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Resoconto d'Aula della Seduta n. 183 di martedì 31 marzo 2020
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   Conseguenti all'emergenza "Coronovirus"

   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.09

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Onorevoli  colleghi, il Presidente Musumeci mi ha appena  chiamato
  per  chiedere un rinvio fino alle ore 17.00 perché prima di  allora
  non potrà essere qui.
   Cerchiamo di mantenere le previste distanze, dobbiamo stare un'ora
  in più nel Palazzo , pazienza
   La seduta è sospesa e riprenderà alle ore 17.00.

     (La seduta sospesa alle ore 16.10, è ripresa alle ore 17.02)

   La seduta è ripresa.

       Comunicazioni dell'Assessore per l'economia sulle misure
                              finanziarie
                Conseguenti all'emergenza  Coronovirus

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, i lavori andranno avanti  con  il
  Presidente della Regione che farà una relazione che riguarderà  sia
  la parte sanitaria che la parte economica. Poi ci sarà l'intervento
  dei Capigruppo, dopodiché se riterranno necessario, ma immagino  di
  sì,  sia l'Assessore Razza per la parte che riguarda la sanità, sia
  l'Assessore   Armao   per   la  parte  che   riguarda   l'economia,
  risponderanno alle domande.
   E'  chiaro  che questa è una seduta che deve durare il  più  breve
  tempo  possibile, per mille motivi, compreso quello sanitario,  per
  cui  agli  altri  deputati  daremo un tempo  leggermente  inferiore
  rispetto a quello che diamo ai Capigruppo.
   Per   cui   i  Capigruppo  poi  potranno  intervenire  e   avranno
  teoricamente cinque minuti, ma se sforano non sarà un  problema,  a
  meno  che  non sforano di dieci minuti, non sarà un problema  e  la
  Presidenza  sarà, da questo punto di vista, con i Capigruppo  molto
  larga.  Mentre  per  i deputati che volessero intervenire  diamo  i
  tempi  dei tre minuti, come l'altra volta, perché crediamo che  sia
  assolutamente necessario finire presto questa seduta.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

       Comunicazioni dell'Assessore per l'economia sulle misure
                              finanziarie
                Conseguenti all'emergenza  Coronovirus

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

   MUSUMECI,  Presidente  della Regione. Signor  Presidente,  signori
  deputati,  questa seduta del Parlamento siciliano si  tiene  mentre
  l'umanità  è  alle  prese  con la più  insidiosa  fra  le  epidemie
  influenzali  dell'età contemporanea. Certamente la  più  drammatica
  degli ultimi 100 anni.
   Come è noto a tutti, neppure la nostra Regione è stata risparmiata
  dalla ineluttabile contagio. In cinque settimane abbiamo registrato
  1647  soggetti risultati positivi al coronavirus, e abbiamo  dovuto
  contare  -  con  o  per  il fatale virus -  81  nostri  conterranei
  deceduti.
   Alle  loro  famiglie  va il più sincero cordoglio,  non  solo  del
  Governo  regionale,  ma  sono  certo di  poterlo  dire,  di  questa
  Assemblea e dell'intera comunità siciliana.
   Nella   nostra  Isola,  che  si  caratterizza  per  una   economia
  particolarmente depressa, non ho timore di dire che se  l'emergenza
  sanitaria potrà essere affrontata nello spazio, speriamo di  alcuni
  mesi,  l'emergenza economica è arrivata ancora  prima  con  il  suo
  picco, e rischia di essere ancora più dura e difficile da superare,
  lo  dicono  i  numeri  dei nostri disoccupati,  delle  famiglie  in
  povertà, dei soggetti fragili, del tessuto economico fondato su  un
  sistema imprenditoriale meritevole di maggiore aiuti.
   A fronte di questo quadro generale, che approfondirò nel prosieguo
  del  mio intervento, mi ha colpito, lasciatemelo dire, il clima  di
  condivisione  che, a prescindere dalle appartenenze, sia  pure  con
  qualche  comprensibile eccezione, ha coinvolto le forze  politiche,
  quelle   sindacali,  i  rappresentanti  del  mondo  produttivo,   i
  lavoratori,  i  cittadini  tutti, a questa  sensibilità  comune  il
  Governo  della  Regione nel rispetto istituzionale  e  nel  dialogo
  fecondo  con  tutti  i  livelli di Governo,  a  partire  da  quello
  nazionale,  dagli  enti  locali, ha il  dovere  di  rispondere  con
  serietà,  senza  inutili  proclami e senza alcuna  prosopopea,  per
  superare  le  grandi crisi mondiali le Istituzioni, si sa,  debbono
  muoversi compatte.
   Ci  sarà poi il tempo delle pagelle, ci sarà il tempo dei processi
  e tutti, noi che governiamo per primi, saremo chiamati a rispondere
  delle nostre scelte, dei nostri ritardi, dei nostri errori.
   Procedendo  per  ordine, intendo anzitutto riferire sull'emergenza
  sanitaria   e  su  come  la  nostra  Regione  si  è  preparata   ad
  affrontarla,  a tale proposito sicuro di interpretare i  sentimenti
  di  ognuno, desidero rivolgere un pensiero di gratitudine  a  tutti
  gli  operatori della Sanità siciliana, ai medici, agli  infermieri,
  agli  operatori socio-sanitari, ai soccorritori del 118, ai  medici
  di  medicina  generale, ai pediatri, al personale della  continuità
  assistenziale, ai farmacisti, sempre in trincea, notte e giorno,  a
  tutte   le   professioni  sanitarie,  ai  psicologi,  al  personale
  amministrativo,  alle  forze dell'ordine, a  tutti  coloro  che  in
  questi  primi  due  mesi hanno gettato il cuore  oltre  l'ostacolo,
  sentendo su ognuno il peso di questa pandemia.
   Il  mio  non è un atto formale e dovuto, è il sentimento  di  vera
  compartecipazione  che tutti i cittadini assieme  alle  Istituzioni
  hanno  espresso  su  tutti i mezzi di comunicazione,  e  del  quale
  intendo  farmi  doveroso interprete in questa sede.  Quelli  a  cui
  siamo  grati  sono gli stessi professionisti che  da  troppo  tempo
  lamentano la insufficiente dotazione, in Sicilia come in ogni altra
  Regione  d'Italia,  e  le  cronache  in  questi  giorni  lo   hanno
  registrato  in  modo  uniforme dal Nord a Sud, dei  dispositivi  di
  protezione individuale.
   E'  stato  molto  duro  raccogliere il loro grido  di  dolore,  il
  Governo  siciliano  ha  tentato  di  rappresentarne  l'urgenza   di
  dotazione  in un costante confronto con l'unità di crisi approntata
  dalla  Protezione civile nazionale, che questa settimana ha avviato
  una  maggiore consegna dei dispositivi affidandola alla  puntualità
  delle Forze dell'ordine e delle Forze armate.
   La  Regione  non è stata a guardare, e quando abbiamo compreso  la
  difficoltà  di reperirne un numero adeguato, ci siamo attivati,  lo
  abbiamo  fatto incontrando talvolta il difficile superamento  delle
  frontiere  delle  nostre  commesse,  e  in  alcuni  casi  anche  la
  requisizione  di colli destinati alla nostra Isola, ma  capiamo  le
  condizioni  di  guerra in cui ci muoviamo, e  tuttavia  ho  fiducia
  nelle  rassicurazioni  che, nelle ultime ore,  sono  pervenute  dal
  Governo  centrale, e sfido a credere che ci possa  essere  un  solo
  protagonista  delle  Istituzioni,  a  qualsiasi  livello,  che  non
  avverta come la sicurezza sul luogo di lavoro, soprattutto per  chi
  è in prima linea, rappresenti un valore irrinunciabile.
   Nei  giorni scorsi ho usato un'espressione volutamente forte:  non
  si  può  andare  in  guerra con la fionda ,  una  provocazione  non
  diversa  dal medesimo grido di dolore che si è levato dai  colleghi
  governatori,  non  solo  da  loro,  da  ogni  Regione  italiana  di
  qualsiasi colore politico.
   Comprendiamo le difficoltà, per carità  Ma il personale  sanitario
  e  le  sue  rappresentanze dovevano percepire che il loro grido  di
  dolore   era   interpretato  e  fatto  proprio,  innanzitutto   dal
  Presidente della loro Regione.
   Ringrazio  anche i tanti parlamentari, nazionali e regionali,  che
  si sono spontaneamente attivati. Lo hanno fatto contattando aziende
  locali,  mobilitando  i propri riferimenti istituzionali,  cercando
  direttamente  sul mercato. E' stata una generosa mobilitazione,  da
  parte di tutti.
   I  dispositivi  di  protezione  individuale,  sono  uno  strumento
  indispensabile perché nel momento in cui ognuno si sente debole  di
  fronte  alla  crudeltà di un virus ancora ignoto, e privo  di  cure
  specifiche, rappresentano i dispositivi, quel precedo di  sicurezza
  e  che  consente  di adempiere al proprio dovere professionale  con
  tenacia e professionalità.
   Il  nostro  primo  impegno, come è stato  riferito  dall'assessore
  regionale per la salute, nei tre confronti che ha già avuto con  il
  Parlamento, prima con la Commissione VI, poi con il suo Ufficio  di
  Presidenza e infine con quest'Aula, si è diretto ad adottare misure
  di  contenimento  dal  contagio e quindi  ad  affrontare  un  piano
  ospedaliero  per pazienti Covid-19 positivi. La prima azione  si  è
  resa indispensabile per il noto fenomeno del rientro in Sicilia  di
  migliaia di cittadini.
   Siamo  stati i primi ad avviare il censimento attraverso  il  sito
  dedicato Sicilia Coronavirus.it, al quale si sono iscritti, ad oggi
  42  mila,  più  di  recente  con  l'applicazione  che  consente  di
  monitorare  chi  è  rientrato, affinché possa  segnalare  anche  il
  proprio  stato di salute; all'applicazione in solo 48 ore, pensate,
  si sono già registrati circa 15 mila cittadini.
   Nel  caso di un'epidemia, peraltro con carattere universale,  come
  quella  in  corso,  la  prima misura sanitaria  da  assumere  è  la
  limitazione  dei  contatti  sociali,  per  questo  sin  dall'inizio
  abbiamo  voluto  seguire la linea del rigore e  dell'intransigenza,
  abbiamo  chiesto  e continuiamo a chiedere ai nostri  concittadini,
  qualche   sacrificio  aggiuntivo,  la  cui  legittimità   è   stata
  ulteriormente  ribadita  dall'ultimo  D.C.P.M.  che  consente  alle
  Regioni  di  adottare ulteriori provvedimenti contenitivi.  E'  una
  facoltà   che  abbiamo  esercitato  di  concerto  con  i   Ministri
  competenti e che intendiamo oggi ribadire.
   Essenzialmente, essa ci ha consentito di sottoporre ad  isolamento
  presso  il domicilio, tutti i soggetti rientrati, il cui  elenco  è
  stato  segnalato anche alle aziende sanitarie provinciali, al  fine
  di  limitare le attività pubbliche secondo le conformi richieste di
  sindacati  ed  Anci; di aumentare il livello dei  controlli,  anche
  mediante il prezioso coinvolgimento delle prefetture isolane e  con
  esse   di  tutte le forze dell'ordine operanti nell'isola,  cui  si
  sono  aggiunti i militari del contingente impegnati nell'operazione
  strade sicure.
   Nessuno   ha  mai  pensato  di  militarizzare  la  Sicilia,   come
  erroneamente  si  è  detto,  e anche  in  mala  fede.  Ho  ritenuto
  semplicemente  che per la nostra Regione si dovessero  adottare  le
  stesse cautele concesse alla campagna richieste da quel governatore
  e già operanti nelle Regioni del nord Italia.
   Controllare  il  territorio,  assicurare  una  massiccia  presenza
  delle  forze  pubbliche, coadiuvate, sì, dai militari dell'esercito
  in  qualità  di agenti di pubblica sicurezza. Il che ha  costituito
  anche un significativo deterrente.
   Sul  fronte  della organizzazione sanitaria il lavoro svolto,  che
  ad  oggi  ha  assicurato  una evidente tenuta  del  nostro  sistema
  ospedaliero,  si  è  fondata  sugli  studi  epidemiologici  diffusi
  dall'Istituto  Superiore di Sanità. Ma per comprendere  gli  sforzi
  fatti,  occorre fissare il punto iniziale. Partivamo, per  fare  un
  esempio  onorevoli  deputati, da circa 250  posti  nei  reparti  di
  malattie  infettive,  frutto di una deroga in  aumento  al  decreto
  Balducci, quindi sovrastimati rispetto agli standard nazionali e  a
  circa  quattrocento posti di terapia intensivi, anch'essi  previsti
  in  numero  superiore  agli standard per abitante  in  accoglimento
  della deroga che ha formalmente richiesto la nostra Regione.
   Abbiamo  lavorato su un piano a più fasi che segue  i  modelli  di
  crescita  della curva di contagio, e tra tutti i modelli  possibili
  abbiamo deciso di attagliare la nostra progettualità, sempre pronta
  ad  essere  naturalmente revisionata secondo la necessità,  su  più
  step. Abbiamo programmato di raggiungere oltre i 590 posti letto di
  terapia   intensiva,  suddivisi  sul  territorio   della   Regione,
  integralmente  dedicato  a  pazienti  Covid  19.  La  stima  si   è
  costituita,  oltre che sulla curva epidemiologica, sulla  circolare
  del ministro della Salute che ha invitato tutte le Regioni italiane
  ad  aumentare  del 50 percento i posti previsti dalla propria  rete
  ospedaliera. A questo risultato, per certi versi inimmaginabile  ai
  più, si è giunti anche con il contributo degli erogatori di diritto
  privato,  le case di cura private, che hanno offerto un  contributo
  di impegno e che hanno consentito finanche l'utilizzo delle proprie
  risorse  umane,  rese  disponibili per  effetto  del  blocco  delle
  attività  ordinarie,  che  la nostra Regione,  come  sapete,  aveva
  disposto tra le prime in Italia, prima ancora di alcune Regioni del
  Nord.
   Voglio  qui  ringraziare gli operatori della  sanità  privata  per
  questa  pronta  e generosa disponibilità. Oggi sono  immediatamente
  disponibili 250 posti letto di rianimazione, ed entro il 10  aprile
  se  ne aggiungeranno altri 200. Gli ultimi saranno attivati, se non
  sarà  necessario  farlo  prima, entro il  20  di  aprile.  Le  date
  naturalmente  non  le  abbiamo poste a caso, in  quanto  i  modelli
  epidemiologici hanno indicato nel periodo tra il  10  e  il  20  di
  aprile quelli di maggiore attenzione, laddove le misure contenitive
  adottate non fossero state soddisfacenti.
   L'adeguatezza  della  rete indicata è nei numeri  dei  report  che
  ogni  giorno  vengono  diffusi.  Il dato  delle  terapie  intensive
  impegnate  fino  ad oggi non ha mai superato le  80  unità,  e  per
  nostra  fortuna,  oltre  che  per  la  professionalità  dei  nostri
  operatori  è  crescente  la percentuale  di  soggetti  che  vengono
  estubati e quindi recuperano la funzionalità respiratoria autonoma.
  Stesso  criterio  si  è  adottato per i posti  letto  riservati  ai
  pazienti positivi.
   Il  numero  complessivo  di  oltre 2.700  posti  letto  è  apparso
  persino  sovrabbondante,  se  si osservano  i  dati  delle  Regioni
  maggiormente esposte, la Lombardia fa caso a parte. La ripartizione
  tiene  conto di aree Covid dedicate sia in strutture pubbliche  che
  in   strutture  private  e,  in  taluni  casi,  ove  le  condizioni
  territoriali,  soprattutto  con  riferimento  alla  possibilità  di
  attivare  posti in terapia intensiva lo consentivano, si  è  optato
  per ospedali integralmente dedicati.
   Voglio  ringraziare qui la popolazione delle località  interessate
  per averne compreso la necessità, soprattutto in questa difficile e
  storica  fase,  in  una  chiave ed in uno spirito  di  solidarietà.
  Laddove  si è optato, sono state isolate le aree Covid, sono  state
  isolate  in  padiglioni autonomi o comunque sottoposte  a  percorsi
  dedicati, quindi assolutamente autonomi rispetto ai percorsi per la
  sanità  ordinaria.  Certo non sfuggono né a me  né  al  Governo  le
  criticità che si sono manifestate in alcuni territori, e per questo
  abbiamo  dato vita, grazie alla preziosa collaborazione del  nostro
  Comitato scientifico regionale a  Covid team  che sta sostenendo le
  scelte  delle  direzioni  locali  adottando,  dove  necessario,   i
  correttivi resisi indispensabili.
   La   ripartizione  per  province  tiene  conto   dei   bacini   di
  riferimento e della necessità di garantire la necessità  delle  tre
  reti  tempo  dipendenti  cioè infarto,  ictus,  politrauma,  perché
  purtroppo  non  ci si ammala soltanto di virus o di Coronavirus,  e
  tutti i pazienti con tutte le patologie debbono sentirsi garantiti.
   Non   mi   sfugge,  come  evidenzia  la  relazione   che   stasera
  depositeremo  ai  Capigruppo  e alla  VI  Commissione,  che  alcune
  province  per  ataviche  ragioni che tutti  qui  conosciamo,  hanno
  bisogno  di  maggiore  tempo per adeguarsi a modelli  organizzativi
  nuovi,  e  mi dispiace davvero che questo sia stato in alcuni  casi
  oggetto di spiacevoli accadimenti. Siamo tutti, tutti, per la prima
  volta  impegnati  a gestire una epidemia, mai era  accaduto  prima.
  Hanno manifestato difficoltà anche quelli nel resto d'Italia e  nel
  mondo,  che  sembravano già pronti a tanta criticità. Come  abbiamo
  visto  nessuno si è salvato dalla gran mole di lavoro di fronte  la
  quale ci si è trovati.
   Anche  in  questo  caso  i  numeri  del  report  non  mentono,   e
  giornalmente si coglie come sul fronte dei posti letto occupati  il
  primo  step  immaginato che ha reso disponibile oltre  mille  posti
  letto,  ha visto impegnarne al massimo cinquecentocinquanta  circa,
  ma la programmazione prosegue nelle sue evoluzioni senza fermarsi e
  senza   farsi   illudere  dai  numeri  e  dalla  loro   più   rosea
  interpretazione,   non  possiamo  permetterci  di   farci   trovare
  impreparati.
   Sui  posti  letto,  peraltro,  abbiamo  attivato  un  monitoraggio
  informatico,  ed anche quello non mente. I  bed manager   istituiti
  da   questo  Governo  con  decreto  assessoriale  molti  mesi   fa,
  giornalmente,  fanno rilevare i posti liberi ed  i  posti  occupati
  sulla   piattaforma   Gecos  realizzata  dalla  Protezione   Civile
  Regionale  ed  il sistema della Protezione Civile Nazionale  rileva
  costantemente  i posti letto di terapia intensiva  quindi  tutto  è
  trasparente.
   Qualche  parola merita l'esame della curva del contagio,  ad  oggi
  il  maggior  numero di casi positivi accertati riguarda  un  numero
  limitato di cluster. L'azione di contenimento specifico, non appena
  il  focolaio  è stato individuato ha consentito in alcuni  casi  di
  circoscrivere  rapidamente l'area del contagio, ma il  monitoraggio
  prosegue e deve proseguire per almeno i prossimi 14 giorni.  Certo,
  non  sono  mancate  le criticità, e non vanno  nascoste  anche  per
  essere spiegate e per farne tesoro per il futuro.
   Prima  questione da affrontare è legata ai laboratori per  l'esame
  dei  tamponi.  Come  sapete dapprincipio  l'Istituto  Superiore  di
  Sanità  ha  autorizzato  in Sicilia due soli laboratori  regionali,
  quello  del  Policlinico  di Palermo e quello  del  Policlinico  di
  Catania,  altre  Regioni hanno avuto concesso un solo  laboratorio,
  noi  due, entrambi, ricorderete, all'inizio non potevano dichiarare
  casi  positivi,  perché tale possibilità era  concessa  soltanto  a
  quello  centrale  che dapprincipio era presso  lo  stesso  Istituto
  Spallanzani, dove venivano recapitati per la valutazione i campioni
  di tutte le Regioni d'Italia.
   Successivamente,   avendo  validato  la   correttezza   dei   dati
  regionali  e  della loro analisi, i due laboratori  siciliani  sono
  stati    autorizzati   ad   operare   autonomamente    e    ancora,
  successivamente, a consentire di operare ad altri laboratori previa
  validazione  dei  risultati a campione. Si è  così  determinato  un
  imbuto  che  si  è  reso  ancora più evidente  per  la  difficoltà,
  anch'essa comune a tutte le Regioni italiane, di approvvigionare  i
  laboratori di un numero adeguato di reagenti.
   Sembra  difficile  da accettare, ma le società che  li  realizzano
  sono  quasi  tutte  straniere,  fatta  eccezione  di  una  limitata
  produzione nazionale che deve servire - e non basta naturalmente  -
  tutta  la  Nazione. Ciò ha determinato un impatto più  lento  della
  fase  di analisi, che peraltro si articola, secondo l'unico modello
  ad  oggi validato dall'Istituto Superiore di Sanità, in circa 4 ore
  per  ciascun  gruppo  di  campioni. Dopo questa  fase  iniziale  la
  Regione ha autorizzato circa 20 laboratori, tra pubblici e privati,
  ed  è pronta ad aumentarne ancora il numero, laddove nella rete del
  privato  si  determinassero ulteriori disponibilità.  Non  possiamo
  fare  ricorso a test rapidi o sierologici fino a quando non saranno
  validati dal Ministero della salute.
   Questa  è stata la linea di condotta che il Governo della  Regione
  ha   assunto   sin  dal  primo  momento,  e  auspichiamo   che   le
  sperimentazioni si concludano al più presto, ma non  avrebbe  alcun
  senso  avviare  dei  test  che poi non  hanno  mai  ricevuto,  anzi
  riceverebbero   la  smentita  degli  istituti  e   delle   autorità
  scientifiche nazionali.
   L'occasione  di  questo intervento mio è utile, tuttavia,  per  un
  chiarimento  ulteriore:  si  è forse ecceduto  nel  riconoscere  un
  valore clinico al test virologico del tampone. Ecco, questa  è  una
  informazione  non  fondata, non corretta.  Esso  infatti,  cioè  il
  valore  clinico  virologico  del tampone,  non  ha  mai  sostituito
  l'accertamento clinico dei pazienti sintomatici, che è sempre stato
  tempestivo   da   noi.  Se  un  paziente  presenta  una   polmonite
  interstiziale,  e  uno  e più sintomi come lo  stato  febbrile,  la
  difficoltà  respiratoria,  gli occhi lucidi   viene  trattato  come
  paziente   Covid   e ricoverato separatamente da  altri.  A  questa
  funzione  rispondono i triage separati, cioè lo smistamento,  e  le
  cosiddette   zone  grigie ,  che  sono  state  previste  in   molte
  strutture ospedaliere.
   Il  tampone,  ovviamente, ha una funzione importante sul  paziente
  asintomatico,  che  è  potenziale fonte  di  contagio,  per  questi
  soggetti  la  misura  prevista dalle  linee  guida  è  l'isolamento
  domiciliare con l'obbligo di misurazione della temperatura corporea
  e  di  tenere  informato del proprio stato di salute il  medico  di
  famiglia,  o  il  pediatra di libera scelta  se  si  tratta  di  un
  bambino.  E'  noto  che abbiamo stabilito di estendere  -  forzando
  anche il parere di molti sanitari che erano di diverso avviso -  il
  tampone  al  personale medico, partendo dalle aree cliniche  più  a
  rischio, e abbiamo esteso un controllo anche su chi è rientrato  in
  Sicilia.
   Per  i  primi,  il dipartimento delle attività sanitarie  ha  dato
  indicazione alle aziende di provvedere autonomamente; per i secondi
  sono state sottoscritte convenzioni, anche coinvolgendo S.E.U.S. ed
  è  stato affidato il compito di provvedere al tampone. Si tratta  -
  com'è facile immaginare - di una mole assai significativa di esami,
  ed  io  per  primo, anche alla luce del reperimento  difficile  sul
  mercato  dei reagenti, ho invitato ad affidare l'esame dei  tamponi
  ai  laboratori privati, ma ci vorrà qualche giorno, qualche  giorno
  in  più,  e  me ne scuso con i diretti interessati, ma se  vogliamo
  avere  certezza  che  le misure contenitive producano  gli  effetti
  sperati rimanere a casa, e rimanerci il più possibile, diventa  una
  misura  adeguata  proprio  per limitare il  contagio  dei  soggetti
  asintomatici.
   C'è  un'altra criticità che abbiamo rilevato, ed è stata  rilevata
  in  particolare dai sindaci, ai quali va il mio ringraziamento e la
  mia  solidarietà per lo stress al quale sono sottoposti giorno dopo
  giorno, mi sento meno solo in questo senso: troppo spesso non hanno
  ricevuto adeguate informazioni i sindaci sullo stato di salute  dei
  propri concittadini.
   Nessuno  più di me, che sono stato per qualche anno amministratore
  locale, può comprendere come le richieste dei primi cittadini siano
  assolutamente irragionevoli, e ho dato disposizione a tutte le  Asp
  di procedere nella comunicazione di tutti i dati richiesti. Come ho
  detto  in  premessa, non possiamo creare una inutile conflittualità
  tra  i  livelli  diversi di Governo sul territorio, soprattutto  in
  questo momento.
   Queste  sono le più importanti comunicazioni sul fronte sanitario.
  Alle  vostre  - che immagino saranno serrate - riflessioni,  potrà,
  ove necessario, fornire ulteriori delucidazioni l'assessore per  la
  salute Razza, che è in Aula per questa ragione, e che interverrà in
  sede di replica.
   Passiamo adesso all'altra emergenza che è quella economica, e  che
  è  arrivata  in  Sicilia  nel  suo picco  ancora  prima  del  picco
  dell'emergenza  dell'epidemia.  La crisi  economica  è  determinata
  dagli  effetti della pandemia, e sta dispiegando nella nostra Isola
  effetti  molto  gravi, soprattutto sul tessuto produttivo  e  delle
  fasce più deboli della popolazione.
   Un'emergenza,  come abbiamo detto, imprevista  e  mai  affrontata,
  che  già  adesso  impone enormi sacrifici e sofferenze,  ma  i  cui
  effetti,  i  cui  strascichi, dovremo affrontare ancora  per  molto
  tempo  e  per  diversi  anni.  La  Sicilia,  anche  a  causa  delle
  pluridecennali  politiche nazionali di scarsa attenzione  verso  il
  Mezzogiorno,  registrava  prima di questa tragedia  planetaria  una
  flebile   traiettoria  di  ripresa,  assai  flebile,  ben  lontana,
  certamente, dal pieno recupero della caduta del Pil subita  fra  il
  2008  e  il 2015. Lo ricordo, era meno 13 per cento, come  peraltro
  abbiamo  riportato del Documento di economia e finanza che è  stato
  approvato. Si trova adesso ad affrontare una congiuntura  economica
  da  guerra,  della  quale  non conosciamo  ancora  la  durata  e  i
  contorni.
   Il  rilevante indebitamento ereditato, pur ridotto in  questi  due
  anni  e  senza alcun nuovo incremento, il pesante ripianamento  del
  disavanzo riaccertato dopo l'ultima parifica della Corte dei Conti,
  seppur articolato in un decennio dopo il proficuo negoziato con  il
  Governo  nazionale,  che  ha condotto le norme  di  attuazione  nel
  dicembre   scorso.   L'incessamento  del  livello   delle   entrate
  determinato  da  accordi  conclusi  nella  precedente  legislatura,
  inidoneo  - lo abbiamo ascoltato dalla stessa Corte dei Conti  -  a
  sostenere  l'espletamento  delle  funzioni  esercitate   in   virtù
  dell'autonomia speciale. L'ingente concorso alla finanza  pubblica,
  la  rigidità  del bilancio che ha ridotto al minimo  i  margini  di
  manovra  finanziaria,  sono tutti elementi  che  hanno  reso  assai
  complessa la redazione del disegno di legge di bilancio e di quello
  di  stabilità  per  il  2020, da parte di questo  Governo.  D'altra
  parte,   il   protrarsi   del  complesso  negoziato   Stato-Regione
  Siciliana,  che la Regione ha avviato con dovizia di  proposte  già
  nell'agosto  del  2018,  e che oggi vede la Sicilia  unica  Regione
  speciale  rimasta  priva  di un accordo complessivo  sulla  finanza
  pubblica,  determina rilevanti e pesanti refluenze sugli  equilibri
  di  finanza  della Regione, con grave pregiudizio - come  è  facile
  immaginare  - per la garanzia dei beni essenziali delle prestazioni
  per i cittadini siciliani.
   A  questo riguardo, ho richiesto più volte un confronto su  questi
  temi  al  Presidente del Consiglio e al Ministro  dell'Economia,  e
  siamo  in attesa di un fiducioso loro riscontro. Ci dispiace dovere
  ancora prendere atto che la vicenda della mancata equiparazione tra
  le  Regioni ordinarie e speciali, nella moratoria dei mutui con  il
  MEF, assentite alle prime e negate alle seconde, nel contesto degli
  interventi  emergenziali  sanciti dal 18 del  2020,  evidenzia  una
  disparità  di  trattamento a danno della Sicilia. E questo,  credo,
  che  non  possa  trovare giustificazione. La crisi  giunge  su  una
  Regione  economicamente provata e impone di raccogliere le  energie
  concentrate     per    reagire    affrontando    l'emergenza     e,
  contemporaneamente,  preparando un piano di ripresa  economica,  un
  piano che il Governo intende redigere con il contributo di tutte le
  forze   politiche,   di  coalizione  e  di  opposizione,   con   le
  organizzazioni sociali e con le organizzazioni di categoria.
   Appare  pacifico  che lo scenario economico sul quale  sono  stati
  costruiti  i  documenti  contabili  non  esistono  più.  Mentre  la
  drammatica situazione nella quale versano cittadini, imprese,  enti
  locali  impone l'adozione di misure particolari e di  sostegno.  In
  queste settimane, accanto allo straordinario impegno sanitario,  di
  cui io ho appena riferito, abbiamo attivato alcuni primi interventi
  finanziari.  Ve  li  accenno. Per il  sostegno   alle  imprese,  la
  moratoria sui mutui d'intesa con  .Sicilia estesa a Crias, Ircac ed
  Irfis,  la misura straordinaria di liquidità affidata ad Irfis  con
  impiego  di 30 milioni di euro con contributi in conto interesse  a
  finanziamenti  di 100 mila euro alle imprese, al fine di rafforzare
  il  capitale  circolante,  il bando per  25  milioni  di  euro  con
  l'obiettivo  di  garantire finanziamenti per 250 milioni  di  euro,
  l'incremento di ulteriori 100 milioni di euro per  la garanzia  sui
  crediti,  la  proroga  dei  termini  per  la  rendicontazione   dei
  finanziamenti comunitari.
   Si   tratta   di  misure  a  legislazione  invariata   che   vanno
  accompagnate,   certo   da   interventi   strutturali,   che   solo
  l'approvazione  del  bilancio 2020 può  assicurare,  garantendo  il
  pieno  dispiegarsi della spesa pubblica regionale. Poi ho ascoltato
  nei giorni scorsi i Capigruppo della coalizione di Governo e quelli
  di opposizione, e ringrazio tutti perché ho potuto raccogliere, non
  solo la comune percezione della gravità di questa fase della storia
  della   nostra   Isola,  ma  anche  la  richiesta   di   interventi
  straordinari in aiuto di chi soffre e di chi soffre maggiormente il
  morso della crisi.
   La  celere  approvazione del bilancio regionale di  una  legge  di
  stabilità  concentrata  sugli interventi emergenziali  rappresenta,
  quindi,  una  esigenza  condivisa pur  permanendo,  anzi  essendosi
  aggravata,  le  condizioni di difficoltà illustrate per  assicurare
  gli equilibri di bilancio.
   Signor  Presidente, signori deputati, intendiamo  quindi  ritirare
  il  disegno di legge di stabilità presentando nei prossimi  giorni,
  come abbiamo già preannunciato agli stessi Capigruppo un testo  che
  tenga  conto dalle proposte emerse dal proficuo confronto con tutte
  le  forze  parlamentari. Un disegno di legge emergenziale concepito
  per la particolare straordinarietà del momento che siamo chiamati a
  vivere e ad affrontare.
   Resta  ineludibile  la  questione della rapida  definizione  della
  interlocuzione con il Governo nazionale, al quale ancora una  volta
  dobbiamo  chiedere e, credo senza distinzione di ruoli, la  massima
  attenzione  per  la  gravissima crisi che  attanaglia  la  Sicilia,
  soprattutto  adesso  che, da un lato la riduzione  dei  vincoli  di
  bilancio   da  parte  della  Commissione  UE  e  le  politiche   di
  sottoscrizione  del  debito, e dall'altro l'utilizzo  ampliato  dei
  fondi  strutturali per il rafforzamento delle misure a tutela della
  salute  e a sostegno delle imprese, danno alla politica di bilancio
  dello  Stato i primi ancora insufficienti ma significativi  margini
  di manovra.
   Quindi   l'Unione  Europea,  mai  come  in  questo  momento,   può
  consentire agli stati membri, e in questo caso allo Stato italiano,
  di  potersi muovere con una certa autonomia rispetto ad  appena  un
  mese  fa.  C'è  una nuova opportunità che Stato e  Regioni  possono
  cogliere, e che non si può fare sfuggire, e qui ribadisco la  piena
  disponibilità del Governo regionale a confronto.
   L'obiettivo  condiviso  è  quello di  addivenire  prima  possibile
  all'approvazione degli strumenti finanziari per potere offrire  una
  risposta  ai Comuni, alle ex Province, ai territori, alle categorie
  produttive e alle fasce del disagio. Ed è proprio alle famiglie più
  disagiate,  ed  è  proprio il capofamiglia  che  vive  spesso  alla
  giornata, qualche volta al di fuori di ogni garanzia contributiva e
  previdenziale, quasi sempre nel sommerso purtroppo, a  questi  capi
  famiglia,   ai  quali  non  ci  stancheremo  mai  di  chiedere   di
  abbandonare  il  lavoro  nero ed entrare  nella  sfera  del  lavoro
  legale,  abbiamo  pensato sabato mattina come  Governo,  stanziando
  cento milioni di euro di risorse di rinvenimenti da POC ed FSE.
   Sono  risorse  che riceveranno in più tranche, per coprire  almeno
  due,  tre  mesi; sono risorse che riceveranno gradualmente,  perché
  servono  soltanto per l'accesso all'assistenza alimentare e abbiamo
  previsto  che  potrebbero anche bastare per il mese di  aprile,  di
  maggio  e di giugno; dipende dalla condizione in cui si trovano  le
  famiglie  nei  singoli comuni. La delibera è stata adottata  sabato
  mattina,  non  abbiamo  voluto aspettare i  cinque  giorni  per  la
  pubblicazione; credo che sia stata pubblicata un quarto d'ora fa  o
  lo sarà comunque stasera. Già è stata pubblicata. Domani gli Uffici
  predisporranno  gli  atti  consequenziali;  oggi  si  è  tenuto  il
  confronto  necessario fra i vertici dell'ANCI Sicilia e  il  nostro
  Ufficio  di gabinetto della Presidenza per concordare le  modalità;
  saranno  erogate ai comuni e già una prima quota, intorno al  25-30
  per  cento  potrà  essere  erogata  entro  la  prossima  settimana,
  speriamo anche prima.
   Ai   comuni  abbiamo  raccomandato  di  destinare  questa  risorsa
  essenzialmente ai nuclei familiari senza alcun reddito, neppure col
  reddito  di  cittadinanza, e senza alcun ammortizzatore sociale;  e
  sarà consentito soltanto per l'accesso all'assistenza alimentare  e
  ai prodotti farmaceutici.
   E'  soltanto  un  primo  impegno  che  avevamo  concordato  con  i
  Capigruppo  della coalizione e dell'opposizione, e  speriamo  possa
  servire a riportare un minimo di serenità alle migliaia di famiglie
  esasperate perché non hanno più cosa mettere a tavola.
   E  con questo stato d'animo, con questo medesimo stato d'animo, so
  di  potere  rivolgere un appello anche alle altre famiglie,  quelle
  dei  piccoli e medi imprenditori, quelle delle partite IVA,  quelle
  dei  lavoratori autonomi, quelle dei lavoratori professionisti.  La
  crisi ormai non risparmia più niente e nessuno. Siamo convinti  che
  assieme  agli  interventi  del  Governo  nazionale  riusciremo  nei
  prossimi mesi, nelle prossime settimane, nei prossimi giorni  -  mi
  auguro  io  -  a  poter  far  fronte a questa  gravissima  epidemia
  economica.
   Nel frattempo abbiamo definito l'intesa sindacale e la piattaforma
  per  sbloccare la cassa integrazione in deroga; abbiamo  concordato
  con  i  vertici del Consorzio autostrade siciliane di  attivare  la
  sospensione   in   via   straordinaria  e  urgente   del   pedaggio
  autostradale  per  tutti i mezzi in circolazione  sulle  tratte  di
  competenza del CAS, cioè la Messina-Palermo e la Messina-Catania.
   Per  i  lavoratori dell'amministrazione regionale abbiamo attivato
  il  lavoro agile; finora - mi dice il Dipartimento - sono pervenute
  2.945  richieste di accesso alla rete regionale, tutte  2.945  sono
  state attivate. In transito dal call center regionale, in attesa di
  lavorazione,  ce ne sono 125 circa. Le richieste per accedere  alla
  piattaforma di videoconferenza sono 356, tutte attivate. L'attività
  di  ampliamento  prosegue,  per consentire  al  maggior  numero  di
  dipendenti   regionali   di  poterne  usufruire.   Naturalmente   è
  un'esperienza  nuova  anche questa, nessuno  l'aveva  mai  attivata
  prima perché non si era mai evidenziata la necessità.
   Lasciatemi rivolgere un grazie - come ho fatto per tutte le  Forze
  armate  e gli operatori civili e militari - anche alle guardie  del
  Corpo forestale della Regione siciliana.
   Sono pochi, sono ormai rimasti in pochi, sono anziani - perché non
  si  è  mai  voluto potenziare il Corpo nel passato -  eppure  hanno
  lavorato  con  grande spirito di sacrificio, prima a Messina  sullo
  Stretto   per  supportare  le  Forze  dell'Ordine  e  il  personale
  sanitario  e volontario nel verificare il movimento dei  passeggeri
  in  entrata e adesso, in questi giorni e in queste ore, nel  lavoro
  svolto  in  tutte  le  nove  province  dell'Isola,  nell'azione  di
  contrasto  alle speculazioni che vengono spesso operate sui  prezzi
  dei prodotti alimentari.
   Signor  Presidente,  signori  Deputati,  credo  di  avere  reso  a
  quest'Aula  i  dati  più  significativi  dell'impegno  profuso  dal
  Governo  regionale, e voglio ringraziare tutti  gli  Assessori  del
  Governo  regionale e i Dirigenti generali, pur  nel  mezzo  di  una
  calamità  planetaria  alla quale nessuno  era  preparato,  nessuno,
  nessuno, nessuno
   Ci  attendono  ancora giorni difficili che sapremo  affrontare  in
  Sicilia  con  ferma  determinazione, ognuno nel proprio  ruolo:  il
  Governo  regionale,  i  deputati, il Presidente  dell'Assemblea,  i
  Prefetti,  i sindaci, i commissari delle ex province e i cittadini,
  ai  quali  voglio rinnovare l'invito e l'esortazione a  rimanere  a
  casa  - pur nella comprensibile stanchezza di queste dure settimane
  - ma guai a dovere vanificare gli sforzi finora compiuti.
   Siamo tutti sulla stessa barca - nessuno escluso
   Uniti  ne  usciremo  bene,  perché  siamo  un  popolo  forgiato  a
  indicibili sacrifici, e con questo fardello del passato affrontiamo
  i  prossimi  giorni - sì - con spirito di sacrificio, un sacrificio
  illuminato d'amore e acceso di speranza.

   PRESIDENTE. Presidente, un chiarimento. Il ritiro a cui  ha  fatto
  cenno  verrà formalizzato, ma vorrei capire se relativo alla  legge
  di stabilità e al bilancio, o soltanto alla legge di stabilità?

   MUSUMECI, presidente della Regione. Tutte e due.

   PRESIDENTE. Hanno chiesto di parlare alcuni deputati, permettetemi
  di dare per primo la parola all'onorevole Calderone, a cui vanno  i
  miei  auguri  e  complimenti per la laurea del  figlio,  che  si  è
  laureato  oggi  e deve fare una trasmissione Skype,  col  figlio  e
  vorrei lasciarlo andare velocemente e ancora complimenti per Fabio.
   Ha facoltà di intervenire.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  signori Assessori, onorevoli colleghi

   PRESIDENTE. Si capisce che i barbieri sono chiusi

   CALDERONE. E' così
   Questo, signor Presidente della Regione, non è né il momento delle
  critiche  né,  come lei ha affermato qualche istante  addietro,  il
  momento delle pagelle. Questo può essere soltanto il momento  delle
  proposte.
   Credo  che in questo momento storico che tutti noi stiamo patendo,
  cavalcare  la paura, la rabbia comprensibile di ogni cittadino  non
  soltanto  sia  un atto, un gesto, un comportamento inopportuno  ma,
  per  quanto  mi  riguarda, e per quella che  è  la  mia  educazione
  personale e anche la linea del Partito cui mi onoro di appartenere,
  un atto criminale.
   Chi  in questo momento, signor Presidente, cavalca la rabbia e  la
  paura  della gente comune - ripeto comprensibilissima - si  metterà
  per sempre contro la storia.
   Noi  di  Forza  Italia,  tutti i deputati, anche  con  l'aiuto  di
  qualche assessore, e su suggerimento del nostro Presidente, abbiamo
  esclusivamente  lavorato in questi giorni, tutti i deputati  signor
  Presidente,  nessuno  escluso,  per consegnare  alla  Sua  Signoria
  stasera un documento che non è un documento di critiche, che non  è
  un  documento di sterile polemica, è esclusivamente un documento di
  proposte,  di  proposte basate su uno studio attento, oserei  dire,
  viste anche le ore tarde che noi abbiamo impegnato, di studio matto
  e disperatissimo.
   Certo, tante cose non saranno attuabili, signor Presidente, ma  io
  penso  e  credo  che  Forza  Italia con questo  documento  darà  un
  contributo alla possibilità che la Sicilia si possa rialzare.
   Noi  abbiamo  evidenziato,  lo  consegneremo  alla  fine  del  mio
  intervento,  Lei  mi  dirà in che maniera e in  che  modi,  come  è
  possibile,  sia  in relazione ai temi più importanti,  cioè  quello
  della sanità, sia in relazione al tema economico, e sono i due temi
  che  opportunamente Ella signor Presidente oggi  ha  affrontato,  è
  possibile,  opportuno,  giusto,  corretto  dare  un  contributo  ai
  siciliani.
   Vorrei  evidenziare Presidente che abbiamo approfondito come  fare
  ricorso  sulla  opportunità offerta dalla Commissione  europea  per
  potere  utilizzare le risorse di cui al prefinanziamento dei  fondi
  strutturali non ancora utilizzati. E abbiamo evidenziato in  questo
  documento  dove, come e in quale maniera potere reperire risorse  e
  come impiegarle.
   Abbiamo  suggerito, Assessore Armao, e lo dico a tutto il Governo,
  come  è possibile in una, uso un termine certamente volgare  e  non
  tecnico,  con una trattativa con il Governo dove potere  andare  ad
  attingere risorse. Per esempio una nostra idea è stata, e  lo  dico
  ai  tanti  colleghi del Movimento Cinque Stelle e  del  PD,  magari
  facendosi  promotori  verso  il  Governo  nazionale,  come   potere
  attingere  ed utilizzare i fondi di dubbia esigibilità  magari  con
  una rottamazione dei tributi fino a 5 mila euro, ad esempio.
   Perché  tutti  questi fondi, mi è stato detto  dagli  straordinari
  sindaci,  e  su questo sono totalmente d'accordo signor Presidente,
  perché  quello che stanno facendo i sindaci è veramente da assoluto
  encomio, nessuno escluso, quelli di destra, di sinistra, di centro,
  dei  Cinque  Stelle, stanno pensando soltanto alla gente  del  loro
  territorio,  della loro città, della loro comunità e  questo  è  un
  plauso  che  deve andare assolutamente, lei lo ha fatto  ed  io  lo
  condivido in assoluto.
   Questi  sindaci  mi  hanno detto che potendo  attingere  a  questi
  fondi,   sto   facendo  soltanto  un  esempio,  con  una   semplice
  rottamazione  di chi, diciamolo chiaramente, non pagherà  mai  quei
  tributi  perché  nullatenenti o quant'altro, e quindi  è  possibile
  attingere  al  fondo  di dubbia esigibilità, è  possibile  reperire
  fondi, come è possibile con una banale, mi sia consentita, modifica
  del  222 . elevare i decimi che le tesorerie anticipano ai  comuni,
  magari non con un rientro annuale, ma con un rientro triennale.
   Comunque  è  romano Presidente il problema, non è  siciliano,  noi
  abbiamo evidenziato questo. Abbiamo fatto riferimento anche, io  lo
  dico  per  le vie brevi, perché ho visto che è già scaduto  il  mio
  tempo,  ma  per questa ragione abbiamo ritenuto di stendere  questo
  documento,  abbiamo  chiesto che venissero  sospesi  i  canoni  per
  quanto riguarda gli assegnatari degli IACP, che vengano sospese con
  le  forme  di legge le procedure di sfratto, che vengano sospesi  i
  canoni  irrigui  in  relazione ai Consorzi di bonifica,  così  come
  anche  i  canoni delle concessioni demaniali, e mi riferisco  e  lo
  chiedo all'assessore Cordaro, qui presente.
   Presidente,  sono  tante  le  cose, io,  signor  Presidente  della
  Regione, consegnerò questo documento, la ringrazio per tutto quello
  che  sta  facendo  per la Sicilia, nessuno si sta risparmiando,  ha
  fatto  bene a ricordarlo perché non ci sono schieramenti e  non  ci
  possono  essere schieramenti in un momento storico così delicato  e
  drammatico,  chi,  ripeto  e concludo perché  sono  addolorato  per
  questo  vedere  cavalcare la rabbia, alimentare la polemica  in  un
  momento  come  questo da parte di alcuni politici o ritenuti  tali,
  credo sia un fatto assolutamente da biasimare.
   Io  credo, e spero che lo sto facendo con garbo, poi Presidente si
  apriranno  le  ostilità  e  sarà il  momento,  non  soltanto  delle
  critiche,  delle  pagelle  e  del chiarimento  complessivo  tra  la
  politica e i politici.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo  della
  Regione, credo che la differenza tra quello che possiamo fare qui e
  quello  che  è  il  dibattito nazionale, dove c'è uno  schieramento
  politico che ogni giorno dice che tutto quello che si fa è poco,  e
  che  bisogna fare di più, anche i miracoli come si suol dire, parlo
  della dimensione nazionale.
   La differenza che per quanto ci riguarda, e per quanto mi riguarda
  l'approccio  che  sin  dal primo momento abbiamo  dato  la  massima
  disponibilità a sostenere tutto quello che serviva per fare  fronte
  unico  a  tutela della Sicilia e dei siciliani, sapendo i problemi,
  il  punto di partenza che per noi non era lo stesso che nelle altre
  parti  d'Italia,  ecco  perché lo dico pretendiamo  la  trasparenza
  nella gestione di questa crisi, innanzitutto sanitaria.
   Vogliamo  sapere che tempi, con quali tempi diamo garanzie,  diamo
  una speranza a tutti i siciliani, che siamo in grado di accoglierli
  nelle nostre strutture sanitarie, anche laddove ancora ad oggi  non
  sono state definite, ma sapere quando e come tutto sarà organizzato
  in  maniera uniforme nel territorio della nostra Regione.  Ci  sono
  dei  problemi, ma sarebbe strano se non ci fossero, il  problema  è
  che  ai  problemi dobbiamo dare in qualche modo anche la  gestione,
  non del fastidio di chi ti dice c'è un problema, ma di chi ti aiuta
  a  far  conoscere  un  problema per trovare  una  soluzione,  dalle
  ambulanze che si fermano per giorni perché devono essere sanificate
  e,  quindi, hanno una gestione rigida che determina una carenza del
  parco macchine a problemi, se volete più banali.
   Cito uno per tutti, il Presidente della Regione lo ha ribadito  in
  questa  sede,  ha  ribadito che la Sicilia ha scelto  di  non  dare
  spazio  ai  test  sierologici, è una  scelta  in  coerenza  con  le
  autorità  scientifiche, mi permetto però di dire  a  differenza  di
  altre  Regione che addirittura stanno approvvigionando  le  Regioni
  con  questi  kit,  noi  avremmo  e  secondo  me  ancora  in  tempo,
  Presidente,  per consentire ai laboratori privati che lo  volessero
  fare  di  potersi approvvigionare, perché prima o poi dovremo  fare
  l'esame   epidemiologico   in   Sicilia,   quindi,   se   non    ci
  approvvigioniamo  per  tempo quando saremo  costretti  a  deciderlo
  scopriremo  che  non abbiamo i kit per farlo. Ecco, suggerirei  che
  quella  ordinanza con la quale lei ha addirittura ha minacciato  la
  revoca   dell'accreditamento  per  le   strutture   che   volessero
  appropinquarsi di questo strumento, anche su questo nessuno  ha  la
  scienza,  tutti ci misuriamo in una sfida inedita per  tutti,  però
  eviterei   quella  rigidità  che  spesso  bloccano  piuttosto   che
  ampliare.
   Voglio  andare  alla  questione di fondo, economica.  Noi  abbiamo
  sollecitato  dall'inizio l'assessore Armao per avviare  un'attività
  di  prestiti  chirografari a favore delle imprese. Io suggerisco  -
  l'ho  detto anche stamane al telefono - secondo me la delibera  che
  avete  affrontato  ha  due limiti. Primo, non  ritengo  giusto  che
  l'Irfis  deroghi i prestiti perché deve fare il  Fondo di garanzia,
  deve  essere  un medio credito a servizio del sistema del  credito,
  anche perché, essendo un fondo di garanzia, riattiva, fa un effetto
  moltiplicatore nella possibilità di prestito.
   Secondo,  i prestiti che eroghiamo alle imprese dobbiamo  dare  la
  certezza di 12 mesi di ammortamento, cioè la prima rata deve essere
  attivata  dopo  i  12 mesi, non ai 3 come ho letto  nella  delibera
  essere uno dei problemi.
   L'ultima  cosa,  ed  è, secondo me, una scelta che  dobbiamo  fare
  oggi,  assieme ai 100 milioni per i buoni alimentari che ho sentito
  saranno avviati con un percorso mensilizzato, trimestrale,  non  so
  come.  Abbiamo presentato un ordine del giorno - istituire un fondo
  di garanzia speciale per consentire alle famiglie di poter accedere
  al  credito per il consumo garantito dalla Regione con prestiti  da
  15 a 20 mila euro, cioè noi dobbiamo dare la speranza ai siciliani.
  Così  come  negli  anni '60 e '70 la gente si  è  comprata  con  le
  cambiali la macchina, dobbiamo dire puoi ripartire e ti aiutiamo  a
  ripartire, se hai un bar se hai il problema del consumo per la  tua
  famiglia, perché non sappiamo quanto durerà questa storia.
   Dare  la  possibilità  a  chi  vuole ripartire  di  rientrare  nel
  sistema  del  credito, garantito dalla Regione,  e  aggiungo  senza
  interessi, sono pochi soldi gli interessi per il consumo, io  credo
  che  è  un modo concreto per parlare non solo alle imprese, giusto,
  ma  anche alle famiglie che in questo momento sono disperate e  non
  sanno a che santo rivolgersi se non al buono pasto.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  i
  toni  che  stanno maturando nella discussione di oggi siano  quelli
  giusti  per  affrontare  un  momento così  difficile  e  anche  noi
  riteniamo  che non è il momento di assegnare dei voti oggi  o  fare
  pagelle.  E'  il momento della leale collaborazione  fra  le  forze
  parlamentari,  fra  Governo e Parlamento. Però, proprio  in  questo
  momento  credo  che nessuno debba sfuggire ai propri  doveri  e  ai
  propri diritti.
   Più  volte  abbiamo  chiesto, a partire dal 10  marzo,  che  venga
  fatta  una  relazione dettagliata su quello che è  il  ritardo  dei
  tamponi;  e  non  è  soltanto una richiesta, io credo  che  sia  un
  diritto,  signor Presidente, da parte dei parlamentari,  quello  di
  conoscere  ad oggi qual è il ritardo, perché poi fa più  paura  non
  conoscere  un  dato piuttosto che conoscerlo. E noi  riteniamo  che
  questo  sia un diritto che in questo momento ancor di più  dovrebbe
  essere  inviolabile  e a cui  fa fronte un  dovere   da  parte  del
  Governo.
   Lo  stesso  dovere è quello di comunicare ad oggi  quanti  sono  i
  tamponi  che  devono  essere  processati,  perché  come  lei  fatto
  riferimento  nella sua relazione ai due laboratori, alla  richiesta
  di  laboratori  satellite che noi abbiamo fatto, anche  da  qualche
  settimana,  conoscere questo imbuto a cui lei ha fatto riferimento,
  poi  concretamente in che numeri si sostanzia, se  sono  100,  200,
  500, perché anche in questo caso il non conoscere un dato crea  più
  preoccupazione del dato vero.
   Terza  questione, assessore Razza. Noi non crediamo che ci sia  un
  vuoto  di  tutela sanitaria in questa Regione, per  essere  chiari,
  però  anche  da questo punto di vista, se abbiamo più  volte,  come
  nella  discussione  di  oggi, elogiato il  personale  sanitario,  i
  medici  che  sono  in  prima linea che per  noi  sono  degli  eroi,
  trattiamoli da eroi; non può essere che ancora oggi non abbiamo  un
  dato vero, trasparente che ci dica a quanti medici è stato fatto il
  tampone,  a quanti medici non è stato fatto e a quei medici  a  cui
  ancora il tampone non è stato fatto, in che tempo noi riteniamo  di
  farlo; il Governo è tenuto a dirci questo dato.
   Non  è  in grado di darcelo oggi? Io spero, Presidente, che questa
  sede  sia  il Palazzo di vetro, la sede dove con trasparenza  venga
  affrontata  questa  crisi  emergenziale,  questa  crisi  sanitaria,
  affinché  tutti  i  siciliani  ogni  giorno  non  si  dedicano   al
  telefonino,  a  Facebook  o  a  Whatsapp  per  vedere  qual  è   la
  situazione, ma guardano al faro, al Palazzo, al Parlamento,  che  è
  il  luogo  dove  devono essere affrontate queste questioni  e  dove
  dobbiamo  attingere le notizie. Ognuno col suo ruolo: dal  Governo,
  al   Presidente  dell'Assemblea,  alle  Commissioni,  ai  deputati.
  Quindi, Assessore, noi ci aspettiamo questo dato. Anche la prossima
  settimana.   E  non  ce  lo  aspettiamo  solo  noi,  lo   aspettano
  soprattutto i medici.
   Sulla   questione  economica  anche  noi  ci  aspettiamo,   signor
  Presidente  della  Regione, una finanziaria  emergenziale  che  dia
  soprattutto  risposte  veloci ai Comuni e a  coloro  che  ne  hanno
  bisogno. Mai come in questo momento la velocità, la tempestività  e
  credo  la  brevità,  perché più volte in questa  Legislatura  si  è
  partiti,  come dire, con la voglia di mantenere le  cose  e  poi  i
  risultati sono stati altri. Occorre celerità e brevità anche  sulle
  risposte da dare alla gente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
   Se  ci  sono degli iscritti a parlare lo possono comunicare adesso
  perché poi chiuderò le iscrizioni a parlare.

   FAVA.  Signor Presidente, Assessori, colleghi, credo che  sia  non
  soltanto  dovuto,  ma utile incontrarsi qui oggi,  e  non  soltanto
  oggi.   In   questo   vorrei   anche   spendere   una   parola   di
  sdrammatizzazione. Mi sembra che le condizioni di rischio reciproco
  qui,  stasera,  siano  assai inferiori a  quelle  che  ogni  giorno
  dobbiamo affrontare quando andiamo in qualche supermercato, per cui
  mi  pare  che  per poterci tutti impegnare, lei, signor Presidente,
  nella  sua funzione a garantirci o il Governo, con la sua presenza,
  ad  incontrarci almeno una volta alla settimana, credo che  sia  un
  fatto  dovuto  ai siciliani perché permette a questa  Assemblea  di
  svolgere la sua funzione di indirizzo e di controllo alla  quale  è
  chiamata  e  credo  che  sia anche un contributo  di  straordinaria
  responsabilità per questo Governo e per le decisioni che il Governo
  andrà  ad assumere. E credo che il Governo abbia potuto verificare,
  lo  ha  già  detto il Presidente Musumeci, nella sua  introduzione,
  come  ci sia ampio, diffuso senso di responsabilità nell'affrontare
  questo passaggio.
   C'è  stata una interlocuzione con le opposizioni, con i Capigruppo
  dell'opposizione, che noi riteniamo assolutamente positiva, e siamo
  lieti  che  il  Governo, che l'Esecutivo abbia  voluto  raccogliere
  molte  delle  sollecitazioni, delle indicazioni, le cose  che  sono
  state  qui espresse in buona parte coincidono con quelle che  erano
  indicate  in  un  documento  che il Gruppo  dell'opposizione  aveva
  presentato.
   Questo  perché sia chiaro che lo spirito con cui qui  si  affronta
  questa   emergenza   è   uno  spirito  di   assoluta,   consapevole
  responsabilità, che - ripeto - non rientra tra le liturgie  dovute,
  ma  tra  le  cose  utili che queste istituzioni possono  mettere  a
  disposizione dei siciliani.
   L'emergenza  economica  è  un'emergenza  che  qui  cominciamo   ad
  affrontare,  ma che è destinata a durare mesi forse anni.  C'è  una
  platea  di  nuovi poveri che si individuano attorno alle  400  mila
  unità in Sicilia. Bene, che siano stati messi a disposizione con  i
  fondi  POC  e  FESR  questi  100  mila  euro  per  immediati  aiuti
  alimentari.  Mi  auguro, Presidente, che ai Comuni -  100  milioni,
  perdonatemi - che ai Comuni arrivino linee guida chiare, perché  le
  preoccupazioni che arrivano da molti amministratori è sapere in che
  modo  costruire  ciascuno  la propria platea  e,  soprattutto,  che
  questi  fondi  non  vadano, come dire, a danneggiare  imprese  alle
  quali  erano  stati garantiti per progetti sui quali c'era  già  un
  impegno    economico.    Mantenere   è    completamente    distinto
  dall'amministrare.
   Siamo  lieti  che stasera, finalmente, possiamo avere contezza  di
  questo  piano  ospedaliero. Ed io sono  d'accordo  con  il  collega
  Barbagallo,  assessore  Razza.  Abbiamo  bisogno,  riconoscendo  lo
  sforzo  assoluto  che lei e la Giunta sta facendo nelle  condizioni
  date  e  anche  condizioni che non dipendono soltanto  dalla  buona
  volontà,   ma   delle  risorse  materiali  che  vengono   messe   a
  disposizione del sistema Paese, però abbiamo bisogno, ma ne abbiamo
  bisogno perché è nostra responsabilità nei confronti della comunità
  alla quale rispondiamo di avere meno vaghezze. Abbiamo bisogno  che
  in  questo piano sanitario alcune delle indicazioni che lei  ci  ha
  fornito in modo, come dire, generico con alcuni aggettivi che  sono
  molti,  tanti, sufficienti, abbiano finalmente una loro  definitiva
  contezza.
   Quali   sono  gli  ospedali  che  sono  attrezzati  o  i   reparti
  ospedalieri che sono attrezzati e quando saranno operativi? Abbiamo
  la certezza che in ciascuno di questi reparti ci siano delle corsie
  che  garantiscano  la separazione di percorsi clinici?  I  35  mila
  tamponi,  40  mila,  quelli che si sono iscritti  tra  i  siciliani
  rientrati,  il  Presidente parlava di convenzione sottoscritta  con
  laboratori  privati,  quando saranno operative queste  convenzioni,
  cioè  quando noi saremo in condizione di avere finalmente un  esito
  che  garantisca che questa platea di possibili pazienti, in realtà,
  siano persone fuori da ogni rischio.
   Come  fare per garantire la sicurezza degli operatori del  118  ai
  quali viene ripetuto:  voi avrete a disposizione il kit solo quando
  sarete   chiamati   ad   interventi   che   rientrano   nell'ambito
  dell'intervento  per il Covid , perché spesso sono  interventi  che
  non   possono   essere   preventivamente   conosciuti   come   loro
  destinazione finale. C'è un grande senso di smarrimento  in  questi
  lavoratori che si sentono molto esposti al rischio.
   Come  fare a garantire - e questo, Assessore, con dei numeri certi
  -  che  questi kit siano realmente e definitivamente a disposizione
  degli  operatori sanitari. Le informazioni che a noi  arrivano  per
  altri mezzi - la trasmissione  Report , per esempio - ci parlano di
  preoccupazioni  non  dell'uomo  della  strada  ma  di  medici,   di
  sanitari,  direttori  di  reparti, i  quali  dicono:   siamo  nella
  necessità di operare in condizioni di grave precarietà .
   Ora,  tutto questo non è una responsabilità che noi attribuiamo  a
  lei  o  al Governo, ma abbiamo bisogno di capire in modo definitivo
  quali  sono  tempi e numeri per superare questa emergenza;  abbiamo
  bisogno di alcune parole che ci permettano di uscire dalla vaghezza
  e questo riguarda anche il numero di tamponi che realmente siamo in
  condizione  di potere utilizzare tenendo conto dei nuovi laboratori
  che sono stati attrezzati.
   Mi  auguro che la settimana prossima sia possibile tornare qui  ad
  incontrarci  perché  ci  sia  una verifica  reciproca  continua  e,
  soprattutto,  la possibilità di assumere, anche dalle  indicazioni,
  suggerimenti  ed  esperienze che ciascun  parlamentare  qui  porta,
  elementi  che  servano ad una risposta che sia sempre  più  celere,
  sempre  più  pronta,  perché come voi sapete accanto  all'emergenza
  sanitaria c'è un'emergenza alimentare che, se non ottiene risposta,
  determina  soltanto ansia, collera e rabbia che è quello  che  oggi
  questa terra non si può permettere.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico.  Ne  ha
  facoltà.
   Vi    informo    anticipatamente   che,   concluso    l'intervento
  dell'onorevole De Domenico, poiché ho personalmente un'esigenza  di
  andare   via   per   cinque   minuti,  non   essendo   presenti   i
  vicepresidenti,  dovremmo sospendere per cinque  minuti  esatti  la
  seduta.
   Prego, onorevole De Domenico.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola.
  Io  vorrei intervenire su tre punti ed una premessa. La premessa  è
  che  -  ripeto anche quello che è stato già detto - l'informazione,
  la  trasparenza  e  la condivisione sono elementi  imprescindibili,
  Presidente,  perché noi non vogliamo ingerirci nella  gestione,  ma
  vogliamo  collaborare perché pensiamo di avere qualcosa da  dire  e
  qualcosa  da  dare. Ma penso che oggi giovi a tutti la condivisione
  delle responsabilità, perché ogni scelta condivisa è più facile che
  sia  accettata e noi abbiamo la responsabilità di chi ci ha votato,
  la   responsabilità   di  ascoltarli,  siamo  un   termometro   sul
  territorio,  specialmente  chi  come  me  occupa  un  posto   nella
  Commissione   Sanità  non può far finta di non sapere, deve  essere
  messo al corrente frequentemente.
   Io ringrazio voi per tutto quello che state facendo, perché - come
  lei ha detto - è un'occasione che nessuno mai poteva prevedere.
   Siamo  in  una  situazione complicata e devo dire  che  spesso  le
  risposte individualmente io le ho avute e devo dare atto di questo,
  ma  deve  essere  una collaborazione sistemica, con le  istituzioni
  parlamentari e, in particolare, con la Commissione  Sanità .
   Fatta  questa premessa e proprio in ossequio a quello che  dicevo,
  io  penso  che  noi oggi dobbiamo avere una visione strategica  per
  affrontare  con  una strategia di medio-lungo periodo;  non  è  più
  tempo  di  scelte giorno per giorno perché questa è una  situazione
  con cui dovremmo convivere a lungo.
   Ed allora, vorrei capire gli ospedali  Covid  quali sono, su quali
  criteri   vengono  scelti,  se  dobbiamo  subire   l'influenza   di
  personaggi  di  un  certo tipo. E mi riferisco alla  mia  città  in
  particolare.  Voglio sapere quali sono i  Covid   dedicati,  perché
  quando  la  gente  vuole sapere se in un ospedale  c'è  un  reparto
   Covid   dedicato è evidente che deve avere le garanzie di percorsi
  separati.
   Tutti  sappiamo  la  difficoltà  di  reperire  i  dispositivi   di
  protezione,  sappiamo le difficoltà e come giustamente  lei  chiede
  unità  noi lo chiediamo anche nei confronti del Governo, senza  per
  questo fare sconti a nessuno sulle responsabilità anche del Governo
  centrale, anche del Governo centrale ed io non sono tra quelli  che
  ha   difficoltà   ad  ammetterlo.  Ma  non  è  il   momento   delle
  responsabilità, l'ha detto lei, è il momento di lavorare insieme; e
  dobbiamo  lavorare insieme e se abbiamo proposte da  fare  vogliamo
  essere ascoltati.
   Vogliamo  capire  la strategia sui tamponi ed  anche  sugli  altri
  strumenti di diagnostica. Vorremmo una cabina di regia almeno nelle
  città  metropolitane dove ci sono più direttori generali che spesso
  hanno difficoltà a dialogare tra di loro, le limitazioni umane sono
  anche in chi dirige gli ospedali.
   Vorremmo  che  i  sindaci  siano  maggiormente  informati  e   sia
  valorizzato il loro contributo, ma lei stamattina lo ha detto ed io
  gliene  do  atto. Vorrei che si tenesse conto delle isole,  abbiamo
  tanti territori che sono isole e non le dobbiamo isolare perché  la
  sanità va data anche a chi è disagiato.
   Ed  infine,  vorrei parlare degli ultimi. Gli ultimi  sono  quelli
  delle case di riposo, sono quelli che hanno malattie mentali,  l'ho
  scritto;  dobbiamo  stabilire dei percorsi  TSO  nell'ambito  degli
  ospedali   Covid ; gli autistici ed i disabili a cui in molti  casi
  viene  negato  anche  la  tele-assistenza per  quanto  riguarda  lo
  studio, ed infine le imprese e le famiglie. Ci sono casi di imprese
  come  il  florovivaismo,  di cui mi sono  occupato,  che  sono  una
  emergenza  perché questi non hanno fermato la loro attività,  hanno
  perso  tutto il guadagno di un anno, sono rovinati  Per  questi  ci
  vogliono misure speciali. Così come misure speciali ci vogliono per
  le  singole  famiglie  e  per  la  capacità  di  erogare  liquidità
  immediata.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole De Domenico. Poco fa mi  ha  fregato
  anche  l'onorevole  Barbagallo che non fa parte  della  Commissione
   Sanità   né  della  Commissione  Bilancio  e si  è  infilato.  Io,
  ovviamente, non mi posso permettere di negare la presenza  in  Aula
  di  un deputato per cui l'intervento è stato gradito dell'onorevole
  Barbagallo  però  cerchiamo per il futuro di rispettare  le  regole
  anche  perché  probabilmente dalla settimana  prossima  credo  che,
  visto   che   stiamo  facendo  degli  esempi,  delle   simulazioni,
  probabilmente  possiamo chiedere a tutti i deputati di  intervenire
  alla  seduta  perché aprendo anche gli spazi dietro  gli  spazi  di
  stanza   obbligatoria  si  rispetterebbero  tranquillamente  quindi
  probabilmente non ci sarebbero problemi.
   Prima  di  interrompere cinque minuti, credo  sia  importante  che
  l'Aula sappia che questa Assemblea ha messo in atto tutte

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate,  onorevole  Lo  Curto,  Assessore,  siete  dello   stesso
  partito, vi riunite spesso
   Dicevo che siamo stati i primi in Europa a sanificare il microfono
  dopo ogni singolo intervento, immediatamente seguiti dalla Spagna e
  poi  dalla  Comunità europea. Non ci risulta che in  Italia  ancora
  questo venga fatto e dovrebbero invece farlo.
   Come  avete  visto oggi siete stati tutti, me compreso ovviamente,
  abbiamo  avuto tutti questa specie di pistola in testa  che  ci  ha
  misurato  la  temperatura, cosa che faremo  per  tutti  coloro  che
  entrano  nel Palazzo fino a che sarà valida l'emergenza.  Però,  la
  settimana prossima, onorevole Fava, noi abbiamo in questo  momento,
  fino ad oggi abbiamo fatto Aula praticamente tutte le settimane  da
  quando  c'è  l'emergenza tranne quella passata  perché  avevamo  la
  sanificazione  del Palazzo, per cui è stato un obbligo  non  potere
  entrare  nel  Palazzo mentre c'era la periodica sanificazione  che,
  probabilmente, ci sarà ancora tra una quindicina di giorni. Ma  per
  quanto  riguarda la prossima settimana, ovviamente, siamo  più  che
  disponibili a tenere le sedute d'Aula.
   Sospendo per cinque la seduta e riprenderà alle ore 18.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.21, è ripresa alle ore 18.31)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Grazie,  signor Presidente. Governo,  onorevoli  colleghi,
  stiamo  vivendo  una  fase delicatissima.  La  nostra  società,  la
  Nazione  e  il  Mondo  intero  stanno  andando  incontro  a  grandi
  cambiamenti  determinati dalla pandemia causata dal propagarsi  del
  Coronavirus.
   In  tutti  noi  vi è piena consapevolezza che quando tutto  questo
  finirà,  molte delle nostre abitudini quotidiane, il nostro  stesso
  stile di vita, sarà profondamente modificato.
   Alla  politica, quindi, al Governo e al Parlamento, sia  nazionale
  che  regionale, il compito di accompagnare, tutelare e sostenere  i
  cittadini in questi cambiamenti.
   Il  compito non è assolutamente facile: bisogna approntare  misure
  urgenti, in grado di fronteggiare l'emergenza sotto tutti  i  punti
  di vista.
   Già  nella seduta del 18 marzo, ultimo scorso, il Governo, per  il
  tramite   dell'assessore  per  la  salute,   avvocato   Razza,   ha
  relazionato sulle misure dal punto di vista sanitario. Nella stessa
  seduta,   mostrando   grande  sensibilità  e  rispetto   verso   il
  Parlamento, il Governo ha colto numerosi suggerimenti avanzati  con
  delle mozioni presentate dai capigruppo.
   Oggi  il  Presidente ha relazionato sulle misure  finanziarie  per
  fronteggiare questa epidemia. In premessa credo che un plauso  vada
  tributato  al  Governo per le misure ad oggi poste  in  essere:  mi
  riferisco,  ad  esempio,  all'inteso  tra  l'Assessorato  regionale
  dell'economia e l'ABI Sicilia, che consente la moratoria dei  mutui
  contratti  con  il  sistema bancario prima  del  31  gennaio  2020;
  l'intesa prevede altresì l'estensione della moratoria dei  mutui  e
  contratti  di  finanziamento anche per gli  enti  regionali  IRFIS,
  IRCAC  E  CRIAS,  così  come proposto da un ordine  del  giorno  di
  Fratelli  d'Italia. Ed ancora lo stanziamento di cento  milioni  di
  Euro deliberato dalla Giunta regionale per consentire alle famiglie
  disagiate  di accedere all'assistenza alimentare: indubbiamente  in
  un  momento  di  particolare crisi per le asfittiche risorse  della
  nostra  Regione,  che ha appena definito un piano  di  rientro  del
  debito, questa misura è veramente importante.
   Torniamo  al  compito  assegnato alla  politica  di  accompagnare,
  tutelare  e sostenere i cittadini, le imprese, il lavoro  e  quindi
  l'intero  sistema. Non è un compito facile: bisogna individuare  le
  priorità e dare le necessarie coperture e garanzie. Nell'immediato,
  l'urgenza   è   certamente  data  dalla  necessità   di   garantire
  l'assistenza alimentare ai beni di prima necessità ai Siciliani che
  vivono  in  condizione di grave disagio economico, persone  che  in
  questa  fase  emergenziale non riescono ad  avere  reddito  alcuno,
  nemmeno quel reddito di lavoro irregolare, infatti non è questo  il
  momento  di  nasconderci dietro a un dito: sappiamo tutti  che  una
  fascia  della  popolazione isolana vive  ancora  in  condizioni  di
  irregolarità,   precarietà,  e  comunque  oggi  non   li   possiamo
  abbandonare.
   Secondo  ordine di urgenza è dato dalla possibilità  di  garantire
  liquidità alle aziende, anche attraverso le necessarie garanzie  da
  dare  alle  banche per evitare che gli imprenditori, nel  disperato
  tentativo  di ottenere liquidità e non avendo risposte dal  sistema
  bancario, finiscano nelle mani degli usurai - e questo è un rischio
  veramente alto.
   Ottima  l'iniziativa della moratoria dei mutui bancari e di quelli
  con gli enti regionali IRFIS, IRCAC e CRIAS.
   Credo  ci  sia  il  tempo per concordare con l'ABI  le  necessarie
  misure da porre in essere.
   Non  sarà  facile, in tempi di crisi, individuare  i  capitoli  di
  bilancio da azzerare per questo esercizio finanziario.
   Indubbiamente  i  tempi di realizzazione di tanti  interventi,  in
  tanti settori, saranno rimandati o annullati.
   Da  quei  capitoli  arriveranno le prime risorse  ma  l'azione  di
  recupero  di  somme  andrà  fatta in modo analitico,  capitolo  per
  capitolo, e formulo qui l'auspicio affinché nessuno pensi di alzare
  barricate  a  difesa di aree, settori e altro,  così  come  nessuna
  azione  restrittiva  potrà  essere fatta  in  danno  a  determinati
  settori per salvarne altri.
   In  conclusione, onorevole Presidente, chiediamo al Governo  della
  Regione di difendere i fondi della programmazione europea assegnati
  alla  Sicilia  ancorché non impegnati, scongiurando il  verificarsi
  dell'ipotesi  di  un utilizzo per interventi su scala  nazionale  -
  abbiamo   tutti  sentito  l'intervento  del  Ministro   Provenzano,
  cosiddetto  uomo del Sud'.
   Chiediamo  che il Governo della Regione, per quanto di competenza,
  si  faccia promotore verso il Governo nazionale affinché questo  si
  adoperi  prontamente  per la liquidazione  dei  crediti  tributari,
  operazione che consentirebbe ad imprese, professionisti,  di  avere
  immediata liquidità.
   Valutare  l'approvazione di norme che consentono per  un  periodo,
  anche limitato, agli enti locali delle deroghe alla possibilità  di
  spesa  consentendo,  ad  esempio, il  pagamento  dei  debiti  delle
  Pubbliche Amministrazioni laddove le stesse dispongano delle  somme
  che in alcuni casi il patto di stabilità non permette di erogare.
   In  questo  modo si potrebbe dare liquidità a fornitori,  imprese,
  aziende  e  liberi professionisti che da tempo aspettano la  giusta
  liquidazione  delle loro parcelle, ancora in vista di un  auspicato
  sblocco  delle  attività, norme che consentano  di  velocizzare  le
  procedure di avvio di lavori per la realizzazione di opere.
   Accogliamo con favore la proposta di legge finanziaria agile,  che
  ha fatto il Presidente; agile, ridotta all'essenziale con l'impegno
  di  adottare  in  futuro, non appena possibile  -  magari  con  dei
  collegati  organici - tutte le misure necessarie  per  lo  sviluppo
  della nostra Regione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.   Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,   stiamo
  affrontando una delle più grandi emergenze economiche -  oltre  che
  sanitarie  ovviamente - degli ultimi decenni e, a  mio  avviso,  ci
  sarà  un  prima  del  Covid  e un dopo Covid  dal  punto  di  vista
  economico, e andranno riviste veramente tantissime cose.
   La  velocità  con  la  quale siamo entrati all'interno  di  questa
  emergenza,  probabilmente, non corrisponderà alla velocità  con  la
  quale usciremo da questa emergenza.
   Presidente, temendo che la forbice in Sicilia fra ricchi e  poveri
  continuerà  ad aumentare, le chiedo di provare a mettere  in  campo
  tutti  quegli  strumenti  che, purtroppo  in  questo  momento  sono
  ordinari contro un'emergenza che è straordinaria affinché la nostra
  Regione ne possa venire fuori in qualche modo.
   Ho  preso  un  appunto semplicemente provando a riportare  un  po'
  tutte le istanze che sono arrivate a noi, in questi giorni e che le
  sottopongo.
   L'emergenza  di  Riscossione Sicilia, una di quelle  problematiche
  che  stavamo  affrontando - che purtroppo si è bloccata  in  questo
  momento  -  col tavolo nazionale, però, sa benissimo  che  ci  sono
  delle  difficoltà nel garantire gli stipendi di più  di  settecento
  famiglie che sono molto preoccupate in questo momento, gli stipendi
  dei consorzi di bonifica, dei dipendenti dello zootecnico, ex ARAS,
  che lamentano dei ritardi già da molti mesi, i tirocini dell'Avviso
  20  e  22, ragazzi che hanno partecipato a dei bandi della  Regione
  che   ancora  non  si  vedono  pagati  e  che,  invece,   darebbero
  sicuramente aiuto e sostegno in questa fase di grandi difficoltà.
   I  fondi  dei  precari  dei  comuni in dissesto,  comuni  che  non
  riescono più a pagare i propri precari e che ad oggi invece  se  li
  vedono decurtati.
   Queste sono le preoccupazioni che ci pervengono quotidianamente.
   Ma a questo, Presidente, io mi permetto di suggerirle qualcosa che
  ci  è venuto in mente in questi giorni. Proviamo ad incrementare il
  fondo  di rotazione degli enti locali, sblocchiamo questi benedetti
  fondi europei.
   Assessore  Razza, Lei sa benissimo che la Commissione  Europea  ha
  dato  mandato  allo  Stato e alle Regioni di sbloccare  tutti  quei
  fondi,  e  di  fare una ricerca dei fondi non utilizzati,  inerenti
  allo  T1,  allo  T3 allo T9 che si possono spendere  immediatamente
  nella  sanità. Una accelerazione da questo punto di vista. Si  sono
  liberati, hanno dato via libera nella gestione fuori dagli  accordi
  di   partenariato   Stato-Regioni-Comunità  europea,   abbiamo   la
  possibilità di farlo e dobbiamo farlo il prima possibile.
   Presidente,  non un solo Euro dei fondi europei deve uscire  dalla
  nostra  Regione. I fondi devono rimanere all'interno  della  nostra
  Regione,  devono  essere  spesi nella loro  totalità  ed  il  prima
  possibile.
   La  liquidità:  aumentiamo  e diamo la  possibilità  di  aumentare
  liquidità  per  le  nostre imprese. Assessore Armao,  è  una  delle
  richieste che arriva da tutti ed è quello su cui dobbiamo lavorare.
   Altra  cosa in merito ai fondi europei: gli OT1, gli OT3 che  sono
  quelli  che  riguardano le imprese, ci dicono  che  in  assenza  di
  accertamenti  dei  residui  non  riescono  a  sbloccare  le  somme.
  Assessore Armao, il prima possibile l'accertamento sui residui  che
  permette di pagare quelle imprese che già stanno investendo.
   Sull'IRFIS  mi  ero già permesso precedentemente di  farle  questo
  appunto.  Ci  sono  delle  aziende  che  hanno  già  ottenuto   dei
  finanziamenti  europei e, quindi, hanno deciso di  investire  sulla
  nostra  Terra  e che hanno necessità di avere un canale,  non  dico
  privilegiato, ma è un canale certo all'interno di IRFIS per avere i
  fondi  necessari per continuare a credere e ad investire in  questa
  Terra.
   Mi  preoccupano  da un punto di vista sanitario, Assessore  Razza,
  due  presidi: quello che riguarda il presidio di Partinico, lei  sa
  in questo momento al centro di forti polemiche per l'assenza di DPI
  ma anche di ventilatori polmonari e quant'altro, e quello di Cefalù
  che,  invece,  da un punto di vista dei medici e di chi  ci  lavora
  quotidianamente  e anche delle istituzioni locali viene  fortemente
  criticata  questa scelta. Le chiedo cortesemente di fare  chiarezza
  anche  su  questi  due aspetti che riguardano l'intera  comunità  e
  l'intera provincia di Palermo.
   Ne  verremo  fuori  certamente, l'invito che  si  può  fare  è  di
  metterci  insieme a trovare delle soluzioni immediate, come  quella
  della  legge  di  stabilità, immagino si modificherà  solamente  la
  legge  di  stabilità e non il bilancio, in modo da  portare  avanti
  tutte  le  azioni  e  di smettere di lavorare in  dodicesimi  come,
  invece, purtroppo ancora stiamo continuando a fare.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  non  ripeterò  le cose che sono state già dette dai miei  colleghi,
  sia  delle  opposizioni che di maggioranza.  Molte  delle  cose  le
  abbiamo  discusse proprio nella Web-conference  a  cui  lei  ci  ha
  invitato  in  vista della prossima legge di stabilità e  noi  siamo
  qui,  appunto, intenzionati a votare nel più breve tempo  possibile
  perché  da  quella legge di stabilità possa venire quella  risposta
  all'emergenza sanitaria, all'emergenza economica che  ha  investito
  come  uno  Tsunami non soltanto la nostra Terra ma tutto il  Mondo,
  tutto il Pianeta. Mi auguro che non colpisca le zone più fragili di
  questo  pianeta  perché il rischio è che potrebbe tradursi  in  una
  ecatombe.
   Ma questa emergenza, signor Presidente, ci richiama all'attenzione
  e  valuto favorevolmente, lo dico con tanto rispetto per chi mi  ha
  preceduto,  valuto  favorevolmente questo clima  di  collaborazione
  sereno che c'è tra opposizione e maggioranza.
   Questo  perché, signor Presidente, così come io le dissi  in  Web-
  conference, senza lo Stato e senza l'aiuto del Governo nazionale  -
  nei  confronti  del  quale esprimo ogni lodevole  iniziativa  abbia
  assunto,  fino  ad  oggi -  perché nessuno aveva nel  cassetto  una
  risposta immediata a questa emergenza così grave.
   Quindi, tutto quello che il Governo Conte ha fatto fino ad ora  io
  non   dico   che  sia  stato  sbagliato  per  semplice  e   sterile
  opposizione, ma non è sufficiente signor Presidente. E  noi  questo
  lo  dobbiamo rappresentare veramente con grande forza perché non ci
  sarà  legge  di stabilità in Sicilia che potrà colmare le  esigenze
  che  noi, oggi, rappresentiamo in nome e per conto di questo popolo
  già  martoriato  dalla Storia, di grandi svantaggi che  sono  stati
  accumulati; non possiamo permetterci, lo ha detto bene  chi  mi  ha
  preceduto,  che  un solo centesimo dei fondi extra-regionali  possa
  essere  dirottato altrove, che non sia quello della Sicilia, perché
  ci  siano le possibilità di una ripresa economica dopo questa grave
  emergenza  sanitaria, che è  già emergenza economica. E io  davvero
  sono  contenta di avere condiviso l'esigenza che poi il Governo  ha
  materializzato con la delibera di stanziamento,  - oltre con  tutti
  gli altri provvedimenti che sono stati intrapresi dal suo Governo e
  dal nostro Governo , Presidente, mi sento questa appartenenza, come
  una  cosa che oggi mi lega ancora di più al vincolo di amore  e  di
  dedizione al nostro popolo - questa dei cento milioni di Euro  che,
  certamente,  andranno alle famiglie povere che, oggi, sono  più  di
  quelle di ieri, e proprio in ragione di questo le chiedo, onorevole
  Presidente,  di  invocare per noi, per tutte le famiglie  siciliane
  anche  la possibilità di un condono tombale sui crediti che vengono
  richiesti alle famiglie, perché se la crisi che già queste  persone
  vivevano e che non hanno neanche aderito alle rottamazioni che sono
  state  avviate  dal Governo nazionale, immaginiamoci  domani,  dopo
  questo   momento   di  gravissima  difficoltà  che   stiamo   tutti
  affrontando e vivendo, come potranno mai pagare? E, quindi, noi  in
  Sicilia  abbiamo il problema della riscossione, cioè  della  SERIT,
  ebbene  è  stato detto quello che è importante che  si  faccia  per
  salvare  questi 700 dipendenti, 700 famiglie, abbiamo il dovere  di
  farlo,  onorevole  Presidente,  io gliel'ho  detto  anche  in  Web-
  Conference,  non  chieda  la  Regione in  questo  momento  ciò  che
  Riscossione  deve  alla  Regione, altrimenti  non  potranno  essere
  pagati  gli  stipendi dei dipendenti ma, altresì, bisogna  che  noi
  interrompiamo e chiediamo al Governo Conte di sostenerci  in  tutte
  le altre azioni compreso questo.
   Lei  le  ha  elencate tutte, Presidente, quindi  io  non  le  devo
  ribadire ma senza questo aiuto dello Stato noi non potremo farcela,
  non  ce  la  possiamo fare, quindi non sia timido  Conte,  risponda
  anche  all'impulso  di superare il debito come  viene  detto  anche
  dallo  stesso  Mario  Draghi,  si  vada  avanti  con  coraggio  per
  l'emergenza  da  guerra, un'emergenza da guerra a cui  ci  dobbiamo
  preparare.
   Ho  avuto  modo  di apprezzare le sottolineature  per  tutto  quel
  personale che ormai tutti riconosciamo essere gli eroi in  trincea,
  al  fronte:  medici, infermieri, ospedalieri, ecco tra costoro  c'è
  una categoria non adeguatamente protetta e addirittura dimenticata,
  ne ho parlato con l'assessore Razza in uno dei miei tanti confronti
  telefonici,  sono  i  tecnici di laboratorio,  di  radiologia,  sul
  fronte   come  gli  altri,  ma  senza  alcuna  adeguata  copertura,
  assicurazione,  parlo di gente che lavora per quindici  euro  l'ora
  lorde,  sono in regime di Partiva Iva, ce ne sono all'ARNAS  Civico
  di  Palermo,  che  non  possono transitare immediatamente  a  tempo
  determinato,  ma  che si faccia un intervento del  Governo  in  tal
  senso,  onorevole Presidente, perché queste persone  devono  essere
  sottopagate,  spremute necessariamente come  ogni  altro  operatore
  sanitario, ma lavorare in una condizione di precarietà rispetto  al
  futuro che oggi è davvero drammatica.
   Chiudo   con   un  ultima  cosa:  non  sono  medico,  quindi,   mi
  perdoneranno  anche i medici, il mondo scientifico,  ma  in  questi
  giorni mi sono confrontata con medici, infettivologi, farmacisti  e
  da  questo  mondo che certamente è più qualificato  nel  merito  di
  quanto  io  non  lo sia, mi arriva una proposta e  io  ho  avanzato
  questa  proposta anche all'assessore, ovviamente, innanzitutto  che
  si  possa  prescrivere  in una fase nella  quale  c'è  un  soggetto
  riconosciuto come Covid, nel senso che ha l'infezione, ha il virus,
  ma  non è malato, è asintomatico, con sintomi lievi, ebbene, che si
  possa  dare  l'indicazione da parte del Governo, l'input  da  parte
  dell'assessore Razza affinché venga somministrato il Calatron o  un
  generico  MMG, non so neanche che cosa significhi, ma è quello  che
  viene  somministrato  quando  già il  sintomo  è  della  sofferenza
  polmonare,  cioè  con  un  ritardo e viene  somministrato  solo  in
  ospedale. Questo può essere somministrato dai medici di base.

   PRESIDENTE. Concluda, ha già raddoppiato il tempo.

   LO CURTO. Un'ultima cosa.
   E'  in atto una possibilità di utilizzare il Diasorin per fare  un
  test  rapido anche a casa, ha ottenuto l'autorizzazione  europea  e
  quindi  questo  Diasorin  potrebbe  essere  anche  utilizzato   per
  velocizzare  la  diagnosi di queste persone che  sono  a  casa,  in
  autolimitazione della propria libertà personale e però non sapremmo
  come visitarli, visto che i tamponi non si possono fare.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, cercherò di utilizzare  in  pochi
  minuti di trasmettere tutte le cose che ho dentro. Innanzitutto  mi
  auguro  veramente che i tamponi arrivino no presto, subito,  prima,
  ai  comuni per poterli dare alle famiglie, su questo vigileremo, lo
  abbiamo  fatto in questi giorni perché non permettiamo  a  nessuno,
  ancora,   di perdere tempo e di toccare con mano, di atti concreti,
  quindi  mi  auguro che dalle parole si passi ai fatti è che  i  100
  milioni  arrivino  ai  comuni,  su  questo  ci  staremo  di  sopra,
  chiamando i sindaci per verificare quello che hanno ottenuto,  così
  come  abbiamo  verificato quello che ha fatto il Governo  centrale,
  abbiamo visto che le risorse sono arrivate, il 76 per cento  è  già
  arrivato  presso  i comuni, il resto per quanto riguarda  la  parte
  alimentare  è  arrivata  anche,  quindi abbiamo,   -  assessore  mi
  scusi,   sconti  non  ne facciamo a nessuno, in primis  al  Governo
  regionale,   di  cui  noi  siamo  opposizione  -   una  opposizione
  costruttiva,  ma  non  sciocca -  e neanche  si  deve  aspettare  i
  complimenti da me, complimenti per cosa? State provando a  fare  la
  vostra  parte, male  Tardiva su tante cose  Perché veda, Presidente
  Musumeci,  lei a differenza dei governatori del Nord  ha  avuto  un
  mese  di  anticipo,  il  virus  ha  dato  a  noi  siciliani  questa
  opportunità,  ha colpito, pesantemente, gravemente le  regioni  del
  Nord, dando la possibilità a lei, a noi, la possibilità di avere un
  mese  per organizzarci, e non avete fatto nulla  Non siete riusciti
  neanche  ad organizzare un minimo di presidi sanitari di  sicurezza
  ai  medici,  che ringraziamo. Lei ringrazia  Sì ringraziamo,  tutti
  quanti  noi,  li abbiamo lasciati senza mascherine, perché  il  suo
  compito, -  lei oggi ci chiede di non fare polemica - non  è  stato
  nient'altro che di polemizzare con il Governo nazionale,  su  tutto
  l'abbiamo   seguita,  giorno  dopo  giorno,   su   face-book,   sui
  telegiornali nazionali, lei   ha preso un mese di anticipo  e  l'ha
  bruciato, Presidente
   L'ha  bruciato per organizzarsi con i tamponi, lo ha bruciato  per
  organizzarsi  sui  reagenti, lo ha bruciato  per  organizzarsi  nei
  territori,  dove  noi  abbiamo ritrovato le persone  ricoverate  in
  ospedale, dopo 10, 15 giorni, con i tamponi persi, e dopo 6  giorni
  gli  esiti dei  tamponi e con l'incapacità di fare una TAC, ma  non
  per  colpa dei medici, della sua non capacità organizzativa, quella
  che  ha   lei nominato - tanto quello che dico è all'oggetto  della
  Procura della Repubblica  - perché sono successe cose gravi.
   Quindi  non  complimenti, lei oggi doveva scusarsi per quello  che
  non  è  andato  bene,  scusarsi perché è  stato  ricoverato  tardi,
  scusarsi  perché ha fatto due tamponi e sono stati persi,  scusarsi
  per  chi  è  morto,  scusarsi per chi è morto e  forse  non  doveva
  neanche morire. Quindi no, due minuti ha dato signor Presidente,  e
  me ne dà due anche a me di straforo.
   Quindi,  caro  Presidente,  non  ci  sono  complimenti  da  farle,
  assolutamente,  e  così  come  gli  interventi  alle  imprese,  gli
  interventi  alle  famiglie, lei perché aveva un  mese  in  anticipo
  doveva  pensarci  già  un mese fa, il 21 di  febbraio  è  scoppiata
  l'emergenza  in  Italia, e lei ora ancora si deve  organizzare  per
  dare le risposte ai poveri, per dare le risposte alle imprese.  Sì,
  lo  faccia, ma ha un mese di ritardo sulla sua coscienza, lei e  il
  suo Governo.

   PRESIDENTE.  Grazie, onorevole Dipasquale. E' iscritto  a  parlare
  l'onorevole Bulla. Ne ha facoltà.

   BULLA. Onorevole Presidente, intanto dobbiamo dire grazie,  e  non
  solo  gratitudine  ai medici ed agli operatori sanitari  che  hanno
  risposto  con  grande sollecitudine e numerosi alla  chiamata  alle
  armi,  e  quindi  dobbiamo  dire  grazie  a  loro  per  quello  che
  soprattutto i giovani medici che si sono offerti di dare  aiuto  in
  un momento così difficile che il popolo italiano sta attraversando.
   Questa  gratitudine  in più deve essere anche  supportata  e  dare
  garanzie  ai giovani medici, agli operatori sanitari,  a  coloro  i
  quali sono in prima linea oggi per curare le persone e non solo nei
  centri specializzati Covid ma anche nei reparti di neurologia,  nei
  reparti di cardiochirurgia e nei reparti di traumatologia.  Ma  non
  bisogna dimenticare anche i reparti di oncologia, dove, appunto nei
  vari  day-hospital si recano le persone che hanno bisogno  di  cure
  insostituibili e dove si tratta di persone malate che presentano un
  sistema  immunitario molto deficitario, e quindi dobbiamo garantire
  i  medici che vanno ad assistere queste persone, e come li dobbiamo
  garantire, non soltanto con la gratitudine, ma per evitare loro che
  possano essere contagiate da una responsabilità non dovuta da parte
  di  questi pazienti mediante dei presidi che ne garantiscano la non
  contagiosità.  Per fare questo -  l'ho chiesto anche  all'assessore
  Razza  -  bisogna  dotare questi medici che, con grande  dedizione,
  perché  hanno fatto un giuramento, il giuramento di Ippocrate,  che
  li  sottopone  a curare ed interessarsi alla salute delle  persone,
  devono  essere  garantiti. Per garantire e fornire loro  i  presidi
  necessari affinché loro non possano essere contagiati.
   Quindi  non  solo  le mascherine - si parla solo di  mascherine  -
  occorrono  le  tute, occorrono gli occhiali, le cuffie,  i  calzari
  monouso  per  garantire loro la non contagiosità  e  permettere  la
  continuità  assistenziale  a questi pazienti  che  ne  hanno  tanto
  bisogno.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.
   Scusate  se  d'ora  in  poi sarò più rigido sui  tempi  perché  ne
  mancano due, quattro, sei, otto, dieci, undici deputati, no  dieci,
  avevo già considerato l'onorevole Assenza.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Sammartino.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  prima
  di  iniziare  il  mio  breve intervento sento doveroso  ringraziare
  tutti  coloro  i  quali  ci  permettono  oggi  di  essere  qui   ma
  soprattutto,  nonostante  tutto, tutti coloro  che  in  queste  ore
  stanno reggendo il nostro paese e la nostra regione in piedi, penso
  ai  medici,  agli  operatori sanitari, alle forze  dell'ordine,  ai
  cassieri dei supermercati, ai coltivatori diretti, a tutti coloro i
  quali  in  queste ore lavorano nel pubblico impiego e continuano  a
  svolgere la propria mansione.
   Presidente  Musumeci, ho ascoltato il suo intervento e  credo  che
  oggi  più  che  mai  dobbiamo sentire tutti il dovere  di  sentirci
  appartenenti ad un'unica maglia, ad un'unica squadra in un  momento
  straordinario  come questo. Dal suo intervento mi auguro  di  avere
  non  compreso, forse non sentito, quella che è la sua  visione  che
  vorrà  proporre a questo Parlamento per i nuovi documenti contabili
  e  finanziari  perché  dobbiamo parlare di  emergenza  ma  dobbiamo
  parlare  di  emergenza guardando già al domani  perché  se  no  non
  affronteremo  soltanto  il Coronavirus  ma  non  troveremo  più  un
  tessuto  economico  produttivo  nella  nostra  regione  capace   di
  rispondere a quella che sarà l'annualità in corso, tutto il 2020  e
  le  porte  del  2021. Per fare questo credo che bisogna  affrontare
  anche  in questi pochi minuti quello che sta accadendo nella nostra
  regione  che  il  suo governo in qualche modo  sta  sin  da  subito
  cercando di affrontare. Penso al divario nord-sud tra le differenze
  educative che si stanno andando a creare nelle nostre famiglie  per
  chi  non  può supportare la spesa economica né dell'acquisto  delle
  reti, né dei dispositivi tecnologici. Molte famiglie disagiate  nel
  nostro territorio che accedono all'obbligo formativo non hanno  gli
  ausili  tecnologici  per potere continuare a garantire  il  proprio
  diritto allo studio. Penso a un welfare che va rivisto oggi più che
  mai,  la  sfida  è  quella  di  riportare  nelle  case  dei  nostri
  concittadini  così come qualche bravo sindaco in  questa  fase  sta
  facendo, un domiciliarizzazione dei servizi. Vanno rivisti i  patti
  territoriali e i patti dei POC e dei PAC che oggi vedono  coinvolti
  i distretti socio-sanitari.
   E'  il  momento,  una  volta per tutte, di  uscire  un  po'  dalla
  pigrizia  e  di  approfittare  di  questa  fase  straordinaria  per
  digitalizzare la nostra regione, forse doveva essere  fatto  prima,
  lei  ha  citato  una misura che l'Assessorato agli enti  locali  ha
  attivato qualche giorno fa, è la TF5 attraverso gara Consip che sta
  permettendo a 350 e soltanto a 350 lavoratori della regione Sicilia
  di  attivare  lo  smart-working, quella misura può essere  ampliata
  fino a 12 mila lavoratori ed oggi più che mai dobbiamo accettare la
  sfida  di essere un po' tutti meno pigri e ammodernare una macchina
  che per troppi anni, Presidente, è stata lenta e forse non abituata
  ad  affrontare queste sfide. Nel tempo che ci rimane, gli sportelli
  al  pubblico  sono  chiusi, eliminiamo  le  pratiche  che  si  sono
  accumulate,  facciamo  trovare una Sicilia  nel  prossimo  mese  di
  maggio  e  di  giugno  pronta  per la sfida  che  sarà  chiamata  a
  compiere, la sfida della normalità ma soprattutto la sfida che  lei
  oggi,  Presidente  della Regione, insieme a questo  governo  ha  da
  lanciare a questo Parlamento, la sfida di riscrivere assieme  anche
  una nuova erogazione del servizio sanitario regionale.
   Io  oggi  non  vorrò parlare di sanità, aspetto che arriveranno  i
  documenti così come annunciato da lei e sono certo che troveremo un
  momento di confronto anche su questo però la sfida che oggi lancio,
  Presidente, è che lei porti una ricetta a questo Parlamento  perché
  solo  in  Parlamento si può affrontare tutti assieme  questa  fase,
  solo  in  Parlamento e dando dignità a questa istituzione  possiamo
  attraversare  assieme questo deserto che per  ora  sembra  lungo  e
  distante e solo insieme possiamo affrontare quella che deve  essere
  la  visione di una finanziaria che non può essere solo emergenziale
  perché se no non troveremo più la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, Governo, nessuno all'inizio di  questa
  crisi  per il Covid-19 ha trovato una libreria nella quale comprare
  un  manuale  perfetto,  di  chi  cioè perfettamente  possa  reagire
  all'emergenza per questo motivo io, a nome del Gruppo  parlamentare
  Movimento Cinque Stelle, ribadisco la nostra piena e incondizionata
  collaborazione  con  il  Governo per  risolvere  i  problemi  della
  sanità,  perché  sono problemi immediati, ed i  problemi  economici
  futuri dei siciliani.
   La  parola collaborazione, Presidente, presuppone un intervento ed
  una   azione  da  entrambe  le  parti.  La  collaborazione  è   per
  definizione l'intervento di entrambi. Noi ci stiamo mettendo tutto,
  vi  abbiamo  portato qualunque tipo di proposta,  di  iniziativa  e
  l'abbiamo  fatto  quando?  Quando abbiamo  avuto  le  occasioni  in
  quest'Aula giorno 18 marzo, ma noi avremmo potuto farlo anche prima
  se ci fossimo organizzati rapidamente con un sistema che può essere
  mutuato da un sistema che stanno utilizzando in altre Regioni.
   Vi  voglio  portare  l'esempio della  Regione  Lazio.  Dall'inizio
  dell'emergenza  ad  oggi,  nella Regione Lazio,  il  Vicepresidente
  della  Regione e l'Assessore per la salute incontrano i  Capigruppo
  in   videoconferenza  due/tre  volte  alla  settimana.  In   quella
  videoconferenza riescono a proporre anche di un'oretta, riescono  a
  farlo   Se  lo fanno in Lazio perché non farlo anche noi.  E  dico,
  riescono a farlo e a portare delle iniziative e delle proposte  che
  sono  valide. Mi viene in mente giorno 18 marzo, abbiamo citato  la
  richiesta  di  rimodulare la gestione dei piani  terapeutici  e  la
  consegna  domiciliare  dei  farmaci,  giorno  20  l'assessorato   è
  intervenuto e si è risolto un problema, un problema sanitario.  Noi
  abbiamo potuto farlo qui, lo avevamo proposto a luglio del 2019  ma
  comunque  è  risolto per questa emergenza, per questo noi  vogliamo
  avere  la  possibilità  - ed anche gli altri  Capigruppo  vi  hanno
  questa  esigenza  -  di  aver un continuo confronto  fra  le  forze
  politiche ed il Governo anche per queste vie brevi, perché  le  vie
  brevi  telefoniche con l'Assessore non posso portare al  contributo
  che  può  dare  una intera Assemblea, rappresentata dai  Capigruppo
  ovviamente.
   Il  piano: ci presenterete stasera un piano purtroppo in  ritardo,
  capisco  che  le situazioni, non sto additando, voglio sia  chiaro,
  questa  è  estrema collaborazione. Avremmo preferito  avere,  anche
  step by step, un aggiornamento delle informazioni riguardo tutto il
  piano  Covid: i Covid hospital, i covid center, non per noi, perché
  noi  siamo rappresentanti dei cittadini, sono i cittadini ed  anche
  gli   operatori  sanitari  che  vedono,  nell'incertezza  del  loro
  operato,  una incertezza anche da parte di chi governa. Non  è  una
  incertezza,  io  lo  so che non c'è incertezza  in  voi  ma  è  una
  incertezza  manifestata, e questa è una brutta immagine che  stiamo
  dando alle persone, agli operatori sanitari che devono avere in chi
  guida  una  guida ferma, capace di reagire alle variazioni  e  alle
  mutazioni  del  momento ma ferma nelle proprie decisioni.  Bene,  i
  piani?  Si può recuperare, il tempo si può recuperare. Avere questo
  piano  ovviamente  non sarà immutabile perché nei  prossimi  giorni
  potrebbero  mutare le condizioni e quindi spero di potere  aver  al
  più presto anche le ulteriori versioni.
   Noi  siamo  andati  ad elemosinare alle varie ASP  a  spizzichi  e
  bocconi i vari piani aziendali per capire ma non abbiamo mai  avuto
  un  piano  generale, questo è importante anche  riuscire  ad  avere
  questo  tipo  di  comunicazione immediata. Abbiamo  proposto  e  vi
  stiamo  proponendo, non avendo un rapporto diretto di  questo  tipo
  come  vi abbiamo chiesto, attraverso le interrogazioni parlamentari
  e  i  comunicati stampa. Presidente, non possiamo chiedervi le cose
  attraverso  i comunicati stampa o le interrogazioni, vogliamo  aver
  quel  momento  di  confronto. Abbiamo proposto di attivare  al  più
  presto possibile le USCA, ma attivare contemporaneamente le terapie
  precoci,   le   terapie  domiciliari,  ci  sono  delle  piattaforme
  informatiche disponibili per attivare anche questi sistemi a  costi
  bassissimi, anche se in questa fase i costi non hanno importanza. I
  problemi  delle squadre operative del 118? Il 118, come vi  abbiamo
  segnalato,  non  hanno abbastanza ozonizzatori per disinfettare  le
  ambulanze e rischiamo di avere le ambulanze ferme anche cinque, sei
  ore al giorno questo sta succedendo oggi quando sono pochi i malati
  di Covid, ma nei prossimi giorni potrebbero essere di più.
   Non   basta  comprare  quelle  dieci  lampade,  ma  bisogna  anche
  implementare le squadre operative che facciano quel servizio con  i
  ventilatori  polmonari,  noi  ne abbiamo  procurati  alcuni  perché
  stiamo  collaborando e ne abbiamo acquistati e ne  abbiamo  forniti
  alle aziende. La delibera che avete appena pubblicato, ho dato  una
  lettura  veloce, su questi cento milioni vi invitiamo  a  fare  una
  cosa,  di  dare  linee guida direttive precise  ai  sindaci  perché
  l'utilizzo  libero  da parte dei sindaci rischieremmo  di  fare  un
  cattivo uso di queste somme. Io vi invito a fare questo e con delle
  linee chiare, probabilmente, faremo sicuramente un buon servizio.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor   Presidente,  Signor  Presidente  della   Regione,
  onorevoli colleghi, Assessori, credo che oggi sia doveroso  intanto
  ricordare  le  vittime  del dovere, caduti  per  l'adempimento  del
  proprio  dovere. La giornata che li ricorda tutti è il 31  marzo  e
  oggi  le nostre bandiere sono a mezz'asta, idealmente anche  quelle
  presenti in questa Assemblea regionale e ricordiamo innanzitutto  i
  caduti  per  il  dovere  e  l'osservanza  dei  propri  doveri,   in
  particolare  per la lotta al Coronavirus. Penso di interpretare  il
  sentimento di tutti i colleghi.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lupo, per  aver  ricordato  il  31
  marzo.

   LUPO. Grazie a lei, Presidente. Il Presidente della Repubblica  ci
  ha  ricordato,  ci ha invitati in questi giorni, a  considerare  la
  lotta  al Coronavirus una lotta che deve impegnare complessivamente
  tutte le forze politiche. Abbiamo un grande nemico comune che è  il
  Coronavirus da abbattere. Ciò non toglie che c'è anche una visione,
  ovviamente, di idee, una differenza di visioni e di idee rispetto a
  come  poterlo  affrontare e sconfiggere, sia da un punto  di  vista
  sanitario che da un punto di vista economico, cioè per gli  effetti
  economici  che  produce.  Emotivamente il nostro  atteggiamento  in
  queste  settimane  è  stato l'atteggiamento del  confronto  aperto,
  delle  proposte, ne abbiamo formulate decine, abbiamo  anche  mosso
  delle critiche nei confronti del Governo, perché riteniamo che,  se
  non  è  il  momento di dare pagelle, però è il momento di segnalare
  quelle   che   noi  consideriamo  delle  disfunzioni  del   sistema
  organizzativo    sanitario,    della   programmazione    sanitaria,
  disfunzioni  ed  errori di programmazione che hanno, probabilmente,
  reso meno efficaci le risorse purtroppo già scarse di cui il nostro
  sistema sanitario dispone.
   Si  è  parlato di tamponi, di dispositivi di protezione, lo  hanno
  fatto  molto bene i colleghi che sono intervenuti prima  di  me  e,
  quindi,  io  non  voglio ripetermi. Io voglio un po' schematizzare,
  Presidente.  Io  credo che noi abbiamo il dovere di,  intanto  fare
  funzionare   -   mi   rivolgo,   in  particolare,   al   Presidente
  dell'Assemblea  condividendo l'idea che le prossime sedute  possano
  essere  plenarie se ricorrono tutte le condizioni di sicurezza,  mi
  pare  di poter dire che ci siano - ma insieme abbiamo il dovere  di
  mettere  in  campo  due piani. Un piano serio, un  piano  sanitario
  serio  per  la  lotta del Coronavirus, per tutelare la  salute  dei
  siciliani e per prevenire, ancora prima e speriamo mai per  curare,
  e  un piano di natura economica, un piano economico per, anche qui,
  prevenire, evitare che il motore produttivo della Sicilia si spenga
  del  tutto  e per immaginare strumenti efficaci per la ripresa.  Io
  penso  che questo sia il compito fondamentale che questo Parlamento
  ha.  Un  piano  sanitario e un piano economico. Quando  dico  piano
  economico,  evidentemente, mi riferisco alla legge di  stabilità  e
  alla  legge  di  bilancio. Apprezziamo che il Governo,  rispondendo
  anche  ad  una  precisa richiesta dei Gruppi di opposizione,  abbia
  dichiarato  il ritiro degli strumenti finanziari fin qui presentati
  perché,  oggettivamente 66 articoli di un disegno di  legge  oramai
  superato dalla storia non hanno senso.
   Bisogna fare una finanziaria snella, una finanziaria di emergenza,
  una  finanziaria per dare le risposte che servono. Però Presidente,
  su questi due punti, il nostro giudizio politico ad ora non può che
  essere sospeso, perché ad oggi questo Parlamento non ha né un piano
  sanitario, né un piano economico. Cioè non abbiamo né bilancio e né
  finanziaria.
   Ci auguriamo di potere contribuire alla definizione, sia del piano
  sanitario  nel distinguo delle responsabilità, voi come  Governo  e
  noi  come  opposizione e, ovviamente, anche di poterci  confrontare
  per le misure di natura economica.
   Per quanto riguarda la sanità. Hanno detto bene i colleghi che  mi
  hanno  preceduto. Noi abbiamo bisogno di conoscere punto per punto,
  nel  dettaglio  cosa  prevede il piano  sanitario,  dove  sono  gli
  ospedali Covid, come sono organizzati, quanti posti letto ci  sono,
  perché  queste sono le domande che fanno i cittadini, che  fanno  i
  Sindaci. Ora, io credo che è urgente disporre quanto prima  intanto
  per   poi  approfondire  il  tema  in  Commissione  Sanità  e  poi,
  ovviamente,  anche in Aula e altrettanto potere  fare  rispetto  ai
  disegni di legge di natura economica.
   Vedo  che  l'Assessore Razza si spazientisce, non penso  di  avere
  detto  nulla che non sia vero, lei stesso, signor Presidente  della
  Regione,  ha  parlato  di  un piano a più  fasi  modulato  rispetto
  all'andamento  della  curva epidemica. Vorrei  dirle  che  noi  non
  conosciamo alcun piano a più fasi così come sappiamo le  ASP  hanno
  già  predisposto  step 1, step 2, step 3, lo sappiamo  per  sentito
  dire,  non conosciamo esattamente qual è la previsione della  curva
  epidemica  del contagio, sennò che avete annunciato un picco  entro
  il  15  di aprile. Io credo che sia necessario approfondire  questi
  temi.
   Concludo con il riferimento alla proposta dei 100 milioni,  perché
  questa  è  una  proposta  importante per i  Comuni.  Io  credo  che
  dobbiamo  dare  un  po' di flessibilità ai Comuni sull'utilizzo  di
  queste risorse, chiaramente per spese assolutamente necessarie,  ma
  non credo che dovere pagare la bolletta della luce possa essere una
  spesa meno necessaria di mangiare, perché se non si accende la luce
  e non si paga la bolletta del gas non si può neppure cucinare.
   Io  penso  che  bisogna  dare un po' di flessibilità  ai  sindaci,
  magari  con  una tranche futura, il 25% è già stata anticipato,  ma
  credo che una parte di queste risorse debbano essere dedicate.
   Dedico  un pensiero conclusivo, e mi affido all'Aula e al Governo,
  dicendo  che  noi  abbiamo presentato tre  ordini  del  giorno  che
  sintetizzano  le  nostre proposte. I Comuni a  zone  rosse,  Agira,
  Villafrati,   Salemi,  Troina,  penso  che  meritano  un'attenzione
  particolare,  sia dal punto di vista sanitario che  economico  e  i
  soggetti  deboli. I giovani, penso a quanti non sono più in  grado,
  essendo  fuori sede, di pagare l'affitto per continuare  gli  studi
  universitari. E' un fatto serio perché le famiglie non  lavorano  e
  non  hanno  più la possibilità di mantenerli. Agli anziani  con  la
  dovuta  attenzione e ai disabili, che io penso meritano la  massima
  attenzione,  perché tenere in casa 20 giorni i ragazzi  disabili  è
  una impresa a volte impossibile.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Lupo. In  proposito  comunico  che
  questo Palazzo il 2 aprile, come ogni anno, prenderà il colore  blu
  dell'autismo,  perché  ricordiamo  anche  quest'anno  questo  altro
  problema enorme che c'è in tutto il mondo.
   In  questo  momento, la sera, questo Palazzo è dipinto di  bianco,
  rosso  e  verde.  Il Quirinale lo farà da domani,  noi  lo  abbiamo
  anticipato,  e  il 2 aprile da bianco, rosso e verde diventerà  blu
  per la lotta all'autismo.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Aricò.

   ARICO'.   Signor  Presidente,  Signor  Presidente  della  Regione,
  Governo, non possiamo che essere soddisfatti fino ad oggi di  tutta
  l'organizzazione  messa in piedi dal Governo Musumeci,  dal  nostro
  Presidente,  dall'Assessore Razza, dall'Assessore  per  l'Economia,
  dalla Protezione civile e, al di là delle battute che ci sono state
  prima  da questo pulpito, di questo mese di vantaggio, non solo  ne
  stiamo  vedendo i frutti ma, purtroppo, il primo in Italia è  stato
  proprio  il Presidente della Regione Nello Musumeci, che quando  lo
  ebbe  a dire, fu tacciato quasi come uno che non sapeva quello  che
  diceva.  Addirittura  anche  alleati di  questo  Governo  regionale
  ebbero   a   dire  la  parola   inadeguato ,  salvo  poi  scoprire,
  purtroppo,  che  tutte le cose che lui aveva preannunciato  per  la
  nostra  Regione, per il nostro Stato e per l'intero mondo, si  sono
  avverate e si stanno purtroppo avverando.
   E  già da allora - ricordo al Conferenza Stato-Regioni del 4 marzo
  - in cui il Presidente chiedeva con forza le misure per accelerare,
  misure non solo di contenimento, quando ebbe a dire ai ragazzi  del
  nord  ritornate con calma, se non proprio strettamente necessario .
  E  anche gli operatori del settore turismo dissero  ma che cosa sta
  dicendo  il  Presidente della Regione. Non ci vuole fare lavorare
  Ebbe  a  dire rinunciamo a due tre settimane di bassa stagione  per
  recuperare l'estate.
   E oggi quello che leggo dai giornali è un grande ottimismo. Grande
  ottimismo,  però, che non ci deve fare abbassare  la  guardia.  Noi
  dobbiamo  utilizzare ogni mezzo di comunicazione affinché  si  dica
  con forza di rimanere a casa.
   Oggi  leggevo proprio in un quotidiano nazionale che, addirittura,
  la  normalità per la Sicilia sarebbe prevista per il 14 aprile. Non
  so   se   lo  avete  letto.  Io  non  oso  immaginare  gli  effetti
  catastrofici   che  potrà  causare  questo  articolo  nell'opinione
  pubblica  e per il sistema sanitario e per l'incolumità di ciascuno
  di noi  La gente sarà convinta che giorno 15 aprile potrà uscire di
  casa e potrà ricominciare probabilmente a vivere la vita che viveva
  qualche mese fa. Niente di più falso e niente di più sbagliato.
   E  allora non possiamo che ringraziare, come ha fatto il Governo e
  il  Presidente  Musumeci, tutti gli operatori del mondo  sanitario,
  dei  Dipartimenti  della protezione civile, dell'Assessorato  della
  sanità,  l'assessore Razza, col quale il nostro Gruppo parlamentare
  si relaziona ogni giorno per cercare di dare il proprio contributo;
  e  ringrazio i colleghi che con grande dedizione da casa, e dove lo
  possono  fare  dall'ufficio, dal Gruppo  parlamentare,  riescono  a
  portare avanti le proprie proposte e le proprie iniziative.
   Però   vorrei  Presidente,  oggi,  trarre  spunto  sempre  da   un
  quotidiano nazionale e leggere uno stralcio di un articolo che oggi
  viene  pubblicato in prima pagina:  Ho tre negozi e mi ritrovo  con
  20  euro in tasca. A settembre aveva festeggiato i cinquant'anni di
  attività. Cinque mesi dopo si ritrova con 20 euro in tasca,  debiti
  per 40 mila euro, e l'incubo di non sapere come dare da mangiare ai
  figli.   Ho  un  mutuo  per il mio negozio, il terzo  della  nostra
  catena.  Il  13  marzo  sono  andato  in  banca  per  chiedere   la
  sospensione  delle  rate.  Mentre  parlavo,  il  direttore  mi   ha
  addebitato quella di marzo mandandomi in scopertura.
   E' una vergogna  Dobbiamo parlare di queste cose, colleghi  Perché
  dal  punto  di  vista  sanitario tutto quello che  sta  facendo  la
  Regione,  coi  mezzi  che ha, lo sta facendo  bene   Dobbiamo  dire
  invece, tutti insieme, al Governo nazionale cosa si dovrà fare dopo
  per  la  ripresa,  perché poi moriranno i nostri  concittadini  per
  fame,  dopo  che è una vita che lavorano onestamente   E  sappiamo,
  cari  amici che fanno parte anche della Commissione antimafia,  che
  purtroppo  la  mafia,  come riporta oggi  una  relazione  dei  ROS,
  sfrutta questi meccanismi di debolezza pubblica.
   Alla  fine,  quando  sarà  tutto risolto  -  perché  ci  auguriamo
  Presidente Musumeci che sarà risolto presto, è questo l'augurio che
  facciamo  a  tutti noi - il malaffare e la malavita organizzata  si
  annideranno   sulle  insoddisfazioni  di  questa  società.   Allora
  interveniamo subito
   Abbiamo sentito proprio in Conferenza fatta con i Capigruppo della
  coalizione  di  Governo,  con il vicepresidente  Armao,  tutti,  le
  iniziative che stanno mettendo in campo, per non parlare dei  cento
  milioni  di  euro, che ritengo uno sforzo enorme. Non possiamo  che
  essere  anche  favorevoli,  Presidente,  il  Governo  tutto,   alla
  proposta  che  facciamo anche nostra, dell'onorevole Lupo,  dicendo
  per   noi   la  bolletta  elettrica,  probabilmente,  o  anche   la
  possibilità di pagare il gas, è al pari di quella di potere fare la
  spesa.  Ma  credo  che  era  già questa l'intenzione  del  Governo,
  cercare di modulare la delibera, proprio per spendere una parte dei
  fondi.
   Noi  abbiamo  presentato  una mozione, Presidente,  però  dobbiamo
  assolutamente ripartire. Non dobbiamo lasciare indietro nessuno.
   Mi  riferisco  alle partite Iva, mi riferisco a quanto  detto  dal
  Presidente  Musumeci  che,  per primo, ha  parlato  del  meccanismo
  commerciale che purtroppo identifica anche zone come la Sicilia  in
  cui  assegni  post  datati, accesso al credito  sommerso,  parliamo
  anche  delle piccole partite Iva, dei piccoli imprenditori che  non
  hanno sfruttato, utilizzato il reddito di cittadinanza, e che  oggi
  si ritrovano a non potere sfamare le proprie famiglie.
   Siamo  sicuri che il Governo, con le proposte dal punto  di  vista
  economico,  cercherà di fare la sua, possiamo essere orgogliosi  di
  quanto  fatto  oggi  dal Governo, per quanto  riguarda  l'emergenza
  sanitaria.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Presidente,  abbiamo accolto con  favore  il  ritiro  della
  finanziaria da parte del Governo, anche perché era l'unica cosa  da
  fare in questo momento.
   Ci  troviamo in un momento storico - quantomeno negli ultimi cento
  anni  non  c'è mai stata, l'ultima volta è stato per la   spagnola'
  negli  anni '20 - ora nell'era attuale, era del digitale, era della
  globalizzazione ci ritroviamo in una situazione mai avvenuta  prima
  dove  il  contagio è molto più veloce rispetto a  tanto  tempo  fa,
  perché le persone si spostano molto di più.
   Volevamo  chiedere  - ma lo ha già fatto il Governo  -  il  ritiro
  della  finanziaria,  anche  perché dobbiamo  fare  una  finanziaria
  subito.  Accogliamo  con favore questa cosa, vogliamo  però  sapere
  quando arriverà questa finanziaria.
   Vorrei fare notare quanto successo in questi giorni.
   Siamo  passati  dalla prima settimana in cui erano  tutti  chiusi,
  facevano flash mob, cantavano sui balconi, erano tutti felici,  poi
  la  seconda  settimana c'è stata una settimana un po' più  morbida,
  ora si cominciano a percepire le tensioni sociali invece.
   E  se  le  tensioni sociali ci sono in quelle fette di popolazione
  che  tirava  a  campare,  tutti  i giorni  cercava  di  trovare  un
  lavoretto,  e  faceva qualcosa per portare da mangiare  a  casa,  o
  quelli che lavoravano in nero - perché purtroppo è forte questo  da
  noi  - si aggiungono le partite Iva, tutte categorie che cominciano
  a entrare in sofferenza.
   Se  mettiamo  in sofferenza anche quelli che devono  percepire  lo
  stipendio,  o  che  sono diretti interessati,  legati  al  bilancio
  regionale, andiamo ad aggravare, anche dal punto di vista  emotivo,
  una situazione pazzesca.
   Questo  è  un appuntamento con la storia e si vince - mi riferisco
  all'Assessore che già c'era nel 2008 quando c'era la vecchia  crisi
  finanziaria - abbattendo la burocrazia.
   Il  piano  non lo facciamo noi, lo fanno spesso i burocrati,  però
  noi  ce ne prendiamo le colpe. Un giorno queste persone cercheranno
  noi,   verranno  a  cercare  noi  a  casa  per  chiedere  conto   e
  soddisfazione delle criticità che ci sono.
   Dal   punto   di  vista  finanziario,  chiederei  più  attenzione,
  Assessore, per quanto riguarda gli artigiani che non sono  iscritti
  all'FSBA,  fondo  particolare a cui alcuni di loro  sono  iscritti,
  accelerare sull'Avviso 20 e 22 - lo ha detto prima il mio collega.
   I bandi europei facciamoli più seriamente, che possano coinvolgere
  più  persone  possibile, senza cucirle addosso  a  nessuno,  perché
  dobbiamo redistribuirla quella ricchezza una volta per tutte.
   Quanto  alle  ZES,  acceleriamo su queste, perché  possano  essere
  ossigeno e tante altre cose.
   Volevo concludere parlando di quanto successo all'ASP di Siracusa,
  quanto successo al dottore Rizzuto, i pochi accorgimenti che non ci
  sono stati.
   Assessore,  è  da  sette  anni che scrivo  che  in  quell'ASP  c'è
  qualcosa che non va e, ovviamente, non dipende spesso dai direttori
  generali, che oggi ci sono e domani se ne vanno. Dipende da altro.
   Ci   vuole  più  attenzione,  perché  in  questo  momento  storico
  particolare,  dove  veramente i migliori possono  salvare  le  vite
  delle  persone,  dobbiamo cercare di essere più  coordinati,  stare
  attenti  ad  ogni minimo dettaglio e cercare di non  fare  accadere
  quello che è accaduto.
   Maggiore   attenzione,  perché  ne  va  della  vita   dei   nostri
  concittadini. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cappello.  Ne  ha
  facoltà.

   CAPPELLO.   Signor  Presidente,  Assessori,  onorevoli   colleghi,
  Presidente  Musumeci io ho sposato immediatamente il suo  invito  a
  non  fare  polemica,  perché è giusto che sia  così.  Questo  è  il
  momento  dell'unità, questo è il momento durante il quale tutte  le
  forze politiche devono unirsi verso il medesimo obiettivo che è  la
  guerra al coronavirus.
   Presidente,  me  lo lasci dire anche con affetto,  ma  pretenderei
  anche  da  Lei che facesse meno polemiche con il Governo nazionale,
  perché  - mi creda Presidente - non giovano a nessuno e non giovano
  meno che meno ai siciliani. Può anche dissentire, lo capisco, ma mi
  permetta di esprimere il mio punto di vista.
   Assessore  Razza, in questo momento non è mancata  la  fase  della
  relazione  personale tra i componenti della Commissione e  Lei.  E'
  mancato,   purtroppo,  il  piano  della  relazione   istituzionale,
  nonostante  la  Commissione abbia rassegnato più volte  la  propria
  assoluta ed incondizionata disponibilità.
   Assessore, Lei sa che l'ASP di Catania è stata una fra le prime  a
  mettere in piedi, sostanzialmente, il piano che non conosciamo,  ma
  di  cui  ci  siamo dotati, telefonando ai direttori  generali,  per
  carità.  Però, Assessore, non è possibile che alcune aziende  anche
  nel   catanese   oggi  siano  fortemente  in  ritardo   su   quelle
  indicazioni,  così come non è possibile che siamo  indietro  ancora
  sui dispositivi di protezione individuali, sull'implementazione del
  personale.
   Consentite ai centri, come per esempio quello di Caltagirone,  che
  finalmente   ha  avuto  riconosciuta  la  dignità  di   centro   di
  riferimento  di  processare  i tamponi direttamente  e,  assessore,
  siccome   quello   può   essere,  a   mio   avviso,   grazie   alle
  professionalità a cui noi siamo grati, e mi riferisco  a  tutte  le
  professionalità   di  quell'ospedale,  così   come   a   tutte   le
  professionalità  di  tutti gli ospedali,  di  continuare  a  potere
  essere un modello.
   Se per esempio nell'ospedale Santo Pietro, nell'ospedale   Gravina
  di  Caltagirone, poteste dedicare lo stesso, in parte o  in  tutto,
  come  centro  dove  ricoverare i pazienti che  magari  clinicamente
  guariti  non  hanno  più bisogno della struttura  Covid,  ma  hanno
  bisogno  di  cure  domiciliari, che  in  realtà  potrebbero  essere
  fornite direttamente in quel centro. E così via dicendo.
   Il tempo del giudizio sarà quando questa crisi sarà finita.
   Noi  ci  auguriamo  che gli interventi economici  da  parte  dello
  Stato, che c'è, uniti a quelli della Regione, che adesso vedremo, e
  a  ciò  che sarà attrezzato, possa dare la risposta che i siciliani
  meritano. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Onorevole  Presidente  della  Regione,  noi   abbiamo
  apprezzato  innanzitutto il suo stile in questi  giorni,  e  siamo,
  come   Italia  Viva  e  credo  anche  come  forza  di  opposizione,
  assolutamente d'accordo contro chi aizza, contro chi grida,  contro
  chi  provoca.  In  questo momento, questi comportamenti  non  fanno
  parte  del  nostro  stile,  e  questo ci  accomuna,  e  noi  questi
  comportamenti li disprezziamo profondamente.
   Abbiamo  apprezzato  i contenuti. Lei ha accolto  quasi  tutte  le
  nostre  istanze,  che erano istanze evidentemente  di  buon  senso,
  erano  cose  che probabilmente condividevano tutti e,  quindi,  non
  abbiamo  inventato proprio nulla, non dobbiamo metterci medagliette
  su  nulla,  però  non era scontato né il tipo di dialogo  e  né  la
  conclusione di oggi.
   Certo,  attendiamo di leggere il piano sanitario  che  ha  redatto
  l'assessore  Razza, per poi entrare nel dettaglio delle valutazioni
  e  potere  al  limite esprimere qualche suggerimento.  E  sappiamo,
  siamo  certi, perché lo abbiamo notato in queste settimane, che  il
  sistema  sanitario, ad oggi, fortunatamete ha retto, e  non  è  una
  cosa scontata.
   Certo, assessore, ce lo siamo detti in video conferenza insieme al
  Presidente, questi tamponi devono essere fatti a tutti i  sanitari,
  subito,  devono  essere fatti a tutti i cosiddetti  rientrati ,  li
  abbiamo chiamati così, subito, perché dobbiamo capire come bloccare
  i   fenomeni  che  possono  scapparci  dalle  mani,  e  come  anche
  monitorare.
   Così  come  i presidi debbono essere dati velocemente,  perché  le
  sacche di insofferenza dentro gli ospedali tra i soccorritori,  gli
  infermieri, i sanitari ovviamente i medici, obiettivamente ci  sono
  e  però  la  perfezione in questo momento non la  possiamo  neppure
  pretendere.
   I  provvedimenti, bene, signor Presidente, per i cento milioni,  è
  la prima risposta forte, impattante che fa la differenza, perché  i
  cento  milioni, se arriveranno prima di Pasqua, saranno un  segnale
  fortissimo, emblematico, simbolico, che rimetterà nelle  condizioni
  anche  di  riannodare un rapporto di fiducia con il popolo,  e  non
  soltanto con i beneficiari, ma anche con chi non è beneficiario che
  osserva, guarda e giudica, e giudica bene.
   Per quanto riguarda le bollette della luce, ha ragione l'onorevole
  Lupo però se noi, qui manca oggi l'assessore Scavone, liberassimo i
  fondi,  quelli che diamo già ai servizi sociali e che sono dedicati
  ad  altre cose, perché oggi sono evidentemente di minore impatto ed
  emergenza,  forse  potremmo fare l'uno e l'altro bene  anche  nelle
  due,  tre  tranche che ha detto lei, perché dare  una  garanzia  di
  sussistenza per due, tre mesi non è male.
   Certo  dobbiamo  sospendere subito tutte  le  tasse  che  possiamo
  sospendere  regionali, le tasse locali dei comuni,  non  so  se  ci
  penserà  lo Stato, ma noi intanto mettiamoci avanti con le cose,  i
  canoni  irrigui,  è stato detto prima, vanno sospese  queste  cose,
  vanno  sospesi i pagamenti con tutti gli enti finanziari,  fino  al
  31/12,   quindi,  Crias,  Ircac  e  Irfis,  e  vanno   sospese   le
  rateizzazioni con Riscossione fino al 31/12, questo si  aspetta  la
  gente, e si aspetta la proroga di tutto quello che si può prorogare
  in    termini   di   prassi   amministrativa,   diamo    tempo    e
  sburocratizziamo, anche questo ho sentito ed è giusto così
   Dopodiché,  il bilancio che deve arrivare in Aula deve  essere  un
  bilancio  in sicurezza, perché adesso non sappiamo più con  il  Pil
  che cala quale saranno le entrate e, quindi, se già non ci sarà  un
  grosso  sbilancio, asciutto e senza fronzoli, senza feste, festini,
  patrocini e via dicendo, e una Finanziaria con pochissimi articoli,
  signor  Presidente, tutto sull'emergenza, tutto mirato,  tutto  che
  deve  metterci nelle condizioni di non dover presentare neppure  un
  emendamento  e  approvarlo,  se ce  la  facciamo  in  mezz'ora,  in
  quest'Aula.
   Poi dopodiché il reperimento dei fondi extra - regionali che avete
  già  fatto per i cento milioni, per dare sostegno alle famiglie  in
  maniera  importante,  sia  un bonus sia  l'idea  che  ha  suggerito
  l'onorevole Cracolici, non lo so, quello che riterrete  più  giusto
  purché sia un segnale tangibile, così come il sostegno alle imprese
  in  conto interesse attraverso l'Irfis, perché quello è il modo che
  può  eludere  le garanzie bancarie che oggi ovviamente  le  banche,
  l'abbiamo già detto, l'ha detto prima l'onorevole Aricò, le  banche
  al contrario probabilmente faranno gli aguzzini.
   Siamo  al  suo fianco anche sulla battaglia soprattutto  con,  non
  contro, con il Governo centrale, per avere riconosciuto quello  che
  è  stato  riconosciuto alle altre Regioni, e  cioè  il  rinvio  dei
  famosi  450  milioni di mutuo che noi dobbiamo allo Stato,  ma  che
  forse se li daremo l'anno prossimo forse è la cosa più giusta,  non
  vedo  per  quale motivo debbano esserci due pesi e due  misure,  in
  questo  momento  la  Sicilia, credo, che  meriti  anzi  una  corsia
  accelerata.
   Gli ordini del giorno che abbiamo presentato, e che poi lei vedrà,
  contengono  più o meno tutte queste misure, compresi i 450  milioni
  e,  nel darle fiducia, sostegno, tutto quello che oggi può servire,
  signor  Presidente, signori assessori, Armao e Razza, mi raccomando
  andiamo avanti e cerchiamo soprattutto di distinguerci, perché  non
  alziamo  la voce, perché non facciamo polemiche inutile, ma  perché
  anzi  tranquillizziamo la gente e siamo i primi a smontare e a fare
  sopire  polemiche  che potrebbero divampare,  perché  qualcuno  può
  avere piacere a far divampare soltanto per fare il proprio gioco.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  Governo  della
  Regione,  alcune  battute che si aggiungono tra l'altro  all'ordine
  del   giorno   che  abbiamo  presentato  come  Gruppo  parlamentare
  nell'ultima seduta del 18 marzo, oggi ne presentiamo tre, una è  ad
  impatto  sanitario,  una  ad  impatto  economico  e  l'altra  sulle
  politiche attive del lavoro.
   Ma  non leggerò, le descriverò brevemente per rientrare spero  nei
  tre minuti assegnati.
   Certamente, sul piano della Sanità dobbiamo accelerare per  quanto
  riguarda  i tamponi, avevo proposto il 18 marzo. Vero è Presidente,
  che  probabilmente  immettere nuove metodologie  dall'utilizzazione
  dei  tamponi  danno  dei  falsi positivi o dei  falsi  negativi,  a
  seconda come si vogliano leggere, però se mettiamo in conto i falsi
  negativi,  sono  il  dieci per cento, se  succede  che  su  100  ne
  troviamo  10  però  ne  abbiamo saltati 90, abbiamo  eliminato  una
  popolazione,  perché  è  questo quello che ci  viene  richiesto  in
  maniera importante.
   Così come mi permetto di evidenziare sull'utilizzazione, come  sta
  avvenendo  nelle altre Regioni, di questa famosa metodologia  delle
  maschere  da Declaton che potrebbero essere utilizzate appunto  per
  favorire una ventilazione, così come per quanto riguarda i medici a
  cui   va  ,  non solo ai medici, agli infermieri, tutto  l'apparato
  sanitario del 118, a cui va il nostro plauso, Presidente,  dobbiamo
  pensare  ad una patologia che si sta avviando, quella delle  cause,
  gli sciacalli non mancano mai.
   Dobbiamo  proteggere questi nostri fratelli che si sono impegnati,
  non  si  sono risparmiati, dalle cause civili e penali, lo dobbiamo
  proporre  al Governo nazionale per una norma ad hoc depenalizzante.
  Sì Presidente, depenalizzante.
   Ma  noi, come Governo, dobbiamo provare ad istituire un fondo  che
  li  garantisca per le tutele, non solo sul piano civile,  ma  anche
  per le tutele immediate: l'avvocato che si debba mandare a chiamare
  per potersi difendere, questo Presidente, lo dobbiamo mettere nelle
  cose
   E  per quanto riguarda invece i cento milioni, Presidente, occorre
  che  vengano date delle linee guida certe, non dobbiamo avere fughe
  in  avanti  a  macchia  di leopardo, non dobbiamo  avere  fughe  di
  sindaci che magari per una visibilità maggiore, che magari,  poi  è
  una ricaduta, non di quella che ci stiamo aspettando, e per carità,
  eventualmente,   nei   comuni  dove  questo  non   dovesse   essere
  sufficiente,  è chiaro che dobbiamo fare un'ulteriore  stazione  di
  denaro.
   Un'ultima  cosa,  sulle politiche del lavoro. Proviamo  a  pensare
  che le politiche attive del lavoro che consentono eventualmente  un
  intervento lavorativo dei soggetti dipendenti e professionisti  che
  in  questo  momento  hanno perso il lavoro.  Anche  in  termini  di
  sussidio.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Presidente,  serve
  un cambio di passo.
   E'  indubbio  lo  sforzo del Governo regionale,  per  certi  versi
  apprezzabile,  ma  necessita  a mio  avviso  una  rimodulazione  di
  visione, un'accelerazione.
   Qualvolta  sono necessari anche gesti eclatanti nei confronti  del
  Governo  centrale, oggi direi generatore a raffica, automatico,  di
  decreti  che  vanno  ad integrare le falle o  le  dimenticanze  del
  decreto precedenze.
   Noi  oggi, e parlo anche a nome del mio Gruppo parlamentare, anche
  se  lo  ha  fatto  in maniera egregia il nostro Presidente,  Nicola
  D'Agostino,  stiamo  affrontando  un'emergenza,  e  nell'affrontare
  vogliamo con lei collaborare evitando spinte populistiche, evitando
  strumentalizzazioni di masse, evitando, se il caso,  anche  qualche
  lettura   di   preghiera  in  qualche  talk   show   televisivo   o
  rappresentazioni teatrali su Facebook.
   Non fanno altro che distogliere, a mio avviso, l'attenzione da  un
  vero  e  reale  problema che oggi stiamo vivendo tutti,  che  è  il
  problema della sopravvivenza in Sicilia, oggi, caro Presidente.
   Questa  è  una spettacolarizzazione che a me non piace, non  piace
  al  mio Gruppo parlamentare che è il Gruppo della proposta, non  il
  partito della protesta.
   Personale  Sanitario.  Il  personale sanitario  oggi  è  in  prima
  linea,  l'assessore  Razza, sta svolgendo un lavoro  straordinario,
  anche  se  è  sotto organico, ma deve essere supportato con  azioni
  miranti.
   Mancano  ancora  i  dispositivi di protezione, assessore,  da  lei
  oggi  mi  aspetto  una confortante relazione  in  merito  a  queste
  vicende.  I  medici  di famiglia, i pediatri di libera  scelta  non
  lavorano in condizioni di sicurezza. La scorsa volta avevano  detto
  che  noi  dovevamo fornire i dispositivi di protezione individuale,
  ed ancora non è arrivato nulla.
   Il  personale  Seos  118  sta  svolgendo  un  lavoro  egregio.  Il
  personale  SAS,  e  vorrei esprimere un  plauso  anche  ai  PIP  di
  Palermo, che all'interno delle strutture sanitarie stanno svolgendo
  veramente  un  lavoro eccellente, in particolar modo al  Civico  di
  Palermo.  E  ogni  giorno arrivano però giustificate  lamentele  da
  parte  del personale sanitario. Assessore, se c'è una disattenzione
  da parte del Governo centrale, noi siamo con lei a battagliare e se
  è  il  caso  anche  ad  incatenarci a Roma  per  affrontare  queste
  emergenze.
   Assessore  Armao,  avevo  preparato un intervento  più  lungo,  ma
  avendo  tre minuti devo fare soltanto in maniera schematica qualche
  proposta. Risorse, secondo me bisogna utilizzare le risorse PO FESR
  2014-2020, nonché le risorse relative all'utilizzo degli avanti per
  le spese correnti di urgenza, lo prevede l'articolo 109 del decreto
  legge 17 marzo n. 18. Dopo di che, per trovare ancora la liquidità,
  e  trovare  ancora  risorse  l'articolo 111,  sempre  dello  stesso
  decreto,  prevede  la sospensione della quota capitale  dei  Comuni
  delle Regioni.
   Il  Governo regionale apra una trattativa con gli istituti bancari
  per  la  sospensione del pagamento della quota capitale in scadenza
  nell'anno  2020, e posticiparla all'anno successivo. E' necessaria,
  a mio avviso, una estensione dell'accordo Regione ABI Sicilia sulla
  moratoria   mutui,  di  un'emergenza,  cioè  un  caso  eccezionale.
  Sospendiamo  i  mutui fino al 31 dicembre del 2020.  Aumentiamo  le
  linee di credito, caro assessore Armao.
   La  Regione  deve  fare da garante, come diceva  poc'anzi  il  mio
  collega Cracolici, nella misura del 40 percento - e ho finito - del
  fatturato dell'anno precedente, e mi riferisco alle piccole e medie
  imprese, sosteniamo l'azione del turismo, delle imprese, e concludo
  -  Presidente,  questo  lo  rivolgo a lei  -  il  mio  invito.  Non
  permettiamo  soprattutto  che il Governo centrale  faccia  cassa  a
  spese  del  Sud. Nessuno si deve permettere di utilizzare  i  fondi
  strutturati  assegnati al Sud per l'emergenza sanitaria  nazionale.
  Questo  lo rivolgo a lei, il mio invito, Presidente, di battagliare
  e di lottare.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Tamajo.
   E'  iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne ha facoltà.
  Poi,  alla  fine  dell'Aula vi dirò pure per  le  Commissioni  cosa
  abbiamo stabilito, perché si possano cominciare a fare le sedute di
  Commissione.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Grazie  Presidente. Sto  prendendo  la  parola
  proprio  per  questo motivo. Presidente della Regione e  assessori.
  Allora,  volevo intanto ringraziarla, Presidente, per aver dato  al
  Parlamento ed alla Commissione Salute che rappresento, mi auguro in
  maniera  degna,  la possibilità di un confronto. La Commissione  ha
  cercato sempre di collaborare col Governo.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Sammartino,  la  prego.  Perché  purtroppo
  urlate.  L'Aula è vuota, e ogni vostra parola rimbomba  in  maniera
  incredibile. La ringrazio. Prego onorevole.

   LA  ROCCA  RUVOLO.  Grazie,  Presidente.  Di  portare  il  proprio
  contributo. Lo ha fatto anche la settimana scorsa quando ha chiesto
  la sua presenza in Aula, non in Commissione. Non avremo mai chiesto
  la sua presenza in Commissione così, senza averla concordata.
   Voglio  puntualizzare questo aspetto, perché non vorrei nascessero
  equivoci,  quando  alla  base l'equivoco non  c'era  assolutamente.
  Detto questo, voglio dire per altro, che la Commissione oggi  si  è
  riunita  perché eravamo in attesa di poter avere la relazione  rete
  Covid, che l'assessore aveva, in qualche maniera, preannunciato. Di
  fatto l'abbiamo vista oggi pomeriggio. Va bene lo stesso.
   E'   ovvio   che,  se  i  commissari  lo  ritenessero   opportuno,
  chiederemmo un confronto su questa rete. Questo lo dico proprio  in
  virtù  di quelli che sono i poteri della Commissione, cioè i poteri
  di  indirizzo  e controllo che pur in questo momento  di  crisi  di
  urgenza, di tutto quello che può nascere e quindi su questo  volevo
  dare  la  massima della disponibilità per quello che la Commissione
  può fare, e ha il potere di fare.
   Abbiamo  con  l'assessore avuto un incontro, come hanno  ricordato
  precedentemente  i  colleghi  in assessorato,  abbiamo  cercato  di
  interloquire  per quello che è possibile. Oggi questo confronto  dà
  la possibilità alla Commissione di capire anche quali sono gli atti
  successivi  che  si sono messi in atto. Detto questo  voglio  anche
  aggiungere,  per quanto riguarda il discorso con i territori,  poco
  fa  veniva  fuori questo argomento, bene, purtroppo sta  succedendo
  nel  nostro  territorio  e in alcune Asp  in  particolare,  che  la
  nascita  di centri Covid abbia creato allarmismo, questo allarmismo
  da  un lato può non pregiudicare assolutamente l'azione, dall'altro
  lato si creano, diciamo così, tensioni.
   Per  esempio,  ne  dico  una  per tutte,  abbiamo  ricevuto  dalla
  Fondazione Giglio di Cefalù questa preoccupazione, allora io credo
  noi  siamo  la  parte politica quindi è ovvio che la parte  tecnica
  avrà  valutato  quali sono i percorsi e, sicuramente sono  percorsi
  isolati,  motivo per cui quei reparti possono sorgere,  però  credo
  che  in  questo momento il confronto con i sindaci,  così  come  ha
  fatto  l'altro  giorno l'assessore con i sindaci  dell'agrigentino,
  forse può aiutare a chiarire molti passaggi.
   Magari  quello  che arriva, così come detto dalle lettere  che  ci
  sono  arrivate  stamattina, dai comunicati  stampa  che  si  vedono
  recapitare magari dalla direzione delle varie Asp, che si  limitano
  purtroppo, e questo è un dato assodato, ad una comunicazione che  a
  volte pecca proprio di chiarezza, pecca di rassicurazioni, per  cui
  da  un punto di vista di recezione, sia i sindaci da un lato che la
  popolazione dall'altro, percepisce solo preoccupazione,  questo  lo
  voglio  dire  perché le lettere o le note che abbiamo  ricevuto  in
  Commissione vanno in questa direzione.
   Io  credo  che quando la gente è informata  è come la  conoscenza,
  quando  conosci, la paura diminuisce, ecco, io credo che in  questo
  momento  la  non  conoscenza sta portando ad una  eccessiva  paura.
  Questo da un punto di vista di comunicazione e di politica,  da  un
  punto  di vista poi tecnico, sarà il Governo a decidere quello  che
  deve fare, assolutamente nessuno vuole mettere bocca.
   Però,  mi viene da dire una cosa, per parlare per esempio dell'Asp
  di Agrigento, se nell'Asp di Agrigento a fronte di cinquecento mila
  persone  in  questo  momento abbiamo sette  posti  disponibili  per
  terapia intensiva, è ovvio che la preoccupazione la gente ce  l'ha,
  è  ovvio  che il sindaco, che è la prima autorità sanitaria,  viene
  investita, non è cattiveria, né vuole essere uno contro l'altro,  è
  un  dato  di  fatto  ed è la concretezza di ogni giorno.  Peraltro,
  dico,  Sciacca  è  stato  uno dei primi  presidi  ospedalieri  dove
  proprio  si  è  sviluppato il contagio da Covid-19 e  oggi,  ancora
  oggi,  in  una cittadina di Sciacca altri cinque contagi che  hanno
  origine da quel contagio, diciamo così, del paziente numero 1.
   Ecco  perché poi in comunità dove i numeri sono limitati, la paura
  aumenta, e molte volte non riusciamo neanche a controllarla  quindi
  io,  in questo senso, voglio spezzare una lancia nei confronti  dei
  sindaci perché questo accade. No Presidente, devo finire.
   L'altra cosa che volevo dire era grazie da un punto  lo dico  ora
  e   quindi  questo  per  quanto  riguarda  la  Commissione   totale
  disponibilità,  massima  apertura, l'abbiamo  sempre  avuta,  siamo
  disponibili a lavorare, a venire, ora il Presidente ci  dirà  come,
  ma  io  già  la settimana scorsa l'avevo in questo senso,  diciamo,
  coinvolto,  per dire proprio  noi vogliamo esserci,  la  gente  sta
  aspettando, la gente ci chiede cosa state facendo , è giusto che la
  politica sia nelle condizioni di dare delle risposte.
   La  voglio ringraziare a nome dei sindaci per tante cose, la  cosa
  più  piccola perché i cento milioni è veramente quello che è stato
  la  disponibilità dei cento milioni non ha precedenti, a fronte  di
  un  Governo  che  ne  ha messi quattrocento per  tutta  la  nazione
  quindi,  voglio  dire, questo è un dato di fatto,  e  credo  che  a
  questo  Governo verrà riconosciuto da tutte le parti, però per  una
  piccola  invece cosa che ai Comuni ha dato un sollievo, ed è  stato
  il  contributo  per  la sanificazione, perché  sulla  sanificazione
  siamo  stati investiti tutti i sindaci da parte dei cittadini  ogni
  giorno.
   Se  oggi  il contagio in Sicilia è ridotto, i sindaci hanno  fatto
  una  grossa parte, perché tenendo in casa le comunità, cercando con
  tutti  gli strumenti di non farli uscire e sequestrando, se si  può
  dire,  le  persone  per  non farle uscire  di  casa,  quindi  è  un
  risultato  che va a vantaggio di questa Terra e di un lavoro  fatto
  bene, e fatto tutti insieme.
   L'ultima  cosa  la voglio dire perché ci sono i due assessori  per
  l'economia  e per le attività produttive: ci sono le piccole  e  le
  meno piccole attività, la nostra cultura, per esempio in prossimità
  della Pasqua, è una cultura che era andata ad ordinare una marea di
  materiale, e ora non li sto a definire, e adesso sono tutti chiusi.
  Per  queste piccole e medie attività bisogna trovare strategie  per
  dare  una mano, perché i fornitori vogliono esser e pagati, i mutui
  ce l'hanno ed i debiti anche.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.  Facendo parte dell'Ufficio di Presidenza sono sicuro  che
  sarà puntualissimo.

   ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  io  devo
  veramente dire un grazie di cuore all'azione di questo Governo, non
  perché ne sono stato uno dei fieri sostenitori fin dall'inizio,  ma
  perché  credo che veramente, alla prova dei fatti, e che ne  voglia
  dire  qualcuno, l'azione del Governo siciliano è in questo  momento
  forse la più apprezzata nell'ambito dei Governi di tutte le Regioni
  d'Italia.
   E  lo  dico con cognizione di causa, so che pensiamo che sono dati
  ufficiali  - poi qualcuno può blaterare quanto vuole, tanto  lascia
  il  tempo  che  trova - sono dati ufficiali che la  percentuale  di
  positivi  in  Sicilia  rispetto  al  numero  di  abitanti  e   alla
  popolazione è la minore d'Italia. Sarà fortuna, sarà perché c'è  il
  solleone,  questo è un dato di fatto e non può essere  smentito  da
  nessuno.
   Basterebbe   questo  per  dire  che  l'azione  del   Governo,   in
  particolare  dell'Assessore per la salute,  è  stato  in  grado  di
  azionare  un  cordone sanitario che ha permesso  a  quest'Isola  di
  rimanere  contagiata  il  meno possibile  da  questo  stramaledetto
  virus.  Altro  punto di forza: l'idea di creare un unico  punto  di
  ricovero  per  zone,  per province dove ricoverare  gli  infetti  -
  chiamiamoli così, è una brutta parola, ma purtroppo dato il tipo di
  malattia  ci  può  anche stare - e quindi di  tenerli  solo  in  un
  nosocomio.
   Per  esempio  nella  nostra provincia,  l'ospedale  di  Modica  ha
  permesso  di  evitare  quello che purtroppo  al  nord  è  stato  il
  maggiore  focolaio  di  contagli, ossia gli  ospedali.  Perché  gli
  ospedali  dove  sono  stati messi a contatto soggetti  colpiti  dal
  virus  e  soggetti  che  soffrivano  di  altre  patologie  è  stato
  purtroppo, alla prova dei fatti, un grave veicolo di trasmissione.
   La  penuria  di  dispositivi di protezione e  di  ventilatori:  ho
  capito  male io o e di competenza del Governo nazionale  attraverso
  la  Protezione  civile? Le stesse lamentele che  fa  il  Presidente
  Musumeci,  e le fa con grandissimo garbo, e proprio quando  non  ne
  può  fare  a  meno, non le fanno con toni accesi, molto più  accesi
  come il governatore De Luca o il governatore Emiliano
   Basterebbe questo per dire, quindi, grazie a questo Governo ed  al
  suo Assessore per la salute.
   Per  l'aspetto economico, Assessore Armao, il problema  è  che  il
  Governo  nazionale fa proclami, lo dico io, perché quando si  parla
  di  sospensione dei mutui e poi non vi è una norma che  lo  prevede
  espressamente,   lasciando  alla  discrezionalità  degli   istituti
  bancari se aderire o meno alla richiesta, noi creiamo veramente  la
  disperazione  in  tante  aziende,  in  tante  imprese  e  in  tante
  famiglie.
   Se a questo poi aggiungiamo la discrasia per cui, se qualcuno è in
  ritardo col pagamento di una rata, e che quindi non può accedere  a
  queste cose, vuol dire che una persona che era già moribonda noi lo
  costringiamo a morire.
   Un'ultima  cosa: pur in presenza di una emergenza,  dobbiamo  dare
  atto  che  oggi,  dopo  decenni,  all'ASP   di  Ragusa  sono  stati
  stabilizzati e firmati contratti di 125 contrattisti.
   Grazie, Assessore, grazie, Presidente Musumeci.

   PRESIDENTE.   Sono  iscritti  a  parlare  l'onorevole   Papale   e
  l'onorevole  Galvagno; poi, abbiamo chiuso, prima degli  interventi
  degli Assessori.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Papale.

   PAPALE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,  io
  volevo  sottolineare  il fatto che, di fronte ad  una  sopravvenuta
  esigenza  che  è stata quella di difenderci da un male  invisibile,
  l'Amministrazione  regionale, il Presidente,  l'assessore  Razza  e
  tutti  quelli  dediti  alla  sanità sono  stati  all'altezza  della
  situazione. Naturalmente, si è lavorato giorno e notte,  non  si  è
  potuto  lavorare secondo una certa linearità, ma si  è  cercato  di
  capire   dove  potesse  esserci  l'emergenza,  si  è   cercato   di
  rattoppare, ma alla fine abbiamo indovinato la strada.
   Io  volevo dare qualche altro suggerimento in proporzione a quello
  che  sento  dire,  se è possibile più risorse per la  medicina  del
  territorio finalizzata alla vigilanza sui malati a casa;  cioè,  se
  all'uopo noi possiamo dare più tamponi ai medici di base o una task
  force  impegnata sul territorio, al fine di contenere e mitigare  i
  fenomeni  di  contagio; così facendo noi eviteremmo  che  parecchia
  gente arrivi ai pronti soccorso perché già sono stati visitati  dai
  medici  o  da  questa task force e si può prendere la decisione  di
  quelli  che  devono  restare a casa o di quelli che  devono  andare
  direttamente sul posto.
   Noi  abbiamo le ASP, abbiamo delle strutture che funzionano e  che
  hanno  la  volontà di operare anche loro, perché non le  integriamo
  assieme   all'altro  sistema  ospedaliero?  In  maniera  tale   da,
  momentaneamente, tutti gli ambulatori sono quasi fermi  perché  una
  parte  di medicina si è fermata e li possiamo fare lavorare accanto
  e cercare di risolvere certi problemi.
   Un'altra  cosa  con  l'assessore Armao. Verranno  distribuiti  dei
  fondi   alle  persone  indigenti.  Ogni  volta  si  fa  riferimento
  all'ISEE.  L'ISEE si fa riferimento a quello del 2018. Ma  guardate
  che la condizione economica della nostra gente è cambiata dall'oggi
  al  domani, secondo me occorre fare riferimento a quello  dell'anno
  corrente, non può essere fatto all'ISEE di due anni fa. Io due anni
  fa  ero  ricco, oggi sono ridotto sul lastrico. Questa è una  delle
  cose che sembrano stupidaggini ma è da attenzionare.
   Si  parla di dare sostegno a tutti i lavoratori che, bene o  male,
  perdono  il posto di lavoro. Ma io mi vorrei soffermare  sui  tanti
  imprenditori agricoli, costretti a pagare il canone irriguo  che  è
  abbastanza esoso. Si parlava di sospensione di canone irriguo.  Per
  me  si deve annullare, il canone irriguo deve essere a carico della
  Regione,  si devono andare a prendere i soldi dai fondi comunitari,
  da  qualche  misura  che lo possa consentire, in  maniera  tale  da
  sgravarli.
   Per  quanto riguarda alloggi popolari, c'è tanta gente  che  è  ai
  margini  della società, che non può pagare nemmeno 30 euro al  mese
  di  affitto. Se per 6 mesi se ne fa carico la Regione,  secondo  me
  facciamo cosa gradita. Piccoli suggerimenti, ma che ritengo possano
  essere attenzionati. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Galvagno,  che  è
  stato  fino  adesso  qui ad ascoltare tutti insieme  a  me.  Ne  ha
  facoltà.

   GALVAGNO.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signori
  Assessori, da inizio marzo la vita è assolutamente cambiata a tutti
  noi  e  credo che il lavoro sia decuplicato. Sono sicuro che  molti
  colleghi  come  me, in questo periodo, avranno ricevuto  tantissime
  telefonate  per  tutte  le  richieste  che  possono  riguardare  la
  situazione attuale.
   Io,  Presidente,  l'ho  ascoltata in questo  periodo  e  non  sono
  andato,   come  lei  ha  consigliato,  alla  ricerca   di   qualche
  articoletto,  piuttosto  che fare gesti clamorosi,  scioperi  della
  fame,  annunciare  chissà che cosa, perché l'aplomb  che  ha  avuto
  finora,  il  suo  modo  di  fare è un  modello  da  seguire,  ma  è
  impensabile poter accettare che ci siano ancora moltissime  persone
  in  trincea senza neanche queste mascherine. Quindi, io mi  associo
  al  suo grido e mi auguro che possa prendere un impegno ancora  più
  forte  per gli OSA, infermieri, gli operatori, per le cassiere  dei
  supermercati, per chiunque oggi è sul campo di battaglia.
   Oggi  io  le faccio un plauso per la prontezza della proposta  dei
  100   milioni.  Ho  ascoltato  anche  la  proposta  che  ha   fatto
  l'onorevole  Lupo  che  secondo  me è  una  proposta  assolutamente
  valida,  ma  se  si è d'accordo io credo che si potrebbe  coniugare
  anche  quella dei farmaci. Perfetto  Allora, le dico  che  non  era
  chiara, ma materialmente credo che i farmaci siano assolutamente un
  bene primario.
   Io  credo  che  la  gente assolutamente chieda  due  cose:  quando
  usciremo da questa emergenza e la risposta possiamo noi ancora dire
  che molto dipenderà da loro; ma ci chiedono anche come usciremo  da
  questa emergenza. Questo dipenderà molto da noi, da tutti noi.
   Allora, secondo me, oggi parlare politichese è scorretto; dobbiamo
  cercare  di trovare delle proposte valide, delle proposte  reali  e
  delle proposte assolutamente tangibili perché non ci può essere  un
  colore  politico in questo momento e sono felice che  oggi  ci  sia
  stato  un  grado  di  collaborazione  da  parte  delle  opposizioni
  assolutamente elevato.
   In questi giorni noi stiamo preparando un documento che proporremo
  parlando   con   tutte  le  categorie,  dagli   imprenditori,   dai
  professionisti, dalle partite Iva, dagli agricoltori  e  anche  dai
  giornalisti  che in questi giorni stanno abbandonando il  campo  di
  guerra  e stanno facendo un ottimo lavoro e agli albergatori  e  ai
  protagonisti  del  settore turistico che  più  che  contare  minori
  guadagni  che avranno da questa emergenza, stanno già quantificando
  le  perdite  di  quest'anno e stanno pensando  alla  programmazione
  dell'anno a venire.
   Quindi,  da  parte nostra ci saranno soltanto delle  proposte  che
  sottoporremo e speriamo di poterle portare avanti insieme a lei.
   Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galvagno.
   Il  Presidente della Regione ha chiesto cinque minuti precisi  per
  l'Assessore  Armao e l'Assessore Razza di replica  agli  interventi
  dei colleghi, anche se io credo che noi martedì ci dobbiamo riunire
  di nuovo - se il Governo è d'accordo martedì, altrimenti mercoledì,
  ce  lo  faccia sapere - proprio per dare un senso alla riunione  di
  oggi  sul piano sanitario e sul piano economico che è stato  detto.
  Per cui, il Governo mi faccia sapere i tempi di cui ha bisogno,  in
  ogni  caso  per un aggiornamento su questi argomenti  io  condivido
  quanto  detto da tanti parlamentari sul fatto di riunirsi tutte  le
  settimane,  ovviamente questa disponibilità peraltro  la  settimana
  prossima speriamo  Scusi, Onorevole Sammartino, la prego. Io  spero
  che la settimana prossima possiamo... C'è il silenzio in Aula, ogni
  volta che mi parlate a tre metri di distanza rimbomba come se fosse
  lo stadio  Come, scusi  Se lei mi fa parlare, stavo dicendo proprio
  che  per  dare un senso  alla riunione di stasera, alla  seduta  di
  stasera  ci dobbiamo riunire la settimana prossima in modo da  dare
  la  possibilità all'Assessore Razza e all'Assessore Armao, sia  per
  il  piano  sanitario che per il piano economico,  di  cominciare  a
  discutere, a presentare i documenti. Anche perché segnalo  che  per
  forza  di  cose  avremo  un mese in cui ci dovremo  riunire  spesso
  perché  il dato del 30 aprile come scadenza per l'approvazione  del
  bilancio e della finanziaria è un dato costituzionale non è che  ci
  possiamo  inventare  cambi; possiamo tenere aperta  la  seduta  del
  giorno 30, ma entro un paio di giorni poi bisognerà concluderla.
   Per  cui, credo che ci sarà bisogno di una accelerazione sui  dati
  che  il  Governo  vorrà presentare il piano sanitario  e  il  piano
  economico, poi aspettiamo che venga presentato il nuovo bilancio  e
  la  nuova  finanziaria  che da quel momento dovremmo  cominciare  a
  verificare  e a portare in Commissione e poi quando sarà  in  Aula,
  purtroppo,  con tempi anche molto accelerati perché manca  un  mese
  alla  scadenza.  Questo è previsto dalla Costituzione  per  cui  lo
  dobbiamo fare assolutamente.
   Io  permettetemi,  prima  di  dare la parola  agli  Assessori,  di
  ringraziare  realmente  il  Presidente  Musumeci  che  sta  facendo
  veramente tutti gli sforzi di questo mondo. Non posso dare torto al
  mio  amico Giorgio Assenza: c'è poco da fare. Se noi oggi  avessimo
  il  numero  di  contagi  più alti la colpa sarebbe  certamente  del
  Governo;  avendo quelli più bassi, quanto meno, il  dubbio  che  il
  merito  sia  del Governo è un qualcosa che dobbiamo darci  tutti  e
  credo  sia  corretto farlo. Peraltro, negli ultimi  giorni  i  dati
  continuano  ad essere in calo  Onorevole Sammartino,  si  vede  che
  l'onorevole  Milazzo non c'è più e lei ha deciso  di  prenderne  il
  posto   La  supplico, perché è difficile parlare mentre  gli  altri
  parlano.
   Gli ultimi giorni sono stati - come probabilmente dirà l'assessore
  Razza - sempre in calo. E' previsto - per questo dobbiamo resistere
  ancora  con lo stare in casa e utilizzare tutti i suggerimenti  che
  ci  sono  stati dati dal Governo nazionale e regionale - perché  io
  non  credo  che  manchi molto perché si possa, in qualche  maniera,
  cominciare  a  risolvere  la situazione; ma,  ovviamente,  soltanto
  stando  in casa, soltanto seguendo le indicazioni che i Governi  ci
  hanno dato, sia quello nazionale che regionale, potremmo evitare di
  rovinare  tutto  con qualcuno che deciderà di non resistere  più  e
  quindi di uscire di casa. Prego veramente tutti i siciliani -  così
  come  sta  facendo il Governo, ma mi sento di farlo  io  nella  mia
  posizione di Presidente dell'Assemblea - prego tutti i siciliani di
  continuare con abnegazione, con sforzo, con sacrificio,  con  tutto
  quello che è necessario, di continuare a rispettare questi elementi
  fondamentali,  perché questa pandemia possa essere  frenata  e  poi
  alla fine, spero, sconfitta.
   Nel   ringraziare   tutti   voi  parlamentari,   permettetemi   di
  ringraziare tutta la struttura amministrativa di questa  Assemblea,
  i  commessi  e  tutti gli altri, e la struttura  amministrativa,  a
  partire da dirigenti e funzionari, che veramente stanno facendo  un
  lavoro  assolutamente  superiore a quello  che  viene  fatto  nella
  normalità.  Tanti  pensano che si sta a casa  perché  così  non  si
  lavora,  mi  dovete  credere, io ascolto  e  sto  al  telefono  col
  Segretario  generale e parlo con lui molto di  più  di  quanto  non
  avessimo  fatto in questi due anni precedenti nella  situazione  di
  normalità e di regolarità.
   Per  cui, ringrazio tutta l'Assemblea, ringrazio tutte le  persone
  che stanno facendo questi sforzi e, a questo punto, mi taccio e  do
  la  parola all'assessore Armao per la sua replica, che non duri più
  di  cinque  minuti, Assessore, perché tanti di noi  devono  tornare
  nelle  loro  case, per l'appunto, e alcune sono lontane.  Per  cui,
  assolutamente io mi ero dato come tempo massimo quello delle 20.00;
  sono  già  le  20.10  e vi prego di fare una replica  molto  breve,
  perché tanto poi martedì o mercoledì - mi metterò d'accordo con  il
  Presidente - ritorneremo in Aula per continuare il dibattito.
   Prego, assessore Armao.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Grazie, signor  Presidente.  Non
  prenderò  i  cinque  minuti,  anche perché  avevo  predisposto  una
  puntuale   relazione  sulla  situazione  economica  della  Regione,
  proprio  con  riguardo anche agli approfondimenti  che  sono  stati
  fatti dall'Assessorato, che ho inviato al Segretario generale e  al
  Presidente  Savona  affinché  se ne  possa  fare  eventualmente  un
  dibattito in Commissione. Quindi, a questa relazione mi rifaccio  e
  non è necessario indugiare sulle questioni che ivi sono trattate.
   Qualche  considerazione merita certamente il quadro economico.  Il
  quadro  economico che si profila - lo diceva il Presidente Musumeci
  all'esordio  dell'intervento  - è  assai  grave.  Le  previsioni  -
  abbiamo dati Prometeia che ci sono arrivati alla fine di marzo,  il
  27  marzo, quindi qualche giorno fa - le previsioni sono di un calo
  del  PIL  nazionale del 6,5 per cento, perdiamo 100  miliardi  ogni
  mese di blocco. E con questo calo del 6,5 gli effetti in Sicilia, a
  differenza di quello che è avvenuto nel 2009, quando di fronte alla
  crisi,  che  era finanziaria e non economica, il nord ha  risentito
  più  del sud, perché il sud veniva anche da un decennio di crescita
  economica,  purtroppo oggi questa seconda drammatica  crisi  non  è
  solo finanziaria, è anche economica e impatta su un sud stremato da
  anni di crisi e da politiche incerte sul Mezzogiorno - e credo  che
  ci  possiamo  limitare  a  un aggettivo  così  generico  -  che  ne
  determina  un  impoverimento. Quindi, gli effetti saranno  ben  più
  pesanti e conseguentemente andremo ben oltre il 7 per cento  e  con
  un rapporto debito-PIL che andrà oltre il 150 per cento.
   Queste  sono  previsioni che vanno analizzate  perché  determinano
  l'onda lunga che ci aspetta di una crisi economica che non sarà una
  crisi economica che l'indomani mattina termina, nel momento in  cui
  si  riaprono  le  fabbriche, si riaprono i negozi e  ricomincia  la
  vita.
   Questo,  quindi, determina quell'esigenza di arrivare velocemente,
  nel  più  breve tempo possibile, all'approvazione del bilancio  per
  mobilitare  risorse  finanziarie che  così  non  devono  rispondere
  all'esigenza dei dodicesimi.
   E'  chiaro  che  dovremo  fare  in corso  d'anno,   certamente  si
  dovranno  fare delle valutazioni perché queste tendenze  economiche
  che   vi  ho  sinteticamente  richiamato  e  che  martedì  potremmo
  approfondire  avranno degli effetti sulle entrate,  e  prego  tutti
  coloro  che  correttamente  guardano all'esigenza  di  dilazionare,
  differire,  postergare, annullare sul piano fiscale,  sappiamo  che
  dobbiamo  andare  incontro  ai nostri cittadini  attraverso  queste
  misure,  ma  sappiamo anche che noi, a differenza di altre  regioni
  che    vivono    di   finanza   di   trasferimento,   viviamo    di
  compartecipazione. Quindi, ogni scelta in questo senso deve  essere
  ponderata  con  quella  di  dare  linfa  vitale  alla  Regione  per
  continuare  a  tenere in vita il sistema, perché se  si  spegne  la
  Regione, si spegne oggettivamente il sistema Sicilia.
   Una  considerazione  sulla  vicenda dei mutui,  prima  richiamata.
  Certo,  abbiamo  chiesto al Governo, il Presidente Musumeci  lo  ha
  chiesto con forza, io ribadito, di quanto essenziale sia equiparare
  le  regioni  ordinarie  a quelle speciali. Non  è  ammissibile  una
  discriminazione. Oggi, in Conferenza delle Regioni, ci  hanno  dato
  tutti  un'adeguata  considerazione. Abbiamo chiesto  al  Presidente
  Bonaccini che andava all'incontro col Governo, a nome di  tutte  le
  regioni,  e così a nome di quelle speciali, di chiedere un  preciso
  impegno   politico  affinchè  nel  decreto  di  aprile   si   possa
  riconoscere questa piena equiparazione.
   Giungono  dal  Governo  nazionale segnali di  disponibilità  e  di
  apertura.  Speriamo che questo si possa accompagnare ad un  impegno
  concreto.   Questo  avrebbe  degli  effetti  molto  consistenti   e
  rilevanti  per il nostro sistema di tenuta del bilancio e,  quindi,
  della quadratura.
   Ripeto,  mi  rifaccio  alla relazione che ciascuno  di  noi  potrà
  vedere, siamo disponibili per ogni dettaglio di approfondimento che
  potremmo fare martedì a partire dalla questione dei Fondi europei.
   Su  questo  è  pervenuta stamattina una nota al  Presidente  della
  Regione e del Ministro Provenzano, su questo credo si possa fare un
  approfondimento.  Ci  sono  alcuni passaggi  delicati  che,  credo,
  abbisognino di un adeguato confronto anche tra le forze  politiche,
  perché  tutto  possiamo  consentire  tranne  che  un  utilizzo  non
  immediato  di questi Fondi, proprio perché l'Unione europea  ce  lo
  consente, in favore dei nostri concittadini.
   E'  il  momento di una grande coesione, è il momento di una grande
  lealtà  fra  le  forze politiche e noi siamo, ovviamente,  a  piena
  disposizione e lo dimostreremo nei prossimi giorni.
   Buon lavoro.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.  Anche  perché  se  il   Ministro
  Provenzano consentisse questo si faccia togliere almeno  il  titolo
  di Ministro del Sud.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Razza.

   RAZZA,  assessore per la salute. Grazie, Presidente. Anche  io  mi
  terrò nei cinque minuti per alcune considerazioni.
   La prima attiene, in punto di trasparenza così come è stato detto.
  Si  è  avvertita  la  sensazione dal dibattito,  almeno  così  l'ho
  avvertita,  che la pianificazione delle singole aziende  in  queste
  settimane  di  intervento potesse avere difettato in comunicazione.
  Mi  preme  soltanto osservare che le aziende hanno deliberato,  con
  delibera del direttore generale i propri piani, i propri step  e  i
  posti messi a disposizione.
   La  mia  disponibilità è stata, ovviamente, sempre  manifesta  nei
  confronti  di  ogni forza politica come era doveroso che  fosse  da
  parte mia, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello
  che stiamo vivendo.
   Allo  stesso modo, la relazione che è stata approntata e che verrà
  inoltrata alla Commissione  Sanità , la VI Commissione, tiene conto
  delle  valutazioni  che sono state fatte e,  se  mi  è  consentita,
  valutazioni  non soltanto assolutamente tempestive  ma  valutazioni
  adeguate,  non  perché lo riferisce chi in questo  momento  ha  pro
  tempore  la responsabilità di guida dell'Amministrazione  sanitaria
  in  Sicilia,  ma  perché  se  oggi  il  sistema  informatico  della
  Protezione civile nazionale rileva un numero significativo di posti
  di  terapia  intensiva  dedicati, liberi,  più  di  100  in  questo
  momento,  e  la  Regione  siciliana è stata  in  qualche  occasione
  richiesta  anche  della possibilità di ospitare pazienti  di  altre
  regioni  italiane, ciò si deve ad una pianificazione  che  è  stata
  tempestiva e nessun cittadino siciliano che ha mai avuto bisogno di
  un posto letto in terapia intensiva, come invece drammaticamente  è
  accaduto in altre regioni italiane, si è trovato privo di un  posto
  letto  di terapia intensiva. Questo lo dico non a merito di chi  ha
  programmato,  ma a merito di chi ha lavorato perché  tutto  si  può
  raccontare  tranne qualcosa che distoni in maniera  palesa  con  la
  verità sostanziale dei fatti.
   Allo stesso modo, se si è pianificata una dotazione di posti letto
  dedicati per pazienti Covid positivi e se questa dotazione di posti
  letto  oggi sul sistema GECOS della Regione siciliana vede  più  di
  600  posti  liberi inseriti ed una pianificazione che potrà  essere
  riscontrata in punto di trasparenza, posto per posto, ospedale  per
  ospedale, struttura per struttura.
   Dico  questo non certamente a valore di una pianificazione, ma  lo
  dico  per  rendere  onore  a  chi l'ha realizzata,  a  chi  ci  sta
  lavorando. Ed è giusto e condivido, fin dal principio ho condiviso,
  la  necessità di trasferire tutti i dati, azienda per azienda, alla
  VI  Commissione  affinchè  potesse  compiere  anche  il  suo  ruolo
  istituzionale  di  indirizzo, di controllo e di  valutazione  sulla
  tenuta del piano.
   Che  il  piano si sia dovuto articolare in più step e  che  questi
  step   seguissero  una  curva  epidemiologica  non  è   stata   una
  valutazione  di  programmazione  soltanto  siciliana,  ma  è  stata
  l'indicazione dell'Istituto superiore di sanità che,  in  relazione
  al  modello matematico creato e ai casi verificatisi, ha immaginato
  una  fase di evoluzione del contagio e l'ha immaginata, ovviamente,
  al  netto  delle  misure  contenitive che sono  state  adottate  in
  ritardo  per  alcune  regioni  del nord  Italia  probabilmente  con
  maggiore  tempestività  per  l'area nel centrosud  d'Italia  quando
  ancora la fase del contagio non si era verificata.
   Vedete  nei  numeri  di  ogni  giorno che  esistono  significative
  differenze tra le aree territoriali. Ma vedete anche che  in  larga
  parte, sia nel rapporto con la popolazione - quindi numero soggetti
  positivi, numero soggetti ospedalizzati, numero soggetti in terapia
  intensiva, numero soggetti integralmente contagiati fratto rapporto
  di   popolazione  -  si  è  nella  condizioni  di   valutare   come
  l'evoluzione  nelle  aree  del  Mezzogiorno  oggi  segnali   alcune
  significative differenze.
   Per  noi  gli  atti  di  programmazione, le  ordinanze  anche  del
  Presidente  della  Regione,  hanno  introdotto  delle   misure   di
  contenimento  ulteriormente  rafforzate,  perché  ricorderete   che
  abbiamo  tutti  valutato con preoccupazione un numero significativo
  di  cittadini  che  provenivano  dalle  aree  del  nord  Italia   e
  dell'estero  e,  quindi, abbiamo applicato su  quei  cittadini  una
  misura  maggiormente  restrittiva rispetto a  quella  prevista  dal
  decreto  del  Presidente del Consiglio dei Ministri, adottando  una
  facoltà  che è insita nel decreto del Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  che,  riferendosi  alle  condizioni  specifiche  di  ogni
  singolo  territorio,  ha  dato  facoltà  alle  regioni  di   potere
  adottare, propria iniziativa, delle misure che potessero essere  di
  maggiore contenimento in quei singoli territori.
   Oggi  dobbiamo  fare  grande attenzione perché  c'è  un  ottimismo
  dilagante che francamente mi preoccupa. E ho il dovere di dire  che
  è un ottimismo dilagante che mi preoccupa, perché se è vero che una
  parte  significativa della popolazione rientrata,  quella  ante  14
  marzo,  ha  completato 14 giorni di permanenza nell'Isola,  ce  n'è
  un'altra quota significativa che invece è rientrata dopo e, quindi,
  le misure di contenimento devono essere ancora mantenute e, quindi,
  le  misure di contenimento abbisognano della consapevolezza di ogni
  cittadino  che la fase di chiusura del contagio deve ancora  durare
  per   alcune  settimane,  esattamente  come  indicato  dal  Governo
  nazionale.
   Sulle  altre  due  questioni - chiedo scusa al Presidente,  ma  ho
  bisogno  soltanto  un  minuto e non di  più  -  che  riguardano  la
  valutazione  del  paziente  positivo, la valutazione  del  paziente
  positivo,  dice  l'Istituto Superiore di Sanità,  è  anzitutto  una
  valutazione clinica e lo ha detto il Presidente.
   Io  vorrei  dire  qualcosa in più sui tempi, perché  il  tema  dei
  tamponi  è  stato un tema oggetto di dibattito ed è  sensibile  per
  l'opinione pubblica se è vero che mentre noi, Presidente, parlavamo
  nell'Aula  del  Parlamento siciliano dei  reagenti  il  Capo  della
  Protezione  civile  rispondeva ad una  analoga  domanda  nel  corso
  dell'odierna conferenza stampa delle 18.00 e riferiva  di  medesime
  difficoltà in più regioni italiane.
   Allora,  io  ho chiesto al Comitato scientifico che il  Presidente
  della  Regione ha nominato di dare alcune indicazioni perché  fosse
  trasparente, ecco, trasparente, qual è il processo di scrinatura  e
  di analisi di ogni singolo tampone.
   Dalla   fase   di   accettazione   a   quella   di   inettivazione
  dell'eventuale  virus con un tampone leasy occorrono  da  30  a  40
  minuti. Successivamente, il processo prevede la fase di estrazione,
  della  durata di circa 70 minuti, che contempla l'utilizzo di  vari
  reagenti chimici che provvedono all'estrazione degli acidi nucleici
  virali, segue poi l'ulteriore procedimento di assemblaggio  in  una
  piastra  in  cui  vari agenti mescolati producono una  reazione  di
  retro-trascrizione, tale fase si sviluppa in ulteriori  60  minuti.
  Nell'ultima   fase,   cioè  l'amplificazione,   viene   creata   in
  laboratorio  una  reazione polimerasica a catena  che  evidenzia  e
  amplifica  l'eventuale  presenza  del  virus  rendendolo  visibile,
  servono circa 90 minuti.
   A  questa tempistica si aggiunge, ovviamente, l'ulteriore verifica
  dell'attendibilità  dei  risultati ottenuti  durante  l'analisi  in
  laboratorio. Al momento si tratta dell'unico procedimento  previsto
  dai protocolli dell'organizzazione mondiale della sanità e, quindi,
  dell'Istituto Superiore di Sanità. Vale per ogni singolo campione.
   C'è  qualcosa  in più che è stato valutato, perché sull'esame  del
  tampone  esiste  una circolare ministeriale, che  è  la  9480,  che
  raccomanda  per  i  soggetti  che hanno  particolare  necessità  di
  urgenza  nel  ricevere  il  tampone - quindi,  riferite  ad  alcune
  categorie   indicate  nel  personale  sanitario   e   nelle   forze
  dell'ordine - che i risultati arrivino entro 36 ore per i  soggetti
  che rientrano in questa tipologia di maggiore urgenza.
   Questo che cosa vuol dire? Che in questo momento, anche mentre noi
  discutiamo, l'Istituto Superiore di Sanità sta valutando  tutte  le
  tecnologie  che possono più rapide e da parte nostra, da  parte  di
  tutte  le Regioni, di tutti i sistemi sanitarie c'è attenzione  sui
  test  seriologici, sui test a tamponi a 40 minuti, sui test a 60  a
  minuti perché tutti avvertono la necessità di un'analisi che  possa
  essere  la più rapida, la più veloce e abbiamo chiesto all'Istituto
  Superiore  di Sanità, e io personalmente ho interloquito anche  con
  il  Ministro Speranza, di potere dare delle indicazioni  in  questo
  senso. Avete letto, perché è stato pubblicato da parte del Comitato
  tecnico   scientifico  dell'Istituto  Superiore   di   Sanità,   un
  pronunciamento  che  dice che è ancora oggi  l'unica  procedura  di
  accertamento  è  questa; e dice questo perché l'analisi  virologica
  del  tampone non è sostitutiva alla anamnesi clinica e il  paziente
  che presenta le caratteristiche tipiche del coronavirus deve essere
  trattato come un paziente che presenta il coronavirus.
   Ecco   perché   quando  ho  potuto  cogliere   in   alcune   anche
  dichiarazioni  nei giorni scorsi la correlazione e mi  rendo  conto
  che  io  stesso  mi sono trovato per primo di fronte  a  fatti  che
  scientificamente   non   conoscevo,  che   meritavano   di   essere
  approfonditi, lo ha detto più di un parlamentare intervenendo,  mai
  nessuno  aveva pensato di doversi porre di fronte ad  una  pandemia
  mondiale, ad una epidemia di questa portata e il soccorso  non  può
  che  essere  di  natura scientifica, e chi ha la responsabilità  di
  dare  indicazioni  non può che attenersi a quelle  indicazioni  che
  vengono rappresentate dagli Istituti, se dovessero emergerne  altre
  andiamo avanti.
   Per  il  resto, la mia disponibilità la voglio riconfermare ancora
  una volta. La relazione la depositerò uellodquello jdlfjalk
     domani  mattina alla Commissione VI in maniera  tale  che  possa
  essere a disposizione di tutti, non lo faccio adesso solo perché  è
  stata completata nella giornata di oggi e deve essere acquisita  al
  protocollo  in  Assessorato. Penso che da parte  mia,  la  prossima
  settimana  - lo dico anche alla Presidenza - ci sarà ovviamente  la
  disponibilità di poterne discutere in Commissione.

   PRESIDENTE. Benissimo. Grazie.
   Allora,   Presidente,   se   dovessero   esserci   eventuali   non
  disponibilità  lo vedremo. Ecco, diciamo che io una  data  la  devo
  dare

   MUSUMECI, presidente della Regione. Mercoledì prossimo.

   PRESIDENTE. Mercoledì, va benissimo.
   Allora, l'unica preghiera che faccio al Presidente ed al Governo è
  che  possa essere fatta di mattina perché poi tutti devono  tornare
  alle  loro  case.  Proveremo a farla plenaria,  cioè  con  tutti  i
  deputati  presenti,  utilizzando anche la  parte  al  di  là  della
  barriera,  diciamo,  e  tutti dovranno prendere  i  posti  che  gli
  verranno  assegnati  dalla Presidenza, magari  qualcuno  andrà  più
  lontano,  qualcuno più vicino, ci dovranno scusare, non c'è  niente
  da fare.
   Per  cui,  grazie  a tutti, grazie al Governo, grazie  a  tutti  i
  deputati. La seduta è rinviata a mercoledì, 8 aprile 2020, alle ore
  11.00.

                   La seduta è tolta alle ore 20.32

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                         184a  SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 8 aprile 2020 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -SEGUITO  DEL  DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI  DELL'ASSESSORE  PER
       L'ECONOMIA  SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
        CORONAVIRUS

   PRESIDENTE. Scusate, se non sorgono osservazioni, anche  a  seduta
  chiusa,  il  Governo accetta come raccomandazione tutti gli  ordini
  del giorno presentati. Grazie, Presidente.

   (Gli  ordini del giorno accettati come raccomandazione  recano  la
  numerazione dal 185 al 211, n.d.r.)


                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                       184a  SEDUTA PUBBLICA(*)

                  Mercoledì 8 aprile 2020 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -SEGUITO  DEL  DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI  DELL'ASSESSORE  PER
       L'ECONOMIA  SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
        CORONAVIRUS  ED ULTERIORI COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE
       ALL'ATTUALE EMERGENZA SANITARIA


   (*)  L'ordine  del  giorno della seduta è  stato  così  integrato,
  d'ordine  del Presidente dell'Assemblea, e notificato  ai  deputati
  con  e-mail del 6 aprile 2020.

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  ALLEGATO

      Relazione del Vicepresidente della Regione ed Assessore per
     l'economia sulla situazione economica conseguente alla crisi
        pandemica Covid19 e le misure straordinarie da adottare