Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 192 di martedì 26 maggio 2020
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 15.43

   PRESIDENTE.  Buongiorno,  colleghi. Oggi,  all'ordine  del  giorno
  abbiamo  come  punto, oltre alle Comunicazioni, lo  svolgimento  di
  interrogazioni  e interpellanze della Rubrica  Autonomie  locali  e
  funzione pubblica'. L'assessore Grasso è presente.

   Avverto  che i processi verbale delle sedute n. 190 del 19  maggio
  2020  e  n. 191 del 20 maggio 2020 sono posti a disposizione  degli
  onorevoli   deputati  che  intendano  prenderne  visione   e   sono
  considerati approvati in assenza di osservazioni in contrario nella
  presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che  ha  chiesto  congedo,  per  la  seduta
  odierna, l'onorevole Marano.

   L'Assemblea ne prende atto.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

     Comunicazione di decadenza di cariche interne a seguito della
   decadenza di diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica
                         di deputato regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che a seguito della presa  d'atto  da  parte
  dell'Assemblea,  nella  seduta n. 189 del  13  maggio  2020,  della
  decadenza  di diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla  carica
  di  deputato regionale ai sensi del decreto legislativo n. 235  del
  2012, ne consegue la decadenza dalle seguenti cariche interne:

   -componente della III Commissione legislativa permanente  Attività
  produttive';
  -componente della Commissione parlamentare speciale sul fenomeno
  del randagismo in Sicilia;
  -componente della Commissione per l'esame delle questioni
  concernenti l'attività dell'Unione europea .

   L'Assemblea ne prende atto.

   interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
  "Autonomie locali e funzione pubblica"

   Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
      interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
                 Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  e  di  interpellanze  della   Rubrica
   Autonomie locali e funzione pubblica .
   L'Assessore è presente. Qui c'è l'allegato.
   Si  passa  all'interrogazione n. 97 «Iniziative  per  garantire  i
  livelli   occupazionali  di  Siracusa  risorse  S.p.A.»,  a   firma
  dell'onorevole Cafeo.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata in richiesta di risposta scritta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E' stata già data la risposta per iscritto.

   PRESIDENTE.  Bene, l'onorevole Cafeo riceverà la risposta  scritta
  che già l'Assessore ci annuncia di avere inoltrato.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  31  «Notizie  sulla  nomina  del
  Commissario straordinario del Comune di Licata (AG)», a firma degli
  onorevoli Pagana ed altri.
   L'onorevole  Pagana  non  è in Aula. Anche  per  questa,  ci  dice
  l'Assessore, la risposta è stata trasmessa per iscritto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 241«Notizie  sulla  Deliberazione
  n.120 della Giunta Regionale e Decreto n. 57 dell'Assessorato delle
  Autonomie locali e della funzione pubblica», a firma dell'onorevole
  Assenza.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata in richiesta di risposta scritta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Anche per questa è stata già data la risposta per iscritto.

   PRESIDENTE.  Bene, Assessore, grazie. Quindi, l'onorevole  Assenza
  sarà raggiunto dalla risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 285 «Procedure per  il  conteggio
  finale  degli elettori utili al superamento del quorum nei casi  di
  elezioni  comunali  con  una sola lista», a firma  degli  onorevoli
  Cracolici e Catanzaro.
   Per  assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si  intende
  trasformata in richiesta di risposta scritta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E' già stata data.

   PRESIDENTE.   Si   passa  all'interrogazione  n.   288   «Gestione
  dell'Istituto  superiore di studi musicali  'Vincenzo  Bellini'  di
  Caltanissetta», a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ho già risposto per iscritto.

    PRESIDENTE. Sono in parte presenti, però l'Assessore ci fa sapere
  che ha già inviato una risposta scritta. Va bene così procediamo.
   Si  passa all'interrogazione n. 317 «Attuazione dell'intesa con il
  Ministero  della  Giustizia a sostegno  delle  sedi  dei  tribunali
  soppressi», a firma dell'onorevole Lantieri.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
  trasformata in richiesta di risposta scritta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E' già stata data risposta per iscritto.

     PRESIDENTE. Anche in questo caso l'Assessore, che ringrazio,  ci
  dive   che  l'onorevole  Lantieri  sarà  raggiunta  dalla  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interpellanza  n.  96  «Avvio  dei  servizi  socio-
  assistenziali  del  Comune  di  Catania»,  a  firma  dell'onorevole
  Galvagno.
   Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza è decaduta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Scusate,  l'onorevole Di Caro mi dice che gli interessa la risposta
  all'interpellanza n. 31. Avevo già detto di avere dato risposta per
  iscritto, ma se vuole posso dare qui la risposta.

   PRESIDENTE. Va bene, l'onorevole Di Caro accetta.
   Si  passa  all'interpellanza  n. 106  «Chiarimenti  sul  trasporto
  extraurbano  gratuito degli alunni», a firma degli onorevoli  Campo
  ed altri.
   Onorevole Campo, stavamo appunto guardando se lei era presente  in
  Aula.  Siamo  arrivati all'interpellanza n. 106  a  pagina  16  del
  fascicolo.   Onorevole  Campo,  vuole  illustrare  l'interpellanza?
  Preferisce ascoltare la risposta dell'Assessore. Prego Assessore.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Avevo già fornito risposta scritta ma do risposta orale anche qui.
   La  legge di stabilità per l'anno 2014 ha modificato la disciplina
  regionale   relativa  ai  trasferimenti  in   favore   dei   comuni
  dell'Isola.
   In  particolare,  l'articolo  6 ha soppresso  il  fondo  di  parte
  corrente per le autonomie locali ed ha abrogato le riserve a valere
  sullo  stesso fondo previste per specifiche finalità, ivi  compresa
  la  riserva  destinata  all'erogazione di un  contributo  a  titolo
  parziale rimborso delle spese sostenute per il trasporto scolastico
  degli alunni della scuola media superiore.
   La  stessa  legge ha previsto una compartecipazione dei comuni  al
  gettito  regionale  IRPEF e l'istituzione di un  fondo  perequativo
  destinato alla realizzazione di specifici obiettivi, nonché a scopi
  di  solidarietà intercomunali, definendo i criteri e  le  procedure
  per il riparto.
   La  spesa  per  il  trasporto costituiva  uno  degli  elementi  da
  valutare  per il riparto ma, individuato l'importo da  assegnare  -
  come  già  chiarito nelle circolari emanate al tempo  -,  le  somme
  assegnate  erano  destinate al finanziamento delle  funzioni  delle
  attribuzioni  proprie  dei  comuni nel pieno  rispetto  della  loro
  autonomia.
   Successivamente  i  criteri di riparto sono  stati  modificati  e,
  inoltre,  la  legge di stabilità per l'anno 2018 ha  previsto  che,
  nell'ambito  delle  assegnazioni regionali  di  parte  corrente  in
  favore  dei comuni, venga garantita una quota pari a 5 migliaia  di
  euro  per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole  medie
  superiori,  da  ripartire  in  proporzione  alla  spesa   sostenuta
  nell'anno precedente.
   Per l'anno 2018 le risorse sono state ripartite.
   Abbiamo  l'aggiornamento ad oggi: per il 2019 la  legge  regionale
  10/19 ha previsto un incremento del 30 per cento.
   Le risorse, pari a 6 milioni e mezzo, sono state ripartite già nel
  2019.
   Nella legge di stabilità 2020 è stata prevista, oltre la somma già
  prevista nel 2019, un'ulteriore somma di 1 milione e 600 mila  euro
  che è destinata solo ai comuni in dissesto.

   PRESIDENTE. L'onorevole Campo si dichiara soddisfatta o meno della
  risposta dell'Assessore?

    (L'onorevole Campo, dal proprio banco, risponde di dichiararsi
                       parzialmente soddisfatta)

   PRESIDENTE.  Si passa all'interpellanza n. 107 «Notizie  circa  il
  trasferimento  di  68  unità  di  personale  dall'Assessorato  Beni
  culturali  all'Assessorato  Attività  produttive»,  a  firma  degli
  onorevoli Lupo ed altri.
   Onorevole    Lupo,    vuole   illustrare    l'interpellanza?    E'
  l'interpellanza  n.  107,  a  pagina 21 del  fascicolo.  Preferisce
  ascoltare la risposta dell'Assessore. Prego Assessore.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ho già risposto ma risponderò anche qui.
   Con deliberazione della Giunta regionale n. 210 del 23 maggio 2018
  è  stata  autorizzata l'individuazione nominativa del personale  da
  assegnare, entro il limite dei 50 km dalla sede di servizio,  dagli
  uffici  periferici dell'Amministrazione regionale  ai  Dipartimenti
  regionali  delle  attività produttive, dell'acqua  e  dei  rifiuti,
  dell'energia e dell'ambiente che ne hanno fatto richiesta.
   Il  Dipartimento regionale della funzione pubblica ha ripartito e,
  quindi, ha effettuato la ripartizione per province e dipartimenti.
   Il  Dipartimento dei beni culturali ha comunicato i nominativi dei
  dipendenti  messi  a disposizione per il trasferimento  dalle  sedi
  centrali alle sedi periferiche.
   Tuttavia,  adesso  vi  è un aggiornamento, che  il  confronto  con
  l'ARAN  è  proseguito  in sede di trattative  per  il  rinnovo  del
  contratto  collettivo  del comparto non dirigenziale  ed  il  nuovo
  contratto  collettivo di lavoro prevede un'apposita disciplina  per
  la  mobilità tra i dipartimenti, anche nei casi indifferibili,  per
  esigenze di servizio.
   Quindi,  oggi  la  mobilità è regolata  dalle  norme  in  sede  di
  contrattazione con l'ARAN.

   PRESIDENTE.  Grazie,  Assessore.  L'onorevole  Lupo  si   dichiara
  soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore?

     (L'onorevole Lupo, dal proprio banco, risponde di dichiararsi
                       parzialmente soddisfatto)

   Si  passa all'interrogazione n. 559 «Notizie circa la selezione di
  tirocinanti  post-laurea da impiegare negli  uffici  della  Regione
  siciliana»,  a  firma  degli onorevoli Lupo  ed  altri.  Assessore,
  risponde direttamente?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  L'onorevole  Lupo  chiede  la risposta orale.  L'interrogazione  fa
  riferimento  alla riclassificazione del personale. Allora,  già  in
  sede  di direttiva all'ARAN per il rinnovo del contratto collettivo
  regionale  del  comparto  non  dirigenziale,  l'atto  di  indirizzo
  comprendeva  la  rivisitazione del sistema di  classificazione  dei
  dipendenti con il passaggio dalle attuali quattro categorie  a  tre
  categorie, in analogia al sistema adottato anche dallo Stato.
   Il  nuovo contratto collettivo ha previsto la costituzione di  una
  Commissione   paritetica   per   la   riforma   del   sistema    di
  classificazione del personale. La Commissione paritetica si  è  già
  insediata  ed  è  stata formalmente invitata ad  avviare  i  lavori
  proprio sulla base dell'atto di indirizzo che io stessa avevo dato.
  In particolare, la Commissione è stata invitata ad elaborare una  o
  più  proposte  per  il  successivo vaglio dell'amministrazione  sia
  sotto il profilo di eventuali oneri economici, sia sotto il profilo
  della  necessità  di  prevedere specifici interventi  formativi  in
  funzione del nuovo sistema di classificazione.
   La  nuova  emergenza  Covid ha condizionato  la  prosecuzione  dei
  lavori  in  sede  di contrattazione tra ARAN e sindacati  e  quindi
  aspettiamo  le  proposte  della  Commissione  per  poi  definire  e
  procedere.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Lupo fa cenno di volere approfondire.  Ne
  ha facoltà.

   LUPO. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto  per
  la  risposta  dell'Assessore, perché ritengo che  sia  estremamente
  opportuno   procedere  ad  una  riqualificazione  complessiva   del
  personale.  Capisco  che l'emergenza Covid abbia  rappresentato  un
  freno ed abbia imposto purtroppo dei ritardi, però è chiaro che  se
  davvero  vogliamo  realizzare  una  semplificazione  di  fatto  dei
  procedimenti, abbiamo bisogno di potenziare, di adeguare la  nostra
  Pubblica  amministrazione, di riqualificare il  personale.  Abbiamo
  bisogno  di  formazione per il nostro personale perché, altrimenti,
  qualsiasi tentativo di migliorare i procedimenti di semplificazione
  con  interventi  legislativi rischia di naufragare  perché  abbiamo
  innanzitutto  bisogno di coltivare e rivalutare  il  patrimonio  di
  risorse umane di cui la Regione dispone.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Lupo  si  è  dichiarato   parzialmente
  soddisfatto.
   Si   passa  all'interpellanza  n.  140   Apertura  della  stagione
  invernale a Piano Battaglia  a firma dell'onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor Presidente, Assessore, siamo molto preoccupati
  perché  questa  vicenda  di  Piano  Battaglia,  insomma,  ha  fatto
  veramente  il giro del mondo. Con sforzi importanti, con il  centro
  sinistra al Governo, la scorsa legislatura, venne messo in funzione
  l'impianto di risalita a Piano Battaglia. Con uno sforzo importante
  della  società  che  gestiva le piste, siamo riusciti  a  definire,
  allora, un comprensorio di tutto rispetto, di tutto rispetto  anche
  per il Mezzogiorno, con ben due piste nere.
   Abbiamo  appreso nel corso degli anni che, inopinatamente,  ad  un
  ente  compete la gestione degli impianti di risalita ed a un  altro
  la gestione delle piste. E' una cosa inaudita
   Nel panorama credo non italiano, mondiale, la società che gestisce
  gli   impianti   di  risalita  gestisce  pure  le   piste.   Questo
  frazionamento delle due gestioni crea un disagio assoluto non  solo
  negli utenti, ma ha impedito, di fatto, la riapertura dell'impianto
  di  risalita  per l'anno 2020; per essere chiari, non solo  per  il
  clima  -  perché non è stato un inverno freddo, ma siccome  qualche
  settimana di neve c'è stata, ma potevano esserci anche tre mesi  di
  neve -, non si è sciato a Piano Battaglia.
   Dopo  che  abbiamo  fatto degli investimenti  importanti,  abbiamo
  pubblicizzato  il  comprensorio, quest'anno a  Piano  Battaglia  la
  funivia  non  ha mosso un centimetro. Io credo che  non  possa  più
  succedere.  C'è  una competenza specifica oltre che  in  capo  alla
  Regione anche della Città Metropolitana di Palermo.
   Noi  abbiamo  interrogato, oltre che a lei, l'assessorato  per  il
  turismo.  Bisogna  compulsare gli uffici della Città  Metropolitana
  affinché pongano in essere tutti gli atti necessari per la messa in
  sicurezza delle piste.
   Auspico,  poi,  c'è  presente l'assessore  Cordaro,  un'iniziativa
  anche dell'assessore Messina per porre fine alla doppia gestione  e
  garantire una gestione unitaria sia degli impianti di risalita  che
  delle  piste.  Non possiamo avere un doppio gestore  perché  stiamo
  facendo ridere tutto il mondo.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'Assessore  per  fornire  la
  risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo per la parte di mia
  competenza   naturalmente,   avevamo   già   risposto,    onorevole
  Barbagallo, perché la Città Metropolitana è stata compulsata e  già
  due  note sono state inviate nel 2019, la dodicimila, non  dico  il
  numero  una il 7 novembre e l'altra il 20 dicembre del 2019 e  sono
  state  fornite  informazioni sulle iniziative anche  assunte  dalla
  Città Metropolitana di Palermo, cui appunto è stata indirizzata  la
  nota    anche    di    sollecito    rispetto    all'interrogazione,
  successivamente all'interrogazione da lei proposta e  le  richieste
  sulle   iniziative  di  sostegno  messe  in  atto  anche  da  parte
  dell'assessorato del turismo.
   Dalle risposte che noi abbiamo avuto, ci è stato appunto detto che
  era avvenuta la regolare apertura della stagione invernale. Laddove
  ci  fossero  -   o  ci  sono  -  ancora  problemi,  sarà  cura  del
  Dipartimento delle autonomie locali fare esattamente quello che può
  fare.  Compulsare,  inviare una nota alla  Città  Metropolitana  di
  Palermo affinché si attivi. Io più di questo non posso, ma già stia
  tranquillo  che  domani mattina partirà una nota  indirizzata  alla
  Città Metropolitana di Palermo perché prima della prossima stagione
  invernale  si  occupi,  appunto, di  procedere  per  le  competenze
  proprie della Città Metropolitana di Palermo. Grazie.

   Presidente.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assesore.

   BARBAGALLO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto per l'impegno. Mi
  dichiarerò  soddisfatto, secondo me assessore, bisogna nominare  un
  commissario,  se  c'è  un inadempimento per cui..  dico  si  dà  un
  termine  perentorio perché inizierà, dovrebbe iniziare la  stagione
  il  primo  febbraio   Se  noi ci pensiamo il  20  dicembre  non  ci
  arriviamo più. Bisogna porre in essere adesso gli atti. Se  non  ci
  sono  risposte  adeguate si nomina un commissario perché  rischiamo
  comunque veramente di fare una figuraccia.

   PRESIDENTE.   Si   passa   all'interpellanza   n.   153    Notizie
  sull'annunziata  riforma  dei  procedimenti  amministrativi   della
  Regione , a firma dell'onorevole Lupo.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Scusi  un  attimo. Dico, sono atti gestionali per cui la competenza
  del  Dipartimento delle autonomie locali di nominare commissari per
  atti  che competono ai dirigenti non c'è, quindi, non possiamo fare
  altro che continuare a diffidare.

   PRESIDENTE. Grazie del chiarimento.
   Si passa all'interpellanza n. 153, a pagina 25 del fascicolo.
   Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Abbiamo  risposto, comunque, l'attività di formazione negli  ultimi
  mesi è stata condizionata dall'emergenza Covid.

   PRESIDENTE. Assessore, si deve avvicinare al microfono perché  non
  si  sente niente. Onorevoli colleghi, vi chiedo di conversare fuori
  dall'Aula,  di  mantenere  le distanze perché  abbiamo  gli  stessi
  problemi e le stesse regole delle precedenti settimane.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Posso?   L'attività  di  formazione  negli  ultimi  mesi  è   stata
  condizionata  dall'emergenza Covid, tuttavia in collaborazione  con
  FORMEZ  e  nell'ambito della convenzione nuovi percorsi, finanziata
  con  risorse FSE, sono stati svolti, e sono in programma, corsi  di
  aggiornamento,  formazione sul monitoraggio e controllo  dei  fondi
  europei,  privacy, lavoro agile, corsi su fondi  FESR  e  corsi  su
  fondi FSE.

   PRESIDENTE.  Assessore abbiamo avuto l'impressione che  lei  abbia
  letto la risposta a qualcos'altro.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La n. 153.

   PRESIDENTE. La n. 153.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Mi  chiedeva  sulla  formazione, il progetto di riforma  annunziato
  dovrebbe   condizionare   al  miglioramento.   Per   conoscere   se
  nell'ambito del progetto

   PRESIDENTE.  Noi  abbiamo  come  titolo   Notizie  sull'annunziata
  riforma   dei   procedimenti  amministrativi  della  Regione .   E'
  corretto?

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Ma io rispondo all'interrogazione.

   PRESIDENTE. Bene, onorevole Lupo, come si dichiara.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Scusi.

   LUPO. Parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Perché già gli avevamo, e quindi tutta l'attività

   PRESIDENTE.  Bene,  bene, l'Assessore ci fa sapere  che  ha  fatto
  pervenire, la risposta scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 154  Progetto di  semplificazione,
  razionalizzazione  ed  efficientamento dei processi  amministrativi
  della  Regione ,  a firma dell'onorevole Lupo,  che  forse  si  può
  considerare  assorbita. E' così, onorevole Lupo?  Bene,   onorevole
  Lupo.
   Si  passa all'interpellanza n. 162  Ispezione sui Comuni siciliani
  che  hanno disatteso quanto disposto dagli articoli 10 e  12  della
  legge  regionale 5 aprile 2011, n. 6 , primo firmatario l'onorevole
  Di Caro.
   Onorevoli  colleghi  siamo  alla  numero  162,  a  pagina  28  del
  fascicolo.
   Nel  frattempo che l'Assessore si prepara, se l'onorevole Di  Caro
  lo desidera può illustrarla.
   L'Assessore  è  già pronto, ha facoltà di parlare per  fornire  la
  risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Senza  tralasciare  l'esercizio dei poteri  di  controllo  ai  fini
  dell'attuazione della normativa sopravvenuta finisce  per  incidere
  su uno dei profili pregnanti delle autonomie locali, e cioè proprio
  la  loro  potestà  statutaria senza che  poi  quest'attività  possa
  essere  associata ad alcuna capacità sanzionatoria, perché capacità
  sanzionatoria  il  dipartimento autonomie locali purtroppo  non  ce
  l'ha.
   Quindi,  il  Legislatore  regionale, ove  volesse  preservare  uno
  spazio  di autodeterminazione, è comprovato dalla diversa e diretta
  operatività che invece ha attribuito in altre similari fattispecie.
   A  tale proposito si citano le disposizioni contenute nella  legge
  regionale  11/2015  in tema di composizione dei  Consigli  e  delle
  Giunte  comunali sullo status degli amministratori e  dei  Consigli
  circoscrizionali per le quali si prevede espressamente  la  vigenza
  delle  prescrizioni  normative  anche  in  assenza  di  adeguamento
  statutario,  articoli  1  e  2,  o l'intervento  sostitutivo  della
  Regione articolo 5.
   Occorre,  infine, porre attenzione che in generale gli adempimenti
  statutari  sono  resi  particolarmente gravosi  per  effetto  della
  complessità   del  procedimento  amministrativo   al   quale   sono
  sottoposte  per la relativa onerosità e soprattutto  per  gli  enti
  locali  più  piccoli  o fortemente deficitari, può  costituire  una
  remora non indifferente all'adempimento richiesto.
   Tuttavia,    abbiamo    dato    disposizioni    al    Dipartimento
  compatibilmente  con le risorse umane e finanziarie  di  effettuare
  un'ulteriore  verifica  dello stato di attuazione  della  legge  in
  esame  attraverso  l'emanazione di un atto di indirizzo  e  di  una
  diffida  per  tutti  i  comuni  inadempienti  prima  di  procedere,
  appunto, secondo quanto previsto dagli articoli 24 e 25 della legge
  44/91.

   PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, si dichiara soddisfatto. Bene.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  754   Chiarimento  in   ordine
  all'interesse  qualificato, di cui all'art. 8  della  l.r.  30  del
  2.000  a firma degli onorevoli Campo ed altri.
    Onorevole Di Caro, non è necessario che la illustri. Ecco, semmai
  poi può avere diciamo un contradditorio nel merito.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  Dipartimento autonomie locali, con nota del 20 ottobre  2016  -
  sono  fatti  pregressi  -  ha comunicato all'associazione  soggetto
  promotore  del progetto di scorporo di una frazione del  territorio
  di Siracusa e istituzione di un nuovo comune autonomo di Cassibile,
  l'esito  negativo  dell'istruttoria relativa al progetto  a  motivo
  dell'incompetenza del soggetto promotore.
      L'associazione  è  stata  invitata  a  presentare  le   proprie
  osservazioni    entro   dieci   giorni   dal   ricevimento    della
  comunicazione.    L'associazione   non   ha    presentato    alcuna
  osservazione.
   Quindi, in assenza di contro osservazione l'iter istruttorio si  è
  concluso.  Peraltro,  i  provvedimenti che  in  precedenza  avevano
  autorizzato la consultazione referendaria limitata alla popolazione
  della  frazione  interessata allo scorporo  sono  stati  impugnati,
  prima  davanti  al TAR, e poi davanti al CGA. Il CGA ha  confermato
  l'annullamento  disposto dal TAR delle determinazioni  assessoriali
  che   autorizzavano  le  consultazioni  con  effetto  che  è  stato
  riconosciuto   all'interesse   alla  consultazione   per   l'intera
  popolazione  del comune di Siracusa, e non solo, per la  parte  del
  territorio che voleva essere scorporato.
   Dunque,  ho  ribadito alla sussistenza dell'interesse  qualificato
  alla consultazione referendaria dell'intera popolazione siracusana,
  il  progetto di scorporo del comune di Cassibile, Fontane  Bianche,
  sarebbe stato proponibile solo dai seguenti soggetti: dalla  Giunta
  regionale oppure il Comune interessato alla variazione con delibera
  consiliare  adottata  con  il  voto  favorevole  della  maggioranza
  assoluta  dei consiglieri in carica, oppure un terzo degli elettori
  iscritti  nelle  liste  elettorali  del  Comune  interessato   alla
  variazione territoriale.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Campo desidera fare una  dichiarazione  a
  proposito della risposta. Ne ha facoltà.

   CAMPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati, io non  sono
  soddisfatta della risposta perché avevo chiesto dei chiarimenti  in
  merito,  e in particolare, intanto interesse qualificato,  cosa  si
  intende  per interesse qualificato, anche perché a noi  risulta  sì
  che   con  una  nota,  praticamente,  si  chiede,  il  dipartimento
  regionale delle autonomie locali comunica che praticamente  per  lo
  scorporo  delle frazioni di Cassibile e Fontane Bianche è richiesta
  una  consultazione  referendaria con tutto il comune  di  Siracusa.
  Però,  questa non è un'interpretazione autentica della norma bensì,
  praticamente, una interpretazione degli uffici in quanto ci risulta
  che  gli stessi comuni di Niscemi, che fanno capo, appunto,  a  ben
  otto  frazioni della città di Trapani, hanno ottenuto  lo  scorporo
  con un referendum riferito solo a quei Comuni.
   Non  si  capisce perché le frazioni di Cassibile e Siracusa invece
  debbano  fare  il referendum con tutto il comprensorio  siracusano.
  Questo  i  cittadini  di  Cassibile  e  Fontane  Bianche  mi  hanno
  rappresentato  e sarebbe bene avere una interpretazione  univoca  e
  chiara   della   norma,  proprio  perché  così   non   si   creino,
  praticamente,  delle  questioni, non si  creino  delle  situazioni,
  praticamente dove ad alcuni Comuni viene consentito e ad  altri  no
  la  consultazione referendaria solo degli abitanti  delle  frazioni
  che richiedono lo scorporo.
   E,  quindi, abbiamo chiesto all'assessorato di valutare se c'è  un
  difetto nell'istruttoria e se non intendano chiarire quali  sono  i
  criteri  adottati  nell'istruttoria stessa e se  non  è  necessario
  adottare    un    provvedimento   di   interpretazione    autentica
  dell'articolo 8, dove si sia in maniera chiara ed univoca,  tenendo
  conto  della  sentenza della Corte Costituzionale e delle  sentenze
  del TAR e del CGA

   PRESIDENTE. Onorevole Campo, concluda

   CAMPO.   che sono già intervenute sull'argomento.
   Quindi, pertanto, siccome non penso che l'assessore abbia risposto
  nel merito a queste domande, non mi reputo soddisfatta.

   PRESIDENTE. L'onorevole Campo si dichiara non soddisfatta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 875  Attribuzione del  premio  di
  maggioranza in occasione delle recenti elezioni amministrative  nel
  Comune  di  Bagheria (PA) , a firma dell'onorevole  Aricò.  Diciamo
  all'onorevole  Aricò che può attendere che l'Assessore  risponda  e
  poi  eventualmente replicare, però dopo avere sentito  l'Assessore,
  perché il Regolamento interno questo dispone.
   L'Assessore ha facoltà di parlare per fornire la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Avevamo già risposto. Sull'attribuzione del premio di maggioranza

   PRESIDENTE. Avvicini il microfono assessore perché non  si  sente.
  Prego i colleghi se devono discutere di uscire.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
  si  è  intervenuti con Legge regionale n. 6 del 2020, con una norma
  di  interpretazione  autentica, al  fine  di  superare  le  diverse
  interpretazioni e applicazioni che hanno riguardato le disposizioni
  previste dalla legge regionale n. 35/1975.
   La  norma ha previsto, nell'ipotesi in cui il calcolo del  60  per
  cento dei seggi non corrisponda ad una cifra intera ma il risultato
  porti  ad  un  numero  con un quoziente decimale,  l'arrotondamento
  necessario. L'arrotondamento necessario va effettuato per  eccesso,
  nel  caso  in  cui  il decimale risulti uguale  o  superiore  a  50
  centesimi,  e  per  difetto nel caso di  decimale  inferiore  a  50
  centesimi.

   ARICO'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente,  Assessore,  non  posso  che   essere
  soddisfatto della risposta dell'assessore, perché ritiene la  legge
  n.  6  del  2020,  una  legge di interpretazione  autentica.  Però,
  successivamente, i suoi uffici, assessore, hanno stabilito  che  la
  legge  di  interpretazione autentica si adottava e aveva  efficacia
  dalle successive legislature.
   E  allora,  la  ratio, qual è stata: quella di dover  redigere  la
  legge  n. 6 del 2020, perché nei mesi precedenti alla redazione  di
  questa  norma  è  successa una cosa incredibile. In  alcuni  comuni
  veniva  attribuito  un premio di maggioranza, i famosi  comuni  che
  avevano all'inizio, quando è stata redatta la legge, 30 seggi, quel
  famoso  60  per  cento era 18 seggi. Dopodiché,  il  legislatore  è
  intervenuto  con  una riduzione del 20 per cento. Questi  30  seggi
  sono  divenuti 24. In questi comuni, il 60 per cento  previsto  dal
  legislatore significava 14,3 seggi. In alcuni casi, il  giudice  ha
  attribuito  14  seggi come premio di maggioranza ed  in  altri  15.
  Esattamente: a Monreale, l'anno scorso, la coalizione che ha  vinto
  ha  avuto attribuiti 14 seggi. Nella stessa giornata, per lo stesso
  numero di seggi, Bagheria ne ha avuto attribuiti 15. Cosa succedeva
  anche  a Caltanissetta e a Gela? L'attribuzione di 15 seggi, mentre
  l'anno  precedente,  a Canicattì, i seggi attribuiti  erano  14.  E
  allora,  dobbiamo fare chiarezza, perché, purtroppo, il legislatore
  deve  intervenire, affinché, non ci siano ricorsi di  questo  tipo.
  Assessore, al di là che noi siamo intervenuti con la Legge n. 6 del
  2020  che cercava di interpretare il premio di maggioranza, i  suoi
  stessi  uffici hanno già interpretato - perché ci sono  le  tabelle
  che ancora oggi sono sul sito dell'assessorato regionale degli enti
  locali  - in cui attribuiscono 14 seggi come premio di maggioranza,
  però ci sono alcuni comuni che ne hanno attribuiti 15 e ci sono dei
  ricorsi pendenti. E allora, assessore, a me basta che lei ritenga

   PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la prego concluda.

   ARICO'   la  Legge  n.  6  del 2020 una legge  di  interpretazione
  autentica  che,  quindi, avrà efficacia anche per  le  tornate  che
  hanno avuto luogo ad Est.

   PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 180  Risorse finanziarie
  destinate  al Comune di Merì (ME) nell'ambito del piano di  riparto
  provvisorio  dei  trasferimenti regionali  di  parte  corrente  per
  l'anno 2018 , a firma degli onorevoli De Domenico e altri.
   Non  vedo in Aula l'onorevole De Domenico. Assessore, noi  avremmo
  l'interpellanza n. 180 a firma dell'onorevole De Domenico e  altri.
  Ci  sono gli onorevoli Gucciardi, Lupo e Barbagallo. Se mi fanno un
  cenno,   se  intendono  ascoltare  l'assessore,  altrimenti  l'atto
  decade. Abbiamo il firmatario Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere all'interpellanza
  n. 180.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  La  risposta  era stata già data. Comunque, aggiornamento  relativo
  all'anno  2019.  In sede di riparto definitivo,  anno  2019,  si  è
  provveduto a riequilibrare l'assegnazione dei comuni tenendo  conto
  dello scostamento tra l'assegnazione stessa prima del riequilibrio,
  e  l'assegnazione teorica che sarebbe risultata applicando il  dato
  di  assegnazione  medio  pro  capite della  fascia  democratica  di
  appartenenza.
   L'importo ripartito per il detto equilibrio è stato di 1  miliardo
  di Euro, 1 miliardo 380 mila Euro.
   I   comuni  destinatari  del  riequilibrio  sono  quelli  la   cui
  assegnazione,  comprensiva di riserve, sia risultata  inferiore  di
  almeno  il  60 per cento rispetto al valore teorico di assegnazione
  pro capite.
   I  dati  riferiti, quindi tutti i dati riferiti, sono già inseriti
  nel  decreto.  C'è  da  dire che già per l'anno  2019  in  sede  di
  riassegnazione, unico caso riferito al comune di Merì per il  quale
  il dislivello era tanto, è stata incrementata dal 65 per cento.
   Pertanto  per  questo comune lo scostamento passa dal  194,49  per
  cento al 78,49 per cento dopo il riequilibrio.
   Come tutti sapete quest'anno abbiamo, con la legge finanziaria del
  2020, posto fine al disequilibrio fra i comuni dicendo proprio  che
  con  l'ultima  trimestralità, e quindi con la quarta trimestralità,
  si procederà, d'intesa con la Conferenza Autonomie, al riequilibrio
  fra tutti i comuni per evitare disparità di trattamento.
   Era una risposta che avevo già dato. Comunque, è questo.

   PRESIDENTE.  Onorevole De Domenico, se è rientrato, o  l'onorevole
  Barbagallo vi ritenete soddisfatti?

   BARBAGALLO. Ci riteniamo non soddisfatti.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  1147   Chiarimento
  sull'esito  dell'approvazione del bilancio consuntivo adottato  dal
  Consiglio  comunale di Grammichele (CT) , a firma  degli  onorevoli
  Barbagallo ed altri. Ha facoltà di parlare l'Assessore per  fornire
  la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Il  servizio ispettivo del Dipartimento autonomie locali ha avviato
  la  procedura prevista ed ha richiesto al Comune di Grammichele  di
  relazionare    nel   merito   delle   questioni    sollevate    con
  l'interrogazione: se il bilancio consuntivo è stato  approvato  con
  la maggioranza calcolata con la normativa prevista dallo Statuto  o
  dal  Regolamento del Consiglio comunale. Ad oggi il Comune  non  ha
  relazionato.
   In  caso  di  mancato  riscontro  o  di  riscontro  non  esaustivo
  l'ufficio, come di regola, procederà con gli atti consequenziali.
   Mi  riservo  di notiziare ad avvenuta definizione della  procedura
  che stanno già avviando.
   L'emergenza  Covid  ha  condizionato  i  tempi  e  lo  svolgimento
  regolare   della   procedura  perché  sarebbe  dovuto   andare   un
  Commissario.

   PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto  o  meno
  della risposta dell'Assessore?

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Assessore, l'interrogazione è del 14  novembre  2019.
  Noi  ci  siamo  lamentati  più volte come Gruppo  parlamentare  del
  ritardo con cui le interrogazioni vengono calendarizzate in Aula.
   Presidente  Foti, la preghiamo di coinvolgere anche la  Presidenza
  affinché  ci  sia  un'attività più costante nello  svolgimento  del
  ruolo delle interrogazioni.
   Questo  avrebbe  consentito di fare giustizia a Grammichele  dove,
  come  lei  avrà  notato assessore, non è una  approvazione  di  una
  delibera  qualsiasi,  siccome la deliberazione  riguarda  il  conto
  consuntivo che, per essere chiari, è stato approvato con  tre  voti
  favorevoli ed un bel po' di astenuti.
   Quindi, ai sensi dello Statuto c'è un contrasto tra lo Statuto  ed
  il Regolamento.
   L'impressione  diffusa è che certamente non poteva approvarsi.  Ma
  non  possiamo  stare  nell'incertezza. Se  l'assessorato  la  pensa
  diversamente  lo deve dire. Se non è così bisogna porre  in  essere
  una  serie  di  adempimenti che hanno conseguenze non  indifferenti
  nella  gestione  dell'ente  locale  e  chiediamo  che  venga  fatta
  giustizia.
   Noi  non siamo per una ipotesi o per l'altra ma certamente occorre
  fare chiarezza in tempi brevissimi. Aspettiamo riscontri veloci.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interpellanza  n.  229    Notizie  sul
  superamento del precariato , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
  Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   GRASSO  assessore per le autonomie locali e la funzione  pubblica.
  Il   Legislatore   regionale   ha  dettato   le   disposizioni   di
  stabilizzazione dei precari degli enti locali con la legge  27/2016
  e 2018.
   Dalle  informazioni acquisite presso gli enti locali  in  data  15
  maggio 2020 i dati sono: 7.746 unità di personale precario, restano
  da  stabilizzare  5.126  precari fra cui i precari  degli  enti  in
  dissesto e degli enti con un piano di riequilibrio.
   E'   stata   finalmente   completata  anche   la   procedura   per
  l'individuazione  dell'istituto di credito per quanto  riguarda  il
  personale-  onorevole Lupo - hanno presentato la manifestazione  di
  interesse  le  banche  e per un anno abbiamo  inseguito  una  delle
  banche che aveva presentato la manifestazione di interesse affinché
  stipulasse la convenzione.
   Solo quindici giorni fa siamo riusciti, finalmente, a formalizzare
  la  convenzione e già è tutto pubblicato sul sito del Dipartimento.
  L'elenco comprende 115 lavoratori.
   Quindi,  gli  ultimi  contatti con la banca  -   che  è  la  banca
  Sant'Angelo - per la stipula della convenzione che disciplinerà  le
  modalità   per  la  cessione  del  credito  e  quindi  l'erogazione
  dell'indennità che spetta al personale che ha presentato domanda di
  fuoriuscita.
   L'ultima norma contenuta nell'articolo 23 della Legge regionale n.
  1 del 2019 - come sapete - per il passaggio in RESAIS è impugnata.
   Mi  aspetto che, in collaborazione con la I Commissione, ma  anche
  con  l'Aula  il  disegno  di legge ci consenta  di  stabilizzare  i
  precari  dei comuni in dissesto e dei precari dei comuni con  piano
  di riequilibrio.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LUPO. Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
   La  parte per la quale non mi ritengo soddisfatto attiene  proprio
  all'esigenza  di  sapere  se  il  Governo  intenda  presentare  una
  proposta  di legge per la stabilizzazione dei 5.126 perché  capisco
  che  è una responsabilità di tutti e - per quanto ci riguarda  come
  Partito  Democratico  -  siamo pronti anche  noi  ad  avanzare  una
  proposta.
   Penso  che è giusto che il Governo, visto che, peraltro,  c'è  una
  norma  impugnata cioè quella sulla Resais, assuma l'iniziativa  per
  primo  di  proporre  un  disegno di legge  per  la  stabilizzazione
  dell'intero personale, in particolare dei comuni in dissesto e  con
  procedura di riequilibrio.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Onorevole  Lupo,  i  5.176  non sono  tutti  precari  che  prestano
  servizio  presso  gli  enti in dissesto e gli  enti  con  piano  di
  riequilibrio - sono solo novanta i comuni in dissesto.
   Sono precari i cui comuni non hanno ancora completato le procedure
  di  stabilizzazione atteso che poi la proroga - tutto il 2020  -  e
  l'ultimo decreto legge li ha prorogati ancora fino al 2021.
   Per  quanto riguarda il disegno di legge, è già pronto e aspettavo
  che finisse la finanziaria anche perché, mi insegna, dobbiamo anche
  condividerlo.
   Sono  norme  statali per cui c'è un'interlocuzione  anche  con  il
  Ministero della funzione pubblica, pertanto lo vedremo insieme in I
  Commissione come autonomo disegno di legge.
   Come  abbiamo  condiviso  il  primo sulle  stabilizzazioni,  anche
  questo sarà condiviso con la I Commissione e poi col Parlamento.

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Lupo  si  è  dichiarato   parzialmente
  soddisfatto.
   Si  passa  all'interpellanza n. 230  Chiarimenti circa il  riparto
  del  Fondo  investimenti  dei Comuni  per  l'anno  2019 ,  a  firma
  dell'onorevole Barbagallo.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Questa   interpellanza  ha  ad  oggetto  l'assegnazione  la   quota
  investimento  ai  comuni  per l'anno 2019.  E'  stata  già  fornita
  risposta  scritta.  L'assegnazione, per quanto  riguarda  la  parte
  investimenti,  si  è  conclusa  e, quindi,  i  comuni  hanno  avuto
  assegnata   la   quota,  prima  un  acconto   e   poi   il   saldo.
  L'assegnazione, dunque, è stata disposta immediatamente, non appena
  la ragioneria ha messo a disposizione le somme, ma, già, il 2019  è
  stato tutto saldato ai comuni.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   BARBAGALLO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'interrogazione  n.  1201   Chiarimenti
  sull'intera operazione di vendita degli immobili regionali al Fondo
  pensioni , a firma dell'onorevole Di Caro.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore per dare chiarimenti sull'intera
  operazione di vendita degli immobili regionali del Fondo pensioni.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Questa  è  un'interrogazione, comunque, nella quale si parla  della
  cessione  di  una  quota  di  proprietà  della  Regione  sul  Fondo
  immobiliare pubblico della Regione siciliana. Si tratta di cessione
  di  una  quota  di  Fondo,  e non della cessione  di  immobili.  La
  cessione  è  prevista  dall'articolo 7  della  legge  regionale  n.
  8/2017.
   Fatta  questa premessa, tuttavia, la gestione della cessione della
  quota  del  Fondo  immobiliare  FIPRS  e  del  trasferimento  degli
  immobili,   fa   capo   all'assessorato  per  l'economia.   Abbiamo
  richiesto, ad oggi, non risulta alcuna proposta. Il 6 maggio  u.s.,
  il Presidente della Regione ha delegato me e ha onorato l'assessore
  per l'economia di fornire le informazioni di competenza.
   Mi  riservo,  quindi, di rispondere, non appena l'assessorato  per
  l'economia  mi  darà  le  risposte  che  non  dipendono  da  questo
  assessorato.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Di  Caro   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   DI  CARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto, con la promessa da
  parte dell'assessore di mantenere l'attenzione sull'argomento.

   PRESIDENTE.  Si  passa all'interpellanza n.  245   Garanzia  della
  rappresentanza di genere nelle Giunte comunali siciliane , a  firma
  degli  onorevoli  Foti ed altri. Ha facoltà di parlare  l'Assessore
  per fornire la risposta.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  E'  stata avviata, con il comune di Tremestieri Etneo, una  formale
  interlocuzione     per    verificare    la    questione     oggetto
  dell'interpellanza:  Garanzia della rappresentanza di genere  nella
  giunta comunale.
   Ci si riserva di dare notizie, non appena perverrà il riscontro da
  parte  del comune. In ogni caso, si rappresenta che l'articolo  12,
  comma  4, della legge n. 7/1992, modificato con l'articolo 4  della
  legge  n. 6/2011, pur prevedendo le modalità di composizione  della
  Giunta e, quindi, la garanzia della rappresentanza dei generi,  non
  comporta   sanzioni  in  caso  di  inosservanza,   né   l'eventuale
  intervento  sostitutivo da parte dell'assessorato per le  autonomie
  locali.

   PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Palmeri   per
  dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.

   PALMERI. Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.

   PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1247  Chiarimenti circa
  la  deliberazione di Giunta municipale n. 11.7 del 5 agosto 2019 di
  Aci  Castello (CT) e la determinazione dirigenziale Area VI  n.  33
  del 2 ottobre 2019 , a firma dell'onorevole Figuccia.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore Grasso.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  Questa interrogazione è pervenuta ed è stata trasmessa dall'ARS  il
  12 maggio 2020. Ad oggi, ancora, non ho ricevuto la delega da parte
  del  Presidente della Regione perché, poi, io possa rispondere.  Mi
  riservo,  quindi,  di  rispondere al  più  presto,  perché  ancora,
  materialmente, non abbiamo la delega.

   PRESIDENTE.  Bene,  assessore.  Rinviamo  la  trattazione  ad  una
  successiva seduta dedicata agli atti ispettivi.
   Si  passa  all'interpellanza n. 249  Abbattimento  delle  barriere
  architettoniche   negli   edifici   pubblici   e   negli   istituti
  scolastici , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
   Ha facoltà di parlare l'assessore Grasso.

   GRASSO,  assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
  L'interrogazione è stata trasmessa dal Servizio Lavori d'Aula il 27
  aprile.  Ancora non è pervenuta la delega da parte della segreteria
  del   Presidente   della   Regione  e,  in   considerazione   della
  problematica trattata e delle informazioni richieste,  si  ritiene,
  in    ogni   caso,   che   l'argomento   esuli   dalla   competenza
  dell'assessorato per le autonomie locali.
   In  tal  senso,  si  è  già espresso anche il Dipartimento  a  cui
  l'abbiamo    rinviata.    Era     Abbattimento    delle    barriere
  architettoniche negli edifici pubblici e negli edifici scolastici ,
  per cui, dico ...

   PRESIDENTE.  Assessore, la rinviamo ad una trattazione successiva,
  anche  diciamo  se  avete  la  possibilità  di  interfacciarvi  per
  individuare l'esatta competenza.

   GRASSO,  assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
  Credo che vada

   PRESIDENTE.  E'  possibile  che vada alla  famiglia,  va  bene  un
  piccolo  chiarimento da parte dell'onorevole Lupo, anche se abbiamo
  detto  che la trattazione avverrà, siamo all'interpellanza  n.  254
   Trattamento   economico   e  conseguente   riclassificazione   del
  personale   dell'Assessorato  regionale  dei   beni   culturali   e
  dell'identità  siciliana  a  seguito  della  sentenza  della  Corte
  costituzionale n. 16 del 2020 , a firma dell'onorevole Di Paola  ed
  altri,  aspetti  onorevole Lupo lei intende intervenire  sulla  non
  risposta dell'Assessore?

   GRASSO,  assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
  Che era la numero 249, Barriere architettoniche.

   LUPO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Se  è strettamente necessario perché  l'assessore  ha
  detto  che  non  le  è  stata assegnata la delega,  e  tra  l'altro
  permette   di   suggerire  che  venga  messo  in  indirizzo   altro
  assessorato, però ecco se vuole. Ne ha facoltà.

   LUPO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, l'interpellanza  n.
  249  è  rivolta  al  Presidente della  Regione,  all'assessore  per
  l'istruzione  e la formazione professionale, all'assessore  per  la
  salute,  e  per la parte di competenza all'assessore alle autonomie
  locali,   quindi  l'interpellanza  è  rivolta  anche   agli   altri
  assessorati, quindi chiedo che venga presa

   PRESIDENTE.  E  allora,  alla prossima seduta  quando  avremo  gli
  assessori   al  ramo  che  lei  correttamente  ha  indicato,   sarà
  certamente trattata in maniera completa ed esaustiva.
   Abbiamo l'ultima interpellanza la n. 254  Trattamento economico  e
  conseguente   riclassificazione  del   personale   dell'Assessorato
  regionale  dei beni culturali e dell'identità siciliana  a  seguito
  della  sentenza della Corte costituzionale n. 16 del 2020 , a firma
  degli onorevoli Di Paola ed altri.
   Ha   facoltà   di   parlare  l'Assessore  Grasso  per   rispondere
  all'interpellanza.

   GRASSO,  assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
  Questa  interpellanza ha per oggetto la sentenza con  la  quale  la
  Corte  costituzionale ha dichiarato l'illegittimità  costituzionale
  delle  disposizioni della legge 8/2018, che tendevano a riconoscere
  al  personale  assunto in esito ai concorsi per  dirigente  tecnico
  banditi  dall'assessorato beni culturali, un trattamento  economico
  pari a quello che oggi corrisponde alla categoria d.
   Quanto   al   ritardo  di  cui  è  stata  trasmessa   dell'ufficio
  legislativo   e  legale  la  sola  memoria  conclusiva,   l'ufficio
  legislativo e legale ha rassegnato che l'invio a mezzo del servizio
  postale  entro il termine di scadenza, era modalità già  utilizzata
  dallo  stesso  giudizio per l'invito degli atti, la  Corte  ha  poi
  ritenuto  tale  modalità non ammissibile, in quanto la  controparte
  non  può  fruire  per intero del termine di 20  giorni  previsto  a
  garanzia  del  contraddittorio, la decisione  di  cessazione  della
  materia del contendere anziché di incostituzionalità avrebbe potuto
  riguardare  solo l'ultimo periodo del comma 14 dell'art.  22  della
  legge 8/2018, periodo soppresso con la successiva legge 10/2018.
   Quanto alla possibilità di rimettere la questione all'Aran, perché
  la Corte Costituzionale poi si è pronunciata dicendo che, comunque,
  questa  materia è materia decentrata, e quindi va trattata in  sede
  di   contrattazione  con  l'Aran,  gli  Uffici  stanno  facendo  le
  verifiche,  per  cui  mi riservo di comunicare  l'esito  anche  per
  quanto  riguarda l'approfondimento che sta facendo il  Dipartimento
  per  decidere  se  trasmettere,  e  quando  trasmettere,  gli  atti
  all'Aran,  anche  perché  comporta una questione  anche  di  natura
  finanziaria.

   PRESIDENTE.  L'onorevole  Di Paola si  dichiara  si  dichiara  non
  soddisfatto.
   Onorevoli colleghi, abbiamo finito la prima parte, quindi il punto
  II che avevamo all'ordine del giorno.


       Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 406

   PRESIDENTE.   Comunico che con nota e-mail  del  22  maggio  2020,
  protocollata  al  n.  3446/AULAPG del 26 maggio successivo,   l'on.
  Fava  ha  dichiarato di apporre la propria firma alla mozione  alla
  mozione  n. 406   recante   Censura all'Assessore per la  famiglia,
  le  politiche   sociali   e  il lavoro e impegno   del   Presidente
  della  Regione  alla  conseguente rimozione e sostituzione'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Schillaci, se è sull'argomento che  abbiamo
  trattato  ne  dobbiamo  parlare ai sensi dell'articolo  83  perché,
  purtroppo  - come avrà saputo - la risposta arriverà per  iscritto.
  Quindi, potrà intervenire nella parte successiva della seduta.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta  odierna
  l'onorevole Caronia.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Rubrica "Autonomie locali e funzione pubblica"

   Riprende  lo  svolgimento di interrogazioni e interpellanze  della
  Rubrica  Autonomie locali e funzione pubblica

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, dato che l'Assessore è  presente,
  ha  facoltà  di parlare. La risposta le arriverà in forma  scritta,
  come è stato dichiarato dall'Assessore.

   SCHILLACI.  Signor Presidente, colleghi, Assessore, si  tratta  di
  un'interrogazione,   la  288,  che  riguarda  l'Istituto   musicale
  pareggiato  Vincenzo Bellini di Caltanissetta,  oggi  diventato  un
  istituto superiore, che viene equiparato all'alta formazione e che,
  per un decreto legislativo, accede a dei fondi statali seguendo dei
  requisiti particolari.
   Tra  questi  requisiti  c'è la possibilità di  prendere  personale
  esterno, altamente specializzato, seguendo dei criteri particolari,
  qualora,  all'interno  dell'istituto, non ci  siano  quelle  figure
  specifiche con quelle competenze.
   Sono  arrivate una serie di segnalazioni che sono oggetto,  perché
  uno dei maestri all'interno dell'istituto superiore, evidentemente,
  non  ha questi requisiti, e ci sono state diverse segnalazioni  con
  esposti alla Procura ed alla Corte dei Conti.
   Quindi,  io  aspetto una risposta perché la Regione ha compiti  di
  vigilanza, e mi aspetto una risposta puntuale e precisa su questo.

   PRESIDENTE. Durante la prima parte l'Assessore ha fatto già sapere
  di aver fornito risposta scritta, quindi, lei avrà modo e tempo.
   Onorevoli  colleghi,  la seduta è sospesa e  riprenderà  alle  ore
  17.00 per la trattazione del III punto dell'ordine del giorno.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 17.19)

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   La seduta è ripresa.


    Discussione della mozione n. 406  Censura all'Assessore per la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro e impegno del Presidente
       della Regione alla conseguente rimozione e sostituzione

   PRESIDENTE.   Si  passa  al  III  punto  all'ordine  del   giorno:
  Discussione  della  mozione n. 406  Censura  all'Assessore  per  la
  famiglia, le politiche sociali e il lavoro e impegno del Presidente
  della  Regione alla conseguente rimozione e sostituzione , a  firma
  dell'onorevole De Luca e altri.
   Onorevole  De  Luca  se vuole illustrarla  le  ricordo  che  ha  a
  disposizione dieci minuti.
   Poi da Regolamento ci sarà la replica dell'Assessore.
   Dopo  di  che gli interventi dell'Aula, limitati a due per Gruppo,
  così come da Regolamento, secondo l'articolo 158.
   Onorevoli  Colleghi,  vi  prego di prendere  posto,  perché,  come
  sempre,  c'è  il problema della distanza, la distanza  minima  deve
  essere rispettata.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.

   DE   LUCA.  Signor  Presidente,  buongiorno.  Buongiorno  Governo,
  buongiorno colleghi.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo sentire quello che ha  da
  dire  l'onorevole De Luca che, peraltro, è la presentazione di  una
  mozione  di sfiducia, di censura, per cui è, anche, una  cosa  che,
  credo, sia necessario ascoltare.
   Onorevole  De Luca, aspetti un minuto, perché se non ripristiniamo
  un minimo di ordine  Prego.

   DE   LUCA.   Signor  Presidente,  buongiorno  Governo,  buongiorno
  colleghi,  buongiorno assessore Scavone e buongiorno,  soprattutto,
  ai  tanti  siciliani  che,  oggi, credo, seguiranno  con  interesse
  quest'Aula.
   Durante  questa  emergenza Covid, sicuramente, si sono  sviluppate
  sacche  di crisi non indifferenti e numeri importanti, non semplici
  da gestire per alcuno. In tutto ciò, però, la Regione siciliana,  e
  questo  Governo, credo che abbia peccato di presunzione, di mancato
  confronto  e  di adozione di provvedimenti utili, anche  a  livello
  organizzativo, al punto tale da costringere le opposizioni,  perché
  questa  è  una  mozione di censura, ma è un atto delle opposizioni,
  che  è  stato,  alla  fine,  l'unico modo  per  costringere  questo
  Governo, ed anche l'assessore Scavone, a venire in Aula, a riferire
  in  maniera  compiuta e dettagliata, su quelle cose, le  difficoltà
  che ha incontrato.
   Ed  anche  a  fornire  delle  spiegazioni  riguardo  alle  mancate
  risposte che non sono state date ai siciliani, in merito a  diversi
  aspetti ma, in particolare, alla cassa integrazione in deroga, ed a
  quel  momento  triste che ha visto la Sicilia,  ancora  una  volta,
  protagonista  di una cattiva figura. Di una cattiva  figura  che  è
  consistita  in  quella che tutti i siciliani si sono  scandalizzati
  nel  vedere  che,  in  un momento di crisi, si discuteva  di  premi
  economici  ai lavoratori, in un momento in cui tantissime  famiglie
  siciliane attendevano la cassa integrazione.
   Con  decreto legge n. 18 del 2020, di marzo, il Governo  nazionale
  ha  stabilito  una procedura semplificata per la concessione  della
  cassa integrazione, allargando la concessione di questo beneficio a
  tante,  a  tantissime aziende, sia oltre i 5 dipendenti che  al  di
  sotto  dei  5  dipendenti, distinguendo una  procedura  ancora  più
  semplificata per le microimprese, per l'appunto, quelle sotto  i  5
  dipendenti, ed un'istruttoria regionale per le aziende con più di 5
  dipendenti  ma, che non rientrerebbero nei meccanismi  della  cassa
  integrazione ordinaria.
   Questo  perché? Perché il Governo nazionale ha individuato che  ci
  sarebbe  stata un'enorme platea di famiglie siciliane che sarebbero
  rimaste  senza  alcun  tipo di previdenza e,  allora,  si  è  fatta
  carico, carico economico, di tutte queste famiglie, delegando  alle
  Regioni la fase dell'istruttoria.
   Questa  fase  di  istruttoria, in una  prima  fase,  prevedeva  la
  necessità, per tutte le aziende sopra i 5 dipendenti, di un accordo-
  quadro,  prima  all'interno dell'azienda, e  poi  tra  sindacati  e
  Regioni. Questo accordo-quadro è stato siglato il 25 marzo. Dal  25
  marzo,  le  aziende hanno potuto iniziare a caricare  i  loro  dati
  sulla piattaforma dedicata, solo il 7 aprile.
   Da  quel  momento è iniziato quello che, a mio avviso, è stato  un
  momento  di  confusione che non è mai più finito,  non  è  mai  più
  terminato,  innanzitutto  perché le  aziende  hanno  incontrato  un
  enormità   di   difficoltà  nel  dialogare   con   la   piattaforma
  informatica, e quindi ci sono state tutta una serie di  difficoltà.
  Il  7  aprile,  quindi,  c'è stata un'interrogazione,  sottoscritta
  sempre  dal  Movimento Cinque Stelle, in cui chiedeva all'assessore
  regionale  come  mai, secondo quali criteri avesse individuato  una
  task  force composta da circa 140 elementi che si sarebbero  dovuti
  occupare dello smistamento di queste domande, che in una prima fase
  era  stato individuato dovessero essere presentati presso i  centri
  provinciali  per  l'impiego  provinciali,  ciascuno  nella  propria
  provincia. Poi, di fatto, si è scelto invece di presentarli  presso
  il  Dipartimento  a Palermo, che poi le avrebbe smistate  per  ogni
  provincia seguendo un ordine cronologico e non territoriale.  Al  4
  maggio,  quindi a 40 giorni dalla sigla dell'accordo  quadro,  e  a
  circa  venti  giorni  dall'apertura della piattaforma,  le  domande
  trasmesse dalla Regione, quindi decretate ed autorizzate, e  quindi
  liquidabili, materialmente lavorabili dall'Inps erano appena il  10
  per cento.
   Di  tutte  queste  inefficienze si  è  chiesto  conto  e  ragione,
  giustamente,  a quello che è il riferimento politico  del  Governo,
  che  è  l'assessore al lavoro. L'assessore però ha sempre  tacciato
  queste  non  rimostranze  ma  questi  appunti  come  delle  sterili
  polemiche, arrivando ad affermare in commissione lavoro  che  erano
  state   trattate  941  pratiche  quando  in  realtà   all'Inps   ne
  risultavano  trasmesse soltanto 13. 13 erano le pratiche  trasmesse
  all'Inps  dopo  una  settimana quando le  altre  Regioni,  vedi  la
  Campania,  vedi  la  Lombardia,  nello  stesso  periodo  di   tempo
  riuscivano  a  lavorare centinaia di pratiche; quando  noi  eravamo
  ancora  a  4.500 la Campania era a 35.000, ancora oggi  sono  state
  lavorate, trasmesse soltanto 32.382 pratiche su 42.000, 10.000  non
  sono  state ancora decretate, il che significa che ancora  ad  oggi
  circa una platea circa 50/60.000 siciliani non solo non hanno preso
  il  becco  di  un  quattrino, ma ancora dovranno  aspettare  chissà
  quante settimane per poter vedere un solo centesimo di quel diritto
  che  lo Stato gli ha assegnato, ma che la Regione non è riuscita  a
  fargli pervenire.
   La  Sicilia  è stata la 18  Regione d'Italia ad inviare  i  flussi
  all'Inps.  Allora  noi  ci  siamo  chiesti  il  perché  di  cotanta
  disorganizzazione,  ma perché anche tanta difficoltà  ad  ammettere
  gli  errori  commessi e a fornire al Parlamento ed ai siciliani  le
  dovute   giustificazioni  al  punto  tale  da  costringere   questo
  Parlamento a presentare una mozione di censura affinché il  Governo
  venisse  qui, nel luogo deputato a dare le spiegazioni, che  devono
  essere  date a noi ma soprattutto a decine di migliaia di  famiglie
  siciliane.
   Tra  l'altro,  in  occasione dello scandalo  delle  dieci  euro  a
  pratica, che abbiamo conosciuto inizialmente tramite i giornali,  e
  dove  si  cerca  anche di fare scaricabarile tra tutti  i  soggetti
  coinvolti, è emerso anche un fattore un po' particolare, perché non
  si  riusciva a trovare un responsabile fin quando il dirigente  del
  Dipartimento  Vindini, il Dirigente generale, si è autoaccusato  di
  dire io l'ho firmato e non ne sapevo nulla, ma nelle audizioni  che
  sono  conseguite è emerso un particolare che un po' mi ha stranito,
  perché  il dottore Bologna, che è Ragioniere generale che  è  anche
  Dirigente ad interim sia della funzione pubblica, così come  adesso
  anche  del  Dipartimento lavoro, ha dichiarato in  Commissione  che
  durante  i  lavori  della  finanziaria  era  stato  presentato   un
  emendamento di 300 mila euro, guarda caso la stessa identica  cifra
  per fornire dei premi. Un assessore lo aveva depositato per fornire
  i  premi  a  questi lavoratori, ed in quell'occasione il Ragioniere
  Bologna  gli ha evidenziato:  guarda, non c'è bisogno di presentare
  questo emendamento perché i fondi già ci sono .
   Ed allora, la domanda è? Questa vergogna dei 10,00 euro a pratica,
  mentre i siciliani ancora oggi attendono la cassa integrazione, era
  un  fatto  preordinato e voluto dal Governo di  cui  nessuno  si  è
  assunto politicamente la responsabilità ed il dirigente Vivigni,  a
  questo  punto, è quello che ci ha dovuto mettere la faccia?  Oppure
  c'è qualcosa che non si comprende? I dirigenti generali hanno o non
  hanno  il  dovere di rapportarsi con il loro Assessore? L'Assessore
  di questo ramo, in questo caso l'assessore Scavone, ha il dovere di
  verificare come lavorano gli uffici? E' mai possibile che i  centri
  provinciali per l'impiego, nell'affrontare una così difficile,  una
  così  copiosa istruttoria si sono visti ognuno a procedere  secondo
  moduli organizzativi propri, autonomi, a seconda delle capacità  di
  ciascun dirigente? Ci sono state delle riunioni verbalizzate con  i
  nove  dirigenti dei centri provinciali per l'impiego, oppure gli  è
  stato detto:  andate e morite tutti perché così, caso mai, la colpa
  è    vostra    ed    io    non   mi   assumo   la    responsabilità
  dell'organizzazione?
   Allora, la domanda è: si può trattare e gestire così una questione
  così  delicata?  Perché con 99 milioni di  euro  che  lo  Stato  ha
  mandato  alla  Regione siciliana per effettuare i tre concorsi  per
  1.135, tra funzionari ed istruttori, entro il 2021, ad oggi neppure
  uno  di questi concorsi è stato svolto? Perché - e concludo - anche
  nella  conferenza stampa che si è tenuta il 27 aprile,  insieme  al
  Presidente  Musumeci,  sono  stati enunciati  dati  riguardanti  le
  pratiche  lavorate anziché informare correttamente i  Siciliani  di
  quante  pratiche  erano state decretate e, quindi,  trasmesse  come
  lavorabili all'INPS?
   Perché non sono stati accettati i confronti e gli aiuti che

   PRESIDENTE. Siamo un minuto oltre, onorevole De Luca.

   DE LUCA. Vabbè, la tematica ce lo consente.
   E  poi   -   per concludere - da questo punto di vista, perché  le
  sedi  deputate come la Commissione  Lavoro , come l'Aula,  come  il
  leale confronto tra Parlamentari è stato continuamente eluso fino a
  costringerci  a presentare una mozione di censura su  un  argomento
  così delicato?
   Questo è un atto di chiarezza che oggi deve essere fatto non  solo
  nei  confronti di quest'Aula, ma nei confronti di tutto  il  popolo
  siciliano  che,  ancora  oggi,  sta patendo  non  solo  il  mancato
  versamento,  ma anche il mancato introito di oltre 150  milioni  di
  euro nel nostro tessuto economico.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà  di parlare l'assessore  Scavone  per  la
  replica.

   SCAVONE,   assessore per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro.  Signor  Presidente, deputati, onorevole  Presidente  della
  Regione, Governo, io oggi sono qui chiamato in causa da una mozione
  che  chiede chiarezza e, però,  il Presidente dell'Assemblea  mi  è
  testimone  di  aver dato più volte la disponibilità  a  prescindere
  dalla mozione che, poi, è stata successivamente presentata rispetto
  alla mia disponibilità di chiarire.
   Anche perché su questa cassa integrazione in deroga si è scatenata
  una  polemica  tutta  siciliana in una  condizione  nella  quale  -
  probabilmente  ormai  è  noto - per fare  chiarezza  io  introdurrò
  questo argomento leggendo dichiarazioni di altri.
    La  Stampa',  5  maggio:  Accettiamo le critiche, ammettiamo  gli
  errori,  ma  abbiamo cercato di non risparmiarci , questo  lo  dice
  Tridico, Presidente dell'INPS.
   E  su  questa  intervista, che io avevo  già  letto  on-line,  lui
  continua  con  molta  chiarezza dicendo:   abbiamo  utilizzati  due
  istituti  da  riformare,  un  meccanismo  eccessivamente  lento.  I
  lavoratori - dice Tridico - pensano di ottenere la cassa una  volta
  messi  a  riposo  -  ha spiegato il presidente dell'Inps,  è  tutto
  virgolettato  -   ma in realtà bisogna aspettare  che  si  porti  a
  compimento un processo che si compone di quattro passaggi e  poi  -
  dice  successivamente -  la cassa integrazione in deroga,  è  molto
  più  lunga,  perché  vi è un quinto passaggio,  ci  sono  anche  le
  Regioni .
   Su questa intervista io ho attaccato in Conferenza degli Assessori
  delle  Regioni proprio il Presidente, ho fatto notare  al  Ministro
  successivamente che Tridico, Presidente dell'Inps,  avrebbe  -  per
  carità,  fa  bene correttamente a fare il mea culpa  -  ma  avrebbe
  dovuto  correttamente, sin dall'inizio assumere  dei  provvedimenti
  correttivi   sul  piano  del  percorso  burocratico  amministrativo
  piuttosto  che fare il  lettore di una procedura che lui stesso  in
  qualche  modo  aveva imposto, tanto che il giorno dopo,  Bonaccini,
  Presidente  della  Conferenza Stato-Regioni, dopo aver  partecipato
  per  tre settimane agli incontri degli Assessori al lavoro,  chiede
  ufficialmente  al Ministro che Tridico si scusi con  le  Regioni  e
  dichiara:  Non sono certamente  imputabili alle Regioni, che stanno
  lavorando   a   pieno  organico  per  autorizzare  le   domande   e
  trasmetterle  all'Inps,  bensì ad un meccanismo  che  si  fonda  su
  regole  previste per situazioni ordinarie e che, pertanto, comporta
  tempi non conciliabili con una situazione di emergenza e non con la
  straordinarietà.  Il  procedimento  -  continua  -  è  estremamente
  complesso, vi è un primo passaggio, l'accordo delle Regioni  con  i
  sindacati,  un'istruttoria  regionale,  la  trasmissione  all'Inps,
  un'istruttoria  dell'Inps  e  poi  il  pagamento .  Questo  Stefano
  Bonaccini,  che  collaziona un atto che  poi  viene  accolto  dalla
  Presidenza del Consiglio e che porterà al cambiamento di  rotta  di
  cui   parlerò   successivamente  alla  seconda  fase  della   Cassa
  integrazione in deroga.
   Allora,  non  vi è dubbio da queste prime battute  che  vi  è  una
  situazione nazionale, vi sono report al 10, al 18, al 21  e  al  23
  maggio  che  testimoniano  che  in  questo  momento  i  livelli  di
  erogazione  a  livello  nazionale  sono  bassissimi.  Poi,  abbiamo
  assistito, par carità, ad una grande polemica politica e poi  anche
  giornalistica, ci siamo abituati, la politica - come ho  detto  una
  volta  -  come dire, ha il suo pentagramma e le note della politica
  spesso  sono le polemiche quando non la mistificazione, ma ci  sono
  stati  organi  d'informazione che hanno continuato fino  a  ieri  a
  mettere insieme numeri che si leggono in maniera diversa.
   Il  18  maggio.  Il 18 maggio la struttura che informa  Giletti  e
  Giletti nella sua trasmissione fa una graduatoria, il 18 maggio,  e
  mette  la  Sicilia  in seconda posizione. Vi  sono  le  prime  otto
  regioni, poi ce ne sono quattro, poi ce ne sono altre quattro e  la
  Sicilia  è davanti al Lazio, all'Abruzzo, alla Toscana, all'Emilia-
  Romagna,  alla Puglia, alla Sardegna, alla Lombardia in  undicesima
  posizione.
   Credo On-line, che è il giornale on-line dei quotidiani di finanza
  del nostro Paese, il 21 maggio viene fuori, sempre con un'ulteriore
  graduatoria,   dicendo  in  testa  alla  Valle  D'Aosta,   eccetera
  eccetera,  subito dopo la Valle D'Aosta, si piazzano, la Basilicata
  e la Calabria, poi a metà dopo il Veneto la Sicilia, e la Campania,
  che  è un po' indietro alla Sicilia, dietro ancora la Toscana e poi
  la Puglia e poi così ci rimettono in ottava posizione.
   Allora,  voglio  dire,  non  vi  è dubbio  che  abbiamo  avuto  un
  meccanismo che non ha tenuto conto della eccezionalità del  momento
  e  che  è  stato  trattato dall'Inps come se fosse  una  condizione
  ordinaria,  è  stato  trattato forse, come dire,   con  un  po'  di
  superficialità, non considerando che, probabilmente,  il  passaggio
  delle  Regioni  era inutile, era un provvedimento del  2008,  siamo
  fuori   dalla  storia,  nel  frattempo  ci  sono  dodici  anni   di
  avanzamento  telematico  che non si è  considerato  e  aggiungo  le
  Regioni  non  ci  mettono  un euro, le Regioni  non  fanno  nessuna
  istruttoria  se  non  una  istruttoria  cartacea,  non   hanno   la
  possibilità,  visto il Covid e lo smart-working, di fare  verifiche
  attraverso  gli  ispettorati,  laddove  dovessero  servire  e  poi,
  aggiungo,  che verifiche vanno fatte quando Scavone chiude,  chiude
  perché il 17 marzo giustamente e correttamente a tutela di tutto il
  Paese viene promulgato un D.L, il n. 18, che è stato ben descritto,
  nel quale all'articolo 22 si fa ricorso  alla cassa integrazione in
  deroga.
   Non  vi  è  dubbio che non eravamo preparati. Non lo  era  nessuna
  Regione  e  non  lo  era nemmeno la nostra. Non lo  era  la  nostra
  Regione  che al Dipartimento del lavoro in questo anno  in  cui  ho
  assunto  questa  responsabilità ha cambiato quattro  dirigenti,  ma
  fondamentalmente non lo era perché non era pronta la struttura  non
  avevamo   alcuna   struttura  informatica.  E  allora,   ci   siamo
  organizzati in questo senso e, devo dire, non abbiamo perso tempo.
   Il  decreto n. 18 è del 17 marzo, da qualche giorno a Roma c'erano
  le  bozze  del  decreto  ed  il  16 marzo  dal  sottoscritto  viene
  insediato  quello  che doveva essere, che è previsto  dalla  legge,
  sarebbe  stato previsto dalla legge poi varata il 17 marzo cioè  il
  giorno successivo, e che era il tavolo regionale permanente per  la
  risoluzione   della   crisi  del  lavoro  in  Sicilia   alla   luce
  dell'emergenza Covid.
   Viene  da  me indetto questo tavolo e viene indetto, tra  l'altro,
  con  quelli  che  erano  gli  interlocutori  a  livello  nazionale,
  ministeriale cioè i sindacati confederali e via, via aperto proprio
  perché  si arrivasse ad un'interlocuzione la più ampia possibile  e
  ad un percorso condiviso sul piano amministrativo ben 58 realtà tra
  sindacati, strutture datoriali, strutture professionali  che  tutte
  hanno   sottoscritto  o  hanno  voluto  aggiungere   la   firma   a
  quell'accordo che era previsto all'articolo 22 del D.L n. 18 del 17
  marzo,  cioè  alle modalità operative con cui andava  applicata  la
  cassa integrazione in deroga.
   Dal  16  marzo  al 25 marzo abbiamo avuto quattro, cinque  ore  al
  giorno  di  conferenza di servizio fino a 58  interlocutori  con  i
  quali  abbiamo, tra l'altro, varato innanzitutto le linee  guida  a
  tutela  dei lavoratori nelle strutture di grande affollamento;  poi
  le  linee  guida a tutela dei lavoratori nei cantieri edili  e  poi
  abbiamo  messo  mano  all'atto  sottoscritto  che  viene,  appunto,
  firmato il 25 marzo.
   Il 26 marzo parte, appunto, la fase gestionale ed attuativa. Il 25
  marzo  s'insedia  il nuovo dirigente generale del lavoro  che  devo
  dire,  tra  virgolette, poverino s'inserisce in  un  tourbillon  di
  difficoltà  e già quasi di contrasti tra le regioni ed  il  livello
  centrale.
   Tra il 27 ed il 28 marzo si fanno delle riunioni operative con gli
  interlocutori  della  struttura che sono,  ovviamente,  l'ingegnere
  informatico della struttura, con l'Anpa servizi che ha l'assistenza
  tecnica  istituzionale, con ETT che è la società  che  gestisce  il
  Silav   e  cioè  la  base  informatica  con  cui  si  gestisce   il
  Dipartimento del lavoro.
   Il  30  marzo si fa l'ordine diretto, lo fa il direttore  generale
  attraverso  il  Mepa,  con cui si compra appunto,  si  acquista  la
  struttura   e  l'impegno  a  rendere  funzionale  il  sistema   per
  l'inserimento delle informazioni e la generazione del file XML.
    Il 2 aprile si apre la possibilità per quanto riguarda consulenti
  del  lavoro e le aziende di iscriversi e, tra l'altro, si mette  in
  campo  il bando con tutte le indicazioni operative fino al 7 quando
  materialmente   vengono   presentate   dalle   ditte   accreditate,
  ovviamente, le domande.
   Dal  2 al 6 si svolgono tutte le attività di verifica. Sono state,
  tra  l'altro, messe in campo oltre 800 mail di risposte  ai  dubbi,
  800 mail e 49 FAQ che hanno chiarito tutti i dubbi che c'erano fino
  a quel momento.
   Abbiamo  organizzato le cose devo dire così  per  bene  che  il  7
  aprile,  e  da  lì  poi  inizia  a  partire  la  polemica,  vengono
  registrate,  vengono  ad essere registrate,  15.000  domande  senza
  nemmeno  un  flop del sistema, ricordo il flop del grande  computer
  della struttura informatica dell'INPS all'inizio di marzo, e quello
  che è avvenuto un po' in tutte le regioni.
   Il  14 aprile la riunione operativa con i dirigenti del Centro per
  l'impiego  e fondamentalmente con l'interlocutore INPS.  In  quella
  sede  si  stabilisce,  ovviamente  stabilisce  il  direttore  della
  strutture  insieme al direttore dell'INPS, la struttura informatica
  che  nel frattempo era stata costituita alla Regione di seguire una
  modalità  del  tipo  una domanda, un'azienda, un decreto',  secondo
  appunto le indicazioni dell'INPS in una cosiddetta modalità rigida.
   Dal  16 al 20 aprile si svolge tutta l'attività amministrativa  di
  avvio.  Dal  20  aprile  le prime domande  che  vengono  presentate
  attraverso  centri  per  l'impiego e alla costituzione  della  task
  force di 140 persone fatte in tutti i centri per l'impiego.
   Il 20 aprile, che è la data dell'operatività del sistema, già alle
  prime  assegnazioni emergeva da una relazione quotidiana che io  ho
  preteso  dal  direttore generale che due domande su tre risultavano
  irricevibili e, quindi, ci rendiamo conto che il sistema a incastro
  tra la struttura informatica della Regione e quello dell'INPS aveva
  delle  criticità  anche per piccoli errori nel  campo  obbligatorio
  come il codice di avviamento postale, il numero delle matricole  in
  relazione  alla  struttura che ne faceva richiesta, e  quant'altro,
  facevano   impallare   il  sistema,  cosa  immediatamente   portato
  all'attenzione  della Conferenza degli Assessori al  lavoro;  siamo
  stati  noi  dalla Sicilia a sollevare le prime perplessità  su  una
  procedura che certamente aveva queste difficoltà.
   Il 22 aprile il primo flusso, e qui ci sono le 23-24 registrazioni
  alle  quali faceva riferimento De Luca, ma è evidente che dal primo
  giorno all'ultimo noi possiamo fare e dobbiamo fare conto su quelle
  che  sono  le procedure lavorate dalla struttura. Il 24  aprile  su
  3.967  pratiche assegnate ne vengono trattate 1.300.  Poi,  vengono
  trasferite  in  istruzione  600  poi  queste  passano  con   questa
  difficoltà, 2 su 3 tornano indietro, all'INPS che li riceve a Roma,
  poi  da  Roma avrebbe dovuto mandarli dopo 24 ore in realtà  questi
  passaggi  all'inizio richiedevano anche i due e  i  quattro  giorni
  per  un ritorno attraverso il quale poi l'ufficio poteva come  dire
  aprire la porta per il trasferimento all'INPS regionale.
   Sin  dall'inizio ci siamo accorti di queste difficoltà e  abbiamo,
  come  dire,  ovviato attraverso una grandissima collaborazione  col
  dirigente regionale dell'INPS, con il quale in tempo reale man mano
  che  abbiamo modificato le procedure abbiamo collaborato  al  punto
  che  la  Regione Sicilia oggi si trova, come vi dicevo,  all'ottavo
  posto  per  regioni  che  hanno mandato  in  pagamento,  attraverso
  l'INPS, la cassa integrazione in deroga.
   Il 27 aprile io, però, non convinto ancora e preoccupato tutt'oggi
  che  ci  potessero  essere altre ragioni anche interne  di  mancata
  collaborazione col Dipartimento, chiedo al dirigente  generale  una
  verifica  sui  ritardi procedurali, sugli eventuali  ritardi  degli
  aspetti  contrattuali  sottoscritti e  chiedo  anche  una  verifica
  puntuale  sulla  produttività che dalla periferia  veniva  prodotta
  verso il centro.
   Il  4 maggio non ancora, come dire, contento dei risultati secondo
  quanto l'ufficio mi aveva prospettato e la struttura informatica di
  supporto mi aveva garantito, istituisco una Commissione di indagine
  nella   quale  metto  tre  dirigenti  generali  perché   si   possa
  ricostruire, poi con serenità, tutto quello che è avvenuto.
   Il  29  aprile torno indietro, visto che questo sistema che  c'era
  stato,  come  dire, imposto dall'INPS, una pratica, un decreto  era
  troppo  farraginoso,  con la struttura informatica  ITT  e  con  la
  collaborazione  a titolo gratuito dell'Anpal, si cambia  procedura,
  si  tenta  di  fare una procedura multi pratica e si  fa  il  primo
  tentativo  di  trasferire 500 procedure contemporaneamente.  E'  il
  momento in cui si ha un salto di qualità nel numero delle procedure
  che vengono trasferite.
   Il  6  maggio il fattaccio: io apro il giornale e leggo la  storia
  del  bonus.  Ora,  questa storia del bonus io capisco  che  ci  può
  essere  stato, come ho detto nella conferenza stampa, probabilmente
  qualche  organo  di stampa ha utilizzato la scarsa  esperienza  sul
  piano della comunicazione del dirigente generale attribuendogli una
  frase  virgolettata che poi lo stesso giornale ha rimosso.  Quindi,
  così  come  il  dirigente  generale dimettendosi,  dimostrando  una
  grandissima signorilità, ha dichiarato, probabilmente  non  ha  mai
  fatto  una  considerazione di quel tipo. Certo è che il 5,  invece,
  lui  relaziona  di  avere incontrato i sindacati  che  gli  avevano
  portato   una   proposta  all'interno  degli  ambiti  contrattuali,
  espressamente previsto dal contratto, rispetto alla quale lui aveva
  messo una sigla per approfondire un aspetto contrattuale che ancora
  non aveva chiaro.
   L'assessore,  e  cioè  il sottoscritto, viene informato  solamente
  l'indomani  dall'apertura del giornale, si è costruito, come  dire,
  una  condizione,  veramente  che ha  buttato  alla  fine  -  se  mi
  consentite  - il dileggio sui dipendenti regionali, che sono  stati
  invece  alla fine quelli che hanno accettato all'inizio di lavorare
  con  un  sistema che non conoscevano, che hanno lavorato  in  smart
  working  da  casa il 24, il 25 aprile, il sabato, le  domeniche  ed
  anche  il  1   maggio  e che quando hanno letto,  come  l'assessore
  competente,  su  Repubblica' di questa - come dire -  disponibilità
  attraverso  i  dirigenti generali che io riunisco l'11  maggio,  mi
  fanno   sapere  che  nessuno  di  questi  mai  aveva   chiesto   lo
  straordinario e che non avrebbero accettato uno straordinario e che
  non  lo  avrebbero chiesto, ma che avevano lavorato con spirito  di
  abnegazione, come avevano fatto fino adesso, perché appunto vi  era
  e  vi  è  un  momento gravissimo per le persone  che  attendono  la
  liquidazione   della  cassa  integrazione  in  deroga,   che   come
  ribadisco, purtroppo, non siamo noi a liquidare ma è l'INPS.
   L'aggiornamento  ad oggi. Girano tanti numeri,  girano  da  giorni
  tanti  numeri: i numeri delle pratiche istruite, poi i numeri delle
  pratiche  registrate, poi di quelle autorizzate  e  poi  di  quelle
  pagate, mettendo insieme numeri veri e proiezioni fantasiose.
   L'aggiornamento  nella cassa integrazione in deroga,  ad  oggi,  e
  voglio  dire  al  23 maggio, perché tra i tanti interventi  che  ho
  ascoltato  in  Commissione  ne ho sentito  uno  che  ha  richiamato
  all'etica della responsabilità, citando una data che credo  resterà
  scolpita  a vita nei nostri cuori e che ci deve guidare nel  lavoro
  quotidiano,   le  pratiche  sono  43.880;  sono  tutte  interamente
  istruite  e,  quindi,  la  fase della  istruzione  è  completamente
  conclusa.
   In questi giorni, con la seconda fase, è stato aggiunto un termine
  che  non vi era nella prima fase: quello del 31 maggio; cioè,  alla
  fine  avendo autorizzato altre nove settimane di cassa integrazione
  in  deroga  il  Governo  ha  deciso di  mettere  come  ultima  data
  possibile per ricevere la cassa integrazione in deroga e  le  prime
  nove  settimane, alla data del 31 maggio. E' questa la ragione,  al
  di  là di un grande senso di responsabilità e di collaborazione che
  è  nato all'interno degli uffici, tra i dirigenti, tra la periferia
  che  lavora  e il dottore Bologna che, ad interim, sta seguendo  in
  questi giorni il Dipartimento lavoro, alla fase 1 segue una fase 2,
  e c'è un supplemento istruttorio.
   Cosa  vuol dire? Vuol dire che, in questo momento, 10.028 pratiche
  sono  state  bocciate dal sistema, per errori formali,  per  errori
  meno  formali,  per  errori sostanziali, per errori  di  richiesta,
  perché  la cassa integrazione, ad alcuni di questi, non è dovuta  e
  perché,  come capita al 90 per cento delle ulteriori 1.800  domande
  che  sono  arrivate alla luce della scadenza fissata al 31  maggio,
  l'80 per cento di queste sono dei doppioni.
   Io  ho  voluto  evitare  di  fare  polemica,  ho  fatto  solo  una
  dichiarazione  su Facebook, all'inizio, quando ho sottolineato  che
  il  sistema  in Sicilia era partito il 22 aprile, dopo  aver  fatto
  esperienza degli errori delle altre regioni; vero diciottesimi,  ma
  non   ultimi,   e  non  ultimi  per  indolenza  o  per   incapacità
  organizzativa, ma perché avevamo organizzato un sistema che  doveva
  funzionare  e aveva funzionato al punto che in quella  data  del  7
  aprile  15.000 domande entrarono senza creare nessun  problema.  Ma
  10.028 di queste, ancora oggi, sono piene di errori.
   Allora,  per  evitare  che  la gente  possa  non  avere  la  cassa
  integrazione  in tasca, abbiamo avviato una seconda  istruttoria  e
  una  seconda fase nella quale si stanno chiamando i consulenti  del
  lavoro  e,  prendendoli per la manina, li si  stanno  accompagnando
  alla  correzione delle pratiche che altrimenti - come  nelle  altre
  regioni  è  avvenuto  -  sarebbero  state  rispedite  indietro  col
  rischio, poi, di penalizzare i lavoratori piuttosto ovviamente  che
  i consulenti e quant'altro.
   Questo  è  quello che è avvenuto. E, veramente, dispiace  che  noi
  abbiamo  utilizzato la Cassa integrazione in deroga, una  procedura
  che  lo  stesso Presidente dell'INPS ha ammesso essere stata troppo
  farraginosa,  che il Presidente del Consiglio Conte  ha  dichiarato
  farraginosa,  che il Ministro Catalfo, ascoltando un mio  durissimo
  intervento  nella Conferenza con gli Assessori al  lavoro,  da  lei
  prontamente   ascoltato,  io  quel  giorno  gliel'ho  scritto   per
  messaggio  al telefono e gliel'ho detto:  Caro Ministro,  tu  passi
  alla  storia  se  hai il coraggio di cancellare questa  farraginosa
  condizione della cassa integrazione in deroga e direttamente  passi
  all'INPS la responsabilità di erogarla .
   Questo  è avvenuto. E, però, vi voglio dire, noi dal 22-24 aprile,
  prima  trasmissione delle pratiche, ad oggi abbiamo  completato  la
  procedura  con  oltre 42 mila pratiche in un mese  quando  l'intero
  Dipartimento sviluppa un lavoro di 20 mila pratiche l'anno, con gli
  stessi  dipendenti e senza un euro di incentivo di straordinario  o
  di bonus inventato.

   PRESIDENTE. Assessore, mi scusi. Per favore, non potete  stare  in
  tre là  Io vi chiedo scusa, ma devo purtroppo intervenire.
   Assessore, se arriviamo alla conclusione, sono già 45 minuti circa
  che parla. Lei ha tutto il tempo che vuole, siccome comunico che ho
  fatto  riaprire l'aria condizionata perché c'è caldo  e  quindi  ho
  dovuto  fare  chiudere le finestre, se possiamo contenere  i  tempi
  agevoliamo il tutto. Grazie.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Lo faccio con celerità e concludo questa prima parte.
   Allora,  vi  invito a riflettere su un dato. Tridico  annuncia  la
  concessione diretta della seconda parte attraverso l'INPS e fa  due
  precisazioni: le domande verranno fatte al trentesimo giorno  dalla
  pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, che è  avvenuto
  quattro  giorni  fa, quindi fra 26 giorni e l'anticipazione  che  -
  udite,  udite  -  sarà solo del 40 per cento verrà  data  a  trenta
  giorni dalla presentazione della domanda.
   Quindi  l'INPS  nella  seconda fase della  cassa  integrazione  in
  deroga,  quando tutto è stato semplificato, quando non vi sono  più
  dati  da  caricare perché Scavone, che ha avuto processato  la  sua
  richiesta  dalla Regione e dall'INPS, ha già i suoi dati  all'INPS,
  quindi  come ha detto Tridico basta chiedere il rinnovo, si  prende
  60 giorni.
   E, allora, voglio dire probabilmente, non voglio fare polemica, ma
  l'ho  detto nella sede romana e lo ripeto qui, le ragioni vere  per
  cui  si è costruito un sistema un po' farraginoso e si è tenuto  in
  campo è che probabilmente il Governo centrale, pur nella generosità
  di  un  intervento  così  importante  e  così  urgente,  aveva  una
  difficoltà e cioè la risorsa finanziaria che come ci dice Gentiloni
  nella  sua  responsabilità verrà attraverso il progetto  MUSE  dato
  dall'Europa nel momento in cui gli stati garantiranno 25 miliardi a
  copertura  con  100 miliardi che l'Europa darà ai  Paesi,  compresa
  l'Italia,  per il pagamento della cassa integrazione  in  deroga  e
  secondo i tempi di Gentiloni spera che questo possa avvenire  entro
  luglio.
   Questo  è il primo argomento che spero di avere chiarito  in  ogni
  suo  aspetto. Per carità è stato un periodo complesso e sgradevole.
  Quando  si  mette  il  massimo dell'impegno e non  solo  sul  piano
  politico e, ovviamente, dell'iniziativa di gestire alcune di queste
  procedure  ma si fa come ho cercato di fare e come abbiamo  cercato
  di  fare  come  Governo una presenza continua nei  confronti  degli
  uffici  o incoraggiarne i risultati, ovviamente, risulta sgradevole
  però,  ribadisco,  certamente la cassa integrazione  in  deroga  ha
  trovato impreparati tutti, ha trovato impreparati anche noi che non
  avevamo  nemmeno la piattaforma informatica ma, se  mi  consentite,
  che   chiudiamo   e  questo  lo  dobbiamo  dire   con   il   grande
  apprezzamento, che ribadisco, nei confronti dei dipendenti  per  il
  centro dell'impiego che tutto hanno fatto e nulla hanno chiesto  un
  grande lavoro che ci mette al pari delle Regioni che sono state più
  veloci e che avevano più dotazione di struttura.
   La seconda osservazione mi viene fatta sulla procedura concorsuale
  dei centri per l'impiego.

   PRESIDENTE.  Mi scusi Assessore, lei ha risposto solo  alla  prima
  parte? Ora c'è la seconda?

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. E la terza.

   PRESIDENTE. Però, sinceramente la devo pregare di stringere  molto
  perché  se sono passati 45 minuti per la prima rischiamo  di  stare
  qua tutto il giorno. Se riesce a fare tutto velocemente.

   SCAVONE,  assessore  per la famiglia, le politiche  sociali  e  il
  lavoro. Faccio tutto in dieci minuti. Per quanto riguarda i  centri
  per l'impiego sapete bene che con la struttura del decreto n. 4 del
  2019  per  quanto riguarda, ovviamente, gli aspetti del reddito  di
  cittadinanza  viene  messa in campo una risorsa  significativa  che
  consente di fare una serie di assunzioni.
   La prima risorsa è la finanziaria del 2018 che ci dà 277 posti,  a
  seguire 429 e 429 per il 2020 e il 2021.
   Per  quanto riguarda questo aspetto il DM è del 28 giugno  2019  e
  viene  approvato  il  piano straordinario con l'individuazione  dei
  posti  messi  a  concorso e delle risorse. La Giunta regionale  con
  delibera  del  10  ottobre vara il piano triennale  dei  fabbisogni
  assunzionali, presupposto essenziale per potere fare i concorsi.
   Con  la  delibera del 27 novembre e poi con quella del 13 dicembre
  si fa l'atto programmatorio della utilizzazione di tutte le risorse
  anche quelle di rafforzamento delle strutture.
   Da  quel  giorno in quella delibera il Dipartimento lavoro  passa,
  per  rispetto  regolamentare di questa Regione,  la  competenza  al
  Dipartimento  funzione pubblica. Non so quanti altri  lo  avrebbero
  fatto al posto dell'Assessore per il lavoro che vi parla.
   Il  Dipartimento funzione pubblica mi risulta che abbia chiesto al
  RIPAM,  e  cioè  alla  struttura  centrale,  l'organizzazione   del
  concorso  e messa in fila sono stati dati i profili del concorso  e
  le date.
   Ovviamente,  la  situazione Covid ha bloccato  l'esecuzione  delle
  procedure concorsuali che verranno gestite attraverso il  FORMEZ  e
  la sua struttura centrale che è il RIPAM.
   La   terza   osservazione  riguardava  le  IPAB  su  due  aspetti.
  Innanzitutto, una sorta di inerzia per quanto riguarda le IPAB; non
  sto  qui  a ricordare 150 anni di storia, ma abbiamo ereditato  una
  situazione che in questa Terra ha visto la non completa validazione
  della 328 ma una norma che prevedeva che entro sessanta giorni  dal
  4  novembre  2002, perché questa è la data delle  linee  guida  per
  l'attuazione  del  piano socio-sanitario alla Regione,  si  sarebbe
  andati avanti all'approvazione del piano di indirizzo generale.
   Da  lì arriviamo alla data del 28 novembre 2018, passano solamente
  sedici  anni perché la I Commissione all'ARS  Affari istituzionali'
  approvi  un  disegno di legge che era la sintesi di  una  serie  di
  disegni di legge che nel frattempo erano stati presentati.
   Su  questo  disegno di legge, l'ufficio legislativo solleva  delle
  perplessità e in data 11 giugno il Dipartimento al bilancio fa  una
  serie di osservazioni dando riscontro negativo in quanto carente di
  copertura   finanziaria   e  mancante  di   elementi   utili   alla
  quantificazione dei medesimi. Sottolineando in maniera particolare,
  con grande preoccupazione, due articoli: l'articolo 13 e l'articolo
  14.
   Badate bene, l'11 giugno
   Il  12 giugno il sottoscritto, al fine di approfondire la materia,
  vara   una  struttura  tecnica  nella  quale  viene  coinvolto   un
  magistrato   della   Corte  dei  conti,  a  cui   abbiamo   chiesto
  disponibilità  proprio  per le continue  osservazioni  fatte  dalla
  Corte  dei  conti  sulle  IPAB, due docenti  universitari,  abbiamo
  coinvolto anche un ex capo Dipartimento che fu fra gli estensori di
  quella che è stata una legge antesignana nel nostro Paese, la legge
  n.  22  del  1986  sulla  riforma dei  servizi  socio-sanitari,  mi
  riferisco al dottore Castellucci.
   Il  tavolo  è  stato  onerato  di verificare  tutte  le  criticità
  sollevate  dalla  Magistratura  di  controllo  contabile,  è  stato
  onerato  di  studiare e valutare le eventuali forme dei  lavoratori
  dipendenti,  è  stato  onerato di un'attività di  monitoraggio  del
  patrimonio degli enti e, fondamentalmente, di altri due aspetti: la
  verifica della capacità gestionale dei nuovi soggetti eventuali  di
  diritto  privato  ma,  fondamentalmente, la verifica  delle  tavole
  fondative, perché a questo siamo arrivati.
   Siamo  in una fase nella quale stiamo cercando di mettere insieme,
  in  coerenza con quelle che erano e sono state le tavole  fondative
  degli  enti,  perché queste possano avere, in relazione  alla  loro
  natura, un destino che possa essere da loro stessi scelto.
   Abbiamo  fatto la ricognizione di tutti i beni immobili, che  sono
  circa 1.848 e degli ettari di proprietà che sono circa 4.686.
   Abbiamo  anche  aperto un dialogo con la CESi che è ovviamente  la
  Conferenza  Episcopale  Siciliana  che  rivendica  la   volontà   e
  l'interesse  di riacquisire le strutture che avevano  nelle  tavole
  fondative  un  profilo  religioso e  a  loro  abbiamo  chiesto,  in
  relazione  alla disponibilità dell'eventuale transito, un  progetto
  qualificato  di  management che possa garantire il  rilancio  della
  struttura e i posti di lavoro.
   Altra osservazione che mi era stata fatta è che non avevo messo  a
  disposizione le strutture.
   Noi  con  nota dell'11 marzo, del 13 marzo, del 17 marzo,  del  19
  marzo  abbiamo diffuso raccomandazioni e abbiamo emanato misure  di
  contrasto al Covid e messo a disposizione della Protezione civile e
  delle eventuali Prefetture 21 delle nostre strutture.
   Abbiamo nominato un Commissario ad acta a Palermo perché una delle
  strutture di Palermo potesse accogliere i senza tetto ed i  giovani
  immigrati,  i  minori  non accompagnati. Abbiamo,  alla  Protezione
  civile,  chiesto  l'assegnazione, ovviamente,  dei  dispositivi  di
  sicurezza. Abbiamo imposto l'adozione del piano di prevenzione alle
  strutture  assistite.  Abbiamo,  alla  fine,  registrato  che,  per
  fortuna,  con quest'azione di monitoraggio, nelle nostre  strutture
  non  è  successo nulla di drammatico se non 2 episodi che sono  tra
  l'altro non da riferire alle IPAB.
   E,  per  concludere,  voglio informare, voi  onorevoli  di  questo
  importante  consesso,  che con decreto  del  19  maggio,  dopo  gli
  accertamenti   ispettivi  disposti  sulla   regolarità   di   tutta
  l'attività amministrativa di alcune IPAB, siamo riusciti ad emanare
  una  concessione  economica  a dipendenti,  come  quelli  dell'Oasi
  Cristo   Re   di  Acireale,  che  avanzavano  decine  di  stipendi,
  liquidando  un  pagamento di 638 mila euro e,  anche,  sanando  una
  situazione  di  54  mila  euro, con un conto contabilità  speciale,
  intestato all'INPS.
   E  concludo  dicendo, le IPAB diventano, come dire, un cavallo  di
  battaglia  di  questo Governo che, assecondando la  volontà  venuta
  dall'Aula, ha rafforzato la presenza nella legge finanziaria  di  3
  milioni  di  euro che sono previsti, proprio per il rilancio  delle
  stesse.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, dichiaro aperta  la  discussione
  sulla  mozione. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Di Paola  e,
  poi, l'onorevole Di Caro.
   Onorevoli   colleghi,  volevo  informarvi  che,  per  Regolamento,
  possono intervenire due per Gruppo parlamentare. In questo momento,
  quindi,  l'onorevole Di Paola parla per il Movimento Cinque Stelle,
  ma  risultano  iscritti  a parlare, per lo  stesso  Movimento,  gli
  onorevoli Di Caro e Foti. Ditemi voi, poi, chi deve intervenire.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, cittadini, è indubbio che ci
  troviamo  di fronte ad una pandemia. Un fatto mai visto   Un  fatto
  mai visto
   Quindi,  è  normale che sia anche difficile affrontare determinate
  situazioni. Signor Presidente, però, oggi, cerco di portare la voce
  di  160  mila  siciliani,  circa 160 mila siciliani,  più  le  loro
  famiglie e, quindi, stiamo parlando di circa il 10 per cento  della
  popolazione siciliana che aspetta, ancora, la cassa integrazione in
  deroga.   E   colleghi,  signor  Presidente,  la   gente   perbene,
  soprattutto in questa fase parla, critica e contesta. Ma è normale
  E'  normale in questa fase così difficile quando ancora manca, dopo
  2 mesi, la cassa integrazione in deroga.
   Vedete  colleghi, ho ascoltato attentamente l'Assessore e mi  sono
  segnato, man mano, le cose che ha detto, le varie date: tutto parte
  il  25  marzo. Sono passati 2 mesi  Sono passati 2 mesi da quel  25
  marzo
   E,  oggi, l'Assessore - io avevo già il dubbio - ha confermato che
  la Regione siciliana non aveva una struttura informatica  Nel 2020
  E  dopo 2 anni e mezzo di Governo Musumeci, di questo Governo, dopo
  2  anni  e  mezzo,  la  Regione siciliana non aveva  una  struttura
  informatica
   E,  quindi,  dico,  signor Presidente siamo  venuti  a  conoscenza
  durante  la  Conferenza stampa del Presidente,  dell'assessore  col
  Presidente  che  si  è  assunto tutta la responsabilità  di  questo
  fallimento,  perché per me è un fallimento, e in quella  Conferenza
  stampa,  colleghi,  abbiamo  scoperto  assieme  al  Presidente  che
  sconosceva  tutto questo, che la stessa azienda che ha  causato  il
  flop day relativo al precedente governo, il flop day dell'assessore
  Scilabra  è  la stessa azienda che ha realizzato questa piattaforma
  informatica.
   Ma  dico  ci rendiamo conto che nell'ambito del digitale  ci  sono
  milioni  e  milioni  di  euro e la Regione  siciliana  non  ha  una
  struttura  informatica? Ma chi decide chi, chi decide cosa?  E  nel
  frattempo  a  pagare sono i siciliani, perché sono i siciliani  che
  nel  frattempo  aspettano, perché poi ad un  certo  punto  i  super
  tecnici,  i giovani tecnici il 7 maggio, il 7 maggio quanti  giorni
  sono passati dal 7 maggio rispetto al 25 marzo, il 7 maggio i super
  tecnici dell'ANPA servizi in pochi giorni risolvono tutto.
   Allora   dico,  sulla  base  di  questo  ragionamento,  è  mancata
  l'organizzazione, è mancata la programmazione e non solo dal  punto
  di  vista informatico, anche dal punto di vista del personale e chi
  deve  organizzare  il  personale, chi lo deve  organizzare  se  non
  l'Assessore  insieme al suo Direttore generale? Perché  sono  stati
  scelti solo 140 dipendenti? Il Dipartimento lavoro ha più di  2.000
  dipendenti, ha circa 2.000 dipendenti perché solo 140? Perché  solo
  140  e  dopodiché  a  loro è stato suddiviso in modo  opportuno  il
  lavoro?  Io  questo me lo chiedo, mi chiedo se fin  dall'inizio  il
  lavoro  è  stato suddiviso in maniera opportuna, se ci  sono  delle
  carte  che  possono testimoniare questo, se sono stati  dati  degli
  obiettivi  a questi lavoratori, quante pratiche al giorno  dovevano
  espletare? E' stato sottoscritto qualcosa a livello organizzativo?
   Sono  tutte  domande a cui l'Assessore anche oggi  non  ha  saputo
  rispondere,  non  ha  risposto  a queste  domande  e  dopodiché  il
  problema  organizzativo è venuto ancora di più fuori quando  questi
  lavoratori sono stati messi prima in smart working e poi sono stati
  fatti  tornare  dallo smart working. Ma che organizzazione  è?  Che
  organizzazione è, colleghi? Dopodiché questo Governo ha tentato  di
  scaricare le colpe sui dipendenti regionali, è stato questo Governo
  che  ha indotto in errore ed ha cercato di far passare il messaggio
  che    il   problema   era   dei   dipendenti   regionali   e   non
  dell'organizzazione perché vedete, colleghi, il Direttore  generale
  da chi viene mandato a fare quella riunione? Da chi? Chi si inventa
  questo discorso del bonus?
   Colleghi, ricordo vagamente che in Commissione  Bilancio'  durante
  l'emergenza, durante la finanziaria Covid 19 il Governo ha  tentato
  -  scusi  Presidente  gli  ultimi dieci secondi  -  di  portare  un
  emendamento dove cercava di mettere soldi in più, soldi in più  per
  dare  delle premialità, ma poi l'emendamento viene ritirato  perché
  c'è  già  la  contrattazione collettiva, c'è già la  contrattazione
  collettiva, quindi da lì si capisce che il Governo regionale, e  lo
  confermano anche i sindacati, ha brancolato nel buio e il  tempo  è
  stato perso dall'organizzazione, dalla cattiva organizzazione  data
  da  questo  Assessore, data da questo Governo,  e  data  da  questo
  Presidente  e,  colleghi, oggi è un'Aula importante perché  con  il
  voto  di  oggi, e ci sono i siciliani che ci guardano dall'esterno,
  noi  sanciremo  il fatto se siamo con i siciliani e,  quindi,  così
  come facilmente Presidente diamo le poltrone, noi diamo le poltrone
  facilmente, così queste poltrone devono essere lasciate se ci  sono
  degli sbagli nei confronti dei siciliani. Grazie.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole Di Paola. E'  iscritto  a  parlare
  l'onorevole  Figuccia. Il Movimento Cinque Stelle mi faccia  sapere
  chi  è  il  secondo che vuole intervenire. L'onorevole Di Caro,  va
  bene, cancelliamo l'onorevole Foti.
    Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.

   FIGUCCIA.  Signor Presidente, se non fosse per la delicatezza  del
  tema   e  della  questione  assolutamente  attenzionata  da   tanti
  siciliani  ci sarebbe persino da sorridere, presidenti di  Mauro  e
  Miccichè.  Ci  sarebbe da ridere - Presidente Miccichè  la  ascolti
  questa storiella.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   Orlando scrive a Scavone e lo accusa che non gli arrivano le somme
  per  gli  aiuti alimentari; Scavone risponde:  ma che stai dicendo,
  ti  ho  mandato  il bonifico adesso, controlla il conto  corrente .
  Allora,  dopo che gli dice di guardare il conto corrente il Governo
  accusa  l'INPS e l'INPS in qualche modo ritorna all'Assessorato  e,
  per botta e risposta, si dimette il Direttore generale.
   Allora,  l'opposizione, che stava scrivendo al Direttore  generale
  che l'accusava dello scandalo dei 10,00 euro, nel frattempo che fa?
  Dice:   non  c'è  più il Direttore generale  e allora  presenta  la
  censura  all'Assessore.  La  maggioranza  che  fa?  Difende  subito
  l'Assessore tranne, Presidente - l'Assessore dice  la coalizione di
  Governo  mi sostiene  - la Lega che, però, non si presenta in  Aula
  perché  un  deputato del partito dell'Assessore  aveva  chiesto  di
  scorporare  la delega dell'identità siciliana perché era  un'offesa
  ai siciliani.
   Presidente, mentre qua si aspettano 160 mila pratiche  e  ad  ogni
  passo,  ne  sono convinto, a lei Presidente dell'Assemblea,  a  lei
  Presidente della Regione, a lei Assessore, a noi tutti la gente  ci
  ferma  per strada chiedendoci quando potrà avere risposta su questa
  vicenda tristissima, si scrive un libro che sa di barzelletta, dove
  tutti litighiamo tra gli altri ed ognuno fa il gioco delle parti.
   Si  ricorda  quando  in  questa  cosa  incappò,  nella  precedente
  legislatura,  la Scilabra - lei non la conobbe -  si  mise  su  una
  macchina farraginosissima per il click day - l'assessore Falcone lo
  ricorderà.
   Allora,   lì   il   gioco  delle  parti,  all'Assessore   Scilabra
  l'opposizione fece la mozione di censura e la maggioranza sosteneva
  l'assessore Scilabra.
   Però,  vedete, tutto questo, a distanza di cinque anni si  consuma
  in  uno  dei  momenti più tristi della storia dell'umanità  in  una
  sorta  di  rassegnazione diffusa al mito della vita  politica  come
  rappresentazione teatrale, in un'alternanza di ruoli, di ribalte  e
  retroscena.
   Allora,  vanno  in  scena  le  maggioranze,  vanno  in  scena   le
  opposizioni e c'è il dietro le quinte, dove chi non va in scena  si
  prepara alla nuova maschera per ritornare alla rappresentazione.
   Io  sono contento che oggi sia stata presentata questa mozione  di
  censura  che, ovviamente, non potrà passare - l'opposizione  lo  sa
  perché non ha i numeri - però è stata un'occasione, Presidente.  E'
  stata  un'occasione  per parlare seriamente del  tema  della  cassa
  integrazione,  per  parlare, Presidente della Regione,  perché  no,
  della possibilità di riformare il sistema del lavoro nella Pubblica
  amministrazione  -  cosa  che stiamo facendo  -,  un'occasione  per
  ripensare  non  il  lavoro  da  casa  ma  lo  smart  working   che,
  finalmente, è entrato all'interno dei temi della riforma del lavoro
  perché in questo momento, mentre i sindacati facevano lo scherzetto
  e  la  trappola,  più  che all'Assessore al  direttore,  facendogli
  firmare le carte, mettendogli davanti un foglio di carta dove c'era
  scritto che qualche dipendente avrebbe avuto i 10,00 euro a pratica
  -  una cosa che veramente farebbe sbellicare dalle risate chiunque,
  oltre che indignare chi ovviamente non è lì nelle segrete stanze, e
  non  sa  come veramente vanno le cose nel mondo della cospirazione,
  dei   sotterfugi,  di  chi  trama  per  speculare.  Con  lo  stesso
  atteggiamento con il quale viene fatta questa censura.
   Io  spero,  nel rispetto di questa Presidenza, che mi richiama  al
  tempo,  che  questa  sia veramente un'occasione  da  non  sprecare.
  Pensiamo  tutti  quanti  a quei 160 mila lavoratori  che  aspettano
  risposte e vediamo di accelerare l'iter perché si possa arrivare ad
  una risoluzione.
   Io ovviamente sono un uomo di questa coalizione, l'ho già detto, è
  una  censura  strumentale, la affronto con lo stesso stile  con  il
  quale  questa  mattina  sono andato a trovare  l'assessore  Lagalla
  perché  c'erano, Assessore, 15 milioni in legge di  stabilità  che,
  purtroppo,  essendo legati, signor Presidente, ai  fondi  POC,  non
  erano immediatamente utilizzabili. L'assessore Lagalla ha avuto una
  splendida intuizione, che è quella di chiedere un'anticipazione dei
  Fondi  PAC  per legarci alla spesa regionale e quei 6.000 operatori
  della formazione professionale avranno finalmente la possibilità di
  ricevere nei tempi utili quelle somme.
   All'Assessore  -  e ho finito davvero - ricordo l'impegno  che  ha
  preso in finanziaria che era quello legato al non utilizzare ASU  e
  PIP, ovvero a non chiedere il recupero delle ore

   PRESIDENTE. La prego, non si faccia togliere la parola, è  passato
  già

   FIGUCCIA.  Taccio per rispetto a lei, anche se ho  i  tempi  della
  collega  Lo  Curto  che me li ha appena ceduti,  perché  parlo  per
  l'UDC. Nondimeno

   PRESIDENTE. No, voglio dire ci mettiamo d'accordo, però va bene.

   FIGUCCIA. No, no, la collega Presidente del Gruppo, mi ha ceduto i
  suoi  cinque  minuti e la ringrazio, per cui davvero tutti  insieme
  cerchiamo di scrivere un pagina positiva, quindi su ASU  e  PIP  si
  impegna,  Assessore, ricorda l'impegno fatto che non  recupereranno
  le  ore, continuiamo a seguire l'atteggiamento che oggi l'assessore
  Lagalla  ha rappresentato rispetto agli operatori della formazione,
  è  lo  stesso atteggiamento di serietà, di sobrietà che il  governo
  Musumeci sta portando avanti da due anni e mezzo, l'opposizione  lo
  sa,  sa  benissimo  che la censura non passerà, ma  avrà  fatto  la
  propria  rappresentazione, ma è stato comunque  utile  per  parlare
  della cassa integrazione.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale.  Ne  ha
  facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor Presidente, signor Presidente  della  Regione,
  Assessori,  colleghi  parlamentari, è  come  se  il  fatto  che  il
  direttore Vindigni si sia dimesso per tutta questa vicenda, è  come
  se il fatto che il Presidente della Regione abbia chiesto scusa non
  avesse  un  significato. Purtroppo, un significato ce l'ha,  perché
  sì,  l'Inps  ha le sue colpe, Assessore, sicuramente, lo  ha  detto
  anche Conte sui limiti dell'Inps, però le responsabilità vostre  ve
  le  siete riconosciute voi, prima che questa Assemblea. Secondo  me
  questo  intervento andava chiuso con meno parole, Assessore.  Penso
  che  si  poteva fare di più, ovviamente, potevate fare di  più,  la
  macchina che lei ha ereditato, la macchina che lei ha avuto in mano
  da  un anno, è la macchina che le ha consegnato il Presidente della
  Regione,  che ha da tre anni ed è una macchina, come ha detto  lei,
  il   suo  Assessorato,  una  macchina  inceppata,  ma  questo   suo
  Presidente gliel'ha consegnata, cioè non si è votato un anno fa, si
  è votato quasi tre anni fa, caro Assessore.
   La  cosa  grave  è che per discutere di cassa integrazione  e  per
  discutere di tante cose bisogna presentare una mozione di sfiducia,
  una  mozione  di  censura.  E'  qui il fallimento  della  politica,
  presidente Musumeci, e il fallimento purtroppo è a capo tutto  suo,
  cioè  noi  avevamo davvero il bisogno di discutere della Fase  2  e
  avevamo  bisogno di discutere della Fase 2 perché  erano  tante  le
  cose  in  sospeso. Ma lei pensa che se lei fosse venuto in  Aula  a
  parlare  di cassa integrazione e di altre cose della Fase  2,  oggi
  discutevamo  di  tutto  questo?  No.  E'  stato  solamente  il  suo
  capriccio  il  volersi  arroccare  in  quelle  che  sono  solamente
  l'ambito  delle  televisioni nazionali dove non ha il  contraltare,
  dove  su  Facebook,  dove è solo lei che parla.  Ha  perso  lei  il
  piacere  del  confronto,  ha  perso forse  anche  il  coraggio  del
  confronto, signor Presidente.
   E  la verità è che qui, oggi, non dovremmo discutere della mozione
  di sfiducia, di censura dell'assessore, ma dovremmo discutere della
  mozione  di  sfiducia  a lei, a lei, lo so, manca  par  quest'Aula,
  perché  lei gli elementi glieli ha messi tutti. Lei è il presidente
  che negli ultimi sei mesi si è alzato da quest'Aula e se n'è andato
  insultando  il  Parlamento e evocando i Palazzi  che  poi  si  sono
  interessati  di  tutti  tranne  che  del  Parlamento,  ma  si  sono
  interessate  delle  persone  che  lei  stesso  ha  nominato,   caro
  Presidente,  non  lo  faccia  il giustizialista  che  non  è  nelle
  condizioni di farlo  Mi creda non è nelle condizioni di farlo.
   Quindi,  lei si è occupato di tutto questo, lei non è  riuscito  a
  venire  in  quest'Aula a parlare di Fase 2 dopo che la Fase  1  era
  stata  fallimentare, dopo che abbiamo fatto morire persone -  e  la
  Magistratura su questo ci darà soddisfazioni, io sono  fiducioso  -
  quando non c'era nessuno nei reparti, quando non c'era nessuno, noi
  emergenza sanitaria .

   PRESIDENTE  Onorevole  Sammartino, neanche dal  Parlamento  devono
  arrivare auguri della Magistratura al Governo perché sennò facciamo
  come dire

   DPASQUALE. Non sono Sammartino e io non sto facendo nessun tipo di
  auguri

   PRESIDENTE.  Evitiamo  questo,  lo abbiamo  stigmatizzato  l'altra
  volta. Vale uguale il contrario.

   DIPASQUALE.  Io  non  ho fatto nessun tipo di  augurio,  ho  detto
  solamente che nessuno si deve eleggere a giustizialista perché  non
  ne  ha  le  carte in regola né il Presidente e né altri. Questo  ho
  solamente detto Presidente, non mi pare che è motivo di scandalo  o
  di  fastidio,  dopodiché  ritengo che  dopo  la  fase  fallimentare
  dell'emergenza sanitaria - perché è stata fallimentare  -  noi  non
  abbiamo  avuto  emergenza sanitaria in Sicilia.  Non  ci  trovavamo
  migliaia di persone nei reparti, Presidente, alcune decine,  alcune
  decine, e noi nonostante questo abbiamo fatto morire le persone.
   E'  mancato il confronto, è mancato il confronto sulla Fase 2, per
  fare  sicuramente un momento - lo so Presidente ci sono nove minuti
  che  mi ha fatto perdere anche - quindi caro Presidente, così  come
  le  aperture domenicali, che appartengono alla Fase 2. Un'Aula  per
  discutere  queste cose, così come l'apertura degli asili  nido  che
  sono rimasti chiusi -  e la colpa non è di Scavone -, ma la colpa è
  vostra, è sua, che non avete fatto un'ordinanza per questo.
   Mentre  nel Veneto, per esempio, già sono partiti, sì le  aperture
  degli asili da zero a 36 anni sì, si informi meglio, a 36 mesi  sì,
  si informi invece di sorridere, che è così.
   Quindi, caro Presidente l'unico responsabile politico è lei, e  la
  mozione  di  sfiducia  andrebbe  fatta  proprio  a  lei  non   agli
  assessori, perché ne andrebbe fatta una a Razza, ne andrebbe  fatta
  all'assessore per il turismo che poi non l'abbiamo fatta e  che  ha
  dovuto chiedere scusa, e così via. La verità è che è un Governo che
  naviga a vista.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.

   DI  CARO.  Signor  Presidente, Governo,  onorevoli  colleghi,  ben
  tornato  presidente Musumeci, dopo l'Aula uccideremo simbolicamente
  il  vitello  grasso,  visto  il  lieto  evento,  l'unico  modo  per
  confrontarsi con il Presidente, a quanto pare, sono le  mozioni  di
  censura  e di sfiducia, così quanto prima ci confronteremo con  lei
  con  una  mozione  di sfiducia nei suoi confronti così  avremmo  la
  garanzia che sarà certamente presente in Aula.
   Signor Presidente, in merito alla cassa integrazione in deroga, un
  passaggio  rapido  visto che poi alla fine le responsabilità,  così
  come ha dichiarato lei stesso sono del Presidente della Regione, il
  7 aprile scorso, quindi il primo giorno utile subito dopo l'accordo
  di programma quadro -  l'Assessore si ricorderà benissimo - abbiamo
  chiesto  come  Movimento  Cinque  Stelle,  in  quinta  Commissione,
  un'audizione urgente dell'Assessore Scavone. L'Assessore  è  venuto
  in  Commissione  e  ci ha dichiarato che tutto andava  bene,  tutto
  filava  liscio, non ci sarebbero stati problemi, anzi,  addirittura
  le  procedure che avevamo erano talmente performanti da superare le
  procedure dello Stato, quindi dell'INPS, noi eravamo entusiasti  di
  questo.
   Ora,  perché  è  venuta meno poi la fiducia  e  l'abbiamo  diciamo
  proiettata in questa mozione, perché un mese dopo, un mese dopo, il
  Presidente della Regione, convoca una conferenza stampa, quindi  il
  7   maggio,  dicendo  che  le  disfunzioni  legate  alla   mancanza
  dell'erogazione della cassa integrazione in deroga, sono dal  punto
  di   vista  delle  responsabilità  politiche,  tutte  in  capo   al
  Presidente della Regione; diceva che ragionevolmente, nel corso  di
  una  settimana,  quindi  entro il 13 maggio,  tutto  sarebbe  stato
  risolto.
   Quindi, abbiamo visto che nulla è stato risolto e che ancora molti
  siciliani non hanno ricevuto la cassa integrazione in deroga.
   Per quanto riguarda le procedure informatiche, vede, io da tecnico
  so  bene che il 90 per cento dei problemi informatici stanno tra la
  scrivania e la sedia, nella fattispecie, in questo caso, starebbero
  tra  la  scrivania e la sedia del Presidente della Regione. Perché?
  Perché la società che gestiva questi servizi, la ETT mi pare che si
  chiami,  non era conforme a quelli che sono gli standard  stabiliti
  dal  codice  delle amministrazioni digitali, Il famoso formato  XML
  non è un capriccio, ma è uno standard stabilito dalla legge.
   Quindi, chi doveva controllare che questa società non era conforme
  agli  standard?  Chi è il responsabile? Chi è il responsabile  che,
  ancora oggi, non abbiamo ricevuto copia della lettera di dimissioni
  del  dottor Vindigni. Cioè, che cosa ci vuole a fare una  fotocopia
  di  questa  lettera di dimissioni? Forse perché in  questa  lettera
  viene  citato qualche altro componente di questo Governo che  si  è
  seduto nella delegazione trattante per stabilire i famosi 10 euro a
  pratica?  Forse per questo? Quando ci darà la fotocopia  di  questa
  lettera, verosimilmente lo scopriremo.
   E  vede  Assessore,  noi  in questa mozione,  abbiamo  volutamente
  escluso alcuni temi, e lo sa perché? Perché inizialmente, forse  in
  maniera ingenua, ci siamo fidati. A cosa faccio riferimento? Faccio
  riferimento   all'annosa  vicenda  del  recupero  delle   ore   dei
  lavoratori   ASU.   Lei  in  Commissione  ha,   diciamo,   ritenuto
  inammissibile un intervento di tipo legislativo in Finanziaria. Noi
  ci  siamo fidati, abbiamo ritirato l'emendamento, lei ha garantito,
  poi,  qua  nuovamente  in  Aula, che  avrebbe  provveduto  con  una
  circolare  neutralizzando le ore che dovrebbero  recuperare  questi
  lavoratori,  ad oggi nulla di fatto, a quanto pare  si  tratta,  si
  parla,  di  un altro intervento legislativo quindi non  si  capisce
  perché  in  Commissione non era possibile, e poi dopo  due  mesi  è
  possibile.
   Per  quanto riguarda le IPAB ancora peggio. Ha fatto un  discorso,
  Presidente,  da immobiliarista. Cioè a noi non è che importa  tanto
  il  luogo  o  l'immobile  o  l'edificio,  a  noi  interessa  che  i
  lavoratori  delle  IPAB  percepiscano  lo  stipendio,  ma  non   lo
  stipendio  che  dovevano percepire nel 2018  perché  di  questo  ha
  parlato,  di somme erogate nel 2020 già impegnate nel 2018,  quindi
  visto  che  il  tempo  sta  per finire e  diciamo  dobbiamo  essere
  rispettosi  anche dei tempi che il Presidente ci  assegna,  qua  si
  tratta  di un fatto molto semplice, a perdere la fiducia non  siamo
  solo   noi  come  deputati  di  maggioranza,  ma  anche  parte   di
  opposizione devo dire, un lapsus, ma anche il popolo siciliano.
   Il popolo siciliano non si fida più di questo Governo, non si fida
  più  delle promesse di questo Governo e, a mio avviso, vuole vedere
  il Presidente della Regione a casa.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Grazie  Presidente,  cari  colleghi.  Io  credo   che
  ritornare  a quelle persone, cari colleghi, che abbiamo in  qualche
  modo  evocato,  quelle persone, i cittadini che in  questo  momento
  stanno soffrendo per tutto quello che è avvenuto, non credo che  si
  aspettino  dalla  politica  e  quindi  da  noi  amministratori   né
  demagogia,  né  tanto  meno  prese di posizione  utili  alle  parti
  politiche.
   Io  credo che si aspettino soprattutto serietà, si aspettino  buon
  senso,  si aspettino parole, per carità, anche di conforto,  ma  di
  spiegazione  per quello che è avvenuto. Io credo che dobbiamo  fare
  anche  una  operazione  di serietà e di  verità,  al  di  là  delle
  casacche  che poi indossiamo, della politica e di tutto quello  che
  ci  sta,  per  carità, però credo che la gente  sia  anche  un  po'
  stanca,  di  annunciazioni, di grandi questioni  politiche  fondate
  possibilmente su questioni tutte, appunto, politiche che poco hanno
  a che fare con i problemi della gente.
   Io  credo che, lo ha detto il collega Di Paola, correttamente,  io
  so  il  suo  entusiasmo e la sua anche buona fede quando  dice   ci
  troviamo  di  fronte  ad  una situazione,  veramente,  inaspettata,
  straordinaria , è quella la verità, diciamocelo. Ci  siamo  trovati
  tutti  di  fronte ad una situazione, tutti noi, noi siciliani,  noi
  italiani,  il mondo intero si è trovato di fronte ad una situazione
  straordinaria ed inaspettata. E tutto il mondo e tutte le regioni e
  tutti  gli uomini che se ne sono occupati hanno fatto degli errori,
  e tutti non sono stati perfettamente all'altezza di, come dire, far
  fronte  e  di  trovare  le  soluzioni  giuste  al  momento  giusto,
  diciamoci la verità.  In modo molto umano e molto normale, questo è
  successo.
   Allora  se  noi  diciamo che era una situazione straordinaria  che
  purtroppo, poi, è stata affrontata con mezzi ordinari - lo  abbiamo
  ascoltato l'assessore ed aveva ragione - l'ha detto, ma l'ha  detto
  anche il Premier Conte, lo ha detto il direttore dell'INPS, l'hanno
  detto  tutti. La verità è che poi ci siamo ritrovati ad  affrontare
  una  situazione straordinaria con mezzi ordinari. E'  come  se  noi
  dovessimo  andare  velocemente da un  posto  all'altro  ed  anziché
  andarci   con  un  sistema  straordinario  utilizziamo  la   solita
  macchinina  che  impiega 24 ore per arrivare  da  Catania  a  Roma,
  anziché prendere l'aereo che ci può impiegare un'ora, cioè,  questa
  è  la verità. Ma lo avevamo detto già nell'antitesi. Quando diciamo
  che abbiamo affrontato una situazione straordinaria non prevista la
  verità  sta  tutta lì. Vogliamo con questo dare colpa all'assessore
  che,   anzi,  si  è  prodigato  con  tutti  i  modi  possibili   ed
  immaginabili, con grande serietà, con grande capacità,  con  grande
  caparbietà  per  cercare di risolvere il problema? E  quante  altre
  Regioni  hanno fatto un atto di censura agli assessori? Vi  risulta
  che altre Regioni abbiano fatto atti di censura nei confronti degli
  assessori, del governo, dei presidenti? Qualcuno ha fatto  atti  di
  censura  nei  confronti di Bonaccino, di altri che anche  loro  non
  hanno brillato per organizzazione, per dare risposte immediate? No,
  nessuno.  Perché di fatto la verità sta lì, che sia  il  Governo  a
  livello nazionale, che sia a livello di INPS, a livello di Regione,
  purtroppo non si era preparati ad affrontare questo evento in  modo
  efficiente ed efficace. Lo abbiamo fatto con i mezzi che avevamo  a
  disposizione. La Regione siciliana da mai brilla per organizzazione
  e  strutture nei nostri uffici, lo sappiamo, arranchiamo più o meno
  come fanno altre Regioni, né più né meno, siamo riusciti a pagare e
  a  fare le pratiche più o meno come le altre Regioni. Questa  è  la
  verità, è tutto lì.
   Quindi,  io  credo,  è giusto per carità, dover  dare  conto  alla
  gente, dover spiegare il perché il per come, però credo che se alla
  gente  gli  parliamo  con  serietà gli spieghiamo  una  cosa  senza
  esasperare gli animi più di quanto già non lo siano.
   Guardate, che la situazione è drammatica, è pesante, è seria,  non
  solo per quanto è avvenuto dal punto di vista economico, certamente
  economico,  per  le  tante famiglie poi colpite  dalla  malattia  e
  quant'altro, anche a livello psicologico. Guardate che questa  cosa
  ha  avuto  un  impatto  pesantissimo nella  psiche  delle  persone.
  Esasperare  la gente anche con le polemiche politiche è un  errore,
  perdonatemi.  Guardate  che la ruota gira,  e  non  si  fa,  non  è
  corretto.  Io  vi pregherei che la cosa più giusta  sia  con  molta
  serenità  dire  poi quello che disse il Presidente  della  Regione,
  quando  in  modo serio, devo dire, da Presidente della Regione,  ha
  detto:  «la  responsabilità  è  mia,  e  quello  che  ho  fatto  da
  Presidente lo avrei fatto da sindaco». È giusto che sia così. Ma lo
  dice per un fatto di serietà, di coerenza, di correttezza, perché è
  giusto  che sia così. Mi faccio carico di una macchina che è quella
  che  è. Ma questa macchina noi abbiamo, attenzione, non ci facciamo
  illusioni.  E  questa macchina avremmo se al Governo  ci  fosse  un
  Presidente Cinque Stelle o un Presidente del Pd.
   Questa era la macchina, con questa macchina abbiamo affrontato una
  situazione straordinaria, alla fine l'abbiamo affrontata meglio  di
  come si potesse fare, basta.
   Io  credo  che  alla  gente  questo  dobbiamo,  questa  operazione
   verità'  e  di  grande umiltà credo che dovrebbe - soprattutto  in
  queste occasioni di grande straordinarietà - dare indirizzo a tutti
  di comportamenti corretti.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a  parlare l'onorevole  Caronia.  Ne  ha
  facoltà.  Poi l'onorevole Savarino e poi ci sono altri  iscritti  a
  parlare, l'onorevole Lupo, l'onorevole Aricò e l'onorevole Amata.
   Questo qualora non ci fossero stati già due del vostro Gruppo  che
  hanno parlato.

   CARONIA.   Signor   Presidente,  in  realtà  io   intervengo   per
  rettificare ciò che il collega Figuccia, poc'anzi, ha detto. Poiché
  non  è  vero che il partito della Lega non è presente in Aula.  Per
  ragioni  legate  ad  impegni personali siamo  arrivati  un  po'  in
  ritardo,  ma  sicuramente  nulla ha  a  che  vedere  con  eventuali
  atteggiamenti,  in  qualche  modo, di ripicca  o  non  saprei  come
  definirli,  rispetto ad una legge. L'attività  dei  parlamentari  è
  assolutamente libera e tale deve restare. E se fosse  -  così  come
  diceva l'onorevole Figuccia - legata a queste motivazioni la nostra
  non  presenza  in  Aula, o per lo meno il nostro  ritardo,  sarebbe
  davvero gravissimo.
   Io  vorrei ben dire che il nostro Gruppo della Lega, con senso  di
  responsabilità, oggi si trova qui a sostenere la sua maggioranza, a
  fare  chiarezza rispetto ad una serie di difficoltà enormi  di  cui
  abbiamo  parlato  -  anche in maniera riservata -  con  l'assessore
  Scavone,  dando anche consigli. Non ultimo, noi abbiamo  presentato
  un  ordine del giorno, durante la votazione della Finanziaria,  che
  in  maniera molto puntuale dava delle indicazioni rispetto a quello
  che  era  il  nostro  modo di approcciare ad un tema  difficoltoso.
  Perché,  è  chiaro, che un tema come questo, questa  quantità,  una
  mole   di   cassa  integrati  o  di  richiedenti  cassa  integrati,
  certamente la Regione Siciliana non l'aveva mai affrontata, inutile
  non  dire che è una pandemia, non è certamente un fatto che avviene
  ogni  giorno,  né tantomeno penso che il Presidente  della  Regione
  quando  si è candidato nel suo programma potesse, in qualche  modo,
  immaginare    come   poteva   prevedere   tutte   le   innumerevoli
  sfaccettature   che  questo  comporta.  Io  vorrei,  semplicemente,
  sottolineare un tema. Siamo ancora in una fase, seppure post Covid,
  ci  auguriamo, a conclusione di questo incubo, però siamo ancora in
  un  momento  di grande emergenza economica e sociale, che  ciascuno
  adotti  un  comportamento che sia, innanzitutto,  responsabile  nei
  confronti  dei siciliani, perché qui stiamo parlando  di  soggetti,
  non soltanto, chiaramente, di quello che è l'operato dell'assessore
  o  del  Governo  ma, di contro, di quelli che sono  i  fruitori  di
  questo  servizio e dei servizi che noi tutti stiamo  cercando  come
  Governo  e  anche  come  maggioranza, abbiamo  cercato  durante  la
  Finanziaria,  in  qualche  modo,  di  prevedere  delle  misure  che
  potessero  essere quanto più utili alla popolazione.  E  in  questo
  segno la Lega continuerà a lavorare.
   L'obiettivo è quello di essere utili al nostro popolo. Il nostro è
  stato un mandato, che continuiamo a dire, a sostegno del Presidente
  Musumeci che abbiamo votato e ciascuno, singolarmente, dalle nostre
  originarie  liste  di appartenenza, e poi oggi insieme  al  partito
  della  Lega  con un unico obiettivo, che è quello di  continuare  a
  sostenere un'azione di Governo che vada ad aiutare la Sicilia  e  i
  siciliani.   Rispetto  a  tutto  il  resto,  mi   permetta   signor
  Presidente,  ho  l'occasione anche di salutare il Presidente  della
  Regione, grazie Presidente dell'Assemblea, è inaccettabile  che  ci
  si  possa  ascrivere comportamenti di ripicche o di bassa  politica
  che non ci appartengono, oggi più che mai in un momento così grave.
   Per cui io mi auguro che l'assessore Scavone, con l'aiuto di tutto
  il  Parlamento, possa continuare un'azione rigida, anche  impietosa
  quando  sarà  necessario, per poter dare ristoro alle  esigenze  di
  tutti  i  siciliani  che  oggi,  purtroppo,  si  trovano  in  Cassa
  integrazione  e  mi auguro, signor Presidente, che rapidamente  sì,
  possano,   invece,  tutte  quelle  aziende  che  oggi  cercano   di
  riconvertire le proprie attività, quindi evitando di fare confluire
  in  Cassa  integrazione chi oggi, invece, può rimanere impiegato  o
  magari reimpiegarsi. Con questo io ringrazio.

   PRESIDENTE.  È  iscritta  a parlare l'onorevole  Savarino.  Ne  ha
  facoltà.  Cercate di essere bravi come l'onorevole  Caronia  che  è
  rimasta perfettamente nei cinque minuti.

   SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo,  qualche
  settimana  fa  ho chiesto qui in Aula che l'assessore venisse,  tra
  gli  altri  non solo lui, a riferirci su alcuni dati allarmati  che
  arrivavano a noi deputati, come altri prima di me hanno detto.
   E  non ho pensato che fosse lesa maestà chiedere all'assessore  di
  venire,  così come non ho mai pensato che fosse lesa maestà  quando
  nelle settimane precedenti è stato chiesto all'assessore Razza,  in
  piena emergenza sanitaria, di venire settimanalmente a riferire  su
  quello che era il piano regionale che si stava attivando e su  come
  la sanità stava affrontando quel momento di emergenza.
   Oggi i fatti dimostrano che quel piano e quell'emergenza sanitaria
  è  stato disposto al meglio, tanto che la Sicilia ha contagio zero,
  tanto  che i siciliani al Governo Musumeci, al Presidente  Musumeci
  proprio  nell'azione di contrasto del Covid riconoscono un consenso
  che  in  Sicilia  supera  il 50 per cento e  che,  addirittura,  il
  gradimento  del  Presidente a livello italiano  è  al  terzo-quarto
  posto  tra i Presidenti di Regione, superiore anche a molti  leader
  nazionali  di partiti e considerate che il Presidente Musumeci  non
  ha  un  partito  nazionale di riferimento. E',  quindi,  certamente
  premiato dal consenso popolare, dal gradimento e questo ci conforta
  oltre i numeri dell'emergenza sanitaria.
   Oggi  siamo in una fase nuova che non è più di emergenza sanitaria
  ma è di emergenza economica e sociale.
   Ecco  perché  ho  considerato legittimo chiedere all'assessore  di
  venire qui, in Aula, a confrontarsi con noi. E oggi ritengo che sia
  stato assolutamente giusta quella richiesta e confortanti le parole
  dell'assessore  che  certamente  ha  dimostrato  a   tutta   questa
  Assemblea  attenta, attenta perché stimolata dalle  esigenze  della
  nostra gente nel territorio, dai tanti bisogni che noi raccogliamo,
  che lo sforzo che questo assessore ha fatto nel suo dipartimento  è
  stato senz'altro il massimo ed è stato senz'altro il massimo in una
  situazione  di  grande  difficoltà  e  con  strumenti  non   sempre
  all'altezza.
   E  non  poteva  essere sempre all'altezza visto che, comunque,  la
  situazione non era prevedibile, poi se dovesse succedere in  futuro
  sappiamo già che l'assessore sta attrezzando una serie di misure in
  modo  tale  che altre situazioni emergenziali possano trovarlo  più
  pronto, sia lui che il Dipartimento che rappresenta.
   Per  cui  io  ringrazio  l'assessore e  sappiamo  così  tutti  noi
  confortare i siciliani che ci chiedono, confortare i cittadini  che
  hanno bisogno di certezze.
   Ecco  perché  anche  nelle  prossime giornate  non  dovrà  stupire
  nessun'altro assessore, né offendere perché - ripeto - non  è  lesa
  maestà  se  chiediamo un confronto anche su altri  dati,  su  altri
  numeri perché - ripeto - l'emergenza che ieri era sanitaria, che ha
  visto protagonista il Presidente Musumeci e l'assessore Razza sulla
  gestione dell'emergenza sanitaria Covid sta diventando un'emergenza
  economica  e sociale e così è giusto che quest'Aula si confronti  e
  dia  anche  quello  che  può  essere  un  supporto,  un  aiuto,  un
  consiglio,  un chiarimento, sia che possa essere utile  al  Governo
  sia  che,  viceversa, il lavoro del Governo possa essere  utile  ai
  deputati  che  poi  nel territorio fanno rete  di  collegamento  e,
  quindi,  dobbiamo affrontare con questa serietà e senza preconcetti
  quella che è una delle situazioni più difficili che questa Regione,
  io  direi  purtroppo  non solo la Regione,  l'Italia  ormai  è  una
  pandemia mondiale, stanno affrontando con la serietà di chi sa  che
  piuttosto  che  mettere  benzina  sul  fuoco  ognuno  di  noi  deve
  contribuire,   nel   proprio  ruolo,  con  il  proprio   senso   di
  responsabilità e con i propri compiti, a far sì che quel  fuoco  si
  spenga  e  che non se ne alimentino altri, e che quindi si  cerchi,
  tutti insieme, con la serenità che è obbligo trovare nel lavoro che
  noi  tutti  facciamo sempre, ma è obbligo ed in coscienza  maggiore
  trovarla  oggi  perché  piuttosto  che  cavalcare  il  malumore   e
  l'allarmismo  che  nella  gente è più  facile  seguire,  il  nostro
  compito  è  quello di trovare soluzioni, dare speranza e portare  a
  casa  e  nei nostri territori un momento di serenità che serve  per
  traguardare questa Fase  2 dell'emergenza Covid.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare  l'onorevole  Aricò.  Ne  ha
  facoltà.

   ARICO'.  Signor  Presidente, onorevole Presidente  della  Regione,
  Governo,  colleghi,  oggi  l'occasione  della  mozione  di  censura
  presentata  all'Assessore Scavone è diventata quasi  un'opportunità
  di sfogarsi rispetto a presunte inefficienze di questo Governo.
   Niente di più falso
   Ho  sentito delle parole di critica nei confronti di come è  stata
  affrontata dal Governo Musumeci l'emergenza sanitaria e ritengo che
  i  numeri possano parlare per il Governo e per come eccellentemente
  è stata portata avanti in queste settimane.
   Tutti  pensavano in queste settimane, guardavano la Sicilia  e  il
  Sud e pensavano  che catastrofe se dovesse arrivare la pandemia  in
  Sicilia'.
   La  pandemia  è  arrivata ma è arrivata con  numeri  assolutamente
  calmierati per merito dell'azione di questo Governo che, già  dalle
  settimane  precedenti, aveva dato e gridato all'allarme, aveva  già
  preso le contromisure.
   Non  ultimo,  voglio ricordare i due pazienti guariti  bergamaschi
  che  venuti  in  Sicilia  a guarirsi, quasi moribondi,  sono  stati
  rispediti guariti a Bergamo ed è stato quasi un miracolo che non  è
  stato  attenzionato dai media. Ma niente miracoli  Solo che abbiamo
  delle   strutture  eccellenti  in  Sicilia  a  livello   sanitario,
  un'organizzazione che in questi due anni è migliorata  notevolmente
  della quale possiamo andare orgogliosi.
   Andiamo  alla mozione di censura, motivo per cui siamo qui,  cassa
  integrazione in deroga, vorrei anche spiegato dai colleghi che  qui
  in  Aula  sono all'opposizione ma - di fatto - a Roma  governano  i
  processi  statali,  anche le decisioni, i  meccanismi  per  cui  ad
  esempio non si è derogato ad un accordo regionale coi sindacati. La
  cassa  integrazione in deroga prevede che a priori venga  fatto  un
  accordo coi sindacati.
   Questo accordo con i sindacati, al di là che è previsto per legge,
  poteva essere anche derogato, mi rivolgo all'Assessore, ma che cosa
  si è deciso con i sindacati? Giorni e giorni di discussioni per poi
  ratificare un fatto che c'è la cassa integrazione in deroga
   Questo però non si può dire.
   Avremmo  potuto derogare, facendo un decreto, il Presidente  Conte
  avrebbe potuto, naturalmente, evitare in un momento di emergenza la
  perdita di intere giornate.
   E  poi l'assunzione di responsabilità del Presidente della Regione
  - che ringraziamo per avere assunto le responsabilità che non erano
  sue,  non  erano  proprie  - ma ha preso  con  grande  senso  delle
  istituzioni  la  paternità delle responsabilità  e,  in  pochissimi
  giorni,  siamo  arrivati  ad un obiettivo  che  ha  superato  anche
  regioni  del Centro-Nord in numero di pratiche lavorate. Abbiamo  i
  dati  proprio  di  ieri.  Siamo oltre al  70  per  cento  che,  ora
  spiegherò,  che  sono la quasi totalità se non  la  totalità  delle
  pratiche - me lo ha spiegato bene l'Assessore Scavone - sono  state
  tutte inoltrate all'INPS.
   Ci  sono  state  delle  giornate di  ritardo,  lo  ha  ammesso  il
  Presidente della Regione, lo ha ammesso l'Assessore Scavone,  tutti
  i  Governatori hanno avuto difficoltà e il 7 maggio  -  quando  c'è
  stata  la  Conferenza stampa del Presidente della Regione -in  quel
  momento  la Sicilia non era un record ma era la dodicesima  Regione
  di  Italia per numero di pratiche lavorate. Stiamo parlando  quindi
  di   un'assunzione  di  responsabilità  perché   eravamo   a   metà
  classifica.  Probabilmente  ci siamo abituati  bene  rispetto  alle
  classifiche sulla sanità che ci vedono al primo posto in Italia - e
  questo  i  cittadini  lo hanno capito e non soltanto  i  siciliani.
  Dobbiamo  dirlo, colleghi  Gli indici di gradimento che  vedono  il
  Governo  Musumeci  ai primi posti in Italia sono stati  fatti,  non
  soltanto  intervistando  i  siciliani,  ma  anche  il  resto  degli
  italiani non residenti in Sicilia, che hanno capito come la Sicilia
  ha affrontato egregiamente il problema emergenziale.
   E  allora, è vero, si sono state assunte le responsabilità, subito
  dopo, il Governo si è messo a lavorare con un nuovo dirigente, si è
  cambiato il software, si è capito che la macchina era inceppata, si
  era  dovuto cambiare, all'inizio, perché le pratiche erano lavorate
  singolarmente, immaginiamoci lavorare migliaia e migliaia e  decine
  di  migliaia  di  pratiche, credo 40 mila  pratiche  singolarmente,
  dopodiché  siamo  arrivati alla quasi totalità.  E  se  c'è  ancora
  qualche  pratica  che  non ha avuto esito,  è  un  problema,  o  di
  duplicazione  della pratica, che è stata presentata  più  volte  e,
  quindi,  statisticamente fa parte ancora di quel numero di pratiche
  ancora non esitate e mi
   Dopodiché  io vorrei fare un'operazione verità, perché la  Regione
  si  può occupare soltanto di trasmettere le pratiche lavorate della
  cassa  integrazione  in  deroga. Molti, dell'opposizione  a  questo
  Governo,  hanno  voluto utilizzare i ritardi  fatti,  probabilmente
  creati  dal  Governo nazionale, sui contributi dei  professioni,  i
  contributi   degli  artisti,  la  cassa  integrazione,   il   fondo
  integrazione  salariale. Voglio ricordare che sono degli  strumenti
  che  non dipendono dalla Regione. Da qui, ritengo che dal 7 maggio,
  si  sia  aperta una nuova fase, anche per quanto riguarda la  cassa
  integrazione in deroga, che è stata risolta in pochissimi giorni e,
  quindi,  ritengo  che  la  mozione di censura,  da  qui  a  qualche
  secondo, possa essere ritirata, anziché votata negativamente.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  Presidente  della  Regione,  Governo,
  colleghi,  sono,  francamente, sorpreso da questo  dibattito,  devo
  dire anche dall'intervento dell'assessore Scavone.
   Noi siamo venuti ad ascoltare l'assessore, conoscendo, ovviamente,
  la  mozione  di  censura, presentata dai colleghi del  Movimento  5
  Stelle, con spirito laico, pronti a comprendere le ragioni  per  le
  quali,  purtroppo,  si  era verificato questo  enorme  ritardo  nel
  pagamento della cassa integrazione e non avendo ancora deciso  come
  votare, lo dico con chiarezza, proprio perché ci piace votare  dopo
  avere   ascoltato,   aver  compreso,  dopo  esserci   formati   una
  valutazione compiuta rispetto a come sono andate le cose.
   E  siamo venuti, anche, con la speranza di potere ascoltare parole
  rassicuranti   del  Governo  nei  confronti  dei  lavoratori   che,
  purtroppo,  ancora  attendono di ricevere la cassa  integrazione  e
  guadagni,   immaginando,  anche,  un'assunzione  di  responsabilità
  politica,  da  parte dell'assessore, certamente, per  la  parte  di
  propria competenza.
   Devo dire che così non è stato, cioè noi non abbiamo ascoltato, da
  parte dell'assessore, alcuna ammissione di responsabilità politica,
  se  non  uno scarica barile di responsabilità attribuito ad  altri:
  hanno  sbagliato  i consulenti del lavoro, ho sentito  dire;  hanno
  sbagliato a Roma ad imporre il passaggio alle Regioni; hanno  fatto
  perdere tempo, non so, lavoratori, sindacati.
   Le cose non stanno così.
   Bisogna  essere chiari su questo, né enfatizzare come se fosse  il
  problema più difficile del secolo da risolvere, perché c'è stata, e
  c'è, purtroppo, la pandemia covid-19.
   Si  trattava, e si tratta, di pagare cassa integrazione in deroga:
  non   è  la  prima  volta  che  la  Regione  siciliana  paga  cassa
  integrazione in deroga.
   Capisco  che  la  dimensione  è  altra  rispetto  al  passato  ma,
  dovrebbero  essere  procedure,  sistemi  informativi,  piattaforme,
  metodi  di lavoro, organizzazioni già, ampiamente, collaudati,  per
  potere,  ovviamente, accelerare, nel momento in cui c'era l'obbligo
  di  pagare  rapidamente  questa cassa integrazione  in  deroga  che
  rappresenta, per lavoratori salariati, stipendiati, non un  di  più
  ma,  il  mezzo  di  sussistenza per sé  stesso  e  per  le  proprie
  famiglie.  Non  è  gente  che, purtroppo,  vive  o  può  vivere  di
  risparmi.  Ha l'esigenza, a fine mese, giustamente, di ricevere  la
  propria  retribuzione  e,  in questo caso,  di  ricevere  la  cassa
  integrazione in deroga.
   Sono  stati  anche saltati interamente dei passaggi, bisogna  dire
  che,  da  quando il Direttore del Dipartimento lavoro è  andato  in
  pensione,  mi  riferisco alla dottoressa Garroffolo,  a  quando  il
  Governo  regionale  ha  scelto  il nuovo  Direttore,  sono  passate
  settimane,  e sono passate settimane in un momento in cui  non  era
  possibile  aspettare settimane prima di presidiare il  Dipartimento
  lavoro,  che  doveva  appunto procedere al  pagamento  della  cassa
  integrazione in deroga.
   Ed è stato scelto un Direttore che ha riconosciuto, con le proprie
  dimissioni,  evidentemente,  qualche  responsabilità,   ma   questo
  Direttore qualcuno l'ha scelto, non è che a vinto un concorso  così
  per  estrazione a sorte, lo ha scelto il Governo. E allora  bisogna
  dire che il Governo, penso probabilmente visto che si è dimesso, ha
  scelto  un  Direttore che purtroppo non ha retto l'urto con  quella
  che  era  l'emergenza che bisognava affrontare, ma si sapeva  quale
  era  il  lavoro  principale  che questo  Direttore  avrebbe  dovuto
  svolgere.
   E quindi continua lo scarica barile di responsabilità del Governo,
  la  piattaforma, il sistema informativo, ma chi doveva pensarci  se
  non  il  Governo  alla  piattaforma, al sistema  informativo,  alle
  procedure,  alle  linee  guida ed a  tutto  il  resto.  La  Regione
  siciliana  ha  chiuso  l'accordo con  i  sindacati  tra  le  ultime
  Regioni,  e forse come ultima Regione d'Italia, e anche  questo  ha
  prodotto un ritardo nell'avvio delle procedure.
   Se  i  centri  per  l'impiego hanno avuto  i  primi  flussi,  come
  l'assessore diceva, se non ricordo male, il 22 aprile,  il  ritardo
  si  è  prodotto ancor prima di iniziare, e ovviamente i  lavoratori
  dei  centri  per l'impiego sono anche pochi, non è che potevano  in
  quelle  condizioni  realizzare dei miracoli. Capisco  che  lavorano
  anche  in  condizione di difficoltà, alcuni anche smart working  e,
  soltanto  quando è esplosa l'emergenza, si è arrivati  a  ricorrere
  all'Anpal,  con  i decreti multipli per affidare all'Anpal  non  so
  come  un'istruttoria  di questi decreti, di  queste  pratiche,  che
  invece  spetta  ai  dipendenti regionali e, guarda  caso,  oggi  ci
  accorgiamo  che si apre la fase due, perché ho capito che  ci  sono
  circa diecimila decreti che di fatto l'Inps ha respinto.
   Io  penso  che  li  abbia  respinti, non  per  responsabilità  dei
  consulenti del lavoro, né del Governo nazionale, né di non  so  chi
  li  ha  respinti,  probabilmente perché  c'è  stata  un'istruttoria
  carente, perché una cosa è istruire pratica per pratica, altra cosa
  è fare decreti con sette ottocento mille pratiche.
   Presidente,  interverrò, visto che è scaduto anche  il  tempo  per
  dichiarazione  di voto, anche perché vorrei capire  se  il  Governo
  intende replicare.

   AMATA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   AMATA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,  intanto
  volevo  in  premessa ringraziare l'assessore Scavone per essere  in
  Aula   non  oggi  convocato  per  la  mozione  di  censura,  perché
  ovviamente   doveva  essere  presente,  ma  per   avere   dato   la
  disponibilità  al  Presidente dell'Assemblea comunque  a  venire  a
  chiarire in qualsiasi momento, e per il lavoro insomma che è  stato
  svolto  da  lei e dagli Uffici in un momento sicuramente di  grande
  stress.
   Perché  vedete,  è  facile probabilmente non volendo  accettare  i
  problemi  che  sono  stati  creati da un'altra  parte,  cercare  di
  depistare,  di trovare un capro espiatorio invece guardando  da  un
  altro  lato,  perché  se ci vogliamo dire tutta  la  questione,  il
  Governo  centrale, capisco che la pandemia non era  una  situazione
  che  qualcuno di noi si aspettava, nemmeno il Governo centrale,  ma
  avrebbero  dovuto comprendere che un sistema di cassa integrazione,
  sia  ordinaria  che in deroga, non poteva essere  sostenuta  in  un
  momento  di pandemia perché. Perché siccome tutte le attività  sono
  state  chiuse per decreto, quindi tutte, per cui non era una  crisi
  aziendale  normale, ci sarebbero state una valanga di domande,  che
  non  era pensabile che si potevano portare avanti e verificare  con
  quella procedura farraginosa decisa da chi dalla Regione siciliana,
  Presidente? Decisa dalle altre Regioni? Non mi pare.
   Mi  pare  che ci sia un Ministro al lavoro che ha stabilito  quali
  erano  le  procedure, tant'è che il presidente nazionale  dell'INPS
  dichiara  che,  nel  mese  di aprile, sono arrivate  tante  domande
  quanto quelle di tutto il 2019.
   Quindi,  è chiaro che ci siano stati dei rallentamenti. Certamente
  la  nostra struttura non era probabilmente informatizzata al  punto
  tale da poter interagire velocemente.
   Ma,  parliamoci chiaro, doppi controlli, tripli salti mortali,  la
  problematica che diceva lei dei consulenti che mettevano magari  un
  codice  di  avviamento  postale differente rispetto  a  quello  che
  dovevano, e la pratica tornava indietro. Ma, insomma, di  che  cosa
  stiamo discutendo?
   Avrebbe  il  Governo  centrale  dovuto  creare  un  ammortizzatore
  sociale   con   causale   COVID  19,  cioè   con   un'anticipazione
  evidentemente in denaro, in risorse, e con dei controlli  fatti  in
  un secondo momento.
   Ma  la  cosa  che mi dispiace di più è sentir parlare  male  della
  Sicilia a livello nazionale, questo mi infastidisce.
   Perché,  piuttosto che creare disinformazione e  non  informazione
  attraverso  i  social, targato  - c'è un partito  politico  che  ha
  quest'abitudine, di fare questo, un movimento - invece, perché  non
  diciamo,  a  livello nazionale, che la Sicilia è  stata  una  delle
  prime  Regioni a contenere la questione del Covid, il contagio,  il
  numero dei contagi?
   Siamo  stati bravi, Presidente, è stato bravo lei, gliel'ho  detto
  più  di una volta, insieme all'assessore Razza, nel mettere in atto
  quelle misure importanti.
   Per  far  questo  sono  stati  bravi  i  Siciliani,  perché  hanno
  rispettato  le  regole,  perché  è  un  Popolo  che  è  abituato  a
  rispettare le regole, siamo stati tutti bravi.
   Oggi  questa  polemica,  obiettivamente,  io  non  l'avrei  voluta
  nemmeno fare. Però, non posso sopportare e tollerare che della  mia
  Terra si debba parlare così male.
   Oggi  chiedo, invece, a quest'Aula - perché, al di là  di  questo,
  nel decreto rilancio, quello recente, il tema del lavoro è trattato
  ancora peggio.
   Le  attività, le aziende avranno ancora più problemi per  riuscire
  ad ottenere delle risposte. Piuttosto che semplificare
   Questo  è  un  Governo  che obiettivamente  ha  burocratizzato  al
  massimo  e,  penso, che si possa ricordare, nella storia  d'Italia,
  come  il  primo Governo della burocratizzazione, invece che  quello
  della semplificazione.
   Quindi,  io  inviterei i miei colleghi, coloro i  quali  hanno  la
  possibilità  di interloquire con il Governo nazionale -  perché  il
  Governo  nazionale non ascolta nessuno, forse gli alleati sì,  cioè
  chi  fa  parte del Governo - a farsi portavoce affinché si  possano
  creare delle situazioni che diano meno criticità, soprattutto  alle
  nostre  aziende,  alle  nostre imprese, alle  nostre  partite  iva,
  insomma  a tutti coloro i quali oggi stanno soffrendo un'importante
  crisi economica.

   PRESIDENTE. Gli interventi sono terminati. L'onorevole De Luca  ha
  chiesto,  avendone  facoltà  ai sensi  dell'articolo  158  bis,  in
  qualità   di  presentatore  della  mozione,  di  poter  intervenire
  nuovamente al termine degli interventi.
   Per cui gli dò la parola per due minuti  non più di cinque minuti.
   Chi vuole intervenire per dichiarazione di voto che si scriva ora,
  non più di uno per Gruppo.
   Lupo,  Pasqua,  Calderone, Fava e Arico'. Non ce  ne  sono  altri,
  benissimo.

   DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DE  LUCA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  da  questo
  dibattito  sono rimasto veramente basito, perché ho  ascoltato   il
  Governo  in testa alle classifiche, la sanità siciliana è prima  in
  Italia,  se  c'è stato il ritardo di qualche giorno, adesso  stiamo
  provvedendo, se c'è qualche pratica, adesso la facciamo'. Ma io  mi
  chiedo: voi dove vivete? Ma di quale Governo credete di fare parte?
  Vi  siete accorti che siete in Sicilia, e che i siciliani non  sono
  contenti  del vostro operato, che non hanno visto il  becco  di  un
  quattrino?  E  che  c'è una confusione totale sui  numeri  che  voi
  stessi date?
   Assessore  Scavone, lei ha parlato settanta minuti, ed è  riuscito
  a  parlare  semplicemente, a lanciare la palla lontano, ma  ad  una
  domanda che le ho posto, non ha risposto, ad una sola
   Ma  ve ne siete accorti che l'Inps è uguale in tutta Italia,  come
  è  che  con  lo  stesso  metodo la Campania ci  manda  trentacinque
  pratiche  decretate e noi siamo a quattromila, a dieci al  mese,  a
  dieci  a settimana, non è passato qualche giorno, sono passati  due
  mesi e ancora mancano diecimila decreti
   L'utilizzo  dei  decreti massivi, quello che avete  poi  applicato
  con  Anpal,  lo  potevate fare dal primo giorno, e se  non  l'avete
  fatto,  la responsabilità è vostra, come vostra è la responsabilità
  di  Vindigni,  come  vostra è la responsabilità  di  aver  dedicato
  chissà  quanto tempo a trovare un leghista laureato in  Sicilia  da
  far  diventare Assessore, mi rendo conto che non era facile,  e  la
  gente aspettava la cassa integrazione, campa cavallo.
   Ma,  allora, forse non vi è chiaro che la gente non porta il  pane
  a casa con le chiacchiere, non lo porta con le conferenze stampa in
  cui dite  Arrestano le persone che voi mettete a dirigere le Asp' e
  dite  ci avevamo visto giusto'. Ma cosa avete visto di giusto? Cosa
  avete  visto  di  giusto? Ma cosa volete oggi,  pure  l'applauso  a
  momenti, da come ve la cantate e ve la suonate? Mi venite a leggere
  gli  articoli della stampa nazionale e le dichiarazioni di Tridico
  L'aula  vi  chiama,  vi  porta in Aula, vi chiede  spiegazioni  sul
  vostro operato, e mi venite a parlare del lavoro degli altri? Ma ve
  le volete prendere le vostre responsabilità
   Siete  stati  votati, purtroppo, molti se ne sono  pentiti,  altro
  che primi in classifica, forse l'avete letta al contrario. Vi hanno
  votato  per  dare delle soluzioni, non per ripeterci i  problemi  e
  andare  a  dire   la  colpa è degli altri' è  infantile  oltre  che
  irresponsabile   Chi  governa si deve  assumere  la  responsabilità
  delle  persone  che  nomina e dei risultati,  e  i  risultati  sono
  negativi,   perché  oggi,  26  maggio,  mancano  ancora   diecimila
  pratiche,   che  corrispondono  a  circa  cinquanta,   sessantamila
  famiglie e lei, Assessore, invece di seguire, parla al cellulare
   Ma   di  cosa  stiamo  parlando,  signori?  Qui  è  una  questione
  politica, altro che ritirata  La mozione andrebbe integrata, con  i
  cattivi  fatti di oggi, delle non risposte nel momento  in  cui  si
  dovevano  dare  le  risposte, va integrata  con  altre  mozioni  di
  censure  e  anche  di  sfiducia, ma non  tolgo  tempo,  perché  qua
  dobbiamo  fare  in fretta, ce ne dobbiamo andare a  casa,  ci  sarà
  sicuramente  qualche piatto caldo che ci aspetta,  perché  noi  non
  siamo come i siciliani che aspettano la cassa integrazione, che non
  sanno cosa mettere sul piatto
   E  allora  non funziona così, qua la responsabilità è di tutti,  è
  del  Presidente  della Regione che sceglie i suoi Assessori,  e  li
  dovrebbe   scegliere  e  dovrebbe  vigilare   sul   loro   operato,
  sull'operato dei dirigenti generali, non ci può essere, non lo  può
  sentire  come  giustificazione che la catena  si  interrompe  e  il
  dirigente  fa  quello che vuole, e l'Assessore non  ne  sa  niente.
  L'Assessore dice ai centri provinciali per l'impiego  Ognuno  pensi
  da  se  e  Dio per tutti, come finisce si cunta, caso mai  diamo  a
  colpa all'Inps'.
   Ma  di cosa stiamo parlando? Ma io sono scioccato  Siamo stati qua
  tre  ore per non avere una risposta ai nostri quesiti? Ma non  solo
  noi   Soprattutto  i  siciliani,  che  oggi  si  attendevano  delle
  risposte,  anche delle scuse  Andava bene anche dire   Scusate  non
  siamo  stati  capaci  Non siamo stati all'altezza di affrontare  le
  sfide. Per noi fare comunicare un sistema informatico con un altro,
  non  ci  riusciamo. Scusateci  . Però, dare la colpa ai consulenti,
  dare  la  colpa ai consulenti siciliani che sbagliano a  mettere  i
  codici di avviamento postale, le matricole Inps, non ci sto  Perché
  io  non  credo  che i consulenti siciliani siano più  ignoranti  di
  quelli del nord o quelli del nord li mettono giusti ed i nostri  li
  mettono  sbagliati.  E dare la colpa all'Inps,  che  è  uguale  per
  tutti, è gioco facile  Ma qua gioco facile non ce n'è più

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.

   LUPO.   Signor  Presidente,  presidente  della  Regione,  Governo,
  onorevoli colleghi, il 7 maggio, se non ricordo male, il presidente
  Musumeci  quando chiese scusa ai siciliani proprio per  il  ritardo
  del  pagamento  della cassa integrazione disse:  In  una  settimana
  smaltiremo l'arretrato.
   Così ricordo, e credo di non sbagliarmi.
   Oggi,  a  distanza di diverse settimane, ci viene  comunicato  che
  ancora  ci sono diecimila pratiche da evadere e decine di  migliaia
  di  lavoratori  e  di  relative famiglie che  purtroppo  aspettano.
  Aspettavamo  anche  parole di carezza da  parte  del  Governo,  che
  purtroppo non sono arrivate, sulle cause di questi ritardi, che  si
  stano  ancora  prorogando,  ma abbiamo assistito  piuttosto  ad  un
  rimpallo  di  responsabilità, ad una sorta di  scarica  barile,  la
  caccia  alle responsabilità degli altri, ai consulenti, all'Inps  e
  alla legge sbagliata.
   Francamente  ci  sembra un atteggiamento del  tutto  sbagliato  da
  parte del Governo.
   Noi  invece  riteniamo  che quello che  è  successo  ha  una  sola
  spiegazione,  una  sola  causa, la causa è la  grave  inadeguatezza
  politica di un Governo che non è stato in grado di organizzare,  di
  dare  direttive chiare, di intestarsi una linea di chiarezza  e  di
  organizzare  le risorse di cui il Governo disponeva ovviamente  per
  potere  la  cassa integrazione in deroga così come è  accaduto  nel
  resto del Paese.
   Come  voteremo? Concludo. Voteremo come ci chiedono di  votare  le
  decine  e  decine  di  migliaia  di  persone  che  purtroppo  hanno
  aspettato ed ancora aspettano il pagamento della cassa integrazione
  in  deroga.  Voteremo  come  ci chiedono  di  votare  i  tantissimi
  siciliani,  la  maggioranza dei siciliani indignati  per  i  troppi
  errori  di questo Governo Musumeci. Voteremo a favore della mozione
  di censura dell'assessore al lavoro.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a  parlare l'onorevole  Pasqua.  Ne  ha
  facoltà.

   PASQUA.  Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, assessore
  speravo che nel corso della sua relazione ci fossero delle risposte
  adeguate  al  problema  di cui stiamo trattando  oggi,  ma  non  ne
  abbiamo  avuto sentore, abbiamo avuto da lei una sorta  di  scarica
  barile, un indicare ben altri problemi, il bene-altrismo.  Però  là
  ci  hanno detto all'Inps che hanno problemi . Assessore non  me  ne
  voglia,  la prego ma i numeri, i numeri che anche lei in  parte  ha
  citato sono impietosi, sono impietosi. Ne ha riferiti in parte,  io
  spero, per dimenticanza, per mera dimenticanza.
   Iniziamo a snocciolarli. Fino a sabato scorso erano 60 mila e  500
  su  136  mila le posizioni che l'Inps ha validato, perché  noi  non
  dobbiamo  parlare solamente delle pratiche che sono state lavorate,
  ma  dobbiamo  parlare  anche della qualità  e  della  quantità  del
  prodotto  fatto. Quando arrivano solo la metà, almeno 60 mila  sono
  validate  dall'Inps, vuol dire che ci sono 70 mila pratiche  ancora
  che  potrebbero essere errate e non vedere la luce, ma quello è  un
  problema diverso perché poi c'è l'Inps che ha anche i suoi tempi.
   E  iniziamo. I tempi? Siete stati fra gli ultimi fra le Regioni ad
  aprire il tavolo sindacale con i sindacati che vi compulsavano;  un
  mese avete impiegato per dotarvi di struttura informatica. Ma come?
  State  copiando  dalla Lombardia la REU, la CUC la state  affidando
  alla Liguria e alla Lombardia e non vi siete preoccupati di andarvi
  a  copiare un software che funziona dalle altre parti? E vabbé   La
  regione  Lazio  ad  esempio, potevate copiare  anche  quello  della
  regione  Lazio,  guardate,  ha iniziato  ad  inviare  le  posizioni
  validate dall'INPS il 9 di aprile; la Sicilia, cioè voi, il  24.  E
  così  una serie di altre regioni, chi il 12, chi il 13, ad  esempio
  la  Campania,  che  lei Assessore ha detto di essere  indietro,  ha
  inviato  i  primi dati validati il 12 di aprile, voi il 24  aprile.
  Ritardi
   Poi  lei ha detto un'altra cosa che ci ha lasciato anche perplessi
  eh,  lei  diceva  siamo diciottesimi ma non ultimi', e che è  quasi
  come  dare  una consolazione strana. Che caspita di consolazione  è
  questa? E' come affermare  abbiamo combinato un mezzo disastro - sì
  - ma non tutto un disastro, solo mezzo'. Vabbé, restiamo perplessi
   Avete poi calciato tutti quanti la palla in tribuna dicendo  ah ma
  l'INPS,  i ritardi, Tridico ha detto che si è scusato per i  propri
  ritardi. Ha detto bene, Tridico ha detto che si scusa per i  propri
  ritardi, quelli di cui è responsabile come presidente dell'INPS  ma
  quello  non  è  l'assessore al lavoro, non è il  Governo  regionale
  siciliano, i suoi ritardi, quello si è scusato per quei ritardi  ma
  non per i vostri, questi non sono scusabili - i vostri ritardi -  è
  una   questione   di  ritardi  accumulati  caro  assessore,   tutti
  riconducibili  all'operato del suo Assessorato e  che  lei  quindi,
  questo Governo, non è riuscito a governare, ad affrontare.
   In  due  anni e mezzo questo Governo non è riuscito ad organizzare
  come  si  deve  un  Assessorato, nonostante l'avvicendarsi  di  più
  assessori  e questo è un problema politico, non è solo un  problema
  organizzativo. Non ci convincono neanche le sue risposte  quando  -
  assessore, mi perdoni, ho letto questa notizia nei giornali e  sono
  scoppiato a ridere - avete giustificato i ritardi col fatto che  il
  file  andava convertito da pdf in xml, ma mentre i file di partenza
  erano  già in xml, e questa cosa mi lascia perplesso. Lo sa perché?
  Perché  io  ho una conoscenza informatica che va oltre la  normale,
  oltre  i primi rudimenti di informatica, e le posso dire che questo
  non  è  un problema insormontabile, questo è un problemone che  voi
  avete addotto come scusa per i ritardi che un normale, un qualsiasi
  liceale saprebbe risolvere.
   Questi,  vado a concludere perché il tempo è tiranno, sono  alcuni
  dei motivi che spiegano la mozione di censura presentata, ma motivi
  per censurare l'operato di tutto il Governo e del suo Presidente ce
  ne  sono  tanti, tanti da farci determinare di presentare  apposita
  mozione di sfiducia a questo Governo. Nel frattempo, esprimo a nome
  del Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, la censura nei
  confronti  dell'assessore  al  lavoro  invitando  il  Presidente  a
  rimuoverlo.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici parla perché è  col
  Governo  quindi  ha  chiesto la parola in dissenso  al  suo  Gruppo
  parlamentare. Prego, onorevole.

   CRACOLICI.  Sì,  forse  era, comunque io veramente  rubo  solo  un
  secondo.  Credo  che l'onorevole Lupo ha detto  con  grande  onestà
  l'atteggiamento con il quale noi siamo arrivati in quest'Aula.
   Devo dire che io ero tra quelli, più di altri probabilmente fra  i
  colleghi  del mio Gruppo, che ritengo che quando c'è una difficoltà
  gestionale  come quella che c'è stata, ed è grave è troppo  facile,
  come  dire,  addossare alla politica la responsabilità  di  deficit
  strutturali della struttura burocratica amministrativa.
   Però  devo  dire  con  grande onestà, assessore,  ascoltandolo  ho
  capito  che  c'è  ormai un vezzo in questo Governo,  continuate  ad
  avere  una narrazione che vi sta portando a sbattere perché non  vi
  rendete   conto  dei  problemi  che  avete  e  cercate  sempre   di
  individuare nemici ovunque.
   Per  due anni e mezzo il Presidente della Regione ha costruito una
  narrazione  secondo  la quale tutto quello che non  funzionava  era
  colpa  di  chi c'era prima. Sul Covid non ha potuto dire chi  c'era
  prima  perché  il  Covid nessuno lo ha prodotto e,  come  dire,  ha
  cercato  di  barcamenarsi. Ho apprezzato anche in un raro  momento,
  diciamo,  di onestà sul piano politico quando di fronte  al  dramma
  della  cassa  integrazione ha detto  chiedo  scusa.  Mi  assumo  la
  responsabilità  politica della difficoltà  che  si  è  generata  in
  Sicilia .
   Assessore,  lei doveva venire in quest'Aula usando una  parola  di
  cinque  lettere:   scusa .  Non perché  lei  ha  la  responsabilità
  personalmente del fatto che non venga pagata la cassa integrazione.
  Lei  ha  una funzione politica alla quale è preposto ed  in  quella
  qualità   doveva   chiedere  scusa  ai  siciliani.   Forse   questo
  atteggiamento  avrebbe  consentito  all'Aula  di  avere  un   altro
  atteggiamento rispetto alla mozione. Pertanto, con grande rammarico
  con me stesso, ma con grande convinzione, sono convinto che il voto
  di  censura  non  è per quello che lei ha fatto  ma  per  come  sta
  gestendo quello che lei ha prodotto.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   LO CURTO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  CURTO. Signor Presidente della Regione, intanto buona  sera  e
  saluto  volentieri,  saluto volentieri  la  sua  presenza,  il  suo
  ritorno  in Aula. Buona sera anche al Presidente dell'Assemblea  ed
  al Governo, i colleghi li ho già salutati prima.
   Bene,  ho lasciato che nel merito intervenisse da solo, perché  lo
  ha  fatto  in  nome  di  tutto  il  Gruppo  e  lo  ha  fatto  molto
  compiutamente  l'onorevole Vincenzo Figuccia,  che  ha  chiaramente
  esplicitato quello che si è consumato in questa drammatica  vicenda
  che,   al  di  là  di  ogni  ragionevole  questione,  non  possiamo
  dimenticare, ovviamente, tutte le persone che hanno tanto  sofferto
  e  che stanno continuando a soffrire per l'emergenza sanitaria  che
  ha prodotto una gravissima emergenza economica. E non a caso uso un
  aggettivo al superlativo ed un aggettivo non al superlativo, perché
  è grave l'emergenza sanitaria, ma ciò che ha prodotto è drammatico.
   Sulla  gravità dell'emergenza sanitaria la risposta del Governo  è
  stata  davvero straordinaria, davvero straordinaria, e questa  sera
  mi  è  sembrato,  dal dibattito che si è avviato in quest'Aula,  di
  cogliere  quasi un moto di stizza, proprio perché questo Governo  a
  guida  Musumeci ha saputo fronteggiare in maniera eccellente,  come
  lo  stesso  Governo  Conte non ha saputo  fare  -  dati  ovviamente
  oggettivi nei, diciamo, sondaggi che vengono pubblicati - e  quindi
  si  è  trovata  l'occasione  di un vulnus,  di  una  criticità  che
  certamente   non  appartiene  solo  alla  Regione   siciliana,   ma
  appartiene  a  tante regioni che non hanno saputo con  altrettanta,
  come  dire, eccellenza, fronteggiare l'emergenza economica e  nella
  fattispecie questa vicenda della cassa integrazione in deroga.
   Stasera  si  è consumata questa drammatica vicenda che,  piuttosto
  che divertire, dovrebbe fare molto preoccupare il popolo siciliano,
  perché  piuttosto  che, come dire, evitare di  strumentalizzare  il
  dolore,  farne  oggetto  di  scontro politico  e,  ancora  di  più,
  fomentarlo  questo odio politico, ma è anche tipico  di  una  certa
  parte dell'opposizione l'odio politico, ne ha fatto, come dire,  la
  ragione del suo esistere ed essere in politica il Movimento  Cinque
  Stelle,
   Mi  perdoneranno i colleghi, ma non ho accettato né i toni,  né  i
  modi, né tutto l'impianto dell'argomentazione che è stato posto  in
  essere questa sera, e in merito, poi, all'incapacità del Governo di
  rispondere  a  questa incredibile emergenza c'è  stato  anche  chi,
  dalle opposizioni, ha criticato il nostro Governo.
   Ma  io mi chiedo, e chiederei anche a quest'Aula, se il Presidente
  Musumeci che oggi è unanimemente riconosciuto per l'autorevolezza e
  la  competenza nel far fronte a questa emergenza sanitaria  -  e  i
  numeri grazie a Dio ce lo dicono - potremmo quasi pensare che piano
  piano,  veramente, la nostra Isola sarà Covid-free, ed è Covid-free
  proprio  perché sono state messe in campo misure molto  stringenti,
  misure  adeguate a sostenere e fronteggiare l'emergenza  sanitaria?
  Non  oso  immaginare - mi viene quasi da ridere se  lo  penso  come
  possibile  -  cosa sarebbe accaduto se questa drammatica  emergenza
  fosse  intervenuta ai tempi di Crocetta. Che di  assessori  non  so
  quanti ne ha cambiati, credo 60 in cinque anni, non so quanti nello
  stesso  ramo che oggi è ricoperto dall'assessore Scavone e  su  cui
  c'è stata un'alternanza con la pregevole persona dell'assessore che
  l'ha  preceduto e di cui tutti noi abbiamo un buon ricordo. Quindi,
  mi viene persino da ridere.
   Ed  allora, inviterei i colleghi ad evitare le strumentalizzazioni
  che  non  fanno  bene  a nessuno, ad evitare  di  accendere  l'odio
  sociale che non serve a nessuno e, quindi, a dichiarare come faccio
  io  per  il Gruppo dell'Udc di respingere questa mozione di censura
  che,   certamente,  il  Governo  non  merita  e  non   la   merita,
  soprattutto,   chi  sta  soffrendo  in  questo  momento   vedendoci
  litigare.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha  facoltà.
  C'è ancora un intervento e poi si vota.

   FAVA.  Signor  Presidente, le sono grato e  saluto  il  Presidente
  della  Regione,  la  Giunta,  i  colleghi.  Non  era  previsto  che
  intervenissi  però credo che sia dovuta una dichiarazione  di  voto
  anche   per  il  tono  abbastanza  surreale  che  ha  avuto  questo
  dibattito.  E  su  questo voglio rassicurare la collega  Lo  Curto,
  questo dibattito e, soprattutto, questa mozione non si muove contro
  la  sofferenza dei siciliani, chi è senza lavoro, chi ha perduto la
  salute,  chi  è  rimasto direttamente o indirettamente  vittima  di
  questa  epidemia.  È  una  mozione che muove  un  rilievo  politico
  specifico, puntuale, all'assessore per il lavoro. E il mio  disagio
  è  la  capacità - quasi da teatro beckettiano - con cui noi abbiamo
  saputo  trasformare una censura in un encomio.  Per  cui  siamo  di
  fronte  a  un  dovuto  encomio all'assessore  Scavone  e  a  questo
  Governo.
   Io  credo - come hanno detto altri colleghi - che, forse,  qualche
  parola   di  umiltà  che,  peraltro,  abbiamo  ascoltato  e   anche
  apprezzato  in  queste  settimane, sarebbe stata  non  un  atto  di
  sottomissione,  ma  di verità nei confronti  della  Sicilia  e  nei
  confronti  dell'Assemblea regionale. Io sono tra coloro  che  hanno
  apprezzato il Presidente Musumeci quando ha detto, il 7  maggio,  è
  colpa  mia.  Perché assumersi la responsabilità in  un  momento  di
  difficoltà  e  quando  c'è  un punto critico,  un  vulnus  in  capo
  all'azione  di Governo, assumersi quella responsabilità  non  è  un
  atto di debolezza, è un atto di verità.
   Oggi  abbiamo  assistito  - per 70 minuti,  è  stato  ricordato  -
  all'enumerazione, al censimento delle glorie e dei meriti di questo
  assessorato   e   di  questo  Governo.  Io  vorrei  ricordare   che
  l'assessore  Scavone  e il direttore generale  si  presentarono  in
  Commissione Lavoro un mese e mezzo fa, all'inizio di questa pratica
  della  Cassa  integrazione in deroga, e dissero - e io  ricordo  di
  avere  ascoltato  a distanza, come tutti gli altri,  in  quel  caso
  anche  abbastanza preoccupato per la manifesta nettezza  di  quelle
  parole  - è tutto risolto. Abbiamo attivato la piattaforma, abbiamo
  avviato  le  pratiche, siamo in condizione, col  ritmo  che  stiamo
  seguendo  di  risolvere  il problema e fare  arrivare  i  soldi  ai
  lavoratori siciliani in pochi giorni. Io pretendo che ci sia  anche
  un  atto di contrizione e di umiltà rispetto a chi non aveva capito
  quali  fossero le difficoltà, le fatiche, anche dal punto di  vista
  tecnico  non soltanto personale, umano, politico. Sarebbe stato  un
  atto dovuto nei confronti di questa Assemblea.
   Sarebbe  un  atto dovuto accanto alla compilazione  dei  meriti  e
  degli  encomi ricordare, come è stato ricordato, ci sono ancora  10
  mila  pratiche che mancano. 10 mila pratiche sono alcune decine  di
  migliaia  di lavoratori e di famiglie che aspettano che si  risolva
  l'iter procedurale e tecnologico per ricevere i soldi.
   Possiamo partire anche dall'affermazione di alcune realtà di fatto
  che  non  stanno nella polemica politica. Ecco io credo che  questo
  sia  mancato  ed è un fatto grave perché io penso che in  una  fase
  come  questa il metodo è merito e noi qui dobbiamo anche  censurare
  il  metodo  con  cui  si  è  deciso di trasformare  un  momento  di
  discussione  sulle cose che non sono funzionate nella necessità  di
  appendersi al petto inutili medaglie.
   Concludo,  Presidente, ringraziando per una cosa doverosa  per  la
  quale  non  occorrono  ringraziamenti, la presenza  del  Presidente
  Musumeci  ma questo non è il dibattito che sostituisce  quello  che
  noi  aspettiamo di avere con il Presidente quando avrà la  cortesia
  di sottoporre il programma, l'operato del suo Governo al giudizio e
  alla  discussione di questa Aula perché la ragione per cui  io  non
  intendo  intervenire,  né sono intervenuto  sull'intero  complesso,
  l'intera  articolazione delle questioni di Governo,  ma  su  questo
  punto, su questa mozione di censura che - ripeto - nulla ha  a  che
  fare  con lo spirito polemico ma con il dovere della verità  a  cui
  tutti sono chiamati, questa Assemblea e questo Governo.
   E  questa  è  anche la ragione per cui io comunico il mio  voto  a
  sostegno di questa mozione.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   signor
  Presidente  della Regione, signori Assessori, sì forse  ha  ragione
  l'onorevole  Fava  nello  scorcio  del  suo  intervento   dove   fa
  riferimento ad un dibattito surreale.
   Io  desidero soltanto fare una premessa metodologica in questo mio
  breve intervento, signor Presidente.
   Le  argomentazioni che hanno portato alla mozione di censura a mio
  modo  di  vedere non tengono conto del momento storico che  abbiamo
  vissuto e stiamo vivendo.
   Signori colleghi dell'opposizione il Ministro Gualtieri, che  pure
  vi appartiene, non più di qualche ora fa ha testualmente precisato,
  signor  Presidente,   siamo intervenuti  per  snellire  una  odiosa
  procedura  che ha comportato tanti problemi e odiose problematiche.
  Ora invitiamo le regioni a snellire le procedure .
   E  allora  in  un momento, viene chiamato in economia  se  i  miei
  ricordi non sono errati di  infarto economico , cioè nel momento in
  cui  si  hanno  e  si sono avute in venti o trenta  giorni,  signor
  Presidente,  più domande rispetto ad un intero anno e quindi  si  è
  andato  non  ad  ingolfare a traumatizzare e bloccare  un  sistema,
  l'assessore oggi ha spiegato, e per questo io lo ringrazio  a  nome
  del  mio  Gruppo,  con  grande dovizia di particolari  che  cosa  è
  avvenuto in questo mese.
   Non eravamo in un periodo di normalità e quindi era necessaria  la
  censura  perché  altrimenti dovremmo censurare, voi  sapete  quanto
  odio  fare  polemica  e  soprattutto in  questo  periodo,  dovremmo
  censurare  minuto  dopo minuto, secondo dopo  secondo,  il  Governo
  nazionale  per  tutto quello che sta accadendo ma  questo  tipo  di
  politica non ci appartiene, non appartiene a Forza Italia e  quindi
  io lo dico soltanto per una ragione di precisione.
   Qui  finanza, caro assessore dice e scrive, cassa integrazione con
  beffa facendo riferimento oggi al Governo nazionale. Eppure oggi ci
  troviamo  nell'atmosfera surreale, Assessore  Scavone,  di  doverla
   difendere' quando in tutta Italia si parla di infarto dei  sistemi
  e di tutti i sistemi informatici.
   Ricordo  a  me  stesso  l'hacker il primo giorno  dell'INPS  -  lo
  ricorderete  tutti  -  in  cui Trìdico o Tridìco  a  seconda  della
  pronuncia  ebbe, mi sia consentito, ad apportare una scusa  puerile
  che era quella dell'hacker che era entrato.
   Per carità  Questo era anche possibile.
   Si  è perfino, lo ha detto benissimo l'onorevole Aricò, fatto  una
  strumentale confusione tra la cassa integrazione in deroga e  altri
  istituti,  che  non  hanno niente a che vedere  con  la  competenza
  dell'Assessore  Scavone e con la competenza del Governo  siciliano,
  ma appartengono alla competenza del Governo nazionale.
   Se  tutto  questo  è vero - e credo non ci siano  dubbi  -  in  un
  momento di grandissima difficoltà, andare perfino a contestare,  ma
  è  soltanto una chiosa, signor Presidente, il sistema sanità che ha
  retto  veramente  alla  grande, credo  sia  assolutamente  un  fuor
  d'opera.
   Allora,  Forza  Italia voterà in maniera convinta,  perché  non  è
  soltanto un gioco delle parti o un problema di schieramenti, voterà
  in  maniera  convinta  contro la mozione di  censura  avanzata  nei
  confronti dell'Assessore Scavone.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  la  mozione   n.  406.  Chi   è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Proteste in Aula)

   Faccio  il  mio  mestiere, intanto comincio con quella  che  è  la
  prassi,  se  volete  qualcosa di diverso basta chiederlo,  non  c'è
  bisogno di gridare.

         (Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)


   Votazione per scrutinio nominale della mozione di censura  n.  406
   Censura all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e  il
  lavoro  e  impegno  del Presidente della Regione  alla  conseguente
  rimozione e sostituzione

   PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata   a   termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale  della
  mozione n. 406, a firma degli onorevoli De Luca ed altri
   Chiarisco  il significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme  il
  pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE.   Proclamo  l'esito  della  votazione  per   scrutinio
  nominale:

   Presenti            64
   Votanti             59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          25
   Contrari            34
   Astenuti            0

                           (Non è approvata)

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'ordine  dei
  lavori,  ovviamente,  il  punto  all'ordine  del  giorno  che   era
  previsto,  la discussione sul disegno di legge relativa alla  forma
  di Governo, slitta a domani.
   La  seduta  è rinviata a, domani, mercoledì 27 maggio  2020,  alle
  ore 16.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.51 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         193a  SEDUTA PUBBLICA

                 Mercoledì 27 maggio 2020 - ore 16.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

          1)  Norme relative al funzionamento della forma di governo
             regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
             conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
             articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
             66-143 bis/A)

                Relatore: on. Amata

          2)  Normotermia . (n. 683/A)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2019. 2  semestre (n. 745).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 14 maggio 2020.

   -  Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori  bilancio  ai
  sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
  23  giugno  2011, n. 118 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  D.F.B. 2019. 2  semestre (n. 746).
   Di  iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
  (Musumeci)  su  proposta  dell'Assessore regionale  per  l'economia
  (Armao) il 14 maggio 2020.

   -  Disposizioni  per  il riconoscimento, la  valorizzazione  e  la
  promozione dei Cammini in Sicilia (n. 747).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  14 maggio 2020.

   - Normativa sulla figura del Caregiver (n. 748).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  14 maggio 2020.

   -  Norme per la prevenzione ed il contrasto all'abuso di Alcool  e
  Binge Drinking tra i minori (n. 749).
   Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia, Lo
  Curto e Lo Giudice il 14 maggio 2020.

   - Misure urgenti per la riduzione dell'utilizzo delle bottiglie di
  plastica  monouso attraverso la promozione dell'uso di  acqua  alla
  spina (n. 750).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  14 maggio 2020.

   - Istituzione della giornata della memoria della Shoah (n. 751).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia  il
  14 maggio 2020.

   -   Sostegno   economico   alle  imprese  operanti   nel   settore
  dell'organizzazione  di  eventi, feste e cerimonie,  c.d.   wedding
  planner  (n. 752).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Catanzaro,
  Lupo,  Arancio,  Barbagallo, Cracolici, De Domenico,  Dipasquale  e
  Gucciardi il 14 maggio 2020.

   -   Disposizioni  interpretative  dell'articolo  24  della   legge
  regionale 5 novembre 2004, n. 15 (n. 753).
   Di  iniziativa  parlamentare presentato dagli onorevoli  Trizzino,
  Campo,  Cappello,  Ciancio, Damante, De Luca, Di  Caro,  Di  Paola,
  Foti,  Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri,  Pasqua,  Schillaci,
  Siragusa, Sunseri, Tancredi, Zafarana e Zito il 14 maggio 2020.

   -  Modifiche di norme per la semplificazione dell'iter burocratico
  e accelerazione delle autorizzazioni (n. 754).
   Di  iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli  Calderone,
  Caputo,  Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il  14  maggio
  2020.

   Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alle
                        competenti Commissioni

                             BILANCIO (II)
         COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   P.O.  FESR  Sicilia 2014/2020 - Regolamento (UE) n. 1303/2013  del
  Parlamento   europeo  e  del  Consiglio  del  17   dicembre   2013.
  Riprogrammazione della riserva di efficacia (n. 84/II-UE).
   Pervenuto in data 4 marzo 2020.
   Inviato  in  data 13 maggio 2020 a seguito di nota di  chiarimenti
  della  Segreteria di Giunta della Regione pervenuta  il  27  aprile
  2020.

       Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione

                             BILANCIO (II)

   -  Attuazione articolo 6 della legge regionale 24 gennaio 2020, n.
  1  Fondo di compensazione esercizio 2019' (n. 88/II).
   Reso in data 13 maggio 2020.
   Inviato in data 19 maggio 2020.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si  comunica che la Commissione  Attività produttive (III)'  nella
  seduta  n.  133  del  13  maggio 2020 ha approvato  la  risoluzione
   Pandemia  da  Covid  19.  Misure per la riapertura  delle  imprese
  siciliane' (n. 1/III).

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.  1276  -  Iniziative volte alla salvaguardia e attivazione  del
  regime di tutela del sito della Scala dei Turchi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Barbagallo Anthony Emanuele

   N.  1277  -  Chiarimenti circa l'aumento delle tariffe idriche  da
  parte dell'AMAP S.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  1279  - Chiarimenti in ordine alla crisi aziendale del  gruppo
  'Papino Elettrodomestici S.p.a.'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   - Assessore Attività produttive
   Figuccia Vincenzo

   N.  1282 - Tutela della popolazione siciliana contro la diffusione
  del Coronavirus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Marano  Jose;  Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1284  -  Misure  urgenti a tutela della sicurezza  della  rete
  stradale  di  cui  alle S.S. 624 - Palermo-Sciacca con  particolare
  riferimento allo svincolo per Piana degli Albanesi.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Caputo Mario

   N.   1287   -   Verifica  su  possibili  criticità   nella   Città
  Metropolitana  di Messina nelle azioni di  contrasto  all'infezione
  da Coronavirus.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Calderone Tommaso A.; Catalfamo Antonio

   N.   1288   -  Iniziative  per  assicurare  la  continuità   delle
  prestazioni del Distretto sanitario n. 38 di Lercara Friddi (PA).
   - Assessore Salute
   Cracolici Antonello

   N.  1290  - Interventi a garanzia della trasparenza amministrativa
  in Acoset s.p.a.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Ciancio     Gianina;    Cappello    Francesco;    Foti     Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1294  -  Iniziative al fine di garantire la piena funzionalità
  del nosocomio Madonna dell'Alto di Petralia Sottana (PA).
   - Assessore Salute
   Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Arancio Giuseppe Concetto;  De
  Domenico Francesco

   N.  1295  -  Verifica  della  sussistenza  dei  requisiti  per  il
  conferimento di incarico di sostituzione del Direttore della U.O.C.
  di Farmacia ospedaliera del P.O. Umberto I di Enna.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   De  Luca  Antonino;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio;  Sunseri  Luigi;  Schillaci  Roberta;   Di   Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1296  -  Chiarimenti in merito ai disagi  e  alle  disfunzioni
  registrate presso il Distretto sanitario 38 di Lercara Friddi (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo

   N.  1297  -  Chiarimenti  circa la mancata  riapertura  del  Liceo
  Scientifico di Ustica (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Figuccia Vincenzo

   N.  1299  -  Chiarimenti urgenti circa gli sversamenti di  liquami
  lungo il litorale dell'area industriale di Termini Imerese (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Figuccia Vincenzo

   N.  1300  - Chiarimenti urgenti in merito alle gravi criticità  ed
  inefficienze delle misure adottate  per affrontare l'emergenza  del
  nuovo Coronavirus in Sicilia.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro
  Giovanni;  Campo  Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano  Jose;  Pagana
  Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1301  -  Interventi  urgenti per assicurare  il  transito  del
  personale di Riscossione Sicilia S.p.a. all'Agenzia delle  Entrate-
  Riscossione.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Figuccia Vincenzo

   N.  1305  -  Iniziative per il finanziamento della linea turistica
  regionale  individuata  dalla legge n. 128 del  2017  relativamente
  alla tratta ferroviaria Noto-Pachino.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentate:

   N.   1283   -  Interventi  di  messa  in  sicurezza  del  viadotto
  'Borsellino' nel territorio di San Giovanni Gemini (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Catanzaro Michele

   N.  1303  -  Chiarimenti  e interventi in merito  al  servizio  di
  sostegno scolastico agli studenti con disabilità grave.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Istruzione e Formazione
   De   Domenico  Francesco;  Gucciardi  Baldassare;  Lupo  Giuseppe;
  Arancio  Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele

   Le  interrogazioni saranno inviate al Governo ed  alle  competenti
  Commissioni.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N.  1278  -  Chiarimenti in ordine alla mancata  attuazione  della
  mozione  'Intitolazione  di  strada a Giuseppe  Tricoli'  da  parte
  dell'Amministrazione comunale di Corleone (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Figuccia Vincenzo

   N.  1280 - Chiarimenti sulle situazioni di rischio esistenti lungo
  l'autostrada A18 e sugli interventi di messa in sicurezza.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   Sammartino Luca

   N.  1281  -  Chiarimenti  in  merito alla  vicenda  della  Società
  elettrica  di  Favignana  S.P.A.  ed  al  rischio  di  inquinamento
  ambientale dell'isola di Favignana (TP).
   - Presidente Regione
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Territorio e Ambiente
   Palmeri  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;  Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1285  -  Inopportunità di mantenere le commissioni provinciali
  per l'artigianato presso le Camere di Commercio dell'Isola.
   - Assessore Attività produttive
   Campo  Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri  Luigi; Schillaci Roberta; Di  Caro  Giovanni;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.    1286    -    Chiarimenti     in    merito     all'erogazione
  dell'anticipazione dell'indennità di buonuscita  per  i  dipendenti
  dell'Amministrazione regionale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Sunseri  Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1289  -  Notizie sulla mancata  attuazione   delle  previsioni
  della  legge  regionale  n.  6 del 2019  in  materia  di  politiche
  giovanili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Sammartino Luca; Cafeo Giovanni Luca

   N.  1291 - Chiarimenti urgenti in ordine alle iniziative in merito
  alla   mancata   pubblicazione  delle  graduatorie  relative   alla
  selezione  pubblica del personale docente e non docente nell'ambito
  dei percorsi formativi leFP.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Zito  Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina;  Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi  Sergio;  Sunseri
  Luigi;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1292  -  Chiarimenti in merito alla mancata  erogazione  delle
  indennità relative all'Avviso 22/2018.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Foti   Angela;  Ciancio  Gianina;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  1293  - Chiarimenti in merito all'applicazione della normativa
  relativa al ciclo e alla valutazione della performance.
   - Presidente Regione
   Foti   Angela;  Ciancio  Gianina;  Mangiacavallo  Matteo;  Palmeri
  Valentina;   Siragusa   Salvatore;  Trizzino  Giampiero;   Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose;  Pagana  Elena;  De  Luca Antonino; Pasqua  Giorgio;  Damante
  Concetta

   N.  1298 - Chiarimenti e intendimenti in ordine alle problematiche
  scaturite dai nuovi criteri di assegnazione delle guardie mediche.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Cafeo  Giovanni Luca; D'Agostino Nicola; Sammartino  Luca;  Tamajo
  Edmondo

   N.  1302  -  Iniziative  in  merito  ai  disagi  conseguenti  alla
  riduzione degli orari dell'ufficio postale presente nella  frazione
  di Giardina Gallotti, nel comune di Agrigento.
   - Presidente Regione
   - Assessore Economia
   Di Mauro Giovanni

   N. 1304 - Chiarimenti in merito al servizio di pediatria di libera
  scelta nel comune di Centuripe (EN).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Pagana  Elena; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
  Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
  Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi;  Schillaci
  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio;  Marano
  Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

                          Annunzio di mozioni

   N.  324  -  Misure di sostegno alle piccole e medie imprese,  alle
  famiglie  e  agli operatori culturali penalizzati dalla psicosi  da
  Coronavirus.
   Figuccia Vincenzo; Lo Curto Eleonora; Lo Giudice Danilo
   Presentata il 27/02/20

   N.  406  -  Censura  all'Assessore per la famiglia,  le  politiche
  sociali  e  il  lavoro e impegno del Presidente della Regione  alla
  conseguente rimozione e sostituzione.
   De  Luca  Antonino;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Damante
  Concetta; Fava Claudio Presentata il 6/05/20

   N. 412 - Inadeguata gestione regionale della cassa integrazione in
  deroga  prevista dal decreto-legge n. 18 del 2020 'Cura  Italia'  e
  determinazioni consequenziali.
   Lupo  Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
  Giuseppe   Concetto;   Barbagallo  Anthony   Emanuele;   Dipasquale
  Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
   Presentata il 19/05/20

   Le  mozioni  saranno  demandate, a  norma  dell'articolo  153  del
  Regolamento  interno,  alla Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   per  la  determinazione  della  relativa   data   di
  discussione.

  Allegato B

  -  Interrogazioni, interpellanze e mozioni della Rubrica  Autonomie
  locali e funzione pubblica (testi)

  - Mozione n. 406 (testo)