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Resoconto d'Aula della Seduta n. 193 di mercoledì 27 maggio 2020
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   Presidenza del Presidente Miccichè

   Presidenza del vicepresidente Di Mauro

   Presidenza del vicepresidente Foti


                   La seduta è aperta alle ore 16.14

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono obiezioni da  parte
  dei  colleghi,  farei un'inversione dell'ordine del giorno  facendo
  partire  subito  la  discussione della relazione  conclusiva  della
  Commissione  Antimafia  per  poi  iniziare  le  norme  relative  al
  funzionamento della forma di Governo, anche perché vedo che mancano
  i  deputati  che  dovrebbero svolgere le  relazioni.  Per  cui,  io
  pregherei  l'onorevole Fava, se è già pronto, di  iniziare  con  la
  relazione.

   Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto  a
  disposizione  degli  onorevoli deputati  che  intendano   prenderne
  visione  ed  è considerato approvato in assenza di osservazioni  in
  contrario nella presente seduta.

   Ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno,  do
  il  preavviso  di  trenta minuti al fine delle eventuali  votazioni
  mediante  procedimento elettronico che dovessero  avere  luogo  nel
  corso della seduta.
   Invito,  pertanto,  i deputati a munirsi per tempo  della  tessera
  personale di voto.
   Ricordo,  altresì, che anche la richiesta di verifica  del  numero
  legale  (art.  85)  ovvero la domanda di scrutinio  nominale  o  di
  scrutinio  segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
  elettronico.

                      Atti e documenti, annunzio

   PRESIDENTE.   Avverto  che  le  comunicazioni  di  rito   di   cui
  all'articolo  83  del  Regolamento interno  dell'Assemblea  saranno
  riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.

                   Comunicazione di mozione superata

   PRESIDENTE.   L'onorevole   Lupo   non   è   presente;   tuttavia,
  considererei superata la mozione n. 412 sulla cassa integrazione in
  deroga,  visto  che, di fatto, ieri ne abbiamo discusso  nel  corso
  della   trattazione   della  mozione  di  censura   nei   confronti
  dell'Assessore  Scavone.  Per  cui, se  non  sorgono  osservazioni,
  evitiamo di ripetere un dibattito che sarebbe identico a quello  di
  ieri.
   Se  siete d'accordo, l'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione

   PRESIDENTE.  Do  lettura del decreto di nomina  di  componente  di
  Commissione:

                         «Repubblica  Italiana

                         ASSEMBLEA  REGIONALE  SICILIANA


                                              I L    P R E S I D
               E N T E                              186

   VISTA  la  nota  del  26  maggio 2020 del  Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  Partito Democratico XVII Legislatura , on.le Giuseppe
  Lupo,  pervenuta  alla Presidenza dell'Assemblea  in  pari  data  e
  protocollata al n. 3486/AulaPG del 26 maggio 2020;

   CONSIDERATO  che  con  la suddetta nota il Presidente  del  Gruppo
  parlamentare  medesimo comunica le proprie dimissioni dalla  carica
  di   componente  della   Commissione  parlamentare  d'inchiesta   e
  vigilanza  sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ,
  designando   contestualmente   in  sua   sostituzione   l'onorevole
  Francesco De Domenico;

   CONSIDERATO  che l'on. De Domenico appartiene allo  stesso  Gruppo
  parlamentare dell'on. Lupo;

   CONSIDERATO   che  occorre,  pertanto,  procedere  alla   relativa
  sostituzione;

   VISTA  la  legge  regionale 14 gennaio 1991, n.  4,  e  successive
  modificazioni,     recante    Istituzione   di   una    commissione
  parlamentare  di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della  mafia  e
  della corruzione in Sicilia ;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                             D E C R E T A

   l'onorevole  Francesco  DE  DOMENICO è nominato  componente  della
   Commissione  parlamentare d'inchiesta  e  vigilanza  sul  fenomeno
  della  mafia  e  della  corruzione  in  Sicilia ,  in  sostituzione
  dell'on.le Giuseppe Lupo, dimissionario.

   Il  presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.

       Palermo,  26 maggio 2020»

   d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione
   in Sicilia sul ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana (Doc. V) e
   della relazione annuale della Commissione parlamentare d'inchiesta e
   vigilanza sul fenomeno della mafia per l'anno 2019 (Doc. IV)

   Discussione   della   relazione   conclusiva   della   Commissione
  parlamentare  d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno  della  mafia  e
  della  corruzione  in Sicilia sul ciclo dei rifiuti  nella  Regione
  siciliana  (Doc.  V)  e della relazione annuale  della  Commissione
  parlamentare  d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno  della  mafia  e
  della corruzione in Sicilia per l'anno 2019 (Doc. IV)

   PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
  e relatore, onorevole Fava.

   FAVA,  presidente  della  Commissione e relatore.  Grazie,  signor
  Presidente,  ringrazio  i  membri del Governo  presenti.  Mi  corre
  l'obbligo  di  far  presente  che  il  Presidente  Musumeci  mi  ha
  telefonato  poco  fa  per  dirmi che  si  dispiace  di  non  essere
  presente, ma c'è stato un disguido sull'ordine del giorno,  non  ne
  era al corrente e, quindi, comunque,  apprezziamo la sua attenzione
  e  anche la sua disponibilità, Presidente, perché questa è la prima
  relazione  approvata da una Commissione Antimafia che  venga  anche
  offerta alla valutazione e discussione dell'Assemblea. Crediamo che
  sia  cosa  buona  e  giusta perché questa  relazione  si  indirizza
  anzitutto,  soprattutto a noi, a questa Assemblea, agli  Uffici  di
  Governo,  all'Amministrazione  regionale,  perché  protagonista  di
  questa  vicenda che si articola nell'arco di vent'anni è  il  ciclo
  dei rifiuti.
   Abbiamo   provato   a   ricostruire  parte  della   stagione   dei
  termovalorizzatori, quindi all'inizio del decennio scorso ad  oggi,
  chiama  in  causa   direttamente,  direi  anche  pesantemente    la
  funzione   politica,   la   funzione  di   governo,   la   funzione
  amministrativa,  la funzione legislativa con una  trasversalità  di
  responsabilità sui vulnus che abbiamo riscontrato, che ci chiama in
  causa anche dal punto di vista delle diverse sensibilità politiche,
  tutte le famiglie, tutti i Gruppi, tutti i Partiti.
   E'  una  relazione che è stata approvata all'unanimità e di questo
  ringrazio anche i colleghi che hanno supportato questo lavoro,  che
  l'hanno condiviso, che hanno anche condiviso la responsabilità  che
  questa  relazione si assume e cioè provare a capire il  motivo  per
  cui si è costruito nel corso di vent'anni un monopolio di fatto che
  oggi  vede,  come  momento non terminale ma apicale  del  ciclo  di
  rifiuti  in  Sicilia,  la  centralità  delle  discariche  che  sono
  anzitutto  - tranne  quella palermitana di Bellolampo -  discariche
  private e il modo in cui questo monopolio nel corso degli anni  sia
  stato    garantito,   protetto,   accompagnato    dagli    apparati
  amministrativi  e politici a beneficio sempre degli  stessi  grandi
  proprietari. Quali illecite interferenze lo abbiamo permesso, quali
  forzature  amministrative,  quale  complessiva  distrazione   della
  funzione di governo e della funzione amministrativa.
   Tutto  questo  nasce in anni non recenti, nasce con la  scelta  di
  fare  dell'emergenza una condizione di fatto, è quasi uno ossimoro,
  l'emergenza  dovrebbe  essere  parola  che  racconta   un   momento
  particolare   ed  eccezionale  è  diventata  la  consuetudine,   il
  consolidato  nella gestione del ciclo dei rifiuti  da  vent'anni  a
  questa  parte  e  questa  emergenza  ha  impedito  che  si  potesse
  procedere a un approccio strategico  Signor Presidente, io vedo che
  il  contaminuti dà cinque minuti, credo che, forse, per  illustrare
  questa  relazione  occorra beneficiare di qualche  minuto  in  più,
  altrimenti vado  .

   PRESIDENTE.  Chiedo  scusa, non so perché ma non  ci  sono  cinque
  minuti.

   FAVA,  presidente della Commissione antimafia. La  ringrazio,  era
  soltanto un appunto.
   Dicevo, ha impedito che ci fosse un approccio strategico, cioè  la
  possibilità  di  dare  impulso  compiuto  anche  alla  funzione  di
  indirizzo politico, diversi governi che si sono succeduti in questi
  anni non sono stati in condizioni di offrire al tema del ciclo  dei
  rifiuti.
   Partendo  dalla vicenda dei quattro termovalorizzatori  che,  come
  sapete,  si conclude nel 2007, perché c'è una sentenza della  Corte
  della  Giustizia europea che dice che questa gara non funziona  per
  una serie di errori procedurali che ci sono stati e già questo è la
  prima stazione di questo racconto particolarmente significativo.
   Racconta  la Procura della Repubblica di un'indagine che parte  in
  quegli  anni, ribadiscono i tribunali amministrativi e ci fa sapere
  in  qualche modo anche la Corte di Giustizia europea che questa era
  una  gara costruita interamente,  integralmente, matematicamente  a
  tavolino.
   Tra  le  audizioni particolarmente interessanti è stata il ricordo
  di  uno  dei  direttori generali che ci ha detto che la possibilità
  che  le  offerte  dei  quattro raggruppamenti  di  imprese  per  la
  costruzione  di  quei quattro termovalorizzatori  coincidessero  in
  modo  così millimetrico con la suddivisione dei 390 comuni tra quei
  quattro  raggruppamenti,  con  le domande  presentate  allo  stesso
  giorno,  con  la  costituzione di questi quattro raggruppamenti  di
  impresa  dallo  stesso notaio lo stesso giorno con  quattro  numeri
  successivi  di  repertorio. La possibilità che tutto  questo  fosse
  frutto  del caso e non una operazione costruita a tavolino  era  di
  una su 980 milioni e ci spiegava, anche, che per vincere l'enalotto
  con  un  colpo secco è sufficiente una possibilità su 600  milioni;
  quindi,  diciamo,  che  questa gara  fosse  il  frutto  del  libero
  incontro  sul mercato di proposte, valutazioni e intenzioni  è  una
  cosa  piuttosto  improbabile.  Così dice  anche  la  Procura  della
  Repubblica,  c'è stata una indagine per corruzione che, poi,  si  è
  conclusa  senza  avere  avuto  certezza,  contezza,  di  un   fatto
  corruttivo, si è accertata la turbativa d'asta, nel frattempo erano
  passati molti anni e si è proceduto per prescrizione,  tutto deciso
  a tavolino.
   La  cosa interessante è quando a questo punto subentra la stagione
  delle  discariche, come scrivono i magistrati, la coincidenza degli
  operatori  economici, dei più significativi operatori economici,  è
  negli atti; cioè non siamo di fronte a un cambio di indirizzo e  di
  panorama,  ma  siamo  di  fronte a un traghettamento  degli  stessi
  interessi economici che erano fortemente presenti e coinvolti nella
  vicenda  dei  quattro termovalorizzatori, in questa stagione  delle
  discariche  si  apre sotto il Governo Lombardo con un  biennio,  il
  2008-2009, che vede autorizzazioni per sette milioni di metri  cubi
  che, diciamo, è una percentuale particolarmente significativa.
   Ma  la  cosa  che viene fuori in questa relazione è che  siamo  in
  presenza  di  un processo autorizzativo che prescinde da  qualsiasi
  pianificazione,  che  sfugge assolutamente  al  controllo  sia  dal
  versante  politico,  di indirizzo politico e  di  governo,  sia  al
  versante amministrativo.
   Noi  abbiamo  ascoltato tutti i dirigenti  generali  che  si  sono
  succeduti alla guida dei comparti strategici del ciclo dei  rifiuti
  in questi ultimi vent'anni e abbiamo ascoltato tutti gli assessori;
  quasi tutti i dirigenti e quasi tutti gli assessori ci hanno detto:
   abbiamo  appreso  che fossero stati autorizzati sette  milioni  di
  metri   cubi   in   discarica   -   allargamento,   ampliamento   e
  autorizzazioni per nuove discariche - dai giornali , nel senso  che
  la  contezza  di  ciò che accadeva si fermava nei  rami  bassi  del
  processo burocratico e amministrativo senza - così ci dicono -  che
  ci  fosse  alcuna consapevolezza anche delle ricadute dal punto  di
  vista   della  responsabilità  ambientale,  del  tessuto  umano   e
  comunitario   sul  quale  si  investiva  attraverso  l'apertura   o
  l'allargamento di quelle discariche di dimensioni così gigantesche.
   C'è  stata  una  scelta  di  azzerare  la  funzione  di  indirizzo
  politico. L'ampliamento è stata una necessità di emergenza;  alcuni
  dirigenti  ci hanno detto:  la nostra funzione era soltanto  quella
  di  apporre una firmetta . C'è in questo senso la testimonianza del
  dott.  Sergio  Gelardi  che  ci dice  -  è  stato  alla  guida  del
  dipartimento  ambiente dal gennaio 2010 fino al 2011 -   io  facevo
  passare quello che vedevo firmato, punto.  Verificavo che ci  fosse
  la firma, in questo caso del dottor Zuccarello e io poi apponevo la
  mia  firmetta.  Poi  ho  saputo che, di  fatto,  Zuccarello  faceva
  passare   tutto   quello  che  gli  portava   Cannova .   Il   nome
  dell'architetto Cannova evoca non soltanto una vicenda  giudiziaria
  che  si  è conclusa poco tempo fa, ma anche, come dire, le anomalie
  di  un  processo  burocratico che, partendo da  un  funzionario  di
  seconda  o  terza fila, riusciva a condizionare l'esito dell'intero
  processo autorizzativo, dell'intero processo amministrativo.
   La  stagione  delle  discariche ha un primo momento  di  conflitto
  politico  quando l'assessore Marino - assessore della prima  Giunta
  Crocetta  -  decide di rispondere alle sollecitazioni che  arrivano
  anche dalle Procure della Repubblica e dalle indagini in corso  dei
  Noe, proponendo una indagine a ritroso che cerchi di capire come si
  sono   svolti,   sviluppati  nell'arco  degli   anni   i   processi
  autorizzativi  per  le  quattro più importanti  discariche  private
  siciliane,  quindi  Siculiana, Oikos,  Tirreno  Ambiente  e  Sicula
  trasporti.
   Si  costituisce  una  Commissione  ispettiva,  l'esito  di  questo
  lavoro,  che  in parte si conclude quando Marino si è  già  dimesso
  dalla Giunta, aveva già lasciato la Giunta Crocetta, è che ci  sono
  state  gravi e ripetute irregolarità in tutti e quattro i  processi
  amministrativi.
   Una delle vicende più significative è quella che riguarda la Oikos
  e  che  riguarda  il processo che ha visto imputati un  funzionario
  della  Regione  siciliana, l'architetto Cannova, e il  proprietario
  della   Oikos,   entrambi  condannati  a  pene  diciamo   detentive
  abbastanza  significative nell'ammontare.  Un  processo  che  si  è
  concluso  soltanto  in  primo grado e  scrivono  nella  sentenza  i
  giudici  che  il  Proto, parliamo quindi di chi ha avuto  un  ruolo
  significativo, strategico e di grande disponibilità  e  benevolenza
  da  parte  dei  governi nel corso di quegli anni,  concepisce  come
  unico   suo  metodo  della  vita  imprenditoriale,   il  prezzolare
  chiunque  possa  essere  funzionale al suo disegno  di  ampliamento
  delle sue discariche e dei suoi affari.
   Da  qui  una  sentenza di condanna e da qui le domande che  questa
  Commissione  si  è  fatta  ed ha posto a funzionari,  dirigenti  ed
  assessori.  Come è stato possibile che un solo funzionario,  ripeto
  nella  scala  gerarchica  con  una funzione  ed  un  ruolo  nemmeno
  apicale,    abbia    potuto    subornare   l'intero    procedimento
  amministrativo  manipolando atti, procedimenti e  fatti  legati  ad
  autorizzazioni di una discarica per oltre 3 milioni di metri  cubi?
  La   seconda  domanda:  siamo  certi,  perché  su  questo  c'è  una
  preoccupazione  invece dell'autorità giudiziaria  e  della  polizia
  giudiziaria che ha investigato, che siamo di fronte ad una  vicenda
  limitata  soltanto questo caso o è l'unica vicenda di  cui  abbiamo
  contezza   perché   è  l'unica  sulla  quale  ci   era   stato   un
  approfondimento giudiziario? E la terza cosa che ci porta ai nostri
  giorni:  come mai in attesa di conoscere le motivazioni  di  questa
  sentenza e con sentenza, comunque, già depositata è stata rinnovata
  l'Aia   per   Proto   il   9  agosto  del   2019,   nonostante   le
  puntualizzazioni, le preoccupazioni e le critiche  che  sono  state
  espresse in quella sentenza?
   I  Noe  dicono che sono stati, diciamo, tra i pochi attenti vigili
  nel corso di questi anni ad indagare, approfondire quali fossero  i
  vulnus  all'interno dei processi amministrativi e di autorizzazione
  di  molte  di  queste  pratiche. Quasi  sistematicamente,  dice  il
  comandante  dei Noe di Palermo,  nel momento in cui noi affrontiamo
  un'attività  di  indagine ci troviamo di fronte o  ad  un  pubblico
  funzionario  che  è  stato corrotto o che è corruttibile  o  che  è
  compiacente  o  che  ha  rilasciato un'autorizzazione  laddove  non
  poteva  essere  rilasciata . E' un quadro  allarmante,  Presidente,
  perché non viene detto in una conversazione tra un gruppo di  amici
  al bar, ma da chi da vent'anni ha il polso della situazione, avendo
  per vent'anni diretto l'ufficio del Noe ed avendo potuto verificare
  de visu quanta opacità ci fosse in molti dei processi autorizzativi
  che si sono collezionati nel corso di questi vent'anni.
   Una  vicenda  esemplare in questo senso è la vicenda dell'impianto
  Cism  della famiglia Paratore, che è un impianto minore, ma il modo
  in  cui questa vicenda fotografa il compendio di sollecitazioni, di
  interferenze,  di  interventi  che si  sono  succeduti,  in  ambito
  istituzionale,  in ambito giudiziario, in ambito amministrativo,  è
  come   se  facessi  una  fotografia,  ahimè,  molto  nitida,  molto
  perfetta,  di  quale somma di interessi pubblici e privati  si  sia
  ritrovata   spesso  a  rendere  il  percorso  di  questi   processi
  amministrativi destinato ad un unico possibile esito finale.
   La  famiglia  Paratore,  successivamente, poi  sarà  coinvolta  in
  un'indagine  penale che la vede tuttora, padre e  figlio,  imputati
  per reati particolarmente gravi: concorso in associazione di stampo
  mafioso. La richiesta di Paratore è semplice: abbiamo una discarica
  di rifiuti speciali, vogliamo farla diventare, perché il mercato ci
  propone vantaggi significativi, una discarica per rifiuti urbani. E
  succede  una cosa straordinaria: in tre giorni arriva la  proposta,
  la  richiesta  di ottenere questa autorizzazione il 19  luglio  del
  2016, se non vado errato, alla Regione siciliana, il 22 luglio, tre
  giorni  dopo - lei, Presidente, che è molto attento ai tempi  della
  politica, ai tempi della burocrazia, ai tempi amministrativi  -  in
  questo  caso  abbiamo avuto dei tempi straordinari. In  tre  giorni
  questa pratica viene esaminata ed esitata, autorizzazione concessa.
  Andando a ritroso scopriamo che dietro questa rapidità encomiabile,
  con cui gli uffici hanno determinato che quella

   PRESIDENTE.  Onorevole Figuccia, onorevole Lo  Curto,  per  favore
  dovete prendere posto, perché voi parlate e qua c'è un rimbombo che
  non si riesce a capire.
   Prego onorevole Fava.

   FAVA, presidente della Commissione e relatore. Dicevo che il  modo
  in  cui  si  arriva a questa così solerete e rapida autorizzazione,
  racconta  nella ricostruzione a ritroso l'incredibile  quantità  di
  interferenze  che  ci  sono  state, ed è  questo  l'altro  elemento
  preoccupante.
   Ci  dice  uno  dei  dirigenti generali che abbiamo  ascoltato,  il
  dottore  Lupo:   Io fui convocato a Roma, in un   caffè  di  Piazza
  Sant'Eustachio   perché  dovevo  garantire  al   signor   Paratore,
  proprietario  di  quella discarica, che la Regione  sarebbe  andata
  incontro alla sua richiesta, ai suoi interessi, avrebbe trasformato
  l'AIA  per  una  discarica di rifiuti speciali,  in  discarica  per
  rifiuti  urbani e naturalmente l'incontro era stato  sollecitato  e
  procurato  da  un  senatore della repubblica  che  era  presente  a
  quell'incontro, il senatore Lumia .
   Di  tutto  questo c'era ampia contezza, tra le file, tra i  ranghi
  della  politica  dell'amministrazione, ma sembrava fosse  naturale,
  che questo tipo di interferenze, dovessero collocarsi dentro questi
  processi  amministrativi, così come ci racconta sempre  il  Dottore
  Lupo,  Cannova,  gli  mandò l'autorizzazione dicendo:   è  tutto  a
  posto,  in tre giorni l'abbiamo risolta, ma stai tranquillo che  la
  pratica è assolutamente limpida, trasparente, inappuntabile . Anche
  in  questo  caso qualche dubbio sul fatto che l'architetto  Cannova
  agisse  per saggezza acquisita e non perché fosse stato sollecitato
  a  garantire  che  quei  tre giorni fossero  stati  sufficienti  ad
  esitare  una  pratica di questa sensibilità e  di  questa  gravità,
  anche questo ci sfugge.
   Ora  di  questi episodi la relazione ne recensisce,  ne  raccoglie
  senza commentarli, soltanto numerandoli, moltissimi, non stiamo qui
  a  ricordarli tutti, così come un altro elemento significativo, che
  questa  relazione recupera è un'affinità di modi e  di   personaggi
  che rendono gli interventi sul sistema dei rifiuti, il vassallaggio
  che  è stato preteso dalla politica e dalla burocrazia assai simile
  a  quello che è accaduto alla Regione siciliana durante la  vicenda
  Montante,  gli  stessi personaggi, gli stessi  metodi,   lo  stesso
  tentativo   di   svuotare  la  funzione  di  governo   e   le   sue
  responsabilità, di spostare i  luoghi delle decisioni di  indirizzo
  politico  altrove,  fuori da quest'Aula e fuori  dalle  stanze  del
  Governo.
   Ci  ha raccontato un assessore, e ce lo raccontava come un gossip,
  del  quale  come dire, tutti erano a conoscenza ed era  considerata
  una  cosa  del  tutto  naturale che durante la  sua  esperienza  di
  assessore le giunte cominciavano con due, tre ore di ritardo perché
  bisognava prima aspettare che il Presidente della Regione, in  quel
  caso  Rosario  Crocetta,  finisse  la  sua  pre-giunta  assieme  al
  Senatore  Lumia, col quale ogni volta prima della Giunta  occorreva
  per  un  paio d'ore verificare  tutto ciò che sarebbe dovuto andare
  in  discussione  nella  Giunta di Governo, e  tutto  questo  lascia
  tracce  profonde  sul  modo in cui il ciclo  dei  rifiuti  è  stato
  indirizzato verso alcuni esiti e soltanto verso quegli esiti  e  di
  tutto  questo,  Presidente, ne parliamo in questa relazione  perché
  erano  notizie  acquisite,  dati di fatto,  facevano  parte  di  un
  costume politico che si riteneva inevitabile,  come dire una  sorta
  di Gentlemen's agrement per cui siamo tutti d'accordo sul fatto che
  il  ciclo  dei  rifiuti debba garantire intanto  gli interessi  dei
  proprietari  delle grandi discariche private, che il 90  per  cento
  dei  rifiuti  debbano finire abbancati con quell'esito finale,  che
  tutto questo sfugga al controllo dell'Amministrazione.
   Dobbiamo  dare  atto  ad  alcuni assessori,  ad  alcuni  dirigenti
  generali di avere tentato di raddrizzare il corso delle cose ma  in
  grande solitudine nel senso che poi alla fine l'evidenza dei  fatti
  ci  diceva che così deve essere, e i procedimenti amministrativi  e
  in  questo  caso  scaricando l'intera responsabilità  sulle  spalle
  sull'architetto Cannova, avevano quell'unica direzione di marcia.
   Arriviamo all'ultimo capitolo, signor Presidente, la ringrazio del
  tempo che ci ha concesso, mi avvio a concludere.
   Ci   siamo  trovati  di  fronte  anche  all'imbarazzo  di   alcuni
  procedimenti  di  scioglimenti  di comuni,  di  consigli  comunali,
  ritenuti  inagibili dal punto di vista democratico perché  permeati
  di presenza e di interferenza mafiosa, con una serie di coincidenze
  che  accompagnavano questo scioglimento. La prima è che  l'indagine
  penale  che  riguardava  i  sindaci  o  gli  amministratori  veniva
  immediatamente  risolta dopo che il consiglio  comunale  era  stato
  sciolto.  In  alcuni  casi, come in quello  di  Scicli,  anche  con
  affermazioni da parte del Tribunale molto perentorie e molto gravi,
  la   sentenza  di  assoluzione  del  sindaco  di  Scicli   dice   è
  inammissibile  che  un'accusa così campata  in  aria  abbia  potuto
  superare  il  vaglio  della fase istruttoria,  ma  quel  vaglio  lo
  superò   Il  comune fu sciolto, ed è la prima coincidenza  che  noi
  raccogliamo  su questo ed altri comuni, gli altri sono Siculiana  e
  Racalmuto, la seconda coincidenza è che questi comuni si  trovavano
  tutti, le Amministrazioni comunali, in rotta di collisione rispetto
  alle  richieste  urgenti  e perentorie che venivano  presentate  da
  alcuni  gruppi privati per aprire nuove discariche o per  allargare
  le  discariche preesistenti. E anche in questo caso si scopriva che
  una    volta   eliminato   l'ostacolo   rappresentato   da   quella
  amministrazione, improvvisamente queste pratiche trovavano il  loro
  sbocco  naturale.  Queste tre coincidenze  ci  portano  a  pensare,
  signor Presidente, che forse lo strumento, l'articolo 143 del Testo
  Unico degli Enti Locali che permette, che determina, che impone  in
  alcuni  casi lo scioglimento dei consigli comunali, in alcuni  casi
  forse sia stato utilizzato con eccessiva, come dire, superficialità
  e  non  vorremmo  che  sia stata anche, come  dire,  una  vocazione
  strumentale. Facciamo in modo che non ci sia più un'Amministrazione
  che  si  metta di traverso rispetto a un grande progetto che invece
  deve  arrivare a destinazione, tolta l'amministrazione il  progetto
  arriva a destinazione.
   Ultimo punto, la relazione ha cercato, il lavoro della Commissione
  di  capire anche che ruolo, che funzione, appartenga a questo ciclo
  alle  modalità  di raccolta dei rifiuti. Quello che  ci  dicono  le
  inchieste, quello che ci dicono le amministrazioni, quello  che  ci
  dicono  tutti i soggetti che noi abbiamo compulsato e che non  solo
  abbiamo  ancora un terzo di comuni che procedono con affidi diretti
  senza  gara d'appalto, ma che attraverso l'affido diretto e  comuni
  trasformati  tutti  in  piccole  minuscole  pulviscolari   stazioni
  appaltanti, noi abbiamo un significativo ingresso della criminalità
  organizzata all'interno del servizio di raccolta dei rifiuti.
   Decine  di  inchieste  ce  lo testimoniano  e  soprattutto  ce  lo
  testimonia la linearità di questo processo che evitando la gara  di
  appalto   rende   possibili   con   affidi   diretti   e   proroghe
  l'individuazione  della ditta che va premiata o della  ditta  degli
  amici che vanno premiati e questo resta il servizio di raccolta dei
  rifiuti per un terzo dei comuni siciliani.
   Concludendo,  signor Presidente, io credo che  anche  mettendo  da
  parte gli episodi più gravi e più clamorosi quelli su cui c'è stata
  un'attenzione  specifica  dell'Autorità  giudiziaria  che  è  stata
  dimostrata anche in sede penale l'esistenza di pratiche corruttive,
  la  sensazione  che  l'intera  governance  dei  rifiuti  sia  stata
  permeabile, colleghi scusate, a un sistema di interferenza.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi per  favore,  onorevole  Assenza,
  onorevoli  per  favore  dovete,  non  si  sente  quello  che   dice
  l'onorevole fava e siccome sta facendo una relazione che credo  che
  sia  abbastanza  importante, sarebbe utile che  tutti  ascoltassimo
  attentamente, vi prego.  Onorevole La Rocca, grazie  La ringrazio.
   Non  lo  so che cosa stava dicendo, l'importante è che qua non  si
  sente, per cui fatelo dopo. Grazie.

   FAVA, presidente della Commissione e relatore. L'ultimo minuto per
  concludere e per proporre le conclusioni a cui è arrivata la nostra
  relazione   e  anche  due  punti,  due  suggerimenti  di  possibile
  intervento che cerchi di raddrizzare il corso delle cose.
   Dicevo,  la  sensazione che l'intera governance  dei  rifiuti  sia
  mostrata  permeabile a un sistema di interferenze che  ricorda  per
  modalità  e  per il ricorrere degli stessi protagonisti le  vicende
  legate al cosiddetto sistema Montante. Punto numero uno.
   Punto  numero  due,  tutto questo nonostante l'impegno  di  alcuni
  assessori e diversi amministratori che hanno cercato, a volte anche
  disperatamente  in  straordinaria  solitudine,  di  evitare  questa
  deriva.
   Il  terzo  punto:  il  vassallaggio a cui  è  stata  costretta  la
  funzione  amministrativa, costretta  Il dirigente generale  che  ci
  dice,  io dovevo mettere solo una firmetta, ci dice anche, io  sono
  stato  scelto per questo, ci dice, non ne capivo nulla, di VIA,  di
  VAS,  non  sapevo nulla di questi procedimenti autorizzativi,  sono
  stato  scelto  perché  la  mia funzione in  termini  di  obbedienza
  dovuta, a chi mi aveva scelto, era quella di fidarmi del sottoposto
  che mi proponeva alla firma della pratica, e la mia firmetta era il
  sigillo definitivo.
   Ma  tutto  questo  Presidente, ci è stato  raccontato  con  onesta
  umiltà di chi dice  noi siamo stati utilizzati, non sapevamo di che
  cosa   si  parlasse .  Abbiamo  parlato  con  assessori  che  hanno
  continuato a dirci  non venivo chiamato alle Conferenze di Servizi,
  non  sapevo  nulla di autorizzazioni per due, tre,  tre  milioni  e
  mezzo  di  metri  cubi .  Scusi assessore, abbiamo  detto,   stiamo
  parlando  di  decisioni  - al di là del fatto  che  possono  essere
  limpide, giuste, inevitabili - ma comunque hanno una loro refluenza
  sul   contesto   civile,  sul  contesto  economico,  sulla   salute
  dell'ambiente e della gente, possibile che la funzione  di  Governo
  non sapesse che qualcuno stava mettendo per conto dell'assessore  e
  per  conto del Presidente - anche se questo la legge lo permette  -
  una firma che determinava quegli esiti? Anche in questo noi abbiamo
  avuto  la  sensazione  che ci sia stata una delega  in  bianco,  in
  alcuni  casi subìta, in altri casi offerta con grande generosità  e
  con grande disponibilità.
   Un rimedio: naturalmente investire sull'impiantistica pubblica che
  permette  di  lavorare  il  rifiuto a  valle  e  serve  soprattutto
  un'impermeabilità nelle scelte di indirizzo e di gestione  rispetto
  agli  interessi  illeciti.  Forse,  nell'ambito  dei  processi   di
  semplificazione,   prevedere   comunque   che   per   i    processi
  autorizzativi  più sensibili dal punto di vista delle  conseguenze,
  ci  sia  sempre  e comunque la firma, e quindi la consapevolezza  e
  quindi  la  piena  concordanza di vedute e  di  indirizzo  politico
  dell'assessore responsabile in quel caso, al ramo, forse è una cosa
  che  noi  dovremmo oggi ripensare e proporre alla nostra Giunta  di
  Governo.
   Abbiamo  oggi,  e  concludo, così evitiamo un secondo  intervento,
  presentiamo  oggi anche la relazione sul lavoro che è stato  svolto
  dalla  nostra Commissione nel 2019, la relazione sulle interferenze
  e  sulle  ingerenze criminali e mafiose nel mercato  ortofrutticolo
  del  Comune di Vittoria, il completamento della relazione Montante,
  la relazione sull'attentato a Giuseppe Antoci e l'inizio del lavoro
  sul  ciclo  dei  rifiuti  che si è concluso,  come  abbiamo  detto,
  qualche  settimana  fa con il voto unanime della  Commissione,  che
  ringrazio  ancora  una  volta assieme agli Uffici  che  hanno  reso
  possibile tutto questo.
   Della  relazione,  un capitolo importante e significativo  che  ha
  curato  come  relatrice  la  collega,  riguarda  invece  l'impianto
  pubblico  di Palermo e poi magari nel corso del suo intervento,  la
  collega   Schillaci   su  questo  punto  si   soffermerà.   Grazie,
  Presidente, è tutto.

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava.
   Non  è  facile  non  fare qualche riflessione  dopo  la  relazione
  dell'onorevole Fava.
   Intanto, ci sono degli interventi che sono stati richiesti,  seguo
  l'ordine con cui gli interventi sono stati richiesti.

   ZITELLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne ha facoltà. Ovviamente non per fare una  relazione
  intera ma per aggiungere.

   ZITELLI. Grazie, signor Presidente, sarò brevissimo, soltanto  per
  dire  che  la  Commissione  ha fatto un lavoro  enorme,  certosino,
  preciso   e  quindi  un  grazie  a  tutti  i  soggetti  che   hanno
  collaborato, a tutti i consulenti, perché hanno un lavoro veramente
  enorme.  Ha  fatto,  con  precisione,  il  Presidente  Fava  questa
  relazione.
   Volevo mettere l'accento su una cosa che magari può aiutare poi il
  dibattito  in  Aula: l'effetto, l'alibi dell'emergenza.  Ogni  qual
  volta  si  è verificato - caro Presidente, mi pare che ce ne  siamo
  accorti  perché in alcune vicende si capiva benissimo - ogni  volta
  che  si chiudevano dei fatti, delle autorizzazioni, c'era in  corso
  un'emergenza.  La  bravura molte volte era  nel  creare  la  strada
  all'emergenza e da qui poi la strada maestra si creava  e,  quindi,
  tutto veniva poi facilmente realizzabile.
   Quindi,  l'emergenza è un alibi, che per tutto  questo  ventennio,
  credo  dal  1999,  dal  Governo Angelo Capodicasa  in  poi,  perché
  abbiamo analizzato gli ultimi vent'anni, sotto l'ala dell'emergenza
  poi si sono creati molti di questi meccanismi.
   Credo che questo sia un punto cardine che può aiutare il dibattito
  in Aula. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.

   SCHILLACI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  il
  Presidente  Fava e tutti i componenti della Commissione  Antimafia'
  per  il  lavoro svolto durante l'anno che ci ha visti impegnati  in
  ben 77 sedute e 120 audizioni.
   Un  lavoro  serio  e  minuzioso basato  su  atti  ufficiali  e  su
  contributi raccolti dagli auditi.
   Le  vicende Montante e Arata, e soprattutto le inchieste sul ciclo
  dei  rifiuti oltre ad essere storie di omissioni hanno rivelato una
  carenza di coordinamento dei responsabili della prevenzione,  della
  corruzione   e   trasparenza  dei  vari  rami  dell'Amministrazione
  regionale  ma, soprattutto, una carenza di attività di vigilanza  e
  di  monitoraggio dei rapporti tra l'Amministrazione  e  i  soggetti
  esterni   che  con  essa  entrano  in  contatto,  soprattutto   per
  contratti, per appalti e soprattutto per le famose autorizzazioni.
   Gravi disfunzioni che meritano un approfondimento - intervento  di
  tipo  normativo e organizzativo - al fine di garantire l'incisività
  dell'azione  amministrativa regionale. Ritengo doveroso evidenziare
  come   questo  articolato  e  minuzioso  lavoro  della  Commissione
   Antimafia'  regionale non abbia il semplice scopo di produrre  una
  serie  di  relazioni  da  dimenticare  in  polverose  librerie  ma,
  piuttosto,  la  pretesa  di  incidere positivamente  attraverso  la
  formulazione di proposte per un processo di cambiamento  che  è  da
  troppo tempo atteso.
   Occorre,   dunque,  una  ricognizione  sull'intero   impianto   di
  prevenzione  della corruzione e trasparenza al fine di  verificarne
  la  corretta  applicabilità delle norme per evitare la permeabilità
  di certi settori a rischio che cedendo all'illegalità finiscono per
  alimentare  sacchi di inefficienza che si ripercuotono  sull'intero
  tessuto economico della Regione assai fragile.
   Mai  come  in  questo momento storico si sente  l'esigenza  di  un
  progetto ampio ed inclusivo che coinvolge più interlocutori volti a
  combattere  la cultura dell'omertà e dell'opacità e che abbia  come
  filo conduttore quel senso del dovere che ha animato tanti uomini e
  tante donne che hanno sacrificato per questo la loro vita.
    Senso del dovere come primo ostacolo all'avanzare delle mafie che
  si   cibano   essenzialmente   della  corruzione   e   costruiscono
  sull'avidità dei funzionari più fedeli le loro economie parallele.
   Ecco perché oggi combattere la corruzione significa combattere  la
  criminalità organizzata.
   La  cronaca  di questi ultimi giorni che ha interessato  anche  il
  settore più delicato come la sanità impone tutti ad una riflessione
  e un maggiore impegno nel contrasto all'illegalità.
   Occorre un segnale forte da parte di questa classe politica. Non è
  più  tempo  di  girarsi  dall'altra parte.  Occorre  una  presa  di
  coscienza e azioni mirate.
   La  parte  sana  di questa classe politica prenda le  distanze  da
  certi comportamenti e azioni scorrette senza se e senza ma.
   La classe politica che necessita di un profondo rinnovamento etico
  e culturale e mi chiedo se non ora quando? Abbiamo una Sicilia allo
  sbando  e  affamata impegnata a contrastare un virus invisibile  ma
  non  è  solo il Covid che fa paura. Un altro virus, che  è  appunto
  quello della corruzione ha infettato le nostre istituzioni ed è per
  questo  che chiedo come primo atto, signor Presidente dell'ARS,  di
  calendarizzare il d.d.l. 566 a firma Movimento 5 Stelle  depositato
  ben  un anno fa che introduce delle modifiche alla legge 4 del 1991
  in sintonia con lo  Spazzacorrotti .
   Consentire  la  segmentazione del fenomeno  della  corruzione  può
  portare  al  perpetrarsi  di  diritti seriali  contro  la  Pubblica
  Amministrazione che è in grado di distorcere le funzioni  pubbliche
  così  come  evidenziato dalla stessa relazione alle  Nazioni  Unite
  sulla stessa corruzione.
   La  Sicilia naufraga e i fallimenti sono sotto gli occhi di tutti.
  Non  possiamo più aspettare e adesso è arrivato il momento di  quel
  famoso  giro  di boa di cui parla tanto Gratteri, e  tornando  alla
  relazione  sui rifiuti possiamo dire che se ne sono occupate  anche
  svariate commissioni parlamentari antimafia nazionali. Quindi,  non
  è  solo legato ad un Governo Crocetta, precedente a questo, perché,
  come  diceva la stessa Commissione Bratti,  il sistema dei  rifiuti
  in   Sicilia   è  un  coacervo  di  interferenze  basato   su   una
  triangolazione di interessi. Certa imprenditoria, certa  burocrazia
  avida  ma,  soprattutto,  una  classe  politica  che  ha  costruito
  consenso elettorale su questo tipo di interessi .
       Quindi,  io  credo che sia arrivato il momento di togliere  le
  ipocrisie  da  parte  di tutti e dare un segnale  forte  con  delle
  proposte  mirate, a cominciare da una legge, la n. 9,  che  non  si
  capisce,  e  di una riforma del disegno di legge sui  rifiuti  che,
  sinceramente, e chiedo agli Assessori al ramo, non si  capisce  per
  quale  motivo  sia  stato legato al piano dei  rifiuti.  Piano  dei
  rifiuti  che  è la chiave di volta di questa uscita dall'emergenza,
  da questo sistema impantanato che è il ciclo dei rifiuti. Piano dei
  rifiuti che questa Sicilia non ha, sentite bene, dal 2009. L'ultimo
  piano dei rifiuti risale al 2009.
     Quindi  leviamo  le maschere e cominciamo a lavorare  in  questo
  senso. Grazie a tutti.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Schillaci.  Io  non  posso   che,
  comunque,  fare pure io i complimenti alla Commissione. L'onorevole
  Fava, avendo fatto parte della Commissione Antimafia nazionale,  ha
  utilizzato il sistema di inchiesta che, teoricamente, non  dovrebbe
  essere completamente nostro ma credo che lo abbia fatto molto bene,
  perché  lo  ha utilizzato in maniera assolutamente corretta,  senza
  prevaricare   i   limiti   dei   propri   poteri,   delle   proprie
  responsabilità.
   Quindi,  io di questo lo ringrazio proprio per il metodo  con  cui
  sono state fatte alcune inchieste, sia questa sui rifiuti che anche
  altre. Ringrazio veramente la Commissione per il lavoro che è stato
  fatto  fino  ad  oggi. Peraltro, come voi forse sapete,  si  stanno
  pubblicando dei Volumi che cura l'Assemblea stessa, che saranno poi
  distribuiti nelle scuole e anche altrove, con di fatto riportate  e
  con il commento iniziale del Presidente Fava, su quello che è stato
  il  lavoro che si è svolto in Commissione Antimafia. Spero di poter
  far  sì  che  alla  fine di questa legislatura ci possa  essere  un
  cofanetto  del lavoro che la Commissione Antimafia ha fatto  perché
  ritengo sinceramente che sia uno dei lavori più concreti, più veri,
  che siano stati fatti sino ad oggi. E sono, da Presidente di questa
  Assemblea,  sono molto soddisfatto di quello che si sta facendo  in
  Commissione.
   Prima  di  dare la parola all'onorevole Calderone,  do  la  parola
  l'Assessore al ramo, dottore Pierobon. Ne ha facoltà.

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Signor  Presidente, onorevoli deputati, solo una precisazione;  poi
  in analitico possiamo entrare e star qui molto più tempo.
   Il d.d.l. non è collegato, cioè non è condizionante al Piano, sono
  due  provvedimenti  indipendenti. Chiaro che si danno,  come  dire,
  l'implicazione l'un l'altro nell'efficacia degli stessi.
   Il  Piano  esiste,  cari  signori. Il Piano  aggiornato  all'altro
  giorno,  il  Piano ha fatto tirare fuori dai cassetti tutta  quella
  prateria che evocava il Presidente Fava relativa a tutta una  serie
  di  istanze,  private come pubbliche, che viaggiavano evidentemente
  in maniera carsica o, comunque, non tracciata.
     Quindi,  noi abbiamo fatto emergere dall'invisibile il visibile,
  lo  abbiamo  ordinato  con  dei criteri,  abbiamo  disciplinato  la
  discrezionalità  tecnica dell'apparato burocratico  e  al  contempo
  abbiamo  arginato  le  pretese rivendicative  -  chiamiamole  così,
  risarcitorie,  indennitarie, trovate il termine più adeguato  -  da
  parte  dei  privati  che paventavano per ritardi  dei  procedimenti
  amministrativi, mancate risposte, ecc., tutta una serie  di  danni.
  Quindi, abbiamo lavorato su più fronti.
   Vi  invito  veramente  - ma mi piacerebbe  farlo  io  stesso  -  a
  disaminare  in  maniera  attenta e  anche  critica,  sotto  plurimi
  aspetti  e  tutte  le sfaccettature, sia il Piano  rifiuti  sia  il
  disegno di legge. Per carità, tutto può essere migliorabile  e  noi
  siamo  qui  per confrontarci, ma vi assicuro che un'operazione  del
  genere  -  lo  dico  in  maniera chiara e con richiesta  di  essere
  verificato  -  non  è mai stata fatta in questo  modo,  con  questo
  metodo,  con questo dettaglio, nemmeno a livello nazionale,  perché
  la  Sicilia ha una sua specificità, naturalmente, che poi  è  stata
  questa galassia inconoscibile di tutta una serie di situazioni.  Ma
  vi  posso  assicurare  che  se portiamo  a  compimento  entrambi  -
  chiaramente, poi, bisogna anche attuare, seguire, non  fermarsi  ai
  due  macro  provvedimenti, ma arrivare ai comportamenti,  che  sono
  altra cosa dai provvedimenti - ecco se facciamo questo, vi assicuro
  che vedrete un cambiamento, vorrei dire, epocale. Grazie.

                Presidenza del Vicepresidente DI MAURO

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Calderone.  Ne  ha
  facoltà.

   CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi,  io  mi
  unisco alle affermazioni del Presidente Miccichè.
   Ho  letto  con grande attenzione la relazione a firma di tutta  la
  Commissione  e  devo  dire, senza alcun tentennamento,  che  mi  ha
  veramente sorpreso, in positivo presidente Fava. Soprattutto mi  ha
  sorpreso   il   distacco,  lo  stile  adoperato  dalla  Commissione
  nell'elencare,   quasi   in  maniera  agnostica,   una   serie   di
  sorprendenti emergenze, Presidente.
   Eppure,  io  sono  abituato  da trent'anni  a  leggere,  prima  si
  chiamavano  rapporti, poi con l'entrata in vigore  del  Codice  del
  1989  vennero  definite,  da un punto di  vista  tecnico-giuridico,
  informative.
   Il  risultato  di  questo lavoro, cari colleghi,  è  un  risultato
  sorprendente.  Io,  chiaramente, non farò  alcuna  osservazione  di
  carattere giudiziario, o peggio ancora giustizialista. Cercherò  di
  fare delle brevissime osservazioni di carattere politico.
   Il primo dato sorprendente: presidente Fava nessuno sapeva niente.
  Sembravano  tutti, tutte le persone escusse, o quasi tutte,  cadute
  dal  pero,  assessore.  Io non c'ero ,  io non ho  visto ,   io  ho
  apposto una firmetta ,  io non avevo le competenze ,  io ci  capivo
  poco o niente .
   Abbiamo  verificato che le ditte private e i funzionari arrivavano
  in  Assessorato insieme, a braccetto. Abbiamo verificato che  a  un
  sindaco, dove operava l'Oikos, hanno assunto figlio e nipote.
   Abbiamo  verificato  che  ad ogni diniego  di  autorizzazione,  in
  maniera  quasi magica o fatale, corrispondeva uno scioglimento  del
  Consiglio  comunale, salvo poi verificare che le ragioni giuridiche
  poste  a  fondamento  un  Tribunale della  Repubblica  le  definiva
   assolutamente  infondate ; anzi,  non meritevoli  di  superare  il
  vaglio dell'udienza preliminare .
   Abbiamo verificato come un assessore andava via sbattendo le porte
  dicendo   che   quel   determinato   Governo   era   sostenuto   da
  Confindustria.
   Abbiamo  verificato  che  siccome questo assessore  si  comportava
  male,  bisognava   cafuddarlo . Avete verificato. Avete  verificato
  altresì  che  un  Assessore, che non si è  dimesso,  affermava  che
  all'ultimo  piano del suo assessorato ogni giorno  si  vedevano  il
  Presidente della Regione, un senatore della Repubblica  e  tutti  i
  funzionari, ma lei o lui, Assessore, non sapeva nulla di quello che
  succedeva.
   Abbiamo  e avete verificato l'incontro al bar sant'Eustachio,  non
  era una piazza, c'è pure la piazza, dove con coloro che poi vennero
  arrestati,  e poi rinviati a giudizio per associazione mafiosa,  si
  discuteva  dei  rifiuti. Ovviamente non sono  e  non  è  una  bella
  pagina, quella che avete descritto ed io non sono  sì, anche  prima
  per  carità, non ho visto responsabilità attuali però, non ho visto
  nessuna  responsabilità,  come  dire,  rebus  sic  stantibus  degli
  assessori competenti del nostro Governo, non ne ho visti.
   Però  voglio dire, non voglio fare polemiche, e non è il caso,  la
  mia è una proposta ed un suggerimento che mi permetto di dare a  me
  stesso,  queste pagine, queste 155 pagine, perché le altre 20  sono
  relative   alla  discarica  di  Bellolampo,  non  possono  rimanere
  inascoltate, e il Parlamento deve riflettere.
   Abbiamo  una  legge  sui  rifiuti, e mi  collego  a  quanto  testé
  affermato  dall'assessore Pierobon, dobbiamo impegnarci  tutti  per
  dare  questo piano dei rifiuti in maniera completa, e  far  sì  che
  venga  applicato, e dare una legge sui rifiuti collaborando  tutti,
  per  carità,  e  non impallinarla com'è capitato col  voto  segreto
  all'art.  1, come è avvenuto la volta di cui ce ne siamo  occupati.
  Io  credo  che  noi tutti, con senso di responsabilità,  mettendoci
  tutti  alle spalle quello che è avvenuto senza inutili,  sterili  e
  banali polemiche, ma traendo beneficio, veramente, insegnamento  da
  quello che è accaduto, possiamo tutti insieme licenziare una  legge
  per   risolvere   questo  drammatico  problema,  annoso   problema,
  decennale  problema,  angosciante problema, a  tratti  insuperabile
  problema dei rifiuti in Sicilia. Grazie, Presidente.

   DIPASQUALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DIPASQUALE.  Signor  Presidente, signori  assessori,  Commissione,
  colleghi  parlamentari, io ho ascoltato con  grande  attenzione  il
  lavoro che ha portato qui il presidente Fava, che non riguarda solo
  Crocetta, forse gli è scappato a qualcuno qui, onorevole Fava,  che
  riguarda  vent'anni,  parlava  di  Lombardo,  parlava  degli  altri
  Governi  che  ci  sono  stati, perché non facciamo  questo  errore,
  perché  rischiamo noi di dire mezze verità, cioè parla di vent'anni
  e siccome in questi vent'anni a governare, io non ci sono stato nei
  tavoli  tra  gli  assessori, del Governo, e quando  sono  stato  in
  maggioranza poi per giunta l'ho pensata su queste cose  in  maniera
  diversa, e poi faccio riferimento a Scicli e così via.
   Però, ecco, ci sono stati vent'anni che poi di fatto sono cose che
  le abbiamo lette e le sapevamo, tante di queste cose che sono state
  dette le sapevamo, le abbiamo lette, sono state oggetto d'indagini,
  e lo sono ancora d'indagini, di procedimenti giudiziari e così via.
  Lavoro   fatto  sicuramente  eccellente,  buono,  quanti   colleghi
  lavorano e sicuramente fanno bene.
   Onorevole Schillaci, non siamo arrivati ad un giro di boa qui, non
  c'è  una  classe dirigente che oggi si deve ricordare che non  deve
  essere  corrotta,  cioè c'è qui dentro, ci sono  e  anche  qui  chi
  parla,  ci  sono  classi  dirigenti che  abbiamo  gestito  i  ruoli
  diversi,  raccolte  differenziate,  appalti,  discariche,  rifiuti,
  senza   mai  avere  nulla  a  che  fare  con  le  Procure.  Quindi,
  insegnamenti,  noi giro di boa non ne dobbiamo fare,  non  c'è  una
  classe  dirigente  che deve fare un giro di  boa,  perché  ci  sono
  politici  e  c'è  una classe dirigente che ha fatto  scelte  quando
  abbiamo  iniziato a fare politica, e lezioni non  ne  prendiamo  da
  nessuno in questo senso. E' bello poterlo dire qu,i e sicuro di non
  potere essere smentito da nessuno.
   Mi  fa piacere che questa Commissione entra in merito a Scicli,  e
  mi   fa  piacere  perché,  purtroppo,  in  quei  tempi  ad  urlare,
  nonostante   io   ero  in  quella  maggioranza,  questo   anche   a
  dimostrazione che non c'era   perché io non ho visto  mai  nessuno,
  Presidente  Fava,  mai nessuno è venuto da me a dire  io  poi  sarò
  convocato  giorno  16  nella sua Commissione,  con  piacere  e  poi
  approfondiremo, mai nessuno è venuto da me a dirmi:  Ma  tu  perché
  sei  contro  lo  scioglimento del Consiglio comunale  di  Scicli? .
  Grandissima solitudine  Grandissima solitudine
   Per  me  era una cosa assurda. Oggi sono contento che ci  rendiamo
  conto  che  Scicli non andava sciolta, e che forse  qualcuno  aveva
  interessi  a  scioglierla - speriamo che arriviamo ad individuarlo,
  perché  io  voglio conto e ragione, su questa cosa ci ho  messo  la
  faccia  e  ciò  messo  la faccia per primo - anche  perché  siccome
  c'erano  dei processi che riguardavano le discariche importanti,  e
  lei  lo  sa, e siccome io ci avevo messo la faccia anche allora,  a
  tal punto che erano oggetto dei ricorsi - poi gliela farò avere una
  copia  in  Commissione  -  gliel'ho  preannunciato  ieri  che   chi
  ricorreva  contro  la  sospensione che era stata  data  rispetto  a
  determinati  processi autorizzativi, sospensione  che  aveva  fatto
  l'Assessore  Vania  Contrafatto, quindi non  c'era  un  sistema  di
  qualcuno che si metteva d'accordo la sera con il papà, la  mamma  e
  poi i figli che eseguivano.
   Vania   Contrafatto  sospende  un  processo  autorizzativo   della
  discarica su tutta una serie di motivazioni, tra le quali - le farò
  avere   anche  questo  -  il  procedimento  avviato  dall'onorevole
  Dipasquale, perché avevo sollevato tutta una serie di questioni.
   Si   fa  ricorso,  e  nel  ricorso  l'onorevole  Dipasquale  viene
  richiamato  più  volte - vi farò avere una copia,  l'ho  preparata,
  gliela  porto  giorno sedici - perché si era messo  di  traverso  a
  tutto questo.
   Io  ero in quella maggioranza, quindi non esisteva un sistema,  su
  questo  non  esisteva, non c'era perché nessuno era  mai  venuto  a
  dirmi  che  stai facendo, ma perché sei contro, anzi avevo  cercato
  l'Assessore, e l'Assessore Contrafatto quando la cercai  su  questa
  vicenda, affrontò la questione e sospese subito l'intervento.
   Bene, avete fatto un buon lavoro, sono contento, e specialmente su
  Scicli sono contentissimo, perché finalmente quella solitudine  che
  avevo,  e che ho avuto in quegli anni, oggi mi sento meno  solo  su
  questa vicenda.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende la discussione sulle relazioni dei documenti V e IV

   DI PAOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, intanto
  volevo  fare  un  plauso per la relazione e il lavoro  fatto  dalla
  Commissione  antimafia,  perché  ha  raccontato  la  storia   della
  gestione dei rifiuti negli ultimi vent'anni.
   Veda,  Signor  Presidente,  io credo che  cercare  di  capire,  di
  leggere,  di  studiare  la storia, sia importante  per  cercare  di
  vivere meglio, comunque cambiare il presente e il futuro.
   Una  cosa  ci insegna, a mio modo di vedere, questa relazione  sui
  rifiuti:  negli  anni  l'obiettivo della politica  e  della  classe
  dirigenziale  della  Regione siciliana, anziché  essere  quello  di
  diminuire   la   tassa  dei  rifiuti  ai  cittadini  nel   rispetto
  dell'ambiente  e  nel  rispetto  delle  regole,  si  è  pensato  al
  business,  e al business dei privati, perché in questi  venti  anni
  c'è stato proprio il business dei privati nel sistema dei rifiuti.
   E   vedete,  colleghi,  questo  business  all'interno  di   questa
  relazione  ci dice in maniera chiara come si è man mano alimentato:
  si  è  alimentato con l'emergenza. Emergenza dovuta, anche, al modo
  di gestire il sistema rifiuti.
   Perché  vedete,  colleghi, nel corso dei  venti  anni,  noi  siamo
  passati ad avere prima 27 ATO, dopo le 27 ATO abbiamo avuto  le  11
  ATO,  perché poi sono state ridotte, dopo di che entra la  legge  9
  del  2010, passiamo alle SRR, dopo le SRR ci si accorge che ci sono
  dei problemi nell'avvio e nella gestione, si introducono le ARO,  e
  quindi possiamo creare una ARO per ogni comune.
   Veda  Presidente,  sembra quasi scientifica la  cosa,  perché  nel
  corso  dei vent'anni la gestione del sistema rifiuti è cambiata  di
  volta  in  volta, creando emergenze, e nell'emergenza,  ovviamente,
  senza  una  pianificazione chiara, i privati, e  quindi  le  grandi
  discariche,  hanno - ce lo dobbiamo dire -lucrato sulla  pelle  dei
  cittadini siciliani.
   Veda,  Presidente, io poco fa io ho sentito dire, si è parlato  di
  termovalorizzatori, a me questo vezzeggiativo non  piace:  parliamo
  di inceneritori, perché sempre combustione è. Non è che chiamandolo
  termovalorizzatore, come dire, abbiamo lo zuccherino alla  bevanda,
  e  quindi  beviamo  meglio  quella  bevanda,  si  parla  sempre  di
  inceneritori,  e  all'interno della relazione c'è  una  parte  dove
  fondamentalmente all'imprenditore, agli imprenditori  o,  comunque,
  nelle  varie  dichiarazioni  che  sono  state  fatte,  non  è   che
  interessava tanto realizzare l'inceneritore, interessava aprire  il
  cantiere. Apriamo i cantieri.
   E  allora, io mi sono chiesto, proprio da questa storia ho cercato
  di  leggere  il  presente e mi chiedo, perché - mi sono  chiesto  -
  questo  Governo regionale a un certo punto pensa, oltre a  fare  il
  piano   rifiuti,   importantissimo  per  avere  una  programmazione
  sull'impiantistica,  perché quello che ci manca  è  l'impiantistica
  pubblica, e quei pochi impianti pubblici, a mio modo di vedere, non
  funzionano  bene,  e ci sarebbe da capire perché i  pochi  impianti
  pubblici non funzionano bene.
   Anziché  pensare  solo ed esclusivamente al piano  dei  rifiuti  e
  concentrarsi  su quel piano rifiuti, ci si concentra nel  fare  una
  legge   per  modificare  nuovamente  la  gestione.  Perché  vedete,
  colleghi,  la  legge sui rifiuti riformula nuovamente la  gestione,
  noi  sostituiremo la gestione, dalle SRR passeremo alle ADA, perché
  manderemo  in  liquidazione poi pure le SRR, e sposteremo  pure  le
  competenze, alcune competenze, alle province.
   Ora mi chiedo: se qui si è parlato di firmette leggere in Regione,
  ma  cosa  potrebbe succedere nelle province? Che  tecnici  ci  sono
  nelle province?
   Quindi, vede Presidente, e per fortuna che al momento quella legge
  è stata fermata da questo Parlamento, da questa Assemblea, perché a
  mio  modo  di  vedere,  un Governo regionale che  voleva  veramente
  risolvere  il problema dei rifiuti e diminuire i costi della  tassa
  sui rifiuti ai cittadini, doveva prendere ad esempio quello che  si
  è  fatto, quello che è successo in questi dieci anni con la legge 9
  del  2010, e modificare quella legge, agganciando un piano rifiuti,
  perché  a noi quello che manca è l'impiantistica, no che nuovamente
  cambiamo  la gestione dei rifiuti e leghiamo il piano rifiuti  alla
  legge, alla nuova riforma che ancora si deve approvare.
   E   allora,  qual  è  l'obiettivo  di  questo  Governo  regionale,
  Presidente? Far ripiombare nuovamente la Sicilia nell'emergenza?
   E  chiudo,  Presidente, dicendo che nella relazione  ho  letto  un
  passaggio  strano che non sono riuscito a capire,  il  passaggio  e
  l'ampliamento della discarica della Siculiana trasporti, a Lentini.
  C'è  un  passaggio,  c'è  mi pare un'intervista,  avete  audito  il
  direttore generale, la Sicula Trasporti. Il direttore generale  che
  c'era  prima,  quindi  fino  a novembre  2017,  penso,  o  comunque
  dicembre dice:  io non ho nessun fascicolo sulla Sicula Trasporti'.
  Un  mese  dopo, Presidente, cambia il Direttore generale, e tramite
  un   funzionario,   perché   poi  è  il   funzionario   a   firmare
  l'ampliamento, viene fatto l'ampliamento, la richiesta fatta  dalla
  Commissione Antimafia.
   Ma  se il Direttore generale passato un mese fa diceva che non c'è
  nessun  fascicolo, come è possibile che poi in un  mese  spunta  il
  fascicolo,   spunta  il  procedimento  di  questo  ampliamento   di
  discarica privata e viene approvato in un mese.
   Ora  vedete,  questi sono tutti interrogativi,  colleghi,  che  ci
  fanno  capire che questa tematica è una tematica importantissima  e
  se  questa Assemblea ha bloccato quella legge sui rifiuti che va  a
  rimodificare  tutta  la gestione, a questa Assemblea  va  fatta  un
  plauso  e i punti interrogativi sono del governo regionale  che  mi
  dispiace che non c'è oggi il Presidente Musumeci.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore, senza rispondere così
   Onorevole  Lo Curto, lei ha chiesto di parlare, poi quando  parla,
  può dire quello che vuole.

   CRACOLICI.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  Assessori,
  probabilmente  chiederò una tolleranza di qualche  secondo  in  più
  perché la relazione che

   PRESIDENTE. Voi date modo all'onorevole Lo Curto di chiedere  pure
  qualche secondo in più e ce ne andiamo domani.

   CRACOLICI. Lei lo fa per minacciare l'Aula, diciamo

   PRESIDENTE. Cerchiamo di rimanere, per favore, nei limiti. Grazie.

   CRACOLICI.  Credo  che la relazione che ha presentato  l'onorevole
  Fava a quest'Aula sia certamente un grande contributo che mi auguro
  che  prima  o  poi i palazzi di giustizia di questa nostra  Regione
  possano finalmente aprire i cassetti e cominciare a fare un po'  di
  verità,  oltre  che  di dare giustizia a questa terra.  Perché  per
  troppo  tempo  il  tema rifiuti, assieme a quello  dell'energia,  è
  stato  affrontato  forse  per singoli episodi,  senza  una  lettura
  sistemica  che desse in senso anche delle relazioni tra  malaffare,
  mafia e sistema politico-istituzionale.
   Ecco  perché  mi auguro che almeno questa relazione  possa  essere
  inviata  formalmente alla Direzione nazionale Antimafia per avviare
  l'attività  dei  vari  distretti al  fine  anche  alla  luce  delle
  considerazioni  che  lì  sono contenute  di  accertare  l'eventuale
  responsabilità  di comportamenti criminali sia di  singoli  che  di
  pezzi delle istituzioni amministrative e politiche.
   Io ho fatto parte di una Giunta, come si sa, dal novembre del 2015
  al  dicembre  del  2017, data ultima perché poi ci  sono  state  le
  elezioni  regionali. Lo dico con assoluta tranquillità, senza  pena
  di  smentita alcuna, non ho mai partecipato a Giunte dove ho dovuto
  attendere  ore  o  qualche minuto per riunioni  di  pre-Giunta  tra
  l'onorevole  Crocetta, presidente della regione, e  senatori  della
  repubblica  o  altri  esponenti  politici  non  della  Regione  per
  aspettare decisioni che dovevano essere poi ratificate dalla Giunta
  di cui facevo parte. Se è successo prima non lo so però, come dire,
  per  onestà,  che ognuno di noi deve assumersi la responsabilità  e
  metterci  la faccia nelle cose che fa e per onestà ho il dovere  di
  dirlo  e  assumermi  la responsabilità fino a prova  contraria,  di
  quello che sto dicendo.
   Vede, onorevole Presidente, il tema rifiuti è un tema dirimente di
  questa  Regione,  la  relazione  che  ho  letto,  mi  perdonerà  la
  Commissione Antimafia, l'ho letta oggi, ho cercato di leggerla  con
  la  lettura rapida però ho visto che si è cercato di inquadrare  il
  tema  di questa questione a partire probabilmente che forse è stato
  mediaticamente   quello   più  noto,  ovvero   la   questione   dei
  termovalorizzatori, ma forse la questione rifiuti nasce prima.
   Nasce  quando  a  proposito  del  commissariamento  della  Regione
  siciliana  nel  1999  nell'allora giunta presieduta  dall'onorevole
  Capodicasa,  la  Sicilia non aveva un piano di  rifiuti  e  operava
  secondo un sistema in cui in ogni comune, ogni buco serviva a  fare
  una  discarica; anzi erano i buchi che facevano le discariche,  non
  erano le discariche che si facevano nei buchi.
   E  le  discariche  erano, non solo nei 392  comuni  siciliani,  ma
  all'interno  degli  stessi  comuni  vi  erano  più  discariche  sia
  autorizzati in deroga,  famoso articolo 13, con il quale i  sindaci
  autorizzavano in deroga, la possibilità di conferire, in un buco, i
  rifiuti   raccolti   nella  propria  città,  sia   con   discariche
  assolutamente inesistenti dal punto di vista formale  e  legale  ma
  che  erano  disseminate nel nostro territorio  e  in  quelle  buche
  c'erano  rifiuti  di ogni tipo basta veder cosa è  successo  in  un
  giardino di Palermo, qualche anno fa  quando si è scoperto  che  in
  quel  giardino son sati sotterrati rifiuti provenienti dall'amianto
  e  che  hanno costretto a chiudere un giardino pubblico della città
  perché per anni quello è stato un luogo di discarica abusiva, nasce
  quindi  l'esigenza  di  fare  un  commissariamento  per  dare  alla
  Regione, primo, un piano dei rifiuti,  una programmazione che  fino
  a quel momento non c'era mai stata, secondo per superare il modello
  municipalistico del conferimento in discarica.
   Si   apre  una  lunga  stagione  di  conflitti  a  partire   dalle
  amministrazioni locali che erano abituati a conferire i rifiuti nel
  buco senza pagare gli oneri di conferimento, perché da quel momento
  si  apri  un  problema  che i rifiuti oltre a  essere  un  problema
  sociale  erano  anche un problema finanziario per i comuni.  Perché
  portare i rifiuti in discarica costava.
   A un certo punto vado saltando perché vent'anni

   PRESIDENTE.  Continuo a farla parlare, onorevole  Cracolici  e  mi
  prenderò  la  responsabilità anche nei prossimi interventi,  se  lo
  ritengo  necessario di dare qualche minuto in più,  l'importante  è
  che  non  ci  siano  ripetizioni perché tutti gli  interventi  sono
  utili.

   CRACOLICI. Una notte del 2005 in questo Palazzo, in questa stanza,
  nasce  la più grande operazione di esternalizzazione del più grande
  settore economico-finanziario di questa Regione, con un emendamento
  presentato  alle 3.00 del mattino, cosiddetto emendamento  omnibus,
  viene  approvata  la  costituzione dell'Agenzia  dell'acqua  e  dei
  rifiuti della Regione siciliana, struttura che sostanzialmente,  si
  fa la più grande operazione di esternalizzazione.
   La Regione siciliana sostanzialmente, il Parlamento, i suoi organi
  di rappresentanza, da quel momento in poi non saprà e non conoscerà
  più  nulla  di  quello che succedeva, sia per  l'acqua  che  per  i
  rifiuti, con la conseguenza che in quella sede nasce, si pensa,  si
  costruisce  la  gara  che  poi  l'onorevole  Fava  nella  relazione
  ricorda,  è  stata  dichiarata nulla  da  parte  del  Consiglio  di
  Giustizia  europea  perché non annullabile, una gara  nulla  perché
  viziata  da  gravi irregolarità formali e che un grave  difetto  di
  pubblicità non è una

   PRESIDENTE.  Assessore, già sto sopportando un tempo maggiore,  se
  poi  ci  si  mette  pure  lei, stiamo tutta la  notte  qua   Prego,
  onorevole Cracolici.

   CRACOLICI. Scusate, se volete, io non ho problemi. Io la storia la
  conosco.

   PRESIDENTE.   Mi  sono  preso  la  responsabilità.  Cerchiamo   di
  stringere.

   CRACOLICI. Ci sono alcune cose che ho condiviso e mi auguro che si
  vada  avanti,  nello  stesso tempo però penso che  la  vicenda  dei
  rifiuti  va  inquadrata  in  un contesto  veramente  del  ventennio
  altrimenti stiamo facendo poesia e la poesia non serve alla verità.
   Ecco  perché  io  penso che la vicenda dei rifiuti,  quello  è  un
  aspetto, perché attorno all'ARRA si costruisce l'operazione dei  27
  ATO, delle 18 mila assunzioni nel sistema dei rifiuti siciliano, si
  costruisce  una  gigantesca  opera  di  devastazione  del   sistema
  finanziario  di  questa Regione con oltre, non so  a  quanti  siamo
  arrivati,  questo  ce  lo può dire l'Assessore,  a  non  so  quante
  migliaia,  centinaia di migliaia, milioni e milioni  e  milioni  di
  euro  di  debiti  in  capo ai comuni rispetto  alla  questione  dei
  rifiuti. Lì tutto nasce
   Perché  parto  da quel dato? Perché, vedete, io ho  sentito  anche
  alcune  considerazioni, le discariche, è evidente che quando  salta
  il sistema dei , guardate e vi parla uno che sui termovalorizzatori
  non ha mai avuto una visione ideologica. Io ho sempre detto che  il
  ponte sullo Stretto, così i termo valorizzatori sono strumenti,  se
  servono  si  fanno, non c'è uno strumento che  è  di  destra  o  di
  sinistra. Uno strumento è se si valuta, se è utile. Ma in Sicilia i
  termovalorizzatori,  come  viene  ricordato  nella  relazione,  non
  venivano  pensati per farsi, non venivano pensati per  farsi,  quei
  termovalorizzatori  servivano per aprire un grande  contenzioso  e,
  soprattutto,  per consentire la più grande opera di  valorizzazione
  catastale  di  migliaia  e  migliaia  di  ettari  che  sono   stati
  individuati dai privati e dove andavano a fare i termovalorizzatori
  e le aree di trasferenza.
   Questa  questione  ha  generato quella gigantesca  paralisi  della
  Regione che portò alla legge 9 del 2010, e che mi permetto di dire,
  e  concludo,  chi  ha fatto reati ne deve rispondere  davanti  alla
  giustizia,  no  davanti a Dio, davanti alla giustizia  se  ci  sarà
  giustizia,  ma  voglio ricordare che nel 2009 questo  Parlamento  è
  stato  protagonista e a sua volta spettatore del più grande scontro
  politico che si è registrato da quando c'è stata l'elezione diretta
  in  Sicilia,  l'onorevole Aricò era tra gli  assessori,  ovvero  lo
  scontro  sulla cancellazione dell'ARRA, uno scontro che portò  alla
  rottura  di  quella maggioranza, al fatto che una parte  importanza
  dell'alleanza  di  allora  da  Forza  Italia  all'UDC  di   allora,
  presieduta dall'onorevole Cuffaro, ruppe e uscì, in alcuni casi  fu
  buttata  fuori,  in  altri casi uscì', dalla giunta  presieduta  da
  Raffaele Lombardo.
   Quella  questione  segnò  la crisi del  centro  destra  siciliano.
  Allora  riportare  il tutto come un fatto di cronaca  degli  ultimi
  tempi  dove, ripeto, chi ha sbagliato paghi, certo è singolare  che
  in  Sicilia  si sia continuato a sbagliare malgrado primo  è  stato
  nominato   un   magistrato  importante  di  Catania  a   presiedere
  quell'assessorato,  e  poi  un altro magistrato  della  Procura  di
  Palermo  per  dare  il  segno che attorno  al  tema  dell'emergenza
  rifiuti  si  indicavano assessori che avessero  anche  un  pedigree
  professionale, quantomeno, di lavorare per il rispetto delle regole
  della  legalità. Ci sono state violazioni di legge, ci  sono  stati
  funzionari  che  hanno detto che non sapevano e non conoscevano  le
  cose di cui parlavano, quello si chiama reato.
   E  mi  auguro  che  sia  possibile, oggi per allora,  che  qualche
  magistrato  quantomeno ascolti per eventuali reati di omissione  di
  atti  d'ufficio,  o di sostegno, o di condivisione  col  nemico,  i
  propri comportamenti amministrativi, perché è troppo facile dire io
  non  c'ero, io non leggevo, io sapevo, io non capivo. Si era pagati
  per  rispondere e per aver giurato fedeltà alla Repubblica  e  alle
  leggi  della Regione siciliane. Se qualcuno le ha violate  ne  deve
  rispondere.

   PRESIDENTE.  Mi auguro che quello che lei ha detto ora  alla  fine
  sia  vero,  cioè  che  si  possa iniziare a  fare  da  parte  della
  Magistratura  un'indagine seria, perché  troppe  cose  sono  state,
  così,  saltate,  disattenzionate, in alcuni processi  che  ci  sono
  stati.  Mi piacerebbe che tutto fosse attenzionato meglio  rispetto
  al passato.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino.  Ne  ha
  facoltà.

   D'AGOSTINO.  Grazie,  Presidente, io le  ricordo  che  sono  anche
  componente  della  Commissione Antimafia, quindi  spero  nella  sua
  tolleranza; 20 minuti vanno bene.

   PRESIDENTE.  Posso dirle una cosa? Questo dibattito,  devo  essere
  sincero,  è uno dei dibattiti più interessanti che ci sia stato  da
  quando io siedo qua sopra, per cui da parte mia il volerli togliere
  la  parole per principio non ci sarà. Ripeto, se gli interventi man
  mano che si svolgono sono interventi che danno contributi nuovi non
  ci  sarà  un'interruzione, nel momento in cui cominciano a ripetere
  sempre le stesse cose allora sarò obbligato a farlo.

   D'AGOSTINO.  Allora,  Presidente, premetto di essere  praticamente
  d'accordo  con  quello che ha detto l'onorevole  Cracolici  e  così
  eviterò  di  ripetermi, lo dico perché non sempre  siamo  d'accordo
  sulle cose che diciamo, solo un appunto però onorevole Cracolici.
   Le  attese  per ore c'erano in Giunta, forse lei non le ricorderà,
  magari  si  può in qualche modo anche collegare con la sua  collega
  Contrafatto che, invece, a noi dice che c'erano queste attese, e io
  che c'ero in quel quinquennio le posso testimoniare, pur non avendo
  fatto  l'assessore di quella Giunta, che le attese  c'erano  eccome
  per i motivi che sono riportati nella relazione.
   Perché  questa relazione, signor Presidente dell'Assemblea,  è  un
  impietoso  atto di accusa a venti anni di gestione politica,  anche
  di  gestione  politica, complice, superficiale e  negligente  sulla
  questione.  E  quando dico vent'anni, dico da  vent'anni  ad  oggi,
  assessore Pierobon, poi ci arriveremo pure perché. Ed è un attacco,
  un  attacco  diretto come forse mai ce n'erano stati  da  parte  di
  questa  Assemblea,  dopo avere studiato, dopo  avere  approfondito,
  dopo  avere ascoltato, al sistema burocratico amministrativo  della
  Regione  siciliana e al sistema affaristico che aggira  attorno  al
  settore in questa Regione, e anche al sistema politico che  con  le
  sue  lacune, con la sua buona fede, con le sue negligenze,  con  le
  sue superficialità, ha permesso che grandi scempi avvenissero e che
  ha ben ricostruito l'onorevole Cracolici prima.
   Cosa  significa approccio strategico? Così inizia l'incipit  della
  relazione.  Cos'è?  Una  presa in giro l'approccio  strategico  che
  tutti  noi vantiamo di avere quando ci cimentiamo con una  funzione
  amministrativa? E' per trovare le soluzioni, come ci ha detto prima
  Pierobon,  dicendo in quel disegno di legge c'è  la  soluzione,  ma
  tutti  ce  lo dicono assessore Pierobon, tutti ce l'hanno detto  in
  vent'anni,  non  solo su questo argomento eh, la prego.  Oppure,  è
  l'ennesimo modo, Presidente dell'Assemblea, per rinviare le scelte,
  per  non farle, per non vederle, per fare finta che non ci  sono  i
  problemi.
   In  vent'anni,  con tutti i pretesti possibili, non  si  è  voluto
  scegliere. Innanzitutto, per non toccare i manovratori, che ci sono
  e  sono  gli stessi di vent'anni fa oggi, e poi perché tutto questo
  ha  concesso  di  trovare linfa politica ed  economica  a  chi  era
  depositario  di  questi interessi. Abbiamo di fatto  alimentato  il
  business,  signor  Presidente,  della  raccolta  "indifferenziata",
  altro  che  differenziata. Di quella indifferenziata che andava  in
  discarica,  perché  la  differenziata oggi,  e  lo  sa  l'assessore
  Pierobon,  rischia  di implodere, perché nel frattempo,  con  molta
  buona volontà, i comuni la stanno facendo, senza grandi aiuti della
  Regione  ma fra poco esploderà perché non trova il modo  di  essere
  smaltita,   le   strutture   di   smaltimento   per   la   raccolta
  indifferenziata possono bastare ad esaudire tutte le esigenze.
   I governi hanno fatto finta di occuparsi della questione. Ma hanno
  invece  guardato  altrove.  Tutti i governi  da  20  anni,  nessuna
  strategia,   continuare  a  campare.  Come   possiamo   dirlo,   di
  ampliamento in ampliamento. Un tirare a campare. Basta  leggere  le
  parole  di  Marco Lupo che ci sono nella relazione.  Leggiamole  le
  parole di Marco Lupo chi non l'ha fatto dei miei colleghi, invito a
  leggerle.   Le   terribile  denunce  che  fa.  Basta   leggere   le
  considerazioni dell'ex assessore Marino e delle pressioni che  dice
  di avere subito. Basta leggere le considerazioni della Contraffatto
  di cui altri si sono già dilungati e del suo rapporto possibile con
  il  direttore generale. Leggete cosa dicono e fanno tutti gli altri
  dirigenti.  Lo ha detto prima il Presidente fava, magari  anche  in
  buona  fede.  Ma incompetenti e lo dicevano di essere incompetenti,
  lo  ha  detto  Gerardi della sua inadeguatezza, Zuccarello  che  si
  doveva  fidare di Cannova e si fidava di Cannova o Perillo  che  ci
  dice  che i funzionari diventavano padroni dei procedimenti  e  dei
  provvedimenti.
   Dietro  tutto questo abbiamo notato le solite icone dell'antimafia
  ricorrenti da tempo e che poi nell'ultimo Governo sappiamo chi sono
  insomma in qualche maniera governavano questo sistema. Invece  cosa
  dobbiamo  fare.  Dobbiamo fare i conti con  un  altro  esempio,  il
  nostro  ex collega, l'onorevole Di Guardo che a Misterbianco veniva
  osteggiato,  poi  gli  viene  riconosciuta  ragione  però  che   fa
  esattamente questo Governo, lo ferma, caro Assessore Pierobon.
   Poi  abbiamo lo storico Sindaco di Lentini che pretendeva di avere
  riconosciuto  un  vantaggio visto che la discarica  giace  sul  suo
  territorio e che era stata concordata e non gli veniva riconosciuta
  e nessuno che lo ha aiutato in questi anni. Poi c'è il caso Scicli,
  lo  ha  detto  anche prima l'onorevole Di Pasquale, una  situazione
  paradossale,   un   Sindaco  che  viene   destituito   per   motivi
  incomprensibili.   Oggi   ci  accorgiamo   che   i   motivi   erano
  incomprensibili con annessa campagna mediatica a sostegno sempre da
  parte  dei  solidi  paladini dell'antimafia  e  ci  accorgiamo  per
  sentenza  della  magistratura che non meritava  lo  scioglimento  e
  quindi Scicli non meritava neppure quello che stava per accadere  e
  che per fortuna poi non è accaduto.
   Tante riforme inutili in questi anni, dalla prima di Cuffaro,  poi
  Lombardo,  poi Crocetta, ora c'è l'ultimo tentativo  da  parte  del
  Governo  Musumeci che hanno solo prodotto debiti e macerie,  signor
  presidente  dell'Assemblea,  lasciando  tutto  invariato  con   una
  montagna  di  debiti, lo ha detto Cracolici prima,  che  presto  si
  abbatteranno sulla nostra Regione perché evidentemente i Comuni non
  hanno  nessuna  intenzione di pagarli. Allora  vogliamo  nascondere
  infine che le infiltrazioni mafiose oltre i fatti di corruzione  di
  cui  siamo venuti a conoscenza e che ci hanno riguardato pochi mesi
  fa  ci sono tutti e che sono confermati da magistratura, oltre  che
  dal buon senso. Non lo possiamo nascondere.
   Ma  chi  ha  letto  questa  relazione, io  mi  riferisco  ai  miei
  colleghi,  spero  che l'abbiano letta tutti, consiglio  la  lettura
  perché  è  molto istruttiva, avrà capito che il quadro è impetuoso,
  io  direi addirittura allarmante perché se non siamo allarmati  c'è
  qualcosa  che  non va. Resta il rammarico di non avere  sentito  su
  questo  argomento, signor Presidente dell'Assemblea mai il  Governo
  regionale  in  questi  2  anni se non le decisioni  amministrative,
  correnti, gli ampliamenti di cui siamo a conoscenza, per  un  libro
  dei  sogni  che ci ha elencato il Presidente della Regione  qualche
  tempo  fa,  sui suoi investimenti futuri che ci saranno. Ma  questi
  fatti possiamo escludere che dopo 20 anni siano stati interrotti  o
  sono  ancora  in  corso? Perché non dovrebbero  esserlo  in  corso?
  Allora  la  legge,  Assessore Pierobon, che  per  fortuna  è  stata
  bloccata  da questa Assemblea regionale, questa legge non  risponde
  all'esigenza di andare a risolvere il problema del miliardo e mezzo
  di  euro  che  in  questo momento è in carico ai comuni  e  che  il
  problema che in questi 20 anni abbiamo in maniera enorme creato.
   Non  risolve le prospettive future, non ci sono le scelte  future.
  Continuiamo  da  una  sigla ad un'altra, dagli ATO,  continuiamo  a
  mettere  la polvere sotto il tappeto. A me quel disegno  di  legge,
  per  esempio,  è apparso come una sorta di assegno post  datato  in
  piena linea con quello che è accaduto in questi ultimi venti anni.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare  l'onorevole  Campo.  Ne  ha
  facoltà.

   CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intanto  mi
  complimento  per  l'ottimo lavoro svolto  dalla  Commissione  e  mi
  vorrei  soffermare maggiormente sui fatti di Scicli. Perché  quello
  che  la  relazione  racconta  ha  dell'inquietante  e  qualcosa  di
  veramente  molto,  molto grave. Noi abbiamo un  caseggiato  che  da
  tutti  era  definito un ex pollaio che, all'improvviso, diventa  il
  fulcro  di tutti gli interessi economici della provincia di Ragusa.
  Con   questa  ACIF,  una  ditta  per  lo  smaltimento  di   rifiuti
  pericolosi,   si  riescono  ad  ottenere  tutte  le  autorizzazioni
  possibili, si riescono a superare tutti i vincoli anche in  maniera
  poco  chiara e non si tiene conto dei ricorsi della VIA o dell'AIA,
  non  si tiene conto di manifestazioni che migliaia di cittadini più
  e più volte fanno perché non lo vogliono.
   Non si tiene conto degli atti parlamentari, non si tiene conto del
  fatto che c'è un nuovo piano regolatore e che questo impianto va  a
  sorgere  dove  c'è  una zona a vocazione agricola  e  a  soli  1800
  chilometri da un centro abitato che, fra l'altro ricordo, Scicli  è
  sito  Unesco, patrimonio Unesco. Addirittura arrivano grossi  fiumi
  di  denaro  di  fondi  pubblici, arrivano fondi ministeriali.  Ecco
  praticamente che cosa succede? A Scicli emerge uno strano  e  forte
  sodalizio tra politica, istituzioni e informazioni. Perché anche la
  stampa sembra remare contro questo Comune.
   Alla  fine  noi  abbiamo chiesto all'Assessore  Pierobon,  lui  lo
  ricorderà,  questo è stato uno dei miei primi atti  parlamentari  e
  una  delle  prime questioni che mi sono intestata,  ho  chiesto  di
  ritirare  l'impianto ACIF dal Piano rifiuti. Insieme  all'onorevole
  Dipasquale, lo citava prima, siamo andati dal Presidente Musumeci a
  chiedere  il  ritiro delle autorizzazioni in autotutela.  Ci  siamo
  mobilitati.
   Ma  ecco una domanda che ci siamo sempre fatti e a cui non abbiamo
  mai  avuto  risposta ed è stata la seguente:  a  chi  fu  utile  la
  decapitazione dell'Amministrazione Susino? Sì, perché tutta  questa
  vicenda parte dallo scioglimento del Comune di Scicli per mafia.  E
  qua evidenzio il fatto veramente grave, di tutta questa vicenda.  E
  non è tanto - e già di per sé questo è gravissimo - l'aver messo  a
  repentaglio la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini,  aver
  infangato il nome di alcune persone. La cosa veramente grave è  che
  si  mette in dubbio lo straordinario valore dell'istituzione  dello
  scioglimento  per  mafia.  E questo si emerge  anche,  leggendo  la
  relazione, dal fatto che non succede solo nel Comune di  Scicli  ma
  in  altri  Comuni. Cioè vengono sciolti dei Comuni  per  mafia  per
  portare  avanti  degli oscuri interessi attorno al  meccanismo  dei
  rifiuti.
   Adesso parlo per i cittadini di Scicli sicuramente: io chiedo  che
  questa  vicenda venga ulteriormente approfondita perché c'è bisogno
  di verità. Solo così il fantastico patrimonio Unesco di Val di Noto
  potrà avere un po' di giustizia. Grazie.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone.  Ne  ha
  facoltà.

   COMPAGNONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo  un  po'
  stanchi e un po' tutti distratti.
   Sono   state   dette   tante  cose,  molte  verità,   molte   cose
  interessanti. Sulla stragrande maggioranza delle cose,  soprattutto
  scritte  nella  relazione, non posso che essere d'accordo,  perché,
  tra  l'altro,  nella mia esperienza mi capitò di essere  componente
  della  Commissione  d'inchiesta sui reati ambientali  -  la  famose
   Commissione Bratti , di cui ho fatto parte - e ho partecipato alla
  stesura  della  relazione, per cui a molte  di  quelle  parole,  di
  quelle cose di quella Commissione, ho partecipato direttamente.
   Però  io vorrei, perché il tema che noi oggi ci dobbiamo porre,  e
  che credo che la politica si dovrebbe porre, è andare un po' al  di
  là  del  fatto  giuridico  o di interesse  di  altro  palazzo.  Noi
  dobbiamo  capire,  soprattutto, dove  sta  l'errore,  dove  sta  il
  problema.  Ci  dobbiamo interrogare sul perché  in  questa  Regione
  siciliana  non riusciamo, come qualcuno dice, da vent'anni  -  dice
  D'Agostino - a tirare fuori una buona norma, non riusciamo a venire
  a capo di questo problema.
   E di che cosa stiamo parlando? Intanto cerchiamo di focalizzare il
  problema.  Noi  stiamo  parlando  di  rifiuti.  Di  questo   stiamo
  parlando.  Allora c'è un problema: i rifiuti vengono  prodotti  dai
  cittadini, nei comuni, e devono essere smaltiti.
   Ci  ha  spiegato benissimo Antonello Cracolici, che  è  anziano  e
  quindi  ricorda  la  storia  - sei anziano  e  ricordi  la  storia,
  giustamente  onori  ed  oneri, perché bisogna contestualizzarle  le
  cose, hai detto bene Antonello  Le cose vanno contestualizzate: noi
  siamo  passati da un periodo in cui in ogni comune c'era  un  buco,
  vero  è,  e  diventava una discarica a un momento in cui  oggi,  la
  civiltà  moderna,  le  indicazioni moderne, la  nostra  cultura  ci
  impone  e  ci  permette  di fare una differenziata,  di  immaginare
  impianti di compostaggio, di immaginare impianti di trattamento del
  secco.  Oggi  la tecnologia ci permette di fare altre cose  che  in
  altri  tempi non erano immaginabili, ma è la necessità,  perché  in
  genere  la  funzione è quella che poi stimola la forma delle  cose:
  cioè  oggi  noi  ci poniamo questo problema perché  produciamo  una
  marea  di  spazzatura, di rifiuti, che una volta  non  producevamo,
  Fava, da questo nasce il problema.
   Vediamo  di rinquadrare tutto il problema. E non è vero,  come  ha
  detto  qualcuno, che i termovalorizzatori sono la stessa cosa degli
  inceneritori. E non è neppure vero, caro Antonello   non lo so se è
  vero,   può   essere  quell'aspetto  dei  termovalorizzatori,   che
  probabilmente non si volevano poi fare i termovalorizzatori, ma che
  serviva  a  fare  l'operazione,  diciamo  così,  sui  terreni.   E'
  possibile,  certamente c'era anche questo. Sicuramente c'era  anche
  questo. Ma vorrei anche dire che probabilmente c'era qualcosina  di
  più,   perché   se   si  fossero  realizzati  i  termovalorizzatori
  quell'affaruccio avrebbe determinato un arricchimento, per  chi  lo
  portava  a termine, di qualcosa come 60 miliardi di euro,  che  non
  sono  una  sciocchezza - io mi tengo sempre basso,  perché  non  mi
  piace  sparare - c'era qualcosina che avrebbe fruttato, a discapito
  dei  Siciliani, qualcosa come 60 miliardi di euro. Questo non  l'ho
  detto  io, lo dice il Procuratore Lo Voi nella sua relazione  ed  è
  nella relazione Bratti.
   Tutto questo per dire che cosa? Signori miei, rendiamoci conto  di
  una  cosa: qual è la responsabilità della politica in tutto questo?
  Guardate  che  se  ci  ragioniamo tutti un pochettino  quand'è  che
  succedono  queste cose? Quand'è che arriva, quando si determina  il
  malaffare?  Quando si determina la corruzione? La corruzione  e  il
  malaffare si determinano soprattutto quando la politica è  vacante,
  quando  la  politica  non  dà  degli indirizzi  chiari.  Quando  la
  politica  non dà degli indirizzi chiari, quando la politica  non  è
  preparata.  Perché spesso non è preparata. Spesso noi  ci  fermiamo
  alla  demagogia, a chi la spara più grossa, alle prese di posizione
  demagogiche.  Noi spesso ci lasciamo trasportare  da  queste  cose,
  mentre dovremmo imparare - dico, prima di tutto io - a studiare,  a
  capire  qual  è  il problema, a cercare di prepararci,  a  fare  la
  differenza  e  a capire che cos'è un impianto di compostaggio,  che
  cos'è un termovalorizzatore e come si fa, quali sono le norme, cosa
  hanno fatto gli altri.
   Dovremmo  imparare  un po' tutti a studiare e a  essere  preparati
  sulle  cose.  Spesso, invece, la politica non lo è.  Ancora  peggio
  quando  non  lo è la pubblica amministrazione  Questa è la  storia,
  caro  Presidente, dell'ignoranza, spesso in malafede, e moto spesso
  in   buonafede,  della  grande  ignoranza  e  impreparazione  della
  macchina  burocratica  di questa Regione, dove,  in  queste  maglie
  dell'ignoranza, della non lungimiranza, della sciatteria con cui si
  affrontano i problemi, si infila poi chi  chi si infila?  Chi  deve
  fare  affari.  Perché nel business della spazzatura,  dei  rifiuti,
  chiaramente si fanno affari, perché ci sono i soldi, e allora  dove
  ci sono i soldi e la politica e l'amministrazione, i funzionari non
  sono  in  condizione di dare le regole, di spiegare cosa  fare,  di
  avere  una strategia. Bene ha fatto Fava quando parla di strategia.
  Qual  è  la  strategia? Se non c'è la strategia, è chiaro  che  poi
  s'insinua  il  malaffare  anche se ci  possono  essere   in  questi
  vent'anni chiaramente, e di questo io non sono d'accordo  con  chi,
  anche con Fava, non sono d'accordo su questa cosa, non si può  fare
  di  tutta l'erba un fascio, attenzione. Attenzione, quando si fa di
  tutta  l'erba  un fascio si fa male alle verità, perché  in  questi
  vent'anni, caro Antonello, c'è stato qualche assessore  che  ci  ha
  messo  l'anima,  come il signor Marino che ha  pagato  ed  è  stato
  attaccato, ecc. ecc. per cercare di fare del bene, di fare bene, di
  fare meglio.
   C'è stato qualche Presidente di Regione che ha provato, non è vero
  che tutti hanno fatto le stesse cose, qualche Presidente di Regione
  che  ha provato a fare un piano dei rifiuti, e lo ha fatto il piano
  dei  rifiuti,  che  ha  incentrato tutta la  norma  sulla  raccolta
  differenziata,  eliminando, allontanando, quell'impianto  discarico
  centrico  che  c'era  invece prima, che ha portato  le  carte  alla
  Procura della Repubblica di Palermo, quando ha capito che dietro  i
  termovalorizzatori c'era un grande intrigo.
   Attenzione, non tutti sono nel bene e nel male, con tutti  i  loro
  difetti,  con  tutti  i  pregi, anche in  certe  disattenzioni  per
  carità, ma non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Allora qual
  è  la  grande verità che oggi ci dobbiamo dire, e cosa non dobbiamo
  fare, caro assessore Pierobon, perché purtroppo sa cosa succede?  E
  la  mia preoccupazione è questa. Che anche questo Governo poi, alla
  fine,  purtroppo, caro Totò Cordaro, purtroppo anche questo Governo
  finirà,  se non ci diamo una mossa e ci parliamo chiaro  qua  tutti
  insieme,  se non ci diamo una mossa, ritorniamo a fare  gli  stessi
  errori, con tutta la vostra onestà.
   Io  vi  conosco  ad  ambedue, e conosco la rettitudine  di  questo
  Governo  regionale,  ma  noi,  senza  rendercene  conto,   tra   un
  funzionario che cambia, una norma che non va avanti, una  cosa  che
  non  succede,  ecc.  ecc., ritorniamo ad  avere  sempre  lo  stesso
  problema  delle discariche e ( ) discariche buttate in  giro  dalla
  spazzatura per la Regione siciliana, dell'emergenza che non finisce
  mai, e del dover ampliare le discariche perché le discariche perché
  le  ampliamo?  Perché  tutti i presidenti le ampliano,  per  pura ?
  Perché  poi sono pressati dall'opinione pubblica, dai giornali,  da
  questo  e  da quello, perché poi i rifiuti da qualche parte  devono
  andare.
   E  allora,  se  non c'è una strategia chiara, la strategia  chiara
  significa  facciamo la raccolta differenziata - mi scusi Presidente
  -  ma  lo devono essere anche i sindaci, perché anche da lì  parte,
  non  facciamo demagogia signori miei, anche ai sindaci.  Io  lo  so
  come  in  molti  Comuni poi si è cercato di non seguire  la  legge,
  quando  si sono abolite le Ato, che erano troppe, e abbiamo  voluto
  farle essere  poi io non mi affeziono alle forme, si chiamino  ( ),
  si chiamino esse Ato, sono tutte sciocchezze, perché poi alla fine,
  alla  base  ci  stanno  i  comportamenti degli  uomini,  anche  dei
  cittadini.
   Se  non  prendiamo  tutti  coscienza di fare  le  cose  per  bene,
  seriamente,  noi  non ce ne usciamo mai. E allora cosa  serve  caro
  assessore?  Questo  piano  dei rifiuti deve  essere  tirato  fuori,
  perché  ancora non lo conosciamo. Cosa significa piano dei  rifiuti
  tirato  fuori?  Significa che tutti qua dentro,  ogni  deputato,  e
  tutti i cittadini siciliani, devono avere chiara una mappa dove c'è
  scritto  che a  vattelapesca  c'è un impianto di compostaggio,  che
  ce n'è uno nel Comune di  vattelapesca , uno nel Comune di Messina,
  e  ci  devono  essere impianti di compostaggio, perché  oggi  molti
  Comuni  non  sanno dove portare l'organico, e quindi  cosa  abbiamo
  fatto?
   Facciamo la raccolta differenziata, ci riempiamo la bocca, ma  poi
  di  fatto non c'è dove portare l'organico, e quindi lo buttiamo  in
  discarica, e quindi continuiamo, continuiamo anche oggi a fare  gli
  stessi  errori indebitando i Comuni. Allora, un po' di serietà,  un
  po'  di  correttezza, un poco di - mi scusi assessore  -  anche  di
  determinazione. Perché vi dico bene, se un Comune, un  aggregazione
  di  Comuni, non sono in grado di fare un progetto dell'impianto  di
  compostaggio, che glielo faccia la Regione.
   Abbiamo  fior di tecnici, si fa un gruppetto di lavoro, abbiamo  i
  soldi,  gli impianti comunali glieli regaliamo noi come Regione,  e
  si  fanno gli impianti di compostaggio. Perché dietro tutto  questo
  il  non  riuscire a fare un impianto di compostaggio, poi,  c'è  il
  malaffare,  c'è chi pensa giustamente di continuare ad  arricchirsi
  con  la  discarica e quindi va a corrompere il funzionario tal  dei
  tali, che mette il bastone fra le ruote, anziché fare andare avanti
  le  cose. E cadiamo sempre nello stesso meccanismo infernale, e poi
  non  riusciamo a venirne a capo, e alla fine saremo additati sempre
  noi  politici  come  i cattivi, come i delinquenti,  quando  invece
  qualcun altro fuori si fa i soldi sulla nostra pelle.
   E'  ora  di  smetterla però, c'è bisogno di un atto  di  grande
  perché fra tre anni, due anni e mezzo quando sarà  . questo Governo
  anche  voi  potreste  essere tracciati delle stesse  cose,  se  non
  riusciamo  a  dare  un  colpo di reni  e  venire  fuori  da  questa
  situazione.

                 Presidenza della Vicepresidente FOTI

   PRESIDENTE.  E'  iscritta  a  parlare l'onorevole  Marano.  Ne  ha
  facoltà.

   MARANO.   Signor  Presidente,  Governo,  colleghi,  ascoltare   la
  spiegazione,   la   relazione   dell'onorevole   Fava   in   merito
  all'inchiesta  sul  ciclo dei rifiuti della Regione  siciliana,  fa
  venire la pelle d'oca.
   E' chiaro che qui oggi non siamo cascati dal pero, perché il clima
  è  di  assuefazione,  un  clima che dimostra  che  si  è  abituati,
  purtroppo,   a  sentire  e  a  parlare  di  queste  dinamiche,   di
  infiltrazioni  mafiose, di criminalità organizzata,  di  collusione
  tra funzionari, politici, uffici, cioè di tutto e di più.
   Se  si continua con questo clima di assuefazione, con questo clima
  di  abitudine  che c'è, che si sente, si percepisce  proprio  sulla
  pelle,  chiaramente la Sicilia non potrà mai cambiare, e non  potrà
  mai avere una svolta.
   Il  Presidente Musumeci, nel suo programma elettorale, in quel bel
  libro dei sogni, aveva parlato di porre fine a questa gestione  dei
  rifiuti  cercando  di porre fine a quel sistema di  gestione  nelle
  mani di poche persone dove, chiaramente, è noto che mettono le mani
  in  pasta  la criminalità organizzata, ma ancora oggi non si  fanno
  azioni per cominciare a cambiare.
   E'  chiaro che una gestione del ciclo dei rifiuti non può avvenire
  così, dall'oggi al domani, ma se non si inizia, non si arriverà mai
  e  continueremo  sempre a gestire in emergenza,  su  emergenza,  su
  emergenza, pagando a caro prezzo questa gestione, e non finirà mai.
   Questa  gestione  scellerata crea un danno alla  nostra  economia,
  crea  un  danno al nostro tessuto economico, crea danno al  settore
  del  lavoro  perché, chiaramente, tanti giovani  potrebbero  essere
  inseriti  in  un  sistema trasparente dove poter  lavorare  in  una
  gestione  giusta e corretta dei rifiuti, crea un danno  anche  alla
  nostra salute.
   In  questa relazione non si può fare a meno di parlare di Oikos  e
  dei  rapporti, al capitolo quattro, della sentenza Cannova  con  la
  famiglia Proto, che gestisce la discarica di Misterbianco. Io vengo
  proprio  da  quel territorio, e so cosa vuol dire  vivere  a  poche
  centinaia di metri da una discarica.
   In  quelle  località, a Motta Sant'Anastasia e a Misterbianco,  le
  persone  non possono neanche affacciarsi dai balconi, se hanno  una
  terrazza, non possono pensare di mangiare la sera d'estate  a  cena
  fuori,  all'aperto, perché c'è un odore insopportabile. Non possono
  stendere nemmeno i vestiti, perché devono lavarli e rilavarli, fino
  a  quando  la  giornata  è  magari meno  puzzolente  rispetto  alla
  normalità. E' invivibile ed è ingestibile.
   All'interno  del  capitolo  4, mentre che  ci  siamo  facciamo  un
  attimino di chiarezza ai cittadini di Motta Santa Anastasia che  ci
  seguono,  così  sapete cosa succede in realtà  quando  si  fanno  i
  provvedimenti, che nel 2014 sul rinnovo dell'AIA per  la  discarica
  Oikos  il  sindaco  di Motta, Anastasio Carrà, ha  dato  un  parere
  favorevole.
   In  Commissione,  il Presidente della Commissione  Antimafia  Fava
  chiede  al  sindaco  di  Motta perché dà un  parere  favorevole  al
  rinnovo  dell'AIA,  il  sindaco risponde dicendo  che,  siccome  la
  Regione  chiedeva un parere motivato e lui non aveva argomenti  per
  motivare  un eventuale no, ha dato un parere favorevole e ha  detto
  sì. Giustamente, così con molta tranquillità.
   Se  non  ci si prende la responsabilità e se non si ha il coraggio
  di  fare  certe  scelte, le cose in questa regione non  cambieranno
  mai.

   PRESIDENTE.  E'  iscritta a parlare l'onorevole Lo  Curto.  Ne  ha
  facoltà.

   LO   CURTO.   Signor  Presidente,  Assessori  e  colleghi,   dalla
  relazione,  ma  anche  dal  tenore  degli  interventi  e  dai  loro
  contenuti,   mi  viene  voglia  di  dire,  sinceramente,   che   la
  criminalità non ha colore politico, non si ferma di fronte a  nulla
  e  sa  come trovare spazio all'interno di una burocrazia che, molto
  spesso,  dice  di non conoscere ciò che deve conoscere  e  per  cui
  percepisce anche un lauto stipendio e di una politica che  è  stata
  qui  descritta  come  silente,  complice,  incapace,  inadeguata  e
  incompetente; perché questo è lo spaccato che viene fuori da quanto
  emerge, sia dalla relazione di inchiesta portata avanti con estremo
  rigore,   anche,   e   voglio  fare  per  questo   i   complimenti,
  naturalmente, noi come UDC siamo presenti in quella Commissione con
  la  nostra  Presidente della VI Commissione, l'onorevole Margherita
  La Rocca Ruvolo, ma voglio fare ovviamente i complimenti a tutta la
  Commissione per il lavoro rigoroso che ha posto in essere cui  oggi
  noi ci possiamo avvantaggiare sicuramente per capire quello che non
  va  fatto  più,  quello che non è più tempo di fare, ma  certamente
  emerge, dal tenore degli interventi, questo spaccato drammatico che
  mette  chiaramente in luce tutte le ombre di un sistema. Perché  di
  un  sistema si è trattato, non è che, potremmo dire fino ai  nostri
  giorni,   anche  il  caso  Arata  docet  dove,  evidentemente,   la
  spregiudicatezza criminale non conosce limiti e non  si  pone  muri
  innanzi che non può scavalcare, le tenta tutte.
   Allora, è chiaro che questo è un richiamo forte alla politica,  al
  ruolo  di  prestigioso, come dire, indirizzo che la  politica  deve
  svolgere.
   C'è   stato  un  attimo  nella  relazione,  a  conclusione   della
  relazione,  in  cui  l'onorevole  Fava  ha  persino  ipotizzato  la
  necessità  di  ricondurre alla piena responsabilità della  politica
  anche   l'azione   di   guida   dell'amministrazione,   perché    -
  ricordiamocelo - molto spesso, le due cose non vanno  a  braccetto,
  molto  spesso, come qualcuno ha dimostrato, ha voluto dire, qualche
  assessore  ha  preferito dimettersi, probabilmente sarà  andato  in
  Procura,  non lo so, a denunciare fatti e atti di cui  è  venuto  a
  conoscenza  e che non poteva impedire non avendo immediatamente  la
  responsabilità  di  quegli atti. È chiaro che per  fare  questo  ci
  vuole anche una legge.
   Io  sono dell'avviso che chi ci mette la faccia e il petto  se  ne
  debba assumere pienamente le responsabilità. Se c'è la necessità di
  un  ritorno  pieno alla politica, questo è il momento  di  farlo  e
  ritengo  che  occorre davvero ritornare a questo prestigio  che  la
  politica,  semmai  l'ha avuto, ma ritengo che non  sia  dappertutto
  così e non sia stato sempre così.
   Indubbiamente,  la  storia ci insegna che i settori  dei  rifiuti,
  dell'energia e, ahimè, anche quello della sanità sono i settori più
  permeabili,  più  appetibili  dove si  intrecciano,  ovviamente  in
  maniera disgustosa, ma anche molto esemplificativa la cultura della
  mafia  e  la  cultura dell'antimafia. Ci sono  coloro  i  quali  da
  paladini  dell'antimafia, poi si scoprono autori di atti criminosi.
  La  cronaca di questi giorni ne è piena; così come sono piene anche
  ormai  le  cronache di fatti che riguardano altri Palazzi  o  altri
  sistemi  di corruzione e altre, come dire, maglie nere nelle  quali
  si annida la corruzione.
   Quando  mi sono per la prima volta recata nella Commissione  nella
  quale   sono  stata  nominata  membro,  componente,  ossia  la   IV
  Commissione,  il  primo  documento che mi  è  stato  fornito  dalla
  presidente  Savarino  e dagli uffici è stato proprio  la  relazione
  dell'Anac che dava un quadro impietoso anche sul piano, ovviamente,
  di  tutta  una serie di criticità, chiamiamole così, che oggi  sono
  state pienamente poste alla nostra attenzione dalla Commissione che
  ha svolto questo lavoro molto meticoloso e rigoroso.
   Oggi,  tuttavia,  è  inaccettabile che qualcuno  dica  che  questo
  Governo  si  muove  nella  linea  del  nulla  rispetto  ad  atti  e
  comportamenti  e indirizzi della politica che, invece,  vogliono  e
  sono  stati  sin dall'inizio di questa Legislatura improntati  alla
  riforma di questo settore.
   Non  dobbiamo confondere, e mi viene di dire, da pensare:  ma  c'è
  malafede o c'è ignoranza tra quei colleghi che pensano di dire  qui
  tutto e il contrario di tutto sulla legge, la legge di riforma  dei
  rifiuti?  C'è  malafede o ignoranza quando,  prendendo  la  parola,
  ritengono  di  ricondurre la riforma dell'intero  sistema  solo  ed
  unicamente  alla  legge  che  si muove in  linea  di  discontinuità
  rispetto al passato? Ed è strano che vengono proprio da quei banchi
  che  più  sono stati ascoltati, che con pazienza, come  dire,  sono
  stati  ascoltati per poter fornire le loro indicazioni  all'interno
  di quella che era la riforma, attenzione, che in gran parte ricalca
  la   legge,  il  disegno  di  legge  dei  Cinque  Stelle  a   firma
  dell'onorevole Trizzino come primo firmatario.
   E  fa  specie sentirsi dire certe cose, sentirsele dire qui,  come
  se,  invece,  si pontificasse da un altro mondo che  non  è  questo
  mondo.  Invece,  abbiamo  lavorato gomito a  gomito,  onorevole  Di
  Paola,  abbiamo  lavorato gomito a gomito con  gli  altri  colleghi
  della Commissione, dal Partito democratico a tutti gli altri.
   E  ricordiamocelo  come  abbiamo  trovato  questa  Sicilia  appena
  insediatici; ricordiamocelo quando si diceva che i rifiuti dovevano
  essere  portati  fuori dall'Italia, non fuori dalla Sicilia,  fuori
  anche  dall'Italia. Ricordiamo a coloro che hanno memoria corta  al
  momento, non è uscito un solo sacchetto dei rifiuti. Certo,  non  è
  stato portato in discarica, non è stato interrato abusivamente,  ma
  si  è  cercato  in  maniera  certosina e paziente  di  trovare  una
  regolamentazione,   un'organizzazione,  una   pianificazione,   una
  programmazione.
   Io  non  devo,  non voglio, soprattutto, rubare nulla  e  togliere
  nulla  al prezioso lavoro fatto sin qui dall'assessore Pierobon,  a
  cui  può  essere rimproverato  signor  Presidente,  io  ho  sentito
  discorsi di 35 minuti che non ha preso nemmeno il Presidente  Fava,
  la  prego non mi tolga la parola  Ho il medesimo diritto che  hanno
  gli altri colleghi

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo Curto, nessuno  le  vuole  togliere  il
  diritto.

   LO CURTO. Lo so.

   PRESIDENTE. Le ho solo fatto garbatamente un cenno

   LO CURTO. Lei è garbatissima.

   PRESIDENTE. Un cenno perché i tempi del Regolamento

   LO  CURTO.  Lei è garbatissima, sono stati ampiamente sforati.  Il
  Presidente  ci ha ricordato che chi ha da dire altro rispetto  alle
  altre cose che sono state dette ha titolo a parlare ed a sforare il
  tempo, non credo di dire ed avere detto una sola parola, se  non  i
  complimenti alla Commissione che sono, non un atto dovuto, un  atto
  sentito, che è una cosa un po' diversa.
   Ed  è  un atto sentito perché lei ricorderà, Presidente Fava,  che
  sono  stata,  qui da questa tribuna, colei che ha più  volte  detto
   sì,  non  solo  Commissione  antimafia ma  anche  anticorruzione ,
  perché  mafia e corruzione sono, come dire, la stessa  cosa,  fanno
  parte  dello  stesso  sistema,  non  c'è  una  criminalità  se  non
  ovviamente  quella spicciola, del bandito, del ladro di  polli  che
  non  possiamo inquadrare a questo livello e su questo settore, come
  su  quello anche della sanità, non  possiamo inquadrare all'interno
  di questa logica mafiosa, criminale e corruttiva.
   E  allora, dicevo, non voglio e  non devo per rispetto al mio, nel
  senso  come appartenenza politica perché compiacere qua l'onorevole
  Compagnone  ha  detto una cosa importante:  bisogna  avere  persone
  competenti  per  governare  certi  settori ,  perché  non  si   può
  ascoltare  che un dirigente, un direttore che guadagna  sicuramente
  più  di  quanto  guadagni  un politico, un deputato  certamente,  e
  comunque anche un assessore, non possono disconoscere, non  possono
  avere  competenze precise e particolari e veramente  specialistiche
  in  un settore in continua evoluzione, che si deve confrontare  con
  il  sistema nazionale con il sistema europeo, con il mondo  intero,
  perché  le  direttive  europee  si  confrontano  con  quelle  della
  politica  globale,  nel  settore  dei  rifiuti  come  nel   settore
  dell'energia.
   Allora,  oggi  noi  abbiamo il pregio di avere  un  tecnico  molto
  competente  e molto capace e  gli si dice, quando non si  può  dire
  nulla  contro:  ma è un tecnico , come per dire non è  uno  che  fa
  politica  Ma ci dobbiamo mettere d'accordo  Servono o non servono i
  tecnici  perché si ossa fare anche buona politica?  Servono  o  non
  servono  i tecnici che guardano cosa scrivono e sanno cosa scrivono
  i  direttori  generali, i funzionari i burocrati nelle  cui  maglie
  lente,   si  annida  il malaffare, perché non c'è  nessuno  che  sa
  controllare,  nessuno  che  mette una lente  d'ingrandimento  e  sa
  leggere anche la virgola?
   Oggi  noi  ce lo abbiamo un tecnico, si chiama Pierobon,  può  non
  piacere,  neanche  a  me  piace  sentire  questo  accento   veneto,
  oltretutto  non sono leghista, quindi, chiaramente non  ho  neanche
  simpatia, sto scherzando ovviamente,  siamo grandi amici sul  piano
  del  comune  sentire  dei comuni principi e valori  etici  e  anche
  politici.
   Detto   questo,   non  voglio  togliere  nulla   alla   competenza
  dell'Assessore che oggi va ascoltato; è uno che spesso si zittisce;
  è  uno  che,  spesso,  viene zittito dalla politica  arrogante  che
  prende  tutta  la scienza perché tanto lui della scena  non  ne  ha
  bisogno perché non essendo un politico non ha bisogno della  scena
  Noi politici, invece, abbiamo bisogno sempre della tribuna.
   Bene   Oggi  io lo voglio ascoltare, l'avrei voluto  ascoltare  il
  giorno  in  cui è stata miseramente bocciata al primo articolo,  la
  legge  sui rifiuti.  Al primo articolo  Che vergogna  Che vergogna
  Sono  piombata in Sala stampa per dire, onorevole Fava, lei  se  lo
  ricorda  perché  io sono una molto onesta, l'ho  accusato  mi  sono
  rivolta a lei in maniera impertinente e irriverente, perche  le  ho
  detto   Proprio  lei, onorevole Fava, ha permesso che  si  compisse
  questo  scempio  favorendo,  tutti  coloro  che  invece  lei  vuole
  condannare e vedere condannati , perché nel sistema dei rifiuti  si
  annida  il  malaffare, nel sistema dell'energia ci sono i tentacoli
  della mafia.
   Non  aggiungo altro. Vi chiedo scusa per la pazienza a cui  vi  ho
  costretti.  Indubbiamente, questo è un sistema che  va  modificato,
  che  con  la pazienza e la concretezza del nostro Assessore insieme
  al  nostro  Presidente  che  ci ha messo  la  faccia  sui  rifiuti;
  attenzione,  il Presidente Musumeci alla riforma dei  rifiuti,  che
  non è solo la legge ma dell'intero sistema, di tutto quello che sta
  mettendo in campo, ci ha messo la faccia e noi con lui, perché  noi
  sosteniamo quest'azione di governo. Quindi, mi zittisco, lascio  la
  parola   all'assessore  quando  ne  avrà  facoltà  e  quando   lei,
  Presidente, deciderà di dargli la parola.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Sunseri.  Ne  ha
  facoltà.

   SUNSERI.  Grazie, Presidente. Assessori, colleghi, io partirei  da
  un  dato  di fatto: l'assenza del piano di rifiuti oggi costa  alla
  Sicilia  50  milioni  di  euro  di  fondi  europei  bloccati  della
  programmazione  1420.  50  milioni di euro  che  potrebbero  essere
  utilizzati  e  destinati per la realizzazione di impianti  pubblici
  così  da  togliere  al  privato un po' di magagnette  nella  nostra
  terra.
   Io  non  sono  un  esperto in materia, però a  me  qualche  dubbio
  qualche volta viene soprattutto nel mio territorio. Quello che  sto
  affermando   in   questo   momento,   abbiamo   già   fatto   delle
  interrogazioni  parlamentari e non solo, e vorrei  magari  portarlo
  all'attenzione dei colleghi così qualcuno si incuriosisce anche  di
  questo fatto.
   C'è un presidente di una società, la RAP, che gestisce i rifiuti a
  Palermo,   che  è  anche  commissario  liquidatore  della  Ecologia
  Ambiente   che   detiene  un  impianto  di  compostaggio   pubblico
  all'interno  della stessa provincia di Palermo e  lo  stesso  nello
  stesso  territorio  in  cui interviene l'impianto  di  compostaggio
  pubblico, detiene delle quote in una società privata che si  occupa
  sempre  dell'impianto  di  compostaggio; impianto  di  compostaggio
  privato, autorizzato da questa Regione il 14 di agosto dello scorso
  anno,  in  piena emergenza rifiuti. E come se non bastasse,  questo
  commissario  liquidatore anziché mettere  a  frutto  l'impianto  di
  compostaggio pubblico, qualche giorno fa è riuscito perfino a farlo
  sequestrare  dall'ARPA.  Ma come se non bastasse,  il  tecnico  che
  lavora   all'interno   della  società  privata   dell'impianto   di
  compostaggio  che  ricade all'interno dello stesso  territorio  nel
  quale  c'è  l'impianto  pubblico, è lo  stesso  tecnico  che  viene
  nominato da quel commissario liquidatore che decide, probabilmente,
  di sovrastimare l'impianto pubblico.
   A  me qualche dubbio viene, pur non essendo un tecnico in materia.
  Questo  per  dire che, purtroppo, questa Regione nell'utilizzo  dei
  fondi  comunitari  nella gestione dell'umido, che  è  uno  dei  più
  grandi problemi in questo momento all'interno della Regione, non ha
  fatto tutto quello che doveva.
   Ricordo  bene  qualche mese addietro denunciavo il  fatto  che  16
  milioni  di euro erano ben stanziati da questo Governo e da  questo
  Assessore  ai  rifiuti  per  gli  impianti  di  compostaggio.  Cosa
  significava?  Che ogni piccola comunità poteva avere  una  macchina
  che  gestiva  l'umido nel proprio territorio.  Bene,  cento  comuni
  circa  avevano  presentato  domanda, quattro  comuni  ottengono  il
  finanziamento;  quindi, abbiamo novantasei comuni, più  di  novanta
  comuni  che  non  erano stati in grado di partecipare  a  un  bando
  pubblico dove andava acquistata una macchina per fare l'organico.
   Apprendo con piacere oggi che uscirà un nuovo bando e, quindi,  ci
  sarà  la  possibilità nuovamente di 13 milioni  di  euro,  è  stato
  pubblicato  un  preavviso, di 13 milioni di  euro  per  utilizzarli
  negli impianti pubblici di comunità di compostaggio. Mi auguro  che
  non  venga  scritto  con  i  piedi, così  come  era  stato  scritto
  precedentemente e che aveva portato cento comuni siciliani ad  aver
  bocciato il proprio progetto. Grazie.

                  Presidenza del Presidente MICCICHE'

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Assenza.  Ne  ha
  facoltà.

   ASSENZA.  Grazie,  Presidente. Mi ero ripromesso  di  non  parlare
  perché  sono  componente  della Commissione  Antimafia  ed,  avendo
  partecipato  ai  lavori  fino  all'approvazione  conclusiva   della
  relazione  che è intervenuta all'unanimità, credevo fosse opportuno
  che il Presidente, che ci rappresenta più che degnamente tutti, con
  il  suo  intervento avesse sufficientemente illustrato i  contenuti
  essenziali  della  relazione.  Purtroppo,  qualche  intervento   di
  componenti  della  Commissione  e anche  di  colleghi  deputati  mi
  costringe ora ad intervenire sia pure brevissimamente.
   Vedete,  la Commissione in questi due anni di lavori, ha approvato
  sempre  all'unanimità le sue relazioni, tranne in un'occasione  che
  credo  ci  siano  state  due astensioni,  poi  rientrate,  insomma,
  comunque  si  è lavorato con grande armonia. Questo a dimostrazione
  del  fatto  che la Commissione è riuscita a superare  le  divisioni
  ideologiche  e politiche per cercare di concentrarsi sui  fatti  e,
  dall'esame  dei  fatti,  arrivare  a  determinate  conclusioni  per
  evitare  che  le infiltrazioni, le attività illecite o  illegittime
  che  si sono annidate nel corso degli anni, potessero ripetersi nel
  futuro.  E  quindi, posizioni ideologicamente agli  antipodi,  come
  possono essere quella mia rispetto a quella dell'onorevole Fava, in
  questo  tipo  di  lavoro si sono trovati concordi  nell'arrivare  a
  determinate conclusioni.
   Qui,  oggi, invece, qualcuno ha voluto trasformare quello che  era
  l'illustrazione dei risultati di una relazione nel dibattito  sulla
  politica  dei  rifiuti attuale. E questo credo  che  sia  un  hors-
  d'oeuvre,  perché  si è voluto mischiare un'attività  retrospettiva
  che   è   arrivata  fino  ai  giorni  nostri,  individuando  alcuni
  meccanismi  che  potrebbero  essere  assolutamente  migliorati,  ma
  individuando  anche  per il passato delle politiche  che  veramente
  rasentano  o  rientravano  nel malaffare,  cercando  di  confondere
  appunto il quadro.
   Si  è  fatto  molto  riferimento alla relazione della  Commissione
  Bratti  nazionale,  ma  si  è  dimenticato  dei  lavori  di  quella
  Commissione fanno riferimento ad una data finale che è il  2017,  e
  quindi su questi ultimi periodi nulla hanno a che vedere.
   Ci  si  è voluti dimenticare che in quest'Aula è stato portato  un
  progetto  riformatore, che può essere condiviso o meno,  ma  che  è
  stato  bocciato all'inizio. Il primo, l'articolo 1 di quella legge,
  è  stato  bocciato.  Ora,  si  vuol  trasformare  questa  relazione
  nell'ennesimo   processo  all'azione  del  Governo   Musumeci   che
  veramente  in  questa  sede  è un hors-d'oeuvre,  oltre  ad  essere
  assolutamente immeritato.
   Poi,  oggi,  vengono tanti a stracciarsi le vesti e a farsi  primo
  attore  o primo genitore di alcune politiche, di alcuni accadimenti
  che  sono  accaduti  nella scorsa Legislatura. Ma  quando  è  stato
  sciolto  il Comune di Scicli, io tutti questi signori che  si  sono
  stracciate oggi le vesti, io non li ho visti allora. Quando il buon
  governatore dell'epoca Crocetta, caro Presidente Musumeci, a  pochi
  giorni  dello scioglimento del Comune di Scicli, venne a  fare  una
  visita in quel Comune e dichiarò che se si fosse dato ascolto a lui
  e  si  fosse raggiunto un accordo per candidare un suo pupillo,  un
  appartenente alla sua formazione politica, un ex appartenente  alle
  forze dell'ordine, lo scioglimento si sarebbe evitato, allora o  il
  Crocetta come al suo solito mareggiava con i termini e, quindi,  si
  assumeva  chissà  quali ruoli, oppure era a conoscenza  di  episodi
  gravi  che  oggi, a distanza di anni, portano a far  presumere  che
  quello  scioglimento, se non pilotato, sia stato comunque  favorito
  da  una  determinata azione politica. Ed allora, oggi tutti  questi
  amici,  colleghi che parlano e si dicono che si sono stracciati  le
  vesti  all'epoca, dove erano? Dove erano quando il sottoscritto  ha
  presentato, unico in questo Parlamento, un'interrogazione sul tema,
  interrogazione che è agli atti ma di cui non troverà mai  risposta,
  né scritta e né orale?
   E  allora,  rientriamo ognuno nei nostri ruoli. Questa Commissione
  ha lavorato molto seriamente. Noi abbiamo completato questi lavori,
  ma  ci  sono  le  altre relazioni che sono altrettanto  importanti,
  quella  sul  sistema Montante, quella sul depistaggio del  processo
  Borsellino, quella sul mercato di Vittoria, le altre su cui  ci  si
  sta lavorando e che poi da quella relazione sui rifiuti, oggi ne  è
  stata avviata un'altra per vedere questa strana coincidenza che  in
  tre  Comuni  siciliani, l'ultimo Scicli, in cui si sono verificati,
  vi sono stati i decreti di scioglimento per antimafia, guarda caso,
  contemporaneamente,   si   aprivano   o   erano   in    discussione
  problematiche  relative  ad  impianti  di  rifiuti  di  grandissima
  importanza. Sarà stata una coincidenza? Ce lo auguriamo. Ma che  la
  Commissione Antimafia voglia vederci più chiaro, credo che  sia  un
  merito  della Commissione e attraverso essa dell'intero Parlamento.
  Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi.  Ne  ha
  facoltà.

   GUCCIARDI.  Signor  Presidente, molto  brevemente  perché  il  mio
  Partito ha parlato ampiamente e l'onorevole Cracolici ha fatto  una
  ricognizione,  anche storica, ricordando fatti e comportamenti  che
  certamente andrebbero analizzati e visti sotto una luce diversa  da
  come lei ha precisato nei suoi interventi.
   E'  una  relazione certamente meritoria, ma è una relazione  -  lo
  ricordava  pure  lei, Presidente - che è fatta da una  Commissione,
  Presidente Fava, che non ha i poteri di un'Antimafia dello Stato  e
  che, quindi, ha un valore fortemente ricognitivo cioè un valore  di
  approfondimento  di  ciò che i protagonisti, almeno  in  parte,  di
  questi  eventi,  della vicenda rifiuti negli anni hanno  portato  a
  conoscenza   della  commissione  attraverso  il  Parlamento   della
  Regione.
   Adesso,  Presidente, questa relazione penso che vada completata  e
  valorizzata attraverso - lo ricordava qualche collega prima,  credo
  l'onorevole  Cracolici  - attraverso un consegnare,  questo  lavoro
  certamente  oneroso, faticoso, consegnarlo a  chi  può  mettere  un
  punto dal punto di vista della verità giudiziaria.
   Io ritengo che la Commissione non abbia bisogno, il Presidente non
  abbia  bisogno di nessun suggerimento in questo senso,  ma  ritengo
  che  fatti  che  riguardano l'amministrazione attiva  e  fatti  che
  riguardano,  parlo  di fatti ovviamente, c'è  una  ricognizione  di
  fatti riferiti dai protagonisti di questa vicenda dei rifiuti anche
  comportamenti omissivi certamente richiedono una verifica da  parte
  di  chi  ha  gli  strumenti perché gli concedono l'ordinamento  per
  potere  accertare la verità giudiziaria su questi fatti alcuni  dei
  quali  davvero  gravi al di là dell'impalcatura complessiva  che  è
  evidentemente andrebbe ampliata.
   Parliamo  di circa vent'anni di attività amministrativa  e,  senza
  volere  togliere  responsabilità ad alcuni  perché  non  è  compito
  nostro,  ma  a questo punto è compito dell'Autorità giudiziaria,  è
  assolutamente  indispensabile che si  faccia  chiarezza  su  alcuni
  episodi  che  vengono  citati,  è  evidente  che  qualcuno  di  noi
  approfondirà, leggerà ulteriormente la relazione che  è  corposa  e
  che  va  anche  meditata.  Però, io credo  che  il  problema  della
  corruzione   che   purtroppo  interessa   tutti,   tutti   i   rami
  dell'amministrazione,    dalla    sanità    alle    infrastrutture,
  dall'energia  ai  rifiuti  tutti  i  rami  dell'amministrazione,  è
  difficile.
   Io  sono un dirigente della Pubblica Amministrazione e sono  stato
  anche  dall'altra parte della barricata  e so da entrambi   i  lati
  delle scrivanie come si sta, e non ho avuto mai il problema di dire
  no  a qualcuno che facesse una proposta corruttiva. Quindi, non  è,
  come  qualcuno  dice,  che è l'occasione che fa  l'uomo  ladro,  ma
  probabilmente  è  l'uomo  ladro che fa  l'occasione  per  andare  a
  costruire   il  fatto  corruttivo  e,  quindi,  non  possiamo   noi
  immaginare  attraverso  anche  un  inasprimento  delle  norme   che
  probabilmente  .o  completamento  delle  norme,  norme  penali   mi
  riferisco, senza volere essere con questo giustizialista perché non
  appartiene  alla  mia  storia  e alla mia  cultura,  combattere  la
  corruzione di qualunque amministrazione, quella regionali o  quella
  statale o l'Anas combattere gli scandali che ogni giorno riguardano
  il  ramo  dell'amministrazione dello  Stato  o  delle  Regioni  con
  dirigenti che ci dicono che non sapevano, non conoscevano.
   Io sono un dirigente della Pubblica Amministrazione in aspettativa
  e   quando  ritornerò  a  svolgere  questa  funzione  sono  pagato,
  Presidente  Fava,  per  garantire la  legittimità  degli  atti  che
  quell'amministrazione  produce. Se non sono  competente  non  posso
  assolutamente   ricevere  il  compenso  per  potere   svolgere   ed
  esercitare  questa funzione. Non posso assolutamente  immaginare  e
  scaraventare  sulla politica così in generale, questa politica  con
  la  p  minuscola, che non si comprende cos'è, le responsabilità che
  ha  il  dirigente perché l'ordinamento dello Stato  attribuisce  al
  dirigente   una   responsabilità  precisa   che   tecnicamente   la
  responsabilità  dirigenziale prima ancora di quella  penale,   come
  dire, la culpa è in vigilando, la culpa è in eligendo.
   Chi   nomina  i  responsabili  dei  servizi?  Chi  li  propone   i
  responsabili dei servizi all'interno della Pubblica Amministrazione
  se  non  i  dirigenti  generali delle Amministrazioni?  Allora  non
  possiamo  immaginare  noi, con un colpo  di  bacchetta  magica,  di
  combattere la corruzione se prima non si modificano culturalmente i
  comportamenti  dei  dirigenti  della Pubblica  Amministrazione  che
  hanno  il  dovere di vigilare su propri sottoposti, non di  mettere
  una  firmetta  così per togliersi lo scrupolo di aver adempiuto  ad
  una  funzione  rispetto alla quale non ha assolutamente  adempiuto.
  Anche  su  questo l'Autorità giudiziaria deve esprimere il  proprio
  giudizio.
   Signor  Presidente, avevo promesso un intervento brevissimo  e  ho
  già sforato. Due altre cose e chiudo ma proprio per sintesi e senza
  alcuna considerazione perché ho già detto.
   Signor  Presidente,  la Commissione - a cui va  un  ringraziamento
  davvero  del  Parlamento  e mi pare che  su  questo  nessuno  abbia
  adombrato  alcun  dubbio - ha fatto riferimento a  scioglimento  di
  Comuni. Non entro di nuovo nel merito perché lo abbiamo detto e lei
  lo  ha  spiegato  benissimo. Anche qui, se questo atto  ricognitivo
  dovesse avere riscontro della verità giudiziaria, è qualcosa che mi
  inquieta  profondamente, forse più di tutto  il  resto,  perché  se
  vengono  utilizzati  i  poteri  dello  Stato  e  sono  poteri,  lei
  Presidente  mi insegna, che incidono su quelli che sono  i  diritti
  civili  dei  cittadini,  attraverso  i  quali  si  costruisce   una
  democrazia. Perché si scioglie un Comune, c'è un Comune con  organi
  democraticamente eletti, se questo dovesse essere  vero,  è  chiaro
  che  l'Autorità  giudiziaria  ha un compito  oneroso  di  andare  a
  verificare   se  questi  fatti  corrispondono,  ho  finito   signor
  Presidente, però un'ultima cosa.
   Poiché ognuno risponde di ciò che fa e che rispetto alle cose  che
  ho  detto  è  complicatissimo, senza che  tutti  i  soggetti  della
  Pubblica    Amministrazione,   dal   parlamentare   al   dirigente,
  dall'usciere, al commesso all'ultimo dei soggetti che rappresentano
  funzioni  pubbliche,  anche quelle di base,  se  tutto  questo  non
  diventa  sinergia per mettere uno sbarramento, intendo  dire  colui
  che  è  addetto  a fare entrare i cittadini e magari  può  prendere
  qualche  gratificazione per favorire un cittadino  rispetto  ad  un
  altro,  anche quello è corruzione. Anche quello è un metodo che  va
  combattuto.   Finché   tutto   questo   non   diventerà   sinergia,
  difficilmente porremo una parola fine al termine corruzione.
   Io  sono  d'accordo  con te, collega Schillaci,  che  occorre  una
  svolta culturale. Ma quante volte, da tangentopoli - e anche  prima
  -  in  poi  tutti  si sono o ci siamo riempiti la bocca  di  svolte
  culturali  che  poi  hanno  lasciato il tempo  che  trovano,  hanno
  addirittura  fatto emergere un sistema ancora peggiore  rispetto  a
  quello  precedente. E siccome ognuno risponde delle proprie azioni,
  ho  detto,  in  avvio, che non è necessario per chi ha  la  schiena
  dritta e pone in essere comportamenti coerenti con non soltanto  le
  leggi ma con una dirittura morale, con un profilo etico.
   E'  stato ricordato da lei che è richiesto soprattutto all'interno
  della  Pubblica Amministrazione. E allora rispetto a questo,  credo
  che difficilmente chi ha questo profilo e io, in punta di piedi, me
  lo  riconosco, altrimenti avrei perduto la legittimazione morale  a
  sedere  sui  banchi  di  questo Parlamento. A  nessuno  può  essere
  imputato  il  fatto  di aver dato esecuzione a decisioni  prese  da
  chicchessia, organi delle istituzioni o meno, regionali o meno,  di
  aver ascoltato o aver posto in essere atti imposti dall'esterno.
   Per  cui, io credo, che i fatti relazionati alla Commissione,  che
  la Commissione mirabilmente ha raccolto, abbiano bisogno, anche per
  questo, di un ulteriore vaglio, Presidente. Di un vaglio di  quegli
  organi  delle  istituzioni  pubbliche che  abbiano  i  poteri  che,
  purtroppo, la Commissione parlamentare  antimafia e anticorruzione'
  della  Regione  non  ha e che quindi questi  fatti  che  voi  avete
  raccolto  possano  davvero diventare fatti  che  rappresentino  una
  verità anche giudiziaria, per rassicurare i cittadini e per avviare
  davvero  quella  svolta culturale che si impone  all'interno  delle
  istituzioni pubbliche rappresentative e non.

   FAVA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  presidente della Commissione e relatore. Se posso informare
  che,  per prassi, la Commissione antimafia dell'Assemblea regionale
  siciliana trasmette il giorno dopo le proprie relazioni,  tutte,  a
  tutte  le  Procure della Repubblica, a tutte le Prefetture  e  alla
  Procura nazionale antimafia.
   In  questo  caso  a Palermo l'abbiamo trasmessa lo stesso  giorno,
  perché  il  Procuratore ci ha fatto sapere  che  avrebbe  avuto  il
  piacere di leggerla il giorno stesso in cui l'abbiamo approvata.

   BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Grazie  signor Presidente. Mi rifaccio  anch'io  agli
  interventi dei miei colleghi del Gruppo parlamentare, all'onorevole
  Cracolici e all'onorevole Gucciardi, che sono intervenuti  prima  e
  meglio di me sul punto.
   Io  ritengo  che  l'inchiesta sul ciclo dei  rifiuti  fatta  dalla
  Commissione   Antimafia' conferma la bontà delle nostre riflessioni
  a  proposito del disegno di legge sui rifiuti, che è stato  oggetto
  della trattazione in Commissione e, seppur per un breve periodo, in
  quest'Aula.
   Preliminarmente,  però,  voglio  precisare  che  durante  la   mia
  permanenza in Giunta - esattamente dal 4 novembre del 2015 fino  al
  17  novembre 2017 - con riferimento a quanto specificato in  alcune
  affermazioni  nel  corso  della  relazione,  io,  senza  timore  di
  smentita,  non ho mai assistito a un incontro tra il  Presidente  -
  dico  ad almeno un incontro, neanche uno - tra il Presidente  della
  Regione  e  il  senatore Lumia. Né prima, né dopo  le  delibere  di
  Giunta e le riunioni di Giunta.
   La  riflessione  su  cui  deve spingerci  questa  inchiesta  della
  Commissione antimafia rafforza alcune nostre certezze.

   PRESIDENTE.  Se  facciamo finire l'onorevole Barbagallo,  poi  c'è
  l'onorevole  Foti  e abbiamo finito la discussione;  e  quindi  poi
  prendiamo le decisioni di conseguenza. Prego onorevole Barbagallo.

   BARBAGALLO. Mi riferivo alle nostre certezze in ordine al tema dei
  rifiuti, che abbiamo - come sa bene l'assessore Pierobon -  esposto
  sia  in Commissione che in Aula, a proposito di svariati temi,  che
  riepilogo in questa sede.
   Innanzitutto  il  tema  del  divieto di subappalto.  La  relazione
  conferma quello che diciamo da tempo: cioè che nella nostra Regione
  si  nascondono delle sacche d'ombra. Certamente la circostanza  che
  in alcune zone continuano ad operare sempre le stesse ditte, sempre
  gli  stessi  soggetti, in presenza di aggiudicazioni diverse,  deve
  essere un fatto che deve spingerci a sancire in modo categorico col
  dispositivo normativo che il divieto di subappalto va applicato  al
  tema dell'assegnazione delle gare sui rifiuti.
   C'è  il  tema, poi, della realizzazione degli impianti. Si è  data
  troppa  mano alla realizzazione degli impianti privati  e,  invece,
  bisogna favorire gli impianti pubblici.
   Bisogna  favorire  la  realizzazione degli  impianti.  L'assessore
  Pierobon  ricorderà, come dire, che quest'anno si è  caratterizzato
  anche  per  la  scarsissima realizzazione di impianti:  lo  abbiamo
  ricordato  in sede di trattazione della finanziaria,  ma  il  bando
  relativo alle compostiere, che ha previsto 95 esclusi, circa,  e  5
  ammessi,  circa, credo che è uno dei punti più bassi  della  scarsa
  capacità  di  spesa e di realizzazione di impianti  prevista  dalla
  Regione siciliana negli ultimi vent'anni.
   Ci  sono due questioni che ha opportunamente evidenziato anche  la
  Corte  dei conti nella sua relazione, su cui il Partito democratico
  si  è  battuto  in  Aula  e, precisamente,  il  numero  degli  ATO,
  assessore lei sa che noi insistiamo nel numero di cinque, come  già
  diffidato  dal  governo  nazionale a guida Renzi  e  Gentiloni  con
  apposita lettera invitando la Regione ad adeguarsi sul punto, e  la
  previsione di S.R.R. di natura pubblica. Resta poi

   PRESIDENTE.  Mi rivolgo al tavolo della Commissione,  per  favore,
  onorevole  Gucciardi la prego, l'onorevole Barbagallo sta  parlando
  alla  Commissione per cui se voi vi mettete davanti non lo  sentono
  nemmeno. Grazie.

   BARBAGALLO.  Resta, Presidente, ed è confermato  anche  in  alcuni
  passaggi  alla Commissione  Antimafia' il dolorosissimo tema  della
  realizzazione degli impianti sui rifiuti nelle zone agricole. Credo
  che  una  regione che vuole stare al passo con i tempi -  assessore
  lei  abbassa  la  testa ma il governo avrebbe  dovuto  dare  parere
  contrario  all'emendamento  proposto  dalla  Commissione     perché
  prevedeva  la  realizzazione di impianti  dei  rifiuti  a  distanza
  inferiore di cinque chilometri in zona agricola -  e su questo  non
  ci  può  essere dubbio in una regione moderna. Gli impianti  per  i
  rifiuti si fanno nelle zone industriali.
   Ultimo  tema,  signor Presidente, ed è quello della aggiudicazione
  delle  gare:  lo  dico  anche  questo  senza  timore  di  smentita.
  Stranamente  le gare che riguardano gli appalti poi venivano  messe
  in  calce  negli UREGA e c'erano sempre motivi per appaltare  altre
  gare  mentre  si  continuava con le gare ponte a  continuare  altri
  affidamenti, l'UREGA metteva in calce le gare relative agli appalti
  del   settore  dei  rifiuti.  Occorre  fare,  per  evitare   queste
  giustificazioni  sulle  gare che finiscono in  calce,  una  sezione
  specializzata che riguarda esclusivamente i rifiuti, ci deve essere
  una  stazione appaltante in Sicilia che si occupi espressamente dei
  rifiuti e proceda alle aggiudicazioni delle relative gare.

   PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ha chiesto una
  replica  il Governo che ovviamente verrà consentita e poi  facciamo
  le  conclusioni. Scusi, il tempo che l'onorevole Foti arriva,  alla
  fine   del  dibattito  che  stiamo  svolgendo  adesso,  io   vorrei
  incardinare  il disegno di legge sulla normotermia che deve  essere
  incardinata  in  modo che così possiamo fissare  la  data  per  gli
  emendamenti se gli Uffici mi danno qualche suggerimento,  già  sono
  pronti.
   Mentre per l'inizio del dibattito sul disegno di legge della forma
  di   governo  la  rinviamo  certamente  alla  settimana   prossima.
  Onorevole Foti, ha facoltà di parlare.

   FOTI.  Signor  Presidente, questa seduta con la  presentazione  di
  questa  relazione è certamente utile, somiglia un po' e mi è venuta
  in  mente  l'immagine di tanti medici legali che fanno  l'autopsia,
  l'autopsia  di  questo sistema rifiuti, lo abbiamo  analizzato,  lo
  abbiamo apprezzato dalla prospettiva di questa Commissione rifiuti,
  l'abbiamo  apprezzato  nella  scorsa  legislatura,  anche  se   non
  ufficialmente  in  Aula, dallo studio che  venne  fatto  allora  da
  quella  Commissione e, quindi, siamo dei medici, abbiamo constatato
  che  il sistema è decotto, marcio, che il morto è lì e tutti stiamo
  a capire le cause e le elenchiamo sapientemente.
   Eppure queste cause le sanno anche i cittadini, le sapevo anche io
  quando  ancora non ero deputato e ho partecipato alle marce  contro
  gli   inceneritori  dell'era  cuffariana,  lo  sapevo   quando   ho
  partecipato a tutte quelle azioni di sollecitazione del  Parlamento
  di  allora, del governo Lombardo, quando si accingeva ad  approvare
  questa legge e quando si accingeva ad approvare l'allora piano  dei
  rifiuti e durante questi anni ho seguito le vicende sempre  con  un
  legame anche emotivo.
   Bene,  la  scena  del  delitto l'abbiamo vista,  conosciamo  tutto
  quello  che  c'è  da  conoscere  ed intuiamo  tutto  quello  che  è
  conoscere, perché tutti sappiamo che è un grande affare, un  grande
  business,  che  non  esiste una calcolatrice dentro  cui  si  possa
  contenere  questo numero enorme, questa quantificazione  enorme  di
  danari,  concentrate nelle mani di pochi soggetti che, chiaramente,
  è molto remunerativa. Sappiamo che certi poteri, certi affari, sono
  lungimiranti   e   hanno  intravisto  anche  nella   valorizzazione
  energetica di questo enorme patrimonio di materie prime-seconde.
   Lo  sa  qual  è la mia più grande aspirazione, signor  Presidente?
  Quella  un  giorno  di  vedere  la trattazione  dell'argomento  dei
  rifiuti   passare  alla  Commissione  delle  attività   produttive,
  finalmente  riuscire  a  valorizzare  come  lavoro,  come  attività
  produttiva e non più parlarne come un problema.
    Questa sarebbe la più grande aspirazione verso cui il legislatore
  dovrebbe  tendere, perché siamo dei legislatori e dopo  l'autopsia,
  dopo i funerali dovremo farci delle domande, perché se no l'utilità
  di  questa seduta, cari colleghi, dove sarebbe, a che cosa dobbiamo
  aspirare?
   Quella  legge faceva pena, quella dopo era peggio, io  ho  sentito
  delle cose anche abbastanza scorrette e approssimative, perché  non
  si  trattava  di cambiare un acronimo da SRR a ABCDE,  un  acronimo
  scomodo,   si  trattava  di  individuare  un  soggetto  di   natura
  privatistica, ancorché consorziata di Comuni, che passasse  ad  una
  natura  pubblicistica con delle funzioni che oggi  sono  abbastanza
  incerte,  cioè  quella  di  controllo, di gestione,  dove  c'è  una
  commistione  che  non  va  bene, perché controllore  e  controllato
  coincidono.  Creiamo  qualcosa  che  si  occupi  esclusivamente  di
  pianificazione, programmazione e controllo e lasci la  gestione  ad
  altri, così potrà controllare.
   Tutto  ciò quest'Aula non l'ha voluto fare e chi non ha presentato
  emendamenti per modificare questa cosa potrebbe anche tacere e poi,
  oltretutto,  questa  enormità  di risorse  europee  che  ci  stanno
  sfuggendo  sotto gli occhi drammaticamente perché  non  si  possono
  utilizzare?
   Uno,  perché le SRR non sono soggetti giuridici riconosciuti dalla
  Comunità europea, l'abbiamo scoperta all'indomani della legge 9 del
  2010, non l'abbiamo scoperto questa sera.
   E  allora,  persino  gli  ex ATO non poterono  realizzare  neanche
  impianti  di  primo livello come le famose, allora  chiamate  isole
  ecologiche, oggi superate.
   Quei  finanziamenti, quei progetti, sono rimasti a  binario  morto
  perché  cambiando  quel  soggetto  -  e  non  fu  un  caso,  signor
  Presidente, perché nulla succede per caso in quest'Aula  -  abbiamo
  perso dieci anni.
   La   ruota   è   girata  a  vuoto  per  dieci  anni  e   un'intera
  programmazione  rischia di andare nella toilette - ecco,  mi  stava
  venendo  un'altra parola - se il legislatore non decide di agire  e
  si  arrocca dietro le penne rosse e le penne blu sottolineando  gli
  errori.
   Siamo  tutti  bravi, completiamola la frase, non  si  fa  così  ma
  invece  dobbiamo fare cosà, in quest'altra maniera, e ci  si  siede
  intorno a un tavolo, non ci si nasconde dietro a un voto segreto  e
  io  non  l'ho  fatto, l'ho dichiarato che ho votato  contrariamente
  alla volontà di quel lato oscuro a cui non mi voglio più associare.
   Detto  questo, regalare soldi a sindaci che non fanno la  raccolta
  differenziata è un'azione corretta? Io trovo di no, io trovo che  i
  sindaci,  ognuno,  debba assumersi le sue responsabilità  come  noi
  legislatori, anche chi amministra a livello locale.
   Abbiamo  tanti sindaci che fanno sforzi immani di persuasione,  di
  educazione  attraverso  le ditte che gestiscono  ma  abbiamo  altri
  sindaci  che  non  fanno  neanche  la  raccolta  differenziata  dei
  materiali  provenienti dalle utenze non domestiche, dai negozi,  un
  vero spreco.
   E'  un inno allo spregio, proprio persino di quello anche il  Papa
  dice essere un bene che appartiene a tutte le risorse.
   Io  considero  la  gestione dei rifiuti una  corretta  gestione  e
  quello  che  può fare un buon legislatore è un fronte  avanzato  di
  lotta  alla  mafia, perché la mafia, giustamente, si annida  dentro
  questo  grandissimo  affare.  Non dobbiamo  nascondercelo,  ma  non
  dobbiamo fare finta di averlo scoperto oggi.
   E  quindi il mio, signor Presidente, e concludo, è un appello alla
  responsabilità,  andare oltre l'autopsia, andare oltre  la  lezione
  dei  maestri  che poi, alla fine, non danno buoni esempi  anche  se
  spiegano le cose in maniera magistrale e certamente con parole  più
  forbite rispetto alle mie, che ci richiama alla responsabilità.
   Oggi  ci  sono urgenze, il dramma del Covid e quant'altro,  ma  io
  credo  che  un'Assemblea, una legislatura  debba  fare  il  proprio
  dovere.
   Poi   ci   sono   le  influenze  esterne,  i  ruoli,   anche,   di
  amministratori che hanno la giunta che devono al più presto portare
  qui  nelle  Commissioni, insomma, chiudere la questione del  piano,
  del  piano dei rifiuti, perché senza una pianificazione non potremo
  neppure salvare quelle risorse europee che sono il vero strumento e
  la  vera  risposta alle esigenze di una necessità,  quel  maledetto
  sacchetto di rifiuti che ogni giorno viene messo fuori dalla  porta
  deve trovare una collocazione, dobbiamo decidere se deve continuare
  ad  alimentare quel mostro che è la mafia che dobbiamo  relegare  e
  ricacciare  nelle  fogne, oppure diventare un'attività  produttiva,
  creare  lavoro nel rispetto delle materie prime che è  il  concetto
  che  tutte  le  direttive europee ci hanno cercato di  trasmettere.
  Grazie.

                                Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Galluzzo è in congedo per  la
  seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

     Riprende la discussione sulle relazioni dei documenti V e IV

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, ha chiesto  una  replica,  spero
  breve, l'assessore Pierobon. Ne ha facoltà.

   PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
  Grazie,  Presidente. Allora, vado in velocità. Mi rendo  conto  che
  c'è  un  deficit di conoscenza e di esperienza nella  materia  che,
  chiaramente, non possiamo qui intavolare in questo momento.
   Allora,  non  mi soffermerò sull'improprietà, errori, scivolamenti
  vari,  non  solo terminologici ma sugli effetti che  questi  hanno,
  attenzione, perché poi dobbiamo guardare gli effetti al di là della
  nomenclatura.
   Noi,  in  maniera chiara, fuori da tanti roboanti  discorsi  e  da
  altrettante   piramidi  di  carte,  abbiamo  fatto   tesoro   dalle
  casistiche, cioè imparando dagli errori  - come diceva Popper -  e,
  quindi,  dagli  errori abbiamo cercato di estrapolare  anche  delle
  soluzioni di metodo e strutturali, cosa, mi dispiace dirlo, che non
  ho trovato arrivando nell'assessorato che era veramente, come dire,
  un campo di macerie.
   Siamo  all'ABC,  cioè,  non  so se ci rendiamo  conto.  Nel  2018,
  casualmente, ad aprile, mi rendo conto che neppure si conosceva  la
  norma  per la quale è il produttore dei rifiuti che attribuisce  la
  classificazione  e  questa veniva giustificata -  sto  parlando  di
  tutto  l'apparato  regionale - semplicemente col  dire   siamo  più
  attenti  perché siamo noi a dare il codice al produttore', cioè  al
  gestore.  Non è un bel niente vero e lo sa benissimo chi lavora  in
  altre  realtà e soprattutto in ambito specializzato e questa è  una
  cosa   intollerabile,  secondo  me,  perché  porta  una  serie   di
  conseguenze  e  soprattutto di coperture, perché quando  arriva  il
  controllo nell'impianto e gli si contesta, ad esempio, quel codice,
  il  produttore alza la mano e dice  me lo ha dato la Regione' o chi
  per essa. E questo, per fare un esempio molto banale.
   Quindi, siamo intervenuti dalla base, caso per caso, su tutta  una
  serie di aspetti.
   L'approccio è stato manageriale, piaccia o non piaccia,  e  quindi
  abbiamo guardato mettendo assieme i pezzi, quindi non solo la parte
  tecnica,  ma anche la parte amministrativa, la parte economica,  la
  parte  organizzativa,  entrando, se volete, anche  nel  merito,  ma
  abbiamo  dovuto  farlo per capire che cosa succedeva  sotto,  e  ad
  esempio, tante scuse di tanti soggetti anche pubblici che provocano
  ritardi,  inceppi  o  altro nella prosecuzione della  realizzazione
  degli  impianti a partire dalle progettazioni sino,  appunto,  alla
  realizzazione degli stessi è dovuta innanzitutto al fatto  di  dire
   ho  bisogno  del  contributo, devo avere i soldi   non  rendendosi
  conto che, ad esempio, il privato, in una situazione del genere  si
  sfrega  le  mani perché l'iniziativa è bancabile di per se  stessa,
  appetibile, altrimenti il Comune cosa deve fare? Deve rivolgersi al
  mercato  e quindi deve comunque pagare, col paradosso che  -  mi  è
  successo di segnalare in un caso - che i comuni soci in una società
  pubblica  che  aveva  l'impianto non  pagavano  la  tariffa  ma  la
  pagavano  al  soggetto  privato che aveva un  impianto  analogo,  e
  questa è una cosa assolutamente intollerabile.
   Poi,  chi  mi diceva del timing, guarda caso l'emergenza che  poi,
  l'emergenza  che cosa è, signori? Che cosa è l'emergenza?  E'  solo
  uno  slogan,  è  una copertura, o andiamo caso per  caso?  Dobbiamo
  entrare nel particolare. L'emergenza, guarda caso, succedeva sempre
  il  venerdì  pomeriggio  o il sabato mattina,  ricevevo  telefonate
  inesorabili,  impetuose, in cui l'impianto si  fermava  perché  era
  guasto,  perché  c'era un incendio, perché non si poteva  accettare
  quel carico e così via. Siamo intervenuti caso per caso.
   Ricordo  che, per quanto riguarda l'umido, abbiamo avuto, rispetto
  alla  capacità di trattamento dell'anno precedente, nel  2019,  una
  perdita  di  150  mila  tonnellate annue. Cioè,  a  fronte  di  una
  raccolta differenziata che è positivissima, lo avete visto,  grazie
  ai  sindaci, grazie ai cittadini, grazie a tutti quelli che volete,
  abbiamo  perso 150 mila tonnellate per: fermi impianti,  sequestri,
  problemi  amministrativi che saltano fuori in maniera improvvisa  e
  così via.
   Quindi  voglio  dire,  man  mano che  proseguivamo  nell'opera  di
  realizzazione  che  non  è solo progettazione,  attenzione,  perché
  bisogna vedere tutto il sistema. Cioè quando io dico ad una SRR: tu
  stai progettando, sì; che tempi hai? A che livello di progettazione
  sei  arrivato?  Definitivo, esecutivo, ecc.,  hai  previsto  questo
  aspetto?  L'hai inserito nel piano d'ambito, attenzione, hai  messo
  il  finanziamento, sì, hai il direttore tecnico, sì, no, forse.  E,
  soprattutto,  chi lo gestirà poi? Perché l'altro problema  è,  come
  tutto  il discorso di queste gare, non sapendo poi chi lo gestisce,
  si  creano  delle  asimmetrie informative ed ulteriori  inceppi  ed
  intoppi in tutta la pianificazione ma, soprattutto, gestione.
   Quindi,  dobbiamo  mettere assieme i pezzi, cari  signori.  Allora
  procedo  e  vado  veloce. I passaggi dalle ATO alle  SRR,  vogliamo
  dirla questa cosa? Noi siamo intervenuti con una direttiva che  per
  la  prima  volta non è stata bloccata dal TAR; nel 2017  era  stata
  bloccata  dal TAR, la direttiva  Contraffatto' se vogliamo  proprio
  dirla.  Siamo  intervenuti con una visione diversa  dicendo  questi
  impianti sono pubblici, hanno una funzionalizzazione in tal  senso.
  Le  SRR  al  di là dell'etichetta sono enti pubblici,  non  possono
  essere  spacciate  solamente  per  le  Spa  perché  fa  comodo  per
  agevolare le procedure di assunzione di gara, prebende e così  via,
  e questo lo abbiamo detto a chiare lettere.
   E,  tutti  i  passaggi  tra le ATO e le SRR vi  assicuro  che  sto
  seguendo,  compresa  la  novità  che  nessuno  aveva  fatto   della
  volturazione dell'autorizzazioni, vogliamo dircelo?
   Anche  questa  è  una cosa intollerabile, cioè nessuno  sapeva  in
  questa  regione  che  si  possono volturare le  autorizzazioni.  Ma
  stiamo scherzando, o cosa? Per aspettare chi?
   Era  un  ragionamento molto semplice, se volete anche  innovativo,
  che   abbiamo   introdotto  anche  recentemente,   proprio   perché
  ragioniamo   dal   pratico,  casi  concreti,  signori,   non   cose
  generaliste  Andiamo avanti
    Allora, tutto il ragionamento, poi, che si svolge tra privativa e
  non  privativa,  anche qui altra conclusione che ho sentito  prima.
  Come  fate a pensare che i sindaci debbano essere obbligatoriamente
  avviati  all'impianto  di recupero da parte della  Regione,  quando
  esiste  anche  una  privativa? Poi vi è la confusione  tra  rifiuti
  urbani  e  rifiuti speciali? Vogliamo dircelo? Sulla  quale  stiamo
  cercando di mettere ordine, tra piano rifiuti urbani, piano rifiuti
  speciali, nella zona grigia dei famosi scarti o sovvalli? Su cui ci
  sarebbe   molto   da  dire,  per  tanti  effetti,  IVA,   Ecotassa,
  Certificati Bianchi, gestione privativa o fuori privativa?
   Ancora,  sul piano ricordo che, guarda caso, i primi a  capire  e,
  come  dire,  a fare i complimenti al Piano, sono stati a Bruxelles.
  Ho  fatto due incontri con i funzionari di ogni nazionalità, in tre
  ore  hanno  capito tutto ed hanno detto  perfetto, vai  avanti'.  A
  Bruxelles.
   A  Roma,  inizialmente,  c'è stata quella capziosa  lettura  sulla
  quale  spero  che  poi la procura investighi,  perché  fermarsi  su
  aspetti stupidi, errati, parlare di errori grammaticali quando poi,
  non  so,  tipo putty è un termine che usava Giorgio Manganelli  che
  era  un  esperto  purista della italiana e  così  via,  e  lasciamo
  perdere.
   Sul  metodo, ho dovuto personalmente dedicare dei weekend  che  ho
  sottratto  alla  mia famiglia, e agli affetti, per  scrivere  degli
  articoli metodologici su come era costruito il Piano, articoli  che
  sono  stati riferiti e pubblicati a livello nazionale, e  accettati
  in  tuta  la cerchia degli esperti, quindi anche questo è un  altro
  elemento  che dovrebbe sollevare un po' dai dubbi che,  come  dire,
  tanti alzano dalla polvere.
   Andiamo  avanti, sulla Rap non entro, perché c'è tutto il discorso
  che   ha  fatto  l'onorevole  Sunseri,  c'è  la  Procura  che   sta
  investigando, per cui è inutile soffermarsi.
   Sui bandi, ringraziamo che sono stati scritti male, in effetti  la
  procedura  regionale sulla quale, abbiamo messo mano, anche  questa
  volta grazie a quest'errore e ai ritardi, diciamolo chiaramente, la
  procedura  regionale  prevede  dei  passaggi  tra  il  Dipartimento
  rifiuti,   la  Programmazione  e  altri  ancora,  con   pareri   di
  conformità,  tutta  una serie di navette. Noi  abbiamo  chiesto  di
  togliere  l'obbligatorietà del parere e mettere il  visto,  ma  non
  solo, proprio perché sentendo direttamente i comuni, il problema  è
  stato, non  solo dell'erroneità o capziosità dei bandi, ma è  stato
  anche  perché i comuni non erano in grado di capire, sulla base  di
  check-list, cosa dovevano produrre alla Regione.
   Abbiamo  pensato  di realizzare un help-desk, mettendo  insieme  5
  Dipartimenti  per la prima volta, che fino a quel  momento  non  si
  erano  mai  parlati, perché nella Regione i vari Dipartimenti  sono
  dei  feudi,  diciamocelo  chiaro, e li abbiamo  messi  insieme  per
  creare  un  progetto per i comuni, abbiamo coinvolto anche  l'Anci,
  perché non potevamo operare in maniera dirigistica, ma coinvolgendo
  i  vari  soggetti  che  sono in prima linea, e  con  questo  stiamo
  proseguendo.
   Che  dire  ancora?  La raccolta differenziata sta  aumentando,  do
  un'altra  notizia,  per  quanto riguarda tutti  i  flussi,  fuorché
  l'umido,  che  ho  tracciato poc'anzi un breve flash,  ma  possiamo
  tornarci  quando  volete.  Abbiamo  predisposto  l'accordo  per  il
  ritiro,  cioè il recupero presso le proprie piattaforme di tutti  i
  rifiuti da imballaggio, che sono il 25 per cento del 100 per  cento
  dei  rifiuti  prodotti, ma il 25 per cento del 100, che sicuramente
  in  un 40 per cento di raccolta differenziata sarebbe molto di più,
  non so se mi spiego.
   Quindi  tutta una serie di iniziative, tra le quali,  e  qua  devo
  ammettere  che c'è stato un fermo da parte dei sindaci, opifici  di
  pace,  e  qua  era proposto dai vescovi di questa  Regione  con  un
  sistema  innovativo,  e  bastava, noi abbiamo  fatto  gli  accordi,
  bastava  che  il comune decidesse di addivenire ad una  convenzione
  per  conferire  in  maniera  selettiva i  propri  rifiuti,  anziché
  portarli allo smaltimento o lasciarli per strada.
   Anche  questo la dice lunga sulla sensibilità che deve  essere  di
  tutti   i  soggetti  coinvolti,  di  tutti  gli  autori  di  questo
  cambiamento.
   Per quanto riguarda tutti questi aspetti, sono d'accordo a trovare
  un  confronto in Commissione, o dove volete, e di fare  velocemente
  quello  che già dovevamo fare a partire dall'anno scorso, a partire
  dal piano rifiuti.

   FAVA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FAVA,  presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
  onorevoli   colleghi,  solo  per  ringraziare  ancora  l'Aula   per
  l'opportunità  di un dibattito e di un ragionamento  condiviso,  sì
  anche  per  ricordare  che noi, in realtà,  non  abbiamo  fatto  un
  autopsia, abbiamo fatto una diagnosi su un corpo che, per  fortuna,
  è  ancora vivo e, forse, si potrà intervenire con le cure opportune
  e,  forse,  è  vero  che molti di questi fatti  erano  noti,  erano
  conosciuti  ma la diagnostica sta nel cercare di capire le  ragioni
  di  questi fatti, e abbiamo provato a capire chi questa domanda non
  se  l'era  sentita fare mai, 18 dirigenti regionali,  14  assessori
  regionali,  un  presidente  della  Regione,  oltre  naturalmente  a
  tecnici giornalisti, sindaci ecc..
   Credo  che ogni tanto unire i puntini per capire che cosa proponga
  l'immagine  di  quel  mosaico  è una  cosa  che  ci  serve  a  dare
  profondità alla nostra valutazione.
   Un'altra  cosa che volevo dire è che volevo rassicurare i colleghi
  sulla vicenda di Scicli e gli altri due comuni, sono d'accordo  con
  chi  si dice molto preoccupato del quadro che viene fuori, che  noi
  non vogliamo impiccare ad una certezza.
   Le  azioni  sono  state manipolate, ma c'è il  dubbio  che  queste
  coincidenze  non  possano essere semplicemente casuali,  e  siccome
  l'ipotesi  è  grave, e siccome questa Commissione, tra  le  proprie
  qualità, vorrebbe anzitutto annoverare quella di lavorare, non  per
  dare giudizi né per cavalcare pregiudizi, noi abbiamo ritenuto  che
  fosse  necessario  approfondire con questi  tre  comuni,  chiamando
  anche la controparte. Per cui noi stiamo ascoltando, ascolteremo  i
  commissari  prefettizi,  le commissioni d'accesso,  i  prefetti,  i
  ministri  degli interni, affinché ci sia un corredo di informazioni
  che  arrivano  da  ogni  parte,  e  ci  permetta  di  capire  o  di
  avvicinarci a una comprensibile verità su quello che è accaduto.
   Una  ultima cosa, io voglio ringraziare di nuovo i miei  colleghi,
  Presidente,  perché  il  fatto  che noi  abbiamo  approvato  questa
  relazione all'unanimità, per quanto questa Assemblea, e io e lei lo
  sappiamo  avendone frequentate altre, sia una Assemblea  di  grande
  sobrietà  complessiva ed eleganza nella qualità dei dibattiti,  noi
  sappiamo  quale qualità ogni tanto si rasenta o si sfonda in  altre
  assemblee,  però  non  è una cosa semplice  affondare  le  mani  in
  materie   così  spigolose  che  attraversano  la  vita   di   molte
  maggioranze   e  di  molti  Governi,  ed  arrivare   ad   un   voto
  all'unanimità,  che  non  è  un  atto  di  cortesia,  è   un   atto
  politicamente consapevole.
   Questo  è  accaduto, e devo dare atto di questo  a  tutti  i  miei
  colleghi  della Commissione, perché nessuno di loro ha mai  chiesto
  sconti,  anche  quando le vicende che abbiamo affrontato,  il  caso
  Montante, relazione sui rifiuti, accadrà anche adesso sulla sanità,
  poteva  anche  riguardare, come dire, in termini  conflittuali,  la
  parte  politica  da  cui provengono  o di cui fanno  parte,  io  lo
  considero  un titolo di onore di ciascuno dei componenti di  questa
  Commissione,  e  quindi  anche  di questa  Assemblea,  perché  sono
  espressione   di   questa  Assemblea  e   tutti   i   Gruppi   sono
  rappresentati.
   Il  fatto che nessuno abbia sentito l'esigenza di chiedere un atto
  di  prudenza, e siamo andati ad approvare relazioni che  non  hanno
  lesinato  le parole che andavano scelte, e i punti esclamativi  che
  andavano  messi,  e  credo che questo sia una ragione  di  conforto
  anche a chi, ogni tanto, fuori da qui ritiene che la politica  vada
  semplicemente liquidata come un affare totalmente privo  di  alcuna
  utilità.  Credo  che  il  lavoro che è stato  fatto  sia  anche  la
  manifestazione e l'espressione di una politica possibile che questa
  Assemblea   sta   costruendo.   Grazie,   ovviamente   anche   alla
  collaborazione della Presidenza di questa Assemblea.

   SCHILLACI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.   Ne   ha  facoltà.  Mi  raccomando   telegrafica,   è
  intervenuto il Presidente.

   SCHILLACI.     Sì,    telegrafica.    Semplicemente,    Presidente
  dell'Assemblea,  per  rinnovarle  la  richiesta  di  prelevare  dei
  disegni   di   legge   che  possano  dare  veramente   un   segnale
  significativo a questo Parlamento e ai siciliani.

   PRESIDENTE.  Sarei intervenuto sull'argomento anche senza  la  sua
  sollecitazione.

   SCHILLACI.  Perfetto. E poi vorrei tanto che questo  Governo,  nel
  rinnovare   a   breve  i  Direttori  generali,  faccia   un   esame
  approfondito a chi dare queste nomine. Grazie.

   PRESIDENTE. E' raro che il Governo chieda all'opposizione che fare
  con i Direttori, ma capisco la sua richiesta.
   Il dibattito di oggi, così come diceva poco fa il Presidente Fava,
  è  stato  un dibattito che ha portato, non solo a un alto  livello,
  una  alta  qualità del dibattito stesso, ma a obbligarmi a prendere
  anche  delle  iniziative successive, perché altrimenti non  avrebbe
  avuto senso. E proprio la sobrietà con cui il dibattito è avvenuto,
  ma la richiesta evidente che viene fuori dal risultato finale della
  Commissione,  che  è  quello che ci sia  una  nuova  legge,  perché
  altrimenti   tutto   quello   di  cui   abbiamo   parlato   diventa
  perfettamente inutile.
   Per  cui  io  credo  che a questo punto sia un obbligo  di  questo
  Parlamento affrontare, io non posso chiedere né di approvare, né di
  bocciare,  ma  quanto meno di affrontare l'argomento su  una  nuova
  legge  sui  rifiuti, motivo per cui ho già parlato poco fa  con  il
  Presidente  della Commissione, onorevole Savarino, ma comunico  che
  la  settimana  prossima convocherò la Presidente della Commissione,
  insieme all'Assessore e ai Capigruppo, in modo da capire quali sono
  le   possibili  condizioni,  e  il  presidente  della   Commissione
  Bilancio, ovviamente, perché senza quello poi non si potrebbe fare,
  per trovare una possibile intesa su questa legge.
   Poi,  comunque, una volta esperito questo tentativo, in ogni caso,
  sarà mio compito assolutamente portare in Parlamento una legge  sui
  rifiuti.  Ora,  ce  ne sono diverse, io non ne posso  portare  una,
  dobbiamo discutere su quelle che ci sono per trovare, se possibile,
  una  sintesi, e in ogni caso iniziare un dibattito che  sia  quello
  che poi troverà - spero possa trovare - quantomeno la soluzione  al
  dibattito  di  oggi. Una nuova legge sui rifiuti che possa  evitare
  che  nel  futuro possano risuccedere le cose successe negli  ultimi
  vent'anni,  e  che  possa dare anche una maggiore  tranquillità  ai
  cittadini siciliani di poter uscire, come diceva l'onorevole  Foti,
  col sacchettino di casa senza avere l'angoscia che quel sacchettino
  provochi comunque un atto mafioso, o un atto irresponsabile,  o  un
  atto criminale, immediatamente dopo.
   Perché rivolete la parola, scusate?

   SCHILLACI.   Il   disegno   di  legge  sui   rifiuti   merita   un
  approfondimento generale. Io mi riferivo ad un disegno di legge che
  è depositato .

   PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non riprendiamo l'argomento.  Sto
  dicendo che io la settimana prossima convocherò i Capigruppo con il
  Presidente   della   Commissione  delle   attività   produttive   e
  l'assessore Pierobon, per capire che cosa bisogna fare. Ma comunque
  è  matematico  che  si debba portare in Aula un disegno  di  legge,
  vediamo  se  sarà possibile trovare un'unità di intenti  e  saremmo
  tutti più felici. Se così non sarà, comunque andrà in Aula.

   LO CURTO. Della Commissione  Ambiente , Presidente.

   PRESIDENTE.  Della  Commissione   Ambiente ,  chiedo   scusa,   ho
  sbagliato  io, chiedo scusa, ovviamente è la Commissione  Ambiente.
  Onorevole  Lo  Curto,  sto dicendo che io la prossima  settimana  -
  vorrei   non  ripeterlo  più  -  convocherò  il  Presidente   della
  Commissione  Ambiente - chiedo scusa per l'errore che  ho  fatto  -
  l'assessore  Pierobon  e  i Capigruppo di  questo  Parlamento,  per
  capire  la  linea su cui è possibile andare avanti.  Dopodiché,  si
  andrà  ovviamente avanti. E' chiaro che la base sarà la  legge  che
  esiste  già,  e  che era stata già portata in Aula  con  esiti  non
  felicissimi.
   Quindi,  ringrazio ancora una volta, Presidente Fava,  tutti  voi,
  tutti  voi della Commissione Antimafia, tutti gli Uffici che  hanno
  lavorato  insieme a voi, e che hanno svolto un lavoro assolutamente
  importante.
   Intanto, c'è l'approvazione delle relazioni.
   L'approvazione  della  "Relazione conclusiva  sul  fenomeno  della
  mafia  e  della  corruzione in Sicilia sul ciclo dei rifiuti  nella
  Regione  siciliana".  E quindi credo che sia palese  il  fatto  che
  tutti l'approviamo all'unanimità.
   E l'approvazione della "Relazione annuale sul fenomeno della mafia
  e  della corruzione in Sicilia per l'anno 2019", anche se veramente
  ne  abbiamo  parlato poco, per cui l'approviamo così,  in  fiducia,
  quest'altra  relazione.  Comunque,  ovviamente,  è  approvata  pure
  questa.  (Ndr:  gli  ordini del giorno n. 348  e  n.  349  sono  da
  intendersi conseguentemente preclusi.)

   Dopodiché,  c'è un ordine del giorno firmato da tanti  Capigruppo,
  che  mi  chiedono di inviare alla Direzione Distrettuale Antimafia,
  la  relazione. Vero è che il Presidente Fava, scusatemi, vero è che
  il  Presidente dell'Antimafia ha già inviato questa relazione, però
  credo che sia rafforzativo, Presidente Fava, se io comunico....

   FAVA, Presidente della Commissione e relatore. Chiedono di inviare
  anche  il  dibattito, chiedono di inviare anche lo stenografico  di
  questo dibattito.

   PRESIDENTE.  Su  questo  ho  qualche  dubbio.  Nel  senso  che  un
  dibattito  parlamentare  non  può essere  mai  di  interesse  della
  Direzione  Antimafia,  cioè  sinceramente,  peraltro,  siccome   il
  dibattito  è  pubblico, è nel sito. Mi dovete credere,  non  voglio
  iniziare,  non  voglio aprire una porta per  cui  si  mandino  alle
  Procure o alla Direzione Antimafia dibattiti parlamentari, perché è
  un  qualcosa  che  ritengo profondamente sbagliato,  proprio  nella
  differenziazione dei poteri tra un organo e un altro  dello  Stato.
  Per  cui, sicuramente manderò la relazione testé discussa, con  una
  lettera  che dirà ovviamente che la relazione è stata approvata  in
  Aula e che è emerso dal dibattito dell'interesse particolare perché
  la  Direzione  Nazionale Antimafia si occupi della vicenda.  Questo
  sarà mia cura, ovviamente, farlo, e quindi scriverò una lettera che
  magari  alla prima Conferenza dei Capigruppo farò anche  vedere  in
  modo  da  avere  anche un loro consenso su quello  che  scriveremo.
  Quindi è approvato con questa modifica.
   Ci  sono  altri  due  ordini del giorno di  cui  avevamo  discusso
  nell'ultima  Conferenza  dei Capigruppo  dell'altra  volta,  quello
  dell'onorevole  Amata sulla costituzione di una Commissione,  sulla
  semplificazione amministrativa, e quindi questo mi faccio carico di
  farlo  poi.  Questa è tutt'altra cosa. Questo è lo  studio  per  un
  cambio  di sistema amministrativo totale, non riguarda, non  è  una
  legge che va fatta. E' una cosa un po' diversa. Ne abbiamo discusso
  l'altro  giorno  in Conferenza dei Capigruppo per questo  non  l'ho
  spiegato bene.
   Mentre  il  secondo è quello dell'onorevole Di  Caro  e  altri,  e
  chiede   la  costituzione  di  una  Commissione  di  verifica   per
  l'attuazione delle leggi, peraltro Commissione che esiste già  alla
  Camera  e  al  Senato,  per  cui anche questa  mi  farò  carico  di
  costituirla.
   Poi,  c'è  un  ordine  del  giorno dell'onorevole  Cafeo,  se  non
  sbaglio. Sono riferiti a me o al Governo? C'è qualcuno del Governo?
  Se non c'è nessuno del Governo io non li posso trattare. Devo avere
  il  responsabile  del Governo sulle altre materie.  Li  affrontiamo
  alla  prima  seduta che abbiamo la prossima settimana,  mentre  gli
  altri sono stati approvati.

   ZITO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ZITO. Signor Presidente, purtroppo ho visto andare via l'onorevole
  Fava,  però  ho fatto una richiesta stamattina a lei, all'onorevole
  Fava, all'onorevole Savarino, di procedura d'urgenza per un disegno
  di legge.
   Visto  che  abbiamo parlato di rifiuti, di infiltrazioni  mafiose,
  commissioni d'inchiesta, volevo sollecitare questo disegno di legge
  che  riguarda  la  clausola sociale. Clausola  sociale  che  spesso
  vengono  messe  negli  appalti. Cosa succede,  che  quando  c'è  un
  appalto  anche grosso, che può riguardare i rifiuti o  quant'altro,
  spesso viene preso tutto il personale con questa clausola sociale e
  viene  trasferito nelle società. Però, se quelle società, a  monte,
  hanno  all'interno  del personale vicino ad ambienti  mafiosi,  per
  quel  che  riguarda l'appalto viene trasferito dall'altra parte,  e
  questo  non  ce  lo  possiamo permettere a mio  parere,  perché  ci
  portiamo  anche  la  parte  malata che c'è  all'interno  di  queste
  aziende. Quindi.

   PRESIDENTE. Esiste un disegno di legge che lei ha presentato?

   ZITO.  Già c'è. Sì, esiste il mio disegno di legge. Il problema  è
  che,  parlando con l'onorevole Fava, mi diceva che ancora  dovrebbe
  dare  il  parere  la Commissione Antimafia e poi discuterla  in  IV
  Commissione, e a loro non è arrivato - mi dicono - per  il  parere.
  Siccome è del 2018, 31 dicembre 2018, vorrei sollecitarlo.

   PRESIDENTE.  Onorevole Zito, va bene. Teoricamente  questa  è  una
  decisione che io posso prendere solo da parte della Conferenza  dei
  Capigruppo, però mi faccio carico alla prossima Conferenza  insieme
  all'onorevole Fava ovviamente.

   ZITO. Se vuole io manderò la stessa richiesta.

   PRESIDENTE.  Non  c'è  problema. Daremo subito  la  priorità  agli
  Uffici  per  le Commissioni. Poi lo manderemo subito in Commissione
  e,   ripeto,  lo  facciamo  a  prescindere  dalla  Conferenza   dei
  Capigruppo, lo ratificheremo in Conferenza, ma l'accettiamo fin  da
  adesso.

   ZITO. Grazie.

   di legge  "Normotermia" (n. 683/A)

   Discussione  del disegno di legge  Norme relative al funzionamento
  della  forma di governo regionale, alla nomina ed alla revoca degli
  Assessori,   alla  conclusione  anticipata della   legislatura,  in
  attuazione   degli  articoli 9, 10, 41 bis e 8  bis  dello  Statuto
  della  Regione     (nn.  66-143  bis/A)  e  del  disegno  di  legge
   Normotermia  (n. 683/A)

   PRESIDENTE.  Dobbiamo  incardinare. Per  la  normotermia,  c'è  il
  Presidente La Rocca Ruvolo?
   Presidente,  noi daremmo tempo per gli emendamenti fino  a  domani
  alle  ore  18.00. Noi l'Aula la rinviamo quando? Martedì è festivo.
  Allora possiamo garantire più tempo agli emendamenti.
   Scusatemi, siccome dobbiamo solo incardinare, non c'è bisogno  che
  discutiamo, soltanto chiedevo al Presidente, siccome ci diamo tutti
  questi giorni, diamo fino a venerdì il tempo per gli emendamenti, e
  da  mercoledì  prossimo ne cominciamo a parlare. Quindi,  mercoledì
  prossimo  c'è,  prima il disegno di legge sulla  forma  di  Governo
  dell'onorevole  Amata, e poi, immediatamente dopo,  il  disegno  di
  legge sulla normotermia della Commissione  Sanità .

                           (Brusio in Aula)

   Se  la  I  Commissione  ma non credo che per mercoledì stesso   se
  mercoledì viene approvato quello , incardiniamo pure quello.
   Possiamo  lasciare,  perché  sono già  convocate  le  Commissioni,
  questo  sicuramente, per le Commissioni significherebbe  creare  un
  problema spostarle.
   Per  quanto riguarda l'Aula, se noi ci attrezzassimo per  il  voto
  finale  giovedì, ma intanto almeno mercoledì, onorevole De Domenico

   (voce  fuori  campo  dell'onorevole De Domenico  che  ricorda  che
  mercoledì  prossimo  ricorre la festa della Madonna  patrona  della
  città di Messina)

     L'onorevole  De Domenico ha ragione; per Santa Rosalia  noi  non
  lavoriamo,  per Sant'Agata nemmeno, e allora perché noi di  Messina
  dobbiamo fare sacrifici? L'onorevole De Domenico ha le sue  ragioni
  per  chiedere questa cosa. Sto cercando di capire se non  ci  siano
  problemi  di  tipo organizzativo. Facciamo così:  mercoledì  io  ci
  sono, comunque mercoledì se c'è da incardinare il disegno di legge,
  noi  lo  incardiniamo.  Quindi, l'Aula  la  fissiamo  comunque  per
  mercoledì. Vediamo a che punto siamo, poi se all'onorevole De  Luca
  non  do  la possibilità di stare a Messina quel giorno, io rischio,
  anche fisicamente  Per cui, evitiamo questi rischi
   Noi,  onorevole La Rocca Ruvolo, mercoledì, su questi due  disegni
  di  legge  facciamo  la  discussione  generale,  in  modo  che  poi
  l'indomani  mattina cominciamo con le votazioni, in maniera  che  i
  messinesi se ne possano rimanere a casa.

                                Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico che l'onorevole Arancio ha  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi,  la seduta è rinviata a  mercoledì  3  giugno
  2020,  alle  ore  16.00. L'ordine del giorno  ve  lo  comunicheremo
  successivamente. Sicuramente per incardinare i disegni di  legge  o
  per la discussione generale sulla normotermia.
   Scusate, colleghi, rinviamo la seduta alle ore 15.00 così facciamo
  un'ora  di  attività  ispettiva con  l'Assessore  per  le  attività
  produttive  che  risponderà  alle interrogazioni  e  interpellanze.
  Almeno occupiamo così un'ora. Giovedì si farà Aula per votare.
   La  seduta  è, pertanto, rinviata a mercoledì 3 giugno 2020,  alle
  ore 15.00.

                 La seduta è tolta alle ore 19.24 (*)


   (*)  L'ordine  del giorno della seduta successiva, pubblicato  sul
  sito  web  istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana,  è  il
  seguente:

                          Repubblica Italiana
                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA


                           XVII Legislatura

                        XVI SESSIONE ORDINARIA


                         194a  SEDUTA PUBBLICA

                  Mercoledì 3 giugno 2020 - ore 15.00

                           ORDINE DEL GIORNO

   I -COMUNICAZIONI

   II   -SVOLGIMENTO,  AI  SENSI  DELL'ARTICOLO  159,  COMMA  3,  DEL
    REGOLAMENTO  INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE  DELLA
    RUBRICA:  Attività produttive  (V. allegato)

   III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

          1)  Norme relative al funzionamento della forma di governo
             regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
             conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
             articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
             66-143 bis/A) (Seguito)

                Relatore: on. Amata

          2)  Normotermia . (n. 683/A) (Seguito)

                Relatore: on. La Rocca Ruvolo

                      DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                             Il Direttore
                         dott. Mario Di Piazza

               Il Consigliere parlamentare responsabile
                 dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio

  Allegato A

            Comunicazione di disegni di legge inviati alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Disposizioni  per  la  tutela della  salute  della  popolazione
  anziana (n. 730).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 25 maggio 2020.
   Parere VI.

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

   -  Disposizioni urgenti per la produzione ed il commercio di  beni
  di prima necessità (n. 728).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 25 maggio 2020.

                 AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)

   - Disposizioni urgenti per l'accelerazione degli appalti (n. 729).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 25 maggio 2020.

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

   - Introduzione di norme per l'eliminazione del divario retributivo
  di genere (n. 727).
   Di iniziativa parlamentare.
   Inviato il 25 maggio 2020.
   Parere I.

       Comunicazione di apposizione di firme a disegno di legge

   Si  comunica che gli onorevoli Bulla, Cafeo, Caputo e Cannata, con
  nota  prot. n. 3396/SG.LEG.PG. del 22 maggio 2020 hanno chiesto  di
  apporre  la  propria firma al disegno di legge n.  752/A   Sostegno
  economico alle imprese operanti nel settore dell'organizzazione  di
  eventi, feste e cerimonie, c.d.  wedding planner' .

   Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
                        competenti Commissioni

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

   -  Istituto  autonomo  Case  popolari  di  Siracusa.  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 89/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto  autonomo  per  le  Case  popolari  di  Caltanissetta.
  Designazione Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 90/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto autonomo per le Case popolari di Catania. Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 91/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto  autonomo per le Case popolari di  Enna.  Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 92/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   - Istituto autonomo per le Case popolari di Acireale. Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 93/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto  sperimentale zootecnico per la Sicilia.  Designazione
  componente del Consiglio di amministrazione (n. 94/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto autonomo per le Case popolari di Messina. Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 95/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Consorzio  Universitario Mediterraneo orientale CU.MO  di  Noto
  (SR). Designazione Presidente del Consiglio di amministrazione  (n.
  96/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -   Consorzio   universitario  denominato    Empedocle   Consorzio
  universitario di Agrigento . Designazione Presidente del  Consiglio
  di amministrazione (n. 97/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   - Ente Parco delle Madonie. Designazione Presidente (n. 98/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Ente Parco fluviale dell'Alcantara. Designazione Presidente (n.
  99/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -   Consorzio   universitario   di   Caltanissetta.   Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 100/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Consorzio universitario di Ragusa. Designazione Presidente  del
  Consiglio di amministrazione (n. 101/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto  sperimentale zootecnico per la Sicilia.  Designazione
  componente del Consiglio di amministrazione (n. 102/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

   -  Istituto  autonomo per le case popolari di Ragusa. Designazione
  Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 104/I).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

                   BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
                  DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

   -  FSC  2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione  siciliana.
  Aggiornamento  degli  interventi di cui  alla  deliberazione  della
  Giunta  regionale  n. 3 del 3 gennaio 2019 -  allegato  B  -  Piano
  straordinario di messa in sicurezza delle strade nei piccoli comuni
  delle aree interne - Atto aggiuntivo al Patto per lo sviluppo della
  Regione siciliana (n. 103/II-UE).
   Pervenuto in data 19 maggio 2020.
   Inviato in data 25 maggio 2020.

       Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
               del Presidente del Consiglio dei Ministri

   Si  comunica  che  il Presidente del Consiglio dei  Ministri,  con
  ricorso del 5 maggio 2020, ha impugnato la legge regionale 3  marzo
  2020,  n.  4   Disposizioni  in  materia  cimiteriale,  di  polizia
  mortuaria  e di attività funeraria.  Modifiche alla legge regionale
  17 agosto 2010, n. 18 , e precisamente i seguenti articoli:

   -  l'articolo 1, comma 3, lettera c), per violazione dell'articolo
  17,  lettere b) e c) dello Statuto, dell'articolo 14 dello  Statuto
  nella  parte  in  cui rinvia al rispetto delle leggi costituzionali
  dello  Stato,  dell'articolo 32 della Costituzione e  dell'articolo
  117,   comma  3  della  Costituzione  nella  parte  relativa   alla
  competenza legislativa regionale concorrente in materia di   tutela
  della salute';

   -  l'articolo  3, comma 2, per violazione dell'articolo  32  della
  Costituzione  e  dell'articolo  117,  comma  2,  lettera  e)  della
  Costituzione,

   -  l'articolo  10, commi 9 e 10, per violazione dell'articolo  17,
  lettere  b) e c) dello Statuto, dell'articolo 32 della Costituzione
  e  dell'articolo  117,  comma  3  della  Costituzione  nella  parte
  relativa  alla  competenza  legislativa  regionale  concorrente  in
  materia di  tutela della salute'.

   Copia  del  ricorso è consultabile presso l'archivio del  Servizio
  Commissioni.

             Comunicazione di approvazione di risoluzione

   Si  comunica che la Commissione  Ambiente, territorio  e  mobilità
  (IV)'  nella  seduta  n. 185 del 20 maggio  2020  ha  approvato  la
  risoluzione   Interventi  in  materia di  trasporto  pubblico'  (n.
  11/IV).

                      Annunzio di interrogazioni

   - con richiesta di risposta orale presentate:

   N.       1310   -   Ulteriori   misure   di   contenimento   della
  diffusione del virus COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Marano  Jose;  Pagana Elena; De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.   1312   -  Interventi  a  salvaguardia  della  cardiochirurgia
  pediatrica  e  alla  mancata apertura del relativo  reparto  presso
  l'ospedale Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Caputo Mario

   N.  1313 - Chiarimenti in merito alle iniziative volte all'aumento
  della    produzione   di   mascherine   e   altri  dispositivi   di
  protezione  individuale per il contenimento  della  diffusione  del
  virus COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   - Assessore Attività produttive
   Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Marano  Jose;  Pagana Elena; De  Luca  Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1316  -  Riapertura  dell'Ospedale  Militare  di  Palermo  per
  sopperire all'esigenza sanitaria da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Caputo Mario

   N.      1317   -   Chiarimenti   in   merito   alla   nomina   del
  Responsabile  per  la  prevenzione  della  corruzione  e   per   la
  trasparenza da parte della Società Interporti S.p.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Infrastrutture e Mobilità
   - Assessore Economia
   Sunseri  Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti  Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Schillaci  Roberta; Di Caro Giovanni; Campo  Stefania;  Di
  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;  Pasqua
  Giorgio; Damante Concetta

   N.  1319  -  Interventi per assicurare i dispositivi di protezione
  presso l'ospedale di Partinico (PA).
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Caputo Mario

   N.  1320  -  Iniziative  per la riapertura  dell'ex  Ospedale  San
  Lorenzo (PA) in relazione all'attuale emergenza da COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Caputo Mario

   N.  1321  -  Iniziative a livello ministeriale  circa  il  mancato
  riconoscimento dei titoli di servizio resi nei centri di formazione
  dal personale A.T.A.
   - Presidente Regione
   - Assessore Istruzione e Formazione
   Figuccia Vincenzo

   Le  interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per  essere
  svolte al proprio turno.

   - con richiesta di risposta in Commissione presentata:

   N.  1308  -  Applicazione della clausola sociale al  contratto  di
  servizio del CUP di Messina.
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   - Assessore Salute
   De  Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
  Lupo   Giuseppe;  Arancio  Giuseppe  Concetto;  Barbagallo  Anthony
  Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele

   L'interrogazione  sarà  inviata  al  Governo  ed  alla  competente
  Commissione.

   - con richiesta di risposta scritta presentate:

   N. 1306 - Salvaguardia dei livelli di reddito del personale ASACOM
  a  seguito  delle disposizioni per il contenimento della diffusione
  del COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Pasqua  Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
  Mangiacavallo   Matteo;  Palmeri  Valentina;  Siragusa   Salvatore;
  Trizzino  Giampiero;  Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi
  Sergio;  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni;  Campo
  Stefania;  Di  Paola  Nunzio; Marano Jose; Pagana  Elena;  De  Luca
  Antonino; Damante Concetta

   N.  1309  -  Convocazione  di elezioni  comunali  in  pendenza  di
  giudizio della Corte di Cassazione n. 22591/2019 con riferimento al
  Comune di Casteltermini (AG).
   - Presidente Regione
   - Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
   Di  Caro  Giovanni;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore;  Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina;  Zito  Stefano;
  Tancredi  Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1311  -  Chiarimenti sullo stato di avanzamento del P.O.  FESR
  2014/2020 e del PSR 2014/2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Attività produttive
   - Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
   - Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
   Damante  Concetta;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;   Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;   Palmeri   Valentina;   Siragusa
  Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Pagana Elena; De  Luca
  Antonino; Pasqua Giorgio

   N.  1314 - Riapertura dell'ex Ospedale Militare all'interno  della
  Caserma 'Michele Ferrara' di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lentini Salvatore

   N.  1315  - Chiarimenti in ordine alla riconversione del  Presidio
  Ospedaliero 'Civico' di Partinico a COVID-Hospital.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello

   N.  1318  -  Chiarimenti in merito ai piani organizzativi  e  alle
  metodologie  di  lavoro  nei  Presidi  Ospedalieri  per  affrontare
  l'emergenza da COVID-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Palmeri  Valentina;  Cappello  Francesco;  Ciancio  Gianina;  Foti
  Angela;   Mangiacavallo   Matteo;  Siragusa   Salvatore;   Trizzino
  Giampiero;  Zafarana  Valentina;  Zito  Stefano;  Tancredi  Sergio;
  Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
  Di  Paola  Nunzio;  Marano Jose; Pagana Elena;  De  Luca  Antonino;
  Pasqua Giorgio; Damante Concetta

   N.  1322  -  Chiarimenti in ordine alle condizioni di  lavoro  dei
  dipendenti di call center a fronte dell'emergenza da Covid-19.
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
   Figuccia Vincenzo

   N.  1323  - Proroga dei termini di scadenza dell'esenzione  ticket
  per l'anno 2020.
   - Presidente Regione
   - Assessore Salute
   Figuccia Vincenzo

   Le interrogazioni saranno inviate al Governo.

  Allegato B

   -  Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta
  e  vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia
  sul ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana (Doc. V)

   -  Relazione annuale della Commissione parlamentare d'inchiesta  e
  vigilanza  sul fenomeno della mafia e della corruzione  in  Sicilia
  per l'anno 2019 (Doc. IV)