regionale
Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza della Vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.04
PRESIDENTE. La seduta è aperta. Buongiorno colleghi.
Comunicazione di decadenza di diritto dalla carica di deputato
regionale
PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Roma, con nota PEC del 12
maggio 2020, assunta al bollo d'ingresso della Segreteria generale
il 13 maggio successivo e protocollata al n. 3161/SGALPG di pari
data, ha trasmesso documentazione concernente la posizione
giudiziaria dell'onorevole Giuseppe Gennuso.
Pertanto comunico che, con ordinanza 11-12 novembre 2019, la Corte
suprema di Cassazione, Sez. VI penale, ha dichiarato inammissibile
il ricorso del deputato regionale avverso la sentenza del Gip,
Tribunale di Roma, del 18 luglio 2019, con la quale era stata
applicata, ai sensi dell'art. 444 e seguenti del codice di
procedura penale medesimo, la relativa pena.
Poiché quest'ultima è stata applicata per il reato di cui all'art.
346 bis, terzo comma, del codice penale, nel prendere atto che la
fattispecie rientra nella previsione normativa di cui all'articolo
7, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 dicembre 2012,
n. 235, ne consegue la decadenza di diritto, ai sensi dell'art. 8
comma 6, del decreto legislativo n. 235 del 2012, dell'on. Giuseppe
Gennuso dalla carica di deputato regionale a decorrere dall'11
novembre 2019, giorno in cui è stata pronunciata l'ordinanza di
inammissibilità del ricorso da parte della Corte di Cassazione,
determinando l'irrevocabilità della pronuncia giudiziale a norma
dell'art. 648, secondo comma, del codice di procedura penale.
Dichiaro, pertanto, l'onorevole Giuseppe Gennuso decaduto di
diritto dalla carica di deputato regionale a decorrere dall'11
novembre 2019, data della pronuncia della suddetta ordinanza della
Corte di Cassazione.
Avverto che, successivamente, si procederà all'attribuzione del
seggio resosi vacante.
L'Assemblea ne prende atto.
A questo punto, convoco immediatamente la Commissione per la
Verifica dei Poteri in modo da determinare l'ingresso del nuovo
deputato. Ci vediamo in Sala Lettura immediatamente.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 16.06, è ripresa alle ore16.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza di
diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica di deputato
regionale
PRESIDENTE. Comunico che, ai fini dell'attribuzione del seggio
resosi vacante a seguito della decadenza di diritto dalla carica di
deputato regionale dell'onorevole Giuseppe Gennuso, di cui
l'Assemblea ha preso atto nell'odierna seduta, la Commissione per
la verifica dei poteri, ai sensi del combinato disposto dell'art.
4, parte seconda, dello Statuto della Regione e della sezione IV
del Capo V del Titolo II del Regolamento interno dell'Assemblea,
nella riunione del 13 maggio 2020, dopo aver proceduto ai necessari
accertamenti, ha deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo
60 della legge regionale 20 marzo 1951, n. 29, e successive
modifiche ed integrazioni (legge elettorale siciliana), di
attribuire il seggio lasciato vacante dall'onorevole Gennuso alla
candidata Daniela Ternullo, la quale, prima dei non eletti della
medesima lista provinciale avente la denominazione Idea Sicilia -
Popolari e autonomisti - Musumeci Presidente per la circoscrizione
di Siracusa, lista in cui era stato eletto l'onorevole Giuseppe
Gennuso, decaduto di diritto dalla carica di deputato regionale,
segue immediatamente, con voti 1801, l'unico dei proclamati
eletti, onorevole Gennuso.
Non sorgendo osservazioni, l'Assemblea prende atto delle
conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.
Proclamo, quindi, eletto deputato dell'Assemblea regionale
siciliana la candidata Daniela Ternullo, salva la sussistenza di
motivi di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti e non
conosciuti fino a questo momento.
Avverto che da oggi decorre il termine di venti giorni per la
presentazione di eventuali proteste o reclami ai sensi
dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29 e successive modifiche ed integrazioni.
(L'onorevole Ternullo entra in Aula)
PRESIDENTE. Poiché l'onorevole Ternullo aveva già prestato il
giuramento di rito nella qualità di deputato regionale supplente
dello stesso onorevole Gennuso, la dichiaro immessa nelle funzioni
di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Con nota pervenuta il 7 maggio 2020, pervenuta in pari
data alla Segreteria generale e protocollata al n. 3056/AulaPG del
7 maggio 2020, l'onorevole Giovanni Bulla ha comunicato di aderire
al Gruppo parlamentare UDC - Unione dei Democratici Cristiani e
dei Democratici di Centro .
Con pari decorrenza, lo stesso deputato cessa contestualmente di
far parte del Gruppo parlamentare Lega Sicilia per Salvini
premier , che, sceso al di sotto del numero minimo di deputati
previsto dal comma 2 dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS
per costituire un Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente in
vita, secondo la prassi di questa Assemblea regionale e di quella
vigente alla Camera dei Deputati fino a quando il Consiglio di
Presidenza avrà deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo, per oggi, gli
onorevoli Zafarana e Galluzzo.
L'Assemblea ne prende atto.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, la mia è una comunicazione
rapidissima. L'11 maggio è scaduto il termine ultimo che è stato
concesso per i ricorsi, per le misure anti-Covid ad esempio
all'impugnativa che lo Stato ha fatto relativamente alla legge sui
vitalizi.
Prendo atto che la Regione siciliana, anzi il suo Presidente, che
a mio avviso aveva l'obbligo, non era una facoltà, e devo dire
Presidente dell'Assemblea secondo me, anche l'Assemblea, aveva il
dovere di sollecitare dal punto di vista istituzionale, perché è un
gravissimo sgarbo istituzionale, poi nel merito valuterà la Corte
costituzionale chi ha torto e chi ha ragione, ma avere pregiudicato
la possibilità della Regione siciliana di difendere con i suoi
argomenti le ragioni per cui è arrivata a fare quella legge,
costituisce, come dire, un grave atto di disprezzo per la volontà
parlamentare espressa in quest'Aula, lo dico perché io non devo
difendere il disegno di legge. Il disegno di legge è stato
approvato da questo Parlamento, il Governo nei suoi poteri ha fatto
ricorso ad una vicenda specifica davanti la Corte costituzionale ma
credo che era dovere istituzionale del Presidente della Regione, al
di là delle sue opinioni, perché qui stiamo parlando in quanto
Organo istituzionale, di fare il ricorso incidentale davanti alla
Corte costituzionale.
L'unico soggetto che, tra l'altro, non ha fatto ricorso
incidentale ma ha prodotto una memoria perché l'unica cosa che
poteva fare è l'associazione degli ex deputati che ha prodotto
appunto una memoria a supporto delle ragioni, per la verità non
conosco nemmeno il merito di quella memoria, che in qualche modo
assume il criterio e le ragioni per cui è stata fatta questa legge
regionale che considero il fatto che gli ex deputati difendano la
legge che è stata fatta in questo Parlamento, tagliando loro
mediamente il 12% delle indennità è il più grande successo che ha
potuto avere questo Parlamento dal momento in cui pur tagliando il
12% i vitalizi degli ex deputati, l'associazione degli ex deputati
ha difeso la legge approvata dal Parlamento davanti alla Corte
costituzionale seppure con una memoria, ma questo attiene ai
posteri, l'ardua sentenza. Una cosa gravissima, lo dico con la
responsabilità di parlamentare, il Presidente della Regione che
aveva il dovere di sollecitare la propria avvocatura regionale
dell'Ufficio legislativo o avvalersi del legale o di un
costituzionalista a tutela del Parlamento ha ritenuto di operare
nel silenzio assoluto.
Questo volevo comunicarlo all'Aula, ognuno farà le sue valutazioni
e vedremo come andrà a finire. Certamente c'è un incidente
istituzionale. Che le leggi della Regione non è che il presidente
della Regione le può impugnare o ricorrere verso le impugnative a
suo piacimento.
Questo è un atto parlamentare, non è ancora prevista la Regione
presidenziale. Fino a quando le leggi le fa il Parlamento, il
Presidente è un parlamentare al pari degli altri 70, ed ha il
dovere di adeguarsi alla volontà della maggioranza dei deputati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cracolici. Io posso dire di avere
chiesto al Presidente Musumeci di potere fare quello che, secondo
me, era corretto fare. Mi ha detto che non voleva. Dopo di che io
non posso obbligare nessuno. Secondo me il vero problema è che non
lo abbiamo potuto farlo noi perché essendo una legge parlamentare è
curioso il fatto che la Presidenza dell'Assemblea non possa
difendere una legge che è dell'Assemblea, per cui, purtroppo, mi
sono dovuto adeguare alla impossibilità di fare io stesso la difesa
di questa Assemblea. L'ha fatto l'Associazione degli ex
parlamentari, cosa che mi ha fatto piacere, e quello che dice lei,
onorevole Cracolici, è corretto.
Il fatto che nonostante noi abbiamo tagliato i vitalizi degli ex
parlamentari, gli ex parlamentari stessi hanno ritenuto di
difendere questa posizione e questa legge davanti alla Corte, è un
qualcosa che anche a me mi ha inorgoglito come credo a tutti noi,
quelli che abbiamo fatto sì che la legge venisse approvato. Vedremo
quello che succede. Io prendo atto delle sue dichiarazioni.
SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiederle
rispetto all'organizzazione dei lavori della prossima settimana in
poi, è indubbio che dopo aver attraversato un momento di emergenza
sanitaria, che devo dire il Governo Musumeci ha gestito in maniera
ottimale agli occhi di tutti, in questo momento signor Presidente
stiamo attraversando una fase di emergenza sociale ed economica.
Noi abbiamo messo
PRESIDENTE. Onorevole Compagnone, per favore, lei è ad un metro
dall'onorevole Savarino che sta parlando. Chiedo scusa. Chiederei
ai commessi, per favore, quando qualcuno, davanti a chi parla, si
mette a chiacchierare, per favore, voi stessi potete chiedere di
allontanarsi. Grazie. Chiedo scusa ancora onorevole Savarino.
SAVARINO. Signor Presidente, anzi, la ringrazio perché è chiaro
che parlare quando si è interrotti non è facile, ma bisogna anche
avere rispetto per quel che si dice. Non c'è l'obbligo
dell'ascolto, ma il rispetto sì.
Le dicevo, siamo passati proprio in questi giorni da una gestione
dell'emergenza sanitaria che è stata fatta dal Governo Musumeci,
ritengo in maniera ottimale, e i numeri ne danno conferma, a una
fase di emergenza sociale ed economica. Ne siamo tutti consapevoli
tant'è che abbiamo approvato una legge di stabilità che ha
consegnato ai nostri Assessori e ai nostri Dipartimenti milioni di
euro.
Il tema adesso - ed è per questo che io chiedo la sua attenzione -
è quello di monitorare step by step, così come è stato fatto per
l'emergenza sanitaria che l'Assessore Razza veniva settimanalmente
qua a riferire in Aula, come si procedeva e come si organizzava la
pianificazione regionale e la gestione di una emergenza mondiale,
chiedevo a lei che anche sulle vicende economiche e sociali che
adesso questo Governo sta affrontando, possano essere monitorate
costantemente da questa Assemblea. Perché il rischio vero adesso è
che, decreti attuativi, applicazione delle norme che noi abbiamo
approvato, si perdano nelle lungaggini dei Dipartimenti e nei
meandri della burocrazia o della gestione amministrativa non
sempre, purtroppo, ahinoi, all'onore della cronaca quello che è
successo sulla cassa integrazione in deroga, abbiamo ricevuto
generosamente le scuse del Presidente Musumeci - che forse si è
assunto una responsabilità neanche sua, ma a noi non importano le
scuse domani, a noi importa invece che vengano attuati in tempi
brevissimi, tutte le norme e con i milioni di euro che abbiamo
dato, a questo Governo rispetto alle risposte e alle esigenze che i
siciliani adesso si aspettano: imprenditori, artigiani,
commercianti, famiglie, Comuni.
Quindi, le chiedo di operare la stessa attenzione di questa
Assemblea, che ha avuto sulla gestione dell'emergenza sanitaria,
anche nella gestione dell'emergenza sociale ed economica.
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, questo suo intervento, che
io condivido e che lei ha avuto anche la cortesia di
preannunciarmi, intende rivolgerlo ad uno specifico settore? Cioè,
io oggi, proprio in funzione di quello che lei diceva, ho sentito
l'assessore Scavone, che mi ha detto di essere disponibile per
mercoledì della settimana prossima a venire a fare un'audizione. Se
questo va bene come risposta al suo intervento.
SAVARINO. La prossima settimana l'assessore Scavone, dopodiché
l'assessore Armao. Abbiamo una serie di decreti attuativi che noi
vogliamo vedere il più presto possibile, che vedano la luce, domani
sarà pubblicata la legge.
PRESIDENTE. Sono d'accordissimo.
SAVARINO. Immediatamente i decreti attuativi perché la gente non
può aspettare. Noi riceviamo telefonate di gente affamata e
disperata.
PRESIDENTE. Ecco, visto e considerato questo suo intervento è
apprezzato. Lei stamattina ha avuto la cortesia di
preannunciarmelo, per cui io ho chiamato intanto
(Brusìo in Aula)
Scusate, possiamo evitare le urla là in fondo?
Io ho compreso ed apprezzato la telefonata di stamattina
sull'argomento, per cui ho chiesto all'assessore Scavone, però, se
vogliamo fare una cosa più completa, finita l'Aula, o comunque
prima di quella di domani, convochiamo una Capigruppo in cui
decidiamo una programmazione in questo senso, se per lei va bene.
SAVARINO. Esattamente, in modo da monitorare step by step tutti i
decreti attuativi e l'attuazione di quella legge, grazie.
PRESIDENTE. Va benissimo, la ringrazio molto, grazie.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, colleghi
parlamentari. Io oggi mi aspettavo l'apertura di questa Assemblea
fatta dal Presidente della Regione, capisco che il Presidente della
Regione non....
PRESIDENTE. L'apertura della seduta la fa il Presidente
dell'Assemblea.
DIPASQUALE. Quella formale. Quella sostanziale, dal punto di vista
proprio politico, io la scorsa volta avevo chiesto e glielo
ribadisco ora Presidente Micciché, noi abbiamo bisogno del
Presidente della Regione per la fase 2, siccome la fase 2 riguarda
comunque sempre aspetti di carattere anche sanitario, noi non tutti
pensiamo che la prima parte sia stata una parte piena di successi e
che grazie al Presidente Musumeci, collega Savarino, si sia risolto
il problema del Coronavirus. C'è chi pensa che quella fase è stata
fallimentare, che sia stata proprio da dimenticare.
Ma noi ora siamo nella fase 2. La fase 2 ancora tratta di sanità e
tratta anche di economia.
E' possibile avere questo Presidente qui in Aula? Lo ribadisco di
nuovo. Così come ieri ha trovato cinque ore per parlare con i
coordinatori regionali. Lei ha avuto la fortuna di incontrarlo. Ma
è possibile che trova lo spazio per venire in Aula per parlare
della fase 2? Ieri si parlava della cassa integrazione, mentre
eravamo in Commissione, quattro ore a discutere sulla cassa
integrazione, il Presidente della Regione, cinque ore era a
discutere dell'assessorato alla Lega e a qualche altro
posticciolo' di sottogoverno.
Ma è possibile che lui non capisca? E' giusto che debba fare le
cose anche della coalizione, della maggioranza, decida lui il modo
quando farlo, ma è normale che lui non trovi il tempo di venire in
Aula?
Quindi, signor Presidente, io la prego di invitare, no, di dire al
Presidente Musumeci, che è anche parlamentare, che deve venire in
Aula. Abbiamo bisogno di un confronto sulla fase 2.
La fase 2 ha anche un risvolto che è sanitario.
Signor Presidente, a lei forse è sfuggito, così come a buona parte
dei colleghi, noi insieme alla Sardegna siamo gli unici che non
abbiamo le idee chiare per quanto riguarda la parte sanitaria di
tutte le patologie non Covid. Esistono una marea di patologie,
esiste tutto quello che è l'aspetto sanitario non Covid che da noi
ancora non è ripartito, tutta la ripresa delle attività
ambulatoriali non è partita, e questa è la seconda fase.
Ma è possibile che noi non possiamo parlare col Presidente della
Regione di questo per capire come si vuole muovere anche con tutte
le altre cose? Quindi, io mi fermo qui, non intervengo proprio per
un fatto di garbo sulla questione proprio politica Lega e identità
siciliana, e tutte queste belle cose, però davvero che ci sia un
Presidente della Regione, deve venire in Aula, deve affrontare il
Parlamento anche sulle scelte politiche, ha il dovere di farlo.
Quando perde la maggioranza fa un comunicato stampa e comunica a
tutti ho perso la maggioranza , non sente il dovere di venire in
Aula, quando pensa di modificarla e di ampliare la Giunta, fa un
comunicato stampa ho pensato di ampliare la Giunta .
Ma noi siamo il Parlamento siciliano. Noi siamo un Parlamento, non
un consiglio di circoscrizione. Quindi, Presidente o davvero si fa
carico di questa cosa, o noi siamo costretti davvero a presentare
la mozione di sfiducia al Presidente della Regione per portarlo in
Aula, e poi così lo portiamo in Aula, la mozione di sfiducia non
passerà, ma almeno l'avremo costretto a venire qui, a parlare di
politica, di amministrazione, di Governo e di Fase 2.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Di Pasquale. Io quello che posso
rispondere, per quanto di mia competenza, oggi c'è all'ordine del
giorno un disegno di legge che prevede la presenza dell'assessorato
agli Enti locali, che è presente, per cui, come dire, non posso
fare richieste diverse da queste.
Onorevole Foti. Ma stiamo iniziando un dibattito su che cosa?
Giusto per capirlo. Perché dovremmo votare questa legge. Articolo
83 alla fine. L'articolo 83 si prevede alla fine. Infatti ora ho
chiesto siccome avevano chiesto prima di parlare, ho chiesto
adesso se c'è un dibattito da affrontare, votiamo la legge e lo
affrontiamo dopo, se invece ci sono delle motivazioni precise per
intervenire
Onorevole Foti, spero che ci sia una motivazione perché
sull'ordine dei lavori dobbiamo parlare dell'ordine dei lavori.
FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Grazie, Presidente. Mi allaccio al fatto che lei ha
consentito ad alcuni deputati, in particolare al primo che è
intervenuto, mi è sembrato di capire su informazioni urgenti, e
l'ordine dei lavori di questa Aula, poi ovviamente passeremo
all'argomento che c'è all'ordine del giorno e parlo in nome del
fatto che sono stata membro della Commissione Vitalizi .
In questo momento, parlare di vitalizi, stride molto, perché ci
sono delle incombenze e delle necessità ovviamente più urgenti, più
importanti, più incombenti e che i cittadini aspettano, ma di
questo ci siamo occupati nelle Commissioni già da questa mattina.
Però vorrei richiamare l'Aula anche a una riflessione. Fu la
Commissione Vitalizi con all'interno tutte le sue componenti a
decidere
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non possiamo affrontare l'argomento
dei vitalizi ora. Le chiedo scusa.
FOTI. a decidere che la norma doveva passare dall'Aula anziché
come atto interno all'Ufficio di Presidenza, come poteva essere un
percorso da fare, e il fatto, insomma, che il Presidente Musumeci
non abbia resistito all'impugnativa, che le devo dire, non tocca a
me certamente elogiarlo, ma lo apprezzo, perché evidentemente, o
perché impegnato a fare altro, o perché forse era in continuità con
le dichiarazioni del tempo e, diciamo, anche la sua parte
parlamentare che in qualche modo, a suo tempo, fece comprendere che
la volontà dell'Aula poteva anche essere un'altra, io confermo quel
lavoro che ha fatto il mio Gruppo parlamentare in quel contesto e
rivendico la volontà dei risultati ottenuti.
RAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAGUSA. Una comunicazione riguardante l'attività della III
Commissione Attività produttive perché stamattina la Commissione
ha deliberato all'unanimità un atteggiamento di proposizione per
tutte quelle categorie che sono state tralasciate nella
finanziaria.
Per cui, alla luce di ciò, volevo comunicare all'Aula che
stamattina la III Commissione Attività produttive ha deliberato
all'unanimità, in continuazione a quanto fatto nella finanziaria,
sono rimaste fuori alcune voci, alcune figure, ed alla luce del
fatto che il Presidente ha detto che ci sarà la seconda fase della
continuità della finanziaria, la III Commissione ha dedicato una
pagina a tutte quelle figure e attività che sono rimaste fuori da
questo grande libro, che è stata la finanziaria.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Chiede di parlare sull'ordine dei lavori? Ne ha
facoltà.
LUPO. Signor Presidente, sull'ordine dei lavori poi, magari, ai
sensi dell'articolo 83 se il Governo vuole dare alla fine
chiarimenti rispetto a questo annunciato rimpasto, l'ingresso in
Giunta della Lega. C'è grande confusione, io penso che sarebbe
utile che il Governo informasse il Parlamento su questa notizia
che, ovviamente, io mi auguro che non sia vera, perché affidare i
Beni culturali e l'Identità siciliana alla Lega, mi sembra
un'offesa alla Sicilia.
Detto ciò, sull'ordine dei lavori, io condivido - come ha detto
qualche collega prima di me - la necessità di monitorare
l'attuazione della legge di stabilità, perché è una legge
importante per dare una boccata di ossigeno all'economia della
nostra Regione, anche per gli interventi che prevede nel campo
della sanità.
Vorrei anche chiederle se possiamo ripristinare la buona abitudine
di anticipare la seduta di un'ora per dedicare almeno un'ora agli
atti ispettivi, che in questi mesi si sono moltiplicati, in
particolare quelli della sanità, che rivestono anche un carattere
di urgenza.
Non avrebbe molto senso che l'Assessore Razza - che al dire il
vero è intervenuto più volte, compreso oggi anche in Commissione
sanità - rispondesse ad alcune nostre interrogazioni fra qualche
mese quando ci auguriamo che ovviamente l'emergenza Covid possa
essere del tutto superata.
Sempre sull'ordine dei lavori volevo capire se c'è una mozione di
censura presentata nei confronti dell'Assessore Scavone, con
riferimento alla cassa integrazione in deroga, perché se è così,
come lei ha detto, invitare l'Assessore Scavone a riferire in Aula
sulla cassa integrazione in deroga, se c'è una mozione di censura,
tanto vale affrontare la mozione di censura, e in quella sede fare
il dibattito.
E per ultimo, vorrei reiterare la richiesta, che a dire il vero
abbiamo anche formalizzato per iscritto qualche mese fa, di
dedicare una seduta parlamentare all'attuazione del programma di
Governo del Presidente Musumeci, il Regolamento lo prevede.
Lei, giustamente, quando facemmo la richiesta, anche per iscritto,
disse che non erano ancora trascorsi i due anni, i due anni sono
trascorsi, io penso che se non è il momento delle pagelle - ma
questo poi lo deciderà l'Assemblea - quanto meno è il momento in
cui il Governo regionale, nella persona del Presidente, ha il
dovere di riferire al Parlamento sull'attuazione del suo programma
di Governo.
Quindi, le chiedo di metterlo prioritariamente all'ordine del
giorno per i lavori delle prossime sedute. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Lupo. Per quanto riguarda il
discorso sugli atti ispettivi, ha perfettamente ragione, ed avevamo
già discusso con gli Uffici di ripristinare almeno un'ora
settimanale a questa attività sugli atti ispettivi.
Per quanto riguarda la seduta per l'attuazione del programma alla
prima Conferenza dei Capigruppo che facciamo, che dovrebbe essere,
stiamo vedendo se per caso domani non debba chiudere il Palazzo per
motivi sanitari. Stiamo verificando, perché potrebbe essere pure
domani ..
Non perché ci siano problemi sanitari, problemi di sanificazione,
ho sbagliato, peraltro sullo stesso argomento avevo chiesto agli
Uffici di convocare la riunione per la Commissione Regolamento, ma
stiamo aspettando questo dato per capire se la possiamo fare
domani, oppure la dobbiamo rinviare di un paio di giorni.
Quindi, se facciamo la Conferenza dei Capigruppo domani, fermo
restando che per me la possiamo fare pure a fine seduta, io non ho
problemi, ora lo discutiamo. Comunque d'accordissimo a che si possa
inserire in questa seduta. Mi stanno dicendo in questo momento, che
è stata presentata da un Gruppo parlamentare questa mozione di
censura.
Per cui, il tempo materialmente di verificare con gli Uffici
quando possiamo, e di comunicare anche al Governo e capire anche
con il Governo, ovviamente E' stata presentata dal Gruppo del
Movimento Cinque Stelle, e quindi dobbiamo capire questo, quindi se
fosse possibile oggi cominciare a fare materialmente la legge e, a
fine seduta, fare una veloce Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, con un minimo di accordo sulle sedute per quanto
riguarda l'ascolto dei vari Assessori, e capire dal Governo quando
sarà possibile discutere questa mozione.
Per cui sono d'accordo, diciamo, in linea d'organizzazione, con
tutto quello che è stato detto, pertanto, ne parliamo dopo la
seduta, perché vedo che alcuni Capigruppo mi dicono ok, onorevole
Aricò per voi va bene, la riunione dei Capigruppo finita questa
seduta?
Va bene, allora finita la seduta, prima di ogni altra cosa, ci
sarà la riunione della Conferenza dei Presidenti del Gruppi
parlamentari, così poi parliamo di tutto questo.
Seguito della discussione del disegno di legge Rinvio delle
elezioni degli organi degli enti locali e degli enti di area
vasta per l'anno 2020 (n. 731/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si passa al punto secondo
dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge. Si procede
con il seguito della discussione del disegno di legge Rinvio delle
elezioni degli organi degli enti locali e degli enti di area vasta
per l'anno 2020 (n. 731/A). Invito i componenti la I Commissione a
prendere posto al banco delle Commissioni.
È la legge sull'elezione degli organi sugli enti locali.
Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Svolgimento turno elettorale amministrativo 2020
1. Allo scopo di contenere i rischi sanitari derivanti dalla
diffusione della pandemia Covid-19, il turno elettorale
amministrativo ordinario 2020, già fissato dalla Giunta regionale,
con la deliberazione n. 89 del 12 marzo 2020, per il giorno di
domenica 14 giugno 2020 con eventuale ballottaggio nel giorno di
domenica 28 giugno 2020, per i comuni di cui all'elenco provvisorio
allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 29 del 6
febbraio 2020, è rinviato al secondo semestre del 2020 e si
svolgerà in una data compresa tra il 15 settembre ed il 15 novembre
2020. Il mandato dei sindaci e dei consiglieri dei suddetti comuni
è conseguentemente prorogato fino al completamento delle operazioni
elettorali rinviate.
2. Ai fini dell'emanazione del decreto di indizione dei comizi
elettorali deve tenersi conto delle eventuali nuove situazioni
giuridiche maturate, con la conseguente eventuale variazione
dell'elenco provvisorio dei comuni interessati al rinnovo degli
organi elettivi allegato alla citata deliberazione della Giunta
regionale n. 29 del 6 febbraio 2020».
Si passa all'esame dell'emendamento 1.5, a firma della
Commissione, che è un emendamento tecnico, credo che siano tutti
favorevoli. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'emendamento 1.1, a firma dell'onorevole
Foti, che limita i poteri di sindaci e consiglieri comunali,
durante il periodo di proroga, agli atti di ordinaria
amministrazione e il rinvio delle elezioni non comporta una
prorogatio in quanto il mandato degli attuali sindaci è esteso fino
alle nuove elezioni, per cui io inviterei al ritiro di questo
emendamento perché non avrebbe
FOTI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FOTI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ratio
dell'emendamento che trovate nel fascicolo tende a voler
specificare che questo periodo di prorogatio non può determinare
nella Giunta - di proroga, scusi, proroga della Giunta e dei
consigli comunali - non può determinare al netto della gestione,
diciamo, ovviamente ordinaria, ma anche della gestione
dell'emergenza Covid, con tutti i poteri che vengono conferiti dal
Cura Italia, come ovviamente la prima domanda che verrà in mente ai
colleghi deputati tutti gli atti collegati al bilancio, e quindi ai
piani triennali delle opere pubbliche, che sono regolati
dall'articolo 107 del Cura Italia, convertito recentemente in
legge, si eviti, come sarebbe giusto durante i periodi di proroga,
che si possano attuare modifiche di piani, ad esempio i piani
regolatori, o anche che le giunte e i consigli comunali, assumano
impegni che vincolino l'azione amministrativa di chi verrà dopo, ad
esempio con contratti di project financing a vent'anni o
trent'anni, perché questa proroga è proprio concessa per la
gestione dell'ordinario, dell'emergenza sanitaria e nel rispetto di
tutti i poteri del Cura Italia.
Io, insomma non ho sentito il parere del Governo, comunque se si è
espresso nel merito, però non ho
PRESIDENTE. Onorevole Foti, non l'ho nemmeno chiesto il parere del
Governo, perché noi non siamo in fase di prorogatio, hanno tutti i
poteri, continuano l'attività fino a che non ci saranno le nuove
elezioni, non è un periodo diverso da quello del giorno prima, per
cui infatti la invitavo al ritiro dell'emendamento proprio per
questo, perché, ci dobbiamo capire, non è prorogatio, è effettivo
FOTI. Sì, signor Presidente, è una proroga straordinaria dettata
dal momento dell'emergenza, tutti i poteri sono
PRESIDENTE. Onorevole Foti, i sindaci rimangono in carica con
tutti i loro poteri fino al giorno delle elezioni, punto. Quindi
non c'è nessuna prorogatio. Grazie.
Lo ritira? Scusi, lo ritira onorevole Foti?
FOTI. No, non lo ritiro.
PRESIDENTE. Non lo ritira. Allora, abbiamo bisogno del parere del
Governo.
FOTI. Non è inammissibile.
BARBAGALLO. Presidente, le avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Con calma Siccome l'ho invitata al ritiro, se lo
ritira non c'è problema, altrimenti c'è anche il dubbio di
inammissibilità. Un minuto.
Hanno ragione i colleghi, lei non può, non si possono limitare con
una norma i poteri dei sindaci che rimangono regolarmente in
carica, perché ripeto, siccome non sono in prorogatio, ma sono
assolutamente in carica, non ne possiamo certamente limitare. Prego
onorevole Foti, però vorrei che questo fosse chiaro.
FOTI. Presidente, la prego di perdonare, diciamo, il difetto di
acustica che c'è da quella parte, perché non avevo capito qual era
la fase.
Ora, a parte che sulla inammissibilità credo che dovrebbero
pronunciarsi i nostri Uffici, ma io vorrei chiedere ai colleghi,
che magari possono un attimino dare un po' di attenzione,
sottolineare che tutti i poteri che servono sono conferiti
dall'articolo 107 del Cura Italia , quindi il bilancio, abbiamo la
proroga anche sul consolidato del 2019, la possibilità di
modificare il piano triennale, però stiamo dicendo: attenzione che
la necessità va disciplinata nel senso che, comunque, in questo
periodo vi viene concessa una proroga a tutti gli effetti in virtù
di questa terribile emergenza Covid .
PRESIDENTE. Onorevole Foti
FOTI. di certo non per gli atti che riguardano la pianificazione
del territorio o contratti tipo project financing che
condizionerebbero ingiustamente i successori.
Voglio dire che se i sindaci attuali volevano modificare il Piano
regolatore o fare project financing a 20 anni, lo potevano fare nei
quattro anni e mezzo precedenti, semplicemente questo. Ecco,
diciamo,
PRESIDENTE. Allora, onorevole Foti, per essere chiari, si è posto
un quesito: fare i commissari o lasciare i sindaci? Se si decide di
lasciare i sindaci, hanno tutti i poteri che avevano fino al giorno
prima. Dopo di che se invece ci sono questioni di questo tipo, gli
si dice di andare a casa e si fanno i commissari
FOTI. Presidente, mi consenta, che abbiamo degli Uffici, che mi
dicano se è ammissibile o inammissibile.
PRESIDENTE. Ma non possiamo, chiedo scusa, non possiamo continuare
a discutere su quelli che sono i loro poteri da domani, non è
oggetto della discussione. Noi dobbiamo decidere soltanto e votare
se rimangono questi sindaci che avrebbero comunque tutti i poteri
indistinti che avevano fino al giorno prima, fino al nuovo giorno
delle elezioni; oppure si decide di mandarli a casa e mettere i
commissari.
Non c'è una via di mezzo, per cui noi diciamo, li proroghiamo ma
gli togliamo questo e quest'altro, non se ne può discutere, per cui
perdiamo, la prego, altrimenti io potrei evitare la discussione
dicendo che sono tutti inammissibili e facciamo il voto finale.
Secondo me finirà così, se continuiamo a parlare, perché non
dobbiamo discutere di cose che siano diverse rispetto ai poteri
attuali che hanno, perché non glieli possiamo modificare i poteri,
onorevole Foti.
FOTI. Presidente, se lei intende avvalersi del giudizio
insindacabile, che è sua facoltà, lo faccia pure, ovviamente; se
gli Uffici giudicano inammissibile è un paio di maniche, se lei
pensa di potere, a giudizio di un deputato che si alza e poi si
distrae dicendo altro, dire che è inammissibile, io questo, da
parlamentare, non lo posso accettare. E lei deve prendere atto
della mia
PRESIDENTE. Onorevole Foti, la prego, le rispondo in maniera
formale. Non c'è nessuno che si alza e mi chiede se è
inammissibile. Io l'ho invitata a ritirarlo, spiegando che noi non
possiamo, in quest'Aula, oggi, discutere sui poteri o sulle forme
che diamo, di poteri che diamo ai sindaci nel periodo in più,
perché non siamo tenuti a farlo.
Noi stiamo decidendo se il sindaco vale fino a giugno, il 15
giugno, quando normalmente decadrebbe per andare alle elezioni,
oppure vale sino a quando non ci saranno le nuove elezioni. Nel
momento in cui decidiamo di mandarlo alle nuove elezioni, non
possiamo cambiare nulla rispetto ai loro poteri, hanno quei poteri
e gli rimangono quei poteri.
Poi, se deve fare il piano regolatore o meno, è un problema del
singolo sindaco, quindi vorrei non affrontare ancora l'argomento, e
prego tutti quelli che hanno chiesto di intervenire, se
l'intervento deve essere finalizzato a fare cambiare qualche potere
del Sindaco, vi garantisco che è tempo perso. Non lo potrei
accettare. Noi dobbiamo decidere, ci sono emendamenti che cambiano
qualcosa? Decideremo così come mi è stato chiesto, se la proroga
può essere rifatta una seconda volta? Allora su una cosa di questo
genere, possiamo prendere la parola.
Ma se pensiamo di potere cambiare minimamente gli attuali poteri
dei sindaci, questo vi prego di evitarlo, perché non possiamo
farlo Rimarranno in carica, e finchè sono in carica hanno i poteri
di sindaco, a tutti gli effetti. Niente escluso Proprio niente
escluso
(proteste dell'onorevole Foti)
PRESIDENTE. Onorevole Foti, può fare parlare gli altri, e alla
fine degli interventi vi dico.
TANCREDI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Solo per fare una
domanda agli Uffici. Se questo regime ulteriore è conferito.
(proteste dell'onorevole Lo Curto)
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, sta parlando l'onorevole Tancredi,
Grazie.
TANCREDI. Pongo il quesito agli Uffici per capire se questo
ulteriore mandato che viene concesso ai sindaci, è un regime pieno
o è un regine in prorogatio, perché lì è una differenza
sostanziale. Perché, nel momento in cui diventa regime di
prorogatio diventa inammissibile. Assolutamente. Perché faccio
un'analisi, se noi domani decidiamo di mettere i commissari,
ovviamente questi commissari dovranno agire con poteri limitati.
Mi sembra paradossale che il Sindaco che resta in carica altri sei
mesi, abbia più poteri del Commissario per l'ordinaria
amministrazione, solo per questo è un chiarimento che chiedo agli
Uffici.
PRESIDENTE. Grazie. Non dobbiamo chiederlo agli Uffici, perché per
quanto ci riguarda la legge è chiara e non prorogatio, ma
continuazione, però l'onorevole Pellegrino, presidente della I
Commissione Affari Istituzionali', forse lo potrà chiarire meglio
degli altri. Prego.
PELLEGRINO, Presidente della Commissione e relatore. La questione
è stata trattata in Commissione e gli Uffici hanno interloquito con
la questione relativa, sia al Commissariamento che alla proroga. Se
c'è una cessazione del mandato, c'è la prorogatio, se non c'è
cessazione del mandato, ma c'è un'estensione del mandato, non è
assolutamente possibile parlare di prorogatio, e quindi di limitare
i poteri dei sindaci e dei Consiglieri.
La questione non è per spiegare ancora ciò che era stato spiegato
in maniera chiara dalla Presidenza, ma per dire che con gli Uffici
dell'Assemblea, che erano presenti, ovviamente, nel corso della
trattazione del disegno di legge in I Commissione, abbiamo
interloquito, e questo è stato il risultato.
PRESIDENTE. Per cui, la verità è che forse bisognava renderli
direttamente inammissibili, e non invito al ritiro.
PELLEGRINO. No, la Commissione non poteva dichiarare inammissibile
ciò che non c'era.
PRESIDENTE. No, io dovevo dichiarare inammissibili, questi qua.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente
auspichiamo che venga dichiarato inammissibile l'emendamento.
Qua non stiamo parlando della prorogatio classica degli organi
amministrativi che è di 45 giorni, qui parliamo di una proroga che
può essere di 5, 6 mesi e, insomma, in un momento così delicato,
vincolare i poteri dei sindaci, ci sembra veramente, non solo
astruso dal punto di vista giuridico, ma anche poco pratico. Non è
che stiamo parlando di amministrare un condominio, parliamo di enti
locali che sono chiamati ad assumere determinazioni delicate, gravi
e vincolanti in un particolare momento storico.
PRESIDENTE. Prima degli altri interventi, dichiaro assolutamente
inammissibile questo e altri emendamenti dello stesso tipo, per
cui, se gli interventi sono sull'argomento, non c'è più
l'argomento.
PAGANA. Chiedo di palare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo dire
che l'argomento affrontato in Commissione riguardava l'estensione
dei limiti a cui è soggetta la Giunta comunale al Consiglio
comunale nei quarantacinque giorni prima.
Quindi, la legge già ammette delle limitazioni ai poteri dei
sindaci quarantacinque giorni prima delle elezioni
Quindi, qua non ci stiamo inventando niente di assurdo.
PRESIDENTE. E rimane così, quarantacinque giorni prima delle
prossime elezioni i limiti di cui lei parla. Oggi no.
PAGANA. Presidente, lei sta dichiarando inammissibile un
emendamento che - vorrei sentire cosa vuole dire il Governo su
questo emendamento - perché non stiamo facendo chissà quali grandi
cose.
E, poi, io vorrei sapere anche il suo giudizio di ammissibilità o
inammissibilità. Quali sono le priorità in base alle quali lei
decide quali emendamenti sono ammissibili, quali devono diventare
disegni di legge urgenti da andare in Commissione.
Io voglio sapere qual è la legge che noi stiamo . Che noi, in
teoria, violeremmo, con questo emendamento, considerato che
facciamo salvi gli atti di ordinaria amministrazione, gli atti che
sono indifferibili ed urgenti, tutti gli atti che il Governo
nazionale ha concesso ed a cui ha dato la proroga.
Siamo arrivati, pure, a parlare di possibile commissariamento,
perché questi sindaci durano in carica di più rispetto al mandato
che avevano dato i cittadini, mi dica qual è la legge contro cui
noi andiamo, e non facciamo più polemiche. Però, non abbiamo
scritto un emendamento che è inammissibile.
PRESIDENTE. Io non sto discutendo la ratio del suo emendamento, le
sto dicendo che esiste una legge che prevede quali sono i poteri
dei sindaci.
Noi dobbiamo decidere se questi sindaci . Se voi presentate un
emendamento con cui chiedete che i sindaci decadono, e ci sono i
commissariamenti, è assolutamente ammissibile e lo si può
discutere. Ma, nel momento in cui rimangono sindaci, rimangono
sindaci a tutti gli effetti.
Io non è che domani posso fare passare una legge per cui, a
partire da domani, al sindaco di Palermo limito i poteri? Perché è
uguale.
Se rimangono sindaci fino alle nuove elezioni - e questo, scusate,
il Governo interessa poco in questo momento, perché è la
Commissione che ha mandato un disegno di legge qui in Aula, che
prevede, non una prorogatio, che prevede che i sindaci scadono alle
prossime elezioni, visto che il Governo nazionale ha rinviato le
elezioni anche per i sindaci. Punto, chiuso l'argomento. Non c'è di
che cosa parlare.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Savarino, su che cosa è? Perché è questo,
non ci sono altre discussioni.
Possiamo essere d'accordo o meno sul disegno di legge - e lo
dimostreremo votando sì o votando no - ma non possiamo discutere su
modifiche che non possono essere apportate, perché non abbiamo la
titolarità di cambiare le regole sui poteri dei sindaci.
Quindi, non c'è che cosa inventarsi, onorevole Pagana.
Non è che ritengo sbagliato l'emendamento, lo considero
inammissibile perché in questo momento non stiamo discutendo dei
poteri, stiamo discutendo di quando si vota. E, se fino a quando
non si vota i sindaci restano in carica, non abbiamo che
inventarci. Possiamo decidere di non farli restare in carica.
Punto. Ma se restano in carica, restano con tutti i poteri che
hanno i sindaci oggi.
Ha facoltà di parlare, onorevole Savarino.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi, come
DiventeràBellissima, abbiamo presentato un ordine del giorno
perché, vede, la norma qua dice che il mandato dei sindaci, che
sarebbe scaduto ora, rispetto al mandato popolare e molti di questi
sindaci - non ce lo nascondiamo - non hanno più neanche la
legittimazione che hanno avuto cinque anni fa, quando sono stati
eletti, sono disconosciuti dai loro cittadini .
Il mandato dei sindaci e dei consiglieri dei suddetti comuni è
conseguentemente prorogato fino al completamento delle operazioni
elettorali rinviate.
Noi abbiamo presentato un ordine del giorno, perché ci
preoccupiamo che, se per caso, ad ottobre, speriamo di no, dovesse
esserci una recrudescenza del virus, come qualche scienziato dice,
questi sindaci possano essere ulteriormente prorogati di altri 6
mesi, per cui noi nell'ordine del giorno chiediamo che,
eventualmente, vengano prorogati. Perché di prorogatio si tratta,
solo per una volta, perché il mandato è scaduto, stiamo parlando di
ultramandato.
Ed allora, che i colleghi, che mi hanno preceduto, avendo una
sensibilità territoriale, conoscendo la loro realtà, temano che
qualcuno di questi sindaci, che va oltre mandato per l'emergenza
Covid, possa abusare di questo potere e che, quindi, voglia evitare
che prenda impegni per il futuro, io la vedo una preoccupazione
che, in alcuni casi, può essere legittima.
Intanto, come Diventerà Bellissima, presentiamo questo ordine del
giorno, per cui non potranno essere ulteriormente prorogati. E,
poi, chiederei alla Commissione un attimo di riflessione, perché
siccome stiamo parlando di una proroga di poteri di
un'amministrazione di sindaci che sono scaduti e che, quindi,
avranno ulteriori 6 mesi, per valutare quali sono i compiti ed in
che ambiti questa proroga possa valere. Questa riflessione,
pertanto, portata oggi all'attenzione dei colleghi, possa avere un
attimo di riflessione credo sia assolutamente legittimo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Grasso, un attimo, la chiamo
io quando le devo dare la parola. Forse non ci siamo capiti.
Scusate, forse non ci siamo capiti. Allora, se la preoccupazione
dell'onorevole Savarino è la preoccupazione del suo Gruppo, anche
in Commissione, avrebbe fatto bene a votare contro la proroga dei
sindaci sino a nuove elezionic ed a votare l'immissione dei
commissari.
Se, invece, avete ritenuto di votare a favore, non ce n'è per
alcuno, e vi prego di chiudere l'argomento. Non si possono cambiare
i poteri dei sindaci per 6 mesi. Quelli sono e quelli rimangono.
Noi stiamo, soltanto, lasciando in carica, chiedo scusa, onorevole
Aricò, onorevole Sammartino, onorevole Pullara, vi chiedo scusa.
Noi stiamo allungando la durata dei sindaci fino al giorno delle
prossime elezionic e sono ancora d'accordo con lei, ammesso che
siano ad ottobre, perché se poi dovessero essere tra 2 anni, non
credo che sia possibile tenerli ancora in carica. Io,
personalmente, politicamente, vi dico sinceramente che non avrei
votato sì in I Commissione su questa legge, perché sono convinto
che non bisogna prorogarli.
Ma se lo facciamo, lo facciamo con tutti i poteri che hanno,
punto, chiudiamo l'argomento. Noi non possiamo cambiare, con un
emendamento, i poteri che hanno i sindaci. Quelli rimangono sindaci
e rimangono sindaci a tutti gli effetti, altrimenti si nominano i
commissari. Il Presidente della Regione, poi, può decidere di
nominare commissario il sindaco che avrà i poteri da commissario.
Chiudiamo l'argomento.
O sono sindaci con i poteri dei sindaci, o non lo sono, punto.
Onorevole Pagana, le ho già dato la parola prima e, secondo il
Regolamento, 2 volte sullo stesso articolo non si può intervenire.
Figuriamoci sullo stesso emendamento.
PULLARA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Pullara se, però, è ancora sullo stesso
argomento, la prego di credermi, tanto è inammissibile. Ho già
dichiarato inammissibile, andiamo avanti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice è sullo stesso argomento? Andiamo
avanti, perfetto.
Questo emendamento, quindi, è dichiarato inammissibile.
L'emendamento 1.2 è dichiarato inammissibile.
Si passa all'emendamento 1.3, a firma degli onorevoli Di Caro e
Pasqua. E' ritirato.
Si passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Di Caro e
Pasqua. Anche questo, però, prevede maggiori oneri. Soltanto se il
Governo mi dà l'ok, lo posso considerare. Gli oneri di
sanificazione eccetera, non so se possono essere . L'ha ritirato .
E' uguale a quello di prima?
Onorevole Di Caro, allora, siccome ci sono ... Se voi
quantificate, chiedo scusa, al di là delle motivazioni sempre
politiche che, poi, potete dare, se quantifichiamo quanti sono
questi oneri, si chiede al Governo se ha intenzione di coprirli, lo
facciamo, diversamente no.
DI CARO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, gli oneri per le elezioni
amministrative sono a totale carico dei comuni. Ora, visto e
considerato la rimessa temporale in cui vengono inquadrate le
elezioni amministrative che riguardano il rientro degli studenti.
PRESIDENTE. Sono oneri di sanificazione, non c'entra nulla. Non so
se è chiaro per cui comunque devono averli questi per poterlo
fare.
DI CARO. Presidente, sono procedure legate alle elezioni
amministrative che sono in capo ai Comuni. Poi se lei dice,
attraverso l'Assessore, che ci sarebbero degli oneri aggiuntivi per
la Regione siciliana non quantificabili, io lo ritiro.
PRESIDENTE. Poi, secondo me va fatto al limite un ordine del
giorno e la Regione siciliana provvederà a far sì che vengano
sanificati i locali, cosa che mi pare assolutamente corretta.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area
vasta
1. Alla legge regionale 4 agosto 2015, n. 15 e successive
modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2 dell'articolo 6, le parole in una domenica compresa
tra il 15 settembre ed il 15 ottobre 2020 sono sostituite dalle
parole entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti nei
comuni interessati dal rinnovo degli organi nel turno elettorale
per l'anno 2020 ;
b) al comma 7 dell'articolo 14 bis le parole in una domenica
compresa tra il 15 settembre ed il 15 ottobre 2020 sono sostituite
dalle parole entro sessanta giorni dalla proclamazione degli
eletti nei comuni interessati dal rinnovo degli organi nel turno
elettorale per l'anno 2020 ;
c) all'articolo 51 le parole e comunque non oltre il 15 novembre
2020 sono sostituite dalle parole e comunque non oltre il 31
gennaio 2021 .
2. Le elezioni dei Consigli metropolitani sono indette dai
rispettivi Sindaci metropolitani in conformità alle disposizioni
del presente articolo.
3. In conformità a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 17
bis del decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito con
modificazioni dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, il termine di
dodici mesi di cui all'articolo 6, comma 5, secondo periodo, della
legge regionale n. 15/2015 non si applica per l'elezione del
Presidente del libero Consorzio comunale da svolgersi ai sensi del
comma 1, lettera a)».
Si passa all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli Aricò ed
altri. Onorevole Aricò, anche per questo lo invito al ritiro.
ARICO'. Signor Presidente, siccome non tutte le proclamazioni dei
Comuni avverranno lo stesso giorno, se noi abbiamo dato un arco
temporale per fare votare potremo aspettare la proclamazione
dell'ultimo Comune per fare votare nell'arco temporale delle
amministrative. Quindi diciamo che, siccome non avverranno lo
stesso giorno, lo ritengo un emendamento di buon senso.
PRESIDENTE. La proclamazione degli eletti è ovvia, devono essere
proclamati tutti.
ARICO'. Questo non è scritto.
PRESIDENTE. Assessore, su questo ci deve essere un chiarimento,
però mi sembra abbastanza scontato. Siccome l'onorevole Arico' non
ha torto. Il chiarimento che chiede è una logica. Passano i lavori
parlamentari per chiarire. Se dovesse essere è passato l'intervento
di Arico' e la risposta del Governo. Non c'è bisogno di cambiare
niente. Presidente di Commissione, potete chiarire questo fatto,
così andiamo avanti. Scusate, io voglio sapere dall'Assessore o dal
Presidente della Commissione se è chiarita la vicenda oppure no.
L'ha ritirato. Benissimo. Se lo chiariscono con più calma. E'
ritirato.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3.
(Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)
PRESIDENTE. Un chiarimento? L'ho chiesto 3 volte Onorevole
Cracolici, mi fa capire di cosa si tratta? Ho detto è arrivato un
emendamento del Governo e ce l'ho qui davanti.
Allora, l'emendamento del Governo è inammissibile perché non è che
possiamo fare valere alcune cosa e altre no Facciamo le persone
serie. Grazie. Non si può fare. Non possiamo nell'articolo 3 fare
nelle prossime elezioni, e nell'articolo 2 in quelle attuali.
Ragazzi miei. Andiamo avanti. Manca il . ma non posso leggere che
alle prossime elezioni e non per le ..
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, è stata votata una legge per .
PRESIDENTE. Quanto meno per capire, tanto è già dichiarato
inammissibile. Vorrei riuscire a capire di che cosa si parla. Se mi
chiede l'Assessore un intervento dico no? Colleghi state calmi
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, è stata votato un emendamento in una delle leggi
che abbiamo, non mi ricordo in quale seduta, che riguarda la
composizione dei Consigli comunali. Questo emendamento va a
chiarire, si è trattato di una interpretazione che vale per la
prossima legislatura.
CRACOLICI. Qua stiamo parlando di campagna elettorale che è sacra
PRESIDENTE. Basta così, andiamo avanti.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
Disposizioni in materia di procedimento elettorale
per il turno elettorale amministrativo 2020
1. In considerazione dell'emergenza sanitaria derivante dalla
pandemia Covid-19, in via eccezionale, al fine di contenere i
rischi di contagio durante il procedimento elettorale, nel rispetto
delle misure di distanziamento sociale previste dalla normativa
nazionale e regionale, nelle elezioni degli organi dei comuni
interessati dal rinnovo nel turno elettorale per l'anno 2020 si
applicano le seguenti disposizioni:
la costituzione dell'ufficio elettorale di sezione e le operazioni
di autenticazione delle schede occorrenti per la votazione, di cui
all'articolo 31 del testo unico delle leggi per l'elezione dei
consigli comunali nella Regione siciliana, approvato con decreto
legislativo del Presidente della Regione 20 agosto 1960, n. 3 e
successive modifiche ed integrazioni, si svolgono nelle ore
pomeridiane del sabato che precede la data delle votazioni;
le operazioni di voto si svolgono nella giornata di domenica dalle
ore 7,00 alle ore 22,00 e proseguono nella giornata successiva di
lunedì dalle ore 7,00 alle ore 14:00, fermo restando quanto
previsto dall'articolo 35 del testo unico delle leggi per
l'elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato
con decreto legislativo del Presidente della Regione n. 3/1960 e
successive modifiche ed integrazioni, in ordine alla chiusura delle
urne, alla formazione dei plichi e alla custodia della sala di
votazione;
c) le operazioni preliminari allo scrutinio di cui all'articolo 36
del testo unico delle leggi per l'elezione dei consigli comunali
nella Regione siciliana, approvato con decreto legislativo del
Presidente della Regione n. 3/1960 e successive modifiche ed
integrazioni, e le operazioni di scrutinio si svolgono
immediatamente dopo la conclusione della votazione a decorrere
dalle ore 14:00 del lunedì».
All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 a firma degli
onorevoli Galvagno e Amata.
Però anche questo è inammissibile. Anzi no, chiedo scusa.
GALVAGNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GALVAGNO. Signor Presidente, semplicemente, visto e considerato
che in questi mesi la gente è rimasta chiusa in casa, e potrebbe
essere diffidente nell'andare anche a votare, dargli la possibilità
quanto meno di spalmare, e di allungare di 4 ore l'orario. Quindi
dalle 14 passare alle 18. E conseguentemente, anche per quanto
concerne lo scrutinio.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Galvagno. Oggettivamente, in
emergenza Coronavirus, ha una logica.
CALDERONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, solo per dire che Forza Italia
ritiene assolutamente ragionevoli le osservazioni dell'onorevole
Galvagno. Credo che sia una norma . Soprattutto in relazione a
questo momento storico.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da eccezionalità
ad eccezionalità rischiamo di uscire sempre con cose un poco
singolari. Intanto, ricordo che in tutta Italia si vota un solo
giorno. Noi con legge regionale stiamo introducendo il meccanismo
del voto in due giorni. Quindi la domenica, dalle 7 alle 22, e il
lunedì - come era una volta - dalle 7 alle 14.
Quindi, questa legge sta prevedendo un'ulteriore giornata, anche
per un'altra ragione, signor Presidente. Perché abbiamo visto
nell'esempio concreto che, quando si vota in una sola giornata, e
alla chiusura dei seggi si deve procedere allo scrutinio, abbiamo
avuto casi, per ultimo, alcuni Comuni, dove i Presidenti dei seggi
sono svenuti durante le operazioni di scrutinio. Ecco perché
abbiamo voluto introdurre il principio che, non solo si vota in due
giornate, ma che lo scrutinio inizia di giorno e non di notte, cioè
alle ore 14,30 quando si chiude, si fanno le operazioni di
scrutinio come si sono fatte per 70 anni.
Eviterei di infilarci in cose, 18, 19, 17. C'è una prassi. Credo
che il fatto che abbiamo introdotto la seconda giornata di
votazione che, ricordo, costa. Ricordo che costa perché sono doppie
giornate per gli scrutatori etc. Quindi suggerirei sempre il
principio del buon senso. Mi pare che il buon senso ci dice che
stiamo introducendo, a proposito di Covid, un ulteriore tempo
congruo per le votazioni.
PRESIDENTE. Secondo me, a proposito di buon senso, onorevole
Cracolici, se si potesse dire o scrivere che i Presidenti dei seggi
potessero verificare eventuali code nascenti da questo, lo
faremmo . Mi scusi . Se invece, comunque, noi aumentiamo di due
ore solo per questo caso, durante l'emergenza del Coronavirus,
queste cose non mi sembra che muore nessuno. Io comunque lo
dichiaro inammissibile e poi l'Aula lo voterà.
SIRAGUSA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SIRAGUSA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comunque il
presidente di seggio ha l'obbligo di fare votare tutte le persone
presenti dentro il seggio, anche se dovessero arrivare si può
mettere che il seggio non è più il seggio fisico
PRESIDENTE. Non è detto; se c'è la distanza di un metro e mezzo
come è previsto, non è detto.
Dentro un seggio ne entrano sei, se sono sessanta sono fuori.
SIRAGUSA. Ma sono in fila fuori dalla porta, il seggio non è la
classe, la scuola.
PRESIDENTE. L'importante è che arriviamo al ragionamento per cui
si possano fare votare tutti.
SIRAGUSA. Il ragionamento è proprio questo, già parte da una
condizione di emergenzialità, di straordinarietà, perché anche qua
si vota in un giorno, quindi già quella mezza giornata in più è una
condizione che va incontro a quello che ha detto l'onorevole
Galvagno, perché il motivo è questo.
Però, bisogna anche mettersi nelle condizioni di poter fare
svolgere lo scrutinio in un clima sereno e anche consentendo a chi,
gli scrutatori, di poter operare tranquillamente, e non di notte.
Io ritengo che ci andiamo ad infilare in un ginepraio allungando
orari e mettendo cose strane. Le 14.00 è un orario perfetto e
funziona regolarmente.
PRESIDENTE. Io credo che gli scrutini debbano essere fatti non di
notte, poi, basta che non è di notte, qualsiasi altra cosa va bene.
Per cui, se invece probabilmente quando è previsto alle 18.00 lo
prevediamo invece che alle 14.00, alle 16.00, forse è meglio. Ma
insomma, siccome l'onorevole Galvagno che io ho accanto, e che è
una persona sempre ragionevole, mi dice che c'è quello successivo
di cui ha parlato l'onorevole Aricò, se si volesse pensare di fare
approvare quello, lui è pronto a ritirare questo.
No, scusate, quello di Aricò non si può fare, perché noi non
possiamo sapere nel caso in cui ci sia un'emergenza , noi non lo
sappiamo se ci sono. Non possiamo prevederlo prima. Le elezioni
vengono previste 40 giorni prima, per cui non possiamo sapere se 40
giorni dopo...
Allora, scusate, quello di Aricò purtroppo, perché ha anche quello
una logica, Aricò ha anche il suo una logica, però è considerato
inammissibile, è inutile parlarne. Mettiamo in votazione questo. In
ogni caso quello è successivo.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, assessore Grasso, condividendo
l'emendamento dell'onorevole Galvagno, io pongo un tema
all'assessore Grasso. Noi aumentiamo di quattro ore formalmente
l'onere che i Comuni dovranno pagare durante le fasi di scrutinio.
Ha una ricaduta di impatto economico sui Comuni non indifferente,
vorrei sapere dall'assessore agli enti locali, se è sostenibile da
punto di vista economico.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Per quanto riguarda l'emendamento dell'onorevole Galvagno, che non
vedo, ma che comunque deve aumentare quattro ore, non è
proponibile, perché noi abbiamo già fatto uno sforzo di aprire i
seggi il sabato, poi la domenica si vota, il lunedì fino alle due,
poi dobbiamo pagare, ci vogliono dei costi in più.
PRESIDENTE. Assessore, il parere è contrario.
GALVAGNO. Lo ritiro.
PRESIDENTE. Quello di Aricò non è ammissibile, per cui votiamo
l'articolo 3.
ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Illustrarlo, però abbiamo capito, ci
sono oneri in più.
ARICO'. Presidente, dico esattamente il contrario. Nel momento in
cui si andranno ad indire le elezioni, proprio per risparmiare un
giorno di una serie di costi aggiuntivi, chi indirà l'elezione,
cioè il Governo, sarà in grado, probabilmente ad agosto, qualora
speriamo che l'emergenza sanitaria sarà terminata, di poter fare
espletare le elezioni soltanto in un giorno. Da qui l'idea.
PRESIDENTE. Queste cose si stabiliscono per legge. Lei ci sta
chiedendo di aspettare il giorno prima per fare la legge.
ARICO'. No, per fare la legge, dare una facoltà al Governo di
poter stabilire se potrà.
PRESIDENTE. Si stabilisce per legge, onorevole Aricò.
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, grazie. Solo per dire che avevo
presentato un emendamento di cui non trovo traccia, che proponeva
di dimezzare il numero di firme necessarie alla presentazione delle
liste, che sarebbe anche un modo per evitare assembramenti nelle
segreterie generali dei Comuni e negli altri spazi pubblici in cui
si raccolgono le firme. Quindi una norma, una richiesta di buon
senso. Non è un emendamento aggiuntivo, era stato presentato nei
tempi previsti, ma non lo trovo nel fascicolo.
PRESIDENTE. Gli Uffici lo hanno considerato aggiuntivo. Io qualche
dubbio ce l'ho perché modifica la legge elettorale, noi non siamo
in materia di legge elettorale per adesso?
Io devo capire, nessuno mi può condizionare, prima devo capire.
Chiedo scusa. Per lo stesso motivo per cui ho dichiarato
inammissibile l'emendamento del Governo poco fa, devo dichiarare
inammissibile anche questo. Si può presentare con una nuova si fa
un disegno di legge e lo si presenta perché abbiamo dichiarato
inammissibile quello del Governo che era su questo stesso quindi
lo devo dichiarare inammissibile. Grazie onorevole Fava.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Allora, dobbiamo votare la legge, se prendete posto per favore.
LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, il dibattito che si è svolto in
quest'Aula, e al quale non ho partecipato, è la rappresentazione
più evidente che c'è una forma di resistenza forte da parte delle
forze politiche a dire di sì a questa proroga. Si è stati quasi
costretti a dire di sì alla proroga, perché in un momento
emergenziale, andare a nuove elezioni è complicato ma, così come
avevo fatto io, chiedere di nominare un Commissario sembrava poco
opportuno.
E questo è quello che è accaduto oggi, che di fronte a alla vera
volontà di questo Parlamento, che era quella di non volere la
proroga, e di volere i Commissari, però si è fatto un passo
indietro e alla fine prevale, come dire, il tentativo di camuffare
questa storia attraverso la limitazione dei poteri della Giunta,
del sindaco e del Consiglio comunale.
Per onestà e correttezza, che prima di tutto devo a me stessa, io
annuncio il mio voto contrario a questa norma, avendo a suo tempo
presentato in Commissione, nella relativa Commissione legislativa,
cioè in I Commissione, un emendamento per la nomina dei Commissari,
e l'ho fatto, signor Presidente, non perché sono un'irresponsabile,
ma perché ritengo che, come mi hanno dato oggi ragione, nessuno
voleva dare pieni poteri a questi sindaci, agli organi
amministrativi al momento in carica, perché è innaturale che si
diano ancora poteri per ulteriori sei mesi a chi è ormai scaduto, e
che era giusto che si andasse verso, come dire, la possibilità di
andare ad elezioni e invece le elezioni non ci potranno essere
perché c'è l'emergenza Covid.
Di fronte a questa emergenza, peraltro, voglio dire che ci sono
già dei Comuni che hanno proroga, che usufruiscono di proroghe
dovute a fatti precedenti naturalmente al Covid e in questi Comuni
si voterà praticamente fra sei anni e mezzo, siamo di fronte ad una
distorsione anche del principio democratico.
Oggi la verità è una, signor Presidente, che è prevalsa una sorta
di lobby dei sindaci e delle amministrazioni in carica, e ha
privato questo Parlamento, che si è privato da solo in realtà, di
potere dire la propria, in libertà, in autonomia e con assoluta
onestà intellettuale, come invece ho voluto fare io, e voglio
ribadire in questa sede dicendo che sono contraria a questa norma
perché questi sindaci, dal dibattito che oggi è emerso, chiaramente
seppur tentando di dirlo e non dirlo, sono gli unici che potranno
fare campagna elettorale.
Chi in tempi di Covid, di emergenza, di impossibilità di
raggrupparsi, di avvicinare i cittadini potrà fare campagna
elettorale? Solo quelli che attualmente sono in carica. Ed ecco che
l'assenza della democrazia, la rinuncia di potere di dire e di
potere chiamare alla partecipazione pubblica i cittadini, oggi
svela come la politica sia veramente in balia di chi urla di più,
in balia di chi deve dire la sua e molto spesso ormai ha perduto
quel valore e quella funzione pedagogica ed educativa per la quale
la politica deve indicare ai cittadini la strada da seguire.
Oggi ci si è ridotti ad essere al traino dei mass media, dei
social media, delle reti e delle opinioni che si formano su
facebook e si twittano.
Io da questa modalità di comportamento prendo le distanze, ripeto,
non ho voluto neanche presentare in Aula l'emendamento e non l'ho
voluto presentare ancorché spinta da colleghi che, condividendolo
fino in fondo ma non potendosi esprimere palesemente o non
volendolo fare per più ragioni, mi hanno chiesto di chiedere il
voto segreto.
Ebbene io non sono per il voto segreto ma non lo sono perché deve
vigere il principio della responsabilità, io ci metto la faccia ed
ognuno ci deve mettere la propria nel bene e nel male.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, ovviamente io rispetto l'opinione
del mio Capogruppo, ci mancherebbe, però devo anche dichiarare che
il mio voto sarà assolutamente favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, chiarisca che lei non è in
votazione, cioè che non deve votare il suo Comune.
LO GIUDICE. Infatti, volevo chiarire tanti aspetti. Il primo
aspetto è che rispetto la posizione del mio Capogruppo che è
legittima in quelle che sono le esternazioni che lei ha voluto
rappresentare, da sindaco però io non posso che votare
favorevolmente questa legge chiarendo un fatto: il mio Comune non
andrà ad elezioni in questo momento, quindi non sono direttamente
interessato me ne guarderei bene, però ritengo che sia fondamentale
un aspetto i sindaci vengono eletti, peraltro in questi quattro
cinque mesi di Covid non hanno potuto amministrare perché di fatto
ci siamo occupati per lo più di sanificazione, contagi e quanto
altro, quindi siamo stati con le mani legate rispetto a quello che
è il programma elettorale che ognuno di noi ha esposto e quindi
credo che sia doveroso dare la possibilità di completare il mandato
peraltro a persone che sono state elette democraticamente.
LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LA ROCCA RUVOLO. Signor Presidente, Assessori, colleghi, sulla
linea di quanto detto dal mio collega Lo Giudice, pur rispettando
la posizione della nostra Capogruppo, io voterò favorevole. Neanche
io vado a voto però voglio dire due cose.
Innanzitutto, trovo giusta questa norma che dia ai sindaci la
possibilità di continuare nel mandato vista l'emergenza Covid,
questa terra è afflitta dai Commissari semmai ne avesse avuti altri
anche per continuare l'opera di un'amministrazione locale sarebbe
stato uno sfacelo.
Questi Commissari per ogni cosa hanno dato voto di valutare
l'operato, detto questo dico anche che il sindaco deve essere un
sindaco che conosce la propria comunità da cinque anni, non capisco
per quale motivo non debba continuare a svolgere la sua funzione
per ulteriori quattro, cinque mesi, due mesi quello che sia. Per
questo motivo voterò favorevole a questa norma.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è inutile che voi gridate,
onorevole La Rocca sono tutti invidiosi che l'UDC è pieno di
sindaci Che volete fare Per cui, nonostante la posizione del
capogruppo sia una, in quanto sindaci, gli altri votano
diversamente, non credo che ci sia nessun problema. E uno si
astiene, infatti.
E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, intanto volevo dire che abbiamo anche
presentato un ordine del giorno, se lo può mettere in votazione. E'
anche a firma dell'onorevole Dipasquale.
PRESIDENTE. Se è arrivato, verrà messo in votazione sicuramente.
Ci sono alcuni ordini del giorno, ma non sono attinenti. Non è
attinente. Intanto, faccia l'intervento, ora vediamo.
LUPO. Se non lo ritiene attinente, chiedo di metterlo in votazione
alla prima seduta utile, però siccome penso che meriti l'attenzione
del Parlamento
Signor Presidente, onorevoli colleghi, per esprimere il voto
favorevole del Gruppo del Partito Democratico su questo disegno di
legge.
Noi vogliamo dire che la Commissione su questo tema ha lavorato
bene, c'è stata una sintonia di fondo dopo un dibattito anche
appassionato e approfondito che ha consentito l'approvazione del
disegno di legge all'unanimità e io penso che il clima che si
respira in quest'Aula, a proposito di questa norma, di questo
disegno di legge che proroga il mandato dei sindaci e dei
consiglieri comunali in carica, dimostra che questa è stata la
scelta giusta. Perché in questo momento difficile, purtroppo, di
emergenza che i Comuni stanno attraversando, io penso che anche il
sindaco meno adeguato sicuramente è più adatto a gestire questa
fase emergenziale rispetto al migliore possibile commissario del
mondo, perché non c'è dubbio che gli amministratori locali in
questo momento hanno rappresentato davvero la prima linea di
interlocuzione, di confronto con i cittadini e rappresentano
davvero un presidio anche di democrazia sul territorio; per cui,
sarebbe davvero sbagliato rimuoverli e non dare loro ulteriore
fiducia. Fiducia che invece meritano, così come noi abbiamo inteso
fare anche in finanziaria sostenendo alcune norme a sostegno dei
comuni per dare agli amministratori locali la possibilità di
rispondere a quelle che sono le esigenze dei cittadini.
Per ultimo, signor Presidente, voglio sottolineare un altro
elemento che io credo sia positivo, il fatto di avere spostato il
termine ultimo al 15 di novembre ci consentirà, speriamo entro
l'anno, comunque di svolgere le elezioni dei liberi consorzi
comunali e delle città metropolitane, eleggendo gli organi che
purtroppo sono ancora commissariati.
La modifica significativa che introduciamo con questa legge,
signor Presidente, è quella che avranno elettorato attivo e passivo
tutti i sindaci in carica, quindi senza alcuna discriminazione,
anche grazie al fatto che, nel frattempo, è intervenuta qualche
positiva modifica normativa anche in campo nazionale.
Quindi, io credo che questa sia una buona legge, che dà fiducia ai
sindaci, che meritano la fiducia del Parlamento perché stanno
facendo davvero un lavoro egregio insieme agli altri organi
comunali, perché consente lo svolgimento in tempi rapidi, anche
degli organi dei liberi consorzi e delle città metropolitane,
chiudendo così una parentesi che è stata troppo lunga e creando le
condizioni per l'ordinaria amministrazione all'insegna della
democrazia delle nostre comunità locali.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà.
CARONIA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
questa norma troverà invece il voto favorevole della Lega e
personalmente il mio voto.
Io ritengo che questa norma sia una norma da votare, poiché
ritengo che in questo momento, al di là del fatto che si prorogano
per questo numero di mesi le attività dei sindaci e dei consiglieri
comunali, io ritengo che nessun sindaco né nessun consigliere
comunale vorrebbe trovarsi oggi nella condizione di dovere
affrontare il disastro che, purtroppo, i comuni in prima battuta
stanno affrontando.
Io ritengo che oggi chi fa il sindaco, in questo momento storico,
in questi mesi precisi, dovrà purtroppo affrontare una emergenza
che è quella del Covid, ma soprattutto l'emergenza economica che da
questo scaturisce, pertanto non li ritengo dei fortunati ma dei
coraggiosi.
E siccome ho grande rispetto delle Istituzioni, io ritengo che
oggi chi ha una fascia tricolore vada comunque rispettato rispetto
a quello che è il ruolo scomodo in molti casi che dovrà affrontare.
Un esempio per tutti: la finanziaria si è occupata di alcuni
provvedimenti che riguardano l'erogazione, addirittura, di aiuti
alimentari alle famiglie; ritengo che questa non si possa
assolutamente configurare in campagna elettorale, perché se così
fosse sarebbe veramente gravissimo.
Io mi auguro, e lo credo, che tutti i quali oggi con coscienza
rivestono un ruolo all'interno delle istituzioni, nella massima
figura del sindaco, così come dei consiglieri comunali, sicuramente
l'obiettivo sarà quello di trovare, come dire, ristoro e risposte
alle esigenze primarie di una emergenza che non è una emergenza
normale e comune ma è una crisi che non ha precedenti e che
purtroppo ci vede e ci dovrebbe, anzi - uso il condizionale - ci
dovrebbe vedere tutti uniti da un unico intendimento che è quello
di dare risposte alla gente.
Per cui, Presidente, sinceramente la polemica a questa norma
onestamente non i sembra proprio opportuno farla.
PRESIDENTE. Grazie. Voi avete rinunciato, sì, perché dobbiamo
assolutamente chiudere. Onorevole Sammartino, rinunzia pure lei a
parlare.
Votiamo la legge e dopo si interviene.
Scusate, ci sono un momento solo, ma perché gridate tutti? Ci
sono degli ordini del giorno. Attinente ce n'è uno solo.
(Brusìo in Aula)
Stiamo esagerando La democrazia è bella, ma voi esagerate
nell'uso della democrazia
CRACOLICI. Votiamo
PRESIDENTE. Chiedo scusa, siccome mi pare di capire,
democraticamente, che si vuole votare, votiamo.
L'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.
Lo leggo: l'ordine del giorno impegna - state tranquilli una volta
gli ordini del giorno anche se non lo leggo io è uguale - il
Governo della Regione in caso di eventuali ulteriori proroghe
legate alla pandemia in corso di nominare in sostituzione dei
sindaci nuovi commissari a garanzia e rispetto dell'elettorato.
È evidente che nel momento in cui si fa un ordine, scusate -
onorevole Cordaro, la prego - l'ordine del giorno se il Governo lo
recepisce si sta facendo carico nel caso in cui di fare la legge. È
evidente che non è che diventa legge un ordine del giorno e il
Governo si farà evidentemente carico, nel caso in cui si
verificasse quello che dice l'onorevole Aricò, di fare nei tempi
dovuti un eventuale disegno di legge.
Ma perché, quando mai un ordine del giorno è stato considerato
legge?
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Scusate, non mi fate dire cattive parole
Allora, c'è un ordine del giorno che invita il Governo, nel caso
in cui dovesse essere necessario a non fare nuove proroghe; nel
caso in cui fosse così il Governo si attiverà per non farle. Punto.
Basta. È accettato come raccomandazione.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è sull'argomento no, onorevole Lupo, la ringrazio.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Rinvio delle elezioni degli organi degli enti locali e degli enti
di area vasta per l'anno 2020 (n. 731/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge: Rinvio delle elezioni degli organi degli enti
locali e degli enti di area vasta per l'anno 2020 (n. 731/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Per favore quelli che hanno votato, se si alzano così danno spazio
agli altri.
Comunico ai Capigruppo che il Governo mi ha comunicato che la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari adesso non la
potremo fare perché devono andare via. Vi farò sapere quando la
facciamo.
Ho appena avuto notizia - è una buona notizia, quindi non vi
preoccupate, non so se è vera quindi vorrei chiederla
all'interessato ed eventualmente fargli i complimenti - che
l'onorevole Barbagallo è diventato il nuovo segretario regionale
del P.D. Oggi me ne hanno dato notizia. Ne ho ricevuto notizia
oggi, per cui le faccio i complimenti e, credo, pure tutta l'Aula.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti 64
Votanti 47
Maggioranza 24
Favorevoli 46
Contrari 1
Astenuti 8
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE. Ci sono interventi ai sensi dell'articolo 83, comma 2
del Regolamento interno; poiché devo andare via lascio l'incombenza
all'onorevole Foti. L'Aula in ogni caso sarà aggiornata a mercoledì
prossimo. Farò avere notizie circa gli appuntamenti della
Conferenza dei Capigruppo e del Regolamento.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. Sono iscritti a parlare ai sensi dell'articolo 83,
comma 2 del Regolamento interno, parecchi colleghi. Il primo è
l'onorevole Barbagallo. Ha facoltà di parlare.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
evidenziare al Governo che ancora ad oggi non sono stati liquidati
agli imprenditori agricoli i danni per l'alluvione dell'autunno del
2018, assessore Grasso.
E' un fatto increscioso perché nei termini, poco dopo l'alluvione
il Governo ha richiesto tramite il Dipartimento di Protezione
civile, espressamente agli imprenditori agricoli di produrre la
perizia giurata, una relazione dei danni, eccetera.
Gli imprenditori, oltre ad aver subito il danno, hanno prontamente
prodotto tutta la documentazione necessaria e da allora per mesi
c'è un continuo rimpallo tra l'istruttoria e la liquidazione del
provvedimento finale tra la Protezione civile e altri Assessorati.
Io credo che debba finire, stanno per compiersi due anni dalla
data dell'alluvione e, ancora oggi, i danni non sono stati
liquidati. Peraltro, il settore dell'imprenditoria agricola e
quello dell'agricoltura è uno di quelli che sta subendo maggiori
danni anche dalla congiuntura economica e, quindi, non è più
accettabile questo ritardo.
Ci siamo fatti carico anche di presentare un'interrogazione ed un
ordine del giorno perché riteniamo particolarmente incresciosa
questa vicenda ed auspichiamo che, nel più breve tempo possibile,
si faccia chiarezza e vengano liquidate le spettanze agli
imprenditori agricoli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lentini. Ne ha
facoltà.
LENTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sta accadendo un
problema abbastanza grave nel territorio di Partinico. Mi riferisco
all'ospedale in particolare, che è stato convertito in COVID- 19.
Già è da circa due mesi che l'ospedale è stato depauperato dei
reparti di cardiologia, di medicina, di ortopedia, di neonatologia
ma, il più importante, del Pronto soccorso per cui la gente viene
dirottata, con i problemi che ci sono nel territorio, nella città.
Quindi, già gli ospedali ed i Pronto soccorso di Palermo sono
pienissimi ventiquattro ore su ventiquattro e ci sono problemi
abbastanza pesanti, a rischio vita, tant'è che, in questi giorni,
nel territorio alcuni cittadini hanno pure manifestato per cercare
di far riaprire l'ospedale.
In un primo momento era stato detto che c'era un accordo per cui
l'ospedale di Alcamo, che è quello più vicino in quella zona,
doveva essere attrezzato per accogliere tutta questa gente che
poteva arrivare dai paesi limitrofi.
Parliamo dell'Ospedale Civico di Partinico che accoglie una media
150 mila abitanti, tenendo presente che i paesi limitrofi, da
Carini, Cinisi, Terrasini, Balestrati, i paesi più vicini, ne fanno
uso.
Quindi, il problema si sta presentando ed è abbastanza grave
perché questa gente, non appena sorge il problema salute, viene
dirottata verso gli ospedali di Palermo, dove non trovano
accoglimento e, se lo trovano, dopo ventiquattro ore che sono
buttati al Pronto soccorso.
Quindi, a me sembra anche inopportuno il fatto che, considerato
che l'epidemia, grazie a Dio, nel nostro territorio, ormai, è quasi
finita dobbiamo attenzionare, ma in quell'ospedale ci sono circa
venti, venticinque pazienti non gravi.
Siccome a Palermo, da circa un mese, sono stati attrezzati due
ospedali per quanto riguarda il COVID-19 - parlo di IMI di Palermo,
quindi, Villa Igea, e dell'ospedale Cervello di Palermo -
considerato che già queste strutture possono accogliere ed hanno
posti letto vuoti, io chiedo, signor Presidente e colleghi
deputati, di mettere fine a questa cosa che, a mio avviso, può
diventare anche pericolosa per la vita di persone che abitano nei
dintorni dell'ospedale e che, pertanto, devono scappare per la
città e non ce la fanno.
L'ospedale di Alcamo è escluso perché non è attrezzato e non può
assolutamente accogliere il fabbisogno.
Quindi, io chiedo, Presidente, con un'interrogazione che ho
presentato, che l'ospedale Civico di Partinico ritorni ad essere
ospedale ed accolga i reparti di cardiologia, di ortopedia, tutti i
reparti che aveva fino allo scorso mese di marzo.
Chiedo, quindi, signor Presidente, che questo sia attenzionato
perché la vita, anche di altre malattie, non venga messa da parte,
perché sono delle cose che urgono per quanto riguarda la
cittadinanza di quel territorio.
PRESIDENTE. Onorevole Lentini, i rappresentanti del Governo
prenderanno nota della sua richiesta che, tra l'altro, mi pare sia
stata trattata, oggi, anche in Commissione Sanità e, quindi, la
invito anche in quella sede a proporre delle soluzioni.
E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, volevo anticipare a quest'Aula,
prendendo, peraltro, spunto dalle dichiarazioni dell'onorevole
Presidente Micciché, rispetto alla necessità, anzi direi meglio
all'opportunità che sulla questione della sburocratizzazione e
semplificazione fosse l'intero Parlamento ad occuparsene.
Volevo anticipare che, come Gruppo politico, presenteremo un
ordine del giorno nel quale chiederemo l'istituzione di una
Commissione speciale che vada, appunto, a lavorare, solo ed
esclusivamente, su di un disegno di legge che riguarda la
sburocratizzazione e semplificazione delle procedure a 360 gradi.
In una Commissione speciale, avremo, certamente, l'opportunità di
confrontarci, oltre che tra di noi, con i funzionari, con esperti
che possono essere chiamati e che possono dare un valido aiuto.
Chiedo, sin da subito, a tutto il Parlamento, maggioranza e
minoranza, di aderire a questa nostra richiesta, perché questa
potrebbe essere, veramente, un'azione importante che questo
Parlamento porta a compimento e credo che possa essere, davvero, un
grande regalo fatto alla Sicilia ed ai siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Schillaci. Ne ha
facoltà.
SCHILLACI. Signor Presidente, Assessore in presenza del Governo,
colleghi deputati, quale componente della V Commissione, che si
occupa appunto di cultura, oggi, insieme al nostro Gruppo Movimento
Cinque Stelle, ci sentiamo doppiamente orfani: orfani per la
perdita di un uomo d'arte, uno scienziato della terra di
inestimabile valore, come è stato Sebastiano Tusa, ma, soprattutto,
per la notizia che aleggia in queste ore e che, praticamente, vede
dare ed affidare la poltrona, così prestigiosa che è stata di
Sebastiano Tusa, ma soprattutto di un Assessorato così strategico,
come quello dei beni culturali, ad una forza politica, La Lega, che
non si è risparmiata, in questi anni, di critiche nei confronti del
nostro territorio e, soprattutto, dei sui abitanti.
Rimango, veramente, molto basita e noi, come Gruppo Movimento
Cinque Stelle, non possiamo assolutamente condividere la scelta
perché, oltre ad essere un settore strategico, questa poltrona così
prestigiosa non può essere, assolutamente, frutto di accordi
politici e di spartizioni di poltrone e spartizioni partitiche.
Abbiamo atteso più di un anno per avere una guida autorevole che
potesse prendere l'eredità e portarla avanti di un uomo autorevole
come Sebastiano Tusa ed, invece, apprendiamo con rammarico questa
scelta.
Ora, noi ci auguriamo che il Governo possa tornare indietro su
questa scelta. Io mando questo messaggio al Governatore della
Sicilia, perché il rammarico, a giudicare dalle esternazioni che in
queste ore leggiamo sui social, sui quotidiani, non è solo del
Movimento Cinque Stelle, è di un intero popolo siciliano.
Mi auguro, quindi, anche perché la nostra è la storia di una terra
aperta ed accogliente, la culla di vari saperi e di tradizioni che
rappresentano il nostro vero punto di forza.
Quindi, io mi auguro che il Presidente possa tornare indietro su
questa scelta e chiediamo non solo questo, ma anche che si faccia
una scelta di alto spessore professionale, perché questo è il vero
modo per onorare la memoria di Sebastiano Tusa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.
MARANO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ieri con
la notizia che abbiamo appreso dalla stampa rispetto alla nomina
del futuro Assessore per i beni culturali e l'identità siciliana
alla Lega Nord , perché è cambiato il nome ma sempre della Lega
Nord stiamo parlando, è arrivato uno schiaffo ai siciliani non da
poco.
Ieri, con questa notizia l'Assessore Sebastiano Tusa, il
professore Tusa è morto per la seconda volta, perché ricordo le
parole del Presidente Musumeci in Aula quando disse: Non sarà
semplice sostituire il professore Tusa . Dopo un anno ci
ritroviamo con un rimpasto dove consegniamo la nostra dignità alla
Lega Nord ; consegniamo il nostro patrimonio artistico, culturale,
archeologico, architettonico a gente che da decenni ci critica, che
ci massacra, con insulti razzisti
I siciliani non lo dimenticano questo I siciliani non dimenticano
chi è la Lega Nord e non dimenticano i decenni di insulti che
hanno ricevuto E queste stesse persone dovrebbero gestire il
nostro patrimonio, la nostra bellezza, la nostra ricchezza. Queste
stesse persone che ci hanno insultato tutta la vita devono gestire
questo patrimonio Non lo accettano i siciliani ed io oggi porto la
voce di tutte le persone indignate. Oggi ho ricevuto centinaia e
centinaia di messaggi e la parola ricorrente in tutta questa
operazione, sa qual è Presidente? Vergogna Vergogna Vergogna
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, in questi
giorni, nonostante il lockdown dato dal Covid, abbiamo continuato
ad ascoltare le varie associazioni di categoria e i vari lavoratori
e, quindi, oggi in particolare porto qui istanze di varie categorie
che stanno soffrendo enormemente a causa dell'emergenza. Mi
dispiace che l'Assessore Falcone è andato via, ma sono certa che
l'Assessore Grasso riferirà. Parlo degli autisti che si occupano di
trasporto pubblico locale ed, in particolare, del trasporto
pubblico locale extraurbano.
Intanto, volevo ringraziare l'Assessore Falcone perché proprio
ieri ha revocato le concessioni alla ditta Buda e S.A.G. in quanto
non venivano pagati gli stipendi da ben 18 mesi. Ma non basta. Ci
sono tantissimi altri autisti, centinaia di autisti che non
prendono lo stipendio, chi da 8, chi da 10, chi da 15 mesi.
Quindi, c'è da controllare ed attenzionare altre ditte perché sono
stati stanziati 164,4 milioni di euro per il trasporto pubblico
locale. Di fatto, i mezzi sono fermi, di fatto non viene utilizzato
gasolio, di fatto non sono stati dotati gli autisti di DPI, di
fatto non sono stati installati plexiglass che separano gli autisti
dai passeggeri mettendoli in sicurezza.
E' vero, questo contributo non va a colmare tutti i biglietti che
ma solo una percentuale, però è anche vero che non può essere un
contributo solo per le aziende, doveva essere un contributo anche e
principalmente per i lavoratori. Questo non è stato fatto, le
aziende non lo hanno fatto, quindi è importante che si riveda
questa norma e si destini una parte in maniera sistematica per la
messa in sicurezza degli autobus e per garantire gli stipendi a
tutti questi autisti.
Inoltre, volevo dire che questi stessi autisti che adesso, visto
che una concessione è già stata revocata e so - mi ha anticipato
l'Assessore - che ne avrebbe revocate altre, di tutelare tutte
queste persone che lavoravano per queste ditte perché comunque la
continuità lavorativa delle persone non deve venire meno.
Un altro settore altamente colpito è quello della ristorazione.
Tutti, praticamente tutti, mi hanno segnalato che le banche non
agevolano le pratiche, appunto, per l'erogazione del contributo che
è stato stanziato dal Governo. Un'altra problematica è quella
dettata dagli affitti dei locali. Molti locali con l'adattamento, e
pagando degli affitti molti alti, non ci rientreranno con le spese
neanche con il contributo del 60 per cento che già il Governo
nazionale ha stanziato. Probabilmente, dovranno anche chiudere.
Quindi, sarebbe importante che questa Regione si facesse carico del
restante 40 per cento, per dare una mano d'aiuto a quel settore che
poi, di fatto, ci rappresenta anche in termini di accoglienza, di
ospitalità, di sevizio, e che è sempre stato come una seconda casa
per tutti noi, soprattutto per tutti coloro che lavorano e che
viaggiano. Purtroppo, ad oggi non sono messi nelle condizioni di
poter aprire così presto come pensavamo, proprio per la mancanza di
liquidità.
Queste sono due richieste che faccio al Governo e spero che questi
due settori vengano attenzionati. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo pure io,
brevemente, per stigmatizzare la scelta del Presidente della
Regione di assegnare una delega fondamentale che è quella dei beni
culturali e dell'identità siciliana, ad un assessore, che non
sappiamo chi sarà, però della Lega. Credo che questo davvero
mortifica la cultura, la storia, il patrimonio della Sicilia, dei
siciliani. E sicuramente i siciliani non dimenticheranno, signor
Presidente, gli insulti che hanno ricevuto in questi anni da
Salvini e da tantissimi altri leghisti. Vedo che qualcuno,
all'interno della maggioranza, lo ha dimenticato. Anche gli insulti
reciproci che si sono scambiati con Salvini fino a qualche mese fa.
Ma certamente non dimenticheranno gli elettori.
Credo che sia davvero un gravissimo errore politico quello che il
Presidente Musumeci sta commettendo. E' anche una alterazione dei
risultati democratici. La Lega non ha eletto deputati in questa
Assemblea regionale, non ha espresso alcun deputato all'Assemblea
regionale siciliana.
Ci sono stati deputati che successivamente sono transitati nel
Gruppo della Lega. Allora, questo tentativo maldestro di puntellare
il Governo regionale dando una poltrona così importate, perché
rappresenta la nostra identità, ad un assessore della Lega, credo
che è davvero un errore politico che il Presidente della Regione
sta commettendo e mi auguro che ancora possa cambiare idea e possa
non commetterlo, perché le conseguenze per la nostra Regione
sarebbero del tutto negative.
L'Assessorato dei beni culturali e della identità siciliana, come
sappiamo, è un Assessorato delicatissimo, ha la competenza sulle
soprintendenze. E' un Assessorato che richiede anche un profilo
adeguato, così come aveva un profilo adeguato, da un punto di vista
tecnico, di competenze, di professionalità, il compianto Assessore
Tusa.
Ora, la scelta di affidare un Assessorato così delicato ad una
forza politica, in questo caso alla Lega, senza neppure sapere di
chi si parla, a prescindere, senza sapere qual è il profilo che la
Lega intenderà esprimere per ricoprire quella postazione, quella
posizione, quella poltrona, per soprintendere a quella delega così
complessa anche dell'Amministrazione regionale, è davvero una
scelta nefasta, è una scelta che dimostra che questo Governo non ha
visione politica, che non ha un programma, che non ha alcuna
coerenza e che non merita assolutamente più la fiducia da parte di
nessuno dei siciliani e neppure dei siciliani che hanno votato il
Presidente Musumeci, perché sicuramente non immaginavano che il
Presidente Musumeci potesse arrivare fino al punto di svendere
l'identità della nostra Regione alla Lega, semplicemente per mere
convenienze politiche e per allungare la sopravvivenza di un
Governo che è nato morto.
del Palazzo Reale
Comunicazione su operazioni di sanificazione di tutti gli ambienti
del Palazzo Reale
PRESIDENTE. Nel frattempo che vengono sanificati i microfoni e
tutto il resto, volevo comunicare ai colleghi e all'Aula che questa
settimana, da venerdì 15 a lunedì 18 maggio, saranno fatte delle
operazioni di sanificazione, quindi il Palazzo sarà interdetto, non
solo a noi deputati ma anche i collaboratori, quindi gli uffici
saranno chiusi e non si potrà accedere al Palazzo.
Vi prego di tenere bene a mente queste date, insomma di diffondere
la notizia tra i colleghi che sono già andati via e in più vi
comunico che l'Aula è rinviata martedì prossimo alle ore 17.00.
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
PRESIDENTE. E'iscritta a parlare l'onorevole Ciancio. Ne ha
facoltà.
CIANCIO. Signor Presidente, io ero indecisa se intervenire perché
chiaramente siamo in pochi, però non posso non approfittare della
presenza dell'assessore, sperando che si faccia portavoce non tanto
dei colleghi, di me o di coloro che in quest'Aula hanno
stigmatizzato, come si diceva prima, la nomina o la presunta
nomina, perché ancora non abbiamo notizie ufficiali dell'assessore
ai beni culturali e, nel caso specifico, una nomina data alla Lega.
Quindi, non posso non approfittare della sua presenza assessore,
perché quello che stiamo gridando in quest'Aula vuota, e speriamo
che non rimangano parole e grida nel deserto, quello che stiamo
portando è il grido di un popolo siciliano che io sono sicura che
tra tutti quelli che in questo momento esprimono indignazione ci
sono molti elettori del Presidente Musumeci.
Non è possibile, non è una cosa che possiamo tollerare quella di
dare un assessorato così importante alla Lega, tra parentesi Nord.
Vede, oggi si è fatta la comunicazione in Aula, la Lega ha perso
un deputato ma ha guadagnato un assessore. Ecco, noi non discutiamo
sul fatto che gli assessorati e le poltrone degli assessori sono
chiaramente delle caselle politiche che vanno riempite e rispettano
in qualche modo gli equilibri di una maggioranza e di una
coalizione di Governo, ma questo, assessore, non è un semplice
riempire una casella, questa è una provocazione, è una
provocazione, e io sono sicura che il Presidente Musumeci è un uomo
troppo intelligente e un politico troppo scaltro per confermare una
cosa del genere, perché anche chi lo ha votato sta contestando
fermamente questa scelta.
Non è una questione di nomi: a noi non interessano, non ci
interessa, magari può essere anche il miglior esperto dei beni
culturali d'Italia, è un segnale sbagliato che stiamo dando a tutta
la Sicilia. Ecco, noi a questo segnale non ci stiamo e, tra
l'altro, se dovessero confermarsi le voci sulle personalità che in
questo momento si leggono sui giornali, io le dico subito, noi
siamo pronti a presentare subito una mozione di censura perché non
possiamo tollerare passivamente un oltraggio di questo tipo al
popolo siciliano.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 19
maggio 2020, alle ore 17.00.
La seduta è tolta alle ore 18.40 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
190a SEDUTA PUBBLICA
Martedì 19 maggio 2020 - ore 17.00
ORDINE DEL GIORNO
- COMUNICAZIONI
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)
- Risposte scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
la pesca mediterranea
N. 1076 - Misure di contrasto alla diffusione del 'Tomato brown
rugose fruit virus (TBRFV o ToBRFV)'.
Firmatari: Cannata Rossana
- Con nota prot. n. 5810/IN.17 del 14 febbraio 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'agricoltura, lo
sviluppo rurale e la pesca mediterranea.
- da parte dell'Assessore per l'economia
N. 990 - Iniziative urgenti per il trasferimento del DASOE nei
locali dell'Assessorato regionale della salute.
Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele
- Con nota prot. n. 3406/IN.17 del 29 gennaio 2020, il Presidente
della Regione, ha delegato l'Assessore per l'economia.
- da parte dell'Assessore per l'istruzione e la formazione
professionale
N. 343 - Chiarimenti in merito al bando approvato con D.D.G. del 5
giugno 2018 relativo all'avviso pubblico 2/2018.
Firmatari: Fava Claudio
N. 816 - Chiarimenti urgenti in merito ai crediti vantati da un
operatore della formazione professionale nei confronti della
Regione siciliana nella qualità di terzo pignorato.
Firmatari: Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- Con nota prot. n. 28350/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione. - La firma
dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della presa d'atto, da
parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica di deputato
regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).
N. 920 - Notizie sui controlli di prevenzione antisismica nelle
scuole.
Firmatari: Galvagno Gaetano
- Con nota prot. n. 61/IN.17 del 2 gennaio 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale.
N. 932 - Pagamento delle borse incentivanti e degli emolumenti dei
docenti del percorso formativo per 'operatore sportello bancario'
realizzato dall'ente di formazione FOR.EVER soc.coop. di Catania
nell'anno 2013.
Firmatari: Foti Angela; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
- La firma dell'onorevole Cancelleri è decaduta a seguito della
presa d'atto da parte dell'Assemblea delle sue dimissioni dalla
carica di deputato regionale. (V. seduta n. 138 del 17 settembre
2019). - Con nota prot. n. 50019/IN.17 dell'11 dicembre 2019 il
Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione e
la formazione professionale.
N. 1127 - Chiarimenti circa i lavori di bonifica e sanificazione
della scuola Sandro Pertini di Canicattì (AG).
Firmatari: Savarino Giuseppa
- Con nota prot. n. 6077/IN.17 del 17 febbraio 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione e la
formazione professionale.
- da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
N. 1172 - Mancato completamento della rete di monitoraggio
ambientale con particolare riferimento alla qualità dell'aria.
Firmatari: Catanzaro Michele
- Con nota prot. n. 14075/IN.17 del 23 aprile 2020 il Presidente
della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.
- da parte del Presidente Regione
N. 814 - Interventi urgenti nell'alveo del fiume Belice e verifica
delle condizioni di rischio residuo a salvaguardia dell'incolumità
pubblica.
Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo; Cappello
Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito
Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
- Nel fornire risposta all'interrogazione, il Presidente della
Regione, con nota prot. 7324 del 10 aprile 2020 ha precisato che
all'autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia
'afferisce la competenza in materia, fornita con nota prot. n. 4209
del 25 marzo 2020', ragion per cui l'interrogazione è da intendersi
ricompresa nella competenza esclusiva della Presidenza della
Regione. - La firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito della
presa d'atto, da parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla
carica di deputato regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).
(*) Le risposte alle suddette interrogazioni saranno pubblicate
nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Semplificazione edilizia - Interventi di nuova costruzione
subordinati a SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
(n. 734).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 7 maggio
2020.
- Moratoria sulla scadenza dei titoli cambiari ed ogni altro
titolo di credito in Sicilia (n. 735).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Aricò,
Assenza, Galluzzo, Savarino e Zitelli il 7 maggio 2020.
- SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) - avvio
attività commerciali nel territorio siciliano (n. 736).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 7 maggio
2020.
- Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di
reato (n. 737).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 7
maggio 2020.
- Modifiche alle leggi regionali in materia di cooperative
giovanili (n. 738).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti, Campo,
Ciancio, A. De Luca, Di Caro, Di Paola, Damante, Mangiacavallo,
Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci, Siragusa, Sunseri,
Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 7 maggio 2020
- Istituzione di un circuito regionale di compensazione
multilaterale e complementare (n. 739).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti e
Tancredi il 7 maggio 2020
- Arretrati contrattuali dei lavoratori di cui all'articolo 45
ter, della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16 e successive
modifiche e integrazioni (n. 740).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 7 maggio 2020
- Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 10 agosto 2016,
n. 16 - Recepimento con modifiche dell'articolo 36 Accertamento di
conformità del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno
2001, n. 380 (n. 741).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il 7
maggio 2020.
- Norme per il rilancio del turismo siciliano (n. 743).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il 7
maggio 2020.
- Istituzione della giornata conoscitiva dei mulini siciliani (n.
744).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il 7
maggio 2020.
Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
competente Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme a tutela dei minori: istituzione dell'Osservatorio
regionale sui minori e sulle forme e condizioni di disagio
adolescenziale e giovanile, misure di prevenzione e contrasto ai
fenomeni di bullismo, cyber-bullismo, pedofilia, cyber-pedofilia e
sexting (n. 742).
Di iniziativa parlamentare.
Presentato il 6 maggio 2020.
Inviato il 6 maggio 2020.
Parere VI.
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Applicazione della legge regionale 23/1998 ai concorsi pubblici
nella Regione siciliana (n. 725).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 maggio 2020.
- Norme relative alle graduatorie dei concorsi pubblici in Sicilia
(n. 726).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 5 maggio 2020.
BILANCIO (II)
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2020. Mese di gennaio (n. 720).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 5 maggio 2020.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2020. Mese di gennaio (n. 721).
Di iniziativa governativa.
Inviato il 5 maggio 2020.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
Si comunica che l'onorevole Stefano Pellegrino, con nota prot. n.
3073/SG.LEG.PG. del 7 maggio 2020 ha chiesto di apporre la propria
firma al disegno di legge n. 733/A Stralcio I Comm Disposizioni
per l'accelerazione delle procedure autorizzatorie e di spesa e
della realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti .
Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni
BILANCIO (II) - COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
CONCERNENTI L'ATTIVITÀ DELL'UNIONE EUROPEA
- P.O. FESR Sicilia 2014/2020. Azione 1.4.1 - Modifiche del
Programma operativo e del Documento Requisiti di ammissibilità e
criteri di selezione' (n. 86/II-UE).
Reso dalla Commissione II in data 14 aprile 2020.
Inviato in data 12 maggio 2020.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Legge regionale 14 dicembre 2019, n. 24 Estensione della
validità delle concessioni demaniali marittime - inoltro schema
decreto assessoriale ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 (n.
87/IV).
Reso in data 28 aprile 2020.
Inviato in data 8 maggio 2020.
Allegato B
Risposte scritte ad interrogazioni