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Resoconto d'Aula della Seduta n. 178 di mercoledì 19 febbraio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   PRESIDENTE. Avverto che i processi verbali delle sedute n.  176  e
  n.  177  del  18  febbraio  2020 sono posti  a  disposizione  degli
  onorevoli   deputati  che  intendano  prenderne  visione   e   sono
  considerati approvati in assenza di osservazioni in contrario nella
  presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli onorevoli Marano, De Luca, Fava, Galluzzo, Tamajo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

   Onorevoli colleghi, è ancora in corso la Conferenza dei Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, pertanto, la seduta è sospesa  fino  alle
  ore 16.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.15, è ripresa alle ore 16.23)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.


     Seguito della discussione del disegno di legge  Rinvio delle
                         elezioni degli organi
    degli enti di area vasta. Disposizioni varie  (n. 678/A Stralcio
                               I COMM/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, si riprende con il seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge  Rinvio  delle  elezioni  degli
  organi  degli  enti di area vasta. Disposizioni  varie   (n.  678/A
  Stralcio I COMM/A).
   Invito i componenti la I Commissione a prendere posto.
   Ha  facoltà  di  parlare  il vicepresidente  della  Commissione  e
  relatore, onorevole Genovese, per svolgere la relazione.

   GENOVESE,  vicepresidente della Commissione e relatore.  Onorevoli
  colleghi,  il  presente disegno di legge deriva da  un  emendamento
  aggiuntivo   presentato  in  Aula  alla  legge  di   autorizzazione
  all'esercizio  provvisorio del bilancio della  Regione  per  l'anno
  2020 e trasmesso dalla Presidenza dell'Assemblea alla I Commissione
  per essere esaminato nell'ambito di un autonomo testo normativo.
   Il  disegno di legge, respinto dalla Commissione nella  seduta  n.
  134  del 4 febbraio 2020, ai sensi dell'articolo 64, comma  3,  del
  Regolamento interno, è stato trasmesso all'Aula con la proposta  di
  non passaggio all'esame degli articoli.
     A  seguito  della  reiezione della proposta da parte  dell'Aula,
  nella  seduta n. 175 del 12 febbraio 2020, il disegno  di  legge  è
  stato  rinviato in Commissione ai sensi dell'articolo 64, comma  4,
  del Regolamento interno.
   La  finalità  della norma in esame è quella di  rinviare  la  data
  dell'elezione  degli organi degli enti di area  vasta,  attualmente
  già fissata dalla Giunta regionale per il prossimo 19 aprile 2020.
   Un   motivo   tecnico  per  il  rinvio  è  che  con  le   elezioni
  amministrative  del  prossimo maggio tutti i comuni  della  Regione
  avranno votato dopo l'entrata in vigore della legge regionale n. 11
  del  2015 con conseguente riduzione del numero dei consiglieri.  In
  questo  modo non ci saranno casi di comuni appartenenti alla stessa
  classe demografica ma con un diverso numero di consiglieri e non si
  dovrà  ricorrere  quindi  all'applicazione  del  correttivo  che  è
  attualmente  necessario per evitare sperequazioni tra i  comuni  in
  termini di voto ponderato ma non è previsto dalla legge Delrio.
   Dopo il voto dei comuni il corpo elettorale composto da sindaci  e
  consiglieri  sarà  definito  e tutti gli  aventi  diritto  potranno
  partecipare  in  condizioni  di parità. Inoltre  l'adeguatezza  del
  correttivo  per  uniformare il peso dei comuni  è  stato  messo  in
  dubbio  e potrebbero esserci ricorsi con effetti invalidanti  sulle
  elezioni di secondo livello.
   Inoltre   nei   comuni  commissariati  l'organo   sostituito   dal
  commissario non ha diritto di voto e quindi il comune è penalizzato
  in  quanto  non può esprimere tutti gli elettori che  gli  spettano
  mentre  dopo  il voto gli organi saranno ricostituiti e,  pertanto,
  sindaci e consiglieri neoeletti potranno partecipare con elettorato
  attivo e passivo al pari degli altri.
   L'articolo 1, quindi, prevede che le elezioni dei Presidenti e dei
  Consigli   dei   liberi  Consorzi  comunali  nonché  dei   Consigli
  metropolitani  si  svolgano  in  una  domenica  compresa  tra   l'1
  settembre ed il 30 settembre 2020. Conseguentemente si prevede  una
  modifica   del   termine   finale   dei   commissariamenti,    fino
  all'insediamento  degli  organi  eletti  con  sistema  indiretto  e
  comunque non oltre il 31 ottobre 2020.
   Nel  corso  dell'esame la Commissione ha introdotto  alcune  norme
  tecniche  di  modifica della legge regionale  n.  15  del  2015  in
  materia  di  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale  della  Regione
  siciliana  del decreto di indizione delle elezioni e di abrogazione
  del correttivo nonché di modifica della normativa sull'attribuzione
  del  premio  di maggioranza nei comuni con popolazione superiore  a
  15.000   abitanti  e  di  modifica  delle  norme  in   materia   di
  commissariamento dei comuni nei casi di sospensione del  sindaco  e
  della Giunta comunale.

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo  1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
      Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta

   1.  Alla  legge  regionale  4 agosto  2015,  n.  15  e  successive
  modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 2 dell'articolo 6, le parole "in una domenica compresa
  tra  l'l aprile ed il 30 aprile 2020" sono sostituite dalle  parole
  "in  una  domenica compresa tra il 15 settembre ed  il  15  ottobre
  2020";

   b)  al  comma  7 dell'articolo 14 bis le parole "in  una  domenica
  compresa tra l'1 aprile ed il 30 aprile 2020" sono sostituite dalle
  parole  "in  una  domenica compresa tra il 15 settembre  ed  il  15
  ottobre 2020";

   c)   al  comma  8  dell'articolo  14  bis,  dopo  le  parole    al
  Dipartimento  regionale delle autonomie locali , sono  aggiunte  le
  parole  ai fini della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale  della
  Regione  siciliana   e  le parole  ed è pubblicato  nella  Gazzetta
  Ufficiale della Regione siciliana  sono soppresse;

   d) il comma 8 dell'articolo 18 è abrogato;

   e)  all'articolo 51 le parole "e comunque non oltre il  3l  maggio
  2020"  sono  sostituite dalle parole "e comunque non  oltre  il  15
  novembre  2020"  e  le  parole   le funzioni  dei  liberi  Consorzi
  comunali   sono sostituite dalle parole  le funzioni dei Presidenti
  e dei Consigli dei liberi Consorzi comunali  .

   2.  Le  elezioni  dei  Consigli  metropolitani  sono  indette  dai
  rispettivi  Sindaci metropolitani in conformità  alle  disposizioni
  del presente articolo.»

   LUPO.  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento  1.1  a  mia
  firma.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Siccome  lo  dobbiamo  distribuire, intanto  l'onorevole  Lupo  lo
  illustra mentre gli Uffici lo stanno distribuendo.

   LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi l'emendamento che  tra
  poco  sarà distribuito e che spero possa essere condiviso da  tutta
  l'Aula,  a fronte dell'impossibilità di votare nella data pattuita,
  e  quindi  della  necessità di rinviare le elezioni  così  come  il
  Presidente  Genovese  ha  annunciato nella relazione  introduttiva,
  propone  -   e  penso che la proposta possa essere condivisa  anche
  dalla Commissione - l'insediamento delle assemblee dei sindaci, dei
  liberi consorzi comunali e delle città metropolitane.
   Sappiamo che la legge attuale dice che queste assemblee funzionano
  in  base  agli statuti che, ovviamente, ancora non ci  sono  perché
  debbono  essere  proposti  dai Consigli  che,  ovviamente,  saranno
  eletti in autunno e, successivamente, approvati dalle assemblee dei
  sindaci stesse.
   L'emendamento che io propongo affida ai commissari, che al momento
  svolgono  le  funzioni dei Consigli, il compito di proporre,  nelle
  more   dell'elezione  dei  Consigli  e  quindi  in  fase  di  prima
  applicazione,  gli  schemi  degli  Statuti  che  pertanto   possono
  regolarmente  essere approvati per l'ordinario funzionamento  delle
  assemblee   dei  sindaci,  dei  liberi  consorzi  e   delle   città
  metropolitane  che, com'è noto, svolgono funzioni di consultazione,
  di  proposta,  ma  comunque rappresentano il più importante  organo
  collegiale   dei   Liberi   Consorzi   comunali   e   delle   Città
  Metropolitane,  che  penso  possono svolgere  un  lavoro  utile  in
  sinergia  con i sindaci metropolitani a Palermo, Catania e Messina,
  ma  ovviamente  anche con i commissari che pro tempore  reggono  le
  funzioni  che saranno successivamente attribuite ai presidenti  dei
  liberi  consorzi. Mi auguro che su questo anche il  Governo  voglia
  esprimere parere favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.1,   a   firma
  dell'onorevole Lupo.  Il parere del Governo?

   GRASSO, assessore per le autonomie locali e  la funzione pubblica.
  Parere  favorevole  perché  già è stato un  argomento  trattato  in
  Commissione e, quindi, dà la possibilità...

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   GENOVESE, vicepresidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Non essendoci altri emendamenti, pongo in votazione l'articolo  1.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                               «Art. 2.
          Interpretazione autentica del comma 6 dell'articolo
                                   4
            della legge regionale  15 settembre 1997, n. 35

   1.  Il  comma 6 dell'articolo 4 della legge regionale 15 settembre
  1997,  n.  35 e successive modifiche ed integrazioni si  interpreta
  nel senso che, per i casi nei quali la percentuale del 60 per cento
  dei  seggi  non corrisponda ad una cifra intera ma ad un  quoziente
  decimale,  l'arrotondamento si effettua  per  eccesso  in  caso  di
  decimale uguale o superiore a 50 centesimi e per difetto in caso di
  decimale inferiore a 50 centesimi».

   Non essendoci emendamenti, lo pongo in votazione. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Art. 3.
            Disposizioni in materia di commissariamento dei
                                comuni
            nei casi di sospensione dalla carica del sindaco

   1.  Nei casi di sospensione dalla carica del sindaco, a seguito di
  provvedimento  prefettizio  emesso ai sensi  dell'articolo  11  del
  decreto  legislativo 31 dicembre 2012, n. 235,  qualora  l'ente  si
  trovi contemporaneamente privo sia del vicesindaco sia della giunta
  comunale,  alla gestione del comune provvede l'assessore  regionale
  per  le  autonomie locali e la funzione pubblica mediante la nomina
  di   un   commissario  straordinario,  con  le  modalità   di   cui
  all'articolo 55 dell'ordinamento amministrativo degli  enti  locali
  approvato  con  legge regionale 15 marzo 1963, n. 16  e  successive
  modifiche ed integrazioni».

   All'articolo  3  è stato presentato l'emendamento tecnico  3.1,  a
  firma della Commissione. Il parere del Governo?

   GRASSO, assessore per le autonomie locali e  la funzione pubblica.
  Favorevole.

   CRACOLICI. Non l'abbiamo

   PRESIDENTE.   Questo  emendamento  avreste   dovuto   averlo   nel
  fascicolo.  Sull'articolo 3 non  l'avete? Allora potete distribuire
  gli emendamenti, per favore.

   CRACOLICI. E' già contenuto nell'articolo 3

   PRESIDENTE. La Commissione vuole spiegare il suo emendamento?

        GENOVESE,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore.
  Assolutamente   sì,  Presidente,  grazie.  Dice  bene   l'onorevole
  Cracolici

   PRESIDENTE.  Onorevole Sammartino, onorevole  Zafarana,  vi  prego
  perché non si sente quello che dicono.

    GENOVESE,  vicepresidente della Commissione  e  relatore   Quanto
  scritto  è  già contenuto nell'articolo 3, l'unica cosa  è  che  si
  precisa  che  questo  va a integrare l'ordinamento  regionale  enti
  locali.  Sostanzialmente, si inserisce all'interno del Testo  Unico
  invece che fare una norma a sé; è una vicenda tecnica.

   PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                                Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Cannata è in congedo per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 678/A Stralcio I
                                COMM/A

   PRESIDENTE.  Non  essendoci altri emendamenti all'articolo  3,  lo
  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato l'emendamento A2, del Governo,  che
  era  stato  già  annunciato l'altra volta, anche  se  è  leggermente
  aggiuntivo. Lo abbiamo ammesso l'altra volta.

                                Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Catalfamo è in  congedo  per
  la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 678/A Stralcio I
                                COMM/A

   PRESIDENTE.  Non mi dovete dire se siete d'accordo, mi dovete  dire
  se  l'avete letto. E allora, lo stanno distribuendo, poi lo  metterò
  in  votazione  chi  è d'accordo lo vota, chi non  è  d'accordo  vota
  contro.

   CRACOLICI. No, noi non l'abbiamo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che gli onorevoli Pullara  e  Lagalla  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 678/A Stralcio I
                                COMM/A

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, preannuncio che dopo  interverrò  per
  dichiarazioni  di  voto,  ma  sugli  emendamenti  aggiuntivi,  quale
  criterio è stato adottato, perché - adesso non ce l'abbiamo -  avevo
  presentato anche un emendamento aggiuntivo che non vedo né nel testo
  né  fuori  dal  testo.  Vedo, invece, emendamenti  che  spuntano  di
  articolo  in  articolo. O mi spiega, quindi,  il  criterio  per  cui
  alcuni aggiuntivi vengono ammessi e altri no, oppure non lo votiamo,
  lo ritirano.

   PRESIDENTE.    Onorevole    Ciancio,   l'emendamento    presentato,
  firmatario Ciancio, Pagana e Mangiacavallo, gli Uffici l'hanno  reso
  inammissibile  perché stabilisce un qualcosa di incompatibilità  che
  non  spetta  a  noi  stabilire, per quello  che  ho  capito,  perché
  comporterebbe  la  possibilità  del referendum  per  la  legge,  nel
  momento  in  cui  si cambia, perché è una cosa di  legge  elettorale
  questa.   E,   siccome,  è  una  questione  di   legge   elettorale,
  comporterebbe la possibilità del referendum per questa legge.

   CIANCIO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Per  chiarire  anche ai colleghi.  L'emendamento  che  ho
  presentato   prevede  l'incompatibilità,  per   la   candidatura   a
  presidente,  di  chi è anche deputato regionale,  perché  mi  dovete
  spiegare  come  un  deputato  regionale,  che  è  anche  consigliere
  comunale  o è anche sindaco, come si può candidare pure a presidente
  del libero consorzio? Mi scusi, ma questo mi sembra di buon senso, è
  stata una cosa che è uscita, tra l'altro, in Commissione, che non  è
  stata  formalizzata  con un emendamento, ma che  ho  voluto  portare
  all'attenzione dell'Aula.

   PRESIDENTE. Io sono assolutamente d'accordo con lei. Il problema  è
  che  non  è possibile inserirlo qui. Io sono perfettamente d'accordo
  con lei ma, non è materialmente possibile inserirlo in questa norma.
  Se lei lo presenta in un'altra occasione, voterò sì anche io, ma non
  è possibile farlo

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente, mi dispiace  fare,  al  solito,  il
  pignolo.   L'emendamento  A.2,  e  lo  dico   anche   per   rispetto
  all'Assessore  per  gli  enti locali, in I Commissione  noi  abbiamo
  dichiarato  gli emendamenti, che non fossero attinenti alla  vicenda
  del  rinvio  elettorale,  non li abbiamo esaminati,  e   ce  n'erano
  alcuni, che il Governo, ad esempio, sollecitava, giustamente, ma non
  li abbiamo neanche affrontati.
   Ora,  l'A.2,  non  c'è dubbio che sarà un emendamento  tecnico,  di
  questione  di  iscrizione di poste in bilancio, però,  voglio  dire,
  questi  emendamenti  o  si esaminano quando  c'è  un'intesa  unanime
  dell'Aula, ma che veniamo a scoprire un emendamento in Aula  in  una
  legge  che  non c'entra nulla, una norma di contabilità,  mi  sembra
  anche  una questione di stile. Se è così, lo si rinvia alla prossima
  legge.
   In  ogni  caso, condivido con la Presidenza, e lo dico alla collega
  Ciancio,  che la materia sulla incompatibilità, per quanto  riguarda
  le  elezioni,  è  una materia che ha bisogno di una legge  specifica
  perché  è  sottoponibile a referendum. Come tale,  quindi,  non  può
  essere  fatta  in  una legge, come dire,  autobus ;  per  questo  ha
  ragione la Presidenza.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, allora, per  quanto  riguarda  la
  sua obiezione, fermo restando che anche su questo sono perfettamente
  d'accordo, però, già nella seduta precedente, avevamo annunciato che
  ci  sarebbe  stato  un emendamento aggiuntivo, pensavamo  di  votare
  l'altro giorno e poi non si è potuto votare, che riguardava un fatto
  tecnico che era stato chiesto dal Governo.
   Dopodiché,   in  Commissione  non  è  andato,  sennò  non   sarebbe
  aggiuntivo oggi, per cui è chiaro che in Commissione non c'è andato,
  ma  è  un emendamento che io già l'altra volta ho ritenuto di potere
  accettare  perché mi era stata segnalata l'urgenza del problema,  ma
  che,  se  l'Aula lo richiede, posso tranquillamente anche  non  fare
  votare.   Anche   perché,  così  come  ho   detto   l'altro   giorno
  all'assessore  Cordaro, i nostri uffici sono assolutamente  convinti
  che  un  emendamento pleonastico che potrebbe non essere  presentato
  non cambierebbe nulla rispetto alla situazione attuale.
   Per  cui,  se  l'assessore Cordaro chiede di  portarlo  avanti  e,
  quindi,  di  farlo votare bene, se lo ritira chiudiamo l'argomento,
  che forse è la cosa migliore.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, c'è un piccolo problema rispetto al
  suo assunto: che non sono i suoi Uffici a dare il parere favorevole
  sulle   norme  che  il  Governo  pone  in  attuazione  rispetto   a
  procedimenti   che  prevedono  lo  spostamento  degli  appostamenti
  all'interno  delle  aree finanziarie delle  stesse  rubriche  degli
  assessorati.

   PRESIDENTE. Onorevole Cordaro, i miei Uffici non danno  un  parere
  favorevole  o sfavorevole, fanno un'analisi tecnica per  capire  se
  l'emendamento  è  ammissibile. In questa analisi mi  dicono  che  è
  pleonastico, però ammissibile.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Io stavo ancora
  parlando.

   PRESIDENTE. Prego.

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Dopodiché,  mi
  rendo  conto  che, dopo aver sentito l'onorevole Cracolici  che  dà
  lezioni  di  stile, a questo punto mi fermo, mi rimetto all'Aula  -
  perché  me lo ricordo quando era al Governo e, quindi, sullo  stile
  siamo  quanto  meno  a  pareggio - però,  per  carità,  ormai  sono
  vecchio,    .No,  non  è  nessuna  ironia,  è  una  considerazione.
  Dopodiché,  prendo  atto  ed  ho già  rappresentato  al  Presidente
  dell'Assemblea, da 15 giorni agli Uffici dell'Assemblea e,  adesso,
  in  Aula  che  questa  norma è una norma  tecnica  che  prevede  di
  trasferire  le  somme da una macro area ad un'altra delle  rubriche
  dello  stesso  assessorato e che permetterà  o  non  permetterà  la
  partenza di alcune situazioni di estrema delicatezza per la Regione
  siciliana, una per tutte la campagna antincendio, così la dico  con
  serenità e chi vota contro si assume la sua responsabilità.
   Dopodiché,  Presidente  Miccichè, io non è che  difendo  questioni
  personali, e neanche lei, io sottopongo all'Aula un tema che  mi  è
  stato  spiegato dalla Ragioneria generale della Regione  siciliana,
  essere di assoluta cogenza. Poi, prendo atto di quello che deciderà
  l'Aula.
   Mi  dispiace, però, che chi, addirittura da più anni di me,  è  in
  quest'Aula venga a spiegarmi come deve funzionare quando noi  tutti
  sappiamo che, in casi di urgenza, molto meno cogenti di questo,  si
  sono trovate soluzioni che non hanno messo mai i piedi in testa  al
  Parlamento, ma hanno soltanto utilizzato il buon senso.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare per fatto personale.

   PRESIDENTE. No, non apro una discussione sull'argomento.
   Io  ho  fatto presente che, così come correttamente la  Ragioneria
  segnala  al  Governo un problema che secondo la Ragioneria  esiste,
  gli  uffici  dell'Assemblea, altrettanto  correttamente,  valutando
  ogni singolo emendamento che viene presentato, mi dicono - ma anche
  questo,   assessore  Cordaro,   non  significa  che  non   lo   sto
  considerando  ammissibile  -  che,  di  fatto,  questo  emendamento
  consente di fare quello che è possibile a legislazione vigente. Per
  cui, è abbastanza pleonastico.
   Dopodiché  -   ripeto - se lei vuole io non ho nessun problema  ad
  andare avanti e mi sembra un ragionamento abbastanza inutile.
   Se  lo  vogliamo mettere in votazione, lo mettiamo  in  votazione.
  Visto  che,  però, c'è una situazione di Aula incerta io suggerisco
  delle  cose;  poi  il  Governo decide che cosa  si  deve  fare  ed,
  ovviamente,  la Presidenza dell'Assemblea andrà avanti  secondo  le
  indicazioni che le vengono date.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Signor   Presidente,   Governo,   onorevoli   colleghi,
  dall'approvazione dell'esercizio provvisorio ad oggi c'erano  tutti
  i  tempi per far passare l'emendamento in Commissione  Bilancio   e
  valutarlo insieme in Commissione  Bilancio  e non avere oggi questa
  discussione   in   Aula,  per  evitare  un  problema   che   stiamo
  riscontrando in Aula.
   Siccome non abbiamo avuto né il tempo di valutarlo, né tanto  meno
  è  passato dalla Commissione  Bilancio , signor Presidente,  quanto
  meno  dovrebbe  rinviarlo  in Commissione   Bilancio   e  al  primo
  provvedimento utile si inserirà.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  voglio
  alimentare  inutili polemiche, mi dispiace che l'assessore  Cordaro
  con  la  sua solita supponenza abbia rimarcato, diciamo, un aspetto
  che  io mi limitavo a porre sul piano del buon senso. Ho detto:  Se
  c'è un aspetto che attiene ad una particolare emergenza ed urgenza,
  normalmente l'Aula, ancorché il testo non sia coerente con la legge
  che  stiamo  esaminando, ha e può esaminare una  cosa  del  genere,
  condividendo,  diciamo,  da  parte  dei  Capigruppo,  all'unanimità
  l'urgenza .
   Detto  questo, noi siamo arrivati in Aula dopo che abbiamo escluso
  dal  testo  altri  emendamenti in Commissione di merito  perché  no
  attinenti  al  testo.  Arriviamo in Aula, ci  viene  presentato  un
  emendamento  aggiuntivo all'ultimo momento, mi  permetto  di  dire,
  signor Presidente, io non so se è stato presentato 15 giorni fa, un
  anno  fa,  6 mesi fa, solo che so che abbiamo approvato l'esercizio
  provvisorio  meno di un mese fa. Una norma del genere  non  capisco
  come  si fa a diventare un problema urgente quando ormai da  cinque
  anni  applichiamo il 118. Ma, comunque, io non sono  il  Ragioniere
  generale, non mi metto a fare disquisizioni tecniche; so,  però,  e
  qui  c'è  l'assessore  per  l'economia,  che  ogni  volta  facciamo
  eccezioni  al  118 ci esponiamo di fronte al  Mef che,  in  qualche
  vigila   sull'applicazione  del  118,  ma  siccome  qua   siamo   a
  fisarmonica
   Ripeto, io non ho nulla contro il merito; ho detto semplicemente e
  ribadisco che se c'è un'urgenza la si condivide con l'Aula e con  i
  Capigruppo e si affronta, ma che arrivi un emendamento fuori  sacco
  come un aggiuntivo qualsiasi questo è sbagliato per il rispetto che
  abbiamo noi tutti, altrimenti, devo chiedere scusa io all'assessore
  per  gli  enti locali alla quale ho posto un veto su un emendamento
  che atteneva al personale e non era, invece, di elezione di secondo
  livello  delle  province  per  i quali  ho  detto  non  è  corretto
  esaminare.  E  la Commissione ha condiviso con me la  necessità  di
  rinviare l'esame di quell'emendamento ad altro testo.
   Quindi,  applichiamo  lo  stesso peso  e  la  stessa  misura.  Non
  facciamo eccezioni, tranne se non sta bruciando la casa  Che,  poi,
  a  febbraio mi si dice che non parte la campagna antincendio quando
  normalmente parte nel mese di maggio, poi, questo qualcuno mi  deve
  spiegare di che cosa stiamo parlando. Grazie.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, scusate vorrei ricordare  a  chi  è
  intervenuto  prima  di me ma senza, come dice lo  stesso  onorevole
  Cracolici,   alimentare  polemiche  personali,   che   il   decreto
  legislativo n. 158 che fa riferimento al 118 è entrato in vigore il
  27  dicembre del 2019. Sarebbe stato un poco complicato  prevederlo
  prima, ecco perché l'urgenza. D'altro canto, evidentemente, mi sarò
  spiegato  talmente  male da averle fatto pensare  che  la  campagna
  antincendio parte a febbraio.
   Noi  abbiamo  la  necessità  di  utilizzare  dei  fondi,  lo  dico
  all'Aula, ma soprattutto a chi sta fuori dall'Aula, perché dobbiamo
  acquistare i mezzi, dobbiamo acquistare le dotazioni, dobbiamo fare
  la  gara  per  il  noleggio degli elicotteri, dobbiamo  fare  tutte
  quelle cose che si sono fatte ogni anno, ma perché per fare partire
  una campagna antincendio nei tempi non si possono fare a maggio.
   Dopodiché, signor Presidente, ribadisco il concetto perché proprio
  in ragione del fatto che questo emendamento l'ho presentato in Aula
  15 giorni fa, non posso che condividere l'intervento dell'onorevole
  Sunseri  perché  è  un intervento di buon senso,  quello  sì  nella
  misura in cui comunque, essendo un emendamento che afferisce ad  un
  tema  che  non è quello della norma, nonostante resti assolutamente
  urgente,  ma è un tema che attiene alla materia economica,  proprio
  perché   va  a  modificare  in  un  passaggio  tecnico  l'esercizio
  provvisorio,  se la Presidenza lo ritiene anche oggi  può  fare  un
  passaggio  in Commissione  Bilancio  per comprenderne compiutamente
  la portata ed, eventualmente, riportarlo in Aula.
   In  ogni  caso, Presidente, come ho sempre fatto, mi rimetto  alle
  decisioni che la Presidenza assumerà.

   PRESIDENTE.  Allora, scusate, piuttosto che interventi  ancora  su
  questo   emendamento,   io   credo  che   quest'ultimo   intervento
  dell'assessore  Cordaro possa essere preso al volo.  Cioè,  siccome
  sappiamo  già  che ora dobbiamo mettere in votazione, probabilmente
  stasera, ma probabilmente anche martedì prossimo, il testo  finale,
  il  voto finale del disegno di legge, io direi che probabilmente  è
  il  caso  che,  a prescindere dalle cose, lo decidiamo direttamente
  ora  di  votarlo come voto finale martedì e oggi votiamo  tutto  il
  resto del disegno di legge.

   DI MAURO. Votiamo ora, Presidente.

   PRESIDENTE.  Io, ripeto, chiedo all'assessore Cordaro  che  questo
  emendamento,  che continuo a insistere nel dire che è  pleonastico,
  però  nel momento in cui venisse bocciato sarebbe un problema,  per
  cui se viene ritirato, se no

   D'AGOSTINO. Votiamo oggi.

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino, lo decido io  quando  si  vota,
  grazie.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.    Signor   Presidente,   io   mi   associo   all'intervento
  dell'onorevole Cracolici, ma, ad integrazione, siccome stavo  dando
  un'occhiata ai riferimenti normativi - mi fa piacere che è in  Aula
  anche  l'Assessore per l'economia - io dubito anche del fatto  -  e
  chiedo  un  approfondimento in Commissione -  che  i  commi  citati
  mantengano   tuttora   una   loro  validità;   perché   così   come
  l'emendamento  è formulato, cosa dice?  Nelle more dell'adeguamento
  del   proprio   ordinamento  contabile  ai  principi   statali   di
  armonizzazione  contabile,  la Regione  continua  ad  applicare  le
  disposizioni  di cui  . Queste disposizioni non si  applicano  più.
  Quindi,  il   continua  non esiste; tecnicamente l'emendamento  non
  sta in piedi. Primo.
   Secondo.  Siccome ho sentito parlare di emergenze, di antincendio,
  vorrei  far  presente che l'articolo 13 di cui all'emendamento  A.2
  riguarda   Disposizioni  in  materia  di  iniziative  di  carattere
  culturale  ed esattamente che  le iniziative direttamente  promosse
  di  carattere artistico e scientifico di particolare rilevanza,  di
  cui  all'articolo  eccetera, a valere sui  finanziamenti  eccetera,
  possono essere realizzate entro il 30 giugno 2015 . Quindi, non  mi
  sembra  che  ci  sia  questo riferimento  che  l'assessore  Cordaro
  faceva,   ma   c'è  un  riferimento  a  una  norma   che   riguarda
  l'Assessorato  del  turismo, che non mi  pare  neppure  di  estrema
  urgenza.
   Quindi, signor Presidente, io credo che è giusto chiudere oggi  la
  legge che riguarda i liberi consorzi e le città metropolitane -  se
  è  vero che era urgente, altrimenti non si capisce perché siamo qui
  - e rinviare questa materia, invece, come è giusto, ai lavori della
  Commissione   Bilancio  per un esame attento. Fermo  restando  che,
  per  quanto  mi  riguarda, non sono disponibile  a  demandare  alla
  Giunta   funzioni  che,  ai  sensi  del  118,  sono  di  competenza
  dell'Assemblea   regionale  siciliana,  tanto  meno   riguardo   la
  possibilità di apportare variazioni al bilancio della Regione.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO,   assessore  per  l'economia.  Grazie,  signor  Presidente.
  Capisco  la  complessità della questione che è stata posta:  non  è
  normale  che  un articolo di due righe e mezzo sia accompagnato  da
  quasi  tre  pagine di relazione; evidentemente, è  una  cosa  molto
  complessa  e,  quindi, ha bisogno di un'articolazione argomentativa
  molto puntuale.
   Io  colgo l'esigenza della Ragioneria generale: è una norma che  i
  tecnici del diritto definiscono di diritto intertemporale, cioè  di
  applicazione  tra  due fasi diverse. E' una questione,  quindi,  di
  diritto  intertemporale che la Ragioneria ha ritenuto di  porre  in
  questo modo.
   Ora,  nessuno  vuole  fare né forzature, né accelerazioni.  Se  le
  opposizioni  hanno necessità di un approfondimento in  Commissione,
  da qui a martedì non cambia il mondo; lo rimandiamo in Commissione,
  dove avremo modo di approfondire adeguatamente questi profili.  Che
  sia una questione di tipo tecnico molto delicata e, mi permetto  di
  sottolinearlo, la Ragioneria lo ha puntualizzato.
   Quindi,  Presidente,  io  credo che  se  questo  emendamento,  che
  sarebbe  stato  opportuno già varare, ma  lo  facciamo  tornare  in
  Commissione e martedì si stralcia e martedì pomeriggio, se ci  sono
  i tempi maturi e gli approfondimenti fatti, si potrà votare.

   PRESIDENTE. Visto e considerato che se la Commissione  Bilancio  -
  e  se  l'Aula, però, mi dà l'ok in modo che non ci siano poi  altri
  rinvii - se per l'Aula va bene e per la Commissione  Bilancio  pure
  lo  rinviamo in Commissione, oggi votiamo e lo facciamo  diventare,
  per  quanto  sia  un  solo  emendamento, un'autonoma  norma  di  un
  articolo soltanto e lo votiamo; però, lo diciamo oggi come se fosse
  una  riunione allargata della Conferenza dei Capigruppo lo portiamo
  immediatamente martedì.
   Siamo,  quindi, d'accordo, l'Aula è d'accordo su questa  proposta.
  Quindi, ora lo rimandiamo in Commissione e continuiamo ad esaminare
  il disegno di legge, che peraltro, è finito.
   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole rimanga seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Gennuso.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione del disegno di legge n. 678/A Stralcio I
                                COMM/A

   CIANCIO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIANCIO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  dichiarazione  di  voto.  Premetto che  mi  concentrerò  più  sulla
  vicenda generale delle elezioni provinciali e non tanto sul rinvio.
   Per capire come ci siamo ritrovati in questa situazione e, quindi,
  ad affrontare l'ennesima proroga, dovremmo fare un excursus storico
  di quella che è la norma sull'abolizione delle province.
   Infatti, è una vicenda che era partita, non dico bene, ma  con  le
  migliori  intenzioni ed è finita malissimo. Complice, lo devo  dire
  questo   per  onestà  intellettuale,  il  susseguirsi  di   Governi
  regionali  e  nazionali  che  sul  tema  hanno  avuto  una  visione
  diametralmente opposta.
   Complice anche una legge nazionale che è stata, lo dico anche  nei
  confronti  dei  colleghi  che  in  questo  momento  non   sono   in
  maggioranza  nell'Assemblea regionale, ma una riforma che  è  stata
  molto  poco coraggiosa, parliamo proprio della Delrio. Una  riforma
  che  ha  fatto scivolare in un limbo fondamentalmente le  province,
  cioè le province in questo momento non sono né carne, né pesce.
   Il  Movimento  Cinque Stelle - ve lo ricorderete, se lo  ricorderà
  l'assessore  Cordaro - è sempre stato contrario alle province.  Per
  questo quando si è trattato l'argomento in quest'Aula, nella scorsa
  legislatura,  abbiamo accolto favorevolmente l'idea  di  sopprimere
  l'ente  intermedio addirittura facendo anche una consultazione  con
  tutti i nostri iscritti al Movimento Cinque Stelle.
   Questo,  però, avveniva in un momento storico nel quale non  c'era
  ancora  la Delrio e si stava semplicemente attuando quello che  tra
  l'altro   prevede   il   nostro  Statuto  siciliano,   ovvero   una
  organizzazione basata su comuni e su liberi consorzi comunali.
   Proprio in virtù del nostro Statuto siamo potuti intervenire prima
  del  legislatore  nazionale che poi, però,  ci  ha  abbondantemente
  superato nei tempi dell'applicazione della legge.
   Il  disegno iniziale, mi dispiace dirlo, ma non era questo.  Anche
  se  andassimo ad elezioni ora, ad aprile, quello che verrebbe fuori
  sarebbe  semplicemente un ibrido, frutto di leggi approvate  e  poi
  impugnate,  proroghe  immotivate e ritardi  nel  recepimento  della
  normativa  nazionale, modifiche all'ordinamento degli  enti  locali
  che  hanno  ulteriormente  dilazionato i termini  dell'approvazione
  della  riforma  definitiva e modifiche che, queste ultime,  vengono
  apportate  anche  come  motivazione per spostare  ulteriormente  il
  termini delle elezioni e, quindi, per questa ennesima proroga.
   Eppure, lo sapevamo, si sapeva che a maggio ci sarebbero state  le
  elezioni  comunali,  si  sapeva che non tutti  i  comuni  si  erano
  allineati  nel  numero dei consiglieri comunali, si sapeva  che  ad
  andare al voto c'erano anche dei capoluoghi di provincia, parlo  di
  Enna ed Agrigento.
   Ed  allora,  io  mi chiedo, ma perché quando si è  fatta  l'ultima
  proroga  non  si  è pensato a queste circostanze? Perché  ci  siamo
  ulteriormente  resi  ridicoli di fronte all'opinione  pubblica  nel
  rinviare ancora e ancora la finestra per le elezioni? Non si sa   O
  meglio,    forse   vogliamo   confermare,   diciamo,   un   disegno
  autolesionista che vede l'Assemblea regionale siciliana incapace di
  prendere  delle  decisioni  e rimanda anche  quelle  più  semplici,
  ovvero l'applicazione secca di una norma nazionale.
   Noi  non  ci  stiamo e non parteciperemo a quella che mi  dispiace
  definirla una pantomima.
   La questione è semplice per noi, signor Presidente, le province  o
  ci  sono o non ci sono, questo ibrido non porta da nessuna parte  e
  rimandare ulteriormente per motivazioni politiche e non tecniche  -
  mi   dispiace   contraddire   il  presidente   della   Commissione,
  Vicepresidente   -   per   quanto  ci  riguarda   il   problema   è
  esclusivamente politico, perché i problemi tecnici diciamo che sono
  stati  affrontati in Commissione. E quindi è un gioco dal quale  ci
  tiriamo fuori. La stessa indecisione del Governo, le contraddizioni
  interne,   Assessori  a  favore,  Assessori  contro,   coefficiente
  correttivo si, coefficiente correttivo no, sono la prova del  fatto
  che  stiamo discutendo l'opposto di quello che cui era nata  questa
  legge. Eravamo partiti con  non parliamo più di organo politico, ma
  di servizi' e oggi stiamo parlando solo ed esclusivamente di organo
  politico,  senza  pensare a quali e quante  competenze,  con  quali
  risorse  soprattutto dare risorse ai cittadini. Abbiamo  perso  una
  grande  occasione,  quella di organizzare il territorio  non  sulla
  base di confini geopolitici, ma di affinità ambientali, economiche,
  strutturali e di servizi. Abbiamo perso l'occasione di eliminare  i
  doppioni,   le  stratificazioni  di  competenza,  i   rimpalli   di
  responsabilità.  Se  in  un primo momento  pensavamo,  lo  ammetto,
  ingenuamente, che questo lavoro molto complesso si potesse  portare
  avanti

   PRESIDENTE.   Onorevole   Ciancio,  eviti   la   discussione   con
  l'Assessore.

   CIANCIO.  Sì, sto finendo. Oggi non ci crediamo più e  almeno  non
  con  questa fragilità politica che non è propria di questo  Governo
  regionale, ma anche dello scorso Governo regionale. Fino  a  quando
  non  affronteremo il problema dei servizi, di come  distribuire  le
  competenze,  di  come creare un organismo snello,  di  indirizzo  e
  controllo, non di gestione, votare ora o votare a settembre per noi
  non fa alcuna differenza. Non parteciperemo al voto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Pagana.  Ne  ha
  facoltà.

   PAGANA.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   Governo,
  Presidente,  io  volevo fare a lei e a gran parte dell'Assemblea  i
  complimenti per la determinazione e per la caparbietà con cui avete
  portato  avanti  questo disegno di legge di rinvio  delle  elezioni
  delle  province,  come se il rinvio delle elezioni  delle  province
  fosse  l'unico argomento meritevole di tutela in questa  terra,  in
  quest'Aula,  nella  Prima  Commissione, tant'è  che  gli  argomenti
  importanti   ce  li  troviamo  come  emendamenti  aggiuntivi.   Gli
  argomenti importanti li troviamo come emendamenti aggiuntivi,  come
  ci  siamo trovati come emendamento aggiuntivo quello che riguardava
  la  CRIAS  e  oggi  ci  sono centinaia e migliaia  di  imprenditori
  siciliani che aspettano risposte da questo Parlamento e lei  quella
  sera da quello scranno aveva detto  non vi preoccupate, massimo una
  settimana e questo emendamento sarà una legge sottoposto al voto di
  quest'Aula'.
   E,  nel  frattempo,  fuori aspettano. Perché per  noi,  il  nostro
  problema  è quello di rinviare le elezioni. Lo avete fatto,  signor
  Presidente,  e  vi faccio i complimenti, con un emendamento  questa
  volta,  quando fu nel novembre del 2019, con una legge  sui  Marina
  Resort,  era  talmente importante rinviare le  province,  ci  siamo
  accorti  che  era  importante rinviare  le  province,  che  abbiamo
  inserito  un  articolo che non c'entrava niente in  un  disegno  di
  legge   che  non  c'entrava  niente  nemmeno  con  l'organizzazione
  territoriale della Sicilia.
   Lo  abbiamo  trattato in Commissione, ne abbiamo parlato  -  e  lo
  abbiamo  fatto  attentamente - potevamo evitare  che  si  arrivasse
  tranquillamente e così con tutta questa fretta ad  oggi  perché  ci
  sono  due comuni, Agrigento ed Enna, che non potranno esprimere  la
  Presidenza delle province o dei liberi consorzi perché il  problema
  per tutti i consiglieri comunali non si pone.
   In   Commissione  abbiamo  anche  sollevato  la  questione   della
  Sardegna,  lo  abbiamo detto che la Sardegna  ha  fatto  l'ennesima
  legge  di rinvio delle elezioni delle province e che la legge della
  Sardegna è stata oggetto di impugnativa dal Consiglio dei Ministri.
   Però è così importante rinviare le elezioni provinciali che noi ce
  ne  freghiamo anche di una fattispecie analoga accaduta in un'altra
  Regione a Statuto speciale proprio come la nostra Sicilia.
   Presidente,  faccio  i complimenti a lei per la  caparbietà  e  la
  determinazione,   faccio   i  complimenti   a   questa   Assemblea,
  addirittura  ha  detto  che  ci  sono  state  tre  Conferenze   dei
  Capigruppo per riuscire a trovare un accordo.
   Presidente, se si è riusciti a trovare un accordo su un  argomento
  così strategico per questa Regione, mi auguro che un accordo lo  si
  riesca a trovare anche per la CRIAS.
   Mi  auguro  che un accordo lo si riesca a trovare anche per  tutte
  queste  emergenze che viviamo e che i siciliani subiscono e subiamo
  quotidianamente in questa Regione.
   Siete  stati talmente bravi, talmente determinati e talmente tanto
  caparbi che noi a questa votazione non prenderemo parte perché  non
  stiamo  né  dalla  parte di chi vuole votare ora né  di  chi  vuole
  votare dopo.
   Non  reggiamo il gioco a nessuno però questa posizione deve essere
  chiara.

   PRESIDENTE. Onorevole Pagana, la ringrazio per i suoi complimenti,
  perché  le garantisco non è stato facile trovare l'accordo, ma  poi
  alla fine ci siamo riusciti.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Calderone.

   L'Assemblea ne prende atto.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta.
           Disposizioni varie» (n. 678/A Stralcio I COMM/A)

   PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno di legge «Rinvio delle elezioni degli organi degli enti
  di area vasta. Disposizioni varie» (n. 678/A Stralcio I COMM/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            34
   Votanti             31
   Maggioranza         16
   Favorevoli          31
   Contrari             0
   Astenuti             2

                         (L'Assemblea approva)


   Votazione  finale  per  scrutinio nominale del  disegno  di  legge
  «Schema  di  progetto  di  legge  costituzionale  da  proporre   al
  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo 41 ter, comma 2,
  dello  Statuto,  recante  Inserimento nello Statuto speciale  della
  Regione siciliana dell'articolo 38 bis in materia di riconoscimento
  degli  svantaggi  derivanti dalla condizione  di  insularità'»  (n.
  199/A)

   PRESIDENTE.  Si passa alla votazione finale per scrutinio  nominale
  del disegno di legge «Schema di progetto di legge costituzionale  da
  proporre  al  Parlamento della Repubblica ai sensi dell'articolo  41
  ter,  comma  2,  dello Statuto, recante  Inserimento  nello  Statuto
  speciale della Regione siciliana dell'articolo 38 bis in materia  di
  riconoscimento  degli  svantaggi  derivanti  dalla   condizione   di
  insularità'» (n. 199/A).
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            44
   Votanti             25
   Maggioranza         13
   Favorevoli          25
   Contrari            0
   Astenuti            2

                         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli colleghi, sulla norma sulla quale abbiamo discusso prima
  come  se fossimo in Conferenza dei Capigruppo, vorrei dire che  non
  darò neanche il tempo per gli emendamenti.
   Quindi,  voteremo direttamente perché è questo stesso  emendamento
  che deve ricevere parere della Commissione  Bilancio  e lo mettiamo
  direttamente in votazione come fosse già incardinato, lo poniamo in
  votazione direttamente ad apertura.
   La  seduta  è  rinviata a mercoledì, 26 febbraio  2020,  alle  ore
  16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.10 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XIV SESSIONE ORDINARIA


                         179a  SEDUTA PUBBLICA

                Mercoledì 26 febbraio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)   Norme  relative al funzionamento della forma  di  Governo
         regionale, alla nomina ed alla revoca degli assessori,  alla
         conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
         articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione  (n. 66-
         143/A) (Seguito)

         Relatore: on. Amata

       2)  Recepimento delle disposizioni legislative previste dalla legge
         9 gennaio 2019, n. 3  Spazzacorrotti'  (nn. 557 stralcio I - 550/A)
         (Seguito)

         Relatore: on. Ciancio

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   - Riforma del trasporto pubblico locale in Sicilia (n. 699).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato gli  onorevoli  Campo,  Di
  Paola,  Cappello,  Ciancio, Sunseri, Foti, Di Caro,  Mangiacavallo,
  Palmeri,  Siragusa, Tancredi, Trizzino, Zafarana, Zito, Pagana,  De
  Luca, Pasqua, Marano, Schillaci e Damante il 17 febbraio 2020.

   - Recepimento dinamico della Legge 24 dicembre 2003, n. 363  Norme
  in  materia  di  sicurezza nella pratica degli sport  invernali  da
  discesa e da fondo  (n. 700).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 17
  febbraio 2020.

   -  Testo  unico  sulle norme ed i criteri per  la  programmazione,
  gestione e controllo dei Servizi consultoriali (n. 702).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 17
  febbraio 2020.

   - Norme a favore dello Sport per la disabilità (n. 703).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  17 febbraio 2020.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Iniziative a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto
  del fenomeno del cyberbullismo (n. 701).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 17 febbraio 2020.
   Inviato il 18 febbraio 2020.
   Parere VI.

          Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -  Norme  in materia di contrasto ai fenomeni del bullismo  e  del
  cyberbullismo (n. 372).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 17 febbraio 2020.
   Parere VI.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Michele Catanzaro, con nota prot.  n.
  1136/SG.LEG.PG.  dell'11 febbraio 2020 ha  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma al disegno di legge n. 698  Disposizioni in  materia
  di beni culturali e di tutela del paesaggio .

    Comunicazione di proroga di termine per l'espressione di parere

   Si  comunica  che  ai sensi dell'articolo 70  bis,  comma  2,  del
  Regolamento  interno è stato prorogato di dieci giorni  il  termine
  previsto  per  l'espressione del parere n. 80/II-UE   FSC2014/2020.
  Patto  per  lo  sviluppo della Regione siciliana.  Riprogrammazione
  delle risorse della deliberazione della Giunta regionale n. 3 del 3
  gennaio  2019  - Allegato B - Area tematica 4  Turismo,  cultura  e
  valorizzazione    risorse   naturali',   Tema    prioritario    4.2
   Valorizzazione  del patrimonio culturale' - Intervento  strategico
   Interventi sui siti culturali ed archeologici .