Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 15.43
PRESIDENTE. Buongiorno, colleghi. Oggi, all'ordine del giorno
abbiamo come punto, oltre alle Comunicazioni, lo svolgimento di
interrogazioni e interpellanze della Rubrica Autonomie locali e
funzione pubblica'. L'assessore Grasso è presente.
Avverto che i processi verbale delle sedute n. 190 del 19 maggio
2020 e n. 191 del 20 maggio 2020 sono posti a disposizione degli
onorevoli deputati che intendano prenderne visione e sono
considerati approvati in assenza di osservazioni in contrario nella
presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo, per la seduta
odierna, l'onorevole Marano.
L'Assemblea ne prende atto.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di decadenza di cariche interne a seguito della
decadenza di diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica
di deputato regionale
PRESIDENTE. Comunico che a seguito della presa d'atto da parte
dell'Assemblea, nella seduta n. 189 del 13 maggio 2020, della
decadenza di diritto dell'onorevole Giuseppe Gennuso dalla carica
di deputato regionale ai sensi del decreto legislativo n. 235 del
2012, ne consegue la decadenza dalle seguenti cariche interne:
-componente della III Commissione legislativa permanente Attività
produttive';
-componente della Commissione parlamentare speciale sul fenomeno
del randagismo in Sicilia;
-componente della Commissione per l'esame delle questioni
concernenti l'attività dell'Unione europea .
L'Assemblea ne prende atto.
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
"Autonomie locali e funzione pubblica"
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni e di interpellanze della Rubrica
Autonomie locali e funzione pubblica .
L'Assessore è presente. Qui c'è l'allegato.
Si passa all'interrogazione n. 97 «Iniziative per garantire i
livelli occupazionali di Siracusa risorse S.p.A.», a firma
dell'onorevole Cafeo.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata in richiesta di risposta scritta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' stata già data la risposta per iscritto.
PRESIDENTE. Bene, l'onorevole Cafeo riceverà la risposta scritta
che già l'Assessore ci annuncia di avere inoltrato.
Si passa all'interpellanza n. 31 «Notizie sulla nomina del
Commissario straordinario del Comune di Licata (AG)», a firma degli
onorevoli Pagana ed altri.
L'onorevole Pagana non è in Aula. Anche per questa, ci dice
l'Assessore, la risposta è stata trasmessa per iscritto.
Si passa all'interrogazione n. 241«Notizie sulla Deliberazione
n.120 della Giunta Regionale e Decreto n. 57 dell'Assessorato delle
Autonomie locali e della funzione pubblica», a firma dell'onorevole
Assenza.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata in richiesta di risposta scritta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Anche per questa è stata già data la risposta per iscritto.
PRESIDENTE. Bene, Assessore, grazie. Quindi, l'onorevole Assenza
sarà raggiunto dalla risposta scritta.
Si passa all'interrogazione n. 285 «Procedure per il conteggio
finale degli elettori utili al superamento del quorum nei casi di
elezioni comunali con una sola lista», a firma degli onorevoli
Cracolici e Catanzaro.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, l'interrogazione si intende
trasformata in richiesta di risposta scritta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' già stata data.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 288 «Gestione
dell'Istituto superiore di studi musicali 'Vincenzo Bellini' di
Caltanissetta», a firma degli onorevoli Schillaci ed altri.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ho già risposto per iscritto.
PRESIDENTE. Sono in parte presenti, però l'Assessore ci fa sapere
che ha già inviato una risposta scritta. Va bene così procediamo.
Si passa all'interrogazione n. 317 «Attuazione dell'intesa con il
Ministero della Giustizia a sostegno delle sedi dei tribunali
soppressi», a firma dell'onorevole Lantieri.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione si intende
trasformata in richiesta di risposta scritta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' già stata data risposta per iscritto.
PRESIDENTE. Anche in questo caso l'Assessore, che ringrazio, ci
dive che l'onorevole Lantieri sarà raggiunta dalla risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza n. 96 «Avvio dei servizi socio-
assistenziali del Comune di Catania», a firma dell'onorevole
Galvagno.
Per assenza dall'Aula del firmatario, l'interpellanza è decaduta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Scusate, l'onorevole Di Caro mi dice che gli interessa la risposta
all'interpellanza n. 31. Avevo già detto di avere dato risposta per
iscritto, ma se vuole posso dare qui la risposta.
PRESIDENTE. Va bene, l'onorevole Di Caro accetta.
Si passa all'interpellanza n. 106 «Chiarimenti sul trasporto
extraurbano gratuito degli alunni», a firma degli onorevoli Campo
ed altri.
Onorevole Campo, stavamo appunto guardando se lei era presente in
Aula. Siamo arrivati all'interpellanza n. 106 a pagina 16 del
fascicolo. Onorevole Campo, vuole illustrare l'interpellanza?
Preferisce ascoltare la risposta dell'Assessore. Prego Assessore.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Avevo già fornito risposta scritta ma do risposta orale anche qui.
La legge di stabilità per l'anno 2014 ha modificato la disciplina
regionale relativa ai trasferimenti in favore dei comuni
dell'Isola.
In particolare, l'articolo 6 ha soppresso il fondo di parte
corrente per le autonomie locali ed ha abrogato le riserve a valere
sullo stesso fondo previste per specifiche finalità, ivi compresa
la riserva destinata all'erogazione di un contributo a titolo
parziale rimborso delle spese sostenute per il trasporto scolastico
degli alunni della scuola media superiore.
La stessa legge ha previsto una compartecipazione dei comuni al
gettito regionale IRPEF e l'istituzione di un fondo perequativo
destinato alla realizzazione di specifici obiettivi, nonché a scopi
di solidarietà intercomunali, definendo i criteri e le procedure
per il riparto.
La spesa per il trasporto costituiva uno degli elementi da
valutare per il riparto ma, individuato l'importo da assegnare -
come già chiarito nelle circolari emanate al tempo -, le somme
assegnate erano destinate al finanziamento delle funzioni delle
attribuzioni proprie dei comuni nel pieno rispetto della loro
autonomia.
Successivamente i criteri di riparto sono stati modificati e,
inoltre, la legge di stabilità per l'anno 2018 ha previsto che,
nell'ambito delle assegnazioni regionali di parte corrente in
favore dei comuni, venga garantita una quota pari a 5 migliaia di
euro per il trasporto interurbano degli alunni delle scuole medie
superiori, da ripartire in proporzione alla spesa sostenuta
nell'anno precedente.
Per l'anno 2018 le risorse sono state ripartite.
Abbiamo l'aggiornamento ad oggi: per il 2019 la legge regionale
10/19 ha previsto un incremento del 30 per cento.
Le risorse, pari a 6 milioni e mezzo, sono state ripartite già nel
2019.
Nella legge di stabilità 2020 è stata prevista, oltre la somma già
prevista nel 2019, un'ulteriore somma di 1 milione e 600 mila euro
che è destinata solo ai comuni in dissesto.
PRESIDENTE. L'onorevole Campo si dichiara soddisfatta o meno della
risposta dell'Assessore?
(L'onorevole Campo, dal proprio banco, risponde di dichiararsi
parzialmente soddisfatta)
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 107 «Notizie circa il
trasferimento di 68 unità di personale dall'Assessorato Beni
culturali all'Assessorato Attività produttive», a firma degli
onorevoli Lupo ed altri.
Onorevole Lupo, vuole illustrare l'interpellanza? E'
l'interpellanza n. 107, a pagina 21 del fascicolo. Preferisce
ascoltare la risposta dell'Assessore. Prego Assessore.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ho già risposto ma risponderò anche qui.
Con deliberazione della Giunta regionale n. 210 del 23 maggio 2018
è stata autorizzata l'individuazione nominativa del personale da
assegnare, entro il limite dei 50 km dalla sede di servizio, dagli
uffici periferici dell'Amministrazione regionale ai Dipartimenti
regionali delle attività produttive, dell'acqua e dei rifiuti,
dell'energia e dell'ambiente che ne hanno fatto richiesta.
Il Dipartimento regionale della funzione pubblica ha ripartito e,
quindi, ha effettuato la ripartizione per province e dipartimenti.
Il Dipartimento dei beni culturali ha comunicato i nominativi dei
dipendenti messi a disposizione per il trasferimento dalle sedi
centrali alle sedi periferiche.
Tuttavia, adesso vi è un aggiornamento, che il confronto con
l'ARAN è proseguito in sede di trattative per il rinnovo del
contratto collettivo del comparto non dirigenziale ed il nuovo
contratto collettivo di lavoro prevede un'apposita disciplina per
la mobilità tra i dipartimenti, anche nei casi indifferibili, per
esigenze di servizio.
Quindi, oggi la mobilità è regolata dalle norme in sede di
contrattazione con l'ARAN.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'onorevole Lupo si dichiara
soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore?
(L'onorevole Lupo, dal proprio banco, risponde di dichiararsi
parzialmente soddisfatto)
Si passa all'interrogazione n. 559 «Notizie circa la selezione di
tirocinanti post-laurea da impiegare negli uffici della Regione
siciliana», a firma degli onorevoli Lupo ed altri. Assessore,
risponde direttamente?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'onorevole Lupo chiede la risposta orale. L'interrogazione fa
riferimento alla riclassificazione del personale. Allora, già in
sede di direttiva all'ARAN per il rinnovo del contratto collettivo
regionale del comparto non dirigenziale, l'atto di indirizzo
comprendeva la rivisitazione del sistema di classificazione dei
dipendenti con il passaggio dalle attuali quattro categorie a tre
categorie, in analogia al sistema adottato anche dallo Stato.
Il nuovo contratto collettivo ha previsto la costituzione di una
Commissione paritetica per la riforma del sistema di
classificazione del personale. La Commissione paritetica si è già
insediata ed è stata formalmente invitata ad avviare i lavori
proprio sulla base dell'atto di indirizzo che io stessa avevo dato.
In particolare, la Commissione è stata invitata ad elaborare una o
più proposte per il successivo vaglio dell'amministrazione sia
sotto il profilo di eventuali oneri economici, sia sotto il profilo
della necessità di prevedere specifici interventi formativi in
funzione del nuovo sistema di classificazione.
La nuova emergenza Covid ha condizionato la prosecuzione dei
lavori in sede di contrattazione tra ARAN e sindacati e quindi
aspettiamo le proposte della Commissione per poi definire e
procedere.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo fa cenno di volere approfondire. Ne
ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto per
la risposta dell'Assessore, perché ritengo che sia estremamente
opportuno procedere ad una riqualificazione complessiva del
personale. Capisco che l'emergenza Covid abbia rappresentato un
freno ed abbia imposto purtroppo dei ritardi, però è chiaro che se
davvero vogliamo realizzare una semplificazione di fatto dei
procedimenti, abbiamo bisogno di potenziare, di adeguare la nostra
Pubblica amministrazione, di riqualificare il personale. Abbiamo
bisogno di formazione per il nostro personale perché, altrimenti,
qualsiasi tentativo di migliorare i procedimenti di semplificazione
con interventi legislativi rischia di naufragare perché abbiamo
innanzitutto bisogno di coltivare e rivalutare il patrimonio di
risorse umane di cui la Regione dispone.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo si è dichiarato parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 140 Apertura della stagione
invernale a Piano Battaglia a firma dell'onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, Assessore, siamo molto preoccupati
perché questa vicenda di Piano Battaglia, insomma, ha fatto
veramente il giro del mondo. Con sforzi importanti, con il centro
sinistra al Governo, la scorsa legislatura, venne messo in funzione
l'impianto di risalita a Piano Battaglia. Con uno sforzo importante
della società che gestiva le piste, siamo riusciti a definire,
allora, un comprensorio di tutto rispetto, di tutto rispetto anche
per il Mezzogiorno, con ben due piste nere.
Abbiamo appreso nel corso degli anni che, inopinatamente, ad un
ente compete la gestione degli impianti di risalita ed a un altro
la gestione delle piste. E' una cosa inaudita
Nel panorama credo non italiano, mondiale, la società che gestisce
gli impianti di risalita gestisce pure le piste. Questo
frazionamento delle due gestioni crea un disagio assoluto non solo
negli utenti, ma ha impedito, di fatto, la riapertura dell'impianto
di risalita per l'anno 2020; per essere chiari, non solo per il
clima - perché non è stato un inverno freddo, ma siccome qualche
settimana di neve c'è stata, ma potevano esserci anche tre mesi di
neve -, non si è sciato a Piano Battaglia.
Dopo che abbiamo fatto degli investimenti importanti, abbiamo
pubblicizzato il comprensorio, quest'anno a Piano Battaglia la
funivia non ha mosso un centimetro. Io credo che non possa più
succedere. C'è una competenza specifica oltre che in capo alla
Regione anche della Città Metropolitana di Palermo.
Noi abbiamo interrogato, oltre che a lei, l'assessorato per il
turismo. Bisogna compulsare gli uffici della Città Metropolitana
affinché pongano in essere tutti gli atti necessari per la messa in
sicurezza delle piste.
Auspico, poi, c'è presente l'assessore Cordaro, un'iniziativa
anche dell'assessore Messina per porre fine alla doppia gestione e
garantire una gestione unitaria sia degli impianti di risalita che
delle piste. Non possiamo avere un doppio gestore perché stiamo
facendo ridere tutto il mondo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, rispondo per la parte di mia
competenza naturalmente, avevamo già risposto, onorevole
Barbagallo, perché la Città Metropolitana è stata compulsata e già
due note sono state inviate nel 2019, la dodicimila, non dico il
numero una il 7 novembre e l'altra il 20 dicembre del 2019 e sono
state fornite informazioni sulle iniziative anche assunte dalla
Città Metropolitana di Palermo, cui appunto è stata indirizzata la
nota anche di sollecito rispetto all'interrogazione,
successivamente all'interrogazione da lei proposta e le richieste
sulle iniziative di sostegno messe in atto anche da parte
dell'assessorato del turismo.
Dalle risposte che noi abbiamo avuto, ci è stato appunto detto che
era avvenuta la regolare apertura della stagione invernale. Laddove
ci fossero - o ci sono - ancora problemi, sarà cura del
Dipartimento delle autonomie locali fare esattamente quello che può
fare. Compulsare, inviare una nota alla Città Metropolitana di
Palermo affinché si attivi. Io più di questo non posso, ma già stia
tranquillo che domani mattina partirà una nota indirizzata alla
Città Metropolitana di Palermo perché prima della prossima stagione
invernale si occupi, appunto, di procedere per le competenze
proprie della Città Metropolitana di Palermo. Grazie.
Presidente. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assesore.
BARBAGALLO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto per l'impegno. Mi
dichiarerò soddisfatto, secondo me assessore, bisogna nominare un
commissario, se c'è un inadempimento per cui.. dico si dà un
termine perentorio perché inizierà, dovrebbe iniziare la stagione
il primo febbraio Se noi ci pensiamo il 20 dicembre non ci
arriviamo più. Bisogna porre in essere adesso gli atti. Se non ci
sono risposte adeguate si nomina un commissario perché rischiamo
comunque veramente di fare una figuraccia.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 153 Notizie
sull'annunziata riforma dei procedimenti amministrativi della
Regione , a firma dell'onorevole Lupo.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Scusi un attimo. Dico, sono atti gestionali per cui la competenza
del Dipartimento delle autonomie locali di nominare commissari per
atti che competono ai dirigenti non c'è, quindi, non possiamo fare
altro che continuare a diffidare.
PRESIDENTE. Grazie del chiarimento.
Si passa all'interpellanza n. 153, a pagina 25 del fascicolo.
Ha facoltà di parlare l'assessore per fornire la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Abbiamo risposto, comunque, l'attività di formazione negli ultimi
mesi è stata condizionata dall'emergenza Covid.
PRESIDENTE. Assessore, si deve avvicinare al microfono perché non
si sente niente. Onorevoli colleghi, vi chiedo di conversare fuori
dall'Aula, di mantenere le distanze perché abbiamo gli stessi
problemi e le stesse regole delle precedenti settimane.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Posso? L'attività di formazione negli ultimi mesi è stata
condizionata dall'emergenza Covid, tuttavia in collaborazione con
FORMEZ e nell'ambito della convenzione nuovi percorsi, finanziata
con risorse FSE, sono stati svolti, e sono in programma, corsi di
aggiornamento, formazione sul monitoraggio e controllo dei fondi
europei, privacy, lavoro agile, corsi su fondi FESR e corsi su
fondi FSE.
PRESIDENTE. Assessore abbiamo avuto l'impressione che lei abbia
letto la risposta a qualcos'altro.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La n. 153.
PRESIDENTE. La n. 153.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Mi chiedeva sulla formazione, il progetto di riforma annunziato
dovrebbe condizionare al miglioramento. Per conoscere se
nell'ambito del progetto
PRESIDENTE. Noi abbiamo come titolo Notizie sull'annunziata
riforma dei procedimenti amministrativi della Regione . E'
corretto?
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Ma io rispondo all'interrogazione.
PRESIDENTE. Bene, onorevole Lupo, come si dichiara.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Scusi.
LUPO. Parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Parzialmente soddisfatto.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Perché già gli avevamo, e quindi tutta l'attività
PRESIDENTE. Bene, bene, l'Assessore ci fa sapere che ha fatto
pervenire, la risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 154 Progetto di semplificazione,
razionalizzazione ed efficientamento dei processi amministrativi
della Regione , a firma dell'onorevole Lupo, che forse si può
considerare assorbita. E' così, onorevole Lupo? Bene, onorevole
Lupo.
Si passa all'interpellanza n. 162 Ispezione sui Comuni siciliani
che hanno disatteso quanto disposto dagli articoli 10 e 12 della
legge regionale 5 aprile 2011, n. 6 , primo firmatario l'onorevole
Di Caro.
Onorevoli colleghi siamo alla numero 162, a pagina 28 del
fascicolo.
Nel frattempo che l'Assessore si prepara, se l'onorevole Di Caro
lo desidera può illustrarla.
L'Assessore è già pronto, ha facoltà di parlare per fornire la
risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Senza tralasciare l'esercizio dei poteri di controllo ai fini
dell'attuazione della normativa sopravvenuta finisce per incidere
su uno dei profili pregnanti delle autonomie locali, e cioè proprio
la loro potestà statutaria senza che poi quest'attività possa
essere associata ad alcuna capacità sanzionatoria, perché capacità
sanzionatoria il dipartimento autonomie locali purtroppo non ce
l'ha.
Quindi, il Legislatore regionale, ove volesse preservare uno
spazio di autodeterminazione, è comprovato dalla diversa e diretta
operatività che invece ha attribuito in altre similari fattispecie.
A tale proposito si citano le disposizioni contenute nella legge
regionale 11/2015 in tema di composizione dei Consigli e delle
Giunte comunali sullo status degli amministratori e dei Consigli
circoscrizionali per le quali si prevede espressamente la vigenza
delle prescrizioni normative anche in assenza di adeguamento
statutario, articoli 1 e 2, o l'intervento sostitutivo della
Regione articolo 5.
Occorre, infine, porre attenzione che in generale gli adempimenti
statutari sono resi particolarmente gravosi per effetto della
complessità del procedimento amministrativo al quale sono
sottoposte per la relativa onerosità e soprattutto per gli enti
locali più piccoli o fortemente deficitari, può costituire una
remora non indifferente all'adempimento richiesto.
Tuttavia, abbiamo dato disposizioni al Dipartimento
compatibilmente con le risorse umane e finanziarie di effettuare
un'ulteriore verifica dello stato di attuazione della legge in
esame attraverso l'emanazione di un atto di indirizzo e di una
diffida per tutti i comuni inadempienti prima di procedere,
appunto, secondo quanto previsto dagli articoli 24 e 25 della legge
44/91.
PRESIDENTE. Onorevole Di Caro, si dichiara soddisfatto. Bene.
Si passa all'interrogazione n. 754 Chiarimento in ordine
all'interesse qualificato, di cui all'art. 8 della l.r. 30 del
2.000 a firma degli onorevoli Campo ed altri.
Onorevole Di Caro, non è necessario che la illustri. Ecco, semmai
poi può avere diciamo un contradditorio nel merito.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Dipartimento autonomie locali, con nota del 20 ottobre 2016 -
sono fatti pregressi - ha comunicato all'associazione soggetto
promotore del progetto di scorporo di una frazione del territorio
di Siracusa e istituzione di un nuovo comune autonomo di Cassibile,
l'esito negativo dell'istruttoria relativa al progetto a motivo
dell'incompetenza del soggetto promotore.
L'associazione è stata invitata a presentare le proprie
osservazioni entro dieci giorni dal ricevimento della
comunicazione. L'associazione non ha presentato alcuna
osservazione.
Quindi, in assenza di contro osservazione l'iter istruttorio si è
concluso. Peraltro, i provvedimenti che in precedenza avevano
autorizzato la consultazione referendaria limitata alla popolazione
della frazione interessata allo scorporo sono stati impugnati,
prima davanti al TAR, e poi davanti al CGA. Il CGA ha confermato
l'annullamento disposto dal TAR delle determinazioni assessoriali
che autorizzavano le consultazioni con effetto che è stato
riconosciuto all'interesse alla consultazione per l'intera
popolazione del comune di Siracusa, e non solo, per la parte del
territorio che voleva essere scorporato.
Dunque, ho ribadito alla sussistenza dell'interesse qualificato
alla consultazione referendaria dell'intera popolazione siracusana,
il progetto di scorporo del comune di Cassibile, Fontane Bianche,
sarebbe stato proponibile solo dai seguenti soggetti: dalla Giunta
regionale oppure il Comune interessato alla variazione con delibera
consiliare adottata con il voto favorevole della maggioranza
assoluta dei consiglieri in carica, oppure un terzo degli elettori
iscritti nelle liste elettorali del Comune interessato alla
variazione territoriale.
PRESIDENTE. L'onorevole Campo desidera fare una dichiarazione a
proposito della risposta. Ne ha facoltà.
CAMPO. Grazie Presidente, Governo, colleghi deputati, io non sono
soddisfatta della risposta perché avevo chiesto dei chiarimenti in
merito, e in particolare, intanto interesse qualificato, cosa si
intende per interesse qualificato, anche perché a noi risulta sì
che con una nota, praticamente, si chiede, il dipartimento
regionale delle autonomie locali comunica che praticamente per lo
scorporo delle frazioni di Cassibile e Fontane Bianche è richiesta
una consultazione referendaria con tutto il comune di Siracusa.
Però, questa non è un'interpretazione autentica della norma bensì,
praticamente, una interpretazione degli uffici in quanto ci risulta
che gli stessi comuni di Niscemi, che fanno capo, appunto, a ben
otto frazioni della città di Trapani, hanno ottenuto lo scorporo
con un referendum riferito solo a quei Comuni.
Non si capisce perché le frazioni di Cassibile e Siracusa invece
debbano fare il referendum con tutto il comprensorio siracusano.
Questo i cittadini di Cassibile e Fontane Bianche mi hanno
rappresentato e sarebbe bene avere una interpretazione univoca e
chiara della norma, proprio perché così non si creino,
praticamente, delle questioni, non si creino delle situazioni,
praticamente dove ad alcuni Comuni viene consentito e ad altri no
la consultazione referendaria solo degli abitanti delle frazioni
che richiedono lo scorporo.
E, quindi, abbiamo chiesto all'assessorato di valutare se c'è un
difetto nell'istruttoria e se non intendano chiarire quali sono i
criteri adottati nell'istruttoria stessa e se non è necessario
adottare un provvedimento di interpretazione autentica
dell'articolo 8, dove si sia in maniera chiara ed univoca, tenendo
conto della sentenza della Corte Costituzionale e delle sentenze
del TAR e del CGA
PRESIDENTE. Onorevole Campo, concluda
CAMPO. che sono già intervenute sull'argomento.
Quindi, pertanto, siccome non penso che l'assessore abbia risposto
nel merito a queste domande, non mi reputo soddisfatta.
PRESIDENTE. L'onorevole Campo si dichiara non soddisfatta.
Si passa all'interrogazione n. 875 Attribuzione del premio di
maggioranza in occasione delle recenti elezioni amministrative nel
Comune di Bagheria (PA) , a firma dell'onorevole Aricò. Diciamo
all'onorevole Aricò che può attendere che l'Assessore risponda e
poi eventualmente replicare, però dopo avere sentito l'Assessore,
perché il Regolamento interno questo dispone.
L'Assessore ha facoltà di parlare per fornire la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Avevamo già risposto. Sull'attribuzione del premio di maggioranza
PRESIDENTE. Avvicini il microfono assessore perché non si sente.
Prego i colleghi se devono discutere di uscire.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica
si è intervenuti con Legge regionale n. 6 del 2020, con una norma
di interpretazione autentica, al fine di superare le diverse
interpretazioni e applicazioni che hanno riguardato le disposizioni
previste dalla legge regionale n. 35/1975.
La norma ha previsto, nell'ipotesi in cui il calcolo del 60 per
cento dei seggi non corrisponda ad una cifra intera ma il risultato
porti ad un numero con un quoziente decimale, l'arrotondamento
necessario. L'arrotondamento necessario va effettuato per eccesso,
nel caso in cui il decimale risulti uguale o superiore a 50
centesimi, e per difetto nel caso di decimale inferiore a 50
centesimi.
ARICO'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, Assessore, non posso che essere
soddisfatto della risposta dell'assessore, perché ritiene la legge
n. 6 del 2020, una legge di interpretazione autentica. Però,
successivamente, i suoi uffici, assessore, hanno stabilito che la
legge di interpretazione autentica si adottava e aveva efficacia
dalle successive legislature.
E allora, la ratio, qual è stata: quella di dover redigere la
legge n. 6 del 2020, perché nei mesi precedenti alla redazione di
questa norma è successa una cosa incredibile. In alcuni comuni
veniva attribuito un premio di maggioranza, i famosi comuni che
avevano all'inizio, quando è stata redatta la legge, 30 seggi, quel
famoso 60 per cento era 18 seggi. Dopodiché, il legislatore è
intervenuto con una riduzione del 20 per cento. Questi 30 seggi
sono divenuti 24. In questi comuni, il 60 per cento previsto dal
legislatore significava 14,3 seggi. In alcuni casi, il giudice ha
attribuito 14 seggi come premio di maggioranza ed in altri 15.
Esattamente: a Monreale, l'anno scorso, la coalizione che ha vinto
ha avuto attribuiti 14 seggi. Nella stessa giornata, per lo stesso
numero di seggi, Bagheria ne ha avuto attribuiti 15. Cosa succedeva
anche a Caltanissetta e a Gela? L'attribuzione di 15 seggi, mentre
l'anno precedente, a Canicattì, i seggi attribuiti erano 14. E
allora, dobbiamo fare chiarezza, perché, purtroppo, il legislatore
deve intervenire, affinché, non ci siano ricorsi di questo tipo.
Assessore, al di là che noi siamo intervenuti con la Legge n. 6 del
2020 che cercava di interpretare il premio di maggioranza, i suoi
stessi uffici hanno già interpretato - perché ci sono le tabelle
che ancora oggi sono sul sito dell'assessorato regionale degli enti
locali - in cui attribuiscono 14 seggi come premio di maggioranza,
però ci sono alcuni comuni che ne hanno attribuiti 15 e ci sono dei
ricorsi pendenti. E allora, assessore, a me basta che lei ritenga
PRESIDENTE. Onorevole Aricò, la prego concluda.
ARICO' la Legge n. 6 del 2020 una legge di interpretazione
autentica che, quindi, avrà efficacia anche per le tornate che
hanno avuto luogo ad Est.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 180 Risorse finanziarie
destinate al Comune di Merì (ME) nell'ambito del piano di riparto
provvisorio dei trasferimenti regionali di parte corrente per
l'anno 2018 , a firma degli onorevoli De Domenico e altri.
Non vedo in Aula l'onorevole De Domenico. Assessore, noi avremmo
l'interpellanza n. 180 a firma dell'onorevole De Domenico e altri.
Ci sono gli onorevoli Gucciardi, Lupo e Barbagallo. Se mi fanno un
cenno, se intendono ascoltare l'assessore, altrimenti l'atto
decade. Abbiamo il firmatario Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere all'interpellanza
n. 180.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
La risposta era stata già data. Comunque, aggiornamento relativo
all'anno 2019. In sede di riparto definitivo, anno 2019, si è
provveduto a riequilibrare l'assegnazione dei comuni tenendo conto
dello scostamento tra l'assegnazione stessa prima del riequilibrio,
e l'assegnazione teorica che sarebbe risultata applicando il dato
di assegnazione medio pro capite della fascia democratica di
appartenenza.
L'importo ripartito per il detto equilibrio è stato di 1 miliardo
di Euro, 1 miliardo 380 mila Euro.
I comuni destinatari del riequilibrio sono quelli la cui
assegnazione, comprensiva di riserve, sia risultata inferiore di
almeno il 60 per cento rispetto al valore teorico di assegnazione
pro capite.
I dati riferiti, quindi tutti i dati riferiti, sono già inseriti
nel decreto. C'è da dire che già per l'anno 2019 in sede di
riassegnazione, unico caso riferito al comune di Merì per il quale
il dislivello era tanto, è stata incrementata dal 65 per cento.
Pertanto per questo comune lo scostamento passa dal 194,49 per
cento al 78,49 per cento dopo il riequilibrio.
Come tutti sapete quest'anno abbiamo, con la legge finanziaria del
2020, posto fine al disequilibrio fra i comuni dicendo proprio che
con l'ultima trimestralità, e quindi con la quarta trimestralità,
si procederà, d'intesa con la Conferenza Autonomie, al riequilibrio
fra tutti i comuni per evitare disparità di trattamento.
Era una risposta che avevo già dato. Comunque, è questo.
PRESIDENTE. Onorevole De Domenico, se è rientrato, o l'onorevole
Barbagallo vi ritenete soddisfatti?
BARBAGALLO. Ci riteniamo non soddisfatti.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1147 Chiarimento
sull'esito dell'approvazione del bilancio consuntivo adottato dal
Consiglio comunale di Grammichele (CT) , a firma degli onorevoli
Barbagallo ed altri. Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire
la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il servizio ispettivo del Dipartimento autonomie locali ha avviato
la procedura prevista ed ha richiesto al Comune di Grammichele di
relazionare nel merito delle questioni sollevate con
l'interrogazione: se il bilancio consuntivo è stato approvato con
la maggioranza calcolata con la normativa prevista dallo Statuto o
dal Regolamento del Consiglio comunale. Ad oggi il Comune non ha
relazionato.
In caso di mancato riscontro o di riscontro non esaustivo
l'ufficio, come di regola, procederà con gli atti consequenziali.
Mi riservo di notiziare ad avvenuta definizione della procedura
che stanno già avviando.
L'emergenza Covid ha condizionato i tempi e lo svolgimento
regolare della procedura perché sarebbe dovuto andare un
Commissario.
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, si dichiara soddisfatto o meno
della risposta dell'Assessore?
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Assessore, l'interrogazione è del 14 novembre 2019.
Noi ci siamo lamentati più volte come Gruppo parlamentare del
ritardo con cui le interrogazioni vengono calendarizzate in Aula.
Presidente Foti, la preghiamo di coinvolgere anche la Presidenza
affinché ci sia un'attività più costante nello svolgimento del
ruolo delle interrogazioni.
Questo avrebbe consentito di fare giustizia a Grammichele dove,
come lei avrà notato assessore, non è una approvazione di una
delibera qualsiasi, siccome la deliberazione riguarda il conto
consuntivo che, per essere chiari, è stato approvato con tre voti
favorevoli ed un bel po' di astenuti.
Quindi, ai sensi dello Statuto c'è un contrasto tra lo Statuto ed
il Regolamento.
L'impressione diffusa è che certamente non poteva approvarsi. Ma
non possiamo stare nell'incertezza. Se l'assessorato la pensa
diversamente lo deve dire. Se non è così bisogna porre in essere
una serie di adempimenti che hanno conseguenze non indifferenti
nella gestione dell'ente locale e chiediamo che venga fatta
giustizia.
Noi non siamo per una ipotesi o per l'altra ma certamente occorre
fare chiarezza in tempi brevissimi. Aspettiamo riscontri veloci.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 229 Notizie sul
superamento del precariato , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
GRASSO assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Il Legislatore regionale ha dettato le disposizioni di
stabilizzazione dei precari degli enti locali con la legge 27/2016
e 2018.
Dalle informazioni acquisite presso gli enti locali in data 15
maggio 2020 i dati sono: 7.746 unità di personale precario, restano
da stabilizzare 5.126 precari fra cui i precari degli enti in
dissesto e degli enti con un piano di riequilibrio.
E' stata finalmente completata anche la procedura per
l'individuazione dell'istituto di credito per quanto riguarda il
personale- onorevole Lupo - hanno presentato la manifestazione di
interesse le banche e per un anno abbiamo inseguito una delle
banche che aveva presentato la manifestazione di interesse affinché
stipulasse la convenzione.
Solo quindici giorni fa siamo riusciti, finalmente, a formalizzare
la convenzione e già è tutto pubblicato sul sito del Dipartimento.
L'elenco comprende 115 lavoratori.
Quindi, gli ultimi contatti con la banca - che è la banca
Sant'Angelo - per la stipula della convenzione che disciplinerà le
modalità per la cessione del credito e quindi l'erogazione
dell'indennità che spetta al personale che ha presentato domanda di
fuoriuscita.
L'ultima norma contenuta nell'articolo 23 della Legge regionale n.
1 del 2019 - come sapete - per il passaggio in RESAIS è impugnata.
Mi aspetto che, in collaborazione con la I Commissione, ma anche
con l'Aula il disegno di legge ci consenta di stabilizzare i
precari dei comuni in dissesto e dei precari dei comuni con piano
di riequilibrio.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LUPO. Presidente, mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
La parte per la quale non mi ritengo soddisfatto attiene proprio
all'esigenza di sapere se il Governo intenda presentare una
proposta di legge per la stabilizzazione dei 5.126 perché capisco
che è una responsabilità di tutti e - per quanto ci riguarda come
Partito Democratico - siamo pronti anche noi ad avanzare una
proposta.
Penso che è giusto che il Governo, visto che, peraltro, c'è una
norma impugnata cioè quella sulla Resais, assuma l'iniziativa per
primo di proporre un disegno di legge per la stabilizzazione
dell'intero personale, in particolare dei comuni in dissesto e con
procedura di riequilibrio.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Onorevole Lupo, i 5.176 non sono tutti precari che prestano
servizio presso gli enti in dissesto e gli enti con piano di
riequilibrio - sono solo novanta i comuni in dissesto.
Sono precari i cui comuni non hanno ancora completato le procedure
di stabilizzazione atteso che poi la proroga - tutto il 2020 - e
l'ultimo decreto legge li ha prorogati ancora fino al 2021.
Per quanto riguarda il disegno di legge, è già pronto e aspettavo
che finisse la finanziaria anche perché, mi insegna, dobbiamo anche
condividerlo.
Sono norme statali per cui c'è un'interlocuzione anche con il
Ministero della funzione pubblica, pertanto lo vedremo insieme in I
Commissione come autonomo disegno di legge.
Come abbiamo condiviso il primo sulle stabilizzazioni, anche
questo sarà condiviso con la I Commissione e poi col Parlamento.
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo si è dichiarato parzialmente
soddisfatto.
Si passa all'interpellanza n. 230 Chiarimenti circa il riparto
del Fondo investimenti dei Comuni per l'anno 2019 , a firma
dell'onorevole Barbagallo.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Questa interpellanza ha ad oggetto l'assegnazione la quota
investimento ai comuni per l'anno 2019. E' stata già fornita
risposta scritta. L'assegnazione, per quanto riguarda la parte
investimenti, si è conclusa e, quindi, i comuni hanno avuto
assegnata la quota, prima un acconto e poi il saldo.
L'assegnazione, dunque, è stata disposta immediatamente, non appena
la ragioneria ha messo a disposizione le somme, ma, già, il 2019 è
stato tutto saldato ai comuni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Barbagallo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
BARBAGALLO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1201 Chiarimenti
sull'intera operazione di vendita degli immobili regionali al Fondo
pensioni , a firma dell'onorevole Di Caro.
Ha facoltà di parlare l'Assessore per dare chiarimenti sull'intera
operazione di vendita degli immobili regionali del Fondo pensioni.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Questa è un'interrogazione, comunque, nella quale si parla della
cessione di una quota di proprietà della Regione sul Fondo
immobiliare pubblico della Regione siciliana. Si tratta di cessione
di una quota di Fondo, e non della cessione di immobili. La
cessione è prevista dall'articolo 7 della legge regionale n.
8/2017.
Fatta questa premessa, tuttavia, la gestione della cessione della
quota del Fondo immobiliare FIPRS e del trasferimento degli
immobili, fa capo all'assessorato per l'economia. Abbiamo
richiesto, ad oggi, non risulta alcuna proposta. Il 6 maggio u.s.,
il Presidente della Regione ha delegato me e ha onorato l'assessore
per l'economia di fornire le informazioni di competenza.
Mi riservo, quindi, di rispondere, non appena l'assessorato per
l'economia mi darà le risposte che non dipendono da questo
assessorato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Caro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
DI CARO. Mi dichiaro parzialmente soddisfatto, con la promessa da
parte dell'assessore di mantenere l'attenzione sull'argomento.
PRESIDENTE. Si passa all'interpellanza n. 245 Garanzia della
rappresentanza di genere nelle Giunte comunali siciliane , a firma
degli onorevoli Foti ed altri. Ha facoltà di parlare l'Assessore
per fornire la risposta.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
E' stata avviata, con il comune di Tremestieri Etneo, una formale
interlocuzione per verificare la questione oggetto
dell'interpellanza: Garanzia della rappresentanza di genere nella
giunta comunale.
Ci si riserva di dare notizie, non appena perverrà il riscontro da
parte del comune. In ogni caso, si rappresenta che l'articolo 12,
comma 4, della legge n. 7/1992, modificato con l'articolo 4 della
legge n. 6/2011, pur prevedendo le modalità di composizione della
Giunta e, quindi, la garanzia della rappresentanza dei generi, non
comporta sanzioni in caso di inosservanza, né l'eventuale
intervento sostitutivo da parte dell'assessorato per le autonomie
locali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Palmeri per
dichiararsi soddisfatta o meno della risposta dell'Assessore.
PALMERI. Mi dichiaro parzialmente soddisfatta.
PRESIDENTE. Si passa all'interrogazione n. 1247 Chiarimenti circa
la deliberazione di Giunta municipale n. 11.7 del 5 agosto 2019 di
Aci Castello (CT) e la determinazione dirigenziale Area VI n. 33
del 2 ottobre 2019 , a firma dell'onorevole Figuccia.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Grasso.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
Questa interrogazione è pervenuta ed è stata trasmessa dall'ARS il
12 maggio 2020. Ad oggi, ancora, non ho ricevuto la delega da parte
del Presidente della Regione perché, poi, io possa rispondere. Mi
riservo, quindi, di rispondere al più presto, perché ancora,
materialmente, non abbiamo la delega.
PRESIDENTE. Bene, assessore. Rinviamo la trattazione ad una
successiva seduta dedicata agli atti ispettivi.
Si passa all'interpellanza n. 249 Abbattimento delle barriere
architettoniche negli edifici pubblici e negli istituti
scolastici , a firma degli onorevoli Lupo ed altri.
Ha facoltà di parlare l'assessore Grasso.
GRASSO, assessore per le autonomie locali e la funzione pubblica.
L'interrogazione è stata trasmessa dal Servizio Lavori d'Aula il 27
aprile. Ancora non è pervenuta la delega da parte della segreteria
del Presidente della Regione e, in considerazione della
problematica trattata e delle informazioni richieste, si ritiene,
in ogni caso, che l'argomento esuli dalla competenza
dell'assessorato per le autonomie locali.
In tal senso, si è già espresso anche il Dipartimento a cui
l'abbiamo rinviata. Era Abbattimento delle barriere
architettoniche negli edifici pubblici e negli edifici scolastici ,
per cui, dico ...
PRESIDENTE. Assessore, la rinviamo ad una trattazione successiva,
anche diciamo se avete la possibilità di interfacciarvi per
individuare l'esatta competenza.
GRASSO, assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
Credo che vada
PRESIDENTE. E' possibile che vada alla famiglia, va bene un
piccolo chiarimento da parte dell'onorevole Lupo, anche se abbiamo
detto che la trattazione avverrà, siamo all'interpellanza n. 254
Trattamento economico e conseguente riclassificazione del
personale dell'Assessorato regionale dei beni culturali e
dell'identità siciliana a seguito della sentenza della Corte
costituzionale n. 16 del 2020 , a firma dell'onorevole Di Paola ed
altri, aspetti onorevole Lupo lei intende intervenire sulla non
risposta dell'Assessore?
GRASSO, assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
Che era la numero 249, Barriere architettoniche.
LUPO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Se è strettamente necessario perché l'assessore ha
detto che non le è stata assegnata la delega, e tra l'altro
permette di suggerire che venga messo in indirizzo altro
assessorato, però ecco se vuole. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interpellanza n.
249 è rivolta al Presidente della Regione, all'assessore per
l'istruzione e la formazione professionale, all'assessore per la
salute, e per la parte di competenza all'assessore alle autonomie
locali, quindi l'interpellanza è rivolta anche agli altri
assessorati, quindi chiedo che venga presa
PRESIDENTE. E allora, alla prossima seduta quando avremo gli
assessori al ramo che lei correttamente ha indicato, sarà
certamente trattata in maniera completa ed esaustiva.
Abbiamo l'ultima interpellanza la n. 254 Trattamento economico e
conseguente riclassificazione del personale dell'Assessorato
regionale dei beni culturali e dell'identità siciliana a seguito
della sentenza della Corte costituzionale n. 16 del 2020 , a firma
degli onorevoli Di Paola ed altri.
Ha facoltà di parlare l'Assessore Grasso per rispondere
all'interpellanza.
GRASSO, assessore per le autonomia locali e la funzione pubblica.
Questa interpellanza ha per oggetto la sentenza con la quale la
Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale
delle disposizioni della legge 8/2018, che tendevano a riconoscere
al personale assunto in esito ai concorsi per dirigente tecnico
banditi dall'assessorato beni culturali, un trattamento economico
pari a quello che oggi corrisponde alla categoria d.
Quanto al ritardo di cui è stata trasmessa dell'ufficio
legislativo e legale la sola memoria conclusiva, l'ufficio
legislativo e legale ha rassegnato che l'invio a mezzo del servizio
postale entro il termine di scadenza, era modalità già utilizzata
dallo stesso giudizio per l'invito degli atti, la Corte ha poi
ritenuto tale modalità non ammissibile, in quanto la controparte
non può fruire per intero del termine di 20 giorni previsto a
garanzia del contraddittorio, la decisione di cessazione della
materia del contendere anziché di incostituzionalità avrebbe potuto
riguardare solo l'ultimo periodo del comma 14 dell'art. 22 della
legge 8/2018, periodo soppresso con la successiva legge 10/2018.
Quanto alla possibilità di rimettere la questione all'Aran, perché
la Corte Costituzionale poi si è pronunciata dicendo che, comunque,
questa materia è materia decentrata, e quindi va trattata in sede
di contrattazione con l'Aran, gli Uffici stanno facendo le
verifiche, per cui mi riservo di comunicare l'esito anche per
quanto riguarda l'approfondimento che sta facendo il Dipartimento
per decidere se trasmettere, e quando trasmettere, gli atti
all'Aran, anche perché comporta una questione anche di natura
finanziaria.
PRESIDENTE. L'onorevole Di Paola si dichiara si dichiara non
soddisfatto.
Onorevoli colleghi, abbiamo finito la prima parte, quindi il punto
II che avevamo all'ordine del giorno.
Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 406
PRESIDENTE. Comunico che con nota e-mail del 22 maggio 2020,
protocollata al n. 3446/AULAPG del 26 maggio successivo, l'on.
Fava ha dichiarato di apporre la propria firma alla mozione alla
mozione n. 406 recante Censura all'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e il lavoro e impegno del Presidente
della Regione alla conseguente rimozione e sostituzione'.
L'Assemblea ne prende atto.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, se è sull'argomento che abbiamo
trattato ne dobbiamo parlare ai sensi dell'articolo 83 perché,
purtroppo - come avrà saputo - la risposta arriverà per iscritto.
Quindi, potrà intervenire nella parte successiva della seduta.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che ha chiesto congedo per la seduta odierna
l'onorevole Caronia.
L'Assemblea ne prende atto.
Rubrica "Autonomie locali e funzione pubblica"
Riprende lo svolgimento di interrogazioni e interpellanze della
Rubrica Autonomie locali e funzione pubblica
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, dato che l'Assessore è presente,
ha facoltà di parlare. La risposta le arriverà in forma scritta,
come è stato dichiarato dall'Assessore.
SCHILLACI. Signor Presidente, colleghi, Assessore, si tratta di
un'interrogazione, la 288, che riguarda l'Istituto musicale
pareggiato Vincenzo Bellini di Caltanissetta, oggi diventato un
istituto superiore, che viene equiparato all'alta formazione e che,
per un decreto legislativo, accede a dei fondi statali seguendo dei
requisiti particolari.
Tra questi requisiti c'è la possibilità di prendere personale
esterno, altamente specializzato, seguendo dei criteri particolari,
qualora, all'interno dell'istituto, non ci siano quelle figure
specifiche con quelle competenze.
Sono arrivate una serie di segnalazioni che sono oggetto, perché
uno dei maestri all'interno dell'istituto superiore, evidentemente,
non ha questi requisiti, e ci sono state diverse segnalazioni con
esposti alla Procura ed alla Corte dei Conti.
Quindi, io aspetto una risposta perché la Regione ha compiti di
vigilanza, e mi aspetto una risposta puntuale e precisa su questo.
PRESIDENTE. Durante la prima parte l'Assessore ha fatto già sapere
di aver fornito risposta scritta, quindi, lei avrà modo e tempo.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e riprenderà alle ore
17.00 per la trattazione del III punto dell'ordine del giorno.
(La seduta, sospesa alle ore 16.42, è ripresa alle ore 17.19)
Presidenza del Presidente MICCICHE'
La seduta è ripresa.
Discussione della mozione n. 406 Censura all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro e impegno del Presidente
della Regione alla conseguente rimozione e sostituzione
PRESIDENTE. Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione n. 406 Censura all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e il lavoro e impegno del Presidente
della Regione alla conseguente rimozione e sostituzione , a firma
dell'onorevole De Luca e altri.
Onorevole De Luca se vuole illustrarla le ricordo che ha a
disposizione dieci minuti.
Poi da Regolamento ci sarà la replica dell'Assessore.
Dopo di che gli interventi dell'Aula, limitati a due per Gruppo,
così come da Regolamento, secondo l'articolo 158.
Onorevoli Colleghi, vi prego di prendere posto, perché, come
sempre, c'è il problema della distanza, la distanza minima deve
essere rispettata.
Ha facoltà di parlare l'onorevole De Luca.
DE LUCA. Signor Presidente, buongiorno. Buongiorno Governo,
buongiorno colleghi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dobbiamo sentire quello che ha da
dire l'onorevole De Luca che, peraltro, è la presentazione di una
mozione di sfiducia, di censura, per cui è, anche, una cosa che,
credo, sia necessario ascoltare.
Onorevole De Luca, aspetti un minuto, perché se non ripristiniamo
un minimo di ordine Prego.
DE LUCA. Signor Presidente, buongiorno Governo, buongiorno
colleghi, buongiorno assessore Scavone e buongiorno, soprattutto,
ai tanti siciliani che, oggi, credo, seguiranno con interesse
quest'Aula.
Durante questa emergenza Covid, sicuramente, si sono sviluppate
sacche di crisi non indifferenti e numeri importanti, non semplici
da gestire per alcuno. In tutto ciò, però, la Regione siciliana, e
questo Governo, credo che abbia peccato di presunzione, di mancato
confronto e di adozione di provvedimenti utili, anche a livello
organizzativo, al punto tale da costringere le opposizioni, perché
questa è una mozione di censura, ma è un atto delle opposizioni,
che è stato, alla fine, l'unico modo per costringere questo
Governo, ed anche l'assessore Scavone, a venire in Aula, a riferire
in maniera compiuta e dettagliata, su quelle cose, le difficoltà
che ha incontrato.
Ed anche a fornire delle spiegazioni riguardo alle mancate
risposte che non sono state date ai siciliani, in merito a diversi
aspetti ma, in particolare, alla cassa integrazione in deroga, ed a
quel momento triste che ha visto la Sicilia, ancora una volta,
protagonista di una cattiva figura. Di una cattiva figura che è
consistita in quella che tutti i siciliani si sono scandalizzati
nel vedere che, in un momento di crisi, si discuteva di premi
economici ai lavoratori, in un momento in cui tantissime famiglie
siciliane attendevano la cassa integrazione.
Con decreto legge n. 18 del 2020, di marzo, il Governo nazionale
ha stabilito una procedura semplificata per la concessione della
cassa integrazione, allargando la concessione di questo beneficio a
tante, a tantissime aziende, sia oltre i 5 dipendenti che al di
sotto dei 5 dipendenti, distinguendo una procedura ancora più
semplificata per le microimprese, per l'appunto, quelle sotto i 5
dipendenti, ed un'istruttoria regionale per le aziende con più di 5
dipendenti ma, che non rientrerebbero nei meccanismi della cassa
integrazione ordinaria.
Questo perché? Perché il Governo nazionale ha individuato che ci
sarebbe stata un'enorme platea di famiglie siciliane che sarebbero
rimaste senza alcun tipo di previdenza e, allora, si è fatta
carico, carico economico, di tutte queste famiglie, delegando alle
Regioni la fase dell'istruttoria.
Questa fase di istruttoria, in una prima fase, prevedeva la
necessità, per tutte le aziende sopra i 5 dipendenti, di un accordo-
quadro, prima all'interno dell'azienda, e poi tra sindacati e
Regioni. Questo accordo-quadro è stato siglato il 25 marzo. Dal 25
marzo, le aziende hanno potuto iniziare a caricare i loro dati
sulla piattaforma dedicata, solo il 7 aprile.
Da quel momento è iniziato quello che, a mio avviso, è stato un
momento di confusione che non è mai più finito, non è mai più
terminato, innanzitutto perché le aziende hanno incontrato un
enormità di difficoltà nel dialogare con la piattaforma
informatica, e quindi ci sono state tutta una serie di difficoltà.
Il 7 aprile, quindi, c'è stata un'interrogazione, sottoscritta
sempre dal Movimento Cinque Stelle, in cui chiedeva all'assessore
regionale come mai, secondo quali criteri avesse individuato una
task force composta da circa 140 elementi che si sarebbero dovuti
occupare dello smistamento di queste domande, che in una prima fase
era stato individuato dovessero essere presentati presso i centri
provinciali per l'impiego provinciali, ciascuno nella propria
provincia. Poi, di fatto, si è scelto invece di presentarli presso
il Dipartimento a Palermo, che poi le avrebbe smistate per ogni
provincia seguendo un ordine cronologico e non territoriale. Al 4
maggio, quindi a 40 giorni dalla sigla dell'accordo quadro, e a
circa venti giorni dall'apertura della piattaforma, le domande
trasmesse dalla Regione, quindi decretate ed autorizzate, e quindi
liquidabili, materialmente lavorabili dall'Inps erano appena il 10
per cento.
Di tutte queste inefficienze si è chiesto conto e ragione,
giustamente, a quello che è il riferimento politico del Governo,
che è l'assessore al lavoro. L'assessore però ha sempre tacciato
queste non rimostranze ma questi appunti come delle sterili
polemiche, arrivando ad affermare in commissione lavoro che erano
state trattate 941 pratiche quando in realtà all'Inps ne
risultavano trasmesse soltanto 13. 13 erano le pratiche trasmesse
all'Inps dopo una settimana quando le altre Regioni, vedi la
Campania, vedi la Lombardia, nello stesso periodo di tempo
riuscivano a lavorare centinaia di pratiche; quando noi eravamo
ancora a 4.500 la Campania era a 35.000, ancora oggi sono state
lavorate, trasmesse soltanto 32.382 pratiche su 42.000, 10.000 non
sono state ancora decretate, il che significa che ancora ad oggi
circa una platea circa 50/60.000 siciliani non solo non hanno preso
il becco di un quattrino, ma ancora dovranno aspettare chissà
quante settimane per poter vedere un solo centesimo di quel diritto
che lo Stato gli ha assegnato, ma che la Regione non è riuscita a
fargli pervenire.
La Sicilia è stata la 18 Regione d'Italia ad inviare i flussi
all'Inps. Allora noi ci siamo chiesti il perché di cotanta
disorganizzazione, ma perché anche tanta difficoltà ad ammettere
gli errori commessi e a fornire al Parlamento ed ai siciliani le
dovute giustificazioni al punto tale da costringere questo
Parlamento a presentare una mozione di censura affinché il Governo
venisse qui, nel luogo deputato a dare le spiegazioni, che devono
essere date a noi ma soprattutto a decine di migliaia di famiglie
siciliane.
Tra l'altro, in occasione dello scandalo delle dieci euro a
pratica, che abbiamo conosciuto inizialmente tramite i giornali, e
dove si cerca anche di fare scaricabarile tra tutti i soggetti
coinvolti, è emerso anche un fattore un po' particolare, perché non
si riusciva a trovare un responsabile fin quando il dirigente del
Dipartimento Vindini, il Dirigente generale, si è autoaccusato di
dire io l'ho firmato e non ne sapevo nulla, ma nelle audizioni che
sono conseguite è emerso un particolare che un po' mi ha stranito,
perché il dottore Bologna, che è Ragioniere generale che è anche
Dirigente ad interim sia della funzione pubblica, così come adesso
anche del Dipartimento lavoro, ha dichiarato in Commissione che
durante i lavori della finanziaria era stato presentato un
emendamento di 300 mila euro, guarda caso la stessa identica cifra
per fornire dei premi. Un assessore lo aveva depositato per fornire
i premi a questi lavoratori, ed in quell'occasione il Ragioniere
Bologna gli ha evidenziato: guarda, non c'è bisogno di presentare
questo emendamento perché i fondi già ci sono .
Ed allora, la domanda è? Questa vergogna dei 10,00 euro a pratica,
mentre i siciliani ancora oggi attendono la cassa integrazione, era
un fatto preordinato e voluto dal Governo di cui nessuno si è
assunto politicamente la responsabilità ed il dirigente Vivigni, a
questo punto, è quello che ci ha dovuto mettere la faccia? Oppure
c'è qualcosa che non si comprende? I dirigenti generali hanno o non
hanno il dovere di rapportarsi con il loro Assessore? L'Assessore
di questo ramo, in questo caso l'assessore Scavone, ha il dovere di
verificare come lavorano gli uffici? E' mai possibile che i centri
provinciali per l'impiego, nell'affrontare una così difficile, una
così copiosa istruttoria si sono visti ognuno a procedere secondo
moduli organizzativi propri, autonomi, a seconda delle capacità di
ciascun dirigente? Ci sono state delle riunioni verbalizzate con i
nove dirigenti dei centri provinciali per l'impiego, oppure gli è
stato detto: andate e morite tutti perché così, caso mai, la colpa
è vostra ed io non mi assumo la responsabilità
dell'organizzazione?
Allora, la domanda è: si può trattare e gestire così una questione
così delicata? Perché con 99 milioni di euro che lo Stato ha
mandato alla Regione siciliana per effettuare i tre concorsi per
1.135, tra funzionari ed istruttori, entro il 2021, ad oggi neppure
uno di questi concorsi è stato svolto? Perché - e concludo - anche
nella conferenza stampa che si è tenuta il 27 aprile, insieme al
Presidente Musumeci, sono stati enunciati dati riguardanti le
pratiche lavorate anziché informare correttamente i Siciliani di
quante pratiche erano state decretate e, quindi, trasmesse come
lavorabili all'INPS?
Perché non sono stati accettati i confronti e gli aiuti che
PRESIDENTE. Siamo un minuto oltre, onorevole De Luca.
DE LUCA. Vabbè, la tematica ce lo consente.
E poi - per concludere - da questo punto di vista, perché le
sedi deputate come la Commissione Lavoro , come l'Aula, come il
leale confronto tra Parlamentari è stato continuamente eluso fino a
costringerci a presentare una mozione di censura su un argomento
così delicato?
Questo è un atto di chiarezza che oggi deve essere fatto non solo
nei confronti di quest'Aula, ma nei confronti di tutto il popolo
siciliano che, ancora oggi, sta patendo non solo il mancato
versamento, ma anche il mancato introito di oltre 150 milioni di
euro nel nostro tessuto economico.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'assessore Scavone per la
replica.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Signor Presidente, deputati, onorevole Presidente della
Regione, Governo, io oggi sono qui chiamato in causa da una mozione
che chiede chiarezza e, però, il Presidente dell'Assemblea mi è
testimone di aver dato più volte la disponibilità a prescindere
dalla mozione che, poi, è stata successivamente presentata rispetto
alla mia disponibilità di chiarire.
Anche perché su questa cassa integrazione in deroga si è scatenata
una polemica tutta siciliana in una condizione nella quale -
probabilmente ormai è noto - per fare chiarezza io introdurrò
questo argomento leggendo dichiarazioni di altri.
La Stampa', 5 maggio: Accettiamo le critiche, ammettiamo gli
errori, ma abbiamo cercato di non risparmiarci , questo lo dice
Tridico, Presidente dell'INPS.
E su questa intervista, che io avevo già letto on-line, lui
continua con molta chiarezza dicendo: abbiamo utilizzati due
istituti da riformare, un meccanismo eccessivamente lento. I
lavoratori - dice Tridico - pensano di ottenere la cassa una volta
messi a riposo - ha spiegato il presidente dell'Inps, è tutto
virgolettato - ma in realtà bisogna aspettare che si porti a
compimento un processo che si compone di quattro passaggi e poi -
dice successivamente - la cassa integrazione in deroga, è molto
più lunga, perché vi è un quinto passaggio, ci sono anche le
Regioni .
Su questa intervista io ho attaccato in Conferenza degli Assessori
delle Regioni proprio il Presidente, ho fatto notare al Ministro
successivamente che Tridico, Presidente dell'Inps, avrebbe - per
carità, fa bene correttamente a fare il mea culpa - ma avrebbe
dovuto correttamente, sin dall'inizio assumere dei provvedimenti
correttivi sul piano del percorso burocratico amministrativo
piuttosto che fare il lettore di una procedura che lui stesso in
qualche modo aveva imposto, tanto che il giorno dopo, Bonaccini,
Presidente della Conferenza Stato-Regioni, dopo aver partecipato
per tre settimane agli incontri degli Assessori al lavoro, chiede
ufficialmente al Ministro che Tridico si scusi con le Regioni e
dichiara: Non sono certamente imputabili alle Regioni, che stanno
lavorando a pieno organico per autorizzare le domande e
trasmetterle all'Inps, bensì ad un meccanismo che si fonda su
regole previste per situazioni ordinarie e che, pertanto, comporta
tempi non conciliabili con una situazione di emergenza e non con la
straordinarietà. Il procedimento - continua - è estremamente
complesso, vi è un primo passaggio, l'accordo delle Regioni con i
sindacati, un'istruttoria regionale, la trasmissione all'Inps,
un'istruttoria dell'Inps e poi il pagamento . Questo Stefano
Bonaccini, che collaziona un atto che poi viene accolto dalla
Presidenza del Consiglio e che porterà al cambiamento di rotta di
cui parlerò successivamente alla seconda fase della Cassa
integrazione in deroga.
Allora, non vi è dubbio da queste prime battute che vi è una
situazione nazionale, vi sono report al 10, al 18, al 21 e al 23
maggio che testimoniano che in questo momento i livelli di
erogazione a livello nazionale sono bassissimi. Poi, abbiamo
assistito, par carità, ad una grande polemica politica e poi anche
giornalistica, ci siamo abituati, la politica - come ho detto una
volta - come dire, ha il suo pentagramma e le note della politica
spesso sono le polemiche quando non la mistificazione, ma ci sono
stati organi d'informazione che hanno continuato fino a ieri a
mettere insieme numeri che si leggono in maniera diversa.
Il 18 maggio. Il 18 maggio la struttura che informa Giletti e
Giletti nella sua trasmissione fa una graduatoria, il 18 maggio, e
mette la Sicilia in seconda posizione. Vi sono le prime otto
regioni, poi ce ne sono quattro, poi ce ne sono altre quattro e la
Sicilia è davanti al Lazio, all'Abruzzo, alla Toscana, all'Emilia-
Romagna, alla Puglia, alla Sardegna, alla Lombardia in undicesima
posizione.
Credo On-line, che è il giornale on-line dei quotidiani di finanza
del nostro Paese, il 21 maggio viene fuori, sempre con un'ulteriore
graduatoria, dicendo in testa alla Valle D'Aosta, eccetera
eccetera, subito dopo la Valle D'Aosta, si piazzano, la Basilicata
e la Calabria, poi a metà dopo il Veneto la Sicilia, e la Campania,
che è un po' indietro alla Sicilia, dietro ancora la Toscana e poi
la Puglia e poi così ci rimettono in ottava posizione.
Allora, voglio dire, non vi è dubbio che abbiamo avuto un
meccanismo che non ha tenuto conto della eccezionalità del momento
e che è stato trattato dall'Inps come se fosse una condizione
ordinaria, è stato trattato forse, come dire, con un po' di
superficialità, non considerando che, probabilmente, il passaggio
delle Regioni era inutile, era un provvedimento del 2008, siamo
fuori dalla storia, nel frattempo ci sono dodici anni di
avanzamento telematico che non si è considerato e aggiungo le
Regioni non ci mettono un euro, le Regioni non fanno nessuna
istruttoria se non una istruttoria cartacea, non hanno la
possibilità, visto il Covid e lo smart-working, di fare verifiche
attraverso gli ispettorati, laddove dovessero servire e poi,
aggiungo, che verifiche vanno fatte quando Scavone chiude, chiude
perché il 17 marzo giustamente e correttamente a tutela di tutto il
Paese viene promulgato un D.L, il n. 18, che è stato ben descritto,
nel quale all'articolo 22 si fa ricorso alla cassa integrazione in
deroga.
Non vi è dubbio che non eravamo preparati. Non lo era nessuna
Regione e non lo era nemmeno la nostra. Non lo era la nostra
Regione che al Dipartimento del lavoro in questo anno in cui ho
assunto questa responsabilità ha cambiato quattro dirigenti, ma
fondamentalmente non lo era perché non era pronta la struttura non
avevamo alcuna struttura informatica. E allora, ci siamo
organizzati in questo senso e, devo dire, non abbiamo perso tempo.
Il decreto n. 18 è del 17 marzo, da qualche giorno a Roma c'erano
le bozze del decreto ed il 16 marzo dal sottoscritto viene
insediato quello che doveva essere, che è previsto dalla legge,
sarebbe stato previsto dalla legge poi varata il 17 marzo cioè il
giorno successivo, e che era il tavolo regionale permanente per la
risoluzione della crisi del lavoro in Sicilia alla luce
dell'emergenza Covid.
Viene da me indetto questo tavolo e viene indetto, tra l'altro,
con quelli che erano gli interlocutori a livello nazionale,
ministeriale cioè i sindacati confederali e via, via aperto proprio
perché si arrivasse ad un'interlocuzione la più ampia possibile e
ad un percorso condiviso sul piano amministrativo ben 58 realtà tra
sindacati, strutture datoriali, strutture professionali che tutte
hanno sottoscritto o hanno voluto aggiungere la firma a
quell'accordo che era previsto all'articolo 22 del D.L n. 18 del 17
marzo, cioè alle modalità operative con cui andava applicata la
cassa integrazione in deroga.
Dal 16 marzo al 25 marzo abbiamo avuto quattro, cinque ore al
giorno di conferenza di servizio fino a 58 interlocutori con i
quali abbiamo, tra l'altro, varato innanzitutto le linee guida a
tutela dei lavoratori nelle strutture di grande affollamento; poi
le linee guida a tutela dei lavoratori nei cantieri edili e poi
abbiamo messo mano all'atto sottoscritto che viene, appunto,
firmato il 25 marzo.
Il 26 marzo parte, appunto, la fase gestionale ed attuativa. Il 25
marzo s'insedia il nuovo dirigente generale del lavoro che devo
dire, tra virgolette, poverino s'inserisce in un tourbillon di
difficoltà e già quasi di contrasti tra le regioni ed il livello
centrale.
Tra il 27 ed il 28 marzo si fanno delle riunioni operative con gli
interlocutori della struttura che sono, ovviamente, l'ingegnere
informatico della struttura, con l'Anpa servizi che ha l'assistenza
tecnica istituzionale, con ETT che è la società che gestisce il
Silav e cioè la base informatica con cui si gestisce il
Dipartimento del lavoro.
Il 30 marzo si fa l'ordine diretto, lo fa il direttore generale
attraverso il Mepa, con cui si compra appunto, si acquista la
struttura e l'impegno a rendere funzionale il sistema per
l'inserimento delle informazioni e la generazione del file XML.
Il 2 aprile si apre la possibilità per quanto riguarda consulenti
del lavoro e le aziende di iscriversi e, tra l'altro, si mette in
campo il bando con tutte le indicazioni operative fino al 7 quando
materialmente vengono presentate dalle ditte accreditate,
ovviamente, le domande.
Dal 2 al 6 si svolgono tutte le attività di verifica. Sono state,
tra l'altro, messe in campo oltre 800 mail di risposte ai dubbi,
800 mail e 49 FAQ che hanno chiarito tutti i dubbi che c'erano fino
a quel momento.
Abbiamo organizzato le cose devo dire così per bene che il 7
aprile, e da lì poi inizia a partire la polemica, vengono
registrate, vengono ad essere registrate, 15.000 domande senza
nemmeno un flop del sistema, ricordo il flop del grande computer
della struttura informatica dell'INPS all'inizio di marzo, e quello
che è avvenuto un po' in tutte le regioni.
Il 14 aprile la riunione operativa con i dirigenti del Centro per
l'impiego e fondamentalmente con l'interlocutore INPS. In quella
sede si stabilisce, ovviamente stabilisce il direttore della
strutture insieme al direttore dell'INPS, la struttura informatica
che nel frattempo era stata costituita alla Regione di seguire una
modalità del tipo una domanda, un'azienda, un decreto', secondo
appunto le indicazioni dell'INPS in una cosiddetta modalità rigida.
Dal 16 al 20 aprile si svolge tutta l'attività amministrativa di
avvio. Dal 20 aprile le prime domande che vengono presentate
attraverso centri per l'impiego e alla costituzione della task
force di 140 persone fatte in tutti i centri per l'impiego.
Il 20 aprile, che è la data dell'operatività del sistema, già alle
prime assegnazioni emergeva da una relazione quotidiana che io ho
preteso dal direttore generale che due domande su tre risultavano
irricevibili e, quindi, ci rendiamo conto che il sistema a incastro
tra la struttura informatica della Regione e quello dell'INPS aveva
delle criticità anche per piccoli errori nel campo obbligatorio
come il codice di avviamento postale, il numero delle matricole in
relazione alla struttura che ne faceva richiesta, e quant'altro,
facevano impallare il sistema, cosa immediatamente portato
all'attenzione della Conferenza degli Assessori al lavoro; siamo
stati noi dalla Sicilia a sollevare le prime perplessità su una
procedura che certamente aveva queste difficoltà.
Il 22 aprile il primo flusso, e qui ci sono le 23-24 registrazioni
alle quali faceva riferimento De Luca, ma è evidente che dal primo
giorno all'ultimo noi possiamo fare e dobbiamo fare conto su quelle
che sono le procedure lavorate dalla struttura. Il 24 aprile su
3.967 pratiche assegnate ne vengono trattate 1.300. Poi, vengono
trasferite in istruzione 600 poi queste passano con questa
difficoltà, 2 su 3 tornano indietro, all'INPS che li riceve a Roma,
poi da Roma avrebbe dovuto mandarli dopo 24 ore in realtà questi
passaggi all'inizio richiedevano anche i due e i quattro giorni
per un ritorno attraverso il quale poi l'ufficio poteva come dire
aprire la porta per il trasferimento all'INPS regionale.
Sin dall'inizio ci siamo accorti di queste difficoltà e abbiamo,
come dire, ovviato attraverso una grandissima collaborazione col
dirigente regionale dell'INPS, con il quale in tempo reale man mano
che abbiamo modificato le procedure abbiamo collaborato al punto
che la Regione Sicilia oggi si trova, come vi dicevo, all'ottavo
posto per regioni che hanno mandato in pagamento, attraverso
l'INPS, la cassa integrazione in deroga.
Il 27 aprile io, però, non convinto ancora e preoccupato tutt'oggi
che ci potessero essere altre ragioni anche interne di mancata
collaborazione col Dipartimento, chiedo al dirigente generale una
verifica sui ritardi procedurali, sugli eventuali ritardi degli
aspetti contrattuali sottoscritti e chiedo anche una verifica
puntuale sulla produttività che dalla periferia veniva prodotta
verso il centro.
Il 4 maggio non ancora, come dire, contento dei risultati secondo
quanto l'ufficio mi aveva prospettato e la struttura informatica di
supporto mi aveva garantito, istituisco una Commissione di indagine
nella quale metto tre dirigenti generali perché si possa
ricostruire, poi con serenità, tutto quello che è avvenuto.
Il 29 aprile torno indietro, visto che questo sistema che c'era
stato, come dire, imposto dall'INPS, una pratica, un decreto era
troppo farraginoso, con la struttura informatica ITT e con la
collaborazione a titolo gratuito dell'Anpal, si cambia procedura,
si tenta di fare una procedura multi pratica e si fa il primo
tentativo di trasferire 500 procedure contemporaneamente. E' il
momento in cui si ha un salto di qualità nel numero delle procedure
che vengono trasferite.
Il 6 maggio il fattaccio: io apro il giornale e leggo la storia
del bonus. Ora, questa storia del bonus io capisco che ci può
essere stato, come ho detto nella conferenza stampa, probabilmente
qualche organo di stampa ha utilizzato la scarsa esperienza sul
piano della comunicazione del dirigente generale attribuendogli una
frase virgolettata che poi lo stesso giornale ha rimosso. Quindi,
così come il dirigente generale dimettendosi, dimostrando una
grandissima signorilità, ha dichiarato, probabilmente non ha mai
fatto una considerazione di quel tipo. Certo è che il 5, invece,
lui relaziona di avere incontrato i sindacati che gli avevano
portato una proposta all'interno degli ambiti contrattuali,
espressamente previsto dal contratto, rispetto alla quale lui aveva
messo una sigla per approfondire un aspetto contrattuale che ancora
non aveva chiaro.
L'assessore, e cioè il sottoscritto, viene informato solamente
l'indomani dall'apertura del giornale, si è costruito, come dire,
una condizione, veramente che ha buttato alla fine - se mi
consentite - il dileggio sui dipendenti regionali, che sono stati
invece alla fine quelli che hanno accettato all'inizio di lavorare
con un sistema che non conoscevano, che hanno lavorato in smart
working da casa il 24, il 25 aprile, il sabato, le domeniche ed
anche il 1 maggio e che quando hanno letto, come l'assessore
competente, su Repubblica' di questa - come dire - disponibilità
attraverso i dirigenti generali che io riunisco l'11 maggio, mi
fanno sapere che nessuno di questi mai aveva chiesto lo
straordinario e che non avrebbero accettato uno straordinario e che
non lo avrebbero chiesto, ma che avevano lavorato con spirito di
abnegazione, come avevano fatto fino adesso, perché appunto vi era
e vi è un momento gravissimo per le persone che attendono la
liquidazione della cassa integrazione in deroga, che come
ribadisco, purtroppo, non siamo noi a liquidare ma è l'INPS.
L'aggiornamento ad oggi. Girano tanti numeri, girano da giorni
tanti numeri: i numeri delle pratiche istruite, poi i numeri delle
pratiche registrate, poi di quelle autorizzate e poi di quelle
pagate, mettendo insieme numeri veri e proiezioni fantasiose.
L'aggiornamento nella cassa integrazione in deroga, ad oggi, e
voglio dire al 23 maggio, perché tra i tanti interventi che ho
ascoltato in Commissione ne ho sentito uno che ha richiamato
all'etica della responsabilità, citando una data che credo resterà
scolpita a vita nei nostri cuori e che ci deve guidare nel lavoro
quotidiano, le pratiche sono 43.880; sono tutte interamente
istruite e, quindi, la fase della istruzione è completamente
conclusa.
In questi giorni, con la seconda fase, è stato aggiunto un termine
che non vi era nella prima fase: quello del 31 maggio; cioè, alla
fine avendo autorizzato altre nove settimane di cassa integrazione
in deroga il Governo ha deciso di mettere come ultima data
possibile per ricevere la cassa integrazione in deroga e le prime
nove settimane, alla data del 31 maggio. E' questa la ragione, al
di là di un grande senso di responsabilità e di collaborazione che
è nato all'interno degli uffici, tra i dirigenti, tra la periferia
che lavora e il dottore Bologna che, ad interim, sta seguendo in
questi giorni il Dipartimento lavoro, alla fase 1 segue una fase 2,
e c'è un supplemento istruttorio.
Cosa vuol dire? Vuol dire che, in questo momento, 10.028 pratiche
sono state bocciate dal sistema, per errori formali, per errori
meno formali, per errori sostanziali, per errori di richiesta,
perché la cassa integrazione, ad alcuni di questi, non è dovuta e
perché, come capita al 90 per cento delle ulteriori 1.800 domande
che sono arrivate alla luce della scadenza fissata al 31 maggio,
l'80 per cento di queste sono dei doppioni.
Io ho voluto evitare di fare polemica, ho fatto solo una
dichiarazione su Facebook, all'inizio, quando ho sottolineato che
il sistema in Sicilia era partito il 22 aprile, dopo aver fatto
esperienza degli errori delle altre regioni; vero diciottesimi, ma
non ultimi, e non ultimi per indolenza o per incapacità
organizzativa, ma perché avevamo organizzato un sistema che doveva
funzionare e aveva funzionato al punto che in quella data del 7
aprile 15.000 domande entrarono senza creare nessun problema. Ma
10.028 di queste, ancora oggi, sono piene di errori.
Allora, per evitare che la gente possa non avere la cassa
integrazione in tasca, abbiamo avviato una seconda istruttoria e
una seconda fase nella quale si stanno chiamando i consulenti del
lavoro e, prendendoli per la manina, li si stanno accompagnando
alla correzione delle pratiche che altrimenti - come nelle altre
regioni è avvenuto - sarebbero state rispedite indietro col
rischio, poi, di penalizzare i lavoratori piuttosto ovviamente che
i consulenti e quant'altro.
Questo è quello che è avvenuto. E, veramente, dispiace che noi
abbiamo utilizzato la Cassa integrazione in deroga, una procedura
che lo stesso Presidente dell'INPS ha ammesso essere stata troppo
farraginosa, che il Presidente del Consiglio Conte ha dichiarato
farraginosa, che il Ministro Catalfo, ascoltando un mio durissimo
intervento nella Conferenza con gli Assessori al lavoro, da lei
prontamente ascoltato, io quel giorno gliel'ho scritto per
messaggio al telefono e gliel'ho detto: Caro Ministro, tu passi
alla storia se hai il coraggio di cancellare questa farraginosa
condizione della cassa integrazione in deroga e direttamente passi
all'INPS la responsabilità di erogarla .
Questo è avvenuto. E, però, vi voglio dire, noi dal 22-24 aprile,
prima trasmissione delle pratiche, ad oggi abbiamo completato la
procedura con oltre 42 mila pratiche in un mese quando l'intero
Dipartimento sviluppa un lavoro di 20 mila pratiche l'anno, con gli
stessi dipendenti e senza un euro di incentivo di straordinario o
di bonus inventato.
PRESIDENTE. Assessore, mi scusi. Per favore, non potete stare in
tre là Io vi chiedo scusa, ma devo purtroppo intervenire.
Assessore, se arriviamo alla conclusione, sono già 45 minuti circa
che parla. Lei ha tutto il tempo che vuole, siccome comunico che ho
fatto riaprire l'aria condizionata perché c'è caldo e quindi ho
dovuto fare chiudere le finestre, se possiamo contenere i tempi
agevoliamo il tutto. Grazie.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Lo faccio con celerità e concludo questa prima parte.
Allora, vi invito a riflettere su un dato. Tridico annuncia la
concessione diretta della seconda parte attraverso l'INPS e fa due
precisazioni: le domande verranno fatte al trentesimo giorno dalla
pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale, che è avvenuto
quattro giorni fa, quindi fra 26 giorni e l'anticipazione che -
udite, udite - sarà solo del 40 per cento verrà data a trenta
giorni dalla presentazione della domanda.
Quindi l'INPS nella seconda fase della cassa integrazione in
deroga, quando tutto è stato semplificato, quando non vi sono più
dati da caricare perché Scavone, che ha avuto processato la sua
richiesta dalla Regione e dall'INPS, ha già i suoi dati all'INPS,
quindi come ha detto Tridico basta chiedere il rinnovo, si prende
60 giorni.
E, allora, voglio dire probabilmente, non voglio fare polemica, ma
l'ho detto nella sede romana e lo ripeto qui, le ragioni vere per
cui si è costruito un sistema un po' farraginoso e si è tenuto in
campo è che probabilmente il Governo centrale, pur nella generosità
di un intervento così importante e così urgente, aveva una
difficoltà e cioè la risorsa finanziaria che come ci dice Gentiloni
nella sua responsabilità verrà attraverso il progetto MUSE dato
dall'Europa nel momento in cui gli stati garantiranno 25 miliardi a
copertura con 100 miliardi che l'Europa darà ai Paesi, compresa
l'Italia, per il pagamento della cassa integrazione in deroga e
secondo i tempi di Gentiloni spera che questo possa avvenire entro
luglio.
Questo è il primo argomento che spero di avere chiarito in ogni
suo aspetto. Per carità è stato un periodo complesso e sgradevole.
Quando si mette il massimo dell'impegno e non solo sul piano
politico e, ovviamente, dell'iniziativa di gestire alcune di queste
procedure ma si fa come ho cercato di fare e come abbiamo cercato
di fare come Governo una presenza continua nei confronti degli
uffici o incoraggiarne i risultati, ovviamente, risulta sgradevole
però, ribadisco, certamente la cassa integrazione in deroga ha
trovato impreparati tutti, ha trovato impreparati anche noi che non
avevamo nemmeno la piattaforma informatica ma, se mi consentite,
che chiudiamo e questo lo dobbiamo dire con il grande
apprezzamento, che ribadisco, nei confronti dei dipendenti per il
centro dell'impiego che tutto hanno fatto e nulla hanno chiesto un
grande lavoro che ci mette al pari delle Regioni che sono state più
veloci e che avevano più dotazione di struttura.
La seconda osservazione mi viene fatta sulla procedura concorsuale
dei centri per l'impiego.
PRESIDENTE. Mi scusi Assessore, lei ha risposto solo alla prima
parte? Ora c'è la seconda?
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. E la terza.
PRESIDENTE. Però, sinceramente la devo pregare di stringere molto
perché se sono passati 45 minuti per la prima rischiamo di stare
qua tutto il giorno. Se riesce a fare tutto velocemente.
SCAVONE, assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro. Faccio tutto in dieci minuti. Per quanto riguarda i centri
per l'impiego sapete bene che con la struttura del decreto n. 4 del
2019 per quanto riguarda, ovviamente, gli aspetti del reddito di
cittadinanza viene messa in campo una risorsa significativa che
consente di fare una serie di assunzioni.
La prima risorsa è la finanziaria del 2018 che ci dà 277 posti, a
seguire 429 e 429 per il 2020 e il 2021.
Per quanto riguarda questo aspetto il DM è del 28 giugno 2019 e
viene approvato il piano straordinario con l'individuazione dei
posti messi a concorso e delle risorse. La Giunta regionale con
delibera del 10 ottobre vara il piano triennale dei fabbisogni
assunzionali, presupposto essenziale per potere fare i concorsi.
Con la delibera del 27 novembre e poi con quella del 13 dicembre
si fa l'atto programmatorio della utilizzazione di tutte le risorse
anche quelle di rafforzamento delle strutture.
Da quel giorno in quella delibera il Dipartimento lavoro passa,
per rispetto regolamentare di questa Regione, la competenza al
Dipartimento funzione pubblica. Non so quanti altri lo avrebbero
fatto al posto dell'Assessore per il lavoro che vi parla.
Il Dipartimento funzione pubblica mi risulta che abbia chiesto al
RIPAM, e cioè alla struttura centrale, l'organizzazione del
concorso e messa in fila sono stati dati i profili del concorso e
le date.
Ovviamente, la situazione Covid ha bloccato l'esecuzione delle
procedure concorsuali che verranno gestite attraverso il FORMEZ e
la sua struttura centrale che è il RIPAM.
La terza osservazione riguardava le IPAB su due aspetti.
Innanzitutto, una sorta di inerzia per quanto riguarda le IPAB; non
sto qui a ricordare 150 anni di storia, ma abbiamo ereditato una
situazione che in questa Terra ha visto la non completa validazione
della 328 ma una norma che prevedeva che entro sessanta giorni dal
4 novembre 2002, perché questa è la data delle linee guida per
l'attuazione del piano socio-sanitario alla Regione, si sarebbe
andati avanti all'approvazione del piano di indirizzo generale.
Da lì arriviamo alla data del 28 novembre 2018, passano solamente
sedici anni perché la I Commissione all'ARS Affari istituzionali'
approvi un disegno di legge che era la sintesi di una serie di
disegni di legge che nel frattempo erano stati presentati.
Su questo disegno di legge, l'ufficio legislativo solleva delle
perplessità e in data 11 giugno il Dipartimento al bilancio fa una
serie di osservazioni dando riscontro negativo in quanto carente di
copertura finanziaria e mancante di elementi utili alla
quantificazione dei medesimi. Sottolineando in maniera particolare,
con grande preoccupazione, due articoli: l'articolo 13 e l'articolo
14.
Badate bene, l'11 giugno
Il 12 giugno il sottoscritto, al fine di approfondire la materia,
vara una struttura tecnica nella quale viene coinvolto un
magistrato della Corte dei conti, a cui abbiamo chiesto
disponibilità proprio per le continue osservazioni fatte dalla
Corte dei conti sulle IPAB, due docenti universitari, abbiamo
coinvolto anche un ex capo Dipartimento che fu fra gli estensori di
quella che è stata una legge antesignana nel nostro Paese, la legge
n. 22 del 1986 sulla riforma dei servizi socio-sanitari, mi
riferisco al dottore Castellucci.
Il tavolo è stato onerato di verificare tutte le criticità
sollevate dalla Magistratura di controllo contabile, è stato
onerato di studiare e valutare le eventuali forme dei lavoratori
dipendenti, è stato onerato di un'attività di monitoraggio del
patrimonio degli enti e, fondamentalmente, di altri due aspetti: la
verifica della capacità gestionale dei nuovi soggetti eventuali di
diritto privato ma, fondamentalmente, la verifica delle tavole
fondative, perché a questo siamo arrivati.
Siamo in una fase nella quale stiamo cercando di mettere insieme,
in coerenza con quelle che erano e sono state le tavole fondative
degli enti, perché queste possano avere, in relazione alla loro
natura, un destino che possa essere da loro stessi scelto.
Abbiamo fatto la ricognizione di tutti i beni immobili, che sono
circa 1.848 e degli ettari di proprietà che sono circa 4.686.
Abbiamo anche aperto un dialogo con la CESi che è ovviamente la
Conferenza Episcopale Siciliana che rivendica la volontà e
l'interesse di riacquisire le strutture che avevano nelle tavole
fondative un profilo religioso e a loro abbiamo chiesto, in
relazione alla disponibilità dell'eventuale transito, un progetto
qualificato di management che possa garantire il rilancio della
struttura e i posti di lavoro.
Altra osservazione che mi era stata fatta è che non avevo messo a
disposizione le strutture.
Noi con nota dell'11 marzo, del 13 marzo, del 17 marzo, del 19
marzo abbiamo diffuso raccomandazioni e abbiamo emanato misure di
contrasto al Covid e messo a disposizione della Protezione civile e
delle eventuali Prefetture 21 delle nostre strutture.
Abbiamo nominato un Commissario ad acta a Palermo perché una delle
strutture di Palermo potesse accogliere i senza tetto ed i giovani
immigrati, i minori non accompagnati. Abbiamo, alla Protezione
civile, chiesto l'assegnazione, ovviamente, dei dispositivi di
sicurezza. Abbiamo imposto l'adozione del piano di prevenzione alle
strutture assistite. Abbiamo, alla fine, registrato che, per
fortuna, con quest'azione di monitoraggio, nelle nostre strutture
non è successo nulla di drammatico se non 2 episodi che sono tra
l'altro non da riferire alle IPAB.
E, per concludere, voglio informare, voi onorevoli di questo
importante consesso, che con decreto del 19 maggio, dopo gli
accertamenti ispettivi disposti sulla regolarità di tutta
l'attività amministrativa di alcune IPAB, siamo riusciti ad emanare
una concessione economica a dipendenti, come quelli dell'Oasi
Cristo Re di Acireale, che avanzavano decine di stipendi,
liquidando un pagamento di 638 mila euro e, anche, sanando una
situazione di 54 mila euro, con un conto contabilità speciale,
intestato all'INPS.
E concludo dicendo, le IPAB diventano, come dire, un cavallo di
battaglia di questo Governo che, assecondando la volontà venuta
dall'Aula, ha rafforzato la presenza nella legge finanziaria di 3
milioni di euro che sono previsti, proprio per il rilancio delle
stesse.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
sulla mozione. Hanno chiesto di parlare gli onorevoli Di Paola e,
poi, l'onorevole Di Caro.
Onorevoli colleghi, volevo informarvi che, per Regolamento,
possono intervenire due per Gruppo parlamentare. In questo momento,
quindi, l'onorevole Di Paola parla per il Movimento Cinque Stelle,
ma risultano iscritti a parlare, per lo stesso Movimento, gli
onorevoli Di Caro e Foti. Ditemi voi, poi, chi deve intervenire.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Di Paola.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, cittadini, è indubbio che ci
troviamo di fronte ad una pandemia. Un fatto mai visto Un fatto
mai visto
Quindi, è normale che sia anche difficile affrontare determinate
situazioni. Signor Presidente, però, oggi, cerco di portare la voce
di 160 mila siciliani, circa 160 mila siciliani, più le loro
famiglie e, quindi, stiamo parlando di circa il 10 per cento della
popolazione siciliana che aspetta, ancora, la cassa integrazione in
deroga. E colleghi, signor Presidente, la gente perbene,
soprattutto in questa fase parla, critica e contesta. Ma è normale
E' normale in questa fase così difficile quando ancora manca, dopo
2 mesi, la cassa integrazione in deroga.
Vedete colleghi, ho ascoltato attentamente l'Assessore e mi sono
segnato, man mano, le cose che ha detto, le varie date: tutto parte
il 25 marzo. Sono passati 2 mesi Sono passati 2 mesi da quel 25
marzo
E, oggi, l'Assessore - io avevo già il dubbio - ha confermato che
la Regione siciliana non aveva una struttura informatica Nel 2020
E dopo 2 anni e mezzo di Governo Musumeci, di questo Governo, dopo
2 anni e mezzo, la Regione siciliana non aveva una struttura
informatica
E, quindi, dico, signor Presidente siamo venuti a conoscenza
durante la Conferenza stampa del Presidente, dell'assessore col
Presidente che si è assunto tutta la responsabilità di questo
fallimento, perché per me è un fallimento, e in quella Conferenza
stampa, colleghi, abbiamo scoperto assieme al Presidente che
sconosceva tutto questo, che la stessa azienda che ha causato il
flop day relativo al precedente governo, il flop day dell'assessore
Scilabra è la stessa azienda che ha realizzato questa piattaforma
informatica.
Ma dico ci rendiamo conto che nell'ambito del digitale ci sono
milioni e milioni di euro e la Regione siciliana non ha una
struttura informatica? Ma chi decide chi, chi decide cosa? E nel
frattempo a pagare sono i siciliani, perché sono i siciliani che
nel frattempo aspettano, perché poi ad un certo punto i super
tecnici, i giovani tecnici il 7 maggio, il 7 maggio quanti giorni
sono passati dal 7 maggio rispetto al 25 marzo, il 7 maggio i super
tecnici dell'ANPA servizi in pochi giorni risolvono tutto.
Allora dico, sulla base di questo ragionamento, è mancata
l'organizzazione, è mancata la programmazione e non solo dal punto
di vista informatico, anche dal punto di vista del personale e chi
deve organizzare il personale, chi lo deve organizzare se non
l'Assessore insieme al suo Direttore generale? Perché sono stati
scelti solo 140 dipendenti? Il Dipartimento lavoro ha più di 2.000
dipendenti, ha circa 2.000 dipendenti perché solo 140? Perché solo
140 e dopodiché a loro è stato suddiviso in modo opportuno il
lavoro? Io questo me lo chiedo, mi chiedo se fin dall'inizio il
lavoro è stato suddiviso in maniera opportuna, se ci sono delle
carte che possono testimoniare questo, se sono stati dati degli
obiettivi a questi lavoratori, quante pratiche al giorno dovevano
espletare? E' stato sottoscritto qualcosa a livello organizzativo?
Sono tutte domande a cui l'Assessore anche oggi non ha saputo
rispondere, non ha risposto a queste domande e dopodiché il
problema organizzativo è venuto ancora di più fuori quando questi
lavoratori sono stati messi prima in smart working e poi sono stati
fatti tornare dallo smart working. Ma che organizzazione è? Che
organizzazione è, colleghi? Dopodiché questo Governo ha tentato di
scaricare le colpe sui dipendenti regionali, è stato questo Governo
che ha indotto in errore ed ha cercato di far passare il messaggio
che il problema era dei dipendenti regionali e non
dell'organizzazione perché vedete, colleghi, il Direttore generale
da chi viene mandato a fare quella riunione? Da chi? Chi si inventa
questo discorso del bonus?
Colleghi, ricordo vagamente che in Commissione Bilancio' durante
l'emergenza, durante la finanziaria Covid 19 il Governo ha tentato
- scusi Presidente gli ultimi dieci secondi - di portare un
emendamento dove cercava di mettere soldi in più, soldi in più per
dare delle premialità, ma poi l'emendamento viene ritirato perché
c'è già la contrattazione collettiva, c'è già la contrattazione
collettiva, quindi da lì si capisce che il Governo regionale, e lo
confermano anche i sindacati, ha brancolato nel buio e il tempo è
stato perso dall'organizzazione, dalla cattiva organizzazione data
da questo Assessore, data da questo Governo, e data da questo
Presidente e, colleghi, oggi è un'Aula importante perché con il
voto di oggi, e ci sono i siciliani che ci guardano dall'esterno,
noi sanciremo il fatto se siamo con i siciliani e, quindi, così
come facilmente Presidente diamo le poltrone, noi diamo le poltrone
facilmente, così queste poltrone devono essere lasciate se ci sono
degli sbagli nei confronti dei siciliani. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Di Paola. E' iscritto a parlare
l'onorevole Figuccia. Il Movimento Cinque Stelle mi faccia sapere
chi è il secondo che vuole intervenire. L'onorevole Di Caro, va
bene, cancelliamo l'onorevole Foti.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Figuccia.
FIGUCCIA. Signor Presidente, se non fosse per la delicatezza del
tema e della questione assolutamente attenzionata da tanti
siciliani ci sarebbe persino da sorridere, presidenti di Mauro e
Miccichè. Ci sarebbe da ridere - Presidente Miccichè la ascolti
questa storiella.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
Orlando scrive a Scavone e lo accusa che non gli arrivano le somme
per gli aiuti alimentari; Scavone risponde: ma che stai dicendo,
ti ho mandato il bonifico adesso, controlla il conto corrente .
Allora, dopo che gli dice di guardare il conto corrente il Governo
accusa l'INPS e l'INPS in qualche modo ritorna all'Assessorato e,
per botta e risposta, si dimette il Direttore generale.
Allora, l'opposizione, che stava scrivendo al Direttore generale
che l'accusava dello scandalo dei 10,00 euro, nel frattempo che fa?
Dice: non c'è più il Direttore generale e allora presenta la
censura all'Assessore. La maggioranza che fa? Difende subito
l'Assessore tranne, Presidente - l'Assessore dice la coalizione di
Governo mi sostiene - la Lega che, però, non si presenta in Aula
perché un deputato del partito dell'Assessore aveva chiesto di
scorporare la delega dell'identità siciliana perché era un'offesa
ai siciliani.
Presidente, mentre qua si aspettano 160 mila pratiche e ad ogni
passo, ne sono convinto, a lei Presidente dell'Assemblea, a lei
Presidente della Regione, a lei Assessore, a noi tutti la gente ci
ferma per strada chiedendoci quando potrà avere risposta su questa
vicenda tristissima, si scrive un libro che sa di barzelletta, dove
tutti litighiamo tra gli altri ed ognuno fa il gioco delle parti.
Si ricorda quando in questa cosa incappò, nella precedente
legislatura, la Scilabra - lei non la conobbe - si mise su una
macchina farraginosissima per il click day - l'assessore Falcone lo
ricorderà.
Allora, lì il gioco delle parti, all'Assessore Scilabra
l'opposizione fece la mozione di censura e la maggioranza sosteneva
l'assessore Scilabra.
Però, vedete, tutto questo, a distanza di cinque anni si consuma
in uno dei momenti più tristi della storia dell'umanità in una
sorta di rassegnazione diffusa al mito della vita politica come
rappresentazione teatrale, in un'alternanza di ruoli, di ribalte e
retroscena.
Allora, vanno in scena le maggioranze, vanno in scena le
opposizioni e c'è il dietro le quinte, dove chi non va in scena si
prepara alla nuova maschera per ritornare alla rappresentazione.
Io sono contento che oggi sia stata presentata questa mozione di
censura che, ovviamente, non potrà passare - l'opposizione lo sa
perché non ha i numeri - però è stata un'occasione, Presidente. E'
stata un'occasione per parlare seriamente del tema della cassa
integrazione, per parlare, Presidente della Regione, perché no,
della possibilità di riformare il sistema del lavoro nella Pubblica
amministrazione - cosa che stiamo facendo -, un'occasione per
ripensare non il lavoro da casa ma lo smart working che,
finalmente, è entrato all'interno dei temi della riforma del lavoro
perché in questo momento, mentre i sindacati facevano lo scherzetto
e la trappola, più che all'Assessore al direttore, facendogli
firmare le carte, mettendogli davanti un foglio di carta dove c'era
scritto che qualche dipendente avrebbe avuto i 10,00 euro a pratica
- una cosa che veramente farebbe sbellicare dalle risate chiunque,
oltre che indignare chi ovviamente non è lì nelle segrete stanze, e
non sa come veramente vanno le cose nel mondo della cospirazione,
dei sotterfugi, di chi trama per speculare. Con lo stesso
atteggiamento con il quale viene fatta questa censura.
Io spero, nel rispetto di questa Presidenza, che mi richiama al
tempo, che questa sia veramente un'occasione da non sprecare.
Pensiamo tutti quanti a quei 160 mila lavoratori che aspettano
risposte e vediamo di accelerare l'iter perché si possa arrivare ad
una risoluzione.
Io ovviamente sono un uomo di questa coalizione, l'ho già detto, è
una censura strumentale, la affronto con lo stesso stile con il
quale questa mattina sono andato a trovare l'assessore Lagalla
perché c'erano, Assessore, 15 milioni in legge di stabilità che,
purtroppo, essendo legati, signor Presidente, ai fondi POC, non
erano immediatamente utilizzabili. L'assessore Lagalla ha avuto una
splendida intuizione, che è quella di chiedere un'anticipazione dei
Fondi PAC per legarci alla spesa regionale e quei 6.000 operatori
della formazione professionale avranno finalmente la possibilità di
ricevere nei tempi utili quelle somme.
All'Assessore - e ho finito davvero - ricordo l'impegno che ha
preso in finanziaria che era quello legato al non utilizzare ASU e
PIP, ovvero a non chiedere il recupero delle ore
PRESIDENTE. La prego, non si faccia togliere la parola, è passato
già
FIGUCCIA. Taccio per rispetto a lei, anche se ho i tempi della
collega Lo Curto che me li ha appena ceduti, perché parlo per
l'UDC. Nondimeno
PRESIDENTE. No, voglio dire ci mettiamo d'accordo, però va bene.
FIGUCCIA. No, no, la collega Presidente del Gruppo, mi ha ceduto i
suoi cinque minuti e la ringrazio, per cui davvero tutti insieme
cerchiamo di scrivere un pagina positiva, quindi su ASU e PIP si
impegna, Assessore, ricorda l'impegno fatto che non recupereranno
le ore, continuiamo a seguire l'atteggiamento che oggi l'assessore
Lagalla ha rappresentato rispetto agli operatori della formazione,
è lo stesso atteggiamento di serietà, di sobrietà che il governo
Musumeci sta portando avanti da due anni e mezzo, l'opposizione lo
sa, sa benissimo che la censura non passerà, ma avrà fatto la
propria rappresentazione, ma è stato comunque utile per parlare
della cassa integrazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Dipasquale. Ne ha
facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signor Presidente della Regione,
Assessori, colleghi parlamentari, è come se il fatto che il
direttore Vindigni si sia dimesso per tutta questa vicenda, è come
se il fatto che il Presidente della Regione abbia chiesto scusa non
avesse un significato. Purtroppo, un significato ce l'ha, perché
sì, l'Inps ha le sue colpe, Assessore, sicuramente, lo ha detto
anche Conte sui limiti dell'Inps, però le responsabilità vostre ve
le siete riconosciute voi, prima che questa Assemblea. Secondo me
questo intervento andava chiuso con meno parole, Assessore. Penso
che si poteva fare di più, ovviamente, potevate fare di più, la
macchina che lei ha ereditato, la macchina che lei ha avuto in mano
da un anno, è la macchina che le ha consegnato il Presidente della
Regione, che ha da tre anni ed è una macchina, come ha detto lei,
il suo Assessorato, una macchina inceppata, ma questo suo
Presidente gliel'ha consegnata, cioè non si è votato un anno fa, si
è votato quasi tre anni fa, caro Assessore.
La cosa grave è che per discutere di cassa integrazione e per
discutere di tante cose bisogna presentare una mozione di sfiducia,
una mozione di censura. E' qui il fallimento della politica,
presidente Musumeci, e il fallimento purtroppo è a capo tutto suo,
cioè noi avevamo davvero il bisogno di discutere della Fase 2 e
avevamo bisogno di discutere della Fase 2 perché erano tante le
cose in sospeso. Ma lei pensa che se lei fosse venuto in Aula a
parlare di cassa integrazione e di altre cose della Fase 2, oggi
discutevamo di tutto questo? No. E' stato solamente il suo
capriccio il volersi arroccare in quelle che sono solamente
l'ambito delle televisioni nazionali dove non ha il contraltare,
dove su Facebook, dove è solo lei che parla. Ha perso lei il
piacere del confronto, ha perso forse anche il coraggio del
confronto, signor Presidente.
E la verità è che qui, oggi, non dovremmo discutere della mozione
di sfiducia, di censura dell'assessore, ma dovremmo discutere della
mozione di sfiducia a lei, a lei, lo so, manca par quest'Aula,
perché lei gli elementi glieli ha messi tutti. Lei è il presidente
che negli ultimi sei mesi si è alzato da quest'Aula e se n'è andato
insultando il Parlamento e evocando i Palazzi che poi si sono
interessati di tutti tranne che del Parlamento, ma si sono
interessate delle persone che lei stesso ha nominato, caro
Presidente, non lo faccia il giustizialista che non è nelle
condizioni di farlo Mi creda non è nelle condizioni di farlo.
Quindi, lei si è occupato di tutto questo, lei non è riuscito a
venire in quest'Aula a parlare di Fase 2 dopo che la Fase 1 era
stata fallimentare, dopo che abbiamo fatto morire persone - e la
Magistratura su questo ci darà soddisfazioni, io sono fiducioso -
quando non c'era nessuno nei reparti, quando non c'era nessuno, noi
emergenza sanitaria .
PRESIDENTE Onorevole Sammartino, neanche dal Parlamento devono
arrivare auguri della Magistratura al Governo perché sennò facciamo
come dire
DPASQUALE. Non sono Sammartino e io non sto facendo nessun tipo di
auguri
PRESIDENTE. Evitiamo questo, lo abbiamo stigmatizzato l'altra
volta. Vale uguale il contrario.
DIPASQUALE. Io non ho fatto nessun tipo di augurio, ho detto
solamente che nessuno si deve eleggere a giustizialista perché non
ne ha le carte in regola né il Presidente e né altri. Questo ho
solamente detto Presidente, non mi pare che è motivo di scandalo o
di fastidio, dopodiché ritengo che dopo la fase fallimentare
dell'emergenza sanitaria - perché è stata fallimentare - noi non
abbiamo avuto emergenza sanitaria in Sicilia. Non ci trovavamo
migliaia di persone nei reparti, Presidente, alcune decine, alcune
decine, e noi nonostante questo abbiamo fatto morire le persone.
E' mancato il confronto, è mancato il confronto sulla Fase 2, per
fare sicuramente un momento - lo so Presidente ci sono nove minuti
che mi ha fatto perdere anche - quindi caro Presidente, così come
le aperture domenicali, che appartengono alla Fase 2. Un'Aula per
discutere queste cose, così come l'apertura degli asili nido che
sono rimasti chiusi - e la colpa non è di Scavone -, ma la colpa è
vostra, è sua, che non avete fatto un'ordinanza per questo.
Mentre nel Veneto, per esempio, già sono partiti, sì le aperture
degli asili da zero a 36 anni sì, si informi meglio, a 36 mesi sì,
si informi invece di sorridere, che è così.
Quindi, caro Presidente l'unico responsabile politico è lei, e la
mozione di sfiducia andrebbe fatta proprio a lei non agli
assessori, perché ne andrebbe fatta una a Razza, ne andrebbe fatta
all'assessore per il turismo che poi non l'abbiamo fatta e che ha
dovuto chiedere scusa, e così via. La verità è che è un Governo che
naviga a vista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Dipasquale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Di Caro. Ne ha facoltà.
DI CARO. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, ben
tornato presidente Musumeci, dopo l'Aula uccideremo simbolicamente
il vitello grasso, visto il lieto evento, l'unico modo per
confrontarsi con il Presidente, a quanto pare, sono le mozioni di
censura e di sfiducia, così quanto prima ci confronteremo con lei
con una mozione di sfiducia nei suoi confronti così avremmo la
garanzia che sarà certamente presente in Aula.
Signor Presidente, in merito alla cassa integrazione in deroga, un
passaggio rapido visto che poi alla fine le responsabilità, così
come ha dichiarato lei stesso sono del Presidente della Regione, il
7 aprile scorso, quindi il primo giorno utile subito dopo l'accordo
di programma quadro - l'Assessore si ricorderà benissimo - abbiamo
chiesto come Movimento Cinque Stelle, in quinta Commissione,
un'audizione urgente dell'Assessore Scavone. L'Assessore è venuto
in Commissione e ci ha dichiarato che tutto andava bene, tutto
filava liscio, non ci sarebbero stati problemi, anzi, addirittura
le procedure che avevamo erano talmente performanti da superare le
procedure dello Stato, quindi dell'INPS, noi eravamo entusiasti di
questo.
Ora, perché è venuta meno poi la fiducia e l'abbiamo diciamo
proiettata in questa mozione, perché un mese dopo, un mese dopo, il
Presidente della Regione, convoca una conferenza stampa, quindi il
7 maggio, dicendo che le disfunzioni legate alla mancanza
dell'erogazione della cassa integrazione in deroga, sono dal punto
di vista delle responsabilità politiche, tutte in capo al
Presidente della Regione; diceva che ragionevolmente, nel corso di
una settimana, quindi entro il 13 maggio, tutto sarebbe stato
risolto.
Quindi, abbiamo visto che nulla è stato risolto e che ancora molti
siciliani non hanno ricevuto la cassa integrazione in deroga.
Per quanto riguarda le procedure informatiche, vede, io da tecnico
so bene che il 90 per cento dei problemi informatici stanno tra la
scrivania e la sedia, nella fattispecie, in questo caso, starebbero
tra la scrivania e la sedia del Presidente della Regione. Perché?
Perché la società che gestiva questi servizi, la ETT mi pare che si
chiami, non era conforme a quelli che sono gli standard stabiliti
dal codice delle amministrazioni digitali, Il famoso formato XML
non è un capriccio, ma è uno standard stabilito dalla legge.
Quindi, chi doveva controllare che questa società non era conforme
agli standard? Chi è il responsabile? Chi è il responsabile che,
ancora oggi, non abbiamo ricevuto copia della lettera di dimissioni
del dottor Vindigni. Cioè, che cosa ci vuole a fare una fotocopia
di questa lettera di dimissioni? Forse perché in questa lettera
viene citato qualche altro componente di questo Governo che si è
seduto nella delegazione trattante per stabilire i famosi 10 euro a
pratica? Forse per questo? Quando ci darà la fotocopia di questa
lettera, verosimilmente lo scopriremo.
E vede Assessore, noi in questa mozione, abbiamo volutamente
escluso alcuni temi, e lo sa perché? Perché inizialmente, forse in
maniera ingenua, ci siamo fidati. A cosa faccio riferimento? Faccio
riferimento all'annosa vicenda del recupero delle ore dei
lavoratori ASU. Lei in Commissione ha, diciamo, ritenuto
inammissibile un intervento di tipo legislativo in Finanziaria. Noi
ci siamo fidati, abbiamo ritirato l'emendamento, lei ha garantito,
poi, qua nuovamente in Aula, che avrebbe provveduto con una
circolare neutralizzando le ore che dovrebbero recuperare questi
lavoratori, ad oggi nulla di fatto, a quanto pare si tratta, si
parla, di un altro intervento legislativo quindi non si capisce
perché in Commissione non era possibile, e poi dopo due mesi è
possibile.
Per quanto riguarda le IPAB ancora peggio. Ha fatto un discorso,
Presidente, da immobiliarista. Cioè a noi non è che importa tanto
il luogo o l'immobile o l'edificio, a noi interessa che i
lavoratori delle IPAB percepiscano lo stipendio, ma non lo
stipendio che dovevano percepire nel 2018 perché di questo ha
parlato, di somme erogate nel 2020 già impegnate nel 2018, quindi
visto che il tempo sta per finire e diciamo dobbiamo essere
rispettosi anche dei tempi che il Presidente ci assegna, qua si
tratta di un fatto molto semplice, a perdere la fiducia non siamo
solo noi come deputati di maggioranza, ma anche parte di
opposizione devo dire, un lapsus, ma anche il popolo siciliano.
Il popolo siciliano non si fida più di questo Governo, non si fida
più delle promesse di questo Governo e, a mio avviso, vuole vedere
il Presidente della Regione a casa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Grazie Presidente, cari colleghi. Io credo che
ritornare a quelle persone, cari colleghi, che abbiamo in qualche
modo evocato, quelle persone, i cittadini che in questo momento
stanno soffrendo per tutto quello che è avvenuto, non credo che si
aspettino dalla politica e quindi da noi amministratori né
demagogia, né tanto meno prese di posizione utili alle parti
politiche.
Io credo che si aspettino soprattutto serietà, si aspettino buon
senso, si aspettino parole, per carità, anche di conforto, ma di
spiegazione per quello che è avvenuto. Io credo che dobbiamo fare
anche una operazione di serietà e di verità, al di là delle
casacche che poi indossiamo, della politica e di tutto quello che
ci sta, per carità, però credo che la gente sia anche un po'
stanca, di annunciazioni, di grandi questioni politiche fondate
possibilmente su questioni tutte, appunto, politiche che poco hanno
a che fare con i problemi della gente.
Io credo che, lo ha detto il collega Di Paola, correttamente, io
so il suo entusiasmo e la sua anche buona fede quando dice ci
troviamo di fronte ad una situazione, veramente, inaspettata,
straordinaria , è quella la verità, diciamocelo. Ci siamo trovati
tutti di fronte ad una situazione, tutti noi, noi siciliani, noi
italiani, il mondo intero si è trovato di fronte ad una situazione
straordinaria ed inaspettata. E tutto il mondo e tutte le regioni e
tutti gli uomini che se ne sono occupati hanno fatto degli errori,
e tutti non sono stati perfettamente all'altezza di, come dire, far
fronte e di trovare le soluzioni giuste al momento giusto,
diciamoci la verità. In modo molto umano e molto normale, questo è
successo.
Allora se noi diciamo che era una situazione straordinaria che
purtroppo, poi, è stata affrontata con mezzi ordinari - lo abbiamo
ascoltato l'assessore ed aveva ragione - l'ha detto, ma l'ha detto
anche il Premier Conte, lo ha detto il direttore dell'INPS, l'hanno
detto tutti. La verità è che poi ci siamo ritrovati ad affrontare
una situazione straordinaria con mezzi ordinari. E' come se noi
dovessimo andare velocemente da un posto all'altro ed anziché
andarci con un sistema straordinario utilizziamo la solita
macchinina che impiega 24 ore per arrivare da Catania a Roma,
anziché prendere l'aereo che ci può impiegare un'ora, cioè, questa
è la verità. Ma lo avevamo detto già nell'antitesi. Quando diciamo
che abbiamo affrontato una situazione straordinaria non prevista la
verità sta tutta lì. Vogliamo con questo dare colpa all'assessore
che, anzi, si è prodigato con tutti i modi possibili ed
immaginabili, con grande serietà, con grande capacità, con grande
caparbietà per cercare di risolvere il problema? E quante altre
Regioni hanno fatto un atto di censura agli assessori? Vi risulta
che altre Regioni abbiano fatto atti di censura nei confronti degli
assessori, del governo, dei presidenti? Qualcuno ha fatto atti di
censura nei confronti di Bonaccino, di altri che anche loro non
hanno brillato per organizzazione, per dare risposte immediate? No,
nessuno. Perché di fatto la verità sta lì, che sia il Governo a
livello nazionale, che sia a livello di INPS, a livello di Regione,
purtroppo non si era preparati ad affrontare questo evento in modo
efficiente ed efficace. Lo abbiamo fatto con i mezzi che avevamo a
disposizione. La Regione siciliana da mai brilla per organizzazione
e strutture nei nostri uffici, lo sappiamo, arranchiamo più o meno
come fanno altre Regioni, né più né meno, siamo riusciti a pagare e
a fare le pratiche più o meno come le altre Regioni. Questa è la
verità, è tutto lì.
Quindi, io credo, è giusto per carità, dover dare conto alla
gente, dover spiegare il perché il per come, però credo che se alla
gente gli parliamo con serietà gli spieghiamo una cosa senza
esasperare gli animi più di quanto già non lo siano.
Guardate, che la situazione è drammatica, è pesante, è seria, non
solo per quanto è avvenuto dal punto di vista economico, certamente
economico, per le tante famiglie poi colpite dalla malattia e
quant'altro, anche a livello psicologico. Guardate che questa cosa
ha avuto un impatto pesantissimo nella psiche delle persone.
Esasperare la gente anche con le polemiche politiche è un errore,
perdonatemi. Guardate che la ruota gira, e non si fa, non è
corretto. Io vi pregherei che la cosa più giusta sia con molta
serenità dire poi quello che disse il Presidente della Regione,
quando in modo serio, devo dire, da Presidente della Regione, ha
detto: «la responsabilità è mia, e quello che ho fatto da
Presidente lo avrei fatto da sindaco». È giusto che sia così. Ma lo
dice per un fatto di serietà, di coerenza, di correttezza, perché è
giusto che sia così. Mi faccio carico di una macchina che è quella
che è. Ma questa macchina noi abbiamo, attenzione, non ci facciamo
illusioni. E questa macchina avremmo se al Governo ci fosse un
Presidente Cinque Stelle o un Presidente del Pd.
Questa era la macchina, con questa macchina abbiamo affrontato una
situazione straordinaria, alla fine l'abbiamo affrontata meglio di
come si potesse fare, basta.
Io credo che alla gente questo dobbiamo, questa operazione
verità' e di grande umiltà credo che dovrebbe - soprattutto in
queste occasioni di grande straordinarietà - dare indirizzo a tutti
di comportamenti corretti.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Caronia. Ne ha
facoltà. Poi l'onorevole Savarino e poi ci sono altri iscritti a
parlare, l'onorevole Lupo, l'onorevole Aricò e l'onorevole Amata.
Questo qualora non ci fossero stati già due del vostro Gruppo che
hanno parlato.
CARONIA. Signor Presidente, in realtà io intervengo per
rettificare ciò che il collega Figuccia, poc'anzi, ha detto. Poiché
non è vero che il partito della Lega non è presente in Aula. Per
ragioni legate ad impegni personali siamo arrivati un po' in
ritardo, ma sicuramente nulla ha a che vedere con eventuali
atteggiamenti, in qualche modo, di ripicca o non saprei come
definirli, rispetto ad una legge. L'attività dei parlamentari è
assolutamente libera e tale deve restare. E se fosse - così come
diceva l'onorevole Figuccia - legata a queste motivazioni la nostra
non presenza in Aula, o per lo meno il nostro ritardo, sarebbe
davvero gravissimo.
Io vorrei ben dire che il nostro Gruppo della Lega, con senso di
responsabilità, oggi si trova qui a sostenere la sua maggioranza, a
fare chiarezza rispetto ad una serie di difficoltà enormi di cui
abbiamo parlato - anche in maniera riservata - con l'assessore
Scavone, dando anche consigli. Non ultimo, noi abbiamo presentato
un ordine del giorno, durante la votazione della Finanziaria, che
in maniera molto puntuale dava delle indicazioni rispetto a quello
che era il nostro modo di approcciare ad un tema difficoltoso.
Perché, è chiaro, che un tema come questo, questa quantità, una
mole di cassa integrati o di richiedenti cassa integrati,
certamente la Regione Siciliana non l'aveva mai affrontata, inutile
non dire che è una pandemia, non è certamente un fatto che avviene
ogni giorno, né tantomeno penso che il Presidente della Regione
quando si è candidato nel suo programma potesse, in qualche modo,
immaginare come poteva prevedere tutte le innumerevoli
sfaccettature che questo comporta. Io vorrei, semplicemente,
sottolineare un tema. Siamo ancora in una fase, seppure post Covid,
ci auguriamo, a conclusione di questo incubo, però siamo ancora in
un momento di grande emergenza economica e sociale, che ciascuno
adotti un comportamento che sia, innanzitutto, responsabile nei
confronti dei siciliani, perché qui stiamo parlando di soggetti,
non soltanto, chiaramente, di quello che è l'operato dell'assessore
o del Governo ma, di contro, di quelli che sono i fruitori di
questo servizio e dei servizi che noi tutti stiamo cercando come
Governo e anche come maggioranza, abbiamo cercato durante la
Finanziaria, in qualche modo, di prevedere delle misure che
potessero essere quanto più utili alla popolazione. E in questo
segno la Lega continuerà a lavorare.
L'obiettivo è quello di essere utili al nostro popolo. Il nostro è
stato un mandato, che continuiamo a dire, a sostegno del Presidente
Musumeci che abbiamo votato e ciascuno, singolarmente, dalle nostre
originarie liste di appartenenza, e poi oggi insieme al partito
della Lega con un unico obiettivo, che è quello di continuare a
sostenere un'azione di Governo che vada ad aiutare la Sicilia e i
siciliani. Rispetto a tutto il resto, mi permetta signor
Presidente, ho l'occasione anche di salutare il Presidente della
Regione, grazie Presidente dell'Assemblea, è inaccettabile che ci
si possa ascrivere comportamenti di ripicche o di bassa politica
che non ci appartengono, oggi più che mai in un momento così grave.
Per cui io mi auguro che l'assessore Scavone, con l'aiuto di tutto
il Parlamento, possa continuare un'azione rigida, anche impietosa
quando sarà necessario, per poter dare ristoro alle esigenze di
tutti i siciliani che oggi, purtroppo, si trovano in Cassa
integrazione e mi auguro, signor Presidente, che rapidamente sì,
possano, invece, tutte quelle aziende che oggi cercano di
riconvertire le proprie attività, quindi evitando di fare confluire
in Cassa integrazione chi oggi, invece, può rimanere impiegato o
magari reimpiegarsi. Con questo io ringrazio.
PRESIDENTE. È iscritta a parlare l'onorevole Savarino. Ne ha
facoltà. Cercate di essere bravi come l'onorevole Caronia che è
rimasta perfettamente nei cinque minuti.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, qualche
settimana fa ho chiesto qui in Aula che l'assessore venisse, tra
gli altri non solo lui, a riferirci su alcuni dati allarmati che
arrivavano a noi deputati, come altri prima di me hanno detto.
E non ho pensato che fosse lesa maestà chiedere all'assessore di
venire, così come non ho mai pensato che fosse lesa maestà quando
nelle settimane precedenti è stato chiesto all'assessore Razza, in
piena emergenza sanitaria, di venire settimanalmente a riferire su
quello che era il piano regionale che si stava attivando e su come
la sanità stava affrontando quel momento di emergenza.
Oggi i fatti dimostrano che quel piano e quell'emergenza sanitaria
è stato disposto al meglio, tanto che la Sicilia ha contagio zero,
tanto che i siciliani al Governo Musumeci, al Presidente Musumeci
proprio nell'azione di contrasto del Covid riconoscono un consenso
che in Sicilia supera il 50 per cento e che, addirittura, il
gradimento del Presidente a livello italiano è al terzo-quarto
posto tra i Presidenti di Regione, superiore anche a molti leader
nazionali di partiti e considerate che il Presidente Musumeci non
ha un partito nazionale di riferimento. E', quindi, certamente
premiato dal consenso popolare, dal gradimento e questo ci conforta
oltre i numeri dell'emergenza sanitaria.
Oggi siamo in una fase nuova che non è più di emergenza sanitaria
ma è di emergenza economica e sociale.
Ecco perché ho considerato legittimo chiedere all'assessore di
venire qui, in Aula, a confrontarsi con noi. E oggi ritengo che sia
stato assolutamente giusta quella richiesta e confortanti le parole
dell'assessore che certamente ha dimostrato a tutta questa
Assemblea attenta, attenta perché stimolata dalle esigenze della
nostra gente nel territorio, dai tanti bisogni che noi raccogliamo,
che lo sforzo che questo assessore ha fatto nel suo dipartimento è
stato senz'altro il massimo ed è stato senz'altro il massimo in una
situazione di grande difficoltà e con strumenti non sempre
all'altezza.
E non poteva essere sempre all'altezza visto che, comunque, la
situazione non era prevedibile, poi se dovesse succedere in futuro
sappiamo già che l'assessore sta attrezzando una serie di misure in
modo tale che altre situazioni emergenziali possano trovarlo più
pronto, sia lui che il Dipartimento che rappresenta.
Per cui io ringrazio l'assessore e sappiamo così tutti noi
confortare i siciliani che ci chiedono, confortare i cittadini che
hanno bisogno di certezze.
Ecco perché anche nelle prossime giornate non dovrà stupire
nessun'altro assessore, né offendere perché - ripeto - non è lesa
maestà se chiediamo un confronto anche su altri dati, su altri
numeri perché - ripeto - l'emergenza che ieri era sanitaria, che ha
visto protagonista il Presidente Musumeci e l'assessore Razza sulla
gestione dell'emergenza sanitaria Covid sta diventando un'emergenza
economica e sociale e così è giusto che quest'Aula si confronti e
dia anche quello che può essere un supporto, un aiuto, un
consiglio, un chiarimento, sia che possa essere utile al Governo
sia che, viceversa, il lavoro del Governo possa essere utile ai
deputati che poi nel territorio fanno rete di collegamento e,
quindi, dobbiamo affrontare con questa serietà e senza preconcetti
quella che è una delle situazioni più difficili che questa Regione,
io direi purtroppo non solo la Regione, l'Italia ormai è una
pandemia mondiale, stanno affrontando con la serietà di chi sa che
piuttosto che mettere benzina sul fuoco ognuno di noi deve
contribuire, nel proprio ruolo, con il proprio senso di
responsabilità e con i propri compiti, a far sì che quel fuoco si
spenga e che non se ne alimentino altri, e che quindi si cerchi,
tutti insieme, con la serenità che è obbligo trovare nel lavoro che
noi tutti facciamo sempre, ma è obbligo ed in coscienza maggiore
trovarla oggi perché piuttosto che cavalcare il malumore e
l'allarmismo che nella gente è più facile seguire, il nostro
compito è quello di trovare soluzioni, dare speranza e portare a
casa e nei nostri territori un momento di serenità che serve per
traguardare questa Fase 2 dell'emergenza Covid.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Aricò. Ne ha
facoltà.
ARICO'. Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
Governo, colleghi, oggi l'occasione della mozione di censura
presentata all'Assessore Scavone è diventata quasi un'opportunità
di sfogarsi rispetto a presunte inefficienze di questo Governo.
Niente di più falso
Ho sentito delle parole di critica nei confronti di come è stata
affrontata dal Governo Musumeci l'emergenza sanitaria e ritengo che
i numeri possano parlare per il Governo e per come eccellentemente
è stata portata avanti in queste settimane.
Tutti pensavano in queste settimane, guardavano la Sicilia e il
Sud e pensavano che catastrofe se dovesse arrivare la pandemia in
Sicilia'.
La pandemia è arrivata ma è arrivata con numeri assolutamente
calmierati per merito dell'azione di questo Governo che, già dalle
settimane precedenti, aveva dato e gridato all'allarme, aveva già
preso le contromisure.
Non ultimo, voglio ricordare i due pazienti guariti bergamaschi
che venuti in Sicilia a guarirsi, quasi moribondi, sono stati
rispediti guariti a Bergamo ed è stato quasi un miracolo che non è
stato attenzionato dai media. Ma niente miracoli Solo che abbiamo
delle strutture eccellenti in Sicilia a livello sanitario,
un'organizzazione che in questi due anni è migliorata notevolmente
della quale possiamo andare orgogliosi.
Andiamo alla mozione di censura, motivo per cui siamo qui, cassa
integrazione in deroga, vorrei anche spiegato dai colleghi che qui
in Aula sono all'opposizione ma - di fatto - a Roma governano i
processi statali, anche le decisioni, i meccanismi per cui ad
esempio non si è derogato ad un accordo regionale coi sindacati. La
cassa integrazione in deroga prevede che a priori venga fatto un
accordo coi sindacati.
Questo accordo con i sindacati, al di là che è previsto per legge,
poteva essere anche derogato, mi rivolgo all'Assessore, ma che cosa
si è deciso con i sindacati? Giorni e giorni di discussioni per poi
ratificare un fatto che c'è la cassa integrazione in deroga
Questo però non si può dire.
Avremmo potuto derogare, facendo un decreto, il Presidente Conte
avrebbe potuto, naturalmente, evitare in un momento di emergenza la
perdita di intere giornate.
E poi l'assunzione di responsabilità del Presidente della Regione
- che ringraziamo per avere assunto le responsabilità che non erano
sue, non erano proprie - ma ha preso con grande senso delle
istituzioni la paternità delle responsabilità e, in pochissimi
giorni, siamo arrivati ad un obiettivo che ha superato anche
regioni del Centro-Nord in numero di pratiche lavorate. Abbiamo i
dati proprio di ieri. Siamo oltre al 70 per cento che, ora
spiegherò, che sono la quasi totalità se non la totalità delle
pratiche - me lo ha spiegato bene l'Assessore Scavone - sono state
tutte inoltrate all'INPS.
Ci sono state delle giornate di ritardo, lo ha ammesso il
Presidente della Regione, lo ha ammesso l'Assessore Scavone, tutti
i Governatori hanno avuto difficoltà e il 7 maggio - quando c'è
stata la Conferenza stampa del Presidente della Regione -in quel
momento la Sicilia non era un record ma era la dodicesima Regione
di Italia per numero di pratiche lavorate. Stiamo parlando quindi
di un'assunzione di responsabilità perché eravamo a metà
classifica. Probabilmente ci siamo abituati bene rispetto alle
classifiche sulla sanità che ci vedono al primo posto in Italia - e
questo i cittadini lo hanno capito e non soltanto i siciliani.
Dobbiamo dirlo, colleghi Gli indici di gradimento che vedono il
Governo Musumeci ai primi posti in Italia sono stati fatti, non
soltanto intervistando i siciliani, ma anche il resto degli
italiani non residenti in Sicilia, che hanno capito come la Sicilia
ha affrontato egregiamente il problema emergenziale.
E allora, è vero, si sono state assunte le responsabilità, subito
dopo, il Governo si è messo a lavorare con un nuovo dirigente, si è
cambiato il software, si è capito che la macchina era inceppata, si
era dovuto cambiare, all'inizio, perché le pratiche erano lavorate
singolarmente, immaginiamoci lavorare migliaia e migliaia e decine
di migliaia di pratiche, credo 40 mila pratiche singolarmente,
dopodiché siamo arrivati alla quasi totalità. E se c'è ancora
qualche pratica che non ha avuto esito, è un problema, o di
duplicazione della pratica, che è stata presentata più volte e,
quindi, statisticamente fa parte ancora di quel numero di pratiche
ancora non esitate e mi
Dopodiché io vorrei fare un'operazione verità, perché la Regione
si può occupare soltanto di trasmettere le pratiche lavorate della
cassa integrazione in deroga. Molti, dell'opposizione a questo
Governo, hanno voluto utilizzare i ritardi fatti, probabilmente
creati dal Governo nazionale, sui contributi dei professioni, i
contributi degli artisti, la cassa integrazione, il fondo
integrazione salariale. Voglio ricordare che sono degli strumenti
che non dipendono dalla Regione. Da qui, ritengo che dal 7 maggio,
si sia aperta una nuova fase, anche per quanto riguarda la cassa
integrazione in deroga, che è stata risolta in pochissimi giorni e,
quindi, ritengo che la mozione di censura, da qui a qualche
secondo, possa essere ritirata, anziché votata negativamente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, Presidente della Regione, Governo,
colleghi, sono, francamente, sorpreso da questo dibattito, devo
dire anche dall'intervento dell'assessore Scavone.
Noi siamo venuti ad ascoltare l'assessore, conoscendo, ovviamente,
la mozione di censura, presentata dai colleghi del Movimento 5
Stelle, con spirito laico, pronti a comprendere le ragioni per le
quali, purtroppo, si era verificato questo enorme ritardo nel
pagamento della cassa integrazione e non avendo ancora deciso come
votare, lo dico con chiarezza, proprio perché ci piace votare dopo
avere ascoltato, aver compreso, dopo esserci formati una
valutazione compiuta rispetto a come sono andate le cose.
E siamo venuti, anche, con la speranza di potere ascoltare parole
rassicuranti del Governo nei confronti dei lavoratori che,
purtroppo, ancora attendono di ricevere la cassa integrazione e
guadagni, immaginando, anche, un'assunzione di responsabilità
politica, da parte dell'assessore, certamente, per la parte di
propria competenza.
Devo dire che così non è stato, cioè noi non abbiamo ascoltato, da
parte dell'assessore, alcuna ammissione di responsabilità politica,
se non uno scarica barile di responsabilità attribuito ad altri:
hanno sbagliato i consulenti del lavoro, ho sentito dire; hanno
sbagliato a Roma ad imporre il passaggio alle Regioni; hanno fatto
perdere tempo, non so, lavoratori, sindacati.
Le cose non stanno così.
Bisogna essere chiari su questo, né enfatizzare come se fosse il
problema più difficile del secolo da risolvere, perché c'è stata, e
c'è, purtroppo, la pandemia covid-19.
Si trattava, e si tratta, di pagare cassa integrazione in deroga:
non è la prima volta che la Regione siciliana paga cassa
integrazione in deroga.
Capisco che la dimensione è altra rispetto al passato ma,
dovrebbero essere procedure, sistemi informativi, piattaforme,
metodi di lavoro, organizzazioni già, ampiamente, collaudati, per
potere, ovviamente, accelerare, nel momento in cui c'era l'obbligo
di pagare rapidamente questa cassa integrazione in deroga che
rappresenta, per lavoratori salariati, stipendiati, non un di più
ma, il mezzo di sussistenza per sé stesso e per le proprie
famiglie. Non è gente che, purtroppo, vive o può vivere di
risparmi. Ha l'esigenza, a fine mese, giustamente, di ricevere la
propria retribuzione e, in questo caso, di ricevere la cassa
integrazione in deroga.
Sono stati anche saltati interamente dei passaggi, bisogna dire
che, da quando il Direttore del Dipartimento lavoro è andato in
pensione, mi riferisco alla dottoressa Garroffolo, a quando il
Governo regionale ha scelto il nuovo Direttore, sono passate
settimane, e sono passate settimane in un momento in cui non era
possibile aspettare settimane prima di presidiare il Dipartimento
lavoro, che doveva appunto procedere al pagamento della cassa
integrazione in deroga.
Ed è stato scelto un Direttore che ha riconosciuto, con le proprie
dimissioni, evidentemente, qualche responsabilità, ma questo
Direttore qualcuno l'ha scelto, non è che a vinto un concorso così
per estrazione a sorte, lo ha scelto il Governo. E allora bisogna
dire che il Governo, penso probabilmente visto che si è dimesso, ha
scelto un Direttore che purtroppo non ha retto l'urto con quella
che era l'emergenza che bisognava affrontare, ma si sapeva quale
era il lavoro principale che questo Direttore avrebbe dovuto
svolgere.
E quindi continua lo scarica barile di responsabilità del Governo,
la piattaforma, il sistema informativo, ma chi doveva pensarci se
non il Governo alla piattaforma, al sistema informativo, alle
procedure, alle linee guida ed a tutto il resto. La Regione
siciliana ha chiuso l'accordo con i sindacati tra le ultime
Regioni, e forse come ultima Regione d'Italia, e anche questo ha
prodotto un ritardo nell'avvio delle procedure.
Se i centri per l'impiego hanno avuto i primi flussi, come
l'assessore diceva, se non ricordo male, il 22 aprile, il ritardo
si è prodotto ancor prima di iniziare, e ovviamente i lavoratori
dei centri per l'impiego sono anche pochi, non è che potevano in
quelle condizioni realizzare dei miracoli. Capisco che lavorano
anche in condizione di difficoltà, alcuni anche smart working e,
soltanto quando è esplosa l'emergenza, si è arrivati a ricorrere
all'Anpal, con i decreti multipli per affidare all'Anpal non so
come un'istruttoria di questi decreti, di queste pratiche, che
invece spetta ai dipendenti regionali e, guarda caso, oggi ci
accorgiamo che si apre la fase due, perché ho capito che ci sono
circa diecimila decreti che di fatto l'Inps ha respinto.
Io penso che li abbia respinti, non per responsabilità dei
consulenti del lavoro, né del Governo nazionale, né di non so chi
li ha respinti, probabilmente perché c'è stata un'istruttoria
carente, perché una cosa è istruire pratica per pratica, altra cosa
è fare decreti con sette ottocento mille pratiche.
Presidente, interverrò, visto che è scaduto anche il tempo per
dichiarazione di voto, anche perché vorrei capire se il Governo
intende replicare.
AMATA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
AMATA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori, intanto
volevo in premessa ringraziare l'assessore Scavone per essere in
Aula non oggi convocato per la mozione di censura, perché
ovviamente doveva essere presente, ma per avere dato la
disponibilità al Presidente dell'Assemblea comunque a venire a
chiarire in qualsiasi momento, e per il lavoro insomma che è stato
svolto da lei e dagli Uffici in un momento sicuramente di grande
stress.
Perché vedete, è facile probabilmente non volendo accettare i
problemi che sono stati creati da un'altra parte, cercare di
depistare, di trovare un capro espiatorio invece guardando da un
altro lato, perché se ci vogliamo dire tutta la questione, il
Governo centrale, capisco che la pandemia non era una situazione
che qualcuno di noi si aspettava, nemmeno il Governo centrale, ma
avrebbero dovuto comprendere che un sistema di cassa integrazione,
sia ordinaria che in deroga, non poteva essere sostenuta in un
momento di pandemia perché. Perché siccome tutte le attività sono
state chiuse per decreto, quindi tutte, per cui non era una crisi
aziendale normale, ci sarebbero state una valanga di domande, che
non era pensabile che si potevano portare avanti e verificare con
quella procedura farraginosa decisa da chi dalla Regione siciliana,
Presidente? Decisa dalle altre Regioni? Non mi pare.
Mi pare che ci sia un Ministro al lavoro che ha stabilito quali
erano le procedure, tant'è che il presidente nazionale dell'INPS
dichiara che, nel mese di aprile, sono arrivate tante domande
quanto quelle di tutto il 2019.
Quindi, è chiaro che ci siano stati dei rallentamenti. Certamente
la nostra struttura non era probabilmente informatizzata al punto
tale da poter interagire velocemente.
Ma, parliamoci chiaro, doppi controlli, tripli salti mortali, la
problematica che diceva lei dei consulenti che mettevano magari un
codice di avviamento postale differente rispetto a quello che
dovevano, e la pratica tornava indietro. Ma, insomma, di che cosa
stiamo discutendo?
Avrebbe il Governo centrale dovuto creare un ammortizzatore
sociale con causale COVID 19, cioè con un'anticipazione
evidentemente in denaro, in risorse, e con dei controlli fatti in
un secondo momento.
Ma la cosa che mi dispiace di più è sentir parlare male della
Sicilia a livello nazionale, questo mi infastidisce.
Perché, piuttosto che creare disinformazione e non informazione
attraverso i social, targato - c'è un partito politico che ha
quest'abitudine, di fare questo, un movimento - invece, perché non
diciamo, a livello nazionale, che la Sicilia è stata una delle
prime Regioni a contenere la questione del Covid, il contagio, il
numero dei contagi?
Siamo stati bravi, Presidente, è stato bravo lei, gliel'ho detto
più di una volta, insieme all'assessore Razza, nel mettere in atto
quelle misure importanti.
Per far questo sono stati bravi i Siciliani, perché hanno
rispettato le regole, perché è un Popolo che è abituato a
rispettare le regole, siamo stati tutti bravi.
Oggi questa polemica, obiettivamente, io non l'avrei voluta
nemmeno fare. Però, non posso sopportare e tollerare che della mia
Terra si debba parlare così male.
Oggi chiedo, invece, a quest'Aula - perché, al di là di questo,
nel decreto rilancio, quello recente, il tema del lavoro è trattato
ancora peggio.
Le attività, le aziende avranno ancora più problemi per riuscire
ad ottenere delle risposte. Piuttosto che semplificare
Questo è un Governo che obiettivamente ha burocratizzato al
massimo e, penso, che si possa ricordare, nella storia d'Italia,
come il primo Governo della burocratizzazione, invece che quello
della semplificazione.
Quindi, io inviterei i miei colleghi, coloro i quali hanno la
possibilità di interloquire con il Governo nazionale - perché il
Governo nazionale non ascolta nessuno, forse gli alleati sì, cioè
chi fa parte del Governo - a farsi portavoce affinché si possano
creare delle situazioni che diano meno criticità, soprattutto alle
nostre aziende, alle nostre imprese, alle nostre partite iva,
insomma a tutti coloro i quali oggi stanno soffrendo un'importante
crisi economica.
PRESIDENTE. Gli interventi sono terminati. L'onorevole De Luca ha
chiesto, avendone facoltà ai sensi dell'articolo 158 bis, in
qualità di presentatore della mozione, di poter intervenire
nuovamente al termine degli interventi.
Per cui gli dò la parola per due minuti non più di cinque minuti.
Chi vuole intervenire per dichiarazione di voto che si scriva ora,
non più di uno per Gruppo.
Lupo, Pasqua, Calderone, Fava e Arico'. Non ce ne sono altri,
benissimo.
DE LUCA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE LUCA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io da questo
dibattito sono rimasto veramente basito, perché ho ascoltato il
Governo in testa alle classifiche, la sanità siciliana è prima in
Italia, se c'è stato il ritardo di qualche giorno, adesso stiamo
provvedendo, se c'è qualche pratica, adesso la facciamo'. Ma io mi
chiedo: voi dove vivete? Ma di quale Governo credete di fare parte?
Vi siete accorti che siete in Sicilia, e che i siciliani non sono
contenti del vostro operato, che non hanno visto il becco di un
quattrino? E che c'è una confusione totale sui numeri che voi
stessi date?
Assessore Scavone, lei ha parlato settanta minuti, ed è riuscito
a parlare semplicemente, a lanciare la palla lontano, ma ad una
domanda che le ho posto, non ha risposto, ad una sola
Ma ve ne siete accorti che l'Inps è uguale in tutta Italia, come
è che con lo stesso metodo la Campania ci manda trentacinque
pratiche decretate e noi siamo a quattromila, a dieci al mese, a
dieci a settimana, non è passato qualche giorno, sono passati due
mesi e ancora mancano diecimila decreti
L'utilizzo dei decreti massivi, quello che avete poi applicato
con Anpal, lo potevate fare dal primo giorno, e se non l'avete
fatto, la responsabilità è vostra, come vostra è la responsabilità
di Vindigni, come vostra è la responsabilità di aver dedicato
chissà quanto tempo a trovare un leghista laureato in Sicilia da
far diventare Assessore, mi rendo conto che non era facile, e la
gente aspettava la cassa integrazione, campa cavallo.
Ma, allora, forse non vi è chiaro che la gente non porta il pane
a casa con le chiacchiere, non lo porta con le conferenze stampa in
cui dite Arrestano le persone che voi mettete a dirigere le Asp' e
dite ci avevamo visto giusto'. Ma cosa avete visto di giusto? Cosa
avete visto di giusto? Ma cosa volete oggi, pure l'applauso a
momenti, da come ve la cantate e ve la suonate? Mi venite a leggere
gli articoli della stampa nazionale e le dichiarazioni di Tridico
L'aula vi chiama, vi porta in Aula, vi chiede spiegazioni sul
vostro operato, e mi venite a parlare del lavoro degli altri? Ma ve
le volete prendere le vostre responsabilità
Siete stati votati, purtroppo, molti se ne sono pentiti, altro
che primi in classifica, forse l'avete letta al contrario. Vi hanno
votato per dare delle soluzioni, non per ripeterci i problemi e
andare a dire la colpa è degli altri' è infantile oltre che
irresponsabile Chi governa si deve assumere la responsabilità
delle persone che nomina e dei risultati, e i risultati sono
negativi, perché oggi, 26 maggio, mancano ancora diecimila
pratiche, che corrispondono a circa cinquanta, sessantamila
famiglie e lei, Assessore, invece di seguire, parla al cellulare
Ma di cosa stiamo parlando, signori? Qui è una questione
politica, altro che ritirata La mozione andrebbe integrata, con i
cattivi fatti di oggi, delle non risposte nel momento in cui si
dovevano dare le risposte, va integrata con altre mozioni di
censure e anche di sfiducia, ma non tolgo tempo, perché qua
dobbiamo fare in fretta, ce ne dobbiamo andare a casa, ci sarà
sicuramente qualche piatto caldo che ci aspetta, perché noi non
siamo come i siciliani che aspettano la cassa integrazione, che non
sanno cosa mettere sul piatto
E allora non funziona così, qua la responsabilità è di tutti, è
del Presidente della Regione che sceglie i suoi Assessori, e li
dovrebbe scegliere e dovrebbe vigilare sul loro operato,
sull'operato dei dirigenti generali, non ci può essere, non lo può
sentire come giustificazione che la catena si interrompe e il
dirigente fa quello che vuole, e l'Assessore non ne sa niente.
L'Assessore dice ai centri provinciali per l'impiego Ognuno pensi
da se e Dio per tutti, come finisce si cunta, caso mai diamo a
colpa all'Inps'.
Ma di cosa stiamo parlando? Ma io sono scioccato Siamo stati qua
tre ore per non avere una risposta ai nostri quesiti? Ma non solo
noi Soprattutto i siciliani, che oggi si attendevano delle
risposte, anche delle scuse Andava bene anche dire Scusate non
siamo stati capaci Non siamo stati all'altezza di affrontare le
sfide. Per noi fare comunicare un sistema informatico con un altro,
non ci riusciamo. Scusateci . Però, dare la colpa ai consulenti,
dare la colpa ai consulenti siciliani che sbagliano a mettere i
codici di avviamento postale, le matricole Inps, non ci sto Perché
io non credo che i consulenti siciliani siano più ignoranti di
quelli del nord o quelli del nord li mettono giusti ed i nostri li
mettono sbagliati. E dare la colpa all'Inps, che è uguale per
tutti, è gioco facile Ma qua gioco facile non ce n'è più
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Lupo. Ne ha facoltà.
LUPO. Signor Presidente, presidente della Regione, Governo,
onorevoli colleghi, il 7 maggio, se non ricordo male, il presidente
Musumeci quando chiese scusa ai siciliani proprio per il ritardo
del pagamento della cassa integrazione disse: In una settimana
smaltiremo l'arretrato.
Così ricordo, e credo di non sbagliarmi.
Oggi, a distanza di diverse settimane, ci viene comunicato che
ancora ci sono diecimila pratiche da evadere e decine di migliaia
di lavoratori e di relative famiglie che purtroppo aspettano.
Aspettavamo anche parole di carezza da parte del Governo, che
purtroppo non sono arrivate, sulle cause di questi ritardi, che si
stano ancora prorogando, ma abbiamo assistito piuttosto ad un
rimpallo di responsabilità, ad una sorta di scarica barile, la
caccia alle responsabilità degli altri, ai consulenti, all'Inps e
alla legge sbagliata.
Francamente ci sembra un atteggiamento del tutto sbagliato da
parte del Governo.
Noi invece riteniamo che quello che è successo ha una sola
spiegazione, una sola causa, la causa è la grave inadeguatezza
politica di un Governo che non è stato in grado di organizzare, di
dare direttive chiare, di intestarsi una linea di chiarezza e di
organizzare le risorse di cui il Governo disponeva ovviamente per
potere la cassa integrazione in deroga così come è accaduto nel
resto del Paese.
Come voteremo? Concludo. Voteremo come ci chiedono di votare le
decine e decine di migliaia di persone che purtroppo hanno
aspettato ed ancora aspettano il pagamento della cassa integrazione
in deroga. Voteremo come ci chiedono di votare i tantissimi
siciliani, la maggioranza dei siciliani indignati per i troppi
errori di questo Governo Musumeci. Voteremo a favore della mozione
di censura dell'assessore al lavoro.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pasqua. Ne ha
facoltà.
PASQUA. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, assessore
speravo che nel corso della sua relazione ci fossero delle risposte
adeguate al problema di cui stiamo trattando oggi, ma non ne
abbiamo avuto sentore, abbiamo avuto da lei una sorta di scarica
barile, un indicare ben altri problemi, il bene-altrismo. Però là
ci hanno detto all'Inps che hanno problemi . Assessore non me ne
voglia, la prego ma i numeri, i numeri che anche lei in parte ha
citato sono impietosi, sono impietosi. Ne ha riferiti in parte, io
spero, per dimenticanza, per mera dimenticanza.
Iniziamo a snocciolarli. Fino a sabato scorso erano 60 mila e 500
su 136 mila le posizioni che l'Inps ha validato, perché noi non
dobbiamo parlare solamente delle pratiche che sono state lavorate,
ma dobbiamo parlare anche della qualità e della quantità del
prodotto fatto. Quando arrivano solo la metà, almeno 60 mila sono
validate dall'Inps, vuol dire che ci sono 70 mila pratiche ancora
che potrebbero essere errate e non vedere la luce, ma quello è un
problema diverso perché poi c'è l'Inps che ha anche i suoi tempi.
E iniziamo. I tempi? Siete stati fra gli ultimi fra le Regioni ad
aprire il tavolo sindacale con i sindacati che vi compulsavano; un
mese avete impiegato per dotarvi di struttura informatica. Ma come?
State copiando dalla Lombardia la REU, la CUC la state affidando
alla Liguria e alla Lombardia e non vi siete preoccupati di andarvi
a copiare un software che funziona dalle altre parti? E vabbé La
regione Lazio ad esempio, potevate copiare anche quello della
regione Lazio, guardate, ha iniziato ad inviare le posizioni
validate dall'INPS il 9 di aprile; la Sicilia, cioè voi, il 24. E
così una serie di altre regioni, chi il 12, chi il 13, ad esempio
la Campania, che lei Assessore ha detto di essere indietro, ha
inviato i primi dati validati il 12 di aprile, voi il 24 aprile.
Ritardi
Poi lei ha detto un'altra cosa che ci ha lasciato anche perplessi
eh, lei diceva siamo diciottesimi ma non ultimi', e che è quasi
come dare una consolazione strana. Che caspita di consolazione è
questa? E' come affermare abbiamo combinato un mezzo disastro - sì
- ma non tutto un disastro, solo mezzo'. Vabbé, restiamo perplessi
Avete poi calciato tutti quanti la palla in tribuna dicendo ah ma
l'INPS, i ritardi, Tridico ha detto che si è scusato per i propri
ritardi. Ha detto bene, Tridico ha detto che si scusa per i propri
ritardi, quelli di cui è responsabile come presidente dell'INPS ma
quello non è l'assessore al lavoro, non è il Governo regionale
siciliano, i suoi ritardi, quello si è scusato per quei ritardi ma
non per i vostri, questi non sono scusabili - i vostri ritardi - è
una questione di ritardi accumulati caro assessore, tutti
riconducibili all'operato del suo Assessorato e che lei quindi,
questo Governo, non è riuscito a governare, ad affrontare.
In due anni e mezzo questo Governo non è riuscito ad organizzare
come si deve un Assessorato, nonostante l'avvicendarsi di più
assessori e questo è un problema politico, non è solo un problema
organizzativo. Non ci convincono neanche le sue risposte quando -
assessore, mi perdoni, ho letto questa notizia nei giornali e sono
scoppiato a ridere - avete giustificato i ritardi col fatto che il
file andava convertito da pdf in xml, ma mentre i file di partenza
erano già in xml, e questa cosa mi lascia perplesso. Lo sa perché?
Perché io ho una conoscenza informatica che va oltre la normale,
oltre i primi rudimenti di informatica, e le posso dire che questo
non è un problema insormontabile, questo è un problemone che voi
avete addotto come scusa per i ritardi che un normale, un qualsiasi
liceale saprebbe risolvere.
Questi, vado a concludere perché il tempo è tiranno, sono alcuni
dei motivi che spiegano la mozione di censura presentata, ma motivi
per censurare l'operato di tutto il Governo e del suo Presidente ce
ne sono tanti, tanti da farci determinare di presentare apposita
mozione di sfiducia a questo Governo. Nel frattempo, esprimo a nome
del Gruppo parlamentare del Movimento Cinque Stelle, la censura nei
confronti dell'assessore al lavoro invitando il Presidente a
rimuoverlo.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Onorevole Cracolici parla perché è col
Governo quindi ha chiesto la parola in dissenso al suo Gruppo
parlamentare. Prego, onorevole.
CRACOLICI. Sì, forse era, comunque io veramente rubo solo un
secondo. Credo che l'onorevole Lupo ha detto con grande onestà
l'atteggiamento con il quale noi siamo arrivati in quest'Aula.
Devo dire che io ero tra quelli, più di altri probabilmente fra i
colleghi del mio Gruppo, che ritengo che quando c'è una difficoltà
gestionale come quella che c'è stata, ed è grave è troppo facile,
come dire, addossare alla politica la responsabilità di deficit
strutturali della struttura burocratica amministrativa.
Però devo dire con grande onestà, assessore, ascoltandolo ho
capito che c'è ormai un vezzo in questo Governo, continuate ad
avere una narrazione che vi sta portando a sbattere perché non vi
rendete conto dei problemi che avete e cercate sempre di
individuare nemici ovunque.
Per due anni e mezzo il Presidente della Regione ha costruito una
narrazione secondo la quale tutto quello che non funzionava era
colpa di chi c'era prima. Sul Covid non ha potuto dire chi c'era
prima perché il Covid nessuno lo ha prodotto e, come dire, ha
cercato di barcamenarsi. Ho apprezzato anche in un raro momento,
diciamo, di onestà sul piano politico quando di fronte al dramma
della cassa integrazione ha detto chiedo scusa. Mi assumo la
responsabilità politica della difficoltà che si è generata in
Sicilia .
Assessore, lei doveva venire in quest'Aula usando una parola di
cinque lettere: scusa . Non perché lei ha la responsabilità
personalmente del fatto che non venga pagata la cassa integrazione.
Lei ha una funzione politica alla quale è preposto ed in quella
qualità doveva chiedere scusa ai siciliani. Forse questo
atteggiamento avrebbe consentito all'Aula di avere un altro
atteggiamento rispetto alla mozione. Pertanto, con grande rammarico
con me stesso, ma con grande convinzione, sono convinto che il voto
di censura non è per quello che lei ha fatto ma per come sta
gestendo quello che lei ha prodotto.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente della Regione, intanto buona sera e
saluto volentieri, saluto volentieri la sua presenza, il suo
ritorno in Aula. Buona sera anche al Presidente dell'Assemblea ed
al Governo, i colleghi li ho già salutati prima.
Bene, ho lasciato che nel merito intervenisse da solo, perché lo
ha fatto in nome di tutto il Gruppo e lo ha fatto molto
compiutamente l'onorevole Vincenzo Figuccia, che ha chiaramente
esplicitato quello che si è consumato in questa drammatica vicenda
che, al di là di ogni ragionevole questione, non possiamo
dimenticare, ovviamente, tutte le persone che hanno tanto sofferto
e che stanno continuando a soffrire per l'emergenza sanitaria che
ha prodotto una gravissima emergenza economica. E non a caso uso un
aggettivo al superlativo ed un aggettivo non al superlativo, perché
è grave l'emergenza sanitaria, ma ciò che ha prodotto è drammatico.
Sulla gravità dell'emergenza sanitaria la risposta del Governo è
stata davvero straordinaria, davvero straordinaria, e questa sera
mi è sembrato, dal dibattito che si è avviato in quest'Aula, di
cogliere quasi un moto di stizza, proprio perché questo Governo a
guida Musumeci ha saputo fronteggiare in maniera eccellente, come
lo stesso Governo Conte non ha saputo fare - dati ovviamente
oggettivi nei, diciamo, sondaggi che vengono pubblicati - e quindi
si è trovata l'occasione di un vulnus, di una criticità che
certamente non appartiene solo alla Regione siciliana, ma
appartiene a tante regioni che non hanno saputo con altrettanta,
come dire, eccellenza, fronteggiare l'emergenza economica e nella
fattispecie questa vicenda della cassa integrazione in deroga.
Stasera si è consumata questa drammatica vicenda che, piuttosto
che divertire, dovrebbe fare molto preoccupare il popolo siciliano,
perché piuttosto che, come dire, evitare di strumentalizzare il
dolore, farne oggetto di scontro politico e, ancora di più,
fomentarlo questo odio politico, ma è anche tipico di una certa
parte dell'opposizione l'odio politico, ne ha fatto, come dire, la
ragione del suo esistere ed essere in politica il Movimento Cinque
Stelle,
Mi perdoneranno i colleghi, ma non ho accettato né i toni, né i
modi, né tutto l'impianto dell'argomentazione che è stato posto in
essere questa sera, e in merito, poi, all'incapacità del Governo di
rispondere a questa incredibile emergenza c'è stato anche chi,
dalle opposizioni, ha criticato il nostro Governo.
Ma io mi chiedo, e chiederei anche a quest'Aula, se il Presidente
Musumeci che oggi è unanimemente riconosciuto per l'autorevolezza e
la competenza nel far fronte a questa emergenza sanitaria - e i
numeri grazie a Dio ce lo dicono - potremmo quasi pensare che piano
piano, veramente, la nostra Isola sarà Covid-free, ed è Covid-free
proprio perché sono state messe in campo misure molto stringenti,
misure adeguate a sostenere e fronteggiare l'emergenza sanitaria?
Non oso immaginare - mi viene quasi da ridere se lo penso come
possibile - cosa sarebbe accaduto se questa drammatica emergenza
fosse intervenuta ai tempi di Crocetta. Che di assessori non so
quanti ne ha cambiati, credo 60 in cinque anni, non so quanti nello
stesso ramo che oggi è ricoperto dall'assessore Scavone e su cui
c'è stata un'alternanza con la pregevole persona dell'assessore che
l'ha preceduto e di cui tutti noi abbiamo un buon ricordo. Quindi,
mi viene persino da ridere.
Ed allora, inviterei i colleghi ad evitare le strumentalizzazioni
che non fanno bene a nessuno, ad evitare di accendere l'odio
sociale che non serve a nessuno e, quindi, a dichiarare come faccio
io per il Gruppo dell'Udc di respingere questa mozione di censura
che, certamente, il Governo non merita e non la merita,
soprattutto, chi sta soffrendo in questo momento vedendoci
litigare.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Fava. Ne ha facoltà.
C'è ancora un intervento e poi si vota.
FAVA. Signor Presidente, le sono grato e saluto il Presidente
della Regione, la Giunta, i colleghi. Non era previsto che
intervenissi però credo che sia dovuta una dichiarazione di voto
anche per il tono abbastanza surreale che ha avuto questo
dibattito. E su questo voglio rassicurare la collega Lo Curto,
questo dibattito e, soprattutto, questa mozione non si muove contro
la sofferenza dei siciliani, chi è senza lavoro, chi ha perduto la
salute, chi è rimasto direttamente o indirettamente vittima di
questa epidemia. È una mozione che muove un rilievo politico
specifico, puntuale, all'assessore per il lavoro. E il mio disagio
è la capacità - quasi da teatro beckettiano - con cui noi abbiamo
saputo trasformare una censura in un encomio. Per cui siamo di
fronte a un dovuto encomio all'assessore Scavone e a questo
Governo.
Io credo - come hanno detto altri colleghi - che, forse, qualche
parola di umiltà che, peraltro, abbiamo ascoltato e anche
apprezzato in queste settimane, sarebbe stata non un atto di
sottomissione, ma di verità nei confronti della Sicilia e nei
confronti dell'Assemblea regionale. Io sono tra coloro che hanno
apprezzato il Presidente Musumeci quando ha detto, il 7 maggio, è
colpa mia. Perché assumersi la responsabilità in un momento di
difficoltà e quando c'è un punto critico, un vulnus in capo
all'azione di Governo, assumersi quella responsabilità non è un
atto di debolezza, è un atto di verità.
Oggi abbiamo assistito - per 70 minuti, è stato ricordato -
all'enumerazione, al censimento delle glorie e dei meriti di questo
assessorato e di questo Governo. Io vorrei ricordare che
l'assessore Scavone e il direttore generale si presentarono in
Commissione Lavoro un mese e mezzo fa, all'inizio di questa pratica
della Cassa integrazione in deroga, e dissero - e io ricordo di
avere ascoltato a distanza, come tutti gli altri, in quel caso
anche abbastanza preoccupato per la manifesta nettezza di quelle
parole - è tutto risolto. Abbiamo attivato la piattaforma, abbiamo
avviato le pratiche, siamo in condizione, col ritmo che stiamo
seguendo di risolvere il problema e fare arrivare i soldi ai
lavoratori siciliani in pochi giorni. Io pretendo che ci sia anche
un atto di contrizione e di umiltà rispetto a chi non aveva capito
quali fossero le difficoltà, le fatiche, anche dal punto di vista
tecnico non soltanto personale, umano, politico. Sarebbe stato un
atto dovuto nei confronti di questa Assemblea.
Sarebbe un atto dovuto accanto alla compilazione dei meriti e
degli encomi ricordare, come è stato ricordato, ci sono ancora 10
mila pratiche che mancano. 10 mila pratiche sono alcune decine di
migliaia di lavoratori e di famiglie che aspettano che si risolva
l'iter procedurale e tecnologico per ricevere i soldi.
Possiamo partire anche dall'affermazione di alcune realtà di fatto
che non stanno nella polemica politica. Ecco io credo che questo
sia mancato ed è un fatto grave perché io penso che in una fase
come questa il metodo è merito e noi qui dobbiamo anche censurare
il metodo con cui si è deciso di trasformare un momento di
discussione sulle cose che non sono funzionate nella necessità di
appendersi al petto inutili medaglie.
Concludo, Presidente, ringraziando per una cosa doverosa per la
quale non occorrono ringraziamenti, la presenza del Presidente
Musumeci ma questo non è il dibattito che sostituisce quello che
noi aspettiamo di avere con il Presidente quando avrà la cortesia
di sottoporre il programma, l'operato del suo Governo al giudizio e
alla discussione di questa Aula perché la ragione per cui io non
intendo intervenire, né sono intervenuto sull'intero complesso,
l'intera articolazione delle questioni di Governo, ma su questo
punto, su questa mozione di censura che - ripeto - nulla ha a che
fare con lo spirito polemico ma con il dovere della verità a cui
tutti sono chiamati, questa Assemblea e questo Governo.
E questa è anche la ragione per cui io comunico il mio voto a
sostegno di questa mozione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor
Presidente della Regione, signori Assessori, sì forse ha ragione
l'onorevole Fava nello scorcio del suo intervento dove fa
riferimento ad un dibattito surreale.
Io desidero soltanto fare una premessa metodologica in questo mio
breve intervento, signor Presidente.
Le argomentazioni che hanno portato alla mozione di censura a mio
modo di vedere non tengono conto del momento storico che abbiamo
vissuto e stiamo vivendo.
Signori colleghi dell'opposizione il Ministro Gualtieri, che pure
vi appartiene, non più di qualche ora fa ha testualmente precisato,
signor Presidente, siamo intervenuti per snellire una odiosa
procedura che ha comportato tanti problemi e odiose problematiche.
Ora invitiamo le regioni a snellire le procedure .
E allora in un momento, viene chiamato in economia se i miei
ricordi non sono errati di infarto economico , cioè nel momento in
cui si hanno e si sono avute in venti o trenta giorni, signor
Presidente, più domande rispetto ad un intero anno e quindi si è
andato non ad ingolfare a traumatizzare e bloccare un sistema,
l'assessore oggi ha spiegato, e per questo io lo ringrazio a nome
del mio Gruppo, con grande dovizia di particolari che cosa è
avvenuto in questo mese.
Non eravamo in un periodo di normalità e quindi era necessaria la
censura perché altrimenti dovremmo censurare, voi sapete quanto
odio fare polemica e soprattutto in questo periodo, dovremmo
censurare minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, il Governo
nazionale per tutto quello che sta accadendo ma questo tipo di
politica non ci appartiene, non appartiene a Forza Italia e quindi
io lo dico soltanto per una ragione di precisione.
Qui finanza, caro assessore dice e scrive, cassa integrazione con
beffa facendo riferimento oggi al Governo nazionale. Eppure oggi ci
troviamo nell'atmosfera surreale, Assessore Scavone, di doverla
difendere' quando in tutta Italia si parla di infarto dei sistemi
e di tutti i sistemi informatici.
Ricordo a me stesso l'hacker il primo giorno dell'INPS - lo
ricorderete tutti - in cui Trìdico o Tridìco a seconda della
pronuncia ebbe, mi sia consentito, ad apportare una scusa puerile
che era quella dell'hacker che era entrato.
Per carità Questo era anche possibile.
Si è perfino, lo ha detto benissimo l'onorevole Aricò, fatto una
strumentale confusione tra la cassa integrazione in deroga e altri
istituti, che non hanno niente a che vedere con la competenza
dell'Assessore Scavone e con la competenza del Governo siciliano,
ma appartengono alla competenza del Governo nazionale.
Se tutto questo è vero - e credo non ci siano dubbi - in un
momento di grandissima difficoltà, andare perfino a contestare, ma
è soltanto una chiosa, signor Presidente, il sistema sanità che ha
retto veramente alla grande, credo sia assolutamente un fuor
d'opera.
Allora, Forza Italia voterà in maniera convinta, perché non è
soltanto un gioco delle parti o un problema di schieramenti, voterà
in maniera convinta contro la mozione di censura avanzata nei
confronti dell'Assessore Scavone.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la mozione n. 406. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Proteste in Aula)
Faccio il mio mestiere, intanto comincio con quella che è la
prassi, se volete qualcosa di diverso basta chiederlo, non c'è
bisogno di gridare.
(Viene richiesta la votazione per scrutinio nominale)
Votazione per scrutinio nominale della mozione di censura n. 406
Censura all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e il
lavoro e impegno del Presidente della Regione alla conseguente
rimozione e sostituzione
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale della
mozione n. 406, a firma degli onorevoli De Luca ed altri
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il
pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 64
Votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 34
Astenuti 0
(Non è approvata)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'ordine dei
lavori, ovviamente, il punto all'ordine del giorno che era
previsto, la discussione sul disegno di legge relativa alla forma
di Governo, slitta a domani.
La seduta è rinviata a, domani, mercoledì 27 maggio 2020, alle
ore 16.00.
La seduta è tolta alle ore 19.51 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
193a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 27 maggio 2020 - ore 16.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
66-143 bis/A)
Relatore: on. Amata
2) Normotermia . (n. 683/A)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Annunzio di presentazione di disegni di legge
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2019. 2 semestre (n. 745).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 14 maggio 2020.
- Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio ai
sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 e successive modifiche ed integrazioni -
D.F.B. 2019. 2 semestre (n. 746).
Di iniziativa governativa presentato dal Presidente della Regione
(Musumeci) su proposta dell'Assessore regionale per l'economia
(Armao) il 14 maggio 2020.
- Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la
promozione dei Cammini in Sicilia (n. 747).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
14 maggio 2020.
- Normativa sulla figura del Caregiver (n. 748).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
14 maggio 2020.
- Norme per la prevenzione ed il contrasto all'abuso di Alcool e
Binge Drinking tra i minori (n. 749).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Figuccia, Lo
Curto e Lo Giudice il 14 maggio 2020.
- Misure urgenti per la riduzione dell'utilizzo delle bottiglie di
plastica monouso attraverso la promozione dell'uso di acqua alla
spina (n. 750).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
14 maggio 2020.
- Istituzione della giornata della memoria della Shoah (n. 751).
Di iniziativa parlamentare presentato dall'onorevole Figuccia il
14 maggio 2020.
- Sostegno economico alle imprese operanti nel settore
dell'organizzazione di eventi, feste e cerimonie, c.d. wedding
planner (n. 752).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Catanzaro,
Lupo, Arancio, Barbagallo, Cracolici, De Domenico, Dipasquale e
Gucciardi il 14 maggio 2020.
- Disposizioni interpretative dell'articolo 24 della legge
regionale 5 novembre 2004, n. 15 (n. 753).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Trizzino,
Campo, Cappello, Ciancio, Damante, De Luca, Di Caro, Di Paola,
Foti, Mangiacavallo, Marano, Pagana, Palmeri, Pasqua, Schillaci,
Siragusa, Sunseri, Tancredi, Zafarana e Zito il 14 maggio 2020.
- Modifiche di norme per la semplificazione dell'iter burocratico
e accelerazione delle autorizzazioni (n. 754).
Di iniziativa parlamentare presentato dagli onorevoli Calderone,
Caputo, Gallo, Mancuso, Papale, Pellegrino e Savona il 14 maggio
2020.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata alle
competenti Commissioni
BILANCIO (II)
COMMISSIONE ESAME DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
P.O. FESR Sicilia 2014/2020 - Regolamento (UE) n. 1303/2013 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013.
Riprogrammazione della riserva di efficacia (n. 84/II-UE).
Pervenuto in data 4 marzo 2020.
Inviato in data 13 maggio 2020 a seguito di nota di chiarimenti
della Segreteria di Giunta della Regione pervenuta il 27 aprile
2020.
Comunicazione di parere reso dalla competente Commissione
BILANCIO (II)
- Attuazione articolo 6 della legge regionale 24 gennaio 2020, n.
1 Fondo di compensazione esercizio 2019' (n. 88/II).
Reso in data 13 maggio 2020.
Inviato in data 19 maggio 2020.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Attività produttive (III)' nella
seduta n. 133 del 13 maggio 2020 ha approvato la risoluzione
Pandemia da Covid 19. Misure per la riapertura delle imprese
siciliane' (n. 1/III).
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1276 - Iniziative volte alla salvaguardia e attivazione del
regime di tutela del sito della Scala dei Turchi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio e Ambiente
Barbagallo Anthony Emanuele
N. 1277 - Chiarimenti circa l'aumento delle tariffe idriche da
parte dell'AMAP S.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 1279 - Chiarimenti in ordine alla crisi aziendale del gruppo
'Papino Elettrodomestici S.p.a.'.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
- Assessore Attività produttive
Figuccia Vincenzo
N. 1282 - Tutela della popolazione siciliana contro la diffusione
del Coronavirus.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Marano Jose; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1284 - Misure urgenti a tutela della sicurezza della rete
stradale di cui alle S.S. 624 - Palermo-Sciacca con particolare
riferimento allo svincolo per Piana degli Albanesi.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Caputo Mario
N. 1287 - Verifica su possibili criticità nella Città
Metropolitana di Messina nelle azioni di contrasto all'infezione
da Coronavirus.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Calderone Tommaso A.; Catalfamo Antonio
N. 1288 - Iniziative per assicurare la continuità delle
prestazioni del Distretto sanitario n. 38 di Lercara Friddi (PA).
- Assessore Salute
Cracolici Antonello
N. 1290 - Interventi a garanzia della trasparenza amministrativa
in Acoset s.p.a.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Ciancio Gianina; Cappello Francesco; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1294 - Iniziative al fine di garantire la piena funzionalità
del nosocomio Madonna dell'Alto di Petralia Sottana (PA).
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Arancio Giuseppe Concetto; De
Domenico Francesco
N. 1295 - Verifica della sussistenza dei requisiti per il
conferimento di incarico di sostituzione del Direttore della U.O.C.
di Farmacia ospedaliera del P.O. Umberto I di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1296 - Chiarimenti in merito ai disagi e alle disfunzioni
registrate presso il Distretto sanitario 38 di Lercara Friddi (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo
N. 1297 - Chiarimenti circa la mancata riapertura del Liceo
Scientifico di Ustica (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Figuccia Vincenzo
N. 1299 - Chiarimenti urgenti circa gli sversamenti di liquami
lungo il litorale dell'area industriale di Termini Imerese (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Figuccia Vincenzo
N. 1300 - Chiarimenti urgenti in merito alle gravi criticità ed
inefficienze delle misure adottate per affrontare l'emergenza del
nuovo Coronavirus in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro
Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana
Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1301 - Interventi urgenti per assicurare il transito del
personale di Riscossione Sicilia S.p.a. all'Agenzia delle Entrate-
Riscossione.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Figuccia Vincenzo
N. 1305 - Iniziative per il finanziamento della linea turistica
regionale individuata dalla legge n. 128 del 2017 relativamente
alla tratta ferroviaria Noto-Pachino.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentate:
N. 1283 - Interventi di messa in sicurezza del viadotto
'Borsellino' nel territorio di San Giovanni Gemini (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Catanzaro Michele
N. 1303 - Chiarimenti e interventi in merito al servizio di
sostegno scolastico agli studenti con disabilità grave.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Istruzione e Formazione
De Domenico Francesco; Gucciardi Baldassare; Lupo Giuseppe;
Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele
Le interrogazioni saranno inviate al Governo ed alle competenti
Commissioni.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1278 - Chiarimenti in ordine alla mancata attuazione della
mozione 'Intitolazione di strada a Giuseppe Tricoli' da parte
dell'Amministrazione comunale di Corleone (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Figuccia Vincenzo
N. 1280 - Chiarimenti sulle situazioni di rischio esistenti lungo
l'autostrada A18 e sugli interventi di messa in sicurezza.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
Sammartino Luca
N. 1281 - Chiarimenti in merito alla vicenda della Società
elettrica di Favignana S.P.A. ed al rischio di inquinamento
ambientale dell'isola di Favignana (TP).
- Presidente Regione
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Territorio e Ambiente
Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1285 - Inopportunità di mantenere le commissioni provinciali
per l'artigianato presso le Camere di Commercio dell'Isola.
- Assessore Attività produttive
Campo Stefania; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1286 - Chiarimenti in merito all'erogazione
dell'anticipazione dell'indennità di buonuscita per i dipendenti
dell'Amministrazione regionale.
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1289 - Notizie sulla mancata attuazione delle previsioni
della legge regionale n. 6 del 2019 in materia di politiche
giovanili.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Sammartino Luca; Cafeo Giovanni Luca
N. 1291 - Chiarimenti urgenti in ordine alle iniziative in merito
alla mancata pubblicazione delle graduatorie relative alla
selezione pubblica del personale docente e non docente nell'ambito
dei percorsi formativi leFP.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Zito Stefano; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio; Sunseri
Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1292 - Chiarimenti in merito alla mancata erogazione delle
indennità relative all'Avviso 22/2018.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Foti Angela; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1293 - Chiarimenti in merito all'applicazione della normativa
relativa al ciclo e alla valutazione della performance.
- Presidente Regione
Foti Angela; Ciancio Gianina; Mangiacavallo Matteo; Palmeri
Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta
N. 1298 - Chiarimenti e intendimenti in ordine alle problematiche
scaturite dai nuovi criteri di assegnazione delle guardie mediche.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Cafeo Giovanni Luca; D'Agostino Nicola; Sammartino Luca; Tamajo
Edmondo
N. 1302 - Iniziative in merito ai disagi conseguenti alla
riduzione degli orari dell'ufficio postale presente nella frazione
di Giardina Gallotti, nel comune di Agrigento.
- Presidente Regione
- Assessore Economia
Di Mauro Giovanni
N. 1304 - Chiarimenti in merito al servizio di pediatria di libera
scelta nel comune di Centuripe (EN).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Pagana Elena; Ciancio Gianina; Foti Angela; Mangiacavallo Matteo;
Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana
Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci
Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di Paola Nunzio; Marano
Jose; De Luca Antonino; Pasqua Giorgio; Damante Concetta
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Annunzio di mozioni
N. 324 - Misure di sostegno alle piccole e medie imprese, alle
famiglie e agli operatori culturali penalizzati dalla psicosi da
Coronavirus.
Figuccia Vincenzo; Lo Curto Eleonora; Lo Giudice Danilo
Presentata il 27/02/20
N. 406 - Censura all'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e il lavoro e impegno del Presidente della Regione alla
conseguente rimozione e sostituzione.
De Luca Antonino; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; Pasqua Giorgio; Damante
Concetta; Fava Claudio Presentata il 6/05/20
N. 412 - Inadeguata gestione regionale della cassa integrazione in
deroga prevista dal decreto-legge n. 18 del 2020 'Cura Italia' e
determinazioni consequenziali.
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare; Arancio
Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony Emanuele; Dipasquale
Emanuele; Catanzaro Michele; De Domenico Francesco
Presentata il 19/05/20
Le mozioni saranno demandate, a norma dell'articolo 153 del
Regolamento interno, alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per la determinazione della relativa data di
discussione.
Allegato B
- Interrogazioni, interpellanze e mozioni della Rubrica Autonomie
locali e funzione pubblica (testi)
- Mozione n. 406 (testo)