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Resoconto d'Aula della Seduta n. 189 di mercoledì 13 maggio 2020
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   regionale

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza della Vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.04

   PRESIDENTE. La seduta è aperta. Buongiorno colleghi.

    Comunicazione di decadenza di diritto dalla carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE. Comunico che il Tribunale di Roma, con nota PEC del 12
  maggio  2020, assunta al bollo d'ingresso della Segreteria generale
  il  13  maggio successivo e protocollata al n. 3161/SGALPG di  pari
  data,   ha   trasmesso  documentazione  concernente  la   posizione
  giudiziaria dell'onorevole Giuseppe Gennuso.
   Pertanto comunico che, con ordinanza 11-12 novembre 2019, la Corte
  suprema  di Cassazione, Sez. VI penale, ha dichiarato inammissibile
  il  ricorso  del  deputato regionale avverso la sentenza  del  Gip,
  Tribunale  di  Roma,  del 18 luglio 2019, con la  quale  era  stata
  applicata,  ai  sensi  dell'art.  444  e  seguenti  del  codice  di
  procedura penale medesimo, la relativa pena.
   Poiché quest'ultima è stata applicata per il reato di cui all'art.
  346  bis, terzo comma, del codice penale, nel prendere atto che  la
  fattispecie  rientra nella previsione normativa di cui all'articolo
  7,  comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 dicembre  2012,
  n.  235, ne consegue la decadenza di diritto, ai sensi dell'art.  8
  comma 6, del decreto legislativo n. 235 del 2012, dell'on. Giuseppe
  Gennuso  dalla  carica di deputato regionale  a  decorrere  dall'11
  novembre  2019,  giorno in cui è stata pronunciata  l'ordinanza  di
  inammissibilità  del ricorso da parte della Corte   di  Cassazione,
  determinando  l'irrevocabilità della pronuncia giudiziale  a  norma
  dell'art. 648, secondo comma, del codice di procedura penale.
   Dichiaro,  pertanto,  l'onorevole  Giuseppe  Gennuso  decaduto  di
  diritto  dalla  carica di deputato regionale  a  decorrere  dall'11
  novembre 2019, data della pronuncia della suddetta ordinanza  della
  Corte di Cassazione.
   Avverto  che,  successivamente, si procederà all'attribuzione  del
  seggio resosi vacante.
   L'Assemblea ne prende atto.

   A  questo  punto,  convoco immediatamente la  Commissione  per  la
  Verifica  dei  Poteri in modo da determinare l'ingresso  del  nuovo
  deputato. Ci vediamo in Sala Lettura immediatamente.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.06, è ripresa alle ore16.43)

   La seduta è ripresa.


   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

  Attribuzione del seggio resosi vacante a seguito della decadenza di
   diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica di deputato
                               regionale

   PRESIDENTE.  Comunico  che, ai fini dell'attribuzione  del  seggio
  resosi vacante a seguito della decadenza di diritto dalla carica di
  deputato   regionale  dell'onorevole  Giuseppe  Gennuso,   di   cui
  l'Assemblea  ha preso atto nell'odierna seduta, la Commissione  per
  la  verifica dei poteri, ai sensi del combinato disposto  dell'art.
  4,  parte  seconda, dello Statuto della Regione e della sezione  IV
  del  Capo  V  del Titolo II del Regolamento interno dell'Assemblea,
  nella riunione del 13 maggio 2020, dopo aver proceduto ai necessari
  accertamenti,  ha deliberato, all'unanimità, ai sensi dell'articolo
  60  della  legge  regionale  20 marzo 1951,  n.  29,  e  successive
  modifiche   ed   integrazioni  (legge  elettorale  siciliana),   di
  attribuire  il seggio lasciato vacante dall'onorevole Gennuso  alla
  candidata  Daniela Ternullo,  la quale, prima dei non eletti  della
  medesima lista provinciale avente la denominazione  Idea Sicilia  -
  Popolari e autonomisti - Musumeci Presidente  per la circoscrizione
  di  Siracusa,  lista  in cui era stato eletto l'onorevole  Giuseppe
  Gennuso,  decaduto  di diritto dalla carica di deputato  regionale,
  segue  immediatamente,  con  voti  1801,   l'unico  dei  proclamati
  eletti, onorevole Gennuso.

   Non   sorgendo   osservazioni,  l'Assemblea  prende   atto   delle
  conclusioni della Commissione per la verifica dei poteri.

   Proclamo,   quindi,   eletto  deputato  dell'Assemblea   regionale
  siciliana  la  candidata Daniela Ternullo, salva la sussistenza  di
  motivi  di ineleggibilità o di incompatibilità preesistenti  e  non
  conosciuti fino a questo momento.

   Avverto  che  da oggi decorre il termine di venti  giorni  per  la
  presentazione   di   eventuali  proteste   o   reclami   ai   sensi
  dell'articolo 61, comma 3, della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29 e successive modifiche ed integrazioni.

                  (L'onorevole Ternullo entra in Aula)

   PRESIDENTE.  Poiché  l'onorevole Ternullo aveva  già  prestato  il
  giuramento  di  rito nella qualità di deputato regionale  supplente
  dello  stesso onorevole Gennuso, la dichiaro immessa nelle funzioni
  di deputato dell'Assemblea regionale siciliana.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Con nota pervenuta il 7 maggio 2020, pervenuta in pari
  data alla Segreteria generale e protocollata al n. 3056/AulaPG  del
  7  maggio 2020, l'onorevole Giovanni Bulla ha comunicato di aderire
  al  Gruppo  parlamentare  UDC - Unione dei Democratici Cristiani  e
  dei Democratici di Centro .
   Con  pari decorrenza, lo stesso deputato cessa contestualmente  di
  far  parte  del  Gruppo  parlamentare   Lega  Sicilia  per  Salvini
  premier ,  che,  sceso al di sotto del numero  minimo  di  deputati
  previsto  dal comma 2 dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS
  per  costituire  un Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente  in
  vita,  secondo la prassi di questa Assemblea regionale e di  quella
  vigente  alla  Camera dei Deputati fino a quando  il  Consiglio  di
  Presidenza avrà deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto congedo,  per  oggi,  gli
  onorevoli Zafarana e Galluzzo.

   L'Assemblea ne prende atto.


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor   Presidente,  la  mia  è  una   comunicazione
  rapidissima. L'11 maggio è scaduto il termine ultimo  che  è  stato
  concesso  per  i  ricorsi,  per  le misure  anti-Covid  ad  esempio
  all'impugnativa che lo Stato ha fatto relativamente alla legge  sui
  vitalizi.
   Prendo atto che la Regione siciliana, anzi il suo Presidente,  che
  a  mio  avviso aveva l'obbligo, non era una facoltà,  e  devo  dire
  Presidente dell'Assemblea secondo me, anche l'Assemblea,  aveva  il
  dovere di sollecitare dal punto di vista istituzionale, perché è un
  gravissimo sgarbo istituzionale, poi nel merito valuterà  la  Corte
  costituzionale chi ha torto e chi ha ragione, ma avere pregiudicato
  la  possibilità  della Regione siciliana di difendere  con  i  suoi
  argomenti  le  ragioni  per cui è arrivata  a  fare  quella  legge,
  costituisce, come dire, un grave atto di disprezzo per  la  volontà
  parlamentare  espressa in quest'Aula, lo dico perché  io  non  devo
  difendere  il  disegno  di  legge. Il  disegno  di  legge  è  stato
  approvato da questo Parlamento, il Governo nei suoi poteri ha fatto
  ricorso ad una vicenda specifica davanti la Corte costituzionale ma
  credo che era dovere istituzionale del Presidente della Regione, al
  di  là  delle  sue opinioni, perché qui stiamo parlando  in  quanto
  Organo  istituzionale, di fare il ricorso incidentale davanti  alla
  Corte costituzionale.
   L'unico   soggetto  che,  tra  l'altro,  non  ha   fatto   ricorso
  incidentale  ma  ha prodotto una memoria perché  l'unica  cosa  che
  poteva  fare  è  l'associazione degli ex deputati che  ha  prodotto
  appunto  una  memoria a supporto delle ragioni, per la  verità  non
  conosco  nemmeno il merito di quella memoria, che in  qualche  modo
  assume il criterio e  le ragioni per cui è stata fatta questa legge
  regionale  che considero il fatto che gli ex deputati difendano  la
  legge  che  è  stata  fatta  in questo Parlamento,  tagliando  loro
  mediamente il 12% delle indennità è il più grande successo  che  ha
  potuto avere questo Parlamento dal momento in cui pur tagliando  il
  12%  i vitalizi degli ex deputati, l'associazione degli ex deputati
  ha  difeso  la  legge approvata dal Parlamento davanti  alla  Corte
  costituzionale  seppure  con una memoria,   ma  questo  attiene  ai
  posteri,  l'ardua sentenza. Una cosa gravissima,  lo  dico  con  la
  responsabilità  di  parlamentare, il Presidente della  Regione  che
  aveva  il  dovere  di  sollecitare la propria avvocatura  regionale
  dell'Ufficio   legislativo  o  avvalersi  del  legale   o   di   un
  costituzionalista  a tutela del Parlamento ha ritenuto  di  operare
  nel silenzio assoluto.
   Questo volevo comunicarlo all'Aula, ognuno farà le sue valutazioni
  e  vedremo  come  andrà  a  finire.  Certamente  c'è  un  incidente
  istituzionale. Che le leggi della Regione non è che  il  presidente
  della  Regione le può impugnare o ricorrere verso le impugnative  a
  suo piacimento.
   Questo  è  un atto parlamentare, non è ancora prevista la  Regione
  presidenziale.  Fino  a quando le leggi le  fa  il  Parlamento,  il
  Presidente  è  un parlamentare al pari degli altri  70,  ed  ha  il
  dovere di adeguarsi alla volontà della maggioranza dei deputati.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Cracolici. Io posso  dire  di  avere
  chiesto  al Presidente Musumeci di potere fare quello che,  secondo
  me, era corretto fare.  Mi ha detto che non voleva. Dopo di che  io
  non  posso obbligare nessuno. Secondo me il vero problema è che non
  lo abbiamo potuto farlo noi perché essendo una legge parlamentare è
  curioso  il  fatto  che  la  Presidenza  dell'Assemblea  non  possa
  difendere  una  legge che è dell'Assemblea, per cui, purtroppo,  mi
  sono dovuto adeguare alla impossibilità di fare io stesso la difesa
  di   questa   Assemblea.   L'ha  fatto  l'Associazione   degli   ex
  parlamentari, cosa che mi ha fatto piacere, e quello che dice  lei,
  onorevole Cracolici, è corretto.
   Il  fatto che nonostante noi abbiamo tagliato i vitalizi degli  ex
  parlamentari,  gli  ex  parlamentari  stessi  hanno   ritenuto   di
  difendere questa posizione e questa legge davanti alla Corte, è  un
  qualcosa  che anche a me mi ha inorgoglito come credo a tutti  noi,
  quelli che abbiamo fatto sì che la legge venisse approvato. Vedremo
  quello che succede. Io prendo atto delle sue dichiarazioni.

   SAVARINO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo chiederle
  rispetto all'organizzazione dei lavori della prossima settimana  in
  poi,  è indubbio che dopo aver attraversato un momento di emergenza
  sanitaria, che devo dire il Governo Musumeci ha gestito in  maniera
  ottimale  agli occhi di tutti, in questo momento signor  Presidente
  stiamo  attraversando una fase di emergenza sociale  ed  economica.
  Noi abbiamo messo

   PRESIDENTE.  Onorevole Compagnone, per favore, lei è ad  un  metro
  dall'onorevole  Savarino che sta parlando. Chiedo scusa.  Chiederei
  ai  commessi, per favore, quando qualcuno, davanti a chi parla,  si
  mette  a  chiacchierare, per favore, voi stessi potete chiedere  di
  allontanarsi. Grazie. Chiedo scusa ancora onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Signor Presidente, anzi, la ringrazio perché  è  chiaro
  che  parlare quando si è interrotti non è facile, ma bisogna  anche
  avere   rispetto   per  quel  che  si  dice.  Non   c'è   l'obbligo
  dell'ascolto, ma il rispetto sì.
   Le  dicevo, siamo passati proprio in questi giorni da una gestione
  dell'emergenza  sanitaria che è stata fatta dal  Governo  Musumeci,
  ritengo  in maniera ottimale, e i numeri ne danno conferma,  a  una
  fase  di emergenza sociale ed economica. Ne siamo tutti consapevoli
  tant'è  che  abbiamo  approvato  una  legge  di  stabilità  che  ha
  consegnato ai nostri Assessori e ai nostri Dipartimenti milioni  di
  euro.
   Il tema adesso - ed è per questo che io chiedo la sua attenzione -
  è  quello  di monitorare step by step, così come è stato fatto  per
  l'emergenza  sanitaria che l'Assessore Razza veniva settimanalmente
  qua a riferire in Aula, come si procedeva e come si organizzava  la
  pianificazione  regionale e la gestione di una emergenza  mondiale,
  chiedevo  a  lei che anche sulle vicende economiche e  sociali  che
  adesso  questo  Governo sta affrontando, possano essere  monitorate
  costantemente da questa Assemblea. Perché il rischio vero adesso  è
  che,  decreti attuativi, applicazione delle norme che  noi  abbiamo
  approvato,  si  perdano  nelle lungaggini dei  Dipartimenti  e  nei
  meandri  della  burocrazia  o  della  gestione  amministrativa  non
  sempre,  purtroppo, ahinoi, all'onore della cronaca  quello  che  è
  successo  sulla  cassa  integrazione in  deroga,  abbiamo  ricevuto
  generosamente  le scuse del Presidente Musumeci - che  forse  si  è
  assunto  una responsabilità neanche sua, ma a noi non importano  le
  scuse  domani,  a noi importa invece che vengano attuati  in  tempi
  brevissimi,  tutte  le norme e con i milioni di  euro  che  abbiamo
  dato, a questo Governo rispetto alle risposte e alle esigenze che i
  siciliani    adesso   si   aspettano:   imprenditori,    artigiani,
  commercianti, famiglie, Comuni.
     Quindi,  le  chiedo  di operare la stessa attenzione  di  questa
  Assemblea,  che  ha avuto sulla gestione dell'emergenza  sanitaria,
  anche nella gestione dell'emergenza sociale ed economica.

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Savarino, questo suo intervento,  che
  io   condivido   e   che  lei  ha  avuto  anche  la   cortesia   di
  preannunciarmi, intende rivolgerlo ad uno specifico settore?  Cioè,
  io  oggi, proprio in funzione di quello che lei diceva, ho  sentito
  l'assessore  Scavone,  che mi ha detto di  essere  disponibile  per
  mercoledì della settimana prossima a venire a fare un'audizione. Se
  questo va bene come risposta al suo intervento.

   SAVARINO.  La  prossima settimana l'assessore  Scavone,  dopodiché
  l'assessore Armao. Abbiamo una serie di decreti attuativi  che  noi
  vogliamo vedere il più presto possibile, che vedano la luce, domani
  sarà pubblicata la legge.

   PRESIDENTE. Sono d'accordissimo.

   SAVARINO.  Immediatamente i decreti attuativi perché la gente  non
  può  aspettare.  Noi  riceviamo  telefonate  di  gente  affamata  e
  disperata.

   PRESIDENTE.  Ecco,  visto e considerato questo  suo  intervento  è
  apprezzato.    Lei   stamattina   ha   avuto   la    cortesia    di
  preannunciarmelo, per cui io ho chiamato intanto

                           (Brusìo in Aula)

   Scusate, possiamo evitare le urla là in fondo?
   Io   ho   compreso  ed  apprezzato  la  telefonata  di  stamattina
  sull'argomento, per cui ho chiesto all'assessore Scavone, però,  se
  vogliamo  fare  una  cosa più completa, finita l'Aula,  o  comunque
  prima  di  quella  di  domani, convochiamo una  Capigruppo  in  cui
  decidiamo una programmazione in questo senso, se per lei va bene.

   SAVARINO. Esattamente, in modo da monitorare step by step tutti  i
  decreti attuativi e l'attuazione di quella legge, grazie.

   PRESIDENTE. Va benissimo, la ringrazio molto, grazie.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor   Presidente,  signori  assessori,   colleghi
  parlamentari.  Io oggi mi aspettavo l'apertura di questa  Assemblea
  fatta dal Presidente della Regione, capisco che il Presidente della
  Regione non....

   PRESIDENTE.   L'apertura  della  seduta  la   fa   il   Presidente
  dell'Assemblea.

   DIPASQUALE. Quella formale. Quella sostanziale, dal punto di vista
  proprio  politico,  io  la  scorsa volta  avevo  chiesto  e  glielo
  ribadisco   ora  Presidente  Micciché,  noi  abbiamo  bisogno   del
  Presidente della Regione per la fase 2, siccome la fase 2  riguarda
  comunque sempre aspetti di carattere anche sanitario, noi non tutti
  pensiamo che la prima parte sia stata una parte piena di successi e
  che grazie al Presidente Musumeci, collega Savarino, si sia risolto
  il  problema del Coronavirus. C'è chi pensa che quella fase è stata
  fallimentare, che sia stata proprio da dimenticare.
   Ma noi ora siamo nella fase 2. La fase 2 ancora tratta di sanità e
  tratta anche di economia.
   E'  possibile avere questo Presidente qui in Aula? Lo ribadisco di
  nuovo.  Così  come  ieri ha trovato cinque ore per  parlare  con  i
  coordinatori regionali. Lei ha avuto la fortuna di incontrarlo.  Ma
  è  possibile  che  trova lo spazio per venire in Aula  per  parlare
  della  fase  2?  Ieri  si parlava della cassa integrazione,  mentre
  eravamo  in  Commissione,  quattro  ore  a  discutere  sulla  cassa
  integrazione,  il  Presidente  della  Regione,  cinque  ore  era  a
  discutere   dell'assessorato  alla   Lega   e   a   qualche   altro
   posticciolo' di sottogoverno.
   Ma  è  possibile che lui non capisca? E' giusto che debba fare  le
  cose  anche della coalizione, della maggioranza, decida lui il modo
  quando farlo, ma è normale che lui non trovi il tempo di venire  in
  Aula?
   Quindi, signor Presidente, io la prego di invitare, no, di dire al
  Presidente Musumeci, che è anche parlamentare, che deve  venire  in
  Aula. Abbiamo bisogno di un confronto sulla fase 2.
   La fase 2 ha anche un risvolto che è sanitario.
   Signor Presidente, a lei forse è sfuggito, così come a buona parte
  dei  colleghi,  noi insieme alla Sardegna siamo gli unici  che  non
  abbiamo  le  idee chiare per quanto riguarda la parte sanitaria  di
  tutte  le  patologie  non Covid. Esistono una marea  di  patologie,
  esiste tutto quello che è l'aspetto sanitario non Covid che da  noi
  ancora   non   è   ripartito,  tutta  la  ripresa  delle   attività
  ambulatoriali non è partita, e questa è la seconda fase.
   Ma  è  possibile che noi non possiamo parlare col Presidente della
  Regione di questo per capire come si vuole muovere anche con  tutte
  le  altre cose? Quindi, io mi fermo qui, non intervengo proprio per
  un  fatto di garbo sulla questione proprio politica Lega e identità
  siciliana, e tutte queste belle cose, però davvero che  ci  sia  un
  Presidente  della Regione, deve venire in Aula, deve affrontare  il
  Parlamento  anche  sulle scelte politiche, ha il dovere  di  farlo.
  Quando  perde la maggioranza fa un comunicato stampa e  comunica  a
  tutti   ho perso la maggioranza , non sente il dovere di venire  in
  Aula,  quando pensa di modificarla e di ampliare la Giunta,  fa  un
  comunicato stampa  ho pensato di ampliare la Giunta .
   Ma noi siamo il Parlamento siciliano. Noi siamo un Parlamento, non
  un  consiglio di circoscrizione. Quindi, Presidente o davvero si fa
  carico  di  questa cosa, o noi siamo costretti davvero a presentare
  la  mozione di sfiducia al Presidente della Regione per portarlo in
  Aula,  e  poi così lo portiamo in Aula, la mozione di sfiducia  non
  passerà,  ma almeno l'avremo costretto a venire qui, a  parlare  di
  politica, di amministrazione, di Governo e di Fase 2.

   PRESIDENTE.  Grazie  onorevole Di Pasquale. Io  quello  che  posso
  rispondere,  per quanto di mia competenza, oggi c'è all'ordine  del
  giorno un disegno di legge che prevede la presenza dell'assessorato
  agli  Enti  locali, che è presente, per cui, come dire,  non  posso
  fare richieste diverse da queste.
   Onorevole  Foti.  Ma stiamo iniziando un dibattito  su  che  cosa?
  Giusto  per capirlo. Perché dovremmo votare questa legge.  Articolo
  83  alla fine. L'articolo 83 si prevede alla fine. Infatti  ora  ho
  chiesto   siccome  avevano chiesto prima  di  parlare,  ho  chiesto
  adesso  se  c'è un dibattito da affrontare, votiamo la legge  e  lo
  affrontiamo  dopo, se invece ci sono delle motivazioni precise  per
  intervenire
   Onorevole   Foti,   spero  che  ci  sia  una  motivazione   perché
  sull'ordine dei lavori dobbiamo parlare dell'ordine dei lavori.

   FOTI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.  Grazie,  Presidente.  Mi  allaccio  al  fatto  che  lei  ha
  consentito  ad  alcuni  deputati, in particolare  al  primo  che  è
  intervenuto,  mi  è sembrato di capire su informazioni  urgenti,  e
  l'ordine  dei  lavori  di  questa Aula,  poi  ovviamente  passeremo
  all'argomento  che c'è all'ordine del giorno e parlo  in  nome  del
  fatto che sono stata membro della Commissione  Vitalizi .
   In  questo  momento, parlare di vitalizi, stride molto, perché  ci
  sono delle incombenze e delle necessità ovviamente più urgenti, più
  importanti,  più  incombenti  e che i cittadini  aspettano,  ma  di
  questo  ci siamo occupati nelle Commissioni già da questa  mattina.
  Però  vorrei  richiamare  l'Aula anche a  una  riflessione.  Fu  la
  Commissione   Vitalizi  con all'interno tutte le sue  componenti  a
  decidere

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, non possiamo affrontare  l'argomento
  dei vitalizi ora. Le chiedo scusa.

   FOTI.     a decidere che la norma doveva passare dall'Aula anziché
  come atto interno all'Ufficio di Presidenza, come poteva essere  un
  percorso  da fare, e il fatto, insomma, che il Presidente  Musumeci
  non abbia resistito all'impugnativa, che le devo dire, non tocca  a
  me  certamente  elogiarlo, ma lo apprezzo, perché evidentemente,  o
  perché impegnato a fare altro, o perché forse era in continuità con
  le   dichiarazioni  del  tempo  e,  diciamo,  anche  la  sua  parte
  parlamentare che in qualche modo, a suo tempo, fece comprendere che
  la volontà dell'Aula poteva anche essere un'altra, io confermo quel
  lavoro  che ha fatto il mio Gruppo parlamentare in quel contesto  e
  rivendico la volontà dei risultati ottenuti.

   RAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAGUSA.   Una  comunicazione  riguardante  l'attività  della   III
  Commissione   Attività produttive  perché stamattina la Commissione
  ha  deliberato  all'unanimità un atteggiamento di proposizione  per
  tutte   quelle   categorie   che  sono  state   tralasciate   nella
  finanziaria.
   Per  cui,  alla  luce  di  ciò,  volevo  comunicare  all'Aula  che
  stamattina  la III Commissione  Attività produttive  ha  deliberato
  all'unanimità,  in continuazione a quanto fatto nella  finanziaria,
  sono  rimaste  fuori alcune voci, alcune figure, ed alla  luce  del
  fatto  che il Presidente ha detto che ci sarà la seconda fase della
  continuità  della finanziaria, la III Commissione ha  dedicato  una
  pagina  a tutte quelle figure e attività che sono rimaste fuori  da
  questo grande libro, che è stata la finanziaria.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Chiede  di  parlare sull'ordine  dei  lavori?  Ne  ha
  facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, sull'ordine dei lavori poi,  magari,  ai
  sensi  dell'articolo  83  se  il  Governo  vuole  dare  alla   fine
  chiarimenti  rispetto a questo annunciato rimpasto,  l'ingresso  in
  Giunta  della  Lega. C'è grande confusione, io  penso  che  sarebbe
  utile  che  il  Governo informasse il Parlamento su questa  notizia
  che,  ovviamente, io mi auguro che non sia vera, perché affidare  i
  Beni   culturali  e  l'Identità  siciliana  alla  Lega,  mi  sembra
  un'offesa alla Sicilia.
   Detto  ciò, sull'ordine dei lavori, io condivido - come  ha  detto
  qualche   collega  prima  di  me  -  la  necessità  di   monitorare
  l'attuazione  della  legge  di  stabilità,  perché  è   una   legge
  importante  per  dare  una boccata di ossigeno  all'economia  della
  nostra  Regione,  anche per gli interventi che  prevede  nel  campo
  della sanità.
   Vorrei anche chiederle se possiamo ripristinare la buona abitudine
  di  anticipare la seduta di un'ora per dedicare almeno un'ora  agli
  atti  ispettivi,  che  in  questi mesi  si  sono  moltiplicati,  in
  particolare  quelli della sanità, che rivestono anche un  carattere
  di urgenza.
   Non  avrebbe molto senso che l'Assessore Razza - che  al  dire  il
  vero  è  intervenuto più volte, compreso oggi anche in  Commissione
  sanità  -  rispondesse ad alcune nostre interrogazioni fra  qualche
  mese  quando  ci auguriamo che ovviamente l'emergenza  Covid  possa
  essere del tutto superata.
   Sempre sull'ordine dei lavori volevo capire se c'è una mozione  di
  censura  presentata  nei  confronti  dell'Assessore  Scavone,   con
  riferimento alla cassa integrazione in deroga, perché  se  è  così,
  come  lei ha detto, invitare l'Assessore Scavone a riferire in Aula
  sulla  cassa integrazione in deroga, se c'è una mozione di censura,
  tanto vale affrontare la mozione di censura, e in quella sede  fare
  il dibattito.
   E  per  ultimo, vorrei reiterare la richiesta, che a dire il  vero
  abbiamo  anche  formalizzato  per  iscritto  qualche  mese  fa,  di
  dedicare  una  seduta parlamentare all'attuazione del programma  di
  Governo del Presidente Musumeci, il Regolamento lo prevede.
   Lei, giustamente, quando facemmo la richiesta, anche per iscritto,
  disse  che  non erano ancora trascorsi i due anni, i due anni  sono
  trascorsi,  io  penso che se non è il momento delle  pagelle  -  ma
  questo  poi  lo deciderà l'Assemblea - quanto meno è il momento  in
  cui  il  Governo  regionale, nella persona del  Presidente,  ha  il
  dovere  di riferire al Parlamento sull'attuazione del suo programma
  di Governo.
   Quindi,  le  chiedo  di metterlo prioritariamente  all'ordine  del
  giorno per i lavori delle prossime sedute. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Lupo.  Per  quanto  riguarda   il
  discorso sugli atti ispettivi, ha perfettamente ragione, ed avevamo
  già   discusso  con  gli  Uffici  di  ripristinare  almeno   un'ora
  settimanale a questa attività sugli atti ispettivi.
   Per  quanto riguarda la seduta per l'attuazione del programma alla
  prima  Conferenza dei Capigruppo che facciamo, che dovrebbe essere,
  stiamo vedendo se per caso domani non debba chiudere il Palazzo per
  motivi  sanitari. Stiamo verificando, perché potrebbe  essere  pure
  domani  ..
   Non  perché ci siano problemi sanitari, problemi di sanificazione,
  ho  sbagliato, peraltro sullo stesso argomento avevo  chiesto  agli
  Uffici di convocare la riunione per la Commissione Regolamento,  ma
  stiamo  aspettando  questo  dato per capire  se  la  possiamo  fare
  domani, oppure la dobbiamo rinviare di un paio di giorni.
   Quindi,  se  facciamo la Conferenza dei Capigruppo  domani,  fermo
  restando che per me la possiamo fare pure a fine seduta, io non  ho
  problemi, ora lo discutiamo. Comunque d'accordissimo a che si possa
  inserire in questa seduta. Mi stanno dicendo in questo momento, che
  è  stata  presentata da un Gruppo parlamentare  questa  mozione  di
  censura.
   Per  cui,  il  tempo materialmente di verificare  con  gli  Uffici
  quando  possiamo, e di comunicare anche al Governo e  capire  anche
  con  il  Governo, ovviamente  E' stata presentata  dal  Gruppo  del
  Movimento Cinque Stelle, e quindi dobbiamo capire questo, quindi se
  fosse possibile oggi cominciare a fare materialmente la legge e,  a
  fine  seduta, fare una veloce Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
  parlamentari,  con  un minimo di accordo sulle  sedute  per  quanto
  riguarda l'ascolto dei vari Assessori, e capire dal Governo  quando
  sarà possibile discutere questa mozione.
   Per  cui  sono d'accordo, diciamo, in linea d'organizzazione,  con
  tutto  quello  che  è stato detto, pertanto, ne  parliamo  dopo  la
  seduta,  perché vedo che alcuni Capigruppo mi dicono ok,  onorevole
  Aricò  per  voi  va bene, la riunione dei Capigruppo finita  questa
  seduta?
   Va  bene,  allora finita la seduta, prima di ogni altra  cosa,  ci
  sarà  la  riunione  della  Conferenza  dei  Presidenti  del  Gruppi
  parlamentari, così poi parliamo di tutto questo.


     Seguito della discussione del disegno di legge  Rinvio delle
     elezioni degli organi degli enti locali e degli enti di area
                   vasta per l'anno 2020  (n. 731/A)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  punto   secondo
  dell'ordine del giorno: Discussione di disegni di legge. Si procede
  con il seguito della discussione del disegno di legge  Rinvio delle
  elezioni degli organi degli enti locali e degli enti di area  vasta
  per l'anno 2020  (n. 731/A). Invito i componenti la I Commissione a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   È la legge sull'elezione degli organi sugli enti locali.
   Si passa all'esame dell'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
           Svolgimento turno elettorale amministrativo 2020

   1.  Allo  scopo  di  contenere i rischi sanitari  derivanti  dalla
  diffusione   della   pandemia   Covid-19,   il   turno   elettorale
  amministrativo ordinario 2020, già fissato dalla Giunta  regionale,
  con  la  deliberazione n. 89 del 12 marzo 2020, per  il  giorno  di
  domenica  14 giugno 2020 con eventuale ballottaggio nel  giorno  di
  domenica 28 giugno 2020, per i comuni di cui all'elenco provvisorio
  allegato  alla deliberazione della Giunta regionale  n.  29  del  6
  febbraio  2020,  è  rinviato al secondo  semestre  del  2020  e  si
  svolgerà in una data compresa tra il 15 settembre ed il 15 novembre
  2020.  Il mandato dei sindaci e dei consiglieri dei suddetti comuni
  è conseguentemente prorogato fino al completamento delle operazioni
  elettorali rinviate.

   2.  Ai  fini  dell'emanazione del decreto di indizione dei  comizi
  elettorali  deve  tenersi  conto delle eventuali  nuove  situazioni
  giuridiche   maturate,  con  la  conseguente  eventuale  variazione
  dell'elenco  provvisorio dei comuni interessati  al  rinnovo  degli
  organi  elettivi  allegato alla citata deliberazione  della  Giunta
  regionale n. 29 del 6 febbraio 2020».

   Si   passa   all'esame  dell'emendamento  1.5,   a   firma   della
  Commissione,  che è un emendamento tecnico, credo che  siano  tutti
  favorevoli.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  all'esame dell'emendamento 1.1, a firma  dell'onorevole
  Foti,  che  limita  i  poteri di sindaci  e  consiglieri  comunali,
  durante   il   periodo   di  proroga,  agli   atti   di   ordinaria
  amministrazione  e  il  rinvio  delle  elezioni  non  comporta  una
  prorogatio in quanto il mandato degli attuali sindaci è esteso fino
  alle  nuove  elezioni, per cui io inviterei  al  ritiro  di  questo
  emendamento perché non avrebbe

   FOTI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FOTI.    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la   ratio
  dell'emendamento   che  trovate  nel  fascicolo   tende   a   voler
  specificare  che  questo periodo di prorogatio non può  determinare
  nella  Giunta  -  di  proroga, scusi, proroga della  Giunta  e  dei
  consigli  comunali - non può determinare al netto  della  gestione,
  diciamo,    ovviamente   ordinaria,   ma   anche   della   gestione
  dell'emergenza Covid, con tutti i poteri che vengono conferiti  dal
  Cura Italia, come ovviamente la prima domanda che verrà in mente ai
  colleghi deputati tutti gli atti collegati al bilancio, e quindi ai
  piani   triennali   delle  opere  pubbliche,  che   sono   regolati
  dall'articolo  107  del  Cura  Italia, convertito  recentemente  in
  legge,  si eviti, come sarebbe giusto durante i periodi di proroga,
  che  si  possano  attuare modifiche di piani, ad  esempio  i  piani
  regolatori,  o anche che le giunte e i consigli comunali,  assumano
  impegni che vincolino l'azione amministrativa di chi verrà dopo, ad
  esempio   con   contratti  di  project  financing  a  vent'anni   o
  trent'anni,  perché  questa  proroga  è  proprio  concessa  per  la
  gestione dell'ordinario, dell'emergenza sanitaria e nel rispetto di
  tutti i poteri del Cura Italia.
   Io, insomma non ho sentito il parere del Governo, comunque se si è
  espresso nel merito, però non ho

   PRESIDENTE. Onorevole Foti, non l'ho nemmeno chiesto il parere del
  Governo, perché noi non siamo in fase di prorogatio, hanno tutti  i
  poteri,  continuano l'attività fino a che non ci saranno  le  nuove
  elezioni, non è un periodo diverso da quello del giorno prima,  per
  cui  infatti  la  invitavo al ritiro dell'emendamento  proprio  per
  questo, perché, ci dobbiamo capire, non è prorogatio, è effettivo

   FOTI.  Sì, signor Presidente, è una proroga straordinaria  dettata
  dal momento dell'emergenza, tutti i poteri sono

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, i sindaci rimangono  in  carica  con
  tutti  i  loro poteri fino al giorno delle elezioni, punto.  Quindi
  non c'è nessuna prorogatio. Grazie.
   Lo ritira? Scusi, lo ritira onorevole Foti?

   FOTI. No, non lo ritiro.

   PRESIDENTE. Non lo ritira. Allora, abbiamo bisogno del parere  del
  Governo.

   FOTI. Non è inammissibile.

   BARBAGALLO. Presidente, le avevo chiesto di parlare.

   PRESIDENTE.  Con  calma  Siccome l'ho invitata al  ritiro,  se  lo
  ritira  non  c'è  problema,  altrimenti  c'è  anche  il  dubbio  di
  inammissibilità. Un minuto.
   Hanno ragione i colleghi, lei non può, non si possono limitare con
  una  norma  i  poteri  dei  sindaci che rimangono  regolarmente  in
  carica,  perché  ripeto, siccome non sono in  prorogatio,  ma  sono
  assolutamente in carica, non ne possiamo certamente limitare. Prego
  onorevole Foti, però vorrei che questo fosse chiaro.

   FOTI.  Presidente, la prego di perdonare, diciamo, il  difetto  di
  acustica che c'è da quella parte, perché non avevo capito qual  era
  la fase.
   Ora,  a  parte  che  sulla inammissibilità  credo  che  dovrebbero
  pronunciarsi  i nostri Uffici, ma io vorrei chiedere  ai  colleghi,
  che   magari  possono  un  attimino  dare  un  po'  di  attenzione,
  sottolineare  che  tutti  i  poteri  che  servono  sono   conferiti
  dall'articolo 107 del  Cura Italia , quindi il bilancio, abbiamo la
  proroga   anche  sul  consolidato  del  2019,  la  possibilità   di
  modificare il piano triennale, però stiamo dicendo: attenzione  che
  la  necessità  va disciplinata nel senso che, comunque,  in  questo
  periodo vi viene concessa una proroga a tutti gli effetti in  virtù
  di questa terribile emergenza Covid .

   PRESIDENTE. Onorevole Foti

   FOTI.   di certo non per gli atti che riguardano la pianificazione
  del   territorio   o   contratti   tipo   project   financing   che
  condizionerebbero ingiustamente i successori.
   Voglio dire che se i sindaci attuali volevano modificare il  Piano
  regolatore o fare project financing a 20 anni, lo potevano fare nei
  quattro  anni  e  mezzo  precedenti,  semplicemente  questo.  Ecco,
  diciamo,

   PRESIDENTE. Allora, onorevole Foti, per essere chiari, si è  posto
  un quesito: fare i commissari o lasciare i sindaci? Se si decide di
  lasciare i sindaci, hanno tutti i poteri che avevano fino al giorno
  prima. Dopo di che se invece ci sono questioni di questo tipo,  gli
  si dice di andare a casa e si fanno i commissari

   FOTI.  Presidente, mi consenta, che abbiamo degli Uffici,  che  mi
  dicano se è ammissibile o inammissibile.

   PRESIDENTE. Ma non possiamo, chiedo scusa, non possiamo continuare
  a  discutere  su  quelli che sono i loro poteri da  domani,  non  è
  oggetto della discussione. Noi dobbiamo decidere soltanto e  votare
  se  rimangono questi sindaci che avrebbero comunque tutti i  poteri
  indistinti  che avevano fino al giorno prima, fino al nuovo  giorno
  delle  elezioni; oppure si decide di mandarli a casa  e  mettere  i
  commissari.
   Non  c'è una via di mezzo, per cui noi diciamo, li proroghiamo  ma
  gli togliamo questo e quest'altro, non se ne può discutere, per cui
  perdiamo,  la  prego, altrimenti io potrei evitare  la  discussione
  dicendo che sono tutti inammissibili e facciamo il voto finale.
   Secondo  me  finirà  così, se continuiamo a  parlare,  perché  non
  dobbiamo  discutere  di cose che siano diverse rispetto  ai  poteri
  attuali  che hanno, perché non glieli possiamo modificare i poteri,
  onorevole Foti.

   FOTI.   Presidente,   se  lei  intende  avvalersi   del   giudizio
  insindacabile,  che è sua facoltà, lo faccia pure,  ovviamente;  se
  gli  Uffici  giudicano inammissibile è un paio di maniche,  se  lei
  pensa  di  potere, a giudizio di un deputato che si alza e  poi  si
  distrae  dicendo  altro, dire che è inammissibile,  io  questo,  da
  parlamentare,  non  lo posso accettare. E lei  deve  prendere  atto
  della mia

   PRESIDENTE.  Onorevole  Foti, la prego,  le  rispondo  in  maniera
  formale.   Non  c'è  nessuno  che  si  alza  e  mi  chiede   se   è
  inammissibile. Io l'ho invitata a ritirarlo, spiegando che noi  non
  possiamo,  in quest'Aula, oggi, discutere sui poteri o sulle  forme
  che  diamo,  di  poteri che diamo ai sindaci nel  periodo  in  più,
  perché non siamo tenuti a farlo.
   Noi  stiamo  decidendo se il sindaco vale fino  a  giugno,  il  15
  giugno,  quando  normalmente decadrebbe per andare  alle  elezioni,
  oppure  vale  sino a quando non ci saranno le nuove  elezioni.  Nel
  momento  in  cui  decidiamo di mandarlo alle  nuove  elezioni,  non
  possiamo cambiare nulla rispetto ai loro poteri, hanno quei  poteri
  e gli rimangono quei poteri.
   Poi,  se  deve fare il piano regolatore o meno, è un problema  del
  singolo sindaco, quindi vorrei non affrontare ancora l'argomento, e
  prego   tutti   quelli  che  hanno  chiesto  di   intervenire,   se
  l'intervento deve essere finalizzato a fare cambiare qualche potere
  del  Sindaco,  vi  garantisco  che è tempo  perso.  Non  lo  potrei
  accettare. Noi dobbiamo decidere, ci sono emendamenti che  cambiano
  qualcosa?  Decideremo così come mi è stato chiesto, se  la  proroga
  può  essere rifatta una seconda volta? Allora su una cosa di questo
  genere, possiamo prendere la parola.
   Ma  se  pensiamo di potere cambiare minimamente gli attuali poteri
  dei  sindaci,  questo  vi prego di evitarlo,  perché  non  possiamo
  farlo  Rimarranno in carica, e finchè sono in carica hanno i poteri
  di  sindaco,  a  tutti gli effetti. Niente escluso  Proprio  niente
  escluso

                    (proteste dell'onorevole Foti)

   PRESIDENTE.  Onorevole Foti, può fare parlare gli  altri,  e  alla
  fine degli interventi vi dico.

   TANCREDI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Solo per fare una
  domanda agli Uffici. Se questo regime ulteriore è conferito.

                  (proteste dell'onorevole Lo Curto)

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, sta parlando l'onorevole Tancredi,
  Grazie.

   TANCREDI.   Pongo  il  quesito agli Uffici per  capire  se  questo
  ulteriore mandato che viene concesso ai sindaci, è un regime  pieno
  o   è   un  regine  in  prorogatio,  perché  lì  è  una  differenza
  sostanziale.  Perché,  nel  momento  in  cui  diventa   regime   di
  prorogatio  diventa  inammissibile.  Assolutamente.  Perché  faccio
  un'analisi,  se  noi  domani decidiamo  di  mettere  i  commissari,
  ovviamente questi commissari dovranno agire con poteri limitati.
   Mi sembra paradossale che il Sindaco che resta in carica altri sei
  mesi,   abbia   più   poteri   del  Commissario   per   l'ordinaria
  amministrazione, solo per questo è un chiarimento che  chiedo  agli
  Uffici.

   PRESIDENTE. Grazie. Non dobbiamo chiederlo agli Uffici, perché per
  quanto  ci  riguarda  la  legge  è  chiara  e  non  prorogatio,  ma
  continuazione,  però  l'onorevole Pellegrino,  presidente  della  I
  Commissione  Affari Istituzionali', forse lo potrà chiarire  meglio
  degli altri. Prego.

   PELLEGRINO, Presidente della Commissione e relatore. La  questione
  è stata trattata in Commissione e gli Uffici hanno interloquito con
  la questione relativa, sia al Commissariamento che alla proroga. Se
  c'è  una  cessazione  del mandato, c'è la prorogatio,  se  non  c'è
  cessazione  del  mandato, ma c'è un'estensione del mandato,  non  è
  assolutamente possibile parlare di prorogatio, e quindi di limitare
  i poteri dei sindaci e dei Consiglieri.
   La  questione non è per spiegare ancora ciò che era stato spiegato
  in  maniera chiara dalla Presidenza, ma per dire che con gli Uffici
  dell'Assemblea,  che erano presenti, ovviamente,  nel  corso  della
  trattazione  del  disegno  di  legge  in  I  Commissione,   abbiamo
  interloquito, e questo è stato il risultato.

   PRESIDENTE.  Per  cui,  la verità è che forse  bisognava  renderli
  direttamente inammissibili, e non invito al ritiro.

   PELLEGRINO. No, la Commissione non poteva dichiarare inammissibile
  ciò che non c'era.

   PRESIDENTE. No, io dovevo dichiarare inammissibili, questi qua.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  francamente
  auspichiamo che venga dichiarato inammissibile l'emendamento.
   Qua  non  stiamo parlando della prorogatio classica  degli  organi
  amministrativi che è di 45 giorni, qui parliamo di una proroga  che
  può  essere  di 5, 6 mesi e, insomma, in un momento così  delicato,
  vincolare  i  poteri  dei sindaci, ci sembra  veramente,  non  solo
  astruso dal punto di vista giuridico, ma anche poco pratico. Non  è
  che stiamo parlando di amministrare un condominio, parliamo di enti
  locali che sono chiamati ad assumere determinazioni delicate, gravi
  e vincolanti in un particolare momento storico.

   PRESIDENTE.  Prima degli altri interventi, dichiaro  assolutamente
  inammissibile  questo e altri emendamenti dello  stesso  tipo,  per
  cui,   se   gli  interventi  sono  sull'argomento,  non   c'è   più
  l'argomento.

   PAGANA. Chiedo di palare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto volevo dire
  che  l'argomento affrontato in Commissione riguardava  l'estensione
  dei  limiti  a  cui  è  soggetta la Giunta  comunale  al  Consiglio
  comunale nei quarantacinque giorni prima.
   Quindi,  la  legge  già ammette delle limitazioni  ai  poteri  dei
  sindaci quarantacinque giorni prima delle elezioni
   Quindi, qua non ci stiamo inventando niente di assurdo.

   PRESIDENTE.  E  rimane  così, quarantacinque  giorni  prima  delle
  prossime elezioni i limiti di cui lei parla. Oggi no.

   PAGANA.   Presidente,   lei  sta  dichiarando   inammissibile   un
  emendamento  che  - vorrei sentire cosa vuole dire  il  Governo  su
  questo  emendamento - perché non stiamo facendo chissà quali grandi
  cose.
   E, poi, io vorrei sapere anche il suo giudizio di ammissibilità  o
  inammissibilità.  Quali sono le priorità in  base  alle  quali  lei
  decide  quali emendamenti sono ammissibili, quali devono  diventare
  disegni di legge urgenti da andare in Commissione.
   Io  voglio  sapere qual è la legge che noi stiamo .  Che  noi,  in
  teoria,   violeremmo,  con  questo  emendamento,  considerato   che
  facciamo salvi gli atti di ordinaria amministrazione, gli atti  che
  sono  indifferibili  ed  urgenti, tutti gli  atti  che  il  Governo
  nazionale ha concesso ed a cui ha dato la proroga.
   Siamo  arrivati,  pure,  a parlare di possibile  commissariamento,
  perché  questi sindaci durano in carica di più rispetto al  mandato
  che  avevano dato i cittadini, mi dica qual è la legge  contro  cui
  noi  andiamo,  e  non  facciamo più polemiche.  Però,  non  abbiamo
  scritto un emendamento che è inammissibile.

   PRESIDENTE. Io non sto discutendo la ratio del suo emendamento, le
  sto  dicendo che esiste una legge che prevede quali sono  i  poteri
  dei sindaci.
   Noi  dobbiamo  decidere se questi sindaci  . Se voi presentate  un
  emendamento con cui chiedete che i sindaci decadono, e  ci  sono  i
  commissariamenti,  è  assolutamente  ammissibile  e   lo   si   può
  discutere.  Ma,  nel  momento in cui rimangono  sindaci,  rimangono
  sindaci a tutti gli effetti.
   Io  non  è  che  domani posso fare passare una legge  per  cui,  a
  partire da domani, al sindaco di Palermo limito i poteri? Perché  è
  uguale.
   Se rimangono sindaci fino alle nuove elezioni - e questo, scusate,
  il   Governo  interessa  poco  in  questo  momento,  perché  è   la
  Commissione  che ha mandato un disegno di legge qui  in  Aula,  che
  prevede, non una prorogatio, che prevede che i sindaci scadono alle
  prossime  elezioni, visto che il Governo nazionale ha  rinviato  le
  elezioni anche per i sindaci. Punto, chiuso l'argomento. Non c'è di
  che cosa parlare.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Savarino, su che cosa è? Perché  è  questo,
  non ci sono altre discussioni.
   Possiamo  essere  d'accordo o meno sul disegno di  legge  -  e  lo
  dimostreremo votando sì o votando no - ma non possiamo discutere su
  modifiche  che non possono essere apportate, perché non abbiamo  la
  titolarità di cambiare le regole sui poteri dei sindaci.
   Quindi, non c'è che cosa inventarsi, onorevole Pagana.
   Non   è   che   ritengo  sbagliato  l'emendamento,  lo   considero
  inammissibile  perché in questo momento non stiamo  discutendo  dei
  poteri,  stiamo discutendo di quando si vota. E, se fino  a  quando
  non   si  vota  i  sindaci  restano  in  carica,  non  abbiamo  che
  inventarci.  Possiamo  decidere di non  farli  restare  in  carica.
  Punto.  Ma  se  restano in carica, restano con tutti i  poteri  che
  hanno i sindaci oggi.
   Ha facoltà di parlare, onorevole Savarino.

   SAVARINO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  noi,   come
  DiventeràBellissima,  abbiamo  presentato  un  ordine  del   giorno
  perché,  vede, la norma qua dice che  il mandato dei  sindaci,  che
  sarebbe scaduto ora, rispetto al mandato popolare e molti di questi
  sindaci  -  non  ce  lo  nascondiamo - non  hanno  più  neanche  la
  legittimazione  che hanno avuto cinque anni fa, quando  sono  stati
  eletti, sono disconosciuti dai loro cittadini .
   Il  mandato  dei sindaci e dei consiglieri dei suddetti  comuni  è
  conseguentemente  prorogato fino al completamento delle  operazioni
  elettorali rinviate.
   Noi   abbiamo   presentato  un  ordine  del  giorno,   perché   ci
  preoccupiamo che, se per caso, ad ottobre, speriamo di no,  dovesse
  esserci una recrudescenza del virus, come qualche scienziato  dice,
  questi  sindaci possano essere ulteriormente prorogati di  altri  6
  mesi,   per   cui   noi  nell'ordine  del  giorno  chiediamo   che,
  eventualmente, vengano prorogati. Perché di prorogatio  si  tratta,
  solo per una volta, perché il mandato è scaduto, stiamo parlando di
  ultramandato.
   Ed  allora,  che  i colleghi, che mi hanno preceduto,  avendo  una
  sensibilità  territoriale, conoscendo la loro  realtà,  temano  che
  qualcuno  di  questi sindaci, che va oltre mandato per  l'emergenza
  Covid, possa abusare di questo potere e che, quindi, voglia evitare
  che  prenda  impegni  per il futuro, io la vedo una  preoccupazione
  che, in alcuni casi, può essere legittima.
   Intanto, come Diventerà Bellissima, presentiamo questo ordine  del
  giorno,  per  cui non potranno essere ulteriormente  prorogati.  E,
  poi,  chiederei  alla Commissione un attimo di riflessione,  perché
  siccome   stiamo   parlando   di   una   proroga   di   poteri   di
  un'amministrazione  di  sindaci che sono  scaduti  e  che,  quindi,
  avranno ulteriori 6 mesi, per valutare quali sono i compiti  ed  in
  che   ambiti  questa  proroga  possa  valere.  Questa  riflessione,
  pertanto, portata oggi all'attenzione dei colleghi, possa avere  un
  attimo di riflessione credo sia assolutamente legittimo.

   PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Grasso, un attimo,  la  chiamo
  io  quando  le  devo  dare la parola. Forse non  ci  siamo  capiti.
  Scusate,  forse  non ci siamo capiti. Allora, se la  preoccupazione
  dell'onorevole Savarino è la preoccupazione del suo  Gruppo,  anche
  in  Commissione, avrebbe fatto bene a votare contro la proroga  dei
  sindaci  sino  a  nuove  elezionic ed  a  votare  l'immissione  dei
  commissari.
   Se,  invece,  avete ritenuto di votare a favore, non  ce  n'è  per
  alcuno, e vi prego di chiudere l'argomento. Non si possono cambiare
  i poteri dei sindaci per 6 mesi. Quelli sono e quelli rimangono.
   Noi stiamo, soltanto, lasciando in carica, chiedo scusa, onorevole
  Aricò, onorevole Sammartino, onorevole Pullara, vi chiedo scusa.
   Noi  stiamo allungando la durata dei sindaci fino al giorno  delle
  prossime  elezionic e sono ancora d'accordo con  lei,  ammesso  che
  siano  ad  ottobre, perché se poi dovessero essere tra 2 anni,  non
  credo   che   sia   possibile  tenerli  ancora   in   carica.   Io,
  personalmente, politicamente, vi dico sinceramente  che  non  avrei
  votato  sì  in I Commissione su questa legge, perché sono  convinto
  che non bisogna prorogarli.
   Ma  se  lo  facciamo, lo facciamo con tutti i  poteri  che  hanno,
  punto,  chiudiamo  l'argomento. Noi non possiamo cambiare,  con  un
  emendamento, i poteri che hanno i sindaci. Quelli rimangono sindaci
  e  rimangono sindaci a tutti gli effetti, altrimenti si nominano  i
  commissari.  Il  Presidente della Regione,  poi,  può  decidere  di
  nominare  commissario il sindaco che avrà i poteri da  commissario.
  Chiudiamo l'argomento.
   O sono sindaci con i poteri dei sindaci, o non lo sono, punto.
   Onorevole  Pagana, le ho già dato la parola prima  e,  secondo  il
  Regolamento,  2 volte sullo stesso articolo non si può intervenire.
  Figuriamoci sullo stesso emendamento.

   PULLARA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pullara se, però, è  ancora  sullo  stesso
  argomento,  la  prego  di credermi, tanto è inammissibile.  Ho  già
  dichiarato inammissibile, andiamo avanti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice è sullo stesso argomento? Andiamo
  avanti, perfetto.
   Questo emendamento, quindi, è dichiarato inammissibile.
   L'emendamento 1.2 è dichiarato inammissibile.
   Si  passa all'emendamento 1.3, a firma degli onorevoli Di  Caro  e
  Pasqua.  E' ritirato.
   Si  passa all'emendamento 1.4, a firma degli onorevoli Di  Caro  e
  Pasqua. Anche questo, però, prevede maggiori oneri. Soltanto se  il
  Governo   mi   dà  l'ok,  lo  posso  considerare.  Gli   oneri   di
  sanificazione eccetera, non so se possono essere  . L'ha ritirato .
  E' uguale a quello di prima?
   Onorevole   Di  Caro,  allora,  siccome  ci  sono   ...   Se   voi
  quantificate,  chiedo  scusa,  al di là  delle  motivazioni  sempre
  politiche  che,  poi,  potete dare, se quantifichiamo  quanti  sono
  questi oneri, si chiede al Governo se ha intenzione di coprirli, lo
  facciamo, diversamente no.

   DI CARO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI   CARO.   Signor   Presidente,  gli  oneri  per   le   elezioni
  amministrative  sono  a  totale carico dei  comuni.  Ora,  visto  e
  considerato  la  rimessa  temporale in cui  vengono  inquadrate  le
  elezioni amministrative che riguardano il rientro degli studenti.

   PRESIDENTE. Sono oneri di sanificazione, non c'entra nulla. Non so
  se  è  chiaro  per cui comunque devono averli questi   per  poterlo
  fare.

   DI   CARO.   Presidente,  sono  procedure  legate  alle   elezioni
  amministrative  che  sono  in capo ai  Comuni.  Poi  se  lei  dice,
  attraverso l'Assessore, che ci sarebbero degli oneri aggiuntivi per
  la Regione siciliana non quantificabili, io lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Poi,  secondo me va fatto al  limite  un  ordine  del
  giorno  e  la  Regione siciliana provvederà a far  sì  che  vengano
  sanificati i locali, cosa che mi pare assolutamente corretta.
   Pongo  in  votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               «Art. 2.
         Rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area
                                 vasta

   1.  Alla  legge  regionale  4 agosto  2015,  n.  15  e  successive
  modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 2 dell'articolo 6, le parole  in una domenica compresa
  tra  il  15 settembre ed il 15 ottobre 2020  sono sostituite  dalle
  parole  entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti  nei
  comuni  interessati dal rinnovo degli organi nel  turno  elettorale
  per l'anno 2020 ;

   b)  al  comma  7 dell'articolo 14 bis le parole  in  una  domenica
  compresa tra il 15 settembre ed il 15 ottobre 2020  sono sostituite
  dalle  parole   entro  sessanta giorni  dalla  proclamazione  degli
  eletti  nei comuni interessati dal rinnovo degli organi  nel  turno
  elettorale per l'anno 2020 ;

   c)  all'articolo 51 le parole  e comunque non oltre il 15 novembre
  2020   sono  sostituite dalle parole  e comunque non  oltre  il  31
  gennaio 2021 .

   2.  Le  elezioni  dei  Consigli  metropolitani  sono  indette  dai
  rispettivi  Sindaci metropolitani in conformità  alle  disposizioni
  del presente articolo.

   3.  In  conformità a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo  17
  bis  del  decreto  legge 30 dicembre 2019, n. 162,  convertito  con
  modificazioni  dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8,  il  termine  di
  dodici mesi di cui all'articolo 6, comma 5, secondo periodo,  della
  legge  regionale  n.  15/2015  non si applica  per  l'elezione  del
  Presidente del libero Consorzio comunale da svolgersi ai sensi  del
  comma 1, lettera a)».

   Si  passa  all'emendamento 2.1, a firma degli onorevoli  Aricò  ed
  altri. Onorevole Aricò, anche per questo lo invito al ritiro.

   ARICO'. Signor Presidente, siccome non tutte le proclamazioni  dei
  Comuni  avverranno lo stesso giorno, se noi abbiamo  dato  un  arco
  temporale  per  fare  votare  potremo  aspettare  la  proclamazione
  dell'ultimo  Comune  per  fare  votare  nell'arco  temporale  delle
  amministrative.  Quindi  diciamo che,  siccome  non  avverranno  lo
  stesso giorno, lo ritengo un emendamento di buon senso.

   PRESIDENTE.  La proclamazione degli eletti è ovvia, devono  essere
  proclamati tutti.

   ARICO'. Questo non è scritto.

   PRESIDENTE.  Assessore, su questo ci deve essere  un  chiarimento,
  però mi sembra abbastanza scontato. Siccome l'onorevole Arico'  non
  ha  torto. Il chiarimento che chiede è una logica. Passano i lavori
  parlamentari per chiarire. Se dovesse essere è passato l'intervento
  di  Arico'  e la risposta del Governo. Non c'è bisogno di  cambiare
  niente.  Presidente di Commissione, potete chiarire  questo  fatto,
  così andiamo avanti. Scusate, io voglio sapere dall'Assessore o dal
  Presidente  della Commissione se è chiarita la vicenda  oppure  no.
  L'ha  ritirato.  Benissimo. Se lo chiariscono  con  più  calma.  E'
  ritirato.
   Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 3.

         (Intervento fuori microfono dell'onorevole Cracolici)

     PRESIDENTE.  Un  chiarimento? L'ho chiesto  3  volte   Onorevole
  Cracolici,  mi fa capire di cosa si tratta? Ho detto è arrivato  un
  emendamento del Governo e ce l'ho qui davanti.
   Allora, l'emendamento del Governo è inammissibile perché non è che
  possiamo  fare valere alcune cosa e altre no  Facciamo  le  persone
  serie.  Grazie. Non si può fare. Non possiamo nell'articolo 3  fare
  nelle  prossime  elezioni, e nell'articolo  2  in  quelle  attuali.
  Ragazzi miei. Andiamo avanti. Manca il  . ma non posso leggere  che
  alle prossime elezioni e non per le ..

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, è stata votata una legge per .

   PRESIDENTE.  Quanto  meno  per  capire,  tanto  è  già  dichiarato
  inammissibile. Vorrei riuscire a capire di che cosa si parla. Se mi
  chiede l'Assessore un intervento dico no? Colleghi state calmi

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, è stata votato un emendamento in una delle leggi
  che  abbiamo,  non  mi  ricordo in quale seduta,  che  riguarda  la
  composizione  dei  Consigli  comunali.  Questo  emendamento  va   a
  chiarire,  si  è trattato di una interpretazione che  vale  per  la
  prossima legislatura.

   CRACOLICI. Qua stiamo parlando di campagna elettorale che è sacra

   PRESIDENTE. Basta così, andiamo avanti.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                               «Art. 3.
          Disposizioni in materia di procedimento elettorale
              per il turno elettorale amministrativo 2020

   1.  In  considerazione  dell'emergenza sanitaria  derivante  dalla
  pandemia  Covid-19,  in via eccezionale, al  fine  di  contenere  i
  rischi di contagio durante il procedimento elettorale, nel rispetto
  delle  misure  di  distanziamento sociale previste dalla  normativa
  nazionale  e  regionale,  nelle elezioni degli  organi  dei  comuni
  interessati  dal rinnovo nel turno elettorale per  l'anno  2020  si
  applicano le seguenti disposizioni:

   la costituzione dell'ufficio elettorale di sezione e le operazioni
  di  autenticazione delle schede occorrenti per la votazione, di cui
  all'articolo  31  del testo unico delle leggi  per  l'elezione  dei
  consigli  comunali nella Regione siciliana, approvato  con  decreto
  legislativo  del Presidente della Regione 20 agosto 1960,  n.  3  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  si  svolgono  nelle   ore
  pomeridiane del sabato che precede la data delle votazioni;

   le operazioni di voto si svolgono nella giornata di domenica dalle
  ore  7,00 alle ore 22,00 e proseguono nella giornata successiva  di
  lunedì  dalle  ore  7,00  alle  ore 14:00,  fermo  restando  quanto
  previsto   dall'articolo  35  del  testo  unico  delle  leggi   per
  l'elezione dei consigli comunali nella Regione siciliana, approvato
  con  decreto legislativo del Presidente della Regione n.  3/1960  e
  successive modifiche ed integrazioni, in ordine alla chiusura delle
  urne,  alla  formazione dei plichi e alla custodia  della  sala  di
  votazione;

   c) le operazioni preliminari allo scrutinio di cui all'articolo 36
  del  testo  unico delle leggi per l'elezione dei consigli  comunali
  nella  Regione  siciliana, approvato con  decreto  legislativo  del
  Presidente  della  Regione  n. 3/1960  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,   e   le   operazioni  di   scrutinio   si   svolgono
  immediatamente  dopo  la conclusione della  votazione  a  decorrere
  dalle ore 14:00 del lunedì».

   All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento 3.1 a firma  degli
  onorevoli Galvagno e Amata.
   Però anche questo è inammissibile. Anzi no, chiedo scusa.

   GALVAGNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GALVAGNO.  Signor Presidente, semplicemente, visto  e  considerato
  che  in  questi mesi la gente è rimasta chiusa in casa, e  potrebbe
  essere diffidente nell'andare anche a votare, dargli la possibilità
  quanto  meno di spalmare, e di allungare di 4 ore l'orario.  Quindi
  dalle  14  passare  alle 18. E conseguentemente, anche  per  quanto
  concerne lo scrutinio.

   PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole  Galvagno.   Oggettivamente,   in
  emergenza Coronavirus, ha una logica.

   CALDERONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CALDERONE.  Signor  Presidente, solo per  dire  che  Forza  Italia
  ritiene  assolutamente  ragionevoli le osservazioni  dell'onorevole
  Galvagno.  Credo che sia una norma  . Soprattutto  in  relazione  a
  questo momento storico.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, da eccezionalità
  ad  eccezionalità  rischiamo di uscire  sempre  con  cose  un  poco
  singolari.  Intanto, ricordo che in tutta Italia si  vota  un  solo
  giorno.  Noi con legge regionale stiamo introducendo il  meccanismo
  del  voto in due giorni. Quindi la domenica, dalle 7 alle 22, e  il
  lunedì - come era una volta - dalle 7 alle 14.
   Quindi,  questa legge sta prevedendo un'ulteriore giornata,  anche
  per  un'altra  ragione,  signor Presidente.  Perché  abbiamo  visto
  nell'esempio concreto che, quando si vota in una sola  giornata,  e
  alla  chiusura dei seggi si deve procedere allo scrutinio,  abbiamo
  avuto  casi, per ultimo, alcuni Comuni, dove i Presidenti dei seggi
  sono  svenuti  durante  le  operazioni di  scrutinio.  Ecco  perché
  abbiamo voluto introdurre il principio che, non solo si vota in due
  giornate, ma che lo scrutinio inizia di giorno e non di notte, cioè
  alle  ore  14,30  quando  si  chiude, si  fanno  le  operazioni  di
  scrutinio come si sono fatte per 70 anni.
   Eviterei  di infilarci in cose, 18, 19, 17. C'è una prassi.  Credo
  che  il  fatto  che  abbiamo  introdotto  la  seconda  giornata  di
  votazione che, ricordo, costa. Ricordo che costa perché sono doppie
  giornate  per  gli  scrutatori  etc. Quindi  suggerirei  sempre  il
  principio  del buon senso. Mi pare che il buon senso  ci  dice  che
  stiamo  introducendo,  a  proposito di Covid,  un  ulteriore  tempo
  congruo per le votazioni.

   PRESIDENTE.  Secondo  me,  a proposito di  buon  senso,  onorevole
  Cracolici, se si potesse dire o scrivere che i Presidenti dei seggi
  potessero   verificare  eventuali  code  nascenti  da  questo,   lo
  faremmo .  Mi scusi  . Se invece, comunque, noi aumentiamo  di  due
  ore  solo  per  questo caso, durante l'emergenza  del  Coronavirus,
  queste  cose  non  mi  sembra che muore  nessuno.  Io  comunque  lo
  dichiaro inammissibile e poi l'Aula lo voterà.

   SIRAGUSA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SIRAGUSA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  comunque  il
  presidente  di seggio ha l'obbligo di fare votare tutte le  persone
  presenti  dentro il seggio, anche se dovessero arrivare     si  può
  mettere che il seggio non è più il seggio fisico

   PRESIDENTE.  Non è detto; se c'è la distanza di un metro  e  mezzo
  come è previsto, non è detto.
   Dentro un seggio ne entrano sei, se sono sessanta sono fuori.

   SIRAGUSA. Ma sono in fila fuori dalla porta, il seggio  non  è  la
  classe,  la scuola.

   PRESIDENTE. L'importante è che arriviamo al ragionamento  per  cui
  si possano fare votare tutti.

   SIRAGUSA.  Il  ragionamento è proprio questo,  già  parte  da  una
  condizione di emergenzialità, di straordinarietà, perché anche  qua
  si vota in un giorno, quindi già quella mezza giornata in più è una
  condizione  che  va  incontro a quello  che  ha  detto  l'onorevole
  Galvagno, perché il motivo è questo.
   Però,  bisogna  anche  mettersi nelle  condizioni  di  poter  fare
  svolgere lo scrutinio in un clima sereno e anche consentendo a chi,
  gli  scrutatori, di poter operare tranquillamente, e non di  notte.
  Io  ritengo  che ci andiamo ad infilare in un ginepraio  allungando
  orari  e  mettendo  cose strane. Le 14.00 è un  orario  perfetto  e
  funziona regolarmente.

   PRESIDENTE. Io credo che gli scrutini debbano essere fatti non  di
  notte, poi, basta che non è di notte, qualsiasi altra cosa va bene.
  Per  cui,  se invece probabilmente quando è previsto alle 18.00  lo
  prevediamo  invece che alle 14.00, alle 16.00, forse è  meglio.  Ma
  insomma, siccome l'onorevole Galvagno che io ho accanto,  e  che  è
  una  persona sempre ragionevole, mi dice che c'è quello  successivo
  di  cui ha parlato l'onorevole Aricò, se si volesse pensare di fare
  approvare quello, lui è pronto a ritirare questo.
   No,  scusate,  quello  di Aricò non si può fare,  perché  noi  non
  possiamo sapere  nel caso in cui ci sia un'emergenza , noi  non  lo
  sappiamo  se  ci sono. Non possiamo prevederlo prima.  Le  elezioni
  vengono previste 40 giorni prima, per cui non possiamo sapere se 40
  giorni dopo...
   Allora, scusate, quello di Aricò purtroppo, perché ha anche quello
  una  logica,  Aricò ha anche il suo una logica, però è  considerato
  inammissibile, è inutile parlarne. Mettiamo in votazione questo. In
  ogni caso quello è successivo.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente,  assessore  Grasso,  condividendo
  l'emendamento   dell'onorevole   Galvagno,   io   pongo   un   tema
  all'assessore  Grasso.  Noi aumentiamo di quattro  ore  formalmente
  l'onere  che i Comuni dovranno pagare durante le fasi di scrutinio.
  Ha  una  ricaduta di impatto economico sui Comuni non indifferente,
  vorrei sapere dall'assessore agli enti locali, se è sostenibile  da
  punto di vista economico.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Per  quanto riguarda l'emendamento dell'onorevole Galvagno, che non
  vedo,   ma  che  comunque  deve  aumentare  quattro  ore,   non   è
  proponibile, perché noi abbiamo già fatto uno sforzo  di  aprire  i
  seggi il sabato, poi la domenica si vota, il lunedì fino alle  due,
  poi dobbiamo pagare, ci vogliono dei costi in più.

   PRESIDENTE. Assessore, il parere è contrario.

   GALVAGNO. Lo ritiro.

   PRESIDENTE.  Quello di Aricò non è ammissibile,  per  cui  votiamo
  l'articolo 3.

   ARICO'. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Illustrarlo, però abbiamo  capito,  ci
  sono oneri in più.

   ARICO'. Presidente, dico esattamente il contrario. Nel momento  in
  cui  si andranno ad indire le elezioni, proprio per risparmiare  un
  giorno  di  una  serie di costi aggiuntivi, chi indirà  l'elezione,
  cioè  il  Governo, sarà in grado, probabilmente ad agosto,  qualora
  speriamo  che l'emergenza sanitaria sarà terminata, di  poter  fare
  espletare le elezioni soltanto in un giorno. Da qui l'idea.

   PRESIDENTE.  Queste cose si stabiliscono per  legge.  Lei  ci  sta
  chiedendo di aspettare il giorno prima per fare la legge.

   ARICO'.  No,  per fare la legge, dare una facoltà  al  Governo  di
  poter stabilire se potrà.

   PRESIDENTE. Si stabilisce per legge, onorevole Aricò.

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.   Signor  Presidente,  grazie.  Solo  per  dire  che   avevo
  presentato  un emendamento di cui non trovo traccia, che  proponeva
  di dimezzare il numero di firme necessarie alla presentazione delle
  liste,  che  sarebbe anche un modo per evitare assembramenti  nelle
  segreterie generali dei Comuni e negli altri spazi pubblici in  cui
  si  raccolgono  le firme. Quindi una norma, una richiesta  di  buon
  senso.  Non  è un emendamento aggiuntivo, era stato presentato  nei
  tempi previsti, ma non lo trovo nel fascicolo.

   PRESIDENTE. Gli Uffici lo hanno considerato aggiuntivo. Io qualche
  dubbio  ce l'ho perché modifica la legge elettorale, noi non  siamo
  in materia di legge elettorale per adesso?
   Io  devo  capire, nessuno mi può condizionare, prima devo  capire.
  Chiedo   scusa.  Per  lo  stesso  motivo  per  cui  ho   dichiarato
  inammissibile  l'emendamento del Governo poco fa,  devo  dichiarare
  inammissibile anche questo. Si può presentare con una nuova  si  fa
  un  disegno  di  legge e lo si presenta perché  abbiamo  dichiarato
  inammissibile  quello del Governo che era su questo stesso   quindi
  lo devo dichiarare inammissibile. Grazie onorevole Fava.

   Pongo  in  votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Art. 4.
                           Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto  obbligo  a chiunque spetti di  osservarla  e  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Allora, dobbiamo votare la legge, se prendete posto per favore.

   LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, il dibattito che  si  è  svolto  in
  quest'Aula,  e  al  quale non ho partecipato, è la rappresentazione
  più  evidente che c'è una forma di resistenza forte da parte  delle
  forze  politiche a dire di sì a questa proroga. Si  è  stati  quasi
  costretti  a  dire  di  sì  alla  proroga,  perché  in  un  momento
  emergenziale,  andare a nuove elezioni è complicato ma,  così  come
  avevo  fatto io, chiedere di nominare un Commissario sembrava  poco
  opportuno.
   E  questo è quello che è accaduto oggi, che di fronte a alla  vera
  volontà  di  questo Parlamento, che era quella  di  non  volere  la
  proroga,  e  di  volere i Commissari, però  si  è  fatto  un  passo
  indietro  e alla fine prevale, come dire, il tentativo di camuffare
  questa  storia  attraverso la limitazione dei poteri della  Giunta,
  del sindaco e del Consiglio comunale.
   Per onestà e correttezza, che prima di tutto devo a me stessa,  io
  annuncio  il mio voto contrario a questa norma, avendo a suo  tempo
  presentato  in Commissione, nella relativa Commissione legislativa,
  cioè in I Commissione, un emendamento per la nomina dei Commissari,
  e l'ho fatto, signor Presidente, non perché sono un'irresponsabile,
  ma  perché  ritengo che, come mi hanno dato oggi  ragione,  nessuno
  voleva   dare   pieni   poteri  a  questi  sindaci,   agli   organi
  amministrativi  al  momento in carica, perché è innaturale  che  si
  diano ancora poteri per ulteriori sei mesi a chi è ormai scaduto, e
  che  era giusto che si andasse verso, come dire, la possibilità  di
  andare  ad  elezioni  e invece le elezioni non ci  potranno  essere
  perché c'è l'emergenza Covid.
   Di  fronte a questa emergenza, peraltro, voglio dire che  ci  sono
  già  dei  Comuni  che hanno proroga, che usufruiscono  di  proroghe
  dovute  a fatti precedenti naturalmente al Covid e in questi Comuni
  si voterà praticamente fra sei anni e mezzo, siamo di fronte ad una
  distorsione anche del principio democratico.
   Oggi  la verità è una, signor Presidente, che è prevalsa una sorta
  di  lobby  dei  sindaci e delle amministrazioni  in  carica,  e  ha
  privato  questo Parlamento, che si è privato da solo in realtà,  di
  potere  dire  la propria, in libertà, in autonomia e  con  assoluta
  onestà  intellettuale,  come invece ho voluto  fare  io,  e  voglio
  ribadire  in questa sede dicendo che sono contraria a questa  norma
  perché questi sindaci, dal dibattito che oggi è emerso, chiaramente
  seppur  tentando di dirlo e non dirlo, sono gli unici che  potranno
  fare campagna elettorale.
   Chi  in  tempi  di  Covid,  di  emergenza,  di  impossibilità   di
  raggrupparsi,  di  avvicinare  i  cittadini  potrà  fare   campagna
  elettorale? Solo quelli che attualmente sono in carica. Ed ecco che
  l'assenza  della democrazia, la rinuncia di potere  di  dire  e  di
  potere  chiamare  alla partecipazione pubblica  i  cittadini,  oggi
  svela  come la politica sia veramente in balia di chi urla di  più,
  in  balia  di chi deve dire la sua e molto spesso ormai ha  perduto
  quel  valore e quella funzione pedagogica ed educativa per la quale
  la politica deve indicare ai cittadini la strada da seguire.
   Oggi  ci  si  è  ridotti ad essere al traino dei mass  media,  dei
  social  media,  delle  reti  e delle opinioni  che  si  formano  su
  facebook e si twittano.
   Io da questa modalità di comportamento prendo le distanze, ripeto,
  non  ho voluto neanche presentare in Aula l'emendamento e non  l'ho
  voluto  presentare ancorché spinta da colleghi che,  condividendolo
  fino  in  fondo  ma  non  potendosi  esprimere  palesemente  o  non
  volendolo  fare  per più ragioni, mi hanno chiesto di  chiedere  il
  voto segreto.
   Ebbene io non sono per il voto segreto ma non lo sono perché  deve
  vigere il principio della responsabilità, io ci metto la faccia  ed
  ognuno ci deve mettere la propria nel bene e nel male.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, ovviamente io rispetto  l'opinione
  del  mio Capogruppo, ci mancherebbe, però devo anche dichiarare che
  il mio voto sarà assolutamente favorevole.

   PRESIDENTE.  Onorevole Lo Giudice, chiarisca  che  lei  non  è  in
  votazione, cioè che non deve votare il suo Comune.

   LO  GIUDICE.  Infatti,  volevo chiarire tanti  aspetti.  Il  primo
  aspetto  è  che  rispetto la posizione del  mio  Capogruppo  che  è
  legittima  in  quelle che sono le esternazioni che  lei  ha  voluto
  rappresentare,    da  sindaco  però  io  non   posso   che   votare
  favorevolmente questa legge chiarendo un fatto: il mio  Comune  non
  andrà  ad  elezioni in questo momento, quindi non sono direttamente
  interessato me ne guarderei bene, però ritengo che sia fondamentale
  un  aspetto  i  sindaci vengono eletti, peraltro in questi  quattro
  cinque mesi di Covid non hanno potuto amministrare perché di  fatto
  ci  siamo  occupati per lo più di sanificazione, contagi  e  quanto
  altro, quindi siamo stati con le mani legate rispetto a quello  che
  è  il  programma elettorale che ognuno di noi ha esposto  e  quindi
  credo che sia doveroso dare la possibilità di completare il mandato
  peraltro a persone che sono state elette democraticamente.

   LA ROCCA RUVOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LA  ROCCA  RUVOLO. Signor Presidente, Assessori,  colleghi,  sulla
  linea  di  quanto detto dal mio collega Lo Giudice, pur rispettando
  la posizione della nostra Capogruppo, io voterò favorevole. Neanche
  io vado a voto però voglio dire due cose.
   Innanzitutto,  trovo giusta questa norma che  dia  ai  sindaci  la
  possibilità  di  continuare nel mandato  vista  l'emergenza  Covid,
  questa terra è afflitta dai Commissari semmai ne avesse avuti altri
  anche  per continuare l'opera di un'amministrazione locale  sarebbe
  stato uno sfacelo.
   Questi  Commissari  per  ogni cosa hanno  dato  voto  di  valutare
  l'operato,  detto questo dico anche che il sindaco deve  essere  un
  sindaco che conosce la propria comunità da cinque anni, non capisco
  per  quale  motivo non debba continuare a svolgere la sua  funzione
  per  ulteriori quattro, cinque mesi, due mesi quello che  sia.  Per
  questo motivo voterò favorevole a questa norma.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  è  inutile  che  voi   gridate,
  onorevole  La  Rocca  sono tutti invidiosi che  l'UDC  è  pieno  di
  sindaci   Che  volete fare  Per cui, nonostante  la  posizione  del
  capogruppo   sia   una,  in  quanto  sindaci,  gli   altri   votano
  diversamente,  non  credo  che ci sia nessun  problema.  E  uno  si
  astiene, infatti.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, intanto volevo dire che  abbiamo  anche
  presentato un ordine del giorno, se lo può mettere in votazione. E'
  anche a firma dell'onorevole Dipasquale.

   PRESIDENTE.  Se è arrivato, verrà messo in votazione  sicuramente.
  Ci  sono  alcuni  ordini del giorno, ma non sono attinenti.  Non  è
  attinente. Intanto, faccia l'intervento, ora vediamo.

   LUPO. Se non lo ritiene attinente, chiedo di metterlo in votazione
  alla prima seduta utile, però siccome penso che meriti l'attenzione
  del Parlamento
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,  per  esprimere  il  voto
  favorevole del Gruppo del Partito Democratico su questo disegno  di
  legge.
   Noi  vogliamo dire che la Commissione su questo tema  ha  lavorato
  bene,  c'è  stata  una sintonia di fondo dopo  un  dibattito  anche
  appassionato  e  approfondito che ha consentito l'approvazione  del
  disegno  di  legge all'unanimità e io penso che  il  clima  che  si
  respira  in  quest'Aula,  a proposito di questa  norma,  di  questo
  disegno  di  legge  che  proroga  il  mandato  dei  sindaci  e  dei
  consiglieri  comunali in carica, dimostra che  questa  è  stata  la
  scelta  giusta. Perché in questo momento difficile,  purtroppo,  di
  emergenza che i Comuni stanno attraversando, io penso che anche  il
  sindaco  meno  adeguato sicuramente è più adatto a  gestire  questa
  fase  emergenziale rispetto al migliore possibile  commissario  del
  mondo,   perché  non  c'è dubbio che gli amministratori  locali  in
  questo  momento  hanno  rappresentato davvero  la  prima  linea  di
  interlocuzione,  di  confronto  con  i  cittadini  e  rappresentano
  davvero  un presidio anche di democrazia sul territorio;  per  cui,
  sarebbe  davvero  sbagliato rimuoverli e non  dare  loro  ulteriore
  fiducia. Fiducia che invece meritano, così come noi abbiamo  inteso
  fare  anche  in finanziaria sostenendo alcune norme a sostegno  dei
  comuni  per  dare  agli  amministratori locali  la  possibilità  di
  rispondere a quelle che sono le esigenze dei cittadini.
   Per  ultimo,  signor  Presidente,  voglio  sottolineare  un  altro
  elemento  che io credo sia positivo, il fatto di avere spostato  il
  termine  ultimo  al  15 di novembre ci consentirà,  speriamo  entro
  l'anno,  comunque  di  svolgere  le elezioni  dei  liberi  consorzi
  comunali  e  delle città metropolitane, eleggendo  gli  organi  che
  purtroppo sono ancora commissariati.
   La  modifica  significativa  che introduciamo  con  questa  legge,
  signor Presidente, è quella che avranno elettorato attivo e passivo
  tutti  i  sindaci  in carica, quindi senza alcuna  discriminazione,
  anche  grazie  al  fatto che, nel frattempo, è intervenuta  qualche
  positiva modifica normativa anche in campo nazionale.
   Quindi, io credo che questa sia una buona legge, che dà fiducia ai
  sindaci,  che  meritano  la  fiducia del Parlamento  perché  stanno
  facendo  davvero  un  lavoro  egregio  insieme  agli  altri  organi
  comunali,  perché  consente lo svolgimento in tempi  rapidi,  anche
  degli  organi  dei  liberi  consorzi e delle  città  metropolitane,
  chiudendo così una parentesi che è stata troppo lunga e creando  le
  condizioni   per  l'ordinaria  amministrazione  all'insegna   della
  democrazia delle nostre comunità locali.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.

   CARONIA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  devo  dire  che
  questa  norma  troverà  invece  il voto  favorevole  della  Lega  e
  personalmente il mio voto.
   Io  ritengo  che  questa  norma sia una norma  da  votare,  poiché
  ritengo  che in questo momento, al di là del fatto che si prorogano
  per questo numero di mesi le attività dei sindaci e dei consiglieri
  comunali,  io  ritengo  che nessun sindaco  né  nessun  consigliere
  comunale   vorrebbe  trovarsi  oggi  nella  condizione  di   dovere
  affrontare  il  disastro che, purtroppo, i comuni in prima  battuta
  stanno affrontando.
   Io  ritengo che oggi chi fa il sindaco, in questo momento storico,
  in  questi  mesi precisi, dovrà purtroppo affrontare una  emergenza
  che è quella del Covid, ma soprattutto l'emergenza economica che da
  questo  scaturisce, pertanto non li ritengo dei  fortunati  ma  dei
  coraggiosi.
   E  siccome  ho grande rispetto delle Istituzioni, io  ritengo  che
  oggi  chi ha una fascia tricolore vada comunque rispettato rispetto
  a quello che è il ruolo scomodo in molti casi che dovrà affrontare.
   Un  esempio  per  tutti: la finanziaria si è  occupata  di  alcuni
  provvedimenti  che riguardano l'erogazione, addirittura,  di  aiuti
  alimentari  alle  famiglie;  ritengo  che  questa  non   si   possa
  assolutamente  configurare in campagna elettorale, perché  se  così
  fosse sarebbe veramente gravissimo.
   Io  mi  auguro,  e lo credo, che tutti i quali oggi con  coscienza
  rivestono  un  ruolo all'interno delle istituzioni,  nella  massima
  figura del sindaco, così come dei consiglieri comunali, sicuramente
  l'obiettivo sarà quello di trovare, come dire, ristoro  e  risposte
  alle  esigenze  primarie di una emergenza che non è  una  emergenza
  normale  e  comune  ma  è una crisi che non  ha  precedenti  e  che
  purtroppo  ci vede e ci dovrebbe, anzi - uso il condizionale  -  ci
  dovrebbe  vedere tutti uniti da un unico intendimento che è  quello
  di dare risposte alla gente.
   Per  cui,  Presidente,  sinceramente la polemica  a  questa  norma
  onestamente non i sembra proprio opportuno farla.

   PRESIDENTE.  Grazie.  Voi avete rinunciato,  sì,  perché  dobbiamo
  assolutamente chiudere. Onorevole Sammartino, rinunzia pure  lei  a
  parlare.
   Votiamo la legge e dopo si interviene.
   Scusate,  ci sono   un momento solo, ma perché gridate  tutti?  Ci
  sono degli ordini del giorno.  Attinente ce n'è uno solo.

                           (Brusìo in Aula)

   Stiamo  esagerando   La  democrazia  è  bella,  ma  voi  esagerate
  nell'uso della democrazia

   CRACOLICI. Votiamo

   PRESIDENTE.   Chiedo   scusa,   siccome   mi   pare   di   capire,
  democraticamente, che si vuole votare, votiamo.
   L'ordine del giorno è accolto come raccomandazione.
   Lo leggo: l'ordine del giorno impegna - state tranquilli una volta
  gli  ordini  del  giorno anche se non lo leggo io  è  uguale  -  il
  Governo  della  Regione  in  caso di eventuali  ulteriori  proroghe
  legate  alla  pandemia  in corso di nominare  in  sostituzione  dei
  sindaci nuovi commissari a garanzia e rispetto dell'elettorato.
   È  evidente  che  nel momento in cui si fa un  ordine,  scusate  -
  onorevole Cordaro, la prego - l'ordine del giorno se il Governo  lo
  recepisce si sta facendo carico nel caso in cui di fare la legge. È
  evidente  che  non è che diventa legge un ordine del  giorno  e  il
  Governo  si  farà  evidentemente  carico,  nel  caso  in   cui   si
  verificasse  quello che dice l'onorevole Aricò, di fare  nei  tempi
  dovuti un eventuale disegno di legge.
   Ma  perché,  quando  mai un ordine del giorno è stato  considerato
  legge?

                     (Intervento fuori microfono)

   PRESIDENTE. Scusate, non mi fate dire cattive parole
   Allora,  c'è un ordine del giorno che invita il Governo, nel  caso
  in  cui  dovesse essere necessario a non fare nuove  proroghe;  nel
  caso in cui fosse così il Governo si attiverà per non farle. Punto.
  Basta. È accettato come raccomandazione.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Se è sull'argomento no, onorevole Lupo, la ringrazio.


     Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Rinvio delle elezioni degli organi degli enti locali e degli enti
               di area vasta per l'anno 2020  (n. 731/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale  del
  disegno  di  legge:  Rinvio delle elezioni degli organi degli  enti
  locali e degli enti di area vasta per l'anno 2020  (n. 731/A).
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Per favore quelli che hanno votato, se si alzano così danno spazio
  agli altri.
   Comunico  ai  Capigruppo che il Governo mi ha  comunicato  che  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  adesso  non  la
  potremo  fare  perché devono andare via. Vi farò sapere  quando  la
  facciamo.
   Ho  appena  avuto  notizia - è una buona notizia,  quindi  non  vi
  preoccupate,   non   so   se   è  vera  quindi   vorrei   chiederla
  all'interessato  ed  eventualmente  fargli  i  complimenti  -   che
  l'onorevole  Barbagallo è diventato il nuovo  segretario  regionale
  del  P.D.  Oggi  me  ne hanno dato notizia. Ne ho ricevuto  notizia
  oggi, per cui le faccio i complimenti e, credo, pure tutta l'Aula.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti            64
   Votanti             47
   Maggioranza         24
   Favorevoli          46
   Contrari            1
   Astenuti            8

                         (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE. Ci sono interventi ai sensi dell'articolo 83, comma  2
  del Regolamento interno; poiché devo andare via lascio l'incombenza
  all'onorevole Foti. L'Aula in ogni caso sarà aggiornata a mercoledì
  prossimo.   Farò   avere  notizie  circa  gli  appuntamenti   della
  Conferenza dei Capigruppo e del Regolamento.
                 Presidenza della Vicepresidente FOTI


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  Sono  iscritti a parlare ai sensi  dell'articolo  83,
  comma  2  del Regolamento interno, parecchi colleghi.  Il  primo  è
  l'onorevole Barbagallo. Ha facoltà di parlare.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  evidenziare al Governo che ancora ad oggi  non sono stati liquidati
  agli imprenditori agricoli i danni per l'alluvione dell'autunno del
  2018, assessore Grasso.
   E'  un fatto increscioso perché nei termini, poco dopo l'alluvione
  il  Governo  ha  richiesto  tramite il Dipartimento  di  Protezione
  civile,  espressamente agli imprenditori agricoli  di  produrre  la
  perizia giurata, una relazione dei danni, eccetera.
   Gli imprenditori, oltre ad aver subito il danno, hanno prontamente
  prodotto  tutta la documentazione necessaria e da allora  per  mesi
  c'è  un  continuo rimpallo tra l'istruttoria e la liquidazione  del
  provvedimento finale tra la Protezione civile e altri Assessorati.
   Io  credo  che debba finire, stanno per compiersi due  anni  dalla
  data  dell'alluvione  e,  ancora  oggi,  i  danni  non  sono  stati
  liquidati.  Peraltro,  il  settore  dell'imprenditoria  agricola  e
  quello  dell'agricoltura è uno di quelli che sta  subendo  maggiori
  danni  anche  dalla  congiuntura economica e,  quindi,  non  è  più
  accettabile questo ritardo.
   Ci  siamo fatti carico anche di presentare un'interrogazione ed un
  ordine  del  giorno  perché  riteniamo particolarmente  incresciosa
  questa  vicenda ed auspichiamo che, nel più breve tempo  possibile,
  si   faccia  chiarezza  e  vengano  liquidate  le  spettanze   agli
  imprenditori agricoli.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Lentini.  Ne  ha
  facoltà.

   LENTINI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sta accadendo  un
  problema abbastanza grave nel territorio di Partinico. Mi riferisco
  all'ospedale in particolare, che è stato convertito in COVID- 19.
   Già  è  da  circa due mesi che l'ospedale è stato depauperato  dei
  reparti  di cardiologia, di medicina, di ortopedia, di neonatologia
  ma,  il più importante, del Pronto soccorso per cui la gente  viene
  dirottata, con i problemi che ci sono nel territorio, nella città.
   Quindi,  già  gli  ospedali ed i Pronto soccorso di  Palermo  sono
  pienissimi  ventiquattro ore su ventiquattro  e  ci  sono  problemi
  abbastanza  pesanti, a rischio vita, tant'è che, in questi  giorni,
  nel  territorio alcuni cittadini hanno pure manifestato per cercare
  di far riaprire l'ospedale.
   In  un primo momento era stato detto che c'era un accordo per  cui
  l'ospedale  di  Alcamo,  che è quello più vicino  in  quella  zona,
  doveva  essere  attrezzato per accogliere tutta  questa  gente  che
  poteva arrivare dai paesi limitrofi.
   Parliamo dell'Ospedale Civico di Partinico che accoglie una  media
  150  mila  abitanti,  tenendo presente che i  paesi  limitrofi,  da
  Carini, Cinisi, Terrasini, Balestrati, i paesi più vicini, ne fanno
  uso.
   Quindi,  il  problema  si sta presentando ed  è  abbastanza  grave
  perché  questa  gente, non appena sorge il problema  salute,  viene
  dirottata   verso  gli  ospedali  di  Palermo,  dove  non   trovano
  accoglimento  e,  se  lo trovano, dopo ventiquattro  ore  che  sono
  buttati al Pronto soccorso.
   Quindi,  a  me sembra anche inopportuno il fatto che,  considerato
  che l'epidemia, grazie a Dio, nel nostro territorio, ormai, è quasi
  finita  dobbiamo attenzionare, ma in quell'ospedale ci  sono  circa
  venti, venticinque pazienti non gravi.
   Siccome  a  Palermo, da circa un mese, sono stati  attrezzati  due
  ospedali per quanto riguarda il COVID-19 - parlo di IMI di Palermo,
  quindi,   Villa  Igea,  e  dell'ospedale  Cervello  di  Palermo   -
  considerato  che già queste strutture possono accogliere  ed  hanno
  posti   letto  vuoti,  io  chiedo,  signor  Presidente  e  colleghi
  deputati,  di  mettere fine a questa cosa che, a  mio  avviso,  può
  diventare  anche pericolosa per la vita di persone che abitano  nei
  dintorni  dell'ospedale  e che, pertanto, devono  scappare  per  la
  città e non ce la fanno.
   L'ospedale di Alcamo è escluso perché non è attrezzato e  non  può
  assolutamente accogliere il fabbisogno.
   Quindi,  io  chiedo,  Presidente,  con  un'interrogazione  che  ho
  presentato,  che l'ospedale Civico di Partinico ritorni  ad  essere
  ospedale ed accolga i reparti di cardiologia, di ortopedia, tutti i
  reparti che aveva fino allo scorso mese di marzo.
   Chiedo,  quindi,  signor Presidente, che questo  sia  attenzionato
  perché  la vita, anche di altre malattie, non venga messa da parte,
  perché   sono  delle  cose  che  urgono  per  quanto  riguarda   la
  cittadinanza di quel territorio.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lentini,  i  rappresentanti  del   Governo
  prenderanno nota della sua richiesta che, tra l'altro, mi pare  sia
  stata  trattata, oggi, anche in Commissione  Sanità  e, quindi,  la
  invito anche in quella sede a proporre delle soluzioni.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Amata. Ne ha facoltà.

   AMATA.   Signor   Presidente,  volevo  anticipare  a   quest'Aula,
  prendendo,   peraltro,  spunto  dalle dichiarazioni  dell'onorevole
  Presidente  Micciché, rispetto alla necessità,  anzi  direi  meglio
  all'opportunità  che  sulla  questione della  sburocratizzazione  e
  semplificazione fosse l'intero Parlamento ad occuparsene.
   Volevo  anticipare  che,  come Gruppo  politico,  presenteremo  un
  ordine  del  giorno  nel  quale  chiederemo  l'istituzione  di  una
  Commissione  speciale  che  vada,  appunto,  a  lavorare,  solo  ed
  esclusivamente,  su  di  un  disegno  di  legge  che   riguarda  la
  sburocratizzazione e semplificazione  delle procedure a 360  gradi.
  In  una Commissione speciale, avremo, certamente, l'opportunità  di
  confrontarci, oltre che tra di noi, con i funzionari,  con  esperti
  che possono essere chiamati e che possono dare un valido aiuto.
   Chiedo,  sin  da  subito,  a  tutto il Parlamento,  maggioranza  e
  minoranza,  di  aderire  a questa nostra richiesta,  perché  questa
  potrebbe   essere,  veramente,  un'azione  importante  che   questo
  Parlamento porta a compimento e credo che possa essere, davvero, un
  grande regalo fatto alla Sicilia ed ai siciliani.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Schillaci.  Ne  ha
  facoltà.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, Assessore in presenza del  Governo,
  colleghi  deputati,  quale componente della V Commissione,  che  si
  occupa appunto di cultura, oggi, insieme al nostro Gruppo Movimento
  Cinque  Stelle,  ci  sentiamo doppiamente  orfani:  orfani  per  la
  perdita   di  un  uomo  d'arte,  uno  scienziato  della  terra   di
  inestimabile valore, come è stato Sebastiano Tusa, ma, soprattutto,
  per  la notizia che aleggia in queste ore e che, praticamente, vede
  dare  ed  affidare la poltrona, così prestigiosa  che  è  stata  di
  Sebastiano  Tusa, ma soprattutto di un Assessorato così strategico,
  come quello dei beni culturali, ad una forza politica, La Lega, che
  non si è risparmiata, in questi anni, di critiche nei confronti del
  nostro territorio e, soprattutto, dei sui abitanti.
   Rimango,  veramente,  molto basita e noi,  come  Gruppo  Movimento
  Cinque  Stelle,  non possiamo assolutamente condividere  la  scelta
  perché, oltre ad essere un settore strategico, questa poltrona così
  prestigiosa  non  può  essere,  assolutamente,  frutto  di  accordi
  politici e di spartizioni di poltrone e spartizioni partitiche.
   Abbiamo  atteso più di un anno per avere una guida autorevole  che
  potesse  prendere l'eredità e portarla avanti di un uomo autorevole
  come  Sebastiano Tusa ed, invece, apprendiamo con rammarico  questa
  scelta.
   Ora,  noi  ci  auguriamo che il Governo possa tornare indietro  su
  questa  scelta.  Io  mando questo messaggio  al  Governatore  della
  Sicilia, perché il rammarico, a giudicare dalle esternazioni che in
  queste  ore  leggiamo sui social, sui quotidiani, non  è  solo  del
  Movimento Cinque Stelle, è di un intero popolo siciliano.
   Mi auguro, quindi, anche perché la nostra è la storia di una terra
  aperta ed accogliente, la culla di vari saperi e di tradizioni  che
  rappresentano il nostro vero punto di forza.
   Quindi,  io mi auguro che il Presidente possa tornare indietro  su
  questa  scelta e chiediamo non solo questo, ma anche che si  faccia
  una  scelta di alto spessore professionale, perché questo è il vero
  modo per onorare la memoria di Sebastiano Tusa. Grazie.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha facoltà.

   MARANO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, ieri  con
  la  notizia  che abbiamo appreso dalla stampa rispetto alla  nomina
  del  futuro  Assessore per i beni culturali e l'identità  siciliana
  alla   Lega Nord , perché è cambiato il nome ma sempre della   Lega
  Nord  stiamo parlando, è arrivato uno schiaffo ai siciliani non  da
  poco.
   Ieri,   con  questa  notizia  l'Assessore  Sebastiano   Tusa,   il
  professore  Tusa  è morto per la seconda volta, perché  ricordo  le
  parole  del  Presidente Musumeci in Aula quando  disse:   Non  sarà
  semplice  sostituire  il  professore  Tusa  .  Dopo  un   anno   ci
  ritroviamo con un rimpasto dove consegniamo la nostra dignità  alla
   Lega Nord ; consegniamo il nostro patrimonio artistico, culturale,
  archeologico, architettonico a gente che da decenni ci critica, che
  ci massacra, con insulti razzisti
   I siciliani non lo dimenticano questo  I siciliani non dimenticano
  chi  è  la   Lega Nord  e non dimenticano i decenni di insulti  che
  hanno  ricevuto   E  queste stesse persone  dovrebbero  gestire  il
  nostro  patrimonio, la nostra bellezza, la nostra ricchezza. Queste
  stesse  persone che ci hanno insultato tutta la vita devono gestire
  questo patrimonio  Non lo accettano i siciliani ed io oggi porto la
  voce  di  tutte le persone indignate. Oggi ho ricevuto centinaia  e
  centinaia  di  messaggi  e  la parola ricorrente  in  tutta  questa
  operazione, sa qual è Presidente? Vergogna  Vergogna  Vergogna

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marano.
   E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha facoltà.

   CAMPO.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, in  questi
  giorni,  nonostante il lockdown dato dal Covid, abbiamo  continuato
  ad ascoltare le varie associazioni di categoria e i vari lavoratori
  e, quindi, oggi in particolare porto qui istanze di varie categorie
  che  stanno  soffrendo  enormemente  a  causa  dell'emergenza.   Mi
  dispiace  che l'Assessore Falcone è andato via, ma sono  certa  che
  l'Assessore Grasso riferirà. Parlo degli autisti che si occupano di
  trasporto   pubblico  locale  ed,  in  particolare,  del  trasporto
  pubblico locale extraurbano.
   Intanto,  volevo  ringraziare l'Assessore Falcone  perché  proprio
  ieri  ha revocato le concessioni alla ditta Buda e S.A.G. in quanto
  non  venivano pagati gli stipendi da ben 18 mesi. Ma non basta.  Ci
  sono  tantissimi  altri  autisti,  centinaia  di  autisti  che  non
  prendono lo stipendio, chi da 8, chi da 10, chi da 15 mesi.
   Quindi, c'è da controllare ed attenzionare altre ditte perché sono
  stati  stanziati  164,4 milioni di euro per il  trasporto  pubblico
  locale. Di fatto, i mezzi sono fermi, di fatto non viene utilizzato
  gasolio,  di  fatto non sono stati dotati gli autisti  di  DPI,  di
  fatto non sono stati installati plexiglass che separano gli autisti
  dai passeggeri mettendoli in sicurezza.
   E' vero, questo contributo non va a colmare tutti i biglietti che
  ma  solo  una percentuale, però è anche vero che non può essere  un
  contributo solo per le aziende, doveva essere un contributo anche e
  principalmente  per  i lavoratori. Questo non  è  stato  fatto,  le
  aziende  non  lo  hanno fatto, quindi è importante  che  si  riveda
  questa  norma e si destini una parte in maniera sistematica per  la
  messa  in  sicurezza degli autobus e per garantire gli  stipendi  a
  tutti questi autisti.
   Inoltre,  volevo dire che questi stessi autisti che adesso,  visto
  che  una  concessione è già stata revocata e so - mi ha  anticipato
  l'Assessore  -  che  ne avrebbe revocate altre, di  tutelare  tutte
  queste  persone che lavoravano per queste ditte perché comunque  la
  continuità lavorativa delle persone non deve venire meno.
   Un  altro  settore altamente colpito è quello della  ristorazione.
  Tutti,  praticamente tutti, mi hanno segnalato che  le  banche  non
  agevolano le pratiche, appunto, per l'erogazione del contributo che
  è  stato  stanziato  dal  Governo. Un'altra problematica  è  quella
  dettata dagli affitti dei locali. Molti locali con l'adattamento, e
  pagando degli affitti molti alti, non ci rientreranno con le  spese
  neanche  con  il  contributo del 60 per cento che  già  il  Governo
  nazionale  ha  stanziato. Probabilmente, dovranno  anche  chiudere.
  Quindi, sarebbe importante che questa Regione si facesse carico del
  restante 40 per cento, per dare una mano d'aiuto a quel settore che
  poi,  di fatto, ci rappresenta anche in termini di accoglienza,  di
  ospitalità, di sevizio, e che è sempre stato come una seconda  casa
  per  tutti  noi,  soprattutto per tutti coloro che lavorano  e  che
  viaggiano.  Purtroppo, ad oggi non sono messi nelle  condizioni  di
  poter aprire così presto come pensavamo, proprio per la mancanza di
  liquidità.
   Queste sono due richieste che faccio al Governo e spero che questi
  due settori vengano attenzionati. Grazie.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo pure  io,
  brevemente,  per  stigmatizzare  la  scelta  del  Presidente  della
  Regione di assegnare una delega fondamentale che è quella dei  beni
  culturali  e  dell'identità siciliana, ad  un  assessore,  che  non
  sappiamo  chi  sarà,  però  della Lega. Credo  che  questo  davvero
  mortifica  la cultura, la storia, il patrimonio della Sicilia,  dei
  siciliani.  E  sicuramente i siciliani non dimenticheranno,  signor
  Presidente,  gli  insulti  che hanno ricevuto  in  questi  anni  da
  Salvini   e  da  tantissimi  altri  leghisti.  Vedo  che  qualcuno,
  all'interno della maggioranza, lo ha dimenticato. Anche gli insulti
  reciproci che si sono scambiati con Salvini fino a qualche mese fa.
  Ma certamente non dimenticheranno gli elettori.
   Credo che sia davvero un gravissimo errore politico quello che  il
  Presidente  Musumeci sta commettendo. E' anche una alterazione  dei
  risultati  democratici. La Lega non ha eletto  deputati  in  questa
  Assemblea  regionale, non ha espresso alcun deputato  all'Assemblea
  regionale siciliana.
   Ci  sono  stati  deputati che successivamente sono transitati  nel
  Gruppo della Lega. Allora, questo tentativo maldestro di puntellare
  il  Governo  regionale  dando una poltrona così  importate,  perché
  rappresenta  la nostra identità, ad un assessore della Lega,  credo
  che  è  davvero un errore politico che il Presidente della  Regione
  sta  commettendo e mi auguro che ancora possa cambiare idea e possa
  non  commetterlo,  perché  le conseguenze  per  la  nostra  Regione
  sarebbero del tutto negative.
   L'Assessorato dei beni culturali e della identità siciliana,  come
  sappiamo,  è  un Assessorato delicatissimo, ha la competenza  sulle
  soprintendenze.  E' un Assessorato che richiede  anche  un  profilo
  adeguato, così come aveva un profilo adeguato, da un punto di vista
  tecnico,  di competenze, di professionalità, il compianto Assessore
  Tusa.
   Ora,  la  scelta di affidare un Assessorato così delicato  ad  una
  forza  politica, in questo caso alla Lega, senza neppure sapere  di
  chi si parla, a prescindere, senza sapere qual è il profilo che  la
  Lega  intenderà  esprimere per ricoprire quella postazione,  quella
  posizione, quella poltrona, per soprintendere a quella delega  così
  complessa  anche  dell'Amministrazione  regionale,  è  davvero  una
  scelta nefasta, è una scelta che dimostra che questo Governo non ha
  visione  politica,  che  non ha un programma,  che  non  ha  alcuna
  coerenza e che non merita assolutamente più la fiducia da parte  di
  nessuno  dei siciliani e neppure dei siciliani che hanno votato  il
  Presidente  Musumeci, perché sicuramente non  immaginavano  che  il
  Presidente  Musumeci  potesse arrivare fino al  punto  di  svendere
  l'identità della nostra Regione alla Lega, semplicemente  per  mere
  convenienze  politiche  e  per allungare  la  sopravvivenza  di  un
  Governo che è nato morto.

   del Palazzo Reale

  Comunicazione su operazioni di sanificazione di tutti gli ambienti
                           del Palazzo Reale

   PRESIDENTE.  Nel frattempo che vengono sanificati  i  microfoni  e
  tutto il resto, volevo comunicare ai colleghi e all'Aula che questa
  settimana,  da venerdì 15 a lunedì 18 maggio, saranno  fatte  delle
  operazioni di sanificazione, quindi il Palazzo sarà interdetto, non
  solo  a  noi  deputati ma anche i collaboratori, quindi gli  uffici
  saranno chiusi e non si potrà accedere al Palazzo.
   Vi prego di tenere bene a mente queste date, insomma di diffondere
  la  notizia  tra i colleghi che sono già andati via  e  in  più  vi
  comunico che l'Aula è rinviata martedì prossimo alle ore 17.00.


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   PRESIDENTE.  E'iscritta  a  parlare  l'onorevole  Ciancio.  Ne  ha
  facoltà.

   CIANCIO. Signor Presidente, io ero indecisa se intervenire  perché
  chiaramente  siamo in pochi, però non posso non approfittare  della
  presenza dell'assessore, sperando che si faccia portavoce non tanto
  dei   colleghi,  di  me  o  di  coloro  che  in  quest'Aula   hanno
  stigmatizzato,  come  si  diceva prima, la  nomina  o  la  presunta
  nomina,  perché ancora non abbiamo notizie ufficiali dell'assessore
  ai beni culturali e, nel caso specifico, una nomina data alla Lega.
   Quindi,  non posso non approfittare della sua presenza  assessore,
  perché  quello che stiamo gridando in quest'Aula vuota, e  speriamo
  che  non  rimangano parole e grida nel deserto, quello  che  stiamo
  portando  è il grido di un popolo siciliano che io sono sicura  che
  tra  tutti  quelli che in questo momento esprimono indignazione  ci
  sono molti elettori del Presidente Musumeci.
   Non  è possibile, non è una cosa che possiamo tollerare quella  di
  dare un assessorato così importante alla Lega, tra parentesi Nord.
   Vede,  oggi si è fatta la comunicazione in Aula, la Lega ha  perso
  un deputato ma ha guadagnato un assessore. Ecco, noi non discutiamo
  sul  fatto  che gli assessorati e le poltrone degli assessori  sono
  chiaramente delle caselle politiche che vanno riempite e rispettano
  in  qualche  modo  gli  equilibri  di  una  maggioranza  e  di  una
  coalizione  di  Governo, ma questo, assessore, non  è  un  semplice
  riempire   una   casella,  questa  è  una   provocazione,   è   una
  provocazione, e io sono sicura che il Presidente Musumeci è un uomo
  troppo intelligente e un politico troppo scaltro per confermare una
  cosa  del  genere,  perché anche chi lo ha votato  sta  contestando
  fermamente questa scelta.
   Non  è  una  questione  di  nomi: a noi non  interessano,  non  ci
  interessa,  magari  può essere anche il miglior  esperto  dei  beni
  culturali d'Italia, è un segnale sbagliato che stiamo dando a tutta
  la  Sicilia.  Ecco,  noi a questo segnale  non  ci  stiamo  e,  tra
  l'altro, se dovessero confermarsi le voci sulle personalità che  in
  questo  momento  si leggono sui giornali, io le  dico  subito,  noi
  siamo pronti a presentare subito una mozione di censura perché  non
  possiamo  tollerare passivamente un oltraggio  di  questo  tipo  al
  popolo siciliano.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì  19
  maggio 2020, alle ore 17.00.

                 La seduta è tolta alle ore 18.40 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         190a  SEDUTA PUBBLICA

                  Martedì 19 maggio 2020 - ore 17.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    - COMUNICAZIONI

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

          Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni (*)

   - Risposte  scritte pervenute alle seguenti interrogazioni:

   - da parte dell'Assessore per l'agricoltura, lo sviluppo rurale e
  la pesca mediterranea

   N.  1076  - Misure di contrasto alla diffusione del 'Tomato  brown
  rugose fruit virus (TBRFV o ToBRFV)'.
   Firmatari: Cannata Rossana
   -  Con nota prot. n. 5810/IN.17 del 14 febbraio 2020 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  l'agricoltura,   lo
  sviluppo rurale e la pesca mediterranea.

   - da parte dell'Assessore per l'economia

   N.  990  -  Iniziative urgenti per il trasferimento del DASOE  nei
  locali dell'Assessorato regionale della salute.
   Firmatari: Barbagallo Anthony Emanuele
   -  Con nota prot. n. 3406/IN.17 del 29 gennaio 2020, il Presidente
  della Regione, ha delegato l'Assessore per l'economia.

   -  da  parte  dell'Assessore  per  l'istruzione  e  la  formazione
  professionale

   N. 343 - Chiarimenti in merito al bando approvato con D.D.G. del 5
  giugno 2018 relativo all'avviso pubblico 2/2018.
   Firmatari: Fava Claudio

   N.  816 - Chiarimenti urgenti in merito ai crediti vantati  da  un
  operatore  della  formazione  professionale  nei  confronti   della
  Regione siciliana nella qualità di terzo pignorato.
   Firmatari:  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Con  nota  prot. n. 28350/IN.17 del 3 luglio 2019 il Presidente
  della  Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione. - La firma
  dell'on.  Cancelleri è decaduta a seguito della  presa  d'atto,  da
  parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni dalla carica di deputato
  regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).

   N.  920  - Notizie sui controlli di prevenzione antisismica  nelle
  scuole.
   Firmatari: Galvagno Gaetano
   -  Con  nota  prot. n. 61/IN.17 del 2 gennaio 2020  il  Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  l'istruzione  e  la
  formazione professionale.

   N. 932 - Pagamento delle borse incentivanti e degli emolumenti dei
  docenti  del percorso formativo per 'operatore sportello  bancario'
  realizzato  dall'ente di formazione FOR.EVER soc.coop.  di  Catania
  nell'anno 2013.
   Firmatari:  Foti  Angela;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio
   -  La  firma dell'onorevole Cancelleri è decaduta a seguito  della
  presa  d'atto  da  parte dell'Assemblea delle sue dimissioni  dalla
  carica  di  deputato regionale. (V. seduta n. 138 del 17  settembre
  2019).  -  Con nota prot. n. 50019/IN.17 dell'11 dicembre  2019  il
  Presidente della Regione ha delegato l'Assessore per l'istruzione e
  la formazione professionale.

   N.  1127  - Chiarimenti circa i lavori di bonifica e sanificazione
  della scuola Sandro Pertini di Canicattì (AG).
   Firmatari: Savarino Giuseppa
   -  Con nota prot. n. 6077/IN.17 del 17 febbraio 2020 il Presidente
  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore  per  l'istruzione  e  la
  formazione professionale.

   - da parte dell'Assessore per il territorio e l'ambiente

   N.  1172  -  Mancato  completamento  della  rete  di  monitoraggio
  ambientale con particolare  riferimento  alla  qualità dell'aria.
   Firmatari: Catanzaro Michele
   -  Con  nota prot. n. 14075/IN.17 del 23 aprile 2020 il Presidente
  della Regione ha delegato l'Assessore per il territorio.

   - da parte del Presidente Regione

   N. 814 - Interventi urgenti nell'alveo del fiume Belice e verifica
  delle  condizioni di rischio residuo a salvaguardia dell'incolumità
  pubblica.
   Firmatari: Palmeri Valentina; Cancelleri Giovanni Carlo;  Cappello
  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti  Angela; Mangiacavallo  Matteo;
  Siragusa  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito
  Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio
   -  Nel  fornire  risposta all'interrogazione, il Presidente  della
  Regione,  con  nota prot. 7324 del 10 aprile 2020 ha precisato  che
  all'autorità   di  bacino del distretto idrografico  della  Sicilia
  'afferisce la competenza in materia, fornita con nota prot. n. 4209
  del 25 marzo 2020', ragion per cui l'interrogazione è da intendersi
  ricompresa  nella  competenza  esclusiva  della  Presidenza   della
  Regione. - La firma dell'on. Cancelleri è decaduta a seguito  della
  presa  d'atto, da parte dell'Assemblea, delle sue dimissioni  dalla
  carica di deputato regionale (v. seduta n. 138 del 17.09.2019).

   (*)  Le  risposte alle suddette interrogazioni saranno  pubblicate
  nell'allegato B al resoconto dell'odierna seduta.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Semplificazione  edilizia  - Interventi  di  nuova  costruzione
  subordinati  a  SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio  Attività)
  (n. 734).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona  il  7  maggio
  2020.

   -  Moratoria  sulla  scadenza dei titoli cambiari  ed  ogni  altro
  titolo di credito in Sicilia (n. 735).
   Di  iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Aricò,
  Assenza, Galluzzo, Savarino e Zitelli il 7 maggio 2020.

   -  SCIA  (Segnalazione  Certificata di Inizio  Attività)  -  avvio
  attività commerciali nel territorio siciliano (n. 736).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona  il  7  maggio
  2020.

   - Istituzione del Garante regionale per la tutela delle vittime di
  reato (n. 737).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il  7
  maggio 2020.

   -  Modifiche  alle  leggi  regionali  in  materia  di  cooperative
  giovanili (n. 738).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Foti, Campo,
  Ciancio,  A.  De  Luca, Di Caro, Di Paola, Damante,  Mangiacavallo,
  Marano,  Pagana,  Palmeri,  Pasqua, Schillaci,  Siragusa,  Sunseri,
  Tancredi, Trizzino, Zafarana e Zito il 7 maggio 2020

   -   Istituzione   di   un  circuito  regionale  di   compensazione
  multilaterale e complementare (n. 739).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Foti  e
  Tancredi il 7 maggio 2020

   -  Arretrati  contrattuali dei lavoratori di cui  all'articolo  45
  ter,  della  legge  regionale 6 aprile 1996,  n.  16  e  successive
  modifiche e integrazioni (n. 740).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 7 maggio 2020

   -  Modifiche all'articolo 14 della legge regionale 10 agosto 2016,
  n. 16 - Recepimento con modifiche dell'articolo 36  Accertamento di
  conformità   del decreto del Presidente della Repubblica  6  giugno
  2001, n. 380 (n. 741).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza il  7
  maggio 2020.

   - Norme per il rilancio del turismo siciliano (n. 743).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il 7
  maggio 2020.

   -  Istituzione della giornata conoscitiva dei mulini siciliani (n.
  744).
   Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il 7
  maggio 2020.

     Comunicazione di disegno di legge presentato ed inviato alla
                        competente Commissione

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   -   Norme  a  tutela  dei  minori:  istituzione  dell'Osservatorio
  regionale  sui  minori  e  sulle  forme  e  condizioni  di  disagio
  adolescenziale  e giovanile, misure di prevenzione e  contrasto  ai
  fenomeni di bullismo, cyber-bullismo, pedofilia, cyber-pedofilia  e
  sexting (n. 742).
   Di iniziativa parlamentare.
   Presentato il 6 maggio 2020.
   Inviato il 6 maggio 2020.
   Parere VI.

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Applicazione della legge regionale 23/1998 ai concorsi pubblici
  nella Regione siciliana (n. 725).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 maggio 2020.

   - Norme relative alle graduatorie dei concorsi pubblici in Sicilia
  (n. 726).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 5 maggio 2020.
                             BILANCIO (II)

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2020. Mese di gennaio (n. 720).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 5 maggio 2020.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2020. Mese di gennaio (n. 721).
   Di iniziativa governativa.
   Inviato il 5 maggio 2020.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

   Si  comunica che l'onorevole Stefano Pellegrino, con nota prot. n.
  3073/SG.LEG.PG. del 7 maggio 2020 ha chiesto di apporre la  propria
  firma  al  disegno di legge n. 733/A Stralcio I Comm   Disposizioni
  per  l'accelerazione delle procedure autorizzatorie e  di  spesa  e
  della realizzazione di interventi infrastrutturali urgenti .

       Comunicazione di pareri resi dalle competenti Commissioni

        BILANCIO (II) - COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
              CONCERNENTI L'ATTIVITÀ DELL'UNIONE EUROPEA

   -  P.O.  FESR  Sicilia  2014/2020. Azione 1.4.1  -  Modifiche  del
  Programma  operativo e del Documento  Requisiti di ammissibilità  e
  criteri di selezione' (n. 86/II-UE).
   Reso dalla Commissione II in data 14 aprile 2020.
   Inviato in data 12 maggio 2020.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   -  Legge  regionale  14  dicembre 2019, n.  24   Estensione  della
  validità  delle  concessioni demaniali marittime  - inoltro  schema
  decreto  assessoriale  ai sensi del comma  3  dell'articolo  1  (n.
  87/IV).
   Reso in data 28 aprile 2020.
   Inviato in data 8 maggio 2020.

  Allegato B

                  Risposte scritte ad interrogazioni