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Resoconto d'Aula della Seduta n. 181 di mercoledì 04 marzo 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.16

   ZITO,  segretario,  dà lettura del processo verbale  della  seduta
  precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché il Governo non  è  presente
  in Aula, sospendo la seduta per trenta minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.22, è ripresa alle ore 17.02)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna,  gli  onorevoli  Barbagallo, Gennuso,  Papale,  Schillaci,
  Mangiacavallo, Fava, cioè l'opposizione, Lentini e Lo Giudice.

    L'Assemblea ne prende atto.

   per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento

   Discussione del documento di Economia e Finanza regionale (DEFR)
    per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
   Discussione  del Documento di economia e finanza regionale  (DEFR)
  per gli anni 2020-2022 e della relativa nota di aggiornamento.
   Invito  i  componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà di parlare l'Assessore Armao per svolgere la relazione
  sul DEFR.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Grazie, signor  Presidente.  Sul
  Documento    di   economia   e   finanza   che   viene    all'esame
  dell'eccellentissimo Parlamento ha avuto riguardo al nuovo ciclo di
  bilancio che riguarda il 2022.
   Il  Documento di economia e finanza quest'anno si articola in  due
  documenti:  un  documento  di  economia  e  finanza,  che  è  stato
  presentato  e  approvato in termini dalla Giunta e  poi  sottoposto
  all'esame  dell'Assemblea. Tuttavia, come  è  noto,  gli  andamenti
  assai variegati della congiuntura economica, impongono regolarmente
  a  settembre  di mettere mano alla cosiddetta nota di aggiornamento
  al  Documento di economia e finanza. Cosa che il Governo  nazionale
  quest'anno  ha  fatto,  tenendo conto che  nel  frattempo,  tra  il
  Documento  di  economia  e finanza e la nota  di  aggiornamento,  è
  cambiata  la  compagine  governativa. E, quindi,  il  Documento  di
  economia e finanza, che era stato approvato dal Governo precedente,
  ha   subito   nella  nota  di  aggiornamento  un  mutamento   assai
  consistente, non solo in ordine alle previsioni economiche che sono
  state  riviste al ribasso - anche in relazione agli andamenti della
  congiuntura  economica che vede, purtroppo, in  una  situazione  di
  sostanziale  stagnazione l'economia italiana, ed in una  situazione
  di  appesantimento  economico  la  parte  del  Paese  che  sta  nel
  Mezzogiorno che, come è noto, è in sostanziale recessione da  tempo
  a  causa  del  divario che assume connotati sempre più  pesanti,  a
  seguito dell'approvazione della nota di aggiornamento da parte  del
  Governo  Conte  2,  il Governo regionale ha approvato  la  nota  di
  aggiornamento  propria, che è stata approvata  dalla  Giunta  il  5
  novembre  2019,  sostanzialmente rispettando il termine  di  trenta
  giorni  previsto  dal decreto legislativo n.  118,  che  impone  al
  Governo  regionale  di approvare la propria nota  di  aggiornamento
  entro  i  trenta giorni dalla nota di aggiornamento  approvata  dal
  Governo nazionale.
   Il  dato  che  emerge  è  un  dato  di  sostanziale  peggioramento
  dell'economia   nazionale  e,  conseguentemente,  di  peggioramento
  dell'economia regionale.
   Sul piano delle previsioni, la nota di aggiornamento approvata dal
  Governo  regionale,  e  poi  sottoposta  all'esame  dell'Assemblea,
  prevede  un PIL a prezzi costanti, quindi tendenziale, di 0,1%  nel
  2020,  0,6%  nel  2021,  0,6% nel 2022,  mentre,  con  riguardo  al
  programmatico, abbiamo uno 0,6% per il 2020, uno 0,8% per il  2021,
  uno 0,9% per il 2022.
   Io  vorrei  riprendere alcune delle considerazioni che sono  state
  svolte  anche dalla Corte dei Conti in sede di audizione presso  la
  Commissione  Bilancio, che sottolineavano come, a  dire  dell'esame
  che ne veniva fatto, queste previsioni fossero ottimistiche, ma  si
  tratta  di  previsioni  di ottobre scorso e,  inevitabilmente,  non
  potevano  che essere fatte a ottobre per rispettare il  termine  di
  trenta giorni previsto dalla legge.
   Quindi,  il Governo ha preferito, piuttosto che portare avanti  un
  documento  che  avrebbe  magari  rispettato  l'andamento  effettivo
  dell'economia,  rispettare il vincolo di legge che  ha  imposto  un
  documento di economia e finanza attraverso la nota di aggiornamento
  nei trenta giorni dal documento approvato dal Governo nazionale,  e
  poi dal Parlamento nazionale.
   È  chiaro  che  oggi questi dati, alla luce, o meglio,  a  seguito
  delle  drammatiche,  per  alcuni  versi  drammatiche,  vicende  che
  connotano  la congiuntura di queste settimane, hanno degli  effetti
  di mutazione profonda.
   Gli   istituti  economici  più  attenti,  a  partire  dalla  Banca
  d'Italia, prevedono un effetto del cosiddetto  Coronavirus  o Covid-
  19  che va da -0,4%, la più pessimistica delle previsioni, a  -0,2%
  per  lo Stato. Questo determinerebbe inevitabilmente un effetto  di
  trascinamento negativo per il nostro sistema economico meridionale,
  ma soprattutto per la Sicilia.
   Su questo punto non posso, e non possiamo, non evidenziare come su
  questi  dati hanno un effetto deprimente le condizioni nella  quale
  si  trova il nostro Mezzogiorno e la nostra Sicilia che, alla  luce
  dei  dati che emergono, non da un'analisi di un istituto partigiano
  o  di  una  segreteria politica, ma alla luce dei  conti  che  sono
  indicati appunto nei conti pubblici territoriali, che è un  sistema
  nazionale  elaborato  dal  Ministero  dell'Economia,  che  analizza
  l'andamento  della spesa pubblica nel nostro Mezzogiorno,  bene,  i
  dati  sono assai preoccupanti perché, alla luce di questi dati,  ci
  troviamo  di  fronte  ad una sottrazione sistematica  di  circa  64
  miliardi di euro l'anno al Mezzogiorno.
   Se  aggiungiamo a questo i cosiddetti costi dell'insularità, costi
  per  i  quali la Giunta regionale ha già provveduto a dare  formale
  incarico al Dipartimento della programmazione per arrivare  ad  una
  effettiva quantificazione, perché dobbiamo sapere quanto  pagano  i
  siciliani  per  la  insularità,  qual  è  il  costo  nascosto,  non
  evidente,   questa  tassa  occulta  che  c'è  sulla   Sicilia   per
  l'insularità. Noi prevediamo tra i 4 e i 5 miliardi di euro  l'anno
  che,   aggiunti  alla  porzione  dei  sessantaquattro  che  vengono
  sistematicamente meno alla quota che viene meno alla Sicilia,  alla
  quota   di   sessantaquattro  miliardi,  porta   a   numeri   assai
  preoccupanti  che  sono  stati oggetto anche  di  comunicazione  al
  Ministero  dell'economia,  e  sono oggetto  di  un  confronto  che,
  certamente, dovrà evidenziare gli strumenti attraverso i  quali  il
  Governo nazionale intende far fronte.
   E'  noto  che  è stato presentato un piano per il Sud che  avrebbe
  ipotizzato  cento miliardi nei prossimi anni, in parte  utilizzando
  risorse  già  esistenti, in parte prevedendo  il  prolungamento  di
  alcune  misure anticicliche che dovrebbero favorire il Mezzogiorno.
  E'  necessario, però, aprire un tavolo di negoziato con il  Governo
  nazionale,  come  quello  che abbiamo già aperto  sul  piano  degli
  equilibri   di   finanza  pubblica,  per  arrivare  a  quantificare
  esattamente  quanto è dovuto ai siciliani e quanto  è  dovuto  alla
  Sicilia  come risorse che sono in atto sottratte alla disponibilità
  e che pur maturano nel nostro Sud.
   Sul  punto, soccorre anche quanto precisa la Corte costituzionale,
  nel  senso  che la Corte costituzionale ha più volte detto  che  il
  contributo  al  risanamento della finanza  pubblica,  che  è  stato
  determinato  in  modo variegato nel tempo, nel  2012  era  seicento
  milioni, poi è progressivamente cresciuto sino ad arrivare nel 2018
  ad  un  miliardo  trecentoquaranta milioni di  euro,  ai  quali  va
  aggiunto  l'importo  del cosiddetto  split payment ,  che  è  stato
  forfettariamente  determinato dallo Stato quando ha  assegnato  una
  quota,    una   compartecipazione   all'Iva   della   Regione    in
  duecentottantaquattro milioni, quindi, sostanzialmente, quello  che
  la Sicilia versa allo Stato al netto delle somme che mancano, delle
  risorse  che non vengono investite, di cui vi ho detto e  che  sono
  acclarate  dai  conti  pubblici  territoriali,  bene,  abbiamo   un
  versamento  annuo nel 2018 di oltre un miliardo e seicento  milioni
  di euro. Una cifra enorme che viene presa dalle risorse disponibili
  del nostro bilancio.
   La  Corte  costituzionale sul punto, e con tante  sentenze,  anche
  recenti,  ha  chiarito in modo inequivoco che l'assegnazione  delle
  funzioni ad una Regione non può essere vincolata nell'esercizio  di
  queste funzioni all'assegnazione di risorse incerte, avuto riguardo
  all'assegnazione delle funzioni che vengono conferite alle Regioni,
  queste devono avere risorse certe per farvi fronte.
   Non è pensabile che, se come avviene negli ultimi anni, il gettito
  cala rispetto alle previsioni si possano esercitare le funzioni  in
  modo  rapsodico,  chiudendo le soprintendenze un giorno  sì  ed  un
  giorno  no,  oppure non aprendo per un mese i provveditorati  e  le
  opere  pubbliche, o non aprendo per un mese i geni  civili,  o  non
  aprendo  per  un  mese gli uffici del lavoro  o  gli  uffici  della
  motorizzazione.
   Lo  Stato  deve  riconoscere la Sicilia per lo  svolgimento  delle
  funzioni   assegnate,   risorse  che   non   possono   subire   una
  compressione,  anche  nel  caso di minori  entrate,  perché  se  le
  funzioni  sono assegnate, quelle funzioni devono essere  remunerate
  in  termini  di  personale, in termini di  risorse  umane,  risorse
  strumentali e risorse finanziarie.
   Vi  è,  poi, un altro elemento che è molto importante,  e  qui  mi
  rivolgo   ai  componenti  della  Commissione  Bilancio  che   hanno
  ascoltato dalla stessa Corte dei conti questi passaggi. Bene,  cosa
  ci  dice la Corte dei conti? Vorrei richiamarli testualmente perché
  si   tratta   di   due  principi  molto  importanti  che   incidono
  direttamente sugli effetti della nostra finanza pubblica.
   Per  quanto riguarda la cosiddetta compartecipazione, la Corte dei
  conti  ci  dice, in sede di parifica che:  Va escluso che i  decimi
  individuati  per  il  calcolo dell'imposta spettante  alla  Regione
  siano  sufficienti  ad assicurare un livello di  entrate  idoneo  a
  sostenere l'espletamento di tutte le funzioni esercitate  in  virtù
  dell'autonomia speciale , quindi, è la stessa Corte dei  conti,  in
  sede  di  parifica,  che  ritiene non sufficienti  le  risorse  che
  l'attuale  compartecipazione  all'Iva  ed  all'Irpef,  ai   tributi
  nazionali  assegnata dalle norme di attuazione danno alla  Sicilia,
  specie  in  considerazione dell'entità del  concorso  alla  finanza
  pubblica  di  cui  si è detto, cioè il mix tra la compartecipazione
  rigida  alle  entrate  e  il  peso  derivante  dal  contributo   al
  risanamento  della finanza pubblica. Bene, questo mix micidiale  fa
  sì  che  non  si ritengano, da parte della stessa Corte dei  conti,
  sufficienti  le  risorse per far fronte ai servizi che  la  Regione
  deve  svolgere, le funzioni che la Regione ha avuto assegnate dalle
  norme di attuazione.
   La  completa attuazione dello Statuto siciliano dice  La Corte dei
  conti  è  un  tema  ancora aperto , dopodiché  gli  stessi  giudici
  contabili  cosa  affermano:  Nell'ambito delle risorse  complessive
  pari  a  20 miliardi 352 mila, comprese le partite di giro,  se  si
  escludono le entrate specificatamente destinate alla sanità pari  a
  7,3  miliardi  dei rimanenti 12,9 miliardi, altri 2 miliardi  circa
  sono   assorbiti  per  assicurare  i  LEA  della  sanità,  cosicché
  residuano per tutte le altre funzioni appena 10 miliardi  che,  con
  tutta  evidenza,  non  appaiono per  nulla  sufficienti  a  fornire
  copertura  finanziaria al complesso quadro  degli  oneri  di  spesa
  rigidi,  né  consentono manovre di politica  fiscale  ed  economica
  finalizzata al rilancio del settore delle attività produttive .
   E'  la  Corte  dei  conti stessa che, in sede di parifica  attesta
  l'insufficienza delle risorse assegnate alla Sicilia, e questo è un
  elemento   inequivocabile,  pensando  che  la  parifica   è   stata
  presieduta dallo stesso Presidente della Corte dei conti.
   Un  elemento  ulteriore  è quello della conoscenza  dell'effettivo
  gettito:  bene, qui ci troviamo di fronte a due soci che gestiscono
  una  società insieme, la nostra società siciliana, dove uno dei due
  che ha la cassa, comunica all'altro socio quanto è l'importo.
   Questo  è  un dato assolutamente inaccettabile, poiché è lo  Stato
  che  ci  comunica  ogni anno quanto è la debenza  dello  Stato  nei
  confronti  della  Sicilia, senza che noi  possiamo  in  alcun  modo
  controllare l'effettività dei dati.
   E  su  questo, e vado alla conclusione, la stessa Corte dei conti,
  dopo  un'elaborazione - e noi siamo arrivati parimenti  ad  analoga
  conclusione  -  sottolinea  che  la  quantificazione  del   gettito
  complessivo  dello Stato sulla scorta del quale noi percepiamo  una
  quota  parte  attraverso il meccanismo della  compartecipazione,  è
  stata  ancorata ai dati finanziari relative alle stime, all'acconto
  e al conguaglio Irpef ed Iva comunicati dal MEF.
   Noi  non  abbiamo allo stato - e questo chiediamo al MEF  -  alcun
  controllo  sulla quantificazione che lo stesso MEF fa del  montante
  dell'Iva e dell'Irpef, sicché noi riceviamo pedissequamente, e  non
  possiamo  far altro non avendo l'accertamento ma soltanto  la  fase
  della  riscossione  di  pertinenza  regionale,  non  possiamo   che
  prendere atto della quantificazione che fa il MEF.
   Tuttavia,  dice la Corte - vado veramente alla conclusione  -  non
  può sottacersi che la mancata conoscenza di informazioni aggiornate
  in  ordine  alle  suddette stime di gettito  a  livello  nazionale,
  unitamente  al sistema conti-conguagli, determinano uno  sfasamento
  temporaneo   nell'attribuzione  del  gettito  reale  dell'esercizio
  finanziario,  con  nota  di  una  certa  approssimazione   i   dati
  previsionali  dell'entrata  del  Titolo  I  e  ciò  trova  conferma
  nell'esposizione dell'andamento delle stesse e dal quadro elaborato
  dal   Documento  di  economia  e  finanze  che  oggi   sottoponiamo
  all'Assemblea.
   Quindi,  troverete  nel DEFR, nella nota di aggiornamento,  questi
  elementi  che non sono elementi di aggressione nei confronti  dello
  Stato, ma sono elementi di forte critica.
   Occorre  concludere l'accordo di finanza pubblica,  la  Sicilia  è
  rimasta l'unica regione speciale - e questo è inaccettabile - a non
  aver concluso un accordo di finanza pubblica generale.
   La  Regione  siciliana aveva preteso e convenuto  dallo  Stato  un
  accordo  che consentiva, nel settembre del 2019, di avere le  nuove
  norme  di attuazione in materia finanziaria che risalgono al  1965.
  Ebbene,   il   negoziato  è  stato  ovviamente   allungato,   anche
  inframmezzato dalla crisi di Governo nazionale che ancora  oggi  lo
  Stato non riesce a darle alla Sicilia.
   Quindi, questo è il quadro, un quadro complesso, ma un quadro  nel
  quale  occorre far presto negli accordi con lo Stato,  occorre  far
  presto  nella conclusione di un negoziato che abbiamo condotto  con
  determinazione, ma che è necessario concludere al più presto.
   In  questo del contesto del Documento economia e finanza che viene
  presentato  all'Assemblea sulla gestione consolidata  del  bilancio
  2018,  la  relazione  è esaustiva, e quindi a questa  mi  rifaccio.
  Grazie. Presidente.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Galvagno e Pellegrino.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Seguito della discussione del documento di Economia e Finanza
                           regionale (DEFR)
    per gli anni 2020 - 2022 e della relativa nota di aggiornamento

   SAVONA,  presidente  della II Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVONA,  presidente  della II Commissione  e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  abbiamo preparato un documento, quindi una relazione  di
  quello che è successo nell'ultimo periodo.
   Il  Documento di economia e finanza per gli anni 2000-2022 è stato
  approvato dalla Giunta regionale nella seduta n. 248 del  2  luglio
  2019 e successivamente al 5 novembre 2019.
   Il  Documento  di  economia  e  finanza  rappresenta,  nel  quadro
  normativo  vigente,  il  principale  strumento  di  programmazione,
  descrive   gli  scenari  economico-finanziari.  Come  è   nota   la
  definizione degli atti relativi al ciclo del bilancio 2019 soltanto
  in  prossimità  della chiusura dell'esercizio  finanziario  non  ha
  permesso al Parlamento di esaminare lo strumento di programmazione,
  presentato dal Governo nel rispetto dei tempi previsti dalla legge,
  fra   cui  le  risultanze  è,  tuttavia,  necessario  rivedere  con
  specifico  riguardo  alla  costruzione del  quadro  tendenziale  di
  finanza  pubblica  e  di  definizione dei conseguenti  obiettivi  e
  misure da perseguire.
   In questa sede giova soltanto richiamare il decreto legislativo n.
  158   del   2019  recante  norme  di  attuazione  in   materia   di
  armonizzazione  dei sistemi contabili - nel consentire  il  ripiano
  del  disavanzo e delle quote di disavanzo non recuperate,  relative
  al rendiconto 2018 entro il limite massimo di 10 anni - ha previsto
  specifici  impegni  di  rientro che devano garantire  la  riduzione
  strutturale  della  spesa  corrente, già con  effetti  a  decorrere
  dall'esercizio  finanziario 2020 e appositi interventi  di  riforma
  per raggiungere tale obiettivo.
   Il  Documento,  con  la  relativa Nota di aggiornamento,  è  stato
  assegnato  il  10  gennaio 2020 e le altre  Commissioni  permanenti
  hanno espresso, per le parte di competenza, il relativo parere.  Si
  segnala  che la V Commissione ha espresso parere contrario,  mentre
  la   VI  Commissione  ha  formulato  talune  proposte  relative  al
  potenziamento della funzione di acquisto centralizzato  di  beni  e
  servizi.
   Il Documento si compone di tre parti:
   -nella  prima  parte viene definito lo scenario macroeconomico  in
      relazione al profilo atteso della spesa dei fondi strutturali. come
      spiegava l'assessore;
  -la seconda parte sono declinate le politiche della Regione;
  -nella terza si procede all'analisi della situazione finanziaria
  della Regione.
   Degna di nota è, altresì, rilevante sulla base degli indicatori di
  benessere  equo  e  sostenibile (BES), dello  stato  della  società
  condotta nell'ultima parte del documento.
   Le   stime  aggiornate  contenute  sono  quelle  che  ha  spiegato
  l'assessore.
   Si  segnala  che  le  elaborazioni delle  previsioni  di  crescita
  contenute  nel DEFR sulla base dei dati ed informazioni disponibili
  a  giugno 2019, sono già state riviste in diminuzione nella Nota di
  aggiornamento e, comprensibile, subiranno una ulteriore diminuzione
  in  considerazione del mutato contesto economico  di  inizio  2020,
  come  già  segnalato dall'Ufficio parlamentare del Bilancio  e  dai
  principali Istituti di ricerca.
   Tali   dati  condizionano  evidentemente  le  previsioni  iniziali
  sull'andamento  delle  entrate,  determinando  una  situazione   di
  sofferenza   dei  conti  regionali,  che  si  aggiunge   a   quella
  strutturale,   come   testimoniato  dalle   più   recenti   analisi
  sull'andamento della spesa pubblica territorializzata.
   Nella   consapevolezza   dell'importanza   del   principio   della
  programmazione,   l'esame   in   Commissione   Bilancio   è   stato
  caratterizzato  da  un ciclo di audizioni volto  ad  acquisire  gli
  opportuni elementi informativi

   PRESIDENTE. Onorevole Turano, lei non è ancora assessore? Si venga
  a sedere al suo posto  Grazie.

   SAVONA,  presidente  della II Commissione  e  relatore.  E'  stata
  richiesta,  nel solco dei rapporti di reciproca collaborazione  tra
  Assemblea  e  organo  ausiliario  di  controllo,  l'audizione   dei
  competenti  organi  della Corte dei Conti,  è  stata  richiesta  la
  partecipazione   delle  principali  organizzazioni  rappresentative
  delle  categorie produttive e delle parti sociali. Con  riferimento
  agli  indirizzi  alle società partecipate, sono stati  ascoltati  i
  vertici delle principali società.
   Sulla  costruzione del quadro tendenziale della finanza  pubblica,
  l'audizione  della  Corte  dei Conti  ha  consentito  di  esaminare
  l'andamento nel tempo delle principali categorie di entrate, ed  in
  particolare: le entrate tributarie, che costituiscono circa il  75%
  delle entrate correnti, e le entrate in conto capitale.
   E'  stato tra l'altro segnalato che, per l'individuazione  di  una
  completa  definizione  dei  rapporti finanziari  Stato-Regione,  in
  ottica  di  reale leale collaborazione, è ormai necessario  che  la
  Regione  disponga  di strumenti più efficaci e  aggiornati  per  il
  monitoraggio  dell'andamento  dei  principali  tributi.   Ulteriori
  elementi di riflessione dei giudici contabili hanno riguardato  gli
  aspetti  relativi  alla  spesa,  con particolare  riferimento  alla
  spesa, con particolare riferimento alla spesa in conto capitale e a
  quella per il personale, oltre che le assegnazioni finanziarie  per
  gli enti locali.
   Dal  confronto  con  le  principali  categorie  produttive,  si  è
  ricavata,  invece,  una  indicazione  per  il  concreto  avvio   di
  importanti interventi di riforma, quali l'IRCA e le ZES, e  per  lo
  snellimento  di  procedure  in  materia  di  utilizzo   dei   fondi
  extraregionali.
   Con  riferimento,  da ultimo, agli indirizzi nei  confronti  delle
  società  partecipate, la Commissione ha, da  un  lato,  preso  atto
  delle  indicazioni contenute nel piano di revisione approvato dalla
  Giunta  regionale e chiesto, tuttavia, di intervenire in ordine  ai
  seguenti  aspetti:  riconsiderare l'obiettivo  di  riduzione  della
  spesa  del  5%  annuo,  con particolare riferimento  a  particolari
  settori  di  operatività  delle  partecipate;  assicurare  il   più
  efficiente   utilizzo  del  personale  dipendente   delle   società
  partecipate,   al  fine  di  garantire  il  pieno  recupero   delle
  professionalità  acquisite,  con  specifico  riguardo  ai   settori
  dell'assistenza  tecnica  e della progettazione,  anche  attraverso
  l'utilizzo  di  meccanismi di mobilità; concentrare costi  e  tempi
  della gestione delle liquidazioni in corso.
   In  conclusione,  sulla  base  degli  elementi  emersi  nel  corso
  dell'esame  del  Documento  di  programmazione,  si  ritiene  ormai
  indispensabile  la  definizione di una nuova e  condivisa  politica
  delle  entrate  che assicuri, con il contributo  di  ciascuno,  del
  Governo,  del  Parlamento - ma anche del Governo  nazionale  -  uno
  stabile  quadro  per il finanziamento delle funzioni  di  spettanza
  regionale.
   In  questa prospettiva è necessario che il Governo renda partecipe
  il  Parlamento delle prospettive di rinegoziazione degli accordi in
  materia di finanza pubblico con lo Stato.

   PRESIDENTE. Grazie, Presidente Savona.

   FIGUCCIA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente,  lei
  si  era  allontanato  facendo un passaggio  di  consegna  all'altro
  Presidente  pro  tempore e, nel frattempo,  avevamo  presentato  un
  ordine  del giorno per la costituzione di una Commissione  speciale
  che  è molto coerente alla relazione fatta dal vicepresidente Armao
  e dal Presidente della Commissione  Bilancio . Nella misura in cui,
  effettivamente, in questa relazione si intravedono tutta una  serie
  di  misure che, dalle zone ad economia speciale, alle zone  franche
  montane,  di  cui anche lei si è fatto portatore  di  una  sana  ed
  importante  battaglia, per andare incontro a  questo  fenomeno  che
  stiamo vivendo in questa fase storica legato al coronavirus, ma  in
  modo  particolare  ai  controlli  delle  merci  nel  settore  agro-
  alimentare.
   Ovviamente,  il  nostro Territorio vive un  sistema  che  richiede
  controlli, certificazioni, trasparenza nella produzione delle merci
  e,  attraverso quell'ordine del giorno, chiedevamo come Gruppo,  la
  costituzione di questa Commissione. E' una cosa che ci chiedono gli
  agricoltori,  abbiamo presentato agli Uffici e quindi chiediamo  se
  potesse  essere  messo  in  votazione  insieme  al  documento  che,
  ovviamente, non possiamo che apprezzare. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  il  secondo ordine del giorno  perché  c'è  anche
  quello che aveva presentato ieri l'onorevole Galvagno, per cui alla
  fine della votazione su questo, votiamo i due ordini del giorno.

   SUNSERI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SUNSERI.  Signor  Presidente, Assessori,  onorevoli  colleghi,  il
  quadro  che  vien  fuori  dal  DEFR, presentato  dalla  Commissione
   Bilancio , analizzato e ascoltato anche dalla Corte dei  conti,  e
  oggi  anche il parere della Commissione bilancio, non è sicuramente
  dei migliori.
   Io  mi  sono appuntato alcuni dei punti più importanti che vengono
  fuori un po' dall'analisi del testo, e possiamo analizzare intanto,
  come purtroppo spesso accade, una assenza degli investimenti ed una
  massiccia  presenza  delle sole spese correnti.  Questo,  oltre  ad
  essere  evidente  nel bilancio e nel DEFR, lo abbiamo  anche  sulla
  condizione attuale della spesa dei fondi comunitari.
   Lei  sa  benissimo, Presidente, che purtroppo la  nostra  Regione,
  seppur  ha raggiunto con enormi difficoltà, e con l'inserimento  di
  grandi  progetti  provenienti da altre programmazioni  e  da  altri
  fondi  di  investimento, che vengono inseriti solamente nell'ultimo
  momento  nel  FESR per raggiungere il target di fine anno,  non  ci
  permette  comunque  di avere un'analisi concreta  dell'investimento
  che  avviene  tramite  fondi comunitari,  e  quello  che  è  invece
  l'innalzamento eventuale di tal PIL.
   Nel  DEFR,  l'unica nota positiva, per fortuna, del  buon  Governo
  nazionale  ma, come dire, anche per la Sicilia, è il fatto  che  la
  misura   del  reddito  di  cittadinanza  ha  sicuramente   dato   e
  contribuito  a  un  forte  miglioramento  delle  condizioni  socio-
  economico  della Regione. Le previsione, così come  già  annunciato
  dal  Presidente della Commissione Bilancio, sono, come dire, un po'
  troppo  ottimistiche,  e mi auguro che il  messaggio  che  oggi  ho
  sicuramente  compreso  male,  non si  dica  che  oggi  sono  invece
  negative  per  colpa  del coronavirus o delle  ultime,  come  dire,
  problemi  che  sono  evidenziati nelle ultime settimane,  perché  è
  evidente  che  lo stato economico della Regione non  dipende  dalle
  ultime  settimane,  ma il DEFR è stato stilato a  settembre-ottobre
  quindi nulla a che vedere con quello che è stato affermato ma,  una
  delle  cose  che  mi  ha colpito particolarmente  è  la  spesa  del
  personale delle partecipate.
   Sulla  spesa del personale delle partecipate non abbiamo mai avuto
  un quadro chiaro. Ieri la collega, vicepresidente onorevole Foti, è
  intervenuta  sul  Bilancio  consolidato  2018,  dove  su  154  enti
  controllati,  messi  in  liquidazione, partecipati  dalla  Regione,
  solamente  una  quarantina, meno di cinquanta, hanno  presentato  i
  bilanci  alla Regione e questo cosa comporta? Comporta che ci  sono
  società,  gliene elenco una Presidente, anzi vicepresidente  Armao,
  la  società  interporti,  una società che è  in  perdita  costante,
  continua da diversi anni; una società che più volte ha avuto brutte
  audizioni  in  Commissione  antimafia,  una  società  che  è  stata
  ricapitalizzata  da  questo Presidente  della  Regione,  ed  è  una
  società  che  quest'anno continua a fare contratti a dei  studenti,
  tirocinanti, non lo so, dove si continua a spendere sul personale.
   Questa   società  ha  uno  scopo,  uno  e  uno  solo,   realizzare
  l'interporto di Termini Imerese, mai messa una pietra negli  ultimi
  vent'anni,  e l'interporto di Catania. Ora, voi mi dovete  spiegare
  come  è  possibile che si viene a scoprire che questi continuano  a
  fare   assunzioni   con  stage  e  sul  controllo   delle   società
  partecipate, le faccio un esempio, ne potrei elencare  tanti  altri
  che  continuano,  come dire, a omettere il blocco delle  assunzioni
  grazie alle agenzie interinali.
   Però  vi chiediamo che il quadro sulle società partecipate, e  sui
  suoi  dipendenti, deve essere a noi, che approviamo  i  bilanci  di
  questa Regione e il DEFR, molto ma molto più chiaro di come lo è in
  questo  momento. E poi, soprattutto, una cosa che a me sta molto  a
  cuore  è  l'assenza delle riforme. Purtroppo, non si  fa  cenno  di
  quello  che  più  volte il nostro Gruppo, ma immagino  anche  altri
  organi politici, abbiano sottolineato nei confronti della Regione.
   Vi  è  un'assenza  ed  incapacità  nella  gestione  delle  società
  partecipate   e  controllate  dalla  Regione.  In   un   piano   di
  ottimizzazione  della spesa è necessario cominciare  a  intravedere
  degli accorpamenti, delle liquidazioni. Vi faccio un esempio, forse
  il  più  lampante di tutti, IRSAP, cioè noi abbiamo creato  l'IRSAP
  perché  abbiamo smontato le ASI, che ancora da non so  quanti  anni
  sono   messe   in  liquidazione,  non  riusciamo  a   metterle   in
  liquidazione  ma,  non  per  ultimo,  scopriamo  che   oggi   IRSAP
  addirittura con la legge regionale che abbiamo approvato lo  scorso
  anno,  viene depauperata anche delle strade che vengono passate  ai
  comuni,  e  quindi di fatto oggi IRSAP, non si capisce  qual  è  il
  ruolo, perché non riesce a rilanciare l'impresa e l'industria nelle
  aree  industriali,  e non controlla più neanche il  territorio  nel
  quale si insedia, quindi chiediamo semplicemente al Governo che  si
  faccia carico di questi problemi, e che metta in atto una serie  di
  riforme necessarie a migliorare il bilancio della Regione. Grazie.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  ho
  ascoltato  con  attenzione  la relazione dell'Assessore  Armao,  ne
  condivido  la  gran parte, però vorrei, anzi desidero  sottolineare
  l'ultima  parte della conclusione del Presidente Savona, che  credo
  possa servire ed essere assolutamente utile per il futuro.
   In  conclusione,  sulla  base  degli  elementi  emersi  nel  corso
  dell'esame  del  documento  di  programmazione,  si  ritiene  ormai
  indispensabile  la  definizione di una nuova e  condivisa  politica
  delle  entrate  che  assicuri  con il contributo  di  ciascuno  del
  Governo, del Parlamento ma anche del Governo nazionale, uno stabile
  quadro  per il finanziamento delle funzioni di spettanza regionale,
  in  questa  prospettiva è necessario che il Governo renda partecipe
  il  Parlamento delle prospettive di rinegoziazione degli accordi in
  materia di finanza pubblica con lo Stato.

   GUCCIARDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GUCCIARDI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  trattare  il  DEFR  come  una delle tante  liturgie  purtroppo  che
  quest'Aula sia abituata a trattare, invece che dare la valenza  che
  uno  strumento di questo tipo deve necessariamente avere altrimenti
  il  legislatore avrebbe fatto bene ad abrogare questa norma sia per
  il  DEFR nazionale che per il DEFR regionale, che è il documento di
  economia  e  finanza,  e volendo sottolineare,  sempre  con  grande
  onestà intellettuale, lo sforzo che l'assessore Armao fa nel - come
  dire  -  voler  in  qualche modo dare una motivazione  a  tutte  le
  insufficienze  che in questo momento, motivi diversi congiunturali,
  strutturali,  motivi che provengono, in qualche  relazione  abbiamo
  letto,  dal  1965  la regione è con bilanci in deficit  strutturali
  1965 ricordo molto bene, quindi volendo cercare sempre, come dovere
  di  un  uomo  di  Governo che si occupa di economia e  finanza,  in
  particolare  con il suo stile forbito e anche come  dire  profondo,
  cercare di tamponare le falle che ci sono.
   Però,  e questo il Presidente della Commissione bilancio ha  fatto
  bene  a  farlo,  pochi giorni fa abbiamo avuto in audizione  presso
  questo  Parlamento,  e  di  questo  credo  che  il  Parlamento,  le
  istituzioni  parlamentari  dovrebbero essere  grate,  in  audizione
  assessore  la sezione di controllo della Corte dei Conti,  che  non
  possiamo liquidare come mera liturgia e lo dico con grande rispetto
  per  chi  è intervenuto, perché ognuno con il suo stile  e  con  il
  lessico  che  ritiene  di  adoperare, magari  addolcendolo  il  più
  possibile, come dire e vi ha fatto comunque riferimento,  la  Corte
  dei  Conti  con  molta  puntualità, che mi verrebbe  da  rileggere,
  stabilisce e individua quasi con stile pedagogico, ecco, ricordando
  ciò che il legislatore individua come obiettivi del DEFR, e come le
  due parti del DEFR la prima sezione e la seconda sezione.
   Per volere andare al sodo, in questo DEFR con molto garbo la Corte
  dei  Conti  appena qualche giorno fa stabilisce, dice letteralmente
  che  sotto il profilo metodologico il DEFR 20/22 risulta ancora ben
  lontano  del  modello  ideale tracciato dal  legislatore,  mancando
  infatti  anche  quest'anno  di  elementi  sostanziali  per   potere
  espletare   pienamente  le  proprie  funzioni   nel   processo   di
  programmazione  del bilancio, io credo che non far  sorgere  alcuna
  preoccupazione  da  questa affermazione perentoria  peraltro  della
  Corte,  credo che sia un errore grave, perché chi ha avuto  modo  e
  tempo  di  dare  uno  sguardo al disegno di  legge,  assessore,  al
  disegno  di  legge sul bilancio, in particolare sul  bilancio,  che
  andremo  a trattare, presidente Savona, da qui spero a poco  tempo,
  sta a testimoniare esattamente questo: cioè una gran confusione, un
  problema  di  entrate, una confusione enorme tra spese ed  entrate,
  tra   accantonamenti  e  tagli.  C'è  una  gran   confusione   che,
  evidentemente,  va oltre rispetto a quelle che sono le  indicazioni
  che in materia dà il legislatore, in materia.
   La  Corte,  e mi avvio alla conclusione perché non voglio  abusare
  del  tempo  che  ci  è concesso, dice con grande chiarezza  che  in
  questo  DEFR  e  nella nota di aggiornamento al DEFR,   permane  la
  difficoltà di raccordare gli obiettivi di politica economica  - che
  è una cosa molto ma molto preoccupante -  gli obiettivi di politica
  economica definiti quantitativamente in termini di prodotto interno
  lordo programmatico, alle politiche di governo regionale .
   Quindi,  sostanzialmente, il DEFR e la nota  di  aggiornamento  al
  DEFR non valgono a nulla dal punto di vista di quelli che sono  gli
  obiettivi   programmatici,   e  poi  aggiunge   che    non   appare
  adeguatamente  sviluppata la seconda sezione  dedicata  all'analisi
  sulla  situazione finanziaria della Regione, che manca,  di  fatto,
  dei  quattro elementi essenziali prescritti dai principi  contabili
  sopra  richiamati, mentre il paragrafo dedicato alla copertura  del
  disavanzo  risulta  comprensibilmente datato  rispetto  ai  recenti
  sviluppi conseguenti alla parifica del rendiconto 2018 .
   Se   fossero  parole  di  un  deputato  di  opposizione  potreste,
  potremmo, benissimo approfondirle e confutarle, ma è la sezione  di
  controllo  della  Corte dei Conti che all'unanimità  ha  deliberato
  questo  documento e prima ancora che esplodesse un problema  che  è
  ovviamente di natura mondiale, quello del coronavirus.
   Parliamo  della nota di aggiornamento, che è del mese di  ottobre,
  la  Corte dice che "le stime del PIL regionale programmatico  viene
  rideterminato   nella   nota   di   aggiornamento",   correttamente
  assessore,  correttamente, e non c'era il  coronavirus.  La  Corte,
  però, aggiunge, allora, prima di questa crisi mondiale purtroppo  -
  ho  finito  Presidente  - che  si tratta di stime  che  la  sezione
  reputa  ottimistiche  alla luce delle serie  storiche  disponibili,
  delle   più   recenti  previsioni  sull'economia  italiana,   delle
  politiche pubbliche prospettate e dello scenario internazionale .
   Ribadisco  che  tutto  questo dà grande preoccupazione  presidente
  della  Commissione  Bilancio, grande preoccupazione  noi  l'abbiamo
  riscontrata, seppur in maniera ancora non approfondita, nel disegno
  di legge del bilancio.
   Ma  nulla,  rispetto  a  queste osservazioni  pre-coronavirus,  mi
  sembra  che  provengano  da quelle che sono  le  relazioni  che  il
  Governo,  pur  con  tutta la buona volontà dell'assessore,  ci  sta
  ponendo,  e soprattutto nulla ci è stato detto in questa  sede  per
  rassicurare  il Parlamento che la sede della sovranità popolare,  e
  quindi  per  rassicurare i cittadini siciliani,  sulle  conseguenze
  economiche  che,  e  quindi  sul  prodotto  interno  lordo,   sulla
  produzione, avrà anche nella nostra Regione questo disastro  che  è
  causato da questa infezione che sta condizionando pesantemente  non
  soltanto  i  comportamenti  degli  italiani,  non  soltanto   degli
  italiani,  o di tutti i cittadini del mondo, ma di come la  Regione
  siciliana,  al  di là dei comunicati stampa, intende concretamente,
  Presidente  nei  documenti finanziari - stiamo  parlando  del  DEFR
  credo  Presidente  -  nei  documenti finanziari  avremmo  avuto  la
  necessità  di capire come la Regione siciliana intende proporre  al
  Parlamento  e  agli  organi parlamentari il rilancio  della  nostra
  economia  alla luce di conseguenze che purtroppo ancora  non  siamo
  probabilmente in grado di valutare esattamente nella loro gravità e
  nella loro pesantezza.

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, onorevole Gucciardi,  ma  proprio  per
  questo  le  segnalavo che aveva già superato i tempi, perché  tutti
  questi  argomenti credo che andranno trattati poi  nel  momento  in
  cui...

   GUCCIARDI. Quando andranno trattati, Presidente?

   PRESIDENTE.  Credo che queste cose in bilancio e finanziaria  sarà
  giusto trattarle, oggi mi sembra difficile.
   E' d'obbligo. E' un obbligo di legge, fosse per me non lo farei  -
  mi  sembra  abbastanza  inutile, glielo  dico  con  sincerità.  Sto
  dicendo quanto penso.
   Il  DEFR  a  livello  statale  già mi sembra  inutile,  a  livello
  regionale totalmente - e lo dico sinceramente per come la  penso  -
  ma è un obbligo di legge e quindi lo passiamo.
   Tant'è che - ripeto - poi si vota con un ordine del giorno  e  non
  deve essere neanche approvato, questo ne dà l'idea più chiara.

   CRACOLICI. Secondo me è inutile pure quest'Assemblea

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor Presidente, questa sua restrizione mi vede costretta
  ad  utilizzare cinque minuti per completare un po' il  ragionamento
  che, seppur con i punti salienti, anche il mio collega ha provato a
  proporre all'Aula.
   Presidente,   sono  importanti  anche  i  momenti  di  riflessione
  soprattutto  perché il DEFR, come previsto dal decreto legislativo,
  è la cornice, la vera fase di programmazione di quella che dovrebbe
  essere  l'attività  oltre  il  ménage  quotidiano  che  il  Governo
  dovrebbe  tracciare  come linea e a cui il Parlamento  si  dovrebbe
  attenere.
   Solo  che passano gli anni e di questi DEFR forse ci possiamo fare
  dei romanzi, dei gialli o dei film horror.
   Vedo  che  nella nota che hanno approvato sul finire dello  scorso
  anno e che oggi vediamo in grande ritardo portare alla presa d'atto
  dell'Aula, vengono citate delle prospettive di proposte di  riforme
  tipo quella del commercio che poi arriverà.
   Mi auguro, Presidente, che non vada a finire come le altre riforme
  presentate   dal   Governo,  nate  morte  prima  di   arrivare   in
  Commissione, parliamo della riforma degli IACP, ad esempio.
   Un   grande   rullo   di   tamburi   previsto   nell'attività   di
  programmazione di questo Governo che ha voluto, con prepotenza,  si
  incardinasse il proprio testo ma che è finita a binario morto  come
  era facilmente prevedibile.
   Per  quanto  riguarda questo documento, mi pare che non  si  tenga
  conto  di  quelle che sono delle raccomandazioni che a più  riprese
  sono  state date anche dalla Corte dei conti che è stata citata,  a
  spizzichi   e  bocconi,  a  seconda  delle  convenienze   o   dalla
  prospettiva  con  la  quale si vuole osservare  e  interpretare  il
  futuro.
   Non  ci sono segnali quando, ad esempio, alla raccomandazione  che
  ci  fa la Corte dei conti, proprio sul controllo delle partecipate,
  enti  in liquidazione, enti strumentali, si raccomanda di attivarsi
  e  si auspica l'istituzione di un'apposita sezione della Corte  dei
  conti  dove  questi enti possono avere un controllo  più  minuzioso
  dato che fanno parte del consolidato della Regione.
   Lì entriamo davvero in un giardino onirico. Manteniamoci su questo
  tipo di definizioni.
   Si  chiede  alla nostra Regione - il buon senso vorrebbe  -  visto
  anche  che abbiamo una proiezione di pensionamenti importanti  dove
  la  maggior  parte  delle  nostre economie  vanno  per  pagare  gli
  stipendi, vorrei dire che le tutele per chi non ha di che vivere le
  sta  cominciando a dare, finalmente in questo Paese, un  Governo  a
  cui  guardiamo  con  grandi speranze e che  già  ci  dà  motivo  di
  orgoglio.
   Ci  viene  chiesto  di  riorganizzare la struttura  amministrativa
  della  Regione per ottenere la riduzione degli uffici,  evitare  la
  sovrapposizione delle competenze e rafforzare una gestione unitaria
  dei servizi strumentali con uffici comuni.
   Noi  traccia non ne ravvediamo e vediamo che, a volte,  su  alcune
  materie  c'è  una  compresenza  di  più  Assessori  che  invece  di
  occuparsi  tanto,  alla fine non se ne occupa  nessuno,  e  abbiamo
  personale  pagato  che  pesa  tantissimo  e  che  non  ci  fa  fare
  investimenti e che ci fa sostituire la spesa dei fondi europei  che
  sono diventati una specie di investimento da parte della Regione  -
  mi auguro che dopo si possa avere un chiarimento in merito a quanto
  è  emerso oggi dallo scandalo sull'utilizzo dei Fondi europei - che
  si punti all'informatizzazione.
   A  che  punto siamo con l'agenda digitale? Siamo ancora la Regione
  del carretto, con i fogli di carta che viaggiano avanti e indietro:
  ci   manca   solo   il   piccione  viaggiatore   Questo   significa
  innovazione
   E  poi,  quando c'è da spendere, signor Presidente  io  avevo  già
  presentato,  ed  era  stato approvato, un  ordine  del  giorno  che
  chiedeva  alla  Regione,  veramente  supplicava  dato  che  poi  in
  Commissione  UE e in Commissione attività produttive abbiamo  avuto
  una  rappresentanza  foltissima di Comuni che  hanno  presentato  i
  progetti  esecutivi  per  l'efficienza  energetica  e  la  pubblica
  illuminazione  nei propri territori. Abbiamo 500  milioni  di  euro
  fermi  sulle territorializzate e oltre un centinaio di  Comuni  che
  chiedono  che  quelle  risorse siano messe a  disposizione  per  lo
  stesso  medesimo fine cioè quello di migliorare,  da  un  punto  di
  vista  energetico, la pubblica illuminazione. Dato che questo Fondo
  di riserva per i Comuni è sempre più esiguo, negli ultimi anni si è
  ridotto  a  lumicino, i Comuni hanno enormi difficoltà. E l'energia
  elettrica è una delle spese principali imputabili agli Enti locali.
  Mi  chiedo  cosa  stia aspettando questo Governo ad  utilizzare  le
  uniche risorse disponibili. Questa è la mia considerazione.
   Qualche  sera, leggendo le fiabe ai miei figli, leggerò  il  DEFR:
  forse, li farà sognare  Grazie.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE   DOMENICO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   volevo
  intervenire  alla  discussione su questa nota di aggiornamento  del
  Documento. Il Documento di economica e finanza regionale, come  c'è
  scritto  nella  relazione, rappresenta il principale  strumento  di
  programmazione. Io però vedo che in questa discussione, e anche lei
  stesso  signor Presidente, c'è una tendenza svalutativa  di  questo
  strumento. E non capisco le ragioni atteso che, per un Governo,  la
  programmazione dovrebbe essere al primo posto. Ovviamente la nostra
  preoccupazione, la preoccupazione di persone responsabili  cui  gli
  elettori  hanno  affidato  un compito,  è  quella  di  capire  come
  funzionano i conti di questa Regione. E la preoccupazione  è  stata
  espressa da tanti; è stata espressa dalla Corte dei Conti,  come  è
  stato  accennato  nell'intervento del collega  Gucciardi;  è  stata
  espressa  dal Presidente della Commissione Bilancio, come ha  detto
  il collega Calderone. E onestamente leggendo il Documento, ancorché
  sintetico  e  scarno,  c'è  un  problema  grosso  che  attiene  non
  solamente   alla   spesa  ma  anche,  e  soprattutto,   direi   io,
  all'entrate. Nel frattempo la partecipata regionale che è  deputata
  alla  riscossione dei tributi, e che quindi fornisce  alla  Regione
  una  parte  significativa delle entrate, si trova in  una  assoluta
  situazione di devozione. Infatti, è una società che, nonostante nel
  resto  del  Paese le funzioni e i dipendenti siano stati attribuiti
  all'Agenzia  delle  entrate, in una partecipata dell'Agenzia  delle
  entrate che si chiama appunto Agenzia delle entrate-riscossione, in
  Sicilia  nonostante  ci  sia una legge  che  preveda  la  messa  in
  liquidazione  di  Riscossione e la stipula di una  convenzione  con
  l'Agenzia  delle  entrate per il passaggio dei dipendenti  e  delle
  funzioni, ad oggi - per quello che mi risulta - nulla è stato fatto
  mettendo  a rischio le entrate della Regione. Perché la Riscossione
  Sicilia  in  liquidazione,  in questo  momento,  ha  solamente  500
  dipendenti  di  cui  48 quadri dirigenti. In questa  situazione  ha
  chiuso tutti gli sportelli di riscossione, tranne quelli dei comuni
  capoluogo  di  provincia,  e  non  è  nelle  condizioni  di  potere
  riscuotere,  perché  da oltre cinque anni non  viene  fatto  nessun
  investimento,  né  in  infrastrutture,  né  nella  formazione   del
  personale,  ed  è  una materia che ha delle modifiche  continue,  e
  soprattutto  la riscossione necessita di attrezzature  informatiche
  di investimento in sistemi informatici di altissimo livello.
   Tutto  questo non è stato fatto in maniera irresponsabile, secondo
  me, e mi piacerebbe sapere che cosa intende fare questo Governo per
  garantire le entrate della Sicilia, perché altrimenti qui  facciamo
  solamente  discussioni  da bar, se non abbiamo  la  possibilità  di
  mettere  in  salvaguardia  quella  che  è  la  voce  principale  di
  bilancio, che sono proprio le entrate.
   Quindi,  secondo  me,  bisogna porre l'accento,  e  mi  piacerebbe
  ascoltare  qual  è  il  punto  di vista  del  Governo,  visto  che,
  nonostante le ripetute manifestazioni di protesta dei dipendenti di
  Riscossione  Sicilia, ha quasi tre anni dalla legge  regionale  che
  prevedeva la messa in liquidazione della società e la stipula della
  convenzione, a me pare che non ci siano novità in merito. Spero  di
  essere smentito. Grazie.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  debbo
  dire che non era mia intenzione intervenire, ma lo spunto me lo  ha
  dato  lei, signor Presidente, con l'affermazione che il DEFR  è  un
  documento  che  non andrebbe prodotto. E debbo dire che  in  questo
  frangente,  sulla base di quello che è avvenuto negli ultimi  anni,
  probabilmente lei ha ragione. E spiego perché.
   Perché quel documento tecnicamente dovrebbe dare la possibilità al
  Governo  di  fare  una progettualità. Ma la progettualità,  da  che
  mondo è mondo, deve prevedere le risorse.
   Ora  io sono deputato dal 2012 e questo è l'ennesimo documento  di
  economia e finanza. Diversi assessori si sono succeduti alla  guida
  di  questo, dell'economia regionale, e tutti hanno fatto lo  stesso
  errore. Sulle entrate non abbiamo fatto nulla o quasi nulla.
   Perché  purtroppo, e mi dispiace dirlo, ma mi dispiace  veramente,
  qua  dentro  molti hanno dimenticato di essere siciliani.  Qualcuno
  dovrebbe  ricordarsi che questa Regione, è una  Regione  a  Statuto
  speciale. Di risorse ne potrebbe avere veramente tante.
   Quindi,  questo è uno dei pochissimi documenti che io ho letto  en
  passant,  non  lo  ho approfondito più di tanto, perché  era  quasi
  scontato,  quasi  scontato. Perché dalle mie  parti  si  diche  che
   senza soldi messa non se ne canta .
   Negli  ultimi  anni noi non abbiamo fatto praticamente  nulla  per
  incrementare le entrate proprie che questa Regione dovrebbe  avere,
  entrate  di spettanza statutaria. Altre Regioni a statuto ordinario
  lo stanno ponendo il tema.
   Noi non riusciamo, non riusciamo, nemmeno a sollevare la questione
  in  maniera  forte. Per mancanza di supposta credibilità,  o  forse
  perché  non  abbiamo il coraggio di mettere sul piatto  quelle  che
  sono le realtà.
   Quindi,  io  personalmente non posso fare altro che astenermi  dal
  votarlo, perché in questo momento è un documento inutile. E lo sarà
  anche  l'anno prossimo, lo sarà fra due anni, fra tre anni,  perché
  non   faremo  altro  che  continuare  a  cercare  di  sopravvivere.
  Sopravvivere  a  cosa? A una Regione che è al  disastro.  Ma  è  al
  disastro perché noi non riusciamo a farci dare quello che è  nostro
  ed  altri  programmano per acquisire quello che dovrebbe essere  di
  pertinenza della Regione.
   Io  ho già letto un po' i documenti finanziari; abbiamo più o meno
  una  quantificazione di quello che dovrebbe essere  e  di  come  si
  dovrebbe ripianare, non è nemmeno tanto difficile. Poco fa ho fatto
  un  dato a spanne, basterebbe un punto virgola zero due di  Iva  in
  più  rispetto a quel tre e sessantaquattro che grida vendetta ed  è
  uno  dei  parametri, uno solo dei parametri. Un punto zero  due  ci
  potrebbe permettere di mettere in equilibrio il bilancio e non è un
  piacere  che  si  farebbe alla maggioranza,  all'opposizione  è  un
  piacere  che faremmo ai siciliani, cinque milioni di siciliani  che
  aspettano risposte e noi non riusciamo ancora a dargliele. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Tancredi. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole Di Paola. Ne ha facoltà.
   Comunico che è iscritto a parlare l'onorevole Lupo, e poi, se  non
  ci sono altri interventi, mettiamo in votazione.

   DI   PAOLA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  cittadini. Signor Presidente, io riprendo la sua affermazione.  Lei
  poco  fa  ha  detto:  Questo documento è inutile . Secondo  il  mio
  punto  di  vista, invece, non è inutile, è dannoso per i siciliani,
  ma  è  dannoso per i siciliani perché lo sta facendo questo Governo
  regionale  perché questo documento l'ho letto così come l'ho  letto
  l'anno  scorso e, in pratica, è un copia-incolla, null'altro,  ctrl
   c , ctrl  v  in gergo, copia ed incolla.
   Forse,  signor  Presidente,  le sue parole  le  hanno  prese  alla
  lettera,  le  hanno  anticipate e visto che  pensavano  che  questo
  documento  di  programmazione  che  potrebbe  essere  un  documento
  fondamentale  per  la  Regione siciliana,  siccome  il  Governo  ha
  pensato   che   poteva   essere  un  documento   inutile,   allora,
  direttamente ha copiato il documento dell'anno precedente.
   E sa perché glielo dico che è copiato questo documento? Quindi, ci
  sono  sempre  le  stesse  informazioni magari  modificate  di  poco
  perché,  ad esempio, nel mio territorio il lavoro di dragaggio  del
  porto c'è ancora in questo documento, c'è ancora stanziata la somma
  di cinque milioni e otto, ma in teoria questi cinque milioni e otto
  non  ci  sono più. O, almeno, nel bilancio, poi, che ha  presentato
  questo  Governo  regionale,  questi  cinque  milioni  e  otto  sono
  diminuiti  perché nel frattempo sono state fatte altre  operazioni,
  altri  sondaggi, progettazioni e questi soldi, man mano sono  stati
  diminuiti. Nel Documento di economia e finanza, invece, è impostato
  a cinque milioni ottocentottanta mila euro.
   E le dirò di più. Per l'anno 2020 il territorio di Gela si aspetta
  la  costruzione della darsena, addirittura, all'interno  di  questo
  documento c'è messo che verranno stanziati trenta milioni di  euro.
  Quindi,  oltre  a  quello  che diceva la collega  Foti  per  quanto
  riguarda  il  libro dei sogni è effettivamente un  documento  fatto
  così  perché io mi auguro, auspico che effettivamente questi trenta
  milioni  di euro verranno investiti nel 2020 ma sappiamo  benissimo
  che è, come dire, un auspicio che non verrà concretizzato.
   E  come  non  parlare  del  discorso  del  piano  di  risanamento.
  All'interno i piani di risanamento vengono realizzati per  le  zone
  ad alto rischio ambientale nei territori Sin; in Sicilia ne abbiamo
  quattro di Sin che vivono situazioni ambientali davvero difficili.
   All'interno del documento si parla di aggiornamento del  piano  di
  risanamento,   ma   attuiamoli   questi   piani   di   risanamento,
  realizziamoli   questi  piani  di  risanamento,   facciamo   queste
  bonifiche  Perché, poi, molto spesso le bonifiche ed il risanamento
  dei  territori  non  vengono fatti perché manca  la  progettualità,
  progettualità  che non viene effettuata da parte di questo  Governo
  regionale  e  non  viene realizzata né sulle zone ad  alto  rischio
  ambientale e né in generale per tutta la Sicilia e di fatto  questo
  documento,  signor  Presidente, non è  inutile,  è  dannoso,  ma  è
  dannoso perché questo Governo regionale di centrodestra, che non ho
  capito  se è unito o meno, perché ancora questo non l'ho capito  se
  alla  fine  è il DEFR, questo documento del centrodestra unito  del
  Presidente  Musumeci,  è  un  documento  dannoso  per  la   Regione
  siciliana  perché  oltre ad essere un libro  dei  sogni,  oltre  ad
  essere  un  libro dei sogni, ma già l'abbiamo detta l'anno  passato
  questa cosa, oltre ad essere un libro dei sogni all'interno ci sono
  informazioni  non  veritiere,  ci sono  informazioni  molto  spesso
  errate anche degli importi.
   Ed  allora, a questo punto, non capisco come il Governo  regionale
  si  giustifichi con i siciliani soprattutto, a maggior  ragione,  a
  riguardo  a  quello  che  sta  succedendo  per  via  dell'emergenza
  Coronavirus.  E'  proprio  qui che si vede  la  differenza  tra  un
  governo  regionale  e,  mi dispiace dirlo, ma  non  è  soltanto  un
  discorso  di  fondi,  perché fuori quest'Aula  ci  sono  tantissimi
  siciliani,  tantissime  imprese, tantissime  famiglie  che  mandano
  avanti  la  propria famiglia e la propria impresa  con  scarsissimi
  fondi e lo fanno egregiamente.
   Questo Governo regionale, ahimè, non programma e non riesce a dare
  risposte concrete ai siciliani. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, il  Partito
  Democratico  voterà contro questo Documento di economia  e  finanza
  perché  più  che  un  libro dei sogni è  un  libro  di  incubi,  mi
  guarderei  bene  dal leggerlo la sera  a mia figlia,  perché  è  un
  documento  che  non avanza alcuna proposta per affrontare  i  gravi
  problemi  di natura economica e sociale che la Sicilia sta vivendo,
  aggravati   peraltro   dall'effetto   del   Coronavirus   che   sta
  ulteriormente creando condizioni di svantaggio, in particolare  per
  gli operatori turistici.
   Leggo  con sgomento - mi consento una parentesi, spero di ricevere
  una  smentita  da parte del Governo - che il Governo della  Regione
  avrebbe addirittura individuato una caserma, credo la Caserma Botta
  -  spero non sia vero, ripeto - a Cefalù per la quarantena  di  chi
  eventualmente dovesse averne bisogno.
   Ora, individuare una caserma in pieno centro storico di Cefalù, in
  prossimità  ormai dell'avvio della stagione turistica,  in  effetti
  già  a prescindere dal periodo estivo il turismo anche culturale  a
  Cefalù è dodici mesi l'anno, abbastanza vicino alla spiaggia  e  in
  prossimità di un accesso al centro storico della città mi sembra un
  annuncio  che  contribuirà  ulteriormente  a  deprimere  l'economia
  siciliana.
   Io  credo  che questo Governo non ci sia più cioè, al  di  là  del
  copia e incolla citato dal collega che mi ha preceduto, non c'è una
  sola  proposta  per  lo  sviluppo,  per  il  lavoro,  non  c'è  una
  previsione  adeguata di investimenti per il lavoro produttivo,  c'è
  un atteggiamento - che io credo che sia un errore politico di fondo
  che  questo  Governo  sta commettendo - di natura  vertenziale  nei
  confronti del Governo nazionale.
   L'Assessore Armao, sostanzialmente, ha detto  che bisogna rivedere
  il  contributo  al risanamento della finanza pubblica,  ne  saremmo
  tutti   molto   felici,  ma  che  se  ciò  non  dovesse   accadere,
  sostanzialmente,  non siamo più neanche in grado  di  approvare  il
  prossimo  bilancio  di  previsione. E  io  credo  che  abbia  detto
  esattamente  quello  che pensa, perché credo  che  è  pazzesco  che
  persino  all'articolo  1  del  nuovo bilancio  di  previsione,  già
  presentato  dal  Governo  della Regione,  ci  siano  accantonamenti
  negativi già preventivati per 439 milioni di euro nel caso  in  cui
  da  una  rinegoziazione delle intese con lo Stato  la  Sicilia  non
  dovesse averne un beneficio almeno di pari entità.
   Stiamo  costruendo già adesso, sulla base di questo  Documento  di
  economia  e  finanza, l'ipotesi di un bilancio di previsione  falso
  che,  ovviamente, il Partito Democratico non voterà e che non è  in
  linea  con  le  normative  che, peraltro,  si  rifanno  a  principi
  costituzionali  che  prevedono semplicemente  che  il  bilancio  di
  previsione si faccia a legislazione vigente. Non si può tener conto
  in  un bilancio di previsione di quelle che forse possono essere le
  nuove  entrate derivanti da una rinegoziazione con lo Stato e  bene
  hanno fatto i colleghi che mi hanno preceduto anche ad invitare  il
  Governo  a  riferire circa l'interlocuzione in atto con il  Governo
  nazionale, appunto, sulla rinegoziazione delle intese.
   Cosa lascia pensare al Governo della Regione siciliana che da  una
  rinegoziazione  dell'intesa con lo Stato possono derivare  maggiori
  entrate  per  le casse della Regione? Io trovo del tutto  infondata
  questa previsione.
   Veda, Presidente, questa è una seduta importante perché si discute
  del  Documento  di economia e finanza che incide sulla  vita  di  5
  milioni di siciliani, ma il presupposto per fare un dibattito vero,
  un  dibattito  serio è dire la verità, a partire  dal  Governo  che
  questo  documento di economia e finanza l'ha scritto,  diversamente
  ha ragione lei, diventa tutta una farsa.
   Allora, noi di farse non ne vogliamo fare, noi diciamo che  questo
  documento  di  economia e finanza non è corretto, non  risponde  al
  vero,  sovrastima  le entrate, non presenta investimenti  adeguati,
  non  tiene conto minimamente degli ultimi impegni sottoscritti  con
  il  Governo  nazionale e, ripeto, da un punto di vista politico  il
  Governo  della Regione sta commettendo un errore gravissimo  che  è
  quello  di  improntare  in  termine  vertenziali  e  di  scontro  i
  ragionamenti che, invece, dovrebbe affrontare con il governo  della
  Regione, che - voglio ricordarlo - col decreto legislativo  158  ha
  consentito quello che il governo Conte 1 non aveva consentito  cioè
  il  ripianamento  decennale del disavanzo senza del  quale  saremmo
  andati totalmente in dissesto.
   Grazie,  Presidente.  Se  è possibile, avere  una  risposta  sulla
  vicenda di Cefalù, se il Governo può rispondere.

   PRESIDENTE.  Però,  non ci confondiamo perché dovevamo  finire  il
  ragionamento  sul bilancio. Però, prego, due minuti, Assessore,  in
  modo che riprendiamo l'argomento.

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Anche  meno  di
  due  minuti. Leggo la dichiarazione ufficiale dell'assessore  Razza
  che è appena stata inoltrata alle agenzie di stampa.
   La premessa è che su indicazione della Protezione Civile nazionale
  l'esercito  ha dato la disponibilità di alcuni siti in Sicilia  per
  allocare  alcune aree nell'eventuale e denegato caso di quarantena.
  Quindi, non si tratta, perché non può essere così, di una decisione
  del  Governo,  si  tratta di una disponibilità che l'esercito,  che
  ovviamente   non  è  di  competenza  regionale,  dà  alla   Regione
  siciliana.
   Ebbene,  rispetto  a  questa disponibilità la nota  dell'assessore
  Razza   recita   quanto  segue:   Il  Governo   Musumeci   non   ha
  assolutamente individuato una caserma di Cefalù come una delle  due
  aree  di quarantena in Sicilia. L'area è stata messa a disposizione
  dall'esercito  in  alternativa  all'ospedale  militare  di  Palermo
  eventualmente come luogo di degenza e non di quarantena e, in  ogni
  caso, non è ancora stato deciso nulla in proposito.
   Concludo dicendo che, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda
  il  Governo, ritengo questa disponibilità gradita ma la rimando  al
  mittente  perché ritengo che in luoghi come quello di Cefalù,  così
  come in quello di Taormina piuttosto che a Scala dei Turchi, a  San
  Vito  Lo  Capo,  potrei fare un lungo elenco di  siti  straordinari
  della Sicilia, tutto dobbiamo farci tranne che zone di quarantena.

   PRESIDENTE.  Grazie, Assessore, credo che questa sua dichiarazione
  avrà  tranquillizzato in tanti; mentre ero qua ricevevo  telefonate
  da  Cefalù di gente impazzita per cui potremmo risistemare tutte le
  cose mandando in onda questa sua dichiarazione.

   MARANO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Presidente,  Governo, colleghi,  mi  fa  piacere  che  il
  Governo  si  è  accorto  del problema dei giovani;  infatti,  viene
  citato  qui nel DEFR, vengono anche riportati dei numeri abbastanza
  devastanti  tipo che i laureati residenti al sud, meno della  metà,
  il  47,7  per cento ha studiato e lavora nella propria ripartizione
  geografica di residenza e che, per esempio, il sud perde  oltre  il
  24  per  cento dei diplomati del proprio territorio. Viene definita
  questa  una  vera  devastazione di capitale  umano;  e  di  questo,
  chiaramente, si parla perché la Sicilia si sta spopolando,  si  sta
  dimezzando.  Se  non  abbiamo giovani qua in  Sicilia  non  si  può
  parlare di futuro e quest'isola è destinata a morire completamente,
  e   mi  fa  piacere  leggere  che  il  problema  si  può  risolvere
  realizzando significativi interventi infrastrutturali favorendo  lo
  sviluppo  delle  imprese, attraendo investimenti  e  stimolando  la
  nascita di start up.
   Ora,  siccome  sappiamo  che  ogni  anno  questo  documento  viene
  definito  sempre il libro dei sogni, vogliamo vedere cosa succederà
  ora  in questi prossimi mesi e anni, partendo da questo presupposto
  e  da  queste  belle  parole che il Governo ha  scritto  su  questo
  documento. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   Non ci sono altri interventi, quindi possiamo votare.


                Votazione dell'ordine del giorno n. 173

   PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'ordine del giorno  n.  173  sul
  Bilancio  consolidato.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


  Votazione degli ordini del giorno n. 174, n. 172, n. 175, n. 176 e
                                n. 177

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 174, a firma
  degli onorevoli Calderone ed altri, riguardante l'approvazione  del
  DEFR. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   CRACOLICI. Se lei li approva senza farci votare, è anche meglio

   PRESIDENTE. Stia sereno, onorevole Cracolici, lei si agita troppo
  Io  so  fare i conti, non so fare tanto nella vita, ma contare  sì;
  sono nettamente di più quelli seduti che non quelli in piedi, e non
  ho contato gli Uffici.
   Avete ricevuto gli ordini del giorno da votare? Sono tre. Li date,
  intanto, all'Assessore Cordaro così il Governo ci dà il suo parere?
  Li ha già ricevuti, onorevole Assessore?
   Sono  gli  ordini  del  giorno n. 172,  a  firma  degli  onorevoli
  Galvagno  ed  altri;  il  n. 175, a firma degli  onorevoli  Caputo,
  Calderone, Gallo ed altri, che impegna il Governo a porre in essere
  ogni  atto di competenza per consentire la sospensione di mutui   e
  di finanziamenti eventualmente concessi alle imprese; il n. 177,  a
  firma   degli   onorevoli  Siragusa,  Campo,   Damante,   Cappello,
  contributi  e finanziamenti agevolati per le categorie  economiche,
  quindi,  diciamo,  lo  stesso di quello  a  firma  degli  onorevoli
  Calderone  ed altri,  e l'ordine del giorno n. 176, degli onorevoli
  Figuccia  e  Lo Curto sulla Commissione d'indagine sulla  sicurezza
  parlamentare;  è una richiesta di Commissione di tipo parlamentare,
  quindi  non  va  fatta  al Presidente della  Regione,  lo  dobbiamo
  decidere noi. Va bene.
   Il parere del Governo?

   CORDARO,  assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Grazie,
  Presidente.  Sull'ordine  del  giorno dell'onorevole  Galvagno,  il
  parere  del  Governo è favorevole nella misura in cui l'ordine  del
  giorno, firmato dalla stragrande maggioranza dei parlamentari e dei
  colleghi,   porta  questo  Governo  e  quest'Aula  a   confrontarsi
  concretamente e costruttivamente circa misure da adottare.

   PRESIDENTE. Bene. Gli altri?

   CORDARO,  assessore per il territorio e l'ambiente. Su  quello  di
  cui   è  primo  firmatario  Calderone  il  Governo  esprime  parere
  favorevole alle stesse condizioni evidentemente.

   PRESIDENTE.  Bene.  Quelli  accettati dal  Governo,  se  l'Aula  è
  d'accordo,  li  diamo per approvati. Quindi, sono tre  approvati  e
  quello che riguarda la richiesta alla Presidenza dell'Assemblea per
  quanto mi riguarda va bene, quindi li approviamo tutti e quattro se
  l'Aula è d'accordo.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 10 marzo 2020,
  alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.19 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                       182a  SEDUTA PUBBLICA(**)

                  Mercoledì 18 marzo 2020 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE PER LA SALUTE IN MERITO ALL'EMERGENZA
       CORONAVIRUS

   (**)   Su  disposizione  dell'Onorevole Presidente  dell'Assemblea
  (prot.  n.  2008/SGPG  del 9 marzo 2020),  la  seduta  d'Aula,  già
  prevista  per  il 10 marzo 2020, per l'emergenza COVID-19  è  stata
  rinviata   a   mercoledì  18  marzo  2020   alle   ore   16.00    e
  successivamente,  sempre d'ordine dell'On. Presidente,  in  ragione
  della  citata  emergenza, l' ordine del giorno è stato  modificato,
  tanto nel contenuto che nell'orario,  e diramato con e-mail del  12
  marzo 2020.

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio