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Resoconto d'Aula della Seduta n. 184 di mercoledì 08 aprile 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 11.01

   PRESIDENTE. La seduta è aperta.
   Onorevoli colleghi, buongiorno. Poiché è in corso il Consiglio  di
  Presidenza,  sospendo  la  seduta  per  25  minuti  avvertendo  che
  riprenderà alle ore 11.25.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.02, è ripresa alle ore 11.53)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, l'assessore Armao ha  chiesto  di
  cominciare lui la seduta odierna, perché a mezzo giorno e  mezzo  -
  l'aveva a mezzo giorno, e cortesemente l'ha rinviata di mezz'ora  -
  ha  un collegamento col Governo nazionale che farà direttamente qui
  dall'Assemblea. Per cui, entro mezzo giorno e mezzo, dobbiamo avere
  finito la parte relativa alle competenze dell'assessore Armao a cui
  darò subito la parola.

   Avverto  che  i processi verbali delle sedute n. 181 del  4  marzo
  2020,  n.  182  del 18 marzo 2020 e n. 183 del 31 marzo  2020  sono
  posti   a  disposizione  degli  onorevoli  deputati  che  intendano
  prenderne  visione e saranno considerati approvati  in  assenza  di
  osservazioni in contrario nella presente seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Arancio.

   L'Assemblea ne prende atto.

   dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana

        Comunicazioni sulle iniziative di assistenza deliberate
    dal Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, il Consiglio di Presidenza, che si
  è  riunito  stamattina, ha deliberato - assessore Razza buongiorno,
  assessore  Cordaro  buongiorno - due iniziative importanti.  Una  a
  favore  delle  associazioni che si muovono contro la  povertà,  per
  aiutare  i poveri, quelli realmente poveri, come l'Associazione  di
  Biagio Conte, la Caritas, Sant'Egidio, e in più ci sono anche delle
  risorse  per  cui,  lo  dico a tutti, se  qualche  altra  comunità,
  qualche  altra associazione di questo tipo avesse necessità abbiamo
  ancora delle risorse da potere destinare.
   Poi,  abbiamo destinato 500 mila euro a favore - chiedo scusa,  se
  possiamo evitare di gridarmi accanto, grazie - 500 mila euro che  è
  un  contributo  importantissimo perché l'Assemblea - chiedo  scusa,
  onorevoli deputati, credo che sto dando un'informazione che è  bene
  che sappiate tutti.
   Il  Consiglio di Presidenza ha appena deliberato un contributo  di
  500  mila  euro,  che per noi non è un contributo  da  poco,  è  un
  contributo  realmente importante, raramente si sono dati contributi
  di  questa  entità,  ma lo abbiamo fatto perché  il  momento  è  un
  momento  particolarmente  grave, quindi, abbiamo  racimolato  tutto
  quello che c'era da racimolare. Quindi, abbiamo assegnato 500  mila
  euro  che consegneremo alle ASP siciliane perché vengano destinati,
  fondamentalmente,  alla protezione dei medici di  famiglia  che  in
  questo  momento stanno vivendo un momento terribile e  che,  o  non
  vanno  a fare - chiedo scusa anche ai commessi che ci sono in Aula,
  se  potessimo  fare  attimo di silenzio - perché in questo  momento
  stanno vivendo un momento drammatico.
   Ovviamente,  ieri  ho  avvertito  l'assessore  Razza   di   questa
  iniziativa per cui questi 500 mila euro sono destinati, di fatto, a
  tutte   quelle   attrezzature  che  servono  per  potere   coprire,
  proteggere  tutti questi medici che, purtroppo, stanno  morendo  in
  quantità esagerata rispetto a quello che, invece, sarebbe possibile
  evitare.   Quindi,   questa    iniziativa   è   stata   fatta    da
  quest'Assemblea  e,  quindi dalle risorse  che  quest'Assemblea  ha
  risparmiato   nel  corso  di  questi  anni,  cosa   di   cui   sono
  particolarmente orgoglioso, ma che è ovviamente un contributo fatto
  a   nome   di   tutti  i  deputati  dell'Assemblea   e   di   tutta
  l'Amministrazione dell'Assemblea perché sono anche utilizzati fondi
  di quelli che sono stati risparmiati con il minore stipendio che  i
  dirigenti  hanno preso per cui credo che è una cosa importante  che
  ha  coinvolto tutti e di cui tutti dobbiamo essere orgogliosi,  per
  cui vi ringrazio.

   nomia sulle misure emergenza coronavirus

     Seguito del dibattito sulle comunicazioni dell'Assessore per
                        l'economia sulle misure
   finanziarie conseguenti all'emergenza  Coronavirus  ed ulteriori
                             comunicazioni
         del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE.  Assessore Armao, se vuole iniziare la sua  relazione,
  poi  l'ordine dei lavori prosegue con gli interventi dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, massimo due, altri, se abbiamo il tempo sì
  perché dobbiamo chiudere entro un certo orario, per cui intanto  il
  Capogruppo  più  due, se fosse possibile, se ne abbiamo  il  tempo,
  quindi se tutti rispettano i tempi di intervento, cinque minuti per
  i Capigruppo, tre minuti per gli altri.
   Se sarà possibile daremo la parola anche a qualcun altro in più ma
  la  regola  in  questo momento, mi permetto di dire,  avendone  già
  parlato  con  i  Capigruppo, deve essere questa  perché  altrimenti
  stiamo  troppo  in  Aula e stare molto in Aula è  motivo  possibile
  maggiore di contagio, quindi, dobbiamo evitare.

   ARMAO,  assessore  per l'economia. Grazie, signor  Presidente,  io
  come ho già fatto la volta precedente, mi rifaccio ad una relazione
  che  consegno  alla Segreteria in modo che così i  parlamentari  ne
  possano  avere ampia conoscenza con una lettura, se lo  desiderano,
  quindi,  mi limiterò ad alcuni passaggi ad alcune precisazioni  che
  riguardano il contesto nel quale, dopo una settimana, e dopo quello
  che  è  accaduto  in  esito anche alla seduta dell'Assemblea  della
  scorsa settimana, è avvenuto a livello nazionale, a livello europeo
  e a livello regionale con iniziative della Giunta.
   Intanto,  è  ben  noto che la Giunta si è mossa  sin  dalle  prime
  avvisaglie  di  questa drammatica situazione economica,  adottando,
  già  i primi di marzo, una serie di misure che sono ben note e  che
  sono  già attive. Mi fa piacere comunicare all'Assemblea  che   non
  solo il Fondo Sicilia è già operativo, ma anche le convenzioni  con
  le  banche  sono state già stipulate, in particolare con  la  Banca
  Popolare  di Ragusa, con la Banca Popolare Sant'Angelo,  e  con  la
  Banca   Igea  ma  si  sta  andando  avanti,  quindi  quella  misura
  straordinaria di liquidità è già in corso di strutturazione, e sarà
  a  brevissimo accessibile ai nostri imprenditori, come peraltro  le
  moratorie,  come peraltro, mi fa piacere anche questo  comunicarlo,
  ieri in Giunta abbiamo approvato l'estensione dell'accordo con  ABI
  per  quanto  concerne il finanziamento alla Cassa  Integrazione,  e
  quindi consentirà, di fronte all'enorme,  perché è enorme la  massa
  di  domande,  istanze,  che stanno pervenendo  all'assessorato  del
  lavoro,   di  utilizzare il sistema bancario  per  fare  fronte  ai
  legittimi bisogni ed alle legittime aspettative dei lavoratori  che
  vengono messi in cassa integrazione.
   Il contesto, quindi, nel quale si sta muovendo la Regione è quello
  di  alcune misure che sono state adottate a legislazione invariata,
  come  ha  detto  il  Presidente Musumeci in  occasione  dell'ultima
  seduta  e ad altre che, invece devono essere contenute nella  legge
  di  stabilità.  Ecco  perché il Governo ha  ritirato  la  legge  di
  stabilità,  ha già sostanzialmente impostato una prima stesura  che
  sarà oggetto di confronto con le forze parlamentari di coalizione e
  di  opposizione, in guisa da poter consentire un esame celere e  il
  più  possibile  veloce, per dare una risposta al sistema  economico
  siciliano così provato da queste settimane di chiusura forzata.
   Non  credo  che  sia superfluo evidenziare quello che,  però,  sta
  accadendo  nel  Paese  e  che desta molte preoccupazioni.  Oggi,  i
  giornali titolano in questo senso. Mentre in una parte del Paese si
  dice   che   ci   siano   settantamila  imprese   che   utilizzando
  l'autocertificazione sono oggi al lavoro, in Sicilia che si sappia,
  ad  eccezione  di pochissime imprese, tutte stanno  rispettando  il
  blocco.  Se questa apertura in qualche modo, di fatto,  o  semi  di
  fatto,  prosegue, non può essere affidata ad un sistema che non  si
  controlla.  Ieri ho sentito un imprenditore che mi diceva:   Se  in
  Sicilia    apre    un'impresa,    appena    apre,    immediatamente
  l'autocertificazione  viene  sottoposta  a  controllo  e,   quindi,
  laddove  non sia veritiera viene censurata . In un sistema dove  ci
  sono migliaia di imprese è chiaro che è tutto molto più complicato.
  Quindi,   questa   è  una  cosa  sulla  quale  occorre   certamente
  riflettere.
   Vado   verso   la  conclusione,  più  velocemente  possibile.   La
  Commissione   europea,  il  Consiglio  europeo,  in   questa   ore,
  l'Eurogruppo, stanno adottando delle decisioni epocali  per  quanto
  concerne i fondi SIE e i fondi strutturali, quindi, di investimento
  dell'Unione  europea,  perché  sostanzialmente  si  va   verso   la
  disarticolazione della programmazione europea, come l'abbiamo  fino
  ad  oggi  conosciuta,  e si va ad un nuovo  sistema  dove  i  fondi
  europei  funzionano  come  dei  contenitori  interscambiabili,  con
  risorse  interscambiabili  e con una partecipazione  al  cento  per
  cento dell'Unione europea.
   Questo  determinerà la liberazione di quel 20 per cento che  è  la
  compartecipazione   nazionale  e  regionale   alla   programmazione
  europea,  con l'auspicabile - il ministro Provenzano è stato  molto
  disponibile    e   molto   propenso   alla   leale   collaborazione
  nell'incontro  che  si  è  tenuto in Conferenza  delle  Regioni  la
  settimana  scorsa, a orientare queste risorse, le risorse  liberate
  verso i POC, quindi sempre territorializzando le risorse liberate e
  non  ovviamente sottraendole ai territori; questo si è detto  anche
  con  riguardo  all'impostazione  complessiva  della  programmazione
  europea,  della  quale dobbiamo tenere conto  nella  stesura  della
  legge  di  stabilità perché, a mio avviso, è il  momento ora  e  la
  Commissione  europea lo ha chiesto ora e il Parlamento  europeo  ha
  già  votato giovedì scorso alcune modifiche ai regolamenti del 2013
  e  il  17 e il 18 aprile voterà il completamento di questa profonda
  revisione della programmazione europea, invita i territori,  quindi
  le istituzioni territoriali statali e quelle regionali a utilizzare
  le  risorse per interventi immediati in favore delle imprese, della
  salute  e della Protezione civile e noi, in questo senso, ci stiamo
  muovendo  come  Governo  nell'impostare  un  disegno  di  legge  di
  stabilità  che utilizzi al massimo le risorse europee e le  orienti
  verso la risposta soprattutto nei confronti delle classi disagiate,
  delle  porzioni  assai significative che vivono  il  disagio  della
  nostra popolazione e delle imprese.
   Qui  una breve precisazione concerne la quantità e in questo devo,
  ancora  una  volta, rivolgermi al ministro Provenzano che  è  stato
  oggettivamente  coraggioso, ma ha detto la  verità  dei  fatti  che
  tutti   noi  conosciamo:  nelle  società   meridionali  vi  è   una
  consistente  porzione di sommerso, lo dimostrano  gli  istituti  di
  ricerca  da  anni, gli ultimi dati ci dicono che il  20  per  cento
  dell'economia è un'economia che tra il sommerso e l'illegale arriva
  quasi  al 20 per cento del prodotto interno lordo, quindi  con  una
  porzione assai consistente. Questa presenza del sommerso fa sì  che
  oggi,  di  fronte ad un'economia bloccata, ad una shut-in  economy,
  vada  alla fame chi sopravviveva, chi si arrangiava, chi viveva  di
  piccoli  espedienti e di lavoretti. Oggi, una misura regionale  che
  replichi  in  toto  i  modelli delle misure predisposte  a  livello
  statale,  che  sono  oggettivamente calibrati su un'economia  tutta
  legale,  su un'economia tutta emersa, rischiano di lasciare settori
  della popolazione alla fame totale, come gli effetti che si possono
  già   intuire   in  alcuni  programmi  televisivi   o   in   alcune
  intercettazioni che credo ognuno di noi ha ascoltato e  che  devono
  destare  la  giusta riprovazione ma anche la giusta  preoccupazione
  verso le misure da adottare. In questo senso, quindi, il Governo si
  muove  e  lo  ha fatto già con il primo intervento verso  i  Comuni
  utilizzando,  intanto,  strategicamente la  leva  dei  Comuni  come
  interlocuzioni con le persone e le famiglie.
   Credo  che non ci sia stata in questo - l'assessore Razza converrà
  - alcuna interlocuzione con il Governo per concordare la misura, ma
  una misura che è stata adottata a poche ore di differenza tra Stato
  e  Regioni, ha visto la medesima modalità operativa, cioè avvalersi
  dei  Comuni  per  arrivare prima a chi ha bisogno, senza  un'azione
  concertata, proprio perché i Comuni sono l'elemento essenziale.  In
  questo senso, già oltre 50 Comuni hanno aderito, e questo credo sia
  opportuno  dirlo,  alla proposta di convenzione per  la  misura  di
  sussidio alimentare e farmaceutico che si intende dare ma,  proprio
  in  queste  ore,  si sta utilizzando, per questo  poi  chiederò  di
  parlarle,  Presidente dell'Assemblea, per cercare anche  sul  piano
  normativo  di  accompagnare questa misura con  una  semplificazione
  procedurale   che  possa  consentire  ai  Comuni  di  dare,   prima
  possibile,  le risposte a chi ha bisogno, a chi non ha  possibilità
  di acquistare il proprio cibo e sostenere la propria famiglia.
   Un  punto,  e  vado alla conclusione, è essenziale: è  quello  del
  contributo  al  risanamento della finanza  pubblica,  con  riguardo
  anche   a  quello  che,  certamente,  in  queste  ore  il  ministro
  Gualtieri,   d'intesa  con  il  presidente  Conte,  sta  sostenendo
  all'Eurogruppo. Chiaro che l'esito dell'Eurogruppo che si tiene  in
  queste ore e che, come è ben noto, è tutto in divenire, nessuno  lo
  può  predeterminare  e che avrebbe dovuto giungere  ieri  sera,  ma
  ancora  stanotte, credo stamattina, finora ci sono confronti  molto
  delicati, ha delle refluenze anche sulla Sicilia, perché è evidente
  che  se  Roma  riesce  ad  ottenere quello che  tutti  auspichiamo,
  addirittura il recovery bonds o addirittura un utilizzo pieno della
  solidarietà europea senza ricorrere al MES, ci saranno dei  margini
  di  negoziato  con  lo  Stato di un certo  tipo,  se  l'esito,  che
  speriamo  non  avvenga, sarà negativo, ci troveremmo  di  fronte  a
  margini di negoziato molto più stretti.
   Noi  sosteniamo,  lo  abbiamo sostenuto per  iscritto,  anche  nei
  confronti  del Ministro dell'Economia, che l'intervenuta  decisione
  della  Commissione  europea di rimuovere per quest'anno  i  vincoli
  scaturenti dal fiscal compact e dalla cosiddetta two pact del 2013,
  cioè  i  vincoli che impongono all'economia italiana un  sacrificio
  che  sia  coerente con il livello dell'indebitamento  raggiunto  ma
  che,  invece,  quest'anno  si pensi soprattutto  ad  affrontare  la
  crisi,  senza dover rispettare quei vincoli e quei parametri  molto
  stretti  che  ci  ponevano di fronte a delle  scelte  ben  precise,
  ebbene  questo credo che, se vale per lo Stato, debba  valere  pure
  per  le  Regioni. Non dimentichiamo, io ero Assessore quando arrivò
  per  la  prima  volta  il contributo al risanamento  della  finanza
  pubblica del 2012, arrivarono le prime domande di 600 milioni,  con
  l'onorevole Cracolici mi ricordo che approvammo quel bilancio e per
  la  prima  volta, mentre prima c'era solo il Patto di  stabilità  e
  dovevamo rispettare il Patto di stabilità, da quel momento  in  poi
  si  chiese  alla Sicilia di versare in qualche modo  (lo  Stato  li
  trattiene,  è  un  versamento di fatto),  di  versare  allo  Stato,
  contribuire al risanamento della finanza pubblica.
   La  giurisprudenza costituzionale, in questo senso, è stata sempre
  molto  chiara, ha detto: le Regioni a Statuto speciale non  possono
  subire  una  trattenuta unilaterale da parte dello  Stato,  debbono
  contribuire  e  debbono concordare per quanto  contribuire,  ma  il
  contributo è dovuto. Bene noi abbiamo negoziato un ribasso rispetto
  al  picco del miliardo e 3 a cui eravamo arrivati, siamo scesi a  1
  miliardo  ma pensiamo che quest'anno questo miliardo di  soldi  dei
  siciliani, di risorse dei siciliani, che in questo momento hanno un
  drammatico  bisogno  di iniezione di liquidità,  non  possa  essere
  disconosciuto,  sia  utile  più  alla  Sicilia  che   allo   Stato,
  soprattutto se lo Stato riesce ad avere margini di deficit  che  si
  spingono  fino  a  100  miliardi. Addirittura,  oggi  si  dice  che
  l'Italia  avrebbe bisogno di 150 miliardi. Il MES ne  consentirebbe
  36,  quindi,  comprendiamo quanto grave sia  per  il  nostro  Paese
  questo confronto con l'Eurogruppo e, soprattutto, con le democrazie
  europee che spingono in senso opposto.
   Abbiamo avuto un confronto in sede di Conferenza delle Regioni con
  il ministro Boccia, molto proficuo, con il ministro Provenzano, con
  i  viceministri  Misiani  e Castelli. Lo  stesso  Presidente  della
  Regione venerdì sera - eravamo insieme con l'assessore Razza  -  ha
  chiesto  formalmente al Presidente del Consiglio di arrivare  prima
  possibile  alla  definizione del quadro  finanziario  tra  Stato  e
  Regioni.
   Il  ministro  Boccia  ha annunciato sabato  mattina,  in  sede  di
  Conferenza delle Regioni, che tra martedì e mercoledì - ma  non  si
  pensava che l'Eurogruppo si tracimasse sino ad oggi, quindi  scatta
  di  qualche giorno - ci sarà un incontro tra il ministro Boccia, il
  ministro  per  l'economia e il viceministro che ha la  delega  alle
  Regioni  e le Regioni Speciali, perché tutte hanno questi problemi,
  anche il presidente Fedriga ha scritto dicendo:  Noi non riusciamo,
  di  fronte  non  solo  al bisogno ma anche al calo  delle  entrate,
  perché  noi  avremo  contemporaneamente due effetti:  una  crescita
  esponenziale  del  bisogno di finanza, perché  ce  lo  chiedono  le
  imprese,  ce lo chiedono le famiglie e nel contempo una contrazione
  delle entrate, quindi, il sistema di bilancio, il sistema economico
  finanziario  regionale  è  sottoposto  a  una  tensione   veramente
  pesante .
   Noi - e concludo - con una lettera che il Presidente ha scritto al
  Presidente  del  Consiglio,  abbiamo posto  il  quadro  finanziario
  dicendo:  Signori, noi dobbiamo chiudere un bilancio, dobbiamo fare
  un  bilancio come si è concordato con i Capigruppo di coalizione  e
  di  opposizione,  un  bilancio che sia proiettato  alle  emergenze,
  proiettato  al sistema economico ed a dargli una boccata d'ossigeno
  e ne predisponga la ripresa che, però, deve tenere conto di quattro
  profili che non tutti contemporaneamente ma alcuni di questi almeno
  debbono essere affrontati in modo risolutivo nel negoziato  con  lo
  Stato.
   Quindi,  primo il tema del contributo a risanamento della  finanza
  pubblica,  che  noi  ipotizziamo di  utilizzare  tra  i  700  e  il
  miliardo,   sapete  che  è  un  miliardo,  quindi,   chiediamo   di
  utilizzarne o tutto il miliardo o almeno 700 milioni, poi,  abbiamo
  chiesto l'estensione in sede di conversione, ma credo che già tutti
  voi  avrete gli emendamenti che sono passati ieri e si  sa  che  il
  Governo  ha  posto la fiducia al Senato in sede di conversione  del
  decreto  legge  n.  18, cosiddetto  Cura Italia .  Ci  troviamo  di
  fronte  all'indisponibilità - ma non per  motivi  politici  ma  per
  motivi  finanziari - da parte del Governo di estendere alle Regioni
  Speciali  l'articolo 111 che consente la moratoria, il differimento
  per quest'anno degli oneri relativi ai mutui con il MEF.
   Tutto  questo costa alla Sicilia 170 milioni e, quindi,  chiediamo
  quantomeno  un impegno ma così sembra emergere anche  nei  rapporti
  tra  le  forze  parlamentari nel confronto  che  c'è  stato  con  i
  Capigruppo  di maggioranza e opposizione da parte del Governo,  che
  nel  decreto,  non  in questo liquidità ma nel decreto  di  aprile,
  questa estensione possa aggiungere il che consentirebbe di liberare
  per il bilancio 170 milioni. Quindi da 700 a un miliardo per quanto
  riguardo  il contributo per il risanamento della finanza  pubblica,
  170  per  quanto concerne i mutui verso MEF, mentre i  mutui  verso
  cassa  depositi e prestiti, grazie ad una disposizione  che  già  è
  presente nel decreto legge e ci consente di differire 50 milioni di
  euro, poi il differimento al 2021 del cosiddetto  split payment .
   Come voi ben sapete, in sede di accordo con lo Stato, quando si  è
  trattato  delle compartecipazione all'IVA si è ritenuto di  offrire
  allo Stato o meglio lo Stato ha imposto alla Regione di versare una
  quota  forfettaria a titolo di   split payment  di pagamento scisso
  allo  Stato  che  è  stata sinora di oltre 600 milioni  e,  quindi,
  restano  gli  ultimi  142,  bene chiediamo  di  postergarlo  l'anno
  prossimo  liberando  risorse e, infine - e  questo  ha  un  duplice
  canale  col  Governo e abbiamo già chiesto anche  alla  Commissione
  paritetica  di  intervenire sul punto, dopo aver già deliberato  in
  Giunta  -,  chiediamo  che  la  quota del  disavanzo  che  dobbiamo
  compensare quest'anno, quindi attraverso il metodo del ripianamento
  che  sarebbe foriera di un drenaggio di risorse sino a 421  milioni
  di  euro, possa essere messa in coda. Questo determinerebbe non  un
  effetto  finanziario  per  lo Stato ma  determinerebbe  un  effetto
  finanziario  per i nostri figli e, quindi, dobbiamo  trattarlo  con
  grande  delicatezza perché non pagare ora e pagare  alla  fine  del
  ripianamento vuol dire differire in avanti e, quindi, su chi  viene
  dopo di noi gli oneri di questo momento.
   E'  una  scelta grave che però pensiamo di dover affrontare subito
  perché  la  mancanza di risorse ora rischia di bruciare per  sempre
  imprese che non sarà facile far

                (Interruzione dell'onorevole Cracolici)

   ARMAO, assessore per l'economia.  il totale, quindi sono da 700  a
  un miliardo per quanto riguarda la prima; 170 per quanto riguarda i
  mutui,  la  moratoria  dei  mutui nei  confronti  del  MEF;  421  è
  l'importo  della  quota di ripianamento del  disavanzo  e,  invece,
  142,5 sono gli importi relativi allo  split payment . Di pari passo
  va  anche  la  richiesta  che  con l'assessore  Razza  abbiamo  già
  informalmente  rivolta  al  Governo  nazionale  e  che,   poi,   il
  Presidente ha formalizzato con una sua nota, di differire  all'anno
  prossimo  questa vicenda vexata quaestio di cui anche lei onorevole
  Cracolici   si  è  occupato  in  sede  di  dibattito  parlamentare,
  concernente  il  trasferimento  dal fondo  sanitario  regionale  al
  bilancio  della Regione degli oneri concernenti il mutuo  sanitario
  che, come voi sapete, è andato bene per un po' di tempo e, poi,  il
  MEF  ha  cambiato idea, quindi, sul punto chiediamo che  su  questo
  mutamento di idee si possa soprassedere almeno quest'anno di fronte
  a questa drammatica congiuntura.
   Io  penso  che quello che è stato fatto ieri in Giunta  sia  stata
  un'impostazione che ora sarà verificata con i Capigruppo, in  guisa
  da  ottenere attraverso il dialogo e confronto leale una  soluzione
  effettiva  per  la nostra Sicilia. Noi abbiamo bisogno,  in  questo
  momento,  di  dare  una  forte iniezione di liquidità  e  un  forte
  contesto  di risposte a chi ha bisogno di sopravvivere,  attraverso
  la  legge di stabilità lo si potrà fare, è chiaro che il quadro che
  dovremmo  definire con Roma è essenziale. Aspettiamo anche  qualche
  ora  in più e l'esito dell'Eurogruppo per avere un riferimento  più
  chiaro. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Chiedo scusa colleghi. Assessore  Armao,  il
  Presidente della Regione ha formalmente ritirato i disegni di legge
  n.  708 che è il bilancio e il n. 712 legge di stabilità, ma perché
  questi  vengano  ripresentati  -  chiedo  scusa  onorevole  Pasqua,
  purtroppo  stando lontani per parlarvi tra di voi dovete  urlare  e
  nell'Aula che è abbastanza vuota quando urlate rimbomba in  maniera
  incredibile per cui vi prego, nei limiti del possibile, di evitarlo
  -  Assessore chiedo scusa, noi avremmo bisogno di ricevere le carte
  relative  al bilancio e alla legge di stabilità, come dire,  certe,
  cioè  se  vanno fatte le trattative con lo Stato perché se  noi  le
  riceviamo  prima  che le trattative vengano fatte  soltanto  su  un
  possibile   risultato  da  trattativa,  ci  troveremmo  in   grande
  difficoltà a potere chiudere il bilancio, a poterlo votare, per cui
  vorrei capire quali possano essere i tempi visto e considerato  che
  siamo  già  ad aprile e che teoricamente, costituzionalmente  però,
  poco  teoricamente, il 30 aprile c'è la scadenza, vorrei capire  se
  avete  già  un'idea attraverso i vostri contatti con lo  Stato,  se
  avete  già  riunioni previste per potere immaginare  di  portare  a
  compimento, quanto meno in parte, la trattativa con lo Stato perché
  tutto  quello  che  -  e io ritengo che si stia facendo  un  lavoro
  ottimale,  devo  essere  sincero -,  ci  è  stato  detto,  è  tutto
  condizionato dal fatto che lo Stato accetti questo tipo di proposte
  che  stiamo facendo, è probabile che lo faccia, io mi auguro,  sono
  sicuro che sono proposte che saranno accettate, però finché non  lo
  sono,  diciamo,  ci troviamo in difficoltà perché  è  come  se  non
  esistessero, per cui volevo capire se esiste un minimo  di  accordo
  già adesso.

   ARMAO, assessore per l'economia. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARMAO, assessore per l'economia. Io avevo fatto un accenno,  forse
  è stato insufficiente e quindi ne chiedo scusa, e sarò più preciso.
  Il  ministro Boccia ha detto che tra mercoledì e giovedì ci sarebbe
  stato  un  tavolo tra le Regioni speciali e il Governo per definire
  le  questioni  di bilancio. Il ritardo, visto che ancora  oggi  non
  abbiamo  avuto la convocazione, non è dovuto certo al  differimento
  di  termini che vuol dare il ministro Boccia ma dal fatto che,  fin
  quando non si chiude il quadro con l'Eurogruppo, quindi, fin quando
  non  abbiamo  chiaro il quadro finanziario entro cui  collocare  la
  relazione  tra Stato e Regione, lo stesso Stato non è in condizione
  di   dire    questo  va  bene  e  questo  non  va  bene ,   perché,
  evidentemente,  un  esito  a  noi favorevole  -  intendo  Italia  -
  dell'Eurogruppo  che dà margini finanziari fino a 100  miliardi  dà
  uno  spazio  al  Governo che consente di valutare più  d'una  delle
  nostre  proposte;  se Bruxelles o l'Eurogruppo  chiudono  le  porte
  all'Italia,  e  si dirà o MES o niente, e noi al MES  non  vogliamo
  accedere, è chiaro che i margini saranno molto più bassi.
   Si  tratta  di questione di ore. La trattativa, il negoziato  -  è
  giusto  dirlo - è cominciato l'1 agosto 2018 e, come ha detto  bene
  il  presidente Musumeci l'ultima volta in quest'Aula è dal 2018 che
  negoziamo, non per responsabilità della Regione ma neanche vogliamo
  caricarla  a  questo Governo, così sottoposto a  stress  in  queste
  settimane,  in questi giorni, ma siamo rimasti l'unica Regione  che
  non  ha un accordo di finanza pubblica complessivo pur avendo messo
  tutte le carte sul tavolo.
   Quindi,  abbiamo tutti il diritto e, credo, con l'intesa di  tutte
  le  forze politiche presenti in quest'Aula ed è un interesse comune
  di  portare  a casa il risultato più vantaggioso possibile  per  la
  Sicilia,  non  per  il Governo che oggi è presente  attraverso  gli
  Assessori che sono qui in Aula.
   Quindi,  è interesse di tutti. In esito all'incontro che  ci  sarà
  con  il ministro Boccia ed il viceministro Misiani saremo in  grado
  di  capire  la  perimetrazione  dello  spazio  entro  cui  possiamo
  spingerci.
   Noi  abbiamo  chiesto  più  che si  poteva.  E'  chiaro  che  sarà
  difficile  ottenere tutto però, in un modo o in un  altro,  abbiamo
  voluto  offrire anche soluzioni non onerose per il Governo, proprio
  perché  ci  rendiamo conto di quanto difficile sia il contesto  ma,
  certamente,  non possiamo lasciare bloccato il sistema  finanziario
  regionale  perché  è  noto  che il motore dell'economia  siciliana,
  ancora  oggi,  è  questa  grande Regione  che,  attraverso  le  sue
  funzioni  ed  i  suoi servizi, tanto muove sul piano  del  prodotto
  interno loro regionale.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore,  io  vorrei  essere  chiaro.  Noi
  abbiamo  dei  tempi  che sono quelli previsti, in  questo  momento,
  dalle leggi che sono quelli del 30 aprile.
   Oggi,  come  oggi, noi non siamo nelle condizioni di  ricevere  un
  bilancio se non abbiamo certezze.
   Allora,  se  - mi rendo conto, capisco perfettamente  il  problema
  dell'Eurogruppo,  però dovete capire anche i problemi  che  abbiamo
  noi  -  l'Eurogruppo dovesse ritardare e, quindi, dovesse ritardare
  anche  l'accordo con lo Stato è ovvio che deve ritardare  anche  la
  valutazione del bilancio in quest'Aula.
   Se  noi  non siamo intenzionati, non lo possiamo fare, di valutare
  anticipatamente  cose che devono essere fatte nel futuro,  per  cui
  quello di cui io vi prego è: nel caso in cui si capisce che c'è  un
  problema  di questo tipo, avvertire il Governo nazionale e  trovare
  una  soluzione eventuale per differimento date dei tempi  perché  -
  ripeto   -   il   problema  è  un  problema  importante,   non   da
  sottovalutare.
   Noi  teoricamente entro il 30 aprile dovremmo approvare tutto.  Il
  Presidente  della  Regione ha ritirato, in modo  formale,  con  una
  lettera, ieri, legge di bilancio e finanziaria ma per riportarli il
  dato  deve  essere  un  dato  certo, cioè  dobbiamo  sapere  quanto
  l'accordo con lo Stato ha prodotto, altrimenti ragioniamo su  carte
  che non hanno alcun tipo di certezza.
   Vorrei che questo fosse chiaro perché, siccome so che ieri è stata
  fatta  un'importante delibera ed io - ripeto - voglio  aiutare,  in
  questo momento, ci mancherebbe altro, in tutte le maniere possibili
  ed immaginabili il Governo per arrivare ad una soluzione favorevole
  della  questione, però, vi prego di non mettermi in difficoltà,  di
  non  mettere  in difficoltà l'Assemblea. Dobbiamo avere  carte  che
  sono  carte  firmate,  controfirmate e certe perché  immaginare  di
  dover lavorare su ipotesi diventa veramente molto, molto difficile.
   Però,  fermo  restando  quel  che lei  ha  detto,  noi  aspettiamo
  serenamente che queste carte arrivino, però, ripeto, noi siamo  qui
  per fare quello che è possibile fare, vi prego soltanto di metterci
  nelle  condizioni di potere approvare documenti che siano documenti
  certi, diversamente avremmo grandi difficoltà.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  Presidente
  solo per dire che sul punto

   PRESIDENTE.  Chi  deve  intervenire lo faccia  adesso  perché  poi
  l'assessore  Armao deve andare via, e per cui quelli  che  vogliono
  parlare  nel  merito di quello che ha detto l'assessore  Armao,  in
  tempi  brevissimi,  perché l'Assessore ha  giustamente  bisogno  di
  andare  a fare questa riunione, poi in questo momento specialmente,
  con  i Ministri per cui abbiamo pochissimo tempo dell'Assessore  in
  Aula,  fermo restando che poi si può continuare il dibattito  anche
  se  l'Assessore  non  c'è,  certo che  se  l'assessore  Cordaro  mi
  gridasse meno accanto sarebbe meglio. Grazie. Per cui, intanto,  ha
  facoltà  di intervenire l'onorevole Lupo e poi c'è tutta una  serie
  di interventi.

   LUPO.   una  brevissima comunicazione prima che l'assessore  Armao
  vada  via,  proprio  per  condividere il  suo  pensiero  Presidente
  abbiamo  bisogno di certezze, quindi, invito il Governo  intanto  a
  mettere  in  sicurezza il bilancio della Regione,  il  bilancio  va
  fatto  a invarianza o meglio il bilancio va fatto con risorse certe
  sulla  base  della legislazione vigente. Non è possibile ipotizzare
  un  bilancio  che preveda, in entrata, entrate che  oggi  non  sono
  certe,  ancorché oggetto di un possibile negoziato  con  lo  Stato,
  questo è contro la Costituzione. Allora, il Governo ha il dovere di
  presentare lo schema di bilancio, è già in ritardo, tutto il  resto
  delle  misure  auspicabili e possibili vanno discusse limitatamente
  alla legge di stabilità.
   Noi  siamo  estremamente preoccupati, c'è una gravissima emergenza
  sanitaria, c'è una gravissima emergenza economica, mi pare  che  ci
  sia  anche una gravissima emergenza istituzionale, il Governo della
  Regione  deve  fare il suo dovere, ha il dovere  di  presentare  il
  bilancio  a  legislazione  vigente con entrate  certe.  Presidente,
  questo per associarmi al suo pensiero, poi l'intervento sarà dopo.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi lasci,
  al  di là dei minuti, se è possibile ringraziare questo Ufficio  di
  Presidenza,   i   dirigenti   dell'Assemblea   regionale    perché,
  probabilmente, quello che è stato detto prima è passato un  po'  in
  sordina...

   PRESIDENTE.  Onorevole D'Agostino, per favore, abbiamo  pochissimo
  tempo.  Voi,  purtroppo, non vi rendete conto, ma gridando  non  si
  sente nulla qui. Vi ringrazio molto.

   FIGUCCIA.  Dicevo, forse è passato un po' in sordina, ma credo che
  sia  giusto  dare merito a quello che è accaduto, sui risparmi  che
  sono  stati realizzati, legati a dei tagli fatti dai dirigenti  sui
  propri  stipendi,  oggi, e questo è un messaggio giusto,  bello  da
  dare   alla   Sicilia,   si  accendono  delle  opportunità,   delle
  opportunità  per  chi ha più bisogno, legate ai generi  alimentari,
  legate   ai   dispositivi  di  sicurezza,  e   di   questo   voglio
  ringraziarla,  presidente Miccichè, davvero con  il  cuore  e  alla
  stessa maniera ringrazio i dirigenti dell'Assemblea regionale.
   Lo  stesso  cuore credo che i siciliani che stanno dimostrando  di
  avere  rispondendo all'appello di tutte le Istituzioni, che  stiamo
  dicendo  di  rimanere  a  casa,  i  siciliani  lo  stanno  facendo,
  probabilmente  anche  al  di  là di tanti  errori  che  sono  stati
  commessi  dal  livello  nazionale, al di là di  quei  vabbè  potete
  uscire  con  i figli, anzi no, al di là di quei potete accedere  al
  sito  Inps, anzi no perché non funziona, al di là di quelle  sedute
  straordinarie dei Tg ai quali ci siamo abituati ormai  praticamente
  ogni  dopo  pranzo  e dopo cena, dove il Presidente  del  Consiglio
  interviene  per,  poi, rismentirsi, e allora alla Sicilia  va  dato
  questo merito.
   Vero  è, tra l'altro, quello che lei, presidente Micciché,  diceva
  prima, noi abbiamo necessità, assessore Armao, di avere certezza di
  questo  oggetto di confronto con lo Stato. Lo Stato deve  dirci  in
  maniera  chiara  cosa  vuole fare e quando vuole  farlo  perché  se
  quegli aiuti che vengono oggi dati dall'ufficio di Presidenza,  che
  vengono  oggi  dati grazie a quello che i dirigenti  dell'Assemblea
  regionale hanno messo sul tavolo, sono disponibili subito grazie al
  fatto  che  ci saranno associazioni che ne potranno fare richiesta,
  purtroppo  noi  di  quello che il Governo ci sta dicendo  da  mesi,
  l'unica  certezza  è che da un mese la gente è  a  casa  e  non  ha
  riferimento di nulla su quello che sarà il domani.
   Sulla  finanziaria noi chiediamo, come gruppo dell'Udc - ringrazio
  il  Presidente Lo Curto che mi ha ceduto un paio di minuti  -,  che
  venga  emesso denaro, liquidità immediate attraverso prestiti  alle
  imprese  per  dieci anni, senza garanzie aggiuntive,  ad  interessi
  zero  e  facendo se è il caso accesso anche non soltanto a prestiti
  ma  anche  a  fondo perduto. Questo è necessario per  sostenere  le
  imprese  che  dovranno riprendere prima possibile la loro  attività
  nella  consapevolezza che non tutto sarà come un rubinetto  che  si
  apre,  tutto  accadrà gradualmente e nel frattempo le  casse  delle
  famiglie  e  delle imprese saranno vuote, così come sono  vuote  in
  questo momento i frigoriferi di tanta gente.
   Io  qui  ho  uno  scontrino, Presidente  Micciché,  questo  è  uno
  scontrino,  quattro mascherine io le ho prese 48 euro,  12  euro  a
  mascherina,  questa  è  una  speculazione  fatta  proprio  su  quei
  riferimenti a cui facevamo prima con lo Stato, con l'Europa che  ci
  parla di VES ma noi non ci possiamo fidare di questa gente, noi  in
  questo  momento  dobbiamo mettere le mani in tasca  e  dare  subito
  quello  che  è possibile. Io a questo padre, ovviamente  manteniamo
  l'anonimato, che cosa ho potuto fare quando mi ha detto che  doveva
  andare  dal  medico insieme al figlio, ho fatto quello che  avrebbe
  fatto  chiunque  di  noi  ma credo che alle speculazioni  si  debba
  mettere  fine  prima  possibile e si debba  intervenire  attraverso
  questa  finanziaria di emergenza chiederà responsabilità e sostegno
  da  parte  di  tutti  noi.  Grazie  ancora  Presidente  per  questa
  comunicazione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, a proposito di notizie che passano in
  sordina  e  di  sacrifici, il Gruppo parlamentare del quale  faccio
  parte,  del Movimento Cinque Stelle, qualche settimana fa ha donato
  300.000 euro per questa emergenza Coronavirus, di cui 100.000  euro
  alla  Protezione Civile regionale, a testimonianza  del  fatto  che
  doveva  essere  la  Protezione Civile regionale e  deve  essere  la
  Protezione Civile regionale a provvedere all'acquisto di mascherine
  e  di  altri  dispositivi di protezione individuale e la  rimanente
  parte,  200.000  euro  per  l'acquisto diretto  di  apparecchiature
  eletto-medicali ed altri dpi.
   Assessore Razza, è scritto in un vecchio piano pandemico regionale
  mai  approvato del 2009, cioè è scritto chiaramente che deve essere
  la  Regione Siciliana a provvedere all'acquisto dei dispositivi  di
  protezione  individuale.  Detto questo  io  voglio  ringraziare  il
  popolo siciliano che, a differenza di quanto qualcuno va affermando
  nelle  televisioni nazionali, si sta comportando e sta  rispettando
  in maniera solerte le regole, non si tratta di un popolo fatalista,
  non  si  tratta  di un popolo del  comu vieni si cunta   e  non  si
  tratta  di un popolo che non declina il futuro nella propria lingua
  o nel proprio dialetto.
   Presidente, io ho sentito parlare di una finanziaria di guerra  ma
  anziché  parlare  di finanziaria di guerra perché  non  dichiariamo
  guerra  alla burocrazia? Perché sta succedendo che qua parliamo  di
  fondi, di buoni famiglia regionali, quelli nazionali già sono nelle
  tesorerie  comunali, ma questi fondi i siciliani non li vedono.  Se
  il  percorso  di certificazione ed i flussi finanziari sono  quelli
  della certificazione e delle programmazioni europee, questi soldi i
  siciliani li rivedranno alla prossima, speriamo mai, pandemia.
   Quindi,  cerchiamo di dichiarare guerra alla burocrazia e  di  far
  arrivare,  prima  possibile, queste risorse ai  siciliani.  Non  ci
  vuole  nulla di straordinario, abbiamo tutti le tessere  sanitarie,
  c'è  la  Sogei,  e  può essere utilizzato questo percorso  con  gli
  elenchi   che   trasmetterebbero  i  Comuni   per   approvvigionare
  immediatamente  delle  risorse vitali per  le  famiglie  siciliane.
  Diamo liquidità alle imprese pagando i debiti che ha questa Regione
  siciliana  nei  confronti delle imprese e di altri creditori.  Solo
  così  riusciamo  a  dare  un segnale certo e  sicuro  ai  cittadini
  siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Caro. Vorrei segnalarvi il  fatto
  che  ci sono due dibattiti: uno per l'economia e uno per la sanità.
  Quindi,  chi vuole intervenire ora, ovviamente, lo può fare,  ma  è
  ovvio che nei tempi complessivi poi se intervenite tutti ora,  dopo
  l'intervento dell'Assessore Razza, non interviene più nessuno.  Per
  me non c'è problema.
   E'  un  fatto che abbiamo già discusso in Capigruppo. Non possiamo
  stare   otto   ore   qua.   Primo,  perché   gli   Assessori   sono
  particolarmente impegnati in questo momento, e non possono  passare
  una  giornata intera qua. Secondo, perché abbiamo anche altro  tipo
  di problema.
   Per  cui,  se  voi volete, facciamo intervenire l'Assessore  Razza
  adesso, in modo che gli interventi sono per entrambi gli argomenti.
  Per  cui,  se  siete  d'accordo, io darei la  parola  all'Assessore
  Razza. L'Assessore Armao deve andare intanto, poi al limite se può,
  finiti i suoi impegni, tornare ovviamente farebbe una cosa gradita.
  Quindi, diamo la parola all'Assessore Razza.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  io  articolerò una brevissima informativa essenzialmente
  su due questioni. La prima, che immagino sia di interesse generale,
  che riguarda le evidenze epidemiologiche della crisi in Sicilia,  e
  quindi  come  si  sta  manifestando in questi  giorni,  come  si  è
  manifesta fin dall'inizio, e quello lì che da un punto di vista  di
  un  corretto  aggiornamento saranno poi le decisioni che  bisognerà
  iniziare ad assumere in funzioni di questi dati.
   Va  assolutamente detto, però, che tutti i dati vanno interpretati
  con  il massimo della cautela, non fosse altro perché alcuni esempi
  nel mondo segnalano come aree, nelle quali il contagio era iniziato
  a scendere in maniera significativa, poi per calo di tensione o per
  comportamenti diversi, abbia recuperato a crescere. E' il caso  del
  Giappone  e  di  Hong Kong di alcuni giorni fa. Anche  perché,  mai
  dobbiamo dimenticare che noi ci troviamo di fronte ad una infezione
  virale che, ancora oggi, non ha un trattamento farmacologico e  non
  ha  un  vaccino. E quindi si muove per sperimentazioni,  le  ultime
  delle quali sul fronte farmacologico, autorizzate nella giornata di
  ieri  dall'AIFA, e quindi recepite anche dal Ministero della salute
  e  dalle Regioni; però, il quadro di riferimento ci deve portare ad
  esaminare  qual  è  la  condizione attuale  e  quali  comportamenti
  dovranno essere assunti in funzione di essa.
   Però, qualcosa possiamo già iniziare a dire, visto che l'andamento
  della curva per le diagnosi in Sicilia è iniziata a salire con casi
  isolati  alla fine del mese di febbraio, e ha mostrato  il  massimo
  dei  casi positivi il 22 di marzo. Dopo di che ha iniziato una fase
  di  decrescita. Per valutarne l'incidenza, occorre valutare altresì
  l'andamento  della  curva per data di inizio dei  sintomi,  il  cui
  culmine è parso concentrarsi esattamente una settimana prima del 15
  marzo.  Calcolando  il periodo di incubazione medio  di  5  giorni,
  l'inizio  della  riduzione del contagio - per  quanto  riguarda  il
  territorio   della   nostra  Regione  -  potrebbe   ragionevolmente
  collocarsi  attorno  alla  data  del  10  di  marzo,  e   cioè   in
  corrispondenza  dell'avvio  delle prime  misure  di  distanziamento
  adottate attorno all'8 marzo, come l'ordinanza del Presidente della
  Regione  n.  3  dell'8  marzo  2020,  che  ha  previsto  misure  di
  registrazione  ed  eventuale  quarantena,  isolamento  di  soggetti
  provenienti dalle aree nazionali e internazionali a rischio,  dalla
  Regione  Lombardia  ed in particolare, dalle  province  di  Modena,
  Parma,  Piacenza,  Reggio  Emilia, Rimini, Pesaro-Urbino,  Venezia,
  Padova,  Treviso,  Asti,  Alessandria, con destinazione  aeroporti,
  porti e stazioni ferroviarie della nostra Regione.
   Sul piano della valutazione dell'incidenza dei casi positivi è già
  possibile, anche, tracciare un primo profilo, e anche questo merita
  di  essere valutato ed osservato. Ad oggi l'età media indicativa  è
  quella  di 57 anni e si osserva, in particolare, una prevalenza  di
  soggetti di età compresa fra i 50 e i 69 anni che rappresentano  il
  40 per cento del totale.
   Anche  l'andamento  dei ricoverati conferma  il  trend  che  si  è
  stabilito  in epoca successiva al 30 marzo. Al 6 aprile risultavano
  ricoverati 637 pazienti, ed è stato il nostro culmine più ampio, 74
  dei  quali in terapia intensiva. Proprio l'andamento della  terapia
  intensiva  dimostra  che,  nella  Regione  siciliana,  sono   stati
  raggiunti due risultati entrambi importanti.
   Il  primo legato all'assoluta sovrabbondanza del fabbisogno -  mai
  nessun paziente, che ha avuto bisogno di cure in terapia intensiva,
  è  stato  posto a rischio di non ricevere un'adeguata tutela  e  un
  posto  in terapia intensiva - ma è valso anche il numero più  altro
  tra  i  casi  di estubazione e fa davvero piacere. Lo ha annunziato
  l'Azienda  Civico  nella  giornata di  ieri  che  i  due  soggetti,
  trasferiti dalla città di Bergamo in Sicilia in condizioni critiche
  gravissime, siano stati entrambi estubati restituiti ad un  reparto
  a  degenza ordinaria, e che sia iniziata la pianificazione del loro
  trasferimento presso i domicili di origine.
   Per  quanto  riguarda l'incidenza per provincia, la  distribuzione
  del  tasso  di  incidenza  segnala un andamento  che  ha  visto  le
  province di Enna, Messina e Catania tra quelle maggiormente colpite
  in  ragione percentuale. Ciò si deve, essenzialmente, anche per  la
  presenza  in  quei  territori di clusters significativi  che  hanno
  determinato  una  crescita  della  curva  del  contagio.  In   modo
  particolare il cluster più significativo che, ancora oggi  è  sotto
  l'esame,  e  che non si può considerare totalmente circoscritto,  è
  quello relativo alla città di Troina e all'Oasi di Troina.
   I  primi dieci comuni per casi segnalano al primo posto il  Comune
  di  Catania,  a  seguire quello di Messina, Troina,  Caltanissetta,
  Palermo,  Villafrati, Mascalucia, Agira, San Cataldo  e  Salemi  al
  decimo  posto.  Il  tasso di mortalità risulta pari  al  2,32  ogni
  centomila  abitanti, a fronte di un valore delle aree  di  maggiore
  crisi che è pari a 27 ogni centomila abitanti.
   Ad  oggi la Sicilia è penultima, in Italia, per tasso di mortalità
  relativo al rapporto di popolazione.
   Un particolare riferimento deve darsi anche ai casi che riguardano
  i  pazienti  deceduti  e  positivi  al  COVID19.  La  distribuzione
  geografica  vede  prima  la provincia di  Catania,  poi  quella  di
  Messina,  quindi  Palermo, a seguire con le altre province  che  si
  alternano  da un massimo di 7 casi di decessi in tutta la provincia
  ad un minimo di 3.
   L'età  media dei pazienti deceduti, in quanto positivi, è di  77,5
  anni. Le donne sono state 45 alla data di ieri.
   Per  quanto  riguarda le patologie preesistenti, viene  dimostrato
  dall'anamnesi che si è realizzata delle cartelle cliniche di  tutti
  i  pazienti,  che  una  parte significativa di  coloro  che  hanno,
  purtroppo,  perso  la vita in quanto positivi,  presentava  diverse
  comorbilità.  Tra  di  essi  in  31 presentavano  malattie  cardio-
  vascolari,  19 diabete Mellito, 16 malattie respiratorie  croniche,
  10 malattie renali.
   Una   valutazione  importante,  anche  per  tenere   conto   degli
  interventi   che   sono  stati  fatti  in  chiave  restrittiva   ed
  epidemiologica, è stata segnalata in relazione alla sorveglianza ed
  all'isolamento dei soggetti rientrati in Sicilia.
   Ho fatto riferimento prima alla ordinanza n. 3, dell'8 marzo 2020,
  in  cui  è  stata  prevista  la  registrazione,  la  quarantena   e
  l'isolamento  dei  soggetti provenienti dalla  aree  a  rischio.  E
  questo  è stato il primo provvedimento regionale, dettato a livello
  nazionale,  che  disponeva  un quarantena  obbligatoria  anche  per
  soggetti non positivi. Attualmente vige l'ordinanza n. 7, con delle
  evoluzioni  che emergeranno nelle prossime ore, proprio  alla  luce
  dell'impatto epidemiologico che si è potuto misurare.
   Quello che fa particolarmente piacere è il grado di adesione della
  popolazione  alle  misure restrittive. Avrete  letto  sui  giornali
  alcuni giorni fa che la Sicilia è risultata tra le Regioni italiane
  con geo-localizzazione dei telefoni cellulari con minore movimento.
   Questo,  probabilmente, andrà individuato come una  delle  ragioni
  della, tutto sommato, contenuta espansione del virus nel territorio
  della  nostra Regione, ma devo dire che analoga attenzione è  stata
  riservata  dai  cittadini siciliani a tutte  le  misure  aggiuntive
  richieste  dal  Governo  della  Regione,  unitamente  alle   misure
  adottate dal Governo nazionale. Vi potremmo fare avere la relazione
  finale  quando  verranno acquisiti i dati di  ogni  territorio  per
  essere  trasmessi a comuni e province, ma siamo la Regione italiana
  che  ha  posto obblighi di isolamento più ampi in tutta Italia  per
  soggetti  non positivi, e  che ha individuato nel secondo  articolo
  dell'ordinanza   n.   7   del  Presidente  della   Regione   misure
  ulteriormente     restrittive    di     separazione     all'interno
  dell'isolamento domiciliare, che hanno riguardato i familiari  o  i
  conviventi di soggetti positivi posti in isolamento domiciliare.
   Da  questo  punto di vista, e conclusivamente con  riferimento  al
  profilo  epidemiologico, va rilevato che l'attuale scenario risulta
  significativamente  modificato da due ordini  di  misure  che  sono
  state  entrambe adottate: la prima è il distanziamento sociale,  la
  seconda è l'isolamento precoce di soggetti potenzialmente fonti  di
  esposizione in quanto provenienti da aree a maggiore rischio.
   Il  profilo  della  curva  è  stato chiaramente  rimodulato  dalle
  pratiche  di stanziamento sociale con limitazione dei movimenti  su
  larga  scala,  con  particolare riferimento alla sospensione  delle
  manifestazioni ed eventi in luogo pubblico e privato, nonché  delle
  attività didattiche intervenute in Sicilia alcuni giorni prima  del
  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020,  ed
  ulteriormente  controllato,  impedendo  che  i  soggetti  da  prima
  rientranti dalla zone rosse del Nord Italia, e successivamente  dal
  resto  del  Paese, potessero venire in contatto con la  popolazione
  locale  suscettibile.  E tenete conto delle  date  e  delle  curve,
  perché  altrimenti  il fenomeno rischia di non spiegarsi  anche  in
  relazione  a  provvedimenti ed a Regioni confinanti  rispetto  alla
  nostra,  vedrete  che  tutti  questi  provvedimenti,  il  combinato
  disposto   di   quelli  nazionali  e  di  quelli  regionali,   sono
  intervenuti tra la data dell'8 marzo e la data del 15 marzo.
   Il  periodo  di  incubazione della malattia  è  di  15  giorni,  è
  evidente  che  nella  prima  settimana  di  aprile,  nella  seconda
  settimana  di aprile, si possono misurare gli effetti delle  misure
  di  contenimento  che  sono  state  adottate,  quanto  dal  Governo
  nazionale tanto dal Governo della Regione.
   Le  ultime  due  questioni  che voglio  affrontare  sono  relative
  all'efficacia  di  piano  di intervento ospedaliero,  vi  ho  fatto
  riferimento  alcuni minuti fa. Il primo di intervento  ospedaliero,
  ha consentito alla Regione siciliana di potere approntare un numero
  adeguato  di  terapie intensive dedicate, di potere  approntare  un
  numero adeguato di posti letto e, giornalmente, qualsiasi cittadino
  voglia  fare  accesso  formale ai nostri sistemi  informatici,  può
  avere  il  tabulato, lo potranno fare i parlamentari  che  vorranno
  farne riferimento, perché troppe volte ho letto che la Sicilia  non
  avrebbe   predisposto   misure  adeguate   dal   punto   di   vista
  dell'assistenza ospedaliera.
   Le  responsabilità  individuali sono un conto, devono  e  dovranno
  essere  accertate, la responsabilità di sistema che prima  che  chi
  governa riguarda l'efficacia del sistema sanitario, la sua qualità,
  l'impegno  ed il lavoro degli operatori, penso, che non sia  giusto
  venga messo in discussione, anche perché in tantissimi hanno fatto,
  stanno facendo e continuano a fare degli sforzi significativi.
   Sapete,  per  averlo letto, che il piano di intervento ospedaliero
  trasmesso  teneva conto di una valutazione epidemiologica trasmessa
  dall'Istituto  superiore  di  sanità,  e  che  quella   valutazione
  epidemiologia trasmessa dall'Istituto superiore di sanità, come  ho
  chiaramente indicato nella relazione, non teneva ancora in adeguata
  possibile   commisurazione  l'efficacia  delle  misure  contenitive
  tempestivamente adottate, sia dallo Stato che dalle Regioni.
   Al momento della sua pianificazione il buon senso e la precauzione
  imponeva  e,  se  mi consentite, continua ad imporre  ancora  oggi,
  perché  sono troppo pochi i giorni nei quali si osserva un fenomeno
  di  gradato livellamento della curva epidemiologica, ma  la  nostra
  caratteristica  e la caratteristica di evoluzione del  contagio  in
  Sicilia, ha mostrato come un numero significativo di focolai  siano
  nati  su  clustering individuali, e poi si siano diffusi  prima  di
  essere adeguatamente contenuti.
   Questo  ci  fa dire che, nonostante i valori sembrano incoraggiare
  verso  elementi di assoluta positività, mai come in questo  momento
  ci sono tre date significative, le festività pasquali, il ponte del
  25  Aprile e la giornata del primo Maggio. Sono tre momenti in  cui
  il  possibile allentamento di tensione potrebbe comportare un venir
  meno di misure di avvicinamento sociale.
   Se  io penso alla nascita del focolaio di Salemi, penso alla festa
  di  laurea  di un ragazzo che ha determinato il decimo  Comune  per
  contagi,  se io penso ad alcuni dei focolai che si sono  sviluppati
  in  provincia di Messina, penso al rientro in Sicilia di un  gruppo
  di  cittadini che erano stati a sciare, se penso al focolaio che si
  è  dipanato,  e  poi immediatamente circoscritto  nell'ospedale  di
  Sciacca,  penso  al comportamento individuale di un  professionista
  che,    rientrando   da   fuori,   ha   contagiato   alcuni   altri
  professionisti.
   Allora,  il complesso di queste valutazioni, ci consente  di  dire
  che  la  principale, più importante, effettiva, ed efficace  misura
  che  è  stata  adottata  è  e  continua  ad  essere  la  misura  di
  contenimento sociale.
   Alla  luce di questo, e dell'evoluzione, ritengo poi che  dobbiamo
  abituarci,  per  quello  che  avevo segnalato  all'inizio  del  mio
  intervento,   ad  una  situazione  comunque  di  latente   contagio
  permanente.  Questo vuol dire che anche le graduali azioni  che  il
  Governo  nazionale sta pianificando, di cosiddetta fase 2, dovranno
  comunque vederci adottare dei comportamenti individuali che tengano
  conto  della  particolarità di un fenomeno virale che, come  dicevo
  prima, non conosce né una terapia farmacologica, né una terapia  di
  vaccino che possa impedirne la diffusione.
   L'auspicio  di  tutta  la comunità scientifica,  e  che  tutto  il
  sistema  politico fa proprio, è ovviamente che si possa  approntare
  al  più  presto  tanto l'una quanto il vaccino,  però  noi  dovremo
  probabilmente  adeguare anche la pianificazione ospedaliera  a  una
  situazione nella quale non ci sarà bisogno di immaginare una nuvola
  di   crescita   nel  contagio  a   livello  esponenziale,   ma   un
  mantenimento   graduale   del   contagio,   il   quale   comporterà
  evidentemente  la previsione di strutture ospedaliere  che  saranno
  dedicate  in  permanenza alla gestione dei malati da Covid-19,  che
  non avranno bisogno di cubare tremila e cinquecento posti letto, ma
  che  avranno  bisogno di assicurare comunque la  presenta  di  team
  specifici,   di  team  specializzati  e  di  persone  che   possano
  occuparsi,  territorio per territorio, e provincia  per  provincia,
  dei pazienti eventualmente contagiati.
   Però,  lo dicevo prima, è tempo di avviare una riflessione  e  una
  programmazione, non è ancora oggi il tempo di mettere in atto delle
  misure che avrebbero un doppio effetto negativo, il primo quello lì
  di  trasmettere ai cittadini che tutto è alle nostre spalle, mentre
  così  non  è, il secondo quello, nella malaugurata ipotesi  di  una
  crescita  esponenziale  di  contagio, evidenziare  un  sistema  che
  potrebbe  non essere adeguatamente pronto a raccogliere le esigenze
  di tutti.
   Frattanto, sia da parte della protezione civile nazionale, che  da
  parte  della  Regione, arriva sempre più cospicua la  dotazione  di
  dispositivi  di protezione individuale. Mi ha fatto  molto  piacere
  che  si  sia  avviata  una  distribuzione  capillare  in  tutto  il
  territorio,  è  evidente che quella dei dispositivi  di  protezione
  individuale,  proprio perché l'emergenza non si  chiude  e  non  si
  arresta,  è  una  fornitura  che  dovrà  procedere  nel  tempo   ed
  estendersi  il  più possibile, così come l'attuazione  di  test  ad
  ampio  spettro sulla popolazione che possano garantire, in  maniera
  più serena, l'apertura anche delle attività imprenditoriali e delle
  attività commerciali.
   Da  questo  punto  di vista, abbiamo fatto degli ordinativi  molto
  importanti,  studieremo  una  valutazione  di  utilizzo  a  livello
  epidemiologico  di  test  a  larga  scala.  Alcuni  giorni  fa,  il
  Ministero  della Salute ne ha consentiti 11 tra quelli che  avevano
  richiesto  di  poter  essere  immessi nel  mercato  nazionale,  noi
  ovviamente  ci  siamo fatti carico di far raggiungere adeguatamente
  gli ordini per il fabbisogno della nostra Regione.
   Un'ultima questione, perché so che è animato, e ragionevolmente  è
  giusto anche che sia così, è il tema della prova sul tampone. Sono,
  avrete  visto  anche i numeri in questi giorni, gradualmente  molto
  cresciute  le  prove a tampone, si arriverà oggi  a  circa  25.000.
  Però,  anche qui, dobbiamo comprendere non soltanto il tema  che  è
  stato  affrontato  in tutta Italia dei reagenti,  del  numero,  nei
  giorni  scorsi  noi  abbiamo  potuto  acquisire  una  fornitura   e
  consegnato  una  fornitura di oltre 20.000 tamponi con  i  relativi
  istruttori reagenti, abbiamo aumentato, acquistandole, più macchine
  di  laboratorio  per  far crescere anche la potenzialità.  Ad  oggi
  siamo    ad    una    potenzialità,   anche   grazie   all'Istituto
  zooprofilattico, di 1800/1900 esami al giorno.
   La  rete  dei  laboratori  privati si sta dotando  delle  macchine
  necessarie per far in modo che, gradualmente, questo emerga  ancora
  di  più,  però  nel  numero e nel computo dei tamponi  che  vengono
  effettuati,  noi  dobbiamo sempre differenziare  due  tipologie  di
  fattispecie. La fattispecie dei soggetti sintomatici o di contorno,
  con  soggetti  sintomatici,  quindi  essenzialmente  chi  ha  avuto
  contatti  con  soggetti  positivi, e la fattispecie  relativa  alle
  altre  tipologie di accertamento, che vengono fatte sulle categorie
  individuali di persone.
   Il  fatto che da noi ci sia stato un cospicuo numero inferiore  di
  soggetti  positivi  determina una automatica riduzione  del  numero
  delle prove da effettuare su quella fattispecie specifica, perché è
  sensibilmente  inferiore  rispetto a  quella  delle  altre  Regioni
  italiane. Quindi, anche commisurare il dato, come ho visto è  stato
  anche  fatto  su  alcuni  quotidiani,  in  riferimento  asettico  e
  numerico,  non  tiene conto di tutto quell'andamento epidemiologico
  che abbiamo osservato prima.
   Se  si  evidenziano 8 casi di soggetti positivi in  un  territorio
  provinciale, il tampone andrà fatto sui contatti diretti di  quegli
  8 casi. Se quei casi fossero stati 80, si sarebbe dovuto effettuare
  sugli  80 casi. Anche di questo teniamo conto, perché è un elemento
  di  verità  che  dobbiamo  introdurre in  questo  dibattito.  Mi  è
  spiaciuto  molto il rallentamento nelle prove di cui abbiamo  anche
  detto.  Ne ha parlato il Presidente della Regione, ma la immissione
  sul mercato di più laboratori, di più reagenti e di più tamponi sta
  consentendo, gradualmente, di fare crescere il numero.
   Il  Comitato  tecnico-scientifico, avete letto e concludo,  ci  ha
  consentito di poter far riferimento anche ai test sierologici, test
  sierologici  che, in ogni caso, si accompagnano ad una  valutazione
  di    ordine    epidemiologico,   sicché   quando   noi   valutiamo
  sostanzialmente come equivalente il tampone che estrae l'Rna virale
  ed  il test sierologico che individua gli anticorpi gg e gm, stiamo
  dicendo  qualcosa che scientificamente rappresenta  evidenze  molto
  diverse,  non  fosse altro che gli anticorpi  gg  e  gm  vengono  a
  formarsi  nel momento in cui c'è già stata una fase di  positività.
  Quindi,  se  io  nella evidenza della curva vado ad individuare  la
  prova  sierologica  nel momento in cui il soggetto  è  positivo,  è
  chiaro che non troverà anticorpi, ma questo non vuol dire che  quel
  soggetto non sia, o non sia stato, un soggetto positivo.
   Quindi,   differenziamo  le  tre  azioni:   contenimento   sociale
  principale delle azioni, prova del tampone sui soggetti individuati
  dalle  linee  guida  nazionali  e dai pronunciamenti  del  Comitato
  tecnico-scientifico, utilizzazione di altri strumenti  di  indagine
  su  larga scala, ampliando così di molto la platea ai fini  di  una
  valutazione di impatto epidemiologico che possa consentire anche la
  graduale  apertura  di  una  fase 2,  sia  di  natura  sanitaria  e
  soprattutto di natura economica e commerciale.
   Il  dramma  resta  sempre  quello di veder decrescere  l'emergenza
  sanitaria  e contemporaneamente, dovendo comunque mantenere  misure
  di risanamento, vedere amplificare in maniera sensibile l'emergenza
  economica. L'una e l'altra sono figlie della stessa azione che sono
  certo  che  il Parlamento, tutto insieme, vorrà valutare fin  dalle
  prossime giornate. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, mi permetta di rivolgere l'apprezzamento
  all'Assessore Razza per gli sforzi che si stanno facendo in  questi
  giorni,  in  queste settimane con i mezzi che ci sono, che  sono  a
  disposizione.
   Mi  permetto,  Assessore, di ricordarle che un'azienda  sanitaria,
  quella  di  Agrigento, è ancora con un facente funzioni.  Forse  in
  tempi  di  guerra avere generali insediati al comando e quindi  una
  governance perfettamente in condizione di potere reagire,  è  anche
  un  segno  di  chiarezza  e  di responsabilità  per  quanti  devono
  lavorare in quell'azienda sanitaria.
   Signor Presidente, ovviamente a lei ci rivolgiamo perché poi possa
  riferire all'Assessore Armao le valutazioni che quest'Aula  ritiene
  di   fare,   di  alcune  indicazioni  che  sono  state   abbastanza
  contraddittorie.  Lei  parlava, Presidente,  di  una  delibera  che
  sarebbe  stata approvata ieri, dall'Assessore Armao abbiamo  saputo
  che  c'è  stata soltanto una discussione informale in  Giunta,  dai
  giornali  abbiamo  saputo  che era stata  approvata  una  bozza  di
  finanziaria.
   Continuiamo  a  non  capire  esattamente  cosa  sia  accaduto,  ci
  auguriamo che oggi questo confronto con maggioranza e opposizione e
  il Presidente Musumeci non sia soltanto una forma retorica di buone
  creanze ma rappresenti anche un passaggio sostanziale, perché siamo
  preoccupati.
   Le   preoccupazioni  che  esprimeva  il  Capogruppo  del   Partito
  Democratico sono anche le mie, noi dobbiamo immaginare una legge di
  bilancio  e  quindi di spesa a legislazione vigente e  temiamo  che
  questo  negoziato  sul quale c'è il nostro sostegno,  naturalmente,
  affinché  queste  somme  si recuperino, si  possano  mettere  nella
  disposizione di spesa.
   Temiamo  che affidarci soltanto alle provocazioni di un  negoziato
  del  quale  non  conosciamo né i tempi né gli esiti rappresenti  un
  vulnus naturale oltre che costituzionale-giuridico per una legge di
  bilancio  e  per  una  legge di spesa. E non vorremmo  trovarci  di
  fronte  a  una  replica  dell'imbarazzante  teatrino  delle   buone
  intenzioni  a cui abbiamo assistito la settimana scorsa  quando  il
  Presidente  Musumeci ci ha detto che 100 milioni erano  disponibili
  con  provvedimento  necessario  e  urgente,  per  poi  scoprire  il
  Presidente  e il suo Assessore Armao che la capacità  di  spesa  di
  questi  100  milioni era ridotta al minimo; 70  milioni  legati  ai
  Fondi  POC  quasi certamente non potranno essere se  non  in  tempi
  lunghissimi  rimodulati, i 30 milioni di  FES  che  possono  essere
  rimodulati  prevedono - come è stato ricordato anche  stamattina  -
  una  serie  di  passaggi  abbastanza  imbarazzanti,  necessità   di
  rendicontazione  da  parte di coloro che riceveranno  eventualmente
  questi  aiuti  per cui la ricevuta del pacco di pasta dovrà  essere
  consegnata affinché si possa poi, attraverso un lungo iter,  potere
  percepire queste risorse.
   Siamo  di fronte a un tempo in cui ogni parola spesa, ogni impegno
  assunto,  ogni  immagine  recuperata dal futuro  e  proiettata  nel
  presente  come garanzia, certezza di intervento e di spesa  produce
  conseguenze,  produce conseguenze di attesa  e  anche  di  tensione
  sociale.
   Il  giorno  dopo l'annuncio della disponibilità dei  100  milioni,
  davanti ai municipi siciliani c'era la fila delle persone che erano
  convinte che si distribuissero subito pacchi di pasta.
   La  possibilità di andare a procedure che siano assai più  snelle,
  come  qui  è  stato  ricordato, come più volte ha ripetuto  l'Anci,
  chiedere  che  si  riuniscano i consigli comunali  per  votare  una
  variazione  di  bilancio  vuol dire che questi  fondi  non  saranno
  disponibili, certamente non in tempo di emergenza, quindi su questo
  una  maggiore  attenzione  e una maggiore efficacia,  non  soltanto
  nell'annuncio,  ma  è  la concretizzazione di  ciò  che  l'annuncio
  contiene.
   Sulla  finanziaria,  Presidente,  restiamo  in  attesa  di  capire
  esattamente quali siamo le intenzioni del Governo, non c'è soltanto
  un  problema  legato alla disponibilità o meno di questi  fondi  da
  negoziare, ma anche capire come il Governo intende costruire questa
  finanziaria, se deve essere realmente e soltanto una finanziaria di
  spesa  d'emergenza, o se ancora una volta si cederà alla tentazione
  di  infoltire questa finanziaria anche di provvedimenti di spesa di
  natura  politica.  Perché,  se così, e  a  questa  Assemblea  verrà
  chiesta una prova difficile, ardua, io penso che l'opposizione  sia
  assolutamente  disponibile a sostenere una  finanziaria  che  abbia
  l'obiettivo di affrontare l'emergenza con spese che siano a  quella
  emergenza destinate.
   Nel  momento  in  cui diventa una legge di spesa, in  cui  occorre
  inserire  altre intenzioni, altri obiettivi, altre spese, e  quindi
  farne  un  pacchetto  di proposte che ha una  matrice  e  un  senso
  profondamente politico, naturalmente questa Assemblea dovrà  trarre
  le conseguenze dal confronto politico con il Governo.
   Ci  auguriamo,  così  come  è stato più volte  detto  dal  Governo
  regionale,  dal  Presidente Musumeci, che questa finanziaria  serva
  intanto,  anzitutto  e  soltanto  da  affrontare  questo  tempo,  e
  soprattutto,  Presidente, ci auguriamo di avere  qualche  punto  di
  certezza, perché le parole pronunciate oggi dall'Assessore Armao ci
  hanno molto preoccupato.
   Noi   siamo  d'accordo  con  lui,  sono  tutte  cifre  che   vanno
  recuperate,  rimodulate, il negoziato con il  Governo  centrale  va
  fatto  senza  alzare i toni, come è accaduto qualche settimane  fa,
  tendando inutilmente il conflitto politico, ma provando a portare a
  casa  queste  somme,  ma  se questa certezza  non  c'è,  mi  sembra
  difficile riuscire ad avere in tempi stretti una legge di spesa,  e
  questo sarebbe molto preoccupante.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, velocemente in questi  tre  minuti
  che  ho  cercherò di esprimere le cose che penso che  siano  giuste
  dire.
   Innanzitutto, mi dispiace che non c'è il Presidente della Regione,
  perché  anche  chi viene da lontano come me, che  fa  sei  ore  per
  andare e per ritornare, non ha poi difficoltà ad aspettare anche un
  pomeriggio, o anche ventiquattro ore per avere il Presidente  della
  Regione in Aula, ma lui questa sensibilità non c'è l'ha, ma secondo
  me  non  ha neanche il coraggio di ascoltare i parlamentari che  la
  pensano diversamente da lui, anzi li soffre.
   Aberrante l'intervento dell'Assessore Armao, dove noi come Regione
  siciliana aspettiamo il mondo che ci metta in condizione di fare il
  nostro  bilancio,  la nostra finanziaria. Questo è  aberrante   Noi
  dobbiamo  fare  innanzitutto la nostra finanziaria, con  le  nostre
  risorse,  dobbiamo individuare i nostri interventi per  l'emergenza
  Coronavirus,  non tra cento anni, ma lo dobbiamo fare subito,  anzi
  lo dovevamo fare già ieri, quindi su questo un velo pietoso, già il
  mio Capogruppo è stato profondamente chiaro.
   Così  come la barzelletta dei cento milioni di euro, lo slogan  di
  Musumeci  fatto  a  fine di marzo, dove abbiamo  cento  milioni  ai
  comuni.  Non esiste nulla  C'è una delibera, solamente,  di  trenta
  milioni  di euro, e non di cento milioni, quindi già la prima  cosa
  non  vera,  e  dei 30 milioni chissà quando potranno arrivare  alle
  famiglie,  forse  a  maggio,  forse  a  giugno,  non  lo  sappiamo,
  sicuramente  non ai primi di aprile così come tutti ci aspettavamo.
  Mi  permetto di ricordare che i soldi dello Stato per il  66%,  più
  gli aiuti alimentari, già ci sono.
   Sulla  Sanità lei è venuto a farci una bella scaletta,  Assessore,
  ma il quadro della sua sanità l'abbiamo visto sulla trasmissione di
  Report,  dove  ha dipinto, dove vi ha detto che siete stati  capaci
  solamente  in quei passaggi a dimostrare tutto quello  che  non  va
  fatto  per affrontare l'emergenza coronavirus, e quella sola è  una
  parte. La sua sanità è la sanità che ha messo in condizione persone
  di  non  essere ricoverate, la sua sanità sono le non risposte  del
  Direttore generale di Siracusa, la sua sanità, quella che lei copre
  anche quando ha fatto gli esempi di Sciacca e di altri comuni.
   A  Sciacca è stato spostato un Direttore sanitario per molto  meno
  rispetto a quello che è successo a Siracusa. La sua sanità è quella
  che  sosteneva che non andavano fatti i tamponi a Rizzuto  e,  dopo
  dodici ore, Rizzuto era ricoverato con la polmonite grave, e lei lo
  sa. Questa è la sua sanità ed il suo modello di sanità.
   E  non  ci venga a raccontare - e concludo subito - la barzelletta
  che  noi  siamo  stati  così  bravi  che  avevamo  tante  sale   di
  rianimazione rispetto alle persone che non ne hanno avuto bisogno.
   Noi  dobbiamo  ringraziare  solamente  Dio  che  ci  ha  messo  in
  condizione di non avere tutto il bisogno che hanno avuto  nel  Nord
  Italia,  perché noi stiamo gestendo l'ordinaria amministrazione  in
  questo momento.
   E davvero, se fosse successo quello che è successo al Nord, chissà
  quanti milioni di persone noi dovevamo piangere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   voglio
  innanzitutto stringermi alle famiglie che hanno perso i loro  cari,
  ed   ancora  oggi  ci  sono  famiglie  che  lottano  per  la  vita,
  soprattutto in Nord Italia.
   Voglio  ringraziare  tutti gli operatori sanitari,  i  medici,  la
  Protezione civile e, soprattutto, la Croce rossa che, con  migliaia
  di  volontari,  opera nel territorio regionale e nazionale,  spesso
  anche senza gli adeguati presidi di sicurezza.
   Per  quanto  riguarda il fronte sanitario, io apprezzo  tantissimo
  gli  sforzi  operati da questo Governo regionale  e  dall'Assessore
  Razza.
   Tuttavia,  non  mi  esimo  dal  dire  che  esistono  ancora  delle
  inefficienze  che  vanno assolutamente risolte e mi  riferisco,  in
  particolare,  ad alcuni ospedali, alcune strutture ospedaliere  che
  non hanno adottato delle adeguate procedure di sicurezza per quanto
  riguarda  la  distinzione tra i percorsi puliti e non,  tant'è  che
  siamo dovuti intervenire con degli atti parlamentari urgenti.
   Mi  riferisco,  in  particolare, all'ospedale Civico  di  Palermo,
  assessore Razza, che, dopo l'atto parlamentare presentato, sappiamo
  che  ha  già  provveduto  allo spostamento  di  alcuni  reparti  di
  medicina  1  e  medicina 2 che insistevano nello stesso  padiglione
  dove era stata individuata la struttura, il reparto COVID.
   Mi  associo  alla richiesta di intervento sulla ASP  di  Siracusa,
  perché  sono  state  delle scelte a dir poco di  dubbia  entità  e,
  soprattutto,   vorrei  che  l'assessore  intervenisse   con   delle
  verifiche   e  dei  controlli  un  poco  più  puntuali  su   queste
  situazioni.
   Le faccio, in particolare, poi, una richiesta - ed un suggerimento
  -  se fosse possibile utilizzare il metodo, il modello Veneto,  con
  cui  hanno  creato  una  sorta  di task  force  medica  per  andare
  direttamente ai domicili, ed evitare che siano i pazienti  sospetti
  COVID ad assembrare le strutture ospedaliere, proprio per contenere
  maggiormente i contagi. Questo modello, utilizzato nel  Veneto,  ed
  anche  in  alcune città del Nord Italia, sta portando degli  ottimi
  risultati.
   Un'ulteriore richiesta: l'ospedale di Pantelleria.
   L'ospedale  di Pantelleria sappiamo che - soprattutto  per  quanto
  attiene  il  punto nascite - non ha dei criteri tali da  consentire
  l'apertura  del  punto nascita. Però, le chiedo di rivedere  questa
  vicenda,   perché  sappiamo  che  Pantelleria  è   l'unico   comune
  attualmente  in  Regione Sicilia a non avere nessun  contagio.  Non
  possiamo  permettere che le partorienti vadano a Trapani,  e  farsi
  ricoverare  lì  per  partorire e portare  eventualmente  l'epidemia
  Covid  19  a  Pantelleria,  quindi le  chiedo  di  rivedere  questa
  decisione, naturalmente insieme al Ministero della salute.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Amata.  Ne  ha
  facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, se  oggi
  registriamo  certi  numeri,  anche a  differenza  delle  previsioni
  paventate,  se  possiamo  raccogliere  questo  trend,  lo  dobbiamo
  certamente  - e questo va detto - alle immediate misure restrittive
  messe  in  campo dal Presidente Musumeci, ma non solo,  anche  alla
  buona volontà dei cittadini siciliani.
   Ci  sono  diversi risultati ottenuti in modo brillante, dei  quali
  abbiamo il dovere di dire, il privilegio di poterci vantare, e  non
  come maggioranza di Governo, ma intanto come siciliani.
   Sino  ad oggi, abbiamo detto, siamo riusciti a contenere i rischi,
  ma non dobbiamo abbassare la guardia, lo ha detto anche l'assessore
  Razza,  non  mettiamo  alle spalle tutto,  chiediamo  ai  cittadini
  siciliani  di continuare a restare a casa. Rispetto ai posti  letto
  sia  ordinari  che  di terapia intensiva, è stato fatto,  assessore
  Razza,   un  ottimo  lavoro,  nel  mio  territorio  nel  territorio
  messinese  un esempio di evidente valore è rappresentato dal  Cutrò
  Nizoda  di  Barcellona, dove in brevissimo tempo siamo  riusciti  a
  raddoppiare  la disponibilità dei posti. E' ovvio,  si  può  sempre
  migliorare  la  situazione, ma questo sta nelle  cose,  ad  esempio
  abbiamo  chiesto il potenziamento dell'ospedale di  Leonforte,  che
  risulta  strategico  geograficamente,  la  riapertura  del   pronto
  soccorso  di  Giarre,  che era già prevista comunque  nel  mese  di
  maggio,  e  questo sarebbe anche un valido aiuto per l'ospedale  di
  Acireale.
   Un  risultato  importante  di  queste  ore  è  stato,  finalmente,
  l'arrivo  dei  dispositivi di protezione  personale  per  i  nostri
  medici, per tutto il comparto sanitario, questa si è un'ottima  una
  buona  notizia, chiedevano semplicemente a gran voce, lo chiedevano
  a  tutti, di poter lavorare in sicurezza, per questo motivo  il  18
  marzo, da questo microfono, le avevo chiesto di creare quella  task
  force siciliana per l'acquisto di questi dispositivi, perché a  mio
  parere  non  potevano continuare ad aspettare la protezione  civile
  nazionale,  che continuava ad utilizzare il sistema Consip  con  la
  consegna  della  merce,  sicuramente non in  tempi  confacenti  con
  l'emergenza   che   stavamo  e  che  stiamo  vivendo,   arriveranno
  certamente  con forza e effetti deflagranti, e per questo  dobbiamo
  iniziare a pensare a come sostenere la ripresa delle nostre piccole
  e medie imprese, dei settori produttivi, delle partita iva.
   Le  piccole  e  medie  aziende hanno bisogno  di  ossigeno  adesso
  assessore,  hanno necessità di sapere che davvero si sta procedendo
  a  non  soffocarle, ma a sostenerle in questo tremendo momento,  su
  tutti  penso agli artigiani, in Sicilia sono 17.000, e ad oggi  non
  possono  beneficiare  della cassa integrazione  in  deroga  per  un
  cavillo,  siamo in emergenza e sono 17.000, dobbiamo aiutarli,  non
  possiamo  girarci certamente dall'altra parte, so  che  ieri  si  è
  riunita la Commissione lavoro presieduta dal collega Sammartino,  e
  che  ha preparato che ha ipotizzato una soluzione, e mi auguro  che
  si possa applicare.
   Penso  al  settore turistico alberghiero, la stagione purtroppo  è
  saltata  per  tutti,  un  danno  incalcolabile   Bisogna  garantire
  liquidità  a  tutti ed in tempi veloci, mi riferisco alle  famiglie
  assessore, le famiglie che oggi hanno i frigoriferi vuoti.  Chiedo,
  in  ultimo,  a  nome di Fratelli d'Italia, che nel  ridisegnare  la
  nostra sanità, assessore, perché alla luce di quanto accaduto dovrà
  obbligatoriamente essere scritta una nuova pagina, dove  la  parola
  taglio dovrà essere sostituita dalla parola investimento.
   Si  tenga  conto  della necessità di fare un balzo  in  avanti  in
  termine  di  tecnologia  sanitaria, mi  riferisco  a  quei  sistemi
  modulari  e indossabili che consentono nei reparti, nelle  case  di
  cura, ma anche a casa, il monitoraggio continuo dei pazienti. Se li
  avessimo  avuti  in  questo  momento,  avremmo  potuto  sicuramente
  diminuire il contagio dei nostri medici.
   Avevo  tanto  altro da dire, purtroppo il tempo è  quello  che  è,
  spero di poterci confrontare presto.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, prendiamo atto che il Governo  ha
  deciso che non c'è spazio per alcun confronto, che non c'è rispetto
  per la funzione parlamentare e per il Parlamento, solo burocratiche
  informazioni di dati che già sapevamo.
   Ritengo  che  l'intervento  -  e  mi  dispiace  che  non  ci   sia
  l'assessore Armao - sia veramente imbarazzante. Se fosse qua vorrei
  sapere,  lo  dirò  tanto perché resti agli atti, visto  che  non  è
  possibile  un nostro apporto, vorremmo sapere cosa si sta  facendo,
  per  esempio,  cosa  stanno facendo Ircac,  Irfis  e  la  Crias,  a
  proposito  c'era pure l'Irca ma non so che fine ha fatto.  Vorremmo
  capire  che  cosa è questo accordo ABI, perché io sento  artigiani,
  commercianti, imprenditori, sindacati, le banche continuano  a  non
  dare un euro. Che fine hanno fatto i cento milioni? Io ritengo  che
  sia indispensabile, se vogliamo pensare di non distruggere tutte le
  imprese  siciliane che si metta mano ad un tavolo di crisi  di  cui
  facciano parte parti sociali, sindacati, direi anche Parlamento,  i
  sindaci.  Oppure  si pensa all'autosufficienza del governo?  Questo
  vorrei che mi si rispondesse.
   E  poi,  l'assessore angli Enti Locali dov'è? Qua  i  sindaci,  in
  tutta  la Sicilia, ce ne sono tanti che stanno impazzendo,  pensano
  che  sia la grande occasione della vita la disgrazia che è capitata
  al  paese  e  alla  Sicilia. Non c'è nessuno che  li  richiama  per
  esempio  perché  questi possano pensare ai meno  abbienti,  possano
  pensare  ai  disabili, possano controllare i prezzi perché  come  è
  stato  detto c'è gente che vergognosamente sta facendo  crescere  i
  prezzi,  questo  dovrebbero fare i sindaci.  Dovrebbero  pensare  a
  sopportare i furbi, e mi riferisco ad alcuni sindaci, non a tutti i
  sindaci  perché ce ne sono tanti altri che invece stanno sopperendo
  a tutta una serie di mancanze istituzionali con senso dello Stato e
  rigore.  Però  non possiamo dare spazio ad esibizioni continue  che
  mettono a repentaglio la stabilità dello Stato.
   Andando alla sanità - e concludo - capisco che quello che ha detto
  l'assessore  Razza  lo intendo come informazione,  informazione  di
  dati che già sappiamo ma intanto dobbiamo pensare, assessore Razza,
  ad  una  sanità  diversa da quella che fronteggia  il  Coronavirus,
  portare  a  sistema una organizzazione di una medicina diversa  che
  privilegi  la medicina a domicilio, che privilegi la tele-medicina,
  che non neghi il diritto alla salute dei malati

   PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, ho altri iscritti a parlare.

   DE  DOMENICO.  Ho  finito. Degli immunodepressi  e  dei  disabili.
  Questa  è  una richiesta fondamentale che noi facciamo,  così  come
  quello  di  sapere,  vorremmo sapere se  nel  nostro  territorio  i
  reagenti ai tamponi sono arrivati o no.

   PRESIDENTE. Ne ha già discusso di questo l'assessore.  Per  favore
  rispettate  i  tempi  perché altrimenti  devo  ad  un  certo  punto
  interrompere e non fare parlare qualcuno.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Vediamo  di  accendere la Ferrari.  Dunque,  Presidente,
  grazie  intanto per la mia prima opportunità da quando  è  accaduto
  quello che è accaduto. Ci troviamo in un momento molto difficile.
   Io,  per  quanto riguarda il collega del PD Nello Dipasquale,  gli
  ricordo  che  quasi  8  miliardi sono stati sottratti  dalla  legge
  Balduzzi e quindi le Regioni hanno ridimensionato e abbiamo perso 7
  mila   posti  in  Italia.  Quindi,  è  inutile  discutere  e   fare
  ragionamenti  negativi  nei  confronti del  Governo  regionale,  in
  particolare all'Assessore alla sanità.
   La  seconda  cosa  è che io ho presentato una interpellanza  e  un
  ordine del giorno e una interrogazione appunto per la spesa dei 100
  milioni di euro. I 100 milioni di euro che io sono convinto che poi
  alla  fine,  il  che  ne  dica  qualcuno  all'opposizione,  vengono
  sicuramente   inseriti  nel  contesto  del  bilancio  regionale   e
  approfittiamo che in questa finanziaria, perché i momenti difficili
  per le famiglie meno abbienti non sono affatto finiti.
   Quindi,  in  questa  interrogazione e in questa  interpellanza  ho
  chiesto  al  Governo della Regione di preparare  immediatamente  un
  nucleo,  una  task  force, un gruppo che sempre faccia  parte,  che
  venga creata all'interno della Regione siciliana quindi senza oneri
  aggiuntivi,   appunto   per  affrontare  queste   problematiche   e
  approfittare del fatto che oggi abbiamo contezza che  i  Comuni,  i
  Sindaci  che  si interfacciano con la Regione siciliana  finalmente
  parliamo   di   numeri  veri.  Quindi  in  questo  senso   vogliamo
  sicuramente  dare  un  input, anche a  livello  nazionale,  che  la
  Regione si muove per quanto riguarda le famiglie meno abbienti.
   La  cosa  più  importante  è  quella di prevedere,  appunto  nella
  interrogazione faccio questa domanda, di intervenire immediatamente
  per  quei lavoratori che sono stati licenziati da gennaio a  venire
  qua,  molti  nel mese di marzo da quando abbiamo l'epidemia,  e  da
  quel  momento creare, metterli nelle condizioni questo  però  è  un
  ragionamento con lo Stato quindi preparare una legge-voto che possa
  mettere  in sinergia la Regione siciliana, magari in una Conferenza
  Stato-Regione, per portare questi benefici anche ai disoccupati  di
  ora.  Perché come voi sapete, il reddito di cittadinanza viene dato
  solo  ed esclusivamente a coloro che nell'anno precedente non hanno
  avuto  reddito.  Ma questo ormai, con questa epidemia,  con  questo
  fatto,  anche  il  lavoro  nero è andato a farsi  benedire,  quindi
  questa   è  gente  che  deve  vivere  e  noi  abbiamo  una   grande
  responsabilità  da  portare avanti che è quella  di  dare  risposte
  certe a queste famiglie. Grazie.

   PRESIDENTE.  Bravissimo,  onorevole  Lentini,  la  ringrazio.   E'
  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Sunseri.  Ricordo  all'onorevole
  Sunseri che per potere fare parlare gli iscritti dei Cinque Stelle,
  lei  non  può parlare più di due minuti se no non parlerà l'ultimo.
  Ne ha facoltà.

   SUNSERI.   Onorevoli   colleghi,   sarò   velocissimo.   Chiediamo
  all'Assessore Armao e al Governo la legge di stabilità.  Le  parole
  non  bastano.  Ieri è stata o non è stata deliberata  la  legge  di
  stabilità  e la finanziaria di questa Regione? Non si è capito.  La
  scorsa   settimana  ci  è  stato  annunciato  che  veniva  ritirato
  esclusivamente  il  disegno di legge di  stabilità.  Oggi  sappiamo
  anche  il  bilancio. Vorremmo anche questo comprendere se  è  stato
  ritirato   il   bilancio  dello  scorso  anno  o  ancora   dobbiamo
  analizzarlo.
   Signor  Presidente,  si andrà a fronte di  una  delle  più  grandi
  riprogrammazione   di  fondi  europei  mai  fatta   dalla   Regione
  siciliana.  La legge prevede che questa Assemblea e la  Commissione
  Bilancio  ne  sia  a  conoscenza. Vogliamo sapere  e  conoscere  la
  ricognizione  dei fondi europei che stanno facendo i  Dipartimenti.
  Vogliamo  conoscere  in  che  modo  vengono  riprogrammati   questi
  miliardi.  Non parliamo di milioni di euro. Parliamo di miliardi  e
  vogliamo essere a conoscenza di ogni singolo spostamento di euro da
  un  programma  operativo  ad un altro.  E  soprattutto,  visto  che
  purtroppo delle leggi di stabilità se ne viene a conoscenza tramite
  i giornali, come sta avvenendo in questa mattinata, vorremmo capire
  se questo Governo ha intenzione di utilizzare dei fondi strutturali
  di   sviluppo  per  andare  a  coprire  delle  spese   di   società
  partecipate.  Ecco  questo  potrebbe  essere  uno  dei  più  grandi
  interrogativi che vorremo fare.
   I  100  milioni  di euro. È stata una delibera spot,  lo  sappiamo
  adesso con certezza dopo 15 giorni. Signor Presidente Miccichè,  di
  questi  soldi  oggi  nessun  Comune  ne  sta  usufruendo.  C'è  una
  lungaggine  e una burocrazia tale elefantiaca che non  permette  ai
  Sindaci  di  spendere. Con la differenza che  i  cittadini  sono  a
  conoscenza  che i Comuni hanno grosse e ingenti somme e  quindi  si
  rifanno  nei  confronti  dei Sindaci che ad  oggi,  purtroppo,  non
  possono  spenderli perché sono dei Fondi sociali  europei  che  non
  vengono fatti.
   L'ultimo  appunto. Leggo, oggi, una nota del Dipartimento Attività
  produttive  dove  modifica  il sistema  di  controllo.  Il  sistema
  controllo  dei  Fondi  europei non viene  modificato,  non  possono
  essere  chi  controlla  le  società  e  modificare  il  sistema  di
  controllo.  Questa  è una delle cose più importanti.  Non  facciamo
  della pandemia confusione.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  chiaro  che  il
  cronoprogramma  dei  documenti tra bilancio  e  finanziaria  devono
  camminare  insieme. Le condizioni sono cambiate.  Immagino  che  la
  capacità  di riscossione della nostra regione, che già era  ridotta
  secondo la relazione che c'è stata consegnata a fine anno,  già  lo
  scorso  anno  c'era  stata una riduzione del  20  per  cento  delle
  entrate  per  la mancata capacità della riscossione e qui  vorremmo
  capire,  anche avere una fotografia delle condizioni di Riscossione
  Sicilia,  atteso  che  quest'anno sarà ancora  più  difficile  fare
  entrare qualcosa nelle casse.
   Io  credo  che sia fondamentale la partita con lo Stato. Bene  che
  nella  crescita,  che  sarà fatta ad aprile, ci  sarà  concessa  la
  sospensione  della  rata  del mutuo, però  sarebbe  bene  e  volevo
  chiedere   all'assessore  se  abbiamo  notizie  sulle  accise   sui
  carburanti  che  ci  servono per compensare il maggior  impegno  in
  fatto  di Sanità che la nostra regione, già da tanti anni, sostiene
  e  se  c'è la possibilità, per evitare di indebitare la generazione
  futura oltre quello che siamo stati costretti a  indebitare  con  i
  numerosi  mutui  contratti, la possibilità di  rivisitare  con  dei
  calcoli  più adeguati, magari sempre con il Governo nazionale,  che
  mi  sembra  stia facendo tutti gli sforzi necessari - ma  tutti  li
  fanno, poi i risultati si vedranno - di andare in soccorso.
   Quindi, il Governo dovrebbe chiedere e interfacciarsi direttamente
  con  lo  Stato, perché qui - parliamoci chiaro - soldi  non  ce  ne
  sono.  Le  persone  dobbiamo fare di tutto per  cercare  di  fargli
  trattenere  quelle  poche  economie che  hanno  nelle  famiglie,  e
  pensare  di fare una finanziaria spremendo i siciliani mi pare  che
  sia impensabile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, i 5  minuti  di
  rito,  previsti  per  il Presidente del Gruppo parlamentare,  credo
  siano  veramente  un  tempo assai ristretto per  dibattere  sia  in
  relazione  ai  temi  che  riguardano  l'economia  sia  quelli   che
  riguardano la Sanità.
   Presidente, sono assolutamente d'accordo con lei. In diritto credo
  sia  chiamata una condizione, una clausola sospensiva  quella  oggi
  manifestata  dall'Assessore per l'economia, cioè, tutto  quanto  il
  ragionamento  economico dipende dal verificarsi di  un  determinato
  evento,  cioè questa trattativa, che è già a buon punto  da  quello
  che  abbiamo  capito stamani, che c'è o ci dovrebbe essere  tra  lo
  Stato  e  la Regione. E non si tratta di una somma di poca maniera,
  Signor  Presidente, perché riguarderebbe un miliardo di  contributo
  per la finanza pubblica, di 170 milioni relativi ai mutui verso  il
  MEF, di 142 milioni che riguardano i cosiddetti pagamenti scissi  -
  preferisco parlare in lingua italiana - e, infine, addirittura  421
  milioni  da  mettere  in  quota per la quota  di  ripianamento  del
  disavanzo.
   Certamente, questo è il tema e se prima non si risolve questo tema
  -  e  su  questo  aderisco  a  qualche  osservazione  dei  colleghi
  dell'opposizione  - è inutile andare avanti e discutere  di  altro.
  E,  quindi,  posticiperò ogni mia riflessione, ogni mia valutazione
  in un momento che fatalmente si deve collocare come successivo.
   Suggerisco  al  Governo  -  e vedo qui  l'assessore  Razza,  c'era
  l'assessore Cordaro - di prevedere, magari con una circolare o  con
  un provvedimento esplicativo, una maggiore procedura di snellimento
  per  questi  milioni  di  euro  che  condivisibilmente  la  Regione
  siciliana

   PRESIDENTE.  Per  favore,  in fondo  lì   Purtroppo,  voi  non  vi
  rendente  conto, parlando, non vi rendete conto di quanto  rimbomba
  quello che dite

   CALDERONE   ha  assegnato  ai  comuni  perché  più  snella  è   la
  procedura,  si  parla  tanto di questi tempi di sburocratizzazione,
  più   direttamente,  celermente  il  denaro  o  comunque   i   beni
  arriveranno nelle casse del comune o, dico meglio, nelle tasche dei
  cittadini bisognosi di questa Regione.
   Molta  attenzione,  vi  prego  anche su  questo  argomento,  sulla
  riprogrammazione   perché  non  vorrei,  ed   è   questa   la   mia
  preoccupazione,  avrei tanto da dire ma cerco di  sintetizzarla  in
  una  sola battuta, che, per esempio, le aree interne che riguardano
  70 comuni vengano penalizzate su progetti che riguardano la scuola,
  le  ambulanze, e quindi, le autoambulanze, la sanità e le strade  -
  faccio solo un esempio - vengano penalizzati e questo credo  non  è
  assolutamente  giusto.  Insomma, credo che la  questione  economica
  debba essere necessariamente postergata.
   La sanità, signor Assessore, le sottopongo un problema serio. Sono
  rientrati  da  20  a 30 mila siciliani in terra di  Sicilia,  hanno
  fatto  diligentemente,  chapeau  da  questo  punto  di  vista,   la
  cosiddetta  quarantena; si sono sottoposti a tampone  ed  ancora  a
  distanza  di  otto, dieci, venti giorni aspettano i  risultati  del
  tampone.  Fate  qualcosa   Capisco che il  problema  dei  reagenti,
  faccio l'esempio del Regno Unito, è un problema europeo, non  è  un
  problema  siciliano,  però fate qualcosa,  un'altra  ordinanza,  un
  altro  provvedimento che posticipa anche la quarantena, ma togliete
  i sindaci da questo ingombrante imbarazzo.
   Da  ultimo, un'osservazione che riguarda la mia provincia,  signor
  Assessore. Abbiamo saputo, ormai è un fatto noto,  che una ditta di
  Vercelli, credo si chiamo DiaSorin, sta consegnando in Sicilia  dei
  macchinari  che rendono snella e soprattutto veloce la  possibilità
  di  esaminare,  attraverso il test diagnostico,  il  risultato  del
  tampone.
   Ho  saputo - e questa è una supplica che rivolgo, lei ha ricordato
  che siamo la provincia di Messina, la seconda provincia più colpita
  -  che questi quattro macchinari andranno in altre province. Sì,  è
  così  signor Assessore, andranno in altre province che non è quella
  di Messina, ma non per un fatto riferibile al Governo siciliano, ma
  è un provvedimento del Governo nazionale, ma lei ha la potestà ed i
  poteri   per   potere  attribuire,  assegnare  questo  fondamentale
  macchinario  in  una  - ho concluso Presidente, ma è  un  argomento
  veramente  importante  -  nella  provincia  più  colpita  dopo   la
  provincia  di Catania, ha la possibilità e soprattutto i poteri  di
  assegnarlo alla provincia di Messina e, allora io  desidero, signor
  Assessore,  che  lei  tenga conto di questa mia  supplica,  mi  sia
  consentito  il termine, perché noi siamo in grandissima  difficoltà
  nella provincia di Messina e questo macchinario della DiaSorin  che
  è   una   ditta   all'avanguardia  della  provincia   di   Vercelli
  risolverebbe tanti problemi per i cittadini messinesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che,
  purtroppo,  l'assenza veramente dell'assessore al  bilancio  in  un
  momento  in  cui  si dovrebbe fare, se ho capito  bene,  ancora  la
  finanziaria,   dimostra  che  probabilmente   noi   troveremo   una
  finanziaria in Aula quando arriverà, ma come dire,  impiattata'. Lo
  dico manifestando il massimo di sostegno a tutto quello che serve a
  difendere  i  siciliani,  ma sappiate che per  quanto  mi  riguarda
  l'utilizzo dell'emergenza per fare entrare dalla porta, come  è  il
  proverbio,  uscire dalla porta rispetto  insomma ci  siamo  capiti,
  non lo accetterò.
   Faccio  un  esempio  per  tutti. Giusto la  scorsa  volta  avevamo
  proposto delle misure a sostegno delle imprese che vorrei capire se
  le azioni del Governo nazionale annunciate con il provvedimento dei
  400  miliardi  per  i prestiti alle imprese non fanno  venire  meno
  un'emergenza che in qualche modo la Regione può dirottare,  risorse
  che erano destinate alla stessa tipologia di interventi verso altre
  misure,  perché  giocare tutti appresso al pallone  solo  per  fare
  figura, vedi modello 100 milioni di euro per i buoni spesa, poi  si
  dimostra  che la Regione quando vuole spendere soldi che  non  sono
  suoi,  perché la verità è questa, i 100 milioni che la  Regione  ha
  messo a disposizione per i Comuni, non erano bilancio della Regione
  che poteva quindi liberamente utilizzare, ma vincolati ad una serie
  di  regole  che sono le regole comunitarie, che sono le regole  del
  POC, che hanno un limite, la rendicontazione, quindi siccome devono
  essere rendicontate, sarà complicato utilizzarle.
   Allora,  fare propaganda senza poi avere la capacità  concreta  di
  dare  attuazione  alle misure che si vogliono  portare  avanti,  si
  rischia  di  fare gigantesche brutte figure, ma di  più,  significa
  spostare  sugli altri i problemi che invece non sono  in  grado  di
  risolvere  essi stessi, mi riferisco ai sindaci che sono  assaltati
  dai  cittadini perché vogliono sapere dove sono i 100 milioni della
  Regione.
   La  stessa cosa riguarda le misure per le famiglie. Ho sentito che
  in  queste ore il Governo starebbe - a differenza di quello che era
  stato  in  qualche modo anche condiviso - per varare una  norma  in
  cui:  A)  eroga direttamente attraverso l'Irfis il contributo  alle
  famiglie per il credito al consumo, cioè per avere chiaro, con  una
  misura  massima di 5 mila euro per redditi fino a 15 mila euro,  la
  dimensione è 80 mila fruitori che dovrebbe gestire l'Irfis  con  40
  dipendenti,  ci  vediamo tra 10 anni; B) invece  di  utilizzare  la
  Regione  come  fondo  di  garanzia,  quindi  come  mediocredito   e
  mobilitare  ingenti  risorse  del  sistema  del  credito,  noi   ci
  sostituiamo  alle  banche per fare erogazione diretta  rovinando  i
  siciliani,  perché  lo  dobbiamo sapere che metteremo  migliaia  di
  famiglie  siciliane nelle black list, quindi impedendo  persino  di
  poter  comprarsi un frigorifero o una lavatrice con la  Findomestic
  piuttosto che altre società finanziarie.
   Allora,   dico,  attenzione,  dobbiamo  essere  seri,  perché   se
  vogliamo  affrontare l'emergenza la si affronta  parlando  di  cose
  concrete,  se  dobbiamo fare propaganda, ognuno farà la  propaganda
  che ritiene più opportuna.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  la  seduta
  odierna, gli onorevoli Catanzaro e Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
  dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
        all'emergenza  Coronavirus  ed ulteriori comunicazioni
         del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAMMARTINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  Presidente  Miccichè, io credo che queste sedute con  questi  tempi
  così ristretti denotino anche un grande imbarazzo da parte sua  nel
  gestire  -  e  lei  sa quanto rispetto istituzionale  ho  nei  suoi
  confronti  e  personale - nel gestire questa fase contingentando  i
  tempi su due rubriche importanti, sanità ed economia, in un momento
  del genere.
   Dopo   l'intervento  dell'Assessore  Armao  e   dopo   le   parole
  dell'Assessore Razza io credo che dobbiamo iniziare a dirci le cose
  come  stanno,  ma  soprattutto  dobbiamo  evitare,  soprattutto  in
  quest'Aula, che continui un teatrino che non ha significato. Si sta
  continuando  a  deresponsabilizzare e a scaricare  sugli  altri  la
  responsabilità di alcune grandi inefficienze - assessore  Razza  mi
  rivolgo  a  lei a nome di tutto il Governo - che in queste  ore  si
  mettono  in  campo  per  nascondere l'incapacità  programmatica  e,
  soprattutto,  una  non  visione di quelli  che  devono  essere  gli
  interventi  economici  e strutturali che devono  contraddistinguere
  all'8  di  aprile,  perché  oggi è l'8 aprile,  una  nuova  manovra
  economica e finanziaria.
   Le  emergenze sono tante, lo sforzo che il Governo sta  facendo  è
  sicuramente  indiscutibile, ma iniziare  a  scaricare  sul  Governo
  nazionale, attendere che l'Eurozona risolva i problemi  del  MES  e
  non  avere  un'idea, ad oggi, di quello che mettiamo in campo  -  a
  meno  che le notizie di stampa siano veritiere e, quindi, che  ieri
  sera  avete approvato, avete abbozzato una finanziaria che leggiamo
  sui  post  degli  assessori su facebook e che  noi  non  conosciamo
  ancora  -  io  credo  che  non  serva  né  al  Governo,  non  serve
  soprattutto  a  questo Parlamento e né alla Commissione   Bilancio
  per i lavori che sarà chiamata a compiere.
   In  queste  ore ci sono platee di lavoratori che non hanno  tutele
  della  cassa  integrazione. Abbiamo una fattispecie  lavorativa  ed
  economica nel nostro territorio che ha bisogno di misure concrete e
  che non possono vedere nel disservizio di alcuni dipartimenti della
  Regione  perdere  ancora  tempo perché quelle  erogazioni  verranno
  sennò stabilite e decise non si sa quanti mesi.
   Abbiamo  emergenze  che, caro assessore per la salute,  è  inutile
  nascondere  anche in campo sanitario vanno iniziate a  programmare.
  Soprattutto, mi rivolgo a lei iniziare a pensare ad una nuova  rete
  di  riabilitazione  polmonare. Questo virus  sta  attaccando,  come
  tutti  sappiamo, con una fibrosi polmonare consistente e la Regione
  non  ha  centri di riabilitazione adeguati per potere nei  prossimi
  mesi riabilitare i siciliani che usciranno dalle terapie intensive.
  Lei ha il dovere, al di fuori di fare foto che, onestamente, non ho
  gradito a Punta Raisi insieme al Presidente della Regione quando ha
  accolto  quei  dispositivi che la Regione ha comprato con  delibera
  del  23 di marzo, ha anche il dovere di raccontare ai siciliani  il
  fatto  che  dal  27  febbraio in maniera  derogativa  voi  potevate
  comprare dispositivi ed avete atteso che lo Stato ve li mandasse, e
  solo  il  23 marzo avete fatto quell'ordinativo attraverso soggetto
  attuatore   Ismett.  Perché  queste  cose  vanno   raccontate   per
  completezza  dell'informazione,  perché  sennò  lei  viene  qui   a
  raccontare solo dei sermoni e quest'Aula non ha bisogno di  sermoni
  o di Vangeli.
   Io concludo invitandola a rileggere il sesto versetto della parola
  di  Matteo che nel Vangelo cita che la mano destra non sappia  cosa
  fa  la mano sinistra. Questo vale in questo momento storico per  il
  Governo  e per tutti i parlamentari che con grande attenzione,  con
  grande  senso  di responsabilità, stiamo evitando polemiche.  Però,
  basta  teatro e, soprattutto, che ritorni in questa Aula  un  clima
  meno surreale, Presidente dell'Assemblea.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Sammartino. Un chiarimento  lo  devo
  dare.   Io   non  sto  contingentando  i  tempi  mentre  siamo   in
  finanziaria, noi siamo in questa fase, in una giornata di audizioni
  dell'assessore   Armao  e  dell'assessore  Razza,   che   ringrazio
  entrambi. Quando si parlerà di finanziaria è ovvio che i tempi  non
  saranno  contingentati, ma come voi sapete oggi  abbiamo  fatto  la
  prima  prova di plenaria, invitando quindi tutti i parlamentari  ad
  essere  presenti,  abbiamo dovuto contingentare  i  tempi,  abbiamo
  iniziato  alle 11.00, sono già quasi le 14.00 e mancano  ancora  10
  interventi,   quindi  capite  bene  che  abbiamo   fatto   bene   a
  contingentare e, anzi, continuo a pregare, cosa che non  tutti  poi
  fanno,   di  mantenere  i  tempi  giusti,  quelli  che  vi  vengono
  assegnati, perché sennò finiamo alle 15.00. In questo momento,  una
  volta  che  ognuno di noi esce di casa, poi non è  un  buon  motivo
  uscire di casa per stare chiusi qui dentro.
   Ripeto:  sono audizioni che hanno fatto sia l'assessore Armao  che
  l'assessore  Razza  e  ripeto ancora di cui  li  ringraziamo,  fare
  considerazioni  come  se  fossimo in finanziaria  non  è  corretto,
  perché la finanziaria non è stata ancora presentata.
   Peraltro,   siamo  l'unica  Regione  in  cui  il  Parlamento   sta
  funzionando, unica. Non ci sono altre Regioni d'Italia  in  cui  ci
  sono  riunioni  del  Parlamento,  dei  Consigli  regionali,  quindi
  possiamo  anche  andare  orgogliosi di questo,  ma  certo  i  tempi
  debbono essere rispettati.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che è in congedo, per  la  seduta  odierna,
  l'onorevole Di Paola.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
  dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
        all'emergenza  Coronavirus  ed ulteriori comunicazioni
         del Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore, intanto
  io  approfitto  del mio intervento per fare un  plauso  a  tutti  i
  sindaci  dei Comuni della Sicilia e a tutti gli amministratori  per
  avere  veramente  svolto un lavoro esemplare, per avere  capito  il
  momento drammatico per la nostra terra e, soprattutto, perché hanno
  capito  il  momento  storico che stiamo attraversando.  Un  momento
  storico  di difficoltà e di disagio. E se la percentuale  oggi  del
  contagio della popolazione è dello 0,04 è grazie al loro intervento
  ed  alla  loro  grande efficacia nell'intervenire  all'interno  dei
  propri comuni e del proprio territorio.
   Signor  Presidente,  io faccio il deputato  e  sono  alla  seconda
  Legislatura ed è la prima volta che vedo calpestare, uso proprio il
  termine  calpestare,  le  prerogative  di  questo  Parlamento.   E'
  impensabile, in un momento così importante, in un momento di  gravi
  crisi  sia  dal punto di vista economico, sia dal punto  sanitario,
  che  si  svolga una riunione in questo modo. L'Assessore Armao  sta
  cinque   minuti, fa la relazione e va via,  con tutta  la  stima  a
  livello  personale  che io possa avere ma devo evidenziare  questo,
  con l'unico assessore presente in Aula che è l'assessore Razza, non
  vedo  il  Governo, non vedo il Presidente della Regione,  non  vedo
  nessuno
   Signor  Presidente,  secondo me, oggi  stiamo  assistendo  ad  uno
  sfogatoio e nient'altro; non è un modo per poter collaborare, non è
  un  modo  per  poter avviare insieme - come eravamo rimasti  -   un
  percorso  di collaborazione per poter portare avanti delle proposte
  e delle idee e, soprattutto dei contributi propositivi, affinché si
  possa  realizzare qualcosa di positivo in questo momento di  grande
  emergenza.
   Signor Presidente, ho appreso dagli organi di stampa ieri sera che
  è  stato  approvato il bilancio e la legge di stabilità, si parlava
  di  circa  35  articoli.  Sono contento per  la  celerità,  per  la
  velocità,  mi  auguro però che si tratti di  una  bozza  o  di  una
  finanziaria di emergenza. Eravamo rimasti tutti in questo modo  che
  svolgevamo, facevamo tutti insieme, tutti i Gruppi parlamentari una
  finanziaria di emergenza.
   Ancora  oggi io non so,  tra le notizie di stampa e quello che  si
  dice  in quest'Aula, se c'è una bozza o non c'è una bozza, se  sono
  stati  contattati  e  chiamati  i Capigruppo  per  lavorare  in  un
  rapporto  di  reciproca  e  continua collaborazione  per  fare  una
  finanziaria di emergenza come ci eravamo detti.
   Io  non  mi sento di fare in questo momento delle proposte   visto
  che  manca  l'Assessore  Armao, però una considerazione  la  voglio
  fare, e la voglio fare evidenziando che il Governo centrale non può
  chiederci 8 miliardi  e mezzo - e qua c'è il Presidente Savona  che
  mi sta ascoltando e mi rivolgo a lui - non può chiederci il Governo
  centrale  8 miliardi e mezzo negli ultimi cinque anni per il  piano
  di  risanamento  delle  finanza  pubblica.  Presidente,  questi   8
  miliardi e mezzo sono soldi che a noi vengono scippati, che non  ci
  garantiscono  liquidità, non ci garantiscono  il  mantenimento  dei
  servizi essenziali e non ci garantiscono una forma di sviluppo  per
  la Sicilia.
   Chiudo  e  volevo  fare  più che altro una  domanda  all'assessore
  Razza. Assessore, visto che la percentuale dei contagi è dello 0,04
  -  quindi  abbastanza bassa come lei penso che sappia - è previsto,
  per  quanto riguarda la Regione Sicilia, un piano di ripartenza del
  sistema anche dello sviluppo economico? Desideravo sapere questo  e
  se  lei ha già pensato a un piano di ripartenza che è importante  e
  utile per questa nostra Terra.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  come  hanno  fatto  già  i  miei
  colleghi  del Partito Democratico, rileviamo, Assessore, l'assoluta
  incomunicabilità  tra  le  richieste  del  Partito  Democratico   e
  l'azione del Governo regionale.
   Nel suo lungo intervento lei continua ad omettere un dato. Noi sin
  dall'inizio  del  mese  di marzo - quanto  è  iniziata  l'emergenza
  sanitaria  -  abbiamo chiesto a gran voce di conoscere  qual  è  il
  ritardo sulle richieste di tamponi. A noi spiace spesso leggere sui
  giornali  dall'appello  di  alcuni  cittadini  che  disperati,  non
  conoscendo  qual  è il ritardo, finiscono poi per  rivolgersi  alla
  stampa  di  turno.  Non solo è un diritto dei  parlamentari,  è  un
  diritto  dei  siciliani, conoscere lo stato del ritardo  in  questo
  momento nelle richieste di tampone se poi è due settimane, se è tre
  settimane.
   Quindi, sono due le questioni: o è un dato che lei non conosce - e
  non crediamo che lei non lo conosca - oppure, ancor più grave, è un
  dato  che  lei non vuole comunicare ai siciliani, ed è  questo  che
  ancor ci preoccupa di più.
   La  stessa cosa, poi, vale per le richieste di tamponi inevase che
  attendono  nei  laboratori.  Abbiamo  preso  atto  che  ci  sono  i
  cosiddetti  laboratori satelliti', finalmente sono stati  attivati,
  ma  vogliamo  conoscere quanto costa di numero l'ulteriore  ritardo
  nei  laboratori  e  poi i nostri medici, e poi non  solo  i  nostri
  medici,  tutti i siciliani hanno diritto a sapere quando gli  verrà
  fatto  il tampone, sono ogni giorno in prima linea; ma vale  per  i
  medici,  vale  per  gli operatori del sistema  sanitario,  per  gli
  infermieri,  per  i  soccorritori del 118.  Lei  ha  annunciato  un
  cospicuo  intervento  per  iniziare i tamponi  agli  operatori  del
  sistema  sanitario e non sappiamo se è iniziato, e  ci  auspichiamo
  che  veramente  sia  iniziato, e quanto conta di  definirlo  se  ne
  abbiamo  processati 500, 1000, 1500. Navighiamo al buio, navighiamo
  alla  cieca  e  in questo momento così difficile i siciliani  hanno
  diritto di sapere come stanno le cose.
   Signor Presidente, io credo che non sia soltanto un adempimento in
  capo  al  Governo regionale; di fronte a questa continua  manifesta
  omissione io credo che non soltanto per i poteri ispettivi in  capo
  ai  parlamentari è un problema che riguarda il prestigio di  questa
  Assemblea.
   Io  più  volte  ho chiesto che questo deve essere  il  Palazzo  di
  vetro,  ci  deve  essere una politica trasparente che  consenta  ai
  siciliani  di  rendersi  conto  a che  punto  siamo  dell'emergenza
  sanitaria  e,  quindi,  io faccio appello ai suoi  poteri  affinché
  questi dati vengano trasmessi ai siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Barbagallo, credo  che  l'assessore  Razza
  venga  qui  proprio a riferire questo, per cui tutto possiamo  fare
  tranne  che  immaginare  che  non sia  vero  quello  che  ci  dice,
  altrimenti è la fine.
   Onorevole  Pagana, a me dispiace molto sarebbe il caso che  poi  i
  capigruppo  avvertiti  primi facciano  una  riunione  di  gruppo  e
  decidano  insieme chi deve parlare e chi no, altrimenti sembra  che
  sono  io  che  non voglio dare la parola, sono già  intervenuti  in
  cinque  i  suoi colleghi e in massimo potevano essere  in  quattro.
  Abbiamo  tolto un minuto a quelli che sono intervenuti  prima,  uno
  toglieremo all'onorevole Pasqua, se le regole sono state  stabilite
  in  questa  maniera la prego di credermi, non è per la sua  persona
  che non le do la parola.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.

   PASQUA.    Grazie,   Presidente.  Sanità.  Doveva   arrivare   una
  trasmissione  televisiva oppure un minuscolo virus, ma  devastante,
  per fare capire quali erano i problemi della sanità siracusana e in
  genere siciliana? Doveva arrivare proprio questo?
   Dopo  il  servizio  andato in onda su Report tutti  quanti  stanno
  chiedendo,  molte persone stanno chiedendo, la testa del  direttore
  generale dell'ASP. Io non lo farò, perché non mi interessa la testa
  che  cade  se poi la situazione complessiva rimane la  stessa.   Il
  problema  non è la testa che cade, è come avete, Governo regionale,
  gestito l'emergenza e la sanità siciliana sino ad oggi. Questo è il
  vero problema
   Della  sanità siracusana ce ne siamo occupati io e il mio  collega
  Zito spessissimo, ma anche tutti gli altri colleghi. Il mio collega
  Zito da sette anni e quattro mesi ed io da due anni e quattro mesi,
  vi  chiediamo e chiediamo al Governo regionale di intervenire senza
  mai   che   abbiate  posto  soluzioni  ai  problemi  della   sanità
  siracusana, che poi sono i problemi simili analoghi ai problemi  di
  tutta la sanità periferica in generale siciliana.
   Il  problema  non  è  sanitario, ma è di gestione  perché  abbiamo
  ovunque medici ed infermieri capaci e volenterosi. Il problema  non
  sono  le  persone  che materialmente lavorano, il problema  è  come
  viene gestita in generale la sanità.
   Da  due anni e quattro mesi vi chiedo, e porto questo esempio,  vi
  chiedo costantemente, continuamente, di intervenire e risolvere  il
  problema  degli  anestesisti e rianimatori, da due anni  e  quattro
  mesi  Non avete risolto nulla  Quale è la situazione
   Sono  medici, ovviamente sempre necessari, ma che oggi sono ancora
  più necessari perché sono quelli che ci devono salvare la vita.
   Gli   ospedali   periferici  contano  un  numero  di   anestesisti
  rianimatori  insufficiente. Vi porto l'esempio  degli  ospedali  di
  Lentini e di Siracusa che hanno una dotazione del 50 per cento  dei
  medici  anestesisti  rianimatori rispetto a quello  che  c'è  negli
  ospedali  centrali, quelli catanesi che sono quasi tutti  al  cento
  per  cento.  E ancora oggi, in questi giorni, continua la  continua
  erosione di questo personale.
   Il  problema  della  sanità siciliana non sono quindi  soltanto  i
  direttore generali - da voi nominati fra l'altro - ma è la politica
  di  questo  Governo  nei confronti della sanità  in  generale,  nei
  confronti  di  tutte  le  province periferiche,  di  tutte  le  ASP
  periferiche.
   L'altro  esempio è che Siracusa e Ragusa non hanno  un  a  DEA  di
  secondo livello, Catania ne ha tre, a distanza di 6 km.
   E questo è un altro esempio, non ho bisogno di dire altro.
   Però,  devo per forza ricordare, in risposta al suo disappunto  su
  quanto detto dal collega Di Caro riguardo il problema dei DP, il 21
  febbraio in Lombardia moriva il primo paziente per Coronavirus.
   Fino  ai  primi  di  marzo,  in  questa  Regione,  si  andavano  a
  rastrellare nelle ASP i dispositivi di protezione individuale  -  e
  ne parlammo anche in Commissione salute di questo - che erano stati
  acquistati nel 2014 per l'Ebola.
   Si  trovarono  tre  kit per ogni ambulanza,  tre  kit  nei  pronto
  soccorso, insufficienti - abbiamo bisogno di centinaia di  migliaia
  di pezzi alla settimana - ovviamente erano insufficienti.
   Si  poteva  provvedere lì ad iniziare agli acquisti quando  ancora
  non  c'era  tutto  bloccato. Era quello il  momento  che  bisognava
  intervenire.
   Ulteriore conferma.
   Lei  ha  presentato  un piano anticovid il 1  aprile   in  termini
  esageratamente ritardati e solo perché l'abbiamo sollecitato  ed  a
  consuntivo.
   Questo è il modo di come avete gestito la cosa.
   Le  dò  una notizia: lei ha snocciolato dei dati. Le dò  io  altri
  dati:  oggi  ci  sono altri tre positivi al Coronavirus  al  pronto
  soccorso  di  Siracusa, altri tre. Se lei non lo sa, questa  è  una
  notizia che le porto.
   Se farete ulteriore ordinanza .

   PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, la prego.

   PASQUA. Presidente, a tutti ha concesso qualche minuto in  più,  i
  nostri sono stati precisi ed hanno rispettato i tempi.

   PRESIDENTE. A voi una persona in più.

   PASQUA.  Sì, però hanno rispetto i tempi tutti quanti,  gli  altri
  sono andati ben oltre. Mi perdoni, la prego.
   Se  farete ulteriore ordinanza per regolamentare la fase 2 con gli
  obblighi di indossare la mascherina per uscire di casa, la  invito,
  Assessore,  a  riferire  al Presidente che deve  contemporaneamente
  provvedere al reperimento di queste mascherine, che non succeda  la
  stessa  cosa che è successa per i tamponi, per cui avete  allargato
  giustamente la platea delle persone da sottoporre a tampone ma  non
  avete  predisposto l'organizzazione sufficiente tale da  consentire
  l'analisi di quei tamponi. E' come se foste andati a costruire  una
  casa ma non vi foste procurati cemento e mattoni.
   La  sanità del post COVID non potrà più restare la stessa di ieri.
  E' il modo di gestirlo

   PRESIDENTE.  Le  devo  togliere la parola, è  inutile  che  parla,
  onorevole Pasqua.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Papale.  Ne  ha
  facoltà.

   PAPALE.    Signor    Presidente,   onorevoli   colleghi,    volevo
  semplicemente dissentire da alcune voci in merito al fatto  che  la
  sanità in Sicilia non funziona.
   Il  mio giudizio è che questo avvenimento che si è verificato  non
  era  assolutamente prevedibile, nessuno poteva pensare ad un simile
  cataclisma.
   Anzi  devo fare i complimenti a chi ha diretto, l'assessore Razza,
  il   presidente  Musumeci,  tutta  la  Giunta  per  come  è   stato
  affrontato. A tutti i direttori sanitari, i sindaci, gli  operatori
  che operano nella medicina per come hanno affrontato il problema.
   La Sicilia è riuscita a contenere il fenomeno.
   Io voglio ricordare a tutti che non ci sono tutti questi morti, ci
  sono dei contagiati che vengono assistiti tutti. Purtroppo, qualche
  incidente può succedere.
   Ieri  a  Catania sono stati pubblicati i dati su quella che  è  la
  sanità,  su  quelli  che  sono stati tutti i  ricoverati  nei  vari
  ospedali ed a me risulta che buona parte già è guarita, buona parte
  è stata curata. C'è una sanità veramente di eccellenza. Quindi, non
  è assolutamente vero.
   Qualcosa  può succedere, per carità, chi mangia fa delle briciole.
  Ma  è  una  cosa  che  è abbastanza naturale. Io  vorrei  dare  dei
  suggerimenti per aiutare a far questo.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   Ho visto che, ultimamente, ci sono degli specialisti ambulatoriali
  interni  alle  Asp che sono stati utilizzati per fare dei  tamponi,
  questo  personale  è  privo di assicurazione Inail.  Per  cortesia,
  signor  Assessore, se potesse prendere un appunto  per  cercare  di
  provvedere,  perché altrimenti non fanno altro che rischiare,  sono
  ad  altissimo  rischio di contagio, quindi, mi  sembra  giusto  che
  anche  questi  come tutti gli altri medici, come  tutti  gli  altri
  operatori possano avere questa assistenza.
   Per quanto riguarda mascherine, ho visto che in Sicilia, specie in
  provincia di Catania, ci sono due grosse aziende che stanno facendo
  queste  mascherine, però, mi dicono che le mascherine devono andare
  a  finire  prima  alla Protezione civile a Roma, e da  Roma  devono
  essere  distribuite, non si può fare in maniera tale che il  carico
  che  ci tocca, il carico che spetta alla Sicilia venga lasciato  in
  Sicilia  ed  i tempi vengano accelerati, perché siamo diciamo  alle
  noccioline, nel senso che tutti i vari operatori ormai sono rimasti
  senza, sono rimasti proprio all'asciutto. Queste diciamo sono delle
  cose proprio per quanto riguarda la sanità.
   Per  quanto riguarda il problema economico l'ultimo volta  che  ci
  siamo  visti  qua  in  seduta, diciamo,  normale,  si  era  parlato
  dell'Ircac  che  non  poteva procedere nella propria  attività,  un
  provvedimento  del genere, oggi, mi sembra indispensabile,  quindi,
  faccio  un  appello  alla  Presidenza affinché  si  possa  inserire
  all'ordine  del  giorno,  in  maniera  tale  da  sbloccare   questa
  situazione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Compagnone ha chiesto congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
  dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
  all'emergenza  Coronavirus  ed ulteriori comunicazioni del Governo
  in ordine all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole La Rocca Ruvolo.  Ne
  ha facoltà.

   LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessore,
  intanto  volevo ringraziarla per il grande lavoro fatto  in  questi
  giorni,  sia  e  soprattutto  dico  anche  le  tante  e  utilissime
  ordinanze da parte del Presidente della Regione, per gestire poi il
  territorio e lo dico da sindaco, perché siamo riusciti,  in  questa
  maniera, a tenere la gente in casa per il supporto avuto da  queste
  ordinanze.  A questo aggiungo il lavoro fatto in tutte  le  Asp,  i
  dati contenuti, quindi, plauso a questo tipo di attività che sta ed
  ha portato i suoi frutti.
   Mi  permetta di fare tre sottolineature in cui chiedo l'intervento
  della  sua  persona. Il primo riguarda, e lo hanno  detto  anche  i
  colleghi, i tamponi per chi è arrivato dopo il 14 marzo, lo dico da
  sindaco,  dal  28  di marzo ad oggi le persone che  hanno  fatto  i
  tamponi non hanno ancora ricevuto risposta, si fa veramente  fatica
  a  poterli tenere a casa ed a potere spiegare il perché del mancato
  risultato,  non  so se è una questione che riguarda  una  parte  di
  territorio,  ma  da  quello che sentivo è un po'  generalizzato  in
  tutta l'Isola, ed è veramente grave.
   La  seconda questione riguarda gli ospedali misti; questi ospedali
  misti  hanno innescato una polemica, parlo in particolare per l'Asp
  di  Agrigento, una polemica che continua anche questa mattina  dopo
  la  trasmissione di ieri sera, di martedì, in cui prima di  parlare
  della  fase  due  il  ministro Speranza e la dottoressa  Capua,  in
  collegamento dagli Stati Uniti, ribadivano ancora una volta che non
  sono da privilegiare questi modelli, che sono assolutamente da  non
  contemplare.
   Nell'Asp  e per l'Asp di Agrigento si sono create due fazioni,  da
  un  lato  chi dice che ci sono comunque percorsi sicuri, e  qui  lo
  dicono  medici  ed  il management da un lato, dall'altro  lato  gli
  stessi  medici  o  un'altra fetta di medici che ribadisce,  invece,
  l'assoluto errore nel fare una scelta di questo tipo, di  mezzo  si
  mette  la  stampa  che guarda caso privilegia solo  questo  secondo
  aspetto.
   Oggi, non faccio l'intervento per tornare su scelte ospedali misti
  sì  o ospedali misti no, perché se ci sono le competenze e chi,  in
  questo  senso, ha fatto i lavori per dire va bene, la politica  non
  può  in  questo senso intervenire, allora, qual è l'intervento  che
  chiedo  in  questo caso a lei come Assessore: quello di intervenire
  per coloro i quali sono pazienti non covid ed oggi si rifiutano  di
  andare  in  ospedale, ci deve essere qualcuno che  possa  dire  che
  quegli  ospedali sono sicuri, che si può andare per altre patologie
  perché,  altrimenti,  rischiamo di non  curare  più  patologie  che
  hanno,  invece,  la necessità di avere accesso negli  ospedali  per
  essere,  diciamo così, curati e mi riferisco al mondo  intero,  dai
  malati   oncologici  a  tutti  gli  altri,  insomma,   senza   fare
  distinzione  di sorta, quindi, la necessità che qualcuno  dica  che
  gli ospedali misti sono sicuri e ci sia un'autorevole forza che  lo
  possa ribadire per dare nuovamente ai cittadini quella fiducia che,
  in questo momento, hanno completamente perso.
   L'ultimo  punto,  e chiudo, è se era possibile, come  Commissione,
  ricevere la relazione degli ispettori che lei ha mandato all'Asp di
  Siracusa,  per una serie di discrepanze o comunque di elementi  che
  sono  emersi,  la prima fra tutte come sia possibile  che  dopo  la
  morte  del  dottore Rizzuto non siano state messe in quarantena  le
  persone che lavoravano presso la sovraintendenza e tutto quello che
  ne è venuto.
   Non  voglio  fare, non voglio aprire, però se era possibile  avere
  questa relazione. Grazie Assessore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Presidente,  in  realtà,  definirei  questo  dibattito
  odierno  davvero  surreale,  surreale e  anche  pericoloso  perché,
  voglio  dire,  ciascuno  di  noi venendo  qui  si  espone  a  tante
  probabilità di rischio e senza che sia legato questo dibattito alla
  finanziaria  reale e ai suoi numeri, certamente,  mi  sembra,  come
  dire, improprio che si dia spazio a tanto sfogatoio anche perché le
  cifre  della  nuova  povertà e delle nuove  povertà  sono  talmente
  agghiaccianti che, oggi, prescindere da quello che è il  necessario
  confronto  che va aperto con lo Stato e chiuso nel modo più  veloce
  possibile,  l'ho  detto sin dall'inizio quando ne  abbiamo  parlato
  anche  in videoconferenza con il Presidente della Regione, oggi,  è
  il  primo  dato su cui discutere, per cui bene ha fatto l'assessore
  Armao  a  ribadire  questa  necessità e piuttosto  che  le  sterili
  polemiche  dell'opposizione,  mi  perdoneranno,  non  voglio   fare
  polemica  anch'io, anzi li sollecito ad essere parte attiva  perché
  si concluda positivamente ed a favore della Sicilia e dei siciliani
  e  della  grave emergenza sanitaria ed economica questo  confronto.
  Quindi,  mi  auguro  che  le opposizioni  che  governano  lo  Stato
  italiano,  oggi,  siano propositivi nei confronti di  questa  amata
  Terra  drammaticamente  attraversata da  una  crisi  economica  che
  incide ancor più di quella sanitaria.
   E nel merito vorrei fare un plauso al nostro Governo per le misure
  restrittive adottate che danno i loro frutti anche nel contenimento
  dell'infezione  e voglio fare un plauso segnatamente  all'assessore
  Razza che si è imbarcato in una situazione complicata e difficile.
   Vorrei  ricordare a tutti che fino a qualche mese fa dicevamo  che
  per curarci dovevamo prendere l'aereo, il miglior medico in Sicilia
  e  per  i  siciliani era l'aereo. Oggi, abbiamo potuto  riscontrare
  come  il  modello  Lombardia tanto amato, lodato e magnificato  dal
  mondo  sia  crollato  di  fronte ad una devastante  e  tanto  grave
  emergenza sanitaria, quindi, non vedo quali siano le colpe;  se  ci
  sono  su Siracusa eventuali responsabilità che incidono in capo  ad
  un  soggetto  o ai soggetti preposti a gestire quella  emergenza  e
  quei  casi  andranno affrontate, non c'è dubbio, ci sarà chi  dovrà
  verificare   ma   non  è  questa  l'Aula  di  un   tribunale,   non
  trasformiamola in un'Aula di tribunale, per carità, ci  mancherebbe
  altro.
   Risuonino  per tutti le parole di Papa Francesco proprio  ieri,  a
  Santa  Marta,  nella  messa  di  Santa  Marta.  Aggiungo  e  voglio
  ringraziare  l'assessore Razza e, prima ancora  dell'Assessore,  il
  presidente  Musumeci,  che questa mattina con  tanto  garbo,  tanta
  cortesia,  mi ha chiamata al telefono per informarmi che sulla  mia
  invocata  attenzione  sul  punto nascita  di  Pantelleria,  per  il
  mantenimento   di   quel  punto  nascita,  si  è  subito   attivato
  l'assessore  Razza  e  ha  già inviato la richiesta  di  deroga  al
  Governo nazionale.
   Bene,  se la sanità non ha funzionato certamente la responsabilità
  non  è  di  questo  Governo che ha ereditato  criteri,  ovviamente,
  individuati  nel decreto Balduzzi e li ha applicati.  E'  opinabile
  che qualcosa possa non avere funzionato anche nell'applicazione  di
  questi criteri. Ma siamo qua, Assessore, e noi chiediamo a lei,  lo
  faccio  io dai banchi della maggioranza nei quali siedo a  fare  il
  mio dovere e il mio lavoro perché anche questa sanità sia ripensata
  domani  e dovrà essere ripensata. Lo faremo insieme facendo  lavoro
  di  squadra e imparando a confrontarci sui temi veri e sui  bisogni
  veri.
   Concludo, infine, ringraziando l'assessore Razza, ancora una volta
  attento  a  recepire un'istanza che ho manifestato in  questa  Aula
  quando  ho  parlato  dei  tecnici di radiologia  e  di  laboratorio
  sovraesposti  al contagio e  utilizzati in regime di  partita  iva
  che  non  dà  alcuna  copertura assicurativa e nessun  criterio  di
  garanzia per la loro salute e per il loro futuro.
   So  che  è  in  atto  una graduatoria, un bando  per  avviare  una
  graduatoria e assumerli a tempo determinato e di questo voglio dare
  merito  perché  non  c'è  una cosa su cui il  Governo,  in  maniera
  strumentale, fa, come dire, proclami. E' agghiacciante sentir  dire
  che  il Presidente fa proclami quando parla dei 100 milioni per  le
  famiglie.  Se le procedure vanno velocizzate, si dovrà  trovare  il
  sistema. Penso che il Governo sia attivo, come penso che sia attivo
  anche, oggi pomeriggio, perché se sono stata convocata io, dopo che
  saranno sentite le opposizioni per la finanziaria, questo mi lascia
  intendere  che c'è un modo di volere condividere con  questa  Aula,
  con  il  Parlamento,  con  tutte  le  forze  politiche,  la  comune
  responsabilità   di  portare  questa  Terra  fuori  dall'emergenza,
  economica e sanitaria. Ci vogliono i tempi e ci vogliono le misure.
  Ma  per  carità,  davvero,  mi  sembra  surreale  quando  si  vuole
  scaricare  su questo Governo responsabilità che non ci appartengono
  e che stiamo affrontando nel migliore dei modi. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Assessore, a
  volte  penso  sentendo alcuni interventi di colleghi che  forse  si
  spera  la catastrofe per la Sicilia per dire:  avevamo ragione,  ve
  lo  avevamo  detto . Non si capisce perché se in  Sicilia  le  cose
  vanno  meno peggio rispetto alle altre Regioni d'Italia, è soltanto
  un  miracolo  voluto dall'esterno e non fatto da una organizzazione
  interna.  Eppure partivamo con grande svantaggio. Ma probabilmente,
  anzi  sicuramente,  il  presidente  Musumeci  e  l'assessore  Razza
  l'avevano  capito  ben  prima  ed  era  fine  febbraio  quando   si
  chiedevano  misure ristrettive per la Sicilia, cosa che il  Governo
  nazionale ci rifiutò.
   E  vorrei  attenzionare a questa Aula quanto è successo ieri.  Una
  sentenza  del  Consiglio di Stato, ieri sera,  che  ha  ricorso  il
  Ministero  dell'interno contro una ordinanza del Comune di  Messina
  sancendo  che  l'autorità  per emettere  ordinanze  di  determinate
  specie  sono  soltanto  di ordine statale, di  fatto,  sconfessando
  tutto il lavoro che si fa nelle Regioni e nei territori. Ma se  non
  avessimo adottato quelle ordinanze, purtroppo, quando lo Stato  era
  assente,  quanto  meno  temporalmente, e  veniva  un  attimo  dopo,
  probabilmente i contagi in questa Regione sarebbero stati purtroppo
  molti di più.
   E  pensiamo anche ai meccanismi di organizzazione della sanità. La
  registrazione.  La  prima  Regione che ha fatto  la  registrazione,
  oltre  quarantamila soggetti registrati sulla piattaforma. Una  app
  apposita. Credo che, l'Assessore potrà poi confermarci, siano quasi
  quindicimila  quelli che si sono registrati, e che hanno  fatto  sì
  che  la  loro privacy venisse in secondo piano rispetto alla salute
  pubblica.  Quindi,  anche una grande consapevolezza  di  una  parte
  della popolazione siciliana.
   Io,    però,   mi   vorrei   soffermare,   negli   ultimi   minuti
  dell'intervento,  sulle problematiche di tipo economico  perché  ne
  abbiamo   sentite  tante.  Devo  dire  che  l'assessore  Armao   ha
  relazionato  in  maniera egregia l'Aula su quanto  il  Governo  sta
  cercando di fare, con grande difficoltà.
   E  sappiamo, perfettamente, quanto ha messo in campo la Giunta  di
  Governo  sui  prestiti alle aziende siciliane  attraverso  l'IRFIS.
  Purtroppo,  però, dobbiamo constatare che, anche lì,  Roma  non  ci
  assiste.  Aspettiamo  da  settimane una risposta  dell'ABI.  Ancora
  l'ABI  non ha autorizzato lo schema di regolamento per il  prestito
  alle aziende e ai piccoli imprenditori possessori di partita Iva.
   E,  in tutto questo, sentiamo che il Governo nazionale ha messo in
  piedi  centinaia  e  centinaia  di miliardi  definendolo  quasi  un
  bazooka  di  liquidità  per  le aziende,  per  le  imprese,  per  i
  professionisti  e  quant'altro. Niente  di  più  falso,  purtroppo.
  Seicento  euro  promessi  ai professionisti,  bisogna  registrarsi,
  avere il pin e cose varie salvo, poi, quando l'INPS chiede le tasse
  sanno   come  rintracciare  qualsiasi  tipo  di  professionista   e
  qualsiasi  tipo  di impresa. E, allora, perché non elargire  subito
  questi seicento euro? Possono fare comodo, anziché aspettare che il
  sito vada in tilt per poi dire vediamo cosa possiamo fare.
   Per  non parlare della Cassa integrazione. Ne ha parlato qualcuno,
  ventisettemila  imprese  artigiane della  Sicilia  rimangono  fuori
  dalla  Cassa  integrazione. Servono 30  milioni  di  euro,  perché?
  Perché  non erano iscritti, negli ultimi trentasei mesi, agli  enti
  bilaterali  di  controllo  e, allora, rinunceranno  purtroppo,  non
  potranno  usufruire, in questo momento, e questo  è  l'appello  che
  voglio  fare  da  questo pulpito per inserire - una  battaglia  che
  hanno  fatto anche i colleghi Galluzzo e Zitelli - anche le imprese
  artigiane all'interno della Cassa integrazione - e anche Tamajo.
   Per  non parlare poi, Presidente, di quel che riguarda gli assegni
  familiari.  Addirittura  una parte, quella  che  riguarda  la  FIS,
  quindi,  tra quelle aziende, tra i cinque e i cinquanta dipendenti,
  che  è  stato  fatto uno sfregio inaudito, cioè la  possibilità  di
  percepire  gli  assegni familiari gli è stata tolta. Quelle  cento,
  duecento euro.
   E,  allora, mi sarei aspettato sentire da Roma sovvenzioni a fondo
  perduto. La possibilità invece di che cosa, cari colleghi? Di poter
  erogare  prestiti  ai soggetti che non sono in black  list,  allora
  interviene lo Stato. Capiamo una cosa. Se io non sono in black list
  e  ho buoni rapporti col mio istituto di credito, probabilmente  mi
  erogano un prestito a prescindere che venga garantito dallo Stato.
   Ho sentito anche contestare, e vado alla conclusione Presidente, i
  cento milioni stanziati dal governo Musumeci sulle misure  Sappiamo
  che  devono essere rendicontati. Il Governo si è sforzato a trovare
  cento  milioni  su misure, su fondi, sappiamo essere POC,  sappiamo
  essere  altro  genere  di  misure che devono  essere  rendicontate,
  purtroppo, così è la legge, non abbiamo deroghe in tal senso.
   Sappiamo   che  molti  sindaci,  già  ieri,  hanno   richiesto   i
  contributi. Credo che già, in queste ore, li stiano incominciando a
  percepire  ed  è  giusto,  purtroppo, non  avendo  altri  strumenti
  legislativi, utilizzare questo sistema.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  vorrei
  iniziare  con  un  grazie,  con un grazie  al  presidente  Musumeci
  perché,  in questo momento di emergenza e di grande paura e  timore
  tra  la  gente,  la  sua  guida solida ed affidabile  ha  trasmesso
  fiducia e questa è la prima cosa che ho notato tra la nostra  gente
  e  nell'animo  di  ognuno di noi. Avere la certezza  di  una  guida
  sicura e solida, piuttosto che tentennamenti ed incertezze ha  dato
  serenità alla gente.
   L'avere,  poi,  intrapreso  una  serie  di  misure,  con  le   sue
  ordinanze, che ci hanno permesso di metterci in sicurezza prima che
  altri  capissero  le necessità che la Sicilia aveva  di  cautelarsi
  rispetto a patologie da un'epidemia che veniva da fuori e  che  non
  era endogena, ha permesso appunto di limitare il contagio.
   Avere,   poi,   l'unica   credo  Regione,   imposto   l'isolamento
  domiciliare  a  chi  veniva dal Nord o dalle Nazioni  a  rischio  e
  l'obbligo  del tampone dopo sta permettendo, proprio in queste  ore
  in   cui  si  stanno  facendo  i  tamponi,  l'emersione  di  alcuni
  contagiati  che,  altrimenti, non avremmo scoperto  e,  quindi,  di
  ulteriore  epidemia  che così si è fermata  perché  sono  stati  in
  isolamento domiciliare.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   E'  vero,  vanno  processati più velocemente, ma  mi  risulta  che
  l'assessore  Razza a cui va il mio secondo grazie  dopo  quello  al
  Presidente per il lavoro estenuante, attento e responsabile che sta
  facendo  in  queste ore, in questi giorni, in cui  molti  si  fanno
  prendere dalla smania del protagonismo e dalla voglia solo di stare
  sui  giornali piuttosto che del lavoro silenzioso, cui invece diamo
  merito, ebbene, in tempi non sospetti ha chiesto all'unità di crisi
  nazionale, che venissero utilizzati altri laboratori oltre a quello
  di  Palermo  e di Catania e adesso sono stati autorizzati  da  Roma
  altri   venti   laboratori  e  questo  certamente   permetterà   di
  velocizzare.  Agrigento, per esempio, non dovrà più  trasmettere  a
  Palermo i suoi tamponi ma li processerà direttamente in provincia e
  questo  renderà  tutto  più celere. Se poi a questo  si  aggiungono
  anche i test rapidi che pure come Regione siciliana l'Assessore  ha
  chiesto  al Comitato tecnico-scientifico prima ancora che  Roma  si
  esprimesse, di autorizzare l'uso di questi test rapidi e così, dopo
  avere avuto il parere favorevole, avere già avviato il processo  di
  acquisto  dei macchinari e dei kit, ci fa essere pronti per  questa
  seconda fase, e concludo.
   Quest'epidemia  sta facendo emergere il meglio  ed  il  peggio  di
  ognuno di noi. Il meglio: ho visto gesti di grande altruismo  e  di
  grande  generosità non solo dei medici, degli infermieri, degli  OS
  che  ringrazio  ma  anche  di  quanti  si  stanno  raccogliendo  in
  donazioni, in aiuti agli anziani ed ai bisognosi. Ecco questo è  il
  meglio della nostra umanità, il peggio purtroppo sta facendo  molti
  danni  e  noi  dovremmo  augurarci, se siamo classe  dirigente,  di
  prendere  esempio  dal  meglio e non  dal  peggio  che,  in  questa
  epidemia, stiamo vedendo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.
   Poi l'onorevole Cafeo ed abbiamo finito.

   PULLARA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, solo  per
  alcune battute e precisazioni. Innanzitutto, per quanto riguarda  i
  temi  economici  ascolteremo  oggi pomeriggio  il  Governo  con  il
  Presidente  in  testa per vedere le misure che  verranno  poste  in
  essere e quelle che, come dire, condivideremo tutti insieme  e  per
  capire anche il contributo che ognuno di noi darà.
   In  merito,  poi,  ad una particolarità che è quella  della  Cassa
  integrazione  delle  imprese artigiane,  mi  pare  che  lo  abbiamo
  sollevato   un  po'  tutti,  probabilmente  io  per   primo   nella
  videoconferenza  con  il  Presidente della Regione  circa  quindici
  giorni   fa,   il   giorno  dopo  che  l'Assessore  Scavone   aveva
  sottoscritto  i  patti  con le organizzazioni  sindacali  per  dare
  seguito  a quello che è l'articolo 22 del cosiddetto decreto  legge
  Cura Italia.
    E  poi  alcune  precisazioni anche in ordine  a  ospedali  Covid,
  posti  invece,  come  dire, previsti in ospedali  misti,  eccetera,
  bisogna  distinguere, a mio modo di vedere, quello che è  l'aspetto
  dell'urgenza  e  quello  della programmazione.  E'  chiaro  che  se
  dovessimo  parlare  di  programmazione,  dovremmo  pensare  a  cosa
  sarebbe  il  futuro, ma nell'urgenza la necessità è  assicurare  la
  miglior cura possibile a coloro i quali sono risultati positivi  al
  Covid.  E  in  questo  senso all'Assessore  voglio  evidenziare  la
  necessità  di incrementare le terapie intensive in quegli  ospedali
  in  cui  oggi  vengono  spostate talune  unità  operative  di  area
  chirurgica,  per  lasciare spazio ad aree Covid  all'interno  degli
  ospedali.  Lì  ovviamente per continuare a  trattare  in  sicurezza
  occorre  prevedere, come dire, istituzionalizzare  strutturalmente,
  le   terapie   intensive,   diversamente  gli   interventi,   quasi
  demolitivi, non possono essere fatti.
    Così  come invito l'Assessore a porsi come obiettivo, so  che  la
  Protezione civile nazionale aveva la disponibilità di alcune camere
  a  pressione  negativa per potere porle nelle aree del  pre-triage,
  questo agevolerebbe notevolmente soprattutto i pronto soccorsi  che
  si  trovano  in  aree disagiate, magari proviamo  ad  infilarci  in
  questa fornitura.
    E   ancora   su   tamponi  e  prove  sierologiche,  sulle   prove
  sierologiche, Assessore, se riusciamo a dare con celerità le  linee
  guida,  magari  riusciamo a dare un'accelerata e  uscire  fuori  da
  questo problema.
    Sui  tamponi già si è detto tanto. Un'ultima cosa: è  chiaro  che
  le  disfunzioni nel sistema ci sono e ci dovevano essere, la invito
  però  per  dare, come dire, tranquillità, non solo da un  punto  di
  vista  gestionale, ma anche da un punto di vista sanitario a  tutti
  coloro i quali, giustamente, esplicitano le proprie preoccupazioni,
  la  task  force  che  lei ha istituito, magari di  implementarla  e
  riuscire a supportare ancora di più, in tutte quelle situazioni  in
  cui  arrivano  interrogazioni,  sollecitazioni  ovvero  ordini  del
  giorno.

    PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà.  Poi ha chiesto tre minuti l'Assessore Razza per replicare
  ad alcuni interventi.

    CAFEO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei  partire
  da   lei   signor  Presidente,  riconoscendole,  e  nel   frattempo
  sottolineando,  come tutta l'Aula, soprattutto in  questo  caso  le
  opposizioni,  consapevole  della situazione  di  crisi  che  stiamo
  vivendo,  sta  mantenendo un atteggiamento  di  responsabilità  che
  guarda  alla situazione di crisi che noi stiamo vivendo.  Senso  di
  responsabilità e di consapevolezza della crisi, sia della crisi che
  stiamo  vivendo adesso, sia del perché la stiamo vivendo, così  per
  tutta  una  serie  di inefficienze o di carenze  che  derivano  dal
  passato.
    Io  sono della provincia di Siracusa, dove sicuramente non so  se
  ci  sono  stati  i  casi  più  gravi,  ma  sicuramente  quelli  più
  eclatanti,  e  dove  c'è  una situazione all'interno  dell'Ospedale
  Umberto  I,  magari  anche per il fatto stesso che  è  un  ospedale
  vecchio e che ha delle carenze strutturali di un certo tipo, in cui
  c'è una propagazione a mio avviso - ma non ho i dati, la conoscenza
  di  tutti  i  dati per saperlo - superiore alla media  di  casi  di
  propagazione del Covid tra il personale sanitario.
    Personalmente,  anche a rischio di diventare impopolare,  non  ho
  fatto  la  corsa a chiedere dei test, ho preannunciato, e già  l'ho
  preparata  e  la presenterò, magari prima condividendola  a  titolo
  individuale  con  tutti  i deputati di quest'Assemblea,  l'esigenza
  che,  in  un  momento immediatamente successivo,  per  non  gravare
  sull'attività  delle  singole Asp e del dipartimento  sanità,  vada
  istituita una Commissione d'inchiesta che faccia un lavoro separato
  dalla  Commissione sanità che avrà un grosso lavoro di reimmaginare
  il  sistema  sanitario alla luce di questo nuovo virus con  cui,  a
  prescindere  dalla situazione di crisi, noi dovremmo convivere  per
  un sacco di tempo.
    Per  cui,  con  questo senso di rispetto del  lavoro  che  stanno
  facendo  i  medici  e  tutto  il personale  sanitario  e  anche  il
  personale amministrativo dell'assessorato, io ritengo che però vada
  fatta  chiarezza, nel rispetto della distinzione di  ruoli  fra  il
  ruolo  della  magistratura  e  il  ruolo  politico  del  Governo  e
  dell'Assemblea, rispetto a quanto accaduto. Anche perché, in questo
  la  invito  assessore Razza ad intervenire affinché si recuperi  un
  rapporto  di  fiducia  fra la popolazione ed il  sistema  sanitario
  perché il rischio, come già detto anche da alcuni miei colleghi che
  mi  hanno  preceduto,  è quello di mettere in difficoltà  chi  vive
  altre  malattie  e  rischia, per paura di non andare  all'ospedale,
  questo Covid di fare più vittime fra chi non ha il Covid di chi  ce
  l'ha.
    Mi  permetta Presidente di rubare altri 30 secondi in merito alla
  situazione economica e alla situazione di crisi che stiamo vivendo.
  Ammettere oggi tutte le carenze strutturali del passato è un  senso
  di  responsabilità; da questa situazione noi rischiamo  di  uscirne
  massacrati in un dibattito in cui da un lato l'assessore Razza loda
  Provenzano,  dall'altro  dice che sta aspettando  le  misure  della
  Comunità europea o del Governo.
    Ci  sono cose che vanno fatte oggi e che dipendono da noi, Armao,
  a  maggior ragione per il fatto che siamo a Statuto speciale  e  mi
  riferisco  a creare delle task force per pagare tutto  ciò  che  la
  Regione   può   pagare.  Diventa  insopportabile  il  ritardo   dei
  pagamenti, e mi rivolgo a lei assessore Razza, quale componente del
  Governo:  una maggiore attenzione sullo sblocco delle anticipazioni
  anche  dove  sono  state  firmate fidejussioni  di  tutti  i  fondi
  europei,  sennò  questa situazione diciamo di consapevolezza  della
  situazione  di  crisi  rischia,  quando  entreremo  nella  fase  di
  finanziaria,  di  animare un dibattito del  liberi  tutti   in  cui
  ognuno

    PRESIDENTE. Grazie, è stato chiarissimo.
    Allora,  prima dell'intervento dell'assessore Razza, ci sono  gli
  ordini del giorno; se il Governo è d'accordo, sono accettati  tutti
  come raccomandazione.

    (Gli ordini del giorno accettati come raccomandazione recano la
                      numerazione dal 212 al 224)

    Ha   facoltà   di  parlare  l'assessore  Razza  per  l'intervento
  conclusivo.

    RAZZA,  assessore  per  la salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  rispetto  il  termine di tre  minuti  soltanto  per  due
  chiarimenti in relazione a due fattispecie specifiche.
    La  prima, che vi sia stato un ritardo da parte del Governo della
  Regione nell'acquisizione di dispositivi di protezione: falso.  Non
  soltanto  perché sono state autorizzate tutte le aziende,  tanto  è
  che si è andati avanti per molti giorni con forniture autonome,  ma
  falso  che  non  fosse intervenuta un'intesa nel confronto  tra  il
  Governo  nazionale  e le Regioni per un'acquisizione  centralizzata
  con  requisizione. Talmente falso che sono state requisite da parte
  della  Protezione civile nazionale i dispositivi  che  erano  stati
  acquistati per tempo dall'Ospedale Cervello.
    Detto  questo non c'è alcun spirito di rivendicazione  nell'esser
  contenti  di  essere stata la regione italiana  che  è  riuscita  a
  reperire  autonomamente con una propria commessa il maggior  numero
  di  dispositivi e non ho nessun timore a dire che questo si è  reso
  possibile  perché in Sicilia opera un rapporto di partenariato  con
  l'UPMC,  che sta realizzando 5 ospedali in Cina. Se anche noi  come
  altri  abbiamo  messo  oggi a disposizione della  Regione  Campania
  questi  contatti,  se anche noi come altri non  avessimo  avuto  un
  punto   di  riferimento  diretto  sul  territorio  cinese,  avremmo
  incontrato  le  medesime difficoltà che hanno incontrato  le  altre
  Regioni  italiane  e che non ha incontrato lo  Stato  perché  si  è
  potuto  avvalere dell'efficienza dell'apparato diplomatico in  ogni
  area del territorio.
    La  seconda  questione ultima relativa ai tamponi. E' chiaro  che
  io  ho  l'aggiornamento giornaliero individuale di tutti i  tamponi
  che  vengono fatti: alla data di ieri erano 24.805. Contesto l'idea
  che  l'accertamento delle procedure sui tamponi possa avere variato
  una  curva  epidemiologica  che sarebbe stata  tenuta  nascosta  e,
  quindi,  avrebbe manifestato dati non veri. Perché anche questo  ho
  letto  ed  è  un fatto di una gravità inaudita alla  quale  non  ho
  voluto  mai  replicare. Disponibilità massima del Governo  ad  ogni
  confronto, soprattutto le richieste che sono state fatte, su  tutti
  i  territori  dalla provincia di Messina, come è stato fatto  sulla
  vicenda della Diasol.
    Noi  stiamo cercando di acquisire il più possibile strumentazioni
  che  ci  consentano di accelerare ancora di più la  possibilità  di
  esaminare tamponi. Faccio mio il riferimento alle scritture: che la
  mano  destra sappia quello che fa la mano sinistra, ma soprattutto,
  in termini politici, che non le confonda.

    PRESIDENTE.  Comunico che è arrivato un ordine del  giorno,  però
  indirizzato  al  Presidente dell'Assemblea, da parte dell'onorevole
  Cafeo,  ne discutiamo nei prossimi giorni, chiede l'istituzione  di
  una  Commissione di inchiesta ma, certamente, non sarebbe possibile
  farla in questo momento, per cui ne discutiamo successivamente.
    Assessore,  lei  pensa  che è necessario  un  nuovo  incontro  la
  settimana  prossima?  Abbiamo idea sulle date  degli  incontri  tra
  Stato e Regioni?
    L'Assessore  Armao,  mi dicono che, uscito  dall'Aula,  ha  fatto
  sapere che è questione di poche ore e si dovrebbe sapere quando  si
  fa,  per cui noi la possiamo fissare sempre per mercoledì prossimo,
  se avessimo le carte in modo tale da poterle anticipare, Assessore,
  sarebbe  meglio,  se  vogliamo rispettare i  tempi  previsti  dalla
  Costituzione.

    RAZZA,  assessore  per  la salute. Il Presidente  della  Regione,
  insieme  all'Assessore  per l'economia e  ad  una  delegazione  del
  Governo,  incontrerà  oggi i Capigruppo delle  forze  politiche  di
  opposizione  e  quelle delle forze politiche  della  coalizione  di
  Governo. Teniamo fitto il dialogo anche con il Governo nazionale, e
  quindi  nella giornata di oggi e in quella di domani avremo  chiaro
  quale sarà il percorso.

    PRESIDENTE.  In questo momento, per quanto riguarda gli  incontri
  con  i Capigruppo, mi va benissimo, è un problema del Governo,  per
  quanto  riguarda  l'incontro con il Governo nazionale,  per  sapere
  quando possiamo avere le carte, oggi capiremo.
    Noi  intanto la fissiamo per mercoledì prossimo e, se  si  tratta
  sempre di audizioni, io preferisco che vengano fatte la mattina, se
  invece  abbiamo  le  carte  per potere cominciare  a  discutere  di
  finanziaria, eventualmente la spostiamo.
    In  questo  momento la prossima seduta d'Aula si terrà mercoledì,
  15 aprile 2020, alle ore 11.00.

                 La seduta è tolta alle ore 14.42 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                       185a  SEDUTA PUBBLICA(**)

                  Giovedì 16 aprile 2020 - ore 11.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -SEGUITO  DEL  DIBATTITO SULLE COMUNICAZIONI  DELL'ASSESSORE  PER
       L'ECONOMIA  SULLE MISURE FINANZIARIE CONSEGUENTI ALL'EMERGENZA
        CORONAVIRUS  E SULLE ULTERIORI COMUNICAZIONI DEL GOVERNO IN ORDINE
       ALL'ATTUALE EMERGENZA SANITARIA

   (**)La  seduta,  già convocata per mercoledì 15  aprile  alle  ore
  11.00,  d'ordine  del  Presidente  dell'Assemblea,  con  e-mail  ai
  deputati  del 14 aprile 2020, è stata rinviata a giovedì 16  aprile
  al medesimo orario e col medesimo ordine del giorno

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  ALLEGATO

  SECONDA INFORMATIVA DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE  ED  ASSESSORE
     PER L'ECONOMIA CONSEGUENTE ALLA CRISI PANDEMICA  COVID19 E LE
               MISURE STRAORDINARIE IN CORSO DI ADOZIONE