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Resoconto d'Aula della Seduta n. 185 di giovedì 16 aprile 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 11.15

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, buongiorno. Stamattina il  Governo
  ha  fatto  arrivare in Assemblea i documenti per il bilancio  e  la
  Finanziaria. Piuttosto che andare avanti, farei una Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari così stabiliamo  il  calendario
  dei lavori.
   Intanto,  avevo  chiesto al Presidente Musumeci se  faceva  venire
  anche  l'assessore  Razza  in  modo  che  parlavamo  della  fase  2
  dell'emergenza  dovuta  alla pandemia  da  Covid-19.  Ma,  intanto,
  facciamo  una  Conferenza  dei Presidenti dei  Gruppi  parlamentari
  veloce così stabiliamo il calendario per la Finanziaria, perché  il
  calendario fatto dagli Uffici, purtroppo, non può funzionare perché
  dovremmo  incardinare il 29, il 30 scade per cui non  è  possibile,
  dobbiamo accelerare i tempi per forza. E' un momento particolare  e
  lo  dobbiamo  decidere  in Conferenza con i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari che cosa fare, dobbiamo sicuramente accelerare i tempi
  perché  sennò  da  qua al 30 rischiamo di non potere  approvare  il
  bilancio.
   Per  cui,  sospendo  la  seduta e invito i Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari a recarsi in Sala Gialla per la Conferenza.

     (La seduta, sospesa alle ore 11.16, è ripresa alle ore 12.21)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, scusate, vi devo pregare  di  una
  cosa,  non  ci  si rende conto che con l'Aula vuota,  diciamo,  con
  questa  situazione, parlando tra di voi c'è un rimbombo, così  come
  c'era  poco  fa in Sala Gialla, quando abbiamo fatto la  Conferenza
  dei  Capigruppo;  basta  che due persone  parlino  tra  di  loro  e
  materialmente non si sente più niente, quindi, vi pregherei  quando
  avete  qualche  cosa  di realmente importante  di  mettervi  magari
  dietro,  allontanarvi  un  attimo  in  modo  che  possiate  parlare
  serenamente  perché,  altrimenti, qui non riusciamo  a  capire  più
  niente. L'argomento vale anche per i commessi. Grazie.


       Determinazioni della Conferenza di Presidenti dei Gruppi
                             parlamentari

   PRESIDENTE.  Abbiamo appena concluso la Conferenza dei Capigruppo.
  Stamattina  è  arrivata la documentazione cartacea  di  Bilancio  e
  Finanziaria. Ho pregato gli Uffici di fare qualche straordinario
   Onorevole D'Agostino, allora con chi parlo, con il muro? Grazie.
   Dicevo,  ho  pregato  gli  Uffici di  fare  anche  qualche  sforzo
  straordinario perché possano essere viste le carte in tempi rapidi,
  i più rapidi possibili. Il Governo ha portato tutto, manca soltanto
  un  documento  che,  ci  è  stato  riferito  dall'assessore  Armao,
  speriamo   arriverà  entro  oggi,  che  poi  è  la  documentazione,
  l'allegato  tecnico, diciamo, il bozzone della  Finanziaria  che  è
  quello  che  normalmente i deputati guardano  per  capire  di  cosa
  stiamo parlando.
   Dobbiamo  fare un lavoro straordinario anche noi, da qui a  giorno
  30,  perché  il  30  aprile  bisogna approvare  il  Bilancio  e  la
  Finanziaria  in  maniera  inequivocabile. Avevo  chiesto  se  fosse
  possibile avere una deroga di qualche giorno su questa cosa, ma non
  è  possibile,  per  cui  giorno 30 al  massimo  dobbiamo  chiudere.
  Evidentemente se sulla seduta del giorno 30 fosse necessario andare
  al giorno dopo, o due giorni dopo, teniamo l'Aula aperta per potere
  completare, ma sarebbe meglio evitarlo.
   Per  cui, fermo restando la regola che non si lavora di notte, per
  cui  massimo alle ore 22.00, a meno che l'ultimo giorno non  manchi
  un'ora,  anche  là, ovviamente, prendiamo tutta la flessibilità  di
  questo mondo, ma non si lavora la notte, abbiamo stabilito le  date
  del calendario prossimo immediato.
   Allora,  le Commissioni di merito. Noi, domani, consegneremo  alle
  Commissioni  le  carte. Ai Presidenti di Commissione  comunico  che
  entro martedì 21 aprile dovranno completare il lavoro, per cui,  se
  è necessario, purtroppo, saranno costretti a lavorare, se vogliono,
  anche  di sabato e domenica, ma domani, oggi stesso, bisogna aprire
  le  Commissioni in modo da ricevere, incardinare il Bilancio  e  la
  Finanziaria.
   Abbiamo già stabilito quanto tempo daremo per le Commissioni,  per
  gli  emendamenti, e daremo fino a domenica sera, in modo che lunedì
  mattina, materialmente, le Commissioni possano cominciare a votare,
  perché  martedì mattina dovranno essere consegnate alla Commissione
   Bilancio'  le  risultanze delle Commissioni di merito  e,  quindi,
  tutti gli emendamenti che le Commissioni di merito passeranno  alla
  Commissione  Bilancio'.
   La  Commissione  Bilancio' avrà tempo fino a giorno  24  aprile  e
  giorno  25 aprile, che è un sabato, ma ci penserò io ad incardinare
  il Bilancio e la Finanziaria, dando tempo - lo dico fin da adesso -
  per  gli  emendamenti - anche lì essendo sabato -, daremo tutto  il
  sabato e la domenica.
   Da  lunedì  27 aprile alle ore 16.00 si comincia a votare.  Non  è
  escluso, se dovesse essere necessario, che vi chiederò lo sforzo di
  lavorare in Aula sia di mattina che di pomeriggio, perché  tanto  a
  quel  punto le Commissioni non ci sono perché hanno già  finito  il
  loro lavoro, per cui lo possiamo fare. Se dovesse essere necessario
  vi  dovrò  chiedere di lavorare anche di venerdì, sabato, domenica,
  ma  è un momento in cui non ci possiamo permettere di essere pigri,
  come  dire,  dobbiamo  quindi  essere assolutamente  disponibili  a
  lavorare anche di più.
   L'Aula,  quindi, sarà giorno 27 aprile alle ore 16.00 per iniziare
  la discussione generale e la votazione di Bilancio e Finanziaria.
   Allora, do per ineluttabile il fatto che non accetterò emendamenti
  aggiuntivi.  Quindi,  prego tutti, compreso gli  Assessori  di  non
  venire  a dirmi quanto è importante l'emendamento aggiuntivo  ed  a
  spiegarmi  che è vitale perché altrimenti la Sicilia muore,  perché
  tanto  non li accetteremo, cioè non li riceveremo nemmeno,  nemmeno
  li  valuterò, non saranno ricevibili. Né in Commissione -  prego  i
  Presidenti di Commissione di adeguarsi a questa indicazione - né in
  Aula,  sarà minimamente possibile accettare emendamenti aggiuntivi.
  Per  cui,  ripeto, prego tutti per quanto ogni volta sono questioni
  di  vita  o di morte, purtroppo questa volta moriranno, perché  non
  saranno  accettati  emendamenti in maniera assoluta,  lo  dico  per
  evitare  che, poi, ci possa essere qualche deroga. Non  ci  saranno
  deroghe.  Prego, quindi, i Presidenti di Commissione di  dichiarare
  inammissibili,  anzi di dichiarare irricevibili  tutti  quelli  che
  sono emendamenti aggiuntivi.
    Non  saranno accettati subemendamenti volanti in Aula,  i  giorni
  della  votazione,  a  meno che non si tratti,  eccezionalmente,  di
  soluzioni  che si trovano in Aula stessa su qualche argomento,  per
  cui  aggiustando  un  minimo  quello che  è  scritto  si  trova  la
  condivisione  dell'Aula; allora, in quel caso sì, ma subemendamenti
  personali,  di  singoli deputati o di singoli partiti  non  saranno
  accettati nemmeno quelli.
    Credo  di non avere altro da dirvi, per cui possiamo iniziare  la
  seduta di oggi, una volta finite le comunicazioni.
    La  seduta  di  oggi, a seguito di una Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari, informale, volante e telefonica, di ieri,
  verterà sulla fase 2, del Coronavirus, del problema del Coronavirus
  tant'è  che,  chiesta la disponibilità al Presidente della  Regione
  ha,  gentilmente, chiesto sia all'Assessore per la  salute,  che  a
  quello  del  bilancio  di essere presenti in modo  che  si  possano
  affrontare   problemi  sia  dal  punto  di  vista   sanitario   che
  finanziario.
    A  questo  punto, do la parola all'onorevole De Domenico  che  me
  l'aveva  chiesta  per chiarimenti e, poi, all'onorevole  Cracolici.
  Poi darò la parola agli assessori che faranno la loro relazione.

    DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DE   DOMENICO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   anche
  sull'esperienza delle ultime due sedute d'Aula dove, secondo me, il
  ruolo  del  deputato viene assolutamente svilito  e  sarebbe  quasi
  inutile  fare  quest'Aula, io chiedo che si facciano le  relazioni,
  che   gli   assessori,  magari  inizialmente  facciano  una   breve
  relazione, ma che garantiscano le risposte agli interventi in  Aula
  perché,  altrimenti, non c'è motivo di fare Aula, se  non  dobbiamo
  avere risposte.
   Credo  che  questo sia importante, perché altrimenti il ruolo  del
  deputato   serve   solo  a  ratificare  il  bilancio.   Emendamenti
  aggiuntivi  non  ne  possiamo  fare,  io  non  capisco  perché   un
  emendamento aggiuntivo, senza spese, con tutti i crismi in fase  di
  Commissione, perché no?
   Questa è una democrazia sospesa, scusatemi.

   PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, intanto, come lei ha notato, io
  all'inizio  di questa seduta, contrariamente a quanto  fatto  nelle
  ultime due sedute, non ho posto limitazioni per gli interventi  dei
  parlamentari, perché oggi è una giornata normale.
   Abbiamo  utilizzato  anche la parte dietro  dell'Aula,  di  solito
  destinata  al  pubblico, per potere stare,  secondo  quello  che  è
  previsto   dalle  normative,  a  distanza  regolare,   per   potere
  intervenire quindi oggi non c'è nessun problema. Per fortuna stiamo
  andando,   lentamente,  inesorabilmente,  verso  la  fine,   almeno
  speriamo,  verso un rallentamento, per cui oggi non avete  ricevuto
  nessuna limitazione per quanto riguarda gli interventi previsti dal
  Regolamento e quindi su questo non esistono problemi, altrimenti lo
  avrei detto io, così come ho fatto le altre volte.
   Per  quanto riguarda gli emendamenti aggiuntivi, esiste un motivo,
  in  questo  caso,  che è quello che inizieremo  a  discutere  della
  finanziaria  che  scade inequivocabilmente, costituzionalmente,  il
  giorno  30  Aprile.  Ne  cominciamo a discutere  il  giorno  24  e,
  onestamente,  non  è un'accusa che si può fare  a  nessuno,  perché
  l'ultimo  mese  è successo quello che è successo, per  cui  abbiamo
  assoluto bisogno di contingentare tutto.
   Poi,  il  Governo credo che abbia garantito - lo dirà  il  Governo
  stesso  non  spetta  a me dirlo - la presentazione  immediatamente,
  credo  già  durante questi lavori, della legge  su  cui  si  potrà,
  invece,  discutere  per tutto, e là sarà possibile  presentare  gli
  emendamenti.
   Diciamo   che   il  Regolamento  non  prevederebbe  comunque   gli
  aggiuntivi, ma è ovvio che si ragionerà con la flessibilità che c'è
  sempre stata.
   Per queste due settimane non è possibile essere flessibili, ma poi
  c'è  la  legge parallela, che è quella che è di maggiore  interesse
  per  lo  sviluppo, dove ovviamente ogni parlamentare ha diritto  di
  dire  la  sua e di fare le sue proposte, e su quella non ci saranno
  le limitazioni, se non quelle classiche che ci sono sempre state in
  un Parlamento.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, io proprio sull'ordine  delle  cose
  che  ha  detto  lei, a proposito della legge di stabilità  e  della
  legge  di bilancio, vorrei fare una precisazione per non avere  poi
  problemi in corso d'opera.
   Tutti  noi parliamo al buio. Io non conosco neanche l'atto, quindi
  non  so  che  cosa  c'è nella legge di stabilità.  Se  ci  sono  le
  cosiddette  norme di guerra o di pace .
   Però, se dichiariamo che non ci sono aggiuntivi, e può essere  una
  soluzione  vista la storia, la tempistica che abbiamo, deve  essere
  chiaro  che  non  ci  sono  non solo gli aggiuntivi  da  parte  del
  Governo, ma norme che eventualmente sono state inserite dal Governo
  nell'atto,  perché, se il Governo, ad esempio,  ha  ipotizzato  che
  regaliamo a tutti i turisti che verranno in Sicilia la vacanza, sto
  facendo  un  esempio  strano,  non  vorrei  che  noi  non  possiamo
  intervenire sul turismo e il Governo sì.
   Allora, intendiamoci prima. Per aggiuntivi si intendono le  norme,
  quelle  che  una  volta chiamavamo  sullo sviluppo?   e  allora  si
  tengono  tutte  fuori. Oppure, su materie per  le  quali  anche  il
  Parlamento  ha la potestà di modificare, ma aggiungendo  obiettivi,
  ad  esempio,  di risposta alla crisi sociale, etc, nell'ambito  del
  testo,   perché  poi  siccome  l'aggiuntivo  o  meno  lo  definisce
  l'Ufficio, che stabilisce che non è un emendamento che si  aggiunge
  con un comma ad un articolo, ma è aggiuntivo.
   Quindi noi ci troveremmo in una situazione a quel punto caotica.
   Ecco perché Le chiedo di essere molto rigoroso, perché lei sta, di
  fatto,  possiamo  addivenire che in guerra si  possono  fare  anche
  forzature  per la guerra, però l'importante che sappiamo  tutti  la
  guerra come la combattiamo.
   Deve essere chiaro che non ci possono essere norme per le quali il
  Parlamento  non  può  essere chiamato a valutarne  l'efficacia.  Se
  dobbiamo  andare  tutti sulla luna, io vorrei, ad esempio,  andarci
  col  motorino,  qualcuno invece ci vuole andare  con  l'elicottero.
  Però, è un tema la luna, quindi vale per tutti. Spero che su questo
  non ci siano questioni che poi verrà complicato gestire.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio  per  il  suggerimento,  ma   sarà   il
  Presidente dell'Assemblea, non gli Uffici, a considerare  eventuali
  aggiuntivi  e non aggiuntivi. Il Presidente dell'Assemblea  ha  una
  facoltà,  da  questo punto di vista, di garanzia, che è  quella  di
  stralciare anche norme inserite oggi. Per cui io la Finanziaria non
  l'ho  letta nemmeno, ne ho una vaga sensazione. Ma se ci  dovessero
  essere  norme che vanno al di fuori dei ragionamenti che  ci  siamo
  fatti, sarà compito del Presidente dell'Assemblea stralciarle.
   Io   posso  garantire  che  queste  due  settimane  -  sempre  che
  all'onorevole D'Agostino e all'assessore Razza fa piacere farlo, se
  voi parlate io sento soltanto voi, mi dovete fare questa cortesia -
  il  Presidente dell'Assemblea, onorevole Cracolici, sarà garante di
  quello  che  ha detto, cioè io posso garantire a tutta  l'Aula  che
  questa  Finanziaria, se deve essere quella che mi hanno comunicato,
  e  su cui bisogna essere molto rigidi, ed è una Finanziaria COVID -
  chiamiamola così, perché non è né guerra, né pace penso, ma  è  una
  Finanziaria COVID - sarà una Finanziaria COVID.
   Io  mi farò carico di stralciare anche norme che sono già inserite
  oggi, se riterrò che non sono idonee a questo tipo di percorso  che
  stiamo  facendo. Spero non ce ne siano, ma se ci dovessero  essere
  onorevole  Cracolici,  abbia fiducia una  volta  nella  vita,  stia
  tranquillo, abbia fiducia, non ci saranno problemi di questo tipo.
   Sono  d'accordo  con  quello che diceva l'onorevole  De  Domenico,
  quindi io darei la parola all'assessore Razza o all'assessore Armao
  per  una  breve relazione introduttiva, per poi fare intervenire  i
  deputati e poi voi, eventualmente, dare risposte alle richieste dei
  deputati.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  viste   le  condizioni  in  cui  lavoriamo,  se  è  possibile   gli
  emendamenti   presentarli  anche  via  mail,  perché  evidentemente
  avremmo difficoltà a presentare i cartacei. È una precisazione,  ma
  volevo sottoporgliela.

   PRESIDENTE.  Non  è  una novità, sono sempre stati  trasmessi  via
  mail.

   LUPO.  Sì, però abbiamo difficoltà, a volte poi recuperiamo con  i
  cartacei,  chiediamo  un po' di flessibilità, perché  ancorché  via
  mail  il  deputato  non è detto che riesca a sottoscrivere,  quindi
  saranno trasmessi dalla mail ufficiale del Gruppo parlamentare.

   PRESIDENTE. Sarà considerato l'orario in cui arriva la mail.

   LUPO.  Quindi, quelli che arrivano dalla mail ufficiale del Gruppo
  parlamentare.

   PRESIDENTE. Assolutamente. Se poi il cartaceo arriva un po'  dopo,
  è  ovvio  che  non  è  un problema. Non siamo  a  questo  punto  di
  rigidità, ancora non ci siamo arrivati.

   l'economia sulle misure finanziarie conseguenti all'emergenza
   "Coronavirus" e sulle ulteriori comunicazioni del Governo in ordine
   all'attuale emergenza sanitaria

     Seguito del dibattito sulle comunicazioni dell'Assessore per
     l'economia sulle misure finanziarie conseguenti all'emergenza
   Coronavirus  e sulle ulteriori comunicazioni del Governo in ordine
                    all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE.  Assessore  Razza, la prego di intervenire,  se  fosse
  possibile brevemente in modo che poi diamo spazio ai deputati.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati,  intervengo in linea di continuità con gli ulteriori  due
  interventi che sono stati resi per informazione all'Aula,  e  direi
  anche   per  fortuna  in  una  fase  diversa  dal  punto  di  vista
  dell'inizio.

   PRESIDENTE.   Per   favore,   onorevole   Sammartino,    onorevole
  D'Agostino,  onorevole  Tamajo,  mi  dovete  credere,  ve  lo  dico
  sinceramente, anche parlando lì in fondo purtroppo rimbomba tutto e
  io,   materialmente,  non  riesco  a  sentire   quello   che   dice
  l'Assessore,  e  lui  stesso  viene fortemente  infastidito.  Anche
  quando  voi  parlerete vi garantirò questo silenzio. Dobbiamo  fare
  questo  sforzo, evitare di parlare oppure, chiedere al  collega  di
  uscire  un  attimo  a  parlare  fuori,  perché  è  veramente  molto
  fastidioso, l'onorevole Figuccia spero che l'abbia compreso bene.
   Assessore Razza, le ridò la parola.

   RAZZA, assessore per la salute. Grazie, Presidente.
   Dicevo,  l'intervento di oggi in Assemblea è il terzo in linea  di
  continuità nelle ultime settimane, e affronta oggi, secondo  quello
  che  è  stato  concordato, temi per fortuna diversi da  quelli  che
  prima erano stati affrontati.
   L'emergenza  è  non  alle nostre spalle, ma i numeri  della  curva
  epidemiologica  - anche alla luce delle decisioni  che  sono  state
  adottate  -  ci  consente  oggi,  insieme  alla  Cabina  di   regia
  nazionale,  di poter affrontare sul fronte sanitario e  sul  fronte
  economico  alcune  decisione di ordine organizzativo  e  di  ordine
  scientifico.
   Lasciate,  però,  che  io  torni, anche  soltanto  per  pochissimi
  istanti,  brevemente, sulla natura delle decisioni che erano  state
  assunte. Perché è capitato a me, e sarà certamente capitato anche a
  voi,  di  ricevere più di una richiesta da parte di  cittadini,  da
  parte   di   persone   del  mondo  dell'informazione,   che   erano
  ragionevolmente incuriosite, immagino, da un numero così  contenuto
  in  Sicilia  -  più  ancora che in altre  Regioni  -  dei  ricoveri
  ospedalieri, dei ricoveri in terapia intensiva e, più in  generale,
  dei soggetti con positività da COVID-19 accertata.
   E  allora,  ci  si  è  ragionevolmente  chiesti  quali  misure  di
  distanziamento sociale fossero state adottate nella nostra Regione,
  in maniera sensibilmente diversa da quelle che erano state adottate
  in  altre Regioni e in altre aree del Paese, anche per comprendere,
  avviandoci ad una fase 2, quali, in senso inverso, dovessero essere
  le  azioni  da  dovere  compiere  per  riprendere  gradualmente  la
  normalità.
   Probabilmente, ma saranno gli esperti della materia epidemiologica
  a  dirlo  al termine di questa emergenza da COVID-19 in Sicilia,  e
  non  soltanto  in  Sicilia,  la  particolarità  più  ampia  che  ha
  caratterizzato le scelte siciliane, condivise la gran parte con  il
  Governo   nazionale,   è   stata  la  misura   dell'isolamento   e,
  soprattutto, del distanziamento sociale.
   Tra  tutte, probabilmente, quella che più ha inciso a tener  bassa
  la  curva  epidemiologica  in Sicilia,  è  stata  la  decisione  di
  sospendere l'ingresso nella nostra Regione per via aerea e per  via
  di  nave.  E vedete, tutto può essere commentato, tranne  i  numeri
  nella  loro aridità. Perché se noi prendiamo lo stesso periodo,  da
  quanto  è  stato  pubblicato - di intesa tra  il  Presidente  della
  Regione, il Ministro della Salute e il Ministro dei Trasporti -  il
  primo,  il  secondo  e  poi  il terzo decreto,  e  guardiamo  anche
  soltanto  il  dato dei passeggeri negli aeroporti scopriremmo  che,
  mentre all'inizio dell'emergenza in Sicilia, sostanzialmente non si
  volava più se non con i due aerei quotidiani, che sono stati tenuti
  in   funzione  a  seguito  dell'intesa  raggiunta  tra  il  Governo
  nazionale ed il Governo regionale, nelle altre aree del Paese,  nel
  pieno della emergenza, si continuava a volare, si continuava a fare
  attività  di  volo  internazionale. Il  calo  dei  passeggeri,  nei
  quindici  giorni più sensibili dell'emergenza, non  è  un  calo  di
  migliaia di unità, ma è un calo di alcune centinaia di migliaia  di
  unità. E su questo, probabilmente, saremo chiamati a riflettere.
   Oggi,  dal  punto  di  vista  sanitario,  la  fase  che  si  apre,
  essenzialmente come ho riferito anche ieri alla VI Commissione,  si
  caratterizza di tre azioni.
   La  prima  nasce dalla prosecuzione dell'attività di rafforzamento
  delle  strutture  ospedaliere. Attività  di  rafforzamento  che  è,
  essenzialmente, legata all'attuazione del piano di  incremento  dei
  reparti   di  Terapia  Intensiva,  all'attuazione  del   piano   di
  incremento  dei  posti letto a pressione negativa  nei  reparti  di
  Malattie Infettive, all'individuazione di aree dedicate, che in una
  fase   di   convivenza  con  l'epidemia,  ma  non  più   di   picco
  dell'epidemia,   dovranno   portarci  ad   individuare,   in   ogni
  territorio, non soltanto un modello organizzativo, ma un piano vero
  e   proprio   che  consenta  di  poter  trattare  i  pazienti   che
  continueranno  ad esserci, non sui numeri che erano attesi,  ma  su
  numeri  di costante presenza del virus nel territorio della  nostra
  Regione.
   C'è  poi  il tema dell'accertamento epidemiologico, ed è decisione
  assunta  dal  Governo, che ha acquistato anche alcune centinaia  di
  migliaia  di  test sierologici, ampliare la mappatura dei  soggetti
  che vengono sottoposti a test sierologico.
   Avrete  letto sui quotidiani di oggi che il Ministero della salute
  immagina  un'analisi epidemiologica su 150.000  cittadini  italiani
  stratificati per classe di età e per luoghi di residenza.
   L'azione  complementare che abbiamo programmato, e che  è  già  in
  corso di inizio per essere stati consegnati nella giornata di  ieri
  48.000  kit  per avviare questa fase, parte ovviamente  dalle  zone
  rosse  e  quindi da una ricerca epidemiologica nei territori  della
  Regione che sono stati più colpiti, parte dalla necessità di aprire
  in  maniera  adeguata  le  strutture  sanitarie  e  quindi  da  una
  mappatura  di  natura epidemiologica sugli anticorpi  che  riguarda
  tutto il personale della aree Covid e tutto il personale delle aree
  di   emergenza,   parte  dalla  necessità  di   dare   il   massimo
  dell'attenzione  ai  luoghi della fragilità, penso  alle  residenze
  sanitarie   assistite,   alle  case  di   riposo,   alle   comunità
  terapeutiche  assistenziali,  ai  luoghi  nei  quali  la   maggiore
  fragilità  dei pazienti potrà comportare la necessità di  contenere
  il più possibile la diffusione del contagio.
   C'è  poi  l'esigenza  del  mondo del lavoro  e  nell'ambito  della
  circolare che abbiamo emesso stiamo dando la facoltà alle  attività
  imprenditoriali, alle imprese, ai singoli cittadini di potere  fare
  il   test   sierologico   gravando  sui   laboratori   l'onere   di
  comunicazione  del risultato al Dipartimento di prevenzione  perché
  tutti  questi  dati possano confluire all'interno  di  un  database
  unico  che  ci  consenta  di  poter valutare  l'allargamento  delle
  possibili azioni di contagio o del suo contenimento.
   C'è poi un'ultima questione che è particolarmente importante ed  è
  legata  alle  decisioni di ordine scientifico che  dovranno  essere
  assunte  perché  la  posizione della nostra  Regione  possa  essere
  rappresentata anche a livello centrale.
   Qui,  un  minimo di approfondimento - se volete - anche di  natura
  giuridica è, a mio avviso, indispensabile.
   Dopo  l'ultimo intervento del Decreto del Presidente del Consiglio
  dei  Ministri le Regioni non possono ampliare le decisioni che sono
  state assunte dal Governo nazionale.
   Non  è  possibile che una Regione di propria iniziativa decida  di
  aprire un'attività economica se l'attività economica non è prevista
  fra quelle autorizzate dal Decreto del Presidente del Consiglio dei
  Ministri.
   Si  possono  innestare  due processi, ragione  per  la  quale  nel
  pomeriggio  il Presidente della Regione ha chiesto di  riunirsi  al
  Comitato tecnico-scientifico, ed il primo è l'interlocuzione  nella
  Cabina  di regia nazionale che dovrà valutare gli step di  apertura
  delle  attività.  Esserci  con una posizione  che  rappresenti  gli
  interessi  del  nostro tessuto economico e che  li  contemperi  con
  l'esigenza di salute pubblica è assolutamente indispensabile.
   E'   altresì   indispensabile  -  laddove  non   fosse   possibile
  determinare una strategia unitaria sul piano nazionale  della  fase
  di   riapertura   delle  attività  commerciali  e  delle   attività
  economiche  -  sostenere una decisione autonoma della  Regione  con
  un'interlocuzione che possa posarsi su solide basi scientifiche.
   Oggi  noi, per fortuna, possiamo porci il problema della  graduale
  riapertura di alcune attività.
   Sarebbe  un grave errore se questa graduale riapertura di attività
  fosse  valutata al di fuori della sicurezza dei lavoratori e  delle
  lavoratrici,  che fosse valutata al di fuori della sicurezza  degli
  operatori   e  che  fosse  valutata  al  di  fuori  di  regole   di
  distanziamento  sociale  e  di possibile  contenimento  che  devono
  ovviamente  poggiarsi su solide basi scientifiche e su solide  basi
  sanitarie.
   Il  lavoro è iniziato in questi giorni; in giornata, alle 15.30 si
  riunisce il Comitato tecnico-scientifico, vorremmo valutare  alcune
  proposte, vorremmo rappresentare alcune proposte anche a livello di
  Governo  centrale perché mi rendo conto che in alcune  Regioni  che
  ancora  oggi sono colpite da centinaia di casi giornalieri il  tema
  della  riapertura di tutte le attività possa ritenersi, in  qualche
  misura, prematuro.
   E' più complesso fare comprendere ad una situazione economica come
  quella  della  nostra Regione che si accompagna  a  una  situazione
  epidemiologica  regressiva come quella che vive la nostra  Regione,
  che  tutto  debba  rimanere immobilizzato e che tutte  le  attività
  debbano  contestualmente rimanere chiuse. Per fare questo  oggi  si
  riunisce  il  Comitato  tecnico-scientifico,  rappresenteremo   nel
  prossimo  incontro Stato-Regioni anche la posizione  della  Regione
  siciliana. Valuteremo ma questa so, almeno così si è appreso  anche
  dalla stampa, la decisione del Governo nazionale, avviare di comune
  accordo  con  le  categorie produttive e con le forze  sociali,  un
  percorso di riapertura. Da noi questa è la posizione della Regione,
  sarà  sostenuta  da  alcune regole di distanziamento  che  vorremmo
  mettere a disposizione del tavolo nazionale. Presidente, io per ora
  non ho altro da aggiungere, ovviamente sono qui per rispondere.

   PRESIDENTE.  Grazie Assessore, facciamo parlare anche  l'Assessore
  Armao.
   Assessore  Razza,  l'unica cosa di cui la devo  pregare,  soltanto
  un'attenzione,  perché io ho ricevuto oggi una  telefonata  da  una
  libreria importante di Palermo che ha riaperto ma ovviamente in due
  giorni  non è entrata nemmeno una persona, perché se non si allenta
  la  rigidità  nei  confronti dei cittadini che non possono  uscire,
  riaprire   un  negozio  e  poi  non  ci  si  può  andare,   diventa
  perfettamente  inutile. Dicevo, oggi ho ricevuto una  telefonata  -
  anche  divertente - da parte di un libraio palermitano  che  mi  ha
  detto:   ma perché mi avete fatto riaprire'. Gli ho detto:  guarda,
  sinceramente non te lo so dire, ne parlerò con l'Assessore'  perché
  la  gente  non  può  uscire; siccome il  libro  non  è  considerata
  assoluta  necessità,  appena uno esce lo fermano  e  gli  fanno  la
  multa.
   Di  fatto io racconto quello che mi è successo stamattina in  modo
  che possa essere come informazione utile all'Assessore Razza.
   Ha facoltà di parlare l'assessore per l'economia, dott. Armao.

   ARMAO,  assessore per l'economia. Signor Presidente,  io,  come  è
  solito  fare parte della presenza del mio Assessorato in Assemblea,
  ho  predisposto una relazione che depositerò agli atti e  quindi  a
  questa  mi  rifaccio,  sarà  poi  ovviamente  distribuita  per  più
  approfonditi riferimenti.
   Due  questioni  credo  che  siano in questo  momento  di  assoluta
  preminenza anche rispetto ai documenti contabili che vi sono  stati
  inoltrati  e  che esamineremo nei prossimi giorni nelle Commissioni
  di merito ed in Commissione Bilancio.
   Una  prima  questione  concerne il  concetto  del  contributo  del
  risanamento  della finanza pubblica, perché è talmente  controverso
  in  questo  momento  e perché noi riteniamo di  far  riferimento  a
  questa entità, a questo istituto che grava in modo così consistente
  sul  Bilancio  regionale.  Noi  sostanzialmente  nel  2018  abbiamo
  concluso un accordo con lo Stato che ha consentito una riduzione di
  300  milioni  di euro annui che per tre anni fanno 900  milioni  di
  euro  di  riduzione, appunto, dell'onere annuale del contributo  al
  risanamento  della finanza pubblica, a cui poi  si  è  aggiunto  in
  quell'accordo - come ricorderete - anche l'intesa per terminare  il
  contributo  al cosiddetto  split payment' che sembrava essere  sine
  die  al  30 di giugno del 2020, quindi dimezzando l'onere  dei  274
  milioni a carico della finanza regionale, e poi 540 milioni di euro
  per  investimenti per province e per città metropolitane, così come
  fu previsto.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   ARMAO,  assessore per l'economia.  Quindi un accordo  che  era  un
  accordo  limitato al 2018 e ai due anni successivi e che  però  non
  aveva la valenza di un accordo generale di finanza pubblica.
   Possiamo  cambiare  microfono? Proviamo con questo  microfono?  Va
  meglio? Va meglio così adesso?
   Allora,  dicevo  con  il contributo al risanamento  della  finanza
  pubblica  ridotto a un miliardo si pongono due problemi, oggi,  uno
  che  si  poneva  anche  prima  di  questa  vicenda  drammatica  del
  Coronavirus,  ossia la sostenibilità del contributo al  risanamento
  della  finanza  pubblica che è un problema non  politico  ma  è  un
  problema di tipo costituzionale finanziario.
   Il  quarto  comma dell'articolo 119 della Costituzione prevede  la
  copertura  delle funzioni e delle prestazioni che lo  Stato  affida
  alle Regione e alle autonomie locali, conseguentemente questo è  un
  livello   e   abbiamo  riferimento  adesso  anche   alla   sentenza
  recentissima, la numero 62 che vi darà poi più avanti,  che  non  è
  comprimibile da nessun elemento neanche dalla legge, neanche da  un
  accordo  Stato-Regione, ossia tradotto in termini  sostanziali,  il
  contributo  al risanamento della finanza pubblica è dovuto  sino  a
  quando non incide sui livelli delle prestazioni e l'esercizio delle
  funzioni: trasporto pubblico locale, assistenza ai disabili gravi e
  gravissimi,  interventi  Lea  che sono  addirittura  incomprimibili
  neanche sotto il profilo finanziario:
   Quindi,  vedete,  a  mio  avviso, noi su questa  vicenda  dobbiamo
  intervenire  in  modo politicamente appropriato, costituzionalmente
  corretto  ma  mettendo  mani  sul tema cruciale  dei  rapporti  tra
  finanza  regionale e finanza nazionale, quindi,  il  contributo  al
  risanamento   della   finanza  pubblica   indipendentemente   dalla
  drammatica  crisi che stiamo vivendo ha effetti che vanno  valutati
  avuto  riguardo  alla  comprimibilità  delle  prestazioni  e  delle
  funzioni.
   Apro  una parentesi, arriva la drammatica vicenda del Coronavirus,
  vi  do  qualche dato semplice che mi è appena stato fornito  questa
  mattina  anche  dagli Uffici: primo, questo l'avevate  già  sentito
  però, noi abbiamo aperto questa drammatica vicenda della crisi  del
  Coronavirus con un meno tredici punti rispetto al 2008,  cioè,  tra
  il 2012, periodo in cui sostanzialmente finisce la crisi, tredici e
  diciotto  si erano recuperati neanche due punti e mezzo rispetto  a
  quelli  perduti  avuto riguardo al 2008, quindi,  ci  trovavamo  un
  fardello  di  meno  tredici sul 2008, oggi se  le  previsioni  sono
  quelle di un meno dieci, meno undici dello Stato e, quindi, un meno
  dodici della Regione cominceremo, quando finirà questa crisi  visto
  che stiamo parlando di fase 2, con un meno venticinque rispetto  al
  2008, cioè un quarto del prodotto interno lordo; questa mattina, mi
  ha   appena   riferito  l'Ufficio  Statistica   che   io   apprezzo
  personalmente che mi piace esprimere come apprezzamento generale in
  questa   Aula   per   il   lavoro  che  fa,  l'Ufficio   Statistica
  dell'Assessorato  all'Economia  ci  dice  che  sono  circa  quattro
  miliardi  di fatturato persi in questi giorni in Sicilia,  ad  oggi
  abbiamo perduto quattro miliardi di fatturato sui centouno miliardi
  fatturato in Sicilia e, quindi, comprendete come in questi due mesi
  stiamo  creando i presupposti per un effetto veramente  pesante  su
  quest'anno, quindi, dobbiamo predisporre tutte le misure essenziali
  per  dare  immediata liquidità, Banca d'Italia ce l'ha detto  ieri,
  almeno  50 miliardi di euro per le imprese subito perché altrimenti
  gli   effetti   della  crisi  saranno  tombali  su  molti   settori
  dell'economia, cosa che non ci possiamo permettere
   A  questo  punto  il  contributo  al  risanamento  della  finanzia
  pubblica,  sempre  dovuto e sempre ritenuto essenziale  nei  limiti
  della  sostenibilità ha un elemento nuovo, che  è  quello  che  nel
  frattempo Bruxelles ha esonerato il nostro Governo dal rispetto per
  quest'anno  dei  limiti  che provengono da Maastricht  poi  passano
  attraverso il six pack, poi passano attraverso il fiscal compact  e
  arrivano  ai two pack cosiddetti, all'ultimo trattato che  è  stato
  recepito e che determinano alcuni parametri che voi ben conoscete.
   Bene,  se lo Stato non è tenuto a rispettare questo limite  perché
  deve  raccogliere  circa  dieci miliardi dalle  Regioni,  comuni  e
  province  quando egli stesso non è tenuto a rispettare i  parametri
  sanciti  a livello europeoE quindi questo è un problema, su  questo
  nella  relazione trovate alcuni riferimenti. Vado alla conclusione.
  La  sentenza  62 della Corte Costituzionale si collega  intimamente
  rispetto  a  questo  dato, perché cosa ci dice?  Su  tre  questioni
  respinge  due motivi di ricorso dello Stato e ne accoglie  uno  sul
  piano  formale, ma sostanzialmente dà ragione alla Sicilia. Perché?
  Perché rispetto - l'onorevole Cracolici ricorderà certamente quella
  stagione perché era parlamentare - nel 2006 c'era il Governo Prodi,
  Ministro  per i rapporti con il Parlamento, l'onorevole Finocchiaro
  che   tutti   noi   conosciamo,   si   pose   il   problema   della
  compartecipazione  della  Regione alla spesa  sanitaria.  Come  voi
  sapete  siamo  l'unica Regione che non gestisce in  toto  la  spesa
  sanitaria  partecipando al Fondo sanitario regionale,  che  non  ha
  proprio  integrale  carico  il  Fondo  sanitario  regionale  e  che
  partecipa  con una quota. Fino al 2006 era del 42%, oggi è  ancora,
  come  allora dal 2006, diventata il 49,11%. Cosa si pose  al  tempo
  come  problema tra il Governo Prodi ed il Governo Cuffaro? Al tempo
  c'erano  questi due governi che interloquivano. Noi Regione saliamo
  fino  al  49,11% ma tu Stato mi retrocedi una quota  delle  accise.
  Perché questo? Perché le accise, per Statuto, non sono di spettanza
  della  Sicilia, perché i nostri Padri dello Statuto tutto pensavano
  non  che in Sicilia si trovasse il petrolio o che si raffinasse con
  una incidenza talmente rilevante tanto oggi la nostra quota è quasi
  del  50% del prodotto raffinato in Sicilia di quello nazionale, che
  produce  circa 9 miliardi di euro di accise, quindi stiamo parlando
  di  cifre  assai  consistenti  che  confluiscono  quasi  tutte  nel
  bilancio  dello  Stato,  a  noi  resta  pochissimo  e  sono   tutte
  royalties. A quel punto cosa è successo? Che noi abbiamo  posto  il
  problema  -  e vado alla conclusione - che questi 600  milioni  dal
  2006  in poi nessuno li ha mai dati alla Sicilia, che lo Stato  non
  li  metteva  a bilancio, e vi racconto di più, che noi  andavamo  a
  Roma  alle  riunioni fino a qualche mese fa e ci  dicevano   Questa
  norma?  Questa norma è desueta, è inapplicabile, questi 600 milioni
  non sono più in alcun modo utilizzabili .
   Quindi  questa  previsione  del 2006 è rimasta  così  appesa,  mai
  abrogata ma mai applicata. A questo punto cosa abbiamo fatto?  Devo
  dire  con  un  confronto leale con le opposizioni - io ricordo  del
  contributo  dell'onorevole Tancredi, con l'onorevole Sunseri  e  ne
  discutemmo   a  lungo  in  Commissione  Bilancio,  ma   anche   con
  l'onorevole Sammartino - si pose il problema di fare una forzatura,
  cioè  visto  l'esito  delle precedenti sentenze  che  erano  andate
  negativamente  perché la Regione aveva impugnato il bilancio  dello
  Stato   ma la Corte Costituzionale aveva detto  visto che lo  Stato
  ha ritenuto di non appostare queste somme, le hai perse  le abbiamo
  apostate  noi  ovviamente  per  non  spenderle,  ho  precisato   il
  Conferenza  di  Capigruppo che è destituita di ogni  fondamento  la
  notizia che questa sentenza provocherebbe un buco da 400 milioni in
  bilancio, non provoca nulla perché la somma era stata appositamente
  sterilizzata perché trattavasi di provocazione istituzionale.  Cioè
  dicevamo:   questi  600 milioni ce li devi    Cosa  dice  la  Corte
  costituzionale? I 600 milioni che avevate appostato come  copertura
  all'eventuale  debito, e come tale essendo stata  sterilizzata  non
  coprirà il debito ma noi le rate continueremo a pagarle, quindi non
  c'è  effetto  finanziario, non è dovuta, ma - e questa  è  la  cosa
  importante - la legge del 2006 va osservata e rispettata.  Stato  e
  Regione si devono sedere e deve finire questa, lo dice testualmente
  la  sentenza, inazione da parte dello Stato nel non concludere  gli
  accordi finanziari.
   Quindi,  a questo punto è un elemento che non è ripeto ascrivibile
  a  questa  o a quelle forza politica, credo sia interesse di  tutti
  noi  che  rappresentiamo  questa Sicilia pretendere  che  anche  la
  Sicilia  abbia  un accordo finanziario pieno, che contempli  questa
  volta  anche  questi seicento milioni. Sapete tutti farvi  conto  e
  comprendete  bene  che seicento milioni per circa quattordici  anni
  fanno quasi otto miliardi, otto miliardi che sono venute meno  alle
  casse  della Sicilia, nonostante una legge dello Stato  continui  a
  dire che sono dovuti seicento milioni di euro l'anno, quindi questi
  sono i riferimenti.
   Un'ultima  considerazione  riguarda  l'Unione  Europea.  Come  voi
  sapete,  sono  in  questo  momento all'esame  alcune  misure  molto
  importanti  sulla  liberalizzazione  dell'utilizzo  delle   risorse
  europee, è evidente che cominciando l'esame della finanziaria potrà
  accadere  che  se ci sono delle novità di tipo legislativo,  se  il
  Parlamento europeo approverà le proposte della Commissione europea,
  potremo  intervenire sul tema delle risorse finanziarie disponibili
  sia   dal   disegno   di  legge  di  stabilità  che   dalle   norme
  immediatamente  a  seguire  che la Giunta  potrà  esaminare  domani
  pomeriggio.

   PRESIDENTE. Grazie, assessore Armao.
   Abbiamo  iscritti  a  parlare una serie di colleghi  che  si  sono
  prenotati, la prima è l'onorevole Schillaci, si prepari l'onorevole
  Di Pasquale; vi prego di contenere i tempi nel limite del possibile
  nei tre minuti, e per i Capi gruppo va bene cinque minuti.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  assessori,  io
  ringrazio il Governo e apprezzo gli interventi sul fronte sanitario
  di  questo  Governo  e  dell'assessore, anche in  riferimento  alle
  residenze per anziani.
   Tuttavia, però, assessore mi corre l'obbligo di evidenziare che le
  residenze  per anziani costituiscono ancora oggi, anche al  livello
  nazionale, una grande preoccupazione; stiamo parlando in Sicilia di
  1.600  residenze  per anziani, di cui 200 solo nella  provincia  di
  Palermo.  E'  vero  che  lei già ha posto del  interventi  come  la
  riduzione, se non la chiusura degli accessi dei familiari a  queste
  residenze;  tuttavia non possiamo disconoscere il fatto che  queste
  residenze  non hanno, come anche in altre parti d'Italia, adempiuto
  a  quelli  che sono i protocolli di tipo sanitario. Siamo dinnanzi,
  ancora  oggi, a residenze che non hanno i dispositivi di sicurezza,
  e  soprattutto  la  cronaca delle ultime ore  sulla  residenza  per
  anziani   lager,  notizia  di  oggi  di  stamattina  ci   preoccupa
  tantissimo.
   Capisco che sono case private, però da un punto di vista sanitario
  la   regione   comunque  ha  un  competenza  di  controllo   e   di
  monitoraggio,  quindi io ho depositato proprio ora  un  ordine  del
  giorno dove chiediamo un impegno particolare, di monitoraggio e  di
  controllo  su  tutte  le  residenze per anziani,  ma  anche  per  i
  disabili,  perché ce ne sono anche per i disabili e ci  preoccupano
  molto,  abbiamo già dei contagi che ci preoccupano come  l'oasi  di
  Troina,  e  come  anche una residenza a Messina, e la  villa  delle
  Palme  di  Villafrati, nella provincia di Palermo,  ci  dicono  che
  ancora  nel  Siracusano ci sono risultati positivi al  virus  dieci
  ospiti   e  tre  operatori  sanitari,  quindi  occorre  intervenire
  immediatamente.
   Sul  fronte  economico,  invece,  chiedo  all'assessore  Armao  di
  intervenire  in  maniera puntuale sull'erogazione delle  somme  che
  saranno dovute alle categorie fragili.
   Mi riferisco ai tanti operatori della formazione, per esempio, che
  oggi  sono  a  casa  senza uno stipendio e  senza  un  reddito;  mi
  riferisco  agli  operatori delle IPAB che si trovano  nella  stessa
  situazione.
   Ma  la  cosa  che  mi  preoccupa di più  è  la  metodologia  delle
  erogazioni  perché già, mi sembra di capire, che si sono instaurati
  dei  meccanismi  molto  farraginosi  e,  mentre  in  altre  regioni
  d'Italia,  le  casse  in deroga sono già arrivate  qua  in  Sicilia
  ancora  abbiamo  grandi  difficoltà  e  ciò  che  si  prospetta  mi
  preoccupa molto.
   Quindi,  la  prego di intervenire e di sburocratizzare al  massimo
  gli interventi.

   PRESIDENTE. Colleghi, vi prego, durante gli interventi che vengono
  fatti,  di avere l'accortezza di non fermarvi a conversare sia  con
  gli  assessore  che fra di voi perché si riduce la  possibilità  di
  ascolto  e, dato che in molti chiedono più tempo per poter parlare,
  è anche giusto che anche gli altri ascoltino.
   Onorevole Sammartino, questa è una preghiera che rivolgo  anche  a
  lei.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signor
  assessore  Razza, signor assessore Armao, io inizio subito  facendo
  una riflessione sull'intervento fatto dall'assessore Armao.
   Davvero abbiamo parlato  del sesso degli angeli .
   Vede assessore, degli aiuti che devono arrivare dall'Europa, dallo
  Stato, dalle battaglie che la Destra, la Sinistra, il Centrodestra,
  il  Centrosinistra  ha perso negli anni - perché  su  questo  tutti
  siamo  responsabili,  rispetto allo Statuto ed  alle  cose  che  ci
  toccano  -  mi creda oggi, in questo momento di emergenza significa
  veramente parlare del nulla.
   Abbiamo bisogno di cose concrete, voi cose concrete ne fate  poco,
  fate  tanti slogan così come è stato per i famosi 100 milioni  che,
  ancora - tranne piccole percentuali - ancora i comuni aspettano  ed
  i tanti poveri che aspettavano questi soldi hanno visto passare una
  Pasqua senza queste risorse.
   Ma,  al  di  là degli slogan che fate - compreso il suo bellissimo
  nell'ultimo suo intervento - a noi servono fatti concreti.
   Noi siamo costretti ad intervenire sulla finanziaria regionale gli
  ultimi  giorni di aprile perché siete stati incapaci di  presentare
  una  finanziaria  per tempo perché, invece, di  fare  chiacchere  e
  chiamarci sulle battaglie di fondo che dobbiamo fare sullo  Statuto
  siciliano,  voi  dovevate preparare una finanziaria  sulle  risorse
  certe  che  abbiamo noi come regione siciliana - poche  quelle  che
  sono ma dovevate portarle immediatamente per dare un respiro e fare
  un  intervento  immediato in quella che era la  lotta,  intanto  al
  Coronavirus, oltre a quelle cose essenziali che dovevamo inserire.
   Questo  dovevate fare, no filosofeggiare, così come ha  fatto  lei
  nel suo intervento. A noi servono cose concrete.
   Avete  preparato - ma ne parleremo in finanziaria - uno  strumento
  dove di cose concrete, certe, immediate ce ne sono molto poche.  Le
  cose  che sono addivenire, Europa, Stati, Fondo europeo e così via,
  di questo discuteremo.
   Anche Trump ha detto  noi aiuteremo l'Italia .
   Noi  dobbiamo  parlare  di quello che abbiamo  e,  di  quello  che
  abbiamo, come vogliamo spenderlo ed utilizzarlo.
   Io  mi  sarei spettato oggi una riunione molto più incontro, molto
  più  utile, dove dovevamo toccare specialmente quelli che  erano  i
  primi  aspetti  che sono quelli della fase 2 che questa  Regione  è
  chiamata  ad  affrontare perché noi non siamo la  Lombardia  ed  il
  Veneto e noi dobbiamo iniziare a parlarne concretamente.
   L'intervento  dell'Assessore Razza davvero mi ha fatto  tenerezza,
  tenerezza mi ha fatto, assessore. Noi abbiamo alle spalle il  picco
  epidemico  grazie alle nostre restrizioni, voi avete  rappresentato
  fallimenti,  le  restrizioni sono quelle là del Governo  nazionale,
  che  forse  è arrivato tardi per le Regioni del nord,  ma  non  per
  fortuna  per quelle del sud; voi avete fatto poco e male,  compreso
  la  gestione di chi veniva da fuori che andava sicuramente  gestita
  in maniera diversa con le quarantene.
   Anche   lì   avete  dimostrato  un  fallimento  totale,   dobbiamo
  ringraziare  il  signore  nostro  Dio,  che  qui  non   c'è   stata
  un'ecatombe,  una strage e lei è stato il principale  artefice  del
  fallimento della macchina sanitaria regionale che non è riuscito  a
  mettere  in  condizione  i  siciliani,  i  medici  siciliani,   gli
  operatori del sistema sanitario di avere dispositivi di sicurezza.
   Oggi  ascoltavo  alla radio un intervento del  leader  della  lega
  Salvini,  mentre  venivo in macchina, ho ascoltato  anche  lui  che
  faceva  riferimento  alle  regioni del nord  che  sono  riuscite  a
  reperire  ventilatori  e strumenti di sicurezza  in  assenza  dello
  Stato, perché giustamente, doveva attaccare lo Stato; voi non siete
  riusciti a fare neanche questo, avete fatto parlare l'Italia  sulla
  mala sanità siciliana
   Lei  è il primo responsabile, farebbe bene a mettersi da parte Lei
  per primo, se avesse un minimo di coscienza politica, e iniziare  a
  pensare a quella che la fase 2 che deve essere - e concludo  subito
  -  una  fase  di  riapertura e di organizzazione sul sistema  delle
  protezioni.
   Secondo  me in Sicilia va costruito subito in sistema che  produca
  subito  almeno  un milione, un milione e mezzo di mascherine  nella
  nostra  isola, perché vanno dati questi strumenti al fine di  poter
  riaprire le attività artigianali e commerciali ed edili.

   CATANZARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATANZARO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  momento
  impone  una grande riflessione rispetto al mio intervento personale
  che voglio apportare.
   E'  chiaro che c'è una situazione catastrofica rispetto  a  quello
  che stiamo vivendo come XXI secolo.
   E'  pur  vero  che  in  queste giornate non  voglio  assolutamente
  esprimere col mio intervento faziosità o dare delle dritte ma  dare
  soltanto  il  mio  contributo rispetto a quello che  sta  avvenendo
  perché  superata la fase di picco dal punto di vista sanitario  ora
  ci  dobbiamo accingere alla seconda fase e alla terza fase che sono
  quelle  importanti per la ripresa della nostra Regione e del nostro
  Stato.
   E'  chiaro  che  prima  di tutto mi vorrei  soffermare  facendo  i
  complimenti  ai siciliani che in queste settimane hanno  rispettato
  le  prescrizioni  e  grazie  a  loro  non  c'è  stato  un  contagio
  importante e hanno permesso di salvaguardare la salute di tutti.
   In  questo  contesto  mi sento di dire che il Governo  continua  a
  tentennare,  a  non  dare delle soluzioni  chiare,  ad  esempio  mi
  riferisco   all'intervento  ascoltato  dell'assessore   Razza   sul
  monitoraggio dei contagi attraverso i tamponi.
   Siamo in nettissimo ritardo, sulla mappatura dei tamponi, un altro
  esempio che mi viene molto semplice fare, assessore Razza, riguarda
  l'incertezza  della  distribuzione  dei  posti  Covid  nella   rete
  ospedaliera regionale con un mero problema di commistione.
   Io  provengo da una provincia di Agrigento dove ci sono  i  medici
  che  stanno  lanciando tutti un grido d'allarme, dove ci  sono  gli
  ospedali individuati come Covid, Agrigento e Sciacca, e questo è un
  mero  problema  perché a livello nazionale, a livello  ministeriale
  viene  vietata la commistione degli ospedali misti perché  tutto  è
  partito da là, il focolaio è partito da là. La Lombardia lo dice.
   E noi che cosa facciamo? Bene, siamo fortunati perché, ovviamente,
  il picco non è arrivato però attenzione, attenzione perché questo è
  un vero problema.
   Io,  assessore,  l'ho  detto  già nelle  passate  settimane  e  lo
  continuo  a ripetere anche perché in una provincia come  quella  di
  Agrigento  manca un reparto di malattie infettive e un  reparto  di
  pneumologia.
   Sono queste le cose che dobbiamo fare non individuare gli ospedali
  Covid Sciacca ed Agrigento.
   L'emergenza Covid non può essere ormai gestita come una  emergenza
  soltanto  sanitaria,  però poco fa l'assessore  Armao  diceva  che,
  ovviamente, ci accingiamo alla fase del bilancio.
   Bene  Assessore. Oggi io le posso appunto dire che molte  sono  le
  cose  che  mi giungono, per esempio come notizie, noi abbiamo  cose
  ferme  al palo ancora prima dell'inizio della pandemia, del  Covid,
  procedure  dentro gli assessorati bloccate, non si  sa  quello  che
  avviene.  Gare  di appalto, di servizi e beni che vengono  bloccate
  con  aziende già aggiudicatarie che in pratica non sanno se  quelle
  risorse  sono  destinate  a  loro o  sono  destinate  all'emergenza
  sanitaria.
   E' questo è un vero problema.
   Abbiamo   settori  come  l'agricoltura  e  come  la  pesca,   come
  lavoratori  stagionali  del turismo. Abbiamo  questi  problemi.  E'
  inutile  che  ci venite a raccontare poi che ci sono già  le  somme
  pronte  per  intervenire sui lavoratori della pesca  perché  quelle
  sono  le cose che sta facendo il  cura Italia . Noi ancora qua  non
  siamo intervenuti.
   Noi  abbiamo i marittimi, abbiamo gli agricoltori che non  si  sa,
  buttano,  fino all'altro ieri ci sono stati servizi in  televisione
  di problemi sull'uva Italia, su qualsiasi settore.
   Quindi,  io mi accingo a chiudere e dico una cosa molto importante
  se  siamo stati fortunati a superare questa emergenza sanitaria, io
  spero  che  il Governo regionale, prima che avvenga una catastrofe,
  sia  nelle condizioni di potere affrontare l'emergenza economica  e
  sociale  perchè  altrimenti sono soltanto slogan e sono  slogan  di
  bassa politica.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Zafarana, Arancio e Di Paola.
   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazione
  dell'assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
                      all'emergenza  Coronavirus

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori, come
  è evidente, anche dagli interventi che hanno fatto i miei colleghi,
  non  siamo  per  niente  soddisfatti dalle dichiarazioni  rese  dal
  Governo nella seduta odierna.
   Vorrei essere ancor più chiaro perché questo certamente non  è  il
  momento  dell'uomo solo al comando. Vale non soltanto per  l'azione
  del  Presidente  della  Regione ma anche per quanto  riferito  oggi
  dall'assessore alla salute, dall'assessore all'economia in Aula.
   Noi  riteniamo  che  questo sia il momento  della  partecipazione,
  delle scelte condivise oggi più che mai con il Parlamento.
   E  proprio  in  questa fase che dovrebbe essere  quella  cruciale,
  invece,  ahimé  dobbiamo  segnalare una netta  scollatura  fra  gli
  appelli  delle  opposizioni  e quella  che  è  stata  l'azione  del
  Governo.
   Vale  per i temi della salute, per i ritardi continui che ci  sono
  nei  tamponi. Ogni giorno sul giornale arrivano ritardi che non  si
  sa  più  se  sono di tre settimane, di due settimane e mezzo.  Oggi
  abbiamo  visto  sul giornale Nicosia, ieri Bronte, quindi  c'è  una
  situazione complessiva che non ci soddisfa per nulla.
   Ma  vale  anche in considerazione della trattativa con lo Stato  e
  della impostazione della finanziaria.
   Siamo  in  condizioni di parlare, finalmente, della ripartenza  ma
  non  traspare per niente, non soltanto negli atti parlamentari,  ma
  anche nelle dichiarazioni del Governo su come dovrebbe ripartire la
  Sicilia. Certamente, a nostro giudizio, uno dei settori più colpiti
  è  quello  del  turismo  ed è un settore  che  negli  ultimi  anni,
  Assessore  Armao, ha dato tantissimo alla Sicilia. È il settore  in
  cui si erano concentrate maggiormente le possibilità di sviluppo di
  una  parte  importante  del  Prodotto interno  lordo  siciliano  e,
  allora,  è  a  quel settore, a nostro giudizio, che  dobbiamo  dare
  maggiore  respiro. Maggiore respiro non duplicando,  come  sentiamo
  dire,  le  misure che già sta prevedendo il Governo  nazionale  ma,
  semmai,  dando  capitale  circolante  e  credito  di  esercizio  in
  aggiunta   a   quelle  misure  coprendo,  magari,   gli   interessi
  sull'accesso al credito già previsto dai provvedimenti del  Governo
  nazionale.  E  per una visione del turismo vera che  a  partire  da
  quest'estate  dia la sensazione che la Sicilia non  si  è  fermata,
  pensare  -  lo  abbiamo  detto più volte, l'onorevole  Cracolici  è
  intervenuto prima e meglio di me sul punto - pensare ad esempio  di
  riaprire musei prevedendo l'apertura dei musei gratis per  tutti  i
  turisti,  una  grande  operazione  sulla  cultura  che  dia  l'idea
  concreta e reale che la Sicilia riparte e la Sicilia è fruibile per
  tutti  e a tutti. Il sostegno vero alle strutture cinematografiche,
  ai  cinema che sono quelli che stanno pagando di più la crisi,  con
  un  sostegno vero e reale. E poi, agli operatori del settore,  alle
  guide  turistiche,  ai tour operator che verranno  sacrificati  non
  solo questi mesi ma buona parte della stagione.
   Occorre  un disegno. Questo disegno, francamente, non lo  vediamo.
  Allora  il  nostro  auspicio  è  che  nel  rapporto  con  le  forze
  parlamentari si definisca una serie di misure che diano il  segnale
  concreto  della  ripresa partendo da quelle zone di intervento  che
  nel   corso  degli  anni  hanno  dato  più  successo  e  più  forza
  all'economia siciliana, turismo e, quindi, agricoltura. Insieme con
  l'onorevole  Catanzaro, in questa settimana, abbiamo fatto  appello
  affinché  ripartano anche quelle attività che non sono soltanto  le
  imprese  agricole  che  hanno  un grosso  fatturato,  ma  anche  le
  attività  di organizzazione familiare, la coltivazione dei  poderi.
  È,  assessore  Armao, un'iniziativa indispensabile questa,  bisogna
  dare  subito concretezza a questo problema. Le attività di raccolta
  dei  frutti che, già dalle prossime settimane, devono vedere pronta
  soluzione  non  sono  quelle  del  grosso  raccolto  delle  imprese
  agricole, ma anche di quelle piccole e semplici a cui va  data  una
  risposta   concreta.  Quindi,  sono  queste   le   iniziative   che
  auspichiamo  e  soprattutto auspichiamo, anche  nel  rapporto,  col
  Governo nazionale, che ci siano le misure condivise. Come ho  detto
  all'inizio,  non  è più la stagione dell'uomo solo  al  comando  e,
  quindi,  siamo felici oggi di aver sentito questa calendarizzazione
  da  parte  del Presidente Miccichè perché crediamo che un dibattito
  approfondito e autorevole possa dare la spinta giusta alla Sicilia.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.  Poi  seguono  gli onorevoli Palmeri,  Pasqua,  Cracolici,
  Tamajo, De Domenico, Aricò, Gucciardi e Lupo.

   LO   GIUDICE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   signori
  assessori,  io  vorrei  iniziare questo mio  intervento  perché  ho
  ascoltato  anche  le  parole  dell'assessore  Razza  in  merito  ai
  controlli.  Mi  consenta,  assessore,  una  riflessione.  E  voglio
  iniziare  questo mio intervento con una frase tipicamente siciliana
  che  è  quello  che  è  accaduto un po' nella nostra  terra:   dopo
  vinnigna bastianu  mpala'. Perché quello che è successo in Sicilia,
  purtroppo è stato questo. Ovvero, dopo che ci siamo accorti  che  è
  rientrato  tutto il mondo, abbiamo attivato una fase di  controllo.
  Assessore,  questa  mia riflessione non è solo  mia,  è  la  stessa
  riflessione che ha fatto il Presidente Musumeci. Perché più  e  più
  volte  -  e  ha fatto bene il Presidente Musumeci -  ha evidenziato
  come  non  ci  fossero controlli negli aeroporti così come  non  ci
  fossero  controlli nello stretto di Messina, ma il mio  Presidente,
  il  Presidente  Musumeci doveva essere lì anche  in  prima  persona
  qualora  ci  fosse bisogno, a far sì che tutto ciò  non  accadesse,
  perché  in Sicilia sono entrate migliaia e migliaia di persone,  in
  barba  a  qualunque tipologia di controllo. E, ripeto, non  lo  sto
  dicendo  io, lo ha affermato, più e più volte, lo stesso Presidente
  Musumeci  e  noi,  purtroppo,  questo non  lo  dovevamo  permettere
  assolutamente perché il rischio che abbiamo corso, e che  ha  corso
  la  Sicilia,  è stato un rischio altissimo. Siamo stati  fortunati,
  probabilmente, siamo stati baciati dal buon Dio che ha  limitato  e
  contenuto  fortemente il contagio nella nostra  isola,  rispetto  a
  quello che abbiamo visto altrove.
   Però,  è  chiaro che una riflessione in tal senso va fatta,  ed  è
  chiaro  che  noi  oggi non possiamo offendere l'intelligenza  delle
  persone dicendo che tutto è andato bene, perché così non è stato.
   Io,  durante  questo  mese e mezzo di fase  emergenziale,  non  ho
  voluto,  non ho fatto alcun tipo di affermazione, anzi sono rimasto
  in  religioso silenzio proprio per rispettare quella  che  era  una
  fase  emergenziale  e proprio per permettere al  Governo  di  poter
  lavorare in maniera serena, com'era giusto che fosse, in un momento
  assai,  assai  delicato. Però, anche qui, qualche  riflessione,  in
  questo momento che stiamo, mi auguro, per iniziare quella che è  la
  cosiddetta  fase  2, qualche riflessione va fatta. E,  sicuramente,
  non  voglio fare riferimento ai presìdi sanitari mancanti che  sono
  stati notevoli, non voglio fare riferimento ai presìdi sanitari per
  le  popolazioni.  Ai  sindaci sono arrivati, nel  mio  comune  sono
  arrivate duecento mascherine dalla Protezione civile nazionale  che
  sono  quelle  che  lo stesso Presidente Musumeci ha  mostrato  come
  panni per pulire le scrivanie. Ma se non fosse stato per un'azienda
  locale che avesse messo a disposizione stoffe e manifattura, io non
  avrei potuto dare neanche una mascherina alla mia comunità  E  così
  come  me, lo stesso tutti gli altri sindaci della Sicilia. E questo
  è  grave, perché a tutt'oggi non esistono mascherine che sono state
  consegnate  ai  comuni.  Questa è una  riflessione  che  va  fatta,
  perché, mi dispiace doverlo dire, ma siamo a un mese e mezzo  dalla
  fase emergenziale e ancora di mascherine non se ne vedono.
   Per  non parlare delle condizioni in cui sono costretti a lavorare
  i  sanitari,  che lei conosce benissimo. Io non dubito  del  grande
  impegno  da  parte del Governo, però nel concreto  dobbiamo  essere
  onesti e dire le cose come stanno, perché, di fatto, di queste cose
  non se ne sono viste.
   E  parliamo  anche degli aiuti che sono stati dati  ai  comuni:  i
  cento milioni. Quando ho letto la notizia dei cento milioni mi si è
  aperto il cuore. Ho detto:  Finalmente potremo fare qualcosa  .
   Mi  sono  ritrovato, il giorno dopo, con la gente  dietro  non  la
  porta del Comune - perché al Comune non ci viene perché il Comune è
  chiuso  -  con  le  gente dietro la porta a casa che  mi  chiedeva:
   Sindaco  tu  i  soldi ce li hai e me li devi  dare  .  Io  non  ho
  niente  Dei quattrocento comuni che sono presenti in Sicilia,  pare
  che  soltanto centoventi abbiano sottoscritto il patto di adesione,
  perché ci sono una serie di difficoltà che, oggettivamente, mettono
  anche i comuni nella impossibilità di erogare queste somme.
   Le  faccio un esempio molto pratico: il Codice CUP, il codice CIP.
  Io  chiamo  da  tre giorni al Dipartimento famiglia.  Non  risponde
  nessuno   In un momento di emergenza, non c'è nessuno che  mi  dice
  che  cos'è questo benedetto codice CIP  Io devo partire con i buoni
  spesa,  con la rendicontazione, mi chiedono il timbro. Mi  chiedono
  tutta  una serie di cose che io sono disponibile a fare, però  allo
  stesso  tempo è chiaro che non può essere questa la metodologia  di
  una risposta concreta, rapida e veloce.
   Le  partite  Iva  sono al collasso, e voi lo sapete  bene  che  la
  situazione  è  questa. E anche qui dobbiamo  dare  risposte.  E  le
  risposte  non  possono essere rappresentate  da  prestiti  che  non
  arrivano, perché dei prestiti le partite Iva indebitate non  se  ne
  faranno nulla.
   Concludo,   vorrei   dire  tante  altre  cose,  facendo   l'ultimo
  ragionamento perché tra poco a collassare saranno anche  i  comuni,
  perché  la  situazione  è talmente drammatica  che,  non  solo  non
  pagheremo gli stipendi, non riusciremo neanche a pagare i fornitori
  e le prime pendenze non arrivano proprio dalla Regione perché per i
  lavori  pubblici  che noi stiamo eseguendo, e per i  quali  abbiamo
  fatto  delle anticipazioni di cassa, non arrivano le risorse  dalla
  Regione.   Si   aspetta  che  i  vari  dipartimenti   facciano   il
  riaccertamento dei residui da mesi per avere, poi, la  delibera  di
  Giunta che consenta di sbloccare i pagamenti.
   Io  ho dei lavori pubblici che sono andati avanti. L'Assessore  mi
  scrive e mi dice:  Paga i SAL, anche se non sono completi . Ma  con
  quali  soldi li devo pagare io questi SAL? Come devo mandare avanti
  le  imprese che hanno fatto sacrifici e che hanno portato avanti  i
  lavori?  Dove  devo prendere i soldi per pagare gli stipendi?  Cosa
  devo fare? Io avanzo dalla Regione quasi seicentomila euro  La  mia
  anticipazione  di tesoreria arriva a due milioni  Faccio  l'esempio
  del mio comune, ma è l'esempio di tutti i comuni della Sicilia
   Se  voi, la Regione che dovrebbe essere la prima in questo momento
  di  emergenza  a  mettere liquidità in campo, non  ci  date  queste
  risorse ma cosa e come noi possiamo intervenire? Alla fine la gente
  dietro  la porta ce la ritroviamo noi  Quindi, è chiaro che abbiamo
  necessità di dare risposte concrete.
   Il  mio non vuole essere un intervento critico, il mio è un  grido
  di  allarme,  un  grido di dolore perché tutti  in  questo  momento
  dobbiamo agire in maniera seria e concreta per dare risposte che  i
  siciliani meritano.

   PRESIDENTE.  Se gli Assessori, su queste necessità che  provengono
  dai comuni e dall'ANCI, volessero dare comunicazione agli Assessori
  di  riferimento  sarebbe gradito che si dia un  po'  di  ascolto  e
  possibilmente delle soluzioni a cui, sono certa, si sta lavorando.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Palmeri. Ne ha facoltà.

   PALMERI.  Signor Presidente, Assessori, colleghi, mi  permetta  un
  apprezzamento  inizialmente a tutti i cittadini siciliani  per  gli
  sforzi,  per  i  sacrifici  e  per l'attenzione  alle  prescrizioni
  nazionali e regionali.
   Un  apprezzamento credo che vada anche all'Assessore Razza per  il
  lavoro che sta compiendo, viste le condizioni in cui si opera.
   Chiedo  anche  all'Assessore  di fare una  particolare  attenzione
  all'attuazione   delle   USCA,   Unità   speciali   di   continuità
  assistenziale, affinchè queste Unità siano a sistema  in  tutto  il
  territorio  regionale,  ma  non soltanto  in  occasione  di  questa
  pandemia ma anche in una previsione futura post pandemica,  in  una
  terra  come la nostra che è eccessivamente ospedalocentrica. Se  ci
  sarà  un'occasione di capire quali sono i dati  e  come  si  stanno
  evolvendo, svolgendo e sviluppando questi servizi sarebbe una  cosa
  utile e gradita.
   Fatta  questa premessa, credo, con coscienza, noi abbiamo  cercato
  di  fare  un'opposizione  responsabile  -  vista  la  situazione  -
  cercando  di  evitare  di  attaccare  il  Governo  in  momenti   di
  difficoltà.  Credo che bisogna mettere talvolta  i punti  sulle  i'
  visto   che   anche   noi,  nel  nostro  ruolo,   riceviamo   delle
  sollecitazioni, diverse segnalazioni, quindi sarebbe opportuno  che
  il  Governo  ci  ascoltasse e si creasse una sorta di consultazione
  dei  deputati,  ognuno nel rispetto del proprio  ruolo,  in  questa
  particolare occasione di pandemia.
   A  cosa mi riferisco? A confermare alcune misure come, ad esempio,
  l'ordinanza  n. 16, articolo 4, che vieta le consegne  a  domicilio
  nei  periodi  festivi  e  nelle giornate  di  domenica  per  alcune
  attività  come  bar,  pasticcerie,  ristoranti.  Ad  oggi   abbiamo
  ricevuto diverse lamentele per questa cosa. Non per tutti,  ma  per
  coloro  che  vogliono continuare a fare questa attività  in  queste
  giornate, ritengo rappresenti una possibilità per garantire un  po'
  di  economia  a  tali attività che sono veramente  in  ginocchio  e
  rischiano di chiudere.
   Questi  settori  credo che rappresentino alcune  colonne  portanti
  della  nostra  terra  per  una  prerogativa,  una  possibilità   di
  sviluppo,  in questo particolare momento. Tali misure  penso  siano
  importanti ma bisogna rivedere questo articolo.
   Le  misure  nazionali sicuramente sono state utili per ridurre  la
  pandemia, anche la Regione siciliana ha ben recepito queste misure.
   I  dati sanitari resi pubblici il 14 aprile scorso hanno messo  in
  evidenza come il numero dei positivi si sia ridotto in ben  quattro
  province su nove. Questi dati in altre Regioni avrebbero spinto  ad
  aprire  alcune attività produttive e, quindi, avrebbero ridotto  le
  misure e le limitazioni.
   Credo   che   ciò  non  sia  condivisibile,  siamo  favorevoli   e
  condividiamo una posizione di prudenza che sta prendendo in  questo
  momento il Governo.
   Non bisogna evitare tutte quelle misure che possano danneggiare in
  maniera  esagerata  l'economia, come, ad esempio,  questa  chiusura
  delle   domeniche  di  alcune  attività  alimentari.   Quindi,   in
  particolare,  volevo  approfittare  anche  di  questo  momento  per
  chiedere  formalmente  la creazione di un organismo  permanente  di
  consultazione  delle  opposizioni  in  questo  particolare  momento
  delicato  per  la  Sicilia, ognuno nel rispetto dei  propri  ruoli.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Grazie, Presidente, Assessori, colleghi.  Fase  2.  Sulla
  parte economica della fase 2  preferisco intervenire poi più avanti
  quando  avremo la trattazione della Finanziaria e del Bilancio.  In
  questa  fase  voglio spendere questi cinque minuti per parlare  più
  della parte sanitaria.
   Assessore Razza, lei ha, nonostante questo breve preavviso che  le
  è stato dato per poterci parlare della fase 2, e lo capisco, venire
  qui oggi a parlare di questa fase 2 a livello sanitario ci ha fatto
  capire,  dal  suo  discorso, che comunque questo Governo  regionale
  mantiene  una visione ospedalocentrica che, io lo ricavo da  quello
  che lei ha detto,  e tutto il suo intervento è incentrato su questo
  che  ha la sua giusta validità ovviamente, bisogna ripensare  anche
  nella  fase  successiva alla ospedalità e a come è strutturata,  ma
  non   si   ricava  alcuna  informazione  per  quanto  riguarda   il
  territorio.
   Cioè,  noi  siamo  in una Regione che da otto anni  non  mette  in
  pratica  alcune importanti attività territoriali le AFT,  le  UCCP,
  tranne quel piccolo esempio sparuto della provincia di Ragusa nella
  quale è stato tentato, era stato avviato, una AFT.
   Quindi,  uno sguardo maggiormente indirizzato verso il territorio,
  le cure domiciliari, questo dovrebbe essere il punto di partenza di
  ragionamento  sull'aspetto sanitario della fase 2, perché  non  può
  prescindere da questo, è questo che bisogna fare. Le cure a casa, a
  domicilio, non più in ospedale; quegli ospedali che stanno  vedendo
  la  metà dei contagiati che sono gli stessi operatori. Cioè, se noi
  continuiamo  ad avere questa visione in cui portiamo  tutto  dentro
  gli ospedali non ne usciamo più, non ne usciamo più davvero.
   L'importanza  dei  dati.  Ieri  in  Commissione   Salute   le   ho
  accennato  a  questo  fatto, i dati sono  importanti.  Noi  abbiamo
  bisogno di avere questi dati. I dati, ad esempio, sui tamponi, come
  le  dicevo  ieri,  quanti riuscirete a farne? Ciò non  vedo  ancora
  nella  fase  2 una strutturazione di organizzazione sui tamponi  di
  ricerca  dell'RNA.  Perché sì, parlare dei  tamponi  rapidi,  delle
  analisi  rapide,  sierologiche,  eccetera,  ma  noi  sappiamo   che
  comunque i tamponi di ricerca RNA dovranno essere comunque fatti  e
  non  c'è  un'organizzazione come si stanno dando in  altre  regioni
  nelle  quali  stanno  acquistando apparecchiature  che  riescono  a
  processare   migliaia   di  tamponi  in  brevissimo   tempo,   sono
  attrezzature  disponibili  nel mercato, perché  non  cominciamo  da
  questo   Attrezziamoci il più possibile perché anche domani  avremo
  ancora  bisogno di questo, avremo necessità di queste attrezzature.
  E'   inutile  distogliere  l'attenzione  andandoci  a   cercare   i
  sierologici, trascurando anche l'organizzazione reale dei reagenti,
  dei tamponi, dei laboratori e così via.
   Non  abbiamo sentito un'ulteriore informazione su quelle che  sono
  le iniziative delle USCA. Sappiamo che stanno per partire ma ancora
  non  hanno  strumenti, mezzi, metodi, niente  Non c'è quasi  nulla,
  nient'altro  che  un  medico preso dalla  continuità  assistenziale
  messo  lì  a fare i contatti con le persone a casa in queste  unità
  speciali  di continuità assistenziale ma che non hanno  ancora  gli
  strumenti, non è organizzato a livello territoriale.
   La  fase  2  va  pensata prima, non possiamo  trovarci  in  questa
  situazione,  ad  oggi che siamo al 16 di aprile, a quasi  due  mesi
  dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, a dover affrontare poi,  al
  momento stesso in cui la fase 2 dovrà per forza di cose iniziare  a
  dovercela  inventare o dovervela inventare, così come avete  fatto,
  vi  siete  dovuti inventare il contrasto all'emergenza Coronavirus,
  quindi,  abbiamo  tutto il tempo per poterlo fare,  noi  vi  stiamo
  dando,  e  ve  l'ha detto la mia collega Palmeri, vi  stiamo  dando
  tutti i suggerimenti possibili, ve li abbiamo dati, ve ne porteremo
  ancora.
   Un'ultima   annotazione:   provvedete   immediatamente,   il   più
  rapidamente  possibile  per la fase 2 nella  ricerca  dei  tamponi,
  l'effettuazione delle analisi dei tamponi, perché  abbiamo  a  casa
  migliaia di lavoratori che necessariamente devono per forza tornare
  a  lavoro  in  quelle  attività che sono  aperte.  Poco  fa  citava
  l'assessore  Armao le industrie petrolifere ad esempio,  quelle  di
  raffinazioni, quella è un'attività che non si deve fermare, ma  non
  si  deve  fermare  neanche  l'attività di  manutenzione  di  quegli
  impianti e quelle imprese che fanno manutenzione hanno tutti operai
  che  sono a casa ancora in quarantena da ben trenta giorni, a volte
  da  venticinque  giorni,  ben  oltre i quattordici  giorni  dettati
  dall'Organizzazione mondiale della Sanità.
   Risolviamolo  questo problema perché sennò rischiamo che  facciamo
  fermare anche le imprese che non devono fermarsi

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io oggi
  mi  limito a discutere solo della cosiddetta Fase 2, di quello  che
  ascoltando  soprattutto  l'assessore Razza,  ma  anche  l'assessore
  Armao  si deve fare da oggi in poi, avremo tempo di valutare quello
  che  abbiamo  fatto ma credo che oggi noi qui, il  Parlamento  deve
  soprattutto  dare  voce ad uno stato d'animo  di  una  Sicilia  che
  comunque vuole ripartire.
   Faccio  una premessa. Sono curioso di sapere dall'assessore  Armao
  se  riesce  a  spiegarmi il senso di una dichiarazione  fatta  ieri
  dalla Giunta a proposito della legge di stabilità approvata in  cui
  tra  le  misure  attivate vi è quella in cui  si  dice  di  erogare
  prestiti a fondo perduto senza interessi. E' una categoria che  non
  conosco sul piano della finanza, perché se sono a fondo perduto non
  sono  prestiti, la parte qual è? Boh  Quindi, siccome sono curioso,
  siccome  le  parole sono bolle di sapone, in questo periodo  ce  ne
  state  tante, vorrei che limitassimo le parole alla sostanza  degli
  obiettivi.
   Andiamo  invece ai temi sostanziali. L'epidemia è sotto controllo?
  Questa  è la domanda che faccio all'assessore Razza, nel senso  che
  noi,   tutti   i   cittadini   siciliani   ogni   giorno   leggiamo
  fortunatamente di una riduzione dei dati di contagio, non  sappiamo
  se  comunque i dati di contagio ancorché si riducano di quali  aree
  siano  espressione, se sono figlie, ad esempio,  della  calata  dei
  famosi  quindicimila o ventimila o trentamila,  il  dato  è  sempre
  stato  molto variabile, che sono tornati in Sicilia o  se  ci  sono
  fenomeni di focolai, al di là di quelli che conosciamo, di  focolai
  che  in  qualche modo possono ancora riprodurre ed estendere quegli
  elementi  di contagio, se insomma la Sicilia può dire non  solo  di
  aver superato il picco, ma di essere in una condizione di controllo
  del rischio epidemiologico complessivo di questa nostra Regione.
   Perché faccio questa considerazione? Io lo so che l'Assessore  non
  ha  la  bacchetta  magica  e mi dice:  tutto  va  bene,  madama  la
  marchesa  , perché io ascolto in questi giorni le dichiarazioni dei
  medici  di  famiglia,  che sono i parenti poveri  della  Sanità  in
  questo   momento,  perché  l'emergenza  ha  ospedalizzato  ed   era
  naturale,  ma  abbiamo  capito che  una  buona  sanità  si  fa  con
  l'attività  territoriale, ancor prima di quella  ospedaliera  e  su
  quello  ascoltiamo  i  gravi e i grandi limiti  che  rimangono  nel
  sistema Sicilia, cioè c'è molta solitudine del ruolo del medico  di
  famiglia  ed  anche del medico della condotta della Guardia  medica
  nel  rapporto  all'attività, al riconoscimento del loro  ruolo  per
  contrastare questo virus. Su questo chiedo all'Assessore, di  farci
  capire meglio.
   La  seconda  questione che voglio qui sottolineare è la  seguente:
  l'Assessore   ha   detto,  giustamente:   noi   vogliamo   fare   i
  provvedimenti  anche  di  riapertura  nell'ambito  delle  decisioni
  nazionali .  Io  lo  apprezzo  perché  sono  tra  quelli  che  sono
  indignati  di  un  Paese,  come quello che  è  diventato  l'Italia,
  Arlecchino, con 20 Stati ognuno per i fatti propri  Questo  abbiamo
  rischiato  in  questa  crisi  E forse, prima  o  poi,  ci  dobbiamo
  interrogare  su  cosa  vuol dire Stato e cosa vuol  dire  autonomie
  locali.
   Ma  se questa è la considerazione, ed è quella correttamente fatta
  dall'Assessore, chiedo all'Assessore perché mantenete  in  vita  le
  norme  che  invece  ha fatto Musumeci, in quanto  Presidente  della
  Regione, con ordinanze proprie, di ulteriore restrizione rispetto a
  quelle nazionali?
   E'   stata  citata  dall'onorevole  Palmeri,  ma  anche  da  altri
  colleghi, la storia delle consegne a domicilio che è diventata  una
  barzelletta:  il giorno prima di Pasqua si chiude  a  domicilio  la
  consegna  per  poi fare l'indomani l'apertura fino alle  23.00  dei
  negozi di alimentari, anche con un livello di pressapochismo ed una
  istigazione  a  non  rispettare le regole. Ma continuare  ancora  a
  tenere  in piedi queste disposizioni che vengono vissute dal  punto
  di  vista  della cattiveria del ruolo amministrativo rispetto  alla
  normale funzionalità dei cittadini.
   Oppure  ci  sono  le questioni che riguardano la possibilità   c'è
  stata  una  grande polemica sul fatto che i bambini possono  essere
  accompagnati dai genitori; e allora, Musumeci ha subito dichiarato:
   in  Sicilia non si applica   Ma attenzione: io sto dicendo da oggi
  fino al 4 maggio, data in cui dovremmo capire che cosa faremo, dire
  ai siciliani che le disposizioni che sono state emanate dal Governo
  nazionale,   punto,  si  applicano  in  Sicilia   senza   ulteriori
  sceneggiate alla De Luca, che ha fatto ridere l'Italia e di cui  io
  sono  uno  che  è  vergognato del fatto che un  sindaco  si   possa
  permettere  di  pensare  di essere una specie  di  podestà  locale,
  andrebbe   rimosso  dalla  sua  funzione,  altro   che   denunciato
  all'autorità giudiziaria  E mi auguro che l'opposizione  a  Messina
  agisca anche con un ruolo politico in quella città.
   Allora,  io  pongo  oggi all'Assessore Razza -  poi  vedremo  alla
  finanziaria  - possiamo decidere oggi che, intanto,  da  qui  al  4
  maggio  tutte le misure cosiddette di restrizione ulteriore possano
  in  qualche modo consentire ai siciliani di essere come  nel  resto
  d'Italia?  Anche  agli agricoltori di potere  andare  a  gestire  i
  propri poderi fuori dal territorio comunale. Faccio un esempio:  il
  comune  di  Monreale  è  il  comune con  una  più  alta  estensione
  nazionale. Bene, dentro il territorio di Monreale ci sono comuni  i
  cui  cittadini sono residenti a Camporeale, San Cipirello e  a  San
  Giuseppe,  ma  risultano  avere i possedimenti  nel  territorio  di
  Monreale  ancorché  sono accanto a casa. Bene, quei  cittadini  non
  possono  andare  a gestire i loro terreni a fare  la  potatura,  la
  ripulitura perché sono fuori dal territorio comunale.

   PRESIDENTE.  Deve concludere, mi dispiace, perché  è  irrispettoso
  nei confronti dei colleghi.

   CRACOLICI.  Ho finito. Quindi, la questione di fondo è:  cerchiamo
  di trovare le soluzioni per non complicare la vita ai siciliani che
  è già complicata.

                                Congedi

   Comunico  che  gli  onorevoli Lantieri  e  Gennuso  hanno  chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

         Riprende il seguito del dibattito sulle comunicazioni
  dell'Assessore per l'economia sulle misure finanziarie conseguenti
    all'emergenza  Coronavirus  e sulle ulteriori comunicazioni del
           Governo in ordine all'attuale emergenza sanitaria

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Tamajo.  Ne  ha
  facoltà.

   TAMAJO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   mi
  permetta  di rivolgere, intanto, un plauso a tutti i siciliani  che
  in  questo  momento di grande difficoltà stanno dimostrando  grande
  senso civico e amore per la propria terra. Quei singoli casi che ci
  hanno  portato sulla stampa purtroppo e sui TG nazionali non devono
  assolutamente  offuscare il sacrificio ed il senso  del  dovere  di
  quei  cittadini onesti - e sono tantissimi in Sicilia -  rispettosi
  sia delle norme che delle ordinanze

                           (Brusìo in Aula)

   TAMAJO. Scusi, se non c'è silenzio io non continuo

   PRESIDENTE.  Scusate, onorevoli colleghi, avete tutta la  libertà,
  specialmente  se  siete  già  intervenuti,  anche  di  ascoltare  a
  distanza e, quanto meno, non disturbare l'onorevole Tamajo. Grazie.

   TAMAJO.  E  oltre l'encomio ai cittadini siciliani onesti,  vorrei
  farlo anche alle Forze dell'ordine, che devo dire hanno lavorato in
  maniera incessante, soprattutto garantendo sicurezza e ordine.
   Io  volevo fare alcune domande e alcune considerazioni, e la prima
  che   mi  viene  in  mente  la  vorrei  fare  all'assessore  Razza.
  Assessore,  la percentuale di contagio non è per niente  allarmante
  oggi. Io ho condiviso inizialmente l'azione di altissima cautela da
  parte  del  Governo,  soprattutto su quei provvedimenti  di  misure
  restrittive.  Oggi,  però, devo fare una  considerazione,  più  che
  altro  una domanda: Assessore, non pensa che è arrivato il  momento
  di  iniziare  una  attenta azione di riapertura? Io  penso  di  sì,
  quella che noi chiamiamo adesso fase 2, perché altrimenti correremo
  il  rischio  di  essere la regione con la più bassa percentuale  di
  contagi e con le maggiori misure restrittive ed a mio avviso questo
  non  va  bene.  Così  si corre il rischio, a  mio  avviso,  che  la
  pandemia si possa tramutare in carestia.
   La  scorsa seduta avevo chiesto se era già stato posto un piano da
  parte  del Governo, ma i vostri silenzi e le vostre azioni mi hanno
  fatto capire che ancora, forse, non c'è un piano. Ho letto oggi che
  il  Presidente Musumeci per portare avanti la cosiddetta fase 2  ha
  chiesto i tempi ed i modi al comitato scientifico. Ecco, però  devo
  dire  è  forse  il  caso  di dare una bella  accelerazione  e  fare
  chiarezza  cercando  di trovare nel Parlamento collaborazione,  una
  collaborazione  di intenti, una collaborazione ed un  dialogo.  Noi
  siamo  qui  e  da  parte nostra c'è la massima  collaborazione,  lo
  ripeto, e la volontà a dialogare ed essere propositivi, lontani  da
  populismo, lontani da strumentalizzazioni di massa.
   E'  importante a mio avviso fare una analisi, una ricognizione  di
  settori,  competenze per competenze, assessorato per assessorato  e
  farsi  sì  che  a  mio  avviso si emani una  nuova  ordinanza,  non
  dobbiamo per forza aspettare il 3 maggio per la prossima ordinanza,
  possiamo  anche  farla  prima. Io non capisco  perché  noi  non  ci
  dobbiamo,  come  dire dobbiamo essere propositivi  nell'emanare  un
  ordinanza che come dire e non c'è bisogno. Lei poc'anzi ha  parlato
  di  uniformarsi al DPCM nazionale. Presidente, io ho visto  che  le
  regioni  in questo momento si stanno muovendo in maniera del  tutto
  autonoma,  e noi a mio avviso possiamo anche iniziare la  fase  due
  muovendoci anche in modo autonomo, evitando i contagi ed evitando i
  rischi.
   Alle imprese, io dico tutte le imprese, ai lavoratori autonomi, al
  mondo  agricolo e della pesca, a chi opera nel settore turistico  e
  stagionale,  ai  cantieri nautici, a chi opera  nel  settore  della
  ristorazione,  a  chi  opera  nel mondo  delle  imprese  artigiane,
  Assessore,  io  in  questi giorni ho ricevuto una  segnalazione  da
  parte  di  Confesercenti di Palermo, dal Presidente  che  è  Nunzio
  Reina, e mi diceva che sta esplodendo un lavoro sommerso, un lavoro
  in   nero   da  parte  di  diversi  parrucchieri  per   uomo,   che
  indubbiamente  può  anche  consentire  un  contagio.  Per  cui,   è
  necessario  che  per evitare questo fenomeno di abusivismo  che  si
  avvii   anche  un'idea  di  come  far  ripartire  queste   attività
  commerciali,  facendole operare nel massimo rispetto,  nel  massimo
  rispetto  delle  regole per evitare che proprio questo  rischio  di
  contagio possa aumentare.
   Assessore  Armao, due questioni. La prima: forse siamo gli  ultimi
  in  Sicilia  ad  emanare  decreti  per  quanto  riguarda  la  cassa
  integrazione in deroga. Assessore, non mi dica no perché è così. Io
  ho anche parlato con il direttore generale che è una persona che io
  stimo  al  livello  personale, stanno facendo di tutto  per  essere
  veloci  e rapidi, ma all'Inps ancora, per quanto riguarda la  Cassa
  integrazione in deroga, non è arrivato alcun decreto da parte della
  Regione Sicilia.
   E, poi, gli artigiani, prego se può prendere appunti e sollecitare
  questo intervento, se è il caso anche potenziando anche la macchina
  dell'Assessorato e del Dipartimento lavoro.
   Seconda questione che le volevo porre, Assessore, la questione che
  riguarda gli artigiani - ne ho parlato anche con l'assessore per il
  lavoro, l'assessore Scavone - ma ancora il problema è irrisolto.
   Gli  artigiani che non sono in regola con la contribuzione  presso
  l'ente bilaterale, negli ultimi trentasei mesi, non hanno diritto a
  nulla.
   Ma  è impensabile in un momento di grave crisi della nostra Terra,
  in questo momento, dire agli artigiani  voi non siete in regola con
  l'ente  bilaterale,  non  avete diritto a nulla .  O  inseriamo  in
  Finanziaria qualcosa...
   Ecco mi sta dicendo di sì  Sono d'accordo.
   Io ho ascoltato - e concludo - il suo intervento, assessore Armao,
  con grande attenzione. Il suo intervento, oggi, si è fondato su due
  questioni:  uno  è  il  contributo sul  risanamento  della  finanza
  pubblica,  quello  che  io avevo sollecitato  -,  e  l'altro  è  il
  problema  della  compartecipazione  della  spesa  sanitaria   della
  Regione  Sicilia, che oggi, se non sbaglio, è del 49,11  per  cento
  ma,  in cambio, dovevamo avere la quota sulle accise, eccetera. Non
  è avvenuto nulla.
   Io  l'altra volta ne ho parlato qui, in quest'Aula. Assessore,  se
  non  c'è un raccordo forte con Roma, lei non ce la spunta e la cosa
  più grave è che non ce la spuntano nemmeno i cittadini siciliani.
   Per  cui,  oggi - concludo Presidente -, chiedo che  non  dobbiamo
  giocare  a  scarica  barile. La colpa non è né di  Roma,  né  della
  Sicilia. Noi dobbiamo lavorare oggi tutti in un'unica direzione.
   Ognuno  di  noi  deve  contattare i propri  riferimenti  nazionali
  affinché si solleciti la soluzione per questi temi che lei ha posto
  che,  sicuramente, possono essere utili per dare liquidità, risorse
  e, soprattutto, sviluppo a questa nostra Terra di Sicilia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Domenico.  Ne  ha
  facoltà.

   DE   DOMENICO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  suddividere  in due parti: sanità e ripartenza dal punto  di  vista
  economico, il mio intervento.
   Sulla  sanità  prendiamo  atto che siamo  nella  fase  2,  ma  non
  possiamo  abbassare  la guardia sulla fase 1  ed  il  tempo,  nelle
  decisioni, è una variabile assolutamente fondamentale.
   Ci  sono  tanti problemi che riguardano la fase 1 che chiedono  di
  essere posti al centro dell'attenzione.
   Ne  dico uno per tutti, che vale anche per la fase 2, ed è  quello
  degli  ospedali  dedicati  -  non mi stanco  di  ripeterlo  -;  non
  possiamo  trascurare la medicina ordinaria, non possiamo trascurare
  la    medicina   preventiva   perché   ne   pagheremo   conseguenze
  successivamente.
   E,  quindi, è un dato che vale per la fase 2, cioè vorremmo capire
  il modello organizzativo.
   Assessore, lei ha parlato di un modello organizzativo. Ma  qual  è
  questo modello?
   A   me   piacerebbe  che  ci  confrontassimo,  quanto  meno  nella
  Commissione   di  merito,  sul  modello  organizzativo   che   deve
  riguardare  luoghi - per esempio, vorrei capire riguardo  alla  mia
  città,  se  il Piemonte, in prospettiva, può divenire un centro  di
  infettivologia o no, se a Sant'Agata si farà o no il reparto  Covid
  -, quindi, luoghi, persone. Ci vuole flessibilità.
   I  medici fanno parte del sistema sanitario regionale. Se sono  al
  Policlinico ma servono al Papardo vanno a lavorare al Papardo.
   Dobbiamo  garantire  la  medicina  ordinaria.  Modalità,   quindi,
  luoghi, persone, modalità.
   Vorremmo  capire quali sono le modalità della telemedicina,  della
  medicina  a  domicilio,  della  tele riabilitazione,  per  esempio,
  perché   non  possiamo  dimenticarci  dei  disabili,  non  possiamo
  dimenticarci dell'assistenza domiciliare.
   Vorremmo  capire i rapporti con gli ospedali privati, le  case  di
  cura  private,  capire con maggiore trasparenza; la flessibilità  è
  importante ma la trasparenza altrettanto.
    Mi  dispiace che non ci sia l'Assessore per i servizi  sociali  e
  queste  assenze pesano, perché se vogliamo dare un ruolo  a  questo
  Parlamento,  l'assenza  degli  Assessori,  pesa,  ma  mi  chiedo  e
  ribadisco quanto detto in precedenza: se una misura, in un  momento
  di   grande   carenza   finanziaria,  una  misura   importante   di
  finanziamento, viene rinunciata, se su 390 comuni, 250 rinunciano a
  sottoscrivere l'atto di adesione è un vero problema.
    Mi chiedo perché e perché non si discuta di questo fatto.
    E  andiamo  alla  fase della ripartenza. Assessore  Armao,  a  me
  dispiace,  qui tutti i miei colleghi hanno ringraziato i  siciliani
  per  l'atteggiamento, hanno ringraziato i medici. Io  penso  che  i
  medici  e  i siciliani non vogliano sentirsi ringraziati in  questo
  momento, vorrebbero sentire notizie confortanti sul futuro e quello
  che lei ha detto, mi perdoni, è una bella lezione accademica - sono
  un  accademico come lei -, ma della quale la gente  non  se  ne  fa
  nulla.  Dobbiamo  parlare di fatti concreti.  Sono  arrivati  pochi
  soldi, lo abbiamo detto, questi pochi soldi concretamente, a  oggi,
  non  si  riescono a spendere, allora, diciamo, in concreto volgiamo
  aiutare le famiglie?
    Allora,  per  le  famiglie, in questo momento,  i  comuni,  e  mi
  dispiace  che  non sia stato ribadito adeguatamente,  hanno  potuto
  usufruire  solo  dei  400 milioni del Governo  nazionale  che  sono
  arrivati  in  contanti,  sonanti e senza limiti  burocratici,  sono
  stati già erogati, il resto, tutta  fuffa .
    Addirittura,  ci  sono sindaci che, da un lato,  come  nella  mia
  città,  restringono per cui anche sui soldi dello  Stato  applicano
  quelle  regole che avete dettato voi della Regione, dall'altro  non
  controllano  adeguatamente i soggetti che  usufruiscono  di  questi
  soldi  e sono soldi che chi li prende è un contenitore che finisce.
  Per  cui,  se li prendo indebitamente, li tolgo a chi,  invece,  ha
  diritto ad averne.
    Vogliamo  aiutare  lei  imprese?  Bene   Ci  vuole  un  piano  di
  ripartenza, ma questo piano
    Se  alle  imprese non diamo soldi questo piano,  ripeto,  non  lo
  vedo,  ma  se alle imprese non diamo soldi, perché non ne  abbiamo,
  allora  dobbiamo  dire: diamo servizi. Vogliamo che  facciano  loro
  stessi i piani di ripartenza? Diamogli servizi in questo senso.
    Allora,  vorrei  sapere  cosa pensiamo per  lo  sport?  Dice,  in
  questo  momento, pensiamo allo sport? Sì, ma nello  sport  lavorano
  tante persone ed è un intervento sociale importante.
    Pensiamo  agli artigiani, pensiamo all'agricoltura,  pensiamo  al
  turismo, pensiamo, per esempio agli stabilimenti balneari.

    PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, la prego, concluda.

    DE  DOMENICO.  Sugli stabilimenti balneari, questo è  un  esempio
  ma, ne potrei portare cento.
    Il  comma  12,  dell'articolo 2, dice che si possono  fare  degli
  interventi  di  manutenzione  per la ripartenza.  Gli  stabilimenti
  balneari  vogliono sapere dalla Regione siciliana e qui  vorrei  un
  intervento, perché lo hanno fatto la Liguria, le Marche, il Veneto.
    L'intervento  è:  possono fare questi lavori?  Sì  o  no.  Questo
  vogliono sapere i siciliani.
    Il  florovivaismo, i sarti, i calzolai, le botteghe, i  barbieri,
  a questi perché non li facciamo lavorare?
   L'importante è che tengano il contenimento, dal barbiere si va uno
  alla  volta, per prenotazione, ma cominciamo a farli lavorare;  non
  ha senso la preclusione fine a se stessa. Deve essere funzionale ad
  evitare  la  diffusione  del contagio.  Tutto  il  resto,  dobbiamo
  ripartire perché, altrimenti, moriamo prima.

    PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò  e,  poi,  si
  prepari  l'onorevole  Sammartino.  Onorevoli colleghi,  in  maniera
  estensiva,  il  Presidente  Micciché,  ha  detto   va  bene  cinque
  minuti .  Stiamo  andando,  a volte, anche  verso  i  sette.  A  me
  dispiace dovervi richiamare, però, vi chiedo cortesemente di  dare,
  ogni   tanto,  un'occhiata  all'orologio.  Ha  facoltà  di  parlare
  l'onorevole Aricò.

   ARICO'.  Signor  Presidente, rinuncio a qualche secondo.  Governo,
  onorevoli  colleghi,  stamattina quando mi sono  recato  in  questo
  Palazzo  avevo intenzione di fare un certo genere di  intervento  e
  sentendo gli interventi, invece, oggi dei colleghi vorrei auspicare
  a   quest'Aula   una  maggiore  unità  ed  un  maggior   senso   di
  responsabilità perché è vero che ognuno, poi, rispetto alla propria
  parte politica tende a sottolineare le cose importanti.
   Alcuni dicono che i meriti sono del Governo nazionale e, allora, i
  partiti dell'Assemblea regionale, che hanno espressione all'interno
  del   Governo  nazionale,  dicono  quanto  siano  stati  bravi   il
  Presidente  del  Consiglio  ed  i  Ministri.  Quelli  che  sono  di
  maggioranza  regionale diranno quanto siamo  stati  bravi  noi  del
  contenimento.   Poi,   ci   sono  le  voci   dei   sindaci,   degli
  amministratori  locali che dicono niente di più falso.  Il  Governo
  regionale  non  ha lavorato per il meglio. Il Governo  nazionale  è
  stato  completamente assente. Se non ci siamo noi sindaci a  tenere
  la baracca in piedi qua va allo scatafascio.
   Il  vero  fatto, però, ce lo dobbiamo dire fra di noi e anche  per
  chi ci ascolta da casa che in Sicilia si è lavorato meglio rispetto
  ad altre Regioni perché i dati sono incontrovertibili.
   A  me  dispiace che ci sia qualcuno, in questi banchi, che  faccia
  anche dei commenti, che voglia sottolineare l'inadempienza da parte
  del  Governo che non c'è stato, mi riferisco al Governo  regionale,
  che credo si sia speso quotidianamente, h24, dal 27 gennaio in poi,
  data  in  cui  il  Governo  regionale, l'assessore  Razza,  vollero
  istituire il gruppo di lavoro Emergenza Covid. Era il 27 gennaio.
   E poi, successivamente, anche la presa di posizione, lo ricordiamo
  tutti,  del  Presidente  della Regione  che  chiedeva  di  chiudere
  l'approdo da parte dei soggetti del Nord, dei turisti che  venivano
  dal  Nord quando anche qualche altro sindaco, qualche giorno  dopo,
  diceva:   venite  da  me,  nella mia  città,  i  turisti  sono  ben
  accolti .
   Perché  basta  che  si  fa polemica tra di noi  senza  capire  che
  abbiamo un comun sentire.
   Allora,  forse  noi abbiamo uno Stato che è in grande  difficoltà,
  probabilmente,  per  rapporti con l'Europa, un'Europa  che  non  ci
  ascolta,  e questo lo sappiamo bene, e la Sicilia che è all'angolo,
  è  stata  sempre  all'angolo d'Italia, che sta facendo  uno  sforzo
  organizzativo immane e che sta dando i propri frutti.
   Signori  colleghi, tutte le Regioni sono governate da una autorità
  centrale che è quella statale. E, allora, se la Sicilia ha risposto
  meglio  in termini di organizzazione, con tutte le defaillance  del
  caso,  non  ce  lo dobbiamo nascondere, ognuno di noi  ha  ricevuto
  possibilmente  una  o più chiamate da soggetti ai  quali  non  sono
  stati  dati i dispositivi di protezione individuale, che  poi  sono
  arrivati  prontamente nei giorni successivi. Ma lo sforzo  è  stato
  ingente.
   Io non vorrei che qua ci dividessimo su questioni ovvie. Noi tutti
  vogliamo   la   ripartenza  dei  barbieri,  dei   fioristi,   degli
  agricoltori.  Vogliamo  che ci sia una ripresa  economica.  Chi  ha
  parlato   anche  del  riordino  della  costa,  degli   stabilimenti
  balneari.
   Ma  pensiamo  che  ognuno di noi non voglia  che  si  ricominci  a
  lavorare?  Però,  dobbiamo salvaguardare la salute pubblica  perché
  altrimenti  sarà  una  catastrofe, soprattutto  ad  ottobre  quando
  incominceremo nella seconda fase.
   A me fa molto piacere che, a livello infrastrutturale, soprattutto
  infrastrutturale sanità, il Governo regionale, per esempio,  con  i
  centinaia di milioni di investimento che ha voluto attivare mesi fa
  e  non in un momento di emergenza, soprattutto nelle infrastrutture
  sanitarie;  una  delle  grosse opere sarà, per  esempio,  la  nuova
  costruzione dell'Ospedale Cervello in cui già il Governo  regionale
  aveva stanziato 300 milioni. E, poi, l'ospedale di Siracusa e altre
  cose.
   C'è  un gap da colmare e già il Governo ci aveva pensato in  tempi
  non sospetti.
   Per  quanto  riguarda  i 100 milioni che il Governo  regionale  ha
  stanziato sono 140 i comuni che già hanno fatto richiesta  e  hanno
  stilato  le convenzioni. Ora, non voglio dire che 140 sindaci  sono
  migliori  rispetto agli altri 250, però, se 140 sindaci  già  hanno
  fatto  richiesta  delle risorse vuol dire che queste  risorse  sono
  disponibili  e se avessimo avuto 100 milioni da poter dare  cash  -
  come  probabilmente  ha fatto in maniera proporzionata  ridotta  il
  Governo  nazionale  -,  probabilmente li  avremmo  dati,  solo  che
  avremmo dovuto fare una rimodulazione di fondi europei, POC e  cose
  varie,  che  richiedono anche rendicontazione e non è  così  perché
  poi,  cari  colleghi, i soldi mandati dal governo Conte  in  spesa,
  approvvigionamento alimentare, purtroppo, non essendoci  meccanismi
  di  rendicontazione  sta  generando che  alcuni  piccoli  esponenti
  politici  e consiglieri comunali dei comuni - a me hanno  segnalato
  soprattutto  un  caso,  più persone della provincia  di  Palermo  -
  consiglieri comunali vanno a portare la spesa a casa delle persone.
  E le possono portare solo se sono di maggioranza, perché se sono di
  opposizione   no.   Allora,   denunciamo   anche   questi    fatti.
  Denunciamoli.

   PRESIDENTE. La prego di concludere.

   ARICO'. Voglio spendere l'ultimo minuto dell'intervento su quanto

   PRESIDENTE. No, collega, mi scusi. Deve concludere.

   ARICO'.  su quanto accaduto nelle case di riposo in questi giorni.
  Io spero che quest'Aula

               (Interruzione  dell'onorevole Dipasquale)

   ARICO'. Presidente se non posso concludere.

   PRESIDENTE.  Onorevole Dipasquale, la prego di voler ascoltare  il
  collega. Ho richiamato prima del suo intervento i suoi colleghi  al
  silenzio e la sto richiamando al silenzio.

      (Reiterate interruzioni da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, la sto richiamando al  silenzio.
  Onorevole  Aricò,  siamo  oltre un minuto  e  mezzo,  la  prego  di
  concludere.

   ARICO'.  Gli ultimi secondi soltanto per spendere poche parole  in
  quest'Aula per quanto è successo nelle case
   Presidente, non posso parlare, però.

      (Reiterate interruzioni da parte dell'onorevole Dipasquale)

   PRESIDENTE. Onorevole Dipasquale, capisco che lei è stanco e ha  i
  nervi a fior di pelle, ma non può interrompere il collega.

   ARICO'.  Presidente, gli ultimi secondi soltanto  per  parlare  di
  quanto successo nelle case di riposo siciliane e nazionali e vorrei
  che quest'Aula si potesse occupare della vicenda in maniera unanime
  per cercare di serrare dei controlli importanti in tutto quello che
  succede  all'interno  di  queste case di  riposo  senza  controllo.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Colleghi,  velocemente, vi prego,  perché  da  questo
  momento  a  5  minuti  si stacca il microfono.  Mi  dispiace.  Sono
  iscritti  a  parlare  l'onorevole Sammartino,  l'onorevole  Lupo  e
  l'onorevole  Pagana,  a seguire. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Sammartino.

   SAMMARTINO.   Signor  Presidente,  Governo,  Aula,   sarà   breve,
  Presidente  Foti.  Assessore Armao,  oggi  è  il  16  e  finalmente
  arrivano  la  manovra finanziaria ed il bilancio.  L'abbiamo  letta
  sulla  stampa  e  nelle veline, certo questo bazooka  che  Musumeci
  aveva  ipotizzato mi sembra tanto una pistola ad acqua. Il Bilancio
  ha  circa  100  milioni  in meno di previsione  rispetto  a  quello
  dell'anno  precedente,  potevate  fare  una  semplice  fotocopia  e
  mandarlo prima in Parlamento. E questa Finanziaria - qui mi rivolgo
  agli  Uffici dell'Assemblea - mi auguro che sia attenzionata,  così
  come ha detto il presidente Miccichè, perché immaginare di lanciare
  tanti   spot   e  poi  dire  ai  siciliani,  dopo  che   quest'Aula
  l'approverà, che quelle risorse non hanno, ad oggi, copertura e non
  sappiamo se saranno mai erogate ai beneficiari è davvero, non  solo
  una mancanza di rispetto nei confronti del Parlamento, ma un grande
  atto di irresponsabilità nei confronti di tutti i siciliani.
   All'assessore per la salute, che ho ascoltato anche oggi,  intanto
  la  ringrazio, assessore Razza, vedo che ha compreso  una  parte  e
  soltanto una parte del mio intervento della scorsa settimana.  Ieri
  leggevo una nota stampa del presidente Musumeci, congiunta  ad  una
  sua  dichiarazione, finalmente capite che, in Sicilia, c'è  bisogno
  dei centri di riabilitazione polmonare. Spero che lei faccia subito
  le  linee  guida,  e  le faccia immediatamente, cercando  anche  di
  recuperare  quelli che sono gli ospedali di periferia e le  vecchie
  strutture  ospedaliere  che,  con  il  decreto  Balduzzi,  si  sono
  accorpate,  in  modo tale da valorizzare anche quelle  strutture  e
  cercare di fare lì dei centri di riabilitazione pubblica per far sì
  che  i cittadini che oggi usciranno dalle terapie intensive, domani
  avranno  questo  servizio. Un servizio che,  comunque,  sarà  utile
  anche per il prossimo futuro perché dobbiamo iniziare a pensare e a
  convivere  con  un sistema della sanità regionale e  nazionale  che
  sempre  di  più si dovrà occupare, tragicamente, di nuove emergenze
  virali.
   Assessore, però, prima di iniziare a parlare della fase  2,  oggi,
  credo  ne  parlerete col Comitato tecnico-scientifico,  vorrei  che
  iniziasse  a  ripensare a dare a tutti i siciliani il diritto  alla
  salute, perché in quest'Aula abbiamo elogiato medici, infermieri ed
  operatori  sanitari  e  li abbiamo elogiati  per  lo  straordinario
  compito che stanno svolgendo in questa fase emergenziale.
   Io  vorrei  ricordarle che, in Sicilia, fra  poco,  si  morirà  di
  patologie  normali  e  ci  saranno  drammi  che  continueranno   ad
  acutizzarsi  se  lei  non  riaprirà  immediatamente  i  reparti  di
  chirurgia,  o  i  reparti di elettiva ordinaria  perché,  oggi,  in
  Sicilia, molti cittadini siciliani non possono più curarsi  perché,
  per  la  sua  scelta, nella prima fase condivisa anche  da  me,  di
  ristrutturare,  diciamo  così,  le sale  operatorie  di  tutti  gli
  ospedali  e  di  chiudere  molti dei  reparti,  oggi,  siamo  nelle
  condizioni  drammatiche che i cittadini non  sanno  dove  andare  a
  prestare cura e molti operatori sanitari si trovano costretti a non
  lavorare perché non possono offrire il servizio sanitario.
   Io  credo  che,  oggi  più che mai, lei abbia  una  responsabilità
  doppia,  Assessore - e vorrei che questo invito, oggi, lo cogliesse
  -,  che  è  quella  di fare davvero ripartire un modello  sanitario
  diverso.
   Noi  abbiamo  visto  il crollo degli accessi nei  Pronto  soccorso
  della nostra Regione di circa il novanta per cento. Rivedere, oggi,
  il  sistema  dell'emergenza, con una fase 2 che  è  alle  porte,  è
  necessario  per  cercare  di  evitare, domani,  nuovi  contagi  ma,
  soprattutto, per dare e tornare a dare un servizio qualitativo alla
  Sanità siciliana.
   I  nostri  medici  sono straordinari. Lei si è avvalso  di  ottimi
  professionisti  nel  Comitato tecnico-scientifico,  che  le  stanno
  dando  una  mano  e vorrei, perché in parte li ho  letti,  che  lei
  ascoltasse di più quei pareri e leggesse un po' meglio quei  pareri
  che la Comunità scientifica siciliana le sta rivolgendo.
   Anche  per  quanto  riguarda  l'applicazione  in  massa  dei  test
  sierologici;  non possiamo immaginare        che i ritardi  che  il
  suo  Governo e le sue scelte programmatiche, ad oggi, hanno causato
  in  Sicilia  sui tamponi possano essere anche applicati  anche  sui
  test sierologici.
   Munite,  oggi, il sistema sanitario di una certificazione,  di  un
  patentino che possa tranquillamente riportare i siciliani a curarsi
  e  vedrete  che  non ci sarà più neanche lo spauracchio  quando  il
  Governo  ci  dirà  cosa  vorrà iniziare a  riaprire  da  parte  dei
  cittadini  di  osservare le norme ma, soprattutto,  di  iniziare  a
  tornare ad una tranquillità che è d'obbligo soltanto se abbiamo una
  sanità forte, capace di tutelare anche i più deboli.
   Concludo,  Presidente,  rivolgendo,  Assessore,  l'ultimo  appello
  sempre  a  lei. Sulle domiciliarizzazioni e sui servizi a  distanza
  che,  oggi,  la  medicina mette in campo, lei ha tante  risorse  da
  potere spendere. Anche su questo, uno sforzo in più per fare sì che
  molti dei pazienti che, oggi, si trovano allettati ma, soprattutto,
  in  condizioni  di non poter accedere alle strutture sanitarie  del
  Servizio sanitario regionale, possano avere adeguata assistenza. Di
  loro  si parla poco, sono migliaia come lei ben sa. E anche in quel
  comparto,  ad  oggi, c'è grande incertezza. Nessuna linea  guida  è
  stata diramata, e non vorrei che finisse come la Lombardia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Lupo  e,  poi,
  l'onorevole  Pagana,  a seguire. Ha facoltà di parlare  l'onorevole
  Lupo.

   LUPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  divido  il
  mio  breve  intervento  in due parti: una riguarda  la  sanità,  la
  seconda parte riguarda i temi economici.
   Con riferimento ai temi sanitari, credo che questa fase 2, che  ci
  auguriamo si possa ufficialmente aprire quanto prima, debba  essere
  caratterizzata da un investimento forte sul tema della prevenzione.
   Voglio  sentir dire all'assessore Razza che, davvero, nei prossimi
  giorni  saremo in grado di fare cinquemila tamponi al  giorno,  che
  saremo  in grado di fare test sierologici a tappeto, che saremo  in
  grado  di dotare - finalmente in maniera precisa e puntuale - tutti
  gli  operatori, ma anche i cittadini, di dispositivi di  protezione
  individuale,  che  è  stato definito un piano di  formazione  e  di
  informazione  adeguato alla gestione della fase  2,  anche  per  la
  gestione delle patologie ordinarie. Ho un dato - non so se è  vero,
  l'Assessore potrà accertarlo - che, purtroppo, i decessi causati da
  infarto  aumentano, perché, purtroppo, chi è colpito da  infarto  è
  portato a chiedere in ritardo i soccorsi per paura di rivolgersi  a
  Pronto  soccorsi  e ospedali che, ovviamente, sono impegnati  sulla
  cura della malattia Covid.
   Forse,  è  sufficiente fare arrivare tramite i medici di  medicina
  generale  una informazione corretta ai cittadini affinché  sappiano
  che,  comunque,  è garantito l'accesso al Pronto soccorso  dedicato
  per  non  sintomatici Covid, per avere prontamente le cure  di  cui
  hanno  bisogno  perché, altrimenti, tutto questo avrà un'evoluzione
  negativa anche per la gestione delle altre patologie.
   La curva epidemiologica è in decrescita.
   Ho   capito  che  la  decisione  del  Governo  relativamente  alla
  riapertura delle attività economiche è subordinata all'esito  della
  riunione  di questo pomeriggio con il Comitato tecnico-scientifico,
  intanto, evidenzio che alcuni comportamenti del Governo mi sembrano
  assolutamente contraddittori.
   Ho  letto  che il Presidente della Regione ha chiesto  al  Governo
  nazionale  la  riapertura  dei grandi cantieri  e  al  contempo  il
  Presidente della Regione mantiene il divieto di consegna di pasti a
  domicilio  nei  giorni festivi. Mi sembrano due cose  assolutamente
  inconciliabili.
   La  salute dei lavoratori deve essere garantita sempre e comunque,
  ma penso che una linea di coerenza, a questo punto, si impone anche
  con  riferimento alla coltivazione dei fondi agricoli per  prodotti
  da  autoconsumo  nei  comuni di appartenenza ma  anche  nei  comuni
  limitrofi.
   Ho   presentato   un  ordine  del  giorno,  a  nome   del   Gruppo
  parlamentare, facendo anche presente che ciò corrisponde  anche  ad
  una funzione di sicurezza.
   Si   avvicina   la  stagione  calda,  se  i  poderi  non   vengono
  adeguatamente manutenzionati diventano fonte di incendi nel 90  per
  cento dei casi, questo dimostrano i fatti.
   Allora,  è  necessario, anzi bisogna chiedere ai  proprietari  dei
  fondi  di prendersi cura dei loro fondi e di potersi dedicare  alla
  coltivazione dei prodotti agricoli per auto consumo.
   Per  quanto  riguarda i temi economici, chiedo  all'Assessore  per
  l'economia, al Vicepresidente della Regione, intanto di erogare  ai
  comuni i cento milioni circa che spettano ai comuni dal Fondo delle
  autonomie del 2020.
   Si  tratta  circa  di  300 milioni e considerato  che  l'esercizio
  provvisorio è già stato approvato fino ad aprile, quindi, un  terzo
  delle risorse possono essere liberate.
   Perché  non  si  trasferiscono questi 100 milioni di trasferimenti
  ordinari,  dovuti  ai  comuni subito, di  cui  hanno  assolutamente
  bisogno perché questo è un loro diritto anche per potere affrontare
  le emergenze che, in questo momento, devono fronteggiare.
   Per  quanto  riguarda il tema della riduzione del contributo  alla
  finanza  pubblica, il vicepresidente Armao sa bene che  il  Governo
  nazionale chiede anche al Governo della Regione un piano di riforme
  economico-sociali   che   possa  accompagnare   una   politica   di
  risanamento della Regione, dei conti della Regione.
   Questo piano di riforme fin qui non l'abbiamo visto.
   Allora,  si fa presto a scaricare tutto sul Governo nazionale,  ma
  qual è il progetto di rilancio dell'economia per la Sicilia che  il
  Governo  della  Regione, oggi, è in grado  di  offrire  al  Governo
  nazionale?  E ancor prima che al Governo nazionale di  proporre  in
  questo Parlamento alle forze parlamentari tutte?
   Ci  aspettiamo  di  poterne parlare in  occasione  di  Bilancio  e
  Finanziaria, visto che ormai di questo presto si parlerà ma credo -
  e  concludo  -  che oggi, oltre che parlare di risorse  finanziarie
  previste  dal  Bilancio  e dalla Finanziaria,  bisogna  aprire  una
  discussione seria sui fondi europei.
   Tutte  le  volte  in  cui  i Governi, di qualsiasi  colore,  hanno
  tentato  di  gestire  le risorse comunitarie  facendo  a  meno  del
  confronto con il Parlamento della Regione hanno sbagliato.
   Bisogna  porre fine a questa stagione e aprire una fase  nuova  in
  cui  il  Governo  accetti di confrontarsi con il  Parlamento  sulla
  gestione dei fondi comunitari per gli investimenti, per lo sviluppo
  produttivo e per il lavoro.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Pagana  e,  poi,  si
  prepari  l'onorevole  Calderone e a seguire l'onorevole  Cafeo.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Pagana.

   PAGANA.  Grazie,  Presidente. Intanto  colgo  quest'occasione  per
  farle  gli  auguri  per  il suo incarico. E'  la  prima  volta  che
  intervengo con quest'Aula presieduta da lei, e vedere una donna,  e
  una donna come lei, sedere su quello scranno, da un po' di orgoglio
  e un altro pizzico di orgoglio a questo Parlamento.
   E allora, Presidente, io intanto volevo fare i complimenti a tutti
  quei siciliani che non sono diventati virali sul web. Di Sicilia  e
  di  fenomeni siciliani in questi giorni, in merito alle misure  più
  restrittive  che ci sono state, si è parlato tanto, e  fatto  tanto
  discutere  qualcuno  che,  con i suoi  atteggiamenti,  in  barba  a
  qualsiasi  principio  di  legalità, però,  per  ogni  siciliano  di
  questo,  ce  ne  sono  decine,  centinaia  e  migliaia  che   hanno
  rispettato  e  hanno saputo rispettare le misure restrittive  dello
  Stato, e anche quelle della Regione, ancora più restrittive, questo
  perché, chi governa a livello territoriale, ecco, conosce meglio il
  Territorio che governa e quindi l'atteggiamento dello stato  popolo
  residente.
   Oggi  è arrivato in Aula il Presidente Micciché, e ci ha informato
  che avremmo dovuto discutere della fase due di questa pandemia,  di
  questo  coronavirus,  e sono a dir poco meravigliata  perché,  come
  possiamo  pensare  di discutere di fase due di coronavirus,  se  in
  quest'Aula,  tra  i  banchi  del  Governo,  manca  l'Assessore  per
  l'agricoltura? Come possiamo pensare di discutere della fase due di
  questa emergenza, se tra i banchi del Governo manca l'Assessore per
  la  famiglia, per le politiche sociali e per il lavoro?  Quando  in
  Sicilia ci sono migliaia di persone che dipendono letteralmente  da
  quell'Assessorato.
   Presidente,  io  avrei  voluto  fare  un  intervento  che   faceva
  riferimento al coraggio, però, da interventi - per fortuna  alcuni,
  e  non tutti i miei colleghi - che hanno ridotto questo scranno  ad
  una  bellissima scenografia per interventi da lanciare su facebook,
  un  pochettino  mi  sono, ecco, come dire, demoralizzata.  Però  io
  questo  appello  lo  faccio comunque. Lo  faccio  alla  Commissione
  Bilancio,  affinché  quest'anno, per  questa  finanziaria,  non  si
  ripeta   nuovamente  in  Aula  l'errore  che  è  stato  fatto   con
  l'emendamento  che riguardava la CRIAS, e quindi è un  appello  che
  faccio  anche  a  tutti, a chi in questo Parlamento  si  occupa  di
  politica. Abbiamo gettato nell'incertezza centinaia di imprenditori
  che avevano deciso di scommettere sulla Sicilia, avevano deciso  di
  portare  avanti un'attività economica in Sicilia. Faccio un appello
  affinché,  da  questo momento in poi, le campagne propagandistiche,
  gli  emendamenti  strettamente territoriali e localistici,  vengano
  sostituiti  da  una vera e propria visione che noi  tutti  dobbiamo
  avere da questa Terra, di questa Terra.
   Quando  in  quest'Aula  abbiamo commemorato, nell'occasione  della
  commemorazione  in  quest'Aula,  mi  sono  emozionata  sentendo  le
  citazioni, sentendo rievocare frasi sul Presidente Mattarella,  sul
  ruolo della politica, sulla straordinarietà della sua visione della
  politica siciliana, ho sentito anche rievocare la frase che  faceva
  riferimento alla mancata visione, perché ognuno era interessato  al
  proprio  Territorio e, quindi, un deputato che pensava  al  proprio
  Territorio  non  dava  nessun contributo  alla  Sicilia  nella  sua
  totalità.  Ecco, io mi auguro che da quell'intervento e  da  quella
  commemorazione ora inizino a seguire fatti, con questo  coronavirus
  che ha messo tutti, ma proprio tutti, con le spalle al muro.
   Quindi,  a  parte questi discorsi che, forse, potrebbero sembrare,
  ecco,  molto retorici, ci sono anche delle situazioni pratiche  che
  in  questo momento chiedono una soluzione da parte del Governo.  Mi
  riferisco  a  chi  abita  e  a chi vive nelle  zone  rosse;  alcuni
  lavoratori che prestano l'attività in altri comuni sono stati messi
  in  ferie  e,  quindi,  c'è un'incertezza nei confronti  di  queste
  fattispecie  o,  ancora,  le persone che fanno  terapia  fuori  dal
  propri  comune, in presidi ospedalieri diversi, che si  trovano  in
  luoghi  diversi  dal comune di residenza, non si  capisce  bene  se
  abbiano  oppure  non  abbiano bisogno del tampone  prima  di  poter
  accedere  alle  cure,  quindi, oltre a questo appello  affinché  si
  faccia  chiarezza per questa ipotesi e si cerchino soluzioni  anche
  facili che possano migliorare la vita dei siciliani, e mi riferisco
  alla  questione degli orti, faccio un altro appello affinché questa
  politica inizi ad avere veramente coraggio, e si inizi a pensare al
  nostro  Statuto  e  alle misure economiche  utili  a  questa  Terra
  semplicemente con il coraggio che questa Terra merita.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole  Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   signori
  assessori,  io oggi sono venuto a Palermo perché ero  convinto  che
  venisse esplicitata dal Governo, dagli assessori oggi presenti,  la
  strategia che riguardava la cosiddetta  Fase 2 .
   Ovviamente, ascoltando tutti gli interventi compresi quelli  degli
  assessori,  ho  capito  certamente  male,  perché  c'è  stata   una
  elencazione  di  quello  che  si è  fatto  in  materia  di  sanità,
  l'assessore Armao ci ha portato le ultime novelle, le ultime novità
  che  riguardano la pronuncia dell'Alta Corte, ma questo  non  è  il
  momento delle pagelle, signor Presidente. Lo ha detto il Presidente
  Musumeci,  lo  ribadisco io oggi in Aula, il momento delle  pagelle
  sarà successivo, fatalmente successivo, dove ognuno di noi si potrà
  complimentare,  potrà,  dopo  seicento  anni  essere  il   Fabrizio
  Maramaldo   di turno, sperando che il Governo non sia il  Francesco
  Ferrucci  di turno.
   Io  oggi  ho  poco  da  dire, perché mi  sono  ripromesso,  signor
  Presidente,  di  non fare nessuna polemica, ho  scritto  in  questi
  giorni,  ho  scritto  tanto, questo non ha  funzionato,  nella  mia
  provincia  sono  arrivate ottanta tute, è arrivato questo,  non  ha
  funzionato  quest'altro, poi nel tempo che verrà,  quando  sarà  il
  momento   opportuno,   quando  saremo  tutti   finalmente   liberi,
  finalmente liberi da questo maledetto virus, rientreremo nel  gioco
  delle parti.
   Oggi  era necessario, così come ha fatto Zaia in Veneto,  Sala  in
  Lombardia,  mi correggo Fontana in Lombardia, anche  Toti,  che  il
  Governo  evidenziasse  alla Sicilia come attrezzare  la   Fase  2 ,
  perché se si dice che la  Fase 1  è finita, è necessario verificare
  come  approcciarsi alla  Fase 2 , per far sì che tutti  i  problemi
  evidenziati  dai colleghi che mi hanno preceduto, nessuno  escluso,
  dagli orti non più coltivati, evidenziati dall'onorevole Cracolici,
  alla  cassa integrazione claudicante dell'onorevole Tamajo, a tanti
  altri  problemi oggi evidenziati, ecco quelli appartengono, signori
  colleghi,  ad  un  altro  momento, oggi  dobbiamo  verificare  come
  approcciarci, come si deve approcciare la Sicilia e  come  si  deve
  approcciare  il Governo siciliano e il Governatore alla  cosiddetta
   Fase   2 ,  perché,  vedete,  abbiamo  il  privilegio   di   avere
  l'assessore all'Economia e l'assessore Razza.
   Se  non  c'è  sinergia,  se non c'è lavoro  insieme,  se  non  c'è
  visione, se non c'è programmazione, non si va da nessuna parte.  Il
  Comitato tecnico scientifico si occupa di scienza, ma è la politica
  che  si  deve  occupare di strategie. E allora io auspico  -  e  lo
  auspica  anche  Forza  Italia che è un  partito  che  si  è  sempre
  occupato,  soprattutto, ma comunque anche di tutti i  ceti  ma  del
  ceto  medio,  auspico  che ci venga illustrata  della  Finanziaria,
  delle   misure   che  leggeremo  e  abbiamo  letto,  ne   parleremo
  successivamente,  io  mi  auguro  che  questa  fase   2   sia   una
  straordinaria  e univoca strategia che possa portare  i  siciliani,
  dopo  essersi liberati dalla preoccupazione sanitaria, dal  bisogno
  che  in maniera incipiente sta assillando e affliggendo i siciliani
  e tutta la Sicilia.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Cafeo.  Ne  ha
  facoltà. A seguire l'onorevole Assenza.

   CAFEO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  oggi mi verrebbe da fare alcune battute, alcune considerazioni,  ma
  vorrei  utilizzare al meglio questo tempo dei 5  minuti  che  ho  a
  disposizione per porre alcune domande al Governo.
   Parto dall'assessore Armao, anche se si è alzato, ma spero che  mi
  possa sentire. Inverto? Dal suo intervento e dalla sua relazione si
  è concentrato molto su quello che dipende dal Governo nazionale, su
  quello  che deve fare il Governo nazionale, sull'attesa  di  quello
  che  decide  la  Commissione europea, io di questi aspetti  non  ne
  parlo,  come  non  parlerò neanche di temi che  affronteremo  nella
  Finanziaria.
   Sembra  quasi  come se tutto dipenda dagli altri e niente  dipenda
  da  noi, quindi su alcune cose specifiche che non hanno connessione
  né con il Governo nazionale, né con la Comunità europea, mi aspetto
  qualche risposta.
   Il  10 aprile 2020 l'assessore Armao ha fatto una circolare, la n.
  2317, che stimolava lo sblocco dei pagamenti. Un mio pensiero,  una
  mia  riflessione. Un discorso sono le carte scritte o il  fatto  di
  dire,  di  fare una circolare e di girarla ma io vorrei  sapere  in
  concreto cosa si sta facendo per sbloccare questi pagamenti, perché
  aver   fatto   una   circolare  senza  aver  concordato   un'azione
  conseguenziale   che   risolve   le   criticità   della    Pubblica
  Amministrazione, rimane solo il fatto di dire  io l'ho detto'.
   Un'altra cosa che voglio chiedere, assessore Armao, è come mai  ad
  oggi,  il  16 aprile, ancora non si sono fatte né le riscritture  e
  non  si  possono  utilizzare le somme  per  i  pagamenti  che  sono
  bloccati. Tutti i pagamenti, soprattutto quelli connessi  ai  fondi
  europei.   Oggi  abbiamo  avuto  l'audizione,  parliamo  tanto   di
  immissione  di liquidità, oggi con la Commissione UE, candidamente,
  apprendiamo che delle attività produttive fra anticipazioni, sal  e
  saldi di persone che hanno rendicontato entro ottobre, novembre del
  2019,  ci  sono  circa 45 milioni bloccati. Come  si  fa?  Non  può
  essere,  non  è  il Covid che siamo arrivati al 16  aprile  e  sono
  bloccati i pagamenti che dovevano essere fatti nel 2019.
   E  poi  mi  chiedo,  avete  un'idea di tutti  quei  finanziamenti,
  quegli  investimenti privati che sono in attesa di  autorizzazione,
  queste  sono  le cose per la ripartenza. Da quello che mi  risulta,
  con  una  stima approssimativa, ma che non si sbaglia di molto,  in
  attesa di autorizzazione di commissione via Vas regionale, ci  sono
  circa un miliardo di investimenti. Cosa state facendo per risolvere
  questi  ritardi o queste questioni, avete pensato per l'utilizzo  a
  prescindere le opportunità che dà la Comunità Europea di rimodulare
  i  fondi, di immettere liquidità in quelle graduatorie che già sono
  - diciamo - già state stabilite in maniera tale da fare scorrere le
  graduatorie, e mi giunge voce, e qui e questa cosa mi introduce  ad
  un'altra  domanda,  non che mi faccio io, ma  che  si  fa  l'intera
  Sicilia,  mi giunge voce pure di non inserire i trenta milioni  che
  erano  stati stabiliti per far scorrere la graduatoria della misura
  1.5, cioè quella legata all'innovazione tecnologica, mi fa pensare,
  mi  fa  capire la vera domanda che viene del tessuto sociale e  dal
  tessuto  produttivo, ma qual è l'idea di visione  che  avete  sulla
  ripartenza?
   C'è  una  frase  che, in tempi diversi, era  nel  '68,  e  che  ha
  distinto  una  persona  politica a cui  io  devo  dire  guardo  con
  ammirazione, e che non mi sognerei neanche di lustrare  le  scarpe,
  Kennedy,  che  disse  mi immagino cose mai viste,  oggi  noi  siamo
  costretti a immaginare soluzioni nuove, ed io vorrei capire qual  è
  il messaggio che questo Governo dà al sistema produttivo siciliano,
  oltre  alle misure economiche da mettere in campo, quali  sono  gli
  asset rispetto ad un mondo che è cambiato, su come modificare tutto
  il sistema produttivo, e invece le devo dire e le confesso, parlo a
  voi, ma parlo all'intero Governo, che la domanda che si fanno tutti
  gli  operatori è che la sensazione che da questo Governo è  che  ci
  sono  azioni  fra di loro disconnesse, e senza una chiara  visione,
  sembra che ci sia la rincorsa a chi ha la visibilità personale,  ma
  non a mettere strumenti in campo.
   Avrei  da  parlare, come già è stato detto, dei buoni  pasto,  che
  sicuramente  non  è  da  parte dei sindaci che  non  aderiscono  la
  responsabilità o dei temi del credito, ma penso che  di  questo  ne
  parleremo in finanziaria.
   Mi  consenta,  Presidente, invece due singole  osservazioni  sulla
  sanità,  due  domande  telegrafiche  all'assessore  Razza,  elimino
  quella su come si intende rimodulare il sistema sanitario perché  è
  già stata rifatta, ma sui test sierologici risulta, a quello che ho
  capito  io dal decreto, che prevede dalla direttiva che prevede  la
  selezione dei laboratori, che anche chi privatamente, come azienda,
  vuole fare ai propri dipendenti

   PRESIDENTE.  Onorevole Cafeo, mi scusi, ma  già  l'ho  richiamata,
  siamo a due minuti, la prego di concludere adesso.

   CAFEO. Spieghi meglio, assessore, se un azienda privata deve stare
  in  attesa dei laboratori previsti, oppure si può attrezzare, o  se
  non si incorre nello stesso rischio avuto con i tamponi, perché  se
  si vuole ripartire, le analisi sierologiche devono essere libere, e
  se ne devono fare quanto più possibili.
   Se io azienda, per conto mio, posso andare da un laboratorio anche
  non convenzionato a farlo, o se si sta prevedendo nuove convenzione
  con laboratori.

   PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, l'onorevole Assenza era iscritto
  a  parlare,  ecco non l'avevo visto, quindi subito dopo l'onorevole
  Compagnone abbiamo concluso.

   COMPAGNONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si lo  capisco,
  capisco anche che dirò cose già dette, però ci tenevo.
   Io  sono  intervenuto  pochissimo in tutto  questo  periodo,  però
  ritengo  e  approfitto  della  presenza  del  vice  Presidente,   e
  dell'autorevole assessore Razza, per dire due cosette  che  ritengo
  importati. Allora, io sono abituato a basarmi su dati di fatto,  su
  cose  concrete,  allo stato attuale, assessore Razza,  noi  abbiamo
  circa cinquanta casi di ricoverati in rianimazione, e circa duemila
  soggetti infetti. Questo è un dato di fatto.
   L'altro  dato di fatto è che la Regione siciliana non può  emanare
  dei decreti che siano completamenti diversi da quello che succede a
  livello  nazionale  ma, al contrario, può attenersi  a  quello  che
  viene  stabilito  a  livello nazionale e, poi, eventualmente,  fare
  delle norme più restrittive.
   Questi sono i primi due dati di fatto da cui dobbiamo partire.
   Questo  primo dato di fatto cosa ci dice? Ci dice che -  rispetto,
  per  esempio,  ad altre Regioni - noi abbiamo avuto  certamente  un
  risultato  migliore  in  Sicilia, se  di  meglio  si  può  parlare,
  comunque, meno nefasto rispetto ad altre Regioni.
   Questo  vuol  dire  che siamo stati forse un  poco  fortunati  ma,
  certamente, vuol dire che il Governo regionale ha operato bene, non
  c'è dubbio.
   Questo  significa che, in qualche modo, a contenere, con le nostre
  misure di contenimento - e bene ha fatto il nostro Presidente ed il
  Governo  ad  essere  abbastanza rigoroso in  questo  senso  -  bene
  abbiamo  fatto  a  contenere ed a creare  tutte  quelle  misure  di
  contenimento che erano l'unica possibilità tecnica-scientifica oggi
  adottabile per ridurre il contagio.
   Bene.   Adesso,  però,  da  questo  dobbiamo  trarre  anche  altre
  prospettive, sia in termini sanitari che in termini economici.
   In  termini  sanitari io ritengo che adesso, alla luce  di  questi
  dati,  credo  sia  inutile investire una marea di  denaro  in  cose
  fantascientifiche,   o  immaginare  di  fare   mille   reparti   di
  rianimazione,  o chissà quanti posti letto di rianimazione,  perché
  probabilmente saranno inutili - dobbiamo guardare le cose anche  in
  prospettiva.
   Credo che oggi sia più importante, invece, dotarsi di quei presidi
  sanitari  di tutela degli operatori sanitari, prima di  tutto,  poi
  delle  forze  dell'ordine  e di tutte quelle  persone  che  sono  a
  contatto col pubblico.
   Quindi,  questo è l'investimento che io farei, quindi,  le  famose
  mascherine  che  siano  prodotte  e,  possibilmente,  prodotte   in
  Sicilia. Questo è quello che io farei.
   Poi,  ci  sarà da rivedere la sanità. Per carità, io  cosa  voglio
  dire,   caro   Vice  Presidente?  Quando  succedono   queste   cose
  drammatiche  -  questa è una cosa che attiene  alla  mia  vita  ma,
  credo, che sia una buona cosa per tutti - ci sono due modi con  cui
  ci  si può porre di fronte a queste problematiche: quello di essere
  succubi  del  trauma,  della tragedia e, quindi,  noi  ci  possiamo
  attenere  a  fare  delle piccole forme di assistenzialismo,  e  non
  avremmo fatto bene, secondo me, oppure possiamo rilanciare.
   Noi siamo nelle condizioni, oggi - vorrei che la riflessione fosse
  fatta da tutti i colleghi - oggi la Sicilia, grazie a questo scarso
  numero  di contagi e ad una situazione ottimale da questo punto  di
  vista,  dovrebbe rilanciare. Dobbiamo immaginare un futuro migliore
  per noi, approfittiamo di questo momento per rilanciare la Sicilia.
  Perché dico questo? Buttiamo la palla oltre, guardiamo oltre,  vice
  presidente Armao.
   Questo significa - lo ha detto poc'anzi l'onorevole Cafeo,  ma  lo
  pensano in tanti, immagino, con il dibattito che si sta facendo  in
  questo momento, ed è questo il vero dibattito politico che dobbiamo
  fare noi in questo momento.
   Ci  dobbiamo accontentare di fare l'elemosina a qualcuno  per  far
  mangiare   la  gente  che  ha  bisogno  di  mangiare,  o   vogliamo
  approfittare di quest'occasione per ripartire, per guardare ad  una
  futura  sanità, per guardare ad una futura economia  della  Regione
  siciliana.
   Io  penso  che  questo noi dobbiamo fare. Come lo  facciamo?  Sono
  molto  critico sul fatto di immaginare che tutti i fronti  che  noi
  riusciamo   a   rastrellare  possano  essere   immessi,   solo   ed
  esclusivamente  a tutelare le banche, per carità, ed  il  prestito
  Una parte va fatta, va fatto anche questo certamente.
   Bene, abbiamo fatto con la cassa integrazione in deroga che, anzi,
  probabilmente va ancora meglio strutturata per tutelare le fasce di
  piccole   imprese,  e  poter  mettere  in  cassa  integrazione   il
  personale.  Abbiamo  fatto  con l'assessorato  alla  famiglia,  nel
  momento  in  cui  immaginiamo di dare dei  fondi  per  le  famiglie
  bisognose, a cui dobbiamo mantenere la sussistenza, ma non c'è solo
  questo.
   Ci  sono  quelle  categorie, che sono i piccoli  imprenditori,  la
  media  impresa,  la piccola impresa, l'artigiano, il  commerciante,
  che sono il tessuto vitale di questa nostra economia.
   E'  a  quelli  che  dobbiamo guardare, e non possiamo  guardare  a
  questi  dicendo all'artigiano che, possibilmente, già è indebitato,
  e  finora ha campato a stento, non si deve preoccupare, e gli diamo
  la  possibilità  di  indebitarsi ulteriormente.  Non  è  questa  la
  strada, assessore Armao, mi perdoni.
   Possiamo  discutere, può darsi che io abbia torto, per carità   Ma
  la  strada è, intanto, di bloccargli i debiti con il comune, con la
  Regione,  con lo Stato, blocchiamo le tasse, dobbiamo assolutamente
  bloccare l'IMU, l'ICI, gli affitti.
   Immaginate  quel  ristoratore che già non ha  guadagnato  per  due
  mesi,  e  adesso è anche costretto a pagarsi l'affitto di due,  tre
  mila euro al mese.
   Blocchiamo   o  interveniamo   Creiamo  un  fondo  della   Regione
  siciliana  perché  tutti  questi tipi di  imprenditori  che  devono
  pagare  l'affitto  possano utilizzare questo  fondo  regionale  per
  pagarsi  l'affitto,  per  pagarsi le tasse,  evitiamo  che  debbano
  uscire  soldi,  perché  anche  questo  significa  essere  concreti,
  onorevole Dipasquale. Giusto?
   E poi, assessore Armao, non è possibile che ancora ci siano - come
  ha  detto  benissimo Giovanni Cafeo - 40 e passa  milioni  di  euro
  bloccati  che potrebbero esser immessi immediatamente nel  circuito
  degli artigiani, nel tessuto produttivo siciliano, e sono fermi lì.
   Non  dobbiamo  inventarci niente, dobbiamo  solo  sburocratizzare,
  smobilitare,   smuoverci,  perché  questi  fondi  vengano   immessi
  immediatamente nel mercato.

   ASSENZA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ASSENZA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sono  grato  per
  questa  occasione, al Presidente dell'ARS, Miccichè e  a  tutto  il
  Parlamento  che  dà  a  molti di noi, e ad alcuni  in  particolare,
  questa occasione settimanale di sfogarsi.
   Perché,  se mancasse questa occasione settimanale di dire tutto  e
  il  contrario  di  tutto,  poi  più si  alzano  i  toni  meglio  è,
  starebbero  ancora  più male in questa quarantena,  e  la  bile  si
  accrescerebbe giorno per giorno
   Poi, se parliamo di un giorno come quello odierno, dove compare un
  sondaggio  sulla Sicilia, dove l'azione del Governo Musumeci  viene
  considerata tra le migliori in assoluto fra le Regioni d'Italia,  e
  vengono  apprezzate dalla stragrande maggioranza degli intervistati
  tutti  i provvedimenti adottati, sia in misure di circolazione,  di
  restrizione,  delle  attività  e,  a  maggior  ragione  in   misura
  sanitaria,  allora  quest'ansia di sfogarsi aumenta, si  moltiplica
  per  migliaia, per milioni, per centinaia di volte,  e  meno  male,
  così  tornano a casa più tranquilli, più sereni e, per un  paio  di
  giorni, si arrabbiano meno
   Detto  questo,  sarà  un caso, ma lo 0,05  per  cento  di  persone
  contagiate  in  Sicilia, qualcosa la vorrà pur dire; l'aumento  dei
  reparti di terapia intensiva a vista d'occhio che è stato fatto  in
  questi  mesi,  qualcosa  lo significa? Il fatto  della  percentuale
  degli  estubati, cioè dei ricoverati in terapia intensiva e dimessi
  perfettamente guariti dopo alcuni giorni, qualcosa lo significa?
   Tutto  questo  è  solo  fortuna? Perché la dea  bendata  ci  vuole
  particolarmente  bene? O perché dobbiamo essere orgogliosi  di  una
  sanità  siciliana, che negletta, per molti anni, ha  dimostrato  di
  essere  in  grado  di  fronteggiare come si deve  questo  maledetto
  virus
   Passiamo alla seconda fase. Ci passiamo con la dovuta cautela.  E'
  importante  avviarci  e  capire  quali  sono  le  attività,  certo,
  permettetemi di dire, non per fare polemica, ma prima di aprire  le
  librerie,  sarebbe  stato più importante  aprire  i  laboratori,  o
  aprire  le  officine, o aprire le fabbriche, dove  all'interno  dei
  capannoni si può assicurare una distanza, magari vigilando.
   Fase  economica. Assessore Armao, lei ha ragione. Noi  veniamo  da
  anni,  fino all'anno scorso abbiamo avuto fino all'estate vincolati
  centinaia  di milioni, perché lo Stato ci permetteva di utilizzarli
  solo  dopo  avere effettuato qualche rientro e, in quest'occasione,
  qualcuno  dice, sì aprivate il cassetto e i 100 milioni  li  davate
  cash.  Noi abbiamo stanziato 100 milioni per la Sicilia, quando  il
  Governo nazionale ne ha stanziato 400 per l'intera Nazione
   Però,  evidentemente, facendo un operazione intelligente, cercando
  di reperirli e di rischiare. E' chiaro che questi soldi vanno spesi
  con  determinate procedure. Le procedure sono state in  gran  parte
  semplificate,   perché   già   ci   sono   state   due    circolari
  dell'assessorato  enti  locali che ha spiegato  come  si  fanno.  I
  funzionari  più avveduti dei comuni non si sono posti tutti  questi
  problemi  che i grandi saloni di questa Aula si pongono,  per  dire
  come li dobbiamo spendere, come li dobbiamo rendicontare.
   Fate  un  bando  serio,  come hanno fatto i  comuni.  Stabilite  i
  criteri  e  spendeteli  tranquillamente, e nessuno  vi  potrà  dire
  niente, perché stiamo agendo in piena emergenza e in pieno stato di
  necessità.
   La  prima  tranche  di trenta milioni è già stata  accreditata.  I
  comuni  hanno  aderito al Patto, o li hanno in tesoreria.  Qualcuno
  andrà  a  controllare e farà le pulci come vuole, ma  la  realtà  è
  questa.
   E questo Governo, a differenza di altri, ha introdotto negli aiuti
  una  percentuale a fondo perduto, cosa che il Governo nazionale non
  ha fatto.
   Chiedete  ai  vostri amici imprenditori, professionisti,  se  sono
  andati in banca ieri o l'altro ieri per riscuotere cache i 25  mila
  euro  che  sono  stati  contrabbandati  come  pronti  ed  immediata
  liquidità.
   Chiedete, e vedete cosa hanno risposto gli Istituti bancari.
   Un  discorso  è  la garanzia al 100 per cento; un  discorso  è  la
  valutazione  del merito creditizio che noi Istituti  dobbiamo  fare
  secondo la circolare del Ministero e dell'ABI.
   Diteglielo,  e continuate a pontificare sulla illuminata  gestione
  di questa crisi da parte del Governo nazionale.
   Ringraziamo invece un Governo regionale che è stato con la schiena
  dritta, che ha resistito alle pressioni più disinvolte di qualcuno,
  e  che ci ha permesso, e ci sta permettendo con grande fatica e con
  grande cautela, di uscire dal tunnel.

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare l'assessore per la  salute  per
  una replica.

   RAZZA,  assessore  per  la  salute. Signor  Presidente,  come  era
  giusto, e come non è mai mancato, mi sembra corretto rispondere  ad
  alcune delle sollecitazioni che sono state rivolte dai parlamentari
  intervenuti.
   Tra  queste prendo le mosse da alcune delle valutazioni  che  sono
  state  fatte, mi pare anche dall'onorevole Cracolici tra gli altri,
  sul  contesto epidemiologico regionale e, quindi, sulle misure  che
  si potranno andare ad adottare.
   In  realtà,  la  domanda dell'onorevole Cracolici è più  profonda,
  perché spinge a dover chiedere a chi si occupa della gestione della
  sanità  in  Sicilia, e non soltanto in Sicilia, se sono  state  già
  accertate tutte le modalità di contagio che il coronavirus produce.
   Perché,  dentro la disamina dei numeri dei soggetti  positivi  che
  sono stati accertati anche negli ultimi giorni c'è, ovviamente,  un
  legame  diretto. Penso alla città di Palermo dove, con la  Casa  di
  Cura Villa Maria Eleonora, si sono registrati una serie di casi, ma
  posso pensare anche più di recente al territorio della provincia di
  Catania, o a quello della provincia di Messina.
   Noi,  per avere un quadro completo dell'epidemiologia generale,  e
  quindi  delle modalità di contagio in Sicilia, ma non  soltanto  in
  Sicilia,  avremo bisogno ancora un po' di tempo, perché mai  questa
  più di altre è una valutazione di ordine scientifico.
   Così  come  il Comitato tecnico-scientifico che oggi si  riunisce,
  non  è  chiamato  ad  assumere  decisioni  al  posto  del  decisore
  politico,  ma  è  chiamato  ad accompagnare  le  decisioni  che  si
  vorranno assumere con le concrete modalità di condotta che dovranno
  essere tenute.
   Faccio un esempio. Per assicurare la corretta riapertura di alcuni
  luoghi adibiti al commercio, quali modalità si dovranno seguire nel
  ricevere  i clienti, nel distanziamento tra i clienti. O ancora:  è
  possibile  andare  ad  effettuare  delle  attività  commerciali   a
  domicilio? Penso a un parrucchiere, penso ad un barbiere. E  se  si
  dovessero  effettuare  queste modalità  di  esercizio  di  attività
  commerciali  a  domicilio, con quali modalità si  dovrà  agire  per
  garantire la sicurezza di tutti?
   Su   questo   è  chiamato  a  confrontarsi  il  Comitato   tecnico
  scientifico e a fornire alcune indicazioni. Così come il  tema  del
  riallineamento delle ordinanze rese dal Presidente della Regione al
  D.P.C.M.  ultimo è un tema che già da oggi affronterà  il  Comitato
  scientifico. Perché? Perché se alcune decisioni erano state assunte
  in  linea  con la normativa nazionale che dava ai governi regionali
  la facoltà di potere restringere, ciò era stato fatto sulla base di
  una  valutazione di impatto epidemiologico e di natura  scientifica
  rispetto     alle     caratteristiche    proprie    dell'evoluzione
  epidemiologica in Sicilia.
   Determinare oggi una decisione di riallineamento che è la  volontà
  che  ha  manifestato il Presidente negli ultimi giorni, deve essere
  accompagnata,  ovviamente,  da  alcuni  provvedimenti.  Io   stesso
  ritengo  che  tra  le modalità di riallineamento  non  può  esserci
  quella che pone l'obbligo di quarantena per chi viene da fuori, che
  si  applica  ancora solo in Sicilia e che, a mio giudizio,  è  bene
  continuare ad applicarsi quanto meno fino alla fase del 3 maggio.
   Cosa  diversa  è,  per  esempio, la coltivazione  degli  orti.  Lo
  spostamento  da  Comune  a  Comune non è  vietato  dalle  ordinanze
  regionali, ma è un provvedimento firmato dal Ministro della  Salute
  e dal Ministro dell'Interno con una propria ordinanza che inibisce,
  ancora  oggi, lo spostamento dei cittadini da un Comune  all'altro.
  Con quali eccezioni? Con la eccezione dello stato di necessità. Per
  cui,  se  si  dice che la coltivazione di un piccolo  campo  di  un
  podere  è  determinata  dalla necessità di dover  dare  giustamente
  l'acqua  al  campo  o  se è determinata dalla  necessità  di  dover
  garantire   l'alimentazione  personale  degli  individui   che   li
  coltivano   o   se  è  determinata  dalla  necessità   di   portare
  l'alimentazione  agli animali se si tratta di  allevamento,  è  già
  oggi  consentito.  Cosa diversa è dire che tutta  l'attività  fuori
  Comune  possa essere consentita perché questa oggi ci  porrebbe  in
  una posizione antitetica rispetto alle previsioni che sono previste
  a livello centrale.
   Quale  compito  deve svolgere il lavoro e assommo  insieme  alcune
  delle  indicazioni  che sono provenute da più  deputati.  Oggi  noi
  abbiamo  vigente  un  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri  che ha voluto incontrare la cabina nazionale nella  quale
  vi  sono  le regioni, le province, i comuni e lo Stato.  In  quella
  occasione  il Governo nazionale ha raccolto la unanime  valutazione
  di  tutte  le  regioni italiane, in ordine alla prosecuzione  delle
  misure  fino alla data del 3 maggio. Da dove nasce la  data  del  3
  maggio? Nasce dal fatto che dal momento in cui si è determinato  il
  Governo nazionale a questo decreto del Presidente del Consiglio dei
  Ministri,  cioè  prima  di  Pasqua, si immaginava  di  gestire  due
  momenti di forte afflusso di cittadini che sono il week-end del  25
  aprile  ed  il  ponte del primo maggio. Così nasce la  data  del  3
  maggio  e  così  è  stata rappresentata dal Governo  nazionale.  In
  quella sede ci è anche stato detto - a me è capitato di partecipare
  a  quell'incontro  per i profili sanitari - che  in  ogni  caso  il
  dialogo  tra  lo Stato e le regioni avrebbe valutato la possibilità
  di  anticipare,  per alcune attività commerciali,  la  data  del  3
  maggio.
   In    funzione   di   questa   decisione,   il   Presidente    ha,
  tempestivamente,  chiesto  al  Comitato  tecnico  scientifico,   in
  funzione  delle  attività  commerciali che  erano  aperte  in  data
  antecedente  all'11  marzo,  cioè quando  è  intervenuto  il  primo
  provvedimento  restrittivo nazionale, di  iniziare  a  vagliare  le
  modalità di gestione di quelle attività in sicurezza, affinché, nel
  dialogo  con  il  Governo  nazionale si  possa  anche  decidere  di
  anticipare alcuni momenti.
   La  domanda,  però,  ci  spinge  oltre  da  parte  di  alcuni  dei
  parlamentari  intervenuti.  E  anche  nel  riferimento  ad   alcune
  decisioni annunciate - per la verità non ancora determinate in atti
  conseguenti  ma  in annuncio sì - di alcune regioni  di  anticipare
  l'apertura di attività commerciali, si è detto ma perché la Sicilia
  non  fa  lo  stesso?  Il  Presidente  della  Regione,  nel  dialogo
  istituzionale col Governo nazionale, ha sempre ritenuto che la sede
  nella  quale confrontare le posizioni delle regioni e le  posizioni
  dello Stato sia l'incontro in Conferenza che viene fatto.
   Peraltro  è stata istituita una  Cabina di regia nazionale   della
  quale  il  Presidente  Musumeci  fa parte,  insieme  al  Presidente
  Bonaccini e al Presidente Fontana. Quindi la sede ove rappresentare
  le  posizioni, anche divergenti, della nostra Regione  è  una  sede
  istituzionale e non può che essere quella.
   C'è  un  elemento  in più perché si è detto, e il  Presidente  del
  Consiglio  dei Ministri lo ha chiesto a tutte le regioni  italiane,
  laddove  si  volessero  anticipare alcuni provvedimenti  con  delle
  autonome  ordinanze  distoniche rispetto  a  quelle  nazionali,  di
  chiedere  la  condivisione dei Ministeri competenti  rispetto  alle
  decisioni che dovessero annunciarci.
   Ed  è  per  questo che il Presidente, oggi, ha chiesto al Comitato
  tecnico-scientifico di riunirsi, perché dobbiamo valutare l'ipotesi
  che lo Stato propenda, come anche alcuni Stati, per andare oltre il
  3  maggio, mentre la posizione della Regione siciliana è che  oltre
  il  3 maggio non si debba andare. Anche perché l'epidemiologia  del
  nostro  territorio  ci  dice  che ci  troviamo  in  una  condizione
  sostanzialmente  diversa da quella in cui  possano  trovarsi  altre
  regioni italiane.
   C'è  poi, che ha attraversato più di un intervento, il tema  della
   fase   2   sotto  il  profilo  sanitario.  Che  è   Fase   2    di
  organizzazione,  ovviamente come tutti gli atti  di  organizzazione
  nel  confronto anche nella Commissione di merito del  Parlamento  -
  confronto al quale lo dico io non ho mai ritenuto di potermi  o  di
  dovermi  sottrarre  - e c'è una  Fase 2  che va  organizzata  nelle
  strutture ospedaliere. C'è una  Fase 2  - ha perfettamente  ragione
  l'onorevole Pasqua - che va organizzata nel territorio e dico anche
  nella estensione dell'assistenza domiciliare integrata, riprendendo
  il   percorso   dell'accreditamento  che   si   era,   sugli   atti
  assessoriali, interrotto per l'insorgere dell'emergenza.
   Però  noi, in questo momento, se vogliamo fare tesoro in un Pronto
  soccorso  dimagrito nel numero delle presenze, dobbiamo  profittare
  oggi   di  far  crescere  meglio  l'attività  della  Medicina   del
  territorio   e,  soprattutto  per  la  gestione  delle   cronicità,
  l'attività   della  Telemedicina  nel  controllo  per  i   pazienti
  domiciliarizzati.
   Sono  tutti  temi  che dovranno essere oggetto di confronto,  così
  come  -  vi ha fatto riferimento l'onorevole Compagnone -  il  tema
  della  organizzazione delle strutture ospedaliere. Da questo  punto
  di  vista,  noi  abbiamo  la necessità,  a  mio  giudizio,  di  non
  disperdere  la  programmazione in termini  di  potenziamento  delle
  strutture  di  terapia  intensiva, le  quali  oggi  sono  in  parte
  dedicate al Coronavirus.
   Ma  noi  viviamo  in una parametrazione di posti letto,  tanto  di
  terapia intensiva quanto di degenza ordinaria per acuti e per  post
  acuti,   che  risentono  di  una  delle  più  grandi  vittime   del
  Coronavirus che è il Decreto Balduzzi.
   Allora, se noi oggi vogliamo profittare di essere pronti, rispetto
  ad  una programmazione che significherà investimenti maggiori nella
  sanità,  come  tutti  si  attendono, che significherà  investimenti
  maggiori   nelle  strutture,  come  tutti  si  attendono,   e   nel
  potenziamento sarà, a mio giudizio, impossibile pensare  che  possa
  esistere  una  struttura ospedaliera che non sia dotata,  anche  in
  degenza  ordinaria, di alcuni posti letto a pressione negativa,  di
  alcuni posti letto di terapia intensiva.
   E,  quindi,  profittare oggi nel proseguire quella  programmazione
  non  significa disperdere risorse per un'emergenza Coronavirus che,
  in  apparenza, è venuta meno, ma significa programmare e  preparare
  il  nostro  sistema  ad avere delle strutture  che  possano  essere
  all'altezza di tutto quello che serve.
   Da  questo punto di vista, il tema della malattie infettive  è  un
  tema  fortemente significativo perché se questa esperienza qualcosa
  deve averci trasmesso, è che noi abbiamo in parte potuto avere  una
  rete di malattie infettive presente in 7 province su 9, perché  era
  stata  concessa una pesante deroga rispetto al modello del  Decreto
  Balduzzi.
   Oggi  il livello centrale di governo ci dice che bisogna aumentare
  del  cento per cento il numero dei posti letto. Perché è  vero  che
  noi  abbiamo impegnato, ad oggi, soltanto 53 posti letto in terapia
  intensiva,  ma  è  altrettanto vero che di soggetti patologicamente
  acuti,  con  necessità  di ospedalizzazione,  malati  per  malattie
  infettive  sono  circa  seicento.  E  i  posti  letto  di  malattia
  infettiva, già in deroga, erano 260.
   Allora,  un tema di riorganizzazione delle strutture dedicate  per
  le  malattie infettive, di una presenza di una rete delle  malattie
  infettive  che  possa  essere estesa su tutto il  territorio  della
  Regione,  di una individuazione nell'ambito dei bacini di strutture
  ospedaliere   dedicata  è  una  programmazione  che  non   dobbiamo
  immaginare  rimandata nel tempo, anche perché il provvedimento  con
  cui  il  Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza
  pronto  ad essere ulteriormente prorogato, prudenzialmente ad  oggi
  scade al 31 luglio.
   Quindi,  da  qui al 31 luglio dobbiamo fare tesoro  di  tutta  una
  serie di attività perché ciascuno di noi legge i giornali.
   Non  mi  stanco mai di evidenziare che ancora oggi stiamo parlando
  di una patologia che non ha un asset farmacologico di riferimento e
  che non ha un vaccino di riferimento.
   Se dovesse rideterminare un insorgersi epidemico soprattutto nella
  fase  invernale per allora noi non possiamo pensare di  non  essere
  pronti  con  strutture che siano adeguate a gestire,  con  percorsi
  separati,   -  e  riprendo  una  delle  riflessioni  dell'onorevole
  Catanzaro  con riferimento all'ospedale di Sciacca -  con  percorsi
  che possano poi stabilmente essere separati.
   Ma  oggi  in Sicilia, come in altre regioni d'Italia, si è  potuto
  determinare strutture integralmente dedicate a Covid 19 e  si  sono
  dovute  determinare  anche strutture di altissima  specializzazione
  che hanno consentito percorsi divisi certamente sicuri.
   Se  io  penso ad alcune delle più grandi istituzioni italiane  dal
  punto  di vista della gestione della chirurgia di acuzie, anche  di
  natura  oncologica,  anche  in aree  poi  divenute  zona  rossa,  i
  percorsi sono stati definiti.
   Dovremmo  chiederci anche qualcosina in più, però. Come utilizzare
  questa  esperienza per rilanciare una grande azione  di  formazione
  sul   personale  perché  quando  poi  entreremo  dentro  i  cluster
  ospedalieri che si sono determinati assai agevolmente ci  renderemo
  conto  che  non ci troviamo di fronte ad un fenomeno di  insorgenza
  virale  all'interno dell'ospedale ma che molto  spesso  venendo  da
  fuori,  anche rispetto ad attività non sempre ortodosse, ciò  si  è
  determinato qualche volta per mancanza di formazione.
   Non  dovrà accadere che il personale infermieristico, che è  stato
  straordinario  anche  in  questa vicenda,  possa  avere  timore  ad
  approcciarsi ad un casco CPap perché non è ha mai visto uno  prima,
  non  dovrà  cadere  che il tema della semi-intensiva  possa  vedere
  alcuni professionisti preparati alla gestione del paziente in semi-
  intensiva  e altri assolutamente mai formati per andare  in  quella
  direzione.
   Di  fronte  a  noi,  in  una  fase  2  sanitariamente  completa  e
  complessivamente  intesa,  c'è  la  necessità  di  completare   una
  pianificazione  sul  fronte  dell'organizzazione,  sul  fronte  dei
  percorsi ma soprattutto anche sul fronte della formazione.
   Il  tema dei controlli è stato percorso dall'onorevole Lo Giudice,
  ha ragione l'onorevole Lo Giudice - non lo vedo.
   C'è  stata  una  fase nella quale, per primo il  Presidente  della
  Regione,  ha  detto che non si facevano controlli  nelle  strutture
  aeroportuali e non era inventato perché l'USMAF, attraverso il  suo
  direttore generale, ha poi fatto sapere - a protesta del Presidente
  della  Regione  - che l'indicazione era che si dovesse  controllare
  solo Roma.
   Non  so secondo quale principio scientifico si sia pensato che uno
  da  Milano non dovesse essere controllato e uno da Roma sì  -  però
  tanto era in quella fase.
   Poi  c'è  stato un momento di presa di consapevolezza nella  quale
  sul  fronte  dei  trasporti la Regione e lo Stato hanno  concordato
  alcune  misure  che  sono state adottate con decreto  del  Ministro
  delle  infrastrutture  e dei trasporti, di  concerto  col  Ministro
  della salute.
   Quelle misure hanno avuto una straordinaria efficacia, non lo dico
  io  che  potrei  avere un sentiment di parte -  e  potrebbe  essere
  perfino ragionevole che io lo abbia
   Lo   dice   l'Istituto  superiore  di  sanità  che,  proprio   con
  riferimento  al  tema del passaggio da Nord al Sud,  il  professore
  Rezza,  rispondendo  a  un'intervista,  dice   abbiamo  notato  nel
  periodo   successivo  all'esodo,  catene  di  trasmissione   intra-
  familiare al Sud, avvenute in seguito all'arrivo di un elemento del
  nucleo dal nord' - quello che diceva il Presidente -  al di  là  di
  qualche focolaio di questo tipo, fortunatamente la situazione non è
  degenerata e parte del merito va anche ai governatori regionali che
  hanno istituito misure contenitive'.
   Vedete,  io  non  penso  che di fronte ad alcuni  fatti  che  sono
  oggettivi,  e che rispondono a date, noi si possa dire qualcosa  di
  diverso, e non perché possano non esservi stati poi alcuni  errori;
  ogni  tanto si ha come la sensazione che ci si sia dimenticati  che
  si   è   di   fronte   a  una  pandemia  che  ha   reso   difficile
  l'organizzazione del tessuto sanitario, laddove si è sempre pensato
  e ritenuto che quel tessuto fosse quasi invincibile e, invece, così
  non  è stato, ed è capitato in Italia, nel nord del Paese, in altri
  paesi del mondo.
   E'  come  se  noi non vedessimo, quando si parla di Organizzazione
  della  sanità,  che nella città di New York, cuore del  capitalismo
  mondiale, sono finiti i posti letto e hanno dovuto allestire  tende
  a Central Park. E allora, quando ci si raffronta con fatti che sono
  questi,  ed  è un sistema diverso dal nostro, grazie  a  Dio  è  un
  sistema  diverso dal nostro, lo dico perché ogni critica  è  sempre
  accetta,  ma  quando  c'è,  e  lo dico con  particolare  sofferenza
  personale,  quando  la  critica diventa violenza  nel  parlare,  il
  rischio  è  che induca a comportamenti criminogeni, e io penso  che
  nessuno, anzi sono certo, ne ho l'assoluta consapevolezza, che  non
  sia  questa la volontà, perché poi i messaggi arrivano all'esterno.
  Non faccio demagogia, parlo di un fatto grave. Non faccia demagogia
  onorevole Dipasquale, parlo di un fatto gravissimo e, nel caso  che
  mi riguarda, personale.
   Probabilmente, abbiamo anche da dover velocizzare alcune attività,
  tra queste quelle di valutazione dell'impatto epidemiologico con  i
  test. Si è detto quanti tamponi si riesce a fare ogni giorno,  oggi
  noi  riusciamo ad avere in campo una rete di laboratori pubblici  e
  privati  che riescono a processare oltre tremila tamponi al giorno,
  ci  siamo  arrivati, e ci siamo dovuti arrivare  anche  consentendo
  alle  strutture  private di avere il tempo  necessario,  dopo  aver
  risposto  ad un avviso pubblico, di reperire i reagenti, così  come
  ci   siamo  fatti  carico  di  acquistare  ulteriori  macchine  per
  ampliare, e non lo abbiamo fatto oggi.
   Siccome, anche qui sarà la mia formazione personale, sarà che  io,
  quando  mi è capitato, di entrare in un'Aula di giustizia, ci  sono
  sempre entrato dal lato del difensore, almeno fino ad oggi, e lo, e
  lo so, capita però ho la mia formazione, e nella mia formazione c'è
  il  riferimento ai documenti, alle carte, agli ordini, a quello che
  è  stato  fatto, e siccome poi quando si sostengono cose  che  sono
  palesemente   opposte   alla  realtà   bisogna   anche   avere   la
  responsabilità, e bisogna assumersi fino in fondo la responsabilità
  di quello che si dice, io quando si determinano delle dichiarazioni
  così pesanti, rivolgo un invito accorato, accorato, non parlare  da
  là,  piglia carta e penna, vai alla Procura della Repubblica,  dove
  nel caso in cui una denuncia contenga delle circostanze palesemente
  false,  non esiste la scriminante del diritto di critica  politica,
  si  chiama  calunnia,  e  io  non sono più  disposto  a  sopportare
  calunnie. Grazie.

   PRESIDENTE.  Se  l'assessore Armao si sente in questo  momento  di
  richiamare qualche appunto. Ne ha facoltà.

   ARMAO,  assessore  per  l'economia. Signor  Presidente,  onorevoli
  deputati, certo, tra l'altro anche su suo cortese invito,  che  non
  posso esimere dall'adempiere come precisazione.
   Intanto anch'io mi associo all'invito dell'assessore Razza,  avrei
  voluto concludere l'intervento di due sedute fa, ma l'ho fatto  per
  iscritto  richiamando  un  intervento che  fece  Vittorio  Emanuele
  Orlando quando fu eletto Presidente della Camera all'indomani della
  I  Guerra mondiale, e all'indomani di una pandemia drammatica  come
  fu  quella della Spagnola, che aveva seminato in Sicilia trentamila
  morti  e,  laddove  si disse dobbiamo procedere  con  il  confronto
  reciproco, con l'interlocuzione reciproca anche scontrandoci, anche
  con  tanti  di  voi ho avuto momenti di confronto  personale,  però
  rimane sempre l'idea che si lavora per lo stesso obiettivo, per  la
  Sicilia, per darle un futuro.
   Intanto,  ringrazio  i parlamentari che sono  intervenuti  e  sono
  rimasti  in  Aula, perché trovo estremamente scorretto, tranne  che
  non  ci  siano esigenze personali, lanciare accuse e andarsene  col
  cappottino  sulle  spalle,  come  sta  avvenendo  anche  in  questo
  momento, perché trovo che questa sia la politica deteriore,  quella
  di  cui la gente non ne può più, mentre ci vuole qua a lavorare,  a
  confrontarci e devo dire dopo tre volte che partecipo  alle  sedute
  insieme  al  collega Razza, io mi trovo arricchito, stimolato,  con
  una  serie  di idee che possono dar luogo, perché il confronto  tra
  opposizione e maggioranza che la democrazia anima e quel  confronto
  proficuo  da cui nasce il nuovo, sul quale si può costruire  quello
  che auspicava l'onorevole Compagnone una prospettiva per la Sicilia
  e, quindi, entro subito nel merito delle cose.
   Mi  dispiace che l'onorevole Dipasquale che ci ha lasciato solerte
  col  cappottino  sulle  spalle  non  abbia  potuto  raccogliere  le
  precisazioni che sto facendo, perché? Perché la citazione dei fondi
  europei,  di  quello che sta avvenendo in queste ore  a  Bruxelles,
  perché c'è una seduta in corso nel Parlamento europeo, non era  per
  evocare  massimi  sistemi, o Trump, come egli citava  in  modo  del
  tutto  inappropriato  anche alle sue elementari  conoscenze,  ma  è
  fatto  che  in  questo  momento a Bruxelles  stanno  approvando  le
  modifiche  ai fondi europei che ci consentiranno o meno, come  bene
  ha  detto  l'onorevole  Cafeo, di mettere  mano  alle  risorse,  di
  mettere mano alle risorse e, quindi, di potere orientare le risorse
  verso risposte oggettive o meno.
   Non è per fare una lezione, onorevole De Domenico, qua il problema
  è entrare nel merito delle questioni, quindi, se i fondi europei li
  possiamo utilizzare o meno, non è una questione di lana caprina,  è
  un  modo di fare e di fatto noi sul ddl di stabilità, ma su  questo
  avremo  un  confronto  e ci parleremo e ci guarderemo  negli  occhi
  sarà,  possiamo utilizzare le risorse POC? Possiamo  utilizzare  il
  POFESR?
   E'  stato un elemento essenziale dei cento milioni dati ai  comuni
  utilizzare l'FSE, come è stato fatto per trenta milioni e  il  POC,
  la  sentenza  che  coloro  che  ne  hanno  tratto  conseguenze  non
  veritiere  hanno ritenuto di interpretare, parla proprio  del  POC,
  parla proprio di come la Regione può utilizzare i fondi POC, tant'è
  che è stato rigettato il motivo di ricorso del Governo su questo, è
  vero  che  la  sentenza non dice  fate dei POC quello che  volete ,
  dice   la Regione mantiene la proposta orientativa passando  sempre
  per  l'interlocuzione con lo Stato  e, quindi, è  parlare  di  cose
  concrete del disegno di legge, del futuro della  Fase 2 .
   Io  non  sono  d'uso  a  venire qui e dire abbiamo  fatto  questo,
  abbiamo  fatto  quello, siete tutte persone che state  sui  social,
  state sui media, e conoscete quello che il Governo fa, il fatto che
  si  è andato avanti con i confidi, che tremila e ottocento pratiche
  di  moratorie tra Crias, Ircac e Irfis sono in corso di istruttoria
  è un fatto, è un dato positivo.
   Questo  vuol  dire che l'estensione della moratoria CRIAS-IRCAC  e
  IRFIS  sta  funzionando perché si stanno istruendo queste  pratiche
  che   sono   importanti.   I  fondi  europei.   L'onorevole   Lupo,
  giustamente,  dice ma perché si immora nella erogazione  dei  fondi
  per  i comuni? La sua richiesta di precisazione mi dà l'opportunità
  -  e  gliene sono estremamente grato per questo, perché così  diamo
  informazione  ai  comuni  e agli amministratori  che  i  comuni  li
  vogliono  amministrare  e non, come diceva  l'onorevole  Cracolici,
  usare per le proprie sceneggiate personali, quelli sono altri  -  a
  questi comuni noi diciamo che sono stati erogati già 70 milioni  di
  saldo per il 2019 della quarta rata, e stanno per essere erogati  i
  30  milioni della prima rata 2020. Questi sono dati che mi arrivano
  dalla   perché  immagino che stanno procedendo con i  dodicesimi  e
  quindi  c'è una questione di dodicesimi. Però sono risorse  fresche
  che  arrivano, comunque, ai comuni. Mi arriva dal mio Gabinetto che
  ha   consultato  la  dottoressa  Rizza,  mi  permetto  di  supplire
  all'assessore  Grasso che sarebbe stata certamente più  precisa  di
  quanto  posso esserlo io. Il tema dei fondi europei - non ho  avuto
  modo  di  precisarlo  -  passa  per un  confronto  con  il  Governo
  nazionale.
   Ieri  si  è  tenuta  la  Commissione degli  Affari  europei  della
  Conferenza  delle  Regioni,  c'è un confronto  in  atto,  perché  i
  principali  critici del Governo nazionale sono stati il  Presidente
  Rossi e il vicepresidente Bonavitacola della Campania, sul tema che
  abbiamo  lanciato,  come  Sicilia per  primi,  della  richiesta  di
  territorialità e della richiesta di addizionalità. Questa  tendenza
  che  ha  il  Governo  nazionale ad utilizzare i fondi  europei  per
  interventi  di tipo nazionale non può in nessun modo, ma  questa  è
  una  voce  unanime,  intaccare il criterio della  territorialità  e
  quello  della addizionalità. Questo non per fare scaricabarile,  le
  regioni  sono brave e lo Stato no, siamo tutti sulla stessa  barca,
  la  penso proprio come dice Papa Francesco. Però dobbiamo  fare  la
  nostra parte interloquendo col Governo nazionale.
   Chi  mi conosce lo sa. Io non svolgo mai attacchi, cosa che  avrei
  potuto   pure   fare,   anche  quando  ci  sono   delle   oggettive
  discriminazioni. C'è un confronto leale, in alcuni  casi  duro,  in
  altri casi più agevole, ma venerdì - questa è una notizia che  devo
  dare  al Parlamento - si terrà l'incontro finalmente tra il Governo
  nazionale  rappresentato dal Ministro Boccia e da due  viceministri
  all'economia  Misiani  e Castelli e i presidenti  delle  regioni  a
  statuto  speciale  per  entrare nel merito dell'impatto  di  questa
  drammatica crisi sui bilanci regionali. Un'ulteriore considerazione
  svolgo  su  quella che abbiamo chiamato fase 2, che noi abbiamo  in
  parte  attivato a legislazione invariata, con l'intervento dei  100
  milioni,  per  ora solo 30 in corso di erogazione, con l'intervento
  della  misura  straordinaria di liquidità che  non  è  la  migliore
  misura  possibile,  lo  so,  però è  quello  che  potevamo  fare  a
  legislazione invariata e utilizzando 30 milioni del Fondo  Sicilia.
  E oggi, per chi ha bisogno di ossigeno, una boccata d'ossigeno. Non
  è  escluso  che  avendo  più risorse e se l'Unione  Europea  ce  lo
  consentirà col contributo in conto interessi a carico nostro e  non
  a  fondo  perduto per la   capitale, potremo allungare tre, quattro
  anni, perché no?
   È  chiaro  che  lavoriamo  con le regole che  vanno  cambiando  e,
  quindi,  a  legislazione  invariata  abbiamo  potuto  fare   questa
  iniziativa  che, però, qualche successo potrà riscuoterlo  e  potrà
  comunque dare un minimo di ossigeno. Il fatto che ieri l'ABI a Roma
  abbia  approvato la Convenzione è un altro elemento  positivo.  Sul
  tema  -  volevo dare un riscontro all'onorevole Tamajo - il disegno
  di  legge  di stabilità che reca una serie di misure variegate  per
  diversi  settori,  commercio, artigianato, cooperazione,  famiglie,
  comuni,  manutenzioni, poi le struttureremo insieme, evidentemente,
  è chiaro che è quella la fase 2, la nostra risposta alla fase 2, la
  nostra  risposta che sarà non solo del Governo ma che sarà  poi  se
  condivisa  di tutta l'Assemblea, di tutto il Parlamento. Su  quella
  lavoreremo e lavoreremo sul disegno di legge di bilancio.
   Dicevo,   una  risposta  all'onorevole  Tamajo  sul   tema   degli
  artigiani. Purtroppo, abbiamo in Sicilia circa ventimila  artigiani
  che  non  hanno  aderito all'ente bilaterale,  e  quindi  hanno  un
  problema serio di accesso alla cassa integrazione guadagni

                (Interruzione dell'onorevole Cracolici)

   ARMAO,  assessore  per l'economia.  Questo se lo dice  l'onorevole
  Cracolici  dell'Inps quindi ne parla causa cognita in tanti  sensi;
  però, su richiesta dell'assessorato abbiamo all'uopo approntato  un
  fondo  di  garanzia  presso Crias, che ha,  e  quindi  laddove  non
  utilizzato  per  questo può essere autorizzato  come  credito,  con
  l'obiettivo   di  consentire  l'accesso  alla  cassa   integrazione
  guadagni per questi soggetti.
   Cassa  integrazione per la quale abbiamo concluso un  accordo  con
  Abi e fatto un altro fondo di garanzia per rendere accessibile.
   Quindi,  vedete, io non credo che possiamo reclamare la palma  dei
  più bravi di tutti perché non credo che sia né il luogo né il tempo
  per  fare  queste cose. Abbiamo lavorato dalla mattina  alla  sera,
  come ha detto bene l'onorevole Aricò, abbiamo cercato di mettere in
  campo  tutte  le  energie possibili a legislazione invariata.  Sarà
  compito  del Parlamento, e davvero concludo, non solo rilanciare  e
  dare tutte le opportunità che l'ordinamento giuridico potrà offrire
  per  intervenire  massicciamente con una somma finanziaria  davvero
  importante.
   Io  ritorno all'appello della Banca d'Italia. Se la Banca d'Italia
  ci  dice  che  ci vogliono cinquanta miliardi di euro nei  prossimi
  mesi,   è   chiaro  che  qui  dobbiamo  mettere  in  campo   misure
  straordinarie  dove  dobbiamo fare tutti quello  che  possiamo  per
  trovare  risorse e per individuare filoni che ci possono  orientare
  in  questo  senso. E' chiaro che l'utilizzo dei fondi europei  sarà
  essenziale, e lo sarà ancor di più se riusciamo come auspichiamo, a
  chiudere   un  accordo  leale,  perché  questo  chiede   la   Corte
  costituzionale, la lealtà dei rapporti tra Regione e  Stato,  e  su
  questo  il  Presidente  Musumeci e tutti noi  intendiamo  muoverci.
  Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie agli assessori Armao e Razza a  cui  auguriamo
  buon lavoro.
   Colleghi,  ci  sono degli ordini del giorno che  vengono  ritenuti
  accolti  come  raccomandazione da  parte  del  Governo,  e  poi  vi
  comunico  che l'Aula è rinviata come concordato nella riunione  dei
  Capigruppo  a sabato 25 aprile 2020 alle ore 11.00 con il  seguente
  ordine  del  giorno  che vi sarà poi trasmesso  Che  c'è  onorevole
  Lupo,  con  la  mascherina  se  la  abbassa  la  capisco.  Facciamo
  distribuire gli ordini del giorno.
   Vi  dicevo,  i  punti all'ordine del giorno della prossima  seduta
  sono:  comunicazioni; discussione del disegno di legge di stabilità
  regionale.
   Tutti  quanti  abbiamo  ben presente il  calendario  che  è  stato
  illustrato a inizio della seduta, per comodità ve lo riepilogo  nel
  frattempo che distribuiscono gli ordini del giorno: entro giorno 21
  aprile  le  Commissioni si esprimeranno per le parti di merito:  la
  Commissione  Bilancio  concluderà i lavori giorno 24; giorno 25  si
  incardineranno i testi alle ore 11.00. Il termine degli emendamenti
  verosimilmente sarà dato entro domenica 26 per le ore 16.00  e  poi
  lunedì  27 avremo Aula con apertura alle ore 16.00 ad oltranza  per
  potere   lavorare  ed  avere  un'approvazione  quanto  più   veloce
  possibile.  Si  raccomanda  di  non abusare  di  aggiuntivi  perché
  saranno assolutamente vivisezionati e, quindi, si eviterà la  calca
  degli aggiuntivi che non siano assolutamente attinenti al testo che
  in queste ore ci è arrivato sull'e-mail.
   Bene,  gli  ordini del giorno sono stati distribuiti e  apprezzati
  dai colleghi.  Vi ho già comunicato quando sarà la prossima seduta.
  Gli  ordini del giorno si considerano accettati con raccomandazione
  dal   Governo  che,  chiaramente,  ne  trarrà  gli  spunti.  Grazie
  all'assessore Armao e all'assessore Razza.
   La seduta è tolta.

                 La seduta è tolta alle ore 15.40 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                         XV SESSIONE ORDINARIA


                      186a  SEDUTA PUBBLICA (**)

                   Lunedì 27 aprile 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1)  Bilancio di previsione della Regione siciliana per il triennio

         2020/2022.  (n. 732)

  2)  Legge di stabilità regionale 2020/2022.  (n. 733)

   (**)  La seduta, già convocata per sabato 25 aprile 2020 alle  ore
  11.00,  d'ordine  del  Presidente  dell'Assemblea,  con  e-mail  ai
  deputati  del 24 aprile 2020, è stata rinviata a lunedì  27  aprile
  2020, alle ore 16.00, con il medesimo ordine del giorno.

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
  ALLEGATO

   TERZA INFORMATIVA DEL VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE  ED  ASSESSORE
     PER L'ECONOMIA CONSEGUENTE ALLA CRISI PANDEMICA  COVID19 E LE
               MISURE STRAORDINARIE IN CORSO DI ADOZIONE