Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 11.01
PRESIDENTE. La seduta è aperta.
Onorevoli colleghi, buongiorno. Poiché è in corso il Consiglio di
Presidenza, sospendo la seduta per 25 minuti avvertendo che
riprenderà alle ore 11.25.
(La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 11.53)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'assessore Armao ha chiesto di
cominciare lui la seduta odierna, perché a mezzo giorno e mezzo -
l'aveva a mezzo giorno, e cortesemente l'ha rinviata di mezz'ora -
ha un collegamento col Governo nazionale che farà direttamente qui
dall'Assemblea. Per cui, entro mezzo giorno e mezzo, dobbiamo avere
finito la parte relativa alle competenze dell'assessore Armao a cui
darò subito la parola.
Avverto che i processi verbali delle sedute n. 181 del 4 marzo
2020, n. 182 del 18 marzo 2020 e n. 183 del 31 marzo 2020 sono
posti a disposizione degli onorevoli deputati che intendano
prenderne visione e saranno considerati approvati in assenza di
osservazioni in contrario nella presente seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Arancio.
L'Assemblea ne prende atto.
dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana
Comunicazioni sulle iniziative di assistenza deliberate
dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Consiglio di Presidenza, che si
è riunito stamattina, ha deliberato - assessore Razza buongiorno,
assessore Cordaro buongiorno - due iniziative importanti. Una a
favore delle associazioni che si muovono contro la povertà, per
aiutare i poveri, quelli realmente poveri, come l'Associazione di
Biagio Conte, la Caritas, Sant'Egidio, e in più ci sono anche delle
risorse per cui, lo dico a tutti, se qualche altra comunità,
qualche altra associazione di questo tipo avesse necessità abbiamo
ancora delle risorse da potere destinare.
Poi, abbiamo destinato 500 mila euro a favore - chiedo scusa, se
possiamo evitare di gridarmi accanto, grazie - 500 mila euro che è
un contributo importantissimo perché l'Assemblea - chiedo scusa,
onorevoli deputati, credo che sto dando un'informazione che è bene
che sappiate tutti.
Il Consiglio di Presidenza ha appena deliberato un contributo di
500 mila euro, che per noi non è un contributo da poco, è un
contributo realmente importante, raramente si sono dati contributi
di questa entità, ma lo abbiamo fatto perché il momento è un
momento particolarmente grave, quindi, abbiamo racimolato tutto
quello che c'era da racimolare. Quindi, abbiamo assegnato 500 mila
euro che consegneremo alle ASP siciliane perché vengano destinati,
fondamentalmente, alla protezione dei medici di famiglia che in
questo momento stanno vivendo un momento terribile e che, o non
vanno a fare - chiedo scusa anche ai commessi che ci sono in Aula,
se potessimo fare attimo di silenzio - perché in questo momento
stanno vivendo un momento drammatico.
Ovviamente, ieri ho avvertito l'assessore Razza di questa
iniziativa per cui questi 500 mila euro sono destinati, di fatto, a
tutte quelle attrezzature che servono per potere coprire,
proteggere tutti questi medici che, purtroppo, stanno morendo in
quantità esagerata rispetto a quello che, invece, sarebbe possibile
evitare. Quindi, questa iniziativa è stata fatta da
quest'Assemblea e, quindi dalle risorse che quest'Assemblea ha
risparmiato nel corso di questi anni, cosa di cui sono
particolarmente orgoglioso, ma che è ovviamente un contributo fatto
a nome di tutti i deputati dell'Assemblea e di tutta
l'Amministrazione dell'Assemblea perché sono anche utilizzati fondi
di quelli che sono stati risparmiati con il minore stipendio che i
dirigenti hanno preso per cui credo che è una cosa importante che
ha coinvolto tutti e di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi, per
cui vi ringrazio.
nomia sulle misure emergenza coronavirus
Seguito del dibattito sulle comunicazioni dell'Assessore per
l'economia sulle misure
finanziarie conseguenti all'emergenza Coronavirus ed ulteriori
comunicazioni
del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. Assessore Armao, se vuole iniziare la sua relazione,
poi l'ordine dei lavori prosegue con gli interventi dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, massimo due, altri, se abbiamo il tempo sì
perché dobbiamo chiudere entro un certo orario, per cui intanto il
Capogruppo più due, se fosse possibile, se ne abbiamo il tempo,
quindi se tutti rispettano i tempi di intervento, cinque minuti per
i Capigruppo, tre minuti per gli altri.
Se sarà possibile daremo la parola anche a qualcun altro in più ma
la regola in questo momento, mi permetto di dire, avendone già
parlato con i Capigruppo, deve essere questa perché altrimenti
stiamo troppo in Aula e stare molto in Aula è motivo possibile
maggiore di contagio, quindi, dobbiamo evitare.
ARMAO, assessore per l'economia. Grazie, signor Presidente, io
come ho già fatto la volta precedente, mi rifaccio ad una relazione
che consegno alla Segreteria in modo che così i parlamentari ne
possano avere ampia conoscenza con una lettura, se lo desiderano,
quindi, mi limiterò ad alcuni passaggi ad alcune precisazioni che
riguardano il contesto nel quale, dopo una settimana, e dopo quello
che è accaduto in esito anche alla seduta dell'Assemblea della
scorsa settimana, è avvenuto a livello nazionale, a livello europeo
e a livello regionale con iniziative della Giunta.
Intanto, è ben noto che la Giunta si è mossa sin dalle prime
avvisaglie di questa drammatica situazione economica, adottando,
già i primi di marzo, una serie di misure che sono ben note e che
sono già attive. Mi fa piacere comunicare all'Assemblea che non
solo il Fondo Sicilia è già operativo, ma anche le convenzioni con
le banche sono state già stipulate, in particolare con la Banca
Popolare di Ragusa, con la Banca Popolare Sant'Angelo, e con la
Banca Igea ma si sta andando avanti, quindi quella misura
straordinaria di liquidità è già in corso di strutturazione, e sarà
a brevissimo accessibile ai nostri imprenditori, come peraltro le
moratorie, come peraltro, mi fa piacere anche questo comunicarlo,
ieri in Giunta abbiamo approvato l'estensione dell'accordo con ABI
per quanto concerne il finanziamento alla Cassa Integrazione, e
quindi consentirà, di fronte all'enorme, perché è enorme la massa
di domande, istanze, che stanno pervenendo all'assessorato del
lavoro, di utilizzare il sistema bancario per fare fronte ai
legittimi bisogni ed alle legittime aspettative dei lavoratori che
vengono messi in cassa integrazione.
Il contesto, quindi, nel quale si sta muovendo la Regione è quello
di alcune misure che sono state adottate a legislazione invariata,
come ha detto il Presidente Musumeci in occasione dell'ultima
seduta e ad altre che, invece devono essere contenute nella legge
di stabilità. Ecco perché il Governo ha ritirato la legge di
stabilità, ha già sostanzialmente impostato una prima stesura che
sarà oggetto di confronto con le forze parlamentari di coalizione e
di opposizione, in guisa da poter consentire un esame celere e il
più possibile veloce, per dare una risposta al sistema economico
siciliano così provato da queste settimane di chiusura forzata.
Non credo che sia superfluo evidenziare quello che, però, sta
accadendo nel Paese e che desta molte preoccupazioni. Oggi, i
giornali titolano in questo senso. Mentre in una parte del Paese si
dice che ci siano settantamila imprese che utilizzando
l'autocertificazione sono oggi al lavoro, in Sicilia che si sappia,
ad eccezione di pochissime imprese, tutte stanno rispettando il
blocco. Se questa apertura in qualche modo, di fatto, o semi di
fatto, prosegue, non può essere affidata ad un sistema che non si
controlla. Ieri ho sentito un imprenditore che mi diceva: Se in
Sicilia apre un'impresa, appena apre, immediatamente
l'autocertificazione viene sottoposta a controllo e, quindi,
laddove non sia veritiera viene censurata . In un sistema dove ci
sono migliaia di imprese è chiaro che è tutto molto più complicato.
Quindi, questa è una cosa sulla quale occorre certamente
riflettere.
Vado verso la conclusione, più velocemente possibile. La
Commissione europea, il Consiglio europeo, in questa ore,
l'Eurogruppo, stanno adottando delle decisioni epocali per quanto
concerne i fondi SIE e i fondi strutturali, quindi, di investimento
dell'Unione europea, perché sostanzialmente si va verso la
disarticolazione della programmazione europea, come l'abbiamo fino
ad oggi conosciuta, e si va ad un nuovo sistema dove i fondi
europei funzionano come dei contenitori interscambiabili, con
risorse interscambiabili e con una partecipazione al cento per
cento dell'Unione europea.
Questo determinerà la liberazione di quel 20 per cento che è la
compartecipazione nazionale e regionale alla programmazione
europea, con l'auspicabile - il ministro Provenzano è stato molto
disponibile e molto propenso alla leale collaborazione
nell'incontro che si è tenuto in Conferenza delle Regioni la
settimana scorsa, a orientare queste risorse, le risorse liberate
verso i POC, quindi sempre territorializzando le risorse liberate e
non ovviamente sottraendole ai territori; questo si è detto anche
con riguardo all'impostazione complessiva della programmazione
europea, della quale dobbiamo tenere conto nella stesura della
legge di stabilità perché, a mio avviso, è il momento ora e la
Commissione europea lo ha chiesto ora e il Parlamento europeo ha
già votato giovedì scorso alcune modifiche ai regolamenti del 2013
e il 17 e il 18 aprile voterà il completamento di questa profonda
revisione della programmazione europea, invita i territori, quindi
le istituzioni territoriali statali e quelle regionali a utilizzare
le risorse per interventi immediati in favore delle imprese, della
salute e della Protezione civile e noi, in questo senso, ci stiamo
muovendo come Governo nell'impostare un disegno di legge di
stabilità che utilizzi al massimo le risorse europee e le orienti
verso la risposta soprattutto nei confronti delle classi disagiate,
delle porzioni assai significative che vivono il disagio della
nostra popolazione e delle imprese.
Qui una breve precisazione concerne la quantità e in questo devo,
ancora una volta, rivolgermi al ministro Provenzano che è stato
oggettivamente coraggioso, ma ha detto la verità dei fatti che
tutti noi conosciamo: nelle società meridionali vi è una
consistente porzione di sommerso, lo dimostrano gli istituti di
ricerca da anni, gli ultimi dati ci dicono che il 20 per cento
dell'economia è un'economia che tra il sommerso e l'illegale arriva
quasi al 20 per cento del prodotto interno lordo, quindi con una
porzione assai consistente. Questa presenza del sommerso fa sì che
oggi, di fronte ad un'economia bloccata, ad una shut-in economy,
vada alla fame chi sopravviveva, chi si arrangiava, chi viveva di
piccoli espedienti e di lavoretti. Oggi, una misura regionale che
replichi in toto i modelli delle misure predisposte a livello
statale, che sono oggettivamente calibrati su un'economia tutta
legale, su un'economia tutta emersa, rischiano di lasciare settori
della popolazione alla fame totale, come gli effetti che si possono
già intuire in alcuni programmi televisivi o in alcune
intercettazioni che credo ognuno di noi ha ascoltato e che devono
destare la giusta riprovazione ma anche la giusta preoccupazione
verso le misure da adottare. In questo senso, quindi, il Governo si
muove e lo ha fatto già con il primo intervento verso i Comuni
utilizzando, intanto, strategicamente la leva dei Comuni come
interlocuzioni con le persone e le famiglie.
Credo che non ci sia stata in questo - l'assessore Razza converrà
- alcuna interlocuzione con il Governo per concordare la misura, ma
una misura che è stata adottata a poche ore di differenza tra Stato
e Regioni, ha visto la medesima modalità operativa, cioè avvalersi
dei Comuni per arrivare prima a chi ha bisogno, senza un'azione
concertata, proprio perché i Comuni sono l'elemento essenziale. In
questo senso, già oltre 50 Comuni hanno aderito, e questo credo sia
opportuno dirlo, alla proposta di convenzione per la misura di
sussidio alimentare e farmaceutico che si intende dare ma, proprio
in queste ore, si sta utilizzando, per questo poi chiederò di
parlarle, Presidente dell'Assemblea, per cercare anche sul piano
normativo di accompagnare questa misura con una semplificazione
procedurale che possa consentire ai Comuni di dare, prima
possibile, le risposte a chi ha bisogno, a chi non ha possibilità
di acquistare il proprio cibo e sostenere la propria famiglia.
Un punto, e vado alla conclusione, è essenziale: è quello del
contributo al risanamento della finanza pubblica, con riguardo
anche a quello che, certamente, in queste ore il ministro
Gualtieri, d'intesa con il presidente Conte, sta sostenendo
all'Eurogruppo. Chiaro che l'esito dell'Eurogruppo che si tiene in
queste ore e che, come è ben noto, è tutto in divenire, nessuno lo
può predeterminare e che avrebbe dovuto giungere ieri sera, ma
ancora stanotte, credo stamattina, finora ci sono confronti molto
delicati, ha delle refluenze anche sulla Sicilia, perché è evidente
che se Roma riesce ad ottenere quello che tutti auspichiamo,
addirittura il recovery bonds o addirittura un utilizzo pieno della
solidarietà europea senza ricorrere al MES, ci saranno dei margini
di negoziato con lo Stato di un certo tipo, se l'esito, che
speriamo non avvenga, sarà negativo, ci troveremmo di fronte a
margini di negoziato molto più stretti.
Noi sosteniamo, lo abbiamo sostenuto per iscritto, anche nei
confronti del Ministro dell'Economia, che l'intervenuta decisione
della Commissione europea di rimuovere per quest'anno i vincoli
scaturenti dal fiscal compact e dalla cosiddetta two pact del 2013,
cioè i vincoli che impongono all'economia italiana un sacrificio
che sia coerente con il livello dell'indebitamento raggiunto ma
che, invece, quest'anno si pensi soprattutto ad affrontare la
crisi, senza dover rispettare quei vincoli e quei parametri molto
stretti che ci ponevano di fronte a delle scelte ben precise,
ebbene questo credo che, se vale per lo Stato, debba valere pure
per le Regioni. Non dimentichiamo, io ero Assessore quando arrivò
per la prima volta il contributo al risanamento della finanza
pubblica del 2012, arrivarono le prime domande di 600 milioni, con
l'onorevole Cracolici mi ricordo che approvammo quel bilancio e per
la prima volta, mentre prima c'era solo il Patto di stabilità e
dovevamo rispettare il Patto di stabilità, da quel momento in poi
si chiese alla Sicilia di versare in qualche modo (lo Stato li
trattiene, è un versamento di fatto), di versare allo Stato,
contribuire al risanamento della finanza pubblica.
La giurisprudenza costituzionale, in questo senso, è stata sempre
molto chiara, ha detto: le Regioni a Statuto speciale non possono
subire una trattenuta unilaterale da parte dello Stato, debbono
contribuire e debbono concordare per quanto contribuire, ma il
contributo è dovuto. Bene noi abbiamo negoziato un ribasso rispetto
al picco del miliardo e 3 a cui eravamo arrivati, siamo scesi a 1
miliardo ma pensiamo che quest'anno questo miliardo di soldi dei
siciliani, di risorse dei siciliani, che in questo momento hanno un
drammatico bisogno di iniezione di liquidità, non possa essere
disconosciuto, sia utile più alla Sicilia che allo Stato,
soprattutto se lo Stato riesce ad avere margini di deficit che si
spingono fino a 100 miliardi. Addirittura, oggi si dice che
l'Italia avrebbe bisogno di 150 miliardi. Il MES ne consentirebbe
36, quindi, comprendiamo quanto grave sia per il nostro Paese
questo confronto con l'Eurogruppo e, soprattutto, con le democrazie
europee che spingono in senso opposto.
Abbiamo avuto un confronto in sede di Conferenza delle Regioni con
il ministro Boccia, molto proficuo, con il ministro Provenzano, con
i viceministri Misiani e Castelli. Lo stesso Presidente della
Regione venerdì sera - eravamo insieme con l'assessore Razza - ha
chiesto formalmente al Presidente del Consiglio di arrivare prima
possibile alla definizione del quadro finanziario tra Stato e
Regioni.
Il ministro Boccia ha annunciato sabato mattina, in sede di
Conferenza delle Regioni, che tra martedì e mercoledì - ma non si
pensava che l'Eurogruppo si tracimasse sino ad oggi, quindi scatta
di qualche giorno - ci sarà un incontro tra il ministro Boccia, il
ministro per l'economia e il viceministro che ha la delega alle
Regioni e le Regioni Speciali, perché tutte hanno questi problemi,
anche il presidente Fedriga ha scritto dicendo: Noi non riusciamo,
di fronte non solo al bisogno ma anche al calo delle entrate,
perché noi avremo contemporaneamente due effetti: una crescita
esponenziale del bisogno di finanza, perché ce lo chiedono le
imprese, ce lo chiedono le famiglie e nel contempo una contrazione
delle entrate, quindi, il sistema di bilancio, il sistema economico
finanziario regionale è sottoposto a una tensione veramente
pesante .
Noi - e concludo - con una lettera che il Presidente ha scritto al
Presidente del Consiglio, abbiamo posto il quadro finanziario
dicendo: Signori, noi dobbiamo chiudere un bilancio, dobbiamo fare
un bilancio come si è concordato con i Capigruppo di coalizione e
di opposizione, un bilancio che sia proiettato alle emergenze,
proiettato al sistema economico ed a dargli una boccata d'ossigeno
e ne predisponga la ripresa che, però, deve tenere conto di quattro
profili che non tutti contemporaneamente ma alcuni di questi almeno
debbono essere affrontati in modo risolutivo nel negoziato con lo
Stato.
Quindi, primo il tema del contributo a risanamento della finanza
pubblica, che noi ipotizziamo di utilizzare tra i 700 e il
miliardo, sapete che è un miliardo, quindi, chiediamo di
utilizzarne o tutto il miliardo o almeno 700 milioni, poi, abbiamo
chiesto l'estensione in sede di conversione, ma credo che già tutti
voi avrete gli emendamenti che sono passati ieri e si sa che il
Governo ha posto la fiducia al Senato in sede di conversione del
decreto legge n. 18, cosiddetto Cura Italia . Ci troviamo di
fronte all'indisponibilità - ma non per motivi politici ma per
motivi finanziari - da parte del Governo di estendere alle Regioni
Speciali l'articolo 111 che consente la moratoria, il differimento
per quest'anno degli oneri relativi ai mutui con il MEF.
Tutto questo costa alla Sicilia 170 milioni e, quindi, chiediamo
quantomeno un impegno ma così sembra emergere anche nei rapporti
tra le forze parlamentari nel confronto che c'è stato con i
Capigruppo di maggioranza e opposizione da parte del Governo, che
nel decreto, non in questo liquidità ma nel decreto di aprile,
questa estensione possa aggiungere il che consentirebbe di liberare
per il bilancio 170 milioni. Quindi da 700 a un miliardo per quanto
riguardo il contributo per il risanamento della finanza pubblica,
170 per quanto concerne i mutui verso MEF, mentre i mutui verso
cassa depositi e prestiti, grazie ad una disposizione che già è
presente nel decreto legge e ci consente di differire 50 milioni di
euro, poi il differimento al 2021 del cosiddetto split payment .
Come voi ben sapete, in sede di accordo con lo Stato, quando si è
trattato delle compartecipazione all'IVA si è ritenuto di offrire
allo Stato o meglio lo Stato ha imposto alla Regione di versare una
quota forfettaria a titolo di split payment di pagamento scisso
allo Stato che è stata sinora di oltre 600 milioni e, quindi,
restano gli ultimi 142, bene chiediamo di postergarlo l'anno
prossimo liberando risorse e, infine - e questo ha un duplice
canale col Governo e abbiamo già chiesto anche alla Commissione
paritetica di intervenire sul punto, dopo aver già deliberato in
Giunta -, chiediamo che la quota del disavanzo che dobbiamo
compensare quest'anno, quindi attraverso il metodo del ripianamento
che sarebbe foriera di un drenaggio di risorse sino a 421 milioni
di euro, possa essere messa in coda. Questo determinerebbe non un
effetto finanziario per lo Stato ma determinerebbe un effetto
finanziario per i nostri figli e, quindi, dobbiamo trattarlo con
grande delicatezza perché non pagare ora e pagare alla fine del
ripianamento vuol dire differire in avanti e, quindi, su chi viene
dopo di noi gli oneri di questo momento.
E' una scelta grave che però pensiamo di dover affrontare subito
perché la mancanza di risorse ora rischia di bruciare per sempre
imprese che non sarà facile far
(Interruzione dell'onorevole Cracolici)
ARMAO, assessore per l'economia. il totale, quindi sono da 700 a
un miliardo per quanto riguarda la prima; 170 per quanto riguarda i
mutui, la moratoria dei mutui nei confronti del MEF; 421 è
l'importo della quota di ripianamento del disavanzo e, invece,
142,5 sono gli importi relativi allo split payment . Di pari passo
va anche la richiesta che con l'assessore Razza abbiamo già
informalmente rivolta al Governo nazionale e che, poi, il
Presidente ha formalizzato con una sua nota, di differire all'anno
prossimo questa vicenda vexata quaestio di cui anche lei onorevole
Cracolici si è occupato in sede di dibattito parlamentare,
concernente il trasferimento dal fondo sanitario regionale al
bilancio della Regione degli oneri concernenti il mutuo sanitario
che, come voi sapete, è andato bene per un po' di tempo e, poi, il
MEF ha cambiato idea, quindi, sul punto chiediamo che su questo
mutamento di idee si possa soprassedere almeno quest'anno di fronte
a questa drammatica congiuntura.
Io penso che quello che è stato fatto ieri in Giunta sia stata
un'impostazione che ora sarà verificata con i Capigruppo, in guisa
da ottenere attraverso il dialogo e confronto leale una soluzione
effettiva per la nostra Sicilia. Noi abbiamo bisogno, in questo
momento, di dare una forte iniezione di liquidità e un forte
contesto di risposte a chi ha bisogno di sopravvivere, attraverso
la legge di stabilità lo si potrà fare, è chiaro che il quadro che
dovremmo definire con Roma è essenziale. Aspettiamo anche qualche
ora in più e l'esito dell'Eurogruppo per avere un riferimento più
chiaro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Chiedo scusa colleghi. Assessore Armao, il
Presidente della Regione ha formalmente ritirato i disegni di legge
n. 708 che è il bilancio e il n. 712 legge di stabilità, ma perché
questi vengano ripresentati - chiedo scusa onorevole Pasqua,
purtroppo stando lontani per parlarvi tra di voi dovete urlare e
nell'Aula che è abbastanza vuota quando urlate rimbomba in maniera
incredibile per cui vi prego, nei limiti del possibile, di evitarlo
- Assessore chiedo scusa, noi avremmo bisogno di ricevere le carte
relative al bilancio e alla legge di stabilità, come dire, certe,
cioè se vanno fatte le trattative con lo Stato perché se noi le
riceviamo prima che le trattative vengano fatte soltanto su un
possibile risultato da trattativa, ci troveremmo in grande
difficoltà a potere chiudere il bilancio, a poterlo votare, per cui
vorrei capire quali possano essere i tempi visto e considerato che
siamo già ad aprile e che teoricamente, costituzionalmente però,
poco teoricamente, il 30 aprile c'è la scadenza, vorrei capire se
avete già un'idea attraverso i vostri contatti con lo Stato, se
avete già riunioni previste per potere immaginare di portare a
compimento, quanto meno in parte, la trattativa con lo Stato perché
tutto quello che - e io ritengo che si stia facendo un lavoro
ottimale, devo essere sincero -, ci è stato detto, è tutto
condizionato dal fatto che lo Stato accetti questo tipo di proposte
che stiamo facendo, è probabile che lo faccia, io mi auguro, sono
sicuro che sono proposte che saranno accettate, però finché non lo
sono, diciamo, ci troviamo in difficoltà perché è come se non
esistessero, per cui volevo capire se esiste un minimo di accordo
già adesso.
ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Io avevo fatto un accenno, forse
è stato insufficiente e quindi ne chiedo scusa, e sarò più preciso.
Il ministro Boccia ha detto che tra mercoledì e giovedì ci sarebbe
stato un tavolo tra le Regioni speciali e il Governo per definire
le questioni di bilancio. Il ritardo, visto che ancora oggi non
abbiamo avuto la convocazione, non è dovuto certo al differimento
di termini che vuol dare il ministro Boccia ma dal fatto che, fin
quando non si chiude il quadro con l'Eurogruppo, quindi, fin quando
non abbiamo chiaro il quadro finanziario entro cui collocare la
relazione tra Stato e Regione, lo stesso Stato non è in condizione
di dire questo va bene e questo non va bene , perché,
evidentemente, un esito a noi favorevole - intendo Italia -
dell'Eurogruppo che dà margini finanziari fino a 100 miliardi dà
uno spazio al Governo che consente di valutare più d'una delle
nostre proposte; se Bruxelles o l'Eurogruppo chiudono le porte
all'Italia, e si dirà o MES o niente, e noi al MES non vogliamo
accedere, è chiaro che i margini saranno molto più bassi.
Si tratta di questione di ore. La trattativa, il negoziato - è
giusto dirlo - è cominciato l'1 agosto 2018 e, come ha detto bene
il presidente Musumeci l'ultima volta in quest'Aula è dal 2018 che
negoziamo, non per responsabilità della Regione ma neanche vogliamo
caricarla a questo Governo, così sottoposto a stress in queste
settimane, in questi giorni, ma siamo rimasti l'unica Regione che
non ha un accordo di finanza pubblica complessivo pur avendo messo
tutte le carte sul tavolo.
Quindi, abbiamo tutti il diritto e, credo, con l'intesa di tutte
le forze politiche presenti in quest'Aula ed è un interesse comune
di portare a casa il risultato più vantaggioso possibile per la
Sicilia, non per il Governo che oggi è presente attraverso gli
Assessori che sono qui in Aula.
Quindi, è interesse di tutti. In esito all'incontro che ci sarà
con il ministro Boccia ed il viceministro Misiani saremo in grado
di capire la perimetrazione dello spazio entro cui possiamo
spingerci.
Noi abbiamo chiesto più che si poteva. E' chiaro che sarà
difficile ottenere tutto però, in un modo o in un altro, abbiamo
voluto offrire anche soluzioni non onerose per il Governo, proprio
perché ci rendiamo conto di quanto difficile sia il contesto ma,
certamente, non possiamo lasciare bloccato il sistema finanziario
regionale perché è noto che il motore dell'economia siciliana,
ancora oggi, è questa grande Regione che, attraverso le sue
funzioni ed i suoi servizi, tanto muove sul piano del prodotto
interno loro regionale.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore, io vorrei essere chiaro. Noi
abbiamo dei tempi che sono quelli previsti, in questo momento,
dalle leggi che sono quelli del 30 aprile.
Oggi, come oggi, noi non siamo nelle condizioni di ricevere un
bilancio se non abbiamo certezze.
Allora, se - mi rendo conto, capisco perfettamente il problema
dell'Eurogruppo, però dovete capire anche i problemi che abbiamo
noi - l'Eurogruppo dovesse ritardare e, quindi, dovesse ritardare
anche l'accordo con lo Stato è ovvio che deve ritardare anche la
valutazione del bilancio in quest'Aula.
Se noi non siamo intenzionati, non lo possiamo fare, di valutare
anticipatamente cose che devono essere fatte nel futuro, per cui
quello di cui io vi prego è: nel caso in cui si capisce che c'è un
problema di questo tipo, avvertire il Governo nazionale e trovare
una soluzione eventuale per differimento date dei tempi perché -
ripeto - il problema è un problema importante, non da
sottovalutare.
Noi teoricamente entro il 30 aprile dovremmo approvare tutto. Il
Presidente della Regione ha ritirato, in modo formale, con una
lettera, ieri, legge di bilancio e finanziaria ma per riportarli il
dato deve essere un dato certo, cioè dobbiamo sapere quanto
l'accordo con lo Stato ha prodotto, altrimenti ragioniamo su carte
che non hanno alcun tipo di certezza.
Vorrei che questo fosse chiaro perché, siccome so che ieri è stata
fatta un'importante delibera ed io - ripeto - voglio aiutare, in
questo momento, ci mancherebbe altro, in tutte le maniere possibili
ed immaginabili il Governo per arrivare ad una soluzione favorevole
della questione, però, vi prego di non mettermi in difficoltà, di
non mettere in difficoltà l'Assemblea. Dobbiamo avere carte che
sono carte firmate, controfirmate e certe perché immaginare di
dover lavorare su ipotesi diventa veramente molto, molto difficile.
Però, fermo restando quel che lei ha detto, noi aspettiamo
serenamente che queste carte arrivino, però, ripeto, noi siamo qui
per fare quello che è possibile fare, vi prego soltanto di metterci
nelle condizioni di potere approvare documenti che siano documenti
certi, diversamente avremmo grandi difficoltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, Presidente
solo per dire che sul punto
PRESIDENTE. Chi deve intervenire lo faccia adesso perché poi
l'assessore Armao deve andare via, e per cui quelli che vogliono
parlare nel merito di quello che ha detto l'assessore Armao, in
tempi brevissimi, perché l'Assessore ha giustamente bisogno di
andare a fare questa riunione, poi in questo momento specialmente,
con i Ministri per cui abbiamo pochissimo tempo dell'Assessore in
Aula, fermo restando che poi si può continuare il dibattito anche
se l'Assessore non c'è, certo che se l'assessore Cordaro mi
gridasse meno accanto sarebbe meglio. Grazie. Per cui, intanto, ha
facoltà di intervenire l'onorevole Lupo e poi c'è tutta una serie
di interventi.
LUPO. una brevissima comunicazione prima che l'assessore Armao
vada via, proprio per condividere il suo pensiero Presidente
abbiamo bisogno di certezze, quindi, invito il Governo intanto a
mettere in sicurezza il bilancio della Regione, il bilancio va
fatto a invarianza o meglio il bilancio va fatto con risorse certe
sulla base della legislazione vigente. Non è possibile ipotizzare
un bilancio che preveda, in entrata, entrate che oggi non sono
certe, ancorché oggetto di un possibile negoziato con lo Stato,
questo è contro la Costituzione. Allora, il Governo ha il dovere di
presentare lo schema di bilancio, è già in ritardo, tutto il resto
delle misure auspicabili e possibili vanno discusse limitatamente
alla legge di stabilità.
Noi siamo estremamente preoccupati, c'è una gravissima emergenza
sanitaria, c'è una gravissima emergenza economica, mi pare che ci
sia anche una gravissima emergenza istituzionale, il Governo della
Regione deve fare il suo dovere, ha il dovere di presentare il
bilancio a legislazione vigente con entrate certe. Presidente,
questo per associarmi al suo pensiero, poi l'intervento sarà dopo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi lasci,
al di là dei minuti, se è possibile ringraziare questo Ufficio di
Presidenza, i dirigenti dell'Assemblea regionale perché,
probabilmente, quello che è stato detto prima è passato un po' in
sordina...
PRESIDENTE. Onorevole D'Agostino, per favore, abbiamo pochissimo
tempo. Voi, purtroppo, non vi rendete conto, ma gridando non si
sente nulla qui. Vi ringrazio molto.
FIGUCCIA. Dicevo, forse è passato un po' in sordina, ma credo che
sia giusto dare merito a quello che è accaduto, sui risparmi che
sono stati realizzati, legati a dei tagli fatti dai dirigenti sui
propri stipendi, oggi, e questo è un messaggio giusto, bello da
dare alla Sicilia, si accendono delle opportunità, delle
opportunità per chi ha più bisogno, legate ai generi alimentari,
legate ai dispositivi di sicurezza, e di questo voglio
ringraziarla, presidente Miccichè, davvero con il cuore e alla
stessa maniera ringrazio i dirigenti dell'Assemblea regionale.
Lo stesso cuore credo che i siciliani che stanno dimostrando di
avere rispondendo all'appello di tutte le Istituzioni, che stiamo
dicendo di rimanere a casa, i siciliani lo stanno facendo,
probabilmente anche al di là di tanti errori che sono stati
commessi dal livello nazionale, al di là di quei vabbè potete
uscire con i figli, anzi no, al di là di quei potete accedere al
sito Inps, anzi no perché non funziona, al di là di quelle sedute
straordinarie dei Tg ai quali ci siamo abituati ormai praticamente
ogni dopo pranzo e dopo cena, dove il Presidente del Consiglio
interviene per, poi, rismentirsi, e allora alla Sicilia va dato
questo merito.
Vero è, tra l'altro, quello che lei, presidente Micciché, diceva
prima, noi abbiamo necessità, assessore Armao, di avere certezza di
questo oggetto di confronto con lo Stato. Lo Stato deve dirci in
maniera chiara cosa vuole fare e quando vuole farlo perché se
quegli aiuti che vengono oggi dati dall'ufficio di Presidenza, che
vengono oggi dati grazie a quello che i dirigenti dell'Assemblea
regionale hanno messo sul tavolo, sono disponibili subito grazie al
fatto che ci saranno associazioni che ne potranno fare richiesta,
purtroppo noi di quello che il Governo ci sta dicendo da mesi,
l'unica certezza è che da un mese la gente è a casa e non ha
riferimento di nulla su quello che sarà il domani.
Sulla finanziaria noi chiediamo, come gruppo dell'Udc - ringrazio
il Presidente Lo Curto che mi ha ceduto un paio di minuti -, che
venga emesso denaro, liquidità immediate attraverso prestiti alle
imprese per dieci anni, senza garanzie aggiuntive, ad interessi
zero e facendo se è il caso accesso anche non soltanto a prestiti
ma anche a fondo perduto. Questo è necessario per sostenere le
imprese che dovranno riprendere prima possibile la loro attività
nella consapevolezza che non tutto sarà come un rubinetto che si
apre, tutto accadrà gradualmente e nel frattempo le casse delle
famiglie e delle imprese saranno vuote, così come sono vuote in
questo momento i frigoriferi di tanta gente.
Io qui ho uno scontrino, Presidente Micciché, questo è uno
scontrino, quattro mascherine io le ho prese 48 euro, 12 euro a
mascherina, questa è una speculazione fatta proprio su quei
riferimenti a cui facevamo prima con lo Stato, con l'Europa che ci
parla di VES ma noi non ci possiamo fidare di questa gente, noi in
questo momento dobbiamo mettere le mani in tasca e dare subito
quello che è possibile. Io a questo padre, ovviamente manteniamo
l'anonimato, che cosa ho potuto fare quando mi ha detto che doveva
andare dal medico insieme al figlio, ho fatto quello che avrebbe
fatto chiunque di noi ma credo che alle speculazioni si debba
mettere fine prima possibile e si debba intervenire attraverso
questa finanziaria di emergenza chiederà responsabilità e sostegno
da parte di tutti noi. Grazie ancora Presidente per questa
comunicazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, a proposito di notizie che passano in
sordina e di sacrifici, il Gruppo parlamentare del quale faccio
parte, del Movimento Cinque Stelle, qualche settimana fa ha donato
300.000 euro per questa emergenza Coronavirus, di cui 100.000 euro
alla Protezione Civile regionale, a testimonianza del fatto che
doveva essere la Protezione Civile regionale e deve essere la
Protezione Civile regionale a provvedere all'acquisto di mascherine
e di altri dispositivi di protezione individuale e la rimanente
parte, 200.000 euro per l'acquisto diretto di apparecchiature
eletto-medicali ed altri dpi.
Assessore Razza, è scritto in un vecchio piano pandemico regionale
mai approvato del 2009, cioè è scritto chiaramente che deve essere
la Regione Siciliana a provvedere all'acquisto dei dispositivi di
protezione individuale. Detto questo io voglio ringraziare il
popolo siciliano che, a differenza di quanto qualcuno va affermando
nelle televisioni nazionali, si sta comportando e sta rispettando
in maniera solerte le regole, non si tratta di un popolo fatalista,
non si tratta di un popolo del comu vieni si cunta e non si
tratta di un popolo che non declina il futuro nella propria lingua
o nel proprio dialetto.
Presidente, io ho sentito parlare di una finanziaria di guerra ma
anziché parlare di finanziaria di guerra perché non dichiariamo
guerra alla burocrazia? Perché sta succedendo che qua parliamo di
fondi, di buoni famiglia regionali, quelli nazionali già sono nelle
tesorerie comunali, ma questi fondi i siciliani non li vedono. Se
il percorso di certificazione ed i flussi finanziari sono quelli
della certificazione e delle programmazioni europee, questi soldi i
siciliani li rivedranno alla prossima, speriamo mai, pandemia.
Quindi, cerchiamo di dichiarare guerra alla burocrazia e di far
arrivare, prima possibile, queste risorse ai siciliani. Non ci
vuole nulla di straordinario, abbiamo tutti le tessere sanitarie,
c'è la Sogei, e può essere utilizzato questo percorso con gli
elenchi che trasmetterebbero i Comuni per approvvigionare
immediatamente delle risorse vitali per le famiglie siciliane.
Diamo liquidità alle imprese pagando i debiti che ha questa Regione
siciliana nei confronti delle imprese e di altri creditori. Solo
così riusciamo a dare un segnale certo e sicuro ai cittadini
siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro. Vorrei segnalarvi il fatto
che ci sono due dibattiti: uno per l'economia e uno per la sanità.
Quindi, chi vuole intervenire ora, ovviamente, lo può fare, ma è
ovvio che nei tempi complessivi poi se intervenite tutti ora, dopo
l'intervento dell'Assessore Razza, non interviene più nessuno. Per
me non c'è problema.
E' un fatto che abbiamo già discusso in Capigruppo. Non possiamo
stare otto ore qua. Primo, perché gli Assessori sono
particolarmente impegnati in questo momento, e non possono passare
una giornata intera qua. Secondo, perché abbiamo anche altro tipo
di problema.
Per cui, se voi volete, facciamo intervenire l'Assessore Razza
adesso, in modo che gli interventi sono per entrambi gli argomenti.
Per cui, se siete d'accordo, io darei la parola all'Assessore
Razza. L'Assessore Armao deve andare intanto, poi al limite se può,
finiti i suoi impegni, tornare ovviamente farebbe una cosa gradita.
Quindi, diamo la parola all'Assessore Razza.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, io articolerò una brevissima informativa essenzialmente
su due questioni. La prima, che immagino sia di interesse generale,
che riguarda le evidenze epidemiologiche della crisi in Sicilia, e
quindi come si sta manifestando in questi giorni, come si è
manifesta fin dall'inizio, e quello lì che da un punto di vista di
un corretto aggiornamento saranno poi le decisioni che bisognerà
iniziare ad assumere in funzioni di questi dati.
Va assolutamente detto, però, che tutti i dati vanno interpretati
con il massimo della cautela, non fosse altro perché alcuni esempi
nel mondo segnalano come aree, nelle quali il contagio era iniziato
a scendere in maniera significativa, poi per calo di tensione o per
comportamenti diversi, abbia recuperato a crescere. E' il caso del
Giappone e di Hong Kong di alcuni giorni fa. Anche perché, mai
dobbiamo dimenticare che noi ci troviamo di fronte ad una infezione
virale che, ancora oggi, non ha un trattamento farmacologico e non
ha un vaccino. E quindi si muove per sperimentazioni, le ultime
delle quali sul fronte farmacologico, autorizzate nella giornata di
ieri dall'AIFA, e quindi recepite anche dal Ministero della salute
e dalle Regioni; però, il quadro di riferimento ci deve portare ad
esaminare qual è la condizione attuale e quali comportamenti
dovranno essere assunti in funzione di essa.
Però, qualcosa possiamo già iniziare a dire, visto che l'andamento
della curva per le diagnosi in Sicilia è iniziata a salire con casi
isolati alla fine del mese di febbraio, e ha mostrato il massimo
dei casi positivi il 22 di marzo. Dopo di che ha iniziato una fase
di decrescita. Per valutarne l'incidenza, occorre valutare altresì
l'andamento della curva per data di inizio dei sintomi, il cui
culmine è parso concentrarsi esattamente una settimana prima del 15
marzo. Calcolando il periodo di incubazione medio di 5 giorni,
l'inizio della riduzione del contagio - per quanto riguarda il
territorio della nostra Regione - potrebbe ragionevolmente
collocarsi attorno alla data del 10 di marzo, e cioè in
corrispondenza dell'avvio delle prime misure di distanziamento
adottate attorno all'8 marzo, come l'ordinanza del Presidente della
Regione n. 3 dell'8 marzo 2020, che ha previsto misure di
registrazione ed eventuale quarantena, isolamento di soggetti
provenienti dalle aree nazionali e internazionali a rischio, dalla
Regione Lombardia ed in particolare, dalle province di Modena,
Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino, Venezia,
Padova, Treviso, Asti, Alessandria, con destinazione aeroporti,
porti e stazioni ferroviarie della nostra Regione.
Sul piano della valutazione dell'incidenza dei casi positivi è già
possibile, anche, tracciare un primo profilo, e anche questo merita
di essere valutato ed osservato. Ad oggi l'età media indicativa è
quella di 57 anni e si osserva, in particolare, una prevalenza di
soggetti di età compresa fra i 50 e i 69 anni che rappresentano il
40 per cento del totale.
Anche l'andamento dei ricoverati conferma il trend che si è
stabilito in epoca successiva al 30 marzo. Al 6 aprile risultavano
ricoverati 637 pazienti, ed è stato il nostro culmine più ampio, 74
dei quali in terapia intensiva. Proprio l'andamento della terapia
intensiva dimostra che, nella Regione siciliana, sono stati
raggiunti due risultati entrambi importanti.
Il primo legato all'assoluta sovrabbondanza del fabbisogno - mai
nessun paziente, che ha avuto bisogno di cure in terapia intensiva,
è stato posto a rischio di non ricevere un'adeguata tutela e un
posto in terapia intensiva - ma è valso anche il numero più altro
tra i casi di estubazione e fa davvero piacere. Lo ha annunziato
l'Azienda Civico nella giornata di ieri che i due soggetti,
trasferiti dalla città di Bergamo in Sicilia in condizioni critiche
gravissime, siano stati entrambi estubati restituiti ad un reparto
a degenza ordinaria, e che sia iniziata la pianificazione del loro
trasferimento presso i domicili di origine.
Per quanto riguarda l'incidenza per provincia, la distribuzione
del tasso di incidenza segnala un andamento che ha visto le
province di Enna, Messina e Catania tra quelle maggiormente colpite
in ragione percentuale. Ciò si deve, essenzialmente, anche per la
presenza in quei territori di clusters significativi che hanno
determinato una crescita della curva del contagio. In modo
particolare il cluster più significativo che, ancora oggi è sotto
l'esame, e che non si può considerare totalmente circoscritto, è
quello relativo alla città di Troina e all'Oasi di Troina.
I primi dieci comuni per casi segnalano al primo posto il Comune
di Catania, a seguire quello di Messina, Troina, Caltanissetta,
Palermo, Villafrati, Mascalucia, Agira, San Cataldo e Salemi al
decimo posto. Il tasso di mortalità risulta pari al 2,32 ogni
centomila abitanti, a fronte di un valore delle aree di maggiore
crisi che è pari a 27 ogni centomila abitanti.
Ad oggi la Sicilia è penultima, in Italia, per tasso di mortalità
relativo al rapporto di popolazione.
Un particolare riferimento deve darsi anche ai casi che riguardano
i pazienti deceduti e positivi al COVID19. La distribuzione
geografica vede prima la provincia di Catania, poi quella di
Messina, quindi Palermo, a seguire con le altre province che si
alternano da un massimo di 7 casi di decessi in tutta la provincia
ad un minimo di 3.
L'età media dei pazienti deceduti, in quanto positivi, è di 77,5
anni. Le donne sono state 45 alla data di ieri.
Per quanto riguarda le patologie preesistenti, viene dimostrato
dall'anamnesi che si è realizzata delle cartelle cliniche di tutti
i pazienti, che una parte significativa di coloro che hanno,
purtroppo, perso la vita in quanto positivi, presentava diverse
comorbilità. Tra di essi in 31 presentavano malattie cardio-
vascolari, 19 diabete Mellito, 16 malattie respiratorie croniche,
10 malattie renali.
Una valutazione importante, anche per tenere conto degli
interventi che sono stati fatti in chiave restrittiva ed
epidemiologica, è stata segnalata in relazione alla sorveglianza ed
all'isolamento dei soggetti rientrati in Sicilia.
Ho fatto riferimento prima alla ordinanza n. 3, dell'8 marzo 2020,
in cui è stata prevista la registrazione, la quarantena e
l'isolamento dei soggetti provenienti dalla aree a rischio. E
questo è stato il primo provvedimento regionale, dettato a livello
nazionale, che disponeva un quarantena obbligatoria anche per
soggetti non positivi. Attualmente vige l'ordinanza n. 7, con delle
evoluzioni che emergeranno nelle prossime ore, proprio alla luce
dell'impatto epidemiologico che si è potuto misurare.
Quello che fa particolarmente piacere è il grado di adesione della
popolazione alle misure restrittive. Avrete letto sui giornali
alcuni giorni fa che la Sicilia è risultata tra le Regioni italiane
con geo-localizzazione dei telefoni cellulari con minore movimento.
Questo, probabilmente, andrà individuato come una delle ragioni
della, tutto sommato, contenuta espansione del virus nel territorio
della nostra Regione, ma devo dire che analoga attenzione è stata
riservata dai cittadini siciliani a tutte le misure aggiuntive
richieste dal Governo della Regione, unitamente alle misure
adottate dal Governo nazionale. Vi potremmo fare avere la relazione
finale quando verranno acquisiti i dati di ogni territorio per
essere trasmessi a comuni e province, ma siamo la Regione italiana
che ha posto obblighi di isolamento più ampi in tutta Italia per
soggetti non positivi, e che ha individuato nel secondo articolo
dell'ordinanza n. 7 del Presidente della Regione misure
ulteriormente restrittive di separazione all'interno
dell'isolamento domiciliare, che hanno riguardato i familiari o i
conviventi di soggetti positivi posti in isolamento domiciliare.
Da questo punto di vista, e conclusivamente con riferimento al
profilo epidemiologico, va rilevato che l'attuale scenario risulta
significativamente modificato da due ordini di misure che sono
state entrambe adottate: la prima è il distanziamento sociale, la
seconda è l'isolamento precoce di soggetti potenzialmente fonti di
esposizione in quanto provenienti da aree a maggiore rischio.
Il profilo della curva è stato chiaramente rimodulato dalle
pratiche di stanziamento sociale con limitazione dei movimenti su
larga scala, con particolare riferimento alla sospensione delle
manifestazioni ed eventi in luogo pubblico e privato, nonché delle
attività didattiche intervenute in Sicilia alcuni giorni prima del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020, ed
ulteriormente controllato, impedendo che i soggetti da prima
rientranti dalla zone rosse del Nord Italia, e successivamente dal
resto del Paese, potessero venire in contatto con la popolazione
locale suscettibile. E tenete conto delle date e delle curve,
perché altrimenti il fenomeno rischia di non spiegarsi anche in
relazione a provvedimenti ed a Regioni confinanti rispetto alla
nostra, vedrete che tutti questi provvedimenti, il combinato
disposto di quelli nazionali e di quelli regionali, sono
intervenuti tra la data dell'8 marzo e la data del 15 marzo.
Il periodo di incubazione della malattia è di 15 giorni, è
evidente che nella prima settimana di aprile, nella seconda
settimana di aprile, si possono misurare gli effetti delle misure
di contenimento che sono state adottate, quanto dal Governo
nazionale tanto dal Governo della Regione.
Le ultime due questioni che voglio affrontare sono relative
all'efficacia di piano di intervento ospedaliero, vi ho fatto
riferimento alcuni minuti fa. Il primo di intervento ospedaliero,
ha consentito alla Regione siciliana di potere approntare un numero
adeguato di terapie intensive dedicate, di potere approntare un
numero adeguato di posti letto e, giornalmente, qualsiasi cittadino
voglia fare accesso formale ai nostri sistemi informatici, può
avere il tabulato, lo potranno fare i parlamentari che vorranno
farne riferimento, perché troppe volte ho letto che la Sicilia non
avrebbe predisposto misure adeguate dal punto di vista
dell'assistenza ospedaliera.
Le responsabilità individuali sono un conto, devono e dovranno
essere accertate, la responsabilità di sistema che prima che chi
governa riguarda l'efficacia del sistema sanitario, la sua qualità,
l'impegno ed il lavoro degli operatori, penso, che non sia giusto
venga messo in discussione, anche perché in tantissimi hanno fatto,
stanno facendo e continuano a fare degli sforzi significativi.
Sapete, per averlo letto, che il piano di intervento ospedaliero
trasmesso teneva conto di una valutazione epidemiologica trasmessa
dall'Istituto superiore di sanità, e che quella valutazione
epidemiologia trasmessa dall'Istituto superiore di sanità, come ho
chiaramente indicato nella relazione, non teneva ancora in adeguata
possibile commisurazione l'efficacia delle misure contenitive
tempestivamente adottate, sia dallo Stato che dalle Regioni.
Al momento della sua pianificazione il buon senso e la precauzione
imponeva e, se mi consentite, continua ad imporre ancora oggi,
perché sono troppo pochi i giorni nei quali si osserva un fenomeno
di gradato livellamento della curva epidemiologica, ma la nostra
caratteristica e la caratteristica di evoluzione del contagio in
Sicilia, ha mostrato come un numero significativo di focolai siano
nati su clustering individuali, e poi si siano diffusi prima di
essere adeguatamente contenuti.
Questo ci fa dire che, nonostante i valori sembrano incoraggiare
verso elementi di assoluta positività, mai come in questo momento
ci sono tre date significative, le festività pasquali, il ponte del
25 Aprile e la giornata del primo Maggio. Sono tre momenti in cui
il possibile allentamento di tensione potrebbe comportare un venir
meno di misure di avvicinamento sociale.
Se io penso alla nascita del focolaio di Salemi, penso alla festa
di laurea di un ragazzo che ha determinato il decimo Comune per
contagi, se io penso ad alcuni dei focolai che si sono sviluppati
in provincia di Messina, penso al rientro in Sicilia di un gruppo
di cittadini che erano stati a sciare, se penso al focolaio che si
è dipanato, e poi immediatamente circoscritto nell'ospedale di
Sciacca, penso al comportamento individuale di un professionista
che, rientrando da fuori, ha contagiato alcuni altri
professionisti.
Allora, il complesso di queste valutazioni, ci consente di dire
che la principale, più importante, effettiva, ed efficace misura
che è stata adottata è e continua ad essere la misura di
contenimento sociale.
Alla luce di questo, e dell'evoluzione, ritengo poi che dobbiamo
abituarci, per quello che avevo segnalato all'inizio del mio
intervento, ad una situazione comunque di latente contagio
permanente. Questo vuol dire che anche le graduali azioni che il
Governo nazionale sta pianificando, di cosiddetta fase 2, dovranno
comunque vederci adottare dei comportamenti individuali che tengano
conto della particolarità di un fenomeno virale che, come dicevo
prima, non conosce né una terapia farmacologica, né una terapia di
vaccino che possa impedirne la diffusione.
L'auspicio di tutta la comunità scientifica, e che tutto il
sistema politico fa proprio, è ovviamente che si possa approntare
al più presto tanto l'una quanto il vaccino, però noi dovremo
probabilmente adeguare anche la pianificazione ospedaliera a una
situazione nella quale non ci sarà bisogno di immaginare una nuvola
di crescita nel contagio a livello esponenziale, ma un
mantenimento graduale del contagio, il quale comporterà
evidentemente la previsione di strutture ospedaliere che saranno
dedicate in permanenza alla gestione dei malati da Covid-19, che
non avranno bisogno di cubare tremila e cinquecento posti letto, ma
che avranno bisogno di assicurare comunque la presenta di team
specifici, di team specializzati e di persone che possano
occuparsi, territorio per territorio, e provincia per provincia,
dei pazienti eventualmente contagiati.
Però, lo dicevo prima, è tempo di avviare una riflessione e una
programmazione, non è ancora oggi il tempo di mettere in atto delle
misure che avrebbero un doppio effetto negativo, il primo quello lì
di trasmettere ai cittadini che tutto è alle nostre spalle, mentre
così non è, il secondo quello, nella malaugurata ipotesi di una
crescita esponenziale di contagio, evidenziare un sistema che
potrebbe non essere adeguatamente pronto a raccogliere le esigenze
di tutti.
Frattanto, sia da parte della protezione civile nazionale, che da
parte della Regione, arriva sempre più cospicua la dotazione di
dispositivi di protezione individuale. Mi ha fatto molto piacere
che si sia avviata una distribuzione capillare in tutto il
territorio, è evidente che quella dei dispositivi di protezione
individuale, proprio perché l'emergenza non si chiude e non si
arresta, è una fornitura che dovrà procedere nel tempo ed
estendersi il più possibile, così come l'attuazione di test ad
ampio spettro sulla popolazione che possano garantire, in maniera
più serena, l'apertura anche delle attività imprenditoriali e delle
attività commerciali.
Da questo punto di vista, abbiamo fatto degli ordinativi molto
importanti, studieremo una valutazione di utilizzo a livello
epidemiologico di test a larga scala. Alcuni giorni fa, il
Ministero della Salute ne ha consentiti 11 tra quelli che avevano
richiesto di poter essere immessi nel mercato nazionale, noi
ovviamente ci siamo fatti carico di far raggiungere adeguatamente
gli ordini per il fabbisogno della nostra Regione.
Un'ultima questione, perché so che è animato, e ragionevolmente è
giusto anche che sia così, è il tema della prova sul tampone. Sono,
avrete visto anche i numeri in questi giorni, gradualmente molto
cresciute le prove a tampone, si arriverà oggi a circa 25.000.
Però, anche qui, dobbiamo comprendere non soltanto il tema che è
stato affrontato in tutta Italia dei reagenti, del numero, nei
giorni scorsi noi abbiamo potuto acquisire una fornitura e
consegnato una fornitura di oltre 20.000 tamponi con i relativi
istruttori reagenti, abbiamo aumentato, acquistandole, più macchine
di laboratorio per far crescere anche la potenzialità. Ad oggi
siamo ad una potenzialità, anche grazie all'Istituto
zooprofilattico, di 1800/1900 esami al giorno.
La rete dei laboratori privati si sta dotando delle macchine
necessarie per far in modo che, gradualmente, questo emerga ancora
di più, però nel numero e nel computo dei tamponi che vengono
effettuati, noi dobbiamo sempre differenziare due tipologie di
fattispecie. La fattispecie dei soggetti sintomatici o di contorno,
con soggetti sintomatici, quindi essenzialmente chi ha avuto
contatti con soggetti positivi, e la fattispecie relativa alle
altre tipologie di accertamento, che vengono fatte sulle categorie
individuali di persone.
Il fatto che da noi ci sia stato un cospicuo numero inferiore di
soggetti positivi determina una automatica riduzione del numero
delle prove da effettuare su quella fattispecie specifica, perché è
sensibilmente inferiore rispetto a quella delle altre Regioni
italiane. Quindi, anche commisurare il dato, come ho visto è stato
anche fatto su alcuni quotidiani, in riferimento asettico e
numerico, non tiene conto di tutto quell'andamento epidemiologico
che abbiamo osservato prima.
Se si evidenziano 8 casi di soggetti positivi in un territorio
provinciale, il tampone andrà fatto sui contatti diretti di quegli
8 casi. Se quei casi fossero stati 80, si sarebbe dovuto effettuare
sugli 80 casi. Anche di questo teniamo conto, perché è un elemento
di verità che dobbiamo introdurre in questo dibattito. Mi è
spiaciuto molto il rallentamento nelle prove di cui abbiamo anche
detto. Ne ha parlato il Presidente della Regione, ma la immissione
sul mercato di più laboratori, di più reagenti e di più tamponi sta
consentendo, gradualmente, di fare crescere il numero.
Il Comitato tecnico-scientifico, avete letto e concludo, ci ha
consentito di poter far riferimento anche ai test sierologici, test
sierologici che, in ogni caso, si accompagnano ad una valutazione
di ordine epidemiologico, sicché quando noi valutiamo
sostanzialmente come equivalente il tampone che estrae l'Rna virale
ed il test sierologico che individua gli anticorpi gg e gm, stiamo
dicendo qualcosa che scientificamente rappresenta evidenze molto
diverse, non fosse altro che gli anticorpi gg e gm vengono a
formarsi nel momento in cui c'è già stata una fase di positività.
Quindi, se io nella evidenza della curva vado ad individuare la
prova sierologica nel momento in cui il soggetto è positivo, è
chiaro che non troverà anticorpi, ma questo non vuol dire che quel
soggetto non sia, o non sia stato, un soggetto positivo.
Quindi, differenziamo le tre azioni: contenimento sociale
principale delle azioni, prova del tampone sui soggetti individuati
dalle linee guida nazionali e dai pronunciamenti del Comitato
tecnico-scientifico, utilizzazione di altri strumenti di indagine
su larga scala, ampliando così di molto la platea ai fini di una
valutazione di impatto epidemiologico che possa consentire anche la
graduale apertura di una fase 2, sia di natura sanitaria e
soprattutto di natura economica e commerciale.
Il dramma resta sempre quello di veder decrescere l'emergenza
sanitaria e contemporaneamente, dovendo comunque mantenere misure
di risanamento, vedere amplificare in maniera sensibile l'emergenza
economica. L'una e l'altra sono figlie della stessa azione che sono
certo che il Parlamento, tutto insieme, vorrà valutare fin dalle
prossime giornate. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, mi permetta di rivolgere l'apprezzamento
all'Assessore Razza per gli sforzi che si stanno facendo in questi
giorni, in queste settimane con i mezzi che ci sono, che sono a
disposizione.
Mi permetto, Assessore, di ricordarle che un'azienda sanitaria,
quella di Agrigento, è ancora con un facente funzioni. Forse in
tempi di guerra avere generali insediati al comando e quindi una
governance perfettamente in condizione di potere reagire, è anche
un segno di chiarezza e di responsabilità per quanti devono
lavorare in quell'azienda sanitaria.
Signor Presidente, ovviamente a lei ci rivolgiamo perché poi possa
riferire all'Assessore Armao le valutazioni che quest'Aula ritiene
di fare, di alcune indicazioni che sono state abbastanza
contraddittorie. Lei parlava, Presidente, di una delibera che
sarebbe stata approvata ieri, dall'Assessore Armao abbiamo saputo
che c'è stata soltanto una discussione informale in Giunta, dai
giornali abbiamo saputo che era stata approvata una bozza di
finanziaria.
Continuiamo a non capire esattamente cosa sia accaduto, ci
auguriamo che oggi questo confronto con maggioranza e opposizione e
il Presidente Musumeci non sia soltanto una forma retorica di buone
creanze ma rappresenti anche un passaggio sostanziale, perché siamo
preoccupati.
Le preoccupazioni che esprimeva il Capogruppo del Partito
Democratico sono anche le mie, noi dobbiamo immaginare una legge di
bilancio e quindi di spesa a legislazione vigente e temiamo che
questo negoziato sul quale c'è il nostro sostegno, naturalmente,
affinché queste somme si recuperino, si possano mettere nella
disposizione di spesa.
Temiamo che affidarci soltanto alle provocazioni di un negoziato
del quale non conosciamo né i tempi né gli esiti rappresenti un
vulnus naturale oltre che costituzionale-giuridico per una legge di
bilancio e per una legge di spesa. E non vorremmo trovarci di
fronte a una replica dell'imbarazzante teatrino delle buone
intenzioni a cui abbiamo assistito la settimana scorsa quando il
Presidente Musumeci ci ha detto che 100 milioni erano disponibili
con provvedimento necessario e urgente, per poi scoprire il
Presidente e il suo Assessore Armao che la capacità di spesa di
questi 100 milioni era ridotta al minimo; 70 milioni legati ai
Fondi POC quasi certamente non potranno essere se non in tempi
lunghissimi rimodulati, i 30 milioni di FES che possono essere
rimodulati prevedono - come è stato ricordato anche stamattina -
una serie di passaggi abbastanza imbarazzanti, necessità di
rendicontazione da parte di coloro che riceveranno eventualmente
questi aiuti per cui la ricevuta del pacco di pasta dovrà essere
consegnata affinché si possa poi, attraverso un lungo iter, potere
percepire queste risorse.
Siamo di fronte a un tempo in cui ogni parola spesa, ogni impegno
assunto, ogni immagine recuperata dal futuro e proiettata nel
presente come garanzia, certezza di intervento e di spesa produce
conseguenze, produce conseguenze di attesa e anche di tensione
sociale.
Il giorno dopo l'annuncio della disponibilità dei 100 milioni,
davanti ai municipi siciliani c'era la fila delle persone che erano
convinte che si distribuissero subito pacchi di pasta.
La possibilità di andare a procedure che siano assai più snelle,
come qui è stato ricordato, come più volte ha ripetuto l'Anci,
chiedere che si riuniscano i consigli comunali per votare una
variazione di bilancio vuol dire che questi fondi non saranno
disponibili, certamente non in tempo di emergenza, quindi su questo
una maggiore attenzione e una maggiore efficacia, non soltanto
nell'annuncio, ma è la concretizzazione di ciò che l'annuncio
contiene.
Sulla finanziaria, Presidente, restiamo in attesa di capire
esattamente quali siamo le intenzioni del Governo, non c'è soltanto
un problema legato alla disponibilità o meno di questi fondi da
negoziare, ma anche capire come il Governo intende costruire questa
finanziaria, se deve essere realmente e soltanto una finanziaria di
spesa d'emergenza, o se ancora una volta si cederà alla tentazione
di infoltire questa finanziaria anche di provvedimenti di spesa di
natura politica. Perché, se così, e a questa Assemblea verrà
chiesta una prova difficile, ardua, io penso che l'opposizione sia
assolutamente disponibile a sostenere una finanziaria che abbia
l'obiettivo di affrontare l'emergenza con spese che siano a quella
emergenza destinate.
Nel momento in cui diventa una legge di spesa, in cui occorre
inserire altre intenzioni, altri obiettivi, altre spese, e quindi
farne un pacchetto di proposte che ha una matrice e un senso
profondamente politico, naturalmente questa Assemblea dovrà trarre
le conseguenze dal confronto politico con il Governo.
Ci auguriamo, così come è stato più volte detto dal Governo
regionale, dal Presidente Musumeci, che questa finanziaria serva
intanto, anzitutto e soltanto da affrontare questo tempo, e
soprattutto, Presidente, ci auguriamo di avere qualche punto di
certezza, perché le parole pronunciate oggi dall'Assessore Armao ci
hanno molto preoccupato.
Noi siamo d'accordo con lui, sono tutte cifre che vanno
recuperate, rimodulate, il negoziato con il Governo centrale va
fatto senza alzare i toni, come è accaduto qualche settimane fa,
tendando inutilmente il conflitto politico, ma provando a portare a
casa queste somme, ma se questa certezza non c'è, mi sembra
difficile riuscire ad avere in tempi stretti una legge di spesa, e
questo sarebbe molto preoccupante.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, velocemente in questi tre minuti
che ho cercherò di esprimere le cose che penso che siano giuste
dire.
Innanzitutto, mi dispiace che non c'è il Presidente della Regione,
perché anche chi viene da lontano come me, che fa sei ore per
andare e per ritornare, non ha poi difficoltà ad aspettare anche un
pomeriggio, o anche ventiquattro ore per avere il Presidente della
Regione in Aula, ma lui questa sensibilità non c'è l'ha, ma secondo
me non ha neanche il coraggio di ascoltare i parlamentari che la
pensano diversamente da lui, anzi li soffre.
Aberrante l'intervento dell'Assessore Armao, dove noi come Regione
siciliana aspettiamo il mondo che ci metta in condizione di fare il
nostro bilancio, la nostra finanziaria. Questo è aberrante Noi
dobbiamo fare innanzitutto la nostra finanziaria, con le nostre
risorse, dobbiamo individuare i nostri interventi per l'emergenza
Coronavirus, non tra cento anni, ma lo dobbiamo fare subito, anzi
lo dovevamo fare già ieri, quindi su questo un velo pietoso, già il
mio Capogruppo è stato profondamente chiaro.
Così come la barzelletta dei cento milioni di euro, lo slogan di
Musumeci fatto a fine di marzo, dove abbiamo cento milioni ai
comuni. Non esiste nulla C'è una delibera, solamente, di trenta
milioni di euro, e non di cento milioni, quindi già la prima cosa
non vera, e dei 30 milioni chissà quando potranno arrivare alle
famiglie, forse a maggio, forse a giugno, non lo sappiamo,
sicuramente non ai primi di aprile così come tutti ci aspettavamo.
Mi permetto di ricordare che i soldi dello Stato per il 66%, più
gli aiuti alimentari, già ci sono.
Sulla Sanità lei è venuto a farci una bella scaletta, Assessore,
ma il quadro della sua sanità l'abbiamo visto sulla trasmissione di
Report, dove ha dipinto, dove vi ha detto che siete stati capaci
solamente in quei passaggi a dimostrare tutto quello che non va
fatto per affrontare l'emergenza coronavirus, e quella sola è una
parte. La sua sanità è la sanità che ha messo in condizione persone
di non essere ricoverate, la sua sanità sono le non risposte del
Direttore generale di Siracusa, la sua sanità, quella che lei copre
anche quando ha fatto gli esempi di Sciacca e di altri comuni.
A Sciacca è stato spostato un Direttore sanitario per molto meno
rispetto a quello che è successo a Siracusa. La sua sanità è quella
che sosteneva che non andavano fatti i tamponi a Rizzuto e, dopo
dodici ore, Rizzuto era ricoverato con la polmonite grave, e lei lo
sa. Questa è la sua sanità ed il suo modello di sanità.
E non ci venga a raccontare - e concludo subito - la barzelletta
che noi siamo stati così bravi che avevamo tante sale di
rianimazione rispetto alle persone che non ne hanno avuto bisogno.
Noi dobbiamo ringraziare solamente Dio che ci ha messo in
condizione di non avere tutto il bisogno che hanno avuto nel Nord
Italia, perché noi stiamo gestendo l'ordinaria amministrazione in
questo momento.
E davvero, se fosse successo quello che è successo al Nord, chissà
quanti milioni di persone noi dovevamo piangere.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
innanzitutto stringermi alle famiglie che hanno perso i loro cari,
ed ancora oggi ci sono famiglie che lottano per la vita,
soprattutto in Nord Italia.
Voglio ringraziare tutti gli operatori sanitari, i medici, la
Protezione civile e, soprattutto, la Croce rossa che, con migliaia
di volontari, opera nel territorio regionale e nazionale, spesso
anche senza gli adeguati presidi di sicurezza.
Per quanto riguarda il fronte sanitario, io apprezzo tantissimo
gli sforzi operati da questo Governo regionale e dall'Assessore
Razza.
Tuttavia, non mi esimo dal dire che esistono ancora delle
inefficienze che vanno assolutamente risolte e mi riferisco, in
particolare, ad alcuni ospedali, alcune strutture ospedaliere che
non hanno adottato delle adeguate procedure di sicurezza per quanto
riguarda la distinzione tra i percorsi puliti e non, tant'è che
siamo dovuti intervenire con degli atti parlamentari urgenti.
Mi riferisco, in particolare, all'ospedale Civico di Palermo,
assessore Razza, che, dopo l'atto parlamentare presentato, sappiamo
che ha già provveduto allo spostamento di alcuni reparti di
medicina 1 e medicina 2 che insistevano nello stesso padiglione
dove era stata individuata la struttura, il reparto COVID.
Mi associo alla richiesta di intervento sulla ASP di Siracusa,
perché sono state delle scelte a dir poco di dubbia entità e,
soprattutto, vorrei che l'assessore intervenisse con delle
verifiche e dei controlli un poco più puntuali su queste
situazioni.
Le faccio, in particolare, poi, una richiesta - ed un suggerimento
- se fosse possibile utilizzare il metodo, il modello Veneto, con
cui hanno creato una sorta di task force medica per andare
direttamente ai domicili, ed evitare che siano i pazienti sospetti
COVID ad assembrare le strutture ospedaliere, proprio per contenere
maggiormente i contagi. Questo modello, utilizzato nel Veneto, ed
anche in alcune città del Nord Italia, sta portando degli ottimi
risultati.
Un'ulteriore richiesta: l'ospedale di Pantelleria.
L'ospedale di Pantelleria sappiamo che - soprattutto per quanto
attiene il punto nascite - non ha dei criteri tali da consentire
l'apertura del punto nascita. Però, le chiedo di rivedere questa
vicenda, perché sappiamo che Pantelleria è l'unico comune
attualmente in Regione Sicilia a non avere nessun contagio. Non
possiamo permettere che le partorienti vadano a Trapani, e farsi
ricoverare lì per partorire e portare eventualmente l'epidemia
Covid 19 a Pantelleria, quindi le chiedo di rivedere questa
decisione, naturalmente insieme al Ministero della salute.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha
facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, se oggi
registriamo certi numeri, anche a differenza delle previsioni
paventate, se possiamo raccogliere questo trend, lo dobbiamo
certamente - e questo va detto - alle immediate misure restrittive
messe in campo dal Presidente Musumeci, ma non solo, anche alla
buona volontà dei cittadini siciliani.
Ci sono diversi risultati ottenuti in modo brillante, dei quali
abbiamo il dovere di dire, il privilegio di poterci vantare, e non
come maggioranza di Governo, ma intanto come siciliani.
Sino ad oggi, abbiamo detto, siamo riusciti a contenere i rischi,
ma non dobbiamo abbassare la guardia, lo ha detto anche l'assessore
Razza, non mettiamo alle spalle tutto, chiediamo ai cittadini
siciliani di continuare a restare a casa. Rispetto ai posti letto
sia ordinari che di terapia intensiva, è stato fatto, assessore
Razza, un ottimo lavoro, nel mio territorio nel territorio
messinese un esempio di evidente valore è rappresentato dal Cutrò
Nizoda di Barcellona, dove in brevissimo tempo siamo riusciti a
raddoppiare la disponibilità dei posti. E' ovvio, si può sempre
migliorare la situazione, ma questo sta nelle cose, ad esempio
abbiamo chiesto il potenziamento dell'ospedale di Leonforte, che
risulta strategico geograficamente, la riapertura del pronto
soccorso di Giarre, che era già prevista comunque nel mese di
maggio, e questo sarebbe anche un valido aiuto per l'ospedale di
Acireale.
Un risultato importante di queste ore è stato, finalmente,
l'arrivo dei dispositivi di protezione personale per i nostri
medici, per tutto il comparto sanitario, questa si è un'ottima una
buona notizia, chiedevano semplicemente a gran voce, lo chiedevano
a tutti, di poter lavorare in sicurezza, per questo motivo il 18
marzo, da questo microfono, le avevo chiesto di creare quella task
force siciliana per l'acquisto di questi dispositivi, perché a mio
parere non potevano continuare ad aspettare la protezione civile
nazionale, che continuava ad utilizzare il sistema Consip con la
consegna della merce, sicuramente non in tempi confacenti con
l'emergenza che stavamo e che stiamo vivendo, arriveranno
certamente con forza e effetti deflagranti, e per questo dobbiamo
iniziare a pensare a come sostenere la ripresa delle nostre piccole
e medie imprese, dei settori produttivi, delle partita iva.
Le piccole e medie aziende hanno bisogno di ossigeno adesso
assessore, hanno necessità di sapere che davvero si sta procedendo
a non soffocarle, ma a sostenerle in questo tremendo momento, su
tutti penso agli artigiani, in Sicilia sono 17.000, e ad oggi non
possono beneficiare della cassa integrazione in deroga per un
cavillo, siamo in emergenza e sono 17.000, dobbiamo aiutarli, non
possiamo girarci certamente dall'altra parte, so che ieri si è
riunita la Commissione lavoro presieduta dal collega Sammartino, e
che ha preparato che ha ipotizzato una soluzione, e mi auguro che
si possa applicare.
Penso al settore turistico alberghiero, la stagione purtroppo è
saltata per tutti, un danno incalcolabile Bisogna garantire
liquidità a tutti ed in tempi veloci, mi riferisco alle famiglie
assessore, le famiglie che oggi hanno i frigoriferi vuoti. Chiedo,
in ultimo, a nome di Fratelli d'Italia, che nel ridisegnare la
nostra sanità, assessore, perché alla luce di quanto accaduto dovrà
obbligatoriamente essere scritta una nuova pagina, dove la parola
taglio dovrà essere sostituita dalla parola investimento.
Si tenga conto della necessità di fare un balzo in avanti in
termine di tecnologia sanitaria, mi riferisco a quei sistemi
modulari e indossabili che consentono nei reparti, nelle case di
cura, ma anche a casa, il monitoraggio continuo dei pazienti. Se li
avessimo avuti in questo momento, avremmo potuto sicuramente
diminuire il contagio dei nostri medici.
Avevo tanto altro da dire, purtroppo il tempo è quello che è,
spero di poterci confrontare presto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico. Ne ha
facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, prendiamo atto che il Governo ha
deciso che non c'è spazio per alcun confronto, che non c'è rispetto
per la funzione parlamentare e per il Parlamento, solo burocratiche
informazioni di dati che già sapevamo.
Ritengo che l'intervento - e mi dispiace che non ci sia
l'assessore Armao - sia veramente imbarazzante. Se fosse qua vorrei
sapere, lo dirò tanto perché resti agli atti, visto che non è
possibile un nostro apporto, vorremmo sapere cosa si sta facendo,
per esempio, cosa stanno facendo Ircac, Irfis e la Crias, a
proposito c'era pure l'Irca ma non so che fine ha fatto. Vorremmo
capire che cosa è questo accordo ABI, perché io sento artigiani,
commercianti, imprenditori, sindacati, le banche continuano a non
dare un euro. Che fine hanno fatto i cento milioni? Io ritengo che
sia indispensabile, se vogliamo pensare di non distruggere tutte le
imprese siciliane che si metta mano ad un tavolo di crisi di cui
facciano parte parti sociali, sindacati, direi anche Parlamento, i
sindaci. Oppure si pensa all'autosufficienza del governo? Questo
vorrei che mi si rispondesse.
E poi, l'assessore angli Enti Locali dov'è? Qua i sindaci, in
tutta la Sicilia, ce ne sono tanti che stanno impazzendo, pensano
che sia la grande occasione della vita la disgrazia che è capitata
al paese e alla Sicilia. Non c'è nessuno che li richiama per
esempio perché questi possano pensare ai meno abbienti, possano
pensare ai disabili, possano controllare i prezzi perché come è
stato detto c'è gente che vergognosamente sta facendo crescere i
prezzi, questo dovrebbero fare i sindaci. Dovrebbero pensare a
sopportare i furbi, e mi riferisco ad alcuni sindaci, non a tutti i
sindaci perché ce ne sono tanti altri che invece stanno sopperendo
a tutta una serie di mancanze istituzionali con senso dello Stato e
rigore. Però non possiamo dare spazio ad esibizioni continue che
mettono a repentaglio la stabilità dello Stato.
Andando alla sanità - e concludo - capisco che quello che ha detto
l'assessore Razza lo intendo come informazione, informazione di
dati che già sappiamo ma intanto dobbiamo pensare, assessore Razza,
ad una sanità diversa da quella che fronteggia il Coronavirus,
portare a sistema una organizzazione di una medicina diversa che
privilegi la medicina a domicilio, che privilegi la tele-medicina,
che non neghi il diritto alla salute dei malati
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, ho altri iscritti a parlare.
DE DOMENICO. Ho finito. Degli immunodepressi e dei disabili.
Questa è una richiesta fondamentale che noi facciamo, così come
quello di sapere, vorremmo sapere se nel nostro territorio i
reagenti ai tamponi sono arrivati o no.
PRESIDENTE. Ne ha già discusso di questo l'assessore. Per favore
rispettate i tempi perché altrimenti devo ad un certo punto
interrompere e non fare parlare qualcuno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Vediamo di accendere la Ferrari. Dunque, Presidente,
grazie intanto per la mia prima opportunità da quando è accaduto
quello che è accaduto. Ci troviamo in un momento molto difficile.
Io, per quanto riguarda il collega del PD Nello Dipasquale, gli
ricordo che quasi 8 miliardi sono stati sottratti dalla legge
Balduzzi e quindi le Regioni hanno ridimensionato e abbiamo perso 7
mila posti in Italia. Quindi, è inutile discutere e fare
ragionamenti negativi nei confronti del Governo regionale, in
particolare all'Assessore alla sanità.
La seconda cosa è che io ho presentato una interpellanza e un
ordine del giorno e una interrogazione appunto per la spesa dei 100
milioni di euro. I 100 milioni di euro che io sono convinto che poi
alla fine, il che ne dica qualcuno all'opposizione, vengono
sicuramente inseriti nel contesto del bilancio regionale e
approfittiamo che in questa finanziaria, perché i momenti difficili
per le famiglie meno abbienti non sono affatto finiti.
Quindi, in questa interrogazione e in questa interpellanza ho
chiesto al Governo della Regione di preparare immediatamente un
nucleo, una task force, un gruppo che sempre faccia parte, che
venga creata all'interno della Regione siciliana quindi senza oneri
aggiuntivi, appunto per affrontare queste problematiche e
approfittare del fatto che oggi abbiamo contezza che i Comuni, i
Sindaci che si interfacciano con la Regione siciliana finalmente
parliamo di numeri veri. Quindi in questo senso vogliamo
sicuramente dare un input, anche a livello nazionale, che la
Regione si muove per quanto riguarda le famiglie meno abbienti.
La cosa più importante è quella di prevedere, appunto nella
interrogazione faccio questa domanda, di intervenire immediatamente
per quei lavoratori che sono stati licenziati da gennaio a venire
qua, molti nel mese di marzo da quando abbiamo l'epidemia, e da
quel momento creare, metterli nelle condizioni questo però è un
ragionamento con lo Stato quindi preparare una legge-voto che possa
mettere in sinergia la Regione siciliana, magari in una Conferenza
Stato-Regione, per portare questi benefici anche ai disoccupati di
ora. Perché come voi sapete, il reddito di cittadinanza viene dato
solo ed esclusivamente a coloro che nell'anno precedente non hanno
avuto reddito. Ma questo ormai, con questa epidemia, con questo
fatto, anche il lavoro nero è andato a farsi benedire, quindi
questa è gente che deve vivere e noi abbiamo una grande
responsabilità da portare avanti che è quella di dare risposte
certe a queste famiglie. Grazie.
PRESIDENTE. Bravissimo, onorevole Lentini, la ringrazio. E'
iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ricordo all'onorevole
Sunseri che per potere fare parlare gli iscritti dei Cinque Stelle,
lei non può parlare più di due minuti se no non parlerà l'ultimo.
Ne ha facoltà.
SUNSERI. Onorevoli colleghi, sarò velocissimo. Chiediamo
all'Assessore Armao e al Governo la legge di stabilità. Le parole
non bastano. Ieri è stata o non è stata deliberata la legge di
stabilità e la finanziaria di questa Regione? Non si è capito. La
scorsa settimana ci è stato annunciato che veniva ritirato
esclusivamente il disegno di legge di stabilità. Oggi sappiamo
anche il bilancio. Vorremmo anche questo comprendere se è stato
ritirato il bilancio dello scorso anno o ancora dobbiamo
analizzarlo.
Signor Presidente, si andrà a fronte di una delle più grandi
riprogrammazione di fondi europei mai fatta dalla Regione
siciliana. La legge prevede che questa Assemblea e la Commissione
Bilancio ne sia a conoscenza. Vogliamo sapere e conoscere la
ricognizione dei fondi europei che stanno facendo i Dipartimenti.
Vogliamo conoscere in che modo vengono riprogrammati questi
miliardi. Non parliamo di milioni di euro. Parliamo di miliardi e
vogliamo essere a conoscenza di ogni singolo spostamento di euro da
un programma operativo ad un altro. E soprattutto, visto che
purtroppo delle leggi di stabilità se ne viene a conoscenza tramite
i giornali, come sta avvenendo in questa mattinata, vorremmo capire
se questo Governo ha intenzione di utilizzare dei fondi strutturali
di sviluppo per andare a coprire delle spese di società
partecipate. Ecco questo potrebbe essere uno dei più grandi
interrogativi che vorremo fare.
I 100 milioni di euro. È stata una delibera spot, lo sappiamo
adesso con certezza dopo 15 giorni. Signor Presidente Miccichè, di
questi soldi oggi nessun Comune ne sta usufruendo. C'è una
lungaggine e una burocrazia tale elefantiaca che non permette ai
Sindaci di spendere. Con la differenza che i cittadini sono a
conoscenza che i Comuni hanno grosse e ingenti somme e quindi si
rifanno nei confronti dei Sindaci che ad oggi, purtroppo, non
possono spenderli perché sono dei Fondi sociali europei che non
vengono fatti.
L'ultimo appunto. Leggo, oggi, una nota del Dipartimento Attività
produttive dove modifica il sistema di controllo. Il sistema
controllo dei Fondi europei non viene modificato, non possono
essere chi controlla le società e modificare il sistema di
controllo. Questa è una delle cose più importanti. Non facciamo
della pandemia confusione.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è chiaro che il
cronoprogramma dei documenti tra bilancio e finanziaria devono
camminare insieme. Le condizioni sono cambiate. Immagino che la
capacità di riscossione della nostra regione, che già era ridotta
secondo la relazione che c'è stata consegnata a fine anno, già lo
scorso anno c'era stata una riduzione del 20 per cento delle
entrate per la mancata capacità della riscossione e qui vorremmo
capire, anche avere una fotografia delle condizioni di Riscossione
Sicilia, atteso che quest'anno sarà ancora più difficile fare
entrare qualcosa nelle casse.
Io credo che sia fondamentale la partita con lo Stato. Bene che
nella crescita, che sarà fatta ad aprile, ci sarà concessa la
sospensione della rata del mutuo, però sarebbe bene e volevo
chiedere all'assessore se abbiamo notizie sulle accise sui
carburanti che ci servono per compensare il maggior impegno in
fatto di Sanità che la nostra regione, già da tanti anni, sostiene
e se c'è la possibilità, per evitare di indebitare la generazione
futura oltre quello che siamo stati costretti a indebitare con i
numerosi mutui contratti, la possibilità di rivisitare con dei
calcoli più adeguati, magari sempre con il Governo nazionale, che
mi sembra stia facendo tutti gli sforzi necessari - ma tutti li
fanno, poi i risultati si vedranno - di andare in soccorso.
Quindi, il Governo dovrebbe chiedere e interfacciarsi direttamente
con lo Stato, perché qui - parliamoci chiaro - soldi non ce ne
sono. Le persone dobbiamo fare di tutto per cercare di fargli
trattenere quelle poche economie che hanno nelle famiglie, e
pensare di fare una finanziaria spremendo i siciliani mi pare che
sia impensabile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, i 5 minuti di
rito, previsti per il Presidente del Gruppo parlamentare, credo
siano veramente un tempo assai ristretto per dibattere sia in
relazione ai temi che riguardano l'economia sia quelli che
riguardano la Sanità.
Presidente, sono assolutamente d'accordo con lei. In diritto credo
sia chiamata una condizione, una clausola sospensiva quella oggi
manifestata dall'Assessore per l'economia, cioè, tutto quanto il
ragionamento economico dipende dal verificarsi di un determinato
evento, cioè questa trattativa, che è già a buon punto da quello
che abbiamo capito stamani, che c'è o ci dovrebbe essere tra lo
Stato e la Regione. E non si tratta di una somma di poca maniera,
Signor Presidente, perché riguarderebbe un miliardo di contributo
per la finanza pubblica, di 170 milioni relativi ai mutui verso il
MEF, di 142 milioni che riguardano i cosiddetti pagamenti scissi -
preferisco parlare in lingua italiana - e, infine, addirittura 421
milioni da mettere in quota per la quota di ripianamento del
disavanzo.
Certamente, questo è il tema e se prima non si risolve questo tema
- e su questo aderisco a qualche osservazione dei colleghi
dell'opposizione - è inutile andare avanti e discutere di altro.
E, quindi, posticiperò ogni mia riflessione, ogni mia valutazione
in un momento che fatalmente si deve collocare come successivo.
Suggerisco al Governo - e vedo qui l'assessore Razza, c'era
l'assessore Cordaro - di prevedere, magari con una circolare o con
un provvedimento esplicativo, una maggiore procedura di snellimento
per questi milioni di euro che condivisibilmente la Regione
siciliana
PRESIDENTE. Per favore, in fondo lì Purtroppo, voi non vi
rendente conto, parlando, non vi rendete conto di quanto rimbomba
quello che dite
CALDERONE ha assegnato ai comuni perché più snella è la
procedura, si parla tanto di questi tempi di sburocratizzazione,
più direttamente, celermente il denaro o comunque i beni
arriveranno nelle casse del comune o, dico meglio, nelle tasche dei
cittadini bisognosi di questa Regione.
Molta attenzione, vi prego anche su questo argomento, sulla
riprogrammazione perché non vorrei, ed è questa la mia
preoccupazione, avrei tanto da dire ma cerco di sintetizzarla in
una sola battuta, che, per esempio, le aree interne che riguardano
70 comuni vengano penalizzate su progetti che riguardano la scuola,
le ambulanze, e quindi, le autoambulanze, la sanità e le strade -
faccio solo un esempio - vengano penalizzati e questo credo non è
assolutamente giusto. Insomma, credo che la questione economica
debba essere necessariamente postergata.
La sanità, signor Assessore, le sottopongo un problema serio. Sono
rientrati da 20 a 30 mila siciliani in terra di Sicilia, hanno
fatto diligentemente, chapeau da questo punto di vista, la
cosiddetta quarantena; si sono sottoposti a tampone ed ancora a
distanza di otto, dieci, venti giorni aspettano i risultati del
tampone. Fate qualcosa Capisco che il problema dei reagenti,
faccio l'esempio del Regno Unito, è un problema europeo, non è un
problema siciliano, però fate qualcosa, un'altra ordinanza, un
altro provvedimento che posticipa anche la quarantena, ma togliete
i sindaci da questo ingombrante imbarazzo.
Da ultimo, un'osservazione che riguarda la mia provincia, signor
Assessore. Abbiamo saputo, ormai è un fatto noto, che una ditta di
Vercelli, credo si chiamo DiaSorin, sta consegnando in Sicilia dei
macchinari che rendono snella e soprattutto veloce la possibilità
di esaminare, attraverso il test diagnostico, il risultato del
tampone.
Ho saputo - e questa è una supplica che rivolgo, lei ha ricordato
che siamo la provincia di Messina, la seconda provincia più colpita
- che questi quattro macchinari andranno in altre province. Sì, è
così signor Assessore, andranno in altre province che non è quella
di Messina, ma non per un fatto riferibile al Governo siciliano, ma
è un provvedimento del Governo nazionale, ma lei ha la potestà ed i
poteri per potere attribuire, assegnare questo fondamentale
macchinario in una - ho concluso Presidente, ma è un argomento
veramente importante - nella provincia più colpita dopo la
provincia di Catania, ha la possibilità e soprattutto i poteri di
assegnarlo alla provincia di Messina e, allora io desidero, signor
Assessore, che lei tenga conto di questa mia supplica, mi sia
consentito il termine, perché noi siamo in grandissima difficoltà
nella provincia di Messina e questo macchinario della DiaSorin che
è una ditta all'avanguardia della provincia di Vercelli
risolverebbe tanti problemi per i cittadini messinesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che,
purtroppo, l'assenza veramente dell'assessore al bilancio in un
momento in cui si dovrebbe fare, se ho capito bene, ancora la
finanziaria, dimostra che probabilmente noi troveremo una
finanziaria in Aula quando arriverà, ma come dire, impiattata'. Lo
dico manifestando il massimo di sostegno a tutto quello che serve a
difendere i siciliani, ma sappiate che per quanto mi riguarda
l'utilizzo dell'emergenza per fare entrare dalla porta, come è il
proverbio, uscire dalla porta rispetto insomma ci siamo capiti,
non lo accetterò.
Faccio un esempio per tutti. Giusto la scorsa volta avevamo
proposto delle misure a sostegno delle imprese che vorrei capire se
le azioni del Governo nazionale annunciate con il provvedimento dei
400 miliardi per i prestiti alle imprese non fanno venire meno
un'emergenza che in qualche modo la Regione può dirottare, risorse
che erano destinate alla stessa tipologia di interventi verso altre
misure, perché giocare tutti appresso al pallone solo per fare
figura, vedi modello 100 milioni di euro per i buoni spesa, poi si
dimostra che la Regione quando vuole spendere soldi che non sono
suoi, perché la verità è questa, i 100 milioni che la Regione ha
messo a disposizione per i Comuni, non erano bilancio della Regione
che poteva quindi liberamente utilizzare, ma vincolati ad una serie
di regole che sono le regole comunitarie, che sono le regole del
POC, che hanno un limite, la rendicontazione, quindi siccome devono
essere rendicontate, sarà complicato utilizzarle.
Allora, fare propaganda senza poi avere la capacità concreta di
dare attuazione alle misure che si vogliono portare avanti, si
rischia di fare gigantesche brutte figure, ma di più, significa
spostare sugli altri i problemi che invece non sono in grado di
risolvere essi stessi, mi riferisco ai sindaci che sono assaltati
dai cittadini perché vogliono sapere dove sono i 100 milioni della
Regione.
La stessa cosa riguarda le misure per le famiglie. Ho sentito che
in queste ore il Governo starebbe - a differenza di quello che era
stato in qualche modo anche condiviso - per varare una norma in
cui: A) eroga direttamente attraverso l'Irfis il contributo alle
famiglie per il credito al consumo, cioè per avere chiaro, con una
misura massima di 5 mila euro per redditi fino a 15 mila euro, la
dimensione è 80 mila fruitori che dovrebbe gestire l'Irfis con 40
dipendenti, ci vediamo tra 10 anni; B) invece di utilizzare la
Regione come fondo di garanzia, quindi come mediocredito e
mobilitare ingenti risorse del sistema del credito, noi ci
sostituiamo alle banche per fare erogazione diretta rovinando i
siciliani, perché lo dobbiamo sapere che metteremo migliaia di
famiglie siciliane nelle black list, quindi impedendo persino di
poter comprarsi un frigorifero o una lavatrice con la Findomestic
piuttosto che altre società finanziarie.
Allora, dico, attenzione, dobbiamo essere seri, perché se
vogliamo affrontare l'emergenza la si affronta parlando di cose
concrete, se dobbiamo fare propaganda, ognuno farà la propaganda
che ritiene più opportuna.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per la seduta
odierna, gli onorevoli Catanzaro e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
all'emergenza Coronavirus ed ulteriori comunicazioni
del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
Presidente Miccichè, io credo che queste sedute con questi tempi
così ristretti denotino anche un grande imbarazzo da parte sua nel
gestire - e lei sa quanto rispetto istituzionale ho nei suoi
confronti e personale - nel gestire questa fase contingentando i
tempi su due rubriche importanti, sanità ed economia, in un momento
del genere.
Dopo l'intervento dell'Assessore Armao e dopo le parole
dell'Assessore Razza io credo che dobbiamo iniziare a dirci le cose
come stanno, ma soprattutto dobbiamo evitare, soprattutto in
quest'Aula, che continui un teatrino che non ha significato. Si sta
continuando a deresponsabilizzare e a scaricare sugli altri la
responsabilità di alcune grandi inefficienze - assessore Razza mi
rivolgo a lei a nome di tutto il Governo - che in queste ore si
mettono in campo per nascondere l'incapacità programmatica e,
soprattutto, una non visione di quelli che devono essere gli
interventi economici e strutturali che devono contraddistinguere
all'8 di aprile, perché oggi è l'8 aprile, una nuova manovra
economica e finanziaria.
Le emergenze sono tante, lo sforzo che il Governo sta facendo è
sicuramente indiscutibile, ma iniziare a scaricare sul Governo
nazionale, attendere che l'Eurozona risolva i problemi del MES e
non avere un'idea, ad oggi, di quello che mettiamo in campo - a
meno che le notizie di stampa siano veritiere e, quindi, che ieri
sera avete approvato, avete abbozzato una finanziaria che leggiamo
sui post degli assessori su facebook e che noi non conosciamo
ancora - io credo che non serva né al Governo, non serve
soprattutto a questo Parlamento e né alla Commissione Bilancio
per i lavori che sarà chiamata a compiere.
In queste ore ci sono platee di lavoratori che non hanno tutele
della cassa integrazione. Abbiamo una fattispecie lavorativa ed
economica nel nostro territorio che ha bisogno di misure concrete e
che non possono vedere nel disservizio di alcuni dipartimenti della
Regione perdere ancora tempo perché quelle erogazioni verranno
sennò stabilite e decise non si sa quanti mesi.
Abbiamo emergenze che, caro assessore per la salute, è inutile
nascondere anche in campo sanitario vanno iniziate a programmare.
Soprattutto, mi rivolgo a lei iniziare a pensare ad una nuova rete
di riabilitazione polmonare. Questo virus sta attaccando, come
tutti sappiamo, con una fibrosi polmonare consistente e la Regione
non ha centri di riabilitazione adeguati per potere nei prossimi
mesi riabilitare i siciliani che usciranno dalle terapie intensive.
Lei ha il dovere, al di fuori di fare foto che, onestamente, non ho
gradito a Punta Raisi insieme al Presidente della Regione quando ha
accolto quei dispositivi che la Regione ha comprato con delibera
del 23 di marzo, ha anche il dovere di raccontare ai siciliani il
fatto che dal 27 febbraio in maniera derogativa voi potevate
comprare dispositivi ed avete atteso che lo Stato ve li mandasse, e
solo il 23 marzo avete fatto quell'ordinativo attraverso soggetto
attuatore Ismett. Perché queste cose vanno raccontate per
completezza dell'informazione, perché sennò lei viene qui a
raccontare solo dei sermoni e quest'Aula non ha bisogno di sermoni
o di Vangeli.
Io concludo invitandola a rileggere il sesto versetto della parola
di Matteo che nel Vangelo cita che la mano destra non sappia cosa
fa la mano sinistra. Questo vale in questo momento storico per il
Governo e per tutti i parlamentari che con grande attenzione, con
grande senso di responsabilità, stiamo evitando polemiche. Però,
basta teatro e, soprattutto, che ritorni in questa Aula un clima
meno surreale, Presidente dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sammartino. Un chiarimento lo devo
dare. Io non sto contingentando i tempi mentre siamo in
finanziaria, noi siamo in questa fase, in una giornata di audizioni
dell'assessore Armao e dell'assessore Razza, che ringrazio
entrambi. Quando si parlerà di finanziaria è ovvio che i tempi non
saranno contingentati, ma come voi sapete oggi abbiamo fatto la
prima prova di plenaria, invitando quindi tutti i parlamentari ad
essere presenti, abbiamo dovuto contingentare i tempi, abbiamo
iniziato alle 11.00, sono già quasi le 14.00 e mancano ancora 10
interventi, quindi capite bene che abbiamo fatto bene a
contingentare e, anzi, continuo a pregare, cosa che non tutti poi
fanno, di mantenere i tempi giusti, quelli che vi vengono
assegnati, perché sennò finiamo alle 15.00. In questo momento, una
volta che ognuno di noi esce di casa, poi non è un buon motivo
uscire di casa per stare chiusi qui dentro.
Ripeto: sono audizioni che hanno fatto sia l'assessore Armao che
l'assessore Razza e ripeto ancora di cui li ringraziamo, fare
considerazioni come se fossimo in finanziaria non è corretto,
perché la finanziaria non è stata ancora presentata.
Peraltro, siamo l'unica Regione in cui il Parlamento sta
funzionando, unica. Non ci sono altre Regioni d'Italia in cui ci
sono riunioni del Parlamento, dei Consigli regionali, quindi
possiamo anche andare orgogliosi di questo, ma certo i tempi
debbono essere rispettati.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che è in congedo, per la seduta odierna,
l'onorevole Di Paola.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
all'emergenza Coronavirus ed ulteriori comunicazioni
del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, intanto
io approfitto del mio intervento per fare un plauso a tutti i
sindaci dei Comuni della Sicilia e a tutti gli amministratori per
avere veramente svolto un lavoro esemplare, per avere capito il
momento drammatico per la nostra terra e, soprattutto, perché hanno
capito il momento storico che stiamo attraversando. Un momento
storico di difficoltà e di disagio. E se la percentuale oggi del
contagio della popolazione è dello 0,04 è grazie al loro intervento
ed alla loro grande efficacia nell'intervenire all'interno dei
propri comuni e del proprio territorio.
Signor Presidente, io faccio il deputato e sono alla seconda
Legislatura ed è la prima volta che vedo calpestare, uso proprio il
termine calpestare, le prerogative di questo Parlamento. E'
impensabile, in un momento così importante, in un momento di gravi
crisi sia dal punto di vista economico, sia dal punto sanitario,
che si svolga una riunione in questo modo. L'Assessore Armao sta
cinque minuti, fa la relazione e va via, con tutta la stima a
livello personale che io possa avere ma devo evidenziare questo,
con l'unico assessore presente in Aula che è l'assessore Razza, non
vedo il Governo, non vedo il Presidente della Regione, non vedo
nessuno
Signor Presidente, secondo me, oggi stiamo assistendo ad uno
sfogatoio e nient'altro; non è un modo per poter collaborare, non è
un modo per poter avviare insieme - come eravamo rimasti - un
percorso di collaborazione per poter portare avanti delle proposte
e delle idee e, soprattutto dei contributi propositivi, affinché si
possa realizzare qualcosa di positivo in questo momento di grande
emergenza.
Signor Presidente, ho appreso dagli organi di stampa ieri sera che
è stato approvato il bilancio e la legge di stabilità, si parlava
di circa 35 articoli. Sono contento per la celerità, per la
velocità, mi auguro però che si tratti di una bozza o di una
finanziaria di emergenza. Eravamo rimasti tutti in questo modo che
svolgevamo, facevamo tutti insieme, tutti i Gruppi parlamentari una
finanziaria di emergenza.
Ancora oggi io non so, tra le notizie di stampa e quello che si
dice in quest'Aula, se c'è una bozza o non c'è una bozza, se sono
stati contattati e chiamati i Capigruppo per lavorare in un
rapporto di reciproca e continua collaborazione per fare una
finanziaria di emergenza come ci eravamo detti.
Io non mi sento di fare in questo momento delle proposte visto
che manca l'Assessore Armao, però una considerazione la voglio
fare, e la voglio fare evidenziando che il Governo centrale non può
chiederci 8 miliardi e mezzo - e qua c'è il Presidente Savona che
mi sta ascoltando e mi rivolgo a lui - non può chiederci il Governo
centrale 8 miliardi e mezzo negli ultimi cinque anni per il piano
di risanamento delle finanza pubblica. Presidente, questi 8
miliardi e mezzo sono soldi che a noi vengono scippati, che non ci
garantiscono liquidità, non ci garantiscono il mantenimento dei
servizi essenziali e non ci garantiscono una forma di sviluppo per
la Sicilia.
Chiudo e volevo fare più che altro una domanda all'assessore
Razza. Assessore, visto che la percentuale dei contagi è dello 0,04
- quindi abbastanza bassa come lei penso che sappia - è previsto,
per quanto riguarda la Regione Sicilia, un piano di ripartenza del
sistema anche dello sviluppo economico? Desideravo sapere questo e
se lei ha già pensato a un piano di ripartenza che è importante e
utile per questa nostra Terra.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, come hanno fatto già i miei
colleghi del Partito Democratico, rileviamo, Assessore, l'assoluta
incomunicabilità tra le richieste del Partito Democratico e
l'azione del Governo regionale.
Nel suo lungo intervento lei continua ad omettere un dato. Noi sin
dall'inizio del mese di marzo - quanto è iniziata l'emergenza
sanitaria - abbiamo chiesto a gran voce di conoscere qual è il
ritardo sulle richieste di tamponi. A noi spiace spesso leggere sui
giornali dall'appello di alcuni cittadini che disperati, non
conoscendo qual è il ritardo, finiscono poi per rivolgersi alla
stampa di turno. Non solo è un diritto dei parlamentari, è un
diritto dei siciliani, conoscere lo stato del ritardo in questo
momento nelle richieste di tampone se poi è due settimane, se è tre
settimane.
Quindi, sono due le questioni: o è un dato che lei non conosce - e
non crediamo che lei non lo conosca - oppure, ancor più grave, è un
dato che lei non vuole comunicare ai siciliani, ed è questo che
ancor ci preoccupa di più.
La stessa cosa, poi, vale per le richieste di tamponi inevase che
attendono nei laboratori. Abbiamo preso atto che ci sono i
cosiddetti laboratori satelliti', finalmente sono stati attivati,
ma vogliamo conoscere quanto costa di numero l'ulteriore ritardo
nei laboratori e poi i nostri medici, e poi non solo i nostri
medici, tutti i siciliani hanno diritto a sapere quando gli verrà
fatto il tampone, sono ogni giorno in prima linea; ma vale per i
medici, vale per gli operatori del sistema sanitario, per gli
infermieri, per i soccorritori del 118. Lei ha annunciato un
cospicuo intervento per iniziare i tamponi agli operatori del
sistema sanitario e non sappiamo se è iniziato, e ci auspichiamo
che veramente sia iniziato, e quanto conta di definirlo se ne
abbiamo processati 500, 1000, 1500. Navighiamo al buio, navighiamo
alla cieca e in questo momento così difficile i siciliani hanno
diritto di sapere come stanno le cose.
Signor Presidente, io credo che non sia soltanto un adempimento in
capo al Governo regionale; di fronte a questa continua manifesta
omissione io credo che non soltanto per i poteri ispettivi in capo
ai parlamentari è un problema che riguarda il prestigio di questa
Assemblea.
Io più volte ho chiesto che questo deve essere il Palazzo di
vetro, ci deve essere una politica trasparente che consenta ai
siciliani di rendersi conto a che punto siamo dell'emergenza
sanitaria e, quindi, io faccio appello ai suoi poteri affinché
questi dati vengano trasmessi ai siciliani.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, credo che l'assessore Razza
venga qui proprio a riferire questo, per cui tutto possiamo fare
tranne che immaginare che non sia vero quello che ci dice,
altrimenti è la fine.
Onorevole Pagana, a me dispiace molto sarebbe il caso che poi i
capigruppo avvertiti primi facciano una riunione di gruppo e
decidano insieme chi deve parlare e chi no, altrimenti sembra che
sono io che non voglio dare la parola, sono già intervenuti in
cinque i suoi colleghi e in massimo potevano essere in quattro.
Abbiamo tolto un minuto a quelli che sono intervenuti prima, uno
toglieremo all'onorevole Pasqua, se le regole sono state stabilite
in questa maniera la prego di credermi, non è per la sua persona
che non le do la parola.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.
PASQUA. Grazie, Presidente. Sanità. Doveva arrivare una
trasmissione televisiva oppure un minuscolo virus, ma devastante,
per fare capire quali erano i problemi della sanità siracusana e in
genere siciliana? Doveva arrivare proprio questo?
Dopo il servizio andato in onda su Report tutti quanti stanno
chiedendo, molte persone stanno chiedendo, la testa del direttore
generale dell'ASP. Io non lo farò, perché non mi interessa la testa
che cade se poi la situazione complessiva rimane la stessa. Il
problema non è la testa che cade, è come avete, Governo regionale,
gestito l'emergenza e la sanità siciliana sino ad oggi. Questo è il
vero problema
Della sanità siracusana ce ne siamo occupati io e il mio collega
Zito spessissimo, ma anche tutti gli altri colleghi. Il mio collega
Zito da sette anni e quattro mesi ed io da due anni e quattro mesi,
vi chiediamo e chiediamo al Governo regionale di intervenire senza
mai che abbiate posto soluzioni ai problemi della sanità
siracusana, che poi sono i problemi simili analoghi ai problemi di
tutta la sanità periferica in generale siciliana.
Il problema non è sanitario, ma è di gestione perché abbiamo
ovunque medici ed infermieri capaci e volenterosi. Il problema non
sono le persone che materialmente lavorano, il problema è come
viene gestita in generale la sanità.
Da due anni e quattro mesi vi chiedo, e porto questo esempio, vi
chiedo costantemente, continuamente, di intervenire e risolvere il
problema degli anestesisti e rianimatori, da due anni e quattro
mesi Non avete risolto nulla Quale è la situazione
Sono medici, ovviamente sempre necessari, ma che oggi sono ancora
più necessari perché sono quelli che ci devono salvare la vita.
Gli ospedali periferici contano un numero di anestesisti
rianimatori insufficiente. Vi porto l'esempio degli ospedali di
Lentini e di Siracusa che hanno una dotazione del 50 per cento dei
medici anestesisti rianimatori rispetto a quello che c'è negli
ospedali centrali, quelli catanesi che sono quasi tutti al cento
per cento. E ancora oggi, in questi giorni, continua la continua
erosione di questo personale.
Il problema della sanità siciliana non sono quindi soltanto i
direttore generali - da voi nominati fra l'altro - ma è la politica
di questo Governo nei confronti della sanità in generale, nei
confronti di tutte le province periferiche, di tutte le ASP
periferiche.
L'altro esempio è che Siracusa e Ragusa non hanno un a DEA di
secondo livello, Catania ne ha tre, a distanza di 6 km.
E questo è un altro esempio, non ho bisogno di dire altro.
Però, devo per forza ricordare, in risposta al suo disappunto su
quanto detto dal collega Di Caro riguardo il problema dei DP, il 21
febbraio in Lombardia moriva il primo paziente per Coronavirus.
Fino ai primi di marzo, in questa Regione, si andavano a
rastrellare nelle ASP i dispositivi di protezione individuale - e
ne parlammo anche in Commissione salute di questo - che erano stati
acquistati nel 2014 per l'Ebola.
Si trovarono tre kit per ogni ambulanza, tre kit nei pronto
soccorso, insufficienti - abbiamo bisogno di centinaia di migliaia
di pezzi alla settimana - ovviamente erano insufficienti.
Si poteva provvedere lì ad iniziare agli acquisti quando ancora
non c'era tutto bloccato. Era quello il momento che bisognava
intervenire.
Ulteriore conferma.
Lei ha presentato un piano anticovid il 1 aprile in termini
esageratamente ritardati e solo perché l'abbiamo sollecitato ed a
consuntivo.
Questo è il modo di come avete gestito la cosa.
Le dò una notizia: lei ha snocciolato dei dati. Le dò io altri
dati: oggi ci sono altri tre positivi al Coronavirus al pronto
soccorso di Siracusa, altri tre. Se lei non lo sa, questa è una
notizia che le porto.
Se farete ulteriore ordinanza .
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, la prego.
PASQUA. Presidente, a tutti ha concesso qualche minuto in più, i
nostri sono stati precisi ed hanno rispettato i tempi.
PRESIDENTE. A voi una persona in più.
PASQUA. Sì, però hanno rispetto i tempi tutti quanti, gli altri
sono andati ben oltre. Mi perdoni, la prego.
Se farete ulteriore ordinanza per regolamentare la fase 2 con gli
obblighi di indossare la mascherina per uscire di casa, la invito,
Assessore, a riferire al Presidente che deve contemporaneamente
provvedere al reperimento di queste mascherine, che non succeda la
stessa cosa che è successa per i tamponi, per cui avete allargato
giustamente la platea delle persone da sottoporre a tampone ma non
avete predisposto l'organizzazione sufficiente tale da consentire
l'analisi di quei tamponi. E' come se foste andati a costruire una
casa ma non vi foste procurati cemento e mattoni.
La sanità del post COVID non potrà più restare la stessa di ieri.
E' il modo di gestirlo
PRESIDENTE. Le devo togliere la parola, è inutile che parla,
onorevole Pasqua.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Papale. Ne ha
facoltà.
PAPALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo
semplicemente dissentire da alcune voci in merito al fatto che la
sanità in Sicilia non funziona.
Il mio giudizio è che questo avvenimento che si è verificato non
era assolutamente prevedibile, nessuno poteva pensare ad un simile
cataclisma.
Anzi devo fare i complimenti a chi ha diretto, l'assessore Razza,
il presidente Musumeci, tutta la Giunta per come è stato
affrontato. A tutti i direttori sanitari, i sindaci, gli operatori
che operano nella medicina per come hanno affrontato il problema.
La Sicilia è riuscita a contenere il fenomeno.
Io voglio ricordare a tutti che non ci sono tutti questi morti, ci
sono dei contagiati che vengono assistiti tutti. Purtroppo, qualche
incidente può succedere.
Ieri a Catania sono stati pubblicati i dati su quella che è la
sanità, su quelli che sono stati tutti i ricoverati nei vari
ospedali ed a me risulta che buona parte già è guarita, buona parte
è stata curata. C'è una sanità veramente di eccellenza. Quindi, non
è assolutamente vero.
Qualcosa può succedere, per carità, chi mangia fa delle briciole.
Ma è una cosa che è abbastanza naturale. Io vorrei dare dei
suggerimenti per aiutare a far questo.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
Ho visto che, ultimamente, ci sono degli specialisti ambulatoriali
interni alle Asp che sono stati utilizzati per fare dei tamponi,
questo personale è privo di assicurazione Inail. Per cortesia,
signor Assessore, se potesse prendere un appunto per cercare di
provvedere, perché altrimenti non fanno altro che rischiare, sono
ad altissimo rischio di contagio, quindi, mi sembra giusto che
anche questi come tutti gli altri medici, come tutti gli altri
operatori possano avere questa assistenza.
Per quanto riguarda mascherine, ho visto che in Sicilia, specie in
provincia di Catania, ci sono due grosse aziende che stanno facendo
queste mascherine, però, mi dicono che le mascherine devono andare
a finire prima alla Protezione civile a Roma, e da Roma devono
essere distribuite, non si può fare in maniera tale che il carico
che ci tocca, il carico che spetta alla Sicilia venga lasciato in
Sicilia ed i tempi vengano accelerati, perché siamo diciamo alle
noccioline, nel senso che tutti i vari operatori ormai sono rimasti
senza, sono rimasti proprio all'asciutto. Queste diciamo sono delle
cose proprio per quanto riguarda la sanità.
Per quanto riguarda il problema economico l'ultimo volta che ci
siamo visti qua in seduta, diciamo, normale, si era parlato
dell'Ircac che non poteva procedere nella propria attività, un
provvedimento del genere, oggi, mi sembra indispensabile, quindi,
faccio un appello alla Presidenza affinché si possa inserire
all'ordine del giorno, in maniera tale da sbloccare questa
situazione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Compagnone ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
all'emergenza Coronavirus ed ulteriori comunicazioni del Governo
in ordine all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo. Ne
ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
intanto volevo ringraziarla per il grande lavoro fatto in questi
giorni, sia e soprattutto dico anche le tante e utilissime
ordinanze da parte del Presidente della Regione, per gestire poi il
territorio e lo dico da sindaco, perché siamo riusciti, in questa
maniera, a tenere la gente in casa per il supporto avuto da queste
ordinanze. A questo aggiungo il lavoro fatto in tutte le Asp, i
dati contenuti, quindi, plauso a questo tipo di attività che sta ed
ha portato i suoi frutti.
Mi permetta di fare tre sottolineature in cui chiedo l'intervento
della sua persona. Il primo riguarda, e lo hanno detto anche i
colleghi, i tamponi per chi è arrivato dopo il 14 marzo, lo dico da
sindaco, dal 28 di marzo ad oggi le persone che hanno fatto i
tamponi non hanno ancora ricevuto risposta, si fa veramente fatica
a poterli tenere a casa ed a potere spiegare il perché del mancato
risultato, non so se è una questione che riguarda una parte di
territorio, ma da quello che sentivo è un po' generalizzato in
tutta l'Isola, ed è veramente grave.
La seconda questione riguarda gli ospedali misti; questi ospedali
misti hanno innescato una polemica, parlo in particolare per l'Asp
di Agrigento, una polemica che continua anche questa mattina dopo
la trasmissione di ieri sera, di martedì, in cui prima di parlare
della fase due il ministro Speranza e la dottoressa Capua, in
collegamento dagli Stati Uniti, ribadivano ancora una volta che non
sono da privilegiare questi modelli, che sono assolutamente da non
contemplare.
Nell'Asp e per l'Asp di Agrigento si sono create due fazioni, da
un lato chi dice che ci sono comunque percorsi sicuri, e qui lo
dicono medici ed il management da un lato, dall'altro lato gli
stessi medici o un'altra fetta di medici che ribadisce, invece,
l'assoluto errore nel fare una scelta di questo tipo, di mezzo si
mette la stampa che guarda caso privilegia solo questo secondo
aspetto.
Oggi, non faccio l'intervento per tornare su scelte ospedali misti
sì o ospedali misti no, perché se ci sono le competenze e chi, in
questo senso, ha fatto i lavori per dire va bene, la politica non
può in questo senso intervenire, allora, qual è l'intervento che
chiedo in questo caso a lei come Assessore: quello di intervenire
per coloro i quali sono pazienti non covid ed oggi si rifiutano di
andare in ospedale, ci deve essere qualcuno che possa dire che
quegli ospedali sono sicuri, che si può andare per altre patologie
perché, altrimenti, rischiamo di non curare più patologie che
hanno, invece, la necessità di avere accesso negli ospedali per
essere, diciamo così, curati e mi riferisco al mondo intero, dai
malati oncologici a tutti gli altri, insomma, senza fare
distinzione di sorta, quindi, la necessità che qualcuno dica che
gli ospedali misti sono sicuri e ci sia un'autorevole forza che lo
possa ribadire per dare nuovamente ai cittadini quella fiducia che,
in questo momento, hanno completamente perso.
L'ultimo punto, e chiudo, è se era possibile, come Commissione,
ricevere la relazione degli ispettori che lei ha mandato all'Asp di
Siracusa, per una serie di discrepanze o comunque di elementi che
sono emersi, la prima fra tutte come sia possibile che dopo la
morte del dottore Rizzuto non siano state messe in quarantena le
persone che lavoravano presso la sovraintendenza e tutto quello che
ne è venuto.
Non voglio fare, non voglio aprire, però se era possibile avere
questa relazione. Grazie Assessore.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Presidente, in realtà, definirei questo dibattito
odierno davvero surreale, surreale e anche pericoloso perché,
voglio dire, ciascuno di noi venendo qui si espone a tante
probabilità di rischio e senza che sia legato questo dibattito alla
finanziaria reale e ai suoi numeri, certamente, mi sembra, come
dire, improprio che si dia spazio a tanto sfogatoio anche perché le
cifre della nuova povertà e delle nuove povertà sono talmente
agghiaccianti che, oggi, prescindere da quello che è il necessario
confronto che va aperto con lo Stato e chiuso nel modo più veloce
possibile, l'ho detto sin dall'inizio quando ne abbiamo parlato
anche in videoconferenza con il Presidente della Regione, oggi, è
il primo dato su cui discutere, per cui bene ha fatto l'assessore
Armao a ribadire questa necessità e piuttosto che le sterili
polemiche dell'opposizione, mi perdoneranno, non voglio fare
polemica anch'io, anzi li sollecito ad essere parte attiva perché
si concluda positivamente ed a favore della Sicilia e dei siciliani
e della grave emergenza sanitaria ed economica questo confronto.
Quindi, mi auguro che le opposizioni che governano lo Stato
italiano, oggi, siano propositivi nei confronti di questa amata
Terra drammaticamente attraversata da una crisi economica che
incide ancor più di quella sanitaria.
E nel merito vorrei fare un plauso al nostro Governo per le misure
restrittive adottate che danno i loro frutti anche nel contenimento
dell'infezione e voglio fare un plauso segnatamente all'assessore
Razza che si è imbarcato in una situazione complicata e difficile.
Vorrei ricordare a tutti che fino a qualche mese fa dicevamo che
per curarci dovevamo prendere l'aereo, il miglior medico in Sicilia
e per i siciliani era l'aereo. Oggi, abbiamo potuto riscontrare
come il modello Lombardia tanto amato, lodato e magnificato dal
mondo sia crollato di fronte ad una devastante e tanto grave
emergenza sanitaria, quindi, non vedo quali siano le colpe; se ci
sono su Siracusa eventuali responsabilità che incidono in capo ad
un soggetto o ai soggetti preposti a gestire quella emergenza e
quei casi andranno affrontate, non c'è dubbio, ci sarà chi dovrà
verificare ma non è questa l'Aula di un tribunale, non
trasformiamola in un'Aula di tribunale, per carità, ci mancherebbe
altro.
Risuonino per tutti le parole di Papa Francesco proprio ieri, a
Santa Marta, nella messa di Santa Marta. Aggiungo e voglio
ringraziare l'assessore Razza e, prima ancora dell'Assessore, il
presidente Musumeci, che questa mattina con tanto garbo, tanta
cortesia, mi ha chiamata al telefono per informarmi che sulla mia
invocata attenzione sul punto nascita di Pantelleria, per il
mantenimento di quel punto nascita, si è subito attivato
l'assessore Razza e ha già inviato la richiesta di deroga al
Governo nazionale.
Bene, se la sanità non ha funzionato certamente la responsabilità
non è di questo Governo che ha ereditato criteri, ovviamente,
individuati nel decreto Balduzzi e li ha applicati. E' opinabile
che qualcosa possa non avere funzionato anche nell'applicazione di
questi criteri. Ma siamo qua, Assessore, e noi chiediamo a lei, lo
faccio io dai banchi della maggioranza nei quali siedo a fare il
mio dovere e il mio lavoro perché anche questa sanità sia ripensata
domani e dovrà essere ripensata. Lo faremo insieme facendo lavoro
di squadra e imparando a confrontarci sui temi veri e sui bisogni
veri.
Concludo, infine, ringraziando l'assessore Razza, ancora una volta
attento a recepire un'istanza che ho manifestato in questa Aula
quando ho parlato dei tecnici di radiologia e di laboratorio
sovraesposti al contagio e utilizzati in regime di partita iva
che non dà alcuna copertura assicurativa e nessun criterio di
garanzia per la loro salute e per il loro futuro.
So che è in atto una graduatoria, un bando per avviare una
graduatoria e assumerli a tempo determinato e di questo voglio dare
merito perché non c'è una cosa su cui il Governo, in maniera
strumentale, fa, come dire, proclami. E' agghiacciante sentir dire
che il Presidente fa proclami quando parla dei 100 milioni per le
famiglie. Se le procedure vanno velocizzate, si dovrà trovare il
sistema. Penso che il Governo sia attivo, come penso che sia attivo
anche, oggi pomeriggio, perché se sono stata convocata io, dopo che
saranno sentite le opposizioni per la finanziaria, questo mi lascia
intendere che c'è un modo di volere condividere con questa Aula,
con il Parlamento, con tutte le forze politiche, la comune
responsabilità di portare questa Terra fuori dall'emergenza,
economica e sanitaria. Ci vogliono i tempi e ci vogliono le misure.
Ma per carità, davvero, mi sembra surreale quando si vuole
scaricare su questo Governo responsabilità che non ci appartengono
e che stiamo affrontando nel migliore dei modi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore, a
volte penso sentendo alcuni interventi di colleghi che forse si
spera la catastrofe per la Sicilia per dire: avevamo ragione, ve
lo avevamo detto . Non si capisce perché se in Sicilia le cose
vanno meno peggio rispetto alle altre Regioni d'Italia, è soltanto
un miracolo voluto dall'esterno e non fatto da una organizzazione
interna. Eppure partivamo con grande svantaggio. Ma probabilmente,
anzi sicuramente, il presidente Musumeci e l'assessore Razza
l'avevano capito ben prima ed era fine febbraio quando si
chiedevano misure ristrettive per la Sicilia, cosa che il Governo
nazionale ci rifiutò.
E vorrei attenzionare a questa Aula quanto è successo ieri. Una
sentenza del Consiglio di Stato, ieri sera, che ha ricorso il
Ministero dell'interno contro una ordinanza del Comune di Messina
sancendo che l'autorità per emettere ordinanze di determinate
specie sono soltanto di ordine statale, di fatto, sconfessando
tutto il lavoro che si fa nelle Regioni e nei territori. Ma se non
avessimo adottato quelle ordinanze, purtroppo, quando lo Stato era
assente, quanto meno temporalmente, e veniva un attimo dopo,
probabilmente i contagi in questa Regione sarebbero stati purtroppo
molti di più.
E pensiamo anche ai meccanismi di organizzazione della sanità. La
registrazione. La prima Regione che ha fatto la registrazione,
oltre quarantamila soggetti registrati sulla piattaforma. Una app
apposita. Credo che, l'Assessore potrà poi confermarci, siano quasi
quindicimila quelli che si sono registrati, e che hanno fatto sì
che la loro privacy venisse in secondo piano rispetto alla salute
pubblica. Quindi, anche una grande consapevolezza di una parte
della popolazione siciliana.
Io, però, mi vorrei soffermare, negli ultimi minuti
dell'intervento, sulle problematiche di tipo economico perché ne
abbiamo sentite tante. Devo dire che l'assessore Armao ha
relazionato in maniera egregia l'Aula su quanto il Governo sta
cercando di fare, con grande difficoltà.
E sappiamo, perfettamente, quanto ha messo in campo la Giunta di
Governo sui prestiti alle aziende siciliane attraverso l'IRFIS.
Purtroppo, però, dobbiamo constatare che, anche lì, Roma non ci
assiste. Aspettiamo da settimane una risposta dell'ABI. Ancora
l'ABI non ha autorizzato lo schema di regolamento per il prestito
alle aziende e ai piccoli imprenditori possessori di partita Iva.
E, in tutto questo, sentiamo che il Governo nazionale ha messo in
piedi centinaia e centinaia di miliardi definendolo quasi un
bazooka di liquidità per le aziende, per le imprese, per i
professionisti e quant'altro. Niente di più falso, purtroppo.
Seicento euro promessi ai professionisti, bisogna registrarsi,
avere il pin e cose varie salvo, poi, quando l'INPS chiede le tasse
sanno come rintracciare qualsiasi tipo di professionista e
qualsiasi tipo di impresa. E, allora, perché non elargire subito
questi seicento euro? Possono fare comodo, anziché aspettare che il
sito vada in tilt per poi dire vediamo cosa possiamo fare.
Per non parlare della Cassa integrazione. Ne ha parlato qualcuno,
ventisettemila imprese artigiane della Sicilia rimangono fuori
dalla Cassa integrazione. Servono 30 milioni di euro, perché?
Perché non erano iscritti, negli ultimi trentasei mesi, agli enti
bilaterali di controllo e, allora, rinunceranno purtroppo, non
potranno usufruire, in questo momento, e questo è l'appello che
voglio fare da questo pulpito per inserire - una battaglia che
hanno fatto anche i colleghi Galluzzo e Zitelli - anche le imprese
artigiane all'interno della Cassa integrazione - e anche Tamajo.
Per non parlare poi, Presidente, di quel che riguarda gli assegni
familiari. Addirittura una parte, quella che riguarda la FIS,
quindi, tra quelle aziende, tra i cinque e i cinquanta dipendenti,
che è stato fatto uno sfregio inaudito, cioè la possibilità di
percepire gli assegni familiari gli è stata tolta. Quelle cento,
duecento euro.
E, allora, mi sarei aspettato sentire da Roma sovvenzioni a fondo
perduto. La possibilità invece di che cosa, cari colleghi? Di poter
erogare prestiti ai soggetti che non sono in black list, allora
interviene lo Stato. Capiamo una cosa. Se io non sono in black list
e ho buoni rapporti col mio istituto di credito, probabilmente mi
erogano un prestito a prescindere che venga garantito dallo Stato.
Ho sentito anche contestare, e vado alla conclusione Presidente, i
cento milioni stanziati dal governo Musumeci sulle misure Sappiamo
che devono essere rendicontati. Il Governo si è sforzato a trovare
cento milioni su misure, su fondi, sappiamo essere POC, sappiamo
essere altro genere di misure che devono essere rendicontate,
purtroppo, così è la legge, non abbiamo deroghe in tal senso.
Sappiamo che molti sindaci, già ieri, hanno richiesto i
contributi. Credo che già, in queste ore, li stiano incominciando a
percepire ed è giusto, purtroppo, non avendo altri strumenti
legislativi, utilizzare questo sistema.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, vorrei
iniziare con un grazie, con un grazie al presidente Musumeci
perché, in questo momento di emergenza e di grande paura e timore
tra la gente, la sua guida solida ed affidabile ha trasmesso
fiducia e questa è la prima cosa che ho notato tra la nostra gente
e nell'animo di ognuno di noi. Avere la certezza di una guida
sicura e solida, piuttosto che tentennamenti ed incertezze ha dato
serenità alla gente.
L'avere, poi, intrapreso una serie di misure, con le sue
ordinanze, che ci hanno permesso di metterci in sicurezza prima che
altri capissero le necessità che la Sicilia aveva di cautelarsi
rispetto a patologie da un'epidemia che veniva da fuori e che non
era endogena, ha permesso appunto di limitare il contagio.
Avere, poi, l'unica credo Regione, imposto l'isolamento
domiciliare a chi veniva dal Nord o dalle Nazioni a rischio e
l'obbligo del tampone dopo sta permettendo, proprio in queste ore
in cui si stanno facendo i tamponi, l'emersione di alcuni
contagiati che, altrimenti, non avremmo scoperto e, quindi, di
ulteriore epidemia che così si è fermata perché sono stati in
isolamento domiciliare.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
E' vero, vanno processati più velocemente, ma mi risulta che
l'assessore Razza a cui va il mio secondo grazie dopo quello al
Presidente per il lavoro estenuante, attento e responsabile che sta
facendo in queste ore, in questi giorni, in cui molti si fanno
prendere dalla smania del protagonismo e dalla voglia solo di stare
sui giornali piuttosto che del lavoro silenzioso, cui invece diamo
merito, ebbene, in tempi non sospetti ha chiesto all'unità di crisi
nazionale, che venissero utilizzati altri laboratori oltre a quello
di Palermo e di Catania e adesso sono stati autorizzati da Roma
altri venti laboratori e questo certamente permetterà di
velocizzare. Agrigento, per esempio, non dovrà più trasmettere a
Palermo i suoi tamponi ma li processerà direttamente in provincia e
questo renderà tutto più celere. Se poi a questo si aggiungono
anche i test rapidi che pure come Regione siciliana l'Assessore ha
chiesto al Comitato tecnico-scientifico prima ancora che Roma si
esprimesse, di autorizzare l'uso di questi test rapidi e così, dopo
avere avuto il parere favorevole, avere già avviato il processo di
acquisto dei macchinari e dei kit, ci fa essere pronti per questa
seconda fase, e concludo.
Quest'epidemia sta facendo emergere il meglio ed il peggio di
ognuno di noi. Il meglio: ho visto gesti di grande altruismo e di
grande generosità non solo dei medici, degli infermieri, degli OS
che ringrazio ma anche di quanti si stanno raccogliendo in
donazioni, in aiuti agli anziani ed ai bisognosi. Ecco questo è il
meglio della nostra umanità, il peggio purtroppo sta facendo molti
danni e noi dovremmo augurarci, se siamo classe dirigente, di
prendere esempio dal meglio e non dal peggio che, in questa
epidemia, stiamo vedendo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
Poi l'onorevole Cafeo ed abbiamo finito.
PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo per
alcune battute e precisazioni. Innanzitutto, per quanto riguarda i
temi economici ascolteremo oggi pomeriggio il Governo con il
Presidente in testa per vedere le misure che verranno poste in
essere e quelle che, come dire, condivideremo tutti insieme e per
capire anche il contributo che ognuno di noi darà.
In merito, poi, ad una particolarità che è quella della Cassa
integrazione delle imprese artigiane, mi pare che lo abbiamo
sollevato un po' tutti, probabilmente io per primo nella
videoconferenza con il Presidente della Regione circa quindici
giorni fa, il giorno dopo che l'Assessore Scavone aveva
sottoscritto i patti con le organizzazioni sindacali per dare
seguito a quello che è l'articolo 22 del cosiddetto decreto legge
Cura Italia.
E poi alcune precisazioni anche in ordine a ospedali Covid,
posti invece, come dire, previsti in ospedali misti, eccetera,
bisogna distinguere, a mio modo di vedere, quello che è l'aspetto
dell'urgenza e quello della programmazione. E' chiaro che se
dovessimo parlare di programmazione, dovremmo pensare a cosa
sarebbe il futuro, ma nell'urgenza la necessità è assicurare la
miglior cura possibile a coloro i quali sono risultati positivi al
Covid. E in questo senso all'Assessore voglio evidenziare la
necessità di incrementare le terapie intensive in quegli ospedali
in cui oggi vengono spostate talune unità operative di area
chirurgica, per lasciare spazio ad aree Covid all'interno degli
ospedali. Lì ovviamente per continuare a trattare in sicurezza
occorre prevedere, come dire, istituzionalizzare strutturalmente,
le terapie intensive, diversamente gli interventi, quasi
demolitivi, non possono essere fatti.
Così come invito l'Assessore a porsi come obiettivo, so che la
Protezione civile nazionale aveva la disponibilità di alcune camere
a pressione negativa per potere porle nelle aree del pre-triage,
questo agevolerebbe notevolmente soprattutto i pronto soccorsi che
si trovano in aree disagiate, magari proviamo ad infilarci in
questa fornitura.
E ancora su tamponi e prove sierologiche, sulle prove
sierologiche, Assessore, se riusciamo a dare con celerità le linee
guida, magari riusciamo a dare un'accelerata e uscire fuori da
questo problema.
Sui tamponi già si è detto tanto. Un'ultima cosa: è chiaro che
le disfunzioni nel sistema ci sono e ci dovevano essere, la invito
però per dare, come dire, tranquillità, non solo da un punto di
vista gestionale, ma anche da un punto di vista sanitario a tutti
coloro i quali, giustamente, esplicitano le proprie preoccupazioni,
la task force che lei ha istituito, magari di implementarla e
riuscire a supportare ancora di più, in tutte quelle situazioni in
cui arrivano interrogazioni, sollecitazioni ovvero ordini del
giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà. Poi ha chiesto tre minuti l'Assessore Razza per replicare
ad alcuni interventi.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei partire
da lei signor Presidente, riconoscendole, e nel frattempo
sottolineando, come tutta l'Aula, soprattutto in questo caso le
opposizioni, consapevole della situazione di crisi che stiamo
vivendo, sta mantenendo un atteggiamento di responsabilità che
guarda alla situazione di crisi che noi stiamo vivendo. Senso di
responsabilità e di consapevolezza della crisi, sia della crisi che
stiamo vivendo adesso, sia del perché la stiamo vivendo, così per
tutta una serie di inefficienze o di carenze che derivano dal
passato.
Io sono della provincia di Siracusa, dove sicuramente non so se
ci sono stati i casi più gravi, ma sicuramente quelli più
eclatanti, e dove c'è una situazione all'interno dell'Ospedale
Umberto I, magari anche per il fatto stesso che è un ospedale
vecchio e che ha delle carenze strutturali di un certo tipo, in cui
c'è una propagazione a mio avviso - ma non ho i dati, la conoscenza
di tutti i dati per saperlo - superiore alla media di casi di
propagazione del Covid tra il personale sanitario.
Personalmente, anche a rischio di diventare impopolare, non ho
fatto la corsa a chiedere dei test, ho preannunciato, e già l'ho
preparata e la presenterò, magari prima condividendola a titolo
individuale con tutti i deputati di quest'Assemblea, l'esigenza
che, in un momento immediatamente successivo, per non gravare
sull'attività delle singole Asp e del dipartimento sanità, vada
istituita una Commissione d'inchiesta che faccia un lavoro separato
dalla Commissione sanità che avrà un grosso lavoro di reimmaginare
il sistema sanitario alla luce di questo nuovo virus con cui, a
prescindere dalla situazione di crisi, noi dovremmo convivere per
un sacco di tempo.
Per cui, con questo senso di rispetto del lavoro che stanno
facendo i medici e tutto il personale sanitario e anche il
personale amministrativo dell'assessorato, io ritengo che però vada
fatta chiarezza, nel rispetto della distinzione di ruoli fra il
ruolo della magistratura e il ruolo politico del Governo e
dell'Assemblea, rispetto a quanto accaduto. Anche perché, in questo
la invito assessore Razza ad intervenire affinché si recuperi un
rapporto di fiducia fra la popolazione ed il sistema sanitario
perché il rischio, come già detto anche da alcuni miei colleghi che
mi hanno preceduto, è quello di mettere in difficoltà chi vive
altre malattie e rischia, per paura di non andare all'ospedale,
questo Covid di fare più vittime fra chi non ha il Covid di chi ce
l'ha.
Mi permetta Presidente di rubare altri 30 secondi in merito alla
situazione economica e alla situazione di crisi che stiamo vivendo.
Ammettere oggi tutte le carenze strutturali del passato è un senso
di responsabilità; da questa situazione noi rischiamo di uscirne
massacrati in un dibattito in cui da un lato l'assessore Razza loda
Provenzano, dall'altro dice che sta aspettando le misure della
Comunità europea o del Governo.
Ci sono cose che vanno fatte oggi e che dipendono da noi, Armao,
a maggior ragione per il fatto che siamo a Statuto speciale e mi
riferisco a creare delle task force per pagare tutto ciò che la
Regione può pagare. Diventa insopportabile il ritardo dei
pagamenti, e mi rivolgo a lei assessore Razza, quale componente del
Governo: una maggiore attenzione sullo sblocco delle anticipazioni
anche dove sono state firmate fidejussioni di tutti i fondi
europei, sennò questa situazione diciamo di consapevolezza della
situazione di crisi rischia, quando entreremo nella fase di
finanziaria, di animare un dibattito del liberi tutti in cui
ognuno
PRESIDENTE. Grazie, è stato chiarissimo.
Allora, prima dell'intervento dell'assessore Razza, ci sono gli
ordini del giorno; se il Governo è d'accordo, sono accettati tutti
come raccomandazione.
(Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano la
numerazione dal 212 al 224)
Ha facoltà di parlare l'assessore Razza per l'intervento
conclusivo.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, rispetto il termine di tre minuti soltanto per due
chiarimenti in relazione a due fattispecie specifiche.
La prima, che vi sia stato un ritardo da parte del Governo della
Regione nell'acquisizione di dispositivi di protezione: falso. Non
soltanto perché sono state autorizzate tutte le aziende, tanto è
che si è andati avanti per molti giorni con forniture autonome, ma
falso che non fosse intervenuta un'intesa nel confronto tra il
Governo nazionale e le Regioni per un'acquisizione centralizzata
con requisizione. Talmente falso che sono state requisite da parte
della Protezione civile nazionale i dispositivi che erano stati
acquistati per tempo dall'Ospedale Cervello.
Detto questo non c'è alcun spirito di rivendicazione nell'esser
contenti di essere stata la regione italiana che è riuscita a
reperire autonomamente con una propria commessa il maggior numero
di dispositivi e non ho nessun timore a dire che questo si è reso
possibile perché in Sicilia opera un rapporto di partenariato con
l'UPMC, che sta realizzando 5 ospedali in Cina. Se anche noi come
altri abbiamo messo oggi a disposizione della Regione Campania
questi contatti, se anche noi come altri non avessimo avuto un
punto di riferimento diretto sul territorio cinese, avremmo
incontrato le medesime difficoltà che hanno incontrato le altre
Regioni italiane e che non ha incontrato lo Stato perché si è
potuto avvalere dell'efficienza dell'apparato diplomatico in ogni
area del territorio.
La seconda questione ultima relativa ai tamponi. E' chiaro che
io ho l'aggiornamento giornaliero individuale di tutti i tamponi
che vengono fatti: alla data di ieri erano 24.805. Contesto l'idea
che l'accertamento delle procedure sui tamponi possa avere variato
una curva epidemiologica che sarebbe stata tenuta nascosta e,
quindi, avrebbe manifestato dati non veri. Perché anche questo ho
letto ed è un fatto di una gravità inaudita alla quale non ho
voluto mai replicare. Disponibilità massima del Governo ad ogni
confronto, soprattutto le richieste che sono state fatte, su tutti
i territori dalla provincia di Messina, come è stato fatto sulla
vicenda della Diasol.
Noi stiamo cercando di acquisire il più possibile strumentazioni
che ci consentano di accelerare ancora di più la possibilità di
esaminare tamponi. Faccio mio il riferimento alle scritture: che la
mano destra sappia quello che fa la mano sinistra, ma soprattutto,
in termini politici, che non le confonda.
PRESIDENTE. Comunico che è arrivato un ordine del giorno, però
indirizzato al Presidente dell'Assemblea, da parte dell'onorevole
Cafeo, ne discutiamo nei prossimi giorni, chiede l'istituzione di
una Commissione di inchiesta ma, certamente, non sarebbe possibile
farla in questo momento, per cui ne discutiamo successivamente.
Assessore, lei pensa che è necessario un nuovo incontro la
settimana prossima? Abbiamo idea sulle date degli incontri tra
Stato e Regioni?
L'Assessore Armao, mi dicono che, uscito dall'Aula, ha fatto
sapere che è questione di poche ore e si dovrebbe sapere quando si
fa, per cui noi la possiamo fissare sempre per mercoledì prossimo,
se avessimo le carte in modo tale da poterle anticipare, Assessore,
sarebbe meglio, se vogliamo rispettare i tempi previsti dalla
Costituzione.
RAZZA, assessore per la salute. Il Presidente della Regione,
insieme all'Assessore per l'economia e ad una delegazione del
Governo, incontrerà oggi i Capigruppo delle forze politiche di
opposizione e quelle delle forze politiche della coalizione di
Governo. Teniamo fitto il dialogo anche con il Governo nazionale, e
quindi nella giornata di oggi e in quella di domani avremo chiaro
quale sarà il percorso.
PRESIDENTE. In questo momento, per quanto riguarda gli incontri
con i Capigruppo, mi va benissimo, è un problema del Governo, per
quanto riguarda l'incontro con il Governo nazionale, per sapere
quando possiamo avere le carte, oggi capiremo.
Noi intanto la fissiamo per mercoledì prossimo e, se si tratta
sempre di audizioni, io preferisco che vengano fatte la mattina, se
invece abbiamo le carte per potere cominciare a discutere di
finanziaria, eventualmente la spostiamo.
In questo momento la prossima seduta d'Aula si terrà mercoledì,
15 aprile 2020, alle ore 11.00.
La seduta è tolta alle ore 14.42 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
185a SEDUTA PUBBLICA(**)
Giovedì 16 aprile 2020 - ore 11.00
ORDINE DEL GIORNO
-SEGUITO DEL DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI DELL'ASSESSORE PER
L'ECONOMIA SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
CORONAVIRUS E SULLE ULTERIORI COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE
ALL'ATTUALE EMERGENZA SANITARIA
(**)La seduta, già convocata per mercoledì 15 aprile alle ore
11.00, d'ordine del Presidente dell'Assemblea, con e-mail ai
deputati del 14 aprile 2020, è stata rinviata a giovedì 16 aprile
al medesimo orario e col medesimo ordine del giorno
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO
SECONDA INFORMATIVA DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE ED ASSESSORE
PER L'ECONOMIA CONSEGUENTE ALLA CRISI PANDEMICA COVID19 E LE
MISURE STRAORDINARIE IN CORSO DI ADOZIONE