Presidenza del vicepresidente Di Mauro
La seduta è aperta alle ore 16.10
Discussione del disegno di legge Rinvio delle elezioni degli
organi degli enti locali
e degli enti di area vasta per l'anno 2020 (n. 731/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, non essendoci comunicazioni, si
passa al II punto all'ordine del giorno che reca discussione del
disegno di legge Rinvio delle elezioni degli organi degli enti
locali e degli enti di area vasta per l'anno 2020 (n. 731/A). Il
Governo è presente nelle persone degli assessori Cordaro e Grasso.
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parola il relatore, onorevole Pellegrino, per
svolgere la relazione.
PELLEGRINO, presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, come notorio il disegno di legge prevede il rinvio in
autunno delle elezioni amministrative: la finestra che è stata
individuata, in linea con quelle che sono le scelte del Governo
nazionale, è dal quindici settembre al quindici novembre; una
novità è quella dovuta all'emergenza Covid-19, e ci saranno due
giorni per le elezioni, la domenica fino alle 22,00, ed il lunedì
fino anche alle ore 14,00.
Per quanto riguarda poi le città metropolitane, Liberi consorzi ed
ex Province si svolgeranno sessanta giorni dopo la proclamazione
dei sindaci eletti e dei consiglieri comunali.
Quindi questo è il disegno di legge che è in Aula per
l'approvazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale. Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(È approvato)
Onorevoli colleghi avverto che il termine per la presentazione
degli emendamenti scade martedì alle ore 12.00.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,
approfitto della presenza del Governo in Aula perché lo spirito con
cui abbiamo affrontato i lavori della scorsa settimana a proposito
della Finanziaria è stato quello di sostenere tutte le categorie
che soffrono questo particolare momento di crisi.
Certamente tra le categorie che stanno pagando questo momento c'è
quella degli ambulanti ed, in particolare, mi riferisco agli
ambulanti che organizzano i mercatini rionali.
Noi sfogliando la Finanziaria non abbiamo trovato una misura
specifica, dedicata a questa categoria però noi abbiamo presentato
un ordine del giorno affinché in una delle misure previste
dall'articolo 8 si trovi spazio per sostenere questa categoria che,
all'evidenza, è quella che non ha potuto attrezzarsi, organizzare
le proprie attività lavorative e che sta pagando a carissimo prezzo
questa crisi.
L'auspicio è quello che sin dalle prossime settimane il Governo
inizi a dare attuazione alla Finanziaria prevedendo termini celeri
e una istruttoria veloce in modo da dare il massimo sostegno ai
siciliana che stanno pagando questa crisi a carissimo prezzo.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.
L'Assemblea ne prende atto.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
TAMAJO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TAMAJO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ho
ascoltato con attenzione l'intervento dell'onorevole collega
Barbagallo ricordando che ho presentato anch'io un ordine del
giorno per tutelare la categoria degli ambulanti ossia quelli che
lavorano e fanno commercio su aree pubbliche.
Mi auguro che il Governo rispetti gli impegni e rispetti le
prerogative di questa categoria che è una categoria che realmente
abbiamo dimenticato di tutelare all'interno della finanziaria per
cui mi auguro che il Governo li tuteli e trovi le forme e i
provvedimenti necessari affinché vengano inseriti nei decreti
attuativi della finanziaria.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi, una
preghiera, e la stessa cosa rivolgo agli Assessori.
Io penso che dopo il lavoro fatto per la Finanziaria che, tutto
sommato, è stato un buon lavoro, in particolar modo quello svolto
dall'Assemblea e anche dal Governo, per chi ha partecipato; io
penso che sia necessario, e voglio fare un intervento assolutamente
costruttivo, signor Presidente e Assessori, che quest'Aula abbia la
possibilità di confrontarsi sulla fase 2, fatevi promotori nei
confronti del Presidente Musumeci affinché metta in condizione
tutti i Gruppi parlamentari di confrontarci su questo.
Guardate che abbiamo grossissime difficoltà. Cioè abbiamo - e
penso che questo valga sia per i parlamentari di minoranza che per
quelli di maggioranza - tutta una serie di sollecitazioni per
quanto riguarda la cassa integrazione che non riesce a partire, cha
ancora è bloccata e non facciamo altro che ricevere telefonate di
accuse, perché non è che poi alla fine i siciliani fanno una
differenza tra maggioranza e opposizione, ci considerano tutti
responsabili.
Quindi abbiamo veramente l'esigenza - velocemente - di
confrontarci con il Governo su alcune cose che non stanno
funzionando per vedere, ecco, se magari possono esserci dei
suggerimenti, perché, davvero, quella della cassa integrazione è
una, così come io ritengo si sia fatto un errore, e forse serve
discuterne su questo, in merito a quelle che sono le libertà
individuali, quelle motorie e quelle sportive. Cioè noi stiamo
bloccando tutto il mondo dello sport della Sicilia lo stiamo
bloccando, tutti a casa, quando nel resto delle regioni d'Italia,
Lombardia per prima, che ha una situazione sanitaria molto diversa
dalla nostra, sta utilizzando un contesto che è quello regionale, e
noi abbiamo tutto il mondo dello sport e delle attività motorie, e
invece qui in Sicilia bloccate nella città, nell'abitazione.
Quindi, signor Presidente, questo e altro serve un momento di
confronto con il Governo costruttivo.
Quindi, io la prego, sia a lei che agli Assessori presenti di
trasmettere al Presidente Musumeci l'esigenza di un confronto in
Aula sull'avvio della fase 2.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Sì, però, dobbiamo darci un ordine. Il Regolamento dice per trenta
minuti.
Hanno chiesto, altresì, dopo cinque interventi l'onorevole De
Domenico, l'onorevole Sammartino, l'onorevole Campo e l'onorevole
Lupo.
Signori non è che possiamo stare due ore a fare comunicazioni.
Allora, chi chiede di intervenire? L'onorevole Lentini Cioè tutta
l'Aula?
Allora li iscriviamo tutti, così cominciamo a scrivere tutti su
questi interventi ai sensi dell'articolo 83. Allora: De Luca, Lo
Giudice, Sunseri.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi duecento mila
siciliani sono in attesa ancora della famosissima, ormai
famigerata, cassa integrazione in deroga.
Si è attivato, a quanto pare subito, anzi sono state attivate le
procedure di smart-working per 140 dipendenti del Dipartimento del
lavoro. Questi dipendenti della sezione lavoro hanno avanzato in
sede di contrattazione sindacale delle prerogative e, tra queste
prerogative, a quanto pare, ci sarebbe quella di chiedere 10 Euro
per ogni pratica lavorata.
Ieri lo abbiamo letto tutti sui giornali la notizia che ha fatto
scalpore e ognuno di noi ha avuto modo di approfondire.
Approfondendo nella notizia e leggendo i verbali delle
contrattazioni sindacali, per carità sono prerogative legittime che
ognuno avanza in sede sindacale, poi si fa la contrattazione, se
determinate cose spettano bene, sennò niente. In questi verbali non
si fa menzione di questi 10 Euro a pratica. Si parla
dell'adeguamento dei locali di lavoro, degli orari di
disconnessione, tutte tematiche che devono essere oggetto di
regolamentazione quando si parla di telelavoro o smart-working.
Ora, Presidente, io vorrei, ma questa cosa l'ho fatta anche in
sede di Commissione V come audizione, ma sarebbe il caso che
l'assessore venisse qui in Aula a riferire, chi, quando, come e
perché ha messo in giro, a questo punto, la diceria che determinati
dipendenti chiedessero 10 euro per ogni pratica lavorata. Perché
l'assessore dice che non ne sa nulla, i dipendenti hanno dichiarato
con il sindacato che nessuno ha detto di volere questi 10 euro a
pratica, ora non lo so, se si vogliono utilizzare come scudi umani
i dipendenti che poi sono l'ultima del carro; l'assessore venga qui
con il Governo e ci dica e si prenda le responsabilità del caso
perché, in un periodo come questo, abbastanza diciamo umorale, dal
punto di vista della crisi che stiamo attraversando, quando ci sono
200.000 padri di famiglia in attesa della cassa integrazione in
deroga, parlare in questo modo è puntare un mirino e accendere un
faro nei confronti di dipendenti che, spesso e volentieri, si
trovano ignari nel recriminare determinate situazioni.
Questa è un'urgenza, Presidente, perché la crisi ancora non è
finita, sulla cassa integrazione il Governo viaggia con la velocità
di una lumaca con il freno a mano alzato, quindi non si sa quando
riceveranno questi operai la cassa integrazione, quindi è il caso
che si faccia immediatamente chiarezza.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, lei lo sa che i dipendenti né tanto
meno il Governo chiede 10 euro per ogni pratica, né tanto meno gli
uffici provinciali o gli ispettorati provinciali.
CRACOLICI. Allora chi?
PRESIDENTE. Come? Certamente non i dipendenti degli uffici del
lavoro né tantomeno quelli dell'ispettorato al lavoro, né tanto
meno il Governo. Onorevole Cracolici, lei lo sa come stanno le
cose.
DE DOMENICO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
credo che esaurito questo capitolo della Finanziaria in cui,
ovviamente, eravamo qui tutti presenti, ora il numero è sceso
notevolmente anche da parte della compagine governativa, perché si
sottovaluta l'attività parlamentare.
Io ritengo che qui il Parlamento debba essere il centro in cui
debba essere discussa la fase 2 della ripartenza. Io ritengo che
non si possa immaginare una ripartenza, come dire, che si basi su
un principio di autodeterminazione governativa.
E' stato questo Parlamento, faccio un esempio, che ha stabilito i
150 milioni dell'assessore Turano. E l'assessore Turano stamattina,
è intervenuto in III Commissione, dicendo che sta lavorando, ha
bisogno di una settimana per fare una proposta. Io non sono
assolutamente d'accordo con un atteggiamento del genere, qui
dobbiamo invertire esattamente la questione, non è l'assessore
Turano che fa la proposta, bisogna ascoltare innanzitutto le
categorie, poi bisogna ascoltare questo Parlamento, e dopo
l'assessore Turano potrà fare una proposta, dopo aver ascoltato
tutti e, soprattutto, quelli che ogni giorno sono in prima linea.
Non possiamo immaginare di tirare fuori dal cilindro una proposta
che magari noi come deputati la sappiamo attraverso la conferenza
stampa che farà l'assessore Turano o chi per lui.
Questo modo di procedere non va bene perché oggi andremo a
stabilire il destino dei prossimi 20 anni della nostra Terra e non
è possibile questo destino si decida nello stretto e ristrettissima
cerchia del Governo e forse neanche tutto al completo.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori,
durante la Finanziaria io avevo sollecitato l'assessore Messina,
sempre riguardo alla fase 2, ovvero la ripartenza del settore
turistico, chiedendo quali fossero le intenzioni di marketing e
programmazione per il futuro, perché chi viene da fuori non riesce
a distinguere quali regioni siano più o meno state colpite
dall'emergenza Coronavirus e, quindi, la Sicilia è uguale alla
Lombardia.
Pensavo che una operazione di marketing, già studiata fin da
adesso, fosse indispensabile per riprogrammare e ripartire per la
stagione futura perché questa, ovviamente, ormai è andata persa e
che ben vengano i settantacinque milioni che sono stati dati come
contributo in forma di voucher.
Però, vorrei fare un appunto all'assessore Messina - mi dispiace
che non c'è, spero che il collega possa riferire - noi avevamo
varato una norma, in quest'Aula, che riguardava il percorso
letterario, il percorso degli scrittori, e il Governo aveva
centoventi giorni di tempo per stilare il Regolamento. I termini
scadevano il 15 febbraio 2020. Ebbene, erano tempi non sospetti,
ancora non c'era l'emergenza Covid, questo Regolamento non è mai
arrivato.
Mi hanno contattato alcuni commissari straordinari, in particolare
la provincia di Ragusa, dicendomi che stanno lavorando per questo
percorso letterario anche in smart-working, perché stanno pensando,
appunto, al futuro, a come poter rilanciare l'immagine della nostra
Isola e attirare turisti con delle idee che possano essere
accattivanti, però temono che tutto questo lavoro sia fatto a vuoto
perché la Regione non ha ancora fatto il Regolamento.
Quindi, chiedo all'assessore Messina, visto che non l'ha fatto per
tempo, se riesce, con i suoi uffici, a fornire questo Regolamento e
mettere tutti nelle condizioni di poter progettare la ripresa
economica del settore turistico della nostra Isola.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, molto brevemente per chiederle di
convocare la Conferenza dei Capigruppo, in particolare per dedicare
spazio e tempo agli atti ispettivi che, giustamente, avendo avuto
la Finanziaria non vengono trattati da un po'.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole De Luca. Ne ha
facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
e, mai come in questo caso, mi rivolgo ai siciliani che ci stanno
seguendo.
Presidente, la tematica cassa integrazione in deroga è una
tematica che ha visto, veramente, sfigurare la Regione Siciliana
davanti agli occhi di tutta Italia. E la cosa più grave, oltre al
fatto che sono trascorsi 40 giorni dall'accordo sindacale per
vedere
PRESIDENTE. Sarebbe quantomeno garbato, da parte di un deputato,
parlare dinnanzi all'assessore che può dare risposte, perché
parlare così senza l'interlocuzione del Governo credo che lei non
avrà una risposta
DE LUCA. Presidente, la risposta non la deve dare a me l'assessore
Scavone, ma la deve dare a 150 mila famiglie che aspettano la cassa
integrazione. E se l'assessore Scavone avesse voluto ascoltare le
domande che sarebbero state, legittimamente, fatte da quest'Aula,
oggi, si sarebbe fatto trovare qui.
Il problema è che l'assessore Scavone, evidentemente, non sa
gestire il
PRESIDENTE. Lei sta parlando ai sensi dell'articolo 83.
L'argomento non è all'ordine del giorno.
DE LUCA. Va bene, allora mi lasci parlare.
PRESIDENTE. Il disegno di legge che è all'ordine del giorno è
quello sugli enti locali ed è presente l'assessore Grasso ed è
presente l'assessore Cordaro per conto del Governo, come è sempre
presente, quindi lei non lamenti l'assenza di alcuno.
DE LUCA. Allora, lei non tacci il mio intervento come non ha
tacciato quelli precedenti sullo stesso argomento.
Le dicevo che dopo 40 giorni siamo ad appena il 10 per cento delle
pratiche lavorate, che negli stessi giorni, tre giorni, in cui la
Lombardia aveva lavorato 765 pratiche la Regione siciliana ne aveva
lavorate 13; che con l'utilizzo della stessa piattaforma la
Campania ha trasmesso 30-40 mila domande e noi abbiamo 150 mila
famiglie che aspettano.
E allora, io le dico che se ci fosse una mozione di non capacità
il Movimento Cinque Stelle la presenterebbe. Ma siccome non c'è,
oggi annunciamo che nei confronti dell'assessore Scavone
presentiamo la mozione di censura perché il suo comportamento nel
non dare risposte adeguate ai siciliani che aspettano la cassa
integrazione è veramente al di fuori di ogni ragionevole dubbio.
L'assessore Scavone si è dimostrato non capace di affrontare
questo tema. Non ha dato le risposte che doveva dare. Parlava di
lavorare 2.000-2.500 pratiche al giorno e dopo 15 giorni ne abbiamo
lavorate ancora 4.500. La prima settimana ne doveva fare 1.400,
parlava già di 941 pratiche lavorate, e invece all'INPS ne erano
arrivate 13; 13 come gli Apostoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice. Ne ha
facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, io
vorrei intervenire su questo tema della cassa integrazione in
deroga evidenziando un fatto. Purtroppo, la situazione adesso
comincia a diventare, Presidente, davvero problematica.
Noi abbiamo ascoltato le parole dell'assessore Scavone che, sia in
Commissione prima, ma anche successivamente in Aula, ha spiegato
alcune motivazioni, evidenziato alcuni aspetti, alcune difficoltà.
Però, Presidente, noi abbiamo bisogno adesso di dare una risposta
concreta ai siciliani, di dare una soluzione a 150 mila persone che
attendono questa cassa integrazione in deroga e che vedono in
questa cassa integrazione in deroga l'unica speranza, l'unico
appiglio, l'unica boccata d'ossigeno a cui potersi aggrappare non
per fare una vita agiata, ma per sopravvivere.
Io capisco, comprendo; sono un uomo delle istituzioni, faccio
anche il Sindaco, e capisco e comprendo che ci possono essere delle
difficoltà. Però, le difficoltà arrivato ad un certo punto si
devono superare.
E' trascorso già quasi un mese e il problema non è la situazione
in sé, il problema è che non si intravede la soluzione rispetto a
questo tema così importante e delicato.
Qui ai lavoratori interessa ben poco se viene dato in più, se
vengono dati 10 euro o non vengono dati, se i sindacati li hanno
chiesti, se li ha chiesti il Governo, se li hanno chiesti i
funzionari. Ai lavoratori di questi 10 euro non interessa niente.
Ai lavoratori interessa soltanto una cosa: interessa capire quando,
finalmente, riusciranno a percepire questa cassa integrazione in
deroga, perché la situazione, Presidente, sta diventando
inammissibile, e che questa situazione possa sfociare in qualcosa
che nessuno di noi si augura. Questo, a mio avviso, può veramente
diventare un reale problema.
E' chiaro che nel momento in cui emerge che in Sicilia le pratiche
lavorate sono in un numero esiguo rispetto a quelle che sono state
le richieste, nel momento in cui emerge che qualcuno, non so chi a
questo punto perché i sindacati non sono stati, l'Assessorato non è
stato, i funzionari non sono stati, che qualcuno possa aggiungere
al danno anche la beffa dicendo che a questi lavoratori dobbiamo
dare anche 10 euro, è chiaro che qui scatta l'ira di tutti,
Presidente. Questo è ciò che succede. Al di là, signor Presidente,
che queste somme appartengono al fondo efficienze che, quindi,
fanno parte delle risorse che comunque devono essere erogate ai
lavoratori.
Chi ha fatto questa proposta in questo momento dovrebbe, secondo
me, non rimangiarsela, dovrebbe scomparire dalla Regione siciliana,
Presidente, perché è chiaro che è mortificante rispetto alla
situazione in cui si trovano questi lavoratori.
Volete dare il fondo efficienza? Suddividerlo a questi lavoratori
regionali siciliani? Benissimo Dateglielo Dateglielo fra due
mesi, fra tre mesi, ma dataglielo nel momento in cui i siciliani
che aspettano questa benedetta cassa integrazione hanno avuto le
risposte. Non 10 euro, gliene daremo anche 50 di euro
E' chiaro che in questo momento ai siciliani interessa una cosa
molto semplice, cioè percepire quanto gli tocca di diritto e che in
tutte le altre Regioni stanno percependo, perché purtroppo - mi
creda, Presidente - questa situazione ormai sta diventando
inammissibile e anche per chi si trova nella posizione come quella
di deputato diventa complicato riuscire a spiegare che la
piattaforma dell'INPS non dialoga con la piattaforma della Regione
che se sbagli un cap non funziona.
Tutta questa burocrazia sta mettendo in ginocchio il tessuto
siciliano I siciliani, Presidente, sono esausti
Il mio appello è un appello accorato e di cuore. Intervenga il
Presidente Musumeci su questo tema se è necessario. Intervenga in
maniera forte, in maniera importante, ma che si riesca a dare una
risposta che i siciliani attendono. La situazione ormai è diventata
insostenibile.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Signor Presidente, Assessori, colleghi, 150 mila
siciliani stanno aspettando quanto gli è dovuto e mentre guardano
questo indecoroso teatrino fra Assessore, dirigente generale e
dipendenti regionali, nel frattempo, non hanno un solo centesimo
nelle proprie tasche. Da troppe settimane stanno aspettando quello
che gli è dovuto. Da troppe settimane le risposte dell'Assessore
sono vaghe.
Il dirigente generale - che sicuramente non ha nominato mia nonna
e neanche noi - continua a dare responsabilità e a scaricare il
barile nei confronti dei sindacati. I sindacati si rifanno nei
confronti della Regione e, nel frattempo, 150 mila siciliani non
hanno un solo euro in tasca di quanto gli è dovuto.
Presidente, anziché dire: non potrete intervenire sull'argomento
o non dovete rimarcare il fatto che l'Assessore non è in Aula
perché l'ex articolo 83 bla bla bla . Presidente, i siciliani
queste cose non le comprendono perché da due mesi attendono la
cassa integrazione in deroga.
Nel vedere la Regione siciliana ultima fra le Regioni in Italia è
uno spettacolo assolutamente indecoroso per la nostra Regione. E'
indecente continuare a fare attendere questo tempo alle famiglie
siciliane che richiedono semplicemente quello che devono avere
Quello che è previsto per norma
Presidente, le chiedo se l'Assessore è qui, nel Palazzo, nelle
vicinanze venga a riferire all'Aula. Non possiamo aspettare una
settimana per averlo in Parlamento e ascoltare le sue parole. Non
possiamo scoprire che poi fa un video su Facebook in cui racconta
che in una settimana ne saranno elaborate 2.000-2.500 e, nel
frattempo, sono trascorse quattro settimane da quando ha fatto
quell'annuncio.
L'Assessore deve venire in Aula prima possibile. Il Presidente
della Regione deve venire a relazionare sulla cassa integrazione in
deroga il prima possibile perché questi siciliani non possono
attendere le parole dei politici, degli assessori, deputati, del
dirigente generale. Hanno bisogno di vedere all'interno dei propri
conti in banca quanto è dovuto loro e che, purtroppo, la Regione
siciliana sta semplicemente perdendo tempo nell'erogazione delle
loro pratiche.
PRESIDENTE. Ci sono stati parecchi interventi sull'argomento della
cassa integrazione in deroga. L'Assessore non è nel Palazzo. Mi
faccio carico di informarlo e alla prima seduta mi faccio carico
ovviamente di riferire dell'urgenza della sua presenza in Aula e di
riferire su questo tema.
Inviterei gli altri colleghi di non continuare su questo argomento
ma ai sensi dell'articolo 83, considerato che ci sono
improvvisamente tanti interventi da fare stasera di continuare, non
trattando questo argomento anche per una forma di rispetto verso
chi è assente,
(intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Chi è che grida? Onorevole Foti, proprio lei grida da
Vicepresidente dell'Assemblea Lei grida Cosa grida Ha diritto a
parlare Quando sarà sul podio parlerà.
E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento del Presidente Di Mauro sia stato quanto mai
tempestivo e, peraltro, mi sembra che già all'inizio della seduta
abbia anche ben rappresentato, ma ne era certo, Presidente, non
poteva certamente essere nelle considerazione né dell'Assessore né
del dirigente. Probabilmente, si sarà creata e ingenerata una
confusione legata ad una priorità; è normale, tutti i siciliani
attendevano che venisse dato riscontro ad una istanza, considerato
che coinvolgeva una così vasta platea.
Io ho sentito, peraltro, il direttore generale che mi diceva che
era allo studio un meccanismo per poter rientrare. Il Gruppo
parlamentare dell'UDC, ne avevamo parlato con il capogruppo ma con
tutti i colleghi, ha fatto una proposta che a questo punto
rappresentiamo certi che l'Assessore, una volta letta la proposta,
una volta avviato un confronto potrà valutarla, che era invece
quella di una task force, perché ho ricevuto diverse istanze dal
mondo dei CAF, dei patronati, dei commercialisti, dello stesso
CIAPI, per poter invece incardinare una iniziativa che concordata
con gli uffici possa finalmente portare verso una soluzione.
Certamente, l'Assessore non potrà che condividere questo
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, un momento. Parliamo di altro; lei
ha chiesto di intervenire, parli di altro.
FIGUCCIA. Presidente, io le sto venendo incontro.
PRESIDENTE. A me non viene incontro. Il problema è che verrà
l'Assessore a relazionare.
FIGUCCIA. Perfetto.
PRESIDENTE. I suggerimenti o l'interpretazione autentica la faccia
l'Assessore, questo voglio dire.
FIGUCCIA. E' chiaro, Presidente, però lei ha dato la parola a
diversi deputati che sono intervenuti sull'argomento. Io credo di
star facendo in questo momento un intervento che va nella direzione
che lei ha rappresentato. Questo ovviamente non può togliere,
Presidente, all'Aula e al Parlamento l'esigenza di esprimersi su un
tema delicatissimo.
Queste 130 mila persone aspettano che venga dato un riscontro. Si
vede da più parti una sensibilità che parte anche dal mondo delle
imprese. Ci sono imprenditori che, addirittura, si sono fatti
carico essi stessi e siccome questa macchina del fango che
coinvolge tutti i dipendenti regionali, oggettivamente, io non me
la sento di avallarla perché a fronte, magari, di un accordo che è
stato pensato dalle organizzazioni sindacali ci sono tante migliaia
di dipendenti regionali che stanno svolgendo bene il proprio
lavoro, io chiederei di avviare più rapidamente possibile questo
momento di confronto - come lei stesso diceva - in modo che si
possono avere tempi certi sul pagamento della Cassa integrazione e
penso che lo stesso Presidente della Regione potrà certamente
intervenire, come è stato fatto, con una serie di ordinanze su
altri temi legati alla fase 2 in modo da poter sedare questi
equivoci e questi, mi lasci dire, legittimi malumori. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà. Poi, concludiamo con gli onorevoli Lo Curto, Catanzaro,
Marano, Foti e Cracolici.
Rinunciano a parlare gli onorevoli Lo Curto e Cracolici. Ne
prendiamo atto.
LENTINI. Signor Presidente, grazie. Io non intervengo per la cassa
integrazione in deroga perché ne hanno parlato tutti e anche io
sono stato avvicinato e volevano capire la motivazione; quindi,
quello che si è detto già è abbastanza. Però, io invece, visto che
l'Assessore Cordaro è molto vicino al Presidente Musumeci, ma
questo è un pregio, è molto vicino, io volevo informare di una
cosa.
Caro Assessore, considerato che la fase 2 è iniziata e, diciamo,
molte attività lavorative ormai sono aperte, quelle pochissime
ormai che sono rimaste ferme che sono quelle che fanno parte del
codice ATECO 960201 che sarebbe la categoria addetta alla cura
della persona, sarebbero i barbieri, i parrucchieri e quant'altro,
si lamentano il fatto che è iniziata la tolettatura degli animali,
e hanno fatto bene, però riguardo alle persone praticamente questa
cosa non si può risolvere. Siccome il 26 aprile con il DPCM il
Presidente del Consiglio Conte ha dato suppergiù, in linea di
massima, quando è possibile perché si è confrontato col Comitato
scientifico, e ha dato così un ordine di cose secondo la loro
visione della cosa, considerato che praticamente se ne dovrà
riparlare per queste categorie dal 1 giugno in poi, giustamente
qua la gente ormai va a tremila e vuole conto e ragione perché da
un lato in questi due mesi hanno ricevuto 600 euro dallo Stato, e
con 600 euro sono già trascorsi questi 60 giorni non hanno visto
più un euro.
Noi da domenica, finalmente, abbiamo esitato la finanziaria e il
bilancio, ma prima che arrivano i fondi POC c'è ancora un altro po'
di tempo, quindi prendere in giro le persone che non possono
apparecchiare la tavola la sera per mangiare mi sembra un po'
pericoloso, in particolare di chi ricopre istituzione.
Quindi, io pregherei, Assessore, affinché magari noi di iniziativa
nostra come Regione autonoma, se cerchiamo di interferire col
nostro Presidente dicendo pure che il bar, i ristoratori se
rispettano le distanze, ci sono i vetri distanziali, possiamo
parlare di tutto e di più affinché queste categorie possano
finalmente aprire. Poi, successivamente quello che devono
recuperare poi si vede, ma intanto facciamoli iniziare.
Io mi ricordo, Presidente, ci fu il primo giornalista quando
accadde, quando il terremoto a L'Aquila, il terremoto a L'Aquila fu
ad aprile del 2009 onorevole Cracolici lei che è sempre attento con
le date e le conosce tutte, il giornalista la mattina ha detto
fate presto e venite a salvare a chi ancora è vivo . Signori miei
noi, oggi, ci troviamo in una situazione brutta, perché non solo i
tanti lavoratori che attendono la cassa integrazione in deroga, ma
anche chi è titolare di partita Iva, questi signori ancora devono
aspettare che cosa? Ci vogliamo sbrigare? Perché per ognuno di noi
è a rischio la nostra vita
Assessore, le chiedo, per favore, di interloquire con il
Presidente affinché possiamo almeno ragionare su questa cosa dei
parrucchieri, dei barbieri, e del servizio alle persone con bar e
ristoratori, affinché possano aprire magari 15 giorni prima e
possano recuperare qualcosa per le loro famiglie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro. Ne ha
facoltà.
CATANZARO. Signor Presidente, nel frattempo io rispetto quello che
è stato deciso da lei in merito all'assenza dell'assessore Scavone,
quindi l'Assessore al ramo; volevo anche io concentrare il mio
intervento sulla cassa integrazione in deroga, però nel frattempo
che sto parlando le indiscrezioni giornalistiche danno che, forse,
il direttore al lavoro si è dimesso, cioè significa che qualcuno
che ha sollevato in queste ore la problematica in merito alla cassa
integrazione in deroga a alla lentezza di quello che è accaduto per
tutte le famiglie che aspettano, forse c'è un fondamento ed una
responsabilità. Però, io rispetto l'Aula e rispetto, ovviamente,
nelle comunicazioni che sto facendo dico aspettando poi l'assessore
Scavone, però nel frattempo dico che qualche cosa è accaduta, in
merito invece ad un Commissione, la Commissione III che stamattina
è stata svolta, dove io sono il Vicepresidente diciamo che abbiamo
discusso e parlato di attività produttive con diverse l'audizione
si è svolta con diverse sollecitazioni che ci sono venute dal mondo
produttivo e dalle sigle produttive dove si chiede, appunto al
Governo regionale, non voglio assolutamente fare demagogia, però di
passare alla fase successiva cioè alla fase dell'emergenza
economico-sociale e, quindi, la riapertura dei settori produttivi
pulsanti.
Stamattina si è parlato della riapertura dei parrucchieri come si
è parlato della riapertura degli estetisti. Quindi, quello che io
chiedo al Governo regionale, e colgo l'occasione della presenza
degli Assessori, è di farsi carico in queste ore e di poter
comprendere se in sicurezza ci può essere una possibilità
nell'immediatezza di dare un riscontro a queste categorie perché,
ad esempio, anche i ristoratori che in questo momento versano in
una condizione abbastanza difficile, chiedono questo.
Nel frattempo, c'è un argomento che secondo me non è stato
trattato in Finanziaria e da questo Governo regionale, però che
merita enorme attenzione, ed è il wedding, perché questo segmento
produttivo è un segmento che in Italia ha 220 mila matrimoni che
sono celebrati in Italia, con un fatturato di 10 miliardi di euro e
con 40
PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Catanzaro.
CATANZARO. Sì. Dicevo, con 40 miliardi. Secondo me il Governo
regionale dovrebbe un attimino attenzionare questo segmento
produttivo. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Presidente, Governo, colleghi. Signor Presidente, anch'io
intervengo sulla Cassa integrazione in deroga, mi dispiace, mi
dispiace se devo aspettare 5 minuti per un intervento ripetitivo,
ma secondo me non è per nulla ripetitivo perché io sono indignata,
come sono indignate le 150 mila famiglie siciliane che aspettano
gli stipendi
PRESIDENTE. 33 mila le famiglie, non sono 150 mila. Lo avete
ripetuto 4 volte, 5 volte; solo l'onorevole Figuccia è informato
che sono 33 mila.
MARANO. Ah, ho capito, va bene.
PRESIDENTE. Non sono 150, ma questo lo dico a chiarimento.
MARANO. Poi lo controlliamo.
PRESIDENTE. No, ma questo lo dico a chiarimento.
MARANO. E poi lo controlliamo, va bene.
PRESIDENTE. Siccome esagerate le cose, sono 33 mila le famiglie.
MARANO. Presidente, mi scusi, siccome lei ha detto che non
dovevamo intervenire per rispetto dell'Assessore che non c'è e per
rispetto dei colleghi che non ci sono, sinceramente il rispetto
dovrebbero averlo i miei colleghi che non sono presenti oggi e
l'Assessore che non è fra i banchi del Governo. Premessa.
Dopodiché, siamo la barzelletta d'Italia La barzelletta d'Italia
Io vorrei capire se nei Dipartimenti, negli Assessorati, queste
persone che sono lì dentro si rendono conto che la gente non può
fare la spesa. Io capisco che le distanze sono enormi e nemmeno si
può immaginare certa gente cosa prova, ma, Presidente, è davvero da
rimanere sconvolti, non si può non innervosirsi con questa
situazione della Cassa integrazione in deroga.
E poi, in più, stamattina leggo il giornale e vedo che questi
impiegati vogliono il bonus, vogliono il premio per fare un lavoro
che devono fare già a prescindere. Dico, ma stiamo scherzando?
Aspettiamo che l'Assessore venga a riferire in Aula. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie Presidente, diciamo, in qualche modo, lei mi ha
ispirato questo intervento perché anche io volevo parlare, insomma,
delle attività che abbiamo svolto stamattina in III Commissione
dove ci siamo lungamente trattenuti con un collegamento con vari
comparti del mondo produttivo; però, mi dispiace alimentare la sua
insofferenza sull'argomento, però questi interventi in Aula portano
bene perché già qualcuno si è dimesso, è arrivata la comunicazione
del dirigente. Forse, a venire a riferire in Aula spontaneamente
doveva essere l'Assessore, dato che al margine delle polemiche c'è
davvero un'emergenza e su questo sono convinta anche lei convenga
che non è un argomento da poco perché nelle ristrettezze economiche
in cui da molto tempo ed anche lo stress psicologico in cui si
trovano tantissime famiglie, non ho fatto il conto, ma non
m'interessa, per me poteva essere anche solo una famiglia, il
discorso non sarebbe cambiato.
La cosa che mi dispiace molto è che la cosa di cui ci siamo dovuti
accontentare è stato l'Assessore che arrotolava un aereo di carta e
che pronunciava delle parole di speranza che tutti abbiamo
accompagnato, perché nei messaggi che ci arrivano, signor
Presidente - può sopportare qualche altro minuto - le assicuro che
nessuno di noi fomenta. Dice, anzi, l'Assessore ha fatto un video
è questione di ore è questione di giorni ed a poco valgono le
giustificazioni. Mi aspetto di vederlo in Aula, come tra l'altro ne
ho invocato la presenza in Aula per altri argomenti che non sto a
ripetere.
La cosa che mi fa rabbia è che i CPI, i centri per l'impiego, oggi
non sono potenziati come dovevano essere sulla base del decreto del
Ministero per il lavoro che già nel 2019 ha adottato con le
regioni, e quindi anche con questa Regione, un piano straordinario
di potenziamento dei CPI, mettendoci anche le risorse ed in base
alla quale già lo scorso anno noi avremmo dovuto espletare dei
concorsi per rafforzare i CPI, dove sappiamo benissimo che c'è del
personale che, per carità, si sbraccia, ma nei più dei casi ha
delle mansioni inquadrate in A e B e, quindi, materialmente non
possono trattare queste pratiche. E non è questione né dei 10 euro
e neanche dei 20 euro, qua il punto è che non sono messi in
condizione, non sono stati fatti i concorsi per il potenziamento
del CPI, a proposito avevo anche presentato una mozione.
Quest'anno dovevamo assumere ulteriore personale sempre con
risorse statali, l'anno scorso 32 milioni, speriamo che non li
abbiamo persi, quest'anno 27 milioni, a quest'ora avremmo avuto il
personale dei CPI. Ma noi responsabilmente siamo intervenuti anche
nella finanziaria con un comma che è diventato legge che crea una
vera task force ne ritrova anche le risorse economiche per la
lavorazione di queste pratiche. Quindi, al momento che si
pubblicherà la Gazzetta mi aspetto che il personale degli ex
sportellisti sia utilizzato per questo scopo di questa benedetta
lavorazione delle pratiche.
E le dico una cosa, questa mattina i datori di lavoro, i
commercianti, artigiani di vario tipo, immagini abbiamo avuto di
tutto, dai ristoratori a quelli che fanno i piercing che hanno
dipendenti, prima di pensare a parlare dei loro prestiti, dei loro
problemi, ci hanno chiesto: Ma per i nostri dipendenti che abbiamo
dovuto sganciare, quando gli arriva la cassa integrazione? Perché
per me è come se fosse un problema della mia famiglia .
Quindi, io mi auguro, signor Presidente, che già per la prossima
seduta si possa mettere all'interno dell'ordine del giorno una
discussione però che sia veritiera, perché non si può pretendere
collaborazione quando si vende fumo ed illusioni perché neanche a
noi piace fomentare le persone, ma dopo un mese e mezzo mi sembra
veramente troppo. Quindi, la prego di chiedere all'Assessore di
riferire in maniera veritiera qui in Aula.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti.
Abbiamo chiuso gli interventi. Il Governo ha chiesto di
intervenire. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi. Grazie signor Presidente, vede
mentre ascoltavo molti dei colleghi intervenire, ho mandato qualche
maledizione, spero che non me ne voglia, all'ottimo Zuckerberg
inventore di Facebook perché, molto spesso, ho la netta sensazione
che in Aula si intervenga esclusivamente per il favore della
telecamera e, poi, questa sensazione altrettanto spesso si
trasforma in certezza quando mi rendo conto che più dei due terzi
dei colleghi che sono intervenuti se ne sono già andati e, quindi,
non potranno neanche ascoltare la risposta del Governo che per
dovere e garbo istituzionale io mi sento di dare, anche se a volte
gli argomenti sarebbero talmente seri da far sì che, come in tanti
hanno chiesto, se ne facesse oggetto di un dibattito.
Ho sentito cose veramente fuori dall'ordinarietà e mi dispiace che
sia andato via l'onorevole De Domenico il quale parla di mancato
rispetto del Governo per l'Aula quando sono presenti l'Assessore
competente per il disegno di legge che oggi si trattava e
l'Assessore competente ai rapporti con il Parlamento.
Mi dispiace che sia andato via l'onorevole De Luca che ha già
svolto un processo e che lo ha concluso con sentenza irrevocabile
perché ha parlato di colpe oltre ogni ragionevole dubbio.
Mi dispiace che questi colleghi siano andati via perché,
evidentemente, avevano la necessità di offrire ai propri elettori,
ai propri amici il loro intervento ma non gli interessava il merito
del dibattito.
Ringrazio, invece, i colleghi che, se pur con tono più o meno
pacato, più o meno polemico, sono rimasti dopo il loro intervento e
a costoro voglio dire alcune cose e voglio fare alcune
precisazioni.
Onorevole Foti, pensare che un dirigente della Regione si dimetta
perché ci siano degli interventi in Aula significa avere un'idea
abbastanza rocambolesca della Regione soprattutto in un tempo in
cui questa viene presieduta da un uomo come Nello Musumeci.
Alle ore 15.00 si è tenuta una Giunta, in quella Giunta e, quindi,
ben prima che iniziasse l'Aula il Presidente della Regione ha
comunicato le dimissioni del dirigente generale, Vindigni; ha
spiegato alcune ragioni che è giusto che io non estenda, o meglio
ostenda , ma ha anche detto e, quindi, domani ci sarà un momento
di assoluta pubblicità, che domani alle ore 10.30 il Presidente
della Regione insieme all'assessore Scavone comunicheranno non
soltanto quanto è accaduto, perché è chiaro che molti di coloro che
siete intervenuti avete parlato soltanto facendo tesoro di notizie
giornalistiche e, quindi, non conoscendo la verità dei fatti, tante
cose sono state dette, molte vere, molte finte, lo scopriremo
meglio domani da chi le ha vissute direttamente, è stata creata una
task force e un gruppo di lavoro perché il ritardo preoccupa per
primo il Governo, fermo restando ed è questo però il punto che ci
tengo a sottolineare: che né chi vi parla, né alcun collega della
Giunta, né tanto meno il Presidente della Regione si è mai
sottratto al dibattito, al confronto con l'Aula e con le
Commissioni.
Quindi, al di là di alcuni interventi che avevano veramente il
sapore del populismo, le regole sono regole, o il Presidente
dell'Assemblea su richiesta dei parlamentari fissa un dibattito
d'Aula o i Presidenti delle Commissioni competenti convocano
l'Assessore in Commissione e ci si confronta. Sono cose che sapete
meglio di me, non le devo ripetere a voi perché, altrimenti,
finisce che capovolgiamo le regole democratiche, non vi devo
insegnare niente, anzi ho molto da apprendere e come vedete sono
stato qui ad ascoltare tutti e ci resto fino a quando la seduta non
verrà sciolta.
Ho ascoltato, invece, interventi di buon senso perché, ad esempio,
sulla Fase 2 è chiaro che ci vuole un momento di riflessione, però
mentre dico all'onorevole Dipasquale che, sulla fase 2 si
incentrerà l'attenzione del Parlamento posto che c'è una
finanziaria che per comodità abbiamo chiamato bis che riguarderà le
misure della ripartenza alla quale sta lavorando il dottore Mineo
insieme al gruppo di lavoro coordinato dal Presidente della
Regione, nello stesso tempo è giusto che dica che ci sono, caro
onorevole Lentini, una serie di attività che, purtroppo, non
dipendono dal Governo regionale e, quindi, anche su questo abbiamo
il dovere di fare chiarezza e mi spiego perché è giusto che
approfondisca il tema.
L'inserimento dei codici ATECO e, quindi, della possibilità per
una determinata categoria piuttosto che per un'altra di riaprire i
battenti e di riaprire l'attività dipende esclusivamente
dall'inserimento di quel codice ATECO all'interno di un futuro
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. C'è un passaggio
importante, onorevole Lentini, rispetto al quale bisognerà
comprendere se davvero in ragione di quella che potrà essere nei
prossimi giorni, nelle prossime settimane, la curva del contagio,
l'intendimento proposto dal presidente Conte soprattutto ai tre
Presidenti che fanno parte con lui della cabina di regia per gli
Affari regionali e cioè Bonaccini, Toti e Musumeci, se quello che è
stato detto dal presidente Conte sarà realtà e cioè che, tenendo
proprio in considerazione l'evoluzione della curva del contagio,
dal 18 maggio potrebbe essere data la possibilità, per ciascuna
Regione, al netto del fatto che sia a Statuto speciale o a Statuto
ordinario perché in questo tema non c'entra niente, la possibilità
di decidere autonomamente.
E, allora, oggi, dire che coloro che si occupano dei servizi alla
persona sotto il profilo estetico e, quindi, barberia,
parrucchieri, estetisti, eccetera, possano aprire prima del 4
giugno diventerebbe per noi un atto poco serio.
Il Presidente della Regione Musumeci, se lo conosco bene, e un po'
lo conosco, non andrà mai in contrasto con quelli che sono i DPCM,
al massimo li contesterà nelle sedi istituzionali perché ha
rispetto delle istituzioni sempre, sia quando dicono cose che
possono andare in linea con il suo pensiero, sia quando si pongono
in contrasto.
E, allora, rispetto a questo c'è un'istituzionale pressione che è
stata esercitata nelle scorse ore. Noi crediamo, personalmente di
quello che dico mi assumo la responsabilità, ritengo che sia
assolutamente idiota pensare che si possa entrare al supermercato
due, tre per volta, mantenendo le distanze e non lo si possa fare
in un bar a prendere il caffè. Mi pare assolutamente assurdo che si
possa andare in luoghi che prevedano comunque, in qualche modo, la
commistione ed evitare che si possa invece dal parrucchiere o dal
barbiere quando soprattutto ci sono dei saloni, dei coiffeur che
hanno sei, sette, otto posti e, quindi, le distanze potrebbero
benissimo essere mantenute.
Però, ad oggi, queste sono le regole e noi a queste regole
dobbiamo continuare a essere legati.
E, allora, rispetto a queste cose, onorevole colleghi, sono certo
che dopo il momento di comunicazione ufficiale - perché è chiaro
che un chiarimento va dato, come molti di voi hanno richiesto non
soltanto al Parlamento ma anche all'intero popolo siciliano -, dopo
la conferenza stampa di domani mattina quando il Parlamento riterrà
di richiedere un momento di chiarimento, personalmente sono
convinto che lo farà l'assessore Scavone in persona, a questo non
ci sottrarremo perché queste sono le regole democratiche e noi la
democrazia non la declamiamo, ma la pratichiamo.
PRESIDENTE. Grazie, assessore Cordaro. Gli interventi sono
conclusi, il Governo ha replicato, l'Aula è rinviata a mercoledì,
13 maggio 2020, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 17.08(*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
189a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 13 maggio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Rinvio delle elezioni degli organi degli enti locali e degli enti
di area vasta per l'anno 2020 (n. 731/A) (Seguito)
Relatore: on. Pellegrino
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio