Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.16
ZITO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il Governo non è presente
in Aula, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 17.02)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Barbagallo, Gennuso, Papale, Schillaci,
Mangiacavallo, Fava, cioè l'opposizione, Lentini e Lo Giudice.
L'Assemblea ne prende atto.
per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento
Discussione del documento di Economia e Finanza regionale (DEFR)
per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione del Documento di economia e finanza regionale (DEFR)
per gli anni 2020-2022 e della relativa nota di aggiornamento.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Armao per svolgere la relazione
sul DEFR.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente. Sul
Documento di economia e finanza che viene all'esame
dell'eccellentissimo Parlamento ha avuto riguardo al nuovo ciclo di
bilancio che riguarda il 2022.
Il Documento di economia e finanza quest'anno si articola in due
documenti: un documento di economia e finanza, che è stato
presentato e approvato in termini dalla Giunta e poi sottoposto
all'esame dell'Assemblea. Tuttavia, come è noto, gli andamenti
assai variegati della congiuntura economica, impongono regolarmente
a settembre di mettere mano alla cosiddetta nota di aggiornamento
al Documento di economia e finanza. Cosa che il Governo nazionale
quest'anno ha fatto, tenendo conto che nel frattempo, tra il
Documento di economia e finanza e la nota di aggiornamento, è
cambiata la compagine governativa. E, quindi, il Documento di
economia e finanza, che era stato approvato dal Governo precedente,
ha subito nella nota di aggiornamento un mutamento assai
consistente, non solo in ordine alle previsioni economiche che sono
state riviste al ribasso - anche in relazione agli andamenti della
congiuntura economica che vede, purtroppo, in una situazione di
sostanziale stagnazione l'economia italiana, ed in una situazione
di appesantimento economico la parte del Paese che sta nel
Mezzogiorno che, come è noto, è in sostanziale recessione da tempo
a causa del divario che assume connotati sempre più pesanti, a
seguito dell'approvazione della nota di aggiornamento da parte del
Governo Conte 2, il Governo regionale ha approvato la nota di
aggiornamento propria, che è stata approvata dalla Giunta il 5
novembre 2019, sostanzialmente rispettando il termine di trenta
giorni previsto dal decreto legislativo n. 118, che impone al
Governo regionale di approvare la propria nota di aggiornamento
entro i trenta giorni dalla nota di aggiornamento approvata dal
Governo nazionale.
Il dato che emerge è un dato di sostanziale peggioramento
dell'economia nazionale e, conseguentemente, di peggioramento
dell'economia regionale.
Sul piano delle previsioni, la nota di aggiornamento approvata dal
Governo regionale, e poi sottoposta all'esame dell'Assemblea,
prevede un PIL a prezzi costanti, quindi tendenziale, di 0,1% nel
2020, 0,6% nel 2021, 0,6% nel 2022, mentre, con riguardo al
programmatico, abbiamo uno 0,6% per il 2020, uno 0,8% per il 2021,
uno 0,9% per il 2022.
Io vorrei riprendere alcune delle considerazioni che sono state
svolte anche dalla Corte dei Conti in sede di audizione presso la
Commissione Bilancio, che sottolineavano come, a dire dell'esame
che ne veniva fatto, queste previsioni fossero ottimistiche, ma si
tratta di previsioni di ottobre scorso e, inevitabilmente, non
potevano che essere fatte a ottobre per rispettare il termine di
trenta giorni previsto dalla legge.
Quindi, il Governo ha preferito, piuttosto che portare avanti un
documento che avrebbe magari rispettato l'andamento effettivo
dell'economia, rispettare il vincolo di legge che ha imposto un
documento di economia e finanza attraverso la nota di aggiornamento
nei trenta giorni dal documento approvato dal Governo nazionale, e
poi dal Parlamento nazionale.
È chiaro che oggi questi dati, alla luce, o meglio, a seguito
delle drammatiche, per alcuni versi drammatiche, vicende che
connotano la congiuntura di queste settimane, hanno degli effetti
di mutazione profonda.
Gli istituti economici più attenti, a partire dalla Banca
d'Italia, prevedono un effetto del cosiddetto Coronavirus o Covid-
19 che va da -0,4%, la più pessimistica delle previsioni, a -0,2%
per lo Stato. Questo determinerebbe inevitabilmente un effetto di
trascinamento negativo per il nostro sistema economico meridionale,
ma soprattutto per la Sicilia.
Su questo punto non posso, e non possiamo, non evidenziare come su
questi dati hanno un effetto deprimente le condizioni nella quale
si trova il nostro Mezzogiorno e la nostra Sicilia che, alla luce
dei dati che emergono, non da un'analisi di un istituto partigiano
o di una segreteria politica, ma alla luce dei conti che sono
indicati appunto nei conti pubblici territoriali, che è un sistema
nazionale elaborato dal Ministero dell'Economia, che analizza
l'andamento della spesa pubblica nel nostro Mezzogiorno, bene, i
dati sono assai preoccupanti perché, alla luce di questi dati, ci
troviamo di fronte ad una sottrazione sistematica di circa 64
miliardi di euro l'anno al Mezzogiorno.
Se aggiungiamo a questo i cosiddetti costi dell'insularità, costi
per i quali la Giunta regionale ha già provveduto a dare formale
incarico al Dipartimento della programmazione per arrivare ad una
effettiva quantificazione, perché dobbiamo sapere quanto pagano i
siciliani per la insularità, qual è il costo nascosto, non
evidente, questa tassa occulta che c'è sulla Sicilia per
l'insularità. Noi prevediamo tra i 4 e i 5 miliardi di euro l'anno
che, aggiunti alla porzione dei sessantaquattro che vengono
sistematicamente meno alla quota che viene meno alla Sicilia, alla
quota di sessantaquattro miliardi, porta a numeri assai
preoccupanti che sono stati oggetto anche di comunicazione al
Ministero dell'economia, e sono oggetto di un confronto che,
certamente, dovrà evidenziare gli strumenti attraverso i quali il
Governo nazionale intende far fronte.
E' noto che è stato presentato un piano per il Sud che avrebbe
ipotizzato cento miliardi nei prossimi anni, in parte utilizzando
risorse già esistenti, in parte prevedendo il prolungamento di
alcune misure anticicliche che dovrebbero favorire il Mezzogiorno.
E' necessario, però, aprire un tavolo di negoziato con il Governo
nazionale, come quello che abbiamo già aperto sul piano degli
equilibri di finanza pubblica, per arrivare a quantificare
esattamente quanto è dovuto ai siciliani e quanto è dovuto alla
Sicilia come risorse che sono in atto sottratte alla disponibilità
e che pur maturano nel nostro Sud.
Sul punto, soccorre anche quanto precisa la Corte costituzionale,
nel senso che la Corte costituzionale ha più volte detto che il
contributo al risanamento della finanza pubblica, che è stato
determinato in modo variegato nel tempo, nel 2012 era seicento
milioni, poi è progressivamente cresciuto sino ad arrivare nel 2018
ad un miliardo trecentoquaranta milioni di euro, ai quali va
aggiunto l'importo del cosiddetto split payment , che è stato
forfettariamente determinato dallo Stato quando ha assegnato una
quota, una compartecipazione all'Iva della Regione in
duecentottantaquattro milioni, quindi, sostanzialmente, quello che
la Sicilia versa allo Stato al netto delle somme che mancano, delle
risorse che non vengono investite, di cui vi ho detto e che sono
acclarate dai conti pubblici territoriali, bene, abbiamo un
versamento annuo nel 2018 di oltre un miliardo e seicento milioni
di euro. Una cifra enorme che viene presa dalle risorse disponibili
del nostro bilancio.
La Corte costituzionale sul punto, e con tante sentenze, anche
recenti, ha chiarito in modo inequivoco che l'assegnazione delle
funzioni ad una Regione non può essere vincolata nell'esercizio di
queste funzioni all'assegnazione di risorse incerte, avuto riguardo
all'assegnazione delle funzioni che vengono conferite alle Regioni,
queste devono avere risorse certe per farvi fronte.
Non è pensabile che, se come avviene negli ultimi anni, il gettito
cala rispetto alle previsioni si possano esercitare le funzioni in
modo rapsodico, chiudendo le soprintendenze un giorno sì ed un
giorno no, oppure non aprendo per un mese i provveditorati e le
opere pubbliche, o non aprendo per un mese i geni civili, o non
aprendo per un mese gli uffici del lavoro o gli uffici della
motorizzazione.
Lo Stato deve riconoscere la Sicilia per lo svolgimento delle
funzioni assegnate, risorse che non possono subire una
compressione, anche nel caso di minori entrate, perché se le
funzioni sono assegnate, quelle funzioni devono essere remunerate
in termini di personale, in termini di risorse umane, risorse
strumentali e risorse finanziarie.
Vi è, poi, un altro elemento che è molto importante, e qui mi
rivolgo ai componenti della Commissione Bilancio che hanno
ascoltato dalla stessa Corte dei conti questi passaggi. Bene, cosa
ci dice la Corte dei conti? Vorrei richiamarli testualmente perché
si tratta di due principi molto importanti che incidono
direttamente sugli effetti della nostra finanza pubblica.
Per quanto riguarda la cosiddetta compartecipazione, la Corte dei
conti ci dice, in sede di parifica che: Va escluso che i decimi
individuati per il calcolo dell'imposta spettante alla Regione
siano sufficienti ad assicurare un livello di entrate idoneo a
sostenere l'espletamento di tutte le funzioni esercitate in virtù
dell'autonomia speciale , quindi, è la stessa Corte dei conti, in
sede di parifica, che ritiene non sufficienti le risorse che
l'attuale compartecipazione all'Iva ed all'Irpef, ai tributi
nazionali assegnata dalle norme di attuazione danno alla Sicilia,
specie in considerazione dell'entità del concorso alla finanza
pubblica di cui si è detto, cioè il mix tra la compartecipazione
rigida alle entrate e il peso derivante dal contributo al
risanamento della finanza pubblica. Bene, questo mix micidiale fa
sì che non si ritengano, da parte della stessa Corte dei conti,
sufficienti le risorse per far fronte ai servizi che la Regione
deve svolgere, le funzioni che la Regione ha avuto assegnate dalle
norme di attuazione.
La completa attuazione dello Statuto siciliano dice La Corte dei
conti è un tema ancora aperto , dopodiché gli stessi giudici
contabili cosa affermano: Nell'ambito delle risorse complessive
pari a 20 miliardi 352 mila, comprese le partite di giro, se si
escludono le entrate specificatamente destinate alla sanità pari a
7,3 miliardi dei rimanenti 12,9 miliardi, altri 2 miliardi circa
sono assorbiti per assicurare i LEA della sanità, cosicché
residuano per tutte le altre funzioni appena 10 miliardi che, con
tutta evidenza, non appaiono per nulla sufficienti a fornire
copertura finanziaria al complesso quadro degli oneri di spesa
rigidi, né consentono manovre di politica fiscale ed economica
finalizzata al rilancio del settore delle attività produttive .
E' la Corte dei conti stessa che, in sede di parifica attesta
l'insufficienza delle risorse assegnate alla Sicilia, e questo è un
elemento inequivocabile, pensando che la parifica è stata
presieduta dallo stesso Presidente della Corte dei conti.
Un elemento ulteriore è quello della conoscenza dell'effettivo
gettito: bene, qui ci troviamo di fronte a due soci che gestiscono
una società insieme, la nostra società siciliana, dove uno dei due
che ha la cassa, comunica all'altro socio quanto è l'importo.
Questo è un dato assolutamente inaccettabile, poiché è lo Stato
che ci comunica ogni anno quanto è la debenza dello Stato nei
confronti della Sicilia, senza che noi possiamo in alcun modo
controllare l'effettività dei dati.
E su questo, e vado alla conclusione, la stessa Corte dei conti,
dopo un'elaborazione - e noi siamo arrivati parimenti ad analoga
conclusione - sottolinea che la quantificazione del gettito
complessivo dello Stato sulla scorta del quale noi percepiamo una
quota parte attraverso il meccanismo della compartecipazione, è
stata ancorata ai dati finanziari relative alle stime, all'acconto
e al conguaglio Irpef ed Iva comunicati dal MEF.
Noi non abbiamo allo stato - e questo chiediamo al MEF - alcun
controllo sulla quantificazione che lo stesso MEF fa del montante
dell'Iva e dell'Irpef, sicché noi riceviamo pedissequamente, e non
possiamo far altro non avendo l'accertamento ma soltanto la fase
della riscossione di pertinenza regionale, non possiamo che
prendere atto della quantificazione che fa il MEF.
Tuttavia, dice la Corte - vado veramente alla conclusione - non
può sottacersi che la mancata conoscenza di informazioni aggiornate
in ordine alle suddette stime di gettito a livello nazionale,
unitamente al sistema conti-conguagli, determinano uno sfasamento
temporaneo nell'attribuzione del gettito reale dell'esercizio
finanziario, con nota di una certa approssimazione i dati
previsionali dell'entrata del Titolo I e ciò trova conferma
nell'esposizione dell'andamento delle stesse e dal quadro elaborato
dal Documento di economia e finanze che oggi sottoponiamo
all'Assemblea.
Quindi, troverete nel DEFR, nella nota di aggiornamento, questi
elementi che non sono elementi di aggressione nei confronti dello
Stato, ma sono elementi di forte critica.
Occorre concludere l'accordo di finanza pubblica, la Sicilia è
rimasta l'unica regione speciale - e questo è inaccettabile - a non
aver concluso un accordo di finanza pubblica generale.
La Regione siciliana aveva preteso e convenuto dallo Stato un
accordo che consentiva, nel settembre del 2019, di avere le nuove
norme di attuazione in materia finanziaria che risalgono al 1965.
Ebbene, il negoziato è stato ovviamente allungato, anche
inframmezzato dalla crisi di Governo nazionale che ancora oggi lo
Stato non riesce a darle alla Sicilia.
Quindi, questo è il quadro, un quadro complesso, ma un quadro nel
quale occorre far presto negli accordi con lo Stato, occorre far
presto nella conclusione di un negoziato che abbiamo condotto con
determinazione, ma che è necessario concludere al più presto.
In questo del contesto del Documento economia e finanza che viene
presentato all'Assemblea sulla gestione consolidata del bilancio
2018, la relazione è esaustiva, e quindi a questa mi rifaccio.
Grazie. Presidente.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Galvagno e Pellegrino.
L'Assemblea ne prende atto.
Seguito della discussione del documento di Economia e Finanza
regionale (DEFR)
per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento
SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, abbiamo preparato un documento, quindi una relazione di
quello che è successo nell'ultimo periodo.
Il Documento di economia e finanza per gli anni 2000-2022 è stato
approvato dalla Giunta regionale nella seduta n. 248 del 2 luglio
2019 e successivamente al 5 novembre 2019.
Il Documento di economia e finanza rappresenta, nel quadro
normativo vigente, il principale strumento di programmazione,
descrive gli scenari economico-finanziari. Come è nota la
definizione degli atti relativi al ciclo del bilancio 2019 soltanto
in prossimità della chiusura dell'esercizio finanziario non ha
permesso al Parlamento di esaminare lo strumento di programmazione,
presentato dal Governo nel rispetto dei tempi previsti dalla legge,
fra cui le risultanze è, tuttavia, necessario rivedere con
specifico riguardo alla costruzione del quadro tendenziale di
finanza pubblica e di definizione dei conseguenti obiettivi e
misure da perseguire.
In questa sede giova soltanto richiamare il decreto legislativo n.
158 del 2019 recante norme di attuazione in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili - nel consentire il ripiano
del disavanzo e delle quote di disavanzo non recuperate, relative
al rendiconto 2018 entro il limite massimo di 10 anni - ha previsto
specifici impegni di rientro che devano garantire la riduzione
strutturale della spesa corrente, già con effetti a decorrere
dall'esercizio finanziario 2020 e appositi interventi di riforma
per raggiungere tale obiettivo.
Il Documento, con la relativa Nota di aggiornamento, è stato
assegnato il 10 gennaio 2020 e le altre Commissioni permanenti
hanno espresso, per le parte di competenza, il relativo parere. Si
segnala che la V Commissione ha espresso parere contrario, mentre
la VI Commissione ha formulato talune proposte relative al
potenziamento della funzione di acquisto centralizzato di beni e
servizi.
Il Documento si compone di tre parti:
-nella prima parte viene definito lo scenario macroeconomico in
relazione al profilo atteso della spesa dei fondi strutturali. come
spiegava l'assessore;
-la seconda parte sono declinate le politiche della Regione;
-nella terza si procede all'analisi della situazione finanziaria
della Regione.
Degna di nota è, altresì, rilevante sulla base degli indicatori di
benessere equo e sostenibile (BES), dello stato della società
condotta nell'ultima parte del documento.
Le stime aggiornate contenute sono quelle che ha spiegato
l'assessore.
Si segnala che le elaborazioni delle previsioni di crescita
contenute nel DEFR sulla base dei dati ed informazioni disponibili
a giugno 2019, sono già state riviste in diminuzione nella Nota di
aggiornamento e, comprensibile, subiranno una ulteriore diminuzione
in considerazione del mutato contesto economico di inizio 2020,
come già segnalato dall'Ufficio parlamentare del Bilancio e dai
principali Istituti di ricerca.
Tali dati condizionano evidentemente le previsioni iniziali
sull'andamento delle entrate, determinando una situazione di
sofferenza dei conti regionali, che si aggiunge a quella
strutturale, come testimoniato dalle più recenti analisi
sull'andamento della spesa pubblica territorializzata.
Nella consapevolezza dell'importanza del principio della
programmazione, l'esame in Commissione Bilancio è stato
caratterizzato da un ciclo di audizioni volto ad acquisire gli
opportuni elementi informativi
PRESIDENTE. Onorevole Turano, lei non è ancora assessore? Si venga
a sedere al suo posto Grazie.
SAVONA, presidente della II Commissione e relatore. E' stata
richiesta, nel solco dei rapporti di reciproca collaborazione tra
Assemblea e organo ausiliario di controllo, l'audizione dei
competenti organi della Corte dei Conti, è stata richiesta la
partecipazione delle principali organizzazioni rappresentative
delle categorie produttive e delle parti sociali. Con riferimento
agli indirizzi alle società partecipate, sono stati ascoltati i
vertici delle principali società.
Sulla costruzione del quadro tendenziale della finanza pubblica,
l'audizione della Corte dei Conti ha consentito di esaminare
l'andamento nel tempo delle principali categorie di entrate, ed in
particolare: le entrate tributarie, che costituiscono circa il 75%
delle entrate correnti, e le entrate in conto capitale.
E' stato tra l'altro segnalato che, per l'individuazione di una
completa definizione dei rapporti finanziari Stato-Regione, in
ottica di reale leale collaborazione, è ormai necessario che la
Regione disponga di strumenti più efficaci e aggiornati per il
monitoraggio dell'andamento dei principali tributi. Ulteriori
elementi di riflessione dei giudici contabili hanno riguardato gli
aspetti relativi alla spesa, con particolare riferimento alla
spesa, con particolare riferimento alla spesa in conto capitale e a
quella per il personale, oltre che le assegnazioni finanziarie per
gli enti locali.
Dal confronto con le principali categorie produttive, si è
ricavata, invece, una indicazione per il concreto avvio di
importanti interventi di riforma, quali l'IRCA e le ZES, e per lo
snellimento di procedure in materia di utilizzo dei fondi
extraregionali.
Con riferimento, da ultimo, agli indirizzi nei confronti delle
società partecipate, la Commissione ha, da un lato, preso atto
delle indicazioni contenute nel piano di revisione approvato dalla
Giunta regionale e chiesto, tuttavia, di intervenire in ordine ai
seguenti aspetti: riconsiderare l'obiettivo di riduzione della
spesa del 5% annuo, con particolare riferimento a particolari
settori di operatività delle partecipate; assicurare il più
efficiente utilizzo del personale dipendente delle società
partecipate, al fine di garantire il pieno recupero delle
professionalità acquisite, con specifico riguardo ai settori
dell'assistenza tecnica e della progettazione, anche attraverso
l'utilizzo di meccanismi di mobilità; concentrare costi e tempi
della gestione delle liquidazioni in corso.
In conclusione, sulla base degli elementi emersi nel corso
dell'esame del Documento di programmazione, si ritiene ormai
indispensabile la definizione di una nuova e condivisa politica
delle entrate che assicuri, con il contributo di ciascuno, del
Governo, del Parlamento - ma anche del Governo nazionale - uno
stabile quadro per il finanziamento delle funzioni di spettanza
regionale.
In questa prospettiva è necessario che il Governo renda partecipe
il Parlamento delle prospettive di rinegoziazione degli accordi in
materia di finanza pubblico con lo Stato.
PRESIDENTE. Grazie, Presidente Savona.
FIGUCCIA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente, lei
si era allontanato facendo un passaggio di consegna all'altro
Presidente pro tempore e, nel frattempo, avevamo presentato un
ordine del giorno per la costituzione di una Commissione speciale
che è molto coerente alla relazione fatta dal vicepresidente Armao
e dal Presidente della Commissione Bilancio . Nella misura in cui,
effettivamente, in questa relazione si intravedono tutta una serie
di misure che, dalle zone ad economia speciale, alle zone franche
montane, di cui anche lei si è fatto portatore di una sana ed
importante battaglia, per andare incontro a questo fenomeno che
stiamo vivendo in questa fase storica legato al coronavirus, ma in
modo particolare ai controlli delle merci nel settore agro-
alimentare.
Ovviamente, il nostro Territorio vive un sistema che richiede
controlli, certificazioni, trasparenza nella produzione delle merci
e, attraverso quell'ordine del giorno, chiedevamo come Gruppo, la
costituzione di questa Commissione. E' una cosa che ci chiedono gli
agricoltori, abbiamo presentato agli Uffici e quindi chiediamo se
potesse essere messo in votazione insieme al documento che,
ovviamente, non possiamo che apprezzare. Grazie.
PRESIDENTE. E' il secondo ordine del giorno perché c'è anche
quello che aveva presentato ieri l'onorevole Galvagno, per cui alla
fine della votazione su questo, votiamo i due ordini del giorno.
SUNSERI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, il
quadro che vien fuori dal DEFR, presentato dalla Commissione
Bilancio , analizzato e ascoltato anche dalla Corte dei conti, e
oggi anche il parere della Commissione bilancio, non è sicuramente
dei migliori.
Io mi sono appuntato alcuni dei punti più importanti che vengono
fuori un po' dall'analisi del testo, e possiamo analizzare intanto,
come purtroppo spesso accade, una assenza degli investimenti ed una
massiccia presenza delle sole spese correnti. Questo, oltre ad
essere evidente nel bilancio e nel DEFR, lo abbiamo anche sulla
condizione attuale della spesa dei fondi comunitari.
Lei sa benissimo, Presidente, che purtroppo la nostra Regione,
seppur ha raggiunto con enormi difficoltà, e con l'inserimento di
grandi progetti provenienti da altre programmazioni e da altri
fondi di investimento, che vengono inseriti solamente nell'ultimo
momento nel FESR per raggiungere il target di fine anno, non ci
permette comunque di avere un'analisi concreta dell'investimento
che avviene tramite fondi comunitari, e quello che è invece
l'innalzamento eventuale di tal PIL.
Nel DEFR, l'unica nota positiva, per fortuna, del buon Governo
nazionale ma, come dire, anche per la Sicilia, è il fatto che la
misura del reddito di cittadinanza ha sicuramente dato e
contribuito a un forte miglioramento delle condizioni socio-
economico della Regione. Le previsione, così come già annunciato
dal Presidente della Commissione Bilancio, sono, come dire, un po'
troppo ottimistiche, e mi auguro che il messaggio che oggi ho
sicuramente compreso male, non si dica che oggi sono invece
negative per colpa del coronavirus o delle ultime, come dire,
problemi che sono evidenziati nelle ultime settimane, perché è
evidente che lo stato economico della Regione non dipende dalle
ultime settimane, ma il DEFR è stato stilato a settembre-ottobre
quindi nulla a che vedere con quello che è stato affermato ma, una
delle cose che mi ha colpito particolarmente è la spesa del
personale delle partecipate.
Sulla spesa del personale delle partecipate non abbiamo mai avuto
un quadro chiaro. Ieri la collega, vicepresidente onorevole Foti, è
intervenuta sul Bilancio consolidato 2018, dove su 154 enti
controllati, messi in liquidazione, partecipati dalla Regione,
solamente una quarantina, meno di cinquanta, hanno presentato i
bilanci alla Regione e questo cosa comporta? Comporta che ci sono
società, gliene elenco una Presidente, anzi vicepresidente Armao,
la società interporti, una società che è in perdita costante,
continua da diversi anni; una società che più volte ha avuto brutte
audizioni in Commissione antimafia, una società che è stata
ricapitalizzata da questo Presidente della Regione, ed è una
società che quest'anno continua a fare contratti a dei studenti,
tirocinanti, non lo so, dove si continua a spendere sul personale.
Questa società ha uno scopo, uno e uno solo, realizzare
l'interporto di Termini Imerese, mai messa una pietra negli ultimi
vent'anni, e l'interporto di Catania. Ora, voi mi dovete spiegare
come è possibile che si viene a scoprire che questi continuano a
fare assunzioni con stage e sul controllo delle società
partecipate, le faccio un esempio, ne potrei elencare tanti altri
che continuano, come dire, a omettere il blocco delle assunzioni
grazie alle agenzie interinali.
Però vi chiediamo che il quadro sulle società partecipate, e sui
suoi dipendenti, deve essere a noi, che approviamo i bilanci di
questa Regione e il DEFR, molto ma molto più chiaro di come lo è in
questo momento. E poi, soprattutto, una cosa che a me sta molto a
cuore è l'assenza delle riforme. Purtroppo, non si fa cenno di
quello che più volte il nostro Gruppo, ma immagino anche altri
organi politici, abbiano sottolineato nei confronti della Regione.
Vi è un'assenza ed incapacità nella gestione delle società
partecipate e controllate dalla Regione. In un piano di
ottimizzazione della spesa è necessario cominciare a intravedere
degli accorpamenti, delle liquidazioni. Vi faccio un esempio, forse
il più lampante di tutti, IRSAP, cioè noi abbiamo creato l'IRSAP
perché abbiamo smontato le ASI, che ancora da non so quanti anni
sono messe in liquidazione, non riusciamo a metterle in
liquidazione ma, non per ultimo, scopriamo che oggi IRSAP
addirittura con la legge regionale che abbiamo approvato lo scorso
anno, viene depauperata anche delle strade che vengono passate ai
comuni, e quindi di fatto oggi IRSAP, non si capisce qual è il
ruolo, perché non riesce a rilanciare l'impresa e l'industria nelle
aree industriali, e non controlla più neanche il territorio nel
quale si insedia, quindi chiediamo semplicemente al Governo che si
faccia carico di questi problemi, e che metta in atto una serie di
riforme necessarie a migliorare il bilancio della Regione. Grazie.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato con attenzione la relazione dell'Assessore Armao, ne
condivido la gran parte, però vorrei, anzi desidero sottolineare
l'ultima parte della conclusione del Presidente Savona, che credo
possa servire ed essere assolutamente utile per il futuro.
In conclusione, sulla base degli elementi emersi nel corso
dell'esame del documento di programmazione, si ritiene ormai
indispensabile la definizione di una nuova e condivisa politica
delle entrate che assicuri con il contributo di ciascuno del
Governo, del Parlamento ma anche del Governo nazionale, uno stabile
quadro per il finanziamento delle funzioni di spettanza regionale,
in questa prospettiva è necessario che il Governo renda partecipe
il Parlamento delle prospettive di rinegoziazione degli accordi in
materia di finanza pubblica con lo Stato.
GUCCIARDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
trattare il DEFR come una delle tante liturgie purtroppo che
quest'Aula sia abituata a trattare, invece che dare la valenza che
uno strumento di questo tipo deve necessariamente avere altrimenti
il legislatore avrebbe fatto bene ad abrogare questa norma sia per
il DEFR nazionale che per il DEFR regionale, che è il documento di
economia e finanza, e volendo sottolineare, sempre con grande
onestà intellettuale, lo sforzo che l'assessore Armao fa nel - come
dire - voler in qualche modo dare una motivazione a tutte le
insufficienze che in questo momento, motivi diversi congiunturali,
strutturali, motivi che provengono, in qualche relazione abbiamo
letto, dal 1965 la regione è con bilanci in deficit strutturali
1965 ricordo molto bene, quindi volendo cercare sempre, come dovere
di un uomo di Governo che si occupa di economia e finanza, in
particolare con il suo stile forbito e anche come dire profondo,
cercare di tamponare le falle che ci sono.
Però, e questo il Presidente della Commissione bilancio ha fatto
bene a farlo, pochi giorni fa abbiamo avuto in audizione presso
questo Parlamento, e di questo credo che il Parlamento, le
istituzioni parlamentari dovrebbero essere grate, in audizione
assessore la sezione di controllo della Corte dei Conti, che non
possiamo liquidare come mera liturgia e lo dico con grande rispetto
per chi è intervenuto, perché ognuno con il suo stile e con il
lessico che ritiene di adoperare, magari addolcendolo il più
possibile, come dire e vi ha fatto comunque riferimento, la Corte
dei Conti con molta puntualità, che mi verrebbe da rileggere,
stabilisce e individua quasi con stile pedagogico, ecco, ricordando
ciò che il legislatore individua come obiettivi del DEFR, e come le
due parti del DEFR la prima sezione e la seconda sezione.
Per volere andare al sodo, in questo DEFR con molto garbo la Corte
dei Conti appena qualche giorno fa stabilisce, dice letteralmente
che sotto il profilo metodologico il DEFR 20/22 risulta ancora ben
lontano del modello ideale tracciato dal legislatore, mancando
infatti anche quest'anno di elementi sostanziali per potere
espletare pienamente le proprie funzioni nel processo di
programmazione del bilancio, io credo che non far sorgere alcuna
preoccupazione da questa affermazione perentoria peraltro della
Corte, credo che sia un errore grave, perché chi ha avuto modo e
tempo di dare uno sguardo al disegno di legge, assessore, al
disegno di legge sul bilancio, in particolare sul bilancio, che
andremo a trattare, presidente Savona, da qui spero a poco tempo,
sta a testimoniare esattamente questo: cioè una gran confusione, un
problema di entrate, una confusione enorme tra spese ed entrate,
tra accantonamenti e tagli. C'è una gran confusione che,
evidentemente, va oltre rispetto a quelle che sono le indicazioni
che in materia dà il legislatore, in materia.
La Corte, e mi avvio alla conclusione perché non voglio abusare
del tempo che ci è concesso, dice con grande chiarezza che in
questo DEFR e nella nota di aggiornamento al DEFR, permane la
difficoltà di raccordare gli obiettivi di politica economica - che
è una cosa molto ma molto preoccupante - gli obiettivi di politica
economica definiti quantitativamente in termini di prodotto interno
lordo programmatico, alle politiche di governo regionale .
Quindi, sostanzialmente, il DEFR e la nota di aggiornamento al
DEFR non valgono a nulla dal punto di vista di quelli che sono gli
obiettivi programmatici, e poi aggiunge che non appare
adeguatamente sviluppata la seconda sezione dedicata all'analisi
sulla situazione finanziaria della Regione, che manca, di fatto,
dei quattro elementi essenziali prescritti dai principi contabili
sopra richiamati, mentre il paragrafo dedicato alla copertura del
disavanzo risulta comprensibilmente datato rispetto ai recenti
sviluppi conseguenti alla parifica del rendiconto 2018 .
Se fossero parole di un deputato di opposizione potreste,
potremmo, benissimo approfondirle e confutarle, ma è la sezione di
controllo della Corte dei Conti che all'unanimità ha deliberato
questo documento e prima ancora che esplodesse un problema che è
ovviamente di natura mondiale, quello del coronavirus.
Parliamo della nota di aggiornamento, che è del mese di ottobre,
la Corte dice che "le stime del PIL regionale programmatico viene
rideterminato nella nota di aggiornamento", correttamente
assessore, correttamente, e non c'era il coronavirus. La Corte,
però, aggiunge, allora, prima di questa crisi mondiale purtroppo -
ho finito Presidente - che si tratta di stime che la sezione
reputa ottimistiche alla luce delle serie storiche disponibili,
delle più recenti previsioni sull'economia italiana, delle
politiche pubbliche prospettate e dello scenario internazionale .
Ribadisco che tutto questo dà grande preoccupazione presidente
della Commissione Bilancio, grande preoccupazione noi l'abbiamo
riscontrata, seppur in maniera ancora non approfondita, nel disegno
di legge del bilancio.
Ma nulla, rispetto a queste osservazioni pre-coronavirus, mi
sembra che provengano da quelle che sono le relazioni che il
Governo, pur con tutta la buona volontà dell'assessore, ci sta
ponendo, e soprattutto nulla ci è stato detto in questa sede per
rassicurare il Parlamento che la sede della sovranità popolare, e
quindi per rassicurare i cittadini siciliani, sulle conseguenze
economiche che, e quindi sul prodotto interno lordo, sulla
produzione, avrà anche nella nostra Regione questo disastro che è
causato da questa infezione che sta condizionando pesantemente non
soltanto i comportamenti degli italiani, non soltanto degli
italiani, o di tutti i cittadini del mondo, ma di come la Regione
siciliana, al di là dei comunicati stampa, intende concretamente,
Presidente nei documenti finanziari - stiamo parlando del DEFR
credo Presidente - nei documenti finanziari avremmo avuto la
necessità di capire come la Regione siciliana intende proporre al
Parlamento e agli organi parlamentari il rilancio della nostra
economia alla luce di conseguenze che purtroppo ancora non siamo
probabilmente in grado di valutare esattamente nella loro gravità e
nella loro pesantezza.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Gucciardi, ma proprio per
questo le segnalavo che aveva già superato i tempi, perché tutti
questi argomenti credo che andranno trattati poi nel momento in
cui...
GUCCIARDI. Quando andranno trattati, Presidente?
PRESIDENTE. Credo che queste cose in bilancio e finanziaria sarà
giusto trattarle, oggi mi sembra difficile.
E' d'obbligo. E' un obbligo di legge, fosse per me non lo farei -
mi sembra abbastanza inutile, glielo dico con sincerità. Sto
dicendo quanto penso.
Il DEFR a livello statale già mi sembra inutile, a livello
regionale totalmente - e lo dico sinceramente per come la penso -
ma è un obbligo di legge e quindi lo passiamo.
Tant'è che - ripeto - poi si vota con un ordine del giorno e non
deve essere neanche approvato, questo ne dà l'idea più chiara.
CRACOLICI. Secondo me è inutile pure quest'Assemblea
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, questa sua restrizione mi vede costretta
ad utilizzare cinque minuti per completare un po' il ragionamento
che, seppur con i punti salienti, anche il mio collega ha provato a
proporre all'Aula.
Presidente, sono importanti anche i momenti di riflessione
soprattutto perché il DEFR, come previsto dal decreto legislativo,
è la cornice, la vera fase di programmazione di quella che dovrebbe
essere l'attività oltre il ménage quotidiano che il Governo
dovrebbe tracciare come linea e a cui il Parlamento si dovrebbe
attenere.
Solo che passano gli anni e di questi DEFR forse ci possiamo fare
dei romanzi, dei gialli o dei film horror.
Vedo che nella nota che hanno approvato sul finire dello scorso
anno e che oggi vediamo in grande ritardo portare alla presa d'atto
dell'Aula, vengono citate delle prospettive di proposte di riforme
tipo quella del commercio che poi arriverà.
Mi auguro, Presidente, che non vada a finire come le altre riforme
presentate dal Governo, nate morte prima di arrivare in
Commissione, parliamo della riforma degli IACP, ad esempio.
Un grande rullo di tamburi previsto nell'attività di
programmazione di questo Governo che ha voluto, con prepotenza, si
incardinasse il proprio testo ma che è finita a binario morto come
era facilmente prevedibile.
Per quanto riguarda questo documento, mi pare che non si tenga
conto di quelle che sono delle raccomandazioni che a più riprese
sono state date anche dalla Corte dei conti che è stata citata, a
spizzichi e bocconi, a seconda delle convenienze o dalla
prospettiva con la quale si vuole osservare e interpretare il
futuro.
Non ci sono segnali quando, ad esempio, alla raccomandazione che
ci fa la Corte dei conti, proprio sul controllo delle partecipate,
enti in liquidazione, enti strumentali, si raccomanda di attivarsi
e si auspica l'istituzione di un'apposita sezione della Corte dei
conti dove questi enti possono avere un controllo più minuzioso
dato che fanno parte del consolidato della Regione.
Lì entriamo davvero in un giardino onirico. Manteniamoci su questo
tipo di definizioni.
Si chiede alla nostra Regione - il buon senso vorrebbe - visto
anche che abbiamo una proiezione di pensionamenti importanti dove
la maggior parte delle nostre economie vanno per pagare gli
stipendi, vorrei dire che le tutele per chi non ha di che vivere le
sta cominciando a dare, finalmente in questo Paese, un Governo a
cui guardiamo con grandi speranze e che già ci dà motivo di
orgoglio.
Ci viene chiesto di riorganizzare la struttura amministrativa
della Regione per ottenere la riduzione degli uffici, evitare la
sovrapposizione delle competenze e rafforzare una gestione unitaria
dei servizi strumentali con uffici comuni.
Noi traccia non ne ravvediamo e vediamo che, a volte, su alcune
materie c'è una compresenza di più Assessori che invece di
occuparsi tanto, alla fine non se ne occupa nessuno, e abbiamo
personale pagato che pesa tantissimo e che non ci fa fare
investimenti e che ci fa sostituire la spesa dei fondi europei che
sono diventati una specie di investimento da parte della Regione -
mi auguro che dopo si possa avere un chiarimento in merito a quanto
è emerso oggi dallo scandalo sull'utilizzo dei Fondi europei - che
si punti all'informatizzazione.
A che punto siamo con l'agenda digitale? Siamo ancora la Regione
del carretto, con i fogli di carta che viaggiano avanti e indietro:
ci manca solo il piccione viaggiatore Questo significa
innovazione
E poi, quando c'è da spendere, signor Presidente io avevo già
presentato, ed era stato approvato, un ordine del giorno che
chiedeva alla Regione, veramente supplicava dato che poi in
Commissione UE e in Commissione attività produttive abbiamo avuto
una rappresentanza foltissima di Comuni che hanno presentato i
progetti esecutivi per l'efficienza energetica e la pubblica
illuminazione nei propri territori. Abbiamo 500 milioni di euro
fermi sulle territorializzate e oltre un centinaio di Comuni che
chiedono che quelle risorse siano messe a disposizione per lo
stesso medesimo fine cioè quello di migliorare, da un punto di
vista energetico, la pubblica illuminazione. Dato che questo Fondo
di riserva per i Comuni è sempre più esiguo, negli ultimi anni si è
ridotto a lumicino, i Comuni hanno enormi difficoltà. E l'energia
elettrica è una delle spese principali imputabili agli Enti locali.
Mi chiedo cosa stia aspettando questo Governo ad utilizzare le
uniche risorse disponibili. Questa è la mia considerazione.
Qualche sera, leggendo le fiabe ai miei figli, leggerò il DEFR:
forse, li farà sognare Grazie.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
intervenire alla discussione su questa nota di aggiornamento del
Documento. Il Documento di economica e finanza regionale, come c'è
scritto nella relazione, rappresenta il principale strumento di
programmazione. Io però vedo che in questa discussione, e anche lei
stesso signor Presidente, c'è una tendenza svalutativa di questo
strumento. E non capisco le ragioni atteso che, per un Governo, la
programmazione dovrebbe essere al primo posto. Ovviamente la nostra
preoccupazione, la preoccupazione di persone responsabili cui gli
elettori hanno affidato un compito, è quella di capire come
funzionano i conti di questa Regione. E la preoccupazione è stata
espressa da tanti; è stata espressa dalla Corte dei Conti, come è
stato accennato nell'intervento del collega Gucciardi; è stata
espressa dal Presidente della Commissione Bilancio, come ha detto
il collega Calderone. E onestamente leggendo il Documento, ancorché
sintetico e scarno, c'è un problema grosso che attiene non
solamente alla spesa ma anche, e soprattutto, direi io,
all'entrate. Nel frattempo la partecipata regionale che è deputata
alla riscossione dei tributi, e che quindi fornisce alla Regione
una parte significativa delle entrate, si trova in una assoluta
situazione di devozione. Infatti, è una società che, nonostante nel
resto del Paese le funzioni e i dipendenti siano stati attribuiti
all'Agenzia delle entrate, in una partecipata dell'Agenzia delle
entrate che si chiama appunto Agenzia delle entrate-riscossione, in
Sicilia nonostante ci sia una legge che preveda la messa in
liquidazione di Riscossione e la stipula di una convenzione con
l'Agenzia delle entrate per il passaggio dei dipendenti e delle
funzioni, ad oggi - per quello che mi risulta - nulla è stato fatto
mettendo a rischio le entrate della Regione. Perché la Riscossione
Sicilia in liquidazione, in questo momento, ha solamente 500
dipendenti di cui 48 quadri dirigenti. In questa situazione ha
chiuso tutti gli sportelli di riscossione, tranne quelli dei comuni
capoluogo di provincia, e non è nelle condizioni di potere
riscuotere, perché da oltre cinque anni non viene fatto nessun
investimento, né in infrastrutture, né nella formazione del
personale, ed è una materia che ha delle modifiche continue, e
soprattutto la riscossione necessita di attrezzature informatiche
di investimento in sistemi informatici di altissimo livello.
Tutto questo non è stato fatto in maniera irresponsabile, secondo
me, e mi piacerebbe sapere che cosa intende fare questo Governo per
garantire le entrate della Sicilia, perché altrimenti qui facciamo
solamente discussioni da bar, se non abbiamo la possibilità di
mettere in salvaguardia quella che è la voce principale di
bilancio, che sono proprio le entrate.
Quindi, secondo me, bisogna porre l'accento, e mi piacerebbe
ascoltare qual è il punto di vista del Governo, visto che,
nonostante le ripetute manifestazioni di protesta dei dipendenti di
Riscossione Sicilia, ha quasi tre anni dalla legge regionale che
prevedeva la messa in liquidazione della società e la stipula della
convenzione, a me pare che non ci siano novità in merito. Spero di
essere smentito. Grazie.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, debbo
dire che non era mia intenzione intervenire, ma lo spunto me lo ha
dato lei, signor Presidente, con l'affermazione che il DEFR è un
documento che non andrebbe prodotto. E debbo dire che in questo
frangente, sulla base di quello che è avvenuto negli ultimi anni,
probabilmente lei ha ragione. E spiego perché.
Perché quel documento tecnicamente dovrebbe dare la possibilità al
Governo di fare una progettualità. Ma la progettualità, da che
mondo è mondo, deve prevedere le risorse.
Ora io sono deputato dal 2012 e questo è l'ennesimo documento di
economia e finanza. Diversi assessori si sono succeduti alla guida
di questo, dell'economia regionale, e tutti hanno fatto lo stesso
errore. Sulle entrate non abbiamo fatto nulla o quasi nulla.
Perché purtroppo, e mi dispiace dirlo, ma mi dispiace veramente,
qua dentro molti hanno dimenticato di essere siciliani. Qualcuno
dovrebbe ricordarsi che questa Regione, è una Regione a Statuto
speciale. Di risorse ne potrebbe avere veramente tante.
Quindi, questo è uno dei pochissimi documenti che io ho letto en
passant, non lo ho approfondito più di tanto, perché era quasi
scontato, quasi scontato. Perché dalle mie parti si diche che
senza soldi messa non se ne canta .
Negli ultimi anni noi non abbiamo fatto praticamente nulla per
incrementare le entrate proprie che questa Regione dovrebbe avere,
entrate di spettanza statutaria. Altre Regioni a statuto ordinario
lo stanno ponendo il tema.
Noi non riusciamo, non riusciamo, nemmeno a sollevare la questione
in maniera forte. Per mancanza di supposta credibilità, o forse
perché non abbiamo il coraggio di mettere sul piatto quelle che
sono le realtà.
Quindi, io personalmente non posso fare altro che astenermi dal
votarlo, perché in questo momento è un documento inutile. E lo sarà
anche l'anno prossimo, lo sarà fra due anni, fra tre anni, perché
non faremo altro che continuare a cercare di sopravvivere.
Sopravvivere a cosa? A una Regione che è al disastro. Ma è al
disastro perché noi non riusciamo a farci dare quello che è nostro
ed altri programmano per acquisire quello che dovrebbe essere di
pertinenza della Regione.
Io ho già letto un po' i documenti finanziari; abbiamo più o meno
una quantificazione di quello che dovrebbe essere e di come si
dovrebbe ripianare, non è nemmeno tanto difficile. Poco fa ho fatto
un dato a spanne, basterebbe un punto virgola zero due di Iva in
più rispetto a quel tre e sessantaquattro che grida vendetta ed è
uno dei parametri, uno solo dei parametri. Un punto zero due ci
potrebbe permettere di mettere in equilibrio il bilancio e non è un
piacere che si farebbe alla maggioranza, all'opposizione è un
piacere che faremmo ai siciliani, cinque milioni di siciliani che
aspettano risposte e noi non riusciamo ancora a dargliele. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tancredi. E' iscritto a parlare
l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
Comunico che è iscritto a parlare l'onorevole Lupo, e poi, se non
ci sono altri interventi, mettiamo in votazione.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
cittadini. Signor Presidente, io riprendo la sua affermazione. Lei
poco fa ha detto: Questo documento è inutile . Secondo il mio
punto di vista, invece, non è inutile, è dannoso per i siciliani,
ma è dannoso per i siciliani perché lo sta facendo questo Governo
regionale perché questo documento l'ho letto così come l'ho letto
l'anno scorso e, in pratica, è un copia-incolla, null'altro, ctrl
c , ctrl v in gergo, copia ed incolla.
Forse, signor Presidente, le sue parole le hanno prese alla
lettera, le hanno anticipate e visto che pensavano che questo
documento di programmazione che potrebbe essere un documento
fondamentale per la Regione siciliana, siccome il Governo ha
pensato che poteva essere un documento inutile, allora,
direttamente ha copiato il documento dell'anno precedente.
E sa perché glielo dico che è copiato questo documento? Quindi, ci
sono sempre le stesse informazioni magari modificate di poco
perché, ad esempio, nel mio territorio il lavoro di dragaggio del
porto c'è ancora in questo documento, c'è ancora stanziata la somma
di cinque milioni e otto, ma in teoria questi cinque milioni e otto
non ci sono più. O, almeno, nel bilancio, poi, che ha presentato
questo Governo regionale, questi cinque milioni e otto sono
diminuiti perché nel frattempo sono state fatte altre operazioni,
altri sondaggi, progettazioni e questi soldi, man mano sono stati
diminuiti. Nel Documento di economia e finanza, invece, è impostato
a cinque milioni ottocentottanta mila euro.
E le dirò di più. Per l'anno 2020 il territorio di Gela si aspetta
la costruzione della darsena, addirittura, all'interno di questo
documento c'è messo che verranno stanziati trenta milioni di euro.
Quindi, oltre a quello che diceva la collega Foti per quanto
riguarda il libro dei sogni è effettivamente un documento fatto
così perché io mi auguro, auspico che effettivamente questi trenta
milioni di euro verranno investiti nel 2020 ma sappiamo benissimo
che è, come dire, un auspicio che non verrà concretizzato.
E come non parlare del discorso del piano di risanamento.
All'interno i piani di risanamento vengono realizzati per le zone
ad alto rischio ambientale nei territori Sin; in Sicilia ne abbiamo
quattro di Sin che vivono situazioni ambientali davvero difficili.
All'interno del documento si parla di aggiornamento del piano di
risanamento, ma attuiamoli questi piani di risanamento,
realizziamoli questi piani di risanamento, facciamo queste
bonifiche Perché, poi, molto spesso le bonifiche ed il risanamento
dei territori non vengono fatti perché manca la progettualità,
progettualità che non viene effettuata da parte di questo Governo
regionale e non viene realizzata né sulle zone ad alto rischio
ambientale e né in generale per tutta la Sicilia e di fatto questo
documento, signor Presidente, non è inutile, è dannoso, ma è
dannoso perché questo Governo regionale di centrodestra, che non ho
capito se è unito o meno, perché ancora questo non l'ho capito se
alla fine è il DEFR, questo documento del centrodestra unito del
Presidente Musumeci, è un documento dannoso per la Regione
siciliana perché oltre ad essere un libro dei sogni, oltre ad
essere un libro dei sogni, ma già l'abbiamo detta l'anno passato
questa cosa, oltre ad essere un libro dei sogni all'interno ci sono
informazioni non veritiere, ci sono informazioni molto spesso
errate anche degli importi.
Ed allora, a questo punto, non capisco come il Governo regionale
si giustifichi con i siciliani soprattutto, a maggior ragione, a
riguardo a quello che sta succedendo per via dell'emergenza
Coronavirus. E' proprio qui che si vede la differenza tra un
governo regionale e, mi dispiace dirlo, ma non è soltanto un
discorso di fondi, perché fuori quest'Aula ci sono tantissimi
siciliani, tantissime imprese, tantissime famiglie che mandano
avanti la propria famiglia e la propria impresa con scarsissimi
fondi e lo fanno egregiamente.
Questo Governo regionale, ahimè, non programma e non riesce a dare
risposte concrete ai siciliani. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il Partito
Democratico voterà contro questo Documento di economia e finanza
perché più che un libro dei sogni è un libro di incubi, mi
guarderei bene dal leggerlo la sera a mia figlia, perché è un
documento che non avanza alcuna proposta per affrontare i gravi
problemi di natura economica e sociale che la Sicilia sta vivendo,
aggravati peraltro dall'effetto del Coronavirus che sta
ulteriormente creando condizioni di svantaggio, in particolare per
gli operatori turistici.
Leggo con sgomento - mi consento una parentesi, spero di ricevere
una smentita da parte del Governo - che il Governo della Regione
avrebbe addirittura individuato una caserma, credo la Caserma Botta
- spero non sia vero, ripeto - a Cefalù per la quarantena di chi
eventualmente dovesse averne bisogno.
Ora, individuare una caserma in pieno centro storico di Cefalù, in
prossimità ormai dell'avvio della stagione turistica, in effetti
già a prescindere dal periodo estivo il turismo anche culturale a
Cefalù è dodici mesi l'anno, abbastanza vicino alla spiaggia e in
prossimità di un accesso al centro storico della città mi sembra un
annuncio che contribuirà ulteriormente a deprimere l'economia
siciliana.
Io credo che questo Governo non ci sia più cioè, al di là del
copia e incolla citato dal collega che mi ha preceduto, non c'è una
sola proposta per lo sviluppo, per il lavoro, non c'è una
previsione adeguata di investimenti per il lavoro produttivo, c'è
un atteggiamento - che io credo che sia un errore politico di fondo
che questo Governo sta commettendo - di natura vertenziale nei
confronti del Governo nazionale.
L'Assessore Armao, sostanzialmente, ha detto che bisogna rivedere
il contributo al risanamento della finanza pubblica, ne saremmo
tutti molto felici, ma che se ciò non dovesse accadere,
sostanzialmente, non siamo più neanche in grado di approvare il
prossimo bilancio di previsione. E io credo che abbia detto
esattamente quello che pensa, perché credo che è pazzesco che
persino all'articolo 1 del nuovo bilancio di previsione, già
presentato dal Governo della Regione, ci siano accantonamenti
negativi già preventivati per 439 milioni di euro nel caso in cui
da una rinegoziazione delle intese con lo Stato la Sicilia non
dovesse averne un beneficio almeno di pari entità.
Stiamo costruendo già adesso, sulla base di questo Documento di
economia e finanza, l'ipotesi di un bilancio di previsione falso
che, ovviamente, il Partito Democratico non voterà e che non è in
linea con le normative che, peraltro, si rifanno a principi
costituzionali che prevedono semplicemente che il bilancio di
previsione si faccia a legislazione vigente. Non si può tener conto
in un bilancio di previsione di quelle che forse possono essere le
nuove entrate derivanti da una rinegoziazione con lo Stato e bene
hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto anche ad invitare il
Governo a riferire circa l'interlocuzione in atto con il Governo
nazionale, appunto, sulla rinegoziazione delle intese.
Cosa lascia pensare al Governo della Regione siciliana che da una
rinegoziazione dell'intesa con lo Stato possono derivare maggiori
entrate per le casse della Regione? Io trovo del tutto infondata
questa previsione.
Veda, Presidente, questa è una seduta importante perché si discute
del Documento di economia e finanza che incide sulla vita di 5
milioni di siciliani, ma il presupposto per fare un dibattito vero,
un dibattito serio è dire la verità, a partire dal Governo che
questo documento di economia e finanza l'ha scritto, diversamente
ha ragione lei, diventa tutta una farsa.
Allora, noi di farse non ne vogliamo fare, noi diciamo che questo
documento di economia e finanza non è corretto, non risponde al
vero, sovrastima le entrate, non presenta investimenti adeguati,
non tiene conto minimamente degli ultimi impegni sottoscritti con
il Governo nazionale e, ripeto, da un punto di vista politico il
Governo della Regione sta commettendo un errore gravissimo che è
quello di improntare in termine vertenziali e di scontro i
ragionamenti che, invece, dovrebbe affrontare con il governo della
Regione, che - voglio ricordarlo - col decreto legislativo 158 ha
consentito quello che il governo Conte 1 non aveva consentito cioè
il ripianamento decennale del disavanzo senza del quale saremmo
andati totalmente in dissesto.
Grazie, Presidente. Se è possibile, avere una risposta sulla
vicenda di Cefalù, se il Governo può rispondere.
PRESIDENTE. Però, non ci confondiamo perché dovevamo finire il
ragionamento sul bilancio. Però, prego, due minuti, Assessore, in
modo che riprendiamo l'argomento.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Anche meno di
due minuti. Leggo la dichiarazione ufficiale dell'assessore Razza
che è appena stata inoltrata alle agenzie di stampa.
La premessa è che su indicazione della Protezione Civile nazionale
l'esercito ha dato la disponibilità di alcuni siti in Sicilia per
allocare alcune aree nell'eventuale e denegato caso di quarantena.
Quindi, non si tratta, perché non può essere così, di una decisione
del Governo, si tratta di una disponibilità che l'esercito, che
ovviamente non è di competenza regionale, dà alla Regione
siciliana.
Ebbene, rispetto a questa disponibilità la nota dell'assessore
Razza recita quanto segue: Il Governo Musumeci non ha
assolutamente individuato una caserma di Cefalù come una delle due
aree di quarantena in Sicilia. L'area è stata messa a disposizione
dall'esercito in alternativa all'ospedale militare di Palermo
eventualmente come luogo di degenza e non di quarantena e, in ogni
caso, non è ancora stato deciso nulla in proposito.
Concludo dicendo che, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda
il Governo, ritengo questa disponibilità gradita ma la rimando al
mittente perché ritengo che in luoghi come quello di Cefalù, così
come in quello di Taormina piuttosto che a Scala dei Turchi, a San
Vito Lo Capo, potrei fare un lungo elenco di siti straordinari
della Sicilia, tutto dobbiamo farci tranne che zone di quarantena.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, credo che questa sua dichiarazione
avrà tranquillizzato in tanti; mentre ero qua ricevevo telefonate
da Cefalù di gente impazzita per cui potremmo risistemare tutte le
cose mandando in onda questa sua dichiarazione.
MARANO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARANO. Presidente, Governo, colleghi, mi fa piacere che il
Governo si è accorto del problema dei giovani; infatti, viene
citato qui nel DEFR, vengono anche riportati dei numeri abbastanza
devastanti tipo che i laureati residenti al sud, meno della metà,
il 47,7 per cento ha studiato e lavora nella propria ripartizione
geografica di residenza e che, per esempio, il sud perde oltre il
24 per cento dei diplomati del proprio territorio. Viene definita
questa una vera devastazione di capitale umano; e di questo,
chiaramente, si parla perché la Sicilia si sta spopolando, si sta
dimezzando. Se non abbiamo giovani qua in Sicilia non si può
parlare di futuro e quest'isola è destinata a morire completamente,
e mi fa piacere leggere che il problema si può risolvere
realizzando significativi interventi infrastrutturali favorendo lo
sviluppo delle imprese, attraendo investimenti e stimolando la
nascita di start up.
Ora, siccome sappiamo che ogni anno questo documento viene
definito sempre il libro dei sogni, vogliamo vedere cosa succederà
ora in questi prossimi mesi e anni, partendo da questo presupposto
e da queste belle parole che il Governo ha scritto su questo
documento. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
Non ci sono altri interventi, quindi possiamo votare.
Votazione dell'ordine del giorno n. 173
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 173 sul
Bilancio consolidato. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione degli ordini del giorno n. 174, n. 172, n. 175, n. 176 e
n. 177
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 174, a firma
degli onorevoli Calderone ed altri, riguardante l'approvazione del
DEFR. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI. Se lei li approva senza farci votare, è anche meglio
PRESIDENTE. Stia sereno, onorevole Cracolici, lei si agita troppo
Io so fare i conti, non so fare tanto nella vita, ma contare sì;
sono nettamente di più quelli seduti che non quelli in piedi, e non
ho contato gli Uffici.
Avete ricevuto gli ordini del giorno da votare? Sono tre. Li date,
intanto, all'Assessore Cordaro così il Governo ci dà il suo parere?
Li ha già ricevuti, onorevole Assessore?
Sono gli ordini del giorno n. 172, a firma degli onorevoli
Galvagno ed altri; il n. 175, a firma degli onorevoli Caputo,
Calderone, Gallo ed altri, che impegna il Governo a porre in essere
ogni atto di competenza per consentire la sospensione di mutui e
di finanziamenti eventualmente concessi alle imprese; il n. 177, a
firma degli onorevoli Siragusa, Campo, Damante, Cappello,
contributi e finanziamenti agevolati per le categorie economiche,
quindi, diciamo, lo stesso di quello a firma degli onorevoli
Calderone ed altri, e l'ordine del giorno n. 176, degli onorevoli
Figuccia e Lo Curto sulla Commissione d'indagine sulla sicurezza
parlamentare; è una richiesta di Commissione di tipo parlamentare,
quindi non va fatta al Presidente della Regione, lo dobbiamo
decidere noi. Va bene.
Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Grazie,
Presidente. Sull'ordine del giorno dell'onorevole Galvagno, il
parere del Governo è favorevole nella misura in cui l'ordine del
giorno, firmato dalla stragrande maggioranza dei parlamentari e dei
colleghi, porta questo Governo e quest'Aula a confrontarsi
concretamente e costruttivamente circa misure da adottare.
PRESIDENTE. Bene. Gli altri?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Su quello di
cui è primo firmatario Calderone il Governo esprime parere
favorevole alle stesse condizioni evidentemente.
PRESIDENTE. Bene. Quelli accettati dal Governo, se l'Aula è
d'accordo, li diamo per approvati. Quindi, sono tre approvati e
quello che riguarda la richiesta alla Presidenza dell'Assemblea per
quanto mi riguarda va bene, quindi li approviamo tutti e quattro se
l'Aula è d'accordo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 marzo 2020,
alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
182a SEDUTA PUBBLICA(**)
Mercoledì 18 marzo 2020 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE PER LA SALUTE IN MERITO ALL'EMERGENZA
CORONAVIRUS
(**) Su disposizione dell'Onorevole Presidente dell'Assemblea
(prot. n. 2008/SGPG del 9 marzo 2020), la seduta d'Aula, già
prevista per il 10 marzo 2020, per l'emergenza COVID-19 è stata
rinviata a mercoledì 18 marzo 2020 alle ore 16.00 e
successivamente, sempre d'ordine dell'On. Presidente, in ragione
della citata emergenza, l' ordine del giorno è stato modificato,
tanto nel contenuto che nell'orario, e diramato con e-mail del 12
marzo 2020.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio