Presidenza del Presidente Miccichè
Presidenza del vicepresidente Di Mauro
Presidenza del vicepresidente Foti
La seduta è aperta alle ore 16.14
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, se non ci sono obiezioni da parte
dei colleghi, farei un'inversione dell'ordine del giorno facendo
partire subito la discussione della relazione conclusiva della
Commissione Antimafia per poi iniziare le norme relative al
funzionamento della forma di Governo, anche perché vedo che mancano
i deputati che dovrebbero svolgere le relazioni. Per cui, io
pregherei l'onorevole Fava, se è già pronto, di iniziare con la
relazione.
Avverto che il processo verbale della seduta precedente è posto a
disposizione degli onorevoli deputati che intendano prenderne
visione ed è considerato approvato in assenza di osservazioni in
contrario nella presente seduta.
Ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento interno, do
il preavviso di trenta minuti al fine delle eventuali votazioni
mediante procedimento elettronico che dovessero avere luogo nel
corso della seduta.
Invito, pertanto, i deputati a munirsi per tempo della tessera
personale di voto.
Ricordo, altresì, che anche la richiesta di verifica del numero
legale (art. 85) ovvero la domanda di scrutinio nominale o di
scrutinio segreto (art. 127) sono effettuate mediante procedimento
elettronico.
Atti e documenti, annunzio
PRESIDENTE. Avverto che le comunicazioni di rito di cui
all'articolo 83 del Regolamento interno dell'Assemblea saranno
riportate nell'allegato A al resoconto dell'odierna seduta.
Comunicazione di mozione superata
PRESIDENTE. L'onorevole Lupo non è presente; tuttavia,
considererei superata la mozione n. 412 sulla cassa integrazione in
deroga, visto che, di fatto, ieri ne abbiamo discusso nel corso
della trattazione della mozione di censura nei confronti
dell'Assessore Scavone. Per cui, se non sorgono osservazioni,
evitiamo di ripetere un dibattito che sarebbe identico a quello di
ieri.
Se siete d'accordo, l'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE. Do lettura del decreto di nomina di componente di
Commissione:
«Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
I L P R E S I D
E N T E 186
VISTA la nota del 26 maggio 2020 del Presidente del Gruppo
parlamentare Partito Democratico XVII Legislatura , on.le Giuseppe
Lupo, pervenuta alla Presidenza dell'Assemblea in pari data e
protocollata al n. 3486/AulaPG del 26 maggio 2020;
CONSIDERATO che con la suddetta nota il Presidente del Gruppo
parlamentare medesimo comunica le proprie dimissioni dalla carica
di componente della Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia ,
designando contestualmente in sua sostituzione l'onorevole
Francesco De Domenico;
CONSIDERATO che l'on. De Domenico appartiene allo stesso Gruppo
parlamentare dell'on. Lupo;
CONSIDERATO che occorre, pertanto, procedere alla relativa
sostituzione;
VISTA la legge regionale 14 gennaio 1991, n. 4, e successive
modificazioni, recante Istituzione di una commissione
parlamentare di inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia ;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
D E C R E T A
l'onorevole Francesco DE DOMENICO è nominato componente della
Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia e della corruzione in Sicilia , in sostituzione
dell'on.le Giuseppe Lupo, dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 26 maggio 2020»
d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione
in Sicilia sul ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana (Doc. V) e
della relazione annuale della Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia per l'anno 2019 (Doc. IV)
Discussione della relazione conclusiva della Commissione
parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia sul ciclo dei rifiuti nella Regione
siciliana (Doc. V) e della relazione annuale della Commissione
parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e
della corruzione in Sicilia per l'anno 2019 (Doc. IV)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione
e relatore, onorevole Fava.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Grazie, signor
Presidente, ringrazio i membri del Governo presenti. Mi corre
l'obbligo di far presente che il Presidente Musumeci mi ha
telefonato poco fa per dirmi che si dispiace di non essere
presente, ma c'è stato un disguido sull'ordine del giorno, non ne
era al corrente e, quindi, comunque, apprezziamo la sua attenzione
e anche la sua disponibilità, Presidente, perché questa è la prima
relazione approvata da una Commissione Antimafia che venga anche
offerta alla valutazione e discussione dell'Assemblea. Crediamo che
sia cosa buona e giusta perché questa relazione si indirizza
anzitutto, soprattutto a noi, a questa Assemblea, agli Uffici di
Governo, all'Amministrazione regionale, perché protagonista di
questa vicenda che si articola nell'arco di vent'anni è il ciclo
dei rifiuti.
Abbiamo provato a ricostruire parte della stagione dei
termovalorizzatori, quindi all'inizio del decennio scorso ad oggi,
chiama in causa direttamente, direi anche pesantemente la
funzione politica, la funzione di governo, la funzione
amministrativa, la funzione legislativa con una trasversalità di
responsabilità sui vulnus che abbiamo riscontrato, che ci chiama in
causa anche dal punto di vista delle diverse sensibilità politiche,
tutte le famiglie, tutti i Gruppi, tutti i Partiti.
E' una relazione che è stata approvata all'unanimità e di questo
ringrazio anche i colleghi che hanno supportato questo lavoro, che
l'hanno condiviso, che hanno anche condiviso la responsabilità che
questa relazione si assume e cioè provare a capire il motivo per
cui si è costruito nel corso di vent'anni un monopolio di fatto che
oggi vede, come momento non terminale ma apicale del ciclo di
rifiuti in Sicilia, la centralità delle discariche che sono
anzitutto - tranne quella palermitana di Bellolampo - discariche
private e il modo in cui questo monopolio nel corso degli anni sia
stato garantito, protetto, accompagnato dagli apparati
amministrativi e politici a beneficio sempre degli stessi grandi
proprietari. Quali illecite interferenze lo abbiamo permesso, quali
forzature amministrative, quale complessiva distrazione della
funzione di governo e della funzione amministrativa.
Tutto questo nasce in anni non recenti, nasce con la scelta di
fare dell'emergenza una condizione di fatto, è quasi uno ossimoro,
l'emergenza dovrebbe essere parola che racconta un momento
particolare ed eccezionale è diventata la consuetudine, il
consolidato nella gestione del ciclo dei rifiuti da vent'anni a
questa parte e questa emergenza ha impedito che si potesse
procedere a un approccio strategico Signor Presidente, io vedo che
il contaminuti dà cinque minuti, credo che, forse, per illustrare
questa relazione occorra beneficiare di qualche minuto in più,
altrimenti vado .
PRESIDENTE. Chiedo scusa, non so perché ma non ci sono cinque
minuti.
FAVA, presidente della Commissione antimafia. La ringrazio, era
soltanto un appunto.
Dicevo, ha impedito che ci fosse un approccio strategico, cioè la
possibilità di dare impulso compiuto anche alla funzione di
indirizzo politico, diversi governi che si sono succeduti in questi
anni non sono stati in condizioni di offrire al tema del ciclo dei
rifiuti.
Partendo dalla vicenda dei quattro termovalorizzatori che, come
sapete, si conclude nel 2007, perché c'è una sentenza della Corte
della Giustizia europea che dice che questa gara non funziona per
una serie di errori procedurali che ci sono stati e già questo è la
prima stazione di questo racconto particolarmente significativo.
Racconta la Procura della Repubblica di un'indagine che parte in
quegli anni, ribadiscono i tribunali amministrativi e ci fa sapere
in qualche modo anche la Corte di Giustizia europea che questa era
una gara costruita interamente, integralmente, matematicamente a
tavolino.
Tra le audizioni particolarmente interessanti è stata il ricordo
di uno dei direttori generali che ci ha detto che la possibilità
che le offerte dei quattro raggruppamenti di imprese per la
costruzione di quei quattro termovalorizzatori coincidessero in
modo così millimetrico con la suddivisione dei 390 comuni tra quei
quattro raggruppamenti, con le domande presentate allo stesso
giorno, con la costituzione di questi quattro raggruppamenti di
impresa dallo stesso notaio lo stesso giorno con quattro numeri
successivi di repertorio. La possibilità che tutto questo fosse
frutto del caso e non una operazione costruita a tavolino era di
una su 980 milioni e ci spiegava, anche, che per vincere l'enalotto
con un colpo secco è sufficiente una possibilità su 600 milioni;
quindi, diciamo, che questa gara fosse il frutto del libero
incontro sul mercato di proposte, valutazioni e intenzioni è una
cosa piuttosto improbabile. Così dice anche la Procura della
Repubblica, c'è stata una indagine per corruzione che, poi, si è
conclusa senza avere avuto certezza, contezza, di un fatto
corruttivo, si è accertata la turbativa d'asta, nel frattempo erano
passati molti anni e si è proceduto per prescrizione, tutto deciso
a tavolino.
La cosa interessante è quando a questo punto subentra la stagione
delle discariche, come scrivono i magistrati, la coincidenza degli
operatori economici, dei più significativi operatori economici, è
negli atti; cioè non siamo di fronte a un cambio di indirizzo e di
panorama, ma siamo di fronte a un traghettamento degli stessi
interessi economici che erano fortemente presenti e coinvolti nella
vicenda dei quattro termovalorizzatori, in questa stagione delle
discariche si apre sotto il Governo Lombardo con un biennio, il
2008-2009, che vede autorizzazioni per sette milioni di metri cubi
che, diciamo, è una percentuale particolarmente significativa.
Ma la cosa che viene fuori in questa relazione è che siamo in
presenza di un processo autorizzativo che prescinde da qualsiasi
pianificazione, che sfugge assolutamente al controllo sia dal
versante politico, di indirizzo politico e di governo, sia al
versante amministrativo.
Noi abbiamo ascoltato tutti i dirigenti generali che si sono
succeduti alla guida dei comparti strategici del ciclo dei rifiuti
in questi ultimi vent'anni e abbiamo ascoltato tutti gli assessori;
quasi tutti i dirigenti e quasi tutti gli assessori ci hanno detto:
abbiamo appreso che fossero stati autorizzati sette milioni di
metri cubi in discarica - allargamento, ampliamento e
autorizzazioni per nuove discariche - dai giornali , nel senso che
la contezza di ciò che accadeva si fermava nei rami bassi del
processo burocratico e amministrativo senza - così ci dicono - che
ci fosse alcuna consapevolezza anche delle ricadute dal punto di
vista della responsabilità ambientale, del tessuto umano e
comunitario sul quale si investiva attraverso l'apertura o
l'allargamento di quelle discariche di dimensioni così gigantesche.
C'è stata una scelta di azzerare la funzione di indirizzo
politico. L'ampliamento è stata una necessità di emergenza; alcuni
dirigenti ci hanno detto: la nostra funzione era soltanto quella
di apporre una firmetta . C'è in questo senso la testimonianza del
dott. Sergio Gelardi che ci dice - è stato alla guida del
dipartimento ambiente dal gennaio 2010 fino al 2011 - io facevo
passare quello che vedevo firmato, punto. Verificavo che ci fosse
la firma, in questo caso del dottor Zuccarello e io poi apponevo la
mia firmetta. Poi ho saputo che, di fatto, Zuccarello faceva
passare tutto quello che gli portava Cannova . Il nome
dell'architetto Cannova evoca non soltanto una vicenda giudiziaria
che si è conclusa poco tempo fa, ma anche, come dire, le anomalie
di un processo burocratico che, partendo da un funzionario di
seconda o terza fila, riusciva a condizionare l'esito dell'intero
processo autorizzativo, dell'intero processo amministrativo.
La stagione delle discariche ha un primo momento di conflitto
politico quando l'assessore Marino - assessore della prima Giunta
Crocetta - decide di rispondere alle sollecitazioni che arrivano
anche dalle Procure della Repubblica e dalle indagini in corso dei
Noe, proponendo una indagine a ritroso che cerchi di capire come si
sono svolti, sviluppati nell'arco degli anni i processi
autorizzativi per le quattro più importanti discariche private
siciliane, quindi Siculiana, Oikos, Tirreno Ambiente e Sicula
trasporti.
Si costituisce una Commissione ispettiva, l'esito di questo
lavoro, che in parte si conclude quando Marino si è già dimesso
dalla Giunta, aveva già lasciato la Giunta Crocetta, è che ci sono
state gravi e ripetute irregolarità in tutti e quattro i processi
amministrativi.
Una delle vicende più significative è quella che riguarda la Oikos
e che riguarda il processo che ha visto imputati un funzionario
della Regione siciliana, l'architetto Cannova, e il proprietario
della Oikos, entrambi condannati a pene diciamo detentive
abbastanza significative nell'ammontare. Un processo che si è
concluso soltanto in primo grado e scrivono nella sentenza i
giudici che il Proto, parliamo quindi di chi ha avuto un ruolo
significativo, strategico e di grande disponibilità e benevolenza
da parte dei governi nel corso di quegli anni, concepisce come
unico suo metodo della vita imprenditoriale, il prezzolare
chiunque possa essere funzionale al suo disegno di ampliamento
delle sue discariche e dei suoi affari.
Da qui una sentenza di condanna e da qui le domande che questa
Commissione si è fatta ed ha posto a funzionari, dirigenti ed
assessori. Come è stato possibile che un solo funzionario, ripeto
nella scala gerarchica con una funzione ed un ruolo nemmeno
apicale, abbia potuto subornare l'intero procedimento
amministrativo manipolando atti, procedimenti e fatti legati ad
autorizzazioni di una discarica per oltre 3 milioni di metri cubi?
La seconda domanda: siamo certi, perché su questo c'è una
preoccupazione invece dell'autorità giudiziaria e della polizia
giudiziaria che ha investigato, che siamo di fronte ad una vicenda
limitata soltanto questo caso o è l'unica vicenda di cui abbiamo
contezza perché è l'unica sulla quale ci era stato un
approfondimento giudiziario? E la terza cosa che ci porta ai nostri
giorni: come mai in attesa di conoscere le motivazioni di questa
sentenza e con sentenza, comunque, già depositata è stata rinnovata
l'Aia per Proto il 9 agosto del 2019, nonostante le
puntualizzazioni, le preoccupazioni e le critiche che sono state
espresse in quella sentenza?
I Noe dicono che sono stati, diciamo, tra i pochi attenti vigili
nel corso di questi anni ad indagare, approfondire quali fossero i
vulnus all'interno dei processi amministrativi e di autorizzazione
di molte di queste pratiche. Quasi sistematicamente, dice il
comandante dei Noe di Palermo, nel momento in cui noi affrontiamo
un'attività di indagine ci troviamo di fronte o ad un pubblico
funzionario che è stato corrotto o che è corruttibile o che è
compiacente o che ha rilasciato un'autorizzazione laddove non
poteva essere rilasciata . E' un quadro allarmante, Presidente,
perché non viene detto in una conversazione tra un gruppo di amici
al bar, ma da chi da vent'anni ha il polso della situazione, avendo
per vent'anni diretto l'ufficio del Noe ed avendo potuto verificare
de visu quanta opacità ci fosse in molti dei processi autorizzativi
che si sono collezionati nel corso di questi vent'anni.
Una vicenda esemplare in questo senso è la vicenda dell'impianto
Cism della famiglia Paratore, che è un impianto minore, ma il modo
in cui questa vicenda fotografa il compendio di sollecitazioni, di
interferenze, di interventi che si sono succeduti, in ambito
istituzionale, in ambito giudiziario, in ambito amministrativo, è
come se facessi una fotografia, ahimè, molto nitida, molto
perfetta, di quale somma di interessi pubblici e privati si sia
ritrovata spesso a rendere il percorso di questi processi
amministrativi destinato ad un unico possibile esito finale.
La famiglia Paratore, successivamente, poi sarà coinvolta in
un'indagine penale che la vede tuttora, padre e figlio, imputati
per reati particolarmente gravi: concorso in associazione di stampo
mafioso. La richiesta di Paratore è semplice: abbiamo una discarica
di rifiuti speciali, vogliamo farla diventare, perché il mercato ci
propone vantaggi significativi, una discarica per rifiuti urbani. E
succede una cosa straordinaria: in tre giorni arriva la proposta,
la richiesta di ottenere questa autorizzazione il 19 luglio del
2016, se non vado errato, alla Regione siciliana, il 22 luglio, tre
giorni dopo - lei, Presidente, che è molto attento ai tempi della
politica, ai tempi della burocrazia, ai tempi amministrativi - in
questo caso abbiamo avuto dei tempi straordinari. In tre giorni
questa pratica viene esaminata ed esitata, autorizzazione concessa.
Andando a ritroso scopriamo che dietro questa rapidità encomiabile,
con cui gli uffici hanno determinato che quella
PRESIDENTE. Onorevole Figuccia, onorevole Lo Curto, per favore
dovete prendere posto, perché voi parlate e qua c'è un rimbombo che
non si riesce a capire.
Prego onorevole Fava.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Dicevo che il modo
in cui si arriva a questa così solerete e rapida autorizzazione,
racconta nella ricostruzione a ritroso l'incredibile quantità di
interferenze che ci sono state, ed è questo l'altro elemento
preoccupante.
Ci dice uno dei dirigenti generali che abbiamo ascoltato, il
dottore Lupo: Io fui convocato a Roma, in un caffè di Piazza
Sant'Eustachio perché dovevo garantire al signor Paratore,
proprietario di quella discarica, che la Regione sarebbe andata
incontro alla sua richiesta, ai suoi interessi, avrebbe trasformato
l'AIA per una discarica di rifiuti speciali, in discarica per
rifiuti urbani e naturalmente l'incontro era stato sollecitato e
procurato da un senatore della repubblica che era presente a
quell'incontro, il senatore Lumia .
Di tutto questo c'era ampia contezza, tra le file, tra i ranghi
della politica dell'amministrazione, ma sembrava fosse naturale,
che questo tipo di interferenze, dovessero collocarsi dentro questi
processi amministrativi, così come ci racconta sempre il Dottore
Lupo, Cannova, gli mandò l'autorizzazione dicendo: è tutto a
posto, in tre giorni l'abbiamo risolta, ma stai tranquillo che la
pratica è assolutamente limpida, trasparente, inappuntabile . Anche
in questo caso qualche dubbio sul fatto che l'architetto Cannova
agisse per saggezza acquisita e non perché fosse stato sollecitato
a garantire che quei tre giorni fossero stati sufficienti ad
esitare una pratica di questa sensibilità e di questa gravità,
anche questo ci sfugge.
Ora di questi episodi la relazione ne recensisce, ne raccoglie
senza commentarli, soltanto numerandoli, moltissimi, non stiamo qui
a ricordarli tutti, così come un altro elemento significativo, che
questa relazione recupera è un'affinità di modi e di personaggi
che rendono gli interventi sul sistema dei rifiuti, il vassallaggio
che è stato preteso dalla politica e dalla burocrazia assai simile
a quello che è accaduto alla Regione siciliana durante la vicenda
Montante, gli stessi personaggi, gli stessi metodi, lo stesso
tentativo di svuotare la funzione di governo e le sue
responsabilità, di spostare i luoghi delle decisioni di indirizzo
politico altrove, fuori da quest'Aula e fuori dalle stanze del
Governo.
Ci ha raccontato un assessore, e ce lo raccontava come un gossip,
del quale come dire, tutti erano a conoscenza ed era considerata
una cosa del tutto naturale che durante la sua esperienza di
assessore le giunte cominciavano con due, tre ore di ritardo perché
bisognava prima aspettare che il Presidente della Regione, in quel
caso Rosario Crocetta, finisse la sua pre-giunta assieme al
Senatore Lumia, col quale ogni volta prima della Giunta occorreva
per un paio d'ore verificare tutto ciò che sarebbe dovuto andare
in discussione nella Giunta di Governo, e tutto questo lascia
tracce profonde sul modo in cui il ciclo dei rifiuti è stato
indirizzato verso alcuni esiti e soltanto verso quegli esiti e di
tutto questo, Presidente, ne parliamo in questa relazione perché
erano notizie acquisite, dati di fatto, facevano parte di un
costume politico che si riteneva inevitabile, come dire una sorta
di Gentlemen's agrement per cui siamo tutti d'accordo sul fatto che
il ciclo dei rifiuti debba garantire intanto gli interessi dei
proprietari delle grandi discariche private, che il 90 per cento
dei rifiuti debbano finire abbancati con quell'esito finale, che
tutto questo sfugga al controllo dell'Amministrazione.
Dobbiamo dare atto ad alcuni assessori, ad alcuni dirigenti
generali di avere tentato di raddrizzare il corso delle cose ma in
grande solitudine nel senso che poi alla fine l'evidenza dei fatti
ci diceva che così deve essere, e i procedimenti amministrativi e
in questo caso scaricando l'intera responsabilità sulle spalle
sull'architetto Cannova, avevano quell'unica direzione di marcia.
Arriviamo all'ultimo capitolo, signor Presidente, la ringrazio del
tempo che ci ha concesso, mi avvio a concludere.
Ci siamo trovati di fronte anche all'imbarazzo di alcuni
procedimenti di scioglimenti di comuni, di consigli comunali,
ritenuti inagibili dal punto di vista democratico perché permeati
di presenza e di interferenza mafiosa, con una serie di coincidenze
che accompagnavano questo scioglimento. La prima è che l'indagine
penale che riguardava i sindaci o gli amministratori veniva
immediatamente risolta dopo che il consiglio comunale era stato
sciolto. In alcuni casi, come in quello di Scicli, anche con
affermazioni da parte del Tribunale molto perentorie e molto gravi,
la sentenza di assoluzione del sindaco di Scicli dice è
inammissibile che un'accusa così campata in aria abbia potuto
superare il vaglio della fase istruttoria, ma quel vaglio lo
superò Il comune fu sciolto, ed è la prima coincidenza che noi
raccogliamo su questo ed altri comuni, gli altri sono Siculiana e
Racalmuto, la seconda coincidenza è che questi comuni si trovavano
tutti, le Amministrazioni comunali, in rotta di collisione rispetto
alle richieste urgenti e perentorie che venivano presentate da
alcuni gruppi privati per aprire nuove discariche o per allargare
le discariche preesistenti. E anche in questo caso si scopriva che
una volta eliminato l'ostacolo rappresentato da quella
amministrazione, improvvisamente queste pratiche trovavano il loro
sbocco naturale. Queste tre coincidenze ci portano a pensare,
signor Presidente, che forse lo strumento, l'articolo 143 del Testo
Unico degli Enti Locali che permette, che determina, che impone in
alcuni casi lo scioglimento dei consigli comunali, in alcuni casi
forse sia stato utilizzato con eccessiva, come dire, superficialità
e non vorremmo che sia stata anche, come dire, una vocazione
strumentale. Facciamo in modo che non ci sia più un'Amministrazione
che si metta di traverso rispetto a un grande progetto che invece
deve arrivare a destinazione, tolta l'amministrazione il progetto
arriva a destinazione.
Ultimo punto, la relazione ha cercato, il lavoro della Commissione
di capire anche che ruolo, che funzione, appartenga a questo ciclo
alle modalità di raccolta dei rifiuti. Quello che ci dicono le
inchieste, quello che ci dicono le amministrazioni, quello che ci
dicono tutti i soggetti che noi abbiamo compulsato e che non solo
abbiamo ancora un terzo di comuni che procedono con affidi diretti
senza gara d'appalto, ma che attraverso l'affido diretto e comuni
trasformati tutti in piccole minuscole pulviscolari stazioni
appaltanti, noi abbiamo un significativo ingresso della criminalità
organizzata all'interno del servizio di raccolta dei rifiuti.
Decine di inchieste ce lo testimoniano e soprattutto ce lo
testimonia la linearità di questo processo che evitando la gara di
appalto rende possibili con affidi diretti e proroghe
l'individuazione della ditta che va premiata o della ditta degli
amici che vanno premiati e questo resta il servizio di raccolta dei
rifiuti per un terzo dei comuni siciliani.
Concludendo, signor Presidente, io credo che anche mettendo da
parte gli episodi più gravi e più clamorosi quelli su cui c'è stata
un'attenzione specifica dell'Autorità giudiziaria che è stata
dimostrata anche in sede penale l'esistenza di pratiche corruttive,
la sensazione che l'intera governance dei rifiuti sia stata
permeabile, colleghi scusate, a un sistema di interferenza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi per favore, onorevole Assenza,
onorevoli per favore dovete, non si sente quello che dice
l'onorevole fava e siccome sta facendo una relazione che credo che
sia abbastanza importante, sarebbe utile che tutti ascoltassimo
attentamente, vi prego. Onorevole La Rocca, grazie La ringrazio.
Non lo so che cosa stava dicendo, l'importante è che qua non si
sente, per cui fatelo dopo. Grazie.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. L'ultimo minuto per
concludere e per proporre le conclusioni a cui è arrivata la nostra
relazione e anche due punti, due suggerimenti di possibile
intervento che cerchi di raddrizzare il corso delle cose.
Dicevo, la sensazione che l'intera governance dei rifiuti sia
mostrata permeabile a un sistema di interferenze che ricorda per
modalità e per il ricorrere degli stessi protagonisti le vicende
legate al cosiddetto sistema Montante. Punto numero uno.
Punto numero due, tutto questo nonostante l'impegno di alcuni
assessori e diversi amministratori che hanno cercato, a volte anche
disperatamente in straordinaria solitudine, di evitare questa
deriva.
Il terzo punto: il vassallaggio a cui è stata costretta la
funzione amministrativa, costretta Il dirigente generale che ci
dice, io dovevo mettere solo una firmetta, ci dice anche, io sono
stato scelto per questo, ci dice, non ne capivo nulla, di VIA, di
VAS, non sapevo nulla di questi procedimenti autorizzativi, sono
stato scelto perché la mia funzione in termini di obbedienza
dovuta, a chi mi aveva scelto, era quella di fidarmi del sottoposto
che mi proponeva alla firma della pratica, e la mia firmetta era il
sigillo definitivo.
Ma tutto questo Presidente, ci è stato raccontato con onesta
umiltà di chi dice noi siamo stati utilizzati, non sapevamo di che
cosa si parlasse . Abbiamo parlato con assessori che hanno
continuato a dirci non venivo chiamato alle Conferenze di Servizi,
non sapevo nulla di autorizzazioni per due, tre, tre milioni e
mezzo di metri cubi . Scusi assessore, abbiamo detto, stiamo
parlando di decisioni - al di là del fatto che possono essere
limpide, giuste, inevitabili - ma comunque hanno una loro refluenza
sul contesto civile, sul contesto economico, sulla salute
dell'ambiente e della gente, possibile che la funzione di Governo
non sapesse che qualcuno stava mettendo per conto dell'assessore e
per conto del Presidente - anche se questo la legge lo permette -
una firma che determinava quegli esiti? Anche in questo noi abbiamo
avuto la sensazione che ci sia stata una delega in bianco, in
alcuni casi subìta, in altri casi offerta con grande generosità e
con grande disponibilità.
Un rimedio: naturalmente investire sull'impiantistica pubblica che
permette di lavorare il rifiuto a valle e serve soprattutto
un'impermeabilità nelle scelte di indirizzo e di gestione rispetto
agli interessi illeciti. Forse, nell'ambito dei processi di
semplificazione, prevedere comunque che per i processi
autorizzativi più sensibili dal punto di vista delle conseguenze,
ci sia sempre e comunque la firma, e quindi la consapevolezza e
quindi la piena concordanza di vedute e di indirizzo politico
dell'assessore responsabile in quel caso, al ramo, forse è una cosa
che noi dovremmo oggi ripensare e proporre alla nostra Giunta di
Governo.
Abbiamo oggi, e concludo, così evitiamo un secondo intervento,
presentiamo oggi anche la relazione sul lavoro che è stato svolto
dalla nostra Commissione nel 2019, la relazione sulle interferenze
e sulle ingerenze criminali e mafiose nel mercato ortofrutticolo
del Comune di Vittoria, il completamento della relazione Montante,
la relazione sull'attentato a Giuseppe Antoci e l'inizio del lavoro
sul ciclo dei rifiuti che si è concluso, come abbiamo detto,
qualche settimana fa con il voto unanime della Commissione, che
ringrazio ancora una volta assieme agli Uffici che hanno reso
possibile tutto questo.
Della relazione, un capitolo importante e significativo che ha
curato come relatrice la collega, riguarda invece l'impianto
pubblico di Palermo e poi magari nel corso del suo intervento, la
collega Schillaci su questo punto si soffermerà. Grazie,
Presidente, è tutto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Fava.
Non è facile non fare qualche riflessione dopo la relazione
dell'onorevole Fava.
Intanto, ci sono degli interventi che sono stati richiesti, seguo
l'ordine con cui gli interventi sono stati richiesti.
ZITELLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ovviamente non per fare una relazione
intera ma per aggiungere.
ZITELLI. Grazie, signor Presidente, sarò brevissimo, soltanto per
dire che la Commissione ha fatto un lavoro enorme, certosino,
preciso e quindi un grazie a tutti i soggetti che hanno
collaborato, a tutti i consulenti, perché hanno un lavoro veramente
enorme. Ha fatto, con precisione, il Presidente Fava questa
relazione.
Volevo mettere l'accento su una cosa che magari può aiutare poi il
dibattito in Aula: l'effetto, l'alibi dell'emergenza. Ogni qual
volta si è verificato - caro Presidente, mi pare che ce ne siamo
accorti perché in alcune vicende si capiva benissimo - ogni volta
che si chiudevano dei fatti, delle autorizzazioni, c'era in corso
un'emergenza. La bravura molte volte era nel creare la strada
all'emergenza e da qui poi la strada maestra si creava e, quindi,
tutto veniva poi facilmente realizzabile.
Quindi, l'emergenza è un alibi, che per tutto questo ventennio,
credo dal 1999, dal Governo Angelo Capodicasa in poi, perché
abbiamo analizzato gli ultimi vent'anni, sotto l'ala dell'emergenza
poi si sono creati molti di questi meccanismi.
Credo che questo sia un punto cardine che può aiutare il dibattito
in Aula. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Schillaci.
SCHILLACI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio il
Presidente Fava e tutti i componenti della Commissione Antimafia'
per il lavoro svolto durante l'anno che ci ha visti impegnati in
ben 77 sedute e 120 audizioni.
Un lavoro serio e minuzioso basato su atti ufficiali e su
contributi raccolti dagli auditi.
Le vicende Montante e Arata, e soprattutto le inchieste sul ciclo
dei rifiuti oltre ad essere storie di omissioni hanno rivelato una
carenza di coordinamento dei responsabili della prevenzione, della
corruzione e trasparenza dei vari rami dell'Amministrazione
regionale ma, soprattutto, una carenza di attività di vigilanza e
di monitoraggio dei rapporti tra l'Amministrazione e i soggetti
esterni che con essa entrano in contatto, soprattutto per
contratti, per appalti e soprattutto per le famose autorizzazioni.
Gravi disfunzioni che meritano un approfondimento - intervento di
tipo normativo e organizzativo - al fine di garantire l'incisività
dell'azione amministrativa regionale. Ritengo doveroso evidenziare
come questo articolato e minuzioso lavoro della Commissione
Antimafia' regionale non abbia il semplice scopo di produrre una
serie di relazioni da dimenticare in polverose librerie ma,
piuttosto, la pretesa di incidere positivamente attraverso la
formulazione di proposte per un processo di cambiamento che è da
troppo tempo atteso.
Occorre, dunque, una ricognizione sull'intero impianto di
prevenzione della corruzione e trasparenza al fine di verificarne
la corretta applicabilità delle norme per evitare la permeabilità
di certi settori a rischio che cedendo all'illegalità finiscono per
alimentare sacchi di inefficienza che si ripercuotono sull'intero
tessuto economico della Regione assai fragile.
Mai come in questo momento storico si sente l'esigenza di un
progetto ampio ed inclusivo che coinvolge più interlocutori volti a
combattere la cultura dell'omertà e dell'opacità e che abbia come
filo conduttore quel senso del dovere che ha animato tanti uomini e
tante donne che hanno sacrificato per questo la loro vita.
Senso del dovere come primo ostacolo all'avanzare delle mafie che
si cibano essenzialmente della corruzione e costruiscono
sull'avidità dei funzionari più fedeli le loro economie parallele.
Ecco perché oggi combattere la corruzione significa combattere la
criminalità organizzata.
La cronaca di questi ultimi giorni che ha interessato anche il
settore più delicato come la sanità impone tutti ad una riflessione
e un maggiore impegno nel contrasto all'illegalità.
Occorre un segnale forte da parte di questa classe politica. Non è
più tempo di girarsi dall'altra parte. Occorre una presa di
coscienza e azioni mirate.
La parte sana di questa classe politica prenda le distanze da
certi comportamenti e azioni scorrette senza se e senza ma.
La classe politica che necessita di un profondo rinnovamento etico
e culturale e mi chiedo se non ora quando? Abbiamo una Sicilia allo
sbando e affamata impegnata a contrastare un virus invisibile ma
non è solo il Covid che fa paura. Un altro virus, che è appunto
quello della corruzione ha infettato le nostre istituzioni ed è per
questo che chiedo come primo atto, signor Presidente dell'ARS, di
calendarizzare il d.d.l. 566 a firma Movimento 5 Stelle depositato
ben un anno fa che introduce delle modifiche alla legge 4 del 1991
in sintonia con lo Spazzacorrotti .
Consentire la segmentazione del fenomeno della corruzione può
portare al perpetrarsi di diritti seriali contro la Pubblica
Amministrazione che è in grado di distorcere le funzioni pubbliche
così come evidenziato dalla stessa relazione alle Nazioni Unite
sulla stessa corruzione.
La Sicilia naufraga e i fallimenti sono sotto gli occhi di tutti.
Non possiamo più aspettare e adesso è arrivato il momento di quel
famoso giro di boa di cui parla tanto Gratteri, e tornando alla
relazione sui rifiuti possiamo dire che se ne sono occupate anche
svariate commissioni parlamentari antimafia nazionali. Quindi, non
è solo legato ad un Governo Crocetta, precedente a questo, perché,
come diceva la stessa Commissione Bratti, il sistema dei rifiuti
in Sicilia è un coacervo di interferenze basato su una
triangolazione di interessi. Certa imprenditoria, certa burocrazia
avida ma, soprattutto, una classe politica che ha costruito
consenso elettorale su questo tipo di interessi .
Quindi, io credo che sia arrivato il momento di togliere le
ipocrisie da parte di tutti e dare un segnale forte con delle
proposte mirate, a cominciare da una legge, la n. 9, che non si
capisce, e di una riforma del disegno di legge sui rifiuti che,
sinceramente, e chiedo agli Assessori al ramo, non si capisce per
quale motivo sia stato legato al piano dei rifiuti. Piano dei
rifiuti che è la chiave di volta di questa uscita dall'emergenza,
da questo sistema impantanato che è il ciclo dei rifiuti. Piano dei
rifiuti che questa Sicilia non ha, sentite bene, dal 2009. L'ultimo
piano dei rifiuti risale al 2009.
Quindi leviamo le maschere e cominciamo a lavorare in questo
senso. Grazie a tutti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Schillaci. Io non posso che,
comunque, fare pure io i complimenti alla Commissione. L'onorevole
Fava, avendo fatto parte della Commissione Antimafia nazionale, ha
utilizzato il sistema di inchiesta che, teoricamente, non dovrebbe
essere completamente nostro ma credo che lo abbia fatto molto bene,
perché lo ha utilizzato in maniera assolutamente corretta, senza
prevaricare i limiti dei propri poteri, delle proprie
responsabilità.
Quindi, io di questo lo ringrazio proprio per il metodo con cui
sono state fatte alcune inchieste, sia questa sui rifiuti che anche
altre. Ringrazio veramente la Commissione per il lavoro che è stato
fatto fino ad oggi. Peraltro, come voi forse sapete, si stanno
pubblicando dei Volumi che cura l'Assemblea stessa, che saranno poi
distribuiti nelle scuole e anche altrove, con di fatto riportate e
con il commento iniziale del Presidente Fava, su quello che è stato
il lavoro che si è svolto in Commissione Antimafia. Spero di poter
far sì che alla fine di questa legislatura ci possa essere un
cofanetto del lavoro che la Commissione Antimafia ha fatto perché
ritengo sinceramente che sia uno dei lavori più concreti, più veri,
che siano stati fatti sino ad oggi. E sono, da Presidente di questa
Assemblea, sono molto soddisfatto di quello che si sta facendo in
Commissione.
Prima di dare la parola all'onorevole Calderone, do la parola
l'Assessore al ramo, dottore Pierobon. Ne ha facoltà.
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Signor Presidente, onorevoli deputati, solo una precisazione; poi
in analitico possiamo entrare e star qui molto più tempo.
Il d.d.l. non è collegato, cioè non è condizionante al Piano, sono
due provvedimenti indipendenti. Chiaro che si danno, come dire,
l'implicazione l'un l'altro nell'efficacia degli stessi.
Il Piano esiste, cari signori. Il Piano aggiornato all'altro
giorno, il Piano ha fatto tirare fuori dai cassetti tutta quella
prateria che evocava il Presidente Fava relativa a tutta una serie
di istanze, private come pubbliche, che viaggiavano evidentemente
in maniera carsica o, comunque, non tracciata.
Quindi, noi abbiamo fatto emergere dall'invisibile il visibile,
lo abbiamo ordinato con dei criteri, abbiamo disciplinato la
discrezionalità tecnica dell'apparato burocratico e al contempo
abbiamo arginato le pretese rivendicative - chiamiamole così,
risarcitorie, indennitarie, trovate il termine più adeguato - da
parte dei privati che paventavano per ritardi dei procedimenti
amministrativi, mancate risposte, ecc., tutta una serie di danni.
Quindi, abbiamo lavorato su più fronti.
Vi invito veramente - ma mi piacerebbe farlo io stesso - a
disaminare in maniera attenta e anche critica, sotto plurimi
aspetti e tutte le sfaccettature, sia il Piano rifiuti sia il
disegno di legge. Per carità, tutto può essere migliorabile e noi
siamo qui per confrontarci, ma vi assicuro che un'operazione del
genere - lo dico in maniera chiara e con richiesta di essere
verificato - non è mai stata fatta in questo modo, con questo
metodo, con questo dettaglio, nemmeno a livello nazionale, perché
la Sicilia ha una sua specificità, naturalmente, che poi è stata
questa galassia inconoscibile di tutta una serie di situazioni. Ma
vi posso assicurare che se portiamo a compimento entrambi -
chiaramente, poi, bisogna anche attuare, seguire, non fermarsi ai
due macro provvedimenti, ma arrivare ai comportamenti, che sono
altra cosa dai provvedimenti - ecco se facciamo questo, vi assicuro
che vedrete un cambiamento, vorrei dire, epocale. Grazie.
Presidenza del Vicepresidente DI MAURO
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Calderone. Ne ha
facoltà.
CALDERONE. Signor Presidente, Governo, onorevoli colleghi, io mi
unisco alle affermazioni del Presidente Miccichè.
Ho letto con grande attenzione la relazione a firma di tutta la
Commissione e devo dire, senza alcun tentennamento, che mi ha
veramente sorpreso, in positivo presidente Fava. Soprattutto mi ha
sorpreso il distacco, lo stile adoperato dalla Commissione
nell'elencare, quasi in maniera agnostica, una serie di
sorprendenti emergenze, Presidente.
Eppure, io sono abituato da trent'anni a leggere, prima si
chiamavano rapporti, poi con l'entrata in vigore del Codice del
1989 vennero definite, da un punto di vista tecnico-giuridico,
informative.
Il risultato di questo lavoro, cari colleghi, è un risultato
sorprendente. Io, chiaramente, non farò alcuna osservazione di
carattere giudiziario, o peggio ancora giustizialista. Cercherò di
fare delle brevissime osservazioni di carattere politico.
Il primo dato sorprendente: presidente Fava nessuno sapeva niente.
Sembravano tutti, tutte le persone escusse, o quasi tutte, cadute
dal pero, assessore. Io non c'ero , io non ho visto , io ho
apposto una firmetta , io non avevo le competenze , io ci capivo
poco o niente .
Abbiamo verificato che le ditte private e i funzionari arrivavano
in Assessorato insieme, a braccetto. Abbiamo verificato che a un
sindaco, dove operava l'Oikos, hanno assunto figlio e nipote.
Abbiamo verificato che ad ogni diniego di autorizzazione, in
maniera quasi magica o fatale, corrispondeva uno scioglimento del
Consiglio comunale, salvo poi verificare che le ragioni giuridiche
poste a fondamento un Tribunale della Repubblica le definiva
assolutamente infondate ; anzi, non meritevoli di superare il
vaglio dell'udienza preliminare .
Abbiamo verificato come un assessore andava via sbattendo le porte
dicendo che quel determinato Governo era sostenuto da
Confindustria.
Abbiamo verificato che siccome questo assessore si comportava
male, bisognava cafuddarlo . Avete verificato. Avete verificato
altresì che un Assessore, che non si è dimesso, affermava che
all'ultimo piano del suo assessorato ogni giorno si vedevano il
Presidente della Regione, un senatore della Repubblica e tutti i
funzionari, ma lei o lui, Assessore, non sapeva nulla di quello che
succedeva.
Abbiamo e avete verificato l'incontro al bar sant'Eustachio, non
era una piazza, c'è pure la piazza, dove con coloro che poi vennero
arrestati, e poi rinviati a giudizio per associazione mafiosa, si
discuteva dei rifiuti. Ovviamente non sono e non è una bella
pagina, quella che avete descritto ed io non sono sì, anche prima
per carità, non ho visto responsabilità attuali però, non ho visto
nessuna responsabilità, come dire, rebus sic stantibus degli
assessori competenti del nostro Governo, non ne ho visti.
Però voglio dire, non voglio fare polemiche, e non è il caso, la
mia è una proposta ed un suggerimento che mi permetto di dare a me
stesso, queste pagine, queste 155 pagine, perché le altre 20 sono
relative alla discarica di Bellolampo, non possono rimanere
inascoltate, e il Parlamento deve riflettere.
Abbiamo una legge sui rifiuti, e mi collego a quanto testé
affermato dall'assessore Pierobon, dobbiamo impegnarci tutti per
dare questo piano dei rifiuti in maniera completa, e far sì che
venga applicato, e dare una legge sui rifiuti collaborando tutti,
per carità, e non impallinarla com'è capitato col voto segreto
all'art. 1, come è avvenuto la volta di cui ce ne siamo occupati.
Io credo che noi tutti, con senso di responsabilità, mettendoci
tutti alle spalle quello che è avvenuto senza inutili, sterili e
banali polemiche, ma traendo beneficio, veramente, insegnamento da
quello che è accaduto, possiamo tutti insieme licenziare una legge
per risolvere questo drammatico problema, annoso problema,
decennale problema, angosciante problema, a tratti insuperabile
problema dei rifiuti in Sicilia. Grazie, Presidente.
DIPASQUALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DIPASQUALE. Signor Presidente, signori assessori, Commissione,
colleghi parlamentari, io ho ascoltato con grande attenzione il
lavoro che ha portato qui il presidente Fava, che non riguarda solo
Crocetta, forse gli è scappato a qualcuno qui, onorevole Fava, che
riguarda vent'anni, parlava di Lombardo, parlava degli altri
Governi che ci sono stati, perché non facciamo questo errore,
perché rischiamo noi di dire mezze verità, cioè parla di vent'anni
e siccome in questi vent'anni a governare, io non ci sono stato nei
tavoli tra gli assessori, del Governo, e quando sono stato in
maggioranza poi per giunta l'ho pensata su queste cose in maniera
diversa, e poi faccio riferimento a Scicli e così via.
Però, ecco, ci sono stati vent'anni che poi di fatto sono cose che
le abbiamo lette e le sapevamo, tante di queste cose che sono state
dette le sapevamo, le abbiamo lette, sono state oggetto d'indagini,
e lo sono ancora d'indagini, di procedimenti giudiziari e così via.
Lavoro fatto sicuramente eccellente, buono, quanti colleghi
lavorano e sicuramente fanno bene.
Onorevole Schillaci, non siamo arrivati ad un giro di boa qui, non
c'è una classe dirigente che oggi si deve ricordare che non deve
essere corrotta, cioè c'è qui dentro, ci sono e anche qui chi
parla, ci sono classi dirigenti che abbiamo gestito i ruoli
diversi, raccolte differenziate, appalti, discariche, rifiuti,
senza mai avere nulla a che fare con le Procure. Quindi,
insegnamenti, noi giro di boa non ne dobbiamo fare, non c'è una
classe dirigente che deve fare un giro di boa, perché ci sono
politici e c'è una classe dirigente che ha fatto scelte quando
abbiamo iniziato a fare politica, e lezioni non ne prendiamo da
nessuno in questo senso. E' bello poterlo dire qu,i e sicuro di non
potere essere smentito da nessuno.
Mi fa piacere che questa Commissione entra in merito a Scicli, e
mi fa piacere perché, purtroppo, in quei tempi ad urlare,
nonostante io ero in quella maggioranza, questo anche a
dimostrazione che non c'era perché io non ho visto mai nessuno,
Presidente Fava, mai nessuno è venuto da me a dire io poi sarò
convocato giorno 16 nella sua Commissione, con piacere e poi
approfondiremo, mai nessuno è venuto da me a dirmi: Ma tu perché
sei contro lo scioglimento del Consiglio comunale di Scicli? .
Grandissima solitudine Grandissima solitudine
Per me era una cosa assurda. Oggi sono contento che ci rendiamo
conto che Scicli non andava sciolta, e che forse qualcuno aveva
interessi a scioglierla - speriamo che arriviamo ad individuarlo,
perché io voglio conto e ragione, su questa cosa ci ho messo la
faccia e ciò messo la faccia per primo - anche perché siccome
c'erano dei processi che riguardavano le discariche importanti, e
lei lo sa, e siccome io ci avevo messo la faccia anche allora, a
tal punto che erano oggetto dei ricorsi - poi gliela farò avere una
copia in Commissione - gliel'ho preannunciato ieri che chi
ricorreva contro la sospensione che era stata data rispetto a
determinati processi autorizzativi, sospensione che aveva fatto
l'Assessore Vania Contrafatto, quindi non c'era un sistema di
qualcuno che si metteva d'accordo la sera con il papà, la mamma e
poi i figli che eseguivano.
Vania Contrafatto sospende un processo autorizzativo della
discarica su tutta una serie di motivazioni, tra le quali - le farò
avere anche questo - il procedimento avviato dall'onorevole
Dipasquale, perché avevo sollevato tutta una serie di questioni.
Si fa ricorso, e nel ricorso l'onorevole Dipasquale viene
richiamato più volte - vi farò avere una copia, l'ho preparata,
gliela porto giorno sedici - perché si era messo di traverso a
tutto questo.
Io ero in quella maggioranza, quindi non esisteva un sistema, su
questo non esisteva, non c'era perché nessuno era mai venuto a
dirmi che stai facendo, ma perché sei contro, anzi avevo cercato
l'Assessore, e l'Assessore Contrafatto quando la cercai su questa
vicenda, affrontò la questione e sospese subito l'intervento.
Bene, avete fatto un buon lavoro, sono contento, e specialmente su
Scicli sono contentissimo, perché finalmente quella solitudine che
avevo, e che ho avuto in quegli anni, oggi mi sento meno solo su
questa vicenda.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Trizzino ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sulle relazioni dei documenti V e IV
DI PAOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DI PAOLA. Signor Presidente, Governo, colleghi, cittadini, intanto
volevo fare un plauso per la relazione e il lavoro fatto dalla
Commissione antimafia, perché ha raccontato la storia della
gestione dei rifiuti negli ultimi vent'anni.
Veda, Signor Presidente, io credo che cercare di capire, di
leggere, di studiare la storia, sia importante per cercare di
vivere meglio, comunque cambiare il presente e il futuro.
Una cosa ci insegna, a mio modo di vedere, questa relazione sui
rifiuti: negli anni l'obiettivo della politica e della classe
dirigenziale della Regione siciliana, anziché essere quello di
diminuire la tassa dei rifiuti ai cittadini nel rispetto
dell'ambiente e nel rispetto delle regole, si è pensato al
business, e al business dei privati, perché in questi venti anni
c'è stato proprio il business dei privati nel sistema dei rifiuti.
E vedete, colleghi, questo business all'interno di questa
relazione ci dice in maniera chiara come si è man mano alimentato:
si è alimentato con l'emergenza. Emergenza dovuta, anche, al modo
di gestire il sistema rifiuti.
Perché vedete, colleghi, nel corso dei venti anni, noi siamo
passati ad avere prima 27 ATO, dopo le 27 ATO abbiamo avuto le 11
ATO, perché poi sono state ridotte, dopo di che entra la legge 9
del 2010, passiamo alle SRR, dopo le SRR ci si accorge che ci sono
dei problemi nell'avvio e nella gestione, si introducono le ARO, e
quindi possiamo creare una ARO per ogni comune.
Veda Presidente, sembra quasi scientifica la cosa, perché nel
corso dei vent'anni la gestione del sistema rifiuti è cambiata di
volta in volta, creando emergenze, e nell'emergenza, ovviamente,
senza una pianificazione chiara, i privati, e quindi le grandi
discariche, hanno - ce lo dobbiamo dire -lucrato sulla pelle dei
cittadini siciliani.
Veda, Presidente, io poco fa io ho sentito dire, si è parlato di
termovalorizzatori, a me questo vezzeggiativo non piace: parliamo
di inceneritori, perché sempre combustione è. Non è che chiamandolo
termovalorizzatore, come dire, abbiamo lo zuccherino alla bevanda,
e quindi beviamo meglio quella bevanda, si parla sempre di
inceneritori, e all'interno della relazione c'è una parte dove
fondamentalmente all'imprenditore, agli imprenditori o, comunque,
nelle varie dichiarazioni che sono state fatte, non è che
interessava tanto realizzare l'inceneritore, interessava aprire il
cantiere. Apriamo i cantieri.
E allora, io mi sono chiesto, proprio da questa storia ho cercato
di leggere il presente e mi chiedo, perché - mi sono chiesto -
questo Governo regionale a un certo punto pensa, oltre a fare il
piano rifiuti, importantissimo per avere una programmazione
sull'impiantistica, perché quello che ci manca è l'impiantistica
pubblica, e quei pochi impianti pubblici, a mio modo di vedere, non
funzionano bene, e ci sarebbe da capire perché i pochi impianti
pubblici non funzionano bene.
Anziché pensare solo ed esclusivamente al piano dei rifiuti e
concentrarsi su quel piano rifiuti, ci si concentra nel fare una
legge per modificare nuovamente la gestione. Perché vedete,
colleghi, la legge sui rifiuti riformula nuovamente la gestione,
noi sostituiremo la gestione, dalle SRR passeremo alle ADA, perché
manderemo in liquidazione poi pure le SRR, e sposteremo pure le
competenze, alcune competenze, alle province.
Ora mi chiedo: se qui si è parlato di firmette leggere in Regione,
ma cosa potrebbe succedere nelle province? Che tecnici ci sono
nelle province?
Quindi, vede Presidente, e per fortuna che al momento quella legge
è stata fermata da questo Parlamento, da questa Assemblea, perché a
mio modo di vedere, un Governo regionale che voleva veramente
risolvere il problema dei rifiuti e diminuire i costi della tassa
sui rifiuti ai cittadini, doveva prendere ad esempio quello che si
è fatto, quello che è successo in questi dieci anni con la legge 9
del 2010, e modificare quella legge, agganciando un piano rifiuti,
perché a noi quello che manca è l'impiantistica, no che nuovamente
cambiamo la gestione dei rifiuti e leghiamo il piano rifiuti alla
legge, alla nuova riforma che ancora si deve approvare.
E allora, qual è l'obiettivo di questo Governo regionale,
Presidente? Far ripiombare nuovamente la Sicilia nell'emergenza?
E chiudo, Presidente, dicendo che nella relazione ho letto un
passaggio strano che non sono riuscito a capire, il passaggio e
l'ampliamento della discarica della Siculiana trasporti, a Lentini.
C'è un passaggio, c'è mi pare un'intervista, avete audito il
direttore generale, la Sicula Trasporti. Il direttore generale che
c'era prima, quindi fino a novembre 2017, penso, o comunque
dicembre dice: io non ho nessun fascicolo sulla Sicula Trasporti'.
Un mese dopo, Presidente, cambia il Direttore generale, e tramite
un funzionario, perché poi è il funzionario a firmare
l'ampliamento, viene fatto l'ampliamento, la richiesta fatta dalla
Commissione Antimafia.
Ma se il Direttore generale passato un mese fa diceva che non c'è
nessun fascicolo, come è possibile che poi in un mese spunta il
fascicolo, spunta il procedimento di questo ampliamento di
discarica privata e viene approvato in un mese.
Ora vedete, questi sono tutti interrogativi, colleghi, che ci
fanno capire che questa tematica è una tematica importantissima e
se questa Assemblea ha bloccato quella legge sui rifiuti che va a
rimodificare tutta la gestione, a questa Assemblea va fatta un
plauso e i punti interrogativi sono del governo regionale che mi
dispiace che non c'è oggi il Presidente Musumeci.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Assessore, senza rispondere così
Onorevole Lo Curto, lei ha chiesto di parlare, poi quando parla,
può dire quello che vuole.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Assessori,
probabilmente chiederò una tolleranza di qualche secondo in più
perché la relazione che
PRESIDENTE. Voi date modo all'onorevole Lo Curto di chiedere pure
qualche secondo in più e ce ne andiamo domani.
CRACOLICI. Lei lo fa per minacciare l'Aula, diciamo
PRESIDENTE. Cerchiamo di rimanere, per favore, nei limiti. Grazie.
CRACOLICI. Credo che la relazione che ha presentato l'onorevole
Fava a quest'Aula sia certamente un grande contributo che mi auguro
che prima o poi i palazzi di giustizia di questa nostra Regione
possano finalmente aprire i cassetti e cominciare a fare un po' di
verità, oltre che di dare giustizia a questa terra. Perché per
troppo tempo il tema rifiuti, assieme a quello dell'energia, è
stato affrontato forse per singoli episodi, senza una lettura
sistemica che desse in senso anche delle relazioni tra malaffare,
mafia e sistema politico-istituzionale.
Ecco perché mi auguro che almeno questa relazione possa essere
inviata formalmente alla Direzione nazionale Antimafia per avviare
l'attività dei vari distretti al fine anche alla luce delle
considerazioni che lì sono contenute di accertare l'eventuale
responsabilità di comportamenti criminali sia di singoli che di
pezzi delle istituzioni amministrative e politiche.
Io ho fatto parte di una Giunta, come si sa, dal novembre del 2015
al dicembre del 2017, data ultima perché poi ci sono state le
elezioni regionali. Lo dico con assoluta tranquillità, senza pena
di smentita alcuna, non ho mai partecipato a Giunte dove ho dovuto
attendere ore o qualche minuto per riunioni di pre-Giunta tra
l'onorevole Crocetta, presidente della regione, e senatori della
repubblica o altri esponenti politici non della Regione per
aspettare decisioni che dovevano essere poi ratificate dalla Giunta
di cui facevo parte. Se è successo prima non lo so però, come dire,
per onestà, che ognuno di noi deve assumersi la responsabilità e
metterci la faccia nelle cose che fa e per onestà ho il dovere di
dirlo e assumermi la responsabilità fino a prova contraria, di
quello che sto dicendo.
Vede, onorevole Presidente, il tema rifiuti è un tema dirimente di
questa Regione, la relazione che ho letto, mi perdonerà la
Commissione Antimafia, l'ho letta oggi, ho cercato di leggerla con
la lettura rapida però ho visto che si è cercato di inquadrare il
tema di questa questione a partire probabilmente che forse è stato
mediaticamente quello più noto, ovvero la questione dei
termovalorizzatori, ma forse la questione rifiuti nasce prima.
Nasce quando a proposito del commissariamento della Regione
siciliana nel 1999 nell'allora giunta presieduta dall'onorevole
Capodicasa, la Sicilia non aveva un piano di rifiuti e operava
secondo un sistema in cui in ogni comune, ogni buco serviva a fare
una discarica; anzi erano i buchi che facevano le discariche, non
erano le discariche che si facevano nei buchi.
E le discariche erano, non solo nei 392 comuni siciliani, ma
all'interno degli stessi comuni vi erano più discariche sia
autorizzati in deroga, famoso articolo 13, con il quale i sindaci
autorizzavano in deroga, la possibilità di conferire, in un buco, i
rifiuti raccolti nella propria città, sia con discariche
assolutamente inesistenti dal punto di vista formale e legale ma
che erano disseminate nel nostro territorio e in quelle buche
c'erano rifiuti di ogni tipo basta veder cosa è successo in un
giardino di Palermo, qualche anno fa quando si è scoperto che in
quel giardino son sati sotterrati rifiuti provenienti dall'amianto
e che hanno costretto a chiudere un giardino pubblico della città
perché per anni quello è stato un luogo di discarica abusiva, nasce
quindi l'esigenza di fare un commissariamento per dare alla
Regione, primo, un piano dei rifiuti, una programmazione che fino
a quel momento non c'era mai stata, secondo per superare il modello
municipalistico del conferimento in discarica.
Si apre una lunga stagione di conflitti a partire dalle
amministrazioni locali che erano abituati a conferire i rifiuti nel
buco senza pagare gli oneri di conferimento, perché da quel momento
si apri un problema che i rifiuti oltre a essere un problema
sociale erano anche un problema finanziario per i comuni. Perché
portare i rifiuti in discarica costava.
A un certo punto vado saltando perché vent'anni
PRESIDENTE. Continuo a farla parlare, onorevole Cracolici e mi
prenderò la responsabilità anche nei prossimi interventi, se lo
ritengo necessario di dare qualche minuto in più, l'importante è
che non ci siano ripetizioni perché tutti gli interventi sono
utili.
CRACOLICI. Una notte del 2005 in questo Palazzo, in questa stanza,
nasce la più grande operazione di esternalizzazione del più grande
settore economico-finanziario di questa Regione, con un emendamento
presentato alle 3.00 del mattino, cosiddetto emendamento omnibus,
viene approvata la costituzione dell'Agenzia dell'acqua e dei
rifiuti della Regione siciliana, struttura che sostanzialmente, si
fa la più grande operazione di esternalizzazione.
La Regione siciliana sostanzialmente, il Parlamento, i suoi organi
di rappresentanza, da quel momento in poi non saprà e non conoscerà
più nulla di quello che succedeva, sia per l'acqua che per i
rifiuti, con la conseguenza che in quella sede nasce, si pensa, si
costruisce la gara che poi l'onorevole Fava nella relazione
ricorda, è stata dichiarata nulla da parte del Consiglio di
Giustizia europea perché non annullabile, una gara nulla perché
viziata da gravi irregolarità formali e che un grave difetto di
pubblicità non è una
PRESIDENTE. Assessore, già sto sopportando un tempo maggiore, se
poi ci si mette pure lei, stiamo tutta la notte qua Prego,
onorevole Cracolici.
CRACOLICI. Scusate, se volete, io non ho problemi. Io la storia la
conosco.
PRESIDENTE. Mi sono preso la responsabilità. Cerchiamo di
stringere.
CRACOLICI. Ci sono alcune cose che ho condiviso e mi auguro che si
vada avanti, nello stesso tempo però penso che la vicenda dei
rifiuti va inquadrata in un contesto veramente del ventennio
altrimenti stiamo facendo poesia e la poesia non serve alla verità.
Ecco perché io penso che la vicenda dei rifiuti, quello è un
aspetto, perché attorno all'ARRA si costruisce l'operazione dei 27
ATO, delle 18 mila assunzioni nel sistema dei rifiuti siciliano, si
costruisce una gigantesca opera di devastazione del sistema
finanziario di questa Regione con oltre, non so a quanti siamo
arrivati, questo ce lo può dire l'Assessore, a non so quante
migliaia, centinaia di migliaia, milioni e milioni e milioni di
euro di debiti in capo ai comuni rispetto alla questione dei
rifiuti. Lì tutto nasce
Perché parto da quel dato? Perché, vedete, io ho sentito anche
alcune considerazioni, le discariche, è evidente che quando salta
il sistema dei , guardate e vi parla uno che sui termovalorizzatori
non ha mai avuto una visione ideologica. Io ho sempre detto che il
ponte sullo Stretto, così i termo valorizzatori sono strumenti, se
servono si fanno, non c'è uno strumento che è di destra o di
sinistra. Uno strumento è se si valuta, se è utile. Ma in Sicilia i
termovalorizzatori, come viene ricordato nella relazione, non
venivano pensati per farsi, non venivano pensati per farsi, quei
termovalorizzatori servivano per aprire un grande contenzioso e,
soprattutto, per consentire la più grande opera di valorizzazione
catastale di migliaia e migliaia di ettari che sono stati
individuati dai privati e dove andavano a fare i termovalorizzatori
e le aree di trasferenza.
Questa questione ha generato quella gigantesca paralisi della
Regione che portò alla legge 9 del 2010, e che mi permetto di dire,
e concludo, chi ha fatto reati ne deve rispondere davanti alla
giustizia, no davanti a Dio, davanti alla giustizia se ci sarà
giustizia, ma voglio ricordare che nel 2009 questo Parlamento è
stato protagonista e a sua volta spettatore del più grande scontro
politico che si è registrato da quando c'è stata l'elezione diretta
in Sicilia, l'onorevole Aricò era tra gli assessori, ovvero lo
scontro sulla cancellazione dell'ARRA, uno scontro che portò alla
rottura di quella maggioranza, al fatto che una parte importanza
dell'alleanza di allora da Forza Italia all'UDC di allora,
presieduta dall'onorevole Cuffaro, ruppe e uscì, in alcuni casi fu
buttata fuori, in altri casi uscì', dalla giunta presieduta da
Raffaele Lombardo.
Quella questione segnò la crisi del centro destra siciliano.
Allora riportare il tutto come un fatto di cronaca degli ultimi
tempi dove, ripeto, chi ha sbagliato paghi, certo è singolare che
in Sicilia si sia continuato a sbagliare malgrado primo è stato
nominato un magistrato importante di Catania a presiedere
quell'assessorato, e poi un altro magistrato della Procura di
Palermo per dare il segno che attorno al tema dell'emergenza
rifiuti si indicavano assessori che avessero anche un pedigree
professionale, quantomeno, di lavorare per il rispetto delle regole
della legalità. Ci sono state violazioni di legge, ci sono stati
funzionari che hanno detto che non sapevano e non conoscevano le
cose di cui parlavano, quello si chiama reato.
E mi auguro che sia possibile, oggi per allora, che qualche
magistrato quantomeno ascolti per eventuali reati di omissione di
atti d'ufficio, o di sostegno, o di condivisione col nemico, i
propri comportamenti amministrativi, perché è troppo facile dire io
non c'ero, io non leggevo, io sapevo, io non capivo. Si era pagati
per rispondere e per aver giurato fedeltà alla Repubblica e alle
leggi della Regione siciliane. Se qualcuno le ha violate ne deve
rispondere.
PRESIDENTE. Mi auguro che quello che lei ha detto ora alla fine
sia vero, cioè che si possa iniziare a fare da parte della
Magistratura un'indagine seria, perché troppe cose sono state,
così, saltate, disattenzionate, in alcuni processi che ci sono
stati. Mi piacerebbe che tutto fosse attenzionato meglio rispetto
al passato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Agostino. Ne ha
facoltà.
D'AGOSTINO. Grazie, Presidente, io le ricordo che sono anche
componente della Commissione Antimafia, quindi spero nella sua
tolleranza; 20 minuti vanno bene.
PRESIDENTE. Posso dirle una cosa? Questo dibattito, devo essere
sincero, è uno dei dibattiti più interessanti che ci sia stato da
quando io siedo qua sopra, per cui da parte mia il volerli togliere
la parole per principio non ci sarà. Ripeto, se gli interventi man
mano che si svolgono sono interventi che danno contributi nuovi non
ci sarà un'interruzione, nel momento in cui cominciano a ripetere
sempre le stesse cose allora sarò obbligato a farlo.
D'AGOSTINO. Allora, Presidente, premetto di essere praticamente
d'accordo con quello che ha detto l'onorevole Cracolici e così
eviterò di ripetermi, lo dico perché non sempre siamo d'accordo
sulle cose che diciamo, solo un appunto però onorevole Cracolici.
Le attese per ore c'erano in Giunta, forse lei non le ricorderà,
magari si può in qualche modo anche collegare con la sua collega
Contrafatto che, invece, a noi dice che c'erano queste attese, e io
che c'ero in quel quinquennio le posso testimoniare, pur non avendo
fatto l'assessore di quella Giunta, che le attese c'erano eccome
per i motivi che sono riportati nella relazione.
Perché questa relazione, signor Presidente dell'Assemblea, è un
impietoso atto di accusa a venti anni di gestione politica, anche
di gestione politica, complice, superficiale e negligente sulla
questione. E quando dico vent'anni, dico da vent'anni ad oggi,
assessore Pierobon, poi ci arriveremo pure perché. Ed è un attacco,
un attacco diretto come forse mai ce n'erano stati da parte di
questa Assemblea, dopo avere studiato, dopo avere approfondito,
dopo avere ascoltato, al sistema burocratico amministrativo della
Regione siciliana e al sistema affaristico che aggira attorno al
settore in questa Regione, e anche al sistema politico che con le
sue lacune, con la sua buona fede, con le sue negligenze, con le
sue superficialità, ha permesso che grandi scempi avvenissero e che
ha ben ricostruito l'onorevole Cracolici prima.
Cosa significa approccio strategico? Così inizia l'incipit della
relazione. Cos'è? Una presa in giro l'approccio strategico che
tutti noi vantiamo di avere quando ci cimentiamo con una funzione
amministrativa? E' per trovare le soluzioni, come ci ha detto prima
Pierobon, dicendo in quel disegno di legge c'è la soluzione, ma
tutti ce lo dicono assessore Pierobon, tutti ce l'hanno detto in
vent'anni, non solo su questo argomento eh, la prego. Oppure, è
l'ennesimo modo, Presidente dell'Assemblea, per rinviare le scelte,
per non farle, per non vederle, per fare finta che non ci sono i
problemi.
In vent'anni, con tutti i pretesti possibili, non si è voluto
scegliere. Innanzitutto, per non toccare i manovratori, che ci sono
e sono gli stessi di vent'anni fa oggi, e poi perché tutto questo
ha concesso di trovare linfa politica ed economica a chi era
depositario di questi interessi. Abbiamo di fatto alimentato il
business, signor Presidente, della raccolta "indifferenziata",
altro che differenziata. Di quella indifferenziata che andava in
discarica, perché la differenziata oggi, e lo sa l'assessore
Pierobon, rischia di implodere, perché nel frattempo, con molta
buona volontà, i comuni la stanno facendo, senza grandi aiuti della
Regione ma fra poco esploderà perché non trova il modo di essere
smaltita, le strutture di smaltimento per la raccolta
indifferenziata possono bastare ad esaudire tutte le esigenze.
I governi hanno fatto finta di occuparsi della questione. Ma hanno
invece guardato altrove. Tutti i governi da 20 anni, nessuna
strategia, continuare a campare. Come possiamo dirlo, di
ampliamento in ampliamento. Un tirare a campare. Basta leggere le
parole di Marco Lupo che ci sono nella relazione. Leggiamole le
parole di Marco Lupo chi non l'ha fatto dei miei colleghi, invito a
leggerle. Le terribile denunce che fa. Basta leggere le
considerazioni dell'ex assessore Marino e delle pressioni che dice
di avere subito. Basta leggere le considerazioni della Contraffatto
di cui altri si sono già dilungati e del suo rapporto possibile con
il direttore generale. Leggete cosa dicono e fanno tutti gli altri
dirigenti. Lo ha detto prima il Presidente fava, magari anche in
buona fede. Ma incompetenti e lo dicevano di essere incompetenti,
lo ha detto Gerardi della sua inadeguatezza, Zuccarello che si
doveva fidare di Cannova e si fidava di Cannova o Perillo che ci
dice che i funzionari diventavano padroni dei procedimenti e dei
provvedimenti.
Dietro tutto questo abbiamo notato le solite icone dell'antimafia
ricorrenti da tempo e che poi nell'ultimo Governo sappiamo chi sono
insomma in qualche maniera governavano questo sistema. Invece cosa
dobbiamo fare. Dobbiamo fare i conti con un altro esempio, il
nostro ex collega, l'onorevole Di Guardo che a Misterbianco veniva
osteggiato, poi gli viene riconosciuta ragione però che fa
esattamente questo Governo, lo ferma, caro Assessore Pierobon.
Poi abbiamo lo storico Sindaco di Lentini che pretendeva di avere
riconosciuto un vantaggio visto che la discarica giace sul suo
territorio e che era stata concordata e non gli veniva riconosciuta
e nessuno che lo ha aiutato in questi anni. Poi c'è il caso Scicli,
lo ha detto anche prima l'onorevole Di Pasquale, una situazione
paradossale, un Sindaco che viene destituito per motivi
incomprensibili. Oggi ci accorgiamo che i motivi erano
incomprensibili con annessa campagna mediatica a sostegno sempre da
parte dei solidi paladini dell'antimafia e ci accorgiamo per
sentenza della magistratura che non meritava lo scioglimento e
quindi Scicli non meritava neppure quello che stava per accadere e
che per fortuna poi non è accaduto.
Tante riforme inutili in questi anni, dalla prima di Cuffaro, poi
Lombardo, poi Crocetta, ora c'è l'ultimo tentativo da parte del
Governo Musumeci che hanno solo prodotto debiti e macerie, signor
presidente dell'Assemblea, lasciando tutto invariato con una
montagna di debiti, lo ha detto Cracolici prima, che presto si
abbatteranno sulla nostra Regione perché evidentemente i Comuni non
hanno nessuna intenzione di pagarli. Allora vogliamo nascondere
infine che le infiltrazioni mafiose oltre i fatti di corruzione di
cui siamo venuti a conoscenza e che ci hanno riguardato pochi mesi
fa ci sono tutti e che sono confermati da magistratura, oltre che
dal buon senso. Non lo possiamo nascondere.
Ma chi ha letto questa relazione, io mi riferisco ai miei
colleghi, spero che l'abbiano letta tutti, consiglio la lettura
perché è molto istruttiva, avrà capito che il quadro è impetuoso,
io direi addirittura allarmante perché se non siamo allarmati c'è
qualcosa che non va. Resta il rammarico di non avere sentito su
questo argomento, signor Presidente dell'Assemblea mai il Governo
regionale in questi 2 anni se non le decisioni amministrative,
correnti, gli ampliamenti di cui siamo a conoscenza, per un libro
dei sogni che ci ha elencato il Presidente della Regione qualche
tempo fa, sui suoi investimenti futuri che ci saranno. Ma questi
fatti possiamo escludere che dopo 20 anni siano stati interrotti o
sono ancora in corso? Perché non dovrebbero esserlo in corso?
Allora la legge, Assessore Pierobon, che per fortuna è stata
bloccata da questa Assemblea regionale, questa legge non risponde
all'esigenza di andare a risolvere il problema del miliardo e mezzo
di euro che in questo momento è in carico ai comuni e che il
problema che in questi 20 anni abbiamo in maniera enorme creato.
Non risolve le prospettive future, non ci sono le scelte future.
Continuiamo da una sigla ad un'altra, dagli ATO, continuiamo a
mettere la polvere sotto il tappeto. A me quel disegno di legge,
per esempio, è apparso come una sorta di assegno post datato in
piena linea con quello che è accaduto in questi ultimi venti anni.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Campo. Ne ha
facoltà.
CAMPO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, Governo, intanto mi
complimento per l'ottimo lavoro svolto dalla Commissione e mi
vorrei soffermare maggiormente sui fatti di Scicli. Perché quello
che la relazione racconta ha dell'inquietante e qualcosa di
veramente molto, molto grave. Noi abbiamo un caseggiato che da
tutti era definito un ex pollaio che, all'improvviso, diventa il
fulcro di tutti gli interessi economici della provincia di Ragusa.
Con questa ACIF, una ditta per lo smaltimento di rifiuti
pericolosi, si riescono ad ottenere tutte le autorizzazioni
possibili, si riescono a superare tutti i vincoli anche in maniera
poco chiara e non si tiene conto dei ricorsi della VIA o dell'AIA,
non si tiene conto di manifestazioni che migliaia di cittadini più
e più volte fanno perché non lo vogliono.
Non si tiene conto degli atti parlamentari, non si tiene conto del
fatto che c'è un nuovo piano regolatore e che questo impianto va a
sorgere dove c'è una zona a vocazione agricola e a soli 1800
chilometri da un centro abitato che, fra l'altro ricordo, Scicli è
sito Unesco, patrimonio Unesco. Addirittura arrivano grossi fiumi
di denaro di fondi pubblici, arrivano fondi ministeriali. Ecco
praticamente che cosa succede? A Scicli emerge uno strano e forte
sodalizio tra politica, istituzioni e informazioni. Perché anche la
stampa sembra remare contro questo Comune.
Alla fine noi abbiamo chiesto all'Assessore Pierobon, lui lo
ricorderà, questo è stato uno dei miei primi atti parlamentari e
una delle prime questioni che mi sono intestata, ho chiesto di
ritirare l'impianto ACIF dal Piano rifiuti. Insieme all'onorevole
Dipasquale, lo citava prima, siamo andati dal Presidente Musumeci a
chiedere il ritiro delle autorizzazioni in autotutela. Ci siamo
mobilitati.
Ma ecco una domanda che ci siamo sempre fatti e a cui non abbiamo
mai avuto risposta ed è stata la seguente: a chi fu utile la
decapitazione dell'Amministrazione Susino? Sì, perché tutta questa
vicenda parte dallo scioglimento del Comune di Scicli per mafia. E
qua evidenzio il fatto veramente grave, di tutta questa vicenda. E
non è tanto - e già di per sé questo è gravissimo - l'aver messo a
repentaglio la tutela dell'ambiente, la salute dei cittadini, aver
infangato il nome di alcune persone. La cosa veramente grave è che
si mette in dubbio lo straordinario valore dell'istituzione dello
scioglimento per mafia. E questo si emerge anche, leggendo la
relazione, dal fatto che non succede solo nel Comune di Scicli ma
in altri Comuni. Cioè vengono sciolti dei Comuni per mafia per
portare avanti degli oscuri interessi attorno al meccanismo dei
rifiuti.
Adesso parlo per i cittadini di Scicli sicuramente: io chiedo che
questa vicenda venga ulteriormente approfondita perché c'è bisogno
di verità. Solo così il fantastico patrimonio Unesco di Val di Noto
potrà avere un po' di giustizia. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Compagnone. Ne ha
facoltà.
COMPAGNONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo un po'
stanchi e un po' tutti distratti.
Sono state dette tante cose, molte verità, molte cose
interessanti. Sulla stragrande maggioranza delle cose, soprattutto
scritte nella relazione, non posso che essere d'accordo, perché,
tra l'altro, nella mia esperienza mi capitò di essere componente
della Commissione d'inchiesta sui reati ambientali - la famose
Commissione Bratti , di cui ho fatto parte - e ho partecipato alla
stesura della relazione, per cui a molte di quelle parole, di
quelle cose di quella Commissione, ho partecipato direttamente.
Però io vorrei, perché il tema che noi oggi ci dobbiamo porre, e
che credo che la politica si dovrebbe porre, è andare un po' al di
là del fatto giuridico o di interesse di altro palazzo. Noi
dobbiamo capire, soprattutto, dove sta l'errore, dove sta il
problema. Ci dobbiamo interrogare sul perché in questa Regione
siciliana non riusciamo, come qualcuno dice, da vent'anni - dice
D'Agostino - a tirare fuori una buona norma, non riusciamo a venire
a capo di questo problema.
E di che cosa stiamo parlando? Intanto cerchiamo di focalizzare il
problema. Noi stiamo parlando di rifiuti. Di questo stiamo
parlando. Allora c'è un problema: i rifiuti vengono prodotti dai
cittadini, nei comuni, e devono essere smaltiti.
Ci ha spiegato benissimo Antonello Cracolici, che è anziano e
quindi ricorda la storia - sei anziano e ricordi la storia,
giustamente onori ed oneri, perché bisogna contestualizzarle le
cose, hai detto bene Antonello Le cose vanno contestualizzate: noi
siamo passati da un periodo in cui in ogni comune c'era un buco,
vero è, e diventava una discarica a un momento in cui oggi, la
civiltà moderna, le indicazioni moderne, la nostra cultura ci
impone e ci permette di fare una differenziata, di immaginare
impianti di compostaggio, di immaginare impianti di trattamento del
secco. Oggi la tecnologia ci permette di fare altre cose che in
altri tempi non erano immaginabili, ma è la necessità, perché in
genere la funzione è quella che poi stimola la forma delle cose:
cioè oggi noi ci poniamo questo problema perché produciamo una
marea di spazzatura, di rifiuti, che una volta non producevamo,
Fava, da questo nasce il problema.
Vediamo di rinquadrare tutto il problema. E non è vero, come ha
detto qualcuno, che i termovalorizzatori sono la stessa cosa degli
inceneritori. E non è neppure vero, caro Antonello non lo so se è
vero, può essere quell'aspetto dei termovalorizzatori, che
probabilmente non si volevano poi fare i termovalorizzatori, ma che
serviva a fare l'operazione, diciamo così, sui terreni. E'
possibile, certamente c'era anche questo. Sicuramente c'era anche
questo. Ma vorrei anche dire che probabilmente c'era qualcosina di
più, perché se si fossero realizzati i termovalorizzatori
quell'affaruccio avrebbe determinato un arricchimento, per chi lo
portava a termine, di qualcosa come 60 miliardi di euro, che non
sono una sciocchezza - io mi tengo sempre basso, perché non mi
piace sparare - c'era qualcosina che avrebbe fruttato, a discapito
dei Siciliani, qualcosa come 60 miliardi di euro. Questo non l'ho
detto io, lo dice il Procuratore Lo Voi nella sua relazione ed è
nella relazione Bratti.
Tutto questo per dire che cosa? Signori miei, rendiamoci conto di
una cosa: qual è la responsabilità della politica in tutto questo?
Guardate che se ci ragioniamo tutti un pochettino quand'è che
succedono queste cose? Quand'è che arriva, quando si determina il
malaffare? Quando si determina la corruzione? La corruzione e il
malaffare si determinano soprattutto quando la politica è vacante,
quando la politica non dà degli indirizzi chiari. Quando la
politica non dà degli indirizzi chiari, quando la politica non è
preparata. Perché spesso non è preparata. Spesso noi ci fermiamo
alla demagogia, a chi la spara più grossa, alle prese di posizione
demagogiche. Noi spesso ci lasciamo trasportare da queste cose,
mentre dovremmo imparare - dico, prima di tutto io - a studiare, a
capire qual è il problema, a cercare di prepararci, a fare la
differenza e a capire che cos'è un impianto di compostaggio, che
cos'è un termovalorizzatore e come si fa, quali sono le norme, cosa
hanno fatto gli altri.
Dovremmo imparare un po' tutti a studiare e a essere preparati
sulle cose. Spesso, invece, la politica non lo è. Ancora peggio
quando non lo è la pubblica amministrazione Questa è la storia,
caro Presidente, dell'ignoranza, spesso in malafede, e moto spesso
in buonafede, della grande ignoranza e impreparazione della
macchina burocratica di questa Regione, dove, in queste maglie
dell'ignoranza, della non lungimiranza, della sciatteria con cui si
affrontano i problemi, si infila poi chi chi si infila? Chi deve
fare affari. Perché nel business della spazzatura, dei rifiuti,
chiaramente si fanno affari, perché ci sono i soldi, e allora dove
ci sono i soldi e la politica e l'amministrazione, i funzionari non
sono in condizione di dare le regole, di spiegare cosa fare, di
avere una strategia. Bene ha fatto Fava quando parla di strategia.
Qual è la strategia? Se non c'è la strategia, è chiaro che poi
s'insinua il malaffare anche se ci possono essere in questi
vent'anni chiaramente, e di questo io non sono d'accordo con chi,
anche con Fava, non sono d'accordo su questa cosa, non si può fare
di tutta l'erba un fascio, attenzione. Attenzione, quando si fa di
tutta l'erba un fascio si fa male alle verità, perché in questi
vent'anni, caro Antonello, c'è stato qualche assessore che ci ha
messo l'anima, come il signor Marino che ha pagato ed è stato
attaccato, ecc. ecc. per cercare di fare del bene, di fare bene, di
fare meglio.
C'è stato qualche Presidente di Regione che ha provato, non è vero
che tutti hanno fatto le stesse cose, qualche Presidente di Regione
che ha provato a fare un piano dei rifiuti, e lo ha fatto il piano
dei rifiuti, che ha incentrato tutta la norma sulla raccolta
differenziata, eliminando, allontanando, quell'impianto discarico
centrico che c'era invece prima, che ha portato le carte alla
Procura della Repubblica di Palermo, quando ha capito che dietro i
termovalorizzatori c'era un grande intrigo.
Attenzione, non tutti sono nel bene e nel male, con tutti i loro
difetti, con tutti i pregi, anche in certe disattenzioni per
carità, ma non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Allora qual
è la grande verità che oggi ci dobbiamo dire, e cosa non dobbiamo
fare, caro assessore Pierobon, perché purtroppo sa cosa succede? E
la mia preoccupazione è questa. Che anche questo Governo poi, alla
fine, purtroppo, caro Totò Cordaro, purtroppo anche questo Governo
finirà, se non ci diamo una mossa e ci parliamo chiaro qua tutti
insieme, se non ci diamo una mossa, ritorniamo a fare gli stessi
errori, con tutta la vostra onestà.
Io vi conosco ad ambedue, e conosco la rettitudine di questo
Governo regionale, ma noi, senza rendercene conto, tra un
funzionario che cambia, una norma che non va avanti, una cosa che
non succede, ecc. ecc., ritorniamo ad avere sempre lo stesso
problema delle discariche e ( ) discariche buttate in giro dalla
spazzatura per la Regione siciliana, dell'emergenza che non finisce
mai, e del dover ampliare le discariche perché le discariche perché
le ampliamo? Perché tutti i presidenti le ampliano, per pura ?
Perché poi sono pressati dall'opinione pubblica, dai giornali, da
questo e da quello, perché poi i rifiuti da qualche parte devono
andare.
E allora, se non c'è una strategia chiara, la strategia chiara
significa facciamo la raccolta differenziata - mi scusi Presidente
- ma lo devono essere anche i sindaci, perché anche da lì parte,
non facciamo demagogia signori miei, anche ai sindaci. Io lo so
come in molti Comuni poi si è cercato di non seguire la legge,
quando si sono abolite le Ato, che erano troppe, e abbiamo voluto
farle essere poi io non mi affeziono alle forme, si chiamino ( ),
si chiamino esse Ato, sono tutte sciocchezze, perché poi alla fine,
alla base ci stanno i comportamenti degli uomini, anche dei
cittadini.
Se non prendiamo tutti coscienza di fare le cose per bene,
seriamente, noi non ce ne usciamo mai. E allora cosa serve caro
assessore? Questo piano dei rifiuti deve essere tirato fuori,
perché ancora non lo conosciamo. Cosa significa piano dei rifiuti
tirato fuori? Significa che tutti qua dentro, ogni deputato, e
tutti i cittadini siciliani, devono avere chiara una mappa dove c'è
scritto che a vattelapesca c'è un impianto di compostaggio, che
ce n'è uno nel Comune di vattelapesca , uno nel Comune di Messina,
e ci devono essere impianti di compostaggio, perché oggi molti
Comuni non sanno dove portare l'organico, e quindi cosa abbiamo
fatto?
Facciamo la raccolta differenziata, ci riempiamo la bocca, ma poi
di fatto non c'è dove portare l'organico, e quindi lo buttiamo in
discarica, e quindi continuiamo, continuiamo anche oggi a fare gli
stessi errori indebitando i Comuni. Allora, un po' di serietà, un
po' di correttezza, un poco di - mi scusi assessore - anche di
determinazione. Perché vi dico bene, se un Comune, un aggregazione
di Comuni, non sono in grado di fare un progetto dell'impianto di
compostaggio, che glielo faccia la Regione.
Abbiamo fior di tecnici, si fa un gruppetto di lavoro, abbiamo i
soldi, gli impianti comunali glieli regaliamo noi come Regione, e
si fanno gli impianti di compostaggio. Perché dietro tutto questo
il non riuscire a fare un impianto di compostaggio, poi, c'è il
malaffare, c'è chi pensa giustamente di continuare ad arricchirsi
con la discarica e quindi va a corrompere il funzionario tal dei
tali, che mette il bastone fra le ruote, anziché fare andare avanti
le cose. E cadiamo sempre nello stesso meccanismo infernale, e poi
non riusciamo a venirne a capo, e alla fine saremo additati sempre
noi politici come i cattivi, come i delinquenti, quando invece
qualcun altro fuori si fa i soldi sulla nostra pelle.
E' ora di smetterla però, c'è bisogno di un atto di grande
perché fra tre anni, due anni e mezzo quando sarà . questo Governo
anche voi potreste essere tracciati delle stesse cose, se non
riusciamo a dare un colpo di reni e venire fuori da questa
situazione.
Presidenza della Vicepresidente FOTI
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Marano. Ne ha
facoltà.
MARANO. Signor Presidente, Governo, colleghi, ascoltare la
spiegazione, la relazione dell'onorevole Fava in merito
all'inchiesta sul ciclo dei rifiuti della Regione siciliana, fa
venire la pelle d'oca.
E' chiaro che qui oggi non siamo cascati dal pero, perché il clima
è di assuefazione, un clima che dimostra che si è abituati,
purtroppo, a sentire e a parlare di queste dinamiche, di
infiltrazioni mafiose, di criminalità organizzata, di collusione
tra funzionari, politici, uffici, cioè di tutto e di più.
Se si continua con questo clima di assuefazione, con questo clima
di abitudine che c'è, che si sente, si percepisce proprio sulla
pelle, chiaramente la Sicilia non potrà mai cambiare, e non potrà
mai avere una svolta.
Il Presidente Musumeci, nel suo programma elettorale, in quel bel
libro dei sogni, aveva parlato di porre fine a questa gestione dei
rifiuti cercando di porre fine a quel sistema di gestione nelle
mani di poche persone dove, chiaramente, è noto che mettono le mani
in pasta la criminalità organizzata, ma ancora oggi non si fanno
azioni per cominciare a cambiare.
E' chiaro che una gestione del ciclo dei rifiuti non può avvenire
così, dall'oggi al domani, ma se non si inizia, non si arriverà mai
e continueremo sempre a gestire in emergenza, su emergenza, su
emergenza, pagando a caro prezzo questa gestione, e non finirà mai.
Questa gestione scellerata crea un danno alla nostra economia,
crea un danno al nostro tessuto economico, crea danno al settore
del lavoro perché, chiaramente, tanti giovani potrebbero essere
inseriti in un sistema trasparente dove poter lavorare in una
gestione giusta e corretta dei rifiuti, crea un danno anche alla
nostra salute.
In questa relazione non si può fare a meno di parlare di Oikos e
dei rapporti, al capitolo quattro, della sentenza Cannova con la
famiglia Proto, che gestisce la discarica di Misterbianco. Io vengo
proprio da quel territorio, e so cosa vuol dire vivere a poche
centinaia di metri da una discarica.
In quelle località, a Motta Sant'Anastasia e a Misterbianco, le
persone non possono neanche affacciarsi dai balconi, se hanno una
terrazza, non possono pensare di mangiare la sera d'estate a cena
fuori, all'aperto, perché c'è un odore insopportabile. Non possono
stendere nemmeno i vestiti, perché devono lavarli e rilavarli, fino
a quando la giornata è magari meno puzzolente rispetto alla
normalità. E' invivibile ed è ingestibile.
All'interno del capitolo 4, mentre che ci siamo facciamo un
attimino di chiarezza ai cittadini di Motta Santa Anastasia che ci
seguono, così sapete cosa succede in realtà quando si fanno i
provvedimenti, che nel 2014 sul rinnovo dell'AIA per la discarica
Oikos il sindaco di Motta, Anastasio Carrà, ha dato un parere
favorevole.
In Commissione, il Presidente della Commissione Antimafia Fava
chiede al sindaco di Motta perché dà un parere favorevole al
rinnovo dell'AIA, il sindaco risponde dicendo che, siccome la
Regione chiedeva un parere motivato e lui non aveva argomenti per
motivare un eventuale no, ha dato un parere favorevole e ha detto
sì. Giustamente, così con molta tranquillità.
Se non ci si prende la responsabilità e se non si ha il coraggio
di fare certe scelte, le cose in questa regione non cambieranno
mai.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Lo Curto. Ne ha
facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, Assessori e colleghi, dalla
relazione, ma anche dal tenore degli interventi e dai loro
contenuti, mi viene voglia di dire, sinceramente, che la
criminalità non ha colore politico, non si ferma di fronte a nulla
e sa come trovare spazio all'interno di una burocrazia che, molto
spesso, dice di non conoscere ciò che deve conoscere e per cui
percepisce anche un lauto stipendio e di una politica che è stata
qui descritta come silente, complice, incapace, inadeguata e
incompetente; perché questo è lo spaccato che viene fuori da quanto
emerge, sia dalla relazione di inchiesta portata avanti con estremo
rigore, anche, e voglio fare per questo i complimenti,
naturalmente, noi come UDC siamo presenti in quella Commissione con
la nostra Presidente della VI Commissione, l'onorevole Margherita
La Rocca Ruvolo, ma voglio fare ovviamente i complimenti a tutta la
Commissione per il lavoro rigoroso che ha posto in essere cui oggi
noi ci possiamo avvantaggiare sicuramente per capire quello che non
va fatto più, quello che non è più tempo di fare, ma certamente
emerge, dal tenore degli interventi, questo spaccato drammatico che
mette chiaramente in luce tutte le ombre di un sistema. Perché di
un sistema si è trattato, non è che, potremmo dire fino ai nostri
giorni, anche il caso Arata docet dove, evidentemente, la
spregiudicatezza criminale non conosce limiti e non si pone muri
innanzi che non può scavalcare, le tenta tutte.
Allora, è chiaro che questo è un richiamo forte alla politica, al
ruolo di prestigioso, come dire, indirizzo che la politica deve
svolgere.
C'è stato un attimo nella relazione, a conclusione della
relazione, in cui l'onorevole Fava ha persino ipotizzato la
necessità di ricondurre alla piena responsabilità della politica
anche l'azione di guida dell'amministrazione, perché -
ricordiamocelo - molto spesso, le due cose non vanno a braccetto,
molto spesso, come qualcuno ha dimostrato, ha voluto dire, qualche
assessore ha preferito dimettersi, probabilmente sarà andato in
Procura, non lo so, a denunciare fatti e atti di cui è venuto a
conoscenza e che non poteva impedire non avendo immediatamente la
responsabilità di quegli atti. È chiaro che per fare questo ci
vuole anche una legge.
Io sono dell'avviso che chi ci mette la faccia e il petto se ne
debba assumere pienamente le responsabilità. Se c'è la necessità di
un ritorno pieno alla politica, questo è il momento di farlo e
ritengo che occorre davvero ritornare a questo prestigio che la
politica, semmai l'ha avuto, ma ritengo che non sia dappertutto
così e non sia stato sempre così.
Indubbiamente, la storia ci insegna che i settori dei rifiuti,
dell'energia e, ahimè, anche quello della sanità sono i settori più
permeabili, più appetibili dove si intrecciano, ovviamente in
maniera disgustosa, ma anche molto esemplificativa la cultura della
mafia e la cultura dell'antimafia. Ci sono coloro i quali da
paladini dell'antimafia, poi si scoprono autori di atti criminosi.
La cronaca di questi giorni ne è piena; così come sono piene anche
ormai le cronache di fatti che riguardano altri Palazzi o altri
sistemi di corruzione e altre, come dire, maglie nere nelle quali
si annida la corruzione.
Quando mi sono per la prima volta recata nella Commissione nella
quale sono stata nominata membro, componente, ossia la IV
Commissione, il primo documento che mi è stato fornito dalla
presidente Savarino e dagli uffici è stato proprio la relazione
dell'Anac che dava un quadro impietoso anche sul piano, ovviamente,
di tutta una serie di criticità, chiamiamole così, che oggi sono
state pienamente poste alla nostra attenzione dalla Commissione che
ha svolto questo lavoro molto meticoloso e rigoroso.
Oggi, tuttavia, è inaccettabile che qualcuno dica che questo
Governo si muove nella linea del nulla rispetto ad atti e
comportamenti e indirizzi della politica che, invece, vogliono e
sono stati sin dall'inizio di questa Legislatura improntati alla
riforma di questo settore.
Non dobbiamo confondere, e mi viene di dire, da pensare: ma c'è
malafede o c'è ignoranza tra quei colleghi che pensano di dire qui
tutto e il contrario di tutto sulla legge, la legge di riforma dei
rifiuti? C'è malafede o ignoranza quando, prendendo la parola,
ritengono di ricondurre la riforma dell'intero sistema solo ed
unicamente alla legge che si muove in linea di discontinuità
rispetto al passato? Ed è strano che vengono proprio da quei banchi
che più sono stati ascoltati, che con pazienza, come dire, sono
stati ascoltati per poter fornire le loro indicazioni all'interno
di quella che era la riforma, attenzione, che in gran parte ricalca
la legge, il disegno di legge dei Cinque Stelle a firma
dell'onorevole Trizzino come primo firmatario.
E fa specie sentirsi dire certe cose, sentirsele dire qui, come
se, invece, si pontificasse da un altro mondo che non è questo
mondo. Invece, abbiamo lavorato gomito a gomito, onorevole Di
Paola, abbiamo lavorato gomito a gomito con gli altri colleghi
della Commissione, dal Partito democratico a tutti gli altri.
E ricordiamocelo come abbiamo trovato questa Sicilia appena
insediatici; ricordiamocelo quando si diceva che i rifiuti dovevano
essere portati fuori dall'Italia, non fuori dalla Sicilia, fuori
anche dall'Italia. Ricordiamo a coloro che hanno memoria corta al
momento, non è uscito un solo sacchetto dei rifiuti. Certo, non è
stato portato in discarica, non è stato interrato abusivamente, ma
si è cercato in maniera certosina e paziente di trovare una
regolamentazione, un'organizzazione, una pianificazione, una
programmazione.
Io non devo, non voglio, soprattutto, rubare nulla e togliere
nulla al prezioso lavoro fatto sin qui dall'assessore Pierobon, a
cui può essere rimproverato signor Presidente, io ho sentito
discorsi di 35 minuti che non ha preso nemmeno il Presidente Fava,
la prego non mi tolga la parola Ho il medesimo diritto che hanno
gli altri colleghi
PRESIDENTE. Onorevole Lo Curto, nessuno le vuole togliere il
diritto.
LO CURTO. Lo so.
PRESIDENTE. Le ho solo fatto garbatamente un cenno
LO CURTO. Lei è garbatissima.
PRESIDENTE. Un cenno perché i tempi del Regolamento
LO CURTO. Lei è garbatissima, sono stati ampiamente sforati. Il
Presidente ci ha ricordato che chi ha da dire altro rispetto alle
altre cose che sono state dette ha titolo a parlare ed a sforare il
tempo, non credo di dire ed avere detto una sola parola, se non i
complimenti alla Commissione che sono, non un atto dovuto, un atto
sentito, che è una cosa un po' diversa.
Ed è un atto sentito perché lei ricorderà, Presidente Fava, che
sono stata, qui da questa tribuna, colei che ha più volte detto
sì, non solo Commissione antimafia ma anche anticorruzione ,
perché mafia e corruzione sono, come dire, la stessa cosa, fanno
parte dello stesso sistema, non c'è una criminalità se non
ovviamente quella spicciola, del bandito, del ladro di polli che
non possiamo inquadrare a questo livello e su questo settore, come
su quello anche della sanità, non possiamo inquadrare all'interno
di questa logica mafiosa, criminale e corruttiva.
E allora, dicevo, non voglio e non devo per rispetto al mio, nel
senso come appartenenza politica perché compiacere qua l'onorevole
Compagnone ha detto una cosa importante: bisogna avere persone
competenti per governare certi settori , perché non si può
ascoltare che un dirigente, un direttore che guadagna sicuramente
più di quanto guadagni un politico, un deputato certamente, e
comunque anche un assessore, non possono disconoscere, non possono
avere competenze precise e particolari e veramente specialistiche
in un settore in continua evoluzione, che si deve confrontare con
il sistema nazionale con il sistema europeo, con il mondo intero,
perché le direttive europee si confrontano con quelle della
politica globale, nel settore dei rifiuti come nel settore
dell'energia.
Allora, oggi noi abbiamo il pregio di avere un tecnico molto
competente e molto capace e gli si dice, quando non si può dire
nulla contro: ma è un tecnico , come per dire non è uno che fa
politica Ma ci dobbiamo mettere d'accordo Servono o non servono i
tecnici perché si ossa fare anche buona politica? Servono o non
servono i tecnici che guardano cosa scrivono e sanno cosa scrivono
i direttori generali, i funzionari i burocrati nelle cui maglie
lente, si annida il malaffare, perché non c'è nessuno che sa
controllare, nessuno che mette una lente d'ingrandimento e sa
leggere anche la virgola?
Oggi noi ce lo abbiamo un tecnico, si chiama Pierobon, può non
piacere, neanche a me piace sentire questo accento veneto,
oltretutto non sono leghista, quindi, chiaramente non ho neanche
simpatia, sto scherzando ovviamente, siamo grandi amici sul piano
del comune sentire dei comuni principi e valori etici e anche
politici.
Detto questo, non voglio togliere nulla alla competenza
dell'Assessore che oggi va ascoltato; è uno che spesso si zittisce;
è uno che, spesso, viene zittito dalla politica arrogante che
prende tutta la scienza perché tanto lui della scena non ne ha
bisogno perché non essendo un politico non ha bisogno della scena
Noi politici, invece, abbiamo bisogno sempre della tribuna.
Bene Oggi io lo voglio ascoltare, l'avrei voluto ascoltare il
giorno in cui è stata miseramente bocciata al primo articolo, la
legge sui rifiuti. Al primo articolo Che vergogna Che vergogna
Sono piombata in Sala stampa per dire, onorevole Fava, lei se lo
ricorda perché io sono una molto onesta, l'ho accusato mi sono
rivolta a lei in maniera impertinente e irriverente, perche le ho
detto Proprio lei, onorevole Fava, ha permesso che si compisse
questo scempio favorendo, tutti coloro che invece lei vuole
condannare e vedere condannati , perché nel sistema dei rifiuti si
annida il malaffare, nel sistema dell'energia ci sono i tentacoli
della mafia.
Non aggiungo altro. Vi chiedo scusa per la pazienza a cui vi ho
costretti. Indubbiamente, questo è un sistema che va modificato,
che con la pazienza e la concretezza del nostro Assessore insieme
al nostro Presidente che ci ha messo la faccia sui rifiuti;
attenzione, il Presidente Musumeci alla riforma dei rifiuti, che
non è solo la legge ma dell'intero sistema, di tutto quello che sta
mettendo in campo, ci ha messo la faccia e noi con lui, perché noi
sosteniamo quest'azione di governo. Quindi, mi zittisco, lascio la
parola all'assessore quando ne avrà facoltà e quando lei,
Presidente, deciderà di dargli la parola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sunseri. Ne ha
facoltà.
SUNSERI. Grazie, Presidente. Assessori, colleghi, io partirei da
un dato di fatto: l'assenza del piano di rifiuti oggi costa alla
Sicilia 50 milioni di euro di fondi europei bloccati della
programmazione 1420. 50 milioni di euro che potrebbero essere
utilizzati e destinati per la realizzazione di impianti pubblici
così da togliere al privato un po' di magagnette nella nostra
terra.
Io non sono un esperto in materia, però a me qualche dubbio
qualche volta viene soprattutto nel mio territorio. Quello che sto
affermando in questo momento, abbiamo già fatto delle
interrogazioni parlamentari e non solo, e vorrei magari portarlo
all'attenzione dei colleghi così qualcuno si incuriosisce anche di
questo fatto.
C'è un presidente di una società, la RAP, che gestisce i rifiuti a
Palermo, che è anche commissario liquidatore della Ecologia
Ambiente che detiene un impianto di compostaggio pubblico
all'interno della stessa provincia di Palermo e lo stesso nello
stesso territorio in cui interviene l'impianto di compostaggio
pubblico, detiene delle quote in una società privata che si occupa
sempre dell'impianto di compostaggio; impianto di compostaggio
privato, autorizzato da questa Regione il 14 di agosto dello scorso
anno, in piena emergenza rifiuti. E come se non bastasse, questo
commissario liquidatore anziché mettere a frutto l'impianto di
compostaggio pubblico, qualche giorno fa è riuscito perfino a farlo
sequestrare dall'ARPA. Ma come se non bastasse, il tecnico che
lavora all'interno della società privata dell'impianto di
compostaggio che ricade all'interno dello stesso territorio nel
quale c'è l'impianto pubblico, è lo stesso tecnico che viene
nominato da quel commissario liquidatore che decide, probabilmente,
di sovrastimare l'impianto pubblico.
A me qualche dubbio viene, pur non essendo un tecnico in materia.
Questo per dire che, purtroppo, questa Regione nell'utilizzo dei
fondi comunitari nella gestione dell'umido, che è uno dei più
grandi problemi in questo momento all'interno della Regione, non ha
fatto tutto quello che doveva.
Ricordo bene qualche mese addietro denunciavo il fatto che 16
milioni di euro erano ben stanziati da questo Governo e da questo
Assessore ai rifiuti per gli impianti di compostaggio. Cosa
significava? Che ogni piccola comunità poteva avere una macchina
che gestiva l'umido nel proprio territorio. Bene, cento comuni
circa avevano presentato domanda, quattro comuni ottengono il
finanziamento; quindi, abbiamo novantasei comuni, più di novanta
comuni che non erano stati in grado di partecipare a un bando
pubblico dove andava acquistata una macchina per fare l'organico.
Apprendo con piacere oggi che uscirà un nuovo bando e, quindi, ci
sarà la possibilità nuovamente di 13 milioni di euro, è stato
pubblicato un preavviso, di 13 milioni di euro per utilizzarli
negli impianti pubblici di comunità di compostaggio. Mi auguro che
non venga scritto con i piedi, così come era stato scritto
precedentemente e che aveva portato cento comuni siciliani ad aver
bocciato il proprio progetto. Grazie.
Presidenza del Presidente MICCICHE'
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Assenza. Ne ha
facoltà.
ASSENZA. Grazie, Presidente. Mi ero ripromesso di non parlare
perché sono componente della Commissione Antimafia ed, avendo
partecipato ai lavori fino all'approvazione conclusiva della
relazione che è intervenuta all'unanimità, credevo fosse opportuno
che il Presidente, che ci rappresenta più che degnamente tutti, con
il suo intervento avesse sufficientemente illustrato i contenuti
essenziali della relazione. Purtroppo, qualche intervento di
componenti della Commissione e anche di colleghi deputati mi
costringe ora ad intervenire sia pure brevissimamente.
Vedete, la Commissione in questi due anni di lavori, ha approvato
sempre all'unanimità le sue relazioni, tranne in un'occasione che
credo ci siano state due astensioni, poi rientrate, insomma,
comunque si è lavorato con grande armonia. Questo a dimostrazione
del fatto che la Commissione è riuscita a superare le divisioni
ideologiche e politiche per cercare di concentrarsi sui fatti e,
dall'esame dei fatti, arrivare a determinate conclusioni per
evitare che le infiltrazioni, le attività illecite o illegittime
che si sono annidate nel corso degli anni, potessero ripetersi nel
futuro. E quindi, posizioni ideologicamente agli antipodi, come
possono essere quella mia rispetto a quella dell'onorevole Fava, in
questo tipo di lavoro si sono trovati concordi nell'arrivare a
determinate conclusioni.
Qui, oggi, invece, qualcuno ha voluto trasformare quello che era
l'illustrazione dei risultati di una relazione nel dibattito sulla
politica dei rifiuti attuale. E questo credo che sia un hors-
d'oeuvre, perché si è voluto mischiare un'attività retrospettiva
che è arrivata fino ai giorni nostri, individuando alcuni
meccanismi che potrebbero essere assolutamente migliorati, ma
individuando anche per il passato delle politiche che veramente
rasentano o rientravano nel malaffare, cercando di confondere
appunto il quadro.
Si è fatto molto riferimento alla relazione della Commissione
Bratti nazionale, ma si è dimenticato dei lavori di quella
Commissione fanno riferimento ad una data finale che è il 2017, e
quindi su questi ultimi periodi nulla hanno a che vedere.
Ci si è voluti dimenticare che in quest'Aula è stato portato un
progetto riformatore, che può essere condiviso o meno, ma che è
stato bocciato all'inizio. Il primo, l'articolo 1 di quella legge,
è stato bocciato. Ora, si vuol trasformare questa relazione
nell'ennesimo processo all'azione del Governo Musumeci che
veramente in questa sede è un hors-d'oeuvre, oltre ad essere
assolutamente immeritato.
Poi, oggi, vengono tanti a stracciarsi le vesti e a farsi primo
attore o primo genitore di alcune politiche, di alcuni accadimenti
che sono accaduti nella scorsa Legislatura. Ma quando è stato
sciolto il Comune di Scicli, io tutti questi signori che si sono
stracciate oggi le vesti, io non li ho visti allora. Quando il buon
governatore dell'epoca Crocetta, caro Presidente Musumeci, a pochi
giorni dello scioglimento del Comune di Scicli, venne a fare una
visita in quel Comune e dichiarò che se si fosse dato ascolto a lui
e si fosse raggiunto un accordo per candidare un suo pupillo, un
appartenente alla sua formazione politica, un ex appartenente alle
forze dell'ordine, lo scioglimento si sarebbe evitato, allora o il
Crocetta come al suo solito mareggiava con i termini e, quindi, si
assumeva chissà quali ruoli, oppure era a conoscenza di episodi
gravi che oggi, a distanza di anni, portano a far presumere che
quello scioglimento, se non pilotato, sia stato comunque favorito
da una determinata azione politica. Ed allora, oggi tutti questi
amici, colleghi che parlano e si dicono che si sono stracciati le
vesti all'epoca, dove erano? Dove erano quando il sottoscritto ha
presentato, unico in questo Parlamento, un'interrogazione sul tema,
interrogazione che è agli atti ma di cui non troverà mai risposta,
né scritta e né orale?
E allora, rientriamo ognuno nei nostri ruoli. Questa Commissione
ha lavorato molto seriamente. Noi abbiamo completato questi lavori,
ma ci sono le altre relazioni che sono altrettanto importanti,
quella sul sistema Montante, quella sul depistaggio del processo
Borsellino, quella sul mercato di Vittoria, le altre su cui ci si
sta lavorando e che poi da quella relazione sui rifiuti, oggi ne è
stata avviata un'altra per vedere questa strana coincidenza che in
tre Comuni siciliani, l'ultimo Scicli, in cui si sono verificati,
vi sono stati i decreti di scioglimento per antimafia, guarda caso,
contemporaneamente, si aprivano o erano in discussione
problematiche relative ad impianti di rifiuti di grandissima
importanza. Sarà stata una coincidenza? Ce lo auguriamo. Ma che la
Commissione Antimafia voglia vederci più chiaro, credo che sia un
merito della Commissione e attraverso essa dell'intero Parlamento.
Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Gucciardi. Ne ha
facoltà.
GUCCIARDI. Signor Presidente, molto brevemente perché il mio
Partito ha parlato ampiamente e l'onorevole Cracolici ha fatto una
ricognizione, anche storica, ricordando fatti e comportamenti che
certamente andrebbero analizzati e visti sotto una luce diversa da
come lei ha precisato nei suoi interventi.
E' una relazione certamente meritoria, ma è una relazione - lo
ricordava pure lei, Presidente - che è fatta da una Commissione,
Presidente Fava, che non ha i poteri di un'Antimafia dello Stato e
che, quindi, ha un valore fortemente ricognitivo cioè un valore di
approfondimento di ciò che i protagonisti, almeno in parte, di
questi eventi, della vicenda rifiuti negli anni hanno portato a
conoscenza della commissione attraverso il Parlamento della
Regione.
Adesso, Presidente, questa relazione penso che vada completata e
valorizzata attraverso - lo ricordava qualche collega prima, credo
l'onorevole Cracolici - attraverso un consegnare, questo lavoro
certamente oneroso, faticoso, consegnarlo a chi può mettere un
punto dal punto di vista della verità giudiziaria.
Io ritengo che la Commissione non abbia bisogno, il Presidente non
abbia bisogno di nessun suggerimento in questo senso, ma ritengo
che fatti che riguardano l'amministrazione attiva e fatti che
riguardano, parlo di fatti ovviamente, c'è una ricognizione di
fatti riferiti dai protagonisti di questa vicenda dei rifiuti anche
comportamenti omissivi certamente richiedono una verifica da parte
di chi ha gli strumenti perché gli concedono l'ordinamento per
potere accertare la verità giudiziaria su questi fatti alcuni dei
quali davvero gravi al di là dell'impalcatura complessiva che è
evidentemente andrebbe ampliata.
Parliamo di circa vent'anni di attività amministrativa e, senza
volere togliere responsabilità ad alcuni perché non è compito
nostro, ma a questo punto è compito dell'Autorità giudiziaria, è
assolutamente indispensabile che si faccia chiarezza su alcuni
episodi che vengono citati, è evidente che qualcuno di noi
approfondirà, leggerà ulteriormente la relazione che è corposa e
che va anche meditata. Però, io credo che il problema della
corruzione che purtroppo interessa tutti, tutti i rami
dell'amministrazione, dalla sanità alle infrastrutture,
dall'energia ai rifiuti tutti i rami dell'amministrazione, è
difficile.
Io sono un dirigente della Pubblica Amministrazione e sono stato
anche dall'altra parte della barricata e so da entrambi i lati
delle scrivanie come si sta, e non ho avuto mai il problema di dire
no a qualcuno che facesse una proposta corruttiva. Quindi, non è,
come qualcuno dice, che è l'occasione che fa l'uomo ladro, ma
probabilmente è l'uomo ladro che fa l'occasione per andare a
costruire il fatto corruttivo e, quindi, non possiamo noi
immaginare attraverso anche un inasprimento delle norme che
probabilmente .o completamento delle norme, norme penali mi
riferisco, senza volere essere con questo giustizialista perché non
appartiene alla mia storia e alla mia cultura, combattere la
corruzione di qualunque amministrazione, quella regionali o quella
statale o l'Anas combattere gli scandali che ogni giorno riguardano
il ramo dell'amministrazione dello Stato o delle Regioni con
dirigenti che ci dicono che non sapevano, non conoscevano.
Io sono un dirigente della Pubblica Amministrazione in aspettativa
e quando ritornerò a svolgere questa funzione sono pagato,
Presidente Fava, per garantire la legittimità degli atti che
quell'amministrazione produce. Se non sono competente non posso
assolutamente ricevere il compenso per potere svolgere ed
esercitare questa funzione. Non posso assolutamente immaginare e
scaraventare sulla politica così in generale, questa politica con
la p minuscola, che non si comprende cos'è, le responsabilità che
ha il dirigente perché l'ordinamento dello Stato attribuisce al
dirigente una responsabilità precisa che tecnicamente la
responsabilità dirigenziale prima ancora di quella penale, come
dire, la culpa è in vigilando, la culpa è in eligendo.
Chi nomina i responsabili dei servizi? Chi li propone i
responsabili dei servizi all'interno della Pubblica Amministrazione
se non i dirigenti generali delle Amministrazioni? Allora non
possiamo immaginare noi, con un colpo di bacchetta magica, di
combattere la corruzione se prima non si modificano culturalmente i
comportamenti dei dirigenti della Pubblica Amministrazione che
hanno il dovere di vigilare su propri sottoposti, non di mettere
una firmetta così per togliersi lo scrupolo di aver adempiuto ad
una funzione rispetto alla quale non ha assolutamente adempiuto.
Anche su questo l'Autorità giudiziaria deve esprimere il proprio
giudizio.
Signor Presidente, avevo promesso un intervento brevissimo e ho
già sforato. Due altre cose e chiudo ma proprio per sintesi e senza
alcuna considerazione perché ho già detto.
Signor Presidente, la Commissione - a cui va un ringraziamento
davvero del Parlamento e mi pare che su questo nessuno abbia
adombrato alcun dubbio - ha fatto riferimento a scioglimento di
Comuni. Non entro di nuovo nel merito perché lo abbiamo detto e lei
lo ha spiegato benissimo. Anche qui, se questo atto ricognitivo
dovesse avere riscontro della verità giudiziaria, è qualcosa che mi
inquieta profondamente, forse più di tutto il resto, perché se
vengono utilizzati i poteri dello Stato e sono poteri, lei
Presidente mi insegna, che incidono su quelli che sono i diritti
civili dei cittadini, attraverso i quali si costruisce una
democrazia. Perché si scioglie un Comune, c'è un Comune con organi
democraticamente eletti, se questo dovesse essere vero, è chiaro
che l'Autorità giudiziaria ha un compito oneroso di andare a
verificare se questi fatti corrispondono, ho finito signor
Presidente, però un'ultima cosa.
Poiché ognuno risponde di ciò che fa e che rispetto alle cose che
ho detto è complicatissimo, senza che tutti i soggetti della
Pubblica Amministrazione, dal parlamentare al dirigente,
dall'usciere, al commesso all'ultimo dei soggetti che rappresentano
funzioni pubbliche, anche quelle di base, se tutto questo non
diventa sinergia per mettere uno sbarramento, intendo dire colui
che è addetto a fare entrare i cittadini e magari può prendere
qualche gratificazione per favorire un cittadino rispetto ad un
altro, anche quello è corruzione. Anche quello è un metodo che va
combattuto. Finché tutto questo non diventerà sinergia,
difficilmente porremo una parola fine al termine corruzione.
Io sono d'accordo con te, collega Schillaci, che occorre una
svolta culturale. Ma quante volte, da tangentopoli - e anche prima
- in poi tutti si sono o ci siamo riempiti la bocca di svolte
culturali che poi hanno lasciato il tempo che trovano, hanno
addirittura fatto emergere un sistema ancora peggiore rispetto a
quello precedente. E siccome ognuno risponde delle proprie azioni,
ho detto, in avvio, che non è necessario per chi ha la schiena
dritta e pone in essere comportamenti coerenti con non soltanto le
leggi ma con una dirittura morale, con un profilo etico.
E' stato ricordato da lei che è richiesto soprattutto all'interno
della Pubblica Amministrazione. E allora rispetto a questo, credo
che difficilmente chi ha questo profilo e io, in punta di piedi, me
lo riconosco, altrimenti avrei perduto la legittimazione morale a
sedere sui banchi di questo Parlamento. A nessuno può essere
imputato il fatto di aver dato esecuzione a decisioni prese da
chicchessia, organi delle istituzioni o meno, regionali o meno, di
aver ascoltato o aver posto in essere atti imposti dall'esterno.
Per cui, io credo, che i fatti relazionati alla Commissione, che
la Commissione mirabilmente ha raccolto, abbiano bisogno, anche per
questo, di un ulteriore vaglio, Presidente. Di un vaglio di quegli
organi delle istituzioni pubbliche che abbiano i poteri che,
purtroppo, la Commissione parlamentare antimafia e anticorruzione'
della Regione non ha e che quindi questi fatti che voi avete
raccolto possano davvero diventare fatti che rappresentino una
verità anche giudiziaria, per rassicurare i cittadini e per avviare
davvero quella svolta culturale che si impone all'interno delle
istituzioni pubbliche rappresentative e non.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Se posso informare
che, per prassi, la Commissione antimafia dell'Assemblea regionale
siciliana trasmette il giorno dopo le proprie relazioni, tutte, a
tutte le Procure della Repubblica, a tutte le Prefetture e alla
Procura nazionale antimafia.
In questo caso a Palermo l'abbiamo trasmessa lo stesso giorno,
perché il Procuratore ci ha fatto sapere che avrebbe avuto il
piacere di leggerla il giorno stesso in cui l'abbiamo approvata.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Grazie signor Presidente. Mi rifaccio anch'io agli
interventi dei miei colleghi del Gruppo parlamentare, all'onorevole
Cracolici e all'onorevole Gucciardi, che sono intervenuti prima e
meglio di me sul punto.
Io ritengo che l'inchiesta sul ciclo dei rifiuti fatta dalla
Commissione Antimafia' conferma la bontà delle nostre riflessioni
a proposito del disegno di legge sui rifiuti, che è stato oggetto
della trattazione in Commissione e, seppur per un breve periodo, in
quest'Aula.
Preliminarmente, però, voglio precisare che durante la mia
permanenza in Giunta - esattamente dal 4 novembre del 2015 fino al
17 novembre 2017 - con riferimento a quanto specificato in alcune
affermazioni nel corso della relazione, io, senza timore di
smentita, non ho mai assistito a un incontro tra il Presidente -
dico ad almeno un incontro, neanche uno - tra il Presidente della
Regione e il senatore Lumia. Né prima, né dopo le delibere di
Giunta e le riunioni di Giunta.
La riflessione su cui deve spingerci questa inchiesta della
Commissione antimafia rafforza alcune nostre certezze.
PRESIDENTE. Se facciamo finire l'onorevole Barbagallo, poi c'è
l'onorevole Foti e abbiamo finito la discussione; e quindi poi
prendiamo le decisioni di conseguenza. Prego onorevole Barbagallo.
BARBAGALLO. Mi riferivo alle nostre certezze in ordine al tema dei
rifiuti, che abbiamo - come sa bene l'assessore Pierobon - esposto
sia in Commissione che in Aula, a proposito di svariati temi, che
riepilogo in questa sede.
Innanzitutto il tema del divieto di subappalto. La relazione
conferma quello che diciamo da tempo: cioè che nella nostra Regione
si nascondono delle sacche d'ombra. Certamente la circostanza che
in alcune zone continuano ad operare sempre le stesse ditte, sempre
gli stessi soggetti, in presenza di aggiudicazioni diverse, deve
essere un fatto che deve spingerci a sancire in modo categorico col
dispositivo normativo che il divieto di subappalto va applicato al
tema dell'assegnazione delle gare sui rifiuti.
C'è il tema, poi, della realizzazione degli impianti. Si è data
troppa mano alla realizzazione degli impianti privati e, invece,
bisogna favorire gli impianti pubblici.
Bisogna favorire la realizzazione degli impianti. L'assessore
Pierobon ricorderà, come dire, che quest'anno si è caratterizzato
anche per la scarsissima realizzazione di impianti: lo abbiamo
ricordato in sede di trattazione della finanziaria, ma il bando
relativo alle compostiere, che ha previsto 95 esclusi, circa, e 5
ammessi, circa, credo che è uno dei punti più bassi della scarsa
capacità di spesa e di realizzazione di impianti prevista dalla
Regione siciliana negli ultimi vent'anni.
Ci sono due questioni che ha opportunamente evidenziato anche la
Corte dei conti nella sua relazione, su cui il Partito democratico
si è battuto in Aula e, precisamente, il numero degli ATO,
assessore lei sa che noi insistiamo nel numero di cinque, come già
diffidato dal governo nazionale a guida Renzi e Gentiloni con
apposita lettera invitando la Regione ad adeguarsi sul punto, e la
previsione di S.R.R. di natura pubblica. Resta poi
PRESIDENTE. Mi rivolgo al tavolo della Commissione, per favore,
onorevole Gucciardi la prego, l'onorevole Barbagallo sta parlando
alla Commissione per cui se voi vi mettete davanti non lo sentono
nemmeno. Grazie.
BARBAGALLO. Resta, Presidente, ed è confermato anche in alcuni
passaggi alla Commissione Antimafia' il dolorosissimo tema della
realizzazione degli impianti sui rifiuti nelle zone agricole. Credo
che una regione che vuole stare al passo con i tempi - assessore
lei abbassa la testa ma il governo avrebbe dovuto dare parere
contrario all'emendamento proposto dalla Commissione perché
prevedeva la realizzazione di impianti dei rifiuti a distanza
inferiore di cinque chilometri in zona agricola - e su questo non
ci può essere dubbio in una regione moderna. Gli impianti per i
rifiuti si fanno nelle zone industriali.
Ultimo tema, signor Presidente, ed è quello della aggiudicazione
delle gare: lo dico anche questo senza timore di smentita.
Stranamente le gare che riguardano gli appalti poi venivano messe
in calce negli UREGA e c'erano sempre motivi per appaltare altre
gare mentre si continuava con le gare ponte a continuare altri
affidamenti, l'UREGA metteva in calce le gare relative agli appalti
del settore dei rifiuti. Occorre fare, per evitare queste
giustificazioni sulle gare che finiscono in calce, una sezione
specializzata che riguarda esclusivamente i rifiuti, ci deve essere
una stazione appaltante in Sicilia che si occupi espressamente dei
rifiuti e proceda alle aggiudicazioni delle relative gare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare l'onorevole Foti. Ha chiesto una
replica il Governo che ovviamente verrà consentita e poi facciamo
le conclusioni. Scusi, il tempo che l'onorevole Foti arriva, alla
fine del dibattito che stiamo svolgendo adesso, io vorrei
incardinare il disegno di legge sulla normotermia che deve essere
incardinata in modo che così possiamo fissare la data per gli
emendamenti se gli Uffici mi danno qualche suggerimento, già sono
pronti.
Mentre per l'inizio del dibattito sul disegno di legge della forma
di governo la rinviamo certamente alla settimana prossima.
Onorevole Foti, ha facoltà di parlare.
FOTI. Signor Presidente, questa seduta con la presentazione di
questa relazione è certamente utile, somiglia un po' e mi è venuta
in mente l'immagine di tanti medici legali che fanno l'autopsia,
l'autopsia di questo sistema rifiuti, lo abbiamo analizzato, lo
abbiamo apprezzato dalla prospettiva di questa Commissione rifiuti,
l'abbiamo apprezzato nella scorsa legislatura, anche se non
ufficialmente in Aula, dallo studio che venne fatto allora da
quella Commissione e, quindi, siamo dei medici, abbiamo constatato
che il sistema è decotto, marcio, che il morto è lì e tutti stiamo
a capire le cause e le elenchiamo sapientemente.
Eppure queste cause le sanno anche i cittadini, le sapevo anche io
quando ancora non ero deputato e ho partecipato alle marce contro
gli inceneritori dell'era cuffariana, lo sapevo quando ho
partecipato a tutte quelle azioni di sollecitazione del Parlamento
di allora, del governo Lombardo, quando si accingeva ad approvare
questa legge e quando si accingeva ad approvare l'allora piano dei
rifiuti e durante questi anni ho seguito le vicende sempre con un
legame anche emotivo.
Bene, la scena del delitto l'abbiamo vista, conosciamo tutto
quello che c'è da conoscere ed intuiamo tutto quello che è
conoscere, perché tutti sappiamo che è un grande affare, un grande
business, che non esiste una calcolatrice dentro cui si possa
contenere questo numero enorme, questa quantificazione enorme di
danari, concentrate nelle mani di pochi soggetti che, chiaramente,
è molto remunerativa. Sappiamo che certi poteri, certi affari, sono
lungimiranti e hanno intravisto anche nella valorizzazione
energetica di questo enorme patrimonio di materie prime-seconde.
Lo sa qual è la mia più grande aspirazione, signor Presidente?
Quella un giorno di vedere la trattazione dell'argomento dei
rifiuti passare alla Commissione delle attività produttive,
finalmente riuscire a valorizzare come lavoro, come attività
produttiva e non più parlarne come un problema.
Questa sarebbe la più grande aspirazione verso cui il legislatore
dovrebbe tendere, perché siamo dei legislatori e dopo l'autopsia,
dopo i funerali dovremo farci delle domande, perché se no l'utilità
di questa seduta, cari colleghi, dove sarebbe, a che cosa dobbiamo
aspirare?
Quella legge faceva pena, quella dopo era peggio, io ho sentito
delle cose anche abbastanza scorrette e approssimative, perché non
si trattava di cambiare un acronimo da SRR a ABCDE, un acronimo
scomodo, si trattava di individuare un soggetto di natura
privatistica, ancorché consorziata di Comuni, che passasse ad una
natura pubblicistica con delle funzioni che oggi sono abbastanza
incerte, cioè quella di controllo, di gestione, dove c'è una
commistione che non va bene, perché controllore e controllato
coincidono. Creiamo qualcosa che si occupi esclusivamente di
pianificazione, programmazione e controllo e lasci la gestione ad
altri, così potrà controllare.
Tutto ciò quest'Aula non l'ha voluto fare e chi non ha presentato
emendamenti per modificare questa cosa potrebbe anche tacere e poi,
oltretutto, questa enormità di risorse europee che ci stanno
sfuggendo sotto gli occhi drammaticamente perché non si possono
utilizzare?
Uno, perché le SRR non sono soggetti giuridici riconosciuti dalla
Comunità europea, l'abbiamo scoperta all'indomani della legge 9 del
2010, non l'abbiamo scoperto questa sera.
E allora, persino gli ex ATO non poterono realizzare neanche
impianti di primo livello come le famose, allora chiamate isole
ecologiche, oggi superate.
Quei finanziamenti, quei progetti, sono rimasti a binario morto
perché cambiando quel soggetto - e non fu un caso, signor
Presidente, perché nulla succede per caso in quest'Aula - abbiamo
perso dieci anni.
La ruota è girata a vuoto per dieci anni e un'intera
programmazione rischia di andare nella toilette - ecco, mi stava
venendo un'altra parola - se il legislatore non decide di agire e
si arrocca dietro le penne rosse e le penne blu sottolineando gli
errori.
Siamo tutti bravi, completiamola la frase, non si fa così ma
invece dobbiamo fare cosà, in quest'altra maniera, e ci si siede
intorno a un tavolo, non ci si nasconde dietro a un voto segreto e
io non l'ho fatto, l'ho dichiarato che ho votato contrariamente
alla volontà di quel lato oscuro a cui non mi voglio più associare.
Detto questo, regalare soldi a sindaci che non fanno la raccolta
differenziata è un'azione corretta? Io trovo di no, io trovo che i
sindaci, ognuno, debba assumersi le sue responsabilità come noi
legislatori, anche chi amministra a livello locale.
Abbiamo tanti sindaci che fanno sforzi immani di persuasione, di
educazione attraverso le ditte che gestiscono ma abbiamo altri
sindaci che non fanno neanche la raccolta differenziata dei
materiali provenienti dalle utenze non domestiche, dai negozi, un
vero spreco.
E' un inno allo spregio, proprio persino di quello anche il Papa
dice essere un bene che appartiene a tutte le risorse.
Io considero la gestione dei rifiuti una corretta gestione e
quello che può fare un buon legislatore è un fronte avanzato di
lotta alla mafia, perché la mafia, giustamente, si annida dentro
questo grandissimo affare. Non dobbiamo nascondercelo, ma non
dobbiamo fare finta di averlo scoperto oggi.
E quindi il mio, signor Presidente, e concludo, è un appello alla
responsabilità, andare oltre l'autopsia, andare oltre la lezione
dei maestri che poi, alla fine, non danno buoni esempi anche se
spiegano le cose in maniera magistrale e certamente con parole più
forbite rispetto alle mie, che ci richiama alla responsabilità.
Oggi ci sono urgenze, il dramma del Covid e quant'altro, ma io
credo che un'Assemblea, una legislatura debba fare il proprio
dovere.
Poi ci sono le influenze esterne, i ruoli, anche, di
amministratori che hanno la giunta che devono al più presto portare
qui nelle Commissioni, insomma, chiudere la questione del piano,
del piano dei rifiuti, perché senza una pianificazione non potremo
neppure salvare quelle risorse europee che sono il vero strumento e
la vera risposta alle esigenze di una necessità, quel maledetto
sacchetto di rifiuti che ogni giorno viene messo fuori dalla porta
deve trovare una collocazione, dobbiamo decidere se deve continuare
ad alimentare quel mostro che è la mafia che dobbiamo relegare e
ricacciare nelle fogne, oppure diventare un'attività produttiva,
creare lavoro nel rispetto delle materie prime che è il concetto
che tutte le direttive europee ci hanno cercato di trasmettere.
Grazie.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Galluzzo è in congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione sulle relazioni dei documenti V e IV
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ha chiesto una replica, spero
breve, l'assessore Pierobon. Ne ha facoltà.
PIEROBON, assessore per l'energia e i servizi di pubblica utilità.
Grazie, Presidente. Allora, vado in velocità. Mi rendo conto che
c'è un deficit di conoscenza e di esperienza nella materia che,
chiaramente, non possiamo qui intavolare in questo momento.
Allora, non mi soffermerò sull'improprietà, errori, scivolamenti
vari, non solo terminologici ma sugli effetti che questi hanno,
attenzione, perché poi dobbiamo guardare gli effetti al di là della
nomenclatura.
Noi, in maniera chiara, fuori da tanti roboanti discorsi e da
altrettante piramidi di carte, abbiamo fatto tesoro dalle
casistiche, cioè imparando dagli errori - come diceva Popper - e,
quindi, dagli errori abbiamo cercato di estrapolare anche delle
soluzioni di metodo e strutturali, cosa, mi dispiace dirlo, che non
ho trovato arrivando nell'assessorato che era veramente, come dire,
un campo di macerie.
Siamo all'ABC, cioè, non so se ci rendiamo conto. Nel 2018,
casualmente, ad aprile, mi rendo conto che neppure si conosceva la
norma per la quale è il produttore dei rifiuti che attribuisce la
classificazione e questa veniva giustificata - sto parlando di
tutto l'apparato regionale - semplicemente col dire siamo più
attenti perché siamo noi a dare il codice al produttore', cioè al
gestore. Non è un bel niente vero e lo sa benissimo chi lavora in
altre realtà e soprattutto in ambito specializzato e questa è una
cosa intollerabile, secondo me, perché porta una serie di
conseguenze e soprattutto di coperture, perché quando arriva il
controllo nell'impianto e gli si contesta, ad esempio, quel codice,
il produttore alza la mano e dice me lo ha dato la Regione' o chi
per essa. E questo, per fare un esempio molto banale.
Quindi, siamo intervenuti dalla base, caso per caso, su tutta una
serie di aspetti.
L'approccio è stato manageriale, piaccia o non piaccia, e quindi
abbiamo guardato mettendo assieme i pezzi, quindi non solo la parte
tecnica, ma anche la parte amministrativa, la parte economica, la
parte organizzativa, entrando, se volete, anche nel merito, ma
abbiamo dovuto farlo per capire che cosa succedeva sotto, e ad
esempio, tante scuse di tanti soggetti anche pubblici che provocano
ritardi, inceppi o altro nella prosecuzione della realizzazione
degli impianti a partire dalle progettazioni sino, appunto, alla
realizzazione degli stessi è dovuta innanzitutto al fatto di dire
ho bisogno del contributo, devo avere i soldi non rendendosi
conto che, ad esempio, il privato, in una situazione del genere si
sfrega le mani perché l'iniziativa è bancabile di per se stessa,
appetibile, altrimenti il Comune cosa deve fare? Deve rivolgersi al
mercato e quindi deve comunque pagare, col paradosso che - mi è
successo di segnalare in un caso - che i comuni soci in una società
pubblica che aveva l'impianto non pagavano la tariffa ma la
pagavano al soggetto privato che aveva un impianto analogo, e
questa è una cosa assolutamente intollerabile.
Poi, chi mi diceva del timing, guarda caso l'emergenza che poi,
l'emergenza che cosa è, signori? Che cosa è l'emergenza? E' solo
uno slogan, è una copertura, o andiamo caso per caso? Dobbiamo
entrare nel particolare. L'emergenza, guarda caso, succedeva sempre
il venerdì pomeriggio o il sabato mattina, ricevevo telefonate
inesorabili, impetuose, in cui l'impianto si fermava perché era
guasto, perché c'era un incendio, perché non si poteva accettare
quel carico e così via. Siamo intervenuti caso per caso.
Ricordo che, per quanto riguarda l'umido, abbiamo avuto, rispetto
alla capacità di trattamento dell'anno precedente, nel 2019, una
perdita di 150 mila tonnellate annue. Cioè, a fronte di una
raccolta differenziata che è positivissima, lo avete visto, grazie
ai sindaci, grazie ai cittadini, grazie a tutti quelli che volete,
abbiamo perso 150 mila tonnellate per: fermi impianti, sequestri,
problemi amministrativi che saltano fuori in maniera improvvisa e
così via.
Quindi voglio dire, man mano che proseguivamo nell'opera di
realizzazione che non è solo progettazione, attenzione, perché
bisogna vedere tutto il sistema. Cioè quando io dico ad una SRR: tu
stai progettando, sì; che tempi hai? A che livello di progettazione
sei arrivato? Definitivo, esecutivo, ecc., hai previsto questo
aspetto? L'hai inserito nel piano d'ambito, attenzione, hai messo
il finanziamento, sì, hai il direttore tecnico, sì, no, forse. E,
soprattutto, chi lo gestirà poi? Perché l'altro problema è, come
tutto il discorso di queste gare, non sapendo poi chi lo gestisce,
si creano delle asimmetrie informative ed ulteriori inceppi ed
intoppi in tutta la pianificazione ma, soprattutto, gestione.
Quindi, dobbiamo mettere assieme i pezzi, cari signori. Allora
procedo e vado veloce. I passaggi dalle ATO alle SRR, vogliamo
dirla questa cosa? Noi siamo intervenuti con una direttiva che per
la prima volta non è stata bloccata dal TAR; nel 2017 era stata
bloccata dal TAR, la direttiva Contraffatto' se vogliamo proprio
dirla. Siamo intervenuti con una visione diversa dicendo questi
impianti sono pubblici, hanno una funzionalizzazione in tal senso.
Le SRR al di là dell'etichetta sono enti pubblici, non possono
essere spacciate solamente per le Spa perché fa comodo per
agevolare le procedure di assunzione di gara, prebende e così via,
e questo lo abbiamo detto a chiare lettere.
E, tutti i passaggi tra le ATO e le SRR vi assicuro che sto
seguendo, compresa la novità che nessuno aveva fatto della
volturazione dell'autorizzazioni, vogliamo dircelo?
Anche questa è una cosa intollerabile, cioè nessuno sapeva in
questa regione che si possono volturare le autorizzazioni. Ma
stiamo scherzando, o cosa? Per aspettare chi?
Era un ragionamento molto semplice, se volete anche innovativo,
che abbiamo introdotto anche recentemente, proprio perché
ragioniamo dal pratico, casi concreti, signori, non cose
generaliste Andiamo avanti
Allora, tutto il ragionamento, poi, che si svolge tra privativa e
non privativa, anche qui altra conclusione che ho sentito prima.
Come fate a pensare che i sindaci debbano essere obbligatoriamente
avviati all'impianto di recupero da parte della Regione, quando
esiste anche una privativa? Poi vi è la confusione tra rifiuti
urbani e rifiuti speciali? Vogliamo dircelo? Sulla quale stiamo
cercando di mettere ordine, tra piano rifiuti urbani, piano rifiuti
speciali, nella zona grigia dei famosi scarti o sovvalli? Su cui ci
sarebbe molto da dire, per tanti effetti, IVA, Ecotassa,
Certificati Bianchi, gestione privativa o fuori privativa?
Ancora, sul piano ricordo che, guarda caso, i primi a capire e,
come dire, a fare i complimenti al Piano, sono stati a Bruxelles.
Ho fatto due incontri con i funzionari di ogni nazionalità, in tre
ore hanno capito tutto ed hanno detto perfetto, vai avanti'. A
Bruxelles.
A Roma, inizialmente, c'è stata quella capziosa lettura sulla
quale spero che poi la procura investighi, perché fermarsi su
aspetti stupidi, errati, parlare di errori grammaticali quando poi,
non so, tipo putty è un termine che usava Giorgio Manganelli che
era un esperto purista della italiana e così via, e lasciamo
perdere.
Sul metodo, ho dovuto personalmente dedicare dei weekend che ho
sottratto alla mia famiglia, e agli affetti, per scrivere degli
articoli metodologici su come era costruito il Piano, articoli che
sono stati riferiti e pubblicati a livello nazionale, e accettati
in tuta la cerchia degli esperti, quindi anche questo è un altro
elemento che dovrebbe sollevare un po' dai dubbi che, come dire,
tanti alzano dalla polvere.
Andiamo avanti, sulla Rap non entro, perché c'è tutto il discorso
che ha fatto l'onorevole Sunseri, c'è la Procura che sta
investigando, per cui è inutile soffermarsi.
Sui bandi, ringraziamo che sono stati scritti male, in effetti la
procedura regionale sulla quale, abbiamo messo mano, anche questa
volta grazie a quest'errore e ai ritardi, diciamolo chiaramente, la
procedura regionale prevede dei passaggi tra il Dipartimento
rifiuti, la Programmazione e altri ancora, con pareri di
conformità, tutta una serie di navette. Noi abbiamo chiesto di
togliere l'obbligatorietà del parere e mettere il visto, ma non
solo, proprio perché sentendo direttamente i comuni, il problema è
stato, non solo dell'erroneità o capziosità dei bandi, ma è stato
anche perché i comuni non erano in grado di capire, sulla base di
check-list, cosa dovevano produrre alla Regione.
Abbiamo pensato di realizzare un help-desk, mettendo insieme 5
Dipartimenti per la prima volta, che fino a quel momento non si
erano mai parlati, perché nella Regione i vari Dipartimenti sono
dei feudi, diciamocelo chiaro, e li abbiamo messi insieme per
creare un progetto per i comuni, abbiamo coinvolto anche l'Anci,
perché non potevamo operare in maniera dirigistica, ma coinvolgendo
i vari soggetti che sono in prima linea, e con questo stiamo
proseguendo.
Che dire ancora? La raccolta differenziata sta aumentando, do
un'altra notizia, per quanto riguarda tutti i flussi, fuorché
l'umido, che ho tracciato poc'anzi un breve flash, ma possiamo
tornarci quando volete. Abbiamo predisposto l'accordo per il
ritiro, cioè il recupero presso le proprie piattaforme di tutti i
rifiuti da imballaggio, che sono il 25 per cento del 100 per cento
dei rifiuti prodotti, ma il 25 per cento del 100, che sicuramente
in un 40 per cento di raccolta differenziata sarebbe molto di più,
non so se mi spiego.
Quindi tutta una serie di iniziative, tra le quali, e qua devo
ammettere che c'è stato un fermo da parte dei sindaci, opifici di
pace, e qua era proposto dai vescovi di questa Regione con un
sistema innovativo, e bastava, noi abbiamo fatto gli accordi,
bastava che il comune decidesse di addivenire ad una convenzione
per conferire in maniera selettiva i propri rifiuti, anziché
portarli allo smaltimento o lasciarli per strada.
Anche questo la dice lunga sulla sensibilità che deve essere di
tutti i soggetti coinvolti, di tutti gli autori di questo
cambiamento.
Per quanto riguarda tutti questi aspetti, sono d'accordo a trovare
un confronto in Commissione, o dove volete, e di fare velocemente
quello che già dovevamo fare a partire dall'anno scorso, a partire
dal piano rifiuti.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FAVA, presidente della Commissione e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, solo per ringraziare ancora l'Aula per
l'opportunità di un dibattito e di un ragionamento condiviso, sì
anche per ricordare che noi, in realtà, non abbiamo fatto un
autopsia, abbiamo fatto una diagnosi su un corpo che, per fortuna,
è ancora vivo e, forse, si potrà intervenire con le cure opportune
e, forse, è vero che molti di questi fatti erano noti, erano
conosciuti ma la diagnostica sta nel cercare di capire le ragioni
di questi fatti, e abbiamo provato a capire chi questa domanda non
se l'era sentita fare mai, 18 dirigenti regionali, 14 assessori
regionali, un presidente della Regione, oltre naturalmente a
tecnici giornalisti, sindaci ecc..
Credo che ogni tanto unire i puntini per capire che cosa proponga
l'immagine di quel mosaico è una cosa che ci serve a dare
profondità alla nostra valutazione.
Un'altra cosa che volevo dire è che volevo rassicurare i colleghi
sulla vicenda di Scicli e gli altri due comuni, sono d'accordo con
chi si dice molto preoccupato del quadro che viene fuori, che noi
non vogliamo impiccare ad una certezza.
Le azioni sono state manipolate, ma c'è il dubbio che queste
coincidenze non possano essere semplicemente casuali, e siccome
l'ipotesi è grave, e siccome questa Commissione, tra le proprie
qualità, vorrebbe anzitutto annoverare quella di lavorare, non per
dare giudizi né per cavalcare pregiudizi, noi abbiamo ritenuto che
fosse necessario approfondire con questi tre comuni, chiamando
anche la controparte. Per cui noi stiamo ascoltando, ascolteremo i
commissari prefettizi, le commissioni d'accesso, i prefetti, i
ministri degli interni, affinché ci sia un corredo di informazioni
che arrivano da ogni parte, e ci permetta di capire o di
avvicinarci a una comprensibile verità su quello che è accaduto.
Una ultima cosa, io voglio ringraziare di nuovo i miei colleghi,
Presidente, perché il fatto che noi abbiamo approvato questa
relazione all'unanimità, per quanto questa Assemblea, e io e lei lo
sappiamo avendone frequentate altre, sia una Assemblea di grande
sobrietà complessiva ed eleganza nella qualità dei dibattiti, noi
sappiamo quale qualità ogni tanto si rasenta o si sfonda in altre
assemblee, però non è una cosa semplice affondare le mani in
materie così spigolose che attraversano la vita di molte
maggioranze e di molti Governi, ed arrivare ad un voto
all'unanimità, che non è un atto di cortesia, è un atto
politicamente consapevole.
Questo è accaduto, e devo dare atto di questo a tutti i miei
colleghi della Commissione, perché nessuno di loro ha mai chiesto
sconti, anche quando le vicende che abbiamo affrontato, il caso
Montante, relazione sui rifiuti, accadrà anche adesso sulla sanità,
poteva anche riguardare, come dire, in termini conflittuali, la
parte politica da cui provengono o di cui fanno parte, io lo
considero un titolo di onore di ciascuno dei componenti di questa
Commissione, e quindi anche di questa Assemblea, perché sono
espressione di questa Assemblea e tutti i Gruppi sono
rappresentati.
Il fatto che nessuno abbia sentito l'esigenza di chiedere un atto
di prudenza, e siamo andati ad approvare relazioni che non hanno
lesinato le parole che andavano scelte, e i punti esclamativi che
andavano messi, e credo che questo sia una ragione di conforto
anche a chi, ogni tanto, fuori da qui ritiene che la politica vada
semplicemente liquidata come un affare totalmente privo di alcuna
utilità. Credo che il lavoro che è stato fatto sia anche la
manifestazione e l'espressione di una politica possibile che questa
Assemblea sta costruendo. Grazie, ovviamente anche alla
collaborazione della Presidenza di questa Assemblea.
SCHILLACI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Mi raccomando telegrafica, è
intervenuto il Presidente.
SCHILLACI. Sì, telegrafica. Semplicemente, Presidente
dell'Assemblea, per rinnovarle la richiesta di prelevare dei
disegni di legge che possano dare veramente un segnale
significativo a questo Parlamento e ai siciliani.
PRESIDENTE. Sarei intervenuto sull'argomento anche senza la sua
sollecitazione.
SCHILLACI. Perfetto. E poi vorrei tanto che questo Governo, nel
rinnovare a breve i Direttori generali, faccia un esame
approfondito a chi dare queste nomine. Grazie.
PRESIDENTE. E' raro che il Governo chieda all'opposizione che fare
con i Direttori, ma capisco la sua richiesta.
Il dibattito di oggi, così come diceva poco fa il Presidente Fava,
è stato un dibattito che ha portato, non solo a un alto livello,
una alta qualità del dibattito stesso, ma a obbligarmi a prendere
anche delle iniziative successive, perché altrimenti non avrebbe
avuto senso. E proprio la sobrietà con cui il dibattito è avvenuto,
ma la richiesta evidente che viene fuori dal risultato finale della
Commissione, che è quello che ci sia una nuova legge, perché
altrimenti tutto quello di cui abbiamo parlato diventa
perfettamente inutile.
Per cui io credo che a questo punto sia un obbligo di questo
Parlamento affrontare, io non posso chiedere né di approvare, né di
bocciare, ma quanto meno di affrontare l'argomento su una nuova
legge sui rifiuti, motivo per cui ho già parlato poco fa con il
Presidente della Commissione, onorevole Savarino, ma comunico che
la settimana prossima convocherò la Presidente della Commissione,
insieme all'Assessore e ai Capigruppo, in modo da capire quali sono
le possibili condizioni, e il presidente della Commissione
Bilancio, ovviamente, perché senza quello poi non si potrebbe fare,
per trovare una possibile intesa su questa legge.
Poi, comunque, una volta esperito questo tentativo, in ogni caso,
sarà mio compito assolutamente portare in Parlamento una legge sui
rifiuti. Ora, ce ne sono diverse, io non ne posso portare una,
dobbiamo discutere su quelle che ci sono per trovare, se possibile,
una sintesi, e in ogni caso iniziare un dibattito che sia quello
che poi troverà - spero possa trovare - quantomeno la soluzione al
dibattito di oggi. Una nuova legge sui rifiuti che possa evitare
che nel futuro possano risuccedere le cose successe negli ultimi
vent'anni, e che possa dare anche una maggiore tranquillità ai
cittadini siciliani di poter uscire, come diceva l'onorevole Foti,
col sacchettino di casa senza avere l'angoscia che quel sacchettino
provochi comunque un atto mafioso, o un atto irresponsabile, o un
atto criminale, immediatamente dopo.
Perché rivolete la parola, scusate?
SCHILLACI. Il disegno di legge sui rifiuti merita un
approfondimento generale. Io mi riferivo ad un disegno di legge che
è depositato .
PRESIDENTE. Onorevole Schillaci, non riprendiamo l'argomento. Sto
dicendo che io la settimana prossima convocherò i Capigruppo con il
Presidente della Commissione delle attività produttive e
l'assessore Pierobon, per capire che cosa bisogna fare. Ma comunque
è matematico che si debba portare in Aula un disegno di legge,
vediamo se sarà possibile trovare un'unità di intenti e saremmo
tutti più felici. Se così non sarà, comunque andrà in Aula.
LO CURTO. Della Commissione Ambiente , Presidente.
PRESIDENTE. Della Commissione Ambiente , chiedo scusa, ho
sbagliato io, chiedo scusa, ovviamente è la Commissione Ambiente.
Onorevole Lo Curto, sto dicendo che io la prossima settimana -
vorrei non ripeterlo più - convocherò il Presidente della
Commissione Ambiente - chiedo scusa per l'errore che ho fatto -
l'assessore Pierobon e i Capigruppo di questo Parlamento, per
capire la linea su cui è possibile andare avanti. Dopodiché, si
andrà ovviamente avanti. E' chiaro che la base sarà la legge che
esiste già, e che era stata già portata in Aula con esiti non
felicissimi.
Quindi, ringrazio ancora una volta, Presidente Fava, tutti voi,
tutti voi della Commissione Antimafia, tutti gli Uffici che hanno
lavorato insieme a voi, e che hanno svolto un lavoro assolutamente
importante.
Intanto, c'è l'approvazione delle relazioni.
L'approvazione della "Relazione conclusiva sul fenomeno della
mafia e della corruzione in Sicilia sul ciclo dei rifiuti nella
Regione siciliana". E quindi credo che sia palese il fatto che
tutti l'approviamo all'unanimità.
E l'approvazione della "Relazione annuale sul fenomeno della mafia
e della corruzione in Sicilia per l'anno 2019", anche se veramente
ne abbiamo parlato poco, per cui l'approviamo così, in fiducia,
quest'altra relazione. Comunque, ovviamente, è approvata pure
questa. (Ndr: gli ordini del giorno n. 348 e n. 349 sono da
intendersi conseguentemente preclusi.)
Dopodiché, c'è un ordine del giorno firmato da tanti Capigruppo,
che mi chiedono di inviare alla Direzione Distrettuale Antimafia,
la relazione. Vero è che il Presidente Fava, scusatemi, vero è che
il Presidente dell'Antimafia ha già inviato questa relazione, però
credo che sia rafforzativo, Presidente Fava, se io comunico....
FAVA, Presidente della Commissione e relatore. Chiedono di inviare
anche il dibattito, chiedono di inviare anche lo stenografico di
questo dibattito.
PRESIDENTE. Su questo ho qualche dubbio. Nel senso che un
dibattito parlamentare non può essere mai di interesse della
Direzione Antimafia, cioè sinceramente, peraltro, siccome il
dibattito è pubblico, è nel sito. Mi dovete credere, non voglio
iniziare, non voglio aprire una porta per cui si mandino alle
Procure o alla Direzione Antimafia dibattiti parlamentari, perché è
un qualcosa che ritengo profondamente sbagliato, proprio nella
differenziazione dei poteri tra un organo e un altro dello Stato.
Per cui, sicuramente manderò la relazione testé discussa, con una
lettera che dirà ovviamente che la relazione è stata approvata in
Aula e che è emerso dal dibattito dell'interesse particolare perché
la Direzione Nazionale Antimafia si occupi della vicenda. Questo
sarà mia cura, ovviamente, farlo, e quindi scriverò una lettera che
magari alla prima Conferenza dei Capigruppo farò anche vedere in
modo da avere anche un loro consenso su quello che scriveremo.
Quindi è approvato con questa modifica.
Ci sono altri due ordini del giorno di cui avevamo discusso
nell'ultima Conferenza dei Capigruppo dell'altra volta, quello
dell'onorevole Amata sulla costituzione di una Commissione, sulla
semplificazione amministrativa, e quindi questo mi faccio carico di
farlo poi. Questa è tutt'altra cosa. Questo è lo studio per un
cambio di sistema amministrativo totale, non riguarda, non è una
legge che va fatta. E' una cosa un po' diversa. Ne abbiamo discusso
l'altro giorno in Conferenza dei Capigruppo per questo non l'ho
spiegato bene.
Mentre il secondo è quello dell'onorevole Di Caro e altri, e
chiede la costituzione di una Commissione di verifica per
l'attuazione delle leggi, peraltro Commissione che esiste già alla
Camera e al Senato, per cui anche questa mi farò carico di
costituirla.
Poi, c'è un ordine del giorno dell'onorevole Cafeo, se non
sbaglio. Sono riferiti a me o al Governo? C'è qualcuno del Governo?
Se non c'è nessuno del Governo io non li posso trattare. Devo avere
il responsabile del Governo sulle altre materie. Li affrontiamo
alla prima seduta che abbiamo la prossima settimana, mentre gli
altri sono stati approvati.
ZITO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZITO. Signor Presidente, purtroppo ho visto andare via l'onorevole
Fava, però ho fatto una richiesta stamattina a lei, all'onorevole
Fava, all'onorevole Savarino, di procedura d'urgenza per un disegno
di legge.
Visto che abbiamo parlato di rifiuti, di infiltrazioni mafiose,
commissioni d'inchiesta, volevo sollecitare questo disegno di legge
che riguarda la clausola sociale. Clausola sociale che spesso
vengono messe negli appalti. Cosa succede, che quando c'è un
appalto anche grosso, che può riguardare i rifiuti o quant'altro,
spesso viene preso tutto il personale con questa clausola sociale e
viene trasferito nelle società. Però, se quelle società, a monte,
hanno all'interno del personale vicino ad ambienti mafiosi, per
quel che riguarda l'appalto viene trasferito dall'altra parte, e
questo non ce lo possiamo permettere a mio parere, perché ci
portiamo anche la parte malata che c'è all'interno di queste
aziende. Quindi.
PRESIDENTE. Esiste un disegno di legge che lei ha presentato?
ZITO. Già c'è. Sì, esiste il mio disegno di legge. Il problema è
che, parlando con l'onorevole Fava, mi diceva che ancora dovrebbe
dare il parere la Commissione Antimafia e poi discuterla in IV
Commissione, e a loro non è arrivato - mi dicono - per il parere.
Siccome è del 2018, 31 dicembre 2018, vorrei sollecitarlo.
PRESIDENTE. Onorevole Zito, va bene. Teoricamente questa è una
decisione che io posso prendere solo da parte della Conferenza dei
Capigruppo, però mi faccio carico alla prossima Conferenza insieme
all'onorevole Fava ovviamente.
ZITO. Se vuole io manderò la stessa richiesta.
PRESIDENTE. Non c'è problema. Daremo subito la priorità agli
Uffici per le Commissioni. Poi lo manderemo subito in Commissione
e, ripeto, lo facciamo a prescindere dalla Conferenza dei
Capigruppo, lo ratificheremo in Conferenza, ma l'accettiamo fin da
adesso.
ZITO. Grazie.
di legge "Normotermia" (n. 683/A)
Discussione del disegno di legge Norme relative al funzionamento
della forma di governo regionale, alla nomina ed alla revoca degli
Assessori, alla conclusione anticipata della legislatura, in
attuazione degli articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto
della Regione (nn. 66-143 bis/A) e del disegno di legge
Normotermia (n. 683/A)
PRESIDENTE. Dobbiamo incardinare. Per la normotermia, c'è il
Presidente La Rocca Ruvolo?
Presidente, noi daremmo tempo per gli emendamenti fino a domani
alle ore 18.00. Noi l'Aula la rinviamo quando? Martedì è festivo.
Allora possiamo garantire più tempo agli emendamenti.
Scusatemi, siccome dobbiamo solo incardinare, non c'è bisogno che
discutiamo, soltanto chiedevo al Presidente, siccome ci diamo tutti
questi giorni, diamo fino a venerdì il tempo per gli emendamenti, e
da mercoledì prossimo ne cominciamo a parlare. Quindi, mercoledì
prossimo c'è, prima il disegno di legge sulla forma di Governo
dell'onorevole Amata, e poi, immediatamente dopo, il disegno di
legge sulla normotermia della Commissione Sanità .
(Brusio in Aula)
Se la I Commissione ma non credo che per mercoledì stesso se
mercoledì viene approvato quello , incardiniamo pure quello.
Possiamo lasciare, perché sono già convocate le Commissioni,
questo sicuramente, per le Commissioni significherebbe creare un
problema spostarle.
Per quanto riguarda l'Aula, se noi ci attrezzassimo per il voto
finale giovedì, ma intanto almeno mercoledì, onorevole De Domenico
(voce fuori campo dell'onorevole De Domenico che ricorda che
mercoledì prossimo ricorre la festa della Madonna patrona della
città di Messina)
L'onorevole De Domenico ha ragione; per Santa Rosalia noi non
lavoriamo, per Sant'Agata nemmeno, e allora perché noi di Messina
dobbiamo fare sacrifici? L'onorevole De Domenico ha le sue ragioni
per chiedere questa cosa. Sto cercando di capire se non ci siano
problemi di tipo organizzativo. Facciamo così: mercoledì io ci
sono, comunque mercoledì se c'è da incardinare il disegno di legge,
noi lo incardiniamo. Quindi, l'Aula la fissiamo comunque per
mercoledì. Vediamo a che punto siamo, poi se all'onorevole De Luca
non do la possibilità di stare a Messina quel giorno, io rischio,
anche fisicamente Per cui, evitiamo questi rischi
Noi, onorevole La Rocca Ruvolo, mercoledì, su questi due disegni
di legge facciamo la discussione generale, in modo che poi
l'indomani mattina cominciamo con le votazioni, in maniera che i
messinesi se ne possano rimanere a casa.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Arancio ha chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 3 giugno
2020, alle ore 16.00. L'ordine del giorno ve lo comunicheremo
successivamente. Sicuramente per incardinare i disegni di legge o
per la discussione generale sulla normotermia.
Scusate, colleghi, rinviamo la seduta alle ore 15.00 così facciamo
un'ora di attività ispettiva con l'Assessore per le attività
produttive che risponderà alle interrogazioni e interpellanze.
Almeno occupiamo così un'ora. Giovedì si farà Aula per votare.
La seduta è, pertanto, rinviata a mercoledì 3 giugno 2020, alle
ore 15.00.
La seduta è tolta alle ore 19.24 (*)
(*) L'ordine del giorno della seduta successiva, pubblicato sul
sito web istituzionale dell'Assemblea regionale siciliana, è il
seguente:
Repubblica Italiana
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XVII Legislatura
XVI SESSIONE ORDINARIA
194a SEDUTA PUBBLICA
Mercoledì 3 giugno 2020 - ore 15.00
ORDINE DEL GIORNO
I -COMUNICAZIONI
II -SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI E DI INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA: Attività produttive (V. allegato)
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Norme relative al funzionamento della forma di governo
regionale, alla nomina ed alla revoca degli Assessori, alla
conclusione anticipata della legislatura, in attuazione degli
articoli 9, 10, 41 bis e 8 bis dello Statuto della Regione . (nn.
66-143 bis/A) (Seguito)
Relatore: on. Amata
2) Normotermia . (n. 683/A) (Seguito)
Relatore: on. La Rocca Ruvolo
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
dott. Mario Di Piazza
Il Consigliere parlamentare responsabile
dott.ssa Maria Cristina Pensovecchio
Allegato A
Comunicazione di disegni di legge inviati alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Disposizioni per la tutela della salute della popolazione
anziana (n. 730).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 25 maggio 2020.
Parere VI.
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Disposizioni urgenti per la produzione ed il commercio di beni
di prima necessità (n. 728).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 25 maggio 2020.
AMBIENTE, TERRITORIO E MOBILITA' (IV)
- Disposizioni urgenti per l'accelerazione degli appalti (n. 729).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 25 maggio 2020.
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Introduzione di norme per l'eliminazione del divario retributivo
di genere (n. 727).
Di iniziativa parlamentare.
Inviato il 25 maggio 2020.
Parere I.
Comunicazione di apposizione di firme a disegno di legge
Si comunica che gli onorevoli Bulla, Cafeo, Caputo e Cannata, con
nota prot. n. 3396/SG.LEG.PG. del 22 maggio 2020 hanno chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 752/A Sostegno
economico alle imprese operanti nel settore dell'organizzazione di
eventi, feste e cerimonie, c.d. wedding planner' .
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate alle
competenti Commissioni
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Istituto autonomo Case popolari di Siracusa. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 89/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le Case popolari di Caltanissetta.
Designazione Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 90/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le Case popolari di Catania. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 91/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le Case popolari di Enna. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 92/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le Case popolari di Acireale. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 93/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia. Designazione
componente del Consiglio di amministrazione (n. 94/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le Case popolari di Messina. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 95/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Consorzio Universitario Mediterraneo orientale CU.MO di Noto
(SR). Designazione Presidente del Consiglio di amministrazione (n.
96/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Consorzio universitario denominato Empedocle Consorzio
universitario di Agrigento . Designazione Presidente del Consiglio
di amministrazione (n. 97/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Ente Parco delle Madonie. Designazione Presidente (n. 98/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Ente Parco fluviale dell'Alcantara. Designazione Presidente (n.
99/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Consorzio universitario di Caltanissetta. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 100/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Consorzio universitario di Ragusa. Designazione Presidente del
Consiglio di amministrazione (n. 101/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia. Designazione
componente del Consiglio di amministrazione (n. 102/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
- Istituto autonomo per le case popolari di Ragusa. Designazione
Presidente del Consiglio di amministrazione (n. 104/I).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
BILANCIO (II) - COMMISSIONE ESAME
DELLE ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
- FSC 2014/2020. Patto per lo Sviluppo della Regione siciliana.
Aggiornamento degli interventi di cui alla deliberazione della
Giunta regionale n. 3 del 3 gennaio 2019 - allegato B - Piano
straordinario di messa in sicurezza delle strade nei piccoli comuni
delle aree interne - Atto aggiuntivo al Patto per lo sviluppo della
Regione siciliana (n. 103/II-UE).
Pervenuto in data 19 maggio 2020.
Inviato in data 25 maggio 2020.
Comunicazione di impugnativa di legge regionale da parte
del Presidente del Consiglio dei Ministri
Si comunica che il Presidente del Consiglio dei Ministri, con
ricorso del 5 maggio 2020, ha impugnato la legge regionale 3 marzo
2020, n. 4 Disposizioni in materia cimiteriale, di polizia
mortuaria e di attività funeraria. Modifiche alla legge regionale
17 agosto 2010, n. 18 , e precisamente i seguenti articoli:
- l'articolo 1, comma 3, lettera c), per violazione dell'articolo
17, lettere b) e c) dello Statuto, dell'articolo 14 dello Statuto
nella parte in cui rinvia al rispetto delle leggi costituzionali
dello Stato, dell'articolo 32 della Costituzione e dell'articolo
117, comma 3 della Costituzione nella parte relativa alla
competenza legislativa regionale concorrente in materia di tutela
della salute';
- l'articolo 3, comma 2, per violazione dell'articolo 32 della
Costituzione e dell'articolo 117, comma 2, lettera e) della
Costituzione,
- l'articolo 10, commi 9 e 10, per violazione dell'articolo 17,
lettere b) e c) dello Statuto, dell'articolo 32 della Costituzione
e dell'articolo 117, comma 3 della Costituzione nella parte
relativa alla competenza legislativa regionale concorrente in
materia di tutela della salute'.
Copia del ricorso è consultabile presso l'archivio del Servizio
Commissioni.
Comunicazione di approvazione di risoluzione
Si comunica che la Commissione Ambiente, territorio e mobilità
(IV)' nella seduta n. 185 del 20 maggio 2020 ha approvato la
risoluzione Interventi in materia di trasporto pubblico' (n.
11/IV).
Annunzio di interrogazioni
- con richiesta di risposta orale presentate:
N. 1310 - Ulteriori misure di contenimento della
diffusione del virus COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1312 - Interventi a salvaguardia della cardiochirurgia
pediatrica e alla mancata apertura del relativo reparto presso
l'ospedale Civico Di Cristina Benfratelli di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Caputo Mario
N. 1313 - Chiarimenti in merito alle iniziative volte all'aumento
della produzione di mascherine e altri dispositivi di
protezione individuale per il contenimento della diffusione del
virus COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
- Assessore Attività produttive
Di Paola Nunzio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1316 - Riapertura dell'Ospedale Militare di Palermo per
sopperire all'esigenza sanitaria da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Caputo Mario
N. 1317 - Chiarimenti in merito alla nomina del
Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la
trasparenza da parte della Società Interporti S.p.A.
- Presidente Regione
- Assessore Infrastrutture e Mobilità
- Assessore Economia
Sunseri Luigi; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania; Di
Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino; Pasqua
Giorgio; Damante Concetta
N. 1319 - Interventi per assicurare i dispositivi di protezione
presso l'ospedale di Partinico (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Caputo Mario
N. 1320 - Iniziative per la riapertura dell'ex Ospedale San
Lorenzo (PA) in relazione all'attuale emergenza da COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Caputo Mario
N. 1321 - Iniziative a livello ministeriale circa il mancato
riconoscimento dei titoli di servizio resi nei centri di formazione
dal personale A.T.A.
- Presidente Regione
- Assessore Istruzione e Formazione
Figuccia Vincenzo
Le interrogazioni saranno poste all'ordine del giorno per essere
svolte al proprio turno.
- con richiesta di risposta in Commissione presentata:
N. 1308 - Applicazione della clausola sociale al contratto di
servizio del CUP di Messina.
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
- Assessore Salute
De Domenico Francesco; Cracolici Antonello; Gucciardi Baldassare;
Lupo Giuseppe; Arancio Giuseppe Concetto; Barbagallo Anthony
Emanuele; Dipasquale Emanuele; Catanzaro Michele
L'interrogazione sarà inviata al Governo ed alla competente
Commissione.
- con richiesta di risposta scritta presentate:
N. 1306 - Salvaguardia dei livelli di reddito del personale ASACOM
a seguito delle disposizioni per il contenimento della diffusione
del COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Pasqua Giorgio; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti Angela;
Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa Salvatore;
Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi
Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo
Stefania; Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Damante Concetta
N. 1309 - Convocazione di elezioni comunali in pendenza di
giudizio della Corte di Cassazione n. 22591/2019 con riferimento al
Comune di Casteltermini (AG).
- Presidente Regione
- Assessore Autonomie Locali e Funzione Pubblica
Di Caro Giovanni; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano;
Tancredi Sergio; Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1311 - Chiarimenti sullo stato di avanzamento del P.O. FESR
2014/2020 e del PSR 2014/2020.
- Presidente Regione
- Assessore Attività produttive
- Assessore Energia e Servizi Pubblica Utilità
- Assessore Agricoltura svil. rurale e pesca med.
Damante Concetta; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Palmeri Valentina; Siragusa
Salvatore; Trizzino Giampiero; Zafarana Valentina; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Zito Stefano; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca
Antonino; Pasqua Giorgio
N. 1314 - Riapertura dell'ex Ospedale Militare all'interno della
Caserma 'Michele Ferrara' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lentini Salvatore
N. 1315 - Chiarimenti in ordine alla riconversione del Presidio
Ospedaliero 'Civico' di Partinico a COVID-Hospital.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Lupo Giuseppe; Cracolici Antonello
N. 1318 - Chiarimenti in merito ai piani organizzativi e alle
metodologie di lavoro nei Presidi Ospedalieri per affrontare
l'emergenza da COVID-19.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Palmeri Valentina; Cappello Francesco; Ciancio Gianina; Foti
Angela; Mangiacavallo Matteo; Siragusa Salvatore; Trizzino
Giampiero; Zafarana Valentina; Zito Stefano; Tancredi Sergio;
Sunseri Luigi; Schillaci Roberta; Di Caro Giovanni; Campo Stefania;
Di Paola Nunzio; Marano Jose; Pagana Elena; De Luca Antonino;
Pasqua Giorgio; Damante Concetta
N. 1322 - Chiarimenti in ordine alle condizioni di lavoro dei
dipendenti di call center a fronte dell'emergenza da Covid-19.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia, Politiche Sociali e Lavoro
Figuccia Vincenzo
N. 1323 - Proroga dei termini di scadenza dell'esenzione ticket
per l'anno 2020.
- Presidente Regione
- Assessore Salute
Figuccia Vincenzo
Le interrogazioni saranno inviate al Governo.
Allegato B
- Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta
e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia
sul ciclo dei rifiuti nella Regione siciliana (Doc. V)
- Relazione annuale della Commissione parlamentare d'inchiesta e
vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia
per l'anno 2019 (Doc. IV)