si capisce bene chi, come, con quali
modalità. Io suggerirei ai colleghi di approfondire questa
questione, non stiamo parlando di una questione di lana caprina.
Approfondire questa questione, perché stiamo parlando del chi può
agire in nome dell'interesse pubblico. Io credo solo la pubblica
amministrazione, non altri. Non altri, perché altrimenti creiamo un
meccanismo in cui, ripeto l'ho detta come battuta, affidiamo a
Dracula la responsabilità di gestire l'AVIS.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Rinuncio a parlare.
PRESIDENTE. Il problema è, però, le cose che sono state dette poco
fa dall'onorevole Cracolici non sono cose così, dette tanto per
dire.
CALDERONE. Vabbè, verrà cassato
PRESIDENTE. No, no. Non c'entra, onorevole Calderone. Questo
argomento, se mi permettete, merita un momento di riflessione.
Accantoniamo questo disegno di legge per dieci minuti.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. No.
PRESIDENTE. Scusate, qui il problema è che sto dicendo una cosa
diversa rispetto a quello che è il testo. Datemi dieci minuti di
tempo che con gli uffici verifico, in buona sostanza, se necessita
una copertura finanziaria.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi non volevo parlare
per evitare di perdere tempo. Per rassicurare l'Aula, i colleghi e
anche il Governo, abbiamo analizzato questo disegno di legge è
stato analizzato in Commissione, col lavoro di tutti i componenti
della Commissione, e che è stato fatto un gran lavoro e vi posso
assicurare, tranquillamente, che quanto paventato dal collega non è
nei fatti.
Mi spiego. Il controllo della qualità dell'aria è comunque in capo
alla Pubblica Amministrazione ed è sempre, comunque, soggetto alle
leggi nazionali, il 152, il 155 ecc. ecc. quindi sono disposizioni
che già ci sono. Questo disegno di legge è uno strumento in più per
gli attori principali, per l'Arpa, messo in mano alle Arpa per
migliorare il controllo ai sensi del 152 o del 155, ripeto, è uno
strumento in più. Quelle parti che lei ha visto, che avete visto lì
scritte, sono perché una partecipazione passiva da parte del
privato ci vuole, perché ovviamente è il privato, l'industria che
emette in atmosfere queste sostanze, quindi devono essere comunque
coinvolti.
La norma è stata studiata in tutti i dettagli proprio per evitare
qualsiasi conflitto, non è prevista una spesa ed è sicuramente uno
strumento in più messo in mano alla pubblica amministrazione perché
deve essere la pubblica amministrazione a controllare la qualità
dell'aria. Spero che sia chiaro sia stato chiarito il problema.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo comma 6 va cambiato, quindi
possiamo andare avanti e lo modificate, onorevole Calderone. Questa
è la decisione della Presidenza, andiamo avanti nel frattempo
modificate questo comma 6, stabilite che non ci sono costi
aggiuntivi, presentate un emendamento in cui si chiarisce che non
ci sono costi aggiuntivi.
L'articolo 4 è accantonato in attesa di questo emendamento.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Funzionamento del SIMAGE
1. I gestori degli impianti industriali, di concerto con l'ARPA e
con i sindaci dei pertinenti Comuni, possono individuare le
strutture presso cui ubicare le sale operative SIMAGE.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con decreto emanato dall'Assessore per il territorio e
l'Ambiente, sono stabilite le ulteriori modalità di funzionamento
del SIMAGE.
3. Al fine di massimizzare il flusso di informazioni provenienti
dalla rete di monitoraggio, il decreto di cui al comma 3 può
stabilire l'implementazione delle stazioni di misurazione, anche
con l'installazione di apparati in grado di rilevare ulteriori
sostanze inquinanti attualmente non monitorate, garantendo così una
più diffusa copertura del territorio ed una rilevazione capillare
dei dati.
4. Le attività del SIMAGE si possono integrare, aggiungere o
sostituire con le attività già svolte dai diversi soggetti
interessati».
Onorevoli colleghi, è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 5.1.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione è favorevole
all'emendamento 5.1. Però non vorrei tornare all'articolo 4, ma già
l'emendamento al comma 6 sui costi aggiuntivi l'avevamo presentato.
PRESIDENTE. Parliamo dell'articolo 5, poi ci torniamo all'articolo
4, presidente Savarino.
Il parere del Governo sull'emendamento 5.1?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con riferimento all'articolo 5
vorrei invitare i presentatori del disegno di legge a modificare
l'articolo 5 ed il comma 1, nella misura in cui mi pare
particolarmente sconveniente stabilire che i gestori degli impianti
industriali, di concerto con l'Arpa e con i sindaci dei pertinenti
comuni, possono individuare le strutture. Mi sembrerebbe più
corretto dire che il sistema SIMAGE è istituito presso l'Arpa, se
l'Arpa deve svolgere questo ruolo.
Allora, se si potesse riscrivere, perché come vede, onorevole
Calderone, noi stiamo lavorando in progress, avevo chiesto
ventiquattrore però lei dice che, no, no per carità ed io ci provo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei fare
perdere tempo all'onorevole Pasqua che aveva rinunciato per non
perdere tempo, anche qui leggo un comma che mi fa rabbrividire, che
vuol dire che le attività del SIMAGE, che come è stato rilevato ai
sensi del comma 1 è fatto da pubblico, privato ecc. ecc. si possono
integrare, aggiungere o sostituire con le attività già svolte dai
diversi soggetti interessati.
Cioè, scusate, cosa avete scritto in questo testo? Che un
organismo misto, pubblico o privato, può sostituire le procedure
previste dai soggetti pubblici. Scusate, ma si ha contezza? Non è
così onorevole Pasqua, le leggi non sono quelle che ha in mente lei
o io, le leggi sono quelle che una volta pubblicate sulla Gazzetta
Ufficiale c'è qualcuno che li deve applicare sulla base di quello
che c'è scritto, non di quello che avremmo voluto dire.
Qui leggo che le attività del SIMAGE sono sostitutive delle
attività previste dai soggetti interessati, i soggetti interessati
sono l'Arpa, la Asp, i comuni, cioè stiamo parlando dei soggetti
istituzionali che hanno il compito della tutela della salute, e
scriviamo in una legge che un organismo, lasciamo stare che poi
possono, forse potrebbero, non si sa se lo faranno, comunque
sostituisce le procedure, io, ripeto, in me c'è la più grande
disponibilità di fare una legge che serva al Territorio,
figuriamoci in questi territori particolarmente - come dire - a
rischio, come il messinese, Milazzo, Barcellona, Gela, Priolo, etc.
etc., ma facciamo delle leggi che abbiano una loro razionalità.
Io mi rifiuto di votare una legge dove c'è un soggetto che
sostituisce soggetti pubblici nella tutela che la legge a loro
assegna compiti pubblici a loro destinati. Allora, o si riscrive, o
fate come volete, ma una legge così, da questo Parlamento, non può
uscire.
PRESIDENTE. C'è qualche altro che chiede di parlare? No. Allora,
relativamente all'emendamento 5.1, Presidente Savarino?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Parere
favorevole. Abbiamo già presentato .
PRESIDENTE. E' un emendamento tecnico? E' un emendamento tecnico
questo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Si, abbiamo già
presentato gli emendamenti che vanno incontro alle sollecitazioni
dell'Assessore, e anche dell'onorevole collega.
PRESIDENTE. A quale articolo mi scusi, onorevole Savarino?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sempre al
cinque. Abbiamo appena presentato.
PRESIDENTE. Ah, perfetto. Allora intanto passiamo all'esame
dell'emendamento 5.1. Parere favorevole della Commissione. Parere
del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Vediamo gli emendamenti all'articolo 5 che la Commissione ha
predisposto. Un attimo di pazienza.
CRACOLICI. Lo possiamo avere?
PRESIDENTE. Sì, certo, lo stanno collazionando. Sospendo la seduta
per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore17.32, è ripresa alle 17.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
all'articolo 5 due emendamenti, che invito gli Uffici a
distribuire. L'emendamento 5.2 ed emendamento 5.3, a firma della
Commissione.
Nelle more della distribuzione di questi emendamenti, il 5.2 fa
cenno alla ubicazione presso le sedi dell'ARPA. Presidente
Savarino, nell'articolo 4, all'emendamento 4.1 era scritto presso
l'Assessorato territorio e ambiente. Quindi sarà soppresso questo
emendamento?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Come
responsabilità politica è quella dell'Assessorato. Comunque l'ARPA
risponde sempre all'Assessorato. Quindi la logica è quella.
PRESIDENTE. Lo so questo. Allora bisogna cambiare questa dizione
Spresso l'Assessorato bisogna scriverlo in maniera diversa. Perché
qui indicate la sede dell'ARPA
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, non è
fisicamente. Mentre nel 5 è fisicamente presso l'ARPA, le sedi
dell'ARPA, quello
PRESIDENTE. Però credo che la formulazione del 4.1 debba cambiare,
vanno in contraddizione il 5.2 con l'articolo 4.1, onorevole
Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Io penso che
quella dell'ARPA è una specificazione fisica dell'Assessorato al
territorio.
PRESIDENTE. Si passa alla votazione dell'emendamento 5.2. La
Commissione l'ha presentato.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 5.3. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Un attimo .
PRESIDENTE. La parola si hanno tolto, Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, la parola
si o, anche, hanno lasciato solo possono integrare togliendo
aggiungere e sostituire ? Presidente, hanno tolto solo la
particella si oppure hanno tolto anche le parole aggiungere o
sostituire ed è rimasto le attività del SIMAGE possono integrare
le attività già svolte da diversi soggetti interessati ?
PRESIDENTE. Si, no, no, sono tolte perché c'è la virgola, si
possono integrare, aggiungere o sostituire , è sostituito soltanto
con possono integrare , quindi, recita così il comma le attività
del SIMAGE possono integrare le attività già svolte dai diversi
soggetti interessati .
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Benissimo,
allora il parere del Governo è favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
votazione l'articolo 5, così come emendato.
(È approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Acquisizione ed elaborazione dati
1. Presso la sala operativa SIMAGE confluiscono i dati acquisiti
dai Sistemi di monitoraggio delle emissioni (rilevatori/sensori dei
singoli camini industriali), da altri rilevatori di emissioni
diffuse, dalle stazioni aziendali e dalle stazioni di misurazione
della rete del Programma di valutazione e dalle eventuali stazioni
di cui all'articolo 3. A tal fine è predisposta una postazione
attiva per il servizio di ricevimento dei dati e per la successiva
elaborazione con modelli di dispersione e trasporto degli
inquinanti in atmosfera, finalizzata all'individuazione della
sorgente emissiva, in caso di superamento dei limiti emissivi, ed
alla previsione dell'andamento della qualità dell'aria, non
superiore ai successivi 3 giorni, per l'attivazione tempestiva di
misure di tutela della popolazione.
2. I dati di cui al comma 1 sono elaborati con apposito software
di elaborazione della modellistica di dispersione che rappresenta,
ove possibile, la visualizzazione grafica della estensione, del
punto di origine e della natura delle sostanze rilevate.
3. In caso di anomalie, superamento dei limiti o di incidente, gli
addetti di sala operativa si interfacciano con i referenti dei
gestori delle stazioni di misurazione, dei sistemi di monitoraggio
delle emissioni o di altri soggetti interessati, e inviano le
necessarie comunicazioni e informazioni alle autorità competenti
per l'immediato intervento.
4. Tutti i dati rilevati ed elaborati sono a disposizione
dell'autorità giudiziaria».
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
solo per avere qualche chiarimento sull'articolo 6, laddove si dice
che presso la sala operativa SIMAGE confluiscono i dati acquisiti
ai sistemi di monitoraggio delle emissioni, cioè si descrive
l'attività e si parla al comma 3 degli addetti alla sala operativa.
Quale personale, di fatto, svolgerebbe questa attività? È una
domanda che rivolgo alla Commissione e al Governo.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Quelli
dell'Arpa che hanno il monitoraggio.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.03)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Procediamo alla distribuzione dell'emendamento 6.1, a
firma del Presidente della Commissione. L'emendamento recita:
«All'articolo 6 comma 3, dopo le parole addetti di sala operativa'
sono aggiunte le seguenti: individuati nell'ambito del personale
dell'ARPA, che già svolge le medesime funzioni'».
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Scusate
restringere il campo alle medesime funzioni, considerata la carenza
di personale che soffre, in questo momento, l'Arpa, è vero che
adesso superato l'ultimo passaggio e quello dei Revisori dei Conti,
ovviamente dell'Arpa, potremo dare il via ai concorsi e, quindi,
alle auspicate nuove assunzioni, ma io lo lascerei senza che già
svolgono le medesime funzioni', perché altrimenti restringiamo
troppo il campo e chi ha già difficoltà a svolgere i ruoli attuali
si troverebbe ad essere caricato, qualora dovesse partire il
SIMAGE, poi a svolgere anche il ruolo che viene attribuito al
SIMAGE, quindi vi chiederei, se siete d'accordo, di preparare un
subemendamento che si ferma alla parola Arpa'.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, serviva solo a specificare che
queste funzioni l'Arpa le svolge già. Per capirci, in maniera molto
semplice: è come se un dirigente, un operatore lavora utilizzando
un Commodore 64 e noi gli diamo invece un Apple di ultima
generazione. Ecco, quindi svolge già quelle funzioni con il
Commodore 64, il SIMAGE lo mette in condizione di avere invece un
Apple di ultima generazione. Era per questo, quindi non ci sono né
funzioni aggiuntive, sono funzioni che già vengono svolte, in
questo modo hanno un potenziamento di strumentazione.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, io mi sento di confortare i colleghi che,
giustamente, chiedono chiarimenti. Capiamoci, oggi, le varie Arpa,
nelle varie ex province vengono chiamate dai cittadini, dai Comuni,
a fare continuamente controlli e ci dicono che vista la
farraginosità delle operazioni ed il fatto che si devono recare sul
posto con una quantità di personale in effetti molto esigua, non
riescono. Invece, noi con questi strumenti informatici addirittura,
con certezza, possiamo dire che velocizziamo il loro lavoro, quindi
gli togliamo del lavoro perché, materialmente, non si devono più
recare nelle campagne, nelle zone industriali, ma il loro lavoro
sarà svolto da queste centraline, con questo sistema informatico
potranno monitorare, addirittura, collaborando anche con le varie
industrie, i vari impianti, nel monitoraggio e nel controllo.
Quindi, stiamo andando ad alleggerire, non dobbiamo preoccuparci
di questa cosa quando, invece, normalmente nelle varie leggi che
andiamo ad approvare ci dobbiamo preoccupare che a nuove funzioni
dobbiamo mettere soldi, ma questa cosa non esiste.
Tra l'altro stiamo proprio sgravando dei campionamenti e le
rilevazioni da fare sul luogo, recarsi con i loro mezzi, catturare
i campioni di aria perché, in questo caso grazie alla tecnologia,
avremo maggiore capacità di performance proprio dell'Arpa che,
diciamo, esce un po' da quel sistema manuale dei rilevamenti.
Quindi, credo che togliendo già svolge', qui forse è stato un
eccesso di zelo per volere chiarire, però già l'emendamento 6.1,
anche senza l'ultimo rigo, va benissimo.
PRESIDENTE. Onorevole Foti, va benissimo tutto. O c'è un
subemendamento o l'emendamento in questione è il 6.1. Non ci sono
subemendamenti, il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. L'ultimo
appunto che mi permetto di sottoporre all'attenzione dell'Aula è
relativo alla richiesta che vi faccio di espungere il comma 4. Il
comma 4 rappresenta a tutto voler concedere una tautologia, per non
voler essere più incisivi, cioè abbiamo scritto - dico abbiamo per
amor di patria - tutti i dati rilevati ed elaborati sono a
disposizione dell'autorità giudiziaria'.
PRESIDENTE. E' superfluo
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. No, non
soltanto è superfluo, signor Presidente, mi perdoni, ma vorrei
ricordare ai colleghi che, certamente lo sanno, ma mi permetto di
ricordarglielo, che abbiamo nell'Arpa quaranta ufficiali di P.G. in
Sicilia tutti decretati dai prefetti, lo ricordo anche ai colleghi
del Movimento Cinque Stelle che lo sanno e peraltro abbiamo anche
la collaborazione assolutamente efficace e concreta del NOR del
Corpo Forestale, quindi non c'è bisogno che lo mettiamo nella
legge, diciamo che tutti i dati che loro assumono quando superano i
livelli e comunque, in ogni caso, sono già a conoscenza
dell'autorità giudiziaria, quindi mi permetto di chiedervi di
espungere il comma 4.
PRESIDENTE. Sì, va bene, attendiamo la presentazione di questo
emendamento.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. La Commissione
ha sottolineato che era ultroneo, in effetti, però i colleghi ci
tenevano a sottolinearlo per magari dare maggiore incisività, ma
ovviamente è ultroneo.
PRESIDENTE. Presentate il subemendamento così lo distribuiamo.
Intanto, cominciamo con la votazione dell'emendamento 6.1, che ha
il parere favorevole della Commissione. Il parere del Governo? Non
ci sono subemendamenti, Assessore.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Quindi, è
rimasto quello originale? Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Il Governo si rimette all'Aula. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.2 che contiene la soppressione
dell'intero comma 4.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io non ce l'ho.
E' il comma 4?
PRESIDENTE. E' stato presentato. Sì, comma 4 dell'articolo 6.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6, nel testo risultante, con il
parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Attività dì controllo e comunicazioni alla popolazione
1. Per il controllo della qualità dell'aria e il monitoraggio
delle ricadute, in caso di superamento dei limiti o di incidente, è
attivabile, anche da remoto, una rete di campionamento, costituita
da canister e campionatori ad alto volume, installati in siti
scelti da ARPA Sicilia di concerto con i comuni interessati.
2. I comuni possono installare sistemi di comunicazione degli
eventi alla popolazione costituiti da pannelli a messaggio
variabile (PMV) sui quali riportare i dati della qualità dell'aria
ed eventuali messaggi di allerta in caso di incidente. I comuni
possono altresì attivare sistemi di messaggistica telefonica».
Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione è favorevole.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Fruibilità ed utilizzo dati
1. I dati confluiti presso la sala operativa di cui all'articolo 6
sono fruibili in formato aperto e sono riutilizzabili per la
promozione di progetti di elaborazione e diffusione dei dati, nel
rispetto della disciplina sul trattamento dei dati personali».
Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione è favorevole.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Prima di esaminare l'articolo 9, si ritorna all'articolo 4,
precedentemente accantonato così, eventualmente, se dovessimo fare
delle modifiche, poi con l'articolo 9, potremmo farlo.
Ci sono emendamenti all'articolo 4, presentati dalla Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, Presidente,
perché la sua sollecitazione noi l'avevamo raccolta poco prima di
arrivare in Aula, ed è nel testo già al sesto comma. Va bene?
PRESIDENTE. Le volevo dire questo. Quando indica, al comma 4.1,
presso l'Assessorato forse sarebbe più opportuno scrivere
sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato territorio e ambiente
per evitare
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene, questo
è un aggiustamento tecnico che possono fare anche gli uffici in
questo senso.
PRESIDENTE. Se scriviamo questa correzione, nel senso che il comma
4.1 è sostituito col termine sottoposto alla vigilanza
dell'Assessorato territorio e ambiente e lo distribuiamo. Siamo
tornati indietro al 4.1. Lo stiamo scrivendo, sì. Perché siccome
abbiamo parlato che ha sede presso l'ARPA, Assessore, è giusto fare
la distinzione con l'articolo
Sospendo la seduta per qualche minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.15)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato riscritto l'emendamento
4.1, con l'emendamento 4.1.R che è una riscrittura, sta per essere
consegnato. Avete consegnato questo 4.1.R? Distribuiamolo, comunque
io lo leggo intanto «All'articolo 4 comma 1 alla fine sono aggiunte
sottoposte alla vigilanza dell'Assessorato regionale territorio ed
ambiente'».
Lo stiamo distribuendo. Va bene allora sostituiamo il 4.1 con il
4.1.R che prevede di essere sottoposto alla vigilanza
dell'Assessorato territorio ed ambiente'. Il parere della
Commissione è favorevole. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 4.2, a firma della Commissione. Il parere
della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho capito che
l'emendamento che citava la collega Savarino, questo 4.2 alla fine
si limita a modificare, cioè ad aggiungere alle attività
ordinariamente svolte dalla Regione'. Giusto? E' questa la modifica
che viene introdotta, quindi rimane il fatto che le attività
previste dalla Regione possono essere sostenute da contributi...
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Rispetto alle
attività ordinariamente svolte altre possono essere .
CRACOLICI. Allora, leggiamolo per intero «I costi aggiuntivi per
il funzionamento del SIMAGE ', intanto stiamo scrivendo in una
legge che ci sono costi aggiuntivi, rispetto alle attività
ordinariamente svolte ', quindi dalla Regione 'possono essere
sostenuti da contributi e finanziamenti volontari'.
Ora, premesso che continuo a pensare che un organo di vigilanza
non debba avere contributi privati, perché come dire come
fondamento giuridico, ma aggiungo una cosa ma se non ci sono i
finanziamenti privati il SIMAGE chi lo finanzia, visto che qui non
c'è una norma di finanziamento. Scusate continuo a dire cari
colleghi, ma stiamo facendo leggi o una mozione, c'è scritto
possono
PRESIDENTE. Avevo detto di cassare questo comma 6, io davo
un'indicazione cioè in questi termini noi continuiamo a tenere in
piedi un problema di società che controlla e che nel frattempo
riceve soldi privati, dobbiamo sciogliere questo nodo.
CRACOLICI. Ma non solo, ma se non li riceve chi lo finanzia questo
SIMAGE?
PRESIDENTE. Allora, presidente Savarino.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Lo possiamo
cassare benissimo, noi lo abbiamo preso e mutuato in Commissione su
sollecitazione dei colleghi dalla normativa del Veneto, dove viene
finanziato da contributi volontari delle stesse imprese, e nel caso
nostro avevamo immaginato anche dai contributi dei fondi di
mitigazione che quei comuni hanno per l'inquinamento che subiscono,
che sono fondi destinati ad un uso specifico e, quindi, potevano
essere destinati anche a questo. Peraltro, si può poi alimentare
con le sanzioni che entrano, però se volete possiamo anche
cassarlo, ma stiamo parlando di eventualità di servizi in più che,
come hanno fatto in Veneto, possono essere sostenuti, e quindi che
sono aggiunti, dai contributi volontari degli imprenditori o da i
contributi dei fondi della mitigazione che hanno i comuni che
subiscono l'inquinamento.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la decisione mi
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Le utilizziamo
se non ci sono niente, si va avanti diversamente, questo è un modo
per facoltizzare la possibilità di aggiungere altre funzioni e
altri sistemi come hanno fatto in Veneto.
PRESIDENTE. Sì però il termine costi aggiuntivi presuppone che ci
sia comunque una spesa, non so di quanto, quindi siccome noi
sosteniamo che spesa non ce n'è.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene non c'è
bisogno di autorizzarli con questi.
PRESIDENTE. E' giusto deve reggere il ragionamento.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, lo capisco
ma regge perché sono volontari, ma se questo vi spaventa.
PRESIDENTE. Può scrivere una forma diversa se lei vuole, possono
essere concessi contributi, questo non significa che non ci sono
costi aggiuntivi. Possono essere concessi contributi è una cosa
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Presidente,
colgo questa sua sollecitazione molto intelligente e pertinente per
riscriverlo in questo senso.
PRESIDENTE. Sì, esatto, va bene. La seduta è sospesa due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.30)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è stato presentato dalla
Commissione l'emendamento 4.3, che è il sostitutivo
dell'emendamento 4.2, e che prevede l'ipotesi di attività
aggiuntive, che ovviamente sono poste a carico di eventuali
contributi. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Approvato con il voto contrario dell'onorevole
Cracolici, dell'onorevole Lupo, dell'onorevole Barbagallo,
dell'onorevole Fava e dell'onorevole Gucciardi.
Pongo in votazione l'articolo 4, così come emendato. Il parere
della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Si rimette
all'Aula.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Sanzioni ed eventuale revisione dell'AIA
1. La mancata trasmissione dei dati di cui all'articolo 6
comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa tra
10 e 100 mila euro. Con decreto dell'Assessore regionale per il
territorio e ambiente sono disciplinate le modalità applicative del
presente comma.
2. Nei casi in cui il superamento dei valori limite di emissione
determina anche il superamento dei valori limite di qualità
dell'aria previsti dalla vigente normativa, le città metropolitane
o i Liberi consorzi competenti per territorio irrogano ai
responsabili del superamento dei valori limite di emissione le
seguenti sanzioni amministrative:
a) il superamento entro il 10 per cento del tetto massimo dei
limiti tabellari di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n.
155, comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa
tra 10 mila euro e 100 mila euro;
b) il superamento dal 10 per cento al 20 per cento del tetto
massimo dei limiti tabellari di cui al decreto legislativo 13
agosto 2010, n. 155 comporta l'irrogazione di una sanzione
amministrativa compresa tra 100 mila euro e 150 mila euro;
c) il superamento oltre il 20 per cento del tetto massimo dei
limiti tabellari di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010, n.
155 comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa
tra 150 mila euro e 300 mila euro.
3. Le ripetute violazioni dei limiti tabellari di cui al decreto
legislativo 13 agosto 2010, n. 155 sono segnalate alle autorità
competenti al fine di un'eventuale revisione dell'AIA finalizzata
all'adeguamento alle migliori tecnologie disponibili.»
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi all'articolo 9 è stato presentato
un solo emendamento che è della Commissione.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie
Presidente. Io sottopongo all'attenzione dell'Aula l'opportunità di
cassare l'intero articolo 9. In realtà, fra le cose che più
risaltano alla lettura attenta, il tema più importante, oltre al
regime sanzionatorio che è già previsto dall'Unione Europea e che
quindi finirebbe per essere o un'attività non appropriata alla
Regione, seppur trattasi di sanzione amministrativa, oppure al
massimo una superfetazione, e però inserire insieme due temi che
sono normati da due leggi diverse, e cioè i valori limite che
possono anche essere sforati, ad esempio, dalle emissioni di un
camino, rispetto ai limiti della qualità dell'aria, che invece
riguardano e vengono normati dal 155, rispetto al 152 che è il
Testo Unico dell'Ambiente, finisce per essere la trattazione e
quindi determina un contrasto normativo perché finisce per essere
insieme la trattazione di due temi che fanno riferimento a due
normative statali diverse. Peraltro, ritengo che, così come è di
tutta evidenza ai colleghi deputati, il sistema sanzionatorio, già
espressamente previsto sul tema da normativa nazionale e normativa
europea, e quindi al fine di scongiurare, è questo il parere del
Governo che ovviamente si rimetterà all'Aula, un'eventuale
impugnativa della legge, io consiglio di cassare l'intero articolo
9.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, devo dire la verità, queste
affermazioni tecnico-giuridiche dell'avvocato Cordaro, mi
sorprendono e non poco. Certo, è un articolo pesante questo, perché
finalmente, colleghi deputati, permetterà ad un organo dello Stato
di irrogare sanzioni serie a chi inquina. Non più il pannicello
caldo di diecimila euro previsto da altra norma. Ma si arriva,
signor Presidente, per chi ammazza la gente, come nella Valle del
Mela, come a Priolo, come ad Augusta, come a Gela, a sanzionare con
delle sanzioni serie previste dall'articolo 9 del disegno di legge
di cui oggi stiamo discutendo, fino a trecentomila euro.
E l'ultimo comma - guardate un po' - prevede che vanno riviste in
presenza di reiterate violazioni tutte le autorizzazioni che sono
state concesse.
Quindi, per la prima volta la Sicilia entra in campo per
sanzionare in maniera seria, assessore Cordaro, e tecnicamente
ineccepibile chi ammorba la nostra gente. Non c'è nessuna
sovrapposizione di norme.
Ho fatto un esempio in Commissione e tutti gli Uffici sono stati
d'accordo che era quello - ed è soltanto un esempio di analogia
iuris - dell'articolo 186 del Codice della strada, avvocato
Cordaro. L'articolo 186 - lo dico, non per erudire nessuno, ma
soltanto per dare un metodo al mio ragionamento - prevede che chi,
in stato d'ebbrezza, va a guidare un'autovettura, viene sanzionato
penalmente se supera i parametri e gli indici previsti dalla legge.
Norma penale. Accanto alla norma penale, avvocato Cordaro, c'è
anche la norma amministrativa, cioè il prefetto può sospendere la
patente. Quindi, il fatto che ci siano delle norme nazionali, per
esempio, che prevedono una sanzione penale - lo dico ai tanti
avvocati presenti in quest'Aula - non significa che non si può
applicare la sanzione amministrativa, non significa che c'è un
vulnus, non significa che stiamo applicando una legge che va a
violare - addirittura s'è fatto riferimento a normative
sovranazionali che non c'entrano nulla a proposito di sanzioni -
questa - mi sia consentito - è la norma più meritoria e meritevole
di questa legge, perché, finalmente, il Parlamento siciliano tutela
la gente di Sicilia. E viene il Governo Musumeci a dirci che
bisogna cancellare l'intera norma. Non è accettabile, signor
Presidente.
Io chiedo che venga messa, immediatamente, al voto questa norma.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Poi ha chiesto di parlare l'onorevole
Barbagallo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io, senza
alzare i toni, mi permetto di dire che proprio il suo esempio,
onorevole Calderone, mi spiega la bontà del mio ragionamento.
Perché è di tutta evidenza che la sanzione amministrativa è
irrogata dal prefetto che non è un organo della Ragione, ma è un
organo dello Stato.
CALDERONE. Signor Presidente, se dobbiamo fare il dibattito sono
pronto a continuare.
PRESIDENTE. Onorevole Calderone, lei è intervenuto, adesso la
parola all'onorevole Barbagallo.
CALDERONE. Anche l'assessore era intervenuto.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io credo che sia chiaro a tutti: Presidente, questa non
è una grande legge.
All'inizio del dibattito d'Aula, oggi, abbiamo chiesto un rinvio
su alcune questioni. Già nei lavori in Commissione, sull'articolo 9
noi abbiamo posto alcune perplessità perché la potestà normativa
delle Regione Siciliana, a nostro giudizio, si concentra sulla
questione della qualità dell'aria.
Peraltro, al di là del merito e senza voler contestare nessuno dei
colleghi che prima di me sono intervenuti, certamente quella che
emerge è la complessità del tessuto normativo che, comunque, lascia
molto a desiderare.
Resta il tema degli investimenti. Noi ci saremmo aspettati un
testo normativo che prevedeva una scelta, una scelta su un disegno
di legge di iniziativa parlamentare che desse un contributo vero
per superare e porre, in modo perentorio, il tema della misurazione
della qualità dell'aria in Sicilia. E questo non è un testo che
assolve a questo compito.
Resta il tema delle risorse, la questione lacunosa di come far
funzionare il sistema e di come reperire le risorse aggiuntive.
Resta ancora più lacunoso la questione delle sanzioni che doveva
essere il fulcro della norma. Un semplice rinvio alla norma
nazionale allora non fa altro che dare il tenore di una legge spot
a questo testo.
Noi crediamo che non è questo quello che serve alla Sicilia. Serve
una legge che concretamente funga, da un lato, da deterrente a chi
altera la qualità dell'aria in Sicilia ma che concretamente riesca
a fare dei passi avanti.
L'articolo 9 pone un groviglio di eccezioni, questioni di
competenze, che - a nostro giudizio - peggiorano la situazione
complessiva del testo.
La competenza, ripeto, è esclusivamente volta alla questione della
qualità dell'aria e non ai limiti di emissione su cui c'è una
competenza esclusiva del legislatore nazionale.
Credo, signor Presidente, che la proposta iniziale del rinvio a
domani con una valutazione complessiva del testo era la soluzione
migliore. Si è preferito fare diversamente e, credo, non stiamo
partorendo un buon testo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Hanno chiesto, poi, di parlare
l'onorevole Pasqua e l'onorevole Lo Curto.
CRACOLICI. Signor Presidente, non mi voglio infilare in una
discussione se abbia ragione il Capogruppo di Forza Italia o
l'Assessore Cordaro perché non ho le competenze, non sono avvocato.
Purtroppo, faccio un altro mestiere nella vita Dico purtroppo
perché se non sei avvocato qua rischi di non contare nulla, di non
essere in grado di capire, addirittura.
La domanda che però faccio, mi permetto e la faccio alla
Presidenza, e le chiedo di avere la collaborazione degli Uffici che
devo dire forse farebbero un po' meglio a supportare questo
Parlamento anche con un supporto tecnico delle leggi. Io capisco
le difficoltà che ha questa struttura, la mancanza di personale,
però fare leggi al buio è una delle condizioni che è diventata
fastidiosa.
La domanda è questa: se non ricordo male ci sono pronunciamenti
ripetuti che il sistema sanzionatorio, non solo penale ma anche di
tipo amministrativo, è disciplinato da norme dello Stato. Ve lo
dice uno che fa di mestiere, a differenza del fare il legale,
facevo una volta l'ispettore del lavoro, e pur avendo la
competenza la Regione siciliana, in materia, non ha un autonomo
sistema sanzionatorio perché si applica il sistema sanzionatorio,
in materia amministrativa, per gli illeciti amministrativi nel
settore del lavoro, quello nazionale.
Allora la domanda - può darsi che abbia ragione lei onorevole
Calderone - ho premesso che non sono un legale - c'era un mio
collega che diceva ai i scoli vasci -, la domanda che faccio:
questa questione se il sistema sanzionatorio è una competenza sulla
quale la Regione può avere competenze aggiuntive, modificative,
integrative, chiamatele come volete, ce lo possono dire con
certezza gli Uffici? Perché se non risolviamo questo nodo tutto il
resto è Ha ragione il Capogruppo, ha ragione l'Assessore, ma
parliamo di una discussione tra giuristi.
Ripeto, io non voglio scegliermi l'avvocato in questa sede. Vorrei
scegliere di fare il deputato che con coscienza vota una cosa di
cui poi qualcuno gli dice Scusa, ma che sei scemo? Non lo sai che
queste cose non le potete fare? . Ecco perché chiedo una consulenza
tecnica agli Uffici al fine di dirimere questa questione. Grazie.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione il
collega Calderone. Non c'è bisogno di una ulteriore consulenza di
tecnici. Perché i tecnici ci sono stati nelle sette-otto o nove
sedute della Commissione Ambiente, la Commissione IV, che ha
trattato questa materia e sono stati discussi anche questi dubbi e
perplessità che sono stati fugati completamente anche dai tecnici,
ne abbiamo già discusso in Commissione, è arrivato questo testo qui
proprio discusso con loro: qui la discussione è un'altra, è una
discussione di campo, da che parte si vuole stare, se vogliamo
stare dalla parte degli industriali tout court e a prescindere e
comunque, oppure, vogliamo stare dalla parte dei cittadini e dalla
tutela della loro salute.
Assessore, io posso fare la mia parte da
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Il Governo è
stato molto attento
PASQUA. Ovviamente, stando molto attento. Questa parte politica
sta dalla parte dei cittadini sempre e comunque, questo è quello
che dobbiamo rassegnare qui dentro, dove dobbiamo discutere in
quest'Aula, questo dovremmo fare sempre, dovremmo stare più attenti
alla tutela dei nostri concittadini, dei nostri siciliani
Questo è uno strumento in più, è uno strumento in più che stiamo
dando alle strutture pubbliche per potere controllare meglio la
qualità dell'aria, il 152 del 2006, controllare meglio le emissioni
con una disciplina sanzionatoria, quindi, 155 del 2010, queste sono
stati argomenti trattati in Commissione e approfonditi in una
decina di sedute di Commissione.
Spero che siate anche voi - quelli che avete questi dubbi - e
vogliate anche interessarvi in ulteriori disegni di legge, o
ulteriori modifiche che vorrete apportare a questo disegno di
legge, nel futuro; partecipate, venite alle Commissioni,
parliamone, discutiamone, a chi esprimeva altre perplessità,
assessore, il mondo non si rivolge a lei, mi rivolgevo ai colleghi,
quindi, vi invito ancora una volta, parliamone tranquillamente, ne
abbiamo avuto la possibilità, questo nonostante tutto, nonostante
quello che possiate pensare è un ottimo disegno di legge che va
votato per il bene dei siciliani.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, appare
veramente un po' speciosa questa dissertazione sulla opportunità di
questo disegno di legge, sulla validità di questo disegno di legge,
intanto perché è un disegno di legge che va a regolamentare
ulteriormente una disciplina che è quella che riguarda la tutela
della salute umana, direi, più ancora dell'aria, della qualità
dell'aria, va a tutelare il diritto dei cittadini di sapere che la
Regione e l'Assemblea regionale, Parlamento e Governo, ragionano
insieme per tutelare la loro salute, che è il diritto primario,
quindi, oggi sentir dire da qualcuno che questo è un disegno di
legge inutile, inopportuno, un disegno di legge spot fa veramente
specie, quando invece per la prima volta, non per la prima per la
verità, ma comunque in questa occasione a maggior ragione non c'è
stata opposizione tra opposizioni o minoranze e forze della
maggioranza perché rispetto ad interessi così importanti, quale
appunto la tutela della salute umana, in un territorio che
conosciamo essere stato devastato dall'inquinamento prodotto da
certe industrie pesanti, oggi veramente non si può comprendere e,
quindi, ci saremmo aspettati nel corso dell'iter di questo disegno
di legge che ci fosse meno polemica, più attenzione ai diritti dei
cittadini, più rispetto anche per l'attività parlamentare che è
stato svolta con l'assoluto ausilio dei nostri Uffici legislativi
che ci hanno saputo sempre supportare e, soprattutto, con un
costante confronto sia con l'Arpa sia con lo stesso Assessorato.
Certamente tutto è perfettibile e abbiamo cercato di eliminare
quelle criticità che, magari, insomma, andavano eliminate,
l'abbiamo fatto, non l'abbiamo fatto creando resistenze e oggi ci
aspettavamo e ci aspettiamo da questo Parlamento che ci sia la
dovuta attenzione per questa che è una priorità della Regione e del
Governo perché i cittadini e la loro salute sono il nostro
obiettivo principale sotto ogni punto di vista.
Quindi, signor Presidente, ora nell'andare avanti velocemente e
nel produrre questa legge che è una legge importante per nulla
affatto di poco conto e di grande valore, di grande prestigio per
la qualità del tema che naturalmente ha affrontato in diversi mesi,
perché vorrei ricordare che da maggio è stato inviato alla
Presidenza perché venisse incardinato, lo abbiamo rivisitato più
volte, bene, oggi è il momento di approvarlo, senza se e senza ma,
sapendo anche che le sanzioni che non confliggono con il sistema di
sanzioni previste da normativa nazionale che noi richiamiamo con
questo disegno di legge sono, caso mai, ulteriormente declinative
della volontà della Regione siciliana di intervenire con passo
pesante, deciso e determinato contro coloro che vìolano invece le
norme, contro coloro che attentano alla salute dei cittadini.
Questo è lo scopo anche di quest'azione sanzionatoria prevista
dall'art. 9, altro che eliminare, cassare e fare finta che questo
articolo non sia mai stato scritto.
Questo è quello che, potremmo certamente dire, quello che
maggiormente servirà a coloro che vorrebbero indisturbatamente
continuare ad agire contro la salute dei cittadini a sapere che c'è
anche la possibilità della revoca oltre alla pesante sanzione
economica, della revoca delle concessioni è questo lo spauracchio
serio che dobbiamo paventare di fronte a coloro che,
indisturbatamente hanno seminato morte nelle famiglie, madri e
padri di famiglia: non ne possiamo più e che la Sicilia con
l'autorevolezza e con l'autonomia che questo Parlamento deve
rivendicare e vuole rivendicare deve avere il coraggio di votare
senza se e senza ma e senza opposizione di turno.
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono veramente
perplesso, osservando lo svolgimento dei lavori d'Aula, perché mi
sembra che ci sia un continuo tentativo di dilazionare, un continuo
tentativo di ostacolare una norma che risponde alle esigenze di
tutela della salute di tantissimi cittadini.
Questo articolo 9 è il cuore della norma, se noi arriviamo a
sostenere che questo articolo deve essere cassato arriviamo a
uccidere la norma stessa.
All'inizio del dibattimento abbiamo cercato di rimandarlo in
Commissione, adesso si sta cercando di neutralizzare il contenuto
di questa norma. La domanda che mi pongo è, perché? Che senso ha?
Che messaggio arriva ai cittadini quando mi trovo il Governo da due
ore a questa parte, cerca di fare in modo che questa norma non
venga approvata. Ritengo che ci voglia coraggio e ritengo che da
questo Parlamento oggi debba uscire la volontà di dare delle
risposte ai cittadini e mi auguro che di qui a poco questa norma
possa essere approvata nella sua totalità.
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questo
articolo sia veramente il pilastro della legge, perché si sono
dette tante cose, ma dove vogliamo arrivare? Cosa ci chiedono i
siciliani?
Perché tutti sanno che ci sono diversi enti che controllano, che
c'è l'auto controllo, ma quello che ci chiedono i siciliani sono
sanzioni utili, affinché si dia ascolto, perché chiaramente
parliamo di impianti non sani, perché per fortuna ci sono impianti
industriali che, invece vogliono che ci siano controlli, tant'è che
quando abbiamo inserito quel comma che, se dei privati desiderano
dei sistemi di controllo e entrare nel SIMAGE, sono disposti
addirittura a finanziarlo. Quindi c'è un'industria sana che
desidera, che chiede, questa norma ma la chiedono anche i
cittadini.
Ora Presidente noi non è che abbiamo introdotto - e qui mi rivolgo
al collega - altri parametri da individuare, noi ci stiamo
accostando a delle tabelle che già fanno riferimento alla norma
nazionale, quindi non stiamo introducendo la ricerca di nuovi
inquinanti; stiamo solo aumentando la sanzione prevista.
Non ci trovo nulla di sbagliato, pur non essendo né un ex
ispettore del lavoro e neanche un avvocato, e se la norma dovesse
essere impugnata io direi che sarebbe orgogliosamente impugnata, io
sarei orgogliosa comunque di avere dato ai siciliani, quanto meno,
restituito la fiducia di un Parlamento che vuole stabilire delle
sanzioni veramente serie, perché certe volte ci ridono in faccia e
noi gli diciamo Ma guardate che l'Arpa i controlli li ha fatti, li
ha sanzionati' e ci continuano a dire Ma qui ancora c'è puzza, qui
ancora la notte arrivano le esalazioni'.
Ora, signor Presidente e onorevoli colleghi, fra pochi giorni ci
sarà di nuovo e ci sarà l'anniversario della messa di Don Prisutto
ad Augusta, credo che qualcuno di noi in questi sei anni ci è
andato. Cosa ne pensiamo noi quando ci andiamo a sedere lì e
sentiamo quell'elenco interminabile di vittime, vittime di queste
emissioni odorigene.
Diamo un volto a questa norma, che non è astratta, questa norma è
una restituzione ai siciliani di fiducia negli enti che
controllano, di fiducia nei nostri riguardi, che senza alcun dubbio
siamo dalla loro parte, poi se qualcuno impugna resisteremo. Se il
Governo resisterà, caro Assessore, io sarò dalla parte del Governo
in quel caso, se impugna, un'eventuale impugnativa, ma a noi spetta
fare il nostro dovere e ragionare anche con il cuore, perché se
fossimo solo un erogatore di norme, basterebbe inserire certe
parole in un computer e verrebbero fuori le leggi, ma qui ci sono
persone che devono fare leggi per le persone, per i siciliani,
quindi annuncio la mia contrarietà alla soppressione e il nostro
voto ovviamente favorevole a questo articolo.
PRESIDENTE. Allora, in ordine alle perplessità che sono state
sollevate: in realtà gli Uffici avevano manifestato dei rilievi in
ordine al comma 1, a cui la Commissione diligentemente ha posto
rimedio e però c'è un ulteriore consiglio che arriva dalla
Presidenza di sostituire al termine della normativa vigente con
della normativa regionale , Presidente Savarino, in maniera tale
che così sappiamo di che cosa relativamente al comma 2, invece
l'indicazione precisa Il superamento dei valori limite di
emissione determina anche il superamento dei valori limite di
qualità dell'aria consente a questo articolo di essere
assolutamente legittimo.
Quindi se la Commissione presenta questo emendamento e in ordine
al termine vigente' lo sostituisce con regionale', se lo presenta
in maniera tale che così noi mettiamo, diciamo, a regime ecco, è
presentato.
Allora, onorevole Cracolici, l'emendamento 9.1 al terzo rigo
recita ai sensi della normativa vigente ; si sostituisce
vigente con regionale vigente .
Se lo distribuite, l'emendamento è dell'onorevole Savarino,
Presidente della Commissione.
In buona sostanza, sostituiamo ai sensi della normativa regionale
vigente . Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla votazione dell'articolo 9, così come emendato. Il
parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. In virtù delle
correzioni apportate, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Ripartizione delle sanzioni
1. I proventi delle sanzioni di cui all'articolo 9 sono destinati
ai comuni ubicati entro un raggio di 10 km dal luogo dove è stata
constatata la violazione dei parametri, seguendo il criterio:
a) ai comuni ubicati nel raggio tra i 7 e i 10 km è destinato il
10 per cento dei proventi;
b) ai comuni ubicati nel raggio tra i 5 e i 7 km è destinato il 20
per cento dei proventi;
c) ai comuni ubicati nel raggio tra i 3 e i 5 km è destinato il 30
per cento dei proventi;
d) ai comuni ubicati nel raggio entro i 3 Km è destinato il 40 per
cento dei proventi».
Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, con
riferimento all'articolo 10 io non so se il limite dei dieci
chilometri trae origine da una norma nazionale o se è supportata da
una qualche relazione tecnica, perché dire che i proventi delle
sanzioni di cui all'articolo 9 sono destinati ai comuni ubicati
entro un raggio di 10 chilometri, io penso che crei qualche
problema. Se un comune è ubicato a 10 chilometri e 100 metri, non
beneficia in alcun modo dall'applicazione delle sanzioni? Io penso
che un comune che dista 10 chilometri e 100 metri ha gli stessi
problemi di inquinamento di un comune che è entro i 10 chilometri.
Primo.
Secondo. Queste sanzioni a quali finalità sono destinate? Cioè,
sono sanzioni che, poi, vengono destinate al miglioramento della
qualità dell'ambiente, al miglioramento della qualità dell'aria,
vengono destinate a combattere l'inquinamento in genere, a tutelare
il territorio? Semplicemente queste precisazioni. Se il Governo e
la Commissione possono rispondere.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono opportune e
conducenti le osservazioni dell'onorevole Lupo e posso dare il
chiarimento. 10 chilometri non è un numero a caso. Ci è stato
spiegato, anche attraverso i lavori della Commissione, che le
emissioni determinano gli effetti letali fino ad una certa
distanza. Ovviamente, dovevamo dare un limite, ed è un limite di
sicurezza quello dei 10 chilometri.
Le ragioni per le quali, vado alla seconda osservazione sempre
pertinente e conducente come sempre dell'onorevole Lupo, circa le
ragioni per le quali si è deciso di dare queste somme che
scaturiscono e discendono dalle sanzioni ai comuni è perché,
evidentemente, deve essere dato, come dire, una sorta di ristoro,
un effetto di ristoro ai comuni ed ai territori che subiscono un
danno. Per la destinazione ci è stato spiegato, ai singoli, alle
singole partite noi non possiamo intervenire nei bilanci dei
comuni, così c'è stato detto e noi abbiamo pensato pure a questo.
Queste sono le ragioni per le quali la norma è stata prevista
nelle forme che sono note e che sono contenute nell'articolo 10
della legge.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 10 con il parere
favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Norma finale
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Regione Siciliana.
2. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevamo questa
occasione, e abbiamo questa occasione ghiottissima - da non farci
sfuggire - di votare una legge che, finalmente, mette al riparo i
cittadini, gli abitanti delle zone industriali da norme troppo
blande, da sistemi di controllo poco efficaci e questa occasione
non la dobbiamo perdere. Ve l'ho detto prima, sono 310 mila persone
quelle che abitano attualmente questi territori, direttamente
interessati, ma si arriva ad un milione con i territori accanto e
che sono, comunque, interessati dalle emissioni industriali.
Ecco, non ci dobbiamo fare sfuggire questa occasione. Questa è
un'occasione Stiamo mettendo in mano uno strumento importante,
migliorativo delle attuali norma esistenti.
Vi voglio poter tradurre quello che viviamo, noi che viviamo in
quel territorio. Quotidianamente, quotidianamente ci svegliamo la
mattina con il mal di testa per la puzza; noi quotidianamente
soffriamo le emissioni che vanno ben oltre quelli che sono i limiti
perché noi ce ne rendiamo conto, se ne rende conto il nostro naso,
il nostro organismo. Ce ne rendiamo conto, però le norme ti dicono
che, in questo momento, è tutto ok, è tutto in regola.
Poco fa abbiamo trattato di una norma, all'interno di questo
disegno di legge, un articolo che riguardava le modalità di
controllo. Ecco, adesso l'operatore dell'ARPA che deve andare ad
accertare le emissioni sopra i limiti perché sono arrivate
centinaia di segnalazioni alla Prefettura, all'ARPA, o alla app
NOSE che è stata impiantata arrivano tutte queste segnalazioni e
l'impiegato dell'ARPA lo sapete cosa fa? Nel 2020 prende un
canister, che è una bombola di acciaio inossidabile sottovuoto,
parte da Siracusa, ad esempio, dopo mezz'ora arriva nelle
industrie, però già la segnalazione era stata fatta un paio d'ore
prima, arriva all'industria apre questo canister, sta mezz'ora
torna all'ARPA per sapere quale sostanza avevano captato i nasi dei
cittadini di quelle zone, e questi che fanno? Dopo nove giorni
sapremo da questa indagine che cosa hanno respirato i cittadini;
dopo nove giorni
Già questo fatto che il dipendente, l'omino ARPA si deve muovere
in questo modo per andare lì, noi lo accorciamo: prende on line i
dati dai sensori, li prende lì, è una cosa immediata li acchiappa
subito, sono comunque sensori e strumenti validati dalla stessa
ARPA, perché l'ARPA stessa dovrà dire se è possibile inserirli
all'interno del circuito delle reti che possono essere utilizzati
dalla stessa ARPA.
Vedete, questo ci dà la possibilità, dà al pubblico la possibilità
di avere quello strumento migliorativo delle attuali norme. Non
perdiamo questa occasione. Il voto del Gruppo Movimento Cinque
Stelle sarà a favore di questo norma.
Io invito tutti quanti i componenti di questa Aula di uniformarsi
anche la metodo di lavoro che abbiamo utilizzato su questo norma,
che è stato di concerto tra due persone di due appartenenze
completamente differenti e che in Commissione è stato svolto un
lavoro con l'ausilio di tutti i componenti della Commissione, di
tutte le parti politiche.
Quindi, in coerenza con quanto questo lavoro è stato fatto in
maniera proficua, vi chiedo, cari colleghi, di votare
favorevolmente a questa norma.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, credo
che oggi sia un giorno molto importante, per le ragioni evidenziate
dall'onorevole Pasqua.
Io chiedo scusa per i toni che sono stati, forse, un po' troppo
accalorati, però, Presidente, io ritengo che questa sia una legge
importante - per carità, mi riferisco ai colleghi del PD -
certamente perfettibile, tutte le leggi possono essere
perfezionate, però è il principio che va esaltato, è la ratio legis
che va esaltata.
Noi oggi stiamo scrivendo una bella pagina, perché stiamo
imponendo, tra virgolette, agli stabilimenti industriali di non
inquinare. Non è una legge contro l'occupazione, e ci mancherebbe
altro, perché se verranno rispettate le leggi non ci sarà nessuna
ragione per applicare le sanzioni.
Io mi auguro che le nostre sanzioni, questo tanto vituperato
articolo 9, non vengano mai, mai, mai, mai applicate
Vedete, tanta gente aspettava questa norma, io ringrazio il
Presidente Savarino, ringrazio tutta la Commissione perché ha dato
un grande contributo, ha lavorato in maniera instancabile cercando
di superare tutte le problematiche, e questo è un fatto da salutare
sempre e comunque con grande entusiasmo. Ringrazio l'onorevole
Pasqua e il Movimento Cinque Stelle che ha voluto come noi questa
legge; ringrazio tutti i Gruppi parlamentari anche l'onorevole Lo
Curto che si è battuta nella Commissione affinché questa legge
vedesse la luce. E io questa legge la voglio dedicare, nel momento
in cui auspico con il voto di tutti verrà oggi approvata, a tutte
le persone, signor Presidente, che sono state nel braccio della
morte o che non ci sono più.
Io faccio outing, pure io sono stato nel braccio della morte e so
che cosa significa, patire una neoplasia, soffrire ed ammalarsi di
cancro. Noi dobbiamo far sì che questo capiti sempre meno; e se
queste legge può dare un minimo contributo affinché tante persone
possano uscire fuori dal braccio della morte ecco che il nostro
mandato ha raggiunto un fine nobile, un fine parlamentare assai
nobile.
Io, Presidente, sono molto fiero di avere dato il mio contributo
per questa legge, l'ho dato insieme a tutti i colleghi parlamentari
del mio Gruppo, di Forza Italia, che tutti, nessuno escluso, mi
hanno dato una mano e io auspico veramente, al di là della norma
perfettibile o meno, che oggi ci sia un voto unanime su una legge
importante che può dare tanta tranquillità alla gente di Sicilia.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io devo dire ho un certo imbarazzo
perché sento nelle parole dei colleghi l'enfasi di un principio che
io condivido, quello di avere una strumentazione che possa incidere
maggiormente sull'obiettivo di risanamento delle nostre aree
industriali, delle nostre aree a forte impatto ambientale con gli
strumenti che, in qualche modo, si possano attivare, quelli
esistenti, quelli da rafforzare. Quindi diciamo l'aspirazione è
comune, quindi la sottoscrivo, non è questo in discussione; però,
devo dire che, purtroppo, io ho il difetto di essere, da questo
punto di vista, uno che cerca di separare il momento emozionale dal
momento diciamo delle competenze nostre come legislatori e io
avverto in questo disegno di legge l'enfasi di un obiettivo
ambizioso, ma con una strumentazione giuridica che finirà per
essere diciamo il famoso topolino che viene partorito come
risultato finale.
Ecco perché, per non disturbare questa area, diciamo,
unanimistica, avendo manifestato i miei dubbi, pur con gli
aggiustamenti che sono intervenuti in corso d'opera, alcuni dei
quali, a mio avviso, non risolvono per intero i problemi che
abbiano posto, io annuncio che non voterò al fine di consentirvi
l'unanimità se il Parlamento però lo dichiaro, cioè non sono uno
che si nasconde, alzo il cartellino, io dichiaro che non voglio
votare questa legge perché temo, temo, che questa è una legge che
non solo sarà impugnata, ma che creeremo un effetto di frustrazione
anche nelle autorità preposte alla vigilanza nella nostra Regione
che si determinerà non un rafforzamento del potere, come dire,
coercitivo. Io, vivendo a Palermo, nella provincia di Palermo, so
che cosa è stata ad esempio la battaglia sulla Bertolino a
Partinico: anni, anni e anni e ancora siamo là.
Allora, lo dico perché pur le grandi suggestioni, aspirazioni,
intenzioni, poi devono fare i conti con i limiti della legislazione
regionale. E io credo che la strumentazione che abbiamo messo su, è
una strumentazione che in questo momento è una dichiarazione di
intenti. Ripeto, una dichiarazione di intenti che può produrre un
danno, perché l'eventuale impugnativa creerà, a mio avviso, un
effetto di ulteriore indebolimento del potere della Regione nei
confronti di chi esercita. Perché poi non ci scordiamo, stiamo
parlando di grandi gruppi industriali, alcuni di Stato, Gela,
alcuni di Stato che, come dire, ci misuriamo in una dimensione
delle questioni in cui indebolire in questo momento il fronte dello
Stato attraverso una specificazione tutta siciliana che poi non
regge alla prova del nove, a mio avviso indebolisce
complessivamente la battaglia. Però, la mia è una preoccupazione,
non voglio guastare l'intenzione dei colleghi, pertanto io annuncio
che non voterò, quindi non è neanche un voto di astensione è
proprio non voto, non partecipo al voto.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, intervengo brevemente solo, a conclusione dei lavori,
per ringraziare i colleghi presentatori del disegno di legge,
ringraziare i colleghi componenti della Commissione, ringraziare
gli Uffici per il lavoro attento che è stato svolto, anche gli
uffici dell'ARPA perché sapevamo che questo era un terreno ostico,
che ci si muoveva sui carboni ardenti, sia perché si vanno a
toccare interessi importanti, sia perché è una tematica che è
disciplinata da diverse normative nazionali, europee e, quindi, ci
si andava ad incastrare, attraverso un meccanismo parallelo che si
affianca al lavoro che il Governo Musumeci sta facendo, proprio per
tenere alta la qualità dell'aria con il piano della qualità
dell'aria, ma anche con un'azione stringente rispetto a questi
imponenti insediamenti industriali a tutela dei cittadini.
Quindi, questo è un lavoro che abbiamo fatto in sinergia per
correre in parallelo a quanto fatto dal Governo Musumeci, e mi
dispiace se oggi i toni si sono un po' surriscaldati e
probabilmente c'è stato anche un problema di mancanza di
collegamento degli Uffici a diretta vigilanza dell'Assessore e
l'Assessore stesso, ma con noi hanno collaborato fianco a fianco
nel tentativo di trovare quelle formule giuridiche potessero
reggere al confronto di una eventuale attenzione del Governo
nazionale proprio perché ci si muove al limite. E il fatto di avere
citato la normativa e il fatto di non avere creato nuove tematiche
da sanzionare ma quelle già previste dalle normative nazionali, ci
ha messo a riparo. Ma, voglio sottolineare, questa novità che
avremmo in Sicilia per cui in alcune realtà con il controllo e la
messa in rete di questi sistemi sapremmo in tempi reali chi inquina
e quanto inquina, è una cosa che tutela anche gli stessi
industriali che fanno impresa in maniera sana, perché evitano così
di essere messi nello stesso calderone della gogna pubblica in quei
territori in cui la gente soffre non solo il fastidio
dell'inquinamento, del disturbo dell'odore, ma purtroppo soffre dei
tanti tumori e dell'incidenza tumorale che c'è.
Quindi, noi abbiamo sposato subito e con piacere abbiamo lavorato
con grande sintonia e diverse giornate, non poche perché questo è
un lavoro iniziato già a maggio e conclusosi soltanto adesso e che
ci ha visto fare diverse sedute di approfondimento, appunto -
ripeto - con gli Uffici che ringrazio proprio perché la normativa
era una normativa ostica e particolare; ma ci tenevamo ad
affiancare il lavoro del Governo Musumeci con una legge che parta
da questa Assemblea, che parta da questa Commissione che dica ai
siciliani che noi siamo vicini a loro e contro chi inquina e contro
chi a danno loro crea quello che, purtroppo, è il vero male di
questa nostra generazioni che è il cancro, nome ben definito di cui
noi non dobbiamo avere paura; è il cancro e il cancro si combatte
migliorando la sanità come sta facendo l'assessore Razza,
migliorando l'offerta sanitaria, ma si fa anche cercando di
eliminare ab origine quelle che sono le cause che portano a questa
tragica malattia.
Per cui, io ringrazio tutti e ringrazio ancora i colleghi e spero
che questa normativa, anche qualora - come l'onorevole Foti ha
detto - dovesse qualcuno volerla guardare con un occhio
d'ingrandimento forse anche troppo specioso, proprio perché tocca
interessi importanti, il Governo Musumeci lo vorrà sostenere e
difendere perché sostiene e difende così la salute dei cittadini
siciliani.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente, onorevoli colleghi, rispetto ad un disegno di legge che
recita disposizioni in materia di inquinamento il Governo Musumeci
non può che essere favorevole.
E' evidente, almeno lo è stato per me sin dall'inizio, che tutti
gli interventi che ho svolto in quest'Aula erano e restano
destinati a migliorare la legge e, soprattutto, a scongiurare
un'impugnativa che finirebbe, come correttamente è stato detto, per
inficiare un lavoro egregio e, soprattutto, a scongiurare
un'impugnativa che finirebbe, come correttamente è stato detto, per
inficiare un lavoro egregio e soprattutto per indebolire, in un
tempo molto importante per la Sicilia e siciliani, un tema che
invece per la prima volta nella storia della Regione siciliana, con
il Governo Musumeci, è diventato tema reale di pratica
amministrativa governativa.
A me fa piacere ascoltare i contributi di tutti; d'altronde sono
stato abituato al ragionamento e al confronto e raramente alzo la
voce; non credo che, però, su un tema come questo posso contraddire
i miei principi, anche perché lo dico con la coscienza serena di
chi in due anni ha fatto per l'ambiente quello che mai si era fatto
in Sicilia.
Il Governo Musumeci, ad iniziare dall'autorità di bacino istituita
con 28 anni di ritardo, per continuare col piano della qualità
dell'aria e con il piano per la mitigazione dell'inquinamento
acustico, e con il piano delle alluvioni, e con i piani AERCA,
proprio quei piani AERCA che saranno utilizzati a Milazzo nelle
aree ad elevato rischio di crisi ambientale, e con le ispezioni
nelle zone RIR, le zone a rischio di incidente rilevante, ha svolto
una serie di attività che ci fanno primeggiare sotto il profilo -
ed è la prima volta nella storia recente e passata - della tutela
dell'ambiente e della pianificazione ambientale.
Non posso temere il confronto su un tema come questo. Il Governo
non può temere il confronto su un tema come questo, anche perché
poi alla fine, al di là dei toni che ci stanno, pure sull'articolo
9 e sulle sanzioni, l'intervento di questo Assessore e del Governo
è stato utile per apportare delle modifiche che, forse, eviteranno
che lo stesso articolo 9 venga impugnato. La riprova, data dagli
Uffici, che ancora una volta l'intervento del Governo era per
migliorare la legge e soltanto per questo.
Ma proprio sulla zona di Milazzo e di Pace del Mela, il Governo ha
puntato particolarmente la sua attenzione, perché abbiamo
sperimentato proprio in quei luoghi due specifiche misure, che sono
appunto il NOSE, del quale ho sentito parlare male e, quindi, mi
corre l'obbligo di fare qualche precisazione. Si tratta del Network
for Odor Sensitivity, e cioè un meccanismo assolutamente innovativo
che rende i cittadini sentinella delle loro comunità. Attraverso
un'app tutti si possono collegare. Io ho invitato alla conferenza
stampa tutti coloro che volevano partecipare, è venuto anche
qualche collega del Movimento Cinque Stelle che, forse, lo sa
meglio di chi è intervenuto.
In buona sostanza attraverso il NOSE - altro che chiacchiere -
noi riusciamo ad intercettare la traiettoria e arriviamo alla fonte
di inquinamento, il che significa, per la prima volta nella storia
ed in Sicilia, che avremo la certezza della fonte dell'emissione e
quindi la certezza della responsabilità e la certezza della
sanzione.
Ed allora, rispetto a queste cose, alle quali mi piace aggiungere
e ricordare il Masterplan, che è pronto e che proprio su Milazzo
inciderà con un'ulteriore misura finanziata per 3 milioni, per
monitorare quelle fonti di emissione e per continuare a lavorare su
dati assolutamente concreti e mai legati ad un'attività che da
parte del Governo è sempre rimasta concreta, è sempre rimasta
assolutamente legata ad un livello che è quello del lavoro silente
ma operoso, che è quello legata a dei risultati che oggi sono sotto
gli occhi e che, se mi permettete, mi hanno portato in questi due
anni a confrontarmi sui temi dell'ambiente indistintamente con
tutte le parti politiche, a partire ovviamente dalla coalizione di
Governo, e a vedere quasi sempre le norme che abbiamo portato in
Parlamento, e questo è grande merito del Parlamento, tutte le norme
sull'ambiente approvate all'unanimità.
Ed allora, queste sono le ragioni che mi hanno portato ad
intervenire e a provare a modificare alcune norme di legge. Sono
convinto che il lavoro che è stato fatto è un lavoro egregio. Devo
ringraziare il Presidente Savarino per l'opera di mediazione saggia
e competente, perché la sintesi avviene nei luoghi delle
Istituzioni, è avvenuta e poteva avvenire meglio in Commissione e,
certamente, non per responsabilità della Presidente; e però, il
risultato normativo che viene fuori è un buon risultato, forse
poteva essere ulteriormente migliorato e voglio rassicurare anche
qualche collega sul fatto che anche di fronte ad un'eventuale
impugnativa il Governo, evidentemente, resisterà perché
sull'inquinamento non c'è destra, sinistra, populisti o sovranisti,
ma ci sono soltanto la Sicilia e i siciliani.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge nn. 369-435/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Disposizioni in materia di contrasto
all'inquinamento» (nn. 369-435/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 54
votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 44
Contrari 0
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono le ore 19.26, se siete
d'accordo, continuiamo a lavorare fino alle ore 20.00.
Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
materia cimiteriale,
di polizia mortuaria e di attività funeraria. Modifiche alla legge
regionale
17 agosto 2010, n. 18» (nn. 152-56-646 bis/A)
PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge «Disposizioni in materia cimiteriale, di polizia mortuaria e
di attività funeraria. Modifiche alla legge regionale 17 agosto
2010, n. 18» (nn. 152-56-646 bis/A) ,posto al numero 1).
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto
nell'apposito banco. Onorevoli colleghi, facciamo la discussione
generale e poi rinviamo a domani alle ore 16.00.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Genovese, per
svolgere la relazione.
GENOVESE, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
già affrontato nel corso dell'ultima seduta - di fatto avevamo già
iniziato la discussione generale - mi rimetterò al testo per quanto
riguarda la relazione, può cominciare la discussione.
PRESIDENTE. L'onorevole Genovese si rimette al testo.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancorché questo
argomento non sia certamente tra i più ameni, ritengo che sia
quanto mai necessario e doveroso affrontare e regolamentare la
materia cimiteriale, la polizia mortuaria e attività funeraria,
così recita il testo di legge di cui sono la prima firmataria.
È una materia, appunto, assai complessa che in Sicilia non trova
una propria regolamentazione. E mi permetto, per questo, di dire,
signor Presidente, che questo disegno di legge riveste la forma di
una vera e propria riforma del sistema, proprio perché noi siamo
recettori di norme nazionali in applicazione delle quali si è
sviluppato un sistema, ovviamente, in Sicilia che però meritava e
merita di essere regolamentato. Questo, innanzitutto, perché ci
sono motivi di carattere di affezione alla persona che viene meno
e, chiaramente, insieme alla persona che viene meno, c'è la tutela
dei suoi diritti e la tutela anche del mondo familiare che ci sta
attorno.
Altresì, questo è un mondo che produce reddito, perché ci sono - e
ho avuto modo di esplorare nel corso dell'elaborazione di questo
disegno di legge, ho avuto modo proprio di comprendere, come ci sia
un mondo di imprese che, ovviamente, chiede al Parlamento regionale
precise norme per potere svolgere in assoluta serenità il proprio
lavoro. Sono imprese che, appunto, producono reddito, che danno
lavoro, e quindi la regolamentazione di questa materia deve essere
a cuore del Parlamento regionale siciliano, proprio per gli aspetti
anche legati alla tutela del lavoro.
Ci sono poi problematiche relative alla tutela del personale che
deve svolgere questa attività, tutela della salute delle persone
che svolgono appunto le funzioni afferenti all'attività funeraria e
cimiteriale. Ma, altresì, funzioni che regolano la formazione del
personale. Non dimentichiamo, infatti, che molto spesso, e siamo
stati tristi testimoni nel corso di questi anni anche di episodi
drammatici, nei quali per l'improvvisazione con cui si sviluppa
questa attività, è molto spesso anche legata ad attività criminali,
chiaramente non si ha la dovuta cura e la dovuta precauzione sia
del personale che svolge l'attività, sia della stessa persona del
defunto.
Allora, oggi noi abbiamo l'opportunità e l'occasione di scrivere
una buona pagina di storia legislativa, andando a regolamentare un
settore complesso, andando a definire anche aspetti che riguardano
l'istituzione, sia delle case del commiato, che pure esistono, ma
al di fuori di una precisa e chiara regolamentazione, e anche le
case funerarie.
C'è tutto un sistema che accompagna questo disegno di legge, dove
vengono declinate le responsabilità a vario titolo sia degli organi
di controllo, che sono i Comuni, e anche organi che gestiscono
alcuni servizi, per esempio i cimiteri, che chiaramente sono di
proprietà comunale, ma ci sono anche questioni che riguardano gli
aspetti sanitari della materia. E naturalmente, il mondo delle
imprese, che con questo disegno di legge vedono tutelato il loro
diritto: il diritto a fare impresa, in maniera sana, in maniera
chiara, in maniera trasparente, in maniera assolutamente legale.
Laddove c'è la necessità di tutelare anche le piccole imprese, che
non possono da sole nei piccoli Comuni sostenere l'impegno
economico di avere i requisiti per i quali una impresa si definisce
tale a norma di questa legge, chiaramente sono previste delle forme
per tutelare il loro lavoro, essendo garantiti, per esempio, da
Consorzi.
Non mi pare il caso di continuare nel merito, perché ritengo che
tutte le argomentazioni che sono poste all'attenzione di questo
Parlamento sono tutte questioni importanti e che vanno nella
direzione adeguata.
Mi permetto, ovviamente, di segnalare il buon clima da cui viene
fuori questo disegno di legge, che è il frutto di una sinergica
collaborazione, sia delle forze politiche presenti in questo
Parlamento, che hanno saputo collaborare e trovare sintesi, e fare
sintesi, senza distinzioni di nessuna natura, e anche l'ausilio
importante dei nostri Uffici legislativi, che hanno fornito una
costante consulenza e un costante confronto e raffronto, anche con
una normativa nazionale e con le altre legislazioni regionali che,
nel frattempo, sono state poste in essere dalla altre Regioni.
Altresì, mi sento in dovere di ringraziare, per quella parte
privata che può essere stata utile anche a noi Deputati di questo
Parlamento, rappresentato soprattutto dalle Associazioni di
categoria che abbiamo ascoltato, proprio perché nella formulazione,
sia del testo nel suo complesso e anche di qualche emendamento che
poi è stato formulato dopo l'incardinamento di questo disegno di
legge, ci è sembrato e ci è stato utile, prezioso e indispensabile
il contributo di queste Associazioni degli operatori di categoria,
perché questa è una legge indispensabile che potrà, certamente,
spero all'unanimità, essere approvata dal Parlamento, e speriamo
che così inizi anche una nuova stagione per questo Parlamento, di
potere portare in Aula importanti riforme, importanti disegni di
legge di sistema.
PASQUA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ormai con
l'onorevole Lo Curto camminiamo assieme, su questa materia abbiamo
affrontato insieme un convegno qui a Palermo degli operatori del
settore. Così come ha fatto benissimo già la collega Lo Curto, io
voglio solamente aggiungere e rassegnarlo qui ai colleghi: è
importantissimo che noi andiamo avanti su questo disegno di legge,
che lo approviamo velocemente, perché ci sono un migliaio di
operatori che operano quasi sulla soglia della legalità, perché
manca una norma di recepimento delle norme nazionali qui in
Sicilia, che questa norma così riesce a realizzare.
E dobbiamo anche aggiornare le norme siciliane ai nostri giorni,
al 2020, perché le norme sono ferme, l'ultima norma di questa
materia che questa Regione ha approvato è del 2010, e riguarda solo
un aspetto di tutta la vicenda.
Quindi, l'opportunità e la decisione su questa norma è evidente, è
palese, e invito tutti i colleghi a discuterne serenamente e ad
approvarla il più presto possibile.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, abbiamo finito gli interventi.
Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. La seduta è rinviata a domani, 12 febbraio 2020, alle
ore 16.00, per la prosecuzione dei lavori.
La seduta è tolta alle ore 19.37(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XIV SESSIONE ORDINARIA
175a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 12 febbraio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disposizione in materia cimiteriale, di polizia mortuaria e di
attività funeraria. Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010,
n. 18 (nn. 152-56-646 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Genovese
2) Norme relative al funzionamento della forma di Governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione (n. 66-
143/A) (Seguito)
Relatore: on. Amata
3) Introduzione dell'educazione al pensiero computazionale nelle
scuole di istruzione primaria (n. 469/A) (Seguito)
Relatore: on. Di Caro
4) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
dello Statuto, recante Inserimento nello Statuto speciale della
Regione siciliana dell'articolo 38 bis in materia di riconoscimento
degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità' (n.
199/A) (Seguito)
Relatore: on. Figuccia
5) Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
9 gennaio 2019, n. 3 Spazzacorrotti' (nn. 557 stralcio I - 550/A)
(Seguito)
Relatore: on. Ciancio
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
utilità
N. 356 - Azioni tese all'esecuzione dell'iter istruttorio per
l'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti nei porti di
Sciacca e Porto Palo di Menfi (AG).
Firmatari: Mangiacavallo Matteo; Cappello Francesco; Trizzino
Giampiero; Zito Stefano; Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio;
Ciancio Gianina; Foti Angela; Palmeri Valentina; Zafarana
Valentina; Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Pagana Elena; Marano Jose; Campo Stefania; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta
- Con nota prot. n. 51849/IN.17 del 15 ottobre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia. - La firma
dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della prese d'atto, da
parte dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla carica di deputato
regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019).
N. 489 - Chiarimenti sull'esclusione del fiume Ippari dagli
interventi di ripulitura e ripristino della funzionalità idraulica
di fiumi e torrenti del ragusano.
Firmatari: Campo Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 59058/IN.17 del 23 novembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
N. 553 - Inquinamento della costa di Furci Sicula (ME).
Firmatari: De Luca Antonino; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 63052/IN.17 del 18 dicembre 2018 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
N. 758 - Risoluzione delle criticità inerenti il guasto della
condotta del depuratore consortile delle acque reflue dei comuni di
Trapani, Paceco ed Erice.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 18740/IN.17 del 6 maggio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
Commissioni
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Norme per la prima applicazione dell'economia circolare
nell'ambito della Regione siciliana (n. 685).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 gennaio 2020.
Parere I e III.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Provvedimenti per il contrasto allo spopolamento e il sostegno
agli emigrati (n. 688).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 gennaio 2020.
SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Normotermia (n. 683).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 gennaio 2020.
- Regolamento e disposizioni sulla distribuzione delle sale gioco
e sale scommesse sul territorio della Regione siciliana come
contrasto al DGA (disturbo da gioco d'azzardo) (n. 684).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 29 gennaio 2020.
Parere I.
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alla
competente Commissione
BILANCIO (II)
- Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Riprogrammazione
delle risorse della deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
gennaio 2019 - Allegato B - Area tematica 4 Turismo, cultura e
valorizzazione risorse naturali', tema prioritario 4.2
Valorizzazione del patrimonio culturale' - Intervento strategico
Interventi sui siti culturali ed archeologici' (n. 80/II-UE).
Pervenuto in data 23 gennaio 2020.
Inviato in data 28 gennaio 2020.
- Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Riprogrammazione
delle risorse della deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
gennaio 2019 - Allegato B - Area tematica 2 Ambiente', -
Intervento strategico Bonifiche' (n. 81/II-UE).
Pervenuto in data 23 gennaio 2020.
Inviato in data 28 gennaio 2020.
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1218 - Chiarimenti urgenti in merito alle gravissime carenze di
personale dell'Unità operativa complessa di cardiologia con Utic ed
Emodinamica del P.O. 'Gravina di Caltagirone'(CT).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Ketty
N. 1221 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza dell'area
'Fondo Boario' nel Comune di Canicattì (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Territorio e Ambiente
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Pullara Carmelo
N. 1224 - Chiarimenti in merito agli eventi che hanno causato la
morte di una paziente affetta da malaria e alle criticità del
Pronto Soccorso dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
N. 1228 - Chiarimenti sull'indirizzo del Governo regionale sulla
promozione degli impianti fotovoltaici.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Foti Angela; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Ketty
N. 1229 - Iniziative per il ripristino dei livelli minimi di
sicurezza presso la Casa circondariale di Giarre (CT).
- Presidente Regione
Barbagallo Anthony Emanuele
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1219 - Iniziative urgenti a favore della Sala operativa
compartimentale Anas di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Papale Alfio
N. 1220 - Provvedimenti da assumere per i disservizi nella tratta
ferroviaria regionale Messina-Sant'Agata di Militello.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catalfamo Antonio; Caronia Marianna
N. 1222 - Chiarimenti sul bilancio partecipato del Comune di Santa
Caterina Villarmosa (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty
N. 1223 - Chiarimenti e interventi riguardo al canile municipale
di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Siragusa Salvatore; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty
N. 1225 - Chiarimenti in merito alla legittimità della delibera di
Giunta del Comune di Messina n. 680 del 19.12.2018.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty
N. 1226 - Notizie in merito alla fornitura di addobbi natalizi in
prossimità di alcune stazioni di uscita e/o entrata dell'autostrada
A20 Messina - Palermo e A18 Messina - Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Ketty
N. 1227 - Intendimenti del Governo regionale circa la
realizzazione del reparto ospedaliero di neurochirurgia pediatrica
in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo; Lo Giudice Danilo
N. 1230 - Chiarimenti sul 'Piano di utilizzo delle aree demaniali'
per l'autorizzazione degli stabilimenti balneari temporanei.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Tamajo Edmondo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
N. 246 - Interventi a tutela di contrada Muglia, a Centuripe (EN),
contro il progetto di discarica proposto dalla società OIKOS s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Foti Angela; Mangiacavallo
Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;
Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola
Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Ketty
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia fatto alcuna dichiarazione, l'interpellanza si intende
accettata e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta
al proprio turno.
Annunzio di mozione
N. 310 - Misure di prevenzione e di deterrenza a tutela degli
operatori sanitari nelle guardie mediche e nei pronto soccorso del
territorio regionale.
Amata Elvira; Lentini Salvatore; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
Presentata il 5/02/20
La mozione sarà demandata, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni