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Resoconto d'Aula della Seduta n. 190 di martedì 19 maggio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè


                   La seduta è aperta alle ore 17.03

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, siccome la I Commissione  non  ha
  finito  i lavori e si è aggiornata a domattina, non possiamo quindi
  incardinare  il  disegno di legge  e rinviamo anche  noi  a  domani
  pomeriggio, però vorrei approfittare della questione, se ci sono  i
  Capigruppo  stasera  stessa  oppure  domani  mattina  di  fare  una
  riunione  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari  perché  dobbiamo
  anche  decidere che cosa fare per l'ordine dei lavori dei  prossimi
  giorni. Ci sono interventi?


                        Sull'ordine dei lavori

   FAVA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, grazie,  disponibile
  ovviamente  per l'eventuale riunione dei Capigruppo oggi  o  domani
  quando  ella  riterrà.  Le vorrei chiedere di  farsi  portavoce  di
  un'esigenza che credo non sia soltanto di chi le parla. Noi avremmo
  bisogno  di incontrare in quest'Aula, perché sia luogo di confronto
  e  di  discussione, il Presidente della Regione ed il neo assessore
  per  la  cultura.  Ritengo che sia urgente per evitare  che  questo
  dibattito   venga   delegato   al  florilegio   di   dichiarazioni,
  affermazioni ed esternazioni sulle pagine dei giornali.
   Ritengo che sia particolarmente urgente perché le confesso, signor
  Presidente,  e credo che lei potrà condividere le ragioni  profonde
  di  queste  preoccupazioni, siamo anche di fronte  a,  diciamo,  un
  assessore che ha assunto posizioni significative dal punto di vista
  della lettura storica di questi anni e di quelli passati.
   Io  sono  amico  di  molti parlamentari e  anche  di  molti  amici
  parlamentari di destra, quindi il punto non è questo.  Il  punto  è
  che   affermare  apoditticamente,  l'affermarlo  nelle   vesti   di
  assessore della cultura, che fascismo e antifascismo sono categorie
  del  secolo  scorso  che non hanno più alcuna  utilità,  credo  che
  pretenda  un  ragionamento  condiviso  affinché  si  sappia   quale
  funzione vorrà avere l'assessore alla cultura non soltanto in  nome
  e  per  conto  di  questo  Governo,  ma  anche  rispetto  a  questo
  Parlamento.
   Devo  dire anche che sono molto preoccupato e infastidito dal tono
  un  po'  da  direttore  didattico che il Presidente  della  Regione
  continua  ad  usare nei confronti di quest'Aula e in  genere  della
  comunità siciliana:   la brava gente sta a casa e sta zitta  , come
  reazione  al  fatto  che  ci  siano stati  decine  di  migliaia  di
  siciliani che si sono posti il problema della compatibilità tra  le
  affermazioni di questo assessore e la funzione che deve  ricoprire,
  è  un'affermazione  che  non  si può  accettare,  che  non  si  può
  tollerare.
   Così  come  ritengo che sia un atto di rispetto  dovuto  a  questa
  Assemblea  che non è la cassetta della posta in cui indirizzare  le
  missive  del Governo, che il Presidente, che lo voglia o meno,  che
  ci  sia voto segreto o meno, qui venga per discutere, come qualcuno
  ricordava  la volta scorsa, di un bilancio alla fine dei primi  due
  anni  di Governo e soprattutto, nel caso in specie, perché si possa
  insieme  a  lui,  all'assessore alla cultura,  discutere  di  quale
  voglia  essere  l'indirizzo sul piano morale e politico  che  verrà
  dato   a   questo   ramo   estremamente   delicato   della   nostra
  amministrazione. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Fava,  che  il  fascismo  sia  un
  fenomeno  del secolo scorso è indubbio, la discussione sul fascismo
  e antifascismo è un fatto diverso.
   E'  iscritto  a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha facoltà.  Volete
  aprire un dibattito sul neo assessore?

   PASQUA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sarebbe  stato
  interessante  riuscire ad avere qui davanti a  questi  deputati  in
  quest'Aula  il  Presidente della Regione siciliana  che,  a  quanto
  abbiamo  appreso  dai  giornali, ha  nominato,  anzi,  si  è  fatto
  indicare  il  nome di un assessore, mentre in teoria doveva  essere
  lui  a  nominarlo perché gli assessori sono nominati e  scelti  dal
  Presidente della Regione.
   Però,  questo  è  interessantissimo, il fatto  di  trovare  questa
  poltrona  sempre  vuota,  e averla avuta  vuota  durante  tutta  la
  trattazione  di finanziaria e bilancio è stato davvero, Presidente,
  mi scusi se la disturbo non volevo

   PRESIDENTE. Ascolto due persone contemporaneamente.

   PASQUA.  Ah,  con  un orecchio sente uno e con un  orecchio  sente
  l'altro. Ottima qualità
   Ecco,  questa  Assemblea  e  questi deputati  avrebbero  avuto  il
  piacere di sapere cosa pensava il Presidente della Regione Musumeci
  delle   affermazioni   che,  come  ha  detto   il   collega   Fava,
   apoditticamente il neo assessore - che ancora non  sappiamo  se  è
  neo assessore - cioè lo dovremmo sapere

   PRESIDENTE.  Onorevole Pasqua, scusi, siccome  appena  è  iniziata
  l'Aula mi è stata chiesta la parola sull'ordine dei lavori, io l'ho
  data, ma la prima cosa che io avrei dovuto leggere sarebbe stata la
  nomina dell'Assessore, per cui se voi non mi date il tempo di farlo
  e  dite:   ancora  non  lo  sappiamo  ,  io  lo  so,  avrei  dovuto
  comunicarlo in Aula e non me ne avete ancora dato il tempo.

   PASQUA.  Presidente,  l'elezione  diretta  del  Presidente   della
  Regione  non  ha  cambiato il rapporto che c'è  tra  l'Aula  ed  il
  Governo,  non  l'ha  cambiato;  è  cambiato  solamente  per  quanto
  riguarda l'elezione che non viene più formata all'interno dell'Aula
  una  maggioranza e c'è adesso un Governo eletto, ma il rispetto  di
  quest'Aula  - io lo chiedo a lei, Presidente, che sono sicuro  avrà
  un terzo orecchio capace di ascoltare quello che le sto chiedendo -
  faccia rispettare un po' di più questa Assemblea e questi deputati.
  Grazie.

   PRESIDENTE. Il Governo ha sempre rispettato ovviamente quest'Aula,
  né  quest'Aula  potrebbe non farsi rispettare da chiunque,  Governo
  compreso.  Per  cui, da questo punto di vista non ho rimproveri  da
  fare assolutamente a  nessuno.
   Ha   facoltà   di   parlare   l'onorevole  Dipasquale.   Onorevole
  Dipasquale,  cambia con l'onorevole Lupo? Allora, scusi,  onorevole
  Lupo,  siccome  lei  era  iscritto dopo  l'onorevole  Cappello,  ha
  facoltà di parlare l'onorevole Cappello.

   CAPPELLO.  Signor  Presidente, Grazie. Assessore  Cordaro,  io  ho
  visto  l'intervista, credo fosse ieri, nella quale lei  insieme  al
  Presidente

   PRESIDENTE.   Chiedo   scusa,  non  potete  stare   così   vicini.
  Ricominciamo   Quando finirà, in siciliano diremmo   sta  camurria'
  sarò  solo più felice. Finché rimane come disposizione di  legge  è
  mio obbligo farla rispettare.
   Prego, onorevole Cappello.

   CAPPELLO.  Onorevole  Cordaro, ieri  l'ho  vista  accompagnare  il
  Presidente  Musumeci durante questa intervista  al  TG3  e  durante
  questa intervista il giornalista ha chiesto al Presidente che  cosa
  ne  pensasse di queste decine di migliaia di siciliani che - udite,
  udite  - hanno osato manifestare il proprio dissenso rispetto  alla
  scelta  scellerata  di  questo Presidente di  affidare  alla  Lega,
  rappresentata   appena  da  tre  siciliani  che   hanno,   diciamo,
  circumnavigato i vari Gruppi parlamentari sino ad approdati appunto
  alla  Lega,  l'Assessorato  dei beni  culturali  e  della  identità
  siciliana.
   Sono  certo che la mascherina l'ha salvata dall'imbarazzo che  non
  posso non credere lei abbia avuto, se come tutti i siciliani  si  è
  sentito  indignato  dalle  parole del Presidente  Musumeci  che  ha
  definito questa decina di migliaia di persone come un  gruppetto di
  poveretti che, forse, soffrono di problemi personali o familiari .
   Onorevole Cordaro, ma è questa la considerazione che il Presidente
  Musumeci  ha  di quei siciliani che non condividono  le  scelte  di
  questo Presidente? Ma che cosa è il Presidente Musumeci capace solo
  di  assecondare quelli che ipocritamente battono le mani  perché  è
  anche vero oggi si sono pentiti di averlo votato? Questo Presidente
  Musumeci, che non c'è, è assolutamente indegno, indecoroso,  questo
  atteggiamento non può appartenere ad una persona che riveste questo
  ruolo.
   Sì,  è  vero, è stato legittimamente eletto dai siciliani  e  come
  tale  ha il dovere di rispettarli tutti  Quelli che gli battono  le
  mani   e  quelli  che  manifestano  il  proprio  dissenso.  Perché,
  onorevole  Cordaro,  dica  al Presidente Musumeci  che  alla  prima
  occasione  utile, quando riterrà degno questo Parlamento della  sua
  presenza,  di  venire  qui  in Aula e di chiedere  scusa  a  questi
  siciliani,    perché   questo   comportamento    è    assolutamente
  inammissibile,  inaccettabile, vergognoso, indecoroso,  esattamente
  come  le  sue  scelte  che  lo hanno collocato  al  primo  anno  di
  legislatura  all'ultimo posto nel gradimento come Presidente  della
  Regione,  al  secondo  anno  al penultimo  posto,  e  ora  lui  sta
  lavorando per tornare fieramente e nuovamente all'ultimo posto.
   Dopodiché,  mi chiedo: ma vuole davvero sequestrare la  democrazia
  in  questa  Regione?  Perché quando definisce  perbene  soltanto  i
  siciliani che stanno a casa e stanno zitti evidentemente lui  pensa
  di  volere  intimidire  i siciliani e pensa  di  volergli  togliere
  quello che in democrazia è diritto di critica. Si vergogni

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.   Signor  Presidente, Assessore,  onorevoli  colleghi,
  questa  è la terza volta che intervengo in Aula dopo l'approvazione
  della finanziaria per ribadire un concetto fondamentale ritengo.
   Siamo  nella seconda fase, ma è possibile che il Presidente  della
  Regione  non senta il bisogno di confrontarsi con il Parlamento  su
  una   fase  così  delicata  come  quella  della  seconda  fase  del
  Coronavirus? Ma è normale che un Presidente della Regione non pensa
  di affrontare il Parlamento, se è convinto delle scelte che appunto
  fa, delle scelte che ha fatto dal punto di vista della composizione
  della  Giunta.  Io  no parlerò dell'Assessore,  perché  non  voglio
  perdermi  il  piacere  di  farlo  quando  sarà  presente   lui   in
  quest'Aula.  Ma è normale che il Presidente della Regione non senta
  questo  bisogno? E' normale che il Presidente della  Regione,  dopo
  quasi  tre anni, a due anni e mezzo dal mandato non pensa di venire
  qui in Aula a fare il punto sul bilancio, sull'operato? Cioè, ma  è
  normale  che  in un momento così delicato dove ci troviamo  in  una
  fase sanitaria di emergenza che non si è conclusa ma che, anzi,  in
  questo momento è veramente in emergenza, forse più di prima.
   Noi  abbiamo tutte le patologie non COVID ancora che sono bloccate
  in quelli che sono gli interventi proprio anche ambulatoriali o che
  proprio  hanno bisogno quegli interventi immediati e  dove  -  l'ho
  detto  più  volte, ormai lo dico da tre settimane  dico  sempre  la
  stessa  cosa  -  mi fa piacere che oggi qualcun altro  sente  anche
  questo bisogno che non può essere solo, cari colleghi, quello lì di
  avere  qua il Presidente per parlare dell'assessore della Lega.  E'
  importante,   fondamentale,   abbiamo   tante   cose   da   dirgli,
  confrontarci  con  lui perché sicuramente tante  cose  le  dobbiamo
  capire.
   Una  cosa  che  è sicura, però, il Presidente della Regione  certe
  dichiarazioni,  davvero,  può evitare di farle. Assessore  Cordaro,
  lei  che è molto amico, è molto vicino era presente durante  quella
  intervista quando il Presidente della Regione ha dichiarato che chi
  non  è d'accordo con quella strategia, no quella strategia, con  la
  volontà  di  nominare un assessore della Lega è perché ha  problemi
  personali o perché ha problemi familiari.
   Per  fortuna, che lei aveva la mascherina, perché io sono convinto
  che  se  non  avesse avuto la mascherina avrebbe avuto,  veramente,
  difficoltà a mantenere anche a non far trapelare quello che  è  uno
  stato  d'animo  davvero di grande imbarazzo.  Perché  imbarazzante,
  colleghi.  Cioè,  uno la può pensare diversamente anche  su  questo
  possiamo  avere tante idee diverse, ma non può un Presidente  della
  Regione considerare - non entro nel merito se sono pochi, anche  se
  dovessero essere pochissime, poche unità, cinquanta persone,  cento
  persone  -  non  può  considerare quelle  persone  malate;  perché,
  altrimenti,  quelle stesse persone che cosa devono dire,  che  cosa
  devono  pensare? Che questo è un Presidente che ha bisogno  di  uno
  psichiatra?  Di  essere aiutato? Non siamo a questo livello   Siamo
  ancora  in  democrazia, dove ognuno davvero esprime quella  propria
  opinione.
   Quindi,  ribadisco e concludo, abbiamo bisogno del  Presidente.  E
  abbiamo  bisogno,  ritorno  a  dire, prima  per  le  emergenze  che
  abbiamo, poi per le riflessioni anche politiche.
   Noi ci ritroviamo nella fase 2 con ancora le domeniche chiuse.  Da
  una  parte  vogliamo  aprire  al mondo,  stiamo  aprendo  al  mondo
  dall'altra  parte  chiudiamo  le  domeniche  per  alcune   attività
  commerciali. Abbiamo difficoltà per quanto riguarda la  balneazione
  e  tutti  gli  stabilimenti balneari. Abbiamo bisogno un  confronto
  sereno  con il Presidente della Regione. Lo dico da tre  volte.  Io
  penso che il Presidente della Regione qui non vuole venire e a  noi
  rimane  solo un modo, cari colleghi: dobbiamo presentare la mozione
  di  sfiducia  al  Presidente della Regione, perché  altrimenti  noi
  rischiamo di fare chiacchiere. Presentiamo la mozione di sfiducia e
  guardate che porteremo il Presidente qui in Aula.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor Presidente, colleghi, Assessore, parlare dopo  una
  richiesta  di  mozione  di sfiducia in piena emergenza  sembrerebbe
  quasi sconfessare tutto quello che si è detto qualche minuto fa; in
  piena  emergenza,  si  è aperta la fase 2 ed ora,  per  portare  il
  Presidente  della Regione che sta quotidianamente  e  secondo  dopo
  secondo  lavorando  per un miglioramento della  qualità  sanitaria,
  imprenditoriale di questa nostra Regione, dovremmo farlo venire per
  parlare di nuovo di non so cosa. Ed allora, colleghi, in Conferenza
  dei Capigruppo si stabilisca quando fare venire il Presidente della
  Regione.
   Io non ricordo una sola volta Presidente, e lei mi potrà aiutare a
  ricordare,  che  lei, la Presidenza, abbia chiamato  il  Presidente
  della  Regione  a  confrontarsi in un dibattito  su  richiesta  dei
  Capigruppo, quando il Presidente della Regione si sia sottratto  al
  confronto.  Mai  Questo lo dobbiamo dire  Oggi non è  qui,  c'erano
  previste  comunicazioni, i lavori d'Aula si prevedeva che dovessero
  prendere  una  piega  che  non  hanno  preso  ed  oggi  ci   stiamo
  confrontando  sulla assenza del Presidente della  Regione  in  Aula
  quando  è  nei suoi uffici che sta cercando di dare il  meglio,  il
  massimo per cercare di governare questa terra.
   Ed  allora,  Presidente,  io ritengo che  queste  polemiche  siano
  veramente  sterili. Io ritengo che, qua, ci siano  persone  che  si
  stanno  rimboccando  le maniche per dare delle risposte  e  ritengo
  sterile  la polemica posta dal Movimento Cinque Stelle riguardo  la
  nomina del leghista Alberto Samonà alla guida dell'Assessorato  dei
  Beni culturali della Regione Sicilia. Tutti, tanti di noi conoscono
  Samonà,  è un siciliano, sicilianista convinto, un uomo di cultura,
  non  è nato, come dicevano alcuni di loro, a Busto Arstizio,  è  di
  una  nota  famiglia  di  uomini e donne della  cultura,  che  hanno
  rappresentato  al  meglio la cultura siciliana;  dopodiché,  voglio
  dire,  amici del Movimento Cinque Stelle, fino a qualche  settimana
  fa,  voi eravate alleati. Vi siete sentiti quasi traditi dalla Lega
  che,  voglio dire, ha scelto ad un certo punto di staccare la spina
  al Governo. Dopodiché vi siete ritrovati gli amici del PD.
   Ma  questa  è storia, e se ci dobbiamo lamentare che il Presidente
  della Regione abbia scelto di condividere il percorso da ora in poi
  con  la  Lega, che fin dall'inizio della Legislatura e  durante  la
  campagna  elettorale  ha  sostenuto  il  Presidente  della  Regione
  mettendoci  la  faccia,  il segretario  della  Lega  è  venuto,  in
  Sicilia, ha parlato anche con gli altri esponenti della coalizione,
  hanno  messo il simbolo, hanno eletto il loro rappresentante,  oggi
  qua  c'è  un  gruppo costituito che abbiamo avuto modo di  salutare
  nelle  settimane passate. Ritengo un naturale percorso  all'interno
  di  una  coalizione che già era preesistente prima di ieri, ma  fin
  dall'inizio della Legislatura.
   Quindi,   aspettiamo  che  il  Presidente  della   Regione   possa
  presentare  a  quest'Aula, così come farà quando gli verrà  chiesto
  dal  Presidente  dell'Assemblea su  input  anche  della  Conferenza
  Capigruppo,  ci  confronteremo con il nuovo assessore  per  i  Beni
  culturali,  ci confronteremo con il Presidente della Regione,  così
  come  è stato fino ad oggi, ed ogni volta che è stata richiesta  la
  sua presenza, il Presidente e tutta la Giunta di Governo sono stati
  qui   ad  illustrarci,  a  relazionarci  più  volte  sull'emergenza
  sanitaria.
   Dopodiché  dico, non è forse, ripeto, ed è una frase che purtroppo
  a  me  dispiace  dire, forse in quest'Aula qualcuno voleva  che  ci
  fosse  una tragedia in Sicilia dal punto di vista sanitario. Questo
  non  è  successo.  Siamo stati, la Sicilia è stata  all'avanguardia
  rispetto al resto, anche rispetto al resto d'Italia e d'Europa come
  ha  trattato l'emergenza sanitaria, ben due bergamaschi sono venuti
  qui  a  guarirsi  e  sono ritornati nel loro  paese  d'origine.  La
  Sicilia è anche delle eccellenze sanitarie, è anche merito di tanti
  operatori  del mondo sanitario che, ben guidati da questo  Governo,
  stanno operando bene.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO. Grazie, Presidente. Desidero farle presente, Presidente, che
  noi  non vediamo il Presidente della Regione, in quest'Aula, da più
  di un mese. Ricordiamo, stavamo esaminando la legge di stabilità  e
  la  modalità  e  la  motivazione per le quali il  Presidente  della
  Regione ha abbandonato quest'Aula, io penso che investano anche  le
  sue responsabilità, Presidente.
   Il  Presidente  della  Regione non ha un  ufficio  che  si  chiama
  Palazzo d'Orléans, punto e basta. Il Presidente della Regione è uno
  dei settanta deputati di questa Assemblea regionale siciliana ed ha
  il dovere, direi perfino costituzionale, statutario, di partecipare
  ai lavori parlamentari, non come un di più, come un optional, ma  è
  un suo preciso dovere.
   Il  Presidente  della Regione è un deputato, il  Presidente  della
  Regione   percepisce  un'indennità  parlamentare  come  gli   altri
  deputati  regionali. Questo, per il Presidente della Regione,  Sala
  d'Ercole  è  il suo posto di lavoro e non si può assentare  dicendo
  che ha sempre qualcosa di più importante da fare, perché questo non
  è  vero, perché significa che non ha compreso fino in fondo qual  è
  il  suo ruolo di Presidente che deve confrontarsi con il Parlamento
  che rappresenta cinque milioni di persone.
   Questo  è  il  primo punto. Il secondo. La motivazione.  Abbandona
  l'Aula  - e, peraltro, l'ha fatto in maniera molto polemica durante
  i  lavori  dell'esame  della legge di stabilità  -  ha  abbandonato
  l'Aula  per  protestare contro una richiesta di  voto  segreto.  Il
  Presidente  della Regione, che è il capo dell'Esecutivo  di  questa
  Regione,  non  ha  alcun diritto di dettare  le  regole  di  questo
  Parlamento,    perché   i   parlamenti   nel   nostro   ordinamento
  costituzionale  sono  liberi, si autoregolamentano.  Le  regole  di
  questo Parlamento le decide soltanto questo Parlamento.
   La  concezione del Presidente della Regione di dovere  dettare  le
  regole  al  Parlamento  è una concezione tipicamente  dittatoriale.
  Solo nei regimi dittatoriali i governi e gli esecutivi impongono le
  regole  al  Parlamento.  Qui  siamo in  democrazia   E  qual  è  la
  concezione della democrazia del Presidente della Regione lo abbiamo
  ascoltato tutti, allibiti, ieri ascoltando quell'intervista. Quando
  si dice:  la gente perbene sta a casa, non parla  , cosa significa
  Che  chi  esercita un diritto di critica non è per bene?  Cos'è  un
  messaggio intimidatorio? Un invito all'omertà? Cos'è? Questa non  è
  la  cultura della nostra Regione  Adesso si capisce perché può aver
  pensato di affidare la delega dell'assessorato dei beni culturali e
  l'identità  siciliana  perfino  ad un  rappresentante  della  Lega.
  Questa  non è la cultura della Regione Siciliana  Questa non  è  la
  cultura  dei  siciliani,  Presidente   Non  è  accettabile  che  il
  Presidente della Regione dica che se qualcuno non la pensa come lui
  è perché forse ha problemi, addirittura, problemi familiari  Questo
  è  offensivo di cinque milioni di siciliani, Presidente  Chi  pensa
  questo non è degno di essere il Presidente della Regione Siciliana
   E  se  il  Presidente  della Regione riterrà  di  non  dovere  più
  partecipare   a  questi  lavori,  lo  faremo  venire,   Presidente.
  Valuteremo  insieme ai Gruppi di opposizione, con  tutti  i  Gruppi
  parlamentari   di  questo  Parlamento,  anche  la  possibilità   di
  presentare  una  mozione di sfiducia al Presidente Musumeci  e  poi
  voglio  vedere se il Presidente Musumeci verrà in Aula per  salvare
  la sua poltrona oppure no
   Presidente, io la invito a convocare immediatamente il  Presidente
  della Regione per un'assunzione di responsabilità rispetto a quello
  che è il momento, rispetto agli impegni di questa Sicilia, in piena
  emergenza economica e sanitaria. Di Coronavirus in Sicilia ci  sono
  oltre  260  morti,  Presidente  Questa  non  è  la  terra  dove  il
  Coronavirus  non ha colpito. È offensivo dire che  non  è  successo
  nulla   È  offensivo  di 260 e più persone decedute  e  delle  loro
  famiglie
   Io la invito, ancora una volta, Presidente a convocare con urgenza
  il  Presidente  della  Regione,  anche  perché  avevamo  chiesto  e
  chiediamo  con  forza  che  il  Presidente  affronti  il  dibattito
  previsto  dal Regolamento sull'attuazione del programma di Governo.
  Ha  vinto  le elezioni con un programma, ha il dovere di  venire  a
  dire  in  quest'Aula cosa ha realizzato di quel  programma  e  cosa
  intende fare nei prossimi mesi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Di  Caro.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  CARO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non vorrei che
  le frasi squallide pronunciate dal Presidente della Regione, appena
  ieri,  nel criticare alcuni cittadini siciliani offuscassero quella
  che  è una grande mediocrità con la quale il Governo regionale  sta
  affrontando  la  crisi,  siamo ancora  in  crisi,  in  piena  crisi
  sanitaria.
   Io  volevo informare l'Aula su un fatto abbastanza allarmante  che
  riguarda l'Isola di Lampedusa.
   Come  sapete  bene, continuano gli sbarchi dei richiedenti  asilo.
  C'è   un'imbarcazione  che  dovrebbe  essere  utilizzata   per   la
  quarantena di questi richiedenti asilo, imbarcazione che si sta per
  saturare.  Il  Centro  di  accoglienza è già  saturo.  I  cittadini
  lampedusani  stanno  affrontando  la  crisi  causata  anche   dalla
  mancanza di flussi turistici nell'Isola e il combinato disposto  di
  questi  due problemi può causare a sua volta un problema di  ordine
  pubblico e sociale.
   A  proposito  delle frasi del Presidente della Regione  io  vorrei
  ricordare che la Lega-Nord Padania è stato il primo partito  votato
  a  Lampedusa  nelle  ultime elezioni europee  e  che  le  strutture
  sanitarie  come  il Pronto Soccorso ed altre strutture  adibite  al
  soccorso   sanitario   ed   alla  quarantena   sono   assolutamente
  deficitarie.
   L'assessore Razza deve, a mio avviso, intervenire urgentemente per
  scongiurare, innanzitutto, un pericolo di tipo sanitario  ma  anche
  di  ordine  pubblico legato alla serenità dei cittadini lampedusani
  stessi.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Di  Paola.  Ne  ha
  facoltà.

   DI  PAOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  fare  una
  confessione:  anch'io ho problemi personali,  anch'io  ho  problemi
  personali  perché da quello che ho capito i siciliani che criticano
  le scelte del Governo regionale hanno dei problemi personali.
   Anch'io  ho dei problemi personali. Signor Presidente, i  problemi
  familiari  i  siciliani li hanno veramente. Su  una  cosa  ieri  il
  Presidente Musumeci ha sicuramente azzeccato il punto: i  siciliani
  hanno problemi familiari, in questo momento, ma hanno problemi  per
  la  cassa  integrazione che non arriva. La cassa  integrazione,  al
  momento,  non  arriva  e  ci sono più di  150  mila  siciliani  che
  aspettano la cassa integrazione in deroga. Così come i ritardi  nel
  fare i tamponi.
   E'  inutile che si parla di successo dal punto di vista sanitario.
  Dobbiamo  ringraziare  il  nostro clima,  dobbiamo  ringraziare  la
  responsabilità dei siciliani e non ce ne facciamo nulla delle scuse
  da parte del Presidente Musumeci o dei suoi assessori su questi due
  temi  perché,   colleghi,  io  credo veramente  che  il  Presidente
  Musumeci  sia  un  abile  comunicatore, sia  un'abile  comunicatore
  perché  anche  questa volta, su questo tema dei  beni  culturali  e
  della  identità  siciliana, ha creato tutto  questo  polverone,  ha
  creato   questo   teatrino   di  modo  tale   da   distogliere   le
  preoccupazioni  dei  siciliani  in  questa  fase,  perché  vorremmo
  sapere,  lo  hanno detto già altri colleghi, quali sono le  riforme
  che in questi due anni e mezzo ha portato questo Governo regionale.
  A me sembra la stessa storia del giochino dei collegati dove questa
  Assemblea regionale è stata bloccata per mesi.
   E,  quindi,  il Presidente Musumeci deve venire qui in  Aula.  Noi
  vogliamo capire cosa vuole fare di questa  Fase 2 perché fino a due-
  tre settimane fa non voleva fare scendere nemmeno i siciliani e fra
  qualche  settimana, invece, apre le discoteche. Ma di  cosa  stiamo
  parlando Presidente Miccichè?
   Il  Presidente Musumeci deve venire in Aula, deve venire  in  Aula
  per fare capire ai siciliani, per fare capire ai rappresentanti che
  sono  stati  eletti  dai siciliani qual è l'indirizzo  politico  di
  questo  Governo regionale per questa importantissima  Fase  2   che
  potrebbe essere una fase di rilancio per la nostra Regione.
   E,   invece,  il  Presidente  Musumeci  cosa  fa?  In  un  periodo
  particolare,  e non ce lo neghiamo colleghi, si parla di  poltrone,
  si  parla  esclusivamente di poltrone, Presidente,  perché  con  la
  maggioranza siete stati all'interno delle stanze del Presidente per
  due giorni per spartirvi non solo l'Assessorato ai beni culturali e
  dell'identità siciliana, dato alla lega, ma per spartirvi tutta una
  serie  di  posti  di sottogoverno o del futuro che sarà  di  questa
  Sicilia.
   I  siciliani  non  meritano  tutto  questo,  Presidente  Miccichè,
  soprattutto in questa fase
   Spero  che il Presidente Musumeci, prima possibile, venga in Aula
  Venga  in  Aula  a  confrontarsi, a far capire qual  è  la  visione
  politica  di  questo Governo regionale che non può essere  solo  ed
  esclusivamente   una  visione  di  poltrone,  di  suddivisione   di
  poltrone, di suddivisione di potere.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Figuccia.  Ne  ha
  facoltà.

   FIGUCCIA. Signor Presidente, cercherò di non interpretare anche io
  -  come purtroppo spesso accade nel gioco delle parti - un ruolo di
  chi  decide di stare tra i banchi della maggioranza rispetto a  chi
  decide di stare invece fra i banchi dell'opposizione.
   Sarebbe  troppo  facile, signor Presidente,  fare  riferimento  ai
  ritardi del Governo nazionale.
   Ricordo  come erano i primi giorni immediatamente all'avvio  della
  fase  emergenziale, già a fine gennaio il Presidente del  Consiglio
  dei Ministri dichiarava che era tutto sotto controllo.
   I  ritardi  ci sono stati. Probabilmente nessuno poteva sapere  di
  una fase così difficile che ci saremmo ritrovati a vivere.
   Vorrei - cercando anche di gettare acqua sul fuoco - nel dirle che
  condivido  la  richiesta dell'opposizione,  e  sono  certo  che  il
  Presidente dell'Assemblea nella sua saggezza che è la stessa che ha
  accompagnato  i  lavori  della  finanziaria  non  vorrà  certamente
  sottrarre  al dibattito dell'Aula la presenza del Presidente  della
  Regione.
   Credo  che  questa  è  una  richiesta giusta,  credo  che  diventi
  strumentale  nel  momento  in cui si fa riferimento  a  mozioni  di
  sfiducia  e  sarebbe quello sì un atteggiamento irresponsabile,  lo
  stesso  che  potrebbe  provare la maggioranza,  la  coalizione  del
  Governo  regionale nel prendersela con la Presidenza del  Consiglio
  dei   Ministri.  Credetemi,  sarebbe  un  gioco  delle  parti   non
  apprezzato certamente da nessuno
   Non credo che fuori da questo Parlamento, Presidente, qualcuno  ci
  chieda  di  fare il gioco delle fazioni. Per noi c'è un  Presidente
  del Consiglio dei Ministri, c'è un Presidente della Regione, c'è un
  Presidente  dell'Assemblea e credo che tutti quanti,  in  una  fase
  così complessa, dobbiamo richiamarci al senso delle istituzioni.
   Certamente  dovranno essere affrontati dei temi, ciascuno  di  noi
  nei  propri territori si farà portavoce di interessi legittimi  che
  sono stati rappresentati.
   Andando  in giro per le strade, le dico la verità Presidente,  non
  sento  gente  che dice  Ah, mah l'Assessore all'identità '.  E'  un
  siciliano, la lega faceva parte della coalizione di Governo. Qual è
  il problema? Qual è lo scandalo? Forse qualche parola fuori luogo
   Ma  non  pensate che oggettivamente questo tipo di dibattito  così
  impostato  -  oggettivamente  - non  giovi  a  nessuno   Credo  che
  dovremmo  spostare  l'interesse verso  quelle  misure  che  abbiamo
  portato  a  casa  in  finanziaria - questo  certamente.  Credo  che
  abbiamo fatto un grande lavoro, Presidente - e questo si deve dire
   Una  manovra finanziaria con risorse extraregionali anche  facente
  riferimento ai fondi POC ma per decenni probabilmente  non  si  era
  mai fatto.
   Noi  per  la  prima  volta siamo riusciti a  fare  quadrato  tutti
  insieme, maggioranza e opposizione, per mettere in bilancio risorse
  aggiuntive. Oggi qual è la partita? E qua vorrei che le opposizioni
  alzassero la voce  La partita oggi è quella di fare riferimento  ai
  Dipartimenti,  agli  Assessorati in modo da rendere  quelle  misure
  effettivamente operative.
   La  partita  certamente è quella di rendere  operative  le  misure
  delle attività produttive, del turismo, dei conducenti.
   Mi  dispiace che non c'è, per esempio, l'Assessore per  il  lavoro
  che  ricorderà - Presidente - si era preso un impegno  legato  alla
  riorganizzazione della macchina amministrativa regionale.
   In questo momento sta passando un messaggio che a me, francamente,
  non   piace,   che  è  quello  che  i  dipendenti  della   Pubblica
  Amministrazione sono tutti in smart-working, come se  non  stessero
  facendo niente.
   E'    esattamente   il   contrario.   Io   sento   di   dipendenti
  dell'Amministrazione regionale che sono a casa, a lavoro, anche per
  12-14 ore, in condizioni, giustamente, col bambino che tira, con la
  moglie  che  s'arrabbia. Ora, probabilmente,  va  riorganizzato  il
  sistema  del lavoro in Sicilia. Lo smart-working non è un modo  per
  starsene  a  casa. Stiamo affrontando il tema della semplificazione
  amministrativa,  della sburocratizzazione, mettiamo  mano,  invece,
  seriamente,  anche al tema della riorganizzazione del  sistema  del
  lavoro  nella  Pubblica Amministrazione. E su questo,  una  piccola
  nota, devo dire che l'assessore Scavone si era impegnato - sembrerà
  cosa  di  basso profilo, ma la gente ci chiede anche  questo  -   e
  concludo,  signor Presidente, a non fare recuperare le ore  ad  una
  serie  di  categorie che, purtroppo, vivono di una sorta di  lavoro
  nero  dentro la Pubblica Amministrazione, che sono a Palermo i PIP,
  gli ASU, che non dovevano recuperare le ore.
   Se  su questo, e su temi come questo, possiamo attivare un momento
  di  confronto con il Governo, alla presenza -  ribadisco e ne  sono
  certo  che,  lei,  signor Presidente, vorrà dare seguito  a  questo
  genere  di richiesta - del Presidente della Regione, perché quello,
  sì,   lo   considero   un   attimo   legittimo   ma   fuori   dalle
  strumentalizzazioni.

   PRESIDENTE.  Prima di un mio chiarimento rispetto ad  alcune  cose
  che  sono  state dette, ha chiesto di parlare, a nome del  Governo,
  l'assessore Cordaro. Ne ha facoltà.

   CORDARO,   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, io ho profondo rispetto per  questo
  Parlamento che ho l'onore di frequentare dal maggio del 2008. Devo,
  però,  dire  che, questa sera, ho sentito, davvero, un  insieme  di
  imprecisioni,    un    insieme   di   accuse   ingiustificate    e,
  permettetemelo, alcuni passaggi veramente ipocriti come, forse, mai
  avevo sentito nella mia storia.
   Mi  spiego.  Non  è  un  attacco personale ad  alcuno  di  voi,  è
  semplicemente un fatto politico che, credo, abbia la  necessità  di
  essere spiegato.
   Chi  mi  ha preceduto ha detto che mai il Presidente della Regione
  si  è  sottratto al confronto con questo Parlamento. E  che,  tanto
  meno,  in un momento come questo, all'indomani della nomina  di  un
  assessore,  si sottrarrà, non soltanto al confronto ma, presenterà,
  come  è giusto che sia, in un luogo delle istituzioni, il più sacro
  dei luoghi delle istituzioni, il nuovo assessore.
   Ho, però, anche sentito parlare di interviste a  Rai 3  che non ci
  sono  state,  perché  eravamo allo Zingaro. L'onorevole  Pasqua  ha
  parlato  di  un'intervista  preparata:  eravamo  allo  Zingaro  per
  parlare del quarantennale dello Zingaro.
   E'  stata una domanda extramoenia. Ed il Presidente della  Regione
  Musumeci,  da  grande signore qual è, ha parlato  di  poveretti.  E
  sapete  perché ha parlato di poveretti? Perché avrebbe dovuto  dire
  ben altre cose.
   Vi  leggo  un  messaggio, uno per tutti su Facebook, che  è  stato
  rivolto  all'indirizzo  del Presidente della  Regione  perché,  sia
  chiaro,  il  Presidente della Regione, in questi giorni,  per  aver
  nominato un assessore della coalizione che lo ha eletto, e cioè del
  partito  della Lega, che fin dall'inizio era nella sua  coalizione,
  uno per tutti, per patrimonio:
    Peccato  non essere nel maggio del '45, questo porco sarebbe  già
  morto
   Rispetto a queste cose, allora, io vi dico che bisogna misurare le
  parole,  perché  fuori  da qua ci ascoltano  ed  il  momento,  come
  qualcuno,  sbagliando il contesto, ma parlando  bene,  ha  detto  è
  drammatico.
   Ed  allora, se il Presidente, rispetto a 5 milioni di siciliani ed
  uno  sparuto  numero di polemisti organizzati che, in alcuni  casi,
  più  di un caso, ha utilizzato questo modo di parlare, io credo che
  riferendosi a costoro e solo a costoro, averli chiamati poveretti è
  un atto di generosità a mio parere non dovuto.
     Il  Presidente  della  regione  non  manca  da  mesi  da  questo
  Parlamento, ho ascoltato anche questa imprecisione, è stato qui  ad
  ascoltarvi  l'ultima volta il 29 aprile, oggi  è  il  19  maggio  e
  ribadisco  tutto  quello  che  deve  essere  affrontato   in   sede
  istituzionale  lo  si farà come lo si è sempre fatto,  non  si  può
  parlare  però  -   colleghi, vi prego - di omertà, di  minacce,  di
  quale  indirizzo  morale onorevole Fava, ma quale indirizzo  morale
  dobbiamo  seguire se non quello che abbiamo seguito fino  ad  oggi,
  che  ci  ha  portato  ad andare dritti per la nostra  strada  senza
  guardare  in  faccia  nessuno, dal più potente dei  titolari  delle
  discariche  siciliane  all'ultimo  presentatore  di  un   progetto?
  Nessuno  ho  voluto incontrare, a nessuno abbiamo fatto  favori,  a
  nessuno   abbiamo   fatto  concessioni,  quale  indirizzo   morale?
  L'indirizzo morale mi pare che sia chiaro, che il Presidente  della
  regione Musumeci l'ha sempre interpretato in maniera univoca e  che
  questo  Governo  lo  sta  portando avanti come  è  giusto  che  sia
  nell'esclusivo interesse dei siciliani; il Governo regionale che ha
  eletto, o meglio, la coalizione di governo che ha eletto Presidente
  Musumeci prevedeva anche la Lega che ha fatto una lista.
   Ora  io  voglio ricordare agli amici del Pd che quando il Ministro
  Franceschini nominò sette stranieri a capo dei più importanti musei
  italiani  nessuno  si  scandalizzò, e  allora  quella  era  critica
  politica  ma  previamente  fare  una  valutazione  rispetto  a   un
   palermitanissimo' nominato assessore ai beni culturali, che non ha
  ancora esposto il suo programma, rispetto ad una vita privata, poi,
  questo  lo  valuteremo, ce lo verrà a dire, ma quello  che  io  non
  posso accettare, perché non faccio la difesa d'ufficio di nessuno è
  che  vengano  sollevate alcune accuse al Presidente  della  Regione
  rispetto ad un modus operandi che -  vi posso garantire - in questi
  ultimi  giorni, per ragioni che davvero erano tutte  politiche,  lo
  hanno  visto oggetto indiscriminato di attacchi personali fuori  da
  ogni logica.
     E  allora se in un momento che era assolutamente avulso,  perché
  ripeto eravamo allo Zingaro a ricordare i quarant'anni della marcia
  che portò all'istituzione della prima riserva orientata in Sicilia,
  il  Presidente  si  è espresso così come ha fatto,  credo,  che   -
  ripeto  -   il  suo  tratto signorile lo abbia fatto  esprimere  in
  questo  modo,  perché  tutte  queste  indicazioni  e  tutte  queste
  contumelie,  ovviamente,  lui le ha conosciute  e  gli  sono  state
  raccontate, gliele hanno fatte vedere, e non è un bel vivere e  non
  è  certamente un modus che ci può vedere sereni, e soprattutto deve
  vederci  con la stessa ragionevolezza che non è di dieci  anni  fa,
  onorevole  Lupo, ma è appena di venti giorni fa, che  ci  ha  visto
  tutti  insieme approvare una Legge finanziaria, seppur nella giusta
  contrapposizione assumere posizioni e articolare argomentazioni che
  ci  possono vedere anche divisi, però ecco rispetto a questo io  vi
  chiedo, ribadendo che il Presidente non si è mai sottratto,  e  che
  quando  il  Presidente  dell'Assemblea lo  riterrà,  sarà  qui  per
  confrontarsi con il Parlamento, io vi chiedo di rispettare i  ruoli
  e  di non sentirvi offesi se non siete a conoscenza di una serie di
  episodi  che  in questi giorni pure si sono verificati,  e  che  ci
  hanno  visto  in  alcune circostanze soggetti passivi,  devo  dirvi
  senza alcuna reale responsabilità, grazie.

   PRESIDENTE. Allora, colleghi io, ovviamente, non entro nel  merito
  di   un   dibattito   squisitamente   politico   come   la   scelta
  dell'assessore  che conosco personalmente e che comunque  considero
  una persona sicuramente capace e brava ma poi si verificherà quello
  che farà, lo verificheremo qua dentro
  ascoltandolo,  e  poi vedendo i fatti, perché poi  solo  su  quello
  possiamo giustificare.
   Io ricordo quando fu scelto l'attuale Ministro degli Esteri, anche
  allora  ci  fu  una grande critica perché non sembrava  la  persona
  adatta  a rappresentare l'identità italiana all'estero ma questo  è
  un  qualcosa  che non può essere oggetto di dibattito. Sicuramente,
  in  Assemblea tutti hanno il diritto, la possibilità di provare  le
  proprie  capacità,  se il Presidente Musumeci ha  ritenuto  che  il
  dottore  Alberto  Samonà sia in condizione  di  farlo,  per  quanto
  riguarda  l'identità siciliana, io personalmente sono convinto  che
  lo possa fare e che lo possa fare sinceramente bene.
   Per  cui  non  entro in questo merito, però mi rendo conto  essere
  assolutamente  legittimo, da parte di tutti voi,  fare  le  proprie
  critiche  così com'è giusto che si debba fare e com'è  normale  che
  venga accettato certamente da questa istituzione. Le critiche fanno
  parte del dibattito politico e guai a non accettarle.
   Sul  fatto della presenza del Presidente della Regione, voi sapete
  benissimo che il Presidente della Regione più volte, nel  corso  di
  questi  due anni e mezzo, è stato invitato ad alcuni dibattiti.  Il
  peggio  che è potuto succedere è che ci ha chiesto di spostarlo  un
  giorno  perché non c'era, ma poi è sempre stato presente e  nessuno
  gli  può  contestare fatti che non sono accaduti  perché  è  sempre
  stato  qui  presente. Il fatto che l'ultima assenza,  diciamo,  sia
  avvenuta  in  un  momento di forte polemica  questo  non  significa
  assolutamente niente.
   A me è arrivata oggi, ve ne do ora lettura, la comunicazione della
  nomina dell'assessore Alberto Samonà.
   E'  ovvio, non c'è bisogno che io lo inviti, a venire a presentare
  l'assessore  perché è scontato che sia così, per cui oggi  non  era
  previsto  perché  ieri  non  si  sapeva  neanche  che  fosse  stato
  nominato.  E'  fin troppo evidente che alla prima occasione,  spero
  già  al  massimo  la settimana prossima, domani se  potesse  essere
  possibile,   il  Presidente  della  Regione  verrà   a   presentare
  l'assessore  al quale non è richiesta una relazione su  quello  che
  dovrà fare o su quello che vorrà fare.
   Domani  verrà  presentato, poi, l'Aula avrà tutto  il  diritto,  i
  parlamentari  avranno  tutto il diritto, di  chiedere  nel  futuro,
  relazioni, indicazioni, audizioni su quello che intende fare  o  su
  quello che ha fatto fino a quel momento.
   Quindi, mi sembra che sia tutto assolutamente sereno e tranquillo.
  Ringrazio  tutti  gli  interventi che sono  stati  tutti  sereni  e
  tranquilli, compreso quello dell'assessore Cordaro.

   contestuale cessazione delle funzioni temporaneamente assunte dal
   Presidente della Regione di Assessore regionale

      Comunicazione di decreto di nomina ad Assessore regionale e
   contestuale cessazione delle funzioni temporaneamente assunte dal
            Presidente della Regione di Assessore regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che, con nota prot. n. 16699 del  19  maggio
  2020,    pervenuta  alla  Segreteria  generale  in  pari   data   e
  protocollata  al n. 3304/AulaPG del 19 maggio 2020,  la  Segreteria
  generale  della  Presidenza della Regione ha trasmesso  copia   del
  decreto  presidenziale n. 237/Area 1/S.G. del 19  maggio  2020,  di
  nomina  del  dott.  Alberto  Samonà   ad  Assessore  regionale  con
  preposizione  all'Assessorato  regionale  dei  beni   culturali   e
  dell'identità  siciliana  e contestuale cessazione  delle  funzioni
  temporaneamente assunte dal Presidente della Regione  di  Assessore
  regionale al predetto ramo di Amministrazione.
   Ne do lettura:

                         «Repubblica Italiana

                           REGIONE SICILIANA
                             IL PRESIDENTE

   D.P. N. 237/Area 1/S.G.

  VISTO lo Statuto della Regione Siciliana;

  VISTO  in  particolare l'articolo 9 dello Statuto, come  sostituito
  dall'articolo 1, comma 1, lettera f), della legge costituzionale 31
  gennaio  200  l,  n. 2, che, nel prevedere l'elezione  a  suffragio
  niversale  e  diretto del Presidente della Regione, gli attribuisce
  il  potere  di  nominare  e  revocare  gli  Assessori  tra  cui  un
  Vicepresidente  che  lo  sostituisce  in  caso  di  assenza  o   di
  impedimento;

  VISTA  la  Legge  Regionale 29 dicembre 1962, n.  28  e  successive
  modifiche ed integrazioni;

  VISTA  la  Legge  Regionale 15 maggio 2000,  n.  10,  e  successive
  modifiche ed integrazioni nonché l'allegata tabella A;

  VISTA  la  Legge  Regionale 16 dicembre 2008, n.  19  e  successive
  modifiche ed integrazioni e, in particolare, le disposizioni di cui
  al   Titolo   II   che   rimodulano  l'apparato   ordinamentale   e
  organizzativo della Regione Siciliana;

  VISTA  la  Legge  Costituzionale 7 febbraio 2013, n.  2  "Modifiche
  all'articolo 3 dello Statuto della Regione Siciliana, in materia di
  riduzione   dei   deputati  dell'Assemblea   Regionale   Siciliana.
  Disposizioni transitorie";

  VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 444/Serv.4/S.G.
  concernente  la  ripartizione dei seggi del1'  Assemblea  Regionale
  Siciliana   ai   collegi  provinciali  in  base  alla   popolazione
  residente;

  VISTO il Decreto Presidenziale 1 settembre 2017, n. 445/Serv.4/S.G.
  concernente   la   convocazione  dei  comizi  per  l'elezione   del
  Presidente  della Regione e dei Deputati dell' Assemblea  Regionale
  Siciliana per la XVII legislatura;

  VISTO l'atto del 18 novembre 2017 della Corte di Appello di Palermo
  -Ufficio  Centrale  Regionale per l'Elezione del  Presidente  della
  Regione  e  dell'Assemblea  Regionale  Siciliana  (elezioni  del  5
  novembre  2017)  con il quale l'On.le Sebastiano Musumeci  è  stato
  proclamato   eletto  alle  cariche  di  Presidente  della   Regione
  Siciliana e di Deputato dell'Assemblea Regionale Siciliana;

  VISTO  il  Decreto  Presidenziale n.  643  del  29  novembre  2017,
  pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana  del  5
  dicembre  2017, Parte I, n. 53, di costituzione del  Governo  della
  Regione  Siciliana  - XVII Legislatura, di nomina  degli  Assessori
  Regionali    con   le   relative   preposizioni   ai   vari    rami
  dell'Amministrazione  Regionale e successivi Decreti  Presidenziali
  integrativi e modificativi del Governo della Regione;

  VISTO  il  Decreto Presidenziale 27 giugno 2019, n. 12 "Regolamento
  di attuazione del Titolo II della legge regionale 16 dicembre 2008,
  n.  19.  Rimodulazione degli assetti organizzativi dei Dipartimenti
  Regionali ai sensi dell'articolo 13, comma 3, della legge regionale
  17  marzo  2016,  n. 3. Modifica del decreto del  Presidente  della
  Regione   18   gennaio  2013,  n.  6  e  successive   modifiche   e
  integrazioni";

  VISTO il Decreto Presidenziale n. 121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019
  di  assunzione  temporanea, da parte del Presidente  della  Regione
  Siciliana,   delle   funzioni   di   Assessore   con   preposizione
  all'Assessorato  Regionale  dei  Beni  Culturali  e   dell'Identità
  Siciliana;

  RITENUTO  di  dovere  nominare  il Dott.  Alberto  Samonà,  nato  a
  Palermo.   il  02.05.1972,  Assessore  Regionale  con  preposizione
  all'Assessorato  regionale  dei  Beni  Culturali  e   dell'Identità
  Siciliana,    con    contestuale    cessazione    delle    funzioni
  temporaneamente assunte dal Presidente della Regione  Siciliana  di
  cui al sopra richiamato D.P. n. 121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019.

                                DECRETA

                                ART. 1

  1. Per quanto in premessa, il Dott. Alberto Samonà, nato a Palermo,
  il  02.05.1972,  è  nominato Assessore regionale  con  preposizione
  all'Assessorato  Regionale  dei  Beni  Culturali  e   dell'Identità
  Siciliana.

  2.  Contestualmente  alla nomina di cui al superiore  comma  1  del
  presente  articolo cessa la funzione del Presidente  della  Regione
  Siciliana  di  Assessore regionale con preposizione all'Assessorato
  Regionale  dei  Beni  Culturali e dell'Identità Siciliana,  assunta
  temporaneamente con il D.P. n.  121/Area l/S.G. del 20 marzo 2019.

                                ART. 2

  Il  presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
  Regione  Siciliana e nel sito internet della Regione  Siciliana  ai
  sensi  dell'art. 68, comma 4, della legge regionale 12 agosto 2014,
  n. 21.

  Palermo, lì 19.05.2020

                                                        Il Presidente

                                                            MUSUMECI»

   L'Assemblea ne prende atto.


            Comunicazione di adesione a Gruppi parlamentari

    PRESIDENTE. Comunico che:

   -  con  nota  del  13  maggio 2020, pervenuta in  pari  data  alla
  Segreteria generale e protocollata al n. 3182/AulaPG del 14  maggio
  2020,  l'on.  Sergio Tancredi  ha dichiarato di aderire  al  Gruppo
  parlamentare  Misto . Lo stesso deputato, a decorrere dal 13 maggio
  2020,  cessa  contestualmente di far parte del Gruppo  parlamentare
   Movimento Cinque Stelle .

   -  con  nota del 13 maggio 2020, pervenuta in pari data  a  questa
  Presidenza  e  protocollata al n. 3282/AulaPG del 19  maggio  2020,
  l'onorevole  Daniela Ternullo ha dichiarato di  aderire  al  Gruppo
  parlamentare  Ora-Sicilia . Lo stesso Gruppo, nonostante l'adesione
  testé comunicata, essendo al di sotto del numero minimo di deputati
  previsto  dal comma 2 dell'art. 23 del Regolamento interno dell'ARS
  per  costituire  un Gruppo parlamentare, rimane temporaneamente  in
  vita,  secondo la prassi di questa Assemblea regionale e di  quella
  vigente  alla  Camera dei Deputati fino a quando  il  Consiglio  di
  Presidenza avrà deliberato al riguardo.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Allora,  così  come  detto l'altra volta, sia per  il  Gruppo  Ora
  Sicilia  che  per il Gruppo della Lega si dovrà in qualche  maniera
  esprimere  il Consiglio di Presidenza perché sono al di  sotto  dei
  numeri  previsti dal Regolamento interno, ma al primo Consiglio  di
  Presidenza.
   Certo,  restano  assolutamente in vita finché  non  faremo  questa
  riunione, questo Consiglio di Presidenza, in cui stabiliremo quello
  che  si  deve fare, poi parleremo anche con i Capigruppo per vedere
  cosa  si  dovrà fare. E, quindi, l'Assemblea comunque  prende  atto
  anche di queste due iscrizioni a Gruppi parlamentari.

                                Congedo

   PRESIDENTE. L'onorevole Trizzino ha chiesto congedo per la  seduta
  odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli colleghi,  ritornando all'oggetto dell'ordine del giorno
  di  oggi,  ricordo  che  questa seduta era  stata  fissata  con  la
  speranza  di potere incardinare il disegno di legge che  ancora  in
  questo  momento  è  in  I  Commissione; la  stessa  Commissione  ha
  aggiornato  i  lavori  a domani mattina per cui  ci  aggiorniamo  a
  domani  pomeriggio  anche noi. Siccome gli  Uffici  mi  dicono  che
  domani non ce la facciamo, la fissiamo già ora per martedì prossimo
  quale  che  sia  l'orario di apertura un'ora prima  per  l'attività
  ispettiva e, quindi, il Governo ci deve anche fare sapere su  quale
  argomento la possiamo fare. Volete sapere se ci sono altri  disegni
  di  legge incardinati? No, sono da incardinare. Siccome domani  c'è
  la Conferenza dei Capigruppo alle 15.00 e vediamo quali sono questi
  disegni  di  legge  già  pronti  da  poter  incardinare  e   domani
  ovviamente incardiniamo tutto quello che è necessario in  modo  che
  l'attività possa riprendere velocemente.


                        Sull'ordine dei lavori

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia  è  solo
  una comunicazione a conclusione di questa seduta che faccio a lei a
  garanzia della funzionalità del Parlamento.
   La  I  Commissione ha incardinato il testo che lei ha sollecitato,
  anche  con  una procedura d'urgenza, affinché venisse  definito  un
  testo da sottoporre all'esame dell'Aula relativo alla materia della
  semplificazione.
   Presidente,  la  materia, come lei sa, è  una  materia  complessa,
  perché  a volte in nome di un obiettivo siamo molto bravi spesso  a
  complicare  le  cose  semplici,  ma  al  di  là  dell'esito  a  cui
  arriveremo io voglio chiederle e sollecitarla ed essere garante  in
  tal  senso, su una materia così complessa e delicata, dove ci  sono
  in  gioco  - non è una norma dove puoi sbagliare un articolo e  non
  succede nulla, stiamo parlando dei diritti dei terzi e del rapporto
  tra la Regione e gli interessi generali e particolari dei cittadini
  siciliani  e  non solo siciliani nei confronti dell'Amministrazione
  pubblica, anche con possibili effetti di contenziosi, di danni,  di
  danni erariali eccetera,  - non si può fare una legge di quel  tipo
  con  l'assenza ripetuta del Governo. C'è un assessore  che  ha  una
  delega,  c'è  una  struttura che deve essere  amministrativa  della
  Regione  e non solo quella dell'Assemblea che ha comunque fatto  un
  lavoro di supporto ma non è sufficiente

   PRESIDENTE. Non era presente il Governo oggi in Commissione?

   CRACOLICI. Assolutamente no

   PRESIDENTE. Grazie.

   CRACOLICI. L'assessore al ramo, stiamo parlando

   PRESIDENTE. Voglio sapere: il Governo era presente o no?

   CRACOLICI.   Non  stiamo  scherzando,  il  problema   non   è   se
  l'Assessore  Cordaro era presente -  anche perché  sollecitava  una
  questione  specifica  che  ha  avuto anche  una  valutazione  della
  Commissione - stiamo parlando delle procedure amministrative  sugli
  adempimenti  amministrativi dell'Amministrazione  regionale  e  non
  c'era il Governo

   PRESIDENTE.  Sarà  mio compito pretendere che  domani  ci  sia  il
  Governo.

   CRACOLICI.  Perché vogliamo che ci sia il Governo e  che  dichiari
  in  Commissione  il  proprio  punto di vista  perché  nessuno  deve
  giocare a nascondino. Grazie.

   PRESIDENTE.  Io,  intanto, invito l'Assessore Cordaro,  nella  sua
  qualità  di  Assessore  per  i  rapporti  con  il  Parlamento,   di
  garantire, per favore, che domani ci sia l'Assessore al ramo per la
  discussione del disegno di  legge che ci sarà in Commissione.
   Se  non  ci  sono altri interventi la seduta è rinviata a  domani,
  mercoledì 20 maggio 2020, alle ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 17.59 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                         191a  SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 20 maggio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

    -COMUNICAZIONI

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio