Presidenza del Presidente Miccichè
La seduta è aperta alle ore 17.03
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, siccome la I Commissione non ha
finito i lavori e si è aggiornata a domattina, non possiamo quindi
incardinare il disegno di legge e rinviamo anche noi a domani
pomeriggio, però vorrei approfittare della questione, se ci sono i
Capigruppo stasera stessa oppure domani mattina di fare una
riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché dobbiamo
anche decidere che cosa fare per l'ordine dei lavori dei prossimi
giorni. Ci sono interventi?
Sull'ordine dei lavori
FAVA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie, disponibile
ovviamente per l'eventuale riunione dei Capigruppo oggi o domani
quando ella riterrà. Le vorrei chiedere di farsi portavoce di
un'esigenza che credo non sia soltanto di chi le parla. Noi avremmo
bisogno di incontrare in quest'Aula, perché sia luogo di confronto
e di discussione, il Presidente della Regione ed il neo assessore
per la cultura. Ritengo che sia urgente per evitare che questo
dibattito venga delegato al florilegio di dichiarazioni,
affermazioni ed esternazioni sulle pagine dei giornali.
Ritengo che sia particolarmente urgente perché le confesso, signor
Presidente, e credo che lei potrà condividere le ragioni profonde
di queste preoccupazioni, siamo anche di fronte a, diciamo, un
assessore che ha assunto posizioni significative dal punto di vista
della lettura storica di questi anni e di quelli passati.
Io sono amico di molti parlamentari e anche di molti amici
parlamentari di destra, quindi il punto non è questo. Il punto è
che affermare apoditticamente, l'affermarlo nelle vesti di
assessore della cultura, che fascismo e antifascismo sono categorie
del secolo scorso che non hanno più alcuna utilità, credo che
pretenda un ragionamento condiviso affinché si sappia quale
funzione vorrà avere l'assessore alla cultura non soltanto in nome
e per conto di questo Governo, ma anche rispetto a questo
Parlamento.
Devo dire anche che sono molto preoccupato e infastidito dal tono
un po' da direttore didattico che il Presidente della Regione
continua ad usare nei confronti di quest'Aula e in genere della
comunità siciliana: la brava gente sta a casa e sta zitta , come
reazione al fatto che ci siano stati decine di migliaia di
siciliani che si sono posti il problema della compatibilità tra le
affermazioni di questo assessore e la funzione che deve ricoprire,
è un'affermazione che non si può accettare, che non si può
tollerare.
Così come ritengo che sia un atto di rispetto dovuto a questa
Assemblea che non è la cassetta della posta in cui indirizzare le
missive del Governo, che il Presidente, che lo voglia o meno, che
ci sia voto segreto o meno, qui venga per discutere, come qualcuno
ricordava la volta scorsa, di un bilancio alla fine dei primi due
anni di Governo e soprattutto, nel caso in specie, perché si possa
insieme a lui, all'assessore alla cultura, discutere di quale
voglia essere l'indirizzo sul piano morale e politico che verrà
dato a questo ramo estremamente delicato della nostra
amministrazione. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava, che il fascismo sia un
fenomeno del secolo scorso è indubbio, la discussione sul fascismo
e antifascismo è un fatto diverso.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà. Volete
aprire un dibattito sul neo assessore?
PASQUA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarebbe stato
interessante riuscire ad avere qui davanti a questi deputati in
quest'Aula il Presidente della Regione siciliana che, a quanto
abbiamo appreso dai giornali, ha nominato, anzi, si è fatto
indicare il nome di un assessore, mentre in teoria doveva essere
lui a nominarlo perché gli assessori sono nominati e scelti dal
Presidente della Regione.
Però, questo è interessantissimo, il fatto di trovare questa
poltrona sempre vuota, e averla avuta vuota durante tutta la
trattazione di finanziaria e bilancio è stato davvero, Presidente,
mi scusi se la disturbo non volevo
PRESIDENTE. Ascolto due persone contemporaneamente.
PASQUA. Ah, con un orecchio sente uno e con un orecchio sente
l'altro. Ottima qualità
Ecco, questa Assemblea e questi deputati avrebbero avuto il
piacere di sapere cosa pensava il Presidente della Regione Musumeci
delle affermazioni che, come ha detto il collega Fava,
apoditticamente il neo assessore - che ancora non sappiamo se è
neo assessore - cioè lo dovremmo sapere
PRESIDENTE. Onorevole Pasqua, scusi, siccome appena è iniziata
l'Aula mi è stata chiesta la parola sull'ordine dei lavori, io l'ho
data, ma la prima cosa che io avrei dovuto leggere sarebbe stata la
nomina dell'Assessore, per cui se voi non mi date il tempo di farlo
e dite: ancora non lo sappiamo , io lo so, avrei dovuto
comunicarlo in Aula e non me ne avete ancora dato il tempo.
PASQUA. Presidente, l'elezione diretta del Presidente della
Regione non ha cambiato il rapporto che c'è tra l'Aula ed il
Governo, non l'ha cambiato; è cambiato solamente per quanto
riguarda l'elezione che non viene più formata all'interno dell'Aula
una maggioranza e c'è adesso un Governo eletto, ma il rispetto di
quest'Aula - io lo chiedo a lei, Presidente, che sono sicuro avrà
un terzo orecchio capace di ascoltare quello che le sto chiedendo -
faccia rispettare un po' di più questa Assemblea e questi deputati.
Grazie.
PRESIDENTE. Il Governo ha sempre rispettato ovviamente quest'Aula,
né quest'Aula potrebbe non farsi rispettare da chiunque, Governo
compreso. Per cui, da questo punto di vista non ho rimproveri da
fare assolutamente a nessuno.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Dipasquale. Onorevole
Dipasquale, cambia con l'onorevole Lupo? Allora, scusi, onorevole
Lupo, siccome lei era iscritto dopo l'onorevole Cappello, ha
facoltà di parlare l'onorevole Cappello.
CAPPELLO. Signor Presidente, Grazie. Assessore Cordaro, io ho
visto l'intervista, credo fosse ieri, nella quale lei insieme al
Presidente
PRESIDENTE. Chiedo scusa, non potete stare così vicini.
Ricominciamo Quando finirà, in siciliano diremmo sta camurria'
sarò solo più felice. Finché rimane come disposizione di legge è
mio obbligo farla rispettare.
Prego, onorevole Cappello.
CAPPELLO. Onorevole Cordaro, ieri l'ho vista accompagnare il
Presidente Musumeci durante questa intervista al TG3 e durante
questa intervista il giornalista ha chiesto al Presidente che cosa
ne pensasse di queste decine di migliaia di siciliani che - udite,
udite - hanno osato manifestare il proprio dissenso rispetto alla
scelta scellerata di questo Presidente di affidare alla Lega,
rappresentata appena da tre siciliani che hanno, diciamo,
circumnavigato i vari Gruppi parlamentari sino ad approdati appunto
alla Lega, l'Assessorato dei beni culturali e della identità
siciliana.
Sono certo che la mascherina l'ha salvata dall'imbarazzo che non
posso non credere lei abbia avuto, se come tutti i siciliani si è
sentito indignato dalle parole del Presidente Musumeci che ha
definito questa decina di migliaia di persone come un gruppetto di
poveretti che, forse, soffrono di problemi personali o familiari .
Onorevole Cordaro, ma è questa la considerazione che il Presidente
Musumeci ha di quei siciliani che non condividono le scelte di
questo Presidente? Ma che cosa è il Presidente Musumeci capace solo
di assecondare quelli che ipocritamente battono le mani perché è
anche vero oggi si sono pentiti di averlo votato? Questo Presidente
Musumeci, che non c'è, è assolutamente indegno, indecoroso, questo
atteggiamento non può appartenere ad una persona che riveste questo
ruolo.
Sì, è vero, è stato legittimamente eletto dai siciliani e come
tale ha il dovere di rispettarli tutti Quelli che gli battono le
mani e quelli che manifestano il proprio dissenso. Perché,
onorevole Cordaro, dica al Presidente Musumeci che alla prima
occasione utile, quando riterrà degno questo Parlamento della sua
presenza, di venire qui in Aula e di chiedere scusa a questi
siciliani, perché questo comportamento è assolutamente
inammissibile, inaccettabile, vergognoso, indecoroso, esattamente
come le sue scelte che lo hanno collocato al primo anno di
legislatura all'ultimo posto nel gradimento come Presidente della
Regione, al secondo anno al penultimo posto, e ora lui sta
lavorando per tornare fieramente e nuovamente all'ultimo posto.
Dopodiché, mi chiedo: ma vuole davvero sequestrare la democrazia
in questa Regione? Perché quando definisce perbene soltanto i
siciliani che stanno a casa e stanno zitti evidentemente lui pensa
di volere intimidire i siciliani e pensa di volergli togliere
quello che in democrazia è diritto di critica. Si vergogni
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, Assessore, onorevoli colleghi,
questa è la terza volta che intervengo in Aula dopo l'approvazione
della finanziaria per ribadire un concetto fondamentale ritengo.
Siamo nella seconda fase, ma è possibile che il Presidente della
Regione non senta il bisogno di confrontarsi con il Parlamento su
una fase così delicata come quella della seconda fase del
Coronavirus? Ma è normale che un Presidente della Regione non pensa
di affrontare il Parlamento, se è convinto delle scelte che appunto
fa, delle scelte che ha fatto dal punto di vista della composizione
della Giunta. Io no parlerò dell'Assessore, perché non voglio
perdermi il piacere di farlo quando sarà presente lui in
quest'Aula. Ma è normale che il Presidente della Regione non senta
questo bisogno? E' normale che il Presidente della Regione, dopo
quasi tre anni, a due anni e mezzo dal mandato non pensa di venire
qui in Aula a fare il punto sul bilancio, sull'operato? Cioè, ma è
normale che in un momento così delicato dove ci troviamo in una
fase sanitaria di emergenza che non si è conclusa ma che, anzi, in
questo momento è veramente in emergenza, forse più di prima.
Noi abbiamo tutte le patologie non COVID ancora che sono bloccate
in quelli che sono gli interventi proprio anche ambulatoriali o che
proprio hanno bisogno quegli interventi immediati e dove - l'ho
detto più volte, ormai lo dico da tre settimane dico sempre la
stessa cosa - mi fa piacere che oggi qualcun altro sente anche
questo bisogno che non può essere solo, cari colleghi, quello lì di
avere qua il Presidente per parlare dell'assessore della Lega. E'
importante, fondamentale, abbiamo tante cose da dirgli,
confrontarci con lui perché sicuramente tante cose le dobbiamo
capire.
Una cosa che è sicura, però, il Presidente della Regione certe
dichiarazioni, davvero, può evitare di farle. Assessore Cordaro,
lei che è molto amico, è molto vicino era presente durante quella
intervista quando il Presidente della Regione ha dichiarato che chi
non è d'accordo con quella strategia, no quella strategia, con la
volontà di nominare un assessore della Lega è perché ha problemi
personali o perché ha problemi familiari.
Per fortuna, che lei aveva la mascherina, perché io sono convinto
che se non avesse avuto la mascherina avrebbe avuto, veramente,
difficoltà a mantenere anche a non far trapelare quello che è uno
stato d'animo davvero di grande imbarazzo. Perché imbarazzante,
colleghi. Cioè, uno la può pensare diversamente anche su questo
possiamo avere tante idee diverse, ma non può un Presidente della
Regione considerare - non entro nel merito se sono pochi, anche se
dovessero essere pochissime, poche unità, cinquanta persone, cento
persone - non può considerare quelle persone malate; perché,
altrimenti, quelle stesse persone che cosa devono dire, che cosa
devono pensare? Che questo è un Presidente che ha bisogno di uno
psichiatra? Di essere aiutato? Non siamo a questo livello Siamo
ancora in democrazia, dove ognuno davvero esprime quella propria
opinione.
Quindi, ribadisco e concludo, abbiamo bisogno del Presidente. E
abbiamo bisogno, ritorno a dire, prima per le emergenze che
abbiamo, poi per le riflessioni anche politiche.
Noi ci ritroviamo nella fase 2 con ancora le domeniche chiuse. Da
una parte vogliamo aprire al mondo, stiamo aprendo al mondo
dall'altra parte chiudiamo le domeniche per alcune attività
commerciali. Abbiamo difficoltà per quanto riguarda la balneazione
e tutti gli stabilimenti balneari. Abbiamo bisogno un confronto
sereno con il Presidente della Regione. Lo dico da tre volte. Io
penso che il Presidente della Regione qui non vuole venire e a noi
rimane solo un modo, cari colleghi: dobbiamo presentare la mozione
di sfiducia al Presidente della Regione, perché altrimenti noi
rischiamo di fare chiacchiere. Presentiamo la mozione di sfiducia e
guardate che porteremo il Presidente qui in Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, colleghi, Assessore, parlare dopo una
richiesta di mozione di sfiducia in piena emergenza sembrerebbe
quasi sconfessare tutto quello che si è detto qualche minuto fa; in
piena emergenza, si è aperta la fase 2 ed ora, per portare il
Presidente della Regione che sta quotidianamente e secondo dopo
secondo lavorando per un miglioramento della qualità sanitaria,
imprenditoriale di questa nostra Regione, dovremmo farlo venire per
parlare di nuovo di non so cosa. Ed allora, colleghi, in Conferenza
dei Capigruppo si stabilisca quando fare venire il Presidente della
Regione.
Io non ricordo una sola volta Presidente, e lei mi potrà aiutare a
ricordare, che lei, la Presidenza, abbia chiamato il Presidente
della Regione a confrontarsi in un dibattito su richiesta dei
Capigruppo, quando il Presidente della Regione si sia sottratto al
confronto. Mai Questo lo dobbiamo dire Oggi non è qui, c'erano
previste comunicazioni, i lavori d'Aula si prevedeva che dovessero
prendere una piega che non hanno preso ed oggi ci stiamo
confrontando sulla assenza del Presidente della Regione in Aula
quando è nei suoi uffici che sta cercando di dare il meglio, il
massimo per cercare di governare questa terra.
Ed allora, Presidente, io ritengo che queste polemiche siano
veramente sterili. Io ritengo che, qua, ci siano persone che si
stanno rimboccando le maniche per dare delle risposte e ritengo
sterile la polemica posta dal Movimento Cinque Stelle riguardo la
nomina del leghista Alberto Samonà alla guida dell'Assessorato dei
Beni culturali della Regione Sicilia. Tutti, tanti di noi conoscono
Samonà, è un siciliano, sicilianista convinto, un uomo di cultura,
non è nato, come dicevano alcuni di loro, a Busto Arstizio, è di
una nota famiglia di uomini e donne della cultura, che hanno
rappresentato al meglio la cultura siciliana; dopodiché, voglio
dire, amici del Movimento Cinque Stelle, fino a qualche settimana
fa, voi eravate alleati. Vi siete sentiti quasi traditi dalla Lega
che, voglio dire, ha scelto ad un certo punto di staccare la spina
al Governo. Dopodiché vi siete ritrovati gli amici del PD.
Ma questa è storia, e se ci dobbiamo lamentare che il Presidente
della Regione abbia scelto di condividere il percorso da ora in poi
con la Lega, che fin dall'inizio della Legislatura e durante la
campagna elettorale ha sostenuto il Presidente della Regione
mettendoci la faccia, il segretario della Lega è venuto, in
Sicilia, ha parlato anche con gli altri esponenti della coalizione,
hanno messo il simbolo, hanno eletto il loro rappresentante, oggi
qua c'è un gruppo costituito che abbiamo avuto modo di salutare
nelle settimane passate. Ritengo un naturale percorso all'interno
di una coalizione che già era preesistente prima di ieri, ma fin
dall'inizio della Legislatura.
Quindi, aspettiamo che il Presidente della Regione possa
presentare a quest'Aula, così come farà quando gli verrà chiesto
dal Presidente dell'Assemblea su input anche della Conferenza
Capigruppo, ci confronteremo con il nuovo assessore per i Beni
culturali, ci confronteremo con il Presidente della Regione, così
come è stato fino ad oggi, ed ogni volta che è stata richiesta la
sua presenza, il Presidente e tutta la Giunta di Governo sono stati
qui ad illustrarci, a relazionarci più volte sull'emergenza
sanitaria.
Dopodiché dico, non è forse, ripeto, ed è una frase che purtroppo
a me dispiace dire, forse in quest'Aula qualcuno voleva che ci
fosse una tragedia in Sicilia dal punto di vista sanitario. Questo
non è successo. Siamo stati, la Sicilia è stata all'avanguardia
rispetto al resto, anche rispetto al resto d'Italia e d'Europa come
ha trattato l'emergenza sanitaria, ben due bergamaschi sono venuti
qui a guarirsi e sono ritornati nel loro paese d'origine. La
Sicilia è anche delle eccellenze sanitarie, è anche merito di tanti
operatori del mondo sanitario che, ben guidati da questo Governo,
stanno operando bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Grazie, Presidente. Desidero farle presente, Presidente, che
noi non vediamo il Presidente della Regione, in quest'Aula, da più
di un mese. Ricordiamo, stavamo esaminando la legge di stabilità e
la modalità e la motivazione per le quali il Presidente della
Regione ha abbandonato quest'Aula, io penso che investano anche le
sue responsabilità, Presidente.
Il Presidente della Regione non ha un ufficio che si chiama
Palazzo d'Orléans, punto e basta. Il Presidente della Regione è uno
dei settanta deputati di questa Assemblea regionale siciliana ed ha
il dovere, direi perfino costituzionale, statutario, di partecipare
ai lavori parlamentari, non come un di più, come un optional, ma è
un suo preciso dovere.
Il Presidente della Regione è un deputato, il Presidente della
Regione percepisce un'indennità parlamentare come gli altri
deputati regionali. Questo, per il Presidente della Regione, Sala
d'Ercole è il suo posto di lavoro e non si può assentare dicendo
che ha sempre qualcosa di più importante da fare, perché questo non
è vero, perché significa che non ha compreso fino in fondo qual è
il suo ruolo di Presidente che deve confrontarsi con il Parlamento
che rappresenta cinque milioni di persone.
Questo è il primo punto. Il secondo. La motivazione. Abbandona
l'Aula - e, peraltro, l'ha fatto in maniera molto polemica durante
i lavori dell'esame della legge di stabilità - ha abbandonato
l'Aula per protestare contro una richiesta di voto segreto. Il
Presidente della Regione, che è il capo dell'Esecutivo di questa
Regione, non ha alcun diritto di dettare le regole di questo
Parlamento, perché i parlamenti nel nostro ordinamento
costituzionale sono liberi, si autoregolamentano. Le regole di
questo Parlamento le decide soltanto questo Parlamento.
La concezione del Presidente della Regione di dovere dettare le
regole al Parlamento è una concezione tipicamente dittatoriale.
Solo nei regimi dittatoriali i governi e gli esecutivi impongono le
regole al Parlamento. Qui siamo in democrazia E qual è la
concezione della democrazia del Presidente della Regione lo abbiamo
ascoltato tutti, allibiti, ieri ascoltando quell'intervista. Quando
si dice: la gente perbene sta a casa, non parla , cosa significa
Che chi esercita un diritto di critica non è per bene? Cos'è un
messaggio intimidatorio? Un invito all'omertà? Cos'è? Questa non è
la cultura della nostra Regione Adesso si capisce perché può aver
pensato di affidare la delega dell'assessorato dei beni culturali e
l'identità siciliana perfino ad un rappresentante della Lega.
Questa non è la cultura della Regione Siciliana Questa non è la
cultura dei siciliani, Presidente Non è accettabile che il
Presidente della Regione dica che se qualcuno non la pensa come lui
è perché forse ha problemi, addirittura, problemi familiari Questo
è offensivo di cinque milioni di siciliani, Presidente Chi pensa
questo non è degno di essere il Presidente della Regione Siciliana
E se il Presidente della Regione riterrà di non dovere più
partecipare a questi lavori, lo faremo venire, Presidente.
Valuteremo insieme ai Gruppi di opposizione, con tutti i Gruppi
parlamentari di questo Parlamento, anche la possibilità di
presentare una mozione di sfiducia al Presidente Musumeci e poi
voglio vedere se il Presidente Musumeci verrà in Aula per salvare
la sua poltrona oppure no
Presidente, io la invito a convocare immediatamente il Presidente
della Regione per un'assunzione di responsabilità rispetto a quello
che è il momento, rispetto agli impegni di questa Sicilia, in piena
emergenza economica e sanitaria. Di Coronavirus in Sicilia ci sono
oltre 260 morti, Presidente Questa non è la terra dove il
Coronavirus non ha colpito. È offensivo dire che non è successo
nulla È offensivo di 260 e più persone decedute e delle loro
famiglie
Io la invito, ancora una volta, Presidente a convocare con urgenza
il Presidente della Regione, anche perché avevamo chiesto e
chiediamo con forza che il Presidente affronti il dibattito
previsto dal Regolamento sull'attuazione del programma di Governo.
Ha vinto le elezioni con un programma, ha il dovere di venire a
dire in quest'Aula cosa ha realizzato di quel programma e cosa
intende fare nei prossimi mesi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha
facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei che
le frasi squallide pronunciate dal Presidente della Regione, appena
ieri, nel criticare alcuni cittadini siciliani offuscassero quella
che è una grande mediocrità con la quale il Governo regionale sta
affrontando la crisi, siamo ancora in crisi, in piena crisi
sanitaria.
Io volevo informare l'Aula su un fatto abbastanza allarmante che
riguarda l'Isola di Lampedusa.
Come sapete bene, continuano gli sbarchi dei richiedenti asilo.
C'è un'imbarcazione che dovrebbe essere utilizzata per la
quarantena di questi richiedenti asilo, imbarcazione che si sta per
saturare. Il Centro di accoglienza è già saturo. I cittadini
lampedusani stanno affrontando la crisi causata anche dalla
mancanza di flussi turistici nell'Isola e il combinato disposto di
questi due problemi può causare a sua volta un problema di ordine
pubblico e sociale.
A proposito delle frasi del Presidente della Regione io vorrei
ricordare che la Lega-Nord Padania è stato il primo partito votato
a Lampedusa nelle ultime elezioni europee e che le strutture
sanitarie come il Pronto Soccorso ed altre strutture adibite al
soccorso sanitario ed alla quarantena sono assolutamente
deficitarie.
L'assessore Razza deve, a mio avviso, intervenire urgentemente per
scongiurare, innanzitutto, un pericolo di tipo sanitario ma anche
di ordine pubblico legato alla serenità dei cittadini lampedusani
stessi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Di Paola. Ne ha
facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo fare una
confessione: anch'io ho problemi personali, anch'io ho problemi
personali perché da quello che ho capito i siciliani che criticano
le scelte del Governo regionale hanno dei problemi personali.
Anch'io ho dei problemi personali. Signor Presidente, i problemi
familiari i siciliani li hanno veramente. Su una cosa ieri il
Presidente Musumeci ha sicuramente azzeccato il punto: i siciliani
hanno problemi familiari, in questo momento, ma hanno problemi per
la cassa integrazione che non arriva. La cassa integrazione, al
momento, non arriva e ci sono più di 150 mila siciliani che
aspettano la cassa integrazione in deroga. Così come i ritardi nel
fare i tamponi.
E' inutile che si parla di successo dal punto di vista sanitario.
Dobbiamo ringraziare il nostro clima, dobbiamo ringraziare la
responsabilità dei siciliani e non ce ne facciamo nulla delle scuse
da parte del Presidente Musumeci o dei suoi assessori su questi due
temi perché, colleghi, io credo veramente che il Presidente
Musumeci sia un abile comunicatore, sia un'abile comunicatore
perché anche questa volta, su questo tema dei beni culturali e
della identità siciliana, ha creato tutto questo polverone, ha
creato questo teatrino di modo tale da distogliere le
preoccupazioni dei siciliani in questa fase, perché vorremmo
sapere, lo hanno detto già altri colleghi, quali sono le riforme
che in questi due anni e mezzo ha portato questo Governo regionale.
A me sembra la stessa storia del giochino dei collegati dove questa
Assemblea regionale è stata bloccata per mesi.
E, quindi, il Presidente Musumeci deve venire qui in Aula. Noi
vogliamo capire cosa vuole fare di questa Fase 2 perché fino a due-
tre settimane fa non voleva fare scendere nemmeno i siciliani e fra
qualche settimana, invece, apre le discoteche. Ma di cosa stiamo
parlando Presidente Miccichè?
Il Presidente Musumeci deve venire in Aula, deve venire in Aula
per fare capire ai siciliani, per fare capire ai rappresentanti che
sono stati eletti dai siciliani qual è l'indirizzo politico di
questo Governo regionale per questa importantissima Fase 2 che
potrebbe essere una fase di rilancio per la nostra Regione.
E, invece, il Presidente Musumeci cosa fa? In un periodo
particolare, e non ce lo neghiamo colleghi, si parla di poltrone,
si parla esclusivamente di poltrone, Presidente, perché con la
maggioranza siete stati all'interno delle stanze del Presidente per
due giorni per spartirvi non solo l'Assessorato ai beni culturali e
dell'identità siciliana, dato alla lega, ma per spartirvi tutta una
serie di posti di sottogoverno o del futuro che sarà di questa
Sicilia.
I siciliani non meritano tutto questo, Presidente Miccichè,
soprattutto in questa fase
Spero che il Presidente Musumeci, prima possibile, venga in Aula
Venga in Aula a confrontarsi, a far capire qual è la visione
politica di questo Governo regionale che non può essere solo ed
esclusivamente una visione di poltrone, di suddivisione di
poltrone, di suddivisione di potere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Figuccia. Ne ha
facoltà.
FIGUCCIA. Signor Presidente, cercherò di non interpretare anche io
- come purtroppo spesso accade nel gioco delle parti - un ruolo di
chi decide di stare tra i banchi della maggioranza rispetto a chi
decide di stare invece fra i banchi dell'opposizione.
Sarebbe troppo facile, signor Presidente, fare riferimento ai
ritardi del Governo nazionale.
Ricordo come erano i primi giorni immediatamente all'avvio della
fase emergenziale, già a fine gennaio il Presidente del Consiglio
dei Ministri dichiarava che era tutto sotto controllo.
I ritardi ci sono stati. Probabilmente nessuno poteva sapere di
una fase così difficile che ci saremmo ritrovati a vivere.
Vorrei - cercando anche di gettare acqua sul fuoco - nel dirle che
condivido la richiesta dell'opposizione, e sono certo che il
Presidente dell'Assemblea nella sua saggezza che è la stessa che ha
accompagnato i lavori della finanziaria non vorrà certamente
sottrarre al dibattito dell'Aula la presenza del Presidente della
Regione.
Credo che questa è una richiesta giusta, credo che diventi
strumentale nel momento in cui si fa riferimento a mozioni di
sfiducia e sarebbe quello sì un atteggiamento irresponsabile, lo
stesso che potrebbe provare la maggioranza, la coalizione del
Governo regionale nel prendersela con la Presidenza del Consiglio
dei Ministri. Credetemi, sarebbe un gioco delle parti non
apprezzato certamente da nessuno
Non credo che fuori da questo Parlamento, Presidente, qualcuno ci
chieda di fare il gioco delle fazioni. Per noi c'è un Presidente
del Consiglio dei Ministri, c'è un Presidente della Regione, c'è un
Presidente dell'Assemblea e credo che tutti quanti, in una fase
così complessa, dobbiamo richiamarci al senso delle istituzioni.
Certamente dovranno essere affrontati dei temi, ciascuno di noi
nei propri territori si farà portavoce di interessi legittimi che
sono stati rappresentati.
Andando in giro per le strade, le dico la verità Presidente, non
sento gente che dice Ah, mah l'Assessore all'identità '. E' un
siciliano, la lega faceva parte della coalizione di Governo. Qual è
il problema? Qual è lo scandalo? Forse qualche parola fuori luogo
Ma non pensate che oggettivamente questo tipo di dibattito così
impostato - oggettivamente - non giovi a nessuno Credo che
dovremmo spostare l'interesse verso quelle misure che abbiamo
portato a casa in finanziaria - questo certamente. Credo che
abbiamo fatto un grande lavoro, Presidente - e questo si deve dire
Una manovra finanziaria con risorse extraregionali anche facente
riferimento ai fondi POC ma per decenni probabilmente non si era
mai fatto.
Noi per la prima volta siamo riusciti a fare quadrato tutti
insieme, maggioranza e opposizione, per mettere in bilancio risorse
aggiuntive. Oggi qual è la partita? E qua vorrei che le opposizioni
alzassero la voce La partita oggi è quella di fare riferimento ai
Dipartimenti, agli Assessorati in modo da rendere quelle misure
effettivamente operative.
La partita certamente è quella di rendere operative le misure
delle attività produttive, del turismo, dei conducenti.
Mi dispiace che non c'è, per esempio, l'Assessore per il lavoro
che ricorderà - Presidente - si era preso un impegno legato alla
riorganizzazione della macchina amministrativa regionale.
In questo momento sta passando un messaggio che a me, francamente,
non piace, che è quello che i dipendenti della Pubblica
Amministrazione sono tutti in smart-working, come se non stessero
facendo niente.
E' esattamente il contrario. Io sento di dipendenti
dell'Amministrazione regionale che sono a casa, a lavoro, anche per
12-14 ore, in condizioni, giustamente, col bambino che tira, con la
moglie che s'arrabbia. Ora, probabilmente, va riorganizzato il
sistema del lavoro in Sicilia. Lo smart-working non è un modo per
starsene a casa. Stiamo affrontando il tema della semplificazione
amministrativa, della sburocratizzazione, mettiamo mano, invece,
seriamente, anche al tema della riorganizzazione del sistema del
lavoro nella Pubblica Amministrazione. E su questo, una piccola
nota, devo dire che l'assessore Scavone si era impegnato - sembrerà
cosa di basso profilo, ma la gente ci chiede anche questo - e
concludo, signor Presidente, a non fare recuperare le ore ad una
serie di categorie che, purtroppo, vivono di una sorta di lavoro
nero dentro la Pubblica Amministrazione, che sono a Palermo i PIP,
gli ASU, che non dovevano recuperare le ore.
Se su questo, e su temi come questo, possiamo attivare un momento
di confronto con il Governo, alla presenza - ribadisco e ne sono
certo che, lei, signor Presidente, vorrà dare seguito a questo
genere di richiesta - del Presidente della Regione, perché quello,
sì, lo considero un attimo legittimo ma fuori dalle
strumentalizzazioni.
PRESIDENTE. Prima di un mio chiarimento rispetto ad alcune cose
che sono state dette, ha chiesto di parlare, a nome del Governo,
l'assessore Cordaro. Ne ha facoltà.
CORDARO, assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io ho profondo rispetto per questo
Parlamento che ho l'onore di frequentare dal maggio del 2008. Devo,
però, dire che, questa sera, ho sentito, davvero, un insieme di
imprecisioni, un insieme di accuse ingiustificate e,
permettetemelo, alcuni passaggi veramente ipocriti come, forse, mai
avevo sentito nella mia storia.
Mi spiego. Non è un attacco personale ad alcuno di voi, è
semplicemente un fatto politico che, credo, abbia la necessità di
essere spiegato.
Chi mi ha preceduto ha detto che mai il Presidente della Regione
si è sottratto al confronto con questo Parlamento. E che, tanto
meno, in un momento come questo, all'indomani della nomina di un
assessore, si sottrarrà, non soltanto al confronto ma, presenterà,
come è giusto che sia, in un luogo delle istituzioni, il più sacro
dei luoghi delle istituzioni, il nuovo assessore.
Ho, però, anche sentito parlare di interviste a Rai 3 che non ci
sono state, perché eravamo allo Zingaro. L'onorevole Pasqua ha
parlato di un'intervista preparata: eravamo allo Zingaro per
parlare del quarantennale dello Zingaro.
E' stata una domanda extramoenia. Ed il Presidente della Regione
Musumeci, da grande signore qual è, ha parlato di poveretti. E
sapete perché ha parlato di poveretti? Perché avrebbe dovuto dire
ben altre cose.
Vi leggo un messaggio, uno per tutti su Facebook, che è stato
rivolto all'indirizzo del Presidente della Regione perché, sia
chiaro, il Presidente della Regione, in questi giorni, per aver
nominato un assessore della coalizione che lo ha eletto, e cioè del
partito della Lega, che fin dall'inizio era nella sua coalizione,
uno per tutti, per patrimonio:
Peccato non essere nel maggio del '45, questo porco sarebbe già
morto
Rispetto a queste cose, allora, io vi dico che bisogna misurare le
parole, perché fuori da qua ci ascoltano ed il momento, come
qualcuno, sbagliando il contesto, ma parlando bene, ha detto è
drammatico.
Ed allora, se il Presidente, rispetto a 5 milioni di siciliani ed
uno sparuto numero di polemisti organizzati che, in alcuni casi,
più di un caso, ha utilizzato questo modo di parlare, io credo che
riferendosi a costoro e solo a costoro, averli chiamati poveretti è
un atto di generosità a mio parere non dovuto.
Il Presidente della regione non manca da mesi da questo
Parlamento, ho ascoltato anche questa imprecisione, è stato qui ad
ascoltarvi l'ultima volta il 29 aprile, oggi è il 19 maggio e
ribadisco tutto quello che deve essere affrontato in sede
istituzionale lo si farà come lo si è sempre fatto, non si può
parlare però - colleghi, vi prego - di omertà, di minacce, di
quale indirizzo morale onorevole Fava, ma quale indirizzo morale
dobbiamo seguire se non quello che abbiamo seguito fino ad oggi,
che ci ha portato ad andare dritti per la nostra strada senza
guardare in faccia nessuno, dal più potente dei titolari delle
discariche siciliane all'ultimo presentatore di un progetto?
Nessuno ho voluto incontrare, a nessuno abbiamo fatto favori, a
nessuno abbiamo fatto concessioni, quale indirizzo morale?
L'indirizzo morale mi pare che sia chiaro, che il Presidente della
regione Musumeci l'ha sempre interpretato in maniera univoca e che
questo Governo lo sta portando avanti come è giusto che sia
nell'esclusivo interesse dei siciliani; il Governo regionale che ha
eletto, o meglio, la coalizione di governo che ha eletto Presidente
Musumeci prevedeva anche la Lega che ha fatto una lista.
Ora io voglio ricordare agli amici del Pd che quando il Ministro
Franceschini nominò sette stranieri a capo dei più importanti musei
italiani nessuno si scandalizzò, e allora quella era critica
politica ma previamente fare una valutazione rispetto a un
palermitanissimo' nominato assessore ai beni culturali, che non ha
ancora esposto il suo programma, rispetto ad una vita privata, poi,
questo lo valuteremo, ce lo verrà a dire, ma quello che io non
posso accettare, perché non faccio la difesa d'ufficio di nessuno è
che vengano sollevate alcune accuse al Presidente della Regione
rispetto ad un modus operandi che - vi posso garantire - in questi
ultimi giorni, per ragioni che davvero erano tutte politiche, lo
hanno visto oggetto indiscriminato di attacchi personali fuori da
ogni logica.
E allora se in un momento che era assolutamente avulso, perché
ripeto eravamo allo Zingaro a ricordare i quarant'anni della marcia
che portò all'istituzione della prima riserva orientata in Sicilia,
il Presidente si è espresso così come ha fatto, credo, che -
ripeto - il suo tratto signorile lo abbia fatto esprimere in
questo modo, perché tutte queste indicazioni e tutte queste
contumelie, ovviamente, lui le ha conosciute e gli sono state
raccontate, gliele hanno fatte vedere, e non è un bel vivere e non
è certamente un modus che ci può vedere sereni, e soprattutto deve
vederci con la stessa ragionevolezza che non è di dieci anni fa,
onorevole Lupo, ma è appena di venti giorni fa, che ci ha visto
tutti insieme approvare una Legge finanziaria, seppur nella giusta
contrapposizione assumere posizioni e articolare argomentazioni che
ci possono vedere anche divisi, però ecco rispetto a questo io vi
chiedo, ribadendo che il Presidente non si è mai sottratto, e che
quando il Presidente dell'Assemblea lo riterrà, sarà qui per
confrontarsi con il Parlamento, io vi chiedo di rispettare i ruoli
e di non sentirvi offesi se non siete a conoscenza di una serie di
episodi che in questi giorni pure si sono verificati, e che ci
hanno visto in alcune circostanze soggetti passivi, devo dirvi
senza alcuna reale responsabilità, grazie.
PRESIDENTE. Allora, colleghi io, ovviamente, non entro nel merito
di un dibattito squisitamente politico come la scelta
dell'assessore che conosco personalmente e che comunque considero
una persona sicuramente capace e brava ma poi si verificherà quello
che farà, lo verificheremo qua dentro
ascoltandolo, e poi vedendo i fatti, perché poi solo su quello
possiamo giustificare.
Io ricordo quando fu scelto l'attuale Ministro degli Esteri, anche
allora ci fu una grande critica perché non sembrava la persona
adatta a rappresentare l'identità italiana all'estero ma questo è
un qualcosa che non può essere oggetto di dibattito. Sicuramente,
in Assemblea tutti hanno il diritto, la possibilità di provare le
proprie capacità, se il Presidente Musumeci ha ritenuto che il
dottore Alberto Samonà sia in condizione di farlo, per quanto
riguarda l'identità siciliana, io personalmente sono convinto che
lo possa fare e che lo possa fare sinceramente bene.
Per cui non entro in questo merito, però mi rendo conto essere
assolutamente legittimo, da parte di tutti voi, fare le proprie
critiche così com'è giusto che si debba fare e com'è normale che
venga accettato certamente da questa istituzione. Le critiche fanno
parte del dibattito politico e guai a non accettarle.
Sul fatto della presenza del Presidente della Regione, voi sapete
benissimo che il Presidente della Regione più volte, nel corso di
questi due anni e mezzo, è stato invitato ad alcuni dibattiti. Il
peggio che è potuto succedere è che ci ha chiesto di spostarlo un
giorno perché non c'era, ma poi è sempre stato presente e nessuno
gli può contestare fatti che non sono accaduti perché è sempre
stato qui presente. Il fatto che l'ultima assenza, diciamo, sia
avvenuta in un momento di forte polemica questo non significa
assolutamente niente.
A me è arrivata oggi, ve ne do ora lettura, la comunicazione della
nomina dell'assessore Alberto Samonà.
E' ovvio, non c'è bisogno che io lo inviti, a venire a presentare
l'assessore perché è scontato che sia così, per cui oggi non era
previsto perché ieri non si sapeva neanche che fosse stato
nominato. E' fin troppo evidente che alla prima occasione, spero
già al massimo la settimana prossima, domani se potesse essere
possibile, il Presidente della Regione verrà a presentare
l'assessore al quale non è richiesta una relazione su quello che
dovrà fare o su quello che vorrà fare.
Domani verrà presentato, poi, l'Aula avrà tutto il diritto, i
parlamentari avranno tutto il diritto, di chiedere nel futuro,
relazioni, indicazioni, audizioni su quello che intende fare o su
quello che ha fatto fino a quel momento.
Quindi, mi sembra che sia tutto assolutamente sereno e tranquillo.
Ringrazio tutti gli interventi che sono stati tutti sereni e
tranquilli, compreso quello dell'assessore Cordaro.
contestuale cessazione delle funzioni temporaneamente assunte dal
Presidente della Regione di Assessore regionale
Comunicazione di decreto di nomina ad Assessore regionale e
contestuale cessazione delle funzioni temporaneamente assunte dal
Presidente della Regione di Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. n. 16699 del 19 maggio
2020, pervenuta alla Segreteria generale in pari data e
protocollata al n. 3304/AulaPG del 19 maggio 2020, la Segreteria
generale della Presidenza della Regione ha trasmesso copia del
decreto presidenziale n. 237/Area 1/S.G. del 19 maggio 2020, di
nomina del dott. Alberto Samonà ad Assessore regionale con
preposizione all'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana e contestuale cessazione delle funzioni
temporaneamente assunte dal Presidente della Regione di Assessore
regionale al predetto ramo di Amministrazione.
Ne do lettura:
«Repubblica Italiana
REGIONE SICILIANA
IL PRESIDENTE
D.P. N. 237/Area 1/S.G.
VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;
VISTO in particolare l'articolo 9 dello Statuto, come sostituito
dall'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge costituzionale 31
gennaio 200 l, n. 2, che, nel prevedere l'elezione a suffragio
niversale e diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
il potere di nominare e revocare gli Assessori tra cui un
Vicepresidente che lo sostituisce in caso di assenza o di
impedimento;
VISTA la Legge Regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni;
VISTA la Legge Regionale 15 maggio 2000, n. 10, e successive
modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;
VISTA la Legge Regionale 16 dicembre 2008, n. 19 e successive
modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
al Titolo II che rimodulano l'apparato ordinamentale e
organizzativo della Regione Siciliana;
VISTA la Legge Costituzionale 7 febbraio 2013, n. 2 "Modifiche
all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
riduzione dei deputati dell'Assemblea Regionale Siciliana.
Disposizioni transitorie";
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.4/S.G.
concernente la ripartizione dei seggi del1' Assemblea Regionale
Siciliana ai collegi provinciali in base alla popolazione
residente;
VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv.4/S.G.
concernente la convocazione dei comizi per l'elezione del
Presidente della Regione e dei Deputati dell' Assemblea Regionale
Siciliana per la XVII legislatura;
VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di Palermo
-Ufficio Centrale Regionale per l'Elezione del Presidente della
Regione e dell'Assemblea Regionale Siciliana (elezioni del 5
novembre 2017) con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci è stato
proclamato eletto alle cariche di Presidente della Regione
Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;
VISTO il Decreto Presidenziale n. 643 del 29 novembre 2017,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 5
dicembre 2017, Parte I, n. 53, di costituzione del Governo della
Regione Siciliana - XVII Legislatura, di nomina degli Assessori
Regionali con le relative preposizioni ai vari rami
dell'Amministrazione Regionale e successivi Decreti Presidenziali
integrativi e modificativi del Governo della Regione;
VISTO il Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
n. 19. Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
17 marzo 2016, n. 3. Modifica del decreto del Presidente della
Regione 18 gennaio 2013, n. 6 e successive modifiche e
integrazioni";
VISTO il Decreto Presidenziale n. 121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019
di assunzione temporanea, da parte del Presidente della Regione
Siciliana, delle funzioni di Assessore con preposizione
all'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana;
RITENUTO di dovere nominare il Dott. Alberto Samonà, nato a
Palermo. il 02.05.1972, Assessore Regionale con preposizione
all'Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana, con contestuale cessazione delle funzioni
temporaneamente assunte dal Presidente della Regione Siciliana di
cui al sopra richiamato D.P. n. 121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019.
DECRETA
ART. 1
1. Per quanto in premessa, il Dott. Alberto Samonà, nato a Palermo,
il 02.05.1972, è nominato Assessore regionale con preposizione
all'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità
Siciliana.
2. Contestualmente alla nomina di cui al superiore comma 1 del
presente articolo cessa la funzione del Presidente della Regione
Siciliana di Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, assunta
temporaneamente con il D.P. n. 121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019.
ART. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Regione Siciliana e nel sito internet della Regione Siciliana ai
sensi dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
n. 21.
Palermo, lì 19.05.2020
Il Presidente
MUSUMECI»
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che:
- con nota del 13 maggio 2020, pervenuta in pari data alla
Segreteria generale e protocollata al n. 3182/AulaPG del 14 maggio
2020, l'on. Sergio Tancredi ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare Misto . Lo stesso deputato, a decorrere dal 13 maggio
2020, cessa contestualmente di far parte del Gruppo parlamentare
Movimento Cinque Stelle .
- con nota del 13 maggio 2020, pervenuta in pari data a questa
Presidenza e protocollata al n. 3282/AulaPG del 19 maggio 2020,
l'onorevole Daniela Ternullo ha dichiarato di aderire al Gruppo
parlamentare Ora-Sicilia . Lo stesso Gruppo, nonostante l'adesione
testé comunicata, essendo al di sotto del numero minimo di deputati
previsto dal comma 2 dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS
per costituire un Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente in
vita, secondo la prassi di questa Assemblea regionale e di quella
vigente alla Camera dei Deputati fino a quando il Consiglio di
Presidenza avrà deliberato al riguardo.
L'Assemblea ne prende atto.
Allora, così come detto l'altra volta, sia per il Gruppo Ora
Sicilia che per il Gruppo della Lega si dovrà in qualche maniera
esprimere il Consiglio di Presidenza perché sono al di sotto dei
numeri previsti dal Regolamento interno, ma al primo Consiglio di
Presidenza.
Certo, restano assolutamente in vita finché non faremo questa
riunione, questo Consiglio di Presidenza, in cui stabiliremo quello
che si deve fare, poi parleremo anche con i Capigruppo per vedere
cosa si dovrà fare. E, quindi, l'Assemblea comunque prende atto
anche di queste due iscrizioni a Gruppi parlamentari.
Congedo
PRESIDENTE. L'onorevole Trizzino ha chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, ritornando all'oggetto dell'ordine del giorno
di oggi, ricordo che questa seduta era stata fissata con la
speranza di potere incardinare il disegno di legge che ancora in
questo momento è in I Commissione; la stessa Commissione ha
aggiornato i lavori a domani mattina per cui ci aggiorniamo a
domani pomeriggio anche noi. Siccome gli Uffici mi dicono che
domani non ce la facciamo, la fissiamo già ora per martedì prossimo
quale che sia l'orario di apertura un'ora prima per l'attività
ispettiva e, quindi, il Governo ci deve anche fare sapere su quale
argomento la possiamo fare. Volete sapere se ci sono altri disegni
di legge incardinati? No, sono da incardinare. Siccome domani c'è
la Conferenza dei Capigruppo alle 15.00 e vediamo quali sono questi
disegni di legge già pronti da poter incardinare e domani
ovviamente incardiniamo tutto quello che è necessario in modo che
l'attività possa riprendere velocemente.
Sull'ordine dei lavori
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia è solo
una comunicazione a conclusione di questa seduta che faccio a lei a
garanzia della funzionalità del Parlamento.
La I Commissione ha incardinato il testo che lei ha sollecitato,
anche con una procedura d'urgenza, affinché venisse definito un
testo da sottoporre all'esame dell'Aula relativo alla materia della
semplificazione.
Presidente, la materia, come lei sa, è una materia complessa,
perché a volte in nome di un obiettivo siamo molto bravi spesso a
complicare le cose semplici, ma al di là dell'esito a cui
arriveremo io voglio chiederle e sollecitarla ed essere garante in
tal senso, su una materia così complessa e delicata, dove ci sono
in gioco - non è una norma dove puoi sbagliare un articolo e non
succede nulla, stiamo parlando dei diritti dei terzi e del rapporto
tra la Regione e gli interessi generali e particolari dei cittadini
siciliani e non solo siciliani nei confronti dell'Amministrazione
pubblica, anche con possibili effetti di contenziosi, di danni, di
danni erariali eccetera, - non si può fare una legge di quel tipo
con l'assenza ripetuta del Governo. C'è un assessore che ha una
delega, c'è una struttura che deve essere amministrativa della
Regione e non solo quella dell'Assemblea che ha comunque fatto un
lavoro di supporto ma non è sufficiente
PRESIDENTE. Non era presente il Governo oggi in Commissione?
CRACOLICI. Assolutamente no
PRESIDENTE. Grazie.
CRACOLICI. L'assessore al ramo, stiamo parlando
PRESIDENTE. Voglio sapere: il Governo era presente o no?
CRACOLICI. Non stiamo scherzando, il problema non è se
l'Assessore Cordaro era presente - anche perché sollecitava una
questione specifica che ha avuto anche una valutazione della
Commissione - stiamo parlando delle procedure amministrative sugli
adempimenti amministrativi dell'Amministrazione regionale e non
c'era il Governo
PRESIDENTE. Sarà mio compito pretendere che domani ci sia il
Governo.
CRACOLICI. Perché vogliamo che ci sia il Governo e che dichiari
in Commissione il proprio punto di vista perché nessuno deve
giocare a nascondino. Grazie.
PRESIDENTE. Io, intanto, invito l'Assessore Cordaro, nella sua
qualità di Assessore per i rapporti con il Parlamento, di
garantire, per favore, che domani ci sia l'Assessore al ramo per la
discussione del disegno di legge che ci sarà in Commissione.
Se non ci sono altri interventi la seduta è rinviata a domani,
mercoledì 20 maggio 2020, alle ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 17.59 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
191a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 20 maggio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
-COMUNICAZIONI
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio