Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 16.03
BARBAGALLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale delle
sedute n. 17 e n. 18 del 13 febbraio 2018 che, non sorgendo
osservazioni, si intendono approvati.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, do il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali
votazioni mediante procedimento elettronico che dovessero avere
luogo nel corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che hanno chiesto congedo per la seduta
odierna gli onorevoli Savarino, Galluzzo, Tamajo, Lantieri, De
Domenico.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura dei
disegni di legge presentati.
BARBAGALLO, segretario f.f.:
- Introduzione in Sicilia della Valutazione di Danno Sanitario (n.
161).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito,
Ciancio, Campo, Cancelleri, Cappello, Di Caro, Di Paola, Pasqua, De
Luca, Schillaci, Sunseri, Pagana, Marano, Palmeri, Foti, Trizzino,
Mangiacavallo, Siragusa, Zafarana e Tancredi in data 14 febbraio
2018.
- Incentivi per il rinnovamento del patrimonio edilizio senza
consumo di suolo (n. 162).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 14
febbraio 2018.
- Norme di riorganizzazione della funzione infermieristica
regionale (n. 163).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 14
febbraio 2018.
- Norme per l'istituzione ed il coordinamento dei centri di
composizione familiare (n. 164).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
Cancelleri, Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di Paola, Foti,
Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Trizzino e Zafarana in data 14
febbraio 2018.
- Aumento dell'attrattività turistica mediante la promozione del
territorio e la valorizzazione dei luoghi e delle denominazioni (n.
165).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catanzaro in
data 14 febbraio 2018.
- Modifiche all'Articolo 17 della legge regionale 26 agosto 1992,
n. 7 (n. 166).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De Luca in
data 14 febbraio 2018.
- Norme in sostegno dei giovani universitari fuorisede (n. 167).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Lupo e
Catanzaro in data 14 febbraio 2018.
- Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso la promozione
delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari,
non alimentari e farmaceutici, a fini di solidarietà sociale (n.
168).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catanzaro,
Cafeo e Lupo in data 14 febbraio 2018.
- Legge quadro sulle Isole di Sicilia (n. 169).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
febbraio 2018.
- Riperimetrazione del Parco dell'Etna (n. 170).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zitelli,
Bulla e Assenza in data 14 febbraio 2018.
- Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile 2009 n.
5. Trasferimento della gestione dell'Ospedale Papardo
all'I.R.C.C.S (n. 171).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Genovese,
Milazzo, Caronia, Cannata, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e
Savona in data 14 febbraio 2018.
- Disposizioni a sostegno dell'economia circolare e della
valorizzazione dei beni post-consumo (n. 173).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
febbraio 2018.
- Disciplina della promozione della qualità nella progettazione
architettonica (n. 174).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
febbraio 2018.
- Fondo regionale di rotazione per le spese di demolizione (n.
175).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
febbraio 2018.
- Norme per la tutela della popolazione dall'inquinamento
elettromagnetico generato da impianti di telecomunicazione e
radiotelevisivi (n. 176).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Assenza in
data 14 febbraio 2018.
- Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 3 luglio 2000, n.
15 in materia di tutela degli animali d'affezione e di prevenzione
del randagismo. Istituzione del garante regionale per la tutela
degli animali (n. 177).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri in
data 14 febbraio 2018.
- Modifiche di norme in materia di doppia preferenza di genere (n.
178).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pellegrino e
Milazzo in data 14 febbraio 2018.
- Misure per favorire l'aumento dei livelli di raccolta
differenziata attraverso la produzione di compost (n. 179).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Palmeri, Di Paola, Sunseri, Mangiacavallo, Zafarana,
Cappello, Foti, Pasqua, Zito, Ciancio, Siragusa, Tancredi,
Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
febbraio 2018.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
BARBAGALLO, segretario f.f.:
N. 67 - Chiarimenti in merito alle attività dell'IPAB
'Conservatorio Santa Rosa - Asilo Nobile Ceraolo - Asilo Giuseppina
Sciacca Giardina' di Patti.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Zafarana Valentina; Cappello Francesco; Pagana Elena; Campo
Stefania; Cancelleri Giovanni Carlo; Ciancio Gianina; De Luca
Antonino; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Marano Jose; Palmeri Valentina; Pasqua
Giorgio; Schillaci Roberta; Siragusa Salvatore; Sunseri
Luigi; Tancredi Sergio; Trizzino Giampiero; Zito Stefano
N. 68 - Istituzione del liceo scientifico internazionale con
opzione della lingua cinese.
- Assessore Istruzione e Formazione
Fava Giovanni
N. 69 - Corretta applicazione del D.A n. 5630 del 19 luglio 2017
dell'Assessorato Istruzione e Formazione professionale.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
- Assessore Istruzione e Formazione
Savarino Giuseppa; Zitelli Giuseppe
N. 70 - Mancata erogazione dei fondi europei alle aziende
siciliane.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Aricò Alessandro
N. 71 - Messa in sicurezza del viadotto sul Belice lungo la S.S.
115.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele
PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
BARBAGALLO, segretario f.f.:
N. 19 - Sostituzione del dirigente dell'ufficio periferico IRSAP
di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
Galluzzo Giuseppe
N. 20 - Inizio dei lavori del tratto autostradale Ragusa -
Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Ciancio Gianina; Foti Angela; Cancelleri Giovanni
Carlo; Di Paola Nunzio; Di Caro Giovanni; Palmeri Valentina;
Sunseri Luigi; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo; Zafarana
Valentina; Cappello Francesco; Pasqua Giorgio; Zito Stefano;
Siragusa Salvatore; Tancredi Sergio; Schillaci Roberta; De Luca
Antonino; Pagana Elena; Marano Jose; Assenza Giorgio
PRESIDENTE. Avverto che, trascorsi tre giorni dall'odierno
annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione, le
interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
BARBAGALLO, segretario f.f.:
N. 56 - Ripercussioni negative della siccità sul comparto agricolo-
zootecnico dell'area del Vallone.
Cancelleri Giovanni Carlo; Di Paola Nunzio; Sunseri Luigi;
Zafarana Valentina; Zito Stefano; Marano Jose; Ciancio Gianina;
Cappello Francesco; Campo Stefania; De Luca Antonino; Di Caro
Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino
Giampiero; Palmeri Valentina; Schillaci Roberta; Siragusa
Salvatore; Tancredi Sergio; Pasqua Giorgio
Presentata il 12/02/18
N. 57 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
Caronia Marianna; Cannata Rossana; Gallo Riccardo; Genovese Luigi
Presentata il 13/02/18
N. 58 - Iniziative in materia di erogazione corsi IEFP.
Caronia Marianna; Cannata Rossana; Gallo Riccardo; Genovese Luigi
Presentata il 13/02/18
N. 59 - Corretta applicazione dello Statuto siciliano in materia
di rapporti finanziari con lo Stato e riconoscimento del territorio
regionale come 'zona franca'.
Lo Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita;
Pullara Carmelo; Bulla Giovanni
Presentata il 13/02/18
PRESIDENTE. Avverto che le mozioni testé annunziate saranno
demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno, alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per la
determinazione della relativa data di discussione.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Schillaci.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del Presidente Miccichè
Sulla vicenda dei pagamenti INPS ai lavoratori ASU e PIP
DI MAURO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI MAURO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
brevemente la parola perché volevo informare la Presidenza e l'Aula
su una vicenda annosa, che era stata per la verità conclusa con una
transazione tra il Governo della Regione siciliana e l'INPS,
relativa al 1999, per attività poste in essere proprio dall'INPS,
una transazione che credo sia adesso di 140 milioni che la Regione
deve all'INPS.
Nonostante accordi intercorsi per iscritto tra l'INPS e la
Direzione regionale del lavoro siciliano, si era stabilito di
continuare l'attività di servizio rispetto a quelli che sono i
pagamenti degli ASU e di tutti coloro i quali - credo anche i PIP -
hanno rapporti di pagamento con l'INPS di continuare l'attività per
questi tre mesi: gennaio, febbraio e marzo.
Improvvisamente, nonostante gli accordi sottoscritti, il Direttore
regionale dell'INPS si è visto costretto a revocare queste
disposizioni per una precisa disposizione del Presidente dell'INPS
dott. Boeri.
In questo momento l'Assessore regionale per il lavoro è a
manifestare a Roma dinanzi al Ministero del lavoro, affinché venga
rimosso questo divieto da parte del Presidente Boeri e si possa dar
luogo, così come si era sottoscritto, per i mesi di gennaio,
febbraio e marzo, il pagamento delle mensilità agli ASU.
Signor Presidente, comprenderà che questo è un fatto grave, perché
è lesivo di quelli che sono i giusti emolumenti a questi lavoratori
ed a me premeva informare l'Aula di quello che sta succedendo in
questo momento a Roma.
Presidenza del Presidente Miccichè
In memoria delle vittime delle foibe
CATALFAMO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CATALFAMO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto di
domandare, in considerazione della circostanza che questa è la
settimana della memoria per le vittime delle foibe, se fosse
possibile osservare un minuto di silenzio in Aula per ricordare
quelle vittime e le vittime di tutte le guerre.
Credo che sia un atto di sensibilità che sarebbe molto apprezzato
da parte di quest'Aula.
PRESIDENTE. Io accetterei volentieri la proposta dell'onorevole
Catalfamo, per cui facciamo un minuto di raccoglimento per le
vittime delle foibe.
(I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)
Presidenza del Presidente Miccichè
Sull'ordine dei lavori
DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo, ai
sensi dell'articolo 135 del Regolamento interno, la procedura di
urgenza di assegnazione di un disegno di legge che è stato
annunciato oggi, il disegno di legge n. 166 presentato il 6
febbraio 2018, che riguarda un aspetto importante di democrazia
partecipata e di trasparenza in riferimento a quella che è la
relazione che ogni sindaco deve presentare annualmente al Consiglio
comunale su quella che è l'attuazione del programma che ha
sottoposto alla valutazione dei cittadini.
Abbiamo purtroppo verificato che c'è una costante violazione di
questa norma, e questo impedisce, durante anche le campagne
elettorali, di confrontarsi concretamente sui temi e quindi
spostare poi l'attenzione a profili che non hanno nulla a che
vedere con l'amministrazione attiva e soprattutto con argomenti che
probabilmente non dovrebbero neanche avere diritto di cittadinanza
nelle campagne elettorali perché ovviamente questo porta ad una
carenza di informazioni e quindi di dibattito su ciò che realmente
i sindaci hanno svolto durante il proprio mandato.
Abbiamo verificato purtroppo che anche già i sindaci delle città
metropolitane come Catania, Messina e Palermo stanno violando
costantemente questa norma, perché la norma prevede che ogni anno
il sindaco presenti la relazione al Consiglio comunale ed entro
dieci giorni va convocato il Consiglio comunale per fare una
verifica puntuale e quindi creare un sano dibattito su quelli che
sono stati i risultati conseguiti o i fallimenti registrati di una
amministrazione.
Siccome siamo ormai vicini ad una scadenza elettorale riguardante
la tornata delle elezioni amministrative che saranno celebrate fra
maggio e giugno, ho previsto che l'articolo 17 della legge 26
agosto 1992, n. 7 preveda una sanzione specifica nei confronti dei
sindaci che non presentano questa relazione. La sanzione è molto
semplice e prevede che, trascorsi inutilmente due mesi dalla
scadenza annuale della presentazione della relazione, al sindaco
deve essere impedito di percepire l'indennità sino a quando non
sanerà questo vulnus. Credo che sia, questo, un elemento importante
che debba essere accompagnato da una norma importante che riguarda
appunto la trasparenza nei confronti dei cittadini del Consiglio
comunale, ma soprattutto che individui come deterrente quello che è
un mal costume che purtroppo è imperante e diffuso in circa il 70%
dei comuni siciliani.
Le chiedo quindi cortesemente se è possibile assegnare alla I
Commissione, con procedura d'urgenza, questa proposta di legge al
fine di risolvere questa ulteriore violazione di democrazia.
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento interno, in
risposta all'onorevole De Luca, comunico che nella prossima seduta
sarà sottoposta alla votazione dell'Aula la procedura d'urgenza e,
se approvata, il disegno di legge n. 166 verrà assegnato
immediatamente alla Commissione competente con i tempi, appunto,
della procedura d'urgenza.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto dal
fatto che lei, come Ufficio di Presidenza, avete dato lettura del
disegno di legge che riguarda la doppia preferenza di genere nei
comuni e chiedo se può assegnarlo alla I Commissione per la sua
trattazione.
PRESIDENTE. Anche questo con la procedura d'urgenza?
MILAZZO. Certo, molta urgenza
PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, nella prossima seduta lo porteremo
per la votazione in Aula.
regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all'istituzione della Com-
missione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della ma-
fia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20 novembre 2008, n.
15 in materia di contrasto alla criminalità organizzata' (n. 101/A)
Presidenza del Presidente Miccichè
Seguito della discussione del disegno di legge Modifiche alla
legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all'istituzione
della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20
novembre 2008, n. 15 in materia di contrasto alla criminalità
organizzata (n. 101/A)
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge n. 101/A Modifiche
alla legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all'istituzione
della Commissione parlamentare di inchiesta e vigilanza sul
fenomeno della mafia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20
novembre 2008, n. 15 in materia di contrasto alla criminalità
organizzata .
Invito i componenti la I Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Fava per svolgere la relazione.
FAVA, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
per la sensibilità con cui la Presidenza ha ritenuto di volere
mettere all'ordine del giorno questo disegno di legge, assumendone,
credo, due aspetti, per me, entrambi importanti. Il primo,
naturalmente, il forte valore simbolico che all'inizio di una
legislatura, in Sicilia, per quest'Assemblea regionale, assume il
fatto di volersi dotare di uno strumento di indagine e di
responsabilità, com'è stata, in questi anni, la commissione
antimafia. E volerlo assumere come uno dei primi atti politicamente
concludenti, che ci facciano capire, anche in termini di priorità
politiche, che cosa rappresenta per la politica siciliana, per
quest'Assemblea, l'attività di contrasto e di prevenzione nei
confronti della mafia.
E c'è anche un'altra ragione. Credo che questo strumento abbia,
non solo una sua vocazione fortemente simbolica, ma anche una sua
connotazione assai pratica, assai concreta.
Si sente spesso dire, nella discussione sulla commissione
antimafia, nel paragone tra le nostre mansioni, le nostre funzioni
e i nostri strumenti, rispetto alla commissione antimafia
nazionale, che questa, diciamo, è una riedizione con intenzioni e
funzioni assai più modeste, perché non ci sono gli stessi poteri
che, invece, appartengono alla commissione antimafia nazionale.
Su questo, vorrei tranquillizzare la Presidenza ed i colleghi.
E' vero, noi non abbiamo i poteri e l'autorità giudiziaria ma, è
anche vero che la prassi ci dice come questi poteri della
commissione antimafia nazionale sono stati usati pochissime volte
nel corso della sua storia. In questa legislatura, soltanto una
volta, quando si è deciso di ottenere, attraverso un mandato di
perquisizione e di sequestro, gli elenchi degli iscritti al G.O.E.,
che dopo molti mesi sono stati forniti dalla commissione antimafia.
E' stato l'unico caso. L'unico caso nell'arco di diverse
legislature.
Per il resto, penso che funzioni, strumenti, capacità operativa,
ambizioni, senso e sentimento di responsabilità della commissione
antimafia nazionale non siano diversi da quelli che debbono
ispirare il lavoro di questa commissione.
Anche perché noi siamo in Sicilia, signor Presidente
La Commissione antimafia regionale dell'Assemblea regionale
siciliana è uno strumento che noi collochiamo in una frontiera, tra
virgolette, privilegiata. Privilegiata dal punto di visto
dell'esperienza, della consapevolezza, della capacità di leggere ed
interpretare e prevenire molti processi.
Penso che sia importante per quest'Assemblea, che sia importante
per la politica in Sicilia, provare ad indagare e comprendere i
processi di modernizzazione che, oggi, riguardano le mafie, non
soltanto cosa nostra.
Noi siamo fermi, signor Presidente, ancora, ad una lettura
abbastanza mitologica, a volte anche piuttosto fumettistica, di una
mafia che accumula come si accumulava un tempo: beni immobili,
case, ville, giardini, palazzi.
E, siamo di fronte, invece, a processi di modernizzazione e di
straordinaria spregiudicatezza, oggi, l'accumulazione mafiosa entra
direttamente e pesantemente nell'economia legale.
Oggi, si investe in beni immateriali, in fondi sovrani.
Il circuito d'azione, il perimetro dell'investimento, il perimetro
di intervento economico e finanziario della mafia si muove ben al
di fuori, al di là dei confini della Sicilia, dell'Italia.
E, provare ad indagare questi fenomeni, a capire, anche, in che
modo adeguare gli strumenti normativi, non soltanto quelli di cui
dispone quest'Assemblea ma, anzitutto, quelli di cui dispone il
Parlamento nazionale, credo abbiano, nel lavoro che questa
commissione antimafia può fare, un punto di riferimento e di
riflessione, particolarmente, significativo.
Penso all'esperienza che quest'Assemblea ha fatto, che continuerà
a fare, sulla valutazione di efficacia o meno, per esempio, della
legge che prevede lo scioglimento dei comuni. Una legge che ha una
sua vocazione precisa, evitare le infiltrazioni, bonificare gli
strumenti di agibilità democratica delle amministrazioni; fare in
modo che i processi elettivi, i processi amministrativi non vengano
monopolizzati da interessi criminali ma sappiamo anche, come questa
legge, nella sua consuetudine, nel suo uso corrente abbia rivelato
i propri limiti.
Abbiamo Comuni che sono stati sciolti per due, tre, quattro volte
consecutive. Allora, probabilmente, un ripensamento su questa
legge, sul modo in cui occorre intervenire, non soltanto negli
organi elettivi ma anche tra le righe dell'amministrazione della
burocrazia comunale, è una delle necessità di cui si deve fare
carico il legislatore nazionale e credo che l'esperienza che questa
Commissione può offrire, su questo territorio, sia uno degli
strumenti di cui il legislatore nazionale debba potersi avvalere,
così come penso che si importante un'interlocuzione diretta sul
piano istituzionale ma anche delle conoscenze e delle competenze
specifiche con la Commissione antimafia nazionale e con il
Parlamento nazionale.
Credo che sia importante, ed è anche la ragione di questa proposta
di legge che amplia il raggio di azione della Commissione,
occuparsi dei processi corruttivi, che vogliamo fare non soltanto
per una questione di quantità criminale, ci dicono le statistiche
che ha fornito questa regione che l'aumento dei reati corruttivi
negli ultimi dieci anni, in Sicilia ha registrato un picco del 150
per cento, il triplo rispetto al resto del Paese.
Ma non è soltanto un problema di amministrazione, di contabilità
giudiziaria è un problema di politica giudiziaria ed è un problema
di contesto criminale, nel quale mafia e corruzione si incontrano e
nel quale gli strumenti della corruzione, spesso sono il passe-
partout che apre la possibilità di investimenti e di interventi
alle organizzazioni criminali, lo ha detto la Direzione nazionale
antimafia con parole molto chiare nell'ultima relazione del giugno
dello scorso anno, spiegando come le evoluzioni delle
organizzazioni mafiose tendono sempre più a privilegiare il metodo
corruttivo e collusivo per imporre la loro supremazia.
Siamo di fronte a un nesso particolarmente stretto e intenso sul
piano operativo tra processi corruttivi e processi mafiosi. Questa
è la ragione per cui, signor Presidente, abbiamo provato ad
allargare il perimetro delle competenze, delle intenzioni e delle
responsabilità di questa Commissione antimafia, abbiamo adeguato la
sua composizione ad un Assemblea regionale di dimensioni più
ridotte rispetto alle altre legislature e ci proponiamo di
sottoporla oggi al voto di questa Assemblea perché diventi,
immediatamente uno strumento operativo
Mi permetta un'ultima chiosa, signor Presidente. Sono molto
convinto, anche alla luce di molti anni di impegno, di esperienza
su questo treno, che la politica e l'antimafia e l'antimafia in sé
non possano considerarsi né titoli di merito, né biglietti da
visita, né incarichi onorifici, ma strumenti che la politica deve
mettere a disposizione di se stessa e del Paese. Strumenti che
devono servire ad un'attività di prevenzione e di contrasto,
strumenti che devono avere una forte, concreta ricaduta sul piano
operativo.
Noi ci auguriamo - è questa l'intenzione della Commissione che ha
approvato all'unanimità questo disegno di legge - che è la
Commissione antimafia e anticorruzione regionale, questa vocazione
assai poco referenziale e assai presente sul piano delle
conseguenze e delle ricadute pratiche vorrà avere per questa
Assemblea e per la politica siciliana.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale sul disegno di legge.
MILAZZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, facciamo nostra la
relazione dell'onorevole Fava, e ci permettiamo di aggiungere solo
che, come Forza Italia, vogliamo accelerare la costituzione di
questa Commissione perché pensiamo che il malaffare si aggiorna
continuamente e costantemente e abbiamo il desiderio e pensiamo di
trasmettere alla nuova Commissione che si costituirà, la ricerca di
un aggiornamento anche della Commissione, intesa nella ricerca
della sburocratizzazione per evitare che un diritto diventi un
favore, per la trasparenza, per far sì che il malaffare non venga
nascosto tra le carte della burocrazia.
Ecco, sono due esempi, presidente Fava, che noi le rassegniamo e
rassegniamo anche il fatto, a lei e al Parlamento, che una
Commissione Antimafia' che veda con una nuova forma, anche di
velocità nell'arrivare alla decisione, alla individuazione delle
forme e i modi che possono proprio contrastare il fenomeno della
mafia ma anche di forme nuove di mafia, per esempio la corruzione.
Noi pensiamo che questa Commissione debba anche occuparsi di
questi temi.
Poi, meglio di noi, nel merito entrerà il collega Calderone che ha
predisposto delle iniziative a nome del Gruppo, per cui non penso
di dilungarmi oltre quello che ho già detto se non auspicare, anzi
avere la certezza, che questo nuovo organismo saprà interpretare al
meglio la lotta e rappresentare al meglio una voglia di
cambiamento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è un giorno
importante, riattiveremo la Commissione Antimafia', dandogli anche
un altro nome all'interno di quella denominazione, che ci trova
favorevoli, ampliando il raggio d'azione non soltanto all'antimafia
ma soprattutto alla corruzione e aggiungo anche alla trasparenza
amministrativa.
Sappiamo tutti che la Commissione Antimafia', per i poteri che
vengono affidati a livello regionale, non è una Commissione che
avrà carattere giudiziario.
Ma come è stato detto anche da chi ha presieduto la Commissione
negli ultimi cinque anni, la politica ha l'obbligo di arrivare
prima della giustizia'.
E, allora diamo i poteri politici a questa Commissione nascitura
affinché possa, nei prossimi anni, fare tutto quello che negli anni
passati, o si è fatto in parte con grande sforzo o, addirittura, in
altre legislature non si è fatto completamente, perché - l'ha
detto prima il collega Fava - il malaffare si cela e non ha
connotazioni soltanto mafiose ma anche connotazioni corruttive in
questi uffici, non questi ma quelli regionali, purtroppo, le sacche
ci sono e, purtroppo, di tanto in tanto sono protagonisti, siamo
protagonisti, la Regione siciliana, nelle cronache giudiziarie di
atti illeciti fatti da una burocrazia miope, disattenta e alcune
volte che va a delinquere. E, allora dobbiamo dare maggiori poteri.
Questa Aula si deve prendere un impegno solenne, e ce lo dobbiamo
prendere soprattutto tra di noi, affinché la Commissione possa
lavorare.
Signor Presidente, io ritengo che lei dovrà vigilare affinché gli
atti richiesti dalla Commissione, da tutti i componenti che ne
faranno parte e da chi avrà l'onore di presiederla per i prossimi
cinque anni, possano essere a disposizione della Commissione
immediatamente.
Perché quando si parla di ritardi della burocrazia, quando alcuni
utenti per ricevere alcune autorizzazioni devono perdere anni ed
anni per ottenere l'ultima firma e non sanno a chi rivolgersi e,
probabilmente, questo ritardo fa sì che dietro questo ritardo ci
sia una voglia o una richiesta, anche se non esercitata, di soldi,
di denaro o di prebende, allora ritengo che la Commissione
Antimafia' e Commissione anche per la corruzione ma anche per la
trasparenza amministrativa, debba incominciare ad avere a livello
statistico tutto questo genere di informazioni. Non è possibile che
in alcuni uffici per far sì che si possa ottenere un'autorizzazione
si perdano mesi se non anni, invece altri più solerti poche
settimane. C'è qualcosa che non va.
Allora voglio augurare a questa Commissione lo stesso lavoro che è
stato fatto negli ultimi cinque anni, un gran lavoro. Sappiamo, chi
ha fatto parte della Commissione regionale Antimafia', - abbiamo
qua l'assessore Cordaro che ha avuto modo di essere vicepresidente
in questi ultimi cinque anni - sa quanto ha lavorato. Ma sappiamo
anche che ha lavorato anche con grande difficoltà. Anche
scoperchiando casi importanti.
Allora, la possibilità che questo Parlamento possa ricevere una
relazione annuale. Rileggendo l'articolato ho visto che il ritardo
di oltre quattro mesi rispetto alla relazione annuale comporta che
la Commissione decada. Giustissimo. Perché ritengo che quest'Aula,
al di là del lavoro che faranno i tredici commissari, preposti a
questo ruolo, l'Aula nella sua interezza debba conoscere e
dibattere sulle future cause che si troverà a relazionarsi con la
Commissione Antimafia'.
Quindi, voteremo naturalmente favorevolmente. Facciamo nostra la
proposta e auguriamo anche buon lavoro alla futura Commissione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore,
cittadini, Forza Italia saluta con grande entusiasmo questa
iniziativa legislativa e il varo di una Commissione che non si
occupi, soltanto, di mafia, ma si occupi anche di corruzione, che
credo sia un fenomeno altrettanto grave e che deve essere
monitorato con attenzione, con spasmodico scrupolo, signor
Presidente, anche da questa Assemblea e dalla Commissione che, da
qui a qualche giorno, prenderà corpo.
Forza Italia ha dato un contributo a questa iniziativa legislativa
specificando nel testo di legge che non soltanto la corruzione è
una grave piaga, ma anche gli altri reati altrettanto gravi,
onorevole Fava, come lei ben sa, reati contro la Pubblica
Amministrazione, primo fra tutti, il reato di concussione che i
giuristi definiscono come estorsione qualificata perché una vera e
propria estorsione, soltanto che trattandosi di reato proprio, è
commessa da un Pubblico Ufficiale, invece che dal cittadino comune.
E' sanzionata gravemente, ed è un reato gravissimo che mette in
ginocchio e ha messo in ginocchio ripetutamente le Pubbliche
Amministrazioni e lo Stato stesso.
In uno al reato di concussione, Forza Italia, contribuendo a
questo disegno di legge, ha anche aggiunto tutti gli altri reati
contro la Pubblica Amministrazione. Vorrei ricordare, ad esempio,
il reato di turbativa d'asta che ha creato e crea disagi, se non
disastri, perché, appunto, va ad alterare il libero mercato e
determina sempre e comunque crimine.
Forza Italia ha anche aggiunto - e di questo ne siamo veramente
fieri - la possibilità che la istituenda Commissione possa anche
vigilare sui procedimenti disciplinari che vengono incoati nelle
pubbliche amministrazioni.
Sembrerebbe una norma sterile, quasi fredda, invece la mia
esperienza personale mi suggerisce che fredda e sterile
assolutamente non è, perché accade che quando viene a celebrarsi un
procedimento penale nel contempo, e in maniera coeva, viene aperto
un procedimento disciplinare davanti alle Pubbliche
Amministrazioni, davanti agli Enti Locali.
Solitamente avviene, però, che viene sospeso ex lege e quando il
procedimento penale va a perdersi, se così posso dire e se posso
utilizzare questo termine, nei meandri dei Palazzi di Giustizia, e
magari si conclude, come è avvenuto nella mia città per fatti
gravissimi, con sentenze di prescrizione, ecco che - non dico una
cosa offensiva - l'ente locale ha atteggiamenti di benevolenza nei
confronti di chi ha truffato lo Stato e ha tradito lo Stato stesso.
Quindi, è giusto e corretto, onorevoli colleghi, che ci sia anche
su questi procedimenti disciplinari, perché se tutto funziona non
c'è bisogno che nessuno vigili, ma diceva Catullo, se non vado
errato, quis custodiet ipsos custodes, chi sta attento a chi deve
vigilare', chi vigila chi deve vigilare; e allora noi abbiamo
questo altro compito: vigilare sui procedimenti disciplinari in uno
a tutti gli altri compiti che sono stati elencati e che fanno
parte, ormai, del nuovo e vigente, da qui a qualche minuto,
articolo 3 del disegno di legge di cui oggi stiamo discutendo.
Quindi, sicuramente salutiamo con grande entusiasmo questo disegno
di legge e speriamo, che da qui a qualche giorno, questa
Commissione possa veramente dare un contributo alla terra di
Sicilia e al popolo siciliano.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi e
cittadini. La ringrazio, signor Presidente, dell'opportunità che mi
offre di potere esprimere la mia opinione su questo disegno di
legge che ritengo estremamente importante e qualificante, perché
l'istituzione della Commissione di contrasto e lotta a fenomeni
mafiosi e corruttivi è, come dire, un punto di forza dell'azione
con cui questo Parlamento si dovrà distinguere nel prossimo futuro,
e nell'immediato futuro, per sostenere un processo virtuoso che
parte anche dall'osservazione e dall'indagine interna, nella
Pubblica Amministrazione, che molto spesso, purtroppo, non è esente
da fattori corruttivi.
In questi giorni abbiamo, in una delle due Commissioni di cui
faccio parte - anzi in entrambe le Commissioni, la IV e la II -
abbiamo sviluppato una serie di audizioni. Abbiamo, in particolare,
aperto il focus sulle questioni che riguardano l'emergenza rifiuti
e abbiamo potuto osservare e fare emergere notevoli criticità,
tutte interne al sistema; ci siamo chiesti, in questi giorni di
lavoro attento e dovizioso, anche nell'esame e nell'ascolto di
quanti attori abbiamo invitato a raccontare dell'emergenza rifiuti,
ci siamo accorti che troppe criticità sono state determinate dalla
lentezza della burocrazia, come diceva bene l'onorevole Aricò, e
dalla inquietante velocità con la quale sono stati chiusi alcuni
impianti pubblici, mentre proliferano quelli privati.
Così come nella sanità ci siamo resi conto che alcuni servizi
vengono gestiti in maniera, come dire, quasi in regime di monopolio
da società cooperative e da soggetti che agiscono in nome e per
conto della Pubblica Amministrazione.
Ci siamo resi conto di tante e inquietanti procedure che meritano,
davvero, che la istituenda Commissione, che quindi questo
Parlamento nell'istituirla svolga, per il suo tramite, questa
importante, imprescindibile e necessaria azione di tutela della
nostra Terra, di tutela dei pubblici servizi, di tutela della
pubblica civiltà - così la definisco
E' importante, quindi, istituire questa Commissione con questi
compiti che la Commissione si è voluta dare che certamente,
immagino oltre al mio voto personale in quanto deputato dell'UDC,
non ho dubbi a ritenere che tutto il Gruppo dell'UDC voterà a
favore in coerente e responsabile convergenza di azioni con quello
che è stato il ruolo esercitato dal nostro attuale Presidente della
Regione siciliana, onorevole Musumeci, nella precedente legislatura
quando era egli stesso Presidente della Commissione Antimafia'.
Non ci dobbiamo preoccupare di pronunciare questa parola. Qualcuno
nel corso delle audizioni che abbiamo fatto in Commissione, aveva
timore a pronunciare la parola mafia'.
Io stessa oggi l'ho pronunciata anche in seno alla IV Commissione
audendo le parti in causa per la vicenda dell'aeroporto di Trapani-
Birgi proprio perché ritengo che il sostegno alle imprese, fare
luce e aiutare i processi di attività legali che devono sostenere
le imprese e chi fa impresa nel territorio sia il migliore antidoto
contro la mafia.
Corruzione, concussione, malaffare sono veramente non soltanto la
vergogna di questa Terra ma sono il cancro che davvero dobbiamo
tutti combattere perché è necessario che il futuro dei nostri figli
sia garantito e la politica deve fare le sue scelte, la politica
deve intraprendere le sue iniziative, la politica deve stare
sicuramente dalla parte giusta.
La parte giusta è quella di chi contrasta con azioni di indagine,
con azioni di investigazione anche amministrativa - non siamo
ovviamente dei detective - ma permettere alla Commissione di avere
più ruolo, di avere maggiori poteri, maggiori strumenti, servirà a
questo Parlamento per capire, per monitorare i processi
amministrativi che spesso non sono immuni dalle infiltrazioni di un
sistema corruttivo e colluso.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pullara. Ne ha
facoltà.
PULLARA. Signor Presidente, membri del Governo, onorevoli
colleghi, annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo al disegno
di legge, tenuto conto della necessità improrogabile ed in
continuità rispetto a ciò che è stato fatto in precedenza, anzi
questo disegno di legge sta arrivando un attimo in ritardo.
Occorre che la politica, in assoluto, sia nelle condizioni di
vigilare su tutti quelli che siano i processi amministrativi che
man mano vanno svolgendosi e fare in modo di evitare che si possano
determinare quelle situazioni di incrostazione che possano
fagocitare e favorire il malaffare.
E' ovvio che in tutto questo un elemento essenziale potrebbe
essere l'adozione del codice etico in tutte le Pubbliche
Amministrazioni a partire dalla Regione e così fare in modo che lo
stesso codice etico possa essere adottato negli enti locali e nelle
aziende sanitarie che muovono ogni anno milioni e milioni di euro.
Questa possibilità della Commissione in un'adozione del Codice
etico può determinare, sicuramente, e favorire il controllo che può
evitare le incrostazioni che ancora una volta possono venire dal
malaffare e dalla mafia.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
ha facoltà.
DE LUCA ANTONINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
cittadini, oggi è stato fatto sicuramente un importante passo in
avanti perché andare ad aumentare le competenze della Commissione
Antimafia' era un passo necessario e doveroso.
Occorre, però, che l'azione politica di questo Parlamento sia
coraggiosa e per essere coraggiosa occorre avere le mani libere,
per avere le mani libere occorre essere esenti da ogni sorta di
condizionamento.
Per questo motivo siamo particolarmente orgogliosi del benevolo
accoglimento da parte della Commissione dell'emendamento che
riguarda chi fa esplicito richiamo alla massoneria. La massoneria,
in particolare quella massoneria deviata che spesso, in maniera
silente, incide sui processi democratici e sulla volontà degli
organi legittimati a deliberare.
Infine, ritengo doveroso ricordare a tutti noi che la politica si
deve occupare di mafia ma non bisogna fare politica con
l'Antimafia. Questo, purtroppo, è una cattiva abitudine che tanti
prima di noi hanno avuto e che non ha portato giovamento alla
nostra Terra, ma ci ha portato spesso ad ottenere contraddizioni.
L'unica vera lotta alla mafia che noi dobbiamo portare avanti non è
solo quella che parla di mafia ma è innanzitutto quella che crea
posti di lavoro, che crea reddito e che slega la necessità di
portare un piatto di pasta a casa dal dovere chiedere un favore a
qualcuno. Quello, quindi, che voglio raccomandare a questa
Commissione - quando nascerà - è di non parlare soltanto ma anche
di agire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha
facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come Partito
Democratico non possiamo che apprezzare l'iniziativa normativa
odierna
PRESIDENTE. Per favore, se l'Aula non fa silenzio, l'onorevole
Barbagallo non può parlare.
BARBAGALLO , e apprezzare in particolare l'estensione
dell'attività di indagine anche a quelli che sono i fenomeni
corruttivi.
L'auspicio è quello che in questi anni i colleghi della
Commissione riescano ad entrare sempre più nel merito di alcune
questioni, soprattutto ci sta a cuore il tema delle proposte
relative a nuove iniziative normative sui temi della lotta alla
mafia, della corruzione, a proposte che possano ottenere nuovi
modelli organizzativi della Pubblica Amministrazione regionale e
degli enti sottoposti a tutela e vigilanza della Regione e anche a
proposte organizzative per meglio organizzare la macchina
amministrativa e per garantire sempre un'amministrazione più
trasparente ed efficiente: credo che questo sia uno dei temi di
maggiore attualità.
Nelle ultime legislature l'Assemblea regionale si è resa
protagonista dell'approvazione di alcune leggi che a nostro
giudizio vanno migliorate, soprattutto, faccio un esempio, quella
relativa agli appalti pubblici e alla scelta del contraente della
Pubblica Amministrazione in genere.
Credo che delle proposte approfondite, formulate a dovere dalla
Commissione di indagine sulla mafia e sulla corruzione possa essere
il miglior punto di partenza per mettere mano a queste normative
che hanno un riflesso così importante nella vita dei cittadini
siciliani di ogni giorno.
L'altro auspicio è quello che la Commissione riesca a comunicare
sempre di più e sempre meglio anche con le giovani generazioni,
penso alle scuole, ai nostri ragazzi a cui vanno trasferiti i
valori della lotta alla mafia, alla lotta alla corruzione. Ecco, a
nostro giudizio, la Commissione deve essere un'interfaccia tra la
politica ed il cittadino, fra la politica e la Sicilia che
vogliamo, signor Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De Luca. Ne
ha facoltà.
DE LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non solo
sono contento che si sia dato già corso a questo disegno di legge e
quindi si proceda velocemente alla costituzione della Commissione
Antimafia', ma quello che apprezzo e che quindi condivido è
un'estensione a fenomeni più complessivi e moderni.
E qui desidero fare una piccola riflessione in merito alle varie
forme di mafie, che oggi sono ovviamente diversificate e non
riguardano soltanto il fenomeno criminoso, ma - per quanto mi
riguarda - tutto ciò che condiziona la libertà dei cittadini e
anche la libertà del buon andamento delle funzioni pubbliche. Per
quanto mi riguarda, nel mio modo di far politica, le ho sempre
definite comunque delle forme di mafia.
E, allora, pensare oggi di individuare un nuovo percorso che
quest'Aula sta dando, e quindi non parlare più, non trattare più il
classico fenomeno mafioso che per noi, ovviamente, è la pietra
miliare di questa Commissione, e del lavoro che va svolto, ma
ampliare il raggio d'azione in relazione ai comportamenti di tutti,
compreso quello della politica, perché qualunque condizionamento
della libertà dei cittadini, da qualunque Palazzo possa provenire,
per me è una forma di mafia. Qualunque azione venga svolta in
dispregio della meritocrazia, costringendo anche siciliani che
hanno sacrificato la loro vita, la loro gioventù per studiare e si
ritrovano scavalcati dai raccomandati, per me è una forma di mafia.
Allora, il discorso è molto più complesso e complessivo e riguarda
anche quello che è il senso di responsabilità della politica, della
Pubblica Amministrazione e di tutti gli apparati consequenziali.
Un'altra riflessione la voglio consegnare alla futura Commissione
e riguarda l'essere grimaldello improprio della politica. E mi
riferisco alla liste di proscrizione che sono state utilizzate,
signor Presidente, nelle varie competizioni elettorali, perché
ormai, purtroppo, di fronte alla pochezza culturale di chi fa
politica, si sposta l'attenzione su altri fronti. E vi parla una
persona direttamente coinvolta da queste presunte liste di
proscrizione, che si è dovuto fare una gran campagna elettorale
passando per il cosiddetto impresentabile .
E questo è un tema delicato. Perché? Perché tocca tutti noi, tocca
le nostre famiglie. Per me è stato difficile spiegare a mio figlio
di 14 anni e a mia figlia di 10 anni cosa significava essere un
impresentabile . E lo dice uno che ha dovuto anche procedere a una
denuncia nei confronti della Commissione nazionale Antimafia?,
perché erano usciti - non si sa come, perché, quando - dei nomi che
sono stati utilizzati proprio come grimaldello. E questo è
vergognoso. Questo è un atto, ovviamente, che non può assolutamente
essere ripreso da qualunque Commissione abbia come obiettivo nobili
finalità, ma poi viene purtroppo utilizzato in momenti, direi
inopportuni, e spesso per abbattere il cosiddetto nemico
politico , come se noi, alla fine, fossimo una delle bande armate
che vanno a lottare per uccidere l'altro e non per confrontarci su
quelli che sono punti di vista diversi, in una dialettica
democratica che è la sana politica.
Questo, ovviamente, lo voglio consegnare senza spirito di
polemica, perché confido nell'equilibrio di quello che sarà il
futuro presidente della Commissione e di tutti i componenti della
Commissione: evitiamo di farci strumentalizzare e di farci portare
in un campo che non ci deve appartenere. E questo non significa che
la Commissione deve essere omertosa rispetto a certi comportamenti
o a certi fenomeni, ma non deve neanche consentire che quelli che
possono essere elementi di valutazione di indagine diventano delle
verità sol perché qualcuno si è permesso il lusso ed è stato
talmente scorretto da far passare la classica velina che poi nei
social e nei giornali, purtroppo, diventano delle verità che
difficilmente si riescono a smentire.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo disegno di
legge che modifica un po' le funzioni e il nome della Commissione,
inserendo anche la parola corruzione è una cosa abbastanza
interessante; ma possiamo aumentare i margini di manovra, possiamo
aumentare le competenze, possiamo cambiare il nome, ma se durante
le audizioni, durante le Commissioni, durante le istruttorie che ci
sono all'interno delle Commissioni poi nessuno viene - qua c'è
l'Assessore che era componente di quella Commissione Antimafia - e
quindi non si riescono a votare quelle relazioni finali che sono
importanti per dire quello che abbiamo fatto all'interno di quella
Commissione serve a ben poco.
Se alla fine vengono fatte le richieste per audire persone di un
certo livello, come è stato per il caso Siracusa che io volevo
ricordare che ho sollecitato più volte di sentire anche qualcuno
dal colletto bianco, però questo non avviene. Ed allora, questa
Commissione Antimafia o Commissione Antimafia e corruzione serve a
ben poco, è solo qualcosa di facciata, perché la lotta antimafia
spesso si fa di facciata o si fa nei giornali.
Noi possiamo intervenire non solo facendo questa modifica che è
importante e penso che avrà l'appoggio del mio Gruppo, ma va fatta
anche un'altra cosa: va fatta una lotta seria alla troppa
burocrazia, perché spesso la troppa burocrazia cosa comporta?
Comporta due modi di intervenire o con l'atteggiamento mafioso o
con la corruzione.
Ma l'atteggiamento mafioso - e io qua mi rivolgo a chi ne capisce
molto più di me - ormai non è più solo l'intimidazione, il bruciare
la macchina o sparare o fare chissacché di violento, è anche
prendere un dirigente che ha la schiena dritta e spostarlo da
un'altra parte, anche quella è una forma di violenza e di
atteggiamento mafioso che ancora non riusciamo a circoscrivere
soprattutto dal punto di vista normativo.
Noi ancora parliamo di mafia e riparliamo di corruzione, stiamo
parlando di due mani una insanguinata e l'altra con i gemelli al
polso, dovremmo capire quali sono le braccia, qual è il corpo e
soprattutto qual è la testa di questo fenomeno, perché dietro ci
sono quelle menti raffinatissime che ad oggi nessuno di noi è
riuscito ad arrivare né dal punto di vista giuridico, chissà perché
non si riescono mai a condannare quando si arriva a toccare
qualcuno di questi e dal punto di vista normativo perché non si
riesce mai a fare delle leggi che, finalmente, riescono a mettere
fine alla parola mafia perché, ripeto, non si deve fare la lotta
alla mafia, la mafia si deve sconfiggere che è un'altra cosa.
Dopodiché quello che va perseguito una volta per tutte è un
cambiamento culturale; questa è una cosa più difficile che dobbiamo
fare tutti ognuno nel suo piccolo sia dal punto di vista politico,
ma anche dal punto di vista sociale, perché quel cambiamento
culturale può portare a rinnegare finalmente il puzzo del
compromesso morale. Quel puzzo che spesso poi si trasforma
nell'acquisto di voti, ormai siamo arrivati non so a 50, 40, 30,
ormai l'acquisto dei voti che si perpetua ogni volta a tutte le
campagne elettorali purtroppo esiste sempre e comunque. Quelle
persone che poi dovranno dare conto a queste persone dove
acquistano voti.
Si possono fare altri interventi cercando di perseguire finalmente
quella trasparenza che nelle pubbliche amministrazioni non c'è mai,
che potrebbe garantire maggiore controllo anche del semplice
cittadino che a un certo punto si vuole interessare della cosa
pubblica.
Ed allora, cari colleghi, secondo me, non dobbiamo solo cambiare
il nome di una Commissione per avere ottenuto chissà quale
risultato. La lotta alla mafia non è questa, la lotta alla
corruzione non è questa, sono interventi incisivi che cercano di
cambiare veramente questa Regione e questa Nazione soprattutto e
trasformarla in quello che merita: una bellissima terra che tutti
noi dobbiamo apprezzare e dobbiamo amare e dare il sangue per
salvarla da questi fenomeni che la stanno uccidendo.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il Governo accoglie con grande
interesse e con convinta partecipazione questo disegno di legge che
ha visto pronunciare in maniera favorevole tutti i colleghi che mi
hanno preceduto.
Ho ascoltato con interesse l'appello alla sobrietà dell'onorevole
Fava; appello alla sobrietà per un'antimafia delle azioni,
un'antimafia dei fatti e non un'antimafia delle carriere, e devo
dire - e lo dico con orgoglio - il richiamo che qualcuno ha anche
fatto ad una mutazione, un cambiamento culturale è proprio ciò a
cui pensammo nel lontano 2008, quando insieme all'allora Presidente
della Commissione Antimafia, Speziale, scrivemmo il disegno di
legge, che poi diventò legge della Regione, n. 15/2008.
In quel disegno di legge, che è frutto di questa Assemblea
regionale, noi introducemmo per la prima volta alcuni princìpi che
mancavano nella legislazione e che, proprio con riferimento al
cambiamento culturale, io ricordo essere stati precipuamente
l'introduzione dell'ora di legalità nelle scuole della Sicilia, mai
applicata finora, e di questo insieme ai colleghi certamente
dovremo occuparci; l'obbligo per la Regione siciliana di
costituirsi parte civile nei processi contro la mafia, come
fenomeno che non costituisce solo un gap culturale o un gap da
reprimere, ma anche un gap economico e, perché no, le cosiddette
zone franche della legalità che avevano attinenza - anche in
questo caso - particolare specifica alla possibilità, al diritto-
dovere degli imprenditori che diventavano soggetto passivo di
richieste estorsive, appunto, una volta fatta denuncia e una volta
costituitisi parte civile la possibilità addirittura di godere di
benefici fiscali e previdenziali.
Ebbene, questo disegno di legge credo si inserisca in questo
filone da noi inaugurato nel 2008. Sono lieto che si introduca
anche il termine corruzione' e sono soprattutto favorevole al
collegamento tra il concetto di corruzione e un collegamento
concreto e reale con quelli che sono i compiti specifici dell'ANAC,
con la quale io credo la Commissione Antimafia regionale dovrà
porre in essere un rapporto concreto e funzionale nei prossimi
anni.
Accolgo ancora con soddisfazione la riduzione del numero dei
componenti della Commissione; credo ciò significhi - lo prendo come
un auspicio - maggiore snellezza e quindi contemporaneamente
maggiore efficacia della Commissione Antimafia. Ed anche alcuni
articoli di dettaglio credo si inseriscano nel solco e ritornino
su alcune argomentazioni e su alcuni temi che abbiamo trattato,
seppur non ancora normati, insieme al Presidente della Commissione
Antimafia pro tempore Musumeci, nella quale ho avuto l'onore di
essere Vicepresidente vicario.
Mi riferisco, ad esempio all'indagine nel rapporto tra mafia e
politica. Credo che i colleghi che faranno parte della futura
Commissione Antimafia avranno la voglia di andare a leggere quella
relazione che noi abbiamo scritto nella scorsa legislatura e che
riguardava proprio i rapporti tra la mafia e la politica
dall'omicidio dell'onorevole Lima sino ad oggi, e cioè dal 1992 ad
oggi, avendo audìto storici, politici, magistrati importanti che
hanno dato un contributo per cercare di leggere, appunto, quella
storia, quel momento storico particolarmente tragico per noi
siciliani.
E, di fatto, il riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti e
dei candidati non fa altro, anche in questo caso, che ripercorrere
quel codice etico che nella scorsa legislatura, ancora una volta,
su impulso del Presidente Musumeci, fu approvato all'unanimità
dalla Commissione Antimafia ma, che per ragioni varie, non trovò
mai la possibilità di essere portato in Aula, discusso ed
approvato.
Credo che, e mi avvio alla conclusione, signor Presidente, anche,
l'articolo 5 sia molto importante, perché corregge il punto 4 bis
della legge n. 15 del 2008.
Avevamo provato, alla fine della scorsa legislatura, con un
emendamento firmato dall'onorevole Lupo e dal sottoscritto, era la
parte che, appunto, riguardava la possibilità di ottenere il
risarcimento del danno e, quindi, il beneficio per l'imprenditore,
anche quando la minaccia era stata ricevuta dal coniuge o dal
familiare o dal parente. E però, anche in questo caso, per ragioni
di speditezza, oserei usare questo eufemismo, non ci fu modo alla
fine della legislatura, eravamo in realtà nel Collegato , provammo
a inserirlo lì. Ciò non accadde. Sono lieto di ritrovare questa
correzione utile anche nella legge.
Nella scorsa legislatura i colleghi che erano presenti sanno che
il Presidente della Commissione Antimafia fu eletto all'unanimità.
L'auspicio è che anche in questa legislatura ciò possa accadere.
L'impegno e la certezza, che io rassegno al Governo, e da parte
del Governo all'Assemblea, è che il Governo è, certamente, libero
da condizionamenti.
L'approvazione di questo disegno di legge, che auspico
all'unanimità, sono certo rappresenterà anche un fatto, che in
questo momento è un auspicio ma, che presto per me sarà certezza e
cioè che anche il Parlamento è libero da condizionamenti.
PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Modifiche al titolo della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4
1. Il titolo della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 è
sostituito dal seguente: Istituzione di una Commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Modifiche agli articoli 1 e 2 della legge
regionale 14 gennaio 1991, n. 4 in materia di
composizione della Commissione
1. All'articolo 1, comma 3, della legge regionale 14 gennaio 1991,
n. 4 le parole quindici deputati sono sostituite dalle parole
tredici deputati .
2. All'articolo 2, comma 1, della legge regionale n. 4/1991 le
parole tre vicepresidenti sono sostituite dalle parole due
vicepresidenti».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4 in materia di competenze della
Commissione
1. L'articolo 3 della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 è
sostituito dal seguente:
Art. 3. - 1. Spetta alla Commissione:
a) vigilare e indagare sulle attività dell'amministrazione
regionale e degli enti sottoposti al suo controllo in ordine a
possibili infiltrazioni e connivenze mafiose e con altre
associazioni criminali similari;
b) svolgere le attività di prevenzione e di contrasto della
corruzione, della concussione e in genere di tutti i reati
contro la pubblica amministrazione e delle illegalità nella
Regione e negli enti del sistema regionale;
c) vigilare per le medesime finalità sulla regolarità delle
procedure e sulla destinazione dei finanziamenti erogati dalla
pubblica amministrazione regionale e dagli enti sottoposti al
suo controllo nonché sulle procedure di affidamento e sulla
assegnazione degli appalti; verificare la piena attuazione da
parte dell'amministrazione regionale, degli enti locali
siciliani e di ogni altro ente o istituzione sottoposti alla
vigilanza della Regione, della legge 13 settembre 1982, n. 646 e
successive modifiche ed integrazioni nonché di ogni altra legge
o provvedimento dello Stato o della Regione, concernente la
lotta contro la mafia con riferimento a tutte le disposizioni
che riguardano l'attività degli enti sopra menzionati;
d) contribuire ad assicurare la piena ed efficace adozione delle
misure di prevenzione della corruzione previste dal Piano
nazionale anti corruzione approvato dall'Autorità Nazionale Anti
Corruzione (ANAC), secondo direttive e disposizioni attuative
definite dall'ANAC stessa; contribuire a rafforzare il controllo
sull'effettiva applicazione e sull'efficacia delle misure
adottate dalla Regione e dagli enti del sistema regionale per
prevenire e contrastare la corruzione e l'illegalità e sul
rispetto delle regole sulla trasparenza dell'attività
amministrativa;
e) analizzare, a livello regionale, le cause e i fattori dei
comportamenti corruttivi e illegali e individuare gli interventi
che ne garantiscano la prevenzione e il contrasto; esprimere
pareri, ai soggetti istituzionali che ne fanno richiesta, in
materia di eventuali violazioni accertate dei funzionari
pubblici della legge e dei codici di comportamento ed operare,
in raccordo con le strutture competenti della Regione e degli
enti del sistema regionale, nella definizione, nella
implementazione e nell'aggiornamento dei codici stessi, nel
monitoraggio della loro effettiva adozione e nella verifica
della relativa osservanza;
f) verificare la congruità della normativa vigente e della
conseguente azione dei pubblici poteri nella Regione,
formulando proposte di carattere legislativo,
amministrativo ed organizzativo, al fine di rendere più
coordinata ed incisiva l'iniziativa della Regione e degli enti
da questa vigilati nonché degli enti locali siciliani nella
lotta contro lo mafia e le altre forme di criminalità
organizzata;
g) indagare sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla
sua articolazione nel territorio e negli organi amministrativi,
con particolare riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti
e delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo alle
sue manifestazioni che, nei successivi momenti storici, hanno
determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso;
h) svolgere il monitoraggio sui tentativi di condizionamento e
di infiltrazione mafiosa negli enti locali e proporre misure
idonee a prevenire ed a contrastare tali fenomeni, verificando
l'efficacia delle disposizioni vigenti in materia, anche con
riguardo alla normativa concernente lo scioglimento dei consigli
comunali e provinciali e la rimozione degli amministratori
locali;
i) promuovere e realizzare, anche in coordinamento con la
Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e
sulle altre associazioni criminali anche straniere e con
esponenti della società civile, ogni altra iniziativa volta alla
formazione ed alla diffusione di una cultura di contrasto e di
superamento di fenomeni mafiosi, di massoneria deviata, di
corruzione e di collusione politico-mafiosa in Sicilia;
l) vigilare nei procedimenti disciplinari incoati dalle
amministrazioni locali concernenti materie relative ad
incolpazioni per ipotizzate corruzioni, concussioni e
reati contro la pubblica amministrazione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 14
gennaio 1991, n. 4 in materia di relazione annuale
della Commissione
1. All'articolo 7 della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4, il
comma 1 è sostituito dal seguente:
1. La Commissione relaziona ogni anno all'Assemblea regionale
siciliana sulla propria attività. La mancata presentazione entro
quattro mesi della relazione annuale determina lo decadenza della
Commissione stessa».
Comunico che all'articolo 4 è stato presentato l'emendamento 4.1,
a firma della Commissione, interamente sostitutivo dell'articolo 4.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 20
novembre 2008, n. 15
in materia di contrasto alla criminalità
organizzata
1. All'articolo 3 della legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 4 è inserito il
seguente:
4 bis. I benefici in favore degli imprenditori di cui al comma 2
sono concessi altresì qualora le richieste estorsive o provenienti
dalla criminalità organizzata siano denunciate dal coniuge o
parente fino al secondo grado dell'imprenditore o da altro
soggetto, inserito a qualsiasi titolo nell'organizzazione
dell'impresa, destinatario dell'attività estorsiva o della
richiesta della criminalità organizzata. Il diritto ai benefici
resta subordinato alla costituzione di parte civile
dell'imprenditore nel procedimento penale».
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato l'emendamento 5.1,
a firma della Commissione. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 così come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo. 6.
Entrata in vigore
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 7
Istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ,
a firma degli onorevoli Zafarana, Fava, Figuccia, Mangiacavallo,
Genovese, Ciaccio Gucciardi, Pullara, Savona ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del Presidente Miccichè
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
101/A
PRESIDENTE. Si passa alla votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge n. del 101/A Modifiche alla legge regionale
14 gennaio 1991, n. 4 (Istituzione di una Commissione parlamentare
di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia.
Modifiche alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 in materia
di contrasto alla criminalità organizzata .
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti ....... 45
Maggioranza ............ 23
Favorevoli ............... 45
Contrari ................. 0
Astenuti ................. 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, per la Commissione appena costituita il
Presidente dell'Assembla si farà carico di nominare i 13
rappresentanti che ne faranno parte, ovviamente in numero
corrispondente alla consistenza dei Gruppi e farò sapere ai
Capigruppo quanti sono i membri da nominare e, ovviamente, pregherò
i capigruppo di darmi il suggerimento migliore per chi ne debba
fare parte.
Presidenza del Presidente Miccichè
Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno
TANCREDI. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
TANCREDI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
all'inizio della seduta con un certo stupore il Presidente Di Mauro
parlare di questo viaggio dell'assessore Ippolito a Roma per la
risoluzione del problema relativo alla mancata erogazione degli
emolumenti Inps, ai Pip e agli Asu per i mesi di dicembre e
gennaio.
Sono rimasto sorpreso, perché è vero che siamo in campagna
elettorale e fare vedere di essere attivi, di essere propositivi,
però forse sarebbe stato corretto che l'Assessore avesse quantomeno
fatto una telefonata ai suoi uffici perché l'avrebbero informata
che l'INPS ha praticamente già risolto il problema. Perché la
dottoressa Di Michele, la responsabile nazionale, ha già dato
ordine al dottore Saltalamacchia di erogare il sussidio per
dicembre.
Inoltre, dovrebbe sapere che in questo momento gennaio non è stato
erogato per un motivo semplicissimo, perché noi non abbiamo
completato come Regione il trasferimento delle somme all'INPS per
poterlo erogare. Quindi, è una mancanza in questo momento
sostanzialmente nostra.
Tra l'altro, ho potuto vedere poi, perché non sapevo nemmeno di
questa iniziativa dell'Assessore su Roma, ho potuto anche vedere un
suo filmato che gira su whatsapp che parla di un debito che noi
avremmo con l'INPS, mandato dall'INPS, che effettivamente è un
debito accertato di 140 milioni circa che risale al 1999.
Dovrebbe sapere, visto che il 10 novembre 2017 gli hanno dato
comunicazione, che la convenzione era in esaurimento e, quindi,
l'INPS ci chiedeva di sederci ad un tavolo per cominciare a
discutere su come avremmo ritornato queste somme.
Quindi, io do un suggerimento all'Assessore, capisco che essendo
in campagna elettorale sarà molto impegnata, ma credo che sarebbe
il caso che entro le prossime giornate di lavoro magari faccia in
modo di raccordarsi con l'Assessore Armao per trovare questi fondi
e potere rinnovare la convenzione dell'INPS, che è in proroga
straordinaria, perché altrimenti ad aprile ci ritroveremo ad avere
lo stesso problema e non sarà possibile erogare questi sussidi agli
ASU ed ai PIP che si troveranno di nuovo senza alcun tipo di
sostegno economico.
Era soltanto un suggerimento tecnico.
MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MILAZZO. Signor Presidente, le volevo sottoporre e preannunciare
che in un'altra seduta, appena ci sarà un disegno di legge in
discussione, volevo preannunciare all'Aula che abbiamo intenzione
di presentare un ordine del giorno per chiedere all'Aula di
costituire una Commissione speciale sul tema dell'insularità,
ovviamente da inserire nello Statuto siciliano, nel nostro Statuto,
perché pensiamo che questo tema sia un tema importante sul quale il
Parlamento debba approfondire ed aprire un dialogo anche con il
Parlamento nazionale perché poi questo comporterà una modifica allo
Statuto e, quindi, essere sottoposto all'approvazione del
Parlamento e noi ci teniamo a portarlo avanti.
Quindi, preannuncio che presenteremo un apposito ordine del giorno
da approvare nella prima seduta utile, speriamo tra martedì e
mercoledì.
PRESIDENTE. Eventualmente, presentate anche un ordine del giorno
per la costituzione della Commissione Statuto e lo facciamo.
LO CURTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul tema posto
dall'onorevole Milazzo in merito all'ordine del giorno da
presentare sulla questione insularità, mi permetto di aggiungere,
oltre a candidarmi per integrare il lavoro che viene fatto dal
Gruppo di Forza Italia in tal senso, vorrei sottoporre
all'onorevole Milazzo che se ne fa promotore, ad adiuvandum poiché
la modifica dello Statuto di fatto avviene con legge
costituzionale, quindi con il doppio voto, sappiamo bene, il doppio
voto di Camera e Senato, ed è un iter abbastanza lungo, mi permetto
di suggerire, sempre ad adiuvandum, e mi sia anche consentito fare
memoria a me stessa della mia matrice culturale che è una matrice
autonomista, la prima volta che sono stata eletta in questo
Parlamento appartenevo ad un Gruppo politico che avevo formato con
un partito che si chiamava Nuova Sicilia , quindi, i temi
dell'autonomia sono endogeni alla mia cultura politica.
Volevo suggerire la possibilità di fare una legge voto in questo
Parlamento. Una legge voto ed ancora non solo la legge voto, ma
anche - onorevole Milazzo, lei è veramente discolo, mi costringe a
fermarmi un attimo-, però il tema è veramente tanto importante e
spesso nemmeno noi ne abbiamo piena consapevolezza, perché qualcuno
dice che l'insularità è un fatto scontato, siamo Isola. In realtà,
l'insularità va fatta valere come principio che determina alcune
considerazioni a favore della Sicilia che certamente è terra di
svantaggio.
Allora, per ottenere questo e per essere ancora più cogente e più
impegnativa nei confronti dei prossimi organismi nazionali che
verranno eletti, Camera e Senato, qualunque esso sia l'esito del
voto del 4 marzo, qualunque Governo potrà uscire, qualunque
formazione parlamentare potrà uscire, ritengo utile, signor
Presidente - a questo punto mi rivolto a lei, che forse è più
giusto che io lo faccia - è più giusto fare sostenere questa legge
da un referendum popolare, come hanno fatto in Veneto e in altre
regioni d'Italia. Questo perché i cittadini siciliani devono capire
e conoscere la problematica, devono sostenere l'azione di questo
Governo e delle forze politiche che qui lo rappresentano, in
maniera da dare un serio sostegno, un valore ancora più importante
alla legge voto per poi dire al Parlamento nazionale: questa è la
volontà del popolo siciliano, popolo-nazione, così lo chiamerei.
Questo è quanto mi preoccupo di sostenere nella direzione delle
cose che diceva l'onorevole Milazzo.
Presidenza del Presidente Miccichè
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì,
21 febbraio 2018, ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:
I -COMUNICAZIONI
II - PROCEDURA D'URGENZA DELL'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N. 166
III -DISCUSSIONE DI MOZIONI SULLA EMERGENZA IDRICA REGIONALE
La seduta è tolta alle ore 17.27
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio