Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 11.15
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buongiorno. Stamattina il Governo
ha fatto arrivare in Assemblea i documenti per il bilancio e la
Finanziaria. Piuttosto che andare avanti, farei una Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari così stabiliamo il calendario
dei lavori.
Intanto, avevo chiesto al Presidente Musumeci se faceva venire
anche l'assessore Razza in modo che parlavamo della fase 2
dell'emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19. Ma, intanto,
facciamo una Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
veloce così stabiliamo il calendario per la Finanziaria, perché il
calendario fatto dagli Uffici, purtroppo, non può funzionare perché
dovremmo incardinare il 29, il 30 scade per cui non è possibile,
dobbiamo accelerare i tempi per forza. E' un momento particolare e
lo dobbiamo decidere in Conferenza con i Presidenti dei Gruppi
parlamentari che cosa fare, dobbiamo sicuramente accelerare i tempi
perché sennò da qua al 30 rischiamo di non potere approvare il
bilancio.
Per cui, sospendo la seduta e invito i Presidenti dei Gruppi
parlamentari a recarsi in Sala Gialla per la Conferenza.
(La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 12.21)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, scusate, vi devo pregare di una
cosa, non ci si rende conto che con l'Aula vuota, diciamo, con
questa situazione, parlando tra di voi c'è un rimbombo, così come
c'era poco fa in Sala Gialla, quando abbiamo fatto la Conferenza
dei Capigruppo; basta che due persone parlino tra di loro e
materialmente non si sente più niente, quindi, vi pregherei quando
avete qualche cosa di realmente importante di mettervi magari
dietro, allontanarvi un attimo in modo che possiate parlare
serenamente perché, altrimenti, qui non riusciamo a capire più
niente. L'argomento vale anche per i commessi. Grazie.
Determinazioni della Conferenza di Presidenti dei Gruppi
parlamentari
PRESIDENTE. Abbiamo appena concluso la Conferenza dei Capigruppo.
Stamattina è arrivata la documentazione cartacea di Bilancio e
Finanziaria. Ho pregato gli Uffici di fare qualche straordinario
Onorevole D'Agostino, allora con chi parlo, con il muro? Grazie.
Dicevo, ho pregato gli Uffici di fare anche qualche sforzo
straordinario perché possano essere viste le carte in tempi rapidi,
i più rapidi possibili. Il Governo ha portato tutto, manca soltanto
un documento che, ci è stato riferito dall'assessore Armao,
speriamo arriverà entro oggi, che poi è la documentazione,
l'allegato tecnico, diciamo, il bozzone della Finanziaria che è
quello che normalmente i deputati guardano per capire di cosa
stiamo parlando.
Dobbiamo fare un lavoro straordinario anche noi, da qui a giorno
30, perché il 30 aprile bisogna approvare il Bilancio e la
Finanziaria in maniera inequivocabile. Avevo chiesto se fosse
possibile avere una deroga di qualche giorno su questa cosa, ma non
è possibile, per cui giorno 30 al massimo dobbiamo chiudere.
Evidentemente se sulla seduta del giorno 30 fosse necessario andare
al giorno dopo, o due giorni dopo, teniamo l'Aula aperta per potere
completare, ma sarebbe meglio evitarlo.
Per cui, fermo restando la regola che non si lavora di notte, per
cui massimo alle ore 22.00, a meno che l'ultimo giorno non manchi
un'ora, anche là, ovviamente, prendiamo tutta la flessibilità di
questo mondo, ma non si lavora la notte, abbiamo stabilito le date
del calendario prossimo immediato.
Allora, le Commissioni di merito. Noi, domani, consegneremo alle
Commissioni le carte. Ai Presidenti di Commissione comunico che
entro martedì 21 aprile dovranno completare il lavoro, per cui, se
è necessario, purtroppo, saranno costretti a lavorare, se vogliono,
anche di sabato e domenica, ma domani, oggi stesso, bisogna aprire
le Commissioni in modo da ricevere, incardinare il Bilancio e la
Finanziaria.
Abbiamo già stabilito quanto tempo daremo per le Commissioni, per
gli emendamenti, e daremo fino a domenica sera, in modo che lunedì
mattina, materialmente, le Commissioni possano cominciare a votare,
perché martedì mattina dovranno essere consegnate alla Commissione
Bilancio' le risultanze delle Commissioni di merito e, quindi,
tutti gli emendamenti che le Commissioni di merito passeranno alla
Commissione Bilancio'.
La Commissione Bilancio' avrà tempo fino a giorno 24 aprile e
giorno 25 aprile, che è un sabato, ma ci penserò io ad incardinare
il Bilancio e la Finanziaria, dando tempo - lo dico fin da adesso -
per gli emendamenti - anche lì essendo sabato -, daremo tutto il
sabato e la domenica.
Da lunedì 27 aprile alle ore 16.00 si comincia a votare. Non è
escluso, se dovesse essere necessario, che vi chiederò lo sforzo di
lavorare in Aula sia di mattina che di pomeriggio, perché tanto a
quel punto le Commissioni non ci sono perché hanno già finito il
loro lavoro, per cui lo possiamo fare. Se dovesse essere necessario
vi dovrò chiedere di lavorare anche di venerdì, sabato, domenica,
ma è un momento in cui non ci possiamo permettere di essere pigri,
come dire, dobbiamo quindi essere assolutamente disponibili a
lavorare anche di più.
L'Aula, quindi, sarà giorno 27 aprile alle ore 16.00 per iniziare
la discussione generale e la votazione di Bilancio e Finanziaria.
Allora, do per ineluttabile il fatto che non accetterò emendamenti
aggiuntivi. Quindi, prego tutti, compreso gli Assessori di non
venire a dirmi quanto è importante l'emendamento aggiuntivo ed a
spiegarmi che è vitale perché altrimenti la Sicilia muore, perché
tanto non li accetteremo, cioè non li riceveremo nemmeno, nemmeno
li valuterò, non saranno ricevibili. Né in Commissione - prego i
Presidenti di Commissione di adeguarsi a questa indicazione - né in
Aula, sarà minimamente possibile accettare emendamenti aggiuntivi.
Per cui, ripeto, prego tutti per quanto ogni volta sono questioni
di vita o di morte, purtroppo questa volta moriranno, perché non
saranno accettati emendamenti in maniera assoluta, lo dico per
evitare che, poi, ci possa essere qualche deroga. Non ci saranno
deroghe. Prego, quindi, i Presidenti di Commissione di dichiarare
inammissibili, anzi di dichiarare irricevibili tutti quelli che
sono emendamenti aggiuntivi.
Non saranno accettati subemendamenti volanti in Aula, i giorni
della votazione, a meno che non si tratti, eccezionalmente, di
soluzioni che si trovano in Aula stessa su qualche argomento, per
cui aggiustando un minimo quello che è scritto si trova la
condivisione dell'Aula; allora, in quel caso sì, ma subemendamenti
personali, di singoli deputati o di singoli partiti non saranno
accettati nemmeno quelli.
Credo di non avere altro da dirvi, per cui possiamo iniziare la
seduta di oggi, una volta finite le comunicazioni.
La seduta di oggi, a seguito di una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, informale, volante e telefonica, di ieri,
verterà sulla fase 2, del Coronavirus, del problema del Coronavirus
tant'è che, chiesta la disponibilità al Presidente della Regione
ha, gentilmente, chiesto sia all'Assessore per la salute, che a
quello del bilancio di essere presenti in modo che si possano
affrontare problemi sia dal punto di vista sanitario che
finanziario.
A questo punto, do la parola all'onorevole De Domenico che me
l'aveva chiesta per chiarimenti e, poi, all'onorevole Cracolici.
Poi darò la parola agli assessori che faranno la loro relazione.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche
sull'esperienza delle ultime due sedute d'Aula dove, secondo me, il
ruolo del deputato viene assolutamente svilito e sarebbe quasi
inutile fare quest'Aula, io chiedo che si facciano le relazioni,
che gli assessori, magari inizialmente facciano una breve
relazione, ma che garantiscano le risposte agli interventi in Aula
perché, altrimenti, non c'è motivo di fare Aula, se non dobbiamo
avere risposte.
Credo che questo sia importante, perché altrimenti il ruolo del
deputato serve solo a ratificare il bilancio. Emendamenti
aggiuntivi non ne possiamo fare, io non capisco perché un
emendamento aggiuntivo, senza spese, con tutti i crismi in fase di
Commissione, perché no?
Questa è una democrazia sospesa, scusatemi.
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, intanto, come lei ha notato, io
all'inizio di questa seduta, contrariamente a quanto fatto nelle
ultime due sedute, non ho posto limitazioni per gli interventi dei
parlamentari, perché oggi è una giornata normale.
Abbiamo utilizzato anche la parte dietro dell'Aula, di solito
destinata al pubblico, per potere stare, secondo quello che è
previsto dalle normative, a distanza regolare, per potere
intervenire quindi oggi non c'è nessun problema. Per fortuna stiamo
andando, lentamente, inesorabilmente, verso la fine, almeno
speriamo, verso un rallentamento, per cui oggi non avete ricevuto
nessuna limitazione per quanto riguarda gli interventi previsti dal
Regolamento e quindi su questo non esistono problemi, altrimenti lo
avrei detto io, così come ho fatto le altre volte.
Per quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi, esiste un motivo,
in questo caso, che è quello che inizieremo a discutere della
finanziaria che scade inequivocabilmente, costituzionalmente, il
giorno 30 Aprile. Ne cominciamo a discutere il giorno 24 e,
onestamente, non è un'accusa che si può fare a nessuno, perché
l'ultimo mese è successo quello che è successo, per cui abbiamo
assoluto bisogno di contingentare tutto.
Poi, il Governo credo che abbia garantito - lo dirà il Governo
stesso non spetta a me dirlo - la presentazione immediatamente,
credo già durante questi lavori, della legge su cui si potrà,
invece, discutere per tutto, e là sarà possibile presentare gli
emendamenti.
Diciamo che il Regolamento non prevederebbe comunque gli
aggiuntivi, ma è ovvio che si ragionerà con la flessibilità che c'è
sempre stata.
Per queste due settimane non è possibile essere flessibili, ma poi
c'è la legge parallela, che è quella che è di maggiore interesse
per lo sviluppo, dove ovviamente ogni parlamentare ha diritto di
dire la sua e di fare le sue proposte, e su quella non ci saranno
le limitazioni, se non quelle classiche che ci sono sempre state in
un Parlamento.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, io proprio sull'ordine delle cose
che ha detto lei, a proposito della legge di stabilità e della
legge di bilancio, vorrei fare una precisazione per non avere poi
problemi in corso d'opera.
Tutti noi parliamo al buio. Io non conosco neanche l'atto, quindi
non so che cosa c'è nella legge di stabilità. Se ci sono le
cosiddette norme di guerra o di pace .
Però, se dichiariamo che non ci sono aggiuntivi, e può essere una
soluzione vista la storia, la tempistica che abbiamo, deve essere
chiaro che non ci sono non solo gli aggiuntivi da parte del
Governo, ma norme che eventualmente sono state inserite dal Governo
nell'atto, perché, se il Governo, ad esempio, ha ipotizzato che
regaliamo a tutti i turisti che verranno in Sicilia la vacanza, sto
facendo un esempio strano, non vorrei che noi non possiamo
intervenire sul turismo e il Governo sì.
Allora, intendiamoci prima. Per aggiuntivi si intendono le norme,
quelle che una volta chiamavamo sullo sviluppo? e allora si
tengono tutte fuori. Oppure, su materie per le quali anche il
Parlamento ha la potestà di modificare, ma aggiungendo obiettivi,
ad esempio, di risposta alla crisi sociale, etc, nell'ambito del
testo, perché poi siccome l'aggiuntivo o meno lo definisce
l'Ufficio, che stabilisce che non è un emendamento che si aggiunge
con un comma ad un articolo, ma è aggiuntivo.
Quindi noi ci troveremmo in una situazione a quel punto caotica.
Ecco perché Le chiedo di essere molto rigoroso, perché lei sta, di
fatto, possiamo addivenire che in guerra si possono fare anche
forzature per la guerra, però l'importante che sappiamo tutti la
guerra come la combattiamo.
Deve essere chiaro che non ci possono essere norme per le quali il
Parlamento non può essere chiamato a valutarne l'efficacia. Se
dobbiamo andare tutti sulla luna, io vorrei, ad esempio, andarci
col motorino, qualcuno invece ci vuole andare con l'elicottero.
Però, è un tema la luna, quindi vale per tutti. Spero che su questo
non ci siano questioni che poi verrà complicato gestire.
PRESIDENTE. La ringrazio per il suggerimento, ma sarà il
Presidente dell'Assemblea, non gli Uffici, a considerare eventuali
aggiuntivi e non aggiuntivi. Il Presidente dell'Assemblea ha una
facoltà, da questo punto di vista, di garanzia, che è quella di
stralciare anche norme inserite oggi. Per cui io la Finanziaria non
l'ho letta nemmeno, ne ho una vaga sensazione. Ma se ci dovessero
essere norme che vanno al di fuori dei ragionamenti che ci siamo
fatti, sarà compito del Presidente dell'Assemblea stralciarle.
Io posso garantire che queste due settimane - sempre che
all'onorevole D'Agostino e all'assessore Razza fa piacere farlo, se
voi parlate io sento soltanto voi, mi dovete fare questa cortesia -
il Presidente dell'Assemblea, onorevole Cracolici, sarà garante di
quello che ha detto, cioè io posso garantire a tutta l'Aula che
questa Finanziaria, se deve essere quella che mi hanno comunicato,
e su cui bisogna essere molto rigidi, ed è una Finanziaria COVID -
chiamiamola così, perché non è né guerra, né pace penso, ma è una
Finanziaria COVID - sarà una Finanziaria COVID.
Io mi farò carico di stralciare anche norme che sono già inserite
oggi, se riterrò che non sono idonee a questo tipo di percorso che
stiamo facendo. Spero non ce ne siano, ma se ci dovessero essere
onorevole Cracolici, abbia fiducia una volta nella vita, stia
tranquillo, abbia fiducia, non ci saranno problemi di questo tipo.
Sono d'accordo con quello che diceva l'onorevole De Domenico,
quindi io darei la parola all'assessore Razza o all'assessore Armao
per una breve relazione introduttiva, per poi fare intervenire i
deputati e poi voi, eventualmente, dare risposte alle richieste dei
deputati.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
viste le condizioni in cui lavoriamo, se è possibile gli
emendamenti presentarli anche via mail, perché evidentemente
avremmo difficoltà a presentare i cartacei. È una precisazione, ma
volevo sottoporgliela.
PRESIDENTE. Non è una novità, sono sempre stati trasmessi via
mail.
LUPO. Sì, però abbiamo difficoltà, a volte poi recuperiamo con i
cartacei, chiediamo un po' di flessibilità, perché ancorché via
mail il deputato non è detto che riesca a sottoscrivere, quindi
saranno trasmessi dalla mail ufficiale del Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE. Sarà considerato l'orario in cui arriva la mail.
LUPO. Quindi, quelli che arrivano dalla mail ufficiale del Gruppo
parlamentare.
PRESIDENTE. Assolutamente. Se poi il cartaceo arriva un po' dopo,
è ovvio che non è un problema. Non siamo a questo punto di
rigidità, ancora non ci siamo arrivati.
l'economia sulle misure finanziarie conseguenti all'emergenza
"Coronavirus" e sulle ulteriori comunicazioni del Governo in ordine
all'attuale emergenza sanitaria
Seguito del dibattito sulle comunicazioni dell'Assessore per
l'economia sulle misure finanziarie conseguenti all'emergenza
Coronavirus e sulle ulteriori comunicazioni del Governo in ordine
all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. Assessore Razza, la prego di intervenire, se fosse
possibile brevemente in modo che poi diamo spazio ai deputati.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, onorevoli
deputati, intervengo in linea di continuità con gli ulteriori due
interventi che sono stati resi per informazione all'Aula, e direi
anche per fortuna in una fase diversa dal punto di vista
dell'inizio.
PRESIDENTE. Per favore, onorevole Sammartino, onorevole
D'Agostino, onorevole Tamajo, mi dovete credere, ve lo dico
sinceramente, anche parlando lì in fondo purtroppo rimbomba tutto e
io, materialmente, non riesco a sentire quello che dice
l'Assessore, e lui stesso viene fortemente infastidito. Anche
quando voi parlerete vi garantirò questo silenzio. Dobbiamo fare
questo sforzo, evitare di parlare oppure, chiedere al collega di
uscire un attimo a parlare fuori, perché è veramente molto
fastidioso, l'onorevole Figuccia spero che l'abbia compreso bene.
Assessore Razza, le ridò la parola.
RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente.
Dicevo, l'intervento di oggi in Assemblea è il terzo in linea di
continuità nelle ultime settimane, e affronta oggi, secondo quello
che è stato concordato, temi per fortuna diversi da quelli che
prima erano stati affrontati.
L'emergenza è non alle nostre spalle, ma i numeri della curva
epidemiologica - anche alla luce delle decisioni che sono state
adottate - ci consente oggi, insieme alla Cabina di regia
nazionale, di poter affrontare sul fronte sanitario e sul fronte
economico alcune decisione di ordine organizzativo e di ordine
scientifico.
Lasciate, però, che io torni, anche soltanto per pochissimi
istanti, brevemente, sulla natura delle decisioni che erano state
assunte. Perché è capitato a me, e sarà certamente capitato anche a
voi, di ricevere più di una richiesta da parte di cittadini, da
parte di persone del mondo dell'informazione, che erano
ragionevolmente incuriosite, immagino, da un numero così contenuto
in Sicilia - più ancora che in altre Regioni - dei ricoveri
ospedalieri, dei ricoveri in terapia intensiva e, più in generale,
dei soggetti con positività da COVID-19 accertata.
E allora, ci si è ragionevolmente chiesti quali misure di
distanziamento sociale fossero state adottate nella nostra Regione,
in maniera sensibilmente diversa da quelle che erano state adottate
in altre Regioni e in altre aree del Paese, anche per comprendere,
avviandoci ad una fase 2, quali, in senso inverso, dovessero essere
le azioni da dovere compiere per riprendere gradualmente la
normalità.
Probabilmente, ma saranno gli esperti della materia epidemiologica
a dirlo al termine di questa emergenza da COVID-19 in Sicilia, e
non soltanto in Sicilia, la particolarità più ampia che ha
caratterizzato le scelte siciliane, condivise la gran parte con il
Governo nazionale, è stata la misura dell'isolamento e,
soprattutto, del distanziamento sociale.
Tra tutte, probabilmente, quella che più ha inciso a tener bassa
la curva epidemiologica in Sicilia, è stata la decisione di
sospendere l'ingresso nella nostra Regione per via aerea e per via
di nave. E vedete, tutto può essere commentato, tranne i numeri
nella loro aridità. Perché se noi prendiamo lo stesso periodo, da
quanto è stato pubblicato - di intesa tra il Presidente della
Regione, il Ministro della Salute e il Ministro dei Trasporti - il
primo, il secondo e poi il terzo decreto, e guardiamo anche
soltanto il dato dei passeggeri negli aeroporti scopriremmo che,
mentre all'inizio dell'emergenza in Sicilia, sostanzialmente non si
volava più se non con i due aerei quotidiani, che sono stati tenuti
in funzione a seguito dell'intesa raggiunta tra il Governo
nazionale ed il Governo regionale, nelle altre aree del Paese, nel
pieno della emergenza, si continuava a volare, si continuava a fare
attività di volo internazionale. Il calo dei passeggeri, nei
quindici giorni più sensibili dell'emergenza, non è un calo di
migliaia di unità, ma è un calo di alcune centinaia di migliaia di
unità. E su questo, probabilmente, saremo chiamati a riflettere.
Oggi, dal punto di vista sanitario, la fase che si apre,
essenzialmente come ho riferito anche ieri alla VI Commissione, si
caratterizza di tre azioni.
La prima nasce dalla prosecuzione dell'attività di rafforzamento
delle strutture ospedaliere. Attività di rafforzamento che è,
essenzialmente, legata all'attuazione del piano di incremento dei
reparti di Terapia Intensiva, all'attuazione del piano di
incremento dei posti letto a pressione negativa nei reparti di
Malattie Infettive, all'individuazione di aree dedicate, che in una
fase di convivenza con l'epidemia, ma non più di picco
dell'epidemia, dovranno portarci ad individuare, in ogni
territorio, non soltanto un modello organizzativo, ma un piano vero
e proprio che consenta di poter trattare i pazienti che
continueranno ad esserci, non sui numeri che erano attesi, ma su
numeri di costante presenza del virus nel territorio della nostra
Regione.
C'è poi il tema dell'accertamento epidemiologico, ed è decisione
assunta dal Governo, che ha acquistato anche alcune centinaia di
migliaia di test sierologici, ampliare la mappatura dei soggetti
che vengono sottoposti a test sierologico.
Avrete letto sui quotidiani di oggi che il Ministero della salute
immagina un'analisi epidemiologica su 150.000 cittadini italiani
stratificati per classe di età e per luoghi di residenza.
L'azione complementare che abbiamo programmato, e che è già in
corso di inizio per essere stati consegnati nella giornata di ieri
48.000 kit per avviare questa fase, parte ovviamente dalle zone
rosse e quindi da una ricerca epidemiologica nei territori della
Regione che sono stati più colpiti, parte dalla necessità di aprire
in maniera adeguata le strutture sanitarie e quindi da una
mappatura di natura epidemiologica sugli anticorpi che riguarda
tutto il personale della aree Covid e tutto il personale delle aree
di emergenza, parte dalla necessità di dare il massimo
dell'attenzione ai luoghi della fragilità, penso alle residenze
sanitarie assistite, alle case di riposo, alle comunità
terapeutiche assistenziali, ai luoghi nei quali la maggiore
fragilità dei pazienti potrà comportare la necessità di contenere
il più possibile la diffusione del contagio.
C'è poi l'esigenza del mondo del lavoro e nell'ambito della
circolare che abbiamo emesso stiamo dando la facoltà alle attività
imprenditoriali, alle imprese, ai singoli cittadini di potere fare
il test sierologico gravando sui laboratori l'onere di
comunicazione del risultato al Dipartimento di prevenzione perché
tutti questi dati possano confluire all'interno di un database
unico che ci consenta di poter valutare l'allargamento delle
possibili azioni di contagio o del suo contenimento.
C'è poi un'ultima questione che è particolarmente importante ed è
legata alle decisioni di ordine scientifico che dovranno essere
assunte perché la posizione della nostra Regione possa essere
rappresentata anche a livello centrale.
Qui, un minimo di approfondimento - se volete - anche di natura
giuridica è, a mio avviso, indispensabile.
Dopo l'ultimo intervento del Decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri le Regioni non possono ampliare le decisioni che sono
state assunte dal Governo nazionale.
Non è possibile che una Regione di propria iniziativa decida di
aprire un'attività economica se l'attività economica non è prevista
fra quelle autorizzate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri.
Si possono innestare due processi, ragione per la quale nel
pomeriggio il Presidente della Regione ha chiesto di riunirsi al
Comitato tecnico-scientifico, ed il primo è l'interlocuzione nella
Cabina di regia nazionale che dovrà valutare gli step di apertura
delle attività. Esserci con una posizione che rappresenti gli
interessi del nostro tessuto economico e che li contemperi con
l'esigenza di salute pubblica è assolutamente indispensabile.
E' altresì indispensabile - laddove non fosse possibile
determinare una strategia unitaria sul piano nazionale della fase
di riapertura delle attività commerciali e delle attività
economiche - sostenere una decisione autonoma della Regione con
un'interlocuzione che possa posarsi su solide basi scientifiche.
Oggi noi, per fortuna, possiamo porci il problema della graduale
riapertura di alcune attività.
Sarebbe un grave errore se questa graduale riapertura di attività
fosse valutata al di fuori della sicurezza dei lavoratori e delle
lavoratrici, che fosse valutata al di fuori della sicurezza degli
operatori e che fosse valutata al di fuori di regole di
distanziamento sociale e di possibile contenimento che devono
ovviamente poggiarsi su solide basi scientifiche e su solide basi
sanitarie.
Il lavoro è iniziato in questi giorni; in giornata, alle 15.30 si
riunisce il Comitato tecnico-scientifico, vorremmo valutare alcune
proposte, vorremmo rappresentare alcune proposte anche a livello di
Governo centrale perché mi rendo conto che in alcune Regioni che
ancora oggi sono colpite da centinaia di casi giornalieri il tema
della riapertura di tutte le attività possa ritenersi, in qualche
misura, prematuro.
E' più complesso fare comprendere ad una situazione economica come
quella della nostra Regione che si accompagna a una situazione
epidemiologica regressiva come quella che vive la nostra Regione,
che tutto debba rimanere immobilizzato e che tutte le attività
debbano contestualmente rimanere chiuse. Per fare questo oggi si
riunisce il Comitato tecnico-scientifico, rappresenteremo nel
prossimo incontro Stato-Regioni anche la posizione della Regione
siciliana. Valuteremo ma questa so, almeno così si è appreso anche
dalla stampa, la decisione del Governo nazionale, avviare di comune
accordo con le categorie produttive e con le forze sociali, un
percorso di riapertura. Da noi questa è la posizione della Regione,
sarà sostenuta da alcune regole di distanziamento che vorremmo
mettere a disposizione del tavolo nazionale. Presidente, io per ora
non ho altro da aggiungere, ovviamente sono qui per rispondere.
PRESIDENTE. Grazie Assessore, facciamo parlare anche l'Assessore
Armao.
Assessore Razza, l'unica cosa di cui la devo pregare, soltanto
un'attenzione, perché io ho ricevuto oggi una telefonata da una
libreria importante di Palermo che ha riaperto ma ovviamente in due
giorni non è entrata nemmeno una persona, perché se non si allenta
la rigidità nei confronti dei cittadini che non possono uscire,
riaprire un negozio e poi non ci si può andare, diventa
perfettamente inutile. Dicevo, oggi ho ricevuto una telefonata -
anche divertente - da parte di un libraio palermitano che mi ha
detto: ma perché mi avete fatto riaprire'. Gli ho detto: guarda,
sinceramente non te lo so dire, ne parlerò con l'Assessore' perché
la gente non può uscire; siccome il libro non è considerata
assoluta necessità, appena uno esce lo fermano e gli fanno la
multa.
Di fatto io racconto quello che mi è successo stamattina in modo
che possa essere come informazione utile all'Assessore Razza.
Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, dott. Armao.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, io, come è
solito fare parte della presenza del mio Assessorato in Assemblea,
ho predisposto una relazione che depositerò agli atti e quindi a
questa mi rifaccio, sarà poi ovviamente distribuita per più
approfonditi riferimenti.
Due questioni credo che siano in questo momento di assoluta
preminenza anche rispetto ai documenti contabili che vi sono stati
inoltrati e che esamineremo nei prossimi giorni nelle Commissioni
di merito ed in Commissione Bilancio.
Una prima questione concerne il concetto del contributo del
risanamento della finanza pubblica, perché è talmente controverso
in questo momento e perché noi riteniamo di far riferimento a
questa entità, a questo istituto che grava in modo così consistente
sul Bilancio regionale. Noi sostanzialmente nel 2018 abbiamo
concluso un accordo con lo Stato che ha consentito una riduzione di
300 milioni di euro annui che per tre anni fanno 900 milioni di
euro di riduzione, appunto, dell'onere annuale del contributo al
risanamento della finanza pubblica, a cui poi si è aggiunto in
quell'accordo - come ricorderete - anche l'intesa per terminare il
contributo al cosiddetto split payment' che sembrava essere sine
die al 30 di giugno del 2020, quindi dimezzando l'onere dei 274
milioni a carico della finanza regionale, e poi 540 milioni di euro
per investimenti per province e per città metropolitane, così come
fu previsto.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
ARMAO, assessore per l'economia. Quindi un accordo che era un
accordo limitato al 2018 e ai due anni successivi e che però non
aveva la valenza di un accordo generale di finanza pubblica.
Possiamo cambiare microfono? Proviamo con questo microfono? Va
meglio? Va meglio così adesso?
Allora, dicevo con il contributo al risanamento della finanza
pubblica ridotto a un miliardo si pongono due problemi, oggi, uno
che si poneva anche prima di questa vicenda drammatica del
Coronavirus, ossia la sostenibilità del contributo al risanamento
della finanza pubblica che è un problema non politico ma è un
problema di tipo costituzionale finanziario.
Il quarto comma dell'articolo 119 della Costituzione prevede la
copertura delle funzioni e delle prestazioni che lo Stato affida
alle Regione e alle autonomie locali, conseguentemente questo è un
livello e abbiamo riferimento adesso anche alla sentenza
recentissima, la numero 62 che vi darà poi più avanti, che non è
comprimibile da nessun elemento neanche dalla legge, neanche da un
accordo Stato-Regione, ossia tradotto in termini sostanziali, il
contributo al risanamento della finanza pubblica è dovuto sino a
quando non incide sui livelli delle prestazioni e l'esercizio delle
funzioni: trasporto pubblico locale, assistenza ai disabili gravi e
gravissimi, interventi Lea che sono addirittura incomprimibili
neanche sotto il profilo finanziario:
Quindi, vedete, a mio avviso, noi su questa vicenda dobbiamo
intervenire in modo politicamente appropriato, costituzionalmente
corretto ma mettendo mani sul tema cruciale dei rapporti tra
finanza regionale e finanza nazionale, quindi, il contributo al
risanamento della finanza pubblica indipendentemente dalla
drammatica crisi che stiamo vivendo ha effetti che vanno valutati
avuto riguardo alla comprimibilità delle prestazioni e delle
funzioni.
Apro una parentesi, arriva la drammatica vicenda del Coronavirus,
vi do qualche dato semplice che mi è appena stato fornito questa
mattina anche dagli Uffici: primo, questo l'avevate già sentito
però, noi abbiamo aperto questa drammatica vicenda della crisi del
Coronavirus con un meno tredici punti rispetto al 2008, cioè, tra
il 2012, periodo in cui sostanzialmente finisce la crisi, tredici e
diciotto si erano recuperati neanche due punti e mezzo rispetto a
quelli perduti avuto riguardo al 2008, quindi, ci trovavamo un
fardello di meno tredici sul 2008, oggi se le previsioni sono
quelle di un meno dieci, meno undici dello Stato e, quindi, un meno
dodici della Regione cominceremo, quando finirà questa crisi visto
che stiamo parlando di fase 2, con un meno venticinque rispetto al
2008, cioè un quarto del prodotto interno lordo; questa mattina, mi
ha appena riferito l'Ufficio Statistica che io apprezzo
personalmente che mi piace esprimere come apprezzamento generale in
questa Aula per il lavoro che fa, l'Ufficio Statistica
dell'Assessorato all'Economia ci dice che sono circa quattro
miliardi di fatturato persi in questi giorni in Sicilia, ad oggi
abbiamo perduto quattro miliardi di fatturato sui centouno miliardi
fatturato in Sicilia e, quindi, comprendete come in questi due mesi
stiamo creando i presupposti per un effetto veramente pesante su
quest'anno, quindi, dobbiamo predisporre tutte le misure essenziali
per dare immediata liquidità, Banca d'Italia ce l'ha detto ieri,
almeno 50 miliardi di euro per le imprese subito perché altrimenti
gli effetti della crisi saranno tombali su molti settori
dell'economia, cosa che non ci possiamo permettere
A questo punto il contributo al risanamento della finanzia
pubblica, sempre dovuto e sempre ritenuto essenziale nei limiti
della sostenibilità ha un elemento nuovo, che è quello che nel
frattempo Bruxelles ha esonerato il nostro Governo dal rispetto per
quest'anno dei limiti che provengono da Maastricht poi passano
attraverso il six pack, poi passano attraverso il fiscal compact e
arrivano ai two pack cosiddetti, all'ultimo trattato che è stato
recepito e che determinano alcuni parametri che voi ben conoscete.
Bene, se lo Stato non è tenuto a rispettare questo limite perché
deve raccogliere circa dieci miliardi dalle Regioni, comuni e
province quando egli stesso non è tenuto a rispettare i parametri
sanciti a livello europeoE quindi questo è un problema, su questo
nella relazione trovate alcuni riferimenti. Vado alla conclusione.
La sentenza 62 della Corte Costituzionale si collega intimamente
rispetto a questo dato, perché cosa ci dice? Su tre questioni
respinge due motivi di ricorso dello Stato e ne accoglie uno sul
piano formale, ma sostanzialmente dà ragione alla Sicilia. Perché?
Perché rispetto - l'onorevole Cracolici ricorderà certamente quella
stagione perché era parlamentare - nel 2006 c'era il Governo Prodi,
Ministro per i rapporti con il Parlamento, l'onorevole Finocchiaro
che tutti noi conosciamo, si pose il problema della
compartecipazione della Regione alla spesa sanitaria. Come voi
sapete siamo l'unica Regione che non gestisce in toto la spesa
sanitaria partecipando al Fondo sanitario regionale, che non ha
proprio integrale carico il Fondo sanitario regionale e che
partecipa con una quota. Fino al 2006 era del 42%, oggi è ancora,
come allora dal 2006, diventata il 49,11%. Cosa si pose al tempo
come problema tra il Governo Prodi ed il Governo Cuffaro? Al tempo
c'erano questi due governi che interloquivano. Noi Regione saliamo
fino al 49,11% ma tu Stato mi retrocedi una quota delle accise.
Perché questo? Perché le accise, per Statuto, non sono di spettanza
della Sicilia, perché i nostri Padri dello Statuto tutto pensavano
non che in Sicilia si trovasse il petrolio o che si raffinasse con
una incidenza talmente rilevante tanto oggi la nostra quota è quasi
del 50% del prodotto raffinato in Sicilia di quello nazionale, che
produce circa 9 miliardi di euro di accise, quindi stiamo parlando
di cifre assai consistenti che confluiscono quasi tutte nel
bilancio dello Stato, a noi resta pochissimo e sono tutte
royalties. A quel punto cosa è successo? Che noi abbiamo posto il
problema - e vado alla conclusione - che questi 600 milioni dal
2006 in poi nessuno li ha mai dati alla Sicilia, che lo Stato non
li metteva a bilancio, e vi racconto di più, che noi andavamo a
Roma alle riunioni fino a qualche mese fa e ci dicevano Questa
norma? Questa norma è desueta, è inapplicabile, questi 600 milioni
non sono più in alcun modo utilizzabili .
Quindi questa previsione del 2006 è rimasta così appesa, mai
abrogata ma mai applicata. A questo punto cosa abbiamo fatto? Devo
dire con un confronto leale con le opposizioni - io ricordo del
contributo dell'onorevole Tancredi, con l'onorevole Sunseri e ne
discutemmo a lungo in Commissione Bilancio, ma anche con
l'onorevole Sammartino - si pose il problema di fare una forzatura,
cioè visto l'esito delle precedenti sentenze che erano andate
negativamente perché la Regione aveva impugnato il bilancio dello
Stato ma la Corte Costituzionale aveva detto visto che lo Stato
ha ritenuto di non appostare queste somme, le hai perse le abbiamo
apostate noi ovviamente per non spenderle, ho precisato il
Conferenza di Capigruppo che è destituita di ogni fondamento la
notizia che questa sentenza provocherebbe un buco da 400 milioni in
bilancio, non provoca nulla perché la somma era stata appositamente
sterilizzata perché trattavasi di provocazione istituzionale. Cioè
dicevamo: questi 600 milioni ce li devi Cosa dice la Corte
costituzionale? I 600 milioni che avevate appostato come copertura
all'eventuale debito, e come tale essendo stata sterilizzata non
coprirà il debito ma noi le rate continueremo a pagarle, quindi non
c'è effetto finanziario, non è dovuta, ma - e questa è la cosa
importante - la legge del 2006 va osservata e rispettata. Stato e
Regione si devono sedere e deve finire questa, lo dice testualmente
la sentenza, inazione da parte dello Stato nel non concludere gli
accordi finanziari.
Quindi, a questo punto è un elemento che non è ripeto ascrivibile
a questa o a quelle forza politica, credo sia interesse di tutti
noi che rappresentiamo questa Sicilia pretendere che anche la
Sicilia abbia un accordo finanziario pieno, che contempli questa
volta anche questi seicento milioni. Sapete tutti farvi conto e
comprendete bene che seicento milioni per circa quattordici anni
fanno quasi otto miliardi, otto miliardi che sono venute meno alle
casse della Sicilia, nonostante una legge dello Stato continui a
dire che sono dovuti seicento milioni di euro l'anno, quindi questi
sono i riferimenti.
Un'ultima considerazione riguarda l'Unione Europea. Come voi
sapete, sono in questo momento all'esame alcune misure molto
importanti sulla liberalizzazione dell'utilizzo delle risorse
europee, è evidente che cominciando l'esame della finanziaria potrà
accadere che se ci sono delle novità di tipo legislativo, se il
Parlamento europeo approverà le proposte della Commissione europea,
potremo intervenire sul tema delle risorse finanziarie disponibili
sia dal disegno di legge di stabilità che dalle norme
immediatamente a seguire che la Giunta potrà esaminare domani
pomeriggio.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Armao.
Abbiamo iscritti a parlare una serie di colleghi che si sono
prenotati, la prima è l'onorevole Schillaci, si prepari l'onorevole
Di Pasquale; vi prego di contenere i tempi nel limite del possibile
nei tre minuti, e per i Capi gruppo va bene cinque minuti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, io
ringrazio il Governo e apprezzo gli interventi sul fronte sanitario
di questo Governo e dell'assessore, anche in riferimento alle
residenze per anziani.
Tuttavia, però, assessore mi corre l'obbligo di evidenziare che le
residenze per anziani costituiscono ancora oggi, anche al livello
nazionale, una grande preoccupazione; stiamo parlando in Sicilia di
1.600 residenze per anziani, di cui 200 solo nella provincia di
Palermo. E' vero che lei già ha posto del interventi come la
riduzione, se non la chiusura degli accessi dei familiari a queste
residenze; tuttavia non possiamo disconoscere il fatto che queste
residenze non hanno, come anche in altre parti d'Italia, adempiuto
a quelli che sono i protocolli di tipo sanitario. Siamo dinnanzi,
ancora oggi, a residenze che non hanno i dispositivi di sicurezza,
e soprattutto la cronaca delle ultime ore sulla residenza per
anziani lager, notizia di oggi di stamattina ci preoccupa
tantissimo.
Capisco che sono case private, però da un punto di vista sanitario
la regione comunque ha un competenza di controllo e di
monitoraggio, quindi io ho depositato proprio ora un ordine del
giorno dove chiediamo un impegno particolare, di monitoraggio e di
controllo su tutte le residenze per anziani, ma anche per i
disabili, perché ce ne sono anche per i disabili e ci preoccupano
molto, abbiamo già dei contagi che ci preoccupano come l'oasi di
Troina, e come anche una residenza a Messina, e la villa delle
Palme di Villafrati, nella provincia di Palermo, ci dicono che
ancora nel Siracusano ci sono risultati positivi al virus dieci
ospiti e tre operatori sanitari, quindi occorre intervenire
immediatamente.
Sul fronte economico, invece, chiedo all'assessore Armao di
intervenire in maniera puntuale sull'erogazione delle somme che
saranno dovute alle categorie fragili.
Mi riferisco ai tanti operatori della formazione, per esempio, che
oggi sono a casa senza uno stipendio e senza un reddito; mi
riferisco agli operatori delle IPAB che si trovano nella stessa
situazione.
Ma la cosa che mi preoccupa di più è la metodologia delle
erogazioni perché già, mi sembra di capire, che si sono instaurati
dei meccanismi molto farraginosi e, mentre in altre regioni
d'Italia, le casse in deroga sono già arrivate qua in Sicilia
ancora abbiamo grandi difficoltà e ciò che si prospetta mi
preoccupa molto.
Quindi, la prego di intervenire e di sburocratizzare al massimo
gli interventi.
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego, durante gli interventi che vengono
fatti, di avere l'accortezza di non fermarvi a conversare sia con
gli assessore che fra di voi perché si riduce la possibilità di
ascolto e, dato che in molti chiedono più tempo per poter parlare,
è anche giusto che anche gli altri ascoltino.
Onorevole Sammartino, questa è una preghiera che rivolgo anche a
lei.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
assessore Razza, signor assessore Armao, io inizio subito facendo
una riflessione sull'intervento fatto dall'assessore Armao.
Davvero abbiamo parlato del sesso degli angeli .
Vede assessore, degli aiuti che devono arrivare dall'Europa, dallo
Stato, dalle battaglie che la Destra, la Sinistra, il Centrodestra,
il Centrosinistra ha perso negli anni - perché su questo tutti
siamo responsabili, rispetto allo Statuto ed alle cose che ci
toccano - mi creda oggi, in questo momento di emergenza significa
veramente parlare del nulla.
Abbiamo bisogno di cose concrete, voi cose concrete ne fate poco,
fate tanti slogan così come è stato per i famosi 100 milioni che,
ancora - tranne piccole percentuali - ancora i comuni aspettano ed
i tanti poveri che aspettavano questi soldi hanno visto passare una
Pasqua senza queste risorse.
Ma, al di là degli slogan che fate - compreso il suo bellissimo
nell'ultimo suo intervento - a noi servono fatti concreti.
Noi siamo costretti ad intervenire sulla finanziaria regionale gli
ultimi giorni di aprile perché siete stati incapaci di presentare
una finanziaria per tempo perché, invece, di fare chiacchere e
chiamarci sulle battaglie di fondo che dobbiamo fare sullo Statuto
siciliano, voi dovevate preparare una finanziaria sulle risorse
certe che abbiamo noi come regione siciliana - poche quelle che
sono ma dovevate portarle immediatamente per dare un respiro e fare
un intervento immediato in quella che era la lotta, intanto al
Coronavirus, oltre a quelle cose essenziali che dovevamo inserire.
Questo dovevate fare, no filosofeggiare, così come ha fatto lei
nel suo intervento. A noi servono cose concrete.
Avete preparato - ma ne parleremo in finanziaria - uno strumento
dove di cose concrete, certe, immediate ce ne sono molto poche. Le
cose che sono addivenire, Europa, Stati, Fondo europeo e così via,
di questo discuteremo.
Anche Trump ha detto noi aiuteremo l'Italia .
Noi dobbiamo parlare di quello che abbiamo e, di quello che
abbiamo, come vogliamo spenderlo ed utilizzarlo.
Io mi sarei spettato oggi una riunione molto più incontro, molto
più utile, dove dovevamo toccare specialmente quelli che erano i
primi aspetti che sono quelli della fase 2 che questa Regione è
chiamata ad affrontare perché noi non siamo la Lombardia ed il
Veneto e noi dobbiamo iniziare a parlarne concretamente.
L'intervento dell'Assessore Razza davvero mi ha fatto tenerezza,
tenerezza mi ha fatto, assessore. Noi abbiamo alle spalle il picco
epidemico grazie alle nostre restrizioni, voi avete rappresentato
fallimenti, le restrizioni sono quelle là del Governo nazionale,
che forse è arrivato tardi per le Regioni del nord, ma non per
fortuna per quelle del sud; voi avete fatto poco e male, compreso
la gestione di chi veniva da fuori che andava sicuramente gestita
in maniera diversa con le quarantene.
Anche lì avete dimostrato un fallimento totale, dobbiamo
ringraziare il signore nostro Dio, che qui non c'è stata
un'ecatombe, una strage e lei è stato il principale artefice del
fallimento della macchina sanitaria regionale che non è riuscito a
mettere in condizione i siciliani, i medici siciliani, gli
operatori del sistema sanitario di avere dispositivi di sicurezza.
Oggi ascoltavo alla radio un intervento del leader della lega
Salvini, mentre venivo in macchina, ho ascoltato anche lui che
faceva riferimento alle regioni del nord che sono riuscite a
reperire ventilatori e strumenti di sicurezza in assenza dello
Stato, perché giustamente, doveva attaccare lo Stato; voi non siete
riusciti a fare neanche questo, avete fatto parlare l'Italia sulla
mala sanità siciliana
Lei è il primo responsabile, farebbe bene a mettersi da parte Lei
per primo, se avesse un minimo di coscienza politica, e iniziare a
pensare a quella che la fase 2 che deve essere - e concludo subito
- una fase di riapertura e di organizzazione sul sistema delle
protezioni.
Secondo me in Sicilia va costruito subito in sistema che produca
subito almeno un milione, un milione e mezzo di mascherine nella
nostra isola, perché vanno dati questi strumenti al fine di poter
riaprire le attività artigianali e commerciali ed edili.
CATANZARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il momento
impone una grande riflessione rispetto al mio intervento personale
che voglio apportare.
E' chiaro che c'è una situazione catastrofica rispetto a quello
che stiamo vivendo come XXI secolo.
E' pur vero che in queste giornate non voglio assolutamente
esprimere col mio intervento faziosità o dare delle dritte ma dare
soltanto il mio contributo rispetto a quello che sta avvenendo
perché superata la fase di picco dal punto di vista sanitario ora
ci dobbiamo accingere alla seconda fase e alla terza fase che sono
quelle importanti per la ripresa della nostra Regione e del nostro
Stato.
E' chiaro che prima di tutto mi vorrei soffermare facendo i
complimenti ai siciliani che in queste settimane hanno rispettato
le prescrizioni e grazie a loro non c'è stato un contagio
importante e hanno permesso di salvaguardare la salute di tutti.
In questo contesto mi sento di dire che il Governo continua a
tentennare, a non dare delle soluzioni chiare, ad esempio mi
riferisco all'intervento ascoltato dell'assessore Razza sul
monitoraggio dei contagi attraverso i tamponi.
Siamo in nettissimo ritardo, sulla mappatura dei tamponi, un altro
esempio che mi viene molto semplice fare, assessore Razza, riguarda
l'incertezza della distribuzione dei posti Covid nella rete
ospedaliera regionale con un mero problema di commistione.
Io provengo da una provincia di Agrigento dove ci sono i medici
che stanno lanciando tutti un grido d'allarme, dove ci sono gli
ospedali individuati come Covid, Agrigento e Sciacca, e questo è un
mero problema perché a livello nazionale, a livello ministeriale
viene vietata la commistione degli ospedali misti perché tutto è
partito da là, il focolaio è partito da là. La Lombardia lo dice.
E noi che cosa facciamo? Bene, siamo fortunati perché, ovviamente,
il picco non è arrivato però attenzione, attenzione perché questo è
un vero problema.
Io, assessore, l'ho detto già nelle passate settimane e lo
continuo a ripetere anche perché in una provincia come quella di
Agrigento manca un reparto di malattie infettive e un reparto di
pneumologia.
Sono queste le cose che dobbiamo fare non individuare gli ospedali
Covid Sciacca ed Agrigento.
L'emergenza Covid non può essere ormai gestita come una emergenza
soltanto sanitaria, però poco fa l'assessore Armao diceva che,
ovviamente, ci accingiamo alla fase del bilancio.
Bene Assessore. Oggi io le posso appunto dire che molte sono le
cose che mi giungono, per esempio come notizie, noi abbiamo cose
ferme al palo ancora prima dell'inizio della pandemia, del Covid,
procedure dentro gli assessorati bloccate, non si sa quello che
avviene. Gare di appalto, di servizi e beni che vengono bloccate
con aziende già aggiudicatarie che in pratica non sanno se quelle
risorse sono destinate a loro o sono destinate all'emergenza
sanitaria.
E' questo è un vero problema.
Abbiamo settori come l'agricoltura e come la pesca, come
lavoratori stagionali del turismo. Abbiamo questi problemi. E'
inutile che ci venite a raccontare poi che ci sono già le somme
pronte per intervenire sui lavoratori della pesca perché quelle
sono le cose che sta facendo il cura Italia . Noi ancora qua non
siamo intervenuti.
Noi abbiamo i marittimi, abbiamo gli agricoltori che non si sa,
buttano, fino all'altro ieri ci sono stati servizi in televisione
di problemi sull'uva Italia, su qualsiasi settore.
Quindi, io mi accingo a chiudere e dico una cosa molto importante
se siamo stati fortunati a superare questa emergenza sanitaria, io
spero che il Governo regionale, prima che avvenga una catastrofe,
sia nelle condizioni di potere affrontare l'emergenza economica e
sociale perchè altrimenti sono soltanto slogan e sono slogan di
bassa politica.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Zafarana, Arancio e Di Paola.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazione
dell'assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
all'emergenza Coronavirus
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, come
è evidente, anche dagli interventi che hanno fatto i miei colleghi,
non siamo per niente soddisfatti dalle dichiarazioni rese dal
Governo nella seduta odierna.
Vorrei essere ancor più chiaro perché questo certamente non è il
momento dell'uomo solo al comando. Vale non soltanto per l'azione
del Presidente della Regione ma anche per quanto riferito oggi
dall'assessore alla salute, dall'assessore all'economia in Aula.
Noi riteniamo che questo sia il momento della partecipazione,
delle scelte condivise oggi più che mai con il Parlamento.
E proprio in questa fase che dovrebbe essere quella cruciale,
invece, ahimé dobbiamo segnalare una netta scollatura fra gli
appelli delle opposizioni e quella che è stata l'azione del
Governo.
Vale per i temi della salute, per i ritardi continui che ci sono
nei tamponi. Ogni giorno sul giornale arrivano ritardi che non si
sa più se sono di tre settimane, di due settimane e mezzo. Oggi
abbiamo visto sul giornale Nicosia, ieri Bronte, quindi c'è una
situazione complessiva che non ci soddisfa per nulla.
Ma vale anche in considerazione della trattativa con lo Stato e
della impostazione della finanziaria.
Siamo in condizioni di parlare, finalmente, della ripartenza ma
non traspare per niente, non soltanto negli atti parlamentari, ma
anche nelle dichiarazioni del Governo su come dovrebbe ripartire la
Sicilia. Certamente, a nostro giudizio, uno dei settori più colpiti
è quello del turismo ed è un settore che negli ultimi anni,
Assessore Armao, ha dato tantissimo alla Sicilia. È il settore in
cui si erano concentrate maggiormente le possibilità di sviluppo di
una parte importante del Prodotto interno lordo siciliano e,
allora, è a quel settore, a nostro giudizio, che dobbiamo dare
maggiore respiro. Maggiore respiro non duplicando, come sentiamo
dire, le misure che già sta prevedendo il Governo nazionale ma,
semmai, dando capitale circolante e credito di esercizio in
aggiunta a quelle misure coprendo, magari, gli interessi
sull'accesso al credito già previsto dai provvedimenti del Governo
nazionale. E per una visione del turismo vera che a partire da
quest'estate dia la sensazione che la Sicilia non si è fermata,
pensare - lo abbiamo detto più volte, l'onorevole Cracolici è
intervenuto prima e meglio di me sul punto - pensare ad esempio di
riaprire musei prevedendo l'apertura dei musei gratis per tutti i
turisti, una grande operazione sulla cultura che dia l'idea
concreta e reale che la Sicilia riparte e la Sicilia è fruibile per
tutti e a tutti. Il sostegno vero alle strutture cinematografiche,
ai cinema che sono quelli che stanno pagando di più la crisi, con
un sostegno vero e reale. E poi, agli operatori del settore, alle
guide turistiche, ai tour operator che verranno sacrificati non
solo questi mesi ma buona parte della stagione.
Occorre un disegno. Questo disegno, francamente, non lo vediamo.
Allora il nostro auspicio è che nel rapporto con le forze
parlamentari si definisca una serie di misure che diano il segnale
concreto della ripresa partendo da quelle zone di intervento che
nel corso degli anni hanno dato più successo e più forza
all'economia siciliana, turismo e, quindi, agricoltura. Insieme con
l'onorevole Catanzaro, in questa settimana, abbiamo fatto appello
affinché ripartano anche quelle attività che non sono soltanto le
imprese agricole che hanno un grosso fatturato, ma anche le
attività di organizzazione familiare, la coltivazione dei poderi.
È, assessore Armao, un'iniziativa indispensabile questa, bisogna
dare subito concretezza a questo problema. Le attività di raccolta
dei frutti che, già dalle prossime settimane, devono vedere pronta
soluzione non sono quelle del grosso raccolto delle imprese
agricole, ma anche di quelle piccole e semplici a cui va data una
risposta concreta. Quindi, sono queste le iniziative che
auspichiamo e soprattutto auspichiamo, anche nel rapporto, col
Governo nazionale, che ci siano le misure condivise. Come ho detto
all'inizio, non è più la stagione dell'uomo solo al comando e,
quindi, siamo felici oggi di aver sentito questa calendarizzazione
da parte del Presidente Miccichè perché crediamo che un dibattito
approfondito e autorevole possa dare la spinta giusta alla Sicilia.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà. Poi seguono gli onorevoli Palmeri, Pasqua, Cracolici,
Tamajo, De Domenico, Aricò, Gucciardi e Lupo.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io vorrei iniziare questo mio intervento perché ho
ascoltato anche le parole dell'assessore Razza in merito ai
controlli. Mi consenta, assessore, una riflessione. E voglio
iniziare questo mio intervento con una frase tipicamente siciliana
che è quello che è accaduto un po' nella nostra terra: dopo
vinnigna bastianu mpala'. Perché quello che è successo in Sicilia,
purtroppo è stato questo. Ovvero, dopo che ci siamo accorti che è
rientrato tutto il mondo, abbiamo attivato una fase di controllo.
Assessore, questa mia riflessione non è solo mia, è la stessa
riflessione che ha fatto il Presidente Musumeci. Perché più e più
volte - e ha fatto bene il Presidente Musumeci - ha evidenziato
come non ci fossero controlli negli aeroporti così come non ci
fossero controlli nello stretto di Messina, ma il mio Presidente,
il Presidente Musumeci doveva essere lì anche in prima persona
qualora ci fosse bisogno, a far sì che tutto ciò non accadesse,
perché in Sicilia sono entrate migliaia e migliaia di persone, in
barba a qualunque tipologia di controllo. E, ripeto, non lo sto
dicendo io, lo ha affermato, più e più volte, lo stesso Presidente
Musumeci e noi, purtroppo, questo non lo dovevamo permettere
assolutamente perché il rischio che abbiamo corso, e che ha corso
la Sicilia, è stato un rischio altissimo. Siamo stati fortunati,
probabilmente, siamo stati baciati dal buon Dio che ha limitato e
contenuto fortemente il contagio nella nostra isola, rispetto a
quello che abbiamo visto altrove.
Però, è chiaro che una riflessione in tal senso va fatta, ed è
chiaro che noi oggi non possiamo offendere l'intelligenza delle
persone dicendo che tutto è andato bene, perché così non è stato.
Io, durante questo mese e mezzo di fase emergenziale, non ho
voluto, non ho fatto alcun tipo di affermazione, anzi sono rimasto
in religioso silenzio proprio per rispettare quella che era una
fase emergenziale e proprio per permettere al Governo di poter
lavorare in maniera serena, com'era giusto che fosse, in un momento
assai, assai delicato. Però, anche qui, qualche riflessione, in
questo momento che stiamo, mi auguro, per iniziare quella che è la
cosiddetta fase 2, qualche riflessione va fatta. E, sicuramente,
non voglio fare riferimento ai presìdi sanitari mancanti che sono
stati notevoli, non voglio fare riferimento ai presìdi sanitari per
le popolazioni. Ai sindaci sono arrivati, nel mio comune sono
arrivate duecento mascherine dalla Protezione civile nazionale che
sono quelle che lo stesso Presidente Musumeci ha mostrato come
panni per pulire le scrivanie. Ma se non fosse stato per un'azienda
locale che avesse messo a disposizione stoffe e manifattura, io non
avrei potuto dare neanche una mascherina alla mia comunità E così
come me, lo stesso tutti gli altri sindaci della Sicilia. E questo
è grave, perché a tutt'oggi non esistono mascherine che sono state
consegnate ai comuni. Questa è una riflessione che va fatta,
perché, mi dispiace doverlo dire, ma siamo a un mese e mezzo dalla
fase emergenziale e ancora di mascherine non se ne vedono.
Per non parlare delle condizioni in cui sono costretti a lavorare
i sanitari, che lei conosce benissimo. Io non dubito del grande
impegno da parte del Governo, però nel concreto dobbiamo essere
onesti e dire le cose come stanno, perché, di fatto, di queste cose
non se ne sono viste.
E parliamo anche degli aiuti che sono stati dati ai comuni: i
cento milioni. Quando ho letto la notizia dei cento milioni mi si è
aperto il cuore. Ho detto: Finalmente potremo fare qualcosa .
Mi sono ritrovato, il giorno dopo, con la gente dietro non la
porta del Comune - perché al Comune non ci viene perché il Comune è
chiuso - con le gente dietro la porta a casa che mi chiedeva:
Sindaco tu i soldi ce li hai e me li devi dare . Io non ho
niente Dei quattrocento comuni che sono presenti in Sicilia, pare
che soltanto centoventi abbiano sottoscritto il patto di adesione,
perché ci sono una serie di difficoltà che, oggettivamente, mettono
anche i comuni nella impossibilità di erogare queste somme.
Le faccio un esempio molto pratico: il Codice CUP, il codice CIP.
Io chiamo da tre giorni al Dipartimento famiglia. Non risponde
nessuno In un momento di emergenza, non c'è nessuno che mi dice
che cos'è questo benedetto codice CIP Io devo partire con i buoni
spesa, con la rendicontazione, mi chiedono il timbro. Mi chiedono
tutta una serie di cose che io sono disponibile a fare, però allo
stesso tempo è chiaro che non può essere questa la metodologia di
una risposta concreta, rapida e veloce.
Le partite Iva sono al collasso, e voi lo sapete bene che la
situazione è questa. E anche qui dobbiamo dare risposte. E le
risposte non possono essere rappresentate da prestiti che non
arrivano, perché dei prestiti le partite Iva indebitate non se ne
faranno nulla.
Concludo, vorrei dire tante altre cose, facendo l'ultimo
ragionamento perché tra poco a collassare saranno anche i comuni,
perché la situazione è talmente drammatica che, non solo non
pagheremo gli stipendi, non riusciremo neanche a pagare i fornitori
e le prime pendenze non arrivano proprio dalla Regione perché per i
lavori pubblici che noi stiamo eseguendo, e per i quali abbiamo
fatto delle anticipazioni di cassa, non arrivano le risorse dalla
Regione. Si aspetta che i vari dipartimenti facciano il
riaccertamento dei residui da mesi per avere, poi, la delibera di
Giunta che consenta di sbloccare i pagamenti.
Io ho dei lavori pubblici che sono andati avanti. L'Assessore mi
scrive e mi dice: Paga i SAL, anche se non sono completi . Ma con
quali soldi li devo pagare io questi SAL? Come devo mandare avanti
le imprese che hanno fatto sacrifici e che hanno portato avanti i
lavori? Dove devo prendere i soldi per pagare gli stipendi? Cosa
devo fare? Io avanzo dalla Regione quasi seicentomila euro La mia
anticipazione di tesoreria arriva a due milioni Faccio l'esempio
del mio comune, ma è l'esempio di tutti i comuni della Sicilia
Se voi, la Regione che dovrebbe essere la prima in questo momento
di emergenza a mettere liquidità in campo, non ci date queste
risorse ma cosa e come noi possiamo intervenire? Alla fine la gente
dietro la porta ce la ritroviamo noi Quindi, è chiaro che abbiamo
necessità di dare risposte concrete.
Il mio non vuole essere un intervento critico, il mio è un grido
di allarme, un grido di dolore perché tutti in questo momento
dobbiamo agire in maniera seria e concreta per dare risposte che i
siciliani meritano.
PRESIDENTE. Se gli Assessori, su queste necessità che provengono
dai comuni e dall'ANCI, volessero dare comunicazione agli Assessori
di riferimento sarebbe gradito che si dia un po' di ascolto e
possibilmente delle soluzioni a cui, sono certa, si sta lavorando.
E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.
PALMERI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, mi permetta un
apprezzamento inizialmente a tutti i cittadini siciliani per gli
sforzi, per i sacrifici e per l'attenzione alle prescrizioni
nazionali e regionali.
Un apprezzamento credo che vada anche all'Assessore Razza per il
lavoro che sta compiendo, viste le condizioni in cui si opera.
Chiedo anche all'Assessore di fare una particolare attenzione
all'attuazione delle USCA, Unità speciali di continuità
assistenziale, affinchè queste Unità siano a sistema in tutto il
territorio regionale, ma non soltanto in occasione di questa
pandemia ma anche in una previsione futura post pandemica, in una
terra come la nostra che è eccessivamente ospedalocentrica. Se ci
sarà un'occasione di capire quali sono i dati e come si stanno
evolvendo, svolgendo e sviluppando questi servizi sarebbe una cosa
utile e gradita.
Fatta questa premessa, credo, con coscienza, noi abbiamo cercato
di fare un'opposizione responsabile - vista la situazione -
cercando di evitare di attaccare il Governo in momenti di
difficoltà. Credo che bisogna mettere talvolta i punti sulle i'
visto che anche noi, nel nostro ruolo, riceviamo delle
sollecitazioni, diverse segnalazioni, quindi sarebbe opportuno che
il Governo ci ascoltasse e si creasse una sorta di consultazione
dei deputati, ognuno nel rispetto del proprio ruolo, in questa
particolare occasione di pandemia.
A cosa mi riferisco? A confermare alcune misure come, ad esempio,
l'ordinanza n. 16, articolo 4, che vieta le consegne a domicilio
nei periodi festivi e nelle giornate di domenica per alcune
attività come bar, pasticcerie, ristoranti. Ad oggi abbiamo
ricevuto diverse lamentele per questa cosa. Non per tutti, ma per
coloro che vogliono continuare a fare questa attività in queste
giornate, ritengo rappresenti una possibilità per garantire un po'
di economia a tali attività che sono veramente in ginocchio e
rischiano di chiudere.
Questi settori credo che rappresentino alcune colonne portanti
della nostra terra per una prerogativa, una possibilità di
sviluppo, in questo particolare momento. Tali misure penso siano
importanti ma bisogna rivedere questo articolo.
Le misure nazionali sicuramente sono state utili per ridurre la
pandemia, anche la Regione siciliana ha ben recepito queste misure.
I dati sanitari resi pubblici il 14 aprile scorso hanno messo in
evidenza come il numero dei positivi si sia ridotto in ben quattro
province su nove. Questi dati in altre Regioni avrebbero spinto ad
aprire alcune attività produttive e, quindi, avrebbero ridotto le
misure e le limitazioni.
Credo che ciò non sia condivisibile, siamo favorevoli e
condividiamo una posizione di prudenza che sta prendendo in questo
momento il Governo.
Non bisogna evitare tutte quelle misure che possano danneggiare in
maniera esagerata l'economia, come, ad esempio, questa chiusura
delle domeniche di alcune attività alimentari. Quindi, in
particolare, volevo approfittare anche di questo momento per
chiedere formalmente la creazione di un organismo permanente di
consultazione delle opposizioni in questo particolare momento
delicato per la Sicilia, ognuno nel rispetto dei propri ruoli.
Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Grazie, Presidente, Assessori, colleghi. Fase 2. Sulla
parte economica della fase 2 preferisco intervenire poi più avanti
quando avremo la trattazione della Finanziaria e del Bilancio. In
questa fase voglio spendere questi cinque minuti per parlare più
della parte sanitaria.
Assessore Razza, lei ha, nonostante questo breve preavviso che le
è stato dato per poterci parlare della fase 2, e lo capisco, venire
qui oggi a parlare di questa fase 2 a livello sanitario ci ha fatto
capire, dal suo discorso, che comunque questo Governo regionale
mantiene una visione ospedalocentrica che, io lo ricavo da quello
che lei ha detto, e tutto il suo intervento è incentrato su questo
che ha la sua giusta validità ovviamente, bisogna ripensare anche
nella fase successiva alla ospedalità e a come è strutturata, ma
non si ricava alcuna informazione per quanto riguarda il
territorio.
Cioè, noi siamo in una Regione che da otto anni non mette in
pratica alcune importanti attività territoriali le AFT, le UCCP,
tranne quel piccolo esempio sparuto della provincia di Ragusa nella
quale è stato tentato, era stato avviato, una AFT.
Quindi, uno sguardo maggiormente indirizzato verso il territorio,
le cure domiciliari, questo dovrebbe essere il punto di partenza di
ragionamento sull'aspetto sanitario della fase 2, perché non può
prescindere da questo, è questo che bisogna fare. Le cure a casa, a
domicilio, non più in ospedale; quegli ospedali che stanno vedendo
la metà dei contagiati che sono gli stessi operatori. Cioè, se noi
continuiamo ad avere questa visione in cui portiamo tutto dentro
gli ospedali non ne usciamo più, non ne usciamo più davvero.
L'importanza dei dati. Ieri in Commissione Salute le ho
accennato a questo fatto, i dati sono importanti. Noi abbiamo
bisogno di avere questi dati. I dati, ad esempio, sui tamponi, come
le dicevo ieri, quanti riuscirete a farne? Ciò non vedo ancora
nella fase 2 una strutturazione di organizzazione sui tamponi di
ricerca dell'RNA. Perché sì, parlare dei tamponi rapidi, delle
analisi rapide, sierologiche, eccetera, ma noi sappiamo che
comunque i tamponi di ricerca RNA dovranno essere comunque fatti e
non c'è un'organizzazione come si stanno dando in altre regioni
nelle quali stanno acquistando apparecchiature che riescono a
processare migliaia di tamponi in brevissimo tempo, sono
attrezzature disponibili nel mercato, perché non cominciamo da
questo Attrezziamoci il più possibile perché anche domani avremo
ancora bisogno di questo, avremo necessità di queste attrezzature.
E' inutile distogliere l'attenzione andandoci a cercare i
sierologici, trascurando anche l'organizzazione reale dei reagenti,
dei tamponi, dei laboratori e così via.
Non abbiamo sentito un'ulteriore informazione su quelle che sono
le iniziative delle USCA. Sappiamo che stanno per partire ma ancora
non hanno strumenti, mezzi, metodi, niente Non c'è quasi nulla,
nient'altro che un medico preso dalla continuità assistenziale
messo lì a fare i contatti con le persone a casa in queste unità
speciali di continuità assistenziale ma che non hanno ancora gli
strumenti, non è organizzato a livello territoriale.
La fase 2 va pensata prima, non possiamo trovarci in questa
situazione, ad oggi che siamo al 16 di aprile, a quasi due mesi
dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, a dover affrontare poi, al
momento stesso in cui la fase 2 dovrà per forza di cose iniziare a
dovercela inventare o dovervela inventare, così come avete fatto,
vi siete dovuti inventare il contrasto all'emergenza Coronavirus,
quindi, abbiamo tutto il tempo per poterlo fare, noi vi stiamo
dando, e ve l'ha detto la mia collega Palmeri, vi stiamo dando
tutti i suggerimenti possibili, ve li abbiamo dati, ve ne porteremo
ancora.
Un'ultima annotazione: provvedete immediatamente, il più
rapidamente possibile per la fase 2 nella ricerca dei tamponi,
l'effettuazione delle analisi dei tamponi, perché abbiamo a casa
migliaia di lavoratori che necessariamente devono per forza tornare
a lavoro in quelle attività che sono aperte. Poco fa citava
l'assessore Armao le industrie petrolifere ad esempio, quelle di
raffinazioni, quella è un'attività che non si deve fermare, ma non
si deve fermare neanche l'attività di manutenzione di quegli
impianti e quelle imprese che fanno manutenzione hanno tutti operai
che sono a casa ancora in quarantena da ben trenta giorni, a volte
da venticinque giorni, ben oltre i quattordici giorni dettati
dall'Organizzazione mondiale della Sanità.
Risolviamolo questo problema perché sennò rischiamo che facciamo
fermare anche le imprese che non devono fermarsi
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io oggi
mi limito a discutere solo della cosiddetta Fase 2, di quello che
ascoltando soprattutto l'assessore Razza, ma anche l'assessore
Armao si deve fare da oggi in poi, avremo tempo di valutare quello
che abbiamo fatto ma credo che oggi noi qui, il Parlamento deve
soprattutto dare voce ad uno stato d'animo di una Sicilia che
comunque vuole ripartire.
Faccio una premessa. Sono curioso di sapere dall'assessore Armao
se riesce a spiegarmi il senso di una dichiarazione fatta ieri
dalla Giunta a proposito della legge di stabilità approvata in cui
tra le misure attivate vi è quella in cui si dice di erogare
prestiti a fondo perduto senza interessi. E' una categoria che non
conosco sul piano della finanza, perché se sono a fondo perduto non
sono prestiti, la parte qual è? Boh Quindi, siccome sono curioso,
siccome le parole sono bolle di sapone, in questo periodo ce ne
state tante, vorrei che limitassimo le parole alla sostanza degli
obiettivi.
Andiamo invece ai temi sostanziali. L'epidemia è sotto controllo?
Questa è la domanda che faccio all'assessore Razza, nel senso che
noi, tutti i cittadini siciliani ogni giorno leggiamo
fortunatamente di una riduzione dei dati di contagio, non sappiamo
se comunque i dati di contagio ancorché si riducano di quali aree
siano espressione, se sono figlie, ad esempio, della calata dei
famosi quindicimila o ventimila o trentamila, il dato è sempre
stato molto variabile, che sono tornati in Sicilia o se ci sono
fenomeni di focolai, al di là di quelli che conosciamo, di focolai
che in qualche modo possono ancora riprodurre ed estendere quegli
elementi di contagio, se insomma la Sicilia può dire non solo di
aver superato il picco, ma di essere in una condizione di controllo
del rischio epidemiologico complessivo di questa nostra Regione.
Perché faccio questa considerazione? Io lo so che l'Assessore non
ha la bacchetta magica e mi dice: tutto va bene, madama la
marchesa , perché io ascolto in questi giorni le dichiarazioni dei
medici di famiglia, che sono i parenti poveri della Sanità in
questo momento, perché l'emergenza ha ospedalizzato ed era
naturale, ma abbiamo capito che una buona sanità si fa con
l'attività territoriale, ancor prima di quella ospedaliera e su
quello ascoltiamo i gravi e i grandi limiti che rimangono nel
sistema Sicilia, cioè c'è molta solitudine del ruolo del medico di
famiglia ed anche del medico della condotta della Guardia medica
nel rapporto all'attività, al riconoscimento del loro ruolo per
contrastare questo virus. Su questo chiedo all'Assessore, di farci
capire meglio.
La seconda questione che voglio qui sottolineare è la seguente:
l'Assessore ha detto, giustamente: noi vogliamo fare i
provvedimenti anche di riapertura nell'ambito delle decisioni
nazionali . Io lo apprezzo perché sono tra quelli che sono
indignati di un Paese, come quello che è diventato l'Italia,
Arlecchino, con 20 Stati ognuno per i fatti propri Questo abbiamo
rischiato in questa crisi E forse, prima o poi, ci dobbiamo
interrogare su cosa vuol dire Stato e cosa vuol dire autonomie
locali.
Ma se questa è la considerazione, ed è quella correttamente fatta
dall'Assessore, chiedo all'Assessore perché mantenete in vita le
norme che invece ha fatto Musumeci, in quanto Presidente della
Regione, con ordinanze proprie, di ulteriore restrizione rispetto a
quelle nazionali?
E' stata citata dall'onorevole Palmeri, ma anche da altri
colleghi, la storia delle consegne a domicilio che è diventata una
barzelletta: il giorno prima di Pasqua si chiude a domicilio la
consegna per poi fare l'indomani l'apertura fino alle 23.00 dei
negozi di alimentari, anche con un livello di pressapochismo ed una
istigazione a non rispettare le regole. Ma continuare ancora a
tenere in piedi queste disposizioni che vengono vissute dal punto
di vista della cattiveria del ruolo amministrativo rispetto alla
normale funzionalità dei cittadini.
Oppure ci sono le questioni che riguardano la possibilità c'è
stata una grande polemica sul fatto che i bambini possono essere
accompagnati dai genitori; e allora, Musumeci ha subito dichiarato:
in Sicilia non si applica Ma attenzione: io sto dicendo da oggi
fino al 4 maggio, data in cui dovremmo capire che cosa faremo, dire
ai siciliani che le disposizioni che sono state emanate dal Governo
nazionale, punto, si applicano in Sicilia senza ulteriori
sceneggiate alla De Luca, che ha fatto ridere l'Italia e di cui io
sono uno che è vergognato del fatto che un sindaco si possa
permettere di pensare di essere una specie di podestà locale,
andrebbe rimosso dalla sua funzione, altro che denunciato
all'autorità giudiziaria E mi auguro che l'opposizione a Messina
agisca anche con un ruolo politico in quella città.
Allora, io pongo oggi all'Assessore Razza - poi vedremo alla
finanziaria - possiamo decidere oggi che, intanto, da qui al 4
maggio tutte le misure cosiddette di restrizione ulteriore possano
in qualche modo consentire ai siciliani di essere come nel resto
d'Italia? Anche agli agricoltori di potere andare a gestire i
propri poderi fuori dal territorio comunale. Faccio un esempio: il
comune di Monreale è il comune con una più alta estensione
nazionale. Bene, dentro il territorio di Monreale ci sono comuni i
cui cittadini sono residenti a Camporeale, San Cipirello e a San
Giuseppe, ma risultano avere i possedimenti nel territorio di
Monreale ancorché sono accanto a casa. Bene, quei cittadini non
possono andare a gestire i loro terreni a fare la potatura, la
ripulitura perché sono fuori dal territorio comunale.
PRESIDENTE. Deve concludere, mi dispiace, perché è irrispettoso
nei confronti dei colleghi.
CRACOLICI. Ho finito. Quindi, la questione di fondo è: cerchiamo
di trovare le soluzioni per non complicare la vita ai siciliani che
è già complicata.
Congedi
Comunico che gli onorevoli Lantieri e Gennuso hanno chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
all'emergenza Coronavirus e sulle ulteriori comunicazioni del
Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Tamajo. Ne ha
facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, mi
permetta di rivolgere, intanto, un plauso a tutti i siciliani che
in questo momento di grande difficoltà stanno dimostrando grande
senso civico e amore per la propria terra. Quei singoli casi che ci
hanno portato sulla stampa purtroppo e sui TG nazionali non devono
assolutamente offuscare il sacrificio ed il senso del dovere di
quei cittadini onesti - e sono tantissimi in Sicilia - rispettosi
sia delle norme che delle ordinanze
(Brusìo in Aula)
TAMAJO. Scusi, se non c'è silenzio io non continuo
PRESIDENTE. Scusate, onorevoli colleghi, avete tutta la libertà,
specialmente se siete già intervenuti, anche di ascoltare a
distanza e, quanto meno, non disturbare l'onorevole Tamajo. Grazie.
TAMAJO. E oltre l'encomio ai cittadini siciliani onesti, vorrei
farlo anche alle Forze dell'ordine, che devo dire hanno lavorato in
maniera incessante, soprattutto garantendo sicurezza e ordine.
Io volevo fare alcune domande e alcune considerazioni, e la prima
che mi viene in mente la vorrei fare all'assessore Razza.
Assessore, la percentuale di contagio non è per niente allarmante
oggi. Io ho condiviso inizialmente l'azione di altissima cautela da
parte del Governo, soprattutto su quei provvedimenti di misure
restrittive. Oggi, però, devo fare una considerazione, più che
altro una domanda: Assessore, non pensa che è arrivato il momento
di iniziare una attenta azione di riapertura? Io penso di sì,
quella che noi chiamiamo adesso fase 2, perché altrimenti correremo
il rischio di essere la regione con la più bassa percentuale di
contagi e con le maggiori misure restrittive ed a mio avviso questo
non va bene. Così si corre il rischio, a mio avviso, che la
pandemia si possa tramutare in carestia.
La scorsa seduta avevo chiesto se era già stato posto un piano da
parte del Governo, ma i vostri silenzi e le vostre azioni mi hanno
fatto capire che ancora, forse, non c'è un piano. Ho letto oggi che
il Presidente Musumeci per portare avanti la cosiddetta fase 2 ha
chiesto i tempi ed i modi al comitato scientifico. Ecco, però devo
dire è forse il caso di dare una bella accelerazione e fare
chiarezza cercando di trovare nel Parlamento collaborazione, una
collaborazione di intenti, una collaborazione ed un dialogo. Noi
siamo qui e da parte nostra c'è la massima collaborazione, lo
ripeto, e la volontà a dialogare ed essere propositivi, lontani da
populismo, lontani da strumentalizzazioni di massa.
E' importante a mio avviso fare una analisi, una ricognizione di
settori, competenze per competenze, assessorato per assessorato e
farsi sì che a mio avviso si emani una nuova ordinanza, non
dobbiamo per forza aspettare il 3 maggio per la prossima ordinanza,
possiamo anche farla prima. Io non capisco perché noi non ci
dobbiamo, come dire dobbiamo essere propositivi nell'emanare un
ordinanza che come dire e non c'è bisogno. Lei poc'anzi ha parlato
di uniformarsi al DPCM nazionale. Presidente, io ho visto che le
regioni in questo momento si stanno muovendo in maniera del tutto
autonoma, e noi a mio avviso possiamo anche iniziare la fase due
muovendoci anche in modo autonomo, evitando i contagi ed evitando i
rischi.
Alle imprese, io dico tutte le imprese, ai lavoratori autonomi, al
mondo agricolo e della pesca, a chi opera nel settore turistico e
stagionale, ai cantieri nautici, a chi opera nel settore della
ristorazione, a chi opera nel mondo delle imprese artigiane,
Assessore, io in questi giorni ho ricevuto una segnalazione da
parte di Confesercenti di Palermo, dal Presidente che è Nunzio
Reina, e mi diceva che sta esplodendo un lavoro sommerso, un lavoro
in nero da parte di diversi parrucchieri per uomo, che
indubbiamente può anche consentire un contagio. Per cui, è
necessario che per evitare questo fenomeno di abusivismo che si
avvii anche un'idea di come far ripartire queste attività
commerciali, facendole operare nel massimo rispetto, nel massimo
rispetto delle regole per evitare che proprio questo rischio di
contagio possa aumentare.
Assessore Armao, due questioni. La prima: forse siamo gli ultimi
in Sicilia ad emanare decreti per quanto riguarda la cassa
integrazione in deroga. Assessore, non mi dica no perché è così. Io
ho anche parlato con il direttore generale che è una persona che io
stimo al livello personale, stanno facendo di tutto per essere
veloci e rapidi, ma all'Inps ancora, per quanto riguarda la Cassa
integrazione in deroga, non è arrivato alcun decreto da parte della
Regione Sicilia.
E, poi, gli artigiani, prego se può prendere appunti e sollecitare
questo intervento, se è il caso anche potenziando anche la macchina
dell'Assessorato e del Dipartimento lavoro.
Seconda questione che le volevo porre, Assessore, la questione che
riguarda gli artigiani - ne ho parlato anche con l'assessore per il
lavoro, l'assessore Scavone - ma ancora il problema è irrisolto.
Gli artigiani che non sono in regola con la contribuzione presso
l'ente bilaterale, negli ultimi trentasei mesi, non hanno diritto a
nulla.
Ma è impensabile in un momento di grave crisi della nostra Terra,
in questo momento, dire agli artigiani voi non siete in regola con
l'ente bilaterale, non avete diritto a nulla . O inseriamo in
Finanziaria qualcosa...
Ecco mi sta dicendo di sì Sono d'accordo.
Io ho ascoltato - e concludo - il suo intervento, assessore Armao,
con grande attenzione. Il suo intervento, oggi, si è fondato su due
questioni: uno è il contributo sul risanamento della finanza
pubblica, quello che io avevo sollecitato -, e l'altro è il
problema della compartecipazione della spesa sanitaria della
Regione Sicilia, che oggi, se non sbaglio, è del 49,11 per cento
ma, in cambio, dovevamo avere la quota sulle accise, eccetera. Non
è avvenuto nulla.
Io l'altra volta ne ho parlato qui, in quest'Aula. Assessore, se
non c'è un raccordo forte con Roma, lei non ce la spunta e la cosa
più grave è che non ce la spuntano nemmeno i cittadini siciliani.
Per cui, oggi - concludo Presidente -, chiedo che non dobbiamo
giocare a scarica barile. La colpa non è né di Roma, né della
Sicilia. Noi dobbiamo lavorare oggi tutti in un'unica direzione.
Ognuno di noi deve contattare i propri riferimenti nazionali
affinché si solleciti la soluzione per questi temi che lei ha posto
che, sicuramente, possono essere utili per dare liquidità, risorse
e, soprattutto, sviluppo a questa nostra Terra di Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico. Ne ha
facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
suddividere in due parti: sanità e ripartenza dal punto di vista
economico, il mio intervento.
Sulla sanità prendiamo atto che siamo nella fase 2, ma non
possiamo abbassare la guardia sulla fase 1 ed il tempo, nelle
decisioni, è una variabile assolutamente fondamentale.
Ci sono tanti problemi che riguardano la fase 1 che chiedono di
essere posti al centro dell'attenzione.
Ne dico uno per tutti, che vale anche per la fase 2, ed è quello
degli ospedali dedicati - non mi stanco di ripeterlo -; non
possiamo trascurare la medicina ordinaria, non possiamo trascurare
la medicina preventiva perché ne pagheremo conseguenze
successivamente.
E, quindi, è un dato che vale per la fase 2, cioè vorremmo capire
il modello organizzativo.
Assessore, lei ha parlato di un modello organizzativo. Ma qual è
questo modello?
A me piacerebbe che ci confrontassimo, quanto meno nella
Commissione di merito, sul modello organizzativo che deve
riguardare luoghi - per esempio, vorrei capire riguardo alla mia
città, se il Piemonte, in prospettiva, può divenire un centro di
infettivologia o no, se a Sant'Agata si farà o no il reparto Covid
-, quindi, luoghi, persone. Ci vuole flessibilità.
I medici fanno parte del sistema sanitario regionale. Se sono al
Policlinico ma servono al Papardo vanno a lavorare al Papardo.
Dobbiamo garantire la medicina ordinaria. Modalità, quindi,
luoghi, persone, modalità.
Vorremmo capire quali sono le modalità della telemedicina, della
medicina a domicilio, della tele riabilitazione, per esempio,
perché non possiamo dimenticarci dei disabili, non possiamo
dimenticarci dell'assistenza domiciliare.
Vorremmo capire i rapporti con gli ospedali privati, le case di
cura private, capire con maggiore trasparenza; la flessibilità è
importante ma la trasparenza altrettanto.
Mi dispiace che non ci sia l'Assessore per i servizi sociali e
queste assenze pesano, perché se vogliamo dare un ruolo a questo
Parlamento, l'assenza degli Assessori, pesa, ma mi chiedo e
ribadisco quanto detto in precedenza: se una misura, in un momento
di grande carenza finanziaria, una misura importante di
finanziamento, viene rinunciata, se su 390 comuni, 250 rinunciano a
sottoscrivere l'atto di adesione è un vero problema.
Mi chiedo perché e perché non si discuta di questo fatto.
E andiamo alla fase della ripartenza. Assessore Armao, a me
dispiace, qui tutti i miei colleghi hanno ringraziato i siciliani
per l'atteggiamento, hanno ringraziato i medici. Io penso che i
medici e i siciliani non vogliano sentirsi ringraziati in questo
momento, vorrebbero sentire notizie confortanti sul futuro e quello
che lei ha detto, mi perdoni, è una bella lezione accademica - sono
un accademico come lei -, ma della quale la gente non se ne fa
nulla. Dobbiamo parlare di fatti concreti. Sono arrivati pochi
soldi, lo abbiamo detto, questi pochi soldi concretamente, a oggi,
non si riescono a spendere, allora, diciamo, in concreto volgiamo
aiutare le famiglie?
Allora, per le famiglie, in questo momento, i comuni, e mi
dispiace che non sia stato ribadito adeguatamente, hanno potuto
usufruire solo dei 400 milioni del Governo nazionale che sono
arrivati in contanti, sonanti e senza limiti burocratici, sono
stati già erogati, il resto, tutta fuffa .
Addirittura, ci sono sindaci che, da un lato, come nella mia
città, restringono per cui anche sui soldi dello Stato applicano
quelle regole che avete dettato voi della Regione, dall'altro non
controllano adeguatamente i soggetti che usufruiscono di questi
soldi e sono soldi che chi li prende è un contenitore che finisce.
Per cui, se li prendo indebitamente, li tolgo a chi, invece, ha
diritto ad averne.
Vogliamo aiutare lei imprese? Bene Ci vuole un piano di
ripartenza, ma questo piano
Se alle imprese non diamo soldi questo piano, ripeto, non lo
vedo, ma se alle imprese non diamo soldi, perché non ne abbiamo,
allora dobbiamo dire: diamo servizi. Vogliamo che facciano loro
stessi i piani di ripartenza? Diamogli servizi in questo senso.
Allora, vorrei sapere cosa pensiamo per lo sport? Dice, in
questo momento, pensiamo allo sport? Sì, ma nello sport lavorano
tante persone ed è un intervento sociale importante.
Pensiamo agli artigiani, pensiamo all'agricoltura, pensiamo al
turismo, pensiamo, per esempio agli stabilimenti balneari.
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, la prego, concluda.
DE DOMENICO. Sugli stabilimenti balneari, questo è un esempio
ma, ne potrei portare cento.
Il comma 12, dell'articolo 2, dice che si possono fare degli
interventi di manutenzione per la ripartenza. Gli stabilimenti
balneari vogliono sapere dalla Regione siciliana e qui vorrei un
intervento, perché lo hanno fatto la Liguria, le Marche, il Veneto.
L'intervento è: possono fare questi lavori? Sì o no. Questo
vogliono sapere i siciliani.
Il florovivaismo, i sarti, i calzolai, le botteghe, i barbieri,
a questi perché non li facciamo lavorare?
L'importante è che tengano il contenimento, dal barbiere si va uno
alla volta, per prenotazione, ma cominciamo a farli lavorare; non
ha senso la preclusione fine a se stessa. Deve essere funzionale ad
evitare la diffusione del contagio. Tutto il resto, dobbiamo
ripartire perché, altrimenti, moriamo prima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò e, poi, si
prepari l'onorevole Sammartino. Onorevoli colleghi, in maniera
estensiva, il Presidente Micciché, ha detto va bene cinque
minuti . Stiamo andando, a volte, anche verso i sette. A me
dispiace dovervi richiamare, però, vi chiedo cortesemente di dare,
ogni tanto, un'occhiata all'orologio. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Aricò.
ARICO'. Signor Presidente, rinuncio a qualche secondo. Governo,
onorevoli colleghi, stamattina quando mi sono recato in questo
Palazzo avevo intenzione di fare un certo genere di intervento e
sentendo gli interventi, invece, oggi dei colleghi vorrei auspicare
a quest'Aula una maggiore unità ed un maggior senso di
responsabilità perché è vero che ognuno, poi, rispetto alla propria
parte politica tende a sottolineare le cose importanti.
Alcuni dicono che i meriti sono del Governo nazionale e, allora, i
partiti dell'Assemblea regionale, che hanno espressione all'interno
del Governo nazionale, dicono quanto siano stati bravi il
Presidente del Consiglio ed i Ministri. Quelli che sono di
maggioranza regionale diranno quanto siamo stati bravi noi del
contenimento. Poi, ci sono le voci dei sindaci, degli
amministratori locali che dicono niente di più falso. Il Governo
regionale non ha lavorato per il meglio. Il Governo nazionale è
stato completamente assente. Se non ci siamo noi sindaci a tenere
la baracca in piedi qua va allo scatafascio.
Il vero fatto, però, ce lo dobbiamo dire fra di noi e anche per
chi ci ascolta da casa che in Sicilia si è lavorato meglio rispetto
ad altre Regioni perché i dati sono incontrovertibili.
A me dispiace che ci sia qualcuno, in questi banchi, che faccia
anche dei commenti, che voglia sottolineare l'inadempienza da parte
del Governo che non c'è stato, mi riferisco al Governo regionale,
che credo si sia speso quotidianamente, h24, dal 27 gennaio in poi,
data in cui il Governo regionale, l'assessore Razza, vollero
istituire il gruppo di lavoro Emergenza Covid. Era il 27 gennaio.
E poi, successivamente, anche la presa di posizione, lo ricordiamo
tutti, del Presidente della Regione che chiedeva di chiudere
l'approdo da parte dei soggetti del Nord, dei turisti che venivano
dal Nord quando anche qualche altro sindaco, qualche giorno dopo,
diceva: venite da me, nella mia città, i turisti sono ben
accolti .
Perché basta che si fa polemica tra di noi senza capire che
abbiamo un comun sentire.
Allora, forse noi abbiamo uno Stato che è in grande difficoltà,
probabilmente, per rapporti con l'Europa, un'Europa che non ci
ascolta, e questo lo sappiamo bene, e la Sicilia che è all'angolo,
è stata sempre all'angolo d'Italia, che sta facendo uno sforzo
organizzativo immane e che sta dando i propri frutti.
Signori colleghi, tutte le Regioni sono governate da una autorità
centrale che è quella statale. E, allora, se la Sicilia ha risposto
meglio in termini di organizzazione, con tutte le defaillance del
caso, non ce lo dobbiamo nascondere, ognuno di noi ha ricevuto
possibilmente una o più chiamate da soggetti ai quali non sono
stati dati i dispositivi di protezione individuale, che poi sono
arrivati prontamente nei giorni successivi. Ma lo sforzo è stato
ingente.
Io non vorrei che qua ci dividessimo su questioni ovvie. Noi tutti
vogliamo la ripartenza dei barbieri, dei fioristi, degli
agricoltori. Vogliamo che ci sia una ripresa economica. Chi ha
parlato anche del riordino della costa, degli stabilimenti
balneari.
Ma pensiamo che ognuno di noi non voglia che si ricominci a
lavorare? Però, dobbiamo salvaguardare la salute pubblica perché
altrimenti sarà una catastrofe, soprattutto ad ottobre quando
incominceremo nella seconda fase.
A me fa molto piacere che, a livello infrastrutturale, soprattutto
infrastrutturale sanità, il Governo regionale, per esempio, con i
centinaia di milioni di investimento che ha voluto attivare mesi fa
e non in un momento di emergenza, soprattutto nelle infrastrutture
sanitarie; una delle grosse opere sarà, per esempio, la nuova
costruzione dell'Ospedale Cervello in cui già il Governo regionale
aveva stanziato 300 milioni. E, poi, l'ospedale di Siracusa e altre
cose.
C'è un gap da colmare e già il Governo ci aveva pensato in tempi
non sospetti.
Per quanto riguarda i 100 milioni che il Governo regionale ha
stanziato sono 140 i comuni che già hanno fatto richiesta e hanno
stilato le convenzioni. Ora, non voglio dire che 140 sindaci sono
migliori rispetto agli altri 250, però, se 140 sindaci già hanno
fatto richiesta delle risorse vuol dire che queste risorse sono
disponibili e se avessimo avuto 100 milioni da poter dare cash -
come probabilmente ha fatto in maniera proporzionata ridotta il
Governo nazionale -, probabilmente li avremmo dati, solo che
avremmo dovuto fare una rimodulazione di fondi europei, POC e cose
varie, che richiedono anche rendicontazione e non è così perché
poi, cari colleghi, i soldi mandati dal governo Conte in spesa,
approvvigionamento alimentare, purtroppo, non essendoci meccanismi
di rendicontazione sta generando che alcuni piccoli esponenti
politici e consiglieri comunali dei comuni - a me hanno segnalato
soprattutto un caso, più persone della provincia di Palermo -
consiglieri comunali vanno a portare la spesa a casa delle persone.
E le possono portare solo se sono di maggioranza, perché se sono di
opposizione no. Allora, denunciamo anche questi fatti.
Denunciamoli.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
ARICO'. Voglio spendere l'ultimo minuto dell'intervento su quanto
PRESIDENTE. No, collega, mi scusi. Deve concludere.
ARICO'. su quanto accaduto nelle case di riposo in questi giorni.
Io spero che quest'Aula
(Interruzione dell'onorevole Dipasquale)
ARICO'. Presidente se non posso concludere.
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la prego di voler ascoltare il
collega. Ho richiamato prima del suo intervento i suoi colleghi al
silenzio e la sto richiamando al silenzio.
(Reiterate interruzioni da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la sto richiamando al silenzio.
Onorevole Aricò, siamo oltre un minuto e mezzo, la prego di
concludere.
ARICO'. Gli ultimi secondi soltanto per spendere poche parole in
quest'Aula per quanto è successo nelle case
Presidente, non posso parlare, però.
(Reiterate interruzioni da parte dell'onorevole Dipasquale)
PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, capisco che lei è stanco e ha i
nervi a fior di pelle, ma non può interrompere il collega.
ARICO'. Presidente, gli ultimi secondi soltanto per parlare di
quanto successo nelle case di riposo siciliane e nazionali e vorrei
che quest'Aula si potesse occupare della vicenda in maniera unanime
per cercare di serrare dei controlli importanti in tutto quello che
succede all'interno di queste case di riposo senza controllo.
Grazie.
PRESIDENTE. Colleghi, velocemente, vi prego, perché da questo
momento a 5 minuti si stacca il microfono. Mi dispiace. Sono
iscritti a parlare l'onorevole Sammartino, l'onorevole Lupo e
l'onorevole Pagana, a seguire. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Sammartino.
SAMMARTINO. Signor Presidente, Governo, Aula, sarà breve,
Presidente Foti. Assessore Armao, oggi è il 16 e finalmente
arrivano la manovra finanziaria ed il bilancio. L'abbiamo letta
sulla stampa e nelle veline, certo questo bazooka che Musumeci
aveva ipotizzato mi sembra tanto una pistola ad acqua. Il Bilancio
ha circa 100 milioni in meno di previsione rispetto a quello
dell'anno precedente, potevate fare una semplice fotocopia e
mandarlo prima in Parlamento. E questa Finanziaria - qui mi rivolgo
agli Uffici dell'Assemblea - mi auguro che sia attenzionata, così
come ha detto il presidente Miccichè, perché immaginare di lanciare
tanti spot e poi dire ai siciliani, dopo che quest'Aula
l'approverà, che quelle risorse non hanno, ad oggi, copertura e non
sappiamo se saranno mai erogate ai beneficiari è davvero, non solo
una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento, ma un grande
atto di irresponsabilità nei confronti di tutti i siciliani.
All'assessore per la salute, che ho ascoltato anche oggi, intanto
la ringrazio, assessore Razza, vedo che ha compreso una parte e
soltanto una parte del mio intervento della scorsa settimana. Ieri
leggevo una nota stampa del presidente Musumeci, congiunta ad una
sua dichiarazione, finalmente capite che, in Sicilia, c'è bisogno
dei centri di riabilitazione polmonare. Spero che lei faccia subito
le linee guida, e le faccia immediatamente, cercando anche di
recuperare quelli che sono gli ospedali di periferia e le vecchie
strutture ospedaliere che, con il decreto Balduzzi, si sono
accorpate, in modo tale da valorizzare anche quelle strutture e
cercare di fare lì dei centri di riabilitazione pubblica per far sì
che i cittadini che oggi usciranno dalle terapie intensive, domani
avranno questo servizio. Un servizio che, comunque, sarà utile
anche per il prossimo futuro perché dobbiamo iniziare a pensare e a
convivere con un sistema della sanità regionale e nazionale che
sempre di più si dovrà occupare, tragicamente, di nuove emergenze
virali.
Assessore, però, prima di iniziare a parlare della fase 2, oggi,
credo ne parlerete col Comitato tecnico-scientifico, vorrei che
iniziasse a ripensare a dare a tutti i siciliani il diritto alla
salute, perché in quest'Aula abbiamo elogiato medici, infermieri ed
operatori sanitari e li abbiamo elogiati per lo straordinario
compito che stanno svolgendo in questa fase emergenziale.
Io vorrei ricordarle che, in Sicilia, fra poco, si morirà di
patologie normali e ci saranno drammi che continueranno ad
acutizzarsi se lei non riaprirà immediatamente i reparti di
chirurgia, o i reparti di elettiva ordinaria perché, oggi, in
Sicilia, molti cittadini siciliani non possono più curarsi perché,
per la sua scelta, nella prima fase condivisa anche da me, di
ristrutturare, diciamo così, le sale operatorie di tutti gli
ospedali e di chiudere molti dei reparti, oggi, siamo nelle
condizioni drammatiche che i cittadini non sanno dove andare a
prestare cura e molti operatori sanitari si trovano costretti a non
lavorare perché non possono offrire il servizio sanitario.
Io credo che, oggi più che mai, lei abbia una responsabilità
doppia, Assessore - e vorrei che questo invito, oggi, lo cogliesse
-, che è quella di fare davvero ripartire un modello sanitario
diverso.
Noi abbiamo visto il crollo degli accessi nei Pronto soccorso
della nostra Regione di circa il novanta per cento. Rivedere, oggi,
il sistema dell'emergenza, con una fase 2 che è alle porte, è
necessario per cercare di evitare, domani, nuovi contagi ma,
soprattutto, per dare e tornare a dare un servizio qualitativo alla
Sanità siciliana.
I nostri medici sono straordinari. Lei si è avvalso di ottimi
professionisti nel Comitato tecnico-scientifico, che le stanno
dando una mano e vorrei, perché in parte li ho letti, che lei
ascoltasse di più quei pareri e leggesse un po' meglio quei pareri
che la Comunità scientifica siciliana le sta rivolgendo.
Anche per quanto riguarda l'applicazione in massa dei test
sierologici; non possiamo immaginare che i ritardi che il
suo Governo e le sue scelte programmatiche, ad oggi, hanno causato
in Sicilia sui tamponi possano essere anche applicati anche sui
test sierologici.
Munite, oggi, il sistema sanitario di una certificazione, di un
patentino che possa tranquillamente riportare i siciliani a curarsi
e vedrete che non ci sarà più neanche lo spauracchio quando il
Governo ci dirà cosa vorrà iniziare a riaprire da parte dei
cittadini di osservare le norme ma, soprattutto, di iniziare a
tornare ad una tranquillità che è d'obbligo soltanto se abbiamo una
sanità forte, capace di tutelare anche i più deboli.
Concludo, Presidente, rivolgendo, Assessore, l'ultimo appello
sempre a lei. Sulle domiciliarizzazioni e sui servizi a distanza
che, oggi, la medicina mette in campo, lei ha tante risorse da
potere spendere. Anche su questo, uno sforzo in più per fare sì che
molti dei pazienti che, oggi, si trovano allettati ma, soprattutto,
in condizioni di non poter accedere alle strutture sanitarie del
Servizio sanitario regionale, possano avere adeguata assistenza. Di
loro si parla poco, sono migliaia come lei ben sa. E anche in quel
comparto, ad oggi, c'è grande incertezza. Nessuna linea guida è
stata diramata, e non vorrei che finisse come la Lombardia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo e, poi,
l'onorevole Pagana, a seguire. Ha facoltà di parlare l'onorevole
Lupo.
LUPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, divido il
mio breve intervento in due parti: una riguarda la sanità, la
seconda parte riguarda i temi economici.
Con riferimento ai temi sanitari, credo che questa fase 2, che ci
auguriamo si possa ufficialmente aprire quanto prima, debba essere
caratterizzata da un investimento forte sul tema della prevenzione.
Voglio sentir dire all'assessore Razza che, davvero, nei prossimi
giorni saremo in grado di fare cinquemila tamponi al giorno, che
saremo in grado di fare test sierologici a tappeto, che saremo in
grado di dotare - finalmente in maniera precisa e puntuale - tutti
gli operatori, ma anche i cittadini, di dispositivi di protezione
individuale, che è stato definito un piano di formazione e di
informazione adeguato alla gestione della fase 2, anche per la
gestione delle patologie ordinarie. Ho un dato - non so se è vero,
l'Assessore potrà accertarlo - che, purtroppo, i decessi causati da
infarto aumentano, perché, purtroppo, chi è colpito da infarto è
portato a chiedere in ritardo i soccorsi per paura di rivolgersi a
Pronto soccorsi e ospedali che, ovviamente, sono impegnati sulla
cura della malattia Covid.
Forse, è sufficiente fare arrivare tramite i medici di medicina
generale una informazione corretta ai cittadini affinché sappiano
che, comunque, è garantito l'accesso al Pronto soccorso dedicato
per non sintomatici Covid, per avere prontamente le cure di cui
hanno bisogno perché, altrimenti, tutto questo avrà un'evoluzione
negativa anche per la gestione delle altre patologie.
La curva epidemiologica è in decrescita.
Ho capito che la decisione del Governo relativamente alla
riapertura delle attività economiche è subordinata all'esito della
riunione di questo pomeriggio con il Comitato tecnico-scientifico,
intanto, evidenzio che alcuni comportamenti del Governo mi sembrano
assolutamente contraddittori.
Ho letto che il Presidente della Regione ha chiesto al Governo
nazionale la riapertura dei grandi cantieri e al contempo il
Presidente della Regione mantiene il divieto di consegna di pasti a
domicilio nei giorni festivi. Mi sembrano due cose assolutamente
inconciliabili.
La salute dei lavoratori deve essere garantita sempre e comunque,
ma penso che una linea di coerenza, a questo punto, si impone anche
con riferimento alla coltivazione dei fondi agricoli per prodotti
da autoconsumo nei comuni di appartenenza ma anche nei comuni
limitrofi.
Ho presentato un ordine del giorno, a nome del Gruppo
parlamentare, facendo anche presente che ciò corrisponde anche ad
una funzione di sicurezza.
Si avvicina la stagione calda, se i poderi non vengono
adeguatamente manutenzionati diventano fonte di incendi nel 90 per
cento dei casi, questo dimostrano i fatti.
Allora, è necessario, anzi bisogna chiedere ai proprietari dei
fondi di prendersi cura dei loro fondi e di potersi dedicare alla
coltivazione dei prodotti agricoli per auto consumo.
Per quanto riguarda i temi economici, chiedo all'Assessore per
l'economia, al Vicepresidente della Regione, intanto di erogare ai
comuni i cento milioni circa che spettano ai comuni dal Fondo delle
autonomie del 2020.
Si tratta circa di 300 milioni e considerato che l'esercizio
provvisorio è già stato approvato fino ad aprile, quindi, un terzo
delle risorse possono essere liberate.
Perché non si trasferiscono questi 100 milioni di trasferimenti
ordinari, dovuti ai comuni subito, di cui hanno assolutamente
bisogno perché questo è un loro diritto anche per potere affrontare
le emergenze che, in questo momento, devono fronteggiare.
Per quanto riguarda il tema della riduzione del contributo alla
finanza pubblica, il vicepresidente Armao sa bene che il Governo
nazionale chiede anche al Governo della Regione un piano di riforme
economico-sociali che possa accompagnare una politica di
risanamento della Regione, dei conti della Regione.
Questo piano di riforme fin qui non l'abbiamo visto.
Allora, si fa presto a scaricare tutto sul Governo nazionale, ma
qual è il progetto di rilancio dell'economia per la Sicilia che il
Governo della Regione, oggi, è in grado di offrire al Governo
nazionale? E ancor prima che al Governo nazionale di proporre in
questo Parlamento alle forze parlamentari tutte?
Ci aspettiamo di poterne parlare in occasione di Bilancio e
Finanziaria, visto che ormai di questo presto si parlerà ma credo -
e concludo - che oggi, oltre che parlare di risorse finanziarie
previste dal Bilancio e dalla Finanziaria, bisogna aprire una
discussione seria sui fondi europei.
Tutte le volte in cui i Governi, di qualsiasi colore, hanno
tentato di gestire le risorse comunitarie facendo a meno del
confronto con il Parlamento della Regione hanno sbagliato.
Bisogna porre fine a questa stagione e aprire una fase nuova in
cui il Governo accetti di confrontarsi con il Parlamento sulla
gestione dei fondi comunitari per gli investimenti, per lo sviluppo
produttivo e per il lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana e, poi, si
prepari l'onorevole Calderone e a seguire l'onorevole Cafeo. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Pagana.
PAGANA. Grazie, Presidente. Intanto colgo quest'occasione per
farle gli auguri per il suo incarico. E' la prima volta che
intervengo con quest'Aula presieduta da lei, e vedere una donna, e
una donna come lei, sedere su quello scranno, da un po' di orgoglio
e un altro pizzico di orgoglio a questo Parlamento.
E allora, Presidente, io intanto volevo fare i complimenti a tutti
quei siciliani che non sono diventati virali sul web. Di Sicilia e
di fenomeni siciliani in questi giorni, in merito alle misure più
restrittive che ci sono state, si è parlato tanto, e fatto tanto
discutere qualcuno che, con i suoi atteggiamenti, in barba a
qualsiasi principio di legalità, però, per ogni siciliano di
questo, ce ne sono decine, centinaia e migliaia che hanno
rispettato e hanno saputo rispettare le misure restrittive dello
Stato, e anche quelle della Regione, ancora più restrittive, questo
perché, chi governa a livello territoriale, ecco, conosce meglio il
Territorio che governa e quindi l'atteggiamento dello stato popolo
residente.
Oggi è arrivato in Aula il Presidente Micciché, e ci ha informato
che avremmo dovuto discutere della fase due di questa pandemia, di
questo coronavirus, e sono a dir poco meravigliata perché, come
possiamo pensare di discutere di fase due di coronavirus, se in
quest'Aula, tra i banchi del Governo, manca l'Assessore per
l'agricoltura? Come possiamo pensare di discutere della fase due di
questa emergenza, se tra i banchi del Governo manca l'Assessore per
la famiglia, per le politiche sociali e per il lavoro? Quando in
Sicilia ci sono migliaia di persone che dipendono letteralmente da
quell'Assessorato.
Presidente, io avrei voluto fare un intervento che faceva
riferimento al coraggio, però, da interventi - per fortuna alcuni,
e non tutti i miei colleghi - che hanno ridotto questo scranno ad
una bellissima scenografia per interventi da lanciare su facebook,
un pochettino mi sono, ecco, come dire, demoralizzata. Però io
questo appello lo faccio comunque. Lo faccio alla Commissione
Bilancio, affinché quest'anno, per questa finanziaria, non si
ripeta nuovamente in Aula l'errore che è stato fatto con
l'emendamento che riguardava la CRIAS, e quindi è un appello che
faccio anche a tutti, a chi in questo Parlamento si occupa di
politica. Abbiamo gettato nell'incertezza centinaia di imprenditori
che avevano deciso di scommettere sulla Sicilia, avevano deciso di
portare avanti un'attività economica in Sicilia. Faccio un appello
affinché, da questo momento in poi, le campagne propagandistiche,
gli emendamenti strettamente territoriali e localistici, vengano
sostituiti da una vera e propria visione che noi tutti dobbiamo
avere da questa Terra, di questa Terra.
Quando in quest'Aula abbiamo commemorato, nell'occasione della
commemorazione in quest'Aula, mi sono emozionata sentendo le
citazioni, sentendo rievocare frasi sul Presidente Mattarella, sul
ruolo della politica, sulla straordinarietà della sua visione della
politica siciliana, ho sentito anche rievocare la frase che faceva
riferimento alla mancata visione, perché ognuno era interessato al
proprio Territorio e, quindi, un deputato che pensava al proprio
Territorio non dava nessun contributo alla Sicilia nella sua
totalità. Ecco, io mi auguro che da quell'intervento e da quella
commemorazione ora inizino a seguire fatti, con questo coronavirus
che ha messo tutti, ma proprio tutti, con le spalle al muro.
Quindi, a parte questi discorsi che, forse, potrebbero sembrare,
ecco, molto retorici, ci sono anche delle situazioni pratiche che
in questo momento chiedono una soluzione da parte del Governo. Mi
riferisco a chi abita e a chi vive nelle zone rosse; alcuni
lavoratori che prestano l'attività in altri comuni sono stati messi
in ferie e, quindi, c'è un'incertezza nei confronti di queste
fattispecie o, ancora, le persone che fanno terapia fuori dal
propri comune, in presidi ospedalieri diversi, che si trovano in
luoghi diversi dal comune di residenza, non si capisce bene se
abbiano oppure non abbiano bisogno del tampone prima di poter
accedere alle cure, quindi, oltre a questo appello affinché si
faccia chiarezza per questa ipotesi e si cerchino soluzioni anche
facili che possano migliorare la vita dei siciliani, e mi riferisco
alla questione degli orti, faccio un altro appello affinché questa
politica inizi ad avere veramente coraggio, e si inizi a pensare al
nostro Statuto e alle misure economiche utili a questa Terra
semplicemente con il coraggio che questa Terra merita.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori
assessori, io oggi sono venuto a Palermo perché ero convinto che
venisse esplicitata dal Governo, dagli assessori oggi presenti, la
strategia che riguardava la cosiddetta Fase 2 .
Ovviamente, ascoltando tutti gli interventi compresi quelli degli
assessori, ho capito certamente male, perché c'è stata una
elencazione di quello che si è fatto in materia di sanità,
l'assessore Armao ci ha portato le ultime novelle, le ultime novità
che riguardano la pronuncia dell'Alta Corte, ma questo non è il
momento delle pagelle, signor Presidente. Lo ha detto il Presidente
Musumeci, lo ribadisco io oggi in Aula, il momento delle pagelle
sarà successivo, fatalmente successivo, dove ognuno di noi si potrà
complimentare, potrà, dopo seicento anni essere il Fabrizio
Maramaldo di turno, sperando che il Governo non sia il Francesco
Ferrucci di turno.
Io oggi ho poco da dire, perché mi sono ripromesso, signor
Presidente, di non fare nessuna polemica, ho scritto in questi
giorni, ho scritto tanto, questo non ha funzionato, nella mia
provincia sono arrivate ottanta tute, è arrivato questo, non ha
funzionato quest'altro, poi nel tempo che verrà, quando sarà il
momento opportuno, quando saremo tutti finalmente liberi,
finalmente liberi da questo maledetto virus, rientreremo nel gioco
delle parti.
Oggi era necessario, così come ha fatto Zaia in Veneto, Sala in
Lombardia, mi correggo Fontana in Lombardia, anche Toti, che il
Governo evidenziasse alla Sicilia come attrezzare la Fase 2 ,
perché se si dice che la Fase 1 è finita, è necessario verificare
come approcciarsi alla Fase 2 , per far sì che tutti i problemi
evidenziati dai colleghi che mi hanno preceduto, nessuno escluso,
dagli orti non più coltivati, evidenziati dall'onorevole Cracolici,
alla cassa integrazione claudicante dell'onorevole Tamajo, a tanti
altri problemi oggi evidenziati, ecco quelli appartengono, signori
colleghi, ad un altro momento, oggi dobbiamo verificare come
approcciarci, come si deve approcciare la Sicilia e come si deve
approcciare il Governo siciliano e il Governatore alla cosiddetta
Fase 2 , perché, vedete, abbiamo il privilegio di avere
l'assessore all'Economia e l'assessore Razza.
Se non c'è sinergia, se non c'è lavoro insieme, se non c'è
visione, se non c'è programmazione, non si va da nessuna parte. Il
Comitato tecnico scientifico si occupa di scienza, ma è la politica
che si deve occupare di strategie. E allora io auspico - e lo
auspica anche Forza Italia che è un partito che si è sempre
occupato, soprattutto, ma comunque anche di tutti i ceti ma del
ceto medio, auspico che ci venga illustrata della Finanziaria,
delle misure che leggeremo e abbiamo letto, ne parleremo
successivamente, io mi auguro che questa fase 2 sia una
straordinaria e univoca strategia che possa portare i siciliani,
dopo essersi liberati dalla preoccupazione sanitaria, dal bisogno
che in maniera incipiente sta assillando e affliggendo i siciliani
e tutta la Sicilia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cafeo. Ne ha
facoltà. A seguire l'onorevole Assenza.
CAFEO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
oggi mi verrebbe da fare alcune battute, alcune considerazioni, ma
vorrei utilizzare al meglio questo tempo dei 5 minuti che ho a
disposizione per porre alcune domande al Governo.
Parto dall'assessore Armao, anche se si è alzato, ma spero che mi
possa sentire. Inverto? Dal suo intervento e dalla sua relazione si
è concentrato molto su quello che dipende dal Governo nazionale, su
quello che deve fare il Governo nazionale, sull'attesa di quello
che decide la Commissione europea, io di questi aspetti non ne
parlo, come non parlerò neanche di temi che affronteremo nella
Finanziaria.
Sembra quasi come se tutto dipenda dagli altri e niente dipenda
da noi, quindi su alcune cose specifiche che non hanno connessione
né con il Governo nazionale, né con la Comunità europea, mi aspetto
qualche risposta.
Il 10 aprile 2020 l'assessore Armao ha fatto una circolare, la n.
2317, che stimolava lo sblocco dei pagamenti. Un mio pensiero, una
mia riflessione. Un discorso sono le carte scritte o il fatto di
dire, di fare una circolare e di girarla ma io vorrei sapere in
concreto cosa si sta facendo per sbloccare questi pagamenti, perché
aver fatto una circolare senza aver concordato un'azione
conseguenziale che risolve le criticità della Pubblica
Amministrazione, rimane solo il fatto di dire io l'ho detto'.
Un'altra cosa che voglio chiedere, assessore Armao, è come mai ad
oggi, il 16 aprile, ancora non si sono fatte né le riscritture e
non si possono utilizzare le somme per i pagamenti che sono
bloccati. Tutti i pagamenti, soprattutto quelli connessi ai fondi
europei. Oggi abbiamo avuto l'audizione, parliamo tanto di
immissione di liquidità, oggi con la Commissione UE, candidamente,
apprendiamo che delle attività produttive fra anticipazioni, sal e
saldi di persone che hanno rendicontato entro ottobre, novembre del
2019, ci sono circa 45 milioni bloccati. Come si fa? Non può
essere, non è il Covid che siamo arrivati al 16 aprile e sono
bloccati i pagamenti che dovevano essere fatti nel 2019.
E poi mi chiedo, avete un'idea di tutti quei finanziamenti,
quegli investimenti privati che sono in attesa di autorizzazione,
queste sono le cose per la ripartenza. Da quello che mi risulta,
con una stima approssimativa, ma che non si sbaglia di molto, in
attesa di autorizzazione di commissione via Vas regionale, ci sono
circa un miliardo di investimenti. Cosa state facendo per risolvere
questi ritardi o queste questioni, avete pensato per l'utilizzo a
prescindere le opportunità che dà la Comunità Europea di rimodulare
i fondi, di immettere liquidità in quelle graduatorie che già sono
- diciamo - già state stabilite in maniera tale da fare scorrere le
graduatorie, e mi giunge voce, e qui e questa cosa mi introduce ad
un'altra domanda, non che mi faccio io, ma che si fa l'intera
Sicilia, mi giunge voce pure di non inserire i trenta milioni che
erano stati stabiliti per far scorrere la graduatoria della misura
1.5, cioè quella legata all'innovazione tecnologica, mi fa pensare,
mi fa capire la vera domanda che viene del tessuto sociale e dal
tessuto produttivo, ma qual è l'idea di visione che avete sulla
ripartenza?
C'è una frase che, in tempi diversi, era nel '68, e che ha
distinto una persona politica a cui io devo dire guardo con
ammirazione, e che non mi sognerei neanche di lustrare le scarpe,
Kennedy, che disse mi immagino cose mai viste, oggi noi siamo
costretti a immaginare soluzioni nuove, ed io vorrei capire qual è
il messaggio che questo Governo dà al sistema produttivo siciliano,
oltre alle misure economiche da mettere in campo, quali sono gli
asset rispetto ad un mondo che è cambiato, su come modificare tutto
il sistema produttivo, e invece le devo dire e le confesso, parlo a
voi, ma parlo all'intero Governo, che la domanda che si fanno tutti
gli operatori è che la sensazione che da questo Governo è che ci
sono azioni fra di loro disconnesse, e senza una chiara visione,
sembra che ci sia la rincorsa a chi ha la visibilità personale, ma
non a mettere strumenti in campo.
Avrei da parlare, come già è stato detto, dei buoni pasto, che
sicuramente non è da parte dei sindaci che non aderiscono la
responsabilità o dei temi del credito, ma penso che di questo ne
parleremo in finanziaria.
Mi consenta, Presidente, invece due singole osservazioni sulla
sanità, due domande telegrafiche all'assessore Razza, elimino
quella su come si intende rimodulare il sistema sanitario perché è
già stata rifatta, ma sui test sierologici risulta, a quello che ho
capito io dal decreto, che prevede dalla direttiva che prevede la
selezione dei laboratori, che anche chi privatamente, come azienda,
vuole fare ai propri dipendenti
PRESIDENTE. Onorevole Cafeo, mi scusi, ma già l'ho richiamata,
siamo a due minuti, la prego di concludere adesso.
CAFEO. Spieghi meglio, assessore, se un azienda privata deve stare
in attesa dei laboratori previsti, oppure si può attrezzare, o se
non si incorre nello stesso rischio avuto con i tamponi, perché se
si vuole ripartire, le analisi sierologiche devono essere libere, e
se ne devono fare quanto più possibili.
Se io azienda, per conto mio, posso andare da un laboratorio anche
non convenzionato a farlo, o se si sta prevedendo nuove convenzione
con laboratori.
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, l'onorevole Assenza era iscritto
a parlare, ecco non l'avevo visto, quindi subito dopo l'onorevole
Compagnone abbiamo concluso.
COMPAGNONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si lo capisco,
capisco anche che dirò cose già dette, però ci tenevo.
Io sono intervenuto pochissimo in tutto questo periodo, però
ritengo e approfitto della presenza del vice Presidente, e
dell'autorevole assessore Razza, per dire due cosette che ritengo
importati. Allora, io sono abituato a basarmi su dati di fatto, su
cose concrete, allo stato attuale, assessore Razza, noi abbiamo
circa cinquanta casi di ricoverati in rianimazione, e circa duemila
soggetti infetti. Questo è un dato di fatto.
L'altro dato di fatto è che la Regione siciliana non può emanare
dei decreti che siano completamenti diversi da quello che succede a
livello nazionale ma, al contrario, può attenersi a quello che
viene stabilito a livello nazionale e, poi, eventualmente, fare
delle norme più restrittive.
Questi sono i primi due dati di fatto da cui dobbiamo partire.
Questo primo dato di fatto cosa ci dice? Ci dice che - rispetto,
per esempio, ad altre Regioni - noi abbiamo avuto certamente un
risultato migliore in Sicilia, se di meglio si può parlare,
comunque, meno nefasto rispetto ad altre Regioni.
Questo vuol dire che siamo stati forse un poco fortunati ma,
certamente, vuol dire che il Governo regionale ha operato bene, non
c'è dubbio.
Questo significa che, in qualche modo, a contenere, con le nostre
misure di contenimento - e bene ha fatto il nostro Presidente ed il
Governo ad essere abbastanza rigoroso in questo senso - bene
abbiamo fatto a contenere ed a creare tutte quelle misure di
contenimento che erano l'unica possibilità tecnica-scientifica oggi
adottabile per ridurre il contagio.
Bene. Adesso, però, da questo dobbiamo trarre anche altre
prospettive, sia in termini sanitari che in termini economici.
In termini sanitari io ritengo che adesso, alla luce di questi
dati, credo sia inutile investire una marea di denaro in cose
fantascientifiche, o immaginare di fare mille reparti di
rianimazione, o chissà quanti posti letto di rianimazione, perché
probabilmente saranno inutili - dobbiamo guardare le cose anche in
prospettiva.
Credo che oggi sia più importante, invece, dotarsi di quei presidi
sanitari di tutela degli operatori sanitari, prima di tutto, poi
delle forze dell'ordine e di tutte quelle persone che sono a
contatto col pubblico.
Quindi, questo è l'investimento che io farei, quindi, le famose
mascherine che siano prodotte e, possibilmente, prodotte in
Sicilia. Questo è quello che io farei.
Poi, ci sarà da rivedere la sanità. Per carità, io cosa voglio
dire, caro Vice Presidente? Quando succedono queste cose
drammatiche - questa è una cosa che attiene alla mia vita ma,
credo, che sia una buona cosa per tutti - ci sono due modi con cui
ci si può porre di fronte a queste problematiche: quello di essere
succubi del trauma, della tragedia e, quindi, noi ci possiamo
attenere a fare delle piccole forme di assistenzialismo, e non
avremmo fatto bene, secondo me, oppure possiamo rilanciare.
Noi siamo nelle condizioni, oggi - vorrei che la riflessione fosse
fatta da tutti i colleghi - oggi la Sicilia, grazie a questo scarso
numero di contagi e ad una situazione ottimale da questo punto di
vista, dovrebbe rilanciare. Dobbiamo immaginare un futuro migliore
per noi, approfittiamo di questo momento per rilanciare la Sicilia.
Perché dico questo? Buttiamo la palla oltre, guardiamo oltre, vice
presidente Armao.
Questo significa - lo ha detto poc'anzi l'onorevole Cafeo, ma lo
pensano in tanti, immagino, con il dibattito che si sta facendo in
questo momento, ed è questo il vero dibattito politico che dobbiamo
fare noi in questo momento.
Ci dobbiamo accontentare di fare l'elemosina a qualcuno per far
mangiare la gente che ha bisogno di mangiare, o vogliamo
approfittare di quest'occasione per ripartire, per guardare ad una
futura sanità, per guardare ad una futura economia della Regione
siciliana.
Io penso che questo noi dobbiamo fare. Come lo facciamo? Sono
molto critico sul fatto di immaginare che tutti i fronti che noi
riusciamo a rastrellare possano essere immessi, solo ed
esclusivamente a tutelare le banche, per carità, ed il prestito
Una parte va fatta, va fatto anche questo certamente.
Bene, abbiamo fatto con la cassa integrazione in deroga che, anzi,
probabilmente va ancora meglio strutturata per tutelare le fasce di
piccole imprese, e poter mettere in cassa integrazione il
personale. Abbiamo fatto con l'assessorato alla famiglia, nel
momento in cui immaginiamo di dare dei fondi per le famiglie
bisognose, a cui dobbiamo mantenere la sussistenza, ma non c'è solo
questo.
Ci sono quelle categorie, che sono i piccoli imprenditori, la
media impresa, la piccola impresa, l'artigiano, il commerciante,
che sono il tessuto vitale di questa nostra economia.
E' a quelli che dobbiamo guardare, e non possiamo guardare a
questi dicendo all'artigiano che, possibilmente, già è indebitato,
e finora ha campato a stento, non si deve preoccupare, e gli diamo
la possibilità di indebitarsi ulteriormente. Non è questa la
strada, assessore Armao, mi perdoni.
Possiamo discutere, può darsi che io abbia torto, per carità Ma
la strada è, intanto, di bloccargli i debiti con il comune, con la
Regione, con lo Stato, blocchiamo le tasse, dobbiamo assolutamente
bloccare l'IMU, l'ICI, gli affitti.
Immaginate quel ristoratore che già non ha guadagnato per due
mesi, e adesso è anche costretto a pagarsi l'affitto di due, tre
mila euro al mese.
Blocchiamo o interveniamo Creiamo un fondo della Regione
siciliana perché tutti questi tipi di imprenditori che devono
pagare l'affitto possano utilizzare questo fondo regionale per
pagarsi l'affitto, per pagarsi le tasse, evitiamo che debbano
uscire soldi, perché anche questo significa essere concreti,
onorevole Dipasquale. Giusto?
E poi, assessore Armao, non è possibile che ancora ci siano - come
ha detto benissimo Giovanni Cafeo - 40 e passa milioni di euro
bloccati che potrebbero esser immessi immediatamente nel circuito
degli artigiani, nel tessuto produttivo siciliano, e sono fermi lì.
Non dobbiamo inventarci niente, dobbiamo solo sburocratizzare,
smobilitare, smuoverci, perché questi fondi vengano immessi
immediatamente nel mercato.
ASSENZA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ASSENZA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono grato per
questa occasione, al Presidente dell'ARS, Miccichè e a tutto il
Parlamento che dà a molti di noi, e ad alcuni in particolare,
questa occasione settimanale di sfogarsi.
Perché, se mancasse questa occasione settimanale di dire tutto e
il contrario di tutto, poi più si alzano i toni meglio è,
starebbero ancora più male in questa quarantena, e la bile si
accrescerebbe giorno per giorno
Poi, se parliamo di un giorno come quello odierno, dove compare un
sondaggio sulla Sicilia, dove l'azione del Governo Musumeci viene
considerata tra le migliori in assoluto fra le Regioni d'Italia, e
vengono apprezzate dalla stragrande maggioranza degli intervistati
tutti i provvedimenti adottati, sia in misure di circolazione, di
restrizione, delle attività e, a maggior ragione in misura
sanitaria, allora quest'ansia di sfogarsi aumenta, si moltiplica
per migliaia, per milioni, per centinaia di volte, e meno male,
così tornano a casa più tranquilli, più sereni e, per un paio di
giorni, si arrabbiano meno
Detto questo, sarà un caso, ma lo 0,05 per cento di persone
contagiate in Sicilia, qualcosa la vorrà pur dire; l'aumento dei
reparti di terapia intensiva a vista d'occhio che è stato fatto in
questi mesi, qualcosa lo significa? Il fatto della percentuale
degli estubati, cioè dei ricoverati in terapia intensiva e dimessi
perfettamente guariti dopo alcuni giorni, qualcosa lo significa?
Tutto questo è solo fortuna? Perché la dea bendata ci vuole
particolarmente bene? O perché dobbiamo essere orgogliosi di una
sanità siciliana, che negletta, per molti anni, ha dimostrato di
essere in grado di fronteggiare come si deve questo maledetto
virus
Passiamo alla seconda fase. Ci passiamo con la dovuta cautela. E'
importante avviarci e capire quali sono le attività, certo,
permettetemi di dire, non per fare polemica, ma prima di aprire le
librerie, sarebbe stato più importante aprire i laboratori, o
aprire le officine, o aprire le fabbriche, dove all'interno dei
capannoni si può assicurare una distanza, magari vigilando.
Fase economica. Assessore Armao, lei ha ragione. Noi veniamo da
anni, fino all'anno scorso abbiamo avuto fino all'estate vincolati
centinaia di milioni, perché lo Stato ci permetteva di utilizzarli
solo dopo avere effettuato qualche rientro e, in quest'occasione,
qualcuno dice, sì aprivate il cassetto e i 100 milioni li davate
cash. Noi abbiamo stanziato 100 milioni per la Sicilia, quando il
Governo nazionale ne ha stanziato 400 per l'intera Nazione
Però, evidentemente, facendo un operazione intelligente, cercando
di reperirli e di rischiare. E' chiaro che questi soldi vanno spesi
con determinate procedure. Le procedure sono state in gran parte
semplificate, perché già ci sono state due circolari
dell'assessorato enti locali che ha spiegato come si fanno. I
funzionari più avveduti dei comuni non si sono posti tutti questi
problemi che i grandi saloni di questa Aula si pongono, per dire
come li dobbiamo spendere, come li dobbiamo rendicontare.
Fate un bando serio, come hanno fatto i comuni. Stabilite i
criteri e spendeteli tranquillamente, e nessuno vi potrà dire
niente, perché stiamo agendo in piena emergenza e in pieno stato di
necessità.
La prima tranche di trenta milioni è già stata accreditata. I
comuni hanno aderito al Patto, o li hanno in tesoreria. Qualcuno
andrà a controllare e farà le pulci come vuole, ma la realtà è
questa.
E questo Governo, a differenza di altri, ha introdotto negli aiuti
una percentuale a fondo perduto, cosa che il Governo nazionale non
ha fatto.
Chiedete ai vostri amici imprenditori, professionisti, se sono
andati in banca ieri o l'altro ieri per riscuotere cache i 25 mila
euro che sono stati contrabbandati come pronti ed immediata
liquidità.
Chiedete, e vedete cosa hanno risposto gli Istituti bancari.
Un discorso è la garanzia al 100 per cento; un discorso è la
valutazione del merito creditizio che noi Istituti dobbiamo fare
secondo la circolare del Ministero e dell'ABI.
Diteglielo, e continuate a pontificare sulla illuminata gestione
di questa crisi da parte del Governo nazionale.
Ringraziamo invece un Governo regionale che è stato con la schiena
dritta, che ha resistito alle pressioni più disinvolte di qualcuno,
e che ci ha permesso, e ci sta permettendo con grande fatica e con
grande cautela, di uscire dal tunnel.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore per la salute per
una replica.
RAZZA, assessore per la salute. Signor Presidente, come era
giusto, e come non è mai mancato, mi sembra corretto rispondere ad
alcune delle sollecitazioni che sono state rivolte dai parlamentari
intervenuti.
Tra queste prendo le mosse da alcune delle valutazioni che sono
state fatte, mi pare anche dall'onorevole Cracolici tra gli altri,
sul contesto epidemiologico regionale e, quindi, sulle misure che
si potranno andare ad adottare.
In realtà, la domanda dell'onorevole Cracolici è più profonda,
perché spinge a dover chiedere a chi si occupa della gestione della
sanità in Sicilia, e non soltanto in Sicilia, se sono state già
accertate tutte le modalità di contagio che il coronavirus produce.
Perché, dentro la disamina dei numeri dei soggetti positivi che
sono stati accertati anche negli ultimi giorni c'è, ovviamente, un
legame diretto. Penso alla città di Palermo dove, con la Casa di
Cura Villa Maria Eleonora, si sono registrati una serie di casi, ma
posso pensare anche più di recente al territorio della provincia di
Catania, o a quello della provincia di Messina.
Noi, per avere un quadro completo dell'epidemiologia generale, e
quindi delle modalità di contagio in Sicilia, ma non soltanto in
Sicilia, avremo bisogno ancora un po' di tempo, perché mai questa
più di altre è una valutazione di ordine scientifico.
Così come il Comitato tecnico-scientifico che oggi si riunisce,
non è chiamato ad assumere decisioni al posto del decisore
politico, ma è chiamato ad accompagnare le decisioni che si
vorranno assumere con le concrete modalità di condotta che dovranno
essere tenute.
Faccio un esempio. Per assicurare la corretta riapertura di alcuni
luoghi adibiti al commercio, quali modalità si dovranno seguire nel
ricevere i clienti, nel distanziamento tra i clienti. O ancora: è
possibile andare ad effettuare delle attività commerciali a
domicilio? Penso a un parrucchiere, penso ad un barbiere. E se si
dovessero effettuare queste modalità di esercizio di attività
commerciali a domicilio, con quali modalità si dovrà agire per
garantire la sicurezza di tutti?
Su questo è chiamato a confrontarsi il Comitato tecnico
scientifico e a fornire alcune indicazioni. Così come il tema del
riallineamento delle ordinanze rese dal Presidente della Regione al
D.P.C.M. ultimo è un tema che già da oggi affronterà il Comitato
scientifico. Perché? Perché se alcune decisioni erano state assunte
in linea con la normativa nazionale che dava ai governi regionali
la facoltà di potere restringere, ciò era stato fatto sulla base di
una valutazione di impatto epidemiologico e di natura scientifica
rispetto alle caratteristiche proprie dell'evoluzione
epidemiologica in Sicilia.
Determinare oggi una decisione di riallineamento che è la volontà
che ha manifestato il Presidente negli ultimi giorni, deve essere
accompagnata, ovviamente, da alcuni provvedimenti. Io stesso
ritengo che tra le modalità di riallineamento non può esserci
quella che pone l'obbligo di quarantena per chi viene da fuori, che
si applica ancora solo in Sicilia e che, a mio giudizio, è bene
continuare ad applicarsi quanto meno fino alla fase del 3 maggio.
Cosa diversa è, per esempio, la coltivazione degli orti. Lo
spostamento da Comune a Comune non è vietato dalle ordinanze
regionali, ma è un provvedimento firmato dal Ministro della Salute
e dal Ministro dell'Interno con una propria ordinanza che inibisce,
ancora oggi, lo spostamento dei cittadini da un Comune all'altro.
Con quali eccezioni? Con la eccezione dello stato di necessità. Per
cui, se si dice che la coltivazione di un piccolo campo di un
podere è determinata dalla necessità di dover dare giustamente
l'acqua al campo o se è determinata dalla necessità di dover
garantire l'alimentazione personale degli individui che li
coltivano o se è determinata dalla necessità di portare
l'alimentazione agli animali se si tratta di allevamento, è già
oggi consentito. Cosa diversa è dire che tutta l'attività fuori
Comune possa essere consentita perché questa oggi ci porrebbe in
una posizione antitetica rispetto alle previsioni che sono previste
a livello centrale.
Quale compito deve svolgere il lavoro e assommo insieme alcune
delle indicazioni che sono provenute da più deputati. Oggi noi
abbiamo vigente un decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri che ha voluto incontrare la cabina nazionale nella quale
vi sono le regioni, le province, i comuni e lo Stato. In quella
occasione il Governo nazionale ha raccolto la unanime valutazione
di tutte le regioni italiane, in ordine alla prosecuzione delle
misure fino alla data del 3 maggio. Da dove nasce la data del 3
maggio? Nasce dal fatto che dal momento in cui si è determinato il
Governo nazionale a questo decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, cioè prima di Pasqua, si immaginava di gestire due
momenti di forte afflusso di cittadini che sono il week-end del 25
aprile ed il ponte del primo maggio. Così nasce la data del 3
maggio e così è stata rappresentata dal Governo nazionale. In
quella sede ci è anche stato detto - a me è capitato di partecipare
a quell'incontro per i profili sanitari - che in ogni caso il
dialogo tra lo Stato e le regioni avrebbe valutato la possibilità
di anticipare, per alcune attività commerciali, la data del 3
maggio.
In funzione di questa decisione, il Presidente ha,
tempestivamente, chiesto al Comitato tecnico scientifico, in
funzione delle attività commerciali che erano aperte in data
antecedente all'11 marzo, cioè quando è intervenuto il primo
provvedimento restrittivo nazionale, di iniziare a vagliare le
modalità di gestione di quelle attività in sicurezza, affinché, nel
dialogo con il Governo nazionale si possa anche decidere di
anticipare alcuni momenti.
La domanda, però, ci spinge oltre da parte di alcuni dei
parlamentari intervenuti. E anche nel riferimento ad alcune
decisioni annunciate - per la verità non ancora determinate in atti
conseguenti ma in annuncio sì - di alcune regioni di anticipare
l'apertura di attività commerciali, si è detto ma perché la Sicilia
non fa lo stesso? Il Presidente della Regione, nel dialogo
istituzionale col Governo nazionale, ha sempre ritenuto che la sede
nella quale confrontare le posizioni delle regioni e le posizioni
dello Stato sia l'incontro in Conferenza che viene fatto.
Peraltro è stata istituita una Cabina di regia nazionale della
quale il Presidente Musumeci fa parte, insieme al Presidente
Bonaccini e al Presidente Fontana. Quindi la sede ove rappresentare
le posizioni, anche divergenti, della nostra Regione è una sede
istituzionale e non può che essere quella.
C'è un elemento in più perché si è detto, e il Presidente del
Consiglio dei Ministri lo ha chiesto a tutte le regioni italiane,
laddove si volessero anticipare alcuni provvedimenti con delle
autonome ordinanze distoniche rispetto a quelle nazionali, di
chiedere la condivisione dei Ministeri competenti rispetto alle
decisioni che dovessero annunciarci.
Ed è per questo che il Presidente, oggi, ha chiesto al Comitato
tecnico-scientifico di riunirsi, perché dobbiamo valutare l'ipotesi
che lo Stato propenda, come anche alcuni Stati, per andare oltre il
3 maggio, mentre la posizione della Regione siciliana è che oltre
il 3 maggio non si debba andare. Anche perché l'epidemiologia del
nostro territorio ci dice che ci troviamo in una condizione
sostanzialmente diversa da quella in cui possano trovarsi altre
regioni italiane.
C'è poi, che ha attraversato più di un intervento, il tema della
fase 2 sotto il profilo sanitario. Che è Fase 2 di
organizzazione, ovviamente come tutti gli atti di organizzazione
nel confronto anche nella Commissione di merito del Parlamento -
confronto al quale lo dico io non ho mai ritenuto di potermi o di
dovermi sottrarre - e c'è una Fase 2 che va organizzata nelle
strutture ospedaliere. C'è una Fase 2 - ha perfettamente ragione
l'onorevole Pasqua - che va organizzata nel territorio e dico anche
nella estensione dell'assistenza domiciliare integrata, riprendendo
il percorso dell'accreditamento che si era, sugli atti
assessoriali, interrotto per l'insorgere dell'emergenza.
Però noi, in questo momento, se vogliamo fare tesoro in un Pronto
soccorso dimagrito nel numero delle presenze, dobbiamo profittare
oggi di far crescere meglio l'attività della Medicina del
territorio e, soprattutto per la gestione delle cronicità,
l'attività della Telemedicina nel controllo per i pazienti
domiciliarizzati.
Sono tutti temi che dovranno essere oggetto di confronto, così
come - vi ha fatto riferimento l'onorevole Compagnone - il tema
della organizzazione delle strutture ospedaliere. Da questo punto
di vista, noi abbiamo la necessità, a mio giudizio, di non
disperdere la programmazione in termini di potenziamento delle
strutture di terapia intensiva, le quali oggi sono in parte
dedicate al Coronavirus.
Ma noi viviamo in una parametrazione di posti letto, tanto di
terapia intensiva quanto di degenza ordinaria per acuti e per post
acuti, che risentono di una delle più grandi vittime del
Coronavirus che è il Decreto Balduzzi.
Allora, se noi oggi vogliamo profittare di essere pronti, rispetto
ad una programmazione che significherà investimenti maggiori nella
sanità, come tutti si attendono, che significherà investimenti
maggiori nelle strutture, come tutti si attendono, e nel
potenziamento sarà, a mio giudizio, impossibile pensare che possa
esistere una struttura ospedaliera che non sia dotata, anche in
degenza ordinaria, di alcuni posti letto a pressione negativa, di
alcuni posti letto di terapia intensiva.
E, quindi, profittare oggi nel proseguire quella programmazione
non significa disperdere risorse per un'emergenza Coronavirus che,
in apparenza, è venuta meno, ma significa programmare e preparare
il nostro sistema ad avere delle strutture che possano essere
all'altezza di tutto quello che serve.
Da questo punto di vista, il tema della malattie infettive è un
tema fortemente significativo perché se questa esperienza qualcosa
deve averci trasmesso, è che noi abbiamo in parte potuto avere una
rete di malattie infettive presente in 7 province su 9, perché era
stata concessa una pesante deroga rispetto al modello del Decreto
Balduzzi.
Oggi il livello centrale di governo ci dice che bisogna aumentare
del cento per cento il numero dei posti letto. Perché è vero che
noi abbiamo impegnato, ad oggi, soltanto 53 posti letto in terapia
intensiva, ma è altrettanto vero che di soggetti patologicamente
acuti, con necessità di ospedalizzazione, malati per malattie
infettive sono circa seicento. E i posti letto di malattia
infettiva, già in deroga, erano 260.
Allora, un tema di riorganizzazione delle strutture dedicate per
le malattie infettive, di una presenza di una rete delle malattie
infettive che possa essere estesa su tutto il territorio della
Regione, di una individuazione nell'ambito dei bacini di strutture
ospedaliere dedicata è una programmazione che non dobbiamo
immaginare rimandata nel tempo, anche perché il provvedimento con
cui il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza
pronto ad essere ulteriormente prorogato, prudenzialmente ad oggi
scade al 31 luglio.
Quindi, da qui al 31 luglio dobbiamo fare tesoro di tutta una
serie di attività perché ciascuno di noi legge i giornali.
Non mi stanco mai di evidenziare che ancora oggi stiamo parlando
di una patologia che non ha un asset farmacologico di riferimento e
che non ha un vaccino di riferimento.
Se dovesse rideterminare un insorgersi epidemico soprattutto nella
fase invernale per allora noi non possiamo pensare di non essere
pronti con strutture che siano adeguate a gestire, con percorsi
separati, - e riprendo una delle riflessioni dell'onorevole
Catanzaro con riferimento all'ospedale di Sciacca - con percorsi
che possano poi stabilmente essere separati.
Ma oggi in Sicilia, come in altre regioni d'Italia, si è potuto
determinare strutture integralmente dedicate a Covid 19 e si sono
dovute determinare anche strutture di altissima specializzazione
che hanno consentito percorsi divisi certamente sicuri.
Se io penso ad alcune delle più grandi istituzioni italiane dal
punto di vista della gestione della chirurgia di acuzie, anche di
natura oncologica, anche in aree poi divenute zona rossa, i
percorsi sono stati definiti.
Dovremmo chiederci anche qualcosina in più, però. Come utilizzare
questa esperienza per rilanciare una grande azione di formazione
sul personale perché quando poi entreremo dentro i cluster
ospedalieri che si sono determinati assai agevolmente ci renderemo
conto che non ci troviamo di fronte ad un fenomeno di insorgenza
virale all'interno dell'ospedale ma che molto spesso venendo da
fuori, anche rispetto ad attività non sempre ortodosse, ciò si è
determinato qualche volta per mancanza di formazione.
Non dovrà accadere che il personale infermieristico, che è stato
straordinario anche in questa vicenda, possa avere timore ad
approcciarsi ad un casco CPap perché non è ha mai visto uno prima,
non dovrà cadere che il tema della semi-intensiva possa vedere
alcuni professionisti preparati alla gestione del paziente in semi-
intensiva e altri assolutamente mai formati per andare in quella
direzione.
Di fronte a noi, in una fase 2 sanitariamente completa e
complessivamente intesa, c'è la necessità di completare una
pianificazione sul fronte dell'organizzazione, sul fronte dei
percorsi ma soprattutto anche sul fronte della formazione.
Il tema dei controlli è stato percorso dall'onorevole Lo Giudice,
ha ragione l'onorevole Lo Giudice - non lo vedo.
C'è stata una fase nella quale, per primo il Presidente della
Regione, ha detto che non si facevano controlli nelle strutture
aeroportuali e non era inventato perché l'USMAF, attraverso il suo
direttore generale, ha poi fatto sapere - a protesta del Presidente
della Regione - che l'indicazione era che si dovesse controllare
solo Roma.
Non so secondo quale principio scientifico si sia pensato che uno
da Milano non dovesse essere controllato e uno da Roma sì - però
tanto era in quella fase.
Poi c'è stato un momento di presa di consapevolezza nella quale
sul fronte dei trasporti la Regione e lo Stato hanno concordato
alcune misure che sono state adottate con decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto col Ministro
della salute.
Quelle misure hanno avuto una straordinaria efficacia, non lo dico
io che potrei avere un sentiment di parte - e potrebbe essere
perfino ragionevole che io lo abbia
Lo dice l'Istituto superiore di sanità che, proprio con
riferimento al tema del passaggio da Nord al Sud, il professore
Rezza, rispondendo a un'intervista, dice abbiamo notato nel
periodo successivo all'esodo, catene di trasmissione intra-
familiare al Sud, avvenute in seguito all'arrivo di un elemento del
nucleo dal nord' - quello che diceva il Presidente - al di là di
qualche focolaio di questo tipo, fortunatamente la situazione non è
degenerata e parte del merito va anche ai governatori regionali che
hanno istituito misure contenitive'.
Vedete, io non penso che di fronte ad alcuni fatti che sono
oggettivi, e che rispondono a date, noi si possa dire qualcosa di
diverso, e non perché possano non esservi stati poi alcuni errori;
ogni tanto si ha come la sensazione che ci si sia dimenticati che
si è di fronte a una pandemia che ha reso difficile
l'organizzazione del tessuto sanitario, laddove si è sempre pensato
e ritenuto che quel tessuto fosse quasi invincibile e, invece, così
non è stato, ed è capitato in Italia, nel nord del Paese, in altri
paesi del mondo.
E' come se noi non vedessimo, quando si parla di Organizzazione
della sanità, che nella città di New York, cuore del capitalismo
mondiale, sono finiti i posti letto e hanno dovuto allestire tende
a Central Park. E allora, quando ci si raffronta con fatti che sono
questi, ed è un sistema diverso dal nostro, grazie a Dio è un
sistema diverso dal nostro, lo dico perché ogni critica è sempre
accetta, ma quando c'è, e lo dico con particolare sofferenza
personale, quando la critica diventa violenza nel parlare, il
rischio è che induca a comportamenti criminogeni, e io penso che
nessuno, anzi sono certo, ne ho l'assoluta consapevolezza, che non
sia questa la volontà, perché poi i messaggi arrivano all'esterno.
Non faccio demagogia, parlo di un fatto grave. Non faccia demagogia
onorevole Dipasquale, parlo di un fatto gravissimo e, nel caso che
mi riguarda, personale.
Probabilmente, abbiamo anche da dover velocizzare alcune attività,
tra queste quelle di valutazione dell'impatto epidemiologico con i
test. Si è detto quanti tamponi si riesce a fare ogni giorno, oggi
noi riusciamo ad avere in campo una rete di laboratori pubblici e
privati che riescono a processare oltre tremila tamponi al giorno,
ci siamo arrivati, e ci siamo dovuti arrivare anche consentendo
alle strutture private di avere il tempo necessario, dopo aver
risposto ad un avviso pubblico, di reperire i reagenti, così come
ci siamo fatti carico di acquistare ulteriori macchine per
ampliare, e non lo abbiamo fatto oggi.
Siccome, anche qui sarà la mia formazione personale, sarà che io,
quando mi è capitato, di entrare in un'Aula di giustizia, ci sono
sempre entrato dal lato del difensore, almeno fino ad oggi, e lo, e
lo so, capita però ho la mia formazione, e nella mia formazione c'è
il riferimento ai documenti, alle carte, agli ordini, a quello che
è stato fatto, e siccome poi quando si sostengono cose che sono
palesemente opposte alla realtà bisogna anche avere la
responsabilità, e bisogna assumersi fino in fondo la responsabilità
di quello che si dice, io quando si determinano delle dichiarazioni
così pesanti, rivolgo un invito accorato, accorato, non parlare da
là, piglia carta e penna, vai alla Procura della Repubblica, dove
nel caso in cui una denuncia contenga delle circostanze palesemente
false, non esiste la scriminante del diritto di critica politica,
si chiama calunnia, e io non sono più disposto a sopportare
calunnie. Grazie.
PRESIDENTE. Se l'assessore Armao si sente in questo momento di
richiamare qualche appunto. Ne ha facoltà.
ARMAO, assessore per l'economia. Signor Presidente, onorevoli
deputati, certo, tra l'altro anche su suo cortese invito, che non
posso esimere dall'adempiere come precisazione.
Intanto anch'io mi associo all'invito dell'assessore Razza, avrei
voluto concludere l'intervento di due sedute fa, ma l'ho fatto per
iscritto richiamando un intervento che fece Vittorio Emanuele
Orlando quando fu eletto Presidente della Camera all'indomani della
I Guerra mondiale, e all'indomani di una pandemia drammatica come
fu quella della Spagnola, che aveva seminato in Sicilia trentamila
morti e, laddove si disse dobbiamo procedere con il confronto
reciproco, con l'interlocuzione reciproca anche scontrandoci, anche
con tanti di voi ho avuto momenti di confronto personale, però
rimane sempre l'idea che si lavora per lo stesso obiettivo, per la
Sicilia, per darle un futuro.
Intanto, ringrazio i parlamentari che sono intervenuti e sono
rimasti in Aula, perché trovo estremamente scorretto, tranne che
non ci siano esigenze personali, lanciare accuse e andarsene col
cappottino sulle spalle, come sta avvenendo anche in questo
momento, perché trovo che questa sia la politica deteriore, quella
di cui la gente non ne può più, mentre ci vuole qua a lavorare, a
confrontarci e devo dire dopo tre volte che partecipo alle sedute
insieme al collega Razza, io mi trovo arricchito, stimolato, con
una serie di idee che possono dar luogo, perché il confronto tra
opposizione e maggioranza che la democrazia anima e quel confronto
proficuo da cui nasce il nuovo, sul quale si può costruire quello
che auspicava l'onorevole Compagnone una prospettiva per la Sicilia
e, quindi, entro subito nel merito delle cose.
Mi dispiace che l'onorevole Dipasquale che ci ha lasciato solerte
col cappottino sulle spalle non abbia potuto raccogliere le
precisazioni che sto facendo, perché? Perché la citazione dei fondi
europei, di quello che sta avvenendo in queste ore a Bruxelles,
perché c'è una seduta in corso nel Parlamento europeo, non era per
evocare massimi sistemi, o Trump, come egli citava in modo del
tutto inappropriato anche alle sue elementari conoscenze, ma è
fatto che in questo momento a Bruxelles stanno approvando le
modifiche ai fondi europei che ci consentiranno o meno, come bene
ha detto l'onorevole Cafeo, di mettere mano alle risorse, di
mettere mano alle risorse e, quindi, di potere orientare le risorse
verso risposte oggettive o meno.
Non è per fare una lezione, onorevole De Domenico, qua il problema
è entrare nel merito delle questioni, quindi, se i fondi europei li
possiamo utilizzare o meno, non è una questione di lana caprina, è
un modo di fare e di fatto noi sul ddl di stabilità, ma su questo
avremo un confronto e ci parleremo e ci guarderemo negli occhi
sarà, possiamo utilizzare le risorse POC? Possiamo utilizzare il
POFESR?
E' stato un elemento essenziale dei cento milioni dati ai comuni
utilizzare l'FSE, come è stato fatto per trenta milioni e il POC,
la sentenza che coloro che ne hanno tratto conseguenze non
veritiere hanno ritenuto di interpretare, parla proprio del POC,
parla proprio di come la Regione può utilizzare i fondi POC, tant'è
che è stato rigettato il motivo di ricorso del Governo su questo, è
vero che la sentenza non dice fate dei POC quello che volete ,
dice la Regione mantiene la proposta orientativa passando sempre
per l'interlocuzione con lo Stato e, quindi, è parlare di cose
concrete del disegno di legge, del futuro della Fase 2 .
Io non sono d'uso a venire qui e dire abbiamo fatto questo,
abbiamo fatto quello, siete tutte persone che state sui social,
state sui media, e conoscete quello che il Governo fa, il fatto che
si è andato avanti con i confidi, che tremila e ottocento pratiche
di moratorie tra Crias, Ircac e Irfis sono in corso di istruttoria
è un fatto, è un dato positivo.
Questo vuol dire che l'estensione della moratoria CRIAS-IRCAC e
IRFIS sta funzionando perché si stanno istruendo queste pratiche
che sono importanti. I fondi europei. L'onorevole Lupo,
giustamente, dice ma perché si immora nella erogazione dei fondi
per i comuni? La sua richiesta di precisazione mi dà l'opportunità
- e gliene sono estremamente grato per questo, perché così diamo
informazione ai comuni e agli amministratori che i comuni li
vogliono amministrare e non, come diceva l'onorevole Cracolici,
usare per le proprie sceneggiate personali, quelli sono altri - a
questi comuni noi diciamo che sono stati erogati già 70 milioni di
saldo per il 2019 della quarta rata, e stanno per essere erogati i
30 milioni della prima rata 2020. Questi sono dati che mi arrivano
dalla perché immagino che stanno procedendo con i dodicesimi e
quindi c'è una questione di dodicesimi. Però sono risorse fresche
che arrivano, comunque, ai comuni. Mi arriva dal mio Gabinetto che
ha consultato la dottoressa Rizza, mi permetto di supplire
all'assessore Grasso che sarebbe stata certamente più precisa di
quanto posso esserlo io. Il tema dei fondi europei - non ho avuto
modo di precisarlo - passa per un confronto con il Governo
nazionale.
Ieri si è tenuta la Commissione degli Affari europei della
Conferenza delle Regioni, c'è un confronto in atto, perché i
principali critici del Governo nazionale sono stati il Presidente
Rossi e il vicepresidente Bonavitacola della Campania, sul tema che
abbiamo lanciato, come Sicilia per primi, della richiesta di
territorialità e della richiesta di addizionalità. Questa tendenza
che ha il Governo nazionale ad utilizzare i fondi europei per
interventi di tipo nazionale non può in nessun modo, ma questa è
una voce unanime, intaccare il criterio della territorialità e
quello della addizionalità. Questo non per fare scaricabarile, le
regioni sono brave e lo Stato no, siamo tutti sulla stessa barca,
la penso proprio come dice Papa Francesco. Però dobbiamo fare la
nostra parte interloquendo col Governo nazionale.
Chi mi conosce lo sa. Io non svolgo mai attacchi, cosa che avrei
potuto pure fare, anche quando ci sono delle oggettive
discriminazioni. C'è un confronto leale, in alcuni casi duro, in
altri casi più agevole, ma venerdì - questa è una notizia che devo
dare al Parlamento - si terrà l'incontro finalmente tra il Governo
nazionale rappresentato dal Ministro Boccia e da due viceministri
all'economia Misiani e Castelli e i presidenti delle regioni a
statuto speciale per entrare nel merito dell'impatto di questa
drammatica crisi sui bilanci regionali. Un'ulteriore considerazione
svolgo su quella che abbiamo chiamato fase 2, che noi abbiamo in
parte attivato a legislazione invariata, con l'intervento dei 100
milioni, per ora solo 30 in corso di erogazione, con l'intervento
della misura straordinaria di liquidità che non è la migliore
misura possibile, lo so, però è quello che potevamo fare a
legislazione invariata e utilizzando 30 milioni del Fondo Sicilia.
E oggi, per chi ha bisogno di ossigeno, una boccata d'ossigeno. Non
è escluso che avendo più risorse e se l'Unione Europea ce lo
consentirà col contributo in conto interessi a carico nostro e non
a fondo perduto per la capitale, potremo allungare tre, quattro
anni, perché no?
È chiaro che lavoriamo con le regole che vanno cambiando e,
quindi, a legislazione invariata abbiamo potuto fare questa
iniziativa che, però, qualche successo potrà riscuoterlo e potrà
comunque dare un minimo di ossigeno. Il fatto che ieri l'ABI a Roma
abbia approvato la Convenzione è un altro elemento positivo. Sul
tema - volevo dare un riscontro all'onorevole Tamajo - il disegno
di legge di stabilità che reca una serie di misure variegate per
diversi settori, commercio, artigianato, cooperazione, famiglie,
comuni, manutenzioni, poi le struttureremo insieme, evidentemente,
è chiaro che è quella la fase 2, la nostra risposta alla fase 2, la
nostra risposta che sarà non solo del Governo ma che sarà poi se
condivisa di tutta l'Assemblea, di tutto il Parlamento. Su quella
lavoreremo e lavoreremo sul disegno di legge di bilancio.
Dicevo, una risposta all'onorevole Tamajo sul tema degli
artigiani. Purtroppo, abbiamo in Sicilia circa ventimila artigiani
che non hanno aderito all'ente bilaterale, e quindi hanno un
problema serio di accesso alla cassa integrazione guadagni
(Interruzione dell'onorevole Cracolici)
ARMAO, assessore per l'economia. Questo se lo dice l'onorevole
Cracolici dell'Inps quindi ne parla causa cognita in tanti sensi;
però, su richiesta dell'assessorato abbiamo all'uopo approntato un
fondo di garanzia presso Crias, che ha, e quindi laddove non
utilizzato per questo può essere autorizzato come credito, con
l'obiettivo di consentire l'accesso alla cassa integrazione
guadagni per questi soggetti.
Cassa integrazione per la quale abbiamo concluso un accordo con
Abi e fatto un altro fondo di garanzia per rendere accessibile.
Quindi, vedete, io non credo che possiamo reclamare la palma dei
più bravi di tutti perché non credo che sia né il luogo né il tempo
per fare queste cose. Abbiamo lavorato dalla mattina alla sera,
come ha detto bene l'onorevole Aricò, abbiamo cercato di mettere in
campo tutte le energie possibili a legislazione invariata. Sarà
compito del Parlamento, e davvero concludo, non solo rilanciare e
dare tutte le opportunità che l'ordinamento giuridico potrà offrire
per intervenire massicciamente con una somma finanziaria davvero
importante.
Io ritorno all'appello della Banca d'Italia. Se la Banca d'Italia
ci dice che ci vogliono cinquanta miliardi di euro nei prossimi
mesi, è chiaro che qui dobbiamo mettere in campo misure
straordinarie dove dobbiamo fare tutti quello che possiamo per
trovare risorse e per individuare filoni che ci possono orientare
in questo senso. E' chiaro che l'utilizzo dei fondi europei sarà
essenziale, e lo sarà ancor di più se riusciamo come auspichiamo, a
chiudere un accordo leale, perché questo chiede la Corte
costituzionale, la lealtà dei rapporti tra Regione e Stato, e su
questo il Presidente Musumeci e tutti noi intendiamo muoverci.
Grazie.
PRESIDENTE. Grazie agli assessori Armao e Razza a cui auguriamo
buon lavoro.
Colleghi, ci sono degli ordini del giorno che vengono ritenuti
accolti come raccomandazione da parte del Governo, e poi vi
comunico che l'Aula è rinviata come concordato nella riunione dei
Capigruppo a sabato 25 aprile 2020 alle ore 11.00 con il seguente
ordine del giorno che vi sarà poi trasmesso Che c'è onorevole
Lupo, con la mascherina se la abbassa la capisco. Facciamo
distribuire gli ordini del giorno.
Vi dicevo, i punti all'ordine del giorno della prossima seduta
sono: comunicazioni; discussione del disegno di legge di stabilità
regionale.
Tutti quanti abbiamo ben presente il calendario che è stato
illustrato a inizio della seduta, per comodità ve lo riepilogo nel
frattempo che distribuiscono gli ordini del giorno: entro giorno 21
aprile le Commissioni si esprimeranno per le parti di merito: la
Commissione Bilancio concluderà i lavori giorno 24; giorno 25 si
incardineranno i testi alle ore 11.00. Il termine degli emendamenti
verosimilmente sarà dato entro domenica 26 per le ore 16.00 e poi
lunedì 27 avremo Aula con apertura alle ore 16.00 ad oltranza per
potere lavorare ed avere un'approvazione quanto più veloce
possibile. Si raccomanda di non abusare di aggiuntivi perché
saranno assolutamente vivisezionati e, quindi, si eviterà la calca
degli aggiuntivi che non siano assolutamente attinenti al testo che
in queste ore ci è arrivato sull'e-mail.
Bene, gli ordini del giorno sono stati distribuiti e apprezzati
dai colleghi. Vi ho già comunicato quando sarà la prossima seduta.
Gli ordini del giorno si considerano accettati con raccomandazione
dal Governo che, chiaramente, ne trarrà gli spunti. Grazie
all'assessore Armao e all'assessore Razza.
La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 15.40 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XV SESSIONE ORDINARIA
186a SEDUTA PUBBLICA (**)
Lunedì 27 aprile 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio
2020/2022. (n. 732)
2) Legge di stabilità regionale 2020/2022. (n. 733)
(**) La seduta, già convocata per sabato 25 aprile 2020 alle ore
11.00, d'ordine del Presidente dell'Assemblea, con e-mail ai
deputati del 24 aprile 2020, è stata rinviata a lunedì 27 aprile
2020, alle ore 16.00, con il medesimo ordine del giorno.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
ALLEGATO
TERZA INFORMATIVA DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE ED ASSESSORE
PER L'ECONOMIA CONSEGUENTE ALLA CRISI PANDEMICA COVID19 E LE
MISURE STRAORDINARIE IN CORSO DI ADOZIONE