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Resoconto d'Aula della Seduta n. 188 di mercoledì 06 maggio 2020
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   Presidenza del vicepresidente Di Mauro


                   La seduta è aperta alle ore 16.10

     Discussione del disegno di legge  Rinvio delle elezioni degli
                       organi degli enti locali
        e degli enti di area vasta per l'anno 2020  (n. 731/A)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, non essendoci  comunicazioni,  si
  passa  al  II punto all'ordine del giorno che reca discussione  del
  disegno  di  legge  Rinvio delle elezioni degli organi  degli  enti
  locali  e degli enti di area vasta per l'anno 2020  (n. 731/A).  Il
  Governo è presente nelle persone degli assessori Cordaro e Grasso.
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parola  il  relatore, onorevole  Pellegrino,  per
  svolgere la relazione.

   PELLEGRINO,  presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente, come notorio il disegno di legge prevede il  rinvio  in
  autunno  delle  elezioni amministrative: la finestra  che  è  stata
  individuata,  in  linea con quelle che sono le scelte  del  Governo
  nazionale,  è  dal  quindici settembre al  quindici  novembre;  una
  novità  è  quella dovuta all'emergenza Covid-19, e ci  saranno  due
  giorni  per le elezioni, la domenica fino alle 22,00, ed il  lunedì
  fino anche alle ore 14,00.
   Per quanto riguarda poi le città metropolitane, Liberi consorzi ed
  ex  Province  si svolgeranno sessanta giorni dopo la  proclamazione
  dei sindaci eletti e dei consiglieri comunali.
   Quindi   questo  è  il  disegno  di  legge  che  è  in  Aula   per
  l'approvazione.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale.  Non avendo alcun deputato chiesto di parlare,  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (È approvato)

   Onorevoli  colleghi  avverto che il termine per  la  presentazione
  degli emendamenti scade martedì alle ore 12.00.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   Governo,
  approfitto della presenza del Governo in Aula perché lo spirito con
  cui  abbiamo affrontato i lavori della scorsa settimana a proposito
  della  Finanziaria è stato quello di sostenere tutte  le  categorie
  che soffrono questo particolare momento di crisi.
   Certamente tra le categorie che stanno pagando questo momento  c'è
  quella  degli  ambulanti  ed,  in particolare,  mi  riferisco  agli
  ambulanti che organizzano i mercatini rionali.
   Noi  sfogliando  la  Finanziaria non abbiamo  trovato  una  misura
  specifica,  dedicata a questa categoria però noi abbiamo presentato
  un  ordine  del  giorno  affinché  in  una  delle  misure  previste
  dall'articolo 8 si trovi spazio per sostenere questa categoria che,
  all'evidenza,  è quella che non ha potuto attrezzarsi,  organizzare
  le proprie attività lavorative e che sta pagando a carissimo prezzo
  questa crisi.
   L'auspicio  è quello che sin dalle prossime settimane  il  Governo
  inizi  a dare attuazione alla Finanziaria prevedendo termini celeri
  e  una  istruttoria veloce in modo da dare il massimo  sostegno  ai
  siciliana che stanno pagando questa crisi a carissimo prezzo.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna gli onorevoli Arancio e Gucciardi.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Ai sensi dell'articolo 83, comma 2,  del Regolamento interno

   TAMAJO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TAMAJO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Governo,   ho
  ascoltato   con  attenzione  l'intervento  dell'onorevole   collega
  Barbagallo  ricordando  che ho presentato  anch'io  un  ordine  del
  giorno  per tutelare la categoria degli ambulanti ossia quelli  che
  lavorano e fanno commercio su aree pubbliche.
   Mi  auguro  che  il  Governo rispetti gli impegni  e  rispetti  le
  prerogative  di questa categoria che è una categoria che  realmente
  abbiamo  dimenticato di tutelare all'interno della finanziaria  per
  cui  mi  auguro  che  il Governo li tuteli e trovi  le  forme  e  i
  provvedimenti  necessari  affinché  vengano  inseriti  nei  decreti
  attuativi della finanziaria.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE. Signor Presidente, assessori, onorevoli colleghi,  una
  preghiera, e la stessa cosa rivolgo agli Assessori.
   Io  penso  che dopo il lavoro fatto per la Finanziaria che,  tutto
  sommato,  è stato un buon lavoro, in particolar modo quello  svolto
  dall'Assemblea  e  anche dal Governo, per chi  ha  partecipato;  io
  penso che sia necessario, e voglio fare un intervento assolutamente
  costruttivo, signor Presidente e Assessori, che quest'Aula abbia la
  possibilità  di  confrontarsi sulla fase 2,  fatevi  promotori  nei
  confronti  del  Presidente Musumeci affinché  metta  in  condizione
  tutti i Gruppi parlamentari di confrontarci su questo.
   Guardate  che abbiamo grossissime difficoltà. Cioè  abbiamo   -  e
  penso che questo valga sia per i parlamentari di minoranza che  per
  quelli  di  maggioranza  -  tutta una serie di  sollecitazioni  per
  quanto riguarda la cassa integrazione che non riesce a partire, cha
  ancora  è bloccata e non facciamo altro che ricevere telefonate  di
  accuse,  perché  non  è  che poi alla fine i  siciliani  fanno  una
  differenza  tra  maggioranza e opposizione,  ci  considerano  tutti
  responsabili.
   Quindi   abbiamo  veramente  l'esigenza  -   velocemente   -    di
  confrontarci  con  il  Governo  su  alcune  cose  che  non   stanno
  funzionando  per  vedere,  ecco,  se  magari  possono  esserci  dei
  suggerimenti,  perché, davvero, quella della cassa  integrazione  è
  una,  così  come io ritengo si sia fatto un errore, e  forse  serve
  discuterne  su  questo,  in merito a quelle  che  sono  le  libertà
  individuali,  quelle  motorie e quelle sportive.  Cioè  noi  stiamo
  bloccando  tutto  il  mondo dello sport  della  Sicilia  lo  stiamo
  bloccando,  tutti a casa, quando nel resto delle regioni  d'Italia,
  Lombardia per prima, che ha una situazione sanitaria molto  diversa
  dalla nostra, sta utilizzando un contesto che è quello regionale, e
  noi abbiamo tutto il mondo dello sport e delle attività motorie,  e
  invece qui in Sicilia bloccate nella città, nell'abitazione.
   Quindi,  signor  Presidente, questo e altro serve  un  momento  di
  confronto con il Governo costruttivo.
   Quindi,  io  la  prego, sia a lei che agli Assessori  presenti  di
  trasmettere  al Presidente Musumeci l'esigenza di un  confronto  in
  Aula sull'avvio della fase 2.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Sì, però, dobbiamo darci un ordine. Il Regolamento dice per trenta
  minuti.
   Hanno  chiesto,  altresì,  dopo cinque interventi  l'onorevole  De
  Domenico,  l'onorevole Sammartino, l'onorevole Campo e  l'onorevole
  Lupo.
   Signori non è che possiamo stare due ore a fare comunicazioni.
   Allora, chi chiede di intervenire? L'onorevole Lentini  Cioè tutta
  l'Aula?
   Allora  li iscriviamo tutti, così cominciamo a scrivere  tutti  su
  questi  interventi ai sensi dell'articolo 83. Allora: De  Luca,  Lo
  Giudice, Sunseri.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi  duecento  mila
  siciliani   sono   in   attesa  ancora  della  famosissima,   ormai
  famigerata, cassa integrazione in deroga.
   Si  è attivato, a quanto pare subito, anzi sono state attivate  le
  procedure di smart-working per 140 dipendenti del Dipartimento  del
  lavoro.  Questi dipendenti della sezione lavoro hanno  avanzato  in
  sede  di  contrattazione sindacale delle prerogative e, tra  queste
  prerogative, a quanto pare, ci sarebbe quella di chiedere  10  Euro
  per ogni pratica lavorata.
   Ieri  lo abbiamo letto tutti sui giornali la notizia che ha  fatto
  scalpore   e   ognuno  di  noi  ha  avuto  modo  di   approfondire.
  Approfondendo   nella   notizia  e   leggendo   i   verbali   delle
  contrattazioni sindacali, per carità sono prerogative legittime che
  ognuno  avanza  in sede sindacale, poi si fa la contrattazione,  se
  determinate cose spettano bene, sennò niente. In questi verbali non
  si   fa   menzione   di  questi  10  Euro  a  pratica.   Si   parla
  dell'adeguamento   dei   locali   di   lavoro,   degli   orari   di
  disconnessione,  tutte  tematiche  che  devono  essere  oggetto  di
  regolamentazione quando si parla di telelavoro o smart-working.
   Ora,  Presidente, io vorrei, ma questa cosa l'ho  fatta  anche  in
  sede  di  Commissione  V come audizione, ma  sarebbe  il  caso  che
  l'assessore  venisse qui in Aula a riferire, chi,  quando,  come  e
  perché ha messo in giro, a questo punto, la diceria che determinati
  dipendenti  chiedessero 10 euro per ogni pratica  lavorata.  Perché
  l'assessore dice che non ne sa nulla, i dipendenti hanno dichiarato
  con  il  sindacato che nessuno ha detto di volere questi 10 euro  a
  pratica, ora non lo so, se si vogliono utilizzare come scudi  umani
  i dipendenti che poi sono l'ultima del carro; l'assessore venga qui
  con  il  Governo e ci dica e si prenda le responsabilità  del  caso
  perché, in un periodo come questo, abbastanza diciamo umorale,  dal
  punto di vista della crisi che stiamo attraversando, quando ci sono
  200.000  padri  di famiglia in attesa della cassa  integrazione  in
  deroga,  parlare in questo modo è puntare un mirino e accendere  un
  faro  nei  confronti  di dipendenti che, spesso  e  volentieri,  si
  trovano ignari nel recriminare determinate situazioni.
   Questa  è  un'urgenza, Presidente, perché la crisi  ancora  non  è
  finita, sulla cassa integrazione il Governo viaggia con la velocità
  di  una  lumaca con il freno a mano alzato, quindi non si sa quando
  riceveranno questi operai la cassa integrazione, quindi è  il  caso
  che si faccia immediatamente chiarezza.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, lei lo sa che i dipendenti né tanto
  meno il Governo chiede 10 euro per ogni pratica, né tanto meno  gli
  uffici provinciali o gli ispettorati provinciali.

   CRACOLICI. Allora chi?

   PRESIDENTE.  Come? Certamente non i dipendenti  degli  uffici  del
  lavoro  né  tantomeno quelli dell'ispettorato al lavoro,  né  tanto
  meno  il  Governo. Onorevole Cracolici, lei lo sa  come  stanno  le
  cose.

   DE DOMENICO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  DOMENICO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessori. Io
  credo  che  esaurito  questo  capitolo della  Finanziaria  in  cui,
  ovviamente,  eravamo  qui tutti presenti, ora  il  numero  è  sceso
  notevolmente anche da parte della compagine governativa, perché  si
  sottovaluta l'attività parlamentare.
   Io  ritengo  che qui il Parlamento debba essere il centro  in  cui
  debba  essere discussa la fase 2 della ripartenza. Io  ritengo  che
  non  si possa immaginare una ripartenza, come dire, che si basi  su
  un principio di autodeterminazione governativa.
   E' stato questo Parlamento, faccio un esempio, che ha stabilito  i
  150 milioni dell'assessore Turano. E l'assessore Turano stamattina,
  è  intervenuto  in III Commissione, dicendo che sta  lavorando,  ha
  bisogno  di  una  settimana  per fare una  proposta.  Io  non  sono
  assolutamente  d'accordo  con  un  atteggiamento  del  genere,  qui
  dobbiamo  invertire  esattamente la questione,  non  è  l'assessore
  Turano  che  fa  la  proposta, bisogna  ascoltare  innanzitutto  le
  categorie,  poi  bisogna  ascoltare  questo  Parlamento,   e   dopo
  l'assessore  Turano  potrà fare una proposta, dopo  aver  ascoltato
  tutti  e, soprattutto, quelli che ogni giorno sono in prima  linea.
  Non  possiamo immaginare di tirare fuori dal cilindro una  proposta
  che  magari  noi come deputati la sappiamo attraverso la conferenza
  stampa che farà l'assessore Turano o chi per lui.
   Questo  modo  di  procedere  non va bene  perché  oggi  andremo  a
  stabilire il destino dei prossimi 20 anni della nostra Terra e  non
  è possibile questo destino si decida nello stretto e ristrettissima
  cerchia del Governo e forse neanche tutto al completo.

   PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori  assessori,
  durante  la  Finanziaria io avevo sollecitato l'assessore  Messina,
  sempre  riguardo  alla  fase 2, ovvero la  ripartenza  del  settore
  turistico,  chiedendo quali fossero le intenzioni  di  marketing  e
  programmazione per il futuro, perché chi viene da fuori non  riesce
  a  distinguere  quali  regioni  siano  più  o  meno  state  colpite
  dall'emergenza  Coronavirus e, quindi, la  Sicilia  è  uguale  alla
  Lombardia.
   Pensavo  che  una  operazione di marketing, già  studiata  fin  da
  adesso, fosse indispensabile per riprogrammare e ripartire  per  la
  stagione futura perché questa, ovviamente, ormai è andata  persa  e
  che  ben vengano i settantacinque milioni che sono stati dati  come
  contributo in forma di voucher.
   Però,  vorrei fare un appunto all'assessore Messina - mi  dispiace
  che  non  c'è,  spero che il collega possa riferire -  noi  avevamo
  varato  una  norma,  in  quest'Aula,  che  riguardava  il  percorso
  letterario,  il  percorso  degli  scrittori,  e  il  Governo  aveva
  centoventi  giorni di tempo per stilare il Regolamento.  I  termini
  scadevano  il  15 febbraio 2020. Ebbene, erano tempi non  sospetti,
  ancora  non c'era l'emergenza Covid, questo Regolamento non  è  mai
  arrivato.
   Mi hanno contattato alcuni commissari straordinari, in particolare
  la  provincia di Ragusa, dicendomi che stanno lavorando per  questo
  percorso letterario anche in smart-working, perché stanno pensando,
  appunto, al futuro, a come poter rilanciare l'immagine della nostra
  Isola  e  attirare  turisti  con  delle  idee  che  possano  essere
  accattivanti, però temono che tutto questo lavoro sia fatto a vuoto
  perché la Regione non ha ancora fatto il Regolamento.
   Quindi, chiedo all'assessore Messina, visto che non l'ha fatto per
  tempo, se riesce, con i suoi uffici, a fornire questo Regolamento e
  mettere  tutti  nelle  condizioni di poter  progettare  la  ripresa
  economica del settore turistico della nostra Isola.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente,  molto  brevemente  per  chiederle   di
  convocare la Conferenza dei Capigruppo, in particolare per dedicare
  spazio  e tempo agli atti ispettivi che, giustamente, avendo  avuto
  la Finanziaria non vengono trattati da un po'.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a parlare l'onorevole  De  Luca.  Ne  ha
  facoltà.

   DE  LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori assessori
  e,  mai  come in questo caso, mi rivolgo ai siciliani che ci stanno
  seguendo.
   Presidente,  la  tematica  cassa  integrazione  in  deroga  è  una
  tematica  che  ha visto, veramente, sfigurare la Regione  Siciliana
  davanti  agli occhi di tutta Italia. E la cosa più grave, oltre  al
  fatto  che  sono  trascorsi  40 giorni dall'accordo  sindacale  per
  vedere

   PRESIDENTE.  Sarebbe quantomeno garbato, da parte di un  deputato,
  parlare  dinnanzi  all'assessore  che  può  dare  risposte,  perché
  parlare  così senza l'interlocuzione del Governo credo che lei  non
  avrà una risposta

   DE LUCA. Presidente, la risposta non la deve dare a me l'assessore
  Scavone, ma la deve dare a 150 mila famiglie che aspettano la cassa
  integrazione. E se l'assessore Scavone avesse voluto  ascoltare  le
  domande  che  sarebbero state, legittimamente, fatte da quest'Aula,
  oggi, si sarebbe fatto trovare qui.
   Il  problema  è  che  l'assessore Scavone, evidentemente,  non  sa
  gestire il

   PRESIDENTE.   Lei   sta  parlando  ai  sensi   dell'articolo   83.
  L'argomento non è all'ordine del giorno.

   DE LUCA. Va bene, allora mi lasci parlare.

   PRESIDENTE.  Il  disegno di legge che è all'ordine  del  giorno  è
  quello  sugli  enti locali ed è presente l'assessore  Grasso  ed  è
  presente  l'assessore Cordaro per conto del Governo, come è  sempre
  presente, quindi lei non lamenti l'assenza di alcuno.

   DE  LUCA.  Allora,  lei non tacci il mio intervento  come  non  ha
  tacciato quelli precedenti sullo stesso argomento.
   Le dicevo che dopo 40 giorni siamo ad appena il 10 per cento delle
  pratiche lavorate, che negli stessi giorni, tre giorni, in  cui  la
  Lombardia aveva lavorato 765 pratiche la Regione siciliana ne aveva
  lavorate  13;  che  con  l'utilizzo  della  stessa  piattaforma  la
  Campania  ha  trasmesso 30-40 mila domande e noi abbiamo  150  mila
  famiglie che aspettano.
   E  allora, io le dico che se ci fosse una mozione di non  capacità
  il  Movimento Cinque Stelle la presenterebbe. Ma siccome  non  c'è,
  oggi   annunciamo   che   nei  confronti   dell'assessore   Scavone
  presentiamo  la mozione di censura perché il suo comportamento  nel
  non  dare  risposte  adeguate ai siciliani che aspettano  la  cassa
  integrazione è veramente al di fuori di ogni ragionevole dubbio.
   L'assessore  Scavone  si  è dimostrato non  capace  di  affrontare
  questo  tema. Non ha dato le risposte che doveva dare.  Parlava  di
  lavorare 2.000-2.500 pratiche al giorno e dopo 15 giorni ne abbiamo
  lavorate  ancora  4.500. La prima settimana ne doveva  fare  1.400,
  parlava  già di 941 pratiche lavorate, e invece all'INPS  ne  erano
  arrivate 13; 13 come gli Apostoli.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Lo Giudice.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  GIUDICE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  Governo,  io
  vorrei  intervenire  su  questo tema della  cassa  integrazione  in
  deroga  evidenziando  un  fatto. Purtroppo,  la  situazione  adesso
  comincia a diventare, Presidente, davvero problematica.
   Noi abbiamo ascoltato le parole dell'assessore Scavone che, sia in
  Commissione  prima, ma anche successivamente in Aula,  ha  spiegato
  alcune motivazioni, evidenziato alcuni aspetti, alcune difficoltà.
   Però,  Presidente, noi abbiamo bisogno adesso di dare una risposta
  concreta ai siciliani, di dare una soluzione a 150 mila persone che
  attendono  questa  cassa integrazione in deroga  e  che  vedono  in
  questa  cassa  integrazione  in deroga  l'unica  speranza,  l'unico
  appiglio,  l'unica boccata d'ossigeno a cui potersi aggrappare  non
  per fare una vita agiata, ma per sopravvivere.
   Io  capisco,  comprendo;  sono un uomo delle  istituzioni,  faccio
  anche il Sindaco, e capisco e comprendo che ci possono essere delle
  difficoltà.  Però,  le difficoltà arrivato ad  un  certo  punto  si
  devono superare.
   E'  trascorso già quasi un mese e il problema non è la  situazione
  in  sé, il problema è che non si intravede la soluzione rispetto  a
  questo tema così importante e delicato.
   Qui  ai  lavoratori interessa ben poco se viene dato  in  più,  se
  vengono  dati 10 euro o non vengono dati, se i sindacati  li  hanno
  chiesti,  se  li  ha  chiesti il Governo, se  li  hanno  chiesti  i
  funzionari.  Ai lavoratori di questi 10 euro non interessa  niente.
  Ai lavoratori interessa soltanto una cosa: interessa capire quando,
  finalmente,  riusciranno a percepire questa cassa  integrazione  in
  deroga,   perché   la   situazione,  Presidente,   sta   diventando
  inammissibile, e che questa situazione possa sfociare  in  qualcosa
  che  nessuno di noi si augura. Questo, a mio avviso, può  veramente
  diventare un reale problema.
   E' chiaro che nel momento in cui emerge che in Sicilia le pratiche
  lavorate sono in un numero esiguo rispetto a quelle che sono  state
  le richieste, nel momento in cui emerge che qualcuno, non so chi  a
  questo punto perché i sindacati non sono stati, l'Assessorato non è
  stato,  i  funzionari non sono stati, che qualcuno possa aggiungere
  al  danno  anche la beffa dicendo che a questi lavoratori  dobbiamo
  dare  anche  10  euro,  è  chiaro che qui scatta  l'ira  di  tutti,
  Presidente.  Questo è ciò che succede. Al di là, signor Presidente,
  che  queste  somme  appartengono al fondo efficienze  che,  quindi,
  fanno  parte  delle risorse che comunque devono essere  erogate  ai
  lavoratori.
   Chi  ha  fatto questa proposta in questo momento dovrebbe, secondo
  me, non rimangiarsela, dovrebbe scomparire dalla Regione siciliana,
  Presidente,  perché  è  chiaro  che è  mortificante  rispetto  alla
  situazione in cui si trovano questi lavoratori.
   Volete  dare il fondo efficienza? Suddividerlo a questi lavoratori
  regionali  siciliani?  Benissimo  Dateglielo   Dateglielo  fra  due
  mesi,  fra  tre mesi, ma dataglielo nel momento in cui i  siciliani
  che  aspettano questa benedetta cassa integrazione hanno  avuto  le
  risposte. Non 10 euro, gliene daremo anche 50 di euro
   E'  chiaro che in questo momento ai siciliani interessa  una  cosa
  molto semplice, cioè percepire quanto gli tocca di diritto e che in
  tutte  le  altre Regioni stanno percependo, perché purtroppo  -  mi
  creda,   Presidente  -  questa  situazione  ormai  sta   diventando
  inammissibile e anche per chi si trova nella posizione come  quella
  di   deputato  diventa  complicato  riuscire  a  spiegare  che   la
  piattaforma dell'INPS non dialoga con la piattaforma della  Regione
  che se sbagli un cap non funziona.
   Tutta  questa  burocrazia  sta mettendo in  ginocchio  il  tessuto
  siciliano  I siciliani, Presidente, sono esausti
   Il  mio  appello è un appello accorato e di cuore.  Intervenga  il
  Presidente  Musumeci su questo tema se è necessario. Intervenga  in
  maniera  forte, in maniera importante, ma che si riesca a dare  una
  risposta che i siciliani attendono. La situazione ormai è diventata
  insostenibile.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.   Signor  Presidente,  Assessori,  colleghi,   150   mila
  siciliani  stanno aspettando quanto gli è dovuto e mentre  guardano
  questo  indecoroso  teatrino fra Assessore,  dirigente  generale  e
  dipendenti  regionali, nel frattempo, non hanno un  solo  centesimo
  nelle  proprie tasche. Da troppe settimane stanno aspettando quello
  che  gli  è  dovuto. Da troppe settimane le risposte dell'Assessore
  sono vaghe.
   Il  dirigente generale - che sicuramente non ha nominato mia nonna
  e  neanche  noi - continua a dare responsabilità e a  scaricare  il
  barile  nei  confronti dei sindacati. I sindacati  si  rifanno  nei
  confronti  della Regione e, nel frattempo, 150 mila  siciliani  non
  hanno un solo euro in tasca di quanto gli è dovuto.
   Presidente,  anziché dire:  non potrete intervenire sull'argomento
  o  non  dovete  rimarcare il fatto che l'Assessore non  è  in  Aula
  perché  l'ex  articolo  83 bla bla bla  . Presidente,  i  siciliani
  queste  cose  non  le comprendono perché da due mesi  attendono  la
  cassa integrazione in deroga.
   Nel vedere la Regione siciliana ultima fra le Regioni in Italia  è
  uno  spettacolo assolutamente indecoroso per la nostra Regione.  E'
  indecente  continuare a fare attendere questo tempo  alle  famiglie
  siciliane  che  richiedono semplicemente quello che  devono  avere
  Quello che è previsto per norma
   Presidente,  le  chiedo  se l'Assessore è qui, nel Palazzo,  nelle
  vicinanze  venga  a riferire all'Aula. Non possiamo  aspettare  una
  settimana  per averlo in Parlamento e ascoltare le sue parole.  Non
  possiamo  scoprire che poi fa un video su Facebook in cui  racconta
  che  in  una  settimana  ne saranno elaborate  2.000-2.500  e,  nel
  frattempo,  sono  trascorse quattro settimane da  quando  ha  fatto
  quell'annuncio.
   L'Assessore  deve  venire in Aula prima possibile.  Il  Presidente
  della Regione deve venire a relazionare sulla cassa integrazione in
  deroga  il  prima  possibile perché questi  siciliani  non  possono
  attendere  le  parole dei politici, degli assessori, deputati,  del
  dirigente generale. Hanno bisogno di vedere all'interno dei  propri
  conti  in  banca quanto è dovuto loro e che, purtroppo, la  Regione
  siciliana  sta  semplicemente perdendo tempo nell'erogazione  delle
  loro pratiche.

   PRESIDENTE. Ci sono stati parecchi interventi sull'argomento della
  cassa  integrazione in deroga. L'Assessore non è  nel  Palazzo.  Mi
  faccio  carico  di informarlo e alla prima seduta mi faccio  carico
  ovviamente di riferire dell'urgenza della sua presenza in Aula e di
  riferire su questo tema.
   Inviterei gli altri colleghi di non continuare su questo argomento
  ma   ai   sensi   dell'articolo  83,  considerato   che   ci   sono
  improvvisamente tanti interventi da fare stasera di continuare, non
  trattando  questo argomento anche per una forma di  rispetto  verso
  chi è assente,

           (intervento fuori microfono dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE. Chi è che grida? Onorevole Foti, proprio lei grida  da
  Vicepresidente dell'Assemblea  Lei grida  Cosa grida   Ha diritto a
  parlare  Quando sarà sul podio parlerà.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha facoltà.

   FIGUCCIA.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo   che
  l'intervento  del  Presidente  Di  Mauro  sia  stato   quanto   mai
  tempestivo  e, peraltro, mi sembra che già all'inizio della  seduta
  abbia  anche  ben  rappresentato, ma ne era certo, Presidente,  non
  poteva certamente essere nelle considerazione né dell'Assessore  né
  del  dirigente.  Probabilmente, si sarà  creata  e  ingenerata  una
  confusione  legata  ad una priorità; è normale, tutti  i  siciliani
  attendevano  che venisse dato riscontro ad una istanza, considerato
  che coinvolgeva una così vasta platea.
   Io  ho sentito, peraltro, il direttore generale che mi diceva  che
  era  allo  studio  un  meccanismo per poter  rientrare.  Il  Gruppo
  parlamentare dell'UDC, ne avevamo parlato con il capogruppo ma  con
  tutti  i  colleghi,  ha  fatto  una proposta  che  a  questo  punto
  rappresentiamo certi che l'Assessore, una volta letta la  proposta,
  una  volta  avviato un confronto potrà valutarla,  che  era  invece
  quella  di  una task force, perché ho ricevuto diverse istanze  dal
  mondo  dei  CAF,  dei patronati, dei commercialisti,  dello  stesso
  CIAPI,  per  poter invece incardinare una iniziativa che concordata
  con gli uffici possa finalmente portare verso una soluzione.
   Certamente, l'Assessore non potrà che condividere questo

   PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, un momento. Parliamo di altro; lei
  ha chiesto di intervenire, parli di altro.

   FIGUCCIA. Presidente, io le sto venendo incontro.

   PRESIDENTE.  A  me  non viene incontro. Il problema  è  che  verrà
  l'Assessore a relazionare.

   FIGUCCIA. Perfetto.

   PRESIDENTE. I suggerimenti o l'interpretazione autentica la faccia
  l'Assessore, questo voglio dire.

   FIGUCCIA.  E'  chiaro, Presidente, però lei ha dato  la  parola  a
  diversi  deputati che sono intervenuti sull'argomento. Io credo  di
  star facendo in questo momento un intervento che va nella direzione
  che  lei  ha  rappresentato. Questo ovviamente  non  può  togliere,
  Presidente, all'Aula e al Parlamento l'esigenza di esprimersi su un
  tema delicatissimo.
   Queste 130 mila persone aspettano che venga dato un riscontro.  Si
  vede  da più parti una sensibilità che parte anche dal mondo  delle
  imprese.  Ci  sono  imprenditori che, addirittura,  si  sono  fatti
  carico  essi  stessi  e  siccome  questa  macchina  del  fango  che
  coinvolge tutti i dipendenti regionali, oggettivamente, io  non  me
  la sento di avallarla perché a fronte, magari, di un accordo che  è
  stato pensato dalle organizzazioni sindacali ci sono tante migliaia
  di  dipendenti  regionali  che stanno  svolgendo  bene  il  proprio
  lavoro,  io  chiederei di avviare più rapidamente possibile  questo
  momento  di  confronto - come lei stesso diceva - in  modo  che  si
  possono avere tempi certi sul pagamento della Cassa integrazione  e
  penso  che  lo  stesso  Presidente della Regione  potrà  certamente
  intervenire,  come  è stato fatto, con una serie  di  ordinanze  su
  altri  temi  legati  alla  fase 2 in modo da  poter  sedare  questi
  equivoci e questi, mi lasci dire, legittimi malumori. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.  Poi,  concludiamo con gli onorevoli Lo Curto,  Catanzaro,
  Marano, Foti e Cracolici.
   Rinunciano   a  parlare  gli onorevoli Lo Curto  e  Cracolici.  Ne
  prendiamo atto.

   LENTINI. Signor Presidente, grazie. Io non intervengo per la cassa
  integrazione  in deroga perché ne hanno parlato tutti  e  anche  io
  sono  stato  avvicinato e volevano capire la  motivazione;  quindi,
  quello che si è detto già è abbastanza. Però, io invece, visto  che
  l'Assessore  Cordaro  è  molto vicino al  Presidente  Musumeci,  ma
  questo  è  un  pregio, è molto vicino, io volevo informare  di  una
  cosa.
   Caro  Assessore, considerato che la fase 2 è iniziata e,  diciamo,
  molte  attività  lavorative  ormai sono aperte,  quelle  pochissime
  ormai  che  sono rimaste ferme che sono quelle che fanno parte  del
  codice  ATECO  960201 che sarebbe la categoria  addetta  alla  cura
  della  persona, sarebbero i barbieri, i parrucchieri e quant'altro,
  si  lamentano il fatto che è iniziata la tolettatura degli animali,
  e  hanno fatto bene, però riguardo alle persone praticamente questa
  cosa  non  si può risolvere. Siccome il 26  aprile con il  DPCM  il
  Presidente  del  Consiglio Conte ha dato  suppergiù,  in  linea  di
  massima,  quando è possibile perché si è confrontato  col  Comitato
  scientifico,  e  ha  dato così un ordine di cose  secondo  la  loro
  visione  della  cosa,  considerato che  praticamente  se  ne  dovrà
  riparlare  per  queste categorie dal 1  giugno in poi,  giustamente
  qua la gente  ormai va a tremila e vuole conto e ragione perché  da
  un  lato in questi due mesi hanno ricevuto 600 euro dallo Stato,  e
  con  600 euro  sono già trascorsi questi 60 giorni non hanno  visto
  più un euro.
   Noi  da domenica, finalmente, abbiamo esitato la finanziaria e  il
  bilancio, ma prima che arrivano i fondi POC c'è ancora un altro po'
  di  tempo,  quindi  prendere in giro le  persone  che  non  possono
  apparecchiare  la  tavola la sera per mangiare  mi  sembra  un  po'
  pericoloso, in particolare di chi ricopre istituzione.
   Quindi, io pregherei, Assessore, affinché magari noi di iniziativa
  nostra  come  Regione  autonoma, se cerchiamo  di  interferire  col
  nostro  Presidente  dicendo  pure che  il  bar,  i  ristoratori  se
  rispettano  le  distanze,  ci  sono i vetri  distanziali,  possiamo
  parlare  di  tutto  e  di  più affinché  queste  categorie  possano
  finalmente   aprire.  Poi,  successivamente   quello   che   devono
  recuperare poi si vede, ma intanto facciamoli iniziare.
   Io  mi  ricordo,  Presidente, ci fu il  primo  giornalista  quando
  accadde, quando il terremoto a L'Aquila, il terremoto a L'Aquila fu
  ad aprile del 2009 onorevole Cracolici lei che è sempre attento con
  le  date  e  le conosce tutte, il giornalista la mattina  ha  detto
   fate presto e venite a salvare a chi ancora è vivo . Signori  miei
  noi, oggi, ci troviamo in una situazione brutta, perché non solo  i
  tanti lavoratori che attendono la cassa integrazione in deroga,  ma
  anche  chi è titolare di partita Iva, questi signori ancora  devono
  aspettare che cosa? Ci vogliamo sbrigare? Perché per ognuno di  noi
  è a rischio la nostra vita
   Assessore,  le  chiedo,  per  favore,  di  interloquire   con   il
  Presidente  affinché possiamo almeno ragionare su questa  cosa  dei
  parrucchieri, dei barbieri, e del servizio alle persone con  bar  e
  ristoratori,  affinché  possano aprire magari  15  giorni  prima  e
  possano recuperare qualcosa per le loro famiglie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Catanzaro.  Ne  ha
  facoltà.

   CATANZARO. Signor Presidente, nel frattempo io rispetto quello che
  è stato deciso da lei in merito all'assenza dell'assessore Scavone,
  quindi  l'Assessore  al ramo; volevo anche io  concentrare  il  mio
  intervento  sulla cassa integrazione in deroga, però nel  frattempo
  che  sto parlando le indiscrezioni giornalistiche danno che, forse,
  il  direttore  al lavoro si è dimesso, cioè significa che  qualcuno
  che ha sollevato in queste ore la problematica in merito alla cassa
  integrazione in deroga a alla lentezza di quello che è accaduto per
  tutte  le  famiglie che aspettano, forse c'è un fondamento  ed  una
  responsabilità.  Però,  io rispetto l'Aula e rispetto,  ovviamente,
  nelle comunicazioni che sto facendo dico aspettando poi l'assessore
  Scavone,  però nel frattempo dico che qualche cosa è  accaduta,  in
  merito  invece ad un Commissione, la Commissione III che stamattina
  è  stata svolta, dove io sono il Vicepresidente diciamo che abbiamo
  discusso e parlato di attività produttive con diverse   l'audizione
  si è svolta con diverse sollecitazioni che ci sono venute dal mondo
  produttivo  e  dalle  sigle produttive dove si chiede,  appunto  al
  Governo regionale, non voglio assolutamente fare demagogia, però di
  passare   alla   fase  successiva  cioè  alla  fase  dell'emergenza
  economico-sociale  e, quindi, la riapertura dei settori  produttivi
  pulsanti.
   Stamattina si è parlato della riapertura dei parrucchieri come  si
  è  parlato della riapertura degli estetisti. Quindi, quello che  io
  chiedo  al  Governo regionale, e colgo l'occasione  della  presenza
  degli  Assessori,  è  di  farsi carico in queste  ore  e  di  poter
  comprendere   se  in  sicurezza  ci  può  essere  una   possibilità
  nell'immediatezza  di dare un riscontro a queste categorie  perché,
  ad  esempio, anche i ristoratori che in questo momento  versano  in
  una condizione abbastanza difficile, chiedono questo.
   Nel  frattempo,  c'è  un  argomento che secondo  me  non  è  stato
  trattato  in  Finanziaria e da questo Governo regionale,  però  che
  merita  enorme attenzione, ed è il wedding, perché questo  segmento
  produttivo  è  un segmento che in Italia ha 220 mila matrimoni  che
  sono celebrati in Italia, con un fatturato di 10 miliardi di euro e
  con 40

   PRESIDENTE. Si avvii alla conclusione, onorevole Catanzaro.

   CATANZARO.  Sì.  Dicevo, con 40 miliardi. Secondo  me  il  Governo
  regionale   dovrebbe  un  attimino  attenzionare  questo   segmento
  produttivo. Grazie.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.  Presidente, Governo, colleghi. Signor Presidente, anch'io
  intervengo  sulla  Cassa integrazione in deroga,  mi  dispiace,  mi
  dispiace  se  devo aspettare 5 minuti per un intervento ripetitivo,
  ma  secondo me non è per nulla ripetitivo perché io sono indignata,
  come  sono  indignate le 150 mila famiglie siciliane che  aspettano
  gli stipendi

   PRESIDENTE.  33  mila le famiglie, non sono  150  mila.  Lo  avete
  ripetuto  4  volte, 5 volte; solo l'onorevole Figuccia è  informato
  che sono 33 mila.

   MARANO. Ah, ho capito, va bene.

   PRESIDENTE. Non sono 150, ma questo lo dico a chiarimento.

   MARANO. Poi lo controlliamo.

   PRESIDENTE. No, ma questo lo dico a chiarimento.

   MARANO. E poi lo controlliamo, va bene.

   PRESIDENTE. Siccome esagerate le cose, sono 33 mila le famiglie.

   MARANO.  Presidente,  mi  scusi, siccome  lei  ha  detto  che  non
  dovevamo intervenire per rispetto dell'Assessore che non c'è e  per
  rispetto  dei  colleghi che non ci sono, sinceramente  il  rispetto
  dovrebbero  averlo  i miei colleghi che non sono  presenti  oggi  e
  l'Assessore  che  non  è  fra  i  banchi  del  Governo.   Premessa.
  Dopodiché, siamo la barzelletta d'Italia  La barzelletta d'Italia
   Io  vorrei  capire se nei Dipartimenti, negli Assessorati,  queste
  persone  che sono lì dentro si rendono conto che la gente  non  può
  fare la spesa. Io capisco che le distanze sono enormi e nemmeno  si
  può immaginare certa gente cosa prova, ma, Presidente, è davvero da
  rimanere  sconvolti,  non  si  può  non  innervosirsi  con   questa
  situazione della Cassa integrazione in deroga.
   E  poi,  in  più, stamattina leggo il giornale e vedo  che  questi
  impiegati vogliono il bonus, vogliono il premio per fare un  lavoro
  che devono fare già a prescindere. Dico, ma stiamo scherzando?
   Aspettiamo che l'Assessore venga a riferire in Aula. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie  Presidente, diciamo, in qualche  modo,  lei  mi  ha
  ispirato questo intervento perché anche io volevo parlare, insomma,
  delle  attività  che abbiamo svolto stamattina in  III  Commissione
  dove  ci  siamo lungamente trattenuti con un collegamento con  vari
  comparti del mondo produttivo; però, mi dispiace alimentare la  sua
  insofferenza sull'argomento, però questi interventi in Aula portano
  bene  perché già qualcuno si è dimesso, è arrivata la comunicazione
  del  dirigente.  Forse, a venire a riferire in Aula  spontaneamente
  doveva essere l'Assessore, dato che al margine delle polemiche  c'è
  davvero  un'emergenza e su questo sono convinta anche lei  convenga
  che non è un argomento da poco perché nelle ristrettezze economiche
  in  cui  da  molto tempo ed anche lo stress psicologico in  cui  si
  trovano  tantissime  famiglie,  non  ho  fatto  il  conto,  ma  non
  m'interessa,  per  me  poteva essere anche solo  una  famiglia,  il
  discorso non sarebbe cambiato.
   La cosa che mi dispiace molto è che la cosa di cui ci siamo dovuti
  accontentare è stato l'Assessore che arrotolava un aereo di carta e
  che   pronunciava  delle  parole  di  speranza  che  tutti  abbiamo
  accompagnato,   perché  nei  messaggi  che  ci   arrivano,   signor
  Presidente - può sopportare qualche altro minuto - le assicuro  che
  nessuno  di noi fomenta. Dice, anzi, l'Assessore ha fatto un  video
   è  questione  di ore è questione di giorni  ed a poco  valgono  le
  giustificazioni. Mi aspetto di vederlo in Aula, come tra l'altro ne
  ho  invocato la presenza in Aula per altri argomenti che non sto  a
  ripetere.
   La cosa che mi fa rabbia è che i CPI, i centri per l'impiego, oggi
  non sono potenziati come dovevano essere sulla base del decreto del
  Ministero  per  il  lavoro  che già nel 2019  ha  adottato  con  le
  regioni,  e quindi anche con questa Regione, un piano straordinario
  di  potenziamento dei CPI, mettendoci anche le risorse ed  in  base
  alla  quale  già  lo scorso anno noi avremmo dovuto  espletare  dei
  concorsi per rafforzare i CPI, dove sappiamo benissimo che c'è  del
  personale  che,  per carità, si sbraccia, ma nei più  dei  casi  ha
  delle  mansioni  inquadrate in A e B e, quindi,  materialmente  non
  possono trattare queste pratiche. E non è questione né dei 10  euro
  e  neanche  dei  20  euro, qua il punto è che  non  sono  messi  in
  condizione,  non  sono stati fatti i concorsi per il  potenziamento
  del CPI, a proposito avevo anche presentato una mozione.
   Quest'anno  dovevamo  assumere  ulteriore  personale  sempre   con
  risorse  statali,  l'anno scorso 32 milioni, speriamo  che  non  li
  abbiamo persi, quest'anno 27 milioni, a quest'ora avremmo avuto  il
  personale dei CPI. Ma noi responsabilmente siamo intervenuti  anche
  nella  finanziaria con un comma che è diventato legge che crea  una
  vera  task  force  ne ritrova anche le risorse economiche  per   la
  lavorazione  di  queste  pratiche.  Quindi,  al  momento   che   si
  pubblicherà  la  Gazzetta  mi aspetto che  il  personale  degli  ex
  sportellisti  sia  utilizzato per questo scopo di questa  benedetta
  lavorazione delle pratiche.
   E  le  dico  una  cosa,  questa mattina  i  datori  di  lavoro,  i
  commercianti,  artigiani di vario tipo, immagini abbiamo  avuto  di
  tutto,  dai  ristoratori a quelli che fanno i  piercing  che  hanno
  dipendenti, prima di pensare a parlare dei loro prestiti, dei  loro
  problemi, ci hanno chiesto:  Ma per i nostri dipendenti che abbiamo
  dovuto  sganciare, quando gli arriva la cassa integrazione?  Perché
  per me è come se fosse un problema della mia famiglia .
   Quindi,  io mi auguro, signor Presidente, che già per la  prossima
  seduta  si  possa mettere all'interno dell'ordine  del  giorno  una
  discussione  però che sia veritiera, perché non si  può  pretendere
  collaborazione  quando si vende fumo ed illusioni perché neanche  a
  noi  piace fomentare le persone, ma dopo un mese e mezzo mi  sembra
  veramente  troppo.  Quindi, la prego di chiedere  all'Assessore  di
  riferire in maniera veritiera qui in Aula.

   PRESIDENTE. Grazie onorevole Foti.
   Abbiamo   chiuso  gli  interventi.  Il  Governo  ha   chiesto   di
  intervenire. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi. Grazie  signor  Presidente,  vede
  mentre ascoltavo molti dei colleghi intervenire, ho mandato qualche
  maledizione,  spero  che  non me ne voglia,  all'ottimo  Zuckerberg
  inventore  di Facebook perché, molto spesso, ho la netta sensazione
  che  in  Aula  si  intervenga esclusivamente per  il  favore  della
  telecamera  e,  poi,  questa  sensazione  altrettanto   spesso   si
  trasforma  in certezza quando mi rendo conto che più dei due  terzi
  dei  colleghi che sono intervenuti se ne sono già andati e, quindi,
  non  potranno  neanche ascoltare la risposta del  Governo  che  per
  dovere e garbo istituzionale  io mi sento di dare, anche se a volte
  gli  argomenti sarebbero talmente seri da far sì che, come in tanti
  hanno  chiesto, se ne facesse oggetto di un dibattito.
   Ho sentito cose veramente fuori dall'ordinarietà e mi dispiace che
  sia  andato  via l'onorevole De Domenico il quale parla di  mancato
  rispetto  del  Governo per l'Aula quando sono presenti  l'Assessore
  competente  per  il  disegno  di  legge  che  oggi  si  trattava  e
  l'Assessore competente ai rapporti con il Parlamento.
   Mi  dispiace  che sia andato via l'onorevole De Luca  che  ha  già
  svolto  un  processo e che lo ha concluso con sentenza irrevocabile
  perché ha parlato di colpe oltre ogni ragionevole dubbio.
   Mi   dispiace  che  questi  colleghi  siano  andati  via   perché,
  evidentemente, avevano la necessità di offrire ai propri  elettori,
  ai propri amici il loro intervento ma non gli interessava il merito
  del dibattito.
   Ringrazio,  invece, i colleghi che, se pur con  tono  più  o  meno
  pacato, più o meno polemico, sono rimasti dopo il loro intervento e
  a   costoro   voglio  dire  alcune  cose  e  voglio   fare   alcune
  precisazioni.
   Onorevole Foti, pensare che un dirigente della Regione si  dimetta
  perché  ci  siano degli interventi in Aula significa avere  un'idea
  abbastanza  rocambolesca della Regione soprattutto in un  tempo  in
  cui questa viene presieduta da un uomo come Nello Musumeci.
   Alle ore 15.00 si è tenuta una Giunta, in quella Giunta e, quindi,
  ben  prima  che  iniziasse l'Aula il Presidente  della  Regione  ha
  comunicato  le  dimissioni  del dirigente  generale,  Vindigni;  ha
  spiegato  alcune ragioni che è giusto che io non estenda, o  meglio
   ostenda ,  ma ha anche detto e, quindi, domani ci sarà un  momento
  di  assoluta  pubblicità, che domani alle ore 10.30  il  Presidente
  della  Regione  insieme  all'assessore Scavone  comunicheranno  non
  soltanto quanto è accaduto, perché è chiaro che molti di coloro che
  siete  intervenuti avete parlato soltanto facendo tesoro di notizie
  giornalistiche e, quindi, non conoscendo la verità dei fatti, tante
  cose  sono  state  dette, molte vere, molte  finte,  lo  scopriremo
  meglio domani da chi le ha vissute direttamente, è stata creata una
  task  force  e un gruppo di lavoro perché il ritardo preoccupa  per
  primo  il Governo, fermo restando ed è questo però il punto che  ci
  tengo  a sottolineare: che né chi vi parla, né alcun collega  della
  Giunta,  né  tanto  meno  il Presidente  della  Regione  si  è  mai
  sottratto  al  dibattito,  al  confronto  con  l'Aula  e   con   le
  Commissioni.
   Quindi,  al  di là di alcuni interventi che avevano  veramente  il
  sapore  del  populismo,  le regole sono  regole,  o  il  Presidente
  dell'Assemblea  su  richiesta dei parlamentari fissa  un  dibattito
  d'Aula  o  i  Presidenti  delle  Commissioni  competenti  convocano
  l'Assessore in Commissione e ci si confronta. Sono cose che  sapete
  meglio  di  me,  non  le  devo ripetere a voi  perché,  altrimenti,
  finisce  che  capovolgiamo  le regole  democratiche,  non  vi  devo
  insegnare  niente, anzi ho molto da apprendere e come  vedete  sono
  stato qui ad ascoltare tutti e ci resto fino a quando la seduta non
  verrà sciolta.
   Ho ascoltato, invece, interventi di buon senso perché, ad esempio,
  sulla Fase 2 è chiaro che ci vuole un momento di riflessione,  però
  mentre  dico  all'onorevole  Dipasquale  che,  sulla  fase   2   si
  incentrerà   l'attenzione  del  Parlamento  posto   che   c'è   una
  finanziaria che per comodità abbiamo chiamato bis che riguarderà le
  misure  della ripartenza alla quale sta lavorando il dottore  Mineo
  insieme  al  gruppo  di  lavoro  coordinato  dal  Presidente  della
  Regione,  nello stesso tempo è giusto che dica che  ci  sono,  caro
  onorevole  Lentini,  una  serie  di attività  che,  purtroppo,  non
  dipendono dal Governo regionale e, quindi, anche su questo  abbiamo
  il  dovere  di  fare  chiarezza e mi spiego  perché  è  giusto  che
  approfondisca il tema.
   L'inserimento  dei codici ATECO e, quindi, della  possibilità  per
  una determinata categoria piuttosto che per un'altra di riaprire  i
  battenti   e   di   riaprire   l'attività  dipende   esclusivamente
  dall'inserimento  di  quel codice ATECO all'interno  di  un  futuro
  decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. C'è un passaggio
  importante,   onorevole  Lentini,  rispetto  al   quale   bisognerà
  comprendere  se davvero in ragione di quella che potrà  essere  nei
  prossimi  giorni, nelle prossime settimane, la curva del  contagio,
  l'intendimento  proposto dal presidente Conte  soprattutto  ai  tre
  Presidenti  che fanno parte con lui della cabina di regia  per  gli
  Affari regionali e cioè Bonaccini, Toti e Musumeci, se quello che è
  stato  detto  dal presidente Conte sarà realtà e cioè che,  tenendo
  proprio  in  considerazione l'evoluzione della curva del  contagio,
  dal  18  maggio potrebbe essere data la possibilità,  per  ciascuna
  Regione, al netto del fatto che sia a Statuto speciale o a  Statuto
  ordinario  perché in questo tema non c'entra niente, la possibilità
  di decidere autonomamente.
   E,  allora, oggi, dire che coloro che si occupano dei servizi alla
  persona   sotto   il   profilo  estetico   e,   quindi,   barberia,
  parrucchieri,  estetisti,  eccetera, possano  aprire  prima  del  4
  giugno diventerebbe per noi un atto poco serio.
   Il Presidente della Regione Musumeci, se lo conosco bene, e un po'
  lo  conosco, non andrà mai in contrasto con quelli che sono i DPCM,
  al  massimo  li  contesterà  nelle  sedi  istituzionali  perché  ha
  rispetto  delle  istituzioni sempre, sia  quando  dicono  cose  che
  possono  andare in linea con il suo pensiero, sia quando si pongono
  in contrasto.
   E, allora, rispetto a questo c'è un'istituzionale pressione che  è
  stata  esercitata nelle scorse ore. Noi crediamo, personalmente  di
  quello  che  dico  mi  assumo la responsabilità,  ritengo  che  sia
  assolutamente  idiota pensare che si possa entrare al  supermercato
  due,  tre per volta, mantenendo le distanze e non lo si possa  fare
  in un bar a prendere il caffè. Mi pare assolutamente assurdo che si
  possa andare in luoghi che prevedano comunque, in qualche modo,  la
  commistione ed evitare che si possa invece dal parrucchiere  o  dal
  barbiere  quando soprattutto ci sono dei saloni, dei  coiffeur  che
  hanno  sei,  sette,  otto posti e, quindi, le  distanze  potrebbero
  benissimo essere mantenute.
   Però,  ad  oggi,  queste  sono le regole e  noi  a  queste  regole
  dobbiamo continuare a essere legati.
   E,  allora, rispetto a queste cose, onorevole colleghi, sono certo
  che  dopo  il momento di comunicazione ufficiale - perché è  chiaro
  che  un chiarimento va dato, come molti di voi hanno richiesto  non
  soltanto al Parlamento ma anche all'intero popolo siciliano -, dopo
  la conferenza stampa di domani mattina quando il Parlamento riterrà
  di   richiedere  un  momento  di  chiarimento,  personalmente  sono
  convinto  che lo farà l'assessore Scavone in persona, a questo  non
  ci  sottrarremo perché queste sono le regole democratiche e noi  la
  democrazia non la declamiamo, ma la pratichiamo.

   PRESIDENTE.   Grazie,  assessore  Cordaro.  Gli  interventi   sono
  conclusi,  il Governo ha replicato, l'Aula è rinviata a  mercoledì,
  13 maggio 2020, alle ore 16.00.

                  La seduta è tolta alle ore 17.08(*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         189a  SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 13 maggio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    I -COMUNICAZIONI

    II -DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

        - Rinvio delle elezioni degli organi degli enti locali e degli enti
          di area vasta per l'anno 2020  (n. 731/A) (Seguito)

         Relatore: on. Pellegrino

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio