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Resoconto d'Aula della Seduta n. 19 di mercoledì 14 febbraio 2018
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 16.03

   BARBAGALLO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale delle
  sedute  n.  17  e  n.  18 del 13 febbraio 2018  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intendono approvati.

   PRESIDENTE.  Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  do il preavviso di trenta minuti al fine delle  eventuali
  votazioni  mediante  procedimento elettronico che  dovessero  avere
  luogo nel corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedi

   PRESIDENTE.  Comunico  che hanno chiesto  congedo  per  la  seduta
  odierna  gli  onorevoli Savarino, Galluzzo,  Tamajo,  Lantieri,  De
  Domenico.

   L'Assemblea ne prende atto.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario  a  dare  lettura  dei
  disegni di legge presentati.

   BARBAGALLO, segretario f.f.:

   - Introduzione in Sicilia della Valutazione di Danno Sanitario (n.
  161).
   Di   iniziativa  parlamentare  presentato  dagli  onorevoli  Zito,
  Ciancio, Campo, Cancelleri, Cappello, Di Caro, Di Paola, Pasqua, De
  Luca,  Schillaci, Sunseri, Pagana, Marano, Palmeri, Foti, Trizzino,
  Mangiacavallo,  Siragusa, Zafarana e Tancredi in data  14  febbraio
  2018.

   -  Incentivi  per  il rinnovamento del patrimonio  edilizio  senza
  consumo di suolo (n. 162).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Tancredi,  Trizzino  e  Zafarana  in  data  14
  febbraio 2018.

   -   Norme   di  riorganizzazione  della  funzione  infermieristica
  regionale (n. 163).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Tancredi,  Trizzino  e  Zafarana  in  data  14
  febbraio 2018.

   -  Norme  per  l'istituzione  ed il coordinamento  dei  centri  di
  composizione familiare (n. 164).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Zito, Campo,
  Cancelleri,  Cappello, Ciancio, De Luca, Di Caro, Di  Paola,  Foti,
  Mangiacavallo,   Marano,   Pagana,  Palmeri,   Pasqua,   Schillaci,
  Siragusa,  Sunseri,  Tancredi,  Trizzino  e  Zafarana  in  data  14
  febbraio 2018.

   -  Aumento dell'attrattività turistica mediante la promozione  del
  territorio e la valorizzazione dei luoghi e delle denominazioni (n.
  165).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Catanzaro in
  data 14 febbraio 2018.

   -  Modifiche all'Articolo 17 della legge regionale 26 agosto 1992,
  n. 7 (n. 166).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole De  Luca  in
  data 14 febbraio 2018.

   - Norme in sostegno dei giovani universitari fuorisede (n. 167).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato  dagli  onorevoli  Lupo  e
  Catanzaro in data 14 febbraio 2018.

   -  Disposizioni per la lotta agli sprechi attraverso la promozione
  delle attività di donazione e distribuzione di prodotti alimentari,
  non  alimentari e farmaceutici, a fini di solidarietà  sociale  (n.
  168).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catanzaro,
  Cafeo e Lupo in data 14 febbraio 2018.

   - Legge quadro sulle Isole di Sicilia (n. 169).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
  febbraio 2018.

   - Riperimetrazione del Parco dell'Etna (n. 170).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli  onorevoli  Zitelli,
  Bulla e Assenza in data 14 febbraio 2018.

   - Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 14 aprile 2009 n.
  5.    Trasferimento   della   gestione   dell'Ospedale     Papardo
  all'I.R.C.C.S (n. 171).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Genovese,
  Milazzo,  Caronia,  Cannata, Gallo, Mancuso, Papale,  Pellegrino  e
  Savona in data 14 febbraio 2018.

   -   Disposizioni  a  sostegno  dell'economia  circolare  e   della
  valorizzazione dei beni post-consumo (n. 173).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
  febbraio 2018.

   -  Disciplina  della promozione della qualità nella  progettazione
  architettonica (n. 174).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
  febbraio 2018.

   -  Fondo  regionale di rotazione per le spese di  demolizione  (n.
  175).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
  febbraio 2018.

   -   Norme   per  la  tutela  della  popolazione  dall'inquinamento
  elettromagnetico  generato  da  impianti  di  telecomunicazione   e
  radiotelevisivi (n. 176).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole  Assenza  in
  data 14 febbraio 2018.

   - Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 3 luglio 2000, n.
  15  in materia di tutela degli animali d'affezione e di prevenzione
  del  randagismo. Istituzione del garante regionale  per  la  tutela
  degli animali (n. 177).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Lantieri  in
  data 14 febbraio 2018.

   - Modifiche di norme in materia di doppia preferenza di genere (n.
  178).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Pellegrino e
  Milazzo in data 14 febbraio 2018.

   -   Misure   per  favorire  l'aumento  dei  livelli  di   raccolta
  differenziata attraverso la produzione di compost (n. 179).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,   Palmeri,  Di  Paola,  Sunseri,  Mangiacavallo,   Zafarana,
  Cappello,   Foti,   Pasqua,  Zito,  Ciancio,  Siragusa,   Tancredi,
  Schillaci, De Luca, Pagana, Di Caro, Marano e Cancelleri in data 14
  febbraio 2018.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   BARBAGALLO, segretario f.f.:

   N.   67   -   Chiarimenti  in  merito  alle   attività   dell'IPAB
  'Conservatorio Santa Rosa - Asilo Nobile Ceraolo - Asilo Giuseppina
  Sciacca Giardina' di Patti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Zafarana  Valentina;  Cappello  Francesco;  Pagana  Elena;   Campo
  Stefania;  Cancelleri  Giovanni Carlo;  Ciancio  Gianina;  De  Luca
  Antonino;   Di  Paola  Nunzio;  Di  Caro  Giovanni;  Foti   Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Marano  Jose;  Palmeri  Valentina;  Pasqua
  Giorgio;   Schillaci  Roberta;  Siragusa  Salvatore;        Sunseri
  Luigi;  Tancredi  Sergio;  Trizzino Giampiero; Zito Stefano

   N.  68  -  Istituzione  del liceo scientifico  internazionale  con
  opzione della lingua cinese.
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Fava Giovanni

   N.  69 - Corretta applicazione del D.A n. 5630 del 19 luglio  2017
  dell'Assessorato Istruzione  e  Formazione professionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Savarino Giuseppa; Zitelli Giuseppe

   N.  70  -  Mancata  erogazione  dei  fondi  europei  alle  aziende
  siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Aricò Alessandro

   N.  71 - Messa in sicurezza del viadotto sul Belice lungo la  S.S.
  115.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Gucciardi Baldassare; Catanzaro Michele

   PRESIDENTE. Avverto che le interrogazioni testé annunziate saranno
  inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  interpellanze presentate.

   BARBAGALLO, segretario f.f.:

   N.  19  - Sostituzione del dirigente dell'ufficio periferico IRSAP
  di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   Galluzzo Giuseppe

   N.  20  -  Inizio  dei  lavori del tratto  autostradale  Ragusa  -
  Catania.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania; Ciancio Gianina; Foti Angela; Cancelleri Giovanni
  Carlo;  Di  Paola  Nunzio;  Di  Caro Giovanni;  Palmeri  Valentina;
  Sunseri  Luigi; Trizzino Giampiero; Mangiacavallo Matteo;  Zafarana
  Valentina;  Cappello  Francesco;  Pasqua  Giorgio;  Zito   Stefano;
  Siragusa  Salvatore; Tancredi Sergio; Schillaci  Roberta;  De  Luca
  Antonino; Pagana Elena; Marano Jose; Assenza Giorgio

   PRESIDENTE.   Avverto  che,  trascorsi  tre  giorni   dall'odierno
  annunzio senza che il Governo abbia fatto alcuna dichiarazione,  le
  interpellanze si intendono accettate e saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                          Annunzio di mozioni

   PRESIDENTE.  Invito  il deputato segretario a dare  lettura  delle
  mozioni presentate.

   BARBAGALLO, segretario f.f.:

   N. 56 - Ripercussioni negative della siccità sul comparto agricolo-
  zootecnico dell'area del Vallone.
   Cancelleri  Giovanni  Carlo;  Di  Paola  Nunzio;  Sunseri   Luigi;
  Zafarana  Valentina;  Zito Stefano; Marano Jose;  Ciancio  Gianina;
  Cappello  Francesco;  Campo Stefania; De  Luca  Antonino;  Di  Caro
  Giovanni; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo; Pagana Elena; Trizzino
  Giampiero;   Palmeri   Valentina;   Schillaci   Roberta;   Siragusa
  Salvatore; Tancredi Sergio; Pasqua Giorgio
   Presentata il 12/02/18

   N. 57 - Stabilizzazione dei rapporti di lavoro.
   Caronia Marianna; Cannata Rossana; Gallo Riccardo; Genovese Luigi
   Presentata il 13/02/18

   N. 58 - Iniziative in materia di erogazione corsi IEFP.
   Caronia Marianna; Cannata Rossana; Gallo Riccardo; Genovese Luigi
   Presentata il 13/02/18

   N.  59  - Corretta applicazione dello Statuto siciliano in materia
  di rapporti finanziari con lo Stato e riconoscimento del territorio
  regionale come 'zona franca'.
   Lo  Curto Eleonora; Figuccia Vincenzo; La Rocca Ruvolo Margherita;
  Pullara Carmelo; Bulla Giovanni
   Presentata il 13/02/18

   PRESIDENTE.  Avverto  che  le  mozioni  testé  annunziate  saranno
  demandate, a norma dell'articolo 153 del Regolamento interno,  alla
  Conferenza   dei   Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari   per   la
  determinazione della relativa data di discussione.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Schillaci.

   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del Presidente Miccichè


       Sulla vicenda dei pagamenti INPS ai lavoratori ASU e PIP

   DI MAURO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI  MAURO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  chiesto
  brevemente la parola perché volevo informare la Presidenza e l'Aula
  su una vicenda annosa, che era stata per la verità conclusa con una
  transazione  tra  il  Governo  della Regione  siciliana  e  l'INPS,
  relativa  al 1999, per attività poste in essere proprio  dall'INPS,
  una  transazione che credo sia adesso di 140 milioni che la Regione
  deve all'INPS.
   Nonostante  accordi  intercorsi  per  iscritto  tra  l'INPS  e  la
  Direzione  regionale  del lavoro siciliano,  si  era  stabilito  di
  continuare  l'attività di servizio rispetto a  quelli  che  sono  i
  pagamenti degli ASU e di tutti coloro i quali - credo anche i PIP -
  hanno rapporti di pagamento con l'INPS di continuare l'attività per
  questi tre mesi: gennaio, febbraio e marzo.
   Improvvisamente, nonostante gli accordi sottoscritti, il Direttore
  regionale  dell'INPS  si  è  visto  costretto  a  revocare   queste
  disposizioni per una precisa disposizione del Presidente  dell'INPS
  dott. Boeri.
   In  questo  momento  l'Assessore  regionale  per  il  lavoro  è  a
  manifestare a Roma dinanzi al Ministero del lavoro, affinché  venga
  rimosso questo divieto da parte del Presidente Boeri e si possa dar
  luogo,  così  come  si era sottoscritto, per  i  mesi  di  gennaio,
  febbraio e marzo, il pagamento delle mensilità agli ASU.
   Signor Presidente, comprenderà che questo è un fatto grave, perché
  è lesivo di quelli che sono i giusti emolumenti a questi lavoratori
  ed  a  me premeva informare l'Aula di quello che sta succedendo  in
  questo momento a Roma.


   Presidenza del Presidente Miccichè


                 In memoria delle vittime delle foibe

   CATALFAMO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CATALFAMO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto  di
  domandare,  in  considerazione della circostanza che  questa  è  la
  settimana  della  memoria  per le vittime  delle  foibe,  se  fosse
  possibile  osservare un minuto di silenzio in  Aula  per  ricordare
  quelle vittime e le vittime di tutte le guerre.
   Credo  che sia un atto di sensibilità che sarebbe molto apprezzato
  da parte di quest'Aula.

   PRESIDENTE.  Io  accetterei volentieri la proposta  dell'onorevole
  Catalfamo,  per  cui  facciamo un minuto di  raccoglimento  per  le
  vittime delle foibe.

        (I deputati, in piedi, osservano un minuto di silenzio)


   Presidenza del Presidente Miccichè


                        Sull'ordine dei  lavori

   DE LUCA CATENO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo, ai
  sensi  dell'articolo 135 del Regolamento interno, la  procedura  di
  urgenza  di  assegnazione  di  un disegno  di  legge  che  è  stato
  annunciato  oggi,  il  disegno di legge  n.  166  presentato  il  6
  febbraio  2018,  che riguarda un aspetto importante  di  democrazia
  partecipata  e  di trasparenza in riferimento a  quella  che  è  la
  relazione che ogni sindaco deve presentare annualmente al Consiglio
  comunale  su  quella  che  è  l'attuazione  del  programma  che  ha
  sottoposto alla valutazione dei cittadini.
   Abbiamo  purtroppo verificato che c'è una costante  violazione  di
  questa  norma,  e  questo  impedisce,  durante  anche  le  campagne
  elettorali,  di  confrontarsi  concretamente  sui  temi  e   quindi
  spostare  poi  l'attenzione a profili che non  hanno  nulla  a  che
  vedere con l'amministrazione attiva e soprattutto con argomenti che
  probabilmente non dovrebbero neanche avere diritto di  cittadinanza
  nelle  campagne elettorali perché ovviamente questo  porta  ad  una
  carenza  di informazioni e quindi di dibattito su ciò che realmente
  i sindaci hanno svolto durante il proprio mandato.
   Abbiamo  verificato purtroppo che anche già i sindaci delle  città
  metropolitane  come  Catania, Messina  e  Palermo  stanno  violando
  costantemente questa norma, perché la norma prevede che  ogni  anno
  il  sindaco  presenti la relazione al Consiglio comunale  ed  entro
  dieci  giorni  va  convocato il Consiglio  comunale  per  fare  una
  verifica  puntuale e quindi creare un sano dibattito su quelli  che
  sono stati i risultati conseguiti o i fallimenti registrati di  una
  amministrazione.
   Siccome  siamo ormai vicini ad una scadenza elettorale riguardante
  la  tornata delle elezioni amministrative che saranno celebrate fra
  maggio  e  giugno,  ho previsto che l'articolo 17  della  legge  26
  agosto 1992, n. 7 preveda una sanzione specifica nei confronti  dei
  sindaci  che non presentano questa relazione. La sanzione  è  molto
  semplice  e  prevede  che,  trascorsi inutilmente  due  mesi  dalla
  scadenza  annuale della presentazione della relazione,  al  sindaco
  deve  essere  impedito di percepire l'indennità sino a  quando  non
  sanerà questo vulnus. Credo che sia, questo, un elemento importante
  che  debba essere accompagnato da una norma importante che riguarda
  appunto  la  trasparenza nei confronti dei cittadini del  Consiglio
  comunale, ma soprattutto che individui come deterrente quello che è
  un  mal costume che purtroppo è imperante e diffuso in circa il 70%
  dei comuni siciliani.
   Le  chiedo  quindi  cortesemente se è possibile assegnare  alla  I
  Commissione, con procedura d'urgenza, questa proposta di  legge  al
  fine di risolvere questa ulteriore violazione di democrazia.

   PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 135 del Regolamento interno, in
  risposta all'onorevole De Luca, comunico che nella prossima  seduta
  sarà sottoposta alla votazione dell'Aula la procedura d'urgenza  e,
  se   approvata,  il  disegno  di  legge  n.  166  verrà   assegnato
  immediatamente  alla Commissione competente con i  tempi,  appunto,
  della procedura d'urgenza.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto  dal
  fatto  che lei, come Ufficio di Presidenza, avete dato lettura  del
  disegno  di  legge che riguarda la doppia preferenza di genere  nei
  comuni  e  chiedo se può assegnarlo alla I Commissione per  la  sua
  trattazione.

   PRESIDENTE. Anche questo con la procedura d'urgenza?

   MILAZZO. Certo, molta urgenza

   PRESIDENTE. Onorevole Milazzo, nella prossima seduta lo  porteremo
  per la votazione in Aula.

   regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all'istituzione della  Com-
   missione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della ma-
   fia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20 novembre 2008,  n.
   15 in materia di contrasto alla criminalità organizzata' (n. 101/A)
   Presidenza del Presidente Miccichè


   Seguito  della  discussione del disegno di legge  Modifiche  alla
  legge  regionale  14  gennaio 1991, n. 4 relativa  all'istituzione
  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta  e  vigilanza  sul
  fenomeno della mafia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale 20
  novembre  2008,  n.  15 in materia di contrasto  alla  criminalità
  organizzata  (n. 101/A)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al secondo punto  all'ordine  del  giorno:
  Seguito  della discussione del disegno di legge n. 101/A  Modifiche
  alla legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4 relativa all'istituzione
  della  Commissione  parlamentare  di  inchiesta  e  vigilanza   sul
  fenomeno della mafia in Sicilia. Modifiche alla legge regionale  20
  novembre  2008,  n.  15  in materia di contrasto  alla  criminalità
  organizzata .
   Invito  i  componenti la I Commissione a prendere posto  al  banco
  delle Commissioni.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Fava per svolgere la relazione.

   FAVA,  relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio
  per  la  sensibilità  con cui la Presidenza ha ritenuto  di  volere
  mettere all'ordine del giorno questo disegno di legge, assumendone,
  credo,   due  aspetti,  per  me,  entrambi  importanti.  Il  primo,
  naturalmente,  il  forte valore simbolico  che  all'inizio  di  una
  legislatura, in Sicilia, per quest'Assemblea regionale,  assume  il
  fatto  di  volersi  dotare  di  uno  strumento  di  indagine  e  di
  responsabilità,  com'è  stata,  in  questi  anni,  la   commissione
  antimafia. E volerlo assumere come uno dei primi atti politicamente
  concludenti, che ci facciano capire, anche in termini  di  priorità
  politiche,  che  cosa  rappresenta per la politica  siciliana,  per
  quest'Assemblea,  l'attività  di contrasto  e  di  prevenzione  nei
  confronti della mafia.
   E  c'è  anche un'altra ragione. Credo che questo strumento  abbia,
  non  solo una sua vocazione fortemente simbolica, ma anche una  sua
  connotazione assai pratica, assai concreta.
   Si   sente   spesso  dire,  nella  discussione  sulla  commissione
  antimafia, nel paragone tra le nostre mansioni, le nostre  funzioni
  e   i   nostri  strumenti,  rispetto  alla  commissione   antimafia
  nazionale,  che questa, diciamo, è una riedizione con intenzioni  e
  funzioni  assai più modeste, perché non ci sono gli  stessi  poteri
  che, invece, appartengono alla commissione antimafia nazionale.
   Su questo, vorrei tranquillizzare la Presidenza ed i colleghi.
   E'  vero, noi non abbiamo i poteri e l'autorità giudiziaria ma,  è
  anche  vero  che  la  prassi  ci  dice  come  questi  poteri  della
  commissione  antimafia nazionale sono stati usati pochissime  volte
  nel  corso  della sua storia. In questa legislatura,  soltanto  una
  volta,  quando  si è deciso di ottenere, attraverso un  mandato  di
  perquisizione e di sequestro, gli elenchi degli iscritti al G.O.E.,
  che dopo molti mesi sono stati forniti dalla commissione antimafia.
   E'   stato  l'unico  caso.  L'unico  caso  nell'arco  di   diverse
  legislature.
   Per  il  resto, penso che funzioni, strumenti, capacità operativa,
  ambizioni,  senso e sentimento di responsabilità della  commissione
  antimafia  nazionale  non  siano  diversi  da  quelli  che  debbono
  ispirare il lavoro di questa commissione.
   Anche perché noi siamo in Sicilia, signor Presidente
   La   Commissione  antimafia  regionale  dell'Assemblea   regionale
  siciliana è uno strumento che noi collochiamo in una frontiera, tra
  virgolette,   privilegiata.  Privilegiata  dal   punto   di   visto
  dell'esperienza, della consapevolezza, della capacità di leggere ed
  interpretare e prevenire molti processi.
   Penso  che  sia importante per quest'Assemblea, che sia importante
  per  la  politica in Sicilia, provare ad indagare e  comprendere  i
  processi  di  modernizzazione che, oggi, riguardano le  mafie,  non
  soltanto cosa nostra.
   Noi  siamo  fermi,  signor  Presidente,  ancora,  ad  una  lettura
  abbastanza mitologica, a volte anche piuttosto fumettistica, di una
  mafia  che  accumula  come si accumulava un tempo:  beni  immobili,
  case, ville, giardini, palazzi.
   E,  siamo  di fronte, invece, a processi di modernizzazione  e  di
  straordinaria spregiudicatezza, oggi, l'accumulazione mafiosa entra
  direttamente e pesantemente nell'economia legale.
   Oggi, si investe in beni immateriali, in fondi sovrani.
   Il circuito d'azione, il perimetro dell'investimento, il perimetro
  di  intervento economico e finanziario della mafia si muove ben  al
  di fuori, al di là dei confini della Sicilia, dell'Italia.
   E,  provare ad indagare questi fenomeni, a capire, anche,  in  che
  modo  adeguare gli strumenti normativi, non soltanto quelli di  cui
  dispone  quest'Assemblea ma, anzitutto, quelli di  cui  dispone  il
  Parlamento   nazionale,  credo  abbiano,  nel  lavoro  che   questa
  commissione  antimafia  può  fare, un punto  di  riferimento  e  di
  riflessione, particolarmente, significativo.
   Penso  all'esperienza che quest'Assemblea ha fatto, che continuerà
  a  fare, sulla valutazione di efficacia o meno, per esempio,  della
  legge che prevede lo scioglimento dei comuni. Una legge che ha  una
  sua  vocazione  precisa, evitare le infiltrazioni,  bonificare  gli
  strumenti di agibilità democratica delle amministrazioni;  fare  in
  modo che i processi elettivi, i processi amministrativi non vengano
  monopolizzati da interessi criminali ma sappiamo anche, come questa
  legge,  nella sua consuetudine, nel suo uso corrente abbia rivelato
  i propri limiti.
   Abbiamo Comuni che sono stati sciolti per due, tre, quattro  volte
  consecutive.  Allora,  probabilmente,  un  ripensamento  su  questa
  legge,  sul  modo  in cui occorre intervenire, non  soltanto  negli
  organi  elettivi  ma anche tra le righe dell'amministrazione  della
  burocrazia  comunale, è una delle necessità di  cui  si  deve  fare
  carico il legislatore nazionale e credo che l'esperienza che questa
  Commissione  può  offrire,  su questo  territorio,  sia  uno  degli
  strumenti  di cui il legislatore nazionale debba potersi  avvalere,
  così  come  penso che si importante un'interlocuzione  diretta  sul
  piano  istituzionale ma anche delle conoscenze e  delle  competenze
  specifiche  con  la  Commissione  antimafia  nazionale  e  con   il
  Parlamento nazionale.
   Credo che sia importante, ed è anche la ragione di questa proposta
  di  legge  che  amplia  il  raggio  di  azione  della  Commissione,
  occuparsi  dei processi corruttivi, che vogliamo fare non  soltanto
  per  una  questione di quantità criminale, ci dicono le statistiche
  che  ha  fornito questa regione che l'aumento dei reati  corruttivi
  negli ultimi dieci anni, in Sicilia ha registrato un picco del  150
  per cento, il triplo rispetto al resto del Paese.
   Ma  non  è soltanto un problema di amministrazione, di contabilità
  giudiziaria è un problema di politica giudiziaria ed è un  problema
  di contesto criminale, nel quale mafia e corruzione si incontrano e
  nel  quale  gli strumenti della corruzione, spesso sono  il  passe-
  partout  che  apre la possibilità di investimenti e  di  interventi
  alle  organizzazioni criminali, lo ha detto la Direzione  nazionale
  antimafia con parole molto chiare nell'ultima relazione del  giugno
  dello   scorso   anno,   spiegando   come   le   evoluzioni   delle
  organizzazioni mafiose tendono sempre più a privilegiare il  metodo
  corruttivo e collusivo per imporre la loro supremazia.
   Siamo  di fronte a un nesso particolarmente stretto e intenso  sul
  piano  operativo tra processi corruttivi e processi mafiosi. Questa
  è  la  ragione  per  cui,  signor Presidente,  abbiamo  provato  ad
  allargare il perimetro delle competenze, delle intenzioni  e  delle
  responsabilità di questa Commissione antimafia, abbiamo adeguato la
  sua  composizione  ad  un  Assemblea regionale  di  dimensioni  più
  ridotte  rispetto  alle  altre  legislature  e  ci  proponiamo   di
  sottoporla  oggi  al  voto  di  questa  Assemblea  perché  diventi,
  immediatamente uno strumento operativo
   Mi  permetta  un'ultima  chiosa,  signor  Presidente.  Sono  molto
  convinto,  anche alla luce di molti anni di impegno, di  esperienza
  su  questo treno, che la politica e l'antimafia e l'antimafia in sé
  non  possano  considerarsi né titoli di  merito,  né  biglietti  da
  visita,  né incarichi onorifici, ma strumenti che la politica  deve
  mettere  a  disposizione di se stessa e del  Paese.  Strumenti  che
  devono  servire  ad  un'attività di  prevenzione  e  di  contrasto,
  strumenti  che devono avere una forte, concreta ricaduta sul  piano
  operativo.
   Noi ci auguriamo - è questa l'intenzione della Commissione che  ha
  approvato  all'unanimità  questo  disegno  di  legge  -  che  è  la
  Commissione antimafia e anticorruzione regionale, questa  vocazione
  assai   poco   referenziale  e  assai  presente  sul  piano   delle
  conseguenze  e  delle  ricadute pratiche  vorrà  avere  per  questa
  Assemblea e per la politica siciliana.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  generale sul disegno di legge.

   MILAZZO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, facciamo nostra la
  relazione dell'onorevole Fava, e ci permettiamo di aggiungere  solo
  che,  come  Forza  Italia, vogliamo accelerare la  costituzione  di
  questa  Commissione  perché pensiamo che il malaffare  si  aggiorna
  continuamente e costantemente e abbiamo il desiderio e pensiamo  di
  trasmettere alla nuova Commissione che si costituirà, la ricerca di
  un  aggiornamento  anche della Commissione,  intesa  nella  ricerca
  della  sburocratizzazione per evitare che  un  diritto  diventi  un
  favore,  per la trasparenza, per far sì che il malaffare non  venga
  nascosto tra le carte della burocrazia.
   Ecco,  sono due esempi, presidente Fava, che noi le rassegniamo  e
  rassegniamo  anche  il  fatto,  a lei  e  al  Parlamento,  che  una
  Commissione   Antimafia' che veda con una  nuova  forma,  anche  di
  velocità  nell'arrivare alla decisione, alla  individuazione  delle
  forme  e  i modi che possono proprio contrastare il fenomeno  della
  mafia ma anche di forme nuove di mafia, per esempio la corruzione.
   Noi  pensiamo  che  questa Commissione debba  anche  occuparsi  di
  questi temi.
   Poi, meglio di noi, nel merito entrerà il collega Calderone che ha
  predisposto delle iniziative a nome del Gruppo, per cui  non  penso
  di  dilungarmi oltre quello che ho già detto se non auspicare, anzi
  avere la certezza, che questo nuovo organismo saprà interpretare al
  meglio   la   lotta  e  rappresentare  al  meglio  una  voglia   di
  cambiamento.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, oggi è  un  giorno
  importante, riattiveremo la Commissione  Antimafia', dandogli anche
  un  altro  nome all'interno di quella denominazione, che  ci  trova
  favorevoli, ampliando il raggio d'azione non soltanto all'antimafia
  ma  soprattutto  alla corruzione e aggiungo anche alla  trasparenza
  amministrativa.
   Sappiamo  tutti che la Commissione  Antimafia', per i  poteri  che
  vengono  affidati  a livello regionale, non è una  Commissione  che
  avrà carattere giudiziario.
   Ma  come  è  stato detto anche da chi ha presieduto la Commissione
  negli  ultimi  cinque anni,  la politica ha l'obbligo  di  arrivare
  prima della giustizia'.
   E,  allora  diamo i poteri politici a questa Commissione nascitura
  affinché possa, nei prossimi anni, fare tutto quello che negli anni
  passati, o si è fatto in parte con grande sforzo o, addirittura, in
  altre  legislature  non si è fatto completamente,   perché  -  l'ha
  detto  prima  il  collega Fava - il malaffare si  cela  e   non  ha
  connotazioni  soltanto mafiose ma anche connotazioni corruttive  in
  questi uffici, non questi ma quelli regionali, purtroppo, le sacche
  ci  sono  e, purtroppo, di tanto in tanto sono protagonisti,  siamo
  protagonisti,  la Regione siciliana, nelle cronache giudiziarie  di
  atti  illeciti fatti da una burocrazia miope, disattenta  e  alcune
  volte che va a delinquere. E, allora dobbiamo dare maggiori poteri.
   Questa  Aula si deve prendere un impegno solenne, e ce lo dobbiamo
  prendere  soprattutto  tra di noi, affinché  la  Commissione  possa
  lavorare.
   Signor Presidente, io ritengo che lei dovrà vigilare affinché  gli
  atti  richiesti  dalla Commissione, da tutti i  componenti  che  ne
  faranno  parte e da chi avrà l'onore di presiederla per i  prossimi
  cinque  anni,  possano  essere  a  disposizione  della  Commissione
  immediatamente.
   Perché  quando si parla di ritardi della burocrazia, quando alcuni
  utenti  per ricevere alcune autorizzazioni devono perdere  anni  ed
  anni  per  ottenere l'ultima firma e non sanno a chi rivolgersi  e,
  probabilmente,  questo ritardo fa sì che dietro questo  ritardo  ci
  sia  una voglia o una richiesta, anche se non esercitata, di soldi,
  di  denaro  o  di  prebende,  allora  ritengo  che  la  Commissione
   Antimafia' e Commissione anche per la corruzione ma anche  per  la
  trasparenza amministrativa, debba incominciare ad avere  a  livello
  statistico tutto questo genere di informazioni. Non è possibile che
  in alcuni uffici per far sì che si possa ottenere un'autorizzazione
  si  perdano  mesi  se  non  anni, invece altri  più  solerti  poche
  settimane. C'è qualcosa che non va.
   Allora voglio augurare a questa Commissione lo stesso lavoro che è
  stato fatto negli ultimi cinque anni, un gran lavoro. Sappiamo, chi
  ha  fatto parte della Commissione regionale  Antimafia',  - abbiamo
  qua  l'assessore Cordaro che ha avuto modo di essere vicepresidente
  in  questi ultimi cinque anni - sa quanto ha lavorato. Ma  sappiamo
  anche   che   ha  lavorato  anche  con  grande  difficoltà.   Anche
  scoperchiando casi importanti.
   Allora,  la  possibilità che questo Parlamento possa ricevere  una
  relazione annuale. Rileggendo l'articolato ho visto che il  ritardo
  di  oltre quattro mesi rispetto alla relazione annuale comporta che
  la  Commissione decada. Giustissimo. Perché ritengo che quest'Aula,
  al  di  là del lavoro che faranno i tredici commissari, preposti  a
  questo  ruolo,  l'Aula  nella  sua  interezza  debba  conoscere   e
  dibattere sulle future cause che si troverà a relazionarsi  con  la
  Commissione  Antimafia'.
   Quindi,  voteremo naturalmente favorevolmente. Facciamo nostra  la
  proposta e auguriamo anche buon lavoro alla futura Commissione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  assessore,
  cittadini,  Forza  Italia  saluta  con  grande  entusiasmo   questa
  iniziativa  legislativa  e il varo di una Commissione  che  non  si
  occupi,  soltanto, di mafia, ma si occupi anche di corruzione,  che
  credo   sia  un  fenomeno  altrettanto  grave  e  che  deve  essere
  monitorato   con  attenzione,   con  spasmodico  scrupolo,   signor
  Presidente, anche da questa Assemblea e dalla Commissione  che,  da
  qui a qualche giorno, prenderà corpo.
   Forza Italia ha dato un contributo a questa iniziativa legislativa
  specificando  nel testo di legge che non soltanto la  corruzione  è
  una  grave  piaga,  ma  anche gli altri  reati  altrettanto  gravi,
  onorevole  Fava,  come  lei  ben  sa,  reati  contro  la   Pubblica
  Amministrazione,  primo fra tutti, il reato di  concussione  che  i
  giuristi definiscono come estorsione qualificata perché una vera  e
  propria  estorsione, soltanto che trattandosi di reato  proprio,  è
  commessa da un Pubblico Ufficiale, invece che dal cittadino comune.
  E'  sanzionata gravemente, ed è un reato gravissimo  che  mette  in
  ginocchio  e  ha  messo  in  ginocchio ripetutamente  le  Pubbliche
  Amministrazioni e lo Stato stesso.
   In  uno  al  reato  di concussione, Forza Italia,  contribuendo  a
  questo  disegno di legge, ha anche aggiunto tutti gli  altri  reati
  contro  la Pubblica Amministrazione. Vorrei ricordare, ad  esempio,
  il  reato di turbativa d'asta che ha creato e crea disagi,  se  non
  disastri,  perché,  appunto, va ad alterare  il  libero  mercato  e
  determina sempre e comunque crimine.
   Forza  Italia  ha anche aggiunto - e di questo ne siamo  veramente
  fieri  -  la possibilità che la istituenda Commissione possa  anche
  vigilare  sui  procedimenti disciplinari che vengono incoati  nelle
  pubbliche amministrazioni.
   Sembrerebbe  una  norma  sterile,  quasi  fredda,  invece  la  mia
  esperienza   personale   mi  suggerisce  che   fredda   e   sterile
  assolutamente non è, perché accade che quando viene a celebrarsi un
  procedimento penale nel contempo, e in maniera coeva, viene  aperto
  un     procedimento    disciplinare    davanti    alle    Pubbliche
  Amministrazioni, davanti agli Enti Locali.
   Solitamente avviene, però, che viene sospeso ex lege e  quando  il
  procedimento penale va a perdersi, se così posso dire  e  se  posso
  utilizzare questo termine, nei meandri dei Palazzi di Giustizia,  e
  magari  si  conclude,  come è avvenuto nella mia  città  per  fatti
  gravissimi, con sentenze di prescrizione, ecco che - non  dico  una
  cosa offensiva - l'ente locale ha atteggiamenti di benevolenza  nei
  confronti di chi ha truffato lo Stato e ha tradito lo Stato stesso.
   Quindi, è giusto e corretto, onorevoli colleghi, che ci sia  anche
  su  questi procedimenti disciplinari, perché se tutto funziona  non
  c'è  bisogno  che nessuno vigili, ma diceva Catullo,  se  non  vado
  errato, quis custodiet ipsos custodes,  chi sta attento a chi  deve
  vigilare',  chi  vigila chi deve vigilare;  e  allora  noi  abbiamo
  questo altro compito: vigilare sui procedimenti disciplinari in uno
  a  tutti  gli  altri compiti che sono stati elencati  e  che  fanno
  parte,  ormai,  del  nuovo  e vigente, da  qui  a  qualche  minuto,
  articolo 3 del disegno di legge di cui oggi stiamo discutendo.
   Quindi, sicuramente salutiamo con grande entusiasmo questo disegno
  di   legge  e  speriamo,  che  da  qui  a  qualche  giorno,  questa
  Commissione  possa  veramente  dare un  contributo  alla  terra  di
  Sicilia e al popolo siciliano.

   PRESIDENTE.  E' iscritta a  parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO  CURTO.  Signor  Presidente,  Governo,  onorevoli  colleghi   e
  cittadini. La ringrazio, signor Presidente, dell'opportunità che mi
  offre  di  potere  esprimere la mia opinione su questo  disegno  di
  legge  che  ritengo estremamente importante e qualificante,  perché
  l'istituzione  della Commissione di contrasto e  lotta  a  fenomeni
  mafiosi  e  corruttivi è, come dire, un punto di forza  dell'azione
  con cui questo Parlamento si dovrà distinguere nel prossimo futuro,
  e  nell'immediato  futuro, per sostenere un processo  virtuoso  che
  parte   anche  dall'osservazione  e  dall'indagine  interna,  nella
  Pubblica Amministrazione, che molto spesso, purtroppo, non è esente
  da fattori corruttivi.
   In  questi  giorni  abbiamo, in una delle due Commissioni  di  cui
  faccio  parte - anzi in entrambe le Commissioni,  la IV e la  II  -
  abbiamo sviluppato una serie di audizioni. Abbiamo, in particolare,
  aperto  il focus sulle questioni che riguardano l'emergenza rifiuti
  e  abbiamo  potuto  osservare e fare emergere  notevoli  criticità,
  tutte  interne  al sistema; ci siamo chiesti, in questi  giorni  di
  lavoro  attento  e  dovizioso, anche nell'esame e  nell'ascolto  di
  quanti attori abbiamo invitato a raccontare dell'emergenza rifiuti,
  ci  siamo accorti che troppe criticità sono state determinate dalla
  lentezza  della burocrazia, come diceva bene l'onorevole  Aricò,  e
  dalla  inquietante velocità con la quale sono stati  chiusi  alcuni
  impianti pubblici, mentre proliferano quelli privati.
   Così  come  nella  sanità ci siamo resi conto che  alcuni  servizi
  vengono gestiti in maniera, come dire, quasi in regime di monopolio
  da  società  cooperative e da soggetti che agiscono in nome  e  per
  conto della Pubblica Amministrazione.
   Ci siamo resi conto di tante e inquietanti procedure che meritano,
  davvero,   che   la  istituenda  Commissione,  che  quindi   questo
  Parlamento  nell'istituirla  svolga, per  il  suo  tramite,  questa
  importante,  imprescindibile e necessaria azione  di  tutela  della
  nostra  Terra,  di  tutela dei pubblici servizi,  di  tutela  della
  pubblica civiltà - così  la definisco
   E'  importante,  quindi, istituire questa Commissione  con  questi
  compiti  che  la  Commissione  si è  voluta  dare  che  certamente,
  immagino  oltre al mio voto personale in quanto deputato  dell'UDC,
  non  ho  dubbi  a  ritenere che tutto il Gruppo dell'UDC  voterà  a
  favore  in coerente e responsabile convergenza di azioni con quello
  che è stato il ruolo esercitato dal nostro attuale Presidente della
  Regione siciliana, onorevole Musumeci, nella precedente legislatura
  quando era egli stesso Presidente della Commissione  Antimafia'.
   Non ci dobbiamo preoccupare di pronunciare questa parola. Qualcuno
  nel  corso delle audizioni che abbiamo fatto in Commissione,  aveva
  timore a pronunciare la parola  mafia'.
   Io  stessa oggi l'ho pronunciata anche in seno alla IV Commissione
  audendo le parti in causa per la vicenda dell'aeroporto di Trapani-
  Birgi  proprio  perché ritengo che il sostegno alle  imprese,  fare
  luce  e  aiutare i processi di attività legali che devono sostenere
  le imprese e chi fa impresa nel territorio sia il migliore antidoto
  contro la mafia.
   Corruzione, concussione, malaffare sono veramente non soltanto  la
  vergogna  di  questa Terra ma sono il cancro che  davvero  dobbiamo
  tutti combattere perché è necessario che il futuro dei nostri figli
  sia  garantito e la politica deve fare le sue scelte,  la  politica
  deve  intraprendere  le  sue iniziative,  la  politica  deve  stare
  sicuramente dalla parte giusta.
   La  parte giusta è quella di chi contrasta con azioni di indagine,
  con  azioni  di  investigazione anche amministrativa  -  non  siamo
  ovviamente dei detective - ma permettere alla Commissione di  avere
  più ruolo, di avere maggiori poteri, maggiori strumenti, servirà  a
  questo   Parlamento   per   capire,  per  monitorare   i   processi
  amministrativi che spesso non sono immuni dalle infiltrazioni di un
  sistema corruttivo e colluso.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Pullara.  Ne  ha
  facoltà.

   PULLARA.   Signor   Presidente,  membri  del  Governo,   onorevoli
  colleghi, annuncio il voto favorevole del nostro Gruppo al  disegno
  di   legge,  tenuto  conto  della  necessità  improrogabile  ed  in
  continuità  rispetto a ciò che è stato fatto in  precedenza,   anzi
  questo disegno di legge sta arrivando un attimo in ritardo.
   Occorre  che  la  politica, in assoluto, sia nelle  condizioni  di
  vigilare  su  tutti quelli che siano i processi amministrativi  che
  man mano vanno svolgendosi e fare in modo di evitare che si possano
  determinare   quelle  situazioni  di  incrostazione   che   possano
  fagocitare e favorire il malaffare.
   E'  ovvio  che  in  tutto questo un elemento  essenziale  potrebbe
  essere   l'adozione  del  codice  etico  in  tutte   le   Pubbliche
  Amministrazioni a partire dalla Regione e così fare in modo che  lo
  stesso codice etico possa essere adottato negli enti locali e nelle
  aziende sanitarie che muovono ogni anno milioni e milioni di euro.
   Questa  possibilità  della Commissione in un'adozione  del  Codice
  etico può determinare, sicuramente, e favorire il controllo che può
  evitare  le  incrostazioni che ancora una volta possono venire  dal
  malaffare e dalla mafia.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole De Luca Antonino. Ne
  ha facoltà.

   DE   LUCA   ANTONINO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  cittadini,  oggi è stato fatto sicuramente un importante  passo  in
  avanti  perché andare ad aumentare le competenze della  Commissione
   Antimafia' era un passo necessario e doveroso.
   Occorre,  però,  che  l'azione politica di questo  Parlamento  sia
  coraggiosa  e  per essere coraggiosa occorre avere le mani  libere,
  per  avere  le mani libere occorre essere esenti da ogni  sorta  di
  condizionamento.
   Per  questo  motivo siamo particolarmente orgogliosi del  benevolo
  accoglimento  da  parte  della  Commissione  dell'emendamento   che
  riguarda  chi fa esplicito richiamo alla massoneria. La massoneria,
  in  particolare  quella massoneria deviata che spesso,  in  maniera
  silente,  incide  sui  processi democratici e sulla  volontà  degli
  organi legittimati a deliberare.
   Infine, ritengo doveroso ricordare a tutti noi che la politica  si
  deve   occupare  di  mafia  ma  non  bisogna  fare   politica   con
  l'Antimafia. Questo, purtroppo, è una cattiva abitudine  che  tanti
  prima  di  noi  hanno avuto e  che non ha portato  giovamento  alla
  nostra  Terra,  ma ci ha portato spesso ad ottenere contraddizioni.
  L'unica vera lotta alla mafia che noi dobbiamo portare avanti non è
  solo  quella che parla di mafia ma è innanzitutto quella  che  crea
  posti  di  lavoro,  che crea reddito e che slega  la  necessità  di
  portare  un piatto di pasta a casa dal dovere chiedere un favore  a
  qualcuno.  Quello,  quindi,  che  voglio  raccomandare   a   questa
  Commissione -  quando nascerà -  è di non parlare soltanto ma anche
  di agire.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo.  Ne  ha
  facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  come  Partito
  Democratico  non  possiamo  che apprezzare  l'iniziativa  normativa
  odierna

   PRESIDENTE.  Per  favore, se l'Aula non fa  silenzio,  l'onorevole
  Barbagallo non può parlare.

   BARBAGALLO ,    e    apprezzare   in   particolare    l'estensione
  dell'attività  di  indagine  anche a quelli  che  sono  i  fenomeni
  corruttivi.
   L'auspicio   è  quello  che  in  questi  anni  i  colleghi   della
  Commissione  riescano ad entrare sempre più nel  merito  di  alcune
  questioni,  soprattutto  ci  sta a cuore  il  tema  delle  proposte
  relative  a  nuove iniziative normative sui temi della  lotta  alla
  mafia,  della  corruzione, a proposte che  possano  ottenere  nuovi
  modelli  organizzativi della Pubblica Amministrazione  regionale  e
  degli enti sottoposti a tutela e vigilanza della Regione e anche  a
  proposte   organizzative   per  meglio  organizzare   la   macchina
  amministrativa  e  per  garantire  sempre  un'amministrazione   più
  trasparente  ed efficiente: credo che questo sia uno  dei  temi  di
  maggiore attualità.
   Nelle   ultime  legislature  l'Assemblea  regionale  si   è   resa
  protagonista  dell'approvazione  di  alcune  leggi  che  a   nostro
  giudizio vanno migliorate,  soprattutto, faccio un esempio,  quella
  relativa  agli appalti pubblici e alla scelta del contraente  della
  Pubblica Amministrazione in genere.
   Credo  che  delle proposte approfondite, formulate a dovere  dalla
  Commissione di indagine sulla mafia e sulla corruzione possa essere
  il  miglior  punto di partenza per mettere mano a queste  normative
  che  hanno  un  riflesso così importante nella vita  dei  cittadini
  siciliani di ogni giorno.
   L'altro  auspicio è quello che la Commissione riesca a  comunicare
  sempre  di  più  e sempre meglio anche con le giovani  generazioni,
  penso  alle  scuole,  ai nostri ragazzi a cui  vanno  trasferiti  i
  valori della lotta alla mafia, alla lotta alla corruzione. Ecco,  a
  nostro  giudizio, la Commissione deve essere un'interfaccia tra  la
  politica  ed  il  cittadino,  fra la  politica  e  la  Sicilia  che
  vogliamo, signor Presidente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cateno De  Luca.  Ne
  ha facoltà.

   DE  LUCA  CATENO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  solo
  sono contento che si sia dato già corso a questo disegno di legge e
  quindi  si  proceda velocemente alla costituzione della Commissione
   Antimafia',  ma  quello  che apprezzo e  che  quindi  condivido  è
  un'estensione a fenomeni più complessivi e moderni.
   E  qui  desidero fare una piccola riflessione in merito alle varie
  forme  di  mafie,  che  oggi sono ovviamente  diversificate  e  non
  riguardano  soltanto il fenomeno criminoso,  ma  -  per  quanto  mi
  riguarda  -  tutto ciò che condiziona la libertà  dei  cittadini  e
  anche  la libertà del buon andamento delle funzioni pubbliche.  Per
  quanto  mi  riguarda, nel mio modo di far politica,  le  ho  sempre
  definite comunque delle forme di mafia.
   E,  allora,  pensare  oggi di individuare un  nuovo  percorso  che
  quest'Aula sta dando, e quindi non parlare più, non trattare più il
  classico  fenomeno  mafioso che per noi, ovviamente,  è  la  pietra
  miliare  di  questa  Commissione, e del lavoro che  va  svolto,  ma
  ampliare il raggio d'azione in relazione ai comportamenti di tutti,
  compreso  quello  della politica, perché qualunque  condizionamento
  della  libertà dei cittadini, da qualunque Palazzo possa provenire,
  per  me  è  una  forma di mafia. Qualunque azione venga  svolta  in
  dispregio  della  meritocrazia, costringendo  anche  siciliani  che
  hanno sacrificato la loro vita, la loro gioventù per studiare e  si
  ritrovano scavalcati dai raccomandati, per me è una forma di mafia.
  Allora,  il discorso è molto più complesso e complessivo e riguarda
  anche quello che è il senso di responsabilità della politica, della
  Pubblica Amministrazione e di tutti gli apparati consequenziali.
   Un'altra  riflessione la voglio consegnare alla futura Commissione
  e  riguarda  l'essere grimaldello improprio della  politica.  E  mi
  riferisco  alla  liste di proscrizione che sono  state  utilizzate,
  signor  Presidente,  nelle  varie competizioni  elettorali,  perché
  ormai,  purtroppo,  di fronte alla pochezza  culturale  di  chi  fa
  politica,  si sposta l'attenzione su altri fronti. E vi  parla  una
  persona   direttamente  coinvolta  da  queste  presunte  liste   di
  proscrizione,  che  si è dovuto fare una gran  campagna  elettorale
  passando per il cosiddetto  impresentabile .
   E questo è un tema delicato. Perché? Perché tocca tutti noi, tocca
  le  nostre famiglie. Per me è stato difficile spiegare a mio figlio
  di  14  anni e a mia figlia di 10 anni cosa significava  essere  un
   impresentabile . E lo dice uno che ha dovuto anche procedere a una
  denuncia  nei  confronti  della Commissione nazionale   Antimafia?,
  perché erano usciti - non si sa come, perché, quando - dei nomi che
  sono  stati  utilizzati  proprio  come  grimaldello.  E  questo   è
  vergognoso. Questo è un atto, ovviamente, che non può assolutamente
  essere ripreso da qualunque Commissione abbia come obiettivo nobili
  finalità,  ma  poi  viene purtroppo utilizzato  in  momenti,  direi
  inopportuni,   e   spesso  per  abbattere  il  cosiddetto    nemico
  politico ,  come se noi, alla fine, fossimo una delle bande  armate
  che vanno a lottare per uccidere l'altro e non per confrontarci  su
  quelli   che  sono  punti  di  vista  diversi,  in  una  dialettica
  democratica che è la sana politica.
   Questo,   ovviamente,  lo  voglio  consegnare  senza  spirito   di
  polemica,  perché  confido nell'equilibrio di quello  che  sarà  il
  futuro  presidente della Commissione e di tutti i componenti  della
  Commissione: evitiamo di farci strumentalizzare e di farci  portare
  in un campo che non ci deve appartenere. E questo non significa che
  la  Commissione deve essere omertosa rispetto a certi comportamenti
  o  a  certi fenomeni, ma non deve neanche consentire che quelli che
  possono essere elementi di valutazione di indagine diventano  delle
  verità  sol  perché  qualcuno si è permesso il  lusso  ed  è  stato
  talmente  scorretto da far passare la classica velina che  poi  nei
  social  e  nei  giornali,  purtroppo, diventano  delle  verità  che
  difficilmente si riescono a smentire.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Zito. Ne ha facoltà.

   ZITO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, questo  disegno  di
  legge  che modifica un po' le funzioni e il nome della Commissione,
  inserendo  anche  la  parola  corruzione   è  una  cosa  abbastanza
  interessante; ma possiamo aumentare i margini di manovra,  possiamo
  aumentare  le competenze, possiamo cambiare il nome, ma se  durante
  le audizioni, durante le Commissioni, durante le istruttorie che ci
  sono  all'interno delle Commissioni poi nessuno  viene  -  qua  c'è
  l'Assessore che era componente di quella Commissione Antimafia -  e
  quindi  non si riescono a votare quelle relazioni finali  che  sono
  importanti per dire quello che abbiamo fatto all'interno di  quella
  Commissione serve a ben poco.
   Se  alla fine vengono fatte le richieste per audire persone di  un
  certo  livello,  come è stato per il caso Siracusa  che  io  volevo
  ricordare  che  ho sollecitato più volte di sentire anche  qualcuno
  dal  colletto  bianco, però questo non avviene. Ed  allora,  questa
  Commissione Antimafia o Commissione Antimafia e corruzione serve  a
  ben  poco,  è solo qualcosa di facciata, perché la lotta  antimafia
  spesso si fa di facciata o si fa nei giornali.
   Noi  possiamo intervenire non solo facendo questa modifica  che  è
  importante e penso che avrà l'appoggio del mio Gruppo, ma va  fatta
  anche   un'altra  cosa:  va  fatta  una  lotta  seria  alla  troppa
  burocrazia,  perché  spesso  la troppa  burocrazia  cosa  comporta?
  Comporta  due modi di intervenire o con l'atteggiamento  mafioso  o
  con la corruzione.
   Ma  l'atteggiamento mafioso - e io qua mi rivolgo a chi ne capisce
  molto più di me - ormai non è più solo l'intimidazione, il bruciare
  la  macchina  o  sparare o fare chissacché  di  violento,  è  anche
  prendere  un  dirigente  che ha la schiena dritta  e  spostarlo  da
  un'altra  parte,  anche  quella  è  una  forma  di  violenza  e  di
  atteggiamento  mafioso  che  ancora non riusciamo  a  circoscrivere
  soprattutto dal punto di vista normativo.
   Noi  ancora  parliamo di mafia e riparliamo di corruzione,  stiamo
  parlando  di due mani una insanguinata e l'altra con i  gemelli  al
  polso,  dovremmo capire quali sono le braccia, qual è  il  corpo  e
  soprattutto  qual è la testa di questo fenomeno, perché  dietro  ci
  sono  quelle  menti raffinatissime che ad oggi  nessuno  di  noi  è
  riuscito ad arrivare né dal punto di vista giuridico, chissà perché
  non  si  riescono  mai  a condannare quando  si  arriva  a  toccare
  qualcuno  di  questi e dal punto di vista normativo perché  non  si
  riesce  mai a fare delle leggi che, finalmente, riescono a  mettere
  fine  alla parola mafia perché, ripeto, non si deve fare  la  lotta
  alla mafia, la mafia si deve sconfiggere che è un'altra cosa.
   Dopodiché  quello  che  va perseguito una volta  per  tutte  è  un
  cambiamento culturale; questa è una cosa più difficile che dobbiamo
  fare  tutti ognuno nel suo piccolo sia dal punto di vista politico,
  ma  anche  dal  punto  di  vista sociale, perché  quel  cambiamento
  culturale   può  portare  a  rinnegare  finalmente  il  puzzo   del
  compromesso  morale.  Quel  puzzo  che  spesso  poi  si   trasforma
  nell'acquisto di voti, ormai siamo arrivati non so a  50,  40,  30,
  ormai  l'acquisto dei voti che si perpetua ogni volta  a  tutte  le
  campagne  elettorali  purtroppo esiste sempre  e  comunque.  Quelle
  persone  che  poi  dovranno  dare  conto  a  queste  persone   dove
  acquistano voti.
   Si possono fare altri interventi cercando di perseguire finalmente
  quella trasparenza che nelle pubbliche amministrazioni non c'è mai,
  che  potrebbe  garantire  maggiore  controllo  anche  del  semplice
  cittadino  che  a  un certo punto si vuole interessare  della  cosa
  pubblica.
   Ed  allora, cari colleghi, secondo me, non dobbiamo solo  cambiare
  il  nome  di  una  Commissione  per  avere  ottenuto  chissà  quale
  risultato.   La  lotta  alla mafia non  è  questa,  la  lotta  alla
  corruzione  non è questa, sono interventi incisivi che  cercano  di
  cambiare  veramente questa Regione e questa Nazione  soprattutto  e
  trasformarla in quello che merita: una bellissima terra  che  tutti
  noi  dobbiamo  apprezzare e dobbiamo amare e  dare  il  sangue  per
  salvarla da questi fenomeni che la stanno uccidendo.

   CORDARO,  assessore  per  il territorio e  l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, il Governo  accoglie  con  grande
  interesse e con convinta partecipazione questo disegno di legge che
  ha  visto pronunciare in maniera favorevole tutti i colleghi che mi
  hanno preceduto.
   Ho  ascoltato con interesse l'appello alla sobrietà dell'onorevole
  Fava;   appello  alla  sobrietà  per  un'antimafia  delle   azioni,
  un'antimafia  dei fatti e non un'antimafia delle carriere,  e  devo
  dire  - e lo dico con orgoglio - il richiamo che qualcuno ha  anche
  fatto  ad una mutazione, un cambiamento culturale è proprio  ciò  a
  cui pensammo nel lontano 2008, quando insieme all'allora Presidente
  della  Commissione  Antimafia, Speziale, scrivemmo  il  disegno  di
  legge, che poi diventò legge della Regione, n. 15/2008.
   In  quel  disegno  di  legge,  che è frutto  di  questa  Assemblea
  regionale, noi introducemmo per la prima volta alcuni princìpi  che
  mancavano  nella  legislazione e che, proprio  con  riferimento  al
  cambiamento   culturale,  io  ricordo  essere  stati  precipuamente
  l'introduzione dell'ora di legalità nelle scuole della Sicilia, mai
  applicata  finora,  e  di  questo insieme  ai  colleghi  certamente
  dovremo   occuparci;   l'obbligo  per  la  Regione   siciliana   di
  costituirsi  parte  civile  nei  processi  contro  la  mafia,  come
  fenomeno  che non costituisce solo un gap culturale  o  un  gap  da
  reprimere,  ma  anche un gap economico e, perché no, le  cosiddette
   zone  franche   della legalità che avevano attinenza  -  anche  in
  questo  caso - particolare specifica alla possibilità, al  diritto-
  dovere  degli  imprenditori  che diventavano  soggetto  passivo  di
  richieste estorsive, appunto, una volta fatta denuncia e una  volta
  costituitisi parte civile la possibilità addirittura di  godere  di
  benefici fiscali e previdenziali.
   Ebbene,  questo  disegno  di legge credo si  inserisca  in  questo
  filone  da  noi  inaugurato nel 2008. Sono lieto che  si  introduca
  anche  il  termine   corruzione' e sono soprattutto  favorevole  al
  collegamento  tra  il  concetto  di corruzione  e  un  collegamento
  concreto e reale con quelli che sono i compiti specifici dell'ANAC,
  con  la  quale  io  credo la Commissione Antimafia regionale  dovrà
  porre  in  essere  un rapporto concreto e funzionale  nei  prossimi
  anni.
   Accolgo  ancora  con  soddisfazione la riduzione  del  numero  dei
  componenti della Commissione; credo ciò significhi - lo prendo come
  un  auspicio  -  maggiore  snellezza  e  quindi  contemporaneamente
  maggiore  efficacia della Commissione Antimafia.  Ed  anche  alcuni
  articoli  di dettaglio credo si inseriscano nel solco e   ritornino
  su  alcune  argomentazioni e su alcuni temi che  abbiamo  trattato,
  seppur  non ancora normati, insieme al Presidente della Commissione
  Antimafia  pro  tempore Musumeci, nella quale ho avuto  l'onore  di
  essere Vicepresidente vicario.
   Mi  riferisco, ad esempio all'indagine nel rapporto  tra  mafia  e
  politica.  Credo  che  i colleghi che faranno  parte  della  futura
  Commissione Antimafia avranno la voglia di andare a leggere  quella
  relazione  che noi abbiamo scritto nella scorsa legislatura  e  che
  riguardava   proprio  i  rapporti  tra  la  mafia  e  la   politica
  dall'omicidio dell'onorevole Lima sino ad oggi, e cioè dal 1992  ad
  oggi,  avendo  audìto storici, politici, magistrati importanti  che
  hanno  dato un contributo per cercare di leggere,  appunto,  quella
  storia,  quel  momento  storico  particolarmente  tragico  per  noi
  siciliani.
   E, di fatto, il riferimento alla selezione dei gruppi dirigenti  e
  dei  candidati non fa altro, anche in questo caso, che ripercorrere
  quel  codice etico che nella scorsa legislatura, ancora una  volta,
  su  impulso  del  Presidente Musumeci, fu  approvato  all'unanimità
  dalla  Commissione Antimafia ma, che per ragioni varie,  non  trovò
  mai  la  possibilità  di  essere  portato  in  Aula,  discusso   ed
  approvato.
   Credo  che, e mi avvio alla conclusione, signor Presidente, anche,
  l'articolo 5 sia molto importante, perché corregge il punto  4  bis
  della legge n. 15 del 2008.
   Avevamo  provato,  alla  fine  della scorsa  legislatura,  con  un
  emendamento firmato dall'onorevole Lupo e dal sottoscritto, era  la
  parte  che,  appunto,  riguardava la  possibilità  di  ottenere  il
  risarcimento  del danno e, quindi, il beneficio per l'imprenditore,
  anche  quando  la  minaccia era stata ricevuta dal  coniuge  o  dal
  familiare o dal parente. E però, anche in questo caso, per  ragioni
  di  speditezza, oserei usare questo eufemismo, non ci fu modo  alla
  fine della legislatura, eravamo in realtà nel  Collegato , provammo
  a  inserirlo  lì.  Ciò non accadde. Sono lieto di ritrovare  questa
  correzione utile anche nella legge.
   Nella  scorsa legislatura i colleghi che erano presenti sanno  che
  il  Presidente della Commissione Antimafia fu eletto all'unanimità.
  L'auspicio è che anche in questa legislatura ciò possa accadere.
   L'impegno e la certezza, che  io rassegno al Governo, e  da  parte
  del  Governo all'Assemblea, è che il Governo è, certamente,  libero
  da condizionamenti.
   L'approvazione   di   questo  disegno  di   legge,   che   auspico
  all'unanimità,  sono certo rappresenterà anche  un  fatto,  che  in
  questo momento è un auspicio ma, che presto per me sarà certezza  e
  cioè che anche il Parlamento è libero da condizionamenti.

   PRESIDENTE. Non essendoci altri interventi, pongo in votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
                               «Articolo 1.
               Modifiche  al  titolo della legge  regionale  14
             gennaio 1991, n. 4

   1.  Il  titolo  della  legge regionale 14 gennaio  1991,  n.  4  è
  sostituito   dal   seguente:   Istituzione   di   una   Commissione
  parlamentare  di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della  mafia  e
  della corruzione in Sicilia».

   Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
                               «Articolo 2.
               Modifiche agli articoli 1 e 2 della legge
             regionale 14 gennaio 1991, n. 4 in materia di
                    composizione della Commissione

   1. All'articolo 1, comma 3, della legge regionale 14 gennaio 1991,
  n.  4  le  parole  quindici deputati sono sostituite  dalle  parole
  tredici deputati .

   2.  All'articolo 2, comma 1, della legge regionale  n.  4/1991  le
  parole   tre  vicepresidenti  sono  sostituite  dalle  parole   due
  vicepresidenti».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
                               «Articolo 3.
           Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 14
           gennaio 1991, n. 4 in materia di competenze della
                              Commissione

   1.  L'articolo 3 della legge regionale 14 gennaio  1991,  n.  4  è
  sostituito dal seguente:

   Art. 3. - 1. Spetta alla Commissione:

    a)   vigilare  e  indagare  sulle  attività  dell'amministrazione
    regionale  e degli enti sottoposti al suo controllo in  ordine  a
    possibili   infiltrazioni  e  connivenze  mafiose  e  con   altre
    associazioni criminali similari;

    b)  svolgere  le  attività di prevenzione e  di  contrasto  della
    corruzione,  della  concussione e in  genere  di  tutti  i  reati
    contro  la  pubblica  amministrazione e  delle  illegalità  nella
    Regione e negli enti del sistema regionale;

    c)  vigilare  per  le  medesime finalità sulla  regolarità  delle
    procedure  e  sulla destinazione dei finanziamenti erogati  dalla
    pubblica  amministrazione regionale e dagli  enti  sottoposti  al
    suo  controllo  nonché  sulle procedure di  affidamento  e  sulla
    assegnazione  degli  appalti; verificare la piena  attuazione  da
    parte   dell'amministrazione   regionale,   degli   enti   locali
    siciliani  e  di  ogni altro ente o istituzione  sottoposti  alla
    vigilanza della Regione, della legge 13 settembre 1982, n. 646  e
    successive  modifiche ed integrazioni nonché di ogni altra  legge
    o  provvedimento  dello  Stato o della  Regione,  concernente  la
    lotta  contro  la  mafia con riferimento a tutte le  disposizioni
    che riguardano l'attività degli enti sopra menzionati;

    d)  contribuire ad assicurare la piena ed efficace adozione delle
    misure  di  prevenzione  della  corruzione  previste  dal   Piano
    nazionale anti corruzione approvato dall'Autorità Nazionale  Anti
    Corruzione  (ANAC),  secondo direttive e  disposizioni  attuative
    definite  dall'ANAC stessa; contribuire a rafforzare il controllo
    sull'effettiva   applicazione  e  sull'efficacia   delle   misure
    adottate  dalla  Regione e dagli enti del sistema  regionale  per
    prevenire  e  contrastare  la corruzione  e  l'illegalità  e  sul
    rispetto    delle   regole   sulla   trasparenza    dell'attività
    amministrativa;

    e)  analizzare,  a livello regionale, le cause e  i  fattori  dei
    comportamenti corruttivi e illegali e individuare gli  interventi
    che  ne  garantiscano  la prevenzione e il  contrasto;  esprimere
    pareri,  ai  soggetti  istituzionali che ne fanno  richiesta,  in
    materia   di   eventuali  violazioni  accertate  dei   funzionari
    pubblici  della legge e dei codici di comportamento  ed  operare,
    in  raccordo  con le strutture competenti della Regione  e  degli
    enti    del   sistema   regionale,   nella   definizione,   nella
    implementazione  e  nell'aggiornamento  dei  codici  stessi,  nel
    monitoraggio  della  loro  effettiva adozione  e  nella  verifica
    della relativa osservanza;

    f)  verificare  la  congruità della  normativa  vigente  e  della
    conseguente   azione   dei   pubblici   poteri   nella   Regione,
    formulando       proposte       di      carattere    legislativo,
    amministrativo   ed  organizzativo,  al  fine  di   rendere   più
    coordinata  ed incisiva l'iniziativa della Regione e  degli  enti
    da  questa  vigilati  nonché degli enti  locali  siciliani  nella
    lotta   contro   lo  mafia  e  le  altre  forme  di   criminalità
    organizzata;

    g)  indagare sul rapporto tra mafia e politica, sia riguardo alla
    sua  articolazione nel territorio e negli organi  amministrativi,
    con  particolare riferimento alla selezione dei gruppi  dirigenti
    e  delle candidature per le assemblee elettive, sia riguardo alle
    sue  manifestazioni  che, nei successivi momenti  storici,  hanno
    determinato delitti e stragi di carattere politico-mafioso;

    h)  svolgere  il monitoraggio sui tentativi di condizionamento  e
    di  infiltrazione  mafiosa negli enti locali  e  proporre  misure
    idonee  a  prevenire ed a contrastare tali fenomeni,  verificando
    l'efficacia  delle  disposizioni vigenti in  materia,  anche  con
    riguardo  alla normativa concernente lo scioglimento dei consigli
    comunali  e  provinciali  e  la  rimozione  degli  amministratori
    locali;

    i)  promuovere  e  realizzare,  anche  in  coordinamento  con  la
    Commissione parlamentare d'inchiesta sul fenomeno delle  mafie  e
    sulle   altre  associazioni  criminali  anche  straniere  e   con
    esponenti della società civile, ogni altra iniziativa volta  alla
    formazione  ed alla diffusione di una cultura di contrasto  e  di
    superamento  di  fenomeni  mafiosi,  di  massoneria  deviata,  di
    corruzione e di collusione politico-mafiosa in Sicilia;

    l)   vigilare   nei  procedimenti  disciplinari   incoati   dalle
    amministrazioni   locali   concernenti   materie   relative    ad
    incolpazioni   per   ipotizzate  corruzioni,   concussioni      e
    reati    contro    la     pubblica amministrazione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                               «Articolo 4.
           Modifiche all'articolo 7 della legge regionale 14
          gennaio 1991, n. 4 in materia di relazione annuale
                           della Commissione

   1.  All'articolo 7 della legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4, il
  comma 1 è sostituito dal seguente:

   1.  La  Commissione  relaziona ogni anno  all'Assemblea  regionale
  siciliana  sulla  propria attività. La mancata presentazione  entro
  quattro  mesi della relazione annuale determina lo decadenza  della
  Commissione stessa».

   Comunico che all'articolo 4 è stato presentato l'emendamento  4.1,
  a firma della Commissione, interamente sostitutivo dell'articolo 4.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               «Articolo 5.
           Modifiche all'articolo 3 della legge regionale 20
                         novembre 2008, n. 15
               in materia di contrasto alla criminalità
                              organizzata

   1. All'articolo 3 della legge regionale 20 novembre 2008, n. 15  e
  successive modifiche ed integrazioni, dopo il comma 4 è inserito il
  seguente:

   4  bis. I benefici in favore degli imprenditori di cui al comma  2
  sono  concessi altresì qualora le richieste estorsive o provenienti
  dalla  criminalità  organizzata  siano  denunciate  dal  coniuge  o
  parente  fino  al  secondo  grado  dell'imprenditore  o  da   altro
  soggetto,   inserito    a   qualsiasi   titolo  nell'organizzazione
  dell'impresa,   destinatario  dell'attività   estorsiva   o   della
  richiesta  della  criminalità organizzata. Il diritto  ai  benefici
  resta    subordinato   alla   costituzione    di    parte    civile
  dell'imprenditore nel procedimento penale».

   Comunico che all'articolo 5 è stato presentato l'emendamento  5.1,
  a  firma  della Commissione. Lo pongo in votazione. Il  parere  del
  Governo?

   CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  5  così  come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                                «Articolo. 6.
                                  Entrata in vigore

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della
  sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del  giorno  n.   7
   Istituzione   della  Commissione  parlamentare  di   inchiesta   e
  vigilanza  sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ,
  a  firma  degli  onorevoli Zafarana, Fava, Figuccia, Mangiacavallo,
  Genovese, Ciaccio Gucciardi, Pullara, Savona ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

         (E' approvato)


   Presidenza del Presidente Miccichè


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge n.
                                 101/A

   PRESIDENTE. Si passa alla  votazione finale per scrutinio nominale
  del disegno di legge n.  del 101/A   Modifiche alla legge regionale
  14  gennaio 1991, n. 4 (Istituzione di una Commissione parlamentare
  di  inchiesta  e  vigilanza sul fenomeno della  mafia  in  Sicilia.
  Modifiche  alla legge regionale 20 novembre 2008, n. 15 in  materia
  di contrasto alla criminalità organizzata .
   Indìco  la  votazione finale per scrutinio nominale. Chiarisco  il
  significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi vota
  no  preme  il  pulsante  rosso; chi si astiene  preme  il  pulsante
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti ....... 45
   Maggioranza ............   23
   Favorevoli ............... 45
   Contrari .................  0
   Astenuti .................  0

         (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  per  la Commissione  appena  costituita   il
  Presidente   dell'Assembla  si  farà  carico  di  nominare   i   13
  rappresentanti   che  ne  faranno  parte,  ovviamente   in   numero
  corrispondente  alla  consistenza  dei  Gruppi  e  farò  sapere  ai
  Capigruppo quanti sono i membri da nominare e, ovviamente, pregherò
  i  capigruppo  di darmi il suggerimento migliore per chi  ne  debba
  fare parte.


   Presidenza del Presidente Miccichè


      Ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento interno

   TANCREDI.  Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   TANCREDI.   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  all'inizio della seduta con un certo stupore il Presidente Di Mauro
  parlare  di  questo viaggio dell'assessore Ippolito a Roma  per  la
  risoluzione  del  problema relativo alla mancata  erogazione  degli
  emolumenti  Inps,  ai  Pip e agli Asu per  i  mesi  di  dicembre  e
  gennaio.
   Sono  rimasto  sorpreso,  perché è  vero  che  siamo  in  campagna
  elettorale  e  fare vedere di essere attivi, di essere propositivi,
  però forse sarebbe stato corretto che l'Assessore avesse quantomeno
  fatto  una  telefonata ai suoi uffici perché l'avrebbero  informata
  che  l'INPS  ha  praticamente già risolto il  problema.  Perché  la
  dottoressa  Di  Michele,  la responsabile nazionale,  ha  già  dato
  ordine  al  dottore  Saltalamacchia  di  erogare  il  sussidio  per
  dicembre.
   Inoltre, dovrebbe sapere che in questo momento gennaio non è stato
  erogato  per  un  motivo  semplicissimo,  perché  noi  non  abbiamo
  completato  come Regione il trasferimento delle somme all'INPS  per
  poterlo   erogare.  Quindi,  è  una  mancanza  in  questo   momento
  sostanzialmente nostra.
   Tra  l'altro, ho potuto vedere poi, perché non sapevo  nemmeno  di
  questa iniziativa dell'Assessore su Roma, ho potuto anche vedere un
  suo  filmato  che gira su whatsapp che parla di un debito  che  noi
  avremmo  con  l'INPS,  mandato dall'INPS, che effettivamente  è  un
  debito accertato di 140 milioni circa che risale al 1999.
   Dovrebbe  sapere,  visto che il 10 novembre 2017  gli  hanno  dato
  comunicazione,  che  la convenzione era in esaurimento  e,  quindi,
  l'INPS  ci  chiedeva  di  sederci ad un  tavolo  per  cominciare  a
  discutere su come avremmo ritornato queste somme.
   Quindi,  io do un suggerimento all'Assessore, capisco che  essendo
  in  campagna elettorale sarà molto impegnata, ma credo che  sarebbe
  il  caso che entro le prossime giornate di lavoro magari faccia  in
  modo  di raccordarsi con l'Assessore Armao per trovare questi fondi
  e  potere  rinnovare la convenzione dell'INPS,  che  è  in  proroga
  straordinaria, perché altrimenti ad aprile ci ritroveremo ad  avere
  lo stesso problema e non sarà possibile erogare questi sussidi agli
  ASU  ed  ai  PIP  che si troveranno di nuovo senza  alcun  tipo  di
  sostegno economico.
   Era soltanto un suggerimento tecnico.

   MILAZZO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
  Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MILAZZO.  Signor Presidente, le volevo sottoporre e  preannunciare
  che  in  un'altra  seduta, appena ci sarà un disegno  di  legge  in
  discussione,  volevo preannunciare all'Aula che abbiamo  intenzione
  di  presentare  un  ordine  del giorno  per  chiedere  all'Aula  di
  costituire  una  Commissione  speciale  sul  tema  dell'insularità,
  ovviamente da inserire nello Statuto siciliano, nel nostro Statuto,
  perché pensiamo che questo tema sia un tema importante sul quale il
  Parlamento  debba approfondire ed aprire un dialogo  anche  con  il
  Parlamento nazionale perché poi questo comporterà una modifica allo
  Statuto   e,   quindi,   essere  sottoposto  all'approvazione   del
  Parlamento e noi ci teniamo a portarlo avanti.
   Quindi, preannuncio che presenteremo un apposito ordine del giorno
  da  approvare  nella  prima seduta utile, speriamo  tra  martedì  e
  mercoledì.

   PRESIDENTE. Eventualmente, presentate anche un ordine  del  giorno
  per la costituzione della Commissione Statuto e lo facciamo.

   LO  CURTO. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul tema  posto
  dall'onorevole  Milazzo  in  merito  all'ordine   del   giorno   da
  presentare  sulla questione insularità, mi permetto di  aggiungere,
  oltre  a  candidarmi per integrare il lavoro che  viene  fatto  dal
  Gruppo   di   Forza   Italia  in  tal  senso,   vorrei   sottoporre
  all'onorevole Milazzo che se ne fa promotore, ad adiuvandum  poiché
  la   modifica   dello   Statuto  di   fatto   avviene   con   legge
  costituzionale, quindi con il doppio voto, sappiamo bene, il doppio
  voto di Camera e Senato, ed è un iter abbastanza lungo, mi permetto
  di  suggerire, sempre ad adiuvandum, e mi sia anche consentito fare
  memoria  a me stessa della mia matrice culturale che è una  matrice
  autonomista,  la  prima  volta  che sono  stata  eletta  in  questo
  Parlamento appartenevo ad un Gruppo politico che avevo formato  con
  un  partito  che  si  chiamava   Nuova  Sicilia ,  quindi,  i  temi
  dell'autonomia sono endogeni alla mia cultura politica.
   Volevo  suggerire la possibilità di fare una legge voto in  questo
  Parlamento.  Una legge voto ed  ancora non solo la legge  voto,  ma
  anche - onorevole Milazzo, lei è veramente discolo, mi costringe  a
  fermarmi  un  attimo-, però il tema è veramente tanto importante  e
  spesso nemmeno noi ne abbiamo piena consapevolezza, perché qualcuno
  dice  che l'insularità è un fatto scontato, siamo Isola. In realtà,
  l'insularità  va  fatta valere come principio che determina  alcune
  considerazioni  a favore della Sicilia che certamente  è  terra  di
  svantaggio.
   Allora, per ottenere questo e per essere ancora più cogente e  più
  impegnativa  nei  confronti dei prossimi  organismi  nazionali  che
  verranno  eletti, Camera e Senato, qualunque esso sia  l'esito  del
  voto  del  4  marzo,  qualunque  Governo  potrà  uscire,  qualunque
  formazione   parlamentare  potrà  uscire,  ritengo  utile,   signor
  Presidente  -  a  questo punto mi rivolto a lei, che  forse  è  più
  giusto che io lo faccia - è più giusto fare sostenere questa  legge
  da  un  referendum popolare, come hanno fatto in Veneto e in  altre
  regioni d'Italia. Questo perché i cittadini siciliani devono capire
  e  conoscere la problematica, devono sostenere l'azione  di  questo
  Governo  e  delle  forze  politiche che qui  lo  rappresentano,  in
  maniera  da dare un serio sostegno, un valore ancora più importante
  alla  legge voto per poi dire al Parlamento nazionale: questa è  la
  volontà del popolo siciliano, popolo-nazione, così lo chiamerei.
   Questo  è  quanto mi preoccupo di sostenere nella direzione  delle
  cose che diceva l'onorevole Milazzo.


   Presidenza del Presidente Miccichè


   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  mercoledì,
  21 febbraio 2018, ore 16.00, con il seguente ordine del giorno:

    I  -COMUNICAZIONI
  II  -  PROCEDURA D'URGENZA DELL'ESAME DEL DISEGNO DI LEGGE N. 166
  III  -DISCUSSIONE DI MOZIONI SULLA EMERGENZA IDRICA REGIONALE

                   La seduta è tolta alle ore 17.27

                     DAL  SERVIZIO LAVORI  D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il  Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa  Maria Cristina Pensovecchio