Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 174 di martedì 11 febbraio 2020
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.07

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  prima  di  procedere   con   le
  Comunicazioni, informo l'Aula che la seduta verrà rinviata alle ore
  16.45,  dato  che la V Commissione è ancora riunita ed  ha  chiesto
  questa deroga.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Arancio e Catanzaro.

   L'Assemblea ne prende atto.

                               Missione

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Cafeo è in missione  per  la
  giornata dell'11 febbraio 2020.

    L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
              e comunicazione relativa a dati anagrafici

   PRESIDENTE. Comunico che:
   -  con  nota   datata 30 gennaio 2020, pervenuta  alla  Segreteria
  generale  il 4 febbraio  successivo e protocollata al n. 999/AulaPG
  RagPG  del  5  febbraio 2020, l'on. Mario Caputo ha  dichiarato  di
  aderire al Gruppo parlamentare  Forza Italia ;
   -  con  nota  datata  30 gennaio 2020, pervenuta  alla  Segreteria
  generale  in  pari  data e protocollata al n. 849/SgPG-CedPG-AulaPG
  del  31  gennaio 2020, l'on. Mario Caputo ha chiesto che  nel  sito
  web istituzionale dell'Assemblea nonché in tutti gli atti ufficiali
  sia  menzionato nel modo seguente: on. Mario Caputo , in conformità
   con  i  dati  anagrafici del sottoscritto [Mario  Caputo]  anziché
  [con]  quelli  riportati in Gazzetta Ufficiale in  occasione  della
  candidatura. .

   L'Assemblea ne prende atto.
   Onorevoli  colleghi,  come  anticipato  la  seduta  è  sospesa   e
  riprenderà alle ore 16.45.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.11, è ripresa alle ore 17.02)

   La seduta è ripresa.


                        Sull'ordine dei lavori

   CALDERONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, ho avuto modo di parlare  con  quasi
  tutti i Gruppi parlamentari. Poiché ho un impegno personale - nella
  tarda  serata  devo  essere  nella mia  città  -  chiedevo  se  era
  possibile trattare per primo il disegno di legge sull'inquinamento,
  che è all'ordine del giorno.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio  e  l'ambiente.  Onorevole
  Calderone, proprio questa mattina abbiamo fatto un incontro  in  IV
  Commissione  con il Direttore tecnico dell'ARPA e gli Uffici  della
  Commissione  Ambiente, era presente il Presidente  Savarino,  ed  è
  venuta  fuori la necessità di rivisitare due articoli in due  parti
  tecniche molto importanti, secondo gli Uffici.
   L'ARPA  ha  assunto l'impegno di valutarli e di dare una soluzione
  nel  giro  di 24 ore. Quindi, vorrei chiederle di attendere  questo
  momento  di ulteriore approfondimento, perché il rischio che  viene
  paventato dagli Uffici è di approvare una norma che tutti vogliamo,
  ma  che non deve essere, ovviamente, impugnabile in ragione di  due
  errori  che,  ripeto,  sono  in corso di  valutazione.  Allo  stato
  potrebbero inficiare la bontà della norma.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, gli Uffici, l'ARPA, avevano un  anno
  di tempo per fare questa verifica. Perché ho presentato, insieme ai
  colleghi  parlamentari e anche con il Movimento  Cinque  Stelle  fu
  accorpata  la  legge,  è stata depositata il 2  ottobre  del  2018.
  L'ARPA è venuta in Commissione diverse volte ed è inaccettabile che
  oggi  .

  CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Gli Uffici della
  IV Commissione

   CALDERONE.  Lei  non mi interrompa perché io non l'ho  interrotta.
  Abbia lo stesso garbo che io ho nei suoi confronti.
   E'  inaccettabile, anche da un punto di vista procedurale. Si dice
  nei  processi  e nelle cause  La legge è matura per la  decisione .
  Nel  senso  cioè  che oggi viene in Aula e, da un  punto  di  vista
  procedurale, non necessita di nessun intervento del Governo.
     Se  la legge successivamente avrà, presenterà dei profili di non
  legittimità  o,  dico  meglio, di illegittimità  è  altra  cosa,  i
  territori  inquinati,  i siti inquinati hanno  necessità  di  avere
  questa  legge e, per una serie di meline, questa legge che riguarda
  la  Valle  del Mela, la Valle delle  parrucche  dove  si  muore  di
  cancro,   viene   sempre   rinviata  con  qualsiasi   accorgimento.
  Presidente, la legge oggi va e sarà in Aula, e deve essere  votata,
  io  sono  contrario a qualsiasi rinvio, anche perché mi  sfugge  la
  norma regolamentare e procedurale invocata dall'onorevole assessore
  Cordaro.

   PRESIDENTE. No, io volevo chiarire una cosa, proprio quello che ha
  detto il Governo, chiede ventiquattro ore di tempo per...

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, io ringrazio il collega  Calderone
  che  è  più  anziano  di me per la lezione di  garbo,  però  volevo
  precisare  meglio  quanto  ho  detto:  sono  gli  Uffici  della  IV
  Commissione    che    hanno   chiesto   all'Arpa    un    ulteriore
  approfondimento.
   Ecco, non è l'Arpa che stamattina si è svegliata, perché l'Arpa ha
  già,  con  tutte le difficoltà del caso, concluso la  sua  attività
  istruttoria,  quindi, continuando a ringraziarla, volevo  precisare
  questo,  che  la  richiesta di approfondimento viene dall'Assemblea
  Regionale, cioè da quella Assemblea che oggi lei qui in Aula,  come
  me, rappresenta.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi  unisco
  al collega Calderone nella richiesta di votarlo oggi stesso.
   Il tempo che è passato è più che sufficiente, è stato sufficiente,
  gli  stessi Uffici della IV Commissione insieme a me, i dipendenti,
  abbiamo  visto  le opportune correzioni da apportare,  e  sono  tre
  emendamenti della Commissione in quel disegno di legge, quindi, non
  vedo  altri ostacoli, abbiamo fatto non so quante audizioni  in  IV
  Commissione per parlare di questo disegno di legge.
   Credo  che sia opportuno e necessario per quelle 310 mila  persone
  che vivono nei siti inquinati, proprio in quei territori, i 50 mila
  circa nel Distretto di Pace del Mela, Milazzo, etc , 200 mila nella
  parte di Priolo e altri 50 mila dalle parti di Gela, più tutti quei
  cittadini che, in un modo o nell'altro, sono interessati da  queste
  vicende,  quindi,  parliamo di quasi un milioni  di  abitanti,  non
  possiamo più perdere tempo

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  credo
  che sia assolutamente necessario trattare questa legge oggi, perché
  i territori non possono aspettare ulteriormente altri tempi, che ci
  sono  già  stati  per degli approfondimenti. Credo che  sarebbe  un
  messaggio  devastante  per una popolazione  numerosissima  se  oggi
  questa  Assemblea  non  si dovesse prendere  la  responsabilità  di
  trattare   questo   provvedimento,  che  è  un  provvedimento   che
  richiedono i Territori a gran voce.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  personalmente  ho seguito i lavori della Commissione,  e  questo  è
  l'iter che ha fatto il disegno di legge.
   Riteniamo,  pertanto,  signor  assessore,  che  il  tempo  che   è
  trascorso  per  approfondirne i temi oggi  ci  debbano  indurre  ad
  un'azione di responsabilità, altrimenti, la Commissione è  come  se
  non  avesse lavorato bene e adeguatamente, se l'Arpa avesse  voluto
  fare dei rilievi

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Lo chiede la IV
  Commissione

   LO  CURTO.  Non  è l'Arpa, allora chi sono gli Uffici  legislativi
  dell'Assemblea? Ma gli Uffici legislativi hanno seguito l'iter

   CALDERONE. Avevano due anni di tempo

   LO CURTO. Ribadisco anch'io la necessità di portare all'ordine del
  giorno,  di  mantenere il punto all'ordine del giorno, e  anche  di
  votarlo,  così come ha chiesto il collega Calderone,  con  priorità
  anche  rispetto  alla  legge  che è  già  posta  come  primo  punto
  all'ordine del giorno, e di cui io sono la prima firmataria.
   Però  mi rendo conto che noi questa non la dobbiamo rinviare,  che
  nell'ordine  delle priorità rappresenta una priorità anche  per  le
  questioni  di salute che sono state veramente fin troppo trascurate
  e  dobbiamo  certamente,  anche gli Uffici  legislativi  che  hanno
  seguito l'iter, avranno sicuramente avuto modo di capire che questo
  disegno di legge, oggi, deve passare dall'Aula, non ci sono  più  i
  tempi  per  rinviare, per approfondire, perché ogni approfondimento
  ed  ogni  rinvio, probabilmente, è anche una catastrofe in più  sul
  piano della salute.

   SAVARINO, presidente della IV Commissione. Chiedo di parlare

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,  presidente  della  IV Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi, forse c'è stato un equivoco  di  base,  perché
  c'erano  dei  piccoli aggiustamenti da fare, e come Commissione  li
  abbiamo  fatti,  quindi,  riteniamo  che  gli  emendamenti  che  la
  Commissione  ha  presentato, siano già  sufficienti  a  coprire  le
  perplessità che venivano sollevate dall'Arpa.


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Disposizioni  in
  materia di contrasto all'inquinamento  (nn. 369 - 435/A)

   PRESIDENTE.  Mi  pare che il problema è stato risolto,  e  se  non
  sorgono  osservazioni all'indicazione di trattare di questo disegno
  di  legge,  si  passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge  Disposizioni in materia di contrasto all'inquinamento   (nn.
  369-  435/A),  posto  al  numero 6) del II  punto  dell'ordine  del
  giorno.
   Invito   i   componenti  la  IV  Commissione  a   prendere   posto
  nell'apposito banco.
   La discussione generale era stata rinviata a questa seduta.
   Ha  facoltà di parlare il Presidente della Commissione e relatore,
  onorevole Savarino, per svolgere la relazione.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, questo  è  un  disegno  di  legge
  parlamentare  che  viene  dallo spunto  di  due  colleghi,  uno  di
  opposizione e uno di maggioranza, che ha visto tutta la Commissione
  impegnata  a  collaborare perché venisse fuori un  testo  di  legge
  condiviso,  per dare una risposta forte a quella che è  un'esigenza
  territoriale avvertita nelle zone altamente inquinate.
   Sappiamo  già che il Presidente Musumeci, il Governo Musumeci  sta
  approvando  il piano della qualità dell'aria, che a breve  arriverà
  per  il  parere in Commissione, e che su questo tema sta investendo
  moltissime energie.
   Questo   disegno  di  legge,  voluto  dai  colleghi,  e  condiviso
  all'interno della Commissione, vuole integrare quest'azione  svolta
  dal  Governo Musumeci portando anche in Sicilia un modello  che  ha
  funzionato in Veneto, che è il  modello del  Simage, che fa in modo
  che  vengano  messe  in rete tutti i dati proiettati  nell'area  di
  queste  zone  altamente  inquinanti,  anche  attraverso  un  lavoro
  sinergico  con  le imprese che hanno, devo dire con  grande  onestà
  intellettuale, dato la loro disponibilità a condividere un percorso
  che possa rasserenare i cittadini di queste aree rispetto, appunto,
  all'inquinamento reale che in queste aree c'è.
   Con  questo  sistema del cosiddetto  Simage', si  può  individuare
  immediatamente,   in  tempo  reale,  da  dove  arrivi   l'eventuale
  inquinamento anomalo. E in questo caso è stato ritenuto,  vista  la
  normativa  vigente,  darle a favore delle  comunità  che  subiscono
  questo   maggiore   inquinamento,   in   modo   tale   da   rendere
  immediatamente  visibile  quella che è  la  penalizzazione  di  chi
  inquina in queste realtà.
   Ci  siamo  mossi, dicevo, in sinergia e ascoltando tutti,  ritengo
  che  questo  disegno di legge possa essere una risposta  importante
  per un area vasta che, se dovesse funzionare, potrebbe essere anche
  esportabile, in altre aree della stessa Sicilia.

   PRESIDENTE. SI passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                             «Articolo 1.
                               Finalità

   1.  La  presente legge ha come obiettivo primario  la  tutela  del
  diritto  alla salute dei cittadini siciliani realizzata  attraverso
  la previsione di un sistema di monitoraggio delle emissioni e di un
  sistema  sanzionatorio in conformità con la normativa  nazionale  e
  comunitaria».

   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2.
              Promozione del monitoraggio delle emissioni

   1.   L'Assessorato   regionale  del  territorio   e   ambiente   e
  l'Assessorato  regionale della salute, di  concerto  con  l'Agenzia
  regionale  per la protezione dell'ambiente della Sicilia  (ARPA)  e
  con  i comuni interessati, promuovono, nella sfera delle rispettive
  competenze  ed attraverso le tecnologie più avanzate,  un  costante
  monitoraggio delle emissioni provenienti dagli impianti industriali
  ubicati sul territorio».
   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.
            Installazione ulteriori postazioni di controllo

   1.  Per fini conoscitivi e statistici, i sindaci dei comuni  delle
  zone  ad  alto rischio di crisi ambientale, di concerto con l'ARPA,
  possono  istallare  nel  territorio di  loro  competenza  ulteriori
  postazioni  di  controllo  volte  a  verificare  le  emissioni  dei
  parametri   non   normati  nell'aria  e,  periodicamente,   possono
  pubblicare sul sito internet del Comune i relativi risultati».

   Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «TITOLO II
                                SIMAGE

                                Art. 4.
          Istituzione e finalità del Sistema integrato per il
       monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze in
                           Sicilia (SIMAGE)

   1.   E'   istituito  il  Sistema  integrato  per  il  monitoraggio
  ambientale e la gestione delle emergenze in Sicilia (SIMAGE).

   2.  Il  SIMAGE  può essere integrato dalla stipula di  Accordi  di
  programma o altre tipologie di Accordi volti al coordinamento delle
  attività  dei  soggetti  pubblici e delle imprese  private  per  le
  finalità della presente legge.

   3.   Il  SIMAGE  persegue  il  fine  di  tutela  della  salute   e
  dell'ambiente  nel territorio in cui è ubicata l'area  industriale,
  attraverso il monitoraggio continuo, l'analisi e la trasmissione in
  tempo reale delle informazioni raccolte.

   4.  Il  SIMAGE  garantisce un efficace flusso di informazioni  tra
  stabilimenti industriali, enti di controllo e popolazione.

   5.  II  SIMAGE  ha il compito di gestire le emergenze,  garantendo
  informazioni in tempo reale, nei seguenti casi:

   a)  eventi  incidentali  in stabilimenti a  rischio  di  incidente
  rilevante;

   b)  superamento del livello di soglia di allarme e della soglia di
  informazione  di  cui  all'Allegato  XII  del  decreto  legislativo
  155/20l0 per uno o più inquinanti.

   6.  I  costi aggiuntivi per il funzionamento del SIMAGE,  rispetto
  alle  attività ordinariamente svolte, possono essere  sostenuti  da
  contributi e finanziamenti volontari dei privati ovvero dei  comuni
  interessati».

   Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,   non  tanto  sull'emendamento,  volevo   chiedere   al
  Presidente della Commissione se la istituzione di questo sistema di
  monitoraggio  - il Governo Musumeci ha adottato già  una  serie  di
  iniziative, però poi prima della conclusione chiederò la parola per
  questo - desideravo sapere se l'istituzione di questo sistema,  che
  prevede  anche poi l'introduzione di una serie di nuovi  centri  di
  rilevamento e di centraline, prevede un impegno economico.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e relatore.  Allora,  noi
  abbiamo  ritenuto  in  questa prima fase di farlo  con  un  accordo
  sottoscritto  nelle varie realtà con i Comuni, che  hanno  già  dei
  fondi  destinati,  e  con  le  imprese  che  in  Commissione  hanno
  rassegnato la disponibilità totale a venire incontro alle esigenze,
  quindi anche economiche, rispetto a questi accordi territoriali che
  sono  stati  già  esempi virtuosi in Veneto,  e  che  noi  vogliamo
  riproporre in Sicilia.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Allora, il tema
  che  io pongo all'Aula è un tema molto delicato, e auspico di avere
  un contributo da parte della Commissione o dei presentatori.
   La  Sicilia, il Governo della Regione siciliana, il 18 luglio  del
  2018  ha  approvato  per  la prima volta  il  Piano  della  qualità
  dell'aria. Questo Piano della qualità dell'aria, in una formula che
  prevede    un'interazione   molto   intensa   con   il    Ministero
  dell'ambiente,  prevede  una  serie di  passaggi  e  una  serie  di
  attività ben precise, che devono essere normate e che devono essere
  eseguite  per  non incorrere in una pre infrazione  o,  peggio,  in
  un'infrazione europea.
   Qualche  settimana addietro io ho incontrato i rappresentanti  dei
  petrolieri,  i quali mi sottopongono la necessità di un  confronto,
  perché è necessario valutare e confrontarsi su alcuni temi.

   CALDERONE. Si vede che li ha incontrati.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente.  Mi  parla  di
  garbo, onorevole Calderone. Mi faccia finire.
   Allora,  posto  che  il  Governo  ha  assunto  una  posizione   di
  intransigenza sulla tutela e sui parametri del Piano della  qualità
  dell'aria, e lo ha fatto, come dire, rappresentando nuovamente,  se
  ve  ne  fosse  bisogno, che la Sicilia soprattutto nelle  tre  aree
  AERCA,  ossia  le aree ad elevato rischio di crisi ambientale,  che
  sono  quelle  del  siracusano, del milazzese, di Pace  del  Mela  e
  quella  di  Gela, per noi i parametri quelli sono e  quelli  devono
  restare. Ecco, quando mi si parla di imprenditori, io vorrei capire
  chi  sono  genericamente questi imprenditori, perché se il  Governo
  dice che la posizione è una, e il Piano della qualità dell'aria non
  si  può  discutere,  e d'altro canto ci sono degli  interventi  che
  invece  possono vedere parte attiva soggetti che, in qualche  modo,
  partecipano al finanziamento di un'attività assolutamente  virtuosa
  come il SIMAGE, credo che potrebbe esserci un momento di conflitto.
   Quindi,  fermo  restando che la legge, che  questa  legge  e  solo
  questa legge al netto di tutto quello che ha fatto l'Assessorato  e
  il Governo, e l'Aula, e che quindi il Governo non può che prenderne
  atto,  però  non vorrei che domani dovessimo trovarci di  fronte  a
  qualcosa  che potrebbe mettere in imbarazzo non me, non il Governo,
  non il Presidente Savarino, ma la Regione siciliana.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso che non
  posso  che essere d'accordo sulle finalità di questa legge, che  ha
  l'ambizione di costruire un sistema di rete delle informazioni  che
  possano   consentire   di   avere   in   tempo   reale   lo   stato
  sull'inquinamento dei luoghi.
   Però,  sono stato sollecitato a questo intervento dopo  le  parole
  della Presidente della Commissione che, alla domanda specifica  del
  Governo  - è singolare che il Governo chieda alla Commissione  come
  si copra, qual è il costo di questa legge, no, no, nel senso che il
  Governo credo ci fosse in Commissione.
   Siccome  io  sono  d'accordo con lei, assessore,  che  qui  stiamo
  parlando di una cosa delicata, proprio perché è una cosa seria,  se
  facciamo  una  legge che stabilisce che all'articolo  6,  anzi  no,
  all'articolo  4  il  SIMAGE può essere sostenuto  da  contributi  e
  finanziamenti volontari, da privati ovvero dai comuni  interessati,
  Presidente, è come se istituissimo l'AVIS e consentissimo a Dracula
  di  poterlo finanziare. Perché quali saranno i privati che hanno in
  qualche  modo  l'interesse  a far finta di  monitorare  il  sistema
  dell'inquinamento?
   Gli  stessi  privati del settore del petrolchimico sono facilmente
  individuabili, che come  foglia di fico , come dire,  costituiscono
  gli elementi per prevenire accuse di inquinamento.
   Lo  dico  perché,  mai come in questo settore,  l'esercizio  della
  funzione pubblica è un elemento di garanzia della terzietà. Cioè il
  monitoraggio e tutto quello che ne consegue, rispetto agli  effetti
  sull'inquinamento,    deve   essere   in   capo    alla    Pubblica
  Amministrazione,  a  garanzia  della  terzietà   e   della   tutela
  dell'interesse pubblico.
   Ora,  che  io possa fare una legge in cui dico che il monitoraggio
  lo  affido a coloro che di fatto - non c'è scritto così, ma  questo
  succederà - perché poi sappiamo i comuni, poveracci, non sono nelle
  condizioni di fare chissà cosa. Quindi alla fine le uniche  risorse
  potenziali disponibili saranno quelle delle aziende che, in qualche
  modo, operano in questo settore. Beh, io la ritengo per davvero una
  scelta  sbagliata. Ripeto, chi può essere contrario a questa legge?
  Nessuno   Ma  se facciamo una legge che vuole avere  un  minimo  di
  efficacia   dobbiamo  anche  essere  seri  e  metter  la   Pubblica
  Amministrazione a tutela dell'interesse pubblico -  non  affidarlo,
  possono  essere  anche  non si capisce bene chi,  come,  con  quali
  modalità.   Io  suggerirei  ai  colleghi  di  approfondire   questa
  questione,  non stiamo parlando di una questione di  lana  caprina.
  Approfondire questa questione, perché stiamo parlando del  chi  può
  agire  in  nome dell'interesse pubblico. Io credo solo la  pubblica
  amministrazione, non altri. Non altri, perché altrimenti creiamo un
  meccanismo  in  cui,  ripeto l'ho detta come battuta,  affidiamo  a
  Dracula la responsabilità di gestire l'AVIS.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA. Rinuncio a parlare.

   PRESIDENTE. Il problema è, però, le cose che sono state dette poco
  fa  dall'onorevole Cracolici non sono cose così,  dette  tanto  per
  dire.

   CALDERONE. Vabbè, verrà cassato

   PRESIDENTE.  No,  no.  Non  c'entra, onorevole  Calderone.  Questo
  argomento,  se  mi  permettete, merita un momento  di  riflessione.
  Accantoniamo questo disegno di legge per dieci minuti.

   SAVARINO, Presidente della Commissione e relatore. No.

   PRESIDENTE.  Scusate, qui il problema è che sto dicendo  una  cosa
  diversa  rispetto a quello che è il testo. Datemi dieci  minuti  di
  tempo  che con gli uffici verifico, in buona sostanza, se necessita
  una copertura finanziaria.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi non volevo  parlare
  per evitare di perdere tempo. Per rassicurare l'Aula, i colleghi  e
  anche  il  Governo, abbiamo analizzato questo disegno  di  legge  è
  stato  analizzato in Commissione, col lavoro di tutti i  componenti
  della  Commissione, e che è stato fatto un gran lavoro e  vi  posso
  assicurare, tranquillamente, che quanto paventato dal collega non è
  nei fatti.
   Mi spiego. Il controllo della qualità dell'aria è comunque in capo
  alla  Pubblica Amministrazione ed è sempre, comunque, soggetto alle
  leggi  nazionali, il 152, il 155 ecc. ecc. quindi sono disposizioni
  che già ci sono. Questo disegno di legge è uno strumento in più per
  gli  attori  principali, per l'Arpa, messo in mano  alle  Arpa  per
  migliorare il controllo ai sensi del 152 o del 155, ripeto,  è  uno
  strumento in più. Quelle parti che lei ha visto, che avete visto lì
  scritte,  sono  perché  una partecipazione  passiva  da  parte  del
  privato  ci vuole, perché ovviamente è il privato, l'industria  che
  emette  in atmosfere queste sostanze, quindi devono essere comunque
  coinvolti.
   La  norma è stata studiata in tutti i dettagli proprio per evitare
  qualsiasi conflitto, non è prevista una spesa ed è sicuramente  uno
  strumento in più messo in mano alla pubblica amministrazione perché
  deve  essere la pubblica amministrazione a controllare  la  qualità
  dell'aria. Spero che sia chiaro sia stato chiarito il problema.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, questo comma 6 va cambiato, quindi
  possiamo andare avanti e lo modificate, onorevole Calderone. Questa
  è  la  decisione  della  Presidenza, andiamo avanti  nel  frattempo
  modificate  questo  comma  6,  stabilite  che  non  ci  sono  costi
  aggiuntivi, presentate un emendamento in cui si chiarisce  che  non
  ci sono costi aggiuntivi.
   L'articolo 4 è accantonato in attesa di questo emendamento.
   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5.
                       Funzionamento del SIMAGE

   1. I gestori degli impianti industriali, di concerto con l'ARPA  e
  con  i  sindaci  dei  pertinenti  Comuni,  possono  individuare  le
  strutture presso cui ubicare le sale operative SIMAGE.

   2.  Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente
  legge,  con  decreto  emanato dall'Assessore per  il  territorio  e
  l'Ambiente,  sono stabilite le ulteriori modalità di  funzionamento
  del SIMAGE.

   3.  Al  fine di massimizzare il flusso di informazioni provenienti
  dalla  rete  di  monitoraggio, il decreto di cui  al  comma  3  può
  stabilire  l'implementazione delle stazioni di  misurazione,  anche
  con  l'installazione  di apparati in grado  di  rilevare  ulteriori
  sostanze inquinanti attualmente non monitorate, garantendo così una
  più  diffusa copertura del territorio ed una rilevazione  capillare
  dei dati.

   4.  Le  attività  del  SIMAGE si possono integrare,  aggiungere  o
  sostituire  con  le  attività  già  svolte  dai  diversi   soggetti
  interessati».

   Onorevoli   colleghi,   è  stato  presentato   dalla   Commissione
  l'emendamento 5.1.

   SAVARINO,  Presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   Presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  la  Commissione  è   favorevole
  all'emendamento 5.1. Però non vorrei tornare all'articolo 4, ma già
  l'emendamento al comma 6 sui costi aggiuntivi l'avevamo presentato.

   PRESIDENTE. Parliamo dell'articolo 5, poi ci torniamo all'articolo
  4, presidente Savarino.
   Il parere del Governo sull'emendamento 5.1?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, con  riferimento  all'articolo  5
  vorrei  invitare i presentatori del disegno di legge  a  modificare
  l'articolo  5  ed  il  comma  1,  nella  misura  in  cui  mi   pare
  particolarmente sconveniente stabilire che i gestori degli impianti
  industriali, di concerto con l'Arpa e con i sindaci dei  pertinenti
  comuni,  possono  individuare  le  strutture.  Mi  sembrerebbe  più
  corretto  dire che il sistema SIMAGE è istituito presso l'Arpa,  se
  l'Arpa deve svolgere questo ruolo.
   Allora,  se  si  potesse riscrivere, perché come  vede,  onorevole
  Calderone,   noi  stiamo  lavorando  in  progress,  avevo   chiesto
  ventiquattrore però lei dice che, no, no per carità ed io ci provo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei  fare
  perdere  tempo  all'onorevole Pasqua che aveva rinunciato  per  non
  perdere tempo, anche qui leggo un comma che mi fa rabbrividire, che
  vuol dire che le attività del SIMAGE, che come è stato rilevato  ai
  sensi del comma 1 è fatto da pubblico, privato ecc. ecc. si possono
  integrare,  aggiungere o sostituire con le attività già svolte  dai
  diversi soggetti interessati.
   Cioè,  scusate,  cosa  avete  scritto  in  questo  testo?  Che  un
  organismo  misto, pubblico o privato, può sostituire  le  procedure
  previste dai soggetti pubblici. Scusate, ma si ha contezza?  Non  è
  così onorevole Pasqua, le leggi non sono quelle che ha in mente lei
  o  io, le leggi sono quelle che una volta pubblicate sulla Gazzetta
  Ufficiale  c'è qualcuno che li deve applicare sulla base di  quello
  che c'è scritto, non di quello che avremmo voluto dire.
   Qui  leggo  che  le  attività del SIMAGE  sono  sostitutive  delle
  attività  previste dai soggetti interessati, i soggetti interessati
  sono  l'Arpa,  la Asp, i comuni, cioè stiamo parlando dei  soggetti
  istituzionali  che hanno il compito della tutela  della  salute,  e
  scriviamo  in  una legge che un organismo, lasciamo stare  che  poi
  possono,  forse  potrebbero,  non si sa  se  lo  faranno,  comunque
  sostituisce  le  procedure, io, ripeto, in me  c'è  la  più  grande
  disponibilità   di  fare  una  legge  che  serva   al   Territorio,
  figuriamoci  in questi territori particolarmente - come  dire  -  a
  rischio, come il messinese, Milazzo, Barcellona, Gela, Priolo, etc.
  etc., ma facciamo delle leggi che abbiano una loro razionalità.
   Io  mi  rifiuto  di  votare una legge dove  c'è  un  soggetto  che
  sostituisce  soggetti pubblici nella tutela che  la  legge  a  loro
  assegna compiti pubblici a loro destinati. Allora, o si riscrive, o
  fate come volete, ma una legge così, da questo Parlamento, non  può
  uscire.

   PRESIDENTE.  C'è qualche altro che chiede di parlare? No.  Allora,
  relativamente all'emendamento 5.1, Presidente Savarino?

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Parere
  favorevole. Abbiamo già presentato .

   PRESIDENTE.  E' un emendamento tecnico? E' un emendamento  tecnico
  questo.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Si, abbiamo già
  presentato  gli  emendamenti che vanno incontro alle sollecitazioni
  dell'Assessore, e anche dell'onorevole collega.

   PRESIDENTE. A quale articolo mi scusi, onorevole Savarino?

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Sempre  al
  cinque. Abbiamo appena presentato.

   PRESIDENTE.  Ah,  perfetto.  Allora  intanto  passiamo   all'esame
  dell'emendamento  5.1. Parere favorevole della Commissione.  Parere
  del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Vediamo  gli  emendamenti all'articolo 5  che  la  Commissione  ha
  predisposto. Un attimo di pazienza.

   CRACOLICI. Lo possiamo avere?

   PRESIDENTE. Sì, certo, lo stanno collazionando. Sospendo la seduta
  per due minuti.

       (La seduta, sospesa alle ore17.32, è ripresa alle 17.52)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati
  all'articolo   5  due  emendamenti,  che  invito   gli   Uffici   a
  distribuire.  L'emendamento 5.2 ed emendamento 5.3, a  firma  della
  Commissione.
   Nelle  more della distribuzione di questi emendamenti, il  5.2  fa
  cenno   alla   ubicazione  presso  le  sedi  dell'ARPA.  Presidente
  Savarino,  nell'articolo 4, all'emendamento 4.1 era scritto  presso
  l'Assessorato  territorio e ambiente. Quindi sarà soppresso  questo
  emendamento?

   SAVARINO,   presidente   della  Commissione   e   relatore.   Come
  responsabilità politica è quella dell'Assessorato. Comunque  l'ARPA
  risponde sempre all'Assessorato. Quindi la logica è quella.

   PRESIDENTE.  Lo so questo. Allora bisogna cambiare questa  dizione
  Spresso l'Assessorato  bisogna scriverlo in maniera diversa. Perché
  qui indicate la sede dell'ARPA

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e  relatore.  No,  non  è
  fisicamente.  Mentre  nel 5 è fisicamente presso  l'ARPA,  le  sedi
  dell'ARPA, quello

   PRESIDENTE. Però credo che la formulazione del 4.1 debba cambiare,
  vanno  in  contraddizione  il  5.2 con  l'articolo  4.1,  onorevole
  Savarino.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Io  penso  che
  quella  dell'ARPA  è una specificazione fisica dell'Assessorato  al
  territorio.

   PRESIDENTE.  Si  passa  alla votazione  dell'emendamento  5.2.  La
  Commissione l'ha presentato.
   Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 5.2. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 5.3. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Un attimo .

   PRESIDENTE. La parola  si  hanno tolto, Assessore.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. No, la  parola
   si   o,  anche, hanno lasciato solo  possono integrare   togliendo
   aggiungere  e  sostituire ?  Presidente,  hanno  tolto   solo   la
  particella   si  oppure hanno tolto anche le parole   aggiungere  o
  sostituire  ed è rimasto  le attività del SIMAGE possono  integrare
  le attività già svolte da diversi soggetti interessati ?

   PRESIDENTE.  Si,  no, no, sono tolte perché  c'è  la  virgola,  si
  possono  integrare, aggiungere o sostituire , è sostituito soltanto
  con   possono integrare , quindi, recita così il comma  le attività
  del  SIMAGE  possono integrare le attività già svolte  dai  diversi
  soggetti interessati .

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Benissimo,
  allora il parere del Governo è favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Con il parere favorevole della Commissione e del Governo, pongo in
  votazione l'articolo 5, così come emendato.

                             (È approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                   Acquisizione ed elaborazione dati

   1.  Presso  la sala operativa SIMAGE confluiscono i dati acquisiti
  dai Sistemi di monitoraggio delle emissioni (rilevatori/sensori dei
  singoli  camini  industriali),  da altri  rilevatori  di  emissioni
  diffuse,  dalle stazioni aziendali e dalle stazioni di  misurazione
  della  rete del Programma di valutazione e dalle eventuali stazioni
  di  cui  all'articolo  3. A tal fine è predisposta  una  postazione
  attiva  per il servizio di ricevimento dei dati e per la successiva
  elaborazione   con  modelli  di  dispersione  e   trasporto   degli
  inquinanti  in  atmosfera,  finalizzata  all'individuazione   della
  sorgente  emissiva, in caso di superamento dei limiti emissivi,  ed
  alla   previsione  dell'andamento  della  qualità  dell'aria,   non
  superiore  ai successivi 3 giorni, per l'attivazione tempestiva  di
  misure di tutela della popolazione.

   2.  I  dati di cui al comma 1 sono elaborati con apposito software
  di  elaborazione della modellistica di dispersione che rappresenta,
  ove  possibile,  la visualizzazione grafica della  estensione,  del
  punto di origine e della natura delle sostanze rilevate.

   3. In caso di anomalie, superamento dei limiti o di incidente, gli
  addetti  di  sala  operativa si interfacciano con i  referenti  dei
  gestori  delle stazioni di misurazione, dei sistemi di monitoraggio
  delle  emissioni  o  di altri soggetti interessati,  e  inviano  le
  necessarie  comunicazioni e informazioni alle  autorità  competenti
  per l'immediato intervento.

   4.  Tutti  i  dati  rilevati  ed  elaborati  sono  a  disposizione
  dell'autorità giudiziaria».

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, intervengo
  solo per avere qualche chiarimento sull'articolo 6, laddove si dice
  che  presso la sala operativa SIMAGE confluiscono i dati  acquisiti
  ai  sistemi  di  monitoraggio  delle emissioni,  cioè  si  descrive
  l'attività e si parla al comma 3 degli addetti alla sala operativa.
  Quale  personale,  di  fatto, svolgerebbe questa  attività?  È  una
  domanda che rivolgo alla Commissione e al Governo.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Quelli
  dell'Arpa che hanno il monitoraggio.

   PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.57, è ripresa alle ore 18.03)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Procediamo alla distribuzione dell'emendamento 6.1,  a
  firma  del  Presidente  della  Commissione.  L'emendamento  recita:
  «All'articolo 6 comma 3, dopo le parole  addetti di sala operativa'
  sono  aggiunte le seguenti:  individuati nell'ambito del  personale
  dell'ARPA, che già svolge le medesime funzioni'».

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Scusate
  restringere il campo alle medesime funzioni, considerata la carenza
  di  personale  che soffre, in questo momento, l'Arpa,  è  vero  che
  adesso superato l'ultimo passaggio e quello dei Revisori dei Conti,
  ovviamente  dell'Arpa, potremo dare il via ai concorsi  e,  quindi,
  alle  auspicate nuove assunzioni, ma io lo lascerei senza  che  già
  svolgono  le  medesime  funzioni', perché  altrimenti  restringiamo
  troppo  il campo e chi ha già difficoltà a svolgere i ruoli attuali
  si  troverebbe  ad  essere  caricato, qualora  dovesse  partire  il
  SIMAGE,  poi  a  svolgere anche il ruolo che  viene  attribuito  al
  SIMAGE,  quindi vi chiederei, se siete d'accordo, di  preparare  un
  subemendamento che si ferma alla parola  Arpa'.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, serviva solo  a  specificare  che
  queste funzioni l'Arpa le svolge già. Per capirci, in maniera molto
  semplice:  è  come se un dirigente, un operatore lavora utilizzando
  un  Commodore  64  e  noi  gli  diamo invece  un  Apple  di  ultima
  generazione.  Ecco,  quindi  svolge  già  quelle  funzioni  con  il
  Commodore  64, il SIMAGE lo mette in condizione di avere invece  un
  Apple di ultima generazione. Era per questo, quindi non ci sono  né
  funzioni  aggiuntive,  sono funzioni che  già  vengono  svolte,  in
  questo modo hanno un potenziamento di strumentazione.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI. Signor Presidente, io mi sento di confortare i colleghi che,
  giustamente, chiedono chiarimenti. Capiamoci, oggi, le varie  Arpa,
  nelle varie ex province vengono chiamate dai cittadini, dai Comuni,
  a   fare   continuamente  controlli  e  ci  dicono  che  vista   la
  farraginosità delle operazioni ed il fatto che si devono recare sul
  posto  con  una quantità di personale in effetti molto esigua,  non
  riescono. Invece, noi con questi strumenti informatici addirittura,
  con certezza, possiamo dire che velocizziamo il loro lavoro, quindi
  gli  togliamo del lavoro perché, materialmente, non si  devono  più
  recare  nelle campagne, nelle zone industriali, ma il  loro  lavoro
  sarà  svolto  da queste centraline, con questo sistema  informatico
  potranno  monitorare, addirittura, collaborando anche con le  varie
  industrie, i vari impianti, nel monitoraggio e nel controllo.
   Quindi,  stiamo andando ad alleggerire, non dobbiamo  preoccuparci
  di  questa  cosa quando, invece, normalmente nelle varie leggi  che
  andiamo  ad approvare ci dobbiamo preoccupare che a nuove  funzioni
  dobbiamo mettere soldi, ma questa cosa non esiste.
   Tra  l'altro  stiamo  proprio sgravando  dei  campionamenti  e  le
  rilevazioni da fare sul luogo, recarsi con i loro mezzi,  catturare
  i  campioni  di aria perché, in questo caso grazie alla tecnologia,
  avremo  maggiore  capacità di performance  proprio  dell'Arpa  che,
  diciamo, esce un po' da quel sistema manuale dei rilevamenti.
   Quindi,  credo che togliendo  già svolge', qui forse  è  stato  un
  eccesso  di  zelo per volere chiarire, però già l'emendamento  6.1,
  anche senza l'ultimo rigo, va benissimo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti,  va  benissimo  tutto.  O   c'è   un
  subemendamento o l'emendamento in questione è il 6.1. Non  ci  sono
  subemendamenti, il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  L'ultimo
  appunto  che  mi permetto di sottoporre all'attenzione dell'Aula  è
  relativo alla richiesta che vi faccio di espungere il comma  4.  Il
  comma 4 rappresenta a tutto voler concedere una tautologia, per non
  voler essere più incisivi, cioè abbiamo scritto - dico abbiamo  per
  amor  di  patria  -   tutti i dati rilevati  ed  elaborati  sono  a
  disposizione dell'autorità giudiziaria'.

   PRESIDENTE. E' superfluo

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  No,  non
  soltanto  è  superfluo, signor Presidente, mi  perdoni,  ma  vorrei
  ricordare  ai colleghi che, certamente lo sanno, ma mi permetto  di
  ricordarglielo, che abbiamo nell'Arpa quaranta ufficiali di P.G. in
  Sicilia  tutti decretati dai prefetti, lo ricordo anche ai colleghi
  del  Movimento Cinque Stelle che lo sanno e peraltro abbiamo  anche
  la  collaborazione assolutamente efficace e concreta  del  NOR  del
  Corpo  Forestale,  quindi non c'è bisogno  che  lo  mettiamo  nella
  legge, diciamo che tutti i dati che loro assumono quando superano i
  livelli   e   comunque,  in  ogni  caso,  sono  già  a   conoscenza
  dell'autorità  giudiziaria,  quindi mi  permetto  di  chiedervi  di
  espungere il comma 4.

   PRESIDENTE.  Sì,  va bene, attendiamo la presentazione  di  questo
  emendamento.

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. La Commissione
  ha  sottolineato che era ultroneo, in effetti, però i  colleghi  ci
  tenevano  a  sottolinearlo per magari dare maggiore incisività,  ma
  ovviamente è ultroneo.

   PRESIDENTE. Presentate il subemendamento così lo distribuiamo.
   Intanto, cominciamo con la votazione dell'emendamento 6.1, che  ha
  il  parere favorevole della Commissione. Il parere del Governo? Non
  ci sono subemendamenti, Assessore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Quindi,  è
  rimasto quello originale? Si rimette all'Aula.

   PRESIDENTE. Il Governo si rimette all'Aula. Lo pongo in votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  6.2  che  contiene  la  soppressione
  dell'intero comma 4.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io non ce l'ho.
  E' il comma 4?

   PRESIDENTE. E' stato presentato. Sì, comma 4 dell'articolo 6.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 6, nel testo risultante,  con  il
  parere favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
        Attività dì controllo e comunicazioni alla popolazione

   1.  Per  il  controllo della qualità dell'aria e  il  monitoraggio
  delle ricadute, in caso di superamento dei limiti o di incidente, è
  attivabile, anche da remoto, una rete di campionamento,  costituita
  da  canister  e  campionatori ad alto volume,  installati  in  siti
  scelti da ARPA Sicilia di concerto con i comuni interessati.

   2.  I  comuni  possono  installare sistemi di comunicazione  degli
  eventi   alla  popolazione  costituiti  da  pannelli  a   messaggio
  variabile  (PMV) sui quali riportare i dati della qualità dell'aria
  ed  eventuali  messaggi di allerta in caso di incidente.  I  comuni
  possono altresì attivare sistemi di messaggistica telefonica».

   Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione è favorevole.
  Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                              «Articolo 8
                      Fruibilità ed utilizzo dati

   1. I dati confluiti presso la sala operativa di cui all'articolo 6
  sono  fruibili  in  formato  aperto e sono  riutilizzabili  per  la
  promozione di progetti di elaborazione e diffusione dei  dati,  nel
  rispetto della disciplina sul trattamento dei dati personali».

   Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione è favorevole.
  Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Prima  di  esaminare  l'articolo 9,  si  ritorna  all'articolo  4,
  precedentemente accantonato così, eventualmente, se dovessimo  fare
  delle modifiche, poi con l'articolo 9, potremmo farlo.
   Ci sono emendamenti all'articolo 4, presentati dalla Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. No, Presidente,
  perché  la sua sollecitazione noi l'avevamo raccolta poco prima  di
  arrivare in Aula, ed è nel testo già al sesto comma. Va bene?

   PRESIDENTE.  Le volevo dire questo. Quando indica, al  comma  4.1,
   presso   l'Assessorato   forse  sarebbe  più  opportuno   scrivere
   sottoposto alla vigilanza dell'Assessorato territorio e  ambiente
  per evitare

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene, questo
  è  un  aggiustamento tecnico che possono fare anche gli  uffici  in
  questo senso.

   PRESIDENTE. Se scriviamo questa correzione, nel senso che il comma
  4.1   è   sostituito   col  termine   sottoposto   alla   vigilanza
  dell'Assessorato  territorio e ambiente  e lo  distribuiamo.  Siamo
  tornati  indietro al 4.1. Lo stiamo scrivendo, sì.  Perché  siccome
  abbiamo parlato che ha sede presso l'ARPA, Assessore, è giusto fare
  la distinzione con l'articolo
   Sospendo la seduta per qualche minuto.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.13, è ripresa alle ore 18.15)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, è stato riscritto  l'emendamento
  4.1,  con l'emendamento 4.1.R che è una riscrittura, sta per essere
  consegnato. Avete consegnato questo 4.1.R? Distribuiamolo, comunque
  io lo leggo intanto «All'articolo 4 comma 1 alla fine sono aggiunte
   sottoposte alla vigilanza dell'Assessorato regionale territorio ed
  ambiente'».
   Lo  stiamo distribuendo. Va bene allora sostituiamo il 4.1 con  il
  4.1.R   che   prevede   di   essere   sottoposto   alla   vigilanza
  dell'Assessorato   territorio  ed  ambiente'.   Il   parere   della
  Commissione è favorevole. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 4.2, a firma della Commissione. Il parere
  della Commissione è favorevole. Il parere del Governo?

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  capito  che
  l'emendamento che citava la collega Savarino, questo 4.2 alla  fine
  si   limita  a  modificare,  cioè  ad  aggiungere   alle   attività
  ordinariamente svolte dalla Regione'. Giusto? E' questa la modifica
  che  viene  introdotta,  quindi rimane il  fatto  che  le  attività
  previste dalla Regione possono essere sostenute da contributi...

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Rispetto  alle
  attività ordinariamente svolte altre possono essere .

   CRACOLICI.  Allora, leggiamolo per intero «I costi aggiuntivi  per
  il  funzionamento  del SIMAGE ', intanto stiamo  scrivendo  in  una
  legge  che  ci  sono  costi  aggiuntivi,   rispetto  alle  attività
  ordinariamente  svolte ',  quindi dalla  Regione   'possono  essere
  sostenuti da contributi e finanziamenti volontari'.
   Ora,  premesso che continuo a pensare che un organo  di  vigilanza
  non   debba  avere  contributi  privati,  perché  come  dire   come
  fondamento  giuridico, ma aggiungo una cosa ma se  non  ci  sono  i
  finanziamenti privati il SIMAGE chi lo finanzia, visto che qui  non
  c'è  una  norma  di  finanziamento. Scusate continuo  a  dire  cari
  colleghi,  ma  stiamo  facendo leggi o  una  mozione,  c'è  scritto
  possono

   PRESIDENTE.  Avevo  detto  di cassare  questo  comma  6,  io  davo
  un'indicazione cioè in questi termini noi continuiamo a  tenere  in
  piedi  un  problema  di società che controlla e che  nel  frattempo
  riceve soldi privati, dobbiamo sciogliere questo nodo.

   CRACOLICI. Ma non solo, ma se non li riceve chi lo finanzia questo
  SIMAGE?

   PRESIDENTE. Allora, presidente Savarino.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e relatore.  Lo  possiamo
  cassare benissimo, noi lo abbiamo preso e mutuato in Commissione su
  sollecitazione dei colleghi dalla normativa del Veneto, dove  viene
  finanziato da contributi volontari delle stesse imprese, e nel caso
  nostro  avevamo  immaginato  anche  dai  contributi  dei  fondi  di
  mitigazione che quei comuni hanno per l'inquinamento che subiscono,
  che  sono  fondi destinati ad un uso specifico e, quindi,  potevano
  essere  destinati anche a questo. Peraltro, si può  poi  alimentare
  con  le  sanzioni  che  entrano,  però  se  volete  possiamo  anche
  cassarlo, ma stiamo parlando di eventualità di servizi in più  che,
  come hanno fatto in Veneto, possono essere sostenuti, e quindi  che
  sono  aggiunti, dai contributi volontari degli imprenditori o da  i
  contributi  dei  fondi della mitigazione che  hanno  i  comuni  che
  subiscono l'inquinamento.

   PRESIDENTE. Onorevole Savarino, la decisione mi

   SAVARINO,  presidente della Commissione e relatore. Le utilizziamo
  se  non ci sono niente, si va avanti diversamente, questo è un modo
  per  facoltizzare  la possibilità di aggiungere  altre  funzioni  e
  altri sistemi come hanno fatto in Veneto.

   PRESIDENTE. Sì però il termine costi aggiuntivi presuppone che  ci
  sia  comunque  una  spesa,  non so di quanto,  quindi  siccome  noi
  sosteniamo che spesa non ce n'è.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Va bene non c'è
  bisogno di autorizzarli con questi.

   PRESIDENTE. E' giusto deve reggere il ragionamento.

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Sì, lo  capisco
  ma regge perché sono volontari, ma se questo vi spaventa.

   PRESIDENTE.  Può scrivere una forma diversa se lei vuole,  possono
  essere  concessi contributi, questo non significa che non  ci  sono
  costi aggiuntivi. Possono essere concessi contributi è una cosa

   SAVARINO,  presidente  della Commissione e  relatore.  Presidente,
  colgo questa sua sollecitazione molto intelligente e pertinente per
  riscriverlo in questo senso.

   PRESIDENTE. Sì, esatto, va bene. La seduta  è sospesa due minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 18.30)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,  è  stato   presentato   dalla
  Commissione    l'emendamento   4.3,   che    è    il    sostitutivo
  dell'emendamento   4.2,  e  che  prevede  l'ipotesi   di   attività
  aggiuntive,  che  ovviamente  sono  poste  a  carico  di  eventuali
  contributi. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Approvato  con  il  voto  contrario   dell'onorevole
  Cracolici,    dell'onorevole   Lupo,   dell'onorevole   Barbagallo,
  dell'onorevole Fava e dell'onorevole Gucciardi.

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, così come emendato.  Il  parere
  della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Si  rimette
  all'Aula.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              «Articolo 9
               Sanzioni ed eventuale revisione dell'AIA

   1.   La  mancata  trasmissione  dei dati  di  cui  all'articolo  6
  comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa  tra
  10  e  100 mila euro. Con decreto dell'Assessore regionale  per  il
  territorio e ambiente sono disciplinate le modalità applicative del
  presente comma.

   2.  Nei  casi in cui il superamento dei valori limite di emissione
  determina  anche  il  superamento  dei  valori  limite  di  qualità
  dell'aria  previsti dalla vigente normativa, le città metropolitane
  o   i  Liberi  consorzi  competenti  per  territorio  irrogano   ai
  responsabili  del  superamento dei valori limite  di  emissione  le
  seguenti sanzioni amministrative:

   a)  il  superamento  entro il 10 per cento del tetto  massimo  dei
  limiti  tabellari di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010,  n.
  155, comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa
  tra 10 mila euro e 100 mila euro;

   b)  il  superamento  dal 10 per cento al 20 per  cento  del  tetto
  massimo  dei  limiti  tabellari di cui al  decreto  legislativo  13
  agosto   2010,  n.  155  comporta  l'irrogazione  di  una  sanzione
  amministrativa compresa tra 100 mila euro e 150 mila euro;

   c)  il  superamento  oltre il 20 per cento del tetto  massimo  dei
  limiti  tabellari di cui al decreto legislativo 13 agosto 2010,  n.
  155  comporta l'irrogazione di una sanzione amministrativa compresa
  tra 150 mila euro e 300 mila euro.

   3.  Le  ripetute violazioni dei limiti tabellari di cui al decreto
  legislativo  13  agosto 2010, n. 155 sono segnalate  alle  autorità
  competenti  al fine di un'eventuale revisione dell'AIA  finalizzata
  all'adeguamento alle migliori tecnologie disponibili.»

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi all'articolo 9 è stato  presentato
  un solo emendamento che è della Commissione.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.   Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie
  Presidente. Io sottopongo all'attenzione dell'Aula l'opportunità di
  cassare  l'intero  articolo  9. In realtà,  fra  le  cose  che  più
  risaltano  alla lettura attenta, il tema più importante,  oltre  al
  regime sanzionatorio che è già previsto dall'Unione Europea  e  che
  quindi  finirebbe  per  essere o un'attività non  appropriata  alla
  Regione,  seppur  trattasi  di sanzione amministrativa,  oppure  al
  massimo  una superfetazione, e però inserire insieme due  temi  che
  sono  normati  da  due leggi diverse, e cioè i  valori  limite  che
  possono  anche  essere sforati, ad esempio, dalle emissioni  di  un
  camino,  rispetto  ai  limiti della qualità dell'aria,  che  invece
  riguardano  e  vengono normati dal 155, rispetto al 152  che  è  il
  Testo  Unico  dell'Ambiente, finisce per essere  la  trattazione  e
  quindi  determina un contrasto normativo perché finisce per  essere
  insieme  la  trattazione di due temi che fanno  riferimento  a  due
  normative  statali diverse. Peraltro, ritengo che, così come  è  di
  tutta evidenza ai colleghi deputati, il sistema sanzionatorio,  già
  espressamente previsto sul tema da normativa nazionale e  normativa
  europea,  e  quindi al fine di scongiurare, è questo il parere  del
  Governo   che   ovviamente  si  rimetterà  all'Aula,   un'eventuale
  impugnativa della legge, io consiglio di cassare l'intero  articolo
  9.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  devo  dire  la  verità,   queste
  affermazioni   tecnico-giuridiche   dell'avvocato    Cordaro,    mi
  sorprendono e non poco. Certo, è un articolo pesante questo, perché
  finalmente, colleghi deputati, permetterà ad un organo dello  Stato
  di  irrogare  sanzioni serie a chi inquina. Non più  il  pannicello
  caldo  di  diecimila euro previsto da altra norma.  Ma  si  arriva,
  signor  Presidente, per chi ammazza la gente, come nella Valle  del
  Mela, come a Priolo, come ad Augusta, come a Gela, a sanzionare con
  delle  sanzioni serie previste dall'articolo 9 del disegno di legge
  di cui oggi stiamo discutendo, fino a trecentomila euro.
   E  l'ultimo comma - guardate un po' - prevede che vanno riviste in
  presenza  di reiterate violazioni tutte le autorizzazioni che  sono
  state concesse.
   Quindi,  per  la  prima  volta  la  Sicilia  entra  in  campo  per
  sanzionare  in  maniera  seria, assessore Cordaro,  e  tecnicamente
  ineccepibile  chi  ammorba  la  nostra  gente.  Non   c'è   nessuna
  sovrapposizione di norme.
   Ho  fatto un esempio in Commissione e tutti gli Uffici sono  stati
  d'accordo  che  era quello - ed è soltanto un esempio  di  analogia
  iuris  -  dell'articolo  186  del  Codice  della  strada,  avvocato
  Cordaro.  L'articolo  186 - lo dico, non per  erudire  nessuno,  ma
  soltanto per dare un metodo al mio ragionamento - prevede che  chi,
  in  stato d'ebbrezza, va a guidare un'autovettura, viene sanzionato
  penalmente se supera i parametri e gli indici previsti dalla legge.
  Norma  penale.  Accanto  alla norma penale, avvocato  Cordaro,  c'è
  anche  la norma amministrativa, cioè il prefetto può sospendere  la
  patente.  Quindi, il fatto che ci siano delle norme nazionali,  per
  esempio,  che  prevedono una sanzione penale -  lo  dico  ai  tanti
  avvocati  presenti in quest'Aula - non significa  che  non  si  può
  applicare  la  sanzione amministrativa, non significa  che  c'è  un
  vulnus,  non  significa che stiamo applicando una legge  che  va  a
  violare   -    addirittura  s'è  fatto  riferimento   a   normative
  sovranazionali che non c'entrano nulla a proposito  di  sanzioni  -
  questa  - mi sia consentito - è la norma più meritoria e meritevole
  di questa legge, perché, finalmente, il Parlamento siciliano tutela
  la  gente  di  Sicilia.  E viene il Governo Musumeci  a  dirci  che
  bisogna  cancellare  l'intera  norma.  Non  è  accettabile,  signor
  Presidente.
   Io chiedo che venga messa, immediatamente, al voto questa norma.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Poi ha chiesto di parlare  l'onorevole
  Barbagallo.

   CORDARO,  assessore  per il territorio e  l'ambiente.   Io,  senza
  alzare  i  toni,  mi permetto di dire che proprio il  suo  esempio,
  onorevole  Calderone,  mi  spiega la bontà  del  mio  ragionamento.
  Perché  è  di  tutta  evidenza  che la  sanzione  amministrativa  è
  irrogata dal prefetto che non è un organo della Ragione,  ma  è  un
  organo dello Stato.

   CALDERONE.  Signor Presidente, se dobbiamo fare il dibattito  sono
  pronto a continuare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Calderone, lei è  intervenuto,  adesso  la
  parola all'onorevole Barbagallo.

   CALDERONE. Anche l'assessore era intervenuto.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori, io credo che sia chiaro a tutti: Presidente, questa  non
  è una grande legge.
   All'inizio del dibattito d'Aula, oggi, abbiamo chiesto  un  rinvio
  su alcune questioni. Già nei lavori in Commissione, sull'articolo 9
  noi  abbiamo  posto alcune perplessità perché la potestà  normativa
  delle  Regione  Siciliana, a nostro giudizio,  si  concentra  sulla
  questione della qualità dell'aria.
   Peraltro, al di là del merito e senza voler contestare nessuno dei
  colleghi  che prima di me sono intervenuti, certamente  quella  che
  emerge è la complessità del tessuto normativo che, comunque, lascia
  molto a desiderare.
   Resta  il  tema  degli investimenti. Noi ci saremmo  aspettati  un
  testo  normativo che prevedeva una scelta, una scelta su un disegno
  di  legge  di iniziativa parlamentare che desse un contributo  vero
  per superare e porre, in modo perentorio, il tema della misurazione
  della  qualità dell'aria in Sicilia. E questo non è  un  testo  che
  assolve a questo compito.
   Resta  il  tema delle risorse, la questione lacunosa di  come  far
  funzionare il sistema e di come reperire le risorse aggiuntive.
   Resta  ancora più lacunoso la questione delle sanzioni che  doveva
  essere  il  fulcro  della  norma. Un  semplice  rinvio  alla  norma
  nazionale allora non fa altro che dare il tenore di una legge  spot
  a questo testo.
   Noi crediamo che non è questo quello che serve alla Sicilia. Serve
  una  legge che concretamente funga, da un lato, da deterrente a chi
  altera  la qualità dell'aria in Sicilia ma che concretamente riesca
  a fare dei passi avanti.
   L'articolo  9  pone  un  groviglio  di  eccezioni,  questioni   di
  competenze,  che  -  a nostro giudizio - peggiorano  la  situazione
  complessiva del testo.
   La competenza, ripeto, è esclusivamente volta alla questione della
  qualità  dell'aria  e non ai limiti di emissione  su  cui  c'è  una
  competenza esclusiva del legislatore nazionale.
   Credo,  signor Presidente, che la proposta iniziale del  rinvio  a
  domani  con una valutazione complessiva del testo era la  soluzione
  migliore.  Si  è preferito fare diversamente e, credo,  non  stiamo
  partorendo un buon testo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà.  Hanno  chiesto,  poi,  di   parlare
  l'onorevole Pasqua e l'onorevole Lo Curto.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, non  mi  voglio  infilare  in  una
  discussione  se  abbia  ragione il Capogruppo  di  Forza  Italia  o
  l'Assessore Cordaro perché non ho le competenze, non sono avvocato.
  Purtroppo,  faccio  un  altro mestiere nella vita   Dico  purtroppo
  perché se non sei avvocato qua rischi di non contare nulla, di  non
  essere in grado di capire, addirittura.
   La  domanda  che  però  faccio,  mi  permetto  e  la  faccio  alla
  Presidenza, e le chiedo di avere la collaborazione degli Uffici che
  devo  dire  forse  farebbero  un po'  meglio  a  supportare  questo
  Parlamento  anche con un supporto tecnico delle leggi.  Io  capisco
  le  difficoltà  che ha questa struttura, la mancanza di  personale,
  però  fare  leggi  al buio è una delle condizioni che  è  diventata
  fastidiosa.
   La  domanda  è  questa: se non ricordo male ci sono pronunciamenti
  ripetuti che il sistema sanzionatorio, non solo penale ma anche  di
  tipo  amministrativo, è disciplinato da norme dello  Stato.  Ve  lo
  dice  uno  che  fa  di mestiere, a differenza del fare  il  legale,
  facevo  una  volta  l'ispettore  del  lavoro,   e  pur  avendo   la
  competenza  la  Regione siciliana, in materia, non ha  un  autonomo
  sistema  sanzionatorio perché si applica il sistema  sanzionatorio,
  in  materia  amministrativa,  per gli illeciti  amministrativi  nel
  settore del lavoro, quello nazionale.
   Allora  la  domanda  - può darsi che abbia ragione  lei  onorevole
  Calderone  -   ho premesso che non sono un legale -  c'era  un  mio
  collega  che  diceva  ai i scoli vasci  -, la domanda  che  faccio:
  questa questione se il sistema sanzionatorio è una competenza sulla
  quale  la  Regione  può avere competenze aggiuntive,  modificative,
  integrative,  chiamatele  come  volete,  ce  lo  possono  dire  con
  certezza gli Uffici? Perché se non risolviamo questo nodo tutto  il
  resto  è   Ha  ragione  il Capogruppo, ha ragione  l'Assessore,  ma
  parliamo di una discussione tra giuristi.
   Ripeto, io non voglio scegliermi l'avvocato in questa sede. Vorrei
  scegliere  di fare il deputato che con coscienza vota una  cosa  di
  cui  poi qualcuno gli dice  Scusa, ma che sei scemo? Non lo sai che
  queste cose non le potete fare? . Ecco perché chiedo una consulenza
  tecnica agli Uffici al fine di dirimere questa questione. Grazie.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ha  ragione  il
  collega  Calderone. Non c'è bisogno di una ulteriore consulenza  di
  tecnici.  Perché  i tecnici ci sono stati nelle sette-otto  o  nove
  sedute  della  Commissione  Ambiente, la  Commissione  IV,  che  ha
  trattato questa materia e sono stati discussi anche questi dubbi  e
  perplessità che sono stati fugati completamente anche dai  tecnici,
  ne abbiamo già discusso in Commissione, è arrivato questo testo qui
  proprio  discusso con loro: qui la discussione è  un'altra,  è  una
  discussione  di  campo, da che parte si vuole  stare,  se  vogliamo
  stare  dalla  parte degli industriali tout court e a prescindere  e
  comunque, oppure, vogliamo stare dalla parte dei cittadini e  dalla
  tutela della loro salute.
   Assessore, io posso fare la mia parte da

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Il  Governo  è
  stato molto attento

   PASQUA.  Ovviamente, stando molto attento. Questa  parte  politica
  sta  dalla parte dei cittadini sempre e comunque, questo  è  quello
  che  dobbiamo  rassegnare qui dentro, dove  dobbiamo  discutere  in
  quest'Aula, questo dovremmo fare sempre, dovremmo stare più attenti
  alla tutela dei nostri concittadini, dei nostri siciliani
   Questo  è uno strumento in più, è uno strumento in più che  stiamo
  dando  alle  strutture pubbliche per potere controllare  meglio  la
  qualità dell'aria, il 152 del 2006, controllare meglio le emissioni
  con una disciplina sanzionatoria, quindi, 155 del 2010, queste sono
  stati  argomenti  trattati in Commissione  e  approfonditi  in  una
  decina di sedute di Commissione.
   Spero  che  siate anche voi -  quelli che avete questi dubbi  -  e
  vogliate  anche  interessarvi  in ulteriori  disegni  di  legge,  o
  ulteriori  modifiche  che vorrete apportare  a  questo  disegno  di
  legge,   nel   futuro;   partecipate,  venite   alle   Commissioni,
  parliamone,   discutiamone,  a  chi  esprimeva  altre  perplessità,
  assessore, il mondo non si rivolge a lei, mi rivolgevo ai colleghi,
  quindi, vi invito ancora una volta, parliamone tranquillamente,  ne
  abbiamo  avuto la possibilità, questo nonostante tutto,  nonostante
  quello  che  possiate pensare è un ottimo disegno di legge  che  va
  votato per il bene dei siciliani.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  appare
  veramente un po' speciosa questa dissertazione sulla opportunità di
  questo disegno di legge, sulla validità di questo disegno di legge,
  intanto  perché  è  un  disegno di legge  che  va  a  regolamentare
  ulteriormente  una disciplina che è quella che riguarda  la  tutela
  della  salute  umana,  direi, più ancora dell'aria,  della  qualità
  dell'aria, va a tutelare il diritto dei cittadini di sapere che  la
  Regione  e  l'Assemblea regionale, Parlamento e Governo,  ragionano
  insieme  per  tutelare la loro salute, che è il  diritto  primario,
  quindi,  oggi  sentir dire da qualcuno che questo è un  disegno  di
  legge  inutile, inopportuno, un disegno di legge spot fa  veramente
  specie, quando invece per la prima volta, non per la prima  per  la
  verità,  ma comunque in questa occasione a maggior ragione non  c'è
  stata  opposizione  tra  opposizioni  o  minoranze  e  forze  della
  maggioranza  perché  rispetto ad interessi così  importanti,  quale
  appunto  la  tutela  della  salute  umana,  in  un  territorio  che
  conosciamo  essere  stato devastato dall'inquinamento  prodotto  da
  certe  industrie pesanti, oggi veramente non si può comprendere  e,
  quindi,  ci saremmo aspettati nel corso dell'iter di questo disegno
  di  legge che ci fosse meno polemica, più attenzione ai diritti dei
  cittadini,  più  rispetto anche per l'attività parlamentare  che  è
  stato  svolta con l'assoluto ausilio dei nostri Uffici  legislativi
  che  ci  hanno  saputo  sempre supportare e,  soprattutto,  con  un
  costante confronto sia con l'Arpa sia con lo stesso Assessorato.
   Certamente  tutto  è perfettibile e abbiamo cercato  di  eliminare
  quelle   criticità   che,  magari,  insomma,  andavano   eliminate,
  l'abbiamo fatto, non l'abbiamo fatto creando resistenze e  oggi  ci
  aspettavamo  e  ci aspettiamo da questo Parlamento che  ci  sia  la
  dovuta attenzione per questa che è una priorità della Regione e del
  Governo  perché  i  cittadini  e la  loro  salute  sono  il  nostro
  obiettivo principale sotto ogni punto di vista.
     Quindi, signor Presidente, ora nell'andare avanti velocemente  e
  nel  produrre  questa  legge che è una legge importante  per  nulla
  affatto  di poco conto e di grande valore, di grande prestigio  per
  la qualità del tema che naturalmente ha affrontato in diversi mesi,
  perché  vorrei  ricordare  che  da  maggio  è  stato  inviato  alla
  Presidenza  perché venisse incardinato, lo abbiamo  rivisitato  più
  volte, bene, oggi è il momento  di approvarlo, senza se e senza ma,
  sapendo anche che le sanzioni che non confliggono con il sistema di
  sanzioni  previste da normativa nazionale che noi  richiamiamo  con
  questo  disegno di legge sono, caso mai, ulteriormente  declinative
  della  volontà  della  Regione siciliana di intervenire  con  passo
  pesante,  deciso e determinato contro coloro che vìolano invece  le
  norme, contro coloro che attentano alla salute dei cittadini.
   Questo  è  lo  scopo anche di quest'azione sanzionatoria  prevista
  dall'art.  9, altro che eliminare, cassare e fare finta che  questo
  articolo non sia mai stato scritto.
   Questo  è  quello  che,  potremmo  certamente  dire,  quello   che
  maggiormente  servirà  a  coloro che  vorrebbero  indisturbatamente
  continuare ad agire contro la salute dei cittadini a sapere che c'è
  anche  la  possibilità  della revoca oltre  alla  pesante  sanzione
  economica,  della revoca delle concessioni è questo lo  spauracchio
  serio   che   dobbiamo   paventare  di   fronte   a   coloro   che,
  indisturbatamente  hanno  seminato morte nelle  famiglie,  madri  e
  padri   di  famiglia:  non  ne possiamo più e che  la  Sicilia  con
  l'autorevolezza  e  con  l'autonomia  che  questo  Parlamento  deve
  rivendicare  e vuole rivendicare deve avere il coraggio  di  votare
  senza se e senza ma e senza opposizione di turno.

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  veramente
  perplesso, osservando lo svolgimento dei lavori d'Aula,  perché  mi
  sembra che ci sia un continuo tentativo di dilazionare, un continuo
  tentativo  di  ostacolare una norma che risponde alle  esigenze  di
  tutela della salute di tantissimi cittadini.
   Questo  articolo  9  è il cuore della norma, se  noi  arriviamo  a
  sostenere  che  questo  articolo deve essere  cassato  arriviamo  a
  uccidere la norma stessa.
   All'inizio  del  dibattimento abbiamo  cercato  di  rimandarlo  in
  Commissione,  adesso si sta cercando di neutralizzare il  contenuto
  di  questa norma. La domanda che mi pongo è, perché? Che senso  ha?
  Che messaggio arriva ai cittadini quando mi trovo il Governo da due
  ore  a  questa  parte, cerca di fare in modo che questa  norma  non
  venga  approvata. Ritengo che ci voglia coraggio e ritengo  che  da
  questo  Parlamento  oggi  debba uscire la  volontà  di  dare  delle
  risposte  ai  cittadini e mi auguro che di qui a poco questa  norma
  possa essere approvata nella sua totalità.

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  questo
  articolo  sia  veramente il pilastro della legge,  perché  si  sono
  dette  tante  cose, ma dove vogliamo arrivare? Cosa ci  chiedono  i
  siciliani?
   Perché  tutti sanno che ci sono diversi enti che controllano,  che
  c'è  l'auto  controllo, ma quello che ci chiedono i siciliani  sono
  sanzioni   utili,  affinché  si  dia  ascolto,  perché  chiaramente
  parliamo  di impianti non sani, perché per fortuna ci sono impianti
  industriali che, invece vogliono che ci siano controlli, tant'è che
  quando  abbiamo inserito quel comma che, se dei privati  desiderano
  dei  sistemi  di  controllo  e entrare nel  SIMAGE,  sono  disposti
  addirittura  a  finanziarlo.  Quindi  c'è  un'industria  sana   che
  desidera,  che  chiede,  questa  norma  ma  la  chiedono  anche   i
  cittadini.
   Ora Presidente noi non è che abbiamo introdotto - e qui mi rivolgo
  al  collega  -  altri  parametri  da  individuare,  noi  ci  stiamo
  accostando  a  delle tabelle che già fanno riferimento  alla  norma
  nazionale,  quindi  non stiamo introducendo  la  ricerca  di  nuovi
  inquinanti; stiamo solo aumentando la sanzione prevista.
   Non  ci  trovo  nulla  di sbagliato, pur  non  essendo  né  un  ex
  ispettore  del lavoro e neanche un avvocato, e se la norma  dovesse
  essere impugnata io direi che sarebbe orgogliosamente impugnata, io
  sarei  orgogliosa comunque di avere dato ai siciliani, quanto meno,
  restituito  la  fiducia di un Parlamento che vuole stabilire  delle
  sanzioni veramente serie, perché certe volte ci ridono in faccia  e
  noi gli diciamo  Ma guardate che l'Arpa i controlli li ha fatti, li
  ha sanzionati' e ci continuano a dire  Ma qui ancora c'è puzza, qui
  ancora la notte arrivano le esalazioni'.
   Ora,  signor Presidente e onorevoli colleghi, fra pochi giorni  ci
  sarà  di nuovo e ci sarà l'anniversario della messa di Don Prisutto
  ad  Augusta,  credo che qualcuno di noi in questi  sei  anni  ci  è
  andato.  Cosa  ne  pensiamo noi quando ci andiamo  a  sedere  lì  e
  sentiamo  quell'elenco interminabile di vittime, vittime di  queste
  emissioni odorigene.
   Diamo un volto a questa norma, che non è astratta, questa norma  è
  una   restituzione  ai  siciliani  di  fiducia   negli   enti   che
  controllano, di fiducia nei nostri riguardi, che senza alcun dubbio
  siamo dalla loro parte, poi se qualcuno impugna resisteremo. Se  il
  Governo  resisterà, caro Assessore, io sarò dalla parte del Governo
  in quel caso, se impugna, un'eventuale impugnativa, ma a noi spetta
  fare  il  nostro dovere e ragionare anche con il cuore,  perché  se
  fossimo  solo  un  erogatore  di norme, basterebbe  inserire  certe
  parole  in un computer e verrebbero fuori le leggi, ma qui ci  sono
  persone  che  devono fare leggi per le persone,  per  i  siciliani,
  quindi  annuncio la mia contrarietà alla soppressione e  il  nostro
  voto ovviamente favorevole a questo articolo.

   PRESIDENTE.  Allora,  in ordine alle perplessità  che  sono  state
  sollevate: in realtà gli Uffici avevano manifestato dei rilievi  in
  ordine  al  comma 1, a cui la Commissione diligentemente  ha  posto
  rimedio  e  però  c'è  un  ulteriore  consiglio  che  arriva  dalla
  Presidenza  di sostituire  al termine della normativa vigente   con
   della  normativa regionale , Presidente Savarino, in maniera  tale
  che  così  sappiamo di che cosa relativamente al  comma  2,  invece
  l'indicazione  precisa   Il  superamento  dei  valori   limite   di
  emissione  determina  anche il superamento  dei  valori  limite  di
  qualità   dell'aria    consente  a  questo   articolo   di   essere
  assolutamente legittimo.
   Quindi  se la Commissione presenta questo emendamento e in  ordine
  al termine  vigente' lo sostituisce con  regionale', se lo presenta
  in  maniera  tale che così noi mettiamo, diciamo, a regime ecco,  è
  presentato.
   Allora,  onorevole  Cracolici, l'emendamento  9.1  al  terzo  rigo
  recita    ai   sensi  della  normativa  vigente ;  si   sostituisce
   vigente  con  regionale vigente .
   Se   lo  distribuite,  l'emendamento  è  dell'onorevole  Savarino,
  Presidente della Commissione.
   In buona sostanza, sostituiamo  ai sensi della normativa regionale
  vigente . Il parere della Commissione?
   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e l'ambiente.  Mi  rimetto
  all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  alla votazione dell'articolo 9, così come emendato.  Il
  parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. In virtù  delle
  correzioni apportate, mi rimetto all'Aula.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10.
                      Ripartizione delle sanzioni

   1.  I proventi delle sanzioni di cui all'articolo 9 sono destinati
  ai  comuni ubicati entro un raggio di 10 km dal luogo dove è  stata
  constatata la violazione dei parametri, seguendo il criterio:

   a)  ai comuni ubicati nel raggio tra i 7 e i 10 km è destinato  il
  10 per cento dei proventi;

   b) ai comuni ubicati nel raggio tra i 5 e i 7 km è destinato il 20
  per cento dei proventi;

   c) ai comuni ubicati nel raggio tra i 3 e i 5 km è destinato il 30
  per cento dei proventi;

   d) ai comuni ubicati nel raggio entro i 3 Km è destinato il 40 per
  cento dei proventi».

   Non ci sono emendamenti. Il parere della Commissione?

   SAVARINO, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,   con
  riferimento  all'articolo  10 io non so  se  il  limite  dei  dieci
  chilometri trae origine da una norma nazionale o se è supportata da
  una  qualche  relazione tecnica, perché dire che i  proventi  delle
  sanzioni  di  cui all'articolo 9 sono destinati ai  comuni  ubicati
  entro  un  raggio  di  10  chilometri, io penso  che  crei  qualche
  problema.  Se un comune è ubicato a 10 chilometri e 100 metri,  non
  beneficia in alcun modo dall'applicazione delle sanzioni? Io  penso
  che  un  comune che dista 10 chilometri e 100 metri ha  gli  stessi
  problemi  di inquinamento di un comune che è entro i 10 chilometri.
  Primo.
   Secondo.  Queste  sanzioni a quali finalità sono destinate?  Cioè,
  sono  sanzioni  che, poi, vengono destinate al miglioramento  della
  qualità  dell'ambiente, al miglioramento della  qualità  dell'aria,
  vengono destinate a combattere l'inquinamento in genere, a tutelare
  il  territorio? Semplicemente queste precisazioni. Se il Governo  e
  la Commissione possono rispondere.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono opportune e
  conducenti  le  osservazioni dell'onorevole Lupo e  posso  dare  il
  chiarimento.  10  chilometri non è un numero a  caso.  Ci  è  stato
  spiegato,  anche  attraverso i lavori  della  Commissione,  che  le
  emissioni  determinano  gli  effetti  letali  fino  ad  una   certa
  distanza.  Ovviamente, dovevamo dare un limite, ed è un  limite  di
  sicurezza quello dei 10 chilometri.
   Le  ragioni  per  le quali, vado alla seconda osservazione  sempre
  pertinente e conducente come sempre dell'onorevole Lupo,  circa  le
  ragioni  per  le  quali  si  è deciso  di  dare  queste  somme  che
  scaturiscono  e  discendono  dalle sanzioni  ai  comuni  è  perché,
  evidentemente, deve essere dato, come dire, una sorta  di  ristoro,
  un  effetto  di ristoro ai comuni ed ai territori che subiscono  un
  danno.  Per  la destinazione ci è stato spiegato, ai singoli,  alle
  singole  partite  noi  non  possiamo intervenire  nei  bilanci  dei
  comuni, così c'è stato detto e noi abbiamo pensato pure a questo.
   Queste  sono  le  ragioni per le quali la norma è  stata  prevista
  nelle  forme  che  sono note e che sono contenute nell'articolo  10
  della legge.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'articolo  10  con  il  parere
  favorevole della Commissione e del Governo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                             «Articolo 11.
                             Norma finale

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione Siciliana.

   2.  È  fatto  obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PASQUA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  avevamo  questa
  occasione, e abbiamo questa occasione ghiottissima - da  non  farci
  sfuggire  - di votare una legge che, finalmente, mette al riparo  i
  cittadini,  gli  abitanti delle zone industriali  da  norme  troppo
  blande,  da  sistemi di controllo poco efficaci e questa  occasione
  non la dobbiamo perdere. Ve l'ho detto prima, sono 310 mila persone
  quelle  che  abitano  attualmente  questi  territori,  direttamente
  interessati, ma si arriva ad un milione con i territori  accanto  e
  che sono, comunque, interessati dalle emissioni industriali.
   Ecco,  non  ci dobbiamo fare sfuggire questa occasione.  Questa  è
  un'occasione   Stiamo  mettendo in mano uno  strumento  importante,
  migliorativo delle attuali norma esistenti.
   Vi  voglio  poter tradurre quello che viviamo, noi che viviamo  in
  quel  territorio. Quotidianamente, quotidianamente ci svegliamo  la
  mattina  con  il  mal  di testa per la puzza;  noi  quotidianamente
  soffriamo le emissioni che vanno ben oltre quelli che sono i limiti
  perché noi ce ne rendiamo conto, se ne rende conto il nostro  naso,
  il  nostro organismo. Ce ne rendiamo conto, però le norme ti dicono
  che, in questo momento, è tutto ok, è tutto in regola.
   Poco  fa  abbiamo  trattato di una norma,  all'interno  di  questo
  disegno  di  legge,  un  articolo che  riguardava  le  modalità  di
  controllo.  Ecco, adesso l'operatore dell'ARPA che deve  andare  ad
  accertare  le  emissioni  sopra  i  limiti  perché  sono   arrivate
  centinaia  di segnalazioni alla Prefettura, all'ARPA,  o  alla  app
  NOSE  che  è stata impiantata arrivano tutte queste segnalazioni  e
  l'impiegato  dell'ARPA  lo  sapete cosa  fa?  Nel  2020  prende  un
  canister,  che  è  una bombola di acciaio inossidabile  sottovuoto,
  parte   da  Siracusa,  ad  esempio,  dopo  mezz'ora  arriva   nelle
  industrie,  però già la segnalazione era stata fatta un paio  d'ore
  prima,  arriva  all'industria apre questo  canister,  sta  mezz'ora
  torna all'ARPA per sapere quale sostanza avevano captato i nasi dei
  cittadini  di  quelle zone, e questi che fanno?  Dopo  nove  giorni
  sapremo  da  questa indagine che cosa hanno respirato i  cittadini;
  dopo nove giorni
   Già  questo fatto che il dipendente, l'omino ARPA si deve  muovere
  in  questo modo per andare lì, noi lo accorciamo: prende on line  i
  dati  dai  sensori, li prende lì, è una cosa immediata li acchiappa
  subito,  sono   comunque sensori e strumenti validati dalla  stessa
  ARPA,  perché  l'ARPA  stessa dovrà dire se è  possibile  inserirli
  all'interno  del circuito delle reti che possono essere  utilizzati
  dalla stessa ARPA.
   Vedete, questo ci dà la possibilità, dà al pubblico la possibilità
  di  avere  quello strumento migliorativo delle attuali  norme.  Non
  perdiamo  questa  occasione. Il voto del  Gruppo  Movimento  Cinque
  Stelle sarà a favore di questo norma.
   Io  invito tutti quanti i componenti di questa Aula di uniformarsi
  anche  la metodo di lavoro che abbiamo utilizzato su questo  norma,
  che  è  stato  di  concerto  tra due persone  di  due  appartenenze
  completamente  differenti e che in Commissione è  stato  svolto  un
  lavoro  con  l'ausilio di tutti i componenti della Commissione,  di
  tutte le parti politiche.
   Quindi,  in  coerenza con quanto questo lavoro è  stato  fatto  in
  maniera   proficua,   vi   chiedo,   cari   colleghi,   di   votare
  favorevolmente a questa norma.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  credo
  che oggi sia un giorno molto importante, per le ragioni evidenziate
  dall'onorevole Pasqua.
   Io  chiedo  scusa per i toni che sono stati, forse, un po'  troppo
  accalorati, però, Presidente, io ritengo che questa sia  una  legge
  importante  -  per  carità,  mi riferisco  ai  colleghi  del  PD  -
  certamente   perfettibile,   tutte   le   leggi   possono    essere
  perfezionate, però è il principio che va esaltato, è la ratio legis
  che va esaltata.
   Noi   oggi  stiamo  scrivendo  una  bella  pagina,  perché  stiamo
  imponendo,  tra  virgolette, agli stabilimenti industriali  di  non
  inquinare.  Non è una legge contro l'occupazione, e ci  mancherebbe
  altro,  perché se verranno rispettate le leggi non ci sarà  nessuna
  ragione per applicare le sanzioni.
   Io  mi  auguro  che  le nostre sanzioni, questo  tanto  vituperato
  articolo 9, non vengano mai, mai, mai, mai applicate
   Vedete,  tanta  gente  aspettava questa  norma,  io  ringrazio  il
  Presidente Savarino, ringrazio tutta la Commissione perché ha  dato
  un  grande contributo, ha lavorato in maniera instancabile cercando
  di superare tutte le problematiche, e questo è un fatto da salutare
  sempre  e  comunque  con  grande entusiasmo. Ringrazio  l'onorevole
  Pasqua  e il Movimento Cinque Stelle che ha voluto come noi  questa
  legge;  ringrazio tutti i Gruppi parlamentari anche l'onorevole  Lo
  Curto  che  si  è battuta nella Commissione affinché  questa  legge
  vedesse  la luce. E io questa legge la voglio dedicare, nel momento
  in  cui auspico con il voto di tutti verrà oggi approvata, a  tutte
  le  persone,  signor Presidente, che sono state nel  braccio  della
  morte o che non ci sono più.
   Io  faccio outing, pure io sono stato nel braccio della morte e so
  che cosa significa, patire una neoplasia, soffrire ed ammalarsi  di
  cancro.  Noi dobbiamo far sì che questo capiti sempre  meno;  e  se
  queste  legge può dare un minimo contributo affinché tante  persone
  possano  uscire fuori dal braccio della morte ecco  che  il  nostro
  mandato  ha  raggiunto un fine nobile, un fine  parlamentare  assai
  nobile.
   Io,  Presidente, sono molto fiero di avere dato il mio  contributo
  per questa legge, l'ho dato insieme a tutti i colleghi parlamentari
  del  mio  Gruppo, di Forza Italia, che tutti, nessuno  escluso,  mi
  hanno  dato  una mano e io auspico veramente, al di là della  norma
  perfettibile o meno, che oggi ci sia un voto unanime su  una  legge
  importante che può dare tanta tranquillità alla gente di Sicilia.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io devo dire ho un certo  imbarazzo
  perché sento nelle parole dei colleghi l'enfasi di un principio che
  io condivido, quello di avere una strumentazione che possa incidere
  maggiormente  sull'obiettivo  di  risanamento  delle  nostre   aree
  industriali, delle nostre aree a forte impatto ambientale  con  gli
  strumenti  che,  in  qualche  modo,  si  possano  attivare,  quelli
  esistenti,  quelli  da rafforzare. Quindi diciamo  l'aspirazione  è
  comune,  quindi la sottoscrivo, non è questo in discussione;  però,
  devo  dire  che, purtroppo, io ho il difetto di essere,  da  questo
  punto di vista, uno che cerca di separare il momento emozionale dal
  momento  diciamo  delle  competenze nostre come  legislatori  e  io
  avverto  in  questo  disegno  di legge  l'enfasi  di  un  obiettivo
  ambizioso,  ma  con  una strumentazione giuridica  che  finirà  per
  essere  diciamo  il  famoso  topolino  che  viene  partorito   come
  risultato finale.
   Ecco   perché,   per   non   disturbare  questa   area,   diciamo,
  unanimistica,  avendo  manifestato  i  miei  dubbi,  pur  con   gli
  aggiustamenti  che  sono intervenuti in corso d'opera,  alcuni  dei
  quali,  a  mio  avviso,  non risolvono per intero  i  problemi  che
  abbiano  posto,  io annuncio che non voterò al fine di  consentirvi
  l'unanimità  se il Parlamento però lo dichiaro, cioè non  sono  uno
  che  si  nasconde, alzo il cartellino, io dichiaro che  non  voglio
  votare  questa legge perché temo, temo, che questa è una legge  che
  non solo sarà impugnata, ma che creeremo un effetto di frustrazione
  anche  nelle autorità preposte alla vigilanza nella nostra  Regione
  che  si  determinerà  non un rafforzamento del potere,  come  dire,
  coercitivo.  Io, vivendo a Palermo, nella provincia di Palermo,  so
  che  cosa  è  stata  ad  esempio  la battaglia  sulla  Bertolino  a
  Partinico: anni, anni e anni e ancora siamo là.
   Allora,  lo  dico  perché pur le grandi suggestioni,  aspirazioni,
  intenzioni, poi devono fare i conti con i limiti della legislazione
  regionale. E io credo che la strumentazione che abbiamo messo su, è
  una  strumentazione  che in questo momento è una  dichiarazione  di
  intenti.  Ripeto, una dichiarazione di intenti che può produrre  un
  danno,  perché  l'eventuale impugnativa creerà, a  mio  avviso,  un
  effetto  di  ulteriore indebolimento del potere della  Regione  nei
  confronti  di  chi  esercita. Perché poi non ci  scordiamo,  stiamo
  parlando  di  grandi  gruppi industriali, alcuni  di  Stato,  Gela,
  alcuni  di  Stato  che, come dire, ci misuriamo in  una  dimensione
  delle questioni in cui indebolire in questo momento il fronte dello
  Stato  attraverso una specificazione tutta siciliana  che  poi  non
  regge   alla   prova   del   nove,   a   mio   avviso   indebolisce
  complessivamente  la battaglia. Però, la mia è una  preoccupazione,
  non voglio guastare l'intenzione dei colleghi, pertanto io annuncio
  che  non  voterò,  quindi non è neanche un  voto  di  astensione  è
  proprio non voto, non partecipo al voto.

   SAVARINO,  presidente  della Commissione  e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO,   presidente  della  Commissione  e   relatore.   Signor
  Presidente,  intervengo brevemente solo, a conclusione dei  lavori,
  per  ringraziare  i  colleghi presentatori del  disegno  di  legge,
  ringraziare  i  colleghi componenti della Commissione,  ringraziare
  gli  Uffici  per  il lavoro attento che è stato svolto,  anche  gli
  uffici  dell'ARPA perché sapevamo che questo era un terreno ostico,
  che  ci  si  muoveva  sui carboni ardenti, sia perché  si  vanno  a
  toccare  interessi  importanti, sia perché è  una  tematica  che  è
  disciplinata da diverse normative nazionali, europee e, quindi,  ci
  si  andava ad incastrare, attraverso un meccanismo parallelo che si
  affianca al lavoro che il Governo Musumeci sta facendo, proprio per
  tenere  alta  la  qualità  dell'aria con  il  piano  della  qualità
  dell'aria,  ma  anche con un'azione stringente  rispetto  a  questi
  imponenti insediamenti industriali a tutela dei cittadini.
   Quindi,  questo  è  un lavoro che abbiamo fatto  in  sinergia  per
  correre  in  parallelo a quanto fatto dal Governo  Musumeci,  e  mi
  dispiace   se   oggi  i  toni  si  sono  un  po'  surriscaldati   e
  probabilmente   c'è  stato  anche  un  problema  di   mancanza   di
  collegamento  degli  Uffici  a diretta vigilanza  dell'Assessore  e
  l'Assessore  stesso, ma con noi hanno collaborato fianco  a  fianco
  nel  tentativo  di  trovare  quelle  formule  giuridiche  potessero
  reggere  al  confronto  di  una eventuale  attenzione  del  Governo
  nazionale proprio perché ci si muove al limite. E il fatto di avere
  citato  la normativa e il fatto di non avere creato nuove tematiche
  da  sanzionare ma quelle già previste dalle normative nazionali, ci
  ha  messo  a  riparo. Ma, voglio sottolineare,  questa  novità  che
  avremmo in Sicilia per cui in alcune realtà con il controllo  e  la
  messa in rete di questi sistemi sapremmo in tempi reali chi inquina
  e   quanto  inquina,  è  una  cosa  che  tutela  anche  gli  stessi
  industriali che fanno impresa in maniera sana, perché evitano  così
  di essere messi nello stesso calderone della gogna pubblica in quei
  territori   in   cui   la  gente  soffre  non  solo   il   fastidio
  dell'inquinamento, del disturbo dell'odore, ma purtroppo soffre dei
  tanti tumori e dell'incidenza tumorale che c'è.
   Quindi,  noi abbiamo sposato subito e con piacere abbiamo lavorato
  con  grande sintonia e diverse giornate, non poche perché questo  è
  un  lavoro iniziato già a maggio e conclusosi soltanto adesso e che
  ci  ha  visto  fare  diverse sedute di approfondimento,  appunto  -
  ripeto  -  con gli Uffici che ringrazio proprio perché la normativa
  era  una  normativa  ostica  e  particolare;  ma  ci  tenevamo   ad
  affiancare il lavoro del Governo Musumeci con una legge  che  parta
  da  questa Assemblea, che parta da questa Commissione che  dica  ai
  siciliani che noi siamo vicini a loro e contro chi inquina e contro
  chi  a  danno  loro crea quello che, purtroppo, è il vero  male  di
  questa nostra generazioni che è il cancro, nome ben definito di cui
  noi  non  dobbiamo avere paura; è il cancro e il cancro si combatte
  migliorando   la   sanità  come  sta  facendo  l'assessore   Razza,
  migliorando  l'offerta  sanitaria,  ma  si  fa  anche  cercando  di
  eliminare ab origine quelle che sono le cause che portano a  questa
  tragica malattia.
   Per  cui, io ringrazio tutti e ringrazio ancora i colleghi e spero
  che  questa  normativa, anche qualora - come  l'onorevole  Foti  ha
  detto   -   dovesse  qualcuno  volerla  guardare  con   un   occhio
  d'ingrandimento forse anche troppo specioso, proprio  perché  tocca
  interessi  importanti, il Governo Musumeci  lo  vorrà  sostenere  e
  difendere  perché sostiene e difende così la salute  dei  cittadini
  siciliani.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente, onorevoli colleghi, rispetto ad un disegno di legge che
  recita  disposizioni in materia di inquinamento il Governo Musumeci
  non può che essere favorevole.
   E'  evidente, almeno lo è stato per me sin dall'inizio, che  tutti
  gli  interventi  che  ho  svolto  in  quest'Aula  erano  e  restano
  destinati  a  migliorare  la  legge e, soprattutto,  a  scongiurare
  un'impugnativa che finirebbe, come correttamente è stato detto, per
  inficiare   un   lavoro  egregio  e,  soprattutto,  a   scongiurare
  un'impugnativa che finirebbe, come correttamente è stato detto, per
  inficiare  un  lavoro egregio e soprattutto per indebolire,  in  un
  tempo  molto  importante per la Sicilia e siciliani,  un  tema  che
  invece per la prima volta nella storia della Regione siciliana, con
  il   Governo   Musumeci,  è  diventato  tema   reale   di   pratica
  amministrativa governativa.
   A  me  fa piacere ascoltare i contributi di tutti; d'altronde sono
  stato  abituato al ragionamento e al confronto e raramente alzo  la
  voce; non credo che, però, su un tema come questo posso contraddire
  i  miei  principi, anche perché lo dico con la coscienza serena  di
  chi in due anni ha fatto per l'ambiente quello che mai si era fatto
  in Sicilia.
   Il Governo Musumeci, ad iniziare dall'autorità di bacino istituita
  con  28  anni  di ritardo, per continuare col piano  della  qualità
  dell'aria  e  con  il  piano  per la mitigazione  dell'inquinamento
  acustico,  e  con il piano delle alluvioni, e con  i  piani  AERCA,
  proprio  quei  piani AERCA che saranno utilizzati a  Milazzo  nelle
  aree  ad  elevato rischio di crisi ambientale, e con  le  ispezioni
  nelle zone RIR, le zone a rischio di incidente rilevante, ha svolto
  una  serie di attività che ci fanno primeggiare sotto il profilo  -
  ed  è  la prima volta nella storia recente e passata - della tutela
  dell'ambiente e della pianificazione ambientale.
   Non  posso temere il confronto su un tema come questo. Il  Governo
  non  può  temere il confronto su un tema come questo, anche  perché
  poi  alla fine, al di là dei toni che ci stanno, pure sull'articolo
  9  e sulle sanzioni, l'intervento di questo Assessore e del Governo
  è  stato utile per apportare delle modifiche che, forse, eviteranno
  che  lo  stesso articolo 9 venga impugnato. La riprova, data  dagli
  Uffici,  che  ancora  una volta l'intervento del  Governo  era  per
  migliorare la legge e soltanto per questo.
   Ma proprio sulla zona di Milazzo e di Pace del Mela, il Governo ha
  puntato   particolarmente   la  sua  attenzione,   perché   abbiamo
  sperimentato proprio in quei luoghi due specifiche misure, che sono
  appunto  il  NOSE, del quale ho sentito parlare male e, quindi,  mi
  corre l'obbligo di fare qualche precisazione. Si tratta del Network
  for Odor Sensitivity, e cioè un meccanismo assolutamente innovativo
  che  rende  i cittadini sentinella delle loro comunità.  Attraverso
  un'app  tutti si possono collegare. Io ho invitato alla  conferenza
  stampa  tutti  coloro  che  volevano partecipare,  è  venuto  anche
  qualche  collega  del Movimento Cinque Stelle  che,  forse,  lo  sa
  meglio di chi è intervenuto.
     In buona sostanza attraverso il NOSE - altro che chiacchiere   -
  noi riusciamo ad intercettare la traiettoria e arriviamo alla fonte
  di  inquinamento, il che significa, per la prima volta nella storia
  ed in Sicilia, che avremo la certezza della fonte dell'emissione  e
  quindi  la  certezza  della  responsabilità  e  la  certezza  della
  sanzione.
   Ed  allora, rispetto a queste cose, alle quali mi piace aggiungere
  e  ricordare il Masterplan, che è pronto e che proprio  su  Milazzo
  inciderà  con  un'ulteriore misura finanziata per  3  milioni,  per
  monitorare quelle fonti di emissione e per continuare a lavorare su
  dati  assolutamente  concreti e mai legati ad  un'attività  che  da
  parte  del  Governo  è sempre rimasta concreta,  è  sempre  rimasta
  assolutamente legata ad un livello che è quello del lavoro  silente
  ma operoso, che è quello legata a dei risultati che oggi sono sotto
  gli  occhi e che, se mi permettete, mi hanno portato in questi  due
  anni  a  confrontarmi  sui temi dell'ambiente  indistintamente  con
  tutte le parti politiche, a partire ovviamente dalla coalizione  di
  Governo,  e  a vedere quasi sempre le norme che abbiamo portato  in
  Parlamento, e questo è grande merito del Parlamento, tutte le norme
  sull'ambiente approvate all'unanimità.
   Ed  allora,  queste  sono  le ragioni  che  mi  hanno  portato  ad
  intervenire  e a provare a modificare alcune norme di  legge.  Sono
  convinto che il lavoro che è stato fatto è un lavoro egregio.  Devo
  ringraziare il Presidente Savarino per l'opera di mediazione saggia
  e   competente,  perché  la  sintesi  avviene  nei   luoghi   delle
  Istituzioni, è avvenuta e poteva avvenire meglio in Commissione  e,
  certamente,  non per responsabilità della Presidente;  e  però,  il
  risultato  normativo  che viene fuori è un  buon  risultato,  forse
  poteva  essere ulteriormente migliorato e voglio rassicurare  anche
  qualche  collega  sul  fatto che anche di  fronte  ad  un'eventuale
  impugnativa    il   Governo,   evidentemente,   resisterà    perché
  sull'inquinamento non c'è destra, sinistra, populisti o sovranisti,
  ma ci sono soltanto la Sicilia e i siciliani.


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
                          legge nn. 369-435/A

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del   disegno  di  legge  «Disposizioni  in  materia  di   contrasto
  all'inquinamento» (nn. 369-435/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti           54
   votanti            44
   Maggioranza        23
   Favorevoli         44
   Contrari            0
   Astenuti            0

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sono le ore 19.26, se siete
  d'accordo, continuiamo a lavorare fino alle ore 20.00.


    Seguito della discussione del disegno di legge «Disposizioni in
                         materia cimiteriale,
  di polizia mortuaria e di attività funeraria. Modifiche alla legge
                               regionale
             17 agosto 2010, n. 18» (nn. 152-56-646 bis/A)

   PRESIDENTE. Si passa al seguito della discussione del  disegno  di
  legge «Disposizioni in materia cimiteriale, di polizia mortuaria  e
  di  attività  funeraria. Modifiche alla legge regionale  17  agosto
  2010, n. 18» (nn. 152-56-646 bis/A) ,posto al numero 1).
   Invito   i   componenti  la  I  Commissione   a   prendere   posto
  nell'apposito  banco. Onorevoli colleghi, facciamo  la  discussione
  generale e poi rinviamo a domani alle ore 16.00.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore,  onorevole  Genovese,  per
  svolgere la relazione.

   GENOVESE,  relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  come
  già  affrontato nel corso dell'ultima seduta - di fatto avevamo già
  iniziato la discussione generale - mi rimetterò al testo per quanto
  riguarda la relazione, può cominciare la discussione.

   PRESIDENTE. L'onorevole Genovese si rimette al testo.

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ancorché  questo
  argomento  non  sia  certamente tra i più ameni,  ritengo  che  sia
  quanto  mai  necessario e doveroso affrontare  e  regolamentare  la
  materia  cimiteriale,  la polizia mortuaria e  attività  funeraria,
  così recita il testo di legge di cui sono la prima firmataria.
   È  una  materia, appunto, assai complessa che in Sicilia non trova
  una  propria regolamentazione. E mi permetto, per questo, di  dire,
  signor Presidente, che questo disegno di legge riveste la forma  di
  una  vera  e propria riforma del sistema, proprio perché noi  siamo
  recettori  di  norme nazionali in applicazione  delle  quali  si  è
  sviluppato  un sistema, ovviamente, in Sicilia che però meritava  e
  merita  di  essere regolamentato. Questo, innanzitutto,  perché  ci
  sono  motivi di carattere di affezione alla persona che viene  meno
  e,  chiaramente, insieme alla persona che viene meno, c'è la tutela
  dei  suoi diritti e la tutela anche del mondo familiare che ci  sta
  attorno.
   Altresì, questo è un mondo che produce reddito, perché ci sono - e
  ho  avuto  modo di esplorare nel corso dell'elaborazione di  questo
  disegno di legge, ho avuto modo proprio di comprendere, come ci sia
  un mondo di imprese che, ovviamente, chiede al Parlamento regionale
  precise  norme per potere svolgere in assoluta serenità il  proprio
  lavoro.  Sono  imprese che, appunto, producono reddito,  che  danno
  lavoro, e quindi la regolamentazione di questa materia deve  essere
  a cuore del Parlamento regionale siciliano, proprio per gli aspetti
  anche legati alla tutela del lavoro.
   Ci  sono poi problematiche relative alla tutela del personale  che
  deve  svolgere  questa attività, tutela della salute delle  persone
  che svolgono appunto le funzioni afferenti all'attività funeraria e
  cimiteriale.  Ma, altresì, funzioni che regolano la formazione  del
  personale.  Non dimentichiamo, infatti, che molto spesso,  e  siamo
  stati  tristi testimoni nel corso di questi anni anche  di  episodi
  drammatici,  nei  quali per l'improvvisazione con cui  si  sviluppa
  questa attività, è molto spesso anche legata ad attività criminali,
  chiaramente  non  si ha la dovuta cura e la dovuta precauzione  sia
  del  personale che svolge l'attività, sia della stessa persona  del
  defunto.
   Allora,  oggi noi abbiamo l'opportunità e l'occasione di  scrivere
  una buona pagina di storia legislativa, andando a regolamentare  un
  settore  complesso, andando a definire anche aspetti che riguardano
  l'istituzione, sia delle case del commiato, che pure  esistono,  ma
  al  di  fuori di una precisa e chiara regolamentazione, e anche  le
  case funerarie.
   C'è  tutto un sistema che accompagna questo disegno di legge, dove
  vengono declinate le responsabilità a vario titolo sia degli organi
  di  controllo,  che  sono i Comuni, e anche organi  che  gestiscono
  alcuni  servizi,  per esempio i cimiteri, che chiaramente  sono  di
  proprietà  comunale, ma ci sono anche questioni che riguardano  gli
  aspetti  sanitari  della materia. E naturalmente,  il  mondo  delle
  imprese,  che con questo disegno di legge vedono tutelato  il  loro
  diritto:  il  diritto a fare impresa, in maniera sana,  in  maniera
  chiara, in maniera trasparente, in maniera assolutamente legale.
   Laddove c'è la necessità di tutelare anche le piccole imprese, che
  non   possono  da  sole  nei  piccoli  Comuni  sostenere  l'impegno
  economico di avere i requisiti per i quali una impresa si definisce
  tale a norma di questa legge, chiaramente sono previste delle forme
  per  tutelare  il loro lavoro, essendo garantiti, per  esempio,  da
  Consorzi.
   Non  mi pare il caso di continuare nel merito, perché ritengo  che
  tutte  le  argomentazioni che sono poste all'attenzione  di  questo
  Parlamento  sono  tutte  questioni importanti  e  che  vanno  nella
  direzione adeguata.
   Mi  permetto, ovviamente, di segnalare il buon clima da cui  viene
  fuori  questo  disegno di legge, che è il frutto di  una  sinergica
  collaborazione,  sia  delle  forze  politiche  presenti  in  questo
  Parlamento, che hanno saputo collaborare e trovare sintesi, e  fare
  sintesi,  senza  distinzioni di nessuna natura, e  anche  l'ausilio
  importante  dei  nostri Uffici legislativi, che hanno  fornito  una
  costante consulenza e un costante confronto e raffronto, anche  con
  una  normativa nazionale e con le altre legislazioni regionali che,
  nel frattempo, sono state poste in essere dalla altre Regioni.
   Altresì,  mi  sento  in dovere di ringraziare,  per  quella  parte
  privata  che può essere stata utile anche a noi Deputati di  questo
  Parlamento,   rappresentato  soprattutto  dalle   Associazioni   di
  categoria che abbiamo ascoltato, proprio perché nella formulazione,
  sia  del testo nel suo complesso e anche di qualche emendamento che
  poi  è  stato formulato dopo l'incardinamento di questo disegno  di
  legge,  ci è sembrato e ci è stato utile, prezioso e indispensabile
  il  contributo di queste Associazioni degli operatori di categoria,
  perché  questa  è  una legge indispensabile che potrà,  certamente,
  spero  all'unanimità, essere approvata dal Parlamento,  e  speriamo
  che  così inizi anche una nuova stagione per questo Parlamento,  di
  potere  portare in Aula importanti riforme, importanti  disegni  di
  legge di sistema.

   PASQUA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PASQUA.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ormai   con
  l'onorevole Lo Curto camminiamo assieme, su questa materia  abbiamo
  affrontato  insieme un convegno qui a Palermo degli  operatori  del
  settore.  Così come ha fatto benissimo già la collega Lo Curto,  io
  voglio  solamente  aggiungere  e rassegnarlo  qui  ai  colleghi:  è
  importantissimo che noi andiamo avanti su questo disegno di  legge,
  che  lo  approviamo  velocemente, perché ci  sono  un  migliaio  di
  operatori  che  operano quasi sulla soglia della  legalità,  perché
  manca  una  norma  di  recepimento delle  norme  nazionali  qui  in
  Sicilia, che questa norma così riesce a realizzare.
   E  dobbiamo anche aggiornare le norme siciliane ai nostri  giorni,
  al  2020,  perché  le norme sono ferme, l'ultima  norma  di  questa
  materia che questa Regione ha approvato è del 2010, e riguarda solo
  un aspetto di tutta la vicenda.
   Quindi, l'opportunità e la decisione su questa norma è evidente, è
  palese,  e  invito tutti i colleghi a discuterne serenamente  e  ad
  approvarla il più presto possibile.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, abbiamo finito  gli  interventi.
  Pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. La seduta è rinviata a domani, 12 febbraio 2020,  alle
  ore 16.00, per la prosecuzione dei lavori.


                  La seduta è tolta alle ore 19.37(*)

   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                         175a  SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 12 febbraio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Disposizione in materia cimiteriale, di polizia mortuaria e di
         attività funeraria. Modifiche alla legge regionale 17 agosto 2010,
         n. 18  (nn. 152-56-646 bis/A) (Seguito)

         Relatore: on. Genovese

       2)   Norme  relative al funzionamento della forma  di  Governo
         regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori,  alla
         conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
         articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n. 66-
         143/A) (Seguito)

         Relatore: on. Amata

       3)  Introduzione dell'educazione al pensiero computazionale nelle
         scuole di istruzione primaria  (n. 469/A) (Seguito)

         Relatore: on. Di Caro

       4)   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre al
         Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
         dello Statuto, recante  Inserimento nello Statuto speciale della
         Regione siciliana dell'articolo 38 bis in materia di riconoscimento
         degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità'  (n.
         199/A) (Seguito)

         Relatore: on. Figuccia

       5)  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
         9 gennaio 2019, n. 3  Spazzacorrotti'  (nn. 557 stralcio I - 550/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Ciancio

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   -  da  parte dell'Assessore per l'energia e i servizi di pubblica
  utilità

   N.  356  -  Azioni  tese all'esecuzione dell'iter istruttorio  per
  l'affidamento  del servizio di gestione dei rifiuti  nei  porti  di
  Sciacca e Porto Palo di Menfi (AG).
   Firmatari:  Mangiacavallo  Matteo;  Cappello  Francesco;  Trizzino
  Giampiero;  Zito  Stefano;  Siragusa  Salvatore;  Tancredi  Sergio;
  Ciancio   Gianina;   Foti  Angela;  Palmeri   Valentina;   Zafarana
  Valentina;  Pasqua Giorgio; De Luca Antonino; Di Caro Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio;  Pagana Elena; Marano Jose; Campo Stefania;  Sunseri
  Luigi; Schillaci Roberta
   -  Con nota prot. n. 51849/IN.17 del 15 ottobre 2018 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.  -  La  firma
  dell'on.  Cancelleri è decaduta a seguito della  prese  d'atto,  da
  parte  dell'Assemblea dalle sue dimissioni dalla carica di deputato
  regionale. (v. seduta n. 138 del 17 settembre 2019).

   N.  489  -  Chiarimenti  sull'esclusione del  fiume  Ippari  dagli
  interventi di ripulitura e ripristino della funzionalità  idraulica
  di fiumi e torrenti del ragusano.
   Firmatari:  Campo  Stefania; Cancelleri Giovanni  Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Di Paola Nunzio; Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   - Con nota prot. n. 59058/IN.17 del 23 novembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   N. 553 - Inquinamento della costa di Furci Sicula (ME).
   Firmatari:  De Luca Antonino; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Tancredi Sergio; Zito Stefano; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio
   - Con nota prot. n. 63052/IN.17 del 18 dicembre 2018 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   N.  758  -  Risoluzione delle criticità inerenti il  guasto  della
  condotta del depuratore consortile delle acque reflue dei comuni di
  Trapani, Paceco ed Erice.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti Angela;  Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 18740/IN.17 del 6 maggio 2019 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per l'energia.

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

       Comunicazione di disegni di legge inviati alle competenti
                              Commissioni

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -   Norme   per  la  prima  applicazione  dell'economia  circolare
  nell'ambito della Regione siciliana (n. 685).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 gennaio 2020.
   Parere I e III.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Provvedimenti per il contrasto allo spopolamento e il  sostegno
  agli emigrati (n. 688).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 gennaio 2020.

                SALUTE, SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

   - Normotermia (n. 683).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 gennaio 2020.

   -  Regolamento e disposizioni sulla distribuzione delle sale gioco
  e  sale  scommesse  sul  territorio della  Regione  siciliana  come
  contrasto al DGA (disturbo da gioco d'azzardo) (n. 684).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 29 gennaio 2020.
   Parere I.

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alla
                        competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Riprogrammazione
  delle risorse della deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
  gennaio  2019  - Allegato B - Area tematica 4  Turismo,  cultura  e
  valorizzazione    risorse   naturali',   tema    prioritario    4.2
   Valorizzazione  del patrimonio culturale' - Intervento  strategico
   Interventi sui siti culturali ed archeologici' (n. 80/II-UE).
   Pervenuto in data 23 gennaio 2020.
   Inviato in data 28 gennaio 2020.

   -  Patto per lo sviluppo della Regione siciliana. Riprogrammazione
  delle risorse della deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
  gennaio  2019  -  Allegato  B  -  Area  tematica  2   Ambiente',  -
  Intervento strategico  Bonifiche' (n. 81/II-UE).
   Pervenuto in data 23 gennaio 2020.
   Inviato in data 28 gennaio 2020.

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N. 1218 - Chiarimenti urgenti in merito alle gravissime carenze di
  personale dell'Unità operativa complessa di cardiologia con Utic ed
  Emodinamica del P.O. 'Gravina di Caltagirone'(CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello  Francesco;  Ciancio Gianina; Foti Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Ketty

   N.  1221  - Interventi urgenti per la messa in sicurezza dell'area
  'Fondo Boario' nel Comune di Canicattì (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Territorio e Ambiente
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Pullara Carmelo

   N.  1224 - Chiarimenti in merito agli eventi che hanno causato  la
  morte  di  una  paziente affetta da malaria e  alle  criticità  del
  Pronto Soccorso dell'Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di  Caro Giovanni; Cappello Francesco; Siragusa Salvatore; De Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  1228 - Chiarimenti sull'indirizzo del Governo regionale  sulla
  promozione degli impianti fotovoltaici.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   Ciancio  Gianina;  Cappello Francesco; Foti Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Ketty
   N.  1229  -  Iniziative per il ripristino dei  livelli  minimi  di
  sicurezza presso la Casa circondariale di Giarre (CT).
   - Presidente Regione
   Barbagallo Anthony Emanuele

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1219  -  Iniziative  urgenti a  favore  della  Sala  operativa
  compartimentale Anas di Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Papale Alfio

   N.  1220 - Provvedimenti da assumere per i disservizi nella tratta
  ferroviaria regionale Messina-Sant'Agata di Militello.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catalfamo Antonio; Caronia Marianna

   N. 1222 - Chiarimenti sul bilancio partecipato del Comune di Santa
  Caterina Villarmosa (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty

   N.  1223  - Chiarimenti e interventi riguardo al canile municipale
  di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Siragusa  Salvatore;  Cappello Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty

   N. 1225 - Chiarimenti in merito alla legittimità della delibera di
  Giunta del Comune di Messina n. 680 del 19.12.2018.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   De  Luca  Antonino;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; Pasqua Giorgio; Damante Concetta Ketty

   N.  1226 - Notizie in merito alla fornitura di addobbi natalizi in
  prossimità di alcune stazioni di uscita e/o entrata dell'autostrada
  A20 Messina - Palermo e A18 Messina - Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Foti  Angela;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Ketty

   N.   1227   -   Intendimenti  del  Governo  regionale   circa   la
  realizzazione del reparto ospedaliero di neurochirurgia  pediatrica
  in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo; Lo Giudice Danilo

   N. 1230 - Chiarimenti sul 'Piano di utilizzo delle aree demaniali'
  per l'autorizzazione degli stabilimenti balneari temporanei.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Tamajo Edmondo

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

   N. 246 - Interventi a tutela di contrada Muglia, a Centuripe (EN),
  contro il progetto di discarica proposto dalla società OIKOS s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Beni Culturali e Identità Siciliana
   Ciancio  Gianina;  Cappello Francesco; Foti Angela;  Mangiacavallo
  Matteo;  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero;
  Zafarana  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri  Luigi;
  Schillaci  Roberta;  Di  Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di  Paola
  Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Ketty

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che  il  Governo
  abbia   fatto  alcuna  dichiarazione,  l'interpellanza  si  intende
  accettata  e sarà iscritta all'ordine del giorno per essere  svolta
  al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

   N.  310  -  Misure di prevenzione e di deterrenza a  tutela  degli
  operatori sanitari nelle guardie mediche e nei pronto soccorso  del
  territorio regionale.
   Amata Elvira; Lentini Salvatore; Galvagno Gaetano; Cannata Rossana
   Presentata il 5/02/20

   La   mozione  sarà  demandata,  a  norma  dell'articolo  153   del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni