Conseguenti all'emergenza "Coronovirus"
Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.09
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, il Presidente Musumeci mi ha appena chiamato
per chiedere un rinvio fino alle ore 17.00 perché prima di allora
non potrà essere qui.
Cerchiamo di mantenere le previste distanze, dobbiamo stare un'ora
in più nel Palazzo , pazienza
La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.
(La seduta sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 17.02)
La seduta è ripresa.
Comunicazioni dell'Assessore per l'economia sulle misure
finanziarie
Conseguenti all'emergenza Coronovirus
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i lavori andranno avanti con il
Presidente della Regione che farà una relazione che riguarderà sia
la parte sanitaria che la parte economica. Poi ci sarà l'intervento
dei Capigruppo, dopodiché se riterranno necessario, ma immagino di
sì, sia l'Assessore Razza per la parte che riguarda la sanità, sia
l'Assessore Armao per la parte che riguarda l'economia,
risponderanno alle domande.
E' chiaro che questa è una seduta che deve durare il più breve
tempo possibile, per mille motivi, compreso quello sanitario, per
cui agli altri deputati daremo un tempo leggermente inferiore
rispetto a quello che diamo ai Capigruppo.
Per cui i Capigruppo poi potranno intervenire e avranno
teoricamente cinque minuti, ma se sforano non sarà un problema, a
meno che non sforano di dieci minuti, non sarà un problema e la
Presidenza sarà, da questo punto di vista, con i Capigruppo molto
larga. Mentre per i deputati che volessero intervenire diamo i
tempi dei tre minuti, come l'altra volta, perché crediamo che sia
assolutamente necessario finire presto questa seduta.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazioni dell'Assessore per l'economia sulle misure
finanziarie
Conseguenti all'emergenza Coronovirus
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
MUSUMECI, Presidente della Regione. Signor Presidente, signori
deputati, questa seduta del Parlamento siciliano si tiene mentre
l'umanità è alle prese con la più insidiosa fra le epidemie
influenzali dell'età contemporanea. Certamente la più drammatica
degli ultimi 100 anni.
Come è noto a tutti, neppure la nostra Regione è stata risparmiata
dalla ineluttabile contagio. In cinque settimane abbiamo registrato
1647 soggetti risultati positivi al coronavirus, e abbiamo dovuto
contare - con o per il fatale virus - 81 nostri conterranei
deceduti.
Alle loro famiglie va il più sincero cordoglio, non solo del
Governo regionale, ma sono certo di poterlo dire, di questa
Assemblea e dell'intera comunità siciliana.
Nella nostra Isola, che si caratterizza per una economia
particolarmente depressa, non ho timore di dire che se l'emergenza
sanitaria potrà essere affrontata nello spazio, speriamo di alcuni
mesi, l'emergenza economica è arrivata ancora prima con il suo
picco, e rischia di essere ancora più dura e difficile da superare,
lo dicono i numeri dei nostri disoccupati, delle famiglie in
povertà, dei soggetti fragili, del tessuto economico fondato su un
sistema imprenditoriale meritevole di maggiore aiuti.
A fronte di questo quadro generale, che approfondirò nel prosieguo
del mio intervento, mi ha colpito, lasciatemelo dire, il clima di
condivisione che, a prescindere dalle appartenenze, sia pure con
qualche comprensibile eccezione, ha coinvolto le forze politiche,
quelle sindacali, i rappresentanti del mondo produttivo, i
lavoratori, i cittadini tutti, a questa sensibilità comune il
Governo della Regione nel rispetto istituzionale e nel dialogo
fecondo con tutti i livelli di Governo, a partire da quello
nazionale, dagli enti locali, ha il dovere di rispondere con
serietà, senza inutili proclami e senza alcuna prosopopea, per
superare le grandi crisi mondiali le Istituzioni, si sa, debbono
muoversi compatte.
Ci sarà poi il tempo delle pagelle, ci sarà il tempo dei processi
e tutti, noi che governiamo per primi, saremo chiamati a rispondere
delle nostre scelte, dei nostri ritardi, dei nostri errori.
Procedendo per ordine, intendo anzitutto riferire sull'emergenza
sanitaria e su come la nostra Regione si è preparata ad
affrontarla, a tale proposito sicuro di interpretare i sentimenti
di ognuno, desidero rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti
gli operatori della Sanità siciliana, ai medici, agli infermieri,
agli operatori socio-sanitari, ai soccorritori del 118, ai medici
di medicina generale, ai pediatri, al personale della continuità
assistenziale, ai farmacisti, sempre in trincea, notte e giorno, a
tutte le professioni sanitarie, ai psicologi, al personale
amministrativo, alle forze dell'ordine, a tutti coloro che in
questi primi due mesi hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo,
sentendo su ognuno il peso di questa pandemia.
Il mio non è un atto formale e dovuto, è il sentimento di vera
compartecipazione che tutti i cittadini assieme alle Istituzioni
hanno espresso su tutti i mezzi di comunicazione, e del quale
intendo farmi doveroso interprete in questa sede. Quelli a cui
siamo grati sono gli stessi professionisti che da troppo tempo
lamentano la insufficiente dotazione, in Sicilia come in ogni altra
Regione d'Italia, e le cronache in questi giorni lo hanno
registrato in modo uniforme dal Nord a Sud, dei dispositivi di
protezione individuale.
E' stato molto duro raccogliere il loro grido di dolore, il
Governo siciliano ha tentato di rappresentarne l'urgenza di
dotazione in un costante confronto con l'unità di crisi approntata
dalla Protezione civile nazionale, che questa settimana ha avviato
una maggiore consegna dei dispositivi affidandola alla puntualità
delle Forze dell'ordine e delle Forze armate.
La Regione non è stata a guardare, e quando abbiamo compreso la
difficoltà di reperirne un numero adeguato, ci siamo attivati, lo
abbiamo fatto incontrando talvolta il difficile superamento delle
frontiere delle nostre commesse, e in alcuni casi anche la
requisizione di colli destinati alla nostra Isola, ma capiamo le
condizioni di guerra in cui ci muoviamo, e tuttavia ho fiducia
nelle rassicurazioni che, nelle ultime ore, sono pervenute dal
Governo centrale, e sfido a credere che ci possa essere un solo
protagonista delle Istituzioni, a qualsiasi livello, che non
avverta come la sicurezza sul luogo di lavoro, soprattutto per chi
è in prima linea, rappresenti un valore irrinunciabile.
Nei giorni scorsi ho usato un'espressione volutamente forte: non
si può andare in guerra con la fionda , una provocazione non
diversa dal medesimo grido di dolore che si è levato dai colleghi
governatori, non solo da loro, da ogni Regione italiana di
qualsiasi colore politico.
Comprendiamo le difficoltà, per carità Ma il personale sanitario
e le sue rappresentanze dovevano percepire che il loro grido di
dolore era interpretato e fatto proprio, innanzitutto dal
Presidente della loro Regione.
Ringrazio anche i tanti parlamentari, nazionali e regionali, che
si sono spontaneamente attivati. Lo hanno fatto contattando aziende
locali, mobilitando i propri riferimenti istituzionali, cercando
direttamente sul mercato. E' stata una generosa mobilitazione, da
parte di tutti.
I dispositivi di protezione individuale, sono uno strumento
indispensabile perché nel momento in cui ognuno si sente debole di
fronte alla crudeltà di un virus ancora ignoto, e privo di cure
specifiche, rappresentano i dispositivi, quel precedo di sicurezza
e che consente di adempiere al proprio dovere professionale con
tenacia e professionalità.
Il nostro primo impegno, come è stato riferito dall'assessore
regionale per la salute, nei tre confronti che ha già avuto con il
Parlamento, prima con la Commissione VI, poi con il suo Ufficio di
Presidenza e infine con quest'Aula, si è diretto ad adottare misure
di contenimento dal contagio e quindi ad affrontare un piano
ospedaliero per pazienti Covid-19 positivi. La prima azione si è
resa indispensabile per il noto fenomeno del rientro in Sicilia di
migliaia di cittadini.
Siamo stati i primi ad avviare il censimento attraverso il sito
dedicato Sicilia Coronavirus.it, al quale si sono iscritti, ad oggi
42 mila, più di recente con l'applicazione che consente di
monitorare chi è rientrato, affinché possa segnalare anche il
proprio stato di salute; all'applicazione in solo 48 ore, pensate,
si sono già registrati circa 15 mila cittadini.
Nel caso di un'epidemia, peraltro con carattere universale, come
quella in corso, la prima misura sanitaria da assumere è la
limitazione dei contatti sociali, per questo sin dall'inizio
abbiamo voluto seguire la linea del rigore e dell'intransigenza,
abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere ai nostri concittadini,
qualche sacrificio aggiuntivo, la cui legittimità è stata
ulteriormente ribadita dall'ultimo D.C.P.M. che consente alle
Regioni di adottare ulteriori provvedimenti contenitivi. E' una
facoltà che abbiamo esercitato di concerto con i Ministri
competenti e che intendiamo oggi ribadire.
Essenzialmente, essa ci ha consentito di sottoporre ad isolamento
presso il domicilio, tutti i soggetti rientrati, il cui elenco è
stato segnalato anche alle aziende sanitarie provinciali, al fine
di limitare le attività pubbliche secondo le conformi richieste di
sindacati ed Anci; di aumentare il livello dei controlli, anche
mediante il prezioso coinvolgimento delle prefetture isolane e con
esse di tutte le forze dell'ordine operanti nell'isola, cui si
sono aggiunti i militari del contingente impegnati nell'operazione
strade sicure.
Nessuno ha mai pensato di militarizzare la Sicilia, come
erroneamente si è detto, e anche in mala fede. Ho ritenuto
semplicemente che per la nostra Regione si dovessero adottare le
stesse cautele concesse alla campagna richieste da quel governatore
e già operanti nelle Regioni del nord Italia.
Controllare il territorio, assicurare una massiccia presenza
delle forze pubbliche, coadiuvate, sì, dai militari dell'esercito
in qualità di agenti di pubblica sicurezza. Il che ha costituito
anche un significativo deterrente.
Sul fronte della organizzazione sanitaria il lavoro svolto, che
ad oggi ha assicurato una evidente tenuta del nostro sistema
ospedaliero, si è fondata sugli studi epidemiologici diffusi
dall'Istituto Superiore di Sanità. Ma per comprendere gli sforzi
fatti, occorre fissare il punto iniziale. Partivamo, per fare un
esempio onorevoli deputati, da circa 250 posti nei reparti di
malattie infettive, frutto di una deroga in aumento al decreto
Balducci, quindi sovrastimati rispetto agli standard nazionali e a
circa quattrocento posti di terapia intensivi, anch'essi previsti
in numero superiore agli standard per abitante in accoglimento
della deroga che ha formalmente richiesto la nostra Regione.
Abbiamo lavorato su un piano a più fasi che segue i modelli di
crescita della curva di contagio, e tra tutti i modelli possibili
abbiamo deciso di attagliare la nostra progettualità, sempre pronta
ad essere naturalmente revisionata secondo la necessità, su più
step. Abbiamo programmato di raggiungere oltre i 590 posti letto di
terapia intensiva, suddivisi sul territorio della Regione,
integralmente dedicato a pazienti Covid 19. La stima si è
costituita, oltre che sulla curva epidemiologica, sulla circolare
del ministro della Salute che ha invitato tutte le Regioni italiane
ad aumentare del 50 percento i posti previsti dalla propria rete
ospedaliera. A questo risultato, per certi versi inimmaginabile ai
più, si è giunti anche con il contributo degli erogatori di diritto
privato, le case di cura private, che hanno offerto un contributo
di impegno e che hanno consentito finanche l'utilizzo delle proprie
risorse umane, rese disponibili per effetto del blocco delle
attività ordinarie, che la nostra Regione, come sapete, aveva
disposto tra le prime in Italia, prima ancora di alcune Regioni del
Nord.
Voglio qui ringraziare gli operatori della sanità privata per
questa pronta e generosa disponibilità. Oggi sono immediatamente
disponibili 250 posti letto di rianimazione, ed entro il 10 aprile
se ne aggiungeranno altri 200. Gli ultimi saranno attivati, se non
sarà necessario farlo prima, entro il 20 di aprile. Le date
naturalmente non le abbiamo poste a caso, in quanto i modelli
epidemiologici hanno indicato nel periodo tra il 10 e il 20 di
aprile quelli di maggiore attenzione, laddove le misure contenitive
adottate non fossero state soddisfacenti.
L'adeguatezza della rete indicata è nei numeri dei report che
ogni giorno vengono diffusi. Il dato delle terapie intensive
impegnate fino ad oggi non ha mai superato le 80 unità, e per
nostra fortuna, oltre che per la professionalità dei nostri
operatori è crescente la percentuale di soggetti che vengono
estubati e quindi recuperano la funzionalità respiratoria autonoma.
Stesso criterio si è adottato per i posti letto riservati ai
pazienti positivi.
Il numero complessivo di oltre 2.700 posti letto è apparso
persino sovrabbondante, se si osservano i dati delle Regioni
maggiormente esposte, la Lombardia fa caso a parte. La ripartizione
tiene conto di aree Covid dedicate sia in strutture pubbliche che
in strutture private e, in taluni casi, ove le condizioni
territoriali, soprattutto con riferimento alla possibilità di
attivare posti in terapia intensiva lo consentivano, si è optato
per ospedali integralmente dedicati.
Voglio ringraziare qui la popolazione delle località interessate
per averne compreso la necessità, soprattutto in questa difficile e
storica fase, in una chiave ed in uno spirito di solidarietà.
Laddove si è optato, sono state isolate le aree Covid, sono state
isolate in padiglioni autonomi o comunque sottoposte a percorsi
dedicati, quindi assolutamente autonomi rispetto ai percorsi per la
sanità ordinaria. Certo non sfuggono né a me né al Governo le
criticità che si sono manifestate in alcuni territori, e per questo
abbiamo dato vita, grazie alla preziosa collaborazione del nostro
Comitato scientifico regionale a Covid team che sta sostenendo le
scelte delle direzioni locali adottando, dove necessario, i
correttivi resisi indispensabili.
La ripartizione per province tiene conto dei bacini di
riferimento e della necessità di garantire la necessità delle tre
reti tempo dipendenti cioè infarto, ictus, politrauma, perché
purtroppo non ci si ammala soltanto di virus o di Coronavirus, e
tutti i pazienti con tutte le patologie debbono sentirsi garantiti.
Non mi sfugge, come evidenzia la relazione che stasera
depositeremo ai Capigruppo e alla VI Commissione, che alcune
province per ataviche ragioni che tutti qui conosciamo, hanno
bisogno di maggiore tempo per adeguarsi a modelli organizzativi
nuovi, e mi dispiace davvero che questo sia stato in alcuni casi
oggetto di spiacevoli accadimenti. Siamo tutti, tutti, per la prima
volta impegnati a gestire una epidemia, mai era accaduto prima.
Hanno manifestato difficoltà anche quelli nel resto d'Italia e nel
mondo, che sembravano già pronti a tanta criticità. Come abbiamo
visto nessuno si è salvato dalla gran mole di lavoro di fronte la
quale ci si è trovati.
Anche in questo caso i numeri del report non mentono, e
giornalmente si coglie come sul fronte dei posti letto occupati il
primo step immaginato che ha reso disponibile oltre mille posti
letto, ha visto impegnarne al massimo cinquecentocinquanta circa,
ma la programmazione prosegue nelle sue evoluzioni senza fermarsi e
senza farsi illudere dai numeri e dalla loro più rosea
interpretazione, non possiamo permetterci di farci trovare
impreparati.
Sui posti letto, peraltro, abbiamo attivato un monitoraggio
informatico, ed anche quello non mente. I bed manager istituiti
da questo Governo con decreto assessoriale molti mesi fa,
giornalmente, fanno rilevare i posti liberi ed i posti occupati
sulla piattaforma Gecos realizzata dalla Protezione Civile
Regionale ed il sistema della Protezione Civile Nazionale rileva
costantemente i posti letto di terapia intensiva quindi tutto è
trasparente.
Qualche parola merita l'esame della curva del contagio, ad oggi
il maggior numero di casi positivi accertati riguarda un numero
limitato di cluster. L'azione di contenimento specifico, non appena
il focolaio è stato individuato ha consentito in alcuni casi di
circoscrivere rapidamente l'area del contagio, ma il monitoraggio
prosegue e deve proseguire per almeno i prossimi 14 giorni. Certo,
non sono mancate le criticità, e non vanno nascoste anche per
essere spiegate e per farne tesoro per il futuro.
Prima questione da affrontare è legata ai laboratori per l'esame
dei tamponi. Come sapete dapprincipio l'Istituto Superiore di
Sanità ha autorizzato in Sicilia due soli laboratori regionali,
quello del Policlinico di Palermo e quello del Policlinico di
Catania, altre Regioni hanno avuto concesso un solo laboratorio,
noi due, entrambi, ricorderete, all'inizio non potevano dichiarare
casi positivi, perché tale possibilità era concessa soltanto a
quello centrale che dapprincipio era presso lo stesso Istituto
Spallanzani, dove venivano recapitati per la valutazione i campioni
di tutte le Regioni d'Italia.
Successivamente, avendo validato la correttezza dei dati
regionali e della loro analisi, i due laboratori siciliani sono
stati autorizzati ad operare autonomamente e ancora,
successivamente, a consentire di operare ad altri laboratori previa
validazione dei risultati a campione. Si è così determinato un
imbuto che si è reso ancora più evidente per la difficoltà,
anch'essa comune a tutte le Regioni italiane, di approvvigionare i
laboratori di un numero adeguato di reagenti.
Sembra difficile da accettare, ma le società che li realizzano
sono quasi tutte straniere, fatta eccezione di una limitata
produzione nazionale che deve servire - e non basta naturalmente -
tutta la Nazione. Ciò ha determinato un impatto più lento della
fase di analisi, che peraltro si articola, secondo l'unico modello
ad oggi validato dall'Istituto Superiore di Sanità, in circa 4 ore
per ciascun gruppo di campioni. Dopo questa fase iniziale la
Regione ha autorizzato circa 20 laboratori, tra pubblici e privati,
ed è pronta ad aumentarne ancora il numero, laddove nella rete del
privato si determinassero ulteriori disponibilità. Non possiamo
fare ricorso a test rapidi o sierologici fino a quando non saranno
validati dal Ministero della salute.
Questa è stata la linea di condotta che il Governo della Regione
ha assunto sin dal primo momento, e auspichiamo che le
sperimentazioni si concludano al più presto, ma non avrebbe alcun
senso avviare dei test che poi non hanno mai ricevuto, anzi
riceverebbero la smentita degli istituti e delle autorità
scientifiche nazionali.
L'occasione di questo intervento mio è utile, tuttavia, per un
chiarimento ulteriore: si è forse ecceduto nel riconoscere un
valore clinico al test virologico del tampone. Ecco, questa è una
informazione non fondata, non corretta. Esso infatti, cioè il
valore clinico virologico del tampone, non ha mai sostituito
l'accertamento clinico dei pazienti sintomatici, che è sempre stato
tempestivo da noi. Se un paziente presenta una polmonite
interstiziale, e uno e più sintomi come lo stato febbrile, la
difficoltà respiratoria, gli occhi lucidi viene trattato come
paziente Covid e ricoverato separatamente da altri. A questa
funzione rispondono i triage separati, cioè lo smistamento, e le
cosiddette zone grigie , che sono state previste in molte
strutture ospedaliere.
Il tampone, ovviamente, ha una funzione importante sul paziente
asintomatico, che è potenziale fonte di contagio, per questi
soggetti la misura prevista dalle linee guida è l'isolamento
domiciliare con l'obbligo di misurazione della temperatura corporea
e di tenere informato del proprio stato di salute il medico di
famiglia, o il pediatra di libera scelta se si tratta di un
bambino. E' noto che abbiamo stabilito di estendere - forzando
anche il parere di molti sanitari che erano di diverso avviso - il
tampone al personale medico, partendo dalle aree cliniche più a
rischio, e abbiamo esteso un controllo anche su chi è rientrato in
Sicilia.
Per i primi, il dipartimento delle attività sanitarie ha dato
indicazione alle aziende di provvedere autonomamente; per i secondi
sono state sottoscritte convenzioni, anche coinvolgendo S.E.U.S. ed
è stato affidato il compito di provvedere al tampone. Si tratta -
com'è facile immaginare - di una mole assai significativa di esami,
ed io per primo, anche alla luce del reperimento difficile sul
mercato dei reagenti, ho invitato ad affidare l'esame dei tamponi
ai laboratori privati, ma ci vorrà qualche giorno, qualche giorno
in più, e me ne scuso con i diretti interessati, ma se vogliamo
avere certezza che le misure contenitive producano gli effetti
sperati rimanere a casa, e rimanerci il più possibile, diventa una
misura adeguata proprio per limitare il contagio dei soggetti
asintomatici.
C'è un'altra criticità che abbiamo rilevato, ed è stata rilevata
in particolare dai sindaci, ai quali va il mio ringraziamento e la
mia solidarietà per lo stress al quale sono sottoposti giorno dopo
giorno, mi sento meno solo in questo senso: troppo spesso non hanno
ricevuto adeguate informazioni i sindaci sullo stato di salute dei
propri concittadini.
Nessuno più di me, che sono stato per qualche anno amministratore
locale, può comprendere come le richieste dei primi cittadini siano
assolutamente irragionevoli, e ho dato disposizione a tutte le Asp
di procedere nella comunicazione di tutti i dati richiesti. Come ho
detto in premessa, non possiamo creare una inutile conflittualità
tra i livelli diversi di Governo sul territorio, soprattutto in
questo momento.
Queste sono le più importanti comunicazioni sul fronte sanitario.
Alle vostre - che immagino saranno serrate - riflessioni, potrà,
ove necessario, fornire ulteriori delucidazioni l'assessore per la
salute Razza, che è in Aula per questa ragione, e che interverrà in
sede di replica.
Passiamo adesso all'altra emergenza che è quella economica, e che
è arrivata in Sicilia nel suo picco ancora prima del picco
dell'emergenza dell'epidemia. La crisi economica è determinata
dagli effetti della pandemia, e sta dispiegando nella nostra Isola
effetti molto gravi, soprattutto sul tessuto produttivo e delle
fasce più deboli della popolazione.
Un'emergenza, come abbiamo detto, imprevista e mai affrontata,
che già adesso impone enormi sacrifici e sofferenze, ma i cui
effetti, i cui strascichi, dovremo affrontare ancora per molto
tempo e per diversi anni. La Sicilia, anche a causa delle
pluridecennali politiche nazionali di scarsa attenzione verso il
Mezzogiorno, registrava prima di questa tragedia planetaria una
flebile traiettoria di ripresa, assai flebile, ben lontana,
certamente, dal pieno recupero della caduta del Pil subita fra il
2008 e il 2015. Lo ricordo, era meno 13 per cento, come peraltro
abbiamo riportato del Documento di economia e finanza che è stato
approvato. Si trova adesso ad affrontare una congiuntura economica
da guerra, della quale non conosciamo ancora la durata e i
contorni.
Il rilevante indebitamento ereditato, pur ridotto in questi due
anni e senza alcun nuovo incremento, il pesante ripianamento del
disavanzo riaccertato dopo l'ultima parifica della Corte dei Conti,
seppur articolato in un decennio dopo il proficuo negoziato con il
Governo nazionale, che ha condotto le norme di attuazione nel
dicembre scorso. L'incessamento del livello delle entrate
determinato da accordi conclusi nella precedente legislatura,
inidoneo - lo abbiamo ascoltato dalla stessa Corte dei Conti - a
sostenere l'espletamento delle funzioni esercitate in virtù
dell'autonomia speciale. L'ingente concorso alla finanza pubblica,
la rigidità del bilancio che ha ridotto al minimo i margini di
manovra finanziaria, sono tutti elementi che hanno reso assai
complessa la redazione del disegno di legge di bilancio e di quello
di stabilità per il 2020, da parte di questo Governo. D'altra
parte, il protrarsi del complesso negoziato Stato-Regione
Siciliana, che la Regione ha avviato con dovizia di proposte già
nell'agosto del 2018, e che oggi vede la Sicilia unica Regione
speciale rimasta priva di un accordo complessivo sulla finanza
pubblica, determina rilevanti e pesanti refluenze sugli equilibri
di finanza della Regione, con grave pregiudizio - come è facile
immaginare - per la garanzia dei beni essenziali delle prestazioni
per i cittadini siciliani.
A questo riguardo, ho richiesto più volte un confronto su questi
temi al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Economia, e
siamo in attesa di un fiducioso loro riscontro. Ci dispiace dovere
ancora prendere atto che la vicenda della mancata equiparazione tra
le Regioni ordinarie e speciali, nella moratoria dei mutui con il
MEF, assentite alle prime e negate alle seconde, nel contesto degli
interventi emergenziali sanciti dal 18 del 2020, evidenzia una
disparità di trattamento a danno della Sicilia. E questo, credo,
che non possa trovare giustificazione. La crisi giunge su una
Regione economicamente provata e impone di raccogliere le energie
concentrate per reagire affrontando l'emergenza e,
contemporaneamente, preparando un piano di ripresa economica, un
piano che il Governo intende redigere con il contributo di tutte le
forze politiche, di coalizione e di opposizione, con le
organizzazioni sociali e con le organizzazioni di categoria.
Appare pacifico che lo scenario economico sul quale sono stati
costruiti i documenti contabili non esistono più. Mentre la
drammatica situazione nella quale versano cittadini, imprese, enti
locali impone l'adozione di misure particolari e di sostegno. In
queste settimane, accanto allo straordinario impegno sanitario, di
cui io ho appena riferito, abbiamo attivato alcuni primi interventi
finanziari. Ve li accenno. Per il sostegno alle imprese, la
moratoria sui mutui d'intesa con .Sicilia estesa a Crias, Ircac ed
Irfis, la misura straordinaria di liquidità affidata ad Irfis con
impiego di 30 milioni di euro con contributi in conto interesse a
finanziamenti di 100 mila euro alle imprese, al fine di rafforzare
il capitale circolante, il bando per 25 milioni di euro con
l'obiettivo di garantire finanziamenti per 250 milioni di euro,
l'incremento di ulteriori 100 milioni di euro per la garanzia sui
crediti, la proroga dei termini per la rendicontazione dei
finanziamenti comunitari.
Si tratta di misure a legislazione invariata che vanno
accompagnate, certo da interventi strutturali, che solo
l'approvazione del bilancio 2020 può assicurare, garantendo il
pieno dispiegarsi della spesa pubblica regionale. Poi ho ascoltato
nei giorni scorsi i Capigruppo della coalizione di Governo e quelli
di opposizione, e ringrazio tutti perché ho potuto raccogliere, non
solo la comune percezione della gravità di questa fase della storia
della nostra Isola, ma anche la richiesta di interventi
straordinari in aiuto di chi soffre e di chi soffre maggiormente il
morso della crisi.
La celere approvazione del bilancio regionale di una legge di
stabilità concentrata sugli interventi emergenziali rappresenta,
quindi, una esigenza condivisa pur permanendo, anzi essendosi
aggravata, le condizioni di difficoltà illustrate per assicurare
gli equilibri di bilancio.
Signor Presidente, signori deputati, intendiamo quindi ritirare
il disegno di legge di stabilità presentando nei prossimi giorni,
come abbiamo già preannunciato agli stessi Capigruppo un testo che
tenga conto dalle proposte emerse dal proficuo confronto con tutte
le forze parlamentari. Un disegno di legge emergenziale concepito
per la particolare straordinarietà del momento che siamo chiamati a
vivere e ad affrontare.
Resta ineludibile la questione della rapida definizione della
interlocuzione con il Governo nazionale, al quale ancora una volta
dobbiamo chiedere e, credo senza distinzione di ruoli, la massima
attenzione per la gravissima crisi che attanaglia la Sicilia,
soprattutto adesso che, da un lato la riduzione dei vincoli di
bilancio da parte della Commissione UE e le politiche di
sottoscrizione del debito, e dall'altro l'utilizzo ampliato dei
fondi strutturali per il rafforzamento delle misure a tutela della
salute e a sostegno delle imprese, danno alla politica di bilancio
dello Stato i primi ancora insufficienti ma significativi margini
di manovra.
Quindi l'Unione Europea, mai come in questo momento, può
consentire agli stati membri, e in questo caso allo Stato italiano,
di potersi muovere con una certa autonomia rispetto ad appena un
mese fa. C'è una nuova opportunità che Stato e Regioni possono
cogliere, e che non si può fare sfuggire, e qui ribadisco la piena
disponibilità del Governo regionale a confronto.
L'obiettivo condiviso è quello di addivenire prima possibile
all'approvazione degli strumenti finanziari per potere offrire una
risposta ai Comuni, alle ex Province, ai territori, alle categorie
produttive e alle fasce del disagio. Ed è proprio alle famiglie più
disagiate, ed è proprio il capofamiglia che vive spesso alla
giornata, qualche volta al di fuori di ogni garanzia contributiva e
previdenziale, quasi sempre nel sommerso purtroppo, a questi capi
famiglia, ai quali non ci stancheremo mai di chiedere di
abbandonare il lavoro nero ed entrare nella sfera del lavoro
legale, abbiamo pensato sabato mattina come Governo, stanziando
cento milioni di euro di risorse di rinvenimenti da POC ed FSE.
Sono risorse che riceveranno in più tranche, per coprire almeno
due, tre mesi; sono risorse che riceveranno gradualmente, perché
servono soltanto per l'accesso all'assistenza alimentare e abbiamo
previsto che potrebbero anche bastare per il mese di aprile, di
maggio e di giugno; dipende dalla condizione in cui si trovano le
famiglie nei singoli comuni. La delibera è stata adottata sabato
mattina, non abbiamo voluto aspettare i cinque giorni per la
pubblicazione; credo che sia stata pubblicata un quarto d'ora fa o
lo sarà comunque stasera. Già è stata pubblicata. Domani gli Uffici
predisporranno gli atti consequenziali; oggi si è tenuto il
confronto necessario fra i vertici dell'ANCI Sicilia e il nostro
Ufficio di gabinetto della Presidenza per concordare le modalità;
saranno erogate ai comuni e già una prima quota, intorno al 25-30
per cento potrà essere erogata entro la prossima settimana,
speriamo anche prima.
Ai comuni abbiamo raccomandato di destinare questa risorsa
essenzialmente ai nuclei familiari senza alcun reddito, neppure col
reddito di cittadinanza, e senza alcun ammortizzatore sociale; e
sarà consentito soltanto per l'accesso all'assistenza alimentare e
ai prodotti farmaceutici.
E' soltanto un primo impegno che avevamo concordato con i
Capigruppo della coalizione e dell'opposizione, e speriamo possa
servire a riportare un minimo di serenità alle migliaia di famiglie
esasperate perché non hanno più cosa mettere a tavola.
E con questo stato d'animo, con questo medesimo stato d'animo, so
di potere rivolgere un appello anche alle altre famiglie, quelle
dei piccoli e medi imprenditori, quelle delle partite IVA, quelle
dei lavoratori autonomi, quelle dei lavoratori professionisti. La
crisi ormai non risparmia più niente e nessuno. Siamo convinti che
assieme agli interventi del Governo nazionale riusciremo nei
prossimi mesi, nelle prossime settimane, nei prossimi giorni - mi
auguro io - a poter far fronte a questa gravissima epidemia
economica.
Nel frattempo abbiamo definito l'intesa sindacale e la piattaforma
per sbloccare la cassa integrazione in deroga; abbiamo concordato
con i vertici del Consorzio autostrade siciliane di attivare la
sospensione in via straordinaria e urgente del pedaggio
autostradale per tutti i mezzi in circolazione sulle tratte di
competenza del CAS, cioè la Messina-Palermo e la Messina-Catania.
Per i lavoratori dell'amministrazione regionale abbiamo attivato
il lavoro agile; finora - mi dice il Dipartimento - sono pervenute
2.945 richieste di accesso alla rete regionale, tutte 2.945 sono
state attivate. In transito dal call center regionale, in attesa di
lavorazione, ce ne sono 125 circa. Le richieste per accedere alla
piattaforma di videoconferenza sono 356, tutte attivate. L'attività
di ampliamento prosegue, per consentire al maggior numero di
dipendenti regionali di poterne usufruire. Naturalmente è
un'esperienza nuova anche questa, nessuno l'aveva mai attivata
prima perché non si era mai evidenziata la necessità.
Lasciatemi rivolgere un grazie - come ho fatto per tutte le Forze
armate e gli operatori civili e militari - anche alle guardie del
Corpo forestale della Regione siciliana.
Sono pochi, sono ormai rimasti in pochi, sono anziani - perché non
si è mai voluto potenziare il Corpo nel passato - eppure hanno
lavorato con grande spirito di sacrificio, prima a Messina sullo
Stretto per supportare le Forze dell'Ordine e il personale
sanitario e volontario nel verificare il movimento dei passeggeri
in entrata e adesso, in questi giorni e in queste ore, nel lavoro
svolto in tutte le nove province dell'Isola, nell'azione di
contrasto alle speculazioni che vengono spesso operate sui prezzi
dei prodotti alimentari.
Signor Presidente, signori Deputati, credo di avere reso a
quest'Aula i dati più significativi dell'impegno profuso dal
Governo regionale, e voglio ringraziare tutti gli Assessori del
Governo regionale e i Dirigenti generali, pur nel mezzo di una
calamità planetaria alla quale nessuno era preparato, nessuno,
nessuno, nessuno
Ci attendono ancora giorni difficili che sapremo affrontare in
Sicilia con ferma determinazione, ognuno nel proprio ruolo: il
Governo regionale, i deputati, il Presidente dell'Assemblea, i
Prefetti, i sindaci, i commissari delle ex province e i cittadini,
ai quali voglio rinnovare l'invito e l'esortazione a rimanere a
casa - pur nella comprensibile stanchezza di queste dure settimane
- ma guai a dovere vanificare gli sforzi finora compiuti.
Siamo tutti sulla stessa barca - nessuno escluso
Uniti ne usciremo bene, perché siamo un popolo forgiato a
indicibili sacrifici, e con questo fardello del passato affrontiamo
i prossimi giorni - sì - con spirito di sacrificio, un sacrificio
illuminato d'amore e acceso di speranza.
PRESIDENTE. Presidente, un chiarimento. Il ritiro a cui ha fatto
cenno verrà formalizzato, ma vorrei capire se relativo alla legge
di stabilità e al bilancio, o soltanto alla legge di stabilità?
MUSUMECI, presidente della Regione. Tutte e due.
PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare alcuni deputati, permettetemi
di dare per primo la parola all'onorevole Calderone, a cui vanno i
miei auguri e complimenti per la laurea del figlio, che si è
laureato oggi e deve fare una trasmissione Skype, col figlio e
vorrei lasciarlo andare velocemente e ancora complimenti per Fabio.
Ha facoltà di intervenire.
CALDERONE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
signori Assessori, onorevoli colleghi
PRESIDENTE. Si capisce che i barbieri sono chiusi
CALDERONE. E' così
Questo, signor Presidente della Regione, non è né il momento delle
critiche né, come lei ha affermato qualche istante addietro, il
momento delle pagelle. Questo può essere soltanto il momento delle
proposte.
Credo che in questo momento storico che tutti noi stiamo patendo,
cavalcare la paura, la rabbia comprensibile di ogni cittadino non
soltanto sia un atto, un gesto, un comportamento inopportuno ma,
per quanto mi riguarda, e per quella che è la mia educazione
personale e anche la linea del Partito cui mi onoro di appartenere,
un atto criminale.
Chi in questo momento, signor Presidente, cavalca la rabbia e la
paura della gente comune - ripeto comprensibilissima - si metterà
per sempre contro la storia.
Noi di Forza Italia, tutti i deputati, anche con l'aiuto di
qualche assessore, e su suggerimento del nostro Presidente, abbiamo
esclusivamente lavorato in questi giorni, tutti i deputati signor
Presidente, nessuno escluso, per consegnare alla Sua Signoria
stasera un documento che non è un documento di critiche, che non è
un documento di sterile polemica, è esclusivamente un documento di
proposte, di proposte basate su uno studio attento, oserei dire,
viste anche le ore tarde che noi abbiamo impegnato, di studio matto
e disperatissimo.
Certo, tante cose non saranno attuabili, signor Presidente, ma io
penso e credo che Forza Italia con questo documento darà un
contributo alla possibilità che la Sicilia si possa rialzare.
Noi abbiamo evidenziato, lo consegneremo alla fine del mio
intervento, Lei mi dirà in che maniera e in che modi, come è
possibile, sia in relazione ai temi più importanti, cioè quello
della sanità, sia in relazione al tema economico, e sono i due temi
che opportunamente Ella signor Presidente oggi ha affrontato, è
possibile, opportuno, giusto, corretto dare un contributo ai
siciliani.
Vorrei evidenziare Presidente che abbiamo approfondito come fare
ricorso sulla opportunità offerta dalla Commissione europea per
potere utilizzare le risorse di cui al prefinanziamento dei fondi
strutturali non ancora utilizzati. E abbiamo evidenziato in questo
documento dove, come e in quale maniera potere reperire risorse e
come impiegarle.
Abbiamo suggerito, Assessore Armao, e lo dico a tutto il Governo,
come è possibile in una, uso un termine certamente volgare e non
tecnico, con una trattativa con il Governo dove potere andare ad
attingere risorse. Per esempio una nostra idea è stata, e lo dico
ai tanti colleghi del Movimento Cinque Stelle e del PD, magari
facendosi promotori verso il Governo nazionale, come potere
attingere ed utilizzare i fondi di dubbia esigibilità magari con
una rottamazione dei tributi fino a 5 mila euro, ad esempio.
Perché tutti questi fondi, mi è stato detto dagli straordinari
sindaci, e su questo sono totalmente d'accordo signor Presidente,
perché quello che stanno facendo i sindaci è veramente da assoluto
encomio, nessuno escluso, quelli di destra, di sinistra, di centro,
dei Cinque Stelle, stanno pensando soltanto alla gente del loro
territorio, della loro città, della loro comunità e questo è un
plauso che deve andare assolutamente, lei lo ha fatto ed io lo
condivido in assoluto.
Questi sindaci mi hanno detto che potendo attingere a questi
fondi, sto facendo soltanto un esempio, con una semplice
rottamazione di chi, diciamolo chiaramente, non pagherà mai quei
tributi perché nullatenenti o quant'altro, e quindi è possibile
attingere al fondo di dubbia esigibilità, è possibile reperire
fondi, come è possibile con una banale, mi sia consentita, modifica
del 222 . elevare i decimi che le tesorerie anticipano ai comuni,
magari non con un rientro annuale, ma con un rientro triennale.
Comunque è romano Presidente il problema, non è siciliano, noi
abbiamo evidenziato questo. Abbiamo fatto riferimento anche, io lo
dico per le vie brevi, perché ho visto che è già scaduto il mio
tempo, ma per questa ragione abbiamo ritenuto di stendere questo
documento, abbiamo chiesto che venissero sospesi i canoni per
quanto riguarda gli assegnatari degli IACP, che vengano sospese con
le forme di legge le procedure di sfratto, che vengano sospesi i
canoni irrigui in relazione ai Consorzi di bonifica, così come
anche i canoni delle concessioni demaniali, e mi riferisco e lo
chiedo all'assessore Cordaro, qui presente.
Presidente, sono tante le cose, io, signor Presidente della
Regione, consegnerò questo documento, la ringrazio per tutto quello
che sta facendo per la Sicilia, nessuno si sta risparmiando, ha
fatto bene a ricordarlo perché non ci sono schieramenti e non ci
possono essere schieramenti in un momento storico così delicato e
drammatico, chi, ripeto e concludo perché sono addolorato per
questo vedere cavalcare la rabbia, alimentare la polemica in un
momento come questo da parte di alcuni politici o ritenuti tali,
credo sia un fatto assolutamente da biasimare.
Io credo, e spero che lo sto facendo con garbo, poi Presidente si
apriranno le ostilità e sarà il momento, non soltanto delle
critiche, delle pagelle e del chiarimento complessivo tra la
politica e i politici.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, credo che la differenza tra quello che possiamo fare qui e
quello che è il dibattito nazionale, dove c'è uno schieramento
politico che ogni giorno dice che tutto quello che si fa è poco, e
che bisogna fare di più, anche i miracoli come si suol dire, parlo
della dimensione nazionale.
La differenza che per quanto ci riguarda, e per quanto mi riguarda
l'approccio che sin dal primo momento abbiamo dato la massima
disponibilità a sostenere tutto quello che serviva per fare fronte
unico a tutela della Sicilia e dei siciliani, sapendo i problemi,
il punto di partenza che per noi non era lo stesso che nelle altre
parti d'Italia, ecco perché lo dico pretendiamo la trasparenza
nella gestione di questa crisi, innanzitutto sanitaria.
Vogliamo sapere che tempi, con quali tempi diamo garanzie, diamo
una speranza a tutti i siciliani, che siamo in grado di accoglierli
nelle nostre strutture sanitarie, anche laddove ancora ad oggi non
sono state definite, ma sapere quando e come tutto sarà organizzato
in maniera uniforme nel territorio della nostra Regione. Ci sono
dei problemi, ma sarebbe strano se non ci fossero, il problema è
che ai problemi dobbiamo dare in qualche modo anche la gestione,
non del fastidio di chi ti dice c'è un problema, ma di chi ti aiuta
a far conoscere un problema per trovare una soluzione, dalle
ambulanze che si fermano per giorni perché devono essere sanificate
e, quindi, hanno una gestione rigida che determina una carenza del
parco macchine a problemi, se volete più banali.
Cito uno per tutti, il Presidente della Regione lo ha ribadito in
questa sede, ha ribadito che la Sicilia ha scelto di non dare
spazio ai test sierologici, è una scelta in coerenza con le
autorità scientifiche, mi permetto però di dire a differenza di
altre Regione che addirittura stanno approvvigionando le Regioni
con questi kit, noi avremmo e secondo me ancora in tempo,
Presidente, per consentire ai laboratori privati che lo volessero
fare di potersi approvvigionare, perché prima o poi dovremo fare
l'esame epidemiologico in Sicilia, quindi, se non ci
approvvigioniamo per tempo quando saremo costretti a deciderlo
scopriremo che non abbiamo i kit per farlo. Ecco, suggerirei che
quella ordinanza con la quale lei ha addirittura ha minacciato la
revoca dell'accreditamento per le strutture che volessero
appropinquarsi di questo strumento, anche su questo nessuno ha la
scienza, tutti ci misuriamo in una sfida inedita per tutti, però
eviterei quella rigidità che spesso bloccano piuttosto che
ampliare.
Voglio andare alla questione di fondo, economica. Noi abbiamo
sollecitato dall'inizio l'assessore Armao per avviare un'attività
di prestiti chirografari a favore delle imprese. Io suggerisco -
l'ho detto anche stamane al telefono - secondo me la delibera che
avete affrontato ha due limiti. Primo, non ritengo giusto che
l'Irfis deroghi i prestiti perché deve fare il Fondo di garanzia,
deve essere un medio credito a servizio del sistema del credito,
anche perché, essendo un fondo di garanzia, riattiva, fa un effetto
moltiplicatore nella possibilità di prestito.
Secondo, i prestiti che eroghiamo alle imprese dobbiamo dare la
certezza di 12 mesi di ammortamento, cioè la prima rata deve essere
attivata dopo i 12 mesi, non ai 3 come ho letto nella delibera
essere uno dei problemi.
L'ultima cosa, ed è, secondo me, una scelta che dobbiamo fare
oggi, assieme ai 100 milioni per i buoni alimentari che ho sentito
saranno avviati con un percorso mensilizzato, trimestrale, non so
come. Abbiamo presentato un ordine del giorno - istituire un fondo
di garanzia speciale per consentire alle famiglie di poter accedere
al credito per il consumo garantito dalla Regione con prestiti da
15 a 20 mila euro, cioè noi dobbiamo dare la speranza ai siciliani.
Così come negli anni '60 e '70 la gente si è comprata con le
cambiali la macchina, dobbiamo dire puoi ripartire e ti aiutiamo a
ripartire, se hai un bar se hai il problema del consumo per la tua
famiglia, perché non sappiamo quanto durerà questa storia.
Dare la possibilità a chi vuole ripartire di rientrare nel
sistema del credito, garantito dalla Regione, e aggiungo senza
interessi, sono pochi soldi gli interessi per il consumo, io credo
che è un modo concreto per parlare non solo alle imprese, giusto,
ma anche alle famiglie che in questo momento sono disperate e non
sanno a che santo rivolgersi se non al buono pasto.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che i
toni che stanno maturando nella discussione di oggi siano quelli
giusti per affrontare un momento così difficile e anche noi
riteniamo che non è il momento di assegnare dei voti oggi o fare
pagelle. E' il momento della leale collaborazione fra le forze
parlamentari, fra Governo e Parlamento. Però, proprio in questo
momento credo che nessuno debba sfuggire ai propri doveri e ai
propri diritti.
Più volte abbiamo chiesto, a partire dal 10 marzo, che venga
fatta una relazione dettagliata su quello che è il ritardo dei
tamponi; e non è soltanto una richiesta, io credo che sia un
diritto, signor Presidente, da parte dei parlamentari, quello di
conoscere ad oggi qual è il ritardo, perché poi fa più paura non
conoscere un dato piuttosto che conoscerlo. E noi riteniamo che
questo sia un diritto che in questo momento ancor di più dovrebbe
essere inviolabile e a cui fa fronte un dovere da parte del
Governo.
Lo stesso dovere è quello di comunicare ad oggi quanti sono i
tamponi che devono essere processati, perché come lei fatto
riferimento nella sua relazione ai due laboratori, alla richiesta
di laboratori satellite che noi abbiamo fatto, anche da qualche
settimana, conoscere questo imbuto a cui lei ha fatto riferimento,
poi concretamente in che numeri si sostanzia, se sono 100, 200,
500, perché anche in questo caso il non conoscere un dato crea più
preoccupazione del dato vero.
Terza questione, assessore Razza. Noi non crediamo che ci sia un
vuoto di tutela sanitaria in questa Regione, per essere chiari,
però anche da questo punto di vista, se abbiamo più volte, come
nella discussione di oggi, elogiato il personale sanitario, i
medici che sono in prima linea che per noi sono degli eroi,
trattiamoli da eroi; non può essere che ancora oggi non abbiamo un
dato vero, trasparente che ci dica a quanti medici è stato fatto il
tampone, a quanti medici non è stato fatto e a quei medici a cui
ancora il tampone non è stato fatto, in che tempo noi riteniamo di
farlo; il Governo è tenuto a dirci questo dato.
Non è in grado di darcelo oggi? Io spero, Presidente, che questa
sede sia il Palazzo di vetro, la sede dove con trasparenza venga
affrontata questa crisi emergenziale, questa crisi sanitaria,
affinché tutti i siciliani ogni giorno non si dedicano al
telefonino, a Facebook o a Whatsapp per vedere qual è la
situazione, ma guardano al faro, al Palazzo, al Parlamento, che è
il luogo dove devono essere affrontate queste questioni e dove
dobbiamo attingere le notizie. Ognuno col suo ruolo: dal Governo,
al Presidente dell'Assemblea, alle Commissioni, ai deputati.
Quindi, Assessore, noi ci aspettiamo questo dato. Anche la prossima
settimana. E non ce lo aspettiamo solo noi, lo aspettano
soprattutto i medici.
Sulla questione economica anche noi ci aspettiamo, signor
Presidente della Regione, una finanziaria emergenziale che dia
soprattutto risposte veloci ai Comuni e a coloro che ne hanno
bisogno. Mai come in questo momento la velocità, la tempestività e
credo la brevità, perché più volte in questa Legislatura si è
partiti, come dire, con la voglia di mantenere le cose e poi i
risultati sono stati altri. Occorre celerità e brevità anche sulle
risposte da dare alla gente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
Se ci sono degli iscritti a parlare lo possono comunicare adesso
perché poi chiuderò le iscrizioni a parlare.
FAVA. Signor Presidente, Assessori, colleghi, credo che sia non
soltanto dovuto, ma utile incontrarsi qui oggi, e non soltanto
oggi. In questo vorrei anche spendere una parola di
sdrammatizzazione. Mi sembra che le condizioni di rischio reciproco
qui, stasera, siano assai inferiori a quelle che ogni giorno
dobbiamo affrontare quando andiamo in qualche supermercato, per cui
mi pare che per poterci tutti impegnare, lei, signor Presidente,
nella sua funzione a garantirci o il Governo, con la sua presenza,
ad incontrarci almeno una volta alla settimana, credo che sia un
fatto dovuto ai siciliani perché permette a questa Assemblea di
svolgere la sua funzione di indirizzo e di controllo alla quale è
chiamata e credo che sia anche un contributo di straordinaria
responsabilità per questo Governo e per le decisioni che il Governo
andrà ad assumere. E credo che il Governo abbia potuto verificare,
lo ha già detto il Presidente Musumeci, nella sua introduzione,
come ci sia ampio, diffuso senso di responsabilità nell'affrontare
questo passaggio.
C'è stata una interlocuzione con le opposizioni, con i Capigruppo
dell'opposizione, che noi riteniamo assolutamente positiva, e siamo
lieti che il Governo, che l'Esecutivo abbia voluto raccogliere
molte delle sollecitazioni, delle indicazioni, le cose che sono
state qui espresse in buona parte coincidono con quelle che erano
indicate in un documento che il Gruppo dell'opposizione aveva
presentato.
Questo perché sia chiaro che lo spirito con cui qui si affronta
questa emergenza è uno spirito di assoluta, consapevole
responsabilità, che - ripeto - non rientra tra le liturgie dovute,
ma tra le cose utili che queste istituzioni possono mettere a
disposizione dei siciliani.
L'emergenza economica è un'emergenza che qui cominciamo ad
affrontare, ma che è destinata a durare mesi forse anni. C'è una
platea di nuovi poveri che si individuano attorno alle 400 mila
unità in Sicilia. Bene, che siano stati messi a disposizione con i
fondi POC e FESR questi 100 mila euro per immediati aiuti
alimentari. Mi auguro, Presidente, che ai Comuni - 100 milioni,
perdonatemi - che ai Comuni arrivino linee guida chiare, perché le
preoccupazioni che arrivano da molti amministratori è sapere in che
modo costruire ciascuno la propria platea e, soprattutto, che
questi fondi non vadano, come dire, a danneggiare imprese alle
quali erano stati garantiti per progetti sui quali c'era già un
impegno economico. Mantenere è completamente distinto
dall'amministrare.
Siamo lieti che stasera, finalmente, possiamo avere contezza di
questo piano ospedaliero. Ed io sono d'accordo con il collega
Barbagallo, assessore Razza. Abbiamo bisogno, riconoscendo lo
sforzo assoluto che lei e la Giunta sta facendo nelle condizioni
date e anche condizioni che non dipendono soltanto dalla buona
volontà, ma delle risorse materiali che vengono messe a
disposizione del sistema Paese, però abbiamo bisogno, ma ne abbiamo
bisogno perché è nostra responsabilità nei confronti della comunità
alla quale rispondiamo di avere meno vaghezze. Abbiamo bisogno che
in questo piano sanitario alcune delle indicazioni che lei ci ha
fornito in modo, come dire, generico con alcuni aggettivi che sono
molti, tanti, sufficienti, abbiano finalmente una loro definitiva
contezza.
Quali sono gli ospedali che sono attrezzati o i reparti
ospedalieri che sono attrezzati e quando saranno operativi? Abbiamo
la certezza che in ciascuno di questi reparti ci siano delle corsie
che garantiscano la separazione di percorsi clinici? I 35 mila
tamponi, 40 mila, quelli che si sono iscritti tra i siciliani
rientrati, il Presidente parlava di convenzione sottoscritta con
laboratori privati, quando saranno operative queste convenzioni,
cioè quando noi saremo in condizione di avere finalmente un esito
che garantisca che questa platea di possibili pazienti, in realtà,
siano persone fuori da ogni rischio.
Come fare per garantire la sicurezza degli operatori del 118 ai
quali viene ripetuto: voi avrete a disposizione il kit solo quando
sarete chiamati ad interventi che rientrano nell'ambito
dell'intervento per il Covid , perché spesso sono interventi che
non possono essere preventivamente conosciuti come loro
destinazione finale. C'è un grande senso di smarrimento in questi
lavoratori che si sentono molto esposti al rischio.
Come fare a garantire - e questo, Assessore, con dei numeri certi
- che questi kit siano realmente e definitivamente a disposizione
degli operatori sanitari. Le informazioni che a noi arrivano per
altri mezzi - la trasmissione Report , per esempio - ci parlano di
preoccupazioni non dell'uomo della strada ma di medici, di
sanitari, direttori di reparti, i quali dicono: siamo nella
necessità di operare in condizioni di grave precarietà .
Ora, tutto questo non è una responsabilità che noi attribuiamo a
lei o al Governo, ma abbiamo bisogno di capire in modo definitivo
quali sono tempi e numeri per superare questa emergenza; abbiamo
bisogno di alcune parole che ci permettano di uscire dalla vaghezza
e questo riguarda anche il numero di tamponi che realmente siamo in
condizione di potere utilizzare tenendo conto dei nuovi laboratori
che sono stati attrezzati.
Mi auguro che la settimana prossima sia possibile tornare qui ad
incontrarci perché ci sia una verifica reciproca continua e,
soprattutto, la possibilità di assumere, anche dalle indicazioni,
suggerimenti ed esperienze che ciascun parlamentare qui porta,
elementi che servano ad una risposta che sia sempre più celere,
sempre più pronta, perché come voi sapete accanto all'emergenza
sanitaria c'è un'emergenza alimentare che, se non ottiene risposta,
determina soltanto ansia, collera e rabbia che è quello che oggi
questa terra non si può permettere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico. Ne ha
facoltà.
Vi informo anticipatamente che, concluso l'intervento
dell'onorevole De Domenico, poiché ho personalmente un'esigenza di
andare via per cinque minuti, non essendo presenti i
vicepresidenti, dovremmo sospendere per cinque minuti esatti la
seduta.
Prego, onorevole De Domenico.
DE DOMENICO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola.
Io vorrei intervenire su tre punti ed una premessa. La premessa è
che - ripeto anche quello che è stato già detto - l'informazione,
la trasparenza e la condivisione sono elementi imprescindibili,
Presidente, perché noi non vogliamo ingerirci nella gestione, ma
vogliamo collaborare perché pensiamo di avere qualcosa da dire e
qualcosa da dare. Ma penso che oggi giovi a tutti la condivisione
delle responsabilità, perché ogni scelta condivisa è più facile che
sia accettata e noi abbiamo la responsabilità di chi ci ha votato,
la responsabilità di ascoltarli, siamo un termometro sul
territorio, specialmente chi come me occupa un posto nella
Commissione Sanità non può far finta di non sapere, deve essere
messo al corrente frequentemente.
Io ringrazio voi per tutto quello che state facendo, perché - come
lei ha detto - è un'occasione che nessuno mai poteva prevedere.
Siamo in una situazione complicata e devo dire che spesso le
risposte individualmente io le ho avute e devo dare atto di questo,
ma deve essere una collaborazione sistemica, con le istituzioni
parlamentari e, in particolare, con la Commissione Sanità .
Fatta questa premessa e proprio in ossequio a quello che dicevo,
io penso che noi oggi dobbiamo avere una visione strategica per
affrontare con una strategia di medio-lungo periodo; non è più
tempo di scelte giorno per giorno perché questa è una situazione
con cui dovremmo convivere a lungo.
Ed allora, vorrei capire gli ospedali Covid quali sono, su quali
criteri vengono scelti, se dobbiamo subire l'influenza di
personaggi di un certo tipo. E mi riferisco alla mia città in
particolare. Voglio sapere quali sono i Covid dedicati, perché
quando la gente vuole sapere se in un ospedale c'è un reparto
Covid dedicato è evidente che deve avere le garanzie di percorsi
separati.
Tutti sappiamo la difficoltà di reperire i dispositivi di
protezione, sappiamo le difficoltà e come giustamente lei chiede
unità noi lo chiediamo anche nei confronti del Governo, senza per
questo fare sconti a nessuno sulle responsabilità anche del Governo
centrale, anche del Governo centrale ed io non sono tra quelli che
ha difficoltà ad ammetterlo. Ma non è il momento delle
responsabilità, l'ha detto lei, è il momento di lavorare insieme; e
dobbiamo lavorare insieme e se abbiamo proposte da fare vogliamo
essere ascoltati.
Vogliamo capire la strategia sui tamponi ed anche sugli altri
strumenti di diagnostica. Vorremmo una cabina di regia almeno nelle
città metropolitane dove ci sono più direttori generali che spesso
hanno difficoltà a dialogare tra di loro, le limitazioni umane sono
anche in chi dirige gli ospedali.
Vorremmo che i sindaci siano maggiormente informati e sia
valorizzato il loro contributo, ma lei stamattina lo ha detto ed io
gliene do atto. Vorrei che si tenesse conto delle isole, abbiamo
tanti territori che sono isole e non le dobbiamo isolare perché la
sanità va data anche a chi è disagiato.
Ed infine, vorrei parlare degli ultimi. Gli ultimi sono quelli
delle case di riposo, sono quelli che hanno malattie mentali, l'ho
scritto; dobbiamo stabilire dei percorsi TSO nell'ambito degli
ospedali Covid ; gli autistici ed i disabili a cui in molti casi
viene negato anche la tele-assistenza per quanto riguarda lo
studio, ed infine le imprese e le famiglie. Ci sono casi di imprese
come il florovivaismo, di cui mi sono occupato, che sono una
emergenza perché questi non hanno fermato la loro attività, hanno
perso tutto il guadagno di un anno, sono rovinati Per questi ci
vogliono misure speciali. Così come misure speciali ci vogliono per
le singole famiglie e per la capacità di erogare liquidità
immediata.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Domenico. Poco fa mi ha fregato
anche l'onorevole Barbagallo che non fa parte della Commissione
Sanità né della Commissione Bilancio e si è infilato. Io,
ovviamente, non mi posso permettere di negare la presenza in Aula
di un deputato per cui l'intervento è stato gradito dell'onorevole
Barbagallo però cerchiamo per il futuro di rispettare le regole
anche perché probabilmente dalla settimana prossima credo che,
visto che stiamo facendo degli esempi, delle simulazioni,
probabilmente possiamo chiedere a tutti i deputati di intervenire
alla seduta perché aprendo anche gli spazi dietro gli spazi di
stanza obbligatoria si rispetterebbero tranquillamente quindi
probabilmente non ci sarebbero problemi.
Prima di interrompere cinque minuti, credo sia importante che
l'Aula sappia che questa Assemblea ha messo in atto tutte
(Brusìo in Aula)
Scusate, onorevole Lo Curto, Assessore, siete dello stesso
partito, vi riunite spesso
Dicevo che siamo stati i primi in Europa a sanificare il microfono
dopo ogni singolo intervento, immediatamente seguiti dalla Spagna e
poi dalla Comunità europea. Non ci risulta che in Italia ancora
questo venga fatto e dovrebbero invece farlo.
Come avete visto oggi siete stati tutti, me compreso ovviamente,
abbiamo avuto tutti questa specie di pistola in testa che ci ha
misurato la temperatura, cosa che faremo per tutti coloro che
entrano nel Palazzo fino a che sarà valida l'emergenza. Però, la
settimana prossima, onorevole Fava, noi abbiamo in questo momento,
fino ad oggi abbiamo fatto Aula praticamente tutte le settimane da
quando c'è l'emergenza tranne quella passata perché avevamo la
sanificazione del Palazzo, per cui è stato un obbligo non potere
entrare nel Palazzo mentre c'era la periodica sanificazione che,
probabilmente, ci sarà ancora tra una quindicina di giorni. Ma per
quanto riguarda la prossima settimana, ovviamente, siamo più che
disponibili a tenere le sedute d'Aula.
Sospendo per cinque la seduta e riprenderà alle ore 18.30.
(La seduta, sospesa alle ore 18.21, è ripresa alle ore 18.31)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Grazie, signor Presidente. Governo, onorevoli colleghi,
stiamo vivendo una fase delicatissima. La nostra società, la
Nazione e il Mondo intero stanno andando incontro a grandi
cambiamenti determinati dalla pandemia causata dal propagarsi del
Coronavirus.
In tutti noi vi è piena consapevolezza che quando tutto questo
finirà, molte delle nostre abitudini quotidiane, il nostro stesso
stile di vita, sarà profondamente modificato.
Alla politica, quindi, al Governo e al Parlamento, sia nazionale
che regionale, il compito di accompagnare, tutelare e sostenere i
cittadini in questi cambiamenti.
Il compito non è assolutamente facile: bisogna approntare misure
urgenti, in grado di fronteggiare l'emergenza sotto tutti i punti
di vista.
Già nella seduta del 18 marzo, ultimo scorso, il Governo, per il
tramite dell'assessore per la salute, avvocato Razza, ha
relazionato sulle misure dal punto di vista sanitario. Nella stessa
seduta, mostrando grande sensibilità e rispetto verso il
Parlamento, il Governo ha colto numerosi suggerimenti avanzati con
delle mozioni presentate dai capigruppo.
Oggi il Presidente ha relazionato sulle misure finanziarie per
fronteggiare questa epidemia. In premessa credo che un plauso vada
tributato al Governo per le misure ad oggi poste in essere: mi
riferisco, ad esempio, all'inteso tra l'Assessorato regionale
dell'economia e l'ABI Sicilia, che consente la moratoria dei mutui
contratti con il sistema bancario prima del 31 gennaio 2020;
l'intesa prevede altresì l'estensione della moratoria dei mutui e
contratti di finanziamento anche per gli enti regionali IRFIS,
IRCAC E CRIAS, così come proposto da un ordine del giorno di
Fratelli d'Italia. Ed ancora lo stanziamento di cento milioni di
Euro deliberato dalla Giunta regionale per consentire alle famiglie
disagiate di accedere all'assistenza alimentare: indubbiamente in
un momento di particolare crisi per le asfittiche risorse della
nostra Regione, che ha appena definito un piano di rientro del
debito, questa misura è veramente importante.
Torniamo al compito assegnato alla politica di accompagnare,
tutelare e sostenere i cittadini, le imprese, il lavoro e quindi
l'intero sistema. Non è un compito facile: bisogna individuare le
priorità e dare le necessarie coperture e garanzie. Nell'immediato,
l'urgenza è certamente data dalla necessità di garantire
l'assistenza alimentare ai beni di prima necessità ai Siciliani che
vivono in condizione di grave disagio economico, persone che in
questa fase emergenziale non riescono ad avere reddito alcuno,
nemmeno quel reddito di lavoro irregolare, infatti non è questo il
momento di nasconderci dietro a un dito: sappiamo tutti che una
fascia della popolazione isolana vive ancora in condizioni di
irregolarità, precarietà, e comunque oggi non li possiamo
abbandonare.
Secondo ordine di urgenza è dato dalla possibilità di garantire
liquidità alle aziende, anche attraverso le necessarie garanzie da
dare alle banche per evitare che gli imprenditori, nel disperato
tentativo di ottenere liquidità e non avendo risposte dal sistema
bancario, finiscano nelle mani degli usurai - e questo è un rischio
veramente alto.
Ottima l'iniziativa della moratoria dei mutui bancari e di quelli
con gli enti regionali IRFIS, IRCAC e CRIAS.
Credo ci sia il tempo per concordare con l'ABI le necessarie
misure da porre in essere.
Non sarà facile, in tempi di crisi, individuare i capitoli di
bilancio da azzerare per questo esercizio finanziario.
Indubbiamente i tempi di realizzazione di tanti interventi, in
tanti settori, saranno rimandati o annullati.
Da quei capitoli arriveranno le prime risorse ma l'azione di
recupero di somme andrà fatta in modo analitico, capitolo per
capitolo, e formulo qui l'auspicio affinché nessuno pensi di alzare
barricate a difesa di aree, settori e altro, così come nessuna
azione restrittiva potrà essere fatta in danno a determinati
settori per salvarne altri.
In conclusione, onorevole Presidente, chiediamo al Governo della
Regione di difendere i fondi della programmazione europea assegnati
alla Sicilia ancorché non impegnati, scongiurando il verificarsi
dell'ipotesi di un utilizzo per interventi su scala nazionale -
abbiamo tutti sentito l'intervento del Ministro Provenzano,
cosiddetto uomo del Sud'.
Chiediamo che il Governo della Regione, per quanto di competenza,
si faccia promotore verso il Governo nazionale affinché questo si
adoperi prontamente per la liquidazione dei crediti tributari,
operazione che consentirebbe ad imprese, professionisti, di avere
immediata liquidità.
Valutare l'approvazione di norme che consentono per un periodo,
anche limitato, agli enti locali delle deroghe alla possibilità di
spesa consentendo, ad esempio, il pagamento dei debiti delle
Pubbliche Amministrazioni laddove le stesse dispongano delle somme
che in alcuni casi il patto di stabilità non permette di erogare.
In questo modo si potrebbe dare liquidità a fornitori, imprese,
aziende e liberi professionisti che da tempo aspettano la giusta
liquidazione delle loro parcelle, ancora in vista di un auspicato
sblocco delle attività, norme che consentano di velocizzare le
procedure di avvio di lavori per la realizzazione di opere.
Accogliamo con favore la proposta di legge finanziaria agile, che
ha fatto il Presidente; agile, ridotta all'essenziale con l'impegno
di adottare in futuro, non appena possibile - magari con dei
collegati organici - tutte le misure necessarie per lo sviluppo
della nostra Regione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Presidente, Assessori, onorevoli colleghi, stiamo
affrontando una delle più grandi emergenze economiche - oltre che
sanitarie ovviamente - degli ultimi decenni e, a mio avviso, ci
sarà un prima del Covid e un dopo Covid dal punto di vista
economico, e andranno riviste veramente tantissime cose.
La velocità con la quale siamo entrati all'interno di questa
emergenza, probabilmente, non corrisponderà alla velocità con la
quale usciremo da questa emergenza.
Presidente, temendo che la forbice in Sicilia fra ricchi e poveri
continuerà ad aumentare, le chiedo di provare a mettere in campo
tutti quegli strumenti che, purtroppo in questo momento sono
ordinari contro un'emergenza che è straordinaria affinché la nostra
Regione ne possa venire fuori in qualche modo.
Ho preso un appunto semplicemente provando a riportare un po'
tutte le istanze che sono arrivate a noi, in questi giorni e che le
sottopongo.
L'emergenza di Riscossione Sicilia, una di quelle problematiche
che stavamo affrontando - che purtroppo si è bloccata in questo
momento - col tavolo nazionale, però, sa benissimo che ci sono
delle difficoltà nel garantire gli stipendi di più di settecento
famiglie che sono molto preoccupate in questo momento, gli stipendi
dei consorzi di bonifica, dei dipendenti dello zootecnico, ex ARAS,
che lamentano dei ritardi già da molti mesi, i tirocini dell'Avviso
20 e 22, ragazzi che hanno partecipato a dei bandi della Regione
che ancora non si vedono pagati e che, invece, darebbero
sicuramente aiuto e sostegno in questa fase di grandi difficoltà.
I fondi dei precari dei comuni in dissesto, comuni che non
riescono più a pagare i propri precari e che ad oggi invece se li
vedono decurtati.
Queste sono le preoccupazioni che ci pervengono quotidianamente.
Ma a questo, Presidente, io mi permetto di suggerirle qualcosa che
ci è venuto in mente in questi giorni. Proviamo ad incrementare il
fondo di rotazione degli enti locali, sblocchiamo questi benedetti
fondi europei.
Assessore Razza, Lei sa benissimo che la Commissione Europea ha
dato mandato allo Stato e alle Regioni di sbloccare tutti quei
fondi, e di fare una ricerca dei fondi non utilizzati, inerenti
allo T1, allo T3 allo T9 che si possono spendere immediatamente
nella sanità. Una accelerazione da questo punto di vista. Si sono
liberati, hanno dato via libera nella gestione fuori dagli accordi
di partenariato Stato-Regioni-Comunità europea, abbiamo la
possibilità di farlo e dobbiamo farlo il prima possibile.
Presidente, non un solo Euro dei fondi europei deve uscire dalla
nostra Regione. I fondi devono rimanere all'interno della nostra
Regione, devono essere spesi nella loro totalità ed il prima
possibile.
La liquidità: aumentiamo e diamo la possibilità di aumentare
liquidità per le nostre imprese. Assessore Armao, è una delle
richieste che arriva da tutti ed è quello su cui dobbiamo lavorare.
Altra cosa in merito ai fondi europei: gli OT1, gli OT3 che sono
quelli che riguardano le imprese, ci dicono che in assenza di
accertamenti dei residui non riescono a sbloccare le somme.
Assessore Armao, il prima possibile l'accertamento sui residui che
permette di pagare quelle imprese che già stanno investendo.
Sull'IRFIS mi ero già permesso precedentemente di farle questo
appunto. Ci sono delle aziende che hanno già ottenuto dei
finanziamenti europei e, quindi, hanno deciso di investire sulla
nostra Terra e che hanno necessità di avere un canale, non dico
privilegiato, ma è un canale certo all'interno di IRFIS per avere i
fondi necessari per continuare a credere e ad investire in questa
Terra.
Mi preoccupano da un punto di vista sanitario, Assessore Razza,
due presidi: quello che riguarda il presidio di Partinico, lei sa
in questo momento al centro di forti polemiche per l'assenza di DPI
ma anche di ventilatori polmonari e quant'altro, e quello di Cefalù
che, invece, da un punto di vista dei medici e di chi ci lavora
quotidianamente e anche delle istituzioni locali viene fortemente
criticata questa scelta. Le chiedo cortesemente di fare chiarezza
anche su questi due aspetti che riguardano l'intera comunità e
l'intera provincia di Palermo.
Ne verremo fuori certamente, l'invito che si può fare è di
metterci insieme a trovare delle soluzioni immediate, come quella
della legge di stabilità, immagino si modificherà solamente la
legge di stabilità e non il bilancio, in modo da portare avanti
tutte le azioni e di smettere di lavorare in dodicesimi come,
invece, purtroppo ancora stiamo continuando a fare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
non ripeterò le cose che sono state già dette dai miei colleghi,
sia delle opposizioni che di maggioranza. Molte delle cose le
abbiamo discusse proprio nella Web-conference a cui lei ci ha
invitato in vista della prossima legge di stabilità e noi siamo
qui, appunto, intenzionati a votare nel più breve tempo possibile
perché da quella legge di stabilità possa venire quella risposta
all'emergenza sanitaria, all'emergenza economica che ha investito
come uno Tsunami non soltanto la nostra Terra ma tutto il Mondo,
tutto il Pianeta. Mi auguro che non colpisca le zone più fragili di
questo pianeta perché il rischio è che potrebbe tradursi in una
ecatombe.
Ma questa emergenza, signor Presidente, ci richiama all'attenzione
e valuto favorevolmente, lo dico con tanto rispetto per chi mi ha
preceduto, valuto favorevolmente questo clima di collaborazione
sereno che c'è tra opposizione e maggioranza.
Questo perché, signor Presidente, così come io le dissi in Web-
conference, senza lo Stato e senza l'aiuto del Governo nazionale -
nei confronti del quale esprimo ogni lodevole iniziativa abbia
assunto, fino ad oggi - perché nessuno aveva nel cassetto una
risposta immediata a questa emergenza così grave.
Quindi, tutto quello che il Governo Conte ha fatto fino ad ora io
non dico che sia stato sbagliato per semplice e sterile
opposizione, ma non è sufficiente signor Presidente. E noi questo
lo dobbiamo rappresentare veramente con grande forza perché non ci
sarà legge di stabilità in Sicilia che potrà colmare le esigenze
che noi, oggi, rappresentiamo in nome e per conto di questo popolo
già martoriato dalla Storia, di grandi svantaggi che sono stati
accumulati; non possiamo permetterci, lo ha detto bene chi mi ha
preceduto, che un solo centesimo dei fondi extra-regionali possa
essere dirottato altrove, che non sia quello della Sicilia, perché
ci siano le possibilità di una ripresa economica dopo questa grave
emergenza sanitaria, che è già emergenza economica. E io davvero
sono contenta di avere condiviso l'esigenza che poi il Governo ha
materializzato con la delibera di stanziamento, - oltre con tutti
gli altri provvedimenti che sono stati intrapresi dal suo Governo e
dal nostro Governo , Presidente, mi sento questa appartenenza, come
una cosa che oggi mi lega ancora di più al vincolo di amore e di
dedizione al nostro popolo - questa dei cento milioni di Euro che,
certamente, andranno alle famiglie povere che, oggi, sono più di
quelle di ieri, e proprio in ragione di questo le chiedo, onorevole
Presidente, di invocare per noi, per tutte le famiglie siciliane
anche la possibilità di un condono tombale sui crediti che vengono
richiesti alle famiglie, perché se la crisi che già queste persone
vivevano e che non hanno neanche aderito alle rottamazioni che sono
state avviate dal Governo nazionale, immaginiamoci domani, dopo
questo momento di gravissima difficoltà che stiamo tutti
affrontando e vivendo, come potranno mai pagare? E, quindi, noi in
Sicilia abbiamo il problema della riscossione, cioè della SERIT,
ebbene è stato detto quello che è importante che si faccia per
salvare questi 700 dipendenti, 700 famiglie, abbiamo il dovere di
farlo, onorevole Presidente, io gliel'ho detto anche in Web-
Conference, non chieda la Regione in questo momento ciò che
Riscossione deve alla Regione, altrimenti non potranno essere
pagati gli stipendi dei dipendenti ma, altresì, bisogna che noi
interrompiamo e chiediamo al Governo Conte di sostenerci in tutte
le altre azioni compreso questo.
Lei le ha elencate tutte, Presidente, quindi io non le devo
ribadire ma senza questo aiuto dello Stato noi non potremo farcela,
non ce la possiamo fare, quindi non sia timido Conte, risponda
anche all'impulso di superare il debito come viene detto anche
dallo stesso Mario Draghi, si vada avanti con coraggio per
l'emergenza da guerra, un'emergenza da guerra a cui ci dobbiamo
preparare.
Ho avuto modo di apprezzare le sottolineature per tutto quel
personale che ormai tutti riconosciamo essere gli eroi in trincea,
al fronte: medici, infermieri, ospedalieri, ecco tra costoro c'è
una categoria non adeguatamente protetta e addirittura dimenticata,
ne ho parlato con l'assessore Razza in uno dei miei tanti confronti
telefonici, sono i tecnici di laboratorio, di radiologia, sul
fronte come gli altri, ma senza alcuna adeguata copertura,
assicurazione, parlo di gente che lavora per quindici euro l'ora
lorde, sono in regime di Partiva Iva, ce ne sono all'ARNAS Civico
di Palermo, che non possono transitare immediatamente a tempo
determinato, ma che si faccia un intervento del Governo in tal
senso, onorevole Presidente, perché queste persone devono essere
sottopagate, spremute necessariamente come ogni altro operatore
sanitario, ma lavorare in una condizione di precarietà rispetto al
futuro che oggi è davvero drammatica.
Chiudo con un ultima cosa: non sono medico, quindi, mi
perdoneranno anche i medici, il mondo scientifico, ma in questi
giorni mi sono confrontata con medici, infettivologi, farmacisti e
da questo mondo che certamente è più qualificato nel merito di
quanto io non lo sia, mi arriva una proposta e io ho avanzato
questa proposta anche all'assessore, ovviamente, innanzitutto che
si possa prescrivere in una fase nella quale c'è un soggetto
riconosciuto come Covid, nel senso che ha l'infezione, ha il virus,
ma non è malato, è asintomatico, con sintomi lievi, ebbene, che si
possa dare l'indicazione da parte del Governo, l'input da parte
dell'assessore Razza affinché venga somministrato il Calatron o un
generico MMG, non so neanche che cosa significhi, ma è quello che
viene somministrato quando già il sintomo è della sofferenza
polmonare, cioè con un ritardo e viene somministrato solo in
ospedale. Questo può essere somministrato dai medici di base.
PRESIDENTE. Concluda, ha già raddoppiato il tempo.
LO CURTO. Un'ultima cosa.
E' in atto una possibilità di utilizzare il Diasorin per fare un
test rapido anche a casa, ha ottenuto l'autorizzazione europea e
quindi questo Diasorin potrebbe essere anche utilizzato per
velocizzare la diagnosi di queste persone che sono a casa, in
autolimitazione della propria libertà personale e però non sapremmo
come visitarli, visto che i tamponi non si possono fare.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, cercherò di utilizzare in pochi
minuti di trasmettere tutte le cose che ho dentro. Innanzitutto mi
auguro veramente che i tamponi arrivino no presto, subito, prima,
ai comuni per poterli dare alle famiglie, su questo vigileremo, lo
abbiamo fatto in questi giorni perché non permettiamo a nessuno,
ancora, di perdere tempo e di toccare con mano, di atti concreti,
quindi mi auguro che dalle parole si passi ai fatti è che i 100
milioni arrivino ai comuni, su questo ci staremo di sopra,
chiamando i sindaci per verificare quello che hanno ottenuto, così
come abbiamo verificato quello che ha fatto il Governo centrale,
abbiamo visto che le risorse sono arrivate, il 76 per cento è già
arrivato presso i comuni, il resto per quanto riguarda la parte
alimentare è arrivata anche, quindi abbiamo, - assessore mi
scusi, sconti non ne facciamo a nessuno, in primis al Governo
regionale, di cui noi siamo opposizione - una opposizione
costruttiva, ma non sciocca - e neanche si deve aspettare i
complimenti da me, complimenti per cosa? State provando a fare la
vostra parte, male Tardiva su tante cose Perché veda, Presidente
Musumeci, lei a differenza dei governatori del Nord ha avuto un
mese di anticipo, il virus ha dato a noi siciliani questa
opportunità, ha colpito, pesantemente, gravemente le regioni del
Nord, dando la possibilità a lei, a noi, la possibilità di avere un
mese per organizzarci, e non avete fatto nulla Non siete riusciti
neanche ad organizzare un minimo di presidi sanitari di sicurezza
ai medici, che ringraziamo. Lei ringrazia Sì ringraziamo, tutti
quanti noi, li abbiamo lasciati senza mascherine, perché il suo
compito, - lei oggi ci chiede di non fare polemica - non è stato
nient'altro che di polemizzare con il Governo nazionale, su tutto
l'abbiamo seguita, giorno dopo giorno, su face-book, sui
telegiornali nazionali, lei ha preso un mese di anticipo e l'ha
bruciato, Presidente
L'ha bruciato per organizzarsi con i tamponi, lo ha bruciato per
organizzarsi sui reagenti, lo ha bruciato per organizzarsi nei
territori, dove noi abbiamo ritrovato le persone ricoverate in
ospedale, dopo 10, 15 giorni, con i tamponi persi, e dopo 6 giorni
gli esiti dei tamponi e con l'incapacità di fare una TAC, ma non
per colpa dei medici, della sua non capacità organizzativa, quella
che ha lei nominato - tanto quello che dico è all'oggetto della
Procura della Repubblica - perché sono successe cose gravi.
Quindi non complimenti, lei oggi doveva scusarsi per quello che
non è andato bene, scusarsi perché è stato ricoverato tardi,
scusarsi perché ha fatto due tamponi e sono stati persi, scusarsi
per chi è morto, scusarsi per chi è morto e forse non doveva
neanche morire. Quindi no, due minuti ha dato signor Presidente, e
me ne dà due anche a me di straforo.
Quindi, caro Presidente, non ci sono complimenti da farle,
assolutamente, e così come gli interventi alle imprese, gli
interventi alle famiglie, lei perché aveva un mese in anticipo
doveva pensarci già un mese fa, il 21 di febbraio è scoppiata
l'emergenza in Italia, e lei ora ancora si deve organizzare per
dare le risposte ai poveri, per dare le risposte alle imprese. Sì,
lo faccia, ma ha un mese di ritardo sulla sua coscienza, lei e il
suo Governo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale. E' iscritto a parlare
l'onorevole Bulla. Ne ha facoltà.
BULLA. Onorevole Presidente, intanto dobbiamo dire grazie, e non
solo gratitudine ai medici ed agli operatori sanitari che hanno
risposto con grande sollecitudine e numerosi alla chiamata alle
armi, e quindi dobbiamo dire grazie a loro per quello che
soprattutto i giovani medici che si sono offerti di dare aiuto in
un momento così difficile che il popolo italiano sta attraversando.
Questa gratitudine in più deve essere anche supportata e dare
garanzie ai giovani medici, agli operatori sanitari, a coloro i
quali sono in prima linea oggi per curare le persone e non solo nei
centri specializzati Covid ma anche nei reparti di neurologia, nei
reparti di cardiochirurgia e nei reparti di traumatologia. Ma non
bisogna dimenticare anche i reparti di oncologia, dove, appunto nei
vari day-hospital si recano le persone che hanno bisogno di cure
insostituibili e dove si tratta di persone malate che presentano un
sistema immunitario molto deficitario, e quindi dobbiamo garantire
i medici che vanno ad assistere queste persone, e come li dobbiamo
garantire, non soltanto con la gratitudine, ma per evitare loro che
possano essere contagiate da una responsabilità non dovuta da parte
di questi pazienti mediante dei presidi che ne garantiscano la non
contagiosità. Per fare questo - l'ho chiesto anche all'assessore
Razza - bisogna dotare questi medici che, con grande dedizione,
perché hanno fatto un giuramento, il giuramento di Ippocrate, che
li sottopone a curare ed interessarsi alla salute delle persone,
devono essere garantiti. Per garantire e fornire loro i presidi
necessari affinché loro non possano essere contagiati.
Quindi non solo le mascherine - si parla solo di mascherine -
occorrono le tute, occorrono gli occhiali, le cuffie, i calzari
monouso per garantire loro la non contagiosità e permettere la
continuità assistenziale a questi pazienti che ne hanno tanto
bisogno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
Scusate se d'ora in poi sarò più rigido sui tempi perché ne
mancano due, quattro, sei, otto, dieci, undici deputati, no dieci,
avevo già considerato l'onorevole Assenza.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Sammartino.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, prima
di iniziare il mio breve intervento sento doveroso ringraziare
tutti coloro i quali ci permettono oggi di essere qui ma
soprattutto, nonostante tutto, tutti coloro che in queste ore
stanno reggendo il nostro paese e la nostra regione in piedi, penso
ai medici, agli operatori sanitari, alle forze dell'ordine, ai
cassieri dei supermercati, ai coltivatori diretti, a tutti coloro i
quali in queste ore lavorano nel pubblico impiego e continuano a
svolgere la propria mansione.
Presidente Musumeci, ho ascoltato il suo intervento e credo che
oggi più che mai dobbiamo sentire tutti il dovere di sentirci
appartenenti ad un'unica maglia, ad un'unica squadra in un momento
straordinario come questo. Dal suo intervento mi auguro di avere
non compreso, forse non sentito, quella che è la sua visione che
vorrà proporre a questo Parlamento per i nuovi documenti contabili
e finanziari perché dobbiamo parlare di emergenza ma dobbiamo
parlare di emergenza guardando già al domani perché se no non
affronteremo soltanto il Coronavirus ma non troveremo più un
tessuto economico produttivo nella nostra regione capace di
rispondere a quella che sarà l'annualità in corso, tutto il 2020 e
le porte del 2021. Per fare questo credo che bisogna affrontare
anche in questi pochi minuti quello che sta accadendo nella nostra
regione che il suo governo in qualche modo sta sin da subito
cercando di affrontare. Penso al divario nord-sud tra le differenze
educative che si stanno andando a creare nelle nostre famiglie per
chi non può supportare la spesa economica né dell'acquisto delle
reti, né dei dispositivi tecnologici. Molte famiglie disagiate nel
nostro territorio che accedono all'obbligo formativo non hanno gli
ausili tecnologici per potere continuare a garantire il proprio
diritto allo studio. Penso a un welfare che va rivisto oggi più che
mai, la sfida è quella di riportare nelle case dei nostri
concittadini così come qualche bravo sindaco in questa fase sta
facendo, un domiciliarizzazione dei servizi. Vanno rivisti i patti
territoriali e i patti dei POC e dei PAC che oggi vedono coinvolti
i distretti socio-sanitari.
E' il momento, una volta per tutte, di uscire un po' dalla
pigrizia e di approfittare di questa fase straordinaria per
digitalizzare la nostra regione, forse doveva essere fatto prima,
lei ha citato una misura che l'Assessorato agli enti locali ha
attivato qualche giorno fa, è la TF5 attraverso gara Consip che sta
permettendo a 350 e soltanto a 350 lavoratori della regione Sicilia
di attivare lo smart-working, quella misura può essere ampliata
fino a 12 mila lavoratori ed oggi più che mai dobbiamo accettare la
sfida di essere un po' tutti meno pigri e ammodernare una macchina
che per troppi anni, Presidente, è stata lenta e forse non abituata
ad affrontare queste sfide. Nel tempo che ci rimane, gli sportelli
al pubblico sono chiusi, eliminiamo le pratiche che si sono
accumulate, facciamo trovare una Sicilia nel prossimo mese di
maggio e di giugno pronta per la sfida che sarà chiamata a
compiere, la sfida della normalità ma soprattutto la sfida che lei
oggi, Presidente della Regione, insieme a questo governo ha da
lanciare a questo Parlamento, la sfida di riscrivere assieme anche
una nuova erogazione del servizio sanitario regionale.
Io oggi non vorrò parlare di sanità, aspetto che arriveranno i
documenti così come annunciato da lei e sono certo che troveremo un
momento di confronto anche su questo però la sfida che oggi lancio,
Presidente, è che lei porti una ricetta a questo Parlamento perché
solo in Parlamento si può affrontare tutti assieme questa fase,
solo in Parlamento e dando dignità a questa istituzione possiamo
attraversare assieme questo deserto che per ora sembra lungo e
distante e solo insieme possiamo affrontare quella che deve essere
la visione di una finanziaria che non può essere solo emergenziale
perché se no non troveremo più la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Governo, nessuno all'inizio di questa
crisi per il Covid-19 ha trovato una libreria nella quale comprare
un manuale perfetto, di chi cioè perfettamente possa reagire
all'emergenza per questo motivo io, a nome del Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle, ribadisco la nostra piena e incondizionata
collaborazione con il Governo per risolvere i problemi della
sanità, perché sono problemi immediati, ed i problemi economici
futuri dei siciliani.
La parola collaborazione, Presidente, presuppone un intervento ed
una azione da entrambe le parti. La collaborazione è per
definizione l'intervento di entrambi. Noi ci stiamo mettendo tutto,
vi abbiamo portato qualunque tipo di proposta, di iniziativa e
l'abbiamo fatto quando? Quando abbiamo avuto le occasioni in
quest'Aula giorno 18 marzo, ma noi avremmo potuto farlo anche prima
se ci fossimo organizzati rapidamente con un sistema che può essere
mutuato da un sistema che stanno utilizzando in altre Regioni.
Vi voglio portare l'esempio della Regione Lazio. Dall'inizio
dell'emergenza ad oggi, nella Regione Lazio, il Vicepresidente
della Regione e l'Assessore per la salute incontrano i Capigruppo
in videoconferenza due/tre volte alla settimana. In quella
videoconferenza riescono a proporre anche di un'oretta, riescono a
farlo Se lo fanno in Lazio perché non farlo anche noi. E dico,
riescono a farlo e a portare delle iniziative e delle proposte che
sono valide. Mi viene in mente giorno 18 marzo, abbiamo citato la
richiesta di rimodulare la gestione dei piani terapeutici e la
consegna domiciliare dei farmaci, giorno 20 l'assessorato è
intervenuto e si è risolto un problema, un problema sanitario. Noi
abbiamo potuto farlo qui, lo avevamo proposto a luglio del 2019 ma
comunque è risolto per questa emergenza, per questo noi vogliamo
avere la possibilità - ed anche gli altri Capigruppo vi hanno
questa esigenza - di aver un continuo confronto fra le forze
politiche ed il Governo anche per queste vie brevi, perché le vie
brevi telefoniche con l'Assessore non posso portare al contributo
che può dare una intera Assemblea, rappresentata dai Capigruppo
ovviamente.
Il piano: ci presenterete stasera un piano purtroppo in ritardo,
capisco che le situazioni, non sto additando, voglio sia chiaro,
questa è estrema collaborazione. Avremmo preferito avere, anche
step by step, un aggiornamento delle informazioni riguardo tutto il
piano Covid: i Covid hospital, i covid center, non per noi, perché
noi siamo rappresentanti dei cittadini, sono i cittadini ed anche
gli operatori sanitari che vedono, nell'incertezza del loro
operato, una incertezza anche da parte di chi governa. Non è una
incertezza, io lo so che non c'è incertezza in voi ma è una
incertezza manifestata, e questa è una brutta immagine che stiamo
dando alle persone, agli operatori sanitari che devono avere in chi
guida una guida ferma, capace di reagire alle variazioni e alle
mutazioni del momento ma ferma nelle proprie decisioni. Bene, i
piani? Si può recuperare, il tempo si può recuperare. Avere questo
piano ovviamente non sarà immutabile perché nei prossimi giorni
potrebbero mutare le condizioni e quindi spero di potere aver al
più presto anche le ulteriori versioni.
Noi siamo andati ad elemosinare alle varie ASP a spizzichi e
bocconi i vari piani aziendali per capire ma non abbiamo mai avuto
un piano generale, questo è importante anche riuscire ad avere
questo tipo di comunicazione immediata. Abbiamo proposto e vi
stiamo proponendo, non avendo un rapporto diretto di questo tipo
come vi abbiamo chiesto, attraverso le interrogazioni parlamentari
e i comunicati stampa. Presidente, non possiamo chiedervi le cose
attraverso i comunicati stampa o le interrogazioni, vogliamo aver
quel momento di confronto. Abbiamo proposto di attivare al più
presto possibile le USCA, ma attivare contemporaneamente le terapie
precoci, le terapie domiciliari, ci sono delle piattaforme
informatiche disponibili per attivare anche questi sistemi a costi
bassissimi, anche se in questa fase i costi non hanno importanza. I
problemi delle squadre operative del 118? Il 118, come vi abbiamo
segnalato, non hanno abbastanza ozonizzatori per disinfettare le
ambulanze e rischiamo di avere le ambulanze ferme anche cinque, sei
ore al giorno questo sta succedendo oggi quando sono pochi i malati
di Covid, ma nei prossimi giorni potrebbero essere di più.
Non basta comprare quelle dieci lampade, ma bisogna anche
implementare le squadre operative che facciano quel servizio con i
ventilatori polmonari, noi ne abbiamo procurati alcuni perché
stiamo collaborando e ne abbiamo acquistati e ne abbiamo forniti
alle aziende. La delibera che avete appena pubblicato, ho dato una
lettura veloce, su questi cento milioni vi invitiamo a fare una
cosa, di dare linee guida direttive precise ai sindaci perché
l'utilizzo libero da parte dei sindaci rischieremmo di fare un
cattivo uso di queste somme. Io vi invito a fare questo e con delle
linee chiare, probabilmente, faremo sicuramente un buon servizio.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, Assessori, credo che oggi sia doveroso intanto
ricordare le vittime del dovere, caduti per l'adempimento del
proprio dovere. La giornata che li ricorda tutti è il 31 marzo e
oggi le nostre bandiere sono a mezz'asta, idealmente anche quelle
presenti in questa Assemblea regionale e ricordiamo innanzitutto i
caduti per il dovere e l'osservanza dei propri doveri, in
particolare per la lotta al Coronavirus. Penso di interpretare il
sentimento di tutti i colleghi.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo, per aver ricordato il 31
marzo.
LUPO. Grazie a lei, Presidente. Il Presidente della Repubblica ci
ha ricordato, ci ha invitati in questi giorni, a considerare la
lotta al Coronavirus una lotta che deve impegnare complessivamente
tutte le forze politiche. Abbiamo un grande nemico comune che è il
Coronavirus da abbattere. Ciò non toglie che c'è anche una visione,
ovviamente, di idee, una differenza di visioni e di idee rispetto a
come poterlo affrontare e sconfiggere, sia da un punto di vista
sanitario che da un punto di vista economico, cioè per gli effetti
economici che produce. Emotivamente il nostro atteggiamento in
queste settimane è stato l'atteggiamento del confronto aperto,
delle proposte, ne abbiamo formulate decine, abbiamo anche mosso
delle critiche nei confronti del Governo, perché riteniamo che, se
non è il momento di dare pagelle, però è il momento di segnalare
quelle che noi consideriamo delle disfunzioni del sistema
organizzativo sanitario, della programmazione sanitaria,
disfunzioni ed errori di programmazione che hanno, probabilmente,
reso meno efficaci le risorse purtroppo già scarse di cui il nostro
sistema sanitario dispone.
Si è parlato di tamponi, di dispositivi di protezione, lo hanno
fatto molto bene i colleghi che sono intervenuti prima di me e,
quindi, io non voglio ripetermi. Io voglio un po' schematizzare,
Presidente. Io credo che noi abbiamo il dovere di, intanto fare
funzionare - mi rivolgo, in particolare, al Presidente
dell'Assemblea condividendo l'idea che le prossime sedute possano
essere plenarie se ricorrono tutte le condizioni di sicurezza, mi
pare di poter dire che ci siano - ma insieme abbiamo il dovere di
mettere in campo due piani. Un piano serio, un piano sanitario
serio per la lotta del Coronavirus, per tutelare la salute dei
siciliani e per prevenire, ancora prima e speriamo mai per curare,
e un piano di natura economica, un piano economico per, anche qui,
prevenire, evitare che il motore produttivo della Sicilia si spenga
del tutto e per immaginare strumenti efficaci per la ripresa. Io
penso che questo sia il compito fondamentale che questo Parlamento
ha. Un piano sanitario e un piano economico. Quando dico piano
economico, evidentemente, mi riferisco alla legge di stabilità e
alla legge di bilancio. Apprezziamo che il Governo, rispondendo
anche ad una precisa richiesta dei Gruppi di opposizione, abbia
dichiarato il ritiro degli strumenti finanziari fin qui presentati
perché, oggettivamente 66 articoli di un disegno di legge oramai
superato dalla storia non hanno senso.
Bisogna fare una finanziaria snella, una finanziaria di emergenza,
una finanziaria per dare le risposte che servono. Però Presidente,
su questi due punti, il nostro giudizio politico ad ora non può che
essere sospeso, perché ad oggi questo Parlamento non ha né un piano
sanitario, né un piano economico. Cioè non abbiamo né bilancio e né
finanziaria.
Ci auguriamo di potere contribuire alla definizione, sia del piano
sanitario nel distinguo delle responsabilità, voi come Governo e
noi come opposizione e, ovviamente, anche di poterci confrontare
per le misure di natura economica.
Per quanto riguarda la sanità. Hanno detto bene i colleghi che mi
hanno preceduto. Noi abbiamo bisogno di conoscere punto per punto,
nel dettaglio cosa prevede il piano sanitario, dove sono gli
ospedali Covid, come sono organizzati, quanti posti letto ci sono,
perché queste sono le domande che fanno i cittadini, che fanno i
Sindaci. Ora, io credo che è urgente disporre quanto prima intanto
per poi approfondire il tema in Commissione Sanità e poi,
ovviamente, anche in Aula e altrettanto potere fare rispetto ai
disegni di legge di natura economica.
Vedo che l'Assessore Razza si spazientisce, non penso di avere
detto nulla che non sia vero, lei stesso, signor Presidente della
Regione, ha parlato di un piano a più fasi modulato rispetto
all'andamento della curva epidemica. Vorrei dirle che noi non
conosciamo alcun piano a più fasi così come sappiamo le ASP hanno
già predisposto step 1, step 2, step 3, lo sappiamo per sentito
dire, non conosciamo esattamente qual è la previsione della curva
epidemica del contagio, sennò che avete annunciato un picco entro
il 15 di aprile. Io credo che sia necessario approfondire questi
temi.
Concludo con il riferimento alla proposta dei 100 milioni, perché
questa è una proposta importante per i Comuni. Io credo che
dobbiamo dare un po' di flessibilità ai Comuni sull'utilizzo di
queste risorse, chiaramente per spese assolutamente necessarie, ma
non credo che dovere pagare la bolletta della luce possa essere una
spesa meno necessaria di mangiare, perché se non si accende la luce
e non si paga la bolletta del gas non si può neppure cucinare.
Io penso che bisogna dare un po' di flessibilità ai sindaci,
magari con una tranche futura, il 25% è già stata anticipato, ma
credo che una parte di queste risorse debbano essere dedicate.
Dedico un pensiero conclusivo, e mi affido all'Aula e al Governo,
dicendo che noi abbiamo presentato tre ordini del giorno che
sintetizzano le nostre proposte. I Comuni a zone rosse, Agira,
Villafrati, Salemi, Troina, penso che meritano un'attenzione
particolare, sia dal punto di vista sanitario che economico e i
soggetti deboli. I giovani, penso a quanti non sono più in grado,
essendo fuori sede, di pagare l'affitto per continuare gli studi
universitari. E' un fatto serio perché le famiglie non lavorano e
non hanno più la possibilità di mantenerli. Agli anziani con la
dovuta attenzione e ai disabili, che io penso meritano la massima
attenzione, perché tenere in casa 20 giorni i ragazzi disabili è
una impresa a volte impossibile.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo. In proposito comunico che
questo Palazzo il 2 aprile, come ogni anno, prenderà il colore blu
dell'autismo, perché ricordiamo anche quest'anno questo altro
problema enorme che c'è in tutto il mondo.
In questo momento, la sera, questo Palazzo è dipinto di bianco,
rosso e verde. Il Quirinale lo farà da domani, noi lo abbiamo
anticipato, e il 2 aprile da bianco, rosso e verde diventerà blu
per la lotta all'autismo.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò.
ARICO'. Signor Presidente, Signor Presidente della Regione,
Governo, non possiamo che essere soddisfatti fino ad oggi di tutta
l'organizzazione messa in piedi dal Governo Musumeci, dal nostro
Presidente, dall'Assessore Razza, dall'Assessore per l'Economia,
dalla Protezione civile e, al di là delle battute che ci sono state
prima da questo pulpito, di questo mese di vantaggio, non solo ne
stiamo vedendo i frutti ma, purtroppo, il primo in Italia è stato
proprio il Presidente della Regione Nello Musumeci, che quando lo
ebbe a dire, fu tacciato quasi come uno che non sapeva quello che
diceva. Addirittura anche alleati di questo Governo regionale
ebbero a dire la parola inadeguato , salvo poi scoprire,
purtroppo, che tutte le cose che lui aveva preannunciato per la
nostra Regione, per il nostro Stato e per l'intero mondo, si sono
avverate e si stanno purtroppo avverando.
E già da allora - ricordo al Conferenza Stato-Regioni del 4 marzo
- in cui il Presidente chiedeva con forza le misure per accelerare,
misure non solo di contenimento, quando ebbe a dire ai ragazzi del
nord ritornate con calma, se non proprio strettamente necessario .
E anche gli operatori del settore turismo dissero ma che cosa sta
dicendo il Presidente della Regione. Non ci vuole fare lavorare
Ebbe a dire rinunciamo a due tre settimane di bassa stagione per
recuperare l'estate.
E oggi quello che leggo dai giornali è un grande ottimismo. Grande
ottimismo, però, che non ci deve fare abbassare la guardia. Noi
dobbiamo utilizzare ogni mezzo di comunicazione affinché si dica
con forza di rimanere a casa.
Oggi leggevo proprio in un quotidiano nazionale che, addirittura,
la normalità per la Sicilia sarebbe prevista per il 14 aprile. Non
so se lo avete letto. Io non oso immaginare gli effetti
catastrofici che potrà causare questo articolo nell'opinione
pubblica e per il sistema sanitario e per l'incolumità di ciascuno
di noi La gente sarà convinta che giorno 15 aprile potrà uscire di
casa e potrà ricominciare probabilmente a vivere la vita che viveva
qualche mese fa. Niente di più falso e niente di più sbagliato.
E allora non possiamo che ringraziare, come ha fatto il Governo e
il Presidente Musumeci, tutti gli operatori del mondo sanitario,
dei Dipartimenti della protezione civile, dell'Assessorato della
sanità, l'assessore Razza, col quale il nostro Gruppo parlamentare
si relaziona ogni giorno per cercare di dare il proprio contributo;
e ringrazio i colleghi che con grande dedizione da casa, e dove lo
possono fare dall'ufficio, dal Gruppo parlamentare, riescono a
portare avanti le proprie proposte e le proprie iniziative.
Però vorrei Presidente, oggi, trarre spunto sempre da un
quotidiano nazionale e leggere uno stralcio di un articolo che oggi
viene pubblicato in prima pagina: Ho tre negozi e mi ritrovo con
20 euro in tasca. A settembre aveva festeggiato i cinquant'anni di
attività. Cinque mesi dopo si ritrova con 20 euro in tasca, debiti
per 40 mila euro, e l'incubo di non sapere come dare da mangiare ai
figli. Ho un mutuo per il mio negozio, il terzo della nostra
catena. Il 13 marzo sono andato in banca per chiedere la
sospensione delle rate. Mentre parlavo, il direttore mi ha
addebitato quella di marzo mandandomi in scopertura.
E' una vergogna Dobbiamo parlare di queste cose, colleghi Perché
dal punto di vista sanitario tutto quello che sta facendo la
Regione, coi mezzi che ha, lo sta facendo bene Dobbiamo dire
invece, tutti insieme, al Governo nazionale cosa si dovrà fare dopo
per la ripresa, perché poi moriranno i nostri concittadini per
fame, dopo che è una vita che lavorano onestamente E sappiamo,
cari amici che fanno parte anche della Commissione antimafia, che
purtroppo la mafia, come riporta oggi una relazione dei ROS,
sfrutta questi meccanismi di debolezza pubblica.
Alla fine, quando sarà tutto risolto - perché ci auguriamo
Presidente Musumeci che sarà risolto presto, è questo l'augurio che
facciamo a tutti noi - il malaffare e la malavita organizzata si
annideranno sulle insoddisfazioni di questa società. Allora
interveniamo subito
Abbiamo sentito proprio in Conferenza fatta con i Capigruppo della
coalizione di Governo, con il vicepresidente Armao, tutti, le
iniziative che stanno mettendo in campo, per non parlare dei cento
milioni di euro, che ritengo uno sforzo enorme. Non possiamo che
essere anche favorevoli, Presidente, il Governo tutto, alla
proposta che facciamo anche nostra, dell'onorevole Lupo, dicendo
per noi la bolletta elettrica, probabilmente, o anche la
possibilità di pagare il gas, è al pari di quella di potere fare la
spesa. Ma credo che era già questa l'intenzione del Governo,
cercare di modulare la delibera, proprio per spendere una parte dei
fondi.
Noi abbiamo presentato una mozione, Presidente, però dobbiamo
assolutamente ripartire. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno.
Mi riferisco alle partite Iva, mi riferisco a quanto detto dal
Presidente Musumeci che, per primo, ha parlato del meccanismo
commerciale che purtroppo identifica anche zone come la Sicilia in
cui assegni post datati, accesso al credito sommerso, parliamo
anche delle piccole partite Iva, dei piccoli imprenditori che non
hanno sfruttato, utilizzato il reddito di cittadinanza, e che oggi
si ritrovano a non potere sfamare le proprie famiglie.
Siamo sicuri che il Governo, con le proposte dal punto di vista
economico, cercherà di fare la sua, possiamo essere orgogliosi di
quanto fatto oggi dal Governo, per quanto riguarda l'emergenza
sanitaria.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Presidente, abbiamo accolto con favore il ritiro della
finanziaria da parte del Governo, anche perché era l'unica cosa da
fare in questo momento.
Ci troviamo in un momento storico - quantomeno negli ultimi cento
anni non c'è mai stata, l'ultima volta è stato per la spagnola'
negli anni '20 - ora nell'era attuale, era del digitale, era della
globalizzazione ci ritroviamo in una situazione mai avvenuta prima
dove il contagio è molto più veloce rispetto a tanto tempo fa,
perché le persone si spostano molto di più.
Volevamo chiedere - ma lo ha già fatto il Governo - il ritiro
della finanziaria, anche perché dobbiamo fare una finanziaria
subito. Accogliamo con favore questa cosa, vogliamo però sapere
quando arriverà questa finanziaria.
Vorrei fare notare quanto successo in questi giorni.
Siamo passati dalla prima settimana in cui erano tutti chiusi,
facevano flash mob, cantavano sui balconi, erano tutti felici, poi
la seconda settimana c'è stata una settimana un po' più morbida,
ora si cominciano a percepire le tensioni sociali invece.
E se le tensioni sociali ci sono in quelle fette di popolazione
che tirava a campare, tutti i giorni cercava di trovare un
lavoretto, e faceva qualcosa per portare da mangiare a casa, o
quelli che lavoravano in nero - perché purtroppo è forte questo da
noi - si aggiungono le partite Iva, tutte categorie che cominciano
a entrare in sofferenza.
Se mettiamo in sofferenza anche quelli che devono percepire lo
stipendio, o che sono diretti interessati, legati al bilancio
regionale, andiamo ad aggravare, anche dal punto di vista emotivo,
una situazione pazzesca.
Questo è un appuntamento con la storia e si vince - mi riferisco
all'Assessore che già c'era nel 2008 quando c'era la vecchia crisi
finanziaria - abbattendo la burocrazia.
Il piano non lo facciamo noi, lo fanno spesso i burocrati, però
noi ce ne prendiamo le colpe. Un giorno queste persone cercheranno
noi, verranno a cercare noi a casa per chiedere conto e
soddisfazione delle criticità che ci sono.
Dal punto di vista finanziario, chiederei più attenzione,
Assessore, per quanto riguarda gli artigiani che non sono iscritti
all'FSBA, fondo particolare a cui alcuni di loro sono iscritti,
accelerare sull'Avviso 20 e 22 - lo ha detto prima il mio collega.
I bandi europei facciamoli più seriamente, che possano coinvolgere
più persone possibile, senza cucirle addosso a nessuno, perché
dobbiamo redistribuirla quella ricchezza una volta per tutte.
Quanto alle ZES, acceleriamo su queste, perché possano essere
ossigeno e tante altre cose.
Volevo concludere parlando di quanto successo all'ASP di Siracusa,
quanto successo al dottore Rizzuto, i pochi accorgimenti che non ci
sono stati.
Assessore, è da sette anni che scrivo che in quell'ASP c'è
qualcosa che non va e, ovviamente, non dipende spesso dai direttori
generali, che oggi ci sono e domani se ne vanno. Dipende da altro.
Ci vuole più attenzione, perché in questo momento storico
particolare, dove veramente i migliori possono salvare le vite
delle persone, dobbiamo cercare di essere più coordinati, stare
attenti ad ogni minimo dettaglio e cercare di non fare accadere
quello che è accaduto.
Maggiore attenzione, perché ne va della vita dei nostri
concittadini. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cappello. Ne ha
facoltà.
CAPPELLO. Signor Presidente, Assessori, onorevoli colleghi,
Presidente Musumeci io ho sposato immediatamente il suo invito a
non fare polemica, perché è giusto che sia così. Questo è il
momento dell'unità, questo è il momento durante il quale tutte le
forze politiche devono unirsi verso il medesimo obiettivo che è la
guerra al coronavirus.
Presidente, me lo lasci dire anche con affetto, ma pretenderei
anche da Lei che facesse meno polemiche con il Governo nazionale,
perché - mi creda Presidente - non giovano a nessuno e non giovano
meno che meno ai siciliani. Può anche dissentire, lo capisco, ma mi
permetta di esprimere il mio punto di vista.
Assessore Razza, in questo momento non è mancata la fase della
relazione personale tra i componenti della Commissione e Lei. E'
mancato, purtroppo, il piano della relazione istituzionale,
nonostante la Commissione abbia rassegnato più volte la propria
assoluta ed incondizionata disponibilità.
Assessore, Lei sa che l'ASP di Catania è stata una fra le prime a
mettere in piedi, sostanzialmente, il piano che non conosciamo, ma
di cui ci siamo dotati, telefonando ai direttori generali, per
carità. Però, Assessore, non è possibile che alcune aziende anche
nel catanese oggi siano fortemente in ritardo su quelle
indicazioni, così come non è possibile che siamo indietro ancora
sui dispositivi di protezione individuali, sull'implementazione del
personale.
Consentite ai centri, come per esempio quello di Caltagirone, che
finalmente ha avuto riconosciuta la dignità di centro di
riferimento di processare i tamponi direttamente e, assessore,
siccome quello può essere, a mio avviso, grazie alle
professionalità a cui noi siamo grati, e mi riferisco a tutte le
professionalità di quell'ospedale, così come a tutte le
professionalità di tutti gli ospedali, di continuare a potere
essere un modello.
Se per esempio nell'ospedale Santo Pietro, nell'ospedale Gravina
di Caltagirone, poteste dedicare lo stesso, in parte o in tutto,
come centro dove ricoverare i pazienti che magari clinicamente
guariti non hanno più bisogno della struttura Covid, ma hanno
bisogno di cure domiciliari, che in realtà potrebbero essere
fornite direttamente in quel centro. E così via dicendo.
Il tempo del giudizio sarà quando questa crisi sarà finita.
Noi ci auguriamo che gli interventi economici da parte dello
Stato, che c'è, uniti a quelli della Regione, che adesso vedremo, e
a ciò che sarà attrezzato, possa dare la risposta che i siciliani
meritano. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Onorevole Presidente della Regione, noi abbiamo
apprezzato innanzitutto il suo stile in questi giorni, e siamo,
come Italia Viva e credo anche come forza di opposizione,
assolutamente d'accordo contro chi aizza, contro chi grida, contro
chi provoca. In questo momento, questi comportamenti non fanno
parte del nostro stile, e questo ci accomuna, e noi questi
comportamenti li disprezziamo profondamente.
Abbiamo apprezzato i contenuti. Lei ha accolto quasi tutte le
nostre istanze, che erano istanze evidentemente di buon senso,
erano cose che probabilmente condividevano tutti e, quindi, non
abbiamo inventato proprio nulla, non dobbiamo metterci medagliette
su nulla, però non era scontato né il tipo di dialogo e né la
conclusione di oggi.
Certo, attendiamo di leggere il piano sanitario che ha redatto
l'assessore Razza, per poi entrare nel dettaglio delle valutazioni
e potere al limite esprimere qualche suggerimento. E sappiamo,
siamo certi, perché lo abbiamo notato in queste settimane, che il
sistema sanitario, ad oggi, fortunatamete ha retto, e non è una
cosa scontata.
Certo, assessore, ce lo siamo detti in video conferenza insieme al
Presidente, questi tamponi devono essere fatti a tutti i sanitari,
subito, devono essere fatti a tutti i cosiddetti rientrati , li
abbiamo chiamati così, subito, perché dobbiamo capire come bloccare
i fenomeni che possono scapparci dalle mani, e come anche
monitorare.
Così come i presidi debbono essere dati velocemente, perché le
sacche di insofferenza dentro gli ospedali tra i soccorritori, gli
infermieri, i sanitari ovviamente i medici, obiettivamente ci sono
e però la perfezione in questo momento non la possiamo neppure
pretendere.
I provvedimenti, bene, signor Presidente, per i cento milioni, è
la prima risposta forte, impattante che fa la differenza, perché i
cento milioni, se arriveranno prima di Pasqua, saranno un segnale
fortissimo, emblematico, simbolico, che rimetterà nelle condizioni
anche di riannodare un rapporto di fiducia con il popolo, e non
soltanto con i beneficiari, ma anche con chi non è beneficiario che
osserva, guarda e giudica, e giudica bene.
Per quanto riguarda le bollette della luce, ha ragione l'onorevole
Lupo però se noi, qui manca oggi l'assessore Scavone, liberassimo i
fondi, quelli che diamo già ai servizi sociali e che sono dedicati
ad altre cose, perché oggi sono evidentemente di minore impatto ed
emergenza, forse potremmo fare l'uno e l'altro bene anche nelle
due, tre tranche che ha detto lei, perché dare una garanzia di
sussistenza per due, tre mesi non è male.
Certo dobbiamo sospendere subito tutte le tasse che possiamo
sospendere regionali, le tasse locali dei comuni, non so se ci
penserà lo Stato, ma noi intanto mettiamoci avanti con le cose, i
canoni irrigui, è stato detto prima, vanno sospese queste cose,
vanno sospesi i pagamenti con tutti gli enti finanziari, fino al
31/12, quindi, Crias, Ircac e Irfis, e vanno sospese le
rateizzazioni con Riscossione fino al 31/12, questo si aspetta la
gente, e si aspetta la proroga di tutto quello che si può prorogare
in termini di prassi amministrativa, diamo tempo e
sburocratizziamo, anche questo ho sentito ed è giusto così
Dopodiché, il bilancio che deve arrivare in Aula deve essere un
bilancio in sicurezza, perché adesso non sappiamo più con il Pil
che cala quale saranno le entrate e, quindi, se già non ci sarà un
grosso sbilancio, asciutto e senza fronzoli, senza feste, festini,
patrocini e via dicendo, e una Finanziaria con pochissimi articoli,
signor Presidente, tutto sull'emergenza, tutto mirato, tutto che
deve metterci nelle condizioni di non dover presentare neppure un
emendamento e approvarlo, se ce la facciamo in mezz'ora, in
quest'Aula.
Poi dopodiché il reperimento dei fondi extra - regionali che avete
già fatto per i cento milioni, per dare sostegno alle famiglie in
maniera importante, sia un bonus sia l'idea che ha suggerito
l'onorevole Cracolici, non lo so, quello che riterrete più giusto
purché sia un segnale tangibile, così come il sostegno alle imprese
in conto interesse attraverso l'Irfis, perché quello è il modo che
può eludere le garanzie bancarie che oggi ovviamente le banche,
l'abbiamo già detto, l'ha detto prima l'onorevole Aricò, le banche
al contrario probabilmente faranno gli aguzzini.
Siamo al suo fianco anche sulla battaglia soprattutto con, non
contro, con il Governo centrale, per avere riconosciuto quello che
è stato riconosciuto alle altre Regioni, e cioè il rinvio dei
famosi 450 milioni di mutuo che noi dobbiamo allo Stato, ma che
forse se li daremo l'anno prossimo forse è la cosa più giusta, non
vedo per quale motivo debbano esserci due pesi e due misure, in
questo momento la Sicilia, credo, che meriti anzi una corsia
accelerata.
Gli ordini del giorno che abbiamo presentato, e che poi lei vedrà,
contengono più o meno tutte queste misure, compresi i 450 milioni
e, nel darle fiducia, sostegno, tutto quello che oggi può servire,
signor Presidente, signori assessori, Armao e Razza, mi raccomando
andiamo avanti e cerchiamo soprattutto di distinguerci, perché non
alziamo la voce, perché non facciamo polemiche inutile, ma perché
anzi tranquillizziamo la gente e siamo i primi a smontare e a fare
sopire polemiche che potrebbero divampare, perché qualcuno può
avere piacere a far divampare soltanto per fare il proprio gioco.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo della
Regione, alcune battute che si aggiungono tra l'altro all'ordine
del giorno che abbiamo presentato come Gruppo parlamentare
nell'ultima seduta del 18 marzo, oggi ne presentiamo tre, una è ad
impatto sanitario, una ad impatto economico e l'altra sulle
politiche attive del lavoro.
Ma non leggerò, le descriverò brevemente per rientrare spero nei
tre minuti assegnati.
Certamente, sul piano della Sanità dobbiamo accelerare per quanto
riguarda i tamponi, avevo proposto il 18 marzo. Vero è Presidente,
che probabilmente immettere nuove metodologie dall'utilizzazione
dei tamponi danno dei falsi positivi o dei falsi negativi, a
seconda come si vogliano leggere, però se mettiamo in conto i falsi
negativi, sono il dieci per cento, se succede che su 100 ne
troviamo 10 però ne abbiamo saltati 90, abbiamo eliminato una
popolazione, perché è questo quello che ci viene richiesto in
maniera importante.
Così come mi permetto di evidenziare sull'utilizzazione, come sta
avvenendo nelle altre Regioni, di questa famosa metodologia delle
maschere da Declaton che potrebbero essere utilizzate appunto per
favorire una ventilazione, così come per quanto riguarda i medici a
cui va , non solo ai medici, agli infermieri, tutto l'apparato
sanitario del 118, a cui va il nostro plauso, Presidente, dobbiamo
pensare ad una patologia che si sta avviando, quella delle cause,
gli sciacalli non mancano mai.
Dobbiamo proteggere questi nostri fratelli che si sono impegnati,
non si sono risparmiati, dalle cause civili e penali, lo dobbiamo
proporre al Governo nazionale per una norma ad hoc depenalizzante.
Sì Presidente, depenalizzante.
Ma noi, come Governo, dobbiamo provare ad istituire un fondo che
li garantisca per le tutele, non solo sul piano civile, ma anche
per le tutele immediate: l'avvocato che si debba mandare a chiamare
per potersi difendere, questo Presidente, lo dobbiamo mettere nelle
cose
E per quanto riguarda invece i cento milioni, Presidente, occorre
che vengano date delle linee guida certe, non dobbiamo avere fughe
in avanti a macchia di leopardo, non dobbiamo avere fughe di
sindaci che magari per una visibilità maggiore, che magari, poi è
una ricaduta, non di quella che ci stiamo aspettando, e per carità,
eventualmente, nei comuni dove questo non dovesse essere
sufficiente, è chiaro che dobbiamo fare un'ulteriore stazione di
denaro.
Un'ultima cosa, sulle politiche del lavoro. Proviamo a pensare
che le politiche attive del lavoro che consentono eventualmente un
intervento lavorativo dei soggetti dipendenti e professionisti che
in questo momento hanno perso il lavoro. Anche in termini di
sussidio.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Presidente, serve
un cambio di passo.
E' indubbio lo sforzo del Governo regionale, per certi versi
apprezzabile, ma necessita a mio avviso una rimodulazione di
visione, un'accelerazione.
Qualvolta sono necessari anche gesti eclatanti nei confronti del
Governo centrale, oggi direi generatore a raffica, automatico, di
decreti che vanno ad integrare le falle o le dimenticanze del
decreto precedenze.
Noi oggi, e parlo anche a nome del mio Gruppo parlamentare, anche
se lo ha fatto in maniera egregia il nostro Presidente, Nicola
D'Agostino, stiamo affrontando un'emergenza, e nell'affrontare
vogliamo con lei collaborare evitando spinte populistiche, evitando
strumentalizzazioni di masse, evitando, se il caso, anche qualche
lettura di preghiera in qualche talk show televisivo o
rappresentazioni teatrali su Facebook.
Non fanno altro che distogliere, a mio avviso, l'attenzione da un
vero e reale problema che oggi stiamo vivendo tutti, che è il
problema della sopravvivenza in Sicilia, oggi, caro Presidente.
Questa è una spettacolarizzazione che a me non piace, non piace
al mio Gruppo parlamentare che è il Gruppo della proposta, non il
partito della protesta.
Personale Sanitario. Il personale sanitario oggi è in prima
linea, l'assessore Razza, sta svolgendo un lavoro straordinario,
anche se è sotto organico, ma deve essere supportato con azioni
miranti.
Mancano ancora i dispositivi di protezione, assessore, da lei
oggi mi aspetto una confortante relazione in merito a queste
vicende. I medici di famiglia, i pediatri di libera scelta non
lavorano in condizioni di sicurezza. La scorsa volta avevano detto
che noi dovevamo fornire i dispositivi di protezione individuale,
ed ancora non è arrivato nulla.
Il personale Seos 118 sta svolgendo un lavoro egregio. Il
personale SAS, e vorrei esprimere un plauso anche ai PIP di
Palermo, che all'interno delle strutture sanitarie stanno svolgendo
veramente un lavoro eccellente, in particolar modo al Civico di
Palermo. E ogni giorno arrivano però giustificate lamentele da
parte del personale sanitario. Assessore, se c'è una disattenzione
da parte del Governo centrale, noi siamo con lei a battagliare e se
è il caso anche ad incatenarci a Roma per affrontare queste
emergenze.
Assessore Armao, avevo preparato un intervento più lungo, ma
avendo tre minuti devo fare soltanto in maniera schematica qualche
proposta. Risorse, secondo me bisogna utilizzare le risorse PO FESR
2014-2020, nonché le risorse relative all'utilizzo degli avanti per
le spese correnti di urgenza, lo prevede l'articolo 109 del decreto
legge 17 marzo n. 18. Dopo di che, per trovare ancora la liquidità,
e trovare ancora risorse l'articolo 111, sempre dello stesso
decreto, prevede la sospensione della quota capitale dei Comuni
delle Regioni.
Il Governo regionale apra una trattativa con gli istituti bancari
per la sospensione del pagamento della quota capitale in scadenza
nell'anno 2020, e posticiparla all'anno successivo. E' necessaria,
a mio avviso, una estensione dell'accordo Regione ABI Sicilia sulla
moratoria mutui, di un'emergenza, cioè un caso eccezionale.
Sospendiamo i mutui fino al 31 dicembre del 2020. Aumentiamo le
linee di credito, caro assessore Armao.
La Regione deve fare da garante, come diceva poc'anzi il mio
collega Cracolici, nella misura del 40 percento - e ho finito - del
fatturato dell'anno precedente, e mi riferisco alle piccole e medie
imprese, sosteniamo l'azione del turismo, delle imprese, e concludo
- Presidente, questo lo rivolgo a lei - il mio invito. Non
permettiamo soprattutto che il Governo centrale faccia cassa a
spese del Sud. Nessuno si deve permettere di utilizzare i fondi
strutturati assegnati al Sud per l'emergenza sanitaria nazionale.
Questo lo rivolgo a lei, il mio invito, Presidente, di battagliare
e di lottare.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tamajo.
E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
Poi, alla fine dell'Aula vi dirò pure per le Commissioni cosa
abbiamo stabilito, perché si possano cominciare a fare le sedute di
Commissione.
LA ROCCA RUVOLO. Grazie Presidente. Sto prendendo la parola
proprio per questo motivo. Presidente della Regione e assessori.
Allora, volevo intanto ringraziarla, Presidente, per aver dato al
Parlamento ed alla Commissione Salute che rappresento, mi auguro in
maniera degna, la possibilità di un confronto. La Commissione ha
cercato sempre di collaborare col Governo.
PRESIDENTE. Onorevole Sammartino, la prego. Perché purtroppo
urlate. L'Aula è vuota, e ogni vostra parola rimbomba in maniera
incredibile. La ringrazio. Prego onorevole.
LA ROCCA RUVOLO. Grazie, Presidente. Di portare il proprio
contributo. Lo ha fatto anche la settimana scorsa quando ha chiesto
la sua presenza in Aula, non in Commissione. Non avremo mai chiesto
la sua presenza in Commissione così, senza averla concordata.
Voglio puntualizzare questo aspetto, perché non vorrei nascessero
equivoci, quando alla base l'equivoco non c'era assolutamente.
Detto questo, voglio dire per altro, che la Commissione oggi si è
riunita perché eravamo in attesa di poter avere la relazione rete
Covid, che l'assessore aveva, in qualche maniera, preannunciato. Di
fatto l'abbiamo vista oggi pomeriggio. Va bene lo stesso.
E' ovvio che, se i commissari lo ritenessero opportuno,
chiederemmo un confronto su questa rete. Questo lo dico proprio in
virtù di quelli che sono i poteri della Commissione, cioè i poteri
di indirizzo e controllo che pur in questo momento di crisi di
urgenza, di tutto quello che può nascere e quindi su questo volevo
dare la massima della disponibilità per quello che la Commissione
può fare, e ha il potere di fare.
Abbiamo con l'assessore avuto un incontro, come hanno ricordato
precedentemente i colleghi in assessorato, abbiamo cercato di
interloquire per quello che è possibile. Oggi questo confronto dà
la possibilità alla Commissione di capire anche quali sono gli atti
successivi che si sono messi in atto. Detto questo voglio anche
aggiungere, per quanto riguarda il discorso con i territori, poco
fa veniva fuori questo argomento, bene, purtroppo sta succedendo
nel nostro territorio e in alcune Asp in particolare, che la
nascita di centri Covid abbia creato allarmismo, questo allarmismo
da un lato può non pregiudicare assolutamente l'azione, dall'altro
lato si creano, diciamo così, tensioni.
Per esempio, ne dico una per tutte, abbiamo ricevuto dalla
Fondazione Giglio di Cefalù questa preoccupazione, allora io credo
noi siamo la parte politica quindi è ovvio che la parte tecnica
avrà valutato quali sono i percorsi e, sicuramente sono percorsi
isolati, motivo per cui quei reparti possono sorgere, però credo
che in questo momento il confronto con i sindaci, così come ha
fatto l'altro giorno l'assessore con i sindaci dell'agrigentino,
forse può aiutare a chiarire molti passaggi.
Magari quello che arriva, così come detto dalle lettere che ci
sono arrivate stamattina, dai comunicati stampa che si vedono
recapitare magari dalla direzione delle varie Asp, che si limitano
purtroppo, e questo è un dato assodato, ad una comunicazione che a
volte pecca proprio di chiarezza, pecca di rassicurazioni, per cui
da un punto di vista di recezione, sia i sindaci da un lato che la
popolazione dall'altro, percepisce solo preoccupazione, questo lo
voglio dire perché le lettere o le note che abbiamo ricevuto in
Commissione vanno in questa direzione.
Io credo che quando la gente è informata è come la conoscenza,
quando conosci, la paura diminuisce, ecco, io credo che in questo
momento la non conoscenza sta portando ad una eccessiva paura.
Questo da un punto di vista di comunicazione e di politica, da un
punto di vista poi tecnico, sarà il Governo a decidere quello che
deve fare, assolutamente nessuno vuole mettere bocca.
Però, mi viene da dire una cosa, per parlare per esempio dell'Asp
di Agrigento, se nell'Asp di Agrigento a fronte di cinquecento mila
persone in questo momento abbiamo sette posti disponibili per
terapia intensiva, è ovvio che la preoccupazione la gente ce l'ha,
è ovvio che il sindaco, che è la prima autorità sanitaria, viene
investita, non è cattiveria, né vuole essere uno contro l'altro, è
un dato di fatto ed è la concretezza di ogni giorno. Peraltro,
dico, Sciacca è stato uno dei primi presidi ospedalieri dove
proprio si è sviluppato il contagio da Covid-19 e oggi, ancora
oggi, in una cittadina di Sciacca altri cinque contagi che hanno
origine da quel contagio, diciamo così, del paziente numero 1.
Ecco perché poi in comunità dove i numeri sono limitati, la paura
aumenta, e molte volte non riusciamo neanche a controllarla quindi
io, in questo senso, voglio spezzare una lancia nei confronti dei
sindaci perché questo accade. No Presidente, devo finire.
L'altra cosa che volevo dire era grazie da un punto lo dico ora
e quindi questo per quanto riguarda la Commissione totale
disponibilità, massima apertura, l'abbiamo sempre avuta, siamo
disponibili a lavorare, a venire, ora il Presidente ci dirà come,
ma io già la settimana scorsa l'avevo in questo senso, diciamo,
coinvolto, per dire proprio noi vogliamo esserci, la gente sta
aspettando, la gente ci chiede cosa state facendo , è giusto che la
politica sia nelle condizioni di dare delle risposte.
La voglio ringraziare a nome dei sindaci per tante cose, la cosa
più piccola perché i cento milioni è veramente quello che è stato
la disponibilità dei cento milioni non ha precedenti, a fronte di
un Governo che ne ha messi quattrocento per tutta la nazione
quindi, voglio dire, questo è un dato di fatto, e credo che a
questo Governo verrà riconosciuto da tutte le parti, però per una
piccola invece cosa che ai Comuni ha dato un sollievo, ed è stato
il contributo per la sanificazione, perché sulla sanificazione
siamo stati investiti tutti i sindaci da parte dei cittadini ogni
giorno.
Se oggi il contagio in Sicilia è ridotto, i sindaci hanno fatto
una grossa parte, perché tenendo in casa le comunità, cercando con
tutti gli strumenti di non farli uscire e sequestrando, se si può
dire, le persone per non farle uscire di casa, quindi è un
risultato che va a vantaggio di questa Terra e di un lavoro fatto
bene, e fatto tutti insieme.
L'ultima cosa la voglio dire perché ci sono i due assessori per
l'economia e per le attività produttive: ci sono le piccole e le
meno piccole attività, la nostra cultura, per esempio in prossimità
della Pasqua, è una cultura che era andata ad ordinare una marea di
materiale, e ora non li sto a definire, e adesso sono tutti chiusi.
Per queste piccole e medie attività bisogna trovare strategie per
dare una mano, perché i fornitori vogliono esser e pagati, i mutui
ce l'hanno ed i debiti anche.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà. Facendo parte dell'Ufficio di Presidenza sono sicuro che
sarà puntualissimo.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io devo
veramente dire un grazie di cuore all'azione di questo Governo, non
perché ne sono stato uno dei fieri sostenitori fin dall'inizio, ma
perché credo che veramente, alla prova dei fatti, e che ne voglia
dire qualcuno, l'azione del Governo siciliano è in questo momento
forse la più apprezzata nell'ambito dei Governi di tutte le Regioni
d'Italia.
E lo dico con cognizione di causa, so che pensiamo che sono dati
ufficiali - poi qualcuno può blaterare quanto vuole, tanto lascia
il tempo che trova - sono dati ufficiali che la percentuale di
positivi in Sicilia rispetto al numero di abitanti e alla
popolazione è la minore d'Italia. Sarà fortuna, sarà perché c'è il
solleone, questo è un dato di fatto e non può essere smentito da
nessuno.
Basterebbe questo per dire che l'azione del Governo, in
particolare dell'Assessore per la salute, è stato in grado di
azionare un cordone sanitario che ha permesso a quest'Isola di
rimanere contagiata il meno possibile da questo stramaledetto
virus. Altro punto di forza: l'idea di creare un unico punto di
ricovero per zone, per province dove ricoverare gli infetti -
chiamiamoli così, è una brutta parola, ma purtroppo dato il tipo di
malattia ci può anche stare - e quindi di tenerli solo in un
nosocomio.
Per esempio nella nostra provincia, l'ospedale di Modica ha
permesso di evitare quello che purtroppo al nord è stato il
maggiore focolaio di contagli, ossia gli ospedali. Perché gli
ospedali dove sono stati messi a contatto soggetti colpiti dal
virus e soggetti che soffrivano di altre patologie è stato
purtroppo, alla prova dei fatti, un grave veicolo di trasmissione.
La penuria di dispositivi di protezione e di ventilatori: ho
capito male io o e di competenza del Governo nazionale attraverso
la Protezione civile? Le stesse lamentele che fa il Presidente
Musumeci, e le fa con grandissimo garbo, e proprio quando non ne
può fare a meno, non le fanno con toni accesi, molto più accesi
come il governatore De Luca o il governatore Emiliano
Basterebbe questo per dire, quindi, grazie a questo Governo ed al
suo Assessore per la salute.
Per l'aspetto economico, Assessore Armao, il problema è che il
Governo nazionale fa proclami, lo dico io, perché quando si parla
di sospensione dei mutui e poi non vi è una norma che lo prevede
espressamente, lasciando alla discrezionalità degli istituti
bancari se aderire o meno alla richiesta, noi creiamo veramente la
disperazione in tante aziende, in tante imprese e in tante
famiglie.
Se a questo poi aggiungiamo la discrasia per cui, se qualcuno è in
ritardo col pagamento di una rata, e che quindi non può accedere a
queste cose, vuol dire che una persona che era già moribonda noi lo
costringiamo a morire.
Un'ultima cosa: pur in presenza di una emergenza, dobbiamo dare
atto che oggi, dopo decenni, all'ASP di Ragusa sono stati
stabilizzati e firmati contratti di 125 contrattisti.
Grazie, Assessore, grazie, Presidente Musumeci.
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare l'onorevole Papale e
l'onorevole Galvagno; poi, abbiamo chiuso, prima degli interventi
degli Assessori.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Papale.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, io
volevo sottolineare il fatto che, di fronte ad una sopravvenuta
esigenza che è stata quella di difenderci da un male invisibile,
l'Amministrazione regionale, il Presidente, l'assessore Razza e
tutti quelli dediti alla sanità sono stati all'altezza della
situazione. Naturalmente, si è lavorato giorno e notte, non si è
potuto lavorare secondo una certa linearità, ma si è cercato di
capire dove potesse esserci l'emergenza, si è cercato di
rattoppare, ma alla fine abbiamo indovinato la strada.
Io volevo dare qualche altro suggerimento in proporzione a quello
che sento dire, se è possibile più risorse per la medicina del
territorio finalizzata alla vigilanza sui malati a casa; cioè, se
all'uopo noi possiamo dare più tamponi ai medici di base o una task
force impegnata sul territorio, al fine di contenere e mitigare i
fenomeni di contagio; così facendo noi eviteremmo che parecchia
gente arrivi ai pronti soccorso perché già sono stati visitati dai
medici o da questa task force e si può prendere la decisione di
quelli che devono restare a casa o di quelli che devono andare
direttamente sul posto.
Noi abbiamo le ASP, abbiamo delle strutture che funzionano e che
hanno la volontà di operare anche loro, perché non le integriamo
assieme all'altro sistema ospedaliero? In maniera tale da,
momentaneamente, tutti gli ambulatori sono quasi fermi perché una
parte di medicina si è fermata e li possiamo fare lavorare accanto
e cercare di risolvere certi problemi.
Un'altra cosa con l'assessore Armao. Verranno distribuiti dei
fondi alle persone indigenti. Ogni volta si fa riferimento
all'ISEE. L'ISEE si fa riferimento a quello del 2018. Ma guardate
che la condizione economica della nostra gente è cambiata dall'oggi
al domani, secondo me occorre fare riferimento a quello dell'anno
corrente, non può essere fatto all'ISEE di due anni fa. Io due anni
fa ero ricco, oggi sono ridotto sul lastrico. Questa è una delle
cose che sembrano stupidaggini ma è da attenzionare.
Si parla di dare sostegno a tutti i lavoratori che, bene o male,
perdono il posto di lavoro. Ma io mi vorrei soffermare sui tanti
imprenditori agricoli, costretti a pagare il canone irriguo che è
abbastanza esoso. Si parlava di sospensione di canone irriguo. Per
me si deve annullare, il canone irriguo deve essere a carico della
Regione, si devono andare a prendere i soldi dai fondi comunitari,
da qualche misura che lo possa consentire, in maniera tale da
sgravarli.
Per quanto riguarda alloggi popolari, c'è tanta gente che è ai
margini della società, che non può pagare nemmeno 30 euro al mese
di affitto. Se per 6 mesi se ne fa carico la Regione, secondo me
facciamo cosa gradita. Piccoli suggerimenti, ma che ritengo possano
essere attenzionati. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Galvagno, che è
stato fino adesso qui ad ascoltare tutti insieme a me. Ne ha
facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
Assessori, da inizio marzo la vita è assolutamente cambiata a tutti
noi e credo che il lavoro sia decuplicato. Sono sicuro che molti
colleghi come me, in questo periodo, avranno ricevuto tantissime
telefonate per tutte le richieste che possono riguardare la
situazione attuale.
Io, Presidente, l'ho ascoltata in questo periodo e non sono
andato, come lei ha consigliato, alla ricerca di qualche
articoletto, piuttosto che fare gesti clamorosi, scioperi della
fame, annunciare chissà che cosa, perché l'aplomb che ha avuto
finora, il suo modo di fare è un modello da seguire, ma è
impensabile poter accettare che ci siano ancora moltissime persone
in trincea senza neanche queste mascherine. Quindi, io mi associo
al suo grido e mi auguro che possa prendere un impegno ancora più
forte per gli OSA, infermieri, gli operatori, per le cassiere dei
supermercati, per chiunque oggi è sul campo di battaglia.
Oggi io le faccio un plauso per la prontezza della proposta dei
100 milioni. Ho ascoltato anche la proposta che ha fatto
l'onorevole Lupo che secondo me è una proposta assolutamente
valida, ma se si è d'accordo io credo che si potrebbe coniugare
anche quella dei farmaci. Perfetto Allora, le dico che non era
chiara, ma materialmente credo che i farmaci siano assolutamente un
bene primario.
Io credo che la gente assolutamente chieda due cose: quando
usciremo da questa emergenza e la risposta possiamo noi ancora dire
che molto dipenderà da loro; ma ci chiedono anche come usciremo da
questa emergenza. Questo dipenderà molto da noi, da tutti noi.
Allora, secondo me, oggi parlare politichese è scorretto; dobbiamo
cercare di trovare delle proposte valide, delle proposte reali e
delle proposte assolutamente tangibili perché non ci può essere un
colore politico in questo momento e sono felice che oggi ci sia
stato un grado di collaborazione da parte delle opposizioni
assolutamente elevato.
In questi giorni noi stiamo preparando un documento che proporremo
parlando con tutte le categorie, dagli imprenditori, dai
professionisti, dalle partite Iva, dagli agricoltori e anche dai
giornalisti che in questi giorni stanno abbandonando il campo di
guerra e stanno facendo un ottimo lavoro e agli albergatori e ai
protagonisti del settore turistico che più che contare minori
guadagni che avranno da questa emergenza, stanno già quantificando
le perdite di quest'anno e stanno pensando alla programmazione
dell'anno a venire.
Quindi, da parte nostra ci saranno soltanto delle proposte che
sottoporremo e speriamo di poterle portare avanti insieme a lei.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galvagno.
Il Presidente della Regione ha chiesto cinque minuti precisi per
l'Assessore Armao e l'Assessore Razza di replica agli interventi
dei colleghi, anche se io credo che noi martedì ci dobbiamo riunire
di nuovo - se il Governo è d'accordo martedì, altrimenti mercoledì,
ce lo faccia sapere - proprio per dare un senso alla riunione di
oggi sul piano sanitario e sul piano economico che è stato detto.
Per cui, il Governo mi faccia sapere i tempi di cui ha bisogno, in
ogni caso per un aggiornamento su questi argomenti io condivido
quanto detto da tanti parlamentari sul fatto di riunirsi tutte le
settimane, ovviamente questa disponibilità peraltro la settimana
prossima speriamo Scusi, Onorevole Sammartino, la prego. Io spero
che la settimana prossima possiamo... C'è il silenzio in Aula, ogni
volta che mi parlate a tre metri di distanza rimbomba come se fosse
lo stadio Come, scusi Se lei mi fa parlare, stavo dicendo proprio
che per dare un senso alla riunione di stasera, alla seduta di
stasera ci dobbiamo riunire la settimana prossima in modo da dare
la possibilità all'Assessore Razza e all'Assessore Armao, sia per
il piano sanitario che per il piano economico, di cominciare a
discutere, a presentare i documenti. Anche perché segnalo che per
forza di cose avremo un mese in cui ci dovremo riunire spesso
perché il dato del 30 aprile come scadenza per l'approvazione del
bilancio e della finanziaria è un dato costituzionale non è che ci
possiamo inventare cambi; possiamo tenere aperta la seduta del
giorno 30, ma entro un paio di giorni poi bisognerà concluderla.
Per cui, credo che ci sarà bisogno di una accelerazione sui dati
che il Governo vorrà presentare il piano sanitario e il piano
economico, poi aspettiamo che venga presentato il nuovo bilancio e
la nuova finanziaria che da quel momento dovremmo cominciare a
verificare e a portare in Commissione e poi quando sarà in Aula,
purtroppo, con tempi anche molto accelerati perché manca un mese
alla scadenza. Questo è previsto dalla Costituzione per cui lo
dobbiamo fare assolutamente.
Io permettetemi, prima di dare la parola agli Assessori, di
ringraziare realmente il Presidente Musumeci che sta facendo
veramente tutti gli sforzi di questo mondo. Non posso dare torto al
mio amico Giorgio Assenza: c'è poco da fare. Se noi oggi avessimo
il numero di contagi più alti la colpa sarebbe certamente del
Governo; avendo quelli più bassi, quanto meno, il dubbio che il
merito sia del Governo è un qualcosa che dobbiamo darci tutti e
credo sia corretto farlo. Peraltro, negli ultimi giorni i dati
continuano ad essere in calo Onorevole Sammartino, si vede che
l'onorevole Milazzo non c'è più e lei ha deciso di prenderne il
posto La supplico, perché è difficile parlare mentre gli altri
parlano.
Gli ultimi giorni sono stati - come probabilmente dirà l'assessore
Razza - sempre in calo. E' previsto - per questo dobbiamo resistere
ancora con lo stare in casa e utilizzare tutti i suggerimenti che
ci sono stati dati dal Governo nazionale e regionale - perché io
non credo che manchi molto perché si possa, in qualche maniera,
cominciare a risolvere la situazione; ma, ovviamente, soltanto
stando in casa, soltanto seguendo le indicazioni che i Governi ci
hanno dato, sia quello nazionale che regionale, potremmo evitare di
rovinare tutto con qualcuno che deciderà di non resistere più e
quindi di uscire di casa. Prego veramente tutti i siciliani - così
come sta facendo il Governo, ma mi sento di farlo io nella mia
posizione di Presidente dell'Assemblea - prego tutti i siciliani di
continuare con abnegazione, con sforzo, con sacrificio, con tutto
quello che è necessario, di continuare a rispettare questi elementi
fondamentali, perché questa pandemia possa essere frenata e poi
alla fine, spero, sconfitta.
Nel ringraziare tutti voi parlamentari, permettetemi di
ringraziare tutta la struttura amministrativa di questa Assemblea,
i commessi e tutti gli altri, e la struttura amministrativa, a
partire da dirigenti e funzionari, che veramente stanno facendo un
lavoro assolutamente superiore a quello che viene fatto nella
normalità. Tanti pensano che si sta a casa perché così non si
lavora, mi dovete credere, io ascolto e sto al telefono col
Segretario generale e parlo con lui molto di più di quanto non
avessimo fatto in questi due anni precedenti nella situazione di
normalità e di regolarità.
Per cui, ringrazio tutta l'Assemblea, ringrazio tutte le persone
che stanno facendo questi sforzi e, a questo punto, mi taccio e do
la parola all'assessore Armao per la sua replica, che non duri più
di cinque minuti, Assessore, perché tanti di noi devono tornare
nelle loro case, per l'appunto, e alcune sono lontane. Per cui,
assolutamente io mi ero dato come tempo massimo quello delle 20.00;
sono già le 20.10 e vi prego di fare una replica molto breve,
perché tanto poi martedì o mercoledì - mi metterò d'accordo con il
Presidente - ritorneremo in Aula per continuare il dibattito.
Prego, assessore Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente. Non
prenderò i cinque minuti, anche perché avevo predisposto una
puntuale relazione sulla situazione economica della Regione,
proprio con riguardo anche agli approfondimenti che sono stati
fatti dall'Assessorato, che ho inviato al Segretario generale e al
Presidente Savona affinché se ne possa fare eventualmente un
dibattito in Commissione. Quindi, a questa relazione mi rifaccio e
non è necessario indugiare sulle questioni che ivi sono trattate.
Qualche considerazione merita certamente il quadro economico. Il
quadro economico che si profila - lo diceva il Presidente Musumeci
all'esordio dell'intervento - è assai grave. Le previsioni -
abbiamo dati Prometeia che ci sono arrivati alla fine di marzo, il
27 marzo, quindi qualche giorno fa - le previsioni sono di un calo
del PIL nazionale del 6,5 per cento, perdiamo 100 miliardi ogni
mese di blocco. E con questo calo del 6,5 gli effetti in Sicilia, a
differenza di quello che è avvenuto nel 2009, quando di fronte alla
crisi, che era finanziaria e non economica, il nord ha risentito
più del sud, perché il sud veniva anche da un decennio di crescita
economica, purtroppo oggi questa seconda drammatica crisi non è
solo finanziaria, è anche economica e impatta su un sud stremato da
anni di crisi e da politiche incerte sul Mezzogiorno - e credo che
ci possiamo limitare a un aggettivo così generico - che ne
determina un impoverimento. Quindi, gli effetti saranno ben più
pesanti e conseguentemente andremo ben oltre il 7 per cento e con
un rapporto debito-PIL che andrà oltre il 150 per cento.
Queste sono previsioni che vanno analizzate perché determinano
l'onda lunga che ci aspetta di una crisi economica che non sarà una
crisi economica che l'indomani mattina termina, nel momento in cui
si riaprono le fabbriche, si riaprono i negozi e ricomincia la
vita.
Questo, quindi, determina quell'esigenza di arrivare velocemente,
nel più breve tempo possibile, all'approvazione del bilancio per
mobilitare risorse finanziarie che così non devono rispondere
all'esigenza dei dodicesimi.
E' chiaro che dovremo fare in corso d'anno, certamente si
dovranno fare delle valutazioni perché queste tendenze economiche
che vi ho sinteticamente richiamato e che martedì potremmo
approfondire avranno degli effetti sulle entrate, e prego tutti
coloro che correttamente guardano all'esigenza di dilazionare,
differire, postergare, annullare sul piano fiscale, sappiamo che
dobbiamo andare incontro ai nostri cittadini attraverso queste
misure, ma sappiamo anche che noi, a differenza di altre regioni
che vivono di finanza di trasferimento, viviamo di
compartecipazione. Quindi, ogni scelta in questo senso deve essere
ponderata con quella di dare linfa vitale alla Regione per
continuare a tenere in vita il sistema, perché se si spegne la
Regione, si spegne oggettivamente il sistema Sicilia.
Una considerazione sulla vicenda dei mutui, prima richiamata.
Certo, abbiamo chiesto al Governo, il Presidente Musumeci lo ha
chiesto con forza, io ribadito, di quanto essenziale sia equiparare
le regioni ordinarie a quelle speciali. Non è ammissibile una
discriminazione. Oggi, in Conferenza delle Regioni, ci hanno dato
tutti un'adeguata considerazione. Abbiamo chiesto al Presidente
Bonaccini che andava all'incontro col Governo, a nome di tutte le
regioni, e così a nome di quelle speciali, di chiedere un preciso
impegno politico affinchè nel decreto di aprile si possa
riconoscere questa piena equiparazione.
Giungono dal Governo nazionale segnali di disponibilità e di
apertura. Speriamo che questo si possa accompagnare ad un impegno
concreto. Questo avrebbe degli effetti molto consistenti e
rilevanti per il nostro sistema di tenuta del bilancio e, quindi,
della quadratura.
Ripeto, mi rifaccio alla relazione che ciascuno di noi potrà
vedere, siamo disponibili per ogni dettaglio di approfondimento che
potremmo fare martedì a partire dalla questione dei Fondi europei.
Su questo è pervenuta stamattina una nota al Presidente della
Regione e del Ministro Provenzano, su questo credo si possa fare un
approfondimento. Ci sono alcuni passaggi delicati che, credo,
abbisognino di un adeguato confronto anche tra le forze politiche,
perché tutto possiamo consentire tranne che un utilizzo non
immediato di questi Fondi, proprio perché l'Unione europea ce lo
consente, in favore dei nostri concittadini.
E' il momento di una grande coesione, è il momento di una grande
lealtà fra le forze politiche e noi siamo, ovviamente, a piena
disposizione e lo dimostreremo nei prossimi giorni.
Buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Anche perché se il Ministro
Provenzano consentisse questo si faccia togliere almeno il titolo
di Ministro del Sud.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente. Anche io mi
terrò nei cinque minuti per alcune considerazioni.
La prima attiene, in punto di trasparenza così come è stato detto.
Si è avvertita la sensazione dal dibattito, almeno così l'ho
avvertita, che la pianificazione delle singole aziende in queste
settimane di intervento potesse avere difettato in comunicazione.
Mi preme soltanto osservare che le aziende hanno deliberato, con
delibera del direttore generale i propri piani, i propri step e i
posti messi a disposizione.
La mia disponibilità è stata, ovviamente, sempre manifesta nei
confronti di ogni forza politica come era doveroso che fosse da
parte mia, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello
che stiamo vivendo.
Allo stesso modo, la relazione che è stata approntata e che verrà
inoltrata alla Commissione Sanità , la VI Commissione, tiene conto
delle valutazioni che sono state fatte e, se mi è consentita,
valutazioni non soltanto assolutamente tempestive ma valutazioni
adeguate, non perché lo riferisce chi in questo momento ha pro
tempore la responsabilità di guida dell'Amministrazione sanitaria
in Sicilia, ma perché se oggi il sistema informatico della
Protezione civile nazionale rileva un numero significativo di posti
di terapia intensiva dedicati, liberi, più di 100 in questo
momento, e la Regione siciliana è stata in qualche occasione
richiesta anche della possibilità di ospitare pazienti di altre
regioni italiane, ciò si deve ad una pianificazione che è stata
tempestiva e nessun cittadino siciliano che ha mai avuto bisogno di
un posto letto in terapia intensiva, come invece drammaticamente è
accaduto in altre regioni italiane, si è trovato privo di un posto
letto di terapia intensiva. Questo lo dico non a merito di chi ha
programmato, ma a merito di chi ha lavorato perché tutto si può
raccontare tranne qualcosa che distoni in maniera palesa con la
verità sostanziale dei fatti.
Allo stesso modo, se si è pianificata una dotazione di posti letto
dedicati per pazienti Covid positivi e se questa dotazione di posti
letto oggi sul sistema GECOS della Regione siciliana vede più di
600 posti liberi inseriti ed una pianificazione che potrà essere
riscontrata in punto di trasparenza, posto per posto, ospedale per
ospedale, struttura per struttura.
Dico questo non certamente a valore di una pianificazione, ma lo
dico per rendere onore a chi l'ha realizzata, a chi ci sta
lavorando. Ed è giusto e condivido, fin dal principio ho condiviso,
la necessità di trasferire tutti i dati, azienda per azienda, alla
VI Commissione affinchè potesse compiere anche il suo ruolo
istituzionale di indirizzo, di controllo e di valutazione sulla
tenuta del piano.
Che il piano si sia dovuto articolare in più step e che questi
step seguissero una curva epidemiologica non è stata una
valutazione di programmazione soltanto siciliana, ma è stata
l'indicazione dell'Istituto superiore di sanità che, in relazione
al modello matematico creato e ai casi verificatisi, ha immaginato
una fase di evoluzione del contagio e l'ha immaginata, ovviamente,
al netto delle misure contenitive che sono state adottate in
ritardo per alcune regioni del nord Italia probabilmente con
maggiore tempestività per l'area nel centrosud d'Italia quando
ancora la fase del contagio non si era verificata.
Vedete nei numeri di ogni giorno che esistono significative
differenze tra le aree territoriali. Ma vedete anche che in larga
parte, sia nel rapporto con la popolazione - quindi numero soggetti
positivi, numero soggetti ospedalizzati, numero soggetti in terapia
intensiva, numero soggetti integralmente contagiati fratto rapporto
di popolazione - si è nella condizioni di valutare come
l'evoluzione nelle aree del Mezzogiorno oggi segnali alcune
significative differenze.
Per noi gli atti di programmazione, le ordinanze anche del
Presidente della Regione, hanno introdotto delle misure di
contenimento ulteriormente rafforzate, perché ricorderete che
abbiamo tutti valutato con preoccupazione un numero significativo
di cittadini che provenivano dalle aree del nord Italia e
dell'estero e, quindi, abbiamo applicato su quei cittadini una
misura maggiormente restrittiva rispetto a quella prevista dal
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottando una
facoltà che è insita nel decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri che, riferendosi alle condizioni specifiche di ogni
singolo territorio, ha dato facoltà alle regioni di potere
adottare, propria iniziativa, delle misure che potessero essere di
maggiore contenimento in quei singoli territori.
Oggi dobbiamo fare grande attenzione perché c'è un ottimismo
dilagante che francamente mi preoccupa. E ho il dovere di dire che
è un ottimismo dilagante che mi preoccupa, perché se è vero che una
parte significativa della popolazione rientrata, quella ante 14
marzo, ha completato 14 giorni di permanenza nell'Isola, ce n'è
un'altra quota significativa che invece è rientrata dopo e, quindi,
le misure di contenimento devono essere ancora mantenute e, quindi,
le misure di contenimento abbisognano della consapevolezza di ogni
cittadino che la fase di chiusura del contagio deve ancora durare
per alcune settimane, esattamente come indicato dal Governo
nazionale.
Sulle altre due questioni - chiedo scusa al Presidente, ma ho
bisogno soltanto un minuto e non di più - che riguardano la
valutazione del paziente positivo, la valutazione del paziente
positivo, dice l'Istituto Superiore di Sanità, è anzitutto una
valutazione clinica e lo ha detto il Presidente.
Io vorrei dire qualcosa in più sui tempi, perché il tema dei
tamponi è stato un tema oggetto di dibattito ed è sensibile per
l'opinione pubblica se è vero che mentre noi, Presidente, parlavamo
nell'Aula del Parlamento siciliano dei reagenti il Capo della
Protezione civile rispondeva ad una analoga domanda nel corso
dell'odierna conferenza stampa delle 18.00 e riferiva di medesime
difficoltà in più regioni italiane.
Allora, io ho chiesto al Comitato scientifico che il Presidente
della Regione ha nominato di dare alcune indicazioni perché fosse
trasparente, ecco, trasparente, qual è il processo di scrinatura e
di analisi di ogni singolo tampone.
Dalla fase di accettazione a quella di inettivazione
dell'eventuale virus con un tampone leasy occorrono da 30 a 40
minuti. Successivamente, il processo prevede la fase di estrazione,
della durata di circa 70 minuti, che contempla l'utilizzo di vari
reagenti chimici che provvedono all'estrazione degli acidi nucleici
virali, segue poi l'ulteriore procedimento di assemblaggio in una
piastra in cui vari agenti mescolati producono una reazione di
retro-trascrizione, tale fase si sviluppa in ulteriori 60 minuti.
Nell'ultima fase, cioè l'amplificazione, viene creata in
laboratorio una reazione polimerasica a catena che evidenzia e
amplifica l'eventuale presenza del virus rendendolo visibile,
servono circa 90 minuti.
A questa tempistica si aggiunge, ovviamente, l'ulteriore verifica
dell'attendibilità dei risultati ottenuti durante l'analisi in
laboratorio. Al momento si tratta dell'unico procedimento previsto
dai protocolli dell'organizzazione mondiale della sanità e, quindi,
dell'Istituto Superiore di Sanità. Vale per ogni singolo campione.
C'è qualcosa in più che è stato valutato, perché sull'esame del
tampone esiste una circolare ministeriale, che è la 9480, che
raccomanda per i soggetti che hanno particolare necessità di
urgenza nel ricevere il tampone - quindi, riferite ad alcune
categorie indicate nel personale sanitario e nelle forze
dell'ordine - che i risultati arrivino entro 36 ore per i soggetti
che rientrano in questa tipologia di maggiore urgenza.
Questo che cosa vuol dire? Che in questo momento, anche mentre noi
discutiamo, l'Istituto Superiore di Sanità sta valutando tutte le
tecnologie che possono più rapide e da parte nostra, da parte di
tutte le Regioni, di tutti i sistemi sanitarie c'è attenzione sui
test seriologici, sui test a tamponi a 40 minuti, sui test a 60 a
minuti perché tutti avvertono la necessità di un'analisi che possa
essere la più rapida, la più veloce e abbiamo chiesto all'Istituto
Superiore di Sanità, e io personalmente ho interloquito anche con
il Ministro Speranza, di potere dare delle indicazioni in questo
senso. Avete letto, perché è stato pubblicato da parte del Comitato
tecnico scientifico dell'Istituto Superiore di Sanità, un
pronunciamento che dice che è ancora oggi l'unica procedura di
accertamento è questa; e dice questo perché l'analisi virologica
del tampone non è sostitutiva alla anamnesi clinica e il paziente
che presenta le caratteristiche tipiche del coronavirus deve essere
trattato come un paziente che presenta il coronavirus.
Ecco perché quando ho potuto cogliere in alcune anche
dichiarazioni nei giorni scorsi la correlazione e mi rendo conto
che io stesso mi sono trovato per primo di fronte a fatti che
scientificamente non conoscevo, che meritavano di essere
approfonditi, lo ha detto più di un parlamentare intervenendo, mai
nessuno aveva pensato di doversi porre di fronte ad una pandemia
mondiale, ad una epidemia di questa portata e il soccorso non può
che essere di natura scientifica, e chi ha la responsabilità di
dare indicazioni non può che attenersi a quelle indicazioni che
vengono rappresentate dagli Istituti, se dovessero emergerne altre
andiamo avanti.
Per il resto, la mia disponibilità la voglio riconfermare ancora
una volta. La relazione la depositerò uellodquello jdlfjalk
domani mattina alla Commissione VI in maniera tale che possa
essere a disposizione di tutti, non lo faccio adesso solo perché è
stata completata nella giornata di oggi e deve essere acquisita al
protocollo in Assessorato. Penso che da parte mia, la prossima
settimana - lo dico anche alla Presidenza - ci sarà ovviamente la
disponibilità di poterne discutere in Commissione.
PRESIDENTE. Benissimo. Grazie.
Allora, Presidente, se dovessero esserci eventuali non
disponibilità lo vedremo. Ecco, diciamo che io una data la devo
dare
MUSUMECI, presidente della Regione. Mercoledì prossimo.
PRESIDENTE. Mercoledì, va benissimo.
Allora, l'unica preghiera che faccio al Presidente ed al Governo è
che possa essere fatta di mattina perché poi tutti devono tornare
alle loro case. Proveremo a farla plenaria, cioè con tutti i
deputati presenti, utilizzando anche la parte al di là della
barriera, diciamo, e tutti dovranno prendere i posti che gli
verranno assegnati dalla Presidenza, magari qualcuno andrà più
lontano, qualcuno più vicino, ci dovranno scusare, non c'è niente
da fare.
Per cui, grazie a tutti, grazie al Governo, grazie a tutti i
deputati. La seduta è rinviata a mercoledì, 8 aprile 2020, alle ore
11.00.
La seduta è tolta alle ore 20.32
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
184a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 8 aprile 2020 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
-SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE PER
L'ECONOMIA SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
CORONAVIRUS
PRESIDENTE. Scusate, se non sorgono osservazioni, anche a seduta
chiusa, il Governo accetta come raccomandazione tutti gli ordini
del giorno presentati. Grazie, Presidente.
(Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano la
numerazione dal 185 al 211, n.d.r.)
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
184a SEDUTA PUBBLICA(*)
Mercoledì 8 aprile 2020 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
-SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE PER
L'ECONOMIA SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
CORONAVIRUS ED ULTERIORI COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE
ALL'ATTUALE EMERGENZA SANITARIA
(*) L'ordine del giorno della seduta è stato così integrato,
d'ordine del Presidente dell'Assemblea, e notificato ai deputati
con e-mail del 6 aprile 2020.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO
Relazione del Vicepresidente della Regione ed Assessore per
l'economia sulla situazione economica conseguente alla crisi
pandemica Covid19 e le misure straordinarie da adottare